HOME PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro Novelli
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tARTICOLI DEL 4-12 settembre
2008 #TOP
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Articoli
Burocrazia (170)
L'Anas cede: Tondo è commissario
( da "Tribuna
di Treviso, La" del 04-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Le elefantiache burocrazie dell'Anas non ci sono mai piaciute". Gli fa eco l'assessore regionale alla Mobilità, Renato Chisso: "La nomina di Tondo mi riempie di gioia, finalmente il problema della terza corsia verrà affrontato con determinazione e competenza.
Libri
scolastici, fondi regionali a rischio
( da "Tribuna
di Treviso, La" del 04-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La burocrazia e la cattiva amministrazione rischiano di far saltare il progetto" dicono i due esponenti della sinistra, che sperano in una soluzione a breve termine della faccenda. La Regione ha stanziato 500 mila euro per le scuole di tutto il Veneto, rendendo disponibile all'ufficio provinciale della Marca un fondo di 92.
Bloccati
dalla burocrazia i fondi regionali per i libri gratuiti
( da "Nuova
Venezia, La" del 04-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Bloccati dalla burocrazia i fondi regionali per i libri gratuiti" In tempi in cui le famiglie, già stangate dai rincari dei prezzi, soprattutto dei generi alimentare di prima necessità, dei servizi come i trasporti, devono fare i conti (letteralmente) con la spesa per mandare i figli a scuola, tra libri e corredo scolastico,
La
visita medica per la pensione arriva due anni dopo la morte - massimo lugli
( da "Repubblica,
La" del 04-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: E la burocrazia sanitaria si era messa in moto con la consueta, ottusa, lentezza: la sospirata convocazione, infatti, è arrivata a destinazione due anni dopo la morte della donna. "Una storia assurda, un'autentica beffa di pessimo gusto - commenta il segretario nazionale del Codici, Ivano Giacomelli, che ha reso nota questa ennesima storia di scartoffie al rallentatore -
Tamai,
doppio rebus per il derby ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 04-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: colpa della burocrazia Calcio serie D. Domenica la sfida col Pordenone. Il "nodo" tesseramenti Tutto ok a Pordenone, che ha risolto i problemi burocratici riguardanti il tesseramento di Maki Mvondo. Tutto ok pure a San Vito: è attesa per oggi la notizia che Enis Nadarevic potrà essere schierato nel derby di sabato con la Sacilese.
Il
sogno di pinuccio a venezia - mario desiati
( da "Repubblica,
La" del 04-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: come recita il manuale di ogni italica burocrazia comunale che si rispetti. Colui che seppellisce i morti e il mondo affine, è sempre stato un tema tabù nel cinema. Il documentario Pinuccio Lovero, Sogno di una morte di mezza estate che oggi verrà proiettato alla Settimana internazionale della critica del Festival di Venezia, lo affronta con grazia e un'angolazione originale.
Quattro
giorni di <Gran festa d'Istà>
( da "Adige,
L'" del 04-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: infinità burocrazia fatta di carte, permessi e richieste (e tutti i contatti presi mesi e mesi prima con gruppi musicali e gruppi di ballo), metri e metri di cavi elettrici e di tubature stesi, collegati e collaudati, cucine e palchi allestiti. Una festa di tradizione e di musica, soprattutto: sotto la tenda si esibiranno alcuni tra i gruppi folkloristici più in voga,
PierGiorgio
Rauzi L a Mostra di Venezia di quest'anno è prodiga di film che parlano di
bambini, tutti o quasi tutti purtroppo protagonisti di storie e di vicende
drammatiche sia in ( da "Adige, L'"
del 04-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: E pur nello sforzo di rilevare le contraddizioni e la corruzione della burocrazia di quel Paese; di scoprire quanta sia la responsabilità degli Stati Uniti nella sua storia drammatica a sostegno di dittature sanguinarie che lo hanno dominato; di accorgersi dell'estrema povertà di quella popolazione; non dimostra però altrettanta attenzione per le contraddizioni in cui loro,
Lo
Bello: L'indifferenza è finita Chi denuncia il pizzo non è più solo
( da "Unita,
L'" del 04-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Se un'impresa lega il proprio successo alla capacità di tessere rapporti con la burocrazia e con la politica è più esposta alle attenzioni della mafia. Oggi, però, è sempre meno così. In Sicilia, infatti, sono cresciuti imprenditori giovani che hanno il problema di capire cosa faranno i loro concorrenti cinesi o indiani.
I
test arrivano con i carabinieri medicina, prove super blindate - mario reggio
( da "Repubblica,
La" del 04-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: tra le maglie della burocrazia, può passare di tutto. La griglia dei test ne comprende ottanta: 33 di logica e cultura generale, 21 di biologia, 13 di chimica e altrettanti di matematica. Tra i quiz di cultura generale bisogna indovinare il poeta autore dell'Infinito, la capitale della Finlandia, il giorno dell'emanazione della Costituzione Italiana.
Alcol
e droga, il ruolo del volontariato
( da "Corriere
della Sera" del 04-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La fila di ragazzi che chiede il nostro intervento, breve, efficace, personalizzato, poco terapeutico e molto avventuroso, è sempre più numerosa e io non ho nessuna intenzione di tradire i ragazzi. don Antonio Mazzi Burocrazia "I lacci burocratici sono talmente numerosi e raffinati da smontare anche il più agguerrito degli operatori".
Se
la Cina è vicinissima ( da "Giornale.it, Il"
del 04-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia, ogni regola calata dall'alto, ogni divieto, ogni sanzione, ogni controllo della polizia peraltro sempre più diradato. Le violazioni dei più elementari diritti umani sono un ricordo lontano: col tempo i cinesi hanno imposto regole loro, un loro effettivo modo di vivere, un loro commercio, una loro socialità che nel tempo hanno messo ai margini quelle autorità che vorrebbero
Vini/
Cia: Bene i voucher per la vendemmia, ma vanno
( da "Virgilio
Notizie" del 04-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: risultati e possono offrire un significativo contributo al contrasto del lavoro irregolare, alla riduzione della burocrazia che soffoca le imprese agricole nonché - conclude l'organizzazione - in una situazione generale di caro-vita, consentire a studenti e pensionati di integrare il proprio reddito senza alcun onere fiscale e con le relative coperture assicurative e previdenziali".
I
conti su Alitalia ( da "Giornale.it, Il"
del 04-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: it contatti Categorie Berlusconi IV (8) burocrazia (1) citazioni (2) finanza (10) pol economica (21) Varie (36) Ultime discussioni Umberto Cisotti: Concordo pienamente con David Baccini. Tremonti si sta' dimostrando uno dei peggiori ministri... david baccini: ma perche' d'estate dovrebbe mai calare?
An
punta sul cavaliere nero ma non mancano i malumori
( da "Trentino"
del 05-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Le priorità del partito sono chiare: la sicurezza, con più potere alla polizia municipale, l'autonomia decisionale dei comuni, per garantire il mantenimento delle tradizioni, e lo snellimento della burocrazia. De Eccher è certo: "i trentini sceglieranno il buongoverno della destra al clientelismo del centrosinistra". (j.t.).
Prusst,
primo intervento da 80 appartamenti
( da "Arena,
L'" del 05-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Soddisfatto, ma cauto, il titolare della società, Andrea Marani, presidente del collegio Costruttori: "Devo dare atto al Comune e alla Provincia di aver fatto il possibile per superare una burocrazia pazzesca. Resta il fatto che l'intero sistema è assurdo e se non cambierà, i costi continueranno ad aumentare".
Diciannove
bimbi senza asilo ( da "Tirreno, Il"
del 05-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Tra tagli e burocrazia, chi adesso si trova in difficoltà sono i genitori di questi bambini tagliati fuori. "Sarà difficile che trovino una collocazione, anche se di solito qualche posto si libera nel corso dei mesi. Comunque abbiamo bimbi in attesa pure nel capoluogo", aggiunge il primo cittadino.
Finestra
sull'America ( da "Stampaweb, La"
del 05-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: meno burocrazia nella sanità pubblica, meno sindacati nelle scuole e l'educazione "diritto umano del nuovo secolo". Il motore della crescita è nello sviluppo energetico per liberarsi dalla dipendenza dal greggio straniero: più trivellazioni di pozzi, più gas naturale estratto dal territorio nazionale e forti investimenti in ogni tipo di energia alternativa.
Veronesi:
testamento biologico per dare dignità alla morte
( da "Unita,
L'" del 05-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: eutanasia ma non ne voleva parlare perché "questa burocrazia della morte mi dà un po' fastidio". Diciamo che non sono favorevole all'eutanasia, ma sono favorevole a discuterne. La morte è un evento altrettanto importante e necessario della nascita. Anzi, è un dovere. L'organismo nasce e deve morire per far spazio alle nuove generazioni.
Soldati
fabici arruolati dai Tar ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 05-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: invece la burocrazia ministeriale sintetizzò il parere scientifico in un decreto-beffa, del 20 settembre 2007 che, di fatto, tagliava fuori i sardi dall'arruolamento. Proteste, interrogazioni dei senatori Massino Fantola e Mariano Delogu, presentazione di un disegno di legge sottoscritto da tutti i parlamentari sardi (primo firmatario Emanuele Sanna)
Nizzi:
via i lacci che hanno affossato l'Isola
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
05-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: meno burocrazia e meno centralismo". Il federalismo sarà un vantaggio per l'Isola? "Indubbiamente. Il modello che vogliamo non solo dovrà rispettare la nostra specialità statutaria, ma anche riconoscere l'insularità. Il gap andrà compensato con interventi perequativi che saranno parte integrante del federalismo".
Il
sindaco Pozzoli: <Candidarmi ancora? Forse, potrei pensarci>
( da "Giorno,
Il (Sondrio)" del 05-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La burocrazia sovracomunale, nazionale ci sembra di potere dire. resta un osso duro, non è vero? "Sì: per fortuna la gente ha pazienza, e capisce. Io ho una visione positiva di Chiavenna - prosegue Pozzoli -. I cittadini ragionano, sanno come e cosa è stato fatto, e del perché qualcosa non è stato fatto,
L'ex
Tilane rinasce dopo 20 anni ( da "Giorno, Il (Brianza)"
del 05-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: dettati soprattutto dalla burocrazia, si può finalmente iniziare a restituire alla città questa area così centrale e importante, dove avremo l'opportunità di godere di un vasto polmone verde". Sono previsti infatti 22 mila metri di verde attrezzato, sui 52 mila complessivi, con un cannocchiale verde da via Tripoli a via Milano movimentato da giochi,
Una
Giunta virtuale ( da "Tempo, Il"
del 05-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la discussione al prossimo consiglio e da cui viene fuori un esecutivo "ostaggio" della burocrazia. "Gli assessori ci costano decine di migliaia di euro l'anno - ha dichiarato Stella - Sfogliando il fascicolo dei lavori della Giunta dell'anno corrente, si ha la prova evidente di come la politica abbia da tempo delegato le proprie funzioni a favore dei potenti funzionari comunali.
Per
le Pmi meno intralci dalla burocrazia locale
( da "Sole
24 Ore, Il (Centro Nord)" del
05-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: INTERVISTA Mario Mancini Presidente Piccola industria "Per le Pmi meno intralci dalla burocrazia locale" ANCONA Più sensibilità, da parte delle amministrazioni pubbliche e delle banche, alle esigenze delle piccole e medie imprese. Il che non significa richiesta di maggiori risorse ma di minori prelievi e meno ostacoli all'attività e agli investimenti aziendali.
I
Confidi giocano la carta hi-tech ( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)"
del 05-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: sostiene che per sostenere il sistema dei Confidi e snellire la burocrazia serve anche altro: "La piattaforma telematica è un primo passo, perché riduce i tempi ed elimina la carta, ma non elimina la lunga trafila per l'azienda. è necessario anticipare i tempi dell'intervento rispetto al finanziamento erogato, in modo che l'agevolazione nasca contestualmente al finanziamento,
Non
si incrina l'asse di ferro tra il Cavaliere e il Senatur
( da "Arena.it,
L'" del 05-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Non è pensabile che i richiedenti stranieri debbano aspettare prima dieci anni di residenza e poi gli anni sommati dalla burocrazia per ottenere ciò che gli spetta per legge. E che il tutto avvenga, alla fine, con cerimonie quasi anonime.2 .
VERONA
SUD. Dopo anni di progetti e polemiche politiche, sta per concretizzarsi uno
dei piani di trasformazione della grande area dismessa di fronte alla Fiera
( da "Arena.it,
L'" del 05-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Soddisfatto, ma cauto, il titolare della società, Andrea Marani, presidente del collegio Costruttori: "Devo dare atto al Comune e alla Provincia di aver fatto il possibile per superare una burocrazia pazzesca. Resta il fatto che l'intero sistema è assurdo e se non cambierà, i costi continueranno ad aumentare".
È
uno dei lotti residenziali assegnati ai privati, la ditta Marani realizzerà 10
edifici a risparmio energetico ( da "Arena.it, L'"
del 05-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Soddisfatto, ma cauto, il titolare della società, Andrea Marani, presidente del collegio Costruttori: "Devo dare atto al Comune e alla Provincia di aver fatto il possibile per superare una burocrazia pazzesca. Resta il fatto che l'intero sistema è assurdo e se non cambierà, i costi continueranno ad aumentare".
Grimod
chiama i privati: "Investite"
( da "Stampa,
La" del 05-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: che si vuole coinvolgere, con la burocrazia. "Già - dice il sindaco -, ma questo lo stiamo facendo". Di idee Giordano ne ha tirate fuori parecchie, ma di soldi il suo assessorato non ne ha più. A ottobre ci sarà l'equilibrio di bilancio, che significa rimescolare ciò che rimane e distribuirlo dove più ce n'è bisogno.
L'INTERVISTA
( da "Mattino,
Il (Circondario Sud2)" del
05-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: "Dichiariamo guerra alla burocrazia che crea mille problemi e scoraggia gli investitori. Non è più possibile tollerare una classe di funzionari che naviga a vista, senza obiettivi né stimoli. Occorre, dunque, una riforma in grado di trasformare radicalmente metodi e procedure".
Polveriera
distrutta da ladri e vandali ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 05-09-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ma la burocrazia ha fatto trascorrere anni, ormai decenni, prima del trasferimento delle competenze ai Comuni di Selargius e, in minima parte, Monserrato. E ora? Dei maxi progetti restano carte e cartelle con l'elenco degli interventi da compiere. Ma, di realizzato, ancora non c'è nulla.
Così
parlò McCain ( da "Vita non profit online"
del 05-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: - Educazione: migliorare la burocrazia scolastica, aumentare la possibilità per le famiglie di scegliere la scuola privata. - Esteri: Stop ai 700 miliardi di dollari distribuiti ogni anno "ai paesi che ci disprezzano" (non si capisce se come cooperazione internazionale o come aiuti di stato).
Burocrazia,
triumvirato della svolta ( da "Italia Oggi"
del 06-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: opinione Burocrazia, triumvirato della svolta "La moria di api è poca cosa rispetto agli ostacoli della burocrazia". è il grido di un apicoltore. Un malcontento che spinge sempre più a dare maggiore efficienza all'amministrazione pubblica. A sentire la politica si ha l'impressione che si voglia andare in questa direzione.
Brevi,
schede e richiami 5 ( da "Repubblica, La"
del 06-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia, sul conformismo o sulla corruzione degli altri. Una ricetta che si ripete, con qualche variante, non solo nei romanzi, ma anche nelle tante fiction seriali che si moltiplicano sull'argomento; un modello che si applica ad ogni trama e a una miriade sconfinata di personaggi, che non delude mai e che tiene incollati alla pagina o al video eserciti di instancabili lettori
Il
nodo della vigilanza notturna esaminato col questore maiorano
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 06-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Si è anche parlato della situazione in cui si trovano i produttori locali di coltelli, costretti a una lunga burocrazia da quando è stato approvato il nuovo testo in materia di pubblica sicurezza, chiedendo una semplificazione degli adempimenti. (l.v.).
La
rimozione delle morti bianche - nino blando
( da "Repubblica,
La" del 06-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia, obliando radicalmente le ragioni specifiche per cui a suo tempo esso era nato. La vicenda dei due operai delle ferrovie morti giorni fa a Motta Sant'Anastsia, dopo essere stati travolti da un treno regionale, e subito archiviata, sotto questo profilo costituisce dunque un'ulteriore conferma di come il mondo del lavoro manuale sia effettivamente percepito dalla coscienza
Questo
Stato mi ha abbandonato: aveva ragione Welby, meglio morire
( da "Unita,
L'" del 06-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Esiste invece la burocrazia, il menefreghismo, l'abbandono e l'indifferenza totale da tutte le istituzioni competenti: nessuno sa niente, nessuno agisce, nessuno si muove". L'uomo, che ora comunica con il computer grazie a un sofisticato software muovendo lo sguardo, la testa e in particolare gli occhi, afferma di essere "stanchissimo di lottare"
Vi
racconto la mia sofferenza ( da "Unita, L'"
del 06-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Esiste invece la burocrazia, il menefreghismo, l'abbandono e l'indifferenza totale da tutte le istituzioni competenti, nessuno sa niente, nessuno agisce, nessuno si muove. Esiste un grandissimo divario tra Nord e Sud del Paese! In Lombardia e in Veneto ci sono persone nelle nostre stesse condizioni a cui non manca (quasi) niente,
Così
il timido parroco di provincia votato agli studi diventa massimo teologo Custode
della fede ma anche innovatore ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 06-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: e anche contro la burocrazia della Curia diventata nel tempo "come la corazza di Saul che impediva a Davide di camminare". I sardi sul colle di Bonaria aspettano da quasi un anno il Papa che arriva dal cielo, la sua parola, la sua solidarietà in mezzo a tante angosce.
<Non
siamo più l'isola felice della giustizia>
( da "Giorno,
Il (Lecco)" del 06-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: posizioni e non certo per problemi legati alle lentezze della burocrazia nostrana, o almeno non solo, ma per il personale inadeguato, che non riesce a stare al passo con tutti i procedimenti, situazione che accomuna il settore civile e quello penale. I magistrati del primo ramo sono solo 15, 10 quelli del secondo, gli addetti amministrativi ammontano a 46, ma ne mancano più del 25%
Il
margherita riapre a fine ottobre. con la libreria - donatella francesconi
( da "Tirreno,
Il" del 06-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Si tratta solo di burocrazia", è stato il commento analogo di Riccardo Battaglia: "Ma ora tutte le incomprensioni dovrebbero essere superate". Tanto che nei prossimi giorni i tecnici della "Zelig" consegneranno le carte richieste. A fine ottobre, dunque, il nuovo "Margherita" dovrebbe tornare ad accogliere - secondo gli impegni sbandierati -
La
Gelmini ci salverà dalla scuola matriarcale
( da "Giornale.it,
Il" del 06-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: élite utile alla burocrazia prima, e nel Novecento alla massificazione, fino alla decadenza presente, di una cultura la cui misura è solo il denaro, l'economia. Questo l'esito della scuola statale: una società in cui molti, più di prima, leggono libruzzi, ma sono rare e molto desuete le menti originali e libere, anche se tutti si pretendono tali.
I
giudizi positivi ( da "Corriere della Sera"
del 06-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: 5 categoria: BREVI I giudizi positivi RenatoBrunetta \\ è giusto e utile tentare di semplificare la burocrazia MaurizioSacconi \\ Mi sono piaciute fin qui le politiche per il lavoro GiulioTremonti \\ Bene manovra triennale e contenimento del disavanzo MariastellaGelmini \\ Condivido: meno prof, ma pagati meglio e valutati.
<Salari,
pronti a firmare con chi ci sta Epifani? Se dice no dovrà spiegarlo>
( da "Corriere
della Sera" del 06-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: sulle politiche per il lavoro, sul rilancio del nucleare, sulla semplificazione della burocrazia. Non va bene, invece, che ci sia un calo degli investimenti in infrastrutture. Non ci è piaciuta la mancata liberalizzazione dei servizi pubblici locali. E non ci piace una pressione fiscale sempre ai massimi storici". E la scuola?
==CONTRATTI:
MARCEGAGLIA A CGIL,SE NON FIRMA DOVRA'SPIEGARLO
( da "Wall
Street Italia" del 06-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: sulla semplificazione della burocrazia. Non va bene, invece, che ci sia un calo degli investimenti in infrastrutture. Non ci è piaciuta la mancata liberalizzazione dei servizi pubblici locali. E non ci piace una pressione fiscale sempre ai massimi storici". Il federalismo, invece, "non deve ridursi ad un dividendo politico da pagare alla leva" ma "
Il
degrado di via Monte Calvario ( da "Stampa, La"
del 06-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: lentezza della burocrazia, ma questa volta mi sembra che ci sia più che una semplice speranza di verde risanata questa zona. È previsto anche l'allargamento della zona attigua al santuario, con la creazione di un ampio spazio che potrà rivelarsi molto utile persino per raggiungere la zona con degli autobus e anche per le manovre dei mezzi della nostra squadra di Protezione civile"
UE:
NAPOLITANO, EUROPA NON SIA ALIBI PER I GOVERNI
( da "Virgilio
Notizie" del 06-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ci sono delle critiche per la troppa burocrazia ma nessuna direttiva puo' essere emanata senza il consenso di tutti i governi. La nascita e la crescita dell'Unione europea hanno coinciso con un periodo di sviluppo economico e quindi i cittadini europei hanno visto positivamente questo processo che dava risposte alle loro aspettative.
Fontana
<disonorata>in piazza della Regione
( da "Sicilia,
La" del 06-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: antico monastero non resista ai tempi della burocrazia. La precedente Amministrazione comunale dall'ex presidente Salvatore Cuffaro aveva ottenuto una promessa di finanziamento per il restauro, finanziamento che però fino ad oggi non è stato erogato. "Io ho già incontrato il tecnico che ha redatto il progetto del restauro del Monastero - ci dice il neo sindaco,
S.
Romedio, l'eremo torna in mano ai frati
( da "Trentino"
del 07-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia permettendo, ma i frati si stanno attrezzando per spianare le difficoltà) la riapertura del bar che dava un tono di accoglienza diverso rispetto alle anonime e fredde macchinette per il caffè. "Il bar può essere un dettaglio, ma l'eremo come lo intendiamo noi dovrà tornare ad essere il punto di riferimento della religiosità innanzitutto dei valligiani ma anche dei moltissimi
Locale
fracassone? Le analisi tacciono ( da "Arena, L'"
del 07-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Le analisi tacciono di Zeno Martini Un intero quartiere tenuto in scacco da un locale e dalla burocrazia. Il primo è il "Mime's disco pub", accusato in una serie di esposti inviati in municipio di costringere all'insonnia i residenti delle vie Cimarosa, Bassa, Ponchielli e Peccana, a Vallese, con la musica ad alto volume e gli schiamazzi dei suoi avventori.
La
burocrazia blocca le balestriere ( da "Tirreno, Il"
del 07-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: NIENTE ESIBIZIONE AL CASSERO La burocrazia blocca le balestriere Permesso lento ad arrivare, le donne costrette a riporre le armi MASSA MARITTIMA. E' saltata l'esibizione, e appare abbastanza chiario che ci abbia messo lo zampino la burocrazia, delle donne "balestriere" che si doveva tenere nella serata di venerdi al Cassero Senese.
Paga
l'iva, ma gli pignorano la casa ( da "Tirreno, Il"
del 07-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: non sempre logica e burocrazia vanno d'accordo. Ne sa qualcosa una giostraia di Pescia, ormai ritiratasi dall'attività, ma che per colpa di questa diversa lettura si trova a convivere con un incubo: quello di un'ipoteca sulla casa. Non più giovanissima rischia di trovarsi senza un tetto perché, per l'agenzia delle entrate,
Il
quartiere si mobilita e salva l'ambulatorio - paolo scandale
( da "Repubblica,
La" del 07-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ma questa volta la burocrazia ha mostrato il suo volto più umano, e la Asl, compresa la situazione di disagio che si sarebbe creata, ha deciso di intervenire. L'impegno è chiaro: "L'ambulatorio deve restare aperto", e perciò si cercherà un medico, tra quelli dello stesso distretto, disposto a tenere aperto almeno per alcuni giorni alla settimana lo studio di via Depretis.
L'inceneritore
miraggio ( da "Repubblica, La"
del 07-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Pagina VII - Firenze Burocrazia e politica bloccano di fatto la realizzazione del termovalorizzatore di Case Passerini L'inceneritore miraggio Neanche iniziata la progettazione dell'impianto nella Piana SEGUE A PAGINA II.
Si
emigra all'estero con prato nel cuore
( da "Tirreno,
Il" del 07-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Non posso che riscontrare quanto l'amministrazione sia ferma, impacciata, senza idee e soluzioni. A oggi ancora non capisco perchè non si cerchi con ogni metodo di attirare investitori da fuori Prato, concedendo sconti su servizi, su imposte locali, snellendo la burocrazia che spesso costringe gli imprenditori a investire altrove".
Napolitano:
Nessuno usi l'Europa come alibi Monito da Cernobbio: I leader nazionali non
cerchino di usare l'Ue per coprire l'inazione dei governi
( da "Unita,
L'" del 07-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ci sono delle critiche per la troppa burocrazia ma nessuna direttiva può essere emanata senza il consenso di tutti i governi. La nascita e la crescita dell'Unione europea hanno coinciso con un periodo di sviluppo economico e quindi i cittadini europei hanno visto positivamente questo processo che dava risposte alle loro aspettative.
Scuola
svuotata di ogni autonomia PIERANGELO GIOVANETTI
( da "Adige,
L'" del 07-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Quello che è avvenuto in questi anni è il trasferimento di ogni funzione che riguarda la scuola alla burocrazia provinciale, con un controllo centralizzato da far rimpiangere quello del Ministero romano, sicuramente meno invadente e soffocante. Tale "rivoluzione" è avvenuta cancellando di fatto il ruolo dei presidi, che sono diventati semplici terminali delle direttive provinciali.
Cultura,
quella poltrona vuota penalizza Milano
( da "Corriere
della Sera" del 07-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: un inevitabile allungamento dei tempi della burocrazia; Sgarbi, con tutti i suoi difetti, certo non aveva quello della lentezza. Insomma, l'assessorato alla cultura è un lavoro a tempo pieno, un full time job, nell'inglese caro a chi ci governa. Un impegno impensabile per qualsiasi sindaco, tanto più se, come il nostro, è assillato da questioni gigantesche come la governance dell'
Un
litro di verde a 1.395 euro ma solo per utilizzo nautico
( da "Nuova
Venezia, La" del 07-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: cittadino veneziano che ha combattuto a denti stretti contro burocrazia e diktat degli alti funzionari comunali, per poterlo aprire. C'è voluto, perfino, un ricorso al Tar Veneto dello stesso Rombolotto e una diffida dei suoi avvocati dopo la sentenza a lui favorevole, per convincere il Comune di Venezia a rilasciare la concessione edilizia, indispensabile alla realizzazione dell'
Calderoli:
"La service tax? Vedrete, vi stupirà"
( da "Stampaweb,
La" del 07-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Finiremo col ritrovarci due burocrazie, una centrale e una locale? "Ecco l'altra bufala. Nel testo vero che stiamo preparando, non quello in circolazione per colpa di qualche idiota, si indica la via per evitare il rischio della duplicazione. Lo sappiamo perfettamente che, se si mantengono in piedi certe strutture a livello centrale,
Uffici
chiusi, termiti a lavoro ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 07-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ma nulla ha potuto contro le ingessature della burocrazia, nel tentativo di sbloccare rapidamente i finanziamenti: " La giunta regionale ha deliberato, stiamo aspettando il decreto per poter estendere l'affidamento, vista l'urgenza del caso", spiega Franco Mura, assessore ai Lavori pubblici.
OPPEANO.
Esposti e proteste dei residenti di un quartiere di Vallese per musica e
schiamazzi ( da "Arena.it, L'"
del 07-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: nbsp Zeno Martini Un intero quartiere tenuto in scacco da un locale e dalla burocrazia. Il primo è il "Mime's disco pub", accusato in una serie di esposti inviati in municipio di costringere all'insonnia i residenti delle vie Cimarosa, Bassa, Ponchielli e Peccana, a Vallese, con la musica ad alto volume e gli schiamazzi dei suoi avventori.
Ancora
ignoti i risultati del primo controllo mentre il secondo è saltato perché il
<Mime's> era in ferie ( da "Arena.it, L'"
del 07-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: nbsp Zeno Martini Un intero quartiere tenuto in scacco da un locale e dalla burocrazia. Il primo è il "Mime's disco pub", accusato in una serie di esposti inviati in municipio di costringere all'insonnia i residenti delle vie Cimarosa, Bassa, Ponchielli e Peccana, a Vallese, con la musica ad alto volume e gli schiamazzi dei suoi avventori.
Marco
Nanì soddisfatto<Ottenuti risultati concreti>
( da "Sicilia,
La" del 07-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: approvato un provvedimento che segna una svolta nel rapporto con la burocrazia e la dirigenza del Comune, a conclusione di un iter che ha visto coinvolti nucleo di valutazione e sindacati. Fermo restando il diritto inalienabile allo stipendio, le altre due voci della busta paga dei dirigenti, indennità di posizione e indennità di risultato, che prima venivano distribuite a pioggia,
<Un
pronto soccorso tra i più attrezzati>
( da "Sicilia,
La" del 07-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Accolta anche un'altra richiesta avanzata dal consigliere: pubblicare anche sul sito internet del Comune le convocazioni delle conferenze. "Insomma - ha commentato Ardita - la vittoria della tanto vituperata burocrazia, che ha corretto con prontezza un errore compiuto, sulla politica rimasta invece in silenzio".
Le
biglietterie Fs sono disorganizzate
( da "Stampa,
La" del 07-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Burocrazia imperante, nella scuola come in altri settori specifici. Registri da verbalizzare, voti da certificare, riunioni logoranti da sviluppare. A Savona in quasi tutte le scuole, si stanno svolgendo interessanti progetti sia sul territorio sia in ambito pre-professionale.
Pdl/
La Russa: Nel nuovo partito portiamo tutta la nostra
( da "Virgilio
Notizie" del 07-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Vogliamo un partito leggero - aggiunge il reggente di An - dinamico, con poca burocrazia, leggero che non vuol dire senza regole certe. Un partito senza burocrazia elefantiaca, capace di rappresentare il territorio, ancorato a regole precise all'interno del quale sono chiare le linee gerarchiche e i luoghi di decisione".
Lavoriamo
tutti insieme per chi vive nel disagio - luigi merola
( da "Repubblica,
La" del 08-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: con una famiglia distrutta dalla burocrazia e dalla lentezza della giustizia, che gli fa perdere l'abitazione. Oggi vive nella disperazione e nell'abbandono. La Chiesa di Napoli è chinata su questi problemi e sulle difficoltà della sua gente. Quel bacio alla terra di Scampia che il nostro arcivescovo, appena arrivato a Napoli, volle dare,
Ughi:
"aiutiamo la musica e investiamo sui giovani" - luigi di fronzo
( da "Repubblica,
La" del 08-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Sarà stata colpa della burocrazia... ". A Milano suona spesso, anche 3 o 4 volte per stagione. "Sì, c'è sempre stato un pubblico attento, fedele e di tradizione. MiTo è un'operazione colossale, speriamo che dia i suoi buoni frutti, ma il divario dell'occidente con l'oriente è sempre più grande.
In
viaggio con Ingrid ( da "Unita, L'"
del 08-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: I cinque giorni italiani sono finiti a Pisa nella burocrazia che le compagnie americane impongono dopo l'11 settembre. Sul suo passaporto francese (come nel pass di ogni altro paese Ue) manca l'indirizzo della residenza. C'è solo la città. Ingrid sperduta: "Non so cosa dire... ". Si aggrappa alla madre che fa il nome della strada di Parigi dove abita Astrid,
I
diportisti senza un attracco ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 08-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: manifestazioni e scioperi in mare non sono serviti a smuovere le acque della burocrazia. Eppure la soluzione per far rientrare in porto le barche sarebbe a portata di mano: dall'inizio di agosto i blocchi di un nuovo dente d'attracco, che diventerà parte integrante del porto turistico in costruzione, poggiano sul molo di cemento anziché sul mare.
<La
mia danza per la libertà> ( da "Adige, L'"
del 08-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: nel'99 ne diventa direttore poi "siccome in Cina c'è molta burocrazia - prosegue Tsao - nel 2005 passa una legge che permette di creare delle formazioni indipendenti così ho fondato anche il gruppo Beijing dance/Ldtx e la City Contemporary Dance Company di Hong Kong, gli altri due gruppi proposti dalla rassegna.
L'Europa
vinca gli scetticismi ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 08-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: chiamando in causa la burocrazia di Bruxelles come capro espiatorio per coprire le loro responsabilità". Il presidente della Repubblica ha anche ribadito la necessità di un ruolo dell'Europa in politica estera. "Nel momento attuale l'accento non può non cadere sull'assoluta e impellente necessità di un effettivo protagonismo europeo sul piano internazionale e di un'
Burocrazia
snella, la Ue premia le idee vincenti
( da "Sole
24 Ore, Il (Del Lunedi)" del
08-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: online promosso da Bruxelles Burocrazia snella, la Ue premia le idee vincenti Anna Zavaritt Un premio alla migliore idea per lo snellimento burocratico. è solo l'ultima iniziativa del team di lavoro ( High level expert group) presieduto da Edmund Stoiber, che ha il compito di coordinare e monitorare l'attuazione del Programma d'azione per la riduzione degli oneri amministrativi.
La
riforma federalista sembra giungere in porto sotto la
( da "Tempo,
Il" del 08-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Se la riforma introduce una complicazione delle strutture amministrative, se vi saranno più tasse, se aumenterà la burocrazia pubblica e diminuirà la responsabilità degli amministratori locali e regionali, allora si tratta di un cambiamento in peggio, molto peggio. segue a pag. 21.
E
nel Pdl <salta> la prima festa unitaria
( da "Corriere
della Sera" del 08-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: il Pdl sarà un partito leggero come burocrazia, ma con regole ben precise per la selezione della classe dirigente e le decisioni". Poi rivendicando l'identità di An, nel dare l'arrivederci al pubblico di Mirabello, fissa il nuovo appuntamento per la primavera. "Il prossimo anno ci sarà, proprio qui a Mirabello, la prima festa del Pdl".
Interventi
e Repliche ( da "Corriere della Sera"
del 08-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: 09-08 num: - pag: 25 categoria: BREVI Interventi e Repliche Burocrazia, impiegati e carico di lavoro La battaglia contro i fannulloni nel pubblico impiego ha determinato un calo delle assenze per malattia del 37%. La seconda fase prevederà la valutazione del merito misurato prendendo a riferimento capacità e rendimento.
I
pazienti senza frontiere ( da "Corriere della Sera"
del 08-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: troppa burocrazia per avere un rimborso, pochi soldi per andare all'estero pagando. Nonostante questi ostacoli, il nostro servizio sanitario spende 35 milioni di euro all'anno per gli italiani che si fanno curare in altri Paesi europei, 150 milioni se si aggiungono le cure agli italiani residenti all'estero e quelle necessarie per i turisti.
(ACR)
LAPENNA (PDL) SU MANCATA UTILIZZAZIONE FONDI POR 2000-2006
( da "Basilicanet.it"
del 08-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Spesso la burocrazia e la cattiva gestione determinano il paradosso di avere tanti soldi e non sapere come spenderli, soprattutto in una regione come la nostra che ha la necessità di nuovi interventi e nuove strategie di sviluppo, segno evidente di una inefficienza nella programmazione e soprattutto nellâ?
Inchiesta:
così il Sud butta via i soldi ( da "Giornale.it, Il"
del 08-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Sono lì, tutti per loro, tutti per i cittadini. Però sembrano congelati perché la politica e la burocrazia non si muovono. Il 31 dicembre è vicino, molto vicino. E c'è chi scommette che non tutti se ne siano accorti. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
Acqua,
oltre tre mesi per l'allaccio ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 08-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Francesco Manca è una vittima della burocrazia visto che sono passati tre mesi da quando ha chiesto l'allaccio dell'acqua nella casa della figlia, nel rione pirrese di Is Bingias. Abbanoa, società responsabile dell'erogazione dell'acqua a Cagliari, ha ricevuto la domanda, ma per ora ha solo effettuato un sopralluogo, nient'altro.
Fondi
Ecofridge, ultimatum al Ministero
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
08-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: principalmente alla cattiva burocrazia e non al presunto immobilismo dell'azienda: dalla realizzazione del capannone della Ecofridge nell'area industriale di Bolotana che è stata sospesa per molto tempo a causa di un palo dell'Enel che non si riusciva a spostare, all'allaccio dell'acqua e all'attivazione di altri servizi essenziali che ha richiesto trafile infinite e mille richieste.
Settanta
milioni di euro per il Muse ( da "Trentino"
del 09-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: amministrazione comunale e per i tempi della burocrazia - sta entrando in porto. A questa cessione seguirà presto la vendita delle altre superfici, commerciali e d'abitazione. Un'operazione che verrà avviata nei primi mesi del prossimo anno, mentre cresce l'interesse, tuttora insoddisfatto, per i prezzi che saranno richiesti a chi vorrà vivere e lavorare in questa "
Meno
burocrazia e più strade ( da "Trentino"
del 09-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: gli imprenditori chiedono statale potenziata e variante di Strigno "Meno burocrazia e più strade" Gli agricoltori sono contrari: "Non vogliamo diventare una camera a gas" Purin: "I vigili urbani dovrebbero accogliere, invece stangano" UBALDO CORDELLINI BASSA VALSUGANA. La Bassa Valsugana è una valle in cerca d'autore.
Grande
viabilità, si sbloccano i lavori ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 09-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Il rischio è quello di essere inghiottiti dalla burocrazia - incalza Muraro - oggi il commissario prefettizio Campanaro sta facendo molto bene e la Provincia è al suo fianco, prima c'era poca disponibilità al confronto". Il caso più emblematico è quello della rotonda Nigi: due tangenziali che convergono senza un collegamento farebbe gridare, anche nel produttivo nord-
I
viticoltori pagano per tutti Le multe vanificano il lavoro
( da "Tribuna
di Treviso, La" del 09-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: L'uva non può attendere i tempi della burocrazia. Direi che siamo in una situazione tipicamente mediterranea: l'Ispettorato continua ad imperversare, il ministro Zaia afferma di controllare ma con buon senso, dall'altra c'è il ministro Sacconi che dice di andare avanti nel rispetto delle regole.
Vendemmia:
il ministro frena gli ispettori ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 09-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: "Non sono reperibili - spiega - non si possono addossare le carenze organizzative agli imprenditori vitivinicoli, che già sono pesantemente che già sono pesantemente impegnati nelle vendemmie e non possono attendere i tempi della burocrazia per raccogliere l'uva".
La
cdl sblocca i piani regolatori comunali
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: "Sono sempre stato impegnato nella "battaglia" contro la burocrazia - ha commentato Roberto Asquini, capogruppo del gruppo misto -: il cittadino, il privato devono poter fare e in qualche modo cosí si rilancia anche l'economia e si dà soddisfazione ai piccoli proprietari che amano la loro casa e vogliono migliorarla.
Vendemmia,
una raffica di controlli ( da "Nuova Venezia, La"
del 09-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Se non è possibile reperirli non si possono addossare le carenze organizzative di altri agli imprenditori vitivinicoli, che già sono pesantemente impegnati nelle operazioni vendemmiali e non possono attendere i tempi della burocrazia". (Giovanni Cagnassi).
Mogliano,
via alle opere complementari ( da "Nuova Venezia, La"
del 09-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Il rischio è quello di essere inghiottiti dalla burocrazia - incalza Muraro - oggi il commissario prefettizio Campanaro sta facendo molto bene e la Provincia è al suo fianco, prima c'era poca disponibilità al confronfronto". Il caso più emblematico è quello della rotonda Nigi: due tangenziali che convergono senza un collegamento farebbe gridare, anche nel produttivo nord-
Dobbiamo
motivare il personale ( da "Tirreno, Il"
del 09-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: A mio giudizio, il vero problema è rappresentato dalla burocrazia e non dall'impegno dei dipendenti". L'assessore propone anche una ricetta per rendere ancora più efficienti i servizi comunali. "Non mi piace affatto l'idea di punire - dice - Preferisco invece motivare i miei collaboratori e il personale in genere.
"la
mia odissea sul pendolino stremato dal caldo e dalla sete" - (segue dalla
prima pagina) lello parise ( da "Repubblica, La"
del 09-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: non voglio morire di burocrazia" "Era un ferrovecchio e lo sapevano: non dovevano farlo partire" (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) LELLO PARISE (segue dalla prima di cronaca) La storia di Giuseppe, dirigente d'azienda, è di quelle a cui non bisognerebbe abituarsi pure se "ho la sensazione che da queste parti al peggio non ci sarà una fine.
L'estate
nera dei treni Torna l'incubo insetti: <In due giorni 16 vittime>
( da "Giorno,
Il (Milano)" del 09-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: A farne le spese un pensionato che viaggiava in cuccetta. Quasi sempre il malcapitato di turno rifiuta le cure mediche che l'azienda offre. Ma la prassi prevede che il viaggiatore sia identificato e debba firmare una liberatoria. Parassiti sì, ma sempre con il bollo della burocrazia.
DICEVA
Trilussa: <Sò socialista quanno sto a digiuno, ma quanno magno s
( da "Giorno,
Il (Milano)" del 09-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Già, a proposito, chissà cosa direbbe Bruxelles del blitz di Washington? Forse, dalla risposta, potremmo capire perché gli Usa vanno, cadono, si rialzano ma marciano veloci. E l'Europa, che ha una politica comune, tanta burocrazia puntigliosa, ma non un Governo, no.
Il
tramonto di un sogno americano ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 09-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Una quadratura del cerchio che ha alimentato ricche burocrazie interne, le più ricche di Washington, e ne ha fatto una imbattibile centrale di lobbismo. Potenziato dal fatto che le due Gse sono (erano) uno strumento magnifico per i politici consentendo di assicurare benefici pubblici (calmierare i mutui) senza stanziamenti.
Ma
chi li conosce ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 09-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: opportunità di attrarre giovani volenterosi e si fa sprecare loro tempo in burocrazia superflua. Si dice che lo sviluppo di un Paese richiede le tre T: tecnologia, tolleranza, talento. Tecnologia non ne abbiamo molta, talenti ne sprechiamo sempre più, sulla tolleranza comincio a dubitare. Andrea Armaroli e-mail In treno senza controlli Treno Venezia-Bologna, un pomeriggio qualsiasi.
C'è
tempo per spostare i detenuti su Marte
( da "Tempo,
Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la burocrazia lentopede del ministero della Giustizia ben si innesta in un sistema nel quale i processi vengono celebrati qualche lustro dopo il reato, e la condanna di un ladro teenager arriva quando quello ha già la cataratta; poi non resta che sperare in un indulto, in un'amnistia mascherata, nel cadeaux di un braccialettino o alla peggio in un espatrio forzato,
Sfida
a tre sull'economia ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 09-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: In campo ci saranno anche due 51enni: Shigeru Ishiba, esperto di problemi della difesa (lo annuncerà oggi) e Nobuteru Ishihara, nemico della burocrazia. S. Car. CAMPAGNA ELETTORALE Il favorito Taro Aso propone tagli fiscali e spesa pubblica Gli sfidanti, tra cui la Koike, insistono invece su una politica di rigore e riforme.
Tutti
invitati ad Atene per leggere l'Olimpiade del sapere
( da "Giornale.it,
Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: geometrica spirante dagli edifici dello stato e della burocrazia o del potere privato (banche, ma anche fabbriche, mattatoi, residenze signorili, cimiteri monumentali), ha consegnato colonne e trabeazioni a costruttori di stretta osservanza classicistica. Al contrario, c'è chi disloca le schegge elleniche in impasti visivi che devono sbalordire non per completezza e somiglianza,
Il
suono di un violino straordinario in una calda notte d'estate a nizza - lukian
mussel ( da "Provincia Pavese, La"
del 09-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Superata la complessa burocrazia doganale dell'epoca arrivammo, stanchissimi ma felici a Nizza parcheggiando l'auto altrettanto sfinita e quasi in ebolli zione sotto l'albergo Beau Rivage. La stanchezza ci impedì di apprezzare il fatto che vi avesse soggiornato a lungo il famoso pittore Matisse.
La
"Legge" dell'umorismo è la regina della Biennale
( da "Stampa,
La" del 09-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: opera sul rapporto tra cittadini e burocrazia La giuria della Famija Varsleisa (presieduta da Mario Guilla e composta da Monica Falcone, Mauro Pedrani, Gian Piero Prassi), ha espresso l'atteso verdetto sulle opere inviate per la quindicesima edizione della Biennale internazionale di caricatura "L'arte dell'umorismo nel mondo".
PIERO
VISTOCCO GIFFONI SEI CASALI. QUADRO RUBATO, RITROVATO, E MAI PIù RITORNATO. LA
PREZIOS ( da "Mattino, Il (Salerno)"
del 09-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La burocrazia e i protocolli operativi legislativi, nonché i tentativi di restauro -scrive lo storico Gerardo Mazza- nella omonima scuola della Certosa di Padula, continuano a tenere lontano il dipinto. L' anziano parroco don Carmine Russo ed i fedeli giffonesi non disperano e sperano quanto prima di festeggiare il suo ritorno sull'
Salma
a terra per 5 ore, aperta un'inchiesta
( da "Sicilia,
La" del 09-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: girato dall'altra parte lasciando che i "tempi" della burocrazia prendessero il sopravvento su un'evidente questione di pietà umana. Gli ultimi minuti di Di Grazia sarebbero stati ricostruiti, con dovizia di particolari da un testimone che avrebbe poi provveduto anche a chiamare il "118" dopo aver cercato invano aiuto in zona.
Una
corsa contro il tempo per salvare il mare di S. LeoneLa burocrazia
( da "Sicilia,
La" del 09-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Con
Gaddo Risso alla scoperta di Alghero, Asinara e Santa Teresa L'istruttore sub
Esa: la risposta sarda alle crociere ai Tropici Cernie e aragoste sulle rotte
del caicco ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 09-09-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Non proprio: il grosso scoglio della burocrazia resta l'insidia più pericolosa. "Purtroppo ogni giorno ci dobbiamo scontrare con una normativa poco chiara e con interpretazioni differenti che danno adito a mille problematiche e naturalmente a enormi disagi per un operatore del settore".
Burocrazia
blocca impianti a metano ( da "Stampa, La"
del 09-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: IN PERIFERIA Burocrazia blocca impianti a metano [FIRMA]CARLO GIORDANO CUNEO I distributori ci sono, anche gli allacciamenti alla rete, ma gli automobilisti cuneesi non possono ancora fare il pieno di metano per questioni tecnico-burocratiche. Due le aree di servizio autorizzate alla periferia della città: alla "Ies",
Non
svendiamo la nostra valle ( da "Trentino"
del 10-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Non ne può più della burocrazia, delle carte". L'avvocato Beppe Pontrelli che ha lo studio a Cavalese cita un esempio storico di scarsa programmazione: "Questa è una valle che ha rinunciato ad un trenino che la raggiungeva. L'avevano costruito nel 1916 i genieri dell'esercito austro-ungarico.
<Alle
imprese serve terreno fertile>
( da "Adige,
L'" del 10-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Altri punti del programma riguardano gli aiuti per il ceto medio, la riduzione della burocrazia e l'introduzione dell'autonomia fiscale. L'ala economica della Svp si batte, inoltre, per una "immigrazione regolamentata" e la formazione come "investimento nel futuro". 10/09/2008.
I
cittadini si riprendono gli spazi pubblici - luca rossomando
( da "Repubblica,
La" del 10-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Nei grandi eventi si mette in piedi una consistente burocrazia di sedicenti esperti, si assegna loro un campo d'intervento, si concentra un investimento cospicuo in un tempo limitato e per interventi effimeri o affrettati. Durante queste manifestazioni i cittadini diventano pubblico, a volte pagante a volte no;
Seregno,
artigiani allarmati: <Il Comune non ci aiuta>
( da "Giorno,
Il (Brianza)" del 10-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: A mio avviso l'unica sfida possible è sulla qualità perchè sui prezzi non è possibile, tanto più che la manodopera per diversi motivi ha un costo elevato, così come le materie prime, senza contare l'incidenza della burocrazia e le pressioni fiscali, che fanno temere il peggio". M.G.
Sos
dagli ex dipendenti della Syntess Da quattro mesi non vedono un euro
( da "Giorno,
Il (Milano)" del 10-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia completi l'iter i lavoratori non vedono i soldi dallo scorso giugno. "Il rischio è che anche a settembre non ricevano la cassa integrazione, molti di loro sono in difficoltà perchè hanno il mutuo della casa da pagare e una famiglia da mantenere - spiega Michele Augurusa, rappresentante della Filtea Cgil - siamo preoccupati anche perchè a luglio il socio di maggioranza
Il
governo avverte alierta telecom deve restare italiana - luca iezzi claudio tito
( da "Repubblica,
La" del 10-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ostacoli frapposti da Autorità e burocrazia a Telecom: "è evidente che se non riuscissimo a fare investimenti accettabili e vedessimo che l'Italia va contro la nostra necessità di fare efficienza non potremmo che prenderne atto", ha più volte dichiarato, con evidente riferimento all'investimento in Telco, che controlla l'ex monopolista tlc e che ha dimezzato il proprio valore dall'
La
classifica della Banca mondiale ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 10-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la burocrazia per gli scambi con l'estero, l'efficienza della giustizia civile. E ogni anno arriva alla stessa conclusione: l'Italia è un Paese difficile in cui condurre affari. Quest'anno, i dati pubblicati ieri sono particolarmente sconfortanti: la classifica dell'Italia peggiora al 65esimo posto (su 181 Paesi),
Energia,
fermi i permessi per le nuove centrali
( da "Sole
24 Ore, Il" del 10-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ECONOMIA E IMPRESE MERCATI IT data: 2008-09-10 - pag: 22 autore: Burocrazia. Nell'ultimo anno nessun via libera - Il rapporto dello Sviluppo Energia, fermi i permessi per le nuove centrali Sotto accusa la lentezza delle autorizzazioni regionali ROMA Molti progetti in campo, ma pochi megawatt da aggiungere al mercato dell'elettricità.
Corriere
della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-09-10 num: - pag: 3
categoria: AL... ( da "Corriere della Sera"
del 10-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Al di là dei tecnicismi e della burocrazia (ma non è facile districarsi in una matassa tanto fitta, e lo sanno bene in Campidoglio e al ministero) al Mibac ieri è andata così: non una sola riunione innanzitutto, quella ufficiale delle 17. Qualche ora prima del summit con i comitati tecnici convocato al San Michele, nella sede del ministero si erano infatti già riuniti (
Così
ci è arrivata la burocrazia ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 10-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia (francese bureaucratie), ricavata applicando lo stesso suffisso di democrazia ( greco krÁtos "potere") a una parola moderna come il francese bureau "ufficio". Anche se la burocrazia non ha mai goduto di buona stampa ("la forza destruttiva, dispotica ed illimitata della burocrazia" scriveva già nel 1781 Domenico Caracciolo)
Diego
Novelli rievoca in un libro la tragedia della Thyssenkrupp
( da "Corriere
della Sera" del 10-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: In pochi istanti si scatena l'inferno. Muoiono sette operai: il primo sul colpo, l'ultimo dopo ventiquattro giorni di agonia.Per Novelli la tragedia è figlia della ricerca del profitto a ogni costo, dello sgretolamento del tessuto produttivo, di una burocrazia ottusa e inutile.
La
burocrazia del Nord-Est è tra le più snelle d'Italia
( da "Sole
24 Ore, Il (Nord Est)" del
10-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Per il minor numero di dipendenti La burocrazia del Nord-Est è tra le più snelle d'Italia Nel Triveneto il numero dei dipendenti pubblici per mille abitanti è pari a 48,5 contro una media italiana di 57,2. Trentino-Alto Adige e Veneto, in questa particolare classifica tra regioni che tiene conto della snellezza della burocrazia, sono seconde solo alla Lombardia,
Flop
per la telematica dei porti ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)"
del 10-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: contrapposti a quelli, troppo lenti, della burocrazia. Il sistema, infatti, è nato qualche anno fa e con una tecnologia legata al modem, non al web. A un certo punto, visto che sul progetto erano stati spesi denari pubblici e non si passava mai dalla fase sperimentale a quella operativa, ho detto basta.
DOMANI
A BERNALDA CONVEGNO DELLA COLDIRETTI
( da "Basilicanet.it"
del 10-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: anno per ridurre la burocrazia per le imprese agricole, combattere la piaga del lavoro nero e dare una possibilità di integrazione del reddito a studenti e pensionati di fronte al caro vita. >. Alle imprese agricole basterà acquistare un blocchetto di voucher, cartacei o telematici, da distribuire a seconda delle ore di lavoro effettuate.
Zaia
sulla crescita del settore agricolo
( da "Vita
non profit online" del 10-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: prezzi equi per i produttori e per i consumatori, meno burocrazia per agevolare le piccole e medie imprese, anche giovani, che si affacciano sul mercato. I dati confermano finalmente un'inversione positiva di tendenza dopo due anni di segni negativi. Un motivo in più per proseguire con tenacia sulla strada che abbiamo intrapreso".
Il
sistema carcerario èsull'orlo del collasso: dopo
( da "Tempo,
Il" del 10-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ampliamento delle carceri non sono quasi mai partiti, e il loro completamento è previsto entro centinaia o migliaia di anni. Un assurdo della burocrazia, mentre Alfano medita di far trasferire i detenuti stranieri, di utilizzare braccialetti elettronici o di utilizzare i domiciliari. Bertasi, Gallo, Mannucci e Piccirilli alle pag. 2, 3, 4 e 5.
(ACR)
FONDI SOCIETAâ SPORTIVE,SCAGLIONE (PU): ANCORA ALTRI RITARDI
( da "Basilicanet.it"
del 10-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la burocrazia regionale sta compiendo lâ??ennesimo misfatto ai danni del mondo dello sport. Si emani â?" afferma categoricamente il consigliere - il regolamento per lâ??utilizzo delle risorse a favore delle società sportive che disputano campionati e tornei nazionali e intervenga urgentemente il presidente De Filippoâ?
Sfida
elettorale in Piemonte Il Pdl ora riparte da Novara
( da "Stampa,
La" del 10-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Enzio Zanotti Fragonara - che ci affligge con una burocrazia pesantissima e inutile. Il nostro piano regolatore è a Torino da quattro anni". Forza Italia si prepara da mesi agli appuntamenti del 2009: in provincia sono stati nominati 36 coordinatori comunali e venerdì sarà aperta la sede di Cameri del Popolo delle Libertà.
Il
degrado di roma sul web i blog danno voce ai cittadini - elida sergi
( da "Repubblica,
La" del 11-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: I tanti problemi di Roma - compresi i difficili rapporti conla burocrazia - approdano sul web, denunciati e discussi da cittadini/blogger che armati di una buona dose di senso civico, macchina fotografica e ironia provano a trasformare il proprio spazio privato sulla Rete in qualcosa di socialmente utile.
Simone
non tornerà prima di sabato - pietro barghigiani
( da "Tirreno,
Il" del 11-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Dopo la tragedia la burocrazia. Fino a sabato non tornerà in Valdinievole il corpo di Simone Moncini, il dipendente del pastificio Zucconi deceduto martedì intorno alle 13,30 nelle acque davanti la spiaggia di Santa Luria, a pochi chilometri da Quartu Sant'Elena in provincia di Cagliari.
Finanza
regionale troppe incognite - mario centorrino
( da "Repubblica,
La" del 11-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: sprechi e a future operazioni di snellimento della burocrazia. E richiami (gratificanti per qualcuno) a idee cardine della sinistra con riferimento al settore del credito, come la necessaria fusione tra Ircac e Crias. In conclusione, una Regione indebolita all'interno di una congiuntura recessiva che prova a sperimentare schemi di risanamento della finanza pubblica e di sostegno all'
Strage
di olive a causa della siccità - tiziana gori
( da "Tirreno,
Il" del 11-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: il trasporto e la burocrazia italiana stanno erodendo i margini di guadagno. Ora come ora, fare olio vuol dire andare incontro a una perdita secca". Chi possiede piccoli oliveti preferisce produrre solo per consumo familiare, chi ne possiede di grandi pota metà oliveto un anno e l'altra metà l'anno successivo, dividendo la raccolta tra più persone.
Inciviltà
( da "Tirreno,
Il" del 11-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Miranda Lessi BUROCRAZIA Enel e dati catastali Nessuna certezza Un paio di giorni fa ho ricevuto, come moltissimi altri cittadini, la bolletta dell'Enel con allegata la richiesta dei dati castatali di casa. Dal punto di vista strettamente pratico, almeno per me, non sussistono fortunatamente grossi problemi nel reperimento dei dati: è sufficiente consultare l'
Informazioni
per immigrati con uno sportello itinerante
( da "Giorno,
Il (Varese)" del 11-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: che troppo spesso devono fare i conti con la burocrazia italiana e con i suoi tempi spesso lunghi". Ma a trovarsi in difficoltà non sono solo loro. "Vogliamo aiutare e tutelare anche i datori di lavoro italiani che desiderano assumerli ? continuano dalla sede provinciale - Molte donne dell'Est lavorano proprio in Valceresio come badanti".
Funerali
celebrati soltanto al mattino Giovedì 25 i cimiteri resteranno chiusi
( da "Giorno,
Il (Legnano)" del 11-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Novità operative anche per chi è alle prese con la burocrazie: nelle giornate di martedì 23, giovedì 25 e venerdì 26 settembre l'Ufficio Ricerca e Selezione del Personale, per facilitare l'accesso degli utenti, aprirà una postazione all'Ufficio Protocollo , in via Sacco 5 (piano terra). Resterà comunque a disposizione un addetto, nei soliti orari (8.
La
diffusione e l'utilizzo dei cellulari sta facendo crescere la ricchezza delle
popolazioni più povere lo dimostrano gli studi degli economisti sui mercati di
pescatori, agricolto ( da "Repubblica, La"
del 11-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: nel subcontinente piagato da una burocrazia elefantiaca e corrotta, sono l'avanguardia di questo trasloco dagliatomi ai bit. In Andra Pradesh vi si può ormai pagare, fisicamente o via web, il 60% delle bollette e ottenere una quantità di certificati."Stiamo spostando il paese" ha ironizzato con l'Economist il responsabile Suresh Chanda "da in line,
Maglia
nera nella ue, cresce il divario - luisa grion
( da "Repubblica,
La" del 11-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia eccessiva, caro energia. E poi s'investe poco e ancor meno si attraggono capitali, il reddito è distribuito male e le infrastrutture mancano. Percorsi che portano ad un solo capolinea: la produttività è la "gamba mancante" di una economia dove "hanno pesato le carenze e i disincentivi del sistema paese".
Una
cabina di regia per il sistema delle fiere
( da "Sole
24 Ore, Il" del 11-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: comporta per le manifestazioni una fiscalità e un livello di burocrazia complessi e da rivedere". Più in generale, però, il sistema fieristico denuncia l'esigenza di una maggiore "flessibilità da parte dei meccanismi legati alla promozione e alle manifestazioni". Un aspetto, spiega il presidente di Cfi, "che riguarda in particolare le procedure di finanziamento delle missioni all'
Rugby,
la provocazione di Tinari <Dateci il Circo Massimo>
( da "Corriere
della Sera" del 11-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Siamo bersagliati dalla burocrazia, e speriamo di trovare presto una soluzione, altrimenti ho un paio di idee che vanno fuori dal seminato: al Circo Massimo sono stato già stato a prendere le misure. Comunque sono convinto che Roma abbia bisogno di un vero e proprio stadio da sei-settemila posti per il rugby: a Roma nord abbiamo già individuato un'
Stupendi
i forti ma perché ( da "Nuova Venezia, La"
del 11-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la questione del recupero e fruizione pare dipendere dalla burocrazia, dalla mancanza di fondi o piuttosto dalla volontà politica, ma ci rassicurano che, prima o poi, partiranno dei progetti e cominceranno dei lavori. A noi resta invece la sensazione che si farà poco, oppure proprio niente, e ci chiediamo quindi se possiamo in qualche modo renderci utili.
Caldaie,
occhio alle dichiarazioni ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 11-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: occhio alle dichiarazioni BUROCRAZIA Il Comune ha reso noto che, per un regolare e corretto esercizio degli impianti termici i cittadini sono tenuti a presentare la dichiarazione di avvenuta manutenzione della caldaia (rapporto di controllo tecnico) con i dati relativi ai parametri del rendimento della combustione.
Straneuropa
( da "Stampaweb,
La" del 11-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: creare una cultura di lavoro comune e ridurre i tempi della burocrazia evitando così molti sprechi che pesano sul bilancio comunitario. L'idea non è folle, magari può persino essere utile. Tuttavia non funziona che l'Unione europea possa inizialmente stanziare, come propone il francese, 7 milioni di euro per sostenerla.
A
chi fa comodo il disastro della scuola
( da "Giornale.it,
Il" del 11-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: difficoltà erano affrontate non con i timbri della burocrazia, le assemblee deficienti e i ricorsi sindacali. Ma con il buon senso e la parola data tra uomini liberi. Era il liceo don Gnocchi di Carate, che non a caso è passato da zero a seicento alunni in dieci anni (ma ne potrei citare decine di queste scuole e migliaia di famiglie che si tolgono il pane di bocca per pagare le rette,
In
comune la carta che vale 10 anni ( da "Provincia Pavese, La"
del 11-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
estate ha
portato importanti novità sul fronte della burocrazia. La validità della Carta
d'identità da pochi mesi è infatti stata estesa da
QUEL
BUCO ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 11-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La ricostruzione è bloccata dalla burocrazia e dalle difficoltà di trovare un accordo sulle caratteristiche del progetto, quasi a riflettere i ripensamenti e le contraddizioni sulle scelte politiche di questi sette anni tra i più problematici nella storia dell'America contemporanea, un Paese abituato alle decisioni nette e alle azioni conseguenti.
Anagrafe,
disagi<Uffici carenti> ( da "Sicilia, La"
del 11-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ufficio Anagrafe e sono costretti a sopportare oltre alle lunghe file un'estenuante burocrazia ? commenta Hassan ? per questo motivo chiedo all'amministrazione comunale un potenziamento dell'organico in servizio". L'assessore Antonio Lo Giudice, ha assicurato un sopralluogo negli uffici in questione in modo da verificare i disservizi e agire di conseguenza.
Federalismo
( da "Sicilia,
La" del 11-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Il leghismo si fa interprete del sentimento antistatalista e dell'insofferenza verso burocrazia e fisco tipici di larghe fasce dell'imprenditoria lombardo-veneta. Già nel '96, Francesco Cossiga vedeva nella Lega la spia di un "malessere diffuso, di un senso di fastidio, di una ribellione verso le insufficienze dell'attuale assetto statale".
L'Alto
Adige rinnova l'offerta per l'agriturismo
( da "Travel
Trade Italia.com" del 11-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La nuova legge si prefigge in primo luogo di ridurre la burocrazia. In futuro tutte le autorizzazioni saranno date direttamente dal Comune e la commissione per esaminare i requisiti viene sciolta. All'interno dell'agriturismo il 30% dei prodotti dovrà essere di produzione propria, il 50% potrà essere acquistato da altre aziende agricole e cooperative della zona,
Provinciali,
partono i tagli ( da "Trentino"
del 12-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: partono i tagli Il Palazzo riduce i costi della burocrazia. "Meno passaggi di carte" BOLZANO. Non solo caccia ai furbetti del cartellino e licenziamento dei fannulloni ma una più ampia operazione per "smagrire" l'apparato provinciale. "Abbiamo istituito la commissione "modello standard " per ridurre le assunzioni", dice l'assessore altoatesino al personale Widmann,
Valli,
passaporti in 7 giorni ( da "Trentino"
del 12-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: BUROCRAZIA Valli, passaporti in 7 giorni Intesa enti pubblici e Questura per tagliare i tempi TRENTO. Sette giorni per ottenere il passaporto. E' l'obiettivo che si sono posti la Questura, il Consorzio dei comuni, i Comprensori e la Provincia con un protocollo d'intesa che punta ad abbattere (dai 5 ai 10 giorni) i tempi d'
Il
salvataggio di Alitalia ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 12-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: alla burocrazia invasiva che ti fa attendere una settimana prima di parlare con le autorità, e altro ancora. Tutto questo verrà ridimensionato con l'ordinanza-decoro? Certamente no. Allora invece di introdurre, seppur gradualmente, innovativi comportamenti intervenendo su scuola e famiglia, e autocensurandosi dove e quando serve,
Il
federalismo non è automaticamente virtuoso
( da "Italia
Oggi" del 12-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: nella capacità di realizzarlo senza sommare burocrazia a burocrazia e tasse vecchie a tasse nuove, ma operando semplificazione e risparmi. Il punto di partenza, infatti, è un eccesso di spesa, sia al livello centrale sia ai livelli locali, e standard di efficienza che lasciano molto a desiderare e sono anche, nel caso delle regioni, piuttosto differenziati.
Export,
serve una nuova politica ( da "Italia Oggi"
del 12-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia. Conclusione: se il sistema nel complesso tiene (il tendenziale peggiora, ma non altrettanto il valore assoluto dell'export italiano che fa registrare un progresso del 5,9% a livello globale nei primi sei mesi dell'anno), a non poter essere più rimandata è un'analisi puntuale delle difficoltà che le imprese italiane incontrano sui principali o potenziali mercati di sbocco.
La
zappa sui piedi ( da "Arena, L'"
del 12-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Burocrazia costosa che non produce frutti e che toglie intere settimane di lavoro negli uffici dei sindacati, dei commercialisti, degli ispettorati. Politica retorica e fine a se stessa, priva d'iniziative concrete. Che tutti sappiano: le rendite agrarie negli ultimi anni sul garda si sono azzerate.
Incidente
gli rovina l'estate: risarcito ( da "Tirreno, Il"
del 12-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ma le burocrazie assicurative, le contestazioni della controparte e vari altri impedimenti, fanno sì che la pratica venga decelerata. Il tempo passa, l'estate entra nel pieno dello splendore ma il nostro M.L. è ancora senza macchina e senza soddisfazione.
Alluvione
a poggio, rimborsi a novembre ( da "Tirreno, Il"
del 12-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia varia e la verifica della possibilità della pubblicazione degli elenchi. Dunque la liquidazione delle somme, restando volutamente sul generico, dovrebbe cadere tra novembre e dicembre. E ora facciamo qualche calcolo. I 9 milioni e 800mila euro messi a disposizione dalla Regione per Poggio sono stati divisi in sei rate annuali.
<Anti
Thatcher e pro gay>: la sinistra lo tira per il mantello
( da "Giornale.it,
Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: destra si sono levate subito per puntualizzare come il ragazzino ami ben poco le rivoluzioni, le burocrazie di partito e l'oscurantismo settario dei vecchi maghi. Insomma, ha davvero senso leggere le doti magiche di Potter come il corrispettivo di "quella scintilla che diede vita al Rinascimento inglese delle public schools e delle università di Oxford e Cambridge?
Prezzi
alti sulle spiagge? iva, ici e tia ci penalizzano
( da "Tirreno,
Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Burocrazia? Canone? Fattura per il soggiorno?...Essendoci mare grosso ha chiesto dove fosse il bagnino, gli hanno risposto che col mare agitato la gente il bagno non lo deve fare, forse da noi era abituato male. Chi ci contesta dovrebbe spiegare se nella esaurita Calabria qualcuno paga il canone e se sì,
Non
c'è neanche la lista dei mobili - michele bocci massimo vanni
( da "Repubblica,
La" del 12-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: e lo spreco continua Commissioni da nominare, sopralluoghi da fare: "E' colpa della burocrazia" MICHELE BOCCI MASSIMO VANNI Palazzo di giustizia, per gli arredi siamo all'anno zero. Non solo non ci sono stanziamenti necessari all'acquisto. Adesso si scopre che "ad oggi gli elenchi degli arredi non sono stati ancora ultimati".
Un
tutor nei cantieri edili - simona poli
( da "Repubblica,
La" del 12-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: "Insieme alla tutela delle condizioni di sicurezza", spiega Gelli, "è importante per la Regione intervenire sullo snellimento della burocrazia. Per questo in ottobre discuteremo una proposta di legge sulla semplificazione amministrativa che accorperà trecento vecchie norme in materia".
Una
lezione agli assessori Dalla Chiesa, Ranieri, Freccero
( da "Giornale.it,
Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: meno burocrazia - un'azione per raggiungere il pubblico attraverso eventi di richiamo finanziario per poi permettersi quelli sociali (quindi non solo come un oggetto commerciale comprato e venduto ma anche che il diritto alla cultura non deve essere inteso come un diritto al consumo) - presenza costante su tutto il territorio -
"mi
ha fatto scoprire il volontariato" - mauro moruzzi
( da "Repubblica,
La" del 12-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: empatico che permettesse ad un cittadino di contare qualcosa di fronte alla burocrazia, allo stato, al mondo della politica. Impedire che il senso della vita e delle cose che ci circondano possa essere vissuto dai poteri organizzati in modo separato e contrapposto al mondo della gente: per Ardigò questa separazione è alla base delle ingiustizie e delle diseguaglianze più profonde.
Così
sparleremo nel futuro: <Smettila di cellurlare, sei proprio un
porinfranti> ( da "Giornale.it, Il"
del 12-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: potrebbero rimanere congelati nei faldoni della burocrazia come gli operatori ecologici, o esporsi alla risate come le fashion victim. Il loro destino è in bilico, un po' come tanti cervelli annebbiati dalla dipendenza dal web, che produce effetti collaterali come la emnesia, cioè l'amnesia da email: l'ho spedita?
PIÙ
POTERI AL DIFENSORE CIVICO O RIMANE UNA SCATOLA VUOTA
( da "Corriere
della Sera" del 12-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: è virtuoso quando ciascuno dei tre protagonisti fa bene la propria parte: l'ombudsman non è lì per commissariare né la politica né la burocrazia. Quindi non vincola organi elettivi, dirigenti e funzionari, né si sostituisce nel gestire le responsabilità che l'ordinamento affida loro. Ma si potrebbero introdurre alcuni miglioramenti, che sono nel potere decisionale della politica.
Ferrovie:
coi nostri binari fino all'Ortomercato
( da "Giorno,
Il (Milano)" del 12-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Prendiamo una nave carica di merce, arriva al porto di Napoli, carichiamo i conteiner sul treno e li facciamo arrivare qui. Certo, bisogna snellire la burocrazia, perché adesso le navi approdano a Rotterdam piuttosto che fermarsi da noi. E i costi di trasporto salgono. Ecco perché ognuno deve fare la sua parte".
La
burocrazia blocca un nuovo investimento
( da "Sole
24 Ore, Il (Sud)" del 12-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: azienda puntava su Porto Empedocle La burocrazia blocca un nuovo investimento AGRIGENTO Il nuovo stabilimento per la lavorazione della kainite è previsto a Porto Empedocle, in un'area di 220 mila metri quadrati all'interno dell'area industriale di Porto Empedocle (esattamente alle spalle del rigassificatore progettato dalla Enel Power).
Know-how
dall'Italia alla Bosnia ed Erzegovina
( da "Sole
24 Ore, Il (Nord Est)" del
12-09-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Questo significa velocità nelle decisioni e riduzione drastica della burocrazia centrale, burocrazia che nel futuro si insedierà sempre con maggior forza nella capitale Sarajevo. Infine – spiega sempre il funzionario di Moliseinnovazione – a contare è anche la collocazione geografica: confina con due Stati, la Serbia e la Croazia;
"Qualcuno
ci aiuti a salvare la nostra bimba ammalata"
( da "Stampa,
La" del 12-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: della burocrazia troppo lenta, di intoppi e problemi economici, a cominciare da una pensione di invalidità che da 4 mesi non arriva. Una catena perversa di eventi sfavorevoli che sta piegando la famiglia Mamone, trasferitasi a Orsara Bormida nel 2000 e seguita dall'avvocato Massimo Pergola: "Qualcuno ci aiuti: nostra figlia ha bisogno di terapie continue e i soldi non bastano più.
L'AREA
LETTA: TROPPI CASI SOSPETTI, IL SEGRETARIO CHIARISCA. NICOLAIS: NON HO BISOGNO
DI LEZIONI DI TRASPARENZA ( da "Mattino, Il (City)"
del 12-09-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La città presenta più di una difficoltà e il radicamento non può che costruirsi sulle risposte che intendiamo dare. Altrimenti, il processo diventerà un confuso assembramento di burocrazie senz'anima. Un partito si manifesta se ha una linea e non se ha una organizzazione".
API,
MOLINARI: BUONE PROSPETTIVE PER LE INFRASTRUTTURE
( da "Basilicanet.it"
del 12-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
se la
copertura finanziaria e la serietà delle imprese appaltatrici sono
incoraggianti, non altrettanto lo è¨ la burocrazia che in questi casi riesce a
dare il peggio di sé© e soprattutto la normativa vigente sui lavori pubblici,
che non garantisce le imprese dalle continue oscillazioni dei prezzi delle
materie prime, che negli ultimi mesi hanno subì
to unâ?
