HOME

PRIVILEGIA NE IRROGANTO  di  Mauro Novelli         

www.mauronovelli.it

[Vai al sito del CENACOLO DEI COGITANTI]

 

 

DOSSIER “BUROCRAZIA”

 

 

 

TORNA ALL’INDICE MENSILE DEL DOSSIER    

ARCHIVIO GEN.  DEL DOSSIER 

TUTTI I DOSSIER

 


 

Report "Burocrazia"   3-4-2009


Indice degli articoli

Sezione principale: Burocrazia

Sintonia tra Tosi e Zanonato Dl incentivi, Comuni traditi ( da "Tribuna di Treviso, La" del 03-04-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia

Abstract: al di là della burocrazia e dei vincoli posti in atto dal governo e convalidati dal Parlamento, avrebbe dovuto tener conto dei danni reali che ciò comporta sia per i Comuni ma in primis per i singoli cittadini e contribuenti. Tutto ciò - ha rilevato Tosi - è in controtendenza con il provvedimento sul "piano Casa" pianificato dello stesso governo,

Caffaro: Rispetteremo i tempi L'assessore Vilardi ha incontrato il ministro per l'Ambiente e il liquidatore dell'azienda di proprietà della Snia Dopo Pasqua, l'incontro con l'asse ( da "Giornale di Brescia" del 03-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ora bisogna solo che la burocrazia segua il suo corso per procedere ulteriormente. Quel che è certo è che un grande passo avanti è stato compiuto, almeno per quel che concerne le scadenze». Verso il vaglio ufficiale L'ipotesi formulata da Bettetto - non rivelata perchè non ancora registrata come atto ufficiale - va insomma messa per iscritto entro Pasqua,

Medico, non esecutore testamentario ( da "Giornale di Brescia" del 03-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: rivedere protagonisti rispetto ad una burocrazia insensibile alle vere necessità dei singoli». In merito alla denuncia dei clandestini, «l'Ordine dei medici di Brescia ribadisce con forza le proprie posizioni sostenendo la denuncia dei clandestini un passo falso del legislatore che ha dimostrato scarsa competenza tecnica e nessuna comprensione dell'essenza della professione medica,

L'Uncom dichiara guerra alla burocrazia ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 03-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Uncom dichiara guerra alla burocrazia PORTO. L'Uncom dichiara guerra alla burocrazia inutile e costosa per le imprese. La parola d'ordine dell'associazione è semplificare gli oneri burocratici a carico delle Piccole e medie imprese che in soldoni significa ogni anno oltre 14 miliardi di euro sprecati dagli imprenditori, vale a dire un punto di Pil.

Marchi: prevalgono le persone Nessuno parla dei progammi ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 03-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il candidato sindaco è il dottor Pasotto ex funzionario comunale, conoscitore della burocrazia comunale in grado sicuramente di promettere assessorati pesanti ai suoi sostenitori. A destra - prosegue Marchi - la ricandidatura della professoressa Salvadori dotata del classico slancio di chi si avvia a chiedere il secondo mandato.

La "fata burocrazia" è tutta nostra ( da "Libertà" del 03-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: fata burocrazia" è tutta nostra di PATRIZIA PALLASTRELLI di CELLERI La burocrazia è una fata. Come tutte le fate è sempre stata tra gli uomini. Certo ci sono fate molto ma molto più potenti: la collera, l'ira, la vendetta, la passione. La fata burocrazia è più sfumata, non fa grandi cose, ma a lei dobbiamo certe piccole annotazioni:

Avviate le operazioni di demolizione: verranno realizzati un centinaio di appartamenti ( da "Cittadino, Il" del 03-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia ha infatti concluso il suo iter, per lasciare libero campo ai lavori. Dopo il trasferimento dell'attività, il caratteristico complesso della ex Baruffaldi scomparirà dallo scenario sandonatese. Si aggiungerà così un nuovo tassello al piano che troverà compimento solo quando si sbloccherà anche la più complessa vicenda del Pratone.

Il nuovo Patto non piace a nessuno ( da "Italia Oggi" del 03-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Flavio Tosi, che non la manda a dire a Tremonti: «forse il ministro, al di là della burocrazia e dei vincoli posti dal governo, avrebbe dovuto tenere conto dei danni reali ai cittadini». «Tutto ciò», prosegue Tosi, «è in controtendenza con il piano casa poiché i comuni potrebbero essere i primi ad investire».

Andrea Vitali arriva in Polesine ( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 03-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: trame e nelle inerzie della politica e della burocrazia e capace di metter d'accordo il podestà Parpaiola, il segretario comunale Fainetti, il segretario della locale sezione del partito Bongioanni, il parroco e tutti i notabili della zona. Un insieme di imprevedibili circostanze può forse portare verso Bellano il ragionier Onorato Geminazzi, che vive sull'altra sponda del lago,

di MANRICO PARMA QUALI SARANNO le ripercussioni del piano casa sulla realt ... ( da "Nazione, La (La Spezia)" del 03-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Le procedure del nuovo piano e la burocrazia ci porteranno avanti nel tempo. Le possibilità di mercato slittano di un anno, quando la crisi avrà colpito e sarà forse alle spalle». Il piano casa quali effetti avrà sul panorama edilizio spezzino? Ferramosca taglia corto: «Nella nostra provincia sono presenti per il 60 per cento edifici a villetta,

Può essere utile se ci sono altri interventi ( da "Provincia Pavese, La" del 03-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Avete posto anche il problema della burocrazia lenta. «Spesso c'è un lasso di tempo ampio tra l'approvazione delle casse integrazioni e l'erogazione dei fondi». Chi può aiutare i lavoratori? «Alcune banche hanno già costruito delle soluzioni utili per anticipare, ad esempio, la cassa integrazione.

Il commercio va tutelato ( da "Nuova Ferrara, La" del 03-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dei lavori pubblici e snellire la burocrazia. Capitolo imposte, «la Cosap va azzerata o almeno ridotta, mentre quella famigerata sulla pubblicità ci interessa più un regolamento chiaro piuttosto di sconti del valore di un caffè», fa sapere Benasciutti. Che vede rosso a sentir parlare di grande distribuzione: «Vanno chiuse le porte, tre centri commerciali sono più che sufficienti,

Meno burocrazia e tempi più contenuti ( da "Arena, L'" del 03-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il parere degli ingegneri e degli architetti «Meno burocrazia e tempi più contenuti» Il presidente dei geometri: «Ma sulla bioedilizia e sul risparmio energetico si poteva investire di più» «Un passo positivo ma che il Governo pensi anche all'edilizia pubblica, non solo alle sofferenze di quella privata».

sintonia tra tosi e zanonato dl incentivi, comuni traditi ( da "Mattino di Padova, Il" del 03-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: al di là della burocrazia e dei vincoli posti in atto dal governo e convalidati dal Parlamento, avrebbe dovuto tener conto dei danni reali che ciò comporta sia per i Comuni ma in primis per i singoli cittadini e contribuenti. Tutto ciò - ha rilevato Tosi - è in controtendenza con il provvedimento sul "piano Casa" pianificato dello stesso governo,

sintonia tra tosi e zanonato dl incentivi, comuni traditi ( da "Nuova Venezia, La" del 03-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: al di là della burocrazia e dei vincoli posti in atto dal governo e convalidati dal Parlamento, avrebbe dovuto tener conto dei danni reali che ciò comporta sia per i Comuni ma in primis per i singoli cittadini e contribuenti. Tutto ciò - ha rilevato Tosi - è in controtendenza con il provvedimento sul "piano Casa" pianificato dello stesso governo,

con un clic la storia di un cantiere - silvia sanna ( da "Nuova Sardegna, La" del 03-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: line che darà il turbo ai tempi lenti della burocrazia. Il debutto ufficiale arriva dopo un anno e mezzo di sperimentazione. Durante la quale il settore Sportello unico e Attività produttive del Comune ha aggiornato le sue procedure. Ora la trasparenza è totale: le informazioni sono condivisibili da tutti, è sufficiente avere una connessione Internet e collegarsi al sito www.

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 03-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che è un monumento inutile alla burocrazia, li firmiamo sempre senza leggere o controllare». Con Internet possiamo vedere, grazie a foto scattate ad esempio da Google, i volti delle persone. «Ecco un comportamento illegittimo. Questo servizio che fotografa le città non può riprendere né il viso delle persone né le targhe automobilistiche.

Scuola-Spal, occasione persa' ( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 03-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: BUROCRAZIA Caro Carlino, mi permetto di chiedere ospitalità ma reputo necessario esprimere un giudizio in relazione a quanto accaduto in questi ultimi tempi. Sono responsabile dell'attività motoria e referente per l'organizzazione di ogni iniziativa ad essa collegata all'Istituto comprensivo «Cosmè Tura-Carmine della Sala»

COSAP AZZERATA o almeno ridotta (

Lettere al direttore ( da "Corriere del Veneto" del 03-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia. Lettera firmata Parma, 24 marzo Bar condannato per «fumo esterno» Signor direttore, un bar è stato tenuto a risarcire i vicini per i danni arrecati da chi fuma al suo esterno. Lo ha stabilito la Cassazione confermando 10 mila euro di risarcimento a una famiglia fiorentina che viveva sopra un bar frequentato da persone che fumavano molte sigarette fuori dalla porta del

Slitta il piano per il nucleare ( da "Sole 24 Ore, Il" del 03-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: bisognerà vedersela con la consueta burocrazia: salta infatti l'autorizzazione unica e ritornano i vincoli della Via (valutazione di impatto ambientale) e Vas (valutazione ambientale strategica). Nel frattempo gli operatori elettrici che davvero pensano di partecipare alla sfida avranno qualche brivido in più sul fronte dei costi, comunque immani,

La domenica vale 4 miliardi ( da "Sole 24 Ore, Il" del 03-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: per vigiliare sul peso delle norme e della burocrazia sull'attività aziendale». vincenzo.chierchia@ilsole24ore.com © RIPRODUZIONE RISERVATA www.ilsole24ore.com La ricerca Bocconi sullo shopping domenicale LO SCENARIO A febbraio e marzo nuovi incrementi del giro d'affari della grande distribuzione (+5%), positive le attese per la Pasqua

Il conto è presto fatto: nove dirigenti del Comune costeranno alle casse di Palazzo dei... ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 03-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: cioè al pagamento, con un ritardo che racconta della burocrazia che si morde la coda. Giusto un anno dopo la prima rivoluzione dei dirigenti che è stato il primo passo pesante della riorganizzazione che tiene sulle spine più di mille dipendenti e accende le tensioni tra sindacato e giunta. Contiamo.

meno affari anche per i professionisti ( da "Messaggero Veneto, Il" del 03-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ai professionisti che lavorano con le imprese è necessario snellire la burocrazia e far ripartire gli appalti pubblici. E poi bisogna finire con le gare al massimo ribasso altrimenti pur di prendere il lavoro si offrono percentuali di sconto talmente alte da penalizzare inevitabilmente la qualità». Oltre al fatturato in calo gli studi devono fare i conti con ritardi nei pagamenti,

ROMA - Da che scuola è scuola, la gita è gita. Straordinaria, inimitabi... ( da "Messaggero, Il" del 03-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: come la burocrazia pomposamente lo chiama, e che invece spesso e volentieri diventa un piccolo luna park border line, fatto di bottiglie di whisky scolate senza ritegno e di discoteche, di porte d'albergo sfondate e di risse puntualmente sfiorate, di amori finalmente realizzati ma anche di canne, le solite canne.

Buffi, ingenui ma sempre i migliori ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 03-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: pesante è la burocrazia - commenta -. Sono residente ad Agrigento e sono obbligato a registrarlo all'anagrafe canina del Comune di residenza. Per poterlo portare in vacanza con me in barca, in aereo, all'estero, devo fargli tutti i documenti, come se fosse una persona: a giorni, infatti, devo affittare un'auto per portarlo in Sicilia e fargli tutti i documenti di riconoscimento.

al museo madre si torna a ballare - cristina zagaria ( da "Repubblica, La" del 03-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: carte e burocrazia. Ora dobbiamo recuperare Non ci fermeremo, andremo avanti con i controlli per la sicurezza e la mescita di alcolici CRISTINA ZAGARIA Si torna a ballare al Madre. La sala polifunzionale è stata dissequestrata. Dopo le prove generali di domenica scorsa, il Madrenalina «torna libero», come dice il direttore del museo Donnaregina,

Piano particolareggiato ( da "Giornale.it, Il" del 03-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: edificazione privata a opere di urbanizzazione (strade, parcheggi, reti elettriche ed idriche, verde pubblico, ecc.) e un piano di recupero che prevede una burocrazia urbanistica più snella e procedure accelerate in particolari ambiti urbani individuati dai comuni. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

Il vademecum anti burocrazia ( da "Giornale.it, Il" del 03-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: 03 pagina 11 Il vademecum anti burocrazia di Redazione Per bioedilizia si intendono quelle tecniche di costruzione che consentono un risparmio energetico: le più ricorrenti prevedono vernici che migliorano l'isolamento termico, colle senza dispersione di solventi chimici, l'utilizzo di fonti energetiche alternative (solare, fotovoltaico,

La Settimana Santa (e anche turistica) ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 03-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia. Lunedì potremo mostrare le spese per ogni singola voce». Le polemiche hanno fatto infuriare il sindaco. «Mi verrebbe quasi voglia di querelare qualcuno». Di questi soldi, forse, se ne parlerà a lungo. Ma intanto Floris annuncia che, tempo permettendo, grazie a una delibera di Giunta, durante la Settimana Santa si arriverà alla pedonalizzazione di una parte del centro

- (segue dalla copertina) roberto saviano ( da "Repubblica, La" del 03-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, tanta prostituzione, racket, droga. Paesi marci. Mio nonno diceva spesso: credo che non esista né inferno né paradiso, semplicemente se ti comporti male rinasci in Russia». Nessun urka siberiano vorrebbe essere chiamato mafioso. La mafia russa è una categoria generica, enorme, quasi inesistente.

La lentezza burocratica ferma investimenti per 500 milioni ( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 03-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: quella della lentezza della burocrazia, che da un lato blocca investimenti e dall'altro non garantisce sbocchi a chi cerca casa, ma non può permettersi cifre da capogiro. Uno studio presentato nella scorsa legislatura al Consiglio comunale calcola un fabbisogno abitativo di 18 mila alloggi, sul quale si applica una soglia minima di realizzazioni del 40%

lombardo cambia ancora casacca addio a silvio, al voto con storace - attilio bolzoni ( da "Repubblica, La" del 03-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: In un anno gli ha portato via feudi e poltrone, il controllo della burocrazia regionale e la Sanità, gli ha strappato uomini e voti, gli ha sottratto potere e "tagliato" la faccia come nessuno avrebbe mai nemmeno immaginato. In un anno Raffaele Lombardo ha dimenticato vent´anni felicemente vissuti con Totò Cuffaro.

Commissione consiliare Autonomia: Floris, le istanze locali saranno adeguatamente rappresentate ( da "SardegnaIndustriale.it" del 03-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sentirsi coinvolti nelle riforme che non sono lontane da loro perché legate solo allo snellimento della burocrazia o all?efficientismo della macchina amministrativa, ma riguardano direttamente il rapporto tra i cittadini e la politica». La Prima Commissione avrà un notevole carico di lavoro. Tra le priorità, la modifica della Carta costituzionale dei sardi, ormai datata e nata quando l?

Il ragazzo guerriero della mafia siberiana ( da "Repubblica.it" del 03-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, tanta prostituzione, racket, droga. Paesi marci. Mio nonno diceva spesso: credo che non esista né inferno né paradiso, semplicemente se ti comporti male rinasci in Russia". Nessun urka siberiano vorrebbe essere chiamato mafioso. La mafia russa è una categoria generica, enorme, quasi inesistente.

Il museo della Scienza mette la crisi sotto teca: 27 nuove assunzioni ( da "Giornale.it, Il" del 03-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Slegarci dalla burocrazia è stato determinante. Perché ci permette di lavorare per obiettivi. Non a caso la maggior parte dei nostri introiti deriva da attività e progetti: nuovi laboratori, nuove sezioni, iniziative realizzate per conto di aziende o amministrazioni».

Il Papa ai giovani: il cristianesimo non sia ridotto a slogan. ( da "Giornale.it, Il" del 03-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: E se è vero che la critica montante presso certe burocrazie occidentali non ha precedenti recenti, bisognerà pure ricordare che critiche ferocissime vennero mosse a Giovanni Paolo II nei primi anni del suo pontificato. Così come va richiamata alla memoria la sofferenza e l'isolamento di Paolo VI, nel momento in cui prese decisioni coraggiose come l'Humanae vitae,

Accordo Ibm - Comune di Parma ( da "Sestopotere.com" del 03-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Che significa superare la burocrazia e avvicinare l?amministrazione al cittadino, che non deve più spostarsi, o deve farlo il meno possibile, per ottenere quanto gli serve dal Comune. Un primo obiettivo dichiarato è il video sportello, cioè postazioni in giro per la città dove collegarsi con un operatore e sbrigare le proprie pratiche.

UN'OCCASIONE PER PRESENTARE IN ANTEPRIMA A SALERNO LA PROPOSTA DI LEGGE PER IL COORDINAMENTO E LA PR... ( da "Mattino, Il (Salerno)" del 03-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Insomma meno burocrazia e più competenze tecniche e soprattutto concreta capacità operativa. Con questo stile, la proposta di legge punta a sostenere un settore strategico per l'Italia come il turismo. Uno stile che punta a coinvolgere direttamente anche gli operatori privati.

Bike sharing al via ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 03-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: servizio di bici a nolo sembrava dovesse essere già iniziato ma i tempi della burocrazia ci hanno messo lo zampino anche stavolta. È stato appena pubblicato, infatti, l'avviso dell'aggiudicazione definitiva dell'appalto per la fornitura del sistema di bike sharing e per l'assistenza tecnica per il periodo di avvio. Ad aggiudicarsi la gara è stata la società Comunicare srl di Rivalta.

La Tia, la tariffa rifiuti che ha sostituito la vecchia Tarsu dal 1999, è una tassa e, come tal... ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 03-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: cittadini non dovrà essere affossata dalla burocrazia - sottolinea Franco Conte, presidente veneto del Codacons, l'associazione dei consumatori che l'altra sera, a "Striscia la notizia", ha lanciato la sua campagna per il recupero dell'Iva sulla tariffa rifiuti -. Per questo, lunedì prossimo presenterò un odg in consiglio comunale per far sì che quello di Venezia sia un Comune "

La Bellelli Engineering costruisce due scambiatori in Turkmenistan ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 03-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazie doganali, il tempo totale di opera è stato ridotto a poco più di tre mesi. La costruzione, infatti, iniziata nello scorso novembre, è stata completata a metà marzo 2009». Per Valeria Rizzi, amministratore di Bellelli Eng, oltre all'indiscutibile attività del giovanissimo team aziendale, il risultato raggiunto è stato possibile anche grazie alla dedizione e alla passione

L'INTERVENTO Meno burocrazia e più risorse per aiutare le imprese a uscire dalla crisi di Girolamo Astolfi* ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 03-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: L'INTERVENTO Meno burocrazia e più risorse per aiutare le imprese a uscire dalla crisi di Girolamo Astolfi* Venerdì 3 Aprile 2009, L'artigianato reagisce alla crisi, ma da Governo, Parlamento, Regioni e Comuni ci aspettiamo meno tasse, meno burocrazia e più risorse.

Bellaria: Cna, eletto il nuovo direttivo ( da "RomagnaOggi.it" del 03-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, e la necessità della messa in cantiere nell'immediato delle opere pubbliche e delle piccole manutenzioni necessarie alle infrastrutture della città. CNA ha chiesto inoltre di incrementare i fondi per le cooperative di garanzia per dare un maggiore respiro alle imprese, partecipare al fondo provinciale antirecessione e utilizzare tutte le leve locali per dare maggiori

Da Vinitaly allarme burocrazia ( da "Borsa(La Repubblica.it)" del 03-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Da Vinitaly allarme burocrazia (Teleborsa) - Roma, 3 apr - Una azienda vitivinicola passa più tempo dietro alle scartoffie burocratiche che alla coltivazione della vigna o la produzione del vino. E'l'allarme lanciato dalla Coldiretti al Vinitaly sulla base di uno studio dal quale emerge che ogni viticoltore italiano dedica fino a 100 giornate lavorative all'

Da Vinitaly allarme burocrazia ( da "KataWebFinanza" del 03-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Da Vinitaly allarme burocrazia (Teleborsa) - Roma, 3 apr - Una azienda vitivinicola passa pi tempo dietro alle scartoffie burocratiche che alla coltivazione della vigna o la produzione del vino. E'l'allarme lanciato dalla Coldiretti al Vinitaly sulla base di uno studio dal quale emerge che ogni viticoltore italiano dedica fino a 100 giornate lavorative all'

15:51 VINO: ALLARME COLDIRETTI, PIU' TEMPO PER CARTA CHE PER VIGNETO ( da "Agi" del 03-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: anno per districarsi nel marasma della burocrazia che richiede almeno 30 adempimenti prima di poter stappare una bottiglia di vino. "Questo - sottolinea la Coldiretti - per il sommarsi di adempimenti, alcuni contraddittori ed altri superflui, che costringono a compilare documenti, registri, comunicazioni ed altre mille carte.

Allarme Coldiretti al Vinitaly: le aziende perdono più tempo dietro le carte che per la produzione del vino ( da "Sestopotere.com" del 03-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: anno per districarsi nel marasma della burocrazia che richiede almeno 30 adempimenti prima di poter stappare una bottiglia di vino. Questo - sottolinea la Coldiretti - per il sommarsi di adempimenti, alcuni contraddittori ed altri superflui, che costringono a compilare documenti, registri, comunicazioni ed altre mille carte.


Articoli

Sintonia tra Tosi e Zanonato Dl incentivi, Comuni traditi (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 03-04-2009)
Pubblicato anche in: (Corriere delle Alpi)

Argomenti: Burocrazia

Sintonia tra Tosi e Zanonato «Dl incentivi, Comuni traditi» VERONA. Leghista uno, democratico l'altro. Ma tutti i giorni Flavio & Flavio si trovano a fare i conti con casse comunali che piangono. Sicché i primi cittadini di Verona e di Padova si trovano in sintonia nel giudizio sul decreto legge incentivi, che ha visti ieri il governo incassare la quattordicesima fiducia. «Mi pare - ha affermato Tosi - che non sia stato accolto lo spirito degli ordini del giorno presentati, degli emendamenti e delle richieste che la stessa Anci presenta da mesi. Forse il ministro Tremonti, al di là della burocrazia e dei vincoli posti in atto dal governo e convalidati dal Parlamento, avrebbe dovuto tener conto dei danni reali che ciò comporta sia per i Comuni ma in primis per i singoli cittadini e contribuenti. Tutto ciò - ha rilevato Tosi - è in controtendenza con il provvedimento sul "piano Casa" pianificato dello stesso governo, poiché, per rilanciare l'economia del nostro Paese in forte crisi, i Comuni potrebbero essere i primi ad investire e in modo rapido. La ritengo una decisione inspiegabile e contraddittoria». «Non condivido affatto le decisioni che ha assunto la maggioranza - ha argomentato Zanonato, membro dell'Ufficio di presidenza dell'Anci - Non è stata tenuta in nessuna considerazione la proposta, avanzata più volte dall'Anci, di allentare il patto di stabilità per consentire ai Comuni di investire risorse in opere pubbliche per far ripartire l'economia. I 150 milioni di euro che la norma prevede come limite di spesa complessiva per gli interventi nel sociale e nell'ambito della tutela dell'ordine pubblico sono una cifra ridicola - ha concluso Zanonato - Se invece fosse stata approvata la nostra proposta, gli enti locali sarebbero stati messi nelle condizioni di investire miliardi di euro in opere cantierabili».

Torna all'inizio


Caffaro: Rispetteremo i tempi L'assessore Vilardi ha incontrato il ministro per l'Ambiente e il liquidatore dell'azienda di proprietà della Snia Dopo Pasqua, l'incontro con l'asse (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Brescia" del 03-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

Edizione: 03/04/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:la città Caffaro: «Rispetteremo i tempi» L'assessore Vilardi ha incontrato il ministro per l'Ambiente e il liquidatore dell'azienda di proprietà della Snia Dopo Pasqua, l'incontro con l'assessore regionale Ponzoni. Il 15 aprile a Udine l'udienza sul caso Pcb Di certo c'è che l'iter ha ormai tempi ben scanditi. Di vago invece resta il provvedimento definitivo che andrebbe a chiudere la vicenda. Dopo l'incontro di ieri mattina - che ha visto volare a Roma l'assessore all'Ambiente di Palazzo Loggia, Paola Vilardi -, il caso Caffaro e Pcb si conferma sempre più legato a doppio filo alle decisioni del Ministero per l'ambiente. E se grandi passi avanti sono stati compiuti sulla tabella di marcia, per poter passare dalla teoria alla pratica occorre una proposta ben definita. Stavolta però, in via ufficiale. Il nodo Caffaro C'erano tutti: il ministro, i tecnici competenti per Ambiente e Sviluppo, il presidente della Regione Friuli. E c'erano anche loro, le due figure chiave a cui è affidato a livello locale il compito di sciogliere il nodo della matassa: Paola Vilardi, volata a Roma «perchè è tempo di fornire finalmente delle risposte ai cittadini attraverso i fatti» e il liquidatore della Caffaro Chimica - società di proprietà del gruppo Snia con uno stabilimento a Torviscosa (Udine) e uno in città, in via Milano - Paolo Bettetto. Poi è arrivata anche una proposta, ma formulata solo a voce: il liquidatore e l'amministratore delegato di Snia hanno cioè avanzato delle ipotesi sui prossimi passi che l'azienda potrebbe compiere. «È stato un lungo confronto - chiarisce l'assessore - nel quale è emersa la totale disponibilità di tutti a valutare una per una ogni strada percorribile per arrivare ad una fase risolutiva; ora bisogna solo che la burocrazia segua il suo corso per procedere ulteriormente. Quel che è certo è che un grande passo avanti è stato compiuto, almeno per quel che concerne le scadenze». Verso il vaglio ufficiale L'ipotesi formulata da Bettetto - non rivelata perchè non ancora registrata come atto ufficiale - va insomma messa per iscritto entro Pasqua, così da poter essere vagliata da tutti gli attori protagonisti: Comune, Regione e Ministero, cui resta in mano la decisione finale. È perciò previsto subito dopo la pausa festiva l'incontro tra Paola Vilardi e l'assessore regionale all'Ambiente, Massimo Ponzoni, con il quale «verranno definiti gli estremi della proposta». Ma non è ancora tutto. Come già accennato, la palla passa poi al Ministero: a Roma il vaglio definitivo, accompagnato da quello dell'Avvocatura di Stato. Un percorso questo che dovrà compiersi in tempi rapidi, specie se si considera che l'udienza sul Caso Caffaro di scena a Udine è già fissata per il 15 aprile, data in cui il quadro della situazione «dovrà essere tracciato». L'azienda chimica in liquidazione infatti è chiamata alla bonifica della zona industriale inquinata in Friuli e questo condiziona pesantemente anche il sito bresciano (dove comunque sono necessari interventi ambientali) con i suoi 90 dipendenti. In questa fase si segnala un grande attivismo della Regione Friuli, tanto che lo stesso presidente, Renzo Tondo, era presente ieri a Roma per fare il punto sulla situazione con i referenti dei Ministeri delle attività produttive e dell'ambiente. L'obiettivo prioritario è di scongiurare lo spettro del fallimento. Il «fondo bonifiche» Scoppiata «la bomba» nell'estate 2001, l'indignazione dei residenti del cosiddetto «quadrilatero del Pcb» fa spazio alle denunce. E le richieste di danni cominciano a diventare numerose. Nel 2003 nasce il «Sito di interesse nazionale di Brescia Caffaro» e, parallelamente, prende forma un piano di recupero dei terreni contaminati per il quale Roma stanzia 6,7 milioni di euro. L'individuazione dei soggetti beneficiari, le modalità e i termini per l'erogazione dei fondi sono regolamentati dagli Accordi di programma sottoscritti tra Stato, Regioni, Enti competenti. A settembre il Comune ha licenziato al Pirellone quello definitivo, inviato poi al Ministero. Intanto, il Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe) ha trasferito gli oltre tre miliardi di euro previsti per le bonifiche delle aree degradate al «Fondo strategico per il Paese», vale a dire al piano di grandi opere varato dal Governo. E tutti rimangono in attesa di nuove direttive. Nuri Fatolahzadeh

Torna all'inizio


Medico, non esecutore testamentario (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Brescia" del 03-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

