HOME   PRIVILEGIA NE IRROGANTO   di  Mauro Novelli          www.mauronovelli.it


DOSSIER “BUROCRAZIA”

Torna all’indice mensile 2008

 

ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


tARTICOLI DEL   4-12 settembre 2008       #TOP



Report "Burocrazia"

·                     Indice delle sezioni

·                     Indice degli articoli

·                     Articoli

Indice delle sezioni

Burocrazia (170)


Indice degli articoli

Sezione principale: Burocrazia

L'Anas cede: Tondo è commissario ( da "Tribuna di Treviso, La" del 04-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Le elefantiache burocrazie dell'Anas non ci sono mai piaciute". Gli fa eco l'assessore regionale alla Mobilità, Renato Chisso: "La nomina di Tondo mi riempie di gioia, finalmente il problema della terza corsia verrà affrontato con determinazione e competenza.

Libri scolastici, fondi regionali a rischio ( da "Tribuna di Treviso, La" del 04-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia e la cattiva amministrazione rischiano di far saltare il progetto" dicono i due esponenti della sinistra, che sperano in una soluzione a breve termine della faccenda. La Regione ha stanziato 500 mila euro per le scuole di tutto il Veneto, rendendo disponibile all'ufficio provinciale della Marca un fondo di 92.

Bloccati dalla burocrazia i fondi regionali per i libri gratuiti ( da "Nuova Venezia, La" del 04-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Bloccati dalla burocrazia i fondi regionali per i libri gratuiti" In tempi in cui le famiglie, già stangate dai rincari dei prezzi, soprattutto dei generi alimentare di prima necessità, dei servizi come i trasporti, devono fare i conti (letteralmente) con la spesa per mandare i figli a scuola, tra libri e corredo scolastico,

La visita medica per la pensione arriva due anni dopo la morte - massimo lugli ( da "Repubblica, La" del 04-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: E la burocrazia sanitaria si era messa in moto con la consueta, ottusa, lentezza: la sospirata convocazione, infatti, è arrivata a destinazione due anni dopo la morte della donna. "Una storia assurda, un'autentica beffa di pessimo gusto - commenta il segretario nazionale del Codici, Ivano Giacomelli, che ha reso nota questa ennesima storia di scartoffie al rallentatore -

Tamai, doppio rebus per il derby ( da "Messaggero Veneto, Il" del 04-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: colpa della burocrazia Calcio serie D. Domenica la sfida col Pordenone. Il "nodo" tesseramenti Tutto ok a Pordenone, che ha risolto i problemi burocratici riguardanti il tesseramento di Maki Mvondo. Tutto ok pure a San Vito: è attesa per oggi la notizia che Enis Nadarevic potrà essere schierato nel derby di sabato con la Sacilese.

Il sogno di pinuccio a venezia - mario desiati ( da "Repubblica, La" del 04-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: come recita il manuale di ogni italica burocrazia comunale che si rispetti. Colui che seppellisce i morti e il mondo affine, è sempre stato un tema tabù nel cinema. Il documentario Pinuccio Lovero, Sogno di una morte di mezza estate che oggi verrà proiettato alla Settimana internazionale della critica del Festival di Venezia, lo affronta con grazia e un'angolazione originale.

Quattro giorni di <Gran festa d'Istà> ( da "Adige, L'" del 04-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: infinità burocrazia fatta di carte, permessi e richieste (e tutti i contatti presi mesi e mesi prima con gruppi musicali e gruppi di ballo), metri e metri di cavi elettrici e di tubature stesi, collegati e collaudati, cucine e palchi allestiti. Una festa di tradizione e di musica, soprattutto: sotto la tenda si esibiranno alcuni tra i gruppi folkloristici più in voga,

PierGiorgio Rauzi L a Mostra di Venezia di quest'anno è prodiga di film che parlano di bambini, tutti o quasi tutti purtroppo protagonisti di storie e di vicende drammatiche sia in ( da "Adige, L'" del 04-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: E pur nello sforzo di rilevare le contraddizioni e la corruzione della burocrazia di quel Paese; di scoprire quanta sia la responsabilità degli Stati Uniti nella sua storia drammatica a sostegno di dittature sanguinarie che lo hanno dominato; di accorgersi dell'estrema povertà di quella popolazione; non dimostra però altrettanta attenzione per le contraddizioni in cui loro,

Lo Bello: L'indifferenza è finita Chi denuncia il pizzo non è più solo ( da "Unita, L'" del 04-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Se un'impresa lega il proprio successo alla capacità di tessere rapporti con la burocrazia e con la politica è più esposta alle attenzioni della mafia. Oggi, però, è sempre meno così. In Sicilia, infatti, sono cresciuti imprenditori giovani che hanno il problema di capire cosa faranno i loro concorrenti cinesi o indiani.

I test arrivano con i carabinieri medicina, prove super blindate - mario reggio ( da "Repubblica, La" del 04-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: tra le maglie della burocrazia, può passare di tutto. La griglia dei test ne comprende ottanta: 33 di logica e cultura generale, 21 di biologia, 13 di chimica e altrettanti di matematica. Tra i quiz di cultura generale bisogna indovinare il poeta autore dell'Infinito, la capitale della Finlandia, il giorno dell'emanazione della Costituzione Italiana.

Alcol e droga, il ruolo del volontariato ( da "Corriere della Sera" del 04-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La fila di ragazzi che chiede il nostro intervento, breve, efficace, personalizzato, poco terapeutico e molto avventuroso, è sempre più numerosa e io non ho nessuna intenzione di tradire i ragazzi. don Antonio Mazzi Burocrazia "I lacci burocratici sono talmente numerosi e raffinati da smontare anche il più agguerrito degli operatori".

Se la Cina è vicinissima ( da "Giornale.it, Il" del 04-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, ogni regola calata dall'alto, ogni divieto, ogni sanzione, ogni controllo della polizia peraltro sempre più diradato. Le violazioni dei più elementari diritti umani sono un ricordo lontano: col tempo i cinesi hanno imposto regole loro, un loro effettivo modo di vivere, un loro commercio, una loro socialità che nel tempo hanno messo ai margini quelle autorità che vorrebbero

Vini/ Cia: Bene i voucher per la vendemmia, ma vanno ( da "Virgilio Notizie" del 04-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: risultati e possono offrire un significativo contributo al contrasto del lavoro irregolare, alla riduzione della burocrazia che soffoca le imprese agricole nonché - conclude l'organizzazione - in una situazione generale di caro-vita, consentire a studenti e pensionati di integrare il proprio reddito senza alcun onere fiscale e con le relative coperture assicurative e previdenziali".

I conti su Alitalia ( da "Giornale.it, Il" del 04-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: it contatti Categorie Berlusconi IV (8) burocrazia (1) citazioni (2) finanza (10) pol economica (21) Varie (36) Ultime discussioni Umberto Cisotti: Concordo pienamente con David Baccini. Tremonti si sta' dimostrando uno dei peggiori ministri... david baccini: ma perche' d'estate dovrebbe mai calare?

An punta sul cavaliere nero ma non mancano i malumori ( da "Trentino" del 05-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Le priorità del partito sono chiare: la sicurezza, con più potere alla polizia municipale, l'autonomia decisionale dei comuni, per garantire il mantenimento delle tradizioni, e lo snellimento della burocrazia. De Eccher è certo: "i trentini sceglieranno il buongoverno della destra al clientelismo del centrosinistra". (j.t.).

Prusst, primo intervento da 80 appartamenti ( da "Arena, L'" del 05-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Soddisfatto, ma cauto, il titolare della società, Andrea Marani, presidente del collegio Costruttori: "Devo dare atto al Comune e alla Provincia di aver fatto il possibile per superare una burocrazia pazzesca. Resta il fatto che l'intero sistema è assurdo e se non cambierà, i costi continueranno ad aumentare".

Diciannove bimbi senza asilo ( da "Tirreno, Il" del 05-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Tra tagli e burocrazia, chi adesso si trova in difficoltà sono i genitori di questi bambini tagliati fuori. "Sarà difficile che trovino una collocazione, anche se di solito qualche posto si libera nel corso dei mesi. Comunque abbiamo bimbi in attesa pure nel capoluogo", aggiunge il primo cittadino.

Finestra sull'America ( da "Stampaweb, La" del 05-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: meno burocrazia nella sanità pubblica, meno sindacati nelle scuole e l'educazione "diritto umano del nuovo secolo". Il motore della crescita è nello sviluppo energetico per liberarsi dalla dipendenza dal greggio straniero: più trivellazioni di pozzi, più gas naturale estratto dal territorio nazionale e forti investimenti in ogni tipo di energia alternativa.

Veronesi: testamento biologico per dare dignità alla morte ( da "Unita, L'" del 05-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: eutanasia ma non ne voleva parlare perché "questa burocrazia della morte mi dà un po' fastidio". Diciamo che non sono favorevole all'eutanasia, ma sono favorevole a discuterne. La morte è un evento altrettanto importante e necessario della nascita. Anzi, è un dovere. L'organismo nasce e deve morire per far spazio alle nuove generazioni.

Soldati fabici arruolati dai Tar ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 05-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: invece la burocrazia ministeriale sintetizzò il parere scientifico in un decreto-beffa, del 20 settembre 2007 che, di fatto, tagliava fuori i sardi dall'arruolamento. Proteste, interrogazioni dei senatori Massino Fantola e Mariano Delogu, presentazione di un disegno di legge sottoscritto da tutti i parlamentari sardi (primo firmatario Emanuele Sanna)

Nizzi: via i lacci che hanno affossato l'Isola ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 05-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: meno burocrazia e meno centralismo". Il federalismo sarà un vantaggio per l'Isola? "Indubbiamente. Il modello che vogliamo non solo dovrà rispettare la nostra specialità statutaria, ma anche riconoscere l'insularità. Il gap andrà compensato con interventi perequativi che saranno parte integrante del federalismo".

Il sindaco Pozzoli: <Candidarmi ancora? Forse, potrei pensarci> ( da "Giorno, Il (Sondrio)" del 05-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia sovracomunale, nazionale ci sembra di potere dire. resta un osso duro, non è vero? "Sì: per fortuna la gente ha pazienza, e capisce. Io ho una visione positiva di Chiavenna - prosegue Pozzoli -. I cittadini ragionano, sanno come e cosa è stato fatto, e del perché qualcosa non è stato fatto,

L'ex Tilane rinasce dopo 20 anni ( da "Giorno, Il (Brianza)" del 05-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dettati soprattutto dalla burocrazia, si può finalmente iniziare a restituire alla città questa area così centrale e importante, dove avremo l'opportunità di godere di un vasto polmone verde". Sono previsti infatti 22 mila metri di verde attrezzato, sui 52 mila complessivi, con un cannocchiale verde da via Tripoli a via Milano movimentato da giochi,

Una Giunta virtuale ( da "Tempo, Il" del 05-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la discussione al prossimo consiglio e da cui viene fuori un esecutivo "ostaggio" della burocrazia. "Gli assessori ci costano decine di migliaia di euro l'anno - ha dichiarato Stella - Sfogliando il fascicolo dei lavori della Giunta dell'anno corrente, si ha la prova evidente di come la politica abbia da tempo delegato le proprie funzioni a favore dei potenti funzionari comunali.

Per le Pmi meno intralci dalla burocrazia locale ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 05-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: INTERVISTA Mario Mancini Presidente Piccola industria "Per le Pmi meno intralci dalla burocrazia locale" ANCONA Più sensibilità, da parte delle amministrazioni pubbliche e delle banche, alle esigenze delle piccole e medie imprese. Il che non significa richiesta di maggiori risorse ma di minori prelievi e meno ostacoli all'attività e agli investimenti aziendali.

I Confidi giocano la carta hi-tech ( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 05-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sostiene che per sostenere il sistema dei Confidi e snellire la burocrazia serve anche altro: "La piattaforma telematica è un primo passo, perché riduce i tempi ed elimina la carta, ma non elimina la lunga trafila per l'azienda. è necessario anticipare i tempi dell'intervento rispetto al finanziamento erogato, in modo che l'agevolazione nasca contestualmente al finanziamento,

Non si incrina l'asse di ferro tra il Cavaliere e il Senatur ( da "Arena.it, L'" del 05-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Non è pensabile che i richiedenti stranieri debbano aspettare prima dieci anni di residenza e poi gli anni sommati dalla burocrazia per ottenere ciò che gli spetta per legge. E che il tutto avvenga, alla fine, con cerimonie quasi anonime.2  .

VERONA SUD. Dopo anni di progetti e polemiche politiche, sta per concretizzarsi uno dei piani di trasformazione della grande area dismessa di fronte alla Fiera ( da "Arena.it, L'" del 05-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Soddisfatto, ma cauto, il titolare della società, Andrea Marani, presidente del collegio Costruttori: "Devo dare atto al Comune e alla Provincia di aver fatto il possibile per superare una burocrazia pazzesca. Resta il fatto che l'intero sistema è assurdo e se non cambierà, i costi continueranno ad aumentare".

È uno dei lotti residenziali assegnati ai privati, la ditta Marani realizzerà 10 edifici a risparmio energetico ( da "Arena.it, L'" del 05-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Soddisfatto, ma cauto, il titolare della società, Andrea Marani, presidente del collegio Costruttori: "Devo dare atto al Comune e alla Provincia di aver fatto il possibile per superare una burocrazia pazzesca. Resta il fatto che l'intero sistema è assurdo e se non cambierà, i costi continueranno ad aumentare".

Grimod chiama i privati: "Investite" ( da "Stampa, La" del 05-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che si vuole coinvolgere, con la burocrazia. "Già - dice il sindaco -, ma questo lo stiamo facendo". Di idee Giordano ne ha tirate fuori parecchie, ma di soldi il suo assessorato non ne ha più. A ottobre ci sarà l'equilibrio di bilancio, che significa rimescolare ciò che rimane e distribuirlo dove più ce n'è bisogno.

L'INTERVISTA ( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)" del 05-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "Dichiariamo guerra alla burocrazia che crea mille problemi e scoraggia gli investitori. Non è più possibile tollerare una classe di funzionari che naviga a vista, senza obiettivi né stimoli. Occorre, dunque, una riforma in grado di trasformare radicalmente metodi e procedure".

Polveriera distrutta da ladri e vandali ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 05-09-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma la burocrazia ha fatto trascorrere anni, ormai decenni, prima del trasferimento delle competenze ai Comuni di Selargius e, in minima parte, Monserrato. E ora? Dei maxi progetti restano carte e cartelle con l'elenco degli interventi da compiere. Ma, di realizzato, ancora non c'è nulla.

Così parlò McCain ( da "Vita non profit online" del 05-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: - Educazione: migliorare la burocrazia scolastica, aumentare la possibilità per le famiglie di scegliere la scuola privata. - Esteri: Stop ai 700 miliardi di dollari distribuiti ogni anno "ai paesi che ci disprezzano" (non si capisce se come cooperazione internazionale o come aiuti di stato).

Burocrazia, triumvirato della svolta ( da "Italia Oggi" del 06-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: opinione Burocrazia, triumvirato della svolta "La moria di api è poca cosa rispetto agli ostacoli della burocrazia". è il grido di un apicoltore. Un malcontento che spinge sempre più a dare maggiore efficienza all'amministrazione pubblica. A sentire la politica si ha l'impressione che si voglia andare in questa direzione.

Brevi, schede e richiami 5 ( da "Repubblica, La" del 06-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, sul conformismo o sulla corruzione degli altri. Una ricetta che si ripete, con qualche variante, non solo nei romanzi, ma anche nelle tante fiction seriali che si moltiplicano sull'argomento; un modello che si applica ad ogni trama e a una miriade sconfinata di personaggi, che non delude mai e che tiene incollati alla pagina o al video eserciti di instancabili lettori

Il nodo della vigilanza notturna esaminato col questore maiorano ( da "Messaggero Veneto, Il" del 06-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Si è anche parlato della situazione in cui si trovano i produttori locali di coltelli, costretti a una lunga burocrazia da quando è stato approvato il nuovo testo in materia di pubblica sicurezza, chiedendo una semplificazione degli adempimenti. (l.v.).

La rimozione delle morti bianche - nino blando ( da "Repubblica, La" del 06-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, obliando radicalmente le ragioni specifiche per cui a suo tempo esso era nato. La vicenda dei due operai delle ferrovie morti giorni fa a Motta Sant'Anastsia, dopo essere stati travolti da un treno regionale, e subito archiviata, sotto questo profilo costituisce dunque un'ulteriore conferma di come il mondo del lavoro manuale sia effettivamente percepito dalla coscienza

Questo Stato mi ha abbandonato: aveva ragione Welby, meglio morire ( da "Unita, L'" del 06-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Esiste invece la burocrazia, il menefreghismo, l'abbandono e l'indifferenza totale da tutte le istituzioni competenti: nessuno sa niente, nessuno agisce, nessuno si muove". L'uomo, che ora comunica con il computer grazie a un sofisticato software muovendo lo sguardo, la testa e in particolare gli occhi, afferma di essere "stanchissimo di lottare"

Vi racconto la mia sofferenza ( da "Unita, L'" del 06-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Esiste invece la burocrazia, il menefreghismo, l'abbandono e l'indifferenza totale da tutte le istituzioni competenti, nessuno sa niente, nessuno agisce, nessuno si muove. Esiste un grandissimo divario tra Nord e Sud del Paese! In Lombardia e in Veneto ci sono persone nelle nostre stesse condizioni a cui non manca (quasi) niente,

Così il timido parroco di provincia votato agli studi diventa massimo teologo Custode della fede ma anche innovatore ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 06-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: e anche contro la burocrazia della Curia diventata nel tempo "come la corazza di Saul che impediva a Davide di camminare". I sardi sul colle di Bonaria aspettano da quasi un anno il Papa che arriva dal cielo, la sua parola, la sua solidarietà in mezzo a tante angosce.

<Non siamo più l'isola felice della giustizia> ( da "Giorno, Il (Lecco)" del 06-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: posizioni e non certo per problemi legati alle lentezze della burocrazia nostrana, o almeno non solo, ma per il personale inadeguato, che non riesce a stare al passo con tutti i procedimenti, situazione che accomuna il settore civile e quello penale. I magistrati del primo ramo sono solo 15, 10 quelli del secondo, gli addetti amministrativi ammontano a 46, ma ne mancano più del 25%

Il margherita riapre a fine ottobre. con la libreria - donatella francesconi ( da "Tirreno, Il" del 06-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Si tratta solo di burocrazia", è stato il commento analogo di Riccardo Battaglia: "Ma ora tutte le incomprensioni dovrebbero essere superate". Tanto che nei prossimi giorni i tecnici della "Zelig" consegneranno le carte richieste. A fine ottobre, dunque, il nuovo "Margherita" dovrebbe tornare ad accogliere - secondo gli impegni sbandierati -

La Gelmini ci salverà dalla scuola matriarcale ( da "Giornale.it, Il" del 06-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: élite utile alla burocrazia prima, e nel Novecento alla massificazione, fino alla decadenza presente, di una cultura la cui misura è solo il denaro, l'economia. Questo l'esito della scuola statale: una società in cui molti, più di prima, leggono libruzzi, ma sono rare e molto desuete le menti originali e libere, anche se tutti si pretendono tali.

I giudizi positivi ( da "Corriere della Sera" del 06-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: 5 categoria: BREVI I giudizi positivi RenatoBrunetta \\ è giusto e utile tentare di semplificare la burocrazia MaurizioSacconi \\ Mi sono piaciute fin qui le politiche per il lavoro GiulioTremonti \\ Bene manovra triennale e contenimento del disavanzo MariastellaGelmini \\ Condivido: meno prof, ma pagati meglio e valutati.

<Salari, pronti a firmare con chi ci sta Epifani? Se dice no dovrà spiegarlo> ( da "Corriere della Sera" del 06-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sulle politiche per il lavoro, sul rilancio del nucleare, sulla semplificazione della burocrazia. Non va bene, invece, che ci sia un calo degli investimenti in infrastrutture. Non ci è piaciuta la mancata liberalizzazione dei servizi pubblici locali. E non ci piace una pressione fiscale sempre ai massimi storici". E la scuola?

==CONTRATTI: MARCEGAGLIA A CGIL,SE NON FIRMA DOVRA'SPIEGARLO ( da "Wall Street Italia" del 06-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sulla semplificazione della burocrazia. Non va bene, invece, che ci sia un calo degli investimenti in infrastrutture. Non ci è piaciuta la mancata liberalizzazione dei servizi pubblici locali. E non ci piace una pressione fiscale sempre ai massimi storici". Il federalismo, invece, "non deve ridursi ad un dividendo politico da pagare alla leva" ma "

Il degrado di via Monte Calvario ( da "Stampa, La" del 06-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: lentezza della burocrazia, ma questa volta mi sembra che ci sia più che una semplice speranza di verde risanata questa zona. È previsto anche l'allargamento della zona attigua al santuario, con la creazione di un ampio spazio che potrà rivelarsi molto utile persino per raggiungere la zona con degli autobus e anche per le manovre dei mezzi della nostra squadra di Protezione civile"

UE: NAPOLITANO, EUROPA NON SIA ALIBI PER I GOVERNI ( da "Virgilio Notizie" del 06-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ci sono delle critiche per la troppa burocrazia ma nessuna direttiva puo' essere emanata senza il consenso di tutti i governi. La nascita e la crescita dell'Unione europea hanno coinciso con un periodo di sviluppo economico e quindi i cittadini europei hanno visto positivamente questo processo che dava risposte alle loro aspettative.

Fontana <disonorata>in piazza della Regione ( da "Sicilia, La" del 06-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: antico monastero non resista ai tempi della burocrazia. La precedente Amministrazione comunale dall'ex presidente Salvatore Cuffaro aveva ottenuto una promessa di finanziamento per il restauro, finanziamento che però fino ad oggi non è stato erogato. "Io ho già incontrato il tecnico che ha redatto il progetto del restauro del Monastero - ci dice il neo sindaco,

S. Romedio, l'eremo torna in mano ai frati ( da "Trentino" del 07-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia permettendo, ma i frati si stanno attrezzando per spianare le difficoltà) la riapertura del bar che dava un tono di accoglienza diverso rispetto alle anonime e fredde macchinette per il caffè. "Il bar può essere un dettaglio, ma l'eremo come lo intendiamo noi dovrà tornare ad essere il punto di riferimento della religiosità innanzitutto dei valligiani ma anche dei moltissimi

Locale fracassone? Le analisi tacciono ( da "Arena, L'" del 07-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Le analisi tacciono di Zeno Martini Un intero quartiere tenuto in scacco da un locale e dalla burocrazia. Il primo è il "Mime's disco pub", accusato in una serie di esposti inviati in municipio di costringere all'insonnia i residenti delle vie Cimarosa, Bassa, Ponchielli e Peccana, a Vallese, con la musica ad alto volume e gli schiamazzi dei suoi avventori.

La burocrazia blocca le balestriere ( da "Tirreno, Il" del 07-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: NIENTE ESIBIZIONE AL CASSERO La burocrazia blocca le balestriere Permesso lento ad arrivare, le donne costrette a riporre le armi MASSA MARITTIMA. E' saltata l'esibizione, e appare abbastanza chiario che ci abbia messo lo zampino la burocrazia, delle donne "balestriere" che si doveva tenere nella serata di venerdi al Cassero Senese.

Paga l'iva, ma gli pignorano la casa ( da "Tirreno, Il" del 07-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: non sempre logica e burocrazia vanno d'accordo. Ne sa qualcosa una giostraia di Pescia, ormai ritiratasi dall'attività, ma che per colpa di questa diversa lettura si trova a convivere con un incubo: quello di un'ipoteca sulla casa. Non più giovanissima rischia di trovarsi senza un tetto perché, per l'agenzia delle entrate,

Il quartiere si mobilita e salva l'ambulatorio - paolo scandale ( da "Repubblica, La" del 07-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma questa volta la burocrazia ha mostrato il suo volto più umano, e la Asl, compresa la situazione di disagio che si sarebbe creata, ha deciso di intervenire. L'impegno è chiaro: "L'ambulatorio deve restare aperto", e perciò si cercherà un medico, tra quelli dello stesso distretto, disposto a tenere aperto almeno per alcuni giorni alla settimana lo studio di via Depretis.

L'inceneritore miraggio ( da "Repubblica, La" del 07-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Pagina VII - Firenze Burocrazia e politica bloccano di fatto la realizzazione del termovalorizzatore di Case Passerini L'inceneritore miraggio Neanche iniziata la progettazione dell'impianto nella Piana SEGUE A PAGINA II.

Si emigra all'estero con prato nel cuore ( da "Tirreno, Il" del 07-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Non posso che riscontrare quanto l'amministrazione sia ferma, impacciata, senza idee e soluzioni. A oggi ancora non capisco perchè non si cerchi con ogni metodo di attirare investitori da fuori Prato, concedendo sconti su servizi, su imposte locali, snellendo la burocrazia che spesso costringe gli imprenditori a investire altrove".

Napolitano: Nessuno usi l'Europa come alibi Monito da Cernobbio: I leader nazionali non cerchino di usare l'Ue per coprire l'inazione dei governi ( da "Unita, L'" del 07-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ci sono delle critiche per la troppa burocrazia ma nessuna direttiva può essere emanata senza il consenso di tutti i governi. La nascita e la crescita dell'Unione europea hanno coinciso con un periodo di sviluppo economico e quindi i cittadini europei hanno visto positivamente questo processo che dava risposte alle loro aspettative.

Scuola svuotata di ogni autonomia PIERANGELO GIOVANETTI ( da "Adige, L'" del 07-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Quello che è avvenuto in questi anni è il trasferimento di ogni funzione che riguarda la scuola alla burocrazia provinciale, con un controllo centralizzato da far rimpiangere quello del Ministero romano, sicuramente meno invadente e soffocante. Tale "rivoluzione" è avvenuta cancellando di fatto il ruolo dei presidi, che sono diventati semplici terminali delle direttive provinciali.

Cultura, quella poltrona vuota penalizza Milano ( da "Corriere della Sera" del 07-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: un inevitabile allungamento dei tempi della burocrazia; Sgarbi, con tutti i suoi difetti, certo non aveva quello della lentezza. Insomma, l'assessorato alla cultura è un lavoro a tempo pieno, un full time job, nell'inglese caro a chi ci governa. Un impegno impensabile per qualsiasi sindaco, tanto più se, come il nostro, è assillato da questioni gigantesche come la governance dell'

Un litro di verde a 1.395 euro ma solo per utilizzo nautico ( da "Nuova Venezia, La" del 07-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: cittadino veneziano che ha combattuto a denti stretti contro burocrazia e diktat degli alti funzionari comunali, per poterlo aprire. C'è voluto, perfino, un ricorso al Tar Veneto dello stesso Rombolotto e una diffida dei suoi avvocati dopo la sentenza a lui favorevole, per convincere il Comune di Venezia a rilasciare la concessione edilizia, indispensabile alla realizzazione dell'

Calderoli: "La service tax? Vedrete, vi stupirà" ( da "Stampaweb, La" del 07-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Finiremo col ritrovarci due burocrazie, una centrale e una locale? "Ecco l'altra bufala. Nel testo vero che stiamo preparando, non quello in circolazione per colpa di qualche idiota, si indica la via per evitare il rischio della duplicazione. Lo sappiamo perfettamente che, se si mantengono in piedi certe strutture a livello centrale,

Uffici chiusi, termiti a lavoro ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 07-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma nulla ha potuto contro le ingessature della burocrazia, nel tentativo di sbloccare rapidamente i finanziamenti: " La giunta regionale ha deliberato, stiamo aspettando il decreto per poter estendere l'affidamento, vista l'urgenza del caso", spiega Franco Mura, assessore ai Lavori pubblici.

OPPEANO. Esposti e proteste dei residenti di un quartiere di Vallese per musica e schiamazzi ( da "Arena.it, L'" del 07-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: nbsp Zeno Martini Un intero quartiere tenuto in scacco da un locale e dalla burocrazia. Il primo è il "Mime's disco pub", accusato in una serie di esposti inviati in municipio di costringere all'insonnia i residenti delle vie Cimarosa, Bassa, Ponchielli e Peccana, a Vallese, con la musica ad alto volume e gli schiamazzi dei suoi avventori.

Ancora ignoti i risultati del primo controllo mentre il secondo è saltato perché il <Mime's> era in ferie ( da "Arena.it, L'" del 07-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: nbsp Zeno Martini Un intero quartiere tenuto in scacco da un locale e dalla burocrazia. Il primo è il "Mime's disco pub", accusato in una serie di esposti inviati in municipio di costringere all'insonnia i residenti delle vie Cimarosa, Bassa, Ponchielli e Peccana, a Vallese, con la musica ad alto volume e gli schiamazzi dei suoi avventori.

Marco Nanì soddisfatto<Ottenuti risultati concreti> ( da "Sicilia, La" del 07-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: approvato un provvedimento che segna una svolta nel rapporto con la burocrazia e la dirigenza del Comune, a conclusione di un iter che ha visto coinvolti nucleo di valutazione e sindacati. Fermo restando il diritto inalienabile allo stipendio, le altre due voci della busta paga dei dirigenti, indennità di posizione e indennità di risultato, che prima venivano distribuite a pioggia,

<Un pronto soccorso tra i più attrezzati> ( da "Sicilia, La" del 07-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Accolta anche un'altra richiesta avanzata dal consigliere: pubblicare anche sul sito internet del Comune le convocazioni delle conferenze. "Insomma - ha commentato Ardita - la vittoria della tanto vituperata burocrazia, che ha corretto con prontezza un errore compiuto, sulla politica rimasta invece in silenzio".

Le biglietterie Fs sono disorganizzate ( da "Stampa, La" del 07-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Burocrazia imperante, nella scuola come in altri settori specifici. Registri da verbalizzare, voti da certificare, riunioni logoranti da sviluppare. A Savona in quasi tutte le scuole, si stanno svolgendo interessanti progetti sia sul territorio sia in ambito pre-professionale.

Pdl/ La Russa: Nel nuovo partito portiamo tutta la nostra ( da "Virgilio Notizie" del 07-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Vogliamo un partito leggero - aggiunge il reggente di An - dinamico, con poca burocrazia, leggero che non vuol dire senza regole certe. Un partito senza burocrazia elefantiaca, capace di rappresentare il territorio, ancorato a regole precise all'interno del quale sono chiare le linee gerarchiche e i luoghi di decisione".

Lavoriamo tutti insieme per chi vive nel disagio - luigi merola ( da "Repubblica, La" del 08-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: con una famiglia distrutta dalla burocrazia e dalla lentezza della giustizia, che gli fa perdere l'abitazione. Oggi vive nella disperazione e nell'abbandono. La Chiesa di Napoli è chinata su questi problemi e sulle difficoltà della sua gente. Quel bacio alla terra di Scampia che il nostro arcivescovo, appena arrivato a Napoli, volle dare,

Ughi: "aiutiamo la musica e investiamo sui giovani" - luigi di fronzo ( da "Repubblica, La" del 08-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Sarà stata colpa della burocrazia... ". A Milano suona spesso, anche 3 o 4 volte per stagione. "Sì, c'è sempre stato un pubblico attento, fedele e di tradizione. MiTo è un'operazione colossale, speriamo che dia i suoi buoni frutti, ma il divario dell'occidente con l'oriente è sempre più grande.

In viaggio con Ingrid ( da "Unita, L'" del 08-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: I cinque giorni italiani sono finiti a Pisa nella burocrazia che le compagnie americane impongono dopo l'11 settembre. Sul suo passaporto francese (come nel pass di ogni altro paese Ue) manca l'indirizzo della residenza. C'è solo la città. Ingrid sperduta: "Non so cosa dire... ". Si aggrappa alla madre che fa il nome della strada di Parigi dove abita Astrid,

I diportisti senza un attracco ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 08-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: manifestazioni e scioperi in mare non sono serviti a smuovere le acque della burocrazia. Eppure la soluzione per far rientrare in porto le barche sarebbe a portata di mano: dall'inizio di agosto i blocchi di un nuovo dente d'attracco, che diventerà parte integrante del porto turistico in costruzione, poggiano sul molo di cemento anziché sul mare.

<La mia danza per la libertà> ( da "Adige, L'" del 08-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: nel'99 ne diventa direttore poi "siccome in Cina c'è molta burocrazia - prosegue Tsao - nel 2005 passa una legge che permette di creare delle formazioni indipendenti così ho fondato anche il gruppo Beijing dance/Ldtx e la City Contemporary Dance Company di Hong Kong, gli altri due gruppi proposti dalla rassegna.

L'Europa vinca gli scetticismi ( da "Sole 24 Ore, Il" del 08-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: chiamando in causa la burocrazia di Bruxelles come capro espiatorio per coprire le loro responsabilità". Il presidente della Repubblica ha anche ribadito la necessità di un ruolo dell'Europa in politica estera. "Nel momento attuale l'accento non può non cadere sull'assoluta e impellente necessità di un effettivo protagonismo europeo sul piano internazionale e di un'

Burocrazia snella, la Ue premia le idee vincenti ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 08-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: online promosso da Bruxelles Burocrazia snella, la Ue premia le idee vincenti Anna Zavaritt Un premio alla migliore idea per lo snellimento burocratico. è solo l'ultima iniziativa del team di lavoro ( High level expert group) presieduto da Edmund Stoiber, che ha il compito di coordinare e monitorare l'attuazione del Programma d'azione per la riduzione degli oneri amministrativi.

La riforma federalista sembra giungere in porto sotto la ( da "Tempo, Il" del 08-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Se la riforma introduce una complicazione delle strutture amministrative, se vi saranno più tasse, se aumenterà la burocrazia pubblica e diminuirà la responsabilità degli amministratori locali e regionali, allora si tratta di un cambiamento in peggio, molto peggio. segue a pag. 21.

E nel Pdl <salta> la prima festa unitaria ( da "Corriere della Sera" del 08-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: il Pdl sarà un partito leggero come burocrazia, ma con regole ben precise per la selezione della classe dirigente e le decisioni". Poi rivendicando l'identità di An, nel dare l'arrivederci al pubblico di Mirabello, fissa il nuovo appuntamento per la primavera. "Il prossimo anno ci sarà, proprio qui a Mirabello, la prima festa del Pdl".

Interventi e Repliche ( da "Corriere della Sera" del 08-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: 09-08 num: - pag: 25 categoria: BREVI Interventi e Repliche Burocrazia, impiegati e carico di lavoro La battaglia contro i fannulloni nel pubblico impiego ha determinato un calo delle assenze per malattia del 37%. La seconda fase prevederà la valutazione del merito misurato prendendo a riferimento capacità e rendimento.

I pazienti senza frontiere ( da "Corriere della Sera" del 08-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: troppa burocrazia per avere un rimborso, pochi soldi per andare all'estero pagando. Nonostante questi ostacoli, il nostro servizio sanitario spende 35 milioni di euro all'anno per gli italiani che si fanno curare in altri Paesi europei, 150 milioni se si aggiungono le cure agli italiani residenti all'estero e quelle necessarie per i turisti.

(ACR) LAPENNA (PDL) SU MANCATA UTILIZZAZIONE FONDI POR 2000-2006 ( da "Basilicanet.it" del 08-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Spesso la burocrazia e la cattiva gestione determinano il paradosso di avere tanti soldi e non sapere come spenderli, soprattutto in una regione come la nostra che ha la necessità di nuovi interventi e nuove strategie di sviluppo, segno evidente di una inefficienza nella programmazione e soprattutto nellâ?

Inchiesta: così il Sud butta via i soldi ( da "Giornale.it, Il" del 08-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Sono lì, tutti per loro, tutti per i cittadini. Però sembrano congelati perché la politica e la burocrazia non si muovono. Il 31 dicembre è vicino, molto vicino. E c'è chi scommette che non tutti se ne siano accorti. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Acqua, oltre tre mesi per l'allaccio ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 08-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Francesco Manca è una vittima della burocrazia visto che sono passati tre mesi da quando ha chiesto l'allaccio dell'acqua nella casa della figlia, nel rione pirrese di Is Bingias. Abbanoa, società responsabile dell'erogazione dell'acqua a Cagliari, ha ricevuto la domanda, ma per ora ha solo effettuato un sopralluogo, nient'altro.

Fondi Ecofridge, ultimatum al Ministero ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 08-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: principalmente alla cattiva burocrazia e non al presunto immobilismo dell'azienda: dalla realizzazione del capannone della Ecofridge nell'area industriale di Bolotana che è stata sospesa per molto tempo a causa di un palo dell'Enel che non si riusciva a spostare, all'allaccio dell'acqua e all'attivazione di altri servizi essenziali che ha richiesto trafile infinite e mille richieste.

Settanta milioni di euro per il Muse ( da "Trentino" del 09-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: amministrazione comunale e per i tempi della burocrazia - sta entrando in porto. A questa cessione seguirà presto la vendita delle altre superfici, commerciali e d'abitazione. Un'operazione che verrà avviata nei primi mesi del prossimo anno, mentre cresce l'interesse, tuttora insoddisfatto, per i prezzi che saranno richiesti a chi vorrà vivere e lavorare in questa "

Meno burocrazia e più strade ( da "Trentino" del 09-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: gli imprenditori chiedono statale potenziata e variante di Strigno "Meno burocrazia e più strade" Gli agricoltori sono contrari: "Non vogliamo diventare una camera a gas" Purin: "I vigili urbani dovrebbero accogliere, invece stangano" UBALDO CORDELLINI BASSA VALSUGANA. La Bassa Valsugana è una valle in cerca d'autore.

Grande viabilità, si sbloccano i lavori ( da "Tribuna di Treviso, La" del 09-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il rischio è quello di essere inghiottiti dalla burocrazia - incalza Muraro - oggi il commissario prefettizio Campanaro sta facendo molto bene e la Provincia è al suo fianco, prima c'era poca disponibilità al confronto". Il caso più emblematico è quello della rotonda Nigi: due tangenziali che convergono senza un collegamento farebbe gridare, anche nel produttivo nord-

I viticoltori pagano per tutti Le multe vanificano il lavoro ( da "Tribuna di Treviso, La" del 09-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: L'uva non può attendere i tempi della burocrazia. Direi che siamo in una situazione tipicamente mediterranea: l'Ispettorato continua ad imperversare, il ministro Zaia afferma di controllare ma con buon senso, dall'altra c'è il ministro Sacconi che dice di andare avanti nel rispetto delle regole.

Vendemmia: il ministro frena gli ispettori ( da "Tribuna di Treviso, La" del 09-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "Non sono reperibili - spiega - non si possono addossare le carenze organizzative agli imprenditori vitivinicoli, che già sono pesantemente che già sono pesantemente impegnati nelle vendemmie e non possono attendere i tempi della burocrazia per raccogliere l'uva".

La cdl sblocca i piani regolatori comunali ( da "Messaggero Veneto, Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "Sono sempre stato impegnato nella "battaglia" contro la burocrazia - ha commentato Roberto Asquini, capogruppo del gruppo misto -: il cittadino, il privato devono poter fare e in qualche modo cosí si rilancia anche l'economia e si dà soddisfazione ai piccoli proprietari che amano la loro casa e vogliono migliorarla.

Vendemmia, una raffica di controlli ( da "Nuova Venezia, La" del 09-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Se non è possibile reperirli non si possono addossare le carenze organizzative di altri agli imprenditori vitivinicoli, che già sono pesantemente impegnati nelle operazioni vendemmiali e non possono attendere i tempi della burocrazia". (Giovanni Cagnassi).

Mogliano, via alle opere complementari ( da "Nuova Venezia, La" del 09-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il rischio è quello di essere inghiottiti dalla burocrazia - incalza Muraro - oggi il commissario prefettizio Campanaro sta facendo molto bene e la Provincia è al suo fianco, prima c'era poca disponibilità al confronfronto". Il caso più emblematico è quello della rotonda Nigi: due tangenziali che convergono senza un collegamento farebbe gridare, anche nel produttivo nord-

Dobbiamo motivare il personale ( da "Tirreno, Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: A mio giudizio, il vero problema è rappresentato dalla burocrazia e non dall'impegno dei dipendenti". L'assessore propone anche una ricetta per rendere ancora più efficienti i servizi comunali. "Non mi piace affatto l'idea di punire - dice - Preferisco invece motivare i miei collaboratori e il personale in genere.

"la mia odissea sul pendolino stremato dal caldo e dalla sete" - (segue dalla prima pagina) lello parise ( da "Repubblica, La" del 09-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: non voglio morire di burocrazia" "Era un ferrovecchio e lo sapevano: non dovevano farlo partire" (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) LELLO PARISE (segue dalla prima di cronaca) La storia di Giuseppe, dirigente d'azienda, è di quelle a cui non bisognerebbe abituarsi pure se "ho la sensazione che da queste parti al peggio non ci sarà una fine.

L'estate nera dei treni Torna l'incubo insetti: <In due giorni 16 vittime> ( da "Giorno, Il (Milano)" del 09-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: A farne le spese un pensionato che viaggiava in cuccetta. Quasi sempre il malcapitato di turno rifiuta le cure mediche che l'azienda offre. Ma la prassi prevede che il viaggiatore sia identificato e debba firmare una liberatoria. Parassiti sì, ma sempre con il bollo della burocrazia.

DICEVA Trilussa: <Sò socialista quanno sto a digiuno, ma quanno magno s ( da "Giorno, Il (Milano)" del 09-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Già, a proposito, chissà cosa direbbe Bruxelles del blitz di Washington? Forse, dalla risposta, potremmo capire perché gli Usa vanno, cadono, si rialzano ma marciano veloci. E l'Europa, che ha una politica comune, tanta burocrazia puntigliosa, ma non un Governo, no.

Il tramonto di un sogno americano ( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Una quadratura del cerchio che ha alimentato ricche burocrazie interne, le più ricche di Washington, e ne ha fatto una imbattibile centrale di lobbismo. Potenziato dal fatto che le due Gse sono (erano) uno strumento magnifico per i politici consentendo di assicurare benefici pubblici (calmierare i mutui) senza stanziamenti.

Ma chi li conosce ( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: opportunità di attrarre giovani volenterosi e si fa sprecare loro tempo in burocrazia superflua. Si dice che lo sviluppo di un Paese richiede le tre T: tecnologia, tolleranza, talento. Tecnologia non ne abbiamo molta, talenti ne sprechiamo sempre più, sulla tolleranza comincio a dubitare. Andrea Armaroli e-mail In treno senza controlli Treno Venezia-Bologna, un pomeriggio qualsiasi.

C'è tempo per spostare i detenuti su Marte ( da "Tempo, Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia lentopede del ministero della Giustizia ben si innesta in un sistema nel quale i processi vengono celebrati qualche lustro dopo il reato, e la condanna di un ladro teenager arriva quando quello ha già la cataratta; poi non resta che sperare in un indulto, in un'amnistia mascherata, nel cadeaux di un braccialettino o alla peggio in un espatrio forzato,

Sfida a tre sull'economia ( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: In campo ci saranno anche due 51enni: Shigeru Ishiba, esperto di problemi della difesa (lo annuncerà oggi) e Nobuteru Ishihara, nemico della burocrazia. S. Car. CAMPAGNA ELETTORALE Il favorito Taro Aso propone tagli fiscali e spesa pubblica Gli sfidanti, tra cui la Koike, insistono invece su una politica di rigore e riforme.

Tutti invitati ad Atene per leggere l'Olimpiade del sapere ( da "Giornale.it, Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: geometrica spirante dagli edifici dello stato e della burocrazia o del potere privato (banche, ma anche fabbriche, mattatoi, residenze signorili, cimiteri monumentali), ha consegnato colonne e trabeazioni a costruttori di stretta osservanza classicistica. Al contrario, c'è chi disloca le schegge elleniche in impasti visivi che devono sbalordire non per completezza e somiglianza,

Il suono di un violino straordinario in una calda notte d'estate a nizza - lukian mussel ( da "Provincia Pavese, La" del 09-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Superata la complessa burocrazia doganale dell'epoca arrivammo, stanchissimi ma felici a Nizza parcheggiando l'auto altrettanto sfinita e quasi in ebolli zione sotto l'albergo Beau Rivage. La stanchezza ci impedì di apprezzare il fatto che vi avesse soggiornato a lungo il famoso pittore Matisse.

La "Legge" dell'umorismo è la regina della Biennale ( da "Stampa, La" del 09-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: opera sul rapporto tra cittadini e burocrazia La giuria della Famija Varsleisa (presieduta da Mario Guilla e composta da Monica Falcone, Mauro Pedrani, Gian Piero Prassi), ha espresso l'atteso verdetto sulle opere inviate per la quindicesima edizione della Biennale internazionale di caricatura "L'arte dell'umorismo nel mondo".

PIERO VISTOCCO GIFFONI SEI CASALI. QUADRO RUBATO, RITROVATO, E MAI PIù RITORNATO. LA PREZIOS ( da "Mattino, Il (Salerno)" del 09-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia e i protocolli operativi legislativi, nonché i tentativi di restauro -scrive lo storico Gerardo Mazza- nella omonima scuola della Certosa di Padula, continuano a tenere lontano il dipinto. L' anziano parroco don Carmine Russo ed i fedeli giffonesi non disperano e sperano quanto prima di festeggiare il suo ritorno sull'

Salma a terra per 5 ore, aperta un'inchiesta ( da "Sicilia, La" del 09-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: girato dall'altra parte lasciando che i "tempi" della burocrazia prendessero il sopravvento su un'evidente questione di pietà umana. Gli ultimi minuti di Di Grazia sarebbero stati ricostruiti, con dovizia di particolari da un testimone che avrebbe poi provveduto anche a chiamare il "118" dopo aver cercato invano aiuto in zona.

Una corsa contro il tempo per salvare il mare di S. LeoneLa burocrazia ( da "Sicilia, La" del 09-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract:

Con Gaddo Risso alla scoperta di Alghero, Asinara e Santa Teresa L'istruttore sub Esa: la risposta sarda alle crociere ai Tropici Cernie e aragoste sulle rotte del caicco ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 09-09-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Non proprio: il grosso scoglio della burocrazia resta l'insidia più pericolosa. "Purtroppo ogni giorno ci dobbiamo scontrare con una normativa poco chiara e con interpretazioni differenti che danno adito a mille problematiche e naturalmente a enormi disagi per un operatore del settore".

Burocrazia blocca impianti a metano ( da "Stampa, La" del 09-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: IN PERIFERIA Burocrazia blocca impianti a metano [FIRMA]CARLO GIORDANO CUNEO I distributori ci sono, anche gli allacciamenti alla rete, ma gli automobilisti cuneesi non possono ancora fare il pieno di metano per questioni tecnico-burocratiche. Due le aree di servizio autorizzate alla periferia della città: alla "Ies",

Non svendiamo la nostra valle ( da "Trentino" del 10-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Non ne può più della burocrazia, delle carte". L'avvocato Beppe Pontrelli che ha lo studio a Cavalese cita un esempio storico di scarsa programmazione: "Questa è una valle che ha rinunciato ad un trenino che la raggiungeva. L'avevano costruito nel 1916 i genieri dell'esercito austro-ungarico.

<Alle imprese serve terreno fertile> ( da "Adige, L'" del 10-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Altri punti del programma riguardano gli aiuti per il ceto medio, la riduzione della burocrazia e l'introduzione dell'autonomia fiscale. L'ala economica della Svp si batte, inoltre, per una "immigrazione regolamentata" e la formazione come "investimento nel futuro". 10/09/2008.

I cittadini si riprendono gli spazi pubblici - luca rossomando ( da "Repubblica, La" del 10-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Nei grandi eventi si mette in piedi una consistente burocrazia di sedicenti esperti, si assegna loro un campo d'intervento, si concentra un investimento cospicuo in un tempo limitato e per interventi effimeri o affrettati. Durante queste manifestazioni i cittadini diventano pubblico, a volte pagante a volte no;

Seregno, artigiani allarmati: <Il Comune non ci aiuta> ( da "Giorno, Il (Brianza)" del 10-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: A mio avviso l'unica sfida possible è sulla qualità perchè sui prezzi non è possibile, tanto più che la manodopera per diversi motivi ha un costo elevato, così come le materie prime, senza contare l'incidenza della burocrazia e le pressioni fiscali, che fanno temere il peggio". M.G.

Sos dagli ex dipendenti della Syntess Da quattro mesi non vedono un euro ( da "Giorno, Il (Milano)" del 10-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia completi l'iter i lavoratori non vedono i soldi dallo scorso giugno. "Il rischio è che anche a settembre non ricevano la cassa integrazione, molti di loro sono in difficoltà perchè hanno il mutuo della casa da pagare e una famiglia da mantenere - spiega Michele Augurusa, rappresentante della Filtea Cgil - siamo preoccupati anche perchè a luglio il socio di maggioranza

Il governo avverte alierta telecom deve restare italiana - luca iezzi claudio tito ( da "Repubblica, La" del 10-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ostacoli frapposti da Autorità e burocrazia a Telecom: "è evidente che se non riuscissimo a fare investimenti accettabili e vedessimo che l'Italia va contro la nostra necessità di fare efficienza non potremmo che prenderne atto", ha più volte dichiarato, con evidente riferimento all'investimento in Telco, che controlla l'ex monopolista tlc e che ha dimezzato il proprio valore dall'

La classifica della Banca mondiale ( da "Sole 24 Ore, Il" del 10-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia per gli scambi con l'estero, l'efficienza della giustizia civile. E ogni anno arriva alla stessa conclusione: l'Italia è un Paese difficile in cui condurre affari. Quest'anno, i dati pubblicati ieri sono particolarmente sconfortanti: la classifica dell'Italia peggiora al 65esimo posto (su 181 Paesi),

Energia, fermi i permessi per le nuove centrali ( da "Sole 24 Ore, Il" del 10-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ECONOMIA E IMPRESE MERCATI IT data: 2008-09-10 - pag: 22 autore: Burocrazia. Nell'ultimo anno nessun via libera - Il rapporto dello Sviluppo Energia, fermi i permessi per le nuove centrali Sotto accusa la lentezza delle autorizzazioni regionali ROMA Molti progetti in campo, ma pochi megawatt da aggiungere al mercato dell'elettricità.

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-09-10 num: - pag: 3 categoria: AL... ( da "Corriere della Sera" del 10-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Al di là dei tecnicismi e della burocrazia (ma non è facile districarsi in una matassa tanto fitta, e lo sanno bene in Campidoglio e al ministero) al Mibac ieri è andata così: non una sola riunione innanzitutto, quella ufficiale delle 17. Qualche ora prima del summit con i comitati tecnici convocato al San Michele, nella sede del ministero si erano infatti già riuniti (

Così ci è arrivata la burocrazia ( da "Sole 24 Ore, Il" del 10-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia (francese bureaucratie), ricavata applicando lo stesso suffisso di democrazia ( greco krÁtos "potere") a una parola moderna come il francese bureau "ufficio". Anche se la burocrazia non ha mai goduto di buona stampa ("la forza destruttiva, dispotica ed illimitata della burocrazia" scriveva già nel 1781 Domenico Caracciolo)

Diego Novelli rievoca in un libro la tragedia della Thyssenkrupp ( da "Corriere della Sera" del 10-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: In pochi istanti si scatena l'inferno. Muoiono sette operai: il primo sul colpo, l'ultimo dopo ventiquattro giorni di agonia.Per Novelli la tragedia è figlia della ricerca del profitto a ogni costo, dello sgretolamento del tessuto produttivo, di una burocrazia ottusa e inutile.

La burocrazia del Nord-Est è tra le più snelle d'Italia ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 10-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Per il minor numero di dipendenti La burocrazia del Nord-Est è tra le più snelle d'Italia Nel Triveneto il numero dei dipendenti pubblici per mille abitanti è pari a 48,5 contro una media italiana di 57,2. Trentino-Alto Adige e Veneto, in questa particolare classifica tra regioni che tiene conto della snellezza della burocrazia, sono seconde solo alla Lombardia,

Flop per la telematica dei porti ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 10-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: contrapposti a quelli, troppo lenti, della burocrazia. Il sistema, infatti, è nato qualche anno fa e con una tecnologia legata al modem, non al web. A un certo punto, visto che sul progetto erano stati spesi denari pubblici e non si passava mai dalla fase sperimentale a quella operativa, ho detto basta.

DOMANI A BERNALDA CONVEGNO DELLA COLDIRETTI ( da "Basilicanet.it" del 10-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: anno per ridurre la burocrazia per le imprese agricole, combattere la piaga del lavoro nero e dare una possibilità di integrazione del reddito a studenti e pensionati di fronte al caro vita. >. Alle imprese agricole basterà acquistare un blocchetto di voucher, cartacei o telematici, da distribuire a seconda delle ore di lavoro effettuate.

Zaia sulla crescita del settore agricolo ( da "Vita non profit online" del 10-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: prezzi equi per i produttori e per i consumatori, meno burocrazia per agevolare le piccole e medie imprese, anche giovani, che si affacciano sul mercato. I dati confermano finalmente un'inversione positiva di tendenza dopo due anni di segni negativi. Un motivo in più per proseguire con tenacia sulla strada che abbiamo intrapreso".

Il sistema carcerario èsull'orlo del collasso: dopo ( da "Tempo, Il" del 10-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ampliamento delle carceri non sono quasi mai partiti, e il loro completamento è previsto entro centinaia o migliaia di anni. Un assurdo della burocrazia, mentre Alfano medita di far trasferire i detenuti stranieri, di utilizzare braccialetti elettronici o di utilizzare i domiciliari. Bertasi, Gallo, Mannucci e Piccirilli alle pag. 2, 3, 4 e 5.

(ACR) FONDI SOCIETAâ SPORTIVE,SCAGLIONE (PU): ANCORA ALTRI RITARDI ( da "Basilicanet.it" del 10-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia regionale sta compiendo lâ??ennesimo misfatto ai danni del mondo dello sport. Si emani â?" afferma categoricamente il consigliere - il regolamento per lâ??utilizzo delle risorse a favore delle società sportive che disputano campionati e tornei nazionali e intervenga urgentemente il presidente De Filippoâ?

Sfida elettorale in Piemonte Il Pdl ora riparte da Novara ( da "Stampa, La" del 10-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Enzio Zanotti Fragonara - che ci affligge con una burocrazia pesantissima e inutile. Il nostro piano regolatore è a Torino da quattro anni". Forza Italia si prepara da mesi agli appuntamenti del 2009: in provincia sono stati nominati 36 coordinatori comunali e venerdì sarà aperta la sede di Cameri del Popolo delle Libertà.

Il degrado di roma sul web i blog danno voce ai cittadini - elida sergi ( da "Repubblica, La" del 11-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: I tanti problemi di Roma - compresi i difficili rapporti conla burocrazia - approdano sul web, denunciati e discussi da cittadini/blogger che armati di una buona dose di senso civico, macchina fotografica e ironia provano a trasformare il proprio spazio privato sulla Rete in qualcosa di socialmente utile.

Simone non tornerà prima di sabato - pietro barghigiani ( da "Tirreno, Il" del 11-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Dopo la tragedia la burocrazia. Fino a sabato non tornerà in Valdinievole il corpo di Simone Moncini, il dipendente del pastificio Zucconi deceduto martedì intorno alle 13,30 nelle acque davanti la spiaggia di Santa Luria, a pochi chilometri da Quartu Sant'Elena in provincia di Cagliari.

Finanza regionale troppe incognite - mario centorrino ( da "Repubblica, La" del 11-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sprechi e a future operazioni di snellimento della burocrazia. E richiami (gratificanti per qualcuno) a idee cardine della sinistra con riferimento al settore del credito, come la necessaria fusione tra Ircac e Crias. In conclusione, una Regione indebolita all'interno di una congiuntura recessiva che prova a sperimentare schemi di risanamento della finanza pubblica e di sostegno all'

Strage di olive a causa della siccità - tiziana gori ( da "Tirreno, Il" del 11-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: il trasporto e la burocrazia italiana stanno erodendo i margini di guadagno. Ora come ora, fare olio vuol dire andare incontro a una perdita secca". Chi possiede piccoli oliveti preferisce produrre solo per consumo familiare, chi ne possiede di grandi pota metà oliveto un anno e l'altra metà l'anno successivo, dividendo la raccolta tra più persone.

Inciviltà ( da "Tirreno, Il" del 11-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Miranda Lessi BUROCRAZIA Enel e dati catastali Nessuna certezza Un paio di giorni fa ho ricevuto, come moltissimi altri cittadini, la bolletta dell'Enel con allegata la richiesta dei dati castatali di casa. Dal punto di vista strettamente pratico, almeno per me, non sussistono fortunatamente grossi problemi nel reperimento dei dati: è sufficiente consultare l'

Informazioni per immigrati con uno sportello itinerante ( da "Giorno, Il (Varese)" del 11-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che troppo spesso devono fare i conti con la burocrazia italiana e con i suoi tempi spesso lunghi". Ma a trovarsi in difficoltà non sono solo loro. "Vogliamo aiutare e tutelare anche i datori di lavoro italiani che desiderano assumerli ? continuano dalla sede provinciale - Molte donne dell'Est lavorano proprio in Valceresio come badanti".

Funerali celebrati soltanto al mattino Giovedì 25 i cimiteri resteranno chiusi ( da "Giorno, Il (Legnano)" del 11-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Novità operative anche per chi è alle prese con la burocrazie: nelle giornate di martedì 23, giovedì 25 e venerdì 26 settembre l'Ufficio Ricerca e Selezione del Personale, per facilitare l'accesso degli utenti, aprirà una postazione all'Ufficio Protocollo , in via Sacco 5 (piano terra). Resterà comunque a disposizione un addetto, nei soliti orari (8.

La diffusione e l'utilizzo dei cellulari sta facendo crescere la ricchezza delle popolazioni più povere lo dimostrano gli studi degli economisti sui mercati di pescatori, agricolto ( da "Repubblica, La" del 11-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: nel subcontinente piagato da una burocrazia elefantiaca e corrotta, sono l'avanguardia di questo trasloco dagliatomi ai bit. In Andra Pradesh vi si può ormai pagare, fisicamente o via web, il 60% delle bollette e ottenere una quantità di certificati."Stiamo spostando il paese" ha ironizzato con l'Economist il responsabile Suresh Chanda "da in line,

Maglia nera nella ue, cresce il divario - luisa grion ( da "Repubblica, La" del 11-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia eccessiva, caro energia. E poi s'investe poco e ancor meno si attraggono capitali, il reddito è distribuito male e le infrastrutture mancano. Percorsi che portano ad un solo capolinea: la produttività è la "gamba mancante" di una economia dove "hanno pesato le carenze e i disincentivi del sistema paese".

Una cabina di regia per il sistema delle fiere ( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: comporta per le manifestazioni una fiscalità e un livello di burocrazia complessi e da rivedere". Più in generale, però, il sistema fieristico denuncia l'esigenza di una maggiore "flessibilità da parte dei meccanismi legati alla promozione e alle manifestazioni". Un aspetto, spiega il presidente di Cfi, "che riguarda in particolare le procedure di finanziamento delle missioni all'

Rugby, la provocazione di Tinari <Dateci il Circo Massimo> ( da "Corriere della Sera" del 11-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Siamo bersagliati dalla burocrazia, e speriamo di trovare presto una soluzione, altrimenti ho un paio di idee che vanno fuori dal seminato: al Circo Massimo sono stato già stato a prendere le misure. Comunque sono convinto che Roma abbia bisogno di un vero e proprio stadio da sei-settemila posti per il rugby: a Roma nord abbiamo già individuato un'

Stupendi i forti ma perché ( da "Nuova Venezia, La" del 11-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la questione del recupero e fruizione pare dipendere dalla burocrazia, dalla mancanza di fondi o piuttosto dalla volontà politica, ma ci rassicurano che, prima o poi, partiranno dei progetti e cominceranno dei lavori. A noi resta invece la sensazione che si farà poco, oppure proprio niente, e ci chiediamo quindi se possiamo in qualche modo renderci utili.

Caldaie, occhio alle dichiarazioni ( da "Messaggero Veneto, Il" del 11-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: occhio alle dichiarazioni BUROCRAZIA Il Comune ha reso noto che, per un regolare e corretto esercizio degli impianti termici i cittadini sono tenuti a presentare la dichiarazione di avvenuta manutenzione della caldaia (rapporto di controllo tecnico) con i dati relativi ai parametri del rendimento della combustione.

Straneuropa ( da "Stampaweb, La" del 11-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: creare una cultura di lavoro comune e ridurre i tempi della burocrazia evitando così molti sprechi che pesano sul bilancio comunitario. L'idea non è folle, magari può persino essere utile. Tuttavia non funziona che l'Unione europea possa inizialmente stanziare, come propone il francese, 7 milioni di euro per sostenerla.

A chi fa comodo il disastro della scuola ( da "Giornale.it, Il" del 11-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: difficoltà erano affrontate non con i timbri della burocrazia, le assemblee deficienti e i ricorsi sindacali. Ma con il buon senso e la parola data tra uomini liberi. Era il liceo don Gnocchi di Carate, che non a caso è passato da zero a seicento alunni in dieci anni (ma ne potrei citare decine di queste scuole e migliaia di famiglie che si tolgono il pane di bocca per pagare le rette,

In comune la carta che vale 10 anni ( da "Provincia Pavese, La" del 11-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: estate ha portato importanti novità sul fronte della burocrazia. La validità della Carta d'identità da pochi mesi è infatti stata estesa da 5 a 10 anni e l'Ufficio anagrafe del Comune di Belgioioso si è prontamente adeguato alle nuove esigenze della cittadinanza. Chi è in possesso di un documento di identificazione con scadenza successiva al 26 giugno 2008 non dovrà richiedere l'

QUEL BUCO ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 11-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La ricostruzione è bloccata dalla burocrazia e dalle difficoltà di trovare un accordo sulle caratteristiche del progetto, quasi a riflettere i ripensamenti e le contraddizioni sulle scelte politiche di questi sette anni tra i più problematici nella storia dell'America contemporanea, un Paese abituato alle decisioni nette e alle azioni conseguenti.

Anagrafe, disagi<Uffici carenti> ( da "Sicilia, La" del 11-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ufficio Anagrafe e sono costretti a sopportare oltre alle lunghe file un'estenuante burocrazia ? commenta Hassan ? per questo motivo chiedo all'amministrazione comunale un potenziamento dell'organico in servizio". L'assessore Antonio Lo Giudice, ha assicurato un sopralluogo negli uffici in questione in modo da verificare i disservizi e agire di conseguenza.

Federalismo ( da "Sicilia, La" del 11-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il leghismo si fa interprete del sentimento antistatalista e dell'insofferenza verso burocrazia e fisco tipici di larghe fasce dell'imprenditoria lombardo-veneta. Già nel '96, Francesco Cossiga vedeva nella Lega la spia di un "malessere diffuso, di un senso di fastidio, di una ribellione verso le insufficienze dell'attuale assetto statale".

L'Alto Adige rinnova l'offerta per l'agriturismo ( da "Travel Trade Italia.com" del 11-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La nuova legge si prefigge in primo luogo di ridurre la burocrazia. In futuro tutte le autorizzazioni saranno date direttamente dal Comune e la commissione per esaminare i requisiti viene sciolta. All'interno dell'agriturismo il 30% dei prodotti dovrà essere di produzione propria, il 50% potrà essere acquistato da altre aziende agricole e cooperative della zona,

Provinciali, partono i tagli ( da "Trentino" del 12-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: partono i tagli Il Palazzo riduce i costi della burocrazia. "Meno passaggi di carte" BOLZANO. Non solo caccia ai furbetti del cartellino e licenziamento dei fannulloni ma una più ampia operazione per "smagrire" l'apparato provinciale. "Abbiamo istituito la commissione "modello standard " per ridurre le assunzioni", dice l'assessore altoatesino al personale Widmann,

Valli, passaporti in 7 giorni ( da "Trentino" del 12-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: BUROCRAZIA Valli, passaporti in 7 giorni Intesa enti pubblici e Questura per tagliare i tempi TRENTO. Sette giorni per ottenere il passaporto. E' l'obiettivo che si sono posti la Questura, il Consorzio dei comuni, i Comprensori e la Provincia con un protocollo d'intesa che punta ad abbattere (dai 5 ai 10 giorni) i tempi d'

Il salvataggio di Alitalia ( da "Tribuna di Treviso, La" del 12-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: alla burocrazia invasiva che ti fa attendere una settimana prima di parlare con le autorità, e altro ancora. Tutto questo verrà ridimensionato con l'ordinanza-decoro? Certamente no. Allora invece di introdurre, seppur gradualmente, innovativi comportamenti intervenendo su scuola e famiglia, e autocensurandosi dove e quando serve,

Il federalismo non è automaticamente virtuoso ( da "Italia Oggi" del 12-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: nella capacità di realizzarlo senza sommare burocrazia a burocrazia e tasse vecchie a tasse nuove, ma operando semplificazione e risparmi. Il punto di partenza, infatti, è un eccesso di spesa, sia al livello centrale sia ai livelli locali, e standard di efficienza che lasciano molto a desiderare e sono anche, nel caso delle regioni, piuttosto differenziati.

Export, serve una nuova politica ( da "Italia Oggi" del 12-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia. Conclusione: se il sistema nel complesso tiene (il tendenziale peggiora, ma non altrettanto il valore assoluto dell'export italiano che fa registrare un progresso del 5,9% a livello globale nei primi sei mesi dell'anno), a non poter essere più rimandata è un'analisi puntuale delle difficoltà che le imprese italiane incontrano sui principali o potenziali mercati di sbocco.

La zappa sui piedi ( da "Arena, L'" del 12-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Burocrazia costosa che non produce frutti e che toglie intere settimane di lavoro negli uffici dei sindacati, dei commercialisti, degli ispettorati. Politica retorica e fine a se stessa, priva d'iniziative concrete. Che tutti sappiano: le rendite agrarie negli ultimi anni sul garda si sono azzerate.

Incidente gli rovina l'estate: risarcito ( da "Tirreno, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma le burocrazie assicurative, le contestazioni della controparte e vari altri impedimenti, fanno sì che la pratica venga decelerata. Il tempo passa, l'estate entra nel pieno dello splendore ma il nostro M.L. è ancora senza macchina e senza soddisfazione.

Alluvione a poggio, rimborsi a novembre ( da "Tirreno, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia varia e la verifica della possibilità della pubblicazione degli elenchi. Dunque la liquidazione delle somme, restando volutamente sul generico, dovrebbe cadere tra novembre e dicembre. E ora facciamo qualche calcolo. I 9 milioni e 800mila euro messi a disposizione dalla Regione per Poggio sono stati divisi in sei rate annuali.

<Anti Thatcher e pro gay>: la sinistra lo tira per il mantello ( da "Giornale.it, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: destra si sono levate subito per puntualizzare come il ragazzino ami ben poco le rivoluzioni, le burocrazie di partito e l'oscurantismo settario dei vecchi maghi. Insomma, ha davvero senso leggere le doti magiche di Potter come il corrispettivo di "quella scintilla che diede vita al Rinascimento inglese delle public schools e delle università di Oxford e Cambridge?

Prezzi alti sulle spiagge? iva, ici e tia ci penalizzano ( da "Tirreno, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Burocrazia? Canone? Fattura per il soggiorno?...Essendoci mare grosso ha chiesto dove fosse il bagnino, gli hanno risposto che col mare agitato la gente il bagno non lo deve fare, forse da noi era abituato male. Chi ci contesta dovrebbe spiegare se nella esaurita Calabria qualcuno paga il canone e se sì,

Non c'è neanche la lista dei mobili - michele bocci massimo vanni ( da "Repubblica, La" del 12-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: e lo spreco continua Commissioni da nominare, sopralluoghi da fare: "E' colpa della burocrazia" MICHELE BOCCI MASSIMO VANNI Palazzo di giustizia, per gli arredi siamo all'anno zero. Non solo non ci sono stanziamenti necessari all'acquisto. Adesso si scopre che "ad oggi gli elenchi degli arredi non sono stati ancora ultimati".

Un tutor nei cantieri edili - simona poli ( da "Repubblica, La" del 12-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "Insieme alla tutela delle condizioni di sicurezza", spiega Gelli, "è importante per la Regione intervenire sullo snellimento della burocrazia. Per questo in ottobre discuteremo una proposta di legge sulla semplificazione amministrativa che accorperà trecento vecchie norme in materia".

Una lezione agli assessori Dalla Chiesa, Ranieri, Freccero ( da "Giornale.it, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: meno burocrazia - un'azione per raggiungere il pubblico attraverso eventi di richiamo finanziario per poi permettersi quelli sociali (quindi non solo come un oggetto commerciale comprato e venduto ma anche che il diritto alla cultura non deve essere inteso come un diritto al consumo) - presenza costante su tutto il territorio -

"mi ha fatto scoprire il volontariato" - mauro moruzzi ( da "Repubblica, La" del 12-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: empatico che permettesse ad un cittadino di contare qualcosa di fronte alla burocrazia, allo stato, al mondo della politica. Impedire che il senso della vita e delle cose che ci circondano possa essere vissuto dai poteri organizzati in modo separato e contrapposto al mondo della gente: per Ardigò questa separazione è alla base delle ingiustizie e delle diseguaglianze più profonde.

Così sparleremo nel futuro: <Smettila di cellurlare, sei proprio un porinfranti> ( da "Giornale.it, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: potrebbero rimanere congelati nei faldoni della burocrazia come gli operatori ecologici, o esporsi alla risate come le fashion victim. Il loro destino è in bilico, un po' come tanti cervelli annebbiati dalla dipendenza dal web, che produce effetti collaterali come la emnesia, cioè l'amnesia da email: l'ho spedita?

PIÙ POTERI AL DIFENSORE CIVICO O RIMANE UNA SCATOLA VUOTA ( da "Corriere della Sera" del 12-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è virtuoso quando ciascuno dei tre protagonisti fa bene la propria parte: l'ombudsman non è lì per commissariare né la politica né la burocrazia. Quindi non vincola organi elettivi, dirigenti e funzionari, né si sostituisce nel gestire le responsabilità che l'ordinamento affida loro. Ma si potrebbero introdurre alcuni miglioramenti, che sono nel potere decisionale della politica.

Ferrovie: coi nostri binari fino all'Ortomercato ( da "Giorno, Il (Milano)" del 12-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Prendiamo una nave carica di merce, arriva al porto di Napoli, carichiamo i conteiner sul treno e li facciamo arrivare qui. Certo, bisogna snellire la burocrazia, perché adesso le navi approdano a Rotterdam piuttosto che fermarsi da noi. E i costi di trasporto salgono. Ecco perché ognuno deve fare la sua parte".

La burocrazia blocca un nuovo investimento ( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 12-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: azienda puntava su Porto Empedocle La burocrazia blocca un nuovo investimento AGRIGENTO Il nuovo stabilimento per la lavorazione della kainite è previsto a Porto Empedocle, in un'area di 220 mila metri quadrati all'interno dell'area industriale di Porto Empedocle (esattamente alle spalle del rigassificatore progettato dalla Enel Power).

Know-how dall'Italia alla Bosnia ed Erzegovina ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 12-09-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Questo significa velocità nelle decisioni e riduzione drastica della burocrazia centrale, burocrazia che nel futuro si insedierà sempre con maggior forza nella capitale Sarajevo. Infine – spiega sempre il funzionario di Moliseinnovazione – a contare è anche la collocazione geografica: confina con due Stati, la Serbia e la Croazia;

"Qualcuno ci aiuti a salvare la nostra bimba ammalata" ( da "Stampa, La" del 12-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della burocrazia troppo lenta, di intoppi e problemi economici, a cominciare da una pensione di invalidità che da 4 mesi non arriva. Una catena perversa di eventi sfavorevoli che sta piegando la famiglia Mamone, trasferitasi a Orsara Bormida nel 2000 e seguita dall'avvocato Massimo Pergola: "Qualcuno ci aiuti: nostra figlia ha bisogno di terapie continue e i soldi non bastano più.

L'AREA LETTA: TROPPI CASI SOSPETTI, IL SEGRETARIO CHIARISCA. NICOLAIS: NON HO BISOGNO DI LEZIONI DI TRASPARENZA ( da "Mattino, Il (City)" del 12-09-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La città presenta più di una difficoltà e il radicamento non può che costruirsi sulle risposte che intendiamo dare. Altrimenti, il processo diventerà un confuso assembramento di burocrazie senz'anima. Un partito si manifesta se ha una linea e non se ha una organizzazione".

API, MOLINARI: BUONE PROSPETTIVE PER LE INFRASTRUTTURE ( da "Basilicanet.it" del 12-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: se la copertura finanziaria e la serietà delle imprese appaltatrici sono incoraggianti, non altrettanto lo è¨ la burocrazia che in questi casi riesce a dare il peggio di sé© e soprattutto la normativa vigente sui lavori pubblici, che non garantisce le imprese dalle continue oscillazioni dei prezzi delle materie prime, che negli ultimi mesi hanno subì
to unâ?

Lo dico a La Sicilia ( da "Sicilia, La" del 12-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Luca Iannì Ad Acquaviva burocrazia da record La discussa prosperità di Acquaviva Platani dipende anche dall'avere un dipendente comunale (senza contare i politici) ogni 20 abitanti circa, contro i 100 di Caltanissetta o i 150 di Carrara. In pratica hanno fatto a spese altrui, una zona franca, un mercato del lavoro fuori dalla normale concorrenza,

L'italiano del futuro: "Smettila di cellurlare, sei un porinfranti" ( da "Giornale.it, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: potrebbero rimanere congelati nei faldoni della burocrazia come gli operatori ecologici, o esporsi alla risate come le fashion victim. Il loro destino è in bilico, un po' come tanti cervelli annebbiati dalla dipendenza dal web, che produce effetti collaterali come la emnesia, cioè l'amnesia da email: l'ho spedita?

(ACR) PAGLIUCA (FI-PDL): POSITIVA LA VENUTA DI MARCHIONNE ( da "Basilicanet.it" del 12-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Meno burocrazia innanzitutto! Il pubblico deve uscire da esperienze di gestione diretta di processi produttivi o collegati ai sistemi produttivi. Anche lâ??esperienza Agrobios, salvata in attesa di piano industriale, spero riesca ad individuare forme di partnariato in grado di assicurare una vita lunga ed utile per lo sviluppo regionale.


Articoli

L'Anas cede: Tondo è commissario (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 04-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Passa la linea di Veneto e Friuli. I vice saranno Vernizzi e Riccardi VENEZIA. Da ieri sera il presidente del Friuli-Venezia Giulia, Renzo Tondo, è di fatto già commissario straordinario per l'A4 Venezia-Trieste con il compito di realizzare nel tempo più breve possibile la terza corsia, colmare il gap infrastrutturale e risolvere la drammatica emergenza autostradale contrassegnata dall'escalation di vittime, tredici in tre mesi. Insieme con il governatore veneto Giancarlo Galan, infatti, ha controfirmato e rispedito al premier Berlusconi l'ordinanza con la quale è investito dei pieni poteri che aveva richiesto - non uno di meno - e ottiene la nomina di solo due sub-commissari. "Ricollocando" l'Anas a semplice partner consultivo nel comitato scientifico. Voci che è ormai impossibile smentire danno già come "vice" Silvano Vernizzi per il Veneto e l'assessore ai Trasporti Riccardi per il Fvg. "Abbiamo letto insieme l'ordinanza e constatato che corrispondeva in pieno alle nostre attese", ha detto Tondo. Di qui la firma con Galan sul documento che è stato subito rispedito a Roma dove non passerà più al vaglio del consiglio dei ministri. Basterà la firma del premier. Pieni poteri. Come Tondo ha tenuto a sottolineare, l'ordinanza gli attribuisce tutte le funzioni richieste. Potrà derogare ai regolamenti del Cipe per quanto riguarda l'apertura dei cantieri. Un bel by-pass se, come ha osservato lo stesso governatore, "per aprire un cantiere ci vogliono ben 23 passaggi". Potrà poi derogare ai vincoli ambientali, pur se con ragionevolezza. E regolare i flussi di traffico, dettaglio non irrilevante visto che è stata questa la sola correzione apportata da Veneto e Fvg all'ordinanza. Tondo potrà cioè dare corso al "contingentamento" del traffico regolando i flussi nei momenti più difficili con le misure che riterrà. Il ruolo dell'Anas. L'ordinanza che nomina Tondo commissario dell'A4 registra anche una correzione nell'organigramma. Riconosce come soggetti attuatori Veneto, Friuli Vg e Anas, ma prefigura la nomina di due soli sub-commissari. "è stato accolto il mio suggerimento, l'Anas sarà rappresentato nel comitato scientifico per la validazione dei progetti", stempera Tondo. Più crudo Galan, che dopo avere ringraziato il governo per la celerità e dato "massima fiducia al collega Tondo, che ci porterà fuori dall'emergenza", ha espresso un rammarico: "Noi siamo abituati a strutture snelle: un commissario bastava e avanzava. Le elefantiache burocrazie dell'Anas non ci sono mai piaciute". Gli fa eco l'assessore regionale alla Mobilità, Renato Chisso: "La nomina di Tondo mi riempie di gioia, finalmente il problema della terza corsia verrà affrontato con determinazione e competenza. è una vittoria del territorio, anche perché è passata la nostra impostazione con soli due subcommissari". Le prime mosse. "Sono ovviamente soddisfatto per il risultato, ma non mi nascondo il peso della responsabilità che ora ricadrà su di me", ha commentato Tondo. Tempo trenta giorni, tanto ne richiederà l'ordinanza per entrare in vigore, poi sarà una corsa contro il tempo. "Ogni mese relazionerò lo stato di avanzamento dei lavori al Dipartimento protezione civile. Il primo obiettivo sarà l'apertura dei lavori del primo lotto Mestre-San Donà entro il 2009".

Torna all'inizio


Libri scolastici, fondi regionali a rischio (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 04-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Rifondazione accusa la Regione: i contributi restano nel cassetto perché l'informazione su come chiederli è stata data tardi. Scadono il 30 settembre Libri scolastici, fondi regionali a rischio Stanziati per la Marca 100mila euro per l'acquisto dei testi, ma nessuno li chiede La Regione Veneto stanzia 100 mila euro di contributi per la scuola trevigiana, ma i fondi rischiano di rimanere inutilizzati. Il grido d'allarme arriva dai consiglieri regionali Pietrangelo Pettenò (Rifondazione comunista) e Nicola Atalmi (Comunisti italiani), che si appellano ai dirigenti scolastici affinché richiedano i fondi per i libri, in comodato d'uso, all'ufficio scolastico provinciale: "La burocrazia e la cattiva amministrazione rischiano di far saltare il progetto" dicono i due esponenti della sinistra, che sperano in una soluzione a breve termine della faccenda. La Regione ha stanziato 500 mila euro per le scuole di tutto il Veneto, rendendo disponibile all'ufficio provinciale della Marca un fondo di 92.650 euro, secondo solo a Vicenza (97 mila) in ambito regionale. Il contributo può essere concesso per la spesa sostenuta dall'istituzione scolastica per l'acquisto dei libri di testo e forniti in comodato gratuito agli studenti iscritti, ed è riservato alle scuole statali secondarie di primo e di secondo grado per i primi due anni. Nella Marca trevigiana sono potenzialmente coinvolti 40 mila studenti. Attualmente, però, sono pochissime le realtà che si sono mosse per ottenere i finanziamenti. "In questi giorni le famiglie sono alle prese con le difficoltà per il puntuale caro libri di testo - ricorda il consigliere regonale Nicola Atalmi, che siede anche a palazzo dei Trecento - Ma nella Finanziaria regionale del 2008, grazie a un emendamento presentato dal sottoscritto e sostenuto dalla sinistra, sono disponibili 500 mila euro per gli istituti scolastici del Veneto per istituire nelle scuole il comodato d'uso gratuito dei libri di testo. Famiglie e studenti devono però sollecitare le scuole a rivolgersi per questi fondi agli uffici scolastici provinciali: è un'azione concreta, senz'altro ancora non sufficiente, per sostenere il diritto allo studio e combattere le speculazioni editoriali che ogni anno di più pesano sui bilanci delle famiglie". Ma i contributi rischiano di rimanere inutilizzati: i tempi per ottenerli sono infatti strettissimi, e molti istituti non si sono ancora mossi per ottenerli. "Come al solito, anche questi soldi rischiano di rimanere sulla carta e largamente inutilizzati - spiega Pietrangelo Pettenò - Solo in queste ore i centri di riferimento delle Province si apprestano a inviare agli istituti superiori la lettera che rende nota l'opportunità dei contributi, invitando a farne richiesta entro il 30 settembre. Ma le scuole cominciano tra pochi giorni, molti genitori hanno già prenotato o acquistato i libri, anche con grandi sacrifici, con buona pace di una legge che non si è voluta applicare e che potrebbe essere operativa forse a metà ottobre". Le forze politiche di sinistra lanciano quindi un appello ai dirigenti degli istituti scolastici della Marca trevigiana: "I soldi vanno richiesti subito agli uffici di riferimento, la mancanza di informazione e i meccanismi burocratici non possono rendere scarsamente efficace il contributo". Le istituzioni scolastiche statali che si avvarranno dei contributi dovranno mantenere i libri di testo acquistati con il contributo regionale e ceduti in comodato d'uso gratuito agli studenti per almeno tre anni. Deve insomma scattare la solita corsa contro il tempo.

Torna all'inizio


Bloccati dalla burocrazia i fondi regionali per i libri gratuiti (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Venezia, La" del 04-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

APPELLO DI PETTENò (PRC) ALLE SCUOLE "Bloccati dalla burocrazia i fondi regionali per i libri gratuiti" In tempi in cui le famiglie, già stangate dai rincari dei prezzi, soprattutto dei generi alimentare di prima necessità, dei servizi come i trasporti, devono fare i conti (letteralmente) con la spesa per mandare i figli a scuola, tra libri e corredo scolastico, accade anche che fondi regionali per cedere libri in comodato gratuito siano fermi per motivi burocratici. Ad accusare la Regione di inerzia è il consigliere di Prc Pietrangelo Pettenò, che di conseguenza lancia un appello ai dirigenti degli istituti scolastici del Veneto. "Nella Finanziaria regionale 2008", annota Pettenò, "grazie all'iniziativa in Consiglio regionale è stato approvato un articolo in materia di diritto allo studio che fornisce alle scuole medie e al biennio delle superiori un contributo di 500 mila euro per l'acquisto dei libri da dare in comodato gratuito ai ragazzi". Tutto bene? Macchè. I soldi ci sono ma rischiano di non essere consegnati alle scuole: "Anche questi soldi rischiano di rimanere sulla carta e largamente inutilizzati", denuncia il consigliere di Rifondazione. "Solo ad agosto la giunta regionale ha approvato il piano che individua le sette scuole che dovrebbero, ciascuna, fungere da centri di riferimento per le rispettive province". Per quanto riguarda Venezia l'istituto di riferimento individuato dalla delibera è l'Itis da Vinci di Portogruaro, a cui viene assegnata la disponibilità di 78.600 euro. Entro il 30 novembre gli istituti devono inviare alla Regione il prospetto riepilogativo di chi ha avuto i finanziamenti. Ma visti i tempi stretti - la delibera è stata firmata solo l'8 agosto - la lettera sta arrivando agli istituti solo in questi giorni, entro il 30 settembre devono formulare la richiesta. "Ad oggi", continua Pettenò, "non è dato sapere quali dei sette centri nel Veneto siano operativi, quante siano le richieste pervenute. Tutto questo per mancanza di informazione, i meccanismi burocratici rischiano di rendere scarsamente efficace il contributo. Se teniamo conto che i ragazzi dovrebbero poi chiedere a ciascuna scuola i libri e veder soddisfatta la richiesta sulla base della valutazione sulla situazione finanziaria familiare, si capisce bene che i tempi risultano assai stretti".

