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PRIVILEGIA NE IRROGANTO  di  Mauro Novelli         

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DOSSIER “BUROCRAZIA”

 

 

 

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Report "Burocrazia"   26-29 febbraio 2009


Indice degli articoli

Sezione principale: Burocrazia

LA BUFERA BUROCRATICA DI TRE UOMINI IN PATAGONIA ( da "Stampa, La" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la risposta è stata rapida, ma le vie della burocrazia lo sono state molto meno. Sette giorni in più di Cile. I tre alpinisti che camminavano sul ghiacciaio Hielo Continental per raggiungere i loro salvatori, i marinai di un peschereccio, sono stati fermati «per accertamenti». La loro meta era l'Argentina.

S. Corona senza sciroppo si apre un caso regionale ( da "Stampa, La" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: poichè è stata eliminata la farmacia interna a causa della burocrazia e delle restrizioni economiche, le condizioni di approvvigionamento ai reparti sono peggiorate». Aggiunge Miceli: «Il budget di spesa della farmaceutica di S.Corona per l'anno 2008 è stato incrementato del 8,4% rispetto all'anno precedente e per il 2009 non è prevista alcuna diminuzione.

Bombardamenti '44 Quella bimba ferita era la mia mamma ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: attraverso la burocrazia e l'archivistica, per approdare alla fantasia giovanile, tradotta nel libro "Luglio 1944. Un'infanzia tradita", impegno dei ragazzi della Pomponazzo e dell'Alberti. Tema motore della ricerca e del coinvolgimento è stato un documento, rinchiuso in un faldone etichettato Ente Comunale Assistenza,

la rivolta di quattro regioni: non vogliamo quegli impianti - luisa satta ( da "Nuova Sardegna, La" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: investitore dai possibili rischi rappresentati da burocrazia e comitati». «Non possiamo più permetterci - aggiunge - le esitazioni e i costi aggiuntivi dettati dalle incertezze: lo Stato deve usare la sua forza nell'interesse dei cittadini e per farlo Confindustria sostiene la necessità di modificare il titolo V della Costituzione».

ateneo, i cantieri chimera ( da "Repubblica, La" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: interventi per mezzo miliardo ostaggio della burocrazia Ateneo, i cantieri chimera Cinque grandi opere finanziate e autorizzate: ma non partono Opere per mezzo miliardo ferme al palo, nonostante lo stanziamento dei fondi. Tutta colpa della burocrazia e in qualche caso della crisi economica che obbliga a rivedere gli obiettivi.

i cantieri chimera dell'università ( da "Repubblica, La" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Colpa della burocrazia e della crisi" La burocrazia ferma i cantieri e tutti i grandi progetti di edilizia dell´Università restano paralizzati fino a data da destinarsi. I caschi sono appesi al chiodo nell´ex area Italgas, nessun operaio si vede ancora in piazzale Aldo Moro, Palazzo Nuovo resta "impacchettato" nei suoi pannelli anni Settanta,

Marcello Pera al Paolo VI ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il consigliere comunale Marco Toma, uno dei fondatori di «Popolarismo europeo», ha aggiunto che «è necessario fornire un'anima popolare all'Europa per far sì che sia veramente l'Europa dei popoli e non quella della tecnocrazia, della burocrazia e della finanza».D.S.

quando il novecento era di scena a palermo - mario di caro ( da "Repubblica, La" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma se si debbono continuare a spendere soldi pubblici bisogna sottrarre i teatri ai sindaci, ricostruire le commissioni di esperti sui finanziamenti, limitare lo strapotere della burocrazia ministeriale, ristabilire criteri per un serio controllo delle competenze».

si fa presto a dire meritocrazia - lorenzo zoppoli ( da "Repubblica, La" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Partendo proprio da questo, mi sembra invece che si debba riconoscere la difficoltà di far funzionare i nostri apparati privati e pubblici secondo criteri meritocratici, senza però addossare troppo facili colpe agli eccessi di regole e di burocrazia. SEGUE A PAGINA XII

Genocidio, una passione europea. Ma manca Stalin ( da "Riformista, Il" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Poi la diffusione della burocrazia, capace di mettere a disposizione tecniche di schedature e di censimento degli individui, che diventano così facilmente reperibili - operazione impensabile in Europa ancora a metà Ottocento. Chi sono i popoli inferiori da sterminare per difendere la razza pura?

il centro turistico sul lago? sarà di sicuro pronto entro un anno ( da "Nuova Sardegna, La" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: amministrazione civica sta ora tentando di recuperare il terreno perduto accelerando sui tempi della burocrazia. Il primo passo in questa direzione è stato fatto ieri dalla giunta con l'approvazione del progetto preliminare sul completamento dell'hotel: «Nell'arco di una o due settimane al massimo dovremmo archiviare la pratica con la versione definitiva.

immigrato non vedente da otto anni in attesa della carta di soggiorno ( da "Messaggero Veneto, Il" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Unione italiana ciechi non può avere la pensione d'invalidità per colpa di disguidi legati alla burocrazia Immigrato non vedente da otto anni in attesa della carta di soggiorno Da 8 anni fa anticamera per avere la carta di soggiorno, a Pordenone. Per Altin, 33 anni albanese immigrato e non vedente, l'integrazione è una corsa a ostacoli.

Il mercato conferma alla De Carli una leadership quarantennale ( da "Arena, L'" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: lasciando da parte la burocrazia.Credo sia questo il nostro valore aggiunto, in un mercato dove i prodotti appaiono troppo simili e occorre trovare qualcuno di cui fidarsi, capace di proporre la soluzione adatta alle esigenze reali. Non è un caso se negli anni, pur essendo cambiati i marchi da noi trattati, i clienti ci sono rimasti affezionati:

di ALESSANDRO FARRUGGIA ROMA IL DADO NUCLEARE ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il governo dice il vicepresidente Antonio Costato dovrebbe garantire gli investitori dai possibili rischi costituiti da burocrazia e comitati: lo Stato deve usare la sua forza nell'interesse dei cittadini e per farlo Confindustria sostiene la necessità di modificare il titolo V della Costituzione». In mattinata il ministro Scajola aveva premuto sull'acceleratore.

Don Giuseppe: <Sos cassa per il centro parrocchiale> ( da "Giorno, Il (Brianza)" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: «Adesso speriamo che la burocrazia non metta lacci e che tutto si sistemi nel giro di breve tempo». Il centro parrocchiale di via don Grisetti è stato il sogno di don Peppino Ghezzi sin dal suo arrivo a Trezzo, «un sogno sottolinea ormai realizzato al 99%» una delle opere più importante della diocesi provinciale.

proteste e reclami, uno ogni 2 giorni ( da "Tirreno, Il" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la consueta diffidenza della gente verso la burocrazia. Certo, gli adempimenti da compiere possono rimanere tanti, ma lo Sportello Amico si propone di fornire almeno un'azione di orientamento, aiutando i pontederesi a districarsi nella giungla delle pratiche o dei numeri verdi. «Molto spesso ci chiamano - continua Giorgi - per sapere i numeri telefonici dell'agenzia delle entrate,

E' stata archiviata dai carabinieri e dai medici dell'ospedale di Anzio per quella che era -... ( da "Messaggero, Il (Latina)" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: come è la Romania, vittima di crisi economica, pregiudizi e burocrazia italiana. «Perchè parlarne se non era un bandito, uno stupratore, un ladro e neppure un clandestino poiché i romeni, essendo europei comunitari, non sono clandestini? - dice Claudio Tondi, di Anzio, che fa parte della Comunità di S.

Dall'ospedale a casa: task force per gli anziani ( da "Eco di Bergamo, L'" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: non dovrà così impazzire tra le maglie della burocrazia e il rimpallo tra un ufficio e l'altro, quando non languire nella sua solitudine. «Un protocollo di questo genere ci stava a cuore più di ogni altra cosa - sottolinea il direttore sociale Asl, Massimo Giupponi -. Perché l'azienda sanitaria locale è soprattutto questo, una rete per i bisogni dei cittadini.

ROMA Sul nucleare non si torna indietro, in Italia ora c'è un clima diverso rispetto a qu... ( da "Messaggero, Il" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: risponde il ministro Ronchi: «Basta con l'Italia dei localismi e della burocrazia. Bisogna fare un «salto di coscienza e da cittadino dico: spero che una centrale nucleare venga costruita sotto casa mia». «Bene l'accordo Francia-Italia», concorda Confindustria. Contrari l'Idv e i Verdi di Francescato: «il governo regala 24 miliardi alla Francia».

Per il nucleare italiano è già una corsa a ostacoli ( da "Sole 24 Ore, Il" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dovrebbe garantire l'investitore dai possibili rischi rappresentati da burocrazia e comitati». Emblematica la diagnosi di Alessandro Clerici, 40 anni di esperienza in giro per il mondo, presidente onorario della sezione italiana del Wec (World Energy Council) e coordinatore del gruppo internazionale di lavoro sul nucleare.

LANCIATA presso la Fondazione Carim l'ot... ( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: I giovani imprenditori hanno raccontato la loro esperienza e i loro problemi, concentrati prevalentemente nella burocrazia e nell'accesso al credito. Hanno parlato: Alessandro Grossi di Meta Ingegneria (S. Marino), Massimo Tegon di Marketing Informatico (Rimini), Massimo Lilla di Enertek (Rimini), Antonio Kaulard di Fafraka (S.Marino) e Lorenzo Callieri di Shopplat (Rimini).

Burocrazia e responsabilità: il carnevale non è uno scherzo ( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: 11 Burocrazia e responsabilità: il carnevale non è uno scherzo Viaggio tra i volontari della festa in maschera ALBERTO CUDINI Assessore a Sant'Angelo in Lizzola UNO SCONTRO fino all'ultima caramella: è avvenuto a Montecchio durante la sfilata di carnevale quando due donne si sono accapigliate (di brutto,

Autodromo e burocrazia: la pista ora rischia il blocco ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Dopo 10 anni il circuito non è ancora completo Autodromo e burocrazia: la pista ora rischia il blocco Arborea.. Dopo 10 anni il circuito non è ancora completo --> A rallentare i lavori le numerose e sempre diverse norme che regolano questo tipo di strutture. Il sindaco Beppi Costella: «Non ne possiamo più di tutti questi contrattempi».

QUEI MEDICI CONTRO IL DOLORE DIMENTICATI DALLA BUROCRAZIA ( da "Corriere della Sera" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Schiavi QUEI MEDICI CONTRO IL DOLORE DIMENTICATI DALLA BUROCRAZIA Caro Schiavi, siamo un gruppo di medici palliativisti, che da 5-10-20 anni lavorano nel campo delle cure palliative nel Servizio sanitario nazionale. Vi è ormai pressoché unanime consenso, nella società e nella classe politica, nella Chiesa cattolica, sulla necessità di cura e di non abbandono dei malati terminali.

Riparte dai poverila Federazionedi Don Balletto ( da "Secolo XIX, Il" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: cercando di veder riconosciuti i loro diritti e per questo in lotta con la burocrazia» spiega Bellezza. Il quale conclude «Negli ultimi anni la Federazione è stato un soggetto competitivo sul mercato per l'erogazione diretta dei servizi, ora tornerà ad essere il luogo del patto fra le forze sociali della città». Donata Bonometti bonometti@ilsecoloxix.

vito d'asio, accolta con favore la riapertura della tabaccheria ( da "Messaggero Veneto, Il" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Manelli ha anche raccolto la lamentela della Butti, che è potuta entrare materialmente in possesso della licenza soltanto dopo un anno dalla gara di appalto. «La burocrazia statale dovrebbe capire che un anno perso rischia di aggravare il fenomeno dello spopolamento per un paese di montagna come il nostro», ha detto il sindaco. (f.fi.)

Nessun mostro a Bargagli, a uccidere fu il clan ( da "Giornale.it, Il" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: e si vollero seguire sorpassati protocolli composti più di burocrazia che di tecnica investigativa. Ancora l'indagine Si rileva quindi , nel complesso dell'indagine, l'assenza di protocolli specifici di intervento sulla scena del crimine ed anche per quanto relativo ad un quadro psicologico spesso utile pur senza scomodando i concetti di signature killer o di criminal profiling (

VENOSA, IN SCENA DADO CON "ONESTO MA NON TROPPO " ( da "Basilicanet.it" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: alla burocrazia anticittadino. Sul palco Dado compie un singolare viaggio allâ??interno della sua scenografia, una sistemazione del palcoscenico tutta particolare che ben si sposa con il suo look di eccentrico canzoniere. Si mette in gioco in una nuova veste di attore-cantante-over trenta, consapevole di essere cresciuto,

CONFINDUSTRIA, COSTATO: BENE Lâ  ACCORDO CON LA FR ( da "WindPress.it" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dovrebbe inoltre garantire l'investitore dai possibili rischi rappresentati da burocrazia e comitati. Non possiamo pi`u permetterci le esitazioni e i costi aggiuntivi dettati dalle incertezze: lo Stato deve usare la sua forza nell'interesse dei cittadini e per farlo Confindustria sostiene la necessit`a di modificare il Titolo V della Costituzione.

NUCLEARE: CONFINDUSTRIA, BENE ACCORDO, EVITARE RISCHI BUROCRAZIA ( da "ITnews.it" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: garantire gli investitori dai possibili rischi rappresentati da burocrazia e comitati. E' il giudizio del vicepresidente di Confindustria per l'Energia e il mercato, Antonio Costato, che spiega: ''Confindustria da tempo raccomanda che la tecnologia venga scelta al piu' presto, e che sia di un tipo solo, massimo due, perche' le centrali saranno minimo sei e massimo dieci e perche' c'e'

"La crisi morde" ( da "Varesenews" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: I tempi della burocrazia sono lunghi, i lavoratori delle piccole e micro aziende non possono restare senza un sostegno economico in attesa che Inps intervenga. Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate si fa carico del problemae non fa mistero di considerare questa, «che non è un'operazione bancaria», come un vero fiore all'occhiello del proprio operato.

Confindustria: bene l'accordo con la Francia sul nucleare ( da "Sestopotere.com" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: investitore dai possibili rischi rappresentati da burocrazia e comitati. «Non possiamo più permetterci le esitazioni e i costi aggiuntivi dettati dalle incertezze: lo Stato deve usare la sua forza nell?interesse dei cittadini e per farlo Confindustria sostiene la necessità di modificare il Titolo V della Costituzione».

Nucleare, Scajola conferma: "Entro cinque anni i lavori per la prima centrale" ( da "RomagnaOggi.it" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Confindustria, ok al nucleare: ma occhio alla burocrazia. ''Bene l'accordo Francia-Italia sul nucleare. Il governo cosi' anticipa i tempi, dimostra determinazione e soprattutto risparmia''. Il governo dovra' pero' garantire gli investitori dai possibili rischi rappresentati da burocrazia e comitati.

Aldo Grandi Lucca GIULIANO Giuliani ha idee chiare e poco, pochissimo tempo da perder... ( da "Nazione, La (Lucca)" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Per lui i tempi sono sempre troppo ristretti e le lungaggini della burocrazia e della politica sono un fardello difficile da sopportare dal quale, però, non si può prescindere. «E' tutta la giornata dice che mi chiamano per dirmi se è vero che saremmo pronti a realizzare la Cittadella dello Sport rinunciando allo stadio.

SABATO calerà il sipario sul negozio di filati di Borg... ( da "Nazione, La (Firenze)" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma anche a causa degli studi di settore e del peso della burocrazia, che oggi, in tempi economicamente difficili, non mi permettono più di mandare avanti la mia attività». Un'attività iniziata con tanta passione nel lontano 1967, quando Beatrice era ancora una ragazzina. «Fino al 2001 il negozio era in via Guicciardini, poi mi sono trasferita in Borgo San Jacopo.

STEFANO Faggioni di Cadimare. Un <pirata> a tutti gli effetti come sono... ( da "Nazione, La (La Spezia)" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: potenzialità frenate dalla burocrazia e dai tempi biblici dell'Autorità portuale». Uno dei suo cavalli di battaglia, da sempre, è la viabilità sulla Napoleonica che attraversa borgate e centri abitati. «Questa arteria sottolinea è diventata palesemente inadeguata al traffico, è abbandonata dalla Provincia che ora ne ha competenza.

G8: TREMONTI, REGOLE PUNTO FONDAMENTALE PRESIDENZA ITALIANA ( da "Wall Street Italia" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Dicevo che dovevamo proteggerci da un eccesso di burocrazia'. Ha quindi rivelato che nell'ambito della presidenza italiana del G8 'lavoreremo all'ipotesi di una Detax, ovvero l'esclusione di un pezzettino dell'imposta degli scambi o delle accise, per noi e' l'Iva, affinche' i proventi, attraverso i canali del volontariato, vengano destinati a Paesi dove c'e' poverta''.

G8: Tremonti, regole punto fondamentale presidenza italiana ( da "Trend-online" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Dicevo che dovevamo proteggerci da un eccesso di burocrazia'. Ha quindi rivelato che nell'ambito della presidenza italiana del G8 'lavoreremo all'ipotesi di una Detax, ovvero l'esclusione di un pezzettino dell'imposta degli scambi o delle accise, per noi e' l'Iva, affinche' i proventi, attraverso i canali del volontariato, vengano destinati a Paesi dove c'e' poverta''.

"E' questa la strada giusta" ( da "Corriere Adriatico" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: per risolvere i problemi sbaragliando il campo dalla burocrazia". Della stessa opinione il consigliere Stefano Massimiliano Ghio che ribadisce "l'omogeneità del Pd civitanovese. Nessuna spaccatura ma unità intorno a Silenzi che rappresenta l' unico candidato possibile alle provinciali". Sulle candidature nei collegi, annuncia.

Turismo, intervento di Torchi<Una flessione imbarazzante> ( da "Sicilia, La" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La lentezza della burocrazia - ha dichiarato l'avvocato Giurdanella - è in questo caso appesantita dalla mancanza di certezze sulla proprietà del muro franato. Non risulta chiaro infatti se la messa in sicurezza e il pagamento dei danni spettino al Comune, oppure al proprietario della casa disabitata di cui il muro è parte integrante.

Gli abiti del Carnevalenon finiscono in armadio ( da "Sicilia, La" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Meno burocrazia e più efficienza insomma, un'innovazione condivisa anche dal sindaco Piero Rustico a cominciare dall'annata sportiva in corso. Ispica. Nomine nel Consiglio direttivo Avis g.f.) Con la nomina dei responsabili nei vari settori operativi il Consiglio direttivo della sezione comunale dell'Avis di Ispica,

Una rivoluzione culturale per poter unire le due Italie ( da "Gazzettino, Il" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: inefficienza delle diverse burocrazie regionali con annessi e connessi. Faccio soltanto un esempio: di fronte ai quattro mesi della procura di Trento, in molte procure del Mezzogiorno è necessario circa un anno e mezzo per smaltire una pratica. Citando queste cifre ho pescato quasi a caso in un mare di dati, ottenendo quasi sempre gli stessi risultati.

Leggi anticrisi, artigiani a confronto ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: una burocrazia amica, enti pubblici attenti e celeri nelle risposte, capaci anche di investire per ridare slancio all'economia, finanziamenti adeguati e disponibili, tanto più oggi che il tasso di sconto è a livelli tali da consentire gli investimenti, e un sistema del credito flessibile e aperto, oculato ma non "tirchio"».

Guida: La fiera, vanto per la città ( da "Denaro, Il" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: si rischia di mettere burocrazia anche quando non serve. No, mi riferisco alla necessità di partire da una base condivisa di intenti da cui tracciare le linee per la crescita. Spesso sotto accusa c'è la burocrazia: come semplificare le procedure? Le procedure si semplificano se c'è volontà da parte di tutti di andare avanti e di arrivare a una soluzione.

Amministrative, fase di ascolto per la costruzione del programma del candidato sindaco di Cesena del PdL Italo Macori ( da "Sestopotere.com" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia con la riduzione e la fissazione di tempistiche certe da rispettare da parte dell'ente pubblico, il potenziamento dei Confidi, la riduzione dei tempi e la definizione di nuovi standard urbanistici per le realizzazione delle aree produttive, il rilancio in grande stile del centro come polo commerciale attraverso un sistema della circolazione e della sosta non penalizzante

Ombre cinesi ( da "AprileOnline.info" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: autorità che singoli cittadini possono portare nei Palazzi della burocrazia e del potere chiedendo istanze di giustizia. L'episodio di ieri, precisano fonti governative, starebbe a metà fra l'idea di giustizia e il dissenso ma assolutamente privati. Eppure nella capitale la sorveglianza di polizia ed esercito è in crescita e il timore di disordini collettivi non è affatto sopito.

Santori "Sanità regionale, un altro passo indietro" ( da "Quotidiano.it, Il" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, al mantenimento delle attuali gravi disuguaglianze di ripartizione della spesa sanitaria ed all'allontanamento dei servizi dai cittadini. Non sarà sfuggito il proposito dell'Assessore Mezzolani di voler ridurre al massimo i servizi diagnostici privati sul territorio penalizzando senza alcuna utilità i laboratori privati ed i centri di prelievo e con essi penalizzando

Qui servono 11 mesi per allargare un capannone in Messico 2 settimane ( da "Stampa, La" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: LA BUROCRAZIA I MERCATI «Qui servono 11 mesi per allargare un capannone in Messico 2 settimane» «Vanno bene i nostri freni per la Cinquecento sul resto siamo a -20%»

Infortunio sul lavoro riconosciuto dopo 10 anni ( da "Stampa, La" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: RICORSO Infortunio sul lavoro riconosciuto dopo 10 anni E' una vicenda di «ordinaria burocrazia», lunga quattordici anni. Nel '94, R.B, brigadiere dei carabinieri era in servizio nella Compagnia di Canelli, nei tragici giorni dell'alluvione, ebbe un infortunio ma il riconoscimento di malattia in servizio è arrivato soltanto adesso.

Doppio anticipo. L'Agenzia regionale ha liquidato 26 milioni sostituendosi alla burocrazia romana: Siamo fra i pochi ( da "Stampa, La" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Doppio anticipo. L'Agenzia regionale ha liquidato 26 milioni sostituendosi alla burocrazia romana: «Siamo fra i pochi»

Giustizia lumaca, donna risarcita ( da "Stampa, La" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Lo dice la giurisprudenza della corte europea dei diritti dell'uomo secondo le quale cause del genere non possono durare più di tre anni per il primo grado, e due anni per il secondo. «E' una bella soddisfazione - commentano i due legali -. Una rivincita per la nostra cliente nei confronti dello Stato, delle sue lentezze, della sua burocrazia».

Braga: anch'io in corsa sul Broletto ( da "Giornale di Brescia" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Giornale di Brescia sezione:la città Braga: anch'io in corsa sul Broletto Tra i progetti «meno burocrazia» e l'alleanza con Laura Castelletti Braga in una foto d'archivio Mario Braga si stacca dal gruppo dei pretendenti in seno al Pd nella corsa per le elezioni provinciali e annuncia la propria candidatura alla presidenza del Broletto.

SAN FELICE I segreti del risparmio energetico A San Felice stasera alle 20.45 al p... ( da "Giornale di Brescia" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia». Organizza l'associazione no profit «San Felice più felice», intervengono Alberto Corain e Marco Baccolo. GARGNANO Dimore d'arte alla sala civica «Castellani» Stasera alle 20.30 nella sala civica «Castellani», nell'ambito del ciclo di incontri «Gargnano e dintorni», Pia Ferrari e Andrea Bariletti relazioneranno sul tema «

TORINO - Stizzito dalle frasi di Gattuso, Amauri risponde a muso duro al centrocampista d... ( da "Leggo" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la pratica per il passaporto italiano del bomber di Carapicuiba prosegue, ma con i tempi della nostra burocrazia. Da quando la signora Cynthia Cosini Valaderes, grazie a un parente cuneese, otterrà la cittadinanza italiana dovranno passare almeno sei mesi prima che il marito possa usufruire dello stesso status. Amauri difficilmente tornerà sulla vicenda.

Quanto vale il rientro dei cervelli ( da "Milano Finanza (MF)" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: il peso della burocrazia in vari settori. Al di là del contenuto (di impatto marginale ai fini della crisi) si connota per gli aspetti innovativi che tendono ad introdurre (trasparenza nei contratti bancari, revisione degli studi di settore, spostamento dei momenti impositivi, incentivi all'uso delle più moderne tecniche di comunicazione non cartacee)

STASERA A I PINI L'ASSEMBLEA ANNUALE DELL'AVIS ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: materiali, isolamenti classi energetiche, burocrazia». SAN FELICE RITROVATO MORTO UN 41ENNE DEL PAESE Un 41enne di Lonato si è tolto la vita ieri mattina, l'uomo è stato trovato dal padre che ha dato l'allarme. Immediato l'intervento dei vigili del fuoco e del 118 che non hanno potuto far nulla per salvarlo.

prefetto in campo "lotta alla crisi no alla burocrazia e al rischio usura" - dario del porto a pagina iii ( da "Repubblica, La" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Pagina III - Napoli Pansa annuncia interventi a favore di cantieri e imprese Prefetto in campo "Lotta alla crisi no alla burocrazia e al rischio usura" DARIO DEL PORTO A PAGINA III SEGUE A PAGINA III

è davvero un'occasione perduta ( da "Tirreno, Il" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: nel centro e la risposta è che forse viene cancellata la sede locale della Sovrintendenza, necessaria a snellire le pratiche, a ridurre i tempi della burocrazia. A mio avviso siamo in presenza di un sovvertimento delle priorità sul campo, ma spetta alle istituzioni del territorio (dal Comune alla Provincia) chiedere chiarezza al Governo sulle prospettive di sviluppo della città».

crisi, la mossa del prefetto "ora riapriamo i cantieri" - dario del porto ( da "Repubblica, La" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia e usura fermano lo sviluppo "Convocherò i rappresentanti di governo delle altre province e seguirò la questione" "Lavoreremo con la Regione per rimuovere gli ostacoli della catena produttiva" "A rischio tante imprese che possono finire nelle mani degli usurai" DARIO DEL PORTO Aprire i cantieri e combattere l´usura.

la dc si schiera con il centrodestra ( da "Tirreno, Il" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: apparato e della burocrazia. Lo sostiene la Democrazia Cristiana, che a Capannori scende in campo con una lista con il simbolo dello scudo crociato in appoggio di Matteucci «sicuri in una grande vittoria del centrodestra e di un recupero di un comune la cui importanza nell'economia politica della provincia rimane essenziale.

solleciti sulle tasse già pagate ( da "Tirreno, Il" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: senza fa impazzire ulteriormente i cittadini, certo allarmati nel vedersi recapitare un sollecito di pagamento per una tassa che, nella maggior parte dei casi, nel frattempo è già stata pagata. Insomma, la morale è una: hai voglia di computer e nuove tecnologie, quando la burocrazia colpisce non ce ne è per nessuno.

artigiani a convegno sulle finanziarie di stato e regione ( da "Messaggero Veneto, Il" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: una burocrazia amica, enti pubblici attenti e celeri nelle risposte, capaci anche di investire per ridare slancio all'economia, finanziamenti adeguati e disponibili, un sistema del credito flessibile e aperto, oculato ma non "tirchio". Quanto di tutto ciò è rintracciabile nelle Leggi Finanziarie nazionale e regionale?

Giurisprudenza, bella ma incompleta ( da "Gazzetta di Modena,La" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Per quello che riguarda il funzionamento degli ascensori il ritardo è dovuto alla burocrazia perché i collaudi sono stati fatti. Per il momento - prosegue la preside - sono state spostate al piano terra le lezioni a cui accedono gli studenti disabili. Per quello che invece riguarda gli impianti audio-video, quello è stato un ritardo voluto.

sanità, 700 posti letto nell'ospedale del ponente - ava zunino ( da "Repubblica, La" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: per dirla con un termine che ormai la burocrazia ha abbandonato da anni: ora si chiamano dirigenti medici) e quanti "aiuti" sopravviveranno a questa rivoluzione? I numeri proprio ieri sera sono finiti sul tavolo del direttore generale della Asl 3, Renata Canini che ha ricevuto lo studio dei medici con l´identikit della nuova struttura.

disabili e lavoro, rapporto sempre più difficile ( da "Messaggero Veneto, Il" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La crisi del mercato rende problematico l'inserimento occupazionale, mentre la burocrazia non facilita le cose alle aziende nell'assunzione di persone svantaggiate Disabili e lavoro, rapporto sempre più difficile Sollecitato un vertice con sindacati, Ufficio dell'impiego, assessori competenti e imprenditori SACILE. Disabili e lavoro: un rapporto difficile.

Lo Stato blocca i lavori della scuola ( da "Tribuna di Treviso, La" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: BUROCRAZIA. Il sindaco Dalla Libera: scriverò a Tremonti per chiedergli una deroga. Il caso in Consiglio il 4 marzo Lo Stato blocca i lavori della scuola Il patto di stabilità rischia di far saltare il finanziamento ministeriale ODERZO. I vincoli per il rispetto del patto di stabilità mettono a rischio il finanziamento di 580mila euro giunto dal Ministero per ristrutturare la scuola

sant'orsola, sì al progetto ma slitta l'accordo - ernesto ferrara ( da "Repubblica, La" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: arenarsi nelle beghe della burocrazia. Di mezzo c´è una perizia. Ovvero la stima del valore e della dimensione del principale bene oggetto dello scambio, la Fortezza. Da qualche settimana i tecnici della Regione si sono accorti che nella conta metro quadro per metro quadro dei singoli edifici che compongono la Fortezza, il Demanio avrebbe calcolato spazi in più rispetto a quelli reali.

"con questo laboratorio dobbiamo campare in sette: è una guerra" ( da "Repubblica, La" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: non posso fare come ora stanno facendo tutti, licenziano e poi riassumeranno. Io, se licenzio, non troverò più nessuno capace di lavorare il mosaico. Vado avanti, non licenzio e intanto passo ore in ufficio, invece che in laboratorio dove dovrei stare, a combattere con le mille carte della burocrazia». (i.c.)

Sdoganata la videosorveglianza ( da "Italia Oggi" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: assolvere a tutte le complesse burocrazie in materia di videoregistrazione previste solo per loro dal codice privacy. Più fumo che arrosto per quanto riguarda invece la questione delle ronde. I sindaci, specifica infatti lo stesso art. 6/3° del dl, previa intesa con il prefetto possono avvalersi della collaborazione di associazioni di cittadini per il monitoraggio del territorio.

<Gli aiuti di Stato? Uccidono il teatro> ( da "Giornale.it, Il" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Costi, sprechi, burocrazia inutile: nei teatri c'è molta gente che non fa nulla o che nuoce a chi lavora. Bisognerebbe ridurre di un terzo i dirigenti degli enti lirici». Diceva dei casi da affrontare diversamente. «Sì. Per i teatri di prosa si può pensare a un supporto pubblico.

<Per il direttore un premio da 25 mila euro> ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Anche se per la burocrazia regionale si chiama ?Retribuzione di risultato?. A riceverla è stato il direttore generale dell'agenzia regionale Laore, Giancarlo Rossi, per il periodo 1 agosto 2007-31 luglio 2008, come si deduce dalla determinazione dello stesso dg datata 16 febbraio 2009.

<Le mie nozze da incubo tra insulti e bugie> ( da "Giornale.it, Il" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: «Grazie ad una burocrazia cieca e alla mancanza di tutela delle donne italiane che sposano i musulmani». Com'è cominciata la vostra storia? «Con una vacanza Sharm-El-Sheikh. Ho incontrato Essam e mi sono innamorata. Per un anno e mezzo ho fatto avanti e indietro dall'Egitto.

Falso reddito per l'abbonamento al bus: assolta ( da "Secolo XIX, Il" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia senz'anima) ha attestato il falso. Una vincita al lotto le ha cambiato la vita? Al contrario. Quell'anno nonna Rosa si è trovata vedova. E dopo aver pianto per il marito molto amato, dopo aver sperimentato che andare avanti da soli è più difficile anche da un punto di vista freddamente economico (perché le bollette da pagare non si dimezzano e la donna non poteva contare

omar finalmente ce l'ha fatta arrivato dal saharawi ora è cittadino italiano - elena pullerà ( da "Tirreno, Il" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: impegno ad osservarne la costituzione, arrivano dopo un lungo iter fatto di burocrazia lenta e di tanta attesa. Con perfetto accento da livornese doc, Omar, arrivato in città a dodici anni come tanti bambini saharawi, a Livorno è cresciuto, ha studiato all'Iti Galilei come perito informatico, ha lavorato e si è perfettamente integrato.

La paura e l'ingiustizia ( da "Eco di Bergamo, L'" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, assillante e inefficace, produce clamorosi paradossi (spesso i permessi di soggiorno rinnovati arrivano nelle mani degli immigrati quando sono già scaduti). Né si vedono risposte per la zona grigia, quei 570 mila stranieri che, pur avendo un lavoro e un'abitazione, con l'ultimo decreto flussi non sono riusciti a regolarizzarsi a causa delle maglie strette di norme ipocrite.

Più fiducia, innovazione, passione, scuola più vicina alle imprese e riorganizzazione anch... ( da "Messaggero, Il (Marche)" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia cessi di essere una complicazione e una tortura quotidiana, il governo pensi alla settimana corta, alle imprese si dia la possibilità di smaltire il magazzino, i sindacati capiscano che è tempo di collaborazione e non di lotta, la mia associazione di riferimento, Confindustria, si organizzi meglio per sostenerci più adeguatamente.

Le regole priorità del G-8 italiano ( da "Sole 24 Ore, Il" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: eccesso di burocrazia che rendeva ridicola l'Europa. Altri, non io, hanno detto che il Patto di stabilità era stupido e l'hanno riscritto, e hanno fatto bene. Sull'Europa ho sempre avuto la stessa idea, da quando ero al liceo». Tra le scelte che avrebbero richiesto maggiore ponderazione e approfondimento c'è l'allargamento a Est dell'

<Con la rotatoria il ragazzo sarebbe vivo> ( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: VEZZANI si sofferma sulla burocrazia. «Io credo nella buona fede della brava gente. E credo che nelle istituzioni ci siano persone brave e capaci. Ma la burocrazia che vige in Italia è davvero terribile, capace di demoralizzare la buona fede e la brava gente. Me ne sto accorgendo per le pratiche sull'allestimento della rotatoria di via Ville,

<Cartelli in dialetto anche a Brescia> ( da "Corriere della Sera" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: per evitare discussioni in consiglio e tagliare i tempi della burocrazia, ha preferito attaccare sui cartelli all'ingresso della città gli adesivi con i nomi delle località in vernacolo. A Varese la toponomastica bilingue è stata varata dal Comune 5 anni fa e tuttora resiste. Conclude Gallizioli: «Brescia seguirà l'esempio degli altri capoluoghi lombardi.

Le imprese a Matteoli: <Il Passante non basta> ( da "Corriere del Veneto" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il ministro: «Comincio togliendo la burocrazia» E sul fronte aeroportuale Marchi provoca: «Togliamo il divieto di fare tratte aeree tra Milano e Venezia» MESTRE — Il Passante non basta a nessuno. Non alle piccole e medie imprese del Veneto, non alla politica locale e nemmeno a quella nazionale.

Una Sagra sempre meno <legnanese> ( da "Giorno, Il (Legnano)" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Da questo punto di vista siamo in attesa di risposta e sapendo molto bene che i tempi della burocrazia sono lunghi ci attendiamo ancora un anno di sospensione e di attesa. Dopo di che valuteremo la location ed i costi che per il comune devono essere irrisori. Mi spiego: ci deve essere un finanziamento temporale con un progetto al quale aderiranno diversi sponsor.

<LE LUNGAGGINI burocratiche uccidono le imprese>. Non usa mezze parole ... ( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: in cui non produce un aumento dei costi della burocrazia e può conseguire una semplificazione delle procedure.Oggi il progetto di federalismo è solamente un "buco nero": non si conoscono i costi né sono chiare le competenze». «IL TANTO decantato interesse nei confronti del mondo delle imprese, che stanno pagando i costi della finanza creativa e della voragine della spesa pubblica,

Salvatore: sviluppo bloccato dai burocrati Presenteremo l'elenco delle incompiute ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia non può bloccare sempre tutto, occorre imprimere una svolta. Si guardi Bagnoli o Napoli Est». Eterne incompiute. «Le eterne incompiute le vedremo domani durante il nostro incontro in una carrellata-documentario realizzata da ??Alterazioni video'' e che sarà al Pan fino al 27 marzo.

La produzione va in Irlanda: poche tasse, zero burocrazia ( da "Giorno, Il (Brianza)" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: zero burocrazia CUSANO MILANINO SECONDO UNO STUDIO della Banca Mondiale, in Irlanda l'ammontare del prelievo fiscale pesa sui profitti di una ditta per il 25,8 per cento. La media nei Paesi Ocse (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico istituita nell'ambito dell'Unione Europea) è del 47,

Obama: tassare i ricchi per dare a tutti la copertura sanitaria ( da "Giornale.it, Il" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il presidente ha citato in particolare risparmi per 20 milioni ammodernando i programmi e riducendo la burocrazia per l?agricoltura, per 200 milioni abbandonando i programmi per ripulire le miniere abbandonate, oltre a tagli per svariati programmi nella pubblica istruzione sopprimendo alcuni programmi di controllo simili a quelli già esistenti in ben 13 agenzie governative.

Il rispetto dei pazienti prima dell'efficienza ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Commenti Pagina 342 La burocrazia nelle Asl Il rispetto dei pazienti prima dell'efficienza La burocrazia nelle Asl --> Sono un medico, ma per mia fortuna non ho mai avuto occasione sino ad oggi, alle soglie dei 60 anni, di dovermi rivolgere alla sanità pubblica per problemi che mi riguardassero personalmente.

di MAURIZIO GUCCIONE OGGI è il giorno fatidico, ovv... ( da "Nazione, La (Lucca)" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia. Per questo conclude la Dc scende in campo con una propria lista e con il simbolo dello scudo crociato». INFINE, domenica primo marzo alle 11 in piazza Aldo Moro, i giovani dell'Udc di Lucca organizzano un convegno dedicato alle elezioni capannoresi al quale prenderanno parte Buttiglione, Nedo Poli e il consigliere regionale Giuseppe Del Carlo a sostegno del candidato

IL PRIMO CITTADINO Cerulli sconvolto: <Siamo a terra. Questo è un vero danno d'immagine per l'amministrazione> Ma il sindaco assicura: <Dal nostro arrivo seguito il principio della ( da "Nazione, La (Grosseto)" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: rispetto ad altre che si impantanavano invece nei meandri della burocrazia. E proprio l'edilizia fu in un certo senso al centro degli ultimi consigli comunali della giunta precedente, quella di Nazzareno Alocci, che al termine di una drammatica resa dei conti finì sfiduciata dopo che il gruppo guidato dal suo predecessore, Marco Visconti, gli tolse il sostegno.

Viabilità, territorio e servizi I residenti chiedono meno burocrazia ( da "Nazione, La (Firenze)" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia LONDA I RISULTATI DEL QUESTIONARIO DI «PRO LONDA» UN SINDACO vicino ai cittadini, un programma con pochi punti ma concreto, una forte attenzione per le problematiche del territorio, della viabilità e della vita sociale; queste le richieste degli abitanti di Londa secondo il questionario promosso dal Movimento Pro Londa che ha visto oltre 350 schede compilate contenenti

"Gli aiuti di Stato? Uccidono il teatro" ( da "Giornale.it, Il" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Costi, sprechi, burocrazia inutile: nei teatri c?è molta gente che non fa nulla o che nuoce a chi lavora. Bisognerebbe ridurre di un terzo i dirigenti degli enti lirici». Diceva dei casi da affrontare diversamente. «Sì. Per i teatri di prosa si può pensare a un supporto pubblico.

12 MARZO. GIORNATA MONDIALE DEL GLAUCOMA ( da "Farmacia.it" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: costretti da una burocrazia opprimente e assurda, che non ha eguali nei Paesi evoluti, a presentare una volta l?anno il proprio piano terapeutico per poter ottenere la copertura del SSN sui farmaci antiglaucomatosi più innovativi. Il glaucoma è una grave patologia oculare di tipo cronico che prevede una terapia farmacologica a vita.

Raduno scout per la solidarietàGagliano. ( da "Sicilia, La" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, che hanno portato Enna, secondo un'indagine del quotidiano della Confindustria "Sole 24 ore" al secondo posto in Italia, dopo Napoli e che vede in prima linea amministratori comunali e provinciali. Un argomento, questo relativo al costo elevato della burocrazia ennese, che ha molto colpito l'opinione pubblica locale la cui insofferenza nei confronti del mondo politico

<Impegnorispettato> ( da "Sicilia, La" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, non sosterrebbe gli elevati oneri economici previsti per indire le gare d'appalto, utilizzerebbe le risorse umane presenti nel territorio e nell'ente con la possibilità di stabilizzare diversi precari. Iniziative come questa- conclude Parisi- sono un contributo concreto alla costruzione di un modello di sviluppo capace di rendere ancora più competitiva la nostra città

Lombardo: <L'Mpa oltre la Lega> ( da "Sicilia, La" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ritira la circolare che impediva agli «organi politici» di interloquire con la burocrazia di piazza Ottavio Ziino, a Palazzo dei Normanni, ieri, non è arrivata. Lo stesso Russo si sarebbe premurato di avvertire telefonicamente il presidente dell'Ars, Francesco Cascio, che la missiva gli sarà recapitata nella giornata di oggi.

Energia pulita: la Provincia detta il piano regolatore ( da "Gazzetta di Parma Online, La" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, ma più energia «pulita». Per abbattere i livelli di inquinamento, la Provincia punta tutto su sole, acqua, vento, biomasse e geotermico, come dimostrano gli obiettivi del «Piano provinciale per il risparmio energetico e la promozione delle fonti rinnovabili», contenuti nel verbale conclusivo della Conferenza di pianificazione e siglati ieri mattina dai comuni del territorio,

EMANUELE IMPERIALI L'ECONOMIA MERIDIONALE è AUTARCHICA, INGESSATA E PERCIò POCO C... ( da "Mattino, Il (Circondario Nord)" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: l'adozione di agevolazioni automatiche fiscali senza alcuna intermediazione politica o burocratica. «Infine - ha spiegato la Coppola - gli imprenditori meridionali hanno bisogno di una gestione razionale e non clientelare dei fondi europei, in un contesto normale dal punto di vista della legalità e della burocrazia».

Artigiani, sito web per imparare il mestiere ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: primo fra tutti la burocrazia «un sistema inutile che fa perdere tempo» afferma il presidente di Confartigianato Carlo Faleschini, uno scoglio che va ad aggiungersi alla già ampia demotivazione da parte dei giovani verso il mondo dell'artigianato. «I giovani non hanno la passione di entrare nell'economia che è la principale attività per continuare a crescere»

In un continente a bassa tecnologia i giovani dispongono di mezzi sorprendenti per diffondere e ricevere informazioni ( da "Cittadino, Il" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è svincolata dalla burocrazia statale e permette l'utilizzo di tessere prepagate che rateizzano le spese), i call-box (delle specie di cabine telefoniche all'aria aperta), il sistema dell'accesso condiviso (un televisore può servire a numerose famiglie, giornali e riviste possono essere consultati da molti lettori, Internet è accessibile tramite Internet Point,

Bepi Campana: Ora basta con Sitta ( da "Gazzetta di Modena,La" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: autoperpetuazione della burocrazia politico-amministrativa?». Campana crede che tutto questo contribuisca «alla disaffezione e delusione dei cittadini, specie se giovani e intelligenti di fronte a stucchevole autocelebrazione e propaganda». E chiude chiedendo: avanzare queste critiche a un'amministrazione che appoggio da 10 anni fa di me un membro con cui collaborare o un inaffidabile eretico,

Cig in deroga, in Veneto 5 mila domande ferme ( da "Corriere delle Alpi" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: in Veneto 5 mila domande ferme Allarme della Cgil: burocrazia e fondi non certi, lavoratori senza assegni VENEZIA. «Situazione da incubo per tanti dipendenti delle piccole imprese venete, lasciati a casa per mancanza temporanea di lavoro e che rischiano di restare senza soldi almeno fino ad aprile, ringraziando il ministro Sacconi».

Plavis, più che per i risultati i problemi arrivano dalle docce che sono fredde ( da "Corriere delle Alpi" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è di mezzo la burocrazia, ma non puoi certo pensare di farti una doccia con l'acqua gelida, dopo l'allenamento. Noi speriamo che questo discorso si risolva nel più breve tempo possibile». Domani fuori. Alla ripresa, la Plavis scende a San Fior e da quelle parti non hanno di questi problemi: «Domani avremo qualche contrattempo,

Una nuova mobilitazione ( da "Tribuna di Treviso, La" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: oggi schiacciato dal peso della burocrazia e che nella maggior parte dei casi pur di scansare la montagna di carte e ricorsi, sceglie di scendere a patti col fisco pagando una cifra forfettaria. 3) La modifica delle operazioni di accertamento nella costruzione degli indici su cui si basa l'impianto di accertamento degli studi».

Maxi-assegno per le case popolari ( da "Arena, L'" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: a dispetto della burocrazia, con cui si è sbloccato il finanziamento». L'esponente governativo ha annunciato che a breve il governo varerà un «piano casa da 150 milioni di euro che si aggiungono a 200 milioni da suddividere fra le Regioni per dare una risposta alle 600mila richieste a livello nazionale».

Gli agricoltori: Meno burocrazia ( da "Arena, L'" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia» «Raccolte le segnalazioni del mondo agricolo che trasformerò in emendamenti alla legge» Ieri mattina la sala consiliare del municipio lupatotino, presenti il sindaco Fabrizio Zerman e il vice Giuseppe Stoppato, ha ospitato un incontro tra una rappresentanza di coltivatori diretti del paese (guidati da Gian Mario Piccoli e accompagnati dal presidente provinciale della

Pinarolo e il servizio di segretariato sociale I casi sono centinaia ( da "Provincia Pavese, La" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Di fronte ad una burocrazia ancora troppo spesso complicata, che costringe il cittadino a cercare un aiuto competente, il segretariato sociale si colloca su un piano di consulenza-assistenza, che lo rende un valido strumento per concretizzare e valorizzare quello spirito di reale solidarietà creatosi nel nostro Comune».

burocrazia ( da "Mattino di Padova, Il" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Cronaca BUROCRAZIA BUROCRAZIA SPORTELLO UNICO. Spettacoli: meno burocrazia da lunedì prossimo, per chiunque debba chiedere il permesso per l'organizzazione di un evento, che si tratti di un concerto all'aperto oppure di uno spettacolo in un locale. Aprirà tutte le mattine (dalle 10-12 più martedì e giovedì pomeriggio 15-17) il nuovo sportello agibilità spettacoli,

provincia, 500 milioni per 537 opere fantasma - angelo carotenuto ( da "Repubblica, La" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Perché la burocrazia ci mette del suo e perché la macchina non viene sollecitata. La costruzione di un raccordo tra Boscotrecase e il casello della A3 passerà sotto la competenza di Bertolaso nell´ambito della preparazione della discarica di Terzigno. Così si farà prima per gli espropri.

arturo. come far incontrare culture diverse ( da "Tirreno, Il" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Poi ci sono gli ostacoli della burocrazia: le pratiche dei permessi di soggiorno, l'assistenza legale, i contratti di affitto e le assunzioni lavorative. «L'applicazione delle norme - conclude Rotonda - è davvero farraginosa e dispendiosa. Ad esempio, per rinnovare un permesso di soggiorno non solo occorrono 70 euro, che pesano come un macigno sui bilanci degli stranieri,

porto, i camalli assediano merlo la cgil: "meglio un commissario" - massimo minella ( da "Repubblica, La" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: appare ingessata ed è preda della burocrazia. Allora, se le cose non dovessero più cambiare, sarebbe meglio dialogare con un commissario». Chissà che la distanza siderale fra i lavoratori e l´authority non sia davvero arrivata al suo limite estremo e che ora si possano creare le condizioni per riprendere il dialogo.

tornare a pescare le "cée", ma per ripopolare le acque interne ( da "Tirreno, Il" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma conoscendo la lentezza della burocrazia e non interessando a molti tale proposta, compresi i sedicenti ambientalisti, ritengo che passerà molto tempo prima che venga presa in considerazione. Tuttavia, rivolgendomi a quei temerari pescatori abusivi di ceche che sfidano il freddo notturno (a me ben noto), nonché il rischio di essere contravvenzionati,

tramonti di sopra punta sull'albergo diffuso ( da "Messaggero Veneto, Il" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Purtroppo la burocrazia non è dalla nostra parte ma non ci demoralizziamo perché crediamo molto in questa idea - ha spiegato -. La nuova legge non ci consente di attivare un albergo diffuso con meno di 80 posti. E per una piccola comunità come la nostra non è semplice reperire fin dall'inizio un così alto numero di disponibilità.

Non siamo ancora entrati nel vivo della crisi che già si sogna di ritornare al consumismo sfren... ( da "Stampa, La" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Burocrazia mammuth? The show must go on. Con chili di colore che esplodono da Scervino: viola, verde, oro. Ci sono le pellicce e gli smoking piumino dai bagliori lingotto, i vestiti a clessidra con guepière interna, i golf giganti cosparsi di paillettes.

sospendere le tasse locali ( da "Tirreno, Il" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Burocrazia: «A livello locale sono emersi in questi anni elementi positivi circa lo snellimento della burocrazia nei confronti delle esigenze delle aziende ma tanto si può e si deve ancora fare». Per quanto riguarda, infine, sosta urbana, mobilità e arredo urbano, «gli imprenditori hanno bisogno di risposte concrete circa il fondamentale tema della mobilità e della sosta urbana.

cna all'attacco di banche e provincia ( da "Tirreno, Il" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia enorme che porta via troppo tempo alle imprese». Un altro esempio, la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti. Sempre più imprese fanno accordi con privati per la raccolta eppure alla fine si trovano costrettia pagare due volte: il privato per la raccolta e lo smaltimento, il Comune per un servizio che non dà nonostante ci sia una legge che spiega come i rifiuti delle aziende

un altro balzello per le aziende arriva la tassa sulle prestazioni sanitarie erogate dalle asl ( da "Tirreno, Il" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Vorremmo che il governo ci spiegasse per quale ragione in Francia o in Inghilterra i costi della sicurezza alimentare sono rimasti a carico dello Stato mentre in Italia, per fare cassa è stato deciso di farli pagare alle aziende e con un aggravio di costi per la burocrazia. E sarà inevitabile che una parte di questa doppia, se non tripla, imposizione ricada sui consumatori».

giacomo maccheroni. perché nessuno ha convocato le società? ( da "Tirreno, Il" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Perché non sono stati sentiti i presidenti delle due società? Questo è un eccesso di burocrazia.E dunque un'anomalia da correggere. Spero che a livelli alti della politica, qualcuno si appelli al ministro competente: in certi casi, occorre necessariamente il rapporto con le società». e.ch.

palermo e catania, sfida globale - dario prestigiacomo ( da "Repubblica, La" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che vedo tra Palermo e Catania è la mostruosa presenza della burocrazia, un´altra palla al piede per lo sviluppo del capoluogo siciliano e di tutta la regione». Anche nello sport (calcio escluso), Catania vince il derby. «Merito degli impianti, che a Catania funzionano molto meglio che a Palermo», dicono all´unisono il palermitano Giovanni Caramazza e il catanese Pippo Crisafulli,

Vola l'energia pulitaLiguria maglia nera ( da "Secolo XIX, Il" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: troppa burocrazia fa male allo sviluppo delle fonti pulite. Bruno Lugaro lugaro@ilsecoloxix.it 28/02/2009 1 MW 28/02/2009 corrisponde a 1.000 kw 28/02/2009 3MW 28/02/2009 corrispondono al consumo medio annuo di una famiglia italiana 28/02/2009 5.991 28/02/2009 sono i comuni che nel 2009 hanno almeno un impianto da fonti rinnovabili.

"Pulite Pellice e Chisone prima di nuove piene" ( da "Stampa, La" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: presidente del comitato «Chisone sicuro» è categorico: «C'è troppa burocrazia. Per tagliare qualche albero bisogna interpellare quattro enti, serve una semplificazione. A gennaio i sindaci di 17 comuni pinerolesi hanno firmato una lettera per chiedere il passaggio di consegne della gestione dei torrenti Pellice e Chisone alla Provincia».

le mode cambiano Quando erano Rivoluzionario e Ribelle ( da "Eco di Bergamo, L'" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: quello per la burocrazia, è Rivo. A casa mi hanno sempre chiamato Nario». Luzio si perde un po', ma tant'è. Tre nomi che ne compongono uno, di cui il titolare è orgogliosissimo: «Ho avuto certi amici nel partito che me lo invidiavano». Ghibesi nasce Rivoluzionario, tutto attaccato e con la maiuscola, nel giugno dell'anno in cui in Russia covava la rivolta.

Documento del centrodestra <Sì alle tre Circoscrizioni> ( da "Eco di Bergamo, L'" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ci sembra invece un inutile appesantimento della burocrazia. Eliminare quattro circoscrizioni per creare ventidue piccoli surrogati è proprio una scelta sbagliata. Si riconoscano invece ufficialmente le funzioni dei Consigli di quartiere spontanei, che possono rappresentare problemi e interessi di cittadini presso la Circoscrizione e l'amministrazione comunale».

Telefoni o telefonini non fa differenza: c'è chi finisce nelle maglie della burocrazia but... ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Sabato 28 Febbraio 2009 Chiudi Telefoni o telefonini non fa differenza: c'è chi finisce nelle maglie della burocrazia buttando soldi e perdendo servizi

PERUGIA - In linea niente servizi ma solo disagi e bollette trappola. Succede ad un corposo pacchett... ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Qualche guaio non preventivato anche per chi vuol cambiare gestore. C'è un caso di una persona che dal 9 febbraio è in attesa di passare da Vodafone a Tim ma la burocrazia blocca tutto. E il telefonino resta desolatamente muto. SERVIZIO A PAG. 37

<Appalti veloci contro la crisi> ( da "Resto del Carlino, Il (Fermo)" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: «Riducendo la burocrazia sugli appalti. Questi 3,7 milioni di euro sono un'iniezione positiva per il settore edilizio e per l'economia in genere. Siamo riusciti a ridurre i tempi grazie alla norma del governo Berlusconi che semplifica le gare sotto i 500mila euro.

PROPRIO la settimana scorsa, all'associazione degli industriali, si pa... ( da "Resto del Carlino, Il (Fermo)" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: si parlava di burocrazia e del coraggio di apporre una firma su un documento. Un moloch, quello delle carte bollate, che nessuno riesce a superare ed abbattere. E in questo momento storico, da grande depressione, molto legato alla realizzazione di opere pubbliche e quindi molto keynesiano, pensare che un appalto pubblico da 13 milioni di euro si trascini per mesi,

Indagine archeologica frena i lavori del porto ( da "Resto del Carlino, Il (Fermo)" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: MISTERI della burocrazia che rimbalzano su un muro di gomma.Il nuovo comandante del Porto fa sapere, attraverso una segretaria, che «loro non confermano e non smentiscono notizie». Anche se poi, a Franco Arceci del Comune, il nuovo comandante fa sapere «che si stanno eliminando gli ultimi ostacoli burocratici al fine di far procedere l'

Lavoro e ambiente al primo posto ( da "Nuova Ferrara, La" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: aspetto culturale e commerciale della città, ridurre la burocrazia, aumentare l'interesse per l'arredo urbano, rendere più coerente l'illuminazione, creare una tangenziale che dirotti il traffico. Risolvere i problemi di viabilità è il primo impegno che il capolista si assumerà nel caso in cui dovesse sedere sulla poltrona di primo cittadino.

<Non paga le tasse> Ma l'evasore è morto da 38 anni ( da "Corriere della Sera" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: REDAZIONALE Il caso Errore della burocrazia «Non paga le tasse» Ma l'evasore è morto da 38 anni SEGUE DA PAGINA 1 «Si sono giustificati sostenendo di aver chiesto le tasse anche a milanesi nati nel 1800». Il compito di chiarire il qui pro quo è stato allora affidato al commercialista di fiducia, che è tornato alla carica: «La persona che cercate è deceduta dal 1971»

PROPOSTE E RICETTE per il rilancio dell'economia locale, ed una... sferzata:... ( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: con una realtà economica paralizzata dalla burocrazia senza una programmazione accorta e lungimirante dello sviluppo ed una scarsa attenzione, ad esempio, alla valutazione delle attrattive e delle opportunità turistiche». Entrando nel dettaglio di qualche spunto offerto dalla serata trasmessa in diretta online sul sito di Io Amo Ferrara oltre che in tv ,

Per 1200 al mese ha scoperto la variante Hiv ( da "Giorno, Il (Milano)" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia tutto italiana, che demotiverebbe chiunque, ma non lei, che è stata obbligata a conseguire addirittura due lauree, una nel 2000 in Biotecnologie e un'altra specialistica in seguito. «La prima non mi consentiva di iscrivermi all'ordine professionale dei Biologi racconta e quindi ho dovuto superare altri esami e presentare una nuova tesi nonostante le materie fossero le

Sartor a Chioggia <Servono più sinergie> ( da "Corriere del Veneto" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che la burocrazia romana con cui ce la prendiamo così spesso, si rivelasse più veloce della burocrazia veneta», riferendosi ai risultati operativi che hanno permesso di creare investimenti per 180 milioni e 805 posti di lavoro in Veneto nel solo 2008.

Nuova Hitman nelle secche L'ombra della cassa per 81 ( da "Giorno, Il (Milano)" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia frena l'avvio della linea di produzione di FRANCESCA SANTOLINI CORSICO UNA NUOVA minaccia si affaccia sul destino della nuova Hitman spa, l'azienda tessile del corsichese un tempo produttrice del noto marchio Cerruti. Ieri mattina, una settantina di lavoratrici sono tornate a manifestare: da dieci in servizio ne sono rimaste in cinque e per le altre 81 si profila una nuova

<La cultura non si gestisce con i diktat> ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dalla burocrazia dell'assessorato alla Pubblica istruzione. Questa storia che andiamo a raccontare sembra uscita dalle pagine di Milan Kundera o del romeno Eliade Mircea. Ma lo sfondo sono gli uffici di viale Trieste e della torre di viale Trento dove per cinque anni l'ex presidente Soru e i suoi assessori hanno portato avanti a testa bassa il Piano di riordino dei Beni culturali.

Nuove risorse per le imprese agricole ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Economia Pagina 214 Un decreto della Regione snellisce la burocrazia. Coldiretti: ma si è perso troppo tempo Nuove risorse per le imprese agricole Un decreto della Regione snellisce la burocrazia. Coldiretti: ma si è perso troppo tempo Riaperta la misura 4.9 del Por: domande entro il 20 marzo --> Riaperta la misura 4.

Arco Latino, in città la sede del Garante dei Bambini ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: degli operatori e delle burocrazie, ricevendo anche la delega di tenere i rapporti con l'Enoc e con l'Unicef. L'assemblea di Arco Latino, riunita a Torino, ha rinnovato inoltre il consiglio di amministrazione ed i componenti dei gruppi tematici, attribuendo alla provincia di Nuoro la delega speciale per la promozione della figura del Garante dei Bambini nelle province di Arco Latino.

Burocrazia L'Inps invia raccomandata 14 anni dopo ( da "Giornale.it, Il" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: 51 del 2009-02-28 pagina 7 Burocrazia L'Inps invia raccomandata 14 anni dopo di Franco Sala (...) Sarebbe interessante sapere loro come si giustificano per aver preso in mano la pratica con comodo. Luigi Colombo in ogni caso può anche fare ricorso entro 90 giorni. Poi il Comitato Provinciale Inps esamina e farà sapere.

La moda si aggrappa ai "favolosi" Anni 80 ( da "Stampaweb, La" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Burocrazia mammuth? The show must go on. Con chili di colore che esplodono da Scervino: viola, verde, oro. Ci sono le pellicce e gli smoking piumino dai bagliori lingotto, i vestiti a clessidra con guepière interna, i golf giganti cosparsi di paillettes.

Il Dio DEL CARCERE - BUROCRAZIA E SOLITI SOSPETTI NIENTE IMAM PER I MUSULMANI ( da "Manifesto, Il" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: BUROCRAZIA E SOLITI SOSPETTI NIENTE IMAM PER I MUSULMANI Nei penitenziari italiani moltissimi detenuti sono di fede islamica. A loro, diversamente dai carcerati di altre religioni, non è consentito avere l'assistenza dei ministri del proprio culto Chiara Bazzanella Arrivano da tutto il mondo, ognuno con la propria cultura,

Casa, se la vendita è fittizia può essere impugnata ( da "Affari Italiani (Online)" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ecco le risposte Per orientarsi nel difficile mondo della burocrazia e delle leggi scrivete a: ilnotaioconferma@affaritaliani.it PRIMO QUESITO Sono nuda proprietaria di un appartamento di cui è usufruttuaria mia madre che vi risiede. L'appartamento è stato acquistato prima che io mi sposassi. Attualmente sono sposata in regime di separazione dei beni.

Cola: Più lavoro grazie ai progetti ( da "Denaro, Il" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: altra volta è la burocrazia e non si fa la gara d'appalto in tempo utile, poi mancano i permessi. Al Molosiglio stiamo discutendo con la Sovrintendenza su di un vincolo che riguarda il muro borbonico che va da via Caracciolo a via Partenope. A Napoli è facile lavorare di fantasia, ma poi le difficoltà nascono non appena si cerca di avere delle autorizzazioni,

Sul punto nero della viabilità sorge un arcobaleno ( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: di uno dei passaggi previsti dalla burocrazia per intese di questo genere. Ma il passo in avanti è importante. «È un' opera di miglioria della viabilità, un importante intervento sia per il nostro comune che per l'abitato di Cibiana, senza dimenticare il beneficio che ne trarrà anche la pista ciclabile che conduce a Cortina, la quale, con l'occasione,

Come trasformare gli scarti dell'agricoltura in fonte energetica "ecologica" ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: parlamentare impegnato nella definizione di una normativa che snellisca l'attuale burocrazia. Gli impianti necessari al trattamento dei rifiuti agricoli e dell'allevamento hanno rappresentato una specie di tabù: creano problemi, emettono cattivi odori, come sottolineano le critiche più comuni. «Questo - racconta Sandro Todaro - finché qualcuno ha deciso di andare a toccare con mano.

E Gambuzza garantisce<Iter burocratico snellito> ( da "Sicilia, La" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: per quanto riguarda la burocrazia, oltre a creare le condizioni per immettere in circolo risorse economiche che, al momento, sembrano venire meno. Non è possibile pensare di uscire dal tunnel se non ci sarà uno sforzo sinergico. E questo mi pare che i politici della nostra provincia lo sappiano bene.

<Doniamo loro un mestiere, per uno sviluppo reale> ( da "Sicilia, La" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Eccesso di burocrazia, corruzione, eccesso di intermediari con distrazioni di somme per finalità diverse dalle originarie. Molti progetti si sono arenati perché imposti dall'alto, seguendo modelli occidentali, senza coinvolgere le comunità locali nella scelta degli obiettivi primari e degli strumenti per raggiungerli.

BASSO FELTRINO Il presidente Alex Geronazzo illustra progetti e prospettive Sentieri per il nordic walking ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: «Speriamo che la burocrazia ci consenta di inaugurare il percorso il prossimo 20 giugno in occasione della gara. Visto che la spia dell'interesse pare essersi riaccesa - prosegue Geronazzo - stiamo già iniziando a raccogliere le iscrizioni per un secondo corso di nordic-walking che si svolgerà a maggio.

Le risorse da affidare all'economia Tutti, almeno credo, siamo coscienti che è... ( da "Gazzettino, Il" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: visto che non si riescono neanche a costruire discariche o inceneritori per i rifiuti, senza che nessuno abbia a protestare. Resto piuttosto scettico e quasi scommetto che se si faranno i tempi, tra burocrazia e ritardi vari, saranno molto più lunghi dei 5 - 10 anni previsti per il loro funzionamento. Decimo Pilotto Tombolo (Pd)

Vladimiro Riva (Vicenza è): Porte aperte a tutte le ipotesi compatibili ( da "Gazzettino, Il" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: «Via la burocrazia inutile. Moriamo dai troppi beni: inutilizzati. E penso che prima o poi occorrerà una legge come quella per Venezia, un fondo specifico per salvare le ville venete. E serve un impegno pubblico preciso e chiaro; come a villa Pojana, per esempio».

Consorzio addio, a maggio chiude ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia e costi: l'assemblea segna la fine del sodalizio dei negozianti Sabato 28 Febbraio 2009, Sacile «Stante l'attuale situazione, il Consorzio non ha la possibilità di essere operativo con le dovute garanzie di tutela», così il presidente Andrea De Filippo, all'assemblea dei soci (quasi tutti presenti) e ai non soci (

CASTELLAMMARE. LE AMMINISTRAZIONI COMUNALI DI CASTELLAMMARE E TORRE ANNUNZIATA PRESENTANO A GOVERNO ... ( da "Mattino, Il (Circondario Sud1)" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Non possiamo più attendere i tempi lunghi della burocrazia, occorre snellire le procedure di attuazione nel rispetto delle famiglie che ormai stanno vivendo gravi disagi». Numerose sono le priorità indicate nel documento, tra cui la previsione di integrazioni agli ammortizzatori sociali ai quali saranno avviati nei prossimi mesi centinaia di lavoratori,

Turismo/ Brambilla: In Italia carenza di cultura ( da "Virgilio Notizie" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Brambilla ha evidenziato tre criticità: "C'è un eccesso di burocrazia - ha sottolineato - l'organizzazione delle strutture risale agli anni '50, quando non si prevedeva l'espansione così forte del settore turistico. Serve una burocrazia più funzionale. Si registra inoltre - ha continuato Brambilla - una carenza di managerialità;

"Non ho mai torto un pelo a un cane" ( da "Varesenews" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: impresa agricola che a causa della burocrazia ritarda. I cani sono da sempre una mia passione, qui mi conoscono tutti. Le visite dei veterinari dell?Asl erano costanti e continue, io ho tutte le documentazioni che ho dato al mio avvocato». Quando è stata l?ultima visita dell?autorità veterinaria?


Articoli

LA BUFERA BUROCRATICA DI TRE UOMINI IN PATAGONIA (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 26-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Giro d'Alpe LA BUFERA BUROCRATICA DI TRE UOMINI IN PATAGONIA Enrico Martinet I confini sono soltanto geografia, le montagne uniscono. Così si sente dire, quasi fosse uno slogan politico. E forse lo è. Ma in Patagonia l'eco di tanta volontà di conciliazione non deve essere giunta. E' accaduto che tre alpinisti italiani, un valdostano, Hervé Barmasse e due bergamaschi, Daniele Bernasconi e Giovanni Ongaro, in fuga da un ghiacciaio ostile hanno oltrepassato un valico inesplorato e i militari cileni li hanno bloccati. «Chi siete e cosa fate?», la risposta è stata rapida, ma le vie della burocrazia lo sono state molto meno. Sette giorni in più di Cile. I tre alpinisti che camminavano sul ghiacciaio Hielo Continental per raggiungere i loro salvatori, i marinai di un peschereccio, sono stati fermati «per accertamenti». La loro meta era l'Argentina. Il punto d'incontro nel Cile, sul fiordo Falcon. Ora stanno rientrando in Italia da El Chalten, capitale (si fa per dire) degli alpinisti diretti nel gruppo del Fitz Roy. «I cileni devono averci confuso con qualcuno di pericoloso», dice Barmasse. Una spedizione da dimenticare per i tre italiani che non sono riusciti a raggiungere la parete inviolata studiata da tempo. Ghiacciaio in pessime condizioni, un avvicinamento di fatica e pericoli, con crepacci e seracchi che li hanno costretti a ore di cammino in più. Infine la sorpresa di trovarsi di fronte a barriere glaciali invalicabili. Poi il contatto telefonico, il fiordo, i marinai. E i militari inattesi.

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S. Corona senza sciroppo si apre un caso regionale (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 26-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Reazioni Portato da casa il medicinale per una bimba S. Corona senza sciroppo si apre un caso regionale AUGUSTO REMBADO PIETRA LIGURE D iventa un caso regionale il problema delle forniture dei farmaci al Santa Corona, dopo la denuncia fatta alcuni giorni fa da una famiglia: «Per nostra figlia abbiamo dovuto portarci da casa lo sciroppo». La segnalazione era stata fatta da Mario Di Gioia, presidente nazionale di AssoArtisti Confesercenti, parente della bambina ricoverata. Duro l'intervento del presidente della commissione regionale sanità Nino Miceli: «Da mesi nei reparti e nei viali dell'ospedale circolano voci relative alle difficoltà di approvvigionamento di farmaci e materiale sanitario. La tesi sostenuta è la seguente: poichè è stata eliminata la farmacia interna a causa della burocrazia e delle restrizioni economiche, le condizioni di approvvigionamento ai reparti sono peggiorate». Aggiunge Miceli: «Il budget di spesa della farmaceutica di S.Corona per l'anno 2008 è stato incrementato del 8,4% rispetto all'anno precedente e per il 2009 non è prevista alcuna diminuzione. E' stata approvata inoltre la delibera della giunta regionale che ripartisce i budget 2009 che attribuisce all'Asl2 541,6 milioni di euro con un aumento rispetto all'anno precedente di 13 milioni di euro, di cui quasi 4 milioni dedicati all'avvio delle nuove attività previste dal piano sanitario. Queste cifre dimostrano che non vi è stata alcuna diminuzione delle risorse per il Santa Corona ma, al contrario, un forte aumento». Aggiunge: «In quanto alla farmacia interna all'ospedale, non solo non è stata affatto eliminata, ma continua ad essere diretta dallo stesso responsabile che la dirigeva precedentemente alla deaziendalizzazione. Il fatto denunciato dal signor Di Gioia non è frutto di fantasia, è effettivamente avvenuto ed è un fatto evidente di cattivo funzionamento, su cui occorre fare luce al più presto e a riguardo del quale ho presentato un'apposita interrogazione all'assessore Montaldo. Ho già contattato il signor Di Gioia per scusarmi personalmente di quanto avvenuto e per informarlo che assicurerò il mio massimo impegno». Secondo Miceli è necessario che l'amministrazione dell'Asl 2 «che gode del mio pieno apprezzamento», intervenga con urgenza per risolvere una volta per tutte la questione. Perché delle due l'una: o i disservizi non esistono e si è trattato di un caso isolato ed allora, date le debite spiegazioni all'opinione pubblica, cessino le lamentele, oppure i problemi sono reali. In questo caso occorre verificare per quale motivo e se esistono eventuali responsabilità personali. Non si può tollerare che per la disattenzione o la cattiva coscienza di alcuni si danneggi l'immagine e la funzionalità di un grande ospedale in cui lavorano centinaia di persone serie e competenti». In un comunicato dell'Asl 2 si legge: «Nulla è cambiato per gli effetti dell'accorpamento, ma semmai è stato disposto dall'azienda un potenziamento delle attività del servizio di farmacia interna. Le eventuali criticità che possono emergere nell'attività quotidiana debbono quindi essere ricondotti all'interno delle abituali procedure, al fine di continuare ad erogare i servizi all'utenza senza creare problemi o disagi».