Lo
dico a La Sicilia ( da "Sicilia, La"
del 12-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Luca Iannì Ad Acquaviva burocrazia da record La discussa prosperità di Acquaviva Platani dipende anche dall'avere un dipendente comunale (senza contare i politici) ogni 20 abitanti circa, contro i 100 di Caltanissetta o i 150 di Carrara. In pratica hanno fatto a spese altrui, una zona franca, un mercato del lavoro fuori dalla normale concorrenza,
L'italiano
del futuro: "Smettila di cellurlare, sei un porinfranti"
( da "Giornale.it,
Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: potrebbero rimanere congelati nei faldoni della burocrazia come gli operatori ecologici, o esporsi alla risate come le fashion victim. Il loro destino è in bilico, un po' come tanti cervelli annebbiati dalla dipendenza dal web, che produce effetti collaterali come la emnesia, cioè l'amnesia da email: l'ho spedita?
(ACR)
PAGLIUCA (FI-PDL): POSITIVA LA VENUTA DI MARCHIONNE
( da "Basilicanet.it"
del 12-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Meno burocrazia innanzitutto! Il pubblico deve uscire da esperienze di gestione diretta di processi produttivi o collegati ai sistemi produttivi. Anche lâ??esperienza Agrobios, salvata in attesa di piano industriale, spero riesca ad individuare forme di partnariato in grado di assicurare una vita lunga ed utile per lo sviluppo regionale.
( da "Tribuna di Treviso, La" del 04-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Passa la linea di
Veneto e Friuli. I vice saranno Vernizzi e Riccardi VENEZIA. Da ieri sera il
presidente del Friuli-Venezia Giulia, Renzo Tondo, è di fatto già commissario
straordinario per l'A4 Venezia-Trieste con il compito di realizzare nel tempo
più breve possibile la terza corsia, colmare il gap infrastrutturale e
risolvere la drammatica emergenza autostradale contrassegnata dall'escalation
di vittime, tredici in tre mesi. Insieme con il governatore veneto Giancarlo
Galan, infatti, ha controfirmato e rispedito al premier Berlusconi l'ordinanza
con la quale è investito dei pieni poteri che aveva richiesto - non uno di meno
- e ottiene la nomina di solo due sub-commissari. "Ricollocando"
l'Anas a semplice partner consultivo nel comitato scientifico. Voci che è ormai
impossibile smentire danno già come "vice" Silvano Vernizzi per il
Veneto e l'assessore ai Trasporti Riccardi per il Fvg. "Abbiamo letto
insieme l'ordinanza e constatato che corrispondeva in pieno alle nostre
attese", ha detto Tondo. Di qui la firma con Galan sul documento che è
stato subito rispedito a Roma dove non passerà più al vaglio del consiglio dei
ministri. Basterà la firma del premier. Pieni poteri. Come Tondo ha tenuto a
sottolineare, l'ordinanza gli attribuisce tutte le funzioni richieste. Potrà
derogare ai regolamenti del Cipe per quanto riguarda l'apertura dei cantieri.
Un bel by-pass se, come ha osservato lo stesso governatore, "per aprire un
cantiere ci vogliono ben 23 passaggi". Potrà poi derogare ai vincoli
ambientali, pur se con ragionevolezza. E regolare i flussi di traffico,
dettaglio non irrilevante visto che è stata questa la sola correzione apportata
da Veneto e Fvg all'ordinanza. Tondo potrà cioè dare corso al
"contingentamento" del traffico regolando i flussi nei momenti più
difficili con le misure che riterrà. Il ruolo dell'Anas. L'ordinanza che nomina
Tondo commissario dell'A4 registra anche una correzione nell'organigramma.
Riconosce come soggetti attuatori Veneto, Friuli Vg e Anas, ma prefigura la
nomina di due soli sub-commissari. "è stato accolto il mio suggerimento,
l'Anas sarà rappresentato nel comitato scientifico per la validazione dei
progetti", stempera Tondo. Più crudo Galan, che dopo avere ringraziato il
governo per la celerità e dato "massima fiducia al collega Tondo, che ci
porterà fuori dall'emergenza", ha espresso un rammarico: "Noi siamo
abituati a strutture snelle: un commissario bastava e avanzava. Le elefantiache burocrazie dell'Anas non ci sono mai
piaciute". Gli fa eco l'assessore regionale alla Mobilità, Renato Chisso:
"La nomina di Tondo mi riempie di gioia, finalmente il problema della
terza corsia verrà affrontato con determinazione e competenza. è una
vittoria del territorio, anche perché è passata la nostra impostazione con soli
due subcommissari". Le prime mosse. "Sono ovviamente soddisfatto per
il risultato, ma non mi nascondo il peso della responsabilità che ora ricadrà
su di me", ha commentato Tondo. Tempo trenta giorni, tanto ne richiederà
l'ordinanza per entrare in vigore, poi sarà una corsa contro il tempo.
"Ogni mese relazionerò lo stato di avanzamento dei lavori al Dipartimento
protezione civile. Il primo obiettivo sarà l'apertura dei lavori del primo
lotto Mestre-San Donà entro il 2009".
( da "Tribuna di Treviso, La" del 04-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Rifondazione accusa
la Regione: i contributi restano nel cassetto perché l'informazione su come chiederli
è stata data tardi. Scadono il 30 settembre Libri scolastici, fondi regionali a
rischio Stanziati per la Marca 100mila euro per l'acquisto dei testi, ma
nessuno li chiede La Regione Veneto stanzia 100 mila euro di contributi per la
scuola trevigiana, ma i fondi rischiano di rimanere inutilizzati. Il grido
d'allarme arriva dai consiglieri regionali Pietrangelo Pettenò (Rifondazione
comunista) e Nicola Atalmi (Comunisti italiani), che si appellano ai dirigenti
scolastici affinché richiedano i fondi per i libri, in comodato d'uso,
all'ufficio scolastico provinciale: "La burocrazia e la cattiva amministrazione
rischiano di far saltare il progetto" dicono i due esponenti della
sinistra, che sperano in una soluzione a breve termine della faccenda. La Regione
ha stanziato 500 mila euro per le scuole di tutto il Veneto, rendendo
disponibile all'ufficio provinciale della Marca un fondo di 92.650 euro,
secondo solo a Vicenza (97 mila) in ambito regionale. Il contributo può essere
concesso per la spesa sostenuta dall'istituzione scolastica per l'acquisto dei
libri di testo e forniti in comodato gratuito agli studenti iscritti, ed è
riservato alle scuole statali secondarie di primo e di secondo grado per i
primi due anni. Nella Marca trevigiana sono potenzialmente coinvolti 40 mila
studenti. Attualmente, però, sono pochissime le realtà che si sono mosse per
ottenere i finanziamenti. "In questi giorni le famiglie sono alle prese
con le difficoltà per il puntuale caro libri di testo - ricorda il consigliere regonale
Nicola Atalmi, che siede anche a palazzo dei Trecento - Ma nella Finanziaria
regionale del 2008, grazie a un emendamento presentato dal sottoscritto e
sostenuto dalla sinistra, sono disponibili 500 mila euro per gli istituti
scolastici del Veneto per istituire nelle scuole il comodato d'uso gratuito dei
libri di testo. Famiglie e studenti devono però sollecitare le scuole a
rivolgersi per questi fondi agli uffici scolastici provinciali: è un'azione
concreta, senz'altro ancora non sufficiente, per sostenere il diritto allo
studio e combattere le speculazioni editoriali che ogni anno di più pesano sui
bilanci delle famiglie". Ma i contributi rischiano di rimanere
inutilizzati: i tempi per ottenerli sono infatti strettissimi, e molti istituti
non si sono ancora mossi per ottenerli. "Come al solito, anche questi
soldi rischiano di rimanere sulla carta e largamente inutilizzati - spiega
Pietrangelo Pettenò - Solo in queste ore i centri di riferimento delle Province
si apprestano a inviare agli istituti superiori la lettera che rende nota
l'opportunità dei contributi, invitando a farne richiesta entro il 30
settembre. Ma le scuole cominciano tra pochi giorni, molti genitori hanno già
prenotato o acquistato i libri, anche con grandi sacrifici, con buona pace di una
legge che non si è voluta applicare e che potrebbe essere operativa forse a
metà ottobre". Le forze politiche di sinistra lanciano quindi un appello
ai dirigenti degli istituti scolastici della Marca trevigiana: "I soldi
vanno richiesti subito agli uffici di riferimento, la mancanza di informazione
e i meccanismi burocratici non possono rendere scarsamente efficace il
contributo". Le istituzioni scolastiche statali che si avvarranno dei
contributi dovranno mantenere i libri di testo acquistati con il contributo
regionale e ceduti in comodato d'uso gratuito agli studenti per almeno tre
anni. Deve insomma scattare la solita corsa contro il tempo.
( da "Nuova Venezia, La" del 04-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
APPELLO DI PETTENò
(PRC) ALLE SCUOLE "Bloccati dalla burocrazia i fondi regionali per i libri
gratuiti" In tempi in cui le famiglie, già stangate dai rincari dei
prezzi, soprattutto dei generi alimentare di prima necessità, dei servizi come
i trasporti, devono fare i conti (letteralmente) con la spesa per mandare i
figli a scuola, tra libri e corredo scolastico, accade anche che fondi
regionali per cedere libri in comodato gratuito siano fermi per motivi
burocratici. Ad accusare la Regione di inerzia è il consigliere di Prc
Pietrangelo Pettenò, che di conseguenza lancia un appello ai dirigenti degli
istituti scolastici del Veneto. "Nella Finanziaria regionale 2008",
annota Pettenò, "grazie all'iniziativa in Consiglio regionale è stato
approvato un articolo in materia di diritto allo studio che fornisce alle
scuole medie e al biennio delle superiori un contributo di 500 mila euro per
l'acquisto dei libri da dare in comodato gratuito ai ragazzi". Tutto bene?
Macchè. I soldi ci sono ma rischiano di non essere consegnati alle scuole:
"Anche questi soldi rischiano di rimanere sulla carta e largamente
inutilizzati", denuncia il consigliere di Rifondazione. "Solo ad
agosto la giunta regionale ha approvato il piano che individua le sette scuole
che dovrebbero, ciascuna, fungere da centri di riferimento per le rispettive
province". Per quanto riguarda Venezia l'istituto di riferimento
individuato dalla delibera è l'Itis da Vinci di Portogruaro, a cui viene
assegnata la disponibilità di 78.600 euro. Entro il 30 novembre gli istituti
devono inviare alla Regione il prospetto riepilogativo di chi ha avuto i
finanziamenti. Ma visti i tempi stretti - la delibera è stata firmata solo l'8
agosto - la lettera sta arrivando agli istituti solo in questi giorni, entro il
30 settembre devono formulare la richiesta. "Ad oggi", continua
Pettenò, "non è dato sapere quali dei sette centri nel Veneto siano
operativi, quante siano le richieste pervenute. Tutto questo per mancanza di
informazione, i meccanismi burocratici rischiano di rendere scarsamente
efficace il contributo. Se teniamo conto che i ragazzi dovrebbero poi chiedere
a ciascuna scuola i libri e veder soddisfatta la richiesta sulla base della
valutazione sulla situazione finanziaria familiare, si capisce bene che i tempi
risultano assai stretti".
( da "Repubblica, La" del 04-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina V - Roma La
storia La visita medica per la pensione arriva due anni dopo la morte MASSIMO
LUGLI "La S.V. è convocata per la visita collegiale...". Una lettera
che la signora I.B. aspettava dal 2005, dal giorno in cui aveva presentato alla
Asl RM D la richiesta per una pensione di invalidità civile. E la burocrazia sanitaria si era messa in moto con la consueta, ottusa,
lentezza: la sospirata convocazione, infatti, è arrivata a destinazione due
anni dopo la morte della donna. "Una storia assurda, un'autentica beffa di
pessimo gusto - commenta il segretario nazionale del Codici, Ivano Giacomelli, che
ha reso nota questa ennesima storia di scartoffie al rallentatore - la
lettera è stata ricevuta dagli eredi della signora, che vivono nella casa dove
aveva abitato lei fino al giorno della sua morte". La convocazione, dopo
oltre tre anni di attesa, è arrivata la settimana scorsa e nel frattempo gli
uffici della Asl erano rimasti muti e inaccessibili a ogni tentativo di
sollecito. Le gravissime condizioni della paziente, evidentemente, in casi del
genere non contano. "La storia è l'ennesima dimostrazione che il nostro
sistema sanitario è estremamente disorganizzato oltre che poco attento -
incalza Giacomelli - per questo motivo Codici ha chiesto un accesso agli atti
della Asl Rmd per verificare come e in quanto tempo vengano selezionate,
gestite e archiviate le richieste degli utenti e sollecitato un'ispezione al
commissario Marrazzo".
( da "Messaggero Veneto, Il" del 04-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pordenone Tamai,
doppio rebus per il derby Frempong e Spetic in forse tra i mobilieri, colpa della burocrazia Calcio serie D. Domenica la sfida col Pordenone. Il
"nodo" tesseramenti Tutto ok a Pordenone, che ha risolto i problemi
burocratici riguardanti il tesseramento di Maki Mvondo. Tutto ok pure a San
Vito: è attesa per oggi la notizia che Enis Nadarevic potrà essere schierato
nel derby di sabato con la Sacilese. E per due realtà che esultano per
aver "recuperato" due dei loro gioielli, ce n'è una che vive con
ansia le ultime ore che la separano dalla prima giornata di campionato. É il
Tamai, che non sa ancora se potrà schierare Luka Spetic e Eugene Frempong nella
sfida di domenica con i neroverdi per motivi legati al tesseramente. Domani è
attesa una risposta da parte della Federazione. E così il tecnico delle
"furie rosse", Gianluca Birtig, dovrà aspettare sino a domani per
sapere se potrà disporre domenica del duo formato dall'attaccante Eugene
Andrews Frempong e dal centrocampista Luka Spetic i quali, sulla carta, (e non
solo), sarebbero due titolari inamovibili dei mobilieri, appena eliminati dalla
coppa Italia per mano del Belluno. Due elementi che giocano da anni in Italia e
che non avrebbero dovuto esserci problemi per tesserarli, sia prima della coppa
che del campionato. "Siamo preoccupati - esclama il direttore sportivo del
Tamai, Renzo Nadin - attendiamo notizie dalla Federazione con la speranza che,
almeno uno dei due, possa scendere in campo domenica. Giochiamo con il Pordenone,
una formazione decisamente più attrezzata di noi: non possono mancare due
elementi importanti come Frempong e Spetic". Ma se in attacco Birtig non
ha particolari problemi di sorta, considerato che sono a disposizione Zanetti,
Giordani, Quellerba e Filippo, è a centrocampo che sussistono le maggiori
difficoltà. Domenica scorsa, anche a causa dell'indisponbilità dell'unico
titolare inamovibile delle "furie rosse", Renzo Nonis, ancora ai box
a causa di un infortunio, e pure di Spetic, il giovane trainer è stato
costretto a schierare il capitano, Nicola Paolini, come regista. Ruolo, questo,
che non scorre propriamente nelle vene del giocatore originario di Carlino, che
si è fatto apprezzare negli anni in Interregionale come esterno offensivo e non
certo come play-maker di centrocampo. Insomma, il Tamai, anche alla luce del
preoccupante secondo tempo di domenica scorsa che ha evidenziato, almeno per il
momento, la difficoltà di certi elementi a giocare con profitto in categoria,
attende con ansia notizie dalla federazione, attese appunto per domani. Il
Pordenone, invece, ha già "recuperato" Maki Mvondo e ora ha
abbondanza nel reparto offensivo. Tutto tranquillo anche a San Vito. Il tecnico
Gianfranco Fonti potrà avere a disposizione - è attesa per oggi la notizia ufficiale
- nel derby con la Sacilese il talentuoso attaccante bosniaco Enis Nadarevic,
il cui trasferimento al Venezia quest'estate non è andato a buon fine proprio
per motivi legati al tesseramento. Per un Bovo che esce dall'undici titolare,
visto che deve scontare due giornate di squalifica rimediate la scorsa
stagione, un Nadarevic che entra. C'è chi se la passa molto meglio del Tamai...
Alberto Bertolotto.
( da "Repubblica, La" del 04-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina I - Bari Il
caso Il film di Mezzapesa sulla storia del becchino di Mariotto conquista il Festival
del cinema Il sogno di Pinuccio a Venezia MARIO DESIATI Pinuccio Lovero sin da
piccolo voleva stare appresso ai morti, il cosiddetto "operaio
specializzato di custodia cimiteriale" come recita il
manuale di ogni italica burocrazia comunale che si rispetti. Colui che seppellisce i morti e il
mondo affine, è sempre stato un tema tabù nel cinema. Il documentario Pinuccio
Lovero, Sogno di una morte di mezza estate che oggi verrà proiettato alla
Settimana internazionale della critica del Festival di Venezia, lo affronta con
grazia e un'angolazione originale. SEGUE A PAGINA XI.
( da "Adige, L'" del 04-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Canazei. Musica
maschere, carri, sapori... Quattro giorni di "Gran festa d'Istà"
CANAZEI - In Strèda de Pareda a Canazei è tutto pronto. Il tendone a righe
bianche e blu è montato e questa sera si apriranno le porte. Fiumi di gente,
per quattro giorni potranno divertirsi ad una delle feste più sentite
dell'estate fassana. La "Gran festa da d'istà" compie ventinove anni
e non dà alcun segno di vecchiaia, tutt'altro. È andata crescendo negli anni,
complici la maggiore disponibilità finanziaria e il successo che l'ha resa
famosa ma quella prima tenda, venti metri per quaranta, dove questa storia
ventinove anni fa ebbe inizio, la gente di Fassa e tanti turisti l'attendono
ancora. La festa è resa possibile grazie al lavoro volontario di oltre trecento
persone. L'organizzazione e la gestione di un tale evento richiedono un tempo
che va ben oltre i quattro giorni di festa e richiedono molte più braccia di
quante chi partecipa riesca a vedere per l'infinità burocrazia fatta di carte, permessi e
richieste (e tutti i contatti presi mesi e mesi prima con gruppi musicali e
gruppi di ballo), metri e metri di cavi elettrici e di tubature stesi,
collegati e collaudati, cucine e palchi allestiti. Una festa di tradizione e di
musica, soprattutto: sotto la tenda si esibiranno alcuni tra i gruppi
folkloristici più in voga, i Kertener Quintet, venerdì i Murztaler,
sabato i Rothsee Musikanten e sabato il gruppo Juchee. Musica che oggi non si
può più chiamare propriamente folkloristica, ma che trova l'apprezzamento di
tutte le età. Spazia dal rock al folk rivisto in chiave moderna passando per il
revival di tanti generi. Sabato e domenica la festa comincia già in mattinata,
con il concerto della Bomische di Pozza e domenica con la messa delle 10, poi
per l'intera giornata si potranno giustare i piatti della tradizione,: polenta,
porchetta, salsicce, fortaes. L'appuntamento più atteso è quello di domenica
alle 14-30: trenta gruppi tra bande, gruppi di ballo, maschere, carri
allegorici animeranno la sfilata per le vie del paese in un tripudio di musica
e di colori. Ogni gruppo, con meticolosa cura si prepara alla parata, alla
quale migliaia di persone lungo la strada, già si sa, assisteranno entusiasti
dinanzi alla ricchezza di una tradizione ladina che non appascisce, ma con orgoglio
viene mostrata nella sua veste più bella. F. D. 04/09/2008.
( da "Adige, L'" del 04-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Contesti di povertà
e/o di guerra sia in contesti di benessere materiale ma di rapporti umani logorati
e distratti PierGiorgio Rauzi L a Mostra di Venezia di quest'anno è prodiga di
film che parlano di bambini, tutti o quasi tutti purtroppo protagonisti di
storie e di vicende drammatiche sia in contesti di povertà e/o di guerra sia in
contesti di benessere materiale ma di rapporti umani logorati e distratti. E
tutto questo proprio in giorni in cui veniamo informati dall'Unicef che 40 mila
bambini dell'Ossezia e dell'Abkazia vivono come bestie randagie dispersi in
campi profughi in tende o scuole in rovina, accampati dove c'è posto, il più
delle volte senza padri e madri finiti chissà dove. E veniamo a sapere che dal
9 gennaio ci sono state ben 27 stragi di ragazzi bruciati dalle forze "di
pace" sparse nel mondo; che il nostro Mediterraneo sta diventando una
tomba anche per molti bambini in fuga da situazioni invivibili. E veniamo alla
Mostra: dopo quelli che ci hanno fatto vedere i bambini rumeni, i ragazzi
brasiliani e i bambini di Kabul, ecco il lavoro del documentarista americano
Ross McElwee. "In Paraguay" (sezione "Orizzonti") che
racconta, dal vero, l'avventura sua e di sua moglie per avere in adozione una
neonata paraguayana. E pur nello sforzo di rilevare le
contraddizioni e la corruzione della burocrazia di quel Paese; di scoprire quanta sia la responsabilità degli
Stati Uniti nella sua storia drammatica a sostegno di dittature sanguinarie che
lo hanno dominato; di accorgersi dell'estrema povertà di quella popolazione;
non dimostra però altrettanta attenzione per le contraddizioni in cui loro,
bostoniani benestanti, si dibattono: dalla scelta dell'adozione per dare una
compagnia femminile al loro primogenito, alla collezione di giocattoli e di
quanto il nostro contesto sociale di bisogni indotti prevede per un neonato,
fino alla possibilità di permanere ben al di là del previsto in questo Paese
del Terzo mondo riempiendo le pause sempre più dilatate imposte dalla burocrazia con frequentazioni e feste dell'indipendenza
americana (Usa ovviamente) in cui gli avanzi del banchetto diventano lauti pasti
per bambini e ragazzi che certo non avranno la possibilità di trasmigrare al
Nord presso nonni che attendono ansiosi il loro sorriso. Dalla "Settimana
Internazionale della critica" meritano almeno una segnalazione: il film
bosniaco "Curari noci" ("Guardiani di notte") di Namik
Kabil e il film norvegese "Lønsj" (spuntino) di Eva Sørhaug. Il primo
racconta la lunga e noiosa notte di due guardie notturne e dei loro piccoli
riti per far mattina. "In Bosnia - dice il regista che vive e opera a
Sarajevo - oggi la maggior parte dei nostri problemi è stata rimossa e viviamo
una vita normale, in realtà fingendo che tutto sia a posto e tacendo molte
cose". Il secondo va a vedere sotto le strade linde, le case color
pastello, l'ordine maniacale di una società norvegese che siamo abituati ad
apprezzare, per scoprirvi quanto sia falso questo candore e quanto sia grande
la meschinità che esso tenta di coprire. Una visione crudele con gli occhi di
una giovane regista qui alla sua opera prima di cui è anche sceneggiatrice.
04/09/2008.
( da "Unita, L'" del 04-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Lo Bello:
"L'indifferenza è finita Chi denuncia il pizzo non è più solo" di
Ninni Andriolo / Roma / Segue dalla prima "Sono passati 17 anni e da
allora la nostra associazione si è trasformata profondamente - spiega il leader
degli imprenditori siciliani - Oggi Libero non morirebbe, oggi la mafia non
avrebbe né la forza, né il sostegno tacito e sostanziale che ebbe allora per
ucciderlo. Quel delitto fu possibile grazie all'indifferenza e dell'isolamento
cui Libero era stato condannato...". Cosa è cambiato da allora nell'imprenditoria
siciliana? "Oggi chi denuncia il pizzo non rimane isolato. Chi ci mette la
faccia sono innanzitutto i presidenti delle associazioni industriali
provinciali che non si girano dall'altra parte. Si schierano in prima fila per
supportare o indicare come esempi virtuosi coloro che denunciano". Il
segno della "rivoluzione culturale" di cui parla il leader degli
imprenditori siciliani è rappresentato dai quaranta espulsi dei giorni scorsi.
Provvedimenti coerenti con il "codice etico" che punta ad allontanare
dall'imprenditoria siciliana l'immagine ambigua del passato e le connivenze che
permangono. Ivanhoe, Ivan, Lo Bello, 44 anni, è il discendente di una nota
famiglia di imprenditori siciliani. "Io e i miei colleghi esprimiamo i
mutamenti strutturali che si sono verificati nell'isola - spiega -
Nell'imprenditoria si è prodotto un cambiamento profondo..." Come sono
cambiate le vostre aziende? "Se un'impresa lega il
proprio successo alla capacità di tessere rapporti con la burocrazia e con la politica è più esposta
alle attenzioni della mafia. Oggi, però, è sempre meno così. In Sicilia,
infatti, sono cresciuti imprenditori giovani che hanno il problema di capire
cosa faranno i loro concorrenti cinesi o indiani. E c'è gente che va
all'estero, e ci va spesso, e che soffre a sentirsi dire che i siciliani sono
tutti mafiosi. Quella di adesso, tra l'altro, non è più la Sicilia delle grandi
commesse pubbliche, ma l'isola di tante piccole imprese che si scommettono sul
mercato e che non possono concepirsi dentro un territorio dove per forza di
cose si deve pagare il pizzo". Un fatto di ricambio generazionale,
anche... "In Sicilia sta nascendo una nuova cultura imprenditoriale che va
di pari passo al ricambio generazionale. Il presidente degli industriali di Agrigento
ha la mia età, quello di Messina poco meno di 50 anni ed è un quarantenne anche
quello di Ragusa. Abbiamo potuto godere di esperienze diverse da quelle dei
nostri padri e dei nostri nonni". Decine di imprenditori espulsi perché
non rispettavano il Codice etico dell'Associazione. Può spiegarci meglio?
"Un anno fa gli associati che denunciavano il racket erano tre o quattro.
Oggi sono più di sessanta, con punte importanti nella provincia di Agrigento e
di Caltanissetta". A Palermo, invece? "Palermo è un po' indietro, ma
anche lì si comincia a respirare un clima nuovo che potrà dare nuovi
frutti". Quali settori imprenditoriali denunciano di più il racket?
"Non c'è un settore predominante. Ci sono quelli tradizionali, come
l'edilizia. Ma non solo". Come siete giunti alle espulsioni? "Il
numero deve essere scomposto. Comprende, intanto, una decina di allontanamenti
(il termine espulsioni non mi piace, anche se tecnicamente di questo si
tratta). Sono le Associazioni territoriali che dicono "non puoi rimanere
con noi". Si tratta di realtà che non hanno denunciato il pizzo o che
hanno vissuto vicende di connivenza vera e propria con la mafia. Realtà che
hanno minato il nostro codice etico". Le Associazioni provinciali portano
avanti le istruttorie? "Le notizie vengono dalle inchieste. Molte
associazioni chiedono agli associati i certificati antimafia, ma le forme di
collusione spesso non sono verificabili attraverso questi documenti. Le fonti,
quindi, sono le indagini giudiziarie, i provvedimenti cautelari, i processi in
corso. Se un imprenditore non denuncia viene deferito ai probiviri e
allontanato". Una decina di imprenditori allontanati e gli altri?
"Una decina di aziende si sono dimesse spontaneamente prima che
intervenissero i nostri provvedimenti. Altre trenta risultano allo stato
sospese dall'attività confindustriale. Nei loro confronti sono in corso le
procedure presso i probiviri, o perché non hanno denunciato il pizzo, o perché
sono risultate conniventi con la mafia. C'è da dire che un imprenditore che non
convinciamo a denunciare il racket, per noi rappresenta una sconfitta. Il
nostro obiettivo è persuadere il numero maggiore possibile di chi subisce le
estorsioni". E questo non ha provocato una contrazione degli iscritti a
Confindustria? "No. A fronte di imprese che si sono allontanate, altre ne
sono arrivate. Ad Agrigento, ad esempio, nell'ultimo anno abbiamo contato una
cinquantina di nuove adesioni. Il saldo è positivo. Molti vedono
nell'Associazione un deterrente nei confronti di chi chiede il pizzo". Quanti
sono gli iscritti a Confindustria Sicilia? "Circa quattromila. Mi rendo
conto che i 64 che collaborano con le forze dell'ordine e con la magistratura
possono sembrare poca cosa. Ma il dato va giudicato alla luce della complessità
siciliana. Non tutta la Sicilia subisce lo stesso tipo di pressione mafiosa.
Sessantaquattro imprenditori che collaborano sono una realtà in costante
crescita". Cosa li spinge a collaborare con lo Stato? "La grande
capacità di magistratura e forze dell'ordine di individuare e colpire i fatti
estortivi. Io sono prudente, attento a non enfatizzare i dati. Allo stesso
tempo, però, metto in risalto le novità che ci sono. Siamo oggettivamente
all'inizio del percorso, le denunce sono ancora poche rispetto alla massa degli
imprenditori, che, in tanti settori, continuano a pagare. Ci sono forti novità,
però. La prima è costituita dallo Stato che riconquista il territorio dopo
molti anni". E la società siciliana? "C'è un risveglio. Basti pensare
ai ragazzi di "addio pizzo" o di "Libero futuro" a Palermo
. O alle associazioni anti racket tradizionali. La nostra iniziativa, poi, ha
portato altre categorie a seguirci sullo stesso terreno. Pagare il pizzo era
prima tollerato, un male necessario che lasciava indifferente la maggior parte
della società siciliana. Oggi pezzi crescenti di essa attribuiscono un
fortissimo disvalore sociale ad un certo tipo di comportamento". Una
rivoluzione culturale, in sostanza... "Esatto. Anche le banche hanno
cambiato atteggiamento. Perché l'imprenditore che non denuncia, e finisce
denunciato per favoreggiamento, viene guardato con diffidenza da chi deve
finanziare la sua attività economica, o da chi deve comprare i suoi prodotti.
Certo ci sono quelli che nei quartieri mafiosi denunciano e vengono isolati. Ma
c'è una compensazione complessiva del fenomeno. E c'è un danno reputazionale
che si vuole evitare. Ecco perché è possibile sperare in un flusso di denunce
ancora più consistente".
( da "Repubblica, La" del 04-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cronaca I test arrivano
con i carabinieri Medicina, prove super blindate Università, ieri i primi
esami. Oggi tocca agli aspiranti dentisti Il preside della Sapienza, Frati:
"Abbiamo aumentato del 5% gli accessi" MARIO REGGIO ROMA - Aule
schermate, le buste sigillate dei test recapitate agli atenei a bordo delle
auto dei carabinieri, controlli e perquisizioni, candidati separati in base
all'anno di nascita, nugoli di genitori apprensivi e nervosi hanno accompagnato
i figli poi hanno atteso due ore. Per gli aspiranti medici, dopo i brogli dello
scorso anno, è stata una giornata che ricorderanno a lungo. Ottanta quiz da
azzeccare per iniziare una lunga marcia: sei anni di università ed altri sei
per la specializzazione prima di fregiarsi del titolo di "medico chirurgo".
Decine di migliaia di aspiranti per poco meno di ottomila posti, suddivisi tra
gli undici policlinici universitari. Oggi sarà la volta degli aspiranti
dentisti e domani toccherà ai futuri veterinari. Il 9 settembre sarà il turno
degli aspiranti infermieri. Il ministero dell'Università renderà pubblici i
test al termine delle prime tre prove "per evitare che chi si è iscritto
nelle liste di Odontoiatria e Veterinaria possa prendere spunto dai test di
Medicina". Segno evidente che alcune delle domande sono standard per le
tre selezioni. Ma come al solito, tra le maglie della burocrazia, può passare di tutto. La
griglia dei test ne comprende ottanta: 33 di logica e cultura generale, 21 di
biologia, 13 di chimica e altrettanti di matematica. Tra i quiz di cultura generale
bisogna indovinare il poeta autore dell'Infinito, la capitale della Finlandia,
il giorno dell'emanazione della Costituzione Italiana. Ma anche
azzeccare che "dagli atri muscosi, dai fori cadenti..." fosse
l'incipit dell'Adelchi. Ma servono davvero questi quiz per decidere se un
giovane ha i numeri per intraprendere la lunga strada del medico? "In
primo luogo i quiz sono obbligatori perché così ha stabilito l'Unione Europea -
risponde Luigi Frati, preside della facoltà di Medicina alla Sapienza - come
disse Winston Churchill la democrazia non è un sistema perfetto ma non ne
conosco di migliori. Le direttive europee indicano anche la possibilità del
colloquio dopo i test, ma noi abbiamo deciso di no per evitare raccomandazioni
e trucchi. C'è qualcuno che dice che i medici sono troppi. Per arrivare alla
professione ci vogliono 12 anni, quelli che entreranno nel 2008 scenderanno in
campo nel 2020. Nel frattempo, moltissimi di noi andranno in pensione, ecco
perché la Federazione degli ordini ci ha chiesto di aumentare il numero degli
accessi. E noi quest'anno ne abbiamo inseriti il 5 per cento in più". Ma
non tutte le facoltà di Medicina hanno seguito lo stesso iter. Alla Cattolica
di Roma, oltre agli ottanta quiz inviati dal ministero dell'Università ne sono
stati inseriti altri tre di religione. Al Campus Biomedico di Roma, fiore
all'occhiello dell'Opus Dei, dopo lo scritto tutti i candidati dovranno
sostenere l'orale. Rispetto al caos dello scorso anni, ieri sembra andato più o
meno tutto liscio. A Napoli una ragazza è stata esclusa dalla prova alla
Federico II perché trovata in possesso di un palmare, ma era la quarta volta
che tentava di superare l'esame. A Torino, per dimostrare l'inutilità dei quiz,
si è presentato un medico di 73 anni, già in pensione. A Catanzaro, invece, è
stato individuato l'autore del furto dei test lo scorso anno. Walter Mancuso,
contratto a termine con l'università, è stato tradito da un'impronta digitale.
( da "Corriere della Sera" del 04-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Grande Milano - data: 2008-09-04 num: - pag: 10 categoria:
REDAZIONALE L'allarme Don Mazzi: sempre di più i ragazzi che chiedono aiuto
Alcol e droga, il ruolo del volontariato SEGUE DA PAGINA 1 I lacci burocratici
sono talmente numerosi e raffinati da smontare anche il più agguerrito degli
operatori. A me accade inoltre, che essendo Fondazione Nazionale, in forza non
so di quale principio costituzionale, non possa presentare progetti nelle
Regioni perché nel Veneto, nella Lombardia, nel Lazio (per ora) vogliono la
legale rappresentanza regionale. A chi risponde che la Fondazione essendo
Nazionale ha solo una sola sede legale ma potrebbe aprire sedi operative
regionali, ti fanno una grande risata sul muso e poi ti mandano come è accaduto
a Verona, una cartina nella quale dicono: "Progetto non accolto perché la
Fondazione Exodus non ha la sede legale nel Veneto". Vorrei anche
aggiungere, non solo per scherzo, che le quattro sedi sperimentali, essendo
costose e abbisognando di personale specializzato, speravo potessero accogliere
i casi di altre regioni. Questa è l'Italia! Da un giornale si lanciano allarmi
che fanno tremare le vene e i polsi e dai tavoli degli uffici competenti gli
stessi inventori di allarmi, rigettano progetto su progetto. Chiacchierare non
compromette nessuno ma aprire strade nuove per casi nuovi, non essendo
garantite le infinite coperture burocratiche, costerebbe qualcosa. Nessuno nei
pubblici uffici vuole rischiare. La vita è giusto che la rischino ogni giorno i
nostri figli, mentre non è giusto che i loro padri rischino nemmeno l'ultimo
scranno del Sert. Siamo in un circolo vizioso. Fare interventi che rispondano
ai problemi emersi in questi ultimi mesi con leggi pensate in situazioni
totalmente diverse decine di anni fa è anacronistico e assurdo. Io comunque
continuo. Abbiamo in questi cinque anni aiutato decine di persone e continueremo
nonostante i rischi e costi pesantissimi. La fila di
ragazzi che chiede il nostro intervento, breve, efficace, personalizzato, poco
terapeutico e molto avventuroso, è sempre più numerosa e io non ho nessuna
intenzione di tradire i ragazzi. don Antonio Mazzi Burocrazia "I lacci
burocratici sono talmente numerosi e raffinati da smontare anche il più
agguerrito degli operatori".
( da "Giornale.it, Il" del 04-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
N. 211 del
2008-09-04 pagina 0 Se la Cina è vicinissima di Filippo Facci Restano
situazioni drammatiche, e denunciare va sempre bene: ma a questo punto occorre
anche il coraggio di ammettere che la situazione dei cinesi è nettamente
migliorata. è solamente la scarsità d'informazione a non farci sapere che tra
la teoria predicata dallo Stato e la realtà vissuta dai singoli cittadini c'è
ormai davvero un abisso: la popolazione cinese, sempre più numerosa, ha
comunque una libertà che non ha mai avuto, si è arrangiata nel tempo aggirando
e addomesticando ogni burocrazia,
ogni regola calata dall'alto, ogni divieto, ogni sanzione, ogni controllo della
polizia peraltro sempre più diradato. Le violazioni dei più elementari diritti
umani sono un ricordo lontano: col tempo i cinesi hanno imposto regole loro, un
loro effettivo modo di vivere, un loro commercio, una loro socialità che nel
tempo hanno messo ai margini quelle autorità che vorrebbero invece uniformarli,
controllarli, imporre loro forme e modi che altri, con le buone o con le
cattive, hanno sempre finito per ossequiare. Testimonianze di quelle parti, e
un mio rapido viaggio estivo sin laggiù, mi hanno confermato che a crescere è
oltretutto l'orgoglio di un popolo sempre più ostile a ogni restrizione e che
tende perciò a ribellarsi sempre più apertamente, quasi con sprezzo. Ovvio che
sto parlando dei cinesi di via Paolo Sarpi, a Milano. © SOCIETà EUROPEA DI
EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Virgilio Notizie" del 04-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Perfezionati
"Problemi e farraginosità soprattutto nel Mezzogiorno" postato fa da
APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 4 set. (Apcom) - La sperimentazione dei
voucher per la vendemmia 2008 "è importante, ma è opportuno che questo
strumento sia migliorato e perfezionato prima di essere esteso ad altre
attività agricole, proprio per rispondere alle esigenze delle imprese agricole
nei periodi di raccolta quando necessita una maggiore manodopera". A
sostenerlo è la Confederazione italiana agricoltori (Cia) per la quale questa
prima sperimentazione dei buoni per l'impiego lavorativo occasionale di
studenti e pensionati "ha evidenziato difficoltà che hanno creato problemi
soprattutto in alcune aree del Mezzogiorno". "Quindi, ora è
indispensabile - avverte la Cia - che vengano superati al più presto tutti
quegli ostacoli e quelle farraginosità per rendere lo strumento dei voucher
realmente snello ed efficace. L'operazione, comunque, sta dando, almeno dai
primi dati, positivi risultati e possono offrire un
significativo contributo al contrasto del lavoro irregolare, alla riduzione
della burocrazia che
soffoca le imprese agricole nonché - conclude l'organizzazione - in una
situazione generale di caro-vita, consentire a studenti e pensionati di
integrare il proprio reddito senza alcun onere fiscale e con le relative
coperture assicurative e previdenziali".
( da "Giornale.it, Il" del 04-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Fate voi la somma. +Lo
stato esce definitivamente dal trasporto aereo (Marrazzo permettendo) -Balla un
miliardino di debiti che pagheranno i contribuenti +AirFrance chidedeva che i
diritti di volo in Italia fossero solo suoi, ciò non è previsto dal nuovo
progetto -Unire due debolezze (Ali e Air) amplifica una posizione dominante, ma
non garantisce un buon servizio +I sindacati hanno le spalle al muro: o così o
si muore -Sono inviatati al tavolo (passera dixit) per concordare il piano
industriale +AirFrance in fondo, ma mica tanto, è una società pubblica (18% di
Sarko') -Airfrance sa far fruttare una compagnia aerea e viaggia in tutto il
mondo +Colaninno&co ci mettono il grano e si assumono un bel rischio (in
Italia praticamente nessuno ha fatto quattrini con i voli di linea) -Aifrance
avrebbe pagato qualcosa alle minoranze e allo Stato, mentre i nostri eroi oggi
si assumono un rischio ma a prezzi ben più da saldo +E' stata Aifrance a
rompere le trattative: aveva posto tre condizioni tra cui l'assenso dei
sindacati al piano di vendita. Che ovviamente non c'è stato -E' stato l'adorato
Cav, in campagna elettorale, a dare indirettamente man forte ai sindacati
dicendo che la compagnia deve restare in mani italiane +Lufthansa e Airfrance e
tutte le compagnie americane non possono essere acquistate da stranieri e
dominano sui rispettivi mercati nazionali -Non è detto che il concetto di
italinità o francesità corrisponda, alla fine, all'interesse molto concreto,
dei cittadini-utenti La somma dei più e dei meno. cari commensali, che risultato
dà? Scritto in Varie Non commentato " (No Ratings Yet) Loading ... Il Blog
di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a
un amico 26Aug 08 Alè Magno L'idea di Alè Magno di istituire una commissione,
darla in mano a Giuliano Amato (quello che rinfaccia Craxi e forse anche lo
scippo sui conti corrente) e discutere dei problemi de Roma, mi sembra una
scemata pazzesca. Ogni stagione ha le commissioni di che si merita. Oggi con la
moda dell'anticasta, si deve dunque dare una nobiltà ad una commissione che
comunque non servirà a nulla. Voglio dire che senso ha per un amministratore
cittadino inventarsi grandi temi di discussione. C'è bisogno di una Commissione
per decidere ad esempio che l'acea debba essere privatizzata? assolutamente no.
e di fatti, Alè magno non vuole venderla. C'è bisogno di una commissione per
decidere di ampliare ed eventualmente liberalizzare le licenze dei tassisti
romani? assolutamnete no. E di fatti Alè Magno è l'idoletto della corporazione
dei tassisti. C'è bisogno di una commissione per spiegare ad un sindaco che se
due suoi ospiti olandesi vengono stuprati e presi a mazzate tra i denti, è il
caso almeno nel giorno del fattaccio di tenere la bocca chiusa o almeno aprirla
per chiedere scusa a nome di una città anch'essa ferita? Scritto in Varie
Commenti ( 34 ) " (3 votes, average: 4.67 out of 5) Loading ... Il Blog di
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amico 14Aug 08 Julius ha visto la luce Il nostro Julius (Tremonti, per chi non
lo sapesse) ha visto la luce. Già si capiva per la verità leggendo con
attenzione un interessante fondo del convertito (alle ragioni ministeriali)
Giannino, di un paio di giorni fa. Un liberale doc, a patto che non si discuta
dell'operato di Julius. Ma ritorniamo alla luce. Su Libero leggevamo: "il
Papa su questo la pensa come Giulio Tremonti, non come gli alfieri del mercato
che sul Corriere della sera e Sole 24 ore da mesi ribattono che quelli contro i
derivati sul petrolio e sul grano sono attacchi di irriducibili passatisti, di
vecchi arnesi nostalgici del protezionismo. Ora si è capito ancor meglio, che i
giudizi del Papa non sono poi coincidenze casuali, con Tremonti" . E poi
oggi finalmente sul Corrierone una domanda (anzi una non domanda) infilata lì
per caso: "A luglio il papa ha condannato la speculazione." E Julius,
poco prima: "Come sempre, nei grandi passaggi della Storia, la visione
della Chiesa è fondamentale per la comprensione dell'esistente". La lieta
novella della parabola di Julius: "L'azione dei governi ha fermato la
speculazione". Sintetizziamo il filo logico del ragionamento: la
speculazione è la peste del secolo-tremonti ha convinto di ciò il papa- la
Chiesa ha sempre una grande visione e la condivide con Julius-i governi,
incalzati da Julius hanno bloccato il contagio malefico. Hip hip hurra. Per
fortuna che abbiamo il nostro adorato Cav. Scritto in Berlusconi IV Commenti (
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25Jul 08 Obama e l'Italia Folla a Berlino. E poi a Parigi. E of course Londra.
Niente visita in Italia. Il mitico Obama ci riporta con i piedi per terra. Non
contiamo nulla, neanche una visitina, un saluto. Certo facendo jogging ieri a
Berlino e intercettato da un'abile giornalista di Sky24, ha detto: primo o poi
in Italia verrò. Deo gratias. Scritto in Varie Commenti ( 60 ) " (2 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Jul 08 Il casco per i
baresi e i mutui per gli americani Fannie e Freddie, nonostante i simpatici
nomi, stanno affossando i mercati di tutto il mondo. Non sono banche e non sono
neanche società per azioni tradizionali. Sono state create per agevolare il
mercato immobiliare americano. In sintesi prestano i soldi alle banche che
prestano i soldi ai clienti per accendere un mutuo. In questo modo le banche
americane avevano sempre risorse fresche per alimentare il mercato dei prestiti
immobiliare. Una volta comprati i mutui di terzi le due nostre li impacchettano
in obligazioni che cedono sul mercato. Per questa loro caratteristica sociale
(agevolare la proprietà edilizia) sono Gse (Governament sponsor enterprise) e
dunque, pur quotate sul mercato, in ultima analisi sono agenzie governative
(come d'altronde erano in origine). Questa garanzia statale ha permesso loro di
raccogliere danaro a tassi molto vantaggiosi e dunque alimentare la bolla speculativa.
Inoltre (toccherebbe ricordarlo a qualcuno) per statuto non finanziano mutui
subprime.. E proprio per questo il mercato dei mutui subprime (quelli che hanno
scatenato l'attuale crisi) è esploso: le banche tradizionali non riuscivano a
fare concorrenza, visti i tassi superbassi, a Fannie e Freddie e dunque hanno
cercato (colpevolmente) di andare su un mercato a queste precluso: quello dei
debitori subprime, insomma non buoni. Qualche conclusione: 1. Freddie e Fannie,
figlie di una concezione roosveltiana, non sono mai state sul mercato. 2. Sono
diventate negli anni 70 un ibrido a noi molto ben conosciuto: privatizzano gli
utili e socializzano le perdite 3. Il salvataggio di oggi è stato scritto ieri
quando furono concepite 4. il fatto che prestassero troppo era noto da tempo
(lo disse greenspan in un'audizione davanti al senato) 5. il loro fallimento
non è un fallimento del mercato, ma del regolatore. che ha pensato di cavarsela
quotandole sul mercato. E che ha alimentato per questa via la bolla immobiliare.
6. salvarle oggi è ragionevole, così come è ragionevole, secondo il sindaco di
bari, regalare, a spese dei contribuenti, un casco ai motociclisti pizzicati
senza. Scritto in pol economica Commenti ( 23 ) " (2 votes, average: 5 out
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Commenti Invia questo post a un amico 07Jul 08 Cosa ne pensano i lib-lib di
Julius In questo blog abbiamo più volte "sfottuto" il nostro Julius
per la sua ansia Pop. L'inutile e dannosa Robin tax, la populistica esclusione
dei ricchi (solo 70mila? solo due dei quali in piazza di Spagna a Roma?) dai
benefici Ici sulla prima casa, la card per gli anziani, la lotta contro la
speculazione. E via dicendo. Anzi, già che ci siamo, gli insopportabili slogan contro
il "mercatismo". Senza considerare la mancata liberalizzazione per
eccellenza: e cioè la riduzione delle imposte sui redditi o per lo meno una
prospettiva di riduzione. Che il Dpef non ci da. Insomma quello che pensiamo
sul Julius pop per i nostri commensali (che spesso hanno anche criticato il
cuoco) è pietanza nota, anche se non a tutti gradita. Ieri è arrivata in cucina
una mail di David Baccini, intitolata "Tremonti il socialista ci porterà
al disastro". Vi inoltro le prime righe: "sono sconcertato per il
comportamento schizoide del Ministro Tremonti, nel quale non ho mai riposto
alcuna fiducia e che affonderà il Governo, ma sopratutto per il "sentiment
filogovernista-filotremontiano antimercato" di Giannino: scioccante
davvero. Altrettanto sconcerto va verso l'IBL, che di fronte ad accuse
tremontiane al mercato, a chi (praticamente l'intero popolo europeo) non si
riconosce nel nuovo meta-stato soviet-europeo, alla speculazione, al profitto,
a chi si dice liberista, a chi esige basse tasse, a chi disconosce l'efficacia
della redistribuzione (Robin Tax ed altre puttanate) .. l'IBL tace, in
conformità Gianniniana". Be' in effetti si può condividere con Baccini un
certo stato di solitudine da queste parti. Difficile trovare conforto a
sinistra (lo devo spiegare ancora una volta?), ma anche nei punti di
riferimento dei liberali classici, sembra che ci sia un po' una corsa a non
disturbare il manovratore. La paura di Prodi e accoliti non ci può rinchiudere
in un angolo. Non ci deve spingere verso un'accettazione muta dei provvedimenti
governativi. Insomma se Julius ha deciso di fare una corsa di popolarità con
l'adorato Cav, son cavoli suoi. Non di Noi italiani che abbiamo votato un
governo immaginato liberale. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 54 ) " (3
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 03Jul 08 Bce senza pop
La Bce ha deciso di alzare al 4,25 per cento i tassi di interesse in Europa,
con un ritocco all'insù di un quarto di punto. I governi di mezza Europa
(Francia e persino Germania) le avevano chiesto di non farlo. D'altronde
l'economia non gira e l'inflazione (arrivata al 4 per cento massimo da 16 anni)
è più dovuta al rincaro delle materie prime che ad una forte domanda di
consumo. Chi ha ragione? La Bce non risponde a nessuno. I governi Ue, invece,
ai propri elettori. In questa vicenda il differente grado di responsabilità
(accountability) ha un peso. La politica sembra più attenta al momento, al breve
termine. Palese il caso italiano: subito una dilazione sulla rata dei mutui
(accordo Tremonti-Abi) ma tra 20 anni si paga il conto. Subito la card sociale
per i pensionati più poveri, ma non si riducono permanentemente le imposte
dirette. Subito la tassa sugli odiati banchieri-petrolieri, ma domani si
rifaranno con aumenti sui consumatori. Il respiro immediato è ciò che conta,
nel lungo periodo (come diceva qualcuno che al cuoco non piace tanto) saremo
tutti morti. I banchieri centrali "irresponsabili" per costituzione
si possono permettere l'impopolarità. Sanno che non possono alimentare
aspettative inflattive. La rincorsa prezzi-salari-prezzi è micidiale come
dimostrano gli anni 70. E ci sono i primi segni. La furia sindacale In Italia
contro l'inflazione programmata fissata ll'1,7 per cento nel Dpef (e qui bene
ha fatto Julius), il costo del lavoro in Spagna salito al 5,7 per cento;
l'aumento salariale dei pubblici dipendenti tedeschi fissato quest'anno al 5
per cento. I Banchieri centrali saranno spietati, ma sanno che un un po' di
veleno nel corpaccione europeo oggi, è meglio di un infarto certo domani. Non
accondiscendono alla nuova ventata pop della politica europea. Scritto in pol
economica Commenti ( 17 ) " (3 votes, average: 4.33 out of 5) Loading ...
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post a un amico 03Jul 08 Rosicchiare la Mela Tra pochi giorni arriva in Italia
un oggetto di culto. Sì qualche volta anche in questa zuppa si assaporano
pietanze leggere. Si tratta del nuovo telefonino 3g della Apple. Come sapete il
cuoco ha una certa passione per la Mela. Oggi il sole 24ore ha anticipato i
possibili piani tariffari che Vodafone e Tim applicheranno al mitico gadget. Lo
diciamo subito: troppo cari. Il nuovo telefono è pensato per stare spesso
collegato, anche in remoto, su internet. Insomma brucia bytes su bytes. Gli
operatori invece fanno finta di nulla e nelle loro ipotesi di abbonamento
prevedono tariffe flat fino a 1gb (Tim) e 600 Mb (Vodafone). Un po' tirchietti.
C'è da scommettere che i mela maniaci che vorranno aver subito l'oggetto del
desiderio pagheranno un biglietto di ingresso piuttosto caro: e a riscuoterlo
non sarà la Apple, ma i due gestori di telefonia. Scritto in Varie Commenti ( 6
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2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 22Jun 08
Appunti in manovra La manovra presentata dal governo vale quasi 35 miliardi di
euro, per il prossimo triennio. Anche se alcuni effetti (per un paio di
miliarducci) si faranno sentire da quest'anno. In sintesi si riduce la spesa
pubblica corrente del 2 per cento nel triennio: si sforbiciano risorse per gli
enti locali (-9.2 miliardi), la pa, la sanità (-5 miliardi), la scuola (-8
miliardi e meno 100mila prof) e altro ancora. La pressione fiscale sale, alla
fine del triennio, al 42,9 per cento del Pil (più 0.1 rispetto all'eredità
prodiana). Questa manovra ci permetterà nel 2011 di avere un rapporto tra
debito e pil inferiore al 100 per cento. La manovra è fatta per la gran parte
dalla riduzione di spesa pubblica e questo è un bene. Nel 2011 la spesa
pubblica dovrebbe fermarsi (si fa per dire posto che in termini assoluti
aumenta) a 753 miliardi di euro (compresi 86 miliardi di interessi sul debito),
il 38.3 per cento del nostro Pil. C'è un aumento delle imposte per il primo
anno quantificabile in 4 miliardi: si fanno piangere quelli che Julius ha
indentificato come i "ricchi": petrolieri, elettricisti, banchieri, manageroni
e cooperatori. In altre parti della zuppa abbiamo già detto cosa pensiamo della
Robin tax e recentemente in maniera caustica ma chiara lo ha scritto anche il
perfido Boeri su Republik. Obiettivamente il peso delle maggiori entrate sul
complesso della manovra è risibile e dunque con una alca selzer possiamo
digerirlo. Resta la parta migliore della manovra: Citiamo, gustandoli assai,
alcuni ingredienti in modo disordinato: abolizione dell'obbligo della
tracciabilità dei compensi, morte dell'elenco fornitori, semplificazioni sulla
privacy e sulla tenuta dei libri per le imprese. E ancora divieto di cumulo tra
pensione e lavoro, impresa in un giorno, rateizzazioni ruoli, liberalizzazione
dei servizi pubblici locali, ripristino della superBiag e stop della limitazione
dell'uso dei contati a 5000 euo. Uffff. Niente male. Scritto in Berlusconi IV
Commenti ( 14 ) " (3 votes, average: 2 out of 5) Loading ... Il Blog di
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amico 13Jun 08 Fuoco amico Cari commensali, le nostre ultime discussioni sono
nate da alcune provocazioni che ho voluto fare su alcune misure pop annunciate
dal governo Berlsuconi. Ho parlato, e male, della Robin tax e dei tetti agli
stipendi, e financo delle esclusioni Ici. Non ho parlato della giusta richiesta
del nucleare, delle ottime misure su premi e straordinari e sulle ipotesi di
riforma della pa. Insomma sono stato fazioso, più che fazioso. Devo una
spiegazione. Quando un governo ha davanti a sè cinque anni di legislatura e ne
ha avuti altrettanti dietro alle spalle, ha una grande carta per provare a
riformare il nostro benedetto Stato. Mi sarei immaginato una partenza sprint.
Avrei voluto la medesima decisione mostrata su Napoli, anche sull'economia.
Insomma avrei voluto un esecutivo meno pop e più impop. Chiessenefrega delle
critiche popolari, quanto si ha un tratto preciso e univoco. Assecondare gli
umori o frenarsi per non essere criticati da sinistra non vuol dire essere
democratici. Probabilmente questo è il miglior governo che potessimo votare. Ma
le difese d'ufficio sono una spezia che non piace al cuoco di questa zuppa.
Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 16 ) " (2 votes, average: 3 out of 5)
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Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Nato a Roma, vivo a
Milano. Lavoro da qualche anno al Giornale e scrivo di economia e finanza.
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contatti Categorie Berlusconi IV (8) burocrazia (1) citazioni (2) finanza (10) pol economica (21) Varie (36)
Ultime discussioni Umberto Cisotti: Concordo pienamente con David Baccini.
Tremonti si sta' dimostrando uno dei peggiori ministri... david baccini: ma
perche' d'estate dovrebbe mai calare? chiunque lo dica. e comunque sia,
questo... paolo2: Caso David, veramente Mauro ti ha già lasciato un commento
sul prezzo del petrolio affermando che in estate... mauro: Ora che siamo in una
sorta di velata recessone, chi ha fatto debiti si sta mangiando le mani perchè
non... david baccini: ah dimenticavo.. qui in USA e' vero che il Governo vuole
nazionalizzare FreddieMac &... I più inviati I "cagasotto" - 4
Emails Ancora sui Precari Veneti - 1 Emails AliTaglia - 1 Emails Morti di
ipocrisia - 1 Emails Piccolo sfogo sul meraviglioso Ferrara - 1 Emails Blog
amici Alex Tabarrok crilla Finanza e Macro freakkkettoni IBL La città dei
liberi rass.stamp 11min In prova Ecodiario September
( da "Trentino" del 05-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
I candidati Ferretti,
Frau e Secchi le scelte di de Eccher An punta sul "cavaliere nero" ma
non mancano i malumori TRENTO. Il "cavaliere nero" Angelo Ferretti,
ex presidente della Settaurense, è l'uomo di punta della lista di Alleanza
Nazionale per le prossime elezioni provinciali. Al suo fianco il dirigente
Raimondo Frau ed il giovanissimo vicesindaco di Avio Federico Secchi. Una
squadra costruita dal senatore Cristano de Eccher e criticata dal capogruppo di
An in consiglio comunale, Antonio Coradello, che parla di "lista non
condivisa e fatta solo di portaborse". Per de Eccher i nomi scelti
"sono i migliori possibili e rappresentano tutte le aree del
Trentino". Le priorità del partito sono chiare: la
sicurezza, con più potere alla polizia municipale, l'autonomia decisionale dei
comuni, per garantire il mantenimento delle tradizioni, e lo snellimento della burocrazia. De Eccher è certo: "i
trentini sceglieranno il buongoverno della destra al clientelismo del
centrosinistra". (j.t.).
( da "Arena, L'" del 05-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
VERONA SUD. Dopo
anni di progetti e polemiche politiche, sta per concretizzarsi uno dei piani di
trasformazione della grande area dismessa di fronte alla Fiera Prusst, primo
intervento da 80 appartamenti di Giorgia Cozzolino Eppur si muove. Si potrebbe
dire così dell'area del Prusst (Piano di riqualificazione urbana e di sviluppo
sostenibile) che si trova davanti alla fiera, sulla quale da anni la politica
cittadina discute. Sulla vasta superficie, la stessa che comprendeva anche il
polo finanziario e dove sorgevano i Magazzini generali e il Mercato
ortofrutticolo, sono previste anche alcune porzioni di edilizia residenziale,
commerciale e direzionale. E in una di queste, e più precisamente il lotto dove
sorgeva la baita degli alpini di Borgo Roma in viale dell'Industria (che sta
per essere trasferita all'interno del parco Umago), dove sorgeranno presto 80
appartamenti, servizi commerciali, piccoli negozi e uffici. La Marani
Costruzioni ha infatti presentato ieri all'assessore ai Lavori pubblici del
Comune, Vittorio Di Dio, il progetto che dovrà superare l'esame della
commissione provinciale per la Via, ovvero la valutazione di impatto
ambientale. Se tutto andrà come spera la società, i lavori potrebbero partire
prima di fine anno e dureranno circa due anni e mezzo. Si tratterà di 10 unità
abitative, di tre e quattro piani, distinte da colori diversi e collegate a
forma di corte con un ampio giardino condominiale di circa duemila metri
quadrati all'interno della struttura. Tutto intorno al perimetro saranno
realizzati parcheggi di superficie e piantumati degli alberi. L'intero
fabbricato occuperà una superficie di 8mila metri quadrati per un volume di
oltre 29mila metri cubi. Il progetto realizzato dagli studi tecnici Carlini e
Monaco, e seguito per la parte relativa allo studio di impatto ambientale dalla
ditta Zem di Padova, prevede l'utilizzo di nuova tecnologia in fatto di
sostenibilità e risparmio energetico. Gli edifici saranno infatti dotati di
pannelli fotovoltaici e di adeguato isolamento termico. Inoltre, come conferma
l'assessore Di Dio, il Comune realizzerà in un altro lotto del Prusst il
programmato impianto di cogenerazione che servirà di acqua calda tutte le
attività e abitazioni dell'area. "In un primo tempo avevamo valutato la
possibilità di non fare questo impianto", spiega Di Dio, "ma alla
fine abbiamo deciso di portare avanti gli accordi presi dalla precedente
amministrazione e realizzarlo servendo tutte le strutture che saranno costruite
sul Prusst". Secondo lo studio di sostenibilità, nella nuova
urbanizzazione si insedieranno circa 225 abitanti che, insieme agli attrattori
commerciali, genereranno un flusso di circa 410 auto al giorno da e per il
nuovo centro residenziale. "Per velocizzare la riqualificazione di Verona
Sud", spiega Di Dio, "avevamo chiesto alla Provincia la possibilità
che i vari lotti non fossero sottoposti a Via, ma dato il diniego siamo
riusciti a ottenere che i singoli comparti urbanistici possano presentarla
separatamente per poter partire con le opere". Soddisfatto,
ma cauto, il titolare della società, Andrea Marani, presidente del collegio
Costruttori: "Devo dare atto al Comune e alla Provincia di aver fatto il
possibile per superare una burocrazia pazzesca. Resta il fatto che l'intero sistema è assurdo e se non
cambierà, i costi continueranno ad aumentare".
( da "Tirreno, Il" del 05-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Empoli Diciannove
bimbi senza asilo Disagi per le famiglie di Villa Campanile e Orentano SERVIZI
Lettera di protesta al Provveditorato CASTELFRANCO. Ad un tiro di schioppo
dall'inizio del nuovo anno scolastico, ben 19 bambini si ritrovano senza scuola
materna. Sono i piccoli di Orentano e Villa Campanile, o meglio le loro
famiglie, a scontrarsi con questa spiacevole realtà, la settimana scorsa.
"Ho inviato ieri mattina una lettera di protesta al Provveditorato agli
studi di Pisa che nel corso del tempo e delle ultime riunioni aveva garantito
la classe. Tutto questo è scritto nei verbali delle conferenze interzonali che
si sono succedute in questo periodo", spiega il sindaco Umberto Marvoglio.
Il suo disappunto trapela da ogni singola parola che usa per commentare questo
disagio last minute, che lo ha colto alla sprovvista. "Credo che per
quest'anno non potremo fare niente per la scuola statale di via Ulivi",
continua con rammarico. All'origine del dietro-front del Provveditorato c'è la
mancata assegnazione di personale docente e non (insegnanti e bidelli), da
parte del Ministero della Pubblica istruzione che non ritiene che 19 bambini in
lista d'attesa siano un numero sufficiente per l'istituzione di una sezione.
"Il Comune già a febbraio ha assicurato la disponibilità di locali,
arredi, servizio mensa e trasporto scolastico. Noi eravamo pronti, ma a quanto
pare inutilmente", prosegue l'assessore all'istruzione, Donatella
Banchini. Tra tagli e burocrazia, chi adesso si trova in difficoltà sono i genitori di questi
bambini tagliati fuori. "Sarà difficile che trovino una collocazione,
anche se di solito qualche posto si libera nel corso dei mesi. Comunque abbiamo
bimbi in attesa pure nel capoluogo", aggiunge il primo cittadino.
Così, allo stato attuale delle cose, le famiglie rimaste fuori si trovano in
notevole difficoltà per la sistemazione dei figli. Soprattutto da Villa Campanile
arrivano sonore proteste di gente che lavora e non sa più come gestire tempi
familiari e professionali. La giunta comunale, all'unanimità, ha espresso il
proprio disappunto per la situazione creatasi e ha chiesto al Provveditorato
agli studi di Pisa di trovare una soluzione idonea ed immediata, visto che
nelle frazioni vi è un notevole sviluppo urbanistico ed è prevedibile un
ulteriore aumento delle domande legate ai servizi di istruzione. F.S.
( da "Stampaweb, La" del 05-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Americani,
combattete assieme a me". John McCain accetta la nomination repubblicana e
lancia la sfida al democratico Barack Obama chiedendo agli elettori
"repubblicani, democratici o indipendenti" di unirsi per
"vincere assieme le sfide che abbiamo di fronte". I toni sono
moderati, l'approccio è bipartisan e gli attacchi a Obama contenuti. McCain
veste i panni del "comandante in capo" puntando a rassicurare gli
americani, a presentarsi come l'uomo giusto per superare l'attuale fase di
difficoltà. Soprattutto economica. Sono i temi della crisi che attanaglia la
classe media a dominare il discorso pronunciato di fronte ai 4800 delegati.
McCain parla a "chi ha perso la casa o il lavoro", guarda alle aree
più depresse in Michigan e Pennsylvania - gli Stati vinti dai democratici nel
2004 che punta a conquistare per vincere nell'Election Day - e illustra un
programma teso a rilanciare lo sviluppo: meno tasse, più libero commercio, più
posti di lavoro, meno burocrazia nella sanità pubblica, meno sindacati nelle scuole e
l'educazione "diritto umano del nuovo secolo". Il motore della
crescita è nello sviluppo energetico per liberarsi dalla dipendenza dal greggio
straniero: più trivellazioni di pozzi, più gas naturale estratto dal territorio
nazionale e forti investimenti in ogni tipo di energia alternativa.
"Così saranno creati più posti di lavoro per i vostri figli" promette
l'ex prigioniero di guerra in Vietnam assicurando che crede nel principio di
"ascoltare ogni buona idea" indipendentemente dal partito che la
propone. Il pubblico dell'Xcel Energy Center risponde ritmando "Drill baby
drill" e McCain va avanti spiegando l'origine del credo nell'America
bipartisan, in un interesse nazionale al di sopra dei partiti. "Quando mi
trovavo in una cella di Hanoi, dopo essere stato torturato ero impossibilitato
a muovermi, riuscii a sopravvivere solo grazie a due miei compagni di cella,
imparai allora che appartenevo non a me stesso ma alla nazione". Alle sue
spalle il megaschermo proietta le immagini di una gigante bandiera americane,
il pubblico grida "U.S.A.", "U.S.A." come se stesse
incitando la nazionale di basket e McCain risponde promettendo che l'America
"tornerà a guidare il mondo", a cominciare dalla battaglia per
l'energia. Sulla politica estera il candidato repubblicano si sente più forte
di Obama e non forza temi e toni, ma i messaggi sono espliciti: "Sull'Iraq
ho avuto ragione indovinando la strategia del successo, realizzato dal
coraggioso generale Petraeus, Al Qaeda ci minaccia, l'Iran insegue
l'atomica" e ciò che più preoccupa è la "tentazione della Russia di
ricostruire il proprio impero". Le citazioni sono per il presidente Bush,
la Fist Lady Laura, la moglie Cindy e la madre Roberta mentre i presidenti a
cui si richiama sono i grandi riformatori repubblicani: Lincoln, Teddy
Roosevelt e Ronald Reagan. McCain è convinto di poterli emulare e sente di
poter vincere. L'abbraccio finale sul palco è con Sarah Palin. "Non vedo
l'ora di presentarla alla gente di Washington, sappiano che il cambiamento sta
arrivando". commenti (0) scrivi.
( da "Unita, L'" del 05-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Luca Landò/
Milano Il Pd che si divide sul testamento biologico, il Vaticano che prende le
distanze dall'Osservatore Romano sulla morte cerebrale, la Regione Lombardia
che contesta la decisione dei giudici sul caso Englaro: benvenuti nel caos. O
forse benvenuti in Italia. Perché negli stessi giorni in cui la Spagna, in
Andalusia, si prepara a varare una legge per "il diritto a una morte
dignitosa" (come fanno da tempo Francia, Inghilterra, Danimarca, Germania,
Stati Uniti, Canada) da noi si litiga senza decidere nulla. Davvero in Italia è
così difficile affrontare i temi che riguardano la vita e la morte? Davvero è
così complesso discutere di leggi che, più di altre, toccano la coscienza di
ogni singolo cittadino? Umberto Veronesi, ex ministro della Sanità, oncologo e
oggi senatore del Pd, non ha dubbi: "E' quello che accade quando si
mischiano i ruoli, quando si confonde il campo della bioetica con quello della
scienza. Quando chi parla non sa e chi sa non può parlare. E questo avviene
perché non esiste una legge che dica, chiaramente, quali sono le regole".
Il caso dell'Osservatore Romano è esemplare: con un articolo pubblicato martedì
scorso la storica Lucetta Scaraffia, vicepresidente dell'associazione Scienza e
Vita e componente del Comitato Nazionale di Bioetica, sostiene che la
dichiarazione di morte cerebrale non è più sufficiente per affermare che la
vita è finita. Un'affermazione impegnativa, in aperto contrasto con i criteri
alla base della medicina dei trapianti. "Il punto è che la bioetica
dovrebbe disinteressarsi delle minuziose definizioni degli eventi che la
scienza porta con sé. Definire quale sia il vero momento della morte è molto
difficile. Un tempo si diceva che un cuore che batte era segno di vita. Da
quarant'anni sappiamo che non è così. Se prendo un cuore umano e lo metto in
coltura, cioè in condizioni adeguate, continua a battere anche al di fuori del
paziente. Lo stesso per un rene: se lo collego a una macchina continua a
filtrare sostanze tossiche e a produrre urina. Agli organi non interessa da
dove arriva il sangue, se dalle vene del paziente o da una pompa artificiale:
basta che continuino a ricevere ossigeno, acqua, sali minerali. Da un punto di
vista biologico questi organi sono vivi, ma questo significa che la persona che
li ha donati è ancora viva? Direi proprio di no. La morte della persona
coincide con la morte di un organo preciso, il cervello. Quando non c'è più
attività cerebrale, non c'è più nulla di quello che caratterizza la nostra vita
umana: non c'è più pensiero, né memoria, né emozioni. Questo non l'ho stabilito
io, ma il famoso Protocollo di Harvard". Una delle obiezioni a questa
impostazione è che esistono casi di risveglio da situazioni di coma.
"Anche qui regna la confusione. Il punto chiave è il concetto di
irreversibilità. E questo spetta alla neurologia non alla bioetica. Sono i
neurologi che devono dire se una persona in coma si trova in una situazione
transitoria, dalla quale potrà riprendersi, oppure se ha imboccato una strada
senza uscita. Esistono definizioni standard condivise da tutti i medici: un
paziente può riprenderdsi bene da un coma se si risveglia nel giro di 15
giorni, il risveglio diventa invece raro quando passano da un mese ad un anno e
quasi impossibile oltre un anno. Nel secondo caso si parla di stato vegetativo
persistente, nel terzo di vegetativo permanente. Sono i neurologi, che in base
alle loro conoscenze devono riconoscere le differenze tra il secondo e il terzo
caso, capire cioè se siamo in una situazione permanente e irreversibile".
Come il caso Englaro? "Certamente. Perché se è quasi impossibile il
risveglio dopo uno o due anni, figuriamoci dopo 16 come la povera Eluana. Una
vicenda drammatica che ha mostrato l'importanza di una legge che non c'è: un
vuoto che tutti vedono e tutti denunciano ma che va colmato nel modo giusto. A
fine luglio, prima che chiudessero le Camere, ho presentato un progetto di
legge sul testamento biologico molto semplice ma molto chiaro in cui si
permette a una persona, come diceva Luca Goldoni, di "decidere, quando c'è
ancora la luce, di andare via quando la luce non ci sarà più". La mia
proposta, che si aggiunge a quella già presentata da Ignazio Marino, va proprio
in quel senso. E funziona così: una persona consegna un testamento a una
persona di fiducia, un familiare o un amico intimo. Il quale è il tutore della
volontà di quella persona: se a questa accade qualcosa, è il fiduciario che va
dal medico a difendere, con la forza del documento firmato, le volontà del
paziente che si trova in uno stato vegetativo permanente. Questa volontà
riguarda anche l'interruzione dell'alimentazione e l'idratazione artificiale e
prevede anche l'obiezione di coscienza da parte dei medici. I quali, tuttavia,
sono tenuti a trasferire il caso a un collega". Con questo testamento il
caso Englaro non sarebbe nato. "Sì, perché la mia proposta precisa che, se
il paziente non vuole essere tenuto in stato di vegetazione permanente bisogna
interrompere ogni intervento esterno, non solo le terapie, ma anche
l'alimentazione e l'idratazione". Proprio quello che la Regione Lombardia
ha detto di non voler fare. "E quello che avviene quando non c'è una
legge: ciascuno fa come vuole. Con il paradosso che se i genitori di Eluana
andassero in Germania o in Svizzera il problema non si porrebbe". Emigrare
per morire... "È assurdo. Eppure dico che piuttosto che avere una cattiva
legge, che impedisce di affrontare e risolvere i problemi, è meglio continuare
come adesso. Piuttosto che avere una legge che ingabbia e imbriglia, come la
legge 40 per la fecondazione assistita, è meglio lasciare le cose come
stanno". Una delle critiche mosse dal mondo cattolico è che il testamento
biologico potrebbe aprire le porte all'eutanasia. "Sono due argomenti
totalmente differenti. Il testamento biologico riguarda una persona che non è
in più grado di esprimere le sue volontà. L'eutanasia è l'opposto: riguarda il
malato terminale che, in condizioni irreversibili di guarigione e destinato a
morire in breve tempo, chiede di essere sollevato dalla sofferenza. È quello
che avviene in Olanda dove è stata definita una legge che autorizza, in casi
precisi di malattia terminale, di ricorrere all'eutanasia. Ogni anno in Olanda
ci sono 10.000 malati terminali che chiedono di poter interrompere la propria
vita. Di queste richieste ne vengono accolte 2-
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
05-09-2008)
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Cronaca Italiana
Pagina 110 Difesa. Saltano le discriminazioni nei confronti dei giovani sardi
create da una serie di decreti beffa Soldati fabici arruolati dai Tar Difesa..