Torna all'inizio


La visita medica per la pensione arriva due anni dopo la morte - massimo lugli (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 04-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina V - Roma La storia La visita medica per la pensione arriva due anni dopo la morte MASSIMO LUGLI "La S.V. è convocata per la visita collegiale...". Una lettera che la signora I.B. aspettava dal 2005, dal giorno in cui aveva presentato alla Asl RM D la richiesta per una pensione di invalidità civile. E la burocrazia sanitaria si era messa in moto con la consueta, ottusa, lentezza: la sospirata convocazione, infatti, è arrivata a destinazione due anni dopo la morte della donna. "Una storia assurda, un'autentica beffa di pessimo gusto - commenta il segretario nazionale del Codici, Ivano Giacomelli, che ha reso nota questa ennesima storia di scartoffie al rallentatore - la lettera è stata ricevuta dagli eredi della signora, che vivono nella casa dove aveva abitato lei fino al giorno della sua morte". La convocazione, dopo oltre tre anni di attesa, è arrivata la settimana scorsa e nel frattempo gli uffici della Asl erano rimasti muti e inaccessibili a ogni tentativo di sollecito. Le gravissime condizioni della paziente, evidentemente, in casi del genere non contano. "La storia è l'ennesima dimostrazione che il nostro sistema sanitario è estremamente disorganizzato oltre che poco attento - incalza Giacomelli - per questo motivo Codici ha chiesto un accesso agli atti della Asl Rmd per verificare come e in quanto tempo vengano selezionate, gestite e archiviate le richieste degli utenti e sollecitato un'ispezione al commissario Marrazzo".

Torna all'inizio


Tamai, doppio rebus per il derby (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 04-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pordenone Tamai, doppio rebus per il derby Frempong e Spetic in forse tra i mobilieri, colpa della burocrazia Calcio serie D. Domenica la sfida col Pordenone. Il "nodo" tesseramenti Tutto ok a Pordenone, che ha risolto i problemi burocratici riguardanti il tesseramento di Maki Mvondo. Tutto ok pure a San Vito: è attesa per oggi la notizia che Enis Nadarevic potrà essere schierato nel derby di sabato con la Sacilese. E per due realtà che esultano per aver "recuperato" due dei loro gioielli, ce n'è una che vive con ansia le ultime ore che la separano dalla prima giornata di campionato. É il Tamai, che non sa ancora se potrà schierare Luka Spetic e Eugene Frempong nella sfida di domenica con i neroverdi per motivi legati al tesseramente. Domani è attesa una risposta da parte della Federazione. E così il tecnico delle "furie rosse", Gianluca Birtig, dovrà aspettare sino a domani per sapere se potrà disporre domenica del duo formato dall'attaccante Eugene Andrews Frempong e dal centrocampista Luka Spetic i quali, sulla carta, (e non solo), sarebbero due titolari inamovibili dei mobilieri, appena eliminati dalla coppa Italia per mano del Belluno. Due elementi che giocano da anni in Italia e che non avrebbero dovuto esserci problemi per tesserarli, sia prima della coppa che del campionato. "Siamo preoccupati - esclama il direttore sportivo del Tamai, Renzo Nadin - attendiamo notizie dalla Federazione con la speranza che, almeno uno dei due, possa scendere in campo domenica. Giochiamo con il Pordenone, una formazione decisamente più attrezzata di noi: non possono mancare due elementi importanti come Frempong e Spetic". Ma se in attacco Birtig non ha particolari problemi di sorta, considerato che sono a disposizione Zanetti, Giordani, Quellerba e Filippo, è a centrocampo che sussistono le maggiori difficoltà. Domenica scorsa, anche a causa dell'indisponbilità dell'unico titolare inamovibile delle "furie rosse", Renzo Nonis, ancora ai box a causa di un infortunio, e pure di Spetic, il giovane trainer è stato costretto a schierare il capitano, Nicola Paolini, come regista. Ruolo, questo, che non scorre propriamente nelle vene del giocatore originario di Carlino, che si è fatto apprezzare negli anni in Interregionale come esterno offensivo e non certo come play-maker di centrocampo. Insomma, il Tamai, anche alla luce del preoccupante secondo tempo di domenica scorsa che ha evidenziato, almeno per il momento, la difficoltà di certi elementi a giocare con profitto in categoria, attende con ansia notizie dalla federazione, attese appunto per domani. Il Pordenone, invece, ha già "recuperato" Maki Mvondo e ora ha abbondanza nel reparto offensivo. Tutto tranquillo anche a San Vito. Il tecnico Gianfranco Fonti potrà avere a disposizione - è attesa per oggi la notizia ufficiale - nel derby con la Sacilese il talentuoso attaccante bosniaco Enis Nadarevic, il cui trasferimento al Venezia quest'estate non è andato a buon fine proprio per motivi legati al tesseramento. Per un Bovo che esce dall'undici titolare, visto che deve scontare due giornate di squalifica rimediate la scorsa stagione, un Nadarevic che entra. C'è chi se la passa molto meglio del Tamai... Alberto Bertolotto.

Torna all'inizio


Il sogno di pinuccio a venezia - mario desiati (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 04-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina I - Bari Il caso Il film di Mezzapesa sulla storia del becchino di Mariotto conquista il Festival del cinema Il sogno di Pinuccio a Venezia MARIO DESIATI Pinuccio Lovero sin da piccolo voleva stare appresso ai morti, il cosiddetto "operaio specializzato di custodia cimiteriale" come recita il manuale di ogni italica burocrazia comunale che si rispetti. Colui che seppellisce i morti e il mondo affine, è sempre stato un tema tabù nel cinema. Il documentario Pinuccio Lovero, Sogno di una morte di mezza estate che oggi verrà proiettato alla Settimana internazionale della critica del Festival di Venezia, lo affronta con grazia e un'angolazione originale. SEGUE A PAGINA XI.

Torna all'inizio


Quattro giorni di <Gran festa d'Istà> (sezione: Burocrazia)

( da "Adige, L'" del 04-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Canazei. Musica maschere, carri, sapori... Quattro giorni di "Gran festa d'Istà" CANAZEI - In Strèda de Pareda a Canazei è tutto pronto. Il tendone a righe bianche e blu è montato e questa sera si apriranno le porte. Fiumi di gente, per quattro giorni potranno divertirsi ad una delle feste più sentite dell'estate fassana. La "Gran festa da d'istà" compie ventinove anni e non dà alcun segno di vecchiaia, tutt'altro. È andata crescendo negli anni, complici la maggiore disponibilità finanziaria e il successo che l'ha resa famosa ma quella prima tenda, venti metri per quaranta, dove questa storia ventinove anni fa ebbe inizio, la gente di Fassa e tanti turisti l'attendono ancora. La festa è resa possibile grazie al lavoro volontario di oltre trecento persone. L'organizzazione e la gestione di un tale evento richiedono un tempo che va ben oltre i quattro giorni di festa e richiedono molte più braccia di quante chi partecipa riesca a vedere per l'infinità burocrazia fatta di carte, permessi e richieste (e tutti i contatti presi mesi e mesi prima con gruppi musicali e gruppi di ballo), metri e metri di cavi elettrici e di tubature stesi, collegati e collaudati, cucine e palchi allestiti. Una festa di tradizione e di musica, soprattutto: sotto la tenda si esibiranno alcuni tra i gruppi folkloristici più in voga, i Kertener Quintet, venerdì i Murztaler, sabato i Rothsee Musikanten e sabato il gruppo Juchee. Musica che oggi non si può più chiamare propriamente folkloristica, ma che trova l'apprezzamento di tutte le età. Spazia dal rock al folk rivisto in chiave moderna passando per il revival di tanti generi. Sabato e domenica la festa comincia già in mattinata, con il concerto della Bomische di Pozza e domenica con la messa delle 10, poi per l'intera giornata si potranno giustare i piatti della tradizione,: polenta, porchetta, salsicce, fortaes. L'appuntamento più atteso è quello di domenica alle 14-30: trenta gruppi tra bande, gruppi di ballo, maschere, carri allegorici animeranno la sfilata per le vie del paese in un tripudio di musica e di colori. Ogni gruppo, con meticolosa cura si prepara alla parata, alla quale migliaia di persone lungo la strada, già si sa, assisteranno entusiasti dinanzi alla ricchezza di una tradizione ladina che non appascisce, ma con orgoglio viene mostrata nella sua veste più bella. F. D. 04/09/2008.

Torna all'inizio


PierGiorgio Rauzi L a Mostra di Venezia di quest'anno è prodiga di film che parlano di bambini, tutti o quasi tutti purtroppo protagonisti di storie e di vicende drammatiche sia in (sezione: Burocrazia)

( da "Adige, L'" del 04-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Contesti di povertà e/o di guerra sia in contesti di benessere materiale ma di rapporti umani logorati e distratti PierGiorgio Rauzi L a Mostra di Venezia di quest'anno è prodiga di film che parlano di bambini, tutti o quasi tutti purtroppo protagonisti di storie e di vicende drammatiche sia in contesti di povertà e/o di guerra sia in contesti di benessere materiale ma di rapporti umani logorati e distratti. E tutto questo proprio in giorni in cui veniamo informati dall'Unicef che 40 mila bambini dell'Ossezia e dell'Abkazia vivono come bestie randagie dispersi in campi profughi in tende o scuole in rovina, accampati dove c'è posto, il più delle volte senza padri e madri finiti chissà dove. E veniamo a sapere che dal 9 gennaio ci sono state ben 27 stragi di ragazzi bruciati dalle forze "di pace" sparse nel mondo; che il nostro Mediterraneo sta diventando una tomba anche per molti bambini in fuga da situazioni invivibili. E veniamo alla Mostra: dopo quelli che ci hanno fatto vedere i bambini rumeni, i ragazzi brasiliani e i bambini di Kabul, ecco il lavoro del documentarista americano Ross McElwee. "In Paraguay" (sezione "Orizzonti") che racconta, dal vero, l'avventura sua e di sua moglie per avere in adozione una neonata paraguayana. E pur nello sforzo di rilevare le contraddizioni e la corruzione della burocrazia di quel Paese; di scoprire quanta sia la responsabilità degli Stati Uniti nella sua storia drammatica a sostegno di dittature sanguinarie che lo hanno dominato; di accorgersi dell'estrema povertà di quella popolazione; non dimostra però altrettanta attenzione per le contraddizioni in cui loro, bostoniani benestanti, si dibattono: dalla scelta dell'adozione per dare una compagnia femminile al loro primogenito, alla collezione di giocattoli e di quanto il nostro contesto sociale di bisogni indotti prevede per un neonato, fino alla possibilità di permanere ben al di là del previsto in questo Paese del Terzo mondo riempiendo le pause sempre più dilatate imposte dalla burocrazia con frequentazioni e feste dell'indipendenza americana (Usa ovviamente) in cui gli avanzi del banchetto diventano lauti pasti per bambini e ragazzi che certo non avranno la possibilità di trasmigrare al Nord presso nonni che attendono ansiosi il loro sorriso. Dalla "Settimana Internazionale della critica" meritano almeno una segnalazione: il film bosniaco "Curari noci" ("Guardiani di notte") di Namik Kabil e il film norvegese "Lønsj" (spuntino) di Eva Sørhaug. Il primo racconta la lunga e noiosa notte di due guardie notturne e dei loro piccoli riti per far mattina. "In Bosnia - dice il regista che vive e opera a Sarajevo - oggi la maggior parte dei nostri problemi è stata rimossa e viviamo una vita normale, in realtà fingendo che tutto sia a posto e tacendo molte cose". Il secondo va a vedere sotto le strade linde, le case color pastello, l'ordine maniacale di una società norvegese che siamo abituati ad apprezzare, per scoprirvi quanto sia falso questo candore e quanto sia grande la meschinità che esso tenta di coprire. Una visione crudele con gli occhi di una giovane regista qui alla sua opera prima di cui è anche sceneggiatrice. 04/09/2008.

Torna all'inizio


Lo Bello: L'indifferenza è finita Chi denuncia il pizzo non è più solo (sezione: Burocrazia)

( da "Unita, L'" del 04-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Lo Bello: "L'indifferenza è finita Chi denuncia il pizzo non è più solo" di Ninni Andriolo / Roma / Segue dalla prima "Sono passati 17 anni e da allora la nostra associazione si è trasformata profondamente - spiega il leader degli imprenditori siciliani - Oggi Libero non morirebbe, oggi la mafia non avrebbe né la forza, né il sostegno tacito e sostanziale che ebbe allora per ucciderlo. Quel delitto fu possibile grazie all'indifferenza e dell'isolamento cui Libero era stato condannato...". Cosa è cambiato da allora nell'imprenditoria siciliana? "Oggi chi denuncia il pizzo non rimane isolato. Chi ci mette la faccia sono innanzitutto i presidenti delle associazioni industriali provinciali che non si girano dall'altra parte. Si schierano in prima fila per supportare o indicare come esempi virtuosi coloro che denunciano". Il segno della "rivoluzione culturale" di cui parla il leader degli imprenditori siciliani è rappresentato dai quaranta espulsi dei giorni scorsi. Provvedimenti coerenti con il "codice etico" che punta ad allontanare dall'imprenditoria siciliana l'immagine ambigua del passato e le connivenze che permangono. Ivanhoe, Ivan, Lo Bello, 44 anni, è il discendente di una nota famiglia di imprenditori siciliani. "Io e i miei colleghi esprimiamo i mutamenti strutturali che si sono verificati nell'isola - spiega - Nell'imprenditoria si è prodotto un cambiamento profondo..." Come sono cambiate le vostre aziende? "Se un'impresa lega il proprio successo alla capacità di tessere rapporti con la burocrazia e con la politica è più esposta alle attenzioni della mafia. Oggi, però, è sempre meno così. In Sicilia, infatti, sono cresciuti imprenditori giovani che hanno il problema di capire cosa faranno i loro concorrenti cinesi o indiani. E c'è gente che va all'estero, e ci va spesso, e che soffre a sentirsi dire che i siciliani sono tutti mafiosi. Quella di adesso, tra l'altro, non è più la Sicilia delle grandi commesse pubbliche, ma l'isola di tante piccole imprese che si scommettono sul mercato e che non possono concepirsi dentro un territorio dove per forza di cose si deve pagare il pizzo". Un fatto di ricambio generazionale, anche... "In Sicilia sta nascendo una nuova cultura imprenditoriale che va di pari passo al ricambio generazionale. Il presidente degli industriali di Agrigento ha la mia età, quello di Messina poco meno di 50 anni ed è un quarantenne anche quello di Ragusa. Abbiamo potuto godere di esperienze diverse da quelle dei nostri padri e dei nostri nonni". Decine di imprenditori espulsi perché non rispettavano il Codice etico dell'Associazione. Può spiegarci meglio? "Un anno fa gli associati che denunciavano il racket erano tre o quattro. Oggi sono più di sessanta, con punte importanti nella provincia di Agrigento e di Caltanissetta". A Palermo, invece? "Palermo è un po' indietro, ma anche lì si comincia a respirare un clima nuovo che potrà dare nuovi frutti". Quali settori imprenditoriali denunciano di più il racket? "Non c'è un settore predominante. Ci sono quelli tradizionali, come l'edilizia. Ma non solo". Come siete giunti alle espulsioni? "Il numero deve essere scomposto. Comprende, intanto, una decina di allontanamenti (il termine espulsioni non mi piace, anche se tecnicamente di questo si tratta). Sono le Associazioni territoriali che dicono "non puoi rimanere con noi". Si tratta di realtà che non hanno denunciato il pizzo o che hanno vissuto vicende di connivenza vera e propria con la mafia. Realtà che hanno minato il nostro codice etico". Le Associazioni provinciali portano avanti le istruttorie? "Le notizie vengono dalle inchieste. Molte associazioni chiedono agli associati i certificati antimafia, ma le forme di collusione spesso non sono verificabili attraverso questi documenti. Le fonti, quindi, sono le indagini giudiziarie, i provvedimenti cautelari, i processi in corso. Se un imprenditore non denuncia viene deferito ai probiviri e allontanato". Una decina di imprenditori allontanati e gli altri? "Una decina di aziende si sono dimesse spontaneamente prima che intervenissero i nostri provvedimenti. Altre trenta risultano allo stato sospese dall'attività confindustriale. Nei loro confronti sono in corso le procedure presso i probiviri, o perché non hanno denunciato il pizzo, o perché sono risultate conniventi con la mafia. C'è da dire che un imprenditore che non convinciamo a denunciare il racket, per noi rappresenta una sconfitta. Il nostro obiettivo è persuadere il numero maggiore possibile di chi subisce le estorsioni". E questo non ha provocato una contrazione degli iscritti a Confindustria? "No. A fronte di imprese che si sono allontanate, altre ne sono arrivate. Ad Agrigento, ad esempio, nell'ultimo anno abbiamo contato una cinquantina di nuove adesioni. Il saldo è positivo. Molti vedono nell'Associazione un deterrente nei confronti di chi chiede il pizzo". Quanti sono gli iscritti a Confindustria Sicilia? "Circa quattromila. Mi rendo conto che i 64 che collaborano con le forze dell'ordine e con la magistratura possono sembrare poca cosa. Ma il dato va giudicato alla luce della complessità siciliana. Non tutta la Sicilia subisce lo stesso tipo di pressione mafiosa. Sessantaquattro imprenditori che collaborano sono una realtà in costante crescita". Cosa li spinge a collaborare con lo Stato? "La grande capacità di magistratura e forze dell'ordine di individuare e colpire i fatti estortivi. Io sono prudente, attento a non enfatizzare i dati. Allo stesso tempo, però, metto in risalto le novità che ci sono. Siamo oggettivamente all'inizio del percorso, le denunce sono ancora poche rispetto alla massa degli imprenditori, che, in tanti settori, continuano a pagare. Ci sono forti novità, però. La prima è costituita dallo Stato che riconquista il territorio dopo molti anni". E la società siciliana? "C'è un risveglio. Basti pensare ai ragazzi di "addio pizzo" o di "Libero futuro" a Palermo . O alle associazioni anti racket tradizionali. La nostra iniziativa, poi, ha portato altre categorie a seguirci sullo stesso terreno. Pagare il pizzo era prima tollerato, un male necessario che lasciava indifferente la maggior parte della società siciliana. Oggi pezzi crescenti di essa attribuiscono un fortissimo disvalore sociale ad un certo tipo di comportamento". Una rivoluzione culturale, in sostanza... "Esatto. Anche le banche hanno cambiato atteggiamento. Perché l'imprenditore che non denuncia, e finisce denunciato per favoreggiamento, viene guardato con diffidenza da chi deve finanziare la sua attività economica, o da chi deve comprare i suoi prodotti. Certo ci sono quelli che nei quartieri mafiosi denunciano e vengono isolati. Ma c'è una compensazione complessiva del fenomeno. E c'è un danno reputazionale che si vuole evitare. Ecco perché è possibile sperare in un flusso di denunce ancora più consistente".

Torna all'inizio


I test arrivano con i carabinieri medicina, prove super blindate - mario reggio (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 04-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cronaca I test arrivano con i carabinieri Medicina, prove super blindate Università, ieri i primi esami. Oggi tocca agli aspiranti dentisti Il preside della Sapienza, Frati: "Abbiamo aumentato del 5% gli accessi" MARIO REGGIO ROMA - Aule schermate, le buste sigillate dei test recapitate agli atenei a bordo delle auto dei carabinieri, controlli e perquisizioni, candidati separati in base all'anno di nascita, nugoli di genitori apprensivi e nervosi hanno accompagnato i figli poi hanno atteso due ore. Per gli aspiranti medici, dopo i brogli dello scorso anno, è stata una giornata che ricorderanno a lungo. Ottanta quiz da azzeccare per iniziare una lunga marcia: sei anni di università ed altri sei per la specializzazione prima di fregiarsi del titolo di "medico chirurgo". Decine di migliaia di aspiranti per poco meno di ottomila posti, suddivisi tra gli undici policlinici universitari. Oggi sarà la volta degli aspiranti dentisti e domani toccherà ai futuri veterinari. Il 9 settembre sarà il turno degli aspiranti infermieri. Il ministero dell'Università renderà pubblici i test al termine delle prime tre prove "per evitare che chi si è iscritto nelle liste di Odontoiatria e Veterinaria possa prendere spunto dai test di Medicina". Segno evidente che alcune delle domande sono standard per le tre selezioni. Ma come al solito, tra le maglie della burocrazia, può passare di tutto. La griglia dei test ne comprende ottanta: 33 di logica e cultura generale, 21 di biologia, 13 di chimica e altrettanti di matematica. Tra i quiz di cultura generale bisogna indovinare il poeta autore dell'Infinito, la capitale della Finlandia, il giorno dell'emanazione della Costituzione Italiana. Ma anche azzeccare che "dagli atri muscosi, dai fori cadenti..." fosse l'incipit dell'Adelchi. Ma servono davvero questi quiz per decidere se un giovane ha i numeri per intraprendere la lunga strada del medico? "In primo luogo i quiz sono obbligatori perché così ha stabilito l'Unione Europea - risponde Luigi Frati, preside della facoltà di Medicina alla Sapienza - come disse Winston Churchill la democrazia non è un sistema perfetto ma non ne conosco di migliori. Le direttive europee indicano anche la possibilità del colloquio dopo i test, ma noi abbiamo deciso di no per evitare raccomandazioni e trucchi. C'è qualcuno che dice che i medici sono troppi. Per arrivare alla professione ci vogliono 12 anni, quelli che entreranno nel 2008 scenderanno in campo nel 2020. Nel frattempo, moltissimi di noi andranno in pensione, ecco perché la Federazione degli ordini ci ha chiesto di aumentare il numero degli accessi. E noi quest'anno ne abbiamo inseriti il 5 per cento in più". Ma non tutte le facoltà di Medicina hanno seguito lo stesso iter. Alla Cattolica di Roma, oltre agli ottanta quiz inviati dal ministero dell'Università ne sono stati inseriti altri tre di religione. Al Campus Biomedico di Roma, fiore all'occhiello dell'Opus Dei, dopo lo scritto tutti i candidati dovranno sostenere l'orale. Rispetto al caos dello scorso anni, ieri sembra andato più o meno tutto liscio. A Napoli una ragazza è stata esclusa dalla prova alla Federico II perché trovata in possesso di un palmare, ma era la quarta volta che tentava di superare l'esame. A Torino, per dimostrare l'inutilità dei quiz, si è presentato un medico di 73 anni, già in pensione. A Catanzaro, invece, è stato individuato l'autore del furto dei test lo scorso anno. Walter Mancuso, contratto a termine con l'università, è stato tradito da un'impronta digitale.

Torna all'inizio


Alcol e droga, il ruolo del volontariato (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 04-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Grande Milano - data: 2008-09-04 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE L'allarme Don Mazzi: sempre di più i ragazzi che chiedono aiuto Alcol e droga, il ruolo del volontariato SEGUE DA PAGINA 1 I lacci burocratici sono talmente numerosi e raffinati da smontare anche il più agguerrito degli operatori. A me accade inoltre, che essendo Fondazione Nazionale, in forza non so di quale principio costituzionale, non possa presentare progetti nelle Regioni perché nel Veneto, nella Lombardia, nel Lazio (per ora) vogliono la legale rappresentanza regionale. A chi risponde che la Fondazione essendo Nazionale ha solo una sola sede legale ma potrebbe aprire sedi operative regionali, ti fanno una grande risata sul muso e poi ti mandano come è accaduto a Verona, una cartina nella quale dicono: "Progetto non accolto perché la Fondazione Exodus non ha la sede legale nel Veneto". Vorrei anche aggiungere, non solo per scherzo, che le quattro sedi sperimentali, essendo costose e abbisognando di personale specializzato, speravo potessero accogliere i casi di altre regioni. Questa è l'Italia! Da un giornale si lanciano allarmi che fanno tremare le vene e i polsi e dai tavoli degli uffici competenti gli stessi inventori di allarmi, rigettano progetto su progetto. Chiacchierare non compromette nessuno ma aprire strade nuove per casi nuovi, non essendo garantite le infinite coperture burocratiche, costerebbe qualcosa. Nessuno nei pubblici uffici vuole rischiare. La vita è giusto che la rischino ogni giorno i nostri figli, mentre non è giusto che i loro padri rischino nemmeno l'ultimo scranno del Sert. Siamo in un circolo vizioso. Fare interventi che rispondano ai problemi emersi in questi ultimi mesi con leggi pensate in situazioni totalmente diverse decine di anni fa è anacronistico e assurdo. Io comunque continuo. Abbiamo in questi cinque anni aiutato decine di persone e continueremo nonostante i rischi e costi pesantissimi. La fila di ragazzi che chiede il nostro intervento, breve, efficace, personalizzato, poco terapeutico e molto avventuroso, è sempre più numerosa e io non ho nessuna intenzione di tradire i ragazzi. don Antonio Mazzi Burocrazia "I lacci burocratici sono talmente numerosi e raffinati da smontare anche il più agguerrito degli operatori".

Torna all'inizio


Se la Cina è vicinissima (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 04-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

N. 211 del 2008-09-04 pagina 0 Se la Cina è vicinissima di Filippo Facci Restano situazioni drammatiche, e denunciare va sempre bene: ma a questo punto occorre anche il coraggio di ammettere che la situazione dei cinesi è nettamente migliorata. è solamente la scarsità d'informazione a non farci sapere che tra la teoria predicata dallo Stato e la realtà vissuta dai singoli cittadini c'è ormai davvero un abisso: la popolazione cinese, sempre più numerosa, ha comunque una libertà che non ha mai avuto, si è arrangiata nel tempo aggirando e addomesticando ogni burocrazia, ogni regola calata dall'alto, ogni divieto, ogni sanzione, ogni controllo della polizia peraltro sempre più diradato. Le violazioni dei più elementari diritti umani sono un ricordo lontano: col tempo i cinesi hanno imposto regole loro, un loro effettivo modo di vivere, un loro commercio, una loro socialità che nel tempo hanno messo ai margini quelle autorità che vorrebbero invece uniformarli, controllarli, imporre loro forme e modi che altri, con le buone o con le cattive, hanno sempre finito per ossequiare. Testimonianze di quelle parti, e un mio rapido viaggio estivo sin laggiù, mi hanno confermato che a crescere è oltretutto l'orgoglio di un popolo sempre più ostile a ogni restrizione e che tende perciò a ribellarsi sempre più apertamente, quasi con sprezzo. Ovvio che sto parlando dei cinesi di via Paolo Sarpi, a Milano. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Torna all'inizio


Vini/ Cia: Bene i voucher per la vendemmia, ma vanno (sezione: Burocrazia)

( da "Virgilio Notizie" del 04-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Perfezionati "Problemi e farraginosità soprattutto nel Mezzogiorno" postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 4 set. (Apcom) - La sperimentazione dei voucher per la vendemmia 2008 "è importante, ma è opportuno che questo strumento sia migliorato e perfezionato prima di essere esteso ad altre attività agricole, proprio per rispondere alle esigenze delle imprese agricole nei periodi di raccolta quando necessita una maggiore manodopera". A sostenerlo è la Confederazione italiana agricoltori (Cia) per la quale questa prima sperimentazione dei buoni per l'impiego lavorativo occasionale di studenti e pensionati "ha evidenziato difficoltà che hanno creato problemi soprattutto in alcune aree del Mezzogiorno". "Quindi, ora è indispensabile - avverte la Cia - che vengano superati al più presto tutti quegli ostacoli e quelle farraginosità per rendere lo strumento dei voucher realmente snello ed efficace. L'operazione, comunque, sta dando, almeno dai primi dati, positivi risultati e possono offrire un significativo contributo al contrasto del lavoro irregolare, alla riduzione della burocrazia che soffoca le imprese agricole nonché - conclude l'organizzazione - in una situazione generale di caro-vita, consentire a studenti e pensionati di integrare il proprio reddito senza alcun onere fiscale e con le relative coperture assicurative e previdenziali".

Torna all'inizio


I conti su Alitalia (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 04-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Fate voi la somma. +Lo stato esce definitivamente dal trasporto aereo (Marrazzo permettendo) -Balla un miliardino di debiti che pagheranno i contribuenti +AirFrance chidedeva che i diritti di volo in Italia fossero solo suoi, ciò non è previsto dal nuovo progetto -Unire due debolezze (Ali e Air) amplifica una posizione dominante, ma non garantisce un buon servizio +I sindacati hanno le spalle al muro: o così o si muore -Sono inviatati al tavolo (passera dixit) per concordare il piano industriale +AirFrance in fondo, ma mica tanto, è una società pubblica (18% di Sarko') -Airfrance sa far fruttare una compagnia aerea e viaggia in tutto il mondo +Colaninno&co ci mettono il grano e si assumono un bel rischio (in Italia praticamente nessuno ha fatto quattrini con i voli di linea) -Aifrance avrebbe pagato qualcosa alle minoranze e allo Stato, mentre i nostri eroi oggi si assumono un rischio ma a prezzi ben più da saldo +E' stata Aifrance a rompere le trattative: aveva posto tre condizioni tra cui l'assenso dei sindacati al piano di vendita. Che ovviamente non c'è stato -E' stato l'adorato Cav, in campagna elettorale, a dare indirettamente man forte ai sindacati dicendo che la compagnia deve restare in mani italiane +Lufthansa e Airfrance e tutte le compagnie americane non possono essere acquistate da stranieri e dominano sui rispettivi mercati nazionali -Non è detto che il concetto di italinità o francesità corrisponda, alla fine, all'interesse molto concreto, dei cittadini-utenti La somma dei più e dei meno. cari commensali, che risultato dà? Scritto in Varie Non commentato " (No Ratings Yet) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Aug 08 Alè Magno L'idea di Alè Magno di istituire una commissione, darla in mano a Giuliano Amato (quello che rinfaccia Craxi e forse anche lo scippo sui conti corrente) e discutere dei problemi de Roma, mi sembra una scemata pazzesca. Ogni stagione ha le commissioni di che si merita. Oggi con la moda dell'anticasta, si deve dunque dare una nobiltà ad una commissione che comunque non servirà a nulla. Voglio dire che senso ha per un amministratore cittadino inventarsi grandi temi di discussione. C'è bisogno di una Commissione per decidere ad esempio che l'acea debba essere privatizzata? assolutamente no. e di fatti, Alè magno non vuole venderla. C'è bisogno di una commissione per decidere di ampliare ed eventualmente liberalizzare le licenze dei tassisti romani? assolutamnete no. E di fatti Alè Magno è l'idoletto della corporazione dei tassisti. C'è bisogno di una commissione per spiegare ad un sindaco che se due suoi ospiti olandesi vengono stuprati e presi a mazzate tra i denti, è il caso almeno nel giorno del fattaccio di tenere la bocca chiusa o almeno aprirla per chiedere scusa a nome di una città anch'essa ferita? Scritto in Varie Commenti ( 34 ) " (3 votes, average: 4.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Aug 08 Julius ha visto la luce Il nostro Julius (Tremonti, per chi non lo sapesse) ha visto la luce. Già si capiva per la verità leggendo con attenzione un interessante fondo del convertito (alle ragioni ministeriali) Giannino, di un paio di giorni fa. Un liberale doc, a patto che non si discuta dell'operato di Julius. Ma ritorniamo alla luce. Su Libero leggevamo: "il Papa su questo la pensa come Giulio Tremonti, non come gli alfieri del mercato che sul Corriere della sera e Sole 24 ore da mesi ribattono che quelli contro i derivati sul petrolio e sul grano sono attacchi di irriducibili passatisti, di vecchi arnesi nostalgici del protezionismo. Ora si è capito ancor meglio, che i giudizi del Papa non sono poi coincidenze casuali, con Tremonti" . E poi oggi finalmente sul Corrierone una domanda (anzi una non domanda) infilata lì per caso: "A luglio il papa ha condannato la speculazione." E Julius, poco prima: "Come sempre, nei grandi passaggi della Storia, la visione della Chiesa è fondamentale per la comprensione dell'esistente". La lieta novella della parabola di Julius: "L'azione dei governi ha fermato la speculazione". Sintetizziamo il filo logico del ragionamento: la speculazione è la peste del secolo-tremonti ha convinto di ciò il papa- la Chiesa ha sempre una grande visione e la condivide con Julius-i governi, incalzati da Julius hanno bloccato il contagio malefico. Hip hip hurra. Per fortuna che abbiamo il nostro adorato Cav. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 45 ) " (3 votes, average: 3.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 25Jul 08 Obama e l'Italia Folla a Berlino. E poi a Parigi. E of course Londra. Niente visita in Italia. Il mitico Obama ci riporta con i piedi per terra. Non contiamo nulla, neanche una visitina, un saluto. Certo facendo jogging ieri a Berlino e intercettato da un'abile giornalista di Sky24, ha detto: primo o poi in Italia verrò. Deo gratias. Scritto in Varie Commenti ( 60 ) " (2 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Jul 08 Il casco per i baresi e i mutui per gli americani Fannie e Freddie, nonostante i simpatici nomi, stanno affossando i mercati di tutto il mondo. Non sono banche e non sono neanche società per azioni tradizionali. Sono state create per agevolare il mercato immobiliare americano. In sintesi prestano i soldi alle banche che prestano i soldi ai clienti per accendere un mutuo. In questo modo le banche americane avevano sempre risorse fresche per alimentare il mercato dei prestiti immobiliare. Una volta comprati i mutui di terzi le due nostre li impacchettano in obligazioni che cedono sul mercato. Per questa loro caratteristica sociale (agevolare la proprietà edilizia) sono Gse (Governament sponsor enterprise) e dunque, pur quotate sul mercato, in ultima analisi sono agenzie governative (come d'altronde erano in origine). Questa garanzia statale ha permesso loro di raccogliere danaro a tassi molto vantaggiosi e dunque alimentare la bolla speculativa. Inoltre (toccherebbe ricordarlo a qualcuno) per statuto non finanziano mutui subprime.. E proprio per questo il mercato dei mutui subprime (quelli che hanno scatenato l'attuale crisi) è esploso: le banche tradizionali non riuscivano a fare concorrenza, visti i tassi superbassi, a Fannie e Freddie e dunque hanno cercato (colpevolmente) di andare su un mercato a queste precluso: quello dei debitori subprime, insomma non buoni. Qualche conclusione: 1. Freddie e Fannie, figlie di una concezione roosveltiana, non sono mai state sul mercato. 2. Sono diventate negli anni 70 un ibrido a noi molto ben conosciuto: privatizzano gli utili e socializzano le perdite 3. Il salvataggio di oggi è stato scritto ieri quando furono concepite 4. il fatto che prestassero troppo era noto da tempo (lo disse greenspan in un'audizione davanti al senato) 5. il loro fallimento non è un fallimento del mercato, ma del regolatore. che ha pensato di cavarsela quotandole sul mercato. E che ha alimentato per questa via la bolla immobiliare. 6. salvarle oggi è ragionevole, così come è ragionevole, secondo il sindaco di bari, regalare, a spese dei contribuenti, un casco ai motociclisti pizzicati senza. Scritto in pol economica Commenti ( 23 ) " (2 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 07Jul 08 Cosa ne pensano i lib-lib di Julius In questo blog abbiamo più volte "sfottuto" il nostro Julius per la sua ansia Pop. L'inutile e dannosa Robin tax, la populistica esclusione dei ricchi (solo 70mila? solo due dei quali in piazza di Spagna a Roma?) dai benefici Ici sulla prima casa, la card per gli anziani, la lotta contro la speculazione. E via dicendo. Anzi, già che ci siamo, gli insopportabili slogan contro il "mercatismo". Senza considerare la mancata liberalizzazione per eccellenza: e cioè la riduzione delle imposte sui redditi o per lo meno una prospettiva di riduzione. Che il Dpef non ci da. Insomma quello che pensiamo sul Julius pop per i nostri commensali (che spesso hanno anche criticato il cuoco) è pietanza nota, anche se non a tutti gradita. Ieri è arrivata in cucina una mail di David Baccini, intitolata "Tremonti il socialista ci porterà al disastro". Vi inoltro le prime righe: "sono sconcertato per il comportamento schizoide del Ministro Tremonti, nel quale non ho mai riposto alcuna fiducia e che affonderà il Governo, ma sopratutto per il "sentiment filogovernista-filotremontiano antimercato" di Giannino: scioccante davvero. Altrettanto sconcerto va verso l'IBL, che di fronte ad accuse tremontiane al mercato, a chi (praticamente l'intero popolo europeo) non si riconosce nel nuovo meta-stato soviet-europeo, alla speculazione, al profitto, a chi si dice liberista, a chi esige basse tasse, a chi disconosce l'efficacia della redistribuzione (Robin Tax ed altre puttanate) .. l'IBL tace, in conformità Gianniniana". Be' in effetti si può condividere con Baccini un certo stato di solitudine da queste parti. Difficile trovare conforto a sinistra (lo devo spiegare ancora una volta?), ma anche nei punti di riferimento dei liberali classici, sembra che ci sia un po' una corsa a non disturbare il manovratore. La paura di Prodi e accoliti non ci può rinchiudere in un angolo. Non ci deve spingere verso un'accettazione muta dei provvedimenti governativi. Insomma se Julius ha deciso di fare una corsa di popolarità con l'adorato Cav, son cavoli suoi. Non di Noi italiani che abbiamo votato un governo immaginato liberale. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 54 ) " (3 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 03Jul 08 Bce senza pop La Bce ha deciso di alzare al 4,25 per cento i tassi di interesse in Europa, con un ritocco all'insù di un quarto di punto. I governi di mezza Europa (Francia e persino Germania) le avevano chiesto di non farlo. D'altronde l'economia non gira e l'inflazione (arrivata al 4 per cento massimo da 16 anni) è più dovuta al rincaro delle materie prime che ad una forte domanda di consumo. Chi ha ragione? La Bce non risponde a nessuno. I governi Ue, invece, ai propri elettori. In questa vicenda il differente grado di responsabilità (accountability) ha un peso. La politica sembra più attenta al momento, al breve termine. Palese il caso italiano: subito una dilazione sulla rata dei mutui (accordo Tremonti-Abi) ma tra 20 anni si paga il conto. Subito la card sociale per i pensionati più poveri, ma non si riducono permanentemente le imposte dirette. Subito la tassa sugli odiati banchieri-petrolieri, ma domani si rifaranno con aumenti sui consumatori. Il respiro immediato è ciò che conta, nel lungo periodo (come diceva qualcuno che al cuoco non piace tanto) saremo tutti morti. I banchieri centrali "irresponsabili" per costituzione si possono permettere l'impopolarità. Sanno che non possono alimentare aspettative inflattive. La rincorsa prezzi-salari-prezzi è micidiale come dimostrano gli anni 70. E ci sono i primi segni. La furia sindacale In Italia contro l'inflazione programmata fissata ll'1,7 per cento nel Dpef (e qui bene ha fatto Julius), il costo del lavoro in Spagna salito al 5,7 per cento; l'aumento salariale dei pubblici dipendenti tedeschi fissato quest'anno al 5 per cento. I Banchieri centrali saranno spietati, ma sanno che un un po' di veleno nel corpaccione europeo oggi, è meglio di un infarto certo domani. Non accondiscendono alla nuova ventata pop della politica europea. Scritto in pol economica Commenti ( 17 ) " (3 votes, average: 4.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 03Jul 08 Rosicchiare la Mela Tra pochi giorni arriva in Italia un oggetto di culto. Sì qualche volta anche in questa zuppa si assaporano pietanze leggere. Si tratta del nuovo telefonino 3g della Apple. Come sapete il cuoco ha una certa passione per la Mela. Oggi il sole 24ore ha anticipato i possibili piani tariffari che Vodafone e Tim applicheranno al mitico gadget. Lo diciamo subito: troppo cari. Il nuovo telefono è pensato per stare spesso collegato, anche in remoto, su internet. Insomma brucia bytes su bytes. Gli operatori invece fanno finta di nulla e nelle loro ipotesi di abbonamento prevedono tariffe flat fino a 1gb (Tim) e 600 Mb (Vodafone). Un po' tirchietti. C'è da scommettere che i mela maniaci che vorranno aver subito l'oggetto del desiderio pagheranno un biglietto di ingresso piuttosto caro: e a riscuoterlo non sarà la Apple, ma i due gestori di telefonia. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (1 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 22Jun 08 Appunti in manovra La manovra presentata dal governo vale quasi 35 miliardi di euro, per il prossimo triennio. Anche se alcuni effetti (per un paio di miliarducci) si faranno sentire da quest'anno. In sintesi si riduce la spesa pubblica corrente del 2 per cento nel triennio: si sforbiciano risorse per gli enti locali (-9.2 miliardi), la pa, la sanità (-5 miliardi), la scuola (-8 miliardi e meno 100mila prof) e altro ancora. La pressione fiscale sale, alla fine del triennio, al 42,9 per cento del Pil (più 0.1 rispetto all'eredità prodiana). Questa manovra ci permetterà nel 2011 di avere un rapporto tra debito e pil inferiore al 100 per cento. La manovra è fatta per la gran parte dalla riduzione di spesa pubblica e questo è un bene. Nel 2011 la spesa pubblica dovrebbe fermarsi (si fa per dire posto che in termini assoluti aumenta) a 753 miliardi di euro (compresi 86 miliardi di interessi sul debito), il 38.3 per cento del nostro Pil. C'è un aumento delle imposte per il primo anno quantificabile in 4 miliardi: si fanno piangere quelli che Julius ha indentificato come i "ricchi": petrolieri, elettricisti, banchieri, manageroni e cooperatori. In altre parti della zuppa abbiamo già detto cosa pensiamo della Robin tax e recentemente in maniera caustica ma chiara lo ha scritto anche il perfido Boeri su Republik. Obiettivamente il peso delle maggiori entrate sul complesso della manovra è risibile e dunque con una alca selzer possiamo digerirlo. Resta la parta migliore della manovra: Citiamo, gustandoli assai, alcuni ingredienti in modo disordinato: abolizione dell'obbligo della tracciabilità dei compensi, morte dell'elenco fornitori, semplificazioni sulla privacy e sulla tenuta dei libri per le imprese. E ancora divieto di cumulo tra pensione e lavoro, impresa in un giorno, rateizzazioni ruoli, liberalizzazione dei servizi pubblici locali, ripristino della superBiag e stop della limitazione dell'uso dei contati a 5000 euo. Uffff. Niente male. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 14 ) " (3 votes, average: 2 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 13Jun 08 Fuoco amico Cari commensali, le nostre ultime discussioni sono nate da alcune provocazioni che ho voluto fare su alcune misure pop annunciate dal governo Berlsuconi. Ho parlato, e male, della Robin tax e dei tetti agli stipendi, e financo delle esclusioni Ici. Non ho parlato della giusta richiesta del nucleare, delle ottime misure su premi e straordinari e sulle ipotesi di riforma della pa. Insomma sono stato fazioso, più che fazioso. Devo una spiegazione. Quando un governo ha davanti a sè cinque anni di legislatura e ne ha avuti altrettanti dietro alle spalle, ha una grande carta per provare a riformare il nostro benedetto Stato. Mi sarei immaginato una partenza sprint. Avrei voluto la medesima decisione mostrata su Napoli, anche sull'economia. Insomma avrei voluto un esecutivo meno pop e più impop. Chiessenefrega delle critiche popolari, quanto si ha un tratto preciso e univoco. Assecondare gli umori o frenarsi per non essere criticati da sinistra non vuol dire essere democratici. Probabilmente questo è il miglior governo che potessimo votare. Ma le difese d'ufficio sono una spezia che non piace al cuoco di questa zuppa. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 16 ) " (2 votes, average: 3 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Nato a Roma, vivo a Milano. Lavoro da qualche anno al Giornale e scrivo di economia e finanza. Tutti gli articoli di Nicola Porro su ilGiornale.it contatti Categorie Berlusconi IV (8) burocrazia (1) citazioni (2) finanza (10) pol economica (21) Varie (36) Ultime discussioni Umberto Cisotti: Concordo pienamente con David Baccini. Tremonti si sta' dimostrando uno dei peggiori ministri... david baccini: ma perche' d'estate dovrebbe mai calare? chiunque lo dica. e comunque sia, questo... paolo2: Caso David, veramente Mauro ti ha già lasciato un commento sul prezzo del petrolio affermando che in estate... mauro: Ora che siamo in una sorta di velata recessone, chi ha fatto debiti si sta mangiando le mani perchè non... david baccini: ah dimenticavo.. qui in USA e' vero che il Governo vuole nazionalizzare FreddieMac &... I più inviati I "cagasotto" - 4 Emails Ancora sui Precari Veneti - 1 Emails AliTaglia - 1 Emails Morti di ipocrisia - 1 Emails Piccolo sfogo sul meraviglioso Ferrara - 1 Emails Blog amici Alex Tabarrok crilla Finanza e Macro freakkkettoni IBL La città dei liberi rass.stamp 11min In prova Ecodiario September 2008 M T W T F S S " Aug 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 Archivio dei post September 2008 (1) August 2008 (2) July 2008 (5) June 2008 (3) May 2008 (4) April 2008 (3) March 2008 (2) February 2008 (4) January 2008 (5) December 2007 (5) November 2007 (5) October 2007 (7) September 2007 (11) August 2007 (20) Trackback recenti Phastidio.net: Tre stelle della Guida Michelin... Giornalettismo: Capri espiatori: la speculazione sulle commodities Giornalettismo: Le intercettazioni di Silvio distrutte? Meno male Giornalettismo: Scajola e la concorrenza che non c'è Phastidio.net: Ancora sulle distorsioni al mercato... Recent Posts I conti su Alitalia Alè Magno Julius ha visto la luce Obama e l'Italia Il casco per i baresi e i mutui per gli americani Cosa ne pensano i lib-lib di Julius Bce senza pop Rosicchiare la Mela Appunti in manovra Fuoco amico Pagine Messaggi e trasparenza Perchè esisto Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Nicola Porro © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

Torna all'inizio


An punta sul cavaliere nero ma non mancano i malumori (sezione: Burocrazia)

( da "Trentino" del 05-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

I candidati Ferretti, Frau e Secchi le scelte di de Eccher An punta sul "cavaliere nero" ma non mancano i malumori TRENTO. Il "cavaliere nero" Angelo Ferretti, ex presidente della Settaurense, è l'uomo di punta della lista di Alleanza Nazionale per le prossime elezioni provinciali. Al suo fianco il dirigente Raimondo Frau ed il giovanissimo vicesindaco di Avio Federico Secchi. Una squadra costruita dal senatore Cristano de Eccher e criticata dal capogruppo di An in consiglio comunale, Antonio Coradello, che parla di "lista non condivisa e fatta solo di portaborse". Per de Eccher i nomi scelti "sono i migliori possibili e rappresentano tutte le aree del Trentino". Le priorità del partito sono chiare: la sicurezza, con più potere alla polizia municipale, l'autonomia decisionale dei comuni, per garantire il mantenimento delle tradizioni, e lo snellimento della burocrazia. De Eccher è certo: "i trentini sceglieranno il buongoverno della destra al clientelismo del centrosinistra". (j.t.).

Torna all'inizio


Prusst, primo intervento da 80 appartamenti (sezione: Burocrazia)

( da "Arena, L'" del 05-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

VERONA SUD. Dopo anni di progetti e polemiche politiche, sta per concretizzarsi uno dei piani di trasformazione della grande area dismessa di fronte alla Fiera Prusst, primo intervento da 80 appartamenti di Giorgia Cozzolino Eppur si muove. Si potrebbe dire così dell'area del Prusst (Piano di riqualificazione urbana e di sviluppo sostenibile) che si trova davanti alla fiera, sulla quale da anni la politica cittadina discute. Sulla vasta superficie, la stessa che comprendeva anche il polo finanziario e dove sorgevano i Magazzini generali e il Mercato ortofrutticolo, sono previste anche alcune porzioni di edilizia residenziale, commerciale e direzionale. E in una di queste, e più precisamente il lotto dove sorgeva la baita degli alpini di Borgo Roma in viale dell'Industria (che sta per essere trasferita all'interno del parco Umago), dove sorgeranno presto 80 appartamenti, servizi commerciali, piccoli negozi e uffici. La Marani Costruzioni ha infatti presentato ieri all'assessore ai Lavori pubblici del Comune, Vittorio Di Dio, il progetto che dovrà superare l'esame della commissione provinciale per la Via, ovvero la valutazione di impatto ambientale. Se tutto andrà come spera la società, i lavori potrebbero partire prima di fine anno e dureranno circa due anni e mezzo. Si tratterà di 10 unità abitative, di tre e quattro piani, distinte da colori diversi e collegate a forma di corte con un ampio giardino condominiale di circa duemila metri quadrati all'interno della struttura. Tutto intorno al perimetro saranno realizzati parcheggi di superficie e piantumati degli alberi. L'intero fabbricato occuperà una superficie di 8mila metri quadrati per un volume di oltre 29mila metri cubi. Il progetto realizzato dagli studi tecnici Carlini e Monaco, e seguito per la parte relativa allo studio di impatto ambientale dalla ditta Zem di Padova, prevede l'utilizzo di nuova tecnologia in fatto di sostenibilità e risparmio energetico. Gli edifici saranno infatti dotati di pannelli fotovoltaici e di adeguato isolamento termico. Inoltre, come conferma l'assessore Di Dio, il Comune realizzerà in un altro lotto del Prusst il programmato impianto di cogenerazione che servirà di acqua calda tutte le attività e abitazioni dell'area. "In un primo tempo avevamo valutato la possibilità di non fare questo impianto", spiega Di Dio, "ma alla fine abbiamo deciso di portare avanti gli accordi presi dalla precedente amministrazione e realizzarlo servendo tutte le strutture che saranno costruite sul Prusst". Secondo lo studio di sostenibilità, nella nuova urbanizzazione si insedieranno circa 225 abitanti che, insieme agli attrattori commerciali, genereranno un flusso di circa 410 auto al giorno da e per il nuovo centro residenziale. "Per velocizzare la riqualificazione di Verona Sud", spiega Di Dio, "avevamo chiesto alla Provincia la possibilità che i vari lotti non fossero sottoposti a Via, ma dato il diniego siamo riusciti a ottenere che i singoli comparti urbanistici possano presentarla separatamente per poter partire con le opere". Soddisfatto, ma cauto, il titolare della società, Andrea Marani, presidente del collegio Costruttori: "Devo dare atto al Comune e alla Provincia di aver fatto il possibile per superare una burocrazia pazzesca. Resta il fatto che l'intero sistema è assurdo e se non cambierà, i costi continueranno ad aumentare".

Torna all'inizio


Diciannove bimbi senza asilo (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 05-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Empoli Diciannove bimbi senza asilo Disagi per le famiglie di Villa Campanile e Orentano SERVIZI Lettera di protesta al Provveditorato CASTELFRANCO. Ad un tiro di schioppo dall'inizio del nuovo anno scolastico, ben 19 bambini si ritrovano senza scuola materna. Sono i piccoli di Orentano e Villa Campanile, o meglio le loro famiglie, a scontrarsi con questa spiacevole realtà, la settimana scorsa. "Ho inviato ieri mattina una lettera di protesta al Provveditorato agli studi di Pisa che nel corso del tempo e delle ultime riunioni aveva garantito la classe. Tutto questo è scritto nei verbali delle conferenze interzonali che si sono succedute in questo periodo", spiega il sindaco Umberto Marvoglio. Il suo disappunto trapela da ogni singola parola che usa per commentare questo disagio last minute, che lo ha colto alla sprovvista. "Credo che per quest'anno non potremo fare niente per la scuola statale di via Ulivi", continua con rammarico. All'origine del dietro-front del Provveditorato c'è la mancata assegnazione di personale docente e non (insegnanti e bidelli), da parte del Ministero della Pubblica istruzione che non ritiene che 19 bambini in lista d'attesa siano un numero sufficiente per l'istituzione di una sezione. "Il Comune già a febbraio ha assicurato la disponibilità di locali, arredi, servizio mensa e trasporto scolastico. Noi eravamo pronti, ma a quanto pare inutilmente", prosegue l'assessore all'istruzione, Donatella Banchini. Tra tagli e burocrazia, chi adesso si trova in difficoltà sono i genitori di questi bambini tagliati fuori. "Sarà difficile che trovino una collocazione, anche se di solito qualche posto si libera nel corso dei mesi. Comunque abbiamo bimbi in attesa pure nel capoluogo", aggiunge il primo cittadino. Così, allo stato attuale delle cose, le famiglie rimaste fuori si trovano in notevole difficoltà per la sistemazione dei figli. Soprattutto da Villa Campanile arrivano sonore proteste di gente che lavora e non sa più come gestire tempi familiari e professionali. La giunta comunale, all'unanimità, ha espresso il proprio disappunto per la situazione creatasi e ha chiesto al Provveditorato agli studi di Pisa di trovare una soluzione idonea ed immediata, visto che nelle frazioni vi è un notevole sviluppo urbanistico ed è prevedibile un ulteriore aumento delle domande legate ai servizi di istruzione. F.S.

Torna all'inizio


Finestra sull'America (sezione: Burocrazia)

( da "Stampaweb, La" del 05-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Americani, combattete assieme a me". John McCain accetta la nomination repubblicana e lancia la sfida al democratico Barack Obama chiedendo agli elettori "repubblicani, democratici o indipendenti" di unirsi per "vincere assieme le sfide che abbiamo di fronte". I toni sono moderati, l'approccio è bipartisan e gli attacchi a Obama contenuti. McCain veste i panni del "comandante in capo" puntando a rassicurare gli americani, a presentarsi come l'uomo giusto per superare l'attuale fase di difficoltà. Soprattutto economica. Sono i temi della crisi che attanaglia la classe media a dominare il discorso pronunciato di fronte ai 4800 delegati. McCain parla a "chi ha perso la casa o il lavoro", guarda alle aree più depresse in Michigan e Pennsylvania - gli Stati vinti dai democratici nel 2004 che punta a conquistare per vincere nell'Election Day - e illustra un programma teso a rilanciare lo sviluppo: meno tasse, più libero commercio, più posti di lavoro, meno burocrazia nella sanità pubblica, meno sindacati nelle scuole e l'educazione "diritto umano del nuovo secolo". Il motore della crescita è nello sviluppo energetico per liberarsi dalla dipendenza dal greggio straniero: più trivellazioni di pozzi, più gas naturale estratto dal territorio nazionale e forti investimenti in ogni tipo di energia alternativa. "Così saranno creati più posti di lavoro per i vostri figli" promette l'ex prigioniero di guerra in Vietnam assicurando che crede nel principio di "ascoltare ogni buona idea" indipendentemente dal partito che la propone. Il pubblico dell'Xcel Energy Center risponde ritmando "Drill baby drill" e McCain va avanti spiegando l'origine del credo nell'America bipartisan, in un interesse nazionale al di sopra dei partiti. "Quando mi trovavo in una cella di Hanoi, dopo essere stato torturato ero impossibilitato a muovermi, riuscii a sopravvivere solo grazie a due miei compagni di cella, imparai allora che appartenevo non a me stesso ma alla nazione". Alle sue spalle il megaschermo proietta le immagini di una gigante bandiera americane, il pubblico grida "U.S.A.", "U.S.A." come se stesse incitando la nazionale di basket e McCain risponde promettendo che l'America "tornerà a guidare il mondo", a cominciare dalla battaglia per l'energia. Sulla politica estera il candidato repubblicano si sente più forte di Obama e non forza temi e toni, ma i messaggi sono espliciti: "Sull'Iraq ho avuto ragione indovinando la strategia del successo, realizzato dal coraggioso generale Petraeus, Al Qaeda ci minaccia, l'Iran insegue l'atomica" e ciò che più preoccupa è la "tentazione della Russia di ricostruire il proprio impero". Le citazioni sono per il presidente Bush, la Fist Lady Laura, la moglie Cindy e la madre Roberta mentre i presidenti a cui si richiama sono i grandi riformatori repubblicani: Lincoln, Teddy Roosevelt e Ronald Reagan. McCain è convinto di poterli emulare e sente di poter vincere. L'abbraccio finale sul palco è con Sarah Palin. "Non vedo l'ora di presentarla alla gente di Washington, sappiano che il cambiamento sta arrivando". commenti (0) scrivi.

Torna all'inizio


Veronesi: testamento biologico per dare dignità alla morte (sezione: Burocrazia)

( da "Unita, L'" del 05-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Luca Landò/ Milano Il Pd che si divide sul testamento biologico, il Vaticano che prende le distanze dall'Osservatore Romano sulla morte cerebrale, la Regione Lombardia che contesta la decisione dei giudici sul caso Englaro: benvenuti nel caos. O forse benvenuti in Italia. Perché negli stessi giorni in cui la Spagna, in Andalusia, si prepara a varare una legge per "il diritto a una morte dignitosa" (come fanno da tempo Francia, Inghilterra, Danimarca, Germania, Stati Uniti, Canada) da noi si litiga senza decidere nulla. Davvero in Italia è così difficile affrontare i temi che riguardano la vita e la morte? Davvero è così complesso discutere di leggi che, più di altre, toccano la coscienza di ogni singolo cittadino? Umberto Veronesi, ex ministro della Sanità, oncologo e oggi senatore del Pd, non ha dubbi: "E' quello che accade quando si mischiano i ruoli, quando si confonde il campo della bioetica con quello della scienza. Quando chi parla non sa e chi sa non può parlare. E questo avviene perché non esiste una legge che dica, chiaramente, quali sono le regole". Il caso dell'Osservatore Romano è esemplare: con un articolo pubblicato martedì scorso la storica Lucetta Scaraffia, vicepresidente dell'associazione Scienza e Vita e componente del Comitato Nazionale di Bioetica, sostiene che la dichiarazione di morte cerebrale non è più sufficiente per affermare che la vita è finita. Un'affermazione impegnativa, in aperto contrasto con i criteri alla base della medicina dei trapianti. "Il punto è che la bioetica dovrebbe disinteressarsi delle minuziose definizioni degli eventi che la scienza porta con sé. Definire quale sia il vero momento della morte è molto difficile. Un tempo si diceva che un cuore che batte era segno di vita. Da quarant'anni sappiamo che non è così. Se prendo un cuore umano e lo metto in coltura, cioè in condizioni adeguate, continua a battere anche al di fuori del paziente. Lo stesso per un rene: se lo collego a una macchina continua a filtrare sostanze tossiche e a produrre urina. Agli organi non interessa da dove arriva il sangue, se dalle vene del paziente o da una pompa artificiale: basta che continuino a ricevere ossigeno, acqua, sali minerali. Da un punto di vista biologico questi organi sono vivi, ma questo significa che la persona che li ha donati è ancora viva? Direi proprio di no. La morte della persona coincide con la morte di un organo preciso, il cervello. Quando non c'è più attività cerebrale, non c'è più nulla di quello che caratterizza la nostra vita umana: non c'è più pensiero, né memoria, né emozioni. Questo non l'ho stabilito io, ma il famoso Protocollo di Harvard". Una delle obiezioni a questa impostazione è che esistono casi di risveglio da situazioni di coma. "Anche qui regna la confusione. Il punto chiave è il concetto di irreversibilità. E questo spetta alla neurologia non alla bioetica. Sono i neurologi che devono dire se una persona in coma si trova in una situazione transitoria, dalla quale potrà riprendersi, oppure se ha imboccato una strada senza uscita. Esistono definizioni standard condivise da tutti i medici: un paziente può riprenderdsi bene da un coma se si risveglia nel giro di 15 giorni, il risveglio diventa invece raro quando passano da un mese ad un anno e quasi impossibile oltre un anno. Nel secondo caso si parla di stato vegetativo persistente, nel terzo di vegetativo permanente. Sono i neurologi, che in base alle loro conoscenze devono riconoscere le differenze tra il secondo e il terzo caso, capire cioè se siamo in una situazione permanente e irreversibile". Come il caso Englaro? "Certamente. Perché se è quasi impossibile il risveglio dopo uno o due anni, figuriamoci dopo 16 come la povera Eluana. Una vicenda drammatica che ha mostrato l'importanza di una legge che non c'è: un vuoto che tutti vedono e tutti denunciano ma che va colmato nel modo giusto. A fine luglio, prima che chiudessero le Camere, ho presentato un progetto di legge sul testamento biologico molto semplice ma molto chiaro in cui si permette a una persona, come diceva Luca Goldoni, di "decidere, quando c'è ancora la luce, di andare via quando la luce non ci sarà più". La mia proposta, che si aggiunge a quella già presentata da Ignazio Marino, va proprio in quel senso. E funziona così: una persona consegna un testamento a una persona di fiducia, un familiare o un amico intimo. Il quale è il tutore della volontà di quella persona: se a questa accade qualcosa, è il fiduciario che va dal medico a difendere, con la forza del documento firmato, le volontà del paziente che si trova in uno stato vegetativo permanente. Questa volontà riguarda anche l'interruzione dell'alimentazione e l'idratazione artificiale e prevede anche l'obiezione di coscienza da parte dei medici. I quali, tuttavia, sono tenuti a trasferire il caso a un collega". Con questo testamento il caso Englaro non sarebbe nato. "Sì, perché la mia proposta precisa che, se il paziente non vuole essere tenuto in stato di vegetazione permanente bisogna interrompere ogni intervento esterno, non solo le terapie, ma anche l'alimentazione e l'idratazione". Proprio quello che la Regione Lombardia ha detto di non voler fare. "E quello che avviene quando non c'è una legge: ciascuno fa come vuole. Con il paradosso che se i genitori di Eluana andassero in Germania o in Svizzera il problema non si porrebbe". Emigrare per morire... "È assurdo. Eppure dico che piuttosto che avere una cattiva legge, che impedisce di affrontare e risolvere i problemi, è meglio continuare come adesso. Piuttosto che avere una legge che ingabbia e imbriglia, come la legge 40 per la fecondazione assistita, è meglio lasciare le cose come stanno". Una delle critiche mosse dal mondo cattolico è che il testamento biologico potrebbe aprire le porte all'eutanasia. "Sono due argomenti totalmente differenti. Il testamento biologico riguarda una persona che non è in più grado di esprimere le sue volontà. L'eutanasia è l'opposto: riguarda il malato terminale che, in condizioni irreversibili di guarigione e destinato a morire in breve tempo, chiede di essere sollevato dalla sofferenza. È quello che avviene in Olanda dove è stata definita una legge che autorizza, in casi precisi di malattia terminale, di ricorrere all'eutanasia. Ogni anno in Olanda ci sono 10.000 malati terminali che chiedono di poter interrompere la propria vita. Di queste richieste ne vengono accolte 2-3000 l'anno: le altre vengono rifiutate perché non esistono le condizioni (il paziente non era terminale o la sua volontà era influenzata da uno stato depressivo) o perché nel frattempo il paziente è deceduto. Questo è quello che avviene in Olanda, dove il tema dell'eutanasia è stato accettato dall'opinione pubblica". Una volta lei disse che negli ospedali italiani l'eutanasia si fa ma non si dice. "Non lo dico io, lo dicono gli esperti di terapie palliative, sostenendo che c'è un tacito accordo per affrontare i casi più disperati di sofferenza. E di solito la soluzione è quella del "Paziente inglese", come in quel film dove un malato gravissimo, non potendo nemmeno più parlare, fa un cenno all'infermiera di aumentare la dose di morfina. E' quello che si chiama il "doppio effetto", cioè l'uso di farmaci analgesici a dosi sempre maggiori: il primo effetto è togliere il dolore, il secondo quello di accelerare la fine". In questo modo però il peso della scelta è tutto sulle spalle del medico. Non sarebbe meglio una legge come in Olanda? "Non lo so e a dirla tutta non mi interessa. Un po' perché l'Italia non è preparata a un passo del genere. E un po' perché mi trovo d'accordo con Montanelli che si diceva a favore dell'eutanasia ma non ne voleva parlare perché "questa burocrazia della morte mi dà un po' fastidio". Diciamo che non sono favorevole all'eutanasia, ma sono favorevole a discuterne. La morte è un evento altrettanto importante e necessario della nascita. Anzi, è un dovere. L'organismo nasce e deve morire per far spazio alle nuove generazioni. Dobbiamo affrontarla con serenità, la morte. Io dico sempre che vorrei godermi la mia morte perché è un atto di cui sono consapevole e che accetto: ho tanti figli, ho tanti nipoti e capisco che devo mettermi da parte e lasciare spazio agli altri. Questa è la consapevolezza che permette di discuterne liberamente. Se invece la morte viene vista come la massima punizione, come "il peggiore di tutti i mali", allora si finisce per rimuovere il problema senza mai affrontarlo. Ma si commette un errore: perché in questo modo si perde un aspetto importante della propria esistenza. E si rischia, come diceva Evtuschenco, di "morire prima di morire"".

Torna all'inizio


Soldati fabici arruolati dai Tar (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 05-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cronaca Italiana Pagina 110 Difesa. Saltano le discriminazioni nei confronti dei giovani sardi create da una serie di decreti beffa Soldati fabici arruolati dai Tar Difesa.. Saltano le discriminazioni nei confronti dei giovani sardi create da una serie di decreti beffa Finalmente in divisa dopo le sentenze dei giudici --> Finalmente in divisa dopo le sentenze dei giudici Arruolati (ma solo per un anno) nell'Esercito, in seguito a sentenze dei Tar, tre giovani che erano stati giudicati non idonei perché fabici. di LUCIO SALIS Respinti dall'Esercito, arruolati dai Tar. È accaduto a tre giovani fabici, costretti a rivolgersi ai giudici per vedere riconosciuto il loro diritto a indossare la divisa. Il favismo, hanno stabilito i magistrati (dei Tar Sardegna e Lazio), non può essere considerato una causa valida di esclusione dal servizio militare. Così i tre vedranno coronato il loro sogno di mettere le stellette. Ma solo per un anno. La decisione dei magistrati amministrativi rappresenta un passo avanti in una vicenda che vede contrapposti, da anni, tanti ragazzi e le gerarchie militari. A infrangere la barriera che impediva ai fabici di essere arruolati è stato C. S. un giovane del centro Sardegna (del quale non facciamo il nome per tutelarne la privacy) che nel gennaio scorso aveva chiesto di essere inserito nella categoria VFP1 (Volontario in ferma prefissata di un anno) unica possibilità concessa dalle norme a chi è portatore di favismo. Ma il 31 gennaio scorso, dopo una visita di selezione, è stato giudicato non idoneo proprio a causa di quella anomalia, che autorevoli specialisti della materia giudicano irrilevante. Ma C. S. non si è dato per vinto. E, tramite l'avvocato Elisabetta Mura, ha presentato ricorso al Tar Sardegna, chiedendo la sospensione e l'annullamento del verdetto che lo aveva escluso dall'Esercito. Nell'accordargli la sospensiva, i giudici hanno accertato che competente a decidere nel merito della questione era il Tar del Lazio. Il 4 luglio, i giudici romani hanno accolto in pieno il ricorso e condannato il ministero della Difesa al pagamento delle spese di giudizio. In particolare, hanno considerato illegittimo il provvedimento col quale l'Esercito aveva giudicato C. S non idoneo all'arruolamento, emanato senza tenere conto delle norme che regolano la materia. Vittoria in piena regola. Nel frattempo, in seguito alla sospensiva concessa dal Tar Sardegna, mercoledì scorso l'Esercito ha sottoposto C. S. a un'altra visita medica. E stavolta con esito positivo: arruolato. Un successo condiviso con altri due giovani sardi, (rappresentati dall'avvocato Giuseppe Andreozzi), anche loro ammessi (per un solo anno) al servizio militare in seguito all'intervento dei giudici amministrativi. Grande soddisfazione, ma ancora parziale, perché il ministero della Difesa non riconosce il diritto alle stellette dei fabici che vorrebbero raffermarsi per quattro anni o in Servizio permanente. Questi arruolamenti rappresentano comunque un primo, significativo, passo avanti nella guerra fra il ministero della Difesa e i tanti giovani sardi che vorrebbero fare carriera nell'Esercito, (riuniti nel sito www.favismo.altervista.org) ma vengono esclusi perché fabici. Per i medici con le stellette, infatti, i portatori dell'enzima G6PD (glucosio-6-phosphato deidrogenasi) non sono idonei a svolgere attività militare. Questo perché, se mangiano fave o prendono certi farmaci, ben individuati, sono soggetti a crisi emolitiche che richiedono immediate trasfusioni di sangue. Di parere opposto, ovviamente, le aspiranti reclute. Dopo una numerosissima serie di cause giudiziarie, finalmente, nel marzo 2007, il ministero decise di risolvere il problema nominando una commissione di esperti, soprattutto medici, di altissimo livello. I quali conclusero che il favismo, entro certi parametri, "non deve essere considerato un fattore di discriminazione nella valutazione medico legale dell'idoneità al servizio militare". Il problema sembrava risolto, invece la burocrazia ministeriale sintetizzò il parere scientifico in un decreto-beffa, del 20 settembre 2007 che, di fatto, tagliava fuori i sardi dall'arruolamento. Proteste, interrogazioni dei senatori Massino Fantola e Mariano Delogu, presentazione di un disegno di legge sottoscritto da tutti i parlamentari sardi (primo firmatario Emanuele Sanna) per abolire l'odiosa discriminazione. Finché, il 26 ottobre 2007, il sottosegretario alla Difesa Emidio Casula non presentò una direttiva che sembrava rimettere le cose a posto (mai comparsa, però, nella Gazzetta ufficiale). Era l'ennesima presa in giro. Perché l'11 gennaio 2008 è stata emanata una nuova direttiva che limita a un solo anno l'arruolamento dei fabici. Doppia beffa: perché i giovani che si sono presentati alle successive selezioni sono stati giudicati non idonei. Ma i giudici dei Tar hanno rimesso le cose a posto.

Torna all'inizio


Nizzi: via i lacci che hanno affossato l'Isola (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 05-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cronaca Regionale Pagina 106 il deputato Pdl Nizzi: via i lacci che hanno affossato l'Isola Il deputato Pdl --> Meno trenta giorni al referendum del 5 ottobre. Per la Gallura roccaforte del centrodestra, spazzare via la legge 8 sulle coste vale quanto un assaggio di campagna elettorale, proprio in vista delle Regionali 2009. Settimo Nizzi, deputato del Pdl, per dieci anni sindaco di Olbia (mandato chiuso nel 2007), scalda i motori. Contro i supervincoli di Soru si oppose da primo cittadino e adesso da parlamentare, nella doppia veste di possibile candidato-governatore. Deputato Nizzi, un mese vi separa dal referendum. La Gallura è pronta alla sfida? "L'intera Sardegna si mobiliterà. In quattro anni di governo, Soru e il centrosinistra hanno solo tutelato gli interessi di pochi, quasi sempre amici, accontentati anche attraverso il Piano paesaggistico. Lacci e laccioli che hanno affossato l'economia, lo sviluppo e decine di imprese". Come si tutelano gli interessi dei sardi? "Con una politica di centrodestra: regole uguali per tutti, senza particolarismi. Oggi, ogni delibera passa nelle mani del governatore, è un'assurdità. Bisogna tornare sul binario del decentramento amministrativo. Gli stessi poteri di pianificazione sono prerogativa degli enti locali, non di un uomo solo al comando che ignora la riforma del titolo V della Costituzione". Ma il presidente Soru guida una coalizione. "No, la verità è un'altra: Soru ha spaccato la coalizione e il suo stesso partito per comandare meglio, in perfetta solitudine". Il centrodestra invece è unito? "Di certo non ci divideremo per le poltrone, tantomeno sul programma. Il nostro candidato avrà maturità ed esperienza politica, e una profonda conoscenza dei territori. Sono valori irrinunciabili in un momento così drammatico per la nostra Isola". Lei figura nella rosa dei possibili candidati al governo della Sardegna. Con quali obiettivi? "Io sono a disposizione del partito insieme a molti altri amici. Dobbiamo restituire ai sardi speranza nelle proprie capacità professionali e fiducia nelle istituzioni. La disoccupazione continua a galoppare, le famiglie sono sempre più povere, come è risultato dall'indagine de Il Sole 24ore. Questa è la Regione di Soru. Noi dobbiamo ridare gambe all'economia e finalmente il lavoro ai sardi, con regole certe, meno burocrazia e meno centralismo". Il federalismo sarà un vantaggio per l'Isola? "Indubbiamente. Il modello che vogliamo non solo dovrà rispettare la nostra specialità statutaria, ma anche riconoscere l'insularità. Il gap andrà compensato con interventi perequativi che saranno parte integrante del federalismo". La vertenza-entrate troverà spazio nella trattativa col governo nazionale? "E' un'altra priorità. Soru e il centrosinistra hanno portato a casa solo un piatto di lenticchie, peraltro riscaldato. Accollare sulla Regione le spese altissime di sanità e trasporti, è stato un errore macroscopico, da dilettanti della politica. Infatti è stata tagliata la Formazione professionale, la continuità delle merci abbandonata, il salvataggio dell'industria resta un'incompiuta, i costi dell'energia sono sempre altissimi. L'unico intervento sul turismo è stato l'applicazione delle tasse sul lusso, peraltro bocciate dalla Consulta. Non credo che nessun'altra Giunta sarda abbia mai collezionato tanti ricorsi, come ha fatto il centrosinistra, perdendoli praticamente tutti". La crisi al Comune di Olbia è archiviata. Com'è riuscito a mettere d'accordo tutti? "La politica è fatta anche di dialettica. Il confronto, per quanto aspro, non mina mai l'unità, se esiste un progetto comune. E noi l'abbiamo, Olbia è una delle città sarde più importanti. L'ormai ex coordinatore provinciale Fedele Sanciu ha gettato un po' troppa benzina sul fuoco delle polemiche, forse per inesperienza. Ora è tutto superato e bisogna andare avanti". ALESSANDRA CARTA.

Torna all'inizio


Il sindaco Pozzoli: <Candidarmi ancora? Forse, potrei pensarci> (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Sondrio)" del 05-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

CRONACA VALTELLINA pag. 4 Il sindaco Pozzoli: "Candidarmi ancora? Forse, potrei pensarci" di DANILO ROCCA ? CHIAVENNA ? "MI RICANDIDO? NI...". La politica ritorna al lavoro con settembre, mentre il mondo amministrativo valchiavennasco si prepara ad una lunga stagione preelettorale, con 12 dei 13 comuni del territorio chiamati quest'anno alle consultazioni e al confronto sui temi civici. Una verifica importante per tanti consigli comunali allineati in prossimità delle urne, con Chiavenna che inizia a sollecitare i suoi dirigenti domandando chi guiderà le vare coalizioni. Il sindaco Giampaolo Pozzoli, che guida la città con la Lista civica Rinnovamento Chiavenna non ha ancora sciolto le riserve riguardo alla propria ricandidatura. "In realtà ci sto pensando - afferma - i mesi che ci separano dalla consultazione elettorale sono tanti, ed è presto per dire se sarò ancora io a guidare la nostra lista". Qualche prima valutazione dell'attuale esperienza amministrativa... "Decisamente buona, impegnativa, siamo un bel gruppo, si entra nei problemi, si è qui, a fare quello che bisogna, al servizio della città, muovendosi sia chiaro, all'interno degli spazi possibili, quelli che esistono all'interno della legge. Per realizzare le opere, e affrontare ogni priorità si utilizzano gli spazi normativi, che come sappiamo ci precedono, e nel contempo, si cerca, di dare un impulso al rinnovamento, che per quanto mi riguarda deve sopratutto esprimersi in un cambiamento complessivo di mentalità, di ordine. In questo senso mi sento di dire che la città è cresciuta". La burocrazia sovracomunale, nazionale ci sembra di potere dire. resta un osso duro, non è vero? "Sì: per fortuna la gente ha pazienza, e capisce. Io ho una visione positiva di Chiavenna - prosegue Pozzoli -. I cittadini ragionano, sanno come e cosa è stato fatto, e del perché qualcosa non è stato fatto, spiegarsi nei rispettivi ruoli è fondamentale, se la gente non è informata diventa impaziente". La città in questi mesi estivi è un grande cantiere, c'è una grande operatività. "Le ristrutturazioni, i parcheggi, il campo sportivo, via Quadrio, i grandi e piccoli project financing, gli accordi pubblico privato: anche in questo caso bisogna chiedere alla gente di essere paziente, per avere un sostanziale rinnovamento della città. E al di la di qualche polemica inutile, in amministrazione c'è continuità, gli stacchi di visione sono artificiosi, in molti casi si lavora passandosi il testimone, da una amministrazione all'altra, e anche quelle poche petizioni che vengono avanzate, sono normalmente su cose più che condivisibili: Chiavenna in fondo è una città aggregata".

Torna all'inizio


L'ex Tilane rinasce dopo 20 anni (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Brianza)" del 05-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

LISSONE DESIO pag. 6 L'ex Tilane rinasce dopo 20 anni Sull'area bonificata 170 appartamenti, un super e un parco DESIO di ALESSANDRO CRISAFULLI ? DESIO ? LUNEDÌ SARÀ POSTA la prima "pietra" per la riqualificazione dell'area ex Tilane: un avvenimento che a Desio attendono da oltre 20 anni. Proprio ieri, la Coop Lombardia ha ritirato il permesso per costruire e ha consegnato al Comune 1 milione e 303 mila euro, come oneri di urbanizzazione più contributo per la convenzione stipulata. Per "festeggiare", finalmente, l'avvio del cantiere, dopo mille peripezie e problemi (su tutti, quello della bonifica dell'area), sul posto si sono radunati il sindaco Giampiero Mariani, alcuni assessori, il direttore sviluppo della Coop Daniele Ferrè e il rappresentante della Immobiliare Dolomiti Giuseppe Pippo. Mentre i tecnici effettuavano gli ultimi rilievi prima del via dei lavori nel quadrilatero racchiuso fra le via Milano, Borghetto, Verdi e Matteotti. "Dopo tanti problemi che ci hanno fatto accumulare ritardi - ha detto Mariani - dettati soprattutto dalla burocrazia, si può finalmente iniziare a restituire alla città questa area così centrale e importante, dove avremo l'opportunità di godere di un vasto polmone verde". Sono previsti infatti 22 mila metri di verde attrezzato, sui 52 mila complessivi, con un cannocchiale verde da via Tripoli a via Milano movimentato da giochi, panchine, un chiosco. Ma il clou dell'intervento prevede palazzine (si parla di 150/170 appartamenti, in parte di edilizia convenzionata quindi a prezzi più accessibili, il tutto suddiviso in quattro cortili) e un supermercato da 2.500 metri di vendita, "che contiamo di inaugurare per il Natale del 2009", è stato annunciato. Circa 3.700 metri dell'area saranno destinati per l'allargamento delle strade perimetrali dell'insediamento in maniera che, insieme alle due nuove rotatorie previste, non vada ad imbottigliarsi un traffico che nella zona è già consistente. Ci sarà inoltre un parcheggio interrato da 200 posti. Da anni, ormai, si parla di "inizio dei lavori". LE OPERAZIONI DI BONIFICA dell'area, infatti, cominciate nel 2005, erano andate avanti a singhiozzo: già a cavallo con il 2006 c'era stato uno stop di oltre tre mesi, per un problema relativo a una grande vasca dove all'epoca venivano lavati i filati prodotti nella fabbrica. Era il luglio del 2003 quando il consiglio comunale approvava il piano di riqualificazione dell'area ferma da oltre 20 anni. Adesso, finalmente, tutti gli ostacoli dovrebbero essere superati: verrà così portata a nuova vita l'ultima area ex industriale rimasta ferma nella zona centrale della città.

Torna all'inizio


Una Giunta virtuale (sezione: Burocrazia)

( da "Tempo, Il" del 05-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stampa Una Giunta "virtuale" Franca Roma CECCANO Politica cittadina senza mordente, con una giunta "virtuale" ma costosa, dove le funzioni degli assessori sono sempre più spesso "delegate" ai funzionari comunali e i lavori della civica assise arrancano. Il consigliere di "Per la Gente", Angelino Stella, non usa mezzi termini nell'interrogazione presentata a sindaco, assessori, consiglieri e capi settore: un documento ufficiale di cui chiederà la discussione al prossimo consiglio e da cui viene fuori un esecutivo "ostaggio" della burocrazia. "Gli assessori ci costano decine di migliaia di euro l'anno - ha dichiarato Stella - Sfogliando il fascicolo dei lavori della Giunta dell'anno corrente, si ha la prova evidente di come la politica abbia da tempo delegato le proprie funzioni a favore dei potenti funzionari comunali. L'organismo politico si riunisce sempre più raramente per deliberare essenzialmente patrocini per feste, festicciole e sagre a favore del consigliere di turno, che costano una cifra altissima alla comunità o per ratificare progetti redatti dai funzionari che decidono su tutto con centinaia di determine e anche con disposizioni e circolari di competenza del Consiglio e della Giunta. Praticamente, il bilancio comunale viene deciso al 90% dalla burocrazia del palazzo senza che il Consiglio venga preventivamente messo al corrente su aspetti legati all'urbanistica, alla viabilità o a problematiche di enorme portata sociale". Stella parla di assessori che verrebbero scelti "secondo logiche spartitorie partitiche", privi di un ruolo veramente incisivo, e di burocrati "Così potenti - ha aggiunto - da emettere perfino una disposizione urbanistica, nel 2004, che di fatto ha cambiato un articolo del Piano regolatore comunale, che ha prodotto cemento in più a iosa, senza che il consiglio comunale ne sapesse nulla". Secondo il consigliere, agli assessori toccherebbe un lavoro minimo, ma ben remunerato, con indennità che nel complesso andrebbero a pesare non poco sulla comunità. "Un'enormità rispetto al lavoro svolto - ha commentato - cifre assolutamente sproporzionate rispetto all'impegno effettivo degli amministratori, che dovrebbero essere razionalizzate per porre bando agli sprechi". "Questa - ha aggiunto - è la sconfitta della politica che, di fatto, ha rinunciato a svolgere il proprio ruolo guida, ma non allo stipendio mensile. E il risultato è sotto gli occhi di tutti".