Edizione: 03/04/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:la città «Medico, non esecutore testamentario» Dopodomani l'assemblea annuale dell'Ordine. Il presidente Mancini: contrari al testamento biologico No alla denuncia degli immigrati clandestini, provvedimento ritenuto «un passo falso del legislatore» dell'Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri " title="Un momento dell'assemblea dello scorso anno dell'Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri " onClick="showImage('http://www.giornaledibrescia.it/gdbonline/contenuti/20090403/foto/full_brescia_249.jpg',600,395)"> Un momento dell'assemblea dello scorso anno dell'Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri «Il medico non può, e non deve, diventare un mero esecutore testamentario che applica quanto scritto sul testamento biologico. E non deve, nemmeno, diventare una «spia» che denuncia le persone che a lui si rivolgono per essere curate se non hanno il permesso di soggiorno»: i temi «caldi» del dibattito politico degli ultimi mesi saranno al centro dell'intervento del presidente dell'ordine dei medici chirurghi e odontoiatri, Raffaello Mancini, all'assemblea annuale che si svolgerà dopodomani, domenica, a partire dalle 9.15 nella sala conferenze di Ubi Banca in piazza mons. Almici 11 (a Brescia Due). Un intervento, tuttavia, durante il quale il presidente «pungolerà» anche i suoi colleghi «a una maggiore partecipazione alla vita dell'Ordine: dobbiamo riconquistare una posizione che deve avere maggior peso anche nella gestione della sanità». Maggiore spazio per il medico Il presidente Mancini ha rilasciato alcune anticipazioni in una conferenza stampa affiancato dalla vicepresidente Luisa Antonini, dal presidente della Commissione odontoiatri Luigi Veronesi e dal tesoriere Roberto Stellini. «Dobbiamo conquistare maggiore spazio per il medico nella sanità e dobbiamo meritarlo, è la grande scommessa che, se sarà vinta, segnerà una nostra vittoria da consegnare all'uomo sofferente, che di noi si è fidato e che a noi ha affidato quel bene che è la sua vita», ha ribadito Mancini. Ed ha esortato i medici bresciani, concorde con la dott. Antonini, «in un momento di grave difficoltà come quella attuale, a considerare l'Ordine come punto di riferimento da non sottovalutare. Il nostro aiuto ai medici dovrà sapersi concretizzare nella lotta per riconquistare posizioni di responsabilità nella gestione della sanità che ci deve rivedere protagonisti rispetto ad una burocrazia insensibile alle vere necessità dei singoli». In merito alla denuncia dei clandestini, «l'Ordine dei medici di Brescia ribadisce con forza le proprie posizioni sostenendo la denuncia dei clandestini un passo falso del legislatore che ha dimostrato scarsa competenza tecnica e nessuna comprensione dell'essenza della professione medica, che si ribella in modo unanime e deciso a questa offesa al proprio patrimonio etico e morale». In riferimento al testamento biologico l'Ordine «rifiuta i rigidi schematismi legislativi e la riduzione del medico a puro esecutore testamentario, che ne svilisce esperienza ed umanità e chiede di rifarsi invece all'alleanza medico-paziente». «Scopo primario dell'attività medica è la difesa della vita e tenuto conto dell'unanime rifiuto dell'accanimento terapeutico, la presenza in momenti di massima crisi del paziente di richieste non eludibili suscita molte perplessità:chi può sapere con anticipo di anni quanto varrà una vita per un figlio, un coniuge o per lo stesso paziente?». Odontoiatri mordi e fuggi Preoccupazioni anche da parte del presidente della Commissione Albo Odontoiatri, Luigi Veronesi: «L'odontoiatria mordi e fuggi degli ambulatori che si stanno moltiplicando anche in città è l'aspetto più deleterio di quanto possa avvenire quando le regole si perdono. La realtà attuale tende sempre più a privilegiare il valore del costo a scapito della qualità in tutti i settori minando la credibilità di chi, con grandi sforzi personali, persegue ancora la filosofia dell'obbiettivo primario che è il risultato migliore e duraturo. Obbiettivo impossibile da raggiungere nel settore sanitario se non a costi elevati, dovuti non solo all'uso di prodotti di livello, ma anche di dedizione, organizzazione di mezzi e tempestività d'intervento, il tutto eseguito nel rispetto dei tempi biologici di guarigione dei tessuti». All'Ordine di Brescia sono iscritti 6.600 professionisti tra medici e odontoiatri. E se il numero dei medici è relativamente contenuto, quello degli odontoiatri è più del doppio delle indicazioni dell'Organizzazione mondiale della sanità: a Brescia c'è un dentista ogni 800, e non ogni duemila come indicato. Dopodomani saranno 151 i medici nuovi iscritti che presteranno giuramento di Ippocrate, base della loro etica professionale. Durante l'incontro verrà anche consegnato il Premio «Emanuela Proto» istituito dal Rotary Club Brescia Sud Est Montichiari alla memoria della giovane dottoressa recentemente scomparsa ed assegnato a Maddalena Rizzi, e dei premi ordinistici: il Premio al Merito per meriti professionali sarà attribuito al prof. Stefano Maria Giulini e quello per meriti sociali ed umanitari al prof. Lorenzo Magno. Anna Della Moretta

Torna all'inizio


L'Uncom dichiara guerra alla burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 03-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

Porto. Inutile e costosa per le imprese L'Uncom dichiara guerra alla burocrazia PORTO. L'Uncom dichiara guerra alla burocrazia inutile e costosa per le imprese. La parola d'ordine dell'associazione è semplificare gli oneri burocratici a carico delle Piccole e medie imprese che in soldoni significa ogni anno oltre 14 miliardi di euro sprecati dagli imprenditori, vale a dire un punto di Pil. Il direttore Uncom Nicola Dal Dosso, sottolinea che le piccole imprese sono tartassate da troppe leggi, troppi moduli da compilare, troppo tempo sottratto alla produzione per non incorrere in pesanti sanzioni penali. «Troppo lungo il calendario delle scadenze in materia fiscale, del lavoro ed amministrativo per gli imprenditori che non permettono di incrementare la produttività e di recuperare il gap oltre il 50 per cento che oggi - aggiunge Dal Dosso - scontano rispetto alla media di Francia e Germania». L'Uncom propone il coinvolgimento dell'associazione sulla gestione degli sportelli unici dei Comuni per gestire gli adempimenti burocratici connessi all'attività d'impresa.

Torna all'inizio


Marchi: prevalgono le persone Nessuno parla dei progammi (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 03-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

L'EX ASSESSORE Marchi: prevalgono le persone Nessuno parla dei progammi OSTIGLIA. Le tre liste puntano sugli uomini, ma dimenticano i programmi. E' quanto sostiene Giorgio Marchi ex assessore comunale al bilancio ed ex segretario provinciale di Rifondazione Comunista, oggi acuto osservatore politico. «Dopo alcuni mesi di melina politica tanto inutile quanto ridicola - attacca Marchi - ad Ostiglia sono oggi sono sufficientemente chiari gli schieramenti che si daranno battaglia nella prossima elezione del sindaco. A sinistra l'avvocato Umberto Mazza, una buona candidatura certamente. L'uomo per professione è esperto di meccanismi giuridico amministrativi ed è soprattutto un fuori casta sostenuto da una coalizione che al di là delle chiacchiere è l'Unione di Prodi, alleanza unica in grado di far vincere il candidato di sinistra. Di recente formazione, sulla destra c'è uno schieramento diciamo moderato rappresentato dall'Udc, dalla Lega, dal Cio e da Paola Moreschi che porta in dotazione, dati 2003 un pacchetto di cinquecento voti. Il candidato sindaco è il dottor Pasotto ex funzionario comunale, conoscitore della burocrazia comunale in grado sicuramente di promettere assessorati pesanti ai suoi sostenitori. A destra - prosegue Marchi - la ricandidatura della professoressa Salvadori dotata del classico slancio di chi si avvia a chiedere il secondo mandato. Capace di iniziare una campagna elettorale con gigantografie alla Berlusconi». E il programma, come distingue le tre liste? «Sul piano programmatico il piatto piange. A sinistra si sente parlare di una rete commerciale fornita di outlet. A destra si parla addirittura della costruzione di un nuovo stadio. Paccottiglia del 900 in un momento in cui Ostiglia non avrebbe bisogno di stimoli alla spesa, ma d'entrate in denaro. E l'opportunità è data dall'insediamento dell'Eusider, occasione rispetto alla quale ci sono due scuole di pensiero. Quella della Salvadori che si è espressa secondo il sistema 'mi dai un po' di soldi che sistemo la piscina e poi ti do concessioni, licenze, la Dia ecc.'. La seconda scuola, che avrebbe dovuto essere quella dell'opposizione: 'Ti do quando tu mi avrai dato progetto industriale, impatto ambientale, numero preciso d'assunti, regole di compravendita di un'area di un milione di metri quadri'. Se questo non si realizza si rischia di trasformare tutta l'operazione in una gigantesca speculazione di terreni. E lo scalone che porta sull'argine? «Mi dicono che è ancora transennato. Forse la sindaca ritiene che sia necessario un corso d'alpinismo. In ogni caso molte amministrazione hanno tentato di abbellire l'area, ma essa è destinata a restare nell'immaginario ostigliese con un termine popolare e triviale» (fr.r.)

Torna all'inizio


La "fata burocrazia" è tutta nostra (sezione: Burocrazia)

( da "Libertà" del 03-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

La "fata burocrazia" è tutta nostra di PATRIZIA PALLASTRELLI di CELLERI La burocrazia è una fata. Come tutte le fate è sempre stata tra gli uomini. Certo ci sono fate molto ma molto più potenti: la collera, l'ira, la vendetta, la passione. La fata burocrazia è più sfumata, non fa grandi cose, ma a lei dobbiamo certe piccole annotazioni: quanti schiavi, quante piramidi, quanto sole, quante inondazioni del Nilo. Via via, attraverso i secoli, la storia degli uomini. Degli uomini? No, la storia dei potenti, dei controllori degli uomini, l'ha scritta lei, la fata burocrazia. Un po' scialba, dal lontano passato è così giunta fino a noi. Ha già dato il meglio di sé quando potenti scellerati le hanno fatto tenere il conto di corpi bruciati, denti d'oro, talenti sgozzati, tanti deportati, congelati, rieducati, taciuti, desaparecidos..., e poi i costi, sempre i costi, questi benedetti costi per tanta gente inutile, mangiapane a tradimento, anche da seppellire. Insomma, questa fata burocrazia, ora che noi italiani non buttiamo via niente, ce la siamo tenuta tutta noi. I nostri governanti, nel corso degli ultimi decenni, l'hanno presa e come l'ombra di Peter Pan l'hanno stirata lungo tutta la nostra Italia. La fata burocrazia allunga il suo azzurro velo dalle Alpi fino alla magna Sicilia, isola da me tanto amata; per non farsi troppo notare ha dato luogo ad una continua mutazione, e come il meraviglioso albero di Mondrian, si è come congelata allargando i suoi rami d'argenteo cristallo a coprire il Bel Paese. Ancora una volta è in servizio. Che diamine! I potenti di turno hanno bisogno di lei e ancora una volta contro la gente. Uomo qualunque, cosa vuoi? Vuoi un lavoro? Riempi un modulo. Vuoi fare l'imprenditore? Riempi un modulo. Vuoi fare del teatro? Riempi un modulo. Vuoi costruire? Riempi cento moduli. Vuoi respirare? Quello è gratis, ma se ti becchi il cancro sono ca..i tuoi, perché l'amministratore, che è il padrone della festa, non fa i termovalorizzatori, non pulisce le acque…eccetera eccetera. La fata non dice più nulla, le ha già viste tutte. Quello che non aveva ancora visto è che qui ora le fanno fare proprio la puttana! Deve essere corrotta proprio da tutti e tutti gli amministratori azzurri, rossi, verdi arcobaleno, bianchi ecc… allungano le mani. Allungano…allungano! La fata burocrazia, coi suoi rami di cristallo, quando si romperà? 03/04/2009

Torna all'inizio


Avviate le operazioni di demolizione: verranno realizzati un centinaio di appartamenti (sezione: Burocrazia)

( da "Cittadino, Il" del 03-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

Le ruspe spazzano l'ex Baruffaldi Al posto della fabbrica un complesso residenziale n Un'altra vecchia fabbrica ormai in disuso del centro città si prepara a lasciare posto ad un blocco di nuove palazzine residenziali. Dopo la ex Polimeri, è arrivato il turno della ex Baruffaldi, dove stanno iniziando a prendere quota i primi interventi di demolizione. Come annunciato dal sindaco Mario Dompè nel corso dell'ultimo consiglio comunale, nei prossimi giorni dovrebbe essere firmata la convenzione con l'operatore immobiliare per la realizzazione di un complesso che ospiterà un centinaio di appartamenti, di cui otto verranno affittati a canone concordato per 15 anni per poi tornare al lottizzante. Sono previsti cinque corpi di fabbrica collegati tra loro da un portico. In base allo schema urbanistico che si appresta ad assumere risvolti concreti, due palazzine di quattro piani, dovrebbero essere disposte parallelamente all'asse di via Cesare Battisti, e altre tre di otto piani saranno perpendicolari alla strada. L'intervento dovrebbe trovare assetto definitivo una volta completato il disegno delle aree centrali con la realizzazione del cosiddetto "boulevard", ovvero l'anello alberato che circonderà il Concentrico, previsto nel piano di sviluppo dell'area Pratone. Il volto della città, inizierà quindi lentamente a cambiare già nei prossimi mesi, in cui scomparirà dal panorama locale il vecchio stabilimento, dove i cittadini nell'estate scorsa segnalarono uno strano viavai notturno. Furono i successivi sopralluoghi dei vigili a confermare la presenza di due giacigli, che vennero rimossi, a cui seguirono alcuni interventi da parte della proprietà per mettere in sicurezza l'edificio, in attesa che prendessero piede le già previste opere di smantellamento.L'anno scorso invece in residenti di via Jannozzi - allarmati dal monitoraggio in corso da parte di tecnici che avevano prelevato in più occasioni dei campioni di terreno - chiesero spiegazioni riguardo la grande attenzione posta all'area in attesa di bonifica. Tutti passaggi ormai conclusi, in quanto sta per aprirsi la nuova pagina, dove è annoverato anche l'insediamento di alcune attività commerciali. La burocrazia ha infatti concluso il suo iter, per lasciare libero campo ai lavori. Dopo il trasferimento dell'attività, il caratteristico complesso della ex Baruffaldi scomparirà dallo scenario sandonatese. Si aggiungerà così un nuovo tassello al piano che troverà compimento solo quando si sbloccherà anche la più complessa vicenda del Pratone. Giu. Cer.

Torna all'inizio


Il nuovo Patto non piace a nessuno (sezione: Burocrazia)

( da "Italia Oggi" del 03-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

ItaliaOggi sezione: Enti Locali data: 03/04/2009 - pag: 13 autore: di Francesco Cerisano Dopo la fiducia al dl incentivi, il restyling dei vincoli contabili è criticato dai sindaci di destra e sinistra Il nuovo Patto non piace a nessuno L'Anci: interventi minimi e contraddittori. Così si spacca il paese «Una misura che rischia di creare una spaccatura tra stato e comuni». «Uno spot che non risolve i problemi degli enti locali». E ancora: «una decisione inspiegabile e contraddittoria». E i 150 milioni stanziati per gli interventi di carattere sociale? «Ridicoli». I commenti dei sindaci dell'Anci, di destra e sinistra (Attilio Fontana, Renato Locchi, Flavio Tosi e Flavio Zanonato) fotografano nel migliore dei modi la delusione per le nuove norme sul patto di stabilità inserite dal governo nel decreto incentivi. Un restyling minimo, che sa di riforma mancata, tanto più amaro perché giunto dopo la sospensione delle relazioni istituzionali col governo (decisa dall'Associazione guidata da Leonardo Domenici e rientrata proprio grazie alla promessa di Berlusconi di interventi più radicali) e due mozioni bipartisan a favore dei comuni (si veda ItaliaOggi del 18/3, 26/3 e 27/3/2009). La fiducia votata dalla camera (298 sì, 235 no e 2 astenuti) al maxi-emendamento del governo al dl n.5/2009 affossa definitivamente le speranze degli enti in una modifica del patto di stabilità interno in grado di sbloccare le risorse congelate e rilanciare gli investimenti. I tempi per la conversione in legge del decreto sono infatti strettissimi (la scadenza è il 12 aprile, giorno di Pasqua) e il testo dopo il voto di lunedì sarà subito trasmesso al senato dove si prevede l'ennesimo ricorso alla fiducia. La nuova disciplina del patto resta perciò quella partorita dagli emendamenti dei relatori in commissione (si veda ItaliaOggi del 27/3/2008). Il nuovo testo consente ai comuni virtuosi (in regola con il patto di stabilità nel 2007, con un rapporto dipendenti-abitanti inferiore alla media nazionale e che nel 2008 abbiano registrato impegni per spesa corrente non superiori alla media del triennio 2005-2007) di escludere dal Patto:- i pagamenti per spese in conto capitale (relativi a impegni già assunti) finanziate con i risparmi derivanti dalla riduzione dei tassi di interesse sui mutui;- i pagamenti in conto residui, relativi a spese per investimenti, effettuati nei limiti delle disponibilità di cassa a fronte di impegni regolarmente assunti ai sensi dell'art. 183 del Tuel.Entro il limite di spesa complessivo di 150 milioni, i comuni virtuosi potranno escludere anche le spese per gli investimenti in sicurezza pubblica, gli interventi «temporanei e straordinari di carattere sociale» diretti ad alleviare gli effetti della crisi, nonché i pagamenti di debiti pregressi per prestazioni già rese. In tutti questi casi però gli enti potranno effettuare pagamenti solo nei limiti degli importi autorizzati dalla regione di appartenenza la quale dovrà rideterminare il proprio obiettivo programmatico per un ammontare pari al complesso degli importi autorizzati. Insomma, poco o nulla rispetto alle attese degli enti e soprattutto rispetto al «tesoretto» che i comuni hanno in cassa e non possono spendere (oltre 16 miliardi tra residui passivi e avanzi di amministrazione). «Se fosse stata approvata la nostra proposta», sottolinea Flavio Zanonato (Pd), sindaco di Padova, «gli enti locali sarebbero stati nelle condizioni di investire miliardi di euro in opere immediatamente cantierabili».Per i sindaci dell'Anci è praticamente certo che «un numero impressionante di comuni sforerà il patto di stabilità». Una ribellione istituzionale che, secondo il primo cittadino di Varese, Attilio Fontana (Lega) determinerebbe «una spaccatura senza precedenti tra stato ed enti territoriali». Critico anche un altro esponente del Carroccio, il sindaco di Verona, Flavio Tosi, che non la manda a dire a Tremonti: «forse il ministro, al di là della burocrazia e dei vincoli posti dal governo, avrebbe dovuto tenere conto dei danni reali ai cittadini». «Tutto ciò», prosegue Tosi, «è in controtendenza con il piano casa poiché i comuni potrebbero essere i primi ad investire».

Torna all'inizio


Andrea Vitali arriva in Polesine (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 03-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

CULTURA E SPETTACOLI pag. 12 Andrea Vitali arriva in Polesine INCONTRI CON L'AUTORE LO SCRITTORE ANDREA VITALI sarà a Rovigo, nel ridotto del teatro Sociale, questa sera alle 18 con l'associazione Cuore di carta, per poi spostarsi a Bergantino, dove alle 21 sarà nell'Auditorium municipale per la rassegna Incontri con l'autore, organizzata dall'Assessorato alla Cultura della Provincia di Rovigo e dal Sistema Bibliotecario Provinciale. Domani, lo ritroveremo, sempre alle 21, nella Sala consiliare di Porto Tolle, presenterà ancora il suo ultimo romanzo "Almeno il cappello". Andrea Vitali è nato nel 1956 a Bellano, sulla riva orientale del lago di Como, dove esercita la professione di medico di base. Ha pubblicato diversi romanzi e raccolte di racconto, tra cui i più recenti, La figlia del podestà (2005, premio Bancarella 2006), Il procuratore (2006, premio Montblanc per il romanzo giovane 1990), Olive comprese (2006), Il segreto di Ortelia (2007), La modista (2008), Dopo lunga e penosa malattia (2008). In "Almeno il cappello" si racconta della scalcagnata fanfara guidata da Zaccaria Vergottini, prima cornetta e direttore. Per dare alla città un Corpo Musicale degno di questo nome ci vuole un uomo di polso, un visionario capace di districarsi nelle trame e nelle inerzie della politica e della burocrazia e capace di metter d'accordo il podestà Parpaiola, il segretario comunale Fainetti, il segretario della locale sezione del partito Bongioanni, il parroco e tutti i notabili della zona. Un insieme di imprevedibili circostanze può forse portare verso Bellano il ragionier Onorato Geminazzi, che vive sull'altra sponda del lago, a Menaggio, con la consorte Estenuata e la numerosa prole. Andrea Vitali s'inventa una storia tutta italiana, fatta di furbizie e sogni, ripicche e generosità, pettegolezzi e amori.

Torna all'inizio


di MANRICO PARMA QUALI SARANNO le ripercussioni del piano casa sulla realt ... (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (La Spezia)" del 03-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

PRIMO PIANO pag. 2 di MANRICO PARMA QUALI SARANNO le ripercussioni del piano casa sulla realt ... di MANRICO PARMA QUALI SARANNO le ripercussioni del piano casa sulla realtà spezzina? Passiamo la parola agli esperti. Con due premesse, sotto l'aspetto delle procedure, a due giorni dall'accordo fra il governo e le Regioni. La prima: è iniziato il conto alla rovescia in vista del decreto che semplificherà le norme di competenza dello Stato. La seconda: entro tre mesi, poi, una legge regionale operativa deciderà sull'aumento delle cubature delle villette uni e bifamiliari e di quelle a schiera del 20 per cento, nonché sulla demolizione e la costruzione di edifici residenziali con un ampliamento del 35 per cento (se si usano tecniche di bioedilizia). L'architetto Norberto Maggiani, presidente dell'Unione dei piccoli proprietari immobiliari della Spezia, apre il dibattito. «Il nuovo piano attacca riuscirà a sbloccare situazioni fino adesso irrisolvibili. Nel mio incarico e nel mio lavoro, ho visto tanti spezzini chiedere informazioni su come ampliare uno o due vani, realizzare servizi igienici, rendere più vivibili gli spazi dell'abitazione. Il decreto è una risposta alla quantità e alla qualità abitativa. Il secondo punto riguarda la possibilità di demolire fabbricati esistenti e ottenerne l'ampliamento fino al 35 per cento. Ebbene, questo ha un effetto importante: avere case in conformità alle normative in materia antisismica e di consumi energetici. In molti casi l'intervento comporterà sacrifici di carattere economico, però ripagati». E per quanto concerne le imprese? «Tante medie e piccole aziende prosegue possono ottenere questi appalti dai privati ed evitare problemi di ordine economico in periodo di crisi. I Comuni, da parte loro, beneficeranno degli introiti degli oneri di urbanizzazione». NON ESULTA del tutto Marco Ferramosca, presidente dell'Ance, i costruttori edili di Confindustria. «In funzione della crisi osserva il piano della casa non ha impatto immediato. Le Regioni hanno tre mesi di tempo per decidere le norme sulla scia del decreto del governo. Poi c'è tutta la parte burocratica. Mentre le aziende bisogno subito di ossigeno. La crisi morde l'edilizia. Nella nostra provincia nei primi due mesi ha lasciato sul terreno 250 posti di lavoro. Un numero destinato a raddoppiare entro l'estate se le imprese non avranno lavoro. «Agli ampliamenti degli immobili aggiunge Ferramosca sono interessati soprattutto piccoli artigiani. Invece, per le imprese strutturate dai 3 ai 30 dipendenti, serve qualcosa di più significativo. Mi riferisco a interventi su lavori pubblici di medie dimensioni, dal milione ai 5 milioni. Il ritocco ai villini può avere un costo massimo di 80-100 mila euro». E ancora: «Le procedure del nuovo piano e la burocrazia ci porteranno avanti nel tempo. Le possibilità di mercato slittano di un anno, quando la crisi avrà colpito e sarà forse alle spalle». Il piano casa quali effetti avrà sul panorama edilizio spezzino? Ferramosca taglia corto: «Nella nostra provincia sono presenti per il 60 per cento edifici a villetta, però bisogna tenere presente che il 70% del territorio è soggetto a vincoli ambientali, non toccati dal provvedimento. Bisogna attendere le decisioni della Regione per fare il punto sul rimanente 30 per cento degli immobili mono e bifamiliari». «ASPETTIAMO di analizzare il testo completo del piano della casa commenta Maurizio Savoncelli, assessore comunale all'edilizia . Sarà la Regione a decidere la legge operativa. La Liguria è un territorio di mare, di centri storici, di zone vincolate sotto l'aspetto paesaggistico. C'è da prevedere che gli interventi di ampliamento degli edifici siano minori rispetto ad altri territori». Tuttavia, Savoncelli fa presente che il Comune è già pronto a raccogliere la sfida. «Anzitutto dice una legge regionale semplifica le procedure con le dichiarazione di inizio di attività, laddove esistono piani particolareggiati, di recupero, di attuazione di lottizzazione. Poi possiamo contare sull'efficienza dello sportello unico per l'edilizia, un centro servizi dove le pratiche vengono evase a tempo di record». Esprime perplessità Roberto Canale, segretario degli edili Cgil: «Il piano casa? Vedo poche possibilità di attuazione pratica, visto i vincoli ambientali. Ci vorrà poi un grande impegno per evitare lavori fuori dalle regole. La città è per la maggior parte esclusa dai benefici. Poi penso alle famiglie. molte delle quali non hanno disponibilità economiche visto la crisi»

Torna all'inizio


Può essere utile se ci sono altri interventi (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia Pavese, La" del 03-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

IL SINDACATO «Può essere utile se ci sono altri interventi» PAVIA. Il segretario provinciale della Cgil Mario Santini non è contrario in modo netto all'osservatorio voluto dal governo. «Può essere utile, ma se ci sono altri interventi per governare la crisi» Può spiegare meglio la vostra idea? «Purtroppo le tematiche che emergono sono sempre più stridenti e preoccupanti. In primo luogo c'è il problema della copertura dei fondi per gli ammortizzatori sociali, la cassa integrazione in particolare». Mancano i fondi? «Sono insufficienti e non in grado di coprire una crisi che si presume sarà di lungo periodo». Avete posto anche il problema della burocrazia lenta. «Spesso c'è un lasso di tempo ampio tra l'approvazione delle casse integrazioni e l'erogazione dei fondi». Chi può aiutare i lavoratori? «Alcune banche hanno già costruito delle soluzioni utili per anticipare, ad esempio, la cassa integrazione. Ma servono accordi per rendere fluigi questi interventi. E senza costi aggiuntivi». Quali costi? «Ad esempio gli interessi». E chi può intervenire? «Noi abbiamo chiesto alla Provincia di intervenire. Ci è stato promesso un lavoro congiunto con la Camera di commercio. Va bene, ma che si faccia qualcosa». In questo quadro cosa c'entra l'osservatorio sul credito? «C'entra, perché in un disegno generale anche il lavoro di monitoraggio e intervento che potrebbe fare sarà utile alle famiglie e alle poche aziende che in questo periodo hanno deciso di investire ancora».

Torna all'inizio


Il commercio va tutelato (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Ferrara, La" del 03-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

«Il commercio va tutelato» La nuova dirigenza della Confesercenti sollecita il Comune e chiede meno tasse, controlli sugli affitti e parcheggi «Il sistema societario è sano, i conti a posto: la squadra Confesercenti è fortissima», sorride Olivio Vassalli. Capita però che anche le squadre che vincono possano cambiare: da ieri il nuovo presidente dell'associazione del terziario, eletto all'unanimità dall'assemblea annuale succedendo proprio a Vassalli, è Paolo Benasciutti. Mentre da febbraio Alessandro Osti siede al posto di direttore, altra era dopo i quattro mandati di Valerio Miglioli. Nuovi vertici, quindi, ma tanti problemi ancora insoluti che bruciano in un contesto di crisi. Primo tra tutti, le tasse. «In Italia e a Ferrara la micro e piccola impresa nuore di fisco - dice Osti -, gli studi di settore si dimostrano sempre più rigidi: necessario rivederli, per evitare che Ferrara abbia i parametri uguali ai comuni più ricchi d'Italia. Stesso discorso per i registratori di cassa, un'arma ideologica: niente scontrino per tre volte e si rischia la chiusura con pubblica gogna». Annunciata una campagna di denuncia del caro affitti, «gli enti locali non subiscano l'arroganza della rendita immobiliare: occorre censire i vani vuoti dei piani terra». Senza dimenticare la sicurezza (chiesto più controllo del territorio contro la microcriminalità, «la malavita organizzata ancora non si avverte in modo particolare»), oggi la priorità è il credito: «Positiva la collaborazione tra istituzioni e consorzi fidi, però se in altre realtà è sistematica da anni, qui ancora poco tempo fa il proliferare di piccoli interventi a pioggia non ha portato ad alcuna ricaduta se non la buona pubblicità all'amministratore che li ha proposti», punzecchia Osti. «La stretta creditizia è fuori da ogni buon senso - rincara la dose Vassalli -, chi oggi ha mezza intenzione di investire se ne guarda bene dal farlo». Le modifiche statutarie approvate in assemblea incidono sui profili di vertice: in soffitta quello di segretario, ora c'è un direttore «amministratore delegato», come si definisce Osti; più un presidente «politico». Ruolo che Benasciutti, ex consigliere comunale, prende molto sul serio: «Divertenti i manifesti elettorali: chi ci sta, chi ci vorrebbe stare, chi non c'è mai stato; servono però persone competenti che pensino alle aziende, con una cultura economica». Il recente passato non è stato facile, «nelle ultime due legislature abbiamo subito l'amministrazione della città, con alcuni assessori abbiamo fatto fatica». Rimedi? Almeno sfoltire il personale, se c'è la richiesta di un «assessorato unico che accorpi attività produttive, commercio e turismo». Un «tavolo della semplificazione» potrebbe poi monitorare ogni mese lo stato di avanzamento dei lavori pubblici e snellire la burocrazia. Capitolo imposte, «la Cosap va azzerata o almeno ridotta, mentre quella famigerata sulla pubblicità ci interessa più un regolamento chiaro piuttosto di sconti del valore di un caffè», fa sapere Benasciutti. Che vede rosso a sentir parlare di grande distribuzione: «Vanno chiuse le porte, tre centri commerciali sono più che sufficienti, noto però che c'è chi dice che non siamo i primi in Italia per l'extra alimentare». Fame di posti auto in città ce n'è e Confesercenti propone di definire ogni anno un numero di sabati dedicati allo shopping in centro, in cui sperimentare la chiusura dell'asse Giovecca-Cavour. Ma la chiave rimane il turismo, chiude Benasciutti, «bisogna mettere a sistema le bellezze di città e provincia, peccato che il 90% di coloro che ne parlano si rivelino incompetenti». Fabio Terminali

Torna all'inizio


Meno burocrazia e tempi più contenuti (sezione: Burocrazia)

( da "Arena, L'" del 03-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

Venerdì 03 Aprile 2009 CRONACA Pagina 10 I PROFESSIONISTI. Il parere degli ingegneri e degli architetti «Meno burocrazia e tempi più contenuti» Il presidente dei geometri: «Ma sulla bioedilizia e sul risparmio energetico si poteva investire di più» «Un passo positivo ma che il Governo pensi anche all'edilizia pubblica, non solo alle sofferenze di quella privata». Così Italo Monaco, presidente della Consulta tecnica delle professioni di Verona, che raggruppa l'Ordine degli Ingegneri,il Collegio dei Geometri, Ance Verona e l'Ordine degli Architetti della Provincia, commenta l'approvazione del Piano casa. «Piuttosto che per l'aspetto volumetrico credo che il provvedimento d'urgenza sia più utile dal punto di vista dello snellimento burocratico, un passo duraturo ed efficace. L'esclusione dei condomini mi sembra corretta». Anche Domenico Romanelli, presidente del Collegio Geometri di Verona e provincia si dice soddisfatto: «È un provvedimento straordinario che trovo assolutamente giusto. Creerà un volano che rimetterà in moto la macchina edilizia dalle imprese edili ai professionisti». Ma sottolinea: «Se devo trovare un neo, direi che si sarebbe potuto osare un po' di più nel porre l'accento sulla bioedilizia e sul risparmio energetico». E aggiunge: «Credo inoltre che sarà un incentivo per chi vuole lavorare bene e farlo nella legalità evitando speculazioni». Romanelli non interpreta infatti il piano come un condono e dice: «La normativa non incentiva la cementificazione. Verranno posti in essere interventi minimali che per quanto riguarda la tutela paesaggistica credo non andranno ad incidere». Dello stesso avviso anche il presidente di Ance Verona, Andrea Marani. «Penso che lo snellimento delle pratiche burocratiche previsto sia una cosa positiva, accorcerà i tempi e farà risparmiare molti soldi, mentre vedo meno bene lo stato di confusione che si è creato tra governo e regioni. L'urbanistica è di competenza regionale e non nazionale, spero che le due cose vengano scisse». E aggiunge: «Ora che abbiamo i progetti, le idee e le licenze, il pallino passa al sistema bancario che invece continua a pensare a coprire i propri buchi di bilancio invece che credere nel settore». Positiva anche la visione generale di Arnaldo Toffali, Presidente dell'Ordine degli architetti. «È un provvedimento da non interpretare in maniera ideologica. La situazione richiede interventi d'urgenza ma bisogna stabilire regole chiare. Dal dopoguerra in poi, il paese è stato declassato a causa della scadente qualità dei nostri edifici, questa è un'occasione straordinaria per creare una nuova cultura edilizia». G.C.  