Saltano le discriminazioni nei confronti dei giovani sardi create da una serie
di decreti beffa Finalmente in divisa dopo le sentenze dei giudici -->
Finalmente in divisa dopo le sentenze dei giudici Arruolati (ma solo per un
anno) nell'Esercito, in seguito a sentenze dei Tar, tre giovani che erano stati
giudicati non idonei perché fabici. di LUCIO SALIS Respinti dall'Esercito,
arruolati dai Tar. È accaduto a tre giovani fabici, costretti a rivolgersi ai
giudici per vedere riconosciuto il loro diritto a indossare la divisa. Il
favismo, hanno stabilito i magistrati (dei Tar Sardegna e Lazio), non può
essere considerato una causa valida di esclusione dal servizio militare. Così i
tre vedranno coronato il loro sogno di mettere le stellette. Ma solo per un
anno. La decisione dei magistrati amministrativi rappresenta un passo avanti in
una vicenda che vede contrapposti, da anni, tanti ragazzi e le gerarchie
militari. A infrangere la barriera che impediva ai fabici di essere arruolati è
stato C. S. un giovane del centro Sardegna (del quale non facciamo il nome per
tutelarne la privacy) che nel gennaio scorso aveva chiesto di essere inserito
nella categoria VFP1 (Volontario in ferma prefissata di un anno) unica
possibilità concessa dalle norme a chi è portatore di favismo. Ma il 31 gennaio
scorso, dopo una visita di selezione, è stato giudicato non idoneo proprio a
causa di quella anomalia, che autorevoli specialisti della materia giudicano
irrilevante. Ma C. S. non si è dato per vinto. E, tramite l'avvocato Elisabetta
Mura, ha presentato ricorso al Tar Sardegna, chiedendo la sospensione e
l'annullamento del verdetto che lo aveva escluso dall'Esercito.
Nell'accordargli la sospensiva, i giudici hanno accertato che competente a
decidere nel merito della questione era il Tar del Lazio. Il 4 luglio, i
giudici romani hanno accolto in pieno il ricorso e condannato il ministero
della Difesa al pagamento delle spese di giudizio. In particolare, hanno
considerato illegittimo il provvedimento col quale l'Esercito aveva giudicato
C. S non idoneo all'arruolamento, emanato senza tenere conto delle norme che
regolano la materia. Vittoria in piena regola. Nel frattempo, in seguito alla
sospensiva concessa dal Tar Sardegna, mercoledì scorso l'Esercito ha sottoposto
C. S. a un'altra visita medica. E stavolta con esito positivo: arruolato. Un
successo condiviso con altri due giovani sardi, (rappresentati dall'avvocato
Giuseppe Andreozzi), anche loro ammessi (per un solo anno) al servizio militare
in seguito all'intervento dei giudici amministrativi. Grande soddisfazione, ma
ancora parziale, perché il ministero della Difesa non riconosce il diritto alle
stellette dei fabici che vorrebbero raffermarsi per quattro anni o in Servizio
permanente. Questi arruolamenti rappresentano comunque un primo, significativo,
passo avanti nella guerra fra il ministero della Difesa e i tanti giovani sardi
che vorrebbero fare carriera nell'Esercito, (riuniti nel sito
www.favismo.altervista.org) ma vengono esclusi perché fabici. Per i medici con
le stellette, infatti, i portatori dell'enzima G6PD (glucosio-6-phosphato
deidrogenasi) non sono idonei a svolgere attività militare. Questo perché, se
mangiano fave o prendono certi farmaci, ben individuati, sono soggetti a crisi
emolitiche che richiedono immediate trasfusioni di sangue. Di parere opposto,
ovviamente, le aspiranti reclute. Dopo una numerosissima serie di cause
giudiziarie, finalmente, nel marzo 2007, il ministero decise di risolvere il
problema nominando una commissione di esperti, soprattutto medici, di altissimo
livello. I quali conclusero che il favismo, entro certi parametri, "non
deve essere considerato un fattore di discriminazione nella valutazione medico
legale dell'idoneità al servizio militare". Il problema sembrava risolto, invece la burocrazia ministeriale sintetizzò il parere scientifico in un
decreto-beffa, del 20 settembre 2007 che, di fatto, tagliava fuori i sardi
dall'arruolamento. Proteste, interrogazioni dei senatori Massino Fantola e
Mariano Delogu, presentazione di un disegno di legge sottoscritto da tutti i
parlamentari sardi (primo firmatario Emanuele Sanna) per abolire
l'odiosa discriminazione. Finché, il 26 ottobre 2007, il sottosegretario alla
Difesa Emidio Casula non presentò una direttiva che sembrava rimettere le cose
a posto (mai comparsa, però, nella Gazzetta ufficiale). Era l'ennesima presa in
giro. Perché l'11 gennaio 2008 è stata emanata una nuova direttiva che limita a
un solo anno l'arruolamento dei fabici. Doppia beffa: perché i giovani che si
sono presentati alle successive selezioni sono stati giudicati non idonei. Ma i
giudici dei Tar hanno rimesso le cose a posto.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
05-09-2008)
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Cronaca Regionale
Pagina 106 il deputato Pdl Nizzi: via i lacci che hanno affossato l'Isola Il
deputato Pdl --> Meno trenta giorni al referendum del 5 ottobre. Per la
Gallura roccaforte del centrodestra, spazzare via la legge 8 sulle coste vale
quanto un assaggio di campagna elettorale, proprio in vista delle Regionali
2009. Settimo Nizzi, deputato del Pdl, per dieci anni sindaco di Olbia (mandato
chiuso nel 2007), scalda i motori. Contro i supervincoli di Soru si oppose da
primo cittadino e adesso da parlamentare, nella doppia veste di possibile
candidato-governatore. Deputato Nizzi, un mese vi separa dal referendum. La
Gallura è pronta alla sfida? "L'intera Sardegna si mobiliterà. In quattro
anni di governo, Soru e il centrosinistra hanno solo tutelato gli interessi di
pochi, quasi sempre amici, accontentati anche attraverso il Piano
paesaggistico. Lacci e laccioli che hanno affossato l'economia, lo sviluppo e
decine di imprese". Come si tutelano gli interessi dei sardi? "Con
una politica di centrodestra: regole uguali per tutti, senza particolarismi.
Oggi, ogni delibera passa nelle mani del governatore, è un'assurdità. Bisogna
tornare sul binario del decentramento amministrativo. Gli stessi poteri di
pianificazione sono prerogativa degli enti locali, non di un uomo solo al
comando che ignora la riforma del titolo V della Costituzione". Ma il
presidente Soru guida una coalizione. "No, la verità è un'altra: Soru ha
spaccato la coalizione e il suo stesso partito per comandare meglio, in perfetta
solitudine". Il centrodestra invece è unito? "Di certo non ci
divideremo per le poltrone, tantomeno sul programma. Il nostro candidato avrà
maturità ed esperienza politica, e una profonda conoscenza dei territori. Sono
valori irrinunciabili in un momento così drammatico per la nostra Isola".
Lei figura nella rosa dei possibili candidati al governo della Sardegna. Con
quali obiettivi? "Io sono a disposizione del partito insieme a molti altri
amici. Dobbiamo restituire ai sardi speranza nelle proprie capacità
professionali e fiducia nelle istituzioni. La disoccupazione continua a
galoppare, le famiglie sono sempre più povere, come è risultato dall'indagine
de Il Sole 24ore. Questa è la Regione di Soru. Noi dobbiamo ridare gambe
all'economia e finalmente il lavoro ai sardi, con regole certe, meno burocrazia e meno centralismo". Il federalismo sarà un vantaggio per
l'Isola? "Indubbiamente. Il modello che vogliamo non solo dovrà rispettare
la nostra specialità statutaria, ma anche riconoscere l'insularità. Il gap
andrà compensato con interventi perequativi che saranno parte integrante del
federalismo". La vertenza-entrate troverà spazio nella trattativa
col governo nazionale? "E' un'altra priorità. Soru e il centrosinistra
hanno portato a casa solo un piatto di lenticchie, peraltro riscaldato.
Accollare sulla Regione le spese altissime di sanità e trasporti, è stato un
errore macroscopico, da dilettanti della politica. Infatti è stata tagliata la
Formazione professionale, la continuità delle merci abbandonata, il salvataggio
dell'industria resta un'incompiuta, i costi dell'energia sono sempre altissimi.
L'unico intervento sul turismo è stato l'applicazione delle tasse sul lusso,
peraltro bocciate dalla Consulta. Non credo che nessun'altra Giunta sarda abbia
mai collezionato tanti ricorsi, come ha fatto il centrosinistra, perdendoli
praticamente tutti". La crisi al Comune di Olbia è archiviata. Com'è
riuscito a mettere d'accordo tutti? "La politica è fatta anche di
dialettica. Il confronto, per quanto aspro, non mina mai l'unità, se esiste un
progetto comune. E noi l'abbiamo, Olbia è una delle città sarde più importanti.
L'ormai ex coordinatore provinciale Fedele Sanciu ha gettato un po' troppa
benzina sul fuoco delle polemiche, forse per inesperienza. Ora è tutto superato
e bisogna andare avanti". ALESSANDRA CARTA.
( da "Giorno, Il (Sondrio)" del 05-09-2008)
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CRONACA VALTELLINA
pag. 4 Il sindaco Pozzoli: "Candidarmi ancora? Forse, potrei
pensarci" di DANILO ROCCA ? CHIAVENNA ? "MI RICANDIDO? NI...".
La politica ritorna al lavoro con settembre, mentre il mondo amministrativo valchiavennasco
si prepara ad una lunga stagione preelettorale, con 12 dei 13 comuni del
territorio chiamati quest'anno alle consultazioni e al confronto sui temi
civici. Una verifica importante per tanti consigli comunali allineati in
prossimità delle urne, con Chiavenna che inizia a sollecitare i suoi dirigenti
domandando chi guiderà le vare coalizioni. Il sindaco Giampaolo Pozzoli, che
guida la città con la Lista civica Rinnovamento Chiavenna non ha ancora sciolto
le riserve riguardo alla propria ricandidatura. "In realtà ci sto pensando
- afferma - i mesi che ci separano dalla consultazione elettorale sono tanti,
ed è presto per dire se sarò ancora io a guidare la nostra lista". Qualche
prima valutazione dell'attuale esperienza amministrativa... "Decisamente
buona, impegnativa, siamo un bel gruppo, si entra nei problemi, si è qui, a
fare quello che bisogna, al servizio della città, muovendosi sia chiaro,
all'interno degli spazi possibili, quelli che esistono all'interno della legge.
Per realizzare le opere, e affrontare ogni priorità si utilizzano gli spazi
normativi, che come sappiamo ci precedono, e nel contempo, si cerca, di dare un
impulso al rinnovamento, che per quanto mi riguarda deve sopratutto esprimersi
in un cambiamento complessivo di mentalità, di ordine. In questo senso mi sento
di dire che la città è cresciuta". La burocrazia sovracomunale, nazionale ci
sembra di potere dire. resta un osso duro, non è vero? "Sì: per fortuna la
gente ha pazienza, e capisce. Io ho una visione positiva di Chiavenna -
prosegue Pozzoli -. I cittadini ragionano, sanno come e cosa è stato fatto, e
del perché qualcosa non è stato fatto, spiegarsi nei rispettivi ruoli è
fondamentale, se la gente non è informata diventa impaziente". La città in
questi mesi estivi è un grande cantiere, c'è una grande operatività. "Le
ristrutturazioni, i parcheggi, il campo sportivo, via Quadrio, i grandi e
piccoli project financing, gli accordi pubblico privato: anche in questo caso
bisogna chiedere alla gente di essere paziente, per avere un sostanziale
rinnovamento della città. E al di la di qualche polemica inutile, in
amministrazione c'è continuità, gli stacchi di visione sono artificiosi, in
molti casi si lavora passandosi il testimone, da una amministrazione all'altra,
e anche quelle poche petizioni che vengono avanzate, sono normalmente su cose
più che condivisibili: Chiavenna in fondo è una città aggregata".
( da "Giorno, Il (Brianza)" del 05-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
LISSONE DESIO pag.
( da "Tempo, Il" del 05-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Stampa Una Giunta
"virtuale" Franca Roma CECCANO Politica cittadina senza mordente, con
una giunta "virtuale" ma costosa, dove le funzioni degli assessori
sono sempre più spesso "delegate" ai funzionari comunali e i lavori
della civica assise arrancano. Il consigliere di "Per la Gente",
Angelino Stella, non usa mezzi termini nell'interrogazione presentata a
sindaco, assessori, consiglieri e capi settore: un documento ufficiale di cui
chiederà la discussione al prossimo consiglio e da cui
viene fuori un esecutivo "ostaggio" della burocrazia. "Gli assessori ci costano decine di migliaia di euro
l'anno - ha dichiarato Stella - Sfogliando il fascicolo dei lavori della Giunta
dell'anno corrente, si ha la prova evidente di come la politica abbia da tempo
delegato le proprie funzioni a favore dei potenti funzionari comunali.
L'organismo politico si riunisce sempre più raramente per deliberare
essenzialmente patrocini per feste, festicciole e sagre a favore del consigliere
di turno, che costano una cifra altissima alla comunità o per ratificare
progetti redatti dai funzionari che decidono su tutto con centinaia di
determine e anche con disposizioni e circolari di competenza del Consiglio e
della Giunta. Praticamente, il bilancio comunale viene deciso al 90% dalla burocrazia del palazzo senza che il Consiglio venga
preventivamente messo al corrente su aspetti legati all'urbanistica, alla
viabilità o a problematiche di enorme portata sociale". Stella parla di
assessori che verrebbero scelti "secondo logiche spartitorie
partitiche", privi di un ruolo veramente incisivo, e di burocrati
"Così potenti - ha aggiunto - da emettere perfino una disposizione
urbanistica, nel 2004, che di fatto ha cambiato un articolo del Piano regolatore
comunale, che ha prodotto cemento in più a iosa, senza che il consiglio
comunale ne sapesse nulla". Secondo il consigliere, agli assessori
toccherebbe un lavoro minimo, ma ben remunerato, con indennità che nel
complesso andrebbero a pesare non poco sulla comunità. "Un'enormità
rispetto al lavoro svolto - ha commentato - cifre assolutamente sproporzionate
rispetto all'impegno effettivo degli amministratori, che dovrebbero essere
razionalizzate per porre bando agli sprechi". "Questa - ha aggiunto -
è la sconfitta della politica che, di fatto, ha rinunciato a svolgere il
proprio ruolo guida, ma non allo stipendio mensile. E il risultato è sotto gli
occhi di tutti".
( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del
05-09-2008)
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Centro-Nord sezione:
CENTRO NORD ECO.IMP MARCHE data: 2008-09-03 - pag: 6 autore: INTERVISTA Mario Mancini Presidente Piccola industria "Per
le Pmi meno intralci dalla burocrazia locale" ANCONA Più sensibilità, da parte delle
amministrazioni pubbliche e delle banche, alle esigenze delle piccole e medie
imprese. Il che non significa richiesta di maggiori risorse ma di minori
prelievi e meno ostacoli all'attività e agli investimenti aziendali. Non
sono istanze nuove quelle che il neoeletto presidente del Comitato Piccola
industria Marche, Mario Mancini, solleva in occasione dell'incontro che domani,
4 settembre, si terrà ad Ancona con il suo omologo in Confindustria nazionale,
Giuseppe Morandini, ma sono portate avanti con rinnovata determinazione. La
determinazione di un imprenditore, classe 1958, che si è fatto da sé, fondando
vent'anni fa ad Amandola (Ap) la Mancini Spa - tecnologie per l'industria
alimentare, una succursale a Modena, due società estere in Romania e Colombia,
nove milioni di giro d'affari consolidato e circa 50 addetti- e che oggi mira a
dare voce e visibilità alle oltre 2.500 piccole industrie che rappresenta in
regione, per aiutarle nel cammino di innovazione e internazionalizzazione.
Quali le priorità politicostrategiche del suo mandato? Intendo innanzitutto
proseguire, nel corso del prossimo biennio, l'attività svolta dal mio
predecessore Luigi Amedeo Antinori creando opportunità e occasioni di sviluppo
e visibilità per le imprese, a partire dal progetto "Piccola Impresa delle
Marche: impariamo a conoscer-la!" che presenterò nel corso della prossima
riunione del nostro Comitato Marche a fine settembre e che mira a creare spazi
di incontro tra sistema produttivo locale e mondo scolastico e universitario.
Quali le istanze su cui finora la piccola industria ha trovato meno aperture?
Non parlerei di minori aperture ma auspico una maggiore sensibilità e
attenzione nei confronti del sistema produttivo regionale. Che ha bisogno, ad
esempio, di trovare nelle banche partner solidi per portare avanti investimenti
nei mercati esteri e in tecnologie e nelle istituzioni scolastiche e universitarie
un'offerta di giovani leve rispondente alle reali esigenze dell'impresa locale.
La politica regionale su che fronte è carente? Senza dubbio, le imprese delle
Marche sono fortemente penalizzate da un inadeguato livello di infrastrutture e
servizi logistici. Andrebbero potenziate le reti di trasporto viarie,
ferroviarie ed aeree, quelle energetiche e telematiche, soprattutto nelle aree
interne della regione, indispensabili anche per l'attrazione degli
investimenti. Una adeguata politica energetica significa disponibilità per le
imprese di energia a costi sostenibili. Il livello di pressione fiscale sul
sistema produttivo, inoltre, continua a incidere in modo rilevante sulla
competitività e concorrenzialità delle nostre imprese già alle prese con rincari
esponenziali di carburanti e materie prime. Auspico dunque riduzioni dei vari
tributi (Irap in particolare) per permettere alle imprese di dirottare risorse
per innovazione, R&S, ed internazionalizzazione. Sono ancora poche le
realtà che si sono affacciate sui mercati esteri. Perché? I piccoli, per
affrontare i mercati esteri, dovrebbero aggregarsi tra loro o costituire delle
alleanze all'interno di una stessa filiera ma temo che lo spiccato
individualismo dell'imprenditore marchigiano possa rendere questo salto
culturale più complesso. Poi c'è un problema di risorse finanziarie e umane
necessarie per affrontare le piazze straniere. Le numerose missioni all'estero
che la Regione sta portando avanti non sono utili? Lo sono sicuramente per
svolgere attività di apripista e per dare visibilità al sistema regionale. Ma
l'imprenditore ha bisogno anche di attività di tipo diverso, ancora più
concrete e tangibili. Sono ipotizzabili azioni sinergiche o alleanze con
Confapi e associazioni artigiane? Auspico la collaborazione di tutte le
associazioni di categoria regionali per fare squadra affinché siano valorizzate
le istanze delle piccole e medie imprese. L'ipotesi di un'unione trasversale
come è avvenuto in Emilia-Romagna non è per ora, qui nelle Marche, all'ordine
del giorno. I. Ve. "Servono politiche infrastrutturali, tagli fiscali e
sinergie con scuole e atenei" In carica. Mario Mancini, guida da luglio la
Piccola industria Marche.
( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 05-09-2008)
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Sud sezione:
ECONOMIA SICILIA data: 2008-09-03 - pag: 5 autore: Credito alle imprese. Vicina
al traguardo la piattaforma telematica per depositare le istanze alla Regione I
Confidi giocano la carta hi-tech Gli operatori: "Autunno con troppi
adempimenti, rischio collasso" Orazio Vecchio PALERMO Il sistema dei
Consorzi di garanzia fidi della Sicilia si avvia sulla strada della
modernizzazione con una piattaforma telematica su cui dai prossimi mesi,
saranno gestite le istanze alla Regione (circa 30 mila l'anno solo per i
contributi di abbattimento degli interessi). Ma i Confidi giudicano l'innovazione
solo come il primo passo di un necessario snellimento burocratico. E temono che
non funzioni. La piattaforma velocizzerà le procedure di richiesta dei
contributi ed è stata annunciata dall'assessore regionale al Bilancio, Michele
Cimino ai rappresentanti di Assoconfidi Sicilia. Il sistema utilizzerà
autocertificazione e firma digitale, in modo da velocizzare sia i recapiti sia
i controlli. "Oggi la maggior parte del tempo per liquidare le pratiche si
spende perché le stesse sono incomplete e quindi dobbiamo chiederne
l'integrazione e dare nuove scadenze. La piattaforma impone, invece, che i
campi siano tutti indicati. Oltretutto, si risparmieranno tonnellate di
carta", spiega il direttore del dipartimento Finanze e credito della
Regione, Benedetto Mineo. Si prevede che la piattaforma sia testata a ottobre,
per essere messa a punto entro dicembre ed essere utilizzabile per l'erogazione
dei fondi 2008, che avverrà nel 2009. I Confidi accolgono positivamente
l'innovazione. Ma temono, innanzitutto, i nuovi oneri dovuti all'attività di
raccolta e caricamento dati, prevista nella prima fase di sperimentazione: sono
informazioni quali, tra gli altri, numero dei dipendenti, fatturato, Documento
unico di regolarità contributiva, che oltretutto richiedono aggiornamenti
periodici. Per questo Assoconfidi, considerando che alcuni consorzi hanno
migliaia di soci, ha chiesto di fissare al 30 novembre la scadenza dei bandi
per il contributo abbattimento interessi alle imprese per i prestiti erogati
nel 2007. Oltretutto, osservano i Confidi, nello stesso periodo si concentra
una serie di adempimenti per i nuovi meccanismi previsti dalla Finanziaria e
dai criteri contabili di Basilea 2, che si aggiunge a quelli chiesti dalla
piattaforma telematica. Dice Mario Filippello, presidente di Assoconfidi
Sicilia: "Il sistema dei Confidi siciliano, che è nato da poco e cammina
ancora in modo stentato, potrebbe non sopportare questo stress. Si dovrà
ricorrere a personale specializzato, trovando le necessarie risorse. Il
pericolo è che i costi crescano a dismisura e, poiché non c'è alcun aiuto
pubblico all'attività ordinaria dei Confidi, siano poi ribaltati sulle imprese.
A scapito della competitività del sistema e delle imprese. Gli oneri degli
adempimenti contestuali potranno incidere anche fino all'1-1,5% del costo del
denaro: i Confidi più grandi, come quelli del Nord, possono affrontare una tale
situazione con difficoltà sì, ma con risorse ingenti date anche dagli enti
pubblici; i nostri Confidi sono gracili dal punto di vista patrimoniale".
Bartolo Mililli, presidente di Confeserfidi, il maggiore della Sicilia con i
suoi 102 milioni di euro e quasi 6mila soci nel 2007, sostiene
che per sostenere il sistema dei Confidi e snellire la burocrazia serve anche altro: "La
piattaforma telematica è un primo passo, perché riduce i tempi ed elimina la
carta, ma non elimina la lunga trafila per l'azienda. è necessario anticipare i
tempi dell'intervento rispetto al finanziamento erogato, in modo che
l'agevolazione nasca contestualmente al finanziamento, non a distanza di
due o anche quattro anni dall'erogazione, quando si deve nuovamente tirar fuori
la pratica e lavorare per ogni singola annualità". Anche la disomogeneità
tra i maggiori Confidi convenzionati, di cui solo cinque coprono l'80% dei contributi
richiesti,non facilita il lavoro dell'assessorato: se Assoconfidi è nata anche
allo scopo di dare alla Regione un interlocutore istituzionale unico, osserva
Mililli, è opportuno che anche l'assessorato da parte sua stimoli i Confidi a
rendere più veloci e puntuali gli adempimenti dei rispettivi oneri. Presidente.
Mario Filippello, di Assoconfidi Sicilia STUDIO CAMERA.
( da "Arena.it, L'" del 05-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'EDITORIALE Non si
incrina l'asse di ferro tra il Cavaliere e il Senatur Federico Guiglia
Lo spiraglio s'è chiuso ancor prima d'essere aperto. Se Fini aveva condiviso,
sia pur "a certe condizioni", l'idea di Veltroni di far votare le
persone immigrate in Italia, Berlusconi ha liquidato la questione come un
"parere personale" del presidente della Camera. D'altronde, non è
neppure contemplato nel programma del governo, ha ricordato il premier, in
perfetta sintonia col "mai, grazie" della Lega. Accordo col Carroccio
anche sulla tolleranza zero nei confronti dei teppisti da stadio, e tanto basta
per sottolineare due cose: che l'intesa Berlusconi-Bossi è a prova del fuoco,
oltre che di Fini. E che per il Cavaliere non esiste né in teoria né in pratica
la prospettiva di un dialogo con l'opposizione se il dialogo, in qualche modo,
può rischiare di scontentare un alleato della maggioranza. A futura memoria,
dunque, quando proprio il dialogo sarà sollecitato sui temi federali sia
fiscali che costituzionali, e dove potrebbe essere la Lega a tendere una mano
agli avversari... Ma ciò lascia presagire che pure sul problema della giustizia
varrà lo stesso principio, stavolta a beneficio di Berlusconi: l'intesa nel
centro-destra è da considerare blindata, niente "inciuci" parziali
con l'altra parte. O tutti o nessuno, sembra il messaggio del no berlusconiano
al voto per gli stranieri. Un voto, peraltro, su cui regna l'equivoco. I
diritti elettorali sono fissati dalla Costituzione, e sono previsti solo per i
cittadini italiani. Se si vuole ragionevolmente integrare quanti, tanti, vivono
da anni in Italia, pagano le tasse e si comportano in modo esemplare, cioè la
grande maggioranza degli immigrati, la strada non può essere quella del
consenso etnico, ossia del peruviano, del tunisino o del filippino che votano
alle municipali, magari per "loro" liste. Sarebbe la strada
dell'isolamento. Invece realismo ed equità dovrebbero suggerire di abbreviare i
tempi di acquisizione della cittadinanza italiana, rendendola nel contempo più
severa nei requisiti. Non è pensabile che i richiedenti
stranieri debbano aspettare prima dieci anni di residenza e poi gli anni
sommati dalla burocrazia
per ottenere ciò che gli spetta per legge. E che il tutto avvenga, alla fine,
con cerimonie quasi anonime.2 .
( da "Arena.it, L'" del 05-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Prusst, primo
intervento da 80 appartamenti È uno dei lotti residenziali assegnati ai
privati, la ditta Marani realizzerà 10 edifici a risparmio energetico
Giorgia Cozzolino Eppur si muove. Si potrebbe dire così dell'area del
Prusst (Piano di riqualificazione urbana e di sviluppo sostenibile) che si
trova davanti alla fiera, sulla quale da anni la politica cittadina discute.
Sulla vasta superficie, la stessa che comprendeva anche il polo finanziario e
dove sorgevano i Magazzini generali e il Mercato ortofrutticolo, sono previste
anche alcune porzioni di edilizia residenziale, commerciale e direzionale. E in
una di queste, e più precisamente il lotto dove sorgeva la baita degli alpini
di Borgo Roma in viale dell'Industria (che sta per essere trasferita
all'interno del parco Umago), dove sorgeranno presto 80 appartamenti, servizi
commerciali, piccoli negozi e uffici. La Marani Costruzioni ha infatti
presentato ieri all'assessore ai Lavori pubblici del Comune, Vittorio Di Dio,
il progetto che dovrà superare l'esame della commissione provinciale per la
Via, ovvero la valutazione di impatto ambientale. Se tutto andrà come spera la
società, i lavori potrebbero partire prima di fine anno e dureranno circa due
anni e mezzo. Si tratterà di 10 unità abitative, di tre e quattro piani,
distinte da colori diversi e collegate a forma di corte con un ampio giardino
condominiale di circa duemila metri quadrati all'interno della struttura. Tutto
intorno al perimetro saranno realizzati parcheggi di superficie e piantumati
degli alberi. L'intero fabbricato occuperà una superficie di 8mila metri
quadrati per un volume di oltre 29mila metri cubi. Il progetto realizzato dagli
studi tecnici Carlini e Monaco, e seguito per la parte relativa allo studio di
impatto ambientale dalla ditta Zem di Padova, prevede l'utilizzo di nuova
tecnologia in fatto di sostenibilità e risparmio energetico. Gli edifici
saranno infatti dotati di pannelli fotovoltaici e di adeguato isolamento
termico. Inoltre, come conferma l'assessore Di Dio, il Comune realizzerà in un
altro lotto del Prusst il programmato impianto di cogenerazione che servirà di
acqua calda tutte le attività e abitazioni dell'area. "In un primo tempo
avevamo valutato la possibilità di non fare questo impianto", spiega Di
Dio, "ma alla fine abbiamo deciso di portare avanti gli accordi presi
dalla precedente amministrazione e realizzarlo servendo tutte le strutture che
saranno costruite sul Prusst". Secondo lo studio di sostenibilità, nella
nuova urbanizzazione si insedieranno circa 225 abitanti che, insieme agli
attrattori commerciali, genereranno un flusso di circa 410 auto al giorno da e
per il nuovo centro residenziale. "Per velocizzare la riqualificazione di
Verona Sud", spiega Di Dio, "avevamo chiesto alla Provincia la
possibilità che i vari lotti non fossero sottoposti a Via, ma dato il diniego
siamo riusciti a ottenere che i singoli comparti urbanistici possano
presentarla separatamente per poter partire con le opere". Soddisfatto, ma cauto, il titolare della società, Andrea Marani,
presidente del collegio Costruttori: "Devo dare atto al Comune e alla
Provincia di aver fatto il possibile per superare una burocrazia pazzesca. Resta il fatto che l'intero sistema è assurdo e se non
cambierà, i costi continueranno ad aumentare".
( da "Arena.it, L'" del 05-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
VERONA SUD. Dopo anni
di progetti e polemiche politiche, sta per concretizzarsi uno dei piani di
trasformazione della grande area dismessa di fronte alla Fiera Prusst, primo
intervento da 80 appartamenti È uno dei lotti residenziali assegnati ai
privati, la ditta Marani realizzerà 10 edifici a risparmio energetico
Giorgia Cozzolino Eppur si muove. Si potrebbe dire così dell'area del
Prusst (Piano di riqualificazione urbana e di sviluppo sostenibile) che si
trova davanti alla fiera, sulla quale da anni la politica cittadina discute.
Sulla vasta superficie, la stessa che comprendeva anche il polo finanziario e
dove sorgevano i Magazzini generali e il Mercato ortofrutticolo, sono previste
anche alcune porzioni di edilizia residenziale, commerciale e direzionale. E in
una di queste, e più precisamente il lotto dove sorgeva la baita degli alpini
di Borgo Roma in viale dell'Industria (che sta per essere trasferita
all'interno del parco Umago), dove sorgeranno presto 80 appartamenti, servizi
commerciali, piccoli negozi e uffici. La Marani Costruzioni ha infatti
presentato ieri all'assessore ai Lavori pubblici del Comune, Vittorio Di Dio,
il progetto che dovrà superare l'esame della commissione provinciale per la
Via, ovvero la valutazione di impatto ambientale. Se tutto andrà come spera la
società, i lavori potrebbero partire prima di fine anno e dureranno circa due
anni e mezzo. Si tratterà di 10 unità abitative, di tre e quattro piani,
distinte da colori diversi e collegate a forma di corte con un ampio giardino
condominiale di circa duemila metri quadrati all'interno della struttura. Tutto
intorno al perimetro saranno realizzati parcheggi di superficie e piantumati
degli alberi. L'intero fabbricato occuperà una superficie di 8mila metri
quadrati per un volume di oltre 29mila metri cubi. Il progetto realizzato dagli
studi tecnici Carlini e Monaco, e seguito per la parte relativa allo studio di
impatto ambientale dalla ditta Zem di Padova, prevede l'utilizzo di nuova
tecnologia in fatto di sostenibilità e risparmio energetico. Gli edifici
saranno infatti dotati di pannelli fotovoltaici e di adeguato isolamento
termico. Inoltre, come conferma l'assessore Di Dio, il Comune realizzerà in un
altro lotto del Prusst il programmato impianto di cogenerazione che servirà di
acqua calda tutte le attività e abitazioni dell'area. "In un primo tempo
avevamo valutato la possibilità di non fare questo impianto", spiega Di
Dio, "ma alla fine abbiamo deciso di portare avanti gli accordi presi
dalla precedente amministrazione e realizzarlo servendo tutte le strutture che
saranno costruite sul Prusst". Secondo lo studio di sostenibilità, nella
nuova urbanizzazione si insedieranno circa 225 abitanti che, insieme agli
attrattori commerciali, genereranno un flusso di circa 410 auto al giorno da e
per il nuovo centro residenziale. "Per velocizzare la riqualificazione di
Verona Sud", spiega Di Dio, "avevamo chiesto alla Provincia la
possibilità che i vari lotti non fossero sottoposti a Via, ma dato il diniego
siamo riusciti a ottenere che i singoli comparti urbanistici possano
presentarla separatamente per poter partire con le opere". Soddisfatto, ma cauto, il titolare della società, Andrea Marani,
presidente del collegio Costruttori: "Devo dare atto al Comune e alla
Provincia di aver fatto il possibile per superare una burocrazia pazzesca. Resta il fatto che l'intero sistema è assurdo e se non
cambierà, i costi continueranno ad aumentare".
( da "Stampa, La" del 05-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'APPELLO. IL
BILANCIO COMUNALE A RISCHIO TAGLI Grimod chiama i privati:
"Investite" [FIRMA]ENRICO MARTINET AOSTA "Speriamo". Già,
adesso in Comune si vive di speranza. O, quasi. Perché il bilancio è legato
alle decisioni romane, perché bisogna fare a meno dell'Ici e non c'è nulla da
fare, perché la parola d'ordine è "sviluppo turistico", ma subito
dopo, anzi, prima, viene "risparmio". E così la speranza di Bruno
Giordano, neo assessore alle Attività produttive, è condivisa dal sindaco Guido
Grimod che deve far quadrare il bilancio con Mauro Baccega, assessore alle
Finanze. Ma come si fa a risparmiare e a dare sviluppo? "Coinvolgendo i
privati", dicono sindaco e assessore Giordano. Non solo, Grimod dice:
"Ed è ora che i cittadini comprendano che la vita loro e della città non
segue più la sirena della Cogne. L'unica nostra possibilità è il turismo,
quindi bisogna avere tolleranza e avere la cultura dell'accoglienza. E' un
primo passo necessario". Poi ci vogliono idee, iniziative e soldi. E non
soffocare il privato, che si vuole coinvolgere, con la burocrazia. "Già - dice il sindaco
-, ma questo lo stiamo facendo". Di idee Giordano ne ha tirate fuori
parecchie, ma di soldi il suo assessorato non ne ha più. A ottobre ci sarà
l'equilibrio di bilancio, che significa rimescolare ciò che rimane e
distribuirlo dove più ce n'è bisogno. Il bilancio del 2009 è un punto
interrogativo perché mancherà (così potrebbe accadere) quel 50 per cento
dell'Ici garantito dallo Stato per quest'anno. Sono 900 mila euro, tanti quanti
i soldi di Turismo e Commercio. "Già - dice il sindaco -, e i costi
aumenteranno, sia per il personale, l'effetto del contratto unico, sia di
energia, gasolio, metano e elettricità. Non si potranno aumentare imposte e
tasse e neppure incassare l'addizionale Irpef del 3 per mille. Stop".
Rispetto ai 53 milioni delle spese correnti del bilancio, Turismo e Commercio
hanno a disposizione l'1,8 per cento. Poco. "No, tanto - risponde il sindaco
-. E' già una fortuna. Ci sono Comuni che proprio non hanno nulla. In Valle
siamo ancora fortunati. Nelle altre regioni non c'è più un Comune che possa
permettersi di finanziare manifestazioni senza il concorso (la metà) del
privato". Così il Comune scenderà per le strade e busserà alle porte dei
commercianti. "Se si vuol far qualcosa, alternative non ne vedo - dice
Grimod -. Un esempio per tutti, le luminarie di Natale, che costano circa 150
mila euro. I privati devono investire. Io vedo una città che ha una risorsa su
tutte, quella del turismo e un futuro fatto di giovani universitari. Quindi
bisogna avere idee e tutti mettere denaro in questa direzione. Noi cerchiamo la
politica di coinvolgimento dei privati, ma finora la collaborazione è davvero
poca". Giordano concorda: "Bisogna creare sponsorizzazione e lavorare
tutti insieme. Abbiamo il grande vantaggio di essere una piccola realtà,
sfruttiamola".
( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)" del
05-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'intervista
"La riunione tra assessori comunali e regionali? Rischia di essere solo
l'ennesima resa dei conti nel Pd". Carlo Boffa, presidente facente funzioni
di Confindustria Campania subentrato alla dimissionaria Cristiana Coppola, non
usa mezzi termini: "Sono d'accordo con Lettieri, i nostri politici devono
mettere in campo una vera svolta. Altrimenti meglio andare subito alle urne, è
inutile continuare così". Imprenditori, sindacalisti, intellettuali hanno
invocato discontinuità... "Hanno ragione, credo che la classe dirigente
debba fare un esame di coscienza. Basta con la politica all'acqua di rose.
Napoli sta morendo, ma non si riesce a reagire". Qual è la sua ricetta? "Dichiariamo guerra alla burocrazia che crea mille problemi e scoraggia gli investitori. Non è più
possibile tollerare una classe di funzionari che naviga a vista, senza
obiettivi né stimoli. Occorre, dunque, una riforma in grado di trasformare
radicalmente metodi e procedure". E poi? "Dobbiamo essere in
grado di portare a termine le opere pubbliche, non solo di annunciarle".
Come? "Serve uno sforzo collettivo, uno scatto d'orgoglio da parte di
tutti. È l'unico modo per risollevarci". Secondo lei il vertice tra le
giunte comunale e regionale va in questa direzione? "Me lo auguro, ma non
credo proprio". È scettico? "Temo che la riunione si trasformi nel
solito regolamento di conti politico sulle posizioni di potere di cui
francamente non c'è alcun bisogno. Spero, comunque, di essere smentito".
La Iervolino e Bassolino, invece, parlano di un'occasione importante.
"Potrebbe essere così se davvero ci si confrontasse sui problemi della
città, ormai rassegnata e totalmente sfiduciata, per individuare proposte e
soluzioni. Che posso dire? Incrociamo le dita". Intanto i grandi progetti
sono al palo. "Perché qui i tempi biblici rappresentano la normalità. Si
pensi allo stallo in cui si trovano gli interventi di riqualificazione di Bagnoli
e Napoli Est. Non è menefreghismo, ormai Napoli è ripiegata su se stessa e può
risollevarsi esclusivamente dando vita ad un circolo virtuoso". Una via
d'uscita? "Quando le opere vengono proposte ed attuate dagli imprenditori
diventano realtà in tempi ragionevoli. Bene, allora il pubblico faccia come i
privati. Altrimenti non si va da nessuna parte". Il dibattito del Mattino
ha registrato numerose richieste di voto anticipato al Comune. Lei che ne
pensa? "Io sono per il dialogo costruttivo, le polemiche non portano a
nulla. E allora dico: mettiamoci attorno ad un tavolo e discutiamo". Buoni
propositi? "No, riproviamoci, tentiamo l'ultima carta. Se andrà male,
però, non ci sarà altro da fare che andare alle urne". Per la Regione,
invece, scadenza naturale? "Vedremo. Almeno a Palazzo Santa Lucia qualcosa
si muove, in particolare sul fronte delle attività produttive, anche se è
sempre troppo poco". ger.aus.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
05-09-2008)
Pubblicato anche in: (Unione Sarda, L' (Nazionale))
Argomenti: Burocrazia
Provincia di
Cagliari Pagina 1022 Selargius. Degrado tra i capannoni militari ridotti a
ruderi dai continui furti di mattoni Polveriera distrutta da ladri e vandali
Selargius.. Degrado tra i capannoni militari ridotti a ruderi dai continui
furti di mattoni Il sindaco lancia l'allarme: "Bisogna avviare il
recupero" --> Il sindaco lancia l'allarme: "Bisogna avviare il
recupero" C'è un piano con l'Università per realizzare un campus delle
scienze. Ma ancora manca il visto del Genio civile. Edifici pericolanti,
recinzioni sfondate dalle ruspe dei ladri di reperti. Storia, a Cuccuru Angius,
ce n'era abbastanza per trasformare l'ex polveriera in un museo militare a
cielo aperto. Ce n'era. Ora c'è soltanto lo scheletro di quel che l'antico
deposito doveva essere stato tra la fine dell'Ottocento e il penultimo decennio
del secolo scorso: poco più di venti casupole spogliate di tutto, circondate
dai resti di un impianto antincendio di almeno cent'anni fa e da canali che, a
quei tempi, favorivano il deflusso delle acque piovane in caso di alluvioni,
proteggendo tutto il villaggio da danni più o meno seri. Al sindaco di Selargius,
Gianfranco Cappai, non resta che lanciare un appello: "Se non si
interviene subito, il rischio è che delle tegole, delle travi di ginepro e dei
mattoni antichi resti soltanto qualche foto ingiallita". COME È OGGI
All'orizzonte c'è un mega progetto di recupero: 11 i milioni e mezzo da
spendere, di cui 6 del Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione
economica) e il resto regionali e comunali. Importanti partner privati per
realizzare il campus della scienza e della tecnica che, probabilmente, sarà
qualcosa di più del classico polo di ricerca: "Diventerà un centro
sperimentale altamente tecnologico", dice Fabrizio Canetto, assessore ai
Lavori pubblici. "L'energia che alimenterà tutti gli impianti sarà
ottenuta dal fotovoltaico e ci sarà un sistema per il riciclaggio delle acque
attraverso la fitodepurazione. Sono previsti anche spazi per lo spettacolo, con
un anfiteatro, e per attività come asili nido: insomma, sarà una città
sperimentale per il lavoro". Manca ancora l'autorizzazione del Genio civile
per iniziare il recupero, ma la novità è che la progettazione è stata affidata
con gara internazionale allo studio Amati di Roma e a uno staff di
professionisti sardi ("La parcella?", informa il sindaco:
"Settecentomila euro circa") e che presto il Comune appalterà gli
interventi per la messa in sicurezza, con la realizzazione di parcheggi e
recinzioni più robuste di quelle con il filo spinato arrugginito, sfondato
dalle ruspe nei ripetuti raid vandalici. All'ingresso di un capannone, che si
regge in piedi non si sa come, senza tetto e con le pareti squarciate in più
punti, campeggia una scritta: "Agriturismo is caddozzusu". Basta da
sola a descrivere un ambiente degradato, dove anche gli infissi ottocenteschi
sono finiti in chissà quale villa della costa. Resistono solo i cavi
parafulmine: evidentemente non sono riciclabili. IL COMPLESSO C'erano i
depositi militari, nell'ex polveriera. Armi e munizioni stavano sotto terra, in
un agglomerato di bunker che presto si provvederà a bonificare ("Vogliamo
la sicurezza che non sia rimasta dentro qualche mina", aggiunge Canetto),
ma anche un archivio aggiornato con i quotidiani di inizio Novecento e gli atti
dell'Esercito regio. Un tesoro di cui non si conosce la sorte. Nei sentieri che
si diramano tra gli eucalipti e che ancora oggi fanno ombra a ciò che resta dei
capannoni, c'era un'attività florida. Il deposito ha funzionato a pieno regime
fino agli anni Novanta. Non è stato abbandonato in tronco. Non da un giorno
all'altro. Ma la burocrazia ha fatto trascorrere anni, ormai decenni, prima del
trasferimento delle competenze ai Comuni di Selargius e, in minima parte,
Monserrato. E ora? Dei maxi progetti restano carte e cartelle con l'elenco
degli interventi da compiere. Ma, di realizzato, ancora non c'è nulla. I
PROGETTI Ci sono i soldi, 11 milioni e mezzo, e adesioni prestigiose come
quella dell'Università per dare corpo al campus della scienza, con planetarium
e museo dell'astronomia. Nel campus si insedieranno la sede scientifica
dell'istituto nazionale di Astrofisica, capofila del Progetto Miur Protostar
per la produzione di specchi sottili e di collettori solari. La ricerca
scientifica vera e propria, finanziata da partner privati (come Enel e Galileo
Avionica) avverrà in un'area della zona industriale. Saranno studiati i
prototipi per l'applicazione delle tecnologie sviluppate in astrofisica a
specchi sottili di grandi dimensioni in grado di sfruttare al massimo le fonti
di energia. RICERCA E RELAX Ma l'ex polveriera sarà soprattutto un polo di
interesse culturale aperto a tutti. Immersa nel verde, ai vecchi edifici si
aggiungeranno quelli che ospiteranno il planetarium e il museo astronomico.
L'area sarà servita da un bus navetta per il centro della città e per la
Cittadella universitaria. Sarà. Per ora, gli unici mezzi che riescono a entrare
sono le ruspe dei ladri di mattoni. LORENZO PIRAS.
( da "Vita non profit online" del 05-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Reading time: 3
minutes --> di Riccardo Bianchi - pubblicato il 05 Settembre 2008 alle 15:25
Chiusa la convention: il programma elettorale repubblicano in sintesi
Incitamenti da stadio, slogan pro-America, molti ringraziamenti a Dio e il
ricordo, un po' melenso, della sua prigionia in guerra. Col suo discorso McCain
doveva eccitare la platea della convention repubblicana più di quanto fosse
riuscita a fare il giorno prima la sua vice, Sarah Palin. Difficile dire che ce
l'abbia fatta. D'altronde il candidato non si trova a suo agio con lo stile del
“politicamente scorretto”, che tanto piace ai neo-repubblicani. Ma, nonostante
gli attacchi all'avversario Obama fossero quasi tutti indirizzati al programma
e poco alla sua figura, si può dar atto a McCain di avercela messa tutta e di
aver riscosso un discreto successo tra i suoi sostenitori. Ovviamente il nome
di George W. Bush, il tabù di questa convention, non è uscito. McCain ha
sorvolato con una frase: "Sono grato al presidente degli Stati Uniti per
averci guidato in questi giorni bui che hanno seguito il peggior attacco della
storia americana". Poi un toccante saluto alla famiglia, uno dei valori
più volte citati nel discorso, e uno alla Palin, che ha descritto come una
madre che conosce le difficoltà delle donne comuni, mandando in delirio la
folla. Poi ecco ciò che tutti aspettavano. Un "vinceremo queste
elezioni" seguito da un elenco delle cose fatte nella sua carriera a
Washington: lotta ai lobbisti, lotta agli sprechi e agli spreconi, lotta agli
affaristi e ai burocrati. E, per far capire la sua vicinanza alla gente, due
esempi reali. McCain cita prima una tipica famiglia della Pennsylvania, col
marito scaricatore e allenatore di una squadra giovanile e con un figlio
affetto da autismo, poi una del New Hampshire, il cui capofamiglia è morto in
Iraq. Insomma, onore al sociale e onore ai militari. Ma il candidato
repubblicano prende anche le distanze dalla casta politica. "Combatto per
restaurare l'orgoglio e i principi del nostro partito" afferma "siamo
stati eletti per cambiare Washington, e abbiamo lasciato che Washington
cambiasse noi". Colpiti e affondati in tanti, da Obama, già accusato dalla
Palin di aver approfittato della sua elezione per fare carriera e avere
successo, all'attuale governo, per cui gli americani, oggi, non vanno proprio
matti. Infine il programma elettorale: - Energia: stop al petrolio straniero,
più pozzi sul suolo americano e più centrali nucleari. - Tasse: aprire il
mercato, tagliare le tasse per rilanciare le piccole imprese e aumentare i
posti di lavoro, spendere i fondi governativi con disciplina. - Valori:
rafforzare quelli di famiglia e comunità, oltre che creatività e iniziativa. -
Sanità: nuovo piano sanità, ma no al sistema pubblico
"burocratizzato" proposto da Obama, dove "un burocrate sta tra
voi e il vostro dottore". - Infanzia: raddoppio dell'esenzione per i
figli, da 3.500 dollari a 7mila. - Lavoro e infortuni: preparare i lavoratori a
un mercato globale. Aiuti economici a chi ha subito infortuni e un aiuto alla
formazione per ritrovare un'occupazione. - Educazione:
migliorare la burocrazia
scolastica, aumentare la possibilità per le famiglie di scegliere la scuola
privata. - Esteri: Stop ai 700 miliardi di dollari distribuiti ogni anno
"ai paesi che ci disprezzano" (non si capisce se come cooperazione
internazionale o come aiuti di stato). Guerra ad Al-Qaida, contrastare
il rafforzamento nucleare dell'Iran, accusata di essere lo sponsor principale
del terrorismo, migliori relazioni diplomatiche con la Russia, ma mano pesante
in caso di aggressioni, come in Georgia. - Esercito: Massimo rispetto per i
militari e rafforzamento delle forze armate, assicurare la pace ma evitando i
conflitti. McCain, in un passaggio, afferma: "Io odio la guerra. è
terribile oltre ogni immaginazione". - Governo: lavorare alla base dei
problemi. Il repubblicano fa alcuni esempi: "passare dall'idea di
rispondere ai disastri a quella di migliorare le reti di trasporto, dall'idea
di proteggere la nostra sicurezza a quella di competere in un'economia globale,
dall'idea di preparare i nostri lavoratori a quella di educare i nostri
figli".
( da "Italia Oggi" del 06-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
ItaliaOggi
ItaliaOggi - Agricoltura Sicilia Numero 212, pag. 29 del
6/9/2008 Autore: di Gaetano Mineo* Visualizza la pagina in PDF
L'opinione Burocrazia, triumvirato della svolta
"La moria di api è poca cosa rispetto agli ostacoli della burocrazia". è il grido di un
apicoltore. Un malcontento che spinge sempre più a dare maggiore efficienza
all'amministrazione pubblica. A sentire la politica si ha l'impressione che si
voglia andare in questa direzione. E non sono soltanto gli annunci del
ministro Brunetta a dare conforto. Anche in Sicilia, in merito è sceso in campo
il presidente della Regione Lombardo. E a dire il vero, lo stesso titolare
dell'agricoltura isolana, La Via, aveva intrapreso questo percorso già nel precedente
governo. Insomma, sembrano esserci le giuste condizioni per dare una svolta
alla macchina burocratica. E non c'è più tempo da perdere. Il rischio è quello
di vedere scomparire, per sempre, il grido dell'apicoltore e lo stesso settore
produttivo. * direttore responsabile Terrà - assessorato agricoltura e foreste
- Regione siciliana.
( da "Repubblica, La" del 06-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Ogni legal thriller
di successo racconta come la legge, con i suoi codici, riti e regole, non
riesca quasi mai a far trionfare la vera giustizia. Che invece si realizza
grazie all'umanità, all'inventiva e al coraggio del protagonista, avvocato, poliziotto
o giudice che sia. E, da solo/a contro tutti, il nostro eroe riesce alla fine
ad avere sempre la meglio sull'avidità, sulla burocrazia, sul conformismo o sulla corruzione degli altri. Una ricetta che
si ripete, con qualche variante, non solo nei romanzi, ma anche nelle tante
fiction seriali che si moltiplicano sull'argomento; un modello che si applica
ad ogni trama e a una miriade sconfinata di personaggi, che non delude mai e
che tiene incollati alla pagina o al video eserciti di instancabili lettori
o spettatori. Lisa Scottoline, del legal thriller , è regina; i suoi libri sono
tradotti in più di venti paesi nel mondo e si sono sempre trasformati in
altrettanti best seller. Come Condotta indecente , l'ultimo suo romanzo,
apparso negli Stati Uniti con il titolo di Dirty blonde . Cate Fante, giudice
federale, è una giovane donna bella, bionda ed elegante che di giorno svolge il
suo prestigioso incarico con intelligenza e con coraggio. Di notte, invece, le
capita di abbordare sconosciuti in qualche bar di periferia. La sua
"doppia vita" è il suo segreto ma, quando un caso che lei presiede
nel suo tribunale e che coinvolge un facoltoso produttore di una famosa serie
televisiva sugli avvocati, finisce con due omicidi, i riflettori si accendono
sulle sue trasgressioni sessuali notturne. Ed è scandalo: Cate viene
allontanata dal tribunale, ma non cede e continua a cercare di far coincidere
legge e giustizia. Lisa Scottoline di serialità televisiva se ne intende, la
insegna alla Law school dell'Università della Pennsylvania; per Condotta
indecente il successo è garantito.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 06-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pordenone Il nodo
della vigilanza notturna esaminato col questore Maiorano LA VISITA MANIAGO.
Visita non soltanto conoscitiva quella avvenuta ieri a Maniago da parte del
nuovo questore di Pordenone, Antonio Maiorano. A fare gli onori di casa il
sindaco, Alessio Belgrado, assieme alla giunta e al presidente del consiglio.
"Premettendo che la nostra è ancora un'isola felice - ha esordito il
sindaco -, il principale nodo sul tappeto è quello legato alla vigilanza notturna
non soltanto del territorio di Maniago, ma anche degli altri comuni
convenzionati per il servizio di polizia municipale. Il tallone d'Achille è
rappresentato dal pattugliamento notturno, in quanto il comando della compagnia
carabinieri è a Sacile e le auto in servizio sono centellinate e sparse su un
territorio molto vasto". Da parte sua, il questore ha assicurato che le
istanze del mandamento non resteranno inascoltate "perché è fondamentale
che il clima sereno che si respira da queste parti non vada perduto".
Nell'ambito della sicurezza, Maniago si sta muovendo su più fronti: ha indetto
un concorso per l'assunzione di un nuovo agente, ha dato avvio alla procedura
di mobilità per poter disporre, in via esclusiva, di un comandante dei vigili,
ora a scavalco con Aviano, ha chiesto un contributo regionale per aumentare
l'illuminazione dell'area sportiva e la videosorveglianza, in particolare
nell'area del duomo. Si è anche parlato della situazione in
cui si trovano i produttori locali di coltelli, costretti a una lunga burocrazia da quando è stato approvato
il nuovo testo in materia di pubblica sicurezza, chiedendo una semplificazione
degli adempimenti. (l.v.).
( da "Repubblica, La" del 06-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina VIII -
Palermo LA RIMOZIONE DELLE MORTI BIANCHE NINO BLANDO A veva proprio ragione il
vecchio Mao, quando affermava - certo pro domo sua - che in realtà ci sono
morti che pesano come un macigno e ad altri invece che pesano quanto una piuma.
Le cosiddette morti bianche, il rosario quotidiano di chi sul lavoro, per i
motivi più vari legati comunque alla carente sicurezza, ci lascia la pelle, nel
nostro Paese rischiano infatti sempre più di diventare anche una pagina bianca.
Negletta dal sistema dei media - a meno che non si tratti di strage
numericamente consistente - trascurata dall'opinione pubblica e persino dal
sindacato la cui vocazione originaria, nel cosiddetto Stato del benessere, ha
subito una definitiva torsione corporativa e co-gestionale dell'economia e
della burocrazia, obliando
radicalmente le ragioni specifiche per cui a suo tempo esso era nato. La
vicenda dei due operai delle ferrovie morti giorni fa a Motta Sant'Anastsia,
dopo essere stati travolti da un treno regionale, e subito archiviata, sotto
questo profilo costituisce dunque un'ulteriore conferma di come il mondo del
lavoro manuale sia effettivamente percepito dalla coscienza pubblica del
nostro tempo e di quale peso marginale ricopra nell'immaginario dei cittadini
del terzo millennio. Naturalmente i casi di incidenti mortali sul lavoro che
siamo costretti a registrare quasi quotidianamente, si spiegano quasi sempre
con standard di sicurezza non sempre consoni alla pericolosità della mansione
svolta e che per un motivo o per un altro causano tecnicamente il verificarsi
quasi mai fatale del disastro. E tuttavia c'è una ragione ulteriore, di tipo
stavolta squisitamente culturale, se gli incidenti di questo tipo appassionano
meno l'opinione pubblica di quelli per esempio che si verificano lungo le
nostre strade. La nostra è una società virtuale. Smaterializzata.
Apparecchiata. Anonima. Si dice anche che siamo una società di servizi. Ma dei
processi che stanno dietro la destinazione finale e la fruizione del servizio,
noi non solo non conosciamo ma, soprattutto, non vediamo niente. L'homo faber
non è morto. Così come è una favola sociologica che la classe operai non esista
più. Esiste, ma è diventata anonima e dunque è come se non esistesse. Il mondo
è racchiuso in un chip. Ma se ogni giorno si sveglia e continua a girare si
deve anche all'uso della mano. A cominciare dalle prime luci dell'alba, quando
gli spazzini rimuovono l'immondizia nelle nostre città. Ma forse dovevo dire
gli operatori ecologici. Abbiamo talmente rimosso il mondo del lavoro, del
sudore, della fatica fisica che ci vergogniamo persino di nominarlo con le
vecchie parole. Attenzione. Non sto tessendo l'elogio pasoliniano delle
lucciole. Sto solo dicendo che la nostra freddezza, la nostra distanza, la
nostra dimenticanza della fatica fisica del lavoro, non dipende essenzialmente
dal fatto che questa sia finita. Ma semmai dal fatto che essa si è
progressivamente nascosta al nostro sguardo. E del resto, fate caso a tutto
quell'universo manipolativo e civile ormai scomparso e che ha privato le nostre
città di relazioni, incontri, scambi un tempo fondamentali. Il ciabattino,
l'arrotino, il fabbro, il falegname? Ecco, in questo universo freddo dove la
disseminazione molecolare del lavoro si restringe definitivamente in luoghi
deputati al suo svolgimento nascosto e anonimo, come vogliamo che scatti la
compassione per qualcosa che, quando si verificano gli incidenti, ci stupiamo
addirittura che continui a esistere accanto a noi. La verità è allora che il
nostro sistema di vita, dipanandosi invisibilmente sospeso a dieci metri da
terra - tanto che quando in esso si verifica un infarto non sappiamo dove
mettere le mani - ha ormai del tutto dimenticato le basi materiali che
nonostante tutto lo rendono possibile. Il lavoro manuale perciò non è morto
affatto. Semplicemente, come il caldo canicolare o l'inflazione, è diversamente
percepito o addirittura non viene percepito affatto. E lo stesso, purtroppo,
capita con le morti bianche tanto frequenti quanto immediatamente rimosse.
Chissà perché.
( da "Unita, L'" del 06-09-2008)
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"Questo Stato
mi ha abbandonato: aveva ragione Welby, meglio morire" di Tullia Fabiani /
Roma/ Segue dalla prima E ha deciso di scriverlo il 5 settembre, in una lettera
pubblica indirizzata al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Con una
richiesta specifica: quella di essere "assistito adeguatamente".
Perché questo è il punto per il disabile catanese di 43 anni, affetto da
"sindrome assimilabile alla Locked-in" dopo un incidente stradale
avvenuto nel 2003. La questione, al di là dei dibattiti sulla "buona
morte" è quella di una "decorosa vita". E della mancanza di
politiche, interventi, provvedimenti che allevino almeno un po' lo sforzo a chi
vuole provare a vivere. "Da svariati anni - scrive Crisafulli a
Berlusconi, definendolo la sua 'ultima spiaggia', - non esiste una intensa e
continuativa assistenza, e non vengono applicati gli aspetti sociali. Esiste invece la burocrazia, il menefreghismo, l'abbandono e l'indifferenza totale da tutte
le istituzioni competenti: nessuno sa niente, nessuno agisce, nessuno si
muove". L'uomo, che ora comunica con il computer grazie a un sofisticato
software muovendo lo sguardo, la testa e in particolare gli occhi, afferma di
essere "stanchissimo di lottare". E reclama ascolto. Azioni
concrete. Facile dibattere, infatti, dichiararsi tutori, paladini della
"vita", cavalieri della bioetica. Ma poi lasciar scivolare
provvedimenti. Tralasciare fatti, dimenticare persone. Mentre Crisafulli
ricorda, ripercorre le fasi recenti più significative della sua battaglia: ad
esempio durante il dibattito e la richiesta di eutanasia avanzata da
Piergiorgio Welby, l'uomo malato di distrofia muscolare, a cui alla fine,
secondo la sua volontà, venne staccato il respiratore sotto sedazione dal
dottor Mario Riccio. Ricorda Crisafulli e riflette : "Fui costretto a
scrivere una lettera indirizzata allo stesso Welby, supplicandolo di lottare
per la vita. Gli dissi: "Ti supplico non chiedere la morte, ma combatti insieme
a me per la vita". Ottenni una risposta veramente straziante". Quella
di Welby infatti fu una replica senza appello; intrisa di sofferenza, secca di
fiducia. "Uno Stato che non ha pietà di me, che non sa ascoltare la mia
voce, sarà meno capace di ascoltare la tua. - gli rispose Welby - Uno Stato che
saprà rispettare le scelte di fine vita, sarà più capace di rispettare le tante
straordinarie vite che siamo". Parole aspre, eppure "oggi da me
condivise" scrive Crisafulli. Perché non sono bastate le proteste contro "l'eutanasia
passiva dello Stato italiano", né lo sciopero della fame e il rifiuto
delle cure, per mancanza di assistenza e di applicazione di varie leggi sui
disabili gravissimi. "Protesta sospesa dopo aver ricevuto una lunghissima
e toccante lettera dall'ex Ministro della Salute, Livia Turco", nota
l'uomo. Ma non è servita neanche una lettera del Presidente della Repubblica,
Giorgio Napolitano: in quel caso veniva sollecitato "un confronto
sensibile e un chiarimento responsabile sulla mancata attuazione di varie leggi
che garantiscono il diritto alla salute sancito dalla Costituzione". E si
ribadiva la necessità di avere maggiore cura e assistenza, richiamando in
particolare anche il diritto al voto dei disabili intrasportabili. "Cosa
assolutamente infattibile in Sicilia -, scrive Crisafulli - dove da svariati
anni non esiste assistenza, non vengono applicati gli aspetti sociali, e ci
sono varie leggi come la 328 e la 162 non recepite dalla Regione". Carichi
di omissioni e distrazioni che finiscono per spegnere una già debole voce.
"Quando, si arriva alla disperazione come, attualmente, nel mio caso, si
spegne quella fiamma della speranza, che, non trovando concrete risposte
assistenziali, sfocia in una domanda di eutanasia e di fine vita". Una domanda
in fondo raccolta in poche parole, che sintetizzano tutto: poche lettere
asciutte che raccontano di una vita estrema: "Io non ce la faccio
più". E uno sguardo a dire a chi gli sta accanto: "Mi dispiace,
davvero".
( da "Unita, L'" del 06-09-2008)
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"Vi racconto la
mia sofferenza" Salvatore Crisafulli Carissimo Presidente Berlusconi,
scrivo a lei che considero "la mia ultima spiaggia". Sono un uomo che
vive da paralizzato, la mia patologia viene definita Sindrome Assimilabile alla
Locked-in ovvero "uomo incatenato" o meglio ancora "uomo
imprigionato", imprigionato nel mio stesso corpo. Mi sento murato vivo,
vivendo in un abisso. Potrà capire le mie angoscianti e terrificanti pene:
questa patologia comporta la totale paralisi del mio corpo. (...) Sono
stanchissimo di lottare e optare ancora per la vita.(...) Non può il diritto di
morire diventare la nuova frontiera dei diritti umani. Se lo Stato riuscisse a
garantire pienamente la tutela della vita, in ogni fase della malattia e della
disabilità ed anche nella fase insostenibile, credo non esisterebbe alcun
fenomeno di eutanasia. Certo, poi, quando, si arriva alla disperazione (come,
attualmente, nel mio caso), si spegne quella fiamma della speranza, che, non
trovando concrete risposte assistenziali, sfocia in una domanda di eutanasia e
di fine vita. Di solare evidenzia sembra che lo Stato Italiano (in particolar
modo la sinistra) sia orientato al riconoscimento del diritto di morire,
evidentemente non conviene spendere soldi per chi vive da paralizzato, in
particolar modo nella propria casa. Presidente, le ripeto che la dolce morte
trova spazio dove c'è disperazione, dove c'è un grande senso di abbandono e di
sofferenza. Dove, invece, c'è volontà di vivere le cose stanno in modo inverso.
Nessuno se non come me, potrà mai capire. Da svariati anni non esiste una
intensa e continuativa assistenza, non esiste e non vengono applicati gli
aspetti sociali, esistono varie leggi come la 328 e la 162 non recepita dalla
Regione Sicilia. Esiste invece la burocrazia, il menefreghismo, l'abbandono e l'indifferenza totale da tutte
le istituzioni competenti, nessuno sa niente, nessuno agisce, nessuno si muove.
Esiste un grandissimo divario tra Nord e Sud del Paese! In Lombardia e in
Veneto ci sono persone nelle nostre stesse condizioni a cui non manca (quasi)
niente, in Sicilia manca tutto. (...) Ad oggi non chiedo l'eutanasia,
chiedo di vivere dignitosamente ma se le mie richieste non verranno
soddisfatte, con strazio e sofferenza chiederò pubblicamente di porre fine alla
mia esistenza incaricando una persona a me tanto cara, di soddisfare le mie
richieste, di essere trasportato in un altro luogo, lontano dalla Sicilia,
(stabilendo tempi e modalità) e, ove necessita, effettuare una registrazione
video. (...) Mi dispiace per tutte quelle persone che credevano in me e nella
mia lotta per la vita. Mi dispiace per tutte quelle persone che in questi
lunghi anni di sofferenza mi hanno veramente sostenuto, inviandomi anche
numerose lettere. Mi dispiace per tutti i fratelli ed i loro familiari che
vivono nelle mie stesse condizioni (anche peggio), a loro chiedo scusa e
perdono. Perdonatemi tutti, ma io non riesco a sopportare questa lunga ed
atroce sofferenza di Stato. (...).
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
06-09-2008)
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Speciale Pagina
11003 Così il timido parroco di provincia votato agli studi diventa massimo
teologo Custode della fede ma anche innovatore --> Benedetto XVI arriva in
Sardegna nel nome di Maria. Sul colle di Bonaria dopo Paolo VI e Giovanni Paolo
II tra i sardi che rinnovano la loro devozione alla Madonna, pellegrino in una
terra che molto ha dato e poco ha avuto. E che nella Vergine restituita dal
mare ha sempre riposto le sue speranze. L'infaticabile "custode"
della fede giungerà dal cielo, quasi la metafora di questo incontro a lungo
atteso, forse sognato, per lanciare un nuovo messaggio di pace e di fratellanza
nel mondo. Il viaggio in Sardegna di Joseph Ratzinger, breve ma intenso e
carico di significati, sembra voler sottolineare - andando ben oltre la
solennità del Centenario - l'importanza che la Chiesa attribuisce al culto
mariano e alle sue radici. Giovane studente di filosofia e teologia a Monaco e
Frisinga fu spettatore attento del dibattito apertosi sul dogma dell'Assunzione
in cielo della Madonna. Non tutti, soprattutto i docenti, erano d'accordo ma
alla fine il dogma venne proclamato ufficialmente da Pio XII. "Vuol dire
che la Chiesa è più saggia di noi" commentò il futuro pontefice lasciando
così chiaramente intendere non solo la sua convinzione personale ("Si può
essere critici e credenti") ma anche l'indirizzo sulle sue ricerche
dottrinali e liturgiche future. E infatti, una volta ordinato sacerdote e
inviato in una parrocchia di Monaco di Baviera come semplice coadiutore, non
tardò ad accentuare la forza delle sue idee - frutto di una educazione
familiare tradizionale ma soprattutto cristiana - spesso in contrasto con
quelle correnti anche tra gli alti prelati bavaresi. Metteva per iscritto le
sue osservazioni e quasi sempre suscitavano discussioni se non proprio
polemiche. La strada di Joseph Ratzinger, timido sacerdote di provincia votato
agli studi teologici, sembra davvero tracciata da una mano invisibile. Il
giorno dell'ordinazione a sacerdote (29 giugno 1951) un'allodola cinguettò
festosa sull'altare maggiore; dopo la pubblicazione di una tesi su "I
nuovi pagani e la Chiesa" venne sottratto alla vita parrocchiale e
chiamato a insegnare teologia. Nel vecchio seminario di Frisinga entrò un'aria
nuova (e il giovane professore accusato di modernismo), tanto nuova che alla
fine tutti iniziarono a prenderne atto pur nella diffidenza e tra tante
perplessità. Professore ordinario di dogmatica a Ratisbona, il nome di Joseph
Ratzinger varcò ben presto i confini della Germania per imporsi come teologo di
valore internazionale. Le sue tesi sulla nuova Chiesa, la teoria della
rivelazione, il suo motto "cum Petro sub Petro" lo portano spesso nella
stanze del Vaticano e gli vengono affidati importanti incarichi prima e dopo il
Concilio Vaticano II. Nominato arcivescovo di Monaco, il teologo bavarese torna
ad occuparsi di vita pastorale ma soltanto per un mese: Paolo VI durante il
Concistoro del 1977 lo nomina a sorpresa Cardinale (una decisione sicuramente
meditata ma spesso rinviata) e gli affida l'importante incarico di relatore al
Sinodo dei vescovi. È un periodo molto felice e fertile per il neo porporato
bavarese: i suoi testi vengono pubblicati in tutto il mondo quando affronta
temi molto delicati e complessi nel suo modo nuovo di vedere la Chiesa dal
basso. "Che non vuole dire guardare in alto ma Chiesa del popolo"
precisò dopo qualche libera ed errata interpretazione. In realtà il Ratzinger
teologo è un uomo di fede non un restauratore e lo conferma puntualmente quando
Giovanni Paolo II lo nomina Prefetto della Congregazione per la dottrina della
fede (l'ex Sant'Uffizio) e deve prontamente intervenire per dissipare i dubbi e
i misteri che ancora circondavano il Terzo mistero di Fatima. Davanti alle
visioni apocalittiche evocate da suor Lucia, la più giovane dei pastorelli cui
era apparsa la Madonna, Ratzinger replica a molti critici osservatori delle
cose vaticane: "Chi legge con attenzione il testo del cosiddetto terzo
segreto resterà probabilmente deluso o meravigliato dopo tutte le speculazioni
che sono state fatte. Nessun grande mistero viene squarciato". Ma su
alcuni punti egli è categorico: "È un messaggio per richiamare l'uomo sui
pericoli da lui stesso creati e che Maria nel suo splendore invita tutti alla
pentitenza, alla conversione e alla fede. Il fiat di Maria, la parola del suo
cuore, ha cambiato la storia del mondo, perché essa ha introdotto in questo
mondo il Salvatore, perché grazie a questo "si" Dio poteva diventare
uomo del nostro spazio e tale ora rimane per sempre". Nel culto mariano
Benedetto XVI - che prima d'ora non era mai stato nell'Isola - ha seguito e
segue il "Totus tuus" di Karol Wojtyla e la nuova mariologia di Paolo
VI ("Se vogliamo essere cristiani dobbiamo essere mariani") ma le
tappe che lo hanno portato sul Soglio pontificio sono segnate da importanti
consigli e ammonimenti che tracciano il cammino della nuova Chiesa: dal Nuovo
catechismo alla liturgia, dalla famiglia ai problemi del nostro tempo come
aborto e fecondazione. Il teenager teologico si è trasformato nel più acceso e
dichiarato sostenitore della centralità della Chiesa e del suo insegnamento.
Custode della fede in Cristo ma anche innovatore. "Avere una fede chiara,
secondo il Credo della Chiesa - ha detto Ratzinger entrando in Conclave prima
di essere eletto Papa - viene spesso etichettato come fondamentalismo. Mentre
il relativismo, cioè il lasciarsi portare "qua e là da qualsiasi vento di
dottrina", appare come l'unico atteggiamento all'altezza dei tempi
odierni. Si va costituendo una dittatura (del relativismo) che non riconosce
nulla come definitivo e che lascia come ultima misura solo il proprio io e le
sue voglie. Noi, invece, abbiamo un'altra misura: il Figlio di Dio, il vero
uomo. È lui la misura del vero umanesimo". Ma già con l'omelia ai funerali
di Karol Wojtyla, il custode della fede cattolica aveva ipotecato il soglio di
Pietro e conquistato la fiducia dei principi della Chiesa, anche dei conservatori
e dei sostenitori della teologia della liberazione con i quali era entrato in
contrasto. Il piccolo cardinale che suona il piano e studia i Vangeli stava per
chiudere definitivamente la porta di una stagione che aveva prodotto molti
beati ma anche offuscato la trasparenza della Chiesa e la verità. Non c'è
problema del nostro tempo che Ratzinger - lo farà sicuramente anche sul sagrato
di Bonaria parlando della Madonna e della devozione dei sardi - non abbia
affrontato nei discorsi ufficiali del Sant'Uffizio; ma anche durante la
preghiera che precede la benedizione domenicale dell'Angelus ha spesso toccato
tasti dolorosi: l'islamismo la difesa della sacralità della famiglia, l'aborto
e la sessualità, la solidarietà per i popoli vittime della guerra, i poveri,
gli emarginati e discriminati nel mondo. Talvolta si è schierato apertamente
contro chi vorrebbe la donna-prete, le messe-show; e anche
contro la burocrazia della
Curia diventata nel tempo "come la corazza di Saul che impediva a Davide
di camminare". I sardi sul colle di Bonaria aspettano da quasi un anno il
Papa che arriva dal cielo, la sua parola, la sua solidarietà in mezzo a tante
angosce. E sono pronti a migliaia a rivivere un altro storico incontro
della Chiesa e del suo custode con la Madonna arrivata dal mare. GIOVANNI
PUGGIONI.