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Bombardamenti '44 Quella bimba ferita era la mia mamma (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 26-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Bombardamenti '44 «Quella bimba ferita era la mia mamma» L'INFANZIA TRADITA C'è una storia di Renata, bambina che nel 1944 aveva 6 anni. A raccontarla sono stati in molti, attraverso la burocrazia e l'archivistica, per approdare alla fantasia giovanile, tradotta nel libro "Luglio 1944. Un'infanzia tradita", impegno dei ragazzi della Pomponazzo e dell'Alberti. Tema motore della ricerca e del coinvolgimento è stato un documento, rinchiuso in un faldone etichettato Ente Comunale Assistenza, l'Eca che i mantovani in età certo non hanno dimenticato. Semplicemente una richiesta d'assistenza appunto per Renata, la bambina, che nel terribile bombardamento del 14 luglio 1944 aveva subito una ferita alla gamba destra tanto grave da provocare l'amputazione. «Il progetto "I documenti raccontano" - dice Annamaria Mortari, direttrice dell'Archivio Storico del Comune di Mantova - considerava situazioni particolari di difficoltà, disagio dalle quali trarre occasioni di scrittura per i ragazzi. Da quella domanda all'Eca siamo partiti, preferendo rispettare il nome, Renata, ma preferendo un cognome di fantasia. Il resto l'hanno fatto i ragazzi, il loro libro è stato presentato sabato scorso, 21 febbraio...». Domenica 22 febbraio, invece, la signora Silvia Simula, insegnante a Piubega, comprava la Gazzetta di Mantova all'edicola di viale Risorgimento e viveva con l'edicolante, signora Daniela, l'emozione di leggere "quella" storia di Renata: «Ma è la storia della mia mamma!», stessa reazione della sorella, Simona. Ora Renata Moratti, nata a Mantova nel 1938, era quella bambina, vittima innocente, fra le tante, della guerra. La mattina del 14 luglio 1944 si trovava alla corte Golinelli del Frassino, dove la sua famiglia era sfollata. L'incursione terroristica, che si abbatterà sulla città, iniziava a colpire già dalla periferia, una pioggia di bombe incendiarie. Renata veniva colpita al piede destro, la mamma disperata, con la piccola sanguinante ma cosciente in braccio riusciva a fermare una camionetta di militari tedeschi che le prendeva a bordo. Sul ponte di San Giorgio doveva fermarsi, senza benzina. Arrivavano finalmente all'ospedale e l'intervento, in quel clima, significava l'amputazione. Nel bombardamento Renata aveva perduto la nonna, la sorellina più piccola, una zia. Poi il doloroso percorso ospedaliero, l'applicazione della protesi e la forza straordinaria di riavere una vita normale: la scuola elementare, le medie, il diploma di segretaria d'azienda, l'impiego all'Istituto Autonomo Case Popolari, il matrimonio con Pasquale Simula, le due figlie. La malattia è stata inesorabile, nell'agosto 2005. Aveva potuto raccontare lei la sua storia, a Maria Bacchi, che l'aveva rivissuta fra le testimonianze drammatiche del suo libro "Cercando Luisa". Anni dopo, la casualità del documento dell'Eca in Archivio Comunale e "le altre" storie di Renata, nella libertà della fantasia dei ragazzi. Silvia Simula era ieri all'Archivio Comunale, dove Annamaria Mortari le ha mostrato i documenti con le emozioni di trovare nell'elenco delle vittime del 14 luglio anche i suoi familiari e di leggere il nome della mamma, i tanti momenti del difficile cammino nei primi anni del dopoguerra. Domani mattina, saranno i ragazzi dell'Alberti ad incontrarla, insieme con Annamaria Mortari: il confronto tra la fantasia e la realtà, non più soltanto delle carte d'archivio ma dell'umanità dei sentimenti, nel ricordo di Renata. Renzo Dall'Ara

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la rivolta di quattro regioni: non vogliamo quegli impianti - luisa satta (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 26-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 2 - Fatto del giorno La rivolta di quattro Regioni: non vogliamo quegli impianti LUISA SATTA ROMA. Centrali nucleari? Non nelle nostre regioni. La presa di posizione, all'indomani dell'accordo Italia-Francia, è dei presidenti di Puglia, Piemonte, Lazio ed Alto Adige, con quello della Toscana che ribadisce un «no» ma a titolo personale, mentre il sindaco di Ragusa, e un presidente di Provincia, quella di Viterbo, esprimono un netto parere contrario. L'altro ieri il governatore della Lombardia, Formigoni, si era limitato a dire «vedremo, valuteremo, verificheremo». «La Puglia si presenta come territorio off limits per qualunque ipotesi di centrale nucleare», ha invece affermato ieri, convinto, il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola. Il quale definisce l'accordo «sciagurato», anche perché non tiene conto della realtà del territorio italiano, «una striscia allungata e densamente popolata, un Paese la cui antropizzazione è così capillare che è difficile immaginare il ritorno a cicli industriali affetti da gigantismo e con problemi di gestione dell'emergenza praticamente insolubili». «Non vogliamo il nucleare in Piemonte», ha ribadito la presidente della Regione, Mercedes Bresso, ricordando come gli abitanti della sua terra abbiano scelto di puntare sulle energie rinnovabili, investendo 300 milioni di euro fino al 2013. «Il nostro no - ha sottolineato - riguarda anche lo scenario economico, non solo quello ambientale. Il Piemonte ha iniziato un cammino nella direzione delle energie rinnovabili un anno fa, producendo così opportunità di lavoro e miglioramento della qualità del territorio». Un «no» a centrali nucleari nel Lazio viene dal vicepresidente della regione, Montino e dall'Assessore all'ambiente, Zaratti, mentre il presidente Marrazzo ricorda che non si ha bisogno «di una rincorsa a un nucleare, magari con tecnologie obsolete e collocato in aree del nostro territorio che già soffrono di un'elevatissima concentrazione di strutture di produzione energetica». Il ritorno all'energia atomica «è una strada completamente errata che comporta rischi e problemi», sottolinea l'assessore altoatesino all'energia, Michl Laimer. «Il governo dovrebbe invece puntare sempre più sul risparmio e sull'efficienza energetici e sulle fonti rinnovabili». «Personalmente - afferma il presidente della Regione Toscana, Claudio Martini - sono contrario a una centrale nucleare nella mia Regione. Ma il mio mandato scade nel 2010 e la decisione toccherà a chi verrà dopo di me». La Lombardia non si candida a ospitare una delle quattro centrali nucleari che saranno costruite in Italia. Ma nemmeno dice un no preventivo all'ipotesi. «Vediamo, valutiamo, verifichiamo», ribadisce appunto, fin da martedì, il presidente della Regione, Roberto Formigoni. «Non c'è alcuna decisione nè predecisione - chiarisce poi - Non c'è un no preventivo come non c'è un sì preventivo». «Bene l'accordo Francia-Italia sul nucleare: il governo anticipa i tempi, dimostra determinazione e soprattutto risparmia». Così al contrario Antonio Costato, vicepresidente di Confindustria per l'Energia e il mercato. «La nostra organizzazione - dice - da tempo raccomanda che la tecnologia venga scelta al più presto, e che sia di un tipo solo, massimo due, perché le centrali saranno minimo sei e massimo dieci e perché c'è il rischio che quello che oggi costa cinque, possa tra sette anni, alla posa effettiva della prima pietra, costare dieci, con tempi di consegna raddoppiati». Il governo, secondo il vicepresidente di Confindustria per l'Energia, «dovrebbe inoltre garantire l'investitore dai possibili rischi rappresentati da burocrazia e comitati». «Non possiamo più permetterci - aggiunge - le esitazioni e i costi aggiuntivi dettati dalle incertezze: lo Stato deve usare la sua forza nell'interesse dei cittadini e per farlo Confindustria sostiene la necessità di modificare il titolo V della Costituzione». Per Confindustria, poi, «la scelta di garantire o no al nucleare una sorta di preferenza nella consegna (così da contenere i rischi merchant e favorire la finanziabilità dei progetti) potrà avere effetti importanti soprattutto sui produttori marginali. In particolare le centrali alimentate a gas. Il cui mercato con la partenza del nucleare e destinato a restringersi». «Quel che è certo - continua Costato - è che lo scenario del mercato elettrico risulterà profondamente mutato all'indomani delle scelte che la politica è chiamata a fare in materia di nucleare». Nettamente contrari gli ambientalisti. «Il cadeau di Berlusconi alla Francia costerà almeno 24 miliardi, che peseranno sulle tasche dei contribuenti italiani come è già accaduto per l'Alitalia», afferma la portavoce nazionale dei Verdi, Grazia Francescato. Tornare al nucleare è a sua detta «una follia dalle spese immense, che avviene mentre altri Paesi industrializzati, in particolare gli Usa di Obama e la Germania, investono con decisione sulle fonti rinnovabili».

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ateneo, i cantieri chimera (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 26-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina VII - Torino Dall´ex area Italgas alla Manifattura Tabacchi, a Grugliasco: interventi per mezzo miliardo ostaggio della burocrazia Ateneo, i cantieri chimera Cinque grandi opere finanziate e autorizzate: ma non partono Opere per mezzo miliardo ferme al palo, nonostante lo stanziamento dei fondi. Tutta colpa della burocrazia e in qualche caso della crisi economica che obbliga a rivedere gli obiettivi. Così restano in attesa le grandi opere edilizie dell´Università: il raddoppio di Palazzo Nuovo nel piazzale Aldo Moro, il trasferimento di Scienze e Farmacia a Grugliasco, la trasformazione dell´ex area Italgas con i progetti di Foster e Giugiaro, la sfida del risparmio energetico che la Regione vuole sperimentare nel palazzo di via Sant´Ottavio mentre la Manifattura Tabacchi è ancora in cerca di un´identità. Osserva Giovanni Ferrero, direttore amministrativo dell´Ateneo: «Ognuno di questi progetti ha problemi diversi. In questo momento di crisi economica abbiamo dovuto rivedere alcune stime. Ma nel giro di qualche mese tutto sarà risolto». OTTAVIA GIUSTETTI ALLE PAGINE II e III

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i cantieri chimera dell'università (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 26-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina VIII - Torino I cantieri chimera dell´Università Ci sono i fondi ma non decollano i progetti di ampliamento Scelti diversi sistemi per dare il via ai lavori però non basta Ferrero: "Colpa della burocrazia e della crisi" La burocrazia ferma i cantieri e tutti i grandi progetti di edilizia dell´Università restano paralizzati fino a data da destinarsi. I caschi sono appesi al chiodo nell´ex area Italgas, nessun operaio si vede ancora in piazzale Aldo Moro, Palazzo Nuovo resta "impacchettato" nei suoi pannelli anni Settanta, Grugliasco aspetta, la Manifattura Tabacchi è in pieno alto mare. Eppure, per almeno tre di questi grandi lavori i finanziamenti sono pronti da mesi e sono anche già state scelte le ditte esecutrici. All´improvviso però, l´estate scorsa, tutto sembra essersi fermato. E cresce il malcontento di chi quei progetti li ha sponsorizzati e spinti per anni, anche in un ottica di riqualificazione complessiva dell´immagine e dell´organizzazione dell´Ateneo. A che punto si sia innescato il cortocircuito non è chiaro. Forse nell´immobilismo della burocrazia. Forse nel complicato rapporto tra committente ed esecutore dei lavori. In ognuno di questi grandi progetti, destinati a cambiare non solo l´organizzazione dell´Università ma anche il volto di Torino, sono stati utilizzati in maniera sperimentale forme contrattuali differenti, alcune anche molto innovative. Ciononostante, la grande macchina stenta a decollare, e dove ci sono le risorse e si potrebbero generare anche tante occasioni di lavoro, tutto resta bloccato. «In ognuno dei cantieri o progetti che abbiamo messo in piedi in questi anni - spiega il direttore amministrativo dell´Università, Giovanni Ferrero - ci troviamo di fronte a difficoltà differenti. Sono fiducioso che riusciremo a risolvere i problemi rapidamente. In questo momento di crisi economica ci siamo trovati in alcuni casi anche di fronte a ditte appaltatrici in difficoltà e con pesanti "rinegoziazioni" delle condizioni economiche dei contratti». La buona notizia è che almeno uno degli interventi partiti da lontano si chiude proprio oggi, è quello dell´istituto "Poveri vecchi", dove finalmente sono trasferite tutte le aule di Economia che si trovavano ancora al Palazzo del Lavoro. (o.g.)

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Marcello Pera al Paolo VI (sezione: Burocrazia)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 26-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

LA PRESENTAZIONE. Il senatore in città per il lancio del suo libro «...Perchè dobbiamo dirci cristiani» Marcello Pera al Paolo VI Il futuro dell'Europa è legato al recupero dei valori cristiani e a un dialogo interculturale tra le varie religioni, cercando di individuare gli elementi comuni, invece che le diversità, per utilizzarle come punto di incontro e di partenza per un dialogo interreligioso. Sono queste le convinzioni del senatore Marcello Pera raccontante nel suo libro «.Perché dobbiamo dirci cristiani», che verrà presentato, alla presenza dell'autore, del senatore Sandro Fontana, del sindaco di Brescia Adriano Paroli e di Gabriele Zanolini, vicepresidente dell'Associazione popolarismo europeo, al centro pastorale Paolo VI, alle 18.30 di domani, nell'ambito de «Il dialogo possibile». «L'associazione si pone l'obiettivo di approfondire le tematiche di attualità per individuare la strada da percorrere per uscire da una crisi generalizzata del liberismo, che è di valori che devono essere comuni, indipendentemente dalla fede religiosa», ha spiegato Francesco Fontana, presidente dell'associazione. «Le ragioni della speranza, che non è perseguire l'asservimento al dogma, ma interrogarsi sulle opportunità, sulle possibilità di scelta, sono i temi che vengono sviscerati a fondo nel libro di Marcello Pera, profondo conoscitore della materia e della realtà», è stato il commento della segretaria dell'associazione, Patrizia Vastapane. Il consigliere comunale Marco Toma, uno dei fondatori di «Popolarismo europeo», ha aggiunto che «è necessario fornire un'anima popolare all'Europa per far sì che sia veramente l'Europa dei popoli e non quella della tecnocrazia, della burocrazia e della finanza».D.S.

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quando il novecento era di scena a palermo - mario di caro (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 26-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina XI - Palermo "I papillons di Brahms" raccoglie gli interventi di Piero Violante QUANDO IL NOVECENTO ERA DI SCENA A PALERMO Una panoramica sugli avvenimenti musicali cittadini che hanno stimolato il critico negli anni più recenti: dalla "Lulu" di Berg al Festival Webern MARIO DI CARO n el buio di una sala Palermo, talvolta, può miracolosamente evocare la Vienna felix della Staatsoper: un viaggio dell´anima che attraversa la musica degli amati Webern, Strauss, Schoenberg, Mozart ma che alla fine, quando si riaccendono le luci, riporta in quella desolata periferia culturale che lascia morire le orchestre e invecchiare i teatri. Piero Violante, una vita da critico musicale, ex consigliere di amministrazione dell´Eaoss e del Massimo, col suo nuovo libro "I papillons di Brahms"(Sellerio, 247 pagine, 18 euro) ribadisce che il suo cuore batte in Mitteleuropa e che per farlo palpitare ci vuole ben altro che una pallida Violetta o un Beethoven di routine. Questa sua "suite", come ama definirla, raccoglie interventi, conferenze, recensioni e articoli scritti in occasione degli avvenimenti musicali che più lo hanno appassionato negli ultimi quindici anni. Scorrono così le sue analisi sulla versione in due atti della "Lulu" di Berg vista al teatro Massimo, su Philip Glass a Gibellina, sul Festival Webern organizzato dalla Sinfonica, fedele all´assunto, imparato a "L´Ora", che una critica musicale è anche un pezzo di critica sociale. E poi ci sono i ritratti dei "cari estinti", Ottavio Ziino, Franco Mannino, Eliodoro Sollima, Francesco Pennisi, protagonisti di un universo musicale nato in Sicilia: fantasmi che fanno riapparire d´incanto "Il diavolo in giardino" che lo stesso Mannino nel 1963 diresse al teatro Massimo, per la regia nientedimeno che di Luchino Visconti, o l´immagine della «postura perfetta» del violinista Salvatore Cicero, storica "spalla" della Sinfonica. Emerge, dalle pagine, un´inevitabile predilezione per un passato cittadino sicuramente più fulgido, ribadito da un passaggio del ricordo di Ziino: «La Palermo degli anni di formazione di Ziino appare una città dotata di responsabilità e di forte attaccamento al dovere, al lavoro». Un punto nodale è l´affermazione, tagliente come vuole il suo stile, secondo la quale a Palermo, la città che battezzò le celebratissime Settimane di Nuova musica, «il fervore per la musica contemporanea si è molto affievolito»: perché succede questo nella città di Sciarrino, Sollima, Incardona, Betta, Arrigo e altri? Questione di mercato o di cultura? «Non è paradossale che di Sciarrino non sia mai stata rappresentata a Palermo un´opera teatrale? - si chiede Violante - Eppure ne ha scritte più di dieci. E ad eccezione di Incardona, che è morto troppo presto, tutti gli altri hanno scritto per il teatro. A me pare che non sia il mercato ma la mancanza di idee e di conoscenze a far arretrare il contemporaneo. Chi dirige una istituzione musicale deve avere coraggio estetico. E questo manca sia al Massimo che all´Orchestra Sinfonica. Gli Amici della musica si salvano anche se l´idea sul contemporaneo di Oliveri, che è musicologo, è troppo legata alla contaminazione». Eppure leggendo "I papillons" vengono fuori "prime" interessanti, come "Lady in the dark" di Weill, o "Moses und Aron" di Schoenberg: indizi secondo i quali tutto sommato Palermo non è, o forse non è stata, così provinciale come sembrerebbe. «Dal punto di vista musicale Palermo a partire dalla metà degli anni Sessanta non era affatto provinciale né nella programmazione dell´Eaoss, che con Pagano ha molto puntato sul Novecento sino ad Incardona, né per il livello degli interpreti. Sono stato un ascoltatore fortunato se mi sono formato ascoltando Celibidache, Scherchen o grandissimi solisti a partire da Rubinstein e Kempff, sino a Pollini, o Ashkenazy. Gli Amici della musica, se si guarda la lista degli invitati, ci si rende conto che almeno sino ai primi anni Settanta ospitavano tutti i nomi del gran concertismo internazionale. Dopo, la metà degli anni Settanta Palermo inizia a uscire dal grande circuito. Lo star system e il suo costo crescente ha penalizzato la Sicilia. All´Università sin dagli anni Cinquanta ha insegnato il maggiore esperto se non apostolo italiano della scuola dodecafonica: ma Luigi Rognoni non solo divulgava i viennesi, amava molto i francesi del Gruppo dei Sei e Weill. Se solo le istituzioni musicali lo avessero più coinvolto... Ma non è stato così. Tuttavia i viennesi erano regolarmente programmati dall´Eaoss a partire dai tempi di Ziino, ma anche ricorrevano nella stagione sinfonica del Massimo con Ernesto Raccuglia. E ciò derivava dal fatto che Ziino e Raccuglia erano musicisti che sapevano cosa accadeva o cosa era accaduto nei loro anni giovanili». Sarà, ma anche il Duemila ha fatto vedere buone cose. «Le opere che io ricordo nel libro Lulu e Moses approdarono in ritardo al Massimo. Ma fare Berg, Schoenberg o Weill nei primi anni del Duemila è colmare lacune. La gestione Giambrone si è distinta perché più di altre è stata sensibile a colmare quelle lacune del Novecento. Anche se nel riprendere Lulu commise l´ingenuità di darla in due atti convinto magari dal direttore stabile Stefan Anton Reck». Quello del direttore austriaco, l´ultimo direttore stabile del Massimo, è un nome che ricorre spesso nel libro di Violante, a testimonianza che alla fine ha lasciato un segno in città. «Sì, molti degli spettacoli di cui parlo nel libro hanno Reck come direttore. Non ritengo Reck un grande interprete ma un direttore che sapeva bene lavorare in orchestra. Il segno Reck lo ha lasciato soprattutto in orchestra, perché questa ha bisogno di un musicista con il quale lavorare in continuità. E Reck aveva l´entusiasmo, la competenza». Nella graduatoria della memoria, il critico sceglie il "Moses und Aron" messo in scena al Massimo con un´avventurosa "prima" nella primavera del 2002: «Quella realizzazione, nonostante l´orchestra fosse monca di undici solisti per uno sciopero, fu la cosa più conturbante, quella moralmente più alta di questi ultimi anni», ricorda Violante. Basta col rimpianto del passato: il panorama del 2009 vede la Sinfonica avvelenata da una crisi senza fine, il Brass che ha sospeso l´attività, e il Massimo di nuovo in salute economica. «Provo una gran rabbia per il declino dell´Orchestra sinfonica. Sono stato vicepresidente di quell´ente per quattro anni con Francesco Agnello, presidente, Roberto Pagano e Mario Messinis direttori artistici, Gabriele Ferro direttore stabile e un consiglio di amministrazione di prim´ordine. Abbiamo lasciato i conti in ordine e l´orchestra che tornava da Torino, Milano o dalla Biennale mentre i suoi concerti venivano trasmessi su RadioTre. Nel giro di poco più dieci anni è piena di debiti, artisticamente svuotata, appunto non c´è più. Dal momento che non è stato uno tsunami, non è difficile risalire alle responsabilità che sono politiche, amministrative e artistiche. Ma nessuno lo fa. Intanto è stata distrutta nell´indifferenza generale l´istituzione musicale più virtuosa, più "intelligente" e "moderna" della Sicilia. La cultura musicale cittadina deve molto più all´Eaoss che al Massimo. Pagherà mai qualcuno per questo oltraggio alla cultura e al lavoro speso da tante intelligenze? Quanto al teatro Massimo, sono stato consigliere per due anni: so che per ragioni di bilancio ha rinunciato a 12 milioni di finanziamento europeo che gli avrebbero permesso di aggiornare il palcoscenico e mettersi in grado di competere con gli altri teatri italiani. Il Massimo tra qualche anno si potrà riciclare come teatro della nostalgia, ritornando alle candele in scena. Non mi hanno convinto le ragioni addotte per la rinuncia. Il Teatro San Carlo, ai fondi non ci ha rinunciato ed è pronto al rilancio. è la politica, bellezza! In questo senso sarei tentato di dar ragione a Baricco. Chiudiamo. Che i soldi siano destinati alla scuola e alla televisione pubblica. Ma se si debbono continuare a spendere soldi pubblici bisogna sottrarre i teatri ai sindaci, ricostruire le commissioni di esperti sui finanziamenti, limitare lo strapotere della burocrazia ministeriale, ristabilire criteri per un serio controllo delle competenze».

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si fa presto a dire meritocrazia - lorenzo zoppoli (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 26-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina I - Napoli Le idee Si fa presto a dire meritocrazia LORENZO ZOPPOLI La settimana scorsa, grazie a un´iniziativa di Riccardo Mercurio, presidente del corso di laurea in Economia aziendale della Federico II, si è discusso di un libro di successo, Meritocrazia, scritto da Roger Abravanel, un ingegnere giramondo, per oltre trent´anni consulente Mc Kinsey per aziende importanti, oggi consultato anche dai nostri ministri per riformare sistemi formativi e apparati pubblici. La tesi di fondo e le proposte contenute nel libro sono emerse in modo molto chiaro, grazie anche alla sintesi che Mercurio ne ha fatto su queste colonne e alle domande, puntuali e puntute, che ha rivolto a politici, imprenditori e accademici che partecipavano alla tavola rotonda. Due aspetti però mi hanno colpito. Il primo è che le reazioni alle proposte meritocratiche di Abravanel sono state quasi tutte di accoglimento acritico (e un po´ generico), come se effettivamente mettere al centro il merito nella selezione della classe dirigente del nostro paese (che è il nocciolo del discorso) fosse, da un lato, quasi un´ovvietà (come ha pubblicamente commentato Mario Rusciano il giorno dopo) e, dall´altro, un´idea di stampo berlusconiano (id est: una trovata pubblicitaria). Non cogliere le provocazioni teoriche e pratiche contenute nel libro mi sembra però un vero peccato, soprattutto perché non ci fa approfondire l´aspetto sottolineato da Mercurio, cioè il nesso inscindibile tra successo competitivo di qualsiasi organizzazione e adozione del criterio del merito per selezionare, motivare, promuovere quanti nelle organizzazioni lavorano. Partendo proprio da questo, mi sembra invece che si debba riconoscere la difficoltà di far funzionare i nostri apparati privati e pubblici secondo criteri meritocratici, senza però addossare troppo facili colpe agli eccessi di regole e di burocrazia. SEGUE A PAGINA XII

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Genocidio, una passione europea. Ma manca Stalin (sezione: Burocrazia)

( da "Riformista, Il" del 26-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Genocidio, una passione europea. Ma manca Stalin Bensoussan. Nel suo libro le lezioni di razzismo e massacri del vecchio continente: il darwinismo sociale, la rigenerazione della specie, le prove di sterminio nelle colonie e quello del «degenerato popolo ebreo» e la Grande Guerra. Assenti nel testo Iosif e i suoi epigoni come Pol Pot. di Marco Gervasoni «Tanto peggio per i deboli e per quelli che sono lenti». Così insegnava ai suoi studenti nel 1886 l'antropologo francese Georges Vacher de Lapouge, uno dei padri del razzismo e dell'antisemitismo, al contempo militante socialista. Di figure del genere è popolata l'Europa della Belle Epoque prima della Grande guerra, un'Europa culla della idea di genocidio nel libro di Georges Bensoussan (Genocidio. Una passione europea, Marsilio, 21 euro). Rispetto alle ormai numerose opere sul razzismo e sull'antisemitismo, lo storico francese studia l'idea, assai diffusa nella terra del cristianesimo e dell'Illuminismo, di sterminare i popoli e gli individui considerati inferiori. Diverse le cause: il darwinismo sociale e le idee eugenetiche di rigenerazione della specie, sostenute spesso da scienziati e da uomini politici progressisti, liberali e socialisti. Poi il colonialismo. Nelle terre africane conquistate dai tedeschi alla fine dell'800, l'esercito pratica le prime prove di sterminio, senza dimenticare gli inglesi nella coeva guerra anglo-boera. Poi la diffusione della burocrazia, capace di mettere a disposizione tecniche di schedature e di censimento degli individui, che diventano così facilmente reperibili - operazione impensabile in Europa ancora a metà Ottocento. Chi sono i popoli inferiori da sterminare per difendere la razza pura? I neri non sono ancora una problema per l'epoca, potendoli tranquillamente sopprimere in Africa. Il popolo pericoloso per definizione, portatore di «degenerazione» nel corpo sano europeo, è quello ebreo. Sono numerosi coloro che, a fine ?800, invitano a risolvere il problema attraverso lo sterminio. Sono francesi, come il già citato Vacher e il giornalista Edouard Drumont, ma anche tedeschi come il biblista Paul de Lagarde che si augura vengano presto gli agognati «futuri massacri». Più delle altre storie dell'antisemitismo, Bensoussan torna indietro nei secoli, a scovare la lunga durata delle idee antiebraiche. E così facendo mette in risalto l'antisemitismo cristiano, ancora assai diffuso all'inizio del Novecento. Antisemitismo cristiano ortodosso in Russia, antisemitismo cattolico nella Francia dell'Affare Dreyfus, dove i vari catechismi rivolti ai bambini, ancora negli anni Venti, descrivono gli ebrei come «mostri». Antisemitismo nella Germania protestante ma anche nella cattolica Baviera, dove la celebre Passione del paese di Oberammergau, meta di turismo da tutta Europa, è intessuta di attacchi al popolo deicida. Deicida e bevitore del sangue di bambini cristiani, secondo «l'accusa del sangue», come la chiamava Furio Jesi. Negli anni Ottanta dell'800 la rivista dei gesuiti Civiltà cattolica spiega che gli ebrei rapiscono i bambini cristiani per preparare le matzot. Nel 1899 L'Osservatore romano invita gli ebrei ad «accontentarsi del denaro dei cristiani e a smetterla di spargere il loro sangue e di succhiarlo». Sono parole con un loro peso, considerando la capacità delle diverse chiese di raggiungere un pubblico larghissimo, anche se non risulta che queste invitassero allo sterminio, come invece facevano gli antisemiti "laici". Con la Grande guerra, che inaugura la morte di massa e mette in atto pratiche vicine al genocidio, l'idea di sterminio diventa per così dire normale e concreta. Il libro si ferma qui, alle soglie della soluzione finale. Racconto vivace e suggestivo, quello di Bensoussan, in cui però manca qualcosa: il comunismo. Quando Lenin, durante la rivoluzione bolscevica, ordina di «sterminare» i borghesi, siamo ad un salto di qualità rispetto agli altri socialisti marxisti. Non è tecnicamente genocidio, ma basterà aspettare Stalin. Quando poi, in Asia e in Africa, l'ideologia marxista-leninista si sposerà con il nazionalismo, ecco Mao e Pol Pot. Senza andare tanto lontano, però, si pensi a Tito e alle foibe, oppure a Milosevic. Visto da questa prospettiva, il genocidio non appare più così tipicamente europeo e del resto non lo è. Fa male, semmai, pensare che questa idea abbia avuto tanti estimatori e seguaci nella «culla della civiltà» e che pochissimi ne siano stati veramente immuni. 26/02/2009

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il centro turistico sul lago? sarà di sicuro pronto entro un anno (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 26-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

TADASUNI Il Centro turistico sul lago? «Sarà di sicuro pronto entro un anno» Per completare l'albergo saranno spesi quasi novecentomila euro. Il Comune recupererà anche l'edificio dell'ex Ses TADASUNI. Un patrimonio immobiliare del valore di svariati milioni di euro, un contesto naturalistico di chiara bellezza, un potenziale turistico mai messo a profitto. A distanza di anni dalla sua realizzazione, il complesso alberghiero che sorge a pochi passi dal lago Omodeo continua a rappresentare la grande opportunità mancata di Tadasuni. Infatti, pur avendo sempre occupato un posto di primo piano nei programmi delle amministrazioni pubbliche alternatesi alla guida del paese, del Centro servizi turistici nessuno è sinora riuscito a fare il trampolino di lancio dell'economia locale. L'amministrazione civica sta ora tentando di recuperare il terreno perduto accelerando sui tempi della burocrazia. Il primo passo in questa direzione è stato fatto ieri dalla giunta con l'approvazione del progetto preliminare sul completamento dell'hotel: «Nell'arco di una o due settimane al massimo dovremmo archiviare la pratica con la versione definitiva.», ha il sindaco Livio Deligia, che sulla fine dei lavori in tempi accettabili nutre buone speranze, «Farò quanto in mio potere per comprimere i tempi legati all'esecuzione degli interventi e consegnare una struttura funzionale entro il 2009, in modo che l'anno prossimo venga finalmente avviata l'attività ricettiva». L'opera di completamento costerà 877mila euro e riguarderà l'ampliamento dell'albergo, compresi la realizzazione della piscina e la sistemazione dell'area verde antistante, e la ristrutturazione delle parti che presentano già un evidente stato di degrado, tradito dalle condizioni degli infissi. Un caso a parte rappresenta l'ex albergo della Società elettrica sarda edificato durante il Ventennio e che il Comune vorrebbe adibire a museo. Per il recupero dello stabile, di cui sono stati rimessi in sesto la facciata e la copertura, si è alla ricerca di un canale di finanziamento. In attesa di nuove risorse non si interverrà neppure sulla rimessa nautica e sulla casa del custode, che ha gravissime lesioni strutturali. Nel frattempo si fanno le prime ipotesi sulla gestione: «L'intento è di affidarlo a un tour operator.», ha anticipato il sindaco, «Ma intanto penseremo a come costruire l' offerta turistica. Ritengo che per inserirsi nelle rotte di chi ama il turismo alternativo sia necessario fare sistema con i paesi del circondario, che in fatto di risorse culturali e ambientali hanno molto da offrire». Maria Antonietta Cossu

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immigrato non vedente da otto anni in attesa della carta di soggiorno (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 26-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

La storia. "Corsa a ostacoli" per un 33enne Albanese, assistito dall'Unione italiana ciechi non può avere la pensione d'invalidità per colpa di disguidi legati alla burocrazia Immigrato non vedente da otto anni in attesa della carta di soggiorno Da 8 anni fa anticamera per avere la carta di soggiorno, a Pordenone. Per Altin, 33 anni albanese immigrato e non vedente, l'integrazione è una corsa a ostacoli. Da clandestino, è sbarcato con il gommone in Italia e nel 2004 ha bussato alla porta dell'Unione italiana ciechi e ipovedenti di Pordenone. L'Uic in galleria San Marco, ha fatto miracoli per Altin: non bastano. La moglie è disoccupata e la crisi colpisce forte le fasce deboli, come gli immigrati e disabili. «Altin vive una situazione molto difficile - hanno segnalato il caso Luciano Missio, presidente dell'Uic e la vice Daniela Floriduz -. E' ancora in attesa della carta di soggiorno, per disguidi burocratici e non può lavorare. La pensione di invalidità e l'accompagnamento non sono concessi, senza quel documento». Un circolo vizioso: i labirinti delle pratiche amministrative hanno tirato il freno all'integrazione. L'handicap visivo, non si cancella. Nessuno ha offerto lavoro al non vedente immigrato dall'Albania, privo della carta di soggiorno: era prevedibile. «Abbiamo deciso di finanziare ad Altin il corso di centralinista a Padova - l'Uic si è fatta carico della situazione -. La formazione costa 10 mila euro e il Comune di Pordenone ci ha dato un contributo con l'assegno di cittadinanza, ma non è sufficiente. Quel tipo di risorse non è stato, infatti, confermato dalla Regione Friuli e siamo in difficoltà: non sappiamo su quali partner contare». Pagare la retta di Altin è oneroso, per la piccola sezione dell'Uic di Pordenone. La cosa si è complicata con la disoccupazione della moglie dell'immigrato albanese: hanno una bambina da crescere, con reddito zero. «Cerchiamo un partner che ci dia una mano a integrare la quota della rette del corso di centralista - ha chiesto solidarietà per Altin, Luciano Missio -. E' una formazione fondamentale, perché possa, poi, trovare un lavoro». L'altro appello è sull'occupazione della moglie. «E' disponibile come operaia, badante - hanno specificato dall'Uic -, per le pulizie. Noi facciamo da tramite: se qualcuno vuole aiutare la famiglia di Altin, può chiamarci al numero 0434 21941». Quali sono le barriere che impediscono il pieno inserimento dei non vedenti nella società? Anche le risorse al minimo. «Le nostre risorse sono limitate - ha concluso Missio, rammaricato - e non possiamo seguire tutti i casi. Ci sono non vedenti, nel Pordenonese, che hanno situazioni complesse e per loro, non possiamo fare quello che vorremmo in termini di supporto, socializzazione». (c.b.)

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Il mercato conferma alla De Carli una leadership quarantennale (sezione: Burocrazia)

( da "Arena, L'" del 26-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Giovedì 26 Febbraio 2009 INSERTI Pagina 76 HA SEDE A RIVOLI VERONESE LA DEALER UFFICIALE DI CATERPILLAR PER VERONA, TRENTO E BOLZANO Il mercato conferma alla De Carli una leadership quarantennale UNA FILOSOFIA AZIENDALE CENTRATA SU COMPETENZA, CONCRETEZZA E AGILITA' DEL SERVIZIO Tradizione, continuità,sguardo al futuro si fondono nella filosofia della De Carli, dealer ufficiale per vendita, assistenza e noleggio dei carrelli elevatori Caterpillar per Verona, Trento e Bolzano. Marchio storico - De Carli - sul mercato da 40 anni, i cui valori di affidabilità, attenzione e servizio al cliente sono oggi portati avanti dai giovani titolari, i coniugi Giangaetano e Simona De Carli. "Mi piace sottolineare come la nostra sia un'azienda "fatta di persone" - spiega Giangaetano De Carli - cioè una realtà dove il cliente si trova subito a proprio agio perché il nostro lavoro è quello di ascoltarlo, risolvergli i problemi, offrirgli servizi competenti, veloci, affidabili. Lavoriamo su concretezza e disponibilità, lasciando da parte la burocrazia.Credo sia questo il nostro valore aggiunto, in un mercato dove i prodotti appaiono troppo simili e occorre trovare qualcuno di cui fidarsi, capace di proporre la soluzione adatta alle esigenze reali. Non è un caso se negli anni, pur essendo cambiati i marchi da noi trattati, i clienti ci sono rimasti affezionati:segno che il servizio ed il valore delle persone è ancora quello che fa la differenza". Filosofia confortata dai risultati:De Carli nel 2008 si è imposta ai vertici delle vendite di carrelli Caterpillar in Italia. Altro punto di forza dell'Azienda la vendita di usato e l'assistenza, effettuata dalla Rimop car service, altra realtà del gruppo. "Effettuiamo assistenza per tutte le marche di carrelli - sottolinea Simona De Carli - in coerenza con la filosofia di offrire al cliente un servizio, fatto di cortesia, disponibilità e competenza.Abbiamo creato un team che punta a costruire il rapporto col cliente, convinti che i risultati verranno di conseguenza. Al nostro team, e a tutta la nostra clientela, va un doveroso ringraziamento per gli obiettivi raggiunti".  

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di ALESSANDRO FARRUGGIA ROMA IL DADO NUCLEARE (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 26-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

PRIMO PIANO pag. 7 di ALESSANDRO FARRUGGIA ROMA IL DADO NUCLEARE è stato appena tratto, e le divisioni tornano puntualmente a manifestarsi. Filonucleari schierati a coorte, antinucleari mobilitati sull'asse ambientalisti-comunità locali. Prevarrà una forte volontà politica o l'ambientalismo alleato con la sindrome non nel mio giardino'? Il ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola mostra l'ottimismo della volontà: la prima pietra entro il 2013, la prima centrale in funzione entro il 2018. Ma presidenti o assessori di cinque regioni e un provincia autonoma Emilia Romagna, Piemonte, Lazio, Toscana, Puglia e Alto Adige si chiamano fuori, mentre solo due la Sicilia e il Veneto si candidano e la Lombardia pare possibilista. Si profila una Italia antinucleare a macchia di leopardo e così Confindustria lancia una proposta muscolare: «Il governo dice il vicepresidente Antonio Costato dovrebbe garantire gli investitori dai possibili rischi costituiti da burocrazia e comitati: lo Stato deve usare la sua forza nell'interesse dei cittadini e per farlo Confindustria sostiene la necessità di modificare il titolo V della Costituzione». In mattinata il ministro Scajola aveva premuto sull'acceleratore. «Per costruire una centrale nucleare con tutti i permessi ci vogliono cinque anni, per avere tutte le autorizzazioni necessarie di sicurezza, di verifica, di progettazione sono necessari tre, quattro anni. L'obiettivo nostro, con il provvedimento che abbiamo portato avanti alla Camera dichiarandolo subito dopo la costituzione del governo Berlusconi, è di arrivare entro la fine della legislatura a posare la prima pietra di un gruppo di centrali nucleari. Il che vuol dire che da quel momento al 2013 abbiamo cinque anni». «Del resto ha aggiunto Scajola entro il 2020 dovremo rientrare nei parametri di riduzione delle emissioni previsti dall'Ue e dal nucleare dovrà venirci un contributo fondamentale». MA GLI ambientalisti non mollano. «L'accordo osserva Ermete Realacci (Pd) è un regalo alla Francia e uno spreco di denaro pubblico per l'Italia». «E' un cadeau alla Francia concorda la verde Grazia Francescato che costerà ai contribuenti italiani 24miliardi di euro: una vera e propria follia». «Una follia replica il ministro Andrea Ronchi è aver abbandonato l'atomo. Il governo ha il diritto e il dovere di difendere l'interesse superiore nazionale nell'approvvigionamento energetico. E per rispondere a chi dice, facciamola altrove' io dico: facciamola anche sotto casa mia, a piazzale Re di Roma...». Il paradosso di Ronchi sottolinea però un problema reale: il no' di intere regioni. «Il Piemonte dice la presidente Mercedes Bresso non vuole il nucleare e mantiene ferma la sua proposta: investire in rinnovabili». «La Puglia si presenta come territorio off limits' rispetto a qualsiasi ipotesi di centrale nucleare» concorda il governatore Niki Vendola. Lo stesso dicono il Lazio e l'Alto Adige. E così la Toscana. «Personalmente sono contrario a una centrale nucleare nella mia regione osserva il presidente Claudio Martini ma il mio mandato scade nel 2010 e la decisione toccherà a chi viene dopo di me». Nettamente contrari anche tre consiglieri di maggioranza (Muzzarelli, Mazza e Guerra) dell'Emilia Romagna che sottolineano come «la nostra regione è l'unica che ha già deciso, lo scorso 16 dicembre, il no al nucleare». IL PRESIDENTE del Veneto, Giancarlo Galan, è però da tempo a favore. E così il governatore della Sicilia, Lombardo, che pure ventila la necessità di un referendum locale («sì, se i cittadini lo vorranno»). Da parte sua il governatore lombardo Roberto Formigoni è prudente ma non ostile. «Vediamo, valutiamo, verifichiamo. Non c'è nessuna decisione né predecisione. Non c'è un no' preventivo come non c'è un sì' preventivo». L'impressione è che al di là della volontà politica il pallino sia ancora nelle mani dei cittadini. Il ricordo del fallimento della vicenda Scanzano brucia ancora. E se gli ambientalisti ci contano, tra i paladini del nucleare questo è motivo di non poca preoccupazione.

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Don Giuseppe: <Sos cassa per il centro parrocchiale> (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Brianza)" del 26-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

TREZZO SULL'ADDA GORGONZOLA pag. 16 Don Giuseppe: «Sos cassa per il centro parrocchiale» Quasi ultimati i lavori, ma manca quasi un milione e mezzo di MONICA AUTUNNO TREZZO SULL'ADDA «IL MOMENTO è critico, ma siamo fiduciosi: i trezzesi avranno presto il loro nuovo centro parrocchiale». Così il parroco don Giuseppe Ghezzi, che apre le porte del cantiere in via don Grisetti e vuol fare chiarezza sullo «stato dell'arte» dei lavori del grandioso centro parrocchiale, opera da quasi cinque milioni di euro con oratorio, strutture ricreative, campi sportivi e verde da dieci anni in costruzione a ridosso della parrocchiale dei Santi Protaso e Gervaso. Il problema, in effetti, c'è. I lavori sono quasi ultimati, ma a traguardo ormai in vista è «Sos cassa»: mancano all'appello quasi un milione e mezzo di euro, e il cantiere, finanziato negli anni e in grande parte anche dalla generosità dei trezzesi, rischia di arenarsi a un soffio dalla meta. In un clima di sconcerto, di preoccupazione fra i parrocchiani e di voci fuori controllo, il parroco spiega. «Ne ho sentite di ogni genere - dice - ed ecco come stanno le cose. La fetta maggiore di finanziamento al nuovo centro parrocchiale era prevista dalla vendita del vecchio oratorio di via Medici, Villa Quiete, dal quale avremmo dovuto trasferirci non appena finiti i lavori qui». Per lo storico oratorio di via Medici è infatti in itinere un progetto residenziale che prevede la demolizione della vecchia struttura (ad eccezione della Torretta) e la realizzazione di 8 mini palazzine. «L'OPERATORE ACQUIRENTE - spiega ancora don Peppino - ci ha versato regolarmente la prima tranche di quanto concordato per l'acquisizione, 3 milioni e 300 mila euro circa, e avremmo dovuto ricevere in dicembre il saldo, circa un milione e 350 mila euro. Questa somma invece non è mai arrivata, perchè, a quanto risulta, le banche non hanno concesso all'operatore l'accesso al credito. Questi sono i soldi che mancano per completare i campi esterni, gli impianti, il verde e poco altro. L'oratorio è finito, e gli stati di avanzamento lavori sono stati tutti regolarmente pagati all'impresa realizzatrice, al contrario di quanto si è erroneamente detto nelle scorse settimane». E adesso? «Adesso speriamo che la burocrazia non metta lacci e che tutto si sistemi nel giro di breve tempo». Il centro parrocchiale di via don Grisetti è stato il sogno di don Peppino Ghezzi sin dal suo arrivo a Trezzo, «un sogno sottolinea ormai realizzato al 99%» una delle opere più importante della diocesi provinciale. Dovrà ospitare non solo gli oratori, ma anche nove aule e due saloni, una palestra e un parcheggio, campi all'aperto da pallavolo e pallacanestro e un campo a sette in erba sintetica.

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proteste e reclami, uno ogni 2 giorni (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 26-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 3 - Pontedera Proteste e reclami, uno ogni 2 giorni In 800 si sono rivolti allo Sportello amico: risolto il 77% dei casi Non tutte le richieste hanno un esito immediato. Spesso i tempi s'allungano perché le questioni riguardano altri enti PONTEDERA. Reclami, segnalazioni, riflessioni: in Comune ne arriva uno ogni 2 giorni. I lampioni sotto casa vostra non si accendono mai? Il marciapiede è sconnesso e pieno di buche? I giardinetti dove portate vostro figlio a giocare sembrano una giungla? Volete informazioni sulla raccolta porta a porta o sulla disinfestazione per zanzare? C'è un ufficio in Comune, un luogo d'ascolto, a cui ogni cittadino può presentare suggerimenti per aumentare la qualità dei servizi, puntualizzare disservizi ed esporre lamentele. Si chiama Sportello Amico ed è attivo dal 2001. L'utente può recarsi all'ufficio relazioni con il pubblico, telefonare oppure comunicare attraverso una lettera, un fax o una mail. La segnalazione così presentata viene inoltrata al terzo settore - gestione servizi, che provvederà a verificare se la soluzione del problema è di competenza dei servizi comunali o di altri enti, aziende o società. Sono 800 i reclami raccolti dallo sportello nel corso degli ultimi 5 anni, dal 2004 al 2008, e fra questi il 77% ha trovato una risoluzione positiva. «E' chiaro però - sottolinea Michela Giorgi, una delle responsabili - che non tutte le problematiche hanno trovato immediato esito, per almeno due motivi. Alcune di queste, soprattuto quando si tratta di proposte migliorative, vengono inoltrate al servizio specifico che se ne occupa per verificare la possibilità di realizzazione. E poi ci sono casi che richiedono tempi più lunghi di attesa, perchè magari necessitano dell'intervento di altri enti o perchè fanno riferimento a manutenzioni comprese nel piano trentennale dei lavori pubblici». In questo ufficio però la parola d'ordine è rendere la vita delle persone più agevole, cercando di superare la consueta diffidenza della gente verso la burocrazia. Certo, gli adempimenti da compiere possono rimanere tanti, ma lo Sportello Amico si propone di fornire almeno un'azione di orientamento, aiutando i pontederesi a districarsi nella giungla delle pratiche o dei numeri verdi. «Molto spesso ci chiamano - continua Giorgi - per sapere i numeri telefonici dell'agenzia delle entrate, del giudice di pace oppure controllare l'esattezza del numero verde della Geofor, delle Acque o di altre aziende private. In teoria, queste richieste non sarebbero di nostra competenza, ma cerchiamo di renderci utili». Di tutto un po' dunque, ma resta comunque difficile accontentare gli utenti. «Le proteste non hanno mai un'unica linea. Per esempio se parliamo di spazzatura riceviamo lamentele sia da chi ritiene che i cassonetti siano pochi e lontani dalla propria abitazione, sia da chi dice di averli tropo vicini con il conseguente cattivo odore che inonda la casa». Nella maggior parte dei casi le segnalazioni hanno come oggetto le linee di pubblica illuminazione. Seguono i dubbi e le richieste di manutenzione di strade o marciapiedi, i disservizi sulle modalità di raccolta dei rifiuti, sui materiali ingombranti o pericolosi lasciati fuori dai cassonetti e i disagi legati alla nuova viabilità. Fanalino di coda in questa sorta di indice di sgradimento, la pulizia e la cura degli spazi verdi. Tra le domande che sono state rivolte agli impiegati dello Sportello Amico ci sono state anche cose inaspettate e curiose. Più di un cittadino ha chiesto come poter ottenere la riduzione dell'abbonamento dell'autobus, altri hanno chiesto il motivo del ritardo postale delle bollette dell'Enel Energia. C'è anche poi chi voleva informazioni sull'orario delle Messe celebrate ai cimiteri, chi cercava il numero telefonico dell'estetista o brontolava perchè avevano collocato la fermata del bus davanti al portone d'ingresso dell'abitazione. E chi confonde il servizio con un telefono amico come Charlie o il Telefono Azzuro. Paola Silvi

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E' stata archiviata dai carabinieri e dai medici dell'ospedale di Anzio per quella che era -... (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Latina)" del 26-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Giovedì 26 Febbraio 2009 Chiudi di ANTONELLA MOSCA E' stata archiviata dai carabinieri e dai medici dell'ospedale di Anzio per quella che era - un arresto cardiaco - la morte di Mario Racaru, cittadino romeno di 34 anni, avvenuta martedì alla stazione di Lavinio. Le ipotesi - come un'overdose - si erano rincorse, poi la vicenda era rientrata nella "normalità" di un decesso che può colpire chiunque: una "non notizia". Ma una lettera della Comunità di S. Egidio, in ricordo dell'uomo, apre uno spaccato sulla vita di un immigrato, cittadino di un paese della UE, come è la Romania, vittima di crisi economica, pregiudizi e burocrazia italiana. «Perchè parlarne se non era un bandito, uno stupratore, un ladro e neppure un clandestino poiché i romeni, essendo europei comunitari, non sono clandestini? - dice Claudio Tondi, di Anzio, che fa parte della Comunità di S. Egidio e che lo conosceva - Perchè Mario che era un uomo onesto, fino in fondo. Voleva lavorare e non cadere nell'illegalità. Ma in Italia non poteva avere lavoro regolare, perchè gli mancava il codice fiscale». Sembra assurdo, ma è proprio così. «La richiesta di lavori manuali - dice Tondi - tiene, ma in qualsiasi agenzia di lavoro interinale chiedono, come è giusto, il codice fiscale. Basta andare all'agenzia delle entrate a Nettuno e lo rilasciano a vista. Ma chiedono, ovvio, la carta di identità. Allora si va in Comune, dove vedono il documento romeno e compilano subito il modulo. Intanto chiedono: qual è il suo indirizzo qui ad Anzio?». Mario risponde la verità: vive in una baracca di legno e cartone, a Lavinio. «Di cui - aggiunge Tondi - il Comune aveva annunciato la demolizione per il 'Campionato intermunicipale per la sicurezza' in svolgimento in Italia». Però la norma è chiara: niente indirizzo, niente carta di identità. «Ma se non lavoro - elenca Tondi, immedesimandosi - non ho i soldi per trovare una casa e senza casa non ho indirizzo! Senza indirizzo non ho documento e senza documento non ho codice fiscale. E senza codice fiscale niente lavoro! La notizia vera è questo serpente kafkiano che si morde la coda e, mentre si gira, divora essere umani». Mario Racarau, con le sue vicissitudini in Italia, aveva anche avuto problemi di alcolismo, superati con l'aiuto degli operatori del Sert. «Era malato di fegato - dice Tondi - lo sapevamo, ma dall'alcool era uscito. Lunedì sera era contento, mi aveva detto di avere un lavoretto a Nettuno. La mattina dopo l'ho visto sul pavimento della stazione, bloccato dalla morte e però come al solito perfettamente rasato. Sapone e lametta erano la seconda spesa, subito dopo il cibo, appena arrivavano i soldi di quei lavori da subsopravvivenza a cui era costretto, come tanti altri». L'altro cittadino romeno che vive nella baracca ha avvertito i familiari di Mario, in Romania. Faranno una colletta per raccogliere i 3.000 euro necessari a rimpatriare la salma.

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Dall'ospedale a casa: task force per gli anziani (sezione: Burocrazia)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 26-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Dall'ospedale a casa: task force per gli anziani --> Accordo Comune, Asl e Riuniti: un ambulatorio per studiare l'assistenza ai convalescenti che non hanno altri aiuti Giovedì 26 Febbraio 2009 CRONACA, pagina 17 e-mail print Anziani malati e soli: nasce una rete Asl, Riuniti e Comune La «dimissione protetta» a Bergamo sta diventando realtà. Ed è necessario ricordare che ci sono storie di profondo disagio, di solitudine, di disperazione quando non di abbandono alla miseria sociale e di relazione dietro queste due fredde parole, «dimissione protetta», che indicano la possibilità sul territorio bergamasco di poter garantire agli anziani, soli, spesso non autosufficienti, una sorta di percorso «di sicurezza» in termini di assistenza sociale e sanitaria, una volta usciti da un ricovero d'urgenza agli Ospedali Riuniti di Bergamo. Ebbene, le risorse istituzionali e sociosanitarie del capoluogo orobico si sono organizzate e hanno creato un autentico percorso di protezione per queste persone, e sono tante, quante non riusciremmo a immaginare, che, arrivate alla fine della vita, per mille motivi, per mille ragioni, si ritrovano malate, sole e senza alcuna possibilità di aiuto che eviti loro la miseria, le giornate tra la sporcizia e la mancanza di cure. Già nei giorni scorsi è stato ufficializzato il protocollo d'intesa Comune di Bergamo/assessorato alle Politiche sociali-Ospedali Riuniti-Fondazione Santa Maria Ausiliatrice/casa di ricovero di via Gleno che, dietro la convenzione varata da Palafrizzoni per il 2009 garantiva su uno stanziamento di 103 mila euro annui la messa a disposizione delle esigenze comunali di 55 posti letto per ricoveri di «soccorso» da parte della casa di riposo del Gleno, di questi 27 riservati ad accesso privilegiato per quegli anziani che sono dimessi dai Riuniti e che hanno bisogno di assistenza, ma non hanno parenti né relazioni che possano garantirla. Ora questa «rete» si allarga: è in fase di ultimazione in questi giorni il protocollo d'intesa per la «dimissione protetta» tra Asl-Riuniti-Comune, un allargamento del «percorso di sicurezza» che è concreto, con un suo sportello/ambulatorio all'interno dell'Azienda ospedaliera di Largo Barozzi già approntato e che creerà una sorta di cartella clinica e sociale dell'anziano che entra per il ricovero di urgenza; in pratica si studia già il piano di aiuti domiciliari «su misura» prima delle dimissioni. «Questo protocollo con Asl e Comune è per noi davvero un fiore all'occhiello, un importante servizio che rendiamo alla cittadinanza bergamasca, e soprattutto a quella fascia di cittadinanza più debole, cioè gli anziani, spesso soli - sottolinea Claudio Sileo, direttore sanitario dei Riuniti -. Ma soprattutto, grazie all'importante e fondamentale apporto Asl, si completa la rete territoriale dei servizi che sta imparando a lavorare sempre più in stretta sinergia. Se l'ospedale è e deve essere una struttura per acuti, non può però dimenticare cosa accade al paziente dopo le dimissioni: la certezza che l'anziano uscito da qui potrà avere garantita la stessa assistenza sanitaria che avrebbe in una struttura ospedaliera è una vittoria di tutti, ma soprattutto della rete sociosanitaria locale». Come funziona, in sostanza, questa dimissione protetta? All'interno dei Riuniti è stato approntato una sorta di sportello/ambulatorio «di protezione» dove lavora sia il personale infermieristico dei Riuniti, sia dell'Asl, sia gli assistenti sociali del Comune e dell'ospedale: al momento dell'ingresso dell'anziano bisognoso di cure, tramite il paziente stesso o i suoi parenti, si costruisce una cartella di «interventi per le dimissioni»: per ogni paziente c'è quindi una scheda «in rete» che assicura, immediatamente e senza perdere tempo in uffici e pratiche burocratiche, come si risponderà ai bisogni dell'anziano una volta uscito dai Riuniti. L'Asl metterà in campo l'offerta dei presidi necessari (terapie mediche domiciliari, fisioterapia, carrozzelle o altri ausili se servono, quando non assistenti sociali o assistenza psicologica), il Comune si attiverà per eventuali assistenza domiciliare integrata o il supporto di operatori, per esempio, per il vitto quotidiano o, in casi necessari per i ricoveri «di soccorso» e momentanei in casa di riposo in vista di altre soluzioni future. L'anziano solo, e convalescente, non dovrà così impazzire tra le maglie della burocrazia e il rimpallo tra un ufficio e l'altro, quando non languire nella sua solitudine. «Un protocollo di questo genere ci stava a cuore più di ogni altra cosa - sottolinea il direttore sociale Asl, Massimo Giupponi -. Perché l'azienda sanitaria locale è soprattutto questo, una rete per i bisogni dei cittadini. In particolare i più deboli. Certo, la strada da fare dovrà essere quella di allargare poi questo protocollo all'intero territorio provinciale, in particolare per quanto riguarda il coinvolgimento di altre case di riposo sul territorio periferico e oltre l'hinterland cittadino. Ma aver già approntato questa rete è davvero un risultato enorme. E soprattutto al cittadino è un servizio che non costa nulla». Soddisfazione, e molta, dal Comune di Bergamo, per voce dell'assessore alle Politiche sociali, Elena Carnevali: «I bisogni di chi vive la terza età malato e spesso in condizioni di estremo disagio fisico, abitativo, sono davvero imponenti, in questa città e in tutto il territorio bergamasco. Soltanto in una logica di sinergie si può, anche in un momento di scarsità di risorse economiche, dare risposte reali. L'obiettivo, con questo "protocollo" con Asl e Riuniti è arrivare a estendere la protezione all'Ambito 1. Perché gli anziani malati non siano più soli. E perché la sanità dia un servizio continuo anche fuori dalle mura degli ospedali». Carmen Tancredi 26/02/2009 nascosto-->

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ROMA Sul nucleare non si torna indietro, in Italia ora c'è un clima diverso rispetto a qu... (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il" del 26-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Giovedì 26 Febbraio 2009 Chiudi ROMA Sul nucleare non si torna indietro, in Italia ora c'è un clima diverso rispetto a quello del 1987, anno del referendum che chiuse l'esperienza con l'atomo. E' questa la linea che il ministro dello Sviluppo Claudio Scajola a confermato ieri a nome del governo. Davanti alle telecamere del Tg3, ha spiegato che «in 22 anni sono cambiate molte cose. Allora c'era l'effetto Chernobyl, mentre ora c'è bisogno di energia certa e a costi più contenuti. Credo che i cittadini l'abbiano capito». Inoltre, Scajola conferma che non ci sarà solo l'Epr ma anche le tecnologia «americana e giapponese». Ma il giorno dopo l'annuncio del patto Italia-Francia su quattro nuove centrali di terza generazione nucleare, piovono i «no» da sindaci e Regioni. Si schierano apertamente contro la possibilità di ospitare un impianto sul loro territorio Puglia, Piemonte, Lazio e Alto Adige. Il neo presidente della Sardegna Ugo Cappellacci ricorda ai suoi conterranei che «il presidente Berlusconi manterrà la promessa fatta: nessuna centrale in Sardegna». Esprime il suo «personale parere contrario» il presidente della Toscana, Claudio Martini, che rinvia la scelta ufficiale al suo successore: «Il mio mandato scade nel 2010, se ne occuperà lui». «La sinistra toscana è prigioniera dell'anti-berlusconismo», protesta il consigliere Dinelli (FI). In Piemonte, dove il governo regionale è di centro sinistra, la posizione è chiara: «Non vogliamo il nucleare qui» afferma la presidente Mercedes Bresso preoccupata che si voglia riutilizzare il sito di Trino Vercellese, uno dei quattro chiusi dopo il referendum.«Sul nucleare Bresso esprime una posizione ideologica pregiudiziale e antiquata», replica Enzo Ghigo, coordinatore piemontese Fi-Pdl. Il no del Lazio viene dal presidente Marrazzo e dell'assessore all'ambiente Zaratti: «Non si ha bisogno di una rincorsa al nucleare, magari con tecnologie obsolete in aree del nostro territorio che già soffrono di un'elevata concentrazione di centrali elettriche». Ce n'è abbastanza per superare il parere favorevole del sindaco di Montalto. Ma la partita non è così scontata: «Non decide l'assessore ma il consiglio regionale, l'assemblea è sovrana», afferma Robilotta (Socialisti-Pdl). E l'Udc Forte precisa: «Non voteremo alcuna mozione contraria agli impianti nucleari». E' bastato rispolverare l'elenco dei vecchi siti degli anni '70 per fare muovere il sindaco siciliano di Vittoria e il presidente della provincia di Ragusa, dove un tempo si erano ipotizzate centrali. Il presidente della Regione, Lombardo, aveva invece espresso una certa disponibilità. Parere favorevole lo aveva espresso il anche governatore del Veneto. A Caorso invece si capovolgono i ruoli: d'accordo il sindaco, "freddo" il presidente della Regione Formigoni. Insomma l'Italia si divide non appena si entra sul terreno concreto della scelta dei siti. Per ora in verità, ci sono solo ipotesi: ripartire dai vecchi siti di Trino, Latina, Caorso e Garigliano e da Montalto di Castro, è da verificare. E alla fine potrebbero essere una quarantina i siti papabili per il ritorno nel nucleare. Agli scettici e ai contrari, risponde il ministro Ronchi: «Basta con l'Italia dei localismi e della burocrazia. Bisogna fare un «salto di coscienza e da cittadino dico: spero che una centrale nucleare venga costruita sotto casa mia». «Bene l'accordo Francia-Italia», concorda Confindustria. Contrari l'Idv e i Verdi di Francescato: «il governo regala 24 miliardi alla Francia». Il governo va avanti, sul nucleare e sulle altre infrastrutture: «Il Ponte sullo stretto può partire entro il 2009 ha detto ieri il ministro Matteoli così come la stragrande maggioranza delle opere del piano da 16,6 miliardi varato dal Cipe». B.C.

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Per il nucleare italiano è già una corsa a ostacoli (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 26-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2009-02-26 - pag: 17 autore: Energia. Dopo l'intesa con la Francia per costruire quattro centrali entro il 2020 Per il nucleare italiano è già una corsa a ostacoli Pesano ritardi normativi, costi elevati e consenso locale Federico Rendina ROMA Individuare i siti, convincere le comunità locali, finanziare i progetti, certificare la sicurezza, piazzare e gestire le scorie. è lastricata di intralci, e soprattutto di soluzioni ancora indefinite, la strada del "nuovo" nucleare italiano. Sono passate 24 ore dal grande annuncio congiunto di Berlusconi e Sarkozy, corroborato dalla tabella di marcia tracciata dal ministro dello Sviluppo Claudio Scajola. L'accordo tra Enel e Edf per un primo lotto di quattro centrali Epr di terza generazione procederà spedito, dice il ministro: sei mesi per il progetto di fattibilità e poi i piani operativi attraverso società miste, partecipate da chi vorrà ma guidate da Enel. Oltre 6600 megawatt tra il 2020 (quando dovrà partire la prima centrale) e il quinquennio successivo, per garantire fin d'ora la metà del percorso che al 2030 dovrebbe garantire all'Italia almeno il 25% della generazione elettrica da nucleare, diversificando le fonti di approvvigionamento (ora monopolizzate dal gas metano) e portando a livelli "europei" le nostre bollette, ora mediamente più care del 30%. I tecnici si rimboccano le maniche. Ma altrettanto doverosamente si cerca di mettere insieme le promesse con la realtà. Che deve fare i conti con un quadro normativo decisamente ritardatario. Il quadro di riferimento doveva nascere, mesi fa,dall'approvazione del ddl " sviluppo" che contiene, nella corposa parte sull'energia,tutti i provvedimenti che dovrebbero fare da involucro operativo al nostro ritorno all'atomo: dalla delega al Governo per fissare i criteri sui siti e sulla tecnologia da adottare all'istituzione dell'agenzia per la sicurezza nucleare, dalla metodologia per invogliare a colpi di incentivi le popolazioni fino alla ridefinizione del ruolo e perfino delle strutture di Enea (ricerca e promozione industriale) e Sogin (decommissioning delle strutture passate e future). Il tutto con il consueto metodo dei provvedimenti legislativi omnibus allestiti in Italia, che rinviano la sostanza a successivi provvedimenti e decreti attuativi, in un dedalo di deleghe. Sta di fatto che il ddl, approvato in una prima versione alla Camera, arranca al Senato con grande lentezza. «Sarà pronto in primavera» azzarda Scajola. Che a ben vedere traccia già un insuccesso: i criteri per i siti nucleari italiani – prevede ad esempio il testo del ddl – dovevano arrivare entro l'estate. Impossibile. Considerando, ad esempio, la lunga sequenza di fallimenti collezionati negli scorsi anni nella ricerca di una soluzione logistica almeno per le nostre vecchie scorie. Per non parlare della marea di proteste anti-atomo che da ieri sta di nuovo montando nel paese. Siamo, insomma, in alto mare. «Bene l'accordo Italia Francia » ma ora – dice Antonio Costato, vicepresidente di Confindustria per l'energia e il mercato – il Governo deve definire il quadro tecnico-normativo e «dovrebbe garantire l'investitore dai possibili rischi rappresentati da burocrazia e comitati». Emblematica la diagnosi di Alessandro Clerici, 40 anni di esperienza in giro per il mondo, presidente onorario della sezione italiana del Wec (World Energy Council) e coordinatore del gruppo internazionale di lavoro sul nucleare. Clerici ci aiuta a focalizzare la partita finanziaria della sfida, caratterizzata come noto da costi di costruzione e manutenzione tripli rispetto alle classiche centrali a ciclo combinato di gas che hanno colonizzato la nostra penisola, compensati da un costo del combustibile ridotto ad una frazione. Ma Clerici ci ammonisce anche sul nostro magmatico senario di riferimento. I costi: considerano (va obbligatoriamente fatto) gli accantonamenti per il decommissioning e per la gestione delle scorie le centrali nucleari già operative nel mondo, già ammortizzate, garantiscono un costo finale di produzione attorno ai 20 euro a megawattora, circa un terzo rispetto ad una buona centrale a carbone e meno di un quarto rispetto al costo di produzione di una moderna centrale a turbogas. Ma il nucleare resta comunque competitivo anche in caso di nuova costruzione di una centrale di terza generazione come l'Epr, a cui Clerici attribuisce un costo di produzione, tutto compreso, «tra 50 e 60 euro a megawattora per ordini di più centrali » considerano che una buona economia di scala di avrebbe – nelle valutazioni degli analisti – anche con le "sole" quattro centrali che dovrebbero intanto nascere dall'accordo Enel-Edf. I costi di allestimento sono comunque colossali, almeno tripli rispetto alla potenza da installare rispetto a quelli del turbogas: attorno ai 3mila euro per chilowatt. Siamo dunque sui 5 miliardi a reattore (1.660 megawatt, nel caso dell'Epr). Di qui il valore dell'investimento ipotizzabile per l'operazione italo-francese qui da noi: circa 20 miliardi. Ma ecco, da Clerici, il monito sulle regole. «Sono indispensabili regole chiare e di dettaglio, controllori e decreti applicativi definiti in modo bipartisan, trasparente ed efficace, nonché una comunicazione capillare dalla quale emerga che il nucleare è un'opzione che non si può trascurare. Non va visto come rivincita del referendum e non in antitesi ad esso, ma complementare con le rinnovabili, fornendo una produzione di energia di base e non aleatoria come quella da eolico e da fotovoltaico». Parola di superesperto. Ma la politica, si sa, è un'altra cosa. IL PROGRAMMA L'operazione prevede un investimento di oltre venti miliardi, più che triplo rispetto a impianti a turbogas L'INCERTEZZA Il quadro autorizzativo è contenuto nel Ddl sviluppo sul quale al Senato non è ancora stato trovato un accordo

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LANCIATA presso la Fondazione Carim l'ot... (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 26-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

RIMINI CRONACA pag. 4 LANCIATA presso la Fondazione Carim l'ot... LANCIATA presso la Fondazione Carim l'ottava edizione di «Nuove idee nuove imprese», il concorso che premia gli imprenditori del futuro, organizzato da Fondazione Carim, Camere di Commercio di Rimini e di S. Marino, Fondazione S.Marino Cassa di Risparmio, Provincia di Rimini, Segreterie di Stato per l'Industria e per il Lavoro di S. Marino, UniRimini e Università di S. Marino, e infine dalle Associazioni degli Industriali di Rimini e di San Marino. Luigi Gambarini, presidente del Comitato organizzatore, ha ricordato che proprio nei momenti di crisi, l'innovazione può essere una leva strategica per superarla. Alfredo Aureli, presidente della Fondazioni Carim ha incitato i giovani a impegnarsi concretamente e a «non mollare» anche nelle attuali condizioni avverse del mercato. Marco Cobianchi, del settimanale Panorama, ha coordinato le testimonianze di 5 giovani imprenditori la cui azienda è nata proprio grazie a questo concorso, rilevando come in province come quella di Rimini i giovani hanno più fiducia. «In questo momento i nuovi imprenditori (che fino all'anno scorso erano eroi), sono folli. Ma di una follia positiva di chi crede fermamente nel proprio progetto». I giovani imprenditori hanno raccontato la loro esperienza e i loro problemi, concentrati prevalentemente nella burocrazia e nell'accesso al credito. Hanno parlato: Alessandro Grossi di Meta Ingegneria (S. Marino), Massimo Tegon di Marketing Informatico (Rimini), Massimo Lilla di Enertek (Rimini), Antonio Kaulard di Fafraka (S.Marino) e Lorenzo Callieri di Shopplat (Rimini). Il bando per partecipare gratuitamente alla competizione è sul www.nuoveideenuoveimprese.org, e il termine scade il 31 marzo.