Torna all'inizio


sintonia tra tosi e zanonato dl incentivi, comuni traditi (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino di Padova, Il" del 03-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 11 - Regione Sintonia tra Tosi e Zanonato «Dl incentivi, Comuni traditi» VERONA. Leghista uno, democratico l'altro. Ma tutti i giorni Flavio & Flavio si trovano a fare i conti con casse comunali che piangono. Sicché i primi cittadini di Verona e di Padova si trovano in sintonia nel giudizio sul decreto legge incentivi, che ha visti ieri il governo incassare la quattordicesima fiducia. «Mi pare - ha affermato Tosi - che non sia stato accolto lo spirito degli ordini del giorno presentati, degli emendamenti e delle richieste che la stessa Anci presenta da mesi. Forse il ministro Tremonti, al di là della burocrazia e dei vincoli posti in atto dal governo e convalidati dal Parlamento, avrebbe dovuto tener conto dei danni reali che ciò comporta sia per i Comuni ma in primis per i singoli cittadini e contribuenti. Tutto ciò - ha rilevato Tosi - è in controtendenza con il provvedimento sul "piano Casa" pianificato dello stesso governo, poiché, per rilanciare l'economia del nostro Paese in forte crisi, i Comuni potrebbero essere i primi ad investire e in modo rapido. La ritengo una decisione inspiegabile e contraddittoria». «Non condivido affatto le decisioni che ha assunto la maggioranza - ha argomentato Zanonato, membro dell'Ufficio di presidenza dell'Anci - Non è stata tenuta in nessuna considerazione la proposta, avanzata più volte dall'Anci, di allentare il patto di stabilità per consentire ai Comuni di investire risorse in opere pubbliche per far ripartire l'economia. I 150 milioni di euro che la norma prevede come limite di spesa complessiva per gli interventi nel sociale e nell'ambito della tutela dell'ordine pubblico sono una cifra ridicola - ha concluso Zanonato - Se invece fosse stata approvata la nostra proposta, gli enti locali sarebbero stati messi nelle condizioni di investire miliardi di euro in opere cantierabili».

Torna all'inizio


sintonia tra tosi e zanonato dl incentivi, comuni traditi (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Venezia, La" del 03-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 13 - Regione Sintonia tra Tosi e Zanonato «Dl incentivi, Comuni traditi» VERONA. Leghista uno, democratico l'altro. Ma tutti i giorni Flavio & Flavio si trovano a fare i conti con casse comunali che piangono. Sicché i primi cittadini di Verona e di Padova si trovano in sintonia nel giudizio sul decreto legge incentivi, che ha visti ieri il governo incassare la quattordicesima fiducia. «Mi pare - ha affermato Tosi - che non sia stato accolto lo spirito degli ordini del giorno presentati, degli emendamenti e delle richieste che la stessa Anci presenta da mesi. Forse il ministro Tremonti, al di là della burocrazia e dei vincoli posti in atto dal governo e convalidati dal Parlamento, avrebbe dovuto tener conto dei danni reali che ciò comporta sia per i Comuni ma in primis per i singoli cittadini e contribuenti. Tutto ciò - ha rilevato Tosi - è in controtendenza con il provvedimento sul "piano Casa" pianificato dello stesso governo, poiché, per rilanciare l'economia del nostro Paese in forte crisi, i Comuni potrebbero essere i primi ad investire e in modo rapido. La ritengo una decisione inspiegabile e contraddittoria». «Non condivido affatto le decisioni che ha assunto la maggioranza - ha argomentato Zanonato, membro dell'Ufficio di presidenza dell'Anci - Non è stata tenuta in nessuna considerazione la proposta, avanzata più volte dall'Anci, di allentare il patto di stabilità per consentire ai Comuni di investire risorse in opere pubbliche per far ripartire l'economia. I 150 milioni di euro che la norma prevede come limite di spesa complessiva per gli interventi nel sociale e nell'ambito della tutela dell'ordine pubblico sono una cifra ridicola - ha concluso Zanonato - Se invece fosse stata approvata la nostra proposta, gli enti locali sarebbero stati messi nelle condizioni di investire miliardi di euro in opere cantierabili».

Torna all'inizio


con un clic la storia di un cantiere - silvia sanna (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 03-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 27 - Sassari Con un clic la storia di un cantiere On-line sul sito del Comune le informazioni sulle pratiche edilizie Consultabili i dati sulle concessioni rilasciate dall'amministrazione, al via anche la posta elettronica certificata SILVIA SANNA SASSARI. Facilita la vita agli addetti ai lavori ma anche alle pubbliche amministrazioni. E soddisfa anche la curiosità di chi si domanda che ci faccia quel ponteggio sotto la finestra di casa. Le risposte arrivano dal web, attraverso un sito accessibile e consultabile da tutti. La password non c'è più, perchè le pratiche edilizie sono documenti pubblici: dunque chi indaga tra concessioni e richieste di autorizzazioni non commette violazione della privacy. La novità si chiama Sportello Unico Telematico: un immenso archivio on-line che darà il turbo ai tempi lenti della burocrazia. Il debutto ufficiale arriva dopo un anno e mezzo di sperimentazione. Durante la quale il settore Sportello unico e Attività produttive del Comune ha aggiornato le sue procedure. Ora la trasparenza è totale: le informazioni sono condivisibili da tutti, è sufficiente avere una connessione Internet e collegarsi al sito www.comune.sassari.it. Dall'homepage si clicca sul link "servizi on line", si accede alla voce "pratiche edilizie" e il gioco è fatto. Professionisti, imprese e attività commerciali possono conoscere l'iter della pratica: l'avvio, lo stato d'avanzamento, i termini stabiliti. I non addetti ai lavori dovranno seguire la stessa procedura. Per scoprire che tipo di intervento è in corso in una determinata zona della città, basterà digitare il nome della via. E apparirà un elenco di tutti i cantieri aperti nel periodo di riferimento indicato, ovviamente solo quelli per i quali è stata rilasciata regolare autorizzazione. è un modo efficace per stanare gli abusivi: se un intervento non compare nell'elenco, significa che qualcosa non va. A quel punto, le pubbliche amministrazioni possono fare partire la fase degli accertamenti. Ma è possibile anche scoprire, digitando il cognome, quanti sono i cantieri aperti da una determinata impresa, o chi è il direttore dei lavori. C'è anche un'altra novità. Tutti gli interessati potranno, attraverso il servizio di posta elettronica certificata, inviare documenti che avranno lo stesso valore giuridico rispetto a quelli cartacei. La differenza è che grazie al servizio on-line si risparmiano file e tempo prezioso allo sportello. Chiunque voglia aprire un'attività, comunicare vendite promozionali, orari di chiusura o apertura modificati, attività di bed & breakfast, potrà accedere ai file Pdf editabili e compilare i campi indicati. L'unico requisito richiesto è il programma Acrobat Reader per aprire i file. Lo sportello telematico è stato presentato ieri a Palazzo Ducale dal sindaco Gianfranco Ganau, dall'assessore alle Attività Produttive Raffele Tetti, dal dirigente dello Sportello Unico Gianfranco Masia e dal funzionario Fabrizia Langiu. Tutti hanno sottolineato l'importanza della novità sia per garantire trasparenza negli atti pubblici, si per accelerare i tempi. L'assessore Tetti ha detto che solo nell'ultimo trimestre del 2008 sono state 4900 le consulenze fornite dallo Sportello unico, un dato che lascia supporre il totale di 20mila in un anno. Le pratiche edilizie avviate nel 2008 sono state 17.554. Ma se nel 2005 tra l'avvio e la chiusura della pratica trascorrevano 180 giorni, già dal 2008 sono diventati 60. Mentre con la Duap (dichiarazione unica attività produttiva) introdotta dalla Regione, per aprire un'attività sono sufficienti appena 20 giorni.

Torna all'inizio


(sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 03-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

BOLOGNA CRONACA pag. 13 «Non facciamo le vittime designate: il Grande fratello si può contrastare» MAURO PAISSAN, GARANTE DELLA PRIVACY di MARCO TAVASANI E-MAIL e navigazione Internet: le linee del Garante' è il tema che oggi Mauro Paissan, uno dei quattro componenti del Collegio del Garante per la protezione dei dati personali, organo designato dalle Camere, affronta al convegno organizzato dall'Alma Mater. Tra l'altro è appena stato pubblicato l'ultimo libro di Paissan dal titolo La privacy è morta, viva la privacy' (editore Ponte alle Grazie). «Siamo tutti controllati, spiati, schedati, sorvegliati, ma spesso non lo sappiamo e quasi mai abbiamo dato il nostro consenso. Il diritto alla privacy dice Paissan significa difendersi dalle nuove tecnologie che possono limitare gravemente la nostra libertà e la dignità». Il Grande fratello' ci segue passo per passo? «Non solo, spesso siamo noi a offrirci come vittime disperdendo con leggerezza i nostri dati personali, magari poi pentendocene amaramente. Quando ci mettono davanti i moduli per la cosiddetta privacy, che è un monumento inutile alla burocrazia, li firmiamo sempre senza leggere o controllare». Con Internet possiamo vedere, grazie a foto scattate ad esempio da Google, i volti delle persone. «Ecco un comportamento illegittimo. Questo servizio che fotografa le città non può riprendere né il viso delle persone né le targhe automobilistiche. E' un obbligo di riservatezza che Google deve garantire a tutti». Il datore di lavoro può controllare il computer di un lavoratore? «No, no e poi no. Il datore di lavoro può, se vuole, impedire l'uso del computer o vietare la visita a certi siti Internet, oppure limitare l'uso delle e-mail. Ma non può mai controllare la navigazione in Rete che fa il lavoratore, o seguire le sue corrispondenze e-mail». Intanto i sistemi informatici progrediscono con una velocità straordinaria. «Nel mio ultimo libro parlo proprio della rincorsa che il cittadino può fare nei confronti dell'evoluzione tecnologica, e dico che il cittadino è un maratoneta mentre la tecnologia è un centometrista. E' evidente la sproporzione, ma io amo anche la figura della tartaruga (il Garante) che alla fine arriva sempre dove vuole arrivare». E i problemi per la stampa? «Sono molti. Stamane (ieri; ndr) nella riunione del nostro Collegio dei Garanti abbiamo affrontato due casi scandalosi di giornalismo. Il primo: un grande giornale ha pubblicato nome e cognome di una donna stuprata per anni dal padre e dal fratello. Il secondo: un altro quotidiano ha pubblicato nome e cognome di cinque donne operate di tumore al seno. Sono episodi molto negativi, anche se la sensibilità verso questi temi della categoria dei giornalisti in questi anni è molto aumentata». Il lavoro del Garante è difficile? «Sì. Soprattutto per la velocità pazzesca dell'innovazione tecnologica che ci costringe a studiare e ad approfondire questi sistemi talvolta diabolici, come la possibilità grazie al cellulare di localizzare l'abbonato. Ma ci gratifica quando si riesce a difendere realmente il cittadino».

Torna all'inizio


Scuola-Spal, occasione persa' (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 03-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

LETTERE E OPINIONI pag. 15 Scuola-Spal, occasione persa' «Tanti ostacoli al torneo proposto per i piccoli scolari» SPORT & BUROCRAZIA Caro Carlino, mi permetto di chiedere ospitalità ma reputo necessario esprimere un giudizio in relazione a quanto accaduto in questi ultimi tempi. Sono responsabile dell'attività motoria e referente per l'organizzazione di ogni iniziativa ad essa collegata all'Istituto comprensivo «Cosmè Tura-Carmine della Sala» di Pontelagoscuro e sono perfettamente a conoscenza delle norme che impongono la programmazione didattica, ma che non escludono provvedimenti in itinere. Bene, ecco l'antefatto. La Spal, la squadra principale del calcio ferrarese, società di comprovata serietà, riorganizzata nella scorsa estate dalla dirigenza guidata dall'attuale presidente Butelli, ha proposto all'Ufficio scolastico provinviale (ex Provveditorato agli studi) l'organizzazione di un torneo tra i vari plessi scolastici di scuola primaria, con la disputa della fase finale allo stadio «Mazza», allo scopo di divulgare, facendo leva sul magico nome Spal, il gioco del calcio. Il provveditorato agli studi, ovvero il dirigente Viglione ed i prof. Marabini e Calabresi, ha risposto con entusiasmo alla proposta, che obbedisce a linee già tracciate, che indicano nelle società sportive il volano per la diffusione, senza spesa per le istituzioni scolastiche, delle attività motorie e sportive. Ne è conseguita una riunione tra i vari responsabili di attività motoria. E qui sono emerse alcune pretestuose prese di distanza, quali: non occorre promuovere attività competitiva e non vi sono i tempi per la programmazione nel piano formativo. Uscito dalla riunione, mi sono prodigato nel mio istituto, generosamente appoggiato dalla dirigenza e dai colleghi, per presentare ben tre squadre (Pontelagoscuro, Barco, Villaggio Ina) che vedono nelle loro composizione anche una discreta presenza femminile. Ma solo il circolo di Mesola risponde, oltre a noi: è mai possibile perdere queste occasioni? E che occasioni! Qualcosa comunque si farà, ma resta il rammarico di vedere tradite le attese dei bimbi e, perchè no, di famiglie. I bambini devono partecipare a tutte le attività e prendere conoscenza delle regole degli sport, soprattutto di squadra, più conosciuti. Io ringrazio il mio dirigente scolastico, le mie colleghe, i dirigenti della Spal e del provveditorato e auspico che fatti del genere non accadano più e si vada ben oltre la «scuola seduta». Antonio Ferretti Referente attività motoria Istituto comprensivo di Pontelagoscuro Image: 20090403/foto/3935.jpg

Torna all'inizio


COSAP AZZERATA o almeno ridotta (

Torna all'inizio


MONTE SAN VITO (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 03-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

JESI pag. 11 MONTE SAN VITO «PICCOLO, indife... MONTE SAN VITO «PICCOLO, indifeso, sconvolto, sfinito». Gli aggettivi non bastano a Maria Grazia Barigelli, commerciante di Chiaravalle, per descrivere le condizioni del piccolo Kalek, un bambino afgano di 12 anni soccorso mercoledì alle 20 lungo la strada che da Borghetto di Monte San Vito scende verso il centro chiaravallese. Ora il piccolo è stato accolto dalla comunità per minori Il Maggiolo' di Camerata Picena, ma quegli occhi rossi di pianto, il viso segnato da cicatrici, i pochi effetti personali contenuti tutti in una busta, la difficoltà anche solo a tenersi in piedi rimandano le immagini di un lungo viaggio della speranza, magari nascosto sotto un tir, senza cibo né un adulto accanto. MERCOLEDÌ all'ora di cena stava facendo l'autostop, sotto la pioggia, ai bordi di una strada infangata. Lo ha notato, all'altezza di Borghetto, l'autista dell'autobus che da Belvedere scende verso Ancona. Nel vedere un bimbo tanto piccolo, solo, in una strada buia, l'autista si è fermato e lo ha fatto salire, mentre una passeggera ha chiamato il 112 per dare appuntamento ai carabinieri al capolinea di Chiaravalle. «Mi trovavo al bar vicino al capolinea racconta Maria Grazia quando è entrato l'autista con il piccolo. Non so descrivere l'emozione che ho provato nel vederlo, un misto di rabbia e tenerezza nel pensare che un bimbo così piccolo, a dispetto dell'emancipazione del mondo occidentale, possa ritrovarsi da solo in un paese straniero, senza capire una parola di italiano. Continuava a ripetere solo una parola, Roma', come se volesse disperatamente raggiungere quella città. Era ben coperto, con un maglione e pantaloni di velluto, ma aveva segni sul viso, sembravano bruciature. Il barista gli ha offerto una pizza e lui, prendendola in mano, è scoppiato in lacrime». Ad accentuare l'amarezza dei presenti, i disguidi nei soccorsi: «Abbiamo atteso oltre un quarto d'ora l'arrivo dei carabinieri, poi l'autista è dovuto ripartire. Nemmeno i carabinieri di Chiaravalle hanno saputo aiutarci, perché il turno finisce alle 20. Possibile che la burocrazia abbia il sopravvento sulla solidarietà verso un bambino?». Alla fine l'autista ha deciso di portarlo fino alla Tenda di Abramo di Falconara, dove i volontari hanno avvertito l'assessore Matteo Astolfi ed il vicesindaco Gilberto Baldassarri. Il piccolo, di etnia Pastun, che viene da una zona di confine tra l'Afghanistan ed il Pakistan, parla un dialetto poco conosciuto dall'interprete, ma ha cercato di ricostruire la sua odissea, raccontando di essere arrivato mercoledì a bordo di una nave. Ha riferito di avere 12 anni, ma dimostra meno della sua età. I vigili di Falconara lo hanno accompagnato a Camerata Picena: il bambino, di cui è responsabile il sindaco del territorio in cui è stato trovato, sarà seguito fino alla maggiore età, frequenterà la scuola e corsi professionali per affrontare la vita. Alessandra Pascucci

Torna all'inizio


Il museo mette la crisi sotto teca: (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 03-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

n. 80 del 2009-04-03 pagina 5 Il museo mette la crisi sotto teca: «Entro un mese 27 nuove assunzioni» di Daniela Uva Non solo posti di lavoro per i giovani ma anche un bar e due negozi La biglietteria di via San Vittore ha staccato 329.500 biglietti in 9 mesi Sei persone già assunte fra gennaio e febbraio. Altre 27 in procinto di firmare un contratto a tempo indeterminato. È la sfida alla crisi lanciata dal Museo della scienza e della tecnologia «Leonardo da Vinci». Una politica in controtendenza rispetto a quella seguita dalla maggior parte dei «colleghi» di tutta Italia. «Entro fine aprile dovremmo completare il quadro delle assunzioni - assicura il direttore generale Fiorenzo Galli -. Sono in corso le trattative sindacali, ma speriamo di riuscire a terminarle entro il 30 di questo mese». Per portare a 125 il numero dei dipendenti e continuare nell'obiettivo di diffondere la cultura tecnico-scientifica e valorizzare il proprio patrimonio umano. I 27 «fortunati» già collaborano con la fondazione. «Sono tutti ragazzi di circa trent'anni, la maggior parte dei quali lavora come animatore scientifico - continua Galli -. Sono loro che accompagnano i visitatori più giovani e che li seguono nelle attività interattive e nei laboratori». L'idea di regolarizzare questi giovani nasce dalla voglia di investire proprio sui ragazzi, «persone che credono nel proprio lavoro - continua Galli -, alle quali vogliamo assicurare la possibilità di lavorare serenamente». E tutto questo senza spendere più del passato: «In questo periodo di crisi non abbiamo fatto altro che riorganizzarci. Questo ci permette di assumere quasi trenta persone senza modificare il nostro bilancio». Che è in attivo: 11 milioni di euro nel 2008, solo il 25 per cento dei quali derivanti da fondi pubblici. Il resto il museo lo guadagna grazie alle proprie attività, che organizza in piena libertà da quando - nel 2001 - è stato trasformato in fondazione di diritto privato. I soci sono enti pubblici: ministero dell'Istruzione, ministero dei Beni culturali, Regione, Comune e Camera di commercio. Ma ci sono circa 60 aziende private legate da un rapporto di partnership. «Siamo pubblici, ma ci comportiamo da privati - spiega il direttore -, con spirito imprenditoriale. Slegarci dalla burocrazia è stato determinante. Perché ci permette di lavorare per obiettivi. Non a caso la maggior parte dei nostri introiti deriva da attività e progetti: nuovi laboratori, nuove sezioni, iniziative realizzate per conto di aziende o amministrazioni». Senza contare la creazione di un negozio all'interno del museo, che a breve sarà seguito da un altro punto vendita sulla strada e da un bar. Dalla biglietteria - che nel 2008 ha staccato ben 329.500 tagliandi in nove mesi - il museo ottiene circa il 10 per cento dei propri guadagni. «Siamo i più visitati della Lombardia - conferma Galli -, ma da solo questo dato non basterebbe a giustificare una macchina del genere. Il nostro museo è unico in Italia, grazie al suo sforzo costante di essere contemporaneo, cioè sempre al passo con l'innovazione tecnologica. È quindi questa la ricetta per «salvare» i luoghi della cultura in Italia? «Sicuramente cambiare forma giuridica, diventare fondazione, aiuta - conclude Galli -. Ma da sola questa scelta non basta. Dietro il buon funzionamento di una fondazione come la nostra c'è tantissimo lavoro e una mentalità da imprenditori». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

Torna all'inizio


Le imprese edili non chiudono (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 03-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

Nord-Ovest sezione: PRIMO PIANO (Edilizia) data: 2009-04-01 - pag: 3 autore: A gennaio e febbraio registrate meno cessazioni del 2008 Le imprese edili non chiudono Filippo Bonsignore Nel Nord-Ovest, come in tutta Italia, la crisi dell'edilizia non si arresta. Per il momento comunque le imprese di costruzioni della macroregione sembrano resistere all'impatto negativo della congiuntura: nei primi due mesi del 2009, pur rimanendo in numero consistente, sono diminuite le cessazioni delle aziende del settore. La conferma viene dai dati di Movimprese- Unioncamere, che evidenziano una frenata nella mortalità delle aziende: tra gennaio e febbraio di quest'anno hanno cessato l'attività complessivamente 2.537 imprese – 1.922 in Piemonte, 575 in Liguria e 40 in Valle d'Aosta – il 12,3% in meno rispetto allo stesso periodo del 2008, quando avevano chiuso 2.892 aziende. «Purtroppo in numeri restano alti e non si può parlare di inversione di tendenza – sottolinea il presidente di Ance Piemonte, Giuseppe Provvisiero – Le imprese più penalizzate sono quelle di più piccole dimensioni, che scontano le difficoltà di cassa, a causa dei ritardi nei pagamenti pubblici, e la stretta sull'accesso al credito da parte delle banche. è questa una miscela esplosiva che influisce sulla sopravvivenza dei nostri associati». Stessa situazione in Liguria. «Le chiusure riguardano maggiormente le piccole e piccolissime aziende – conferma Maurizio Senzioni, presidente di Assedil-Ance Genova – Un fattore che incide positivamente riguarda le banche territoriali che stanno garantendo un accesso al credito meno problematico rispetto ad altre realtà. Certo è che senza un'inversione di tendenza decisa, i problemi si ingigantiranno d'ora in avanti». Soluzioni? Simili in tutte le regioni. «Servono risposte veloci – prosegue Senzioni –. Anche perché nella sola provincia di Genova stimiamo un calo di 900 100 unità entro fine anno. Bisogna fare molta attenzione, perché questi numeri non riguardano una sola grande azienda, ma un problema diffuso in tutto il tessuto di piccole e medie imprese. Le nostre richieste sono precise: avviare le opere immediatamente cantierabili, rilanciare gli appalti pubblici, snellire i tempi della burocrazia e delle autorizzazioni, avviare il piano parcheggi su Genova». «Abbiamo varato un piano anti-crisi con la Regione Piemonte – spiega Provvisiero – che riguarda principalmente l'avvio delle opere di piccole e medie dimensioni, immediatamente cantierabili entro l'anno, per poter dare ossigeno alle nostre imprese. E per questo abbiamo chiesto e ottenuto dall'amministrazione l'impegno a reperire le somme necessarie affinché possano ripartire gli investimenti pubblici ». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna all'inizio


Iter più veloci sugli investimenti (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 03-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

Centro-Nord sezione: CENTRO NORD data: 2009-04-01 - pag: 10 autore: Burocrazia. Nuovo protocollo di Giunta - Brenna: una decina di trattative Iter più veloci sugli investimenti FIRENZE Andrea Gennai La Regione Toscana prova di nuovo a sburocratizzare le pratiche per accelerare gli investimenti produttivi, che possono contare su agevolazioni regionali previste da programmi di settore o su aiuti comunitari. A otto mesi dalla delibera che approvava il disciplinare dei cosiddetti protocolli localizzativi (iter rapidi per gli investimenti), è stata approvata una nuova delibera che rende le procedure ancora più snelle con un nuovo protocollo:l'obiettivo è sempre quello, far sì che gli imprenditori orientati a investire non trovino ostacoli a livello istituzionale. Il nuovo protocollo dovrà avere ulteriori specifiche ma intanto il quadro è definitivo: la Regione è orientata a farlo valere per investimento con importi di almeno 5 milioni di euro. Investimenti significativi per i quali vale la pena accelerare le pratiche. «Ci sono già una decina di trattative aperte con imprenditori soprattutto locali per sfruttare questa importante opportunità in particolar modo in una fase come questa – spiega Ambrogio Brenna, assessore regionale all'Attività economica- . Si va dal settore dell'abbigliamento a quello delle calzature passando per il biomedicale». Secondo l'assessore Ambrogio Brenna, «con lo strumento recentemente affinato dei protocolli localizzativi, che semplificano ulteriormente le procedure in corso, la Regione Toscana punta ad accelerare i progetti di investimento per dare un contributo concreto alla ripresa economica». Le linee guida del nuovo protocollo, che dovranno essere attuate nelle prossime settimane, prevedono già alcuni punti fermi. Innanzitutto la tipologia di investimento: i protocolli localizzativi, infatti, costituiscono una procedura negoziale mediante la quale le imprese possono accedere alle agevolazioni regionali previste dai programmi di settore e comunitari oltre al Fondo per i nuovi investimenti industriali previsti dall'art.21 della l.r. 21.12.2007 n.67 per la realizzazione dei seguenti progetti di investimento. Si tratta della ricerca industriale, sviluppo sperimentale e innovazione dei processi; investimenti materiali e immateriali per le Pmi, come previsto all'articolo 15 del regolamento (Ce) n. 800/2008 della Commissione del 6 agosto 2008; di investimenti materiali e immateriali per le Pmi limitatamente alle aree ex 87.3.c in base all'articolo 13 del Regolamento (Ce) n. 800/2008 della Commissione del 6 agosto 2008. Nel protocollo sono state infine inserite anche le spese spese per la costituzione di piccole imprese nelle aree ex 87.3.c. I protocolli localizzativi prevedono una proceduraad avviso pubblico e dopo l'istruttoria possono essere attivati ed entrare pienamente in funzione. © RIPRODUZIONE RISERVATA Il proponente. Ambrogio Brenna, assessore regionale CGE