( da "Giorno, Il (Lecco)" del 06-09-2008)
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LECCO: PRIMO PIANO
pag. 2 "Non siamo più l'isola felice della giustizia" Gli avvocati
denunciano ritardi e carenza di personale. I fascicoli pendenti sono
( da "Tirreno, Il" del 06-09-2008)
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Lucca Il Margherita
riapre a fine ottobre. Con la libreria Migliorni con la "Zelig" e
Riccardo Zucconi hanno incontrato ieri il sindaco Lunardini La proprietà.
"Andiamo avanti se non ci inventano altre rotture come già accaduto"
DONATELLA FRANCESCONI VIAREGGIO. C'erano tutti, ieri pomeriggio, nell'ufficio
del sindaco Luca Lunardini per assicurare l'amministrazione che il Gran Caffé
Margherita - nuova versione libreria e ristorante - aprirà a fine ottobre.
Parola di Maurizio Caimi, amministratore delegato della "Zelig",
arrivato da Rimini insieme ai suoi collaboratori a bordo di una Porsche Carrera
nera fiammante. Con lui l'avvocato Renzo Migliorini, titolare dello storico
immobile, Riccardo Zucconi, che si candida a gestire il ristorante,
l'architetto Marco Parasileno, il commercialista Mauro Mauriello. Insieme a
Lunardini, invece, Riccardo Battaglia che del sindaco è segretario particolare.
Dopo un'estate trascorsa con il "Margherita" chiuso e senza luci, nei
giorni scorsi Lunardini aveva alzato la voce. Chiedendo che il locale
riprendesse a vivere almeno per Carnevale. "Oggi - ha spiegato al termine
dell'incontro lo stesso Caimi - siamo venuti a confermare che è nostra
intenzione inaugurare entro fine ottobre e aprire i battenti". Caimi
conferma il progetto iniziale: libreria più ristorante, la "Zelig" a
gestire la prima e Zucconi ad occuparsi del secondo. Al momento - ammette
l'amministratore delegato - c'è "un'unica partita Iva" e come
organizzarsi formalmente per le due gestioni "è un dettaglio che
esamineremo". Tra un paio di settimane al massimo, comunque, la
"Zelig" metterà un annuncio per ricerca di personale: "Tutti gli
addetti, a parte il direttore - annuncia Caimi - saranno di zona". Nervoso
e poco disponibile a rilasciare dichiarazioni, l'avvocato Renzo Migliorini (che
per la nuova gestione si dice chieda 300mila euro di affitto annuo) commenta:
"Volevamo solo tranquillizzare il sindaco sull'apertura. Anche per noi non
è stato facile tenere chiuso l'immobile tanto a lungo". Poi Migliorni
ribadisce quanto detto anche al primo cittadino: "Apriamo, se non ci
inventano altre rotture...Perché quelle che ci hanno rallentato erano davvero
inventate. Per il resto dei lavori, se ne parlerà poi in estate". Il
riferimento è agli uffici comunali, settore Sviluppo economico, che hanno
sospeso la Dichiarazione di inizio attività e chiesto un'ulteriore integrazione
documentale alla "Zelig" e ai suoi architetti, Marco Parasileno e il
riminese Luigi Baroni. "Si tratta solo di burocrazia", è stato il commento
analogo di Riccardo Battaglia: "Ma ora tutte le incomprensioni dovrebbero
essere superate". Tanto che nei prossimi giorni i tecnici della
"Zelig" consegneranno le carte richieste. A fine ottobre, dunque, il
nuovo "Margherita" dovrebbe tornare ad accogliere - secondo gli
impegni sbandierati - clienti e visitatori. Per la libreria, un
franchaising "Mondadori" e il punto ristoro (giardino compreso).
Svanisce, dunque, qualsiasi ipotesi di intesa tra la proprietà Migliorini e
Graziella Pasquinucci, titolare della confinante "Galleria del
libro", negozio storico per la Passeggiata e la città tutta. Difeso a gran
voce da nomi della politica e della cultura locale prima delle elezioni
amministrative e ora inspiegabilmente "dimenticato" dagli stessi che
ne sostennero le ragioni. Un'ora e mezzo di incontro, poi la delegazione ha ripreso
la strada di Rimini, a bordo delle lussuose auto...lasciate in sosta nella zona
a disco orario a fianco del Comune. Gratuitamente.
( da "Giornale.it, Il" del 06-09-2008)
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N. 213 del
2008-09-06 pagina 13 La Gelmini ci salverà dalla scuola matriarcale di
Geminello Alvi Si vive di apparenze, giacché a ben vedere abbiamo in questa vita
solo quelle. E a studiarsela nelle foto la ministra Gelmini Mariastella
parrebbe perfetto archetipo di professoressa, con nome acconcio. Adatto allo
scassato gineceo di laureate in crisi di nervi, che educano alla noia gli
studenti con la stessa stanca fretta con cui fanno la spesa. Perché questo è
ora in Italia la scuola: luogo dove non solo la cultura massificandosi s'è
immiserita; come previsto da Nietzsche. Ma inoltre pure sede di procedura
devirilizzante, per esclusiva somministrazione di insegnanti donna. Dalle tre
maestre per classe alle schiere di casalinghe traviate nelle medie superiori,
dove il livello finale di ignoranza risulta peggiore addirittura di quello
europeo. E la Gelmini di questo insistito spreco di anime giovani, per via di
massificazione e matriarcato, parrebbe coi suoi occhialini la perfetta
incarnazione. Invece ci sorprende: da ministra, sia benedetta, difende i due
atti più sani ed eversivi che potevano pensarsi. Dimagrisce in un triennio di
87 mila unità gli, e soprattutto le, insegnanti; proclama la riforma delle
scuole in fondazioni. E la direi solo perciò genio virile e pratico. La scuola
di Stato fu un espediente napoleonico, col quale si costrinse l'istruzione ai
tornaconti statali. L'istruzione divenne un permesso di Stato, con programma di
studio prescritto, che doveva accordarsi ai fini politici. Fosse quella di
Bismarck o di Crispi cambiava poco: il sistema doveva creare un'élite utile alla burocrazia prima, e nel Novecento alla massificazione, fino alla decadenza
presente, di una cultura la cui misura è solo il denaro, l'economia. Questo
l'esito della scuola statale: una società in cui molti, più di prima, leggono
libruzzi, ma sono rare e molto desuete le menti originali e libere, anche se
tutti si pretendono tali. Oggi del resto la scuola non forma neppur più
le élite: asseconda le manie di massa, che l'utile inventa e la tv plasma.
Questo il disastro, del quale va preso atto. Concluso da una riforma Berlinguer
che ha completato la distruzione ultima di quanto non era stato già guastato
dal '68. La nostra università è ormai l'imitazione di una università americana,
ma pensata da un comunista albanese. Insomma tutta la scuola ormai perpetua
l'uccisione della morale e del libero pensiero, con la complicità dello Stato. E
appunto perché terminerebbe questa pessima complicità, una scuola articolata in
fondazioni sovvertirebbe il male, e migliorerebbe tutto. Infatti una scuola di
fondazioni, o un'università, sarebbe una nella quale i sindacati non avrebbero
il consenso della politica, come lo hanno avuto per rovinare le elementari o
viziare i bidelli. Sarebbe una scuola a cui lo Stato potrebbe conferire parte
dei suoi immensi e morti patrimoni da far fruttare, così da limitare le spese
correnti. Il conferimento di doni privati permetterebbe in sovrappiù di
reclutare docenti migliori, forse anche maschi, e di pagarli meglio sulla base
del loro merito. I concorsi statali per insegnanti, come i provveditorati,
lande immorali, svanirebbero. Il reclutamento riguarderebbe solo il merito:
sarebbe cooptazione dei migliori, senza più Tar. E sarebbe peraltro pure la
fine della pessima scuola privata che ci ritroviamo. La fine del valore legale
dei titoli di studio renderebbe vani i corsi di recupero. E le scuole esclusive
si misurerebbero sul pregio degli insegnanti e degli alunni; non più sul censo.
Conterebbe solo il pregio, il che richiederebbe finalmente la fine del libro di
testo. Un sogno, nel quale la natura pubblica della scuola sarebbe peraltro
garantita da borse di studio per i meritevoli. Gli altri, non nati per
studiare, si addestrerebbero ai nobili lavori manuali, così da limitare gli
immigrati, nonché l'odierno spreco energetico nelle palestre. Vantaggi per il
bilancio statale, e per la morale, per i mestieri non celebrali, e sollievo
spirituale e virile di una nazione. Questo l'esito di quanto dice ora la
Gelmini, redenzione delle apparenze e delle professoresse, rivolte speriamo a
altri destini. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123
Milano.
( da "Corriere della Sera" del 06-09-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-06 num: - pag: 5 categoria: BREVI I giudizi positivi RenatoBrunetta \\ è giusto
e utile tentare di semplificare la burocrazia MaurizioSacconi \\ Mi sono piaciute fin qui le politiche per il
lavoro GiulioTremonti \\ Bene manovra triennale e contenimento del disavanzo
MariastellaGelmini \\ Condivido: meno prof, ma pagati meglio e valutati.
( da "Corriere della Sera" del 06-09-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-06 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE Marcegaglia: bene il governo su disavanzo, manovra, lavoro e scuola
"Salari, pronti a firmare con chi ci sta Epifani? Se dice no dovrà
spiegarlo" MILANO - La mette in termini di "appello ". L'ultimo
però, probabilmente, per Guglielmo Epifani. Ed è chiarissima, Emma Marcegaglia.
Premette: "Io so benissimo quanto sia seria la questione dei salari. Ma è
altrettanto seria quella della produttività. E non possiamo più permetterci di
considerarle variabili tra loro indipendenti". Come del resto riconoscono
senza problemi pure Cisl e Uil. Per cui, al segretario Cgil che invece seguita
a prender tempo, Emma Marcegaglia dice esplicitamente che per le indecisioni
non c'è più spazio. Che "questa riforma dei contratti è un'occasione
irripetibile ". Che lei, presidente di Confindustria, continua ad
"augurarsi e a sperare che concretezza e pragmatismo prevalgano anche
nella Cgil, che ci sia la volontà di innovare e di guardare al futuro".
Ma, "se così non avverrà", allora "ognuno deve essere pronto ad
assumersi le proprie responsabilità". Significa che se, come sembra, Cisl
e Uil dicessero "siamo pronti" e la Cgil insistesse sul no, voi non
avreste problemi a firmare un accordo separato? "Ognuno deve fare le
proprie scelte. Questa riforma è l'unico modo, oggi, per poter aumentare anche
gli stipendi. La Cgil è liberissima di dire no, ci mancherebbe. Poi però dovrà
anche spiegarlo ai propri iscritti nelle fabbriche". Spieghi lei, intanto,
perché questo è "l'unico modo". "Le dò due dati, per cominciare.
Dal 2000 al 2007 le buste paga sono aumentate di 1.215 euro reali all'anno. Se
il nostro Paese fosse cresciuto come la media dei Paesi dell'area euro,
attraverso incrementi di produttività, quegli aumenti sarebbero arrivati
intorno a quota 2.500". Ma, voi dite, la sola strada è spostare il
baricentro dalla contrattazione nazionale a quella aziendale. E le aziende che
non possono permetterselo? "La nostra proposta prevede una compensazione
per quei lavoratori che non avranno alcun aumento a livello aziendale. E
chiedo: l'obiettivo comune di imprese, lavoratori, sistema- Paese, è o no la
crescita?". Così parrebbe. "Bene. Allora partiamo dal quadro
economico ". Che indica: inflazione al 4%, consumi in picchiata,
produzione industriale in retromarcia, Pil fermo. "Appunto. Ma non è una
crisi partita da qui. L'Italia condivide gli effetti delle turbolenze
internazionali: la crisi finanziaria e la politica troppo espansiva degli Usa,
l'irruzione della Cina, una forte rivalutazione dell'euro fino al luglio
scorso. Il risultato è un'economia ferma in tutto l'Occidente". A
proposito: la pensa come Giulio Tremonti, che ha evocato lo spettro del '29, o
come Silvio Berlusconi, per il quale la malattia non è così drammatica?
"Confindustria è stata la prima a denunciare il rischio crescita-zero.
Oggi, la mia sensazione è che davanti abbiamo ancora un trimestre molto
problematico, ma che a partire dal 2009 possa iniziare un'inversione di
tendenza. E che proprio gli Usa saranno i primi a riprendersi. Qualcosa già si
vede: il petrolio da
( da "Wall Street Italia" del 06-09-2008)
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Di ANSA -
-->(ANSA) - ROMA, 6 SET - "Questa riforma dei contratti è un'occasione
irripetibile" ed "é l'unico modo per poter aumentare anche gli
stipendi. La Cgil è liberissima di dire no, ci mancherebbe. Poi però dovrà
anche spiegarlo ai propri iscritti nelle fabbriche". Ad affermarlo è il
presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia che in una intervista al Corriere
della Sera lancia un "appello" spiegando che "continua ad
augurarsi e a sperare che concretezza e pragmatismo prevalgano anche nella
Cgil, che ci sia la volontà di innovare e di guardare al futuro".
Nell'intervista Emma Marcegaglia esprime anche qualche critica al governo,
spiegando che avrebbe voluto "un focus più forte sull'economia".
"Il giudizio - dice parlando del governo - è positivo sul contenimento del
disavanzo, sulla manovra triennale, sulle politiche per il lavoro, sul rilancio
del nucleare, sulla semplificazione della burocrazia. Non va bene, invece, che ci
sia un calo degli investimenti in infrastrutture. Non ci è piaciuta la mancata
liberalizzazione dei servizi pubblici locali. E non ci piace una pressione
fiscale sempre ai massimi storici". Il federalismo, invece, "non deve
ridursi ad un dividendo politico da pagare alla leva" ma "dev'essere
un disegno complessivo di riforma che avvicini i cittadini a chi li
governa". Il focus dell'intervista è però concentrato sul confronto che
vedrà giovedì imprenditori e sindacati di nuovo attorno ad un tavolo per
mettere a punto il rinnovo del modello contrattuale. "Io so benissimo
quanto sia seria la questione dei salari - afferma il presidente di
Confindustria - ma è altrettanto seria quella della produttività. E non
possiamo più permetterci di considerarle varabili tra loro indipendenti".
Emma Marcegaglia parte dalla descrizione del quadro economico che vede l'Italia
condividere gli effetti delle turbolenze internazionali. "Confindustria è
stata la prima a denunciare il rischio crescita-zero. Oggi, la mia sensazione è
che davanti abbiamo ancora un trimestre molto problematico, ma che a partire dal
2009 possa iniziare un'inversione di tendenza". Il presidente di
Confindustria evidenzia anche che "c'é già stato un maggior ricorso"
alla cassa integrazione e che "stimiamo che nell'ultimo trimestre possa
aumentare ancora". La riforma dei contratti servirebbe allora anche ad
evitare il "solito copione" per il quale "l'Italia è sempre
stata più lenta degli altri ad uscire dalle crisi". "Se vogliamo
evitare che anche questa volta si ripeta il copione serve un'assunzione di
responsabilità da parte di tutti. L'obiettivo di aumentare, insieme,
produttività e salari fa parte del percorso che Confindustria ha iniziato con
Luca Cordero di Montezemolo. E' un'occasione fondamentale e oggi possiamo
raggiungerla favoriti dalle condizioni create dal governo con la detassazione
degli straordinari e dei premi variabili. Gli stessi soldi dati a livello
aziendale invece che nazionale valgono ora il 20% in più. Non c'é aumento
contrattuale che possa compensare questo positivo effetto fiscale".
(ANSA).
( da "Stampa, La" del 06-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
IMPERIA FINORA LE
SEGNALAZIONI DEGLI ABITANTI NON SONO SERVITE A FAR ADOTTARE PROVVEDIMENTI URGENTI
Il degrado di via Monte Calvario [FIRMA]ANDREA POMATI IMPERIA Sono sempre
peggiori le condizioni di via Monte Gagliardone, meglio nota come via Monte
Calvario. In particolare nell'ultimo tratto la banchina stradale sta cedendo,
portandosi dietro anche i pali dell'illuminazione pubblica. Inoltre buche,
tombini sollevati e avvallamenti ormai non si contano più. Per questo gli
abitanti ora chiedono un intervento rapido da parte del Comune. Sbotta Caterina
Garibbo Siri, che vive con il marito in cima alla via: "Il problema non è
di oggi. Il manto stradale è in condizioni pietose da diversi anni. L'unico
intervento di sistemazione, fino ad ora, ha riguardato la vicina strada Colla.
Avevamo interpellato l'assessore comunale ai lavori Pubblici, Gianfranco Gaggero.
Ci aveva detto che, per non fare inutili rattoppi, tutta la via sarebbe stata
oggetto di un intervento radicale". Il tempo però continua a trascorrere e
i danni lungo la via aumentano. Conclude Caterina Garibbo Siri: "Mi
piacerebbe sapere quando questo intervento, annunciato e garantito, sarà
effettivamente messo in atto. Il tempo passa e da oltre un mese c'è anche il
rischio che un palo della luce piombi a terra. Lo hanno segnalato con un nastro
di plastica bianco e rosso. Come se questo potesse fermarne la caduta".
Oltre agli abitanti, la situazione interessa anche la Confraternita della
Santissima Trinità, associazione laica proprietaria del Santuario di Santa
Croce, che sorge in vetta al Calvario, che conta pure su un nucleo operativo di
Protezione civile. Tante sono le coppie che scelgono questa chiesa per il loro
matrimonio e molto sono le manifestazioni che vengono organizzate all'aperto,
soprattutto in estate. Spiega il priore dea Confraternita, Enrico Ascheri:
"Per noi il problema maggiore è rappresentato dalla mancanza di parcheggi.
Lo si tocca con mano in occasione di matrimoni e manifestazioni. In ogni caso,
proprio prima delle ferie di agosto, ho avuto un incontro con l'assessore ai
lavori Pubblici, Gianfranco Gaggero. Mi ha garantito che il progetto che
prevede la completa ristrutturazione di quest'area va avanti. Purtroppo c'è la
solita lentezza della burocrazia, ma questa volta mi sembra che ci sia più che una semplice
speranza di verde risanata questa zona. È previsto anche l'allargamento della
zona attigua al santuario, con la creazione di un ampio spazio che potrà
rivelarsi molto utile persino per raggiungere la zona con degli autobus e anche
per le manovre dei mezzi della nostra squadra di Protezione civile".
Prosegue Ascheri: "Un aspetto positivo di questo progetto, inoltre, è dato
dal fatto che non graverà direttamente sulle casse comunali. Sarà infatti
realizzato con gli oneri di urbanizzazione dell'intervento in atto alle ex
colonie biellesi. Queste sono le garanzie che ci sono state date e nelle quali
continuiamo a confidare. L'accordo prevede fra l'altro la cessione di terreni
anche da parte dei privati, fra cui la confraternita. Siamo d'accordo, purché
si riesca finalmente a dare la giusta immagine a questo luogo incantevole. Non
abbiamo nessun motivo di pensare che i lavori non verranno realmente
fatti". Conclude Enrico Ascheri: "Necessita di intervento anche la
via pedonale che conduce sulla piazza, dalla quale si gode di un panorama unico
sulla città di Imperia. Il ciottolato è in condizioni disastrose. In questo
caso però, credo che gli accordi con il Comune prevedessero che a fare
l'intervento fosse un privato".
( da "Virgilio Notizie" del 06-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Postato fa da ASCA
ARTICOLI A TEMA Altri (ASCA) - Cernobbio, 6 set - L'Europa non deve diventare un
alibi per i governi dei paesi membri. A lanciare il monito e' il presidente
della Repubblica, Giorgio Napolitano, intervenuto in videoconferenza al
workshop Ambrosetti che si svolge a Cernobbio. ''Le istituzioni europee - ha
detto il capo dello Stato - non possono essere un alibi per i governi dei paesi
membri. Tutte le scelte sono fatte con il concorso dei governi dei paesi membri
e del Parlamento europeo''. Il presidente della Repubblica sottolinea che
''talvolta i leader nazionali dimenticano che le scelte o le non scelte
dell'Europa sono dovute proprio alle scelte dei governi nazionali. Ci sono delle critiche per la troppa burocrazia ma nessuna direttiva puo' essere emanata senza il consenso di
tutti i governi. La nascita e la crescita dell'Unione europea hanno coinciso
con un periodo di sviluppo economico e quindi i cittadini europei hanno visto
positivamente questo processo che dava risposte alle loro aspettative.
Oggi la situazione e' piu' difficile. Io sono un sostenitore convinto ma
problematico dell'Europa e penso che si possa essere solo cosi'''.
( da "Sicilia, La" del 06-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Paternò, rifiuti
sulle statue Fontana "disonorata" in piazza della Regione Fa
sicuramente parte del patrimonio artistico ed architettonico di una Randazzo
che punta sul turismo per far risorgere la propria economia, ma attualmente non
solo è inutilizzato, ma a nostro avviso, ogni giorno che passa e dopo ogni
pioggia, l'antica struttura rischia sempre di più di sbriciolarsi sotto i colpi
dell'umidità. Ci riferiamo chiaramente al Monastero di San Giorgio che già
quasi un decennio fa i tecnici ritenevano versasse in condizioni gravissime dal
punto di vista strutturale, non garantendo sulla solidità di solai o dei e
muri, soprattutto dopo quel pomeriggio del 19 luglio del 1996, quando buona
parte del tetto è crollato. Da allora nessun intervento per rifare la copertura,
con il Comune che nel
( da "Trentino" del 07-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Le responsabilità
erano state suddivise tra amministrativa, logistica e religiosa. Ora saranno nuovamente
accorpate S. Romedio, l'eremo torna in mano ai frati Accordo con la Diocesi.
Dopo quattro anni il diacono Debiasi lascia GIACOMO ECCHER SAN ROMEDIO.
L'autunno porta aria nuova a San Romedio dove dopo quattro anni di custodia è
in partenza il diacono trentino Giuseppe Debiasi. Tra qualche settimana,
infatti, i religiosi assumeranno in toto la responsabilità dell'eremo. Questo
in base a un preciso accordo. è quello intercorso tra la Diocesi di Trento
(proprietaria del santuario) e la comunità dei Frati conventuali di Padova
insediata a Sanzeno. Negli ultimi anni le responsabilità erano state suddivise
tra amministrazione, custodia e logistica (affidate appunto al diacono) e la
parte religiosa curata dai frati ed in particolare da padre Zeno Carcereri,
rettore. "Una soluzione che noi auspicavamo e che è stata alla base del
rinnovo della convenzione quadriennale tra il nostro Ordine e la Curia
arcivescovile di Trento, e che l'arcivescovo Luigi Bressan ha pienamente
condiviso" commenta il parroco di Sanzeno padre Fabio Scarsato. In base
all'accordo i frati continueranno ad occuparsi dell'eremo avendo come base
Sanzeno, dove curano la parrocchia e la basilica dei santi Martiri Anauniesi, e
dove ha sede la comunità francescana attualmente composta da quattro religiosi,
padre Fabio, padre Zeno, padre Giorgio e padre Emilio, l'ultra ottantenne
decano del gruppo. Ma oltre alla cura religiosa (la messa quotidiana e le
funzioni domenicali) assumeranno anche la responsabilità diretta del
funzionamento e della gestione dell'eremo. "Ci faremo aiutare dai laici
come è giusto e sempre più auspicabile visto che vocazioni religiose ne sono
sempre di meno" spiega padre Fabio. All'orizzonte comunque le novità non
mancheranno e tra queste ci sarà quasi certamente (burocrazia permettendo, ma i frati si stanno attrezzando per spianare le
difficoltà) la riapertura del bar che dava un tono di accoglienza diverso
rispetto alle anonime e fredde macchinette per il caffè. "Il bar può
essere un dettaglio, ma l'eremo come lo intendiamo noi dovrà tornare ad essere
il punto di riferimento della religiosità innanzitutto dei valligiani ma anche
dei moltissimi pellegrini che arrivano qui con devozione" aggiunge
il frate. Padre Fabio non si sbilancia oltre ma le idee non mancano per rilanciare
il santuario in una sorta di circuito di turismo religioso destinato a legare
sempre di più l'eremo con la basilica dei santi Martiri di Sanzeno e più in
generale la storia delle origini del cristianesimo nella valle e nel Trentino.
La gabbia per gli orsi continua a rimanere vuota tra la delusione di molti
turisti, soprattutto i bambini. Ma gli orsi torneranno, assicura l'assessore
valligiano al turismo, Stefano Graiff.
( da "Arena, L'" del 07-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
OPPEANO. Esposti e
proteste dei residenti di un quartiere di Vallese per musica e schiamazzi
Locale fracassone? Le analisi tacciono di Zeno Martini Un intero
quartiere tenuto in scacco da un locale e dalla burocrazia. Il primo è il "Mime's disco pub", accusato in una
serie di esposti inviati in municipio di costringere all'insonnia i residenti
delle vie Cimarosa, Bassa, Ponchielli e Peccana, a Vallese, con la musica ad
alto volume e gli schiamazzi dei suoi avventori. La seconda colpevole di
allungare i tempi dei controlli che avrebbero già dovuto stabilire se quel
locale è da considerarsi "fracassone" o meno. In attesa di nuove
puntate, intanto, il quartiere si gode le poche notti di calma derivate dalla
chiusura per ferie del "Mime's pub" che, per l'occasione, si è
trasformato in un cantiere per alcune manutenzioni. Il braccio di ferro, per la
verità, va avanti da due anni: da quando, cioè, il nuovo locale ha preso il
posto dello storico bar "Fra' Canapa" famoso per il suo karaoke. Il
problema nasce dal fatto che il pub fa musica all'aperto: un'attività vietata
dalla sua licenza, come ufficializzato nell'ordinanza di chiusura emessa dal
sindaco Alessandro Montagnoli pochi mesi dopo l'arrivo della nuova gestione. Un
sopralluogo dei vigili urbani aveva infatti verificato le disparità nella
denuncia di inizio attività. Ma il locale riaprì alcuni giorni dopo riprendendo
- secondo l'accusa dei residenti - con la discoteca all'interno e l'"happy
hour" all'esterno. La conseguenza: "Musica a tutto volume, viavai di
mezzi, sgommate e chiasso fino alle 4 del mattino", c'è scritto nei
diversi esposti. Non solo: "Sebbene ci sia il limite dei
( da "Tirreno, Il" del 07-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
NIENTE
ESIBIZIONE AL CASSERO La burocrazia blocca le
balestriere Permesso lento ad arrivare, le donne costrette a riporre le armi MASSA
MARITTIMA. E' saltata l'esibizione, e appare abbastanza chiario che ci abbia
messo lo zampino la burocrazia, delle donne
"balestriere" che si doveva tenere nella serata di venerdi al Cassero
Senese. Una
struttura che ha ospitato, per tutta l'estate, spettacoli ed esibizioni,
compresa quella del Balestruzzo, un incontro dei giovanissimi a difendere i
colori del proprio terziere, coloro che potranno dare un futuro al Balestro del
Girifalco. Ma tutto questo non è servito alle rappresentanti che si affacciano
al mondo del tiro con la balestra antica all'italiana per competere con i
"maschietti". Problemi di carattere amministrativo e burocratico,
questo è il tema che ha impedito la prima uscita ufficiale delle donne in
costume storico (cucito dalle stesse interessate), almeno questa è la versione
ufficiale che ha raccolto Luana Piccioli, l' antesignana di questo impegno e
che la vide, giovanissima, esibirsi nel tiro con la balestra antica
all'italiana. Mancanza del collaudo del Cassero per una simile manifestazione,
mancata presentazione dello statuto alla sede comunale, carenza dei massimali
assicurativi per una manifestazione aperta al pubblico. Tutte giustificazioni,
afferma Luana, che sono state superate in maniera veloce, grazie anche a
preziose indicazioni di carattere amministrativi, mentre essersi presentato un
muro dal lato politico, giustificato sempre dalla carenza di documentazione. Un
appuntamento mancato nonostante che locandine e manifesti fossero affissi nelle
vie di Massa Marittima. Una questione, quindi, che è destinata a procrastinarsi
nel tempo. Infatti le donne balestriere sono già 12 ed altre hanno manifestato
la volontà di far parte del corpo stesso. Da precisare che le stesse adoperano
le balestre in uso al settore maschile, senza nessuna agevolazione nei
confronti del cosiddetto sesso debole. Da registrare, inoltre, che la prassi
amministrativa per la concessione dei permessi era iniziata da alcuni giorni e,
inspiegabilmente, non è giunta a termine nei tempi necessari per poter effettuare
l'esibizione, prima in assoluto, delle donne che si cimentano con la balestra
antica all'italiana. Claudio Biondi.
( da "Tirreno, Il" del 07-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Lucca Paga l'Iva, ma
gli pignorano la casa Per il fisco l'autoscontro non è uno spettacolo
viaggiante, e chiede il doppio PESCIA. Parlando di spettacoli viaggianti
vengono in mente soprattutto due cose: il circo e il luna park. E, guardando al
luna park, il pensiero corre subito alle giostre, ai "calcinculo" e,
in particolare, all'autoscontro. Insomma, per farla breve, l'autoscontro è o
non è uno spettacolo viaggiante? La logica fa propendere per il sì ma, si sa, non sempre logica e burocrazia vanno d'accordo. Ne sa qualcosa una giostraia di Pescia, ormai
ritiratasi dall'attività, ma che per colpa di questa diversa lettura si trova a
convivere con un incubo: quello di un'ipoteca sulla casa. Non più giovanissima
rischia di trovarsi senza un tetto perché, per l'agenzia delle entrate,
l'autoscontro che gestiva non era uno spettacolo viaggiante. Una differenza non
da poco, in quanto gli spettacoli viaggianti pagano un'Iva dimezzata rispetto
agli altri tipi di spettacoli (il 10% anziché il 20%). Così Alba Santoni, la
titolare dell'autoscontro, una volta pagate le tasse e quel 10% di Iva ("e
non senza sacrifici", sostiene la donna) credeva di aver fatto il proprio
dovere. Invece, diversi anni dopo aver ceduto quell'attività, è stata oggetto
di due accertamenti dell'agenzia delle entrate di Pescia, che le contestavano
un maggior reddito di quello dichiarato (accusa poi caduta all'esame della
Commissione tributaria regionale). Ma, soprattutto, veniva messo in dubbio il
fatto che l'autoscontro fosse da considerarsi uno spettacolo viaggiante.
Quindi, secondo questa lettura, la titolare avrebbe dovuto pagare l'Iva al 20%,
anziché al 10% come aveva fatto. Da qui un'iscrizione a ruolo per 18mila euro,
trasformati in un'ipoteca sulla casa per una cifra doppia. Eppure la signora
Santoni per la sua attività aveva il nulla osta di agibilità - rilasciato dal
ministero del Turismo e dello Spettacolo - per "spettacoli
viaggianti". Nulla osta che era stato allegato nella memoria che Giampiero
Della Nina (il consulente della signora) ha inviato alla Commissione tributaria
regionale. A nulla è servita una seconda lettera di autotutela inviata dal
consulente della donna all'Agenzia delle entrate di Pescia, che però
(nonostante una sostanziale condivisione delle ragioni della signora) non ha
portato a niente. Adesso restano solo due strade: quella di una costosa e forse
economicamente insostenibile causa legale, con un ricorso in Cassazione, oppure
l'intervento del garante del contribuente per la Toscana, cui il commercialista
della donna si è rivolto per chiedere di applicare la legge così come vorrebbe
la logica. L.S.
( da "Repubblica, La" del 07-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina IX - Milano
In zona 6 Il quartiere si mobilita e salva l'ambulatorio PAOLO SCANDALE L'ambulatorio
di via Agostino Depretis è nato con il quartiere Sant'Ambrogio II, nel 1972,
accompagnando i suoi pazienti fin dalla giovinezza. E negli ultimi 22 anni chi
varcava la soglia di quello studio sapeva di trovare la competenza e l'umanità
della dottoressa Emanuela Zoni, che era subentrata al padre. Per questo quando
la dottoressa è deceduta ed è arrivata ai pazienti l'inevitabile lettera che
annunciava la chiusura dell'ambulatorio il 9 settembre e la necessità di
scegliere un nuovo medico tra quelli della zona, l'intero quartiere si è
sentito orfano di un punto di riferimento ormai familiare. Il Consiglio di zona
6 e l'associazione "Sant'Ambrogio II" si erano compattati contro una
decisione che, pur legittima, non potevano accettare perché lasciava un
quartiere di 3mila anime, molte delle quali anziane e con problemi motori,
senza un ambulatorio medico facilmente raggiungibile. Qualcuno dei pazienti con
più primavere alle spalle, preso dallo sconforto, si era lasciato scappare un
"se adesso non c'è più neanche il medico, perché devo continuare a
curarmi?". Ma questa volta la burocrazia ha mostrato il suo volto più
umano, e la Asl, compresa la situazione di disagio che si sarebbe creata, ha
deciso di intervenire. L'impegno è chiaro: "L'ambulatorio deve restare
aperto", e perciò si cercherà un medico, tra quelli dello stesso
distretto, disposto a tenere aperto almeno per alcuni giorni alla settimana lo
studio di via Depretis.
( da "Repubblica, La" del 07-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina
VII - Firenze Burocrazia e politica bloccano di fatto la realizzazione del
termovalorizzatore di Case Passerini L'inceneritore miraggio Neanche iniziata
la progettazione dell'impianto nella Piana SEGUE A PAGINA II.
( da "Tirreno, Il" del 07-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Prato Si emigra
all'estero con Prato nel cuore Si emigra all'estero con Prato nel cuore PRATO.
Andare all'estero e portarsi Prato nel cuore. E per dimostrare l'attaccamento
alla sua città di origine Davide Lastrucci, che ora vive vicino a Chicago, l'ha
fatta diventare la targa della sua auto. A inviare la foto è stato Giorgio
Silli, coordinatore di Forza Italia, da cui ha preso spunto per denunciare le
poche opportunità che questo distretto riserva ai giovani. "Sembra -
scrive Silli - di vivere in un paese del sud degli anni '50, dove i giovani,
devono mettere a frutto la loro esperienza e i loro studi per emigrare verso
città che simboleggiano la speranza di un futuro migliore". "Che fine
ha fatto - chiede Silli - il marketing territoriale che tanto noi auspicavamo? Non posso che riscontrare quanto l'amministrazione sia ferma,
impacciata, senza idee e soluzioni. A oggi ancora non capisco perchè non si
cerchi con ogni metodo di attirare investitori da fuori Prato, concedendo
sconti su servizi, su imposte locali, snellendo la burocrazia che spesso costringe gli imprenditori a investire altrove".
( da "Unita, L'" del 07-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Napolitano:
"Nessuno usi l'Europa come alibi" Monito da Cernobbio: "I leader
nazionali non cerchino di usare l'Ue per coprire l'inazione dei governi"
di Marcella Ciarnelli L'EUROPEISTA "convinto" Giorgio Napolitano è
intervenuto in video-conferenza al Workshop Ambrosetti di Villa d'Este. Ed ha
espresso le speranze ma anche le preoccupazioni e i timori che accompagnano la
ancora difficile strada che l'Europa, in quanto entità politica complessiva e
complessa, ha ancora davanti a sè. In prospettiva ci sono le elezioni europee
che preoccupano il Capo dello Stato "perchè in molti Paesi si è diffuso un
sentimento euroscettico" che è anche legato, si potrebbe affermare in modo
semplice se non semplicistico, alla "percepita come insufficiente risposta
dell'Unione europea alle esigenze acutamente avvertite dai cittadini" ha
detto Napolitano rispondendo ad una domanda del Cancelliere austriaco Schuessel
sul metodo possibile da seguire per arrestare l'antieuropeismo culminato con il
no dell'Irlanda "un brusco e imprevisto incidente di percorso" ma
diffuso anche in altre realtà ancor più significative significative.
L'unanimità è uno degli ostacoli da abbattere se la Ue vuole avere un futuro di
peso sullo scenario mondiale. Ma c'è anche l'altra faccia della medaglia. E
cioè ci sono anche "leader politici nazionali che usano l'Unione come
alibi per l'azione o l'inazione dei governi invece di spiegare cosa l'Europa ha
fatto e può fare". Il presidente della Repubblica spiega: "Talvolta i
leader nazionali dimenticano che le scelte e le non scelte dell'Europa sono
dovute proprio alle scelte dei governi dei singoli Paesi. Ci
sono delle critiche per la troppa burocrazia ma nessuna direttiva può essere emanata senza il consenso di
tutti i governi. La nascita e la crescita dell'Unione europea hanno coinciso
con un periodo di sviluppo economico e quindi i cittadini europei hanno visto
positivamente questo processo che dava risposte alle loro aspettative.
Oggi la situazione è più difficile. Io sono un sostenitore convinto ma
problematico dell'Europa e penso che si possa essere solo così". Economia
e politica. Si sono intrecciati i due argomenti nel discorso che Napolitano ha
tenuto ad una platea qualificata in entrambi i campi. Per il Capo dello Stato è
necessario "un balzo in avanti della capacità d'azione politica della Ue
sul terreno complessivo delle relazioni internazionali. Le nuove sfide
implicano l'affermarsi di una più forte volontà e autorità politica da parte
della Ue". E, nella situazione data, "l'accento non può non cadere
sulla assoluta, impellente necessità di un effettivo protagonismo europeo sul
piano internazionale, di una decisa accelerazione verso una politica estera e
di sicurezza comune dell'Europa". Il danno reale che pure c'è stato per le
battute d'arresto sul cammino europeo, che implicano in sè "una caduta di
credibilità della capacità di decidere della Ue, di cambiare se stessa, di
consolidare in futuro il suo ruolo" non può dare il via libera ad "un
facile pessimismo". Ma l'invito è ad avere, al contrario, "fiducia
nella forza di cui dispone l'Europa per andare oltre momenti di crisi anche
gravi" come nel recente caso, l'esempio è calzante, della recente crisi in
georgiana. L'analisi lucida del "convinto ma problematico"
sostenitore dell'Europa si è conclusa tra gli applausi della platea di
Cernobbio.
( da "Adige, L'" del 07-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Provincializzazione,
10 anni dopo Scuola svuotata di ogni autonomia PIERANGELO GIOVANETTI (segue
dalla prima pagina) Questo, insieme alla tentazione di chiudersi in se stessa,
in una "trentinità" soffocante e non autosufficiente, è il morbo di
cui la scuola trentina, a dieci anni dalla "provincializzazione",
pare non essere immune. Oggi, con la soppressione della Sovrintendenza, e con
la concentrazione di ogni potere nelle mani dell'assessore (che per la seconda
volta negli ultimi anni è il governatore stesso), non esiste più alcuno spazio
autonomo della scuola trentina dialogante con la Provincia. Perché la Provincia
è la scuola. Con un suo vertice politico centralistico che decide tutto da
solo, un dirigente generale che ne attua la volontà (spesso dispoticamente) e
8.600 insegnanti che ne devono quotidianamente recepire le direttive senza
batter ciglio. Se il presidente dice che non si fanno gli esami di riparazione,
non si fanno gli esami di riparazione. Se il presidente dice che non si adotta
il
( da "Corriere della Sera" del 07-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-09-07 num: - pag: 2
categoria: REDAZIONALE Le decisioni sul dopo Sgarbi Cultura, quella poltrona
vuota penalizza Milano SEGUE DA PAGINA 1 è comprensibile che, dopo il ciclone
Sgarbi, si voglia procedere con i piedi di piombo; tuttavia ci pare che questa
soluzione non consideri appieno il ruolo dell'assessore alla cultura, che va
ben oltre l'organizzazione delle grandi mostre o delle manifestazioni di
interesse nazionale, come il Mito. Come ha scritto Salvatore Carrubba - a cui
va il merito di una lunga e sana gestione culturale di Milano, che non sempre gli
viene riconosciuta - all'assessore "spetta offrire le opportunità perché
la ricchezza culturale di una città possa manifestarsi". Queste
opportunità stanno dovunque, stratificate e variegate; nelle biblioteche
rionali e nei teatri d'avanguardia, nelle fondazioni, negli archivi pubblici e
privati, nelle gallerie d'arte e nelle case editrici, nei musei, nelle
università, nelle orchestre, nei giornali, nelle accademie... solo a stendere
la lista c'è da farsi venire il mal di testa. E chi le trascura, rischia di
penalizzare le vere energie quotidiane della città, da cui emerge poi la
cultura visibile ai più. Seguire, gestire, coordinare, finanziare (anche se
sempre troppo poco!) le mille realtà di questo tipo è un dovere; se non lo si
fa, la vivacità della città sarà inevitabilmente compromessa. E solo la
presenza capillare di un responsabile ad hoc permette di farlo adeguatamente.
Tanto più che a questo lavoro già pesante si aggiungono gli aspetti
burocratici. Certo, ci sono uffici che lavorano, con o senza assessore; ma alla
fine la mancanza di un numero uno totalmente dedicato provoca un inevitabile allungamento dei tempi della burocrazia; Sgarbi, con tutti i suoi
difetti, certo non aveva quello della lentezza. Insomma, l'assessorato alla
cultura è un lavoro a tempo pieno, un full time job, nell'inglese caro a chi ci
governa. Un impegno impensabile per qualsiasi sindaco, tanto più se, come il
nostro, è assillato da questioni gigantesche come la governance dell'Expo.
Senza contare il segnale negativo che il protrarsi della situazione
rischierebbe di mandare ai non milanesi: continuare a non avere un referente
culturale, come l'hanno tutte le città, racconterebbe al mondo di una Milano
che non riconosce alla cultura il ruolo di motore propulsore. Andrea Kerbaker.
( da "Nuova Venezia, La" del 07-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Prezzo imbattibile al
distributore low-cost di Fusina Un litro di verde a 1.395 euro ma solo per
utilizzo nautico Benzina verde a 1.395 euro al litro, un vero primato che
dimostra la possibilità di abbassare i prezzi alla pompa. Peccato che la
benzina verde all'imbattibile prezzo di 1.395 euro (praticato ieri a punta
Fusina da un distributore del tutto indipendente), sia ad esclusivo uso
nautico, ovvero solo per natanti. Il distributore di punta Fusina (situato in
via Moranzani al civico 92) è gestito da Marco Rombolloto su un'area di sua
proprietà; un cittadino veneziano che ha combattuto a denti
stretti contro burocrazia e
diktat degli alti funzionari comunali, per poterlo aprire. C'è voluto, perfino,
un ricorso al Tar Veneto dello stesso Rombolotto e una diffida dei suoi avvocati
dopo la sentenza a lui favorevole, per convincere il Comune di Venezia a
rilasciare la concessione edilizia, indispensabile alla realizzazione dell'impianto.
A questo punto c'è da chiedersi perché non esistano in un comune come Venezia
distributori indipendenti (le cosiddette "pompe bianche") che possano
vendere a prezzi davvero concorrenziali - come quelli praticati da Rombolotto
ma solo per i natanti - benzina e gasolio anche agli autoveicoli? Come
denunciato dal Movimento Consumatori e da tante altre associazioni di
consumatori, ad ostacolare una vera liberalizzazione dei prezzi dei carburanti,
è la "soglia" di licenze che danno il diritto di tenere aperto un
distributore; una sorta di "numero chiuso" - previsto dalla legge nazionale,
la cui applicazione è di competenza regionale - che è chiaramente è totalmente
controllato dalle grandi compagnie petrolifere. In sostanza, qualsiasi
imprenditore che volesse aprire un distributore low-cost, come quello nautico
esistente a Fusina, non può farlo se non comprandosi (a prezzi proibitivi) la
licenza di un distributore già esistente, o attendendo l'impossibile
"rinuncia" di qualche altro. (g.fav.).
( da "Stampaweb, La" del 07-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
ROMA Guarito
dall'influenza, ministro Calderoli? "La febbre è andata via".
Gliel'hanno fatta venire tutte queste critiche... "Io ho avuto minacce da
Bin Laden, figurarsi se mi spavento per certe stupidaggini". Tipo?
"Che vorremmo reintrodurre l'Ici". Una palla. "Di più, è
l'apoteosi dell'invenzione. Come sostenere che Berlusconi vuole i comunisti al
governo... Bum. L'Ici è morta, sepolta. Piuttosto che risuscitarla, l'ho detto,
prendo una tanica e mi do fuoco". Però dell'Ici per primo parlò Bossi.
"Sì, è vero: alle 3 di notte del 15 agosto usò la parola sbagliata. Ma io
mi presi la responsabilità di correggere immediatamente. Ciononostante qualcuno
continua a giocarci su". Molti attacchi vengono dalla maggioranza. Come
dice il proverbio, Calderoli? Dagli amici... "Non scomodiamo Iddio per
così poco. Perché qui stiamo parlando di gente con pochissimo senso dello
Stato. Veramente dei mediocri". E perché si agitano? "Magari perché
si sentono scontenti della posizione attuale, vorrebbero di più dalla vita.
Sperano di brillare agli occhi del Principe". Cioè di Berlusconi. "Ma
non mi chieda i nomi". No? "Guai. Nemmeno sotto tortura li caverà
fuori". Dicono che il federalismo costa, porterà nuove tasse...
"Argomento trito e ritrito". E perché? "Tutti i grandi
dell'economia concordano che gli Stati federalisti costano meno di quelli
centralisti. Non solo non ci sarà un aumento della spesa, ma nemmeno della
pressione fiscale complessiva". Ottime intenzioni, sulla carta. "No,
no, concrete. Il progetto di federalismo fiscale passerà al vaglio in sede
europea. Tremonti ci tiene particolarmente. E gli esami di sostenibilità che ti
fanno in Europa non sono certo all'acqua di rose". Finiremo
col ritrovarci due burocrazie, una centrale e una locale? "Ecco l'altra
bufala. Nel testo vero che stiamo preparando, non quello in circolazione per
colpa di qualche idiota, si indica la via per evitare il rischio della
duplicazione. Lo sappiamo perfettamente che, se si mantengono in piedi certe
strutture a livello centrale, il federalismo va a gambe per aria. Lo
Stato dovrà fare una bella cura dimagrante". Pane e acqua. "Ma per
nostra fortuna a occuparsene c'è Brunetta, lui è una garanzia". Qualcuno
non lo è altrettanto? "Beh, con certi ministri della Funzione pubblica che
ha avuto Berlusconi in passato, saremmo dovuti andare a Lourdes...". Senta
cosa sostiene il suo collega di governo Fitto, il quale è pugliese: prima che
il federalismo fiscale vada a regime, serviranno cinque anni di transizione.
"E' ottimista. Secondo me di anni ce ne vogliono dieci. Formigoni e Galan
si incazzino pure, ma io sono per il realismo". Prima di godere i benefici
del fisco federale dovremo aspettare il 2018? "No, quelli si avvertiranno
da subito, staremo molto meglio tutti: il lombardo, il piemontese e anche il
calabrese". D'Alema prevede invece uno spostamento immane di risorse da
Sud a Nord... "Io sono preoccupato dalla grande difficoltà di fare certi
conti. Beato lui che li ha già fatti". Chiamparino, ministro-ombra Pd,
teme che vogliate fare uno "straccetto" di riforma. "Detto da
lui mi spiace. Fa pensare che qualcuno gli abbia dato una tirata d'orecchi
rispetto a una sua eccessiva disponibilità...". Ci chiarisca come funziona
questa "service tax". "I dettagli non li racconto finché non
avrò l'ufficialità". E quando arriverà il timbro? "In settimana vedrò
Berlusconi. Speriamo dopo di procedere in fretta". Tremonti, come la
pensa? "Sulla service tax è gasatissimo, gli piace anche il nome".
Alla mia mamma come la spiego? "Tutto quello che viene offerto dal Comune
in termini di servizi, dall'aiuola alla pulizia del marciapiede, dal parcheggio
all'acqua che ti arriva fino a casa, verrà coperto da questa tassa". Pagheremo
insomma non per la casa in proprietà ma per i servizi. In pratica cosa cambia?
"Che magari risparmieremo, dico a titolo di esempio, un dieci per cento di
Irpef". Oppure pagheremo di più per finanziare qualche festa che piace al
sindaco... "Scialacquerà una volta sola, perché la gente lo giudicherà e
non sarà più rieletto". Con chi ce l'ha quando denuncia: "Sento in
azione i cannoni del centralismo"? "Non pensi necessariamente ai
politici. Quando si prova a passare dalla spesa storica a quella standard,
allora vengono fuori resistenze gigantesche. Si toccano le burocrazie, gli
amministratori allegri, quelli che rubano... Prima di cominciare ho fatto i
conti. Fra un po' li tirerò fuori". E cosa risulta? "Che il risparmio
reso possibile dalla riforma vale tanto quanto qualche legge finanziaria".
La Lega vola nei sondaggi. Non è che qualche vostro partner ha cominciato a
preoccuparsi? "La nostra crescita non deve intimidire. E sbagliano se
provano ad arginarla. Meglio se ne colgono il lato buono".
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
07-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Prov Medio Camp
Pagina 3039 Villacidro. Il restauro nella chiesa di Santa Barbara bloccato da
un banale intoppo burocratico Uffici chiusi, termiti a lavoro Villacidro.. Il
restauro nella chiesa di Santa Barbara bloccato da un banale intoppo
burocratico Emergenza per gli arredi sacri del Settecento --> Emergenza per
gli arredi sacri del Settecento Le termiti stanno divorando gli arredi sacri
della chiesa di S.Barbara. Progetto-restauro fermo alla Regione. A Villacidro
le termiti divorano gli arredi sacri nella chiesa di Santa Barbara. Un banale
intoppo burocratico blocca il finanziamento del restauro e il Comune cerca
invano da settimane un contatto con gli uffici regionali. Intanto i temibili
insetti distruggono la bussola e minacciano un confessionale, la paratora, il
coro, l'organo a canne e diverse statue lignee, tutti pezzi di valore che
risalgono al Settecento. Dopo mesi d'attesa, il parroco don Giovannino Pinna
decide di sospendere i lavori: "Sta per iniziare l'anno pastorale, non
posso lasciare la chiesa ingombra, spero che almeno la bussola venga sistemata".
POLVERE Gli arredi settecenteschi in legno della parrocchiale intitolata alla
santa patrona rischiano di finire in polvere. Una colonia di termiti sta
facendo scempio della bussola. Il grande portone interno due mesi fa si è
improvvisamente spezzato nella parte alta, proprio a causa delle crepe
provocate dall'incessante lavorio degli insetti. Il Comune ha fatto puntellare
la struttura, che regge una balaustra su cui poggia l'organo risalente
anch'esso al diciottesimo secolo. Ma nulla ha potuto contro
le ingessature della burocrazia, nel tentativo di sbloccare rapidamente i finanziamenti: "
La giunta regionale ha deliberato, stiamo aspettando il decreto per poter
estendere l'affidamento, vista l'urgenza del caso", spiega Franco Mura,
assessore ai Lavori pubblici. DECRETO Senza decreto non sarà possibile
dare incarico all'impresa di procedere con il restauro, per il quale sono
disponibili almeno 190 mila euro: "Sarebbe preferibile assegnare il
compito alla medesima ditta che sta già lavorando in chiesa, i tempi si allungherebbero
se dovessimo bandire una nuova gara". Mura si è pure recato di persona a
sollecitare gli uffici di viale Trento a Cagliari: "Ma ho sempre avuto
difficoltà a rintracciare la funzionaria che si occupa di emanare materialmente
il decreto. È un intervento urgente e sarebbe auspicabile avere il decreto a
breve, così potremo avviare i lavori". SOPRALLUOGO Nel frattempo le
termiti non si concedono tregua, però la sovrintendenza ha effettuato un
sopralluogo solo martedì scorso. Un ritardo che contribuisce ad accrescere la
preoccupazione del parroco per l'integrità degli arredi. C'è infatti il rischio
che, dopo la bussola, gli ingordi animaletti attacchino anche altri pezzi di
valore risalenti al Settecento, l'organo sovrastante, un confessionale, il coro
dietro l'altare maggiore, la paratora nella sacrestia e le statue lignee. IL
PARROCO "Se le termiti invaderanno la chiesa, qualcuno dovrà rispondere di
una grave negligenza - dice don Pinna - ma adesso la cosa più urgente è
occuparsi della bussola, gli interventi sulle cappelle possono aspettare",
aggiunge, facendo riferimento ai dipinti sui quali stanno operando i
restauratori della sovrintendenza. L'anno pastorale è alle porte, il sacerdote
intende evitare ai parrocchiani i disagi di un cantiere aperto: "Bloccherò
tutti gli altri lavori interni, ma è davvero scandaloso che la burocrazia abbia il potere di rallentare un progetto così
importante". Solo le termiti sembrano immuni al fermo, incuranti degli
uomini e dell'arte. SIMONE NONNIS.
( da "Arena.it, L'" del 07-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Locale fracassone? Le
analisi tacciono Ancora ignoti i risultati del primo controllo mentre il
secondo è saltato perché il "Mime's" era in ferie   Zeno Martini Un intero quartiere tenuto in scacco da un
locale e dalla burocrazia.
Il primo è il "Mime's disco pub", accusato in una serie di esposti
inviati in municipio di costringere all'insonnia i residenti delle vie
Cimarosa, Bassa, Ponchielli e Peccana, a Vallese, con la musica ad alto volume
e gli schiamazzi dei suoi avventori. La seconda colpevole di allungare i
tempi dei controlli che avrebbero già dovuto stabilire se quel locale è da
considerarsi "fracassone" o meno. In attesa di nuove puntate,
intanto, il quartiere si gode le poche notti di calma derivate dalla chiusura
per ferie del "Mime's pub" che, per l'occasione, si è trasformato in
un cantiere per alcune manutenzioni. Il braccio di ferro, per la verità, va
avanti da due anni: da quando, cioè, il nuovo locale ha preso il posto dello
storico bar "Fra' Canapa" famoso per il suo karaoke. Il problema nasce
dal fatto che il pub fa musica all'aperto: un'attività vietata dalla sua
licenza, come ufficializzato nell'ordinanza di chiusura emessa dal sindaco
Alessandro Montagnoli pochi mesi dopo l'arrivo della nuova gestione. Un
sopralluogo dei vigili urbani aveva infatti verificato le disparità nella
denuncia di inizio attività. Ma il locale riaprì alcuni giorni dopo riprendendo
- secondo l'accusa dei residenti - con la discoteca all'interno e l'"happy
hour" all'esterno. La conseguenza: "Musica a tutto volume, viavai di
mezzi, sgommate e chiasso fino alle 4 del mattino", c'è scritto nei
diversi esposti. Non solo: "Sebbene ci sia il limite dei
( da "Arena.it, L'" del 07-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
OPPEANO. Esposti e
proteste dei residenti di un quartiere di Vallese per musica e schiamazzi
Locale fracassone? Le analisi tacciono Ancora ignoti i risultati del primo
controllo mentre il secondo è saltato perché il "Mime's" era in ferie
  Zeno Martini Un intero quartiere tenuto in
scacco da un locale e dalla burocrazia. Il primo è il "Mime's disco pub", accusato in una
serie di esposti inviati in municipio di costringere all'insonnia i residenti
delle vie Cimarosa, Bassa, Ponchielli e Peccana, a Vallese, con la musica ad
alto volume e gli schiamazzi dei suoi avventori. La seconda colpevole di
allungare i tempi dei controlli che avrebbero già dovuto stabilire se quel
locale è da considerarsi "fracassone" o meno. In attesa di nuove
puntate, intanto, il quartiere si gode le poche notti di calma derivate dalla
chiusura per ferie del "Mime's pub" che, per l'occasione, si è
trasformato in un cantiere per alcune manutenzioni. Il braccio di ferro, per la
verità, va avanti da due anni: da quando, cioè, il nuovo locale ha preso il
posto dello storico bar "Fra' Canapa" famoso per il suo karaoke. Il
problema nasce dal fatto che il pub fa musica all'aperto: un'attività vietata
dalla sua licenza, come ufficializzato nell'ordinanza di chiusura emessa dal
sindaco Alessandro Montagnoli pochi mesi dopo l'arrivo della nuova gestione. Un
sopralluogo dei vigili urbani aveva infatti verificato le disparità nella
denuncia di inizio attività. Ma il locale riaprì alcuni giorni dopo riprendendo
- secondo l'accusa dei residenti - con la discoteca all'interno e l'"happy
hour" all'esterno. La conseguenza: "Musica a tutto volume, viavai di
mezzi, sgommate e chiasso fino alle 4 del mattino", c'è scritto nei diversi
esposti. Non solo: "Sebbene ci sia il limite dei
( da "Sicilia, La" del 07-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Scerbature Marco
Nanì soddisfatto "Ottenuti risultati concreti" La giunta municipale
ha approvato ieri un provvedimento che segna una svolta nei criteri di
valutazione dei dirigenti. "Per la prima volta nella storia dell'Ente -
dichiara il sindaco, Giuseppe Nicosia - la giunta municipale di Vittoria ha approvato un provvedimento che segna una svolta nel rapporto con
la burocrazia e la
dirigenza del Comune, a conclusione di un iter che ha visto coinvolti nucleo di
valutazione e sindacati. Fermo restando il diritto inalienabile allo stipendio,
le altre due voci della busta paga dei dirigenti, indennità di posizione e
indennità di risultato, che prima venivano distribuite a pioggia, e in
maniera indiscriminata, senza tenere conto né dell'impegno, né dei risultati
concreti, subiranno sensibili variazioni. Lo stipendio sarà uguale per tutti i
dirigenti, ma le indennità varieranno secondo i criteri della meritocrazia e
dell'efficienza. Per quanto riguarda l'indennità di posizione, i criteri di
valutazione saranno legati a vari parametri quali la rilevanza del bilancio
gestito dal settore specifico, il numero dei dipendenti e degli uffici seguiti
dal dirigente, la complessità e l'approfondimento giuridico-amministrativo
delle tematiche trattate. Per quanto riguarda l'indennità di risultato, che
varierà da mille a 12 mila euro, questa dipenderà dagli effettivi risultati
conseguiti e dalle risposte che verranno date all'utenza e nei confronti degli
indirizzi programmatici dell'amministrazione. Sappiamo di avere una buona
dirigenza al comune di Vittoria e vogliamo valorizzare quelli che sanno
governare la macchina amministrativa e dare risultati concreti. Quelli che,
invece, non lavorano per soddisfare le esigenze della gente o lavorano senza
grandi risultati troveranno meno soldi in busta paga. Confido che questo porti
ad ottenere maggiori risultati positivi nell'attività amministrativa e che
comporti uno stimolo e un impegno maggiore. E' questo il primo obiettivo della
meritocrazia che premia chi lavora e ottiene risultati, mentre va a toccare la
tasca di chi risultati non ne dà".
( da "Sicilia, La" del 07-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Acireale. Ieri la
visita a sorpresa del direttore dell'Ausl3 "Un pronto soccorso tra i più
attrezzati" a.c.) È andata a buon fine l'interrogazione presentata lo
scorso 11 agosto dal consigliere comunale Pd, Nando Ardita, relativa ad una
incongruenza rilevata dallo stesso nelle date di convocazione di tre conferenze
di servizi del Suap (Sportello unico per le attività produttive). Ardita ha
richiesto al sindaco e ai responsabili dello Sportello di ben evidenziare la
data di affissione nella pubblicazione di manifesti informativi delle suddette
conferenze e il rinvio ad altra data delle stesse a cui è stata data pubblicità
con manifesti privi dei suddetti elementi. Il 2 settembre nella risposta
all'interrogazione, il dirigente coordinatore dello Sportello, Salvatore
Scibilia, ha dato ragione al consigliere; la nota informa infatti che "da
un'attenta lettura degli atti si è riscontrata un'incongruenza fra la data di
pubblicazione del manifesto e la data di pubblicazione all'Albo Pretorio".
Da qui la decisione di annullare le conferenze al fine di evitare eventuali
atti che avrebbero potuto invalidare le stesse. Accolta
anche un'altra richiesta avanzata dal consigliere: pubblicare anche sul sito
internet del Comune le convocazioni delle conferenze. "Insomma - ha
commentato Ardita - la vittoria della tanto vituperata burocrazia, che ha corretto con
prontezza un errore compiuto, sulla politica rimasta invece in silenzio".
( da "Stampa, La" del 07-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
La parola ai lettori
Le biglietterie Fs sono disorganizzate Lettere ed e-mail vanno inviate a:LA
STAMPA REDAZIONE DI SAVONA p.za Marconi, 3/6 - 17100 Savona Fax: 019 810.971,
e.mail: savona@lastampa.it Preghiamo i lettori di essere sintetici. I testi privi
di generalità, indirizzo e recapito telefonico non saranno pubblicati.Seguo con
attenzione gli articoli sui problemi delle Ferrovie e le lettere che arrivano
su questo tema. Se permettete aggiungo anche la mia, relativa ad una situazione
che si ripete ogni giorno alla biglietteria di Savona, ma anche a Finale ed
Albenga. Purtroppo per chi deve partire in fretta si trova davanti viaggiatori
che prenotano biglietti per il mese successivo o che fanno domande su orari per
partenze ed arrivi dei giorni successivi. Domanda: non si potrebbe creare uno
sportello a parte per questi signori e lasciare libero quello usato da chi
parte con premura? MARCO PARODI ALBENGA Risponde Gian Paolo Carlini: "In
alcune stazioni, come a Savona, esiste l'ufficio informazioni. In altre invece
i dipendenti delle biglietterie devono a volte rispondere a domande di
viaggiatori spesso inesperti. Bisogna aggiungere, a parziale difesa di
Trenitalia, che in ogni stazione esistono tabulati aggiornati sui treni
quotidiani e sulle loro fermate, ma per molti, specialmente per le persone
anziane la consultazione è difficile". Riaprono le scuole Una riflessione
Lasciamo che gli studenti raccolgano... l'attimo fuggente. Insegnare per far
crescere la Fantasia. Anche a Savona progetti vincenti? Un nuovo anno
scolastico sta per iniziare, con i suoi "se" e i suoi "ma".
Come sempre. E, come sempre, si inizia nella sfiducia: libri sempre più cari,
insegnanti a volte poco motivati, genitori a cui interessa solo la promozione
dei propri figli, alunni che si impegnano sempre meno. Inarrestabile
pessimismo, che del resto ci soffoca in questa società ultra moderna ma senza
"cuore", o qualunquismo da "quattro soldi"? Forse entrambe
le cose. Quello che manca in parecchie situazioni è l'insegnamento del
professore nel bellissimo film di anni or sono "L'attimo fuggente".
Si pensa, erroneamente, che lo studio sia solo leggere un libro ed imparare ciò
che su di esso c'è scritto. Il testo è solo un mezzo. Il resto deve venire da
quel momento... fuggente in cui docente e discente instaurano una visione
similare e si lasciano quasi inebriare dalla voglia del "sapere" e
del "conoscere", nella curiosità della ricerca. La scuola, diciamolo
francamente, non è mai piaciuta a nessuno... eppure ognuno di noi si ricorderà
di certe lezioni che "hanno lasciato il segno" proprio perchè in esse
si insegnava non una materia specifica, ma "l'arte del vivere" e
"il piacere dell'essere". Erano lezioni dove la fantasia ci portava
molto al di là del semplice studio, dove non c'era la necessità di studiare per
ripetere quasi a memoria la lezione imparata; ma la certezza che una
riflessione comune potesse far sì che fossiamo ("lanciati negli anni a
venire". No, non si tratta di programmazioni diversificate, ma di
frustrazioni che ci portiamo dentro. Burocrazia imperante,
nella scuola come in altri settori specifici. Registri da verbalizzare, voti da
certificare, riunioni logoranti da sviluppare. A Savona in quasi tutte le
scuole, si stanno svolgendo interessanti progetti sia sul territorio sia in
ambito pre-professionale.Si faccia in modo che possano essere divulgati,
arricchiti e discussi. Si formi una "Scuola degli alunni".
Un'esperienza molto valida. Grazie alle navi da crociera, abbiamo
settimanalmente un'affluenza di turisti che trascorrono qualche ora nella
nostra città. Perché non far sì che gruppi di alunni accompagnino i visitatori
a vedere e conoscere le bellezze della nostra città? Si otterrebbero due
risultati: maggior coinvolgimento degli ospiti e un impegno sociale da parte
dei più giovani; che oltre tutto verrebbero stimolati ad intercalarsi quali
"soggetti civili" nella propria realtà. Stimolazione, creatività e
fantasia: una miscellanea vincente. MAURO TERESIO CIARLO SAVONA.
( da "Virgilio Notizie" del 07-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Identità Nessuna
aria di nostalgia, non saremo ospiti in casa altrui postato fa da APCOM
ARTICOLI A TEMA Altri Mirabello (Ferrara), 7 set. (Apcom) - A Mirabello, per la
festa del tricolore di Alleanza nazionale, non c'è "nessun aria di
nostalgia" ma nemmeno un "clima di ultima festa". Anche perché
il progetto per la costituzione del Pdl sta andando avanti e il ruolo di An
all'interno del nuovo partito sarà determinante non da "ospiti in casa
altrui": a differenza del passaggio tra Msi e An (quando il partito di
Almirante dovette 'abbandonare' una parte dell'identità del Movimento sociale
italiano), ora nel Pdl "porteremo tutta la nostra identità". Ne è
convinto il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, reggente di An, oggi a
Mirabello per chiudere l'ultima festa del tricolore. "Non c'è ancora
questo clima da ultima festa - assicura La Russa - anche perché il prossimo
anno ci sarà, proprio qui a Mirabello, la prima festa del Pdl. Tredici anni fa
Fini a Fiuggi disse 'lasceremo la casa del padre per la casa di una nuova
famiglia'". Ora le cose son diverse: "Una cosa è certa: mai ospiti in
casa altrui - continua il ministro - e nessuno ci ha neanche mai provato a
chiedercelo. A differenza di Fiuggi questa volta, poiché i conti con la storia
li abbiamo già fatti, portiamo nel Pdl tutta la nostra identità. Anzi,
l'identità di An sarà trainante nel Pdl". Prima di affrontare i militanti
di An nell'ultimo comizio, La Russa aggiunge: "Il nuovo partito non deve
essere monoidentitario" e salva alcuni principi storici di An e alcuni
messggi ancora attuali di Almirante, come, spiega La Russa "il tentativo
costante di fare qualcosa per amore della propria patria" e la sua
"capacità di immaginare sempre qualcosa in avanti". "Vogliamo un partito leggero - aggiunge il reggente di An -
dinamico, con poca burocrazia, leggero che non vuol dire senza regole certe. Un partito senza burocrazia elefantiaca, capace di
rappresentare il territorio, ancorato a regole precise all'interno del quale
sono chiare le linee gerarchiche e i luoghi di decisione". Ora
occorre abbandonare, secondo La Russa, tutte le polemiche e proseguire con decisione
alla costituzione del nuovo partito: "Quest'estate ci sono state polemiche
tra me e Verdini (coordinatore nazionale di Forza Italia, ndr) ma erano tutte
invenzioni della stampa. Quello che conta è il vero confronto e il dibattito
serio iniziato l'altra sera a casa di Berlusconi e avviato a una conclusione
rapida. Ascolteremo tutte le istanze, c'è bisogno di moltiplicare i luoghi di
incontro e di confronto".
( da "Repubblica, La" del 08-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina VI - Napoli
LAVORIAMO TUTTI INSIEME PER CHI VIVE NEL DISAGIO LUIGI MEROLA H o letto con
grande attenzione, su "Repubblica" di alcuni giorni fa, la
riflessione del professore Fulvio Tessitore, già rettore dell'università
Federico II, persona di grande cultura e onestà intellettuale, da sempre aperta
al dialogo e al confronto. Certamente il tema della morte fisica è degno di grande
attenzione. Ma, mi chiedo con un po' di rammarico, perché dobbiamo sempre
dividerci tra credenti e laici sull'inizio della vita e sulla sua fine e non
possiamo invece lavorare insieme sempre di più sulla qualità della vita? Quello
che dovrebbe inquietarci tutti i giorni, quello che non dovrebbe dare pace alle
nostre coscienze di laici o cattolici è la difficoltà con cui tante donne e
tanti uomini vivono la loro esistenza. Proprio il professore Tessitore è stato
tra i primi che, con il nostro cardinale Crescenzio Sepe, ha aperto un
confronto vero sulla cultura, sulla condizione umana e sulla nostra città. Non
dimentichiamo, tra le tante occasioni di confronto, l'iniziativa voluta dallo
stesso arcivescovo di Napoli nel periodo dell'Avvento 2007, dal titolo:
"In dialogo con la città". Grandi esponenti della nostra cultura
napoletana come Erri De Luca, Aldo Masullo e lo stesso Tessitore, furono
invitati da Sepe a parlare ogni mercoledì in Cattedrale su alcune tematiche
della città, le cosiddette emergenze, i cui effetti continuano purtroppo ad
essere ben visibili a tutti, ogni giorno. Questo dobbiamo fare: continuare e
crescere nel dialogo, ma soprattutto lavorare insieme per questa umanità
sofferente. Ricordo sempre che quando ero parroco nella chiesa di Forcella,
molti mi chiedevano: ma quante anime fa la tua parrocchia? E io rispondevo:
anime? Io vedo e conto le persone: ci sono diecimila persone da amare e per le
quali dare la vita. Infatti ci sono tanti papà, come quelli che ho incontrato
nella fondazione istituita tempo fa, che hanno perso il lavoro e la loro
dignità. Ho incontrato tante mamme, in questi giorni, che sono venute già a
chiedermi aiuto, perché non riescono a comprare i libri per i loro ragazzi che
devono tornare a scuola. Occupiamoci della vita, quella "vera" come
ci ricorda Gesù nel Vangelo. C'è tanta gente che non riesce a fare la spesa, a
comprare le medicine per curarsi, tante famiglie disperate perché hanno perso
il lavoro, tanti immigrati che vivono privi di ogni diritto di cittadinanza.
Basta camminare per la città e ci accorgiamo che il mondo è diviso ancora tra
ville e baracche, tra potenti e indifesi. Ricordo la storia di quel tale che ha
perso tutto a causa di una serie di ingiustizie avvenute dopo aver acquistato
casa a Casalnuovo. Costruzioni vendute e apparentemente regolari, ma che di
legale non avevano proprio nulla. In tanti anni questo signore è stato vittima
di gravissimi reati e omissioni di doveri di ufficio. è un padre di tre figli,
felicemente sposato dal 1981. Ora si trova, dopo l'acquisto della casa, con una famiglia distrutta dalla burocrazia e dalla lentezza della giustizia, che gli fa perdere
l'abitazione. Oggi vive nella disperazione e nell'abbandono. La Chiesa di
Napoli è chinata su questi problemi e sulle difficoltà della sua gente. Quel
bacio alla terra di Scampia che il nostro arcivescovo, appena arrivato a
Napoli, volle dare, è il segno visibile di una comunità che tutta
insieme vuole servire questa umanità. Incontriamoci e uniamo i nostri sforzi
con tutti quelli che, pur non avendo una fede, vogliono lavorare per l'uomo.
Alla fine della nostra vita Gesù ci chiederà soltanto se lo abbiamo servito e
amato negli ultimi di questa terra: malati, carcerati, affamati e null'altro.
( da "Repubblica, La" del 08-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina X - Milano Il
consiglio Ughi: "Aiutiamo la musica e investiamo sui giovani" Alla
Moratti suggerisco di rifare la Sala Verdi del Conservatorio: via la moquette
per migliorare l'acustica All'Auditorium per MiTo "Qui il pubblico è
competente ma i problemi sono tanti" LUIGI DI FRONZO Polemista nato,
corrosivo e passionale nelle sue arringhe contro il malcostume musicale in
Italia, Uto Ughi lo è da sempre. Sessantaquattro anni, il violinista lombardo
che debuttò quando ne aveva sette al Teatro Lirico per poi studiare fra l'altro
con George Enescu fra Parigi e Siena, iniziando un'impressionante carriera
internazionale di solista con un nobile e aristocratico gusto classico (mai
un'escursione nel secondo Novecento o nel primo barocco con taglio filologico,
né tantomeno nell'aborrita musica di confine) non ha mai smesso di polemizzare.