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Burocrazia e responsabilità: il carnevale non è uno scherzo (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 26-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

PESARO E PIAN DEL BRUSCOLO pag. 11 Burocrazia e responsabilità: il carnevale non è uno scherzo Viaggio tra i volontari della festa in maschera ALBERTO CUDINI Assessore a Sant'Angelo in Lizzola UNO SCONTRO fino all'ultima caramella: è avvenuto a Montecchio durante la sfilata di carnevale quando due donne si sono accapigliate (di brutto, tanto che una è stata portata al pronto soccorso) per avere la meglio sui dolciumi lanciati dai carri allegorici. Tra lo stupore generale le due donne, una di origine marocchina e l'altra albanese, sono finite a terra attaccate per i capelli e per dividerle è dovuta intervenire la municipale. Tutto bene quel che finisce bene nel senso che l'episodio non ha avuto strascichi sulla festa che è continuata con grande successo di pubblico e consensi. Ma più di un presidente a capo di Pro loco e associazioni carnevalesche, da Villa Fastiggi a Montelabbate e Belvedere Fogliense sa che le questioni legate soprattutto alla sicurezza sono le più delicate, quelle da cui spesso dipende la persistenza delle manifestazioni stesse. INSOMMA organizzare il carnevale non è uno scherzo: «Con l'intento di garantire la sicurezza spiega Alberto Cudini, assessore a Sant'Angelo in Lizzola infatti scaturiscono tutta una serie di incombenze burocratico amministrative quanto scelte logistiche che possono incidere notevolmente sulle caratteristiche e le dimensioni delle manifestazioni. Del resto che l'imprevedibile accade è purtroppo un fatto e proprio a Montecchio è ancora viva la memoria del bambino che finì sotto la ruota di un carro durante la sfilata mascherata, con tutto quello che ne è seguito, primo fra tutti il dolore e il dispiacere da ogni parte». Per far fronte a queste situazioni chi organizza si tutela con assicurazioni a copertura di procedure civili e penali: «Abbiamo scelto di sottoscrivere polizze con massimali alti dice Daniele Morganti, neo presidente del comitato organizzatore del carnevale di Montecchio , ma la cosa migliore di tutte è sperare che vada tutto liscio. Del resto l'episodio delle due donne è stato minimo. Grazie alla collaborazione dei volontari della protezione civile e delle forze dell'ordine tutto si è svolto senza intoppi. A loro e al Comune va il ringraziamento mio e di don Orlando». La scelta dei massimali dipende dalle disponibilità economiche che a detta di tutti sono sempre "contate": «Riusciamo a finanziare il carnevale e le altre iniziative con la tombola, la lotteria e la pesca spiega Cosimo Miggiano, presidente della Pro loco di Montelabbate , ma si va sempre in pareggio e sopratutto ogni iniziativa di autofinanziamento tra permessi e pratiche equivale ad aprire e chiudere un negozio». Germano Battistini, ideatore del carro ispirato all'Alitalia, racconta: «Negli anni scorsi facevamo più carnevali racconta , ma quest'anno la crisi si sente: gli sponsor hanno fatto fatica e così abbiamo acquistato le cibarie solo per Montecchio, mentre passeremo il carro ad un gruppo di Morciola che lo porterà a Montelabbate.». RESPONSABILITA', burocrazia e penuria di finanziamenti sono soltanto tre delle maggiori voci che questi gruppi di volenterosi, animati da senso civico e voglia di partecipare in nome di tutta la comunità, affrontano: «Tempo che non c'è e costi fissi interviene Carlo Schiaratura, presidente della Carnevalesca di Villa Fastiggi potrebbero chiudere il quadro. Per esempio sulla base della partecipazione di pubblico paghiamo alla Siae i diritti d'autore da un minimo di 300 euro a un massimo di 2mila euro per evento. Non si potrebbe fare un costo forfettario?». Altro ostacolo da superare è l'incertezza degli spazi dove costruire i carri: «Grazie al Comune continua Schiaratura quest'anno abbiamo avuto un capannone dopo aver chiesto a mezza Villa Fastiggi. Per non averli trovati altri carnevali, come quello di Villa Ceccolini per esempio sono saltati del tutto». EMBLEMATICO di quello che devono superare i nostri eroi è il «Carnevale dei Paesi» nel Comune di Tavullia. Da sfilata mascherata con carri e gruppi a toccare le quattro frazioni di Tavullia si è ridotto ad un pomeriggio in maschera nel salone da ballo di un ristorante. Se in termini di campanilismo praticamente la Pro loco Fogliense è riuscita in un miracolo: «Vincemmo le ostilità di tutti racconta Giovan Franco Pieri, l'attuale presidente con gli anziani che si sbalordivano dell'integrazione inimagginabile» è poi tornata a ripensare l'intera organizzazione: «per ridurre i problemi e contenere i costi continua Pieri . Certo il "Carnevale dei Paesi" era più bello: coinvolgeva l'intera cittadinanza. Con quello di oggi però ci abbiamo guadagnato in serenità: non importa se piove o fa freddo e riduzione massima dei rischi legati alla sicurezza». Solidea Vitali Rosati Image: 20090226/foto/9825.jpg

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Autodromo e burocrazia: la pista ora rischia il blocco (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 26-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Provincia di Oristano Pagina 4021 Arborea. Dopo 10 anni il circuito non è ancora completo Autodromo e burocrazia: la pista ora rischia il blocco Arborea.. Dopo 10 anni il circuito non è ancora completo --> A rallentare i lavori le numerose e sempre diverse norme che regolano questo tipo di strutture. Il sindaco Beppi Costella: «Non ne possiamo più di tutti questi contrattempi». Rischia di naufragare in un oceano di burocrazia la pista kart dell'autodromo di Arborea. A dieci anni dall'inizio lavori, infatti, l'anello del circuito non è stato ancora completato a causa delle numerose e sempre diverse normative che regolano questo tipo di strutture e che quindi esigono obbligatoriamente continue variazioni del progetto. Al momento la struttura, realizzata in un parco di circa 90 ettari in località "Centro 2 Sassu", a pochi chilometri dalla superstrada 131, comprende un edificio già ultimato di circa 1.200 metri quadri completo di servizi e officina e di una pista per il kart che non si riesce invece a completare per i continui rinvii dei lavori. A gestire l'opera per l'autodromo è l'Ar.Co, la società Arborea Costruzioni a capitale misto con il 51 per cento del Comune e il restante 49 per cento di privati rappresentati dalla società cagliaritana Sarda Energy. SINDACO «Non ne possiamo veramente più di tutti questi contrattempi - attacca il sindaco di Arborea Beppi Costella - Proprio quando sembra che finalmente si possa dare il via ai lavori di completamento arrivano nuove normative sulla sicurezza e regole tecniche della Federazione. Un peccato poiché abbiamo in cassa ancora 350 mila euro dei 650 mila che la Regione ci ha assegnato per completare la pista kart». Da notare che il centro servizi, già completato con un finanziamento regionale di un milione e 250 mila euro, comprende un'officina meccanica con servizi di elettrauto e di gommista, servizi vari, locali per i piloti e giurie, biglietteria, ristoro, soccorso e pratiche automobiliste. AR.CO Il nuovo presidente dell'Ar.Co è Renzo Ibba, ma è l'assessore comunale al Turismo Giovanni Marras ad aver seguito il progetto sin dalle prime fasi e attualmente fa parte del consiglio di amministrazione della società. «La nostra amministrazione punta molto su questo complesso sportivo ricettivo - dice l'assessore Marras - La sua posizione a tre chilometri dalla 131 e a sei dalle nostre spiagge rappresenta, infatti, un sicuro richiamo turistico e per i nostri tour operator la possibilità di offrire un pacchetto interessante fra motori, mare e cavallo. Non solo, ma la struttura si presenta con due distinte attività: da una parte quella prettamente sportiva, dall'altra quella didattica con corsi di guida sicura, concorsi o pratica per le forze dell'ordine e addirittura per una scuola avanzata di guida per il recupero dei punti della patente». ANTONELLO LOI

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QUEI MEDICI CONTRO IL DOLORE DIMENTICATI DALLA BUROCRAZIA (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 26-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2009-02-26 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Il caso di Giangiacomo Schiavi QUEI MEDICI CONTRO IL DOLORE DIMENTICATI DALLA BUROCRAZIA Caro Schiavi, siamo un gruppo di medici palliativisti, che da 5-10-20 anni lavorano nel campo delle cure palliative nel Servizio sanitario nazionale. Vi è ormai pressoché unanime consenso, nella società e nella classe politica, nella Chiesa cattolica, sulla necessità di cura e di non abbandono dei malati terminali. Tanto è stato fatto in questi anni, dall'apertura degli hospice alla semplificazione della prescrizione degli oppioidi, fino all'inserimento delle cure palliative nei Livelli essenziali di assistenza. Si è tuttavia sempre parlato poco (e fatto nulla) a riguardo della problematica centrale: il personale medico che si dedica ai morenti. Non esiste in Italia una scuola di specializzazione universitaria in cure palliative. Gli attuali responsabili di strutture sono specialisti in altre discipline che hanno scelto di dedicarsi a questo settore. Tuttavia la maggior parte dei medici che si occupano di malati terminali, la «manovalanza» delle cure palliative insomma, sono medici che hanno iniziato 10-15 anni fa senza essere in possesso di una specialità. Così gli ospedali hanno reclutato personale pur in assenza di specializzazione e, per tutti questi anni, fino ad oggi, questi medici hanno garantito cure ed assistenza ai malati terminali. Molti di loro però non potranno mai essere assunti nel Ssn, e quindi non potranno guidare lo sviluppo futuro della disciplina, perché senza il requisito della specializzazione. Da anni la questione è sul tappeto, ma servirebbe una maggior sensibilizzazione dell'opinione pubblica e della classe politica, perché oggi c'è il rischio che veda la luce il testamento biologico ma vedano le tenebre le cure palliative. Medici palliativisti precari Ci sembra doveroso rilanciare da Milano questo promemoria al governo: Milano è la città che ha dato con Vidas e Fondazione Floriani una svolta storica nell'assistenza ai malati senza speranza, cercando un approccio più umano nell'assistenza anche ai familiari e nella lotta al dolore. Sulla necessità di togliere le cure palliative dal fai-da-te formativo per i medici è in corso da anni un braccio di ferro tra ministeri con al centro l'università: come spesso accade, quando non si vuole cambiare o cedere fette di potere, le ragioni dei malati contano meno di altre. Lo scontro politico in corso sulle cure di fine vita e sul testamento biologico rischiano di allontanare ancora una volta una soluzione attesa dai medici (quella adottata in molti paesi europei), prolungando questo regime un po' da Far West. Regione e Comune, con i rispettivi assessorati, potrebbero rafforzare il vostro appello alla chiarezza nell'interessa dei malati e dei loro familiari. è per una buona causa. gschiavi@rcs.it

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Riparte dai poverila Federazionedi Don Balletto (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 26-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Riparte dai poverila Federazionedi Don Balletto Passato e futuro del volontariato A un anno dalla scomparsa del sacerdote, la "sua" Solidarietà e Lavoro si riorganizza sull'emergenza RIPARTE Federazione Solidarietà e Lavoro di cui don Antonio Balletto, (in questi giorni si celebra il primo anniversario della sua morte) è stato presidente per oltre venti anni. Riparte con don Marino Poggi presidente e Giuliano Bellezza vice presidente, con novanta soci fra cooperative associazioni, sindacati, gli amici di sempre, i vecchi e nuovi volontari, ma anche e soprattutto gli industriali (fra questi la Fondazione Schiavetti ma anche Orazio Brignola che rappresenta Confidustria) per combattere la povertà. «La povertà assoluta, è questa la frontiera su cui bisogna attestarsi con maggior coraggio, perché centinaia di cittadini non si riescono più ad intercettare, non ricorrendo ai servizi sociali anche per vergogna. La Federazione si impegnerà per evitare che le persone che perdono il posto di lavoro entrino in una indefinita area grigia. Dove scompaiono». Così Giuliano Bellezza che aggiunge: «Ci sono sempre più cittadini che vivono per strada, sempre più giovani e molti italiani». Il programma di Federazione Solidarietà e Lavoro è quello di «riorientare le risorse pubbliche nell'inserimento lavorativo, di essere utilizzata come soggetto in grado di semplificare il rapporto fra civica amministrazione e cittadino debole, di trovare strumenti per contrastare l'indigenza, per ascoltare ancor di più la gente, aiutando chi aiuta. Per esempio se don Luigi di San Siro segue 25 famiglie in difficoltà, la Federazione è con lui». Già, don Luigi. L'anziano amico e compagno di chiesa di don Balletto. Alcuni mesi fa aveva dichiarato di sentirsi così oppresso dalla sua stessa impotenza nell'affrontare la richiesta sempre più alta e più disperata dei poveri da minacciare di andarsene da Genova. Cercando una missione dove, in qualche modo, "quietare". E' ancora lì, in centro storico e combatte. «Ma non siamo più giovani nè io nè lui» osserva don Tubino, 83 anni, il fondatore di Federazione Solidarietà e Lavoro oltre venti anni fa. Il quale ricorda che la Federazione, fra l'altro oltre a sollecitare e promuovere leggi in campo sociale, si proponeva come strumento per trovare lavoro ai senza dimora. «Ricordo che il primo lavoro che siamo riusciti ad ottenere per alcuni di loro è stato quello della chiusura dei cancelli dei parchi» ricorda. Poi la Federazione Solidarietà e Lavoro, che ha sede al Massoero in via del Molo, mantiene vive e vivaci varie iniziative che hanno segnato l'importanza e la necessità della Federazione all'interno della città. Fra le altre lo sportello per gli stranieri, Centro Servizi Immigrati, e il Centro Studi Medi punto di eccellenza sulla ricerca sociale che riguarda gli stranieri. «Stranieri che si rivolgono a noi in numero sempre più alto, cercando di veder riconosciuti i loro diritti e per questo in lotta con la burocrazia» spiega Bellezza. Il quale conclude «Negli ultimi anni la Federazione è stato un soggetto competitivo sul mercato per l'erogazione diretta dei servizi, ora tornerà ad essere il luogo del patto fra le forze sociali della città». Donata Bonometti bonometti@ilsecoloxix.it 26/02/2009

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vito d'asio, accolta con favore la riapertura della tabaccheria (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 26-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 12 - Pordenone Vito d'Asio, accolta con favore la riapertura della tabaccheria VITO D'ASIO. Anche l'amministrazione civica di Vito d'Asio guarda con favore alla recente riapertura dell'unica rivendita di tabacchi della Val d'Arzino. La storica tabaccheria di Anduins ha infatti ottenuto il nulla osta da parte dei Monopoli. A quel punto Sabrina Butti ha potuto garantire nuovamente un servizio indispensabile per la popolazione (la Val d'Arzino presenta uno stradario compromesso in direzione del fondovalle e la maggioranza degli abitanti sono anziani). «Siamo contenti per questa bella novità che va a vantaggio dell'intera cittadinanza - ha spiegato il sindaco Vincenzo Manelli -. Come Comune abbiamo sempre cercato di incentivare la permanenza delle attività sul territorio. Molti esercizi hanno però chiuso i battenti. Come ente pubblico abbiamo fatto tutto ciò che era in nostro potere per scongiurare altre emorragie di negozi. E ogni tanto le cose vanno per il verso giusto». Manelli ha anche raccolto la lamentela della Butti, che è potuta entrare materialmente in possesso della licenza soltanto dopo un anno dalla gara di appalto. «La burocrazia statale dovrebbe capire che un anno perso rischia di aggravare il fenomeno dello spopolamento per un paese di montagna come il nostro», ha detto il sindaco. (f.fi.)

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Nessun mostro a Bargagli, a uccidere fu il clan (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 26-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

n. 49 del 2009-02-26 pagina 5 Nessun mostro a Bargagli, a uccidere fu il clan di Redazione All'origine dei fatti di sangue la volontà di custodire segreti che avrebbero recato danni all'immagine della locale resistenza. Troppe lacune nelle indagini che si sono svolte in maniera approssimativa. L'omicidio De Magistris Circa la vicenda intitolata «Mostro di Bargagli» c'è sempre stato il tentativo di limitarne il clamore cercando di confinarla alla ordinaria cronaca locale. Sfuggì al controllo solo sporadicamente come quando approdò a Telefono Giallo di Augias: siamo nel 1987. Un impulso alla rivisitazione del caso è recentemente venuto dal romanzo «Il mostro di Bargagli» di Giorgio De Rienzo cui si può affiancare «I delitti di Borgoglio» di Giovanni Barlocco. Con la consulenza del Centro Ricerca Criminalistica di Genova entrambi i libri sono stati presentati anche al Festival della letteratura del crimine tenutosi in Genova nell'ottobre scorso. Tuttavia, l'autorevole storico sulla questione rimane Eugenio Ghilarducci, già collaboratore dei partigiani e poi studioso ed attento ricercatore di quell'epoca egli, con «Storia: giallo e fantasia in Bargagli» e «L'ultima missione» ha saputo rendere spezzati e notizie certe ed uniche sull'inquietante caso che si sviluppò nell'entroterra genovese con una catena di omicidi durata dal 1944 al 1983. Sul piano dell'articolistica, invece, va il nostro pur postumo ringraziamento addirittura a Giovanna Pajetta - la figlia dell'onorevole del P.C.I - che, evidentemente animata da nobile onestà politica, pubblicò due servizi su «Il Manifesto» del 22 e 24 luglio 1984: due lavori dall'attenta lettura dei quali si può individuare almeno un nome senza dubbio «significativo» e che se ancora vivesse sarebbe, a parer nostro, una seria fonte per la risoluzione dei misteri bargaglini. Per il resto, rimane comunque opinione diffusa che ogni presunta fatica investigativa si sia risolta in scarsi e confusi risultati proprio per una continua aleggiante presenza di intuibili «grandi vecchi», custodi di segreti che non dovevano tramutarsi in verità scomode non solo sul piano degli interessi economici privati e di partito quanto anche nel senso di evitare danni all'immagine di un'eroica resistenza locale. Resistenza locale già nata difettosa poiché sospettabile di reggersi, sin dai primi delitti del 1944 (banda dei vitelli) su di una iniziale solidarietà tra patrioti fuorilegge e fuorilegge travestiti da patrioti che poi, a bottino fatto, si sarebbe tramutata in rissa per la spartizione sino all'intrigo di delitti che ben lascerebbe intendere anche una ulteriore successiva tacita delega data a qualche tosto fiduciario locale affinché vigilasse ed eliminasse in qualsiasi modo ogni potenziale pericolo. Poi, se anche vennero individuati dei nomi, la distribuzione presumibilmente postuma di «patentini di partigiano combattente» ad indagati almeno per la prima serie di delitti consentì di applicare loro i benefici ex amnistia Togliatti ed indulto Scelba (1953): ciò bene evidente nella sentenza 384/84 R.G.G.I .- Sez.Prima Trib. Genova - datata 21.06.88 e firmata G.I. De Mattei. Bargagli si difende Sul Secolo XIX datato 08.04.84 (autore Carlo Bancalari) apparve un articolo sulla seduta straordinaria della Giunta Comunale di Bargagli (sindaco Boleto) con argomento «la lamentela per la campagna stampa contro il Comune relativamente al c.d.Mostro»: veniva ritenuta ingiusta, denigratoria e non veritiera (ciò riferivasi particolarmente ad un altro pregresso lavoro pubblicato sull'Espresso ove Bargagli venne definito «fabbrica della morte, paese di faide con una particolare predisposizione degli abitanti alla grettezza»).Nel corso della seduta, di contro, il sindaco Boleto avrebbe lamentato: «si è andati sino alla ricerca dell'albero genealogico, si è frugato nell'intimità familiare, si è scritto di matrimoni tra consanguinei, si è fatto riferimento a matrimoni tra i soli Moresco e Cevasco, cosa che, invece, appartiene ad un lontano passato, alla vecchia civiltà contadina e, conseguentemente, non è vero che la comunità bargaglina sarebbe profondamente ammalata dal punto di vista psichiatrico...». Contestualmente c'è che «chi ha ucciso non è certo di quelle parti e tanto meno è un mostro in quanto non sembra così furbo e così scaltro): ciò apparso in un articolo attiguo al primo (ipso foglio ipso die a firma F.F.). Il Bancalari, nel suo , termina comunque affermando che «il messaggio uscito da quella seduta comunale fu quello di ridare un'immagine di pulizia e di sicurezza al paese arrivando a scoprire la verità: qualunque essa sia e costi quel che costi!». Tutto retorica preconfezionata: siamo ormai nel 1984, particolarmente dopo il suicidio di Pistone e l'omicidio De Magistris (fatti di ancor più ampia risonanza), potrebbero essere intervenuti diversi imput a chiudere la catena di sangue pena rovinare effettivamente una narrata immagine di coraggiosa e Resistenza della vallata (cui, si conceda presumerlo, potrebbero anche essere seguiti degli «inviti» ad allontanarsi dal paese - il rischio di essere scoperti era ormai eccessivo - rivolti a soggetti residenti e probabili ad essere finalmente inquisiti). Non a caso, in quegli anni, diversi personaggi si allontanarono dal paese per andare «comodamente bene» ad abitare in comuni rivieraschi (soprattutto del levante ligure ). È comunque un dato certo che dal 1994 in Bargagli non siano più avvenuti delitti addebitabili alla storia del mostro e fatti di sangue avvenuti successivamente in quei luoghi non ebbero alcun collegamento con il filone criminale in esame. Mostro È un termine generico che si usa a dismisura e comunque non si addice all'autore (od autori) della vicenda. Il termine «mostro» senza dubbio affascina e suggestiona l'immaginario collettivo, evoca tragicità-inquietudine-mistero: è strumentale quindi, a colpire in modo forte la comune fantasia e così catturando l'interesse della massa. Commercialmente è una definizione vincente e la sua letteratura non ha mai subito deflessioni. A Bargagli, in verità, seguente non è mai esistito un «mostro». Abbiamo a che fare solo con una lunga vicenda sanguinaria che ha le radici in un gruppo «storico» (la banda dei vitelli) per poi unirsi e confondersi nelle note avventure dei tesori della Tecosa: è una semplice vicenda circoscritta a quel gruppo (e che si estrinseca in vendette interne, eliminazione di testi scomodi, nell'esigenza a mantenere in qualsiasi modo i segreti del clan). Un clan sicuramente locale (meglio ancora, residenziale) unito da un collante di comuni ed interessi, subordinato a qualche interno più tosto e carismatico, che probabilmente si avvale di uno / due soggetti «attivi»: il tutto in un contesto sociale di paura ed omertà. Si esclude, pertanto, la presenza di un serial killer: non si presentano, infatti, quelle specificità che connotano la figura del S.K. (v. De Luca, Lucarelli, Picozzi, Lavorino). Ciò anche se la ripetitività degli omicidi (compresa di simili stili, strumenti necandi, luoghi ed orari) porterebbe a concludere con l'esistenza di organizzazione - programmazione - pianificazione che possono tentare alla confusione con la tipologia dei S.K. for profit. In conclusione, agì solo un pluriomicida talvolta associabile ad uno-due complici. Tecnica investigativa Il rituale dei delitti e lo stile necandi conducono ad un'impronta contadina (e comunque di basso profilo). Si consideri: la strumentazione usata dall'occider ( bastoni e pietre quali si usavano nelle antiche aggressioni contadine o nell'uccisione di bestiame). Ciò tuttavia dimenticando che comunque tutti sanno come l'arma da fuoco lascia traccia (bossoli, polvere, etc.) e sia quindi strumento scomodo reperibile, individuabile, autentica prova). E, così, forse è meglio evitarne l'uso (seppur facilmente nascondibile in una zona agreste quale quella bargaglina e dove, peraltro, di armi occultate sicuramente ancor oggi se ne trovano in buona quantità). La profonda e sicura conoscenza dei luoghi (sentieri e passaggi) che permette la scelta di punti idonei all'aggressione: conoscenza che può possedere solo uno del posto, uno che sa muoversi bene in quei posti anche di notte. La profonda conoscenza delle vittime (orari, abitudini, usi) e dei loro momenti di vulnerabilità (al di là che si tratti di tutti soggetti anziani, considerasi lo status di disarmato, di ubriachezza, il momento solitario: tutti elementi che conducono ad una situazione di indifendibilità). Di conseguenza, l'occider pare non dare particolare valore alle sue «capacità di controllo» e dimostra estrema sicurezza di sé non solo nell'azione omicidiaria quanto anche nell'allontanarsi indisturbato e non visto dalla scena del crimine (pena comunque che, semmai qualcuno lo vide, questo dovrà essere a sua volta eliminato). Ed allora: quando si indaga in una simile situazione, bisogna sempre partire dalla presunzione che il colpevole sia tra gli abitanti del posto e forse risieda nelle immediate vicinanze del crimine. Non si dimentichi che tutti i delitti furono commessi in uno spazio di un perimetro ristretto. Si unisca che l'assassino deve conoscere bene la sua vittima. L'occider, tuttavia, non può non avere mai lasciato una qualche «impronta fresca»: impronte di scarpa, digitali anche sulla vittima (o su sassi, tronchi, ramaglia locale od altro). Ci si chiede: il detective attuò correttamente almeno i tradizionali rilievi sulla scena del crimine (per poi procedere ai dovuti confronti con soggetti locali «interessanti» ovvero che sono genericamente sempre stati sordamente «chiacchierati» come personaggi del clan)? Unisco anche che il tradizionale monitoraggio del posto alla ricerca di mozziconi di sigaretta, ulteriori eventuali macchie di sangue (nel caso di ferite prodotte dalla vittima nell'eventuale tentativo di difesa, lembi di tessuto o bottoni od oggetti personali persi durante l'atto o nell'allontanamento) non risulterebbe essere mai stato correttamente effettuato. Indagini frettolose, quindi, ed apparente scarso interesse come quando l'assassinio De Magistris rischiò di essere classificato come investimento da autovettura. Si dà atto che per delitti di epoche troppo antiche ancora la prova del DNA né c'era la biotecnologia investigativa (e ciò valga non solo per la traccia ematica quanto anche per le tracce di fibre e/o capello che solitamente sono presenti quando vi sia stato un qualche - e comunque probabile - contatto con la vittima). Stessa cosa valga per le tracce da rottura di arbusti, manipolazione di oggetti (bastoni, rami, pietre e sassi) nonché tracce di pneumatici qualora il delitto stato consumato nelle vicinanze di una via o passo carrabile. Tuttavia, per gli ultimi fatti (anni '80) circa la biotecnologia applicata all'indagine già un qualche cosa si muoveva: è mai stato considerato di investigare anche con le pur scarse nuove tecniche scientifiche? Una vicenda come quella di Bargagli (ampio clamore come quello che fu per il mostro di Firenze) meritava di essere trattata il più modernamente possibile e semmai anche scomodando polizie straniere (come avvenne per Firenze) pur di raggiungere una conclusione finale! Ma non si ritenne di farlo e si vollero seguire sorpassati protocolli composti più di burocrazia che di tecnica investigativa. Ancora l'indagine Si rileva quindi , nel complesso dell'indagine, l'assenza di protocolli specifici di intervento sulla scena del crimine ed anche per quanto relativo ad un quadro psicologico spesso utile pur senza scomodando i concetti di signature killer o di criminal profiling ( che meglio si adattano a delitti di veri serial killer ). Ancora criticabile che, nell'ipotesi di alterazione di almeno una delle scene delittuose (il soggetto trovato impiccato al ramo dell'albero di pesco - decisamente troppo fragile per sostenerlo!-) il detective non abbia preso dovutamente in considerazione la presenza di una c.d. attività di staging (omicidio mascherato da suicidio): ovvero, anche in quell'occasione, dando per scontato una realtà (suicidio di Pietro Cevasco) si è perso di esaminare anche l'ambiente circostante alla ricerca di un qualche cosa di più. Per quanto invece il caso Pistone (anch'esso trovato impiccato - 1985) dopo aver subito l'ennesimo interrogatorio presso il Palazzo di Giustizia di Genova: atteso che il suo alibi pareva difettoso; atteso che era probabile un suo imminente confronto con altri e dal quale si sarebbe fatta luce su determinati omicidi pregressi; atteso che il soggetto, con un suo rilascio per ritornare al paese, poteva correre rischio di essere eliminato (soggetto che avrebbe potuto essere ormai ritenuto «bruciato» si ritiene che fu commesso un grave errore, ovvero, il Pistone andava in qualche modo trattenuto (fermo giudiziario) e così cautelando lui e le utili argomentazione che, invece, si è portato al cimitero. Credo, poi, che Pistone non si sia impiccato a seguito di una crisi di coscienza ma «sia stato portato ad uccidersi» per paura. E non paura per la sua integrità fisica (si è annullato da solo) ma per minacce ricevute e magari riguardanti persone a lui familiarmente vicine. È, ovviamente, un'ipotesi investigativa. Omicidio De Magistris (Anita) 30 luglio 1983. Fu l'ultimo della serie. Appare fuori dalla serie. Morirà dopo giorni di coma presso l'Ospedale di S.Martino. Lasciando perdere i suoi trascorsi (donna in ex sottufficiale tedesco che faceva parte della colonna della Tecosa), la De Magistris era originaria milanese. La storia che fosse pericolosa poiché, quale musicista, lavorava alla ricostruzione dell'ultima strofa della «ballata della banda dei vitelli» nella quale sarebbero stati contenuti tutti i nomi degli assassini dell'appuntato Scotti non è convincente. Essa era chiamata «tedesca» per via della sua Volkswagen (auto di marca tedesca). Era una persona totalmente estranea agli interessi ed intrighi della faida. Semmai si era troppo occupata ad una ricostruzione del tessuto culturale del paese, ad un miglioramenti delle condizioni dei giovani del paese (scuola di canto ecc.) che ben invece sarebbe stato meglio rimanessero ad un'originale chiusura. Era anche invidiata e molto: non era gradita per tutto il suo esubero di sforzi che rischiava di superare quello che altri avrebbero dovuto fare. Insomma: dava fastidio. Da qui l'ipotesi che la causa dell'omicidio nasca nell'invidia, nella gelosia (e, poi, comunque rimaneva quell'antica storia tedesca che certo non era gradita). Uno status emotivo che ha spinto autonomamente qualcuno (pur gravitante nell'orbita della faida) - magari psichicamente molto fragile - ad agire contro di lei a mò di riscatto di una interpretata volontà (di altri) di cancellarla. Ritengo che il suo omicidio fu frutto di una personale autonoma scelta e magari dettata da una personale volontà di accreditarsi, meglio ancora ingraziarsi agli occhi di altri. Si tratterebbe, quest'ultimo omicidio, dell'impresa di un occider psicologicamente disturbato e che uccide per accreditarsi: circa il rituale, emula gli altri omicidi (bastone). Conosce benissimo la baronessa De Magistris, abita in uno spazio molto vicino a lei. Sa come-quando-dove può colpire e non ha grossi problemi a ritirarsi poiché abita negli spazi vicini. Questa volta, in questo omicidio, non ci si troverebbe di fronte ad un mostro: bensì ad un «mostricciatolo» ed il caso, oggi, potrebbe essere veramente archiviato per «sopravvenuta morte del presunto omicida». Si trattarebbe (Lavorino) di un omicidio per imitazione: l'omicidio per imitazione si ha quando manchi la capacità psicologica di agire responsabilmente e così, il soggetto meno gratificato imita chi ritiene già gratificato e nella fiducia di acquisirne altrettanta gratifica e stima. (1 - continua) © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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VENOSA, IN SCENA DADO CON "ONESTO MA NON TROPPO " (sezione: Burocrazia)

( da "Basilicanet.it" del 26-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

VENOSA, IN SCENA DADO CON "ONESTO MA NON TROPPO " 26/02/2009 10.23.05 [Basilicata] (Artè¨) Qusta sera sipario alle ore 21.00, presso il Teatro Lovaglio di Venosa, andrà  in scena Dado con il suo nuovo spettacolo "Onesto ma non troppo". Lâ??eccentrico canzoniere salirà  sul palco in una nuova veste di â??attore-cantante-over trentaâ? per denunciare la realtà  con la chitarra in mano e lâ??ugola che spiazza, coinvolgendo nello show i cinque componenti della sua band; durante lo spettacolo Dado compie un singolare viaggio allâ??interno della sua scenografia, una sistemazione del palcoscenico tutta particolare che ben si sposa con il suo look insolito e fantasioso. L'appuntamento nell'ambito del cartellone Voglia di Teatro organizzato dai Comuni di Venosa e Oppido L. in collaborazione con Cose di Teatro e Musica. Ispirandosi al Teatro Canzone di Giorgio Gaber, rivisitandolo e reinterpretandolo, Dado affronta i temi di tutti i giorni. Un supereroe stralunato, onesto..ma non troppo, che lotta contro le stranezze e le barriere della vita quotidiana: dalla difficoltà  di approccio con le donne,alla difficoltà  economiche causate dallâ??euro e dalla nuova finanziaria, dalle incongruenze della politica italiana e di quella estera, alla religione cristiana,allâ??antisemitismo, alla burocrazia anticittadino. Sul palco Dado compie un singolare viaggio allâ??interno della sua scenografia, una sistemazione del palcoscenico tutta particolare che ben si sposa con il suo look di eccentrico canzoniere. Si mette in gioco in una nuova veste di attore-cantante-over trenta, consapevole di essere cresciuto, e di vivere in una realtà  che vuole denunciare nellâ??unico modo che ben si confà  al suo stile: con la chitarra in mano e lâ??ugola che spiazza, coinvolgendo nello show i quattro componenti della sua band. Alternando i brani del suo repertorio classico,arrotolandosi e srotolandosi le maniche,ai nuovi monologhi esilaranti graffianti e talvolta amari, si dona al suo pubblico in tutta la sua completezza artistica. Bas 02

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CONFINDUSTRIA, COSTATO: BENE Lâ  ACCORDO CON LA FR (sezione: Burocrazia)

( da "WindPress.it" del 26-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

26-02-2009 Confindustria, Costato: bene l'accordo con la Francia sul nucleare Elettrodotto Calabria-Sicilia: "Opera di grande valenza economica" Roma, 25 febbraio 2009 - Bene l'accordo Francia-Italia sul nucleare. Il governo cos`i anticipa i tempi, dimostra determinazione e soprattutto risparmia. E' il giudizio di Antonio Costato, vicepresidente di Confindustria per l'Energia e il Mercato, che spiega: Confindustria da tempo raccomanda che la tecnologia venga scelta al pi`u presto, e che sia di un tipo solo, massimo due, perchcentrali saranno minimo sei e massimo dieci e perch'`e il rischio che quello che oggi costa cinque, possa tra sette anni, alla posa effettiva della prima pietra, costare dieci, con tempi di consegna raddoppiati. Il governo, secondo il vicepresidente, dovrebbe inoltre garantire l'investitore dai possibili rischi rappresentati da burocrazia e comitati. Non possiamo pi`u permetterci le esitazioni e i costi aggiuntivi dettati dalle incertezze: lo Stato deve usare la sua forza nell'interesse dei cittadini e per farlo Confindustria sostiene la necessit`a di modificare il Titolo V della Costituzione. La scelta di garantire o meno al nucleare una sorta di "preferenza" nella consegna (cos`i da contenere i rischi merchant e favorire la finanziabilit`a dei progetti) potr`a avere effetti importanti soprattutto sui produttori marginali (in particolare le centrali alimentate a gas) il cui mercato con la partenza del nucleare `e destinato a restringersi. Quel che `e certo - continua Costato - `e che lo scenario del mercato elettrico risulter`a profondamente mutato all'indomani delle scelte che la politica `e chiamata a fare in materia di nucleare. Quanto all'elettrodotto tra Sicilia e Calabria annunciato dal Ministro Scajola, il vicepresidente conclude: Finalmente qualche cosa si muove. In due giorni l'accordo sul nucleare e ora l'elettrodotto per la Sicilia. Questa `e un'opera che risolver`a un problema che all'Italia `e arrivato a costare 90 milioni di euro nel solo mese dell'agosto scorso. L'efficienza energetica si assicura cominciando da queste decisioni di poco impatto mediatico ma di grande valenza economica. Confindustria `e intervenuta di recente sui governatori del Sud per spiegare come sia ormai prioritario e di interesse soprattutto delle regioni a basso reddito spingere il PUN (prezzo unico nazionale) al ribasso grazie alle nuove interconnessioni che "vettoriano concorrenza". L'attenzione sollevata sul tema delle macro zone dal decreto anticrisi `e servita a focalizzare l'interesse generale sul tema sprechi e rendite da congestione.

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NUCLEARE: CONFINDUSTRIA, BENE ACCORDO, EVITARE RISCHI BUROCRAZIA (sezione: Burocrazia)

( da "ITnews.it" del 26-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Roma, 25 feb. - (Adnkronos) - ''Bene l'accordo Francia-Italia sul nucleare. Il governo cosi' anticipa i tempi, dimostra determinazione e soprattutto risparmia''. Il governo dovra' pero' garantire gli investitori dai possibili rischi rappresentati da burocrazia e comitati. E' il giudizio del vicepresidente di Confindustria per l'Energia e il mercato, Antonio Costato, che spiega: ''Confindustria da tempo raccomanda che la tecnologia venga scelta al piu' presto, e che sia di un tipo solo, massimo due, perche' le centrali saranno minimo sei e massimo dieci e perche' c'e' il rischio che quello che oggi costa cinque, possa tra sette anni, alla posa effettiva della prima pietra, costare dieci, con tempi di consegna raddoppiati''.

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"La crisi morde" (sezione: Burocrazia)

( da "Varesenews" del 26-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Busto Garolfo (MI) - La stretta creditizia minaccia imprese e lavoratori: questi i commenti all'iniziativa della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate di anticipare la cassa integrazione per le aziende altomilanesi con meno di 50 dipendenti "La crisi morde" I tempi della burocrazia sono lunghi, i lavoratori delle piccole e micro aziende non possono restare senza un sostegno economico in attesa che Inps intervenga. Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate si fa carico del problemae non fa mistero di considerare questa, «che non è un'operazione bancaria», come un vero fiore all'occhiello del proprio operato. Un atto di responsabilità sociale prima di tutto, con riferimento al territorio, il fulcro dell'operatività di un istituto che nelle sue varie incarnazioni storiche dal 1897 è "differente per forza", come da slogan pubblicitario. E che riceve anche una "benedizione" da Cgil-Cisl e Uil Ticino-Olona, che parlano di "valido esempio e apprezzabile tentativo di fare sistema a livello territoriale", precisando di essere a loro volta in trattativa con ABI (banche) e Provincia per avviare ulteriori interventi di questo tipo a sostegno dei redditi. Il presidente di Bcc Lidio Clementi (foto) è netto: «La crisi c'è, morde e fa male. Lo so bene, anch'io sono un piccolo imprenditore con una ventina di dipendenti: il rallentamento nei flussi dei pagamenti interaziendali è evidente. In più le grandi banche coprono con anticipi solo le aziende che hanno in corso procedure di fallimento, o concorsuali. Da imprenditori non siamo abituati a piangerci addosso ma a darci da fare. A questo punto come banca ci siamo sentiti in dovere di intervenire, come già avevamo in un paio di situazioni, ad esempio quella della Rimoldi». A fronte dell'iniziativa, il presidente rimarca il ruolo di ultima banca autenticamente territoriale dell'Alto Milanese ricoperto dalla Bcc (anche nel Varesotto): 20 filiali, 160 dipendenti, «e a fine anno non stacchiamo dividendi, consolidamo il 75% degli utili in patrimonio e il quarto restante torna al territorio in forma di interventi per beneficenza, per cultura e iniziative, e simili. Solo l'anno scorso si parlava di un milione e mezzo di euro». L'operazione "anticipi sulla cigs" lanciata oggi avrà costi solo per la Bcc («dal 7 al 10% del plafond, calcoliamo»), ma soprattutto richiederà di tornare ai buoni vecchi metodi d'una volta. Non trattandosi di un'operazione bancaria, come spiega il direttore della BCC Luca Barni, essendo anzi atipica e non supportata dai sistemi elettronici in uso, si farà a mano: «e la risposta dei dipendenti è stata unanime, nel segno della disponibilità. All'inizio mi tremavano un po' le gambe di fronte di fronte a questa iniziativa, che è di assoluto impatto sociale». Per la piccola industria altomilanese parla il presidente del relativo gruppo di Ali-Assindustria Eugenio Camera Magni: «La situazione di mercato è veramente tragica» premette. «Le grandi banche non hanno portato i vantaggi attesi dalla riduzione dei tassi. Con questa operazione si accantonano le logiche puramente di mercato e si cerca di creare il minor disagio possibile anche per tutte quelle situazione in cui si rende necessaria la ristrutturazione aziendale». Uno spauracchio fin troppo concreto. Il direttore di Ali-Assindustria Alberto Duvia (foto accanto) sintetizza: «Le ripercussioni a cascata della crisi coinvolgono tutti e mettono in difficoltà anche le aziende più competitive». A difesa dell'industria altomilanese, Duvia precisa che «il panorama locale non è fatto solo di imprese che hanno problemi, non è una deindustrializzazione quella in corso». Il termine fa paura in un contesto in cui, come l'albero che cade, fa notizia la fabbrica che chiude. La crisi attuale è la più pesante che si ricordi a memoria d'uomo, ma anche in anni passati la situazione non era rosea. «Questo è un momento di grande selezione» chiosa Duvia, «e spero che sia tale anche per le banche. Qui fose dobbiamo essere più categorici: si distingua il rischio finanziario che liberamente un privato si assume dal sostegno a cittadini e imprese. E anche il settore pubblico faccia la sua parte: non si può dover attendere dei mesi perchè si completino le pratiche della cassa integrazione»: e c'è chi sapendolo chiede "preventivamente" la cassa integrazione per mettere le mani avanti... Del resto, come diceva Clementi, a volte il futuro si misura in termini di una settimana di ordinativi, poi bisogna sperare nella Provvidenza. O nell'Inps. Ed è proprio per ovviare a questo quadro che si è mossa Bcc. Per Confartigianato il presidente Edmiro Toniolo cita la cassa integrazione straordinaria in deroga e i contratti di solidarietà come gli ammortizzatori sociali del momento. «Da inizio anno assistiamo ad una stretta creditizia mai vista. Noi mandiamo un appello al sistema finanziario perchè faccia ciò per cui esiste; quanto al pubblico metta in cantiere quanto ha a bilancio e rispetti i tempi dei pagamenti. Quello di Bcc è un segnale forte». Anche verso le altre banche? No, dicono in coro Clementi e Barni e spiegano il perchè: «Se altri ci seguiranno, ben vengano, comunque non ci interessa confrontarci con altri o figurare come quelli che cantano fuori dal coro, ci interessa invece salvaguardare lavoratori e imprese». Il pubblico di riferimento: meglio la gallina domani, insomma, che l'uovo oggi. Clienti in testa. «è, se volete, nel nostro DNA. Potrei ricordare» conclude Barni «che nel 2004 noi decidemmo di non vendere alla nostra clientela titoli al di sotto di un certo rating, anche a costo di perderci economicamente noi». Mercoledi 25 Febbraio 2009 SdA

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Confindustria: bene l'accordo con la Francia sul nucleare (sezione: Burocrazia)

( da "Sestopotere.com" del 26-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Confindustria: bene l?accordo con la Francia sul nucleare (26/2/2009 09:30) | (Sesto Potere) - Roma - 26 febbraio 2009 - «Bene l?accordo Francia-Italia sul nucleare. Il governo così anticipa i tempi, dimostra determinazione e soprattutto risparmia». E? il giudizio di Antonio Costato, vicepresidente di Confindustria per l?Energia e il Mercato, che spiega: «Confindustria da tempo raccomanda che la tecnologia venga scelta al più presto, e che sia di un tipo solo, massimo due, perché le centrali saranno minimo sei e massimo dieci e perché c?è il rischio che quello che oggi costa cinque, possa tra sette anni, alla posa effettiva della prima pietra, costare dieci, con tempi di consegna raddoppiati». Il governo, secondo il vicepresidente, dovrebbe inoltre garantire l?investitore dai possibili rischi rappresentati da burocrazia e comitati. «Non possiamo più permetterci le esitazioni e i costi aggiuntivi dettati dalle incertezze: lo Stato deve usare la sua forza nell?interesse dei cittadini e per farlo Confindustria sostiene la necessità di modificare il Titolo V della Costituzione». La scelta di garantire o meno al nucleare una sorta di “preferenza” nella consegna (così da contenere i rischi merchant e favorire la finanziabilità dei progetti) potrà avere effetti importanti soprattutto sui produttori marginali (in particolare le centrali alimentate a gas) il cui mercato con la partenza del nucleare è destinato a restringersi. Quel che è certo - continua Costato - è che lo scenario del mercato elettrico risulterà profondamente mutato all?indomani delle scelte che la politica è chiamata a fare in materia di nucleare». Quanto all?elettrodotto tra Sicilia e Calabria annunciato dal Ministro Scajola, il vicepresidente conclude: «Finalmente qualche cosa si muove. In due giorni l?accordo sul nucleare e ora l?elettrodotto per la Sicilia. Questa è un?opera che risolverà un problema che all?Italia è arrivato a costare 90 milioni di euro nel solo mese dell?agosto scorso. L?efficienza energetica si assicura cominciando da queste decisioni di poco impatto mediatico ma di grande valenza economica. Confindustria è intervenuta di recente sui governatori del Sud per spiegare come sia ormai prioritario e di interesse soprattutto delle regioni a basso reddito spingere il PUN (prezzo unico nazionale) al ribasso grazie alle nuove interconnessioni che "vettoriano concorrenza". L?attenzione sollevata sul tema delle macro zone dal decreto anticrisi è servita a focalizzare l?interesse generale sul tema sprechi e rendite da congestione».

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Nucleare, Scajola conferma: "Entro cinque anni i lavori per la prima centrale" (sezione: Burocrazia)

( da "RomagnaOggi.it" del 26-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

26 febbraio 2009 - 9.07 (Ultima Modifica: 26 febbraio 2009) ''Per costruire una centrale nucleare con tutti i permessi ci vogliono cinque anni, per avere tutte le autorizzazioni necessarie di sicurezza, di verifica, di progettazione sono necessari tre, quattro anni. L'obbiettivo nostro, e' di arrivare entro la fine della legislatura a posare la prima pietra di un gruppo di centrali nucleari". Lo ha ribadito il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, a proposito dell'intesa siglata tra Italia e Francia sul nucleare. Per l'energia nucleare ''intendiamo usufruire delle tecnologie piu' moderne, quindi dare spazio a tutte le imprese che vogliono impiantare centrali nel nostro Paese. Ci sono altri contatti, perche' il mercato decide cosa fare'', mentre ''il governo da' gli orientamenti'', ha aggiunto Scajola. "La tecnologia piu' avanzata e' l'Epr francese e l'Ap americana'', ha ricordato Scajola sottolineando che ''ci sara' spazio per tutte le imprese che vorranno costruire centrali per coprire il 25% del fabbisogno energetico che dovra' venire dal nucleare". Quanto ai tempi per la realizzazione delle centrali, il ministro ha auspicato che il ddl in discussione al Senato, nel quale figurano ''tutte le procedure del rientro dell'Italia nel nucleare'', diventi legge ''entro la meta' di aprile''. Confindustria, ok al nucleare: ma occhio alla burocrazia. ''Bene l'accordo Francia-Italia sul nucleare. Il governo cosi' anticipa i tempi, dimostra determinazione e soprattutto risparmia''. Il governo dovra' pero' garantire gli investitori dai possibili rischi rappresentati da burocrazia e comitati. E' il giudizio del vicepresidente di Confindustria per l'Energia e il mercato, Antonio Costato, che spiega: ''Confindustria da tempo raccomanda che la tecnologia venga scelta al piu' presto, e che sia di un tipo solo, massimo due, perche' le centrali saranno minimo sei e massimo dieci e perche' c'e' il rischio che quello che oggi costa cinque, possa tra sette anni, alla posa effettiva della prima pietra, costare dieci, con tempi di consegna raddoppiati''. Attacco di Legambiente. "Un accordo pericoloso e miope. Perche' tutti gli studi internazionali mostrano che il nucleare e' la fonte energetica piu' costosa e perche' rimane aperta la questione delle scorie e della sicurezza". Cosi' Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente, valuta il protocollo intergovernativo firmato oggi a Roma da Silvio Berlusconi e Nicolas Sarkozy e i due memorandum siglati da Enel e Edf che coprono tutta la filiera del nucleare e prevedono la costruzione di 4 centrali nucleari di terza generazione in Italia, la prima operativa dal 2020.

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Aldo Grandi Lucca GIULIANO Giuliani ha idee chiare e poco, pochissimo tempo da perder... (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Lucca)" del 26-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

CALCIO LUCCA pag. 8 Aldo Grandi Lucca GIULIANO Giuliani ha idee chiare e poco, pochissimo tempo da perder... Aldo Grandi Lucca GIULIANO Giuliani ha idee chiare e poco, pochissimo tempo da perdere. Per lui i tempi sono sempre troppo ristretti e le lungaggini della burocrazia e della politica sono un fardello difficile da sopportare dal quale, però, non si può prescindere. «E' tutta la giornata dice che mi chiamano per dirmi se è vero che saremmo pronti a realizzare la Cittadella dello Sport rinunciando allo stadio. E' bene spiegare che io non ne so niente e, per me, resta sempre valido il progetto che prevede la realizzazione del nuovo impianto e della Cittadella dello Sport. Questo è quanto mi hanno ribadito sia il sindaco, sia l'assessore Moschini. Se qualcuno ha dei ripensamenti, lo dica apertamente. Io ho piena fiducia nell'operato del Comune. Cipriano Costruzioni, Valore di Prato e Pagine Sì hanno investito, quest'anno, oltre 1 milione 300 mila euro. L'anno prossimo ci vorrà il doppio. Pensate che, se anche dovesse andare in porto l'affare stadio, ci vorrebbero due anni per completare l'iter amministrativo e altri quattro per costruirlo. Ricominceremmo, quindi, a recuperare qualche soldo solo fra sei, sette anni. Intanto, però, bisogna investire. Ecco che il facile guadagno non esiste. Bisogna tirare fuori il denaro e pazientare». IL PRESIDENTE dello Sporting Lucchese è stanco di parlare sempre delle medesime cose: «Invece di continuare a pensare al nuovo stadio, perché non si pensa a far venire più tifosi possibile allo stadio? Contro il Gavorrano, al "Porta Elisa", voglio lo stadio pieno, voglio che i maremmani entrino nel catino dello stadio di Lucca e si sentano assediati. Io sono convinto che non ci sarà bisogno di fare a piedi da Borgo San Lorenzo a Lucca, perché la promozione matematica la centreremo in casa con il Gavorrano. A quel punto niente più 120 chilometri a piedi, ma grande festa. Quel che conta è che i tifosi tornino allo stadio e questo ancora non lo vedo».

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SABATO calerà il sipario sul negozio di filati di Borg... (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Firenze)" del 26-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

GIORNO E NOTTE FIRENZE pag. 25 SABATO calerà il sipario sul negozio di filati di Borg... SABATO calerà il sipario sul negozio di filati di Borgo San Jacopo, che Beatrice Galli, la titolare, ha reso celebre in tutto il mondo. «Mi dispiace davvero tanto spiega commossa ma sono costretta a lasciare. Per assistere mia madre, che ha bisogno di me, ma anche a causa degli studi di settore e del peso della burocrazia, che oggi, in tempi economicamente difficili, non mi permettono più di mandare avanti la mia attività». Un'attività iniziata con tanta passione nel lontano 1967, quando Beatrice era ancora una ragazzina. «Fino al 2001 il negozio era in via Guicciardini, poi mi sono trasferita in Borgo San Jacopo. Ma non ho perso una cliente». Le sue «signore», come le chiama Beatrice, l'hanno seguita infatti in tutti questi anni, le hanno chiesto consigli per realizzare sciarpe e cappelli, fatti rigorosamente con i suoi pregiatissimi filati, e hanno contribuito a renderla famosa in tutto il mondo. «La gran parte delle mie clienti è straniera: australiane, americane, giapponesi, tedesche», sottolinea Beatrice. «E, devo dire, se a fare l'artigiano non si guadagna, sono state loro, con il loro affetto, a ripagarmi del mio lavoro». C'è chi le ha donato una tela raffigurante la vetrina del negozio, chi le ha fatto un'intervista, pubblicata poi su una rivista giapponese, chi ha promosso gli oltre mille filati colorati di Beatrice all'estero. Ognuna, nel suo piccolo, l'ha sostenuta. «Nel corso di questi anni, mentre Firenze cambiava aggiunge Beatrice le mie clienti sono state per me un punto di riferimento costante». «Perché la mia città è cambiata e in peggio», sospira. «Tanti esercizi storici, tanti artigiani hanno dovuto chiudere e nessuno li ha sostenuti spiega ; senza contare gli scempi compiuti da chi ha amministrato la città». «Basta guardare cosa hanno fatto qua», indica l'argine dell'Arno, visibile dalla terrazza del suo negozio, che, prima in pietra, è stato quasi completamente intonacato. Monica Pieraccini

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STEFANO Faggioni di Cadimare. Un <pirata> a tutti gli effetti come sono... (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (La Spezia)" del 26-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

CRONACA LA SPEZIA pag. 6 STEFANO Faggioni di Cadimare. Un «pirata» a tutti gli effetti come sono... STEFANO Faggioni di Cadimare. Un «pirata» a tutti gli effetti come sono tutti gli abitanti della costa di Ponente, intesi come amanti dei luoghi. Lui è sempre in prima fila a difendere i cittadini: quando si tratta di parlare di disservizi, di disagi e di quant'altro. Logico pensare che la sua riflessione sulla città non sia benevola nei confronti del potere. Il suo primo giudizio? «Viene fatto poco, anzi nulla per generare opportunità di lavoro, di impiego, di sviluppo economico. Si interviene solo a piangere, a cercare di ridurre i danni di chiusure e licenziamenti». Per questo si domanda dove sono i tanti posti di lavoro nel terziario avanzato che dovevano sorgere nella ex area Ip. Spariti con i progetti. E si domanda perchè non vengono creati incentivi affinchè le industrie siano invogliate a realizzare insediamenti. La sua lente di ingradimento mette a fuoco soprattutto il Ponente. «La costa ha grandi potenzialità di sviluppo sottolinea , potenzialità frenate dalla burocrazia e dai tempi biblici dell'Autorità portuale». Uno dei suo cavalli di battaglia, da sempre, è la viabilità sulla Napoleonica che attraversa borgate e centri abitati. «Questa arteria sottolinea è diventata palesemente inadeguata al traffico, è abbandonata dalla Provincia che ora ne ha competenza. Nessuno ha mai voluto costruire dei by pass in galleria per salvare i quartieri dall'assalto delle auto». Concludento le sue riflessioni, Faggioni lancia un invito: quello di favorire il trasporto via mare. «Niente bus turistici sulla Napoleonica, ma battelli che fanno la spola nel Golfo dalla Morin a Porto Venere, senza soste». Il futuro di Spezia? «Il turismo, anzitutto. In particolare il turismo nautico, l'unica risorsa in prospettiva per la nsotra economia».

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G8: TREMONTI, REGOLE PUNTO FONDAMENTALE PRESIDENZA ITALIANA (sezione: Burocrazia)

( da "Wall Street Italia" del 26-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

G8: Tremonti, regole punto fondamentale presidenza italiana di ANSA Ministro economia, ipotesi detax per sostenere paesi poveri -->(ANSA) - ROMA, 26 FEB - Sara' la questione delle 'regole' il punto fondamentale su cui puntera' la presidenza italiana del G8. Lo ha detto il ministro Tremonti. In un'audizione alle Commissioni Affari esteri della Camera e del Senato, ha sottolineato che 'c'e' un punto fondamentale su cui abbiamo posto particolare forza, quello dell'ordine e delle regole'. Ha poi evidenziato che 'il volume dei derivati e' 12,5 volte il Pil del mondo' ed ha parlato di un'ipotesi di detax, per destinare i proventi ai paesi poveri.Tornando sulle regole, Tremonti ha spiegato che 'c'e' un'asimmetria tra la struttura del mercato, globale, e la struttura istituzionale non globale. Il mercato si e' aperto e il sistema di regole e di giurisdizione si e' segmentato in un modo progressivo. Il mondo e' globale, le giurisdizioni restano locali e perdono progressivamente uniformita''. Ha poi sostenuto che in Europa 'io non ero contro le regole ma contro l'eccesso di regole. Dicevo che dovevamo proteggerci da un eccesso di burocrazia'. Ha quindi rivelato che nell'ambito della presidenza italiana del G8 'lavoreremo all'ipotesi di una Detax, ovvero l'esclusione di un pezzettino dell'imposta degli scambi o delle accise, per noi e' l'Iva, affinche' i proventi, attraverso i canali del volontariato, vengano destinati a Paesi dove c'e' poverta''. 'E' fondamentale tenere aperti i canali della solidarieta'.(ANSA).

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G8: Tremonti, regole punto fondamentale presidenza italiana (sezione: Burocrazia)

( da "Trend-online" del 26-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

G8: Tremonti, regole punto fondamentale presidenza italiana ANSA NEWS, clicca qui per leggere la rassegna di Ansa , 26.02.2009 11:26 Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana!! (ANSA) - ROMA, 26 FEB - Sara' la questione delle 'regole' il punto fondamentale su cui puntera' la presidenza italiana del G8. Lo ha detto il ministro Tremonti. In un'audizione alle Commissioni Affari esteri della Camera e del Senato, ha sottolineato che 'c'e' un punto fondamentale su cui abbiamo posto particolare forza, quello dell'ordine e delle regole'. Ha poi evidenziato che 'il volume dei derivati e' 12,5 volte il Pil del mondo' ed ha parlato di un'ipotesi di detax, per destinare i proventi ai paesi poveri.Tornando sulle regole, Tremonti ha spiegato che 'c'e' un'asimmetria tra la struttura del mercato, globale, e la struttura istituzionale non globale. Il mercato si e' aperto e il sistema di regole e di giurisdizione si e' segmentato in un modo progressivo. Il mondo e' globale, le giurisdizioni restano locali e perdono progressivamente uniformita''. Ha poi sostenuto che in Europa 'io non ero contro le regole ma contro l'eccesso di regole. Dicevo che dovevamo proteggerci da un eccesso di burocrazia'. Ha quindi rivelato che nell'ambito della presidenza italiana del G8 'lavoreremo all'ipotesi di una Detax, ovvero l'esclusione di un pezzettino dell'imposta degli scambi o delle accise, per noi e' l'Iva, affinche' i proventi, attraverso i canali del volontariato, vengano destinati a Paesi dove c'e' poverta''. 'E' fondamentale tenere aperti i canali della solidarieta'.(ANSA).

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"E' questa la strada giusta" (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Adriatico" del 26-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

"E' questa la strada giusta" Il popolo del Pd dice sì a Franceschini ed è pronto a sostenere il bis di Silenzi Dario Franceschini? "Ci piace e crediamo in lui". Giulio Silenzi? "Rappresenta la continuità, la concretezza e la capacità amministrativa". Il Pd in salsa locale, con gli occhi rivolti alle prossime provinciali, si dichiara "unito, compatto e determinato" intorno alla candidatura, non ancora ufficializzata, dell'attuale Presidente della provincia di Macerata Giulio Silenzi. Ma si dice anche fiducioso sulla virata Franceschini rispetto al progetto veltroniano. "Franceschini ha tutto il mio appoggio ha detto Giorgio Berdini, segretario del partito locale E' fondamentale, che vertice e base, lavorino nella stessa direzione con spirito di servizio. In casa nostra si respira un clima sereno, laborioso, di squadra. In vista delle provinciali, sarò al fianco del presidente Silenzi, un candidato che rappresenta concretezza e capacità amministrativa. A Civitanova ha aggiunto ci sono le condizioni per far si che le cose vadano bene rispetto a un centro destra che governa prescindendo dalle norme e dalle leggi". Da vero tifoso del Pd, Angelo Gattafoni ricorda Veltroni: "rappresentava bene il partito ma lui e il suo gruppo hanno tentato di rompere le catene di comando dal centro alla periferia" ed applaude Franceschini " lo stimo molto e il suo discordo mi ha convinto". Gattafoni lancia infine consigli: "i leader interni dovrebbero fare un passo indietro, aprirsi all' esterno e puntare sul rinnovamento che non è solo giovani ma gente fresca e pronta a lavorare". Poi parla di Silenzi "come l'unico che può vincere le elezioni provinciali". Fiducia nel partito, arriva anche dall'assessore provinciale, Alessandra Boscolo. "Ci stiamo dando da fare per la riconferma del presidente Silenzi. Ha sempre lavorato per la gente, per risolvere i problemi sbaragliando il campo dalla burocrazia". Della stessa opinione il consigliere Stefano Massimiliano Ghio che ribadisce "l'omogeneità del Pd civitanovese. Nessuna spaccatura ma unità intorno a Silenzi che rappresenta l' unico candidato possibile alle provinciali". Sulle candidature nei collegi, annuncia. "Ci saranno persone forti e competitive". "Sono convinto che Franceschini ha fatto sapere l'esponente del Pd, Francesco Micucci - possa fare un buon lavoro. Per quanto riguarda noi, c'è un clima positivo intorno alla riconferma di Silenzi. Ha svolto un buon lavoro portando soluzioni laddove il Comune non è stato in grado di farlo". Giorgio Palombini: "La scelta di Franceschini è stata sicuramente giusta. E' una persona equilibrata, capace e giovane. Ha un'ottima opportunità di fare bene. I nostri equilibri interni non hanno particolarmente risentito della crisi nazionale. Probabilmente perché siamo molto impegnati per la nuova sfida, le provinciali, che vedrà tutto il mio sostegno al Presidente Silenzi, un leader forte, carismatico e vincente. Silenzi ha fatto molto bene il suo lavoro, a Civitanova ma più in generale nella Provincia". Il sostegno a Silenzi arriva anche dal consigliere Roberto Belardinelli che spera "nella reale volontà di candidare persone capaci e forti nei vari collegi". PAOLA VEROLINI,

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Turismo, intervento di Torchi<Una flessione imbarazzante> (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 26-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

promozione territoriale Turismo, intervento di Torchi «Una flessione imbarazzante» Finisce in Procura la vicenda del muro crollato un mese fa in via Michele Pulino nel quartiere Dente distruggendo due auto in sosta. Tutto è rimasto invariato, essendo stato tutto limitato ad una precaria recinzione senza rimuovere né i detriti nelle macchine. Ci sono, tra l'altro, ulteriori rischi perché, secondo quanto è stato accertato, sarebbero proprio le vetture (una Wolkswagen Passat e una Ford Ka) a sostenere il resto del muro che è pericolante. Ne è scaturita una denuncia alla procura della Repubblica di Modica che è stata presentata dall'avvocato Salvatore Giurdanella, il quale tutela gli interessi dei proprietari delle due auto e dei residenti della via Michele Pulino, che sono in stato d'allerta perché allarmati dell'accaduto. Tra l'altro il persistere delle precarie condizioni atmosferiche aggrava la situazione. "La lentezza della burocrazia - ha dichiarato l'avvocato Giurdanella - è in questo caso appesantita dalla mancanza di certezze sulla proprietà del muro franato. Non risulta chiaro infatti se la messa in sicurezza e il pagamento dei danni spettino al Comune, oppure al proprietario della casa disabitata di cui il muro è parte integrante. Dalle ricerche catastali effettuate risulta un "buco" di qualche anno che rende problematico risalire all'attuale proprietario dello stabile. A questo proposito si è resa necessaria la nomina di un perito". GI. BU.

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Gli abiti del Carnevalenon finiscono in armadio (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 26-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

vittoria Gli abiti del Carnevale non finiscono in armadio Ispica. Incontro sull'impiantistica sportiva g.f.) Nella sede dell'ufficio Sport del Comune si è svolta una riunione cui hanno partecipato le società sportive dell'Atletico Ispica, Millennium, il Tempio, Poseidon, Raimbow, Arcobaleno Ispica, B-Dharma karate, Karting club e Virtus Ispica con l'assessore comunale allo Sport, Marco Santoro. Oggetto dell'incontro la problematica dell'impiantistica sportiva e l'erogazione dei contributi per la stagione sportiva 2007/2008 per trovare soluzioni adeguate e snelle per ogni problema. I dirigenti delle società presenti all'incontro hanno apprezzato l'iniziativa suggerendo possibili interventi con l'obiettivo di migliorare la gestione, i servizi e l'impiantistica sportiva. L'ambizione del neo assessore allo Sport, Marco Santoro, come ha avuto modo di dichiarare, quella di rendere «maggiormente protagoniste e responsabili le società sportive con un possibile affidamento della gestione degli impianti attraverso criteri certi e trasparenti. Da enti fruitori saranno chiamati ad essere enti co-responsabili del miglioramento delle discipline sportive e degli impianti». I contributi saranno elargiti all'insegna della semplificazione burocratica con l'acquisizione della «dichiarazione di responsabilità» che sostituirà buona parte del cartaceo. Meno burocrazia e più efficienza insomma, un'innovazione condivisa anche dal sindaco Piero Rustico a cominciare dall'annata sportiva in corso. Ispica. Nomine nel Consiglio direttivo Avis g.f.) Con la nomina dei responsabili nei vari settori operativi il Consiglio direttivo della sezione comunale dell'Avis di Ispica, per il quadriennio 2009/2012, è diventata operativa nella sua interezza. Nel corso dell'ultima riunione del direttivo, presieduto dal presidente Michele Rizza, il vice presidente vicario, Rosario Ricca è stato nominato referente per la scuola, mentre la co-segretaria Maria Grazia Cappello è stata nominata referente nell'ambito sportivo, del tempo libero, delle comunità parrocchiali e delle iniziative progettuali. Il tesoriere Giuseppe Fidelio ha ricevuto l'incarico di redarre il programma delle presenze dei consiglieri per quanto riguarda le giornate delle donazioni, per prevenire ogni possibile disagio ai donatori, i membri del direttivo hanno ricevuto poi i seguenti incarichi: Carmelo Stornello responsabile dell'area sanitaria; Adele Amore, delle donne; Salvatore Sessa responsabile dell'ambito lavoro, nello specifico attività commerciali, aziende varie, uffici; Alfredo Zocco responsabile delle associazioni e circoli e Salvatore Barone responsabile promozione e propaganda, organizzazione sede. Queste le cariche per quanto riguarda il collegio dei Revisori dei conti: Carmelo Ciatto presidente, Massimo Donzello vice presidente, Giambattista Amore componente. La prossima riunione sarà dedicata tutta alla programmazione delle manifestazioni per l'anno in corso. Ispica. Ristrutturazione torre dell'orologio g.f.) Terminati i lavori di ristrutturazione della Torre dell'orologio di piazza Regina Margherita si è dato il via all'intervento della messa in funzione della campagna dell'orologio per i rintocchi delle ore, della «sirena» che nella giornata della S. Pasqua saluta l'incontro fra il Cristo Risorto e l'Addolorata, soprattutto c'è attesa per l'ultimazione di questi ultimi interventi per il ripristino della «Ciccannina», un rintocco continuo alle quattro del mattino, che per i contadini veniva considerata «la sveglia» per cominciare a preparare la giornata lavorative nelle campagne del territorio ispicese.