Torna all'inizio


Per le Pmi meno intralci dalla burocrazia locale (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 05-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Centro-Nord sezione: CENTRO NORD ECO.IMP MARCHE data: 2008-09-03 - pag: 6 autore: INTERVISTA Mario Mancini Presidente Piccola industria "Per le Pmi meno intralci dalla burocrazia locale" ANCONA Più sensibilità, da parte delle amministrazioni pubbliche e delle banche, alle esigenze delle piccole e medie imprese. Il che non significa richiesta di maggiori risorse ma di minori prelievi e meno ostacoli all'attività e agli investimenti aziendali. Non sono istanze nuove quelle che il neoeletto presidente del Comitato Piccola industria Marche, Mario Mancini, solleva in occasione dell'incontro che domani, 4 settembre, si terrà ad Ancona con il suo omologo in Confindustria nazionale, Giuseppe Morandini, ma sono portate avanti con rinnovata determinazione. La determinazione di un imprenditore, classe 1958, che si è fatto da sé, fondando vent'anni fa ad Amandola (Ap) la Mancini Spa - tecnologie per l'industria alimentare, una succursale a Modena, due società estere in Romania e Colombia, nove milioni di giro d'affari consolidato e circa 50 addetti- e che oggi mira a dare voce e visibilità alle oltre 2.500 piccole industrie che rappresenta in regione, per aiutarle nel cammino di innovazione e internazionalizzazione. Quali le priorità politicostrategiche del suo mandato? Intendo innanzitutto proseguire, nel corso del prossimo biennio, l'attività svolta dal mio predecessore Luigi Amedeo Antinori creando opportunità e occasioni di sviluppo e visibilità per le imprese, a partire dal progetto "Piccola Impresa delle Marche: impariamo a conoscer-la!" che presenterò nel corso della prossima riunione del nostro Comitato Marche a fine settembre e che mira a creare spazi di incontro tra sistema produttivo locale e mondo scolastico e universitario. Quali le istanze su cui finora la piccola industria ha trovato meno aperture? Non parlerei di minori aperture ma auspico una maggiore sensibilità e attenzione nei confronti del sistema produttivo regionale. Che ha bisogno, ad esempio, di trovare nelle banche partner solidi per portare avanti investimenti nei mercati esteri e in tecnologie e nelle istituzioni scolastiche e universitarie un'offerta di giovani leve rispondente alle reali esigenze dell'impresa locale. La politica regionale su che fronte è carente? Senza dubbio, le imprese delle Marche sono fortemente penalizzate da un inadeguato livello di infrastrutture e servizi logistici. Andrebbero potenziate le reti di trasporto viarie, ferroviarie ed aeree, quelle energetiche e telematiche, soprattutto nelle aree interne della regione, indispensabili anche per l'attrazione degli investimenti. Una adeguata politica energetica significa disponibilità per le imprese di energia a costi sostenibili. Il livello di pressione fiscale sul sistema produttivo, inoltre, continua a incidere in modo rilevante sulla competitività e concorrenzialità delle nostre imprese già alle prese con rincari esponenziali di carburanti e materie prime. Auspico dunque riduzioni dei vari tributi (Irap in particolare) per permettere alle imprese di dirottare risorse per innovazione, R&S, ed internazionalizzazione. Sono ancora poche le realtà che si sono affacciate sui mercati esteri. Perché? I piccoli, per affrontare i mercati esteri, dovrebbero aggregarsi tra loro o costituire delle alleanze all'interno di una stessa filiera ma temo che lo spiccato individualismo dell'imprenditore marchigiano possa rendere questo salto culturale più complesso. Poi c'è un problema di risorse finanziarie e umane necessarie per affrontare le piazze straniere. Le numerose missioni all'estero che la Regione sta portando avanti non sono utili? Lo sono sicuramente per svolgere attività di apripista e per dare visibilità al sistema regionale. Ma l'imprenditore ha bisogno anche di attività di tipo diverso, ancora più concrete e tangibili. Sono ipotizzabili azioni sinergiche o alleanze con Confapi e associazioni artigiane? Auspico la collaborazione di tutte le associazioni di categoria regionali per fare squadra affinché siano valorizzate le istanze delle piccole e medie imprese. L'ipotesi di un'unione trasversale come è avvenuto in Emilia-Romagna non è per ora, qui nelle Marche, all'ordine del giorno. I. Ve. "Servono politiche infrastrutturali, tagli fiscali e sinergie con scuole e atenei" In carica. Mario Mancini, guida da luglio la Piccola industria Marche.

Torna all'inizio


I Confidi giocano la carta hi-tech (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 05-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sud sezione: ECONOMIA SICILIA data: 2008-09-03 - pag: 5 autore: Credito alle imprese. Vicina al traguardo la piattaforma telematica per depositare le istanze alla Regione I Confidi giocano la carta hi-tech Gli operatori: "Autunno con troppi adempimenti, rischio collasso" Orazio Vecchio PALERMO Il sistema dei Consorzi di garanzia fidi della Sicilia si avvia sulla strada della modernizzazione con una piattaforma telematica su cui dai prossimi mesi, saranno gestite le istanze alla Regione (circa 30 mila l'anno solo per i contributi di abbattimento degli interessi). Ma i Confidi giudicano l'innovazione solo come il primo passo di un necessario snellimento burocratico. E temono che non funzioni. La piattaforma velocizzerà le procedure di richiesta dei contributi ed è stata annunciata dall'assessore regionale al Bilancio, Michele Cimino ai rappresentanti di Assoconfidi Sicilia. Il sistema utilizzerà autocertificazione e firma digitale, in modo da velocizzare sia i recapiti sia i controlli. "Oggi la maggior parte del tempo per liquidare le pratiche si spende perché le stesse sono incomplete e quindi dobbiamo chiederne l'integrazione e dare nuove scadenze. La piattaforma impone, invece, che i campi siano tutti indicati. Oltretutto, si risparmieranno tonnellate di carta", spiega il direttore del dipartimento Finanze e credito della Regione, Benedetto Mineo. Si prevede che la piattaforma sia testata a ottobre, per essere messa a punto entro dicembre ed essere utilizzabile per l'erogazione dei fondi 2008, che avverrà nel 2009. I Confidi accolgono positivamente l'innovazione. Ma temono, innanzitutto, i nuovi oneri dovuti all'attività di raccolta e caricamento dati, prevista nella prima fase di sperimentazione: sono informazioni quali, tra gli altri, numero dei dipendenti, fatturato, Documento unico di regolarità contributiva, che oltretutto richiedono aggiornamenti periodici. Per questo Assoconfidi, considerando che alcuni consorzi hanno migliaia di soci, ha chiesto di fissare al 30 novembre la scadenza dei bandi per il contributo abbattimento interessi alle imprese per i prestiti erogati nel 2007. Oltretutto, osservano i Confidi, nello stesso periodo si concentra una serie di adempimenti per i nuovi meccanismi previsti dalla Finanziaria e dai criteri contabili di Basilea 2, che si aggiunge a quelli chiesti dalla piattaforma telematica. Dice Mario Filippello, presidente di Assoconfidi Sicilia: "Il sistema dei Confidi siciliano, che è nato da poco e cammina ancora in modo stentato, potrebbe non sopportare questo stress. Si dovrà ricorrere a personale specializzato, trovando le necessarie risorse. Il pericolo è che i costi crescano a dismisura e, poiché non c'è alcun aiuto pubblico all'attività ordinaria dei Confidi, siano poi ribaltati sulle imprese. A scapito della competitività del sistema e delle imprese. Gli oneri degli adempimenti contestuali potranno incidere anche fino all'1-1,5% del costo del denaro: i Confidi più grandi, come quelli del Nord, possono affrontare una tale situazione con difficoltà sì, ma con risorse ingenti date anche dagli enti pubblici; i nostri Confidi sono gracili dal punto di vista patrimoniale". Bartolo Mililli, presidente di Confeserfidi, il maggiore della Sicilia con i suoi 102 milioni di euro e quasi 6mila soci nel 2007, sostiene che per sostenere il sistema dei Confidi e snellire la burocrazia serve anche altro: "La piattaforma telematica è un primo passo, perché riduce i tempi ed elimina la carta, ma non elimina la lunga trafila per l'azienda. è necessario anticipare i tempi dell'intervento rispetto al finanziamento erogato, in modo che l'agevolazione nasca contestualmente al finanziamento, non a distanza di due o anche quattro anni dall'erogazione, quando si deve nuovamente tirar fuori la pratica e lavorare per ogni singola annualità". Anche la disomogeneità tra i maggiori Confidi convenzionati, di cui solo cinque coprono l'80% dei contributi richiesti,non facilita il lavoro dell'assessorato: se Assoconfidi è nata anche allo scopo di dare alla Regione un interlocutore istituzionale unico, osserva Mililli, è opportuno che anche l'assessorato da parte sua stimoli i Confidi a rendere più veloci e puntuali gli adempimenti dei rispettivi oneri. Presidente. Mario Filippello, di Assoconfidi Sicilia STUDIO CAMERA.

Torna all'inizio


Non si incrina l'asse di ferro tra il Cavaliere e il Senatur (sezione: Burocrazia)

( da "Arena.it, L'" del 05-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'EDITORIALE Non si incrina l'asse di ferro tra il Cavaliere e il Senatur   Federico Guiglia   Lo spiraglio s'è chiuso ancor prima d'essere aperto. Se Fini aveva condiviso, sia pur "a certe condizioni", l'idea di Veltroni di far votare le persone immigrate in Italia, Berlusconi ha liquidato la questione come un "parere personale" del presidente della Camera. D'altronde, non è neppure contemplato nel programma del governo, ha ricordato il premier, in perfetta sintonia col "mai, grazie" della Lega. Accordo col Carroccio anche sulla tolleranza zero nei confronti dei teppisti da stadio, e tanto basta per sottolineare due cose: che l'intesa Berlusconi-Bossi è a prova del fuoco, oltre che di Fini. E che per il Cavaliere non esiste né in teoria né in pratica la prospettiva di un dialogo con l'opposizione se il dialogo, in qualche modo, può rischiare di scontentare un alleato della maggioranza. A futura memoria, dunque, quando proprio il dialogo sarà sollecitato sui temi federali sia fiscali che costituzionali, e dove potrebbe essere la Lega a tendere una mano agli avversari... Ma ciò lascia presagire che pure sul problema della giustizia varrà lo stesso principio, stavolta a beneficio di Berlusconi: l'intesa nel centro-destra è da considerare blindata, niente "inciuci" parziali con l'altra parte. O tutti o nessuno, sembra il messaggio del no berlusconiano al voto per gli stranieri. Un voto, peraltro, su cui regna l'equivoco. I diritti elettorali sono fissati dalla Costituzione, e sono previsti solo per i cittadini italiani. Se si vuole ragionevolmente integrare quanti, tanti, vivono da anni in Italia, pagano le tasse e si comportano in modo esemplare, cioè la grande maggioranza degli immigrati, la strada non può essere quella del consenso etnico, ossia del peruviano, del tunisino o del filippino che votano alle municipali, magari per "loro" liste. Sarebbe la strada dell'isolamento. Invece realismo ed equità dovrebbero suggerire di abbreviare i tempi di acquisizione della cittadinanza italiana, rendendola nel contempo più severa nei requisiti. Non è pensabile che i richiedenti stranieri debbano aspettare prima dieci anni di residenza e poi gli anni sommati dalla burocrazia per ottenere ciò che gli spetta per legge. E che il tutto avvenga, alla fine, con cerimonie quasi anonime.2  .

Torna all'inizio


VERONA SUD. Dopo anni di progetti e polemiche politiche, sta per concretizzarsi uno dei piani di trasformazione della grande area dismessa di fronte alla Fiera (sezione: Burocrazia)

( da "Arena.it, L'" del 05-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Prusst, primo intervento da 80 appartamenti È uno dei lotti residenziali assegnati ai privati, la ditta Marani realizzerà 10 edifici a risparmio energetico     Giorgia Cozzolino Eppur si muove. Si potrebbe dire così dell'area del Prusst (Piano di riqualificazione urbana e di sviluppo sostenibile) che si trova davanti alla fiera, sulla quale da anni la politica cittadina discute. Sulla vasta superficie, la stessa che comprendeva anche il polo finanziario e dove sorgevano i Magazzini generali e il Mercato ortofrutticolo, sono previste anche alcune porzioni di edilizia residenziale, commerciale e direzionale. E in una di queste, e più precisamente il lotto dove sorgeva la baita degli alpini di Borgo Roma in viale dell'Industria (che sta per essere trasferita all'interno del parco Umago), dove sorgeranno presto 80 appartamenti, servizi commerciali, piccoli negozi e uffici. La Marani Costruzioni ha infatti presentato ieri all'assessore ai Lavori pubblici del Comune, Vittorio Di Dio, il progetto che dovrà superare l'esame della commissione provinciale per la Via, ovvero la valutazione di impatto ambientale. Se tutto andrà come spera la società, i lavori potrebbero partire prima di fine anno e dureranno circa due anni e mezzo. Si tratterà di 10 unità abitative, di tre e quattro piani, distinte da colori diversi e collegate a forma di corte con un ampio giardino condominiale di circa duemila metri quadrati all'interno della struttura. Tutto intorno al perimetro saranno realizzati parcheggi di superficie e piantumati degli alberi. L'intero fabbricato occuperà una superficie di 8mila metri quadrati per un volume di oltre 29mila metri cubi. Il progetto realizzato dagli studi tecnici Carlini e Monaco, e seguito per la parte relativa allo studio di impatto ambientale dalla ditta Zem di Padova, prevede l'utilizzo di nuova tecnologia in fatto di sostenibilità e risparmio energetico. Gli edifici saranno infatti dotati di pannelli fotovoltaici e di adeguato isolamento termico. Inoltre, come conferma l'assessore Di Dio, il Comune realizzerà in un altro lotto del Prusst il programmato impianto di cogenerazione che servirà di acqua calda tutte le attività e abitazioni dell'area. "In un primo tempo avevamo valutato la possibilità di non fare questo impianto", spiega Di Dio, "ma alla fine abbiamo deciso di portare avanti gli accordi presi dalla precedente amministrazione e realizzarlo servendo tutte le strutture che saranno costruite sul Prusst". Secondo lo studio di sostenibilità, nella nuova urbanizzazione si insedieranno circa 225 abitanti che, insieme agli attrattori commerciali, genereranno un flusso di circa 410 auto al giorno da e per il nuovo centro residenziale. "Per velocizzare la riqualificazione di Verona Sud", spiega Di Dio, "avevamo chiesto alla Provincia la possibilità che i vari lotti non fossero sottoposti a Via, ma dato il diniego siamo riusciti a ottenere che i singoli comparti urbanistici possano presentarla separatamente per poter partire con le opere". Soddisfatto, ma cauto, il titolare della società, Andrea Marani, presidente del collegio Costruttori: "Devo dare atto al Comune e alla Provincia di aver fatto il possibile per superare una burocrazia pazzesca. Resta il fatto che l'intero sistema è assurdo e se non cambierà, i costi continueranno ad aumentare".

Torna all'inizio


È uno dei lotti residenziali assegnati ai privati, la ditta Marani realizzerà 10 edifici a risparmio energetico (sezione: Burocrazia)

( da "Arena.it, L'" del 05-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

VERONA SUD. Dopo anni di progetti e polemiche politiche, sta per concretizzarsi uno dei piani di trasformazione della grande area dismessa di fronte alla Fiera Prusst, primo intervento da 80 appartamenti È uno dei lotti residenziali assegnati ai privati, la ditta Marani realizzerà 10 edifici a risparmio energetico     Giorgia Cozzolino Eppur si muove. Si potrebbe dire così dell'area del Prusst (Piano di riqualificazione urbana e di sviluppo sostenibile) che si trova davanti alla fiera, sulla quale da anni la politica cittadina discute. Sulla vasta superficie, la stessa che comprendeva anche il polo finanziario e dove sorgevano i Magazzini generali e il Mercato ortofrutticolo, sono previste anche alcune porzioni di edilizia residenziale, commerciale e direzionale. E in una di queste, e più precisamente il lotto dove sorgeva la baita degli alpini di Borgo Roma in viale dell'Industria (che sta per essere trasferita all'interno del parco Umago), dove sorgeranno presto 80 appartamenti, servizi commerciali, piccoli negozi e uffici. La Marani Costruzioni ha infatti presentato ieri all'assessore ai Lavori pubblici del Comune, Vittorio Di Dio, il progetto che dovrà superare l'esame della commissione provinciale per la Via, ovvero la valutazione di impatto ambientale. Se tutto andrà come spera la società, i lavori potrebbero partire prima di fine anno e dureranno circa due anni e mezzo. Si tratterà di 10 unità abitative, di tre e quattro piani, distinte da colori diversi e collegate a forma di corte con un ampio giardino condominiale di circa duemila metri quadrati all'interno della struttura. Tutto intorno al perimetro saranno realizzati parcheggi di superficie e piantumati degli alberi. L'intero fabbricato occuperà una superficie di 8mila metri quadrati per un volume di oltre 29mila metri cubi. Il progetto realizzato dagli studi tecnici Carlini e Monaco, e seguito per la parte relativa allo studio di impatto ambientale dalla ditta Zem di Padova, prevede l'utilizzo di nuova tecnologia in fatto di sostenibilità e risparmio energetico. Gli edifici saranno infatti dotati di pannelli fotovoltaici e di adeguato isolamento termico. Inoltre, come conferma l'assessore Di Dio, il Comune realizzerà in un altro lotto del Prusst il programmato impianto di cogenerazione che servirà di acqua calda tutte le attività e abitazioni dell'area. "In un primo tempo avevamo valutato la possibilità di non fare questo impianto", spiega Di Dio, "ma alla fine abbiamo deciso di portare avanti gli accordi presi dalla precedente amministrazione e realizzarlo servendo tutte le strutture che saranno costruite sul Prusst". Secondo lo studio di sostenibilità, nella nuova urbanizzazione si insedieranno circa 225 abitanti che, insieme agli attrattori commerciali, genereranno un flusso di circa 410 auto al giorno da e per il nuovo centro residenziale. "Per velocizzare la riqualificazione di Verona Sud", spiega Di Dio, "avevamo chiesto alla Provincia la possibilità che i vari lotti non fossero sottoposti a Via, ma dato il diniego siamo riusciti a ottenere che i singoli comparti urbanistici possano presentarla separatamente per poter partire con le opere". Soddisfatto, ma cauto, il titolare della società, Andrea Marani, presidente del collegio Costruttori: "Devo dare atto al Comune e alla Provincia di aver fatto il possibile per superare una burocrazia pazzesca. Resta il fatto che l'intero sistema è assurdo e se non cambierà, i costi continueranno ad aumentare".

Torna all'inizio


Grimod chiama i privati: "Investite" (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 05-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'APPELLO. IL BILANCIO COMUNALE A RISCHIO TAGLI Grimod chiama i privati: "Investite" [FIRMA]ENRICO MARTINET AOSTA "Speriamo". Già, adesso in Comune si vive di speranza. O, quasi. Perché il bilancio è legato alle decisioni romane, perché bisogna fare a meno dell'Ici e non c'è nulla da fare, perché la parola d'ordine è "sviluppo turistico", ma subito dopo, anzi, prima, viene "risparmio". E così la speranza di Bruno Giordano, neo assessore alle Attività produttive, è condivisa dal sindaco Guido Grimod che deve far quadrare il bilancio con Mauro Baccega, assessore alle Finanze. Ma come si fa a risparmiare e a dare sviluppo? "Coinvolgendo i privati", dicono sindaco e assessore Giordano. Non solo, Grimod dice: "Ed è ora che i cittadini comprendano che la vita loro e della città non segue più la sirena della Cogne. L'unica nostra possibilità è il turismo, quindi bisogna avere tolleranza e avere la cultura dell'accoglienza. E' un primo passo necessario". Poi ci vogliono idee, iniziative e soldi. E non soffocare il privato, che si vuole coinvolgere, con la burocrazia. "Già - dice il sindaco -, ma questo lo stiamo facendo". Di idee Giordano ne ha tirate fuori parecchie, ma di soldi il suo assessorato non ne ha più. A ottobre ci sarà l'equilibrio di bilancio, che significa rimescolare ciò che rimane e distribuirlo dove più ce n'è bisogno. Il bilancio del 2009 è un punto interrogativo perché mancherà (così potrebbe accadere) quel 50 per cento dell'Ici garantito dallo Stato per quest'anno. Sono 900 mila euro, tanti quanti i soldi di Turismo e Commercio. "Già - dice il sindaco -, e i costi aumenteranno, sia per il personale, l'effetto del contratto unico, sia di energia, gasolio, metano e elettricità. Non si potranno aumentare imposte e tasse e neppure incassare l'addizionale Irpef del 3 per mille. Stop". Rispetto ai 53 milioni delle spese correnti del bilancio, Turismo e Commercio hanno a disposizione l'1,8 per cento. Poco. "No, tanto - risponde il sindaco -. E' già una fortuna. Ci sono Comuni che proprio non hanno nulla. In Valle siamo ancora fortunati. Nelle altre regioni non c'è più un Comune che possa permettersi di finanziare manifestazioni senza il concorso (la metà) del privato". Così il Comune scenderà per le strade e busserà alle porte dei commercianti. "Se si vuol far qualcosa, alternative non ne vedo - dice Grimod -. Un esempio per tutti, le luminarie di Natale, che costano circa 150 mila euro. I privati devono investire. Io vedo una città che ha una risorsa su tutte, quella del turismo e un futuro fatto di giovani universitari. Quindi bisogna avere idee e tutti mettere denaro in questa direzione. Noi cerchiamo la politica di coinvolgimento dei privati, ma finora la collaborazione è davvero poca". Giordano concorda: "Bisogna creare sponsorizzazione e lavorare tutti insieme. Abbiamo il grande vantaggio di essere una piccola realtà, sfruttiamola".

Torna all'inizio


L'INTERVISTA (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)" del 05-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'intervista "La riunione tra assessori comunali e regionali? Rischia di essere solo l'ennesima resa dei conti nel Pd". Carlo Boffa, presidente facente funzioni di Confindustria Campania subentrato alla dimissionaria Cristiana Coppola, non usa mezzi termini: "Sono d'accordo con Lettieri, i nostri politici devono mettere in campo una vera svolta. Altrimenti meglio andare subito alle urne, è inutile continuare così". Imprenditori, sindacalisti, intellettuali hanno invocato discontinuità... "Hanno ragione, credo che la classe dirigente debba fare un esame di coscienza. Basta con la politica all'acqua di rose. Napoli sta morendo, ma non si riesce a reagire". Qual è la sua ricetta? "Dichiariamo guerra alla burocrazia che crea mille problemi e scoraggia gli investitori. Non è più possibile tollerare una classe di funzionari che naviga a vista, senza obiettivi né stimoli. Occorre, dunque, una riforma in grado di trasformare radicalmente metodi e procedure". E poi? "Dobbiamo essere in grado di portare a termine le opere pubbliche, non solo di annunciarle". Come? "Serve uno sforzo collettivo, uno scatto d'orgoglio da parte di tutti. È l'unico modo per risollevarci". Secondo lei il vertice tra le giunte comunale e regionale va in questa direzione? "Me lo auguro, ma non credo proprio". È scettico? "Temo che la riunione si trasformi nel solito regolamento di conti politico sulle posizioni di potere di cui francamente non c'è alcun bisogno. Spero, comunque, di essere smentito". La Iervolino e Bassolino, invece, parlano di un'occasione importante. "Potrebbe essere così se davvero ci si confrontasse sui problemi della città, ormai rassegnata e totalmente sfiduciata, per individuare proposte e soluzioni. Che posso dire? Incrociamo le dita". Intanto i grandi progetti sono al palo. "Perché qui i tempi biblici rappresentano la normalità. Si pensi allo stallo in cui si trovano gli interventi di riqualificazione di Bagnoli e Napoli Est. Non è menefreghismo, ormai Napoli è ripiegata su se stessa e può risollevarsi esclusivamente dando vita ad un circolo virtuoso". Una via d'uscita? "Quando le opere vengono proposte ed attuate dagli imprenditori diventano realtà in tempi ragionevoli. Bene, allora il pubblico faccia come i privati. Altrimenti non si va da nessuna parte". Il dibattito del Mattino ha registrato numerose richieste di voto anticipato al Comune. Lei che ne pensa? "Io sono per il dialogo costruttivo, le polemiche non portano a nulla. E allora dico: mettiamoci attorno ad un tavolo e discutiamo". Buoni propositi? "No, riproviamoci, tentiamo l'ultima carta. Se andrà male, però, non ci sarà altro da fare che andare alle urne". Per la Regione, invece, scadenza naturale? "Vedremo. Almeno a Palazzo Santa Lucia qualcosa si muove, in particolare sul fronte delle attività produttive, anche se è sempre troppo poco". ger.aus.

Torna all'inizio


Polveriera distrutta da ladri e vandali (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 05-09-2008)
Pubblicato anche in: (Unione Sarda, L' (Nazionale))

Argomenti: Burocrazia

Provincia di Cagliari Pagina 1022 Selargius. Degrado tra i capannoni militari ridotti a ruderi dai continui furti di mattoni Polveriera distrutta da ladri e vandali Selargius.. Degrado tra i capannoni militari ridotti a ruderi dai continui furti di mattoni Il sindaco lancia l'allarme: "Bisogna avviare il recupero" --> Il sindaco lancia l'allarme: "Bisogna avviare il recupero" C'è un piano con l'Università per realizzare un campus delle scienze. Ma ancora manca il visto del Genio civile. Edifici pericolanti, recinzioni sfondate dalle ruspe dei ladri di reperti. Storia, a Cuccuru Angius, ce n'era abbastanza per trasformare l'ex polveriera in un museo militare a cielo aperto. Ce n'era. Ora c'è soltanto lo scheletro di quel che l'antico deposito doveva essere stato tra la fine dell'Ottocento e il penultimo decennio del secolo scorso: poco più di venti casupole spogliate di tutto, circondate dai resti di un impianto antincendio di almeno cent'anni fa e da canali che, a quei tempi, favorivano il deflusso delle acque piovane in caso di alluvioni, proteggendo tutto il villaggio da danni più o meno seri. Al sindaco di Selargius, Gianfranco Cappai, non resta che lanciare un appello: "Se non si interviene subito, il rischio è che delle tegole, delle travi di ginepro e dei mattoni antichi resti soltanto qualche foto ingiallita". COME È OGGI All'orizzonte c'è un mega progetto di recupero: 11 i milioni e mezzo da spendere, di cui 6 del Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) e il resto regionali e comunali. Importanti partner privati per realizzare il campus della scienza e della tecnica che, probabilmente, sarà qualcosa di più del classico polo di ricerca: "Diventerà un centro sperimentale altamente tecnologico", dice Fabrizio Canetto, assessore ai Lavori pubblici. "L'energia che alimenterà tutti gli impianti sarà ottenuta dal fotovoltaico e ci sarà un sistema per il riciclaggio delle acque attraverso la fitodepurazione. Sono previsti anche spazi per lo spettacolo, con un anfiteatro, e per attività come asili nido: insomma, sarà una città sperimentale per il lavoro". Manca ancora l'autorizzazione del Genio civile per iniziare il recupero, ma la novità è che la progettazione è stata affidata con gara internazionale allo studio Amati di Roma e a uno staff di professionisti sardi ("La parcella?", informa il sindaco: "Settecentomila euro circa") e che presto il Comune appalterà gli interventi per la messa in sicurezza, con la realizzazione di parcheggi e recinzioni più robuste di quelle con il filo spinato arrugginito, sfondato dalle ruspe nei ripetuti raid vandalici. All'ingresso di un capannone, che si regge in piedi non si sa come, senza tetto e con le pareti squarciate in più punti, campeggia una scritta: "Agriturismo is caddozzusu". Basta da sola a descrivere un ambiente degradato, dove anche gli infissi ottocenteschi sono finiti in chissà quale villa della costa. Resistono solo i cavi parafulmine: evidentemente non sono riciclabili. IL COMPLESSO C'erano i depositi militari, nell'ex polveriera. Armi e munizioni stavano sotto terra, in un agglomerato di bunker che presto si provvederà a bonificare ("Vogliamo la sicurezza che non sia rimasta dentro qualche mina", aggiunge Canetto), ma anche un archivio aggiornato con i quotidiani di inizio Novecento e gli atti dell'Esercito regio. Un tesoro di cui non si conosce la sorte. Nei sentieri che si diramano tra gli eucalipti e che ancora oggi fanno ombra a ciò che resta dei capannoni, c'era un'attività florida. Il deposito ha funzionato a pieno regime fino agli anni Novanta. Non è stato abbandonato in tronco. Non da un giorno all'altro. Ma la burocrazia ha fatto trascorrere anni, ormai decenni, prima del trasferimento delle competenze ai Comuni di Selargius e, in minima parte, Monserrato. E ora? Dei maxi progetti restano carte e cartelle con l'elenco degli interventi da compiere. Ma, di realizzato, ancora non c'è nulla. I PROGETTI Ci sono i soldi, 11 milioni e mezzo, e adesioni prestigiose come quella dell'Università per dare corpo al campus della scienza, con planetarium e museo dell'astronomia. Nel campus si insedieranno la sede scientifica dell'istituto nazionale di Astrofisica, capofila del Progetto Miur Protostar per la produzione di specchi sottili e di collettori solari. La ricerca scientifica vera e propria, finanziata da partner privati (come Enel e Galileo Avionica) avverrà in un'area della zona industriale. Saranno studiati i prototipi per l'applicazione delle tecnologie sviluppate in astrofisica a specchi sottili di grandi dimensioni in grado di sfruttare al massimo le fonti di energia. RICERCA E RELAX Ma l'ex polveriera sarà soprattutto un polo di interesse culturale aperto a tutti. Immersa nel verde, ai vecchi edifici si aggiungeranno quelli che ospiteranno il planetarium e il museo astronomico. L'area sarà servita da un bus navetta per il centro della città e per la Cittadella universitaria. Sarà. Per ora, gli unici mezzi che riescono a entrare sono le ruspe dei ladri di mattoni. LORENZO PIRAS.

Torna all'inizio


Così parlò McCain (sezione: Burocrazia)

( da "Vita non profit online" del 05-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Reading time: 3 minutes --> di Riccardo Bianchi - pubblicato il 05 Settembre 2008 alle 15:25 Chiusa la convention: il programma elettorale repubblicano in sintesi Incitamenti da stadio, slogan pro-America, molti ringraziamenti a Dio e il ricordo, un po' melenso, della sua prigionia in guerra. Col suo discorso McCain doveva eccitare la platea della convention repubblicana più di quanto fosse riuscita a fare il giorno prima la sua vice, Sarah Palin. Difficile dire che ce l'abbia fatta. D'altronde il candidato non si trova a suo agio con lo stile del “politicamente scorretto”, che tanto piace ai neo-repubblicani. Ma, nonostante gli attacchi all'avversario Obama fossero quasi tutti indirizzati al programma e poco alla sua figura, si può dar atto a McCain di avercela messa tutta e di aver riscosso un discreto successo tra i suoi sostenitori. Ovviamente il nome di George W. Bush, il tabù di questa convention, non è uscito. McCain ha sorvolato con una frase: "Sono grato al presidente degli Stati Uniti per averci guidato in questi giorni bui che hanno seguito il peggior attacco della storia americana". Poi un toccante saluto alla famiglia, uno dei valori più volte citati nel discorso, e uno alla Palin, che ha descritto come una madre che conosce le difficoltà delle donne comuni, mandando in delirio la folla. Poi ecco ciò che tutti aspettavano. Un "vinceremo queste elezioni" seguito da un elenco delle cose fatte nella sua carriera a Washington: lotta ai lobbisti, lotta agli sprechi e agli spreconi, lotta agli affaristi e ai burocrati. E, per far capire la sua vicinanza alla gente, due esempi reali. McCain cita prima una tipica famiglia della Pennsylvania, col marito scaricatore e allenatore di una squadra giovanile e con un figlio affetto da autismo, poi una del New Hampshire, il cui capofamiglia è morto in Iraq. Insomma, onore al sociale e onore ai militari. Ma il candidato repubblicano prende anche le distanze dalla casta politica. "Combatto per restaurare l'orgoglio e i principi del nostro partito" afferma "siamo stati eletti per cambiare Washington, e abbiamo lasciato che Washington cambiasse noi". Colpiti e affondati in tanti, da Obama, già accusato dalla Palin di aver approfittato della sua elezione per fare carriera e avere successo, all'attuale governo, per cui gli americani, oggi, non vanno proprio matti. Infine il programma elettorale: - Energia: stop al petrolio straniero, più pozzi sul suolo americano e più centrali nucleari. - Tasse: aprire il mercato, tagliare le tasse per rilanciare le piccole imprese e aumentare i posti di lavoro, spendere i fondi governativi con disciplina. - Valori: rafforzare quelli di famiglia e comunità, oltre che creatività e iniziativa. - Sanità: nuovo piano sanità, ma no al sistema pubblico "burocratizzato" proposto da Obama, dove "un burocrate sta tra voi e il vostro dottore". - Infanzia: raddoppio dell'esenzione per i figli, da 3.500 dollari a 7mila. - Lavoro e infortuni: preparare i lavoratori a un mercato globale. Aiuti economici a chi ha subito infortuni e un aiuto alla formazione per ritrovare un'occupazione. - Educazione: migliorare la burocrazia scolastica, aumentare la possibilità per le famiglie di scegliere la scuola privata. - Esteri: Stop ai 700 miliardi di dollari distribuiti ogni anno "ai paesi che ci disprezzano" (non si capisce se come cooperazione internazionale o come aiuti di stato). Guerra ad Al-Qaida, contrastare il rafforzamento nucleare dell'Iran, accusata di essere lo sponsor principale del terrorismo, migliori relazioni diplomatiche con la Russia, ma mano pesante in caso di aggressioni, come in Georgia. - Esercito: Massimo rispetto per i militari e rafforzamento delle forze armate, assicurare la pace ma evitando i conflitti. McCain, in un passaggio, afferma: "Io odio la guerra. è terribile oltre ogni immaginazione". - Governo: lavorare alla base dei problemi. Il repubblicano fa alcuni esempi: "passare dall'idea di rispondere ai disastri a quella di migliorare le reti di trasporto, dall'idea di proteggere la nostra sicurezza a quella di competere in un'economia globale, dall'idea di preparare i nostri lavoratori a quella di educare i nostri figli".

Torna all'inizio


Burocrazia, triumvirato della svolta (sezione: Burocrazia)

( da "Italia Oggi" del 06-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Agricoltura Sicilia Numero 212, pag. 29 del 6/9/2008 Autore: di Gaetano Mineo* Visualizza la pagina in PDF       L'opinione Burocrazia, triumvirato della svolta "La moria di api è poca cosa rispetto agli ostacoli della burocrazia". è il grido di un apicoltore. Un malcontento che spinge sempre più a dare maggiore efficienza all'amministrazione pubblica. A sentire la politica si ha l'impressione che si voglia andare in questa direzione. E non sono soltanto gli annunci del ministro Brunetta a dare conforto. Anche in Sicilia, in merito è sceso in campo il presidente della Regione Lombardo. E a dire il vero, lo stesso titolare dell'agricoltura isolana, La Via, aveva intrapreso questo percorso già nel precedente governo. Insomma, sembrano esserci le giuste condizioni per dare una svolta alla macchina burocratica. E non c'è più tempo da perdere. Il rischio è quello di vedere scomparire, per sempre, il grido dell'apicoltore e lo stesso settore produttivo. * direttore responsabile Terrà - assessorato agricoltura e foreste - Regione siciliana.

Torna all'inizio


Brevi, schede e richiami 5 (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 06-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Ogni legal thriller di successo racconta come la legge, con i suoi codici, riti e regole, non riesca quasi mai a far trionfare la vera giustizia. Che invece si realizza grazie all'umanità, all'inventiva e al coraggio del protagonista, avvocato, poliziotto o giudice che sia. E, da solo/a contro tutti, il nostro eroe riesce alla fine ad avere sempre la meglio sull'avidità, sulla burocrazia, sul conformismo o sulla corruzione degli altri. Una ricetta che si ripete, con qualche variante, non solo nei romanzi, ma anche nelle tante fiction seriali che si moltiplicano sull'argomento; un modello che si applica ad ogni trama e a una miriade sconfinata di personaggi, che non delude mai e che tiene incollati alla pagina o al video eserciti di instancabili lettori o spettatori. Lisa Scottoline, del legal thriller , è regina; i suoi libri sono tradotti in più di venti paesi nel mondo e si sono sempre trasformati in altrettanti best seller. Come Condotta indecente , l'ultimo suo romanzo, apparso negli Stati Uniti con il titolo di Dirty blonde . Cate Fante, giudice federale, è una giovane donna bella, bionda ed elegante che di giorno svolge il suo prestigioso incarico con intelligenza e con coraggio. Di notte, invece, le capita di abbordare sconosciuti in qualche bar di periferia. La sua "doppia vita" è il suo segreto ma, quando un caso che lei presiede nel suo tribunale e che coinvolge un facoltoso produttore di una famosa serie televisiva sugli avvocati, finisce con due omicidi, i riflettori si accendono sulle sue trasgressioni sessuali notturne. Ed è scandalo: Cate viene allontanata dal tribunale, ma non cede e continua a cercare di far coincidere legge e giustizia. Lisa Scottoline di serialità televisiva se ne intende, la insegna alla Law school dell'Università della Pennsylvania; per Condotta indecente il successo è garantito.

Torna all'inizio


Il nodo della vigilanza notturna esaminato col questore maiorano (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 06-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pordenone Il nodo della vigilanza notturna esaminato col questore Maiorano LA VISITA MANIAGO. Visita non soltanto conoscitiva quella avvenuta ieri a Maniago da parte del nuovo questore di Pordenone, Antonio Maiorano. A fare gli onori di casa il sindaco, Alessio Belgrado, assieme alla giunta e al presidente del consiglio. "Premettendo che la nostra è ancora un'isola felice - ha esordito il sindaco -, il principale nodo sul tappeto è quello legato alla vigilanza notturna non soltanto del territorio di Maniago, ma anche degli altri comuni convenzionati per il servizio di polizia municipale. Il tallone d'Achille è rappresentato dal pattugliamento notturno, in quanto il comando della compagnia carabinieri è a Sacile e le auto in servizio sono centellinate e sparse su un territorio molto vasto". Da parte sua, il questore ha assicurato che le istanze del mandamento non resteranno inascoltate "perché è fondamentale che il clima sereno che si respira da queste parti non vada perduto". Nell'ambito della sicurezza, Maniago si sta muovendo su più fronti: ha indetto un concorso per l'assunzione di un nuovo agente, ha dato avvio alla procedura di mobilità per poter disporre, in via esclusiva, di un comandante dei vigili, ora a scavalco con Aviano, ha chiesto un contributo regionale per aumentare l'illuminazione dell'area sportiva e la videosorveglianza, in particolare nell'area del duomo. Si è anche parlato della situazione in cui si trovano i produttori locali di coltelli, costretti a una lunga burocrazia da quando è stato approvato il nuovo testo in materia di pubblica sicurezza, chiedendo una semplificazione degli adempimenti. (l.v.).

Torna all'inizio


La rimozione delle morti bianche - nino blando (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 06-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina VIII - Palermo LA RIMOZIONE DELLE MORTI BIANCHE NINO BLANDO A veva proprio ragione il vecchio Mao, quando affermava - certo pro domo sua - che in realtà ci sono morti che pesano come un macigno e ad altri invece che pesano quanto una piuma. Le cosiddette morti bianche, il rosario quotidiano di chi sul lavoro, per i motivi più vari legati comunque alla carente sicurezza, ci lascia la pelle, nel nostro Paese rischiano infatti sempre più di diventare anche una pagina bianca. Negletta dal sistema dei media - a meno che non si tratti di strage numericamente consistente - trascurata dall'opinione pubblica e persino dal sindacato la cui vocazione originaria, nel cosiddetto Stato del benessere, ha subito una definitiva torsione corporativa e co-gestionale dell'economia e della burocrazia, obliando radicalmente le ragioni specifiche per cui a suo tempo esso era nato. La vicenda dei due operai delle ferrovie morti giorni fa a Motta Sant'Anastsia, dopo essere stati travolti da un treno regionale, e subito archiviata, sotto questo profilo costituisce dunque un'ulteriore conferma di come il mondo del lavoro manuale sia effettivamente percepito dalla coscienza pubblica del nostro tempo e di quale peso marginale ricopra nell'immaginario dei cittadini del terzo millennio. Naturalmente i casi di incidenti mortali sul lavoro che siamo costretti a registrare quasi quotidianamente, si spiegano quasi sempre con standard di sicurezza non sempre consoni alla pericolosità della mansione svolta e che per un motivo o per un altro causano tecnicamente il verificarsi quasi mai fatale del disastro. E tuttavia c'è una ragione ulteriore, di tipo stavolta squisitamente culturale, se gli incidenti di questo tipo appassionano meno l'opinione pubblica di quelli per esempio che si verificano lungo le nostre strade. La nostra è una società virtuale. Smaterializzata. Apparecchiata. Anonima. Si dice anche che siamo una società di servizi. Ma dei processi che stanno dietro la destinazione finale e la fruizione del servizio, noi non solo non conosciamo ma, soprattutto, non vediamo niente. L'homo faber non è morto. Così come è una favola sociologica che la classe operai non esista più. Esiste, ma è diventata anonima e dunque è come se non esistesse. Il mondo è racchiuso in un chip. Ma se ogni giorno si sveglia e continua a girare si deve anche all'uso della mano. A cominciare dalle prime luci dell'alba, quando gli spazzini rimuovono l'immondizia nelle nostre città. Ma forse dovevo dire gli operatori ecologici. Abbiamo talmente rimosso il mondo del lavoro, del sudore, della fatica fisica che ci vergogniamo persino di nominarlo con le vecchie parole. Attenzione. Non sto tessendo l'elogio pasoliniano delle lucciole. Sto solo dicendo che la nostra freddezza, la nostra distanza, la nostra dimenticanza della fatica fisica del lavoro, non dipende essenzialmente dal fatto che questa sia finita. Ma semmai dal fatto che essa si è progressivamente nascosta al nostro sguardo. E del resto, fate caso a tutto quell'universo manipolativo e civile ormai scomparso e che ha privato le nostre città di relazioni, incontri, scambi un tempo fondamentali. Il ciabattino, l'arrotino, il fabbro, il falegname? Ecco, in questo universo freddo dove la disseminazione molecolare del lavoro si restringe definitivamente in luoghi deputati al suo svolgimento nascosto e anonimo, come vogliamo che scatti la compassione per qualcosa che, quando si verificano gli incidenti, ci stupiamo addirittura che continui a esistere accanto a noi. La verità è allora che il nostro sistema di vita, dipanandosi invisibilmente sospeso a dieci metri da terra - tanto che quando in esso si verifica un infarto non sappiamo dove mettere le mani - ha ormai del tutto dimenticato le basi materiali che nonostante tutto lo rendono possibile. Il lavoro manuale perciò non è morto affatto. Semplicemente, come il caldo canicolare o l'inflazione, è diversamente percepito o addirittura non viene percepito affatto. E lo stesso, purtroppo, capita con le morti bianche tanto frequenti quanto immediatamente rimosse. Chissà perché.

Torna all'inizio


Questo Stato mi ha abbandonato: aveva ragione Welby, meglio morire (sezione: Burocrazia)

( da "Unita, L'" del 06-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Questo Stato mi ha abbandonato: aveva ragione Welby, meglio morire" di Tullia Fabiani / Roma/ Segue dalla prima E ha deciso di scriverlo il 5 settembre, in una lettera pubblica indirizzata al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Con una richiesta specifica: quella di essere "assistito adeguatamente". Perché questo è il punto per il disabile catanese di 43 anni, affetto da "sindrome assimilabile alla Locked-in" dopo un incidente stradale avvenuto nel 2003. La questione, al di là dei dibattiti sulla "buona morte" è quella di una "decorosa vita". E della mancanza di politiche, interventi, provvedimenti che allevino almeno un po' lo sforzo a chi vuole provare a vivere. "Da svariati anni - scrive Crisafulli a Berlusconi, definendolo la sua 'ultima spiaggia', - non esiste una intensa e continuativa assistenza, e non vengono applicati gli aspetti sociali. Esiste invece la burocrazia, il menefreghismo, l'abbandono e l'indifferenza totale da tutte le istituzioni competenti: nessuno sa niente, nessuno agisce, nessuno si muove". L'uomo, che ora comunica con il computer grazie a un sofisticato software muovendo lo sguardo, la testa e in particolare gli occhi, afferma di essere "stanchissimo di lottare". E reclama ascolto. Azioni concrete. Facile dibattere, infatti, dichiararsi tutori, paladini della "vita", cavalieri della bioetica. Ma poi lasciar scivolare provvedimenti. Tralasciare fatti, dimenticare persone. Mentre Crisafulli ricorda, ripercorre le fasi recenti più significative della sua battaglia: ad esempio durante il dibattito e la richiesta di eutanasia avanzata da Piergiorgio Welby, l'uomo malato di distrofia muscolare, a cui alla fine, secondo la sua volontà, venne staccato il respiratore sotto sedazione dal dottor Mario Riccio. Ricorda Crisafulli e riflette : "Fui costretto a scrivere una lettera indirizzata allo stesso Welby, supplicandolo di lottare per la vita. Gli dissi: "Ti supplico non chiedere la morte, ma combatti insieme a me per la vita". Ottenni una risposta veramente straziante". Quella di Welby infatti fu una replica senza appello; intrisa di sofferenza, secca di fiducia. "Uno Stato che non ha pietà di me, che non sa ascoltare la mia voce, sarà meno capace di ascoltare la tua. - gli rispose Welby - Uno Stato che saprà rispettare le scelte di fine vita, sarà più capace di rispettare le tante straordinarie vite che siamo". Parole aspre, eppure "oggi da me condivise" scrive Crisafulli. Perché non sono bastate le proteste contro "l'eutanasia passiva dello Stato italiano", né lo sciopero della fame e il rifiuto delle cure, per mancanza di assistenza e di applicazione di varie leggi sui disabili gravissimi. "Protesta sospesa dopo aver ricevuto una lunghissima e toccante lettera dall'ex Ministro della Salute, Livia Turco", nota l'uomo. Ma non è servita neanche una lettera del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano: in quel caso veniva sollecitato "un confronto sensibile e un chiarimento responsabile sulla mancata attuazione di varie leggi che garantiscono il diritto alla salute sancito dalla Costituzione". E si ribadiva la necessità di avere maggiore cura e assistenza, richiamando in particolare anche il diritto al voto dei disabili intrasportabili. "Cosa assolutamente infattibile in Sicilia -, scrive Crisafulli - dove da svariati anni non esiste assistenza, non vengono applicati gli aspetti sociali, e ci sono varie leggi come la 328 e la 162 non recepite dalla Regione". Carichi di omissioni e distrazioni che finiscono per spegnere una già debole voce. "Quando, si arriva alla disperazione come, attualmente, nel mio caso, si spegne quella fiamma della speranza, che, non trovando concrete risposte assistenziali, sfocia in una domanda di eutanasia e di fine vita". Una domanda in fondo raccolta in poche parole, che sintetizzano tutto: poche lettere asciutte che raccontano di una vita estrema: "Io non ce la faccio più". E uno sguardo a dire a chi gli sta accanto: "Mi dispiace, davvero".

Torna all'inizio


Vi racconto la mia sofferenza (sezione: Burocrazia)

( da "Unita, L'" del 06-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Vi racconto la mia sofferenza" Salvatore Crisafulli Carissimo Presidente Berlusconi, scrivo a lei che considero "la mia ultima spiaggia". Sono un uomo che vive da paralizzato, la mia patologia viene definita Sindrome Assimilabile alla Locked-in ovvero "uomo incatenato" o meglio ancora "uomo imprigionato", imprigionato nel mio stesso corpo. Mi sento murato vivo, vivendo in un abisso. Potrà capire le mie angoscianti e terrificanti pene: questa patologia comporta la totale paralisi del mio corpo. (...) Sono stanchissimo di lottare e optare ancora per la vita.(...) Non può il diritto di morire diventare la nuova frontiera dei diritti umani. Se lo Stato riuscisse a garantire pienamente la tutela della vita, in ogni fase della malattia e della disabilità ed anche nella fase insostenibile, credo non esisterebbe alcun fenomeno di eutanasia. Certo, poi, quando, si arriva alla disperazione (come, attualmente, nel mio caso), si spegne quella fiamma della speranza, che, non trovando concrete risposte assistenziali, sfocia in una domanda di eutanasia e di fine vita. Di solare evidenzia sembra che lo Stato Italiano (in particolar modo la sinistra) sia orientato al riconoscimento del diritto di morire, evidentemente non conviene spendere soldi per chi vive da paralizzato, in particolar modo nella propria casa. Presidente, le ripeto che la dolce morte trova spazio dove c'è disperazione, dove c'è un grande senso di abbandono e di sofferenza. Dove, invece, c'è volontà di vivere le cose stanno in modo inverso. Nessuno se non come me, potrà mai capire. Da svariati anni non esiste una intensa e continuativa assistenza, non esiste e non vengono applicati gli aspetti sociali, esistono varie leggi come la 328 e la 162 non recepita dalla Regione Sicilia. Esiste invece la burocrazia, il menefreghismo, l'abbandono e l'indifferenza totale da tutte le istituzioni competenti, nessuno sa niente, nessuno agisce, nessuno si muove. Esiste un grandissimo divario tra Nord e Sud del Paese! In Lombardia e in Veneto ci sono persone nelle nostre stesse condizioni a cui non manca (quasi) niente, in Sicilia manca tutto. (...) Ad oggi non chiedo l'eutanasia, chiedo di vivere dignitosamente ma se le mie richieste non verranno soddisfatte, con strazio e sofferenza chiederò pubblicamente di porre fine alla mia esistenza incaricando una persona a me tanto cara, di soddisfare le mie richieste, di essere trasportato in un altro luogo, lontano dalla Sicilia, (stabilendo tempi e modalità) e, ove necessita, effettuare una registrazione video. (...) Mi dispiace per tutte quelle persone che credevano in me e nella mia lotta per la vita. Mi dispiace per tutte quelle persone che in questi lunghi anni di sofferenza mi hanno veramente sostenuto, inviandomi anche numerose lettere. Mi dispiace per tutti i fratelli ed i loro familiari che vivono nelle mie stesse condizioni (anche peggio), a loro chiedo scusa e perdono. Perdonatemi tutti, ma io non riesco a sopportare questa lunga ed atroce sofferenza di Stato. (...).

Torna all'inizio


Così il timido parroco di provincia votato agli studi diventa massimo teologo Custode della fede ma anche innovatore (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 06-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Speciale Pagina 11003 Così il timido parroco di provincia votato agli studi diventa massimo teologo Custode della fede ma anche innovatore --> Benedetto XVI arriva in Sardegna nel nome di Maria. Sul colle di Bonaria dopo Paolo VI e Giovanni Paolo II tra i sardi che rinnovano la loro devozione alla Madonna, pellegrino in una terra che molto ha dato e poco ha avuto. E che nella Vergine restituita dal mare ha sempre riposto le sue speranze. L'infaticabile "custode" della fede giungerà dal cielo, quasi la metafora di questo incontro a lungo atteso, forse sognato, per lanciare un nuovo messaggio di pace e di fratellanza nel mondo. Il viaggio in Sardegna di Joseph Ratzinger, breve ma intenso e carico di significati, sembra voler sottolineare - andando ben oltre la solennità del Centenario - l'importanza che la Chiesa attribuisce al culto mariano e alle sue radici. Giovane studente di filosofia e teologia a Monaco e Frisinga fu spettatore attento del dibattito apertosi sul dogma dell'Assunzione in cielo della Madonna. Non tutti, soprattutto i docenti, erano d'accordo ma alla fine il dogma venne proclamato ufficialmente da Pio XII. "Vuol dire che la Chiesa è più saggia di noi" commentò il futuro pontefice lasciando così chiaramente intendere non solo la sua convinzione personale ("Si può essere critici e credenti") ma anche l'indirizzo sulle sue ricerche dottrinali e liturgiche future. E infatti, una volta ordinato sacerdote e inviato in una parrocchia di Monaco di Baviera come semplice coadiutore, non tardò ad accentuare la forza delle sue idee - frutto di una educazione familiare tradizionale ma soprattutto cristiana - spesso in contrasto con quelle correnti anche tra gli alti prelati bavaresi. Metteva per iscritto le sue osservazioni e quasi sempre suscitavano discussioni se non proprio polemiche. La strada di Joseph Ratzinger, timido sacerdote di provincia votato agli studi teologici, sembra davvero tracciata da una mano invisibile. Il giorno dell'ordinazione a sacerdote (29 giugno 1951) un'allodola cinguettò festosa sull'altare maggiore; dopo la pubblicazione di una tesi su "I nuovi pagani e la Chiesa" venne sottratto alla vita parrocchiale e chiamato a insegnare teologia. Nel vecchio seminario di Frisinga entrò un'aria nuova (e il giovane professore accusato di modernismo), tanto nuova che alla fine tutti iniziarono a prenderne atto pur nella diffidenza e tra tante perplessità. Professore ordinario di dogmatica a Ratisbona, il nome di Joseph Ratzinger varcò ben presto i confini della Germania per imporsi come teologo di valore internazionale. Le sue tesi sulla nuova Chiesa, la teoria della rivelazione, il suo motto "cum Petro sub Petro" lo portano spesso nella stanze del Vaticano e gli vengono affidati importanti incarichi prima e dopo il Concilio Vaticano II. Nominato arcivescovo di Monaco, il teologo bavarese torna ad occuparsi di vita pastorale ma soltanto per un mese: Paolo VI durante il Concistoro del 1977 lo nomina a sorpresa Cardinale (una decisione sicuramente meditata ma spesso rinviata) e gli affida l'importante incarico di relatore al Sinodo dei vescovi. È un periodo molto felice e fertile per il neo porporato bavarese: i suoi testi vengono pubblicati in tutto il mondo quando affronta temi molto delicati e complessi nel suo modo nuovo di vedere la Chiesa dal basso. "Che non vuole dire guardare in alto ma Chiesa del popolo" precisò dopo qualche libera ed errata interpretazione. In realtà il Ratzinger teologo è un uomo di fede non un restauratore e lo conferma puntualmente quando Giovanni Paolo II lo nomina Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede (l'ex Sant'Uffizio) e deve prontamente intervenire per dissipare i dubbi e i misteri che ancora circondavano il Terzo mistero di Fatima. Davanti alle visioni apocalittiche evocate da suor Lucia, la più giovane dei pastorelli cui era apparsa la Madonna, Ratzinger replica a molti critici osservatori delle cose vaticane: "Chi legge con attenzione il testo del cosiddetto terzo segreto resterà probabilmente deluso o meravigliato dopo tutte le speculazioni che sono state fatte. Nessun grande mistero viene squarciato". Ma su alcuni punti egli è categorico: "È un messaggio per richiamare l'uomo sui pericoli da lui stesso creati e che Maria nel suo splendore invita tutti alla pentitenza, alla conversione e alla fede. Il fiat di Maria, la parola del suo cuore, ha cambiato la storia del mondo, perché essa ha introdotto in questo mondo il Salvatore, perché grazie a questo "si" Dio poteva diventare uomo del nostro spazio e tale ora rimane per sempre". Nel culto mariano Benedetto XVI - che prima d'ora non era mai stato nell'Isola - ha seguito e segue il "Totus tuus" di Karol Wojtyla e la nuova mariologia di Paolo VI ("Se vogliamo essere cristiani dobbiamo essere mariani") ma le tappe che lo hanno portato sul Soglio pontificio sono segnate da importanti consigli e ammonimenti che tracciano il cammino della nuova Chiesa: dal Nuovo catechismo alla liturgia, dalla famiglia ai problemi del nostro tempo come aborto e fecondazione. Il teenager teologico si è trasformato nel più acceso e dichiarato sostenitore della centralità della Chiesa e del suo insegnamento. Custode della fede in Cristo ma anche innovatore. "Avere una fede chiara, secondo il Credo della Chiesa - ha detto Ratzinger entrando in Conclave prima di essere eletto Papa - viene spesso etichettato come fondamentalismo. Mentre il relativismo, cioè il lasciarsi portare "qua e là da qualsiasi vento di dottrina", appare come l'unico atteggiamento all'altezza dei tempi odierni. Si va costituendo una dittatura (del relativismo) che non riconosce nulla come definitivo e che lascia come ultima misura solo il proprio io e le sue voglie. Noi, invece, abbiamo un'altra misura: il Figlio di Dio, il vero uomo. È lui la misura del vero umanesimo". Ma già con l'omelia ai funerali di Karol Wojtyla, il custode della fede cattolica aveva ipotecato il soglio di Pietro e conquistato la fiducia dei principi della Chiesa, anche dei conservatori e dei sostenitori della teologia della liberazione con i quali era entrato in contrasto. Il piccolo cardinale che suona il piano e studia i Vangeli stava per chiudere definitivamente la porta di una stagione che aveva prodotto molti beati ma anche offuscato la trasparenza della Chiesa e la verità. Non c'è problema del nostro tempo che Ratzinger - lo farà sicuramente anche sul sagrato di Bonaria parlando della Madonna e della devozione dei sardi - non abbia affrontato nei discorsi ufficiali del Sant'Uffizio; ma anche durante la preghiera che precede la benedizione domenicale dell'Angelus ha spesso toccato tasti dolorosi: l'islamismo la difesa della sacralità della famiglia, l'aborto e la sessualità, la solidarietà per i popoli vittime della guerra, i poveri, gli emarginati e discriminati nel mondo. Talvolta si è schierato apertamente contro chi vorrebbe la donna-prete, le messe-show; e anche contro la burocrazia della Curia diventata nel tempo "come la corazza di Saul che impediva a Davide di camminare". I sardi sul colle di Bonaria aspettano da quasi un anno il Papa che arriva dal cielo, la sua parola, la sua solidarietà in mezzo a tante angosce. E sono pronti a migliaia a rivivere un altro storico incontro della Chiesa e del suo custode con la Madonna arrivata dal mare. GIOVANNI PUGGIONI.

Torna all'inizio


<Non siamo più l'isola felice della giustizia> (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Lecco)" del 06-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

LECCO: PRIMO PIANO pag. 2 "Non siamo più l'isola felice della giustizia" Gli avvocati denunciano ritardi e carenza di personale. I fascicoli pendenti sono 4.952 L'ATTIVITÀ IN TRIBUNALE di DANIELE DE SALVO ? LECCO ? SINO a qualche anno fa il Tribunale di Lecco era in cima alla classifica delle sedi giudiziarie più efficienti, quasi un'isola felice nel panorama italiano. Le varie pratiche venivano evase mediamente in 16-24 mesi.Adesso però ha perso oltre una decina di posizioni e non certo per problemi legati alle lentezze della burocrazia nostrana, o almeno non solo, ma per il personale inadeguato, che non riesce a stare al passo con tutti i procedimenti, situazione che accomuna il settore civile e quello penale. I magistrati del primo ramo sono solo 15, 10 quelli del secondo, gli addetti amministrativi ammontano a 46, ma ne mancano più del 25%. Per smaltire tutti gli incartamenti i giudici dovrebbero scrivere più di una sentenza al giorno, obiettivo pressochè impossibile da raggiungere se si considera che prima di arrivare al pronunciamento finale occorre acquisire gli atti, istituire i relativi procedimenti, sentire le parti in causa e i testimoni. NONOSTANTE le evidenti difficoltà di organico, nel 2006-07 sono stati celebrati 8 processi per omicidio volontario, 22 per rapina, quasi altrettanti per estorsione, ben 143 per furti vari e 10 per furti in appartamento, 2 per concussione e 58 per resistenza a pubblico ufficiale. Il dato più allarmante è però forse quello che riguarda le violenze sessuali. Tramite patteggiamento sono stati risolti 32 casi e altri 13 attraverso il normale dibattimento, per un totale di 45. Le ultime cifre per quanto riguarda il penale parlano invece di 4.952 fascicoli, buona parte dei quali riguardano separazione e divorzi, rispettivamente pari a 449 e 290. Quasi al collasso anche l'ufficio del Giudice di Pace, dove devono essere ancora smaltiti 414 faldoni. E non se la passa meglio l'unico Giudice del Lavoro in servizio, che non ha modo di chiudere le procedure in meno di un paio d'anni. CAPITOLO a parte le intercettazioni, sia telefoniche che ambientali, oggetto quest'estate di un acceso contenzioso tra Governo di Centrodestra e opposizione di Centrosinistra. Ne sono state autorizzate 123 nuove, che però si sono aggiunte alle 394 concesse in passato e poi prorogate, in alcuni frangenti per diverse volte, in attesa della conclusione delle indagini. A rendere noti gli ultimi numeri ufficiali è stato mercoledì sera l'avvocato Francesco Rota, ex presidente dell'Ordine degli avvocati di Lecco, nell'ambito di un incontro pubblico durante la Festa democratica provinciale presso i padiglioni della Fiera di Osnago. TITOLO del dibattito è stato "Sicurezza e diritti dei cittadini tra percezione e realtà". L'ospite d'onore è stato il senatore Gerardo D'Ambrosio, già Procuratore capo della Procura di Milano. Sul tavolo dei relatori sono saliti pure l'avvocato Alessandra Colombo in qualità di moderatrice e Giovanni Di Mauro, segretario generale lecchese del Siulp, il Sindacato di Polizia, nonchè agente in forze alla Questura locale. "Due anni fa eravamo considerati una sorta di paradiso - ha spiegato l'avvocato Rota -. Lo dicevano le statistiche, ma me ne rendevo conto personalmente quando andavo a Roma per chiedere stanziamenti e mi rispondevano che noi lecchesi non potevamo lamentarci. Ultimamente però anche nella nostra realtà la situazione sta cambiando e i tempi e le risposte della giustizia si stanno allungando a dismisura. Occorrerebbe che il Parlamento smettesse di legiferare per dedicarsi a mettere ordine e semplificare le norme". I 638 avvocati, di cui solo 290 maschi, che esercitano nel lecchese, dal canto loro spesso consigliano ai clienti di raggiungere un accordo per evitare di approdare nelle aule dei tribunali.

Torna all'inizio


Il margherita riapre a fine ottobre. con la libreria - donatella francesconi (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 06-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Lucca Il Margherita riapre a fine ottobre. Con la libreria Migliorni con la "Zelig" e Riccardo Zucconi hanno incontrato ieri il sindaco Lunardini La proprietà. "Andiamo avanti se non ci inventano altre rotture come già accaduto" DONATELLA FRANCESCONI VIAREGGIO. C'erano tutti, ieri pomeriggio, nell'ufficio del sindaco Luca Lunardini per assicurare l'amministrazione che il Gran Caffé Margherita - nuova versione libreria e ristorante - aprirà a fine ottobre. Parola di Maurizio Caimi, amministratore delegato della "Zelig", arrivato da Rimini insieme ai suoi collaboratori a bordo di una Porsche Carrera nera fiammante. Con lui l'avvocato Renzo Migliorini, titolare dello storico immobile, Riccardo Zucconi, che si candida a gestire il ristorante, l'architetto Marco Parasileno, il commercialista Mauro Mauriello. Insieme a Lunardini, invece, Riccardo Battaglia che del sindaco è segretario particolare. Dopo un'estate trascorsa con il "Margherita" chiuso e senza luci, nei giorni scorsi Lunardini aveva alzato la voce. Chiedendo che il locale riprendesse a vivere almeno per Carnevale. "Oggi - ha spiegato al termine dell'incontro lo stesso Caimi - siamo venuti a confermare che è nostra intenzione inaugurare entro fine ottobre e aprire i battenti". Caimi conferma il progetto iniziale: libreria più ristorante, la "Zelig" a gestire la prima e Zucconi ad occuparsi del secondo. Al momento - ammette l'amministratore delegato - c'è "un'unica partita Iva" e come organizzarsi formalmente per le due gestioni "è un dettaglio che esamineremo". Tra un paio di settimane al massimo, comunque, la "Zelig" metterà un annuncio per ricerca di personale: "Tutti gli addetti, a parte il direttore - annuncia Caimi - saranno di zona". Nervoso e poco disponibile a rilasciare dichiarazioni, l'avvocato Renzo Migliorini (che per la nuova gestione si dice chieda 300mila euro di affitto annuo) commenta: "Volevamo solo tranquillizzare il sindaco sull'apertura. Anche per noi non è stato facile tenere chiuso l'immobile tanto a lungo". Poi Migliorni ribadisce quanto detto anche al primo cittadino: "Apriamo, se non ci inventano altre rotture...Perché quelle che ci hanno rallentato erano davvero inventate. Per il resto dei lavori, se ne parlerà poi in estate". Il riferimento è agli uffici comunali, settore Sviluppo economico, che hanno sospeso la Dichiarazione di inizio attività e chiesto un'ulteriore integrazione documentale alla "Zelig" e ai suoi architetti, Marco Parasileno e il riminese Luigi Baroni. "Si tratta solo di burocrazia", è stato il commento analogo di Riccardo Battaglia: "Ma ora tutte le incomprensioni dovrebbero essere superate". Tanto che nei prossimi giorni i tecnici della "Zelig" consegneranno le carte richieste. A fine ottobre, dunque, il nuovo "Margherita" dovrebbe tornare ad accogliere - secondo gli impegni sbandierati - clienti e visitatori. Per la libreria, un franchaising "Mondadori" e il punto ristoro (giardino compreso). Svanisce, dunque, qualsiasi ipotesi di intesa tra la proprietà Migliorini e Graziella Pasquinucci, titolare della confinante "Galleria del libro", negozio storico per la Passeggiata e la città tutta. Difeso a gran voce da nomi della politica e della cultura locale prima delle elezioni amministrative e ora inspiegabilmente "dimenticato" dagli stessi che ne sostennero le ragioni. Un'ora e mezzo di incontro, poi la delegazione ha ripreso la strada di Rimini, a bordo delle lussuose auto...lasciate in sosta nella zona a disco orario a fianco del Comune. Gratuitamente.

Torna all'inizio


La Gelmini ci salverà dalla scuola matriarcale (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 06-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

N. 213 del 2008-09-06 pagina 13 La Gelmini ci salverà dalla scuola matriarcale di Geminello Alvi Si vive di apparenze, giacché a ben vedere abbiamo in questa vita solo quelle. E a studiarsela nelle foto la ministra Gelmini Mariastella parrebbe perfetto archetipo di professoressa, con nome acconcio. Adatto allo scassato gineceo di laureate in crisi di nervi, che educano alla noia gli studenti con la stessa stanca fretta con cui fanno la spesa. Perché questo è ora in Italia la scuola: luogo dove non solo la cultura massificandosi s'è immiserita; come previsto da Nietzsche. Ma inoltre pure sede di procedura devirilizzante, per esclusiva somministrazione di insegnanti donna. Dalle tre maestre per classe alle schiere di casalinghe traviate nelle medie superiori, dove il livello finale di ignoranza risulta peggiore addirittura di quello europeo. E la Gelmini di questo insistito spreco di anime giovani, per via di massificazione e matriarcato, parrebbe coi suoi occhialini la perfetta incarnazione. Invece ci sorprende: da ministra, sia benedetta, difende i due atti più sani ed eversivi che potevano pensarsi. Dimagrisce in un triennio di 87 mila unità gli, e soprattutto le, insegnanti; proclama la riforma delle scuole in fondazioni. E la direi solo perciò genio virile e pratico. La scuola di Stato fu un espediente napoleonico, col quale si costrinse l'istruzione ai tornaconti statali. L'istruzione divenne un permesso di Stato, con programma di studio prescritto, che doveva accordarsi ai fini politici. Fosse quella di Bismarck o di Crispi cambiava poco: il sistema doveva creare un'élite utile alla burocrazia prima, e nel Novecento alla massificazione, fino alla decadenza presente, di una cultura la cui misura è solo il denaro, l'economia. Questo l'esito della scuola statale: una società in cui molti, più di prima, leggono libruzzi, ma sono rare e molto desuete le menti originali e libere, anche se tutti si pretendono tali. Oggi del resto la scuola non forma neppur più le élite: asseconda le manie di massa, che l'utile inventa e la tv plasma. Questo il disastro, del quale va preso atto. Concluso da una riforma Berlinguer che ha completato la distruzione ultima di quanto non era stato già guastato dal '68. La nostra università è ormai l'imitazione di una università americana, ma pensata da un comunista albanese. Insomma tutta la scuola ormai perpetua l'uccisione della morale e del libero pensiero, con la complicità dello Stato. E appunto perché terminerebbe questa pessima complicità, una scuola articolata in fondazioni sovvertirebbe il male, e migliorerebbe tutto. Infatti una scuola di fondazioni, o un'università, sarebbe una nella quale i sindacati non avrebbero il consenso della politica, come lo hanno avuto per rovinare le elementari o viziare i bidelli. Sarebbe una scuola a cui lo Stato potrebbe conferire parte dei suoi immensi e morti patrimoni da far fruttare, così da limitare le spese correnti. Il conferimento di doni privati permetterebbe in sovrappiù di reclutare docenti migliori, forse anche maschi, e di pagarli meglio sulla base del loro merito. I concorsi statali per insegnanti, come i provveditorati, lande immorali, svanirebbero. Il reclutamento riguarderebbe solo il merito: sarebbe cooptazione dei migliori, senza più Tar. E sarebbe peraltro pure la fine della pessima scuola privata che ci ritroviamo. La fine del valore legale dei titoli di studio renderebbe vani i corsi di recupero. E le scuole esclusive si misurerebbero sul pregio degli insegnanti e degli alunni; non più sul censo. Conterebbe solo il pregio, il che richiederebbe finalmente la fine del libro di testo. Un sogno, nel quale la natura pubblica della scuola sarebbe peraltro garantita da borse di studio per i meritevoli. Gli altri, non nati per studiare, si addestrerebbero ai nobili lavori manuali, così da limitare gli immigrati, nonché l'odierno spreco energetico nelle palestre. Vantaggi per il bilancio statale, e per la morale, per i mestieri non celebrali, e sollievo spirituale e virile di una nazione. Questo l'esito di quanto dice ora la Gelmini, redenzione delle apparenze e delle professoresse, rivolte speriamo a altri destini. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Torna all'inizio


I giudizi positivi (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 06-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-06 num: - pag: 5 categoria: BREVI I giudizi positivi RenatoBrunetta \\ è giusto e utile tentare di semplificare la burocrazia MaurizioSacconi \\ Mi sono piaciute fin qui le politiche per il lavoro GiulioTremonti \\ Bene manovra triennale e contenimento del disavanzo MariastellaGelmini \\ Condivido: meno prof, ma pagati meglio e valutati.

Torna all'inizio


<Salari, pronti a firmare con chi ci sta Epifani? Se dice no dovrà spiegarlo> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 06-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-06 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Marcegaglia: bene il governo su disavanzo, manovra, lavoro e scuola "Salari, pronti a firmare con chi ci sta Epifani? Se dice no dovrà spiegarlo" MILANO - La mette in termini di "appello ". L'ultimo però, probabilmente, per Guglielmo Epifani. Ed è chiarissima, Emma Marcegaglia. Premette: "Io so benissimo quanto sia seria la questione dei salari. Ma è altrettanto seria quella della produttività. E non possiamo più permetterci di considerarle variabili tra loro indipendenti". Come del resto riconoscono senza problemi pure Cisl e Uil. Per cui, al segretario Cgil che invece seguita a prender tempo, Emma Marcegaglia dice esplicitamente che per le indecisioni non c'è più spazio. Che "questa riforma dei contratti è un'occasione irripetibile ". Che lei, presidente di Confindustria, continua ad "augurarsi e a sperare che concretezza e pragmatismo prevalgano anche nella Cgil, che ci sia la volontà di innovare e di guardare al futuro". Ma, "se così non avverrà", allora "ognuno deve essere pronto ad assumersi le proprie responsabilità". Significa che se, come sembra, Cisl e Uil dicessero "siamo pronti" e la Cgil insistesse sul no, voi non avreste problemi a firmare un accordo separato? "Ognuno deve fare le proprie scelte. Questa riforma è l'unico modo, oggi, per poter aumentare anche gli stipendi. La Cgil è liberissima di dire no, ci mancherebbe. Poi però dovrà anche spiegarlo ai propri iscritti nelle fabbriche". Spieghi lei, intanto, perché questo è "l'unico modo". "Le dò due dati, per cominciare. Dal 2000 al 2007 le buste paga sono aumentate di 1.215 euro reali all'anno. Se il nostro Paese fosse cresciuto come la media dei Paesi dell'area euro, attraverso incrementi di produttività, quegli aumenti sarebbero arrivati intorno a quota 2.500". Ma, voi dite, la sola strada è spostare il baricentro dalla contrattazione nazionale a quella aziendale. E le aziende che non possono permetterselo? "La nostra proposta prevede una compensazione per quei lavoratori che non avranno alcun aumento a livello aziendale. E chiedo: l'obiettivo comune di imprese, lavoratori, sistema- Paese, è o no la crescita?". Così parrebbe. "Bene. Allora partiamo dal quadro economico ". Che indica: inflazione al 4%, consumi in picchiata, produzione industriale in retromarcia, Pil fermo. "Appunto. Ma non è una crisi partita da qui. L'Italia condivide gli effetti delle turbolenze internazionali: la crisi finanziaria e la politica troppo espansiva degli Usa, l'irruzione della Cina, una forte rivalutazione dell'euro fino al luglio scorso. Il risultato è un'economia ferma in tutto l'Occidente". A proposito: la pensa come Giulio Tremonti, che ha evocato lo spettro del '29, o come Silvio Berlusconi, per il quale la malattia non è così drammatica? "Confindustria è stata la prima a denunciare il rischio crescita-zero. Oggi, la mia sensazione è che davanti abbiamo ancora un trimestre molto problematico, ma che a partire dal 2009 possa iniziare un'inversione di tendenza. E che proprio gli Usa saranno i primi a riprendersi. Qualcosa già si vede: il petrolio da 140 a 107 euro, il dollaro in lento recupero". Insomma non andremo in recessione? "Tecnicamente forse sì. Ma nella sostanza la vedo più come un forte rallentamento. L'Europa farà però più fatica degli Stati Uniti, e l'Italia più fatica dell'Europa. Le nostre imprese che hanno riorganizzato, innovato, internazionalizzato, tengono, come dimostrano i dati sull'export. Ma non basterà a compensare la bassa crescita del mercato interno, inteso ormai come Europa". Questo vuol dire che ha ragione chi si aspetta, con l'autunno, un'ondata di cassa integrazione? "Un maggior ricorso c'è già stato. Stimiamo che nell'ultimo trimestre possa aumentare ancora. E questo è preoccupante". Se qualcuno, dal sindacato, dicesse che esagerate la situazione per condizionare la trattativa? "Le sembrerebbe credibile? La verità è che l'Italia è sempre stata più lenta degli altri a uscire dalle crisi. Se vogliamo evitare che anche questa volta si ripeta il copione, serve un'assunzione di responsabilità da parte di tutti. L'obiettivo di aumentare, insieme, produttività e salari fa parte del percorso, che Confindustria ha iniziato peraltro con Luca Cordero di Montezemolo. è un'occasione fondamentale e oggi possiamo raggiungerla, favoriti dalle condizioni create dal governo con la detassazione degli straordinari e dei premi variabili: gli stessi soldi dati a livello aziendale invece che nazionale valgono ora il 20% in più. Non c'è aumento contrattuale che possa compensare questo positivo effetto fiscale". Lei è in carica da cento giorni, l'esecutivo da pochi di più. Il suo giudizio qual è? E se l'economia dev'essere, per Confindustria, al centro dell'agenda, non le ha dato fastidio vedere una politica che per l'intera estate ha parlato quasi solo di giustizia? "Avrei preferito un focus più forte sull'economia, è evidente. Diciamo che spero non sia tardi". Lei disse, al suo insediamento, pensando al clima di allora maggioranza-opposizione: "C'è uno scenario nuovo e irripetibile: possiamo far rinascere il Paese". Quello scenario però ce lo siamo già giocato. "Sì, siamo ritornati al "o di qua o di là", al conflitto permanente. Non va bene. Continuo a pensare che sui grandi temi il dialogo sia fondamentale. Mi auguro lo si possa recuperare, o tutto sarà più difficile e a pagarne le conseguenze saranno i cittadini". Dei provvedimenti economici presi finora cosa le piace e cosa no? Come valuta Tremonti e Sacconi, Brunetta e Scajola? "Il giudizio è positivo sul contenimento del disavanzo, sulla manovra triennale, sulle politiche per il lavoro, sul rilancio del nucleare, sulla semplificazione della burocrazia. Non va bene, invece, che ci sia un calo degli investimenti in infrastrutture. Non ci è piaciuta la mancata liberalizzazione dei servizi pubblici locali. E non ci piace una pressione fiscale sempre ai massimi storici". E la scuola? Con la ricerca è uno dei tasti su cui batte Confindustria: ma qui si parla di tagli. "Abbiamo il numero di insegnanti più alto d'Europa. Però la meritocrazia non esiste. Se questo è l'obiettivo del ministro Gelmini, condivido: meno maestri e professori, ma pagati meglio e valutati, forse miglioreranno la qualità ". Federalismo: sì a quali condizioni? "Primo: non deve ridursi a un "dividendo politico" da pagare alla Lega, dev'essere un disegno complessivo di riforma che avvicini i cittadini a chi li governa". Il progetto Calderoli va in questa direzione? "Contiene principi importanti, però aspettiamo di sapere se ci saranno queste condizioni per noi imprescindibili. Non deve assolutamente portare a nuova pressione fiscale: se tagli l'Ici è evidente che devi compensare i comuni, ma non a spese di una moltiplicazione delle imposte. Si devono tagliare sprechi e spese. Introdurre sanzioni immediate per gli ammini-stratori che non rispettano i budget. E andrebbe tolta alle Regioni la competenza su grandi decisioni in materia energetica: rigassificatori, centrali elettriche, gasdotti". Superfluo chiederle che cosa penserebbe, dopo il "la" dato da Piero Marrazzo, di Regioni, Province o Comuni soci di quell'Alitalia cui anche lei parteciperà. "Il mestiere degli enti locali dovrebbe essere gestire la sanità, grosso problema, e i servizi ai cittadini. Riducano le partecipazioni azionarie e, insieme, le varie addizionali...". Si aspettava la bufera, anche se subito rientrata, sul suo ingresso nella cordata? "Francamente no. Il mio è stato un gesto simbolico, un segnale di fiducia nel rilancio di un'azienda strategica per il Paese. Noto che quanti criticano oggi sono, spesso, gli stessi che ieri chiedevano: ma gli imprenditori dove sono? Dopodiché: lo si vedrà nei fatti, se la stella polare della mia e della nostra azione non resteranno mercato e concorrenza. Che però, attenzione, non è un concetto accademico". Intende dire? "Lufthansa o Air France hanno sul mercato domestico quote ben più elevate di quelle di Alitalia. E quando partirà l'alta velocità ferroviaria, quella quota da noi scenderà ancora. Vuole altri esempi? Nel tempio della concorrenza, gli Usa, lo Stato ha "salvato" Bearn Stern. In Gran Bretagna si è fatto lo stesso con Northern Rock. La Germania fissa un limite ai fondi sovrani. Poi, per carità: sono consapevole che l'operazione Alitalia ha dei limiti, ma l'alternativa erano 20 mila persone a casa e i pezzi migliori lasciati nelle mani di chi se li sarebbe portati via a prezzi di saldo. E poiché siamo persone pragmatiche, non professori universitari che vivono da un'altra parte...". Frecciata a segno. Ma a proposito di "altre parti": se lei vivesse negli Usa, voterebbe Obama o McCain? "McCain è un repubblicano che potrebbe fare bene e ha una bella storia personale. Ma gli americani potrebbero optare per il cambiamento. E allora ben venga Obama". Raffaella Polato.

Torna all'inizio


==CONTRATTI: MARCEGAGLIA A CGIL,SE NON FIRMA DOVRA'SPIEGARLO (sezione: Burocrazia)

( da "Wall Street Italia" del 06-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di ANSA - -->(ANSA) - ROMA, 6 SET - "Questa riforma dei contratti è un'occasione irripetibile" ed "é l'unico modo per poter aumentare anche gli stipendi. La Cgil è liberissima di dire no, ci mancherebbe. Poi però dovrà anche spiegarlo ai propri iscritti nelle fabbriche". Ad affermarlo è il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia che in una intervista al Corriere della Sera lancia un "appello" spiegando che "continua ad augurarsi e a sperare che concretezza e pragmatismo prevalgano anche nella Cgil, che ci sia la volontà di innovare e di guardare al futuro". Nell'intervista Emma Marcegaglia esprime anche qualche critica al governo, spiegando che avrebbe voluto "un focus più forte sull'economia". "Il giudizio - dice parlando del governo - è positivo sul contenimento del disavanzo, sulla manovra triennale, sulle politiche per il lavoro, sul rilancio del nucleare, sulla semplificazione della burocrazia. Non va bene, invece, che ci sia un calo degli investimenti in infrastrutture. Non ci è piaciuta la mancata liberalizzazione dei servizi pubblici locali. E non ci piace una pressione fiscale sempre ai massimi storici". Il federalismo, invece, "non deve ridursi ad un dividendo politico da pagare alla leva" ma "dev'essere un disegno complessivo di riforma che avvicini i cittadini a chi li governa". Il focus dell'intervista è però concentrato sul confronto che vedrà giovedì imprenditori e sindacati di nuovo attorno ad un tavolo per mettere a punto il rinnovo del modello contrattuale. "Io so benissimo quanto sia seria la questione dei salari - afferma il presidente di Confindustria - ma è altrettanto seria quella della produttività. E non possiamo più permetterci di considerarle varabili tra loro indipendenti". Emma Marcegaglia parte dalla descrizione del quadro economico che vede l'Italia condividere gli effetti delle turbolenze internazionali. "Confindustria è stata la prima a denunciare il rischio crescita-zero. Oggi, la mia sensazione è che davanti abbiamo ancora un trimestre molto problematico, ma che a partire dal 2009 possa iniziare un'inversione di tendenza". Il presidente di Confindustria evidenzia anche che "c'é già stato un maggior ricorso" alla cassa integrazione e che "stimiamo che nell'ultimo trimestre possa aumentare ancora". La riforma dei contratti servirebbe allora anche ad evitare il "solito copione" per il quale "l'Italia è sempre stata più lenta degli altri ad uscire dalle crisi". "Se vogliamo evitare che anche questa volta si ripeta il copione serve un'assunzione di responsabilità da parte di tutti. L'obiettivo di aumentare, insieme, produttività e salari fa parte del percorso che Confindustria ha iniziato con Luca Cordero di Montezemolo. E' un'occasione fondamentale e oggi possiamo raggiungerla favoriti dalle condizioni create dal governo con la detassazione degli straordinari e dei premi variabili. Gli stessi soldi dati a livello aziendale invece che nazionale valgono ora il 20% in più. Non c'é aumento contrattuale che possa compensare questo positivo effetto fiscale". (ANSA).