Domani sera si riaffaccia nel prediletto Auditorium della Verdi ("lì
almeno la qualità della sala è buona") su un programma di amabile eleganza
che filtra il Settecento di Mozart (Divertimento K 138, Concerto K 216), Viotti
(Concerto n.22) e Haydn (Sinfonia in re maggiore) scavato fra i leggìi della
Wiener Kammerorchester. Maestro Ughi, è servito a qualcosa denunciare in
televisione (anche da Fazio in "Che tempo che fa") tutti i problemi
della musica in Italia? "Più che polemizzare io cerco di mettere l'accento
sul futuro della cultura e della musica, risveglio l'attenzione su alcune
questioni: l'acustica dei teatri (ora stanno rifacendo il San Carlo a Napoli,
speriamo in bene), lo scioglimento delle grandi orchestre partito dai complessi
della Rai (Tokyo ha 15 orchestre, la Germania 150) e l'educazione nelle scuole.
Quando si semina in genere i risultati non arrivano subito, ma più tardi: io mi
auguro che a furia di battere certi argomenti, qualcosa si muova. Ho anche
suggerito a Fabrizio Del Noce di fare qualcosa su Raiuno, così a giugno una
troupe della Rai mi ha seguito durante i concerti, e io ho potuto spiegare i
brani prima di suonarli. Sono piccole gocce nel mare, ma senza di queste ci
sarebbe il vuoto assoluto". Se a Milano il sindaco Moratti le affidasse un
ruolo nell'assessorato alla cultura, da dove partirebbe il suo lavoro? "Se
fosse una consulenza l'accetterei perché non ho mai dato un colore politico
alle mie battaglie. Forse partirei dalla Sala Verdi del Conservatorio, il cui
restyling di qualche anno fa ha peggiorato l'acustica del 50%. Non ci vorrebbe
molto a porvi rimedio, basterebbe togliere i
( da "Unita, L'" del 08-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Maurizio Chierici
Commenti Betancourt in Italia Mentre scrivo, Ingrid Betancourt sta parlando in
teleconferenza dal palazzo di Vetro delle Nazioni Unite. L'Unesco l'aveva
invitata a Parigi ma Ingrid ha lasciato l'Italia per andare a New York.
Melanie, la figlia, è sotto esami: la immagina nervosa come ogni ragazza sui
libri prima delle domande. Adesso che può non la lascia sola. Frequenta la
stessa università di Martina, ragazza grande di Veltroni; abitano nello stesso
quartiere. Durante la cena familiare (famiglia Betancourt, famiglia Veltroni,
Lella e Stefano Angelini, amici che la accompagnano ovunque) Ingrid scopre che
le ragazze vivono vicine senza conoscersi. Chiede telefono e indirizzo. Le
riunirà per sentirle parlare. I cinque giorni italiani sono
finiti a Pisa nella burocrazia che le compagnie americane impongono dopo l'11 settembre. Sul
suo passaporto francese (come nel pass di ogni altro paese Ue) manca
l'indirizzo della residenza. C'è solo la città. Ingrid sperduta: "Non so
cosa dire... ". Si aggrappa alla madre che fa il nome della strada di
Parigi dove abita Astrid, l'altra figlia di Yolanda. I controllori
tranquillizzano: "Non si preoccupi, signora. La conosciamo bene. Sapesse
quanto abbiamo sperato. Adesso è qui... ". Prima di infilarsi nell'aereo
parole d'addio: "Ho visto tante gente, ho ricevuto tanto affetto. È stato
come se qualcuno avesse appoggiato un ramo di fiori sul mio cuore. Ne avevo
bisogno, lo porterò sempre con me". La sera dell'arrivo a Roma si
preoccupava per le domande, sempre le stesse, e per quello stringersi attorno
fino a soffocarla mentre i servizi invisibili francesi e nostrani sgomitavano
per farla respirare. Ingrid pallida, Ingrid dagli occhi bassi. L'ossessione del
pericolo a volte ritorna. Ha attraversato Roma, Firenze Pisa come straniera che
riscopre un mondo un po' perduto e un po' sconosciuto. In un angolo del palazzo
della Provincia di Roma, Giuliana Sgrena si scioglie dal lungo abbraccio con
l'affetto di chi ha provato lo stesso smarrimento quando è tornata. "Vuoto
che non passa mai. A volte la gente non capisce. Dopo tanto tempo, davanti a un
foglio bianco, può ancora succedere di non trovare le parole". segue a
pagina 25.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
08-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Provincia di Sassari
Pagina 7024 Porto Torres. Cinque mesi di proteste non sono serviti a nulla I diportisti
senza un attracco Porto Torres.. Cinque mesi di proteste non sono serviti a
nulla --> Il pontile adagiato in banchina invece che sull'acqua manda su
tutte le furie i diportisti sfrattati dallo scalo. Cinque mesi di proteste,
lettere, manifestazioni e scioperi in mare non sono serviti
a smuovere le acque della burocrazia. Eppure la soluzione per far rientrare in porto le barche
sarebbe a portata di mano: dall'inizio di agosto i blocchi di un nuovo dente
d'attracco, che diventerà parte integrante del porto turistico in costruzione,
poggiano sul molo di cemento anziché sul mare. "Basterebbe che
qualcuno decidesse di dare il la ai lavori senza aspettare che le imbarcazioni
si sciolgano al sole. È un mese che blocchi e lastre del pontile sono in bella vista,
ma nessun politico sembra essersene accorto. E intanto le nostre barche,
soprattutto quelle in legno, marciscono nell'indifferenza", afferma Angelo
Dedola, portavoce dei pescatori del tempo libero. Da oltre 150 giorni una
cinquantina di diportisti si sta battendo per rientrare nello scalo. Erano
stati allontanati poco prima dell'avvio del cantiere adiacente alla sede della
Capitaneria. Dopo le prime proteste per lo sfratto il Consiglio comunale aveva
rassicurato tutti: il problema era facilmente risolvibile e in già ad aprile si
sarebbe provveduto alla posa di un attracco provvisorio nell'area della piccola
pesca. In realtà non è mai successo nulla e nel frattempo la patata bollente è
passata nelle mani dell'autorità portuale, facendo quasi tirare un sospiro di
sollievo agli amministratori turritani. I diportisti hanno protestato con
striscioni sotto il Comune, inviato lettere alla sede centrale dell'authority a
Olbia, manifestato in mare. Ora giurano che la battaglia proseguirà, e a essere
presa di mira sarà come sempre l'amministrazione. "L'ente di un paese a
noi vicino è stato più lungimirante. Come mai?", dice Dedola, srotolando
un documento che proviene dall'Ufficio tecnico del Comune di Stintino. Anche il
piccolo paese sul Golfo ha dovuto procedere a lavori di ristrutturazione del
porto turistico. Ma lì il posto ai diportisti in un pontile di riserva è stato
trovato immediatamente, con una spesa una tantum tutto sommato contenuta: 180
euro per un approdo straordinario che a Porto Torres è ancora un miraggio. S.
S.
( da "Adige, L'" del 08-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il festival Parla il
cinese Willy Tsao, grande protagonista di "Oriente Occidente" con tre
appuntamenti "La mia danza per la libertà" ELENA FRANCESCHINI
ROVERETO - Già nel nome, Willy Tsao, unisce l'oriente con l'occidente. E anche
se ad Hong Kong l'usanza di scegliere un nome dell'ovest esiste per facilitare
la memoria di tutti, con Willy Tsao segna quasi l'inizio scritto di un destino
di vita. Infatti, per mestiere, ha scelto di promuovere la danza moderna, arte
con forti radici in Europa e in America, e di mescolarla con l'universo
creativo cinese. Con grandissima forza d'animo, inoltre, ha ribaltato forzature
politiche catalogando opere coreografiche sparse nel tempo e oppresse dalla
rivoluzione culturale per riportarle ai giorni nostri. L'abbiamo incontrato a
Rovereto, ospite di "Oriente Occidente" con tre appuntamenti, questo
formidabile direttore di compagnie che dallo sguardo e dall'affabulazione fa
trasparire un entusiasmo non comune per il suo lavoro tanto che, con mente un
po' retorica, viene da chiedergli cosa lo renda felice sapendo che la risposta
rientra di sicuro nel mondo della danza. Infatti, al momento della domanda,
s'illuminano gli occhi e afferma: "In Cina ci sono ottimi danzatori ma
pochi registi e direttori, così penso di fare qualcosa di utile. Mi interessa
inoltre promuovere la libertà d'espressione perché nel momento in cui tutti
possono esprimersi anche la danza verrà compresa meglio e con questo lavoro di
divulgazione la mentalità è già cambiata. Per esempio, prima da noi si pensava
che ci fosse solo un modo corretto di fare danza. Adesso si pensa che qualsiasi
modo vada bene e questo cambiamento mi dà molta soddisfazione". La storia
di questa evoluzione deve quindi molto a Willy Tsao che negli anni Novanta ha
cominciato a fare delle audizioni nelle scuole di danza cinesi scegliendo tra
danzatori formati all'opera tradizionale, ai balli folcloristici e anche al
balletto classico visti i rapporti politici di un tempo con la quella che era
l'Unione Sovietica. Nel '95 fonda la compagnia presente il 9 settembre al
teatro Sociale di Trento, la Guangdong Modern Dance Company, nel'99 ne diventa direttore poi "siccome in Cina c'è molta burocrazia - prosegue Tsao - nel 2005
passa una legge che permette di creare delle formazioni indipendenti così ho
fondato anche il gruppo Beijing dance/Ldtx e la City Contemporary Dance Company
di Hong Kong, gli altri due gruppi proposti dalla rassegna. Penso a
queste compagnie come a formazioni collettive, dove ognuno è coreografo e anche
danzatore e chiedo a tutti anche di essere flessibili verso quello che vuole il
coreografo. A volte, quando i soldi lo permettono, chiamiamo anche degli
artisti da fuori come lo stilista Zhao Jiapei per "The Cold
Dagger"". Se sabato, al Melotti, abbiamo visto appunto "The Cold
Dagger", un gioco a dama cinese dove tra mosse all'ultima sfida vengono
messe in scena le regole del gioco che sono anche una metafora della vita con
"All River Red" arriva l'occasione di prendere un classico del
moderno come la "Sagra della primavera" di Stravinskj per allestire
l'oppressione del regime, con le bandiere rosse d'epoca comunista che si
trasformano in bavagli per l'artista in cerca della propria liberazione. Domani
(ore 21, teatro Sociale di Trento) sarà il turno della compagnia Guangdong che
nel suo collettivo di coreografi oltre allo stesso Willy Tsao e Liu Qi trova
anche Sang Jijia, artista che ha lavorato per la favolosa compagnia di Forsythe
ed è "anche il primo danzatore di contemporaneo tibetano della
storia". E la specificazione arriva proprio da Willy Tsao, accompagnata da
quella soddisfazione e senso di felicità che lo anima quando riesce a muovere
qualcosa di nuovo nell'universo danza. Frattanto, oggi, toccherà all'Angika
Dance Company che con "Ether" e "Bhakti" (ore 21,
Auditorium Melotti di Rovereto). 08/09/2008.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 08-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-09-07 - pag: 3 autore: Il videomessaggio di
Napolitano "L'Europa vinca gli scetticismi" Emma Farnè L'Unione
europea ha bisogno di una politica estera e di sicurezza comune e classi
politiche nazionali che sappiano spiegare le sue potenzialità. Davanti ai
grandi dell'economia riuniti a Cernobbio, il presidente della Repubblica,
Giorgio Napolitano, ha lanciato un monito, in un discorso in teleconferenza dal
Quirinale. Un intervento che poteva apparire "sproporzionato ", ha
detto Napolitano. è stata invece l'occasione per sottolineare la necessità di
portare avanti l'integrazione europea, rallentata dall'euroscetticismo. Di cui
la bocciatura degli irlandesi del Trattato di Lisbona è solo l'ultimo segnale.
"Nei nostri Paesi si è discusso un certo euroscetticismo", ha sottolineato
il capo dello Stato. "A questo fenomeno c'è una risposta semplice o
semplicistica ", quella che attribuisce all'Europa l'incapacità di
"rispondere alle esigenze dei cittadini ". Una risposta troppo
facile, perché "by-passa la responsabilità politica che i dirigenti e la
classe politica dei Paesi membri devono avere". Proprio a quella classe
politica e dirigenziale, in parte riunita sul lago di Como, il presidente della
Repubblica chiede di "parlare ai cittadini, per spiegare cosa è stata e
quali sono le potenzialità dell'Europa". Nel 2005, Francia e Olanda
avevano affossato il progetto di Carta costituzionale, diventato poi a dicembre
dello stesso anno un più semplificato Trattato di Lisbona. Bocciato pure
questo, dagli irlandesi. "Può essere forte l'Ue se il dissenso anche di un
solo Stato membro suscita il timore di una paralisi?", ha chiesto il
presidente della Repubblica. "Si può prospettare un'integrazione
differenziata, pensando a una cooperazione rafforzata tra i Paesi che possono
avere un passo più spedito". La regola dell'unanimità "anche nei
campi in cui è rimasta un tabù, a cominciare da quello della definizione e
ratifica di nuovi Trattati, è un'interrogativo tutt'altro che nuovo ".
Anche la classe politica deve quindi fare la sua parte. "Bisogna dire
chiaro ai cittadini che tutte le scelte vengono fatte con il concorso dei
Governi e del Parlamento europeo. Basta, usare l'Europa come alibi ". Un
monito che si ripete. Già tre mesi fa Napolitano lo aveva sottolineato:
"Troppi Governi - aveva detto agli Stati generali a Lione - hanno
dissimulato le posizioni in sede europea, chiamando in
causa la burocrazia di
Bruxelles come capro espiatorio per coprire le loro responsabilità". Il
presidente della Repubblica ha anche ribadito la necessità di un ruolo
dell'Europa in politica estera. "Nel momento attuale l'accento non può non
cadere sull'assoluta e impellente necessità di un effettivo protagonismo
europeo sul piano internazionale e di un'accelerazione verso una
politica estera e di sicurezza comune europea ", ha sottolineato
ricordando la crisi georgiana. Una crisi che "molto ci preoccupa", ha
detto Napolitano. "Si è riusciti al di là di meno rosee e realistiche
previsioni a esprimere una posizione unanime, ma le tensioni non sono mancate e
restano abbastanza visibili ". "In particolare - ha aggiunto
Napolitano - sul tema di un costruttivo equilibrio fra critica e pressione per
il rispetto da parte della Federazione russa di principi e impegni
irrinunciabili e nello stesso tempo conferma arricchimento, rilancio della
cooperazione fra Ue e Russia, così come fra Nato e Russia a fini di sicurezza
comune su scala paneuropea ed euroatlantica". Non ci si può "affidare
a una accorta mediazione in sede di Consiglio europeo quando scoppia una crisi
acuta". Serve perciò "un solo responsabile in seno all'Unione, come
prevede il trattato di Lisbona". LA PREOCCUPAZIONE Il capo dello Stato sui
no di Irlanda, Olanda e Francia: non è credibile un sistema in cui singoli
Paesi possano suscitare rischi di paralisi.
( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del
08-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore del lunedì
sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-09-08 - pag: 18 autore: Agevolazioni/2.
Bando online promosso da Bruxelles Burocrazia snella, la Ue
premia le idee vincenti Anna Zavaritt Un premio alla migliore idea per lo
snellimento burocratico. è solo l'ultima iniziativa del team di lavoro ( High
level expert group) presieduto da Edmund Stoiber, che ha il compito di
coordinare e monitorare l'attuazione del Programma d'azione per la riduzione
degli oneri amministrativi. Il "Best idea for red tape reduction award"
– che verrà presentato ufficialmente settimana prossima a Bruxelles ( lunedì 18
settembre) – cerca buone idee inedite per ridurre la burocrazia.Le
proposte sarannovalutate in funzione dell'originalità e del grado
d'innovazione, della fattibilità (realizzazione più o meno semplice e veloce),
del potenziale di snellimento (quanti sforzi saranno risparmiati alle imprese),
della trasferibilità delle possibili soluzioni ad altri settori e altri Stati
membri,con un'ottica europea. Il concorso è aperto a tutti: dai singoli
cittadini alle imprese, dalle associazioni di imprese agli enti pubblici e alle
organizzazioni senza scopo di lucro. è sufficiente compilare il modulo della
consultazione online sulla riduzione degli oneri amministrativi, entro il 31
gennaio 2009. Iniziata nell'ottobre 2005, la strategia di semplificazione del
contesto normativo è stata rilanciata dal "Programma d'azione per la
riduzione degli oneri amministrativi nell'Unione europea ", che si è posto
l'obiettivo di ridurre i costi amministrativi del 25% entro il 2012, con un
beneficio stimato dell'1,5% del Pil della Ue, grazie a sinergie positive per
circa 150 miliardi di euro. Gli sforzi sono concentrati su progetti di
particolare utilità per le parti interessate, quali le piccole e medie imprese
o i singoli imprenditori, che troppo spesso devono far fronte a una quantità
eccessiva di prescrizioni. Il team di lavoro presieduto da Stoiber ha
chiaramente identificato nella semplificazione e nell'armonizzazione del
diritto societario e contabile uno dei principali snodi per la crescita
economica delle imprese targate Ue. In base a un'analisi pubblicata prima
dell'estate,i benefici per le piccole e micro imprese con meno di 10 addetti e
un fatturato inferiore al milione di euro – che il gruppo d'esperti stima siano
circa l'86% del totale delle imprese europee – sarebbe nell'ordine dei 5,7
miliardi di euro. Commentando la prima analisi dello stato di avanzamento del
programma, GÜnther Verheugen, vicepresidente della Commissione europea, ha
sottolineato che già all'inizio del 2007 è stata formulata una prima serie di
azioni rapide "che rappresentano un risparmio stimato di 1,3 miliardi di
euro per le imprese e la metà delle quali sono già state tradotte in testi
legislativi, adottati in tempi record ". Seicentomila società per azioni,
per esempio, non dovranno più commissionare costose relazioni d'esperti sui
progetti di fusione o di divisione di piccole imprese. Più di 300mila
trasportatori non saranno più tenuti ad avere documenti di trasporto distinti.
Si tratta di modifiche molto circostanziate, che - Bruxelles ne è convinta -
nel loro insieme faranno la differenza. http://ec.europa.eu/
enterprise/admin-burdens-reduction/ form_it.htm I REQUISITI Le proposte saranno
valutate in base al grado di originalità e al livello di innovazione.
( da "Tempo, Il" del 08-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Stampa La riforma
federalista sembra giungere in porto sotto la ... La riforma federalista sembra
giungere in porto sotto la spinta della Lega che ne ha fatto l'obiettivo
centrale della sua partecipazione al governo Berlusconi. Lasciando finalmente
stare slogan retorici tipo "Roma ladrona", il ministro Roberto
Calderoli ha proposto uno schema di federalismo fiscale, discusso con i
rappresentanti degli enti locali, che dovrebbe entro breve essere affrontato da
governo e parlamento con legge delega. Al di là dei pregiudizi ideologici che
non aiutano mai a comprendere la realtà - i centralisti contro i
decentralizzatori, gli statalisti contro i regionalisti, i padani contro i
romanocentrici …. - è opportuno capire cosa effettivamente significhi la
proposta di cui si è avuta notizia. In verità, il testo reso noto è alquanto
barocco e di difficile comprensione per i non addetti ai lavori, per cui c'è il
pericoli che vi siano annidate norme di ambigua interpretazione. Al di là della
macchinosità, il nostro giudizio sullo schema si basa su un criterio semplice e
chiaro. Se la riforma introduce una complicazione delle
strutture amministrative, se vi saranno più tasse, se aumenterà la burocrazia pubblica e diminuirà la
responsabilità degli amministratori locali e regionali, allora si tratta di un
cambiamento in peggio, molto peggio. segue a pag. 21.
( da "Corriere della Sera" del 08-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-09-08 num: - pag: 13 categoria:
REDAZIONALE Il rinvio E nel Pdl "salta" la prima festa unitaria
MILANO - Slitta al
( da "Corriere della Sera" del 08-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-09-08
num: - pag: 25 categoria: BREVI Interventi e Repliche Burocrazia, impiegati e
carico di lavoro La battaglia contro i fannulloni nel pubblico impiego ha
determinato un calo delle assenze per malattia del 37%. La seconda fase
prevederà la valutazione del merito misurato prendendo a riferimento capacità e
rendimento. Tuttavia, parte dei dipendenti pubblici ha da fare poco,
nulla o qualcosa di inutile non per propria svogliatezza ma a causa di una
cattiva ripartizione del carico di lavoro, sia qualitativo che quantitativo,
tra le varie unità organizzative e posizioni organiche. La conseguenza
paradossale è che se tali dipendenti dimostreranno di fare al meglio quel poco,
quel nulla o di inutile avranno diritto a un premio di produttività nella
massima misura ipotizzabile, anche se, di fatto, il loro rendimento sarà scarso
e inferiore alle loro potenzialità. Sarebbe pertanto necessario misurare
scientificamente il carico di lavoro assegnato a ogni dipendente comparandolo a
quello di tutti gli appartenenti alla stessa categoria, per poi distribuirlo
equamente, anche al fine di uniformarne le retribuzioni base e i criteri di
attribuzione dei premi di produttività, oltre ad abolire i privilegi di cui alcuni
godono ingiustificatamente. Così si avrebbe modo di constatare che alcuni enti
sono inutili e dovrebbero essere soppressi, più organi svolgono funzioni
analoghe e bisognerebbe accorparli e in molte unità organizzative operano
troppe persone in relazione al volume di lavoro. A tale scopo, occorrerebbe che
il personale potesse essere spostato dai settori meno produttivi a quelli ove
si registrano carenze. Quello in esubero potrebbe, ad esempio, essere impiegato
in semplici controlli all'evasione fiscale, quali l'emissione degli scontrini e
la registrazione delle locazioni, nonché nella lotta al lavoro nero e
all'abusivismo commerciale. Soluzioni simili eviterebbero di alimentare
sentimenti di frustrazione in soggetti capaci e volenterosi. Qualora tale via
non fosse praticabile, si potrebbero comunque riformare o snellire le strutture
esistenti ponendo il personale in eccesso in sovra-organico, ricorrendo al
tele-lavoro e prevedendo pre-pensionamenti. In definitiva, è auspicabile che il
merito sia valutato tenendo presente che un efficiente apparato pubblico
orientato ai risultati è una risorsa per lo sviluppo d'ogni Paese. Infatti, il
motivo principale per cui molti stranieri non investono in Italia, pur avendone
possibilità e voglia, è l'eccessiva farraginosità della nostra burocrazia. Paolo De Maria Tenente Colonnello dei
Carabinieri Ufficio Relazioni Internazionali dello Stato Maggiore Difesa Viaggi
in treno: controllo dei biglietti Un lettore raccontando di un suo viaggio su
un treno regionale Venezia–Bologna ( Corriere, 27 agosto) lamenta l'assenza del
capotreno, impegnato ad affiancare il macchinista in cabina di
guida.Innanzitutto, ci teniamo a precisare che Trenitalia (Gruppo Fs) è
l'ultima azienda di trasporto ferroviario rimasta, non solo in Italia ma anche
in Europa, ad avere ancora due macchinisti alla guida dei propri treni, pur
adottando sistemi tecnologici all'avanguardia nel mondo: ammontano a 4,4
miliardi di euro, lo ricordiamo, gli investimenti delle Fs in materia di
sicurezza degli ultimi 3 anni. L'entrata a regime di tali tecnologie e il venir
meno di vincoli normativi e regolamentari hanno consentito di avviare un
confronto, tuttora in corso, tra il Gruppo Fs e le organizzazioni sindacali sul
nuovo equipaggio ad agente solo. Per quanto riguarda il controllo dei
biglietti, oltre a sensibilizzare i viaggiatori affinché acquistino il
biglietto prima di iniziare il viaggio, Trenitalia rafforza periodicamente i
controlli sia a bordo treno sia in stazione con "campagne
antievasione" mirate, su tutto il territorio nazionale. Sono ben 15, ad
esempio, i milioni di euro relativi all'incremento delle vendite di biglietti
nel 2007, aumento riconducibile ai controlli serrati effettuati dall'Azienda in
vari periodi dello scorso anno. Federico Fabretti Direttore Centrale Relazioni
con i Media Ferrovie dello Stato.
( da "Corriere della Sera" del 08-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Focus Vuota - data: 2008-09-08 num: - pag: 10 categoria:
REDAZIONALE Le cifre 750 mila cittadini Usa, 50 mila britannici, 40 mila
italiani: sono i malati che scelgono ospedali lontani da casa Le
specializzazioni In Tunisia per la chirurgia estetica, in Spagna o in Turchia
per la fecondazione: tutte le destinazioni I pazienti senza frontiere Boom
mondiale del turismo sanitario Cure odontoiatriche: 20 mila all'estero S ono i
pazienti senza frontiere. Per curarsi i denti vanno in Romania o in Croazia,
molti in Ungheria. Per i ritocchi estetici preferiscono la Tunisia. Se
l'intervento è delicato - magari al cuore o alle articolazioni - la
destinazione diventa più esotica: Thailandia, Costa Rica, India, Caraibi. E via
così: medicina low cost e belle spiagge, strutture all'avanguardia e parcelle
meno salate di quelle degli ospedali di casa. è il turismo medico, quello che
spinge milioni di persone a mettersi in viaggio verso Paesi che garantiscono
cure di qualità a prezzi ridotti. Il fenomeno esiste già da qualche anno ma è
solo adesso che si avvia a diventare di massa. Merito soprattutto degli
americani: un esercito di pazienti orfani di un sistema sanitario pubblico e
sempre più in difficoltà di fronte ai costi delle assicurazioni private (45
milioni di loro hanno rinunciato ad averne una) pronto a prendere il largo per
difendere la propria salute. Secondo una ricerca della società di consulenza
Deloitte, il numero di cittadini Usa che si sottopongono a cure mediche
all'estero (750 mila lo scorso anno) è destinato a raggiungere i sei milioni
entro il 2010 e i 10 milioni entro il 2012. Un boom che renderà la sanità
sempre di più una questione globale, con conseguenze sia in patria che
all'estero. A cominciare dai soldi: sempre secondo Deloitte, infatti, da qui al
2012 questo mega esodo potrebbe fruttare ai paesi in via di sviluppo - Asia in
testa - qualcosa come 21 miliardi di dollari all'anno. Una manna per le
cliniche dei paesi emergenti, un colpo duro da incassare per il sistema sanitario
Usa. In Europa il trend è più contenuto, grazie all'assistenza statale, ma il
miraggio della medicina low cost comincia a piacere: nel 2006, ad esempio,
quasi 50 mila cittadini britannici hanno preso armi e bagagli e speso qualche
milione di sterline visitando le cliniche di Turchia, India e Ungheria. E se il
risparmio è l'attrattiva principale per i degenti globe trotter (secondo le
stime dei consulenti di Deloitte in media i trattamenti all'estero costano il
15% del prezzo che un americano pagherebbe in patria per lo stesso intervento)
non mancano altri fattori di scelta, primo fra tutti l'abbattimento dei tempi
di attesa. In generale sono 4 su cento gli europei che si vanno a curare
all'estero, ma sono più della metà quelli che vorrebbero farlo (destinazione
Stati Uniti e centri d'eccellenza europea) senza riuscirci: troppa burocrazia per avere un rimborso, pochi soldi per andare all'estero
pagando. Nonostante questi ostacoli, il nostro servizio sanitario spende 35 milioni
di euro all'anno per gli italiani che si fanno curare in altri Paesi europei,
150 milioni se si aggiungono le cure agli italiani residenti all'estero e
quelle necessarie per i turisti. In generale, la prima molla per
l'espatrio sanitario sono le liste d'attesa: troppi 420 giorni per operarsi
alla prostata o un mese per una Tac. La seconda è rappresentata dai prezzi per
prestazioni che anche in Italia sono a pagamento, come la cura dei denti e la
chirurgia plastica a fini estetici (complessivamente sono stimati in 40 mila
gli italiani che nel 2007 sono andati all'estero a curarsi senza chiedere poi
alcun rimborso). La terza motivazione: usufruire di tecniche
"vietate" nel nostro Paese: la legge sulla fecondazione artificiale
ha aperto autostrade verso centri americani ed europei, ovviamente a pagamento
e quindi limitatamente a chi se lo può permettere. Illegale comprare gli organi
da viventi, per esempio un rene: l'India è una meta per questo tipo di
interventi. Ma non solo, perché a convincere ai viaggi terapeutici è anche la
qualità: se trattamenti estetici e cure dentistiche sono state l'avanguardia
del turismo sanitario (con pacchetti all inclusive di viaggio più soggiorno più
trattamento proposti dai numerosi siti e agenzie turistiche specializzate),
oggi il livello di strutture e personale di molte cliniche dei paesi emergenti
è tale che sottoporsi qui ad un'angioplastica o ad un'isterectomia non mette
più paura. La vera qualità è però quella che spinge verso centri d'avanguardia
per trattamenti o non praticati in Italia o non fatti al meglio. Le mete
dell'eccellenza: l'ospedale Saint Louis di Parigi per le leucemie,
l'Hammersmith di Londra per i linfomi, l'Unfallklinik di Hannover (Germania)
per la traumatologia e la chirurgia ricostruttiva delle articolazioni e del
bacino, l'università di Rotterdam in Olanda per gastroenterologia ed epatologia
(trapianti ed epatiti virali croniche), Hautepierre a Strasburgo per le
malattie rare, Villejuif in Francia per fegato e vie biliari, l'Erasme a
Bruxelles per la sterilità, Creteil in Francia per le malattie virali e
batteriche, il Gustave- Roussy a Parigi per l'oncologia e la pediatria e il
Saint Luc di Bruxelles per i trapianti di ogni tipo. Queste le mete in Europa.
Numerose anche quelle negli Stati Uniti, alcune storiche: Majo Clinic,
Pittsburgh, J. Hopkins, Sloan Kattering e Mount Sinai, Miami per i trapianti di
cellule pancreatiche… e così via. Anche in Italia qualcuno viene: sono 600 mila
gli euro che lo scorso anno pazienti stranieri hanno lasciato nelle nostre
casse sanitarie. Ancora troppo poco, ma c'è chi si sta attrezzando per divenire
attrazione: certo occorre investire per promuovere i nostri centri
d'eccellenza. Gli inglesi avevano scelto la cardiochirurgia del Niguarda a
Milano per smaltire le loro liste d'attesa, ma poi si sono orientati verso la
Germania. Una curiosità: la Campania è al primo posto per l'espatrio dei
pazienti, non solo all'estero. Poi ci sono la Sicilia e il Lazio. Il turismo
sanitario, in Italia, avviene anche da Regione a Regione. La Lombardia cura un
30 per cento di extraregionali. I motivi sono vari: dalle liste d'attesa ai
rimborsi che ricevono per le varie prestazioni i medici (i Drg, che variano da
Regione a Regione). Il mercato della sanità è comunque in continua espansione.
E i privati investono, non più solo gli americani. Il Bumrungrad hospital di
Bangkok, un gigante del turismo medico, che nel
( da "Basilicanet.it" del 08-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
LAPENNA (PDL) SU
MANCATA UTILIZZAZIONE FONDI POR 2000-2006 08/09/2008 13.35.54 [Basilicata]
(ACR) - I fondi destinati dallâ??Unione europea ai Por (Programmi operativi
regionali) per gli anni 2000-2006 dovranno essere spesi entro il 31 dicembre,
altrimenti torneranno al mittente. Lo ricorda in una nota il consigliere
regionale Sergio Lapenna (Fi-Pdl), precisando che â??la regione Molise è¨
risultata la più¹ virtuosa nellâ??utilizzazione delle risorseâ?,
mentre â??la Campania quella che ha speso meno e in mezzo si trova la
Basilicata, con 264 milioni di euro da spendere pari al 15,5 per cento fondi
stanziati, ma congelati dalla politica e dalla burocraziaâ?.
â??I contabili dello Stato â?" dichiara Lapenna â?" hanno sollecitato
le Regioni del Meridione ad investire i fondi europei rimanenti che, in caso
contrario, prenderanno la strada del ritorno e rientreranno nelle casse di
Bruxelles. Spesso la burocrazia e la cattiva gestione determinano il paradosso di
avere tanti soldi e non sapere come spenderli, soprattutto in una regione come
la nostra che ha la necessità di nuovi interventi e nuove strategie di
sviluppo, segno evidente di una inefficienza nella programmazione e soprattutto
nellâ??attuazione dei programmi di sviluppo. Infatti, i dati confermano, ancora
una volta, un nuovo indebolimento dellâ??economia lucana, poiché© ancora
persistono i problemi strutturali di competitività dellâ??apparato
produttivo. La Basilicata propone una disomogeneità del quadro economico
e una difformità tra le aziende locali, una situazione che, fino ad oggi,
nonostante la molteplicità delle risorse spese, non è¨ stata ancora
affrontata, soprattutto in termini di qualità di interventi, poiché© la
Regione pur spendendo la maggior parte delle risorse disponibili, evidentemente
non lo fa nella maniera più¹ appropriata. Infatti, gran parte dei costi è¨
assorbita dal funzionamento dellâ??apparato burocratico che gestisce il sistema
dei finanziamenti ed è¨ proprio lì¬ che si registrano i maggiori sprechi.
Inoltre, nel Por 200-2006 le risorse complessive sono state innalzate di circa
un terzo rispetto al programma iniziale, ma la Regione non ha saputo beneficiarne,
imputando la colpa alla stagnazione del ciclo macroeconomico regionaleâ?.
â??Al di là
della campagna mediatica sui risultati conseguiti dal Por diffusa dal
presidente De Filippo â?" conclude Lapenna â?" i risultati tangibili
che il Programma regionale ha concretizzato risultano trascurabili in termini
di ricadute occupazionali e di sviluppo. Tutto ciò² a dimostrazione del fatto
che manca una strategia di sviluppo, una analisi complessiva per verificare
lâ??efficienza e soprattutto lâ??efficacia della spesa, utile per costruire
previsioni sugli andamenti futuri dellâ??economia in Basilicata e per
conseguire, finalmente, un effettivo e generale sviluppo del territorioâ?.
( da "Giornale.it, Il" del 08-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
N. 36 del 2008-09-08
pagina 0 Inchiesta: così il Sud butta via i soldi di Matthias Pfaender Le regioni
meridionali battono cassa ma hanno 6,8 miliardi e non li utilizzano. Anzi,
rischiano di perderli tra cento giorn. Sicilia, sprechi da film: corso con 12
allievi costato 12 milioni da Milano Sei miliardi e ottocento milioni di euro
da spendere entro il 31 dicembre. Eccolo il tesoretto del Sud, un patrimonio da
investire, distribuire, erogare: altrimenti si perderà per sempre. Avere troppi
soldi, così tanti da non sapere come spenderli: un destino comune solo alle
superstar di Hollywood e alle regioni del Mezzogiorno, che questa settimana si
sono viste recapitare un promemoria dalla Ragioneria generale. I Contabili
dello Stato hanno ricordato alle sette regioni del meridione - Sardegna
compresa - che i fondi europei non si possono dimenticare in cassaforte: o si
riesce a spenderli o li si guarda mentre prendono la strada del ritorno, e
rientrano nelle casse di Bruxelles per andare da qualche altra parte. Una
montagna di soldi che sono lì pronti per noi, ma che evidentemente i nostri
politici e i nostri burocrati non vogliono. Sei miliardi e ottocento milioni di
euro: forse non è tanto chiaro quanto siano. Ecco, per avere un'idea è un
tesoro che vale quanto mezza manovra finanziaria annuale, tre volte lo sconto
fiscale dell'Ici, nove passanti di Mestre, venti stadi olimpici come quelli di
Pechino, il doppio del budget dell'agenzia spaziale europea, un'intera flotta
navale da combattimento. Anche considerando la capacità, più volte dimostrata
dagli amministratori regionali, di saper prelevare a piene mani dalle casse
pubbliche, riuscire a spendere 76 milioni di euro al giorno per 90 giorni è una
sfida da non sottovalutare. Il problema poi è sempre come, però. "Vedrete,
si scateneranno. Pur di non perdere i fondi, spenderanno a più non posso,
pagheranno fatture per tutto". Questa la previsione che arriva dalla
Ragioneria generale dello Stato, dove tra i corridoi e la macchina del caffè
professionisti e tecnici si preparano a essere sommersi dal mare di fatture che
da qui a breve arriveranno dai vari governatori, che in otto anni non sono
riusciti a trovare una destinazione al 20 per cento dei 37 miliardi che
l'Unione europea ha destinato loro nei Por (programmi operativi regionali) per
interventi di sviluppo nel piano di finanziamenti 2000-2006. Mediamente è stato
speso l'81,7 per cento dei soldi disponibili, ma con differenze importanti:
"La migliore performance attuativa - fanno sapere dalla Rgs - è quella del
Molise, che ha già effettuato pagamenti per il 90,7 per cento dei
contributi". Il che equivale a dire che nelle casse di Campobasso restano
"solo" 43 milioni e 779 mila euro. Briciole, rispetto a quanto rimane
nelle casse di palazzo a Santa Lucia, cioè alla Regione Campania, dove ci sono
ancora un miliardo e 608 milioni di euro da investire - l'equivalente del 20,8
per cento dei fondi stanziati da Bruxelles. Riusciranno Bassolino e i suoi
collaboratori a pagare lavori ed erogare contributi per 17 milioni e 869 mila
euro al giorno? "Probabilmente ci arriveranno vicino - commentano dalla
Ragioneria generale - considerando che nello scorso piano di finanziamenti,
quello del 1994-1999, hanno superato il 90 per cento di spesa". Bene.
Anche se, visto che nella seconda metà degli anni novanta la Campania ha
investito 81 milioni di euro di fondi Ue per l'emergenza rifiuti - altri 170
dal
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
08-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cronaca di Cagliari
Pagina 1014 Il caso. Singolare sit-in di un cittadino negli uffici della
società. "Nessuna spiegazione" Acqua, oltre tre mesi per l'allaccio
Il caso.. Singolare sit-in di un cittadino negli uffici della società.
"Nessuna spiegazione" Si allungano i tempi di Abbanoa, in aumento le
proteste --> Si allungano i tempi di Abbanoa, in aumento le proteste Ha
improvvisato un sit-in dentro la sede di Abbanoa per essere ascoltato.
"Non me ne andrò finché non risolverete il mio problema". Ha dovuto
improvvisare un sit-in dentro la sede di Abbanoa per essere ascoltato.
"Fino a quando non risolverete il mio problema non me endrò e rimarrò qui
dentro". Francesco Manca è una vittima della burocrazia visto che sono passati tre
mesi da quando ha chiesto l'allaccio dell'acqua nella casa della figlia, nel
rione pirrese di Is Bingias. Abbanoa, società responsabile dell'erogazione
dell'acqua a Cagliari, ha ricevuto la domanda, ma per ora ha solo effettuato un
sopralluogo, nient'altro. E non è stata nemmeno in grado di chiarire
quale sia la ragione del ritardo, considerato che di norma occorrono (anzi
occorrevano) venti giorni-un mese per ottenere l'allaccio. Una situazione,
quella dei ritardi, che accomuna centinaia di utenti - cittadini, enti pubblici
e aziende - visto che le segnalazioni si sono moltiplicate nel corso
dell'estate. Manca lo scorso giugno è stato delegato dalla figlia e dal genero
per sbrigare tutte le faccende burocratiche con la società, ma che non si
aspettava di dover aspettare così tanto per vedere scorrere l'acqua dai
rubinetti di quella casa. "Mia figlia ha un bambino piccolo ed è in attesa
di un altro, mio genero è olandese, e quindi abbiamo deciso tutti insieme che
sarebbe stato meglio che mi occupassi io di questa pratica", spiega l'uomo.
"D'altronde ho pensato che non sarebbe stato così complicato risolvere
tutto, visto due anni fa, per un'altra abitazione, l'iter burocratico riuscii a
ultimarlo in circa dieci giorni". Purtroppo in questo caso dopo novanta
giorni ancora non si sa quando nella casa di Is Bingias si potrà utilizzare
l'acqua. E nessuno è ancora riuscito a dargli una spiegazione plausibile.
"Eppure nello stesso condominio tutte le altre famiglie la usano
regolarmente, quindi non c'è alcun problema alle tubature. Purtroppo sono
andato più volte a protestare, ho compilato due richieste di sollecito, ma non
c'è stato niente da fare". Il risultato è che la figlia e il genero di
Francesco Manca vivono ancora in un'altra casa, in affitto, quando da tre mesi
potrebbero abitare nel loro appartamento di proprietà, senza dover sostenere
spese aggiuntive. "Quando mi presi la responsabilità di adempiere a queste
noie burocratiche non avrei mai pensato si potesse creare questa situazione.
Inoltre ho saputo da vie traverse che altra gente è riuscita a risolvere le
stesse pratiche in poche settimane. La cosa che più mi ha amareggiato",
conclude l'uomo, "è che nessuno mi ha detto quali sono stati davvero i
problemi che hanno causato questo inconcepibile ritardo". Il signor Manca
potrà consolarsi: a Triei da due mesi rinviano l'inaugurazione del nuovo
Municipio perché Abbanoa non ha allacciato l'acqua. E gli esempi potrebbero
continuare. PIERCARLO CICERO.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
08-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Provincia di Nuoro
Pagina 5022 Bolotana. L'azienda annuncia la chiusura se non riavrà entro settembre
i finanziamenti revocati Fondi Ecofridge, ultimatum al Ministero Bolotana..
L'azienda annuncia la chiusura se non riavrà entro settembre i finanziamenti
revocati --> Tutto è pronto per il rilancio, ma il Ministero per lo sviluppo
economico deve prendere la decisione sulla restituzione dei finanziamenti
pubblici revocati entro questo mese di settembre. Altrimenti si chiude bottega
e stavolta definitivamente. È una sorta di ultimatum quello lanciato da
Giuseppe Aloisi, l'imprenditore lombardo proprietario della Ecofridge, la
fabbrica dell'area industriale di Bolotana che produce sistemi refrigeranti e
che dà lavoro a circa quaranta operai. Da oltre un anno attende infatti una
risposta definitiva da Roma sullo stanziamento di quei fondi (poco più di un
milione di euro) che gli erano stati revocati a causa dei ritardi
nell'attuazione degli obblighi stabiliti dal Contratto d'Area. Ritardi che sono
stati però determinati principalmente alla cattiva burocrazia e non al presunto immobilismo
dell'azienda: dalla realizzazione del capannone della Ecofridge nell'area
industriale di Bolotana che è stata sospesa per molto tempo a causa di un palo
dell'Enel che non si riusciva a spostare, all'allaccio dell'acqua e
all'attivazione di altri servizi essenziali che ha richiesto trafile infinite e
mille richieste. Non a caso la revoca dei finanziamenti all'azienda di
Aloisi era stata immediatamente contestata dallo stesso Comitato promotore del
Contratto d'Area, dai sindacati e dalla Confindustria, soggetti che si erano mossi
unitariamente per convincere il Ministero dello sviluppo economico ad annullare
il provvedimento. Da Roma era così arrivata una prima risposta verso la metà
del mese di luglio, con la richiesta all'azienda di fornire nuova
documentazione e soprattutto garanzie sull'occupazione. "Cosa che noi
abbiamo fatto con la più assoluta celerità - puntualizza Giuseppe Aloisi -,
prendendo anche un impegno importante per una commessa con una multinazionale
americana, che ci consentirà di lavorare per molto tempo, permettendo
l'assunzione di una trentina di lavoratori, oltre a quelli, una decina, che
erano stati assunti a suo tempo per la lavorazione di alcuni ordini". Da
Roma però non è ancora arrivato alcun segnale, nonostante siano passati ormai
due mesi e la pressione di sindacati e industriali non si sia mai allentata.
Nel frattempo non sono stati a guardare i ladri che hanno compiuto un clamoroso
furto nella fabbrica chiusa, danneggiando alcuni macchinari e portando via
attrezzatura del valore di circa cento mila euro. Aloisi però non perde la
speranza di riuscire a far ripartire lo stabilimento. "Nonostante tutto
quello che ci è successo - dice l'imprenditore lombardo -, noi crediamo nello
sviluppo di questo territorio. A Roma però, sembrano non sentire e per questo
chiediamo una risposta definitiva. Entro questo mese. Perchè non vogliamo più
perdere tempo e danaro, per un progetto iniziato ben dieci anni fa". Un
appello fatto proprio anche dall'amministrazione provinciale, con l'assessore
all'Industria Mario Moro che dice: "Capiamo perfettamente le esigenze
della Ecofridge e dico subito che per quanto ci riguarda, non possiamo
permetterci di perdere un'azienda che ha spazi di mercato interessanti. Ci
impegniamo a sollecitare il Ministero a dare risposte immediate, che sarebbero
dovute giungere ben prima di oggi. Ora che il periodo feriale è finito, non
credo ci possano essere ulteriori ritardi e giustificazioni". FRANCESCO
OGGIANU.
( da "Trentino" del 09-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
La Sgr Castello ha
deliberato la cessione del museo alla Provincia IMMOBILIARE In gennaio vendita
degli appartamenti TRENTO. Settanta milioni, euro più, euro meno. E' il prezzo
che la Provincia pagherà per acquistare il Muse, il museo della scienza
progettato da Renzo Piano sull'area ex Michelin. Il via libera è stato dato
dalla Sgr Castello, amministratrice del Fondo Clesio, proprietario dell'area e
dei progetti edilizi che riqualificheranno quella bella fetta di città,
( da "Trentino" del 09-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Valsugana, gli imprenditori chiedono statale potenziata e variante di
Strigno "Meno burocrazia e più strade" Gli agricoltori sono contrari: "Non
vogliamo diventare una camera a gas" Purin: "I vigili urbani
dovrebbero accogliere, invece stangano" UBALDO CORDELLINI BASSA VALSUGANA.
La Bassa Valsugana è una valle in cerca d'autore. Si è sempre
considerata la Cenerentola del Trentino. Tagliata in due dalla statale 47 sulla
quale passano 40 mila veicoli al giorno, la valle si era affidata
all'industria, ma le grandi fabbriche hanno chiuso. Ora cerca una strada di
sviluppo nuova, ma, in vista delle elezioni, chiede che la politica faccia la
strada vera, raddoppiando la statale. Negli anni settanta c'erano la Malerba,
le ceramiche Valverde, il maglificio Dalsasso, la Ingres. Fabbriche con più di
cento dipendenti ciascuna. Hanno chiuso tutte. In Bassa Valsugana sono rimaste
le acciaierie di Borgo e la Finstral. Un modello di sviluppo, quello basato
sull'industria più o meno pesante, è andato in crisi. Adesso la gente dalla
politica si aspetta che sappia crearne uno nuovo. Domiziano Paterno a capo,
insieme ai fratelli Sergio e Franco di un gruppo con 550 dipendenti e 22
società, che vanno dalla grande distribuzione, con Eurobrico, alle fonti di
energie rinnovabili, ha le idee chiare. Lui sta partendo con un maxiprogetto
turistico da 100 milioni di euro in Tesino, legato agli impianti sciistici di
Passo Brocon. Una volta finito, i posti letto saranno mille e duecento. Peccato
che, al momento, non ci sia una strada decente per arrivarci. "La variante
di Strigno - osserva Paterno nella sede del gruppo a Villa Agnedo- prima o poi
si farà. E' fondamentale. Solo che più tempo passa e peggio è. La Valsugana ha
bisogno che vengano valorizzate le sue potenzialità, le sue risorse. La
Provincia ha già fatto tanto, ma adesso ci serve più collaborazione e più
sinergia anche tra gli operatori economici. L'era delle quattro fabbricone
degli anni'60 è 70 è finita. Con la globalizzazione, le industrie delocalizzano
e per noi è obbligatorio sfruttare le nostre potenzialità dal punto di vista
agricolo, turistico e boschivo. Bisogna valorizzare lo spirito imprenditoriale,
basta con la cultura del posto fisso. Io avevo presentato un progetto per
valorizzare la filiera del legno. Andava dalla cura del bosco alla costruzione
di case in legno e gli scarti avrebbero alimentato una centrale a biomassa.
Avremmo dato l'acqua calda gratis a tutta la valle, ma vecchi equilibri
sarebbero saltati e per questo il progetto si è arenato. Io dico che bisogna
snellire e semplificare la burocrazia. Poi, in
Valsugana dobbiamo riscoprire l'orgoglio di appartenenza al territorio, come
accade altrove, in Trentino". Elio Casarotto è titolare dell'omonima
impresa edile di Villa Agnedo ed è anche presidente degli industriali del
comprensorio C3. Ha un diavolo per capello: "Qui basta che uno dica no e
si blocca tutto. E' mai possibile che la variante di Strigno non si faccia
perché il sindaco di Bieno è contrario? Lui blocca la strada, ma in Tesino ci
sono progetti per centinaia di milioni, alberghi, strutture turistiche. Tutto
fermo. Se in Tesino partono 30 cantieri e ci vogliono 30 camion per cantiere,
come ci arrivano lassù? E' una cultura sbagliata. Il fatto è che manca una
regia unica, anche turistica. Il territorio, invece, è troppo controllato e noi
rimaniamo la valle più povera del Trentino. A Scurelle ci sono due ingegneri
che producono un cannone innovativo per l'abbattimento delle polveri nei
cantieri. Hanno il terreno, ma il progetto del capannone è bloccato da dieci
anni per ragioni burocratiche. Così loro fanno produrre il cannone a
Verona". Quirino Purin, proprietario del rifugio Crucolo, dell'hotel
Spera, produttore del liquore Parampampoli, di salumi e formaggi tipici e socio
della Filiera agroalimentare trentina dà lavoro a 110 persone. Lui se la prende
con l'incapacità di accogliere i turisti: "La Provincia promuove bene il
Trentino, ma, poi, sul territorio tutto viene vanificato. Per esempio, facciamo
i suoni delle Dolomiti, che è una rassegna bellissima, ma poi facciamo pagare
il parcheggio. Se un ospite vuole andare a funghi, deve pagare 10 euro. Le
strade forestali sono tutte sbarrate e, poi, i vigili urbani stangano a più non
posso. Dovrebbero aiutare gli ospiti, invece li multano senza pietà. Questa
senza parlare della viabilità. Sono 45 anni che c'è il progetto della
supestrada della Valsugana e ancora ha molti tratti a due corsie. Devono farla
il prima possibile". Il presidente degli artigiani trentini, Dario
Denicolò ha la sua azienda alle porte di Scurelle: "Cosa chiedo alla
politica in vista delle elezioni? Facciano la Valdastico. Subito. E poi puntino
tutto sulla metropolitana di superficie. Si dovrebbe raggiungere Trento in 20
minuti. Un'altra cosa è il potenziamento dell'ospedale. Non è possibile che le
donne vadano a Feltre a partorire. Per noi artigiani, è anche importante che ci
sia una formazione per chi ha perso il lavoro". Ezio Dandrea, della
Coldiretti, è una voce fuori dal coro: "La politica deve salvaguardare i
terreni agricoli. Negli anni passati si è sprecato troppo territorio per
costruire capannoni. La Valsugana ha seguito il modello urbanistico del Veneto,
con la strada e le fabbriche vicino. Ora bisogna cambiare. Il raddoppio della
strada non ha senso. La valle, già così, è una camera a gas, figuriamoci dopo.
In Valsugana si sta bene, ma c'è un forte voto di protesta perché la gente ha
una percezione di malessere esagerata".
( da "Tribuna di Treviso, La" del 09-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
La collaborazione
fra Muraro e Campanaro comincia a dare i suoi frutti. Definito anche il
tracciato tra il casello dell'A27 e via Zermanesa Grande viabilità, si
sbloccano i lavori Dopo due anni di stasi lunedì apre il primo tratto della
tangenziale nord MOGLIANO. Il tandem Muraro-Campanaro sblocca le opere
complementari al passante. Il presidente della Provincia ha annunciato per
lunedì prossimo l'apertura del primo tratto della tangenziale nord. Dopo una
stasi durata due anni, alcuni dei nodi più critici della viabilità locale, tra
cui la rotonda Nigi e lo svincolo autostradale, stanno per essere risolti. La gestione
tecnica del commissario prefettizio, Michele Campanaro, e il gioco di squadra
con le principali cariche politiche locali, inizia a dare i primi frutti.
"Dalla prossima settimana il tratto iniziale della tangenziale nord-ovest
sarà aperto al traffico". Dopo sette mesi di passione per tutti i
residenti sul versante occidentale di Mogliano, verranno finalmente ristabiliti
i normali collegamenti con via Tagliamento e via Molino. Leonardo Muraro,
parlando della viabilità locale, è un fiume in piena: "In questi giorni
sono partiti anche i lavori sulla rotonda di collegamento verso Casale, gli
accessi verso il centro erano troppo stretti e verranno allargati - spiega il
presidente - inoltre abbiamo recentemente firmato l'accordo con i Comuni di
Mogliano, Preganziol e Casale per l'illuminazione delle strade da via
Bonfandini in poi". Un'altra buona notizia riguarda la definizione del
tracciato tra il casello dell'A27 e la via Zermanesa: "All'altezza di via
Cortelazzo il casello è già stato posizionato, mancava all'appello però lo
svincolo, ora il sedime stradale è stato identificato con precisione". Il
rischio di veder "passare il Passante" senza ottenere le necessarie
opere di supporto rimane, comunque, molto concreto. Dopo Bonisiolo e Zerman, le
ruspe sono ora a Campocroce e navigano a tempo di record verso la conclusione
dei lavori: "Il Passante sta correndo - fa notare Muraro - e, per quanto
riguarda le opere complementari, non possiamo farci trovare impreparati. Se non
le strade complete dobbiamo almeno costruire a breve lo schema definitivo e ben
chiaro degli interventi di viabilità. Servono date di inizio lavori e relative
autorizzazioni. Il rischio è quello di essere inghiottiti
dalla burocrazia - incalza
Muraro - oggi il commissario prefettizio Campanaro sta facendo molto bene e la
Provincia è al suo fianco, prima c'era poca disponibilità al confronto".
Il caso più emblematico è quello della rotonda Nigi: due tangenziali che
convergono senza un collegamento farebbe gridare, anche nel produttivo nord-est,
alla "malapolitica". L'accordo, in questo caso, sembrava chiuso ma è
stato posticipato dall'avvicendamento ai vertici della Soprindentenza, ente che
ha parere vincolante. Vedremo se Muraro riuscirà a portare a casa anche questa,
il commissario Campanaro da parte sua ha già stanziato un milione e 700 mila
euro.
( da "Tribuna di Treviso, La" del 09-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
I PRODUTTORI "I
viticoltori pagano per tutti Le multe vanificano il lavoro" ODERZO. Sono
numerose le ispezioni che si stanno verificando nelle campagne
dell'Opitergino-Mottense da quando è cominciata la stagione della vendemmia. Lo
denuncia Vanino Negro, storico presidente della Cantina Sociale Opitergium di
Oderzo, punto di riferimento per centinaia di vitivinicoltori. "Nonostante
manchino i voucher e ci siano solo quattro uffici postali in tutta la provincia
dove è possibile ritirarli, vengo a sapere di controlli praticamente tutti i
giorni - spiega il professor Negro - i voucher sono finiti, ma la vendemmia non
può aspettare. L'uva non può attendere i tempi della burocrazia. Direi che siamo in una
situazione tipicamente mediterranea: l'Ispettorato continua ad imperversare, il
ministro Zaia afferma di controllare ma con buon senso, dall'altra c'è il
ministro Sacconi che dice di andare avanti nel rispetto delle regole. Ma
in mezzo ci sono i vitivinicoltori che stanno pagando per tutti". Il
presidente della Cantina Opitergium ricorda infatti che, anche se i controlli
dovessero rallentare, le multe restano e in alcuni casi rischiano di vanificare
un anno intero di sacrifici. "C'è troppa confusione e non devono essere i
produttori a farne le spese - chiude - gli ispettori continuano e i lavoratori
hanno paura. Una multa di 3.000 euro può significare ridurre il guadagno quasi
a zero. Credo sia necessario trovare una forma opportuna di collaborazione dal
momento che qui certi fenomeni comunque non esistono". (b.b.).
( da "Tribuna di Treviso, La" del 09-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
La guerra dell'uva.
Verranno distribuiti altri 32 mila voucher. Vallardi: "Via le
contravvenzioni". Manzato: "Le verifiche vanno sospese"
Vendemmia: il ministro frena gli ispettori Sacconi: "Controlli mirati
verso settori diversi da quello della raccolta" ODERZO. Maurizio Sacconi dà
ordine di distribuire altri 32.000 voucher per la vendemmia in provincia di
Treviso ed invita gli ispettori ad indirizzare le verifiche in settori diversi
da quello della raccolta d'uva nelle regioni del Nord per intensificarle invece
in quelle del Sud. Il ministro del lavoro ha emanato infatti una direttiva
nella quale, facendo esplicito riferimento al successo dei voucher in realtà
come quella veneta e trevigiana in particolare, chiede all'Ispettorato del
lavoro di rivolgere l'attenzione altrove. Sembra abbiano avuto effetto le
numerose proteste giunte a Roma dall'Opitergino Mottense dove la vendemmia è
iniziata da un paio di settimane e gli ispettori stanno battendo a tappeto
vigneti e filari a caccia di spesso improbabili irregolarità. Tutto questo accade
infatti dove la richiesta di voucher ha avuto un esito molto positivo a
dimostrazione che la volontà di collaborare del mondo agricolo è più che
consolidata. Il risultato più importante è dato dalla direttiva emanata ieri
dal Ministero che dà indicazioni esplicite agli Ispettori di Veneto, Friuli, e
Lombardia perché visto che vi è stata "una notevolissima richiesta di
voucher e la sperimentazione sta dando buoni risultati, si ritiene opportuno in
tali regioni orientare l'attività ispettiva verso ambiti settoriali diversi da
quello della raccolta dell'uva". "Al contrario - si legge nella nota
- si invitano i responsabili delle strutture regionali della Campania,
Calabria, Puglia, Basilicata, Sicilia e Sardegna a voler intensificare l'azione
di vigilanza in tali attività, in considerazione della maggior probabilità di
ricorso a forme di lavoro irregolare nei suddetti ambiti territoriali". A
questo va aggiunge quanto riportato in una lettera indirizzata dal Ministro del
Lavoro al presidente provinciale di Coldiretti Treviso Fulvio Brunetta nella
quale, oltre a ringraziare per le indicazioni, si dice che è stato conferito
mandato di emanare ulteriori 32.000 voucher per le richieste relative alla
Marca Trevigiana. Le decisioni di Maurizio Sacconi seguono una serie di lettere
e telefonate da molta parte dei rappresentanti politici trevigiani che nei
giorni scorsi avevano evidenziato il problema. "Sono soddisfatto della
risposta del ministro che dimostra in questo modo rispetto e attenzione nei
confronti di chi lavora, rispettando le regole - afferma il senatore Gianpaolo
Vallardi che la scorsa settimana aveva scritto una lettera aperta al ministro
in merito al problema - ora chiederei uno sforzo ulteriore per annullare le
multe comminate a quanti non hanno potuto ottenere i voucher pur avendoli
richiesti e tenendo conto dei limiti della sperimentazione che ancora non
include le casalinghe e i vari casi segnalati". Anche il vicegovernatore e
assessore regionale all'agricoltura Franco Manzato aveva preso posizione sulla
questione inviando una nota al Ministro nella quale chiedeva di sospendere
temporaneamente delle verifiche almeno finché non sarebbe ripresa la
distribuzione dei voucher. "Non sono reperibili -
spiega - non si possono addossare le carenze organizzative agli imprenditori
vitivinicoli, che già sono pesantemente che già sono pesantemente impegnati
nelle vendemmie e non possono attendere i tempi della burocrazia per raccogliere l'uva".
( da "Messaggero Veneto, Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Semplificata la
"legge Sonego": allacciamenti senza piú spese Asquini: basta carte e intralci
La Cdl sblocca i piani regolatori comunali EDILIZIA UDINE. L'allacciamento
delle utenze di acqua e gas senza dover fare una dia da 500 euro; la
possibilità di costruire il deposito attrezzi da giardino fino a
( da "Nuova Venezia, La" del 09-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
DIVERSE
IRREGOLARITA' MA DI LIEVE ENTITA' Vendemmia, una raffica di controlli Ispettori
del lavoro tra vigne e filari. Manzato: "I voucher non si trovano"
SAN DONA'. Vendemmia e raccolta della frutta, Ispettorato del lavoro all'opera
tra vigne e filari. Sono iniziati i controlli degli ispettori che hanno già
riscontrato alcune situazioni di irregolarità diffuse in aziende agricole e
piccoli possedimenti di privati. Il problema è che la tradizionale vendemmia o
raccolta delle pere con gli amici e parenti è solo un bucolico ricordo. Il
Governo ha fissato sempre più limiti e paletti tra i filari, stabilendo regole
precise per non incorrere in sanzioni elevate. Il primo obiettivo era quello di
evitare situazioni di potenziale pericolo per i lavoranti, non assicurati ed
esposti ad incidenti di ogni tipo sul lavoro. Il secondo, di bloccare
l'evasione che si annidava in realtà nelle aziende agricole più grosse. Da
quando gli studenti hanno abbandonato questi lavori estivi, duri e spesso mal pagati
nell'era dell'euro, le aziende sono dovute ricorrere a manodopera
extracomunitaria e non di rado a lavoratori in nero o clandestini. Questo per
far fronte alla raccolta e non rischiare di perdere i raccolti per la mancanza
di lavoratori agricoli nei giorni della stagione in cui non si può perdere
tempo prezioso nella fase di maturazione dei frutti. Nelle scorse settimane
l'Ispettorato ha mandato i suoi uomini che hanno passato al setaccio il Veneto
Orientale e quello Occidentale. Tra il Sandonatese e il Portogruarese ci sono
state almeno dieci uscite. Finora, a quanto risulta anche nelle maggiori
associazioni di categoria del settore agricolo, non ci sono stati casi
eclatanti di lavoranti non in regola tra i filari. La Cia, confederazione
italiana agricoltori, avverte tutte le aziende e gli agricoltori.
"Attenzione - dice il segretario Angelo Cancellier - perché i controlli ci
saranno ancora nelle prossime settimane e non sono terminati affatto. Oggi la
nuova normativa prevede per i pensionati e i giovani degli speciali
"voucher" da acquistare alle Poste a 10 euro l'uno per un massimo di
5 mila euro, che servono per mettere in regola i lavoranti e garantire loro una
copertura assicurativa. Anche il parente o l'amico che viene trovato a raccogliere
uva o frutta - precisa il segretario - deve essere regolarizzato per non
incorrere in controlli e sanzioni che sono sempre più frequenti". Il
problema è che i voucher sono già finiti e sulla questione è intervenuto il
vice governatore regionale Franco Manzato che chiede una tregua da parte
dell'Ispettorato. "Sarebbe opportuna - dice - una sospensione temporanea
delle verifiche sull'utilizzo di questo nuovo strumento, almeno finchè non ci
sarà la ripresa concreta della loro distribuzione. Se non è
possibile reperirli non si possono addossare le carenze organizzative di altri
agli imprenditori vitivinicoli, che già sono pesantemente impegnati nelle
operazioni vendemmiali e non possono attendere i tempi della burocrazia". (Giovanni Cagnassi).
( da "Nuova Venezia, La" del 09-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Sbloccati da Provincia
e commissario i cantieri di supporto al passante Mogliano, via alle opere
complementari Definito il tracciato fra il casello dell'A27 e la Zermanesa.
Ferma la Nigi MOGLIANO. Il tandem Muraro-Campanaro sblocca le opere
complementari al passante. Il presidente della Provincia Leonardo Muraro ha
annunciato per lunedì prossimo l'apertura del primo tratto della Tangenziale
Nord. Dopo una stasi durata quasi due anni, alcuni dei nodi più critici della
viabilità locale, tra cui la rotonda Nigi e lo svincolo autostradale, stanno
per essere risolti. La gestione tecnica del commissario prefettizio Michele
Campanaro, e il gioco di squadra con le principali cariche politiche locali,
inizia a dare i primi frutti. Dopo sette mesi di passione per tutti i residenti
sul versante occidentale di Mogliano, verranno finalmente ristabiliti i normali
collegamenti con via Tagliamento e via Molino. E il presidente della Provincia
Leonardo Muraro, parlando della viabilità locale, è un fiume in piena: "In
questi giorni sono partiti anche i lavori sulla rotonda di collegamento verso
Casale, gli accessi verso il centro erano troppo stretti e verranno allargati -
continua il presidente - inoltre abbiamo recentemente firmato l'accordo con i
comuni di Mogliano, Preganziol e Casale per l'illuminazione delle strade da via
Bonfandini in poi". Un'altra buona notizia riguarda la definizione del
tracciato tra il casello dell'autostrada A27 e la via Zermanesa:
"All'altezza di via Cortelazzo il casello è già stato posizionato, macava
all'appello però lo svincolo, ora - spega Muraro - il sedime stradale è stato
identificato con precisione". Il rischio di veder "passare il
passante" senza ottenere le necessarie opere di supporto rimane, comunque,
molto concreto. Dopo Bonisiolo e Zerman, le ruspe sono ora a Campocroce e
navigano a tempo di record verso la conclusione dei lavori: "Il passante
sta correndo - fa notare Muraro - e, per quanto riguarda le opere
complementari, non possiamo farci trovare impreparati. Se non le strade
complete, dobbiamo almeno costruire a breve lo schema definitivo e ben chiaro
degli interventi di viabilità. Servono date di inizio lavori e relative
autorizzazioni. Il rischio è quello di essere inghiottiti
dalla burocrazia - incalza
Muraro - oggi il commissario prefettizio Campanaro sta facendo molto bene e la
Provincia è al suo fianco, prima c'era poca disponibilità al
confronfronto". Il caso più emblematico è quello della rotonda Nigi: due
tangenziali che convergono senza un collegamento farebbe gridare, anche nel produttivo
nord-est, alla "malapolitica". L'accordo, in questo caso,
sembrava chiuso ma è stato posticipato dall'avvicendamento ai vertici della
soprindentenza, ente che ha parere vincolante. Vedremo se Muraro riuscirà a
portare a casa anche questa, il commissario Campanaro da parte sua ha stanziato
1,7 milioni di euro.
( da "Tirreno, Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'ASSESSORE BALDI
"Dobbiamo motivare il personale" LIVORNO. "I dati sono dati: c'è
poco da commentare a fronte di un calo così vistoso delle giornate di
malattia". Alfio Baldi, assessore al Personale, ammette che l'effetto
Brunetta si è fatto sentire a Palazzo Civico. Però ci tiene anche a fare una
puntualizzazione. "Non ritengo sia corretto parlare solo di fannulloni -
afferma - e soprattutto è fuorviante l'idea che il Comune sia un covo di
fannulloni: le cose non stanno affatto così. La stragrande maggioranza dei
dipendenti comunali lavorano in modo serio e si fanno carico anche delle
problematiche e delle esigenze dei cittadini. Magari prolungando la loro
permanenza in ufficio senza per questo ricevere lo straordinario. E' poi vero,
come in tutti i posti di lavoro, che ci sono anche coloro che approfittano di
vari benefici: ma sono la minoranza. A mio giudizio, il
vero problema è rappresentato dalla burocrazia e non dall'impegno dei dipendenti". L'assessore propone
anche una ricetta per rendere ancora più efficienti i servizi comunali.
"Non mi piace affatto l'idea di punire - dice - Preferisco invece motivare
i miei collaboratori e il personale in genere. Perché chi lavora con
grandi motivazioni sente meno il disagio di un raffreddore..." A.G.
( da "Repubblica, La" del 09-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina II - Bari
"Roba da terzo mondo" Un dirigente d'azienda ricorda la disavventura
sul Lecce-Milano. Con una denuncia "La mia odissea sul Pendolino stremato
dal caldo e dalla sete" "Qualcosa dovrà accadere, per tutelare i
cittadini: non voglio morire di burocrazia" "Era un ferrovecchio e lo sapevano: non dovevano
farlo partire" (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) LELLO PARISE (segue dalla prima
di cronaca) La storia di Giuseppe, dirigente d'azienda, è di quelle a cui non
bisognerebbe abituarsi pure se "ho la sensazione che da queste parti al
peggio non ci sarà una fine. Intendiamoci: io non rinuncerò al treno
nemmeno dopo quello che mi è successo l'altro giorno. Credo che sia il mezzo
migliore per muoversi. Ma indignarsi per come si muove, appunto, in una regione
meridionale lo ritengo un dovere a cui nessuno deve sottrarsi. Tant'è che ho
presentato una denuncia ai carabinieri. Qualcosa dovrà accadere, per tutelare i
cittadini: non voglio morire ostaggio della burocrazia,
dei contrattempi, dei disguidi...". Cavallo è un fiume in piena.
"Dunque, alle 14,20 sarei dovuto partire da Ostuni. Prima annunciano venti
minuti di ritardo, poi quaranta. Quindi, piuttosto infastiditi, comunicano:
"E' successo qualcosa. L'Eurostar da Lecce ha problemi all'impianto
elettrico e l'aria condizionata non funziona". Non avevo altre scelte.
Dovevo aspettare. Finisce che m'imbarco alle 16, due ore e venti muniti dopo
l'orario previsto. Fa caldo, non si respira. La luce nelle carrozze va e viene:
sembra Natale. Una volta superata Foggia, il capotreno avverte: "Ci
fermiamo a Termoli e vediamo di sistemare tutto". I bagni, addirittura,
sono chiusi. Un mistero. Sono le otto di sera e io, venti minuti fa, avrei già
dovuto essere a Pesaro. Alle otto e mezza, riecco il capotreno: "Questo
convoglio è stato soppresso. Utilizzerete i pullman per arrivare a
destinazione". Scoppia il putiferio". Cavallo tira il fiato. E' un
attimo. "Centinaia di passeggeri occupano i binari, vogliono bloccare
l'Eurostar che da Milano scende verso Sud. Ci sono poliziotti, vigili urbani...
La protesta va avanti per una ventina di minuti. Un gruppo di albanesi è
tutt'altro che tranquillo: volevano lanciare sassi contro chissà chi, riusciamo
a scoraggiarli. A quel punto il capotreno ci fa sapere che possiamo ripartire.
Tutti gridano: "Buffoni". Qualcuno pensa che vogliono farci risalire
sulle carrozze esclusivamente perché, in questa maniera, avremmo liberato la
strada ferrata. Ci spiegano che a Pescara sarebbe stato possibile cambiare
treno: avremmo proseguito con un Intercity. La gente, stanca e rassegnata, si
lascia convincere: purché quell'incubo fosse terminato, saremmo stati disposti
ormai a qualsiasi cosa. Sì, insomma, eravamo stremati. Sull'Intercity che
diventa la nostra scialuppa di salvataggio, la roba da mangiare sparisce in un
pugno di minuti. Quel gruppo di albanesi che andava a lavorare a Milano,
commenta acido: "Da Tirana a Bari ci abbiamo messo solo quattro ore. In
Italia, invece, niente va". Avevano ragione. Né era facile dargli torto.
Ma non riuscivo a mandare giù quel giudizio che suonava sferzante. Tutto per
colpa di una pagliacciata. La verità è che l'Eurostar non avrebbe dovuto per
nessun motivo cominciare questo viaggio allucinante. Era un ferrovecchio e lo
sapevano: da Lecce non dovevano lasciarlo andare. Preferiscono fare il gioco
delle tre carte: tanto a pagare siamo sempre noi, i soliti fessi".
( da "Giorno, Il (Milano)" del 09-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
PRIMO PIANO pag.
( da "Giorno, Il (Milano)" del 09-09-2008)
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I COMMENTI pag. 12
DICEVA Trilussa: "Sò socialista quanno sto a digiuno, ma quanno magno s...
DICEVA Trilussa: "Sò socialista quanno sto a digiuno, ma quanno magno sò
conservatore". Lo ha ricordato ieri Salvatore Bragantini, ex commissario
della Consob, a proposito del salvataggio da parte del Governo Usa di Fannie
Mae e Freddie Mac, i due colossi a stelle e strisce da cui dipende oltre la
metà dei mutui americani a tasso agevolato. Il Paese del liberismo e del
privato per eccellenza, insomma, non ha esitato a intervenire per salvare una
posta in gioco altissima: l'equilibrio del sistema economico e finanziario
americano e globale. L'intervento ? che varrà solo fino al 2009 quando la palla
sul lungo termine passerà al nuovo presidente ? ha riscosso il via libera da
Ben Bernanke, presidente della Federal Reserve, e gli applausi sia di Obama che
di McCain nonostante sia chiaro a tutti che il conto sarà pagato dal Pantalone
americano. Sarà vera gloria? E' arrivato davvero il momento della svolta? E'
presto per dirlo, gli economisti sono divisi e non basta per sostenere che il
peggio è passato ? anche se non è irrilevante ? il sostanzioso rialzo
registrato ieri sui listini di tutto il mondo. E' certo, però, che Paulson, se
riuscirà a fermare l'onda d'urto infinita dello tsunami subprime, potrebbe aver
prenotato due righe nei libri di storia per coraggio, lungimiranza e
pragmatismo. Da questa parte dell'Atlantico, in Italia per esattezza, si gioca
invece una partita a rovescio, quella di Alitalia: il Paese della spesa
pubblica per eccellenza decide di privatizzare la compagnia di bandiera ridotta
al lumicino. Lo voleva fare il Governo precedente vendendo (o svendendo) ad Air
France, sta provvedendo questo ? facendo dell'italianità dell'acquirente un
punto di forza strategico ?, attraverso il Piano Fenice messo a punto da Intesa
Sanpaolo che prevede la cessione della parte buona della Cai di Roberto
Colaninno e una gestione, diciamo così, "pubblica" della parte che non
va (la cosiddetta "bad Alitalia") affidata al commissario Fantozzi.