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Una rivoluzione culturale per poter unire le due Italie (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 26-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Una rivoluzione culturale per poter unire le due Italie Giovedì 26 Febbraio 2009, In Italia i confini regionali sono stati confini di stato anche per mille anni. Di qui le differenze di cui non si tiene conto facendo le leggi. Esempi? Infiniti, a cominciare da quanto riguarda la formazione, anche psicologica, dei bambini. Ad esempio, la distribuzione dei nidi per l'infanzia è diversa nelle differenti regioni e, come al solito, nel Mezzogiorno le cose non vanno bene. Nel Veneto il 24,7 % dei bambini può frequentare i nidi. La percentuale diventa del 29,7 % in Emilia Romagna. Ma è dell' 1,3% in Puglia, del 2,4 % in Calabria, del 2,8 in Campania, del 5,7 in Sicilia. Questa minore efficienza continua negli anni successivi, nella scuola. Come dimostra una recente indagine Ansa, il tempo pieno viene applicato nel 42,6 % delle classi nel Nord Ovest, nel 25,9 nel Nord Est, nel 35,3% al Centro, nell'8,6 % al Sud e nel 7,1% nelle isole. Cioè è quasi inesistente dove sarebbe più necessario. Gli studenti ritenuti al disotto del livello minimo di competenza in matematica sono, secondo una indagine del 2006, il 6% nel Nord est, l'8% nel Nord Ovest, il 10% nel Centro, il 17% nel Sud, e il 25% nelle isole. Situazioni analoghe in scienze e letteratura. La situazione non è molto diversa nelle università. La costruzione di sedi universitarie clientelari, in cui si accatastano parenti ed amici, si dilata scendendo verso il Mezzogiorno. Ma quando i ragazzi diventano adulti cosa accade? La situazione non cambia. La ricerca scientifica è concentrata nel centro nord. Negli ultimi dieci anni si sono avuti 9.233 brevetti in Lombardia, 4.655 in Emilia Romagna, 3479 in Veneto, 3.374 in Piemonte, 1659 in Toscana, 1.590 nel Lazio, un numero più o meno insignificante altrove. Questi giovani, formati male, e certamente non per colpa loro, alla fine si inseriscono in un contesto sociale dove molti organismi o non funzionano o funzionano male. Il primato dei numeri negativi va a singole regioni del Mezzogiorno, ma forse il primato dei primati va alla Sicilia dove ci sono 2.150 dirigenti regionali su un totale di 6.296 in tutta Italia. Ma sono 453 nel Lazio e 432 in Campania. 225 nel Veneto. Le differenze culturali e il differente peso del clientelismo sono evidenti nelle 3700 aziende municipalizzate. Nel Mezzogiorno i 43 capoluoghi hanno ottenuto dalle loro aziende 5,3 milioni di Euro contro i 271,4 milioni del Nord Italia. Ma il funzionamento del sistema può essere valutato anche studiando alcuni indici minori. Interessante è il rischio di passare un giorno in ospedale. Fatta uguale a 100 la media nazionale, le probabilità per l'Usl migliore, quella di Foligno, sono 70,69. Seguono nell'ordine Pistoia, Isontina nel Friuli Venezia Giulia, Perugia e Forlì. Questo per gli uomini. Per le donne, nell'ordine, Bassa pisana, Pistoia, Insontina, Perugia, Foligno. Le Usl peggiori? Per gli uomini Lanusei, Roma area metropolitana, Teramo, Roma città, Molise. Per le donne: Lanusei, Foggia, Crotone, Avezzano-Sulmona, Roma. Ma in Calabria la gravità della situazione è documentata dal fatto che in 40 km si contano 7 ospedali tutti simili tra loro. L'inchiesta dei Nas del 2007 è illuminante. In Calabria sono state "sanzionate" 36 strutture ospedaliere su 39, in Sicilia 67 su 81. Una truffa ha visto, in Sicilia, oltre cinquantamila persone già morte gestite come vive nell'ambito del sistema sanitario regionale: questo è l'indice di una capillare diffusione della microcriminalità. Inoltre, a Reggio Calabria sono state denunciate e arrestate 224 persone per frodi a danno del servizio sanitario nazionale. Ma vi sono fenomeni illuminanti di una situazione che coinvolge tutta la cittadinanza a diversi livelli. Un piccolo ma chiaro esempio? L'uso del taglio cesareo nei parti. La percentuale maggiore, 61,80% è in Campania. Seguono nell'ordine Sicilia, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria, Abruzzo, Lazio. Come misura della situazione della società calabrese è sufficiente occuparsi della sanità guardando alle inchieste. Si sono scoperti fenomeni incredibili che passavano attraverso gli acquisti ospedalieri, costosi e sempre effettuati a trattativa privata. Ma la situazione non è diversa in Sicilia, dove una tomografia assiale computerizzata che, fino a ieri, costava alla regione 128mila euro, oggi costa 9 mila euro, come al San Raffaele di Milano. E che dire delle micro infrazioni espressione di un contesto sociale in crisi? Il canone Rai non è pagato, in tutta Italia, dal 27% degli utenti. Ma il fenomeno è più vistoso nel Mezzogiorno. Il primato spetta a San Cipriano di Aversa (Caserta), dove quasi il 93% degli utenti non paga. Allarghiamo un po' il discorso e guardiamo alle truffe relative agli incidenti automobilistici. Quanti sono gli incidenti che le Compagnie di assicurazione ritengono falsi? Circa 34000 in Campania, quasi 14000 in Puglia, quasi 10000 in Sicilia, oltre 8000 nel Lazio. Altre regioni? Circa 1700 nel Veneto, 1600 in Emilia Romagna... Non mi voglio perdere nell'analisi dell'inefficienza delle diverse burocrazie regionali con annessi e connessi. Faccio soltanto un esempio: di fronte ai quattro mesi della procura di Trento, in molte procure del Mezzogiorno è necessario circa un anno e mezzo per smaltire una pratica. Citando queste cifre ho pescato quasi a caso in un mare di dati, ottenendo quasi sempre gli stessi risultati. E quindi la conclusione è una sola: esiste un'unica legislazione per due Italie, e quindi non sembra opportuno applicare le stesse leggi in una regione dominata da un alto senso civico, in cui esiste un'alta presenza del volontariato, e in un'altra in cui prevalgono altri fattori, spesso negativi e abbastanza noti. Ma forse, e concludo, è necessaria una grande rivoluzione culturale che, attraverso il tempo pieno a scuola e un uso massiccio della didattica, prepari una nuova generazione di italiani adatti a una società in evoluzione. Il Mezzogiorno ha la possibilità di essere all'avanguardia nella costruzione della nuova Europa. Oggi ne è il fanalino di coda, ormai superato anche dalla Grecia e dalla Spagna.

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Leggi anticrisi, artigiani a confronto (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 26-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Leggi anticrisi, artigiani a confronto Giovedì 26 Febbraio 2009, Alle leggi finanziarie è dedicato il convegno promosso da Confartigianato Pordenone domani, alle 18, nella sala convegni del Don Bosco di Viale Grigoletti a Pordenone. È l'annunciato "anno della crisi", i 12 mesi a crescita meno, ovvero il 2009. Dopo il crollo esploso a settembre, che è seguito allo scandalo dei mutui subprime, al fallimento di grandi istituti di credito negli Usa, dopo una serie di vicende prettamente finanziarie, ecco che l'ondata è piombata sulle imprese con un impatto che ancora non è possibile ben valutare. «Nel mondo dell'artigianato - spiega il presidente di Confartigianato Pordenone, Silvano Pascolo - non è cosi automatico accostare la parola crisi a "chiusura" , "dismissione", "licenziamenti", perché da sempre l'artigiano cerca strade diverse da percorrere, si rinnova e si reinventa per creare un nuovo futuro. Investe su di sé, sulle proprie abilità e capacità, sulla propria impresa e i collaboratori, modulando produzione e servizio alle nuove esigenze, ai diversi bisogni, su ciò che manca o ancora non c'è. Queste peculiari capacità non salveranno tutte le imprese dalla crisi - riconosce Pascolo - certamente consentiranno alla maggior parte di riposizionarsi e di attendere l'inevitabile ripresa». È chiaro che queste imprese «hanno bisogno di poter contare su partner affidabili per attraversare con successo il periodo di congiuntura negativa appena iniziato: un fisco equo, una burocrazia amica, enti pubblici attenti e celeri nelle risposte, capaci anche di investire per ridare slancio all'economia, finanziamenti adeguati e disponibili, tanto più oggi che il tasso di sconto è a livelli tali da consentire gli investimenti, e un sistema del credito flessibile e aperto, oculato ma non "tirchio"». Quanto di tutto ciò è rintracciabile nelle leggi finanziarie nazionale e regionale? E nel provvedimento anti-crisi? Quanto lo Stato e la Regione sono pronti a scommettere sulla capacità delle imprese di questo territorio, piccole, medie e grandi, di affrontare la crisi e uscirne più forti, più innovative, più competitive? Saranno questi i temi dell'incontro di domani. Parteciperanno, oltre al presidente Pascolo, il parlamentare Manlio Contento, l'assessore regionale Luca Ciriani, il direttore delle politiche fiscali di Confartigianato Andrea Trevisani. Coordina Gianfrnco Trebbi, direttore Confartigianato Fvg.

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Guida: La fiera, vanto per la città (sezione: Burocrazia)

( da "Denaro, Il" del 26-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Napoli verso il nauticsud Guida: La fiera, vanto per la città L'assessore: I progetti? Buon punto di partenza per discutere il futuro di Napoli "Partire da progetti concreti per disegnare il futuro di Napoli è un'ottima idea e lo dico prima di imprenditore e poi da tecnico prestato alla politica". Diego Guida, assessore al Decoro urbano del Comune di Napoli, giudica molto "positivamente" gli stimoli che giungono dal Nauticsud "per pensare uno sviluppo diverso della città di Napoli". Per Guida è "innanzitutto importante che il Nauticsud si tenga di nuovo in città, visto che è una manifestazione molto che gode di un'ampia eco in tutto il Mezzogiorno e in Italia". Allo stesso tempo, l'editore evidenzia "la necessità di cominciare a discutere in concreto tutti i progetti che potrebbero far superare la fase di stallo". Cosa ne pensa dei nove progetti presentati da Nauticsud per lo sviluppo della portualità turistica a Napoli e in Campania? Penso siano un'ottima base di partenza per un discorso più ampio mirato a pensare alla città del futuro. E' il momento che tutti si interroghino, i politici per primo, sul futuro che vogliamo dare alla nostra città. Ci sono alcune situazioni che meritano di essere approfondite, studiate nei dettagli e non sottovalutate. A cosa si riferisce? E' importante che il Nauticsud si tenga ancora a Napoli. Nonostante le tante difficoltà e le tribolazioni, il patron Lino Ferrara ha dimostrato che anche nella nostra città è possibile realizzare un evento importante che gode di una vastissima eco e che attira tanti imprenditori. Ne sono felice prima come cittadino e poi tecnico prestato momenteamente alla politica. Con questo genere di azioni, Napoli dimostra davvero di poter ambire a diventare la capitale del Mediterraneo, il ponte di collegamento naturale tra Nord e Sud dell'Europa e recuperare importanza strategica nei traffici commerciali. In questi giorni si parla molto di progetti bloccati per una città che non riesce più a pensare al futuro. Come sbloccare i progetti riposti nel cassetto? Penso sia importante cominciare a discutere di quelle azioni che sono realizzabili in tempi brevi. Lasciando da parte i casi specifici, come potrebbe essere ad esempio il waterfront, bisogna partire da quelle idee che siano condivise da tutti gli attori: cittadini, politici e imprenditori. Pensa a un tavolo di confronto per la città? Tavolo è una parola un po' pesante: si rischia di mettere burocrazia anche quando non serve. No, mi riferisco alla necessità di partire da una base condivisa di intenti da cui tracciare le linee per la crescita. Spesso sotto accusa c'è la burocrazia: come semplificare le procedure? Le procedure si semplificano se c'è volontà da parte di tutti di andare avanti e di arrivare a una soluzione. Proprio per questo giudico fondamentale che tutta la città di Napoli ritrovi la speranza nel futuro e la voglia di fare. Bisogna smetterla di mettersi di traverso sui progetti di crescita. Che ruolo può giocare l'economia del mare per la crescita della città? Un ruolo fondamentale, insostituibile. Napoli è una città che vive sul mare: sarebbe da sciocchi pensare a un futuro in cui la nautica da diporto e, in generale, le imprese del mare non fossero protagoniste. Abbiamo tanti esempi di città nel mondo che dal mare hanno ritrovato la via dello sviluppo: perchè non potremmo farlo anche noi? Abbiamo una strada spianata davanti a noi, la possiamo percorrere tutti insieme. A.v. del 26-02-2009 num.

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Amministrative, fase di ascolto per la costruzione del programma del candidato sindaco di Cesena del PdL Italo Macori (sezione: Burocrazia)

( da "Sestopotere.com" del 26-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Amministrative, fase di ascolto per la costruzione del programma del candidato sindaco di Cesena del PdL Italo Macori (26/2/2009 18:29) | (Sesto Potere) - Cesena - 26 febbraio 2009 - Come creare nei fatti (e non solo prefigurare in linea di principio) una città favorevole al radicamento e allo sviluppo delle imprese e, di riflesso, dell'economia e della coesione sociale dell'intero territorio. E' il tema cruciale che campeggia negli incontri tenuti dal candidato sindaco di Cesena del Pdl Italo Macori con le organizzazioni di rappresentanza imprenditoriale di commercio, artigianato, agricoltura e industria. "Le nostre proposte concrete - dice Macori - per creare un contesto ambientale favorevole allo sviluppo stanno ottenendo il gradimento delle organizzazioni: l'agenzia per le imprese, un nuovo sistema di governance di Hera e delle società partecipate che privilegi gli interessi dei cittadini e non quelli della holding, lo snellimento della burocrazia con la riduzione e la fissazione di tempistiche certe da rispettare da parte dell'ente pubblico, il potenziamento dei Confidi, la riduzione dei tempi e la definizione di nuovi standard urbanistici per le realizzazione delle aree produttive, il rilancio in grande stile del centro come polo commerciale attraverso un sistema della circolazione e della sosta non penalizzante nei confronti di chi si sposta, l?integrazione reale tra università e sistema economico locale. Sono i punti qualificanti del Pdl che ci siamo impegnati a tradurre in atto già nei primi mesi del nostro governo della città. Sul nostro programma abbiamo notato piena convergenza da parte delle organizzazioni". "Gli incontri - aggiunge il candidato sindaco del Pdl - sono stati utili anche per confrontarsi sulla crisi che sta sempre più attecchendo nel nostro territorio, di fronte alla quale è necessario porre in atto strategie efficaci e rapide per contrastarla. L'ente pubblico deve fare la sua parte, congiuntamente agli altri partner istituzionali e in fattiva collaborazione con il sistema delle imprese, delle forze sociali e del sistema creditizio. Il Pdl al governo della città taglierà le spese pubbliche inutili, per creare un fondo a sostegno del reddito: il 60% da destinare alle famiglie e il 40% alle imprese".

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Ombre cinesi (sezione: Burocrazia)

( da "AprileOnline.info" del 26-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Ombre cinesi Enrico Campofreda, 26 febbraio 2009, 19:26 La riflessione Gesto disperato o prodromo di nuove clamorose proteste il tentativo di ieri a Pechino, con cui due uomini e una donna hanno tentato di darsi fuoco dentro un'auto nei pressi di un'apparente accessibilissima piazza Tienanmen, è il segnale di quanto la Cina tema il dissenso A circa un anno dalle manifestazioni dei suoi monaci, che in occasione dei Giochi Olimpici cercarono d'attrarre l'attenzione del mondo sulle vessazioni subìte a opera della nomenklatura del colosso asiatico, il Tibet si ritrova blindato sotto la possente prova di forza della polizia cinese che presidia le strade. In questi giorni i fedeli del Dalai Lama hanno dovuto osservare una sorta di stato d'assedio della capitale Lhasa con tanto di stranieri, turisti compresi, messi con fermezza alla porta. Eppure c'è chi giura che nella scadenza del cinquantesimo anniversario dell'esilio del capo spirituale - che appunto nel 1959 per la repressione seguente alla rivolta anticinese fu costretto a riparare in India - le proteste si riaffacceranno. Quanto pacifiche non è dato sapere, perché se il Dalai prosegue a testimoniare con fermezza la prassi della non violenza, proprio un anno fa molti monaci non ci stettero a farsi massacrare a colpi di manganello. La repressione fece una ventina di morti secondo le fonti pechinesi; duecento a detta dei rivoltosi. Anche la Cina sta facendo i conti con la recessione mondiale e ha dovuto iniziare a pagare il duro scotto del rovescio della medaglia di quel partenariato con gli Stati Uniti che tanto sfrenatissimo sviluppo aveva finora prodotto. Da mesi il colosso orientale subisce il riflesso dello sconquasso degli azzardi affaristici che hanno fatto naufragare l'economia americana. Azzardi e insopportabile tenore di vita che l'infinita quantità di prodotti cinesi immessi sul mercato statunitense hanno contribuito a tenere alti. Un circolo diventato vizioso per i continui crediti che il gigante della produzione faceva al suo maggiore cliente trasformatosi in ciclopico debitore. Così mentre le ammirate banche di Wall Street, maestre di liberismo, bruciavano i loro fondi alcuni maggiori istituti di credito cinesi sono dovuti venire in soccorso sobbarcandosi prima limature di guadagni poi addirittura perdite. Il Pil cinese, che nel 2007 era a due cifre attestato al 13%, l'anno scorso si è quasi dimezzato. Ma quel 6,8% che farebbe sognare qualsiasi europeo, e non solo, per il boom asiatico è un gravissimo stop. Il governo ne è preoccupato perché può trascinarsi dietro mancanza di lavoro e rivolte sociali, non solo da parte dei 400 milioni di contadini poveri che in tante province rischiano condizioni d'indigenza che da decenni il Paese non conosceva, ma per il neo ceto medio, appagato da scalata sociale e consumismo, che vedrebbe rapidamente decadere il suo rango. Non è un caso che la politica estera di Obama si sia in prima battuta rivolta - pro domo sua - proprio alla Cina dove il Segretario di Stato Hillary Clinton è stata in visita nei giorni scorsi. Alla faccia del Medio Oriente vicino e lontano. La partita economica fra i due partner sarà lunga perché ognuno ha bisogno dell'altro. Gli Usa dei capitali cinesi, il colosso asiatico dei servigi della diplomazia americana, visto che su libertà e diritti civili la comunità internazionale fa in alcuni casi verso la Cina la voce grossa. Proprio la vicenda del Tibet aveva messo in seria difficoltà i politici di Pechino ancor più delle clamorose contestazioni che, da quella studentesca di vent'anni or sono coi carri armati sotto la Porta della Pace Celeste, periodicamente si susseguono seppure nascoste ai media di tutto il mondo. E' ammessa soltanto, come forma di protesta individuale peraltro antichissima, la petizione all'autorità che singoli cittadini possono portare nei Palazzi della burocrazia e del potere chiedendo istanze di giustizia. L'episodio di ieri, precisano fonti governative, starebbe a metà fra l'idea di giustizia e il dissenso ma assolutamente privati. Eppure nella capitale la sorveglianza di polizia ed esercito è in crescita e il timore di disordini collettivi non è affatto sopito. La tensione politico-economica da cui scaturisce l'amore-odio fra Usa e Cina s'è rinfocolata in queste ore con una nota del Dipartimento di Stato americano che torna sulla carenza dei diritti umani nel Paese asiatico e irrita la leadership pechinese. La quale risponde per le rime: "Invitiamo gli Stati Uniti a concentrarsi sui propri problemi in materia di diritti dell'uomo e smetterla di atteggiarsi a custodi di tali diritti in tutto il mondo". Un ping pong mica distensivo come quello fra Nixon e Mao che acuisce anziché allentare un reciproco nervosismo. Giunge comunque a visita conclusa, infatti durante il suo soggiorno asiatico la Clinton non ha assolutamente fatto cenno alla questione dei diritti per non compromettere l'aspetto affaristico della missione. Ora a rinfocolare il problema, oltre all'autodafé dei tre di piazza Tienanmen, giunge il caso dell'avvocato Gao Zhishen, già l'anno scorso in odore di Nobel per la pace, che è stato ancora una volta sequestrato e tradotto in un luogo sconosciuto. In una lettera di denuncia lasciata ai familiari, e ora diffusa dal movimento religioso Falun Dafa che in Cina è fuorilegge, l'uomo descrive le torture cui per mesi in un precedente arresto è stato sottoposto dai poliziotti cinesi.

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Santori "Sanità regionale, un altro passo indietro" (sezione: Burocrazia)

( da "Quotidiano.it, Il" del 26-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Santori "Sanità regionale, un altro passo indietro" Ancona | Il Vice Presidente del Consiglio Regionale Avv. Vittorio Santori interviene in merito sul tema Area Vasta, definita da questi una inutile scatola cinese. Vittorio Santori Normal 0 14 false false false IT X-NONE X-NONE MicrosoftInternetExplorer4 Il Vice Presidente del Consiglio Regionale Avv. Vittorio Santori interviene in merito sul tema Area Vasta, definita da questi una inutile scatola cinese "La Giunta Spacca e la sua maggioranza in Consiglio Regionale hanno perso un'occasione davvero unica che avrebbe potuto costituire la svolta, l'inversione di tendenza in materia di erogazione dei servizi sanitari. L'Area Vasta, ideata dall'Assessore Mezzolani ed approvata nella seduta del 26.02.2009 dal Consiglio Regionale è invece un'ulteriore inutile struttura che si interpone tra le Zone Territoriali e l'ASUR Unica Regionale. Una scatola cinese che appesantirà l'attuale organizzazione provocando ulteriori costi amministrativi senza alcun beneficio per i cittadini. Bastava conferire personalità giuridica all'Area Vasta provinciale per dotare la stessa di autonomia di spesa, potere decisionale e potere di controllo soprattutto nell'ambito dei livelli di qualità e quantità di erogazione dei servizi sanitari. Inoltre, si sarebbe attivata l'importantissima funzione di monitoraggio della spesa sanitaria, vera anticamera per l'eliminazione delle erogazioni inutili e clientelari, nonché delle sacche di inefficienza. Ma a questa maggioranza manca la volontà di perseguire una politica sanitaria coerente con le dichiarazioni programmatiche e nell'interesse dei cittadini. Ne è prova la recente Legge Regionale per l'assunzione di massa senza concorso pubblico per 1.300 lavoratori precari, (tra l'altro impugnata dal Commissario di Governo), e l'Atto Amministrativo contenente i criteri di ripartizione dei progetti speciali di competenza del Fondo Sanitario Regionale - Spesa di parte corrente che vengono distribuiti sul territorio in modo sommamente iniquo e parziario perpetrando la politica di favore del territorio anconetano e nordista rispetto al territorio ascolano e sudista. Tali azioni contrastano nettamente con le belle dichiarazioni del Presidente Spacca e dell'Assessore Mezzolani più volte proferite sul contenimento della spesa, ricerca dell'efficienza dei servizi e sull'equa distribuzione degli stessi sul territorio. Infatti nella realtà ci troviamo di fronte alla creazione di strutture inutili, all'aumento della burocrazia, al mantenimento delle attuali gravi disuguaglianze di ripartizione della spesa sanitaria ed all'allontanamento dei servizi dai cittadini. Non sarà sfuggito il proposito dell'Assessore Mezzolani di voler ridurre al massimo i servizi diagnostici privati sul territorio penalizzando senza alcuna utilità i laboratori privati ed i centri di prelievo e con essi penalizzando direttamente i cittadini e le persone malate necessitanti di analisi di laboratorio periodiche. Il territorio ed i cittadini ascolani non hanno bisogno di queste cose: nè di questo tipo di Area Vasta né di ulteriori promesse o peggio ancora di "delegati speciali" ma unicamente di interventi seri e decisi di buon governo della sanità che permetteranno a tutti di poter usufruire di servizi efficienti e tempestivi nelle strutture pubbliche e nei laboratori privati oggi esistenti sul territorio senza imporre viaggi della speranza ai cittadini malati, obbligandoli a recarsi in strutture lontane dalla loro abitazione per poter ottenere una diagnosi o una visita specialistica in tempi ragionevoli. L'azione intrapresa dalla Giunta Spacca rappresenta un notevole passo indietro rispetto a quanto promesso nel programma elettorale ed a quanto già esisteva sul territorio. La mancanza del numero legale per ben due volte accertato in Consiglio Regionale durante la votazione dell'atto amministrativo istitutivo dell'Area Vasta, è ulteriore prova dell'inutilità del provvedimento e dei dubbi sull'efficacia del medesimo anche tra i consiglieri di maggioranza. Ancora un anno di "gestione politica" della sanità ed avremo toccato il fondo. Il disastro totale verrà consegnato da questa Amministrazione nelle mani del futuro governo regionale e le spese, come sempre, saranno poste a carico dei cittadini". 26/02/2009

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Qui servono 11 mesi per allargare un capannone in Messico 2 settimane (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 27-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

LA BUROCRAZIA I MERCATI «Qui servono 11 mesi per allargare un capannone in Messico 2 settimane» «Vanno bene i nostri freni per la Cinquecento sul resto siamo a -20%»

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Infortunio sul lavoro riconosciuto dopo 10 anni (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 27-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

CANELLI. RICORSO Infortunio sul lavoro riconosciuto dopo 10 anni E' una vicenda di «ordinaria burocrazia», lunga quattordici anni. Nel '94, R.B, brigadiere dei carabinieri era in servizio nella Compagnia di Canelli, nei tragici giorni dell'alluvione, ebbe un infortunio ma il riconoscimento di malattia in servizio è arrivato soltanto adesso. Questa la sua storia: «In quei momenti fummo tutti chiamati ad ogni tipo di intervento: dalla ricerca e messa in salvo delle persone, allo sgombero delle case, compresa la nostra caserma di viale Risorgimento, in cui l'acqua aveva superato i due metri di altezza. Prima abbiamo aiutato gli altri, ma nello stesso tempo, per circa dieci giorni, abbiamo dovuto rimuovere i faldoni di carte inzuppati di fango e ogni altro materiale utilizzato nella caserma». Prosegue il racconto: «Il 17 novembre, mentre stavo lavorando, mi sono sentito all'improvviso una fitta alla schiena: non riuscivo più a piegarmi. L'esito degli esami fu chiaro: ernia del disco». Per effetto della malattia, R.B. chiese di ottenere il riconoscimento della causa di servizio, ma la sua domanda fu respinta. Con il legale nicese Gianfrancesco Marchello, presentò ricorso straordinario al Presidente della Repubblica. «Da allora sono passati oltre dieci anni, la pratica deve aver sostato in vari uffici - prosegue il carabiniere - e solo da poco, la mia richiesta è stata accolta».

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Doppio anticipo. L'Agenzia regionale ha liquidato 26 milioni sostituendosi alla burocrazia romana: Siamo fra i pochi (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 27-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Doppio anticipo. L'Agenzia regionale ha liquidato 26 milioni sostituendosi alla burocrazia romana: «Siamo fra i pochi»

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Giustizia lumaca, donna risarcita (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 27-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

SENTENZA DELLA CORTE D'APPELLO DI TORINO Giustizia lumaca, donna risarcita SAVONA Ventitrè anni per avere giustizia. Ventitrè anni per ottenere un risarcimento di poco più di quattromila e seicento euro. Troppi. Lo ha stabilito la corte di Appello di Torino che nei giorni scorsi, accogliendo un ricorso presentato dagli avvocati Mauro Suffia e Silvia Fasulo di Varazze, ha condannato il ministero di Grazia e Giustizia a risarcire i danni morali subiti da una savonese per le lungaggini giudiziarie. Danni quantificati in sedici mila euro. Una vicenda di «malagiustizia» che tira in ballo il tribunale civile di Savona e quello di appello di Genova. E' il 3 maggio dell'85 quando Maria Pia G. di Varazze fa causa a un'impresa edile per i danni provocati alla tettoia del suo garage durante l'installazione dei ponteggi per i lavori di ristrutturazione della facciata del palazzo dove abita. E' l'inizio di un'odissea giudiziaria, tra ricorsi e rinvii di udienze da un anno all'altro. Si arriva al 19 dicembre del 2003 quando il tribunale di Savona, finalmente, dà ragione alla donna e le riconosce un risarcimento di 4 mila e 612 euro (più spese legali e interessi maturati), l'equivalente di quegli otto milioni di vecchie lire che aveva chiesto diciotto anni prima. Ma non è finita. La causa va in appello e devono passare altri cinque anni per una sentenza che dà ancora una volta ragione a Maria Pia G. Troppi. Lo dice la giurisprudenza della corte europea dei diritti dell'uomo secondo le quale cause del genere non possono durare più di tre anni per il primo grado, e due anni per il secondo. «E' una bella soddisfazione - commentano i due legali -. Una rivincita per la nostra cliente nei confronti dello Stato, delle sue lentezze, della sua burocrazia».

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Braga: anch'io in corsa sul Broletto (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Brescia" del 27-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Edizione: 27/02/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:la città Braga: anch'io in corsa sul Broletto Tra i progetti «meno burocrazia» e l'alleanza con Laura Castelletti Braga in una foto d'archivio Mario Braga si stacca dal gruppo dei pretendenti in seno al Pd nella corsa per le elezioni provinciali e annuncia la propria candidatura alla presidenza del Broletto. L'ex assessore ai Trasporti della Giunta Lepidi, attualmente capogruppo del Pd nel Consiglio comunale di San Gervasio, spiega di non essersi autocandidato, ma di avere accolto l'invito proveniente dalla base: «Parto dalle passioni della gente, mentre qualcuno pensa ancora che la politica si viva nel palazzo». Il riferimento è alla direzione del Pd, che lunedì ha annunciato la data delle primarie: il 5 aprile, a due mesi dalle elezioni. La consultazione potrebbe essere di partito, aperta probabilmente ai nomi circolati finora, ovvero Peli, Fogliata e Mottinelli, oppure allargata agli eventuali partiti della coalizione, che includerebbe Idv e socialisti. In entrambi i casi, Braga sarebbe un'outsider. «Se ci saranno le primarie parteciperò, per il momento però è una questione su cui ha deliberato le direzione» commenta Braga, che non teme di dover raccogliere tra iscritti e fondatori le 300 firme necessarie per presentare la propria candidatura. «Si usano le regole per mettere fuori dal gioco chi viene nominato dal basso» ha aggiunto mostrando una lista di 150 nomi che appoggiano la sua scelta, tra cui alcuni amministratori locali del Pd, come i sindaci di Fiesse e Visano, e un messaggio di auguri arrivato da Tino Bino. Braga, che proviene dall'esperienza del patto democratico di prodiana memoria, dedica la sua candidatura a Martinazzoli e Lepidi, oltre che al padre e ai Martiri di Piazza Loggia. A giugno vuole essere della partita, per questo chiama in causa Laura Castelletti: «Le voglio lanciare una proposta: uniamoci per la sfida della Provincia, lo dobbiamo a Brescia». E quando gli si chiede dove stia la sintesi tra una serie di candidati ancora non ufficiali provenienti da diverse forze politiche, Braga risponde: «La sintesi si trova nella politica condivisa. Il mio è un appello ai partiti del centrosinistra, il tempo delle mediazioni è finito, è arrivato quello dei progetti». A proposito di progetti, Braga sta lavorando a un programma che comprende un piano di semplificazione burocratica per i cittadini, la riapertura della Consulta permanente dell'Economia bresciana per fronteggiare la crisi e la chiusura del Cfp Zanardelli a favore di nuovi Istituti di Formazione provinciali. Un impegno concreto per il primo anno di mandato è di sciogliere la Polizia provinciale perché «non serve moltiplicare i Corpi di polizia, bisogna potenziare le Forze dell'ordine che già ci sono». Infine, un'ultima considerazione sull'ente Provincia: «Un territorio come il nostro non può farne a meno. Non vanno abolite, ma deve essere fatta una riforma che affronti le sovrapposizioni». Emanuele Galesi

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SAN FELICE I segreti del risparmio energetico A San Felice stasera alle 20.45 al p... (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Brescia" del 27-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Edizione: 27/02/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:garda e valsabbia SAN FELICE I «segreti» del risparmio energetico A San Felice stasera alle 20.45 al palazzo ex Monte di Pietà, nel centro storico del paese, si terrà l'incontro «Casa che risparmia energia. Consigli, materiali, isolamenti, classi energetiche, burocrazia». Organizza l'associazione no profit «San Felice più felice», intervengono Alberto Corain e Marco Baccolo. GARGNANO Dimore d'arte alla sala civica «Castellani» Stasera alle 20.30 nella sala civica «Castellani», nell'ambito del ciclo di incontri «Gargnano e dintorni», Pia Ferrari e Andrea Bariletti relazioneranno sul tema «Il Garda tra archeologia e dimore signorili. Dimore d'arte sul Garda tra Settecento e Novecento». Ingresso libero. TREMOSINE Una serata tra economia e territorio «Economia e territorio» è il tema della serata che l'associazione culturale «La Löm» e le parrocchie del paese propongono stasera alle 20.30 nella sala polivalente di Vesio. Interverranno Franco Rossi («Analisi dell'economia territoriale di Tremosine»); Claudio Arrighini Giuntelli della Pro loco («Turismo oggi e domani»); il direttore del Gal Nicola Gallinaro («Piano di Sviluppo del territorio»). In conclusione l'intervento del sindaco Francesco Briarava. SIRMIONE Riflessione sulla politica locale Domani pomeriggio (alle 16 all'oratorio della parrocchia di San Francesco, in via Lazio 16 a Colombare) si terrà un convegno-dibattito sul tema «Riflessione sociale sulla politica in Sirmione», promosso dal circolo Acli di Desenzano-Lonato-Sirmione. Saranno presentati e discussi, alla presenza dei dirigenti provinciali Acli e di amministratori dei Comuni limitrofi, i risultati del questionario distribuito tra i parrocchiani sirmionesi a dicembre. GARDONE Un incontro sul verde e sui giardini Serata all'insegna del verde e dei giardini a Gardone Riviera. Domani alle 18 nella sala consiliare si parla di «Peonie tra arte, storia e tradizione». La conferenza è promossa dall'Assessorato alla cultura e turismo in collaborazione con la Fondazione Heller. Relaziona Giovanni Filipello, naturalista e giardiniere.

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TORINO - Stizzito dalle frasi di Gattuso, Amauri risponde a muso duro al centrocampista d... (sezione: Burocrazia)

( da "Leggo" del 27-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

TORINO - Stizzito dalle frasi di Gattuso, Amauri risponde a muso duro al centrocampista del Milan e della Nazionale: «Non me ne frega niente di quello che dice Gattuso». Testuale. Parole pesanti per replicare alle accuse di aver gestito male la vicenda legata al suo futuro in bilico tra la nazionale brasiliana e quella italiana. Mentre Gattuso appende idealmente sulla porta dello spogliatoio azzurro la foto di Amauri con la scritta "io non posso entrare", la pratica per il passaporto italiano del bomber di Carapicuiba prosegue, ma con i tempi della nostra burocrazia. Da quando la signora Cynthia Cosini Valaderes, grazie a un parente cuneese, otterrà la cittadinanza italiana dovranno passare almeno sei mesi prima che il marito possa usufruire dello stesso status. Amauri difficilmente tornerà sulla vicenda. Intanto, esce allo scoperto il ct della Seleçao Dunga: «Per Amauri la porta del Brasile è sempre aperta. Ma ci sono anche Luis Fabiano, Adriano, Pato, Vagner Love». (T.Orm./ass)

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Quanto vale il rientro dei cervelli (sezione: Burocrazia)

( da "Milano Finanza (MF)" del 27-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

MF sezione: DirCredito - FD data: 27/02/2009 - pag: 56 autore: di Giuseppe Ferrandes IL DECRETO ANTICRISI DI NOVEMBRE, OGGI LEGGE, AFFRONTA ANCHE I TEMI STRATEGICI DEL PAESE Quanto vale il rientro dei cervelli Il provvedimento anticrisi del Governo italiano può funzionare, forse. Ma è costruito senza panico con provvedimenti a medio-lungo termine. Mostrando che in Italia la crisi finanziaria non spaventa Con la pubblicazione della legge 2/2009, il decreto anticrisi del novembre scorso diventa legge dello stato. Possiamo quindi affrontare una analisi politica in merito.Per affrontare una crisi di tali dimensioni, non ci si può aspettare che un singolo provvedimento sia sufficiente, tanto più che non è nemmeno ipotizzabile un sostegno agli investitori che hanno fatto operazioni tutto sommato incaute.Noi bancari abbiamo ragione di lamentare il fatto che le banche abbiano incentivato ?promotori? finanziari interni a piazzare investimenti sulla clientela minuta, che si presentava ai nostri sportelli per lo più credendo di effettuare depositi. L'operazione, formalmente corretta, ha avuto il risultato peggiore possibile: i clienti hanno perso buona parte dei loro risparmi, e la banca ha perso tutta le fiducia di cui disponeva per operare nel settore della provvista. E nessun Governo e nessun Sindacato possono far qualcosa di efficiente per ricostituirla, a meno di rifare una legge bancaria tipo quella del 1932, oggi impensabile in clima di globalizzazione irreversibile.Il provvedimento somiglia ad una finanziaria un po' speciale, con tanti interventi a favore di tanti settori dell'economia nazionale, con particolare interesse ai settori strategici, ma con la sensazione che si tratta per lo più di pannicelli caldi; l'unica differenza con la finanziaria è che qui a pagare sembra essere quasi sempre lo Stato. Ma andiamo con ordine.Un primo gruppo di normative, che somigliano a sussidi, vanno intesi come aiuto ai più deboli, ed hanno una validità temporale limitata all'anno 2009, nella ipotesi (scarsamente attendibile) che nel 2010 la crisi sarà finita.Un secondo gruppo tende a ridurre (in maniera permanente) il peso della burocrazia in vari settori. Al di là del contenuto (di impatto marginale ai fini della crisi) si connota per gli aspetti innovativi che tendono ad introdurre (trasparenza nei contratti bancari, revisione degli studi di settore, spostamento dei momenti impositivi, incentivi all'uso delle più moderne tecniche di comunicazione non cartacee).Un terzo gruppo potenzia (in qualche caso ripristina, in molti casi riordina) interventi statali già esistenti in favore di alcuni settori. In questo gruppo è notevole l'intervento a favore del sistema bancario perché, oltre a finanziare le banche in difficoltà, impone regolette che nascondono possibilità di sviluppo futuro verso direzioni specifiche, alcune positive (condizioni alle politiche bancarie, richiamo all'etica nella conduzione aziendale), altre un po' meno (possibilità di trasformare in capitale di rischio ? e quindi in strumento di interferenza ? gli interventi statali). L'ultimo gruppo costituisce la vera ossatura del provvedimento anticrisi. Si tratta di normative che sono destinate ad avere effetto nel lungo termine, ma che stimolano un salto in avanti della economia del paese. La scelta dei beneficiari di queste normative è una scelta strategica, nella quale si esprime la capacità politica di questo Governo. Ci fa piacere segnalare le normative che tendono ad agevolare il rientro in Italia dei cervelli (docenti e ricercatori) ed a enfatizzare il ruolo della formazione.Tutto sommato un provvedimento che non ha del miracoloso, ma ci mostra un Governo capace di scelte; che siano buone o cattive ce lo dirà il futuro.Dal punto di vista sindacale dobbiamo prendere atto del fatto che, per la presenza di provvedimenti strategici, e l'attenzione all'etica ed all'innovazione, il provvedimento costituisce un'opportunità, dato che apre a molte delle istanze avanzate storicamente dai sindacati. Prima di tutto la formazione, ma anche l'etica: sono tutti terreni da gestire, dove i sindacati avranno ben modo di far valere i loro principi e la difesa del personale che rappresentano. Anche la revisione degli ammortizzatori sociali, dove si accenna ad istituti nei quali noi bancari siamo già all'avanguardia (enti bilaterali, fondo esuberi), costituisce un'occasione di dialogo, che potrebbe anche risultare fruttuoso per gli iscritti.E tutto questo mentre all'estero, nelle patrie dell'efficienza, si vocifera di nazionalizzazione, richiamando scenari che a noi ricordano quelli che abbiamo vissuto nel 1932, ma che non sono così utilizzabili in un mercato in via di globalizzazione.

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STASERA A I PINI L'ASSEMBLEA ANNUALE DELL'AVIS (sezione: Burocrazia)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 27-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

provincia pag. 23 STASERA A «I PINI» L'ASSEMBLEA ANNUALE DELL'AVIS Stasera alle 20.45, nel salone del centro sociale «I pini» di Salò, si terrà l'assemblea annuale dell'Avis. Dopo la relazione del presidente Gianluca Banalotti, verranno raccolti i nomi dei candidati per il rinnovo del direttivo. SALÒ RISPARMIO ENERGETICO: OGGI ALLE 20.45 TAVOLA ROTONDA Stasera alle 20.45 (ingresso libero)al Palazzo ex Monte di Pietà di San Felice, Alberto Corain e Marco Baccolo parlaranno di «Casa che risparmia energia. Consigli, materiali, isolamenti classi energetiche, burocrazia». SAN FELICE RITROVATO MORTO UN 41ENNE DEL PAESE Un 41enne di Lonato si è tolto la vita ieri mattina, l'uomo è stato trovato dal padre che ha dato l'allarme. Immediato l'intervento dei vigili del fuoco e del 118 che non hanno potuto far nulla per salvarlo. LONATO AL CENTRO SOCIALE L'INCONTRO CON PISETTA Secondo incontro sulla prevenzione delle cadute tra gli anziani in programma oggi alle 15.30 nel Centro Sociale di Rivoltella. Relatore il dottor Candido Pisetta, gerontologo e ortopedico. DESENZANO STASERA A «I PINI» L'ASSEMBLEA ANNUALE DELL'AVIS

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prefetto in campo "lotta alla crisi no alla burocrazia e al rischio usura" - dario del porto a pagina iii (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 27-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina III - Napoli Pansa annuncia interventi a favore di cantieri e imprese Prefetto in campo "Lotta alla crisi no alla burocrazia e al rischio usura" DARIO DEL PORTO A PAGINA III SEGUE A PAGINA III

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è davvero un'occasione perduta (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 27-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 3 - Lucca «è davvero un'occasione perduta» Ascom e Confesercenti valutano i riflessi sul piano dell'economia Pasquini: «Ora le istituzioni si chiedano perché ci è stato tolto questo evento, visto che non è l'unico scippo» LUCCA. Un'occasione persa. Il trasferimento del G8 della Scienza da Lucca a Lesmo (piccolo comune della Brianza al confine con Arcore) per le categorie economiche è un danno per la città. Non solo in termini economici - per la mancanza di prenotazioni in alberghi e ristoranti - ma anche in termini di immagine. Non a caso, già qualche giorno fa sia Ascom che Confesercenti avevano protestato contro questa decisione della Presidenza del consiglio con una lettera scritta con l'Apt. «A mio avviso - esordisce Ademaro Cordoni, presidente dell'Ascom - il vantaggio che ci avrebbe portato un evento come il G8 della Scienza e della tecnologia è soprattutto indotto: un vantaggio di immagine, con i media che a livello internazionale avrebbero parlato di Lucca. Non è escluso che fra le ragioni che hanno determinato il trasferimento dell'avvenimento da Lucca ce ne siano alcune anche legate alla sicurezza, ma per noi non è facile saperlo. Quello che è certo è che perdiamo un'occasione importante per valorizzare l'immagine della città». Secondo Emanuele Pasquini, segretario di Confesercenti il danno è anche economico, vista l'occasione persa di avere gli alberghi pieni in un periodo che non è proprio di alta stagione. «Non possiamo nascondere - commenta Pasquini - che abbiamo perso una grande opportunità. Ci è proprio scappata di mano, forse anche a causa di una certa disattenzione della città che pure da giorni era stata allertata del pericolo di perdere l'evento. Eppure queste vetrine sono importanti per l'immagine della città, ma forniscono anche occasioni importanti per gli operatori: dietro ai convegni, agli incontri fra ministri ci sono pernottamenti e pranzi, in sostanza opportunità commerciali». Visto che secondo Pasquini ormai non c'è più nulla da fare per recuperare l'evento, la città, però, dovrebbe sforzarsi di capire per quale motivo ha perso il G8 della Scienza. «è fondamentale - insiste Pasquini - cosa c'è dietro la scelta del governo di togliere il G8 a Lucca. Non dobbiamo sottovalutare certi segnali che non sono isolati. Infatti, da anni si aspettano risposte (e risorse) per le infrastrutture della Piana e invece, improvvisamente, si parla del traforo della Tambura; si parla di tutelare gli uffici nel centro e la risposta è che forse viene cancellata la sede locale della Sovrintendenza, necessaria a snellire le pratiche, a ridurre i tempi della burocrazia. A mio avviso siamo in presenza di un sovvertimento delle priorità sul campo, ma spetta alle istituzioni del territorio (dal Comune alla Provincia) chiedere chiarezza al Governo sulle prospettive di sviluppo della città».

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crisi, la mossa del prefetto "ora riapriamo i cantieri" - dario del porto (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 27-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina V - Napoli Crisi, la mossa del prefetto "Ora riapriamo i cantieri" Pansa: burocrazia e usura fermano lo sviluppo "Convocherò i rappresentanti di governo delle altre province e seguirò la questione" "Lavoreremo con la Regione per rimuovere gli ostacoli della catena produttiva" "A rischio tante imprese che possono finire nelle mani degli usurai" DARIO DEL PORTO Aprire i cantieri e combattere l´usura. Nell´ufficio affacciato su piazza del Plebiscito, il prefetto Alessandro Pansa mette a punto le linee d´intervento per contrastare, nell´ambito delle competenze che la legge gli attribuisce, la grave crisi economica di questi giorni. E guarda, in prima battuta, a due obiettivi: la ripresa del ciclo produttivo e la prevenzione di una delle piaghe più profonde che tormentano il territorio. «Insieme alla Regione - spiega il prefetto - cercheremo di fare tutto il possibile per rimuovere gli ostacoli burocratici che impediscono a molti cantieri di funzionare. In questo modo la catena può tornare a funzionare a pieno regime: e non solo perché l´imprenditore riesce a garantire occupazione, ma perché chi ha un posto di lavoro può acquistare nei negozi che così possono vendere la merce che i fornitori hanno la possibilità di produrre. E anche per le banche diventa più facile concedere credito». Quale sarà il primo passo, prefetto Pansa? «Convocherò i prefetti delle altre province e io stesso seguirò personalmente la questione. Se ci sono intoppi che non trovano giustificazione, si farà in modo da rimuoverli. Ma in questa congiuntura così difficile, mi preoccupa di più un altro aspetto». A cosa si riferisce? «Al rischio che tante, troppe, piccole e medie imprese possano finire nel vortice dell´usura. Questo fenomeno ha due conseguenze: ingrassa la criminalità e impoverisce il territorio. A volte basta aver bisogno di tremila euro per far chiudere un negozio: l´usuraio mette a disposizione la somma, poi però la vittima si ritrova indebitata in maniera spaventosa e lo strozzino può mettere le mani sull´azienda, inquinando il mercato. Senza contare i contraccolpi sulle persone. Mi viene in mente un bel film di Paolo Sorrentino, l´"Amico di famiglia", dove l´usuraio entra in una casa e finisce per devastare la vita dei suoi componenti. L´usura va combattuta con forza». Per le vittime l´unica strada è la denuncia. «Certamente. Ma ancora più importante è la prevenzione. In questo senso, la legge mette a disposizione uno strumento fondamentale, che però forse non tutti conoscono». Quale? «Esiste un fondo nazionale che finanzia i Confidi, strutture consortili formate dai rappresentanti delle associazioni di categoria, alle quali l´imprenditore può rivolgersi se ha bisogno di chiedere un prestito alla banca ma non può fornire la garanzia». In che modo funziona questo strumento? «Il Confidi garantisce fino all´80 per cento della somma». Ma non c´è il rischio che qualcuno possa speculare su questa opportunità? «è il motivo per il quale all´interno del Confidi ci sono i rappresentanti delle associazioni di categoria, quelli che hanno il polso aggiornato della situazione e sanno dove può nascondersi qualche insidia». A Napoli com´è la situazione rispetto ai Confidi? «Ce ne sono molti, tra città e provincia. Ma sono poco utilizzati. Ecco perché bisogna parlarne. Domani mattina (oggi per chi legge, ndr) abbiamo organizzato un seminario alla Camera di commercio al quale parteciperà anche il cardinale Crescenzio Sepe. è importante che gli addetti ai lavori ci espongano i problemi. Gli imprenditori, ma anche le banche. Così possiamo intervenire per risolverli, nell´interesse di tutti». Prefetto Pansa, la cronaca di questi giorni racconta la tragica storia della violenza sul bambino di dodici anni aggredito in piazza Poderico. Una spinta in più verso le ronde dei cittadini? «Sulle ronde il ministro dell´Interno Roberto Maroni è stato molto chiaro: il governo ha voluto disciplinare un fenomeno, tutto qua. Quanto alla violenza, si tratta di un fatto gravissimo ed è importante che la risposta sia stata immediata. Francamente però credo che si possa parlare di un episodio isolato: Napoli, che pure deve fare i conti con elementi di degrado notevoli, è diversa da altre realtà e pur tra mille disagi non è questa la piaga peggiore da curare. Con questo non voglio certo nascondere i problemi. Il senso di insicurezza è forte anche se, a ben vedere, la situazione della sicurezza è migliore rispetto al passato. Non è un punto di partenza, ma una base dalla quale ripartire».

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la dc si schiera con il centrodestra (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 27-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 8 - Lucca La Dc si schiera con il centrodestra «Possiamo cambiare la geografia politica» CAPANNORI. Quella di Lorenzo Matteucci come candidato sindaco del centrodestra è la scelta giusta per il futuro di Capannori. Un candidato della vera società civile contro la politica dell'apparato e della burocrazia. Lo sostiene la Democrazia Cristiana, che a Capannori scende in campo con una lista con il simbolo dello scudo crociato in appoggio di Matteucci «sicuri in una grande vittoria del centrodestra e di un recupero di un comune la cui importanza nell'economia politica della provincia rimane essenziale. «L'amministrazione del centrosinistra - afferma la segreteria provinciale della Dc - fatta di proclami e di operazioni di trita facciata, non è quello che serve ad un grande comune come Capannori. Il centrodestra ha di fronte a sé l'occasione storica di rivoluzionare la geografia politica della provincia di Lucca partendo proprio da Capannori, Villa Basilica, Castelnuovo: laddove c'è bisogno di un forte rinnovamento, con personalità forti ed idee nuove ed attive per un territorio che è stufo della solita vecchia politica partitica del centrosinistra».

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solleciti sulle tasse già pagate (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 27-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 15 - Lucca Solleciti sulle tasse già pagate Per un errore in arrivo 1.700 bollette della Tarsu PESCIA. Record di evasori in città per la tassa rifiuti. Questo almeno a giudicare dal numero di solleciti di pagamento che sarebbero partiti dagli uffici comunali alla volta delle famiglie pesciatine: ben 1.700. Insomma, sembrerebbe che quasi nessuno paghi la Tarsu ma, in realtà, quel dato è il frutto di un banale errore materiale, che sta facendo arrabbiare non poco molti pesciatini. All'origine di tutto una data sbagliata: la tassa è pagabile in quattro rate, l'ultima delle quali scadeva il 31 gennaio scorso. Però, stando alle indiscrezioni, le verifiche sul pagamento sarebbero state fatte alla data del 30 dicembre scorso, e tutti coloro che non avevano pagato l'ultima rata (avendo pieno diritto a farlo, perché sarebbe scaduta dopo un mese) si sono ritrovati nell'elenco degli "evasori", ricevendo il relativo sollecito di pagamento. Adesso resta da vedere se si troverà il modo di sbrogliare questa matassa, senza fa impazzire ulteriormente i cittadini, certo allarmati nel vedersi recapitare un sollecito di pagamento per una tassa che, nella maggior parte dei casi, nel frattempo è già stata pagata. Insomma, la morale è una: hai voglia di computer e nuove tecnologie, quando la burocrazia colpisce non ce ne è per nessuno.

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artigiani a convegno sulle finanziarie di stato e regione (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 27-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 3 - Pordenone Artigiani a convegno sulle Finanziarie di Stato e Regione E' l'annunciato "anno della crisi": il 2009. Dopo una serie di vicende prettamente finanziarie, ecco che l'ondata negativa è piombata sulle imprese con un impatto che ancora non è possibile ben valutare. «Nel mondo dell'artigianato - spiega il presidente di Confartigianato Pordenone, Silvano Pascolo - non è cosi automatico accostare la parola crisi a "chiusura" , "dismissione", "licenziamenti", perché da sempre l'artigiano cerca strade diverse da percorrere, si rinnova e si reinventa per creare un nuovo futuro. Investe su di sé, sulle proprie abilità e capacità, sulla propria impresa e i collaboratori, modulando produzione e servizio alle nuove esigenze, ai diversi bisogni, su ciò che manca o ancora non c'è. Queste peculiari capacità non salveranno tutte le imprese dalla crisi, ma consentiranno alla maggior parte di riposizionarsi e di attendere la ripresa». Queste imprese «hanno però bisogno di poter contare su partner affidabili per attraversare con successo il periodo di congiuntura negativa. Un fisco equo, una burocrazia amica, enti pubblici attenti e celeri nelle risposte, capaci anche di investire per ridare slancio all'economia, finanziamenti adeguati e disponibili, un sistema del credito flessibile e aperto, oculato ma non "tirchio". Quanto di tutto ciò è rintracciabile nelle Leggi Finanziarie nazionale e regionale? E nel provvedimento anti-crisi? Quanto lo Stato e la Regione sono pronti a scommettere sulla capacità delle Pmi di affrontare la crisi e uscirne più forti, più innovative, più competitive? Sono le domande a cui cercherà di dare risposte il convegno, dedicato alle leggi finanziarie, che Confartigianato Pordenone ha organizzato per oggi, a partire dalle 18, all'auditorium del Don Bosco. Interverranno il presidente Pascolo, Manlio Contento, deputato del Pdl, Luca Ciriani, assessore regionale alle Attività produttive, e Andrea Trevisani, direttore delle politiche fiscali della Confartigianato nazionale. Coordinerà il convegno il segretario regionale Gianfranco Trebbi.

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Giurisprudenza, bella ma incompleta (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Modena,La" del 27-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Giurisprudenza, bella ma incompleta Sede apprezzata dagli studenti, ma fermi impianti e ascensori Non mancano neppure i problemi di sicurezza Un furto misterioso per un maxi-plasma da migliaia di euro di Stefano Bonacorsi Ha aperto da una settimana, ma ancora non è nel pieno della sua potenziale efficienza la nuova facoltà di Giurisprudenza, collocata nella sede di via San Geminiano. A fronte di uno spazio sicuramente più adatto all'utenza, con aule capienti e a norma di sicurezza per quel che concerne le vie di fuga, sono ancora molti gli aspetti carenti evidenziati nei primi giorni e non mancano i furti. Un handicap di non poco conto è il fatto che molte aule, e talvolta sono le più grandi, non sono attrezzate di microfono e impianto audio funzionante, con difficoltà per i professori dal tono di voce poco squillante a farsi sentire, e difficoltà per gli studenti delle file più arretrate a percepire ciò che si dice a lezione. Ma il problema delle aule è relativo anche al fatto che molte sono ancora in fase di completamento, sia per quel che concerne le installazioni audio-video, sia per quello che riguarda l'agibilità vera e propria delle stesse. Agibilità che è preclusa agli studenti disabili, per quello che concerne le aule non collocate al piano terra, perché gli ascensori non sono ancora funzionanti. Vi è poi il problema degli spazi riservati agli studenti. La biblioteca giuridica ha ancora sede in via Università, e la sala studenti non è ancora agibile, costringendo così gli studenti al pendolarismo tra una lezione e l'altra. Molte zone della nuova facoltà, sono ancora inaccessibili al pubblico, oltre al fatto che mancano le bacheche dove gli studenti possano vedere le variazioni alle lezioni. In generale però, il grado di soddisfazione degli studenti di giurisprudenza è alto: «Almeno adesso abbiamo una sede bella e spaziosa e non c'è quasi più il rischio di rimanere in piedi a lezione» hanno detto. Ma non finisce qui anche sul fronte della sicurezza ci sarebbe qualche problema di «ambientamento». Nei primi giorni di apertura, si è infatti registrato un clamoroso furto. Ignoti hanno infatti prelevato e fatto sparire un maxi-video al plasma del valore di svariate migliaia di euro, sistemato in una delle aule per le lezioni. Ci è anche stato fatto notare che servirebbe un po' di sorveglianza in più, sulle persone che entrano e si aggirano per le aule. Sono tutti studenti o addetti? Proseguendo poi l'elenco delle cose da sistemare, ci hanno raccontato che in alcuni bagni non sarebbero state consegnate le chiavi. Facile immaginare quale tipo di problemi e disagi ci siano, soprattutto per le studentesse e le professoresse. Infine, problemi anche con la raccolta dei rifiuti. All'interno del chiostro, infatti, da qualche giorno sono sistemati una serie di sacchi del pattume non prelevati da Hera, o chi di competenza, e gli studenti quotidianamente fanno la gimkana tra i rifiuti per accedere alle aule. Abbiamo chiesto alla preside della facoltà, Alessandra Bignardi, i motivi di questi ritardi e di questi problemi di «amtientamento»: «Si sa che quando c'è un trasloco non tutto funziona subito come dovrebbe. - esordisce la preside - Siamo entrati nella nuova sede nei tempi previsti, e non sarebbero stati possibili ulteriori slittamenti perché i tempi sono strettamente legati a quelli delle sessioni di laurea e delle segreterie studenti. Prorogare l'entrata avrebbe fatto saltare tutto e sarebbe stato anche oneroso per via del fatto che la vecchia sede aveva molti locali in affitto che all'ateneo costavano molto. è stata quindi una scelta di economicità». «Per quello che riguarda il funzionamento degli ascensori il ritardo è dovuto alla burocrazia perché i collaudi sono stati fatti. Per il momento - prosegue la preside - sono state spostate al piano terra le lezioni a cui accedono gli studenti disabili. Per quello che invece riguarda gli impianti audio-video, quello è stato un ritardo voluto. Data la continua evoluzione delle apparecchiature tecnologiche che si utilizzano in questi ambiti, ci hanno consigliato di appaltarle poco prima dell'apertura, per poter avere l'attrezzatura più all'avanguardia. Ne varrà quindi la pena - conclude la prof. Bignardi - perché in questo modo avremo il migliore laboratorio linguistico di Modena. Stiamo pensando di metterci in contatto con le scuole per poter sfruttare al meglio questo gioiello della nostra facoltà».

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sanità, 700 posti letto nell'ospedale del ponente - ava zunino (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 27-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina VII - Genova Sanità, 700 posti letto nell´ospedale del ponente Con l´addio a Villa Scassi, nella nuova struttura si trasferirebbe il centro grandi ustionati Il presidente dei primari: "Non credo che ci sarà qualcuno che perderà il posto" AVA ZUNINO Nelle corsie degli ospedali del ponente genovese ieri è cominciata "la conta": chi guiderà i reparti una volta che saranno accorpati nel nuovo nosocomio, destinato a prendere il posto dei presidi Villa Scassi, di Sestri Ponente, Voltri, Arenzano e Pontedecimo? Quanti "primari" (per dirla con un termine che ormai la burocrazia ha abbandonato da anni: ora si chiamano dirigenti medici) e quanti "aiuti" sopravviveranno a questa rivoluzione? I numeri proprio ieri sera sono finiti sul tavolo del direttore generale della Asl 3, Renata Canini che ha ricevuto lo studio dei medici con l´identikit della nuova struttura. Voci non confermate parlano di 700 posti letto. Chissà. Quali saranno i reparti più corposi nel nuovo ospedale? Quali le specialità? L´idea di fondo a quanto pare resterebbe quella di lasciare San Martino come l´ospedale di alta specializzazione dove concentrare le casistiche più complesse. Tutte tranne il centro grandi ustionati che rimarrebbe ben saldo nel ponente cittadino, dove da sempre opera al Villa Scassi di Sampierdarena, localizzazione che nasce alle porte della città delle fabbriche e del porto dove, purtroppo, le ustioni sono più frequenti che in altre aree della città. Ma nel nuovo ospedale di ponente, chi guiderà che cosa? Gli oculisti non si pongono il problema: i reparti sono già stati accorpati nell´ultimo anno e mezzo. Sono pochi, pochissimi, tanto che la Regione aveva addirittura pensato a fare una "campagna acquisti" speciale. Bruno Faravelli, presidente del collegio dei primari dell´ospedale Villa Scassi di Sampierdarena, dove è responsabile della pneumologia, getta acqua sul fuoco: «Non credo che nessuno dei colleghi possa perdere qualcosa: vogliamo dire che il nuovo ospedale sarà pronto tra dieci anni? Bene, in dieci anni più della metà dei primari che oggi lavorano negli ospedali del ponente sarà in pensione. Se a ponente abbiamo cinque primari di medicina, tra dieci anni al lavoro ce ne saranno ancora tre». E il fatto che Villa Scassi chiuda per essere "accorpato" nel nuovo ospedale? «Non mi sembra affatto strano - dice il professor Faravelli - se si vuole fare un nuovo ospedale del ponente, non si può pensare di tenere aperti anche gli ospedali esistenti». Piuttosto, dice, «Il problema è dove fare questo nuovo ospedale e su questo mi pare di registrare una certa confusione». In compenso sullo scenario politico la notizia che Villa Scassi entrerà anch´esso nel nuovo ospedale e dunque sarà chiuso, ieri ha scatenato le ire di Marco Nesci, capogruppo di Rifondazione in Regione. Perché? «Perché la programmazione sanitaria è competenza del consiglio regionale che al momento non si è ancora pronunciato sul piano sanitario dei prossimi anni». La decisione di un ospedale del ponente però non è nuova. «No, però la programmazione ospedaliera che prevede questa struttura era stata fatta nel momento in cui non erano alle porte i 35 milioni di tagli alla sanità che il governo nazionale porterà da qui a tre anni. In questa fase di taglia, rinunciare agli ospedali esistenti è impossibile». Tutto da ridiscutere, dice Nesci. Intanto questo fine settimana servirà al direttore generale della Asl 3, Renata Canini, per approfondire il progetto del nuovo ospedale riguardo ai contenuti sanitari. «Io non dirò una parola sulla localizzazione ma solo sulle funzioni in relazione ai bisogni della popolazione», ha detto lei.

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disabili e lavoro, rapporto sempre più difficile (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 27-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Sacile. La crisi del mercato rende problematico l'inserimento occupazionale, mentre la burocrazia non facilita le cose alle aziende nell'assunzione di persone svantaggiate Disabili e lavoro, rapporto sempre più difficile Sollecitato un vertice con sindacati, Ufficio dell'impiego, assessori competenti e imprenditori SACILE. Disabili e lavoro: un rapporto difficile. Sulla questione intervengono l'Associazione per il rinnovamento della sinistra e il gruppo dei disabili sacilesi chiedendo un incontro in tempi brevi che dia continuità all'iniziativa avviata alla fine del 2008 per dare risposte alle necessità occupazionali dei lavoratori iscritti nelle liste previste dalla legge 68 del '99. «Nonostante la recente crisi del mercato del lavoro - sottolineano Vittorio D'Orazio (gruppo disabili) e Luigi Zoccolan (Associazione per il rinnovamento della sinistra) - riteniamo opportuno un nuovo incontro per tenere monitorata la situazione e metterci ancora una volta di fronte ai rappresentanti delle organizzazioni sindacali, dell'Ufficio dell'impiego, degli assessorati competenti, dell'imprenditoria (la loro presenza sarebbe utile per capire direttamente le difficoltà derivanti dall'assunzione di persone svantaggiate), del Comidis (nuovo servizio della Provincia che ha lo scopo di seguire attraverso percorsi mirati l'ingresso nel mondo lavorativo dei diversamente abili)». D'Orazio e Zoccolan al riguardo si soffermano sul ruolo svolto dalle aziende. «Se da una parte - spiegano - ci sono imprenditori fiduciosi nel futuro e capaci, dall'altra ce ne sono altri che si rivolgono in modo massiccio al precariato, anche per l'assunzione delle categorie protette, tramite agenzie interinali. Ci troviamo quindi di fronte a contratti lavorativi prorogabili per 24 mesi, ma che alla fine non danno la certezza di una assunzione definitiva. Un problema a parte, poi, resta quello delle aziende che per numero di dipendenti hanno l'obbligo di assumere persone disabili. Queste aziende hanno l'obbligo di inviare all'Ufficio dell'impiego zonale le liste delle scoperture sia qualificate sia generiche. A questo punto, però, entra in gioco la burocrazia che rende difficile il compito dell'ufficio competente. Le disposizioni in materia, infatti, rendono indispensabile una vista all'azienda per constatare l'idoneità del posti di lavoro, valutare tutta una serie di parametri di messa a norma, discutere l'idoneità delle persone da inserire e via dicendo. Questo non facilita le cose, al punto che ci sono aziende che rifiutano le visite preferendo pagare una multa giornaliera piuttosto che farsi carico di persone che ritengono problematiche sia per quanto riguarda la produttività sia per possibili assenze dovute a motivi di salute». «La domanda che noi poniamo agli imprenditori - concludono D'Orazio e Zoccolan - è come mai per una azienda sia preferibile sostenere i costi per un monte ore straordinario quando si potrebbe introdurre un disabile, magari con un part-time per 20 ore settimanali, senza nulla togliere agli altri lavoratori». Mario Modolo

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Lo Stato blocca i lavori della scuola (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 27-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

I LACCI DELLA BUROCRAZIA. Il sindaco Dalla Libera: scriverò a Tremonti per chiedergli una deroga. Il caso in Consiglio il 4 marzo Lo Stato blocca i lavori della scuola Il patto di stabilità rischia di far saltare il finanziamento ministeriale ODERZO. I vincoli per il rispetto del patto di stabilità mettono a rischio il finanziamento di 580mila euro giunto dal Ministero per ristrutturare la scuola elementare «Dall'Ongaro». E' la paradossale situazione che la giunta municipale chiede di superare ottenendo una deroga al rispetto delle norme sul bilancio in modo da avviare il progetto di adeguamento della scuola alla normativa antisismica. Un progetto da 2 milioni di euro che l'amministrazione potrebbe avere a disposizione solo in due modi. «Potremmo ricorrere ad un mutuo oppure alla vendita di un immobile di proprietà comunale - spiega il sindaco Pietro Dalla Libera - ma in entrambi i casi andremmo oltre i limiti fissati dal patto di stabilità con le conseguenze che ciò potrebbe comportare per la nostra amministrazione. Nessuna nuova assunzione né possibilità di accedere a mutui oltre a un taglio sui trasferimenti da parte dello Stato. Per questo ci troviamo di fronte ad una decisione che abbiamo scelto di delegare al consiglio comunale». La giunta infatti mercoledì ha vagliato attentamente il problema che necessita di una risposta rapida. Infatti il finanziamento ministeriale di 580mila euro è subordinato all'affidamento dell'opera di adeguamento alla normativa antisismica dell'edificio scolastico di via Luzzatti entro 150 giorni dall'annuncio dell'assegnazione del contributo. In sostanza l'amministrazione comunale opitergina ha cinque mesi di tempo per predisporre un progetto di ristrutturazione e adeguamento, trovare il modo per finanziarlo e quindi affidare i lavori. Se tutto questo non viene realizzato nei tempi stabiliti il finanziamento decade. «La nostra intenzione è di procedere con questa ristrutturazione come prima tappa di un programma di sistemazione di tutti gli edifici scolastici comunali - sottolinea il primo cittadino - ma non possiamo farlo se non otteniamo la deroga sul rispetto dei vincoli fissati dal patto di stabilità. Il nostro bilancio è sano e abbiamo tutte le intenzioni di portare a casa sia il finanziamento che la ristrutturazione, ma questo deve permetterci di portare avanti le attività previste senza avere conseguenze pesanti sulla gestione del bilancio e quindi dell'amministrazione in generale». Per questo la giunta ha introdotto una mozione sull'esonero dai vincoli del patto di stabilità per i Comuni virtuosi che sarà discussa nel consiglio comunale fissato per mercoledì prossimo 4 marzo. «Faremo una richiesta scritta al ministro dell'economia Giulio Tremonti per avere l'autorizzazione - chiude il sindaco Dalla Libera - contemporaneamente, dopo avere definito il progetto di massima, avvieremo la gara d'appalto per l'affidamento dei lavori di ristrutturazione e adeguamento delle scuole elementari "Dall'Ongaro". Tutto questo con la speranza concreta che si possa concludere l'opera senza conseguenze sul bilancio e ad esclusivo vantaggio del miglioramento dei servizi scolastici cittadini».

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sant'orsola, sì al progetto ma slitta l'accordo - ernesto ferrara (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 27-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina III - Firenze Il caso Sant´Orsola, sì al progetto ma slitta l´accordo ERNESTO FERRARA Sant´Orsola, la Provincia di Firenze approva il mega progetto da 31 milioni di euro per dare nuova vita al gigante abbandonato da decenni portandoci il liceo artistico, un auditorium, negozi e spazi per il quartiere. Ma ancora il contratto con cui il Demanio ne cede la proprietà alla Provincia non è stato firmato e dunque, nonostante ci sia un progetto, i lavori non possono partire. Perché? Nel gigantesco scambio tra enti locali (Regione Toscana, Provincia e Comune di Firenze) e Demanio - i primi cedono l´edificio della facoltà di Agraria alle Cascine e alcuni altri palazzi storici e terreni ricevendo in cambio la Fortezza Da Basso e Sant´Orsola - da oltre un anno è fermo al palo e continua ad arenarsi nelle beghe della burocrazia. Di mezzo c´è una perizia. Ovvero la stima del valore e della dimensione del principale bene oggetto dello scambio, la Fortezza. Da qualche settimana i tecnici della Regione si sono accorti che nella conta metro quadro per metro quadro dei singoli edifici che compongono la Fortezza, il Demanio avrebbe calcolato spazi in più rispetto a quelli reali. Il Demanio avrebbe quindi valutato alcuni milioni di euro in più rispetto al valore reale la "sua" Fortezza del Sangallo. Alla Regione il conto non torna e l´ha già comunicato al Demanio, il quale per ora tace. Non si sa ancora chi ha ragione. Sta di fatto che se la perizia del Demanio fosse corretta, si dovrebbe completamente rivedere l´operazione e ci vorrebbero mesi e mesi, mentre sia il consiglio provinciale che quello comunale si sciolgono entro aprile. Per settimana prossima è fissata una riunione tra i tecnici degli enti locali e quelli demaniali e un tavolo politico tra gli enti locali per decidere la posizione da prendere col Demanio.

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"con questo laboratorio dobbiamo campare in sette: è una guerra" (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 27-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina IV - Firenze Il mosaicista "Con questo laboratorio dobbiamo campare in sette: è una guerra" RENZO Scarpelli, maestro artigiano da 40 anni nella difficile e ormai rarissima arte del mosaico fiorentino. Bottega e laboratorio da poco aperti in via Ricasoli, «Le pietre nell´arte». «Mi avevano chiesto 3.400 euro di affitto per il negozio al Duomo. Così a maggio l´ho chiuso e ho chiesto un mutuo per questo fondo, mi costa poco di più e almeno resterà ai nipoti. Voglio fare uno sforzo per restare in centro, la gente viene a congratularsi perché non è la solita pizzeria a taglio. Vorrei conservare un´arte in via di estinzione, ma non poso prendere apprendisti se non assumendoli. Ora c´è anche la crisi e la vita si è fatta dura. L´artigiano non ha orologio, non ha orari, io faccio anche dodici ore di lavoro al giorno e ho 61 anni. Ma ci dobbiamo campare in sette su questo laboratorio. Non è facile, soprattutto perché non vengono più gli americani che sono appassionati del mosaico, conoscono bene quest´arte e sanno che il prezzo non può essere basso». «Chi comprava il regalo da mille euro è sparito del tutto - continua Scarpelli - Chi acquista il pezzo da collezione da 5 mila euro c´è ancora, i nuovi ricchi esistono ma si contano sulla punta delle dita. Firenze si è seduta sulla gloria di essere desiderata da tutti e non si accorge che non basta più, con i musei a volte chiusi, con il traffico, un po´ di degrado, i prezzi ingiustamente alti. Non capisce che la gente non viene più non solo perché non ha soldi, ma perché, se ne ha un po´, va altrove, in quei posti che magari hanno molto meno di noi ma si ingegnano per valorizzarlo. Per me la difficoltà maggiore è guadagnare per mantenerci tutti e sette quanti siamo. Per un artigiano un dipendente che sa fare il mestiere è irrinunciabile, non posso fare come ora stanno facendo tutti, licenziano e poi riassumeranno. Io, se licenzio, non troverò più nessuno capace di lavorare il mosaico. Vado avanti, non licenzio e intanto passo ore in ufficio, invece che in laboratorio dove dovrei stare, a combattere con le mille carte della burocrazia». (i.c.)