Torna all'inizio


Il degrado di via Monte Calvario (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 06-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

IMPERIA FINORA LE SEGNALAZIONI DEGLI ABITANTI NON SONO SERVITE A FAR ADOTTARE PROVVEDIMENTI URGENTI Il degrado di via Monte Calvario [FIRMA]ANDREA POMATI IMPERIA Sono sempre peggiori le condizioni di via Monte Gagliardone, meglio nota come via Monte Calvario. In particolare nell'ultimo tratto la banchina stradale sta cedendo, portandosi dietro anche i pali dell'illuminazione pubblica. Inoltre buche, tombini sollevati e avvallamenti ormai non si contano più. Per questo gli abitanti ora chiedono un intervento rapido da parte del Comune. Sbotta Caterina Garibbo Siri, che vive con il marito in cima alla via: "Il problema non è di oggi. Il manto stradale è in condizioni pietose da diversi anni. L'unico intervento di sistemazione, fino ad ora, ha riguardato la vicina strada Colla. Avevamo interpellato l'assessore comunale ai lavori Pubblici, Gianfranco Gaggero. Ci aveva detto che, per non fare inutili rattoppi, tutta la via sarebbe stata oggetto di un intervento radicale". Il tempo però continua a trascorrere e i danni lungo la via aumentano. Conclude Caterina Garibbo Siri: "Mi piacerebbe sapere quando questo intervento, annunciato e garantito, sarà effettivamente messo in atto. Il tempo passa e da oltre un mese c'è anche il rischio che un palo della luce piombi a terra. Lo hanno segnalato con un nastro di plastica bianco e rosso. Come se questo potesse fermarne la caduta". Oltre agli abitanti, la situazione interessa anche la Confraternita della Santissima Trinità, associazione laica proprietaria del Santuario di Santa Croce, che sorge in vetta al Calvario, che conta pure su un nucleo operativo di Protezione civile. Tante sono le coppie che scelgono questa chiesa per il loro matrimonio e molto sono le manifestazioni che vengono organizzate all'aperto, soprattutto in estate. Spiega il priore dea Confraternita, Enrico Ascheri: "Per noi il problema maggiore è rappresentato dalla mancanza di parcheggi. Lo si tocca con mano in occasione di matrimoni e manifestazioni. In ogni caso, proprio prima delle ferie di agosto, ho avuto un incontro con l'assessore ai lavori Pubblici, Gianfranco Gaggero. Mi ha garantito che il progetto che prevede la completa ristrutturazione di quest'area va avanti. Purtroppo c'è la solita lentezza della burocrazia, ma questa volta mi sembra che ci sia più che una semplice speranza di verde risanata questa zona. È previsto anche l'allargamento della zona attigua al santuario, con la creazione di un ampio spazio che potrà rivelarsi molto utile persino per raggiungere la zona con degli autobus e anche per le manovre dei mezzi della nostra squadra di Protezione civile". Prosegue Ascheri: "Un aspetto positivo di questo progetto, inoltre, è dato dal fatto che non graverà direttamente sulle casse comunali. Sarà infatti realizzato con gli oneri di urbanizzazione dell'intervento in atto alle ex colonie biellesi. Queste sono le garanzie che ci sono state date e nelle quali continuiamo a confidare. L'accordo prevede fra l'altro la cessione di terreni anche da parte dei privati, fra cui la confraternita. Siamo d'accordo, purché si riesca finalmente a dare la giusta immagine a questo luogo incantevole. Non abbiamo nessun motivo di pensare che i lavori non verranno realmente fatti". Conclude Enrico Ascheri: "Necessita di intervento anche la via pedonale che conduce sulla piazza, dalla quale si gode di un panorama unico sulla città di Imperia. Il ciottolato è in condizioni disastrose. In questo caso però, credo che gli accordi con il Comune prevedessero che a fare l'intervento fosse un privato".

Torna all'inizio


UE: NAPOLITANO, EUROPA NON SIA ALIBI PER I GOVERNI (sezione: Burocrazia)

( da "Virgilio Notizie" del 06-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Postato fa da ASCA ARTICOLI A TEMA Altri (ASCA) - Cernobbio, 6 set - L'Europa non deve diventare un alibi per i governi dei paesi membri. A lanciare il monito e' il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, intervenuto in videoconferenza al workshop Ambrosetti che si svolge a Cernobbio. ''Le istituzioni europee - ha detto il capo dello Stato - non possono essere un alibi per i governi dei paesi membri. Tutte le scelte sono fatte con il concorso dei governi dei paesi membri e del Parlamento europeo''. Il presidente della Repubblica sottolinea che ''talvolta i leader nazionali dimenticano che le scelte o le non scelte dell'Europa sono dovute proprio alle scelte dei governi nazionali. Ci sono delle critiche per la troppa burocrazia ma nessuna direttiva puo' essere emanata senza il consenso di tutti i governi. La nascita e la crescita dell'Unione europea hanno coinciso con un periodo di sviluppo economico e quindi i cittadini europei hanno visto positivamente questo processo che dava risposte alle loro aspettative. Oggi la situazione e' piu' difficile. Io sono un sostenitore convinto ma problematico dell'Europa e penso che si possa essere solo cosi'''.

Torna all'inizio


Fontana <disonorata>in piazza della Regione (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 06-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Paternò, rifiuti sulle statue Fontana "disonorata" in piazza della Regione Fa sicuramente parte del patrimonio artistico ed architettonico di una Randazzo che punta sul turismo per far risorgere la propria economia, ma attualmente non solo è inutilizzato, ma a nostro avviso, ogni giorno che passa e dopo ogni pioggia, l'antica struttura rischia sempre di più di sbriciolarsi sotto i colpi dell'umidità. Ci riferiamo chiaramente al Monastero di San Giorgio che già quasi un decennio fa i tecnici ritenevano versasse in condizioni gravissime dal punto di vista strutturale, non garantendo sulla solidità di solai o dei e muri, soprattutto dopo quel pomeriggio del 19 luglio del 1996, quando buona parte del tetto è crollato. Da allora nessun intervento per rifare la copertura, con il Comune che nel 2003 ha ottenuto che l'assessorato regionale ai Beni culturali ed Ambientali inserisse nella graduatoria delle opere pubbliche da finanziare con il Por Sicilia 2000/2006, un progetto di sette milioni di euro per il suo recupero insieme con le circostanti mura medievali. Poi però poco si è saputo e si teme che l'antico monastero non resista ai tempi della burocrazia. La precedente Amministrazione comunale dall'ex presidente Salvatore Cuffaro aveva ottenuto una promessa di finanziamento per il restauro, finanziamento che però fino ad oggi non è stato erogato. "Io ho già incontrato il tecnico che ha redatto il progetto del restauro del Monastero - ci dice il neo sindaco, dott. Ernesto Del Campo - Visto che sono passati tanti anni ritengo che questo vada rivisto, inserendo magari la sistemazione dell'intera collina che è il biglietto da visita della nostra città e del centro storico. Il finanziamento del progetto - aggiunge il sindaco - è possibile solo partecipando ai bandi della Regione siciliana. E quando questa occasione ci sarà concessa - conclude - non la perderemo". Sul possibile utilizzo del Monastero in passato si sono fatte diverse ipotesi, anche perché la struttura che si presta bene per realizzarvi una zona museale ed una capiente sala conferenze. Quello che però adesso è più importante adesso però è assicurarne la stabilità al più presto, altrimenti i 7 milioni di euro per restaurarlo potrebbero non bastare più. Gaetano Guidotto.

Torna all'inizio


S. Romedio, l'eremo torna in mano ai frati (sezione: Burocrazia)

( da "Trentino" del 07-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Le responsabilità erano state suddivise tra amministrativa, logistica e religiosa. Ora saranno nuovamente accorpate S. Romedio, l'eremo torna in mano ai frati Accordo con la Diocesi. Dopo quattro anni il diacono Debiasi lascia GIACOMO ECCHER SAN ROMEDIO. L'autunno porta aria nuova a San Romedio dove dopo quattro anni di custodia è in partenza il diacono trentino Giuseppe Debiasi. Tra qualche settimana, infatti, i religiosi assumeranno in toto la responsabilità dell'eremo. Questo in base a un preciso accordo. è quello intercorso tra la Diocesi di Trento (proprietaria del santuario) e la comunità dei Frati conventuali di Padova insediata a Sanzeno. Negli ultimi anni le responsabilità erano state suddivise tra amministrazione, custodia e logistica (affidate appunto al diacono) e la parte religiosa curata dai frati ed in particolare da padre Zeno Carcereri, rettore. "Una soluzione che noi auspicavamo e che è stata alla base del rinnovo della convenzione quadriennale tra il nostro Ordine e la Curia arcivescovile di Trento, e che l'arcivescovo Luigi Bressan ha pienamente condiviso" commenta il parroco di Sanzeno padre Fabio Scarsato. In base all'accordo i frati continueranno ad occuparsi dell'eremo avendo come base Sanzeno, dove curano la parrocchia e la basilica dei santi Martiri Anauniesi, e dove ha sede la comunità francescana attualmente composta da quattro religiosi, padre Fabio, padre Zeno, padre Giorgio e padre Emilio, l'ultra ottantenne decano del gruppo. Ma oltre alla cura religiosa (la messa quotidiana e le funzioni domenicali) assumeranno anche la responsabilità diretta del funzionamento e della gestione dell'eremo. "Ci faremo aiutare dai laici come è giusto e sempre più auspicabile visto che vocazioni religiose ne sono sempre di meno" spiega padre Fabio. All'orizzonte comunque le novità non mancheranno e tra queste ci sarà quasi certamente (burocrazia permettendo, ma i frati si stanno attrezzando per spianare le difficoltà) la riapertura del bar che dava un tono di accoglienza diverso rispetto alle anonime e fredde macchinette per il caffè. "Il bar può essere un dettaglio, ma l'eremo come lo intendiamo noi dovrà tornare ad essere il punto di riferimento della religiosità innanzitutto dei valligiani ma anche dei moltissimi pellegrini che arrivano qui con devozione" aggiunge il frate. Padre Fabio non si sbilancia oltre ma le idee non mancano per rilanciare il santuario in una sorta di circuito di turismo religioso destinato a legare sempre di più l'eremo con la basilica dei santi Martiri di Sanzeno e più in generale la storia delle origini del cristianesimo nella valle e nel Trentino. La gabbia per gli orsi continua a rimanere vuota tra la delusione di molti turisti, soprattutto i bambini. Ma gli orsi torneranno, assicura l'assessore valligiano al turismo, Stefano Graiff.

Torna all'inizio


Locale fracassone? Le analisi tacciono (sezione: Burocrazia)

( da "Arena, L'" del 07-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

OPPEANO. Esposti e proteste dei residenti di un quartiere di Vallese per musica e schiamazzi Locale fracassone? Le analisi tacciono di Zeno Martini Un intero quartiere tenuto in scacco da un locale e dalla burocrazia. Il primo è il "Mime's disco pub", accusato in una serie di esposti inviati in municipio di costringere all'insonnia i residenti delle vie Cimarosa, Bassa, Ponchielli e Peccana, a Vallese, con la musica ad alto volume e gli schiamazzi dei suoi avventori. La seconda colpevole di allungare i tempi dei controlli che avrebbero già dovuto stabilire se quel locale è da considerarsi "fracassone" o meno. In attesa di nuove puntate, intanto, il quartiere si gode le poche notti di calma derivate dalla chiusura per ferie del "Mime's pub" che, per l'occasione, si è trasformato in un cantiere per alcune manutenzioni. Il braccio di ferro, per la verità, va avanti da due anni: da quando, cioè, il nuovo locale ha preso il posto dello storico bar "Fra' Canapa" famoso per il suo karaoke. Il problema nasce dal fatto che il pub fa musica all'aperto: un'attività vietata dalla sua licenza, come ufficializzato nell'ordinanza di chiusura emessa dal sindaco Alessandro Montagnoli pochi mesi dopo l'arrivo della nuova gestione. Un sopralluogo dei vigili urbani aveva infatti verificato le disparità nella denuncia di inizio attività. Ma il locale riaprì alcuni giorni dopo riprendendo - secondo l'accusa dei residenti - con la discoteca all'interno e l'"happy hour" all'esterno. La conseguenza: "Musica a tutto volume, viavai di mezzi, sgommate e chiasso fino alle 4 del mattino", c'è scritto nei diversi esposti. Non solo: "Sebbene ci sia il limite dei 40 chilometri orari, nessuno li rispetta. Ed a questo si aggiungono le burla: capita spesso che vengano a suonarci i campanelli nel cuore della notte. E nel giugno dello scorso anno abbiamo anche trovato una siringa usata per strada". La serie ininterrotta di lettere ed esposti ha portato il sindaco Montagnoli ad ordinare un rilevamento del rumore prodotto dal disco pub nella casa di un abitante vicino all'esercizio: controllo eseguito l'8 agosto scorso tra le 22 e le 24. Ad oggi non è ancora possibile però sapere se il livello superava i 35 decibel fissati come limite dal piano di zonizzazione acustica comunale. "Per la verità quella sera stranamente la musica era più bassa", spiegano i residenti. "Comunque i tecnici ci hanno promesso che per poter fare le cose per bene e poter registrare anche il rumore di fondo sarebbero dovuti tornare per un secondo rilevamento". Fissato per lo scorso 29 agosto ma poi rinviato all'ultimo momento dal sindaco al 5 settembre. Peccato che venerdì scorso il locale fosse chiuso per ferie e con le impalcature per i lavori già montate. Amara la conclusione dei residenti, sintetizzata in una scritta vergata a vernice indelebile su un cartello appeso all'inizio di via Cimarosa - "Grazie al sindaco Montagnoli per le notti bianche che ci regala" - costata una denuncia contro ignoti firmata dallo stesso primo cittadino, dopo che vigili avevano suonarto a tutti i campanelli della strada per cercare i responsabili.

Torna all'inizio


La burocrazia blocca le balestriere (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 07-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

NIENTE ESIBIZIONE AL CASSERO La burocrazia blocca le balestriere Permesso lento ad arrivare, le donne costrette a riporre le armi MASSA MARITTIMA. E' saltata l'esibizione, e appare abbastanza chiario che ci abbia messo lo zampino la burocrazia, delle donne "balestriere" che si doveva tenere nella serata di venerdi al Cassero Senese. Una struttura che ha ospitato, per tutta l'estate, spettacoli ed esibizioni, compresa quella del Balestruzzo, un incontro dei giovanissimi a difendere i colori del proprio terziere, coloro che potranno dare un futuro al Balestro del Girifalco. Ma tutto questo non è servito alle rappresentanti che si affacciano al mondo del tiro con la balestra antica all'italiana per competere con i "maschietti". Problemi di carattere amministrativo e burocratico, questo è il tema che ha impedito la prima uscita ufficiale delle donne in costume storico (cucito dalle stesse interessate), almeno questa è la versione ufficiale che ha raccolto Luana Piccioli, l' antesignana di questo impegno e che la vide, giovanissima, esibirsi nel tiro con la balestra antica all'italiana. Mancanza del collaudo del Cassero per una simile manifestazione, mancata presentazione dello statuto alla sede comunale, carenza dei massimali assicurativi per una manifestazione aperta al pubblico. Tutte giustificazioni, afferma Luana, che sono state superate in maniera veloce, grazie anche a preziose indicazioni di carattere amministrativi, mentre essersi presentato un muro dal lato politico, giustificato sempre dalla carenza di documentazione. Un appuntamento mancato nonostante che locandine e manifesti fossero affissi nelle vie di Massa Marittima. Una questione, quindi, che è destinata a procrastinarsi nel tempo. Infatti le donne balestriere sono già 12 ed altre hanno manifestato la volontà di far parte del corpo stesso. Da precisare che le stesse adoperano le balestre in uso al settore maschile, senza nessuna agevolazione nei confronti del cosiddetto sesso debole. Da registrare, inoltre, che la prassi amministrativa per la concessione dei permessi era iniziata da alcuni giorni e, inspiegabilmente, non è giunta a termine nei tempi necessari per poter effettuare l'esibizione, prima in assoluto, delle donne che si cimentano con la balestra antica all'italiana. Claudio Biondi.

Torna all'inizio


Paga l'iva, ma gli pignorano la casa (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 07-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Lucca Paga l'Iva, ma gli pignorano la casa Per il fisco l'autoscontro non è uno spettacolo viaggiante, e chiede il doppio PESCIA. Parlando di spettacoli viaggianti vengono in mente soprattutto due cose: il circo e il luna park. E, guardando al luna park, il pensiero corre subito alle giostre, ai "calcinculo" e, in particolare, all'autoscontro. Insomma, per farla breve, l'autoscontro è o non è uno spettacolo viaggiante? La logica fa propendere per il sì ma, si sa, non sempre logica e burocrazia vanno d'accordo. Ne sa qualcosa una giostraia di Pescia, ormai ritiratasi dall'attività, ma che per colpa di questa diversa lettura si trova a convivere con un incubo: quello di un'ipoteca sulla casa. Non più giovanissima rischia di trovarsi senza un tetto perché, per l'agenzia delle entrate, l'autoscontro che gestiva non era uno spettacolo viaggiante. Una differenza non da poco, in quanto gli spettacoli viaggianti pagano un'Iva dimezzata rispetto agli altri tipi di spettacoli (il 10% anziché il 20%). Così Alba Santoni, la titolare dell'autoscontro, una volta pagate le tasse e quel 10% di Iva ("e non senza sacrifici", sostiene la donna) credeva di aver fatto il proprio dovere. Invece, diversi anni dopo aver ceduto quell'attività, è stata oggetto di due accertamenti dell'agenzia delle entrate di Pescia, che le contestavano un maggior reddito di quello dichiarato (accusa poi caduta all'esame della Commissione tributaria regionale). Ma, soprattutto, veniva messo in dubbio il fatto che l'autoscontro fosse da considerarsi uno spettacolo viaggiante. Quindi, secondo questa lettura, la titolare avrebbe dovuto pagare l'Iva al 20%, anziché al 10% come aveva fatto. Da qui un'iscrizione a ruolo per 18mila euro, trasformati in un'ipoteca sulla casa per una cifra doppia. Eppure la signora Santoni per la sua attività aveva il nulla osta di agibilità - rilasciato dal ministero del Turismo e dello Spettacolo - per "spettacoli viaggianti". Nulla osta che era stato allegato nella memoria che Giampiero Della Nina (il consulente della signora) ha inviato alla Commissione tributaria regionale. A nulla è servita una seconda lettera di autotutela inviata dal consulente della donna all'Agenzia delle entrate di Pescia, che però (nonostante una sostanziale condivisione delle ragioni della signora) non ha portato a niente. Adesso restano solo due strade: quella di una costosa e forse economicamente insostenibile causa legale, con un ricorso in Cassazione, oppure l'intervento del garante del contribuente per la Toscana, cui il commercialista della donna si è rivolto per chiedere di applicare la legge così come vorrebbe la logica. L.S.

Torna all'inizio


Il quartiere si mobilita e salva l'ambulatorio - paolo scandale (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 07-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina IX - Milano In zona 6 Il quartiere si mobilita e salva l'ambulatorio PAOLO SCANDALE L'ambulatorio di via Agostino Depretis è nato con il quartiere Sant'Ambrogio II, nel 1972, accompagnando i suoi pazienti fin dalla giovinezza. E negli ultimi 22 anni chi varcava la soglia di quello studio sapeva di trovare la competenza e l'umanità della dottoressa Emanuela Zoni, che era subentrata al padre. Per questo quando la dottoressa è deceduta ed è arrivata ai pazienti l'inevitabile lettera che annunciava la chiusura dell'ambulatorio il 9 settembre e la necessità di scegliere un nuovo medico tra quelli della zona, l'intero quartiere si è sentito orfano di un punto di riferimento ormai familiare. Il Consiglio di zona 6 e l'associazione "Sant'Ambrogio II" si erano compattati contro una decisione che, pur legittima, non potevano accettare perché lasciava un quartiere di 3mila anime, molte delle quali anziane e con problemi motori, senza un ambulatorio medico facilmente raggiungibile. Qualcuno dei pazienti con più primavere alle spalle, preso dallo sconforto, si era lasciato scappare un "se adesso non c'è più neanche il medico, perché devo continuare a curarmi?". Ma questa volta la burocrazia ha mostrato il suo volto più umano, e la Asl, compresa la situazione di disagio che si sarebbe creata, ha deciso di intervenire. L'impegno è chiaro: "L'ambulatorio deve restare aperto", e perciò si cercherà un medico, tra quelli dello stesso distretto, disposto a tenere aperto almeno per alcuni giorni alla settimana lo studio di via Depretis.

Torna all'inizio


L'inceneritore miraggio (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 07-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina VII - Firenze Burocrazia e politica bloccano di fatto la realizzazione del termovalorizzatore di Case Passerini L'inceneritore miraggio Neanche iniziata la progettazione dell'impianto nella Piana SEGUE A PAGINA II.

Torna all'inizio


Si emigra all'estero con prato nel cuore (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 07-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Prato Si emigra all'estero con Prato nel cuore Si emigra all'estero con Prato nel cuore PRATO. Andare all'estero e portarsi Prato nel cuore. E per dimostrare l'attaccamento alla sua città di origine Davide Lastrucci, che ora vive vicino a Chicago, l'ha fatta diventare la targa della sua auto. A inviare la foto è stato Giorgio Silli, coordinatore di Forza Italia, da cui ha preso spunto per denunciare le poche opportunità che questo distretto riserva ai giovani. "Sembra - scrive Silli - di vivere in un paese del sud degli anni '50, dove i giovani, devono mettere a frutto la loro esperienza e i loro studi per emigrare verso città che simboleggiano la speranza di un futuro migliore". "Che fine ha fatto - chiede Silli - il marketing territoriale che tanto noi auspicavamo? Non posso che riscontrare quanto l'amministrazione sia ferma, impacciata, senza idee e soluzioni. A oggi ancora non capisco perchè non si cerchi con ogni metodo di attirare investitori da fuori Prato, concedendo sconti su servizi, su imposte locali, snellendo la burocrazia che spesso costringe gli imprenditori a investire altrove".

Torna all'inizio


Napolitano: Nessuno usi l'Europa come alibi Monito da Cernobbio: I leader nazionali non cerchino di usare l'Ue per coprire l'inazione dei governi (sezione: Burocrazia)

( da "Unita, L'" del 07-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Napolitano: "Nessuno usi l'Europa come alibi" Monito da Cernobbio: "I leader nazionali non cerchino di usare l'Ue per coprire l'inazione dei governi" di Marcella Ciarnelli L'EUROPEISTA "convinto" Giorgio Napolitano è intervenuto in video-conferenza al Workshop Ambrosetti di Villa d'Este. Ed ha espresso le speranze ma anche le preoccupazioni e i timori che accompagnano la ancora difficile strada che l'Europa, in quanto entità politica complessiva e complessa, ha ancora davanti a sè. In prospettiva ci sono le elezioni europee che preoccupano il Capo dello Stato "perchè in molti Paesi si è diffuso un sentimento euroscettico" che è anche legato, si potrebbe affermare in modo semplice se non semplicistico, alla "percepita come insufficiente risposta dell'Unione europea alle esigenze acutamente avvertite dai cittadini" ha detto Napolitano rispondendo ad una domanda del Cancelliere austriaco Schuessel sul metodo possibile da seguire per arrestare l'antieuropeismo culminato con il no dell'Irlanda "un brusco e imprevisto incidente di percorso" ma diffuso anche in altre realtà ancor più significative significative. L'unanimità è uno degli ostacoli da abbattere se la Ue vuole avere un futuro di peso sullo scenario mondiale. Ma c'è anche l'altra faccia della medaglia. E cioè ci sono anche "leader politici nazionali che usano l'Unione come alibi per l'azione o l'inazione dei governi invece di spiegare cosa l'Europa ha fatto e può fare". Il presidente della Repubblica spiega: "Talvolta i leader nazionali dimenticano che le scelte e le non scelte dell'Europa sono dovute proprio alle scelte dei governi dei singoli Paesi. Ci sono delle critiche per la troppa burocrazia ma nessuna direttiva può essere emanata senza il consenso di tutti i governi. La nascita e la crescita dell'Unione europea hanno coinciso con un periodo di sviluppo economico e quindi i cittadini europei hanno visto positivamente questo processo che dava risposte alle loro aspettative. Oggi la situazione è più difficile. Io sono un sostenitore convinto ma problematico dell'Europa e penso che si possa essere solo così". Economia e politica. Si sono intrecciati i due argomenti nel discorso che Napolitano ha tenuto ad una platea qualificata in entrambi i campi. Per il Capo dello Stato è necessario "un balzo in avanti della capacità d'azione politica della Ue sul terreno complessivo delle relazioni internazionali. Le nuove sfide implicano l'affermarsi di una più forte volontà e autorità politica da parte della Ue". E, nella situazione data, "l'accento non può non cadere sulla assoluta, impellente necessità di un effettivo protagonismo europeo sul piano internazionale, di una decisa accelerazione verso una politica estera e di sicurezza comune dell'Europa". Il danno reale che pure c'è stato per le battute d'arresto sul cammino europeo, che implicano in sè "una caduta di credibilità della capacità di decidere della Ue, di cambiare se stessa, di consolidare in futuro il suo ruolo" non può dare il via libera ad "un facile pessimismo". Ma l'invito è ad avere, al contrario, "fiducia nella forza di cui dispone l'Europa per andare oltre momenti di crisi anche gravi" come nel recente caso, l'esempio è calzante, della recente crisi in georgiana. L'analisi lucida del "convinto ma problematico" sostenitore dell'Europa si è conclusa tra gli applausi della platea di Cernobbio.

Torna all'inizio


Scuola svuotata di ogni autonomia PIERANGELO GIOVANETTI (sezione: Burocrazia)

( da "Adige, L'" del 07-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Provincializzazione, 10 anni dopo Scuola svuotata di ogni autonomia PIERANGELO GIOVANETTI (segue dalla prima pagina) Questo, insieme alla tentazione di chiudersi in se stessa, in una "trentinità" soffocante e non autosufficiente, è il morbo di cui la scuola trentina, a dieci anni dalla "provincializzazione", pare non essere immune. Oggi, con la soppressione della Sovrintendenza, e con la concentrazione di ogni potere nelle mani dell'assessore (che per la seconda volta negli ultimi anni è il governatore stesso), non esiste più alcuno spazio autonomo della scuola trentina dialogante con la Provincia. Perché la Provincia è la scuola. Con un suo vertice politico centralistico che decide tutto da solo, un dirigente generale che ne attua la volontà (spesso dispoticamente) e 8.600 insegnanti che ne devono quotidianamente recepire le direttive senza batter ciglio. Se il presidente dice che non si fanno gli esami di riparazione, non si fanno gli esami di riparazione. Se il presidente dice che non si adotta il 7 in condotta, non si adotta il 7 in condotta. Quello che è avvenuto in questi anni è il trasferimento di ogni funzione che riguarda la scuola alla burocrazia provinciale, con un controllo centralizzato da far rimpiangere quello del Ministero romano, sicuramente meno invadente e soffocante. Tale "rivoluzione" è avvenuta cancellando di fatto il ruolo dei presidi, che sono diventati semplici terminali delle direttive provinciali. Una sorta di capiufficio della struttura, con gli 8.600 insegnanti ridotti a comuni dipendenti provinciali, una parte dei 24.000 che fanno capo a piazza Dante. Tale passaggio è avvenuto ricoprendo di denari i presidi (proprio nei mesi scorsi è avvenuto nel silenzio generale l'ultimo aumento in busta paga, altri 470 euro al mese), che ha portato certi dirigenti scolastici ad uno stipendio di tutto riguardo anche superiore ai 4.000 euro mensili. Nello stesso tempo li ha resi totalmente dipendenti dalla struttura centrale che ogni anno ne decide, in maniera totalmente discrezionale e senza alcun criterio prefissato, la permanenza nell'istituto o il trasferimento dall'altra parte del Trentino. Se si aggiunge poi che è la Provincia che decide chi va a guidare le scuole più grandi, quelle in cui il preside percepisce più soldi, il controllo è totale. E lo dimostra il fatto che oggi non c'è più un preside che pubblicamente osi dire cosa pensa della scuola, della sua conduzione, delle riforme introdotte. O meglio, lo dice appena va in pensione, magari anticipata. Del resto, se per gli insegnanti ci sono criteri di valutazione, per i presidi non ci sono, e così è lasciato alla discrezionalità arbitraria della burocrazia provinciale chi promuovere e chi bocciare. Aver centralizzato e burocratizzato la scuola trentina, soffocandola in buona parte, è forse oggi il limite più grosso e gravido di conseguenze che la "provincializzazione" ha portato. È arrivato il momento di aprire un dibattito su questo e provare a fare una "valutazione" di questi dieci anni, con le tante luci e anche le tante ombre. Del resto, se la Provincia ha potestà totale sulla scuola, perché non ha mai pensato di differenziarsi dal resto d'Italia, ridando autonomia alla scuola, ricreando una Sovrintendenza, una sorta di Consiglio superiore della scuola, che si ponga in maniera dialettica con il vertice provinciale, e non supina a recepire decreti. Peraltro, perfino la Sanità trentina ha una sua azienda sanitaria in cui affrontare le questioni senza dipendere totalmente dall'assessore competente o dal presidente. La scuola no. Anche per la più banale questione deve far riferimento al dirigente generale provinciale, che è il vero capo gerarchico degli insegnanti. Che, tra l'altro, decide chi è destinatario di incarichi extrascolastici nella struttura provinciale, e chi invece deve restare ad insegnare. E così la scuola trentina, che dovrebbe essere la più autonoma d'Italia, finisce per essere quella più dipendente. Non più da Roma, ma da piazza Dante. Un vero paradosso per l'Autonomia speciale. p.giovanetti@ladige.it 07/09/2008.

Torna all'inizio


Cultura, quella poltrona vuota penalizza Milano (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 07-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-09-07 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Le decisioni sul dopo Sgarbi Cultura, quella poltrona vuota penalizza Milano SEGUE DA PAGINA 1 è comprensibile che, dopo il ciclone Sgarbi, si voglia procedere con i piedi di piombo; tuttavia ci pare che questa soluzione non consideri appieno il ruolo dell'assessore alla cultura, che va ben oltre l'organizzazione delle grandi mostre o delle manifestazioni di interesse nazionale, come il Mito. Come ha scritto Salvatore Carrubba - a cui va il merito di una lunga e sana gestione culturale di Milano, che non sempre gli viene riconosciuta - all'assessore "spetta offrire le opportunità perché la ricchezza culturale di una città possa manifestarsi". Queste opportunità stanno dovunque, stratificate e variegate; nelle biblioteche rionali e nei teatri d'avanguardia, nelle fondazioni, negli archivi pubblici e privati, nelle gallerie d'arte e nelle case editrici, nei musei, nelle università, nelle orchestre, nei giornali, nelle accademie... solo a stendere la lista c'è da farsi venire il mal di testa. E chi le trascura, rischia di penalizzare le vere energie quotidiane della città, da cui emerge poi la cultura visibile ai più. Seguire, gestire, coordinare, finanziare (anche se sempre troppo poco!) le mille realtà di questo tipo è un dovere; se non lo si fa, la vivacità della città sarà inevitabilmente compromessa. E solo la presenza capillare di un responsabile ad hoc permette di farlo adeguatamente. Tanto più che a questo lavoro già pesante si aggiungono gli aspetti burocratici. Certo, ci sono uffici che lavorano, con o senza assessore; ma alla fine la mancanza di un numero uno totalmente dedicato provoca un inevitabile allungamento dei tempi della burocrazia; Sgarbi, con tutti i suoi difetti, certo non aveva quello della lentezza. Insomma, l'assessorato alla cultura è un lavoro a tempo pieno, un full time job, nell'inglese caro a chi ci governa. Un impegno impensabile per qualsiasi sindaco, tanto più se, come il nostro, è assillato da questioni gigantesche come la governance dell'Expo. Senza contare il segnale negativo che il protrarsi della situazione rischierebbe di mandare ai non milanesi: continuare a non avere un referente culturale, come l'hanno tutte le città, racconterebbe al mondo di una Milano che non riconosce alla cultura il ruolo di motore propulsore. Andrea Kerbaker.

Torna all'inizio


Un litro di verde a 1.395 euro ma solo per utilizzo nautico (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Venezia, La" del 07-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Prezzo imbattibile al distributore low-cost di Fusina Un litro di verde a 1.395 euro ma solo per utilizzo nautico Benzina verde a 1.395 euro al litro, un vero primato che dimostra la possibilità di abbassare i prezzi alla pompa. Peccato che la benzina verde all'imbattibile prezzo di 1.395 euro (praticato ieri a punta Fusina da un distributore del tutto indipendente), sia ad esclusivo uso nautico, ovvero solo per natanti. Il distributore di punta Fusina (situato in via Moranzani al civico 92) è gestito da Marco Rombolloto su un'area di sua proprietà; un cittadino veneziano che ha combattuto a denti stretti contro burocrazia e diktat degli alti funzionari comunali, per poterlo aprire. C'è voluto, perfino, un ricorso al Tar Veneto dello stesso Rombolotto e una diffida dei suoi avvocati dopo la sentenza a lui favorevole, per convincere il Comune di Venezia a rilasciare la concessione edilizia, indispensabile alla realizzazione dell'impianto. A questo punto c'è da chiedersi perché non esistano in un comune come Venezia distributori indipendenti (le cosiddette "pompe bianche") che possano vendere a prezzi davvero concorrenziali - come quelli praticati da Rombolotto ma solo per i natanti - benzina e gasolio anche agli autoveicoli? Come denunciato dal Movimento Consumatori e da tante altre associazioni di consumatori, ad ostacolare una vera liberalizzazione dei prezzi dei carburanti, è la "soglia" di licenze che danno il diritto di tenere aperto un distributore; una sorta di "numero chiuso" - previsto dalla legge nazionale, la cui applicazione è di competenza regionale - che è chiaramente è totalmente controllato dalle grandi compagnie petrolifere. In sostanza, qualsiasi imprenditore che volesse aprire un distributore low-cost, come quello nautico esistente a Fusina, non può farlo se non comprandosi (a prezzi proibitivi) la licenza di un distributore già esistente, o attendendo l'impossibile "rinuncia" di qualche altro. (g.fav.).

Torna all'inizio


Calderoli: "La service tax? Vedrete, vi stupirà" (sezione: Burocrazia)

( da "Stampaweb, La" del 07-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

ROMA Guarito dall'influenza, ministro Calderoli? "La febbre è andata via". Gliel'hanno fatta venire tutte queste critiche... "Io ho avuto minacce da Bin Laden, figurarsi se mi spavento per certe stupidaggini". Tipo? "Che vorremmo reintrodurre l'Ici". Una palla. "Di più, è l'apoteosi dell'invenzione. Come sostenere che Berlusconi vuole i comunisti al governo... Bum. L'Ici è morta, sepolta. Piuttosto che risuscitarla, l'ho detto, prendo una tanica e mi do fuoco". Però dell'Ici per primo parlò Bossi. "Sì, è vero: alle 3 di notte del 15 agosto usò la parola sbagliata. Ma io mi presi la responsabilità di correggere immediatamente. Ciononostante qualcuno continua a giocarci su". Molti attacchi vengono dalla maggioranza. Come dice il proverbio, Calderoli? Dagli amici... "Non scomodiamo Iddio per così poco. Perché qui stiamo parlando di gente con pochissimo senso dello Stato. Veramente dei mediocri". E perché si agitano? "Magari perché si sentono scontenti della posizione attuale, vorrebbero di più dalla vita. Sperano di brillare agli occhi del Principe". Cioè di Berlusconi. "Ma non mi chieda i nomi". No? "Guai. Nemmeno sotto tortura li caverà fuori". Dicono che il federalismo costa, porterà nuove tasse... "Argomento trito e ritrito". E perché? "Tutti i grandi dell'economia concordano che gli Stati federalisti costano meno di quelli centralisti. Non solo non ci sarà un aumento della spesa, ma nemmeno della pressione fiscale complessiva". Ottime intenzioni, sulla carta. "No, no, concrete. Il progetto di federalismo fiscale passerà al vaglio in sede europea. Tremonti ci tiene particolarmente. E gli esami di sostenibilità che ti fanno in Europa non sono certo all'acqua di rose". Finiremo col ritrovarci due burocrazie, una centrale e una locale? "Ecco l'altra bufala. Nel testo vero che stiamo preparando, non quello in circolazione per colpa di qualche idiota, si indica la via per evitare il rischio della duplicazione. Lo sappiamo perfettamente che, se si mantengono in piedi certe strutture a livello centrale, il federalismo va a gambe per aria. Lo Stato dovrà fare una bella cura dimagrante". Pane e acqua. "Ma per nostra fortuna a occuparsene c'è Brunetta, lui è una garanzia". Qualcuno non lo è altrettanto? "Beh, con certi ministri della Funzione pubblica che ha avuto Berlusconi in passato, saremmo dovuti andare a Lourdes...". Senta cosa sostiene il suo collega di governo Fitto, il quale è pugliese: prima che il federalismo fiscale vada a regime, serviranno cinque anni di transizione. "E' ottimista. Secondo me di anni ce ne vogliono dieci. Formigoni e Galan si incazzino pure, ma io sono per il realismo". Prima di godere i benefici del fisco federale dovremo aspettare il 2018? "No, quelli si avvertiranno da subito, staremo molto meglio tutti: il lombardo, il piemontese e anche il calabrese". D'Alema prevede invece uno spostamento immane di risorse da Sud a Nord... "Io sono preoccupato dalla grande difficoltà di fare certi conti. Beato lui che li ha già fatti". Chiamparino, ministro-ombra Pd, teme che vogliate fare uno "straccetto" di riforma. "Detto da lui mi spiace. Fa pensare che qualcuno gli abbia dato una tirata d'orecchi rispetto a una sua eccessiva disponibilità...". Ci chiarisca come funziona questa "service tax". "I dettagli non li racconto finché non avrò l'ufficialità". E quando arriverà il timbro? "In settimana vedrò Berlusconi. Speriamo dopo di procedere in fretta". Tremonti, come la pensa? "Sulla service tax è gasatissimo, gli piace anche il nome". Alla mia mamma come la spiego? "Tutto quello che viene offerto dal Comune in termini di servizi, dall'aiuola alla pulizia del marciapiede, dal parcheggio all'acqua che ti arriva fino a casa, verrà coperto da questa tassa". Pagheremo insomma non per la casa in proprietà ma per i servizi. In pratica cosa cambia? "Che magari risparmieremo, dico a titolo di esempio, un dieci per cento di Irpef". Oppure pagheremo di più per finanziare qualche festa che piace al sindaco... "Scialacquerà una volta sola, perché la gente lo giudicherà e non sarà più rieletto". Con chi ce l'ha quando denuncia: "Sento in azione i cannoni del centralismo"? "Non pensi necessariamente ai politici. Quando si prova a passare dalla spesa storica a quella standard, allora vengono fuori resistenze gigantesche. Si toccano le burocrazie, gli amministratori allegri, quelli che rubano... Prima di cominciare ho fatto i conti. Fra un po' li tirerò fuori". E cosa risulta? "Che il risparmio reso possibile dalla riforma vale tanto quanto qualche legge finanziaria". La Lega vola nei sondaggi. Non è che qualche vostro partner ha cominciato a preoccuparsi? "La nostra crescita non deve intimidire. E sbagliano se provano ad arginarla. Meglio se ne colgono il lato buono".

Torna all'inizio


Uffici chiusi, termiti a lavoro (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 07-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Prov Medio Camp Pagina 3039 Villacidro. Il restauro nella chiesa di Santa Barbara bloccato da un banale intoppo burocratico Uffici chiusi, termiti a lavoro Villacidro.. Il restauro nella chiesa di Santa Barbara bloccato da un banale intoppo burocratico Emergenza per gli arredi sacri del Settecento --> Emergenza per gli arredi sacri del Settecento Le termiti stanno divorando gli arredi sacri della chiesa di S.Barbara. Progetto-restauro fermo alla Regione. A Villacidro le termiti divorano gli arredi sacri nella chiesa di Santa Barbara. Un banale intoppo burocratico blocca il finanziamento del restauro e il Comune cerca invano da settimane un contatto con gli uffici regionali. Intanto i temibili insetti distruggono la bussola e minacciano un confessionale, la paratora, il coro, l'organo a canne e diverse statue lignee, tutti pezzi di valore che risalgono al Settecento. Dopo mesi d'attesa, il parroco don Giovannino Pinna decide di sospendere i lavori: "Sta per iniziare l'anno pastorale, non posso lasciare la chiesa ingombra, spero che almeno la bussola venga sistemata". POLVERE Gli arredi settecenteschi in legno della parrocchiale intitolata alla santa patrona rischiano di finire in polvere. Una colonia di termiti sta facendo scempio della bussola. Il grande portone interno due mesi fa si è improvvisamente spezzato nella parte alta, proprio a causa delle crepe provocate dall'incessante lavorio degli insetti. Il Comune ha fatto puntellare la struttura, che regge una balaustra su cui poggia l'organo risalente anch'esso al diciottesimo secolo. Ma nulla ha potuto contro le ingessature della burocrazia, nel tentativo di sbloccare rapidamente i finanziamenti: " La giunta regionale ha deliberato, stiamo aspettando il decreto per poter estendere l'affidamento, vista l'urgenza del caso", spiega Franco Mura, assessore ai Lavori pubblici. DECRETO Senza decreto non sarà possibile dare incarico all'impresa di procedere con il restauro, per il quale sono disponibili almeno 190 mila euro: "Sarebbe preferibile assegnare il compito alla medesima ditta che sta già lavorando in chiesa, i tempi si allungherebbero se dovessimo bandire una nuova gara". Mura si è pure recato di persona a sollecitare gli uffici di viale Trento a Cagliari: "Ma ho sempre avuto difficoltà a rintracciare la funzionaria che si occupa di emanare materialmente il decreto. È un intervento urgente e sarebbe auspicabile avere il decreto a breve, così potremo avviare i lavori". SOPRALLUOGO Nel frattempo le termiti non si concedono tregua, però la sovrintendenza ha effettuato un sopralluogo solo martedì scorso. Un ritardo che contribuisce ad accrescere la preoccupazione del parroco per l'integrità degli arredi. C'è infatti il rischio che, dopo la bussola, gli ingordi animaletti attacchino anche altri pezzi di valore risalenti al Settecento, l'organo sovrastante, un confessionale, il coro dietro l'altare maggiore, la paratora nella sacrestia e le statue lignee. IL PARROCO "Se le termiti invaderanno la chiesa, qualcuno dovrà rispondere di una grave negligenza - dice don Pinna - ma adesso la cosa più urgente è occuparsi della bussola, gli interventi sulle cappelle possono aspettare", aggiunge, facendo riferimento ai dipinti sui quali stanno operando i restauratori della sovrintendenza. L'anno pastorale è alle porte, il sacerdote intende evitare ai parrocchiani i disagi di un cantiere aperto: "Bloccherò tutti gli altri lavori interni, ma è davvero scandaloso che la burocrazia abbia il potere di rallentare un progetto così importante". Solo le termiti sembrano immuni al fermo, incuranti degli uomini e dell'arte. SIMONE NONNIS.

Torna all'inizio


OPPEANO. Esposti e proteste dei residenti di un quartiere di Vallese per musica e schiamazzi (sezione: Burocrazia)

( da "Arena.it, L'" del 07-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Locale fracassone? Le analisi tacciono Ancora ignoti i risultati del primo controllo mentre il secondo è saltato perché il "Mime's" era in ferie   &nbsp Zeno Martini Un intero quartiere tenuto in scacco da un locale e dalla burocrazia. Il primo è il "Mime's disco pub", accusato in una serie di esposti inviati in municipio di costringere all'insonnia i residenti delle vie Cimarosa, Bassa, Ponchielli e Peccana, a Vallese, con la musica ad alto volume e gli schiamazzi dei suoi avventori. La seconda colpevole di allungare i tempi dei controlli che avrebbero già dovuto stabilire se quel locale è da considerarsi "fracassone" o meno. In attesa di nuove puntate, intanto, il quartiere si gode le poche notti di calma derivate dalla chiusura per ferie del "Mime's pub" che, per l'occasione, si è trasformato in un cantiere per alcune manutenzioni. Il braccio di ferro, per la verità, va avanti da due anni: da quando, cioè, il nuovo locale ha preso il posto dello storico bar "Fra' Canapa" famoso per il suo karaoke. Il problema nasce dal fatto che il pub fa musica all'aperto: un'attività vietata dalla sua licenza, come ufficializzato nell'ordinanza di chiusura emessa dal sindaco Alessandro Montagnoli pochi mesi dopo l'arrivo della nuova gestione. Un sopralluogo dei vigili urbani aveva infatti verificato le disparità nella denuncia di inizio attività. Ma il locale riaprì alcuni giorni dopo riprendendo - secondo l'accusa dei residenti - con la discoteca all'interno e l'"happy hour" all'esterno. La conseguenza: "Musica a tutto volume, viavai di mezzi, sgommate e chiasso fino alle 4 del mattino", c'è scritto nei diversi esposti. Non solo: "Sebbene ci sia il limite dei 40 chilometri orari, nessuno li rispetta. Ed a questo si aggiungono le burla: capita spesso che vengano a suonarci i campanelli nel cuore della notte. E nel giugno dello scorso anno abbiamo anche trovato una siringa usata per strada". La serie ininterrotta di lettere ed esposti ha portato il sindaco Montagnoli ad ordinare un rilevamento del rumore prodotto dal disco pub nella casa di un abitante vicino all'esercizio: controllo eseguito l'8 agosto scorso tra le 22 e le 24. Ad oggi non è ancora possibile però sapere se il livello superava i 35 decibel fissati come limite dal piano di zonizzazione acustica comunale. "Per la verità quella sera stranamente la musica era più bassa", spiegano i residenti. "Comunque i tecnici ci hanno promesso che per poter fare le cose per bene e poter registrare anche il rumore di fondo sarebbero dovuti tornare per un secondo rilevamento". Fissato per lo scorso 29 agosto ma poi rinviato all'ultimo momento dal sindaco al 5 settembre. Peccato che venerdì scorso il locale fosse chiuso per ferie e con le impalcature per i lavori già montate. Amara la conclusione dei residenti, sintetizzata in una scritta vergata a vernice indelebile su un cartello appeso all'inizio di via Cimarosa - "Grazie al sindaco Montagnoli per le notti bianche che ci regala" - costata una denuncia contro ignoti firmata dallo stesso primo cittadino, dopo che vigili avevano suonarto a tutti i campanelli della strada per cercare i responsabili.

Torna all'inizio


Ancora ignoti i risultati del primo controllo mentre il secondo è saltato perché il <Mime's> era in ferie (sezione: Burocrazia)

( da "Arena.it, L'" del 07-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

OPPEANO. Esposti e proteste dei residenti di un quartiere di Vallese per musica e schiamazzi Locale fracassone? Le analisi tacciono Ancora ignoti i risultati del primo controllo mentre il secondo è saltato perché il "Mime's" era in ferie   &nbsp Zeno Martini Un intero quartiere tenuto in scacco da un locale e dalla burocrazia. Il primo è il "Mime's disco pub", accusato in una serie di esposti inviati in municipio di costringere all'insonnia i residenti delle vie Cimarosa, Bassa, Ponchielli e Peccana, a Vallese, con la musica ad alto volume e gli schiamazzi dei suoi avventori. La seconda colpevole di allungare i tempi dei controlli che avrebbero già dovuto stabilire se quel locale è da considerarsi "fracassone" o meno. In attesa di nuove puntate, intanto, il quartiere si gode le poche notti di calma derivate dalla chiusura per ferie del "Mime's pub" che, per l'occasione, si è trasformato in un cantiere per alcune manutenzioni. Il braccio di ferro, per la verità, va avanti da due anni: da quando, cioè, il nuovo locale ha preso il posto dello storico bar "Fra' Canapa" famoso per il suo karaoke. Il problema nasce dal fatto che il pub fa musica all'aperto: un'attività vietata dalla sua licenza, come ufficializzato nell'ordinanza di chiusura emessa dal sindaco Alessandro Montagnoli pochi mesi dopo l'arrivo della nuova gestione. Un sopralluogo dei vigili urbani aveva infatti verificato le disparità nella denuncia di inizio attività. Ma il locale riaprì alcuni giorni dopo riprendendo - secondo l'accusa dei residenti - con la discoteca all'interno e l'"happy hour" all'esterno. La conseguenza: "Musica a tutto volume, viavai di mezzi, sgommate e chiasso fino alle 4 del mattino", c'è scritto nei diversi esposti. Non solo: "Sebbene ci sia il limite dei 40 chilometri orari, nessuno li rispetta. Ed a questo si aggiungono le burla: capita spesso che vengano a suonarci i campanelli nel cuore della notte. E nel giugno dello scorso anno abbiamo anche trovato una siringa usata per strada". La serie ininterrotta di lettere ed esposti ha portato il sindaco Montagnoli ad ordinare un rilevamento del rumore prodotto dal disco pub nella casa di un abitante vicino all'esercizio: controllo eseguito l'8 agosto scorso tra le 22 e le 24. Ad oggi non è ancora possibile però sapere se il livello superava i 35 decibel fissati come limite dal piano di zonizzazione acustica comunale. "Per la verità quella sera stranamente la musica era più bassa", spiegano i residenti. "Comunque i tecnici ci hanno promesso che per poter fare le cose per bene e poter registrare anche il rumore di fondo sarebbero dovuti tornare per un secondo rilevamento". Fissato per lo scorso 29 agosto ma poi rinviato all'ultimo momento dal sindaco al 5 settembre. Peccato che venerdì scorso il locale fosse chiuso per ferie e con le impalcature per i lavori già montate. Amara la conclusione dei residenti, sintetizzata in una scritta vergata a vernice indelebile su un cartello appeso all'inizio di via Cimarosa - "Grazie al sindaco Montagnoli per le notti bianche che ci regala" - costata una denuncia contro ignoti firmata dallo stesso primo cittadino, dopo che vigili avevano suonarto a tutti i campanelli della strada per cercare i responsabili.

Torna all'inizio


Marco Nanì soddisfatto<Ottenuti risultati concreti> (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 07-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Scerbature Marco Nanì soddisfatto "Ottenuti risultati concreti" La giunta municipale ha approvato ieri un provvedimento che segna una svolta nei criteri di valutazione dei dirigenti. "Per la prima volta nella storia dell'Ente - dichiara il sindaco, Giuseppe Nicosia - la giunta municipale di Vittoria ha approvato un provvedimento che segna una svolta nel rapporto con la burocrazia e la dirigenza del Comune, a conclusione di un iter che ha visto coinvolti nucleo di valutazione e sindacati. Fermo restando il diritto inalienabile allo stipendio, le altre due voci della busta paga dei dirigenti, indennità di posizione e indennità di risultato, che prima venivano distribuite a pioggia, e in maniera indiscriminata, senza tenere conto né dell'impegno, né dei risultati concreti, subiranno sensibili variazioni. Lo stipendio sarà uguale per tutti i dirigenti, ma le indennità varieranno secondo i criteri della meritocrazia e dell'efficienza. Per quanto riguarda l'indennità di posizione, i criteri di valutazione saranno legati a vari parametri quali la rilevanza del bilancio gestito dal settore specifico, il numero dei dipendenti e degli uffici seguiti dal dirigente, la complessità e l'approfondimento giuridico-amministrativo delle tematiche trattate. Per quanto riguarda l'indennità di risultato, che varierà da mille a 12 mila euro, questa dipenderà dagli effettivi risultati conseguiti e dalle risposte che verranno date all'utenza e nei confronti degli indirizzi programmatici dell'amministrazione. Sappiamo di avere una buona dirigenza al comune di Vittoria e vogliamo valorizzare quelli che sanno governare la macchina amministrativa e dare risultati concreti. Quelli che, invece, non lavorano per soddisfare le esigenze della gente o lavorano senza grandi risultati troveranno meno soldi in busta paga. Confido che questo porti ad ottenere maggiori risultati positivi nell'attività amministrativa e che comporti uno stimolo e un impegno maggiore. E' questo il primo obiettivo della meritocrazia che premia chi lavora e ottiene risultati, mentre va a toccare la tasca di chi risultati non ne dà".

Torna all'inizio


<Un pronto soccorso tra i più attrezzati> (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 07-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Acireale. Ieri la visita a sorpresa del direttore dell'Ausl3 "Un pronto soccorso tra i più attrezzati" a.c.) È andata a buon fine l'interrogazione presentata lo scorso 11 agosto dal consigliere comunale Pd, Nando Ardita, relativa ad una incongruenza rilevata dallo stesso nelle date di convocazione di tre conferenze di servizi del Suap (Sportello unico per le attività produttive). Ardita ha richiesto al sindaco e ai responsabili dello Sportello di ben evidenziare la data di affissione nella pubblicazione di manifesti informativi delle suddette conferenze e il rinvio ad altra data delle stesse a cui è stata data pubblicità con manifesti privi dei suddetti elementi. Il 2 settembre nella risposta all'interrogazione, il dirigente coordinatore dello Sportello, Salvatore Scibilia, ha dato ragione al consigliere; la nota informa infatti che "da un'attenta lettura degli atti si è riscontrata un'incongruenza fra la data di pubblicazione del manifesto e la data di pubblicazione all'Albo Pretorio". Da qui la decisione di annullare le conferenze al fine di evitare eventuali atti che avrebbero potuto invalidare le stesse. Accolta anche un'altra richiesta avanzata dal consigliere: pubblicare anche sul sito internet del Comune le convocazioni delle conferenze. "Insomma - ha commentato Ardita - la vittoria della tanto vituperata burocrazia, che ha corretto con prontezza un errore compiuto, sulla politica rimasta invece in silenzio".

Torna all'inizio


Le biglietterie Fs sono disorganizzate (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 07-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

La parola ai lettori Le biglietterie Fs sono disorganizzate Lettere ed e-mail vanno inviate a:LA STAMPA REDAZIONE DI SAVONA p.za Marconi, 3/6 - 17100 Savona Fax: 019 810.971, e.mail: savona@lastampa.it Preghiamo i lettori di essere sintetici. I testi privi di generalità, indirizzo e recapito telefonico non saranno pubblicati.Seguo con attenzione gli articoli sui problemi delle Ferrovie e le lettere che arrivano su questo tema. Se permettete aggiungo anche la mia, relativa ad una situazione che si ripete ogni giorno alla biglietteria di Savona, ma anche a Finale ed Albenga. Purtroppo per chi deve partire in fretta si trova davanti viaggiatori che prenotano biglietti per il mese successivo o che fanno domande su orari per partenze ed arrivi dei giorni successivi. Domanda: non si potrebbe creare uno sportello a parte per questi signori e lasciare libero quello usato da chi parte con premura? MARCO PARODI ALBENGA Risponde Gian Paolo Carlini: "In alcune stazioni, come a Savona, esiste l'ufficio informazioni. In altre invece i dipendenti delle biglietterie devono a volte rispondere a domande di viaggiatori spesso inesperti. Bisogna aggiungere, a parziale difesa di Trenitalia, che in ogni stazione esistono tabulati aggiornati sui treni quotidiani e sulle loro fermate, ma per molti, specialmente per le persone anziane la consultazione è difficile". Riaprono le scuole Una riflessione Lasciamo che gli studenti raccolgano... l'attimo fuggente. Insegnare per far crescere la Fantasia. Anche a Savona progetti vincenti? Un nuovo anno scolastico sta per iniziare, con i suoi "se" e i suoi "ma". Come sempre. E, come sempre, si inizia nella sfiducia: libri sempre più cari, insegnanti a volte poco motivati, genitori a cui interessa solo la promozione dei propri figli, alunni che si impegnano sempre meno. Inarrestabile pessimismo, che del resto ci soffoca in questa società ultra moderna ma senza "cuore", o qualunquismo da "quattro soldi"? Forse entrambe le cose. Quello che manca in parecchie situazioni è l'insegnamento del professore nel bellissimo film di anni or sono "L'attimo fuggente". Si pensa, erroneamente, che lo studio sia solo leggere un libro ed imparare ciò che su di esso c'è scritto. Il testo è solo un mezzo. Il resto deve venire da quel momento... fuggente in cui docente e discente instaurano una visione similare e si lasciano quasi inebriare dalla voglia del "sapere" e del "conoscere", nella curiosità della ricerca. La scuola, diciamolo francamente, non è mai piaciuta a nessuno... eppure ognuno di noi si ricorderà di certe lezioni che "hanno lasciato il segno" proprio perchè in esse si insegnava non una materia specifica, ma "l'arte del vivere" e "il piacere dell'essere". Erano lezioni dove la fantasia ci portava molto al di là del semplice studio, dove non c'era la necessità di studiare per ripetere quasi a memoria la lezione imparata; ma la certezza che una riflessione comune potesse far sì che fossiamo ("lanciati negli anni a venire". No, non si tratta di programmazioni diversificate, ma di frustrazioni che ci portiamo dentro. Burocrazia imperante, nella scuola come in altri settori specifici. Registri da verbalizzare, voti da certificare, riunioni logoranti da sviluppare. A Savona in quasi tutte le scuole, si stanno svolgendo interessanti progetti sia sul territorio sia in ambito pre-professionale.Si faccia in modo che possano essere divulgati, arricchiti e discussi. Si formi una "Scuola degli alunni". Un'esperienza molto valida. Grazie alle navi da crociera, abbiamo settimanalmente un'affluenza di turisti che trascorrono qualche ora nella nostra città. Perché non far sì che gruppi di alunni accompagnino i visitatori a vedere e conoscere le bellezze della nostra città? Si otterrebbero due risultati: maggior coinvolgimento degli ospiti e un impegno sociale da parte dei più giovani; che oltre tutto verrebbero stimolati ad intercalarsi quali "soggetti civili" nella propria realtà. Stimolazione, creatività e fantasia: una miscellanea vincente. MAURO TERESIO CIARLO SAVONA.

Torna all'inizio


Pdl/ La Russa: Nel nuovo partito portiamo tutta la nostra (sezione: Burocrazia)

( da "Virgilio Notizie" del 07-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Identità Nessuna aria di nostalgia, non saremo ospiti in casa altrui postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Mirabello (Ferrara), 7 set. (Apcom) - A Mirabello, per la festa del tricolore di Alleanza nazionale, non c'è "nessun aria di nostalgia" ma nemmeno un "clima di ultima festa". Anche perché il progetto per la costituzione del Pdl sta andando avanti e il ruolo di An all'interno del nuovo partito sarà determinante non da "ospiti in casa altrui": a differenza del passaggio tra Msi e An (quando il partito di Almirante dovette 'abbandonare' una parte dell'identità del Movimento sociale italiano), ora nel Pdl "porteremo tutta la nostra identità". Ne è convinto il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, reggente di An, oggi a Mirabello per chiudere l'ultima festa del tricolore. "Non c'è ancora questo clima da ultima festa - assicura La Russa - anche perché il prossimo anno ci sarà, proprio qui a Mirabello, la prima festa del Pdl. Tredici anni fa Fini a Fiuggi disse 'lasceremo la casa del padre per la casa di una nuova famiglia'". Ora le cose son diverse: "Una cosa è certa: mai ospiti in casa altrui - continua il ministro - e nessuno ci ha neanche mai provato a chiedercelo. A differenza di Fiuggi questa volta, poiché i conti con la storia li abbiamo già fatti, portiamo nel Pdl tutta la nostra identità. Anzi, l'identità di An sarà trainante nel Pdl". Prima di affrontare i militanti di An nell'ultimo comizio, La Russa aggiunge: "Il nuovo partito non deve essere monoidentitario" e salva alcuni principi storici di An e alcuni messggi ancora attuali di Almirante, come, spiega La Russa "il tentativo costante di fare qualcosa per amore della propria patria" e la sua "capacità di immaginare sempre qualcosa in avanti". "Vogliamo un partito leggero - aggiunge il reggente di An - dinamico, con poca burocrazia, leggero che non vuol dire senza regole certe. Un partito senza burocrazia elefantiaca, capace di rappresentare il territorio, ancorato a regole precise all'interno del quale sono chiare le linee gerarchiche e i luoghi di decisione". Ora occorre abbandonare, secondo La Russa, tutte le polemiche e proseguire con decisione alla costituzione del nuovo partito: "Quest'estate ci sono state polemiche tra me e Verdini (coordinatore nazionale di Forza Italia, ndr) ma erano tutte invenzioni della stampa. Quello che conta è il vero confronto e il dibattito serio iniziato l'altra sera a casa di Berlusconi e avviato a una conclusione rapida. Ascolteremo tutte le istanze, c'è bisogno di moltiplicare i luoghi di incontro e di confronto".

Torna all'inizio


Lavoriamo tutti insieme per chi vive nel disagio - luigi merola (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 08-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina VI - Napoli LAVORIAMO TUTTI INSIEME PER CHI VIVE NEL DISAGIO LUIGI MEROLA H o letto con grande attenzione, su "Repubblica" di alcuni giorni fa, la riflessione del professore Fulvio Tessitore, già rettore dell'università Federico II, persona di grande cultura e onestà intellettuale, da sempre aperta al dialogo e al confronto. Certamente il tema della morte fisica è degno di grande attenzione. Ma, mi chiedo con un po' di rammarico, perché dobbiamo sempre dividerci tra credenti e laici sull'inizio della vita e sulla sua fine e non possiamo invece lavorare insieme sempre di più sulla qualità della vita? Quello che dovrebbe inquietarci tutti i giorni, quello che non dovrebbe dare pace alle nostre coscienze di laici o cattolici è la difficoltà con cui tante donne e tanti uomini vivono la loro esistenza. Proprio il professore Tessitore è stato tra i primi che, con il nostro cardinale Crescenzio Sepe, ha aperto un confronto vero sulla cultura, sulla condizione umana e sulla nostra città. Non dimentichiamo, tra le tante occasioni di confronto, l'iniziativa voluta dallo stesso arcivescovo di Napoli nel periodo dell'Avvento 2007, dal titolo: "In dialogo con la città". Grandi esponenti della nostra cultura napoletana come Erri De Luca, Aldo Masullo e lo stesso Tessitore, furono invitati da Sepe a parlare ogni mercoledì in Cattedrale su alcune tematiche della città, le cosiddette emergenze, i cui effetti continuano purtroppo ad essere ben visibili a tutti, ogni giorno. Questo dobbiamo fare: continuare e crescere nel dialogo, ma soprattutto lavorare insieme per questa umanità sofferente. Ricordo sempre che quando ero parroco nella chiesa di Forcella, molti mi chiedevano: ma quante anime fa la tua parrocchia? E io rispondevo: anime? Io vedo e conto le persone: ci sono diecimila persone da amare e per le quali dare la vita. Infatti ci sono tanti papà, come quelli che ho incontrato nella fondazione istituita tempo fa, che hanno perso il lavoro e la loro dignità. Ho incontrato tante mamme, in questi giorni, che sono venute già a chiedermi aiuto, perché non riescono a comprare i libri per i loro ragazzi che devono tornare a scuola. Occupiamoci della vita, quella "vera" come ci ricorda Gesù nel Vangelo. C'è tanta gente che non riesce a fare la spesa, a comprare le medicine per curarsi, tante famiglie disperate perché hanno perso il lavoro, tanti immigrati che vivono privi di ogni diritto di cittadinanza. Basta camminare per la città e ci accorgiamo che il mondo è diviso ancora tra ville e baracche, tra potenti e indifesi. Ricordo la storia di quel tale che ha perso tutto a causa di una serie di ingiustizie avvenute dopo aver acquistato casa a Casalnuovo. Costruzioni vendute e apparentemente regolari, ma che di legale non avevano proprio nulla. In tanti anni questo signore è stato vittima di gravissimi reati e omissioni di doveri di ufficio. è un padre di tre figli, felicemente sposato dal 1981. Ora si trova, dopo l'acquisto della casa, con una famiglia distrutta dalla burocrazia e dalla lentezza della giustizia, che gli fa perdere l'abitazione. Oggi vive nella disperazione e nell'abbandono. La Chiesa di Napoli è chinata su questi problemi e sulle difficoltà della sua gente. Quel bacio alla terra di Scampia che il nostro arcivescovo, appena arrivato a Napoli, volle dare, è il segno visibile di una comunità che tutta insieme vuole servire questa umanità. Incontriamoci e uniamo i nostri sforzi con tutti quelli che, pur non avendo una fede, vogliono lavorare per l'uomo. Alla fine della nostra vita Gesù ci chiederà soltanto se lo abbiamo servito e amato negli ultimi di questa terra: malati, carcerati, affamati e null'altro.

Torna all'inizio


Ughi: "aiutiamo la musica e investiamo sui giovani" - luigi di fronzo (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 08-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina X - Milano Il consiglio Ughi: "Aiutiamo la musica e investiamo sui giovani" Alla Moratti suggerisco di rifare la Sala Verdi del Conservatorio: via la moquette per migliorare l'acustica All'Auditorium per MiTo "Qui il pubblico è competente ma i problemi sono tanti" LUIGI DI FRONZO Polemista nato, corrosivo e passionale nelle sue arringhe contro il malcostume musicale in Italia, Uto Ughi lo è da sempre. Sessantaquattro anni, il violinista lombardo che debuttò quando ne aveva sette al Teatro Lirico per poi studiare fra l'altro con George Enescu fra Parigi e Siena, iniziando un'impressionante carriera internazionale di solista con un nobile e aristocratico gusto classico (mai un'escursione nel secondo Novecento o nel primo barocco con taglio filologico, né tantomeno nell'aborrita musica di confine) non ha mai smesso di polemizzare. Domani sera si riaffaccia nel prediletto Auditorium della Verdi ("lì almeno la qualità della sala è buona") su un programma di amabile eleganza che filtra il Settecento di Mozart (Divertimento K 138, Concerto K 216), Viotti (Concerto n.22) e Haydn (Sinfonia in re maggiore) scavato fra i leggìi della Wiener Kammerorchester. Maestro Ughi, è servito a qualcosa denunciare in televisione (anche da Fazio in "Che tempo che fa") tutti i problemi della musica in Italia? "Più che polemizzare io cerco di mettere l'accento sul futuro della cultura e della musica, risveglio l'attenzione su alcune questioni: l'acustica dei teatri (ora stanno rifacendo il San Carlo a Napoli, speriamo in bene), lo scioglimento delle grandi orchestre partito dai complessi della Rai (Tokyo ha 15 orchestre, la Germania 150) e l'educazione nelle scuole. Quando si semina in genere i risultati non arrivano subito, ma più tardi: io mi auguro che a furia di battere certi argomenti, qualcosa si muova. Ho anche suggerito a Fabrizio Del Noce di fare qualcosa su Raiuno, così a giugno una troupe della Rai mi ha seguito durante i concerti, e io ho potuto spiegare i brani prima di suonarli. Sono piccole gocce nel mare, ma senza di queste ci sarebbe il vuoto assoluto". Se a Milano il sindaco Moratti le affidasse un ruolo nell'assessorato alla cultura, da dove partirebbe il suo lavoro? "Se fosse una consulenza l'accetterei perché non ho mai dato un colore politico alle mie battaglie. Forse partirei dalla Sala Verdi del Conservatorio, il cui restyling di qualche anno fa ha peggiorato l'acustica del 50%. Non ci vorrebbe molto a porvi rimedio, basterebbe togliere i 50 centimetri di moquette e mettere il legno, per far tornare tutto come prima. Io ammiro la Moratti: è una sfondatrice, dinamica e di polso, però va detto che quando mi chiamò anni fa per una consulenza al ministero dell'educazione non venne fuori granché. Sarà stata colpa della burocrazia... ". A Milano suona spesso, anche 3 o 4 volte per stagione. "Sì, c'è sempre stato un pubblico attento, fedele e di tradizione. MiTo è un'operazione colossale, speriamo che dia i suoi buoni frutti, ma il divario dell'occidente con l'oriente è sempre più grande. Io suono spesso fra Cina, Corea e Giappone, là si investe moltissimo - anche istituzionalmente - sulle orchestre giovanili. Da noi ci sono ragazzi straordinari che escono dal Conservatorio e restano disoccupati". C'è qualche progetto importante per i prossimi mesi? "Sì, sono felicissimo di andare per la prima volta in Israele per una serie di concerti con la Israel Philarmonic. è affascinante andare nella culla del violinismo, visto che i grandi virtuosi da Menuhin a Stern e Oistrakh erano tutti ebrei. Il sangue ebraico per il violino è molto importante e anche la pace può partire da qui, visto che Barenboim è riuscito a far suonare insieme arabi e palestinesi nella stessa orchestra".

Torna all'inizio


In viaggio con Ingrid (sezione: Burocrazia)

( da "Unita, L'" del 08-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Maurizio Chierici Commenti Betancourt in Italia Mentre scrivo, Ingrid Betancourt sta parlando in teleconferenza dal palazzo di Vetro delle Nazioni Unite. L'Unesco l'aveva invitata a Parigi ma Ingrid ha lasciato l'Italia per andare a New York. Melanie, la figlia, è sotto esami: la immagina nervosa come ogni ragazza sui libri prima delle domande. Adesso che può non la lascia sola. Frequenta la stessa università di Martina, ragazza grande di Veltroni; abitano nello stesso quartiere. Durante la cena familiare (famiglia Betancourt, famiglia Veltroni, Lella e Stefano Angelini, amici che la accompagnano ovunque) Ingrid scopre che le ragazze vivono vicine senza conoscersi. Chiede telefono e indirizzo. Le riunirà per sentirle parlare. I cinque giorni italiani sono finiti a Pisa nella burocrazia che le compagnie americane impongono dopo l'11 settembre. Sul suo passaporto francese (come nel pass di ogni altro paese Ue) manca l'indirizzo della residenza. C'è solo la città. Ingrid sperduta: "Non so cosa dire... ". Si aggrappa alla madre che fa il nome della strada di Parigi dove abita Astrid, l'altra figlia di Yolanda. I controllori tranquillizzano: "Non si preoccupi, signora. La conosciamo bene. Sapesse quanto abbiamo sperato. Adesso è qui... ". Prima di infilarsi nell'aereo parole d'addio: "Ho visto tante gente, ho ricevuto tanto affetto. È stato come se qualcuno avesse appoggiato un ramo di fiori sul mio cuore. Ne avevo bisogno, lo porterò sempre con me". La sera dell'arrivo a Roma si preoccupava per le domande, sempre le stesse, e per quello stringersi attorno fino a soffocarla mentre i servizi invisibili francesi e nostrani sgomitavano per farla respirare. Ingrid pallida, Ingrid dagli occhi bassi. L'ossessione del pericolo a volte ritorna. Ha attraversato Roma, Firenze Pisa come straniera che riscopre un mondo un po' perduto e un po' sconosciuto. In un angolo del palazzo della Provincia di Roma, Giuliana Sgrena si scioglie dal lungo abbraccio con l'affetto di chi ha provato lo stesso smarrimento quando è tornata. "Vuoto che non passa mai. A volte la gente non capisce. Dopo tanto tempo, davanti a un foglio bianco, può ancora succedere di non trovare le parole". segue a pagina 25.

Torna all'inizio


I diportisti senza un attracco (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 08-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Provincia di Sassari Pagina 7024 Porto Torres. Cinque mesi di proteste non sono serviti a nulla I diportisti senza un attracco Porto Torres.. Cinque mesi di proteste non sono serviti a nulla --> Il pontile adagiato in banchina invece che sull'acqua manda su tutte le furie i diportisti sfrattati dallo scalo. Cinque mesi di proteste, lettere, manifestazioni e scioperi in mare non sono serviti a smuovere le acque della burocrazia. Eppure la soluzione per far rientrare in porto le barche sarebbe a portata di mano: dall'inizio di agosto i blocchi di un nuovo dente d'attracco, che diventerà parte integrante del porto turistico in costruzione, poggiano sul molo di cemento anziché sul mare. "Basterebbe che qualcuno decidesse di dare il la ai lavori senza aspettare che le imbarcazioni si sciolgano al sole. È un mese che blocchi e lastre del pontile sono in bella vista, ma nessun politico sembra essersene accorto. E intanto le nostre barche, soprattutto quelle in legno, marciscono nell'indifferenza", afferma Angelo Dedola, portavoce dei pescatori del tempo libero. Da oltre 150 giorni una cinquantina di diportisti si sta battendo per rientrare nello scalo. Erano stati allontanati poco prima dell'avvio del cantiere adiacente alla sede della Capitaneria. Dopo le prime proteste per lo sfratto il Consiglio comunale aveva rassicurato tutti: il problema era facilmente risolvibile e in già ad aprile si sarebbe provveduto alla posa di un attracco provvisorio nell'area della piccola pesca. In realtà non è mai successo nulla e nel frattempo la patata bollente è passata nelle mani dell'autorità portuale, facendo quasi tirare un sospiro di sollievo agli amministratori turritani. I diportisti hanno protestato con striscioni sotto il Comune, inviato lettere alla sede centrale dell'authority a Olbia, manifestato in mare. Ora giurano che la battaglia proseguirà, e a essere presa di mira sarà come sempre l'amministrazione. "L'ente di un paese a noi vicino è stato più lungimirante. Come mai?", dice Dedola, srotolando un documento che proviene dall'Ufficio tecnico del Comune di Stintino. Anche il piccolo paese sul Golfo ha dovuto procedere a lavori di ristrutturazione del porto turistico. Ma lì il posto ai diportisti in un pontile di riserva è stato trovato immediatamente, con una spesa una tantum tutto sommato contenuta: 180 euro per un approdo straordinario che a Porto Torres è ancora un miraggio. S. S.

Torna all'inizio


<La mia danza per la libertà> (sezione: Burocrazia)

( da "Adige, L'" del 08-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il festival Parla il cinese Willy Tsao, grande protagonista di "Oriente Occidente" con tre appuntamenti "La mia danza per la libertà" ELENA FRANCESCHINI ROVERETO - Già nel nome, Willy Tsao, unisce l'oriente con l'occidente. E anche se ad Hong Kong l'usanza di scegliere un nome dell'ovest esiste per facilitare la memoria di tutti, con Willy Tsao segna quasi l'inizio scritto di un destino di vita. Infatti, per mestiere, ha scelto di promuovere la danza moderna, arte con forti radici in Europa e in America, e di mescolarla con l'universo creativo cinese. Con grandissima forza d'animo, inoltre, ha ribaltato forzature politiche catalogando opere coreografiche sparse nel tempo e oppresse dalla rivoluzione culturale per riportarle ai giorni nostri. L'abbiamo incontrato a Rovereto, ospite di "Oriente Occidente" con tre appuntamenti, questo formidabile direttore di compagnie che dallo sguardo e dall'affabulazione fa trasparire un entusiasmo non comune per il suo lavoro tanto che, con mente un po' retorica, viene da chiedergli cosa lo renda felice sapendo che la risposta rientra di sicuro nel mondo della danza. Infatti, al momento della domanda, s'illuminano gli occhi e afferma: "In Cina ci sono ottimi danzatori ma pochi registi e direttori, così penso di fare qualcosa di utile. Mi interessa inoltre promuovere la libertà d'espressione perché nel momento in cui tutti possono esprimersi anche la danza verrà compresa meglio e con questo lavoro di divulgazione la mentalità è già cambiata. Per esempio, prima da noi si pensava che ci fosse solo un modo corretto di fare danza. Adesso si pensa che qualsiasi modo vada bene e questo cambiamento mi dà molta soddisfazione". La storia di questa evoluzione deve quindi molto a Willy Tsao che negli anni Novanta ha cominciato a fare delle audizioni nelle scuole di danza cinesi scegliendo tra danzatori formati all'opera tradizionale, ai balli folcloristici e anche al balletto classico visti i rapporti politici di un tempo con la quella che era l'Unione Sovietica. Nel '95 fonda la compagnia presente il 9 settembre al teatro Sociale di Trento, la Guangdong Modern Dance Company, nel'99 ne diventa direttore poi "siccome in Cina c'è molta burocrazia - prosegue Tsao - nel 2005 passa una legge che permette di creare delle formazioni indipendenti così ho fondato anche il gruppo Beijing dance/Ldtx e la City Contemporary Dance Company di Hong Kong, gli altri due gruppi proposti dalla rassegna. Penso a queste compagnie come a formazioni collettive, dove ognuno è coreografo e anche danzatore e chiedo a tutti anche di essere flessibili verso quello che vuole il coreografo. A volte, quando i soldi lo permettono, chiamiamo anche degli artisti da fuori come lo stilista Zhao Jiapei per "The Cold Dagger"". Se sabato, al Melotti, abbiamo visto appunto "The Cold Dagger", un gioco a dama cinese dove tra mosse all'ultima sfida vengono messe in scena le regole del gioco che sono anche una metafora della vita con "All River Red" arriva l'occasione di prendere un classico del moderno come la "Sagra della primavera" di Stravinskj per allestire l'oppressione del regime, con le bandiere rosse d'epoca comunista che si trasformano in bavagli per l'artista in cerca della propria liberazione. Domani (ore 21, teatro Sociale di Trento) sarà il turno della compagnia Guangdong che nel suo collettivo di coreografi oltre allo stesso Willy Tsao e Liu Qi trova anche Sang Jijia, artista che ha lavorato per la favolosa compagnia di Forsythe ed è "anche il primo danzatore di contemporaneo tibetano della storia". E la specificazione arriva proprio da Willy Tsao, accompagnata da quella soddisfazione e senso di felicità che lo anima quando riesce a muovere qualcosa di nuovo nell'universo danza. Frattanto, oggi, toccherà all'Angika Dance Company che con "Ether" e "Bhakti" (ore 21, Auditorium Melotti di Rovereto). 08/09/2008.

Torna all'inizio


L'Europa vinca gli scetticismi (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 08-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-09-07 - pag: 3 autore: Il videomessaggio di Napolitano "L'Europa vinca gli scetticismi" Emma Farnè L'Unione europea ha bisogno di una politica estera e di sicurezza comune e classi politiche nazionali che sappiano spiegare le sue potenzialità. Davanti ai grandi dell'economia riuniti a Cernobbio, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha lanciato un monito, in un discorso in teleconferenza dal Quirinale. Un intervento che poteva apparire "sproporzionato ", ha detto Napolitano. è stata invece l'occasione per sottolineare la necessità di portare avanti l'integrazione europea, rallentata dall'euroscetticismo. Di cui la bocciatura degli irlandesi del Trattato di Lisbona è solo l'ultimo segnale. "Nei nostri Paesi si è discusso un certo euroscetticismo", ha sottolineato il capo dello Stato. "A questo fenomeno c'è una risposta semplice o semplicistica ", quella che attribuisce all'Europa l'incapacità di "rispondere alle esigenze dei cittadini ". Una risposta troppo facile, perché "by-passa la responsabilità politica che i dirigenti e la classe politica dei Paesi membri devono avere". Proprio a quella classe politica e dirigenziale, in parte riunita sul lago di Como, il presidente della Repubblica chiede di "parlare ai cittadini, per spiegare cosa è stata e quali sono le potenzialità dell'Europa". Nel 2005, Francia e Olanda avevano affossato il progetto di Carta costituzionale, diventato poi a dicembre dello stesso anno un più semplificato Trattato di Lisbona. Bocciato pure questo, dagli irlandesi. "Può essere forte l'Ue se il dissenso anche di un solo Stato membro suscita il timore di una paralisi?", ha chiesto il presidente della Repubblica. "Si può prospettare un'integrazione differenziata, pensando a una cooperazione rafforzata tra i Paesi che possono avere un passo più spedito". La regola dell'unanimità "anche nei campi in cui è rimasta un tabù, a cominciare da quello della definizione e ratifica di nuovi Trattati, è un'interrogativo tutt'altro che nuovo ". Anche la classe politica deve quindi fare la sua parte. "Bisogna dire chiaro ai cittadini che tutte le scelte vengono fatte con il concorso dei Governi e del Parlamento europeo. Basta, usare l'Europa come alibi ". Un monito che si ripete. Già tre mesi fa Napolitano lo aveva sottolineato: "Troppi Governi - aveva detto agli Stati generali a Lione - hanno dissimulato le posizioni in sede europea, chiamando in causa la burocrazia di Bruxelles come capro espiatorio per coprire le loro responsabilità". Il presidente della Repubblica ha anche ribadito la necessità di un ruolo dell'Europa in politica estera. "Nel momento attuale l'accento non può non cadere sull'assoluta e impellente necessità di un effettivo protagonismo europeo sul piano internazionale e di un'accelerazione verso una politica estera e di sicurezza comune europea ", ha sottolineato ricordando la crisi georgiana. Una crisi che "molto ci preoccupa", ha detto Napolitano. "Si è riusciti al di là di meno rosee e realistiche previsioni a esprimere una posizione unanime, ma le tensioni non sono mancate e restano abbastanza visibili ". "In particolare - ha aggiunto Napolitano - sul tema di un costruttivo equilibrio fra critica e pressione per il rispetto da parte della Federazione russa di principi e impegni irrinunciabili e nello stesso tempo conferma arricchimento, rilancio della cooperazione fra Ue e Russia, così come fra Nato e Russia a fini di sicurezza comune su scala paneuropea ed euroatlantica". Non ci si può "affidare a una accorta mediazione in sede di Consiglio europeo quando scoppia una crisi acuta". Serve perciò "un solo responsabile in seno all'Unione, come prevede il trattato di Lisbona". LA PREOCCUPAZIONE Il capo dello Stato sui no di Irlanda, Olanda e Francia: non è credibile un sistema in cui singoli Paesi possano suscitare rischi di paralisi.

Torna all'inizio


Burocrazia snella, la Ue premia le idee vincenti (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 08-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore del lunedì sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-09-08 - pag: 18 autore: Agevolazioni/2. Bando online promosso da Bruxelles Burocrazia snella, la Ue premia le idee vincenti Anna Zavaritt Un premio alla migliore idea per lo snellimento burocratico. è solo l'ultima iniziativa del team di lavoro ( High level expert group) presieduto da Edmund Stoiber, che ha il compito di coordinare e monitorare l'attuazione del Programma d'azione per la riduzione degli oneri amministrativi. Il "Best idea for red tape reduction award" – che verrà presentato ufficialmente settimana prossima a Bruxelles ( lunedì 18 settembre) – cerca buone idee inedite per ridurre la burocrazia.Le proposte sarannovalutate in funzione dell'originalità e del grado d'innovazione, della fattibilità (realizzazione più o meno semplice e veloce), del potenziale di snellimento (quanti sforzi saranno risparmiati alle imprese), della trasferibilità delle possibili soluzioni ad altri settori e altri Stati membri,con un'ottica europea. Il concorso è aperto a tutti: dai singoli cittadini alle imprese, dalle associazioni di imprese agli enti pubblici e alle organizzazioni senza scopo di lucro. è sufficiente compilare il modulo della consultazione online sulla riduzione degli oneri amministrativi, entro il 31 gennaio 2009. Iniziata nell'ottobre 2005, la strategia di semplificazione del contesto normativo è stata rilanciata dal "Programma d'azione per la riduzione degli oneri amministrativi nell'Unione europea ", che si è posto l'obiettivo di ridurre i costi amministrativi del 25% entro il 2012, con un beneficio stimato dell'1,5% del Pil della Ue, grazie a sinergie positive per circa 150 miliardi di euro. Gli sforzi sono concentrati su progetti di particolare utilità per le parti interessate, quali le piccole e medie imprese o i singoli imprenditori, che troppo spesso devono far fronte a una quantità eccessiva di prescrizioni. Il team di lavoro presieduto da Stoiber ha chiaramente identificato nella semplificazione e nell'armonizzazione del diritto societario e contabile uno dei principali snodi per la crescita economica delle imprese targate Ue. In base a un'analisi pubblicata prima dell'estate,i benefici per le piccole e micro imprese con meno di 10 addetti e un fatturato inferiore al milione di euro – che il gruppo d'esperti stima siano circa l'86% del totale delle imprese europee – sarebbe nell'ordine dei 5,7 miliardi di euro. Commentando la prima analisi dello stato di avanzamento del programma, GÜnther Verheugen, vicepresidente della Commissione europea, ha sottolineato che già all'inizio del 2007 è stata formulata una prima serie di azioni rapide "che rappresentano un risparmio stimato di 1,3 miliardi di euro per le imprese e la metà delle quali sono già state tradotte in testi legislativi, adottati in tempi record ". Seicentomila società per azioni, per esempio, non dovranno più commissionare costose relazioni d'esperti sui progetti di fusione o di divisione di piccole imprese. Più di 300mila trasportatori non saranno più tenuti ad avere documenti di trasporto distinti. Si tratta di modifiche molto circostanziate, che - Bruxelles ne è convinta - nel loro insieme faranno la differenza. http://ec.europa.eu/ enterprise/admin-burdens-reduction/ form_it.htm I REQUISITI Le proposte saranno valutate in base al grado di originalità e al livello di innovazione.

