|
PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro
Novelli |
|
||||||||
|
|
DOSSIER “BUROCRAZIA” |
|
|
||||||
|
|
|
||||||||
LA
BUFERA BUROCRATICA DI TRE UOMINI IN PATAGONIA
( da "Stampa,
La" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
la risposta è
stata rapida, ma le vie della burocrazia lo sono state molto meno. Sette giorni
in più di Cile. I tre alpinisti che camminavano sul ghiacciaio Hielo
Continental per raggiungere i loro salvatori, i marinai di un peschereccio,
sono stati fermati «per accertamenti». La loro meta era l'Argentina.
S.
Corona senza sciroppo si apre un caso regionale
( da "Stampa,
La" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
poichè è
stata eliminata la farmacia interna a causa della burocrazia e delle
restrizioni economiche, le condizioni di approvvigionamento ai reparti sono
peggiorate». Aggiunge Miceli: «Il budget di spesa della farmaceutica di
S.Corona per l'anno 2008 è stato incrementato del 8,4% rispetto all'anno
precedente e per il 2009 non è prevista alcuna diminuzione.
Bombardamenti
'44 Quella bimba ferita era la mia mamma
( da "Gazzetta
di Mantova, La" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
attraverso la
burocrazia e l'archivistica, per approdare alla fantasia giovanile, tradotta
nel libro "Luglio 1944. Un'infanzia tradita", impegno dei ragazzi
della Pomponazzo e dell'Alberti. Tema motore della ricerca e del coinvolgimento
è stato un documento, rinchiuso in un faldone etichettato Ente Comunale
Assistenza,
la
rivolta di quattro regioni: non vogliamo quegli impianti - luisa satta
( da "Nuova
Sardegna, La" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
investitore
dai possibili rischi rappresentati da burocrazia e comitati». «Non possiamo più
permetterci - aggiunge - le esitazioni e i costi aggiuntivi dettati dalle
incertezze: lo Stato deve usare la sua forza nell'interesse dei cittadini e per
farlo Confindustria sostiene la necessità di modificare il titolo V della
Costituzione».
ateneo,
i cantieri chimera ( da "Repubblica, La"
del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
interventi
per mezzo miliardo ostaggio della burocrazia Ateneo, i cantieri chimera Cinque
grandi opere finanziate e autorizzate: ma non partono Opere per mezzo miliardo
ferme al palo, nonostante lo stanziamento dei fondi. Tutta colpa della
burocrazia e in qualche caso della crisi economica che obbliga a rivedere gli
obiettivi.
i
cantieri chimera dell'università ( da "Repubblica, La"
del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Colpa della
burocrazia e della crisi" La burocrazia ferma i cantieri e tutti i grandi
progetti di edilizia dell´Università restano paralizzati fino a data da
destinarsi. I caschi sono appesi al chiodo nell´ex area Italgas, nessun operaio
si vede ancora in piazzale Aldo Moro, Palazzo Nuovo resta
"impacchettato" nei suoi pannelli anni Settanta,
Marcello
Pera al Paolo VI ( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Il
consigliere comunale Marco Toma, uno dei fondatori di «Popolarismo europeo», ha
aggiunto che «è necessario fornire un'anima popolare all'Europa per far sì che
sia veramente l'Europa dei popoli e non quella della tecnocrazia, della
burocrazia e della finanza».D.S.
quando
il novecento era di scena a palermo - mario di caro
( da "Repubblica,
La" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Ma se si
debbono continuare a spendere soldi pubblici bisogna sottrarre i teatri ai
sindaci, ricostruire le commissioni di esperti sui finanziamenti, limitare lo
strapotere della burocrazia ministeriale, ristabilire criteri per un serio
controllo delle competenze».
si
fa presto a dire meritocrazia - lorenzo zoppoli
( da "Repubblica,
La" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Partendo
proprio da questo, mi sembra invece che si debba riconoscere la difficoltà di
far funzionare i nostri apparati privati e pubblici secondo criteri
meritocratici, senza però addossare troppo facili colpe agli eccessi di regole
e di burocrazia. SEGUE A PAGINA XII
Genocidio,
una passione europea. Ma manca Stalin
( da "Riformista,
Il" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Poi la
diffusione della burocrazia, capace di mettere a disposizione tecniche di
schedature e di censimento degli individui, che diventano così facilmente
reperibili - operazione impensabile in Europa ancora a metà Ottocento. Chi sono
i popoli inferiori da sterminare per difendere la razza pura?