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Sdoganata la videosorveglianza (sezione: Burocrazia)

( da "Italia Oggi" del 27-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

ItaliaOggi sezione: Giustizia e Società data: 27/02/2009 - pag: 30 autore: di Stefano Manzelli La previsione per le amministrazioni locali contenuta nel decreto 11/2009 sulla sicurezza Sdoganata la videosorveglianza Immagini in alta definizione conservate per sette giorni Sdoganata la videosorveglianza comunale anche per il contrasto della sicurezza urbana con possibilità di registrare immagini ad alta definizione da conservare per almeno 7 giorni. E via libera con riserva alle ronde dei cittadini associati per il presidio del territorio, ma solo dopo la definizione dei loro ambiti operativi di intervento. Sono queste le principali novità di interesse per gli enti locali contenute nel dl 23 febbraio 2009, n. 11, pubblicato sulla GU n. 45 del 24/02/2009, ed in vigore da mercoledì scorso. Con un semplice tratto di penna si è risolto il dilemma di molti comuni che hanno impegnato ingenti risorse da destinare ad impianti di videosorveglianza del centro abitato. Le immagini raccolte ora possono essere utilizzate anche per la tutela della sicurezza urbana e conservate fino ai sette giorni successivi alla rilevazione, fatte salve ulteriori esigenze tecniche. L'importante novella sulla videosorveglianza è contenuta nell'art. 6/7° e 8° del dl sui reati sessuali, nel titolo dedicato al controllo del territorio. L'utilizzo limitato delle tecniche di videosorveglianza locale derivava da una attenta lettura del codice privacy e dalle conseguenti indicazioni del garante. In buona sostanza la legittimità delle riprese effettuate dalla polizia municipale è sempre stata collegata alle finalità tradizionali dei comuni ovvero il controllo del traffico, la prevenzione degli atti vandalici in determinate zone, ma mai attività di indagine e di tutela della sicurezza urbana. Questa finalità, infatti, è di recente istituzione e deriva dal pacchetto sicurezza ovvero dal dl 92/2008, convertito nella legge 125/2008 che ha riformulato l'art. 54 del tuel. In pratica con l'attribuzione al sindaco del nuovo potere di ordinanza in materia di incolumità pubblica e sicurezza urbana, il legislatore ha ammesso la partecipazione diretta dei comuni a questioni prima riservate a polizia e carabinieri. Con il dm 5 agosto 2008, il Ministro dell'interno ha definito specificamente anche cosa si intende per sicurezza urbana, ovvero ?un bene pubblico da tutelare attraverso attività poste a difesa, nell'ambito delle comunità locali, del rispetto delle norme che regolano la vita civile, per migliorare le condizioni di vivibilità nei centri urbani?. Ora riconoscere ai comuni la possibilità di utilizzare la videosorveglianza per la tutela della sicurezza urbana equivale assimilare gli impianti tecnici in disponibilità ai comuni a quelli in uso da polizia e carabinieri. Il primo risultato apprezzabile sarà innanzitutto quello di non dover più utilizzare immagini a bassa definizione. Ma anche di poter conservare i dati registrati per un lasso di tempo ragionevole in relazione alla possibili implicazioni giudiziarie derivanti dalla videoregistrazione. Resta però necessario, per i comuni, assolvere a tutte le complesse burocrazie in materia di videoregistrazione previste solo per loro dal codice privacy. Più fumo che arrosto per quanto riguarda invece la questione delle ronde. I sindaci, specifica infatti lo stesso art. 6/3° del dl, previa intesa con il prefetto possono avvalersi della collaborazione di associazioni di cittadini per il monitoraggio del territorio. La vera novità è in senso limitativo. La carta costituzionale e la normativa ammettono già ampiamente questa attività ausiliaria, tra l'altro confermata anche da varie disposizioni regionali sperimentate da anni. Ora però sarà più difficile attivare le ronde. Le associazioni dovranno infatti essere iscritte in un apposito elenco monitorato e saranno preferite quelle costituite tra appartenenti alle forze dell'ordine in pensione. Inoltre per questa attività non dovrà esserci alcuna partecipazione economica dello stato a favore delle associazioni non qualificate. In ogni caso spetterà al Ministro dell'interno disciplinare dettagliatamente l'operatività delle ronde, i requisiti delle associazioni e tutte le attività di dettaglio di questi nuovi volontari.

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<Gli aiuti di Stato? Uccidono il teatro> (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 27-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

n. 50 del 2009-02-27 pagina 34 «Gli aiuti di Stato? Uccidono il teatro» di Paolo Bracalini Il regista fiorentino: «Lo dico da decenni, la politica non deve occuparsi di cultura. Senza sovvenzioni vincerà chi fa spettacoli migliori. La mia proposta a Bondi: date spazio ai privati e detassate i biglietti» Franco Zeffirelli è al lavoro. Ma non su un'opera lirica, su una proposta di legge da sottoporre al più presto al ministro dei Beni culturali: «Voglio incontrare Bondi e dirgli che bisogna finirla con queste elemosine di Stato ai teatri. Servono decisioni radicali». Le decisioni radicali, per il regista fiorentino, sono quelle già prese da altri Paesi. «Negli Stati Uniti o in Inghilterra lo Stato non si occupa della cultura, che è gestita solo dai privati. Ora è venuto fuori questo Baricco a dirlo. Condivido, ma ha detto cose superficialotte, si vede che non conosce la materia. L'idea che il teatro e la cultura debbano essere gestiti dal privato e non dai governi io l'ho nel cuore da decenni». E cosa consiglierà al ministro? «Di eliminare tutti gli aiuti pubblici agli enti lirici e di detassare totalmente i biglietti. All'Arena di Verona, per fare un esempio, sul biglietto c'è il 42 per cento di tasse. Se le levassero, l'Arena sarebbe in pari e non avrebbe bisogno di andare a elemosinare allo Stato». Via i pannicelli di Stato. Ma non c'è il rischio che qualcuno chiuda? «Certo, c'è questo rischio, ma la filosofia deve essere basata sul successo. Se produci qualcosa che piace e può essere commercializzato non hai bisogno dei soldi pubblici, vai avanti con i biglietti. E con gli sponsor». E i teatri «anti-glamour» di cui parla Pietrangelo Buttafuoco, quelli che non possono permettersi stagioni con attori e registi vip, ce la farebbero? «Va fatta una distinzione. Buttafuoco è una persona molto qualificata e i casi di cui parla vanno affrontati diversamente. Io mi riferisco agli enti lirici, che devono smontare tutta una rete di clientele passive e parassitarie accumulate nel tempo, perché ogni ente lirico è un centro di potere dove i politici di turno mettono i loro uomini, con lauti stipendi». Uno dei mali dell'ingerenza pubblica... «C'è un accumulo di personale che non è assolutamente compatibile con i tempi. Costi, sprechi, burocrazia inutile: nei teatri c'è molta gente che non fa nulla o che nuoce a chi lavora. Bisognerebbe ridurre di un terzo i dirigenti degli enti lirici». Diceva dei casi da affrontare diversamente. «Sì. Per i teatri di prosa si può pensare a un supporto pubblico. Ma attenzione, chi decide se un testo vale la pena finanziarlo o no? Gli assessori? È difficile... Io ho fatto molto teatro e ci ho lasciato dentro tutto quello che guadagnavo nel cinema. Perché non essendo comunista o democristiano giurato non ero entrato nei favori di chi aveva il potere. Mai ricevuto una lira dal ministero». E pensa che gli sponsor privati potrebbero sostituirsi allo Stato? «Certo, in parte lo fanno già ma hanno pochissima forza operativa, perché c'è sempre la mamma-Stato dietro. Guardi cos'è successo alla Scala, dove un imprenditore tessile si era offerto di finanziare un Rigoletto in un momento di difficoltà del teatro». Come è finita? «È finita che siccome ha dato un miliardo e mezzo alla Scala, lo Stato ha pensato bene di fare un ragionamento all'italiana e di andare a indagare sui suoi conti correnti. Ebbene, questo signore è morto con gli agenti del Fisco che gli frugavano dappertutto». Cioè lo Stato in Italia scoraggia l'intervento privato nei teatri? «Senza dubbio. In America invece ho visto Ronald Reagan baciare le mani agli sponsor del Metropolitan, quasi in ginocchio». Però c'è chi teme che i privati porterebbero una logica puramente commerciale, legata al botteghino. «Penso il contrario. Misurarsi col mercato spingerebbe le varie sovrintendenze a fare spettacoli di successo. Certo, magari qualche sponsor avrà una nipote a cui piace cantare... Ma non mi preoccuperei di questo. Nei teatri americani non ho mai avuto sentore di favoritismi o pressioni di alcun genere da parte dei privati». Lei fa l'esempio anglosassone, ma in Francia per esempio la cultura è iper-sovvenzionata dalla mano pubblica. «E infatti fanno gli spettacoli più brutti d'Europa. Il Metropolitan di New York invece, tanto preso in giro dalla sinistra culturale mondiale, fornisce un servizio costante, non costa niente allo Stato e produce cultura eccome». Non c'è niente di simile in Italia? «La Scala di Milano, che ha un retroterra molto ricco di imprese, potrebbe fare benissimo a meno delle sovvenzioni pubbliche. Invece la gestione pubblica degli enti lirici ha degli esempi pessimi in Italia». Tipo? «Per esempio questa stagione di Roma è una buffonata ridicola di finta cultura, ormai superata in tutto il resto del mondo. Certo non è facile, lo dico da uomo di teatro, trovare la chiave giusta. Ma non sarà certo un politico a dire come fare». E il Dante di Benigni è cultura? «Ma per carità. Io poi sono fiorentino e sentire uno di Prato che legge Dante mi fa diventare matto. Appunto, ma nessuno ha pensato di fare leggere Dante ad un uomo come Albertazzi? No, ci vuole un pagliaccio becero come Benigni». Salva qualcosa del teatro italiano? «Ci sono molti buoni attori a ne vengono su anche di giovani. Perché, malgrado sia una terra bruciata, il teatro ha sempre un'attrattiva mitologica sulla sensibilità. Va aiutato, ma non certo dallo Stato». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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<Per il direttore un premio da 25 mila euro> (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 27-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Economia Pagina 212 La polemica «Per il direttore un premio da 25 mila euro» La polemica --> Un premio da 25 mila euro lordi. Anche se per la burocrazia regionale si chiama ?Retribuzione di risultato?. A riceverla è stato il direttore generale dell'agenzia regionale Laore, Giancarlo Rossi, per il periodo 1 agosto 2007-31 luglio 2008, come si deduce dalla determinazione dello stesso dg datata 16 febbraio 2009. Il tutto sulla base di una nota (del 23 gennaio) dell'assessore all'agricoltura, che valuta ottimo il lavoro del numero uno di Laore. LE REAZIONI «La valutazione per il direttore generale è stata ?ottimo?, certamente anche in virtù dei risultati dell'agenzia Laore Sardegna. Proprio perché i risultati sono stati ottenuti da tutta l'agenzia», sottolinea con una punta di ironica polemica Massimo Rocchitta, coordinatore della Cisl Fp comparto Regione, «riteniamo che, di conseguenza, tale giudizio debba essere esteso anche al resto del personale: è evidente che il professor Rossi non ha lavorato da solo, così come non hanno lavorato da soli i dirigenti». LA RICHIESTA «Invitiamo l'amministrazione, per la produttività 2008, ad adottare gli stessi parametri di valutazione anche per il resto del personale: in verità, dovendoli graduare in funzione dell'importo, sarebbe opportuno renderli meno severi. Infatti», fa notare Rocchitta, «l'importo della produttività del professore è di circa 20 volte superiore a quello di un dipendente medio e, di conseguenza, crediamo che tali parametri debbano essere di circa 20 volte meno severi. Comunque, ci fa particolare piacere che l'ex assessore Foddis, attraverso tale giudizio, abbia voluto riconoscere la validità dell'attività dell'agenzia Laore».

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<Le mie nozze da incubo tra insulti e bugie> (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 27-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

n. 50 del 2009-02-27 pagina 5 «Le mie nozze da incubo tra insulti e bugie» di Redazione Luisa 44 anni, è un'infermiera professionale e vive a Roma. La sua storia è cominciata con un sorriso ed è finita tra le lacrime. Per colpa di un matrimonio misto. «Ora mi trovo sposata con un egiziano bigamo, con una figlia illegittima su certificato di famiglia e una convivente che ha ottenuto, grazie a me, il permesso di soggiorno per ricongiungimento familiare». Ma com'è possibile questa situazione? «Grazie ad una burocrazia cieca e alla mancanza di tutela delle donne italiane che sposano i musulmani». Com'è cominciata la vostra storia? «Con una vacanza Sharm-El-Sheikh. Ho incontrato Essam e mi sono innamorata. Per un anno e mezzo ho fatto avanti e indietro dall'Egitto. Poi ci siamo sposati al Cairo e dopo le nozze ci siamo trasferiti a Roma». Com'è stata la convivenza? «All'inizio tranquilla, io lo conoscevo come un musulmano moderato. A volte beveva anche vino e birra». Poi? «Ha cominciato a frequentare gli egiziani della città e certe moschee abusive, in garage o capannoni. Seguiva il ramadan in modo ossessivo». Il che senso? «Se lo sfioravo anche con una mano lui si arrabbiava moltissimo e si andava a fare un'altra doccia, il prosciutto non potevo metterlo vicino ai suoi cibi nel frigorifero. Diceva che ero impura, che dovevo convertirmi all'Islam, che non dovevo vestirmi all'Occidentale perché si vedevano le curve». E lei ha ceduto? «No, ma lui si allontanava sempre più da me. E i contrasti aumentavano. Diceva che lo avrei portato all'inferno, che se avessimo avuti dei figli maschi sarebbero dovuto diventare musulmani e se avessimo avuto una femmina doveva arrivare illibata al matrimonio altrimenti mi avrebbe sgozzata». Una quotidianità invivibile? «Esattamente. A tal punto che lui se n'è andato per due mesi in Egitto e quando è tornato si è trasferito da amici. Mi veniva a trovare ogni tanto e mi ha chiamata solo quando è scaduto il suo permesso di soggiorno. Con la mia presenza ha ottenuto la carta di soggiorno e poi è sparito». Ma lei non si è sentita usata? «Io lo amavo e speravo di recuperare il nostro matrimonio». Invece? «Dopo un mese mi ha chiamato per dirmi che si era risposato in Egitto, aveva avuto una bambina. Ora è in Italia con la figlia illegittima e la sua nuova moglie che ha ottenuto il permesso di soggiorno per ricongiungimento familiare». Ma lei ha denunciato la bigamia? «Certo e ho cercato di bloccare la procedura alla Prefettura di Roma per la sua cittadinanza. Ma non c'è stato nulla da fare. Ora ho chiesto la separazione, ma attualmente sono registrata nello stato di famiglia assieme a lui e sua figlia. Inoltre sono stata ufficialmente ripudiata con il rito talaq in Egitto». Come si sente? «Amareggiata. Le ultime parole che ha pronunciato sono state: ti ho fregato per bene». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Falso reddito per l'abbonamento al bus: assolta (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 27-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Falso reddito per l'abbonamento al bus: assolta il caso La donna, 73 anni, aveva dichiarato un guadagno inferiore, godendo delle agevolazioni. Scoperta in un controllo a campione 27/02/2009 ALLA non più verde età di 73 anni, nonna Rosa si è trovata per la prima volta davanti a un giudice con accuse pesanti: truffa e falso ideologico. «Tutto per un abbonamento Amt rinnovato a fine 2006 con tariffa agevolata per pensionati - racconta l'avvocato Simona Rossi - come aveva fatto per anni potendo contare su un reddito di soli 6900 euro». Fino a 7500 euro, secondo i regolamenti dell'azienda dei trasporti, si è abbastanza poveri da aver diritto a uno sconto. Poi, non più. E nonna Rosa, certificando il suo reddito, tre anni fa (secondo la burocrazia senz'anima) ha attestato il falso. Una vincita al lotto le ha cambiato la vita? Al contrario. Quell'anno nonna Rosa si è trovata vedova. E dopo aver pianto per il marito molto amato, dopo aver sperimentato che andare avanti da soli è più difficile anche da un punto di vista freddamente economico (perché le bollette da pagare non si dimezzano e la donna non poteva contare nemmeno su una pensione di reversibilità, solo sulla sua), nonna Rosa ha fatto la scoperta più amara. Per il fisco, ora è più ricca: la rendita catastale del piccolo appartamento che era intestato al marito "fa reddito", 900 euro del tutto virtuali. E si somma ai suoi miseri 6900 euro, così che il totale supera di pochissimo il livello di "povertà" riconosciuto da Amt. Lei, più povera di prima, rinnovando l'abbonamento che aveva sempre rinnovato, si è trovata fuorilegge. E durante un controllo a campione eseguito per conto dell'Amt, il fisco ha scoperto che la dichiarazione non corrispondeva alla realtà. Nonna Rosa ha pagato una multa per la violazione amministrativa, poi è stata comunque chiamata in tribunale dove ha trovato un legale d'ufficio che l'ha presa a cuore. «Mi chiedeva solo: e adesso finirò in galera? - racconta l'avvocato Rossi - e si preoccupava per quello che avrebbero pensato gli amici del figlio». Quando è stata assolta " perché il fatto non sussiste" non ha potuto fare altro che piangere per la gioia. Ma la comunicazione le è stata fatta per telefono, il giudizio è avvenuto "in contumacia": da qualche giorno Rosa è all'ospedale, ricoverata all'istituto tumori. Bruno Viani viani@ilsecoloxix.it. 27/02/2009

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omar finalmente ce l'ha fatta arrivato dal saharawi ora è cittadino italiano - elena pullerà (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 27-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Con accento livornese il suo giuramento in Comune Omar finalmente ce l'ha fatta Arrivato dal Saharawi ora è cittadino italiano ELENA PULLERà LIVORNO. Stretto nel completo nero di rito, quello da indossare solo nelle occasioni davvero importanti, Omar Cheikh Med, in Italia dal 1992 può finalmente dirsi cittadino italiano. Quelle parole, pronunciate a mezza voce e con tanta emozione a sancire il giuramento di fedeltà alla nostra repubblica e l'impegno ad osservarne la costituzione, arrivano dopo un lungo iter fatto di burocrazia lenta e di tanta attesa. Con perfetto accento da livornese doc, Omar, arrivato in città a dodici anni come tanti bambini saharawi, a Livorno è cresciuto, ha studiato all'Iti Galilei come perito informatico, ha lavorato e si è perfettamente integrato. Certo ricevere la nazionalità italiana non è solo la ciliegina sulla torta del suo percorso. «Niente più preoccupazioni per ottenere il rinnovo del permesso di soggiorno!»: questa la grande soddisfazione di Omar che - ammette - «dopo tanto tempo (dieci anni di residenza e almeno cinque per ottenere il decreto di concessione dal ministero) davvero non ci speravo più». Accompagnato nella sala dell'anagrafe del Comune dalla sua "seconda" famiglia - la mamma Elena Meniconi ed il fratello Gianfranco, da alcuni amici tra cui Said, saharawi come lui, e da Giampiero Murino e Piero Folena dell'associazione Salaam Huaria (letteralmente "pace e libertà") a sostegno dei bambini e delle famiglie che li accolgono in città - Omar, con un'ultima e sudatissima firma, è adesso italiano a tutti gli effetti. «La situazione di stallo - spiega la mamma, la cui perseveranza ha dato i suoi frutti - si è sbloccata dopo una lettera inviata al Presidente della Repubblica Napolitano, che in pochi mesi ha fatto arrivare il benestare definitivo. Devo ringraziare la Prefettura, specialmente Brogi e Briguglio, che tanto si sono adoperati per aiutarci».

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La paura e l'ingiustizia (sezione: Burocrazia)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 27-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

La paura e l'ingiustizia --> Venerdì 27 Febbraio 2009 PRIMA, pagina 1 e-mail print Quando il rapporto fra la realtà e la sua rappresentazione è alterato, allora l'ovvio non è più ovvio. Nei giorni scorsi il nostro ministro degli Esteri Frattini ha dovuto precisare che i romeni responsabili di reati sono una minoranza della comunità. La realtà dice che quelli coinvolti in attività criminali sarebbero 10 mila (2.729 i detenuti, 1.773 in attesa di giudizio), pari all'uno per cento del milione e 16 mila residenti in Italia. Il 99 per cento dei romeni quindi non solo non ha nulla a che vedere con la presunta «emergenza sicurezza», ma anzi contribuisce al benessere economico del nostro Paese, generando quasi il due per cento del Prodotto interno lordo. Non si deve negare la gravità di fatti specifici di cronaca nera. Però nemmeno dilatare l'emotività intorno a queste vicende. Semmai ci sono alcune lezioni da trarre. Una ricerca sull'insicurezza in undici grandi città italiane commissionata dall'Associazione dei Comuni certifica come in nessun capoluogo l'immigrazione viene indicata come il fattore che più alimenta il senso di insicurezza dei cittadini. In testa c'è invece la scarsa efficacia della giustizia (37 per cento), la mancanza o la precarietà del lavoro (36 per cento) e solo al terzo posto (24 per cento) l'immigrazione. La debolezza della giustizia è indicata dalla stessa Associazione dei romeni in Italia come il fattore che calamita nel nostro Paese chi vuole delinquere. Alcuni dati sono eloquenti: il 40 per cento dei ricercati da Bucarest con mandato di cattura internazionale sono in Italia. Solo nel 2008 la Francia ha espulso 7 mila detenuti romeni, l'Italia 40. È la radiografia del fallimento di un sistema. La sensazione che se ne ricava è quella di uno Stato debole con i forti e forte con i deboli. Uno strabismo frutto dell'ossessione securitaria, peraltro contraddetta da pronunciamenti di esponenti importanti dello stesso governo. «Non esiste un'emergenza sicurezza, i reati nel 2008 sono diminuiti», ha detto il ministro degli Interni Maroni a inizio febbraio. «Siamo intervenuti in seguito al grande clamore suscitato dai recenti episodi di violenza sulle donne», ha riconosciuto il premier Berlusconi presentando il decreto sulle «ronde». Uno strabismo però non senza conseguenze. Mentre in queste ore Palazzo Chigi sta lavorando a un emendamento per velocizzare le estradizioni e il riconoscimento delle sentenze penali, non si vedono all'orizzonte provvedimenti che favoriscano l'integrazione dei 4 milioni di immigrati regolari. L'accesso alla cittadinanza continua a essere un percorso a ostacoli (chi è nato e vive in Italia da anni è sempre extracomunitario) e la burocrazia, assillante e inefficace, produce clamorosi paradossi (spesso i permessi di soggiorno rinnovati arrivano nelle mani degli immigrati quando sono già scaduti). Né si vedono risposte per la zona grigia, quei 570 mila stranieri che, pur avendo un lavoro e un'abitazione, con l'ultimo decreto flussi non sono riusciti a regolarizzarsi a causa delle maglie strette di norme ipocrite. Molti lavorano in nero - in Europa contendiamo il «primato» a Spagna, Grecia e Portogallo - e non avendo diritti sono esposti alle tentazioni della criminalità. A conferma che dove non c'è giustizia anche la sicurezza è a rischio. Andrea Valesini 27/02/2009 nascosto-->

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Più fiducia, innovazione, passione, scuola più vicina alle imprese e riorganizzazione anch... (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Marche)" del 27-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Venerdì 27 Febbraio 2009 Chiudi Più fiducia, innovazione, passione, scuola più vicina alle imprese e riorganizzazione anche delle associazioni di categoria. Questa la ricetta per uscire dalla crisi che Enrico Bracalente, top manager della Nero Giardini e componente del direttivo di Confindustria Fermo, propone con una lettera aperta. «Questo - scrive Bracalente - è il momento della riflessione e della costruzione. La crisi che investe anche il nostro territorio dovrà essere fronteggiata con nervi saldi e guardando avanti. Ogni problema ha in sé una soluzione. Per trovarla occorre capire ciò che sta accadendo. Solo così possiamo rispondere adeguatamente. E' il tempo di dimostrare di che pasta sono fatti gli imprenditori del Fermano, è tempo di compiere un passo, di riorganizzare al meglio le nostre imprese ed anche le associazioni di categoria che ci rappresentano, di riscoprire una cultura del lavoro fatta di responsabilità e di creatività. Non il mero profitto, allora, ma la costruzione di opere che partano dalla propria passione per la vita, per la propria famiglia, per il territorio, per la patria. Mi ha colpito una recente dichiarazione di Francois Michelin, patron della Michelin. Alla domanda se di fronte alla crisi abbia pensato di abbandonare l'azienda e rinchiudersi nel privato, ha risposto: "No! La mia prima reazione è quella di chiedermi cosa si possa fare per rimettere in equilibrio questo paese, eppoi, come si può abbandonare il mondo della fabbrica quando ci si rende conto di tutto ciò che di umano c'è nello sguardo degli uomini e delle donne che vi lavorano?». Per Bracalente è l'energia che deve caratterizzare gli imprenditori. «Abbiamo la passione innata di fare e di costruire abbiamo donne e uomini di cui sentiamo la piena responsabilità, non possiamo demordere, dobbiamo essere un esempio. Ma tutto ciò va sommato a richieste molto concrete. La politica la finisca di battibeccare e affronti i temi urgenti, la scuola sia più vicina alle imprese (sono soddisfatto di ciò che sta facendo l'Ipsia di Fermo), la burocrazia cessi di essere una complicazione e una tortura quotidiana, il governo pensi alla settimana corta, alle imprese si dia la possibilità di smaltire il magazzino, i sindacati capiscano che è tempo di collaborazione e non di lotta, la mia associazione di riferimento, Confindustria, si organizzi meglio per sostenerci più adeguatamente. E' tempo di unità. E di coraggio. Insieme ce la faremo».

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Le regole priorità del G-8 italiano (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 27-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2009-02-27 - pag: 5 autore: «Le regole priorità del G-8 italiano» Tremonti: proporremo una de-tax dell'Iva per aiutare i Paesi poveri attraverso il no profit Dino Pesole ROMA Regole condivise, ordine, global legal standard sulla «proprietà, la trasparenza, il meccanismo di funzionamento contrattuale »per uscire dalla crisi e con-trastare l'asimmetria tra la struttura del mercato, che è globale, e l'architettura istituzionale mondiale, che globale non è. è questo il «tema fondamentale strategico » su cui intende puntare la presidenza italiana del G-8, secondo quanto ha ribadito ieri il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti nel corso di un'audizione presso le commissioni Esteri di Camera e Senato. All'origine della crisi c'è la deregolamentazione selvaggia dei derivati, che negli Stati Uniti ha inizio nel 2000 con l'esclusione per legge di ogni possibile regolamentazione di questa tipologia di prodotti finanziari. «Una scelta politica», la definisce il ministro, che ha posto su due piani e livelli distinti «la forza del mercato e quella delle regole». Il passaggio critico si è determinato quando si è usciti dal sistema delle regole per entrare nel regno «dell'anomia, cioè dell'assoluta assenza delle leggi » alla base del cataclisma che ha colpito l'economia globale. In questo momento, stando ai dati del Congresso americano e della Bri, il volume «nozionale dei derivati è 12,5 volte il Pil del mondo. La differenza di partite, nettizzando gli importi nazionali, è pari a 30-40 trilioni di dollari». In confronto, il piano predisposto dagli Stati Uniti per far fronte alla crisi è di un trilione di dollari. Chiaro esempio della «degenerazione avvenuta nelle strutture del capitalismo ». I derivati del resto sono nati come strumenti assicurativi e in breve tempo si sono trasformati in «operazioni speculative fine a se stesse». L'altro obiettivo di rilievo che la presidenza italiana del G8 intende perseguire è l'introduzione di una sorta di "detax", la detassazione di una parte minima dell'imposta sugli scambi e sulle accise, che per l'Europa coincide sostanzialmente con l'Iva. I relativi proventi dovrebbero essere destinati ai paesi più poveri attraverso le associazioni del volontariato, «un modo non banale per organizzare i meccanismi e tenere aperti i canali della solidarietà». Si può ripartire da uno studio già avviato nel 2001-2002 in parallelo con la «Tobin tax». Ipotesi da sottoporre al vaglio preventivo della Ue, poiché l'Iva è appunto un'imposta comunitaria, e per decisioni in tale materia occorre l'assenso di tutti. Il Tremonti europeista non convince però l'opposizione che con Piero Fassino gli contesta di «dire tutto e il contrario di tutto con la solita disinvoltura », poiché è passato da posizioni euroscettiche a filoeuropeiste. «Non sono mai stato contro l'Europa - replica il ministro - ma contro l'eccesso di burocrazia che rendeva ridicola l'Europa. Altri, non io, hanno detto che il Patto di stabilità era stupido e l'hanno riscritto, e hanno fatto bene. Sull'Europa ho sempre avuto la stessa idea, da quando ero al liceo». Tra le scelte che avrebbero richiesto maggiore ponderazione e approfondimento c'è l'allargamento a Est dell'Unione («una cosa giusta fatta in un tempo troppo ristretto »), mentre uno dei nuovi temi su cui si dovrà discutere in Europa è certamente l'intera partita degli aiuti di Stato. Nella seconda metà del 2008 è stata in ogni caso decisiva la presidenza di turno francese: «senza una presidenza forte avremmo avuto un impatto della crisi molto più forte». Tremonti rivendica all'Italia il merito di aver avanzato in passato la proposta di finanziamento dei vaccini «che ha salvato 2 milioni di vite. Gordon Brown, all'interno del G20, mi ha inserito in un comitato che studierà altri meccanismi di questo tipo». Il G8 ormai è un forum che non rappresenta tutti i maggiori Paesi del mondo, ma non lo è nemmeno il G20 in cui non trovano rappresentanza «aree fondamentali del mondo». ANSA «Non parlate solo di crisi». Giulio Tremonti alla trasmissione Anno zero

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<Con la rotatoria il ragazzo sarebbe vivo> (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 27-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

REGGIO PRIMO PIANO pag. 3 «Con la rotatoria il ragazzo sarebbe vivo» PARLA IL PADRE DI PIERLUIGI VEZZANI GUASTALLA «E' AGGHIACCIANTE». Luca Vezzani (nella foto, con la moglie Maria Cristina Lavagnini) ha vissuto direttamente il momento drammatico che ora sta affrontato un altro padre, quello di Marco Mancuso. Anche Luca si è visto portare via il figlio di 14 anni, nel dicembre del 2007, ad un incrocio quello fra la Cispadana e via Ville, a San Martino di Guastalla che da anni era al centro delle polemiche in quanto destinato a diventare rotatoria. Così avevano chiesto tanti cittadini residenti nella zona. Ma solo poche settimane dopo la morte di Pierluigi Vezzani, studente di Guastalla, le autorità comunali e provinciali avevano fatto partire il cantiere, realizzando effettivamente la rotatoria. E quell'incrocio è diventato molto più sicuro rispetto al passato. «CREDO che se la rotonda ci fosse stata anche a San Giacomo riflette Luca Vezzani, imprenditore edile ora Marco potrebbe essere vivo. Quell'incrocio, fra via Sacco e Vanzetti e via Roncaglio, è da sempre pericoloso. Quasi ogni settimana ci sono chianti. Tante volte non sono gravi. Ma stavolta si è verificata la tragedia, poche decine di metri dall'oratorio che frequentava mio figlio e dove è stato eretto un piccolo monumento in suo ricordo». VEZZANI si sofferma sulla burocrazia. «Io credo nella buona fede della brava gente. E credo che nelle istituzioni ci siano persone brave e capaci. Ma la burocrazia che vige in Italia è davvero terribile, capace di demoralizzare la buona fede e la brava gente. Me ne sto accorgendo per le pratiche sull'allestimento della rotatoria di via Ville, dedicata a mio figlio Pier. Stiamo perdendo un sacco di tempo di fronte a scartoffie infinite. L'opera doveva già essere conclusa». a.le.

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<Cartelli in dialetto anche a Brescia> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 27-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Lombardia - data: 2009-02-27 num: - pag: 13 categoria: REDAZIONALE Iniziativa del capogruppo della Lega, Gallizioli: segnaletica bilingue in città e ai caselli autostradali «Cartelli in dialetto anche a Brescia» La richiesta del Carroccio. L'opposizione: pensi ai problemi reali I lumbard chiedono anche l'istituzione di corsi di dialetto — affidati agli anziani — negli asili e nelle scuole elementari BRESCIA — «Benvenuti a Brèsa». Il saluto di forgia lumbard, disegnato da un graffitaro, oggi campeggia solo su un muro della Mandolossa, accogliendo gli automobilisti che entrano in città dalla Valcamonica. Ma da domani i cartelli in dialetto e italiano potrebbero essere istituzionalizzati anche sulle strade della Leonessa, come già succede in altri comuni della provincia e capoluoghi lombardi (Bergamo, Como e Varese sono stati i precursori). L'idea, manco a dirlo, è venuta al gruppo consigliare della Lega Nord in Loggia, che ieri mattina ha presentato un' interrogazione urgente al sindaco di Brescia, Adriano Paroli. Spiega Nicola Gallizioli, capogruppo del Carroccio: «I cartelli dovranno essere posizionati agli ingressi della città, all' uscita dei caselli autostradali e delle tangenziali provinciali. Il Comune dovrà farsi carico di recuperare la toponomastica originaria di piazze e vicoli del centro. In questo modo manterremo viva un'identità che non intende essere cancellata dal tempo. Il dialetto non appartiene al passato, ma vive ogni giorno nelle chiacchiere di piazza e nelle case dei bresciani ». Non solo. Nell'interrogazione si chiede l'istituzione di corsi di dialetto, affidati agli anziani, da organizzare negli asili e nelle scuole elementari. «L'intenzione — spiegano i consiglieri del Carroccio - è quella di promuovere un adeguato piano di offerte culturali finalizzate a favorire la conoscenza della cultura, della lingua e delle tradizioni bresciane, coinvolgendo in particolar modo le scuole della città. Ad esempio gli anziani potrebbero insegnare negli asili, mentre alle elementari verranno distribuiti libri di testo con traduzione a fronte in dialetto». Oggi pomeriggio la richiesta sarà discussa in Loggia ed entro l'estate i primi cartelli faranno capolino pure sulla A4 Milano-Venezia e sulla A21 Brescia-Piacenza. Adriano Paroli, sindaco del Pdl eletto in quota Fi, nicchia: «Discuteremo della questione con gli alleati. La Lega ha presentato un'interrogazione, il Consiglio deciderà cosa fare. Oggi non sono in grado di dire se e quando il progetto potrà essere realizzato». Brèsa come Berghem, il primo capoluogo ad adottare i cartelli bilingui. Per due anni, dal 2002 al 2004, la toponomastica voluta dal sindaco di centrodestra, Cesare Veneziani, aveva accolto i turisti in visita alla Città Alta. Poi, con il cambio di maggioranza e l'elezione di Bruni (centro-sinistra) i cartelli sono spariti. Discorso diverso, invece, a Como dove la Lega, per evitare discussioni in consiglio e tagliare i tempi della burocrazia, ha preferito attaccare sui cartelli all'ingresso della città gli adesivi con i nomi delle località in vernacolo. A Varese la toponomastica bilingue è stata varata dal Comune 5 anni fa e tuttora resiste. Conclude Gallizioli: «Brescia seguirà l'esempio degli altri capoluoghi lombardi. In fondo questi cartelli, nel Bresciano, vengono pure finanziati dal Broletto (dall'assessore leghista al Turismo, Riccardo Minini) con una contributo che arriva fino al 60%. La Loggia, se vorrà, potrà accedere anche ai fondi stanziati dalla Provincia». Ma in Comune c'è chi storce il naso e attacca: «La maggioranza pensi ai problemi reali — affonda Emilio del Bono, capogruppo Pd —. Dopo il bonus bebè, ritenuto razzista dal Tribunale, ci mancavano solo i cartelli in lumbard. Brèsa, per dirla alla Carroccio, è una città multietnica che però non ha mai rinunciato alle sue tradizioni. I cartelli in lingua sarebbero solo un'operazione di facciata ». Biglietto da visita Uno dei cartelli posti dalla giunta di centrodestra all'ingreso di Varese: furono collocati cinque anni fa Giuseppe Spatola

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Le imprese a Matteoli: <Il Passante non basta> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 27-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - PADOVA - sezione: REGIONE - data: 2009-02-27 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Le imprese a Matteoli: «Il Passante non basta» Confcommercio chiede treni, porti e nuove strade. Il ministro: «Comincio togliendo la burocrazia» E sul fronte aeroportuale Marchi provoca: «Togliamo il divieto di fare tratte aeree tra Milano e Venezia» MESTRE — Il Passante non basta a nessuno. Non alle piccole e medie imprese del Veneto, non alla politica locale e nemmeno a quella nazionale. Il messaggio arriva forte e chiaro dal convegno organizzato ieri mattina a Mestre da Confcommercio. Le piccole e medie imprese lanciano l'allarme: un'indagine diffusa ieri rivela che per oltre un imprenditore su tre infrastrutture e trasporti sono difficilmente accessibili, il buco più grande riguarda strade e ferrovie, per il 54.7% delle imprese lo stato delle ferrovie è insufficiente o del tutto carente, soprattutto per gli imprenditori del Nord Est, ma grandi difficoltà incontra anche il passeggero aeroportuale: per oltre un imprenditore su tre, soprattutto a Nord Est, lo stato degli aeroporti è fortemente carente, come pure quello dei porti. E questo, ha spiegato ieri il presidente nazionale Carlo Sangalli, si ripercuote in un danno economico ai piccoli imprenditori: 56 miliardi di euro l'anno. Treni, Sfmr, sublagunare, porti, aeroporti, strade, autostrade. La lista dei desideri del Veneto è lunga. E ieri tutti l'hanno presentata al ministro dei Trasporti Altero Matteoli. Il quale, in realtà, grandi rassicurazioni non ne ha date. Salvo ricordare il piano triennale del governo per le opere da 16.6 miliardi di euro, 8 dei quali coperti da privati: «Stiamo cercando — ha spiegato il ministro — di dirottare risorse anche sulle piccole opere, per dare respiro alle piccole e medie imprese. Ma questo non significa dare ai comuni la possibilità di violare il patto di stabilità. Nessuno l'ha proposto in consiglio dei ministri. Un'altra cosa che possiamo fare è snellire le procedure per chi fa un'opera: per esempio, abbiamo approvato una legge che impedisce al Tar di bloccare le opere avviate quando uno dei ricorrenti perde le gara. Vedrete che con questo sistema avremo anche meno ricorsi. O ancora la possibilità di nominare un commissario. Il Passante di Mestre si è fatto perché c'era un commissario: è una delle opere realizzate nel minor tempo, ma ancora non basta, non ci possiamo accontentare: ci sono voluti quattro anni solo di passacarte». L'elenco delle richieste era iniziato con il presidente dell'unione veneziana di Confcommercio, Massimo Albonetti: «Passante, tram, metropolitana di superficie. Ancora, porto e aeroporto. Sublagunare. Quella che Venezia e la sua provincia si appresta a vivere è un'era di grandi trasformazioni, sotto il profilo delle infrastrutture, con le grandi opere di collegamento globale che vedono la nostra provincia al centro di scambi internazionali. Molte cose sono ancora da fare: non ultimi, a Venezia, posti barca in più». Era continuato col sindaco Cacciari: «Lo ribadisco: il Comune di Venezia ha approvato una delibera che è interesse pubblico realizzare la sublagunare, ma il Comune non è in grado in nessun modo di impegnarsi per un euro di finanziamento. Ricordo a Matteoli che rientra nella legge obiettivo, se ci sono finanziamenti bene, sennò lo faranno i privati con oneri e onori. Quanto alle attività di diporto nautico, voglio rispondere ad Albonetti: stiamo molto attenti, perché le imbarcazioni da diporto nautico sono tra le principali cause del moto ondoso». Il turno dell'assessore regionale Renato Chisso, definito il «padre» del Passante dal palco e autoridimensionatosi allo «zio» della grande opera, è un elenco di quanto manca e di quanto la Regione può fare in autonomia: «Per le autostrade — ha detto Chisso — voglio dire al ministro che ci arrangiamo con fondi nostri e col project financing. Incassiamo 250mila euro al giorno dalle concessioni autostradali, 50 milioni l'anno che in 15 anni rappresenteranno 250 milioni di euro di investimenti. Per le ferrovie, in particolare per la Tav, deve fare lo Stato. Quanto al tracciato, una volta archiviato il voto in Provincia (con evidente frecciata al presidente Davide Zoggia, lì presente, ndr) decideremo anche il tracciato, verso est». Altro fronte, quello degli aeroporti, con la provocazione lanciata dal presidente del Marco Polo, Enrico Marchi: «Cambiamo la legge che fu fatta con Malpensa 2000: togliamo il divieto di fare tratte aeree tra Milano e Venezia. Finché non avremo l'alta velocità sarà l'unico modo per approfittare dei flussi che verranno. Quanto alle possibilità offerte dalla sfida del Quadrante di Tessera, io la considero la Porto Marghera degli anni che verranno». L'ultimo passaggio è sugli studi di settore. La richiesta più forte da Sangalli: «Devono necessariamente essere ribassati». La risposta più applaudita da Matteoli: «Vanno assolutamente revisionati ». Sara D'Ascenzo

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Una Sagra sempre meno <legnanese> (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Legnano)" del 27-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

PRIMO PIANO pag. 2 Una Sagra sempre meno «legnanese» Obiettivo: rendere gara ippica e sfilata più spettacolari e appetibili anche per chi non vive in città PALIO I PROGETTI DEL SINDACO VITALI PER L'EDIZIONE 2009 E QUELLE FUTURE di CHRISTIAN SORMANI LEGNANO «CI SIAMO mossi per la prima volta da quando esiste il Palio visitando ogni singolo maniero della città ed i risultati sono eccellenti». Il sindaco di Legnano, Lorenzo Vitali, traccia il punto della situazione dopo le tante visite effettuate durante questi mesi nelle otto contrade, che formano la città di Legnano da una parte, e l'anima vera del Palio dall'altra. «NON MI SONO mai considerato uomo di Palio, questo lo devo dire. Volevo capire molto di questo mondo, aiutato anche dalle altre istituzioni del mondo paliesco che hanno fatto visita con me nei rispettivi manieri della città. Ho davvero scoperto un mondo e le sensazioni miei personali sono state ottime. Il maniero è un punto di riferimento per le attività sociali e culturali della città. Un punto di aggregazione verso il quale il Comune non può che dare ancora di più una mano ed un supporto per organizzare nuove attività e per avere ancora più gente». Vitali entra poi nello specifico delle richieste mosse dalle diverse contrade: «Il Palio è in piena evoluzione ed è per questo che abbiamo fatto a tutte le contrade la medesima domanda: andare avanti con una manifestazione tradizionale chiusa alla sola città di Legnano od aprirsi all'esterno, rendere cioè il Palio del Carroccio ancor più spettacolare? Il dibattito è piaciuto molto e abbiamo visto prevalere il secondo sunto. Occorre però modulare le due esigenze che sono uscite allo scoperto e quindi aprirsi sì all'esterno, ma senza stravolgimenti di sorta». IL SINDACO di Legnano poi spiega l'impegno dell'Amministrazione comunale: «È mio preciso dovere coinvolgere le contrade e farle diventare ancora di più un punto di riferimento per il quartiere». Chi, invece, parla di possibili polemiche fra le diverse istituzioni che regolano il Palio resterà deluso, almeno a sentire le parole del primo cittadino. «Alcuni hanno fatto emergere una diatriba fra comitato Palio, contrade e Comune. Questa sensazione io non l'ho mai avuta. Anzi stiamo facendo di tutto per lavorare insieme. Se qualcuno si vuole lamentare è liberissimo di farlo, ma per quanto ci riguarda non ci sono lotte in atto da nessuna parte». Lorenzo Vitali poi si è soffermato a chiarire l'impegno politico sulla pista ippica al Castello, alimentando le speranze di tanti contradaioli: «Ci siamo attivati per la nuova pista. I problemi ci sono, inutili nasconderli. La location è stata scelta in una zona che il magistrato del Po potrebbe considerare alluvionale. Da questo punto di vista siamo in attesa di risposta e sapendo molto bene che i tempi della burocrazia sono lunghi ci attendiamo ancora un anno di sospensione e di attesa. Dopo di che valuteremo la location ed i costi che per il comune devono essere irrisori. Mi spiego: ci deve essere un finanziamento temporale con un progetto al quale aderiranno diversi sponsor. In questo modo la pista ippica potrà diventare realtà senza dilapidare il bilancio del comune di Legnano». IL GRAN MAESTRO Romanò poi spiega: «Vogliamo aiutare le contrade che hanno apprezzato l'impegno. Legnano è festa tutto l'anno e non solo la domenica di Palio. C'è unione nel mondo del Carroccio legnanese».

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<LE LUNGAGGINI burocratiche uccidono le imprese>. Non usa mezze parole ... (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 27-02-2009)

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PESARO: COMMERCIO & SERVIZI pag. 10 «LE LUNGAGGINI burocratiche uccidono le imprese». Non usa mezze parole ... «LE LUNGAGGINI burocratiche uccidono le imprese». Non usa mezze parole Giancarlo Pedinotti, presidente Confcommercio Pesaro e Urbino, nell'affrontare l'argomento crisi. «La revisione e il superamento del Patto di stabilità imposto dal governo agli enti locali (ma annullato per la città di Roma) continua Pedinotti è atto necessario per consentire gli investimenti in infrastrutture e rimettere in moto l'economia ma anche per pagare i fornitori che da mesi stanno inutilmente aspettando e pagando interessi alle banche. Il federalismo fiscale è obiettivo da conseguire solo e nella misura in cui non produce un aumento dei costi della burocrazia e può conseguire una semplificazione delle procedure.Oggi il progetto di federalismo è solamente un "buco nero": non si conoscono i costi né sono chiare le competenze». «IL TANTO decantato interesse nei confronti del mondo delle imprese, che stanno pagando i costi della finanza creativa e della voragine della spesa pubblica, deve tradursi in fatti concreti. Eppure non sempre dalle parole si passa ai fatti. Abbiamo chiesto a Comuni e Provincia di sostenere l'attività dell'ente bilaterale che potrebbe essere in grado di contribuire al sostegno del reddito dei lavoratori ed alle imprese del nostro settore; di sostenere l'attività della Cooperativa di garanzia fidi Fidicom,uno dei pochi strumenti utili per favorire l'accesso al credito da parte delle piccole imprese. Ma nessuno, esclusa la Camera di Commercio, ha risposto. E' da due anni che chiediamo la revisione dei canoni demaniali che se applicati nella misura prevista dalla finanziaria 2007 porterebbero alla chiusura di decine di imprese solo nella nostra Provincia. C'è una intesa con la sottosegretaria Brambilla; c'è l'accordo con le Regioni; c'è l'intesa con parlamentari di maggioranza e opposizione. Ma niente. Tutto è fermo. Il decreto Mille proroghe si è ricordato della sanatoria per chi ha affisso manifesti politici abusivi ma ha dimenticato le imprese che operano su aree demaniali». «SI DICE di voler accelerare l'iter amministrativo per favorire gli investimenti conclude Pedinotti e poi in un Comune della Provincia da 5 mesi un negozio aspetta l'autorizzazione per installare un'insegna e un altro aspetta dall'agosto 2008 un cambio di destinazione d'uso che consentirebbe l'apertura di una attività e numerose assunzioni».

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Salvatore: sviluppo bloccato dai burocrati Presenteremo l'elenco delle incompiute (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 27-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno - CASERTA - sezione: NAPOLI - data: 2009-02-27 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE L'intervista Domani al Pan secondo appuntamento con il «Sabato delle idee» Salvatore: sviluppo bloccato dai burocrati Presenteremo l'elenco delle incompiute NAPOLI — E' il punto di vista esterno quello che conta; e che può offrire spunti di cambiamento. Ripensare lo ??spazio'' cittadino (quello fisico, evidentemente, ma anche quello etico e sociale che rende tutti noi comunità). L'obiettivo del «Sabato delle idee» (domani secondo appuntamento al Pan dell'iniziativa promossa da Fondazione Sdn, Università Suor Orsola Benincasa e Palazzo delle arti di Napoli) è questo. Il professor Marco Salvatore, presidente della Fondazione, è un po' l'anima dell'iniziativa. Professor Salvatore l'incontro di domani ha un tema emblematico: «Lo spazio scenico. La città del possibile tra immaginario e realtà». Cosa vi aspettate? «Idee e spunti che possano provenire da quanti non vivono la città quotidianamente ed hanno, quindi, il giusto distacco per compiere un'analisi ??fredda'' ma che si rivela estremamente utile per mettere in campo progetti di rilancio della nostra città, certo, ma anche della regione». Siete a caccia di sguardi «laterali »? «Suggerimenti, collaborazioni tra personaggi e mentalità appartenenti a realtà diverse». Per questo avete chiamato, tra gli altri, l'attore Giorgio Albertazzi, il direttore artistico del Teatro San Carlo Gianni Tangucci, il regista Francesco Saponaro, il sociologo Domenico De Masi e lo storico Gennaro Carillo? «E' una maniera di tenere vivo il dibattito». Chi viene da fuori che Napoli trova oggi, rispetto a quella sbattuta in prima pagina mesi or sono grazie allo scandalo rifiuti? «Si nota un leggero miglioramento anche al di là dell'emergenza immondizia. Il lavoro è difficile e credo che ora non sia più il momento dei contrasti e delle frizioni». Resistono criticità che lei nota? «C'è un insieme di progetti fermi. Io credo che sia arrivato il momento di esaminarli, validare quelli giusti e dare l'ok per la messa in campo. La burocrazia non può bloccare sempre tutto, occorre imprimere una svolta. Si guardi Bagnoli o Napoli Est». Eterne incompiute. «Le eterne incompiute le vedremo domani durante il nostro incontro in una carrellata-documentario realizzata da ??Alterazioni video'' e che sarà al Pan fino al 27 marzo. Si vedrà a occhio nudo cosa si poteva fare e non è stato fatto». Patrizio Mannu \\ Ci sono progetti fermi E' arrivato il momento di validare quelli giusti e dare l'ok definitivo \\ Le condizioni della città? Si nota un leggero miglioramento. Non è più tempo di contrasti Protagonisti Sopra, l'attore Giorgio Albertazzi. Al lato, il professor Marco Salvatore

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La produzione va in Irlanda: poche tasse, zero burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Brianza)" del 27-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

SESTO: PRIMO PIANO pag. 19 La produzione va in Irlanda: poche tasse, zero burocrazia CUSANO MILANINO SECONDO UNO STUDIO della Banca Mondiale, in Irlanda l'ammontare del prelievo fiscale pesa sui profitti di una ditta per il 25,8 per cento. La media nei Paesi Ocse (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico istituita nell'ambito dell'Unione Europea) è del 47,8 per cento. In Italia, il peso delle tasse sui profitti può raggiungere persino il 76 per cento. Ancora, in Italia, un imprenditore spende 360 ore per pagare le tasse, in Irlanda neanche la metà. Sono queste le ragioni che hanno fondato il mito della Tigre Celtica, il mito di un Paese, l'Irlanda, appunto, capace come nessun altro, negli ultimi 15 anni, di attirare investimenti e imprese straniere. Queste, probabilmente, le ragioni per cui anche la multinazionale statunitense Molex ha deciso di spostare la produzione dagli stabilimenti di Cusano Milanino e Paderno Dugnano a quello di Shannon, nella contea (pure turistica) di Clare. La Molex è in buona compagnia: Dell, Intel, Ibm, Pfizer e Apple sono alcune delle multinazionali che, in questi anni, sono sbarcate in Irlanda. Un Paese che, dal 1995 al 2004 ha fatto segnare un picco di crescita economica pari al 7 per cento. Un'oasi felice. Ancora per poco, però. Almeno stando a quanto dichiarato dal premier Brian Cowen a fine gennaio: «Tra il 2008 e il 2010 la crescita economica irlandese subirà una flessione del 10 per cento, senza precedenti». Gi.An.

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Obama: tassare i ricchi per dare a tutti la copertura sanitaria (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 27-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

n. 50 del 2009-02-27 pagina 0 Obama: tassare i ricchi per dare a tutti la copertura sanitaria di Redazione Presentata la bozza della finanziaria per il 2010: stimato un deficit record di 1.750 miliardi, il più alto dai tempi della Seconda guerra mondiale. Obama chiede sacrifici Washington - "Ci aspettano ardue scelte". Per il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, occorrono sacrifici per uscire dalla crisi: "Dovremo rinunciare a cose che ci piacciono ma che non ci possiamo permettere". Presentando al Congresso la prima legge di bilancio, nella quale si stima per il 2009 un deficit record di 1.750 miliardi di dollari, il più alto dai tempi della Seconda guerra mondiale, Obama ha detto che anche a livello di governo "sarà necessario tagliare cose che non ci servono per pagare quelle che servono", ma che non è disposto a rinunciare ai programmi che "rendono l?America forte". La bozza della finanziaria Il deficit degli Stati Uniti si dovrebbe attestare nel 2009 a 1.750 miliardi di dollari, per poi scendere a 1.171 miliardi nel 2010. è quanto emerge dalla bozza della finanziaria per l?anno fiscale 2010. Secondo il documento di circa 134 pagine, le spese totali dovrebbero attestarsi nell?anno fiscale 2010, che inizierà il prossimo 1 ottobre, a 3.606 miliardi di dollari, contro i 3.724 miliardi dell?anno precedente. La bozza offre una panoramica sulla proposta di manovra economica dell?amministrazione Obama per il 2010. Il documento finale, molto più ampio, è atteso tra la metà e la fine di aprile. "Ci vorrà tempo, ma possiamo cambiare l?America, ricostruire la fiducia perduta, ristabilire le prospettive del Paese e la sua prosperità", ha detto il titolare della Casa Bianca presentando il documento. Deficit in ribasso nel 2010 Il budget degli Stati Uniti prevede un deficit in deciso ribasso già nell?esercizio 2010 (che scatterà il primo ottobre), 1.171 miliardi di dollari contro 1.750 miliardi nel 2009. Diminuiranno anche le spese complessive, passando da 3.724 miliardi nel 2009 a 3.606 miliardi nel 2010. Secondo Obama, si tratta di un processo che richiederà tempo: "Ma soltanto in questi ultimi 30 giorni abbiamo identificato riduzioni del deficit pari a 2mila miliardi, che ci aiuteranno a diminuire della metà il nostro deficit entro la fine del mio primo mandato". Il presidente ha citato in particolare risparmi per 20 milioni ammodernando i programmi e riducendo la burocrazia per l?agricoltura, per 200 milioni abbandonando i programmi per ripulire le miniere abbandonate, oltre a tagli per svariati programmi nella pubblica istruzione sopprimendo alcuni programmi di controllo simili a quelli già esistenti in ben 13 agenzie governative. Senza dare maggiore dettagli, Obama ha parlato di risparmi per quasi 50 miliardi riducendo sussidi eccessivi e scappatoie fiscali. Grazie alle misure di stimolo dell?economia avviate dall?amministrazione Obama, è previsto un tasso di crescita molto elevato negli anni successivi: 4% nel 2011, 4,6% nel 2012, 4,2% nel 2013. Sul fronte del mercato del lavoro, la disoccupazione crescerà nel 2009 assestandosi all?8,1%, per poi iniziare a calare l?anno successivo, 7,9%. A gennaio 2009 la disoccupazione aveva raggiunto il 7,6%. Necessari sacrifici e rinunce Per il presidente occorrono rinunce per uscire dalla crisi, bisognerà "rinunciare a cose che ci piacciono ma che non ci possiamo permettere". Obama ha detto che anche a livello di governo "sarà necessario tagliare cose che non ci servono per pagare quelle che servono", ma che non è disposto a rinunciare ali programmi che "rendono l?America forte". "Ci sono tempi in cui ti puoi permettere di ridecorare la casa e tempi in cui devi concentrarti a ricostruire le fondamenta". La riforma della sanità Obama ha detto che nel suo bilancio è contenuto "un impegno storico per la riforma della sanità". Il bilancio si prefigge di rendere l?assistenza sanitaria più accessibile ai milioni di americani che hanno perso il posto. Obama ha parlato di un sussidio, in vigore da oggi, che aiuterà 7 milioni di americani che hanno perso il lavoro a conservare la mutua che avevano prima del licenziamento. La misura è compresa nel pacchetto di stimolo: espande una estensione temporanea di un programma che consente ai neo-disoccupati di tenere la vecchia mutua se la pagano di tasca propria. La nuova misura abbassa i costi di circa due terzi per un anno. "Sette milioni di americani avranno una cosa in meno di cui preoccuparsi quando vanno a dormire", ha detto il titolare della Casa Bianca. I costi delle offensive militari Nella proposta di legge sono previste spese militari per 663,7 miliardi di dollari, l?1,5% in più rispetto al bilancio precedente, per coprire i costi delle offensive in Iraq e Afghanistan. "Il vero costo delle guerre che l?America sta combattendo non dovrà più essere nascosto all?opinione pubblica", ha detto Obama aggiungendo che per troppo tempo il governo federale "non ha detto la verità" sui soldi spesi per le guerre e i veri costi delle operazioni militari "sono rimasti fuori dai libri contabili". Per Obama, al contrario "bisogna essere onesti". Un budget onesto "Il mio è un budget onesto", ha detto Obama facendo presente che in passato altri bilanci "per anni non hanno detto la verità". Il presidente Usa ha detto che i veri costi delle guerre in Iraq e in Afghanistan saranno inclusi d?ora in poi nel bilancio a differenza di quanto era successo con l?amministrazione Bush. "Il governo deve essere onesto" con se stesso sui costi di quelle guerre, ha detto Obama paragonando le pratiche di bilancio dell?amministrazione di Washington a quelle di un bilancio familiare. Come le famiglie non possono lasciare grosse spese fuori dalla loro pianificazione finanziaria, così deve fare il governo, ha detto Obama. E invece per troppo tempo il governo" non ha detto la verità" su come venivano spesi i dollari dei contribuenti. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Il rispetto dei pazienti prima dell'efficienza (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 27-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Commenti Pagina 342 La burocrazia nelle Asl Il rispetto dei pazienti prima dell'efficienza La burocrazia nelle Asl --> Sono un medico, ma per mia fortuna non ho mai avuto occasione sino ad oggi, alle soglie dei 60 anni, di dovermi rivolgere alla sanità pubblica per problemi che mi riguardassero personalmente. Però, attraverso le peripezie dei miei pazienti - che per 33 anni ho accompagnato lungo le impervie strade delle loro sofferenze - ho avuto purtroppo la piena consapevolezza delle innumerevoli difficoltà che rendono spesso più irto l'avventurarsi nei meandri delle Asl alla ricerca della guarigione o, quanto meno, delle cure appropriate. La disorganizzazione, le lungaggini di una burocrazia insulsa e vessatoria nei confronti di pazienti già fiaccati dai loro mali fisici, non meno che nei confronti dei medici e degli operatori che loro malgrado le devono applicare, mi hanno indotto ad anticipare il mio pensionamento, approfittando della prima "finestra utile" che mi si è presentata, non appena conseguiti i requisiti di legge. È stato un passo sofferto, perché a me piaceva fare il medico (e infatti continuo a esercitare privatamente la mia professione), a condizione di poterlo fare secondo scienza e coscienza, e non secondo ignoranza e arroganza dell'assessore o del manager di turno. Risparmiare e razionalizzare le risorse per render più efficaci gli investimenti nella sanità è sacrosanto, ma imporre ai medici la rinuncia a prescrivere farmaci ed esami, sulla pelle dei pazienti, non per reinvestire tale risparmio a vantaggio di questi ultimi ma per conseguire super-gratifiche a favore di assessore e manager, no, non va bene. Durante un pubblico dibattito ho chiesto a un magistrato presente se la dichiarazione rilasciata alla stampa dal manager della Asl 8 Gumirato, di essersi autoliquidato un superpremio di 30.000 euro per aver eliminato le lista d'attesa (come obiettivo prefissatosi) potesse essere ritenuta alla stregua di una autodenuncia per appropriazione indebita, considerando che le liste d'attesa, ben lungi dall'essere state eliminate, al contrario sono aumentate a dismisura. Non ho ricevuto risposta. È anche per questi motivi che ho declinato l'invito a candidarmi alle ultime elezioni nella lista cui vanno peraltro le mie simpatie, quella dei Sardisti Rossomori: come avrei potuto coerentemente difendere le mie idee sostenendo indirettamente gli interpreti della sanità che mi hanno indotto al prepensionamento? Ma ho rifiutato analoga proposta rivoltami da uno schieramento della coalizione che poi ha vinto: come dimenticare infatti che la filosofia che ha trasformato le vecchie Usl in Asl, spostando cioè al centro della politica sanitaria la salute dei conti pubblici in luogo della salute dei cittadini, è stata avviata dalla destra Berlusconiana? Voglio concludere augurandomi che il prossimo assessore sappia essere capace di coniugare l'efficacia degli interventi con il rispetto della dignità di chi soffre. RICCARDO LARIA

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di MAURIZIO GUCCIONE OGGI è il giorno fatidico, ovv... (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Lucca)" del 27-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

CAPANNORI PIANA pag. 11 di MAURIZIO GUCCIONE OGGI è il giorno fatidico, ovv... COALIZIONE L'ingegner Matteucci, candidato del PdL, è riuscito a catalizzare il consenso anche di Capannori Insieme, Lega Nord, Destra e Democrazia Cristiana di MAURIZIO GUCCIONE OGGI è il giorno fatidico, ovvero quello che vedrà presentare ufficialmente il candidato sindaco del PdL, di Capannori Insieme, Lega Nord, La Destra e della Democrazia Cristiana alle elezioni amministrative di Capannori del 6 e 7 giugno. Saranno i coordinatori regionali di Forza Italia Massimo Parisi e di Alleanza Nazionale Riccardo Migliori, a presentare ufficialmente la candidatura dell'ingegner Lorenzo Matteucci. L'incontro con la stampa si svolgerà oggi alle 15 all'Hotel Country di Fontananuova. Ovviamente, saranno presenti i coordinatori provinciali Vanda Cervelli e Franco Ravenni, il coordinatore comunale di An a Capannori Salvadore Bartolomei, il consigliere comunale e responsabile di Capannori Insieme Gianfranco Rosi, oltre ai rappresentanti locali della Lega Nord e de La Destra. Si tratta dunque di un passaggio importante perchè ufficializzerà la candidatura tanto attesa e che farà entrare subito nel vivo della contrapposizione elettorale con il sindaco uscente del centrosinistra Giorgio Del Ghingaro e quello dell'Udc Gaetano Ceccarelli. Intanto, si registrano le prime prese di posizione, a cominciare da Capannori Insieme. «La scelta del PdL si legge in una nota dell'associazione di proporre la candidatura di Lorenzo Matteucci viene da noi apprezzata e giudicata favorevolmente. Ci eravamo preoccupati prosegue la nota dell'incapacità di decidere da parte del centrodestra e, sollecitati dai nostri simpatizzanti, avevamo lanciato la candidatura di Gianfranco Rosi, persona che possiede tutti i requisiti da noi proposti e anche quelli richiesti dai partiti di centrodestra, compreso l'Udc». Di fatto, Gianfranco Rosi, alla luce di questa situazione, ritira la propria candidatura per appoggiare quella di Matteucci. Conclude il comunicato: «La posizione dell'Udc si legge porta poco lontano e indebolisce la possibilità di vittoria del centrodestra». Intanto, il segretario provinciale di Lucca de «La Destra» Michele Filippi, rende noto che «alle prossime elezioni di Capannori verrà presentata una lista di candidati al consiglio comunale in appoggio al candidato sindaco Lorenzo Matteucci. Quindi conclude il partito sarà presente con il proprio simbolo e farà parte della coalizione». Pieno sostegno a Matteucci, arriva anche dalla Democrazia Cristiana. «La scelta di Lorenzo Matteucci si legge in una nota è la scelta giusta per il futuro di Capannori. Un candidato della vera società civile contro la politica dell'apparato e della burocrazia. Per questo conclude la Dc scende in campo con una propria lista e con il simbolo dello scudo crociato». INFINE, domenica primo marzo alle 11 in piazza Aldo Moro, i giovani dell'Udc di Lucca organizzano un convegno dedicato alle elezioni capannoresi al quale prenderanno parte Buttiglione, Nedo Poli e il consigliere regionale Giuseppe Del Carlo a sostegno del candidato sindaco Gaetano Ceccarelli.