Torna all'inizio


La riforma federalista sembra giungere in porto sotto la (sezione: Burocrazia)

( da "Tempo, Il" del 08-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stampa La riforma federalista sembra giungere in porto sotto la ... La riforma federalista sembra giungere in porto sotto la spinta della Lega che ne ha fatto l'obiettivo centrale della sua partecipazione al governo Berlusconi. Lasciando finalmente stare slogan retorici tipo "Roma ladrona", il ministro Roberto Calderoli ha proposto uno schema di federalismo fiscale, discusso con i rappresentanti degli enti locali, che dovrebbe entro breve essere affrontato da governo e parlamento con legge delega. Al di là dei pregiudizi ideologici che non aiutano mai a comprendere la realtà - i centralisti contro i decentralizzatori, gli statalisti contro i regionalisti, i padani contro i romanocentrici …. - è opportuno capire cosa effettivamente significhi la proposta di cui si è avuta notizia. In verità, il testo reso noto è alquanto barocco e di difficile comprensione per i non addetti ai lavori, per cui c'è il pericoli che vi siano annidate norme di ambigua interpretazione. Al di là della macchinosità, il nostro giudizio sullo schema si basa su un criterio semplice e chiaro. Se la riforma introduce una complicazione delle strutture amministrative, se vi saranno più tasse, se aumenterà la burocrazia pubblica e diminuirà la responsabilità degli amministratori locali e regionali, allora si tratta di un cambiamento in peggio, molto peggio. segue a pag. 21.

Torna all'inizio


E nel Pdl <salta> la prima festa unitaria (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 08-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-09-08 num: - pag: 13 categoria: REDAZIONALE Il rinvio E nel Pdl "salta" la prima festa unitaria MILANO - Slitta al 2009, in primavera, la prima festa del Pdl. Lo annuncia Ignazio La Russa, a chiusura della tradizionale Festa di Mirabello di An. Parlando di come sarà il nuovo partito, La Russa che chiude la festa di An al posto di Fini, anticipa: "il Pdl sarà un partito leggero come burocrazia, ma con regole ben precise per la selezione della classe dirigente e le decisioni". Poi rivendicando l'identità di An, nel dare l'arrivederci al pubblico di Mirabello, fissa il nuovo appuntamento per la primavera. "Il prossimo anno ci sarà, proprio qui a Mirabello, la prima festa del Pdl". Problemi "organizzativi" costringono a rinviare la kermesse prevista a Milano dal 26 settembre al 4 ottobre. Tra il 2 e il 5 ottobre, però, al Lido ci sarà un "test" locale, al quale però prenderanno parte anche Gianfranco Fini, il 3, e il Silvio Berlusconi, il 4.

Torna all'inizio


Interventi e Repliche (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 08-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-09-08 num: - pag: 25 categoria: BREVI Interventi e Repliche Burocrazia, impiegati e carico di lavoro La battaglia contro i fannulloni nel pubblico impiego ha determinato un calo delle assenze per malattia del 37%. La seconda fase prevederà la valutazione del merito misurato prendendo a riferimento capacità e rendimento. Tuttavia, parte dei dipendenti pubblici ha da fare poco, nulla o qualcosa di inutile non per propria svogliatezza ma a causa di una cattiva ripartizione del carico di lavoro, sia qualitativo che quantitativo, tra le varie unità organizzative e posizioni organiche. La conseguenza paradossale è che se tali dipendenti dimostreranno di fare al meglio quel poco, quel nulla o di inutile avranno diritto a un premio di produttività nella massima misura ipotizzabile, anche se, di fatto, il loro rendimento sarà scarso e inferiore alle loro potenzialità. Sarebbe pertanto necessario misurare scientificamente il carico di lavoro assegnato a ogni dipendente comparandolo a quello di tutti gli appartenenti alla stessa categoria, per poi distribuirlo equamente, anche al fine di uniformarne le retribuzioni base e i criteri di attribuzione dei premi di produttività, oltre ad abolire i privilegi di cui alcuni godono ingiustificatamente. Così si avrebbe modo di constatare che alcuni enti sono inutili e dovrebbero essere soppressi, più organi svolgono funzioni analoghe e bisognerebbe accorparli e in molte unità organizzative operano troppe persone in relazione al volume di lavoro. A tale scopo, occorrerebbe che il personale potesse essere spostato dai settori meno produttivi a quelli ove si registrano carenze. Quello in esubero potrebbe, ad esempio, essere impiegato in semplici controlli all'evasione fiscale, quali l'emissione degli scontrini e la registrazione delle locazioni, nonché nella lotta al lavoro nero e all'abusivismo commerciale. Soluzioni simili eviterebbero di alimentare sentimenti di frustrazione in soggetti capaci e volenterosi. Qualora tale via non fosse praticabile, si potrebbero comunque riformare o snellire le strutture esistenti ponendo il personale in eccesso in sovra-organico, ricorrendo al tele-lavoro e prevedendo pre-pensionamenti. In definitiva, è auspicabile che il merito sia valutato tenendo presente che un efficiente apparato pubblico orientato ai risultati è una risorsa per lo sviluppo d'ogni Paese. Infatti, il motivo principale per cui molti stranieri non investono in Italia, pur avendone possibilità e voglia, è l'eccessiva farraginosità della nostra burocrazia. Paolo De Maria Tenente Colonnello dei Carabinieri Ufficio Relazioni Internazionali dello Stato Maggiore Difesa Viaggi in treno: controllo dei biglietti Un lettore raccontando di un suo viaggio su un treno regionale Venezia–Bologna ( Corriere, 27 agosto) lamenta l'assenza del capotreno, impegnato ad affiancare il macchinista in cabina di guida.Innanzitutto, ci teniamo a precisare che Trenitalia (Gruppo Fs) è l'ultima azienda di trasporto ferroviario rimasta, non solo in Italia ma anche in Europa, ad avere ancora due macchinisti alla guida dei propri treni, pur adottando sistemi tecnologici all'avanguardia nel mondo: ammontano a 4,4 miliardi di euro, lo ricordiamo, gli investimenti delle Fs in materia di sicurezza degli ultimi 3 anni. L'entrata a regime di tali tecnologie e il venir meno di vincoli normativi e regolamentari hanno consentito di avviare un confronto, tuttora in corso, tra il Gruppo Fs e le organizzazioni sindacali sul nuovo equipaggio ad agente solo. Per quanto riguarda il controllo dei biglietti, oltre a sensibilizzare i viaggiatori affinché acquistino il biglietto prima di iniziare il viaggio, Trenitalia rafforza periodicamente i controlli sia a bordo treno sia in stazione con "campagne antievasione" mirate, su tutto il territorio nazionale. Sono ben 15, ad esempio, i milioni di euro relativi all'incremento delle vendite di biglietti nel 2007, aumento riconducibile ai controlli serrati effettuati dall'Azienda in vari periodi dello scorso anno. Federico Fabretti Direttore Centrale Relazioni con i Media Ferrovie dello Stato.

Torna all'inizio


I pazienti senza frontiere (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 08-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Focus Vuota - data: 2008-09-08 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE Le cifre 750 mila cittadini Usa, 50 mila britannici, 40 mila italiani: sono i malati che scelgono ospedali lontani da casa Le specializzazioni In Tunisia per la chirurgia estetica, in Spagna o in Turchia per la fecondazione: tutte le destinazioni I pazienti senza frontiere Boom mondiale del turismo sanitario Cure odontoiatriche: 20 mila all'estero S ono i pazienti senza frontiere. Per curarsi i denti vanno in Romania o in Croazia, molti in Ungheria. Per i ritocchi estetici preferiscono la Tunisia. Se l'intervento è delicato - magari al cuore o alle articolazioni - la destinazione diventa più esotica: Thailandia, Costa Rica, India, Caraibi. E via così: medicina low cost e belle spiagge, strutture all'avanguardia e parcelle meno salate di quelle degli ospedali di casa. è il turismo medico, quello che spinge milioni di persone a mettersi in viaggio verso Paesi che garantiscono cure di qualità a prezzi ridotti. Il fenomeno esiste già da qualche anno ma è solo adesso che si avvia a diventare di massa. Merito soprattutto degli americani: un esercito di pazienti orfani di un sistema sanitario pubblico e sempre più in difficoltà di fronte ai costi delle assicurazioni private (45 milioni di loro hanno rinunciato ad averne una) pronto a prendere il largo per difendere la propria salute. Secondo una ricerca della società di consulenza Deloitte, il numero di cittadini Usa che si sottopongono a cure mediche all'estero (750 mila lo scorso anno) è destinato a raggiungere i sei milioni entro il 2010 e i 10 milioni entro il 2012. Un boom che renderà la sanità sempre di più una questione globale, con conseguenze sia in patria che all'estero. A cominciare dai soldi: sempre secondo Deloitte, infatti, da qui al 2012 questo mega esodo potrebbe fruttare ai paesi in via di sviluppo - Asia in testa - qualcosa come 21 miliardi di dollari all'anno. Una manna per le cliniche dei paesi emergenti, un colpo duro da incassare per il sistema sanitario Usa. In Europa il trend è più contenuto, grazie all'assistenza statale, ma il miraggio della medicina low cost comincia a piacere: nel 2006, ad esempio, quasi 50 mila cittadini britannici hanno preso armi e bagagli e speso qualche milione di sterline visitando le cliniche di Turchia, India e Ungheria. E se il risparmio è l'attrattiva principale per i degenti globe trotter (secondo le stime dei consulenti di Deloitte in media i trattamenti all'estero costano il 15% del prezzo che un americano pagherebbe in patria per lo stesso intervento) non mancano altri fattori di scelta, primo fra tutti l'abbattimento dei tempi di attesa. In generale sono 4 su cento gli europei che si vanno a curare all'estero, ma sono più della metà quelli che vorrebbero farlo (destinazione Stati Uniti e centri d'eccellenza europea) senza riuscirci: troppa burocrazia per avere un rimborso, pochi soldi per andare all'estero pagando. Nonostante questi ostacoli, il nostro servizio sanitario spende 35 milioni di euro all'anno per gli italiani che si fanno curare in altri Paesi europei, 150 milioni se si aggiungono le cure agli italiani residenti all'estero e quelle necessarie per i turisti. In generale, la prima molla per l'espatrio sanitario sono le liste d'attesa: troppi 420 giorni per operarsi alla prostata o un mese per una Tac. La seconda è rappresentata dai prezzi per prestazioni che anche in Italia sono a pagamento, come la cura dei denti e la chirurgia plastica a fini estetici (complessivamente sono stimati in 40 mila gli italiani che nel 2007 sono andati all'estero a curarsi senza chiedere poi alcun rimborso). La terza motivazione: usufruire di tecniche "vietate" nel nostro Paese: la legge sulla fecondazione artificiale ha aperto autostrade verso centri americani ed europei, ovviamente a pagamento e quindi limitatamente a chi se lo può permettere. Illegale comprare gli organi da viventi, per esempio un rene: l'India è una meta per questo tipo di interventi. Ma non solo, perché a convincere ai viaggi terapeutici è anche la qualità: se trattamenti estetici e cure dentistiche sono state l'avanguardia del turismo sanitario (con pacchetti all inclusive di viaggio più soggiorno più trattamento proposti dai numerosi siti e agenzie turistiche specializzate), oggi il livello di strutture e personale di molte cliniche dei paesi emergenti è tale che sottoporsi qui ad un'angioplastica o ad un'isterectomia non mette più paura. La vera qualità è però quella che spinge verso centri d'avanguardia per trattamenti o non praticati in Italia o non fatti al meglio. Le mete dell'eccellenza: l'ospedale Saint Louis di Parigi per le leucemie, l'Hammersmith di Londra per i linfomi, l'Unfallklinik di Hannover (Germania) per la traumatologia e la chirurgia ricostruttiva delle articolazioni e del bacino, l'università di Rotterdam in Olanda per gastroenterologia ed epatologia (trapianti ed epatiti virali croniche), Hautepierre a Strasburgo per le malattie rare, Villejuif in Francia per fegato e vie biliari, l'Erasme a Bruxelles per la sterilità, Creteil in Francia per le malattie virali e batteriche, il Gustave- Roussy a Parigi per l'oncologia e la pediatria e il Saint Luc di Bruxelles per i trapianti di ogni tipo. Queste le mete in Europa. Numerose anche quelle negli Stati Uniti, alcune storiche: Majo Clinic, Pittsburgh, J. Hopkins, Sloan Kattering e Mount Sinai, Miami per i trapianti di cellule pancreatiche… e così via. Anche in Italia qualcuno viene: sono 600 mila gli euro che lo scorso anno pazienti stranieri hanno lasciato nelle nostre casse sanitarie. Ancora troppo poco, ma c'è chi si sta attrezzando per divenire attrazione: certo occorre investire per promuovere i nostri centri d'eccellenza. Gli inglesi avevano scelto la cardiochirurgia del Niguarda a Milano per smaltire le loro liste d'attesa, ma poi si sono orientati verso la Germania. Una curiosità: la Campania è al primo posto per l'espatrio dei pazienti, non solo all'estero. Poi ci sono la Sicilia e il Lazio. Il turismo sanitario, in Italia, avviene anche da Regione a Regione. La Lombardia cura un 30 per cento di extraregionali. I motivi sono vari: dalle liste d'attesa ai rimborsi che ricevono per le varie prestazioni i medici (i Drg, che variano da Regione a Regione). Il mercato della sanità è comunque in continua espansione. E i privati investono, non più solo gli americani. Il Bumrungrad hospital di Bangkok, un gigante del turismo medico, che nel 2007 ha prestato assistenza a 33 mila clienti americani, ha appena aperto una nuova ala destinata ad ospitare seimila pazienti provenienti dall'estero. E il personale medico specializzato, emigrato a suo tempo negli Usa e in Europa, rientra in patria. Mario Pappagallo Giulia Ziino.

Torna all'inizio


(ACR) LAPENNA (PDL) SU MANCATA UTILIZZAZIONE FONDI POR 2000-2006 (sezione: Burocrazia)

( da "Basilicanet.it" del 08-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

LAPENNA (PDL) SU MANCATA UTILIZZAZIONE FONDI POR 2000-2006 08/09/2008 13.35.54 [Basilicata] (ACR) - I fondi destinati dallâ??Unione europea ai Por (Programmi operativi regionali) per gli anni 2000-2006 dovranno essere spesi entro il 31 dicembre, altrimenti torneranno al mittente. Lo ricorda in una nota il consigliere regionale Sergio Lapenna (Fi-Pdl), precisando che â??la regione Molise è¨ risultata la più¹ virtuosa nellâ??utilizzazione delle risorseâ?, mentre â??la Campania quella che ha speso meno e in mezzo si trova la Basilicata, con 264 milioni di euro da spendere pari al 15,5 per cento fondi stanziati, ma congelati dalla politica e dalla burocraziaâ?. â??I contabili dello Stato â?" dichiara Lapenna â?" hanno sollecitato le Regioni del Meridione ad investire i fondi europei rimanenti che, in caso contrario, prenderanno la strada del ritorno e rientreranno nelle casse di Bruxelles. Spesso la burocrazia e la cattiva gestione determinano il paradosso di avere tanti soldi e non sapere come spenderli, soprattutto in una regione come la nostra che ha la necessità  di nuovi interventi e nuove strategie di sviluppo, segno evidente di una inefficienza nella programmazione e soprattutto nellâ??attuazione dei programmi di sviluppo. Infatti, i dati confermano, ancora una volta, un nuovo indebolimento dellâ??economia lucana, poiché© ancora persistono i problemi strutturali di competitività  dellâ??apparato produttivo. La Basilicata propone una disomogeneità  del quadro economico e una difformità  tra le aziende locali, una situazione che, fino ad oggi, nonostante la molteplicità  delle risorse spese, non è¨ stata ancora affrontata, soprattutto in termini di qualità  di interventi, poiché© la Regione pur spendendo la maggior parte delle risorse disponibili, evidentemente non lo fa nella maniera più¹ appropriata. Infatti, gran parte dei costi è¨ assorbita dal funzionamento dellâ??apparato burocratico che gestisce il sistema dei finanziamenti ed è¨ proprio lì¬ che si registrano i maggiori sprechi. Inoltre, nel Por 200-2006 le risorse complessive sono state innalzate di circa un terzo rispetto al programma iniziale, ma la Regione non ha saputo beneficiarne, imputando la colpa alla stagnazione del ciclo macroeconomico regionaleâ?. â??Al di là  della campagna mediatica sui risultati conseguiti dal Por diffusa dal presidente De Filippo â?" conclude Lapenna â?" i risultati tangibili che il Programma regionale ha concretizzato risultano trascurabili in termini di ricadute occupazionali e di sviluppo. Tutto ciò² a dimostrazione del fatto che manca una strategia di sviluppo, una analisi complessiva per verificare lâ??efficienza e soprattutto lâ??efficacia della spesa, utile per costruire previsioni sugli andamenti futuri dellâ??economia in Basilicata e per conseguire, finalmente, un effettivo e generale sviluppo del territorioâ?.

Torna all'inizio


Inchiesta: così il Sud butta via i soldi (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 08-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

N. 36 del 2008-09-08 pagina 0 Inchiesta: così il Sud butta via i soldi di Matthias Pfaender Le regioni meridionali battono cassa ma hanno 6,8 miliardi e non li utilizzano. Anzi, rischiano di perderli tra cento giorn. Sicilia, sprechi da film: corso con 12 allievi costato 12 milioni da Milano Sei miliardi e ottocento milioni di euro da spendere entro il 31 dicembre. Eccolo il tesoretto del Sud, un patrimonio da investire, distribuire, erogare: altrimenti si perderà per sempre. Avere troppi soldi, così tanti da non sapere come spenderli: un destino comune solo alle superstar di Hollywood e alle regioni del Mezzogiorno, che questa settimana si sono viste recapitare un promemoria dalla Ragioneria generale. I Contabili dello Stato hanno ricordato alle sette regioni del meridione - Sardegna compresa - che i fondi europei non si possono dimenticare in cassaforte: o si riesce a spenderli o li si guarda mentre prendono la strada del ritorno, e rientrano nelle casse di Bruxelles per andare da qualche altra parte. Una montagna di soldi che sono lì pronti per noi, ma che evidentemente i nostri politici e i nostri burocrati non vogliono. Sei miliardi e ottocento milioni di euro: forse non è tanto chiaro quanto siano. Ecco, per avere un'idea è un tesoro che vale quanto mezza manovra finanziaria annuale, tre volte lo sconto fiscale dell'Ici, nove passanti di Mestre, venti stadi olimpici come quelli di Pechino, il doppio del budget dell'agenzia spaziale europea, un'intera flotta navale da combattimento. Anche considerando la capacità, più volte dimostrata dagli amministratori regionali, di saper prelevare a piene mani dalle casse pubbliche, riuscire a spendere 76 milioni di euro al giorno per 90 giorni è una sfida da non sottovalutare. Il problema poi è sempre come, però. "Vedrete, si scateneranno. Pur di non perdere i fondi, spenderanno a più non posso, pagheranno fatture per tutto". Questa la previsione che arriva dalla Ragioneria generale dello Stato, dove tra i corridoi e la macchina del caffè professionisti e tecnici si preparano a essere sommersi dal mare di fatture che da qui a breve arriveranno dai vari governatori, che in otto anni non sono riusciti a trovare una destinazione al 20 per cento dei 37 miliardi che l'Unione europea ha destinato loro nei Por (programmi operativi regionali) per interventi di sviluppo nel piano di finanziamenti 2000-2006. Mediamente è stato speso l'81,7 per cento dei soldi disponibili, ma con differenze importanti: "La migliore performance attuativa - fanno sapere dalla Rgs - è quella del Molise, che ha già effettuato pagamenti per il 90,7 per cento dei contributi". Il che equivale a dire che nelle casse di Campobasso restano "solo" 43 milioni e 779 mila euro. Briciole, rispetto a quanto rimane nelle casse di palazzo a Santa Lucia, cioè alla Regione Campania, dove ci sono ancora un miliardo e 608 milioni di euro da investire - l'equivalente del 20,8 per cento dei fondi stanziati da Bruxelles. Riusciranno Bassolino e i suoi collaboratori a pagare lavori ed erogare contributi per 17 milioni e 869 mila euro al giorno? "Probabilmente ci arriveranno vicino - commentano dalla Ragioneria generale - considerando che nello scorso piano di finanziamenti, quello del 1994-1999, hanno superato il 90 per cento di spesa". Bene. Anche se, visto che nella seconda metà degli anni novanta la Campania ha investito 81 milioni di euro di fondi Ue per l'emergenza rifiuti - altri 170 dal 2000 a oggi - dubbi sull'urgenza di spendere questi soldi sono stati sollevati da più parti. Nello scorso gennaio l'allora ministro dello Sviluppo economico Pierluigi Bersani arrivò a commentare: "Piuttosto che vederli sperperati li rimando indietro. Meglio non spenderli che impegnarli male". Il Molise il più virtuoso, la Campania la meno "spendacciona", nell'unica classifica in cui la propensione alla spesa è virtù. In mezzo la Calabria, che ha ancora poco più di 708 milioni da spendere (equivalente al 17,5 per cento), la Basilicata (264 milioni - 15,5 per cento), la Puglia (869 milioni - 16,6 per cento), la Sardegna (730 milioni - 17,4 per cento) e la Sicilia (un miliardo e 602 milioni di euro, equivalenti al 18,9 per cento dei fondi stanziati). Sono lì, tutti per loro, tutti per i cittadini. Però sembrano congelati perché la politica e la burocrazia non si muovono. Il 31 dicembre è vicino, molto vicino. E c'è chi scommette che non tutti se ne siano accorti. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Torna all'inizio


Acqua, oltre tre mesi per l'allaccio (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 08-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cronaca di Cagliari Pagina 1014 Il caso. Singolare sit-in di un cittadino negli uffici della società. "Nessuna spiegazione" Acqua, oltre tre mesi per l'allaccio Il caso.. Singolare sit-in di un cittadino negli uffici della società. "Nessuna spiegazione" Si allungano i tempi di Abbanoa, in aumento le proteste --> Si allungano i tempi di Abbanoa, in aumento le proteste Ha improvvisato un sit-in dentro la sede di Abbanoa per essere ascoltato. "Non me ne andrò finché non risolverete il mio problema". Ha dovuto improvvisare un sit-in dentro la sede di Abbanoa per essere ascoltato. "Fino a quando non risolverete il mio problema non me endrò e rimarrò qui dentro". Francesco Manca è una vittima della burocrazia visto che sono passati tre mesi da quando ha chiesto l'allaccio dell'acqua nella casa della figlia, nel rione pirrese di Is Bingias. Abbanoa, società responsabile dell'erogazione dell'acqua a Cagliari, ha ricevuto la domanda, ma per ora ha solo effettuato un sopralluogo, nient'altro. E non è stata nemmeno in grado di chiarire quale sia la ragione del ritardo, considerato che di norma occorrono (anzi occorrevano) venti giorni-un mese per ottenere l'allaccio. Una situazione, quella dei ritardi, che accomuna centinaia di utenti - cittadini, enti pubblici e aziende - visto che le segnalazioni si sono moltiplicate nel corso dell'estate. Manca lo scorso giugno è stato delegato dalla figlia e dal genero per sbrigare tutte le faccende burocratiche con la società, ma che non si aspettava di dover aspettare così tanto per vedere scorrere l'acqua dai rubinetti di quella casa. "Mia figlia ha un bambino piccolo ed è in attesa di un altro, mio genero è olandese, e quindi abbiamo deciso tutti insieme che sarebbe stato meglio che mi occupassi io di questa pratica", spiega l'uomo. "D'altronde ho pensato che non sarebbe stato così complicato risolvere tutto, visto due anni fa, per un'altra abitazione, l'iter burocratico riuscii a ultimarlo in circa dieci giorni". Purtroppo in questo caso dopo novanta giorni ancora non si sa quando nella casa di Is Bingias si potrà utilizzare l'acqua. E nessuno è ancora riuscito a dargli una spiegazione plausibile. "Eppure nello stesso condominio tutte le altre famiglie la usano regolarmente, quindi non c'è alcun problema alle tubature. Purtroppo sono andato più volte a protestare, ho compilato due richieste di sollecito, ma non c'è stato niente da fare". Il risultato è che la figlia e il genero di Francesco Manca vivono ancora in un'altra casa, in affitto, quando da tre mesi potrebbero abitare nel loro appartamento di proprietà, senza dover sostenere spese aggiuntive. "Quando mi presi la responsabilità di adempiere a queste noie burocratiche non avrei mai pensato si potesse creare questa situazione. Inoltre ho saputo da vie traverse che altra gente è riuscita a risolvere le stesse pratiche in poche settimane. La cosa che più mi ha amareggiato", conclude l'uomo, "è che nessuno mi ha detto quali sono stati davvero i problemi che hanno causato questo inconcepibile ritardo". Il signor Manca potrà consolarsi: a Triei da due mesi rinviano l'inaugurazione del nuovo Municipio perché Abbanoa non ha allacciato l'acqua. E gli esempi potrebbero continuare. PIERCARLO CICERO.

Torna all'inizio


Fondi Ecofridge, ultimatum al Ministero (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 08-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Provincia di Nuoro Pagina 5022 Bolotana. L'azienda annuncia la chiusura se non riavrà entro settembre i finanziamenti revocati Fondi Ecofridge, ultimatum al Ministero Bolotana.. L'azienda annuncia la chiusura se non riavrà entro settembre i finanziamenti revocati --> Tutto è pronto per il rilancio, ma il Ministero per lo sviluppo economico deve prendere la decisione sulla restituzione dei finanziamenti pubblici revocati entro questo mese di settembre. Altrimenti si chiude bottega e stavolta definitivamente. È una sorta di ultimatum quello lanciato da Giuseppe Aloisi, l'imprenditore lombardo proprietario della Ecofridge, la fabbrica dell'area industriale di Bolotana che produce sistemi refrigeranti e che dà lavoro a circa quaranta operai. Da oltre un anno attende infatti una risposta definitiva da Roma sullo stanziamento di quei fondi (poco più di un milione di euro) che gli erano stati revocati a causa dei ritardi nell'attuazione degli obblighi stabiliti dal Contratto d'Area. Ritardi che sono stati però determinati principalmente alla cattiva burocrazia e non al presunto immobilismo dell'azienda: dalla realizzazione del capannone della Ecofridge nell'area industriale di Bolotana che è stata sospesa per molto tempo a causa di un palo dell'Enel che non si riusciva a spostare, all'allaccio dell'acqua e all'attivazione di altri servizi essenziali che ha richiesto trafile infinite e mille richieste. Non a caso la revoca dei finanziamenti all'azienda di Aloisi era stata immediatamente contestata dallo stesso Comitato promotore del Contratto d'Area, dai sindacati e dalla Confindustria, soggetti che si erano mossi unitariamente per convincere il Ministero dello sviluppo economico ad annullare il provvedimento. Da Roma era così arrivata una prima risposta verso la metà del mese di luglio, con la richiesta all'azienda di fornire nuova documentazione e soprattutto garanzie sull'occupazione. "Cosa che noi abbiamo fatto con la più assoluta celerità - puntualizza Giuseppe Aloisi -, prendendo anche un impegno importante per una commessa con una multinazionale americana, che ci consentirà di lavorare per molto tempo, permettendo l'assunzione di una trentina di lavoratori, oltre a quelli, una decina, che erano stati assunti a suo tempo per la lavorazione di alcuni ordini". Da Roma però non è ancora arrivato alcun segnale, nonostante siano passati ormai due mesi e la pressione di sindacati e industriali non si sia mai allentata. Nel frattempo non sono stati a guardare i ladri che hanno compiuto un clamoroso furto nella fabbrica chiusa, danneggiando alcuni macchinari e portando via attrezzatura del valore di circa cento mila euro. Aloisi però non perde la speranza di riuscire a far ripartire lo stabilimento. "Nonostante tutto quello che ci è successo - dice l'imprenditore lombardo -, noi crediamo nello sviluppo di questo territorio. A Roma però, sembrano non sentire e per questo chiediamo una risposta definitiva. Entro questo mese. Perchè non vogliamo più perdere tempo e danaro, per un progetto iniziato ben dieci anni fa". Un appello fatto proprio anche dall'amministrazione provinciale, con l'assessore all'Industria Mario Moro che dice: "Capiamo perfettamente le esigenze della Ecofridge e dico subito che per quanto ci riguarda, non possiamo permetterci di perdere un'azienda che ha spazi di mercato interessanti. Ci impegniamo a sollecitare il Ministero a dare risposte immediate, che sarebbero dovute giungere ben prima di oggi. Ora che il periodo feriale è finito, non credo ci possano essere ulteriori ritardi e giustificazioni". FRANCESCO OGGIANU.

Torna all'inizio


Settanta milioni di euro per il Muse (sezione: Burocrazia)

( da "Trentino" del 09-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

La Sgr Castello ha deliberato la cessione del museo alla Provincia IMMOBILIARE In gennaio vendita degli appartamenti TRENTO. Settanta milioni, euro più, euro meno. E' il prezzo che la Provincia pagherà per acquistare il Muse, il museo della scienza progettato da Renzo Piano sull'area ex Michelin. Il via libera è stato dato dalla Sgr Castello, amministratrice del Fondo Clesio, proprietario dell'area e dei progetti edilizi che riqualificheranno quella bella fetta di città, 11 ettari, lungo l'Adige. Operazione annunciata. Ma è la prima, concreta decisione di vendita figlia dell'investimento e del progetto nati dieci anni or sono e che solamente ora - per indecisioni dell'amministrazione comunale e per i tempi della burocrazia - sta entrando in porto. A questa cessione seguirà presto la vendita delle altre superfici, commerciali e d'abitazione. Un'operazione che verrà avviata nei primi mesi del prossimo anno, mentre cresce l'interesse, tuttora insoddisfatto, per i prezzi che saranno richiesti a chi vorrà vivere e lavorare in questa "finestra sull'Adige" di lusso. Saranno tuttavia quotazioni elevate che terranno conto del costo dell'area, del progetto Piano, della collocazione centrale, delle soluzioni innovative adottate e, naturalmente, di tutto il tempo occorso per avviare i cantieri. Tra i grandi acquirenti - oltre a Piazza Dante - ci sarà anche il Gruppo Itas Mutua che trasferirà lì la propria sede, mentre la Cassa Rurale di Trento, dopo una prima manifestazione d'interesse, ha da tempo deciso di guardare altrove per le proprie necessità.

Torna all'inizio


Meno burocrazia e più strade (sezione: Burocrazia)

( da "Trentino" del 09-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Valsugana, gli imprenditori chiedono statale potenziata e variante di Strigno "Meno burocrazia e più strade" Gli agricoltori sono contrari: "Non vogliamo diventare una camera a gas" Purin: "I vigili urbani dovrebbero accogliere, invece stangano" UBALDO CORDELLINI BASSA VALSUGANA. La Bassa Valsugana è una valle in cerca d'autore. Si è sempre considerata la Cenerentola del Trentino. Tagliata in due dalla statale 47 sulla quale passano 40 mila veicoli al giorno, la valle si era affidata all'industria, ma le grandi fabbriche hanno chiuso. Ora cerca una strada di sviluppo nuova, ma, in vista delle elezioni, chiede che la politica faccia la strada vera, raddoppiando la statale. Negli anni settanta c'erano la Malerba, le ceramiche Valverde, il maglificio Dalsasso, la Ingres. Fabbriche con più di cento dipendenti ciascuna. Hanno chiuso tutte. In Bassa Valsugana sono rimaste le acciaierie di Borgo e la Finstral. Un modello di sviluppo, quello basato sull'industria più o meno pesante, è andato in crisi. Adesso la gente dalla politica si aspetta che sappia crearne uno nuovo. Domiziano Paterno a capo, insieme ai fratelli Sergio e Franco di un gruppo con 550 dipendenti e 22 società, che vanno dalla grande distribuzione, con Eurobrico, alle fonti di energie rinnovabili, ha le idee chiare. Lui sta partendo con un maxiprogetto turistico da 100 milioni di euro in Tesino, legato agli impianti sciistici di Passo Brocon. Una volta finito, i posti letto saranno mille e duecento. Peccato che, al momento, non ci sia una strada decente per arrivarci. "La variante di Strigno - osserva Paterno nella sede del gruppo a Villa Agnedo- prima o poi si farà. E' fondamentale. Solo che più tempo passa e peggio è. La Valsugana ha bisogno che vengano valorizzate le sue potenzialità, le sue risorse. La Provincia ha già fatto tanto, ma adesso ci serve più collaborazione e più sinergia anche tra gli operatori economici. L'era delle quattro fabbricone degli anni'60 è 70 è finita. Con la globalizzazione, le industrie delocalizzano e per noi è obbligatorio sfruttare le nostre potenzialità dal punto di vista agricolo, turistico e boschivo. Bisogna valorizzare lo spirito imprenditoriale, basta con la cultura del posto fisso. Io avevo presentato un progetto per valorizzare la filiera del legno. Andava dalla cura del bosco alla costruzione di case in legno e gli scarti avrebbero alimentato una centrale a biomassa. Avremmo dato l'acqua calda gratis a tutta la valle, ma vecchi equilibri sarebbero saltati e per questo il progetto si è arenato. Io dico che bisogna snellire e semplificare la burocrazia. Poi, in Valsugana dobbiamo riscoprire l'orgoglio di appartenenza al territorio, come accade altrove, in Trentino". Elio Casarotto è titolare dell'omonima impresa edile di Villa Agnedo ed è anche presidente degli industriali del comprensorio C3. Ha un diavolo per capello: "Qui basta che uno dica no e si blocca tutto. E' mai possibile che la variante di Strigno non si faccia perché il sindaco di Bieno è contrario? Lui blocca la strada, ma in Tesino ci sono progetti per centinaia di milioni, alberghi, strutture turistiche. Tutto fermo. Se in Tesino partono 30 cantieri e ci vogliono 30 camion per cantiere, come ci arrivano lassù? E' una cultura sbagliata. Il fatto è che manca una regia unica, anche turistica. Il territorio, invece, è troppo controllato e noi rimaniamo la valle più povera del Trentino. A Scurelle ci sono due ingegneri che producono un cannone innovativo per l'abbattimento delle polveri nei cantieri. Hanno il terreno, ma il progetto del capannone è bloccato da dieci anni per ragioni burocratiche. Così loro fanno produrre il cannone a Verona". Quirino Purin, proprietario del rifugio Crucolo, dell'hotel Spera, produttore del liquore Parampampoli, di salumi e formaggi tipici e socio della Filiera agroalimentare trentina dà lavoro a 110 persone. Lui se la prende con l'incapacità di accogliere i turisti: "La Provincia promuove bene il Trentino, ma, poi, sul territorio tutto viene vanificato. Per esempio, facciamo i suoni delle Dolomiti, che è una rassegna bellissima, ma poi facciamo pagare il parcheggio. Se un ospite vuole andare a funghi, deve pagare 10 euro. Le strade forestali sono tutte sbarrate e, poi, i vigili urbani stangano a più non posso. Dovrebbero aiutare gli ospiti, invece li multano senza pietà. Questa senza parlare della viabilità. Sono 45 anni che c'è il progetto della supestrada della Valsugana e ancora ha molti tratti a due corsie. Devono farla il prima possibile". Il presidente degli artigiani trentini, Dario Denicolò ha la sua azienda alle porte di Scurelle: "Cosa chiedo alla politica in vista delle elezioni? Facciano la Valdastico. Subito. E poi puntino tutto sulla metropolitana di superficie. Si dovrebbe raggiungere Trento in 20 minuti. Un'altra cosa è il potenziamento dell'ospedale. Non è possibile che le donne vadano a Feltre a partorire. Per noi artigiani, è anche importante che ci sia una formazione per chi ha perso il lavoro". Ezio Dandrea, della Coldiretti, è una voce fuori dal coro: "La politica deve salvaguardare i terreni agricoli. Negli anni passati si è sprecato troppo territorio per costruire capannoni. La Valsugana ha seguito il modello urbanistico del Veneto, con la strada e le fabbriche vicino. Ora bisogna cambiare. Il raddoppio della strada non ha senso. La valle, già così, è una camera a gas, figuriamoci dopo. In Valsugana si sta bene, ma c'è un forte voto di protesta perché la gente ha una percezione di malessere esagerata".

Torna all'inizio


Grande viabilità, si sbloccano i lavori (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 09-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

La collaborazione fra Muraro e Campanaro comincia a dare i suoi frutti. Definito anche il tracciato tra il casello dell'A27 e via Zermanesa Grande viabilità, si sbloccano i lavori Dopo due anni di stasi lunedì apre il primo tratto della tangenziale nord MOGLIANO. Il tandem Muraro-Campanaro sblocca le opere complementari al passante. Il presidente della Provincia ha annunciato per lunedì prossimo l'apertura del primo tratto della tangenziale nord. Dopo una stasi durata due anni, alcuni dei nodi più critici della viabilità locale, tra cui la rotonda Nigi e lo svincolo autostradale, stanno per essere risolti. La gestione tecnica del commissario prefettizio, Michele Campanaro, e il gioco di squadra con le principali cariche politiche locali, inizia a dare i primi frutti. "Dalla prossima settimana il tratto iniziale della tangenziale nord-ovest sarà aperto al traffico". Dopo sette mesi di passione per tutti i residenti sul versante occidentale di Mogliano, verranno finalmente ristabiliti i normali collegamenti con via Tagliamento e via Molino. Leonardo Muraro, parlando della viabilità locale, è un fiume in piena: "In questi giorni sono partiti anche i lavori sulla rotonda di collegamento verso Casale, gli accessi verso il centro erano troppo stretti e verranno allargati - spiega il presidente - inoltre abbiamo recentemente firmato l'accordo con i Comuni di Mogliano, Preganziol e Casale per l'illuminazione delle strade da via Bonfandini in poi". Un'altra buona notizia riguarda la definizione del tracciato tra il casello dell'A27 e la via Zermanesa: "All'altezza di via Cortelazzo il casello è già stato posizionato, mancava all'appello però lo svincolo, ora il sedime stradale è stato identificato con precisione". Il rischio di veder "passare il Passante" senza ottenere le necessarie opere di supporto rimane, comunque, molto concreto. Dopo Bonisiolo e Zerman, le ruspe sono ora a Campocroce e navigano a tempo di record verso la conclusione dei lavori: "Il Passante sta correndo - fa notare Muraro - e, per quanto riguarda le opere complementari, non possiamo farci trovare impreparati. Se non le strade complete dobbiamo almeno costruire a breve lo schema definitivo e ben chiaro degli interventi di viabilità. Servono date di inizio lavori e relative autorizzazioni. Il rischio è quello di essere inghiottiti dalla burocrazia - incalza Muraro - oggi il commissario prefettizio Campanaro sta facendo molto bene e la Provincia è al suo fianco, prima c'era poca disponibilità al confronto". Il caso più emblematico è quello della rotonda Nigi: due tangenziali che convergono senza un collegamento farebbe gridare, anche nel produttivo nord-est, alla "malapolitica". L'accordo, in questo caso, sembrava chiuso ma è stato posticipato dall'avvicendamento ai vertici della Soprindentenza, ente che ha parere vincolante. Vedremo se Muraro riuscirà a portare a casa anche questa, il commissario Campanaro da parte sua ha già stanziato un milione e 700 mila euro.

Torna all'inizio


I viticoltori pagano per tutti Le multe vanificano il lavoro (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 09-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

I PRODUTTORI "I viticoltori pagano per tutti Le multe vanificano il lavoro" ODERZO. Sono numerose le ispezioni che si stanno verificando nelle campagne dell'Opitergino-Mottense da quando è cominciata la stagione della vendemmia. Lo denuncia Vanino Negro, storico presidente della Cantina Sociale Opitergium di Oderzo, punto di riferimento per centinaia di vitivinicoltori. "Nonostante manchino i voucher e ci siano solo quattro uffici postali in tutta la provincia dove è possibile ritirarli, vengo a sapere di controlli praticamente tutti i giorni - spiega il professor Negro - i voucher sono finiti, ma la vendemmia non può aspettare. L'uva non può attendere i tempi della burocrazia. Direi che siamo in una situazione tipicamente mediterranea: l'Ispettorato continua ad imperversare, il ministro Zaia afferma di controllare ma con buon senso, dall'altra c'è il ministro Sacconi che dice di andare avanti nel rispetto delle regole. Ma in mezzo ci sono i vitivinicoltori che stanno pagando per tutti". Il presidente della Cantina Opitergium ricorda infatti che, anche se i controlli dovessero rallentare, le multe restano e in alcuni casi rischiano di vanificare un anno intero di sacrifici. "C'è troppa confusione e non devono essere i produttori a farne le spese - chiude - gli ispettori continuano e i lavoratori hanno paura. Una multa di 3.000 euro può significare ridurre il guadagno quasi a zero. Credo sia necessario trovare una forma opportuna di collaborazione dal momento che qui certi fenomeni comunque non esistono". (b.b.).

Torna all'inizio


Vendemmia: il ministro frena gli ispettori (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 09-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

La guerra dell'uva. Verranno distribuiti altri 32 mila voucher. Vallardi: "Via le contravvenzioni". Manzato: "Le verifiche vanno sospese" Vendemmia: il ministro frena gli ispettori Sacconi: "Controlli mirati verso settori diversi da quello della raccolta" ODERZO. Maurizio Sacconi dà ordine di distribuire altri 32.000 voucher per la vendemmia in provincia di Treviso ed invita gli ispettori ad indirizzare le verifiche in settori diversi da quello della raccolta d'uva nelle regioni del Nord per intensificarle invece in quelle del Sud. Il ministro del lavoro ha emanato infatti una direttiva nella quale, facendo esplicito riferimento al successo dei voucher in realtà come quella veneta e trevigiana in particolare, chiede all'Ispettorato del lavoro di rivolgere l'attenzione altrove. Sembra abbiano avuto effetto le numerose proteste giunte a Roma dall'Opitergino Mottense dove la vendemmia è iniziata da un paio di settimane e gli ispettori stanno battendo a tappeto vigneti e filari a caccia di spesso improbabili irregolarità. Tutto questo accade infatti dove la richiesta di voucher ha avuto un esito molto positivo a dimostrazione che la volontà di collaborare del mondo agricolo è più che consolidata. Il risultato più importante è dato dalla direttiva emanata ieri dal Ministero che dà indicazioni esplicite agli Ispettori di Veneto, Friuli, e Lombardia perché visto che vi è stata "una notevolissima richiesta di voucher e la sperimentazione sta dando buoni risultati, si ritiene opportuno in tali regioni orientare l'attività ispettiva verso ambiti settoriali diversi da quello della raccolta dell'uva". "Al contrario - si legge nella nota - si invitano i responsabili delle strutture regionali della Campania, Calabria, Puglia, Basilicata, Sicilia e Sardegna a voler intensificare l'azione di vigilanza in tali attività, in considerazione della maggior probabilità di ricorso a forme di lavoro irregolare nei suddetti ambiti territoriali". A questo va aggiunge quanto riportato in una lettera indirizzata dal Ministro del Lavoro al presidente provinciale di Coldiretti Treviso Fulvio Brunetta nella quale, oltre a ringraziare per le indicazioni, si dice che è stato conferito mandato di emanare ulteriori 32.000 voucher per le richieste relative alla Marca Trevigiana. Le decisioni di Maurizio Sacconi seguono una serie di lettere e telefonate da molta parte dei rappresentanti politici trevigiani che nei giorni scorsi avevano evidenziato il problema. "Sono soddisfatto della risposta del ministro che dimostra in questo modo rispetto e attenzione nei confronti di chi lavora, rispettando le regole - afferma il senatore Gianpaolo Vallardi che la scorsa settimana aveva scritto una lettera aperta al ministro in merito al problema - ora chiederei uno sforzo ulteriore per annullare le multe comminate a quanti non hanno potuto ottenere i voucher pur avendoli richiesti e tenendo conto dei limiti della sperimentazione che ancora non include le casalinghe e i vari casi segnalati". Anche il vicegovernatore e assessore regionale all'agricoltura Franco Manzato aveva preso posizione sulla questione inviando una nota al Ministro nella quale chiedeva di sospendere temporaneamente delle verifiche almeno finché non sarebbe ripresa la distribuzione dei voucher. "Non sono reperibili - spiega - non si possono addossare le carenze organizzative agli imprenditori vitivinicoli, che già sono pesantemente che già sono pesantemente impegnati nelle vendemmie e non possono attendere i tempi della burocrazia per raccogliere l'uva".

Torna all'inizio


La cdl sblocca i piani regolatori comunali (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 09-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Semplificata la "legge Sonego": allacciamenti senza piú spese Asquini: basta carte e intralci La Cdl sblocca i piani regolatori comunali EDILIZIA UDINE. L'allacciamento delle utenze di acqua e gas senza dover fare una dia da 500 euro; la possibilità di costruire il deposito attrezzi da giardino fino a 12 metri cubici nelle pertinenze di casa o il box per ospitare un cane, senza obblighi o sanzioni. Sono solo alcune delle piccole agevolazioni reintrodotte e ampliate dai capigruppo del Pdl, Daniele Galasso, Danilo Narduzzi, Edoardo Sasco e Roberto Asquini, nel progetto di legge che sarà depositato oggi in consiglio regionale. Si tratta, hanno spiegato, di una norma "ponte" che bypassa la legge 5 Sonego "che appena approvata ha subito provocato la paralisi di tutti gli interventi di pianificazione dei comuni". Una piccola liberalizzazione in attesa della piú completa riforma del piano territoriale. Una decisione "che sbloccherà la paralisi in cui sono finiti tutti gli interventi di pianizificazione dei comuni", ha commentato il capogruppo del Pdl, Daniele Galasso. "Praticamente - ha aggiunto - fino all'approvazione del piano territoriale regionale, recuperiamo tutta la previgente normativa della legge 52 per quanto riguarda i piani regolatori e le varianti. Quindii comuni potranno fare le varianti adottando procedure collaudate". Ma nel pdl "abbiamo anche inserito alcune nuove norme di carattere edilizio per superare i problemi della fase attuativa della legge 5. Abbiamo semplificato il quadro, liberalizzato alcuni obblighi". Un esempio: fare far una lapide in cimitero richiedeva preventivamente una Dia del costo di 500 euro. "Il nostro provvediemnto ripesca alcune parti della normativa urbanistica precedente la legge Sonego e semplifica in materia di ediliiza determinando alcune fattispecie che sono libere da qualsiasi autorizzazione e permesso". Gli esempi non mancano: gli allacciamenti delle utenze per gas, acqua richiedevano la Dia ora non piú. E si potranno realizzare liberamente depositi per attrezzi in giardini e orti, fino a 12 metri cubi nelle pertinenze di casa propria. "Piccole cose che semplificano di molto la vita". Ma la decisione piú importante riguarderà i comuni: "Abbiamo esteso la flessibilità delle varianti al piano regolatore assoggettate al controllo della Regione fino al 20%, mentre la precedente la azzerava del tutto. Proviamo, sperando che questa libertà sia utilizzata con buon senso dalle amministrazioni pubbliche". "Abbiamo cercato la soluzione piú snella ed efficace, in sintonia con le necessità degli enti locali", ha dichiarato il capogruppo della Lega, Danilo Narduzzi. "Sono sempre stato impegnato nella "battaglia" contro la burocrazia - ha commentato Roberto Asquini, capogruppo del gruppo misto -: il cittadino, il privato devono poter fare e in qualche modo cosí si rilancia anche l'economia e si dà soddisfazione ai piccoli proprietari che amano la loro casa e vogliono migliorarla. Basta carte e intralci".

Torna all'inizio


Vendemmia, una raffica di controlli (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Venezia, La" del 09-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

DIVERSE IRREGOLARITA' MA DI LIEVE ENTITA' Vendemmia, una raffica di controlli Ispettori del lavoro tra vigne e filari. Manzato: "I voucher non si trovano" SAN DONA'. Vendemmia e raccolta della frutta, Ispettorato del lavoro all'opera tra vigne e filari. Sono iniziati i controlli degli ispettori che hanno già riscontrato alcune situazioni di irregolarità diffuse in aziende agricole e piccoli possedimenti di privati. Il problema è che la tradizionale vendemmia o raccolta delle pere con gli amici e parenti è solo un bucolico ricordo. Il Governo ha fissato sempre più limiti e paletti tra i filari, stabilendo regole precise per non incorrere in sanzioni elevate. Il primo obiettivo era quello di evitare situazioni di potenziale pericolo per i lavoranti, non assicurati ed esposti ad incidenti di ogni tipo sul lavoro. Il secondo, di bloccare l'evasione che si annidava in realtà nelle aziende agricole più grosse. Da quando gli studenti hanno abbandonato questi lavori estivi, duri e spesso mal pagati nell'era dell'euro, le aziende sono dovute ricorrere a manodopera extracomunitaria e non di rado a lavoratori in nero o clandestini. Questo per far fronte alla raccolta e non rischiare di perdere i raccolti per la mancanza di lavoratori agricoli nei giorni della stagione in cui non si può perdere tempo prezioso nella fase di maturazione dei frutti. Nelle scorse settimane l'Ispettorato ha mandato i suoi uomini che hanno passato al setaccio il Veneto Orientale e quello Occidentale. Tra il Sandonatese e il Portogruarese ci sono state almeno dieci uscite. Finora, a quanto risulta anche nelle maggiori associazioni di categoria del settore agricolo, non ci sono stati casi eclatanti di lavoranti non in regola tra i filari. La Cia, confederazione italiana agricoltori, avverte tutte le aziende e gli agricoltori. "Attenzione - dice il segretario Angelo Cancellier - perché i controlli ci saranno ancora nelle prossime settimane e non sono terminati affatto. Oggi la nuova normativa prevede per i pensionati e i giovani degli speciali "voucher" da acquistare alle Poste a 10 euro l'uno per un massimo di 5 mila euro, che servono per mettere in regola i lavoranti e garantire loro una copertura assicurativa. Anche il parente o l'amico che viene trovato a raccogliere uva o frutta - precisa il segretario - deve essere regolarizzato per non incorrere in controlli e sanzioni che sono sempre più frequenti". Il problema è che i voucher sono già finiti e sulla questione è intervenuto il vice governatore regionale Franco Manzato che chiede una tregua da parte dell'Ispettorato. "Sarebbe opportuna - dice - una sospensione temporanea delle verifiche sull'utilizzo di questo nuovo strumento, almeno finchè non ci sarà la ripresa concreta della loro distribuzione. Se non è possibile reperirli non si possono addossare le carenze organizzative di altri agli imprenditori vitivinicoli, che già sono pesantemente impegnati nelle operazioni vendemmiali e non possono attendere i tempi della burocrazia". (Giovanni Cagnassi).

Torna all'inizio


Mogliano, via alle opere complementari (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Venezia, La" del 09-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sbloccati da Provincia e commissario i cantieri di supporto al passante Mogliano, via alle opere complementari Definito il tracciato fra il casello dell'A27 e la Zermanesa. Ferma la Nigi MOGLIANO. Il tandem Muraro-Campanaro sblocca le opere complementari al passante. Il presidente della Provincia Leonardo Muraro ha annunciato per lunedì prossimo l'apertura del primo tratto della Tangenziale Nord. Dopo una stasi durata quasi due anni, alcuni dei nodi più critici della viabilità locale, tra cui la rotonda Nigi e lo svincolo autostradale, stanno per essere risolti. La gestione tecnica del commissario prefettizio Michele Campanaro, e il gioco di squadra con le principali cariche politiche locali, inizia a dare i primi frutti. Dopo sette mesi di passione per tutti i residenti sul versante occidentale di Mogliano, verranno finalmente ristabiliti i normali collegamenti con via Tagliamento e via Molino. E il presidente della Provincia Leonardo Muraro, parlando della viabilità locale, è un fiume in piena: "In questi giorni sono partiti anche i lavori sulla rotonda di collegamento verso Casale, gli accessi verso il centro erano troppo stretti e verranno allargati - continua il presidente - inoltre abbiamo recentemente firmato l'accordo con i comuni di Mogliano, Preganziol e Casale per l'illuminazione delle strade da via Bonfandini in poi". Un'altra buona notizia riguarda la definizione del tracciato tra il casello dell'autostrada A27 e la via Zermanesa: "All'altezza di via Cortelazzo il casello è già stato posizionato, macava all'appello però lo svincolo, ora - spega Muraro - il sedime stradale è stato identificato con precisione". Il rischio di veder "passare il passante" senza ottenere le necessarie opere di supporto rimane, comunque, molto concreto. Dopo Bonisiolo e Zerman, le ruspe sono ora a Campocroce e navigano a tempo di record verso la conclusione dei lavori: "Il passante sta correndo - fa notare Muraro - e, per quanto riguarda le opere complementari, non possiamo farci trovare impreparati. Se non le strade complete, dobbiamo almeno costruire a breve lo schema definitivo e ben chiaro degli interventi di viabilità. Servono date di inizio lavori e relative autorizzazioni. Il rischio è quello di essere inghiottiti dalla burocrazia - incalza Muraro - oggi il commissario prefettizio Campanaro sta facendo molto bene e la Provincia è al suo fianco, prima c'era poca disponibilità al confronfronto". Il caso più emblematico è quello della rotonda Nigi: due tangenziali che convergono senza un collegamento farebbe gridare, anche nel produttivo nord-est, alla "malapolitica". L'accordo, in questo caso, sembrava chiuso ma è stato posticipato dall'avvicendamento ai vertici della soprindentenza, ente che ha parere vincolante. Vedremo se Muraro riuscirà a portare a casa anche questa, il commissario Campanaro da parte sua ha stanziato 1,7 milioni di euro.

Torna all'inizio


Dobbiamo motivare il personale (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 09-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'ASSESSORE BALDI "Dobbiamo motivare il personale" LIVORNO. "I dati sono dati: c'è poco da commentare a fronte di un calo così vistoso delle giornate di malattia". Alfio Baldi, assessore al Personale, ammette che l'effetto Brunetta si è fatto sentire a Palazzo Civico. Però ci tiene anche a fare una puntualizzazione. "Non ritengo sia corretto parlare solo di fannulloni - afferma - e soprattutto è fuorviante l'idea che il Comune sia un covo di fannulloni: le cose non stanno affatto così. La stragrande maggioranza dei dipendenti comunali lavorano in modo serio e si fanno carico anche delle problematiche e delle esigenze dei cittadini. Magari prolungando la loro permanenza in ufficio senza per questo ricevere lo straordinario. E' poi vero, come in tutti i posti di lavoro, che ci sono anche coloro che approfittano di vari benefici: ma sono la minoranza. A mio giudizio, il vero problema è rappresentato dalla burocrazia e non dall'impegno dei dipendenti". L'assessore propone anche una ricetta per rendere ancora più efficienti i servizi comunali. "Non mi piace affatto l'idea di punire - dice - Preferisco invece motivare i miei collaboratori e il personale in genere. Perché chi lavora con grandi motivazioni sente meno il disagio di un raffreddore..." A.G.

Torna all'inizio


"la mia odissea sul pendolino stremato dal caldo e dalla sete" - (segue dalla prima pagina) lello parise (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 09-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina II - Bari "Roba da terzo mondo" Un dirigente d'azienda ricorda la disavventura sul Lecce-Milano. Con una denuncia "La mia odissea sul Pendolino stremato dal caldo e dalla sete" "Qualcosa dovrà accadere, per tutelare i cittadini: non voglio morire di burocrazia" "Era un ferrovecchio e lo sapevano: non dovevano farlo partire" (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) LELLO PARISE (segue dalla prima di cronaca) La storia di Giuseppe, dirigente d'azienda, è di quelle a cui non bisognerebbe abituarsi pure se "ho la sensazione che da queste parti al peggio non ci sarà una fine. Intendiamoci: io non rinuncerò al treno nemmeno dopo quello che mi è successo l'altro giorno. Credo che sia il mezzo migliore per muoversi. Ma indignarsi per come si muove, appunto, in una regione meridionale lo ritengo un dovere a cui nessuno deve sottrarsi. Tant'è che ho presentato una denuncia ai carabinieri. Qualcosa dovrà accadere, per tutelare i cittadini: non voglio morire ostaggio della burocrazia, dei contrattempi, dei disguidi...". Cavallo è un fiume in piena. "Dunque, alle 14,20 sarei dovuto partire da Ostuni. Prima annunciano venti minuti di ritardo, poi quaranta. Quindi, piuttosto infastiditi, comunicano: "E' successo qualcosa. L'Eurostar da Lecce ha problemi all'impianto elettrico e l'aria condizionata non funziona". Non avevo altre scelte. Dovevo aspettare. Finisce che m'imbarco alle 16, due ore e venti muniti dopo l'orario previsto. Fa caldo, non si respira. La luce nelle carrozze va e viene: sembra Natale. Una volta superata Foggia, il capotreno avverte: "Ci fermiamo a Termoli e vediamo di sistemare tutto". I bagni, addirittura, sono chiusi. Un mistero. Sono le otto di sera e io, venti minuti fa, avrei già dovuto essere a Pesaro. Alle otto e mezza, riecco il capotreno: "Questo convoglio è stato soppresso. Utilizzerete i pullman per arrivare a destinazione". Scoppia il putiferio". Cavallo tira il fiato. E' un attimo. "Centinaia di passeggeri occupano i binari, vogliono bloccare l'Eurostar che da Milano scende verso Sud. Ci sono poliziotti, vigili urbani... La protesta va avanti per una ventina di minuti. Un gruppo di albanesi è tutt'altro che tranquillo: volevano lanciare sassi contro chissà chi, riusciamo a scoraggiarli. A quel punto il capotreno ci fa sapere che possiamo ripartire. Tutti gridano: "Buffoni". Qualcuno pensa che vogliono farci risalire sulle carrozze esclusivamente perché, in questa maniera, avremmo liberato la strada ferrata. Ci spiegano che a Pescara sarebbe stato possibile cambiare treno: avremmo proseguito con un Intercity. La gente, stanca e rassegnata, si lascia convincere: purché quell'incubo fosse terminato, saremmo stati disposti ormai a qualsiasi cosa. Sì, insomma, eravamo stremati. Sull'Intercity che diventa la nostra scialuppa di salvataggio, la roba da mangiare sparisce in un pugno di minuti. Quel gruppo di albanesi che andava a lavorare a Milano, commenta acido: "Da Tirana a Bari ci abbiamo messo solo quattro ore. In Italia, invece, niente va". Avevano ragione. Né era facile dargli torto. Ma non riuscivo a mandare giù quel giudizio che suonava sferzante. Tutto per colpa di una pagliacciata. La verità è che l'Eurostar non avrebbe dovuto per nessun motivo cominciare questo viaggio allucinante. Era un ferrovecchio e lo sapevano: da Lecce non dovevano lasciarlo andare. Preferiscono fare il gioco delle tre carte: tanto a pagare siamo sempre noi, i soliti fessi".

Torna all'inizio


L'estate nera dei treni Torna l'incubo insetti: <In due giorni 16 vittime> (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 09-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

PRIMO PIANO pag. 2 L'estate nera dei treni Torna l'incubo insetti: "In due giorni 16 vittime" Trenitalia ne conferma 'solo' 14 e corre ai ripari di RITA BARTOLOMEI UN VIAGGIO in treno, di notte, dal Nord al Sud. Poi, al risveglio, la brutta sorpresa: ponfi inequivocabili. Almeno quattordici viaggiatori nel fine settimana hanno denunciato di essere stati punti da insetti su convogli diretti a Milano. I verbali sono top secret. Per i ferrovieri gli episodi sono quattro e coinvolgono sedici persone. L'azienda, invece, conferma tre casi e ridimensiona un po' il numero. Particolarmente 'visitato' l'Intercity night 784 che parte da Taranto. Era strapieno, sabato. Quando nella vettura numero cinque c'è stato un vero assalto: dieci viaggiatori ? dodici secondo i ferrovieri ? si sono rivolti al capotreno lamentando le punture non desiderate. Tutti hanno firmato la liberatoria rifiutando le cure mediche previste da un protocollo ormai collaudato. Perché i casi sono sempre più frequenti. Le stesse ferrovie si stanno interrogando da tempo sulla concentrazione degli episodi. Com'è noto, risale a giugno la gara europea per il nuovo affidamento del servizio di pulizie. Decisione presa dopo che la verifica dell'Sgs, società di certificazione che aveva in sostanza bocciato l'attività delle ditte. LA STATISTICA si è abbassata domenica. Quando sull'Intercity da Taranto si è contata una sola 'vittima'. Ma nella stessa notte tre viaggiatori sono stati punti sull'Espresso 1910 da Napoli. In questo caso potrebbe trattarsi di zecche. L'azienda fa sapere che lo scompartimento è stato chiuso e le persone che erano sedute lì sono state trasferite da un'altra parte. Questa dovrebbe essere la regola da seguire sempre. Ma il treno da Taranto era troppo affollato, mettere i sigilli alla carrozza numero cinque era un lusso. I viaggiatori avrebbero quindi proseguito la corsa rimanendo al loro posto, in zona parassiti. LA PROCEDURA prevede anche che il capotreno, improvvisandosi quasi entomologo, ispezioni lo scompartimento incriminato, raccolga l'insetto e lo imbusti per spedirlo all'istituto superiore di Sanità, in modo che possano essere effettuate le analisi di rito. Così è stato fatto sull'Intercity. Nero e minuscolo: l'identikit fa assomigliare il reperto a una pulce. A giorni le ferrovie dovrebbero sperimentare un nuovo metodo ? più efficace ? per la disinfestazione dei treni, messo a punto con un luminare di Roma. L'ultima trovata contro l'invasione era stato il congelamento, insomma l'applicazione della criogenetica alla flotta. Questa sarebbe una parte importante del nuovo protocollo. Vai a sapere i costi. NEL FRATTEMPO radio ferrovia arricchisce le cronache di un altro caso. Anche sull'Espresso 1920 da Palermo a Milano si sarebbe verificato un caso di puntura da parassita. A farne le spese un pensionato che viaggiava in cuccetta. Quasi sempre il malcapitato di turno rifiuta le cure mediche che l'azienda offre. Ma la prassi prevede che il viaggiatore sia identificato e debba firmare una liberatoria. Parassiti sì, ma sempre con il bollo della burocrazia.

Torna all'inizio


DICEVA Trilussa: <Sò socialista quanno sto a digiuno, ma quanno magno s (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 09-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

I COMMENTI pag. 12 DICEVA Trilussa: "Sò socialista quanno sto a digiuno, ma quanno magno s... DICEVA Trilussa: "Sò socialista quanno sto a digiuno, ma quanno magno sò conservatore". Lo ha ricordato ieri Salvatore Bragantini, ex commissario della Consob, a proposito del salvataggio da parte del Governo Usa di Fannie Mae e Freddie Mac, i due colossi a stelle e strisce da cui dipende oltre la metà dei mutui americani a tasso agevolato. Il Paese del liberismo e del privato per eccellenza, insomma, non ha esitato a intervenire per salvare una posta in gioco altissima: l'equilibrio del sistema economico e finanziario americano e globale. L'intervento ? che varrà solo fino al 2009 quando la palla sul lungo termine passerà al nuovo presidente ? ha riscosso il via libera da Ben Bernanke, presidente della Federal Reserve, e gli applausi sia di Obama che di McCain nonostante sia chiaro a tutti che il conto sarà pagato dal Pantalone americano. Sarà vera gloria? E' arrivato davvero il momento della svolta? E' presto per dirlo, gli economisti sono divisi e non basta per sostenere che il peggio è passato ? anche se non è irrilevante ? il sostanzioso rialzo registrato ieri sui listini di tutto il mondo. E' certo, però, che Paulson, se riuscirà a fermare l'onda d'urto infinita dello tsunami subprime, potrebbe aver prenotato due righe nei libri di storia per coraggio, lungimiranza e pragmatismo. Da questa parte dell'Atlantico, in Italia per esattezza, si gioca invece una partita a rovescio, quella di Alitalia: il Paese della spesa pubblica per eccellenza decide di privatizzare la compagnia di bandiera ridotta al lumicino. Lo voleva fare il Governo precedente vendendo (o svendendo) ad Air France, sta provvedendo questo ? facendo dell'italianità dell'acquirente un punto di forza strategico ?, attraverso il Piano Fenice messo a punto da Intesa Sanpaolo che prevede la cessione della parte buona della Cai di Roberto Colaninno e una gestione, diciamo così, "pubblica" della parte che non va (la cosiddetta "bad Alitalia") affidata al commissario Fantozzi. Una partita dura, con i sindacati dei piloti già in assetto da guerra e la spada di Damocle di un'Unione Europea che potrebbe bocciare l'operazione come aiuto di Stato. Già, a proposito, chissà cosa direbbe Bruxelles del blitz di Washington? Forse, dalla risposta, potremmo capire perché gli Usa vanno, cadono, si rialzano ma marciano veloci. E l'Europa, che ha una politica comune, tanta burocrazia puntigliosa, ma non un Governo, no.

Torna all'inizio


Il tramonto di un sogno americano (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-09-09 - pag: 4 autore: La storia di Fannie e Freddie. Una bomba a orologeria alimentata da politica e lobby Il tramonto di un sogno americano di Mario Margiocco C he Fannie e Freddie, oggi le due più grosse società del mondo, salvate per la collottola dal Tesoro americano, fossero "una bomba ad orologeria" fu scritto per la prima volta almeno nel 1997. E alla fine anche al più deciso e incallito liberista non resta che approvare la mossa di Henry Paulson e Ben Bernanke, e dire che salvare con soldi pubblici due società che senza essere private pagavano ai privati dividendi e plusvalenze (queste ultime fino a un anno fa), era l'unica cosa da fare. Dopo aver venduto a piene mani "carta" di Fannie e Freddie in tutto il mondo dicendo che era buona come T bonds o T notes, non restava che onorare l'impegno. E per farlo,l'amministrazione controllata era l'unica via per due giganti che hanno finanziato ampiamente il cuore del Sogno Americano, cioè la casa. Paga lo Stato. Come spesso è avvenuto in altre circostanze in Europa. Ma come chi non conosce gli Stati Uniti o peggio ne fa una bandiera "ideologica" pensava non potesse mai avvenire oltre Atlantico. Era prevedibile. è successo. E col botto. Salvataggi discussi ne sono sempre avvenuti, in America, come in Europa e altrove. La stessa Federal Reserve nacque nel 1913, come la Banca d'Italia 20 anni prima, quale tormentata risposta alla necessità di evitare panichi e fallimenti come quello che nel 1907 paralizzò la piazza di New York. Per i tempi recenti, basti ricordare i casi nel 1984 della Continental Illinois, settima banca americana per depositi, e quello delle Savings and Loans, 1.600 istituti medi e piccoli coinvolti in un bagno di sangue da 160 miliardi nel 1994-95 (si veda la scheda, sotto la foto di Bush padre). Ma Fannie e Freddie sono speciali. E non solo per le dimensioni acquisite negli ultimi anni, che le hanno portate da un portafoglio mutui complessivo di 1.444 miliardi a fine 96 a uno di 5.400 miliardi oggi. Non concendono direttamente mutui, li acquistano da banche e finanziarie dominando il mercato secondario, li cartolarizzano, li assicurano contro insolvenze dei mutuatari, e in parte li rivendono, anche all'estero, alimentando così la liquidità immobiliare americana. Fannie è nata pubblica nel 1938, è diventata privata nel '68, subendo poi altre commistioni privatistiche, ma sempre con un sottinteso politico che c'era qualche forma di garanzia pubblica. Freddie è nata nel 1970, presto omologata, e mai pubblica fino a quando entrambe lo sono diventate nel luglio 2008. Uno studio del Tesoro calcolava nel ' 96 che le due Gse (Government sponsored enterprises) traevano allora un vantaggio sui mercati di circa 6 miliardi all'anno dalla " protezione" pubblica e dal trattamento fiscale del tutto privilegiato, e ne "passavano" al mercato dei mutui solo 4. Nel 2005 Scott Frame della Fed di Atlanta e Lawrence White della New York University calcolavano che la sola aureola puramente sottintesa di essere "garantite dal Tesoro" consentiva di raccogliere denaro a minor prezzo e quindi di ridurre le rate dei mutui di 20-25 punti base senza un dollaro di stanziamento pubblico. Bastava il nome, come si usa dire: zio Sam. è una partita degli equivici, diceva nel 2004 Richard Carnell, ex sottrosegretario al Tesoro. "Dicono al Congresso e alla stampa: state tranquilli, il Governo non avrà mai da pagare nulla e non c'entra; poi si voltano e dicono a Wall Street: state tranquilli, in realtà il Governo sottoscrive i nostri conti e li garantisce". "Una bomba ad orologeria", titolava sulle due Gse l'iperliberista Cato institute nel ' 97, ricordando come già due volte il mondo delle Gse aveva avuto bisogno di aiuti: 11 miliardi per Fannie nel 1981, durante una precedente crisi immobiliare, e 5 per il minore Farm credit system. Molte le differenze con le normali corporation, in parte originali in parte accumulate nel tempo da Fannie e Freddie: e cioè l'essere state create dal Congresso con statuto federale, l'esenzione da imposte sul reddito statali e locali, il fatto che i loro titoli non fossero corporate ma "government securities" e infine il fatto che le due Gse abbiano sempre avuto per statuto la Federal Reserve come agente. Come qualsiasi società però sono quotate, hanno azionisti, pagano (pagavano, sono sospesi da domenica) dividendi. Una quadratura del cerchio che ha alimentato ricche burocrazie interne, le più ricche di Washington, e ne ha fatto una imbattibile centrale di lobbismo. Potenziato dal fatto che le due Gse sono (erano) uno strumento magnifico per i politici consentendo di assicurare benefici pubblici (calmierare i mutui) senza stanziamenti. Che sono arrivati adesso, con gli interessi. mario.margiocco@ilsole24ore.com EPILOGO ANNUNCIATO I due istituti sono nati per garantire la casa a tutti, ma da almeno dieci anni c'erano evidenti problemi di cattiva gestione finanziaria.

Torna all'inizio


Ma chi li conosce (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-09-09 - pag: 14 autore: Ma chi li conosce L'intervento di Benedetto XVI a Cagliari domenica scorsa mi ha particolarmente stupito: paradossalmente, non per le cose che ha detto, ma per il modo in cui è stato recepito. Ovvero, alla maniera classica italiana: ognuno ha tirato le parole dalla sua parte, nessuno ha cercato davvero di capirle e trarne le debite conseguenze. Andreina Salvioni e-mail R e azioni al discorso del Papa, nel quale Benedetto XVI chiede una svolta e una leva nuova di politici cattolici. I cattolici di governo: "Coglie un vuoto nell'opposizione". I cattolici all'opposizione: "Coglie un vuoto nella maggioranza ". Il Papa si conferma nella sua opinione: "Stavolta ci ho preso davvero. Colgo un vuoto ". E neanche a rendere. - Italia poco attrattiva La mia preoccupazione sulla situazione del nostro Paese cresce di mese in mese. è evidente che i nostri sistemi di assistenza sanitaria, previdenziale, sostegno alle famiglie e qualità dei servizi pubblici soffrono di molti problemi: pensioni troppo basse, asili carenti, amministrazione lenta. è altresì ovvio che tutti i servizi menzionati sono pagati dalla fiscalità e dalla ricchezza prodotta nel Paese: se non si crea ricchezza non si può distribuirla e fornire servizi di qualità. è ampiamente riconosciuto che l'Italia non ha saputo ricollocarsi negli anni in settori più redditizi e competitivi e che la soluzione adottata in tutti i maggiori Paesi è l'investimento in istruzione superiore e ricerca scientifica e tecnologica. Contro ogni logica, la programmazione finanziaria presentata nello scorso giugno condanna al declino il sistema universitario, dove la produzione e la fruizione delle conoscenze sono maggiormente concentrate. Occorrono misure per facilitare l'immigrazione di studiosi stranieri: la caccia all'immigrato non va certo in questa direzione, considerando che chi vuole essere regolarmente accolto si scontra con ritardi e mancanze delle autorità. Così si perdono opportunità di attrarre giovani volenterosi e si fa sprecare loro tempo in burocrazia superflua. Si dice che lo sviluppo di un Paese richiede le tre T: tecnologia, tolleranza, talento. Tecnologia non ne abbiamo molta, talenti ne sprechiamo sempre più, sulla tolleranza comincio a dubitare. Andrea Armaroli e-mail In treno senza controlli Treno Venezia-Bologna, un pomeriggio qualsiasi. Nell'arco di un'ora, per tre volte vengo avvicinato da zingari con richiesta di elemosina. La terza volta riconosco la zingara che aveva bussato a monete due giorni prima, nel viaggio di andata. Percorro il convoglio alla ricerca del capotreno senza trovarlo. All'arrivo affronto il capotreno che si trovava chiuso nella cabina di guida e, mentendo, gli dico che ho viaggiato senza biglietto. Se ne rammarica e, gentilmente, spiega che non può controllare i biglietti perché Trenitalia ha imposto un solo macchinista alla guida e, siccome la norma prescrive due persone in cabina, tocca a lui affiancare il macchinista. Domando se l'episodio è stato un'eccezione. "No, è sempre così". Guido Guasconi e-mail.

Torna all'inizio


C'è tempo per spostare i detenuti su Marte (sezione: Burocrazia)

( da "Tempo, Il" del 09-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stampa C'è tempo per spostare i detenuti su Marte I livornesi non ce ne vorranno: ma i climatologi paiono pessimisti sulla sorte delle città costiere nei prossimi millenni. L'innalzamento delle acque marine, l'erosione del territorio e altre sparse grane sconsiglierebbero l'ampliamento del carcere della città toscana: tanto varrebbe spostare tutto molto più all'interno, verso Ponsacco o Pontedera. E poi, vai a sapere che tipo di evoluzione avrà avuto la società italica: avremo ancora bisogno di patrie galere o daremo finalmente ragione ai sumeri, che quattromila anni fa avevano fondato una civiltà senza l'ombra di un penitenziario? O ci estingueremo per mano di pirati e predatori? Del resto, la burocrazia lentopede del ministero della Giustizia ben si innesta in un sistema nel quale i processi vengono celebrati qualche lustro dopo il reato, e la condanna di un ladro teenager arriva quando quello ha già la cataratta; poi non resta che sperare in un indulto, in un'amnistia mascherata, nel cadeaux di un braccialettino o alla peggio in un espatrio forzato, anche se sei un comunitario. Tutto può accadere, tranne che il comparto giri come un meccanismo oliato e garantisca, oltre al rubagalline e al cleptomane inconsapevole, anche il cittadino onesto. Che consigli offrirà l'ottimo Brunetta al collega Alfano perché non finisca egli stesso prigioniero del labirinto del dicastero, dove si sospetta una lotta intestina tra la banda dei Fannulloni e quella dei Paraventi? E possibile che alle Infrastrutture non sappiano trovare la quadra per costruire strutture per i detenuti del Ventunesimo secolo, e non per quelli che, presumibilmente, verranno spediti in celle orbitanti attorno a Marte? Se non esistono celle a sufficienza in cui accogliere chi ha infranto la legge, questo Paese diventerà davvero, e ben prima dell'anno di grazia 4671, un delizioso Far West. In America accadeva nel secolo scorso. Come sempre, siamo in ritardo. Fine lavori, mai.

Torna all'inizio


Sfida a tre sull'economia (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: MONDO data: 2008-09-09 - pag: 12 autore: Giappone. Le ricette dei candidati alla premiership Sfida a tre sull'economia TOKYO. Dal nostro inviato Un numero di candidature senza precedenti per diventare presidente del partito di Governo e quindi premier a Tokyo, forse solo per un mese. Una candidatura unica, invece, per la guida del partito di opposizione, che vuole mostrarsi compatto in vista delle ormai scontate elezioni anticipate: Ichiro Ozawa ha iniziato ieri una campagna senza oppositori che lo vedrà rieletto per la terza volta presidente del Partito Democratico il 21 settembre. La campagna del Partito liberaldemocratico (Ldp) al Governo, invece, inizia domani e si concluderà il 22 settembre, con un vincitore che il giorno dopo presenterà il nuovo Governo destinato a durare probabilmente solo poche settimane. Quattro gli sfidanti sicuri, ma oggi se ne dovrebbero aggiungere altri: una pluralità che mette in campo visioni diverse, con la gradita conseguenza di rubare la scena mediatica. La novità è che i tre principali contendenti hanno assunto un profilo pubblico definito soprattutto dal loro approccio ai problemi dell'economia. Il favorito, Taro Aso, 68 anni, non si identifica più nel suo ex ruolo di ministro degli Esteri fautore di un Giappone più risoluto, né come discendente eccentrico di dinastie ministeriali: è diventato il campione della necessità di rilanciare un'economia sull'orlo della recessione, in quanto si impegna a stimolare la ripresa con la ricetta di tagli fiscali ed eventuale allargamento dei cordoni della spesa pubblica. Il suo "manifesto " (termine entrato nella lingua giapponese per indicare il programma elettorale) enfatizza la "forza potenziale" del Paese. Priorità diverse ha Kaoru Yosano, il più rigorista in tema di disciplina dei conti pubblici, che ieri ha dichiarato di avere fiducia nella possibilità di far capire al pubblico la sua enfasi sulla riforma fiscale e il suo slogan sulla "società sostenibile". Tuttavia Yosano, 70 anni, ha anche detto di non voler sciogliere subito la Camera Bassa, in quando è prioritario per lui far passare il bilancio supplementare per il sostegno all'economia già promesso dal dimissionario Fukuda. "Riforme" è invece la parola-chiave indicata da Yuriko Koike, 56 anni, già pupilla di Koizumi: come ex ministro dell'Ambiente, promette anche una tassa ambientale, e come prima donna a scendere in lizza per guidare il Paese si impegna, ovviamente, a migliorare la condizione femminile. Con parole anche dure, come quando ha citato la frase di Hillary Clinton sul tetto di cristallo che le donne devono sfondare per salire in alto: altro che vetro, in Giappone ci sarebbe ancora una cappa di ferro a fare da barriera. In campo ci saranno anche due 51enni: Shigeru Ishiba, esperto di problemi della difesa (lo annuncerà oggi) e Nobuteru Ishihara, nemico della burocrazia. S. Car. CAMPAGNA ELETTORALE Il favorito Taro Aso propone tagli fiscali e spesa pubblica Gli sfidanti, tra cui la Koike, insistono invece su una politica di rigore e riforme.