Torna all'inizio


Efficienza e sorrisi contro la burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 03-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera sezione: Focus data: 03/04/2009 - pag: 13 Il caso Record della Prefettura di Grosseto Efficienza e sorrisi contro la burocrazia Capita che qualcuno degli utenti porti dei fiori, o si presenti con la colazione, oppure che scriva un bigliettino per ringraziare. Quelli finiscono attaccati alle pareti dello Sportello unico per l'immigrazione più efficiente d'Italia: la stanzetta della Prefettura di Grosseto dove lavorano Patrizia Favetta, Meri Renaioli, Barbara Corsini e Silva Scalabrelli, la prima arrivata delle quattro e anche l'unica precaria, che dal 2005 è andata avanti a contratti di tre mesi e nel 2007 ne ha avuto uno di 2 anni. «Scade a fine 2009 dice Domelia Ruffini, dirigente dell'Ufficio immigrazione e dello Sportello unico della Prefettura di Grosseto . Speriamo che glielo rinnovino, perché oltre a essere la nostra memoria storica rappresenta il 25% dell'ufficio ». Con l'aiuto di Luano Cancelli, la signora Ruffini e «le ragazze» così le chiama lei hanno messo in piedi una piccola macchina da guerra. Il 19 marzo scorso dal Viminale hanno chiamato il prefetto di Grosseto per comunicare che lo Sportello unico poteva cominciare, primo in Italia, a lavorare sul decreto flussi 2008. Per l'ottimo motivo che aveva da tempo smaltito le domande del 2007. Loro si sono messe al lavoro e hanno già segnalato a Roma una piccola magagna del nuovo sistema informatico, prontamente corretta. «Siamo un po' pignole ride Ruffini . Controlliamo pratica per pratica». Certo, Grosseto non ha le dimensioni di Roma o Milano. «Ma siamo la prima provincia toscana per numero di stagionali. E poi anche gli organici sono in proporzione: a Firenze sono molti più di noi. La verità è che la differenza la fa l'organizzazione che ci siamo dati». Roba che faticherebbe a trovare posto nelle più spericolate fantasie del ministro Brunetta. «Cerchiamo di rendere tutto il meno burocratico possibile. Magari anche un po' informale. Gli immigrati che ricevono il visto e possono venire in Italia a lavorare hanno otto giorni di tempo per presentarsi allo Sportello e chiedere il permesso di soggiorno. Di solito arrivano, prendono appuntamento, poi tornano e fanno la pratica. A noi pare brutto farli venire due volte e allora riceviamo senza appuntamento, tutti i giorni, dalle 10 a mezzogiorno, così decidono loro quando gli fa comodo passare. Lo stesso vale per i datori di lavoro: è gente impegnata, costringerli a venire in un orario stabilito da noi complicherebbe loro la vita». In questo modo è impossibile prevedere quante persone si dovrà assistere ogni giorno. «A volte ne arrivano 200 in una mattina e non c'è tempo nemmeno per andare in bagno. Ma le ragazze sono brave. E finché non hanno finito non se ne vanno. Poi, quando la pratica è pronta, invece di mandare una lettera noi telefoniamo: è molto più diretto e funziona meglio». Dev'essersi sparsa la voce, perché per i ricongiungimenti familiari è successo che immigrati di stanza a Roma o Livorno abbiano spostato la residenza a Grosseto per il tempo necessario a usufruire dello Sportello unico locale. «Le richieste sono aumentate in modo esponenziale, da 10 a 40 al mese spiega Ruffini . Del resto, facciamo in una settimana o 10 giorni quello che altrove può richiedere 3 o 4 mesi.». Le pratiche È lo Sportello unico più veloce d'Italia. E gli immigrati spostano la residenza per andare lì Mario Porqueddu

Torna all'inizio


Lombardo si allea con Storace (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 03-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera sezione: Politica data: 03/04/2009 - pag: 16 Missione Strasburgo Il governatore: ci unisce la difesa delle autonomie Lombardo si allea con Storace «Intesa per superare il 4%» L'Mpa «tradisce» il Pdl. Gasparri: non siamo colpiti Il fondatore della Destra: non c'è più il ricatto del voto utile, gli italiani potranno scegliere chi non li ha traditi ROMA Raffaele Lombardo e Francesco Storace insieme appassionatamente per superare lo sbarramento del 4% ed entrare in Europa. L'annuncio dell'alleanza tra il Movimento per l'autonomia, il partito del governatore siciliano, e dell'ex ministro della Sanità padre fondatore della Destra, lo dà proprio Storace. Nei prossimi giorni è prevista la firma di un documento politico inneggiante l'autonomia e la presentazione del simbolo elettorale. La cosa non impensierisce i maggiorenti del Pdl, tanto che qualcuno (con la garanzia dell'anonimato) dice che sarebbe una mossa concordata. Sarà. Ma intanto il capo dei senatori Maurizio Gasparri liquida il tutto così. «La loro argomenta è un'intesa tecnica più che politica e francamente non ci preoccupa né ci colpisce più di tanto». Il movimento di Lombardo, forte soprattutto in Sicilia e presente anche in altre regioni del Sud, fa parte dell'attuale maggioranza di centrodestra ma non è confluito nel Popolo della libertà. La Destra, nata ufficialmente nel novembre del 2007 perché non condivideva la «deriva democristiana di Gianfranco Fini», è invece fuori del perimetro del centrodestra, tanto che alle politiche del 2008 presentò come proprio candidato premier Daniela Santanché, ora passata con Berlusconi, dopo avere tentato di allearsi proprio con il Cavaliere. Allora l'Mpa prese l'1,1%, mentre la Destra il 2,4. L'obiettivo di entrambi, Storace e Lombardo, è di valicare la soglia del 4% e accedere così all'europarlamento, una soglia da raggiungere su base nazionale e non circoscrizionale come aveva proposto (senza successo) lo stesso Lombardo durante l'esame in Parlamento della legge per le europee. «Noi e Storace dice Lombardo costituiremo il nucleo forte attraverso il quale fare sentire una voce chiara in tema di autonomia e portare avanti un progetto verso il federalismo europeo». La piattaforma politica con cui cercare alleati come la Destra, si legge in una nota del Mpa, è la «difesa della rappresentanza contro l'involuzione del sistema politico italiano che attraverso un bipartitismo forzato estraneo alla cultura e alla tradizione del Paese riduce gli spazi politici». Non solo, la loro è una battaglia «in difesa del Mezzogiorno contro le lobby e la burocrazia e per una Europa fondata sulle proprie radici cristiane ». «Ora aggiunge Storace senza più il ricatto del voto utile e senza la tradizionale arma usata in 15 anni da Berlusconi, visto che il presidente del Consiglio non ha più il nemico da battere, la sinistra, gli italiani di destra potranno scegliere finalmente il movimento che non li ha traditi». Con il premier Lombardo con Berlusconi: l'Mpa ha ottenuto alle Politiche 8 deputati e 2 senatori (Ansa) Lorenzo Fuccaro

Torna all'inizio


Ciarlo: è da tempo che chiedo di farlo decadere (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 03-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno sezione: INPRIMOPIANO data: 03/04/2009 - pag: 3 Le reazioni Ciarlo: è da tempo che chiedo di farlo decadere NAPOLI Il capogruppo regionale del Pd, Pietro Ciarlo lo chiede da tempo, ha presentato una mozione per farlo decadere dal ruolo, prezioso, di segretario nell'ufficio di presidenza. Ma Roberto Conte resta al suo posto. Perché? Burocrazia e nonsipuotismo. Ciarlo presenta la mozione di revoca il 26 febbraio 2009 dando due motivazioni: costante assenza dalle riunioni e uscita del consigliere regionale dalla maggioranza (espulso dal Pd, è nel gruppo misto). Su quest'ultima eccezione l'avvocatura regionale dà parere negativo: nessuna spartizione è sancita per legge. Quanto alla motivazione formale, l'avvocatura rimanda la decisione, in assenza di norme e regolamenti, al consiglio regionale. Conte, avuta la mozione, non solo diffida il consiglio regionale ma fa un esposto alla Procura napoletana per violenza privata. Insomma è perseguitato. La mozione viene calendarizzata una sola volta. Difronte alla denuncia di Conte, viene chiesto dai capigruppi un ulteriore esame delle carte.

Torna all'inizio


Buffi, ingenui ma sempre i migliori (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 03-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

PARMA GIORNO E NOTTE 03-04-2009 Figli, fratelli e compagni di vita: storie diverse tra cani e padroni. Coppie di fatto: inseparabili DI CATERINA ZANIRATO Buffi, ingenui ma sempre i migliori S ono molto più che cani: sono fratelli, figli, veri compagni di vita e componenti della famiglia. I loro padroni non hanno dubbi, nessuno può dare l'affetto che ti dà un amico a quattro zampe, non c'è fidanzato che tenga. Sono buffi, ingenui, pasticcioni, ma fedeli e leali. Fanno danni, sporcano, sono esigenti, complicano la vita. Ma i cani sono innamorati dei loro padroni. E con il loro modo di fare, sanno come conquistare il loro cuore, creando un legame indissolubile nel tempo. Basta passeggiare per le vie del centro che subito si vede quanti parmigiani hanno scelto di avere un compagno di vita a quattro zampe. Non importa la razza o l'età: dal cucciolo di barboncino al bull dogg, tutti i padroni li portano al guinzaglio con orgoglio, raccontando al mondo che li osserva che il loro è un rapporto speciale. UN FRATELLO IN CASA «Lui si chiama Jack, è un incrocio tra un pastore maremmano e un tedesco - spiega Giuseppe Randisi, 20enne -. Ha 4 mesi: l'ho comprato e l'ho portato a vivere con me e i miei tre coinquilini. E' diventato subito il cane di tutti: è come se avessimo un fratello in casa. E' un giocherellone, gioca con tutto quello che vede in casa. Ed è innamorato del divano: quando ci si siede lui nessuno si può avvicinare». Avere un cane comporta anche dei sacrifici, ma Giuseppe è pronto ad accettarli: «La cosa più pesante è la burocrazia - commenta -. Sono residente ad Agrigento e sono obbligato a registrarlo all'anagrafe canina del Comune di residenza. Per poterlo portare in vacanza con me in barca, in aereo, all'estero, devo fargli tutti i documenti, come se fosse una persona: a giorni, infatti, devo affittare un'auto per portarlo in Sicilia e fargli tutti i documenti di riconoscimento. Però non sarà faticoso. Non vedo l'ora di fare un viaggio con lui». IN VACANZA INSIEME Sono tenerissimi insieme Alberto Copelli, 31 anni, e Carmen, una bastardina di 8 anni. «La considero una figlia, non un cane - racconta -. Si comporta da essere umano: è intelligente, ascolta, le piace stare in mezzo alle persone, dorme nel mio letto, è super viziata. Una volta abbiamo anche fatto un viaggio insieme: a febbraio, siamo andati in Puglia solo io e lei». Carmen, l'ha chiamata così in onore di Carmen Consoli, ha una storia molto triste alle spalle: «L'hanno trovata abbandonata in un cantiere - spiega Alberto -. Era piccolina, magra e probabilmente era stata maltrattata: ancora oggi, se vede un muratore inizia a ringhiare. L'abbiamo accolta in casa nostra e lei ci ha regalato subito il suo affetto: è buonissima, gioca sempre con tutti i bambini, si prende le coccole e non crea mai problemi. Non le piace però stare in mezzo agli altri cani: quando la porto al parco si isola e resta con me». Alberto non ha dubbi: tra la sua cagnolina e una ragazza vince la prima: «Carmen viene prima, senza ombra di dubbio». E' bellissimo guardare passeggiare insieme Livia Marchi, 15 anni, e la sua Giuditta, un Jack russel di 2 anni e mezzo: insieme girano per il centro osservando le vetrine, commentando i vestiti. «Abbiamo un ottimo rapporto - spiega Livia - è una giocherellona, mi fa compagnia quando studio, la porto sempre con me a fare shopping, dorme sempre con me quando trova la porta della camera aperta, è una sorella silenziosa». Per Livia un cane non comporta tanti sacrifici: «E' vero, bisogna portarlo fuori anche quando non se ne ha voglia, ma l'affetto che ti dà è imparagonabile». Ma tra un fidanzato e la sua cagnolina, Livia non sa proprio scegliere: «Beh, direi che sono importanti tutti e due». C'è anche, poi, chi porta fuori il cane della fidanzata, per avere così più tempo a disposizione con lei: è il caso di Carlo Buzzi, 23 anni, e «India», american pitt bull terrier. «E' della mia ragazza, ma è come fosse mio perché lei lavora e quindi lo accudisco io. Quando lei si alza la mattina, India arriva vicino a me e mi tiene a letto con la zampina». Qualche sacrificio c'è, ma sono tutti sopportabili: «Certo, non è il massimo portare fuori il cane quando torni a casa dalla discoteca alle 4 di mattina. Ma per lei lo fai». COMMESSI A QUATTRO ZAMPE Sono molte le proprietarie di negozi a Parma che si fanno seguire dal loro cucciolo. E' il caso di Patrizia Bottarelli, che ha un Bull Dogg inglese bianco di nome «Dede»: «E' la mia ombra - racconta -. Amo gli animali e ho sempre avuto cani: lei ha solo 7 mesi. Si crea un'intesa bellissima. Quando passiamo sopra ad una grata, la devo prendere in braccio: lei non ci vuole salire perché pensa di essere sospesa nel vuoto. In negozio è bravissima, anzi è diventata l'attrazione dei clienti. E non comporta troppi sacrifici: basta stare un po' attenti quando si va in vacanza». Sono due cani «da negozio» anche Vicky e Medea, di 5 e 9 anni, che seguono la padrona Monica Molesini tra i vestiti della sua boutique. «Mi seguono ovunque - spiega Monica - E Medea è anche molto gelosa di chi mi si avvicina. Sono dei cani rumorosi e combina guai: mi fanno spesso arrabbiare. E ogni volta che li sgrido troppo scappano da casa, consapevoli di cosa hanno combinato. Poi tornano da soli. Un cane è come un figlio: va accudito, gli va dato amore incondizionato. Il problema in casa mia è sorto quando ho avuto la prima bambina: Medea mi ha fatto una crisi di gelosia ed è andata in depressione per 6 mesi. Poi, però, hanno fatto amicizia e ora guai a chi la tocca». Monica non ha dubbi: «I cani sono puri, ingenui come dei bambini e gli si perdona tutto. Il marito, invece, non è mai scusato quando fa qualche pasticcio!». Sempre in un negozio del centro si possono trovare Zoe, di 13 mesi, e la sua padrona Antonella Zoni: «Siamo insieme tutto il giorno - spiega -. A casa, a lavoro, fuori a passeggiare. Però dormiamo in camere separate. E' paurosa e affettuosa, quando entrano i clienti si nasconde sempre sotto al bancone. Abbiamo gli stessi ritmi: si sveglia con me e si addormenta con me. Certo, da quando ce l'ho la mia vita è legata alla sua: la considero in ogni decisione importante che prendo, dalla casa alla vacanza. E mi sono resa conto che tra un uomo e un cane, viene prima il cane: è lui che deve accettare Zoe, così com'è». hh C'E' CHI SE LI PORTA IN VACANZA E CHI AL LAVORO. MONICA: «SONO COME DEI BIMBI, GLI SI PERDONA TUTTO» Salvo per uso personale è vietato qualunque tipo di riproduzione delle notizie senza autorizzazione.

Torna all'inizio


Lettere al direttore (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 03-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

LETTERE AL DIRETTORE 03-04-2009 Lettere al direttore lettere@gazzettadiparma.net Gazzetta di Parma via Mantova, 68 - 43100 Parma Pubblicità e affissioni abusive Egregio direttore, mi faccio portavoce di un gruppo di cittadini del quartiere Cittadella. Le scrivo perché ormai esasperati di vedere i nostri portoni, videocitofoni e cassette della pubblicità (peraltro nuovi) imbrattati e rovinati per l'affissione continua (con adesivi super-incollanti) di pubblicità della ditta Fastweb Infostrada. Ho contattato inizialmente il Comune, la polizia municipale, la polizia edilizia (sì, perché giocano anche allo scaricabarile!), senza ottenere nulla, se non perdita di tempo e denaro per la sottoscritta. Anzi, sono sembrati infastiditi, giustificando la cosa e dicendomi che «è una pratica ormai consueta e diffusa». Dal momento che si tratta palesemente di una pubblicità abusiva, nonchè di vandalismo bello e buono, mi chiedo perché non si provveda con tempestività a multare pesantemente le due società in questione? Sono sempre così solerti e puntuali, spesso in modo quasi vessatorio, a multare i cittadini anche per piccole e veniali infrazioni, perché, invece, non si fa nulla? Lettera firmata Parma, 31 marzo Spreco di carta Gentile direttore, in questi giorni ho ricevuto dall'Inps il Cud 2009 (cinque fogli) con l'invito di effettuare la denuncia Red. Da diversi anni mi reco presso un Caf autorizzato per fare la denuncia. La mia pensione annua per il 2008 è ammontata a euro 5.760,43 , cioè la misura minima integrata. Il Caf mi ha restituito ben 7 (sette) pagine di documentazione che ha trasmesso all'Inps per via telematica. Non so se l'Inps ne farà una stampa da inserire nei suoi archivi. Essendo diversi milioni i pensionati con pensione integrata al minimo, immagino che verranno tagliati diversi alberi per fare una cosa che esperti in materia mi dicono che potrebbe essere fatta con meno di un decimo di spesa e di perdita di tempo. Tutti i giorni si protesta per gli sperperi nell'amministrazione pubblica. Penso che basterebbe fare un piccolo sforzo di attenzione per ottenere forti risparmi. Non mi sento di chiedere fantasia a chi vive di burocrazia. Lettera firmata Parma, 24 marzo Bar condannato per «fumo esterno» Signor direttore, un bar è stato tenuto a risarcire i vicini per i danni arrecati da chi fuma al suo esterno. Lo ha stabilito la Cassazione confermando 10 mila euro di risarcimento a una famiglia fiorentina che viveva sopra un bar frequentato da persone che fumavano molte sigarette fuori dalla porta del bar. Io vivo sopra un bar di via Farini dove tanti ragazzi fumano fuori dal locale e io non posso aprire le finestre. Quindi sono molto soddisfatto di questa sentenza che mi darà modo di presentare denuncia contro il bar e ottenere anch'io un risarcimento. Lettera firmata Parma, 1 aprile Berlusconi padre-padrone Gentile direttore, alcuni giorni fa l'on. Franceschini suggeriva al Presidente del Consiglio di non candidarsi alle imminenti elezioni europee. Personalmente suggerisco un'altra cosa all'on. Berlusconi: di non candidarsi più alla carica di Presidente del Consiglio alle prossime elezioni politiche, se tutto va bene fra quattro anni. Egli ha traghettato infatti tanti partiti alla composizione del Popolo delle Libertà e questo è un merito che gli va riconosciuto pienamente, ma dopo 15 anni ormai dalla sua storica discesa in campo, è giunta l'ora per lui di farsi da parte. Un partito nuovo ha bisogno di una leadership nuova, nelle persone, nei gesti e nei modi, altrimenti il Popolo della Libertà risulterà nuovo nel nome e nella grafica, ma sarà sempre ancorato all'idea di un Berlusconi padrepadrone, leader indiscusso ed indiscutibile. Non è questo l'unico modo per gestire la leadership di un partito, non è l'unico modo per presentarsi ai cittadini. I moderati che ritengo siano indiscutibilmente la maggioranza degli Italiani sono lontani da Berlusconi come il giorno dalla notte. E' dunque auspicabile che questo nuovo partito riparta da zero, ritrovi la fiducia dei cittadini e sappia esprimere volti nuovi e idee nuove. Diversamente risulterà solo l'unione di partiti, un trascinarsi stanco di slogan già visti e sentiti troppe volte per suscitare interessi ed emozioni. Gianni Cocconcelli Parma, 30 marzo Il chirurgo volontario Gentile direttore, desidero rispondere sia al vostro lettore che sulla Gazzetta di Parma di oggi, 1 ° aprile, ha commentato un precedente articolo della giornalista Monica Tiezzi dal titolo «Chirurgo si offre volontario ma l'Ausl: non si può» , sia fornire alcune precisazioni sul contenuto dello stesso articolo. La mancata accoglienza, da parte di questa Direzione, della richiesta di un medicochirurgo in pensionamento anticipato dall'Ausl di Reggio Emilia di poter prestare attività di volontariato presso le strutture aziendali si deve a un motivo tecnico e giuridico, come è stato comunicato all'i n t e r e ssato: la fornitura di prestazioni sanitarie segue una programmazione ben precisa relativa sia all'o r g a n i z z a z i one dei servizi che del relativo personale, specialistico e non; in base alla legislazione vigente non ci è concesso di instaurare rapporti di collaborazione professionale volontaria. Si tenga conto del fatto, inoltre, che sul territorio provinciale sia di Parma che di Reggio Emilia ( presso la cui Ausl prestava servizio il professionista citato) operano in ambito sanitario circa un migliaio di associazioni di volontariato ed enti noprofit con elevate competenze e qualità dei servizi prestati, cui il medicochirurgo potrà sicuramente manifestare la sua disponibilità a collaborare come volontario. Dr. Massimo Fabi Il Direttore Generale Ausl Parma, 1 aprile La politica a Langhirano Egregio direttore, le schermaglie preelettorali amministrative per la «conquista » della poltrona di primo cittadino del Comune di Langhirano, tra i sigg. Vicini ( ex Sindaco) e Bovis ( attuale Sindaco), stanno risvegliando la sopita dialettica politica locale. Con la presa delle distanze da Bovis, durante il recente Consiglio Comunale, da parte di un «triunvirato» di consiglieri capeggiati dal sig. Dieci, la cittadinanza ha assistito ad una «ritirata strategica di parte della maggioranza » , in attesa di quello che potrebbe essere un loro reimpegno, sotto l'egida di un'altro «comandante» . Ciò che lascia perplesso il cittadino, quale il sottoscritto, è che tutto quello che avviene è nell'ambito della stessa appartenenza politica, stesso «tetto» e «colore» , stessa condivisione di ideali, progetti e realizzazioni comunali, condivise da vent'anni. Improvvisamente la rottura, a detta dei protagonisti insanabile, dopo quanto sempre unanimemente condiviso! E' chiaro quindi che, sottostante a tutto, c'e' l'ambiziosa corsa alla «conquista» della poltrona predetta per quello che «materialmente» rappresenta, nonostante le dichiarazioni di circostanza che vedono l'impegno dei fautori della politica, rivolta all'esclusivo bene del proprio paese ( una sorta di missione). Intanto una delle cose fondamentali per la collettività, quale la realizzazione di scuole antisismiche, in sessant'anni di gestione della cosa pubblica da parte di persone appartenenti allo stesso «colore» politico, resta pia illusione. Sono stati utilizzati i denari dei contribuenti, nel corso degli anni, per fare tante altre cose, «seppellendone» recentemente una parte nella costruzione di un tunnel sotterraneo tra un'edificio scolastico ed una mensa, senza risolvere alla radice la problematica importantissima e primaria della sicurezza scolastica, nonostante gli appelli rivolti in tal senso più volte dalle minoranze. Al cittadino resta l'amara convinzione che se, negli anni, ci fosse stata un'alternanza democratica delle forze politiche, nella gestione della cosa comune, forse la problematica più importante scuole, sarebbe stata da tempo risolta, per la tranquillità della collettività, eliminando nel contempo i clientelismi che volenti o nolenti si sono fortemente radicati nella società. Mario Malandri Pilastro, 2 aprile Gli incontri di Bancamonte Egregio direttore, ritengo opportuno segnalare e lodare l'iniziativa di Banca Monte Parma relativa agli "In - contri economici del giovedì. Il tempo delle scelte, idee a confronto per superare la crisi". In momenti in cui impera ovunque un allarmismo senza costrutto, è indispensabile non perdere la calma e affrontare la congiuntura con analisi accurate e di alto livello. L'incontro di giovedì scorso, "L'economia italiana tra progresso e declino", con Pierluigi Ciocca, illustre economista e storico, già vicedirettore della Banca d'Ita - lia, ne è stato un ottimo esempio. Come membro della comunità degli addetti ai lavori ho apprezzato molto il taglio dell'intervento, la solida base di cultura economica, l'equilibrio tra ricerca e capacità di valutare gli impatti sull'economia reale. Che anche a Parma si possa partecipare a momenti di approfondimento di questa qualità mi sembra molto opportuno e lodevole. Approfitto quindi di questo spazio per rivolgere al presidente di Banca Monte Parma, Alberto Guareschi, un invito a rinnovare queste occasioni, magari con un ulteriore cicli di incontri in autunno dopo quello del prossimo 23 aprile con Roger Abravanel. Sono certo che in molti lo apprezzerebbero e si unirebbero a me in questa richiesta. Paolo Zalera Parma, 2 aprile Il degrado dei marciapiedi Egregio direttore, condivido in pieno il pensiero del signor Zorandi in merito al degrado dei marciapiedi di certe zone della città: penso che i marciapiedi debbano essere al servizio dei pedoni e soprattutto dei disabili, quindi liberi da biciclette, moto e motorini (e soprettutto da ciclisti incoscienti che li percorrono a folle velocità). Dobbiamo pensare a chi non ha la fortuna di poter usare le proprie gambe ma è costretto su una sedia a rotelle: l'incidente di via D'Azeglio mi ha molto colpita. Lasciamo liberi i marciapiedi per i nostri amici disabili, per i bambini e per le loro mamme. Lettera firmata Parma, 31 marzo Salvo per uso personale è vietato qualunque tipo di riproduzione delle notizie senza autorizzazione.

Torna all'inizio


Slitta il piano per il nucleare (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 03-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2009-04-03 - pag: 17 autore: Energia. Un emendamento al ddl Sviluppo allunga di almeno sei mesi i tempi per l'individuazione dei siti Slitta il piano per il nucleare Maggiori poteri alle Regioni - Esclusa la partecipazione della Cdp Federico Rendina ROMA I "criteri" per cominciare a studiare dove piazzare le nuove centrali atomiche italiane arriveranno solo in autunno inoltrato, se andrà bene: il termine del 30 giugno è ufficialmente slittato. E poi, ma se ne parlerà comunque dal 2010, bisognerà vedersela con la consueta burocrazia: salta infatti l'autorizzazione unica e ritornano i vincoli della Via (valutazione di impatto ambientale) e Vas (valutazione ambientale strategica). Nel frattempo gli operatori elettrici che davvero pensano di partecipare alla sfida avranno qualche brivido in più sul fronte dei costi, comunque immani, dell'operazione. Salta infatti il progetto di costruire consorzi partecipati, seppure in minoranza, dalla Cassa depositi e prestiti. E chi vorrà avventurarsi nella pianificazione economica delle centrali atomiche sappiafin d'ora che dovrà accantonare dall'inizio tutti i denari per il futuro smaltimento delle scorie, e che dovrà riconoscere una serie di "compensazioni" economiche sia alle popolazioni, anche con bollette scontate, che alle amministrazioni locali. Alle quali bisognerà comunque garantire «elevati» (e non più «adeguati», come previsto nel progetto iniziale) livelli di sicurezza, da pubblicizzare finanziando campagne informative. E' la nuova via crucis del rinascimento nucleare italiano, tracciata da maggioranza e opposizione nella commissione Industria del Senato, dove sta lentamente progredendo lo stralcio del ddl "sviluppo" che contiene appunto le norme per rendere credibile la promessa del Governo sul ritorno all'atomo elettrico. Le modifiche, che aggiungono nuovi tormenti, sono contenute negli emendamenti proposti o direttamente dalla maggioranza (slittamento di sei mesi per i criteri rispetto al termine del 30 giugno, no alla partecipazione della Cdp, compensazioni estese anche agli enti locali) o dall'opposizione con il via libera di molti membri della maggioranza ( no all'autorizzazione unica, ad esempio). Tutto più difficile, dunque. Anche perché le nuove stime sulla effettiva convenienza dell'operazione preoccupano sempre di più. Lo testimoniano, tra gli altri, gli analisti del Boston Consulting Group. In Italia – spiega Fabio Cantatore, responsabile dell'area energia di Bcg per l'Italia – le centrali nucleari possono rivelarsi decisive per risolvere i problemi strutturali della nostra energia, riequilibrando il mix di combustibili che vede l'egemonia del gas, «mitigando la dipendenza dall'estero e contribuendo al taglio delle emissioni imposto dai protocolli ambientali». Ma in assoluto l'economicità dell'atomo,che richiede investimenti doppi o più probabilmente tripli rispetto a una centrale a gas o a carbone di pari potenza con la possibilità di "rifarsi" grazie al minor costo del combustibile, «non è affatto scontata», avverte Cantatore. Specie in una fase ciclica calante nei prezzi del barile e del gas. Fanno fede le valutazioni di Bcg sui costi marginali di produzione elettrica negli Stati Uniti, dove si usano davvero tutte le tecnologie a disposizione: tra i 62 e i 65 dollari il costo di produzione del magawattora da nucleare, tutto sommato analogo a quello consentito da una moderna centrale a carbone "pulito" e non lontano dai 70-75 dollari del ciclo combinato di gas. Le proiezioni finanziarie rafforzano la convinzione che a oliare l'operazione può essere solo un sistema di incentivi pubblici, diretti o indiretti, in grado di fornire una corsia normativa preferenziale e un significativo aiuto economico. Sul primo fronte gli ultimi emendamenti non rassicurano. Sul secondo nemmeno: l'estromissione della Cdp è un duro colpo, anche se un ipotetico consorzio "alla finlandese" (tutti concordano che il pool tra operatori, finanziatori e grandi consumatori di energia che si impegnano al ritiro dell'elettricità a prezzi programmati rappresentaanche per noi la migliore soluzione) potrebbe comprendere un protagonista davvero robusto: l'Acquirente unico,l'organismo pubblico che negozia e acquista l'elettricità per i clienti ancora "vincolati", ovvero le famiglie e le piccole imprese che hanno deciso di rimanere agganciate alle vecchie tariffe aggiornate trimestralmente dall'Authority anziché passare alle offerte sul mercato libero dell'energia. © RIPRODUZIONE RISERVATA I DUBBI SUI COSTI Un'analisi Boston Consulting sottolinea l'impegno pesante della tecnologia atomica: per essere competitiva richiede incentivi pubblici