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IL PRIMO CITTADINO Cerulli sconvolto: <Siamo a terra. Questo è un vero danno d'immagine per l'amministrazione> Ma il sindaco assicura: <Dal nostro arrivo seguito il principio della (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Grosseto)" del 27-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

PRIMO PIANO pag. 3 IL PRIMO CITTADINO Cerulli sconvolto: «Siamo a terra. Questo è un vero danno d'immagine per l'amministrazione» Ma il sindaco assicura: «Dal nostro arrivo seguito il principio della massima trasparenza» «LA MAGISTRATURA faccia il suo corso, certo è innegabile che quanto sta succedendo è un danno di immagine per tutto il nostro Comune. Siamo a terra». Il sindaco di Monte Argentario, Arturo Cerulli (nella foto), entrato in carica nella primavera dell'anno scorso, ieri ha praticamente raccolto i cocci di quello che resta dell'ufficio urbanistica dell'ente di cui da meno di un anno è a capo. La bufera era annunciata, sul promontorio, da quando nel novembre del 2007 era scattato il blitz ordinato dalla Procura. Perquisizioni negli uffici, negli studi tecnici privati e persino nelle abitazioni di amministratori, dipendenti pubblici e liberi professionisti. Comune denominatore: l'edilizia. La gestione di alcune pratiche, che secondo la tesi della magistratura viaggiavano a velocità superiore, rispetto ad altre che si impantanavano invece nei meandri della burocrazia. E proprio l'edilizia fu in un certo senso al centro degli ultimi consigli comunali della giunta precedente, quella di Nazzareno Alocci, che al termine di una drammatica resa dei conti finì sfiduciata dopo che il gruppo guidato dal suo predecessore, Marco Visconti, gli tolse il sostegno. L'attuale vicesindaco Azelio Bagnoli e Hubert Corsi tennero in vita la giunta, ma alla fine anche loro staccarono la spina. E nel maggio del 2005, nel Comune senza più maggioranza arrivò il commissario Rita Piermatti. Pochi mesi dopo, gli agenti della polizia giudiziaria. IL PRIMO CITTADINO ha riunito una giunta straordinaria, ieri pomeriggio, per capire prima di tutto come portare avanti una struttura pubblica che si troverà diversi dipendenti tecnici in meno, il che rischia ovviamente di paralizzare un intero apparato del Comune. Uno dei più importanti, sul quale comunque era già avviata un'operazione di rinnovamento da parte della nuova squadra di governo. «Questa amministrazione spiega Cerulli dal momento in cui si è insediata ha indirizzato i principali provvedimenti proprio verso l'ufficio urbanistica, che all'interno dell'ufficio tecnico si occupa dell'edilizia privata. Abbiamo assunto quattro persone proprio in quel settore, che in pratica sono quelle che adesso ci sono rimaste». Ma questi cambiamenti, tra cui anche il dirigente stesso dell'ufficio tecnico, in un settore così delicato, in quel determinato momento, a cosa sono state dovute? «Quando noi siamo arrivati prosegue il primo cittadino c'era già stato il blitz del novembre 2007. E quindi è stato necessario fare dei cambiamenti. Adesso però ci preme mettere in evidenza le innovazioni che abbiamo introdotto anche sulla documentazione e sulle procedure. Il nostro assessore all'urbanistica, Enzo Turbanti, da quando è arrivato ha impostato il suo lavoro seguendo sempre il principio della massima trasparenza possibile». Riccardo Bruni

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Viabilità, territorio e servizi I residenti chiedono meno burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Firenze)" del 27-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

VALDISIEVE pag. 22 Viabilità, territorio e servizi I residenti chiedono meno burocrazia LONDA I RISULTATI DEL QUESTIONARIO DI «PRO LONDA» UN SINDACO vicino ai cittadini, un programma con pochi punti ma concreto, una forte attenzione per le problematiche del territorio, della viabilità e della vita sociale; queste le richieste degli abitanti di Londa secondo il questionario promosso dal Movimento Pro Londa che ha visto oltre 350 schede compilate contenenti suggerimenti per l'individuazione del prossimo sindaco, per i candidati consigliere e per la definizione del programma. «DAI DATI, spiega Tiberio Corsinovi, coordinatore comunale Forza Italia-Pdl di Londa, emerge uno scontento verso l'amministrazione comunale rispetto sia alla notevole pressione tariffaria dei vari servizi, sia nelle lungaggini burocratiche nella gestione della cosa pubblica in generale. Una gestione, che al di là della appartenenza politica, ha reso il Comune sempre più un dormitorio permanente, ha cancellato la sua caratterizzazione tipica, ha sottratto servizi all'ente locale senza adeguate risposte consortili, lo ha reso difficilmente vivibile e lo ha spinto sempre più a diventare una frazione dimenticata dal contesto territoriale». Forza Italia PdL ha studiato a lungo i risultati forniti da Pro Londa (movimento fondato dallo stesso Corsinovi e da Riccardo Torsoli) «ne ha fatto tesoro e ha riscontrato una totale condivisione fra le indicazioni dei cittadini e la linea programmatica che intende proporre nella prossima campagna elettorale» con l'obiettivo «di confluire in una lista civica per marcare ancora una volta che il nostro piccolo comune ha bisogno di essere gestito da persone capaci e volenterose che operino nell'interesse dei cittadini e del territorio». Un invito rivolto a tutte le forze di centrodestra di Londa. Riccardo Benvenuti

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"Gli aiuti di Stato? Uccidono il teatro" (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 27-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

n. 50 del 2009-02-27 pagina 34 "Gli aiuti di Stato? Uccidono il teatro" di Paolo Bracalini Il regista Zeffirelli: "Lo dico da decenni, la politica non deve occuparsi di cultura. Senza sovvenzioni vincerà chi fa spettacoli migliori. La mia proposta a Bondi: date spazio ai privati e detassate i biglietti" Franco Zeffirelli è al lavoro. Ma non su un?opera lirica, su una proposta di legge da sottoporre al più presto al ministro dei Beni culturali: «Voglio incontrare Bondi e dirgli che bisogna finirla con queste elemosine di Stato ai teatri. Servono decisioni radicali». Le decisioni radicali, per il regista fiorentino, sono quelle già prese da altri Paesi. «Negli Stati Uniti o in Inghilterra lo Stato non si occupa della cultura, che è gestita solo dai privati. Ora è venuto fuori questo Baricco a dirlo. Condivido, ma ha detto cose superficialotte, si vede che non conosce la materia. L?idea che il teatro e la cultura debbano essere gestiti dal privato e non dai governi io l?ho nel cuore da decenni». E cosa consiglierà al ministro? «Di eliminare tutti gli aiuti pubblici agli enti lirici e di detassare totalmente i biglietti. All?Arena di Verona, per fare un esempio, sul biglietto c?è il 42 per cento di tasse. Se le levassero, l?Arena sarebbe in pari e non avrebbe bisogno di andare a elemosinare allo Stato». Via i pannicelli di Stato. Ma non c?è il rischio che qualcuno chiuda? «Certo, c?è questo rischio, ma la filosofia deve essere basata sul successo. Se produci qualcosa che piace e può essere commercializzato non hai bisogno dei soldi pubblici, vai avanti con i biglietti. E con gli sponsor». E i teatri «anti-glamour» di cui parla Pietrangelo Buttafuoco, quelli che non possono permettersi stagioni con attori e registi vip, ce la farebbero? «Va fatta una distinzione. Buttafuoco è una persona molto qualificata e i casi di cui parla vanno affrontati diversamente. Io mi riferisco agli enti lirici, che devono smontare tutta una rete di clientele passive e parassitarie accumulate nel tempo, perché ogni ente lirico è un centro di potere dove i politici di turno mettono i loro uomini, con lauti stipendi». Uno dei mali dell?ingerenza pubblica... «C?è un accumulo di personale che non è assolutamente compatibile con i tempi. Costi, sprechi, burocrazia inutile: nei teatri c?è molta gente che non fa nulla o che nuoce a chi lavora. Bisognerebbe ridurre di un terzo i dirigenti degli enti lirici». Diceva dei casi da affrontare diversamente. «Sì. Per i teatri di prosa si può pensare a un supporto pubblico. Ma attenzione, chi decide se un testo vale la pena finanziarlo o no? Gli assessori? è difficile... Io ho fatto molto teatro e ci ho lasciato dentro tutto quello che guadagnavo nel cinema. Perché non essendo comunista o democristiano giurato non ero entrato nei favori di chi aveva il potere. Mai ricevuto una lira dal ministero». E pensa che gli sponsor privati potrebbero sostituirsi allo Stato? «Certo, in parte lo fanno già ma hanno pochissima forza operativa, perché c?è sempre la mamma-Stato dietro. Guardi cos?è successo alla Scala, dove un imprenditore tessile si era offerto di finanziare un Rigoletto in un momento di difficoltà del teatro». Come è finita? «è finita che siccome ha dato un miliardo e mezzo alla Scala, lo Stato ha pensato bene di fare un ragionamento all?italiana e di andare a indagare sui suoi conti correnti. Ebbene, questo signore è morto con gli agenti del Fisco che gli frugavano dappertutto». Cioè lo Stato in Italia scoraggia l?intervento privato nei teatri? «Senza dubbio. In America invece ho visto Ronald Reagan baciare le mani agli sponsor del Metropolitan, quasi in ginocchio». Però c?è chi teme che i privati porterebbero una logica puramente commerciale, legata al botteghino. «Penso il contrario. Misurarsi col mercato spingerebbe le varie sovrintendenze a fare spettacoli di successo. Certo, magari qualche sponsor avrà una nipote a cui piace cantare... Ma non mi preoccuperei di questo. Nei teatri americani non ho mai avuto sentore di favoritismi o pressioni di alcun genere da parte dei privati». Lei fa l?esempio anglosassone, ma in Francia per esempio la cultura è iper-sovvenzionata dalla mano pubblica. «E infatti fanno gli spettacoli più brutti d?Europa. Il Metropolitan di New York invece, tanto preso in giro dalla sinistra culturale mondiale, fornisce un servizio costante, non costa niente allo Stato e produce cultura eccome». Non c?è niente di simile in Italia? «La Scala di Milano, che ha un retroterra molto ricco di imprese, potrebbe fare benissimo a meno delle sovvenzioni pubbliche. Invece la gestione pubblica degli enti lirici ha degli esempi pessimi in Italia». Tipo? «Per esempio questa stagione di Roma è una buffonata ridicola di finta cultura, ormai superata in tutto il resto del mondo. Certo non è facile, lo dico da uomo di teatro, trovare la chiave giusta. Ma non sarà certo un politico a dire come fare». E il Dante di Benigni è cultura? «Ma per carità. Io poi sono fiorentino e sentire uno di Prato che legge Dante mi fa diventare matto. Appunto, ma nessuno ha pensato di fare leggere Dante ad un uomo come Albertazzi? No, ci vuole un pagliaccio becero come Benigni». Salva qualcosa del teatro italiano? «Ci sono molti buoni attori a ne vengono su anche di giovani. Perché, malgrado sia una terra bruciata, il teatro ha sempre un?attrattiva mitologica sulla sensibilità. Va aiutato, ma non certo dallo Stato». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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12 MARZO. GIORNATA MONDIALE DEL GLAUCOMA (sezione: Burocrazia)

( da "Farmacia.it" del 27-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

27 Febbraio 2009 - 11:31 12 MARZO. GIORNATA MONDIALE DEL GLAUCOMAü Farmacia.it - 27 febbraio 2009 In occasione della Giornata Mondiale del Glaucoma 2009, che si celebra il 12 marzo in tutto il mondo, Per Vedere Fatti Vedere onlus lancia una campagna a favore degli oltre 800.000 pazienti italiani colpiti dal glaucoma, costretti da una burocrazia opprimente e assurda, che non ha eguali nei Paesi evoluti, a presentare una volta l?anno il proprio piano terapeutico per poter ottenere la copertura del SSN sui farmaci antiglaucomatosi più innovativi. Il glaucoma è una grave patologia oculare di tipo cronico che prevede una terapia farmacologica a vita. E? pertanto assurdo richiedere ai pazienti colpiti di dover ripetere una volta all? anno e per tutta la vita la procedura di farsi predisporre dal proprio medico oculista un piano terapeutico scritto, in tre copie, e di consegnarle, una al Servizio Farmaceutico della propria ASL di riferimento, una al proprio medico di base e una trattenuta per sè. (Nota AIFA 78). ?Questa è una prassi inaccettabile e incomprensibile per i pazienti, spesso persone anziane, - spiega il Prof. Pasquale Troiano, Presidente della onlus- costrette a ripetere ogni anno sempre la stessa trafila burocratica per un piano terapeutico identico. E? anche una prassi costosa che grava sulle casse statali per la gestione di milioni di copie di documenti cartacei inutili. Bisogna abolirla!? Per questo motivo Per Vedere Fatti Vedere Onlus chiede a tutti i pazienti colpiti da glaucoma, ai loro familiari, ai medici di base, ai medici oculisti e a quanti sono interessati al tema di spedire un fax di protesta (o un?email) all?AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) chiedendo l?abolizione dell?attuale prassi (Nota 78). Il testo del fax di protesta (o dell?email), il numero di fax (o l?indirizzo email) sono disponibili sul sito www.pervederefattivedere.it Per contattare Per Vedere Fatti Vedere onlus tel. 06-44361575 mail info@pervederefattivedere.it Sito web www.pervederefattivedere.it. Per ulteriori informazioni, Tiziana Fattori cell. 335 8124639 oppure fattori@pervederefattivedere.it La redazione di Farmacia.it non presta alcuna opera di lavoro redazionale sulla pubblicazione dei comunicati e declina ogni responsabilità per i contenuti in esso presenti; la redazione inoltre si riserva di cancellare comunicati stampa in contrasto con la propria linea editoriale.

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Raduno scout per la solidarietàGagliano. (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 27-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Raduno scout per la solidarietàGagliano. Domani e domenica in 600 con lo slogan «Alt alla diffusione delle malattie» Il presidente del consiglio comunale del capoluogo, Paolo Gargaglione, è intervenuto sul problema dei costi della burocrazia, che hanno portato Enna, secondo un'indagine del quotidiano della Confindustria "Sole 24 ore" al secondo posto in Italia, dopo Napoli e che vede in prima linea amministratori comunali e provinciali. Un argomento, questo relativo al costo elevato della burocrazia ennese, che ha molto colpito l'opinione pubblica locale la cui insofferenza nei confronti del mondo politico ha raggiunto livelli elevati. «L'opinione pubblica - esordisce Paolo Gargaglione - in quest'ultimo periodo ha manifestato una crescente insofferenza nei confronti di una classe politica, che nonostante i benefici di cui gode, è sempre più lontana dai bisogni reali della gente. Il divario si è allargato con l'introduzione del nuovo sistema elettorale per le elezioni politiche. Infatti le liste bloccate e la mancanza della preferenza hanno di fatto creato una classe politica autoreferenziale, che come tale non avverte più la necessità di rapportarsi con il proprio elettorato, salvo ovviamente qualche rara eccezione». «Di fronte ad una crisi di fiducia così profonda - prosegue Paolo Gargaglione - che colpisce la politica nel suo complesso e mina alla base la credibilità delle istituzioni, noi non possiamo rimanere inermi, dobbiamo avere invece la forza di reagire e spiegare ai cittadini che esistono delle differenze». Nella pubblica opinione si sa i politici, di qualunque categoria, rappresentano una "casta" e vi fanno parte anche coloro i quali fanno politica con grande impegno e generosità. «L'amministratore locale ed in modo particolare il consigliere comunale e/o provinciale all'interno dei partiti e delle istituzioni svolge un ruolo specifico - dichiara Paolo Gargaglione - È la figura politica a più diretto contatto col territorio e conosce meglio di chiunque altro i suoi veri bisogni, rispetto ai quali, però, il più delle volte è impotente nel poter dare delle risposte concrete. In ogni caso il fatto di essere in prima linea gli consente di mantenere sempre vivo il rapporto con il corpo elettorale diventando strumento indispensabile per la ricerca del consenso in occasione di tutti gli appuntamenti elettorali». La efficacia è tutta da verificare per quanto riguarda la riduzione dei costi di funzionamento degli organi istituzionali. «Comunque - conclude il presidente del consiglio comunale - non contesto il fatto che si possa ridurre l'indennità ai consiglieri comunali, ma trovo fortemente immorale il comportamento di un Governo e Parlamento nazionale e regionale, che in un momento di grave crisi economica per il Paese in cui si chiedono sacrifici a tutti, non avvertano l'esigenza di dare un piccolo segnale di generosità, sarebbe già sufficiente che rinunciassero a qualche loro esagerato benefit». F.G.

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<Impegnorispettato> (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 27-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

parisi di an «Impegno rispettato» «L'ex assessore Caruso che ha rifiutato la nomina all'Aspecon, avrebbe dovuto essere più accorto. Presto, infatti, l'azienda municipalizzata potrebbe essere trasformata in SPA». A comunicare il progetto che avrebbe già trovato la disponibilità a parlarne dell'assessore provinciale Tino Di Rosolini e del sindaco Valvo, è il presidente del locale circolo An Giacomo Parisi, che non ha gradito le critiche di Corrado Caruso. «Vorrei ricordargli che la nomina dei membri del cda, avvenuta a suo parere, con fretta forsennata e inutilmente, in quanto l'Aspecon sarebbe un contenitore vuoto, è stata da lui sollecitata a me e ai vertici di An. Se dunque- sottolinea Parisi- in corso d'opera, c'è stato un pentimento o un interesse diverso di Caruso, oggi non ne può attribuire la responsabilità a nessuno se non a sé stesso che probabilmente, non ha saputo essere lungimirante». Il partito, infatti avrebbe mantenuto gli impegni e, a dire di Parisi, avrebbe continuato a farlo, lavorando affinché l'Aspecon, ridotta dalle passate gestioni a occuparsi soltanto del servizio idrico e oramai privata anche di questo, sia rimpolpata con i servizi previsti dallo stesso statuto della società. Presto dunque l'Aspecon, su progetto proposto dallo stesso Parisi e al vaglio del primo cittadino, potrebbe essere trasformata da azienda municipalizzata in Spa. «Sarebbe una vera e propria holding» - rileva il presidente del circolo An che elenca i vantaggi derivati dalla collaborazione tra pubblico e privato, a cominciare dall'offerta concreta e in modo efficiente di servizi essenziali, contrassegnati da un rapporto qualità/prezzo più soddisfacente per i cittadini. Si aprirebbe inoltre, a suo dire, anche la possibilità di nuovi posti di lavoro e non solo. «Il Comune che nella Spa rappresenterebbe il socio maggioritario, potrebbe snellire notevolmente la burocrazia, non sosterrebbe gli elevati oneri economici previsti per indire le gare d'appalto, utilizzerebbe le risorse umane presenti nel territorio e nell'ente con la possibilità di stabilizzare diversi precari. Iniziative come questa- conclude Parisi- sono un contributo concreto alla costruzione di un modello di sviluppo capace di rendere ancora più competitiva la nostra città e garantire trasparenza, efficacia, efficienza ed economicità». Cetty Amenta

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Lombardo: <L'Mpa oltre la Lega> (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 27-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Lombardo: «L'Mpa oltre la Lega» Da oggi il congresso. «Diventerà un partito nazionale, un contenitore di tutti i movimenti autonomisti» Palermo. Formalmente la lettera con cui l'assessore alla Sanità, Massimo Russo, ritira la circolare che impediva agli «organi politici» di interloquire con la burocrazia di piazza Ottavio Ziino, a Palazzo dei Normanni, ieri, non è arrivata. Lo stesso Russo si sarebbe premurato di avvertire telefonicamente il presidente dell'Ars, Francesco Cascio, che la missiva gli sarà recapitata nella giornata di oggi. E' la condizione posta dal capogruppo del Pdl, Innocenzo Leontini, e da quello dell'Udc Rudy Maira per, a loro volta, ritirare la mozione di censura presentata in Aula contro la direttiva di Russo che avrebbe impedito ai parlamentari regionali di chiedere notizie ai funzionari sull'andamento della sanità siciliana. Una direttiva che ha aggiunto ulteriori polemiche a quelle che da mesi mettono a dura prova i rapporti politici tra una parte della maggioranza di centrodestra e il governo regionale. E' stato il presidente Raffaele Lombardo ad annunciare che Russo avrebbe ritirato la circolare «incriminata» o quanto meno a ridimensionarne la portata. Quindi, adesso bisogna trovare la formula migliore per evitare che la vicenda possa provocare vincitori e vinti. Insomma, bisogna soppesare ogni frase, ogni parola. Perché, inutile negarlo, i malumori non sono ancora del tutto smaltiti. A dimostrarlo la querelle che si è verificata ieri mattina in commissione Sanità dove a malapena è stata raggiunta la maggioranza, sia pure per un adempimento tecnico- regolamentare. E cioè: tutti i disegni di legge approvati dalle commissioni legislative, prima di essere iscritti all'ordine del giorno dell'Ars, devono essere esaminati dal «Comitato per la qualità della legislazione». Un passaggio che serve per correggere eventuali errori di ortografia, in alcuni casi veri e propri strafalcioni, che nel turbinio della presentazione di emendamenti e sub-emendamenti, inevitabilmente, accadono. Nel caso del disegno di legge sul riordino del sistema sanitario siciliano, il «Comitato per la qualità della legislazione», non si era pronunciato entro gli 8 giorni canonici. A questo punto, le scelte, così dicono gli esperti, potevano essere due: la prima, rispedire il provvedimento al «Comitato» con il rischio di perdere ulteriore tempo e, quindi, rinviare l'esame del provvedimento da parte dell'Aula; la seconda soluzione, quella adottata, che la commissione si prendesse il carico di correggere gli errori di ortografia e, dunque, fare procedere speditamente l'iter parlamentare. Solo che al momento del voto, è stato un problema raggiungere la maggioranza, anche per la contemporanea assenza di due deputati del Pdl e uno dell'Udc. Un problema risolto grazie all'arrivo di Santi Formica e Vincenzo Vinciullo, mentre per l'Udc ha votato Salvatore Cascio. Il presidente della commissione Sanità, Nino Beninati, alla fine è riuscito a dare il via libera al disegno di legge che martedì, la conferenza dei capigruppo, dovrebbe inserire nell'ordine del giorno aggiuntivo. Almeno questa sarà la proposta del presidente dell'Ars, Francesco Cascio. Un episodio che tutti si sono affrettati a ridimensionare, ma che è la conferma del nervosismo che ancora circola nei Palazzi della politica siciliana. Nonostante i segnali di pacificazione arrivati sia dal vertice di maggioranza che si è svolto a Roma la scorsa settimana, sia dall'incarico affidato da Berlusconi al ministro Alfano e al sottosegretario Miccichè di gestire la difficile situazione isolana. Come è noto, Berlusconi ha dato mandato ai suoi due «delfini» di ricompattare il centrodestra per fare in modo che al governo regionale non venga meno il sostegno della maggioranza in un periodo così difficile come l'attuale a causa del grave crisi finanziaria mondiale. Le liti continue rischiano di penalizzare la Sicilia che nel già difficile contesto economico nazionale ed europeo, è l'anello più debole. L. M.

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Energia pulita: la Provincia detta il piano regolatore (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Parma Online, La" del 27-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Energia pulita: la Provincia detta il piano regolatore Pierluigi Dallapina Meno ciminiere e meno burocrazia, ma più energia «pulita». Per abbattere i livelli di inquinamento, la Provincia punta tutto su sole, acqua, vento, biomasse e geotermico, come dimostrano gli obiettivi del «Piano provinciale per il risparmio energetico e la promozione delle fonti rinnovabili», contenuti nel verbale conclusivo della Conferenza di pianificazione e siglati ieri mattina dai comuni del territorio, comunità montane, parchi, Arpa, Ausl, Regione e province confinanti. Prima di essere pienamente operativo, il Piano energetico approderà nel consiglio provinciale del 21 aprile per l'adozione, sarà sottoposto alle osservazioni di imprese, pubbliche amministrazioni e cittadini, e solo a questo punto verrà approvato. «Il piano stabilisce in quali zone del territorio si possono realizzare gli impianti per produrre energia con le fonti rinnovabili», spiega l'assessore all'Ambiente Giancarlo Castellani, che paragona il documento a una sorta di piano regolatore dell'energia pulita, realizzato grazie al coinvolgimento di tutti i soggetti interessati. Ed è proprio per la sua capacità di pianificazione che il Piano energetico rappresenta una variante al Piano territoriale di coordinamento provinciale (Ptcp), in quanto stabilirà che tipo di impianto si può costruire in una determinata zona. In base alle previsioni dell'amministrazione, il territorio della provincia dovrà ridurre l'inquinamento atmosferico e aumentare l'autosufficienza energetica grazie alla costruzione di impianti eolici, a biomassa, fotovoltaici, idroelettrici e geotermici. Una delle caratteristiche del Piano energetico è appunto quella di stabilire le zone dove installare gli impianti: per quanto riguarda l'eolico c'è il divieto di costruzione sui monti sopra i 1200 metri e nelle zone di tutela naturalistica e ambientale, mentre piccole centrali da un massimo di 20 kW di potenza potranno sorgere in parchi e riserve. Anche per gli impianti idroelettrici esistono limitazioni nelle zone di tutela naturalistica, sic, zps e oltre i 1200 metri, mentre per quanto riguarda le centrali a biomasse, il materiale dovrà provenire esclusivamente dalle aziende agricole del territorio. Infine, gli impianti geotermici dovranno prestare particolare attenzione alla tutela delle falde acquifere, e il fotovoltaico non dovrà consumare suolo agricolo, preferendo il montaggio dei pannelli sugli edifici esistenti. L'ultima novità del Piano riguarda lo snellimento delle procedure burocratiche per l'installazione degli impianti, i finanziamenti a favore delle fonti rinnovabili, un ammodernamento delle strutture della Provincia (soprattutto le scuole) e percorsi di formazione e informazione per gli addetti ai lavori. «Siamo convinti che il Piano energetico – aggiunge Castellani – rappresenti un'opportunità lavorativa, perché lo sviluppo delle fonti rinnovabili è un settore nuovo in continuo sviluppo».

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EMANUELE IMPERIALI L'ECONOMIA MERIDIONALE è AUTARCHICA, INGESSATA E PERCIò POCO C... (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Circondario Nord)" del 27-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

EMANUELE IMPERIALI L'economia meridionale è autarchica, ingessata e perciò poco competitiva. Anche se ci sono alcune imprese - poche per la verità - più dinamiche, come dimostra il «Rapporto 2008 impresa e competitività» dell'associazione Studi e ricerche per il Mezzogiorno e dell'Osservatorio banche imprese e finanze, che ha analizzato i sistemi produttivi di cinque Regioni del Mezzogiorno: Campania, Puglia, Calabria, Basilicata e Sicilia. Esigua la quantità di aziende che hanno investito in innovazione e capitale umano, meno della metà, quasi tutte le imprese continuano a guardare solo ai mercati locali come possibile sbocco. Un'economia, quindi, a carattere fortemente provinciale. La Campania, in questo contesto, si muove all'unisono con il resto del Sud: avrebbe innanzitutto bisogno di un apparato industriale capace di creare un'adeguata struttura organizzativa fondata sulla professionalità del personale e di rinnovare i gruppi dirigenti, puntando su più elevati livelli di qualificazione e scolarizzazione della forza lavoro: basta pensare che oggi circa la metà del personale ha frequentato la sola scuola dell'obbligo, il 40% è in possesso di un diploma della scuola media superiore e appena il 10% ha la laurea. La difficile congiuntura economica rende le aziende campane estremamente caute nelle previsioni di nuove assunzioni, meno del 10% ipotizza un aumento degli organici nel 2009 considerando anche il turnover fisiologico. E di queste nuove assunzioni, meno di un terzo sarà costituito da donne. I nuovi assunti riguarderanno soprattutto le tradizionali aree dell'amministrazione, della produzione e del commerciale. Le aziende regionali utilizzano le poche risorse disponibili per investimenti di tipo difensivo come il rinnovo dei locali e delle attrezzature completamente ammortizzate, che non comportano innovazioni. Solo una su tre investe anche in innovazione tecnologica degli impianti o dei servizi. Eppure, ironia della sorte, proprio questa fetta più evoluta di aziende rischia di essere la più colpita dalla crisi in atto a livello internazionale, mentre le altre continuano a vivacchiare al riparo delle commesse pubbliche. Insomma, l'economia meridionale corre il serio pericolo che se ne vadano proprio le aziende più interessanti, competitive e innovative operanti al Sud. Oggi, infatti, nella grande maggioranza delle aziende, le fonti di finanziamento degli investimenti sono state orientante verso l'autofinanziamento e il leasing, con il ricorso al credito bancario a breve, se necessario. I finanziamenti pubblici agevolati sono presenti in un numero di casi limitati, in particolare dopo il blocco delle erogazioni del 2007 in seguito ai ritardi di approvazione della nuova carta regionale degli aiuti. La vicepresidente di Confindustria per il Mezzogiorno Cristiana Coppola (nella foto) ha sottolineato gli effetti distorsivi causati dal sistema di sussidi a pioggia adottato per quaranta anni, per cui non sono stati il mercato o il prodotto a determinare l'investimento ma l'attesa dell'incentivo. Un meccanismo vizioso che per anni ha frenato ogni capacità innovativa. Al posto dei contributi a fondo perduto Confindustria chiede, invece, l'adozione di agevolazioni automatiche fiscali senza alcuna intermediazione politica o burocratica. «Infine - ha spiegato la Coppola - gli imprenditori meridionali hanno bisogno di una gestione razionale e non clientelare dei fondi europei, in un contesto normale dal punto di vista della legalità e della burocrazia».

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Artigiani, sito web per imparare il mestiere (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 27-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Artigiani, sito web per imparare il mestiere A giorni sarà attivo "Diventartigiano" che fornirà informazioni tecniche e amministrative Venerdì 27 Febbraio 2009, Udine Diventartigiano.it. Dalla collaborazione fra Confartigianato e la Camera di commercio di Udine nasce un portale dedicato ai giovani che vogliono entrare nel mondo dell'artigianato; dal panettiere alla sarta, dall'orefice al fotografo, il nuovo portale è una guida per conoscere i mestieri del mondo artigiano. «Indirizzare i giovani verso le attività artigianali è un tema non facile in questo momento di crisi - sostiene il presidente della Camera di commercio Giovanni da Pozzo - bisogna far capire ai giovani che essere imprenditori fa compartecipare a un progetto di crescita socioeconomica della regione». Magari si può far carriera come Edi Snaidero «che - ricorda Da Pozzo - da artigiano è diventato un grande imprenditore». Quelle artigianali sono attività che richiedono conoscenza; l'artigiano deve avere nel dna una grande manualità, «noi vogliamo che questo sia un valore da trasmettere». Gli ostacoli non mancano, primo fra tutti la burocrazia «un sistema inutile che fa perdere tempo» afferma il presidente di Confartigianato Carlo Faleschini, uno scoglio che va ad aggiungersi alla già ampia demotivazione da parte dei giovani verso il mondo dell'artigianato. «I giovani non hanno la passione di entrare nell'economia che è la principale attività per continuare a crescere». Così fra quelli che pensano solo ad arrivare a fine mese e quelli che non raccolgono il mestiere dei padri o dei nonni, il binomio giovani e artigianato soffre di una crisi generazionale. Per riportare in vita e ridare dignità a quei mestieri che mantengono l'asset della tradizione il portale diventartigiano.it offre indicazioni sulle tipologie dei mestieri, requisiti formativi e adempimenti fiscali, in poche parole la guida del giovane artigiano. «Bisogna avere coraggio di rischiare» dice Faleschini. Adesso basta un click per capire come mettere a frutto il proprio talento: sul portale appariranno le schede-mestiere con tanto di video per orientarsi nel vasto mondo dell'artigianato. E il panorama per i futuri artigiani non è tutto a tinte fosche; secondo dati recenti nella provincia di Udine sono nate 3200 nuove aziende, «c'è una dinamica positiva del fare impresa» sostiene Da Pozzo che nel frattempo conferma anche per il 2009 uno stanziamento di 300mila euro della Camera di commercio per le nuove attività di imprenditoria femminile e giovanile. Lisa Zancaner

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In un continente a bassa tecnologia i giovani dispongono di mezzi sorprendenti per diffondere e ricevere informazioni (sezione: Burocrazia)

( da "Cittadino, Il" del 28-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Le vie africane della comunicazione Computer, tv e internet sono un lusso, eppure il sistema funziona Danielle ride. «Arrivo in un albergo nel centro di Roma mi racconta accendo la televisione e non ci sono i canali satellitari! Non ci volevo credere, qui da noi anche l'ultimo degli ultimi, anche chi non ha il letto può guardarsi la televisione via cavo». Danielle fa la giornalista, ha poco più di vent'anni e abita a Douala, la capitale economica del Camerun. Douala è una città portuale, talmente vicina all'equatore e talmente umida che anche le pareti delle case sudano. La osservo un po' perplessa. A casa mia, a Milano, non ho i canali satellitari, non posso guardare la Bbc né la Cnn. Il mio potere televisivo rotea tra Rai, Mediaset, La 7, qualche canale locale e il videoregistratore. Ogni tanto però, se non c'è vento, prendo anche la televisione svizzera. «Poi esco continua Danielle un'ora per trovare un Internet Point. E quanto costa! Qui da noi ce n'è uno in ogni quartiere, ma che dico, in ogni isolato; e non è mica così caro».Ora che ci penso una volta sul lago di Como una delle aree geografiche più ricche d'Italia ho passato una giornata a cercare un posto dove connettermi a Internet. Finalmente, quando ne ho trovato uno, il responsabile mi ha fatto pagare 12 euro per una connessione di un'ora! Ride Danielle, c'è qualcosa che non quadra. n L'accesso alle informazioni Effettivamente c'è qualcosa che non quadra. Il sistema dei mezzi di comunicazione in Africa funziona spesso in modo molto diverso rispetto al nostro, soprattutto per quanto riguarda l'accesso alle informazioni. Accesso significa saper leggere, conoscere il francese o l'inglese o l'arabo classico o la lingua nazionale per ascoltare i notiziari, vivere in un luogo non soltanto con una connessione a Internet ma con una buona connessione telefonica (altrimenti è impossibile consultare siti web e scaricare documenti), non avere un controllo statale che censura le fonti di informazione e perseguita i giornalisti, avere i soldi per comprare un giornale, le radio, la televisione, poter trovare una biblioteca con testi aggiornati..Il tema dell'accesso è quindi collegato alla diffusione in Africa dell'analfabetismo, della censura e dei diritti umani negati, delle questioni linguistiche, del digital divide (il divario digitale che esclude gran parte del Sud del Mondo dalle innovazioni tecnologiche) e ovviamente è strettamente connesso alle situazioni sociali, politiche ed economiche delle singole aree territoriali. n Soluzioni geniali Per quanto riguarda l'accesso ai mezzi di comunicazione e alle informazioni, l'Africa a differenza dell'Occidente presenta un panorama estremamente vario, con incommensurabili picchi verso il basso (anche all'interno della stessa nazione, provincia e città), con alcuni picchi verso l'alto e con notevoli soluzioni alternative. Caratteristiche di molte grandi città dell'Africa sono infatti la capillare diffusione della telefonia mobile che sta prepotentemente sostituendo quella fissa (la telefonia mobile non richiede l'installazione di cavi, è svincolata dalla burocrazia statale e permette l'utilizzo di tessere prepagate che rateizzano le spese), i call-box (delle specie di cabine telefoniche all'aria aperta), il sistema dell'accesso condiviso (un televisore può servire a numerose famiglie, giornali e riviste possono essere consultati da molti lettori, Internet è accessibile tramite Internet Point, si può telefonare da centri telefonici spesso distribuiti in modo capillare nei quartieri, la televisione via cavo può essere distribuita abusivamente in un intero isolato.) e, non ultimo, l'intramontabile passaparola. In alcune aree del continente sono poi stati avviati progetti sperimentali di connessione satellitare e reti wireless (come per esempio nel progetto dell'orfanotrofio di Jirapa nel nord del Ghana, attivato dall'associazione italiana Ray Foundation) che permettono infatti l'accesso ad Internet in regioni distanti dai centri urbani, combattendo lo spopolamento delle aree rurali, facilitando l'accesso alla medicina a distanza e dando degli strumenti di informazione ai contadini e agli operatori agricoli (per esempio per il controllo sui prezzi dei prodotti, per la creazione di canali di vendita e di esportazione, per la condivisione e lo scambio di buone pratiche.). n La comunicazione dei giovani Al tema dell'accesso è anche strettamente collegato quello della produzione, spesso molto difficile in Africa. I problemi legati al budget, i vincoli imposti dai finanziatori internazionali, gli ostacoli burocratici nazionali e l'impostazione spesso molto rigida delle scuole fanno sì che in particolare le autoproduzioni indipendenti siano poco diffuse. Ci sono però alcune interessanti eccezioni. Trendsetters è una rivista mensile specializzata in temi legati alla prevenzione dall'Aids e realizzata dall'associazione Youth Media di Lusaka in Zambia. Il progetto nasce nel 1995 su iniziativa di tre ragazze intraprendenti e curiose, che creano uno strumento di informazione chiaro, attendibile e scientifico indirizzato specificatamente ai giovani, le vittime principali del contagio Hiv/Aids e delle gravidanze indesiderate. La rivista pubblica articoli, reportage, lettere e testimonianze di star locali che incoraggiano i ragazzi ad essere informati. Altri casi di autoproduzioni molto interessanti sono quelli di radio Bessengué City (un progetto nato a Douala in Camerun come intervento urbano a cura del centro d'arte Doual'Art e dell'artista Goddy Leye, che è poi proseguito dando vita ad una piccola emittente di quartiere gestita dai ragazzi della zona durante le vacanze scolastiche), di radio Oxy-Jeunes (una stazione creata a Pikine nella periferia di Dakar in Senegal grazie anche all'utilizzo di Internet) e dei fumetti di strada prodotti a Kinshasa. n I progetti "di sviluppo" In Africa non ci sono soltanto produzioni destinate allo sviluppo del continente, ma i prodotti mediatici con finalità di sviluppo sono sicuramente quelli più visibili e meglio comunicati a livello internazionale. Numerosi siti Internet, giornali, trasmissioni e radio on-line prodotti in Africa sono sostenuti da finanziamenti internazionali destinati alla promozione della cittadinanza attiva, del dialogo interculturale e dell'educazione alla salute e ai diritti umani. Molti sostenitori della cooperazione ritengono infatti che il modo migliore per avere un impatto nel continente africano sia usare la comunicazione come strumento di sviluppo; così realizzano programmi in questo settore e poi pubblicizzano il loro operato. I progetti di comunicazione locali indipendenti, non finanziati da enti internazionali e non finalizzati allo sviluppo del continente, raramente hanno gli strumenti per essere altrettanto visibili. I media africani visti da Internet appaiono così quasi esclusivamente concentrati in campagne di prevenzione, informazione, di lotta alla povertà e all'Aids. Un aspetto curioso è che anche la pubblicità si trasforma spesso in Africa in progetto di sviluppo: la Coca-Cola per esempio regala dei frigoriferi (in cui ovviamente si possono solo collocare Fanta, Sprite e Coca e in cui il marchio è inequivocabilmente ben visibile) con l'obiettivo, o meglio, con l'ideale di promuovere e sostenere il piccolo commercio locale. La nostra percezione dell'Africa non coincide quindi necessariamente con la realtà. n Il "Grande Fratello" E allora cosa si legge in Africa? Cosa si guarda alla tv? Cosa si ascolta alla radio? E dove va la gente quando naviga online? Cercare di rispondere brevemente a queste domande è impossibile come cercare di determinare il vero reddito pro-capite nel continente. Quello che è certo è che anche le trasmissioni-immondizia hanno molto successo. Il caso che ha fatto più scalpore in Europa è senza dubbio quello del "Big Brother Africa", ovvero la terza versione sudafricana del "Grande Fratello" distribuita via satellite e con partecipanti provenienti da numerosi paesi anglofoni dell'Africa. In Occidente il programma é stato considerato da molti un affronto ai drammi del continente e un'invasione globalizzante.In particolare alcuni attacchi sono stati mossi alla leggerezza con la quale gli ospiti della casa sudafricana affrontavano le questioni di cuore: un candore superficiale ritenuto diseducativo per un pubblico attanagliato dall'Aids. Per quanto il "Grande Fratello" non sia in nessuna nazione una rappresentazione realistica dei giovani, ma piuttosto una noiosa caricatura orchestrata dalle reti a pagamento, è comunque interessante notare il successo che ha avuto il programma in Africa. Il network satellitare che lo trasmetteva 24 ore su 24, è stato per mesi il secondo canale più richiesto dopo la Cnn. Dal Cairo a Johannesburg, 25 milioni di persone sono rimaste incollate al video per non perdersi il reality show. Evidentemente l'industria dell'intrattenimento (senza finalità educative o di sviluppo, ma sfruttando l'illusione di diventare ricco e famoso) funziona in ogni luogo del mondo, un po' come la lotteria. Iolanda Pensa

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Bepi Campana: Ora basta con Sitta (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Modena,La" del 28-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Bepi Campana: «Ora basta con Sitta» Il consigliere incalza Pighi: «L'assessore ha modi berlusconiani» «Non si può insultare chi vuole partecipare e dice ciò che pensa. Attenzione, così si perdono molti voti» ANDREA MARINI I toni e gli atteggiamenti usati da Sitta verso chiunque osi criticare i suoi progetti non sono difendibili e, anzi, mettono in imbarazzo chi, nel suo stesso partito e maggioranza, si trovi a dover darne spiegazioni alla città. Ad alzarsi in piedi e a chiedere al sindaco di risponderne è il consigliere del Pd Bepi Campana, uomo di provata militanza nella sinistra da 40 anni, che prende posizione contro un modo di agire e di fare politica che non condivide e che gli ricorda, udite udite, il 'berlusconismo'. Campana non ha mai nascosto le sue riserve sulla gestione Sitta in questa legislatura, ma ha sempre fatto fronte comune (Ex-Amcm a parte). A far traboccare il vaso, nei giorni scorsi, le pesanti risposte di Sitta a Italia Nostra, a cittadini e associazioni che avevano espresso riserve su alcuni progetti. Da qui un'interrogazione al sindaco. «Visto che il sindaco è eletto direttamente dai cittadini come noi consiglieri, e che l'assessore Sitta, non eletto dai cittadini, opera su sua delega ritengo debba rispondere agli elettori delle eventuali intemperanze di chi agisce e parla a suo nome - spiega Campana. - Per questo chiedo a Pighi se condivida toni, lunguaggi e dichiarazioni che si susseguono con preoccupante frequenza». E cita esmepi come le frasi rivolte a Italia nostra dopo le critiche sulle piazze di Botta. «L'assessore ha usato toni come 'buio dell'inquisizione', 'fanatici conservatori', 'vogliono solo bloccare la città, in preda al loro furore conservatore', Italia nostra è il buio di questa città'....» Ancor più singolare, viene definito, il fatto di aver invitato l'architetto Secchi a una valutazione sullo stesso progetto, salvo poi bollarlo con analoghe espressioni imperniate su ignoranza e-o ostilità preconcetta. Tutto questo, secondo Campana, si scontra con la tanto sbandierata volontà di aprire il dibattito alla città per confrontarsi "work in progress" su vari progetti. Fin qui il documento ufficiale, ma nel forum via interne del Pd, Campana ha affidato a un lungo e articolato scritto le sue considerazioni e forti perplessità su un modo di gestire la città da parte della Giunta Pighi, di Sitta in particolare, e dello stesso Pd che, a suo parere, potrebbero portare a brutte sorprese elettorali. Campana parte dal rapporto giunta-consiglieri di maggioranza «Troppo spesso veniamo utilizzati per avvallare scelte già fatte, dimenticando che noi dovremmo avere un ruolo di indirizzo e di controllo, anche solo in termini di spazi e tempi di elaborazione e dibattito sui singoli progetti». Invece, secondo Campana, in questa legislatura «troppo spesso si sono portate avanti progetti, iniziative, proposte in modo strutturalmente berlusconiano, e cioè insofferente ad ogni critica, all'insegna del "non disturbare il manovratore" dato che "stiamo lavorando per voi"». Per Campana un metodo snagliato nella forma e nella sostanza. Da qui la decisione di "togliere la fiducia" a uno o più delegati del sindaco: «Non date più per scontato il mio voto favorevole a ogni delibera urbanistica o interventi sulla città, centro e periferia. Valuterò volta per volta». Non mancano critiche alla nomenklatura Pd e alla sua selezione. «Quale è il dosaggio tra appartenenza politica e competenza, tra "fedeltà" (a chi e che cosa) e capacità, risorse intellettuali, attitudine operative, tensione etica verso il "bene comune"?» Dubbi vengono sollevati sulla reale novità del Pd «o è in realtà l'autoperpetuazione della burocrazia politico-amministrativa?». Campana crede che tutto questo contribuisca «alla disaffezione e delusione dei cittadini, specie se giovani e intelligenti di fronte a stucchevole autocelebrazione e propaganda». E chiude chiedendo: avanzare queste critiche a un'amministrazione che appoggio da 10 anni fa di me un membro con cui collaborare o un inaffidabile eretico, magari da diffamare come transfuga verso Di Pietro, o da bollare come voce che grida nel deserto? Attenzione il deserto minaccia di avanzare verso il Pd di Modena».

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Cig in deroga, in Veneto 5 mila domande ferme (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere delle Alpi" del 28-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

«In attesa di una circolare ministeriale il rischio è quello di mettere in ginocchio molte famiglie monoreddito» Cig in deroga, in Veneto 5 mila domande ferme Allarme della Cgil: burocrazia e fondi non certi, lavoratori senza assegni VENEZIA. «Situazione da incubo per tanti dipendenti delle piccole imprese venete, lasciati a casa per mancanza temporanea di lavoro e che rischiano di restare senza soldi almeno fino ad aprile, ringraziando il ministro Sacconi». L'allarme arriva dalla Cgil del Veneto che sottolinea come, in base alle nuove disposizioni che invertono la prassi finora adottata, i lavoratori privi dei normali ammortizzatori sociali sono obbligati a fare domanda di disoccupazione (60% della retribuzione) prima di accedere a un particolare fondo («cassa integrazione in deroga» che dà invece l'80%) se restano per un determinato periodo senza lavoro. «Il problema - dice la Cgil veneta - riguarda finora nel Veneto più di 5.000 lavoratori (tanti ne sono stati sospesi dal primo di gennaio a metà febbraio, ma il loro numero cresce di settimana in settimana) le cui domande giacciono inevase in attesa di una circolare ministeriale di cui non si sa ancora nulla». Se arrivasse oggi, sono le stime, considerato che i tempi tecnici di lavorazione delle pratiche sono di 30 giorni e non essendo possibili (a differenza della cassa integrazione in deroga) anticipazioni dei soldi ai lavoratori, i primi pagamenti saranno fatti ad aprile. «Questo sta mettendo in forti difficoltà moltissime famiglie, soprattutto monoreddito, che dopo tre mesi passati vivendo di "aria" riceveranno il 60% della retribuzione per una copertura massima di 90 giorni. Poi, se la sospensione va oltre i 3 mesi, potranno iniziare un secondo percorso che (se non si superano i problemi relativi alla certezza delle risorse) rischia di essere un secondo calvario». Si tratta della "cassa integrazione in deroga", prevista per tutti i lavoratori delle piccole imprese artigianali, industriali e commerciali da un recente accordo tra parti sociali e Regione, e finanziata da un fondo nazionale che presenta ancora aspetti nebulosi. Dopo un lungo braccio di ferro con le Regioni, il governo ha infatti definito un fondo 2009 per gli ammortizzatori "in deroga", ma al momento il Veneto ha avuto solo un anticipo di 10 milioni sui 120 chiesti per l'anno. «Quanto alla fine arriverà non è ancora chiaro anche perché, a 25 giorni dalla stipula, l'accordo regionale non è ancora stato recepito dal ministero» sottolineano dalla Cgil. Sulla "cassa integrazione in deroga" dell'anno scorso, «non solo vi sono migliaia di domande ancora ferme (10.000 i lavoratori che ne hanno fatto richiesta e solo un terzo le pratiche evase), ma è sorto un "giallo" sulle risorse disponibili». «Dopo ripetute sollecitazioni - conclude la Cgil regionale - a fine gennaio l'Inps dichiarava, con una lettera alla Regione, una disponibilità pari a 18 milioni. Tale dichiarazione però non risulta ancora sufficiente alla direzione regionale del Lavoro che ha bloccato le autorizzazioni delle domande».

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Plavis, più che per i risultati i problemi arrivano dalle docce che sono fredde (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere delle Alpi" del 28-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

PRIMA CATEGORIA Plavis, più che per i risultati i problemi arrivano dalle docce che sono fredde SANTA GIUSTINA. Doccia gelata. E non c'entra l'ultima sconfitta, in Prima categoria con il Ripa Fenadora. La Plavis ha un problema all'anno, nello stadio di via Pulliere: la scorsa stagione l'impianto d'illuminazione, con tanto di pellegrinaggio sugli altri terreni della Destra Piave e adesso le docce. Negli ultimi ultimi due mesi di campionato, diverse volte i biancocelesti hanno dovuto raggiungere il bagno di casa e l'acqua calda, alla fine dell'allenamento. E non è il massimo, quando il mister Eros Prest ti ha fatto sudare, con alcuni gradi sotto zero, oltre tutto su un campo sterrato e non sull'erbetta sintetica: «Ci siamo già lamentati tutti con l'amministrazione guidata dal sindaco Vito Tison, perché la situazione non è facile - racconta il presidente biancoceleste Luigi Polli - questo inconveniente sta cominciando a diventare particolarmente serio, anche perché non ci siamo soltanto noi a frequentare quello spogliatoio: ospitiamo le giovanili dello Schiara, per dirne un'altra e questo è un fatto ancora più preoccupante». Tempi lunghi. Con la bella stagione, il problema sarà mano sentito, rimane il fatto che uno non può andare a casa, o dalla fidanzata o dalla moglie così come esce dal campetto: «Ho parlato anche con il responsabile degli impianti sportivi del Comune e questo mi ha spiegato che manca una pompa - riprende Polli - sta di fatto che l'altra sera mio figlio Alessandro è arrivato in condizioni pietose ed è successa la stessa cosa ai suoi compagni di squadra. Fino a quando non ci sarà questa famosa pompa, saremo costretti ad arrangiarci in qualche maniera. Solitamente i tempi di attesa non sono brevi, quando c'è di mezzo la burocrazia, ma non puoi certo pensare di farti una doccia con l'acqua gelida, dopo l'allenamento. Noi speriamo che questo discorso si risolva nel più breve tempo possibile». Domani fuori. Alla ripresa, la Plavis scende a San Fior e da quelle parti non hanno di questi problemi: «Domani avremo qualche contrattempo, dal momento che Longo e Marsango sono squalificati e Mascolo non è ancora pronto a rientrare. A sentire il tecnico Prest, l'unico con qualche possibilità di tornare in squadra è Chittaro, una presenza importante nella nostra difesa. Inutile dire che abbiamo bisogno di punti per la nostra classifica. Non siamo ancora salvi e ci servirebbe una bella vittoria». (g.s.)

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Una nuova mobilitazione (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 28-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Una nuova mobilitazione Una nuova mobilitazione contro gli studi di settore Gli studi di settore non rappresentano più la reale situazione economica dell'artigianato e della piccola impresa: la normalità economica visualizzata dagli studi di settore avviene sulla base di dati che esprimono ormai un quadro che diverge dai risultati economici che le piccole imprese stanno conseguendo. Invitiamo perciò le associazioni della piccola impresa a valutare iniziative di mobilitazione perché il Governo intervenga rapidamente per dare ossigeno al sistema delle piccole imprese. Non è più sufficiente sostenere le interpellanze di qualche parlamentare, bisogna intervenire in tutte le sedi per invertire una tendenza che è sempre più negativa. Molte piccole imprese della meccanica, dell'impiantistica, delle costruzioni, del legno e dei servizi hanno ridotto l'attività a causa della brusca frenata della domanda interna e delle esportazioni; allo stresso modo nell'abbigliamento e nei servizi alla persona che risentono della caduta di fiducia e della riduzione dei redditi disponibili. La capacità di tenuta delle imprese è messa a dura prova dalla scarsità di liquidità causata dalla stretta del credito operata dalle banche e dell'accresciuta difficoltà di incasso dei crediti commerciali, soggetti ad incagli e all'allungamento dei tempi di pagamento. La crisi comincia a far male, e, se oltre a colpire alcune grandi imprese, scende in profondità investendo anche il sistema della piccola e media impresa, la situazione può diventare esplosiva. La piccola impresa che esprime il 98% della realtà produttiva del territorio si trova stretta fra una manovra economica del governo insufficiente per rilanciare l'economia ed una pressione fiscale che è in crescita. Agire sugli studi di settore diventa perciò irrinunciabile per ridare prospettive all'artigianato ed alle PMI. Lo Stato non può intervenire solo a favore della grande industria o dell'Alitalia. Il sistema degli studi di settore non è più equo. Pertanto noi chiediamo al governo tre cose fondamentali: 1) gli accertamenti sulle dichiarazioni dei redditi percepiti negli anni 2008 - 2009 devono essere fatti sulla base degli studi di settore a seguito di una revisione che segua i cambiamenti economici reali. 2) Chi è fuori norma non deve essere in automatico accusato. L'onere di dimostrare la presunta evasione è a carico dell'Agenzia delle Entrate, non del contribuente, oggi schiacciato dal peso della burocrazia e che nella maggior parte dei casi pur di scansare la montagna di carte e ricorsi, sceglie di scendere a patti col fisco pagando una cifra forfettaria. 3) La modifica delle operazioni di accertamento nella costruzione degli indici su cui si basa l'impianto di accertamento degli studi». Pierluigi Zambon CNA di Oderzo-Motta Crisi e piccole imprese la situazione precipita Primi dati disponibili reali delle imprese artigiane nel nostro territorio. L'Artigianato Trevigiano ha raccolto alcuni dati presso le proprie strutture di servizio Che sono per noi il termometro reale dell'andamento delle nostre imprese. GENNAIO 2009 in forte aumento la richiesta di sospensiva per i lavoratori dipendenti delle imprese artigiane soprattutto nei settori produttivi. Chiuse le contabilità 2008 comincia a delinearsi maggiormente la crisi del fatturato nelle aziende. Monitorando un campione di 316 ditte appartenenti a tutti i settori il totale del fatturato 2008 sostanzialmente rimane invariato rispetto al 2007. Sono però i dati dell'ultimo quadrimestre 2008 che evidenziano rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente un drastico calo di fatturato. Il tessile registra un calo di -26%, legno -11%,metalmeccanico -10%,edile impiantistico -1%, rip.auto -5%,autotrasporti -0.17%,riparazioni in genere -8.16%, servizi alla persona +3%.(unico positivo ancora per poco). E nel mese di gennaio queste percentuali sono già raddoppiate, infatti l'ultimo quadrimestre 2008 il calo, possiamo dire, sia stato in parte contenuto per il completarsi delle commesse avute fino a luglio, ma da fine anno le ordinazioni sono crollate con gli effetti che si hanno subito con la riduzione di personale di gennaio nei settori produttivi, per poi riversarsi nei prossimi mesi anche nei servizi. Dato ancor più allarmante sono i tagli che stanno operando le banche, soprattutto quelle a carattere locale, anche in presenza di garanzie dei confidi queste banche rifiutano nuove richieste di credito ed anche riducono gli affidamenti in essere, mettendo in crisi di liquidità le imprese. Salvatore D'Aliberti Segretario Casartigiani Treviso Anche le intercettazioni migliorano la politica In Italia sarà impossibile quasiasi riforma finchè non ci sarà una classe politica disposta a sacrificare gli interessi personali al bene pubblico. Perciò una seria selezione dei politici è necessaria, e le intercettazioni sono utili a questo scopo perché portano alla luce verità nascoste. Ad esempio da alcuni decenni si parla di riformare la giustizia, la scuola e il sistema pensionistico. Però non si arriva mai a risultati ottimali perché ogni governo deve accontentare interessi e poteri contrastanti. I governi che non vogliono perdere consenso cambiano tutto in apparenza senza cambiare nulla. Anche il federalismo fiscale non porterà importanti cambiamenti perché ci sono troppi interessi opposti da soddisfare. Molti italiani dimenticano che oggi lo Stato deve risolvere al più presto il problema del gigantesco debito pubblico sempre in aumento. Nessun governo ha il coraggio di tagliare gli immensi sprechi per recuperare miliardi di euro. Inoltre non sa togliere i molti costosi privilegi concessi a tutti quelli che considerano lo Stato una vacca da mungere fino a farla morire. Purtroppo la nostra classe politica non accetta di subire le intercettazioni per migliorare se stessa. Invece dovrebbe rendersi conto che solo i governanti che non temono di perdere il potere possono fare le leggi più giuste e utili alla società. Franco Vicentini Treviso Appello a Fabio Fazio: dopo Ceronetti, Zanzotto Domenica 8 febbraio 2009 Fabio Fazio ha intervistato lo scrittore poeta e giornalista Guido Ceronetti, andato a promuovere un suo libro al programma «Che tempo che fa». Sarebbe bello e importante che il nostro poeta Andrea Zanzotto, se l'età e le sue condizioni fisiche lo permettono, potesse essere anche lui ospite di Fabio Fazio. Primo per far conoscere altri aspetti del Veneto, secondo come ambasciatore della Veneticità, come strenuo sostenitore del paesaggio Veneto, molte volte devastato e imbarbarito. Il grande maestro potrebbe dare immagine e lustro alla nostra regione, che non è fatta solo di capannoni, industrie, idolatria del lavoro, ma anche di sentimenti, bellezze, creatività, ed accrescimento dello spirito. Giuseppe Carosella Dolo

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Maxi-assegno per le case popolari (sezione: Burocrazia)

( da "Arena, L'" del 28-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Sabato 28 Febbraio 2009 PRIMAPAGINA Pagina 10 LA CITTÀ CHE CAMBIA. Il sottosegretario Mantovani consegna al sindaco Tosi il contributo che dà attuazione all'accordo di programma Comune-Sarmar Valdadige Maxi-assegno per le case popolari Finanziamento di 3 milioni per 310 alloggi a San Michele, Cadidavid, Santa Croce, Poiano. E parte l'intervento in Borgo Nuovo Un piccolo giallo ha preceduto ieri la cerimonia di posa della prima pietra di un nuovo edificio di edilizia residenziale pubblica a Borgo Nuovo. Nell'area del cantiere tra via Gela e via Erice, dove sorgerà un condominio da 16 appartamenti, il sottosegretario a Infrastrutture a trasporti, Mario Mantovani, è arrivato con una ventina di minuti di ritardo. Il suo autista, a causa di un malinteso, aveva infatti seguito l'auto blu dell'assessore regionale alla Sanità Sandro Sandri, pensando che fosse quella del sindaco Tosi. Solo che Sandri era diretto a Borgo Roma... A Verona, il sottosegretario era giunto per portare al sindaco Flavio Tosi un finanziamento di tre milioni di euro che dà attuazione all'accordo di programma tra il Comune e le ditte Sarmar, Valdadige e Grassettio per la costruzione di 310 appartamenti di edilizia popolare: 150 a San Michele, 60, riservate alle forze dell'ordine, a Cadidavid, 35 a Poiano e i rimanenti 55 in Borgo Santa Croce. Saranno terminati entro circa tre anni. Alla firma dell'accordo hanno presenziato anche gli assessori all'Urbanistica Vito Giacino e al Patrimonio Daniele Polato e il senatore Enrico Pianetta, commissario di Forza Italia. E a tingere ulteriormente d'azzurro l'evento ci ha pensato l'«assegno» milionario, che Mantovani ha consegnato a Tosi a beneficio dei fotografi, su cui troneggiava l'immagine sorridente di Berlusconi. Il nuovo finanziamento si somma ai 10 milioni stanziati per il Contratto di quartiere II di Borgo Nuovo per la costruzione di 116 alloggi - 52 nuovi e 64 da ristrutturare - di un teatro, della scuola dell'infanzia Dall'Oca Bianca, della scuola primaria Gandhi e di una centrale termoelettrica. «Oltre che un'altra concreta risposta al problema casa nella nostra città», commenta Tosi, «questa operazione rappresenta un volano anticrisi per l'economia del territorio». Il sindaco ha ringraziato l'assessore regionale all'Edilizia pubblica, Massimo Giorgetti, assente perché all'estero, «per il suo intervento che ha permesso l'attuazione di questo accordo di programma». Da parte sua, il sottosegretario Mantovani ha sottolineato la «celerità, a dispetto della burocrazia, con cui si è sbloccato il finanziamento». L'esponente governativo ha annunciato che a breve il governo varerà un «piano casa da 150 milioni di euro che si aggiungono a 200 milioni da suddividere fra le Regioni per dare una risposta alle 600mila richieste a livello nazionale». «Con il primo intervento di 150 alloggi che partirà a San Michele entro l'autunno», ha spiegato l'assessore Giacino, «diamo attuazione a un accordo di programma, che la passata amministrazione non era riuscita a chiudere, con il rischio di perdere i finanziamenti statali e grazie anche all'intervento dell'assessore Giorgetti, i fondi sono stati recuperati con un programma edilizio di 85 mila metri cubi complessivi, che prevede la realizzazione di alloggi di edilizia popolare di elevata qualità architettonica e progettuale, che saranno posti in vendita ai prezzi dell'edilizia convenzionata previsti per i Peep». Giacino ha fatto sapere che l'intervento comprende piste ciclabili e un parco da 30mila metri quadrati. E Polato ha sottolineato che «l'aver destinato all'intervento quattro aree di proprietà comunale, consentirà di abbattere ulteriormente i costi di costruzione».E.S.  

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Gli agricoltori: Meno burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Arena, L'" del 28-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Sabato 28 Febbraio 2009 PROVINCIA Pagina 27 SAN GIOVANNI LUPATOTO. Incontro in municipio fra gli amministratori comunali, i rappresentanti della Coldiretti e la deputata leghista Giovanna Negro Gli agricoltori: «Meno burocrazia» «Raccolte le segnalazioni del mondo agricolo che trasformerò in emendamenti alla legge» Ieri mattina la sala consiliare del municipio lupatotino, presenti il sindaco Fabrizio Zerman e il vice Giuseppe Stoppato, ha ospitato un incontro tra una rappresentanza di coltivatori diretti del paese (guidati da Gian Mario Piccoli e accompagnati dal presidente provinciale della Coldiretti Damiano Berzacola e dal direttore provinciale Mauro Donda) e l'onorevole leghista Giovanna Negro, che opera all'interno della commissione agricoltura della Camera dei Deputati. Oggetto del vertice le preoccupazioni degli agricoltori, alle prese con normative e burocratismi che ne intralciano l'operatività in azienda. «Le aziende agricole, quelle specializzate nella cultura della fragola ma anche le altre, devono confrontarsi ogni giorno con problemi e vincoli che le mettono in difficoltà», hanno detto gli agricoltori. «Una questione, ad esempio, riguarda la legge sulla sicurezza, altre quelle sull'impiego di manodopera stagionale anche straniera. Abbiamo voluto coglie questa occasione di incontro ed esporre questi temi esposti per sensibilizzare l'onorevole Negro. Tra questi anche il rifinanziamento del fondo di solidarietà per le culture assicurabili». La deputata leghista ha colto molti spunti dall'incontro. «Ho raccolto le segnalazioni del mondo agricolo lupatotino che trasformerò in emendamenti alla legge in elaborazione ma è stata anche l'occasione per informare di quanto stiamo facendo a Roma», dice la deputata leghista. «Ad esempio, spingeremo sul ricorso a prodotti nazionali ed in tema di riutilizzo degli alimenti cercheremo di vietare il riuso di mele già tagliate. Inoltre interverremo sul decreto legge sulla sicurezza cercando una diversa normativa per le aziende sotto i dieci addetti».R.G.  

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Pinarolo e il servizio di segretariato sociale I casi sono centinaia (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia Pavese, La" del 28-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pinarolo e il servizio di segretariato sociale I casi sono centinaia PINAROLO. Sono stati centinaia i casi analizzati dal segretariato sociale. «E' un altro modo di rendere il cittadino protagonista della vita del paese, chiamandolo a collaborare attivamente - spiegano i coordinatori - Uno sportello che dà informazioni e consulenza sui servizi sociali, assistenziali, educativi e sanitari, pubblici e privati, disponibili sul territorio». A testimonianza di come il segretariato sociale stia diventando sempre di più una realtà consolidata, c'è la grande fiducia riposta in questo servizio anche dai residenti nei paesi limitrofi a Pinarolo Po. Un'ulteriore conferma del forte impegno nel settore sociale profuso dall'amministrazione comunale, come emerso anche dalla rielaborazione dei questionari distribuiti ai cittadini per sentire il loro parere sul Pgt: «Di fronte ad una burocrazia ancora troppo spesso complicata, che costringe il cittadino a cercare un aiuto competente, il segretariato sociale si colloca su un piano di consulenza-assistenza, che lo rende un valido strumento per concretizzare e valorizzare quello spirito di reale solidarietà creatosi nel nostro Comune».

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burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino di Padova, Il" del 28-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 20 - Cronaca BUROCRAZIA BUROCRAZIA SPORTELLO UNICO. Spettacoli: meno burocrazia da lunedì prossimo, per chiunque debba chiedere il permesso per l'organizzazione di un evento, che si tratti di un concerto all'aperto oppure di uno spettacolo in un locale. Aprirà tutte le mattine (dalle 10-12 più martedì e giovedì pomeriggio 15-17) il nuovo sportello agibilità spettacoli, in via Raggio di Sole 2. OSPEDALE CIVILE NUOVI SCIOPERI. Bandi di concorso per i futuri medici che continuano a slittare. Federspecializzandi annuncia per il 10 marzo una giornata di mobilitazione con manifestazione a Roma e organizzerà, inoltre, a partire dal 2 marzo, iniziative di protesta a livello locale, mirate alla sensibilizzazione delle amministrazioni regionali sull'argomento. Federspecializzandi esprime la propria indignazione per quanto accaduto in sede di Conferenza Stato-Regioni del 26 febbraio, dove non si è giunti ad un accordo riguardo i fabbisogni triennali dei medici in formazione specialistica, con conseguente ulteriore slittamento del bando di concorso per l'accesso alle varie scuole di specializzazione. PROVINCIA GIANO FAMILY. Presentato ieri in Provincia, Giano family, un sistema di protezione telematica per le famiglie che navigano in rete. Un programma in grado di monitorare il flusso di informazioni virtuale in entrata ed in uscita da un terminale domestico e permettere di porre una barriera contro i siti di pedopornografia e compravendita di sostanze illecite. Il progetto sarà operativo dal 2 marzo.

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provincia, 500 milioni per 537 opere fantasma - angelo carotenuto (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 28-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina II - Napoli Provincia, 500 milioni per 537 opere fantasma Incompiute scuole, strade e restauri An accusa "Incapacità politica". Casillo "Non è tutta colpa nostra" ANGELO CAROTENUTO (segue dalla prima di cronaca) è lungo l´elenco delle opere pubbliche finanziate negli scorsi anni dalla Provincia e non realizzate, del tutto o in parte, sotto la presidenza Di Palma. è così lungo che gli stessi Comuni fanno a fatica a separare le opere fantasma da quelle che marciano a passo di lumaca; fanno fatica a ricordare quale progetto non sia mai partito e quale s´è arenato. L´elenco conta 537 opere, tutte finanziate, per una cifra complessiva di 531 milioni 535 mila e 663 euro. Ma i fondi già liquidati superano appena l´11 per cento del totale. Sono 60 milioni 149 mila e 487 euro. I soldi li ha, la Provincia, ma non riesce a spenderli. Il conto è semplice. In tutto sono bloccati 471 milioni di euro. Come se l´Inter non comprasse giocatori per 6 o 7 anni. Non riesce a spenderli per le opere pubbliche, altri settori non hanno di questi problemi. «Esiste un´insopportabile incapacità di spesa. Vantiamo avanzi di amministrazione tra i più cospicui d´Italia, evidentemente manca la capacità politica di incidere sulla macchina burocratica e amministrativa», il rilievo mosso a Di Palma da Luigi Rispoli, capogruppo di An e nello staff che prepara il programma per il candidato del Pdl alle elezioni di giugno, Luigi Cesaro. Manutenzioni, restauri, bonifiche. Risanamenti, illuminazioni, impianti. C´è tutto questo nelle 537 opere finanziate e non realizzate. Qualche cantiere c´è. Non tutte sono completamente ferme. E poi le scuole. Da ristrutturare o da costruire. Alcune stanno per celebrare il decimo anniversario dello stanziamento dei fondi: 6 milioni e 952 mila per un edificio a Vico Equense, 4 milioni e mezzo per uno a Ercolano, altrettanti per Terzigno. Soldi del �99. C´era la lira. Non tutte le voci restano congelate. Ce ne sono di regolarmente liquidate fino in fondo. Uno studio di fattibilità per la realizzazione di una pista ciclabile (30 mila euro), un rilievo topografico a Sarno e Striano (12 mila euro), un sondaggio geognostico a Barano (9 mila euro). Progettazioni e indagini: consulenze. Il resto si blocca. Perché la burocrazia ci mette del suo e perché la macchina non viene sollecitata. La costruzione di un raccordo tra Boscotrecase e il casello della A3 passerà sotto la competenza di Bertolaso nell´ambito della preparazione della discarica di Terzigno. Così si farà prima per gli espropri. Come commissariare finanche un sottopassaggio. «Per inserire una rotonda sulla strada fra Striano e Sarno e per allargare una curva, ho dovuto far cambiare un piano regolatore», è sconsolato Mario Casillo, assessore provinciale ai Trasporti, un amministratore che durante il suo mandato è riuscito comunque ad abbattere la mole di fondi non spesi nel suo ufficio dai 150 milioni del passato ai 30 attuali. Il resto? «La famosa bretella da 14 milioni - risponde Casillo - per ora non si fa perché l´Enel deve rimuovere un traliccio. I soldi sono stati restituiti alla Regione. Li riavremo quando i lavori potranno davvero partire. Aggiungo una cosa. Di questi 471 milioni bloccati, credo che almeno 150 siano impegnati in lavori già in corso». Nessuna replica, invece, dal presidente Dino Di Palma, che fa sapere di non essere intenzionato a commentare finché non diventerà ufficiale la sua decisione sulle primarie. Chi gli ha parlato, dà per certa una conferenza stampa la prossima settimana. Forse per annunciare che si ricandida per un secondo mandato.

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arturo. come far incontrare culture diverse (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 28-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 7 - Empoli Arturo. Come far incontrare culture diverse Molteplici i servizi offerti dal sodalizio 200 richieste all'anno SANTA CROCE. Si chiama Arturo ed è un'associazione che ha come scopo quello di aiutare gli immigrati, «di affrontare la questione in un nuovo modo, partendo dalla considerazione che Santa Croce è un paese interculturale, in cui varie culture si incontrano. La nostra istituzione - dice Mario Rotonda, uno dei responsabili - si sta dando da fare affinché questo incontro avvenga nel migliore dei modi e nel rispetto di tutti». Un centro di documentazione con oltre 2.500 volumi da consultare e dare in prestito, un punto internet e tecnologie informatiche a disposizione per chi ne ha bisogno o non può permettersele, laboratori didattici nelle scuole primarie e secondarie della provincia e corsi di alfabetizzazione per adulti. Sono solo alcuni dei servizi che Arturo offre da oltre 12 anni, solo alcuni degli strumenti per favorire in maniera concreta l'integrazione. E gli stranieri rispondono numerosi. «Ogni anno chiedono la nostra collaborazione - continua Rotonda - almeno duecento immigrati, circa il 40% degli utenti totali. All'inizio, senza sapere una parola d'italiano è difficile per tutti. Adulti o bambini non c'è differenza, la sensazione di isolamento, di paura e di perdita di punti fermi è la stessa. Oggi è la famiglia intera che deve essere inserita. Con i ricongiungimenti, sono i nuclei familiari ad aver necessità di essere coinvolti. La presenza degli stranieri è più strutturata e dunque anche gli aiuti devono essere più mirati e specifici». Allora dall'associazione cercano di creare un ponte, tra il paese di partenza e quello di origine, tra le varie nazionalità diverse. E ogni volta prendono per mano chi lo attraversa. «Il primo passo è imparare la lingua per comunicare non solo con i residenti ma anche con i gruppi di altre etnie. A Santa Croce convivono tante realtà e c'è bisogno di una maniera universale per capirsi». Poi ci sono gli ostacoli della burocrazia: le pratiche dei permessi di soggiorno, l'assistenza legale, i contratti di affitto e le assunzioni lavorative. «L'applicazione delle norme - conclude Rotonda - è davvero farraginosa e dispendiosa. Ad esempio, per rinnovare un permesso di soggiorno non solo occorrono 70 euro, che pesano come un macigno sui bilanci degli stranieri, ma dopo aver consegnato la domanda si aspetta anche 5-6 mesi per ottenere la pratica conclusa. Quando arriva, è già praticamente scaduta, dal momento che la durata del soggiorno sfiora appena le dodici mensilità». P.S.