Una partita dura, con i sindacati dei piloti già in assetto da guerra e la
spada di Damocle di un'Unione Europea che potrebbe bocciare l'operazione come
aiuto di Stato. Già, a proposito, chissà cosa direbbe
Bruxelles del blitz di Washington? Forse, dalla risposta, potremmo capire
perché gli Usa vanno, cadono, si rialzano ma marciano veloci. E l'Europa, che
ha una politica comune, tanta burocrazia puntigliosa, ma non un Governo, no.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-09-09 - pag: 4 autore: La storia di Fannie e
Freddie. Una bomba a orologeria alimentata da politica e lobby Il tramonto di
un sogno americano di Mario Margiocco C he Fannie e Freddie, oggi le due più
grosse società del mondo, salvate per la collottola dal Tesoro americano,
fossero "una bomba ad orologeria" fu scritto per la prima volta
almeno nel 1997. E alla fine anche al più deciso e incallito liberista non
resta che approvare la mossa di Henry Paulson e Ben Bernanke, e dire che
salvare con soldi pubblici due società che senza essere private pagavano ai
privati dividendi e plusvalenze (queste ultime fino a un anno fa), era l'unica
cosa da fare. Dopo aver venduto a piene mani "carta" di Fannie e
Freddie in tutto il mondo dicendo che era buona come T bonds o T notes, non
restava che onorare l'impegno. E per farlo,l'amministrazione controllata era
l'unica via per due giganti che hanno finanziato ampiamente il cuore del Sogno
Americano, cioè la casa. Paga lo Stato. Come spesso è avvenuto in altre
circostanze in Europa. Ma come chi non conosce gli Stati Uniti o peggio ne fa
una bandiera "ideologica" pensava non potesse mai avvenire oltre
Atlantico. Era prevedibile. è successo. E col botto. Salvataggi discussi ne
sono sempre avvenuti, in America, come in Europa e altrove. La stessa Federal
Reserve nacque nel 1913, come la Banca d'Italia 20 anni prima, quale tormentata
risposta alla necessità di evitare panichi e fallimenti come quello che nel
1907 paralizzò la piazza di New York. Per i tempi recenti, basti ricordare i casi
nel 1984 della Continental Illinois, settima banca americana per depositi, e
quello delle Savings and Loans, 1.600 istituti medi e piccoli coinvolti in un
bagno di sangue da 160 miliardi nel 1994-95 (si veda la scheda, sotto la foto
di Bush padre). Ma Fannie e Freddie sono speciali. E non solo per le dimensioni
acquisite negli ultimi anni, che le hanno portate da un portafoglio mutui
complessivo di 1.444 miliardi a fine
( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore sezione:
COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-09-09 - pag: 14 autore: Ma chi li conosce
L'intervento di Benedetto XVI a Cagliari domenica scorsa mi ha particolarmente
stupito: paradossalmente, non per le cose che ha detto, ma per il modo in cui è
stato recepito. Ovvero, alla maniera classica italiana: ognuno ha tirato le
parole dalla sua parte, nessuno ha cercato davvero di capirle e trarne le
debite conseguenze. Andreina Salvioni e-mail R e azioni al discorso del Papa,
nel quale Benedetto XVI chiede una svolta e una leva nuova di politici
cattolici. I cattolici di governo: "Coglie un vuoto
nell'opposizione". I cattolici all'opposizione: "Coglie un vuoto
nella maggioranza ". Il Papa si conferma nella sua opinione:
"Stavolta ci ho preso davvero. Colgo un vuoto ". E neanche a rendere.
- Italia poco attrattiva La mia preoccupazione sulla situazione del nostro
Paese cresce di mese in mese. è evidente che i nostri sistemi di assistenza
sanitaria, previdenziale, sostegno alle famiglie e qualità dei servizi pubblici
soffrono di molti problemi: pensioni troppo basse, asili carenti,
amministrazione lenta. è altresì ovvio che tutti i servizi menzionati sono
pagati dalla fiscalità e dalla ricchezza prodotta nel Paese: se non si crea
ricchezza non si può distribuirla e fornire servizi di qualità. è ampiamente
riconosciuto che l'Italia non ha saputo ricollocarsi negli anni in settori più
redditizi e competitivi e che la soluzione adottata in tutti i maggiori Paesi è
l'investimento in istruzione superiore e ricerca scientifica e tecnologica.
Contro ogni logica, la programmazione finanziaria presentata nello scorso
giugno condanna al declino il sistema universitario, dove la produzione e la
fruizione delle conoscenze sono maggiormente concentrate. Occorrono misure per
facilitare l'immigrazione di studiosi stranieri: la caccia all'immigrato non va
certo in questa direzione, considerando che chi vuole essere regolarmente
accolto si scontra con ritardi e mancanze delle autorità. Così si perdono opportunità di attrarre giovani volenterosi e si fa sprecare loro
tempo in burocrazia
superflua. Si dice che lo sviluppo di un Paese richiede le tre T: tecnologia,
tolleranza, talento. Tecnologia non ne abbiamo molta, talenti ne sprechiamo
sempre più, sulla tolleranza comincio a dubitare. Andrea Armaroli e-mail In
treno senza controlli Treno Venezia-Bologna, un pomeriggio qualsiasi.
Nell'arco di un'ora, per tre volte vengo avvicinato da zingari con richiesta di
elemosina. La terza volta riconosco la zingara che aveva bussato a monete due
giorni prima, nel viaggio di andata. Percorro il convoglio alla ricerca del
capotreno senza trovarlo. All'arrivo affronto il capotreno che si trovava
chiuso nella cabina di guida e, mentendo, gli dico che ho viaggiato senza
biglietto. Se ne rammarica e, gentilmente, spiega che non può controllare i
biglietti perché Trenitalia ha imposto un solo macchinista alla guida e,
siccome la norma prescrive due persone in cabina, tocca a lui affiancare il
macchinista. Domando se l'episodio è stato un'eccezione. "No, è sempre così".
Guido Guasconi e-mail.
( da "Tempo, Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Stampa C'è tempo per
spostare i detenuti su Marte I livornesi non ce ne vorranno: ma i climatologi
paiono pessimisti sulla sorte delle città costiere nei prossimi millenni.
L'innalzamento delle acque marine, l'erosione del territorio e altre sparse
grane sconsiglierebbero l'ampliamento del carcere della città toscana: tanto
varrebbe spostare tutto molto più all'interno, verso Ponsacco o Pontedera. E
poi, vai a sapere che tipo di evoluzione avrà avuto la società italica: avremo
ancora bisogno di patrie galere o daremo finalmente ragione ai sumeri, che
quattromila anni fa avevano fondato una civiltà senza l'ombra di un
penitenziario? O ci estingueremo per mano di pirati e predatori? Del resto, la burocrazia
lentopede del ministero della Giustizia ben si innesta in un sistema nel quale
i processi vengono celebrati qualche lustro dopo il reato, e la condanna di un
ladro teenager arriva quando quello ha già la cataratta; poi non resta che
sperare in un indulto, in un'amnistia mascherata, nel cadeaux di un
braccialettino o alla peggio in un espatrio forzato, anche se sei un
comunitario. Tutto può accadere, tranne che il comparto giri come un meccanismo
oliato e garantisca, oltre al rubagalline e al cleptomane inconsapevole, anche
il cittadino onesto. Che consigli offrirà l'ottimo Brunetta al collega Alfano
perché non finisca egli stesso prigioniero del labirinto del dicastero, dove si
sospetta una lotta intestina tra la banda dei Fannulloni e quella dei
Paraventi? E possibile che alle Infrastrutture non sappiano trovare la quadra
per costruire strutture per i detenuti del Ventunesimo secolo, e non per quelli
che, presumibilmente, verranno spediti in celle orbitanti attorno a Marte? Se
non esistono celle a sufficienza in cui accogliere chi ha infranto la legge,
questo Paese diventerà davvero, e ben prima dell'anno di grazia 4671, un
delizioso Far West. In America accadeva nel secolo scorso. Come sempre, siamo
in ritardo. Fine lavori, mai.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: MONDO data: 2008-09-09 - pag: 12 autore: Giappone. Le ricette dei
candidati alla premiership Sfida a tre sull'economia TOKYO. Dal nostro inviato
Un numero di candidature senza precedenti per diventare presidente del partito
di Governo e quindi premier a Tokyo, forse solo per un mese. Una candidatura
unica, invece, per la guida del partito di opposizione, che vuole mostrarsi
compatto in vista delle ormai scontate elezioni anticipate: Ichiro Ozawa ha
iniziato ieri una campagna senza oppositori che lo vedrà rieletto per la terza
volta presidente del Partito Democratico il 21 settembre. La campagna del
Partito liberaldemocratico (Ldp) al Governo, invece, inizia domani e si
concluderà il 22 settembre, con un vincitore che il giorno dopo presenterà il
nuovo Governo destinato a durare probabilmente solo poche settimane. Quattro
gli sfidanti sicuri, ma oggi se ne dovrebbero aggiungere altri: una pluralità
che mette in campo visioni diverse, con la gradita conseguenza di rubare la
scena mediatica. La novità è che i tre principali contendenti hanno assunto un
profilo pubblico definito soprattutto dal loro approccio ai problemi
dell'economia. Il favorito, Taro Aso, 68 anni, non si identifica più nel suo ex
ruolo di ministro degli Esteri fautore di un Giappone più risoluto, né come
discendente eccentrico di dinastie ministeriali: è diventato il campione della
necessità di rilanciare un'economia sull'orlo della recessione, in quanto si
impegna a stimolare la ripresa con la ricetta di tagli fiscali ed eventuale
allargamento dei cordoni della spesa pubblica. Il suo "manifesto "
(termine entrato nella lingua giapponese per indicare il programma elettorale)
enfatizza la "forza potenziale" del Paese. Priorità diverse ha Kaoru
Yosano, il più rigorista in tema di disciplina dei conti pubblici, che ieri ha
dichiarato di avere fiducia nella possibilità di far capire al pubblico la sua
enfasi sulla riforma fiscale e il suo slogan sulla "società
sostenibile". Tuttavia Yosano, 70 anni, ha anche detto di non voler
sciogliere subito la Camera Bassa, in quando è prioritario per lui far passare
il bilancio supplementare per il sostegno all'economia già promesso dal
dimissionario Fukuda. "Riforme" è invece la parola-chiave indicata da
Yuriko Koike, 56 anni, già pupilla di Koizumi: come ex ministro dell'Ambiente,
promette anche una tassa ambientale, e come prima donna a scendere in lizza per
guidare il Paese si impegna, ovviamente, a migliorare la condizione femminile.
Con parole anche dure, come quando ha citato la frase di Hillary Clinton sul
tetto di cristallo che le donne devono sfondare per salire in alto: altro che
vetro, in Giappone ci sarebbe ancora una cappa di ferro a fare da barriera. In campo ci saranno anche due 51enni: Shigeru Ishiba, esperto di
problemi della difesa (lo annuncerà oggi) e Nobuteru Ishihara, nemico della burocrazia. S. Car. CAMPAGNA ELETTORALE
Il favorito Taro Aso propone tagli fiscali e spesa pubblica Gli sfidanti, tra
cui la Koike, insistono invece su una politica di rigore e riforme.
( da "Giornale.it, Il" del 09-09-2008)
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N. 215 del
2008-09-09 pagina 0 Tutti invitati ad Atene per leggere l'Olimpiade del sapere
di Ezio Savino Atleti, filosofi, medici, artigiani, geografi: i campioni delle
discipline che crearono il mondo moderno. Da domani in edicola con il Giornale
Con Il mondo nuovo dei Greci, secondo volume della "Storia Einaudi dei
Greci e dei Romani", da domani in edicola con il Giornale, il discorso
sull'eredità ellenica entra nel vivo. Si procede per figure esemplari: l'atleta,
il filosofo, il medico, l'intellettuale, l'artigiano-artista, l'utopista, il
geografo, lo storico, operatori di quella visione originale del mondo che
giustifica il titolo in copertina. Il recente evento globale di Pechino rinnova
l'energia suggestiva di Olimpia, anche se ben poco dell'antico
"spirito" e dei riti originari permane nel riuso moderno. Perfino il
simbolo più noto, la fiaccola, è un falso, ideato da Carl Diem per sacralizzare
i giochi berlinesi del 1936 con l'accensione scenografica della fiamma a
Olimpia e il viaggio al cuore della Germania hitleriana. Una corsa con le torce
- una specie di staffetta a squadre, in onore del dio del fuoco, Prometeo - si
disputava nella Grecia classica, ma per i vicoli da Atene al borgo del Pireo:
nulla a che vedere con le cerimonie quadriennali che offrivano a Zeus Olimpico
lo splendore della vittoria agonistica. è un esempio di come noi moderni ci
riappropriamo del patrimonio greco: scegliendo come in un profondissimo pozzo
dei sogni, contaminando, ricomponendo, rimodellando i frammenti, spesso
attraverso il filtro delle civiltà successive, latina, medioevale,
rinascimentale, moderna e post. Pensiamo all'architettura e all'arte
figurativa: il severo ordine dorico, inteso come dominio del razionale, del
pedagogico, dell'essenzialità grandiosa e geometrica
spirante dagli edifici dello stato e della burocrazia o del potere privato (banche, ma anche fabbriche, mattatoi,
residenze signorili, cimiteri monumentali), ha consegnato colonne e trabeazioni
a costruttori di stretta osservanza classicistica. Al contrario, c'è chi
disloca le schegge elleniche in impasti visivi che devono sbalordire non per
completezza e somiglianza, ma per allusione, assenza e rigetto, come nel
Progetto Antigone a Montpellier (1979-83) di Ricardo Bofil, che incastona nei
puri frontoni capitelli monchi, colonne mutilate, triglifi abnormi; nella
galleria dello stravagante Caffè Bongo di Tokyo (1987) che il designer Nigel
Coates orna con copie di nudi greci issati su piedistalli pretenziosi; nel dipinto
Buon giorno, Signor Hockney (1981-83) in cui uno dei padri della pop art, Peter
Blake, nobilita ironicamente la patinata atmosfera californiana con un remake
dell'Afrodite accosciata, scolpita dall'ellenistico Doidalsas per il re della
Bitinia, Nicomede, qui reinventata come una splendida girl policroma sui
pattini a rotelle. Sono agrodolci dichiarazioni d'amore, un'ansia di distacco
frustrata dall'adesione ombelicale, drammatica rivalsa da adolescenti che più
s'impegnano allo strappo, più smascherano la propria dipendenza. I greci furono
grandi elaboratori di modelli. Con innumerevoli errori e omissioni, nessuno lo
nega. Ma la propensione ad astrarre schemi dal fluire dell'esperienza li alzò
in cattedra. Chi mai penserebbe che quando consulta un navigatore satellitare,
sul display del telefonino o sul cruscotto dell'auto, dovrebbe mormorare un
"grazie!" agli scienziati ellenici? La geografia fu un prodotto del
loro genio. Anche se non possiamo accettare la generosa attribuzione di
paternità, pur sostenuta a lungo, al patriarca Omero (futile cercare le tracce
di Odisseo nei toponimi del Mediterraneo), ricordiamo che Eratostene, il primo
a misurare il meridiano del pianeta con approssimazione impressionante,
indicava il fondatore del geografèin, "disegnare la terra", in
Anassimandro di Mileto, allievo di Talete, a sua volta pioniere della ricerca
naturalistica e filosofica. Il suo trattato includeva una carta geografica,
fonte battesimale di ogni futuro atlante. Tolomeo iscrisse i continenti noti
nella griglia squadrata sulla quale ancor oggi gli scolari cercano fiumi e
capitali. Ma non è tutto qui. La geografia antropica, il logos, la grande
avventura storica dei costumi, delle risorse economiche, delle istituzioni
politiche, risale a Erodoto, a Polibio, a Strabone, cultori di un metodo che
intrecciava alle misurazioni degli itinerari il discorso sugli uomini. L'uomo
al fulcro del mondo greco. La prima grande lezione che il volume ci fa
ripassare. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Provincia Pavese, La" del 09-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Sport Il suono di un
violino straordinario in una calda notte d'estate a Nizza LUKIAN MUSSEL Molti
anni fa quando ero studente all'Università di Pavia avevo deciso con un amico
di fare un viaggio in Provenza anche per inaugurare la fiammante MG spider che mi
avevano regalata i miei genitori in vista della laurea. Allora dopo Genova non
esisteva ancora l'autostrada ed occorreva percorrere la vecchia via Aurelia
molto panoramica ma anche molto piena di traffico e, pur essendo partiti
all'alba arrivammo alla frontiera solo nel tardo pomeriggio. Superata la complessa burocrazia doganale dell'epoca arrivammo, stanchissimi ma felici a Nizza
parcheggiando l'auto altrettanto sfinita e quasi in ebolli zione sotto
l'albergo Beau Rivage. La stanchezza ci impedì di apprezzare il fatto che vi
avesse soggiornato a lungo il famoso pittore Matisse. L'unica cosa che
ci interessava era una stanza a basso prezzo. A Nizza ero peraltro destinato a
perdere il mio compagno di viaggio che stette male nella notte e dovette essere
ricoverato al vecchio ospedale Saint Roch ove fu subito operato di appendicite.
Il giorno dopo arrivarono anche i genitori e la sorella di Carlo che si presero
cura del convalescente ed io mi dedicai alla visita dei principali musei e
monumenti della città della Chiesa russa alla collina di Cimiez con le sue
memorie romane ed i suo musei. Speravo, essendo solo, anche di conoscere
qualche ragazza ma le effervescenti francesine probabilmente erano emigrate per
le vacanze e tra me e le rosate inglesine e americane che incontravo in
abbondanza si ergeva l'insormontabile baluardo dell'inglese, che a scuola solo
una èlite studiava, e della mia timidezza. Così continuai nel mio destino di
turista solitario esplorando la parte vecchia della città partendo da Corso Saleya
con il suo mercatino antiquario ed il "marchè aux herbes" pieno di
colori e di aromi. Ero ormai alla vigilia della partenza che vedevo arrivare
con sollievo dopo alcuni giorni passati in solitudine e un altrettanto
solitario viaggio a Cannes. Mi concessi un'ultima gita per la città vecchia
anche in cerca di un ristorantino in cui cenare accompagnando il cibo con un
ottimo e rustico "Cote de provence" rosato che allora veniva servito
e bevuto con una generosità di cui oggi, in tempi di inflazione e di limiti
alcoolici, si è persa memoria. Forse ne avevo bevuto veramente troppo tanto che
passando da una viuzza tra la Prefettura ed il Tribunale ad un certo punto mi
sembrò di sentire qualcuno che suonava il violino in modo straordinario tanto
che rimasi a lungo ad ascoltarlo guardandomi intorno con meraviglia. Chi poteva
essere? La mia cultura musicale ancora molto rudimentale non mi permetteva di
dare un nome all'autore di questa musica bellissima e tragica che il violino
sembrava a tratti trasformare in un lamento accorato. Cercai di trovarne la
fonte. La casa da cui proveniva aveva un aspetto fatiscente e una piccola porta
stretta i cui battenti erano appena accostati. Ne spinsi uno e penetrai
nell'oscurità dell'androne. All'improvviso mi sentii anche come sfiorato da
qualcosa che volava nel buio: un pipistrello pensai inorridito mentre fuggivo
all'esterno verso la luce della strada. Dal campanile di Santa Reparata
battevano dei rintocchi, era tardi forse mezzanotte. Ritornai agitato
all'albergo e faticai ad addormentarmi. Molti anni dopo, mentre insegnavo per
un semestre a Nizza e avevo quasi dimenticato questo episodio, appresi da un
collega appassionato di storia locale che in quella via ed in quella casa era
morto in povertà e disperazione, rifiutando i sacramenti, il grande violinista
Paganini che la gente del posto, colpita per il suo aspetto chiamava "il
diavolo" e che per molto tempo quella casa non era più stata abitata per
la paura che la sua figura, alta, magra ed avvolta in un mantello nero come le ali
di un pipistrello, incuteva. Si diceva anche che qualche volta il grande
artista tornasse a suonarvi il suo magico violino nelle lunghe notti d'estate.
(Dedicato all'amico Mino Milani).
( da "Stampa, La" del 09-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Caricatura. La
"Legge" dell'umorismo è la regina della Biennale Il podio all'opera sul rapporto tra cittadini e burocrazia La giuria della Famija Varsleisa (presieduta da Mario Guilla e
composta da Monica Falcone, Mauro Pedrani, Gian Piero Prassi), ha espresso
l'atteso verdetto sulle opere inviate per la quindicesima edizione della
Biennale internazionale di caricatura "L'arte dell'umorismo nel
mondo". Un'edizione che ha visto una rilevante partecipazione di
artisti stranieri, con una netta prevalenza di provenienze dall'Est Europa:
Ucraina, Russia, Bielorussia, Polonia e Serbia in testa. "Ma - rileva il
presidente della Famija Pier Luigi Bruni - abbiamo ricevuto contributi anche
dalla Turchia, da Cuba e dall'America del Sud. Più assenti rispetto al passato
Usa e Canada, mentre la risposta italiana è sempre molto buona, e di livello
altamente professionale". Il primo premio è stato assegnato al bolognese
Andrea Bersani per l'opera "Law", apprezzata "per l'espressività
del soggetto che in pochi elementi esprime tutta la complessità del rapporto
tra la legge ed il cittadino evocando atmosfere kafkiane". Vanno all'estero
il secondo e terzo premio: l'ucraino Yuriy Kosobukin ha colpito la giuria con
un lavoro senza titolo "dalla feroce ironia che con un tratto fumettistico
rappresenta il dramma della fame": un gruppo di disperati in attesa che un
pane sia fotocopiato dal fornaio. L'inglese Dave Connaughton l'ha fatta
sorridere con "Mona Lisa's smile": un'esecuzione tecnicamente
pregevole in grado di suscitare il sorriso grazie alla sola forza delle
immagini. Meritevoli di segnalazione anche le opere del polacco Pawel Kuczynski
e del serbo Darko Drljevic. La targa "Pietro Ardito", messa a
disposizione da Tigullio Events per ricordare la figura dell'artista vincitore
della prima edizione della Biennale, è stata infine attribuita a Carlo
Bartolini di Pistoia per il lavoro "12 ottobre 1492", garbata
smitizzazione dell'impresa di Cristoforo Colombo. "Non emerge una tematica
prevalente - prosegue Bruni - anzi ha stupito la presenza di un solo lavoro a
tema olimpico. La caricatura "tout court" sta scomparendo, mentre si
conferma la tendenza di utilizzare il linguaggio grafico dell'umorismo per
trattare i drammi e i problemi del nostro mondo, dai temi ambientali a quello
politico-sociali". Per i curiosi, ancora un po' di attesa: le opere
migliori saranno esposte al Salone Dugentesco da sabato
( da "Mattino, Il (Salerno)" del 09-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
PIERO VISTOCCO
Giffoni Sei Casali. Quadro rubato, ritrovato, e mai più ritornato. La preziosa
tela del 500 raffigurante la Madonna del Rosario, fu trafugata nella chiesa del
Salvatore a Sieti nel
( da "Sicilia, La" del 09-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
IL CASO DELL'UOMO
MORTO AL "PASSIATORE" Salma a terra per 5 ore, aperta un'inchiesta La
Procura della Repubblica ha aperto un'inchiesta sulla vicenda del pensionato
morto per un malore al "Passiatore" e rimasto per cinque ore a terra
prima che il suo cadavere venisse portato via. L'inchiesta, aperta dal
procuratore reggente Enzo Serpotta, punta a verificare se nell'iter per
trasferire la salma di Angelo Di Grazia (questo il nome dello sfortunato
settantenne deceduto il 2 settembre) dal luogo del decesso all'obitorio, ci
siano state delle "negligenze". Se si siano verificate, per esempio,
delle omissioni di soccorso, se si sia perso tempo nel comunicare l'avvenuto
decesso alle autorità o ai parenti, se per questioni burocratiche (una firma,
un certificato, un'autorizzazione data in ritardo etc.) si sia perso tutto quel
tempo dimenticando il cadavere per cinque ore al sole e alla pioggia, sotto gli
occhi di passanti e turisti. Insomma, se qualcuno (che sarebbe dovuto intervenire
tempestivamente) si sia, invece, girato dall'altra parte
lasciando che i "tempi" della burocrazia prendessero il sopravvento su un'evidente questione di pietà
umana. Gli ultimi minuti di Di Grazia sarebbero stati ricostruiti, con dovizia
di particolari da un testimone che avrebbe poi provveduto anche a chiamare il
"118" dopo aver cercato invano aiuto in zona. L'ambulanza è
arrivata al "Passiatore" ma per l'uomo non c'era più nulla da fare
nonostante un massaggio cardiaco praticato dal medico a bordo dell'ambulanza.
La cosa assurda è stata poi attendere cinque ore, e forse anche qualcosa di
più, tra autorizzazione a spostare la salma e arrivo del carro funebre per
trasferire Angelo Di Grazia.
( da "Sicilia, La" del 09-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Deve affrontare
subito il problema e dare il via ai lavori Prosegue l'attuazione della fase propedeutica
alla grande assemblea che il sindaco intende convocare nei prossimi giorni allo
scopo di stabilire quali sono gli obiettivi su cui lavorare nei prossimi mesi
per il rilancio della nostra città. Dopo avere parlato con i dirigenti dei vari
settori dell'Amministrazione comunale, incontrandoli uno alla volta, stamattina
Marco Zambuto li ha convocati tutti insieme per una riunione congiunta.
"Dobbiamo trovare il modo di motivare il personale municipale - ha
spiegato il sindaco - allo scopo di centrare lo scopo principale della nostra
azione amministrativa che per il momento rimane anzitutto quella di sanare il
bilancio comunale. Tutto passa da lì: specialmente nella logica federalistica
verso cui sembra indirizzarsi il nostro Paese, in base alla quale ciascuno deve
trovare da solo i soldi per lavorare e tirare avanti, sembra indispensabile
trovare adeguate fonti di finanziamento. In questo senso ribadisco che la
soluzione dei nostri problemi può venire anzitutto dalla valorizzazione del
nostro patrimonio, ma anche dalla possibilità di poter ricavare somme notevoli
dall'erogazione dei servizi che istituzionalmente dobbiamo garantire
all'utenza. In questo senso dobbiamo fare in modo da istituire delle entrate
strutturali che possano darci non un introito "una tantum", che
sarebbe solo come avere dei pannicelli caldi, ma delle voci di bilancio stabili
che ogni anno ci garantiscano delle entrate certe cui attingere per i nostri
bisogni". Dunque oggi Zambuto cercherà di concordare con i dirigenti una
linea di condotta che questi ultimi dovranno attuare negli indirizzi da dare al
personale nella fase operativa dell'azione amministrativa. La settimana
entrante, stante al programma che il sindaco nei giorni scorsi si è dato su
questa vicenda, dovrebbe svolgersi la grande assemblea con tutto il personale
municipale ma anche con il Consiglio comunale nella sua interezza allo scopo di
individuare tutti insieme la via più efficace che deve condurre al risanamento
delle casse municipali. Il Comune di Agrigento risultò tra gli ultimi dieci
d'Italia in una speciale classifica predisposta dall'Ufficio studi della Cgia
di Mestre e che riguarda lo stato di salute, con riguardo ai conti pubblici, di
tutti i Comuni capoluogo d'Italia, anche se tra i siciliani è forse quello che
sta meglio. Salvatore Fucà.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
09-09-2008)
Pubblicato anche in: (Unione Sarda, L' (Nazionale))
Argomenti: Burocrazia
Cultura Estate Pagina
11009 Con Gaddo Risso alla scoperta di Alghero, Asinara e Santa Teresa
L'istruttore sub Esa: la risposta sarda alle crociere ai Tropici Cernie e
aragoste sulle rotte del caicco --> DAL NOSTRO INVIATO ROBERTO RIPA
Stintino, o meglio: torre aragonese dell'Isola Piana a sinistra, Asinara a
destra. Nel mezzo uno smeraldo fluido da paura. Handè di Capo Galera, un caicco
costruito in Turchia, ci galleggia disinvolto. Lo storico due alberi, lungo
ventisei metri (mogano e vele) e settanta tonnellate di stazza, sembra navigare
sospeso nel nulla su quelle trasparenze che solo il mare di Sardegna regala. Da
qui si parte per un'avventura unica alla scoperta dei meravigliosi fondali tra
cernie, barracuda e aragoste, lungo la costa che da Alghero tocca Stintino, Castelsardo
e Santa Teresa Gallura. IL CAICCO È la novità di quest'estate per i subacquei
innamorati della Sardegna e per quanti vogliono godersi il mare e la natura con
uno spirito nuovo. Gaddo Risso, 38 anni, titolare del Capo Galera Diving
Center, famoso centro immersioni sulla scogliera a picco sul mare di Alghero,
ha lanciato la sfida. Come dire: crociera subacquea in Sardegna, meglio anche
delle Maldive o di Sharm El Sheik. "La diversità e la varietà di
immersioni che si possono fare in Sardegna, come appunto lungo la costa
settentrionale, non si trovano in nessun mare tropicale", attacca Risso,
istruttore Esa. "Per questo motivo abbiamo creduto in questo progetto che
non solo rilancia il turismo subacqueo isolano ma fa da spalla a molti settori
dell'industria sarda delle vacanze". Sarà il fascino e il mistero che
sprigiona la tipica imbarcazione dei pescatori turchi (due alberi con fiocco,
trinchetta, vela di strallo e randa,
( da "Stampa, La" del 09-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
CUNEO. IN PERIFERIA Burocrazia blocca impianti a metano [FIRMA]CARLO
GIORDANO CUNEO I distributori ci sono, anche gli allacciamenti alla rete, ma
gli automobilisti cuneesi non possono ancora fare il pieno di metano per
questioni tecnico-burocratiche. Due le aree di servizio autorizzate alla
periferia della città: alla "Ies", in via Castelletto Stura, a
Madonna delle Grazie, la colonnina non può essere attivata perchè manca
l'autorizzazione definitiva; all'"Agip" di Madonna dell'Olmo, è
necessario potenziare il collegamento alla cabina di trasformazione Enel.
"E' dal 31 dicembre che siamo in grado di fornire metano - spiega Piercarlo
Oggero, gestore distributore ''Ies'' -, purtroppo non possiamo farlo. Prima
mancava il collegamento alla rete 15 mila dell'Enel, realizzato prima delle
ferie, adesso serve l'ok definitivo per attivare la pompa. I lavori per
l'allestimento dell'impianto erano iniziati il 13 settembre dello scorso anno.
Domani (oggi ndr) abbiamo un incontro con i tecnici dell'Ies. Se ci danno il
via libera, facciamo scattare due interruttori e si parte. Diversi clienti si
sono comprati l'auto a metano in prospettiva dell'apertura del distributore: ci
spiace perché sono mesi che aspettano. Durante l'estate sono passati anche
numerosi turisti, a tutti abbiamo dovuto dire di no, con disagi non
indifferenti poichè il distributore più vicino si trova a Mondovì. Oppure
bisogna andare ad Alba". Nell'area di servizio "Ies" in via
Sant'Albano Stura la colonnina è già pronta, il display segna il prezzo: 85
centesimi al chilogrammo. All'"Agip" di Madonna dell'Olmo l'impianto
è ancora protetto dal cartone. "Attendiamo che l'Enel venga a collegarci
alla cabina - dice Fulvio Cometto, agente Eni per le province di Cuneo e Asti
-. L'Amministrazione provinciale ha rilasciato l'autorizzazione ad attraversare
la strada con lo scavo. Speriamo che i lavori vengano eseguiti in tempi brevi.
Il nostro impianto è stato completato la scorsa primavera. Abbiamo già tutti i
nullaosta autorizzativi, compreso quello dei vigili del fuoco. Una volta
collegati alla rete elettrica, anche noi siamo pronti a partire".
"Nei mesi scorsi abbiamo sollecitato l'Enel ad accelerare i collegamenti
tra i due impianti e le cabine di trasformazione - spiega Guido Lerda,
assessore comunale all'Ambiente -. Speriamo che gli ostacoli tecnico
burocratici vengano superati per l'autunno. Il Comune crede in questo
carburante alternativo; abbiamo, infatti, acquistato due veicoli con
alimentazione a metano per i vigili urbani". Per ridurre il più possibile
l'inquinamento atmosferico la Provincia di Cuneo, prima in Piemonte, ha
istituito un fondo di 42 mila euro per incentivare l'installazione su auto e
veicoli commerciali di impianti Gpl o metano. Il contributo è di 300 euro a
veicolo, le domande devono essere presentate entro il 30 novembre.
( da "Trentino" del 10-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Fiemme, gli
albergatori chiedono politiche per la qualità del turismo "Non svendiamo
la nostra valle" Gli industriali: "Dalla Provincia vogliamo più
rapidità nelle risposte" Deflorian: "La crisi c'è e si sente, la
nascondono a scopo elettorale" UBALDO CORDELLINI VAL DI FIEMME. E' una
delle valli più ricche del Trentino, a vocazione turistica, ma con realtà
industriali molto note. I prati sono curati come il giardino di casa e tutti
lavorano. Eppure anche la val di Fiemme si lamenta. Per la strada, a Cavalese e
a Predazzo, si registra voglia di cambiamento. La crisi del turismo fa paura e
gli operatori chiedono che i contributi siano legati alla qualità. L'estate sta
finendo e i turisti che si godono la giornata di sole sono pochi. Passeggiano
davanti alle vetrine di Cavalese che espongono la merce in saldo, ma non
comprano. La stagione non è andata bene e gli albergatori chiedono che la
Provincia cambi la sua politica. Claudio Delvai rappresentante di valle
dell'Unione Commercio e Turismo è chiarissimo: "Non si può svendere la
valle con gli sconti modello Ryan Air. I 30 euro per una notte in mezza
pensione non sono concepibili. Dobbiamo puntare sull'offerta qualificata e la
Provincia deve dare i contributi solo a chi dimostra di offrire qualità. Gli
altri tornino a fare i dipendenti. Il modello Malossini, con i soldi a pioggia
non funziona più". Anche uno degli angoli più ricchi del Trentino ha
paura. In valle ci sono 25 mila posti letto, 8 mila in albergo, il resto nelle
seconde case. Il turismo è qualcosa più di una risorsa, anche se non è l'unica
fonte di benessere. Le realtà industriali non mancano. Basta percorrere la
strada di fondovalle che costeggia l'Avisio per rendersene conto. A Predazzo ci
sono il pastificio Felicetti, con oltre 70 occupati, e la Bkz, leader italiana
nei pavimenti in legno di qualità biocompatibili. A Ziano c'è La Sportiva,
leader mondiale nella produzione di pedule per il free-climbing. A Cavalese, ci
sono l'Eurostandard, che produce raccordi, e l'impresa Misconel. Realtà
importanti che alla politica chiedono soprattutto velocità, come spiega il
delegato di valle della Confindustria Lorenzo Delladio, presidente de La
Sportiva, 154 dipendenti in valle: "Il momento è delicato per tutti, anche
qui in val di Fiemme. Anche per questo abbiamo bisogno che la Provincia sia
rapida nelle risposte. Dicano anche di no, ma rispondano presto. Noi
imprenditori abbiamo l'obbligo di essere dinamici e anche le istituzioni devono
esserlo, altrimenti ci fanno rimanere indietro. Anche le istituzioni locali
devono tenerci più in considerazione. Nelle bozze di statuto della Comunità di
valle quasi non veniamo citati. Non mi sembra giusto". Giulio Deflorian,
titolare insieme al fratello Walter dell'omonimo mobilificio di Ziano e membro
del Consiglio direttivo degli industriali del legno, è ancora più drastico:
"La crisi c'è e si sente un bel po', anche se viene politicamente coperta
perché ci sono le elezioni. La val di Fiemme gode di discreta salute, ma non è
stata certo ben rappresentata a Trento in questi cinque anni". L'ex
consigliere provinciale Italo Craffonara, ex presidente degli albergatori ed ex
sindaco di Predazzo una ricetta ce l'avrebbe: "In vista dei campionati
mondiali di sci nordico del 2013 dobbiamo ritrovare la nostra identità anche
restituendo vivibilità alla valle. Il traffico commerciale deve essere spostato
sulla strada di fondovalle, lasciando sulla 48 solo i mezzi pubblici e i comuni
devono capire che i centri storici vanno chiusi al traffico. Invece continuano
a fare parcheggi di superficie". Il presidente degli artigiani della valle
Fausto Mich chiede che la Provincia si adegui: "Ci vuole una politica più
autorevole e più vicina alla gente e noi dobbiamo fare più squadra. Dal 2003 al
2008 è cambiato il mondo, ma la politica è rimasta la stessa. Non ne può più della burocrazia, delle carte". L'avvocato Beppe Pontrelli che ha lo studio
a Cavalese cita un esempio storico di scarsa programmazione: "Questa è una
valle che ha rinunciato ad un trenino che la raggiungeva. L'avevano costruito
nel 1916 i genieri dell'esercito austro-ungarico. Partiva da Ora e
raggiungeva Predazzo. Nel 1963, quando già stava per scoppiare il boom
turistico, il trenino venne smantellato". Ora di quella caffettiera
celeste e azzurra che saliva sbuffando verso la valle rimane solo qualche
viadotto dalle parti di Gleno. Il treno c'è ancora, ma sbuffa sopra Genova.
Deflorian ha richieste più concrete: "La nuova giunta dovrà fare in modo
che il lavoro resti in Trentino. Se anche l'anno prossimo la Provincia taglia
del 30 per cento gli investimenti come ha fatto quest'anno perché doveva
impiegare le risorse diversamente, visto che ci sono le elezioni, è un
disastro". Mich rincara la dose: "Si sente in giro un gran voglia di
cambiamento. Anche noi artigiani abbiamo la sensazione di lavorare solo per il
sistema, per tenere in piedi l'apparato provinciale". Nel 2003, Dellai
aveva preso il 60 per cento, ma alle politiche dello scorso aprile Pdl e Lega
insieme hanno preso il 56 per cento contro un misero 23 per cento racimolato da
Pd e Italia dei Valori. Uno scarto che significa poco secondo Deflorian:
"In val di Fiemme alle provinciali abbiamo sempre votato le persone,
mentre alle politiche ha sempre vinto il centrodestra. Però, questa volta ci
sarà uno spostamento verso lo schieramento di Divina. Saranno elezioni
combattute".
( da "Adige, L'" del 10-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Alto Adige L'appello
di Durni "Alle imprese serve terreno fertile" "La Provincia di
Bolzano deve offrire un terreno fertile all'economia locale, permettendole così
di crescere. Senza una economia funzionante con ci sarebbero la piena
occupazione, un sistema sanitario efficace e iniziative culturali". Lo ha
detto ieri il presidente della giunta provinciale Luis Durnwalder durante la
presentazione dei candidati dell'ala economica della Svp. I candidati - Hans
Berger, Hanspeter Munter, Dieter Steger e Thomas Widmann - hanno presentato un
programma di otto punti per garantire l'attrattività dell'Alto Adige come sede
d'imprese. Altri punti del programma riguardano gli aiuti
per il ceto medio, la riduzione della burocrazia e l'introduzione dell'autonomia fiscale. L'ala economica della
Svp si batte, inoltre, per una "immigrazione regolamentata" e la
formazione come "investimento nel futuro". 10/09/2008.
( da "Repubblica, La" del 10-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina IX - Napoli I
CITTADINI SI RIPRENDONO GLI SPAZI PUBBLICI LUCA ROSSOMANDO P oi sono andati
dall'assessore e hanno ottenuto la riparazione di una ringhiera, una fontana,
la rete intorno al campo di calcetto. Da luglio il Comune ha messo un
guardiano; adesso il parco chiude prima e non si può andare a prendere il
fresco la sera, ma le persone continuano a riunirsi una volta alla settimana, a
prendersi cura del parco e a prodigarsi affinché resti aperto. Nello spoglio
cortile dell'edificio di via Forno Vecchio, sede di alcuni dipartimenti di
Architettura, un gruppo di studenti aveva sistemato alcuni arredi fatti con
materiale riciclato, tavolini e poltrone mobili, spostabili da un punto
all'altro a seconda della posizione dell'ombra e del sole, grazie alle quali lo
spazio si era trasformato in una piccola piazza dove incontrarsi. Poi,
all'inizio di luglio, l'università ha sostituito gli arredi informali con delle
panchine fisse, con buona pace di coloro che sul cortile stavano ragionando non
in termini di decoro ma in relazione alle modalità umane di vivere lo spazio. E
ancora, a Scampia è in corso da un anno il recupero di un'area verde nel rione
dei cosiddetti Sette palazzi, avviato su iniziativa di una famiglia che abita
lì e che con il tempo ha coinvolto decine di bambini, adolescenti e adulti
della zona; a poca distanza, la creazione prima dell'estate di un campetto di
calcio in uno dei campi rom del quartiere, accanto a una baracca-ludoteca già
costruita, si inserisce all'interno del lavoro di coinvolgimento e di scambio che
alcuni gruppi di attivisti attuano in quel posto da anni. Sono esempi recenti,
ancora in corso, di come parti di questa città vengano utilizzate dai suoi
abitanti, di come questi si organizzino per piegare alle proprie esigenze, più
o meno urgenti, gli spazi disponibili, cioè gli spazi pubblici; di come
reagiscano alla penuria di strutture e all'indifferenza delle istituzioni: tu
non mi dai una palestra, noi ci mettiamo in strada; tu non mandi a pulire, a
tagliare l'erba, noi diventiamo giardinieri, netturbini; tu non riesci ad
aprire il parco, allora lo apriamo noi. Sono pratiche virtuose, che non
cancellano quelle viziose, che come sappiamo sono altrettanto diffuse e
aggressive, e per gli stessi motivi: l'abbandono, l'incuria sistematica,
l'assenza di un governo del territorio; ma qui abbiamo elencato alcune di
quelle positive e proviamo a capire che cosa ci dicono. Innanzitutto che la
"vivibilità" non è qualcosa che debba essere concesso, elargito
dall'alto. Le persone sono capaci di "pensare" un luogo e di
trasformarlo di conseguenza. Questo accade, spesso, se c'è qualcuno capace di
prendere l'iniziativa, di accendere una scintilla, di mettere in moto una
voglia. Ogni storia è differente, ma in molti casi salta agli occhi una
caratteristica: chi si organizza lo fa al di fuori del proprio ruolo, al di là
di ogni specializzazione, attivando risorse latenti, assopite, che nessuno gli
aveva richiesto fino a quel momento. Gli amministratori, per definizione,
dovrebbero limitarsi a creare le condizioni di questo risveglio: tenere in
ordine la città, far funzionare i servizi. In qualche caso, raro, si instaura
una collaborazione, ma il più delle volte nessuno risponde, o al massimo
arrivano i vigili o la polizia. Si tratta pur sempre di esperienze incontrollabili,
che mettono in subbuglio luoghi e persone, rischiano di alterare interessi e
competenze fossilizzate. La manutenzione ordinaria è uno dei problemi cronici,
la vera emergenza delle amministrazioni napoletane. Ma qui nessuno sembra in
grado di porsi in ascolto; di dialogare senza strumentalizzare; di migliorare,
senza riserve mentali, insieme a chi ha deciso di darsi da fare. Negli ultimi
tempi i governi locali, facendo leva sulla sponda di quello centrale, cercano
di uscire dall'angolo in cui si sono messe, ponendo l'accento su due modi di
governo: quello dell'emergenza, quando sono sulla difensiva, e quello dei
grandi eventi, quando cercano di passare al contrattacco. Entrambi sono modi
che mettono tra parentesi la gestione ordinaria della vita quotidiana, eludono
l'esigenza di partecipazione dei cittadini, glissano sulla trasparenza delle
procedure, scavalcano la possibilità di sperimentare le riforme, di verificarne
l'efficacia. Nei grandi eventi si mette in piedi una
consistente burocrazia di
sedicenti esperti, si assegna loro un campo d'intervento, si concentra un
investimento cospicuo in un tempo limitato e per interventi effimeri o
affrettati. Durante queste manifestazioni i cittadini diventano pubblico, a
volte pagante a volte no; la sostanza è che non devono far altro che
assistere, fidarsi, lasciarsi guidare. I grandi eventi sono il contrario dei
piccoli e sudati episodi che ci mostrano il modo in cui le persone acquistano
autonomia, resuscitano la socialità, rivendicano l'uso creativo dei luoghi in
cui vivono. Il modo di governare attraverso l'emergenza è da anni in Campania
sotto gli occhi di tutti, anche qui in sostanza ci si affida a una ristretta
cerchia di autoproclamati specialisti, i quali sotto il riparo di un garante
posto al vertice della struttura, si dedicano a fare e disfare ignorando
vincoli e regole, o - come ha spiegato con convinzione il commissario Bertolaso
per legittimare il suo operato - ritengono di non doversi fermare ai semafori
rossi. Anche in questa modalità di governo non è previsto il contributo dei
governati, se non sotto forma di obbedienza e cieca approvazione. E invece nei
mesi scorsi la popolazione ha reagito, e lo ha fatto occupando fisicamente e
ri/creando spazi pubblici che hanno attirato, spingendole a manifestarsi, anche
componenti della società di solito sorde a questo richiamo. Nelle strade di
Pianura, nella Manifattura Tabacchi di Gianturco o alla rotonda Titanic al
confine tra Chiaiano, Marano e Mugnano - spazi pubblici di emergenza, nati
contro le politiche dell'emergenza - si sono affacciate le donne e i ragazzi
delle periferie, alcuni con prepotenza, mostrando le insegne in cui si
riconoscono, altri timidamente, alla spicciolata, ma tutti si sono esposti,
hanno preso la parola sul destino del proprio territorio, hanno mostrato
coraggio e organizzazione. Sono stati accusati di fare il gioco dei camorristi.
E di certo non sono mancate ambiguità. Ma i ragazzi di Pianura, alzando le
barricate hanno impedito che si riaprisse una discarica che nei mesi successivi
è stata unanimemente riconosciuta come una bomba di rifiuti tossici; le donne
di Gianturco hanno mostrato a tutti come un'enorme struttura destinata al
quartiere rischiasse di diventare un deposito di immondizia senza alcuna
utilità per la crisi in atto, ma solo per mostrare alla provincia che il
capoluogo stava facendo la sua parte. A Chiaiano, infine, è andata come
sappiamo. E, ad ascoltare la voce dei comitati, i giochi non sono del tutto
chiusi.
( da "Giorno, Il (Brianza)" del 10-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
SEREGNO CARATE pag.
10 Seregno, artigiani allarmati: "Il Comune non ci aiuta" ? SEREGNO ?
IL PRESIDENTE DELL'APA-CONFARTIGIANATO Mario Canzi lancia l'allarme per le
infinite difficoltà di ripresa della categoria. E chiede interventi anche da
parte del Comune a sostegno del comparto produttivo che rappresenta. "Vedo
invece - spiega - interventi che portano la città a riempirsi di nuovi cantieri
che stanno occupando anche l'ultimo metro quadro di spazio, per realizzare
nuove zone residenziale. Spazio sottratto alle attività produttive.
L'intervento di trasformazione del centro, inoltre, con i cantieri ancora
aperti crea difficoltà ai commercianti e alle aziende produttive costrette a
sobbarcarsi il costo aggiuntivo dei trasporti per la consegna delle
merci". "Attraversare la città è diventato un rebus - prosegue Canzi
-. Noi artigiani percepiamo quasi un atteggiamento negativo verso il lavoro
autonomo e il mondo della piccola impresa, e comunque ci sentiamo
penalizzati". "E INVECE L'ARTIGIANATO con le sue piccole e medie
aziende si conferma un settore importante dell'economia brianzola - aggiunge il
presidente dell'Apa -. Solo nella nuova Provincia di Monza operano 21.679
aziende artigiane pari al 38% del totale delle imprese. A questo punto viene da
chiedersi quali siano le strategie di crescita del settore artiginale visto il
momento congiunturale. A mio avviso l'unica sfida possible
è sulla qualità perchè sui prezzi non è possibile, tanto più che la manodopera
per diversi motivi ha un costo elevato, così come le materie prime, senza
contare l'incidenza della burocrazia e le pressioni fiscali, che fanno temere il peggio". M.G.
( da "Giorno, Il (Milano)" del 10-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
RHO BOLLATE pag. 22
Sos dagli ex dipendenti della Syntess Da quattro mesi non vedono un euro
Presidio a Bollate: "Il Ministero ci dia la cassintegrazione" di
ROBERTA RAMPINI ? BOLLATE ? "CI È RIMASTA solo la dignità. Dobbiamo
vendere anche quella?". Senza lavoro da gennaio, senza l'indennità di
cassa integrazione da quattro mesi e senza nessuna certezza per il futuro, ieri
mattina i cinquanta lavoratori della Syntess hanno organizzato un presidio di
protesta davanti ai cancelli di via Cattaneo. Il socio di maggioranza della
"fabbrica dei lavoratori" non è più in grado di pagare la cassa
integrazione, i sindacati hanno chiesto al Ministero del Lavoro di pagare
direttamente l'indennità, pare non ci siano ostacoli, ma in attesa che la burocrazia completi l'iter i lavoratori
non vedono i soldi dallo scorso giugno. "Il rischio è che anche a
settembre non ricevano la cassa integrazione, molti di loro sono in difficoltà
perchè hanno il mutuo della casa da pagare e una famiglia da mantenere - spiega
Michele Augurusa, rappresentante della Filtea Cgil - siamo preoccupati anche
perchè a luglio il socio di maggioranza ci aveva detto che era pronto un
accordo per la vendita dell'area e dell'immobile ad una cooperativa. Ora invece
veniamo a sapere che prima di vendere intende conoscere il Piano di Governo del
territorio e la nuova destinazione d'uso dell'are". Tra i lavoratori
serpeggia il timore che qualcuno voglia tentare una speculazione edilizia sulla
loro pelle. IERI MATTINA le maestranze hanno voluto tornare davanti alla loro
fabbrica per chiedere alle istituzioni di difendere il diritto al lavoro. Anche
Palazzo Isimbardi, che in questa partita aveva messo soldi e faccia, ha
sollecitato il socio di maggioranza. "Abbiamo chiesto di anticipare 50.000
euro che significa dare 1.000 euro ad ogni lavoratore, non è molto ma almeno
possono avere un sollievo - spiega Bruno Casati, assessore provinciale alle
Crisi industriali - spero si possa trovare in tempi brevi un accordo per non
creare altra tensione in una situazione già difficile". Intanto, sempre in
collaborazione con la Provincia di Milano, è stato avviato un percorso di
outplacement per dare un supporto alla ricollocazione professionale dei
lavoratori. "Si tratta di un progetto importante e sul quale abbiamo
scommesso - conclude Augurusa - infatti per chiedere al Ministero la proroga
della cassa integrazione per il secondo anno, è necessario aver ricollocato il
40% del personale, se questo non avviene a novembre rischiamo di trovarci con
50 lettere di licenziamento".
( da "Repubblica, La" del 10-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Economia Il governo
avverte Alierta Telecom deve restare italiana Sostegno agli investimenti e
fiducia a Galateri e Bernabè LUCA IEZZI CLAUDIO TITO ROMA - Tour de force
istituzionale per il numero uno di Telefonica Cesar Alierta. Ieri, ha avuto una
serie d'incontri con i rappresentanti del governo e con i presidenti delle
Autorità delle comunicazioni Corrado Calabrò, e Antitrust, Antonio Catricalà.
Toni distesi anche se non sono mancate le rivendicazioni da entrambe le parti.
Alierta ha lamentato gli ostacoli frapposti da Autorità e burocrazia a Telecom: "è evidente
che se non riuscissimo a fare investimenti accettabili e vedessimo che l'Italia
va contro la nostra necessità di fare efficienza non potremmo che prenderne
atto", ha più volte dichiarato, con evidente riferimento all'investimento
in Telco, che controlla l'ex monopolista tlc e che ha dimezzato il proprio
valore dall'inizio dell'avventura in Italia. La risposta del governo è
stata univoca: sostegno nel rendere gli investimenti più semplici a patto che
non sia a rischio la nazionalità di Telecom. Il caso Alitalia è stato citato
come esempio di cosa il governo è disposto a fare per mantenere l'italianità di
aziende considerate strategiche. Dunque, tutto dipenderà dai risultati futuri
di Telecom Italia, che Telefonica controlla insieme ad un gruppo di soci
italiani guidati da Mediobanca; non a caso, ad accompagnarlo nella trasferta
romana il presidente della società di tlc, Gabriele Galateri e dall'ad Franco
Bernabè. A Palazzo Chigi, Alierta ha incontrato il sottosegretario Gianni
Letta, e ha incrociato per pochi minuti anche il premier Silvio Berlusconi.
Brevi colloqui anche con il ministro per lo Sviluppo Economico, Claudio Scajola
e il sottosegretario con delega alle comunicazioni Paolo Romani. In serata è stato
ricevuto dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti. "Se gli azionisti
hanno l'idea che il sistema Paese possa garantire in tempi certi il ritorno
degli investimenti - ha dichiarato Romani - è ovvio che l'assetto proprietario
non cambia". Cartina di tornasole sarà la rete a banda larga su cui
Scajola ha insistito, ricordando gli 800 milioni stanziati dal governo in tre
anni e le semplificazioni normative connesse. L'investimento complessivo da
parte dell'intero settore si aggira su cifre ben più consistenti: intorno ai 10
miliardi di euro. Sulla necessità di accelerare la costruzione del nuovo
network a banda larga i vertici dell'azienda si sono trovati "in piena
sintonia" con Calabrò, Con il quale, invece, rimane aperta la diatriba sul
destino della rete esistente. Un punto su cui Agcom si pronuncerà dopo che si
sarà conclusa la fase di consultazione pubblica. Dalla giornata di ieri è anche
emersa la conferma che sarà proprio l'accoppiata Galateri-Bernabè a tentare il
ritorno a risultati di rilievo. La stabilità del management, a quanto pare, è
stata al centro del confronto svoltosi in mattinata a Milano tra il presidente
del consiglio di sorveglianza di Mediobanca, Cesare Geronzi, e lo stesso
Alierta. Il mercato sembra credere alla tenuta della tregua con il governo
tanto che il titolo ieri ha guadagnato il 4,03% a 1,085 euro.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 10-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-09-10 - pag: 4 autore: La classifica della
Banca mondiale. L'anno prossimo scavalcati dalla Turchia, il Kirgizistan sta
per raggiungerci Fare impresa, l'Italia scivola al 65Ú posto di Alessandro Merli
B asterebbe chiedere a qualsiasi imprenditore: svolgere attività d'impresa in
Italia non è facile. Per certificarlo, la Banca mondiale usa un metodo più
analitico, nel suo annuale rapporto Doing Business: sceglie dieci categorie di
indicatori fondamentali per chi voglia condurre un'attività d'impresa, come
tempi e costi di apertura o chiusura di una società, la flessibilità del
lavoro, l'accesso al credito,il pagamento delle tasse, la burocrazia per gli scambi con l'estero,
l'efficienza della giustizia civile. E ogni anno arriva alla stessa
conclusione: l'Italia è un Paese difficile in cui condurre affari. Quest'anno,
i dati pubblicati ieri sono particolarmente sconfortanti: la classifica
dell'Italia peggiora al 65esimo posto (su 181 Paesi), ed è sempre
saldamente ancorata sul fondo dei Paesi industriali, quasi tutti nei primi 30.
Siamo davanti, fra i membri dell'Ocse, solo alla Repubblica ceca e alla Grecia.
Delle altre potenze del G-7, la penultima è la Francia, 31esima. Ma davanti a
noi ci sono anche Turchia, Perù e Giamaica. Il Kirgizistan, che ha fatto un
balzo di oltre trenta posti, sta per raggiungerci. La graduatoria appare come
sempre paradossale, perché esclude volutamente altri fattori, come stabilità
macroeconomica, sicurezza, corruzione, che pure giocano un ruolo importante
nelle decisioni delle imprese. Ma serve a quantificare uno spettro di riforme,
molte delle quali a costo zeroo molto basso, che servono a rendere un Paese
business-friendly, come dicono alla Banca mondiale,favorevole all'attività
d'impresa. E l'Italia, standoa questa cifre, non lo è. "Le riforme
economiche nelle aree che prendiamo in esame- dice uno degli autori del
rapporto, Cesar Chaparro, dell'International Finance Corporation, l'affiliata
della Banca mondiale che si occupa del settore privato aiutano la creazione di
aziende e quindi di occupazione, contribuiscono a generare crescita. Molti
Paesi usano le nostre classifiche per osservare le migliori pratiche a livello
mondiale, le prendono come riferimento, utilizzano lo studio per stimolare il
dibattito sui propri punti deboli". L'anno scorso, nel mondo, 113 Paesi
hanno messo in atto almeno una misura di riforma atta a favorire l'attività
d'impresa, un record. I progressi sono particolarmente notevoli nelle aree più arretrate,
come i Paesi ex comunisti dell'Europa orientale e dell'Asia centrale e l'Africa
(il leader del rapporto pubblicato ieri è l'Azerbaijan, che ha messo in atto
riforme in 7 delle 10 aree considerate dalla Banca), ma neanche i Paesi
avanzati stanno fermi. "L'arretramento dell'Italia sostiene Chaparro- è
legato anche ai progressi compiuti dagli altri, che sono più rapidi, oltre che
a ragioni tecniche, come la revisione di alcuni parametri e l'inserimento di
nuovi Paesi,come Bahamas, Bahrain e Qatar, che si collocano tutti davanti al
vostro Paese. Ma permangono anche ragioni più fondamentali per il ritardo
italiano". Il rappresentante della Banca indica alcune aree di progresso,
come la semplificazione delle procedure di registrazione di un'azienda con l'applicazione
di un singolo procedimento elettronico e la riduzione delle imposte sul reddito
delle società, ma nel cartellino dell'Italia per quest'anno c'è, insieme a
questi due passi avanti, anche un passo indietro. Secondo la Banca mondiale, la
flessibilità del lavoro è diminuita con l'applicazione di procedure di
licenziamento che ne hanno allungato i tempi. I più gravi problemi del ritardo
abissale rispetto agli altri Paesi industriali vanno però individuati in due
aree sulle quali il rapporto Doing Business punta il dito da anni, senza che si
siano registrati progressi apprezzabili. Un'autentica zavorra sulla classifica
(e quindi sulla facilità di fare impresa in Italia) è la lentezza della
giustizia civile, dove l'Italia si piazza addirittura al 156esimo posto sui 181
Paesi. Ci vogliono quasi quattro anni per ottenere attraverso un giudice il
rispetto di un contratto e anche il numero di procedure è il più alto fra i
Paesi Ocse. L'altro punto dolente ( l'Italia è 128esima)è il capitolo del
pagamento delle tasse, dove, nonostante i recenti progressi, la percentuale dei
profitti che finisce al fisco è la più alta fra i Paesi industriali. In
quest'area incidono anche sulla vita delle imprese italiane il numero dei
pagamenti e i costi e i tempi per riempire i formulari. In una sola delle dieci
categorie prese in considerazione dalla Banca mondiale, l'Italia è fra i primi
30 Paesi del mondo: la facilità con cui si può chiudere un'azienda.
alessandro.merli@ilsole24ore.com LE ZAVORRE èal 128Úposto per il pagamento
delle tasse e al 156Ú(su 181 Paesi) per i tempi della giustizia civile Più
facile chiudere un'attività.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 10-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: ECONOMIA E IMPRESE MERCATI IT data: 2008-09-10 -
pag: 22 autore: Burocrazia. Nell'ultimo anno nessun via libera - Il rapporto
dello Sviluppo Energia, fermi i permessi per le nuove centrali Sotto accusa la
lentezza delle autorizzazioni regionali ROMA Molti progetti in campo, ma pochi
megawatt da aggiungere al mercato dell'elettricità. Anzi, nessuno. Segna
uno sconfortante zero assoluto il saldo della nuova potenza elettrica autorizzata
dal ministero dello Sviluppo da luglio 2007 al giugno scorso per le centrali in
grado di irrobustire davvero lo scenario del grande mercato nazionale del
kilowatt, quelle con potenza superiore ai 300 megawatt. Lo comunica lo stesso
ministero nella relazione inviata a Parlamento con tanto di giustificazione che
suona come un'esplicita ammissione del blocco. Nel quadriennio 2003-2007,
trainato dalla liberalizzazione elettrica ma anche e soprattutto dalle
facilitazioni e semplificazioni normative dei decreti sblocca-centrali
innescati dall'ex ministro del precendente governo Berlusconi, Antonio Marzano,
nuove installazioni e riconversioni di vecchi impianti elettrici avevano preso
vigore. Ma ecco – ben evidenziato nella relazione ministeriale – il nuovo
pantano, che asseconda e al tempo stesso rinvigorisce la classica sindrome
Nimby che paralizza tutte le nuove in-frastrutture italiane. Ecco le nuove
lentezze delle autorizzazioni regionali. Ecco il blocco per il rilascio della
Via (la valutazione di impatto ambientale) che ha costellato il mandato dell'ex
ministro dell'Ambiente del Governo Prodi, Alfonso Pecoraro Scanio. Un blocco
che l'attuale titolare del dicastero, Stefania Prestigiacomo, sta tentando di
superare. Con non poche difficoltà, considerando che a rafforzare il fermo
delle autorizzazioni di Pecoraro era stato il riesame chiesto dal Ministero
dell'Ambiente nel giugno 2007 di tutte le Aia rilasciate prima dell'entrata in
vigore del Dlgs 59/ 2005 di recepimento della normativa comunitaria, che avrebbe
dovuto facilitare ulteriormente le opere. Un riesame "che ha coinvolto ben
31 impianti, di cui 13 hanno già avviato la procedura di rinnovo
dell'Autorizzazione integrata ambientale, mentre gli altri 18 sono tuttora
sottoposti a istruttoria da parte del Mse" notano gli analisti di
Quotidiano energia, osservando che "nel 2008, peraltro, si sono svolte 10
Conferenze dei Servizi con all'ordine del giorno la situazione di queste
centrali". In 12 mesi un progetto, in realtà, è riuscito ad arrivare in
porto. Quello presentato da Edison per il risanamento ambientale dell'impianto
di Marghera Azotati "che però prevedeva solo la sostituzione di due
turbogas con altri di migliore tecnologia. Quindi senza l'aggiunta di nuovi
megawatt" fa notare sempre Quotidiano Energia. E guai ad illudersi: anche
quando arriva quello che sembra un via libera definitivo la trafila non è
finita. Visto che sono ben 12 tra le centrali già autorizzate al momento
sottoposte a ricorso amministrativo ai vari Tar regionali o al Consiglio di
Stato, come si evince dalle tabelle che corredano la relazione ministeriale. Se
qualcosa sembra comunque farsi largo si tratta, a ben vedere, di impianti
autorizzati prima del blocco. è il caso della nuova centrale da 800 megawatt a
turbogas (come tutte quelle di nuova costruzione in Italia) di Enipower ed Egl
nell'area petrolchimica di Ferrara. L'impianto è in fase dicollaudo e sarà
operativo all'inizio del prossimo anno. Ma anche qui si tratta di una
riconversione di una vecchia centrale ad olio combustibile inquinante. E la
riconversione era stata comunque autorizzata definitivamente prima del blocco
deciso da Pecoraro Scanio. Retaggio delle vecchie autorizzazioni ante-blocco
anche la nuova centrale Eon da 800 megawatt a Livorno Ferraris (Vercelli), finalmente
operativa ( doveva esserlo nel 2005) da dopodomani. F.Re.
( da "Corriere della Sera" del 10-09-2008)
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Corriere della Sera
- ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-09-10 num: - pag: 3 categoria:
ALTRI OGGETTI (Atac), per una decisione che però ora avrebbe, in più, un
"cuscinetto" comodo cui, volendolo, appoggiare la testa per dir di
no. Al di là dei tecnicismi e della burocrazia (ma non è facile districarsi
in una matassa tanto fitta, e lo sanno bene in Campidoglio e al ministero) al
Mibac ieri è andata così: non una sola riunione innanzitutto, quella ufficiale
delle 17. Qualche ora prima del summit con i comitati tecnici convocato al San
Michele, nella sede del ministero si erano infatti già riuniti (e non
era la prima volta) i supervertici, ovvero i direttori generali, al lavoro da
giorni sul tema, almeno da quando Bondi ha ufficialmente dichiarato la sua
contrarietà al parking nella lettera al Corriere. Ai direttori il compito, come
da prassi, di preparare l'istruttoria, ovvero la base da cui poi è venuto fuori
il parere scritto (consultivo e non vincolante) dei comitati. Alla fine in tre
pagine subito recapitate al sindaco si è cucito un abito su misura indosso a un
eventuale "no" che però nessuno formalmente ancora pronuncia. Diviso
in due parti, di cui una prima ricognitiva della situazione vincolistica e dei
pareri rilasciati dallo Stato, il testo, parafrasandolo, suggerisce che (quasi)
tutto in teoria è possibile: rescissione, riduzione, spostamento dell'opera
ecc. Ma per salvaguardare gli importanti reperti "non rimovibili "
(33% dell'area più un 10% di "striscia di protezione ") il progetto
andrebbe così ridotto che cadrebbe un presupposto fondamentale per un'opera
pubblica, la convenienza. Un altro progetto? Bisognerebbe far ripartire tutto
l'iter (e nel frattempo è subentrato un vincolo regionale). Lo stop? Il
contenzioso forse ci sarebbe, ma il Comune potrebbe spuntarla. Insomma,
Alemanno, volente o nolente, dovrà decidere... Mozzafiato Una visuale del
complesso del Pincio, meta di molti turisti in vacanza a Roma, come si può
ammirare da piazza del Popolo Spine Il direttore regionale Luciano Marchetti
Esperto Mario Docci, ex preside di Architettura Edoardo Sassi.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 10-09-2008)
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Il Sole-24 Ore
sezione: I CLASSICI DEL SOLE data: 2008-09-10 - pag: 13 autore: Così ci è
arrivata la "burocrazia" Viaggio nei
"grecismi" dell'italiano: una valanga di prestiti che spesso
ignoriamo di Giuseppe Antonelli "G raecum est, non legitur " ("è
greco, non si legge") era la frase chei copisti medievali annotavano nei
testi che stavano trascrivendo quando incontravano parole in greco, lingua e
alfabeto che all'epoca conoscevano in pochi. Qualche volta invece provavano a
copiarle, e spesso sbagliavano. Accadde così che da un akmé ("punta,
apice": italiano acme) scritto in un trattato di medicina del VI secolo
d.C., venne fuori un akné, diventato poi acnae in una traduzione latina
cinquecentesca e di lì passato in molte lingue europee (italiano acne: ovvero,
quando una cima partorisce un foruncolo). Il latino, d'altra parte, è stato per
secoli il tramite principale dei grecismi giunti in italiano. Attraverso il
latino sono passati, ad esempio, tutti i grecismi diffusi dal cristianesimo,
che nel tempo hanno talvolta acquisito nuovi significati. è il caso
dell'italiano olocausto, che solo da qualche decina d'anni (dopo il successo
del telefilm "Holocaust", 1979) è stato associato al genocidio
nazista degli ebrei. Ma in origine era il greco holÓkaustos (letteralmente
"tutto bruciato"), usato nella più antica traduzione greca della
Bibbia per indicare le vittime dei sacrifici; di lì passato nella Vulgata
latina come holocaustum, e poi nella Divina commedia di Dante: "a Dio feci
olocausto" (ovvero "offerta completa di me stesso"). Assieme al
latino, il greco è alla base della porzione di lessico (intellettuale, ma non
solo) condivisa da tutta la cultura occidentale: quei vocaboli che già Leopardi
chiamava "europeismi ", perché il loro uso – annotava nel
( da "Corriere della Sera" del 10-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera -
ROMA - sezione: Tempo Libero - data: 2008-09-10 num: - pag: 10 categoria:
REDAZIONALE MORTI BIANCHE Diego Novelli rievoca in un libro la tragedia della
Thyssenkrupp Appuntamento alle 18 presso la libreria Feltrinelli alla Galleria
Colonna per la presentazione del libro di Diego Novelli
"Thyssenkrupp" (Sperling & Kupfer). Il volume rievoca il tragico
episodio accaduto all'una del 6 dicembre 2007: la linea 5 dell'acciaieria
ThyssenKrupp di Torino prende fuoco. In pochi istanti si
scatena l'inferno. Muoiono sette operai: il primo sul colpo, l'ultimo dopo
ventiquattro giorni di agonia.Per Novelli la tragedia è figlia della ricerca
del profitto a ogni costo, dello sgretolamento del tessuto produttivo, di una burocrazia ottusa e inutile.
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del
10-09-2008)
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Nord-Est sezione:
NORD EST data: 2008-09-10 - pag: 1 autore: Pa. Per il minor
numero di dipendenti La burocrazia del Nord-Est è tra le più snelle d'Italia Nel Triveneto il
numero dei dipendenti pubblici per mille abitanti è pari a 48,5 contro una
media italiana di 57,2. Trentino-Alto Adige e Veneto, in questa particolare
classifica tra regioni che tiene conto della snellezza della burocrazia, sono seconde solo alla
Lombardia, e si collocano infatti al secondo e terzo posto. Nonostante
il maggior valore del Friuli-Venezia Giulia (nelle ultime cinque posizioni), il
Nord-Est presenta una media territoriale di dipendenti pubblici del 7%
inferiore rispetto alla media nazionale. I valori delle tre regioni non sono
molto distanti da quelle delle aree economicamente più solide dell'Europa come
Spagna e Germania. Massaro e Buzzo u pagina
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del
10-09-2008)
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Nord-Ovest sezione:
ECONOMIA e IMPRESE Liguria data: 2008-09-10 - pag: 7 autore: Shipping. La
Capitaneria di Genova lavora già a una versione revisionata del software di
Elsag Datamat Flop per la telematica dei porti Il nuovo sistema gestionale
degli scali delude gli agenti: troppe lacune Raoul de Forcade GENOVA Luci e
ombre sul nuovo sistema informativo di gestione portuale operativo da agosto
nello scalo di Genova. Il Pmis, acronimo per Port management information
system, sviluppato nell'ambito del progetto Vts ( Vessel traffic service) per
il controllo del traffico marittimo e per l'emergenza in mare, delude le
aspettative di agenti marittimi e spedizionieri. Ma la Capitaneria di porto,
che ha fortemente voluto l'attivazione del sistema, spiega che si sta lavorando
per correggere velocemente quanto non funziona; in attesa, a novembre, della
presentazione del Pmis 2, la versione successiva del programma, che dovrebbe
ovviare definitivamente agli inconvenienti di quella attualmente utilizzata. Il
Pmis1, è stato attivato dalla Capitaneria (che lo gestisce) nei porti di
Genova, Savona e La Spezia e sta diventando operativo anche negli scali di
Cagliari, Reggio Calabria, Palermo, Taranto, Bari, Brindisi, Venezia e Trieste.
Il sistema è nato per consentire a tutti gli agenti marittimi e agli
spedizionieri- nave di espletare via computer tutte le pratiche amministrative
per l'arrivo e la partenza delle navi, pratiche che finora erano svolte allo
sportello con materiale cartaceo. Il software comprende anche la gestione delle
autorizzazioni per l'imbarco, lo sbarco e il transito delle merci pericolose.
Inoltre, il Port management information system è ideato per monitorare il
traffico nelle acque dei porti e per fornire alle amministrazioni operanti in
ambito portuale, in tempo reale, le informazioni relative al viaggio delle
navi, consentendo di integrare, a livello nazionale, i dati provenienti da ogni
singolo scalo. Il sistema è stato sviluppato da Elsag Datamat in collaborazione
con Selex Sistemi integrati (entrambe società di Finmeccanica), nell'ambito di
un progetto più ampio, quello del Vts, assegnato dallo Stato italiano, con gara
internazionale, a un'associazione temporanea di imprese composta dalle due
aziende più Almaviva. Un bando del valore di circa 300 milioni in due tranche:
la prima da 100 milioni, in cui è compreso il Pmis 1, e la seconda da 193
milioni, all'interno della quale è inserito il Pmis 2. Agenti marittimi e
spedizionieri, da parte loro, lamentano parecchie lacune relativamente al
software appena messo in funzione. Il sistema, testimoniano gli operatori,
mette a disposizione griglie che non prevedono alcune voci, richieste invece
dalla più recente normativa internazionale. Il problema, aggiungono, è che il
software, progettato alcuni anni fa, è già vecchio. Nel frattempo l'informatica
e la normativa si sono evolute. Tra i problemi riscontrati, la mancanza di
spazi, nelle griglie informatiche, di documenti per l'Isps ( International ship
and port facilities security code), una misura per la sicurezza marittima. Per
quanto riguarda, poi, le merci pericolose, le griglie prevedono una metodologia
obsoleta di catalogazione, le più recenti normative chiedono di fornire l'Un
number, un codice specifico, istituito dall'Imo ( International maritime organization).