il
centro turistico sul lago? sarà di sicuro pronto entro un anno
( da "Nuova
Sardegna, La" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
amministrazione
civica sta ora tentando di recuperare il terreno perduto accelerando sui tempi
della burocrazia. Il primo passo in questa direzione è stato fatto ieri dalla
giunta con l'approvazione del progetto preliminare sul completamento
dell'hotel: «Nell'arco di una o due settimane al massimo dovremmo archiviare la
pratica con la versione definitiva.
immigrato
non vedente da otto anni in attesa della carta di soggiorno
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Unione
italiana ciechi non può avere la pensione d'invalidità per colpa di disguidi
legati alla burocrazia Immigrato non vedente da otto anni in attesa della carta
di soggiorno Da 8 anni fa anticamera per avere la carta di soggiorno, a
Pordenone. Per Altin, 33 anni albanese immigrato e non vedente, l'integrazione
è una corsa a ostacoli.
Il
mercato conferma alla De Carli una leadership quarantennale
( da "Arena,
L'" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
lasciando da
parte la burocrazia.Credo sia questo il nostro valore aggiunto, in un mercato
dove i prodotti appaiono troppo simili e occorre trovare qualcuno di cui
fidarsi, capace di proporre la soluzione adatta alle esigenze reali. Non è un
caso se negli anni, pur essendo cambiati i marchi da noi trattati, i clienti ci
sono rimasti affezionati:
di
ALESSANDRO FARRUGGIA ROMA IL DADO NUCLEARE
( da "Resto
del Carlino, Il (Bologna)" del
26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Il governo
dice il vicepresidente Antonio Costato dovrebbe garantire gli investitori dai
possibili rischi costituiti da burocrazia e comitati: lo Stato deve usare la
sua forza nell'interesse dei cittadini e per farlo Confindustria sostiene la
necessità di modificare il titolo V della Costituzione». In mattinata il
ministro Scajola aveva premuto sull'acceleratore.
Don
Giuseppe: <Sos cassa per il centro parrocchiale>
( da "Giorno,
Il (Brianza)" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
«Adesso
speriamo che la burocrazia non metta lacci e che tutto si sistemi nel giro di
breve tempo». Il centro parrocchiale di via don Grisetti è stato il sogno di
don Peppino Ghezzi sin dal suo arrivo a Trezzo, «un sogno sottolinea ormai
realizzato al 99%» una delle opere più importante della diocesi provinciale.
proteste
e reclami, uno ogni 2 giorni ( da "Tirreno, Il"
del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
la consueta
diffidenza della gente verso la burocrazia. Certo, gli adempimenti da compiere
possono rimanere tanti, ma lo Sportello Amico si propone di fornire almeno
un'azione di orientamento, aiutando i pontederesi a districarsi nella giungla
delle pratiche o dei numeri verdi. «Molto spesso ci chiamano - continua Giorgi
- per sapere i numeri telefonici dell'agenzia delle entrate,
E'
stata archiviata dai carabinieri e dai medici dell'ospedale di Anzio per quella
che era -... ( da "Messaggero, Il (Latina)"
del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
come è la
Romania, vittima di crisi economica, pregiudizi e burocrazia italiana. «Perchè
parlarne se non era un bandito, uno stupratore, un ladro e neppure un
clandestino poiché i romeni, essendo europei comunitari, non sono clandestini?
- dice Claudio Tondi, di Anzio, che fa parte della Comunità di S.
Dall'ospedale
a casa: task force per gli anziani
( da "Eco
di Bergamo, L'" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
non dovrà
così impazzire tra le maglie della burocrazia e il rimpallo tra un ufficio e
l'altro, quando non languire nella sua solitudine. «Un protocollo di questo
genere ci stava a cuore più di ogni altra cosa - sottolinea il direttore
sociale Asl, Massimo Giupponi -. Perché l'azienda sanitaria locale è
soprattutto questo, una rete per i bisogni dei cittadini.