Torna all'inizio


La domenica vale 4 miliardi (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 03-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2009-04-03 - pag: 23 autore: La spesa delle famiglie. Per l'Università Bocconi lo shopping festivo farà crescere i consumi (+1,8%) La domenica vale 4 miliardi Federdistribuzione: sono troppo poche le 16 giornate di apertura Vincenzo Chierchia MILANO «I consumi in questi mesi del 2009 vanno bene, sicuramente meglio delle attese e per Pasqua siamo molto fiduciosi» commenta Paolo Barberini, presidente di Federdistribuzione, l'associazione delle grandi catene commerciali. «Sarebbe ora – aggiunge – di liberalizzare le vendite nei giorni festivi che sono particolarmente graditi dai consumatori. Ci sarebbe una forte accelerazione dei consumi e del prodotto interno lordo. La ripresa dell'Azienda Italia partirà con il mercato interno. A marzo, ad esempio, le vendite nella grande distribuzione segnano, secondo le prime stime, un aumento medio del 5% e per Pasqua, grazie a promozioni senza precedenti e prezzi in netto ribasso, le previsioni sono molto positive». Le promozioni da febbraio sono a livelli record, in offerta speciale un prodotto su quattro, secondo Nielsen. La ricetta di Federdistribuzione punta sulla liberalizazione delle aperture dei negozi la domenica. Secondo una indagine realizzata dall'Università Bocconi di Milano (istituto Cermes), intervistando un campione significativo di italiani, se si arrivasse a raddoppiare le aperture festive, portando da 16 ad almeno 32 i giorni di shopping, il volume dei consumi aumenterebbe di 4 miliardi di euro (l'incremento stimato sulla spesa totale delle famiglie è dell'1,8% circa) circa con un impatto positivo sul Pil pari ad almeno un quarto di punto (+0,25%). «La domanda di shopping festivo è in forte crescita» sottolinea Roberto Ravazzoni, responsabile dell'indagine Bocconi. In media, secondo l'indagine, se i negozi sono aperti anche la domenica, più di un italiano su due si dedica allo shopping. Ravazzoni aggiunge che si compra sempre di più la domenica perché «i consumatori hanno sempre meno tempo a disposizione »; la quota nel 2006 era il 54,8% della popolazione ora è salita al 57,2%». Complessivamente, nell'ultimo anno il 71,3% degli italiani ha fatto acquisti la domenica in un supermercato (nel 2006, anno di una precedente indagine, la quota si era attestata al 65,4%), il 59,8% nei centri commerciali, il 48,4% nei negozi dei centri delle città, il 40,2% nei negozi sotto casa e il 30,5% negli outlet. Ma le famiglie, rileva l'indagine, si devono scontrare con l'esigua disponibilità di negozi aperti nei giorni festivi. Federdistribuzione ha stimato che sono in media 16 l'anno, mentre dall'indagine emerge che i consumatori vorrebbero che fosse possibile lo shopping almeno 29 domeniche l'anno.Sempre secondo l'indagine Bocconi più di un italiano su quattro oggi si dice disposto a concentrare lo shopping proprio la domenica. «I festivi sono ormai strategici per le catene di distribuzione – ha aggiunto Paolo De Gennis, top manager di Esselunga –, il fatturato spesso eguaglia quello del sabato». Federdistribuzione ha poi elaborato una serie di proposte. «Servono incentivi alle famiglie, quelli sugli elettrodomestici sono limitati; bisogna eliminare i vincoli su orari e giorni di apertura dei punti di vendita – sottolinea Barberini – e dare più libertà a promozioni e saldi omogeneizzando le regolamentazioni locali. Non possiamo sempre ritrovarci con tante normative, diverse tra loro, è impossibile fare sviluppo. Occorrono poi agevolazioni fiscali per gli investimenti e la possibilità di incrementare del 20% le aree di vendita dei negozi. Ogni anno investimento almeno 3,5 miliardi ma potrebbero essere di più. Dobbiamo liberalizzare anche la possibilità di vendere la benzina e le pratiche di ammodernamento dei negozi, istituiremo un "Mister Costi" per vigiliare sul peso delle norme e della burocrazia sull'attività aziendale». vincenzo.chierchia@ilsole24ore.com © RIPRODUZIONE RISERVATA www.ilsole24ore.com La ricerca Bocconi sullo shopping domenicale LO SCENARIO A febbraio e marzo nuovi incrementi del giro d'affari della grande distribuzione (+5%), positive le attese per la Pasqua

Torna all'inizio


Il conto è presto fatto: nove dirigenti del Comune costeranno alle casse di Palazzo dei... (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 03-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

Venerdì 03 Aprile 2009 Chiudi di LUCA BENEDETTI Il conto è presto fatto: nove dirigenti del Comune costeranno alle casse di Palazzo dei Priori quasi 145 mila euro in più. Non è un premio di Pasqua, è quanto, invece, ha stabilito la commissione per il controllo delle valutazioni e mette nero su bianco gli arretrati assegnati ad un pacchetto di dirigenti perché il loro settore, fino al 31 marzo dell'anno scorso, ha pesato di più. Cioè ha effettuato funzioni più ampie rispetto all'incarico di partenza. Roba un po' vecchiotta che arriva a conclusione, cioè al pagamento, con un ritardo che racconta della burocrazia che si morde la coda. Giusto un anno dopo la prima rivoluzione dei dirigenti che è stato il primo passo pesante della riorganizzazione che tiene sulle spine più di mille dipendenti e accende le tensioni tra sindacato e giunta. Contiamo. A 145 mila euro di spesa in più si arriva dopo la ripesatura delle posizioni dirigenziali e il primo passo viene messo in fila nel 2006 dal sindaco Renato Locchi dal segretario generale Riccardo Tenerini dal direttore generale Luciano Castellani che, nell'ambito della commissione per il controllo delle valutazioni, prende atto della nuova pesatura delle posizioni dirigenti dopo la riorganizzazione. Ma l'ultimo via libera arriva dalla Commissione per il controllo delle valutazioni del 25 agosto dell'anno scorso. C'è, naturalmente, ancora il sindaco Renato Locchi, il segretario generale Riccardo Tenerini e il nuovo city manager, Antonella Pedini. La commissione esamina non solo il nuovo peso delle posizioni dirigenziali, ma anche le osservazioni (a favore) di alcuni dei dirigenti interessati alla ripesatura. L'ultima puntata è la determina dirigenziale (la numero 90) fresca di stampa. Esce l'undici marzo 2009 e fa il conto finale della spesa: 126.523,69 euro. Con un'aggiunta di altri 18.473,44 euro per un altro dirigente, stesso giorno, determina numero 91. C'è chi deve prendere soldi (risorse accantonate in un apposito fondo per la retribuzione di posizione e di risultato) dal 2002 e chi dal 2005. L'ultimo giorno per il conteggio è il 31 marzo 2008, giusto il giorno prima dell'entrata in vigore della riorganizzazione targata Ferranti. Ma c'è anche un dirigente che resta a bocca asciutta, nonostante la richiesta arrivata sul tavolo della commissione. I dirigenti che devono prendere gli arretrati sono Loredana De Luca (12.985,23 euro), Sergio Asfalti (8.656,95), Adelio Bui (in pensione e quindi il conteggio si chiude nel settembre 2007, 12.766,51), Ivana Moretti (8.656,95), Franco Becchetti (31.161,37), Leonardo Naldini (14.425,88), Luciana Lucarelli (15.374,97), Patrizia Brutti (22.495,82) e Roberto Ciccarelli(18.473,44). Numeri, pesatura e cifre, fanno rumore. Tanto che il consigliere comunale Carmine Camicia (Dc) annuncia l'esposto alla magistratura contabile: «Domani (oggi, ndr) porterò gli incartamenti alla Corte dei Conti. E poi si dice che i dirigenti costano poco. E' l'ennesima farsa di questa giunta, il resto sono soltanto parole al vento». La polemica sulla ripesatura e sui soldi ai dirigenti, arriva nel giorno in cui delegazione trattanti e sindacati si incontrano per chiudere il pre-accordo sulle promozioni verticali (una ventina) e sulla nuova posizione organizzativa (bocciata in estate) per l'Urp. Firmano Cgil (dopo una faccia a faccia della delegazione), Cisl e Uil, lasciano l'incontro dopo tanta tensione Csa e Sulpm. C'è chi sorride e chi fa la voce grossa ricordando le elezioni a un passo. A proposito di dirigenti: Silvio Cipriani dall'Unità organica Pianificazione economica e politiche occupazionali conquista il marketing urbano, settore fresco di istituzione.

Torna all'inizio


meno affari anche per i professionisti (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 03-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 4 - Udine Meno affari anche per i professionisti Cacciaguerra (architetti): manca il lavoro, molti progetti stanno saltando L'ECONOMIA Il calo è del 30%. Pezzetta (commercialisti): subiamo la crisi delle imprese Guaran (ingegneri): l'edilizia è ferma. Pajani (avvocati): pagamenti in ritardo Che chiedono l'intervento delle istituzioni e nuovi ammortizzatori sociali. Anche gli studi professionistici insomma sono in difficoltà. Certo in questi casi non stiamo parlando di persone che non ce la fanno più ad arrivare alla fine del mese, ma non mancano le eccezioni. Perché quando in uno studio i conti non tornano i primi a restare a casa sono i precari, principalmente giovani che fanno pratica e quasi sempre sono assunti con contratti a termine. «La verità è che manca il lavoro -spiega il presidente dell'Ordine degli architetti, Giorgio Cacciaguerra - se fino a poco tempo fa avevo incarichi per i prossimi due anni, adesso ne ho per i prossimi tre mesi perché molti progetti sono saltati». E secondo Cacciaguerra il tanto discusso decreto casa non è la soluzione. «Costruire in deroga ai regolamenti non è pensabile - spiega - sarebbe un condono al contrario». A livello nazionale Confprofessioni stima un calo del lavoro (e dei ricavi) tra il 25-30% e il Friuli non fa eccezione. «L'edilizia è ferma - dice il presidente dell'ordine degli ingegneri, Gianpaolo Guaran -, non si costruisce e non si ristruttura. Per dare ossigeno immediato alle imprese e quindi ai professionisti che lavorano con le imprese è necessario snellire la burocrazia e far ripartire gli appalti pubblici. E poi bisogna finire con le gare al massimo ribasso altrimenti pur di prendere il lavoro si offrono percentuali di sconto talmente alte da penalizzare inevitabilmente la qualità». Oltre al fatturato in calo gli studi devono fare i conti con ritardi nei pagamenti, richieste di dilazione e rateizzazione e persino mancati pagamenti. «C'è un calo sensibile del lavoro - conferma la presidente dell'ordine degli avvocati Silvia Pajani - ma il segnale più eloquente della crisi arrivano dalle difficoltà crescenti a onorare i pagamenti». In difficoltà anche i commercialisti. «Se le imprese sono in crisi - sintetizza il presidente dell'ordine, Marco Pezzetta - anche noi lo siamo». Cristian Rigo

Torna all'inizio


ROMA - Da che scuola è scuola, la gita è gita. Straordinaria, inimitabi... (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il" del 03-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

Venerdì 03 Aprile 2009 Chiudi di NINO CIRILLO ROMA - Da che scuola è scuola, la gita è gita. Straordinaria, inimitabile combinazione di spirito d'avventura e di sfida all'ordine costituito, di imbecillità distillata e di delicate, indimenticabili emozioni. Alzi la mano, chi non ha mantenuto strada facendo, camminando per i sentieri impervi dell'esistenza, un ricordo sufficientemente nitido di quei giorni e, soprattutto, di quelle notti. Ma siccome questa non è una sceneggiatura per Pupi Avati, e tantomeno un caramelloso caleidoscopio generazionale, bisognerà pur riferire di una notizia che, a suo tempo, sui giornali non ci sarà neppure finita: i collegi dei docenti di due importanti superiori istituti romani -il Liceo Classico "Mamiani" e il Liceo Scientifico "Plinio"- le hanno bocciate all'unanimità, queste gite. Sì, ci hanno messo in mezzo anche i tagli alla scuola, ma intanto le hanno bocciate. Per quest'anno non si parte. E bisognerà pur raccontare che sulla piazza del Campus di Pesaro, nel quartiere che raggruppa diversi istituti di secondo grado, in queste mattine di primavera, davanti ai pullman di ragazzi e insegnanti in partenza per Praga e Parigi, scodinzolano festosi i cani antidroga della Questura. Una controllatina fra zaini e merende e poi si parte. Succede così da un anno e mezzo, da quando ne beccarono tre di questi ragazzi, completamente fatti nel bel mezzo di un viaggio d'istruzione in Sardegna. Già, «viaggio d'istruzione», come la burocrazia pomposamente lo chiama, e che invece spesso e volentieri diventa un piccolo luna park border line, fatto di bottiglie di whisky scolate senza ritegno e di discoteche, di porte d'albergo sfondate e di risse puntualmente sfiorate, di amori finalmente realizzati ma anche di canne, le solite canne. E con i telefonini e You Tube ognuna di queste bravate diventa il «provino per il tg della sera», come spiega efficacemente un insegnante. Già, gli insegnanti. Stralunate e sofferenti figure di adulti che per un nulla -chi 10, chi 20, comunque al massimo una diaria di 30 euro al giorno- si sobbarcano l'immane fatica di evitare il peggio ventiquattro ore su ventiquattro. Possono rifiutarsi di partire, è vero, e molti lo fanno, tanto che la caccia al Prof Gitante si apre già ad ottobre, la caccia al poveraccio che dovrà assumersi tutte le responsabilità anche penali del caso. Ma come spiega da Napoli la professoressa Rosaria Bonanno, un'insegnante di Italiano e Latino del Liceo "Calamandrei", «c'è anche un problema deontologico: come faccio a rifiutarmi di andare in gita all'estero se in quella classe c'è un progetto linguistico? Come faccio a rifiutarmi di partire se ci sono ragazzi che non hanno nient'altro che quell'occasione per vedere il mondo?». Già, vedere il mondo. Come lo ha visto un giovane scrittore torinese Andrea Bajani, imbucandosi nell'arco di un anno in tre gite scolastiche e ricavando per Einaudi "Domani niente scuola", un sapido reportage sui ragazzi dei nostri tempi. «Ho visto che cosa succede quando i ragazzi calzano i piedi del maiale», scrive Bajani a pagina 54, oppure, a pagina 86: «Se volete mettere il naso dentro il disagio giovanile provate a spacciare rispettivamente per Antipasto e Dessert una macedonia di pesche sciroppate e una merendina confezionata». Li ha visti davvero da vicino questi ragazzi, Bajani, e forse per questo non ha grande verità da rivelare: «Siamo proprio sicuri di essere stati noi meno trasgressivi di quanto oggi siano loro?» E quanto al bullismo, all'alcol, alla droga, ha una sua convinzione: «Non sono i ragazzi, si tratta di fenomeni in crescita in tutte le fasce della società. La sorpresa più amara è stato vedere in loro, in questi giovani, già lo stesso disincanto degli adulti. Il disincanto che i genitori gli hanno trasmesso: qualsiasi cosa tu studi non ce la farai, il futuro non c'è». Poi Bajani affonda il colpo: «Si è rotto il patto educativo fra genitori e docenti. Il ragazzo va a casa e si lamenta, il genitore viene a scuola e protesta. Una volta l'alunno veniva rimproverato sistematicamente due volte, prima e scuola e poi a casa. Eppoi sono sempre questi genitori a dipingere i docenti come dei falliti, come dei mancati qualcosa, quello d'italiano come mancato giornalista, quello di musica come mancato artista...». Ecco, il patto educativo si è rotto e anche le gite vanno a rotoli. Mangiano perfino male questi ragazzi, spesso gli avanzi degli alberghi dove vanno, grazie ad agenzie avide e senza troppi scrupoli. Mangiano male e si comportano peggio. Se ti tornano a casa soltanto assonnati, tiri un sospiro di sollievo e via. Fra qualche giorno avranno recuperato.

Torna all'inizio


Buffi, ingenui ma sempre i migliori (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 03-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

PARMA GIORNO E NOTTE 03-04-2009 Figli, fratelli e compagni di vita: storie diverse tra cani e padroni. Coppie di fatto: inseparabili DI CATERINA ZANIRATO Buffi, ingenui ma sempre i migliori S ono molto più che cani: sono fratelli, figli, veri compagni di vita e componenti della famiglia. I loro padroni non hanno dubbi, nessuno può dare l'affetto che ti dà un amico a quattro zampe, non c'è fidanzato che tenga. Sono buffi, ingenui, pasticcioni, ma fedeli e leali. Fanno danni, sporcano, sono esigenti, complicano la vita. Ma i cani sono innamorati dei loro padroni. E con il loro modo di fare, sanno come conquistare il loro cuore, creando un legame indissolubile nel tempo. Basta passeggiare per le vie del centro che subito si vede quanti parmigiani hanno scelto di avere un compagno di vita a quattro zampe. Non importa la razza o l'età: dal cucciolo di barboncino al bull dogg, tutti i padroni li portano al guinzaglio con orgoglio, raccontando al mondo che li osserva che il loro è un rapporto speciale. UN FRATELLO IN CASA «Lui si chiama Jack, è un incrocio tra un pastore maremmano e un tedesco - spiega Giuseppe Randisi, 20enne -. Ha 4 mesi: l'ho comprato e l'ho portato a vivere con me e i miei tre coinquilini. E' diventato subito il cane di tutti: è come se avessimo un fratello in casa. E' un giocherellone, gioca con tutto quello che vede in casa. Ed è innamorato del divano: quando ci si siede lui nessuno si può avvicinare». Avere un cane comporta anche dei sacrifici, ma Giuseppe è pronto ad accettarli: «La cosa più pesante è la burocrazia - commenta -. Sono residente ad Agrigento e sono obbligato a registrarlo all'anagrafe canina del Comune di residenza. Per poterlo portare in vacanza con me in barca, in aereo, all'estero, devo fargli tutti i documenti, come se fosse una persona: a giorni, infatti, devo affittare un'auto per portarlo in Sicilia e fargli tutti i documenti di riconoscimento. Però non sarà faticoso. Non vedo l'ora di fare un viaggio con lui». IN VACANZA INSIEME Sono tenerissimi insieme Alberto Copelli, 31 anni, e Carmen, una bastardina di 8 anni. «La considero una figlia, non un cane - racconta -. Si comporta da essere umano: è intelligente, ascolta, le piace stare in mezzo alle persone, dorme nel mio letto, è super viziata. Una volta abbiamo anche fatto un viaggio insieme: a febbraio, siamo andati in Puglia solo io e lei». Carmen, l'ha chiamata così in onore di Carmen Consoli, ha una storia molto triste alle spalle: «L'hanno trovata abbandonata in un cantiere - spiega Alberto -. Era piccolina, magra e probabilmente era stata maltrattata: ancora oggi, se vede un muratore inizia a ringhiare. L'abbiamo accolta in casa nostra e lei ci ha regalato subito il suo affetto: è buonissima, gioca sempre con tutti i bambini, si prende le coccole e non crea mai problemi. Non le piace però stare in mezzo agli altri cani: quando la porto al parco si isola e resta con me». Alberto non ha dubbi: tra la sua cagnolina e una ragazza vince la prima: «Carmen viene prima, senza ombra di dubbio». E' bellissimo guardare passeggiare insieme Livia Marchi, 15 anni, e la sua Giuditta, un Jack russel di 2 anni e mezzo: insieme girano per il centro osservando le vetrine, commentando i vestiti. «Abbiamo un ottimo rapporto - spiega Livia - è una giocherellona, mi fa compagnia quando studio, la porto sempre con me a fare shopping, dorme sempre con me quando trova la porta della camera aperta, è una sorella silenziosa». Per Livia un cane non comporta tanti sacrifici: «E' vero, bisogna portarlo fuori anche quando non se ne ha voglia, ma l'affetto che ti dà è imparagonabile». Ma tra un fidanzato e la sua cagnolina, Livia non sa proprio scegliere: «Beh, direi che sono importanti tutti e due». C'è anche, poi, chi porta fuori il cane della fidanzata, per avere così più tempo a disposizione con lei: è il caso di Carlo Buzzi, 23 anni, e «India», american pitt bull terrier. «E' della mia ragazza, ma è come fosse mio perché lei lavora e quindi lo accudisco io. Quando lei si alza la mattina, India arriva vicino a me e mi tiene a letto con la zampina». Qualche sacrificio c'è, ma sono tutti sopportabili: «Certo, non è il massimo portare fuori il cane quando torni a casa dalla discoteca alle 4 di mattina. Ma per lei lo fai». COMMESSI A QUATTRO ZAMPE Sono molte le proprietarie di negozi a Parma che si fanno seguire dal loro cucciolo. E' il caso di Patrizia Bottarelli, che ha un Bull Dogg inglese bianco di nome «Dede»: «E' la mia ombra - racconta -. Amo gli animali e ho sempre avuto cani: lei ha solo 7 mesi. Si crea un'intesa bellissima. Quando passiamo sopra ad una grata, la devo prendere in braccio: lei non ci vuole salire perché pensa di essere sospesa nel vuoto. In negozio è bravissima, anzi è diventata l'attrazione dei clienti. E non comporta troppi sacrifici: basta stare un po' attenti quando si va in vacanza». Sono due cani «da negozio» anche Vicky e Medea, di 5 e 9 anni, che seguono la padrona Monica Molesini tra i vestiti della sua boutique. «Mi seguono ovunque - spiega Monica - E Medea è anche molto gelosa di chi mi si avvicina. Sono dei cani rumorosi e combina guai: mi fanno spesso arrabbiare. E ogni volta che li sgrido troppo scappano da casa, consapevoli di cosa hanno combinato. Poi tornano da soli. Un cane è come un figlio: va accudito, gli va dato amore incondizionato. Il problema in casa mia è sorto quando ho avuto la prima bambina: Medea mi ha fatto una crisi di gelosia ed è andata in depressione per 6 mesi. Poi, però, hanno fatto amicizia e ora guai a chi la tocca». Monica non ha dubbi: «I cani sono puri, ingenui come dei bambini e gli si perdona tutto. Il marito, invece, non è mai scusato quando fa qualche pasticcio!». Sempre in un negozio del centro si possono trovare Zoe, di 13 mesi, e la sua padrona Antonella Zoni: «Siamo insieme tutto il giorno - spiega -. A casa, a lavoro, fuori a passeggiare. Però dormiamo in camere separate. E' paurosa e affettuosa, quando entrano i clienti si nasconde sempre sotto al bancone. Abbiamo gli stessi ritmi: si sveglia con me e si addormenta con me. Certo, da quando ce l'ho la mia vita è legata alla sua: la considero in ogni decisione importante che prendo, dalla casa alla vacanza. E mi sono resa conto che tra un uomo e un cane, viene prima il cane: è lui che deve accettare Zoe, così com'è». hh C'E' CHI SE LI PORTA IN VACANZA E CHI AL LAVORO. MONICA: «SONO COME DEI BIMBI, GLI SI PERDONA TUTTO»

Torna all'inizio


al museo madre si torna a ballare - cristina zagaria (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 03-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina XIII - Napoli Le polemiche I controlli Al museo Madre si torna a ballare Il gip dissequestra la sala polifunzionale. "Discoteca 3 volte alla settimana" "Abbiamo speso tempo e soldi, una vera persecuzione Ora speriamo che sia finita" Abbiamo perso troppo tempo. Oltre 4 mesi di stop forzato, polemiche, carte e burocrazia. Ora dobbiamo recuperare Non ci fermeremo, andremo avanti con i controlli per la sicurezza e la mescita di alcolici CRISTINA ZAGARIA Si torna a ballare al Madre. La sala polifunzionale è stata dissequestrata. Dopo le prove generali di domenica scorsa, il Madrenalina «torna libero», come dice il direttore del museo Donnaregina, Eduardo Cicelyn, che aveva parlato di veri e propri «arresti domiciliari per il museo». E Cicelyn, insieme con Ciro Cacciola (che cura la selezione musicale) sta già studiando un programma di eventi, e non solo per il giovedì e la domenica, ma forse anche per un terzo giorno a settimana, per tutto il mese di aprile. «Abbiamo perso troppo tempo. Oltre quattro mesi di stop forzato, polemiche, carte e burocrazia. Dobbiamo recuperare», spiega Cicelyn. «Ero sicuro che avremmo vinto questa battaglia. Domenica scorsa è andata benissimo, anche i vigili lo hanno visto con i loro occhi - si sfoga il direttore del museo Donnaregina - Tra l´altro avevamo tutte le autorizzazioni da oltre un mese. Precisamente dal 6 marzo siamo in regola per organizzare serate d´intrattenimento danzante». Il sequestro del locale risale al 29 novembre scorso, dopo una serie di blitz della polizia municipale e una denuncia (anche in consiglio comunale) del consigliere di Forza Italia, Raffaele Ambrosino. «Ci hanno contestato problemi sulla sicurezza. Ci siamo adeguati - ripete Cicelyn - spendendo tempo e soldi, dai 30 ai 40 mila euro, tra lavori e mancati introiti. è stata una vera persecuzione, speriamo che ora sia finita». Intanto, però, ieri, il primo giovedì utile è saltato. L´avvocato Riccardo Polidoro, che difende il Madre, ha ottenuto dal gip, Pasqualina Paola Laviano, il dissequestro in mattinata. Ma ieri pomeriggio alle 18 i vigili non avevano ancora notificato il provvedimento. «Lo notifichiamo entro oggi (ieri ndr) - spiegano dal comando di vai De Giaxa - E comunque non ci fermeremo, andremo avanti con i controlli per la sicurezza e la mescita di alcolici per cui non c´è la licenza e questo è già stato contestato al Madre». Lo aveva promesso nei giorni scorsi anche il comandante Luigi Sementa. Museo libero ma sotto strettissima osservazione. Il limite massimo è di 300 persone ed è vietato l´esercizio contemporaneo delle sale espositive. «Il gip ha esaminato la documentazione fornita dal direttore del museo Eduardo Cicelyn, ha acquisito il parere del pm - spiega l´avvocato Polidoro - e ha ritenuto idonei i documenti presentati, quindi ha stabilito il dissequestro della sala polifunzionale fino al 30 maggio». Il provvedimento infatti non riguarda tutto il museo, il cui accesso rimane off-limits dopo le 20 (come ribadito anche dalla licenza rilasciata dal Comune lo scorso 24 marzo). «Questa è una decisione surreale», commenta Cicelyn, che ricorda che prima della ristrutturazione della sala a pian terreno, le serate danzanti si tenevano comunque nella sala polifunzionale «perché più spaziosa». «Però trovo contraddittorio che i ragazzi che vengono al Madre il giovedì o la domenica non possano poi visitare le sale». Ma su questo punto Cicelyn è ottimista. «Questa violenza della commissione di vigilanza è stata dettata dal clima persecutorio che si era creato intorno al Madre. Per ora rispettiamo questo limite, anche se è assurdo, e cerchiamo di ottimizzare gli appuntamenti del mese di aprile, poi con più calma, per il prossimo autunno rinegozieremo l´utilizzo del museo e sono sicuro di riuscire ad ottenere i nuovi permessi». Nel sondaggio su www.napoli.repubblica. it il 70 per cento dei lettori aveva già espresso nelle ultime 48 ore il parere contro lo stop alle feste nel museo.