E questi, assicurano gli utenti, sono solo un paio di esempi delle cose che non
vanno e che rendono il processo di compilazione della documentazione sul
computer più lungo di quello su carta. La Capitaneria, però, risponde, a
stretto giro di posta, alle critiche mosse dagli operatori. A parlareè
Ferdinando Lolli, comandante del porto di Genova, nonché direttore marittimo
della Liguria e responsabile nazionale dell'implementazione del sistema Vts.
"Il Pmis-afferma l'ammiraglio - soffre di varie malattie, una delle quali
è rappresentata dai tempi, molto veloci,in cui si sviluppa l'informatica, contrapposti a quelli, troppo lenti, della burocrazia. Il sistema, infatti, è nato
qualche anno fa e con una tecnologia legata al modem, non al web. A un certo punto,
visto che sul progetto erano stati spesi denari pubblici e non si passava mai
dalla fase sperimentale a quella operativa, ho detto basta. Ho ritenuto
infatti che l'investimento dovesse essere portato a rendimento. E che, anche se
non modernissimo, il sistema servisse a combattere un male diffuso e
contingente: la resistenza al cambiamento. Una resistenza che a volte viene dai
nostri addetti e talvolta dagli operatori, che devono cambiare delle procedure
adottate da anni". Lolli ricorda, poi, che il Pmis è una rivoluzione non
solo per quanto riguarda le domande di arrivo e partenza delle navi:
"Adottare questo sistema – afferma – significa essere in Europa: mandare
continuamente dati ai centri di Bruxelles e Lisbona e contribuire
all'ottimizzazione del trasporto marittimo a livello europeo e con una
posizione di leadership. Con la certezza,tra l'altro, che i dati acquisiti sono
protetti da qualsiasi intrusione non voluta. E se il Pmis 1 presenta alcuni
problemi, che peraltro stiamo cercando di risolvere, prendendo nota delle
critiche degli operatori con i quali abbiamo un tavolo aperto, a novembre
dovrebbero consegnarci il Pmis 2, che faremo subito testare agli agenti
marittimi. Si tratta di un'evoluzione del precedente sistema che ovvierà agli
inconvenienti di cui abbiamo parlato". raoul.deforcade@ilsole24ore.com
L'ACCUSA Gli spedizionieri: "Il Pmis1 è nato vecchio e superato per
normative e tecnologie, le pratiche cartacee sono addirittura più rapide"
LA DIFESA L'ammiraglio Lolli: "Ho premuto per l'avvio in modo da
contrastare la resistenza al cambiamento In novembre pronto il Pmis2" La
torre di controllo. Presidia il traffico marittimo nello scalo genovese.
( da "Basilicanet.it" del 10-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
10.44.49
[Basilicata] Si terrà domani a Bernalda alle ore 10 presso lâ??hotel
Palatinum il convegno-studio organizzato dalla Coldiretti Basilicata sulla legge
n. 133 (del 6 agosto 2008) che introduce numerose novità e
semplificazioni in materia di rapporto di lavoro e quindi degli obblighi
conseguenti anche per lâ??imprenditore agricolo datore di lavoro. Oltre alla
nuova legge, si parlerà della sperimentazione dei vaucher per la
vendemmia, una novità introdotta questâ??anno per ridurre la burocrazia per le imprese agricole, combattere la piaga del
lavoro nero e dare una possibilità di integrazione del reddito a studenti
e pensionati di fronte al caro vita. >. Alle imprese agricole basterà
acquistare un blocchetto di voucher, cartacei o telematici, da distribuire a
seconda delle ore di lavoro effettuate. Ogni buono avrà un valore
nominale di 10 euro (7,5 euro al netto), comprensivo del costo dell'assicurazione
e sarà utilizzato per le retribuzioni. Studenti e pensionati potranno
quindi ritirare il denaro presentando il voucher presso gli uffici postali o
gli sportelli bancomat. In questo modo si garantiscono tutele assicurative e
previdenziali a tutti quei lavoratori occasionali, come appunto studenti e
pensionati, che trovano nella vendemmia un'opportunità di guadagnare
qualcosa per integrare il proprio reddito, evitando la piaga del lavoro nero.
â??Allo stesso tempo â?" ha aggiunto Brillante - il sistema dei voucher
porta una semplificazione degli adempimenti burocratici a carico delle imprese
agricole, facilitando anche la lotta al lavoro illegaleâ?. Si
parlerà inoltre
della la scadenza per le nuove dichiarazioni aziendali, le norme per
lâ??assunzione di manodopera extracomunitaria. Ai lavori della giornata
parteciperanno il presidente di Coldiretti Matera, Piergiorgio Quarto, Romano
Magrini (Responsabile nazionale Coldiretti Servizio contrattazioni e relazioni
sindacali). Le conclusioni saranno affidate a Rocco Battaglino, Presidente
Coldiretti Basilicata. BAS 02.
( da "Vita non profit online" del 10-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Reading time: 3
minutes --> di Redazione - pubblicato il 10 Settembre 2008 alle 14:08
L'Istat ha reso noti oggi i dati: +3,5% "Senza agricoltura non c'è
economia. è un indicatore importante del valore strategico che il settore
primario deve avere per il Pil ma siamo solo all'inizio di un percorso tutto in
salita". è cautamente ottimista il ministro delle politiche agricole
alimentari e forestali Luca Zaia nel commentare i dati diffusi oggi dall'Istat
che confermano la crescita del 3,5% del valore aggiunto dell'agricoltura nel
secondo trimestre. "è indubbiamente motivo di soddisfazione per gli
operatori di un settore in ripresa che sta affrontando ancora importanti
difficoltà. è necessario però comprendere" - sottolinea Zaia- "che
siamo all'inizio di un percorso tutto in salita. Per troppo tempo abbiamo
pensato che gli agricoltori dovessero essere impegnati a fare altro, i custodi
dell'ambiente piuttosto che i destinatari di sovvenzioni che venivano pagate
affinchè loro non producessero". "Noi vogliamo rimettere al centro
dell'agenda agricola italiana la produzione" -prosegue il ministro-
"stiamo puntando a garantire una maggior autosufficienza all'Italia, più
competitività anche sui mercati internazionali alle nostre aziende, prezzi equi per i produttori e per i consumatori, meno burocrazia per agevolare le piccole e
medie imprese, anche giovani, che si affacciano sul mercato. I dati confermano
finalmente un'inversione positiva di tendenza dopo due anni di segni negativi. Un
motivo in più per proseguire con tenacia sulla strada che abbiamo
intrapreso".
( da "Tempo, Il" del 10-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Stampa Il sistema
carcerario è sull'orlo del collasso: dopo ... Il sistema carcerario è sull'orlo
del collasso: dopo l'indulto, le celle sono nuovamente piene. E un rapporto
interno dello stesso ministero della Giustizia e del Dap rivela una realtà
ancora più sconcertante: i lavori per l'ampliamento delle
carceri non sono quasi mai partiti, e il loro completamento è previsto entro
centinaia o migliaia di anni. Un assurdo della burocrazia, mentre Alfano medita di far trasferire i detenuti stranieri, di
utilizzare braccialetti elettronici o di utilizzare i domiciliari. Bertasi,
Gallo, Mannucci e Piccirilli alle pag. 2, 3, 4 e 5.
( da "Basilicanet.it" del 10-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
FONDI SOCIETAâ??
SPORTIVE,SCAGLIONE (PU): ANCORA ALTRI RITARDI 10/09/2008 13.57.00 [Basilicata]
(ACR) - Il consigliere regionale dei Popolari uniti, Luigi Scaglione,
sottolinea con amarezza il fatto che â??la burocrazia
regionale sta compiendo lâ??ennesimo misfatto ai danni del mondo dello sport.
Si emani â?" afferma categoricamente il consigliere - il regolamento per
lâ??utilizzo delle risorse a favore delle società sportive che disputano
campionati e tornei nazionali e intervenga urgentemente il presidente De
Filippoâ?. â??Il Presidente della Regione â?" esplicita Scaglione -
intervenga subito per dare attuazione al programma di utilizzo delle risorse
messe a disposizione delle società sportive e delle associazioni che partecipano a
tornei e manifestazioni nazionali, altrimenti lâ??efficacia di questâ??altro
provvedimento che ha visto mettere a disposizione del mondo dello sport lucano,
qualcosa come 1 milione di euro, rischia di essere vanificatoâ?.
â??Molti tornei ufficiali stanno per avere inizio â?" riferisce Scaglione - altri sono
già partiti e la Regione non ha ancora emanato il regolamento attuativo
che pure è¨ a corredo di quel provvedimento voluto dallo stesso Ente, con lo
spirito di più¹ ampia e concreta attuazione del programma di promozione del
territorio, attraverso le maggiori società sportive lucane che
partecipano a tornei e campionati nazionali di una certa consistenzaâ?.
â??Ci si muova â?" conclude Scaglione - e si abbattano quei vincoli
burocratici e quelle storture che rischiano di condizionare seriamente anche le più¹ piccole e
semplici iniziative poste come riferimento per unâ??ampia socializzazione della
partecipazione attiva alla vita di questa regione. Lo sport attende da troppo
tempo i fattiâ?. (dt ).
( da "Stampa, La" del 10-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
CONVEGNO.CON GLI
STATI GENERALI DEL PARTITO Sfida elettorale in Piemonte Il Pdl ora riparte da
Novara [FIRMA]MARCELLO GIORDANI NOVARA Forza Italia apre la maratona elettorale
in vista delle provinciali e delle amministrative del 2009 e lancia la sfida:
"Riprenderemo la Provincia e il centrodestra sarà alla testa dei 66 Comuni
del Novarese che rinnoveranno l'amministrazione". A scommettere sul
successo del Popolo delle Libertà è stata la convention sul tema "Amministrare
il futuro del Piemonte", moderata dal consigliere regionale Luca
Caramella. A fare gli onori di casa il parlamentare Gaetano Nastri, al centro
il coordinatore regionale Enzo Ghigo e il capogruppo in Consiglio regionale,
Angelo Burzi. "In provincia abbiamo ottenuto il 38% dei voti alle ultime
elezioni - ha detto Nastri - e il primo scorcio di legislatura ha reso ancora
più forte il consenso della gente. Novara ha bisogno di infrastrutture per lo
sviluppo, ma è stata dimenticata dalla Regione e dalla Provincia di
centrosinistra". Le amministrazioni regionale e provinciale sono state
l'obiettivo polemico degli interventi: "La sinistra sta deflagrando - ha
sottolineato Ghigo - e la giunta regionale si distingue in negativo. Noi
rispondiamo con le idee che la gente ha premiato perchè esprimono i suoi
bisogni". "Siamo una provincia dimenticata dalla Regione - ha
aggiunto il sindaco di Trecate, Enzio Zanotti Fragonara -
che ci affligge con una burocrazia pesantissima e inutile. Il nostro piano regolatore è a Torino da
quattro anni". Forza Italia si prepara da mesi agli appuntamenti del 2009:
in provincia sono stati nominati 36 coordinatori comunali e venerdì sarà aperta
la sede di Cameri del Popolo delle Libertà. Gli assessori comunali
novaresi Mario Ferullo, Giovanni Rizzo, Franco Caressa e Silvana Moscatelli
hanno sottolineato come "Novara sia notevolmente cambiata grazie all'opera
costruttiva dell'amministrazione di centrodestra", e Gerry Murante ha
ricordato che "il 38% di voti è stato ottenuto grazie alla presenza di
amministratori che hanno rapporto col territorio, un principio sempre sostenuto
da Nastri". Anche il sindaco di Borgomanero, Anna Tinivella, ha
sottolineato la necessità di "candidare le persone giuste, e per questo
occorre ascoltare la base". Antonio Tenace, consigliere provinciale, ha
rilanciato la sfida elettorale, "per chiudere il ciclo del
centrosinistra".
( da "Repubblica, La" del 11-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina XV - Roma
Nella rete aumentano gli spazi dedicati alla denuncia dei mille problemi della città
Il degrado di Roma sul web i blog danno voce ai cittadini ELIDA SERGI Laura
racconta di una passeggiata tra porta Maggiore e via Emanuele Filiberto durante
la quale, lo scorso 28 luglio, si è imbattuta in un parco in terribili
condizioni. Kenpachi invece ce l'ha con i troppi mendicanti che affollano via
di Santa Croce, i cordoli pericolosi per i centauri e, infine, con i set
cinematografici che impediscono il passaggio in alcune zone. I tanti problemi di Roma - compresi i difficili rapporti conla burocrazia - approdano sul web,
denunciati e discussi da cittadini/blogger che armati di una buona dose di
senso civico, macchina fotografica e ironia provano a trasformare il proprio
spazio privato sulla Rete in qualcosa di socialmente utile. è così che è
nato "Il degrado di Roma" (http://degradodiroma. wordpress.com), alla
fine del 2005: da un incidente in motorino causato dalla perdita d'acqua di un
tombino dell'Acea in via dell'Università, che dopo diversi mesi era ancora
nelle stesse condizioni. Troppo perché Laura, appassionata della navigazione in
Internet, potesse tacere: da qui l'idea di un blog "tematico"
dedicato al degrado della Capitale e ai suoi mille problemi. Immaginato come un
luogo di sfogo e di denuncia, dà luogo a veri e propri dibattiti e ha fatto da
apripista ad altri blog: ad esempio "Migliora Roma"
(http://www.miglioraroma.com/), nel quale Martina, 38 anni, dà voce ai
residenti del I Municipio e non solo. Tra i tanti, c'è "E liberaci dalla
transenna" (http://transenna. splinder.com/), un blog nel quale si discute
con ironia del "malcostume tutto romano della transenna selvaggia".
( da "Tirreno, Il" del 11-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Montecatini Simone
non tornerà prima di sabato Disposta l'autopsia sul corpo del 37enne annegato
in Sardegna Lo stesso giorno in cui è morto aveva ottenuto l'ok per rifare una
casa PIETRO BARGHIGIANI CHIESINA. Dopo la tragedia la burocrazia. Fino a sabato non tornerà in
Valdinievole il corpo di Simone Moncini, il dipendente del pastificio Zucconi
deceduto martedì intorno alle 13,30 nelle acque davanti la spiaggia di Santa
Luria, a pochi chilometri da Quartu Sant'Elena in provincia di Cagliari.
Una congestione fulminante lo ha strappato alla vita all'età di 37 anni davanti
agli occhi della moglie, Marcella Mainas, 39 anni, originaria della Sardegna e
del figlio Cristian di 2 anni. La donna era in spiaggia e insieme ad altre
persone si è resa conto di quello che era accaduto solo quando ha visto il
corpo del marito galleggiare nell'acqua. La magistratura ha disposto l'autopsia
per chiarire le cause che hanno provocato il malore da cui è scaturito poi
l'annegamento. I familiari dell'uomo, originario di Buggiano, già da ieri
mattina erano in Sardegna per seguire le pratiche di rientro della salma. Il
padre di Simone è Piero Moncini, ex assessore all'urbanistica nella giunta
Pellegrini dal 1999 al 2004, ultimo segretario del Pds di Buggiano e attuale
presidente del frantoio di Vangile. Anni fa con il figlio aveva gestito un
negozio di caccia e pesca in centro a Margine Coperta e ora si trova nell'isola
in attesa di potersi riprendere suo figlio per l'ultimo saluto che non ci sarà
prima di domenica o lunedì. Il corpo verrà tumulato nel cimitero di Colle di
Buggiano. Una famiglia conosciuta quella dei Moncini, soprattutto per
l'attività politica di Piero, già consigliere comunale negli anni Ottanta.
Simone abitava con moglie Marcella, sposata in seconde nozze, in via di Campo
7/A a Chiesina Uzzanese da sei-sette anni. Proprio martedì mattina il Comune di
Massa Cozzile aveva autorizzato la ristrutturazione di una casa dalle parti di
via Verdi dove Simone sarebbe andato a vivere con la famiglia per stare più
vicino ai suoi genitori e al luogo di lavoro in centro a Montecatini. Lo stesso
giorno in cui il destino assurdo ha privato una famiglia di un padre e di un
marito. SCONTRO FRONTALE Anziano ferito BUGGIANO. è rimasto ferito in maniera
lieve F.N., 89 anni, di Borgo a Buggiano, nello scontro frontale avvenuto tra
la sua Ford Focus e un furgone intorno alle 10 sulla via Provinciale Lucchese
all'altezza del distributore Agip. L'uomo, soccorso dall'automedica di Pescia e
da un'ambulanza della Pubblica Assistenza di Chiesina, ha riportato leggere
escoriazioni e un forte stato di choc. Stabilizzato e sistemato sulla lettiga,
l'89enne è stato trasportato per precauzione al pronto soccorso. Disagi anche
alla viabilità, con il traffico in direzione Pescia che è stato deviato in via
Michelangelo. A COLLODI Cambia la viabilità COLLODI. Lunedì 15, con il nuovo
anno scolastico, verrà finalmente aperta la nuova scuola elementare di Collodi.
Per questo motivo, da domani, saranno introdotte una serie di limitazioni al
traffico in via Confine con Capannori (dove si trova la scuola). Sulla strada
(dove saranno realizzati nuovi stalli di sosta e verranno collocati nuovi dossi
rallentatori) verrà introdotto il senso unico in direzione nord/sud. Inoltre,
sempre su via Confine Capannori, ma anche sulle vie di san Gennaro,
Pasquinelli, dei Mille e Mazzalucchio (che in parte diventa a senso unico), e
in piazza della Pace, viene introdotto il limite di 30 all'ora. A BORGO A
BUGGIANO Sagra della salsiccia BORGO A BUGGIANO. Al via, da domani sera, la
nuova edizione della sagra della salsiccia, nella frazione buggianese di Santa
Maria. Il programma prevede per domani l'apertura degli stand gastronomici alle
20, con la serata dedicata al Cacciucco, quindi dalle 21 musica e ballo. Sabato
alle 19,30 cena sul parto e ancora musica e ballo dalle 21. Domenica 14, alle
17, distribuzione gratuita delle salsiccie, poi alle 19,30 cena sul prato e,
dalle 21, musica e ballo con Maurizio e Samuele. PRECISAZIONE Ente non nostro
PONTE BUGGIANESE. Precisazione del consiglio provinciale sull'intervento
dell'Osservatorio Nuove Destre della provincia di Pistoia, pubblicato lo scorso
6 settembre, nel quale la festa de La Destra veniva definita un'iniziativa ad
alto rischio. "Tenuto conto - si legge sulla nota - che l'Amministrazione
Provinciale dispone di alcuni Osservatori (come quelli per la programmazione
strategica, quello sociale, quello turistico e così via) e che la sigla
dell'intervento pubblicato potrebbe ingenerare qualche dubbio nei lettori, si
precisa che nell'amministrazione provinciale non esistono osservatori
partitici, né di destra né di centro né di sinistra".
( da "Repubblica, La" del 11-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina XV - Palermo
FINANZA REGIONALE TROPPE INCOGNITE MARIO CENTORRINO A nzi, per alcuni versi, dalla
relativa dispersione degli stessi e, quindi, dell'insufficiente impatto di
sistema in termini di sviluppo produttivo competitivo. Nel caso del Por Sicilia
2000-2006 si sono valutati in circa 40 mila gli interventi puntuali e
molecolari realizzati finora. Un modello di impiego dei fondi comunitari che
avrà massimizzato consenso elettorale, consulenze, occupazione di brevissimo
periodo. Ma caratterizzato da segmentazione eccessiva e tendenza centrifuga
come del resto l'attuazione degli Accordi di programma quadro. Sarà possibile,
questo il disperato appello dei "tecnici" rivolto alla politica,
evitare la frammentazione degli interventi e concentrare in un pacchetto
selezionato di grandi progetti la strategia del prossimo ciclo programmatorio 2007-2013?
Ricordiamo che tra fondi strutturali (Fers e Fse), fondi destinati allo
sviluppo rurale e della pesca (Feasr e Fep) e stanziamenti che fanno capo alla
politica regionale a livello nazionale finanziata con il fondo per le aree
sottoutilizzate (Fas), le risorse immediatamente disponibili e programmabili
dalla Regione siciliana ammontano, secondo il Dpef, a circa 15 miliardi di
euro. è opinione diffusa che la Regione siciliana abbia un bilancio in rosso.
Anche su questo punto il Dpef diffonde verità spietate. L'andamento della
finanza pubblica regionale, sulla base delle previsioni per il 2008, conferma
la scarsa incisività delle politiche regionali sino ad ora adottate e tendenti
a governare le spese regionali nei limiti finanziari sostenibili con le risorse
effettivamente acquisibili all'erario regionale. Nel 2007 c'era un fabbisogno
netto da finanziare pari a 1,642 miliardi di euro su un Pil che ammontava a
85.547 miliardi (valori correnti). Nel 2008, si calcola un fabbisogno di due
miliardi circa, su un reddito di 88 miliardi. Il che implica, per quest'anno,
la necessità di ricorrere a un prestito per un ammontare di 774 milioni. Con un
debito residuo di due miliardi circa di euro pari al 13,4 per cento delle
entrate correnti. Il Dpef disegna diligentemente un percorso di rientro delle
criticità finanziarie evidenziate che nel 2013 dovrebbe azzerare il fabbisogno
con una diminuzione delle spese correnti, le quali passerebbero dal 16,7 per
cento sul Pil programmatico a valori correnti (2008) al 15 per cento del 2013.
Una stima ottimistica che prevede un governo virtuoso e soprattutto, importante
da mettere in rilievo, la non applicazione di alcuna penalizzazione da
federalismo. Come in ogni Dpef che si rispetti, viene dedicato ampio spazio,
nel quadro dello scenario macroeconomico tracciato, al programma del governo
per rilanciare l'economia siciliana. Programma contenitore di proposte
innovative (fiscalità compensativa e credito d'imposta regionale), priorità
infrastrutturali (al momento, veri e propri sogni nel cassetto), riforme
(mercato del lavoro) sempre preannunziate e sempre rimaste sulla carta. Con un
accento particolare a tagli agli sprechi e a future
operazioni di snellimento della burocrazia. E richiami (gratificanti per qualcuno) a idee cardine della sinistra
con riferimento al settore del credito, come la necessaria fusione tra Ircac e
Crias. In conclusione, una Regione indebolita all'interno di una congiuntura
recessiva che prova a sperimentare schemi di risanamento della finanza pubblica
e di sostegno all'economia privata. Sorprende la mancanza di alcuna
simulazione con riferimento ai sistemi di federalismo fiscale sui quali oggi si
concentra tanta attenzione. Che il governo Lombardo, sotto sotto, sia il primo
a non crederci?.
( da "Tirreno, Il" del 11-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pistoia Strage di
olive a causa della siccità Ovunque cadono dagli alberi ma la qualità dell'olio
non è in pericolo Ad essere a rischio è la sopravvivenza di tanti piccoli
produttori che abbandonano gli uliveti per le troppe spese TIZIANA GORI
QUARRATA. La presistente assenza di pioggia sta provocando la caduta delle
olive dalle piante. "Cadono da metà agosto - spiega Roberto Mastrodicasa,
tecnico agronomo, addetto al controllo qualità nel frantoio Pam - Le foglie
sono chiuse, le olive piccole e raggrinzite. Non c'è attacco di mosca e l'olio
sarà quindi di qualità superiore rispetto a quello del 2007. Ma se non piove
entro metà mese, la resa potrebbe però essere molto bassa". A differenza
del 2007, quando l'attacco della dacus oleae - la mosca - infestò gran parte
degli oliveti, quest'anno le piante non avranno bisogno di trattamenti.
"Alcuni li hanno fatti. Sbagliando. E' come curare una persona che non è
malata. Sono trattamenti preventivi che non hanno ragione d'essere se non viene
rilevata la presenza della mosca". Le prime infestazioni si verificano a
fine giugno - inizio luglio, e quest'anno sono state riscontrate solo su una
piccolissima parte di olive: gli addetti ai lavori calcolano non più del 5%. Le
infestazioni di settembre e ottobre sono particolarmente dannose, perché
portano alla produzione di un olio con elevata acidità, ma Mastrodicasa esclude
che in questa stagione la mosca possa arrecare danni gravi. "Il problema
vero - afferma - è la siccità. Non piove da due mesi e mezzo. Sono in giro per
le olivete e vedo parecchia cascola". Olive piccole, "grinze",
seccate e cadute a terra. Foglie chiuse su se stesse in attesa disperata di un
po' d'acqua. "L'olivo è un arbusto. Se non riceve il nutrimento, lo prende
dove lo trova. Anche dalle proprie olive. Sceglie di far morire "i
figli" prima di morire lui. Ci sarebbe bisogno di una bella piovuta".
è visibile la differenza dallo scorso anno, quando la stagione piovosa favorì
un micidiale attacco di mosca. Gli olivicoltori annoverano il 2007 tra le
peggiori annate per l'olio d'oliva del Montalbano. Adesso, invece, la mancanza
d'acqua provoca cascola ovunque. "Ho notato fenomeni di cascola a Villa
Colle Alberto, a Montale, come alla fattoria Casalbosco di Santomato, e da
Bonacchi e Spalletti, a Quarrata". Colle Alberto e Spalletti hanno scelto
di dividere l'oliveto - peraltro non potato per intero - tra più raccoglitori,
che ne terranno una parte per uso familiare e consegneranno il rimanente ai
proprietari. "Se le grandi aziende hanno operato una scelta di questo
tipo, molti piccoli produttori non effettueranno la raccolta. Assisto impotente
ad un abbandono generalizzato. Chi pota a metà e chi non ha potato affatto
perché non ce la fa a sostenere i costi. La manodopera, i concimi, gli
antiparassitari, il trasporto e la burocrazia italiana stanno erodendo i
margini di guadagno. Ora come ora, fare olio vuol dire andare incontro a una
perdita secca". Chi possiede piccoli oliveti preferisce produrre solo per
consumo familiare, chi ne possiede di grandi pota metà oliveto un anno e
l'altra metà l'anno successivo, dividendo la raccolta tra più persone.
"Anche Lazzeri e la fattoria di Montorio hanno formato gruppi di
raccoglitori. Tutta gente sopra i 60, non c'è ricambio generazionale". Per
sostenere i costi di una pianta di olivo un produttore spende circa 14 euro.
"Un chilo di olio viene venduto in media a 10 euro. Non credo avremo
grossi rialzi nemmeno quest'anno. Gli oli dei supermercati costano la metà,
recano la dicitura extravergine ma non hanno superato i test organolettici a
cui sono sottoposti gli oli Dop e Igp toscani. Speriamo che ci venga incontro
la nuova legge, che impone la dicitura dell'origine di provenienza
sull'etichetta". I frantoi di piccole dimensioni stanno vivendo una crisi
non dissimile da quella dei produttori. "I costi della frangitura sono
aumentati poco negli ultimi 10 anni, direi non più del 5%. Al frantoio Pam, che
aprirà ai primi di ottobre, frangere un quintale di olive costa 13,5
euro". In queste condizioni si fatica ad andare avanti. Pochi mesi fa ha
chiuso il frantoio Leonardo, in via Piemonte.
( da "Tirreno, Il" del 11-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Livorno INCIVILTà
INCIVILTà Quattro frecce in mezzo alla strada Un giorno d festa, ore 12.30, in via
Mondolfi. L'auto che mi precede, all'altezza del tabaccaio verso l'Apparizione
si blocca e mette le doppie frecce. Subito si forma la fila. Un signore,
distinto e sui 50 anni, scende dall'auto e va dal tabaccaio. Tutti aspettiamo
che lui abbia fatto i suoi comodi. Chissà se ha figli quel signore e come farà
ad insegnar loro come si sta al mondo. Miranda Lessi
BUROCRAZIA Enel e dati catastali Nessuna certezza Un paio di giorni fa ho
ricevuto, come moltissimi altri cittadini, la bolletta dell'Enel con allegata
la richiesta dei dati castatali di casa. Dal punto di vista strettamente
pratico, almeno per me, non sussistono fortunatamente grossi problemi nel
reperimento dei dati: è sufficiente consultare l'atto di acquisto (o per
altri la dichiarazione di successione oppure il contratto di affitto). Mi
immagino comunque il dramma per le persone anziane alle prese con quello
stampato pieno di caselline da compilare. Oltre alle difficoltà intrinseche, la
questione si pone però gravemente sul piano della legittimità della richiesta e
sulla certezza dell'invio. Prima di tutto già da tre anni la normativa impone
la richiesta dei dati catastali soltanto nel caso di nuovi allacciamenti ovvero
in caso di subentro. La Legge Finanziari 2005 invocata a sostegno della richiesta
odierna è infatti chiarissima laddove all'art.1, comma 333 recita:....a
decorrere dal 1ºaprile 2005 le aziende, gli istituti, gli enti e le società
richiedono i dati identificavi catastali all'atto della sottoscrizione dei
relativi contratti; per i contratti in essere le medesime informazioni sono
acquisite dai predetti soggetti solo in occasione del rinnovo ovvero della
modificazione del contratto stesso". Chi è allacciato all'ENEL da decenni,
a regola, non dovrebbe pertanto inviare un bel nulla. Ciò nonostante viene
prevista una grave sanzione pecuniaria a chi non restituisce il questionario,
oltre alla minaccia di controlli fiscali a carico dell'inadempiente (e siccome,
soprattutto in campo fiscale, "nessuno è perfetto" la minaccia funziona
sempre). Purtroppo però tutto ricade sul cittadino: si invita infatti a
restituire entro trenta giorni il questionario compilato e firmato inviandolo a
mezzo posta all'ENEL Servizio Elettrico di Potenza. A parte il fatto che
potevano anche degnarsi di allegare una busta già affrancata ed intestata, in
tal modo le spese di spedizione sono sempre a carico mio e non ho comunque in
mano alcuna prova dell'avvenuta spedizione: se il questionario va smarrito
durante il percorso (oppure anche dopo l'arrivo a destinazione) sono cavoli
miei. Per ottenere la prova della spedizione dovrei così inviarlo mediante
raccomandata e ricevuta di ritorno spendendo un discreta somma oltre al tempo
perso in fila alle Poste: insomma, una sorta di tassa occulta per un
adempimento fantasma. Complimenti! Lettera firmata IN VIA GRAMSCI Tubi del gas
a rischio Abito da vent'anni in via Gramsci nº 32... Ieri sera alle 24 circa
un'auto.. cercando di posteggiare sul marciapiede ha letteralmente divelto un
tubo del gas mettendo in agitazione parte degli abitanti della zona...
dopodichè si è dato alla fuga recando danni anche ad un'altra auto in sosta...
Abbiamo subito fatto intervenire i Pompieri e l'Asa che ha tamponato il danno
ma che solo stamani (forse?) provvederanno a ripristinare il tutto... a cui
abbiamo fornito anche i dati della targa dell'autore del fatto... Quello che
però volevo puntualizzare è che noi abitanti di via Gramsci... dall'angolo di
via Paoli all'altezza della zona militare... ci siamo veramente rotti le
scatole di rischiare tutte le sere di saltare per aria perchè l'idiota di turno
cerca di posteggiare sul marciapiede rasentando i moltissimi tubi del Gas che
ci sono... Esigiamo che vengano messi dei paletti che ci proteggano da questo
problema che a sua volta incatena altri problemi come il rendere il passaggio
di autovetture più grandi del normale (vedi autoambulanze con l'entrata proprio
in via Gramsci del Pronto Soccorso) molto difficoltoso visto lo strettirsi
della carreggiata stradale... Ieri sera abbiamo chiamato sia i Vigili
Urbani..sia i Carabinieri.. sia la Polizia Stradale ma nessuno si è fatto vivo
e dopo che gli operai dell'Asa (altre l'una di notte) hanno tamponato il
danno... altre auto si sono tranquillamente ri-sistemate sul marciapiede...
Vogliamo davvero che accada una strage...? No.. non stò affatto esagerando e se
qualche nostro Amministratore o Consigliere Comunale abitasse in zona... sono
convinta che il problema sarebbe già stato risolto... Spero di vedere
pubblicata questa mia lettera che ripeto.. è a nome di moltissimi abitanti di
via Gramsci che non vorrebbero ritrovarsi da una notte all'altra senza la loro
abitazione... (se và bene!).. o addirittura senza più vita....! Marzia Bianchi
MURI IMBRATTATI L'amore per Federica non si cancella? In viale degli Avvalorati,
all'ingresso della Fortezza Nuova e a due passi dal Municipio, qualche anno fa
l'innamorato di Federica le ha dedicato un gioioso imbrattamento di muro che
tuttoggi intima, a caratteri cubitali per la delizia di tutta la cittadinanza:
"Fede, sei e sarai sempre nel mio cuore". Al riguardo, vorrei
suggerire all'amministrazione cittadina di verificare se i due piccioncini sono
ancora assieme o se si sono lasciati. In questo secondo caso, infatti, potrebbe
essere opportuno ripulire il muro (magari anche dalle altre amenità), in modo
da lasciare la possibilità al altri teneri amanti di giurarsi fedeltà eterna
sulla stessa superficie, con qualche artistica strisciata rossa, nera o
marrone. Alla faccia nostra. Ugo Cattabiani IN VIA CATTANEO Il camper dei rom
scarica escrementi Ho purtroppo constatato che, tutte le sere, fra le ore 19.30
e le 21 un gruppo di nomadi (presumo siano rumeni) scaricano al suolo i loro
escrementi dal serbatoio del loro camper e se ne vanno velocemente, il luogo in
cui perpetrano tale schifezza è nel piazzale di via Cattaneo, proprio accanto
al locale della caldaia del Palazzetto dello Sport lato Nord perché la
costruzione stessa copre la visuale delle abitazioni. Ma nessuno interviene e
li punisce... Eppure questa operazione avviene puntualmente tutti i giorni,
alla solita ora, rendendo davvero degradata la situazione di quella zona. Carlo
Catanorchi.
( da "Giorno, Il (Varese)" del 11-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
VARESOTTO LUGANESE
pag. 7 Informazioni per immigrati con uno sportello itinerante Un servizio
attivato nei municipi della Valceresio di ELISABETTA BARBIERI ? ARCISATE ?
COMUNITÀ Montana della Valceresio e Anolf Varese insieme con una iniziativa
concreta per favorire l'integrazione degli stranieri. È stato inaugurato
infatti in questi giorni lo "Sportello itinerante sulla Valceresio",
un'iniziativa per facilitare l'inserimento degli immigrati nella realtà
dell'alto Varesotto. Gli operatori dell'Associazione nazionale oltre le
frontiere che fa capo alla Cisl, saranno presenti a rotazione nei diversi
Comuni della Valle per dare informazioni di ogni tipo agli stranieri ma anche
agli italiani che desiderano assumere un cittadino extracomunitario. IL PRIMO
lunedì del mese lo sportello farà tappa a Besano e Porto Ceresio; il secondo
lunedì sarà a Cuasso al Monte e Brusimpiano; il terzo lunedì a Induno Olona e
il quarto lunedì a Viggiù e Cantello. Ad Arcisate l'appuntamento sarà invece
nelle sede dell'associazione, in via Foscarini, il quarto mercoledì del mese.
"Ci siamo resi conto che soprattutto chi vive in piccoli paesi come ad
esempio Cuasso al Monte ha grosse difficoltà a raggiungere la nostra sede
varesina ? spiega la responsabile provinciale dell'Anolf Martine Illgen -
Mancano i mezzi pubblici, molti stranieri non possiedono un'auto privata e
soprattutto non possono perdere un'intera giornata per venire da noi a chiedere
informazioni". Lo sportello dovrebbe semplificare loro la vita e
permettere di ottenere aiuto su vari fronti. "Diamo una mano per
conseguire il permesso di soggiorno e la cittadinanza - prosegue Illgen -
Forniamo indicazioni per il ricongiungimento familiare". Negli ultimi anni
la presenza di stranieri è fortemente cresciuta nei paesi compresi tra Varese e
la Svizzera, una zona dove il flusso migratorio è stato particolarmente
elevato. "Ci sono moltissimi marocchini, molti residenti ad Arcisate,
seguiti da ucraine e albanesi ? spiega la coordinatrice del servizio ? che troppo spesso devono fare i conti con la burocrazia italiana e con i suoi tempi
spesso lunghi". Ma a trovarsi in difficoltà non sono solo loro.
"Vogliamo aiutare e tutelare anche i datori di lavoro italiani che
desiderano assumerli ? continuano dalla sede provinciale - Molte donne dell'Est
lavorano proprio in Valceresio come badanti". La presenza dello
sportello potrebbe favorire l'adeguamento alle regole sull'immigrazione.
"Inoltre siamo in grado di mettere in contatto datore di lavoro e
lavoratori - continua Illgen - andando oltre il passaparola che ha
contraddistinto finora la ricerca di una badante". TRA GLI OBIETTIVI
dell'iniziativa c'è anche la creazione di una vera e propria rete tra i professionisti
dell'immigrazione, gli uffici anagrafe dei Comuni e le assistenti sociali
presenti sul territorio. "Riusciamo a capire meglio le difficoltà
esistenti ? dice la portavoce dell'Anolf ? e possiamo superare anche i problemi
di comunicazione grazie all'intervento di mediatori culturali in grado di
tradurre documenti di ogni tipo". Nelle prime giornate di attività gli
stranieri che hanno aderito non sono stati molti ma una campagna pubblicitaria
tramite volantini è pronta per far conoscere l'iniziativa in tutta la
Valceresio. E sicuramente il servizio itinerante potrà diventare un prezioso
contributo all'integrazione sociale e culturale dei tanti stranieri che si sono
stabiliti nella valle.
( da "Giorno, Il (Legnano)" del 11-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
VARESE pag. 12
Funerali celebrati soltanto al mattino Giovedì 25 i cimiteri resteranno chiusi
LA SETTIMANA DEI CAMPIONATI DI CICLISMO ? VARESE ? GRANDI CAMBIAMENTI in vista
dei Mondiali di Ciclismo anche per chi si trova nella sfortunata condizione di
dovere celebrare un funerale. In considerazione dei problemi viabilistici e
della chiusura delle strade e per limitare al minimo i disagi di parenti e
familiari, il Comune ha disposto che nella settimana dal 22 al 28 settembre le
esequie saranno limitate alle prime ore del mattino (9 e 10.30), salvo casi
particolari riguardanti percorsi esclusi dai blocchi viabilistici. Inoltre,
giovedì 25, giorno in cui si prevedono i maggiori problemi di traffico, non si
celebreranno riti funebri (verranno anticipati a mercoledì) e i quattordici
cimiteri nel perimetro comunali resteranno chiusi. Ulteriori informazioni o
precisazioni potranno essere richieste all'Attività servizi cimiteriali (tel.
0332/255230). Novità operative anche per chi è alle prese
con la burocrazie: nelle giornate di martedì 23, giovedì 25 e venerdì 26
settembre l'Ufficio Ricerca e Selezione del Personale, per facilitare l'accesso
degli utenti, aprirà una postazione all'Ufficio Protocollo , in via Sacco 5
(piano terra). Resterà comunque a disposizione un addetto, nei soliti orari (8.30-12),
anche alla sede di Villa Baragiola in via Caracciolo. Per l'accesso all'Ufficio
comunale di via Sacco, infine, si suggerisce di utilizzare, salvo casi
assolutamente non rinviabili, le ore del mattino (dalle 8,30 alle 12). R.V.
( da "Repubblica, La" del 11-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Commenti La
diffusione e l'utilizzo dei cellulari sta facendo crescere la ricchezza delle
popolazioni più povere Lo dimostrano gli studi degli economisti sui mercati di
pescatori, agricoltori e commercianti I membri delle ong tramite gli sms danno
istruzioni sulle tecniche di semina e di prevenzione dei terreni "Sta
cambiando l'asimmetria dell'informazione, che è la drammatica essenza della
povertà" (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) RICCARDO STAGLIANO riccardo staglianò
Avventurarsi altrove, alla cieca, era un rischio economico. Così se il mare era
stato generoso, lo era stato per tutti: tanta concorrenza (profitti bassi),
tanti sprechi (si buttava via tra il 5 e l'8% del pescato). Poi sono arrivati i
telefonini e dai pescherecci ancora a largo si è potuto chiamare altri mercati
e capire dov'era maggiore richiesta. Risultato: zero sprechi, profitti
aumentati (+8%) e prezzi diminuiti(-4%). "La circolazione
dell'informazione" commenta Robert Jensen, l'economista di Harvard che ha
studiato la vicenda, "è ciò che fa funzionare i mercati". E niente
come la spezia tecnologica, da internet agli sms, riesce a fluidificarla. Più
che "cancella il debito" il nuovo slogan, dall'Africa all'India,
potrebbe diventare "aumenta il credito" (del telefonino). Il
cellulare è il profeta di questa rivoluzione. Tra abbonamenti e prepagati i
suoi utenti sono oltre 3,3 miliardi nel mondo. Quasi una persona su due. E se
già i numeri assoluti (280 milioni in Africa, 130in Brasile,
( da "Repubblica, La" del 11-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Economia Maglia nera
nella Ue, cresce il divario Ricerca, istruzione, opere: tutti i ritardi che
impediscono la ripresa Il dossier L'ultimo rapporto di Confindustria sui limiti
strutturali del nostro Paese Quando il treno della ripresa passerà per noi sarà
più difficile intercettarlo LUISA GRION ROMA - Gli altri rallentano, noi di
più. Quasi fermi, praticamente "stagnanti": dietro il drastico
verdetto che arriva dall'Istat e da Bruxelles s'intravede un "caso
Italia", il quadro economico di un paese maglia nera della Ue che scivola
in una crisi che riguarda tutti con un pacchetto di "guai" che
detiene in esclusiva. Se per gli altri la difficoltà è sostanzialmente
congiunturale per noi è strutturale e quando la ripresa arriverà sarà più
difficile allungare il passo per starle dietro. Lo aveva detto già qualche mese
fa il Commissario Ue Joaquin Almunia ("L'Italia deve risolvere i problemi
di una crescita troppo bassa rispetto al potenziale") e un rapporto di
Confindustria lo conferma: l'economia italiana soffoca sotto macigni
schiaccianti. Macigni che gli industriali inseriscono in un lungo elenco. A
frenare la competitività - dicono - concorrono tanti, troppi fattori:
produttività bassa, flessibilità insufficiente, scarsa innovazione, ricerca
boccheggiante, orari di lavoro ridotti rispetto alla concorrenza, burocrazia eccessiva, caro energia. E
poi s'investe poco e ancor meno si attraggono capitali, il reddito è
distribuito male e le infrastrutture mancano. Percorsi che portano ad un solo
capolinea: la produttività è la "gamba mancante" di una economia dove
"hanno pesato le carenze e i disincentivi del sistema paese".
E' peggiorata la capacità di reggere alla concorrenza: tra il 1997 e il 2007 il
costo del lavoro per unità di prodotto è aumentato del 26,1% contro la media
del 14,2 dell'Eurozona e il 3,1 della Germania. La crescita langue: se fra gli
anni Settanta e Ottanta l'Italia era una delle economie occidentali più
dinamiche, negli ultimi anni si piazza regolarmente al penultimo posto della
classifica, appena sopra il Giappone. La produzione manifattura fra il '97 e
l'anno scorso è salita di un misero 0,6%. Le aziende accumulano poco e
investono di meno, dedicando ai mezzi di produzione - veicolo di diffusione del
progresso tecnologico - solo la metà delle risorse destinate in media dagli
altri paesi europei. La politica fiscale, lamenta Confindustria, non le aiuta:
le aliquote sui redditi d'impresa si sono ridotte, ma meno rispetto agli altri
paesi e nonostante gli interventi attuati il cuneo fiscale e contributivo
rimane uno dei più elevati rispetto in Europa. Non si può pensare - dicono le
aziende - che la salvezza arrivi dai partner stranieri: l'Italia continua ad
intercettare dall'estero una quota molto bassa degli investimenti diretti, è
agli ultimi posti per la spesa in ricerca e non sfrutta come dovrebbe la
potenzialità della rete (solo il 43% delle famiglie ha un collegamento Internet
contro il 71 della Germania e il 67 dell'Inghilterra). A tecnologia, insomma,
siamo messi male e ciò rischia di pesare anche sulle cose che ancora vanno
bene: l'export - per esempio - negli ultimi due anni è segnalato in netta crescita
(più 3,7) ma l'high-tech occupa un risicato 6,4%. Né il livello
dell'istruzione, dunque il futuro capitale umano, lascia ben sperare. Un quadro
cui, secondo gli industriali, concorrono comportamenti sbagliati e mancanze
storiche: fra i primi va iscritto l'orario di lavoro (più ferie rispetto a
molti altri paesi), fra i secondi il basso tasso di occupazione, il gap
Nord-Sud e il declino delle infrastrutture. Da tutto ciò ne consegue un paese
più povero e mal disposto ai consumi (dal'91 il Pil pro capite è sceso
dell'8,7%) e una distribuzione della ricchezza più iniqua che altrove. Quando
il treno della ripresa passerà, dunque, sarà più difficile per l'Italia
arrivare al binario in tempo.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-09-11 - pag: 25 autore: Promozione. Le
richieste di Cfi per rilanciare il settore Una cabina di regia per il sistema
delle fiere Carloandrea Finotto MILANO Una cabina di regia con il Governo per
coordinare e razionalizzare il sistema fieristico nazionale. Revisione della
fiscalità, gestione flessibile dei finanziamenti e snellimento burocratico
delle norme di sicurezza. Sono questi i punti cardine che dovranno
caratterizzare il mandato di Giandomenico Auricchio alla presidenza di Cfi, il
Comitato fiere e industria di Confindustria che rappresenta 35 organizzatori di
manifestazioni titolari di 83 marchi. Auricchio, 51 anni, è stato nominato al
vertice di Cfi il 5 giugno, quando è subentrato a Gaetano Marzotto. Tra i primi
passi compiuti dal nuovo presidente l'adesione all'Ufi (Union des foires internationales),
e l'incontro con il ministro per lo Sviluppo economico Claudio Scajola.
"Abbiamo chiesto – chiarisce Auricchio – la creazione di una cabina di
regia gestita a livello centrale e in grado di coordinare le politiche
fieristiche regionali ". L'obiettivo di Cfi è limitare sovrapposizioni e
doppioni a livello di sistema, sia per quanto riguarda il calendario delle
manifestazioni, "sia in merito alle missioni promozionali all'estero. Ma –
sottolinea Auricchio – la cabina di regia, la cui necessità è stata recepita
dal ministro, non deve essere vista come una limitazione alle competenze delle
singole regioni, che devono mantenere la loro autonomia, quanto piuttosto come
uno strumento per incrementare l'efficacia strategica delle fiere per le
imprese italiane". Nel corso del 2007 le manifestazioni nazionali e
internazionali, secondo i dati elaboratori da Cermes-Bocconi, hanno coinvolto
poco meno di 100mila espositori (+10% rispetto al 2006), di cui 26mila aziende
estere (+32,7% sul 2006). In questo contesto il peso delle fiere gestite da
associati Cfi è stato rispettivamente del 37,6 e del 40,5 percento. Il numero
di visitatori totali richiamati dalle manifestazioni fieristiche si è attestato
su 12,4 milioni (-8,6% sull'anno precedente), di cui 871mila stranieri (-8,4%).
Sul calo incidono, però, alcuni appuntamenti biennali e triennali svoltisi nel
2006. Sul
( da "Corriere della Sera" del 11-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
- ROMA - sezione: Sport - data: 2008-09-11 num: - pag: 7 categoria: REDAZIONALE
Il caso Il patron della Capitolina: "Basta col Flaminio" Rugby, la
provocazione di Tinari "Dateci il Circo Massimo" "Stiamo facendo
un pensierino al Circo Massimo: sono già stato lì a prendere le misure e
andrebbero benissimo. Se mi fanno mettere i pali e fare le strisce sul campo e
poi mi danno il permesso, la Capitolina giocherà lì almeno una partita".
Non scherza Claudio Tinari ("Una provocazione? Fino a un certo punto,
perchè il Flaminio può diventare la tomba della Capitolina"), presidente
di una delle due squadre romane del Super 10, massima serie del rugby che
comincia sabato, deciso a fare sul serio visto che a Roma il problema degli impianti
per lo sport, d'élite o meno, è più che mai attuale. Così Tinari lancia un'idea
destinata a far discutere, ovvero quella di riaprire l'antica arena non solo
per concerti di musica, come successo in passato magari per celebrare le
imprese della Roma del calcio, ma per farvi svolgere un evento sportivo vero e
proprio. "Il problema dello stadio Flaminio ci sta uccidendo. Può essere
il tempio del rugby italiano - dice Tinari - ma temo anche che possa essere la
tomba della Capitolina: chiedete agli Harlequins se sarebbero disposti a
giocare sempre a Twickenham. Mi piacerebbe trovare una soluzione alternativa,
perchè il Flaminio per noi sta diventando sempre di più una cattedrale nel
deserto, vogliamo svincolarci da questo stadio. I lavori sono infiniti e
abbiamo grandi disagi, anche per la stampa, gli ospiti e le riprese televisive.
Siamo bersagliati dalla burocrazia, e speriamo di trovare presto una soluzione, altrimenti ho un
paio di idee che vanno fuori dal seminato: al Circo Massimo sono stato già
stato a prendere le misure. Comunque sono convinto che Roma abbia bisogno di un
vero e proprio stadio da sei-settemila posti per il rugby: a Roma nord abbiamo
già individuato un'area e potremmo farlo in due anni. Poi a riempirlo
penseremmo noi. Confido nell'attuale amministrazione: sapete tutti da dove
vengo (Tinari è un veltroniano doc, ndr) ma devo dire che in tre mesi ho
ricevuto più segnali da questa amministrazione che in sei anni da quella
precedente ". Dopo una campagna acquisti che Tinari ha definito della
"caccia al romano a tutti i costi", e con un occhio sempre molto
attento ai giovani italiani ed ai prodotti del vivaio ("Quest'anno
inseriremo quattro ragazzi in prima squadra - ha detto il tecnico "Pancho
" Rubio - Bocchino, Chiesa, Rotella e Venditti. Mi prendo l'impegno di far
giocare loro un buon numero di partite"), la Capitolina esordirà sabato
contro l'Overmach Parma che ha appena vinto la Supercoppa italiana. "Ci
ispiriamo ai Pumas dell''rgentina - conclude Tinari - e se giocheremo con la
stessa grinta e spirito di squadra possiamo battere Parma anche se ha fatto più
partite pre-campionato di noi". Crisi degli impianti "Il problema
dello stadio ci sta uccidendo, il Flaminio è sempre più una cattedrale nel
deserto" Presidente Claudio Tinari guida la Capitolina di rugby.
( da "Nuova Venezia, La" del 11-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Altre Stupendi i forti
ma perché Stupendi i forti ma perché tutto quel degrado? Da sei estati
trascorro le mie vacanze al campeggio Stella Maris, assieme ad un gruppo di
connazionali e, sempre più, abbiamo imparato a frequentare e conoscere il
territorio di Cavallino-Treporti iniziando a conoscerne le caratteristiche e la
storia. Dall'ufficio informazioni del campeggio avevamo saputo delle molte
fortificazioni ex-militari qui esistenti, con un maestoso forte costruito
durante la reggenza asburgica del Lombardo-Veneto da parte dell'Austria, nostro
Paese d'origine. Ho poi acquistato alcune copie del buon libricino-guida,
fortunatamente per i miei amici scritto anche in tedesco e intitolato "La
batteria Amalfi nella Grande guerra" di Furio Lazzarini e pubblicato dalla
locale associazione "Forti e musei della costa". Assieme ad una
decina di altre persone interessate, ho quindi organizzato una gita sui forti,
seguendo la mappa e le puntuali indicazioni e avvertenze contenute nel libro.
Tutti i partecipanti hanno espresso sorpresa e meraviglia per l'importanza di
queste opere militari, a molti di noi del tutto sconosciute, alcune di
imponenti dimensioni e dalle architetture più disparate, ma nel frattempo
abbiamo anche verificato le pessime condizioni in cui giacciono questi edifici
storici, tra incuria, vandalismi e vegetazione che li stanno distruggendo. Come
per noi, pensiamo risulterebbero molto interessanti per le migliaia e migliaia
di turisti che scelgono Cavallino per le vacanze, e abbiamo chiesto spiegazioni
rivolgendoci a vari interlocutori. Le risposte sono state le stesse dell'anno
scorso o del precedente ancora dove, sostanzialmente, la
questione del recupero e fruizione pare dipendere dalla burocrazia, dalla mancanza di fondi o
piuttosto dalla volontà politica, ma ci rassicurano che, prima o poi,
partiranno dei progetti e cominceranno dei lavori. A noi resta invece la
sensazione che si farà poco, oppure proprio niente, e ci chiediamo quindi se
possiamo in qualche modo renderci utili. Torneremo ad ogni modo qui in
vacanza, anche nella prossima estate, ma stavolta sperando cambi davvero
qualcosa! Gottfried Niedrist Austria Kriminalpol Innsbruck Il maestro unico:
mille insegnanti in meno A pochi giorni dall'apertura dell'anno scolastico,
quasi a tradimento, è comparso sulla Gazzetta Ufficiale il decreto legge che
contiene un articolo che reintroduce la figura dell'insegnante unico nella
scuola elementare riportando indietro il mondo della scuola d'un sol colpo,
senza alcuna discussione nel Paese e in Parlamento. Il Dl 137/08 cancella i
moduli e il tempo pieno nella scuola elementare. Hanno fatto una
"riforma" di "nascosto", con un decreto legge, cosa senza
precedenti, un disastro fatto solo per fare cassa a spese delle opportunità e
delle speranze dei bambini. Nell'anno scolastico 2009/2010, nel solo Veneto,
verranno lasciati a casa 320 insegnanti in relazione alla prima classe delle
primarie e se il provvedimento dovesse rimanere in essere, si prevede, a
regime, la riduzione di altri 1000 insegnanti nel quinquennio, mentre l'attuale
complessità culturale richiederebbe, in modo più pressante che mai, la
disponibilità di persone che collaborino ad una formazione integrale e
integrata, fatto completamente ignorato da questo governo. Ci chiediamo cosa
intenda fare la giunta del Veneto qualora il Dl venisse malauguratamente
convertito in legge e come intende evitare il declino della scuola veneta
valorizzando la tanto auspicata e sbandierata voglia di autonomia
nell'organizzazione scolastica regionale. Claudio Rizzato Andrea Causin consiglieri
regionali Pd L'ora di religione confronto interculturale La proposta
dell'assessore all'Istruzione della Regione, rendere l'ora di religione (tutte)
obbligatoria, inserita nell'educazione civica, è sicuramente valida a patto che
venga insegnata da docenti laici. Quanti di noi conoscono bene la religione
cattolica, e quanti conoscono le differenze dalle altri religioni se non a
grandi linee? In primo luogo penso, indipendentemente dalla propria fede, sia
giusto e doveroso anche per i non credenti conoscere le varie religioni, anche
in prospettiva che l'Italia diventerà sempre di più una società multiculturale
e multietnica. Al mondo esistono religioni monoteiste e non (dal greco unico,
un solo Dio): ebraismo, cristianesimo e islamismo. Il cristianesimo, nato nel
200 d.C., nel tempo ha subìto delle scissioni ed è nata l'ortodossia, diffusa
in Grecia e in Russia. L'ora di religione, più che insegnare quanto
precedentemente detto, si dovrebbe focalizzare soprattutto nella storia di Gesù
come uomo e non come Profeta. Chi era Gesù? Dove è nato? Qual è il suo vero
nome? Esistono studi da parte di biblici di fama mondiale, che attraverso
reperti e documenti storici sono riusciti a dare delle risposte. Le varie
religioni, poiché sono di parte, ci raccontano ciò che loro hanno selezionato e
non tutto: per esempio la Chiesa cattolica ci parla dei Vangeli canonici ma non
ci dice quanti sono (attualmente sono almeno dieci), l'ultimo è stato ritrovato
negli anni '50 del secolo scorso. Ai contrari e agli scettici, a tale proposta
dico: l'ora di religione inserita nell'educazione civica è quantomeno un
arricchimento del proprio bagaglio culturale. Pertanto auspico che la proposta
diventi legge regionale. Gennaro D'Ambrosi Venezia.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 11-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pordenone Caldaie, occhio alle dichiarazioni BUROCRAZIA Il Comune ha reso noto che,
per un regolare e corretto esercizio degli impianti termici i cittadini sono
tenuti a presentare la dichiarazione di avvenuta manutenzione della caldaia
(rapporto di controllo tecnico) con i dati relativi ai parametri del rendimento
della combustione. Questa documentazione , rilasciata dal manutentore di
fiducia (modello G o F) a seconda della potenza in Kw dell'impianto va
trasmesso al Comune secondo precise scadenze: ogni anno per le caldaie di
potenza nominale uguale o superiore a 35 kw e per le caldaie a gasolio indipendentemente
dalla potenza stessa; ogni due anni per le caldaie (a gas) inferiori a 35 kw
insalate prima del 2000; ogni 4 anni per i nuovi impianti di potenza nominale
inferiore a 35 kw (a gas) e installati dopo il 1999. Il rapporto va consegnato
a mano all'ufficio servizio energia del Comune di Pordenone - Palazzo Crimini
(Piazzetta Calderari, 2) o all'Urp, al piano terra del palazzo municipale.
Devono essere portate le due copie, poiché su quella che andrà conservata dal
responsabile dell'impianto, verrà apposto il relativo timbro di ricevuta). In
alternativa si può trasmettere il documento a mezzo posta ordinaria
indirizzandolo a Comune di Pordenone Servizio Energia - Piazzetta Calderari 2 -
33170 - Pordenone. Inoltre il Comune ha rammentato che l'obbligo di
trasmissione della prova dei fumi attiene anche alle caldaie centralizzate o di
potenza nominale superiore a 35 Kw. Queste disposizioni si applicano solo per
gli impianti termici ubicati sul territorio del Comune di Pordenone. Per
informazioni ci si può rivolgere direttamente al settore ambiente e mobilità
del Comune di Pordenone, ufficio gestione progetti speciali ed energia o
telefonando ai numeri 0434 392410 o 392524.
( da "Stampaweb, La" del 11-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Un sano training per
tutti Bruxelles settembre 2008 Ogni volta che vedo i politici che stanziano
fondi per i politici mi vengono i brividi. L'ultima è che la Commissione
per lo sviluppo regionale del Parlamento europeo pha approvato ieri una
raccomandazione pesentata dall'europarlamentare liberaldemocratico francese
Jean-Marie Beaupuy in cui si propone di estendere il programma Erasmus,
finora dedicato agli studenti, anche ai politici eletti negli enti locali
dei paesi dell'Ue e ai dipendenti pubblici. E' passata a larga maggioranza,
ovviamente. Il documento propone di istituire un programma di scambio fra
politici locali e dipendenti pubblici di vari Stati membri dell'Unione europea,
al fine di condividere esperienze, creare una cultura di
lavoro comune e ridurre i tempi della burocrazia evitando così molti sprechi che pesano sul bilancio comunitario.
L'idea non è folle, magari può persino essere utile. Tuttavia non funziona che
l'Unione europea possa inizialmente stanziare, come propone il francese, 7
milioni di euro per sostenerla. Come se i contribuenti non versassero
già abbastanza denari nelle casse dei politici e dell'amministrazione pubblica.
Lo facciano, se vogliono. Abbiamo però la dignità di non chiedere
dinanziamenti. Quelli sono già troppi. Consoliamoci pensando che solo
una"raccomandazione". Genere non vincolante in cui la politica ha un
curriculum da Oscar. commenti (0) scrivi.
( da "Giornale.it, Il" del 11-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
N. 217 del
2008-09-11 pagina
( da "Provincia Pavese, La" del 11-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
BELGIOIOSO In Comune
la Carta che vale 10 anni BELGIOIOSO. L'estate ha portato
importanti novità sul fronte della burocrazia. La validità della Carta d'identità da pochi mesi è infatti
stata estesa da
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 11-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Quel buco... La ricostruzione è bloccata dalla burocrazia e dalle difficoltà di trovare un accordo sulle caratteristiche
del progetto, quasi a riflettere i ripensamenti e le contraddizioni sulle
scelte politiche di questi sette anni tra i più problematici nella storia
dell'America contemporanea, un Paese abituato alle decisioni nette e alle
azioni conseguenti. Gli americani non hanno rimosso dalla memoria l'11
settembre, ma almeno fino ad oggi quel tema è rimasto sullo sfondo della campagna
elettorale. L'impegno a combattere il terrorismo è stato confermato da tutti i
protagonisti del dibattito, ma l'accento è stato posto non più sul terrorismo
come fenomeno in se stesso, ma sulle vicende ad esso collegate. McCain ha
ringraziato Bush per ciò che aveva fatto per tenere il Paese unito e coeso
subito dopo gli attentati, ma non ha espresso il giudizio sulle scelte
politiche successive e persino il sindaco di New York Giuliani che era stato
nell'immaginario collettivo, pur tra voci discordanti, l'uomo che aveva
impersonato la reazione e la volontà di risposta della città e che era sembrato
uno dei più forti candidati alla presidenza, è praticamente scomparso durante
la campagna elettorale e quasi snobbato alla convention repubblicana di Saint Paul.
Ma il dibattito sul terrorismo svoltosi negli anni scorsi e al quale anche la
cultura europea ha dato il suo contributo, pur lasciando aperto più di un
interrogativo, è servito a chiarire gli errori commessi se non ad indicare le
strategie da seguire per il futuro. Nel clima creato all'indomani del crollo
delle torri, l'attacco americano all'Afghanistan e al regime dei talebani che
si rifiutavano di consegnare Bin Laden, è difficilmente contestabile salvo da
coloro che sostengono che il terrorismo va combattuto con i servizi segreti e
le "covert operations" e non con gli eserciti. Ma oggetto di critiche
sempre più diffuse anche tra gli alleati europei è la politica afghana
successiva alla caduta del regime talebano. Per quasi un quinquennio la sorte
dell'Afghanistan è stata ignorata, nessuno degli impegni presi all'indomani
dell'attacco diretti alla ricostruzione fisica, politica e sociale del Paese
sono stati mantenuti, e specie in conseguenza della guerra in Iraq,
l'Afghanistan è rimasto in un limbo quasi del tutto dimenticato fino a ieri,
con il risultato che il recupero degli afghani ad un sistema di democrazia, se
non occidentale almeno autoctono, sembra definitivamente compromesso e
compromessa è la legittimazione di quel governo Karzai su cui l'Occidente ha
puntato tutte le sue carte per la rinascita del Paese. In quanto all'Iraq è
ormai chiaro a tutti che la guerra contro Saddam Hussein non ha avuto nulla a
che fare con quella al terrorismo e anzi, aprendo un terreno di azione per Al
Qaeda, ha favorito il terrorismo invece di combatterlo. La tesi dei
repubblicani, in parte di chiara impostazione elettorale, è che in Iraq
l'America sta vincendo grazie alle nuove strategie introdotte dal generale
Petraeus e il rimpatrio degli ottomila soldati annunciato da Bush per febbraio,
è strumentale a quella tesi. In realtà a pensare che l'Iraq sia stato un
successo è rimasto solo il presidente Bush, preoccupato di quale sarà il
verdetto della storia sul suo doppio mandato e forse quel trenta per cento
degli americani che continuano a sostenerlo, mentre l'altro settanta per cento
gli è sfavorevole perché pensa che abbia portato l'America "on the wrong
track". Ma dato e non concesso che l'Iraq abbia superato la fase più acuta
della crisi umana e politica in cui il Paese è caduto ormai da un quinquennio e
che è ben lontana dal potersi considerare conclusa rimane, più drammatico che
mai il problema afghano. Applicare all'Afghanistan la formula sperimentata in
Iraq, cioè la ricostruzione di un governo nazionale credibile, appare al punto
in cui è arrivata la situazione del Paese molto più difficile. Pertanto
l'Afghanistan rimarrà una spina nel fianco della prossima amministrazione anche
in attesa del chiarimento della situazione in Pakistan. Resta la necessità non
meno pressante di formulare una nuova condotta contro il terrorismo che tenga
conto non solo delle indubbie sconfitte da esso subite in questi anni, ma anche
dalle trasformazioni avvenute nelle sue strategie e nelle sue azioni. Proprio
in questi giorni, con un ritardo di qualche anno, le Nazioni unite stanno
tentando di mettere a punto una definizione di terrorismo che possa essere
generalmente accettata. Sarà difficile raggiungere un accordo in materia tra
Israele e i Paese arabi dove il terrorismo è visto ancora al servizio di un
movimento di rinascita e rivendicazione religiosa e culturale. Un'alleanza
mondiale contro il terrorismo sembrerebbe più facile ora che anche grandi Paesi
come la Cina ne sono interessati. Ma il discorso investe il più complesso problema
di una governance mondiale a cui l'Onu non sembra in grado di dare una risposta
e che potrebbe invece essere il compito di una amministrazione americana
rinnovata negli uomini e nelle idee con le elezioni del 4 novembre. Giuseppe
Mammarella.
( da "Sicilia, La" del 11-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Protesta anche
l'arci Anagrafe, disagi "Uffici carenti" (d.d.) Ancora disservizi presso
i nuovi locali comunali di via Allende. L'ufficio Anagrafe è sistemato
all'ingresso della nuova struttura che da circa un mese e mezzo ospita gli
uffici comunali di via Milano. Ogni giorno la gente è costretta a sedersi sulle
scale per aspettare il proprio turno senza alcuna tutela della privacy. Molti
anche gli stranieri che ogni giorno si presentano per chiedere la
regolarizzazione della loro residenza. A tal proposito, Hassan Hamri,
responsabile dell'ufficio stranieri del circolo Arci, ha chiesto all'amministrazione
di potenziare il personale dell'ufficio anagrafe per migliorare i servizi agli
immigrati. "In questi nuovi uffici, si registrano code interminabili. I
cittadini stranieri per ottenere i documenti che consentono una permanenza regolare
sul territorio nazionale superiore ai tre mesi, devono per forza recarsi nell'ufficio Anagrafe e sono costretti a sopportare oltre alle lunghe
file un'estenuante burocrazia ? commenta Hassan ? per questo motivo chiedo all'amministrazione
comunale un potenziamento dell'organico in servizio". L'assessore Antonio
Lo Giudice, ha assicurato un sopralluogo negli uffici in questione in modo da
verificare i disservizi e agire di conseguenza.
( da "Sicilia, La" del 11-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
@@titolo@@politica e
storia Giuseppe Di Fazio Secessione e federalismo sono parole che fanno ormai
parte del linguaggio politico corrente. Ma il loro significato e la percezione
che ne ha l'opinione pubblica sono, nel tempo, cambiati. Tanto che oggi
autorevoli intellettuali, come il sociologo Allievi che intervistiamo in questa
stessa pagina, interpretano questo mutamento di percezione sociale come una
vittoria di fatto della Lega in un terreno, quello della cultura politica, su
cui il Carroccio era considerato un "delirio del sistema". Eppure,
oggi, destra e sinistra discutono di federalismo sulla base della bozza
Bossi-Calderoli e il "duo" leghista è invitato con tutti gli onori
persino alle feste del Pd. Anche in Sicilia è accaduto qualcosa che sembrava
impossibile: l'alleanza del presidente della Regione (in questo caso leader
dell'Mpa) con il Carroccio, considerato fino a pochi anni fa come il partito
per eccellenza antimeridionale. Il tutto in nome di un nuovo modello
federalista di Stato e di una sempre più larga autonomia dei territori locali.
Il Vento del Sud Ma proprio in Sicilia il tema del federalismo e dell'autonomia
si carica di lotte secolari, di conquiste e di delusioni. Per capire il
presente, caratterizzato dal Vento del Nord, può essere utile tornare agli anni
del Vento del Sud, ossia alla dialettica fra movimento separatista e
autonomismo. Nell'immediato dopoguerra, mentre il Centro-Nord viveva gli ultimi
scampoli della lotta ai nazifascisti e gran parte del Paese era ridotto a un
cumulo di macerie, in Sicilia il virus separatista attecchì in molti
intellettuali, divise il mondo cattolico e la sinistra. Così mentre il leader
politico del separatismo siciliano, Andrea Finocchiaro Aprile, scriveva al
Comando Alleato perché si attuasse un plebiscito sulla fine della monarchia
sabauda e sulla costituzione in Sicilia di uno Stato sovrano indipendente a
regime repubblicano, l'ex deputato popolare Luigi La Rosa si appellava a don
Luigi Sturzo, esule in America, per convincerlo a sposare la causa separatista.
"L'Unità, come tu ben sai, - scriveva La Rosa il 19 aprile 1944 - non fu
voluta che da pochissimi mestieranti, non fu voluta mai! Ora, poi, è divenuta una
questione di vita o di morte per la Sicilia, perché contrariamente a quanto tu
immagini, l'Italia, almeno da Napoli in su, sarà completamente in rovina,
mentre per quanto danni abbia potuto avere la Sicilia, i danni da essa sofferti
saranno riparabili dalle proprie risorse. L'unità annullerà queste
possibilità". Ma né il gruppo dirigente dei democristiani siciliani
(Aldisio e Alessi in testa), né tantomeno Sturzo seguirono La Rosa su questa
strada. Salvatore Aldisio era piuttosto dell'idea che il centralismo statale
non si dovesse combattere con la separazione dell'Isola dal resto del Paese,
bensì con le autonomie regionali che avrebbero dovuto rivoluzionare il vecchio
concetto di Stato "uniforme e centralizzatore": "Siamo tutti
convinti - scriveva il politico gelese - che l'attuazione dell'Autonomia finirà
con il cancellare dalla vita pubblica dell'Isola quei movimenti e quelle
deformazioni che avrebbero voluto e che hanno tentato, in un momento non solo
di esasperazione ma anche di incoscienza, staccare la Sicilia dalla Madre
Patria". La rabbia separatista fu fermata con un atto politico concreto:
l'approvazione dell'Autonomia speciale siciliana. E lo Statuto venne redatto in
Sicilia. Le polemiche di questi decenni sulla mancata attuazione dello Statuto o,
addirittura, sul suo tradimento, pur avendo basi concrete, nascondono un
difetto di cultura politica delle nostre classi dirigenti. Nessuno nega le
rigidità centraliste dei governi nazionali, ma la prassi politica dei leader e
degli amministratori siciliani è stata improntata su una ripetizione di metodi
centralistico-clientelari più che sulla cultura della sussidiarietà. Non è un
caso, per esempio, che la stagione del "movimento dei sindaci",
portatrice di stabilità amministrativa se non proprio di buongoverno abbia
avvertito come una camicia di forza le pastoie burocratiche dello Stato
centrale e auspicato una Regione "snella". Ma quel movimento s'è
andato col tempo depotenziando e, comunque, non ha avuto la forza di superare
le pastoie del blocco clientelare regionale. Da qui l'esplosione anche in
Sicilia di una nuova forma-partito autonomista, per metà erede della Dc di
Sturzo e Scelba e per l'altra metà apparentata con la Lega di Bossi e
Calderoli. Lo aveva previsto, in tempi non sospetti (1992), il politologo
Gianfranco Miglio in un'intervista al nostro giornale. "Nord e Sud -
sosteneva Miglio - sono vittime di uno stesso processo politico che ha radici a
Roma. Per questo la lotta che stiamo conducendo al Nord non è contro le altre
regioni del Paese. Lottando per la sua libertà, il Nord lotta anche per quella
del resto d'Italia". Il Vento del Nord Il caso leghista, comunque, rimane
ben altra cosa rispetto al separatismo e all'autonomismo siciliano. Il
Carroccio muove i primi passi negli anni della crisi della Prima Repubblica e
in contemporanea con il boom del Nord-Est. Il leghismo si
fa interprete del sentimento antistatalista e dell'insofferenza verso burocrazia e fisco tipici di larghe
fasce dell'imprenditoria lombardo-veneta. Già nel '96, Francesco Cossiga vedeva
nella Lega la spia di un "malessere diffuso, di un senso di fastidio, di
una ribellione verso le insufficienze dell'attuale assetto statale".