ROMA
Sul nucleare non si torna indietro, in Italia ora c'è un clima diverso rispetto
a qu... ( da "Messaggero, Il"
del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
risponde il
ministro Ronchi: «Basta con l'Italia dei localismi e della burocrazia. Bisogna
fare un «salto di coscienza e da cittadino dico: spero che una centrale
nucleare venga costruita sotto casa mia». «Bene l'accordo Francia-Italia»,
concorda Confindustria. Contrari l'Idv e i Verdi di Francescato: «il governo
regala 24 miliardi alla Francia».
Per
il nucleare italiano è già una corsa a ostacoli
( da "Sole
24 Ore, Il" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
dovrebbe
garantire l'investitore dai possibili rischi rappresentati da burocrazia e
comitati». Emblematica la diagnosi di Alessandro Clerici, 40 anni di esperienza
in giro per il mondo, presidente onorario della sezione italiana del Wec (World
Energy Council) e coordinatore del gruppo internazionale di lavoro sul
nucleare.
LANCIATA
presso la Fondazione Carim l'ot...
( da "Resto
del Carlino, Il (Rimini)" del
26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
I giovani
imprenditori hanno raccontato la loro esperienza e i loro problemi, concentrati
prevalentemente nella burocrazia e nell'accesso al credito. Hanno parlato:
Alessandro Grossi di Meta Ingegneria (S. Marino), Massimo Tegon di Marketing
Informatico (Rimini), Massimo Lilla di Enertek (Rimini), Antonio Kaulard di
Fafraka (S.Marino) e Lorenzo Callieri di Shopplat (Rimini).
Burocrazia
e responsabilità: il carnevale non è uno scherzo
( da "Resto
del Carlino, Il (Pesaro)" del
26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
11 Burocrazia
e responsabilità: il carnevale non è uno scherzo Viaggio tra i volontari della
festa in maschera ALBERTO CUDINI Assessore a Sant'Angelo in Lizzola UNO SCONTRO
fino all'ultima caramella: è avvenuto a Montecchio durante la sfilata di
carnevale quando due donne si sono accapigliate (di brutto,
Autodromo
e burocrazia: la pista ora rischia il blocco
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Dopo 10 anni
il circuito non è ancora completo Autodromo e burocrazia: la pista ora rischia
il blocco Arborea.. Dopo 10 anni il circuito non è ancora completo --> A
rallentare i lavori le numerose e sempre diverse norme che regolano questo tipo
di strutture. Il sindaco Beppi Costella: «Non ne possiamo più di tutti questi
contrattempi».
QUEI
MEDICI CONTRO IL DOLORE DIMENTICATI DALLA BUROCRAZIA
( da "Corriere
della Sera" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Schiavi QUEI
MEDICI CONTRO IL DOLORE DIMENTICATI DALLA BUROCRAZIA Caro Schiavi, siamo un
gruppo di medici palliativisti, che da 5-10-20 anni lavorano nel campo delle
cure palliative nel Servizio sanitario nazionale. Vi è ormai pressoché unanime
consenso, nella società e nella classe politica, nella Chiesa cattolica, sulla
necessità di cura e di non abbandono dei malati terminali.
Riparte
dai poverila Federazionedi Don Balletto
( da "Secolo
XIX, Il" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
cercando di
veder riconosciuti i loro diritti e per questo in lotta con la burocrazia»
spiega Bellezza. Il quale conclude «Negli ultimi anni la Federazione è stato un
soggetto competitivo sul mercato per l'erogazione diretta dei servizi, ora
tornerà ad essere il luogo del patto fra le forze sociali della città». Donata
Bonometti bonometti@ilsecoloxix.
vito
d'asio, accolta con favore la riapertura della tabaccheria
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Manelli ha
anche raccolto la lamentela della Butti, che è potuta entrare materialmente in
possesso della licenza soltanto dopo un anno dalla gara di appalto. «La
burocrazia statale dovrebbe capire che un anno perso rischia di aggravare il
fenomeno dello spopolamento per un paese di montagna come il nostro», ha detto
il sindaco. (f.fi.)