Torna all'inizio


Piano particolareggiato (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 03-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

n. 80 del 2009-04-03 pagina 11 Piano particolareggiato di Redazione Regola l'attività edificatoria e prevede la possibilità di espropriare aree. A questo si affianca un piano di lottizzazione, che subordina l'edificazione privata a opere di urbanizzazione (strade, parcheggi, reti elettriche ed idriche, verde pubblico, ecc.) e un piano di recupero che prevede una burocrazia urbanistica più snella e procedure accelerate in particolari ambiti urbani individuati dai comuni. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

Torna all'inizio


Il vademecum anti burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 03-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

n. 80 del 2009-04-03 pagina 11 Il vademecum anti burocrazia di Redazione Per bioedilizia si intendono quelle tecniche di costruzione che consentono un risparmio energetico: le più ricorrenti prevedono vernici che migliorano l'isolamento termico, colle senza dispersione di solventi chimici, l'utilizzo di fonti energetiche alternative (solare, fotovoltaico, ecc.), sistemi di riscaldamento a pannelli radianti nel pavimento (minori consumi, maggiori benefici), impianti per il riutilizzo delle acque meteoriche, ecc. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

Torna all'inizio


La Settimana Santa (e anche turistica) (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 03-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

Cronaca di Cagliari Pagina 1018 La Settimana Santa (e anche turistica) Polemiche sui fondi: per Floris sono investimenti e non spese --> Polemiche sui fondi: per Floris sono investimenti e non spese Le tradizioni sembrano pagare. La Sogaer annuncia un forte aumento dei turisti che visiteranno la città durante la settimana pasquale. La Settimana Santa per portare turisti in città. Anche se i fondi Por per finanziare i riti religiosi e le cerimonie collaterali hanno fatto vivere al sindaco Emilio Floris una Passione anticipata. Nel corso della conferenza stampa di presentazione degli eventi, il primo cittadino si è difeso attaccando. «Non mi piace sentir parlare di spese: questi sono investimenti», ha detto riferendosi ai 770 mila euro stanziati per la Settimana Santa. Non è stato certo un caso che fosse presente anche Vincenzo Mareddu: il presidente della Sogaer ha snocciolato i dati sulle presenze turistiche. I RITI Ma, ieri mattina nella sala consiliare del Municipio, l'attenzione è stata focalizzata su quello che accadrà nei giorni che precedono la Pasqua. L'assessore alla Cultura Giorgio Pellegrini, citando “Dolorosas”, la mostra che, girando per la Spagna, mostra le somiglianze tra i riti iberici e quelli sardi, ha insistito sul fatto che tutto si svolge all'insegna della tradizione. Una serie di riti, da Is Misterius a S'Inserru , passando per Su Scravamentu e S'Incontru , che continuano a vivere grazie all'impegno delle quattro arciconfraternite, della Solitudine, del Gonfalone di Sant'Efisio, del Santissimo Crocifisso e degli Artieri, impegnate nella loro organizzazione. GLI EVENTI Cerimonie che possono attrarre turisti. Ai quali vengono offerti anche eventi collaterali. Domenica, alla Galleria Umberto, si esibiscono i cori dei cantori delle arciconfraternite; sempre domenica, nello stesso spazio, inizia anche l'esposizione (che si concluderà il 14 aprile) di preziosi delle arciconfraternite e immagini della Settimana Santa. In programma anche una serie di mostre: al Lazzaretto quella sulla sagra di Sant'Efisio e il “viaggio attraverso le trasparenze di Cagliari tra paesaggi e volti”. All'ExMà, invece, la mostra sul futurismo, pallino di Pellegrini. I TURISTI Una serie di eventi che porteranno turisti in città. Ne è certo Mareddu che ha confrontato i dati di questa Pasqua con quella dell'anno scorso: si passa da 533 movimenti aerei a 710, da 79 mila posti offerti a 112 mila, da 60 mila visitatori a circa 65, 75 mila. Turisti provenienti da tutta Europa. «Nei voli con la Spagna», ha detto, «sono più gli stranieri che arrivano dei sardi che partono». E, giusto per portare acqua al mulino dell'amministrazione comunale, ha portato un altro dato. «La permanenza media dei turisti è di 5,2 giorni. E, ogni giorno, spendono 147 euro». LA POLEMICA Un puntello al sindaco dopo le accuse per quel finanziamento di 770 mila euro. «Avevamo l'obbligo», ha spiegato la dirigente Ada Lai, «di spendere questi soldi in due mesi, un tempo brevissimo per la burocrazia. Lunedì potremo mostrare le spese per ogni singola voce». Le polemiche hanno fatto infuriare il sindaco. «Mi verrebbe quasi voglia di querelare qualcuno». Di questi soldi, forse, se ne parlerà a lungo. Ma intanto Floris annuncia che, tempo permettendo, grazie a una delibera di Giunta, durante la Settimana Santa si arriverà alla pedonalizzazione di una parte del centro storico. MARCELLO COCCO

Torna all'inizio


- (segue dalla copertina) roberto saviano (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 03-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 40 - Cronaca Roberto Saviano dialoga con Nicolai Lilin l´autore di "Educazione Siberiana". Un libro che racconta i riti e i segreti degli Urka discendenti degli uomini che Stalin deportò in Transnistria, al confine con la Moldavia. Regole e convinzioni di una comunità antica che rivendica radici morali anche nel reato e che si tramanda il tatuaggio come lingua "Mio nonno diceva: non c´è inferno né paradiso, se ti comporti male rinasci in Russia" "Nelle mie zone tutti chiedono il pizzo, anche per tutto ciò che da voi si ritiene dovuto" (SEGUE DALLA COPERTINA) ROBERTO SAVIANO Così dopo un po´, intorno alle pagine di Educazione Siberiana, inizierà a materializzarsi un intero mondo. Sembrerà lontanissimo, altro, ma bevuto tutto lascerà un gusto in cui si ritrovano in forma diversa molti sapori simili al nostro mondo e questo genererà un brivido difficile da dimenticare. Non ci si aspetti un libro sulla mafia russa, né un trattato sul crimine, né alleanze tra clan, imperi economici, faide e sparatorie. è il contrario. è un romanzo che racconta di un popolo scomparso, di una tradizione guerriera che Nicolai conservava dentro di sé e che non riusciva più a tacere. Continuamente lui usa la parola "onesto", e continuamente ripete il termine "disonesto". Può apparire strano che parlando di una comunità criminale si parli di onestà; noi abbiamo imparato a dimenticare che un codice etico condiviso possa esistere anche al di fuori della società civile. Tra gli Urka non si stupra, non si fanno estorsioni, non si fa usura. Si può rapinare e uccidere, ma solo in presenza di un valido motivo. Si può truffare, ma solo lo stato e i ricchi. E ci sono anche regole pratiche da osservare: le armi per la caccia, per esempio, non devono essere messe accanto alle armi che servono per uccidere esseri umani. E quando un´arma tocca l´altra per purificarla bisogna avvolgerla in un panno con liquido amniotico, il liquido della vita. Seppellire il tutto e dopo un po´ arriva la purificazione. è assolutamente vietato agli uomini parlare con le forze dell´ordine. In Educazione Siberiana ci sono pagine di arresti e retate in cui la polizia non riesce a rivolgere la parola a nessun siberiano. Ogni Urka ha sempre al proprio fianco una donna che faccia da tramite. Lilin racconta che dalle sue parti si dice che chi non ha voglia di lavorare e non ha il coraggio di delinquere fa il poliziotto. Nelle comunità criminali degli Urka, diversamente da quanto accade in Italia, esistono regole talmente forti da fermare il business, vincolare il potere. Sono regole che seppur calate in un contesto discutibile hanno profonde radici morali. In Italia, fino a qualche decennio fa, per le mafie regole come non uccidere bambini, non trattare e vendere droga, non assumerne, ora sistematicamente disattese, nascevano dalla necessità di cercare quel consenso nella popolazione che adesso appare dovuto, che ora sono il timore e la forza ad assicurare. «Non è il crimine la nostra forza - diceva il nonno a Nicolai - ma il consenso ed il bene che la gente ci vuole». Lilin precisa: «Sono regole di giustizia non scritte, come la divisione equa dei beni, l´aiuto reciproco e la difesa dei più deboli». E continua con una nota autoironica che aggiunge credibilità al suo racconto: «Se nasci in quella realtà non puoi certo divenire Ghandi ma almeno vivi un una società che ha regole e diritti, non solo soprusi dove vince il più corrotto e il più forte come tra i lupi». E gli anziani nel romanzo hanno un ruolo centrale. Non sono solo i depositari delle tradizioni, ma tramandano di generazione in generazione le storie più avvincenti di rapine e di sfide. Indirizzano le nuove generazioni anche sul modo di trattare il denaro. I soldi fanno schifo ai siberiani, la considerano roba sporca. «Mio nonno in tutta la sua vita non ha mai portato soldi addosso, li tenevano in posti lontani dai luoghi della vita. I soldi sono sempre stati considerati sporchi». E le figure di questi anziani nel libro sono davvero meravigliosamente epiche. A tratti si avverte, e Nicolai conferma, che il libro è passato a vaglio dell´attento lavoro degli editor pur conservando, a volte, delle asperità, dei punti dove la lingua inciampa; ed è proprio lì che lo stile ibrido di un uomo che pensa in siberiano e scrive in italiano, lo stile personalissimo che gli scrittori migranti elaborano, esce in tutta la sua pura ingenuità e bellezza. Lilin costruisce un mondo con la sua scrittura e questo fa di lui non un semplice testimone ma uno scrittore vero e proprio. A volte viene da pensare, ascoltando Nicolai, che serbi una visione mitizzata degli Urka, parola che a chiunque abbia letto i libri di Sol�enicyn, Herling o �alamov sui gulag ricorda invece il peggior incubo per i detenuti normali: stupro, furto, percosse. Eppure il mondo che Lilin racconta sembra essere un altro, sembra partire da premesse differenti offrendo la possibilità di osservare quel mondo da una prospettiva inedita. Essere un Urka, racconta Lilin, era un marchio che ti portavi dietro ovunque: «Quando ero piccolo e uscii dalla Moldavia con mia madre, alla dogana un ufficiale vide che ero nato in Transnistria e, seppure fossi un bambino, mi fissò negli occhi e disse, �Delinquente!!!´. Bastava venire da lì». Eppure c´è nel codice degli Urka siberiani l´assoluta necessità di dire sempre la verità. La menzogna è punita. «Devi essere vero, sempre e comunque devi essere vero. Mi hanno insegnato a dire la verità sempre. Spesso i poliziotti russi quando arrestavano degli Urka li riprendevano mentre li interrogavano. Quando dicevano sei un criminale loro dovevano rispondere si, se rispondevano no era una condanna a morte tra tutti gli Urka. Un Urka non mente mai». Anche quando la verità significa una condanna alla galera. Nicolai Lilin si riconosce assolutamente nella tradizione degli Urka: «Sono un criminale onesto» dice, contrapponendo un mondo ormai tramontato, che cerca di far rivivere attraverso il suo racconto, alla Russia di oggi, completamente allo sbando. «Nelle mie zone tutti chiedono il pizzo, per qualsiasi cosa bisogna pagare. è lecito aspettarsi una richiesta di tangente per documenti, viaggi, permessi, per tutto ciò che nel mondo occidentale, in un mondo che si dice civile, dovrebbe essere dovuto». Nicolai è grato all´Italia, o almeno alla parte d´Italia dove lui vive, e nel suo discorso è possibile rintracciare anche quanto relativo sia il concetto di diritto. «Qui puoi avere un documento senza pagare tangenti, qui se vieni derubato puoi sporgere regolare denuncia, e sai che ci sarà qualcuno ad ascoltarti, a difenderti, a far valere i tuoi diritti di cittadino. In Russia e in Moldavia tutto è corruzione, politica, burocrazia, tanta prostituzione, racket, droga. Paesi marci. Mio nonno diceva spesso: credo che non esista né inferno né paradiso, semplicemente se ti comporti male rinasci in Russia». Nessun urka siberiano vorrebbe essere chiamato mafioso. La mafia russa è una categoria generica, enorme, quasi inesistente. Ci sono le famiglie di Mosca, quelle di San Pietroburgo, la mala cecena e quella georgiana potentissima in Usa, poi ci sono le famiglie dell´Azerbaigian. I siberiani non si riconoscono in nessuna di queste organizzazioni, non sentono neanche di essere gang, clan o organizzazioni. Il loro codice di vita è la loro casa. «Una volta mio nonno mi ha raccontato che fu arrestato un pedofilo, uno di quelli a cui piacevano molto le bambine piccole e anche i bambini. Gli Urka quando fu arrestato lo trattarono con rispetto. Andarono da lui, gli diedero una corda fatta con le lenzuola e gli dissero: �Hai cinque ore per impiccarti, se non lo fai ognuno di noi prenderà un pezzo di te e lo strapperà"». Una delle parti più belle del libro è il racconto dei tatuaggi. Il tatuaggio è un codice per raccontare il carattere di una persona e il percorso della sua vita, il tatuaggio degli urka siberiani è un´eredità antica che viene da molto lontano. Il tatuaggio tradizionale siberiano è un codice segreto, nato in epoca pre-russa e pre-cristiana. I primi briganti nomadi della foresta, gli Efei, si tatuavano per potersi riconoscere, lungo le grandi strade della Siberia dove assaltavano i convogli provenienti dalla Cina e dall´India. I tatuaggi quindi erano un modo per non farsi assalire da "colleghi", e un modo muto per rendersi fratelli. Quando si diffuse il Cristianesimo, il tatuaggio criminale siberiano adottò i simboli della nuova religione: gli Efei si confondevano così con i pellegrini, che erano poveri e, non potendo acquistare croci, catene e immagini sacre, se le tatuavano. Con la formazione dello stato russo, lo Zar decise di sbarazzarsi degli Efei; ma i più irriducibili di loro, gli Urka, ostili a qualsiasi potere, si rifugiarono nella Taiga dove organizzarono una dura resistenza che fu spezzata soltanto dopo secoli, dai comunisti. Nel libro sono meravigliose le pagine dove Lilin racconta come il tatuatore sia una figura speciale, quasi un sacerdote. Per i siberiani puoi diventare tatuatore solo su autorizzazione di un anziano maestro; Lilin scelse all´età di 12 anni di divenire allievo del più esperto della sua città. Era bravo a disegnare, i suoi disegni venivano richiesti per farne tatuaggi, ma aveva bisogno di imparare l´antica arte del tatuaggio tradizionale, eseguito a mano con le bacchette, non con la macchinetta elettrica. A 18 anni, ultimato l´apprendistato, il suo maestro lo nominò tatuatore. Un corpo siberiano tatuato è un libro misterioso, che pochi sanno leggere: i singoli simboli assumono un preciso significato solo se messi in relazione tra loro, nelle rispettive posizioni. «Si tratta di una grande tradizione, - dice Nicolai - alla quale sono orgoglioso di appartenere». Per un siberiano il tatuaggio è un processo lungo che dura tutta una vita. Iniziano a tatuarsi all´età di dodici anni e soltanto dopo aver passato una vita, con tutto ciò che può essere a vita di un Urka, la loro storia potrà essere letta sui loro corpi. Schiena e petto sono tatuate solo alla fine, dopo i cinquant´anni. Nicolai è completamente rivestito di tatuaggi. Imprudentemente gli chiedo di raccontarli e ottengo una risposta che non mi aspetto. «Raccontare i tatuaggi è disonesto. I tatuaggi sono un linguaggio muto, ci si tatua proprio per evitare di parlare. Solo un siberiano può capire. Chi racconta uccide la tradizione, e rischia di essere ucciso». Il tatuaggio siberiano è divenuto quasi un tatuaggio pop e il cinema ha cercato di raccontarlo, ma Nicolai è molto scettico: «Il film di Cronenberg («La promessa dell´assassino», ndr) è tutta una farsa. Il tatuaggio siberiano è morto con i siberiani. è una menzogna, dal film sembra quasi che tutti gli affiliati russi si tatuino, ma non è così. Quei tatuaggi li hanno solo alcuni, come per esempio Seme Nero». Seme Nero è un clan che si tatua ma è un gruppo che vive in carcere. Non possono avere rapporti sessuali, non possono avere famiglia, quando escono dalla galera fanno di tutto per rientrarci. Sono cosche di criminali spesso create dalla polizia per controllare le carceri, criminali comuni entrano in Seme Nero e divengono come una casta che governa in cella su tutti. Ma queste storie che rimbalzano intorno al libro di Lilin sono satelliti rispetto al suo obiettivo, quello di raccontare la palestra, la tana delle tigri siberiane in cui viene a formarsi un giovane Urka, stirpe estinta di antico guerriero. L´educazione siberiana è un´educazione antica quasi sciamanica, disciplinata. Chiedo a Nicolai della morte, che per tutto il libro è sempre vista come una compagna di vita, come qualcosa che sta lì pronta ad aspettarti né terribile né amica. C´è e basta. «Io ho ucciso Roberto, ho ucciso un bel po´ di persone. Ma non sento dolore, o meglio sento che ero costretto a farlo, ero un militare in Cecenia, e dovevo sparare. Ho ucciso e ho sentito la morte tante volte vicina a me. Ma anche su questo la mia gente mi ha insegnato a capire la morte, a conoscerla e a non sentirla come qualcosa di strano. Qui nessuno vuole morire. Io se voglio la vita so che devo volere anche la morte». Gli chiedo se ora vuol solo fare lo scrittore e vuole smettere di tatuare. «Mi sono un po´ stancato. Continuare a raccontare storie con le parole mi piacerebbe di più che continuare a bucare pelle�». Me ne vado con la certezza che il racconto e la memoria possono salvare un mondo e permettere di mappare una sorta di percorso che pericolosamente ci dice: il peggio è ancora da venire e laddove si perdono le regole si perde tutto ma, come scrive Lilin, il motto degli Urka siberiani è ancora vivo: «C´è chi la vita la gode, chi la subisce, noi la combattiamo». � 2009 by Roberto Saviano Published by arrangement with Roberto Santachiara Literary Agency

Torna all'inizio


La lentezza burocratica ferma investimenti per 500 milioni (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 03-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

Sud sezione: PRIMO PIANO data: 2009-04-01 - pag: 3 autore: A PALERMO La lentezza burocratica ferma investimenti per 500 milioni Un fabbisogno di almeno 7.200 abitazioni, 500 milioni pronti per essere investiti nell'edilizia "sociale" e un Peep (piano per l'edilizia economicae popolare) che dalla scorsa estate giace nella commissione Urbanistica del Consiglio comunale di Palermo. Sono questi gli ingredienti di una ricetta siciliana antica, quella della lentezza della burocrazia, che da un lato blocca investimenti e dall'altro non garantisce sbocchi a chi cerca casa, ma non può permettersi cifre da capogiro. Uno studio presentato nella scorsa legislatura al Consiglio comunale calcola un fabbisogno abitativo di 18 mila alloggi, sul quale si applica una soglia minima di realizzazioni del 40%, pari proprio a 7.200 alloggi. Adesso la discussione sulla delibera per dare il via all'iter per l'individuazione e la costruzione degli alloggiè partita: «Entro la prima settimana di aprile la delibera sarà pronta- sostiene il presidente della commissione Urbanistica,l'Udc Gerlando Inzerillo-. Poi toccherà agli uffici comunali stilare un piano di settore per individuare le aree di costruzione partendo dai criteri dettati». Criteri che, secondo Inzerillo, prevedranno di «non aggredire il verde agricolo. Si costruirà in zone già urbanizzate: una distribuzione a macchia di leopardo degli alloggi anche per non avre servizi carenti. Non si faranno nuove aree come lo Zen». Inoltre, indicazioni per favorire bioedilizia e sviluppo verticale delle costruzioni. Il Peepè fortemente atteso dalle associazioni di imprenditori. «In poco tempo sarebbero cantierabili 4.500 alloggiafferma Nino Salerno, presidente di Confindustria Palermo -. Inzerillo si è dato molto da fare incontrando noi e le associazioni ambientaliste, ma il tempo adesso è davvero poco». Salerno evidenzia l'opportunità di realizzarei lavori di edilizia agevolata per dare una boccata d'ossigeno alle imprese del Palermitano («vivere solo di ristrutturazioni non è sufficiente», dice). Effetti sui quali non ha dubbi neanche Elio Sanfilippo, presidente regionale di Legacoop: «I fondi bloccati per le coop di edilizia agevolata sono 500 milionia Palermo e anche a Catania c'è lo stesso problema. Eppure per la regione il settoreè fondamentale tanto quanto quello automobilistico in Piemonte, per questo abbiamo anche proposto all'Ars di inserire interventi premiali peri comuni che si dotano di Peep». Per Giuseppe Di Giovanna, presidente dell'Ance Palermo, la situazione assume toni paradossali: «A livello nazionale si tenta di ridare fiato all'economia proprio partendo dal piano casa, mentre l'amministrazione comunale palermitana è ingessata. Si rischia che gli interventi varati dal governo nazionale passino sulla testa dei palermitani senza effetto». Salvo Butera

Torna all'inizio


lombardo cambia ancora casacca addio a silvio, al voto con storace - attilio bolzoni (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 03-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 16 - Interni Lombardo cambia ancora casacca addio a Silvio, al voto con Storace "Io avrei fatto il cartello dei governatori del Sud, ma Vendola non se l´è sentita" è polemica con il Pdl, quelli dell´Udc nella giunta siciliana lo vedono come un nemico ATTILIO BOLZONI All´amico che credeva quasi un fratello, oramai ha tolto anche il saluto. Totò Cuffaro si urta quando qualcuno gliene parla, neanche il suo nome vuole sentire più. E di lui, dice: «Quello è in preda a una furia, vuole cambiare tutto quello che ho fatto io ma prima o poi, prima o poi dovrà risponderne ai siciliani». In un anno gli ha portato via feudi e poltrone, il controllo della burocrazia regionale e la Sanità, gli ha strappato uomini e voti, gli ha sottratto potere e "tagliato" la faccia come nessuno avrebbe mai nemmeno immaginato. In un anno Raffaele Lombardo ha dimenticato vent´anni felicemente vissuti con Totò Cuffaro. In siciliano, è quello che si chiama un tradimento. Per il potente governatore dell´isola è stato solo il primo passo per conquistare tutto quello che c´è fra Palermo e Catania. è fatto così Raffaele Lombardo, è di questa pasta e di questa tempra il nuovo padrone dell´isola che sta travolgendo tutto ciò che trova sul suo cammino. Oggi si è alleato con Francesco Storace alle Europee (alle regionali sarde, l´Mpa e La Destra hanno corso nella stessa lista in 5 province su 8 superando il 2 per cento), ieri era alla testa dei governatori del Sud in sintonia perfetta con Vendola e Bassolino e Loiero «per difendere tutti insieme gli interessi del Mezzogiorno», ieri l´altro strizzava l´occhio e dialogava con quel che resta ancora del Pd siciliano per far fuori tutti i ras più influenti legati a Totò e "decuffarizzare" la Regione. Sta con tutti e sta con nessuno, sta solo con se stesso: con Raffaele Lombardo. Destra, sinistra, ex fascisti, ex e post comunisti, sempre in nome dell´»autonomia». La sua, soprattutto. E intanto tratta, sta in mezzo, un po´ di qua e un po´ di là. Abile e cangiante, sempre vincente. I cronisti politici siciliani raccontano della fantastica "marcia ondeggiante" dell´uomo dagli occhi di ghiaccio e dalla mano morta (quando deve stringerla è sempre molla, incerta, timorosa) e dei giochi di prestigio di cui è capace questo ex democristiano della Sicilia orientale una volta alla corte di Lillo Mannino - con Totò Cuffaro sempre al suo fianco - e poi fondatore di quel Movimento per l´autonomia che lo sta trionfalmente lanciando verso orbite politiche sconosciute. Uno così astuto, così diabolico e politicamente contorto non lo avevano mai visto nella Sicilia dei tranelli e degli inganni. è un´illusionista. Come ha fatto con la Sanità in Sicilia, un Eldorado scoperto e divorato da Cuffaro e dove Cuffaro ci ha rimesso le penne: la condanna che s´è beccato è arrivata proprio da certi affari ospedalieri in odore di mafia, la sua caduta da governatore pure. E dove Raffaele Lombardo ha promesso una rivoluzione. L´ha fatta. A modo suo ma l´ha fatta. Prima con un pubblico ministero dell´Antimafia, Massimo Russo, piazzato nell´assessorato chiave di spesa regionale e poi con un gioco di fuoco - masculiata in dialetto - che ha "avvampato", ha accecato tutti. Quelli di Forza Italia (tranne Gianfranco Miccichè) che ce l´hanno a morte con lui proprio da quei giorni, quelli del Pd che hanno cominciato ad «apprezzarlo», quelli dell´Udc che dentro il suo governo lo vedono ormai come il grande nemico. Come Raffaele Lombardo ha "rivoluzionato" lo spaventoso e scandaloso sistema sanitario siciliano voluto da Totò Cuffaro? Prima riducendo le aziende ospedaliere da 29 a 17, poi moltiplicanmdo le poltrone portandole a oltre 150. Un po´ di qua e un po´ di là. Con l´eccezione di Catania dove è sempre tutto di là: dove tutto è nelle sue mani. L´altra grande "rivoluzione" l´ha fatta nell´amministrazione regionale. Grandi proclami, ancora grandi aspettative, rotazioni, sostituzioni, avvicendamenti e poi ai vertici ci ha mandato anche due coordinatori provinciali dell´Mpa, quello di Palermo e quell´altro di Caltanissetta. E´ un mago Raffaele Lombardo, nessuno sa mai dove "va a parare", dove vuole arrivare. Prendiamo per esempio Catania, la sua città. Ha tuonato contro la vergogna della bancarotta del Comune e tutta la colpa del tracollo se la sono presa in due, l´ex sindaco "carioca" (per via della ballerina brasiliana che si portava sempre appresso) Umberto Scapagnini e l´attuale sindaco Raffaele Stancanelli. Ma lui - il governatore - dov´era quando a Catania facevano il "buco"? Era il vice. è sempre inafferrabile Raffaele Lombardo, enigmatico, imprevedibile. Dopo l´intesa con Storace in Sardegna magari ci sarà un´intesa di altro colore in Sicilia. Forse nei paesi del Palermitano, alle amministrative. Si voterà lo stesso giorno delle europee. A destra su un´isola e a sinistra su un´altra. Tutto sotto la sua regia. Non a caso dichiarava lui, proprio ieri: «Siamo una forza post-ideologica, a noi interessa solo difendere il Mezzogiorno. Io avrei fatto un cartello elettorale dei governatori del Sud ma Vendola e gli altri non se la sono sentita, purtroppo non è stata ancora superata la logica del Muro di Berlino». Così parlò Raffaele Lombardo da Grammichele, provincia di Catania, detto anche il Bossi del Sud.

Torna all'inizio


Commissione consiliare Autonomia: Floris, le istanze locali saranno adeguatamente rappresentate (sezione: Burocrazia)

( da "SardegnaIndustriale.it" del 03-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

SardegnaIndustriale.it - News 3/4/2009 Commissione consiliare Autonomia: Floris, le istanze locali saranno adeguatamente rappresentate Rendere la Regione “moderna, agile, accessibile”, rivolta “non dentro, ma fuori del Palazzo” è la priorità istituzionale della legislatura: lo ha dichiarato Mario Floris (Uds) dopo la sua elezione a presidente della Prima Commissione (Autonomia). «I sardi devono cambiare mentalità – ha detto – e sentirsi coinvolti nelle riforme che non sono lontane da loro perché legate solo allo snellimento della burocrazia o all’efficientismo della macchina amministrativa, ma riguardano direttamente il rapporto tra i cittadini e la politica». La Prima Commissione avrà un notevole carico di lavoro. Tra le priorità, la modifica della Carta costituzionale dei sardi, ormai datata e nata quando l’Unione europea non era neppure all’orizzonte. Sarà un momento costituente, ha detto Floris, il quale, tuttavia, ha sottolineato come sia necessario esercitare tutti i poteri dello Statuto vigente, ad esempio la capacità di darsi una legge elettorale che eviti di andare a elezioni con una norma “disegnata per altri”. Il rafforzamento dell’Autonomia, da molti auspicato, non deve costituire, secondo il neo presidente, un alibi per evitare di esercitare le prerogative «che il vecchio Statuto ci assegna». La Commissione – ha concluso Floris – lavorerà in un regime di “cortes apertas”, nel senso che le istanze locali saranno adeguatamente rappresentate.

Torna all'inizio


Il ragazzo guerriero della mafia siberiana (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica.it" del 03-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