Chi pensava che il Carroccio fosse un fenomeno effimero e politicamente debole
s'è dovuto ricredere. La Lega era entrata in forze al Parlamento già dopo le
politiche del 1992, facendo eleggere 55 deputati e 25 senatori. Nel '94
contribuisce alla vittoria del Polo di centrodestra ed entra a far parte del
governo Berlusconi con 5 ministri (fra cui quello dell'Interno che controlla
gli Enti locali) e ottiene la presidenza della Camera. Il ribaltone del governo
Berlusconi provocato dagli uomini di Bossi, rende per un breve periodo i
leghisti ago della bilancia del sistema politico, ma li trasforma al contempo
in alleati inaffidabili (da qui la sconfitta alle elezioni del '96). L'ascesa
della Lega riparte nel 1998, con la decisione (di facciata?) di ammainare la
bandiera secessionista e di favorire un forte radicamento nel territorio
attraverso la creazione di scuole, cooperative, giornali e tv. Da movimento
anti-politico, il Carroccio s'è trasformato in "partito di
prossimità" ed è stata questa la sua carta vincente. Adesso che Bossi
siede al governo come ministro delle Riforme, assieme a Calderoli (Semplificazione),
Maroni (Interni) e a Zaia (Politiche agricole) vuole condurre in porto il
federalismo fiscale. E stavolta ha tutte le condizioni favorevoli per centrare
l'obiettivo. La domanda è che tipo di federalismo verrà fuori dal progetto
leghista. Non basta varare un progetto per vincere la battaglia, bisogna poi
vedere di quali contenuti quel progetto è portatore. (4- fine).
( da "Travel Trade Italia.com" del 11-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
( da "Trentino" del 12-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'assessore Widmann:
3500 impiegati in meno nell'arco di 5 anni Provinciali, partono
i tagli Il Palazzo riduce i costi della burocrazia. "Meno passaggi di carte" BOLZANO. Non solo caccia ai
furbetti del cartellino e licenziamento dei fannulloni ma una più ampia
operazione per "smagrire" l'apparato provinciale. "Abbiamo
istituito la commissione "modello standard " per ridurre le
assunzioni", dice l'assessore altoatesino al personale Widmann, che
lavora per ridurre l'apparato burocratico sotto la guida del capo del
personale, Engelbert Schaller. L'obiettivo è ridurre il personale di 3500 unità
nell'arco di 5 anni. "L'operazione "smagrimento" - continua
l'assessore - non comincia solo ora, considerato che negli ultimi tre anni sono
stati tagliati già duecento posti, partendo con un criterio che inizialmente
prevedeva un'assunzione ogni tre dimissioni. Questa nuova commissione è
incaricata di esaminare con criteri più accurati le effettive esigenze dei vari
comparti, per procedere a tagli razionali". E poi Widmann inizia a fare
una serie di esempi. "Prendendo in esame il solo settore amministrativo
centrale che comprende gli uffici dei vari palazzi più le scuole, dalle materne
alle superiori, abbiamo oltre 4 mila dipendenti, (dei quali 2.500
amministrativi in senso stretto). Ebbene possiamo calcolare che ogni anno da
qua escano circa 100 persone. Se l'operazione ingrana e riesce ad andare a
regime si potrebbe arrivare nel giro di qualche anno ad una riduzione fino al
20 per cento, vale a dire 800 persone, grazie alla semplificazione degli iter
coi computer, le autocertificazioni e via discorrendo". Più complesso il
discorso per altri settori dell'amministrazione provinciale, come per esempio le
aziende speciali (strade, bacini, montani, ufficio del lavoro, imposte
eccetera) con 14 mila dipendenti; per le amministrazione autonome come Comuni,
i comprensori, distretti eccetera che portano il totale a 33 mila dipendenti.
Alcuni enti, come i Comuni non hanno molti margini, idem per la sanità
considerato l'aumento dell'età media. "Calcolando tuttavia, a grandi
linee, esodi fino a 300 persone l'anno - azzarda Widmann - si potrebbe superare
senz'altro, in questo ambito, la soglia del 10% nel giro di circa 5 anni
arrivando ad almeno altri 3.000-3.500 posti in meno. Le variabili peraltro sono
troppe per sbilanciarsi con numeri più alti". "L'operazione comunque
merita di essere portata avanti - prosegue l'assessore - perché non mira
soltanto a ridurre i costi della burocrazia, ma anche,
anzi soprattutto a snellire l'apparato, quindi ad accelerare i vari iter. Oggi
si verificano troppi passaggi di pratiche da un ufficio all'altro: ridurre il
personale significa anche ridurre i tempi. Faccio un esempio concreto: l'Abo
Over 60, cioè il trasporto pubblico a costo ridotto per gli ultrasessantenni.
Anziché mobilitare un apparato per raggiungere le persone, chiedere se sono
interessate all'agevolazione, aspettare le richieste e poi evaderle, è molto
più semplice, sulla base dei dati anagrafici che abbiamo in rete, inviare la
tessera a tutti gli ultrasessantenni. Saranno i non interessati a farsi vivi e
farsi cancellare". L'obiettivo coinvolge anche l'economia. "Oggi
l'intero comparto dell'economia - conclude Widmann - si lamenta proprio e
soprattutto per i tempi interminabili della burocrazia
che compromettono l'efficienza e la redditività delle aziende. Dobbiamo
muoverci rapidamente anche per dare a chi ce lo chiede una risposta rapida di
efficienza". Laimer: "Giù le mani dal Catinaccio" L'assessore
provinciale all'ambiente dice giù le mani dal Catinaccio. "Per i prossimi
3 anni - spiega Laimer - la giunta provinciale non prenderà nemmeno in
considerazione il progetto per il nuovo impianto sul costone Ratschigler: il
piano di settore 2000-2010 non prevede nuove piste".
( da "Trentino" del 12-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
BUROCRAZIA
Valli, passaporti in 7 giorni Intesa enti pubblici e Questura per tagliare i
tempi TRENTO. Sette giorni per ottenere il passaporto. E' l'obiettivo che si
sono posti la Questura, il Consorzio dei comuni, i Comprensori e la Provincia
con un protocollo d'intesa che punta ad abbattere (dai 5 ai 10 giorni) i tempi
d'attesa per
chi vive nelle valli. Si tratta di un progetto sperimentale (fino a fine 2009)
che, per ora, coinvolge le valli di Fiemme e Fassa e il Primiero. La scelta
delle aree non è stata casuale, ma si basa sulle richieste (1.600) arrivate da
queste valli nel corso del 2007. Il progetto è stato presentato ieri mattina in
viale Verona dal questore Angelo Caldarola, dal vice presidente della
Provincia, Margherita Cogo, dal presidente del Consorzio dei comuni Renzo
Anderle, dal presidente del Comprensorio del Prmiero Cristiano Trotter e dagli
assessori comprensoriali della val di Fassa e val di Fiemme, Fausto Castelnuovo
e Adriano Bazzanella. Nel corso del 2007 - ha spiegato il vicario Renato Sansò
- sono stati emessi dalla questura 14.157 passaporti e 6.504 certificati per
minorenni. Di questi 8.316 passaporti e 4.221 certificati sono stati spediti
via posta, con un numero complessivo di spedizioni pari a 4.500: ogni
spedizione costa circa 10 euro. Obiettivo del protocollo è rendere meno pesante
la "filiera" che porta all'emissione dei passaporti. Attualmente,
infatti, chi vive nelle valli avvia la pratica nei comuni, che poi spediscono
in questura i documenti. La "lavorazione" dura circa una settimana, ma
tempi di spedizione e passaggi fra uffici comportano tempi che vanno dai 5 ai
10 giorni, non di rado superando il termine dei 15 giorni che la legge indica
per la consegna dei passaporti. Come tagliare i tempi? Ogni giovedì, entro le
16, sarà il Comprensorio a raccogliere tutte le richieste, che arriveranno in
questura il giorno successivo entro le 11. Nel frattempo i comuni invieranno
alla polizia amministrativa un foglio elettronico, che verrà
"lavorato" da subito. (g.f.p.).
( da "Tribuna di Treviso, La" del 12-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il salvataggio di
Alitalia uno scandalo infinito E' scandalosa l'esistenza di un problema Alitalia,
dopo vari onerosi salvataggi erogati, sempre a spese dei contribuenti. E'
scandaloso il comportamento dei sindacati a sostegno dei privilegi insiti nel
gruppo Alitalia. E' scandaloso il rifiuto alla soluzione Air France-Klm, che
finalmente poneva fine a questa emoraggia di denari dei cittadini. E'
scandaloso il comportamento di quei politici che in malafede hanno promesso in
campagna elettorale una soluzione migliore che invece si sta rivelando una
disfatta, e sempre a carico di noi contribuenti. E' scandaloso inorgoglirsi,
anzichè vergognarsi per una compagnia di bandiera di tal fatta. E' scandaloso
poi l'accettazione supina, almeno a mio parere, da parte dei cittadini e della
sinistra tutta che sembra assuefarsi a questa situazione. Sergio Dal Zilio
Treviso Gobbo a caccia di decoro "Cominci dai politici" Treviso vuole
ritrovare il suo decoro perduto. E Gobbo annuncia una maxi ordinanza che andrà
a sanzionare le persone maleducate. Intendiamoci, sviluppare la bellezza della
città considerandola patrimonio condivisibile con il comportamento di residenti
e visitatori è iniziativa meritevole. Mi chiedo però come tale iniziativa possa
convivere con il comportamento di cittadini e politici apparentemente corretto
ma di fatto devastante quanto ad esempio. Mi riferisco al turpiloquio
dialettico di tanti politici locali, alle risse in Consiglio Comunale con
lancio di oggetti, al razzismo dialettico e strisciante di tanti autorevoli
amministratori, alle offensive risposte dell'amministrazione, spesso accompagnate
da denuncie, verso i cittadini che protestano sui mass media. E scendendo su
fatti concreti, all'Ombralonga, fortissimamente voluta dal vicesindaco,
all'aria avvelenata della città che non ha alcun amministratore responsabile, a
devastanti opere pubbliche non gradite dai trevigiani ma che si faranno, al
saccheggio del territorio, ai referendum cittadini che non vengono mai attuati
perché volutamente privati dei necessari decreti attuativi, ai conti pubblici
mai dettagliatamente ufficializzati, alla burocrazia invasiva che ti fa attendere
una settimana prima di parlare con le autorità, e altro ancora. Tutto questo
verrà ridimensionato con l'ordinanza-decoro? Certamente no. Allora invece di
introdurre, seppur gradualmente, innovativi comportamenti intervenendo su
scuola e famiglia, e autocensurandosi dove e quando serve, la Giunta
Gobbo interviene illudendosi che per legge il concetto di bellezza e morale
vengano rilanciati a Treviso. Educati e integerrimi amministratori legiferano
verso maleducati cittadini. Allora, se i cittadini saranno sanzionati, chi
sanzionerà gli amministratori? Oscar De Gaspari Treviso Islam, è ingiusto
negare il diritto alla preghiera E' solo la mia opinione: ritengo ingiusto che
i musulmani non possano avere uno spazio per pregare. Al di là d'ogni motivo
politico o pecuniario, io, in Paese straniero, vorrei poter pregare o anche
visitare una chiesa cattolica. Sia dunque assegnata, dove possibile, una area
anche agli islamici per le loro devozioni. Con il dovuto rispetto da ambe le parti.
Siamo tutti fratelli, no? Cristo, Allah, Budda, Geova (anche i testimoni di
Geova hanno avuto il loro spazio; o sbaglio?) sono un unico Dio creatore. E la
chiesa cattolica che fa? Non vogliamo tutti evitare spiacevoli (o peggio)
scontri? Una cattolica Treviso Treviso, ridiamo vita alla fontanella sul Sile
Treviso, città di "ombre" e fontanelle! Ho notato, con vivo piacere,
che in un angolo di piazzale Burchiellati c'è la presenza di una nuova
fontanella. Oltre ad abbellire la piazza, è sempre utile, specialmente nei
giorni di mercato. Però, in viale Trento Trieste, vicino al Ponte de Fero, da
qualche anno c'è una fontanella sempre asciutta. Si trova in una zona verde
della città, vicino al fiume Sile, luogo di passeggiate. Vogliamo vederla
funzionare di nuovo? Francesco Lucatello Treviso.
( da "Italia Oggi" del 12-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
ItaliaOggi
ItaliaOggi - I commenti Numero 217, pag. 2 del 12/9/2008
Autore: di Sergio Soave Visualizza la pagina in PDF IL
PUNTO Il federalismo non è automaticamente virtuoso L'esultanza dei dirigenti
della Lega Nord per la prima approvazione di massima del disegno di legge sul
federalismo fiscale in consiglio dei ministri è comprensibile, anche se forse
un po' prematura. La delega che il governo chiederà, e con ogni probabilità
otterrà insieme con l'approvazione della legge finanziaria, conterrà l'ossatura
istituzionale del decentramento del sistema fiscale, che poi dovrà essere
completato con i muscoli, cioè con i decreti attuativi che determineranno temi,
modi e contenuti del nuovo sistema. Le vere difficoltà stanno in quel complesso
passaggio, nella capacità di realizzarlo senza sommare burocrazia a burocrazia e tasse vecchie a tasse nuove, ma operando semplificazione e
risparmi. Il punto di partenza, infatti, è un eccesso di spesa, sia al livello
centrale sia ai livelli locali, e standard di efficienza che lasciano molto a
desiderare e sono anche, nel caso delle regioni, piuttosto differenziati.
La responsabilizzazione delle amministrazioni, che dovranno rispondere ai
cittadini dell'imposizione e del modo in cui la utilizzano è, in linea di
principio, un'ottima cosa. Purtroppo non mancano precedenti che instillano più
di un dubbio sull'automatismo del passaggio dal maggior potere alla maggiore
oculatezza. Il caso più evidente è quello della sanità, regionalizzata ormai da
più di trent'anni, che presenta livelli di efficienza dei servizi assai
distanti da regione a regione già oggi, anche se il finanziamento è tuttora
basato sul criterio centralistico della finanza derivata. Non mancano neppure
meccanismi sanzionatori per le regioni che accumulano deficit superiori al
lecito, compresa la norma che impone un aumento delle tasse sulla popolazione
che ha eletto gli amministratori troppo spendaccioni. Però il risultato pratico
è sotto gli occhi di tutti. Naturalmente non c'è ragione di pensare che lo
sperpero e la lottizzazione siano malattie specifiche delle classi dirigenti
locali, visto che anche il livello centrale ne è largamente affetto. L'idea
eccellente lanciata da Walter Veltroni di bloccare le interferenze politiche
sulla sanità è anch'essa da verificare in pratica. Se alla lottizzazione
politica, che comunque prevede un periodico giudizio elettorale su chi la
attua, si sostituisce quella corporativa, com'è avvenuto nella giustizia, si
rischia di cadere dalla padella nella brace. C'è da sperare che la discussione
tra le forze politiche in merito al federalismo non si fermi alla copertina del
libro, ma si addentri nei problemi concreti dell'attuazione, che forse risulta
meno attraente della sua lettura propagandistica, ma che è il vero banco di
prova che separa una riforma riuscita da una solamente annunciata.
( da "Italia Oggi" del 12-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
ItaliaOggi
ItaliaOggi - Economia e Impresa Numero 217, pag. 11 del
12/9/2008 Autore: di Thomas Foschini Visualizza la pagina in PDF
L'analisi di Cna sulle performance del made in Italy nel periodo
gennaio-giugno 2008 Export, serve una nuova politica Risorse adeguate per
sostenere l'internazionalizzazione Potrebbe andare meglio, ma anche molto
peggio. Se la congiuntura economica non è delle migliori, per usare un
eufemismo, l'export italiano continua a tenerci a galla, nonostante il dato
tendenziale mostri una flessione sia nei paesi dell'Unione europea (-3,6%) sia
verso il resto del mondo (-3,8%). Ciononostante, da gennaio a giugno 2008 il
saldo della bilancia commerciale, soprattutto in ambito europeo, +3,4 miliardi
di euro rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, migliora in modo
significativo. Merito delle buone performance del made in Italy, ma soprattutto
di una brusca frenata delle importazioni, che dal +7,6% dello scorso anno fanno
registrare un progresso di appena 1,2 punti percentuali. Un quadro complesso
che si presta a molteplici chiavi di lettura: i recenti dati sull'export
italiano confermano, secondo Daniele Vaccarino, vicepresidente Cna con delega
all'internazionalizzazione, quanto è stato già evidenziato nei mesi scorsi dal
sistema delle pmi: i mercati tradizionali dei nostri prodotti non mostrano
segni di ripresa. Infatti, l'artigianato e le pmi hanno come principale mercato
di sbocco l'Europa, e se l'Italia sta male, crescita zero o quasi, l'Europa non
sta meglio, con il pil in progresso di un modestissimo 1%. Questo significa,
concetto fatto proprio anche dal sottosegretario allo sviluppo economico Adolfo
Urso, che non c'è liquidità per investire in beni di consumo e tecnologie made
in Italy. "L'Italia", spiega Gaetano Fausto Esposito, direttore
generale di Assocamerestero, "sembra essere il paese europeo che finora
sta risentendo meno della congiuntura attuale: già nei primi cinque mesi del
2008 il nostro paese aveva infatti più che raddoppiato il surplus della
bilancia commerciale rispetto all'analogo periodo del 2007, passato da
( da "Arena, L'" del 12-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
TURISMO La zappa sui
piedi C'è crisi! Dappertutto ormai si dice così. La stagione turistica sul Lago
di Garda ormai volge al termine, e come molti ammettono ha registrato una netta
battuta d'arresto. Caro vita, mancanza di strategia, omologazione, hanno forse
portato altrove il turista. C'è ancora da scommettere nel comparto turistico?
La domanda è retorica: certo che sì! C'è da porsi un'altra domanda
fondamentale: chi siamo e dove stiamo andando? In poco più di quarant'anni, il
nostro tessuto sociale è cambiato radicalmente, pari passo con l'urbanizzazione
spesso selvaggia e priva di una pianificazione occulata ed omogenea. C'è chi
rincara la dose, e dalle colonne di autorevoli giornali (quali L'Espresso),
parla coraggiosamente di infiltrazioni Mafiose. Non c'è da sorprendersi,
laddove la politica è assente o smette di dialogare con la gente, arriva la
malavita. Certi orrori urbanistici sono partoriti dalla sovrapposizione di
competenze tra istituzioni regionali, provinciali e comunali, le quali si
chiudono nella politica-politicante, estromettondo il cittadino comune. Gran
parte della colpa è nella totale mancanza di senso di responsabilità delle
amministrazioni comunali, che spesso per far cassa sparigliano le carte
approvando varianti su varianti a vecchi e lacunosi piani regolatori. Infine
ecco il cittadino (come me), che aspetta la sua occasione...e nel frattempo
strette di mano e larghi sorrisi. A scuola, m'insegnarono che per scrivere
correttamente una parola si deve andare alla radice di questa. Per scrivere
correttamente un piano di assetto territoriale forse dobbiamo partire dalla
Terra. Forse dobbiamo ripartire dalle nostre radici che fondavano nei lenti
ritmi rurali. Forse il boom del turismo che ha strappato tutti dalla miseria,
allora contava ancora su un' attrazione come la ruralità bucolica ed
affascinante, rassicurante e credibile. Ruralità! Questa parola oggi è
sfruttata da chi neanche ne comprende il significato. Fate una prova: date la
mano a sindacalisti, burocrati, politici e albergatori agrituristici. Constatate
quanti di loro hanno una vigorosa stretta di mano, quanti hanno dure mani
callose e sguardi bonari quasi fanciulleschi, scavati tra le rughe che il sole
ha forgiato sui loro volti. Vi renderete conto di quanti sono in buona fede, e
quanti invece vivono sulle spalle dell'agricoltura, senza comprenderla e senza
sporcarsi le mani. Burocrazia costosa che non produce
frutti e che toglie intere settimane di lavoro negli uffici dei sindacati, dei
commercialisti, degli ispettorati. Politica retorica e fine a se stessa, priva
d'iniziative concrete. Che tutti sappiano: le rendite agrarie negli ultimi anni
sul garda si sono azzerate. Dopo qualche picco di reddito consolatorio,
l'agricoltore è tornato a sperare come ha sempre fatto nell'anno che verrà.
Invano. Parlando delle uve del Bardolino d.o.c, negli anni scorsi il prezzo è
schizzato in alto proprio quando la regione Veneto ha voluto incentivare il
reimpianto dei vigneti. Tutte queste migliorie hanno creato certo un bel
indotto economico. Le rese per ettaro sono diminuite aumentando notevolmente la
qualità delle uve. I vigneti ora sono un gioiello, funzionali e moderni. Bene!
Dopodichè il prezzo delle uve è crollato, senza nemmeno ripagare le spese che
gli agricoltori hanno affrontato per ristrutturare. Citando il presidente
uscente del consorzio di tutela del vino Bardolino, Dott. Giuseppe degli
Albertini, "Non posso peraltro esimermi dall'evidenziare come la crescita
commerciale del Bardolino, innescatasi nell'ultimo biennio, abbia portato
vantaggi economici soprattutto ad alcune categorie, mentre altre, in primo
luogo i viticoltori non ne hanno beneficiato" L'azzeramento delle rendite
agrarie, ne consegue la svalutazione dei terreni agricoli. Se pensiamo che il
ricambio generazionale è praticamente nullo, proprio a causa di questa mancanza
di remuneratività, mi spiego come mai fuori dalla mia porta ci sia la fila di
immobiliaristi che vogliono insistentemente comprare la nostra terra. Guardiamo
invece la Valpolicella: conosco agricoltori che nonostante abbiano vigneti
edificabili, grazie alle rendite elevate di questo prodotto, non si sognano di
vendere. Ebbene, c'è solo una cosa che il Padre Eterno non ci ha permesso di
costruire: la terra. Tolta questa non ce né più. Eppure si fa un gran parlare
di tutela del paesaggio agricolo per migliorare gli stili di vita. Beh! Con
tutte queste tutele dovremmo dormire tra due guanciali, invece... Invece
tifiamo per noi, difendiamo le nostre radici ed esaltiamo i nostri prodotti.
Quotidianamente, coi fatti. Facciamoci ambasciatori della nostra bella terra
Gardesana. Non diamoci la zappa sui piedi! Attilio Romagnoli VERONA.
( da "Tirreno, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Empoli Incidente gli
rovina l'estate: risarcito Carrara, il giudice di pace riconosce 3mila euro di
danno esistenziale Un imprenditore non ha potuto praticare attività sportive
per i postumi di uno scontro CARRARA. "Quel dannato incidente stradale mi
ha rovinato l'estate; siccome ho ragione chiedo anche il danno
esistenziale". Richiesta soddisfatta dal Giudice di Pace e risarcimento
ottenuto per "svaghi estivi inibiti a causa di forza maggiore"
all'imprenditore carrarese M.L. di 60 anni, ottimamente patrocinato dall'avv.
Giuseppe Ricciotti. è accaduto che verso la metà del giugno scorso (appunto
durante la vigilia della bella stagione), il nostro impresario si trovava a
Spezia per lavoro, a bordo della sua "Smart". Ad uno "stop"
non rispettato arriva l'incidente. L'incidente gli ammacca l'automobile e gli
procura colpo di frusta, distorsione di entrambi i polsi e piccole varie
contusioni. Il tamponato, come tutti, porta l'auto dal carrozziere. Ma le burocrazie assicurative, le contestazioni della controparte
e vari altri impedimenti, fanno sì che la pratica venga decelerata. Il tempo
passa, l'estate entra nel pieno dello splendore ma il nostro M.L. è ancora
senza macchina e senza soddisfazione. Tra l'altro l'imprenditore è appassionato
di mare e di monti ma non può andare in spiaggia a nuotare; niente
"trekking" a Campocecina o ciclismo sulle strade Apuane. Proibito
anche il tennis, dacché il campo è lontano da casa, e via dicendo... Ogni
attività ricreativa abituale gli viene preclusa, mentre lui di prendere
l'autobus, che definisce "una sorta di brutta beffa", non si sogna
nemmeno. Così mortificato, ad agosto il signor M.L. si reca dall'avvocato.
"Dannazione - esordisce - mi hanno sciupato l'estate e oltre al danno
biologico, morale e patrimoniale, chiedo anche quello esistenziale. Mi sembra
il minimo della decenza". Il Giudice di Pace di La Spezia giorni fa ha
dato piena ragione all'impresario di Carrara che ha sofferto un'estate tediosa.
L'assicurazione della controparte dovrà pagare subito la riparazione della
"Smart" più euro tremila per il danno esistenziale. Sentenza davvero
"salomonica": estate rovinata - esistenza risarcita.
( da "Tirreno, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Prato Alluvione a
Poggio, rimborsi a novembre Il sindaco Martini: "Terminati i calcoli sulle
abitazioni" Sono quasi 10 i milioni a disposizione. L'80% andrà alle
famiglie e il 20 alle aziende POGGIO A CAIANO. Marco Martini? Un sindaco di
parola. Nell'assemblea di luglio organizzata dagli alluvionati aveva annunciato
che a metà settembre avrebbe sciolto tutti nodi sui nuovi rimborsi e così è
stato. Ieri mattina il primo cittadino, affiancato dall'assessore Marra, ha
fatto sapere ai diretti interessati che sono terminate le procedure di raccolta
ed elaborazione dei dati sulle abitazioni danneggiate dall'alluvione del 1992.
Questo sia per quanto riguarda i proprietari che per gli inquilini. "E'
stato un lavoro di squadra che ci ha visto impegnati tutti, amministratori e
impiegati - spiega Martini - sono soddisfatto di aver tenuto fede alla promessa
che avevo fatto e di concretizzare l'impegno preso dalla Regione Toscana".
Per comunicare i dettagli di quanto stabilito e i prossimi passaggi è stata
fissata per il prossimo 23 settembre un'assemblea pubblica a cui prenderà
parte, come promesso, l'assessore regionale Agostino Fragai. L'appuntamento è
al circolo Ambra alle
( da "Giornale.it, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
N. 218 del
2008-09-12 pagina 29 "Anti Thatcher e pro gay": la sinistra lo tira
per il mantello di Paolo Bianchi Il protagonista prende la mano al suo autore.
Càpita. È capitato alla scrittrice scozzese J.K. Rowling con Harry Potter. La
creatura di carta ha preso il volo mediatico planetario, e da anni ormai
s'ingrossano le file di quanti sostengono di aver capito, sul simbolo, il ruolo
e il significato del personaggio, ciò che la sua creatrice forse neppure si
sarebbe immaginata. L'anno scorso, alcuni quotidiani della sinistra politica
italiana e francese, prima Liberazione e, poco dopo, Libération, si sono lanciati
in un'analisi critica tanto suggestiva quanto bizzarra: "Ama le
contaminazioni tra i diversi e vuole cambiare la realtà", ha sostenuto il
giornale di Rifondazione. E i cugini francesi: "Harry Potter è una
macchina da guerra contro il mondo thatcheriano-blairista e l'American way of
life". Nientemeno. L'ultima parola può spettare soltanto ai critici e agli
esegeti, ma voci del pensiero di centro-destra si sono
levate subito per puntualizzare come il ragazzino ami ben poco le rivoluzioni,
le burocrazie di partito e l'oscurantismo settario dei vecchi maghi. Insomma,
ha davvero senso leggere le doti magiche di Potter come il corrispettivo di
"quella scintilla che diede vita al Rinascimento inglese delle public
schools e delle università di Oxford e Cambridge?" (così a
sinistra). Oppure l'attribuzione è arbitraria e serve a coprire l'offuscamento
di ben altri miti "reali" della sinistra, da Lenin a Che Guevara? Un
dato è certo: agli opinionisti piace pavoneggiarsi in sottili arti
interpretative. Quando la Rowling, sempre l'anno scorso, ha annunciato che uno
dei personaggi principali della saga, Albus Silente (preside), è gay, ecco la
giornalista del Corriere della Sera Maria Laura Rodotà commentare civettuola:
"La scrittrice è, come si diceva una volta, una sincera democratica. Se ha
dichiarato che Albus Silente è gay deve averlo fatto per senso civico".
Dalla stessa penna, poco prima delle elezioni, era piovuta una solida certezza:
certi elettori neoconservatori erano come il perfido professor Python, insegnante
di Pozioni. Come lui avevano creduto alla potenza del Signore Oscuro
(Voldemort/Silvio), salvo poi allontanarsene e tornare infine a lui. Una cosa
hanno in comune certi personaggi letterari e certe personalità politiche:
vivono nel pubblico al di là della volontà dei loro stessi creatori, scrittori
o movimenti politici. E il resto è ipotesi. www.pbianchi.it © SOCIETà EUROPEA
DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Tirreno, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Viareggio Prezzi
alti sulle spiagge? Iva, Ici e Tia ci penalizzano Chi scrive di prezzi e
tariffe turistiche dovrebbe quantomeno fornire una tabella comparata zona per
zona e paese per paese.Dovrebbe, per esempio, spiegare perché da sempre l'Iva
degli alberghi e campeggi è al 10% mentre negli stabilimenti balneari è al 20%,
perché come inquilini dello Stato i balneari debbano pagare, unico caso, l'Ici,
spiegare che i balneari sono obbligati e giustamente ad impiegare personale
specializzato e pubblicare le cifre del contratto nazionale del turismo,
spiegare che i balneari sono costretti a pagare la Tia su tutta l'area con un
pesante aggravio rispetto ad altre attività molto ma molto più redditizie e che
pagano molto ma molto meno, ad esempio le pizzerie a taglio che gravano per la
pulizia della passeggiata sui contribuenti mentre noi puliamo l'immondizia
straccata da tutta la regione sulle spiagge ed il lavarone senza pesare per un
centesimo sui contribuenti e senza che il Comune muova mai un dito. In Calabria
un mio cliente ha passato due settimane in un miniappartamento di otto
costruiti in uno stabilimento balneare. Licenza edilizia? Burocrazia?
Canone? Fattura per il soggiorno?...Essendoci mare grosso ha chiesto dove fosse
il bagnino, gli hanno risposto che col mare agitato la gente il bagno non lo
deve fare, forse da noi era abituato male. Chi ci contesta dovrebbe spiegare se
nella esaurita Calabria qualcuno paga il canone e se sì, quanto,
dovrebbe sapere se là pagano anche, come noi in aggiunta, il 15% del canone
alla Regione, oppure se pagano l'Irpef al loro Comune. Dovrebbe spiegare se nei
paesi tanto conclamati come Grecia (Iva balneare uguale a zero), Turchia (zero)
Croazia (zero), Francia (4%), Spagna (3%), l'Ici, il personale brevettato
obbligatorio, le percentuali da versare a Regioni, Province, Comuni, la tassa
sui rifiuti così alta eccetera eccetera esistono o no. Se poi si ritiene che 25
euro per 5 persone al giorno siano troppe, si compari questa cifra al pane e
coperto a 4 euro con tovaglia di carta, oppure ai 5 euro per un pezzo di pizza
o ai 10 o ai 15 euro per un aperitivo, oppure ai 25-30 euro per un ingresso in
discoteca con consumazione in un bicchiere con cinque cubetti di ghiaccio, uno
schizzo di sciroppo di coca cola aggiunto di gas ed un po' di rhum. Se qualche
governante di qualsiasi colore politico si degnasse di equipararci come costi
ai paesi turistici concorrenti, e se esistesse la parità in Italia, credo che
le tariffe starebbero ferme per un bel po' di anni. Questo per impostare un
eventuale dibattito con dati certi e incontestabili; e non per uno sparare nel
mucchio danneggiando la credibilità di una categoria che, credo, abbia fatto da
un secolo e mezzo, qualcosina di buono per la città. Foffo Martinelli,
balneare.
( da "Repubblica, La" del 12-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina V - Firenze
Non c'è neanche la lista dei mobili Palagiustizia, al ministero è tutto
bloccato: e lo spreco continua Commissioni da nominare, sopralluoghi
da fare: "E' colpa della burocrazia" MICHELE BOCCI MASSIMO VANNI Palazzo di giustizia, per gli
arredi siamo all'anno zero. Non solo non ci sono stanziamenti necessari
all'acquisto. Adesso si scopre che "ad oggi gli elenchi degli arredi non
sono stati ancora ultimati". Così si legge nei documenti ufficiali
del ministero di Giustizia. E le cose non vanno meglio per gli impianti di
sicurezza: il progetto messo a punto da Palazzo Vecchio deve essere ancora
approvato dalla commissione tecnica degli edifici giudiziari del ministero. E
la commissione neppure esiste: la vecchia è scaduta e quella nuova non è stata
neppure insediata. Niente elenchi, niente progetto degli impianti. E di
conseguenza neppure una stima delle necessità economiche per l'acquisto di ciò
che serve. Nonostante i 10 milioni che gravano sulle casse pubbliche (500mila
per la manutenzione, il resto per gli affitti degli uffici giudiziari oggi
sparsi per la città), il Palagiustizia di Novoli sembra destinato a restare
vuoto e abbandonato ancora per ancora bel po'. Il ministero di Giustizia si è
dimenticato del palazzo fiorentino? "C'è talmente tanta burocrazia
che ha finito per bloccare tutto, da un paio d'anni mi è stato confermato che
non si è mosso foglia", dice il deputato di Forza Italia Gabriele
Toccafondi che, in raccordo con la giunta comunale, ha più volte chiesto
chiarimenti al ministero circa lo stato dell'arte. Toccafondi ha scritto anche
una nota personale sul "caso Firenze", al ministro Alfano. E'
fiducioso che si possa trovare al più presto una via d'uscita. Ma aggiunge il
parlamentare del Pdl: "La soluzione può essere trovata solo se ci muoviamo
all'unisono". Di sicuro dovranno essere racimolati i soldi, che oggi non
ci sono. Ma la situazione è ancora più arretrata di quello che si poteva
pensare: mancando perfino l'elenco delle cose che si devono comprare, l'elenco
degli arredi mobili e di quegli fissi non si può fare neppure una stima. Un
quadro che fin qui neppure si conosceva. Tanto che l'avvocato Lorenzo Zilletti,
presidente della Camera penale, chiamando alla mobilitazione magistrati,
personale amministrativo e politici, dice: "Dobbiamo pretendere che il
ministero metta mano al portafoglio e renda effettivamente agibile il nuovo
palazzo di giustizia". E i 10 milioni che vengono gettati al vento ogni
anno gridano vendetta: "Da anni denunciamo pubblicamente la situazione
assurda di una giustizia amministrata in 11 sedi diverse - dice Zilletti -
dobbiamo andare a Novoli prima possibile ma a condizione di trovare una struttura
efficiente. Non possiamo lavorare in una cattedrale deserta, né siamo disposti
a tollerare smembramenti dello stesso ufficio". Il presidente della Camera
penale chiede inoltre al Comune di "provvedere a progettare servizi
pubblici efficienti per raggiungere il palazzo". Mentre il presidente del
Tribunale Enrico Ognibene si augura che "la situazione si sblocchi
rapidamente, entro il 2009. Adesso siamo in condizioni precarie, stiamo anche
convivendo con lavori nella vecchia sede. L'intenzione è quella di avere a
Novoli il 40 per cento dei mobili delle vecchie sedi, così si risparmia sugli
acquisti di materiale nuovo". Ferdinando Prodomo della Anm spiega:
"Vanno bene anche mobili usati, purché si faccia prima possibile. Tra
l'altro bisognerà considerare che durante il trasloco tutta l'attività degli
uffici giudiziari sarà interrotta".
( da "Repubblica, La" del 12-09-2008)
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Pagina VII - Firenze
La sicurezza La novità nella legge regionale Un tutor nei cantieri edili SIMONA
POLI Tantissimi microappalti pubblici per cifre che non superano i 150 mila
euro e tempi biblici per quelli più importanti, a cui le imprese toscane
partecipano per una quota che non va oltre il 56%, restando così ben al di
sotto di regioni come la Lombardia che vedono le aziende locali impegnate
nell'80% dei lavori. Tira le somme del giro d'affari dei contratti assegnati da
Province e Comuni il vicepresidente della Regione Federico Gelli che sta
organizzando un giro informativo nelle dieci province toscane per spiegare le
novità della nuova legge sugli appalti il cui regolamento attuativo è entrato
in vigore il 29 agosto e che introduce molte novità rispetto al passato, tra
cui la creazione di un tutor nei cantieri edili a cui spetta il compito di
vigilare sulla sicurezza degli operai e il controllo dei prezzi di materiali e
forniture affidato a un osservatorio regionale. Il mercato regionale degli
appalti pubblici è di circa 5 miliardi di euro l'anno, oltre il 4% del Pil
regionale e che non comprende la spesa delle sedi centrali dello Stato: sono
escluse quindi le risorse per le opere infrastrutturali che rappresentanto
altri 400 milioni. Due i dati rilevanti, le microdimensioni degli appalti e i
tempi lunghi dell'iter burocratico: per gli interventi superiori ai 150 mila
euro passano da 746 fino a 2000 giorni per l'inizio dei lavori - la media è di
874 giorni - e il 57% di questo periodo è dedicato alla progettazione che
richiede in media un anno e mezzo. "Insieme alla
tutela delle condizioni di sicurezza", spiega Gelli, "è importante
per la Regione intervenire sullo snellimento della burocrazia. Per questo in ottobre discuteremo una proposta di legge sulla
semplificazione amministrativa che accorperà trecento vecchie norme in
materia".
( da "Giornale.it, Il" del 12-09-2008)
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N. 218 del
2008-09-12 pagina 4 Una lezione agli assessori Dalla Chiesa, Ranieri, Freccero
di Redazione Caro Massimiliano, Dalla Chiesa, Ranieri, Freccero. Chi? Ho preso
spunto dall'articolo del bravo Sergio Maifredi e ho fatto questi nomi durante
una cena organizzata con una dozzina di ragazze/i, tutti amano il teatro e sono
amici del mio più piccolo, in occasione della prossima ripresa scolastica e,
anche se si vedono tutti i giorni al liceo, è stato un po' come l'arrivederci
alle prossime vacanze; naturalmente a mie spese. Oramai lo sanno e ogni volta,
diciamo bi-mensilmente e a fine pasto, sopportano le mie interrogazioni sui
loro miglioramenti culturali e sociali con il risultato che mi diverto un
sacco; credo che anche a loro piacciano queste inchieste, o forse sarà per via
della pizza offerta. Comunque, ho ripetuto svariate volte i nomi dei (3 +
Borzani) assessori alla cultura di Genova ma nessuno ha saputo dirmi niente in
merito; alcuni hanno detto che è l'inizio di una formazione calcistica del
passato tipo Sarti, Burgnich, Facchetti, Bedin., altri hanno tentato la carta
di famosi personaggi del turismo conoscendo le mie preferenze lavorative nel
settore, mentre due l'hanno azzardata come nomi di garibaldini in
considerazione del mio amore per la storia. Niente, l'unico conosciuto è stato
Borzani poiché è risultato, sia a loro parere che al mio modesto, come
indaffarato e valido nell'ambito dell'assessorato culturale. Ma poi? Ho
raccontato quindi chi fossero gli altri e successivamente dopo una breve e
marginale introduzione sulle programmatiche che questi dovrebbero assumere per
svolgere un buon lavoro ho chiesto loro: "Se tu fossi assessore alla
cultura nella tua città, cosa faresti?". I primi venti secondi sono stati
di un silenzio tombale, hanno incominciato a guardarsi e di seguito al mormorio
hanno così sintetizzato il loro pensiero. - Un'assessore alla cultura deve
avere un'istruzione superiore - alto livello di efficienza organizzativa - meno burocrazia - un'azione per raggiungere il pubblico attraverso eventi di
richiamo finanziario per poi permettersi quelli sociali (quindi non solo come
un oggetto commerciale comprato e venduto ma anche che il diritto alla cultura
non deve essere inteso come un diritto al consumo) - presenza costante su tutto
il territorio - pianificazione per il domani attraverso la scuola, la
rete o nei luoghi fisici ma non solo come materia teologica bensì come prossima
preparazione per mezzo di visite o riunioni presso i vari istituti scolastici,
piazze e altro - infine cultura come base essenziale per i giovani senza però
dimenticare che la cultura è sì quella dei grandi nomi, ma è anche quella dei
gruppi amatoriali, delle realtà locali, della storia -. Caro Massimiliano,
perbacco! Ho avuto bisogno di carta e penna per trascriverli tutti, non li
avrei ricordati e soprattutto non sarei stato in grado di definire
l'assessorato alla cultura così bene. Pertanto gentili signori Dalla Chiesa,
Ranieri e Freccero sono sicuro che anche Voi sapete i compiti che è necessario
svolgere in questo assessorato così difficile, utile, complesso e sicuramente
anche meglio, ma perché non lo fate? La cultura, al pari dello sport, è
abbinata al turismo e questo andazzo non Vi sembra riprovevole per una città
che sta sempre più decadendo? Caro Maifredi consolati, il presente non è molto
buono ma se questi ragazzi continuano così l'avvenire non è poi così male, e
poi per il futuro non dimenticarti di. te. Con stima. *Responsabile turismo Forza
Italia, Liguria © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123
Milano.
( da "Repubblica, La" del 12-09-2008)
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Pagina IX - Bologna
Il suo è stato un continuo messaggio di autentica speranza Monari Marri
Franceschini "Mi ha fatto scoprire il volontariato" Ha indicato la
strada per aprire il mondo dei poteri forti alla gente Mengoli: Ardigò come un
padre ci regalava i suoi consigli Spesso incompreso per le sue battaglie ma
sempre caparbio "Ha aperto gli occhi ai politici per dare visibilità a ciò
che aveva scarsa attenzione" MAURO MORUZZI Achille Ardigò è stato il
principale sociologo italiano precursore, per molti aspetti, dell'era di
Internet e della post-modernità. La sua è stata una costante ricerca di forme
nuove di comunicazione tra le persone e, soprattutto, tra il cittadino e il
mondo forte, organizzato, agguerrito, delle istituzioni, dei partiti, della
sanità. Ha dedicato un'attenzione costante, durata una vita, a tutte le forme
autentiche di solidarietà sociali e in particolare all'associazionismo
spontaneo e di difesa del cittadino, del malato, dell'anziano. Un interesse
sociologico per l'ambiente della sofferenza e del rispetto dei diritti che gli
proveniva dalla cultura cattolica, ma che lui ha saputo riformulare rispetto ai
problemi drammatici della società moderna. Quando affermava che
"l'ambiente dei cittadini si fa sistema" intendeva dire che nella
post-modernità il mondo potente delle organizzazioni poteva essere seriamente
condizionato dal potere diffuso e genuinamente organizzato della gente, dai
movimenti spontanei, dai gruppi di impegno sociale del territorio. Per questo
ha portato nella cultura e nella politica italiana, per non dire nella sua
città, qualcosa di autenticante moderno. Negli anni 70, presso il Dipartimento
di Sociologia dell'Università da lui fondato, è nata una scuola di sociologia
sanitaria che ha riformulato il pensiero assistenziale, in contrasto con la
vecchia cultura burocratica e autoreferenziale. E questo contrasto, che è stato
a volte aspro anche sul piano politico, ha caratterizzato tutta la sua vita di
studioso e di uomo partecipe degli eventi della sua città, al punto da farlo
apparire, in diverse occasioni, in posizione nettamente minoritaria o
incompresa. Ma si tratta di un'apparenza costruita con i criteri di una cultura
politica povera e compromessa. Per comprendere il grande contributo da lui dato
alla cultura moderna bisogna partire da qui: dalla sua insistenza, tenacia e
perfino caparbietà con cui ha cercato una strada per far aprire il mondo dei
poteri forti alla gente, per creare quel messaggio empatico
che permettesse ad un cittadino di contare qualcosa di fronte alla burocrazia, allo stato, al mondo della
politica. Impedire che il senso della vita e delle cose che ci circondano possa
essere vissuto dai poteri organizzati in modo separato e contrapposto al mondo
della gente: per Ardigò questa separazione è alla base delle ingiustizie e
delle diseguaglianze più profonde. Il suo è stato, così, un messaggio di
autentica speranza di fronte a mondi chiusi, a sistemi spesso impenetrabili,
resi tali dalla crisi dei partiti e del welfare state, dal deterioramento delle
forme di partecipazione popolare. E questa speranza la manifestava con un
entusiasmo personale per le idee, i progetti, le discussioni che, anche a età
avanzata, faceva trapelare uno spirito straordinariamente giovanile. La
singolarità e la modernità del suo pensiero e della sua azione - che
manifestava anche nella forma di ruvida insofferenza verso i riti e i
fastidiosi opportunismi della pratica politica - lo hanno proiettato fuori
dalla tristezza dei coni d'ombra del potere. Da questa privilegiata posizione
ha messo in luce tutta la limpidezza e la coerenza del suo insegnamento. Ci
mancherà.
( da "Giornale.it, Il" del 12-09-2008)
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N. 218 del
2008-09-12 pagina 19 Così sparleremo nel futuro: "Smettila di cellurlare,
sei proprio un porinfranti" di Eleonora Barbieri Raccolte in un libro le
parole che non esistono ma servirebbero. Per tradurre le nostre manie Ci sono
malattie da cui è difficile riprendersi. L'inshonnia, ad esempio. Colpisce
uomini e donne che amano troppo lo shopping e internet allo stesso tempo.
Risultato: la notte, anziché dormire, trascorrono ore a fare acquisti on line.
L'inshonnia è una sindrome da ventunesimo secolo, anzi da 2008 visto che,
prima, la parola non esisteva neppure. Poi, non è che esista proprio: l'hanno
creata gli autori del Fictionary, dizionario delle parole che non ci sono ma
che, comunque, condizionano la nostra vita. Il Fictionary, cioè il finzionario,
è un'idea del sito DailyCandy ed è tutto in inglese, come gli esperti che
l'hanno scritto. Il "Telegraph" l'altro giorno suggeriva che possa
essere una buona guida per ritrovare la parola perduta. Che è anche un'arma a
doppio taglio, visto che i vocaboli troppo nuovi rischiano sempre l'estinzione
precoce. Non si sa quanto durano, potrebbero fare la fine dei paninari e dei
sanbabilini, potrebbero rimanere congelati nei faldoni
della burocrazia come gli
operatori ecologici, o esporsi alla risate come le fashion victim. Il loro
destino è in bilico, un po' come tanti cervelli annebbiati dalla dipendenza dal
web, che produce effetti collaterali come la emnesia, cioè l'amnesia da email:
l'ho spedita? non l'ho spedita? ma l'avrò almeno scritta? Le tecnologie
comunque non influenzano soltanto la psiche: un verbo molto, molto fisico
(sonoro, soprattutto) è l'indispensabile cellurlare, esperienza a disposizione
di tutti su un tram, per strada, al lavoro, qualche volta anche in luoghi che
dovrebbero essere riservati. É la reazione istintiva di chi parla al telefonino
come se dovesse colmare la distanza che lo separa dall'interlocutore
spaccandogli i timpani. E non solo a lui. La cellurlite (che non c'entra con la
cellulite, ma un nesso potrebbe anche esserci, di solito quelle senza buccia
d'arancia sono molto perfettine in tutto, figuriamoci se si sgolano al
telefonino) non va d'accordo invece con i tipi bifonali: loro sono dei maghi,
riescono a conversare in due cornette contemporaneamente e, intanto, a parlare
anche al vivavoce, il tutto senza perdere l'aplomb. Il bifonale è anche un
esperto della non chiamata: quella che fai sperando di dialogare con una
segreteria telefonica. Studi gli orari, ti concentri, ti affidi a qualche gesto
scaramantico e, il più delle volte, funziona. Trucchetto meschino? Nulla
rispetto alle strategie degli amorafobici, gli allergici all'amore, che fuggono
di fronte a ogni sentore d'impegno o di relazione. Per non finire come i
protagonisti di un altarco tremendo, cioè un alterco pre altare, di solito
scatenato da ragioni serie come il pizzo dei tovaglioli, la dimensione delle
bomboniere e il colore dei fiocchetti del menu. In ogni caso relativo al
matrimonio imminente. Anzi focalizzato, ex neologismo che, ormai, è solo un
inglesismo da stakanovista. Finiranno così, forse, anche le parole del
finzionario. Fra le brutture e l'oblio. Di sicuro farà una fine poco allegra,
per sé specialmente, chi si lascia contagiare dal panico bio (impulso
incontenibile di comprare alimenti biologici da infilare in un sacchetto
ricilabile, anzi meglio in tela) e dal calcolo misterioso della sua impronta
carboidratica. Che non c'entra con l'anidride carbonica, ma con pasta e dolci.
Quella che, una volta, si chiamava la prova bilancia. © SOCIETà EUROPEA DI
EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Corriere della Sera" del 12-09-2008)
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Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-09-12 num: - pag: 9
categoria: BREVI PIù POTERI AL DIFENSORE CIVICO O RIMANE UNA SCATOLA VUOTA Il
caso di Giangiacomo Schiavi Caro Schiavi, in un recente articolo ha scritto che
il difensore civico, "se contasse molto di più", potrebbe favorire
un'evoluzione positiva rispetto alle attese dei cittadini. Il mio è un piccolo
contributo in questo senso. Dal maggio 2006 il Comune di Milano ha offerto uno
spazio ai cittadini per dare loro la possibilità di segnalare disagi e
difficoltà che, attraverso l'opera del difensore civico, si trasformassero in proposte
per migliorare le prestazioni di cui la città ha bisogno. Il circuito "a
tre" (cittadino-difensore civico-amministrazione) è
virtuoso quando ciascuno dei tre protagonisti fa bene la propria parte:
l'ombudsman non è lì per commissariare né la politica né la burocrazia. Quindi non vincola organi
elettivi, dirigenti e funzionari, né si sostituisce nel gestire le
responsabilità che l'ordinamento affida loro. Ma si potrebbero introdurre
alcuni miglioramenti, che sono nel potere decisionale della politica. 1)
Senza enfatizzare la dimensione dell'ufficio (non ne serve uno
"gigantesco"), sono necessari un rafforzamento e la stabilizzazione
della struttura (il 70% del personale è precario); 2) va irrobustita
l'indipendenza gestionale dell'ufficio rispetto all'apparato burocratico
comunale. E va previsto l'obbligo di motivare il non accoglimento di quanto
suggerito dal difensore civico e la possibilità di fissare un termine entro il
quale la questione va conclusa; 3) va reso più stringente il rapporto tra difensore
civico e organi elettivi (Consiglio e sindaco). E si potrebbero qualificare
come urgenti e prioritarie le questioni segnalate dal difensore civico. La
segnalazione di una disfunzione o di una irregolarità è una risorsa per
l'amministrazione. è espressione di una esigenza che deve trovare una risposta.
La fiducia del cittadino non può naufragare e disperdersi nella deriva del
silenzio o del ritardo ingiustificabili. Alessandro Barbetta difensore civico
Comune di Milano Gentile dottor Barbetta, il mio era un appello a sparigliare
le carte dell'organizzazione municipale, perché il difensore civico super
partes è visto ancora come un corpo estraneo dalla nostra politica e l'idea che
questi possa diventare un interlocutore efficiente e credibile per migliaia di
cittadini, invece di rafforzarne il ruolo ne compromette l'attività. Nessun
sindaco o assessore è disposto a farsi tirare la giacchetta da qualcuno che ha
come compito quello del rompiscatole: in Comune lo tengono lì per dovere, come
un fiore all'occhiello: ma si guardano bene dal renderlo più autonomo o
incisivo. Se venissero accolti i correttivi da lei suggeriti sarebbe già una
svolta. Ma il problema, mi par di capire, è nel manico: chi nomina il difensore
civico (la politica) non lo vuole ostile e fa di tutto per renderlo innocuo.
Così è legittimo domandarsi quanto serve un istituto che pesta i piedi nel
nulla, per esempio, quando richiama il sindaco per gli effetti indimostrabili
dell'Ecopass sullo smog, o un assessore per le penali non fatte pagare ai
costruttori dei parcheggi in ritardo... (lei l'ha fatto, senza ottenere
risposta). Un consiglio comunale innovativo potrebbe trovare qualche correttivo
al ruolo del difensore civico, a cominciare dai punti elencati sopra.
Altrimenti sarebbe meglio farla finita con l'ipocrisia del civismo al di sopra
delle parti e nominare un assessore, visto che percepisce la sua stessa
indennità, ha un ufficio con una ventina di persone e un costo di funzionamento
(quasi tutte spese per il personale) di oltre un milione di euro all'anno:
conterebbe certamente di più. L'alternativa è dire che il re è nudo, e chiudere
bottega. Ma noi pensiamo che prima di morire si possa cercare di cambiare: lo
meritano gli "onorevoli cittadini", come avrebbe detto Alberto Bertuzzi,
il primo ombudsman che avviò in Italia una campagna di educazione civica in
nome del popolo indignato. gschiavi@rcs.it.
( da "Giorno, Il (Milano)" del 12-09-2008)
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MILANO ATTUALITA'
pag. 4 Ferrovie: coi nostri binari fino all'Ortomercato ACCOLTA LA RICHIESTA di
ALBINA OLIVATI ? MILANO ? LE FERROVIE sono disponibili a ripristinare i collegamenti
con l'Ortomercato e quindi realizzare uno svincolo, portando i binari
all'interno della struttura di via Lombroso. È in sostanza il contenuto della
lettera che il presidente della Sogemi, Roberto Predolin, ha ricevuto solo
ieri. "È un passo molto importante, vuol dire che la nostra proposta è
stata accettata e adesso si va avanti". I PROSSIMI passi sono: inserire il
progetto in quello più ampio della ristrutturazione dell'intera area logistica,
presentare il piano al sindaco, Letizia Moratti, incontrare con lo stesso
sindaco l'amministratore delegato delle Ferrovie, Mauro Moretti, e chiudere col
Governo. "L'obiettivo è inserire l'Ortomercato nel sistema nazionale del
settore agroalimentare". L'ARRIVO del treno, direttamente dentro quel
perimetro, permetterà il trasporto del fresco in tempi brevi e con risparmio,
senza contare il guadagno dal punto di vista dell'impatto ambientale. Il
trasporto su ferro integrerà quello su gomma. Ricordiamo che, nei piani del
presidente Sogemi, c'è di trasformare l'Ortomercato in un centro in grado di
dare servizi e fare così un passo avanti rispetto all'attività odierna,
imperniata esclusivamente sull'acquisto e la vendita della merce all'ingrosso.
Nel gennaio del 2009, sarà pronta una piattaforma di 7 mila metri quadri, per
lo stoccaggio e la distribuzione delle merci. Entreranno in gioco anche delle
aree refrigerate. NELL'OTTOCENTO, si diceva: "Dove arriva la ferrovia,
arriva la civiltà". Negli Stati Uniti costruirono il loro futuro sulle
rotaie e oggi stanno rivalutandole proprio per il trasporto merci. Sempre in
tema di detti, sarebbe il caso di stare attenti a "non perdere il
treno". "Tra un mese il progetto sarà pronto ? assicura Predolin ?
vogliamo bruciare i tempi. È una cosa troppo importante". L'idea è quella
di fare arrivare la merce direttamente, scaricarla, stoccarla e distribuirla a
tutta velocità. Intanto, tra qualche settimana, sarà emesso il bando per la
gestione di un altro spazio di 10 mila metri quadri. Non sarà difficile trovare
chi vorrà conquistarselo. All'Ortomercato ci sono problemi con l'organizzazione
dei lavoratori: "Non si può sempre chiedere l'intervento della Guardia di
finanza. Bisogna studiare un sistema per eliminare lo sfruttamento. Con la
razionalizzazione di tutto il complesso, anche questa parte potrà andare a
regime". L'ORTOMERCATO dovrà diventare il punto di riferimento di tutto il
Nord-Est. "L'Ho già detto e lo ripeto. Prendiamo una
nave carica di merce, arriva al porto di Napoli, carichiamo i conteiner sul
treno e li facciamo arrivare qui. Certo, bisogna snellire la burocrazia, perché adesso le navi
approdano a Rotterdam piuttosto che fermarsi da noi. E i costi di trasporto
salgono. Ecco perché ognuno deve fare la sua parte".
( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 12-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Sud sezione:
ECONOMIA E IMPRESE - SICILIA data: 2008-09-10 - pag: 4 autore: L'azienda puntava su Porto Empedocle La burocrazia blocca un nuovo investimento AGRIGENTO Il nuovo stabilimento per
la lavorazione della kainite è previsto a Porto Empedocle, in un'area di 220
mila metri quadrati all'interno dell'area industriale di Porto Empedocle
(esattamente alle spalle del rigassificatore progettato dalla Enel Power).
A regime dovrebbe creare 300 nuovi posti di lavoro senza considerare l'indotto.
Se ne parla dal dicembre del 2003 quando l'Italkali ha chiesto all'Asi di
Agrigento l'assegnazione dell'area che ha risposto di non avere l'area
disponibile. Nel marzo
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del
12-09-2008)
Pubblicato anche in: (Sole 24 Ore, Il (Nord Est))
Argomenti: Burocrazia
Nord-Est sezione:
SYSTEM (EVENTI PROGETTO BRCKO) data: 2008-09-10 - pag: 19 autore: Moliseinnovazione
a Brcko per dare impulso alla produttività Know-how dall'Italia alla Bosnia ed
Erzegovina Perché in tanti dall'Italia hanno posato gli occhi su Brcko? Nicola
Morrone di Moliseinnovazione SCpA – Parco Scientifico e Tecnologico del Mo-lise,
che pure sta investendo in loco, riassume i fattori che hanno fatto propendere
l'ente che rappresenta per il proprio intervento. Fattori probabilmente comuni
anche agli altri attori dell'operazione. Eccoli. Innanzi tutto - afferma
Morrone - era facile prevedere che la Bosnia Erzegovina sarebbe stata annessa
alla Comunità Europea: sebbene il paese fosse tra i più poveri tra quelli nati
dalla divisione della ex Jugoslavia, a breve sarebbero stati disponibili
ingenti finanziamenti per sostenerne l'integrazione alla Ce e noi potevamo
essere tra i primi a partecipare a questi processi, mettendo a disposizione il
nostro know-how. Dal punto di vista della situazione sociale – aggiunge – Brcko
District rappresenta un primo tentativo di integrazione delle tre etnie (bosniaco/mussulmana
– serbo/ortodossa – croato/cattolica), che al momento appare stabile e
riuscito: sia il governo locale che il personale impiegato nelle varie
istituzioni distrettuali presentano una composizione multietnica. Altro fatto
importante: pur appartenendo a pieno titolo allo Stato della BiH, Brcko
District è regolato da uno Statuto autonomo. Questo
significa velocità nelle decisioni e riduzione drastica della burocrazia centrale, burocrazia che nel futuro si insedierà
sempre con maggior forza nella capitale Sarajevo. Infine – spiega sempre il
funzionario di Moliseinnovazione – a contare è anche la collocazione
geografica: confina con due Stati, la Serbia e la Croazia; dista meno di
( da "Stampa, La" del 12-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il caso L'appello
dei genitori per Valentina "Qualcuno ci aiuti a salvare la nostra bimba
ammalata" M. M. ORSARA BORMIDA Seduta sul seggiolone, coi riccioli biondi
raccolti in treccine, Valentina, 6 anni e un'infanzia sacrificata in un corpo
contratto dalla nascita per una tetraparesi spastica, ripete: "Mamma,
mamma" e prova a tendere le braccine. L'abbozzo di un movimento e una
parola sono i segni di un piccolo miglioramento "che ora però rischia di
essere vanificato", dicono i genitori Mimmo e Giuseppina, col cuore gonfio
di rabbia e frustrazione. Quella di Valentina Mamone è la storia di una bimba malata,
totalmente invalida, che ha intrapreso un percorso di cure, fisioterapia e
assistenza, improvvisamente arenatosi a causa della burocrazia troppo lenta, di intoppi e
problemi economici, a cominciare da una pensione di invalidità che da 4 mesi
non arriva. Una catena perversa di eventi sfavorevoli che sta piegando la
famiglia Mamone, trasferitasi a Orsara Bormida nel 2000 e seguita dall'avvocato
Massimo Pergola: "Qualcuno ci aiuti: nostra figlia ha bisogno di terapie
continue e i soldi non bastano più. I suoi diritti vanno tutelati".
Per un errore di certificazione da parte della commissione dell'Asl 22 la
piccola è stata giudicata meno inabile rispetto alla sua reale condizione. Lo
sbaglio, corretto a giugno, ha comportato un rallentamento nell'iter per ottenere
la pensione di circa 400 euro che spetta a Valentina per la sua condizione:
"All'Inps di Alessandria hanno detto di avere pazienza, che hanno ancora
( da "Mattino, Il (City)" del 12-09-2008)
Pubblicato anche in: (Mattino, Il (Circondario Sud2))
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L'area Letta: troppi
casi sospetti, il segretario chiarisca. Nicolais: non ho bisogno di lezioni di trasparenza
PAOLO MAINIERO Entra nel vivo il tesseramento. E nel Pd esplode subito lo
scontro. "Più idee e meno tessere", invoca la componente di Andrea
Cozzolino. L'area Letta denuncia casi di inquinamento. A Visciano le iscrizioni
sono state 613. Troppe, sostengono i lettiani, se si pensa che il Pd ottenne
alle politiche 720 voti e che alle primarie votarono 426 cittadini. "Siamo
di fronte a percentuali bulgare. Questo dimostra l'inquinamento del
tesseramento - attacca l'area Letta -. Si sono iscritti anche personaggi vicini
al centrodestra e sono circolati contributi in denaro per invogliare le persone
a tesserarsi". Insomma, si è replicato a Visciano quanto successe lo
scorso giugno a Torre Annunziata dove il partito fu costretto a sospendere il tesseramento.
"Saremo inflessibili e abbiamo avviato tutte le procedure di garanzia per
evitare che si possa parlare di iscrizioni drogate. I nomi degli iscritti
saranno tutti on line", assicura il segretario provinciale Luigi Nicolais.
Che respinge accuse e illazioni. "Non ho bisogno - avverte - di lezioni di
trasparenza". E il coordinatore della segreteria Domenico Tuccillo
aggiunge: "Saremo vigili ma respingiamo gli attacchi strumentali". Il
Pd è pronto ad adottare la linea dura commissariando i comuni in cui si
dovessero registrare irregolarità. La campagna di tesseramento in provincia di
Napoli terminerà il 19 ottobre. Il 31 ottobre si concluderà l'insediamento dei
ciroli con l'elezione dei coordinatori cittadini. Subito dopo sarà convocata
l'assemblea per eleggere la direzione provinciale e il presidente.
"Nessuno mette in dubbio l'elezione di Cozzolino", assicura Nicolais.
Ma proprio l'area dell'assessore regionale incalza il segretario
sollecitandogli un'iniziativa politica rispetto al tesseramento e al dibattito
in corso su Napoli. "È necessario un luogo di confronto che ci consenta in
modo unitario di scrivere l'agenda politica. Non interessa a nessuno discutere
di assetti interni ma si avverte la necessità di indicare ai cittadini qual è
la linea sulla quale ci si muoverà per costruire il partito", è scritto in
un appello a Nicolais firmato da quattrocento esponenti del Pd tra
amministratori e rappresentanti del mondo del lavoro e dell'associazionismo. Il
confronto ci sarà: Nicolais ha convocato per lunedì
( da "Basilicanet.it" del 12-09-2008)
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16.32.20
[Basilicata] Il presidente della Sezione Edili dellâ??API, Michele Molinari, in
un comunicato stampa commenta favorevolmente il fermento in atto sulla
questione infrastrutturale del territorio provinciale. â??La Pista Mattei, la
strada Matera â?" Altamura, la Matera â?" Gioia del Colle, la
Bradanica, costituiscono interventi di cui si parla molto in questi giorni. Per
quanto riguarda lâ??aviosuperficie di Pisticci, lâ??impresa appaltatrice è¨ in
grado di completare i lavori anche prima di un anno, a meno di impedimenti
imprevisti. Circa il collegamento Matera â?" Altamura â?" Bari,
lâ??interrogazione del consigliere regionale Di Lorenzo e la risposta
dellâ??assessore Loguercio hanno fornito rassicurazioni sul finanziamento del
raddoppio delle strade statali 96 e 99 e in parte sui tempi di realizzazione.
Solo il primo lotto, quello della variante di Altamura, presenta le maggiori
incognite a causa della rescissione del contratto con chi si era aggiudicato
lâ??appaltoâ?. Ma è¨ la tempistica a preoccupare Molinari. â??Infatti, se
la copertura finanziaria e la serietà delle imprese appaltatrici sono
incoraggianti, non altrettanto lo è¨ la burocrazia che
in questi casi riesce a dare il peggio di sé© e soprattutto la normativa
vigente sui lavori pubblici, che non garantisce le imprese dalle continue
oscillazioni dei prezzi delle materie prime, che negli ultimi mesi hanno
subì¬to unâ??impennata verso lâ??alto. Infatti, la fortissima crescita delle
materie prime sta creando gravi problemi agli appaltatori per i lavori in corso
e il terzo decreto correttivo del Codice appalti, non ancora in vigore, prevede
solo palliativi, non avendo introdotto alcun meccanismo di adeguamento
automaticoâ?. Per il presidente degli Edili dellâ??API â??è¨ positivo anche il clima di
collaborazione con la Regione Puglia, sebbene questâ??ultima finora non abbia
messo il collegamento con la Basilicata tra le priorità infrastrutturali,
privilegiando altre parti del proprio territorio ed altre forme di
collegamento. Inoltre, adesso il contratto di programma tra lâ??Anas e il Ministero
delle Infrastrutture comincia a dare i suoi frutti, almeno per la copertura
finanziariaâ?. (bas - 04).
( da "Sicilia, La" del 12-09-2008)
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Lo dico a La Sicilia
Le quote rosa all'Ap, un contributo Teachers shape the future, ovvero gli
insegnanti formano i giovani. E' uno slogan americano che prendiamo a prestito
per sottolineare la valenza educativa della scuola nella formazione morale e
civile dei giovani. La scuola, seconda agenzia educativa dopo la famiglia, oggi
è chiamata non tanto a fornire conoscenze, che pur fornisce, perché esse sono
garantite da altri canali di comunicazione sociale molto più veloci, quanto a formare
persone libere e civilmente consapevoli, condizione necessaria per un'attiva
partecipazione alla vita della società e dello Stato. Ciò per la formazione di
una società più osservante delle regole, del rispetto delle istituzioni, del
rispetto dell'altro, in ottemperanza alla riforma in atto. E' fuor di dubbio
che ogni sistema politico tende ad un miglioramento della società chiedendo
alla scuola contenuti e comportamenti a cui i giovani guardano sempre con molto
interesse e senso critico. Ed allora, la scuola può rimanere "inerte"
quando vengono violate norme costituzionali, leggi e regole che stabiliscono
pari opportunità, pari trattamento tra uomini e donne? Ed ancora, la scuola può
rimanere "inerte" quando si prova a cancellare con il classico colpo
di spugna le vittorie conquistate con lotte tenaci e sofferte da diverse
generazioni di donne ma anche da uomini di profonda intelligenza e sensibilità
sociale? Ci si chiede: "Se la scuola ha il compito di promuovere
comportamenti capaci di incidere positivamente sulla società, qual'è il compito
della politica che detta le regole della società? Quali modelli propone per le
nuove generazioni? Se la politica continua ad essere inadempiente alle regole
da essa stessa scritte, non solo rende vano il lavoro della scuola, ma si avrà
una società e, quindi, uno Stato strutturalmente carente, inadeguato e fragile.
Un gruppo di docenti In via Malta sabato prelievi vietati Nel momento in cui
l'assessore regionale alla sanità blocca i budget per le prestazioni sanitarie per
i laboratori convenzionati, un fatto gravissimo accade al poliambulatorio di
via Malta a Caltanissetta, dove,sino a qualche settimana fa, era possibile
effettuare i prelievi presso il laboratorio di analisi anche il sabato mattina.
Questo permetteva ad una vasta utenza che durante la settimana, per motivi di
lavoro, non poteva recarsi al laboratorio di analisi, di usufruire di un
servizio importante. Ciò non è più possibile! Il direttore del Distretto
sanitario di Caltanissetta ha stabilito che il sabato non si facciano più
prelievi. Alla faccia della buona sanità! Quindi se l'assessore regionale alla
sanità non avesse bloccato il budget per i laboratori convenzionati, questi
avrebbero raccolto l'utenza a cui è negata la struttura pubblica traendone vantaggio
a scapito dell'asl 2, ma la beffa per i cittadini resta in quando in questo
modo sono costretti a rivolgersi ai privati, pagandone le prestazioni. Vogliamo
sperare che al più presto il Direttore Generale dell'asl 2 e l'assessore
regionale alla sanità vogliano far ripristinare un servizio utile a tanti e non
si capisce bene perché inviso a qualcuno. Liborio Bilardo Responsabile del
dipartimento Diritti dei cittadini Aumentare i concorsi progettuali Assistiamo
in questi giorni alla presentazione dei progetti selezionati riguardanti
"la Grande Piazza" di Caltanissetta. Il concorso di progettazione,
forma democratica di partecipazione e condivisione, ha prodotto e fornito alla
città, e di conseguenza all'Amministrazione, la possibilità di poter scegliere
tra una rosa di progetti. Altra cosa importantissima risulta essere la qualità
dei progetti, pensati, studiati, rappresentati ed elaborati secondo standard
che nulla hanno a che fare con i progetti anonimi che da troppo tempo siamo
costretti a subire. C'è inoltre da sottolineare il fatto che tale concorso si è
potuto realizzare grazie al Darc, dipartimento di architettura contemporanea,
che ha assegnato alla nostra Amministrazione un contributo di 50.000 ? per
potere sostenere i costi di un concorso di progettazione al fine di garantire
la qualità architettonica in fase di progettazione per il bene di tutti. Ora mi
chiedo, come mai i nostri amministratori, visto il successo che tale iniziativa
sta riscuotendo non possano pensare di eliminare una volta per tutte il
classico incarico fiduciario, con questa formula democratica del concorso che
quantomeno garantisce più qualità al progetto? Se nel bilancio annuale di
un'amministrazione pubblica, o anche di aziende private, si prevedessero poche
migliaia di euro per promuovere concorsi progettuali, anche di minore entità di
quello della Grande Piazza, ci sentiremmo forse tutti più partecipi e
consapevoli delle trasformazioni architettonico-urbanistiche che la nostra
amata-odiata città si appresterà ad affrontare. Arch. Luca
Iannì Ad Acquaviva burocrazia da record La discussa prosperità di Acquaviva Platani dipende
anche dall'avere un dipendente comunale (senza contare i politici) ogni 20
abitanti circa, contro i 100 di Caltanissetta o i 150 di Carrara. In pratica
hanno fatto a spese altrui, una zona franca, un mercato del lavoro fuori dalla
normale concorrenza, dalla normale efficienza. Dobbiamo invece creare
qualche vero vantaggio per chi investe in Sicilia, eliminare gli sprechi, le
addizionali ecc. Enna lo ha fatto, Agrigento lo sta per fare. Oppure tra otto
mesi alle prossime elezioni comunali, dobbiamo cambiare i politici che non
vogliono fare le riforme necessarie. E sono tanti. Giuliano Gattei.
( da "Giornale.it, Il" del 12-09-2008)
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N. 218 del
2008-09-12 pagina
( da "Basilicanet.it" del 12-09-2008)
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PAGLIUCA (FI-PDL):
POSITIVA LA VENUTA DI MARCHIONNE 12/09/2008 18.21.56 [Basilicata] (ACR) -
â??Positiva la venuta dellâ??amministratore delegato della Fiat, Sergio
Marchionne, per le cose sottolineate nellâ??intervento a braccio che ha voluto
offrire alla Basilicataâ?. Questo il giudizio del presidente del gruppo
regionale di Forza Italia verso il Pdl, Nicola Pagliuca. â??Le espressioni di
encomio â?" ha proseguito Pagliuca - per i tanti lavoratori che fanno
dello stabilimento Sata di Melfi il secondo polo, dopo la Polonia, più¹ produttivo del gruppo Fiat,
riempie di orgoglio chiunque, come il sottoscritto, conosce da sempre il valore
e la generosità del popolo lucano. Positivo è¨ anche il commento sulla
nuova intrapresa, non tanto per i numeri iniziali messi in campo ( circa 18
milioni di Euro di cui oltre 14 di provenienza regionale), ma per il
significato che il â??campus per la ricerca applicataâ?? potrà avere per
lâ??intero sistema impresa della Regione Basilicata e per la centralità
che Marchionne ha affidato a tale iniziativa nel contesto del gruppo Fiatâ?.
â??Il segnale che occorre cogliere â?" ha affermato Pagliuca - va nella
direzione di quanto da noi, da sempre, sostenuto. La Regione Basilicata deve
investire nel suo sistema produttivo, puntando verso una qualificazione dello stesso. Meno burocrazia innanzitutto! Il pubblico deve uscire da esperienze di gestione
diretta di processi produttivi o collegati ai sistemi produttivi. Anche
lâ??esperienza Agrobios, salvata in attesa di piano industriale, spero riesca
ad individuare forme di partnariato in grado di assicurare una vita lunga ed
utile per lo sviluppo regionale. I ritardi che si registrano sul piano
energetico, sulla riforma dei Consorzi industriali non aiuta lâ??economia
regionaleâ?. (dt ).