Torna all'inizio


Tutti invitati ad Atene per leggere l'Olimpiade del sapere (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 09-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

N. 215 del 2008-09-09 pagina 0 Tutti invitati ad Atene per leggere l'Olimpiade del sapere di Ezio Savino Atleti, filosofi, medici, artigiani, geografi: i campioni delle discipline che crearono il mondo moderno. Da domani in edicola con il Giornale Con Il mondo nuovo dei Greci, secondo volume della "Storia Einaudi dei Greci e dei Romani", da domani in edicola con il Giornale, il discorso sull'eredità ellenica entra nel vivo. Si procede per figure esemplari: l'atleta, il filosofo, il medico, l'intellettuale, l'artigiano-artista, l'utopista, il geografo, lo storico, operatori di quella visione originale del mondo che giustifica il titolo in copertina. Il recente evento globale di Pechino rinnova l'energia suggestiva di Olimpia, anche se ben poco dell'antico "spirito" e dei riti originari permane nel riuso moderno. Perfino il simbolo più noto, la fiaccola, è un falso, ideato da Carl Diem per sacralizzare i giochi berlinesi del 1936 con l'accensione scenografica della fiamma a Olimpia e il viaggio al cuore della Germania hitleriana. Una corsa con le torce - una specie di staffetta a squadre, in onore del dio del fuoco, Prometeo - si disputava nella Grecia classica, ma per i vicoli da Atene al borgo del Pireo: nulla a che vedere con le cerimonie quadriennali che offrivano a Zeus Olimpico lo splendore della vittoria agonistica. è un esempio di come noi moderni ci riappropriamo del patrimonio greco: scegliendo come in un profondissimo pozzo dei sogni, contaminando, ricomponendo, rimodellando i frammenti, spesso attraverso il filtro delle civiltà successive, latina, medioevale, rinascimentale, moderna e post. Pensiamo all'architettura e all'arte figurativa: il severo ordine dorico, inteso come dominio del razionale, del pedagogico, dell'essenzialità grandiosa e geometrica spirante dagli edifici dello stato e della burocrazia o del potere privato (banche, ma anche fabbriche, mattatoi, residenze signorili, cimiteri monumentali), ha consegnato colonne e trabeazioni a costruttori di stretta osservanza classicistica. Al contrario, c'è chi disloca le schegge elleniche in impasti visivi che devono sbalordire non per completezza e somiglianza, ma per allusione, assenza e rigetto, come nel Progetto Antigone a Montpellier (1979-83) di Ricardo Bofil, che incastona nei puri frontoni capitelli monchi, colonne mutilate, triglifi abnormi; nella galleria dello stravagante Caffè Bongo di Tokyo (1987) che il designer Nigel Coates orna con copie di nudi greci issati su piedistalli pretenziosi; nel dipinto Buon giorno, Signor Hockney (1981-83) in cui uno dei padri della pop art, Peter Blake, nobilita ironicamente la patinata atmosfera californiana con un remake dell'Afrodite accosciata, scolpita dall'ellenistico Doidalsas per il re della Bitinia, Nicomede, qui reinventata come una splendida girl policroma sui pattini a rotelle. Sono agrodolci dichiarazioni d'amore, un'ansia di distacco frustrata dall'adesione ombelicale, drammatica rivalsa da adolescenti che più s'impegnano allo strappo, più smascherano la propria dipendenza. I greci furono grandi elaboratori di modelli. Con innumerevoli errori e omissioni, nessuno lo nega. Ma la propensione ad astrarre schemi dal fluire dell'esperienza li alzò in cattedra. Chi mai penserebbe che quando consulta un navigatore satellitare, sul display del telefonino o sul cruscotto dell'auto, dovrebbe mormorare un "grazie!" agli scienziati ellenici? La geografia fu un prodotto del loro genio. Anche se non possiamo accettare la generosa attribuzione di paternità, pur sostenuta a lungo, al patriarca Omero (futile cercare le tracce di Odisseo nei toponimi del Mediterraneo), ricordiamo che Eratostene, il primo a misurare il meridiano del pianeta con approssimazione impressionante, indicava il fondatore del geografèin, "disegnare la terra", in Anassimandro di Mileto, allievo di Talete, a sua volta pioniere della ricerca naturalistica e filosofica. Il suo trattato includeva una carta geografica, fonte battesimale di ogni futuro atlante. Tolomeo iscrisse i continenti noti nella griglia squadrata sulla quale ancor oggi gli scolari cercano fiumi e capitali. Ma non è tutto qui. La geografia antropica, il logos, la grande avventura storica dei costumi, delle risorse economiche, delle istituzioni politiche, risale a Erodoto, a Polibio, a Strabone, cultori di un metodo che intrecciava alle misurazioni degli itinerari il discorso sugli uomini. L'uomo al fulcro del mondo greco. La prima grande lezione che il volume ci fa ripassare. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Torna all'inizio


Il suono di un violino straordinario in una calda notte d'estate a nizza - lukian mussel (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia Pavese, La" del 09-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sport Il suono di un violino straordinario in una calda notte d'estate a Nizza LUKIAN MUSSEL Molti anni fa quando ero studente all'Università di Pavia avevo deciso con un amico di fare un viaggio in Provenza anche per inaugurare la fiammante MG spider che mi avevano regalata i miei genitori in vista della laurea. Allora dopo Genova non esisteva ancora l'autostrada ed occorreva percorrere la vecchia via Aurelia molto panoramica ma anche molto piena di traffico e, pur essendo partiti all'alba arrivammo alla frontiera solo nel tardo pomeriggio. Superata la complessa burocrazia doganale dell'epoca arrivammo, stanchissimi ma felici a Nizza parcheggiando l'auto altrettanto sfinita e quasi in ebolli zione sotto l'albergo Beau Rivage. La stanchezza ci impedì di apprezzare il fatto che vi avesse soggiornato a lungo il famoso pittore Matisse. L'unica cosa che ci interessava era una stanza a basso prezzo. A Nizza ero peraltro destinato a perdere il mio compagno di viaggio che stette male nella notte e dovette essere ricoverato al vecchio ospedale Saint Roch ove fu subito operato di appendicite. Il giorno dopo arrivarono anche i genitori e la sorella di Carlo che si presero cura del convalescente ed io mi dedicai alla visita dei principali musei e monumenti della città della Chiesa russa alla collina di Cimiez con le sue memorie romane ed i suo musei. Speravo, essendo solo, anche di conoscere qualche ragazza ma le effervescenti francesine probabilmente erano emigrate per le vacanze e tra me e le rosate inglesine e americane che incontravo in abbondanza si ergeva l'insormontabile baluardo dell'inglese, che a scuola solo una èlite studiava, e della mia timidezza. Così continuai nel mio destino di turista solitario esplorando la parte vecchia della città partendo da Corso Saleya con il suo mercatino antiquario ed il "marchè aux herbes" pieno di colori e di aromi. Ero ormai alla vigilia della partenza che vedevo arrivare con sollievo dopo alcuni giorni passati in solitudine e un altrettanto solitario viaggio a Cannes. Mi concessi un'ultima gita per la città vecchia anche in cerca di un ristorantino in cui cenare accompagnando il cibo con un ottimo e rustico "Cote de provence" rosato che allora veniva servito e bevuto con una generosità di cui oggi, in tempi di inflazione e di limiti alcoolici, si è persa memoria. Forse ne avevo bevuto veramente troppo tanto che passando da una viuzza tra la Prefettura ed il Tribunale ad un certo punto mi sembrò di sentire qualcuno che suonava il violino in modo straordinario tanto che rimasi a lungo ad ascoltarlo guardandomi intorno con meraviglia. Chi poteva essere? La mia cultura musicale ancora molto rudimentale non mi permetteva di dare un nome all'autore di questa musica bellissima e tragica che il violino sembrava a tratti trasformare in un lamento accorato. Cercai di trovarne la fonte. La casa da cui proveniva aveva un aspetto fatiscente e una piccola porta stretta i cui battenti erano appena accostati. Ne spinsi uno e penetrai nell'oscurità dell'androne. All'improvviso mi sentii anche come sfiorato da qualcosa che volava nel buio: un pipistrello pensai inorridito mentre fuggivo all'esterno verso la luce della strada. Dal campanile di Santa Reparata battevano dei rintocchi, era tardi forse mezzanotte. Ritornai agitato all'albergo e faticai ad addormentarmi. Molti anni dopo, mentre insegnavo per un semestre a Nizza e avevo quasi dimenticato questo episodio, appresi da un collega appassionato di storia locale che in quella via ed in quella casa era morto in povertà e disperazione, rifiutando i sacramenti, il grande violinista Paganini che la gente del posto, colpita per il suo aspetto chiamava "il diavolo" e che per molto tempo quella casa non era più stata abitata per la paura che la sua figura, alta, magra ed avvolta in un mantello nero come le ali di un pipistrello, incuteva. Si diceva anche che qualche volta il grande artista tornasse a suonarvi il suo magico violino nelle lunghe notti d'estate. (Dedicato all'amico Mino Milani).

Torna all'inizio


La "Legge" dell'umorismo è la regina della Biennale (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 09-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Caricatura. La "Legge" dell'umorismo è la regina della Biennale Il podio all'opera sul rapporto tra cittadini e burocrazia La giuria della Famija Varsleisa (presieduta da Mario Guilla e composta da Monica Falcone, Mauro Pedrani, Gian Piero Prassi), ha espresso l'atteso verdetto sulle opere inviate per la quindicesima edizione della Biennale internazionale di caricatura "L'arte dell'umorismo nel mondo". Un'edizione che ha visto una rilevante partecipazione di artisti stranieri, con una netta prevalenza di provenienze dall'Est Europa: Ucraina, Russia, Bielorussia, Polonia e Serbia in testa. "Ma - rileva il presidente della Famija Pier Luigi Bruni - abbiamo ricevuto contributi anche dalla Turchia, da Cuba e dall'America del Sud. Più assenti rispetto al passato Usa e Canada, mentre la risposta italiana è sempre molto buona, e di livello altamente professionale". Il primo premio è stato assegnato al bolognese Andrea Bersani per l'opera "Law", apprezzata "per l'espressività del soggetto che in pochi elementi esprime tutta la complessità del rapporto tra la legge ed il cittadino evocando atmosfere kafkiane". Vanno all'estero il secondo e terzo premio: l'ucraino Yuriy Kosobukin ha colpito la giuria con un lavoro senza titolo "dalla feroce ironia che con un tratto fumettistico rappresenta il dramma della fame": un gruppo di disperati in attesa che un pane sia fotocopiato dal fornaio. L'inglese Dave Connaughton l'ha fatta sorridere con "Mona Lisa's smile": un'esecuzione tecnicamente pregevole in grado di suscitare il sorriso grazie alla sola forza delle immagini. Meritevoli di segnalazione anche le opere del polacco Pawel Kuczynski e del serbo Darko Drljevic. La targa "Pietro Ardito", messa a disposizione da Tigullio Events per ricordare la figura dell'artista vincitore della prima edizione della Biennale, è stata infine attribuita a Carlo Bartolini di Pistoia per il lavoro "12 ottobre 1492", garbata smitizzazione dell'impresa di Cristoforo Colombo. "Non emerge una tematica prevalente - prosegue Bruni - anzi ha stupito la presenza di un solo lavoro a tema olimpico. La caricatura "tout court" sta scomparendo, mentre si conferma la tendenza di utilizzare il linguaggio grafico dell'umorismo per trattare i drammi e i problemi del nostro mondo, dai temi ambientali a quello politico-sociali". Per i curiosi, ancora un po' di attesa: le opere migliori saranno esposte al Salone Dugentesco da sabato 8 a domenica 23 novembre. Una successiva appendice si svolgerà poi a Santa Margherita Ligure per l'attribuzione della "targa Ardito". \.

Torna all'inizio


PIERO VISTOCCO GIFFONI SEI CASALI. QUADRO RUBATO, RITROVATO, E MAI PIù RITORNATO. LA PREZIOS (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Salerno)" del 09-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

PIERO VISTOCCO Giffoni Sei Casali. Quadro rubato, ritrovato, e mai più ritornato. La preziosa tela del 500 raffigurante la Madonna del Rosario, fu trafugata nella chiesa del Salvatore a Sieti nel 1993. A luglio del 2001, otto anni dopo il dipinto fu ritrovato dai carabinieri a Reggio Calabria. La tavola cinquecentesca era finita in mano ad un'organizzazione specializzata nel riciclaggio di opere d'arte. Le meticolose indagini delle forze dell'ordine e della Procura della Repubblica portano all'identificazione di alcune persone che l'avevano acquistato assieme ad altre opere d'arte rubate in altre chiese, musei e biblioteca della Campania. La notizia del ritrovamento del prezioso dipinto della Madonna fu accolto con soddisfazione a Giffoni Sei Casali dagli amministratori comunali e fedeli che si riversarono in chiesa a pregare. Tutti immaginavano che di lì a poco l'opera sarebbe tornata al suo posto. Ed invece a distanza di anni quel quadro non è ancora tornato. "La burocrazia e i protocolli operativi legislativi, nonché i tentativi di restauro -scrive lo storico Gerardo Mazza- nella omonima scuola della Certosa di Padula, continuano a tenere lontano il dipinto. L' anziano parroco don Carmine Russo ed i fedeli giffonesi non disperano e sperano quanto prima di festeggiare il suo ritorno sull'altare della chiesa, dove per oltre cinque secoli ha troneggiato di fronte ai fedeli". Una speranza che i cittadini di Giffoni nutrono, ogni giorno, con la Fede.

Torna all'inizio


Salma a terra per 5 ore, aperta un'inchiesta (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 09-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

IL CASO DELL'UOMO MORTO AL "PASSIATORE" Salma a terra per 5 ore, aperta un'inchiesta La Procura della Repubblica ha aperto un'inchiesta sulla vicenda del pensionato morto per un malore al "Passiatore" e rimasto per cinque ore a terra prima che il suo cadavere venisse portato via. L'inchiesta, aperta dal procuratore reggente Enzo Serpotta, punta a verificare se nell'iter per trasferire la salma di Angelo Di Grazia (questo il nome dello sfortunato settantenne deceduto il 2 settembre) dal luogo del decesso all'obitorio, ci siano state delle "negligenze". Se si siano verificate, per esempio, delle omissioni di soccorso, se si sia perso tempo nel comunicare l'avvenuto decesso alle autorità o ai parenti, se per questioni burocratiche (una firma, un certificato, un'autorizzazione data in ritardo etc.) si sia perso tutto quel tempo dimenticando il cadavere per cinque ore al sole e alla pioggia, sotto gli occhi di passanti e turisti. Insomma, se qualcuno (che sarebbe dovuto intervenire tempestivamente) si sia, invece, girato dall'altra parte lasciando che i "tempi" della burocrazia prendessero il sopravvento su un'evidente questione di pietà umana. Gli ultimi minuti di Di Grazia sarebbero stati ricostruiti, con dovizia di particolari da un testimone che avrebbe poi provveduto anche a chiamare il "118" dopo aver cercato invano aiuto in zona. L'ambulanza è arrivata al "Passiatore" ma per l'uomo non c'era più nulla da fare nonostante un massaggio cardiaco praticato dal medico a bordo dell'ambulanza. La cosa assurda è stata poi attendere cinque ore, e forse anche qualcosa di più, tra autorizzazione a spostare la salma e arrivo del carro funebre per trasferire Angelo Di Grazia.

Torna all'inizio


Una corsa contro il tempo per salvare il mare di S. LeoneLa burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 09-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Deve affrontare subito il problema e dare il via ai lavori Prosegue l'attuazione della fase propedeutica alla grande assemblea che il sindaco intende convocare nei prossimi giorni allo scopo di stabilire quali sono gli obiettivi su cui lavorare nei prossimi mesi per il rilancio della nostra città. Dopo avere parlato con i dirigenti dei vari settori dell'Amministrazione comunale, incontrandoli uno alla volta, stamattina Marco Zambuto li ha convocati tutti insieme per una riunione congiunta. "Dobbiamo trovare il modo di motivare il personale municipale - ha spiegato il sindaco - allo scopo di centrare lo scopo principale della nostra azione amministrativa che per il momento rimane anzitutto quella di sanare il bilancio comunale. Tutto passa da lì: specialmente nella logica federalistica verso cui sembra indirizzarsi il nostro Paese, in base alla quale ciascuno deve trovare da solo i soldi per lavorare e tirare avanti, sembra indispensabile trovare adeguate fonti di finanziamento. In questo senso ribadisco che la soluzione dei nostri problemi può venire anzitutto dalla valorizzazione del nostro patrimonio, ma anche dalla possibilità di poter ricavare somme notevoli dall'erogazione dei servizi che istituzionalmente dobbiamo garantire all'utenza. In questo senso dobbiamo fare in modo da istituire delle entrate strutturali che possano darci non un introito "una tantum", che sarebbe solo come avere dei pannicelli caldi, ma delle voci di bilancio stabili che ogni anno ci garantiscano delle entrate certe cui attingere per i nostri bisogni". Dunque oggi Zambuto cercherà di concordare con i dirigenti una linea di condotta che questi ultimi dovranno attuare negli indirizzi da dare al personale nella fase operativa dell'azione amministrativa. La settimana entrante, stante al programma che il sindaco nei giorni scorsi si è dato su questa vicenda, dovrebbe svolgersi la grande assemblea con tutto il personale municipale ma anche con il Consiglio comunale nella sua interezza allo scopo di individuare tutti insieme la via più efficace che deve condurre al risanamento delle casse municipali. Il Comune di Agrigento risultò tra gli ultimi dieci d'Italia in una speciale classifica predisposta dall'Ufficio studi della Cgia di Mestre e che riguarda lo stato di salute, con riguardo ai conti pubblici, di tutti i Comuni capoluogo d'Italia, anche se tra i siciliani è forse quello che sta meglio. Salvatore Fucà.

Torna all'inizio


Con Gaddo Risso alla scoperta di Alghero, Asinara e Santa Teresa L'istruttore sub Esa: la risposta sarda alle crociere ai Tropici Cernie e aragoste sulle rotte del caicco (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 09-09-2008)
Pubblicato anche in: (Unione Sarda, L' (Nazionale))

Argomenti: Burocrazia

Cultura Estate Pagina 11009 Con Gaddo Risso alla scoperta di Alghero, Asinara e Santa Teresa L'istruttore sub Esa: la risposta sarda alle crociere ai Tropici Cernie e aragoste sulle rotte del caicco --> DAL NOSTRO INVIATO ROBERTO RIPA Stintino, o meglio: torre aragonese dell'Isola Piana a sinistra, Asinara a destra. Nel mezzo uno smeraldo fluido da paura. Handè di Capo Galera, un caicco costruito in Turchia, ci galleggia disinvolto. Lo storico due alberi, lungo ventisei metri (mogano e vele) e settanta tonnellate di stazza, sembra navigare sospeso nel nulla su quelle trasparenze che solo il mare di Sardegna regala. Da qui si parte per un'avventura unica alla scoperta dei meravigliosi fondali tra cernie, barracuda e aragoste, lungo la costa che da Alghero tocca Stintino, Castelsardo e Santa Teresa Gallura. IL CAICCO È la novità di quest'estate per i subacquei innamorati della Sardegna e per quanti vogliono godersi il mare e la natura con uno spirito nuovo. Gaddo Risso, 38 anni, titolare del Capo Galera Diving Center, famoso centro immersioni sulla scogliera a picco sul mare di Alghero, ha lanciato la sfida. Come dire: crociera subacquea in Sardegna, meglio anche delle Maldive o di Sharm El Sheik. "La diversità e la varietà di immersioni che si possono fare in Sardegna, come appunto lungo la costa settentrionale, non si trovano in nessun mare tropicale", attacca Risso, istruttore Esa. "Per questo motivo abbiamo creduto in questo progetto che non solo rilancia il turismo subacqueo isolano ma fa da spalla a molti settori dell'industria sarda delle vacanze". Sarà il fascino e il mistero che sprigiona la tipica imbarcazione dei pescatori turchi (due alberi con fiocco, trinchetta, vela di strallo e randa, 270 metri quadri di superficie velica). Sarà l'avventura sommersa tra gli spettacolari fondali della costa nord. O forse l'unicità della crociera che a un vero e proprio diving galleggiante assicura buona cucina, comfort (sette cabine doppie), vino sardo doc e giornate alla scoperta dell'entroterra isolano con incursioni nella storia e nelle tradizioni dei luoghi. Sarà pure tutto questo ma è certo che il richiamo del caicco ha già conquistato finlandesi, tedeschi, francesi e naturalmente molti italiani. Il segreto? L'avventura tra mare e terra. E Handé, una delle pochissime barche nel Mediterraneo che offre tutte insieme queste opportunità, lo fa in piena regola. I FONDALI L'atollo tropicale sarà pure splendido, ma alla fine manca sempre qualcosa. Il reef perde punti nel confronto con la varietà e le bellezze naturalistiche date dalla combinazione mare e costa sardi. Dalle falesie mozzafiato di Capo Caccia dove si trova il complesso di grotte sommerse tra i più grandi del Mediterraneo ai fondali selvaggi dell'Asinara, per raggiungere i colori vibranti del mare di Castelsardo e di Santa Teresa con le splendide gorgonie rosse abitate da cernie e dentici. "È il vero tesoro della Sardegna che ci invidiano molte altre mete più rinomate del mercato mondiale della subacquea", riprende Risso. "In un tratto di costa ben delimitato si possono avere tipologie di immersioni così varie difficile da incontrare da altre parti". E in più il fascino a terra. Gli angoli della cittadina catalana; Stintino con la sua storia di antico borgo di pescatori; o la scoperta degli agriturismi della Gallura. ALGHERO Ovvero le grotte. Splendide quelle di Capo Caccia o Punta Giglio, i due estremi della Baia di Conte. Ma non solo. "Il complesso carsico del Nereo, certamente è un grande richiamo per i sub ma il mare di Alghero ha una ricchezza di immersioni davvero unica. Poco distante dalla Foradada è possibile visitare alcune secche dove si incontrano grossi crostacei (astici soprattutto) e tanto pesce". È l'effetto riserva che qui si fa sentire più che altrove. "Vero, a Capo Caccia da quando hanno chiuso, c'è molta più presenza di organismi marini. Ma è soprattutto la tranquillità del pesce che ci permette di parlare di effetto parco", continua Risso. "Il pesce si fa avvicinare". STINTINO Punta Agnadda e Punta Tamburino sono forse i due siti di immersione più conosciuti dai sub che incrociano da queste parti. "L'Asinara presenta fondali molto belli, con caratteristiche più o meno simili", spiega ancora il titolare. "Colpisce soprattutto l'abbondanza di pesce, c'è una varietà enorme: barracuda, cernie, saraghi, corvine e branchi di dentici". Qui l'effetto parco è forse meno eclatante: l'Asinara ha avuto la fortuna di partire da una situazione, diciamo, avvantaggiata in fatto di tutela. L'isola un tempo carcere di massima sicurezza, era in pratica un parco blindato ante litteram. Non si entrava e non si usciva. I fondali non hanno avuto la necessità di ripopolarsi. Ormeggiato il gommone (il tender del caicco, 7 metri con 13 sub a bordo) sulla boa sommersa del parco, l'immersione si svolge, in massima parte, attorno a un isolotto affiorante di granito. Sott'acqua, tra spaccature e grandi anfratti trovano rifugio cernie e grosse murene. A Punta Tamburino, invece, il profilo di immersione segna come quota massima 24-25 metri per una profondità media sui 18-20 metri di fondo. Tanto pesce e spesso lunghe processioni di tranquilli saraghi fasciati. Punta Sabina, nel mare di dentro oltre Cala d'Oliva, e poco più giù Punta dei Corvi (tra le più belle immersioni del parco): qui tornano a fare gli onori di casa le cernie, curiose e di grossa stazza. TURISMO L'idea del caicco Handè, raro gioiello dei sub, nasce dall'esperienza del Capo Galera Diving Center, attualmente (e meritatamente) l'unico Esa College in Italia. Il centro è nato nel 1990 da un gruppo di istruttori tedeschi, poi rilevato e preso in gestione dieci anni dopo da Risso. Da lì la svolta. La base operativa del centro che si affaccia sulla scogliera di Capo Galera, è la cosiddetta Villa dell'Olandese (un petroliere che costruì a pochi metri dalla falesia negli anni Cinquanta). Oggi quella elegante costruzione sul mare, immersa nel verde selvaggio della macchia mediterranea (può ospitare una trentina di persone) è diventata un punto di riferimento per centinaia di appassionati sub. "A supporto del diving abbiamo voluto sviluppare negli anni una serie di servizi accessori. Alloggi, ristorazione, escursioni nel territorio, trasporto navette", spiega il titolare. "Da questa nuova filosofia del diving, quindi, si è deciso di ampliare l'offerta con qualcosa di unico e diverso, la crociera sub sul caicco". Tutto liscio? Non proprio: il grosso scoglio della burocrazia resta l'insidia più pericolosa. "Purtroppo ogni giorno ci dobbiamo scontrare con una normativa poco chiara e con interpretazioni differenti che danno adito a mille problematiche e naturalmente a enormi disagi per un operatore del settore". Insomma, nonostante tutto, si naviga a vista. LA CROCIERA La prua del grosso veliero punta verso ovest: si torna a Capo Galera. Negli occhi le immagini dei fondali del Nord Sardegna. Colori saturi e ambienti ricchi di pesce. Una grande emozione blu. Perché il mare di Sardegna, come ripete Gaddo Risso, "è un paradiso di luce e di spettacolo a soli tre metri di fondo".

Torna all'inizio


Burocrazia blocca impianti a metano (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 09-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

CUNEO. IN PERIFERIA Burocrazia blocca impianti a metano [FIRMA]CARLO GIORDANO CUNEO I distributori ci sono, anche gli allacciamenti alla rete, ma gli automobilisti cuneesi non possono ancora fare il pieno di metano per questioni tecnico-burocratiche. Due le aree di servizio autorizzate alla periferia della città: alla "Ies", in via Castelletto Stura, a Madonna delle Grazie, la colonnina non può essere attivata perchè manca l'autorizzazione definitiva; all'"Agip" di Madonna dell'Olmo, è necessario potenziare il collegamento alla cabina di trasformazione Enel. "E' dal 31 dicembre che siamo in grado di fornire metano - spiega Piercarlo Oggero, gestore distributore ''Ies'' -, purtroppo non possiamo farlo. Prima mancava il collegamento alla rete 15 mila dell'Enel, realizzato prima delle ferie, adesso serve l'ok definitivo per attivare la pompa. I lavori per l'allestimento dell'impianto erano iniziati il 13 settembre dello scorso anno. Domani (oggi ndr) abbiamo un incontro con i tecnici dell'Ies. Se ci danno il via libera, facciamo scattare due interruttori e si parte. Diversi clienti si sono comprati l'auto a metano in prospettiva dell'apertura del distributore: ci spiace perché sono mesi che aspettano. Durante l'estate sono passati anche numerosi turisti, a tutti abbiamo dovuto dire di no, con disagi non indifferenti poichè il distributore più vicino si trova a Mondovì. Oppure bisogna andare ad Alba". Nell'area di servizio "Ies" in via Sant'Albano Stura la colonnina è già pronta, il display segna il prezzo: 85 centesimi al chilogrammo. All'"Agip" di Madonna dell'Olmo l'impianto è ancora protetto dal cartone. "Attendiamo che l'Enel venga a collegarci alla cabina - dice Fulvio Cometto, agente Eni per le province di Cuneo e Asti -. L'Amministrazione provinciale ha rilasciato l'autorizzazione ad attraversare la strada con lo scavo. Speriamo che i lavori vengano eseguiti in tempi brevi. Il nostro impianto è stato completato la scorsa primavera. Abbiamo già tutti i nullaosta autorizzativi, compreso quello dei vigili del fuoco. Una volta collegati alla rete elettrica, anche noi siamo pronti a partire". "Nei mesi scorsi abbiamo sollecitato l'Enel ad accelerare i collegamenti tra i due impianti e le cabine di trasformazione - spiega Guido Lerda, assessore comunale all'Ambiente -. Speriamo che gli ostacoli tecnico burocratici vengano superati per l'autunno. Il Comune crede in questo carburante alternativo; abbiamo, infatti, acquistato due veicoli con alimentazione a metano per i vigili urbani". Per ridurre il più possibile l'inquinamento atmosferico la Provincia di Cuneo, prima in Piemonte, ha istituito un fondo di 42 mila euro per incentivare l'installazione su auto e veicoli commerciali di impianti Gpl o metano. Il contributo è di 300 euro a veicolo, le domande devono essere presentate entro il 30 novembre.

Torna all'inizio


Non svendiamo la nostra valle (sezione: Burocrazia)

( da "Trentino" del 10-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Fiemme, gli albergatori chiedono politiche per la qualità del turismo "Non svendiamo la nostra valle" Gli industriali: "Dalla Provincia vogliamo più rapidità nelle risposte" Deflorian: "La crisi c'è e si sente, la nascondono a scopo elettorale" UBALDO CORDELLINI VAL DI FIEMME. E' una delle valli più ricche del Trentino, a vocazione turistica, ma con realtà industriali molto note. I prati sono curati come il giardino di casa e tutti lavorano. Eppure anche la val di Fiemme si lamenta. Per la strada, a Cavalese e a Predazzo, si registra voglia di cambiamento. La crisi del turismo fa paura e gli operatori chiedono che i contributi siano legati alla qualità. L'estate sta finendo e i turisti che si godono la giornata di sole sono pochi. Passeggiano davanti alle vetrine di Cavalese che espongono la merce in saldo, ma non comprano. La stagione non è andata bene e gli albergatori chiedono che la Provincia cambi la sua politica. Claudio Delvai rappresentante di valle dell'Unione Commercio e Turismo è chiarissimo: "Non si può svendere la valle con gli sconti modello Ryan Air. I 30 euro per una notte in mezza pensione non sono concepibili. Dobbiamo puntare sull'offerta qualificata e la Provincia deve dare i contributi solo a chi dimostra di offrire qualità. Gli altri tornino a fare i dipendenti. Il modello Malossini, con i soldi a pioggia non funziona più". Anche uno degli angoli più ricchi del Trentino ha paura. In valle ci sono 25 mila posti letto, 8 mila in albergo, il resto nelle seconde case. Il turismo è qualcosa più di una risorsa, anche se non è l'unica fonte di benessere. Le realtà industriali non mancano. Basta percorrere la strada di fondovalle che costeggia l'Avisio per rendersene conto. A Predazzo ci sono il pastificio Felicetti, con oltre 70 occupati, e la Bkz, leader italiana nei pavimenti in legno di qualità biocompatibili. A Ziano c'è La Sportiva, leader mondiale nella produzione di pedule per il free-climbing. A Cavalese, ci sono l'Eurostandard, che produce raccordi, e l'impresa Misconel. Realtà importanti che alla politica chiedono soprattutto velocità, come spiega il delegato di valle della Confindustria Lorenzo Delladio, presidente de La Sportiva, 154 dipendenti in valle: "Il momento è delicato per tutti, anche qui in val di Fiemme. Anche per questo abbiamo bisogno che la Provincia sia rapida nelle risposte. Dicano anche di no, ma rispondano presto. Noi imprenditori abbiamo l'obbligo di essere dinamici e anche le istituzioni devono esserlo, altrimenti ci fanno rimanere indietro. Anche le istituzioni locali devono tenerci più in considerazione. Nelle bozze di statuto della Comunità di valle quasi non veniamo citati. Non mi sembra giusto". Giulio Deflorian, titolare insieme al fratello Walter dell'omonimo mobilificio di Ziano e membro del Consiglio direttivo degli industriali del legno, è ancora più drastico: "La crisi c'è e si sente un bel po', anche se viene politicamente coperta perché ci sono le elezioni. La val di Fiemme gode di discreta salute, ma non è stata certo ben rappresentata a Trento in questi cinque anni". L'ex consigliere provinciale Italo Craffonara, ex presidente degli albergatori ed ex sindaco di Predazzo una ricetta ce l'avrebbe: "In vista dei campionati mondiali di sci nordico del 2013 dobbiamo ritrovare la nostra identità anche restituendo vivibilità alla valle. Il traffico commerciale deve essere spostato sulla strada di fondovalle, lasciando sulla 48 solo i mezzi pubblici e i comuni devono capire che i centri storici vanno chiusi al traffico. Invece continuano a fare parcheggi di superficie". Il presidente degli artigiani della valle Fausto Mich chiede che la Provincia si adegui: "Ci vuole una politica più autorevole e più vicina alla gente e noi dobbiamo fare più squadra. Dal 2003 al 2008 è cambiato il mondo, ma la politica è rimasta la stessa. Non ne può più della burocrazia, delle carte". L'avvocato Beppe Pontrelli che ha lo studio a Cavalese cita un esempio storico di scarsa programmazione: "Questa è una valle che ha rinunciato ad un trenino che la raggiungeva. L'avevano costruito nel 1916 i genieri dell'esercito austro-ungarico. Partiva da Ora e raggiungeva Predazzo. Nel 1963, quando già stava per scoppiare il boom turistico, il trenino venne smantellato". Ora di quella caffettiera celeste e azzurra che saliva sbuffando verso la valle rimane solo qualche viadotto dalle parti di Gleno. Il treno c'è ancora, ma sbuffa sopra Genova. Deflorian ha richieste più concrete: "La nuova giunta dovrà fare in modo che il lavoro resti in Trentino. Se anche l'anno prossimo la Provincia taglia del 30 per cento gli investimenti come ha fatto quest'anno perché doveva impiegare le risorse diversamente, visto che ci sono le elezioni, è un disastro". Mich rincara la dose: "Si sente in giro un gran voglia di cambiamento. Anche noi artigiani abbiamo la sensazione di lavorare solo per il sistema, per tenere in piedi l'apparato provinciale". Nel 2003, Dellai aveva preso il 60 per cento, ma alle politiche dello scorso aprile Pdl e Lega insieme hanno preso il 56 per cento contro un misero 23 per cento racimolato da Pd e Italia dei Valori. Uno scarto che significa poco secondo Deflorian: "In val di Fiemme alle provinciali abbiamo sempre votato le persone, mentre alle politiche ha sempre vinto il centrodestra. Però, questa volta ci sarà uno spostamento verso lo schieramento di Divina. Saranno elezioni combattute".

Torna all'inizio


<Alle imprese serve terreno fertile> (sezione: Burocrazia)

( da "Adige, L'" del 10-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Alto Adige L'appello di Durni "Alle imprese serve terreno fertile" "La Provincia di Bolzano deve offrire un terreno fertile all'economia locale, permettendole così di crescere. Senza una economia funzionante con ci sarebbero la piena occupazione, un sistema sanitario efficace e iniziative culturali". Lo ha detto ieri il presidente della giunta provinciale Luis Durnwalder durante la presentazione dei candidati dell'ala economica della Svp. I candidati - Hans Berger, Hanspeter Munter, Dieter Steger e Thomas Widmann - hanno presentato un programma di otto punti per garantire l'attrattività dell'Alto Adige come sede d'imprese. Altri punti del programma riguardano gli aiuti per il ceto medio, la riduzione della burocrazia e l'introduzione dell'autonomia fiscale. L'ala economica della Svp si batte, inoltre, per una "immigrazione regolamentata" e la formazione come "investimento nel futuro". 10/09/2008.

Torna all'inizio


I cittadini si riprendono gli spazi pubblici - luca rossomando (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 10-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina IX - Napoli I CITTADINI SI RIPRENDONO GLI SPAZI PUBBLICI LUCA ROSSOMANDO P oi sono andati dall'assessore e hanno ottenuto la riparazione di una ringhiera, una fontana, la rete intorno al campo di calcetto. Da luglio il Comune ha messo un guardiano; adesso il parco chiude prima e non si può andare a prendere il fresco la sera, ma le persone continuano a riunirsi una volta alla settimana, a prendersi cura del parco e a prodigarsi affinché resti aperto. Nello spoglio cortile dell'edificio di via Forno Vecchio, sede di alcuni dipartimenti di Architettura, un gruppo di studenti aveva sistemato alcuni arredi fatti con materiale riciclato, tavolini e poltrone mobili, spostabili da un punto all'altro a seconda della posizione dell'ombra e del sole, grazie alle quali lo spazio si era trasformato in una piccola piazza dove incontrarsi. Poi, all'inizio di luglio, l'università ha sostituito gli arredi informali con delle panchine fisse, con buona pace di coloro che sul cortile stavano ragionando non in termini di decoro ma in relazione alle modalità umane di vivere lo spazio. E ancora, a Scampia è in corso da un anno il recupero di un'area verde nel rione dei cosiddetti Sette palazzi, avviato su iniziativa di una famiglia che abita lì e che con il tempo ha coinvolto decine di bambini, adolescenti e adulti della zona; a poca distanza, la creazione prima dell'estate di un campetto di calcio in uno dei campi rom del quartiere, accanto a una baracca-ludoteca già costruita, si inserisce all'interno del lavoro di coinvolgimento e di scambio che alcuni gruppi di attivisti attuano in quel posto da anni. Sono esempi recenti, ancora in corso, di come parti di questa città vengano utilizzate dai suoi abitanti, di come questi si organizzino per piegare alle proprie esigenze, più o meno urgenti, gli spazi disponibili, cioè gli spazi pubblici; di come reagiscano alla penuria di strutture e all'indifferenza delle istituzioni: tu non mi dai una palestra, noi ci mettiamo in strada; tu non mandi a pulire, a tagliare l'erba, noi diventiamo giardinieri, netturbini; tu non riesci ad aprire il parco, allora lo apriamo noi. Sono pratiche virtuose, che non cancellano quelle viziose, che come sappiamo sono altrettanto diffuse e aggressive, e per gli stessi motivi: l'abbandono, l'incuria sistematica, l'assenza di un governo del territorio; ma qui abbiamo elencato alcune di quelle positive e proviamo a capire che cosa ci dicono. Innanzitutto che la "vivibilità" non è qualcosa che debba essere concesso, elargito dall'alto. Le persone sono capaci di "pensare" un luogo e di trasformarlo di conseguenza. Questo accade, spesso, se c'è qualcuno capace di prendere l'iniziativa, di accendere una scintilla, di mettere in moto una voglia. Ogni storia è differente, ma in molti casi salta agli occhi una caratteristica: chi si organizza lo fa al di fuori del proprio ruolo, al di là di ogni specializzazione, attivando risorse latenti, assopite, che nessuno gli aveva richiesto fino a quel momento. Gli amministratori, per definizione, dovrebbero limitarsi a creare le condizioni di questo risveglio: tenere in ordine la città, far funzionare i servizi. In qualche caso, raro, si instaura una collaborazione, ma il più delle volte nessuno risponde, o al massimo arrivano i vigili o la polizia. Si tratta pur sempre di esperienze incontrollabili, che mettono in subbuglio luoghi e persone, rischiano di alterare interessi e competenze fossilizzate. La manutenzione ordinaria è uno dei problemi cronici, la vera emergenza delle amministrazioni napoletane. Ma qui nessuno sembra in grado di porsi in ascolto; di dialogare senza strumentalizzare; di migliorare, senza riserve mentali, insieme a chi ha deciso di darsi da fare. Negli ultimi tempi i governi locali, facendo leva sulla sponda di quello centrale, cercano di uscire dall'angolo in cui si sono messe, ponendo l'accento su due modi di governo: quello dell'emergenza, quando sono sulla difensiva, e quello dei grandi eventi, quando cercano di passare al contrattacco. Entrambi sono modi che mettono tra parentesi la gestione ordinaria della vita quotidiana, eludono l'esigenza di partecipazione dei cittadini, glissano sulla trasparenza delle procedure, scavalcano la possibilità di sperimentare le riforme, di verificarne l'efficacia. Nei grandi eventi si mette in piedi una consistente burocrazia di sedicenti esperti, si assegna loro un campo d'intervento, si concentra un investimento cospicuo in un tempo limitato e per interventi effimeri o affrettati. Durante queste manifestazioni i cittadini diventano pubblico, a volte pagante a volte no; la sostanza è che non devono far altro che assistere, fidarsi, lasciarsi guidare. I grandi eventi sono il contrario dei piccoli e sudati episodi che ci mostrano il modo in cui le persone acquistano autonomia, resuscitano la socialità, rivendicano l'uso creativo dei luoghi in cui vivono. Il modo di governare attraverso l'emergenza è da anni in Campania sotto gli occhi di tutti, anche qui in sostanza ci si affida a una ristretta cerchia di autoproclamati specialisti, i quali sotto il riparo di un garante posto al vertice della struttura, si dedicano a fare e disfare ignorando vincoli e regole, o - come ha spiegato con convinzione il commissario Bertolaso per legittimare il suo operato - ritengono di non doversi fermare ai semafori rossi. Anche in questa modalità di governo non è previsto il contributo dei governati, se non sotto forma di obbedienza e cieca approvazione. E invece nei mesi scorsi la popolazione ha reagito, e lo ha fatto occupando fisicamente e ri/creando spazi pubblici che hanno attirato, spingendole a manifestarsi, anche componenti della società di solito sorde a questo richiamo. Nelle strade di Pianura, nella Manifattura Tabacchi di Gianturco o alla rotonda Titanic al confine tra Chiaiano, Marano e Mugnano - spazi pubblici di emergenza, nati contro le politiche dell'emergenza - si sono affacciate le donne e i ragazzi delle periferie, alcuni con prepotenza, mostrando le insegne in cui si riconoscono, altri timidamente, alla spicciolata, ma tutti si sono esposti, hanno preso la parola sul destino del proprio territorio, hanno mostrato coraggio e organizzazione. Sono stati accusati di fare il gioco dei camorristi. E di certo non sono mancate ambiguità. Ma i ragazzi di Pianura, alzando le barricate hanno impedito che si riaprisse una discarica che nei mesi successivi è stata unanimemente riconosciuta come una bomba di rifiuti tossici; le donne di Gianturco hanno mostrato a tutti come un'enorme struttura destinata al quartiere rischiasse di diventare un deposito di immondizia senza alcuna utilità per la crisi in atto, ma solo per mostrare alla provincia che il capoluogo stava facendo la sua parte. A Chiaiano, infine, è andata come sappiamo. E, ad ascoltare la voce dei comitati, i giochi non sono del tutto chiusi.

Torna all'inizio


Seregno, artigiani allarmati: <Il Comune non ci aiuta> (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Brianza)" del 10-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

SEREGNO CARATE pag. 10 Seregno, artigiani allarmati: "Il Comune non ci aiuta" ? SEREGNO ? IL PRESIDENTE DELL'APA-CONFARTIGIANATO Mario Canzi lancia l'allarme per le infinite difficoltà di ripresa della categoria. E chiede interventi anche da parte del Comune a sostegno del comparto produttivo che rappresenta. "Vedo invece - spiega - interventi che portano la città a riempirsi di nuovi cantieri che stanno occupando anche l'ultimo metro quadro di spazio, per realizzare nuove zone residenziale. Spazio sottratto alle attività produttive. L'intervento di trasformazione del centro, inoltre, con i cantieri ancora aperti crea difficoltà ai commercianti e alle aziende produttive costrette a sobbarcarsi il costo aggiuntivo dei trasporti per la consegna delle merci". "Attraversare la città è diventato un rebus - prosegue Canzi -. Noi artigiani percepiamo quasi un atteggiamento negativo verso il lavoro autonomo e il mondo della piccola impresa, e comunque ci sentiamo penalizzati". "E INVECE L'ARTIGIANATO con le sue piccole e medie aziende si conferma un settore importante dell'economia brianzola - aggiunge il presidente dell'Apa -. Solo nella nuova Provincia di Monza operano 21.679 aziende artigiane pari al 38% del totale delle imprese. A questo punto viene da chiedersi quali siano le strategie di crescita del settore artiginale visto il momento congiunturale. A mio avviso l'unica sfida possible è sulla qualità perchè sui prezzi non è possibile, tanto più che la manodopera per diversi motivi ha un costo elevato, così come le materie prime, senza contare l'incidenza della burocrazia e le pressioni fiscali, che fanno temere il peggio". M.G.

Torna all'inizio


Sos dagli ex dipendenti della Syntess Da quattro mesi non vedono un euro (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 10-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

RHO BOLLATE pag. 22 Sos dagli ex dipendenti della Syntess Da quattro mesi non vedono un euro Presidio a Bollate: "Il Ministero ci dia la cassintegrazione" di ROBERTA RAMPINI ? BOLLATE ? "CI È RIMASTA solo la dignità. Dobbiamo vendere anche quella?". Senza lavoro da gennaio, senza l'indennità di cassa integrazione da quattro mesi e senza nessuna certezza per il futuro, ieri mattina i cinquanta lavoratori della Syntess hanno organizzato un presidio di protesta davanti ai cancelli di via Cattaneo. Il socio di maggioranza della "fabbrica dei lavoratori" non è più in grado di pagare la cassa integrazione, i sindacati hanno chiesto al Ministero del Lavoro di pagare direttamente l'indennità, pare non ci siano ostacoli, ma in attesa che la burocrazia completi l'iter i lavoratori non vedono i soldi dallo scorso giugno. "Il rischio è che anche a settembre non ricevano la cassa integrazione, molti di loro sono in difficoltà perchè hanno il mutuo della casa da pagare e una famiglia da mantenere - spiega Michele Augurusa, rappresentante della Filtea Cgil - siamo preoccupati anche perchè a luglio il socio di maggioranza ci aveva detto che era pronto un accordo per la vendita dell'area e dell'immobile ad una cooperativa. Ora invece veniamo a sapere che prima di vendere intende conoscere il Piano di Governo del territorio e la nuova destinazione d'uso dell'are". Tra i lavoratori serpeggia il timore che qualcuno voglia tentare una speculazione edilizia sulla loro pelle. IERI MATTINA le maestranze hanno voluto tornare davanti alla loro fabbrica per chiedere alle istituzioni di difendere il diritto al lavoro. Anche Palazzo Isimbardi, che in questa partita aveva messo soldi e faccia, ha sollecitato il socio di maggioranza. "Abbiamo chiesto di anticipare 50.000 euro che significa dare 1.000 euro ad ogni lavoratore, non è molto ma almeno possono avere un sollievo - spiega Bruno Casati, assessore provinciale alle Crisi industriali - spero si possa trovare in tempi brevi un accordo per non creare altra tensione in una situazione già difficile". Intanto, sempre in collaborazione con la Provincia di Milano, è stato avviato un percorso di outplacement per dare un supporto alla ricollocazione professionale dei lavoratori. "Si tratta di un progetto importante e sul quale abbiamo scommesso - conclude Augurusa - infatti per chiedere al Ministero la proroga della cassa integrazione per il secondo anno, è necessario aver ricollocato il 40% del personale, se questo non avviene a novembre rischiamo di trovarci con 50 lettere di licenziamento".

Torna all'inizio


Il governo avverte alierta telecom deve restare italiana - luca iezzi claudio tito (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 10-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Economia Il governo avverte Alierta Telecom deve restare italiana Sostegno agli investimenti e fiducia a Galateri e Bernabè LUCA IEZZI CLAUDIO TITO ROMA - Tour de force istituzionale per il numero uno di Telefonica Cesar Alierta. Ieri, ha avuto una serie d'incontri con i rappresentanti del governo e con i presidenti delle Autorità delle comunicazioni Corrado Calabrò, e Antitrust, Antonio Catricalà. Toni distesi anche se non sono mancate le rivendicazioni da entrambe le parti. Alierta ha lamentato gli ostacoli frapposti da Autorità e burocrazia a Telecom: "è evidente che se non riuscissimo a fare investimenti accettabili e vedessimo che l'Italia va contro la nostra necessità di fare efficienza non potremmo che prenderne atto", ha più volte dichiarato, con evidente riferimento all'investimento in Telco, che controlla l'ex monopolista tlc e che ha dimezzato il proprio valore dall'inizio dell'avventura in Italia. La risposta del governo è stata univoca: sostegno nel rendere gli investimenti più semplici a patto che non sia a rischio la nazionalità di Telecom. Il caso Alitalia è stato citato come esempio di cosa il governo è disposto a fare per mantenere l'italianità di aziende considerate strategiche. Dunque, tutto dipenderà dai risultati futuri di Telecom Italia, che Telefonica controlla insieme ad un gruppo di soci italiani guidati da Mediobanca; non a caso, ad accompagnarlo nella trasferta romana il presidente della società di tlc, Gabriele Galateri e dall'ad Franco Bernabè. A Palazzo Chigi, Alierta ha incontrato il sottosegretario Gianni Letta, e ha incrociato per pochi minuti anche il premier Silvio Berlusconi. Brevi colloqui anche con il ministro per lo Sviluppo Economico, Claudio Scajola e il sottosegretario con delega alle comunicazioni Paolo Romani. In serata è stato ricevuto dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti. "Se gli azionisti hanno l'idea che il sistema Paese possa garantire in tempi certi il ritorno degli investimenti - ha dichiarato Romani - è ovvio che l'assetto proprietario non cambia". Cartina di tornasole sarà la rete a banda larga su cui Scajola ha insistito, ricordando gli 800 milioni stanziati dal governo in tre anni e le semplificazioni normative connesse. L'investimento complessivo da parte dell'intero settore si aggira su cifre ben più consistenti: intorno ai 10 miliardi di euro. Sulla necessità di accelerare la costruzione del nuovo network a banda larga i vertici dell'azienda si sono trovati "in piena sintonia" con Calabrò, Con il quale, invece, rimane aperta la diatriba sul destino della rete esistente. Un punto su cui Agcom si pronuncerà dopo che si sarà conclusa la fase di consultazione pubblica. Dalla giornata di ieri è anche emersa la conferma che sarà proprio l'accoppiata Galateri-Bernabè a tentare il ritorno a risultati di rilievo. La stabilità del management, a quanto pare, è stata al centro del confronto svoltosi in mattinata a Milano tra il presidente del consiglio di sorveglianza di Mediobanca, Cesare Geronzi, e lo stesso Alierta. Il mercato sembra credere alla tenuta della tregua con il governo tanto che il titolo ieri ha guadagnato il 4,03% a 1,085 euro.

Torna all'inizio


La classifica della Banca mondiale (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 10-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-09-10 - pag: 4 autore: La classifica della Banca mondiale. L'anno prossimo scavalcati dalla Turchia, il Kirgizistan sta per raggiungerci Fare impresa, l'Italia scivola al 65Ú posto di Alessandro Merli B asterebbe chiedere a qualsiasi imprenditore: svolgere attività d'impresa in Italia non è facile. Per certificarlo, la Banca mondiale usa un metodo più analitico, nel suo annuale rapporto Doing Business: sceglie dieci categorie di indicatori fondamentali per chi voglia condurre un'attività d'impresa, come tempi e costi di apertura o chiusura di una società, la flessibilità del lavoro, l'accesso al credito,il pagamento delle tasse, la burocrazia per gli scambi con l'estero, l'efficienza della giustizia civile. E ogni anno arriva alla stessa conclusione: l'Italia è un Paese difficile in cui condurre affari. Quest'anno, i dati pubblicati ieri sono particolarmente sconfortanti: la classifica dell'Italia peggiora al 65esimo posto (su 181 Paesi), ed è sempre saldamente ancorata sul fondo dei Paesi industriali, quasi tutti nei primi 30. Siamo davanti, fra i membri dell'Ocse, solo alla Repubblica ceca e alla Grecia. Delle altre potenze del G-7, la penultima è la Francia, 31esima. Ma davanti a noi ci sono anche Turchia, Perù e Giamaica. Il Kirgizistan, che ha fatto un balzo di oltre trenta posti, sta per raggiungerci. La graduatoria appare come sempre paradossale, perché esclude volutamente altri fattori, come stabilità macroeconomica, sicurezza, corruzione, che pure giocano un ruolo importante nelle decisioni delle imprese. Ma serve a quantificare uno spettro di riforme, molte delle quali a costo zeroo molto basso, che servono a rendere un Paese business-friendly, come dicono alla Banca mondiale,favorevole all'attività d'impresa. E l'Italia, standoa questa cifre, non lo è. "Le riforme economiche nelle aree che prendiamo in esame- dice uno degli autori del rapporto, Cesar Chaparro, dell'International Finance Corporation, l'affiliata della Banca mondiale che si occupa del settore privato aiutano la creazione di aziende e quindi di occupazione, contribuiscono a generare crescita. Molti Paesi usano le nostre classifiche per osservare le migliori pratiche a livello mondiale, le prendono come riferimento, utilizzano lo studio per stimolare il dibattito sui propri punti deboli". L'anno scorso, nel mondo, 113 Paesi hanno messo in atto almeno una misura di riforma atta a favorire l'attività d'impresa, un record. I progressi sono particolarmente notevoli nelle aree più arretrate, come i Paesi ex comunisti dell'Europa orientale e dell'Asia centrale e l'Africa (il leader del rapporto pubblicato ieri è l'Azerbaijan, che ha messo in atto riforme in 7 delle 10 aree considerate dalla Banca), ma neanche i Paesi avanzati stanno fermi. "L'arretramento dell'Italia sostiene Chaparro- è legato anche ai progressi compiuti dagli altri, che sono più rapidi, oltre che a ragioni tecniche, come la revisione di alcuni parametri e l'inserimento di nuovi Paesi,come Bahamas, Bahrain e Qatar, che si collocano tutti davanti al vostro Paese. Ma permangono anche ragioni più fondamentali per il ritardo italiano". Il rappresentante della Banca indica alcune aree di progresso, come la semplificazione delle procedure di registrazione di un'azienda con l'applicazione di un singolo procedimento elettronico e la riduzione delle imposte sul reddito delle società, ma nel cartellino dell'Italia per quest'anno c'è, insieme a questi due passi avanti, anche un passo indietro. Secondo la Banca mondiale, la flessibilità del lavoro è diminuita con l'applicazione di procedure di licenziamento che ne hanno allungato i tempi. I più gravi problemi del ritardo abissale rispetto agli altri Paesi industriali vanno però individuati in due aree sulle quali il rapporto Doing Business punta il dito da anni, senza che si siano registrati progressi apprezzabili. Un'autentica zavorra sulla classifica (e quindi sulla facilità di fare impresa in Italia) è la lentezza della giustizia civile, dove l'Italia si piazza addirittura al 156esimo posto sui 181 Paesi. Ci vogliono quasi quattro anni per ottenere attraverso un giudice il rispetto di un contratto e anche il numero di procedure è il più alto fra i Paesi Ocse. L'altro punto dolente ( l'Italia è 128esima)è il capitolo del pagamento delle tasse, dove, nonostante i recenti progressi, la percentuale dei profitti che finisce al fisco è la più alta fra i Paesi industriali. In quest'area incidono anche sulla vita delle imprese italiane il numero dei pagamenti e i costi e i tempi per riempire i formulari. In una sola delle dieci categorie prese in considerazione dalla Banca mondiale, l'Italia è fra i primi 30 Paesi del mondo: la facilità con cui si può chiudere un'azienda. alessandro.merli@ilsole24ore.com LE ZAVORRE èal 128Úposto per il pagamento delle tasse e al 156Ú(su 181 Paesi) per i tempi della giustizia civile Più facile chiudere un'attività.

Torna all'inizio


Energia, fermi i permessi per le nuove centrali (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 10-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE MERCATI IT data: 2008-09-10 - pag: 22 autore: Burocrazia. Nell'ultimo anno nessun via libera - Il rapporto dello Sviluppo Energia, fermi i permessi per le nuove centrali Sotto accusa la lentezza delle autorizzazioni regionali ROMA Molti progetti in campo, ma pochi megawatt da aggiungere al mercato dell'elettricità. Anzi, nessuno. Segna uno sconfortante zero assoluto il saldo della nuova potenza elettrica autorizzata dal ministero dello Sviluppo da luglio 2007 al giugno scorso per le centrali in grado di irrobustire davvero lo scenario del grande mercato nazionale del kilowatt, quelle con potenza superiore ai 300 megawatt. Lo comunica lo stesso ministero nella relazione inviata a Parlamento con tanto di giustificazione che suona come un'esplicita ammissione del blocco. Nel quadriennio 2003-2007, trainato dalla liberalizzazione elettrica ma anche e soprattutto dalle facilitazioni e semplificazioni normative dei decreti sblocca-centrali innescati dall'ex ministro del precendente governo Berlusconi, Antonio Marzano, nuove installazioni e riconversioni di vecchi impianti elettrici avevano preso vigore. Ma ecco – ben evidenziato nella relazione ministeriale – il nuovo pantano, che asseconda e al tempo stesso rinvigorisce la classica sindrome Nimby che paralizza tutte le nuove in-frastrutture italiane. Ecco le nuove lentezze delle autorizzazioni regionali. Ecco il blocco per il rilascio della Via (la valutazione di impatto ambientale) che ha costellato il mandato dell'ex ministro dell'Ambiente del Governo Prodi, Alfonso Pecoraro Scanio. Un blocco che l'attuale titolare del dicastero, Stefania Prestigiacomo, sta tentando di superare. Con non poche difficoltà, considerando che a rafforzare il fermo delle autorizzazioni di Pecoraro era stato il riesame chiesto dal Ministero dell'Ambiente nel giugno 2007 di tutte le Aia rilasciate prima dell'entrata in vigore del Dlgs 59/ 2005 di recepimento della normativa comunitaria, che avrebbe dovuto facilitare ulteriormente le opere. Un riesame "che ha coinvolto ben 31 impianti, di cui 13 hanno già avviato la procedura di rinnovo dell'Autorizzazione integrata ambientale, mentre gli altri 18 sono tuttora sottoposti a istruttoria da parte del Mse" notano gli analisti di Quotidiano energia, osservando che "nel 2008, peraltro, si sono svolte 10 Conferenze dei Servizi con all'ordine del giorno la situazione di queste centrali". In 12 mesi un progetto, in realtà, è riuscito ad arrivare in porto. Quello presentato da Edison per il risanamento ambientale dell'impianto di Marghera Azotati "che però prevedeva solo la sostituzione di due turbogas con altri di migliore tecnologia. Quindi senza l'aggiunta di nuovi megawatt" fa notare sempre Quotidiano Energia. E guai ad illudersi: anche quando arriva quello che sembra un via libera definitivo la trafila non è finita. Visto che sono ben 12 tra le centrali già autorizzate al momento sottoposte a ricorso amministrativo ai vari Tar regionali o al Consiglio di Stato, come si evince dalle tabelle che corredano la relazione ministeriale. Se qualcosa sembra comunque farsi largo si tratta, a ben vedere, di impianti autorizzati prima del blocco. è il caso della nuova centrale da 800 megawatt a turbogas (come tutte quelle di nuova costruzione in Italia) di Enipower ed Egl nell'area petrolchimica di Ferrara. L'impianto è in fase dicollaudo e sarà operativo all'inizio del prossimo anno. Ma anche qui si tratta di una riconversione di una vecchia centrale ad olio combustibile inquinante. E la riconversione era stata comunque autorizzata definitivamente prima del blocco deciso da Pecoraro Scanio. Retaggio delle vecchie autorizzazioni ante-blocco anche la nuova centrale Eon da 800 megawatt a Livorno Ferraris (Vercelli), finalmente operativa ( doveva esserlo nel 2005) da dopodomani. F.Re.

Torna all'inizio


Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-09-10 num: - pag: 3 categoria: AL... (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 10-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-09-10 num: - pag: 3 categoria: ALTRI OGGETTI (Atac), per una decisione che però ora avrebbe, in più, un "cuscinetto" comodo cui, volendolo, appoggiare la testa per dir di no. Al di là dei tecnicismi e della burocrazia (ma non è facile districarsi in una matassa tanto fitta, e lo sanno bene in Campidoglio e al ministero) al Mibac ieri è andata così: non una sola riunione innanzitutto, quella ufficiale delle 17. Qualche ora prima del summit con i comitati tecnici convocato al San Michele, nella sede del ministero si erano infatti già riuniti (e non era la prima volta) i supervertici, ovvero i direttori generali, al lavoro da giorni sul tema, almeno da quando Bondi ha ufficialmente dichiarato la sua contrarietà al parking nella lettera al Corriere. Ai direttori il compito, come da prassi, di preparare l'istruttoria, ovvero la base da cui poi è venuto fuori il parere scritto (consultivo e non vincolante) dei comitati. Alla fine in tre pagine subito recapitate al sindaco si è cucito un abito su misura indosso a un eventuale "no" che però nessuno formalmente ancora pronuncia. Diviso in due parti, di cui una prima ricognitiva della situazione vincolistica e dei pareri rilasciati dallo Stato, il testo, parafrasandolo, suggerisce che (quasi) tutto in teoria è possibile: rescissione, riduzione, spostamento dell'opera ecc. Ma per salvaguardare gli importanti reperti "non rimovibili " (33% dell'area più un 10% di "striscia di protezione ") il progetto andrebbe così ridotto che cadrebbe un presupposto fondamentale per un'opera pubblica, la convenienza. Un altro progetto? Bisognerebbe far ripartire tutto l'iter (e nel frattempo è subentrato un vincolo regionale). Lo stop? Il contenzioso forse ci sarebbe, ma il Comune potrebbe spuntarla. Insomma, Alemanno, volente o nolente, dovrà decidere... Mozzafiato Una visuale del complesso del Pincio, meta di molti turisti in vacanza a Roma, come si può ammirare da piazza del Popolo Spine Il direttore regionale Luciano Marchetti Esperto Mario Docci, ex preside di Architettura Edoardo Sassi.

Torna all'inizio


Così ci è arrivata la burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 10-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: I CLASSICI DEL SOLE data: 2008-09-10 - pag: 13 autore: Così ci è arrivata la "burocrazia" Viaggio nei "grecismi" dell'italiano: una valanga di prestiti che spesso ignoriamo di Giuseppe Antonelli "G raecum est, non legitur " ("è greco, non si legge") era la frase chei copisti medievali annotavano nei testi che stavano trascrivendo quando incontravano parole in greco, lingua e alfabeto che all'epoca conoscevano in pochi. Qualche volta invece provavano a copiarle, e spesso sbagliavano. Accadde così che da un akmé ("punta, apice": italiano acme) scritto in un trattato di medicina del VI secolo d.C., venne fuori un akné, diventato poi acnae in una traduzione latina cinquecentesca e di lì passato in molte lingue europee (italiano acne: ovvero, quando una cima partorisce un foruncolo). Il latino, d'altra parte, è stato per secoli il tramite principale dei grecismi giunti in italiano. Attraverso il latino sono passati, ad esempio, tutti i grecismi diffusi dal cristianesimo, che nel tempo hanno talvolta acquisito nuovi significati. è il caso dell'italiano olocausto, che solo da qualche decina d'anni (dopo il successo del telefilm "Holocaust", 1979) è stato associato al genocidio nazista degli ebrei. Ma in origine era il greco holÓkaustos (letteralmente "tutto bruciato"), usato nella più antica traduzione greca della Bibbia per indicare le vittime dei sacrifici; di lì passato nella Vulgata latina come holocaustum, e poi nella Divina commedia di Dante: "a Dio feci olocausto" (ovvero "offerta completa di me stesso"). Assieme al latino, il greco è alla base della porzione di lessico (intellettuale, ma non solo) condivisa da tutta la cultura occidentale: quei vocaboli che già Leopardi chiamava "europeismi ", perché il loro uso – annotava nel 1821, in una pagina del suo Zibaldone – "deriva dalla stessa civiltà e dalla stessa scienza d'Europa". Degli otto esempi fatti da Leopardi, quattro sono di etimo greco ( "dispotismo, analisi, analizzare, demagogo"), ma il motivo per cui vengono citati – in contrapposizione ai barbarismi – è la loro irradiazione dal francese, lingua in cui avevano acquisito i significati più nuovi e alla moda.Non pochi sono,in effetti,i franco-grecismi che si diffondono in italiano nel periodo che va dalla metà del Seicento ai primi dell'Ottocento. Tra questi, burocrazia (francese bureaucratie), ricavata applicando lo stesso suffisso di democrazia ( greco krÁtos "potere") a una parola moderna come il francese bureau "ufficio". Anche se la burocrazia non ha mai goduto di buona stampa ("la forza destruttiva, dispotica ed illimitata della burocrazia" scriveva già nel 1781 Domenico Caracciolo), questo modo di formare parole nuove ha conosciuto, nella storia successiva dell'italiano,una straordinaria fortuna. è lo stesso procedimento, per intendersi, col quale si è creata la parola tangentopoli: ovvero, come passare in due mosse dalla democrazia della polis greca alla sua degenerazione, dato che quel -poli (originariamente " città") è diventato sinonimo di scandalo e corruzione, andando a sostituire il -gate usato negli anni precedenti sul modello inglese ( irpiniagate e simili). Siamo nel pieno di quello che Pietro Janni ha chiamato, intitolando un suo volume del 1986, Il nostro greco quotidiano. Nella percezione collettiva,l'etimo greco è associato di solito a oscure parole scientifiche, come alcuni termini del lessico medico (anfiblestrite "infiammazione della retina", noserestesia "condizione morbosa caratterizzata da anomalia della sensibilità ", uraniscolalia "fonazione imperfetta per malformazione del palato"), ma in realtà l'impatto sul lessico italiano è molto più ampio. Interrogando la versione digitale del "Grande dizionario italiano dell'uso"di Tullio De Mauro, si scopre che quasi il 2% delle parole italiane ha un etimo greco. Di queste, 34 appartengono alla ristretta cerchia che comprende lessico fondamentale, di alto uso e di alta disponibilità: quello legato, appunto, alla lingua corrente (tra le altre, atmosfera, autonomia, categoria, entusiasmo, fase, magari, sintomo, tifo). Per dare un'idea del rilievo che i grecismi hanno nell'italiano di oggi,basterebbe soffermarsi su una parola come icona (latino tardo icona, dal greco eikÓne, accusativo di eikÓn, eikÓnos "immagine" e "immagine sacra"). Usata fin dalla seconda metà del Cinquecento per indicare dipinti su tavola a soggetto religioso, la parola ha conosciuto una nuova fortuna nel tardo Novecento. Dapprima nell'àmbito tecnico della semiologia ( un segno iconico è quello che presenta similitudini con l'oggetto che indica); poi in àmbito mediatico, col diffondersi di icona nel senso di "figura rappresentativa di un periodo o di una generazione ". Infine in àmbito informatico: dal 1984 l'icona è anche (esoprattutto) l'immagine stilizzata che corrisponde a una determinata funzione del nostro pc. Insomma, una parola simbolo (grecismo), una sorta di emblema (grecismo), quasi il marchio della nostra epoca (grecismo); anzi, il suo logo (abbreviazione di logotipo, a sua volta da logos " parola, discorso, pensiero": grecismo). Perché, nell'italiano di oggi, fare a meno dei grecismi è davvero impossibile (ovvero: no logo, no parli). CORBIS Eroi e cortigiane. Una riproduzione ottocentesca di un originale vaso greco.

Torna all'inizio


Diego Novelli rievoca in un libro la tragedia della Thyssenkrupp (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 10-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Tempo Libero - data: 2008-09-10 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE MORTI BIANCHE Diego Novelli rievoca in un libro la tragedia della Thyssenkrupp Appuntamento alle 18 presso la libreria Feltrinelli alla Galleria Colonna per la presentazione del libro di Diego Novelli "Thyssenkrupp" (Sperling & Kupfer). Il volume rievoca il tragico episodio accaduto all'una del 6 dicembre 2007: la linea 5 dell'acciaieria ThyssenKrupp di Torino prende fuoco. In pochi istanti si scatena l'inferno. Muoiono sette operai: il primo sul colpo, l'ultimo dopo ventiquattro giorni di agonia.Per Novelli la tragedia è figlia della ricerca del profitto a ogni costo, dello sgretolamento del tessuto produttivo, di una burocrazia ottusa e inutile.

Torna all'inizio


La burocrazia del Nord-Est è tra le più snelle d'Italia (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 10-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nord-Est sezione: NORD EST data: 2008-09-10 - pag: 1 autore: Pa. Per il minor numero di dipendenti La burocrazia del Nord-Est è tra le più snelle d'Italia Nel Triveneto il numero dei dipendenti pubblici per mille abitanti è pari a 48,5 contro una media italiana di 57,2. Trentino-Alto Adige e Veneto, in questa particolare classifica tra regioni che tiene conto della snellezza della burocrazia, sono seconde solo alla Lombardia, e si collocano infatti al secondo e terzo posto. Nonostante il maggior valore del Friuli-Venezia Giulia (nelle ultime cinque posizioni), il Nord-Est presenta una media territoriale di dipendenti pubblici del 7% inferiore rispetto alla media nazionale. I valori delle tre regioni non sono molto distanti da quelle delle aree economicamente più solide dell'Europa come Spagna e Germania. Massaro e Buzzo u pagina 12 l'articolo prosegue in altra pagina.

Torna all'inizio


Flop per la telematica dei porti (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 10-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nord-Ovest sezione: ECONOMIA e IMPRESE Liguria data: 2008-09-10 - pag: 7 autore: Shipping. La Capitaneria di Genova lavora già a una versione revisionata del software di Elsag Datamat Flop per la telematica dei porti Il nuovo sistema gestionale degli scali delude gli agenti: troppe lacune Raoul de Forcade GENOVA Luci e ombre sul nuovo sistema informativo di gestione portuale operativo da agosto nello scalo di Genova. Il Pmis, acronimo per Port management information system, sviluppato nell'ambito del progetto Vts ( Vessel traffic service) per il controllo del traffico marittimo e per l'emergenza in mare, delude le aspettative di agenti marittimi e spedizionieri. Ma la Capitaneria di porto, che ha fortemente voluto l'attivazione del sistema, spiega che si sta lavorando per correggere velocemente quanto non funziona; in attesa, a novembre, della presentazione del Pmis 2, la versione successiva del programma, che dovrebbe ovviare definitivamente agli inconvenienti di quella attualmente utilizzata. Il Pmis1, è stato attivato dalla Capitaneria (che lo gestisce) nei porti di Genova, Savona e La Spezia e sta diventando operativo anche negli scali di Cagliari, Reggio Calabria, Palermo, Taranto, Bari, Brindisi, Venezia e Trieste. Il sistema è nato per consentire a tutti gli agenti marittimi e agli spedizionieri- nave di espletare via computer tutte le pratiche amministrative per l'arrivo e la partenza delle navi, pratiche che finora erano svolte allo sportello con materiale cartaceo. Il software comprende anche la gestione delle autorizzazioni per l'imbarco, lo sbarco e il transito delle merci pericolose. Inoltre, il Port management information system è ideato per monitorare il traffico nelle acque dei porti e per fornire alle amministrazioni operanti in ambito portuale, in tempo reale, le informazioni relative al viaggio delle navi, consentendo di integrare, a livello nazionale, i dati provenienti da ogni singolo scalo. Il sistema è stato sviluppato da Elsag Datamat in collaborazione con Selex Sistemi integrati (entrambe società di Finmeccanica), nell'ambito di un progetto più ampio, quello del Vts, assegnato dallo Stato italiano, con gara internazionale, a un'associazione temporanea di imprese composta dalle due aziende più Almaviva. Un bando del valore di circa 300 milioni in due tranche: la prima da 100 milioni, in cui è compreso il Pmis 1, e la seconda da 193 milioni, all'interno della quale è inserito il Pmis 2. Agenti marittimi e spedizionieri, da parte loro, lamentano parecchie lacune relativamente al software appena messo in funzione. Il sistema, testimoniano gli operatori, mette a disposizione griglie che non prevedono alcune voci, richieste invece dalla più recente normativa internazionale. Il problema, aggiungono, è che il software, progettato alcuni anni fa, è già vecchio. Nel frattempo l'informatica e la normativa si sono evolute. Tra i problemi riscontrati, la mancanza di spazi, nelle griglie informatiche, di documenti per l'Isps ( International ship and port facilities security code), una misura per la sicurezza marittima. Per quanto riguarda, poi, le merci pericolose, le griglie prevedono una metodologia obsoleta di catalogazione, le più recenti normative chiedono di fornire l'Un number, un codice specifico, istituito dall'Imo ( International maritime organization). E questi, assicurano gli utenti, sono solo un paio di esempi delle cose che non vanno e che rendono il processo di compilazione della documentazione sul computer più lungo di quello su carta. La Capitaneria, però, risponde, a stretto giro di posta, alle critiche mosse dagli operatori. A parlareè Ferdinando Lolli, comandante del porto di Genova, nonché direttore marittimo della Liguria e responsabile nazionale dell'implementazione del sistema Vts. "Il Pmis-afferma l'ammiraglio - soffre di varie malattie, una delle quali è rappresentata dai tempi, molto veloci,in cui si sviluppa l'informatica, contrapposti a quelli, troppo lenti, della burocrazia. Il sistema, infatti, è nato qualche anno fa e con una tecnologia legata al modem, non al web. A un certo punto, visto che sul progetto erano stati spesi denari pubblici e non si passava mai dalla fase sperimentale a quella operativa, ho detto basta. Ho ritenuto infatti che l'investimento dovesse essere portato a rendimento. E che, anche se non modernissimo, il sistema servisse a combattere un male diffuso e contingente: la resistenza al cambiamento. Una resistenza che a volte viene dai nostri addetti e talvolta dagli operatori, che devono cambiare delle procedure adottate da anni". Lolli ricorda, poi, che il Pmis è una rivoluzione non solo per quanto riguarda le domande di arrivo e partenza delle navi: "Adottare questo sistema – afferma – significa essere in Europa: mandare continuamente dati ai centri di Bruxelles e Lisbona e contribuire all'ottimizzazione del trasporto marittimo a livello europeo e con una posizione di leadership. Con la certezza,tra l'altro, che i dati acquisiti sono protetti da qualsiasi intrusione non voluta. E se il Pmis 1 presenta alcuni problemi, che peraltro stiamo cercando di risolvere, prendendo nota delle critiche degli operatori con i quali abbiamo un tavolo aperto, a novembre dovrebbero consegnarci il Pmis 2, che faremo subito testare agli agenti marittimi. Si tratta di un'evoluzione del precedente sistema che ovvierà agli inconvenienti di cui abbiamo parlato". raoul.deforcade@ilsole24ore.com L'ACCUSA Gli spedizionieri: "Il Pmis1 è nato vecchio e superato per normative e tecnologie, le pratiche cartacee sono addirittura più rapide" LA DIFESA L'ammiraglio Lolli: "Ho premuto per l'avvio in modo da contrastare la resistenza al cambiamento In novembre pronto il Pmis2" La torre di controllo. Presidia il traffico marittimo nello scalo genovese.

Torna all'inizio


DOMANI A BERNALDA CONVEGNO DELLA COLDIRETTI (sezione: Burocrazia)

( da "Basilicanet.it" del 10-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

10.44.49 [Basilicata] Si terrà  domani a Bernalda alle ore 10 presso lâ??hotel Palatinum il convegno-studio organizzato dalla Coldiretti Basilicata sulla legge n. 133 (del 6 agosto 2008) che introduce numerose novità  e semplificazioni in materia di rapporto di lavoro e quindi degli obblighi conseguenti anche per lâ??imprenditore agricolo datore di lavoro. Oltre alla nuova legge, si parlerà  della sperimentazione dei vaucher per la vendemmia, una novità  introdotta questâ??anno per ridurre la burocrazia per le imprese agricole, combattere la piaga del lavoro nero e dare una possibilità  di integrazione del reddito a studenti e pensionati di fronte al caro vita. >. Alle imprese agricole basterà  acquistare un blocchetto di voucher, cartacei o telematici, da distribuire a seconda delle ore di lavoro effettuate. Ogni buono avrà  un valore nominale di 10 euro (7,5 euro al netto), comprensivo del costo dell'assicurazione e sarà  utilizzato per le retribuzioni. Studenti e pensionati potranno quindi ritirare il denaro presentando il voucher presso gli uffici postali o gli sportelli bancomat. In questo modo si garantiscono tutele assicurative e previdenziali a tutti quei lavoratori occasionali, come appunto studenti e pensionati, che trovano nella vendemmia un'opportunità  di guadagnare qualcosa per integrare il proprio reddito, evitando la piaga del lavoro nero. â??Allo stesso tempo â?" ha aggiunto Brillante - il sistema dei voucher porta una semplificazione degli adempimenti burocratici a carico delle imprese agricole, facilitando anche la lotta al lavoro illegaleâ?. Si parlerà  inoltre della la scadenza per le nuove dichiarazioni aziendali, le norme per lâ??assunzione di manodopera extracomunitaria. Ai lavori della giornata parteciperanno il presidente di Coldiretti Matera, Piergiorgio Quarto, Romano Magrini (Responsabile nazionale Coldiretti Servizio contrattazioni e relazioni sindacali). Le conclusioni saranno affidate a Rocco Battaglino, Presidente Coldiretti Basilicata. BAS 02.

Torna all'inizio


Zaia sulla crescita del settore agricolo (sezione: Burocrazia)

( da "Vita non profit online" del 10-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Reading time: 3 minutes --> di Redazione - pubblicato il 10 Settembre 2008 alle 14:08 L'Istat ha reso noti oggi i dati: +3,5% "Senza agricoltura non c'è economia. è un indicatore importante del valore strategico che il settore primario deve avere per il Pil ma siamo solo all'inizio di un percorso tutto in salita". è cautamente ottimista il ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia nel commentare i dati diffusi oggi dall'Istat che confermano la crescita del 3,5% del valore aggiunto dell'agricoltura nel secondo trimestre. "è indubbiamente motivo di soddisfazione per gli operatori di un settore in ripresa che sta affrontando ancora importanti difficoltà. è necessario però comprendere" - sottolinea Zaia- "che siamo all'inizio di un percorso tutto in salita. Per troppo tempo abbiamo pensato che gli agricoltori dovessero essere impegnati a fare altro, i custodi dell'ambiente piuttosto che i destinatari di sovvenzioni che venivano pagate affinchè loro non producessero". "Noi vogliamo rimettere al centro dell'agenda agricola italiana la produzione" -prosegue il ministro- "stiamo puntando a garantire una maggior autosufficienza all'Italia, più competitività anche sui mercati internazionali alle nostre aziende, prezzi equi per i produttori e per i consumatori, meno burocrazia per agevolare le piccole e medie imprese, anche giovani, che si affacciano sul mercato. I dati confermano finalmente un'inversione positiva di tendenza dopo due anni di segni negativi. Un motivo in più per proseguire con tenacia sulla strada che abbiamo intrapreso".

Torna all'inizio


Il sistema carcerario èsull'orlo del collasso: dopo (sezione: Burocrazia)

( da "Tempo, Il" del 10-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stampa Il sistema carcerario è sull'orlo del collasso: dopo ... Il sistema carcerario è sull'orlo del collasso: dopo l'indulto, le celle sono nuovamente piene. E un rapporto interno dello stesso ministero della Giustizia e del Dap rivela una realtà ancora più sconcertante: i lavori per l'ampliamento delle carceri non sono quasi mai partiti, e il loro completamento è previsto entro centinaia o migliaia di anni. Un assurdo della burocrazia, mentre Alfano medita di far trasferire i detenuti stranieri, di utilizzare braccialetti elettronici o di utilizzare i domiciliari. Bertasi, Gallo, Mannucci e Piccirilli alle pag. 2, 3, 4 e 5.

Torna all'inizio


(ACR) FONDI SOCIETAâ SPORTIVE,SCAGLIONE (PU): ANCORA ALTRI RITARDI (sezione: Burocrazia)

( da "Basilicanet.it" del 10-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

FONDI SOCIETAâ?? SPORTIVE,SCAGLIONE (PU): ANCORA ALTRI RITARDI 10/09/2008 13.57.00 [Basilicata] (ACR) - Il consigliere regionale dei Popolari uniti, Luigi Scaglione, sottolinea con amarezza il fatto che â??la burocrazia regionale sta compiendo lâ??ennesimo misfatto ai danni del mondo dello sport. Si emani â?" afferma categoricamente il consigliere - il regolamento per lâ??utilizzo delle risorse a favore delle società  sportive che disputano campionati e tornei nazionali e intervenga urgentemente il presidente De Filippoâ?. â??Il Presidente della Regione â?" esplicita Scaglione - intervenga subito per dare attuazione al programma di utilizzo delle risorse messe a disposizione delle società  sportive e delle associazioni che partecipano a tornei e manifestazioni nazionali, altrimenti lâ??efficacia di questâ??altro provvedimento che ha visto mettere a disposizione del mondo dello sport lucano, qualcosa come 1 milione di euro, rischia di essere vanificatoâ?. â??Molti tornei ufficiali stanno per avere inizio â?" riferisce Scaglione - altri sono già  partiti e la Regione non ha ancora emanato il regolamento attuativo che pure è¨ a corredo di quel provvedimento voluto dallo stesso Ente, con lo spirito di più¹ ampia e concreta attuazione del programma di promozione del territorio, attraverso le maggiori società  sportive lucane che partecipano a tornei e campionati nazionali di una certa consistenzaâ?. â??Ci si muova â?" conclude Scaglione - e si abbattano quei vincoli burocratici e quelle storture che rischiano di condizionare seriamente anche le più¹ piccole e semplici iniziative poste come riferimento per unâ??ampia socializzazione della partecipazione attiva alla vita di questa regione. Lo sport attende da troppo tempo i fattiâ?. (dt ).

Torna all'inizio


Sfida elettorale in Piemonte Il Pdl ora riparte da Novara (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 10-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

CONVEGNO.CON GLI STATI GENERALI DEL PARTITO Sfida elettorale in Piemonte Il Pdl ora riparte da Novara [FIRMA]MARCELLO GIORDANI NOVARA Forza Italia apre la maratona elettorale in vista delle provinciali e delle amministrative del 2009 e lancia la sfida: "Riprenderemo la Provincia e il centrodestra sarà alla testa dei 66 Comuni del Novarese che rinnoveranno l'amministrazione". A scommettere sul successo del Popolo delle Libertà è stata la convention sul tema "Amministrare il futuro del Piemonte", moderata dal consigliere regionale Luca Caramella. A fare gli onori di casa il parlamentare Gaetano Nastri, al centro il coordinatore regionale Enzo Ghigo e il capogruppo in Consiglio regionale, Angelo Burzi. "In provincia abbiamo ottenuto il 38% dei voti alle ultime elezioni - ha detto Nastri - e il primo scorcio di legislatura ha reso ancora più forte il consenso della gente. Novara ha bisogno di infrastrutture per lo sviluppo, ma è stata dimenticata dalla Regione e dalla Provincia di centrosinistra". Le amministrazioni regionale e provinciale sono state l'obiettivo polemico degli interventi: "La sinistra sta deflagrando - ha sottolineato Ghigo - e la giunta regionale si distingue in negativo. Noi rispondiamo con le idee che la gente ha premiato perchè esprimono i suoi bisogni". "Siamo una provincia dimenticata dalla Regione - ha aggiunto il sindaco di Trecate, Enzio Zanotti Fragonara - che ci affligge con una burocrazia pesantissima e inutile. Il nostro piano regolatore è a Torino da quattro anni". Forza Italia si prepara da mesi agli appuntamenti del 2009: in provincia sono stati nominati 36 coordinatori comunali e venerdì sarà aperta la sede di Cameri del Popolo delle Libertà. Gli assessori comunali novaresi Mario Ferullo, Giovanni Rizzo, Franco Caressa e Silvana Moscatelli hanno sottolineato come "Novara sia notevolmente cambiata grazie all'opera costruttiva dell'amministrazione di centrodestra", e Gerry Murante ha ricordato che "il 38% di voti è stato ottenuto grazie alla presenza di amministratori che hanno rapporto col territorio, un principio sempre sostenuto da Nastri". Anche il sindaco di Borgomanero, Anna Tinivella, ha sottolineato la necessità di "candidare le persone giuste, e per questo occorre ascoltare la base". Antonio Tenace, consigliere provinciale, ha rilanciato la sfida elettorale, "per chiudere il ciclo del centrosinistra".

Torna all'inizio


Il degrado di roma sul web i blog danno voce ai cittadini - elida sergi (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 11-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina XV - Roma Nella rete aumentano gli spazi dedicati alla denuncia dei mille problemi della città Il degrado di Roma sul web i blog danno voce ai cittadini ELIDA SERGI Laura racconta di una passeggiata tra porta Maggiore e via Emanuele Filiberto durante la quale, lo scorso 28 luglio, si è imbattuta in un parco in terribili condizioni. Kenpachi invece ce l'ha con i troppi mendicanti che affollano via di Santa Croce, i cordoli pericolosi per i centauri e, infine, con i set cinematografici che impediscono il passaggio in alcune zone. I tanti problemi di Roma - compresi i difficili rapporti conla burocrazia - approdano sul web, denunciati e discussi da cittadini/blogger che armati di una buona dose di senso civico, macchina fotografica e ironia provano a trasformare il proprio spazio privato sulla Rete in qualcosa di socialmente utile. è così che è nato "Il degrado di Roma" (http://degradodiroma. wordpress.com), alla fine del 2005: da un incidente in motorino causato dalla perdita d'acqua di un tombino dell'Acea in via dell'Università, che dopo diversi mesi era ancora nelle stesse condizioni. Troppo perché Laura, appassionata della navigazione in Internet, potesse tacere: da qui l'idea di un blog "tematico" dedicato al degrado della Capitale e ai suoi mille problemi. Immaginato come un luogo di sfogo e di denuncia, dà luogo a veri e propri dibattiti e ha fatto da apripista ad altri blog: ad esempio "Migliora Roma" (http://www.miglioraroma.com/), nel quale Martina, 38 anni, dà voce ai residenti del I Municipio e non solo. Tra i tanti, c'è "E liberaci dalla transenna" (http://transenna. splinder.com/), un blog nel quale si discute con ironia del "malcostume tutto romano della transenna selvaggia".