Quando ero ragazzino scrissi un racconto metafisico e surrealista e lo inviai a Goffredo Fofi. Dopo qualche giorno mi arrivò un foglio di poche righe in una busta di carta riciclata: "Mi piace come scrivi, peccato che scrivi idiozie, ho visto da dove mi hai spedito la lettera. Affacciati alla finestra e raccontami cosa vedi, scendi giù, attraversa cosa vedi. Poi rispediscimi tutto, e ne riparliamo". Da allora affacciarsi e attraversare le cose mi sembrò l'unico modo per poter scrivere parole degne di essere lette. Nicolai Lilin non ha fatto altro che affacciarsi, fuori dalla casa in cui è nato, dentro la sua stessa vita e raccontare ciò che ha visto, sentito, il mondo in cui è stato educato. E lo ha fatto in un libro, Educazione Siberiana. Un romanzo come se ne leggono pochi, che racconta di un mondo scomparso, quello degli Urka siberiani, la comunità di criminali deportata da Stalin al confine con l'attuale Moldavia, in una terra di nessuno che è la Transnistria. Ho incontrato Lilin nella stanza anonima di un hotel milanese. Corpo minuto ma tonico, viso slavo, colori chiari, occhi luminosi. Parla un italiano preciso, impastato con una cadenza slava unita a un accento piemontese. Quando si infervora gli esce un "Dio bono" che lo rende divertente. Lilin è un discendente degli Urka siberiani con un intercalare sabaudo e racconta proprio di gente come lui, gli ultimi discendenti di questa stirpe guerriera, uomini che usano definirsi "criminali onesti" atavici nemici dei "criminali disonesti". "Volevo raccontare storie che rischiavano di perdersi, che conoscono in pochi, e renderle storie di molti. Le storie della mia gente, distrutta dal capitalismo di oggi, gente che aveva regole sacre, che viveva con dei valori". Per leggere questo libro bisogna prepararsi a dimenticare le categorie di bene e di male così come le percepiamo, lasciar perdere i sentimenti come li abbiamo costruiti dentro la nostra anima. Bisogna star lì: leggere e basta. OAS_RICH('Middle'); Così dopo un po', intorno alle pagine di Educazione Siberiana, inizierà a materializzarsi un intero mondo. Sembrerà lontanissimo, altro, ma bevuto tutto lascerà un gusto in cui si ritrovano in forma diversa molti sapori simili al nostro mondo e questo genererà un brivido difficile da dimenticare. Non ci si aspetti un libro sulla mafia russa, né un trattato sul crimine, né alleanze tra clan, imperi economici, faide e sparatorie. È il contrario. È un romanzo che racconta di un popolo scomparso, di una tradizione guerriera che Nicolai conservava dentro di sé e che non riusciva più a tacere. Continuamente lui usa la parola "onesto", e continuamente ripete il termine "disonesto". Può apparire strano che parlando di una comunità criminale si parli di onestà; noi abbiamo imparato a dimenticare che un codice etico condiviso possa esistere anche al di fuori della società civile. Tra gli Urka non si stupra, non si fanno estorsioni, non si fa usura. Si può rapinare e uccidere, ma solo in presenza di un valido motivo. Si può truffare, ma solo lo stato e i ricchi. E ci sono anche regole pratiche da osservare: le armi per la caccia, per esempio, non devono essere messe accanto alle armi che servono per uccidere esseri umani. E quando un'arma tocca l'altra per purificarla bisogna avvolgerla in un panno con liquido amniotico, il liquido della vita. Seppellire il tutto e dopo un po' arriva la purificazione. È assolutamente vietato agli uomini parlare con le forze dell'ordine. In Educazione Siberiana ci sono pagine di arresti e retate in cui la polizia non riesce a rivolgere la parola a nessun siberiano. Ogni Urka ha sempre al proprio fianco una donna che faccia da tramite. Lilin racconta che dalle sue parti si dice che chi non ha voglia di lavorare e non ha il coraggio di delinquere fa il poliziotto. Nelle comunità criminali degli Urka, diversamente da quanto accade in Italia, esistono regole talmente forti da fermare il business, vincolare il potere. Sono regole che seppur calate in un contesto discutibile hanno profonde radici morali. In Italia, fino a qualche decennio fa, per le mafie regole come non uccidere bambini, non trattare e vendere droga, non assumerne, ora sistematicamente disattese, nascevano dalla necessità di cercare quel consenso nella popolazione che adesso appare dovuto, che ora sono il timore e la forza ad assicurare. "Non è il crimine la nostra forza - diceva il nonno a Nicolai - ma il consenso ed il bene che la gente ci vuole". Lilin precisa: "Sono regole di giustizia non scritte, come la divisione equa dei beni, l'aiuto reciproco e la difesa dei più deboli". E continua con una nota autoironica che aggiunge credibilità al suo racconto: "Se nasci in quella realtà non puoi certo divenire Ghandi ma almeno vivi un una società che ha regole e diritti, non solo soprusi dove vince il più corrotto e il più forte come tra i lupi". E gli anziani nel romanzo hanno un ruolo centrale. Non sono solo i depositari delle tradizioni, ma tramandano di generazione in generazione le storie più avvincenti di rapine e di sfide. Indirizzano le nuove generazioni anche sul modo di trattare il denaro. I soldi fanno schifo ai siberiani, la considerano roba sporca. "Mio nonno in tutta la sua vita non ha mai portato soldi addosso, li tenevano in posti lontani dai luoghi della vita. I soldi sono sempre stati considerati sporchi". E le figure di questi anziani nel libro sono davvero meravigliosamente epiche. A tratti si avverte, e Nicolai conferma, che il libro è passato a vaglio dell'attento lavoro degli editor pur conservando, a volte, delle asperità, dei punti dove la lingua inciampa; ed è proprio lì che lo stile ibrido di un uomo che pensa in siberiano e scrive in italiano, lo stile personalissimo che gli scrittori migranti elaborano, esce in tutta la sua pura ingenuità e bellezza. Lilin costruisce un mondo con la sua scrittura e questo fa di lui non un semplice testimone ma uno scrittore vero e proprio. A volte viene da pensare, ascoltando Nicolai, che serbi una visione mitizzata degli Urka, parola che a chiunque abbia letto i libri di Sol%u017Eenicyn, Herling o %u0160alamov sui gulag ricorda invece il peggior incubo per i detenuti normali: stupro, furto, percosse. Eppure il mondo che Lilin racconta sembra essere un altro, sembra partire da premesse differenti offrendo la possibilità di osservare quel mondo da una prospettiva inedita. Essere un Urka, racconta Lilin, era un marchio che ti portavi dietro ovunque: "Quando ero piccolo e uscii dalla Moldavia con mia madre, alla dogana un ufficiale vide che ero nato in Transnistria e, seppure fossi un bambino, mi fissò negli occhi e disse, 'Delinquente!!!'. Bastava venire da lì". Eppure c'è nel codice degli Urka siberiani l'assoluta necessità di dire sempre la verità. La menzogna è punita. "Devi essere vero, sempre e comunque devi essere vero. Mi hanno insegnato a dire la verità sempre. Spesso i poliziotti russi quando arrestavano degli Urka li riprendevano mentre li interrogavano. Quando dicevano sei un criminale loro dovevano rispondere si, se rispondevano no era una condanna a morte tra tutti gli Urka. Un Urka non mente mai". Anche quando la verità significa una condanna alla galera. Nicolai Lilin si riconosce assolutamente nella tradizione degli Urka: "Sono un criminale onesto" dice, contrapponendo un mondo ormai tramontato, che cerca di far rivivere attraverso il suo racconto, alla Russia di oggi, completamente allo sbando. "Nelle mie zone tutti chiedono il pizzo, per qualsiasi cosa bisogna pagare. È lecito aspettarsi una richiesta di tangente per documenti, viaggi, permessi, per tutto ciò che nel mondo occidentale, in un mondo che si dice civile, dovrebbe essere dovuto". Nicolai è grato all'Italia, o almeno alla parte d'Italia dove lui vive, e nel suo discorso è possibile rintracciare anche quanto relativo sia il concetto di diritto. "Qui puoi avere un documento senza pagare tangenti, qui se vieni derubato puoi sporgere regolare denuncia, e sai che ci sarà qualcuno ad ascoltarti, a difenderti, a far valere i tuoi diritti di cittadino. In Russia e in Moldavia tutto è corruzione, politica, burocrazia, tanta prostituzione, racket, droga. Paesi marci. Mio nonno diceva spesso: credo che non esista né inferno né paradiso, semplicemente se ti comporti male rinasci in Russia". Nessun urka siberiano vorrebbe essere chiamato mafioso. La mafia russa è una categoria generica, enorme, quasi inesistente. Ci sono le famiglie di Mosca, quelle di San Pietroburgo, la mala cecena e quella georgiana potentissima in Usa, poi ci sono le famiglie dell'Azerbaigian. I siberiani non si riconoscono in nessuna di queste organizzazioni, non sentono neanche di essere gang, clan o organizzazioni. Il loro codice di vita è la loro casa. "Una volta mio nonno mi ha raccontato che fu arrestato un pedofilo, uno di quelli a cui piacevano molto le bambine piccole e anche i bambini. Gli Urka quando fu arrestato lo trattarono con rispetto. Andarono da lui, gli diedero una corda fatta con le lenzuola e gli dissero: 'Hai cinque ore per impiccarti, se non lo fai ognuno di noi prenderà un pezzo di te e lo strapperà"". Una delle parti più belle del libro è il racconto dei tatuaggi. Il tatuaggio è un codice per raccontare il carattere di una persona e il percorso della sua vita, il tatuaggio degli urka siberiani è un'eredità antica che viene da molto lontano. Il tatuaggio tradizionale siberiano è un codice segreto, nato in epoca pre-russa e pre-cristiana. I primi briganti nomadi della foresta, gli Efei, si tatuavano per potersi riconoscere, lungo le grandi strade della Siberia dove assaltavano i convogli provenienti dalla Cina e dall'India. I tatuaggi quindi erano un modo per non farsi assalire da "colleghi", e un modo muto per rendersi fratelli. Quando si diffuse il Cristianesimo, il tatuaggio criminale siberiano adottò i simboli della nuova religione: gli Efei si confondevano così con i pellegrini, che erano poveri e, non potendo acquistare croci, catene e immagini sacre, se le tatuavano. Con la formazione dello stato russo, lo Zar decise di sbarazzarsi degli Efei; ma i più irriducibili di loro, gli Urka, ostili a qualsiasi potere, si rifugiarono nella Taiga dove organizzarono una dura resistenza che fu spezzata soltanto dopo secoli, dai comunisti. Nel libro sono meravigliose le pagine dove Lilin racconta come il tatuatore sia una figura speciale, quasi un sacerdote. Per i siberiani puoi diventare tatuatore solo su autorizzazione di un anziano maestro; Lilin scelse all'età di 12 anni di divenire allievo del più esperto della sua città. Era bravo a disegnare, i suoi disegni venivano richiesti per farne tatuaggi, ma aveva bisogno di imparare l'antica arte del tatuaggio tradizionale, eseguito a mano con le bacchette, non con la macchinetta elettrica. A 18 anni, ultimato l'apprendistato, il suo maestro lo nominò tatuatore. Un corpo siberiano tatuato è un libro misterioso, che pochi sanno leggere: i singoli simboli assumono un preciso significato solo se messi in relazione tra loro, nelle rispettive posizioni. "Si tratta di una grande tradizione, - dice Nicolai - alla quale sono orgoglioso di appartenere". Per un siberiano il tatuaggio è un processo lungo che dura tutta una vita. Iniziano a tatuarsi all'età di dodici anni e soltanto dopo aver passato una vita, con tutto ciò che può essere a vita di un Urka, la loro storia potrà essere letta sui loro corpi. Schiena e petto sono tatuate solo alla fine, dopo i cinquant'anni. Nicolai è completamente rivestito di tatuaggi. Imprudentemente gli chiedo di raccontarli e ottengo una risposta che non mi aspetto. "Raccontare i tatuaggi è disonesto. I tatuaggi sono un linguaggio muto, ci si tatua proprio per evitare di parlare. Solo un siberiano può capire. Chi racconta uccide la tradizione, e rischia di essere ucciso". Il tatuaggio siberiano è divenuto quasi un tatuaggio pop e il cinema ha cercato di raccontarlo, ma Nicolai è molto scettico: "Il film di Cronenberg ("La promessa dell'assassino", ndr) è tutta una farsa. Il tatuaggio siberiano è morto con i siberiani. È una menzogna, dal film sembra quasi che tutti gli affiliati russi si tatuino, ma non è così. Quei tatuaggi li hanno solo alcuni, come per esempio Seme Nero". Seme Nero è un clan che si tatua ma è un gruppo che vive in carcere. Non possono avere rapporti sessuali, non possono avere famiglia, quando escono dalla galera fanno di tutto per rientrarci. Sono cosche di criminali spesso create dalla polizia per controllare le carceri, criminali comuni entrano in Seme Nero e divengono come una casta che governa in cella su tutti. Ma queste storie che rimbalzano intorno al libro di Lilin sono satelliti rispetto al suo obiettivo, quello di raccontare la palestra, la tana delle tigri siberiane in cui viene a formarsi un giovane Urka, stirpe estinta di antico guerriero. L'educazione siberiana è un'educazione antica quasi sciamanica, disciplinata. Chiedo a Nicolai della morte, che per tutto il libro è sempre vista come una compagna di vita, come qualcosa che sta lì pronta ad aspettarti né terribile né amica. C'è e basta. "Io ho ucciso Roberto, ho ucciso un bel po' di persone. Ma non sento dolore, o meglio sento che ero costretto a farlo, ero un militare in Cecenia, e dovevo sparare. Ho ucciso e ho sentito la morte tante volte vicina a me. Ma anche su questo la mia gente mi ha insegnato a capire la morte, a conoscerla e a non sentirla come qualcosa di strano. Qui nessuno vuole morire. Io se voglio la vita so che devo volere anche la morte". Gli chiedo se ora vuol solo fare lo scrittore e vuole smettere di tatuare. "Mi sono un po' stancato. Continuare a raccontare storie con le parole mi piacerebbe di più che continuare a bucare pelle...". Me ne vado con la certezza che il racconto e la memoria possono salvare un mondo e permettere di mappare una sorta di percorso che pericolosamente ci dice: il peggio è ancora da venire e laddove si perdono le regole si perde tutto ma, come scrive Lilin, il motto degli Urka siberiani è ancora vivo: "C'è chi la vita la gode, chi la subisce, noi la combattiamo". © 2009 by Roberto Saviano Published by arrangement with Roberto Santachiara Literary Agency (3 aprile 2009

Torna all'inizio


Il museo della Scienza mette la crisi sotto teca: 27 nuove assunzioni (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 03-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

n. 80 del 2009-04-03 pagina 5 Il museo della Scienza mette la crisi sotto teca: 27 nuove assunzioni di Daniela Uva Non solo posti di lavoro per i giovani ma anche un bar e due negozi La biglietteria di via San Vittore ha staccato 329.500 biglietti in 9 mesi Sei persone già assunte fra gennaio e febbraio. Altre 27 in procinto di firmare un contratto a tempo indeterminato. è la sfida alla crisi lanciata dal Museo della scienza e della tecnologia «Leonardo da Vinci». Una politica in controtendenza rispetto a quella seguita dalla maggior parte dei «colleghi» di tutta Italia. «Entro fine aprile dovremmo completare il quadro delle assunzioni - assicura il direttore generale Fiorenzo Galli -. Sono in corso le trattative sindacali, ma speriamo di riuscire a terminarle entro il 30 di questo mese». Per portare a 125 il numero dei dipendenti e continuare nell’obiettivo di diffondere la cultura tecnico-scientifica e valorizzare il proprio patrimonio umano. I 27 «fortunati» già collaborano con la fondazione. «Sono tutti ragazzi di circa trent’anni, la maggior parte dei quali lavora come animatore scientifico - continua Galli -. Sono loro che accompagnano i visitatori più giovani e che li seguono nelle attività interattive e nei laboratori». L’idea di regolarizzare questi giovani nasce dalla voglia di investire proprio sui ragazzi, «persone che credono nel proprio lavoro - continua Galli -, alle quali vogliamo assicurare la possibilità di lavorare serenamente». E tutto questo senza spendere più del passato: «In questo periodo di crisi non abbiamo fatto altro che riorganizzarci. Questo ci permette di assumere quasi trenta persone senza modificare il nostro bilancio». Che è in attivo: 11 milioni di euro nel 2008, solo il 25 per cento dei quali derivanti da fondi pubblici. Il resto il museo lo guadagna grazie alle proprie attività, che organizza in piena libertà da quando - nel 2001 - è stato trasformato in fondazione di diritto privato. I soci sono enti pubblici: ministero dell’Istruzione, ministero dei Beni culturali, Regione, Comune e Camera di commercio. Ma ci sono circa 60 aziende private legate da un rapporto di partnership. «Siamo pubblici, ma ci comportiamo da privati - spiega il direttore -, con spirito imprenditoriale. Slegarci dalla burocrazia è stato determinante. Perché ci permette di lavorare per obiettivi. Non a caso la maggior parte dei nostri introiti deriva da attività e progetti: nuovi laboratori, nuove sezioni, iniziative realizzate per conto di aziende o amministrazioni». Senza contare la creazione di un negozio all’interno del museo, che a breve sarà seguito da un altro punto vendita sulla strada e da un bar. Dalla biglietteria - che nel 2008 ha staccato ben 329.500 tagliandi in nove mesi - il museo ottiene circa il 10 per cento dei propri guadagni. «Siamo i più visitati della Lombardia - conferma Galli -, ma da solo questo dato non basterebbe a giustificare una macchina del genere. Il nostro museo è unico in Italia, grazie al suo sforzo costante di essere contemporaneo, cioè sempre al passo con l’innovazione tecnologica. è quindi questa la ricetta per «salvare» i luoghi della cultura in Italia? «Sicuramente cambiare forma giuridica, diventare fondazione, aiuta - conclude Galli -. Ma da sola questa scelta non basta. Dietro il buon funzionamento di una fondazione come la nostra c'è tantissimo lavoro e una mentalità da imprenditori». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

Torna all'inizio


Il Papa ai giovani: il cristianesimo non sia ridotto a slogan. (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 03-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

Questa sera Benedetto XVI ha celebrato in San Pietro con i giovani la messa per il quarto anniversario della morte di Papa Wojtyla. Nell'omelia, dopo aver detto che il ricordo di Giovanni Paolo II "continua a essere vivo nel cuore della gente" e aver citato la fecondità del suo magistero con i giovani, Ratzinger ha parlato del momento attuale e del pericolo che la fede sia strumentalizzata: "Fate attenzione: in momenti come questo, dato il contesto culturale e sociale nel quale viviamo, potrebbe essere più forte il rischio di ridurre la speranza cristiana a ideologia, a slogan di gruppo, a rivestimento esteriore. Nulla di più contrario al messaggio di Gesù! Egli non vuole che i suoi discepoli "recitino" una parte, magari quella della speranza. Egli vuole che essi "siano" speranza, e possono esserlo soltanto se restano uniti a Lui! Vuole che ognuno di voi, cari giovani amici, sia una piccola sorgente di speranza per il suo prossimo, e che tutti insieme diventiate un'oasi di speranza per la società all'interno della quale siete inseriti. Ora, questo è possibile ad una condizione: che viviate di Lui e in Lui" Scritto in Varie Commenti ( 11 ) » (2 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 01Apr 09 Crisi, inizia il G20. Il Papa scrive a Gordon Brown Benedetto XVI, di ritorno dall'Africa, ha scritto una lettera al premier inglese Gordon Brown per il G20 che inizia a Londra. Eccone qualche passaggio: "Il Vertice di Londra, così come il Vertice di Washington che lo precedette nel 2008, per motivi pratici di urgenza si è limitato a convocare gli Stati che rappresentano il 90% del PIL e l'80% del commercio mondiale. In questo contesto, l'Africa subsahariana è presente con un unico Stato e qualche Organismo regionale. Tale situazione deve indurre i partecipanti al Vertice a una profonda riflessione, perché appunto coloro la cui voce ha meno forza nello scenario politico sono quelli che soffrono di più i danni di una crisi di cui non portano la responsabilità. Essi poi, a lungo termine, sono quelli che hanno più potenzialità per contribuire al progresso di tutti". "Occorre pertanto fare ricorso ai meccanismi e agli strumenti multilaterali esistenti nel complesso delle Nazioni Unite e delle agenzie ad essa collegate, affinché sia ascoltata la voce di tutti i Paesi del mondo e affinché le misure e i provvedimenti decisi negli incontri del G20 siano condivisi da tutti". "Allo stesso tempo, vorrei aggiungere un altro motivo di riflessione per il Vertice. Le crisi finanziarie scattano nel momento in cui, anche a causa del venir meno di un corretto comportamento etico, manca la fiducia degli agenti economici negli strumenti e nei sistemi finanziari. Tuttavia, la finanza, il commercio e i sistemi di produzione sono creazioni umane contingenti che, quando diventano oggetto di fiducia cieca, portano in sé stesse la radice del loro fallimento. L'unico fondamento vero e solido è la fiducia nell'uomo. Perciò tutte le misure proposte per arginare la crisi devono cercare, in ultima analisi, di offrire sicurezza alle famiglie e stabilità ai lavoratori e di ripristinare, tramite opportune regole e controlli, l'etica nelle finanze". Scritto in Varie Commenti ( 67 ) » (6 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 26Mar 09 Una nuova "Inchiesta sulla Sindone" S'intitola "Inchiesta sulla Sindone" il nuovo libro del vaticanista (e amico) Marco Tosatti, in libreria in questi giorni, edito da Piemme. Un ottimo modo per prepararsi all'ostensione del 2010 e per fare il punto sulla misteriosa immagine dell'uomo morto crocifisso, che una controversa datazione al radiocarbonio nel 1988 ritenne d'età medioevale, pur essendoci numerosissimi altri indizi che la facevano risalire, invece, al primo secolo dell'era cristiana. Tosatti descrive la storia del lino sul quale - in modo inspiegabile, e più inspiegabile oggi che vent'anni fa - si è impressa un'immagine che rappresenta un negativo fotografico. Una delle parti del libro che mi ha colpito di più è quella dedicata all'esame al radiocarbonio, sulla cui correttezza è lecito sollevare più di un dubbio: i risultati dei tre laboratori, infatti, non avevano il margine minimo di compatibilità stabilito, e si sarebbe dovuto ripetere nuovamente il test. Senza contare che proprio questo esame ha fallito clamorosamente, datando come vecchie di 400 anni foglie di platano raccolte il giorno prima, oppure stabilendo al 1600 la fattura di una tovaglia moderna, o ancora datando all'800 dopo Cristo dipinti africani che avevano invece solo undici anni. Con contributi scientifici e nuove testimonianze, il libro mostra quanto si faccia bene a dubitare su quel dato che permise di affermare che la Sindone sarebbe in reltà un manufatto medioevale. Anche se bisogna sempre tener presente il metodo di Dio, applicabile anche a questo caso: lasciare sempre sufficiente luce per chi vuole credere, e sufficiente tenebra per chi non vuole credere. Scritto in Varie Commenti ( 124 ) » (13 votes, average: 4.46 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 24Mar 09 Il Papa in Africa, un bilancio di due viaggi Visitando l'Africa, nei suoi sei giorni di permanenza nel Continente nero, Benedetto XVI ha compiuto due viaggi. Due viaggi molto diversi tra di loro. Il primo è quello reale, segnato dal contatto con le folle del Camerun e dell'Angola, dai temi che il Papa ha trattato nei discorsi e nelle omelie, dall'impatto con le contraddizioni di due capitali dove ricchezza e povertà estreme convivono fianco a fianco. L'altro viaggio è quello virtuale, quello su cui si sono accapigliati commentatori, burocrati e sondaggisti occidentali, che hanno accusato Ratzinger di irresponsabilità per aver detto ciò che tutti dovrebbero ormai riconoscere e che è attestato da studi scientifici: la distribuzione di preservativi non è il metodo efficace per combattere la diffusione dell'Aids in questi Paesi. Per tre giorni, nei Paesi europei così come negli Stati Uniti, mentre il Papa parlava di povertà, sviluppo, diritti umani, si è discusso di profilattici. Per poi passare, durante i successivi tre giorni, a parlare di aborto terapeutico, sulla base di una frase pronunciata da Benedetto XVI in un discorso forte sui mali che affliggono l'Africa.La macchina mediatico-politica, una volta messa in moto, non si è più fermata. E così in Francia, dove impallinare il Pontefice sembra diventato ultimamente uno sport nazionale, si sono fatti sondaggi e sondaggini per dimostrare che almeno metà dei cattolici del Paese chiedono a Ratzinger di dimettersi. La sensazione, leggendo dichiarazioni di alcuni ministri e dei loro portavoce, è che per la prima volta dopo molto tempo, il Papa non sia più circondato da quel rispetto attribuito a una personalità super partes, ma sia considerato un capo partito, sottoposto al tiro incrociato delle quotidiane dichiarazioni tipiche del «pastone» politico. C'è chi lo invita al silenzio, chi lo invita a lasciare, chi gli spiega cosa dire e come dirlo.Così, sedici discorsi pronunciati in terra africana, si sono ridotti a due-frasi-due, la prima delle quali peraltro pronunciata in modo estemporaneo durante la conferenza stampa tenuta sull'aereo. L'impressione è che Benedetto XVI non sia eccessivamente preoccupato di questa crescente ostilità. Mai come in questi giorni si è colta l'enorme distanza tra viaggio reale e viaggio virtuale. E se è vero che la critica montante presso certe burocrazie occidentali non ha precedenti recenti, bisognerà pure ricordare che critiche ferocissime vennero mosse a Giovanni Paolo II nei primi anni del suo pontificato. Così come va richiamata alla memoria la sofferenza e l'isolamento di Paolo VI, nel momento in cui prese decisioni coraggiose come l'Humanae vitae, divenendo segno di contraddizione.Che cosa resta, dunque, del viaggio di Benedetto in Camerun e Angola? Prima ancora e più ancora dei messaggi lanciati dal Papa per la lotta alla povertà, per la dignità della donna, per un'economia che non sia disumana, per l'educazione e lo sviluppo, resta una presenza e una straordinaria corrente di simpatia umana, che ha avuto il suo culmine in Angola. Tanta gente semplice e straordinaria, ha trascorso ore ed ore sotto il sole per salutare non Joseph Ratzinger, ma il successore di Pietro, venuto fino a qui per confermare i fratelli nella fede. E in Paesi travagliati da tragiche guerre intestine, abusi, soprusi, miserie, violenze, l'abbraccio di Pietro, il suo sorriso e la sua vicinanza hanno contato di più di mille discorsi. Scritto in Varie Commenti ( 109 ) » (13 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 21Mar 09 Luanda, due morti allo stadio prima dell'arrivo del Papa La notizia si è diffusa solo in serata: verso le ore 13, al momento dell'apertura delle porte dello stadio dove Benedetto XVI ha poi incontrato i giovani, un ragazzo e una ragazza sono morti schiacciati nella calca. Secondo un'altra versione i due, quattordici e sedici anni, si sono sentiti male a causa del caldo e della disidratazione. Ci sono stati anche otto feriti. Né il Papa né il suo seguito non sono stati informati (se lo avesse saputo, avrebbe pregato per le vittime insieme ai giovani durante l'incontro). Soltanto ad ora di cena Benedetto XVI l'ha saputo. Le notizie sono ancora frammentarie e imprecise. Scritto in Varie Commenti ( 43 ) » (5 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 21Mar 09 Ennesimo caso mediatico sul Papa. Speriamo sia abortito. Cari amici, qualcuno già ieri e poi soprattutto oggi ha letto il passaggio del discorso del Papa ai politici angolani dedicato all'aborto come come uno schierarsi dello stesso Benedetto XVI dalla parte del vescovo di Recife sul caso della bambina violentata e rimasta incinta di due gemelli. Lettura indebita perché, come ha spiegato il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi, «Non ha parlato assolutamente di aborto terapeutico, non ha detto che deve essere rifiutato sempre: il Papa è contro il concetto di salute riproduttiva che rintroduce largamente l'aborto come mezzo di controllo delle nascite». Scritto in Varie Commenti ( 58 ) » (6 votes, average: 4.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 20Mar 09 Luanda, calore umano e resistenza fisica di Benedetto Cari amici, alle 12.37 siamo atterrati all'aeroporto di Luanda, in Angola. La vista dall'aereo è impressionante: una distesa a perdita d'occhio di case e casupole per lo più diroccate, che lambivano quasi i bordi della pista dove il Boeing 777-200 dell'Alitalia ha toccato terra. Se in Camerun faceva caldo, qui fa caldissimo. Un clima torrido, l'asfalto quasi liquefatto. Sono bastati pochi minuti di attesa davanti al padiglione dell'aeroporto per stenderci tutti. Avevamo sinceramente paura per il Papa, che ha dovuto ascoltare gli inni e stringere le mani dei notabili per molti minuti. Poi, sotto uno striminzito palchetto, Ratzinger ha ascoltato stando in piedi il discorso del presidente Dos Santos. Infine ha preso la parola, e ha pronunciato il suo discorso, peraltro non breve, al quale ha aggiunto un paragrafo dedicato alle vittime delle inondazioni che nei giorni scorsi hanno sconvolto alcune zone dell'Angola. Nonostante la giornata veramente faticosa di ieri a Yaoundé, e il caldo che avrebbe steso chiunque, Benedetto XVI ha portato a termine il suo saluto in portoghese, prima di "imbarcarsi" sulla papamobile. Anche qui, come in camerun, accoglienza festosissima, con la gente accalcata sulle strade per salutare il passaggio del corteo papale. Scritto in Varie Commenti ( 17 ) » (8 votes, average: 4.88 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 18Mar 09 Chi fa la lezione al Papa sull'Africa Oggi divampa la polemica per le parole di Benedetto XVI sui preservativi. Si stracciano le vesti ministri francesi, tedeschi e belgi; interviene l'Unione europea. Dal sito del settimanale "Vita", vi propongo questa riflessione di Riccardo Bonacina: «A salire in cattedra, oggi, sono stati gli stessi responsabili di aver fatto carta straccia di tutti gli impegni internazionali da qualche decennio in qua. A parlare sono gli stessi rappresentanti di quei Governi che non arrossiscono neppure per aver fallito e tradito l'obiettivo fissato alla conferenza di Barcellona del 2002 di destinare agli aiuti internazionali lo 0,33 per cento del PIL entro il 2006. Di aver tradito e fallito un ulteriore impegno, quello preso nel 2004 sugli Obiettivi del Millennio, quando firmarono e controfirmarono con inchiostro invisibile l'impegno di innalzare la quota per la cooperazione allo sviluppo sino allo 0,7% del Pil entro il 2015. E ancora la promessa del G8 2005 che disse di voler raddoppiare l'aiuto all'Africa.Come stiano le cose l'ha spiegato poche settimane fa l'Ocse."I Paesi donatori avevano promesso di aumentare i loro finanziamenti di circa 50 miliardi di dollari l'anno entro il 2015, a partire dai livelli del 2004 - si legge nel Development Co-operation Report pubblicato in questi giorni - ma le proiezioni dell'OCSE rispetto alla destinazione di questi fondi registrano una caduta complessiva di circa 30 miliardi ciascun anno. I numeri sono abbastanza eloquenti: tra 2006 e 2007 i Paesi di area Ocse hanno diminuito il loro impegno dell'8,5% a livello internazionale, con punte del 29,6% per il Regno unito, del 29,8% del Giappone, del 16,4% della Francia e dell'11,2% del Belgio. Anche l'Italia perde terreno: meno 2,6% nel 2007". Scritto in Varie Commenti ( 243 ) » (10 votes, average: 4.4 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Mar 09 L'abbraccio di Yaoundé a Papa Benedetto Cari amici, sul Giornale di domani potrete leggere la cronaca della prima giornata africana del Papa. Ciò che ci ha detto sull'aereo, il suo primo discorso a Yaoundé. Scrivo queste righe un po' in fretta, per comunicarvi ciò che è avvenuto al nostro arrivo: una folla di decine di migliaia di persone ha salutato il Papa lungo tutto il percorso dall'aeroporto alla città. Un'accoglienza bella, spontanea, festosissima. Uno spettacolo davvero unico di sorrisi, balli, entusiasmo, simpatia. Non solo verso il Papa, ma anche verso di noi giornalisti, che chiudevamo il lungo corteo, e che non abbiamo mai smesso di salutare persone di tutte le età che si sbracciavano per darci il benvenuto, perché avevamo viaggiato con Benedetto XVI. Mi ha colpito la povertà di alcuni quartieri che abbiamo oltrepassato e non dimenticherò facilmente i tantissimi volti di bambini sorridenti che hanno reso davvero speciale il nostro arrivo. Scritto in Varie Commenti ( 63 ) » (9 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 15Mar 09 Lo sguardo del Papa Sul Giornale di oggi ho pubblicato un commento sulla vicenda della lettera di Benedetto XVI. Ve lo propongo: è la chiave di lettura che mi sento di dare dopo giorni di paginate sulle divisioni nella Chiesa. Martedì mattina parto con il Papa per l'Africa che visiterà Camerun e Angola. Non so quanto potrò aggiornare il blog. Scritto in Varie Commenti ( 92 ) » (8 votes, average: 4.88 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe 1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. Vivo tra Roma e Milano Tutti gli articoli di Andrea Tornielli su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (337) Ultime discussioni Michelangelo: Certamente la società odierna tende a standardizzare i rapporti interpersonali e ad imprigionare ogni... Artefice1: Luisa 50..me lo hai fatto pensare tu. Paventando il "Bullismo dell'Intelligenza. Lo... igor traboni: Dalle mie parti si dice: le chiacchiere stanno a zero, cioè è inutile star lì a parlare a vuoto:... Giuseppe: Scusami Marina, ma i mercanti di schiavi erano inglesi, olandesi, francesi (tra cui voltaire ed altri... Artefice1: UBI I...in fatto di significati tralignati, alla portata del regno animale insomma, mi pare proprio... Gli articoli più inviati Il voto "veltroniano" di Maria: lettera blasfema di don Farinella - 13 Emails Messe show, facciamo un catalogo? - 10 Emails Accordo tra S.Sede e lefebvriani, conto alla rovescia - 9 Emails Nasce a Roma la prima parrocchia personale in rito antico - 8 Emails Caso Williamson, Benedetto XVI scrive ai vescovi - 8 Emails Amato ai santi e il gesuita spagnolo Ladaria al Sant'Uffizio - 7 Emails Neocatecumenali, il Papa ha approvato gli statuti - 6 Emails Neocatecumenali, faranno la comunione in piedi - 6 Emails La battaglia finale - 5 Emails Dopo la messa tridentina, in Cattolica cambiano l'altare - 5 Emails Ultime news Fisco: il reddito medio è di 18mila euro Il 35% degli italiani sotto quota 10milaFecondazione, Schifani ribatte: "Fini sbaglia La legge 40 è buona"Tafferugli al vertice Nato, Strasburgo sotto assedio fermate 300 personeParadisi fiscali, l'Ocse: ecco i Paesi "offshore"Franceschini e tutto il Pd in piazza con la Cgil Sacconi: "Come manifestare contro la pioggia"Borse, Europa in positivo Bce, mini-taglio dei tassiGp di Sepang, la Ferrari domina le prove libereGaffe alla Casa Bianca, cerchi Hillary e risponde una telefonista hard Gf, puntata speciale: esce Vanessa e la casa perde la sua gattamorta "Per avere Beckham venderei mio marito" Blog Amici Dio: pace o dominio Il blog di Accattoli Il blog di Francesco Agnoli il blog di Fratel Ettore Il blog di Giacomo Galeazzi il blog di Jesùs Bastante Il blog di Magister il blog di Marcello Foa Il blog di Marco Tosatti Il blog di Matteo L. Napolitano Il blog di Phil Pullella Il blog di Raffaella il blog di Riccardo Bonacina Il blog di Rodari il blog di Stefano Tramezzani Blogroll Il sito di Radio Maria Siti Utili Avvenire Fides Il sito di Radio Maria Il sito sul cardinale Siri Korazym La Santa Sede Sito web ilGiornale.it Sussidiario.net April 2009 M T W T F S S « Mar 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 Archivio dei post April 2009 (2) March 2009 (15) February 2009 (13) January 2009 (14) December 2008 (13) November 2008 (13) October 2008 (18) September 2008 (14) August 2008 (8) July 2008 (17) June 2008 (17) May 2008 (19) April 2008 (16) March 2008 (15) February 2008 (15) January 2008 (14) December 2007 (13) November 2007 (18) October 2007 (16) September 2007 (18) August 2007 (19) July 2007 (30) Trackback recenti den Fall Williamson exsultet.net: Papstbrief als Reaktion blogring.org: Blogring per andrea... phalaris: sul Filioque, ma sui dogmi la sostanza cambia ben poco?? Grazie. Corrado: Mi scuso per la .http://blog.ilgiornale. it/tornielli/2008/07/02/roma-e -fraternita-san-pio-x-il-dialo go-va-avanti/Read "How can I tell the difference from phalaris grass that has DMT in it?" at Home & Garden The Daily P.E.E.P.: Antonio Cardinal Cañizares Llovera Abiura: Comment on Thornborn, un Dan Brown cattolico? by Rovere I più votati Violenze e minacce, dobbiamo vigilare - 107 Votes La comunione nella mano, la fine dell'inginocchiatoio - 57 Votes Milano e il motu proprio, la colpa è della stampa - 54 Votes La preoccupazione dei vescovi per il regime di Chavez - 51 Votes In difesa del cardinale Tettamanzi - 48 Votes Se lo storico replica: "Lei non sa chi sono io!" - 48 Votes Il Papa non andrà alla Sapienza - 42 Votes Ancora sugli statuti del Cammino, approvati dalla Chiesa - 40 Votes Il parroco trevigiano trasforma l'oratorio in moschea - 39 Votes Ebrei salvati da Pio XII: Bruno Ascoli, guardia palatina - 39 Votes Recent Posts Il Papa ai giovani: il cristianesimo non sia ridotto a slogan Crisi, inizia il G20. Il Papa scrive a Gordon Brown Una nuova "Inchiesta sulla Sindone" Il Papa in Africa, un bilancio di due viaggi Luanda, due morti allo stadio prima dell'arrivo del Papa Ennesimo caso mediatico sul Papa. Speriamo sia abortito. Luanda, calore umano e resistenza fisica di Benedetto Chi fa la lezione al Papa sull'Africa L'abbraccio di Yaoundé a Papa Benedetto Lo sguardo del Papa Pagine About Disclaimer I miei libri Pio XII. Un uomo sul trono di Pietro Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Andrea Tornielli © 2009 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti

Torna all'inizio


Accordo Ibm - Comune di Parma (sezione: Burocrazia)

( da "Sestopotere.com" del 03-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

Accordo Ibm - Comune di Parma (3/4/2009 11:39) | (Sesto Potere) - Parma - 3 aprile 2009 - Un anno fa il sindaco Pietro Vignali, insieme all’allora assessore Mario Marini, si posero quale obiettivo quello di affrontare il tema di cosa sia la “buona innovazione”. Cioè di quale sia il futuro della tecnologia e come questa possa essere a servizio della città. Tutto ciò per continuare e anzi migliorare la tradizione, che contraddistingue Parma da decenni, di alta qualità dei servizi. Il Comune di Parma ha saputo, specie negli ultimi anni, sviluppare una capacità di innovazione e utilizzo di tecnologie informatiche, non solo per migliorare e rendere più efficace la propria organizzazione interna, ma anche per potenziare i servizi. Ma tutto questo deve avere uno sviluppo. Conoscere lo stato dell’arte in Europa e nel mondo è stato il primo passo dell’Amministrazione per costruire la città a misura di cittadino basata sull’innovazione tecnologica. Tra i soggetti che stanno applicando le ICT (Information and Comunication Technology) nelle città del mondo, IBM è una delle realtà più evolute ed innovative nell’approccio all’utente finale, appunto il cittadino. Oggi proprio Comune di Parma e IBM hanno stabilito di cooperare, di comune accordo, per definire insieme la “Smarter Town”, ossia la città del futuro. Non un accordo commerciale ma un tavolo per ragionare come l’innovazione possa favorire il cittadino. Una innovazione utile e concreta e non una sperimentazione astratta e lontana dal vissuto quotidiano. In particolare l’input dell’Amministrazione è parlare di temi specifici: servizi al cittadino, sicurezza, fruizione dei contenuti culturali, marketing turistico, infomobilità. Qualche esempio: conoscere il traffico in tempo reale e in anteprima le strade da evitare, mettere a servizio della sicurezza l’innovazione tecnologica attraverso telecamere, palmari, avvicinare tutti i cittadini, non solo gli esperti, alle bellezze della cultura e, ancora, mettere in pratica il concetto di servizio al cittadino a Km 0. Che significa superare la burocrazia e avvicinare l’amministrazione al cittadino, che non deve più spostarsi, o deve farlo il meno possibile, per ottenere quanto gli serve dal Comune. Un primo obiettivo dichiarato è il video sportello, cioè postazioni in giro per la città dove collegarsi con un operatore e sbrigare le proprie pratiche. Il video sportello è un vero sportello a distanza, dove l’utente vede, parla ed interagisce con l’operatore. Il cliente riceve documenti cartacei, può firmare e compilare moduli. “L’accordo firmato oggi con IBM ci permette la creazione di un tavolo di confronto sui temi dell’innovazione – sostiene il sindaco Pietro Vignali -. Un tavolo che consentirà di ragionare sul futuro delle nostre città e provare a studiare nuove soluzioni grazie alle nuove tecnologie: pensiamo ad esempio a nuovi servizi ai cittadini, all’infomobilità, alla sicurezza, alla fruizione di arte e cultura. Siamo la prima città in Italia ad aver firmato questo accordo con IBM, un protocollo d’intesa che non prevede oneri per il Comune di Parma, che non vincola le parti in alcun modo e che inserisce Parma nella cerchia di importanti capitali europee quali Stoccolma e Londra”. “Le amministrazioni non devono commettere l’errore di implementare progetti innovativi basati sulle nuove tecnologie – dichiara Mario Marini – solo per moda o per sperimentare soluzioni hardware e software. Vogliamo percorrere la strada dell’innovazione senza correre il rischio di realizzare progetti autoreferenziali e lontani dalle vere esigenze del cittadino”.

Torna all'inizio


UN'OCCASIONE PER PRESENTARE IN ANTEPRIMA A SALERNO LA PROPOSTA DI LEGGE PER IL COORDINAMENTO E LA PR... (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Salerno)" del 03-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

Un'occasione per presentare in anteprima a Salerno la proposta di legge per il coordinamento e la promozione delle attività turistiche. Al convegno di ieri pomeriggio all'hotel Baia di Vietri era atteso il presidente della Provincia di Siracusa, Nicola Bono, che è uno dei promotori dell'iniziativa di legge. Al suo posto, ha spiegato in maniera dettagliata il senso della proposta Felice Vertullo, che ha ricoperto in Alleanza Nazionale il ruolo di coordinatore del Comitato Scientifico della Consulta per il Turismo. In primo luogo, la proposta di legge istituisce di nuovo il ministero per le Politiche Turistiche, che dovrebbe essere assegnato con ogni probabilità a Vittoria Brambilla. «Il ministero - ha spiegato Vertullo - non dovrà naturalmente sovrapporre il suo operato a quelle che sono competenze già spettanti alle Regioni». Il suo compito sarà in sostanza quello di stabilire delle linee guida, coordinare le iniziative, stabilire una unitarietà di direzione per tutte le attività da sviluppare sul territorio nazionale. Al Ministero sarà affiancato il Consiglio Nazionale del Turismo, una sorta di organismo interministeriale incaricato proprio di dare unitarietà alle scelte e di dettare le regole generali. «A oggi - ha rimarcato Vertullo - non ci sono soggetti deputati alla conoscenza di quegli indicatori che possono fornire il polso del mercato turistico. Manca totalmente un monitoraggio analitico del settore e questo è un problema cui bisogna assolutamente ovviare». Un altro punto qualificante della proposta di legge è la trasformazione dell'Enit in ente economico, fatto che, in soldoni, significa assoggettarlo a criteri di valutazione e di giudizio sul suo operato in base ai risultati concreti ottenuti. «Non ci serve più - ha detto Vertullo- un ente che assolva solo a funzioni burocratiche». Insomma meno burocrazia e più competenze tecniche e soprattutto concreta capacità operativa. Con questo stile, la proposta di legge punta a sostenere un settore strategico per l'Italia come il turismo. Uno stile che punta a coinvolgere direttamente anche gli operatori privati. «A partire - ha annunciato Vertullo - proprio dai sistemi turistici locali, in cui gli imprenditori destinatari di finanziamenti li otterrano sulla base dei risultati ottenuti attraverso la loro iniziativa». Al convegno di ieri pomeriggio hanno portato il loro contributo tecnico il vicepresidente nazionale della Confcommercio con delega al Mezzogiorno, Maurizio Maddaloni e Vincenzo Lombardi della Federturismo. Claudio Pisapia, che ha fatto parte della consulta nazionale per il Turismo di An, ha rimarcato l'arretratezza del quadro normativo della Regione Campania in materia turistica e quello che definito lo «spreco di 95 milioni di euro per i sistemi turistici senza ottenere alcun effetto». fr.ma.

Torna all'inizio


Bike sharing al via (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 03-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

Bike sharing al via Assegnato il bando. Servizio operativo prima dell'estate Venerdì 3 Aprile 2009, (cdm) Il conto alla rovescia per il servizio di bici a nolo sembrava dovesse essere già iniziato ma i tempi della burocrazia ci hanno messo lo zampino anche stavolta. È stato appena pubblicato, infatti, l'avviso dell'aggiudicazione definitiva dell'appalto per la fornitura del sistema di bike sharing e per l'assistenza tecnica per il periodo di avvio. Ad aggiudicarsi la gara è stata la società Comunicare srl di Rivalta. Il valore finale dell'appalto è di 179.600 euro Iva esclusa. Come spiega l'assessore alla Mobilità Enrico Pizza «l'assegnazione definitiva dell'appalto è un timbro formale necessario per poter procedere. Infatti, dopo la gara, viene individuato un aggiudicatario provvisorio e in seguito l'amministrazione deve procedere alla verifica della documentazione e delle attestazioni presentate dalla società vincitrice dell'appalto». Detto questo, Pizza ribadisce che «entro la primavera» si vedrà finalmente il nuovo sistema di bici a noleggio, secondo i tempi già annunciati. E la primavera, come forse qualcuno ricorderà, prosegue fino a fine giugno. Il progetto di bike sharing prevede la creazione di nove stazioni attrezzate in altrettanti punti strategici della città (stazione ferroviaria, autostazione, piazza Duomo, via Zanon, parcheggio Andreuzzi, parcheggio Caccia, parcheggio Moretti, park Vascello e park Magrini) oltre a un portabici coperto nell'area di sosta di via Quarto. Ma come funzionerà il sistema? La prima mezz'ora si potrà pedalare gratis, mentre poi si pagherà (30 centesimi per la seconda mezz'ora, un euro per la seconda ora e 1,50 euro per quelle successive). Chi vorrà usufruire delle bici a noleggio dovrà dotarsi di una tessera da 10 euro e una ricarica obbligatoria di altri 12

Torna all'inizio


La Tia, la tariffa rifiuti che ha sostituito la vecchia Tarsu dal 1999, è una tassa e, come tal... (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 03-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

Venerdì 3 Aprile 2009, La Tia, la tariffa rifiuti che ha sostituito la vecchia Tarsu dal 1999, è una tassa e, come tale, non può essere soggetta all'Iva. Parola della Corte di Cassazione che, con la sentenza 17526/2007, ha sancito che il 10 per cento di Iva finora pagato sulla Tia non deve essere pagato e può essere recuperato attraverso il ricorso alle commissioni tributarie. Una vittoria delle associazioni dei consumatori tanto che, lunedì prossimo a Ca' Farsetti, il consigliere comunale e presidente regionale del Codacons, Franco Conte, chiederà al Comune di assistere i cittadini nel recupero dell'Iva non dovuta. Cinque milioni di euro, dieci miliardi delle vecchie lire. A tanto ammonta l'Iva versata allo Stato calcolata sul solo gettito della Tia nel Comune di Venezia, pari a circa 54 milioni di euro. Ma questo per un solo anno e, considerando che il recupero dell'Iva può essere richiesto per l'ultimo decennio, ciò significa che dal 1999 ad oggi mestrini e veneziani hanno versato ingiustamente nelle casse dello Stato qualcosa come 50 milioni di euro, o giù di lì. «È una buona notizia per tutti i cittadini - commenta Ezio Da Villa, assessore provinciale all'Ambiente -. Come presidente dell'Ato, la possibilità di ridurre la tariffa ritiuti non può che essere accolta positivamente. Del resto la Corte di Cassazione non mette in discussione la tariffa rifiuti che ha introdotto, rispetto al passato, il pagamento dell'asporto e dello smaltimento delle immondizie in ragione della quantità dei rifiuti prodotti, ma solo la tassazione aggiuntiva che non grava né sui bilanci dei Comuni né su quello di aziende come Veritas». E proprio a Vesta-Veritas precisano di aver semplicemente applicato l'Iva prevista dalla legge ora contestata dalla Cassazione, e di attendere ora disposizioni per le prossime fatture visto che la prima rata della Tia, i cui bollettini sono stati recapitati nelle scorse settimane, contiene ancora la maggiorazione del 10 per cento. «Una cosa deve essere chiara, sopra la Corte di Cassazione non c'è nulla ed ora questa vittoria dei cittadini non dovrà essere affossata dalla burocrazia - sottolinea Franco Conte, presidente veneto del Codacons, l'associazione dei consumatori che l'altra sera, a "Striscia la notizia", ha lanciato la sua campagna per il recupero dell'Iva sulla tariffa rifiuti -. Per questo, lunedì prossimo presenterò un odg in consiglio comunale per far sì che quello di Venezia sia un Comune "virtuoso". In pratica, chiederò che l'amministrazione assista legalmente i suoi cittadini che intendono ricorrere alle commissioni tributarie per la restituzione dell'Iva, mentre Veritas potrebbe fornire degli "estratti conto" delle fatture versate negli ultimi dieci anni (per chiedere la restituzione dell'Iva bisogna infatti avere copia delle vecchie fatture e ricevute di pagamento, ndr.). E, trovando un accordo con un istituto di credito, si potrebbero perfino anticipare le restituzioni dell'Iva attraverso uno sconto sulle prossime bollette che saranno emesse da Veritas». Fulvio Fenzo

Torna all'inizio


La Bellelli Engineering costruisce due scambiatori in Turkmenistan (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 03-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

La Bellelli Engineering costruisce due scambiatori in Turkmenistan Venerdì 3 Aprile 2009, Bellelli Engineering srl, azienda di Badia Polesine operante nel settore Oil&Gas, ha portato a termine pochi giorni fa la realizzazione di due enormi scambiatori di calore, del peso di 160 tonnellate ciascuno, destinati ad una stazione di compressione del gas sita in Turkmenistan. Lunedì 23 marzo infatti, hanno avuto luogo le operazioni di carico dei due scambiatori che, tramite trasporto eccezionale su ruote hanno raggiunto Porto Marghera per l'imbarco su nave. Ora in viaggio, avranno come destinazione finale il sito di Akpatlavuk Keymir, una regione desertica situata in Turkmenistan, nella parte sud-ovest, a ridosso del mar Caspio. I due impianti in questione, che verranno impiegati per il trattamento del gas naturale, sono scambiatori "gemelli", dai numeri inusuali per questa tipologia: 19,7 metri di lunghezza per 160 tonnellate di peso ciascuno. Queste dimensioni sono dovute essenzialmente a due fattori: la capacità produttiva richiesta e le elevate pressioni cui si troveranno ad essere sottoposti. «È stato un progetto molto importante per la nostra compagine - evidenzia Antonio Monesi, presidente e Direttore Commerciale di Bellelli Engineering - È stata una sfida vinta soprattutto per i tempi strettissimi di realizzo in cui abbiamo operato. Una realizzazione di questo tipo normalmente richiede circa un anno di lavoro, ma grazie alla gestione avanzata di commessa operata dal nostro staff, e nonostante alcuni rallentamenti dovuti a burocrazie doganali, il tempo totale di opera è stato ridotto a poco più di tre mesi. La costruzione, infatti, iniziata nello scorso novembre, è stata completata a metà marzo 2009». Per Valeria Rizzi, amministratore di Bellelli Eng, oltre all'indiscutibile attività del giovanissimo team aziendale, il risultato raggiunto è stato possibile anche grazie alla dedizione e alla passione profusa da parte di due aziende partner, la Welding Duebì di Fiesso Umbertiano e la Cmg di Ferrara, che condividono con Bellelli Engineering la volontà di lavorare attraverso la costante innovazione di prodotto e di processo, che consentono di consolidare la propria posizione e leadership tecnologica nel mercato mondial

Torna all'inizio


L'INTERVENTO Meno burocrazia e più risorse per aiutare le imprese a uscire dalla crisi di Girolamo Astolfi* (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 03-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

L'INTERVENTO Meno burocrazia e più risorse per aiutare le imprese a uscire dalla crisi di Girolamo Astolfi* Venerdì 3 Aprile 2009, L'artigianato reagisce alla crisi, ma da Governo, Parlamento, Regioni e Comuni ci aspettiamo meno tasse, meno burocrazia e più risorse. Gli imprenditori artigiani polesani, con le loro imprese e le loro famiglie stanno reagendo con coraggio e con forza alla crisi economica e sociale che sconquassa, nell'economia glo­bale, l'Italia. Vogliono resistere puntando sulla qualità e sulla innovazione, per essere pronti ai primi segnali di ripresa del mercato. Per fare ciò non basta la buona volontà ci vogliono misure più incisive, in grado di rilanciare i consumi ed innalzare il livello dei servizi, ponendo al centro la piccola e media impresa diffusa sul territorio. La grave crisi finanziaria iniziata lo scorso autunno si è abbattuta sull'economia reale del Paese, spiegano i vertici, con effetti pesanti, anche nel ricco Veneto, provocando lo stallo della domanda interna e chiari segnali di recessione. Non si vuol capire che la crisi è profonda, che interi settori anche nella provincia di Rovigo, sono interessati da profonda crisi come l'edilizia, i trasporti, e anche il metalmeccanico con calo degli ordini dal 40 al 60 e 80%. Come afferma la dirigenza di Confartigianato Imprese Rovigo, dal Governo si avanza una manovra di contrasto alla crisi, incompleta con poche e inadeguate risorse economiche per favorire l'offerta e stimolare la domanda privata e pubblica, e una frammentazione degli interventi senza che si possa intravedere un disegno organico. In buona sostanza siamo alla politica utile ai soliti big e con l'artigianato lasciato a bocca asciutta. E parliamo di oltre 3 milioni di piccole e piccolissime imprese. In buona sostanza stiamo parlando del 97% dall'intero sistema industriale italiano. Per tutte queste Pmi non c'è mai niente, tranne incensarle dicendo che sono la spina dorsale del Paese. Il Governo deve prendere atto che serve un intervento vero per tutto il sistema Paese. Non bastano interventi spot come la rottamazione e, soprattutto, si deve fare in fretta. Per uscire da questa situazione Confartigianato indica nella rivisitazione degli studi di settore; le risorse e quindi irrobustire e rendere subito operativo il fondo di garanzia per le Pmi; togliere dal calcolo dell'Irap gli interessi pagati alle banche e il costo del lavoro. *Presidente Confartigianato

Torna all'inizio


Bellaria: Cna, eletto il nuovo direttivo (sezione: Burocrazia)

( da "RomagnaOggi.it" del 03-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

3 aprile 2009 - 16.16 (Ultima Modifica: 03 aprile 2009) BELLARIA - Si è tenuta ieri sera, 2 aprile, presso il Palazzo del Turismo l'assemblea CNA Bellaria Igea Marina per il rinnovo degli organi dirigenti dell'Associazione. Tante le nuove cariche, partendo da Vincenzo Lombardi, elettricista, che è stato nominato nuovo presidente, sostituendo Diego Giungi, che rimane nel direttivo di CNA Bellaria. Tra i nuovi ingressi anche Massimo Bagagli, ferraiolo, Claudio Magnani, elettricista e Marco Maioli, idraulico. Sono stati riconfermati invece Simone Donadio, marmista, Luigino Lucci, furgonature isotermiche, Ughetto Sartini, edile e Walter Stefanini, tipografo. CNA si dice soddisfatta per l'ingresso di nuovi giovani, segno di vitalità e futuro. Durante l'assemblea è emerso che per fronteggiare l'attuale crisi l'Amministrazione Comunale deve offrire una maggiore efficienza della macchina pubblica e una maggior "snellezza" della burocrazia, e la necessità della messa in cantiere nell'immediato delle opere pubbliche e delle piccole manutenzioni necessarie alle infrastrutture della città. CNA ha chiesto inoltre di incrementare i fondi per le cooperative di garanzia per dare un maggiore respiro alle imprese, partecipare al fondo provinciale antirecessione e utilizzare tutte le leve locali per dare maggiori e più qualificati servizi anche in associazione fra comuni. L'assemblea è stato un momento importante di confronto e rinnovamento, ma anche l'occasione per ringraziare, dopo tanti anni di lavoro svolto nel direttivo di Bellaria, Claudio Magnani, imbianchino (entrato nel direttivo Unione Costruzioni); Roberto Sancisi, produzione gelato; Piero Sarti, autoriparatore e Ultimo Sartini, edile.

Torna all'inizio


Da Vinitaly allarme burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Borsa(La Repubblica.it)" del 03-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

Da Vinitaly allarme burocrazia (Teleborsa) - Roma, 3 apr - Una azienda vitivinicola passa più tempo dietro alle scartoffie burocratiche che alla coltivazione della vigna o la produzione del vino. E'l'allarme lanciato dalla Coldiretti al Vinitaly sulla base di uno studio dal quale emerge che ogni viticoltore italiano dedica fino a 100 giornate lavorative all'anno per districarsi nel marasma della burocrazia che richiede almeno 30 adempimenti prima di poter stappare una bottiglia di vino. Questo - sottolinea la Coldiretti - per il sommarsi di adempimenti, alcuni contraddittori ed altri superflui, che costringono a compilare documenti, registri, comunicazioni ed altre mille carte. Si cita ad esempio l'ormai obsoleto divieto di vendita del vino sui mercati ed in forma itinerante, che risale addirittura al 1931, oppure l'assurda sovrapposizione di dichiarazioni e di controlli, nonché l'intricata normativa che rendono molto difficile per le imprese non incappare in errori formali nell'applicazione della normativa stessa. Recentemente il Governo ha eliminato migliaia di articoli contenuti in altrettante leggi superate che appesantivano il cittadino ed è giunto il momento della semplificazione per le imprese vitivinicole che - precisa la Coldiretti - rischiano di perdere competitività nei confronti dei concorrenti esteri. Snellire la burocrazia non deve certamente significare allentare le sicurezze per i consumatori o le garanzie sulla qualità del prodotto. Dall'introduzione dell'informatica - conclude la Coldiretti - si attendevano facilitazioni, invece la carta è rimasta quella di prima, quando non è aumentata poiché la nuova tecnologia viene applicata sotto la lente deformante della burocrazia che aggiunge difficoltà operative. 03/04/2009 - 15:59

Torna all'inizio


Da Vinitaly allarme burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "KataWebFinanza" del 03-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

Da Vinitaly allarme burocrazia (Teleborsa) - Roma, 3 apr - Una azienda vitivinicola passa pi tempo dietro alle scartoffie burocratiche che alla coltivazione della vigna o la produzione del vino. E'l'allarme lanciato dalla Coldiretti al Vinitaly sulla base di uno studio dal quale emerge che ogni viticoltore italiano dedica fino a 100 giornate lavorative all'anno per districarsi nel marasma della burocrazia che richiede almeno 30 adempimenti prima di poter stappare una bottiglia di vino. Questo - sottolinea la Coldiretti - per il sommarsi di adempimenti, alcuni contraddittori ed altri superflui, che costringono a compilare documenti, registri, comunicazioni ed altre mille carte. Si cita ad esempio l'ormai obsoleto divieto di vendita del vino sui mercati ed in forma itinerante, che risale addirittura al 1931, oppure l'assurda sovrapposizione di dichiarazioni e di controlli, nonch l'intricata normativa che rendono molto difficile per le imprese non incappare in errori formali nell'applicazione della normativa stessa. Recentemente il Governo ha eliminato migliaia di articoli contenuti in altrettante leggi superate che appesantivano il cittadino ed giunto il momento della semplificazione per le imprese vitivinicole che - precisa la Coldiretti - rischiano di perdere competitivit nei confronti dei concorrenti esteri. Snellire la burocrazia non deve certamente significare allentare le sicurezze per i consumatori o le garanzie sulla qualit del prodotto. Dall'introduzione dell'informatica - conclude la Coldiretti - si attendevano facilitazioni, invece la carta rimasta quella di prima, quando non aumentata poich la nuova tecnologia viene applicata sotto la lente deformante della burocrazia che aggiunge difficolt operative. 03/04/2009 - 15:59

Torna all'inizio


15:51 VINO: ALLARME COLDIRETTI, PIU' TEMPO PER CARTA CHE PER VIGNETO (sezione: Burocrazia)

( da "Agi" del 03-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

VINO: ALLARME COLDIRETTI, PIU' TEMPO PER CARTA CHE PER VIGNETO (AGI) - Roma, 3 apr. - Una azienda vitivinicola passa piu' tempo dietro alle scartoffie burocratiche che alla coltivazione della vigna o la produzione del vino. E'l'allarme lanciato dalla Coldiretti al Vinitaly sulla base di uno studio dal quale emerge che ogni viticoltore italiano dedica fino a 100 giornate lavorative all'anno per districarsi nel marasma della burocrazia che richiede almeno 30 adempimenti prima di poter stappare una bottiglia di vino. "Questo - sottolinea la Coldiretti - per il sommarsi di adempimenti, alcuni contraddittori ed altri superflui, che costringono a compilare documenti, registri, comunicazioni ed altre mille carte. Si cita ad esempio l'ormai obsoleto divieto di vendita del vino sui mercati ed in forma itinerante, che risale addirittura al 1931, oppure l'assurda sovrapposizione di dichiarazioni e di controlli, nonche' l'intricata normativa che rendono molto difficile per le imprese non incappare in errori formali nell'applicazione della normativa stessa. Recentemente il Governo ha eliminato migliaia di articoli contenuti in altrettante leggi superate che appesantivano il cittadino ed e' giunto il momento della semplificazione per le imprese vitivinicole che - precisa la Coldiretti - rischiano di perdere competitivita' nei confronti dei concorrenti esteri. Snellire la burocrazia non deve certamente significare allentare le sicurezze per i consumatori o le garanzie sulla qualita' del prodotto.. Dall'introduzione dell'informatica - conclude la Coldiretti - si attendevano facilitazioni, invece la carta e' rimasta quella di prima, quando non e' aumentata poiche' la nuova tecnologia viene applicata sotto la lente deformante della burocrazia che aggiunge difficolta' operative".

Torna all'inizio


Allarme Coldiretti al Vinitaly: le aziende perdono più tempo dietro le carte che per la produzione del vino (sezione: Burocrazia)

( da "Sestopotere.com" del 03-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

Allarme Coldiretti al Vinitaly: le aziende perdono più tempo dietro le carte che per la produzione del vino (3/4/2009 20:25) | (Sesto Potere) - Verona - 3 aprile 2009 - Una azienda vitivinicola passa più tempo dietro alle scartoffie burocratiche che alla coltivazione della vigna o la produzione del vino. E’l’allarme lanciato dalla Coldiretti al Vinitaly sulla base di uno studio dal quale emerge che ogni viticoltore italiano dedica fino a 100 giornate lavorative allanno per districarsi nel marasma della burocrazia che richiede almeno 30 adempimenti prima di poter stappare una bottiglia di vino. Questo - sottolinea la Coldiretti - per il sommarsi di adempimenti, alcuni contraddittori ed altri superflui, che costringono a compilare documenti, registri, comunicazioni ed altre mille carte. Si cita ad esempio l’ormai obsoleto divieto di vendita del vino sui mercati ed in forma itinerante, che risale addirittura al 1931, oppure l’assurda sovrapposizione di dichiarazioni e di controlli, nonché l’intricata normativa che rendono molto difficile per le imprese non incappare in errori formali nell’applicazione della normativa stessa. Recentemente il Governo ha eliminato migliaia di articoli contenuti in altrettante leggi superate che appesantivano il cittadino ed è giunto il momento della semplificazione per le imprese vitivinicole che - precisa la Coldiretti - rischiano di perdere competitività nei confronti dei concorrenti esteri. Snellire la burocrazia non deve certamente significare allentare le sicurezze per i consumatori o le garanzie sulla qualità del prodotto.. Dall’introduzione dell’informatica - conclude la Coldiretti - si attendevano facilitazioni, invece la carta è rimasta quella di prima, quando non è aumentata poiché la nuova tecnologia viene applicata sotto la lente deformante della burocrazia che aggiunge difficoltà operative.

Torna all'inizio