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porto, i camalli assediano merlo la cgil: "meglio un commissario" - massimo minella (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 28-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina IV - Genova Porto, i camalli assediano Merlo La Cgil: "Meglio un commissario" Presidio a San Giorgio. Ascheri: situazione drammatica MASSIMO MINELLA Nel punto più alto della tensione, con un´ottantina di portuali che presidiano l´ingresso di palazzo San Giorgio e una delegazione di rappresentanti che entra nell´ufficio del presidente dell´authority, Enrico Ascheri, segretario della Filt-Cgil e membro del comitato portuale, guarda in faccia Luigi Merlo e gli dice: «A questo punto, visto come stanno le cose, sarebbe meglio un commissario». Una provocazione, una speranza, un´utopia? «Guardiamo in faccia le cose come stanno - spiega Ascheri al termine dell´ennesima, difficile mattinata sul fronte del porto - l´authority non prende più iniziative, appare ingessata ed è preda della burocrazia. Allora, se le cose non dovessero più cambiare, sarebbe meglio dialogare con un commissario». Chissà che la distanza siderale fra i lavoratori e l´authority non sia davvero arrivata al suo limite estremo e che ora si possano creare le condizioni per riprendere il dialogo. Molto dipenderà dalle conclusioni del tavolo convocato in prefettura sull´organizzazione del lavoro, che questa mattina torna a riunirsi nella sua componente "tecnica", dando i numeri degli avviamenti al lavoro, suddivisi per terminal e tipologie. Ma il presente della Lanterna non è solo legato alle future organizzazioni, quanto più drammaticamente alla mancanza di lavoro. Nei primi due mesi dell´anno, il calo degli avviamenti è stato del cinquanta per cento: dalle ventimila giornate lavorate in media, si è passati a diecimila, a gennaio e febbraio. E il calo vertiginoso non è stato minimamente sostenuto dalla cassa integrazione, che Merlo non firma dopo che la magistratura ha contestato le precedenti autorizzazioni della gestione-Novi. «La magistratura faccia fino in fondo il suo lavoro, non ci mettiamo certo a muovere contestazioni all´operato dei giudici - aggiunge il segretario genovese della Filt-Cgil Ivano Bosco - ma il porto non può bloccarsi, deve affrontare le questioni legate al lavoro e ai diritti dei soci e di tutti quelli che operano nello scalo». Ieri mattina, davanti a San Giorgio, una delegazione di portuali è salita nell´ufficio di Merlo. Un incontro rapido, freddo, che Merlo vorrebbe trasferire a Roma, tutti quanti insieme. «Siamo disponibili ad andare con il presidente dell´authority al ministero, ma abbiamo l´impressione che non si arriverà ad alcun risultato - continua Ascheri - Le soluzioni dobbiamo cercarle qui, a Genova e se proprio l´authority vuole alzare la voce è libera di farlo dove vuole, anche a Roma, possibilmente non solo per colpire i lavoratori». «Siamo di fronte a un problema gravissimo che investe un migliaio di soci - aggiunge il segretario genovese della Fit-Cisl Ettore Torzetti - Ci sono persone che lavorano ormai dieci giornate al mese, con stipendi di poche centinaia di euro. Questo è un problema sociale drammatico. Si vuole andare a Roma? Io aspetterei la convocazione del ministero e se può essere utile per fare chiarezza una volta per tutte, andiamoci pure. La verità è che avremmo bisogno di un tavolo di confronto con tutte le forze sociali. Il commissariamento? Lo ritengo una sciagura. Noi dobbiamo risolvere i problemi con questa autorità portuale». Oggi nuova tornata di confronti sulle banchine. La partita si sposta in prefettura con la conclusione dei lavori del tavolo tecnico che consegnerà un documento esaustivo su avviamenti e tipologia di lavoro. Sono stati presi in esame il 2007 e il 2008 e deliberatamente è stato escluso il 2009, straordinario in negativo. Si parla di numeri pesanti, venti giornate al mese di avviamento e una leggera flessione fra 2007 (267mila avviamenti) e il 2008 (236mila) per la Culmv, mentre i turni lavorati della Pietro Chiesa sono stati nel 2008 oltre diecimila. Se i numeri tecnici venissero confermati nel bando, si parlerebbe di una gara per un pool di manodopera da oltre mille unità (i soci della Culmv sono 1.050, quelli della Pietro Chiesa 33). Ma le strade della politica potrebbero anche mutare gli assetti.

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tornare a pescare le "cée", ma per ripopolare le acque interne (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 28-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 7 - Grosseto Tornare a pescare le "cée", ma per ripopolare le acque interne La proposta di un "pentito" castiglionese: «Per anni è stata l'attività della mia famiglia» In questi giorni avete scritto di contravvenzioni elevate ai pescatori abusivi di ceche "cée" (vitree, novelle anguille risalenti dal mare nelle acque dolci), che sono la prima specialità gastronomica dei miei compaesani livornesi. Poiché sono "figlio d'arte", nato al Calambrone (Li) nel 1929 da Bruno Fornaciari, che nel 1931 si trasferì con la famiglia a Castiglione per meglio svolgere la pesca delle cée e dell'altro novellame eurialino, maggiormente a scopo di ripopolamento delle acque interne, vorrei fare alcune considerazioni che affondano le radici nella storia di questa attività. Gli anni '20 Alla fine degli anni '20 prima che mio padre si trasferisse a Castiglione, il ministero dell'Agricoltura, per incentivare i ripopolamenti delle anguille nelle acque interne, vietò la pesca delle ceche a scopo alimentare anche nel compartimento marittimo di Livorno in cui in deroga alla legge, per motivi tradizionali, era consentita nei mesi di dicembre, gennaio e febbraio, così come nelle province di Livorno, Pisa e La Spezia. è stata sempre vietata, invece, in tutto il restante territorio italiano. Lo stesso ministero dislocò da Roma a Livorno una pattuglia della Forestale per la repressione della pesca illecita. Costanzo Ciano. Ma, il livornese Costanzo Ciano (grande goloso di cée), padre di Galeazzo, genero del Duce, dopo un breve periodo di divieto fece ripristinare la possibilità di pescare le ceche a scopo alimentare. Di conseguenza mio padre si trasferì a Castiglione, dove nel fiume Bruna, grazie al richiamo delle acque fitoplanctate del Padule, ingente era la rimonta delle ceche. In quegli anni la miseria in Maremma era "nera" e l'allora prefetto di Grosseto di concerto con il direttore dello stabilimento ittiogenico di Roma, per attutire tale stato di indigenza sociale, indicarono a mio padre di avviare alla pesca delle ceche più gente possibile, acquistandogliele a prezzi calmierati. Fu così che fino al dopo guerra molti abitanti di Castiglione e di Marina pescassero le ceche: ma quando i quantitativi pescati superavano quelli assorbibili dalle semine nelle acque interne, anche mio padre, suo malgrado, era costretto a venderle al mercato alimentare di Livorno. Comunque, lo sforzo eccessivo di tale pesca, incrementato dalla diretta richiesta dei commercianti livornesi, fece affievolire con gli anni, lungo il litorale maremmano, la rimonta delle ceche. Gli anni '60 Così io, sulla scia dell'attività paterna, negli anni '60 mi trasferii con la famiglia a Scauri presso il fiume Garigliano, dove pure era ingente la rimonta delle ceche dal mare, basta pensare che con i vertivelli da me ideati, una notte con altri tre collaboratori ne pescammo circa 30 ql., dei quali venti morirono per asfissia nelle reti, poiché troppo affollate. E sbagliando s'impara! In quegli anni la richiesta di semina delle ceche mi pervenne anche da varie nazioni europee e nel '68 persino dai giapponesi che da secoli allevavano le anguille in sistema intensivo. Così avviai l'esportazione delle ceche in oriente e la linea aerea Roma-Tokio, con scalo a Mosca, fu attivata per tale trasporto. Il divieto. In seguito, l'Accademia Italiana dell'Anguilla, accertata la consistente diminuzione degli stocks di anguilla, propose alla direzione della pesca del ministero il divieto della raccolta del novellame di anguilla a scopo alimentare. Il ministero emanò il divieto, ma forse troppo tardi. E la natura si vendica contro chiunque pretenda di viverci devastandola: pure le ceche, depauperate dall'eccessiva pesca ed anche dagli inquinamenti delle acque e dalla riduzione degli ambienti adatti al loro vivere, si sono rarefatte da tutti i mari del globo. Finalmente la Comunità Europea ha dichiarato le anguille specie ittica fortemente danneggiata, invitando gli Stati membri ad attivarsi per la ricostituzione dei suoi normali stock. La proposta. Il sottoscritto ritenendo che tale misterioso murenoide sia a rischio di estinzione, ha proposto alla Regione e, tramite l'Associazione Piscicoltori Italiani, al ministero delle Politiche Agricole, d'incentivare la pesca delle ceche per ripopolare le acque interne dov'è certa la loro crescita, pagando ai pescatori un prezzo concorrenziale a quello illecito del mercato alimentare. Ma conoscendo la lentezza della burocrazia e non interessando a molti tale proposta, compresi i sedicenti ambientalisti, ritengo che passerà molto tempo prima che venga presa in considerazione. Tuttavia, rivolgendomi a quei temerari pescatori abusivi di ceche che sfidano il freddo notturno (a me ben noto), nonché il rischio di essere contravvenzionati, li invito a far fronte comune e forse un giorno potranno pescare le ceche per uno scopo più sublime di quello di finire alla livornese con olio, aglio e salvia. Strage nel Padule. Vorrei altresì far riflettere sulle loro responsabilità certi nostri amministratori maremmani, "in tutt'altre faccende affaccendati" e ai quali della vera tutela della natura non troppo interessa; poiché il caso che sto per enunciare è un paradosso. Infatti, mentre i pescatori di frodo delle ceche sfidano il freddo, nonché i rischi delle contravvenzioni ed anche gli agenti di polizia sono costretti a subire i notturni rigori invernali, nel padule di Castiglione, costituito in Riserva naturale, nei periodi invernali di rimonta dal mare, ci risalgono molte ceche, ma in estate sono costrette a crepare asfissiate od in salamoia per incuria gestionale. E gli amministratori, incuranti dei richiami degli esperti, disattendendo anche seri impegni pregressi, ritardano le opere di miglioramento della circolazione idrica all'interno del padule. E al tempo stesso hanno speso denaro pubblico acquistando una chiatta per portare a spasso gli ignari visitatori del padule in un canale, dove per eccessiva eutrofizzazione in alcuni periodi non è possibile la navigazione. E per di più a questa "bagnarola" è stata fatta una rimessa "reggia", che per farcela giungere dovranno essere scavati altri fossi, che concorreranno maggiormente all'anossia dei nostri poveri pesci. Argo Fornaciari

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tramonti di sopra punta sull'albergo diffuso (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 28-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 14 - Pordenone Tramonti di Sopra punta sull'albergo diffuso TRAMONTI DI SOPRA. Il Comune di Tramonti di Sopra intende investire risorse nel progetto dell'albergo diffuso. Per questo il vicesindaco Antonino Titolo sta mantenendo contatti con l'ufficio turistico regionale e con i Comuni della zona che hanno già attivato un servizio simile. «Purtroppo la burocrazia non è dalla nostra parte ma non ci demoralizziamo perché crediamo molto in questa idea - ha spiegato -. La nuova legge non ci consente di attivare un albergo diffuso con meno di 80 posti. E per una piccola comunità come la nostra non è semplice reperire fin dall'inizio un così alto numero di disponibilità. Allo stesso tempo non ci è permesso di aggregarci ai Comuni limitrofi, come potrebbe diventare naturale una collaborazione con Tramonti di Sotto». Contemporaneamente il vicesindaco sta cercando residenti e persone originarie della zona disposte a concedere l'uso di stabili e rustici. Per questo domani sera a Tramonti di Sotto è stato organizzato un incontro aperto alla popolazione.

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Non siamo ancora entrati nel vivo della crisi che già si sogna di ritornare al consumismo sfren... (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 28-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Non siamo ancora entrati nel vivo della crisi che già si sogna di ritornare al consumismo sfrenato. Quello rutilante degli Anni '80. Scandito da un'estetica energica, edonista e persino un po' fetish. Indietro tutta, si riparte dal periodo felice in cui Grace Jones cantava «La vie en rose». «Quando la moda italiana era la numero uno al mondo», dice Armani che nella prima linea svolta con segni forti, scippati a quell'epoca. La sua è una dominatrice, capelli tiratissimi, lucido berretto con visiera alla «Querelle de Brest», guanti di vernice nera al gomito, body vedo nudo e pantaloni aderenti come scotch, da fan dei Frankie goes to Hollywood. E' tosta l'ambigua signora che incede in passerella sulle note di «You Are Simply The Best» di Tina Turner (anche lei non propriamente una mammola). Eccola, la donna Armani, col piglio cattivello anche in abiti di velluto elasticizzato che ridisegnano la silhouette scattante, orlo quattro dita sopra il ginocchio, calze coprenti, tailleur con giacche strette, tacchi altissimi di giorno e stivali rasoterra di sera. Nero e grigio sempre, interrotti da lampi di luce («Ho evitato la citazione dei colori accesi, sarebbe stato troppo»). Spalline imbottite, forme dilatate, tinte coraggiose, geometrie appuntite che ricordano le wonder woman di Montana e Mugler. I sintomi del revival scorrono in abbondanza sulle passerelle con linguaggi e modalità diverse. Frullati con sensibilità attuale. Da D&G è la voglia di spettacolarizzazione a tenere banco. Protagonista l'opera, vista con gli occhi dei giovani. Fra velluti e broccati dei costumi di scena cortissimi spuntano sulle magliette la Callas e le locandine d'antan della Fenice. «Peccato che la Scala non ci abbia voluto cedere i diritti per riprodurre le sue», dicono i D&G. «L'operazione richiedeva tempo e verifiche», rispondono dal tempio milanese della lirica. Burocrazia mammuth? The show must go on. Con chili di colore che esplodono da Scervino: viola, verde, oro. Ci sono le pellicce e gli smoking piumino dai bagliori lingotto, i vestiti a clessidra con guepière interna, i golf giganti cosparsi di paillettes. E c'è la Gregoraci in abito giallo acido che esibisce generosamente il corpo palestrato («Malata di shopping fin da bambina, ho gli armadi pieni, ma non so resistere alla moda»). Oversize è un'altra parola d'ordine di stampo eighty. Sembrano casette ambulanti gli squadrati trench di Burberry da portare con larghi abiti da novizia su cui è stampato il volto della duchessa di Devon, al polso fili spinati come moderni cilici. I volumi dilatati sono un ossessione. Da Jil Sander fioriscono colli a cratere, scollature a forma di calla che ricordano le costruzioni architettoniche di Capucci e invece sono un omaggio al ceramista Paul Chambost. Ampi e comodi anche i giacconi da caccia e pesca di Hogan, da ridimensionare a colpi di coulisse in vita, in materiale tecnico incerato. Il vintage dei nostri ieri felici culmina nel guardaroba da biker di C'N'C, ricco di pantaloni e bomber borchiati. Ma in questo viaggio nel «come eravamo e come diventeremo» non potevano mancare le protesi alla Mazinga, ovvero le «paulette». «Ho costruito spalle forti per sostenere i capi, ma anche il morale di chi li indossa. A questi momenti difficili bisogna rispondere con determinazione», racconta Alberta Ferretti, mostrando vestiti, con decori da secessione viennese, che sposano tinte audaci e maniche a prosciutto, imbottite, ricoperte da mostrine gioiello che avrebbero mandato in visibilio Joan Crawford. Poi bluse di chiffon e cardigan bozzolo. «Per dimostrare che ai consigli d'amministrazione si può essere autorevoli anche senza il tailleur corazzetta». Le strutture geometriche, spigolose o a boule sono il fil rouge di Ferrè disegnato da Aquilano e Rimondi che ieri hanno sfilato una teoria di modelli scultorei sotto gli occhi dei commissari governativi incaricati di gestire le sorti del gruppo It Holding finito in dissesto, sotto il peso dei debiti.

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sospendere le tasse locali (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 28-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 2 - Montecatini Sospendere le tasse locali Lo chiede Confcommercio per aiutare le imprese Tra le altre richieste i parcheggi gratis di sabato e domenica e un arredo migliore MONTECATINI. Confcommercio Montecatini esprime preoccupazione per l'andamento e le previsioni dei prossimi trimestri dell'economia locale, evidenziando una situazione che sta mietendo i ricavi di migliaia di imprese del terziario. E' prevedibile il rischio che centinaia di esperienze imprenditoriali qualificate non riescano a superare il 2009. Basti pensare - sottolinea - all'addio a Montecatini annunciato da due prestigiose attività: Cartier e Baccioni. Il presidente di Confcommercio Montecatini, Renzo Bertini (nella foto), rimarca la negatività di questi episodi: «Queste chiusure sono causate purtroppo da una scarsa attenzione nei confronti della qualità delle imprese locali. Confcommercio da sempre si pone l'obiettivo di dare particolare attenzione alle imprese di qualità, proponendo servizi all'avanguardia, ma oggi non basta più». Mancano tre mesi alle elezioni amministrative nel più importante dei Comuni della Valdinievole e Confcommercio vuole rimarcare la sua progettualità lanciando un messaggio ai futuri amministratori perché ci sono elementi che tendono a peggiorare una situazione già grave su cui è necessario agire. In ambito di accesso al credito, ad esempio, nonostante una fase di forte contrazione dell'Euribor, il costo per l'accesso al supporto economico, tende a rimanere elevatissimo. E ancora: «Ormai da troppi anni il regolamento urbanistico è fermo a livelli inadeguati per le potenzialità delle imprese locali». Tassazione locale: «E' necessaria una moratoria per almeno un anno». Burocrazia: «A livello locale sono emersi in questi anni elementi positivi circa lo snellimento della burocrazia nei confronti delle esigenze delle aziende ma tanto si può e si deve ancora fare». Per quanto riguarda, infine, sosta urbana, mobilità e arredo urbano, «gli imprenditori hanno bisogno di risposte concrete circa il fondamentale tema della mobilità e della sosta urbana. A tal proposito Confcommercio propone di concedere il parcheggio gratuito il sabato e la domenica per agevolare gli acquisti». «Condividiamo le politiche di attenzione per il mantenimento dell'ordine nella sosta urbana, ma una maggiore elasticità nei confronti delle esigenze del cliente è necessario che venga valutata - dice Renzo Bertini- e gli interventi legati all'ausilio della sosta devono comunque essere inseriti in un definitivo progetto di viabilità urbana, che coinvolga sia il centro che le aree periferiche. Parallelamente è necessario porre l'attenzione sull'adeguamento e il miglioramento dell'arredo». In conclusione, per Confcommercio è necessario far acquisire una maggiore sensibilità al sistema pubblico e istituzionale locale verso i temi della crisi che riguardano il mondo delle imprese. «Ben vengano - dice - le iniziative a sostegno delle famiglie in difficoltà, ma è necessario intervenire in ogni modo possibile per far sì che i lavoratori mantengano l'occupazione intervenendo anche a sostegno delle aziende». «Noi - prosegue Bertini - non ci pieghiamo sugli effetti negativi di questo momento. La crisi finirà prima o poi, oggi dobbiamo concentrarci su come superare questa fase per arrivare al momento della ripartenza nella migliore condizione. Grazie alle politiche locali, alla qualità delle iniziative e della progettualità. E' necessaria una task force istituzionale che determini tutte le azioni possibili per gestire la politica di breve periodo sul superamento della crisi di domanda e di liquidità».

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cna all'attacco di banche e provincia (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 28-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

di Alberto Vivarelli Cna all'attacco di banche e Provincia Piantini: «Le imprese hanno bisogno di liquidità ma il credito...» PISTOIA. Da alcuni mesi assomiglia più ad un pronto soccorso per aziende che a un sindacato d'imprese. Anche la Cna vive sulla propria pelle il tornado economico che ha di fatto bloccato i mercati. Dal tessile al mobile per finire alla meccanica, le bandierine rosse sulla mappa del manifatturiero crescono in maniera esponenziale e solo chi ha scelto la strada dell'altissima qualità e della tecnologia avanzata ha ancora margini. Per ora. La domanda è un classico: come se ne esce? La risposta è più complicata perché il clima d'incertezza è tale che c'è perfino il timore a proporre soluzioni. Aldo Piantini, presidente provinciale della Cna, mette le cose in fila, unico modo per affrontare con ordine la situazione. E in cima alla lista dei problemi delle aziende, Piantini mette la liquidità. «Le imprese - spiega - non hanno liquidità immediata. è una fase delicata perché devono fare fronte ai pagamenti, se non hanno accesso al credito il rischio di chiusura è reale. C'è molta aspettativa per gli aiuti dalle banche». Già, le banche, da tempo nel mirino degli imprenditori; troppo strette le maglie del credito, anzi si ha la sensazione che la situazione di crisi abbia provocato un ulteriore irrigidimento degli istituti di credito. «Le banche - osserva il presidente della Cna - stanno prendendo soldi dallo Stato ma il ritorno alle imprese è sempre più complicato. Nonostante le garanzie di Artigiancredito sulle richieste di finanziamenti che arrivano anche all'80%, i soldi concessi sono sempre meno. Le banche, invece, devono rendere qualcosa al territorio». Anche a Pistoia gli ordini sono calati del 50%. Interi settori si sono fermati, la situazione di quello edilizio è drammatica perché lì non ci sono nemmeno gli ammortizzatori sociali. Ma il fisco continua a bussare alla porta degli artigiani. «Siamo preoccupati per la revisione degli studi di settore - dice Piantini -, a maggior ragione nella nostra provincia dove abbiamo sempre avuto grosse difficoltà a rapportarci con l'Agenzia delle entrate. Qui ci sono tantissime aziende che dal settembre 2008 non hanno guadagnato un euro e si troveranno costretti a pagare secondo gli studi di settori proprio nella situazione economicamente peggiore. Anche in questo caso ci vorrebbe un po' di buon senso». Eppure, le imprese non si arrendono, tra gli artigiani non c'è rassegnazione. Chiedono solo certezze su finanziamenti e servizi che gli strumenti attuali non assicurano. Prendiamo ad esempio l'osservatorio provinciale, non è una scatola vuota ma è inutile perché non si riesce a decidere niente. «Oggi - spiega Piantini - abbiamo bisogno di meno tavoli e più operatività, occorre fare non discutere. Si mettano in moto i progetti e si spendano subito, non c'è più tempo». Va giù duro Sergio Giusti, direttore della Cna: «La Provincia non ha idee e quindi si condivide il niente. Noi abbiamo fatto proposte, come del resto le altre associazioni imprenditoriali ma la Provincia non ha mai scelto tra i vari progetti per non scontentare nessuno. Se in questi organismi si cerca l'unanimismo, tutto rimane bloccato». «Quello di cui abbiamo bisogno - incalza Piantini - è un'agenzia per l'export e servizi. Le imprese devono entrare nel meccanismo dell'informazione e della formazione e devono trovare opportunità sul territorio. Ci auguriamo che con l'ingresso della Regione in "Pistoia futura", le cose migliorino». Imprese artigiane protagoniste del proprio futuro ma in armonia con le istituzioni che, invece, sono sorde. «Noi - spiega Giusti - vorremmo incidere con le argomentazioni, con le idee ma la risposta che viene data alla nostra crisi è l'aumento della Tia perché il Cis è in difficoltà economiche. Come se non bastasse si cerca di complicare le leggi nel loro trasferimento da Roma a Pistoia. C'è una burocrazia enorme che porta via troppo tempo alle imprese». Un altro esempio, la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti. Sempre più imprese fanno accordi con privati per la raccolta eppure alla fine si trovano costrettia pagare due volte: il privato per la raccolta e lo smaltimento, il Comune per un servizio che non dà nonostante ci sia una legge che spiega come i rifiuti delle aziende di produzione non siano assimilabili agli urbani. Il rischio vero è che alla fine della giostra salti l'intero sistema economico italiano che si regge sulla piccola e media impresa. Che fare, allora? «Noi - dice il presidente della Cna - chiediamo meno burocrazia, più legalità, maggiori investimenti nelle infrastrutture, sviluppo del made in Italy, valorizzazione del prodotto. Ma il governo naviga a vista, si cerca di spostare l'attenzione dell'opinione pubblica su altri temi: le ronde, gli immigrati. C'è una sottovalutazione dei problemi. Alla banche chiediamo sostegno vero alle imprese mentre dagli enti locali ci aspettiamo un clamoroso cambio di marcia per quanto riguarda l'efficienza».

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un altro balzello per le aziende arriva la tassa sulle prestazioni sanitarie erogate dalle asl (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 28-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 10 - Montecatini Un altro balzello per le aziende arriva la tassa sulle prestazioni sanitarie erogate dalle Asl PISTOIA. Non era sufficiente per le imprese agroalimentari pagare il contributo alla stazione sperimentale per le conserve alimentari di Parma e all'Inca di Roma. Da quest'anno, infatti, sulle imprese alimentari grava un altro contributo, una vera e propria tassa relativa ai diritti per le prestazioni sanitarie erogate dai pubblici servizi veterinari e servizi igiene alimenti dell'Asl competente per territorio. Sino all'anno scorso solo i macelli e i sezionamenti di carne fresca erano soggetti alle tariffe veterinarie, tutte le altre imprese del settore non pagavano nulla. Il nuovo decreto prevede, invece, che tutte le imprese alimentari, con la sola esclusione delle imprese che effettuano prevalentemente la vendita al dettaglio e la ristorazione siano soggette al pagamento di una quota annuale che va da un minimo di 400 euro l'anno fino a 1.500 euro l'anno, indipendentemente dal fatto che le prestazioni del servizio sanitario pubblico vengano effettuate o meno. Ciò significa che, se in una determinata azienda in un determinato anno non vengono effettuate visite, l'azienda medesima deve pagare ugualmente. E questo giustifica la definizione di "tassa" per un contributo che di fatto non è tale. Ma c'è di più. Se ad esempio, un salumificio produce o lavora prosciutti e salami che sono prodotti a base di carne e nello stesso tempo produce i ciccioli e lo strutto che sono considerati grassi fusi di origine animale, devono pagare 2 volte. Di fatto, sono quindi tenuti al pagamento tutti i produttori agroalimentari, dal salumificio alla budelleria, dal panificio industriale alla pasticceria industriale, dal molino al panificio e chi più ne ha più ne metta. Anche le cantine, le acetaie, i depositi alimentari rientrano nella fattispecie del decreto. Chi poi possiede più unità locali deve pagare per ciascun stabilimento o deposito aggiunto. «Credo che non sia assolutamente giusto - commenta Luigi Biagioni, presidente di Cna-Alimentare di Pistoia - che ogni operatore del ciclo produttivo alimentare paghi la tariffa su uno stesso prodotto rispetto a più lavorazioni. Un provvedimento incomprensibile che suona come una beffa: l'economia sta attraversando la crisi più grave di sempre, per le imprese industriali sono pronti i soliti aiuti di stato, per le piccole imprese alimentari con la scusa di una norma europea una nuova tassa! E dire che la comunità europea con questa normativa impone che non si creino disparità di trattamento fra aziende di territori diversi. Vorremmo che il governo ci spiegasse per quale ragione in Francia o in Inghilterra i costi della sicurezza alimentare sono rimasti a carico dello Stato mentre in Italia, per fare cassa è stato deciso di farli pagare alle aziende e con un aggravio di costi per la burocrazia. E sarà inevitabile che una parte di questa doppia, se non tripla, imposizione ricada sui consumatori».

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giacomo maccheroni. perché nessuno ha convocato le società? (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 28-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 11 - Pisa Giacomo Maccheroni. «Perché nessuno ha convocato le società?» PONTEDERA. è stato il presidente del "grande" Pontedera. Quello che ha vinto il campionato di C2, che ha sconfitto la Nazionale di Sacchi alla vigilia dei mondiali in America. Luciano Barachini, ora è lontano dal calcio: vive tra la Valdera e la Cina, per lavoro. Ma il suo cuore è granata. E questa decisione lo lascia amareggiato. «Sono appena tornato dall'Oriente - racconta - Ho appreso quel che è stato deciso per il derby, da mio figlio, che cura gli affari in Italia. Ho chiesto quel che era accaduto all'andata. Credo sia vergognoso. Questa è la sfida che aspetti tutto l'anno. Che vale una stagione. Non si può privare alla gente di vederla. Con una vittoria nel derby ci si campa il resto del campionato, sia sugli spalti che in campo». Amareggiato anche Giacomo maccheroni. Lui, di Pontedera è stato sindaco. Ed è ovvio, che affronta la questione in chiave politica. «è inaudito - dice l'ex onorevole - In queste decisioni si riscontra la lontananza del potere dal territorio. Perché non sono stati sentiti i presidenti delle due società? Questo è un eccesso di burocrazia.E dunque un'anomalia da correggere. Spero che a livelli alti della politica, qualcuno si appelli al ministro competente: in certi casi, occorre necessariamente il rapporto con le società». e.ch.

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palermo e catania, sfida globale - dario prestigiacomo (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 28-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina XXII - Palermo Palermo e Catania, sfida globale Politici, chef e attori: la lotta tra due città per il primato Il derby infinito Enia e il teatro "Palermo vince coi giovani autori e lo farà anche domani in campo" DARIO PRESTIGIACOMO Capire quando e perché sia nata la rivalità, è un´impresa che neppure gli storici sono riusciti a portare a termine con successo. Ma a prescindere dall´origine, resta il fatto che catanesi e palermitani continuano a fare a gara su tutto, dalla cucina alla politica, passando dall´economia fino allo sport. Da un lato, si ostenta l´orgoglio dei palazzi del potere, dei quadri di Guttuso, del pane con la milza e guai a chiamare i supplì di riso "arancini", al maschile. Dall´altro, ci si fregia del genio industriale, di quello musicale e della pasta alla Norma. Di questa rivalità, il derby di calcio tra rosanero e rossoazzurri che si gioca domani rappresenta sicuramente la punta dell´iceberg. Tutt´attorno c´è tanta altra rivalità. Si prenda l´ambito gastronomico: chi detiene il primato della migliore cucina? Per lo chef palermitano Max Mangano, ad esempio, «la cucina del capoluogo siciliano è molto più aperta alle innovazioni e alle tendenze internazionali. Per questo, sul fronte dell´alta ristorazione, non abbiamo rivali in tutta la regione». Un giudizio che non trova d´accordo Domenico Privitera, presidente dell´associazione dei cuochi catanesi. «A parte il fatto che i prodotti della nostra terra vulcanica hanno un sapore irraggiungibile � dice � io propendo per la leggerezza e la semplicità borghese della tradizione etnea e non per gli aristocratici piatti palermitani». Nel caso della cultura, per dirne una, i catanesi sono sicuri di detenere il primato. «Se poi parliamo di teatro � dice Tuccio Musumeci, attore dello Stabile etneo � Catania ha una tradizione che Palermo non ha: si pensi ad Angelo Musco o a Turi Ferro. E anche oggi, da noi ci sono molte più possibilità per i giovani». Ribatte Davide Enia, attore e regista palermitano. «Se guardiamo al presente � spiega � negli ultimi anni a Palermo è venuta fuori una pletora di autori e registi teatrali che ha conquistato i palcoscenici di tutto il mondo. Magari in patria siamo bistrattati, ma fuori dall´Isola il derby lo vinciamo noi. Così come faremo domenica nella partita del "Barbera"». Anche il primato nella musica, fino a poco tempo fa saldamente nelle mani di Catania (la "Seattle del Sud"), è oggi in bilico. Stavolta per ammissione di entrambi i contendenti. «Palermo ha fatto molti passi in avanti � dice Sergio Serradifalco, leader degli Akkura � C´è oggi un movimento musicale che sta crescendo e che non ha nulla da invidiare a Catania. Solo che lì hanno ancora strutture migliori». Dello stesso avviso è Gianluca Runza, responsabile dell´etichetta catanese Soda Elettrica, che avverte: «A Catania viviamo ancora della luce riflessa del passato. Così rischiamo, alla lunga, di perdere il derby con Palermo». Ci sono, poi, i casi in cui la partita tra le due principali città dell´Isola non si gioca neppure. Come nell´economia, settore in cui sia l´imprenditore palermitano Rodolfo Guajana, sia quello catanese Andrea Vecchio (diventati entrambi leader degli industriali in lotta contro la mafia) consegnano l´alloro al capoluogo etneo:. «Anche se la politica sta facendo di tutto per mettere in ginocchio la vivacità imprenditoriale della città � lamenta Vecchio � Oggi, l´unica differenza che vedo tra Palermo e Catania è la mostruosa presenza della burocrazia, un´altra palla al piede per lo sviluppo del capoluogo siciliano e di tutta la regione». Anche nello sport (calcio escluso), Catania vince il derby. «Merito degli impianti, che a Catania funzionano molto meglio che a Palermo», dicono all´unisono il palermitano Giovanni Caramazza e il catanese Pippo Crisafulli, presidenti dei rispettivi comitati provinciali del Coni. Infine, c´è lo scettro più ambito insieme a quello del calcio: quello del potere politico. Per il senatore palermitano Calogero Vizzini, il capoluogo siciliano è ancora il centro della politica che conta: «A livello regionale, forse l´ago della bilancia sembra pendere verso Catania � dice � Ma se guardiamo l´ambito nazionale, Palermo può contare sulla seconda carica dello Stato e su un ministro. Quindi vinciamo noi». Per l´eurodeputato catanese Claudio Fava, invece, il derby, in politica, non esiste più: «Ormai, in Sicilia, il potere è policentrico � spiega � Non contano più le bandiere cittadine, ma quelle degli interessi, che non hanno riferimenti geografici». Tornando al calcio, tutti gli intervistati indicano come favorita la compagine rosanero. Sebbene i pensieri di tutti vadano più agli spalti che al terreno di gioco. «In questi giorni ho incontrato dei tifosi catanesi che vorrebbero gemellarsi con quelli palermitani � dice Caramazza � Se si dovesse realizzare un evento del genere, allora a vincere non sarebbe una città, ma il derby. E la Sicilia».

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Vola l'energia pulitaLiguria maglia nera (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 28-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Vola l'energia pulitaLiguria maglia nera rapporto di legambiente Nell'ultimo anno quasi tremila comuni si sono lanciatinelle fonti rinnovabili, ma la regione ligure arranca L'ENERGIA pulita piace sempre di più ai sindaci italiani. Ad oggi sono 5.991 i comuni con almeno un impianto solare termico, fotovoltaico o eolico nel proprio territorio, 2.801 in più rispetto allo scorso anno. Lo certifica l'ultimo rapporto presentato ieri da Legambiente al Gse (Gestore servizi elettrici). Lombardia e Trentino-Alto Adige gli esempi da seguire, la Liguria (con una produzione 50 volte inferiore alla Lombardia) quello da evitare. Paradossalmente, è proprio la regione del sole e del vento per eccellenza ad arrancare nello sfruttamento dell'energia rinnovabile. Liguria "maglia nera", dunque, con qualche eccezione. Nel Savonese, ad esempio, due piccoli comuni brillano per spirito di iniziativa. Legambiente premia l'impegno di Calice Ligure nella produzione di energia eolica, e di Bergeggi nel solare fotovoltaico usato nell'edilizia comunale. In questo settore è buono anche il risultato conseguito dal comune di Genova, 27esimo nella graduatoria nazionale. E Genova, questa volta insieme a La Spezia, si distingue anche nell'uso del solare termico, sempre nell'edilizia comunale. Non c'è traccia, invece, dei comuni di Savona e Imperia. Scorrendo i dati del report arrivano altre brutte notizie per la Liguria. Non c'è un solo comune tra i primi cento per impianti eolici e neppure tra i primi cinquanta per impianti idroelettrici, settore nel quale la Liguria ha davanti a sé ben sedici regioni per produzione lorda. Risultati ancora peggiori sul fronte della energia da biomassa e da geotermia (calore che si sviluppa dalle zone più interne della Terra). Tuttavia, è il dato nazionale che conforta gli ambientalisti. Nell'ultimo anno si è registrata una crescita di produzione per tutte le fonti, segno che l'energia pulita ha fatto breccia. Legambiente calcola un indotto economico e occupazionale da 250.000 posti di lavoro possibili in Italia: 65.000 nell'eolico (secondo le stime dell' Associazione energia del vento, Anev, al 2020) e altrettanti nel solare termico, nel fotovoltaico, nelle biomasse. Si diceva dei comuni virtuosi. Sono Dobbiaco (più 269% rispetto al fabbisogno energetico, con 255 kw di impianti fotovoltaici, 1.279 kw di mini-idroelettrico, 1.270 mq di pannelli solari termici, teleriscaldamento da due impianti, biomasse da 25 Mw e biogas da 132 kw) e Prato allo Stelvio (6 tecnologie rinnovabili diverse: due centrali di teleriscaldamento da biomassa, 4 impianti idroelettrici per complessivi 2.050 kw, impianti fotovoltaici per 1,1 Mw, un impianto eolico da 1,2 Mw, per un risparmio del comune di 14.000 tonnellate di CO2). Tra i comuni sopra i 50.000 abitanti Lecce è in grado di soddisfare interamente il fabbisogno elettrico delle famiglie da rinnovabili (con 4.500 mq di impianti solari termici e fotovoltaici da 6 Mw e 36 Mw di eolico). Premiato anche Carano (Trento) per il progetto più innovativo (3.000 pannelli fotovoltaici per una potenza di 500 kw sopra una vecchia cava di porfido per il consumo dei tre quarti degli abitanti). In provincia di Bolzano spiccano oltre a Dobbiaco e Prato allo Stelvio anche Vipiteno e Brunico. Ma, esperienze virtuose come Monrupino (Trieste) per il solare fotovoltaico (1.151 kw ogni 1.000 abitanti), Don (Trento) per il solare termico con una media di oltre 1 metro quadro per abitante, Minervino Murgie (Bari), Pinerolo (Torino) e Florinas (Sassari), indicano che l'Italia è piena di buone pratiche sostenibili, capaci di far risparmiare soldi a famiglie e amministrazioni, aumentando la qualità della vita. I comuni dell'eolico sono 245 con una potenza installata pari a 3.861 Mw (1.022 Mw in più rispetto al 2007) che soddisfa il fabbisogno elettrico di oltre 3 milioni e 102 mila famiglie. I comuni del mini-idroelettrico sono 698 (per impianti fino a 3 Mw) per una potenza totale installata di 617 Mw, in grado di produrre oltre 2.468 Gwh (gigawattora) all'anno, pari al fabbisogno di energia elettrica di 987 mila famiglie. Ora Legambiente punta su due aspetti per favorire l'ampliamento dell'offerta di energia pulita: integrare le fonti rinnovabili nell'edilizia con la certificazione energetica, e semplificare le autorizzazioni. Secondo l'associazione ambientalista, infatti, troppa burocrazia fa male allo sviluppo delle fonti pulite. Bruno Lugaro lugaro@ilsecoloxix.it 28/02/2009 1 MW 28/02/2009 corrisponde a 1.000 kw 28/02/2009 3MW 28/02/2009 corrispondono al consumo medio annuo di una famiglia italiana 28/02/2009 5.991 28/02/2009 sono i comuni che nel 2009 hanno almeno un impianto da fonti rinnovabili. Erano 3.190 nel 2008 28/02/2009 BOLZANO 28/02/2009 È la provincia con i comuni più virtuosi per la produzione di energia pulita: Dobbiaco, Prato allo Stelvio, Vipiteno e Brunico 28/02/2009 CALICE LIGURE 28/02/2009 il paese in provincia di Savona rappresenta l'eccellenza in Liguria con il suo impianto eolico 28/02/2009 FOTOVOLTAICO 28/02/2009 nessun comune ligure nella lista dei primi 50 compilata da Legambiente 28/02/2009 BERGEGGI 28/02/2009 il paese in provincia di Savona è 21esimo nella graduatoria nazionale e primo in Liguria per l'utilizzo del solare fotovoltaico nell'edilizia comunale. Genova è al 27esimo posto nella stessa graduatoria 28/02/2009 SOLARE TERMICO 28/02/2009 Genova è al 14esimo posto nella graduatoria nazionale e primo in Liguria per l'utilizzo del solare termico nell'edilizia comunale. La Spezia al 21esimo posto 28/02/2009 ALTRE FONTI 28/02/2009 EOLICO: nessun comune ligure tra i primi 100. IDROELETTRICO: nessun comune ligure tra i primi 50. BIOMASSA: nessun comune ligure tra i primi 50 28/02/2009

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"Pulite Pellice e Chisone prima di nuove piene" (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 28-02-2009)

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CAVOUR GLI ABITANTI DENUNCIANO LA PRESENZA DEI DETRITI DELLA SCORSA ALLUVIONE In 150 con 40 trattori denunciano: «Il letto del fiume oggi è più alto delle sponde» "Pulite Pellice e Chisone prima di nuove piene" [FIRMA]DEVIS ROSSO CAVOUR Quaranta trattori, centocinquanta persone. In tante hanno partecipato, ieri mattina, al corteo di protesta per lo stato in cui versano i torrenti Pellice e Chisone ancora ingombri di materiale trascinato a valle dall'alluvione del maggio scorso. Al corte, organizzato dal comitato spontaneo capeggiato dal consigliere provinciale Piergiorgio Bertone, hanno partecipato gli abitanti delle frazioni di Cavour, delle campagne di Bricherasio, Garzigliana e Vigone, delle tante cascine lungo il corso del Chisone. Chiedono un intervento immediato agli enti competenti affinché si intervenga in alveo. «Gli abitanti della pianura pinerolese sono sul piede di guerra - dichiara Bertone - sanno quanto sia pericoloso lo stato dei torrenti e la primavera è alle porte. Gli studi effettuati sulle aste di Pellice e Chisone dicono che servirebbero 540 milioni di euro per la messa in sicurezza». Sotto accusa dei comitati c'è l'Aipo, l'autorità di bacino. «Nel solo Piemonte - dice Claudia Chicca, dell'Aipo, che non risparmia critiche alla gestione del territorio e all'impatto negativo degli impianti di cava - abbiamo in gestione duemila chilometri di fiume e il personale è costituito da 27 persone, tra cui solo 4 tecnici. Il giorno dopo l'alluvione abbiamo agito d'urgenza, impiegando qui risorse per 2 milioni di euro. Nei prossimi anni sono stati programmati 18 interventi sul Pellice e 12 sul Chisone. Investiremo 6 milioni di euro». Cifre che testimoniano il lavoro dell'Aipo ma che non convincono i manifestanti. «I tecnici non conoscono la realtà locale - afferma Mauro Cavallera, agricoltore della frazione Castellazzo -, noi che abitiamo lungo il fiume conosciamo la situazione. Lavori di mesi sugli argini con scavatori e camion sono stati spazzati via in una notte dall'ultima alluvione. Oggi il letto del fiume è più alto delle sponde. La situazione è drammatica, serve un intervento immediato». Sergio Martino, presidente del comitato «Chisone sicuro» è categorico: «C'è troppa burocrazia. Per tagliare qualche albero bisogna interpellare quattro enti, serve una semplificazione. A gennaio i sindaci di 17 comuni pinerolesi hanno firmato una lettera per chiedere il passaggio di consegne della gestione dei torrenti Pellice e Chisone alla Provincia». «Basta con opere faraoniche che poi non trovano i fondi - aggiunge Elvio Ghigo, alluvionato di Bricherasio - servono interventi puntuali». L'obiettivo finale è quello di consentire interventi rapidi. «Esistono problemi di fondi - conclude Bertone - su questo siamo tutti d'accordo, ma qui abbiamo la fortuna di poter contare su cave e ditte locali che possono intervenire per la rimozione di ghiaia e lapidei con opere di compensazione». Dello stesso avviso Paolo Foietta, funzionario provinciale: «Stiamo cercando di portare avanti un progetto - spiega - quello di formare un consorzio con i cavatori. Il materiale rimosso a valle deve essere utilizzato anche per opere più a monte. Per ora è un progetto, ma spero si possa concretizzare presto».

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le mode cambiano Quando erano Rivoluzionario e Ribelle (sezione: Burocrazia)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 28-02-2009)

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le mode cambiano Quando erano Rivoluzionario e Ribelle --> Oggi detta legge la tv, in passato la politica. Ma c'era da dribblare l'anagrafe fascista Sabato 28 Febbraio 2009 CRONACA, pagina 15 e-mail print Segue da pagina 1 Vive a Bergamo da sempre ed è uno di quelli che «nomen omen». Figlio di un anarchico e di una comunista, funzionario del Pci, partigiano con la 53ª Garibaldi, nella Cgil dal '49, dal '52 colonna della Camera del lavoro orobica, a lungo direttore del Patronato Inca. Rivo Luzio Nario, per tre lustri in Consiglio comunale a portare la bandiera del Partito comunista e a fare opposizione ai sindaci della Dc. Solo nel 1960 compare nell'archivio di Palafrizzoni con tre nomi, nel '51 e nel '56 era solo Ghibesi Rivo Nario. «Il primo nome, quello per la burocrazia, è Rivo. A casa mi hanno sempre chiamato Nario». Luzio si perde un po', ma tant'è. Tre nomi che ne compongono uno, di cui il titolare è orgogliosissimo: «Ho avuto certi amici nel partito che me lo invidiavano». Ghibesi nasce Rivoluzionario, tutto attaccato e con la maiuscola, nel giugno dell'anno in cui in Russia covava la rivolta. «Il mio vero nome è quello lì, Rivoluzionario. Lo aveva scelto mio papà Bernardo, che era anarchico. Uno che a nove anni era scappato di casa da Schilpario perché suo padre aveva negato a suo fratello il secondo piatto di minestra. Anche alla mamma, Ester, piaceva quel nome». Però col fascismo nell'aria i tempi si facevano duri. «Facevo le "complementari" alla contrada Tre Passi. A un certo punto il mio nome non andava bene per nessunissimo motivo, il preside chiedeva di continuo di cambiarlo. Allora abbiamo trovato una soluzione». Quella soluzione è il nome diviso in tre, che dava meno nell'occhio, con la prescrizione del primo solo da utilizzare in via ufficiale. Come sia andata in quegli anni all'anagrafe, è una storia che si perde nel passato. Ma quando, nel 1991, Mario Pelliccioli ed Eugenia Valtulina raccolgono le testimonianze di Ghibesi (oggi si trovano in «Se sono diventato sindacalista è per la Resistenza», voluto dallo Spi Cgil), la ricostruzione è quella di una vicenda avventurosa: «L'impiegato del Comune, che era un amico di mio padre, un vecchio anarchico anche lui, è venuto a casa mia e ha detto: "Vai giù all'anagrafe da quello là, che ti dirà poi qualcosa". Io sono andato in Comune, e lui ha detto: "Facciamo una bella cosa: invece di cambiare, dividiamo il nome...". E così mi ha dato tre nomi: Rivo, Luzio e Nario. Quello ufficiale è il primo, io mi firmo Rivo». Ma Rivo Luzio Nario non è solo. A Sarnico, per esempio, viveva Ribelle Serpellini. Era quello del bar «Bar Serpe». Suo padre Francesco era socialista e quel nome, nel 1913, glielo aveva dato perché sperava che si ribellasse alle ingiustizie. Poi, ecco l'anagrafe fascista a proibire l'uso di nomi barricaderi: Ribelle Serpellini è diventato Ugo. Ma a Sarnico raccontano che ribelle lui lo sia rimasto comunque, se non di nome, di fatto. Nulla, invece, potè l'anagrafe al cospetto di casi illustri di cui la storia italiana è puntellata, come quello della moglie di Enrico Cuccia, il dominus di Mediobanca: si faceva chiamare Ida per praticità, ma quando firmava per esteso era Idea Nuova Socialista Beneduce. Figlia dello storico presidente dell'Iri tra le due guerre, Alberto Beneduce, era sorella di Vittoria Proletaria e Italia Libera. In fatto di nomi politici, c'è pure chi ne fa una faccenda geografica: «I nomi-bandiera hanno letteralmente investito l'Emilia, e soprattutto la Romagna, già a cavallo fra l'800 e il '900. Erano nomi che esplodevano come una fucilata», scrive Tino Della Valle, giornalista e dirigente industriale, parlando di Ordigno e Risveglio, Ribelle e Utopia. E pure dei tre fratelli Rivo, Luzio e Nario. A questo punto, tornando a Ghibesi (qui tre nomi in uno, opera fatta e finita), sorge una domanda. Lui sorride e gioca d'anticipo: «Lo so cosa vuole chiedermi. Armando: il nome di mio fratello era Armando». Verbo al gerundio presente? «Ma no...». In fondo qui siamo a Bergamo, mica in Romagna. A. G. 28/02/2009 nascosto-->

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Documento del centrodestra <Sì alle tre Circoscrizioni> (sezione: Burocrazia)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 28-02-2009)

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Documento del centrodestra «Sì alle tre Circoscrizioni» --> Sabato 28 Febbraio 2009 CRONACA, pagina 19 e-mail print Il centrosinistra si divide sulle circoscrizioni, il centrodestra contrattacca con un comunicato di difesa dei parlamentini condiviso da 12 consiglieri (su 16, più due del Misto). «Le Circoscrizioni sono, pur con i loro limiti, la migliore forma di partecipazione della gente dei quartieri alle scelte della Città - scrivono -. Conoscono i problemi, si possono rapportare positivamente con i Comitati, sono elette democraticamente, hanno venticinque anni di storia tutto sommato positiva. Creare ventidue Consigli di quartiere eletti dai cittadini (come ipotizzato dal centrosinistra, ndr) ci sembra invece un inutile appesantimento della burocrazia. Eliminare quattro circoscrizioni per creare ventidue piccoli surrogati è proprio una scelta sbagliata. Si riconoscano invece ufficialmente le funzioni dei Consigli di quartiere spontanei, che possono rappresentare problemi e interessi di cittadini presso la Circoscrizione e l'amministrazione comunale». Restano le perplessità sul bilancio partecipativo: «L'assemblearismo è una forma di governo inefficace e superata, perché costa oltre 100.000 euro all'anno, perché sembra sempre più un "contentino" che il sindaco dà a Rifondazione per distrarla dalle sempre più invasive scelte urbanistiche. Il bilancio partecipativo potrebbe essere accettabile solo se subordinato al Consiglio comunale e ai Consigli Circoscrizionali». In conclusione, «noi scegliamo di mantenere almeno tre circoscrizioni, anche perché i loro costi di gestione sono ormai divenuti modestissimi. Non vorremmo però fossero svuotate dagli altri organismi voluti dalla sinistra: il bilancio partecipativo e i consigli di quartiere elettivi». «Ciò che ci preoccupa - concludono - è che comunque dopo quasi un anno dall'inizio della discussione, dopo decine di riunioni infruttuose dei capigruppo, a poche settimane dalla fine dell'operatività del Consiglio, la maggioranza sia divisa e incapace di una posizione definitiva. Noi una posizione la abbiamo». Firmato: Amati, Anghileri, Baraldi, Belotti, Bonassi, Cappuccio, Ceci, D'Aloia, Frosio Roncalli, Gallone, Girola, Lanzani, Moro, Personeni, Redondi, Tentorio, Turconi, Veneziani. 28/02/2009 nascosto-->

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Telefoni o telefonini non fa differenza: c'è chi finisce nelle maglie della burocrazia but... (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 28-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Sabato 28 Febbraio 2009 Chiudi Telefoni o telefonini non fa differenza: c'è chi finisce nelle maglie della burocrazia buttando soldi e perdendo servizi

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PERUGIA - In linea niente servizi ma solo disagi e bollette trappola. Succede ad un corposo pacchett... (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 28-02-2009)

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Sabato 28 Febbraio 2009 Chiudi PERUGIA - In linea niente servizi ma solo disagi e bollette trappola. Succede ad un corposo pacchetto di utenti umbri della telefonia. C'è chi, in questi giorni, si è visto recapitare a casa due volte la stessa bolletta Telecom. Uguale in tutto, anche nell'importo da pagare. Colpa, forse, del cervellone elettronico che gestisce conti e fatture e che ha deciso di raddoppiare gli sforzi. Ma stavolta per far arrabbiare gli utenti. Qualche guaio non preventivato anche per chi vuol cambiare gestore. C'è un caso di una persona che dal 9 febbraio è in attesa di passare da Vodafone a Tim ma la burocrazia blocca tutto. E il telefonino resta desolatamente muto. SERVIZIO A PAG. 37

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<Appalti veloci contro la crisi> (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Fermo)" del 28-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

PESARO pag. 24 «Appalti veloci contro la crisi» «Affidati entro maggio lavori per 3,7 milioni: andranno a ditte locali» «NOI LA CRISI l'affrontiamo davvero. Abbiamo messo in campo quattro azioni operative. Non facciamo discorsi». Il sindaco Luca Ceriscioli presenta «3,7 milioni di euro di gare d'appalto che saranno espletate entro maggio, visti gli ordini di grandezza andranno tutte o quasi ad aziende locali, per sostenere l'economia». Quali sono queste azioni concrete? «Intanto abbiamo attivato l'Isee immediato per i servizi alla persona. Chi è in mobilità o in cassa integrazione può accedere alle esenzioni con la sua nuova situazione di reddito. Stiamo lavorando anche sulla tassa rifiuti. Nel contempo cerchiamo di dare una mano all'economia». Come? «Riducendo la burocrazia sugli appalti. Questi 3,7 milioni di euro sono un'iniezione positiva per il settore edilizio e per l'economia in genere. Siamo riusciti a ridurre i tempi grazie alla norma del governo Berlusconi che semplifica le gare sotto i 500mila euro. Noi l'abbiamo presa al volo. Non abbiamo mai fatto tante gare tutte insieme, il che vuol dire che se agli enti locali consenti maggiore flessibilità burocratica questi sono pronti». Per quali interventi? «Tre tranche di manutenzioni delle strade di 360 mila euro ciascuno, un milione di euro per Palazzo Mazzolari Mosca, 282 mila euro per il parcheggio di via Rossellini, poi investimenti per ristrutturare il centro sociale della Tombaccia, realizzare una pista polivalente a Tre Ponti, ristrutturare la scuola media Galilei, il centro sociale Maria Rossi e la bonifica, infine, di via Mancini. Entro maggio i contratti saranno firmati. Ma non è finita qui...». Ovvero? «Stiamo cercando di ridurre al massimo la burocrazia per le imprese. La nuova normativa dello "Sportello unico" approvata in consiglio comunale ha tagliato i tempi delle pratiche. Il Comune deve lavorare con le aziende, soprattutto in un periodo di crisi come l'attuale». Anche a livello urbanistico? «Certamente. In consiglio comunale si è discusso su un'area di Novilara che da piano attuativo è diventata concessione convenzionata. Null'altro è cambiato: stesse superfici, stessa cubatura, stesso impatto. Solo tempi più adeguati: dov'è lo scandalo?». Sull'edilizia lei viene attaccato da destra e sinistra: "Ceriscioli il costruttore" è il leitmotiv... «Dio, perdona loro perché non sanno quello che dicono. Intanto ciò di cui si parla è previsto da 20 anni. Il centro Benelli doveva essere edificato addirittura da 40. Da due decenni Largo Ascoli Piceno ed il parco sportivo della Torraccia ma con progetti molto più brutti. L'unica variante vera è quella per il campus universitario, dove, peraltro, Comune e Provincia sono proprietari di metà dell'area. Dov'è la mia colpa? Quando e cosa avrei contrattato con i costruttori? Forse un'applicazione più rigorosa delle convenzioni. Le contrattazioni si facevano ai tempi di Fastigi, quando non c'era il Prg. Anzi, il Comune deve chiudere al più presto le pratiche urbanistiche in corso...». Ci spieghi. «Le convenzioni che firmiamo adesso prevedono che gli standard pubblici siano ceduti in anticipo o realizzati attraverso un cronoprogramma preciso. Se avessimo avuto questo alla Celletta... le opere pubbliche sarebbero state fatte insieme alle case. Il pubblico è più tutelato. E io mi sono stancato». Di cosa? «Di sentire o leggere accuse senza collegamento con la realtà, in certi casi utilizzando presupposti falsi. Gente che parla senza cognizione di causa, pur essendo stata amministratore pubblico per tanti anni. Non sono disposto a subire ancora a lungo». Avete un problema col patto di stabilità? «In realtà no, perché siamo riusciti a vendere i beni messi all'asta. Quando avremo i soldi vedremo, potremmo anche decidere che l'azioni anti-crisi sia più forte del patto anti-stabilità e utilizzeremo quei fondi. A costo di rischiare di farmi dimezzare lo stipendio...». Luigi Luminati

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PROPRIO la settimana scorsa, all'associazione degli industriali, si pa... (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Fermo)" del 28-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

PESARO pag. 26 PROPRIO la settimana scorsa, all'associazione degli industriali, si pa... PROPRIO la settimana scorsa, all'associazione degli industriali, si parlava di burocrazia e del coraggio di apporre una firma su un documento. Un moloch, quello delle carte bollate, che nessuno riesce a superare ed abbattere. E in questo momento storico, da grande depressione, molto legato alla realizzazione di opere pubbliche e quindi molto keynesiano, pensare che un appalto pubblico da 13 milioni di euro si trascini per mesi, è una di quelle cose che la gente non capisce e non comprende anche se ci mette tutta la buona volontà possibile. Una impresa è ferma, tutti coloro che lavoranno attorno a questo appalto attendono. Poi più si va avanti, più i lavori rischiano di partire a ridosso della stagione estiva con tutto quello che comporta il via vai dei camion e l'arrivo delle chiatte cariche del materiale necessario per realizzare i due nuovi bracci che formeranno sia la nuova diga foranea che la nuova entrata del canale. L'unico porto dell'Adriatico che attende da una vita di essere aggiustato e revisitato anche perché è l'unico che volge a bora. m.g.

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Indagine archeologica frena i lavori del porto (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Fermo)" del 28-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

PESARO pag. 26 Indagine archeologica frena i lavori del porto I tempi dei vari sondaggi? Un muro di gomma TREDICI milioni di euro, e cioè l'appalto per il prolungamento dei nuovi moli del porto, sono bloccati per una indagine archeologica sottomarina. La notizia arriva dalla stessa ditta «Idresia» che ha vinto l'appalto. «Io sono pronto a partire dice l'amministratore delegato dell'impresa Giovanni Cimorelli ma attendo la consegna dei lavori da parte del Provveditorato alle opere pubbliche di Ancona». Perché è tutto bloccato? «Perché in via preventiva devono essere svolte delle ricerche archeologiche nell'area interessata dai lavori e poi devono essere installate le barriere antiquinamento. Per quello che riguarda, siamo pronti a cantierare i lavori il giorno successivo al via libera. Da parte nostra non ci sono problemi ed abbiamo già preso contatti con i fornitori locali. Sono all'oscuro di tutto, ma spero che per fine marzo si possa partire con la costruzione dei moli». ARCHEOLOGIA? I vecchi lupi di mare, ridono. Come ridono del progetto del porto turistico che dà sulla spiaggia grande di ponente. L'attuale scalo è di fine Ottocento è nasce sulle ceneri della vecchia culla del fiume Foglia. «Mai sentito parlare di reperti o di navi affondate in quell'area, tenendo anche conto che le maree muovono i fondali. Strisciata di anfore al largo? Sì ma stiamo parlando di un paio di miglia dalla costa dice il geometra Armando Falcioni, lupo di mare ed anche esperto di lavori portuali avendo collaborato alla costruzioni di Porto Corsini a Ravenna . Quindi siamo lontanissimi dall'area che verrà interessata dalla realizzazione dei lavori per la costruzione dei nuovi moli e della nuova darsena. Onestamente non capisco neanche il tempo dato per la conclusione dell'opera perché a Porto Corsini nel solo giro di tre mesi realizzammo seicento metri di panchina, qui se ne devono costruire duecento...». MISTERI della burocrazia che rimbalzano su un muro di gomma.Il nuovo comandante del Porto fa sapere, attraverso una segretaria, che «loro non confermano e non smentiscono notizie». Anche se poi, a Franco Arceci del Comune, il nuovo comandante fa sapere «che si stanno eliminando gli ultimi ostacoli burocratici al fine di far procedere l'impresa senza alcun problema. E presto arriveremo alla consegna dell'area». DALLA SOPRINTENDENZA Antonio Baldelli gentilmente conferma «che le indagini archeologiche devono essere svolte, è una legge dal 2005». Ma è un'indagine proforma, stiamo parlando di una struttura realizzata a fine Ottocento... «No, no, si tratta di indagini vere e proprie». Partiti? Quando partiranno questi sondaggi e quanto tempo ci vuole? «Questo onestamente non lo so perché dell'argomento è competente la dottoressa Cecilia Profumo, lei segue l'archeologia subacquea». Telefonata alla soprintendenza Archeologica di Ancona. Il centralinista: «La dottoressa Profumo non è oggi in ufficio». Bene, allora si può parlare con il Soprintendente? Risposta: «No, lei deve parlare con la Profumo perché la competenza è sua». Si arriva alla segreteria: «Lei mi lascia il suo recapito che vedo di contattare, se è possibile, la dottoressa... La richiamo». Dopo un quarto d'ora arriva la risposta dalla segreteria della Soprintendenza: «Lei può richiamare lunedì mattina per parlare con la dottoressa. Per ragioni di privacy non possiamo dire dov'è e nemmeno dare un recapito telefonico». Per cui in cosa consista questo sondaggio nessuno ne ha la più pallida idea, così come nessuno sa se le «ricerche» sono partite o quando partiranno. Soprattutto nessuno ha un'idea di quanto tempo ci vorrà per concludere questa ispezione sottomarina. E Giovanni Cimorelli amministratore delegato della ditta «Idresia» che dice? «Noi siamo all'oscuro di tutto. Siamo qui che aspettiamo la consegna dei lavori per partire». Maurizio Gennari

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Lavoro e ambiente al primo posto (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Ferrara, La" del 28-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il candidato sindaco Giulio Barbieri: siamo aperti alle idee e ai suggerimenti dei cittadini Lavoro e ambiente al primo posto Il programma della lista civica «Io Amo Ferrara» Esse come sviluppo: questo il primo dei punti del programma elettorale della lista civica Io Amo Ferrara, che il candidato sindaco Giulio Barbieri ha iniziato a discutere con i cittadini. L'obiettivo è quello di condividerne il contenuto con i ferraresi e di ritoccarlo con le loro idee e le proposte. «Per lo sviluppo della città - spiega Barbieri - bisogna valorizzare il commercio, il turismo, l'impresa, pensare al lavoro, alla tutela dell'ambiente e all'economia del territorio». COMMERCIO. In passato la concorrenza si faceva tra strada e strada, oggi si fa tra città e città: l'appello della platea ai futuri amministratori, è curare l'aspetto culturale e commerciale della città, ridurre la burocrazia, aumentare l'interesse per l'arredo urbano, rendere più coerente l'illuminazione, creare una tangenziale che dirotti il traffico. Risolvere i problemi di viabilità è il primo impegno che il capolista si assumerà nel caso in cui dovesse sedere sulla poltrona di primo cittadino. TURISMO Gli investimenti non hanno seguito di pari passo l'evoluzione sul turismo. Manca, secondo i sostenitori di Barbieri, la capacità progettuale. Dal pubblico c'è chi parla di "mostra-mania", le mostre a Ferrara sono troppo numerose e non sono coordinate. «Il turista a Ferrara - dice Barbieri - oggi è un escursionista che pranza al sacco, vede la mostra e poi se ne va. Si deve riaprire un flusso tra città e provincia in modo da far apprezzare al turista il patrimonio ferrarese nel suo complesso». IMPRESA. I tempi per chi ha capitali da investire sono biblici, i tributi sono troppo elevati; i rapporti tra amministrazione ed impresa sono difficoltosi. «Chi fa impresa in presenza di ostacoli - spiega Barbieri - vive un senso di incapacità nel raggiungere i propri obiettivi. E' necessario per portare ricchezza alla città che il rapporto con gli amministratori sia chiaro e trasparente e di sostegno soprattutto in questo momento di crisi«. Quanto all'agricoltura il sogno di Barbieri è creare un mercato dalla filiera corta dove il produttore possa vendere i propri prodotti nella propria città. AMBIENTE. «Abbiamo ammassato in un unico punto, la pianura padana, complessi industriali dove non dovevano esserci, perchè la città ha un microclima tale da portare le micropolveri ad altezza uomo - dice Mario Testi componente della lista civica -; un chilogrammo di pm10 è pari a 15 euro di costo sanitario per la popolazione». L'imperativo amministrativo sarà coniugare, sviluppo, risparmio e salute. Bisognerà occuparsi di energia, utilizzando la luce del sole, sostituire l'illuminazione con i led, incentivare la cogenerazione domestica, il fotovoltaico, la bioedilizia, il geotermico. E poi i rifiuti dovranno essere ridotti, differenziati, riciclati, riutilizzati, incentivando il compostaggio domestico. Il risparmio verrà utilizzato per un 50% per sanare i 160 milioni di debito del Comune e per l'altro 50% per creare nuove imprese. LAVORO. Le politiche del lavoro vanno dall'incentivare le risorse umane individuando nicchie produttive di eccellenza in ogni settore produttivo, a stimolare i giovani ad intraprendere i mestieri artigianali che stanno scomparendo, a favorire l'insediamento del terziario. LA PROPOSTA. «Per risolvere il problema dei parcheggi in centro storico - conclude Barbieri - proporrei il rimborso del ticket del parcheggio a chi acquista. Il rimborso andrebbe sostenuto per il 50% dall'amministrazione e per il restante 50% dal commerciante». Silvia Siano

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<Non paga le tasse> Ma l'evasore è morto da 38 anni (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 28-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2009-02-28 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Il caso Errore della burocrazia «Non paga le tasse» Ma l'evasore è morto da 38 anni SEGUE DA PAGINA 1 «Si sono giustificati sostenendo di aver chiesto le tasse anche a milanesi nati nel 1800». Il compito di chiarire il qui pro quo è stato allora affidato al commercialista di fiducia, che è tornato alla carica: «La persona che cercate è deceduta dal 1971». E gli uffici: «A noi non risulta». Facendo poi seguire l'invito perentorio all'evasore a presentarsi martedì prossimo, 3 marzo, per discutere la questione. Alla presenza di un funzionario comunale e di un responsabile di Equitalia, concessionaria della riscossione tributi, al Servizio Polo Catastale di via Catone 24. «Insistono nel convocare un morto? Bene. Lo attendano — dice il genero del defunto —. Questa vicenda ha del paradossale, per chiarirla era sufficiente una telefonata e una verifica al terminale. Quando ho aperto la lettera indirizzata al suocero che non ho mai conosciuto e oggi avrebbe 83 anni, e che è morto quando mia moglie ne aveva 16, ho veramente pensato a uno scherzo». Il mancato versamento della tassa per la spazzatura e dell'imposta comunale sugli immobili sarebbe relativo al 2003-2008. Una dirigente del settore Servizi civici azzarda: «Può essersi trattato di un caso di omonimia». Curioso che, però, nell'era della telematica non sia stato possibile «incrociare i dati e verificare che in quell'abitazione, dove fino al 1971 ha abitato mio suocero — spiega il genero —, è rimasta a vivere la figlia che ha sempre regolarmente pagato le tasse, Tarsu inclusa». E se a indurre in errore fosse stata «la situazione catastale, che forse non è stata modificata come chissà quante altre, dopo che mia moglie ha ereditato l'appartamento, a disturbare è il fatto che danno per scontato che sei un evasore ma non spiegano perché». Paola D'Amico

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PROPOSTE E RICETTE per il rilancio dell'economia locale, ed una... sferzata:... (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 28-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

FERRARA ECONOMIA E POLITICA pag. 11 PROPOSTE E RICETTE per il rilancio dell'economia locale, ed una... sferzata:... PROPOSTE E RICETTE per il rilancio dell'economia locale, ed una... sferzata: Giulio Barbieri, nel corso della seconda assemblea pubblica al centro operativo ortofrutticolo, non ha risparmiato una strigliata ai cosiddetti poteri forti', rimarcando «l'assenza di rappresentanti di alcune associazioni di categoria che avrebbero quasi il dovere di partecipare agli incontri in cui si discute di programmi e progetti per lo sviluppo». Non si tratta di una critica indistinta, visto che in sala assieme ad oltre duecento persone c'erano Beppe Vancini direttore della Confartigianato e Roberto Bonora direttore di Unindustria. «Ma gli altri dove sono? ha chiesto polemicamente Barbieri E dove sono i rappresentanti della Camera di Commercio, la cui grande mole di lavoro è soprattutto funzionale a produrre cumuli di carta?». Una frecciata che forse inimicherà Barbieri a più di un dirigente di associazione: «Ma io non voglio andare a braccetto con i poteri forti' incalza il candidato a sindaco di Io Amo Ferrara , punto al sostegno leale e trasparente dei cittadini e degli imprenditori, anche se credo che tutte le associazioni dovrebbero sentire l'obbligo di misurarsi con i candidati e le formazioni che lavoro per il rilancio di Ferrara». Nel corso della serata, condotta come la precedente dal giornalista Rai Mario Mattioli, non sono mancati comunque i contributi di spicco; dall'ex presidente Ascom Giulio Felloni per il commercio a Lanfranco Viola per il turismo, da Fabrizio Barbieri per l'artigianato, da Maurizio Milani per l'agricoltura e Mario Testi per le politiche ambientali, è emersa l'esigenza di «premiare e incentivare l'iniziativa imprenditoriale afferma Barbieri , che la cappa' grigia delle amministrazioni pubbliche ha sin qui soffocato, causando un blocco sostanziale dello sviluppo, dell'economia e del lavoro». Il quadro che emerge, ha aggiunto Barbieri, «è di un Comune e una Provincia inadeguati alle necessità degli abitanti, con una realtà economica paralizzata dalla burocrazia senza una programmazione accorta e lungimirante dello sviluppo ed una scarsa attenzione, ad esempio, alla valutazione delle attrattive e delle opportunità turistiche». Entrando nel dettaglio di qualche spunto offerto dalla serata trasmessa in diretta online sul sito di Io Amo Ferrara oltre che in tv , si è discusso ad esempio di nuove politiche ambientali, in grado «di coniugarsi con la crescita delle imprese incalza Barbieri e del processo virtuoso che la raccolta differenziata e il riutilizzo dei rifiuti può innescare in tema di creazione di posti di lavoro». Affrontato anche il tema dei parcheggi, con la proposta di «costituire assieme alla Carife un fondo' pubblico di investimento per la realizzazione di nuove aree di sosta il suggerimento del candidato sindaco ; gli introiti e gli utili della gestione potranno remunerare cittadini e società che partecipassero a questa iniziativa». Sempre in tema di parcheggi e commercio, l'idea di «rendere sistematico il rimborso del ticket' per la sosta da parte dei negozianti del centrstorico chiude Barbieri ; il Comune potrebbe partecipare con un contributo sino al 50% di questa agevolazione, favorendo così il rilancio degli acquisti e la vibilità del centro, e dimostrando che Ferrara non è città di privilegi solo per gli ipermercati...».