Torna all'inizio


Simone non tornerà prima di sabato - pietro barghigiani (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 11-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Montecatini Simone non tornerà prima di sabato Disposta l'autopsia sul corpo del 37enne annegato in Sardegna Lo stesso giorno in cui è morto aveva ottenuto l'ok per rifare una casa PIETRO BARGHIGIANI CHIESINA. Dopo la tragedia la burocrazia. Fino a sabato non tornerà in Valdinievole il corpo di Simone Moncini, il dipendente del pastificio Zucconi deceduto martedì intorno alle 13,30 nelle acque davanti la spiaggia di Santa Luria, a pochi chilometri da Quartu Sant'Elena in provincia di Cagliari. Una congestione fulminante lo ha strappato alla vita all'età di 37 anni davanti agli occhi della moglie, Marcella Mainas, 39 anni, originaria della Sardegna e del figlio Cristian di 2 anni. La donna era in spiaggia e insieme ad altre persone si è resa conto di quello che era accaduto solo quando ha visto il corpo del marito galleggiare nell'acqua. La magistratura ha disposto l'autopsia per chiarire le cause che hanno provocato il malore da cui è scaturito poi l'annegamento. I familiari dell'uomo, originario di Buggiano, già da ieri mattina erano in Sardegna per seguire le pratiche di rientro della salma. Il padre di Simone è Piero Moncini, ex assessore all'urbanistica nella giunta Pellegrini dal 1999 al 2004, ultimo segretario del Pds di Buggiano e attuale presidente del frantoio di Vangile. Anni fa con il figlio aveva gestito un negozio di caccia e pesca in centro a Margine Coperta e ora si trova nell'isola in attesa di potersi riprendere suo figlio per l'ultimo saluto che non ci sarà prima di domenica o lunedì. Il corpo verrà tumulato nel cimitero di Colle di Buggiano. Una famiglia conosciuta quella dei Moncini, soprattutto per l'attività politica di Piero, già consigliere comunale negli anni Ottanta. Simone abitava con moglie Marcella, sposata in seconde nozze, in via di Campo 7/A a Chiesina Uzzanese da sei-sette anni. Proprio martedì mattina il Comune di Massa Cozzile aveva autorizzato la ristrutturazione di una casa dalle parti di via Verdi dove Simone sarebbe andato a vivere con la famiglia per stare più vicino ai suoi genitori e al luogo di lavoro in centro a Montecatini. Lo stesso giorno in cui il destino assurdo ha privato una famiglia di un padre e di un marito. SCONTRO FRONTALE Anziano ferito BUGGIANO. è rimasto ferito in maniera lieve F.N., 89 anni, di Borgo a Buggiano, nello scontro frontale avvenuto tra la sua Ford Focus e un furgone intorno alle 10 sulla via Provinciale Lucchese all'altezza del distributore Agip. L'uomo, soccorso dall'automedica di Pescia e da un'ambulanza della Pubblica Assistenza di Chiesina, ha riportato leggere escoriazioni e un forte stato di choc. Stabilizzato e sistemato sulla lettiga, l'89enne è stato trasportato per precauzione al pronto soccorso. Disagi anche alla viabilità, con il traffico in direzione Pescia che è stato deviato in via Michelangelo. A COLLODI Cambia la viabilità COLLODI. Lunedì 15, con il nuovo anno scolastico, verrà finalmente aperta la nuova scuola elementare di Collodi. Per questo motivo, da domani, saranno introdotte una serie di limitazioni al traffico in via Confine con Capannori (dove si trova la scuola). Sulla strada (dove saranno realizzati nuovi stalli di sosta e verranno collocati nuovi dossi rallentatori) verrà introdotto il senso unico in direzione nord/sud. Inoltre, sempre su via Confine Capannori, ma anche sulle vie di san Gennaro, Pasquinelli, dei Mille e Mazzalucchio (che in parte diventa a senso unico), e in piazza della Pace, viene introdotto il limite di 30 all'ora. A BORGO A BUGGIANO Sagra della salsiccia BORGO A BUGGIANO. Al via, da domani sera, la nuova edizione della sagra della salsiccia, nella frazione buggianese di Santa Maria. Il programma prevede per domani l'apertura degli stand gastronomici alle 20, con la serata dedicata al Cacciucco, quindi dalle 21 musica e ballo. Sabato alle 19,30 cena sul parto e ancora musica e ballo dalle 21. Domenica 14, alle 17, distribuzione gratuita delle salsiccie, poi alle 19,30 cena sul prato e, dalle 21, musica e ballo con Maurizio e Samuele. PRECISAZIONE Ente non nostro PONTE BUGGIANESE. Precisazione del consiglio provinciale sull'intervento dell'Osservatorio Nuove Destre della provincia di Pistoia, pubblicato lo scorso 6 settembre, nel quale la festa de La Destra veniva definita un'iniziativa ad alto rischio. "Tenuto conto - si legge sulla nota - che l'Amministrazione Provinciale dispone di alcuni Osservatori (come quelli per la programmazione strategica, quello sociale, quello turistico e così via) e che la sigla dell'intervento pubblicato potrebbe ingenerare qualche dubbio nei lettori, si precisa che nell'amministrazione provinciale non esistono osservatori partitici, né di destra né di centro né di sinistra".

Torna all'inizio


Finanza regionale troppe incognite - mario centorrino (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 11-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina XV - Palermo FINANZA REGIONALE TROPPE INCOGNITE MARIO CENTORRINO A nzi, per alcuni versi, dalla relativa dispersione degli stessi e, quindi, dell'insufficiente impatto di sistema in termini di sviluppo produttivo competitivo. Nel caso del Por Sicilia 2000-2006 si sono valutati in circa 40 mila gli interventi puntuali e molecolari realizzati finora. Un modello di impiego dei fondi comunitari che avrà massimizzato consenso elettorale, consulenze, occupazione di brevissimo periodo. Ma caratterizzato da segmentazione eccessiva e tendenza centrifuga come del resto l'attuazione degli Accordi di programma quadro. Sarà possibile, questo il disperato appello dei "tecnici" rivolto alla politica, evitare la frammentazione degli interventi e concentrare in un pacchetto selezionato di grandi progetti la strategia del prossimo ciclo programmatorio 2007-2013? Ricordiamo che tra fondi strutturali (Fers e Fse), fondi destinati allo sviluppo rurale e della pesca (Feasr e Fep) e stanziamenti che fanno capo alla politica regionale a livello nazionale finanziata con il fondo per le aree sottoutilizzate (Fas), le risorse immediatamente disponibili e programmabili dalla Regione siciliana ammontano, secondo il Dpef, a circa 15 miliardi di euro. è opinione diffusa che la Regione siciliana abbia un bilancio in rosso. Anche su questo punto il Dpef diffonde verità spietate. L'andamento della finanza pubblica regionale, sulla base delle previsioni per il 2008, conferma la scarsa incisività delle politiche regionali sino ad ora adottate e tendenti a governare le spese regionali nei limiti finanziari sostenibili con le risorse effettivamente acquisibili all'erario regionale. Nel 2007 c'era un fabbisogno netto da finanziare pari a 1,642 miliardi di euro su un Pil che ammontava a 85.547 miliardi (valori correnti). Nel 2008, si calcola un fabbisogno di due miliardi circa, su un reddito di 88 miliardi. Il che implica, per quest'anno, la necessità di ricorrere a un prestito per un ammontare di 774 milioni. Con un debito residuo di due miliardi circa di euro pari al 13,4 per cento delle entrate correnti. Il Dpef disegna diligentemente un percorso di rientro delle criticità finanziarie evidenziate che nel 2013 dovrebbe azzerare il fabbisogno con una diminuzione delle spese correnti, le quali passerebbero dal 16,7 per cento sul Pil programmatico a valori correnti (2008) al 15 per cento del 2013. Una stima ottimistica che prevede un governo virtuoso e soprattutto, importante da mettere in rilievo, la non applicazione di alcuna penalizzazione da federalismo. Come in ogni Dpef che si rispetti, viene dedicato ampio spazio, nel quadro dello scenario macroeconomico tracciato, al programma del governo per rilanciare l'economia siciliana. Programma contenitore di proposte innovative (fiscalità compensativa e credito d'imposta regionale), priorità infrastrutturali (al momento, veri e propri sogni nel cassetto), riforme (mercato del lavoro) sempre preannunziate e sempre rimaste sulla carta. Con un accento particolare a tagli agli sprechi e a future operazioni di snellimento della burocrazia. E richiami (gratificanti per qualcuno) a idee cardine della sinistra con riferimento al settore del credito, come la necessaria fusione tra Ircac e Crias. In conclusione, una Regione indebolita all'interno di una congiuntura recessiva che prova a sperimentare schemi di risanamento della finanza pubblica e di sostegno all'economia privata. Sorprende la mancanza di alcuna simulazione con riferimento ai sistemi di federalismo fiscale sui quali oggi si concentra tanta attenzione. Che il governo Lombardo, sotto sotto, sia il primo a non crederci?.

Torna all'inizio


Strage di olive a causa della siccità - tiziana gori (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 11-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pistoia Strage di olive a causa della siccità Ovunque cadono dagli alberi ma la qualità dell'olio non è in pericolo Ad essere a rischio è la sopravvivenza di tanti piccoli produttori che abbandonano gli uliveti per le troppe spese TIZIANA GORI QUARRATA. La presistente assenza di pioggia sta provocando la caduta delle olive dalle piante. "Cadono da metà agosto - spiega Roberto Mastrodicasa, tecnico agronomo, addetto al controllo qualità nel frantoio Pam - Le foglie sono chiuse, le olive piccole e raggrinzite. Non c'è attacco di mosca e l'olio sarà quindi di qualità superiore rispetto a quello del 2007. Ma se non piove entro metà mese, la resa potrebbe però essere molto bassa". A differenza del 2007, quando l'attacco della dacus oleae - la mosca - infestò gran parte degli oliveti, quest'anno le piante non avranno bisogno di trattamenti. "Alcuni li hanno fatti. Sbagliando. E' come curare una persona che non è malata. Sono trattamenti preventivi che non hanno ragione d'essere se non viene rilevata la presenza della mosca". Le prime infestazioni si verificano a fine giugno - inizio luglio, e quest'anno sono state riscontrate solo su una piccolissima parte di olive: gli addetti ai lavori calcolano non più del 5%. Le infestazioni di settembre e ottobre sono particolarmente dannose, perché portano alla produzione di un olio con elevata acidità, ma Mastrodicasa esclude che in questa stagione la mosca possa arrecare danni gravi. "Il problema vero - afferma - è la siccità. Non piove da due mesi e mezzo. Sono in giro per le olivete e vedo parecchia cascola". Olive piccole, "grinze", seccate e cadute a terra. Foglie chiuse su se stesse in attesa disperata di un po' d'acqua. "L'olivo è un arbusto. Se non riceve il nutrimento, lo prende dove lo trova. Anche dalle proprie olive. Sceglie di far morire "i figli" prima di morire lui. Ci sarebbe bisogno di una bella piovuta". è visibile la differenza dallo scorso anno, quando la stagione piovosa favorì un micidiale attacco di mosca. Gli olivicoltori annoverano il 2007 tra le peggiori annate per l'olio d'oliva del Montalbano. Adesso, invece, la mancanza d'acqua provoca cascola ovunque. "Ho notato fenomeni di cascola a Villa Colle Alberto, a Montale, come alla fattoria Casalbosco di Santomato, e da Bonacchi e Spalletti, a Quarrata". Colle Alberto e Spalletti hanno scelto di dividere l'oliveto - peraltro non potato per intero - tra più raccoglitori, che ne terranno una parte per uso familiare e consegneranno il rimanente ai proprietari. "Se le grandi aziende hanno operato una scelta di questo tipo, molti piccoli produttori non effettueranno la raccolta. Assisto impotente ad un abbandono generalizzato. Chi pota a metà e chi non ha potato affatto perché non ce la fa a sostenere i costi. La manodopera, i concimi, gli antiparassitari, il trasporto e la burocrazia italiana stanno erodendo i margini di guadagno. Ora come ora, fare olio vuol dire andare incontro a una perdita secca". Chi possiede piccoli oliveti preferisce produrre solo per consumo familiare, chi ne possiede di grandi pota metà oliveto un anno e l'altra metà l'anno successivo, dividendo la raccolta tra più persone. "Anche Lazzeri e la fattoria di Montorio hanno formato gruppi di raccoglitori. Tutta gente sopra i 60, non c'è ricambio generazionale". Per sostenere i costi di una pianta di olivo un produttore spende circa 14 euro. "Un chilo di olio viene venduto in media a 10 euro. Non credo avremo grossi rialzi nemmeno quest'anno. Gli oli dei supermercati costano la metà, recano la dicitura extravergine ma non hanno superato i test organolettici a cui sono sottoposti gli oli Dop e Igp toscani. Speriamo che ci venga incontro la nuova legge, che impone la dicitura dell'origine di provenienza sull'etichetta". I frantoi di piccole dimensioni stanno vivendo una crisi non dissimile da quella dei produttori. "I costi della frangitura sono aumentati poco negli ultimi 10 anni, direi non più del 5%. Al frantoio Pam, che aprirà ai primi di ottobre, frangere un quintale di olive costa 13,5 euro". In queste condizioni si fatica ad andare avanti. Pochi mesi fa ha chiuso il frantoio Leonardo, in via Piemonte.

Torna all'inizio


Inciviltà (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 11-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Livorno INCIVILTà INCIVILTà Quattro frecce in mezzo alla strada Un giorno d festa, ore 12.30, in via Mondolfi. L'auto che mi precede, all'altezza del tabaccaio verso l'Apparizione si blocca e mette le doppie frecce. Subito si forma la fila. Un signore, distinto e sui 50 anni, scende dall'auto e va dal tabaccaio. Tutti aspettiamo che lui abbia fatto i suoi comodi. Chissà se ha figli quel signore e come farà ad insegnar loro come si sta al mondo. Miranda Lessi BUROCRAZIA Enel e dati catastali Nessuna certezza Un paio di giorni fa ho ricevuto, come moltissimi altri cittadini, la bolletta dell'Enel con allegata la richiesta dei dati castatali di casa. Dal punto di vista strettamente pratico, almeno per me, non sussistono fortunatamente grossi problemi nel reperimento dei dati: è sufficiente consultare l'atto di acquisto (o per altri la dichiarazione di successione oppure il contratto di affitto). Mi immagino comunque il dramma per le persone anziane alle prese con quello stampato pieno di caselline da compilare. Oltre alle difficoltà intrinseche, la questione si pone però gravemente sul piano della legittimità della richiesta e sulla certezza dell'invio. Prima di tutto già da tre anni la normativa impone la richiesta dei dati catastali soltanto nel caso di nuovi allacciamenti ovvero in caso di subentro. La Legge Finanziari 2005 invocata a sostegno della richiesta odierna è infatti chiarissima laddove all'art.1, comma 333 recita:....a decorrere dal 1ºaprile 2005 le aziende, gli istituti, gli enti e le società richiedono i dati identificavi catastali all'atto della sottoscrizione dei relativi contratti; per i contratti in essere le medesime informazioni sono acquisite dai predetti soggetti solo in occasione del rinnovo ovvero della modificazione del contratto stesso". Chi è allacciato all'ENEL da decenni, a regola, non dovrebbe pertanto inviare un bel nulla. Ciò nonostante viene prevista una grave sanzione pecuniaria a chi non restituisce il questionario, oltre alla minaccia di controlli fiscali a carico dell'inadempiente (e siccome, soprattutto in campo fiscale, "nessuno è perfetto" la minaccia funziona sempre). Purtroppo però tutto ricade sul cittadino: si invita infatti a restituire entro trenta giorni il questionario compilato e firmato inviandolo a mezzo posta all'ENEL Servizio Elettrico di Potenza. A parte il fatto che potevano anche degnarsi di allegare una busta già affrancata ed intestata, in tal modo le spese di spedizione sono sempre a carico mio e non ho comunque in mano alcuna prova dell'avvenuta spedizione: se il questionario va smarrito durante il percorso (oppure anche dopo l'arrivo a destinazione) sono cavoli miei. Per ottenere la prova della spedizione dovrei così inviarlo mediante raccomandata e ricevuta di ritorno spendendo un discreta somma oltre al tempo perso in fila alle Poste: insomma, una sorta di tassa occulta per un adempimento fantasma. Complimenti! Lettera firmata IN VIA GRAMSCI Tubi del gas a rischio Abito da vent'anni in via Gramsci nº 32... Ieri sera alle 24 circa un'auto.. cercando di posteggiare sul marciapiede ha letteralmente divelto un tubo del gas mettendo in agitazione parte degli abitanti della zona... dopodichè si è dato alla fuga recando danni anche ad un'altra auto in sosta... Abbiamo subito fatto intervenire i Pompieri e l'Asa che ha tamponato il danno ma che solo stamani (forse?) provvederanno a ripristinare il tutto... a cui abbiamo fornito anche i dati della targa dell'autore del fatto... Quello che però volevo puntualizzare è che noi abitanti di via Gramsci... dall'angolo di via Paoli all'altezza della zona militare... ci siamo veramente rotti le scatole di rischiare tutte le sere di saltare per aria perchè l'idiota di turno cerca di posteggiare sul marciapiede rasentando i moltissimi tubi del Gas che ci sono... Esigiamo che vengano messi dei paletti che ci proteggano da questo problema che a sua volta incatena altri problemi come il rendere il passaggio di autovetture più grandi del normale (vedi autoambulanze con l'entrata proprio in via Gramsci del Pronto Soccorso) molto difficoltoso visto lo strettirsi della carreggiata stradale... Ieri sera abbiamo chiamato sia i Vigili Urbani..sia i Carabinieri.. sia la Polizia Stradale ma nessuno si è fatto vivo e dopo che gli operai dell'Asa (altre l'una di notte) hanno tamponato il danno... altre auto si sono tranquillamente ri-sistemate sul marciapiede... Vogliamo davvero che accada una strage...? No.. non stò affatto esagerando e se qualche nostro Amministratore o Consigliere Comunale abitasse in zona... sono convinta che il problema sarebbe già stato risolto... Spero di vedere pubblicata questa mia lettera che ripeto.. è a nome di moltissimi abitanti di via Gramsci che non vorrebbero ritrovarsi da una notte all'altra senza la loro abitazione... (se và bene!).. o addirittura senza più vita....! Marzia Bianchi MURI IMBRATTATI L'amore per Federica non si cancella? In viale degli Avvalorati, all'ingresso della Fortezza Nuova e a due passi dal Municipio, qualche anno fa l'innamorato di Federica le ha dedicato un gioioso imbrattamento di muro che tuttoggi intima, a caratteri cubitali per la delizia di tutta la cittadinanza: "Fede, sei e sarai sempre nel mio cuore". Al riguardo, vorrei suggerire all'amministrazione cittadina di verificare se i due piccioncini sono ancora assieme o se si sono lasciati. In questo secondo caso, infatti, potrebbe essere opportuno ripulire il muro (magari anche dalle altre amenità), in modo da lasciare la possibilità al altri teneri amanti di giurarsi fedeltà eterna sulla stessa superficie, con qualche artistica strisciata rossa, nera o marrone. Alla faccia nostra. Ugo Cattabiani IN VIA CATTANEO Il camper dei rom scarica escrementi Ho purtroppo constatato che, tutte le sere, fra le ore 19.30 e le 21 un gruppo di nomadi (presumo siano rumeni) scaricano al suolo i loro escrementi dal serbatoio del loro camper e se ne vanno velocemente, il luogo in cui perpetrano tale schifezza è nel piazzale di via Cattaneo, proprio accanto al locale della caldaia del Palazzetto dello Sport lato Nord perché la costruzione stessa copre la visuale delle abitazioni. Ma nessuno interviene e li punisce... Eppure questa operazione avviene puntualmente tutti i giorni, alla solita ora, rendendo davvero degradata la situazione di quella zona. Carlo Catanorchi.

Torna all'inizio


Informazioni per immigrati con uno sportello itinerante (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Varese)" del 11-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

VARESOTTO LUGANESE pag. 7 Informazioni per immigrati con uno sportello itinerante Un servizio attivato nei municipi della Valceresio di ELISABETTA BARBIERI ? ARCISATE ? COMUNITÀ Montana della Valceresio e Anolf Varese insieme con una iniziativa concreta per favorire l'integrazione degli stranieri. È stato inaugurato infatti in questi giorni lo "Sportello itinerante sulla Valceresio", un'iniziativa per facilitare l'inserimento degli immigrati nella realtà dell'alto Varesotto. Gli operatori dell'Associazione nazionale oltre le frontiere che fa capo alla Cisl, saranno presenti a rotazione nei diversi Comuni della Valle per dare informazioni di ogni tipo agli stranieri ma anche agli italiani che desiderano assumere un cittadino extracomunitario. IL PRIMO lunedì del mese lo sportello farà tappa a Besano e Porto Ceresio; il secondo lunedì sarà a Cuasso al Monte e Brusimpiano; il terzo lunedì a Induno Olona e il quarto lunedì a Viggiù e Cantello. Ad Arcisate l'appuntamento sarà invece nelle sede dell'associazione, in via Foscarini, il quarto mercoledì del mese. "Ci siamo resi conto che soprattutto chi vive in piccoli paesi come ad esempio Cuasso al Monte ha grosse difficoltà a raggiungere la nostra sede varesina ? spiega la responsabile provinciale dell'Anolf Martine Illgen - Mancano i mezzi pubblici, molti stranieri non possiedono un'auto privata e soprattutto non possono perdere un'intera giornata per venire da noi a chiedere informazioni". Lo sportello dovrebbe semplificare loro la vita e permettere di ottenere aiuto su vari fronti. "Diamo una mano per conseguire il permesso di soggiorno e la cittadinanza - prosegue Illgen - Forniamo indicazioni per il ricongiungimento familiare". Negli ultimi anni la presenza di stranieri è fortemente cresciuta nei paesi compresi tra Varese e la Svizzera, una zona dove il flusso migratorio è stato particolarmente elevato. "Ci sono moltissimi marocchini, molti residenti ad Arcisate, seguiti da ucraine e albanesi ? spiega la coordinatrice del servizio ? che troppo spesso devono fare i conti con la burocrazia italiana e con i suoi tempi spesso lunghi". Ma a trovarsi in difficoltà non sono solo loro. "Vogliamo aiutare e tutelare anche i datori di lavoro italiani che desiderano assumerli ? continuano dalla sede provinciale - Molte donne dell'Est lavorano proprio in Valceresio come badanti". La presenza dello sportello potrebbe favorire l'adeguamento alle regole sull'immigrazione. "Inoltre siamo in grado di mettere in contatto datore di lavoro e lavoratori - continua Illgen - andando oltre il passaparola che ha contraddistinto finora la ricerca di una badante". TRA GLI OBIETTIVI dell'iniziativa c'è anche la creazione di una vera e propria rete tra i professionisti dell'immigrazione, gli uffici anagrafe dei Comuni e le assistenti sociali presenti sul territorio. "Riusciamo a capire meglio le difficoltà esistenti ? dice la portavoce dell'Anolf ? e possiamo superare anche i problemi di comunicazione grazie all'intervento di mediatori culturali in grado di tradurre documenti di ogni tipo". Nelle prime giornate di attività gli stranieri che hanno aderito non sono stati molti ma una campagna pubblicitaria tramite volantini è pronta per far conoscere l'iniziativa in tutta la Valceresio. E sicuramente il servizio itinerante potrà diventare un prezioso contributo all'integrazione sociale e culturale dei tanti stranieri che si sono stabiliti nella valle.

Torna all'inizio


Funerali celebrati soltanto al mattino Giovedì 25 i cimiteri resteranno chiusi (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Legnano)" del 11-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

VARESE pag. 12 Funerali celebrati soltanto al mattino Giovedì 25 i cimiteri resteranno chiusi LA SETTIMANA DEI CAMPIONATI DI CICLISMO ? VARESE ? GRANDI CAMBIAMENTI in vista dei Mondiali di Ciclismo anche per chi si trova nella sfortunata condizione di dovere celebrare un funerale. In considerazione dei problemi viabilistici e della chiusura delle strade e per limitare al minimo i disagi di parenti e familiari, il Comune ha disposto che nella settimana dal 22 al 28 settembre le esequie saranno limitate alle prime ore del mattino (9 e 10.30), salvo casi particolari riguardanti percorsi esclusi dai blocchi viabilistici. Inoltre, giovedì 25, giorno in cui si prevedono i maggiori problemi di traffico, non si celebreranno riti funebri (verranno anticipati a mercoledì) e i quattordici cimiteri nel perimetro comunali resteranno chiusi. Ulteriori informazioni o precisazioni potranno essere richieste all'Attività servizi cimiteriali (tel. 0332/255230). Novità operative anche per chi è alle prese con la burocrazie: nelle giornate di martedì 23, giovedì 25 e venerdì 26 settembre l'Ufficio Ricerca e Selezione del Personale, per facilitare l'accesso degli utenti, aprirà una postazione all'Ufficio Protocollo , in via Sacco 5 (piano terra). Resterà comunque a disposizione un addetto, nei soliti orari (8.30-12), anche alla sede di Villa Baragiola in via Caracciolo. Per l'accesso all'Ufficio comunale di via Sacco, infine, si suggerisce di utilizzare, salvo casi assolutamente non rinviabili, le ore del mattino (dalle 8,30 alle 12). R.V.

Torna all'inizio


La diffusione e l'utilizzo dei cellulari sta facendo crescere la ricchezza delle popolazioni più povere lo dimostrano gli studi degli economisti sui mercati di pescatori, agricolto (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 11-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Commenti La diffusione e l'utilizzo dei cellulari sta facendo crescere la ricchezza delle popolazioni più povere Lo dimostrano gli studi degli economisti sui mercati di pescatori, agricoltori e commercianti I membri delle ong tramite gli sms danno istruzioni sulle tecniche di semina e di prevenzione dei terreni "Sta cambiando l'asimmetria dell'informazione, che è la drammatica essenza della povertà" (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) RICCARDO STAGLIANO riccardo staglianò Avventurarsi altrove, alla cieca, era un rischio economico. Così se il mare era stato generoso, lo era stato per tutti: tanta concorrenza (profitti bassi), tanti sprechi (si buttava via tra il 5 e l'8% del pescato). Poi sono arrivati i telefonini e dai pescherecci ancora a largo si è potuto chiamare altri mercati e capire dov'era maggiore richiesta. Risultato: zero sprechi, profitti aumentati (+8%) e prezzi diminuiti(-4%). "La circolazione dell'informazione" commenta Robert Jensen, l'economista di Harvard che ha studiato la vicenda, "è ciò che fa funzionare i mercati". E niente come la spezia tecnologica, da internet agli sms, riesce a fluidificarla. Più che "cancella il debito" il nuovo slogan, dall'Africa all'India, potrebbe diventare "aumenta il credito" (del telefonino). Il cellulare è il profeta di questa rivoluzione. Tra abbonamenti e prepagati i suoi utenti sono oltre 3,3 miliardi nel mondo. Quasi una persona su due. E se già i numeri assoluti (280 milioni in Africa, 130in Brasile, 120 in Indonesia) sono inequivoci, ancor più eloquente è la circostanza che i 300 milioni indiani crescano di 8-10 milioni al mese. Un'accelerazione figlia del capitalismo, non della filantropia. Perché le reti le costruiscono le telecom locali a scopo di lucro. Nel mondo industrializzato, Italia e Giappone in testa, la penetrazione degli apparecchi ha superato il 100%. In Africa siamo al 21%. Margini enormi. Certo, l'average revenue per user, l'unità di misura con cui i gestori telefonici calcolano quanto gli rende un cliente è di 3-7 dollari contro i 50 dell'occidente opulento. Ma considerate la demografia. E la voglia matta di recuperare. "Il digital divide sta finendo non grazie a un'esplosione di responsabilità civica" scrive sul Guardian l'economista Jeffrey Sachs "ma principalmente attraverso forze di mercato". E dal momento che "estrema povertà è quasi sinonimo di estremo isolamento", sostiene l'autore di The end of poverty, nella sua previsione di sconfiggerla entro il 2025 "la tecnologia è l'arma più importante". Un argomento che comincia a far breccia anche tra i tradizionali protagonisti degli aiuti internazionali se l'International finance corporation, emanazione della Banca mondiale, ha prestato 320 milioni di dollari alla Celtel, uno dei principali operatori sub-sahariani, perché espanda le proprie infrastrutture. Il fondatore Mark Davieslo spiega così: "In Africa le autostrade dell'informazione sono state sin qui carrettiere, rotte cammellate nel deserto. Oggi invece si possono ricevere informazioni in tempo reale per aiutare l'agricoltore a capire a chi e a che prezzo vendere la sua merce". In pratica il produttore si iscrive al sito web, fornendo il numero di cellulare dal quale spedirà gli annunci. Basterà un singolo sms per diffondere l'offerta a un'enorme platea di grossisti, registrati a loro volta. Informazioni essenziali, 160 caratteri bastano e avanzano: "mais, 2tonnellate, Kaduna in Nigeria". Chi è interessato richiama. Gli affari si concludono in media in mezz'ora. E vengono in mente le pagine del bestseller "Il mondo è piatto", in cui Thomas Friedman cita tra i motivi del successo degli ipermercati Walmart il fatto che i suoi camion sono stati dotati per primi di radio satellitari. "L'unico problema",fa notare a Voice of America l'economista Edward Kutsoati, "è che spesso la gente nei villaggi è analfabeta e non sa mandare sms". MaTradenet, montagna che va a Maometto, manda apposta dei giovani lesti di pollice in giro per le campagne più remote. La logica dell'ugandese Brosdi, ovvero Busoga Rural Open Source &Development Initiative, non è troppo diversa. Aiutare la gente nei campi a ottenere di più dalla propria terra, un messaggino alla volta. Parliamo di persone che campano con uno-due dollari al giorno. Quando va bene hanno cellulari riciclati, vecchi di dieci anni, ma buoni per quel grado zero della comunicazione che è il testo. Ed è proprio via sms che i membri della ong rispondono alle domande più varie, da come preparare un anticrittogamico naturale ("diluite 1 litro di latte in 9di acqua. Spruzzate ogni 10 gg. per prevenire virus mosaico su pomodori, tabacco, canna da zucchero") ad altri interrogativi bucolici la cui risposta giusta fa la differenza tra la pancia piena e la fame nera. Una differenza ancora più radicale, tra la vita e la morte di un neonato, la può fare il servizio che l'indiana Zmq lancerà nei prossimi mesi per le zone rurali. I titolari della software house, due comunisti ortodossi che hanno studiato in Russia, hanno deciso di reinvestire il 12% dei loro introiti in servizi di pubblica utilità. Così ogni neo-mamma che s'iscriverà al sito riceverà ogni settimana consigli via sms su cosa dare da mangiare al bambino, quali vaccini fare e così via. "Dal momento che il cellulare è di solito del marito"hanno spiegato i fratelli Quraishi al Wall Street Journal "lo invoglieremo offrendo una telefonata gratis a chi si registra". I medici sembrano il vero esotismo nel Terzo mondo. In Bangladesh c'è n'è uno ogni 4000 abitanti. Così quando l'operatore mobile Grameenphone ha introdotto HealthLine, una linea diretta e continua con un dottore si è aggiudicata il premio 2007 dell'associazione mondiale del Gsm come "miglior uso dei cellulari per lo sviluppo sociale ed economico". Ma se in certi casi può addirittura rimpiazzare lo stetoscopio, di certo il telefonino non sfigura di fronte a uno sportello bancario. M-Pesa, lanciato in Kenya da Safaricom, è un successo conclamato. Il suo cliente tipo abita in una capanna isolata e la carta di credito l'ha vista solo nelle pubblicità delle tv satellitari. Possiede un cellulare però. Per spedire del denaro prima deve depositarlo in uno dei chioschi per le ricariche che si trovano ormai anche nella savana. Questo darà come ricevuta un codice da inviare al destinatario via messaggino che potrà intascare la somma, decurtata di una commissione irrisoria, in qualsiasi altro negozietto affiliato. Hakuna matata, nessun problema. In India la tecnologia sta smantellando ogni tipo di sportello. I centri eSeva, nel subcontinente piagato da una burocrazia elefantiaca e corrotta, sono l'avanguardia di questo trasloco dagliatomi ai bit. In Andra Pradesh vi si può ormai pagare, fisicamente o via web, il 60% delle bollette e ottenere una quantità di certificati."Stiamo spostando il paese" ha ironizzato con l'Economist il responsabile Suresh Chanda "da in line, in fila, a online". Il prossimo imminente salto, per questi uffici multifunzione gestiti da privati per conto del pubblico, è di rendere accessibile tutto via telefonino. Se c'è uno che ha capito che puntare sul business "alla base della piramide" sociale, il lato povero e abbondante dell'umanità, poteva avere ricadute benefiche questi è C. K. Prahalad. Ancora di recente il professore dell'università del Michigan ha sostenuto in un forum di Time sul "capitalismo creativo" che "i cellulari stanno cambiando l'asimmetria dell'informazione, che è l'essenza della povertà, in maniera drammatica". Una tesi che trova conferme scientifiche. Leonard Waverman, della London Business School, è addirittura arrivato a quantificarla usando una serie di complicatissimi modelli matematici. Il risultato, riassunto via e-mail, è però cristallino: "Dieci telefoni mobili in più in una popolazione di 100 persone, in un paese emergente, portano a una crescita del pil pro capite dello 0,59%".Qualcuno ricorderà uno spot anni '90, si chiamava ancora Sip, con Massimo Lopez che estenua il plotone di esecuzione con una chiamata fiume. "Una telefonata ti allunga la vita" era il claim. Oggi può bastare un sms.

Torna all'inizio


Maglia nera nella ue, cresce il divario - luisa grion (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 11-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Economia Maglia nera nella Ue, cresce il divario Ricerca, istruzione, opere: tutti i ritardi che impediscono la ripresa Il dossier L'ultimo rapporto di Confindustria sui limiti strutturali del nostro Paese Quando il treno della ripresa passerà per noi sarà più difficile intercettarlo LUISA GRION ROMA - Gli altri rallentano, noi di più. Quasi fermi, praticamente "stagnanti": dietro il drastico verdetto che arriva dall'Istat e da Bruxelles s'intravede un "caso Italia", il quadro economico di un paese maglia nera della Ue che scivola in una crisi che riguarda tutti con un pacchetto di "guai" che detiene in esclusiva. Se per gli altri la difficoltà è sostanzialmente congiunturale per noi è strutturale e quando la ripresa arriverà sarà più difficile allungare il passo per starle dietro. Lo aveva detto già qualche mese fa il Commissario Ue Joaquin Almunia ("L'Italia deve risolvere i problemi di una crescita troppo bassa rispetto al potenziale") e un rapporto di Confindustria lo conferma: l'economia italiana soffoca sotto macigni schiaccianti. Macigni che gli industriali inseriscono in un lungo elenco. A frenare la competitività - dicono - concorrono tanti, troppi fattori: produttività bassa, flessibilità insufficiente, scarsa innovazione, ricerca boccheggiante, orari di lavoro ridotti rispetto alla concorrenza, burocrazia eccessiva, caro energia. E poi s'investe poco e ancor meno si attraggono capitali, il reddito è distribuito male e le infrastrutture mancano. Percorsi che portano ad un solo capolinea: la produttività è la "gamba mancante" di una economia dove "hanno pesato le carenze e i disincentivi del sistema paese". E' peggiorata la capacità di reggere alla concorrenza: tra il 1997 e il 2007 il costo del lavoro per unità di prodotto è aumentato del 26,1% contro la media del 14,2 dell'Eurozona e il 3,1 della Germania. La crescita langue: se fra gli anni Settanta e Ottanta l'Italia era una delle economie occidentali più dinamiche, negli ultimi anni si piazza regolarmente al penultimo posto della classifica, appena sopra il Giappone. La produzione manifattura fra il '97 e l'anno scorso è salita di un misero 0,6%. Le aziende accumulano poco e investono di meno, dedicando ai mezzi di produzione - veicolo di diffusione del progresso tecnologico - solo la metà delle risorse destinate in media dagli altri paesi europei. La politica fiscale, lamenta Confindustria, non le aiuta: le aliquote sui redditi d'impresa si sono ridotte, ma meno rispetto agli altri paesi e nonostante gli interventi attuati il cuneo fiscale e contributivo rimane uno dei più elevati rispetto in Europa. Non si può pensare - dicono le aziende - che la salvezza arrivi dai partner stranieri: l'Italia continua ad intercettare dall'estero una quota molto bassa degli investimenti diretti, è agli ultimi posti per la spesa in ricerca e non sfrutta come dovrebbe la potenzialità della rete (solo il 43% delle famiglie ha un collegamento Internet contro il 71 della Germania e il 67 dell'Inghilterra). A tecnologia, insomma, siamo messi male e ciò rischia di pesare anche sulle cose che ancora vanno bene: l'export - per esempio - negli ultimi due anni è segnalato in netta crescita (più 3,7) ma l'high-tech occupa un risicato 6,4%. Né il livello dell'istruzione, dunque il futuro capitale umano, lascia ben sperare. Un quadro cui, secondo gli industriali, concorrono comportamenti sbagliati e mancanze storiche: fra i primi va iscritto l'orario di lavoro (più ferie rispetto a molti altri paesi), fra i secondi il basso tasso di occupazione, il gap Nord-Sud e il declino delle infrastrutture. Da tutto ciò ne consegue un paese più povero e mal disposto ai consumi (dal'91 il Pil pro capite è sceso dell'8,7%) e una distribuzione della ricchezza più iniqua che altrove. Quando il treno della ripresa passerà, dunque, sarà più difficile per l'Italia arrivare al binario in tempo.

Torna all'inizio


Una cabina di regia per il sistema delle fiere (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-09-11 - pag: 25 autore: Promozione. Le richieste di Cfi per rilanciare il settore Una cabina di regia per il sistema delle fiere Carloandrea Finotto MILANO Una cabina di regia con il Governo per coordinare e razionalizzare il sistema fieristico nazionale. Revisione della fiscalità, gestione flessibile dei finanziamenti e snellimento burocratico delle norme di sicurezza. Sono questi i punti cardine che dovranno caratterizzare il mandato di Giandomenico Auricchio alla presidenza di Cfi, il Comitato fiere e industria di Confindustria che rappresenta 35 organizzatori di manifestazioni titolari di 83 marchi. Auricchio, 51 anni, è stato nominato al vertice di Cfi il 5 giugno, quando è subentrato a Gaetano Marzotto. Tra i primi passi compiuti dal nuovo presidente l'adesione all'Ufi (Union des foires internationales), e l'incontro con il ministro per lo Sviluppo economico Claudio Scajola. "Abbiamo chiesto – chiarisce Auricchio – la creazione di una cabina di regia gestita a livello centrale e in grado di coordinare le politiche fieristiche regionali ". L'obiettivo di Cfi è limitare sovrapposizioni e doppioni a livello di sistema, sia per quanto riguarda il calendario delle manifestazioni, "sia in merito alle missioni promozionali all'estero. Ma – sottolinea Auricchio – la cabina di regia, la cui necessità è stata recepita dal ministro, non deve essere vista come una limitazione alle competenze delle singole regioni, che devono mantenere la loro autonomia, quanto piuttosto come uno strumento per incrementare l'efficacia strategica delle fiere per le imprese italiane". Nel corso del 2007 le manifestazioni nazionali e internazionali, secondo i dati elaboratori da Cermes-Bocconi, hanno coinvolto poco meno di 100mila espositori (+10% rispetto al 2006), di cui 26mila aziende estere (+32,7% sul 2006). In questo contesto il peso delle fiere gestite da associati Cfi è stato rispettivamente del 37,6 e del 40,5 percento. Il numero di visitatori totali richiamati dalle manifestazioni fieristiche si è attestato su 12,4 milioni (-8,6% sull'anno precedente), di cui 871mila stranieri (-8,4%). Sul calo incidono, però, alcuni appuntamenti biennali e triennali svoltisi nel 2006. Sul 2008 l'analisi si limita alla sola quota Cfi, con le stime realizzate dal Comitato, che evidenziano un trend di crescita significativo: nei primi sette mesi le manifestazioni che fanno capo agli associati hanno richiamato poco meno di 2 milioni di visitatori (il 27% provenienti da paesi stranieri), con un incremento del 32% rispetto allo stesso periodo del 2007. "Queste cifre – sostiene Giandomenico Auricchio – fanno capire il ruolo strategico delle fiere per la promozione dei prodotti italiani. Resta valida la formula che dietro a un settore di successo ci sono manifestazioni di portata internazionale. Cito un esempio legato al prossimo salone nautico di Genova: su 914 grandi yacht venduti nel mondo, oltre il 50% viene realizzato in Italia". Il peso del sistema fieristico si misura anche con l'indotto sul territorio: "Le stime CermesBocconi – spiega il presidente di Cfi – dicono che le ricadute sono circa dieci volte il fatturato della manifestazione". Per un polo fieristico come quello di Milano, con un giro d'affari di circa 200 milioni di euro,l'indotto raggiunge i 2 miliardi. A fronte di queste cifre, però, non mancano i paradossi. "Uno di questi – sottolinea Auricchio – riguarda l'equiparazione delle fiere agli spettacoli, una scelta che comporta per le manifestazioni una fiscalità e un livello di burocrazia complessi e da rivedere". Più in generale, però, il sistema fieristico denuncia l'esigenza di una maggiore "flessibilità da parte dei meccanismi legati alla promozione e alle manifestazioni". Un aspetto, spiega il presidente di Cfi, "che riguarda in particolare le procedure di finanziamento delle missioni all'estero, che hanno tempistiche che mal si conciliano con le esigenze di rapidità delle azioni da mettere in campo. E uno snellimento è necessario anche per quanto concerne gli adempimenti burocratici legati alla sicurezza. Non chiediamo di bypassare le norme, ma di distinguere, come avviene negli altri Paesi europei, tra l'allestimento di uno stand e i cantieri delle grandi infrastrutture". carloandrea.finotto@ilsole24ore.com COORDINAMENTO Giandomenico Auricchio: "Strategico razionalizzare i calendari e le azioni di sostegno realizzate all'estero" LAPRESSE Presidente. Giandomenico Auricchio.

Torna all'inizio


Rugby, la provocazione di Tinari <Dateci il Circo Massimo> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 11-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Sport - data: 2008-09-11 num: - pag: 7 categoria: REDAZIONALE Il caso Il patron della Capitolina: "Basta col Flaminio" Rugby, la provocazione di Tinari "Dateci il Circo Massimo" "Stiamo facendo un pensierino al Circo Massimo: sono già stato lì a prendere le misure e andrebbero benissimo. Se mi fanno mettere i pali e fare le strisce sul campo e poi mi danno il permesso, la Capitolina giocherà lì almeno una partita". Non scherza Claudio Tinari ("Una provocazione? Fino a un certo punto, perchè il Flaminio può diventare la tomba della Capitolina"), presidente di una delle due squadre romane del Super 10, massima serie del rugby che comincia sabato, deciso a fare sul serio visto che a Roma il problema degli impianti per lo sport, d'élite o meno, è più che mai attuale. Così Tinari lancia un'idea destinata a far discutere, ovvero quella di riaprire l'antica arena non solo per concerti di musica, come successo in passato magari per celebrare le imprese della Roma del calcio, ma per farvi svolgere un evento sportivo vero e proprio. "Il problema dello stadio Flaminio ci sta uccidendo. Può essere il tempio del rugby italiano - dice Tinari - ma temo anche che possa essere la tomba della Capitolina: chiedete agli Harlequins se sarebbero disposti a giocare sempre a Twickenham. Mi piacerebbe trovare una soluzione alternativa, perchè il Flaminio per noi sta diventando sempre di più una cattedrale nel deserto, vogliamo svincolarci da questo stadio. I lavori sono infiniti e abbiamo grandi disagi, anche per la stampa, gli ospiti e le riprese televisive. Siamo bersagliati dalla burocrazia, e speriamo di trovare presto una soluzione, altrimenti ho un paio di idee che vanno fuori dal seminato: al Circo Massimo sono stato già stato a prendere le misure. Comunque sono convinto che Roma abbia bisogno di un vero e proprio stadio da sei-settemila posti per il rugby: a Roma nord abbiamo già individuato un'area e potremmo farlo in due anni. Poi a riempirlo penseremmo noi. Confido nell'attuale amministrazione: sapete tutti da dove vengo (Tinari è un veltroniano doc, ndr) ma devo dire che in tre mesi ho ricevuto più segnali da questa amministrazione che in sei anni da quella precedente ". Dopo una campagna acquisti che Tinari ha definito della "caccia al romano a tutti i costi", e con un occhio sempre molto attento ai giovani italiani ed ai prodotti del vivaio ("Quest'anno inseriremo quattro ragazzi in prima squadra - ha detto il tecnico "Pancho " Rubio - Bocchino, Chiesa, Rotella e Venditti. Mi prendo l'impegno di far giocare loro un buon numero di partite"), la Capitolina esordirà sabato contro l'Overmach Parma che ha appena vinto la Supercoppa italiana. "Ci ispiriamo ai Pumas dell''rgentina - conclude Tinari - e se giocheremo con la stessa grinta e spirito di squadra possiamo battere Parma anche se ha fatto più partite pre-campionato di noi". Crisi degli impianti "Il problema dello stadio ci sta uccidendo, il Flaminio è sempre più una cattedrale nel deserto" Presidente Claudio Tinari guida la Capitolina di rugby.

Torna all'inizio


Stupendi i forti ma perché (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Venezia, La" del 11-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Altre Stupendi i forti ma perché Stupendi i forti ma perché tutto quel degrado? Da sei estati trascorro le mie vacanze al campeggio Stella Maris, assieme ad un gruppo di connazionali e, sempre più, abbiamo imparato a frequentare e conoscere il territorio di Cavallino-Treporti iniziando a conoscerne le caratteristiche e la storia. Dall'ufficio informazioni del campeggio avevamo saputo delle molte fortificazioni ex-militari qui esistenti, con un maestoso forte costruito durante la reggenza asburgica del Lombardo-Veneto da parte dell'Austria, nostro Paese d'origine. Ho poi acquistato alcune copie del buon libricino-guida, fortunatamente per i miei amici scritto anche in tedesco e intitolato "La batteria Amalfi nella Grande guerra" di Furio Lazzarini e pubblicato dalla locale associazione "Forti e musei della costa". Assieme ad una decina di altre persone interessate, ho quindi organizzato una gita sui forti, seguendo la mappa e le puntuali indicazioni e avvertenze contenute nel libro. Tutti i partecipanti hanno espresso sorpresa e meraviglia per l'importanza di queste opere militari, a molti di noi del tutto sconosciute, alcune di imponenti dimensioni e dalle architetture più disparate, ma nel frattempo abbiamo anche verificato le pessime condizioni in cui giacciono questi edifici storici, tra incuria, vandalismi e vegetazione che li stanno distruggendo. Come per noi, pensiamo risulterebbero molto interessanti per le migliaia e migliaia di turisti che scelgono Cavallino per le vacanze, e abbiamo chiesto spiegazioni rivolgendoci a vari interlocutori. Le risposte sono state le stesse dell'anno scorso o del precedente ancora dove, sostanzialmente, la questione del recupero e fruizione pare dipendere dalla burocrazia, dalla mancanza di fondi o piuttosto dalla volontà politica, ma ci rassicurano che, prima o poi, partiranno dei progetti e cominceranno dei lavori. A noi resta invece la sensazione che si farà poco, oppure proprio niente, e ci chiediamo quindi se possiamo in qualche modo renderci utili. Torneremo ad ogni modo qui in vacanza, anche nella prossima estate, ma stavolta sperando cambi davvero qualcosa! Gottfried Niedrist Austria Kriminalpol Innsbruck Il maestro unico: mille insegnanti in meno A pochi giorni dall'apertura dell'anno scolastico, quasi a tradimento, è comparso sulla Gazzetta Ufficiale il decreto legge che contiene un articolo che reintroduce la figura dell'insegnante unico nella scuola elementare riportando indietro il mondo della scuola d'un sol colpo, senza alcuna discussione nel Paese e in Parlamento. Il Dl 137/08 cancella i moduli e il tempo pieno nella scuola elementare. Hanno fatto una "riforma" di "nascosto", con un decreto legge, cosa senza precedenti, un disastro fatto solo per fare cassa a spese delle opportunità e delle speranze dei bambini. Nell'anno scolastico 2009/2010, nel solo Veneto, verranno lasciati a casa 320 insegnanti in relazione alla prima classe delle primarie e se il provvedimento dovesse rimanere in essere, si prevede, a regime, la riduzione di altri 1000 insegnanti nel quinquennio, mentre l'attuale complessità culturale richiederebbe, in modo più pressante che mai, la disponibilità di persone che collaborino ad una formazione integrale e integrata, fatto completamente ignorato da questo governo. Ci chiediamo cosa intenda fare la giunta del Veneto qualora il Dl venisse malauguratamente convertito in legge e come intende evitare il declino della scuola veneta valorizzando la tanto auspicata e sbandierata voglia di autonomia nell'organizzazione scolastica regionale. Claudio Rizzato Andrea Causin consiglieri regionali Pd L'ora di religione confronto interculturale La proposta dell'assessore all'Istruzione della Regione, rendere l'ora di religione (tutte) obbligatoria, inserita nell'educazione civica, è sicuramente valida a patto che venga insegnata da docenti laici. Quanti di noi conoscono bene la religione cattolica, e quanti conoscono le differenze dalle altri religioni se non a grandi linee? In primo luogo penso, indipendentemente dalla propria fede, sia giusto e doveroso anche per i non credenti conoscere le varie religioni, anche in prospettiva che l'Italia diventerà sempre di più una società multiculturale e multietnica. Al mondo esistono religioni monoteiste e non (dal greco unico, un solo Dio): ebraismo, cristianesimo e islamismo. Il cristianesimo, nato nel 200 d.C., nel tempo ha subìto delle scissioni ed è nata l'ortodossia, diffusa in Grecia e in Russia. L'ora di religione, più che insegnare quanto precedentemente detto, si dovrebbe focalizzare soprattutto nella storia di Gesù come uomo e non come Profeta. Chi era Gesù? Dove è nato? Qual è il suo vero nome? Esistono studi da parte di biblici di fama mondiale, che attraverso reperti e documenti storici sono riusciti a dare delle risposte. Le varie religioni, poiché sono di parte, ci raccontano ciò che loro hanno selezionato e non tutto: per esempio la Chiesa cattolica ci parla dei Vangeli canonici ma non ci dice quanti sono (attualmente sono almeno dieci), l'ultimo è stato ritrovato negli anni '50 del secolo scorso. Ai contrari e agli scettici, a tale proposta dico: l'ora di religione inserita nell'educazione civica è quantomeno un arricchimento del proprio bagaglio culturale. Pertanto auspico che la proposta diventi legge regionale. Gennaro D'Ambrosi Venezia.

Torna all'inizio


Caldaie, occhio alle dichiarazioni (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 11-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pordenone Caldaie, occhio alle dichiarazioni BUROCRAZIA Il Comune ha reso noto che, per un regolare e corretto esercizio degli impianti termici i cittadini sono tenuti a presentare la dichiarazione di avvenuta manutenzione della caldaia (rapporto di controllo tecnico) con i dati relativi ai parametri del rendimento della combustione. Questa documentazione , rilasciata dal manutentore di fiducia (modello G o F) a seconda della potenza in Kw dell'impianto va trasmesso al Comune secondo precise scadenze: ogni anno per le caldaie di potenza nominale uguale o superiore a 35 kw e per le caldaie a gasolio indipendentemente dalla potenza stessa; ogni due anni per le caldaie (a gas) inferiori a 35 kw insalate prima del 2000; ogni 4 anni per i nuovi impianti di potenza nominale inferiore a 35 kw (a gas) e installati dopo il 1999. Il rapporto va consegnato a mano all'ufficio servizio energia del Comune di Pordenone - Palazzo Crimini (Piazzetta Calderari, 2) o all'Urp, al piano terra del palazzo municipale. Devono essere portate le due copie, poiché su quella che andrà conservata dal responsabile dell'impianto, verrà apposto il relativo timbro di ricevuta). In alternativa si può trasmettere il documento a mezzo posta ordinaria indirizzandolo a Comune di Pordenone Servizio Energia - Piazzetta Calderari 2 - 33170 - Pordenone. Inoltre il Comune ha rammentato che l'obbligo di trasmissione della prova dei fumi attiene anche alle caldaie centralizzate o di potenza nominale superiore a 35 Kw. Queste disposizioni si applicano solo per gli impianti termici ubicati sul territorio del Comune di Pordenone. Per informazioni ci si può rivolgere direttamente al settore ambiente e mobilità del Comune di Pordenone, ufficio gestione progetti speciali ed energia o telefonando ai numeri 0434 392410 o 392524.

Torna all'inizio


Straneuropa (sezione: Burocrazia)

( da "Stampaweb, La" del 11-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Un sano training per tutti Bruxelles settembre 2008 Ogni volta che vedo i politici che stanziano fondi per i politici mi vengono i brividi. L'ultima è che la Commissione per lo sviluppo regionale del Parlamento europeo pha approvato ieri una raccomandazione pesentata dall'europarlamentare liberaldemocratico francese Jean-Marie Beaupuy in cui si propone di estendere il programma Erasmus,  finora dedicato agli studenti, anche ai politici eletti negli enti locali dei paesi dell'Ue e ai dipendenti pubblici. E' passata a larga maggioranza, ovviamente. Il documento propone di istituire un programma di scambio fra politici locali e dipendenti pubblici di vari Stati membri dell'Unione europea, al fine di condividere esperienze, creare una cultura di lavoro comune e ridurre i tempi della burocrazia evitando così molti sprechi che pesano sul bilancio comunitario. L'idea non è folle, magari può persino essere utile. Tuttavia non funziona che l'Unione europea possa inizialmente stanziare, come propone il francese, 7 milioni di euro per sostenerla. Come se i contribuenti non versassero già abbastanza denari nelle casse dei politici e dell'amministrazione pubblica. Lo facciano, se vogliono. Abbiamo però la dignità di non chiedere dinanziamenti. Quelli sono già troppi. Consoliamoci pensando che solo una"raccomandazione". Genere non vincolante in cui la politica ha un curriculum da Oscar. commenti (0) scrivi.

Torna all'inizio


A chi fa comodo il disastro della scuola (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 11-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

N. 217 del 2008-09-11 pagina 0 A chi fa comodo il disastro della scuola di Luigi Amicone Potete scommetterci. Da quello che sento in giro dai miei amici professori, a Mariastella Gelmini non andrà di lusso come sembrava sulle prime in tutte le (belle) interviste e copertine che la ragazza di Brescia s'è meritata. Voti, condotta, maestro unico. Tutte cose sacrosante. Per questo il comitato antifascista prepara grandi festeggiamenti. Già il 27 settembre la Cgil tornerà in piazza. Già i primi consigli dei professori scaldano i muscoli sognando di rivivere le barricate dei loro anni di giovinezza. Stanno preparando il film, la sceneggiatura è già scritta. Ma Mariastella non deve mollare. E sapete perché? Per il bene dei nostri figli. Volete che vi dica la verità, tutta la verità, nient'altro che la verità? Tenetevi forte. Negli anni '70, a scuola, almeno scorreva sangue. Almeno giravano bastardi come il mio amico Marco Barbone (amico dall'81, prima mi avrebbe sparato, amico per incontro fortuito, amico dopo la galera, il pentimento, la conversione cristiana, la vergogna di aver sbagliato tutto, e assassinato una persona per bene, Walter Tobagi). Marco che aveva diciassette anni allora e portava la sua luccicante P38 a scuola (e non in una delle scuole professionali di borgata, ma al prestigioso, aristocratico, à la page, liceo classico Berchet di Milano). Marco che maneggiava la sua bella pistola e spaccava la testa ai suoi compagni di classe. Con i professori che gli dicevano: "Bravo!". E "non hai fatto i compiti in classe? Non hai un voto in tutto il quadrimestre? Tranquillo, copia quelli dei deficienti tuoi compagni ciellini, che a promuoverti poi ci pensiamo noi" (non ci credete? Fatevelo raccontare da chi stava in classe con lui, per esempio dall'ex figicciotto e poi ex segretario della Casa della Cultura di Milano, ora direttore relazioni esterne Fastweb, Sergio Scalpelli). Almeno allora scorreva sangue. Tutti sapevano che la scuola di massa era una panzana, la democrazia tra le aule e nelle assemblee scolastiche un vecchio arnese che nemmeno il terzo celere riusciva a garantire. Ma nessuno si sarebbe mai sognato di fare finta di niente, piagnucolare, posturarsi a vittima di un ministro dell'istruzione. Certi prof sfigati di oggi sono come quei maestrini delle quaranta scuole romane che si sono messi a lutto, esibendo per la bella stampa da Truman Show le loro fascette nere per protestare contro Mariastella, che con i suoi provvedimenti avrebbe, pensate un po', "distrutto il nostro sistema scolastico". Prima almeno, fino alla metà degli anni '80, dopo il sangue ci fu un poco di riflusso, di mestizia, di vergogna a ripetere slogan falsi e assassini. Almeno per qualche anno di plastica, dopo quelli di piombo, non c'era quasi più nessuno in giro a credere che se uno come me, figlio di veri proletari, era stato iscritto alla prima sezione T (ripeto: T, diciotto prime classi!) e si era diplomato alla sezione quinta G (ripeto: G, da diciotto che erano, erano diventate otto!), tutto ciò era frutto della "selezione di classe". Altro che "no alla scuola di classe, no alla selezione, non diventeremo i servi del padrone". Schiavi eravamo diventati, della droga, delle pistole, dell'alienazione demente che aveva abolito Dante e Manzoni (e la Coca Cola, poiché "ogni coca cola che berrai è una pallottola all'amerikano che darai, e se l'amerikano non fallisce è un compagno vietnamita che perisce") per sostituirla con i diari di Che Guevara e di padre Camillo Torres. Eravamo trentasei figli di proletari in quella prima T. Al diploma arrivammo in dieci. Gli altri? In galera o morti di eroina. Da allora ho imparato che tutto il resto sarebbe stato facile. Io me ne andai a studiare alla Cattolica. Ma per le generazioni successive, nei licei fu polvere e morte burocratica. Infatti, dopo qualche anno di plastica, dopo che il compagno Enrico Berlinguer e la sua musa scalfariana inchiavardata con i veri poterazzi della finanza (i piduitsi erano dei dilettanti al confronto dei compagni-azionisti-demitiani dell'epoca) diede l'ordine di ricominciare a orchestrare un po' di casino, scuola e università ridivennero i grandi contenitori di carne fresca e fantaccini da buttare per strada all'ordine della catena di comando che partiva dal Pci (in combutta con certi cari reporter di grandi giornaloni). Così, a metà degli '80, ricominciò il rito delle manifestazioni e delle occupazioni. Lo battezzarono "il movimento della pantera". Roba da ridere, naturalmente. Niente a che vedere col sangue buono dei '70, tutta roba preconfezionata e muffita (il mio vate di riferimento, Lodovico Festa, editorialista di questo giornale e all'epoca uomo di marmo del Pci, aveva già inventato la camicia di forza del Centro insegnanti democratici, giusto per mettere i più scalmanati e settari della famiglia comunista in condizione di non nuocere alla linea decisa dal partito a Roma). Insomma, dall'85 in avanti, fatta qualche eccezione per quando governarono loro, gli ottimati postcomunisti e prodiani, gli insegnanti "democratici" ricominciarono la contestazione da burletta e, all'uopo, a usare gli studenti (e il giornalismo collegato alla mamma "progressista" e "de sinistra") come massa di manovra in piazza. Non c'era niente da fare. La scuola doveva restare come le poste, un'impresa sbracata, un buco nero nei conti dello Stato, un posteggio e una caserma per le giovani generazioni. Cosa ci guadagnava la collettività? Niente. Ma quel milione di voti di prof e bidelli allocati con stipendio mediocre ma posto sicuro, dopolavoro di donne con mariti in carriera e sacco nero per gli emigranti dal sud con laurea, faceva gola a tutti. è andata così. E va avanti così. Da vent'anni. I democristiani non si sono mai azzardati a muovere foglia che la Cgil non volesse e, intanto che si succedevano ministri e sottosegretari cattolici che fungevano da utili idioti, le sinistre Pci-Pds-Ds cementificavano l'istruzione e la chiudevano sotto doppia mandata. Da una parte di greppia per finanziare le migliaia di associazioni, ong, fasulli centri di aggiornamento per gli insegnanti, insomma l'industria per cui il sindacato oggi si ritrova un capitale di immobili e di finanze (non soggette all'articolo 18 e alla trasparenza dei bilanci). Dall'altra di formidabile fortino ideologico dove allevare come polli in batteria, nella trasmissione di saperi tarlati dalla menzogna (non è un caso che i Nobel come Solgenitsin ancora oggi non si leggano nelle scuole, per non parlare della letteratura che non ha il timbro antifascista) e, soprattutto, strumentali alla creazione del consenso nel famoso comparto pubblico (leggi: voti). L'insegnante tipo è quello che ha sotto il braccio Repubblica, ti ammorba coi romanzi del Pennac (adesso saranno i "saggi" dell'Odifreddi) e per punizione ti fa scrivere cento volte alla lavagna "viva i comitati antimafia". Con Mariastella, una outsider con le palle d'acciaio, la musica è cambiata. Ma ci potete scommettere, se la politica non avrà il coraggio di andare alla radice del marcio che c'è nella scuola, anche Thatcher Gelmini rischia di perdere il suo braccio di ferro con le Union dei secondini di quella galera sudamericana, dove tutti fanno apparentemente ciò che gli pare, ma sempre in una galera stanno, anche se le mafie interne garantiscono una certa giocosa, furba, assembleare routine, che è la scuola italiana. Un esempio? Tanto per accontentare l'Umberto che ha detto che se non hai fatto l'insegnante è difficile che tu possa capire i problemi che ha la scuola, ne faccio uno, il mio. Prima di fare questo lavoro, il sottoscritto ha insegnato per un lustro nella scuola statale e per un altro mezzo in quella privata. Non ci sono confronti possibili. Nella scuola privata venuta su col sudore di una cooperativa di genitori assistiti da un paio di imprenditori illuminati tutto si svolgeva in un clima di avventura, autorevolezza, libertà piena. Non è che non ci fossero litigi e conflitti. Era che anche le difficoltà erano affrontate non con i timbri della burocrazia, le assemblee deficienti e i ricorsi sindacali. Ma con il buon senso e la parola data tra uomini liberi. Era il liceo don Gnocchi di Carate, che non a caso è passato da zero a seicento alunni in dieci anni (ma ne potrei citare decine di queste scuole e migliaia di famiglie che si tolgono il pane di bocca per pagare le rette, ma se lo Stato sindacalizzato dice che queste scuole non dovrebbero neanche esistere, che alternativa hai alla falsa scuola pubblica statale?). Nel liceo statale, invece (che non citerò, per carità di patria, ma se qualcuno obbietta sono pronto a un confronto pubblico, dove e quando volete), o ti rassegni alla mafia "democratica", cioè a quella dozzina di kapò, maestri di sindacalese, burocrazia e sollevazione della scolaresca. O rischi l'esaurimento nervoso (io, no, ho avuto la fortuna di avere buoni attributi, il rispetto dei ragazzi, addirittura la stima del leader degli autonomi e quindi è toccato ad altri colleghi – ho saputo poi da quel mio amico studente autonomo – consolarsi con qualche orgetta con gli scolari e stare muto quando nei consigli dei prof davo loro dei cretini, merdacce, addetti al lavaggio dei cervelli). Perché ho fatto questo esempio, e concludo? Perché il voto in condotta, il ristabilimento del maestro unico (che soppianta l'idea che i bambini ne debbano avere tre o trentatré non per il bene della loro istruzione e crescita, ma per il bene dell'assistenzialismo e il potere del sindacato), l'introduzione di qualche minimo criterio meritocratico, un po' di ordine e pulizia in quella discarica senza fondo che è il sistema pubblico dell'istruzione, era il minimo che ci si potesse attendere da un governo stravoluto e oggi ancora strasostenuto dai cittadini italiani. Visto che siamo messi peggio del Cile? Visto che siamo il fanalino di coda dell'Europa? E allora cosa dovremmo difendere, la scuola dei maestrini che giocano ancora al '68, del bullismo, di YouTube, dello sballo? è un inizio. Un buon inizio, quello della ragazza con gli attributi del tondino bresciano. Ma attenzione, cara Mariastella, se non proverai a metterci mano davvero alla radice del declino scolastico italiano; se non considererai con attenzione riforme come quella proposta dal presidente della commissione Cultura, onorevole Valentina Aprea, riforme che prevedono la parità scolastica (che c'è anche nei migliori Stati africani) e la chiamata degli insegnanti (non solo per graduatoria statale, ma per libertà, merito, autonomia di chi dirige le scuole), non solo potresti uscire sconfitta dal braccio di ferro con le piazze che verranno. Ma rischierai anche tu, come quei tanti (la maggioranza) ex colleghi costretti a subire i diktat della Cgil, di prenderti un bell'esaurimento nervoso. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Torna all'inizio


In comune la carta che vale 10 anni (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia Pavese, La" del 11-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

BELGIOIOSO In Comune la Carta che vale 10 anni BELGIOIOSO. L'estate ha portato importanti novità sul fronte della burocrazia. La validità della Carta d'identità da pochi mesi è infatti stata estesa da 5 a 10 anni e l'Ufficio anagrafe del Comune di Belgioioso si è prontamente adeguato alle nuove esigenze della cittadinanza. Chi è in possesso di un documento di identificazione con scadenza successiva al 26 giugno 2008 non dovrà richiedere l'emissione di una nuova Carta d'identità. Sarà sufficiente andare all'Anagrafe comunale che apporrà una postilla e convaliderà per ulteriori 5 anni il documento originario.

Torna all'inizio


QUEL BUCO (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 11-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Quel buco... La ricostruzione è bloccata dalla burocrazia e dalle difficoltà di trovare un accordo sulle caratteristiche del progetto, quasi a riflettere i ripensamenti e le contraddizioni sulle scelte politiche di questi sette anni tra i più problematici nella storia dell'America contemporanea, un Paese abituato alle decisioni nette e alle azioni conseguenti. Gli americani non hanno rimosso dalla memoria l'11 settembre, ma almeno fino ad oggi quel tema è rimasto sullo sfondo della campagna elettorale. L'impegno a combattere il terrorismo è stato confermato da tutti i protagonisti del dibattito, ma l'accento è stato posto non più sul terrorismo come fenomeno in se stesso, ma sulle vicende ad esso collegate. McCain ha ringraziato Bush per ciò che aveva fatto per tenere il Paese unito e coeso subito dopo gli attentati, ma non ha espresso il giudizio sulle scelte politiche successive e persino il sindaco di New York Giuliani che era stato nell'immaginario collettivo, pur tra voci discordanti, l'uomo che aveva impersonato la reazione e la volontà di risposta della città e che era sembrato uno dei più forti candidati alla presidenza, è praticamente scomparso durante la campagna elettorale e quasi snobbato alla convention repubblicana di Saint Paul. Ma il dibattito sul terrorismo svoltosi negli anni scorsi e al quale anche la cultura europea ha dato il suo contributo, pur lasciando aperto più di un interrogativo, è servito a chiarire gli errori commessi se non ad indicare le strategie da seguire per il futuro. Nel clima creato all'indomani del crollo delle torri, l'attacco americano all'Afghanistan e al regime dei talebani che si rifiutavano di consegnare Bin Laden, è difficilmente contestabile salvo da coloro che sostengono che il terrorismo va combattuto con i servizi segreti e le "covert operations" e non con gli eserciti. Ma oggetto di critiche sempre più diffuse anche tra gli alleati europei è la politica afghana successiva alla caduta del regime talebano. Per quasi un quinquennio la sorte dell'Afghanistan è stata ignorata, nessuno degli impegni presi all'indomani dell'attacco diretti alla ricostruzione fisica, politica e sociale del Paese sono stati mantenuti, e specie in conseguenza della guerra in Iraq, l'Afghanistan è rimasto in un limbo quasi del tutto dimenticato fino a ieri, con il risultato che il recupero degli afghani ad un sistema di democrazia, se non occidentale almeno autoctono, sembra definitivamente compromesso e compromessa è la legittimazione di quel governo Karzai su cui l'Occidente ha puntato tutte le sue carte per la rinascita del Paese. In quanto all'Iraq è ormai chiaro a tutti che la guerra contro Saddam Hussein non ha avuto nulla a che fare con quella al terrorismo e anzi, aprendo un terreno di azione per Al Qaeda, ha favorito il terrorismo invece di combatterlo. La tesi dei repubblicani, in parte di chiara impostazione elettorale, è che in Iraq l'America sta vincendo grazie alle nuove strategie introdotte dal generale Petraeus e il rimpatrio degli ottomila soldati annunciato da Bush per febbraio, è strumentale a quella tesi. In realtà a pensare che l'Iraq sia stato un successo è rimasto solo il presidente Bush, preoccupato di quale sarà il verdetto della storia sul suo doppio mandato e forse quel trenta per cento degli americani che continuano a sostenerlo, mentre l'altro settanta per cento gli è sfavorevole perché pensa che abbia portato l'America "on the wrong track". Ma dato e non concesso che l'Iraq abbia superato la fase più acuta della crisi umana e politica in cui il Paese è caduto ormai da un quinquennio e che è ben lontana dal potersi considerare conclusa rimane, più drammatico che mai il problema afghano. Applicare all'Afghanistan la formula sperimentata in Iraq, cioè la ricostruzione di un governo nazionale credibile, appare al punto in cui è arrivata la situazione del Paese molto più difficile. Pertanto l'Afghanistan rimarrà una spina nel fianco della prossima amministrazione anche in attesa del chiarimento della situazione in Pakistan. Resta la necessità non meno pressante di formulare una nuova condotta contro il terrorismo che tenga conto non solo delle indubbie sconfitte da esso subite in questi anni, ma anche dalle trasformazioni avvenute nelle sue strategie e nelle sue azioni. Proprio in questi giorni, con un ritardo di qualche anno, le Nazioni unite stanno tentando di mettere a punto una definizione di terrorismo che possa essere generalmente accettata. Sarà difficile raggiungere un accordo in materia tra Israele e i Paese arabi dove il terrorismo è visto ancora al servizio di un movimento di rinascita e rivendicazione religiosa e culturale. Un'alleanza mondiale contro il terrorismo sembrerebbe più facile ora che anche grandi Paesi come la Cina ne sono interessati. Ma il discorso investe il più complesso problema di una governance mondiale a cui l'Onu non sembra in grado di dare una risposta e che potrebbe invece essere il compito di una amministrazione americana rinnovata negli uomini e nelle idee con le elezioni del 4 novembre. Giuseppe Mammarella.

Torna all'inizio


Anagrafe, disagi<Uffici carenti> (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 11-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Protesta anche l'arci Anagrafe, disagi "Uffici carenti" (d.d.) Ancora disservizi presso i nuovi locali comunali di via Allende. L'ufficio Anagrafe è sistemato all'ingresso della nuova struttura che da circa un mese e mezzo ospita gli uffici comunali di via Milano. Ogni giorno la gente è costretta a sedersi sulle scale per aspettare il proprio turno senza alcuna tutela della privacy. Molti anche gli stranieri che ogni giorno si presentano per chiedere la regolarizzazione della loro residenza. A tal proposito, Hassan Hamri, responsabile dell'ufficio stranieri del circolo Arci, ha chiesto all'amministrazione di potenziare il personale dell'ufficio anagrafe per migliorare i servizi agli immigrati. "In questi nuovi uffici, si registrano code interminabili. I cittadini stranieri per ottenere i documenti che consentono una permanenza regolare sul territorio nazionale superiore ai tre mesi, devono per forza recarsi nell'ufficio Anagrafe e sono costretti a sopportare oltre alle lunghe file un'estenuante burocrazia ? commenta Hassan ? per questo motivo chiedo all'amministrazione comunale un potenziamento dell'organico in servizio". L'assessore Antonio Lo Giudice, ha assicurato un sopralluogo negli uffici in questione in modo da verificare i disservizi e agire di conseguenza.

Torna all'inizio


Federalismo (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 11-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

@@titolo@@politica e storia Giuseppe Di Fazio Secessione e federalismo sono parole che fanno ormai parte del linguaggio politico corrente. Ma il loro significato e la percezione che ne ha l'opinione pubblica sono, nel tempo, cambiati. Tanto che oggi autorevoli intellettuali, come il sociologo Allievi che intervistiamo in questa stessa pagina, interpretano questo mutamento di percezione sociale come una vittoria di fatto della Lega in un terreno, quello della cultura politica, su cui il Carroccio era considerato un "delirio del sistema". Eppure, oggi, destra e sinistra discutono di federalismo sulla base della bozza Bossi-Calderoli e il "duo" leghista è invitato con tutti gli onori persino alle feste del Pd. Anche in Sicilia è accaduto qualcosa che sembrava impossibile: l'alleanza del presidente della Regione (in questo caso leader dell'Mpa) con il Carroccio, considerato fino a pochi anni fa come il partito per eccellenza antimeridionale. Il tutto in nome di un nuovo modello federalista di Stato e di una sempre più larga autonomia dei territori locali. Il Vento del Sud Ma proprio in Sicilia il tema del federalismo e dell'autonomia si carica di lotte secolari, di conquiste e di delusioni. Per capire il presente, caratterizzato dal Vento del Nord, può essere utile tornare agli anni del Vento del Sud, ossia alla dialettica fra movimento separatista e autonomismo. Nell'immediato dopoguerra, mentre il Centro-Nord viveva gli ultimi scampoli della lotta ai nazifascisti e gran parte del Paese era ridotto a un cumulo di macerie, in Sicilia il virus separatista attecchì in molti intellettuali, divise il mondo cattolico e la sinistra. Così mentre il leader politico del separatismo siciliano, Andrea Finocchiaro Aprile, scriveva al Comando Alleato perché si attuasse un plebiscito sulla fine della monarchia sabauda e sulla costituzione in Sicilia di uno Stato sovrano indipendente a regime repubblicano, l'ex deputato popolare Luigi La Rosa si appellava a don Luigi Sturzo, esule in America, per convincerlo a sposare la causa separatista. "L'Unità, come tu ben sai, - scriveva La Rosa il 19 aprile 1944 - non fu voluta che da pochissimi mestieranti, non fu voluta mai! Ora, poi, è divenuta una questione di vita o di morte per la Sicilia, perché contrariamente a quanto tu immagini, l'Italia, almeno da Napoli in su, sarà completamente in rovina, mentre per quanto danni abbia potuto avere la Sicilia, i danni da essa sofferti saranno riparabili dalle proprie risorse. L'unità annullerà queste possibilità". Ma né il gruppo dirigente dei democristiani siciliani (Aldisio e Alessi in testa), né tantomeno Sturzo seguirono La Rosa su questa strada. Salvatore Aldisio era piuttosto dell'idea che il centralismo statale non si dovesse combattere con la separazione dell'Isola dal resto del Paese, bensì con le autonomie regionali che avrebbero dovuto rivoluzionare il vecchio concetto di Stato "uniforme e centralizzatore": "Siamo tutti convinti - scriveva il politico gelese - che l'attuazione dell'Autonomia finirà con il cancellare dalla vita pubblica dell'Isola quei movimenti e quelle deformazioni che avrebbero voluto e che hanno tentato, in un momento non solo di esasperazione ma anche di incoscienza, staccare la Sicilia dalla Madre Patria". La rabbia separatista fu fermata con un atto politico concreto: l'approvazione dell'Autonomia speciale siciliana. E lo Statuto venne redatto in Sicilia. Le polemiche di questi decenni sulla mancata attuazione dello Statuto o, addirittura, sul suo tradimento, pur avendo basi concrete, nascondono un difetto di cultura politica delle nostre classi dirigenti. Nessuno nega le rigidità centraliste dei governi nazionali, ma la prassi politica dei leader e degli amministratori siciliani è stata improntata su una ripetizione di metodi centralistico-clientelari più che sulla cultura della sussidiarietà. Non è un caso, per esempio, che la stagione del "movimento dei sindaci", portatrice di stabilità amministrativa se non proprio di buongoverno abbia avvertito come una camicia di forza le pastoie burocratiche dello Stato centrale e auspicato una Regione "snella". Ma quel movimento s'è andato col tempo depotenziando e, comunque, non ha avuto la forza di superare le pastoie del blocco clientelare regionale. Da qui l'esplosione anche in Sicilia di una nuova forma-partito autonomista, per metà erede della Dc di Sturzo e Scelba e per l'altra metà apparentata con la Lega di Bossi e Calderoli. Lo aveva previsto, in tempi non sospetti (1992), il politologo Gianfranco Miglio in un'intervista al nostro giornale. "Nord e Sud - sosteneva Miglio - sono vittime di uno stesso processo politico che ha radici a Roma. Per questo la lotta che stiamo conducendo al Nord non è contro le altre regioni del Paese. Lottando per la sua libertà, il Nord lotta anche per quella del resto d'Italia". Il Vento del Nord Il caso leghista, comunque, rimane ben altra cosa rispetto al separatismo e all'autonomismo siciliano. Il Carroccio muove i primi passi negli anni della crisi della Prima Repubblica e in contemporanea con il boom del Nord-Est. Il leghismo si fa interprete del sentimento antistatalista e dell'insofferenza verso burocrazia e fisco tipici di larghe fasce dell'imprenditoria lombardo-veneta. Già nel '96, Francesco Cossiga vedeva nella Lega la spia di un "malessere diffuso, di un senso di fastidio, di una ribellione verso le insufficienze dell'attuale assetto statale". Chi pensava che il Carroccio fosse un fenomeno effimero e politicamente debole s'è dovuto ricredere. La Lega era entrata in forze al Parlamento già dopo le politiche del 1992, facendo eleggere 55 deputati e 25 senatori. Nel '94 contribuisce alla vittoria del Polo di centrodestra ed entra a far parte del governo Berlusconi con 5 ministri (fra cui quello dell'Interno che controlla gli Enti locali) e ottiene la presidenza della Camera. Il ribaltone del governo Berlusconi provocato dagli uomini di Bossi, rende per un breve periodo i leghisti ago della bilancia del sistema politico, ma li trasforma al contempo in alleati inaffidabili (da qui la sconfitta alle elezioni del '96). L'ascesa della Lega riparte nel 1998, con la decisione (di facciata?) di ammainare la bandiera secessionista e di favorire un forte radicamento nel territorio attraverso la creazione di scuole, cooperative, giornali e tv. Da movimento anti-politico, il Carroccio s'è trasformato in "partito di prossimità" ed è stata questa la sua carta vincente. Adesso che Bossi siede al governo come ministro delle Riforme, assieme a Calderoli (Semplificazione), Maroni (Interni) e a Zaia (Politiche agricole) vuole condurre in porto il federalismo fiscale. E stavolta ha tutte le condizioni favorevoli per centrare l'obiettivo. La domanda è che tipo di federalismo verrà fuori dal progetto leghista. Non basta varare un progetto per vincere la battaglia, bisogna poi vedere di quali contenuti quel progetto è portatore. (4- fine).

Torna all'inizio


L'Alto Adige rinnova l'offerta per l'agriturismo (sezione: Burocrazia)

( da "Travel Trade Italia.com" del 11-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

08.00 L'Alto Adige rinnova l'offerta per l'agriturismo La Giunta provinciale di Bolzano ha approvato il disegno di legge, elaborato dall'assessore all'Agricoltura, Hans Berger, riguardante il settore dell'agriturismo. La nuova legge si prefigge in primo luogo di ridurre la burocrazia. In futuro tutte le autorizzazioni saranno date direttamente dal Comune e la commissione per esaminare i requisiti viene sciolta. All'interno dell'agriturismo il 30% dei prodotti dovrà essere di produzione propria, il 50% potrà essere acquistato da altre aziende agricole e cooperative della zona, mentre il restante 20% potrà essere acquistato sul mercato. Gli agriturismi potranno effettuare il servizio di 'party service', ma solamente utilizzando prodotti tipici locali Siti sponsorizzati.

Torna all'inizio


Provinciali, partono i tagli (sezione: Burocrazia)

( da "Trentino" del 12-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'assessore Widmann: 3500 impiegati in meno nell'arco di 5 anni Provinciali, partono i tagli Il Palazzo riduce i costi della burocrazia. "Meno passaggi di carte" BOLZANO. Non solo caccia ai furbetti del cartellino e licenziamento dei fannulloni ma una più ampia operazione per "smagrire" l'apparato provinciale. "Abbiamo istituito la commissione "modello standard " per ridurre le assunzioni", dice l'assessore altoatesino al personale Widmann, che lavora per ridurre l'apparato burocratico sotto la guida del capo del personale, Engelbert Schaller. L'obiettivo è ridurre il personale di 3500 unità nell'arco di 5 anni. "L'operazione "smagrimento" - continua l'assessore - non comincia solo ora, considerato che negli ultimi tre anni sono stati tagliati già duecento posti, partendo con un criterio che inizialmente prevedeva un'assunzione ogni tre dimissioni. Questa nuova commissione è incaricata di esaminare con criteri più accurati le effettive esigenze dei vari comparti, per procedere a tagli razionali". E poi Widmann inizia a fare una serie di esempi. "Prendendo in esame il solo settore amministrativo centrale che comprende gli uffici dei vari palazzi più le scuole, dalle materne alle superiori, abbiamo oltre 4 mila dipendenti, (dei quali 2.500 amministrativi in senso stretto). Ebbene possiamo calcolare che ogni anno da qua escano circa 100 persone. Se l'operazione ingrana e riesce ad andare a regime si potrebbe arrivare nel giro di qualche anno ad una riduzione fino al 20 per cento, vale a dire 800 persone, grazie alla semplificazione degli iter coi computer, le autocertificazioni e via discorrendo". Più complesso il discorso per altri settori dell'amministrazione provinciale, come per esempio le aziende speciali (strade, bacini, montani, ufficio del lavoro, imposte eccetera) con 14 mila dipendenti; per le amministrazione autonome come Comuni, i comprensori, distretti eccetera che portano il totale a 33 mila dipendenti. Alcuni enti, come i Comuni non hanno molti margini, idem per la sanità considerato l'aumento dell'età media. "Calcolando tuttavia, a grandi linee, esodi fino a 300 persone l'anno - azzarda Widmann - si potrebbe superare senz'altro, in questo ambito, la soglia del 10% nel giro di circa 5 anni arrivando ad almeno altri 3.000-3.500 posti in meno. Le variabili peraltro sono troppe per sbilanciarsi con numeri più alti". "L'operazione comunque merita di essere portata avanti - prosegue l'assessore - perché non mira soltanto a ridurre i costi della burocrazia, ma anche, anzi soprattutto a snellire l'apparato, quindi ad accelerare i vari iter. Oggi si verificano troppi passaggi di pratiche da un ufficio all'altro: ridurre il personale significa anche ridurre i tempi. Faccio un esempio concreto: l'Abo Over 60, cioè il trasporto pubblico a costo ridotto per gli ultrasessantenni. Anziché mobilitare un apparato per raggiungere le persone, chiedere se sono interessate all'agevolazione, aspettare le richieste e poi evaderle, è molto più semplice, sulla base dei dati anagrafici che abbiamo in rete, inviare la tessera a tutti gli ultrasessantenni. Saranno i non interessati a farsi vivi e farsi cancellare". L'obiettivo coinvolge anche l'economia. "Oggi l'intero comparto dell'economia - conclude Widmann - si lamenta proprio e soprattutto per i tempi interminabili della burocrazia che compromettono l'efficienza e la redditività delle aziende. Dobbiamo muoverci rapidamente anche per dare a chi ce lo chiede una risposta rapida di efficienza". Laimer: "Giù le mani dal Catinaccio" L'assessore provinciale all'ambiente dice giù le mani dal Catinaccio. "Per i prossimi 3 anni - spiega Laimer - la giunta provinciale non prenderà nemmeno in considerazione il progetto per il nuovo impianto sul costone Ratschigler: il piano di settore 2000-2010 non prevede nuove piste".