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Per 1200 al mese ha scoperto la variante Hiv (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 28-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

CRONACHE pag. 19 Per 1200 al mese ha scoperto la variante Hiv LA BIOLOGA di DANIELE DE SALVO LECCO POCHI SOLDI, garanzie pressochè nulle per la carriera futura, certezze inesistenti, ma molta passione e una grande intelligenza, che le hanno permesso di identificare, prima in assoluto, una particolare variante dell'Hiv. E' la storia di Barbara Foglieni, 32 anni, ricercatrice in servizio grazie a una borsa di studio di 1.200 euro al mese, presso il Dipartimento di Medicina trasfusionale e di ematologia dell'Azienda ospedaliera di Lecco. Il lavoro della biologa molecolare ha permesso di isolare una pericolosa forma del virus dell'Aids, chiamata poi Hiv-1 e ribattezzata anche «variante di Lecco», una ricombinazione di due ceppi differenti che ha la proprietà di sfuggire all'identificazione dei più comuni test di laboratorio, con il rischio che il sangue venga dichiarato «pulito» anche quando in realtà non lo è, con conseguenze devastanti in caso di trasfusioni. GRAZIE A LEI invece i pazienti riceventi adesso possono stare molto più tranquilli. L'importante scoperta, perfezionata in una settimana a carico dell'Unione europea a Cambridge dove ha completato la sequenza della variante, è stata presentata al Meeting annuale dell'American association of blood banks, l'associazione statunitense delle banche del sangue. Il paradosso è che presto, nel giro di qualche settimana, la giovane potrebbe essere costretta a proseguire i suoi studi altrove, magari all'estero, aggiungendosi ai tanti cervelli italiani in fuga. A fine marzo il suo contratto scadrà. Le opportunità certo non le mancheranno dopo la pubblicazione dei risultati della sua ricerca e già in passato avrebbe potuto scegliere altri luoghi più prestigiosi, come una clinica pediatrica di Philadelphia negli Usa e il rinomato San Raffaele di Milano. Ma lei ha deciso per Lecco e se potrà continuerà a operare sulle rive del Lario, nonostante in molti si siano fatti avanti per reclamarla, allettandola pure con compensi certamente più remunerativi di quelli attuali. «Qui vicino spiega vive la mia famiglia e con il dottor Daniele Prati, il primario del Dipartimento, mi trovo molto bene. E' stato lui a convincermi a seguirlo. E sono convinta che pure in provincia si possano effettuare ricerche all'avanguardia. E' sufficiente la buona volontà e la tenacia». ED EFFETTIVAMENTE i fatti sembrano darle ragione. Del resto per lavorare nel settore pubblico ha già dovuto combattere contro la burocrazia tutto italiana, che demotiverebbe chiunque, ma non lei, che è stata obbligata a conseguire addirittura due lauree, una nel 2000 in Biotecnologie e un'altra specialistica in seguito. «La prima non mi consentiva di iscrivermi all'ordine professionale dei Biologi racconta e quindi ho dovuto superare altri esami e presentare una nuova tesi nonostante le materie fossero le stesse». Barbara ce l'ha fatta, e poteva essere altrimenti?

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Sartor a Chioggia <Servono più sinergie> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 28-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - VENEZIA - sezione: VENEZIAMESTRE - data: 2009-02-28 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE L'incontro Sartor a Chioggia «Servono più sinergie» CHIOGGIA — Giornata chioggiotta ieri per l'assessore regionale Vendemmiano Sartor. Prima l'incontro con il sindaco Romano Tiozzo, poi con i vertici nazionali di Artigiancassa e con la Confartigianato clodiense. Tiozzo ha esposto a Sartor la «struttura composita» dell'economia chioggiotta e le difficoltà, l'assessore ha parlato dell'esigenza di sinergia tra Regione e Comune. Poi Sartor ha incontrato Gianni Di Leva direttore generale di Artigiancassa, l'istituto che si prepara a aprire una serie di sportelli nelle sedi dei soci, soprattutto Confartigianato e Cna, entro marzo anche a Chioggia. L'idea è di «avvicinare il sistema del credito agevolato alle piccole imprese, ora che di credito c'è maggiore necessità», dice Di Leva. Nell'ultimo anno è stata pari allo zero la percentuale di pratiche inevase da Artigiancassa per finanziare le piccole e microimprese venete. Positivi i commenti di Sartor e di Sandro Grego, presidente degli artigiani chioggiotti. «Non vorrei — ha ironizzato Sartor — che la burocrazia romana con cui ce la prendiamo così spesso, si rivelasse più veloce della burocrazia veneta», riferendosi ai risultati operativi che hanno permesso di creare investimenti per 180 milioni e 805 posti di lavoro in Veneto nel solo 2008. «La nostra esigenza — gli ha ricordato Grego — è di avere offerte competitive sui tassi d'interesse». (E.Bel.)

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Nuova Hitman nelle secche L'ombra della cassa per 81 (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 28-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

CORSICO ROZZANO pag. 33 Nuova Hitman nelle secche L'ombra della cassa per 81 La burocrazia frena l'avvio della linea di produzione di FRANCESCA SANTOLINI CORSICO UNA NUOVA minaccia si affaccia sul destino della nuova Hitman spa, l'azienda tessile del corsichese un tempo produttrice del noto marchio Cerruti. Ieri mattina, una settantina di lavoratrici sono tornate a manifestare: da dieci in servizio ne sono rimaste in cinque e per le altre 81 si profila una nuova cassa integrazione. Ma la cosa ancor più grave è che se non si approva in consiglio il cambio di destinazione d'uso dell'area dove attualmente sorge lo stabilimento, l'operazione di salvataggio rischia di naufragare. CONSEGUENZA: i contratti di licenza del nuovo gruppo verrebbero annullati, non si potrebbe aprire la nuova linea produttiva e sarebbe un fallimento conclamato. Questa volta, l'economia avrebbe solo un ruolo marginale in questa vicenda che vede la politica protagonista. «La politica può prendersi il tempo che vuole, ma l'economia no e rischiamo di rimanere senza stipendio, senza un lavoro in un momento di grave crisi - hanno dichiarato le manifestanti -. Si diano una mossa perché siamo alla frutta. Ormai nell'attuale sede sono rimaste solo cinque persone, perché altrettante sono state rimesse in cassa integrazione e la prospettiva è tutt'altro che incoraggiante». GLI APPELLI delle lavoratrici sono stati ascoltati dal sindaco Sergio Graffeo e dall'assessora al Lavoro, Nadia Landoni, che hanno riunito i manifestanti nella sala consiliare. «Non è cambiato nulla rispetto agli obiettivi - ha detto il primo cittadino - perché ci siamo assunti impegni precisi con voi, ma anche con la città. Tutti i componenti della maggioranza concordano nella necessità di dare una risposta certa al rilancio dell'azienda, che potrebbe rappresentare un traino per l'economia locale. Si sta discutendo su alcuni aspetti di carattere urbanistico, che abbiamo approfondito all'interno della maggioranza e con il privato e mi auguro si possa arrivare presto a una mediazione. Perché sono convinto - prosegue Graffeo - che sia la politica a dover trovare un rimedio nei tempi previsti, in modo da consentire il sostegno del sistema creditizio da una parte e l'avvio di una prima linea moda, compatibilmente con le esigenze del mercato. Il tutto, chiaramente, assicurando un riflesso positivo per l'intera realtà locale». Ma la paura delle lavoratrici è quella che, proprio i giochi politici possano strumentalizzare un bisogno: per questo, l'appello è che chi non è d'accordo sull'operazione dichiari i reali motivi che lo inducono a non permettere di salvare un'azienda storica e il personale che l'ha resa tale. Image: 20090228/foto/3970.jpg

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<La cultura non si gestisce con i diktat> (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 28-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Cronaca Regionale Pagina 107 «La cultura non si gestisce con i diktat» Lo storico Accardo: la giunta ha governato col pugno di ferro --> Lo storico Accardo: la giunta ha governato col pugno di ferro di CARLO FIGARI «Il mondo della cultura non può essere governato con un'impostazione di tipo dirigistico, non può accettare che si decidano i programmi in modo autocratico. Quello che va bene al capo può essere finanziato, il resto non conta niente»: parole che sembrano uscire da un comitato centrale di Praga o Varsavia, all'epoca dei grandi cambiamenti dopo la caduta del blocco sovietico quando si accese il dibattito tra comunisti e postcomunisti. A parlare è sì un ex comunista doc, ma lo sfondo non sono i paesi dell'Est. La critica parte dallo storico Aldo Accardo, docente dell'università di Cagliari, presidente della fondazione culturale Siotto, studioso di Gramsci e autore di numerosi saggi pubblicati anche da case editrici nazionali. Allievo prediletto di Girolamo Sotgiu, uno dei padri della storiografia sul movimento operaio sardo, sin da giovane impegnato a sinistra nel dibattito culturale nell'isola, oggi si schiera apertamente contro la politica culturale della Regione negli ultimi cinque anni. Ora che il leader maximo Renato Soru è caduto, le più pesanti critiche alla sua politica culturale non giungono dal centrodestra, ma da molti suoi ex fans della sinistra storica che si sono sentiti "traditi" o ancor peggio ingannati. Oggi esce allo scoperto il mondo della cultura che ha vissuto in silenzio la mannaia dei tagli indiscriminati e di «una politica- come dice Accardo - rigidamente dirigistica». E che quando qualcuno ha espresso un dissenso è stato invitato a farsi da parte o è stato vessato dalla burocrazia dell'assessorato alla Pubblica istruzione. Questa storia che andiamo a raccontare sembra uscita dalle pagine di Milan Kundera o del romeno Eliade Mircea. Ma lo sfondo sono gli uffici di viale Trieste e della torre di viale Trento dove per cinque anni l'ex presidente Soru e i suoi assessori hanno portato avanti a testa bassa il Piano di riordino dei Beni culturali. Risultati? Tanta carta (progetti, leggi, decreti) prodotta dall'assessorato, spazio a costosi festival letterari gestiti dalla pattuglia di scrittori amici (in prima fila nella campagna elettorale), occupazione manu militari di spazi sdemanializzati che invece di passare al Comune di Cagliari sono stati gestiti direttamente dalla Regione. Come l'ex Manifattura tabacchi. Per gli altri "soggetti" fuori dal coro o troppo piccoli per avere voce sono rimaste le briciole o niente. Chiedetelo agli editori sardi (lasciati soli nella promozione alle fiere del libro) o alla gloriosa Cineteca sarda a un passo dalla bancarotta. «Attenzione, non tutto ciò che ha fatto Soru è da buttare» avvisa Aldo Accardo: «Bisogna dare un giudizio equilibrato e articolato. Ma ha straragione il professor Gian Giacomo Ortu quando annuncia la chiusura dell'Istituto di storia della Resistenza rimasto senza soldi e quindi condannato a morte dalla Regione. Alla base resta il fatto che il mondo della cultura deve accogliere le istanze strategiche della giunta, ma non può accettare ingerenze di ogni genere. L'autonomia è fondamentale: nessuno, se non lo storico o l'associazione, può decidere se fare un convegno su Angioy o su Gramsci, stabilire chi invitare o meno a un dibattito. In questi anni è avvenuto il contrario». Lo scorso dicembre all'Auditorium di Cagliari, Aldo Accardo davanti alle autorità presentò il calendario dei Carabinieri tradotto in sardo gallurese «perché gallurese era il traduttore Luciano Carta. Un'altra scelta sarebbe stata legittima. Il sardo è un argomento complesso, nessuno e nessuna legge può dettare le regole perché una lingua è il prodotto del popolo che la parla e degli scrittori che la nobilitano». Il discorso non fu gradito da Soru che non accettò un libro offertogli in dono dallo storico. «L'indomani mi chiamò l'assessore Mongiu e mi disse: se non ti piace la nostra politica culturale non chiedere più contributi. Taccio per pudore sulla mia risposta, espressa senza timori di ritorsioni perché la Fondazione Siotto gode di un proprio patrimonio e non è ricattabile come la maggior parte delle altre associazioni o istituzioni. La realtà - sottolinea lo studioso - è che quando qualcuno si permetteva di manifestare un minimo dissenso scattavano i meccanismi della burocrazia, richieste crescenti di nuovi documenti, presentavi una cosa e ne volevano un'altra, e i finanziamenti erano sempre in ritardo. Capisco che in questa situazione tutti coloro che lavorano nel settore si siano ritrovati nei debiti o costretti ad assoggettarsi ai diktat dell'assessorato». Aldo Accardo conclude con un appello alla futura amministrazione: «Ora abbiamo bisogno solo di lavorare in tranquillità, con la certezza del diritto e la puntualità dei fondi, anche se pochi».

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Nuove risorse per le imprese agricole (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 28-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Economia Pagina 214 Un decreto della Regione snellisce la burocrazia. Coldiretti: ma si è perso troppo tempo Nuove risorse per le imprese agricole Un decreto della Regione snellisce la burocrazia. Coldiretti: ma si è perso troppo tempo Riaperta la misura 4.9 del Por: domande entro il 20 marzo --> Riaperta la misura 4.9 del Por: domande entro il 20 marzo Nuove speranze per centinaia di imprenditori agricoli che, con un investimento sul groppone, temevano ormai di essere tagliati fuori dalle risorse della misura 4.9 del vecchio Por, il Programma operativo regionale. Un decreto dell'assessore all'Agricoltura Francesco Foddis dispone che, entro il 20 marzo, anche chi non è titolare di concessione potrà presentare una richiesta di collaudo per lotti funzionali eseguiti, allegando la documentazione di spesa. LA MISURA Il bando 2006 della 4.9, ?Investimenti nelle aziende agricole?, consentiva interventi in 12 comparti di produzione, con l'unica esclusione, di fatto, per la bieticoltura, morta e sepolta con la chiusura dello zuccherificio di Villasor. L'attesa del bando, durata qualche anno, e i ritardi nella pubblicazione, hanno portato a 5.590 domande che, di fatto, hanno travolto gli uffici della Regione proprio nel momento in cui si concretizzava, non senza difficoltà, la riforma degli enti agricoli. Risultato: tempi lunghi nella pubblicazione delle graduatorie (anche per l'attribuzione della premialità legata alla progettazione integrata) e la consueta coda di proteste degli esclusi, sfociata nella presentazione di oltre 1.500 ricorsi. LE PROSPETTIVE Un primo passo, importante, è stata la decisione della Commissione Ue, approvata a metà dicembre dal Consiglio europeo, di far slittare da fine 2008 al 30 giugno 2009 il termine per mettere a frutto i fondi strutturali per l'agricoltura legati al Feoga 2000-2006. Quindi, il decreto di Foddis. «Ma è da novembre che stiamo sollecitando questo provvedimento», dice Luca Saba, direttore di Coldiretti Sardegna, organizzazione che, ieri, ha reso nota la firma del provvedimento dell'assessore. «Siamo soddisfatti, ovviamente, per quella che è una nostra vittoria, ma c'era spazio e tempo per mettere in pista molto prima l'avanzamento delle spese certificate per i beneficiari positivamente inseriti nella graduatoria del bando 2006 della misura 4.9». DOPPIO VANTAGGIO Gli uffici, secondo quanto disposto dal decreto Foddis, finanzieranno le richieste secondo l'ordine di graduatoria e fino ad esaurimento dei fondi disponibili, al momento non quantificabili: sono in corso una serie di ?ricognizioni? per mettere insieme economie su varie misure. Le imprese dovranno presentare una perizia giurata di un tecnico. Efisio Perra, responsabile del Caa di Coldiretti Sardegna, evidenzia che «da una parte il decreto consente alle imprese che hanno investito di avere una prospettiva di rientro economico, almeno parziale. Dall'altra consente alla Regione di produrre a Bruxelles una rendicontazione di spesa certificata, che consentirà di evitare la perdita di altre risorse». EMANUELE DESSÌ

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Arco Latino, in città la sede del Garante dei Bambini (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 28-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Cronaca di Nuoro Pagina 5018 Provincia Arco Latino, in città la sede del Garante dei Bambini Provincia --> Il presidente della provincia, Roberto Deriu, è stato delegato dall'assemblea generale di Arco Latino alla promozione dell'istituzione del Garante dei Bambini all'interno di tutta l'associazione. L'assemblea, riunita a Torino, ha approvato una decisione presa dal consiglio direttivo di Arco Latino con la quale si indicava nella provincia di Nuoro la prima, fra gli enti intermedi del Mediterraneo Occidentale (Francia, Spagna e Italia), ad aver istituito la figura del Garante dei Bambini secondo le indicazioni dell'Enoc (Rete Europea dei Garanti dei Bambini) e dell'Unicef. Il modello proposto dalla provincia di Nuoro è stato giudicato in sede nazionale ed internazionale come il più avanzato in questo settore e per questo motivo l'ente è stato incaricato di promuovere l'istituzione di questa figura fra le 71 province di Francia, Spagna ed Italia che fanno parte di Arco Latino, curando la formazione degli operatori e delle burocrazie, ricevendo anche la delega di tenere i rapporti con l'Enoc e con l'Unicef. L'assemblea di Arco Latino, riunita a Torino, ha rinnovato inoltre il consiglio di amministrazione ed i componenti dei gruppi tematici, attribuendo alla provincia di Nuoro la delega speciale per la promozione della figura del Garante dei Bambini nelle province di Arco Latino. Un prestigioso riconoscimento che premia l'impegno della Provincia nella tutela dell'infanzia.

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Burocrazia L'Inps invia raccomandata 14 anni dopo (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 28-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

n. 51 del 2009-02-28 pagina 7 Burocrazia L'Inps invia raccomandata 14 anni dopo di Franco Sala (...) Sarebbe interessante sapere loro come si giustificano per aver preso in mano la pratica con comodo. Luigi Colombo in ogni caso può anche fare ricorso entro 90 giorni. Poi il Comitato Provinciale Inps esamina e farà sapere. Con celerità? Boh. «Quando ho aperto la busta e letto quello che c'era scritto sulla lettera - commenta Colombo - sono rimasto a bocca aperta. Adesso sono pensionato. Ditemi voi come faccio dopo quasi 15 anni a ricordarmi il motivo del ritardo a presentare il certificato di malattia. Poi vogliono la documentazione. Dove la trovo? È incredibile». Però signor Colombo alla fine gentilmente le porgono cordiali saluti. «Ricambio la cortesia - aggiunge l'uomo -. Una cosa è certa: non presenterò alcun ricorso altrimenti lo recapitano tra altri 15 anni ai miei nipoti. Si tengano pure i soldi». Un'altra perla della burocrazia. «Allargo le braccia. Se m'avessero avvertito un po' prima magari, potevo ricostruire le cause del disguido e spiegare che non ho rispettato i due giorni perché ero malato. Di fronte a certe cose mi viene voglia di dimettermi» Da cosa? «Da cittadino italiano». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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La moda si aggrappa ai "favolosi" Anni 80 (sezione: Burocrazia)

( da "Stampaweb, La" del 28-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

INVIATA A MILANO Non siamo ancora entrati nel vivo della crisi che già si sogna di ritornare al consumismo sfrenato. Quello rutilante degli Anni ?80. Scandito da un?estetica energica, edonista e persino un po? fetish. Indietro tutta, si riparte dal periodo felice in cui Grace Jones cantava «La vie en rose». «Quando la moda italiana era la numero uno al mondo», dice Armani che nella prima linea svolta con segni forti, scippati a quell?epoca. La sua è una dominatrice, capelli tiratissimi, lucido berretto con visiera alla «Querelle de Brest», guanti di vernice nera al gomito, body vedo nudo e pantaloni aderenti come scotch, da fan dei Frankie goes to Hollywood. E? tosta l?ambigua signora che incede in passerella sulle note di «You Are Simply The Best» di Tina Turner (anche lei non propriamente una mammola). Eccola, la donna Armani, col piglio cattivello anche in abiti di velluto elasticizzato che ridisegnano la silhouette scattante, orlo quattro dita sopra il ginocchio, calze coprenti, tailleur con giacche strette, tacchi altissimi di giorno e stivali rasoterra di sera. Nero e grigio sempre, interrotti da lampi di luce («Ho evitato la citazione dei colori accesi, sarebbe stato troppo»). Spalline imbottite, forme dilatate, tinte coraggiose, geometrie appuntite che ricordano le wonder woman di Montana e Mugler. I sintomi del revival scorrono in abbondanza sulle passerelle con linguaggi e modalità diverse. Frullati con sensibilità attuale. Da D&G è la voglia di spettacolarizzazione a tenere banco. Protagonista l?opera, vista con gli occhi dei giovani. Fra velluti e broccati dei costumi di scena cortissimi spuntano sulle magliette la Callas e le locandine d?antan della Fenice. «Peccato che la Scala non ci abbia voluto cedere i diritti per riprodurre le sue», dicono i D&G. «L?operazione richiedeva tempo e verifiche», rispondono dal tempio milanese della lirica. Burocrazia mammuth? The show must go on. Con chili di colore che esplodono da Scervino: viola, verde, oro. Ci sono le pellicce e gli smoking piumino dai bagliori lingotto, i vestiti a clessidra con guepière interna, i golf giganti cosparsi di paillettes. E c?è la Gregoraci in abito giallo acido che esibisce generosamente il corpo palestrato («Malata di shopping fin da bambina, ho gli armadi pieni, ma non so resistere alla moda»). Oversize è un?altra parola d?ordine di stampo eighty. Sembrano casette ambulanti gli squadrati trench di Burberry da portare con larghi abiti da novizia su cui è stampato il volto della duchessa di Devon, al polso fili spinati come moderni cilici. I volumi dilatati sono un ossessione. Da Jil Sander fioriscono colli a cratere, scollature a forma di calla che ricordano le costruzioni architettoniche di Capucci e invece sono un omaggio al ceramista Paul Chambost. Ampi e comodi anche i giacconi da caccia e pesca di Hogan, da ridimensionare a colpi di coulisse in vita, in materiale tecnico incerato. Il vintage dei nostri ieri felici culmina nel guardaroba da biker di C?N?C, ricco di pantaloni e bomber borchiati. Ma in questo viaggio nel «come eravamo e come diventeremo» non potevano mancare le protesi alla Mazinga, ovvero le «paulette». «Ho costruito spalle forti per sostenere i capi, ma anche il morale di chi li indossa. A questi momenti difficili bisogna rispondere con determinazione», racconta Alberta Ferretti, mostrando vestiti, con decori da secessione viennese, che sposano tinte audaci e maniche a prosciutto, imbottite, ricoperte da mostrine gioiello che avrebbero mandato in visibilio Joan Crawford. Poi bluse di chiffon e cardigan bozzolo. «Per dimostrare che ai consigli d?amministrazione si può essere autorevoli anche senza il tailleur corazzetta». Le strutture geometriche, spigolose o a boule sono il fil rouge di Ferrè disegnato da Aquilano e Rimondi che ieri hanno sfilato una teoria di modelli scultorei sotto gli occhi dei commissari governativi incaricati di gestire le sorti del gruppo It Holding finito in dissesto, sotto il peso dei debiti.

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Il Dio DEL CARCERE - BUROCRAZIA E SOLITI SOSPETTI NIENTE IMAM PER I MUSULMANI (sezione: Burocrazia)

( da "Manifesto, Il" del 28-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

storie Il Dio DEL CARCERE - BUROCRAZIA E SOLITI SOSPETTI NIENTE IMAM PER I MUSULMANI Nei penitenziari italiani moltissimi detenuti sono di fede islamica. A loro, diversamente dai carcerati di altre religioni, non è consentito avere l'assistenza dei ministri del proprio culto Chiara Bazzanella Arrivano da tutto il mondo, ognuno con la propria cultura, parlano lingue diverse e sono costretti a convivere in un'unica struttura. A fronte di una capienza regolamentare di 43.262 unità, le carceri italiane al momento sono popolate da oltre 59 mila detenuti, di cui all'incirca 21.800 sono stranieri. Un sovraffollamento che va toccando il suo tetto limite in un miscuglio di religioni ed etnie diverse, per lo più marocchina, rumena, tunisina e albanese. Ma se per i cattolici è prevista dall'ordinamento penitenziario la figura di un cappellano del carcere, chi crede in un altro Dio potrebbe avere qualche difficoltà nel riuscire a incontrare i rappresentanti della propria fede. Ad avere maggiori problemi sono soprattutto gli imam islamici, che al momento entrano solo negli Istituti di Firenze, Secondigliano, Brescia, Milano, Roma Rebibbia e Roma Regina Coeli. Nel carcere «Le Vallette» di Torino l'accesso è consentito senza problemi a preti ortodossi, religiosi cattolici diversi dai cappellani e persino a una comunità buddista. «Con i musulmani le cose si complicano un po' - spiega il direttore della struttura Pietro Buffa - perché potremmo avere dei problemi nel riconoscimento dell'imam. In ogni caso basta che facciano richiesta di entrare come assistenti volontari ai sensi dell'articolo 17 dell'ordinamento penitenziario e sarà il Dap a provvedere al loro riconoscimento». L'articolo 36 dell'ordinamento penitenziario riconosce ai detenuti di religione diversa da quella cattolica il «diritto di ricevere, su loro richiesta, l'assistenza dei ministri del proprio culto e di celebrarne i riti». Per i musulmani la difficoltà nasce proprio dal fatto che la religione islamica non prevede un elenco degli imam, date le peculiarità di questa figura. Per ovviare a l problema, il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria con una circolare del 1997, «stabiliva con il Ministero dell'interno una procedura che prevede l'individuazione da parte della direzione dell'istituto del ministro di culto, la comunicazione delle sue generalità all'Ufficio Centrale Detenuti e Trattamento, l'acquisizione dal Ministero dell'interno del parere di rito per rilasciare l'autorizzazione all'accesso». Circolare confermata da quella del 2002 che chiedeva inoltre di «specificare anche la moschea o la comunità di appartenenza dell'imam e di comunicare alla Direzione Generale i nominativi di tutti i rappresentanti di fede islamica autorizzati all'ingresso nelle carceri, anche ai sensi dell'art.17 dell'ordinamento penitenziario». Spiega il direttore della Casa Circondariale di Verona, Salvatore Erminio: «I ministri di culto vengono indicati dal dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, alcuni entrano e altri no». L'istituto veronese in passato ha ospitato un rappresentante buddista, ed entrano senza problemi sia dei Testimoni di Geova che un prete greco ortodosso e uno rumeno. Continua il direttore: «I preti ortodossi hanno magari difficoltà nell'utilizzo della Chiesa visto che i loro riti sono diversi, ma possono svolgere attività di intercultura e incontrare i detenuti in colloquio. Da quando sono io il direttore - ossia da almeno sei anni - non ho ricordi che sia invece mai entrato nessun ministro di culto musulmano». A questo proposito il portavoce del consiglio islamico di Verona, Mohsen Khochtali dichiara: «Nel 2007 abbiamo fatto richiesta per entrare in occasione di grandi festività o per dei colloqui, ma l'esito è stato negativo. Per noi sarebbe importante parlare con chi è dentro per incoraggiarlo a cambiare vita, a non sognare e cercare di trovare un lavoro onesto una volta fuori». Anche a Roma, nel carcere di Rebibbia, gli ortodossi entrano con continuità. «Nel passato ci sono state delle intese anche con i musulmani - spiega il direttore Carmelo Cantone - ma ultimamente non c'è una grande attenzione della comunità esterna nei confronti di chi è in carcere. Gli imam sono molto severi. Noi comunque rispettiamo il ramadan e celebriamo la conclusione del digiuno grazie a un circuito di volontari in contatto con imam esterni e grazie anche al mediatore di lingua araba». Circa i musulmani, la direttrice del carcere di Bollate Lucia Castellano dichiara: «In ogni reparto abbiamo moschee attrezzate di tappetini e corani, e rispettiamo il ramadan e la festa del sacrificio. Al momento nessun detenuto ha mai chiesto l'ingresso di qualcuno di esterno e a fare da imam è uno di loro». In case circondariali come quella di Verona i detenuti stranieri rappresentano oltre il 70 per cento della popolazione reclusa. Le varie etnie vengono divise in diverse sezioni, ma in ogni caso il cappellano della struttura Don Maurizio rassicura che «la convivenza tra le varie religioni è buona, vengono a messa un po' tutti e persino qualche musulmano non si nega questa possibilità». La maggior parte dei musulmani prega però nelle proprie celle o nei corridoi e in occasioni particolari come il ramadam - viene messa a loro disposizione la palestra. Continua don Maurizio: «Gli albanesi non hanno una vera formazione all'islam. Algerini e marocchini sono più convinti, scrivono in arabo e leggono il Corano. Indossano le loro tuniche ma solo per pregare nelle celle. Se qualcuno chiede di conoscere meglio il Cristianesimo potrebbe però essere guardato con sospetto dai più fanatici». Del resto, conclude il prete ortodosso che entra nel carcere di Verona: «Sono le persone con un basso tasso d'istruzione e una forte sofferenza a nascondersi dietro i fanatismi. Consentire l'accesso a figure istruite ed equilibrate delle diverse religioni contribuisce a fare del carcere un luogo di reale rieducazione». * tratto da innocentievasioni.net

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Casa, se la vendita è fittizia può essere impugnata (sezione: Burocrazia)

( da "Affari Italiani (Online)" del 28-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il notaio conferma? in collaborazione con il Consiglio Nazionale del Notariato Il notaio conferma?/ Casa, se la vendita è fittizia può essere impugnata Sabato 28.02.2009 06:21 Continua il successo su Affaritaliani.it de "Il notaio conferma?", la rubrica al servizio dei cittadini, in collaborazione con il Consiglio Nazionale del Notariato. Tantissime le mail arrivate in redazione. Ecco le risposte Per orientarsi nel difficile mondo della burocrazia e delle leggi scrivete a: ilnotaioconferma@affaritaliani.it PRIMO QUESITO Sono nuda proprietaria di un appartamento di cui è usufruttuaria mia madre che vi risiede. L'appartamento è stato acquistato prima che io mi sposassi. Attualmente sono sposata in regime di separazione dei beni. Volevo sapere quali sono le conseguenze nel caso io decidessi di effettuare una donazione a favore di mia madre. Grazie La lettrice non precisa che cosa intenda donare alla madre, ma presumiamo si riferisca alla nuda proprietà dell'appartamento. In tale caso la madre diventerebbe piena proprietaria. Non sappiamo se la lettrice sia figlia unica. Qualora ci siano altri figli, alla morte della madre l'eredità andrebbe anche a favore di questi ultimi, compreso l'appartamento donato dalla figlia alla madre per la nuda proprietà. Se invece fosse la lettrice a venire a mancare, il coniuge eventualmente superstite ed i figli, se esistenti, potrebbero chiedere la riduzione della donazione, cioè la parziale o totale restituzione della stessa, se in conseguenza di questa fossero stati lesi i loro diritti di legittima. Il fatto che la lettrice sia in regime di separazione dei beni è ininfluente ai fini dei quesiti che ci sottopone. SECONDO QUESITO Mio cognato divenuto vedovo, prima di risposarsi ha voluto vendere l'appartamento di sua proprietà ai figli per un importo di circa 250 mila ¬. Alla vendita, avvenuta con regolare contratto notarile, ovviamente non è seguito alcun compenso dell'appartamento, in quanto il padre non ha chiesto ai figli il relativo importo, anzi ha sostenuto anche tutte le spese. Adesso la nuova moglie, vuole impugnare l'atto di vendita in quanto considerato fittizio, in quanto senza passaggio di denaro. E' possibile chiederne, anche attraverso una causa, l'annullamento del contratto ed entrare a far parte dell'eredità? Grazie, Costa Finché il cognato del lettore è in vita, la seconda moglie non ha titolo per impugnare l'atto di compravendita ai figli, anche se si trattasse in realtà di donazione. Potrà impugnarlo dopo la morte del coniuge, se riterrà lesi i propri diritti di legittima. Naturalmente sarà la seconda moglie a dover dimostrare che il prezzo dell'appartamento non è stato pagato. tags: notaio eredità testamento nuda proprietà giudice casa

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Cola: Più lavoro grazie ai progetti (sezione: Burocrazia)

( da "Denaro, Il" del 28-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Napoli verso il nauticsud. 2 Cola: Più lavoro grazie ai progetti Il presidente della Camera di commercio: Città in stallo, serve un commissario "Più lavoro grazie alla portualità turistica". Gaetano Cola, presidente della Camera di Commercio di Napoli, considera "progetti validi e interessanti" quelli presentati da Lino Ferrara, patron del Nauticsud (che prende il via il prossimo 7 marzo) per disegnare un nuovo sviluppo di Napoli. "E' necessario afferma Cola che la città torni a decidere e superi la fase di stallo". . Basilio Puoti Cosa ne pensa dei progetti messi in campo dal Nauticsud per rimettere in moto la Campania? Sono dei progetti validi e interessanti per una città turistica come Napoli. Devo dire che anche la Camera di commercio di Napoli propone numerose iniziative, però ci accorgiamo di essere in continua difficoltà proprio per i vincoli burocratici. In particolare, negli anni passati, abbiamo presentato due progetti per altrettanti porti turistici a Bagnoli e al Molosiglio. A che punto sono i due progetti? Sono fermi. Siamo sempre in attesa di permessi e autorizzazioni. Sono due anni che cerchiamo di realizzare qualcosa e invece una volta la Soprintendenza dice che non possiamo, un'altra volta è la burocrazia e non si fa la gara d'appalto in tempo utile, poi mancano i permessi. Al Molosiglio stiamo discutendo con la Sovrintendenza su di un vincolo che riguarda il muro borbonico che va da via Caracciolo a via Partenope. A Napoli è facile lavorare di fantasia, ma poi le difficoltà nascono non appena si cerca di avere delle autorizzazioni, o quando ci si trova dinanzi a qualche vincolo. Come procede il progetto Nausicaa che ha il compito di trasformare il waterfront portuale e riqualificare l'area monumentale? Anche questo progetto è bloccato, nonostante l'interesse di Autorità portuale, Comune, Regione e Provincia. A mio avviso, nell'area dove sono le case rosse si potrebbero realizzere un centro commerciale, alberghi e strutture turistiche. Tornando ai progetti del Nauticsud, com'è possibile superare il blocco e realizzare questo intervento speciale per Napoli? Attraverso un commissariamento, solo in questo modo ci sarebbe una maggiore attenzione per tali iniziative e si potrebbero superare i tanti vincoli esistenti. Solo superando una certa burocrazia che abbiamo a Napoli potremmo riuscire a fare quello che hanno fatto con facilità in altre città, italiane e non. Anche perché stiamo parlando di progetti che possono contribuire allo sviluppo economico, turistico e culturale della città di Napoli. Crede che puntare sulla portualità turistica migliorerebbe l'economia cittadina e regionale? Certamente. Secondo una indagine portata avanti dalla Camera di commercio di Napoli in città c'è bisogno di altri 12mila posti barca. E considerato che, ogni posto barca dà lavoro ad altre quattro persone, stiamo parlando di 48mila possibili posti di lavoro. Se fossi un amministratore punterei tutto sui porti turistici per sconfiggere definitivamente la disoccupazione. Quale progetto la interessa di più? Pedonalizzare il lungo mare è interessante anche se abbastanza complicato, visto i problemi di traffico. Quale potrebbe essere la soluzione? Creando parcheggi nelle periferie e potenziando i mezzi pubblici, in modo da diminuire anche il numero di auto circolanti nelle aree situate nei pressi di via Caracciolo. del 28-02-2009 num.

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Sul punto nero della viabilità sorge un arcobaleno (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 28-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Sul punto nero della viabilità sorge un arcobaleno Si tratta di un semplice passaggio tecnico, ma conferma l'avanzamento dell'iter. L'intersezione verrà bypassata da un tunnel Sabato 28 Febbraio 2009, Valle di Cadore Il presidente della regione Veneto, Giancarlo Galan, ha firmato ieri il decreto che approva l'accordo di programma sottoscritto a novembre tra Regione, Provincia di Belluno, Comune di Valle e Veneto Strade. L'accordo prevede l' adeguamento e la messa in sicurezza dell' incrocio tra la provinciale 347 e la 51 di Alemagna nell'abitato di Venas. Si tratta, nel caso specifico, di uno dei passaggi previsti dalla burocrazia per intese di questo genere. Ma il passo in avanti è importante. «È un' opera di miglioria della viabilità, un importante intervento sia per il nostro comune che per l'abitato di Cibiana, senza dimenticare il beneficio che ne trarrà anche la pista ciclabile che conduce a Cortina, la quale, con l'occasione, sarà dotata di un sottopasso di 20 metri che eviterà così il delicato attraversamento della strada statale» commenta il sindaco Matteo Toscani. La provinciale 347, passando da Cibiana, porta a Forno di Zoldo per proseguire poi attraverso i Passi Cereda e Duran. L'intervento di messa in sicurezza costerà due milioni di euro. Il sindaco ebbe modo già a suo tempo di spiegare a grandi linee in cosa consisteva il progetto. «Il nuovo incrocio sovrasterà lateralmente un tratto di strada statale, per cui sarà creata una galleria artificiale con andamento curvilineo aperta sul lato sud con dei pregevoli archi di sasso e lunga circa 80 metri. Con tali strutture, i nostri 7 chilometri di ciclabile avranno ben 8 gallerie di cui 5 storiche già presenti, più tre di nuova realizzazione». Il decreto approvato ieri dal presidente Galan approva contestualmente, secondo una procedura semplificata, la variante allo strumento urbanistico comunale, necessaria all'esecuzione dell'intervento. «Sono contento che l'iter abbia compiuto un altro passo avanti» ha commentato ancora il sindaco. L'intervento è finanziato dalla Regione Veneto. «Toscani ringrazia l'assessore Oscar De Bona e in ambito provinciale Quinto Piol, senza dimenticare l'ingegner Sandro De Agostini di Veneto Strade che dice: «Hanno saputo recepire le indicazioni che a suo tempo aveva dato il consiglio comunale». Nives Milani

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Come trasformare gli scarti dell'agricoltura in fonte energetica "ecologica" (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 28-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Come trasformare gli scarti dell'agricoltura in fonte energetica "ecologica" Sabato 28 Febbraio 2009, Chioggia (G.B.) Fare di necessità virtù e utilizzare anche quello che un tempo si buttava via, i cosiddetti scarti. Un utilizzo importante, come è stato chiarito ieri nel corso di un convegno promosso dall'assessore all'Agricoltura Romeo Conselvan è possibile utilizzando gli scarti agricoli e quelli dell'allevamento soprattutto dei maiali. Se ne ottiene energia, usata spesso per il teleriscaldamento, e quanto resta da questo trattamento serve come materiale per la concimazione, che può essere usato direttamente dall'agricoltore o anche venduto. Al Centro congressi di Sottomarina, dove si è tenuto l'incontro, è arrivato qualche centinaio di imprenditori agricoli di Chioggia, Cavarzere e Cona. Insieme all'assessore Conselvan e al vicesindaco, Sandro Todaro, il parlamentare Corrado Callegari, membro della Commissione Agricoltura ed amministratore di Veneto Agricoltura, e Guido Dussin, parlamentare impegnato nella definizione di una normativa che snellisca l'attuale burocrazia. Gli impianti necessari al trattamento dei rifiuti agricoli e dell'allevamento hanno rappresentato una specie di tabù: creano problemi, emettono cattivi odori, come sottolineano le critiche più comuni. «Questo - racconta Sandro Todaro - finché qualcuno ha deciso di andare a toccare con mano. Problemi di questo tipo non ce ne sono. La strada, dunque, è abbastanza chiara. Credo che non esistano alternative ad una scelta del genere».

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E Gambuzza garantisce<Iter burocratico snellito> (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 28-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

E Gambuzza garantisce «Iter burocratico snellito» Ragusa. Una "missione per lo sviluppo". Così Enzo Taverniti, Giuseppe Cascone e Sandro Gambuzza, componenti della giunta camerale della Camcom di Ragusa, parlano dell'impegno della Camera in favore dell'economia ragusana. Gambuzza, presidente di Confagricoltura: "La camera di Commercio ha messo in campo azioni finalizzate alla semplificazione burocratica a favore del sistema imprenditoriale, per consentire ad un numero sempre più elevato di soggetti di ottenere le informazioni e i servizi richiesti: certificazione di qualità per i servizi camerali, diffusione della "business key", trasmissioni telematiche, cronotachigrafo digitale ecc. Ricordo l'insediamento presso la Camera del Distretto Produttivo Orticolo del Sudest, la promozione dei marchi DOC, DOP e IGP in collaborazione con i Consorzi di tutela, la promozione delle eccellenze enogastronomiche. Importanti le azioni promozionali che la Camera ha supportato: la Fiera Agricola Mediterranea, vetrina del mondo zootecnico e realtà agroalimentare di qualità della provincia, le missioni commerciali dall'estero e per l'estero. Di particolare rilievo sono state le iniziative assunte in merito alla qualità dell'habitat d'impresa, in ordine alla sicurezza sul lavoro". "Il momento estremamente delicato impone di confrontarsi con scelte determinanti sui percorsi da compiere". Così Giuseppe Cascone, presidente provinciale della Cna e componente della giunta camerale della CamCom, con riferimento alla crisi economica destinata ad attanagliare il comparto delle pmi anche nel 2009. "I segnali raccolti durante tutto lo scorso anno - afferma Cascone - ci avevano messo già in allarme e ci eravamo attivati per tempo nel tentativo di rendere meno drammatico il contraccolpo che sarebbe arrivato con l'acuirsi della crisi. E' chiaro che un ruolo determinante deve svolgerlo la politica. Sono coloro che ci rappresentano a livello istituzionale che devono intestarsi una battaglia per liberare le imprese dai lacci che le affliggono, per quanto riguarda la burocrazia, oltre a creare le condizioni per immettere in circolo risorse economiche che, al momento, sembrano venire meno. Non è possibile pensare di uscire dal tunnel se non ci sarà uno sforzo sinergico. E questo mi pare che i politici della nostra provincia lo sappiano bene. Solo che, qualche volta, fanno orecchio da mercante". "Faccio parte della Giunta Camerale da appena due mesi, eppure ho già avuto modo di verificare che fra tutte le Associazioni di Categoria esiste un clima collaborativo, che considero foriero di risultati positivi", dichiara il presidente di Confindustria Enzo Taverniti, anch'egli componente della giunta camerale. "A conferma di ciò, posso dire che sono in fase di avanzata discussione alcuni progetti specifici, che verranno inseriti nel Programma Promozionale 2009, a cui tutti hanno dato il loro prezioso contributo, in uno spirito di cooperazione che ha inteso privilegiare l'interesse generale della Camera, e dell'economia provinciale nel suo complesso, rispetto agli interessi di categoria. Ciò dimostra senso di responsabilità da parte di tutti, in un periodo in cui bisogna fare quadrato per ottimizzare l'uso delle risorse e affrontare la crisi. Và dato atto al Presidente della Camera di Commercio, Giuseppe Tumino, che l'impegno della Giunta camerale, sotto la sua guida attenta e sicura, ha dato e potrà dare ancora un contributo significativo all'azione di rappresentanza e sostegno delle imprese che operano onestamente, e faticosamente innovano, nella nostra Provincia".

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<Doniamo loro un mestiere, per uno sviluppo reale> (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 28-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

La missione Africa del Corfilac «Doniamo loro un mestiere, per uno sviluppo reale» L'esperienza acquisita dal CoRFiLaC nell'ultimo decennio ci ha convinti che lo sviluppo di un Paese è reale e duraturo solo se avviene in un contesto di crescita globale e non a discapito di qualcuno. In poche parole, solo se si riuscirà a ridurre la forbice tra Paesi ricchi e quelli a rischio di sopravvivenza ci potrà essere un futuro migliore per tutti. Spesso ci si nasconde dietro il dito con la classica frase dialettale "ne abbiamo tanti problemi e dobbiamo pensare ai Paesi in via di sviluppo!". Questa è miopia pura, considerato poi le energie economiche, sociali ed intellettuali che quotidianamente vanno spese per i problemi dell'immigrazione clandestina. I classici viaggi della speranza che si infrangono spesso proprio nelle coste del Ragusano. Un anno per Ragusa vuole essere l'occasione per stimolare un ripensamento di questo conservatorismo, che di fatto non ha pagato, ed aprirsi verso la condivisione di progetti di sviluppo per questi Paesi con l'obiettivo di "donare loro un mestiere" e non donare semplicemente denaro. E' necessario avviare uno sviluppo che li vede protagonisti e non destinatari di "elemosine" dall'Occidente, tanto per mettersi la coscienza a posto. Tuttavia diverse sono le problematiche che hanno visto vari finanziamenti fallire negli obiettivi. Eccesso di burocrazia, corruzione, eccesso di intermediari con distrazioni di somme per finalità diverse dalle originarie. Molti progetti si sono arenati perché imposti dall'alto, seguendo modelli occidentali, senza coinvolgere le comunità locali nella scelta degli obiettivi primari e degli strumenti per raggiungerli. Il CoRFiLaC ha speso quasi due anni per conoscere la vera realtà produttiva beninense, attraverso incontri con le comunità rurali, con le Istituzioni, con le Università, con le ONG locali, per capire e tarare il progetto ai bisogni reali dell'etnia Peuhl. Etnia che sia pur molto tradizionalista sente che deve crescere ed essere in grado di evolversi senza però rinunciare alla propria identità. Il CoRFiLaC, nell'ambito del programma iPWO (www.ipwo.it), ha di fatto avviato dal 2006 un progetto per la valorizzazione delle risorse rurali ed in particolare dei prodotti storici caseari dell'etnia Peuhl. La strategia di base è quella di coinvolgere la comunità ad acquisire gli strumenti base per lo sviluppo che loro stessi devono applicare. Da qui lo slogan "Doniamogli un mestiere". Si è scelto di partire dalla qualificazione e valorizzazione del loro formaggio simbolo, il "Wagashii", prodotto esclusivamente dalle donne Peuhl. Parallelamente saranno avviate azioni per migliorare le tecniche di coltivazione e conservazione dei foraggi al fine di ottimizzare l'alimentazione e la produttività animale. Tutte le Istituzioni, il Ministero dell'Allevamento e relativi uffici periferici, il Prefetto della Regione Atacora - Donga, le Università di Abomey Calavì e di Parakou, ONG "Potal man" ed il Comune di Pehunco, hanno condiviso il modello progettuale proposto dal CoRFiLaC. Il Sindaco di Pehunco ha donato al CoRFiLaC 5 ettari di terreno per l'insediamento di un piccolo centro sperimentale, ma soprattutto tutti i partners hanno condiviso l'idea che qualsiasi finanziamento possa arrivare dall'Italia, attraverso il CoRFiLaC, va direttamente alle comunità beneficiarie e/o ai fornitori di beni e servizi. In realtà i fondi necessari ammontano a circa 150 mila Euro, cifra per l'Occidente quasi irrisoria se riferita ad una comunità di oltre 30 mila unità, ma di straordinaria significatività per questi Paesi, dove si vive con meno di un dollaro al giorno. Purtroppo i modelli di vita occidentali stanno invadendo anche questi Paesi, per cui l'unica alternativa alla rassegnazione ed alla povertà è quella di emigrare. Si spera che intervenendo nel loro mondo rurale, che rappresenta quasi l'80% della popolazione, e cercando di migliorare la loro qualità di vita, si possa contribuire ad ottenere un vero sviluppo locale che riduca il bisogno di evadere verso mete che poi spesso risultano fallimentari. Per quanto sopra, il CoRFiLaC ha, pertanto, pensato di avviare una campagna per la raccolta fondi, tra gli Enti pubblici siciliani, le imprese, il mondo della scuola, i singoli cittadini che vogliono contribuire allo sviluppo di questa comunità beninense. A tale proposito il CoRFiLaC organizza dall'8 al 10 aprile l'evento "SviluppAfrica - Progetto pro Etnia Peuhl - Doniamogli un Mestiere", presso la propria sede, con eventi, mostre fotografiche, video, musiche etniche, seminari per la presentazione degli obiettivi del progetto e della realtà Peuhl. Ogni Ente pubblico e/o privato, ogni singolo donatore, è libero ovviamente di scegliere a quale attività destinare il proprio contributo indicando il codice di riferimento. Nel caso in cui non si riuscisse a raccogliere il necessario per ogni singola attività proposta, il CoRFiLaC si riserva di cumulare i contributi verso le attività con maggiore priorità. Gli eventuali contributi, di qualsiasi entità, possono essere versati sul conto corrente BapR - Ufficio Tesoreria Enti di Ragusa - IBAN IT17 E050 3617 002C C002 1043 801, e/o contattando il CoRFiLaC allo 0932.660464. Sul sito CoRFiLaC saranno pubblicati tutti i contribuenti all'iniziativa, i quali potranno seguire on line la destinazione dei fondi stessi.

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BASSO FELTRINO Il presidente Alex Geronazzo illustra progetti e prospettive Sentieri per il nordic walking (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 28-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

BASSO FELTRINO Il presidente Alex Geronazzo illustra progetti e prospettive Sentieri per il nordic walking Sabato 28 Febbraio 2009, Basso Feltrino (F.M.) Il nordic-walking sembra finalmente poter decollare anche nel Basso Feltrino. Soddisfatto il presidente del GS Alano di Piave Alexander Geronazzo «che - spiega - dopo la nostra protesta, la società è stata convocata dall'assessore Andrea Tolaini che ci ha accompagnato nell'ufficio tecnico comunale dove abbiamo potuto visionare le mappe dei tratti di percorso per i quali avevamo bisogno dell'aiuto del Comune che si è fatto carico di richiedere e farci pervenire le opportune autorizzazioni. Lo stesso Tolaini si è dimostrato entusiasta dell'iniziativa proponendoci di pensare qualcosa anche per Fener. Per intanto abbiamo pensato ad un percorso di circa 10 km che ricalca quasi interamente il tracciato della corsa podistica "Campo - san Daniele - Campo"». «Speriamo che la burocrazia ci consenta di inaugurare il percorso il prossimo 20 giugno in occasione della gara. Visto che la spia dell'interesse pare essersi riaccesa - prosegue Geronazzo - stiamo già iniziando a raccogliere le iscrizioni per un secondo corso di nordic-walking che si svolgerà a maggio. La promozione di questa attività sportiva sarebbe ancora più forte se il 20 giugno anche i nostri politici locali partecipassero percorrendo l'anello all'inaugurazione. La Provincia patrocinerà la corsa concedendoci il logo "Sentirsi Dolomiti". La Campo- S. Daniele-Campo sarà la tappa finale della "1. combinata del Piave" e tappa del "circuito podistico feltrino"».

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Le risorse da affidare all'economia Tutti, almeno credo, siamo coscienti che è... (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 28-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Sabato 28 Febbraio 2009, Le risorse da affidare all'economia Tutti, almeno credo, siamo coscienti che è in corso una crisi economica che sta devastando l'economia nel mondo e che, per i motivi che ci spiegano i grandi economisti, non avrà tempi brevi, anzi. Certamente tra quelli che ne risentono più di tutti, oltre le piccole medie aziende, sono coloro che lavorano nei settori produttivi, nel terziario ecc. ecc. Per questi, speriamo non per tutti, si intravede ben che vada, Cig, mobilità, mancati rinnovi di contratti a termine con conseguenti licenziamenti. Per le aziende più evolute e solide economicamente, i momenti di crisi produttive, come l'attuale, sono tempi per farsi le loro ristrutturazioni interne, con la conseguenza che alla fine di ciò creeranno esuberi; quindi disoccupati. Purtroppo questa premessa ci dimostra che la crisi internazionale non potremmo controllarla, quindi la subiremo. Una cosa si può fare però; tentare di recuperare "l'economia reale" del nostro paese, ricercando quelle risorse che ci sono e non andiamo mai a toccare in quanto sembrano siano dei tabù sacri. Si può ad esempio cercare di eliminare tanti sprechi che vi sono nell'amministrazione dello Stato, magari, eliminare con gradualità il doppio parlamento, gli sprechi dei Ministeri, comprese tante auto blu, fino ad arrivare alle Regioni, Province, Comuni e soprattutto vedere quali sono e quanto intascano i consiglieri di amministrazione nelle aziende partecipate. Altro elemento per poter recuperare economia vera, e che dimostrerebbe inoltre che lo Stato impone la giustizia, recuperando quei 250 miliardi di euro di evasione fiscale che mancano alle casse dello Stato (e alle nostre tasche). Questo è il nocciolo duro che nessun Governo fino ad oggi ha saputo masticare. Allora, cerchiamo di dire a questo Governo, tanto per cominciare, che bisogna creare dei forti deterrenti per gli evasori, facendo una legge che metta in galera chi evade, senza fare sconti a coloro che vengono presi, come di solito abbiamo visto fare (ci sono esempi illustri). Per chi va a rubare nel nostro paese, in una banca, in un negozio, in una abitazione, la nostra legge prevede la prigione. Se si ruba allo Stato, come ruba l'evasore fiscale, questo ruba a tutti gli italiani non viene punito dalla legge, e questa è ingiustizia. Altra risorsa che si deve recuperare, tassando, con gli stessi parametri che vengono tassati tutti i redditi dei cittadini, anche i grandi interessi delle banche, delle assicurazioni e dei petrolieri? Queste tre sono risorse da recuperare, se vogliamo muovere "l'economia reale" e rispondere ai bisogni che oggi abbiamo nel nostro paese, altrimenti facciamo solo della demagogia, che può anche incantare gli stupidi, ma non gli italiani intelligenti che vorrebbero uscire da questa crisi, facendo anche dei sacrifici, ma sperando che li facciano tutti, compresi i furbi, coloro che da sempre fanno i parassiti della società, Giovanni Finco Ex dirigente Cisl Venezia Portare gli studenti nei Gulag Da qualche mese si legge sui giornali delle visite degli studenti delle scuole italiane effettuate ai campi di sterminio nazisti e delle foibe titine nella Venezia Giulia, Istria e Dalmazia. Perché non si propongono anche delle visite guidate a scopo didattico ed educativo agli innumerevoli «Gulag» (campi di lavoro forzato nell'ex Urss) sparsi in varie regioni della Russia (Siberia compresa), dove morirono milioni di vittime innocenti - per numero superiori di gran lunga a quelle dei campi nazisti e delle foibe di cui sopra? Questo per ristabilire molte verità storiche, il più delle volte ignorate e tenute nascoste. Giuseppe Cuzzocrea Padova La legge e la coscienza dei cattolici Caro Gazzettino, sul Gazzettino di domenica 15.2.09 ho letto una lettera a firma Maria Luisa Zennaro - Venezia - nella quale accusa il Vaticano di ingerenza non pertinenti. Quello che mi ha sconcertato è l'affermazione che la stessa si professa «credente e praticante» ma, devo aggiungere, con poca conoscenza della storia della vita parlamentare. La Chiesa ha il diritto di parlare alle coscienze, con richiami agli insegnamenti della fede. Mi risulta che lo Stato promulga le leggi in piena autonomia, senza il benestare del Vaticano. Basta risalire ai passati comportamenti politici di De Gasperi e Moro i quali, pur essendo cattolici, hanno agito in autonomia. Nonostante il Vaticano... abbiamo il divorzio, l'aborto. Devo continuare? È sempre colpa del Vaticano! Francesco Roccato Padova Quell'Asse inventato da Mussolini Notizia di Agenzia: Berlusconi e Sarkozy, Asse Italia - Francia sul nucleare. Anche se la notizia è fornita in maniera sintetica il suo significato è chiaro e comprensibile: vi è pieno accordo tra le due Nazioni. Ma perché il termine "asse" sta a significare la sussistenza di una piena intesa, il raggiungimento di un accordo, la perfezione di una alleanza? Il 24 ottobre 1936 venne stipulata una intesa tra Germania e Italia. Era un patto d'amicizia formale e vago, ma di grande valore politico; esso sanciva il primo concreto avvicinamento tra i due Paesi, divisi in precedenza dalla questione austriaca e dalla collocazione rispettiva nel quadro delle potenze europee. Benito Mussolini, il 1º novembre 1936, nel dare notizia del trattato, usò per la prima volta l'espressione "asse Roma-Berlino". Da allora il termine in parola viene usato, in politica, per indicare un'alleanza tra nazioni. Luigi Fistarollo Mira (Ve) Il nucleare prossimo venturo Caro Direttore, anche se tardi, sono felice che Italia e Francia abbiano raggiunto un accordo intergovernativo per la produzione e lo stoccaggio di energia nucleare. Nel 1987 in Italia ci fu un referendum dove se non sbaglio il popolo italiano disse No al nucleare, mi si potrebbe chiarire meglio quali furono i tre referendum di allora? Comunque mi chiedo come e dove si costruiranno queste 4 centrali nucleari, visto che non si riescono neanche a costruire discariche o inceneritori per i rifiuti, senza che nessuno abbia a protestare. Resto piuttosto scettico e quasi scommetto che se si faranno i tempi, tra burocrazia e ritardi vari, saranno molto più lunghi dei 5 - 10 anni previsti per il loro funzionamento. Decimo Pilotto Tombolo (Pd)

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Vladimiro Riva (Vicenza è): Porte aperte a tutte le ipotesi compatibili (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 28-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Vladimiro Riva (Vicenza è): «Porte aperte a tutte le ipotesi compatibili» Sabato 28 Febbraio 2009, «I tecnici della commissione dell'Unesco arrivati nel vicentino nel 1995 per visitare le ville palladiane furono chiari: "Se queste strutture non vivranno o non saranno abitate moriranno tutte". Concessero, l'anno dopo, a Vicenza e a una ventina di ville venete l'iscrizione al patrimonio mondiale dell'umanità. Il loro segnale fu molto chiaro». Vladimiro Riva, direttore del Consorzio culturale e turistico "Vicenza è" non ha dubbi: «Il nostro Paese ha convissuto, per tanti anni, con meccanismo molto conservatore; impostato su sovrintendenze che hanno tenuto fermo quasi tutto». Cosa crede ci sarebbe da fare adesso? «Premettendo che l'immobilismo ha permesso, almeno in parte, di "non snaturare" molte strutture occorre ricordare sempre che, non ci sono risorse per poter fare manutenzione, tutto andrà "a remengo"». E nemmeno si può tenere viva una villa andandoci ogni 15-20 giorni per un week end. «È così. Meglio trasformarle in albergo, barchesse, ristorante o qualcosa che le tenga in vita. Le ville erano "case" nate per essere al servizio di campagna». Tutte cambiate, vero? «Sì, oggi una sola, forse, è rimasta com'era in origine: villa Barbaro a Maser, che continua a vivere con la proprietà agricola attiva, che la circonda. Le altre hanno tutte cambiato la loro funzione». E hanno anche cominciato ad ospitare clientela... «Più o meno. Qualcuna, come Villa Godi Malinverni a Lugo Vicentino, venne acquistata da Malinverni per conto dell' "Organizzazione Aziendale". Il nipote l'ha trasformata in struttura per convegni, c'è un ristorante si fanno banchetti, c'è turismo sociale. In questo modo non scomparirà». Ben vengano allora queste soluzioni? «Sì. Porte aperte a tutte le ipotesi compatibili con questi immobili; che consentano di produrre reddito e non trasformino queste bellezze in cumuli di pietre». Cosa serve, oltre al mercato? «Via la burocrazia inutile. Moriamo dai troppi beni: inutilizzati. E penso che prima o poi occorrerà una legge come quella per Venezia, un fondo specifico per salvare le ville venete. E serve un impegno pubblico preciso e chiaro; come a villa Pojana, per esempio». Adriano Favaro

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Consorzio addio, a maggio chiude (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 28-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Consorzio addio, a maggio chiude Disinteresse, burocrazia e costi: l'assemblea segna la fine del sodalizio dei negozianti Sabato 28 Febbraio 2009, Sacile «Stante l'attuale situazione, il Consorzio non ha la possibilità di essere operativo con le dovute garanzie di tutela», così il presidente Andrea De Filippo, all'assemblea dei soci (quasi tutti presenti) e ai non soci (pochi a conferma del loro disinteresse), ha annunciato la fine del Consorzio commmercianti. «Dopo l'approvazione del bilancio, prevista a fine maggio, saranno avviate le procedure per la chiusura definitiva del Consorzio». Una decisione condivisa dal direttivo, preannunciata e confermata all'assemblea alla quale erano presenti anche il sindaco Roberto Cappuzzo e l'assessore alle attività produttive Bruno Manfè, che hanno preso atto "con dispiacere" della decisione e riconosciuto "il ruolo del Consorzio ed il lavoro dallo stesso svolto". I lavori sono stati aperti dal presidente De Filippo che ha informato della situazione economica di equilibrio fra debiti e attivo patrimoniale, il che ha portato a garantire i soci dal vincolo fideiussorio previsto rendendoli finalmente liberi da gravami. Il bilancio pareggia su circa 500 mila euro, cifra coperta per circa il 14 per cento pari a 60/70mila euro da contributi comunali, il 5 per cento, pari a 25 mila euro dalle quote dei soci e ben l'81 per cento coperto dagli sforzi del direttivo, da altri contributi pubblici e attività proprie del Consorzio. «Uno sforzo enorme - ha sottolineato De Filippo - del Consorzio che ha riversato questi fondi nella promozione e animazione della città. Se consideriamo che siamo attivi da oltre 10 anni, si fa presto a capire qual è stato il valore aggiunto apportato in termini di investimenti, su Sacile». Ha aggiunto che il direttivo si è fatto carico di portare a termine gli impegni con grande senso di responsabilità, tanto più pesanti in questi ultimi anni nei confronti dei soci, dei creditori e delle banche, ai quali si sono aggiunti problemi burocratici, regolamenti che i fatto impediscono certi eventi e rischi di carattere penale, amministrativo ed economico. Senza contare la scarsa adessione dei commercianti che pure hanno beneficiato delle ricadute. I presenti hanno con rammarico preso atto della situazione annunciata. Da parte di alcuni c'è stato l'invito a tener duro. A fronte però della determinazione dell'intero direttivo di non avere alcuna intenzione di assumersi e di far assumere ai soci ulteriori rischi, l'assemblea ha preso atto che la situazione non è più governabile. Michelangelo Scarabellotto

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CASTELLAMMARE. LE AMMINISTRAZIONI COMUNALI DI CASTELLAMMARE E TORRE ANNUNZIATA PRESENTANO A GOVERNO ... (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Circondario Sud1)" del 28-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Castellammare. Le amministrazioni comunali di Castellammare e Torre Annunziata presentano a Governo e Regione il piano anticrisi per il rilancio economico del territorio. Si sono incontrate ieri mattina a palazzo Farnese le giunte delle due città a sud della provincia, guidate dai rispettivi sindaci Salvatore Vozza e Giosuè Starita, alla presenza di Leopoldo Spedaliere, manager Tess, l'agenzia locale per lo sviluppo. Un appuntamento fissato nei giorni scorsi per sottoscrivere e presentare il documento contenente lo schema per il rilancio del territorio. «Spesso vediamo protocolli rimanere disattesi ma - spiega Spedaliere - in questo caso i sindaci Vozza e Starita hanno proposto uno schema chiaro del lavoro da svolgere, che si basa su progetti già elaborati che vanno soltanto concretizzati. Un documento importante che dovrà ottenere grande attenzione dai governi regionale e nazionale in quanto, dopo Pomigliano, l'area torrese stabiese rappresenta sicuramente l'altro grande polo critico campano, con l'aggravio dell'invasiva presenza criminale». In cima alla lista dei piani da attuare, c'è la proposta di incontro con il governo Berlusconi per riattivare le procedure e le risorse del contratto d'area torrese-stabiese, che consentirebbero di riavviare investimenti su aree industriali dismesse come l'Avis a Castellammare e la Metalfer a Torre Annunziata. «L'atto di indirizzo programmatico che abbiamo sottoscritto - sottolinea il sindaco Starita -, non costituisce la solita enunciazione programmatica, ma si fonda su questioni già individuate e progetti già pianificati che vanno ora attuati. Non possiamo più attendere i tempi lunghi della burocrazia, occorre snellire le procedure di attuazione nel rispetto delle famiglie che ormai stanno vivendo gravi disagi». Numerose sono le priorità indicate nel documento, tra cui la previsione di integrazioni agli ammortizzatori sociali ai quali saranno avviati nei prossimi mesi centinaia di lavoratori, come è già stato previsto per i dipendenti in cassa integrazione dello stabilimento Fiat di Pomigliano e l'accelerazione delle procedure per l'Accordo di Reciprocità dell'intera fascia Costa del Vesuvio, candidata ad essere il luogo di sintesi di tutte le iniziative volte a promuovere lo sviluppo e l'occupazione del comprensorio. Contro la crisi navale, invece, è stato chiesto nuovamente il finanziamento dello studio di fattibilità per un bacino di carenaggio che darebbe una nuova prospettiva a Fincantieri e a tutta la cantieristica navale nell'area torrese-stabiese. «Lo stato di crisi sta incrementando le tensioni sociali - chiarisce il primo cittadino Vozza - che possiamo combattere solo con una ripresa dello sviluppo dell'intera area, non solo sotto il profilo industriale, ma anche degli altri settori. Ecco perché abbiamo interpellato il governo affinché concretizzi questo progetto di rilancio». ca.dn.

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Turismo/ Brambilla: In Italia carenza di cultura (sezione: Burocrazia)

( da "Virgilio Notizie" del 28-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Torino, 28 feb. (Apcom) - "In Italia il turismo culturale rappresenta il 30% di tutto il settore turistico. Esistono però alcune criticità nel settore turistico-culturale che vanno affrontate". Lo ha dichiarato il sottosegretario al Turismo Michela Brambilla, intervenendo alla quinta Conferenza nazionale degli assessori al Turismo e alla Cultura, a Torino. In particolare, Brambilla ha evidenziato tre criticità: "C'è un eccesso di burocrazia - ha sottolineato - l'organizzazione delle strutture risale agli anni '50, quando non si prevedeva l'espansione così forte del settore turistico. Serve una burocrazia più funzionale. Si registra inoltre - ha continuato Brambilla - una carenza di managerialità; è giusto quindi iniettare una buona dose di cultura imprenditoriale. Ha fatto bene il ministro Bondi ad avviare una strategia che affidi il compito di creare strutture che valorizzino i nostri beni culturali a persone di comprovata esperienza manageriale, come Mario Resca". Il sottosegretario Brambilla ha poi ribadito che il problema delle risorse limitate c'è ma può essere superato sul piano dei risultati: "E' necessaria una programmazione che sappia realizzare una più equilibrata suddivisione dei costi e canalizzi l'offerta promozionale in un sistema di sinergie che in questo modo sia capace di ottenere, in termini di vendita del prodotto, risultati migliori".

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"Non ho mai torto un pelo a un cane" (sezione: Burocrazia)

( da "Varesenews" del 28-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Gornate Olona - Il proprietraio del canile dove c'era l'allevamento della Malcollina, sequestrato dalla magistratura, risponde all'accuse. L'attività era intestata alla moglie ungherese che se ne è andata da tempo. «Erano la mia passione, ma non posso andare avanti» "Non ho mai torto un pelo a un cane" Sembra uscito da un romanzo di Andrea Camilleri. «Un povirazzo», appunto. Lui dice di amare i cani e di aver fatto tutto il possibile per trattarli bene. Non abbastanza, secondo il magistrato che ha posto sotto sequestro i 144 cuccioli dell?allevamento della Malcollina di Gornate Olona, e contestato al proprietario, Marco Grobberio, tre capi d?accusa molto pesanti: maltrattamento di animali, importazione clandestina e professione abusiva della professione veterinaria. Signor Grobberio, iniziamo dalle contestazioni che non sono proprio leggere. Che cosa ha da dire? «Allora, chiunque di noi puo? andare in Ungheria comprare fino a 5 cani e poi regalarli, non puo? però commerciarli. Io ero in attesa dell?autorizzazione per l?esercizio dell?impresa agricola, quindi di irregolare c?erano solo i box dei cani e non l?intera struttura che esiste dal 1960. I miei cuccioli avevano tutti i documenti in regola, erano quasi tutte femmine, le future fattrici del mio allevamento. Avevo chiesto anche le regolari autorizzazioni per l?importazione». E per l?esercizio abusivo della professione veterinaria? «Hanno trovato un bisturi sporco di sangue e probabilmente hanno pensato che io lo usassi per cambiare i microchip ungheresi con quelli italiani. Il bisturi era del mio veterinario che era venuto qui in allevamento a suturare una ferita ad un cane che era stato azzannato. Io non ho mai sostituito alcun microchip, è un lavoro che spetta ai veterinari dell?asl». Questa struttura è abusiva? «No, io pago regolare affitto, di svariate migliaia di euro. Semmai i box dei cani possono essere abusivi perché non ho quella benedetta autorizzazione per l?impresa agricola che a causa della burocrazia ritarda. I cani sono da sempre una mia passione, qui mi conoscono tutti. Le visite dei veterinari dell?Asl erano costanti e continue, io ho tutte le documentazioni che ho dato al mio avvocato». Quando è stata l?ultima visita dell?autorità veterinaria? «Il verbale è del 29 gennaio scorso. Il magistrato inizialmente ha dato a me la custodia dei cani sequestrati e io, finché ce l?ho fatta, li ho accuditi. Ma non potendo più contare su questo allevamento, non potevo dedicare tutto il tempo alla gestione dei cani in quanto dovevo lavorare per mantenermi e mantenerli, costano oltre 200 euro al giorno, ho dato fondo a tutti i miei averi. L?ho scritto anche su quel verbale. Ecco perché quando l?Enpa è arrivato qui c?era molto da fare. Io non li ho mai maltrattati i cani, sono la mia passione». L'allevamento della Malcollina è intestato a sua moglie che è ungherese. è una coincidenza? «Innanzitutto mia moglie se ne è andata da tempo, quindi sono solo in questa situazione e comunque, come spiegavo prima, importare cani non è reato. Io con i miei animali partecipo a concorsi nazionali, i miei pastori tedeschi hanno appena sfilato ai campionati italiani. Guardi, abito qui con loro, non vivo nello sfarzo e non mi sono arricchito». In teoria se la riconoscono innocente lei potrebbe richiedere indietro i suoi cani. Lo farà? «Ma no, cosa vuole, dopo tre, quattro anni hanno perso il loro valore. E poi come si fa a toglierli alle famiglie adottive, ai bambini». Cosa farà adesso? «Ho trovato già un altro lavoro» Come allevatore? «No, come lattoniere». Sabato 28 Febbraio 2009 Michele Mancino

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