Torna all'inizio


Valli, passaporti in 7 giorni (sezione: Burocrazia)

( da "Trentino" del 12-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

BUROCRAZIA Valli, passaporti in 7 giorni Intesa enti pubblici e Questura per tagliare i tempi TRENTO. Sette giorni per ottenere il passaporto. E' l'obiettivo che si sono posti la Questura, il Consorzio dei comuni, i Comprensori e la Provincia con un protocollo d'intesa che punta ad abbattere (dai 5 ai 10 giorni) i tempi d'attesa per chi vive nelle valli. Si tratta di un progetto sperimentale (fino a fine 2009) che, per ora, coinvolge le valli di Fiemme e Fassa e il Primiero. La scelta delle aree non è stata casuale, ma si basa sulle richieste (1.600) arrivate da queste valli nel corso del 2007. Il progetto è stato presentato ieri mattina in viale Verona dal questore Angelo Caldarola, dal vice presidente della Provincia, Margherita Cogo, dal presidente del Consorzio dei comuni Renzo Anderle, dal presidente del Comprensorio del Prmiero Cristiano Trotter e dagli assessori comprensoriali della val di Fassa e val di Fiemme, Fausto Castelnuovo e Adriano Bazzanella. Nel corso del 2007 - ha spiegato il vicario Renato Sansò - sono stati emessi dalla questura 14.157 passaporti e 6.504 certificati per minorenni. Di questi 8.316 passaporti e 4.221 certificati sono stati spediti via posta, con un numero complessivo di spedizioni pari a 4.500: ogni spedizione costa circa 10 euro. Obiettivo del protocollo è rendere meno pesante la "filiera" che porta all'emissione dei passaporti. Attualmente, infatti, chi vive nelle valli avvia la pratica nei comuni, che poi spediscono in questura i documenti. La "lavorazione" dura circa una settimana, ma tempi di spedizione e passaggi fra uffici comportano tempi che vanno dai 5 ai 10 giorni, non di rado superando il termine dei 15 giorni che la legge indica per la consegna dei passaporti. Come tagliare i tempi? Ogni giovedì, entro le 16, sarà il Comprensorio a raccogliere tutte le richieste, che arriveranno in questura il giorno successivo entro le 11. Nel frattempo i comuni invieranno alla polizia amministrativa un foglio elettronico, che verrà "lavorato" da subito. (g.f.p.).

Torna all'inizio


Il salvataggio di Alitalia (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 12-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il salvataggio di Alitalia uno scandalo infinito E' scandalosa l'esistenza di un problema Alitalia, dopo vari onerosi salvataggi erogati, sempre a spese dei contribuenti. E' scandaloso il comportamento dei sindacati a sostegno dei privilegi insiti nel gruppo Alitalia. E' scandaloso il rifiuto alla soluzione Air France-Klm, che finalmente poneva fine a questa emoraggia di denari dei cittadini. E' scandaloso il comportamento di quei politici che in malafede hanno promesso in campagna elettorale una soluzione migliore che invece si sta rivelando una disfatta, e sempre a carico di noi contribuenti. E' scandaloso inorgoglirsi, anzichè vergognarsi per una compagnia di bandiera di tal fatta. E' scandaloso poi l'accettazione supina, almeno a mio parere, da parte dei cittadini e della sinistra tutta che sembra assuefarsi a questa situazione. Sergio Dal Zilio Treviso Gobbo a caccia di decoro "Cominci dai politici" Treviso vuole ritrovare il suo decoro perduto. E Gobbo annuncia una maxi ordinanza che andrà a sanzionare le persone maleducate. Intendiamoci, sviluppare la bellezza della città considerandola patrimonio condivisibile con il comportamento di residenti e visitatori è iniziativa meritevole. Mi chiedo però come tale iniziativa possa convivere con il comportamento di cittadini e politici apparentemente corretto ma di fatto devastante quanto ad esempio. Mi riferisco al turpiloquio dialettico di tanti politici locali, alle risse in Consiglio Comunale con lancio di oggetti, al razzismo dialettico e strisciante di tanti autorevoli amministratori, alle offensive risposte dell'amministrazione, spesso accompagnate da denuncie, verso i cittadini che protestano sui mass media. E scendendo su fatti concreti, all'Ombralonga, fortissimamente voluta dal vicesindaco, all'aria avvelenata della città che non ha alcun amministratore responsabile, a devastanti opere pubbliche non gradite dai trevigiani ma che si faranno, al saccheggio del territorio, ai referendum cittadini che non vengono mai attuati perché volutamente privati dei necessari decreti attuativi, ai conti pubblici mai dettagliatamente ufficializzati, alla burocrazia invasiva che ti fa attendere una settimana prima di parlare con le autorità, e altro ancora. Tutto questo verrà ridimensionato con l'ordinanza-decoro? Certamente no. Allora invece di introdurre, seppur gradualmente, innovativi comportamenti intervenendo su scuola e famiglia, e autocensurandosi dove e quando serve, la Giunta Gobbo interviene illudendosi che per legge il concetto di bellezza e morale vengano rilanciati a Treviso. Educati e integerrimi amministratori legiferano verso maleducati cittadini. Allora, se i cittadini saranno sanzionati, chi sanzionerà gli amministratori? Oscar De Gaspari Treviso Islam, è ingiusto negare il diritto alla preghiera E' solo la mia opinione: ritengo ingiusto che i musulmani non possano avere uno spazio per pregare. Al di là d'ogni motivo politico o pecuniario, io, in Paese straniero, vorrei poter pregare o anche visitare una chiesa cattolica. Sia dunque assegnata, dove possibile, una area anche agli islamici per le loro devozioni. Con il dovuto rispetto da ambe le parti. Siamo tutti fratelli, no? Cristo, Allah, Budda, Geova (anche i testimoni di Geova hanno avuto il loro spazio; o sbaglio?) sono un unico Dio creatore. E la chiesa cattolica che fa? Non vogliamo tutti evitare spiacevoli (o peggio) scontri? Una cattolica Treviso Treviso, ridiamo vita alla fontanella sul Sile Treviso, città di "ombre" e fontanelle! Ho notato, con vivo piacere, che in un angolo di piazzale Burchiellati c'è la presenza di una nuova fontanella. Oltre ad abbellire la piazza, è sempre utile, specialmente nei giorni di mercato. Però, in viale Trento Trieste, vicino al Ponte de Fero, da qualche anno c'è una fontanella sempre asciutta. Si trova in una zona verde della città, vicino al fiume Sile, luogo di passeggiate. Vogliamo vederla funzionare di nuovo? Francesco Lucatello Treviso.

Torna all'inizio


Il federalismo non è automaticamente virtuoso (sezione: Burocrazia)

( da "Italia Oggi" del 12-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - I commenti Numero 217, pag. 2 del 12/9/2008 Autore: di Sergio Soave Visualizza la pagina in PDF       IL PUNTO Il federalismo non è automaticamente virtuoso L'esultanza dei dirigenti della Lega Nord per la prima approvazione di massima del disegno di legge sul federalismo fiscale in consiglio dei ministri è comprensibile, anche se forse un po' prematura. La delega che il governo chiederà, e con ogni probabilità otterrà insieme con l'approvazione della legge finanziaria, conterrà l'ossatura istituzionale del decentramento del sistema fiscale, che poi dovrà essere completato con i muscoli, cioè con i decreti attuativi che determineranno temi, modi e contenuti del nuovo sistema. Le vere difficoltà stanno in quel complesso passaggio, nella capacità di realizzarlo senza sommare burocrazia a burocrazia e tasse vecchie a tasse nuove, ma operando semplificazione e risparmi. Il punto di partenza, infatti, è un eccesso di spesa, sia al livello centrale sia ai livelli locali, e standard di efficienza che lasciano molto a desiderare e sono anche, nel caso delle regioni, piuttosto differenziati. La responsabilizzazione delle amministrazioni, che dovranno rispondere ai cittadini dell'imposizione e del modo in cui la utilizzano è, in linea di principio, un'ottima cosa. Purtroppo non mancano precedenti che instillano più di un dubbio sull'automatismo del passaggio dal maggior potere alla maggiore oculatezza. Il caso più evidente è quello della sanità, regionalizzata ormai da più di trent'anni, che presenta livelli di efficienza dei servizi assai distanti da regione a regione già oggi, anche se il finanziamento è tuttora basato sul criterio centralistico della finanza derivata. Non mancano neppure meccanismi sanzionatori per le regioni che accumulano deficit superiori al lecito, compresa la norma che impone un aumento delle tasse sulla popolazione che ha eletto gli amministratori troppo spendaccioni. Però il risultato pratico è sotto gli occhi di tutti. Naturalmente non c'è ragione di pensare che lo sperpero e la lottizzazione siano malattie specifiche delle classi dirigenti locali, visto che anche il livello centrale ne è largamente affetto. L'idea eccellente lanciata da Walter Veltroni di bloccare le interferenze politiche sulla sanità è anch'essa da verificare in pratica. Se alla lottizzazione politica, che comunque prevede un periodico giudizio elettorale su chi la attua, si sostituisce quella corporativa, com'è avvenuto nella giustizia, si rischia di cadere dalla padella nella brace. C'è da sperare che la discussione tra le forze politiche in merito al federalismo non si fermi alla copertina del libro, ma si addentri nei problemi concreti dell'attuazione, che forse risulta meno attraente della sua lettura propagandistica, ma che è il vero banco di prova che separa una riforma riuscita da una solamente annunciata.

Torna all'inizio


Export, serve una nuova politica (sezione: Burocrazia)

( da "Italia Oggi" del 12-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Economia e Impresa Numero 217, pag. 11 del 12/9/2008 Autore: di Thomas Foschini Visualizza la pagina in PDF       L'analisi di Cna sulle performance del made in Italy nel periodo gennaio-giugno 2008 Export, serve una nuova politica Risorse adeguate per sostenere l'internazionalizzazione Potrebbe andare meglio, ma anche molto peggio. Se la congiuntura economica non è delle migliori, per usare un eufemismo, l'export italiano continua a tenerci a galla, nonostante il dato tendenziale mostri una flessione sia nei paesi dell'Unione europea (-3,6%) sia verso il resto del mondo (-3,8%). Ciononostante, da gennaio a giugno 2008 il saldo della bilancia commerciale, soprattutto in ambito europeo, +3,4 miliardi di euro rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, migliora in modo significativo. Merito delle buone performance del made in Italy, ma soprattutto di una brusca frenata delle importazioni, che dal +7,6% dello scorso anno fanno registrare un progresso di appena 1,2 punti percentuali. Un quadro complesso che si presta a molteplici chiavi di lettura: i recenti dati sull'export italiano confermano, secondo Daniele Vaccarino, vicepresidente Cna con delega all'internazionalizzazione, quanto è stato già evidenziato nei mesi scorsi dal sistema delle pmi: i mercati tradizionali dei nostri prodotti non mostrano segni di ripresa. Infatti, l'artigianato e le pmi hanno come principale mercato di sbocco l'Europa, e se l'Italia sta male, crescita zero o quasi, l'Europa non sta meglio, con il pil in progresso di un modestissimo 1%. Questo significa, concetto fatto proprio anche dal sottosegretario allo sviluppo economico Adolfo Urso, che non c'è liquidità per investire in beni di consumo e tecnologie made in Italy. "L'Italia", spiega Gaetano Fausto Esposito, direttore generale di Assocamerestero, "sembra essere il paese europeo che finora sta risentendo meno della congiuntura attuale: già nei primi cinque mesi del 2008 il nostro paese aveva infatti più che raddoppiato il surplus della bilancia commerciale rispetto all'analogo periodo del 2007, passato da 1,6 a 4,2 miliardi di euro, facendo registrare il miglior attivo intra-Ue tra i principali competitor nell'area". Inoltre, nel periodo gennaio-maggio 2008 le esportazioni italiane, assieme a quelle spagnole, sono quelle che hanno corso di più (rispettivamente +6,1% e +6,6%), mentre il progresso della Germania, nonostante si confermi leader nelle esportazioni, si ferma al 4,8%. Pesa, e non poco, il clima di incertezza che domina i mercati internazionali: a essere fondamentale per le pmi italiane, infatti, non è solo il mercato Ue, ma anche quello di Oltreoceano, ma gli Stati Uniti, ammette Cna, non crescono a un livello tale da far tornare l'export italiano a un livello accettabile. Anzi, nota l'associazione, gli ultimi dati mostrano un ulteriore diminuzione dell'occupazione negli Usa, e gli interventi del governo federale in campo finanziario avranno risultati concreti sul tenore di vita dei cittadini americani solo tra qualche mese. La conclusione? Bisogna attendere il 2009 per avere un segnale della ripresa mondiale, "tuttavia", sottolinea il vicepresidente Vaccarino, "la richiesta delle piccole imprese italiane è che già da oggi si predispongano gli strumenti per poter cogliere questa sfida". Tradotto: serve un progetto di ampio respiro che ponga le basi per una permanenza continua di imprese italiane nel mercato Usa. Va infatti in questo senso la proposta presentata da Cna all'Istituto per il commercio estero (Ice): "Da tempo", nota Filippo D'Andrea, responsabile internazionalizzazione Cna, "non viene prevista più nessuna azione sulla grande distribuzione e sulle catene specializzate per proporre prodotti di alta gamma, espressione dell'artigianato italiano". D'obbligo, per il governo italiano, reperire dunque adeguate risorse da destinare ai processi di internazionalizzazione, con particolare riferimento alle aree geografiche più interessanti per l'export delle pmi italiane, ancora legate, troppo legate, al mercato comunitario. Tra queste aree, rileva Cna, un posto d'onore va riservato alla Russia, che corre a ritmi superiori al 7% l'anno: ma per "conquistare" la Russia, un mercato interessante quanto difficile, le piccole imprese devono essere accompagnate con servizi specifici, devono essere aiutate a far fronte a quello che spesso rappresenta il principale ostacolo all'internazionalizzazione: la burocrazia. Conclusione: se il sistema nel complesso tiene (il tendenziale peggiora, ma non altrettanto il valore assoluto dell'export italiano che fa registrare un progresso del 5,9% a livello globale nei primi sei mesi dell'anno), a non poter essere più rimandata è un'analisi puntuale delle difficoltà che le imprese italiane incontrano sui principali o potenziali mercati di sbocco. Solo così, conclude Cna, si potranno cogliere appieno le opportunità della ripresa dell'economia globale.

Torna all'inizio


La zappa sui piedi (sezione: Burocrazia)

( da "Arena, L'" del 12-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

TURISMO La zappa sui piedi C'è crisi! Dappertutto ormai si dice così. La stagione turistica sul Lago di Garda ormai volge al termine, e come molti ammettono ha registrato una netta battuta d'arresto. Caro vita, mancanza di strategia, omologazione, hanno forse portato altrove il turista. C'è ancora da scommettere nel comparto turistico? La domanda è retorica: certo che sì! C'è da porsi un'altra domanda fondamentale: chi siamo e dove stiamo andando? In poco più di quarant'anni, il nostro tessuto sociale è cambiato radicalmente, pari passo con l'urbanizzazione spesso selvaggia e priva di una pianificazione occulata ed omogenea. C'è chi rincara la dose, e dalle colonne di autorevoli giornali (quali L'Espresso), parla coraggiosamente di infiltrazioni Mafiose. Non c'è da sorprendersi, laddove la politica è assente o smette di dialogare con la gente, arriva la malavita. Certi orrori urbanistici sono partoriti dalla sovrapposizione di competenze tra istituzioni regionali, provinciali e comunali, le quali si chiudono nella politica-politicante, estromettondo il cittadino comune. Gran parte della colpa è nella totale mancanza di senso di responsabilità delle amministrazioni comunali, che spesso per far cassa sparigliano le carte approvando varianti su varianti a vecchi e lacunosi piani regolatori. Infine ecco il cittadino (come me), che aspetta la sua occasione...e nel frattempo strette di mano e larghi sorrisi. A scuola, m'insegnarono che per scrivere correttamente una parola si deve andare alla radice di questa. Per scrivere correttamente un piano di assetto territoriale forse dobbiamo partire dalla Terra. Forse dobbiamo ripartire dalle nostre radici che fondavano nei lenti ritmi rurali. Forse il boom del turismo che ha strappato tutti dalla miseria, allora contava ancora su un' attrazione come la ruralità bucolica ed affascinante, rassicurante e credibile. Ruralità! Questa parola oggi è sfruttata da chi neanche ne comprende il significato. Fate una prova: date la mano a sindacalisti, burocrati, politici e albergatori agrituristici. Constatate quanti di loro hanno una vigorosa stretta di mano, quanti hanno dure mani callose e sguardi bonari quasi fanciulleschi, scavati tra le rughe che il sole ha forgiato sui loro volti. Vi renderete conto di quanti sono in buona fede, e quanti invece vivono sulle spalle dell'agricoltura, senza comprenderla e senza sporcarsi le mani. Burocrazia costosa che non produce frutti e che toglie intere settimane di lavoro negli uffici dei sindacati, dei commercialisti, degli ispettorati. Politica retorica e fine a se stessa, priva d'iniziative concrete. Che tutti sappiano: le rendite agrarie negli ultimi anni sul garda si sono azzerate. Dopo qualche picco di reddito consolatorio, l'agricoltore è tornato a sperare come ha sempre fatto nell'anno che verrà. Invano. Parlando delle uve del Bardolino d.o.c, negli anni scorsi il prezzo è schizzato in alto proprio quando la regione Veneto ha voluto incentivare il reimpianto dei vigneti. Tutte queste migliorie hanno creato certo un bel indotto economico. Le rese per ettaro sono diminuite aumentando notevolmente la qualità delle uve. I vigneti ora sono un gioiello, funzionali e moderni. Bene! Dopodichè il prezzo delle uve è crollato, senza nemmeno ripagare le spese che gli agricoltori hanno affrontato per ristrutturare. Citando il presidente uscente del consorzio di tutela del vino Bardolino, Dott. Giuseppe degli Albertini, "Non posso peraltro esimermi dall'evidenziare come la crescita commerciale del Bardolino, innescatasi nell'ultimo biennio, abbia portato vantaggi economici soprattutto ad alcune categorie, mentre altre, in primo luogo i viticoltori non ne hanno beneficiato" L'azzeramento delle rendite agrarie, ne consegue la svalutazione dei terreni agricoli. Se pensiamo che il ricambio generazionale è praticamente nullo, proprio a causa di questa mancanza di remuneratività, mi spiego come mai fuori dalla mia porta ci sia la fila di immobiliaristi che vogliono insistentemente comprare la nostra terra. Guardiamo invece la Valpolicella: conosco agricoltori che nonostante abbiano vigneti edificabili, grazie alle rendite elevate di questo prodotto, non si sognano di vendere. Ebbene, c'è solo una cosa che il Padre Eterno non ci ha permesso di costruire: la terra. Tolta questa non ce né più. Eppure si fa un gran parlare di tutela del paesaggio agricolo per migliorare gli stili di vita. Beh! Con tutte queste tutele dovremmo dormire tra due guanciali, invece... Invece tifiamo per noi, difendiamo le nostre radici ed esaltiamo i nostri prodotti. Quotidianamente, coi fatti. Facciamoci ambasciatori della nostra bella terra Gardesana. Non diamoci la zappa sui piedi! Attilio Romagnoli VERONA.

Torna all'inizio


Incidente gli rovina l'estate: risarcito (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 12-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Empoli Incidente gli rovina l'estate: risarcito Carrara, il giudice di pace riconosce 3mila euro di danno esistenziale Un imprenditore non ha potuto praticare attività sportive per i postumi di uno scontro CARRARA. "Quel dannato incidente stradale mi ha rovinato l'estate; siccome ho ragione chiedo anche il danno esistenziale". Richiesta soddisfatta dal Giudice di Pace e risarcimento ottenuto per "svaghi estivi inibiti a causa di forza maggiore" all'imprenditore carrarese M.L. di 60 anni, ottimamente patrocinato dall'avv. Giuseppe Ricciotti. è accaduto che verso la metà del giugno scorso (appunto durante la vigilia della bella stagione), il nostro impresario si trovava a Spezia per lavoro, a bordo della sua "Smart". Ad uno "stop" non rispettato arriva l'incidente. L'incidente gli ammacca l'automobile e gli procura colpo di frusta, distorsione di entrambi i polsi e piccole varie contusioni. Il tamponato, come tutti, porta l'auto dal carrozziere. Ma le burocrazie assicurative, le contestazioni della controparte e vari altri impedimenti, fanno sì che la pratica venga decelerata. Il tempo passa, l'estate entra nel pieno dello splendore ma il nostro M.L. è ancora senza macchina e senza soddisfazione. Tra l'altro l'imprenditore è appassionato di mare e di monti ma non può andare in spiaggia a nuotare; niente "trekking" a Campocecina o ciclismo sulle strade Apuane. Proibito anche il tennis, dacché il campo è lontano da casa, e via dicendo... Ogni attività ricreativa abituale gli viene preclusa, mentre lui di prendere l'autobus, che definisce "una sorta di brutta beffa", non si sogna nemmeno. Così mortificato, ad agosto il signor M.L. si reca dall'avvocato. "Dannazione - esordisce - mi hanno sciupato l'estate e oltre al danno biologico, morale e patrimoniale, chiedo anche quello esistenziale. Mi sembra il minimo della decenza". Il Giudice di Pace di La Spezia giorni fa ha dato piena ragione all'impresario di Carrara che ha sofferto un'estate tediosa. L'assicurazione della controparte dovrà pagare subito la riparazione della "Smart" più euro tremila per il danno esistenziale. Sentenza davvero "salomonica": estate rovinata - esistenza risarcita.

Torna all'inizio


Alluvione a poggio, rimborsi a novembre (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 12-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Prato Alluvione a Poggio, rimborsi a novembre Il sindaco Martini: "Terminati i calcoli sulle abitazioni" Sono quasi 10 i milioni a disposizione. L'80% andrà alle famiglie e il 20 alle aziende POGGIO A CAIANO. Marco Martini? Un sindaco di parola. Nell'assemblea di luglio organizzata dagli alluvionati aveva annunciato che a metà settembre avrebbe sciolto tutti nodi sui nuovi rimborsi e così è stato. Ieri mattina il primo cittadino, affiancato dall'assessore Marra, ha fatto sapere ai diretti interessati che sono terminate le procedure di raccolta ed elaborazione dei dati sulle abitazioni danneggiate dall'alluvione del 1992. Questo sia per quanto riguarda i proprietari che per gli inquilini. "E' stato un lavoro di squadra che ci ha visto impegnati tutti, amministratori e impiegati - spiega Martini - sono soddisfatto di aver tenuto fede alla promessa che avevo fatto e di concretizzare l'impegno preso dalla Regione Toscana". Per comunicare i dettagli di quanto stabilito e i prossimi passaggi è stata fissata per il prossimo 23 settembre un'assemblea pubblica a cui prenderà parte, come promesso, l'assessore regionale Agostino Fragai. L'appuntamento è al circolo Ambra alle 21. In attesa di quel giorno siamo comunque in grado di fornire ai lettori qualche anticipazione. Per i proprietari degli immobili saranno applicati i criteri usati per i rimborsi del 1997, cioè un calcolo basato sui metri cubi e quadrati danneggiati. Per gli inquilini invece sarà stabilito un valore unitario per tipologia di vano. E' bene precisare subito che le tariffe, chiamiamole così, saranno stabilite in entrambi i casi dal consiglio comunale su proposta della commissione consiliare competente. A quel punto basterà inserire le cifre nel data base e si otterrà l'importo del rimborso per ciascun alluvionato. La prima seduta utile del consiglio dovrebbe tenersi a fine settembre o al massimo i primi giorni di ottobre. Un altro po' di tempo sarà necessario per le procedure suddette, gli ultimi controlli, burocrazia varia e la verifica della possibilità della pubblicazione degli elenchi. Dunque la liquidazione delle somme, restando volutamente sul generico, dovrebbe cadere tra novembre e dicembre. E ora facciamo qualche calcolo. I 9 milioni e 800mila euro messi a disposizione dalla Regione per Poggio sono stati divisi in sei rate annuali. Quest'anno saranno pagate quella del 2007 e quella attuale, del 2008. In base alla legge regionale la proporzione sarà di almeno l'80% alle famiglie e del restante 20% alle imprese, ma il consiglio potrebbe anche decidere di aumentare la quota delle prime a scapito delle seconde (ad esempio 85% all'una e 15% all'altra), ma questi sono dettagli che saranno affrontati più avanti e che non cambiano molto la sostanza. Quantificando, le due rate annuali ammontano a circa 3 milioni e 260mila euro di cui almeno 2milioni e 600 mila saranno divise tra i cittadini, proprietari e inquilini. Per le aziende ci sarà da aspettare ancora un pò, ma ci sono notizie positive anche su questo fronte perchè Artigiancassa ha fornito i dati che sono già stati elaborati e anche Mediocredito sembra sulla buona strada. Eleonora Barbieri.

Torna all'inizio


<Anti Thatcher e pro gay>: la sinistra lo tira per il mantello (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 12-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

N. 218 del 2008-09-12 pagina 29 "Anti Thatcher e pro gay": la sinistra lo tira per il mantello di Paolo Bianchi Il protagonista prende la mano al suo autore. Càpita. È capitato alla scrittrice scozzese J.K. Rowling con Harry Potter. La creatura di carta ha preso il volo mediatico planetario, e da anni ormai s'ingrossano le file di quanti sostengono di aver capito, sul simbolo, il ruolo e il significato del personaggio, ciò che la sua creatrice forse neppure si sarebbe immaginata. L'anno scorso, alcuni quotidiani della sinistra politica italiana e francese, prima Liberazione e, poco dopo, Libération, si sono lanciati in un'analisi critica tanto suggestiva quanto bizzarra: "Ama le contaminazioni tra i diversi e vuole cambiare la realtà", ha sostenuto il giornale di Rifondazione. E i cugini francesi: "Harry Potter è una macchina da guerra contro il mondo thatcheriano-blairista e l'American way of life". Nientemeno. L'ultima parola può spettare soltanto ai critici e agli esegeti, ma voci del pensiero di centro-destra si sono levate subito per puntualizzare come il ragazzino ami ben poco le rivoluzioni, le burocrazie di partito e l'oscurantismo settario dei vecchi maghi. Insomma, ha davvero senso leggere le doti magiche di Potter come il corrispettivo di "quella scintilla che diede vita al Rinascimento inglese delle public schools e delle università di Oxford e Cambridge?" (così a sinistra). Oppure l'attribuzione è arbitraria e serve a coprire l'offuscamento di ben altri miti "reali" della sinistra, da Lenin a Che Guevara? Un dato è certo: agli opinionisti piace pavoneggiarsi in sottili arti interpretative. Quando la Rowling, sempre l'anno scorso, ha annunciato che uno dei personaggi principali della saga, Albus Silente (preside), è gay, ecco la giornalista del Corriere della Sera Maria Laura Rodotà commentare civettuola: "La scrittrice è, come si diceva una volta, una sincera democratica. Se ha dichiarato che Albus Silente è gay deve averlo fatto per senso civico". Dalla stessa penna, poco prima delle elezioni, era piovuta una solida certezza: certi elettori neoconservatori erano come il perfido professor Python, insegnante di Pozioni. Come lui avevano creduto alla potenza del Signore Oscuro (Voldemort/Silvio), salvo poi allontanarsene e tornare infine a lui. Una cosa hanno in comune certi personaggi letterari e certe personalità politiche: vivono nel pubblico al di là della volontà dei loro stessi creatori, scrittori o movimenti politici. E il resto è ipotesi. www.pbianchi.it © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Torna all'inizio


Prezzi alti sulle spiagge? iva, ici e tia ci penalizzano (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 12-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Viareggio Prezzi alti sulle spiagge? Iva, Ici e Tia ci penalizzano Chi scrive di prezzi e tariffe turistiche dovrebbe quantomeno fornire una tabella comparata zona per zona e paese per paese.Dovrebbe, per esempio, spiegare perché da sempre l'Iva degli alberghi e campeggi è al 10% mentre negli stabilimenti balneari è al 20%, perché come inquilini dello Stato i balneari debbano pagare, unico caso, l'Ici, spiegare che i balneari sono obbligati e giustamente ad impiegare personale specializzato e pubblicare le cifre del contratto nazionale del turismo, spiegare che i balneari sono costretti a pagare la Tia su tutta l'area con un pesante aggravio rispetto ad altre attività molto ma molto più redditizie e che pagano molto ma molto meno, ad esempio le pizzerie a taglio che gravano per la pulizia della passeggiata sui contribuenti mentre noi puliamo l'immondizia straccata da tutta la regione sulle spiagge ed il lavarone senza pesare per un centesimo sui contribuenti e senza che il Comune muova mai un dito. In Calabria un mio cliente ha passato due settimane in un miniappartamento di otto costruiti in uno stabilimento balneare. Licenza edilizia? Burocrazia? Canone? Fattura per il soggiorno?...Essendoci mare grosso ha chiesto dove fosse il bagnino, gli hanno risposto che col mare agitato la gente il bagno non lo deve fare, forse da noi era abituato male. Chi ci contesta dovrebbe spiegare se nella esaurita Calabria qualcuno paga il canone e se sì, quanto, dovrebbe sapere se là pagano anche, come noi in aggiunta, il 15% del canone alla Regione, oppure se pagano l'Irpef al loro Comune. Dovrebbe spiegare se nei paesi tanto conclamati come Grecia (Iva balneare uguale a zero), Turchia (zero) Croazia (zero), Francia (4%), Spagna (3%), l'Ici, il personale brevettato obbligatorio, le percentuali da versare a Regioni, Province, Comuni, la tassa sui rifiuti così alta eccetera eccetera esistono o no. Se poi si ritiene che 25 euro per 5 persone al giorno siano troppe, si compari questa cifra al pane e coperto a 4 euro con tovaglia di carta, oppure ai 5 euro per un pezzo di pizza o ai 10 o ai 15 euro per un aperitivo, oppure ai 25-30 euro per un ingresso in discoteca con consumazione in un bicchiere con cinque cubetti di ghiaccio, uno schizzo di sciroppo di coca cola aggiunto di gas ed un po' di rhum. Se qualche governante di qualsiasi colore politico si degnasse di equipararci come costi ai paesi turistici concorrenti, e se esistesse la parità in Italia, credo che le tariffe starebbero ferme per un bel po' di anni. Questo per impostare un eventuale dibattito con dati certi e incontestabili; e non per uno sparare nel mucchio danneggiando la credibilità di una categoria che, credo, abbia fatto da un secolo e mezzo, qualcosina di buono per la città. Foffo Martinelli, balneare.

Torna all'inizio


Non c'è neanche la lista dei mobili - michele bocci massimo vanni (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 12-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina V - Firenze Non c'è neanche la lista dei mobili Palagiustizia, al ministero è tutto bloccato: e lo spreco continua Commissioni da nominare, sopralluoghi da fare: "E' colpa della burocrazia" MICHELE BOCCI MASSIMO VANNI Palazzo di giustizia, per gli arredi siamo all'anno zero. Non solo non ci sono stanziamenti necessari all'acquisto. Adesso si scopre che "ad oggi gli elenchi degli arredi non sono stati ancora ultimati". Così si legge nei documenti ufficiali del ministero di Giustizia. E le cose non vanno meglio per gli impianti di sicurezza: il progetto messo a punto da Palazzo Vecchio deve essere ancora approvato dalla commissione tecnica degli edifici giudiziari del ministero. E la commissione neppure esiste: la vecchia è scaduta e quella nuova non è stata neppure insediata. Niente elenchi, niente progetto degli impianti. E di conseguenza neppure una stima delle necessità economiche per l'acquisto di ciò che serve. Nonostante i 10 milioni che gravano sulle casse pubbliche (500mila per la manutenzione, il resto per gli affitti degli uffici giudiziari oggi sparsi per la città), il Palagiustizia di Novoli sembra destinato a restare vuoto e abbandonato ancora per ancora bel po'. Il ministero di Giustizia si è dimenticato del palazzo fiorentino? "C'è talmente tanta burocrazia che ha finito per bloccare tutto, da un paio d'anni mi è stato confermato che non si è mosso foglia", dice il deputato di Forza Italia Gabriele Toccafondi che, in raccordo con la giunta comunale, ha più volte chiesto chiarimenti al ministero circa lo stato dell'arte. Toccafondi ha scritto anche una nota personale sul "caso Firenze", al ministro Alfano. E' fiducioso che si possa trovare al più presto una via d'uscita. Ma aggiunge il parlamentare del Pdl: "La soluzione può essere trovata solo se ci muoviamo all'unisono". Di sicuro dovranno essere racimolati i soldi, che oggi non ci sono. Ma la situazione è ancora più arretrata di quello che si poteva pensare: mancando perfino l'elenco delle cose che si devono comprare, l'elenco degli arredi mobili e di quegli fissi non si può fare neppure una stima. Un quadro che fin qui neppure si conosceva. Tanto che l'avvocato Lorenzo Zilletti, presidente della Camera penale, chiamando alla mobilitazione magistrati, personale amministrativo e politici, dice: "Dobbiamo pretendere che il ministero metta mano al portafoglio e renda effettivamente agibile il nuovo palazzo di giustizia". E i 10 milioni che vengono gettati al vento ogni anno gridano vendetta: "Da anni denunciamo pubblicamente la situazione assurda di una giustizia amministrata in 11 sedi diverse - dice Zilletti - dobbiamo andare a Novoli prima possibile ma a condizione di trovare una struttura efficiente. Non possiamo lavorare in una cattedrale deserta, né siamo disposti a tollerare smembramenti dello stesso ufficio". Il presidente della Camera penale chiede inoltre al Comune di "provvedere a progettare servizi pubblici efficienti per raggiungere il palazzo". Mentre il presidente del Tribunale Enrico Ognibene si augura che "la situazione si sblocchi rapidamente, entro il 2009. Adesso siamo in condizioni precarie, stiamo anche convivendo con lavori nella vecchia sede. L'intenzione è quella di avere a Novoli il 40 per cento dei mobili delle vecchie sedi, così si risparmia sugli acquisti di materiale nuovo". Ferdinando Prodomo della Anm spiega: "Vanno bene anche mobili usati, purché si faccia prima possibile. Tra l'altro bisognerà considerare che durante il trasloco tutta l'attività degli uffici giudiziari sarà interrotta".

Torna all'inizio


Un tutor nei cantieri edili - simona poli (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 12-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina VII - Firenze La sicurezza La novità nella legge regionale Un tutor nei cantieri edili SIMONA POLI Tantissimi microappalti pubblici per cifre che non superano i 150 mila euro e tempi biblici per quelli più importanti, a cui le imprese toscane partecipano per una quota che non va oltre il 56%, restando così ben al di sotto di regioni come la Lombardia che vedono le aziende locali impegnate nell'80% dei lavori. Tira le somme del giro d'affari dei contratti assegnati da Province e Comuni il vicepresidente della Regione Federico Gelli che sta organizzando un giro informativo nelle dieci province toscane per spiegare le novità della nuova legge sugli appalti il cui regolamento attuativo è entrato in vigore il 29 agosto e che introduce molte novità rispetto al passato, tra cui la creazione di un tutor nei cantieri edili a cui spetta il compito di vigilare sulla sicurezza degli operai e il controllo dei prezzi di materiali e forniture affidato a un osservatorio regionale. Il mercato regionale degli appalti pubblici è di circa 5 miliardi di euro l'anno, oltre il 4% del Pil regionale e che non comprende la spesa delle sedi centrali dello Stato: sono escluse quindi le risorse per le opere infrastrutturali che rappresentanto altri 400 milioni. Due i dati rilevanti, le microdimensioni degli appalti e i tempi lunghi dell'iter burocratico: per gli interventi superiori ai 150 mila euro passano da 746 fino a 2000 giorni per l'inizio dei lavori - la media è di 874 giorni - e il 57% di questo periodo è dedicato alla progettazione che richiede in media un anno e mezzo. "Insieme alla tutela delle condizioni di sicurezza", spiega Gelli, "è importante per la Regione intervenire sullo snellimento della burocrazia. Per questo in ottobre discuteremo una proposta di legge sulla semplificazione amministrativa che accorperà trecento vecchie norme in materia".

Torna all'inizio


Una lezione agli assessori Dalla Chiesa, Ranieri, Freccero (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 12-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

N. 218 del 2008-09-12 pagina 4 Una lezione agli assessori Dalla Chiesa, Ranieri, Freccero di Redazione Caro Massimiliano, Dalla Chiesa, Ranieri, Freccero. Chi? Ho preso spunto dall'articolo del bravo Sergio Maifredi e ho fatto questi nomi durante una cena organizzata con una dozzina di ragazze/i, tutti amano il teatro e sono amici del mio più piccolo, in occasione della prossima ripresa scolastica e, anche se si vedono tutti i giorni al liceo, è stato un po' come l'arrivederci alle prossime vacanze; naturalmente a mie spese. Oramai lo sanno e ogni volta, diciamo bi-mensilmente e a fine pasto, sopportano le mie interrogazioni sui loro miglioramenti culturali e sociali con il risultato che mi diverto un sacco; credo che anche a loro piacciano queste inchieste, o forse sarà per via della pizza offerta. Comunque, ho ripetuto svariate volte i nomi dei (3 + Borzani) assessori alla cultura di Genova ma nessuno ha saputo dirmi niente in merito; alcuni hanno detto che è l'inizio di una formazione calcistica del passato tipo Sarti, Burgnich, Facchetti, Bedin., altri hanno tentato la carta di famosi personaggi del turismo conoscendo le mie preferenze lavorative nel settore, mentre due l'hanno azzardata come nomi di garibaldini in considerazione del mio amore per la storia. Niente, l'unico conosciuto è stato Borzani poiché è risultato, sia a loro parere che al mio modesto, come indaffarato e valido nell'ambito dell'assessorato culturale. Ma poi? Ho raccontato quindi chi fossero gli altri e successivamente dopo una breve e marginale introduzione sulle programmatiche che questi dovrebbero assumere per svolgere un buon lavoro ho chiesto loro: "Se tu fossi assessore alla cultura nella tua città, cosa faresti?". I primi venti secondi sono stati di un silenzio tombale, hanno incominciato a guardarsi e di seguito al mormorio hanno così sintetizzato il loro pensiero. - Un'assessore alla cultura deve avere un'istruzione superiore - alto livello di efficienza organizzativa - meno burocrazia - un'azione per raggiungere il pubblico attraverso eventi di richiamo finanziario per poi permettersi quelli sociali (quindi non solo come un oggetto commerciale comprato e venduto ma anche che il diritto alla cultura non deve essere inteso come un diritto al consumo) - presenza costante su tutto il territorio - pianificazione per il domani attraverso la scuola, la rete o nei luoghi fisici ma non solo come materia teologica bensì come prossima preparazione per mezzo di visite o riunioni presso i vari istituti scolastici, piazze e altro - infine cultura come base essenziale per i giovani senza però dimenticare che la cultura è sì quella dei grandi nomi, ma è anche quella dei gruppi amatoriali, delle realtà locali, della storia -. Caro Massimiliano, perbacco! Ho avuto bisogno di carta e penna per trascriverli tutti, non li avrei ricordati e soprattutto non sarei stato in grado di definire l'assessorato alla cultura così bene. Pertanto gentili signori Dalla Chiesa, Ranieri e Freccero sono sicuro che anche Voi sapete i compiti che è necessario svolgere in questo assessorato così difficile, utile, complesso e sicuramente anche meglio, ma perché non lo fate? La cultura, al pari dello sport, è abbinata al turismo e questo andazzo non Vi sembra riprovevole per una città che sta sempre più decadendo? Caro Maifredi consolati, il presente non è molto buono ma se questi ragazzi continuano così l'avvenire non è poi così male, e poi per il futuro non dimenticarti di. te. Con stima. *Responsabile turismo Forza Italia, Liguria © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Torna all'inizio


"mi ha fatto scoprire il volontariato" - mauro moruzzi (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 12-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina IX - Bologna Il suo è stato un continuo messaggio di autentica speranza Monari Marri Franceschini "Mi ha fatto scoprire il volontariato" Ha indicato la strada per aprire il mondo dei poteri forti alla gente Mengoli: Ardigò come un padre ci regalava i suoi consigli Spesso incompreso per le sue battaglie ma sempre caparbio "Ha aperto gli occhi ai politici per dare visibilità a ciò che aveva scarsa attenzione" MAURO MORUZZI Achille Ardigò è stato il principale sociologo italiano precursore, per molti aspetti, dell'era di Internet e della post-modernità. La sua è stata una costante ricerca di forme nuove di comunicazione tra le persone e, soprattutto, tra il cittadino e il mondo forte, organizzato, agguerrito, delle istituzioni, dei partiti, della sanità. Ha dedicato un'attenzione costante, durata una vita, a tutte le forme autentiche di solidarietà sociali e in particolare all'associazionismo spontaneo e di difesa del cittadino, del malato, dell'anziano. Un interesse sociologico per l'ambiente della sofferenza e del rispetto dei diritti che gli proveniva dalla cultura cattolica, ma che lui ha saputo riformulare rispetto ai problemi drammatici della società moderna. Quando affermava che "l'ambiente dei cittadini si fa sistema" intendeva dire che nella post-modernità il mondo potente delle organizzazioni poteva essere seriamente condizionato dal potere diffuso e genuinamente organizzato della gente, dai movimenti spontanei, dai gruppi di impegno sociale del territorio. Per questo ha portato nella cultura e nella politica italiana, per non dire nella sua città, qualcosa di autenticante moderno. Negli anni 70, presso il Dipartimento di Sociologia dell'Università da lui fondato, è nata una scuola di sociologia sanitaria che ha riformulato il pensiero assistenziale, in contrasto con la vecchia cultura burocratica e autoreferenziale. E questo contrasto, che è stato a volte aspro anche sul piano politico, ha caratterizzato tutta la sua vita di studioso e di uomo partecipe degli eventi della sua città, al punto da farlo apparire, in diverse occasioni, in posizione nettamente minoritaria o incompresa. Ma si tratta di un'apparenza costruita con i criteri di una cultura politica povera e compromessa. Per comprendere il grande contributo da lui dato alla cultura moderna bisogna partire da qui: dalla sua insistenza, tenacia e perfino caparbietà con cui ha cercato una strada per far aprire il mondo dei poteri forti alla gente, per creare quel messaggio empatico che permettesse ad un cittadino di contare qualcosa di fronte alla burocrazia, allo stato, al mondo della politica. Impedire che il senso della vita e delle cose che ci circondano possa essere vissuto dai poteri organizzati in modo separato e contrapposto al mondo della gente: per Ardigò questa separazione è alla base delle ingiustizie e delle diseguaglianze più profonde. Il suo è stato, così, un messaggio di autentica speranza di fronte a mondi chiusi, a sistemi spesso impenetrabili, resi tali dalla crisi dei partiti e del welfare state, dal deterioramento delle forme di partecipazione popolare. E questa speranza la manifestava con un entusiasmo personale per le idee, i progetti, le discussioni che, anche a età avanzata, faceva trapelare uno spirito straordinariamente giovanile. La singolarità e la modernità del suo pensiero e della sua azione - che manifestava anche nella forma di ruvida insofferenza verso i riti e i fastidiosi opportunismi della pratica politica - lo hanno proiettato fuori dalla tristezza dei coni d'ombra del potere. Da questa privilegiata posizione ha messo in luce tutta la limpidezza e la coerenza del suo insegnamento. Ci mancherà.

Torna all'inizio


Così sparleremo nel futuro: <Smettila di cellurlare, sei proprio un porinfranti> (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 12-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

N. 218 del 2008-09-12 pagina 19 Così sparleremo nel futuro: "Smettila di cellurlare, sei proprio un porinfranti" di Eleonora Barbieri Raccolte in un libro le parole che non esistono ma servirebbero. Per tradurre le nostre manie Ci sono malattie da cui è difficile riprendersi. L'inshonnia, ad esempio. Colpisce uomini e donne che amano troppo lo shopping e internet allo stesso tempo. Risultato: la notte, anziché dormire, trascorrono ore a fare acquisti on line. L'inshonnia è una sindrome da ventunesimo secolo, anzi da 2008 visto che, prima, la parola non esisteva neppure. Poi, non è che esista proprio: l'hanno creata gli autori del Fictionary, dizionario delle parole che non ci sono ma che, comunque, condizionano la nostra vita. Il Fictionary, cioè il finzionario, è un'idea del sito DailyCandy ed è tutto in inglese, come gli esperti che l'hanno scritto. Il "Telegraph" l'altro giorno suggeriva che possa essere una buona guida per ritrovare la parola perduta. Che è anche un'arma a doppio taglio, visto che i vocaboli troppo nuovi rischiano sempre l'estinzione precoce. Non si sa quanto durano, potrebbero fare la fine dei paninari e dei sanbabilini, potrebbero rimanere congelati nei faldoni della burocrazia come gli operatori ecologici, o esporsi alla risate come le fashion victim. Il loro destino è in bilico, un po' come tanti cervelli annebbiati dalla dipendenza dal web, che produce effetti collaterali come la emnesia, cioè l'amnesia da email: l'ho spedita? non l'ho spedita? ma l'avrò almeno scritta? Le tecnologie comunque non influenzano soltanto la psiche: un verbo molto, molto fisico (sonoro, soprattutto) è l'indispensabile cellurlare, esperienza a disposizione di tutti su un tram, per strada, al lavoro, qualche volta anche in luoghi che dovrebbero essere riservati. É la reazione istintiva di chi parla al telefonino come se dovesse colmare la distanza che lo separa dall'interlocutore spaccandogli i timpani. E non solo a lui. La cellurlite (che non c'entra con la cellulite, ma un nesso potrebbe anche esserci, di solito quelle senza buccia d'arancia sono molto perfettine in tutto, figuriamoci se si sgolano al telefonino) non va d'accordo invece con i tipi bifonali: loro sono dei maghi, riescono a conversare in due cornette contemporaneamente e, intanto, a parlare anche al vivavoce, il tutto senza perdere l'aplomb. Il bifonale è anche un esperto della non chiamata: quella che fai sperando di dialogare con una segreteria telefonica. Studi gli orari, ti concentri, ti affidi a qualche gesto scaramantico e, il più delle volte, funziona. Trucchetto meschino? Nulla rispetto alle strategie degli amorafobici, gli allergici all'amore, che fuggono di fronte a ogni sentore d'impegno o di relazione. Per non finire come i protagonisti di un altarco tremendo, cioè un alterco pre altare, di solito scatenato da ragioni serie come il pizzo dei tovaglioli, la dimensione delle bomboniere e il colore dei fiocchetti del menu. In ogni caso relativo al matrimonio imminente. Anzi focalizzato, ex neologismo che, ormai, è solo un inglesismo da stakanovista. Finiranno così, forse, anche le parole del finzionario. Fra le brutture e l'oblio. Di sicuro farà una fine poco allegra, per sé specialmente, chi si lascia contagiare dal panico bio (impulso incontenibile di comprare alimenti biologici da infilare in un sacchetto ricilabile, anzi meglio in tela) e dal calcolo misterioso della sua impronta carboidratica. Che non c'entra con l'anidride carbonica, ma con pasta e dolci. Quella che, una volta, si chiamava la prova bilancia. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Torna all'inizio


PIÙ POTERI AL DIFENSORE CIVICO O RIMANE UNA SCATOLA VUOTA (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 12-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-09-12 num: - pag: 9 categoria: BREVI PIù POTERI AL DIFENSORE CIVICO O RIMANE UNA SCATOLA VUOTA Il caso di Giangiacomo Schiavi Caro Schiavi, in un recente articolo ha scritto che il difensore civico, "se contasse molto di più", potrebbe favorire un'evoluzione positiva rispetto alle attese dei cittadini. Il mio è un piccolo contributo in questo senso. Dal maggio 2006 il Comune di Milano ha offerto uno spazio ai cittadini per dare loro la possibilità di segnalare disagi e difficoltà che, attraverso l'opera del difensore civico, si trasformassero in proposte per migliorare le prestazioni di cui la città ha bisogno. Il circuito "a tre" (cittadino-difensore civico-amministrazione) è virtuoso quando ciascuno dei tre protagonisti fa bene la propria parte: l'ombudsman non è lì per commissariare né la politica né la burocrazia. Quindi non vincola organi elettivi, dirigenti e funzionari, né si sostituisce nel gestire le responsabilità che l'ordinamento affida loro. Ma si potrebbero introdurre alcuni miglioramenti, che sono nel potere decisionale della politica. 1) Senza enfatizzare la dimensione dell'ufficio (non ne serve uno "gigantesco"), sono necessari un rafforzamento e la stabilizzazione della struttura (il 70% del personale è precario); 2) va irrobustita l'indipendenza gestionale dell'ufficio rispetto all'apparato burocratico comunale. E va previsto l'obbligo di motivare il non accoglimento di quanto suggerito dal difensore civico e la possibilità di fissare un termine entro il quale la questione va conclusa; 3) va reso più stringente il rapporto tra difensore civico e organi elettivi (Consiglio e sindaco). E si potrebbero qualificare come urgenti e prioritarie le questioni segnalate dal difensore civico. La segnalazione di una disfunzione o di una irregolarità è una risorsa per l'amministrazione. è espressione di una esigenza che deve trovare una risposta. La fiducia del cittadino non può naufragare e disperdersi nella deriva del silenzio o del ritardo ingiustificabili. Alessandro Barbetta difensore civico Comune di Milano Gentile dottor Barbetta, il mio era un appello a sparigliare le carte dell'organizzazione municipale, perché il difensore civico super partes è visto ancora come un corpo estraneo dalla nostra politica e l'idea che questi possa diventare un interlocutore efficiente e credibile per migliaia di cittadini, invece di rafforzarne il ruolo ne compromette l'attività. Nessun sindaco o assessore è disposto a farsi tirare la giacchetta da qualcuno che ha come compito quello del rompiscatole: in Comune lo tengono lì per dovere, come un fiore all'occhiello: ma si guardano bene dal renderlo più autonomo o incisivo. Se venissero accolti i correttivi da lei suggeriti sarebbe già una svolta. Ma il problema, mi par di capire, è nel manico: chi nomina il difensore civico (la politica) non lo vuole ostile e fa di tutto per renderlo innocuo. Così è legittimo domandarsi quanto serve un istituto che pesta i piedi nel nulla, per esempio, quando richiama il sindaco per gli effetti indimostrabili dell'Ecopass sullo smog, o un assessore per le penali non fatte pagare ai costruttori dei parcheggi in ritardo... (lei l'ha fatto, senza ottenere risposta). Un consiglio comunale innovativo potrebbe trovare qualche correttivo al ruolo del difensore civico, a cominciare dai punti elencati sopra. Altrimenti sarebbe meglio farla finita con l'ipocrisia del civismo al di sopra delle parti e nominare un assessore, visto che percepisce la sua stessa indennità, ha un ufficio con una ventina di persone e un costo di funzionamento (quasi tutte spese per il personale) di oltre un milione di euro all'anno: conterebbe certamente di più. L'alternativa è dire che il re è nudo, e chiudere bottega. Ma noi pensiamo che prima di morire si possa cercare di cambiare: lo meritano gli "onorevoli cittadini", come avrebbe detto Alberto Bertuzzi, il primo ombudsman che avviò in Italia una campagna di educazione civica in nome del popolo indignato. gschiavi@rcs.it.

Torna all'inizio


Ferrovie: coi nostri binari fino all'Ortomercato (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 12-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

MILANO ATTUALITA' pag. 4 Ferrovie: coi nostri binari fino all'Ortomercato ACCOLTA LA RICHIESTA di ALBINA OLIVATI ? MILANO ? LE FERROVIE sono disponibili a ripristinare i collegamenti con l'Ortomercato e quindi realizzare uno svincolo, portando i binari all'interno della struttura di via Lombroso. È in sostanza il contenuto della lettera che il presidente della Sogemi, Roberto Predolin, ha ricevuto solo ieri. "È un passo molto importante, vuol dire che la nostra proposta è stata accettata e adesso si va avanti". I PROSSIMI passi sono: inserire il progetto in quello più ampio della ristrutturazione dell'intera area logistica, presentare il piano al sindaco, Letizia Moratti, incontrare con lo stesso sindaco l'amministratore delegato delle Ferrovie, Mauro Moretti, e chiudere col Governo. "L'obiettivo è inserire l'Ortomercato nel sistema nazionale del settore agroalimentare". L'ARRIVO del treno, direttamente dentro quel perimetro, permetterà il trasporto del fresco in tempi brevi e con risparmio, senza contare il guadagno dal punto di vista dell'impatto ambientale. Il trasporto su ferro integrerà quello su gomma. Ricordiamo che, nei piani del presidente Sogemi, c'è di trasformare l'Ortomercato in un centro in grado di dare servizi e fare così un passo avanti rispetto all'attività odierna, imperniata esclusivamente sull'acquisto e la vendita della merce all'ingrosso. Nel gennaio del 2009, sarà pronta una piattaforma di 7 mila metri quadri, per lo stoccaggio e la distribuzione delle merci. Entreranno in gioco anche delle aree refrigerate. NELL'OTTOCENTO, si diceva: "Dove arriva la ferrovia, arriva la civiltà". Negli Stati Uniti costruirono il loro futuro sulle rotaie e oggi stanno rivalutandole proprio per il trasporto merci. Sempre in tema di detti, sarebbe il caso di stare attenti a "non perdere il treno". "Tra un mese il progetto sarà pronto ? assicura Predolin ? vogliamo bruciare i tempi. È una cosa troppo importante". L'idea è quella di fare arrivare la merce direttamente, scaricarla, stoccarla e distribuirla a tutta velocità. Intanto, tra qualche settimana, sarà emesso il bando per la gestione di un altro spazio di 10 mila metri quadri. Non sarà difficile trovare chi vorrà conquistarselo. All'Ortomercato ci sono problemi con l'organizzazione dei lavoratori: "Non si può sempre chiedere l'intervento della Guardia di finanza. Bisogna studiare un sistema per eliminare lo sfruttamento. Con la razionalizzazione di tutto il complesso, anche questa parte potrà andare a regime". L'ORTOMERCATO dovrà diventare il punto di riferimento di tutto il Nord-Est. "L'Ho già detto e lo ripeto. Prendiamo una nave carica di merce, arriva al porto di Napoli, carichiamo i conteiner sul treno e li facciamo arrivare qui. Certo, bisogna snellire la burocrazia, perché adesso le navi approdano a Rotterdam piuttosto che fermarsi da noi. E i costi di trasporto salgono. Ecco perché ognuno deve fare la sua parte".

Torna all'inizio


La burocrazia blocca un nuovo investimento (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 12-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sud sezione: ECONOMIA E IMPRESE - SICILIA data: 2008-09-10 - pag: 4 autore: L'azienda puntava su Porto Empedocle La burocrazia blocca un nuovo investimento AGRIGENTO Il nuovo stabilimento per la lavorazione della kainite è previsto a Porto Empedocle, in un'area di 220 mila metri quadrati all'interno dell'area industriale di Porto Empedocle (esattamente alle spalle del rigassificatore progettato dalla Enel Power). A regime dovrebbe creare 300 nuovi posti di lavoro senza considerare l'indotto. Se ne parla dal dicembre del 2003 quando l'Italkali ha chiesto all'Asi di Agrigento l'assegnazione dell'area che ha risposto di non avere l'area disponibile. Nel marzo 2004 l'azienda ha presentato una proposta di contratto di programma e a novembre ha chiesto nuovamente l'area, questa volta alla Capitaneria di Porto che ha risposto:l'istanza potrà essere valutata solo dopo la riconsegna delle aree da parte dell'Asi. Si trattava infatti di uno specchio di mare che l'Asi doveva ricolmare e attrezzare: i lavori, iniziati oltre dieci anni fa, non sono ancora conclusi. Di conseguenza l'area rimane in una sorta di limbo burocratico: prestata all'Asi, è però di competenza della Capitaneria. Così, nel marzo 2005 l'Italkali prova a tagliare la testa al toro e fa richiesta a tutti e due gli enti, ricevendone però altrettanti rifiuti. Tanto che il Cipe, a settembre, respinge la domanda di accesso ai contratti di programma perché l'Italkali non ha trasmesso la dichiarazione di disponibilità del suolo. Un paradosso in una terra in cerca di investimenti e di rilancio economico. Per Stefano Catuara, presidente dell'Asi di Agrigento, il vero problema è che "negli anni, la vicenda non è stata mai affrontata". L'area richiesta dell'Italkali, non terrebbe conto del piano Asi né delle istanze presentate da altri gruppi industriali, anche agrigentini: "L'unico modo per risolvere il problema – spiega – è un protocollo di intesa tra l'Asi, la Capitaneria e le imprese interessate per rendere compatibili gli insediamenti". Al. Mon.

Torna all'inizio


Know-how dall'Italia alla Bosnia ed Erzegovina (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 12-09-2008)
Pubblicato anche in: (Sole 24 Ore, Il (Nord Est))

Argomenti: Burocrazia

Nord-Est sezione: SYSTEM (EVENTI PROGETTO BRCKO) data: 2008-09-10 - pag: 19 autore: Moliseinnovazione a Brcko per dare impulso alla produttività Know-how dall'Italia alla Bosnia ed Erzegovina Perché in tanti dall'Italia hanno posato gli occhi su Brcko? Nicola Morrone di Moliseinnovazione SCpA – Parco Scientifico e Tecnologico del Mo-lise, che pure sta investendo in loco, riassume i fattori che hanno fatto propendere l'ente che rappresenta per il proprio intervento. Fattori probabilmente comuni anche agli altri attori dell'operazione. Eccoli. Innanzi tutto - afferma Morrone - era facile prevedere che la Bosnia Erzegovina sarebbe stata annessa alla Comunità Europea: sebbene il paese fosse tra i più poveri tra quelli nati dalla divisione della ex Jugoslavia, a breve sarebbero stati disponibili ingenti finanziamenti per sostenerne l'integrazione alla Ce e noi potevamo essere tra i primi a partecipare a questi processi, mettendo a disposizione il nostro know-how. Dal punto di vista della situazione sociale – aggiunge – Brcko District rappresenta un primo tentativo di integrazione delle tre etnie (bosniaco/mussulmana – serbo/ortodossa – croato/cattolica), che al momento appare stabile e riuscito: sia il governo locale che il personale impiegato nelle varie istituzioni distrettuali presentano una composizione multietnica. Altro fatto importante: pur appartenendo a pieno titolo allo Stato della BiH, Brcko District è regolato da uno Statuto autonomo. Questo significa velocità nelle decisioni e riduzione drastica della burocrazia centrale, burocrazia che nel futuro si insedierà sempre con maggior forza nella capitale Sarajevo. Infine – spiega sempre il funzionario di Moliseinnovazione – a contare è anche la collocazione geografica: confina con due Stati, la Serbia e la Croazia; dista meno di 20 chilometri dall'autostrada A3 che collega Trieste a Belgrado; è circondato dal fiume Sava. Nei prossimi anni il fiume sarà di nuovo solcato da innumerevoli barconi che trasporteranno merci tra le città della Slovenia, Zagabria, Brcko e Belgrado e, affluendo sul Danubio, potranno risalire fino a Budapest e perfino a Vienna. Questi i principali motivi che hanno spinto Moliseinnovazione in Bosnia. Ecco, invece, che cosa farà lì. Formazione ai dipendenti delle imprese italiane delocalizzate in Bosnia; consulenza alle imprese locali (sia quelle di origine italiane che quelle disseminate sul territorio) al fine di suggerire le normative e gli standard europei da applicare nell'organizzazione aziendale e nella produzione dei beni; supporto alle imprese per attuare innovazioni di processo/prodotto o per effettuare trasferimenti tecnologici. Non solo. All'inizio di quest'anno – spiega sempre Nicola Morrone – Unioncamere Molise e Moliseinnovazione, utilizzando specifici finanziamenti di origine regionale, hanno costituito presso il Distretto di Brcko l'impresa Mid doo (Molise Innovation & Development). L'impresa, senza scopo di lucro, con personalità giuridica interamente bosniaca, ha come attività principali: ricerca e trasferimento tecnologico, project management specialmente nell'ambito dei programmi comunitari, formazione, preparazione di fiere e altre manifestazioni, sollecitazione di partenariati tra imprese e associazioni imprenditoriali, consulenza d'affari. L'obiettivo della società è chiaro: divenire il tramite tra il know-how detenuto dalle imprese italiane e le esigenze delle imprese bosniache; in direzione opposta, tra la disponibilità delle imprese bosniache ad eseguire manufatti con un rapporto qualità/prezzo particolarmente favorevole e la necessità di alcune imprese italiane di delocalizzare parte delle produzioni. E per il prossimo futuro sono in cantiere altri due significativi progetti. Il primo – dice Morrone – riguarda il potenziamento dell'Agenzia per la sicurezza alimentare in BiH. è necessario che la Bosnia Erzegovina si adegui a precise procedure operative per garantire la salubrità dei cibi. Proprio in considerazione del fatto che la BiH è importatore di derrate alimentari, è necessario applicare idonei sistemi di monitoraggio atti a garantire la sicurezza alimentare. Sono gli stessi esponenti del distretto a richiedere questo tipo di interventi e mettono a disposizione del progetto un intero edificio in corso di ristrutturazione. Il secondo progetto riguarda lo sviluppo di un ente di accreditamento e standardizzazione. In Italia questi due enti sono conosciuti sotto il nome di Sincert e Sinal. Nella Bosnia ed Erzegovina non esiste un organismo di accreditamento riconosciuto a livello europeo, firmatario di accordi multilaterali di mutuo riconoscimento in ambito di Ea 'European Cooperation for Accreditation'. Gli enti di certificazione operanti attualmente sul territorio della Bosnia ed Erzegovina (Dnv, Cisq ecc.) sono tutti di provenienza estera. Non esistono enti di certificazione locali. E ciò è in netta contrapposizione con il fatto che le imprese che vogliono affacciarsi sul mercato europeo hanno assoluta necessità di certificare le loro produzioni (marcatura Ce). Nicola Morrone, Moliseinnovazione SCpA – Parco Scientifico e Tecnologico del Molise.

Torna all'inizio


"Qualcuno ci aiuti a salvare la nostra bimba ammalata" (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 12-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il caso L'appello dei genitori per Valentina "Qualcuno ci aiuti a salvare la nostra bimba ammalata" M. M. ORSARA BORMIDA Seduta sul seggiolone, coi riccioli biondi raccolti in treccine, Valentina, 6 anni e un'infanzia sacrificata in un corpo contratto dalla nascita per una tetraparesi spastica, ripete: "Mamma, mamma" e prova a tendere le braccine. L'abbozzo di un movimento e una parola sono i segni di un piccolo miglioramento "che ora però rischia di essere vanificato", dicono i genitori Mimmo e Giuseppina, col cuore gonfio di rabbia e frustrazione. Quella di Valentina Mamone è la storia di una bimba malata, totalmente invalida, che ha intrapreso un percorso di cure, fisioterapia e assistenza, improvvisamente arenatosi a causa della burocrazia troppo lenta, di intoppi e problemi economici, a cominciare da una pensione di invalidità che da 4 mesi non arriva. Una catena perversa di eventi sfavorevoli che sta piegando la famiglia Mamone, trasferitasi a Orsara Bormida nel 2000 e seguita dall'avvocato Massimo Pergola: "Qualcuno ci aiuti: nostra figlia ha bisogno di terapie continue e i soldi non bastano più. I suoi diritti vanno tutelati". Per un errore di certificazione da parte della commissione dell'Asl 22 la piccola è stata giudicata meno inabile rispetto alla sua reale condizione. Lo sbaglio, corretto a giugno, ha comportato un rallentamento nell'iter per ottenere la pensione di circa 400 euro che spetta a Valentina per la sua condizione: "All'Inps di Alessandria hanno detto di avere pazienza, che hanno ancora 1,70 metri di pratiche da sbrigare - dice papà Mimmo, guardia giurata -. Intanto noi siamo costretti a sopravvivere solo col mio stipendio di 1000 euro". Mamma Giuseppina non può lavorare, per seguire la bimba. E poi ci sono altri due figli. Quest'estate i Mamone hanno dovuto pagare a proprie spese l'abbonamento in piscina per permettere a Valentina di continuare i movimenti in acqua. Conferma la psicomotricista Elisabetta R., che l'ha seguita per conto della cooperativa Crescere: "A giugno l'attività è stata sospesa, dovrebbe riprendere a ottobre. C'era pure un progetto dei servizi sociali dell'Asl per bimbi con problemi psicomotori, ma ad Acqui non è partito. Purtroppo qui c'è poca sensibilità verso questo tipo di problematiche: non si possono interrompere percorsi come quello intrapreso da Valentina, che necessitano invece di costanza per vedere piccoli miglioramenti". Dove non arrivano le strutture e i servizi, arriva però la solidarietà degli amici. L'ispettore di polizia Mario Maritato, presidente di un'associazione per bambini disabili, dice: "Organizzeremo una festa per raccogliere fondi a favore della bimba". Il sindaco Roberto Vacca ha portato il caso in Consiglio comunale, l'altra sera: "Abbiamo deciso di aiutare i Mamone contribuendo alla loro spesa quotidiana". Lo stesso sindaco ha poi sollecitato l'Inps che ha già promesso di accelerare la pratica e pagare alla famiglia pure gli arretrati di luglio e agosto.

Torna all'inizio


L'AREA LETTA: TROPPI CASI SOSPETTI, IL SEGRETARIO CHIARISCA. NICOLAIS: NON HO BISOGNO DI LEZIONI DI TRASPARENZA (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (City)" del 12-09-2008)
Pubblicato anche in: (Mattino, Il (Circondario Sud2))

Argomenti: Burocrazia

L'area Letta: troppi casi sospetti, il segretario chiarisca. Nicolais: non ho bisogno di lezioni di trasparenza PAOLO MAINIERO Entra nel vivo il tesseramento. E nel Pd esplode subito lo scontro. "Più idee e meno tessere", invoca la componente di Andrea Cozzolino. L'area Letta denuncia casi di inquinamento. A Visciano le iscrizioni sono state 613. Troppe, sostengono i lettiani, se si pensa che il Pd ottenne alle politiche 720 voti e che alle primarie votarono 426 cittadini. "Siamo di fronte a percentuali bulgare. Questo dimostra l'inquinamento del tesseramento - attacca l'area Letta -. Si sono iscritti anche personaggi vicini al centrodestra e sono circolati contributi in denaro per invogliare le persone a tesserarsi". Insomma, si è replicato a Visciano quanto successe lo scorso giugno a Torre Annunziata dove il partito fu costretto a sospendere il tesseramento. "Saremo inflessibili e abbiamo avviato tutte le procedure di garanzia per evitare che si possa parlare di iscrizioni drogate. I nomi degli iscritti saranno tutti on line", assicura il segretario provinciale Luigi Nicolais. Che respinge accuse e illazioni. "Non ho bisogno - avverte - di lezioni di trasparenza". E il coordinatore della segreteria Domenico Tuccillo aggiunge: "Saremo vigili ma respingiamo gli attacchi strumentali". Il Pd è pronto ad adottare la linea dura commissariando i comuni in cui si dovessero registrare irregolarità. La campagna di tesseramento in provincia di Napoli terminerà il 19 ottobre. Il 31 ottobre si concluderà l'insediamento dei ciroli con l'elezione dei coordinatori cittadini. Subito dopo sarà convocata l'assemblea per eleggere la direzione provinciale e il presidente. "Nessuno mette in dubbio l'elezione di Cozzolino", assicura Nicolais. Ma proprio l'area dell'assessore regionale incalza il segretario sollecitandogli un'iniziativa politica rispetto al tesseramento e al dibattito in corso su Napoli. "È necessario un luogo di confronto che ci consenta in modo unitario di scrivere l'agenda politica. Non interessa a nessuno discutere di assetti interni ma si avverte la necessità di indicare ai cittadini qual è la linea sulla quale ci si muoverà per costruire il partito", è scritto in un appello a Nicolais firmato da quattrocento esponenti del Pd tra amministratori e rappresentanti del mondo del lavoro e dell'associazionismo. Il confronto ci sarà: Nicolais ha convocato per lunedì 22 l'assemblea. Ma su un punto il segretario è fermo. "Stiamo lavorando per costruire un partito con l'obiettivo di avere un luogo di incontro di tante persone. Sempre però - spiega Nicolais - rispettando la divisione tra il partito e le istituzioni che spesso si confondono fino a sovrapporsi". Concetto che ribadisce il vicesegretario Pasquale Sommese. "Fuori i governi dal partito, fuori il partito dai governi", dice. E si insiste tanto sul concetto di autonomia che sembra quasi che il Pd provinciale intenda smarcarsi dalle istituzioni attualmente guidate da Bassolino e Iervolino. Del resto, il giudizio di Nicolais sulla supergiunta ha il distacco di chi a giugno è stato eletto segretario sulla linea della discontinuità. "Io - puntualizza - penso al partito. Comunque, se serve a coordinare il lavoro delle giunte va bene. Però è evidente che i problemi politici sono altri e rimangono tutti sul tappeto. Ma come partito esprimeremo la nostra posizione dopo esserci strutturati. Adesso sarebbe l'opinione del singolo, mentre ciò che conta è la linea che il Pd assumerà". E Roberto De Masi osserva: "Nicolais ha dato un segnale di disponibilità convocando l'assemblea. Ora la minoranza faccia la sua parte". Ma la minoranza interna si aspettava molto di più. "Fuori i governi dal partito, fuori il partito dai governi... Non capisco questo scioglilingua. Non vorrei - attacca Peppe Russo - che questo fosse il massimo dell'elaborazione teorica del nuovo corso. Se così fosse, meglio prolungare le ferie. La città presenta più di una difficoltà e il radicamento non può che costruirsi sulle risposte che intendiamo dare. Altrimenti, il processo diventerà un confuso assembramento di burocrazie senz'anima. Un partito si manifesta se ha una linea e non se ha una organizzazione".

Torna all'inizio


API, MOLINARI: BUONE PROSPETTIVE PER LE INFRASTRUTTURE (sezione: Burocrazia)

( da "Basilicanet.it" del 12-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

16.32.20 [Basilicata] Il presidente della Sezione Edili dellâ??API, Michele Molinari, in un comunicato stampa commenta favorevolmente il fermento in atto sulla questione infrastrutturale del territorio provinciale. â??La Pista Mattei, la strada Matera â?" Altamura, la Matera â?" Gioia del Colle, la Bradanica, costituiscono interventi di cui si parla molto in questi giorni. Per quanto riguarda lâ??aviosuperficie di Pisticci, lâ??impresa appaltatrice è¨ in grado di completare i lavori anche prima di un anno, a meno di impedimenti imprevisti. Circa il collegamento Matera â?" Altamura â?" Bari, lâ??interrogazione del consigliere regionale Di Lorenzo e la risposta dellâ??assessore Loguercio hanno fornito rassicurazioni sul finanziamento del raddoppio delle strade statali 96 e 99 e in parte sui tempi di realizzazione. Solo il primo lotto, quello della variante di Altamura, presenta le maggiori incognite a causa della rescissione del contratto con chi si era aggiudicato lâ??appaltoâ?. Ma è¨ la tempistica a preoccupare Molinari. â??Infatti, se la copertura finanziaria e la serietà  delle imprese appaltatrici sono incoraggianti, non altrettanto lo è¨ la burocrazia che in questi casi riesce a dare il peggio di sé© e soprattutto la normativa vigente sui lavori pubblici, che non garantisce le imprese dalle continue oscillazioni dei prezzi delle materie prime, che negli ultimi mesi hanno subì¬to unâ??impennata verso lâ??alto. Infatti, la fortissima crescita delle materie prime sta creando gravi problemi agli appaltatori per i lavori in corso e il terzo decreto correttivo del Codice appalti, non ancora in vigore, prevede solo palliativi, non avendo introdotto alcun meccanismo di adeguamento automaticoâ?. Per il presidente degli Edili dellâ??API â??è¨ positivo anche il clima di collaborazione con la Regione Puglia, sebbene questâ??ultima finora non abbia messo il collegamento con la Basilicata tra le priorità  infrastrutturali, privilegiando altre parti del proprio territorio ed altre forme di collegamento. Inoltre, adesso il contratto di programma tra lâ??Anas e il Ministero delle Infrastrutture comincia a dare i suoi frutti, almeno per la copertura finanziariaâ?. (bas - 04).

Torna all'inizio


Lo dico a La Sicilia (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 12-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Lo dico a La Sicilia Le quote rosa all'Ap, un contributo Teachers shape the future, ovvero gli insegnanti formano i giovani. E' uno slogan americano che prendiamo a prestito per sottolineare la valenza educativa della scuola nella formazione morale e civile dei giovani. La scuola, seconda agenzia educativa dopo la famiglia, oggi è chiamata non tanto a fornire conoscenze, che pur fornisce, perché esse sono garantite da altri canali di comunicazione sociale molto più veloci, quanto a formare persone libere e civilmente consapevoli, condizione necessaria per un'attiva partecipazione alla vita della società e dello Stato. Ciò per la formazione di una società più osservante delle regole, del rispetto delle istituzioni, del rispetto dell'altro, in ottemperanza alla riforma in atto. E' fuor di dubbio che ogni sistema politico tende ad un miglioramento della società chiedendo alla scuola contenuti e comportamenti a cui i giovani guardano sempre con molto interesse e senso critico. Ed allora, la scuola può rimanere "inerte" quando vengono violate norme costituzionali, leggi e regole che stabiliscono pari opportunità, pari trattamento tra uomini e donne? Ed ancora, la scuola può rimanere "inerte" quando si prova a cancellare con il classico colpo di spugna le vittorie conquistate con lotte tenaci e sofferte da diverse generazioni di donne ma anche da uomini di profonda intelligenza e sensibilità sociale? Ci si chiede: "Se la scuola ha il compito di promuovere comportamenti capaci di incidere positivamente sulla società, qual'è il compito della politica che detta le regole della società? Quali modelli propone per le nuove generazioni? Se la politica continua ad essere inadempiente alle regole da essa stessa scritte, non solo rende vano il lavoro della scuola, ma si avrà una società e, quindi, uno Stato strutturalmente carente, inadeguato e fragile. Un gruppo di docenti In via Malta sabato prelievi vietati Nel momento in cui l'assessore regionale alla sanità blocca i budget per le prestazioni sanitarie per i laboratori convenzionati, un fatto gravissimo accade al poliambulatorio di via Malta a Caltanissetta, dove,sino a qualche settimana fa, era possibile effettuare i prelievi presso il laboratorio di analisi anche il sabato mattina. Questo permetteva ad una vasta utenza che durante la settimana, per motivi di lavoro, non poteva recarsi al laboratorio di analisi, di usufruire di un servizio importante. Ciò non è più possibile! Il direttore del Distretto sanitario di Caltanissetta ha stabilito che il sabato non si facciano più prelievi. Alla faccia della buona sanità! Quindi se l'assessore regionale alla sanità non avesse bloccato il budget per i laboratori convenzionati, questi avrebbero raccolto l'utenza a cui è negata la struttura pubblica traendone vantaggio a scapito dell'asl 2, ma la beffa per i cittadini resta in quando in questo modo sono costretti a rivolgersi ai privati, pagandone le prestazioni. Vogliamo sperare che al più presto il Direttore Generale dell'asl 2 e l'assessore regionale alla sanità vogliano far ripristinare un servizio utile a tanti e non si capisce bene perché inviso a qualcuno. Liborio Bilardo Responsabile del dipartimento Diritti dei cittadini Aumentare i concorsi progettuali Assistiamo in questi giorni alla presentazione dei progetti selezionati riguardanti "la Grande Piazza" di Caltanissetta. Il concorso di progettazione, forma democratica di partecipazione e condivisione, ha prodotto e fornito alla città, e di conseguenza all'Amministrazione, la possibilità di poter scegliere tra una rosa di progetti. Altra cosa importantissima risulta essere la qualità dei progetti, pensati, studiati, rappresentati ed elaborati secondo standard che nulla hanno a che fare con i progetti anonimi che da troppo tempo siamo costretti a subire. C'è inoltre da sottolineare il fatto che tale concorso si è potuto realizzare grazie al Darc, dipartimento di architettura contemporanea, che ha assegnato alla nostra Amministrazione un contributo di 50.000 ? per potere sostenere i costi di un concorso di progettazione al fine di garantire la qualità architettonica in fase di progettazione per il bene di tutti. Ora mi chiedo, come mai i nostri amministratori, visto il successo che tale iniziativa sta riscuotendo non possano pensare di eliminare una volta per tutte il classico incarico fiduciario, con questa formula democratica del concorso che quantomeno garantisce più qualità al progetto? Se nel bilancio annuale di un'amministrazione pubblica, o anche di aziende private, si prevedessero poche migliaia di euro per promuovere concorsi progettuali, anche di minore entità di quello della Grande Piazza, ci sentiremmo forse tutti più partecipi e consapevoli delle trasformazioni architettonico-urbanistiche che la nostra amata-odiata città si appresterà ad affrontare. Arch. Luca Iannì Ad Acquaviva burocrazia da record La discussa prosperità di Acquaviva Platani dipende anche dall'avere un dipendente comunale (senza contare i politici) ogni 20 abitanti circa, contro i 100 di Caltanissetta o i 150 di Carrara. In pratica hanno fatto a spese altrui, una zona franca, un mercato del lavoro fuori dalla normale concorrenza, dalla normale efficienza. Dobbiamo invece creare qualche vero vantaggio per chi investe in Sicilia, eliminare gli sprechi, le addizionali ecc. Enna lo ha fatto, Agrigento lo sta per fare. Oppure tra otto mesi alle prossime elezioni comunali, dobbiamo cambiare i politici che non vogliono fare le riforme necessarie. E sono tanti. Giuliano Gattei.

Torna all'inizio


L'italiano del futuro: "Smettila di cellurlare, sei un porinfranti" (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 12-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

N. 218 del 2008-09-12 pagina 0 L'italiano del futuro: "Smettila di cellurlare, sei un porinfranti" di Eleonora Barbieri Raccolte in un libro le parole che non esistono ma servirebbero. Per tradurre le nostre manie. Si parte dal terrore di innamorarsi (l'amorafobia) e si arriva al "pornfolio" l'immaginetta da portafoglio di Eva Henger Ci sono malattie da cui è difficile riprendersi. L'inshonnia, ad esempio. Colpisce uomini e donne che amano troppo lo shopping e internet allo stesso tempo. Risultato: la notte, anziché dormire, trascorrono ore a fare acquisti on line. L'inshonnia è una sindrome da ventunesimo secolo, anzi da 2008 visto che, prima, la parola non esisteva neppure. Poi, non è che esista proprio: l'hanno creata gli autori del Fictionary, dizionario delle parole che non ci sono ma che, comunque, condizionano la nostra vita. Il Fictionary, cioè il finzionario, è un'idea del sito DailyCandy ed è tutto in inglese, come gli esperti che l'hanno scritto. Il "Telegraph" l'altro giorno suggeriva che possa essere una buona guida per ritrovare la parola perduta. Che è anche un'arma a doppio taglio, visto che i vocaboli troppo nuovi rischiano sempre l'estinzione precoce. Non si sa quanto durano, potrebbero fare la fine dei paninari e dei sanbabilini, potrebbero rimanere congelati nei faldoni della burocrazia come gli operatori ecologici, o esporsi alla risate come le fashion victim. Il loro destino è in bilico, un po' come tanti cervelli annebbiati dalla dipendenza dal web, che produce effetti collaterali come la emnesia, cioè l'amnesia da email: l'ho spedita? non l'ho spedita? ma l'avrò almeno scritta? Le tecnologie comunque non influenzano soltanto la psiche: un verbo molto, molto fisico (sonoro, soprattutto) è l'indispensabile cellurlare, esperienza a disposizione di tutti su un tram, per strada, al lavoro, qualche volta anche in luoghi che dovrebbero essere riservati. é la reazione istintiva di chi parla al telefonino come se dovesse colmare la distanza che lo separa dall'interlocutore spaccandogli i timpani. E non solo a lui. La cellurlite (che non c'entra con la cellulite, ma un nesso potrebbe anche esserci, di solito quelle senza buccia d'arancia sono molto perfettine in tutto, figuriamoci se si sgolano al telefonino) non va d'accordo invece con i tipi bifonali: loro sono dei maghi, riescono a conversare in due cornette contemporaneamente e, intanto, a parlare anche al vivavoce, il tutto senza perdere l'aplomb. Il bifonale è anche un esperto della non chiamata: quella che fai sperando di dialogare con una segreteria telefonica. Studi gli orari, ti concentri, ti affidi a qualche gesto scaramantico e, il più delle volte, funziona. Trucchetto meschino? Nulla rispetto alle strategie degli amorafobici, gli allergici all'amore, che fuggono di fronte a ogni sentore d'impegno o di relazione. Per non finire come i protagonisti di un altarco tremendo, cioè un alterco pre altare, di solito scatenato da ragioni serie come il pizzo dei tovaglioli, la dimensione delle bomboniere e il colore dei fiocchetti del menu. In ogni caso relativo al matrimonio imminente. Anzi focalizzato, ex neologismo che, ormai, è solo un inglesismo da stakanovista. Finiranno così, forse, anche le parole del finzionario. Fra le brutture e l'oblio. Di sicuro farà una fine poco allegra, per sé specialmente, chi si lascia contagiare dal panico bio (impulso incontenibile di comprare alimenti biologici da infilare in un sacchetto ricilabile, anzi meglio in tela) e dal calcolo misterioso della sua impronta carboidratica. Che non c'entra con l'anidride carbonica, ma con pasta e dolci. Quella che, una volta, si chiamava la prova bilancia. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Torna all'inizio


(ACR) PAGLIUCA (FI-PDL): POSITIVA LA VENUTA DI MARCHIONNE (sezione: Burocrazia)

( da "Basilicanet.it" del 12-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

PAGLIUCA (FI-PDL): POSITIVA LA VENUTA DI MARCHIONNE 12/09/2008 18.21.56 [Basilicata] (ACR) - â??Positiva la venuta dellâ??amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, per le cose sottolineate nellâ??intervento a braccio che ha voluto offrire alla Basilicataâ?. Questo il giudizio del presidente del gruppo regionale di Forza Italia verso il Pdl, Nicola Pagliuca. â??Le espressioni di encomio â?" ha proseguito Pagliuca - per i tanti lavoratori che fanno dello stabilimento Sata di Melfi il secondo polo, dopo la Polonia, più¹ produttivo del gruppo Fiat, riempie di orgoglio chiunque, come il sottoscritto, conosce da sempre il valore e la generosità  del popolo lucano. Positivo è¨ anche il commento sulla nuova intrapresa, non tanto per i numeri iniziali messi in campo ( circa 18 milioni di Euro di cui oltre 14 di provenienza regionale), ma per il significato che il â??campus per la ricerca applicataâ?? potrà  avere per lâ??intero sistema impresa della Regione Basilicata e per la centralità  che Marchionne ha affidato a tale iniziativa nel contesto del gruppo Fiatâ?. â??Il segnale che occorre cogliere â?" ha affermato Pagliuca - va nella direzione di quanto da noi, da sempre, sostenuto. La Regione Basilicata deve investire nel suo sistema produttivo, puntando verso una qualificazione dello stesso. Meno burocrazia innanzitutto! Il pubblico deve uscire da esperienze di gestione diretta di processi produttivi o collegati ai sistemi produttivi. Anche lâ??esperienza Agrobios, salvata in attesa di piano industriale, spero riesca ad individuare forme di partnariato in grado di assicurare una vita lunga ed utile per lo sviluppo regionale. I ritardi che si registrano sul piano energetico, sulla riforma dei Consorzi industriali non aiuta lâ??economia regionaleâ?. (dt ).

Torna all'inizio