Nessun
mostro a Bargagli, a uccidere fu il clan
( da "Giornale.it,
Il" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
e si vollero
seguire sorpassati protocolli composti più di burocrazia che di tecnica
investigativa. Ancora l'indagine Si rileva quindi , nel complesso
dell'indagine, l'assenza di protocolli specifici di intervento sulla scena del
crimine ed anche per quanto relativo ad un quadro psicologico spesso utile pur
senza scomodando i concetti di signature killer o di criminal profiling (
VENOSA,
IN SCENA DADO CON "ONESTO MA NON TROPPO "
( da "Basilicanet.it"
del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
alla
burocrazia anticittadino. Sul palco Dado compie un singolare viaggio
allâ??interno della sua scenografia, una sistemazione del palcoscenico tutta
particolare che ben si sposa con il suo look di eccentrico canzoniere. Si mette
in gioco in una nuova veste di attore-cantante-over trenta, consapevole di
essere cresciuto,
CONFINDUSTRIA,
COSTATO: BENE Lâ  ACCORDO CON LA FR
( da "WindPress.it"
del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
dovrebbe
inoltre garantire l'investitore dai possibili rischi rappresentati da
burocrazia e comitati. Non possiamo pi`u permetterci le esitazioni e i costi
aggiuntivi dettati dalle incertezze: lo Stato deve usare la sua forza
nell'interesse dei cittadini e per farlo Confindustria sostiene la necessit`a
di modificare il Titolo V della Costituzione.
NUCLEARE:
CONFINDUSTRIA, BENE ACCORDO, EVITARE RISCHI BUROCRAZIA
( da "ITnews.it"
del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
garantire gli
investitori dai possibili rischi rappresentati da burocrazia e comitati. E' il
giudizio del vicepresidente di Confindustria per l'Energia e il mercato,
Antonio Costato, che spiega: ''Confindustria da tempo raccomanda che la
tecnologia venga scelta al piu' presto, e che sia di un tipo solo, massimo due,
perche' le centrali saranno minimo sei e massimo dieci e perche' c'e'
"La
crisi morde" ( da "Varesenews"
del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
I tempi della
burocrazia sono lunghi, i lavoratori delle piccole e micro aziende non possono
restare senza un sostegno economico in attesa che Inps intervenga. Bcc di Busto
Garolfo e Buguggiate si fa carico del problemae non fa mistero di considerare
questa, «che non è un'operazione bancaria», come un vero fiore all'occhiello
del proprio operato.
Confindustria:
bene l'accordo con la Francia sul nucleare
( da "Sestopotere.com"
del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
investitore
dai possibili rischi rappresentati da burocrazia e comitati. «Non possiamo più
permetterci le esitazioni e i costi aggiuntivi dettati dalle incertezze: lo
Stato deve usare la sua forza nell?interesse dei cittadini e per farlo
Confindustria sostiene la necessità di modificare il Titolo V della
Costituzione».
Nucleare,
Scajola conferma: "Entro cinque anni i lavori per la prima centrale"
( da "RomagnaOggi.it"
del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Confindustria,
ok al nucleare: ma occhio alla burocrazia. ''Bene l'accordo Francia-Italia sul
nucleare. Il governo cosi' anticipa i tempi, dimostra determinazione e
soprattutto risparmia''. Il governo dovra' pero' garantire gli investitori dai
possibili rischi rappresentati da burocrazia e comitati.
Aldo
Grandi Lucca GIULIANO Giuliani ha idee chiare e poco, pochissimo tempo da
perder... ( da "Nazione, La (Lucca)"
del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Per lui i
tempi sono sempre troppo ristretti e le lungaggini della burocrazia e della
politica sono un fardello difficile da sopportare dal quale, però, non si può
prescindere. «E' tutta la giornata dice che mi chiamano per dirmi se è vero che
saremmo pronti a realizzare la Cittadella dello Sport rinunciando allo stadio.
SABATO
calerà il sipario sul negozio di filati di Borg...
( da "Nazione,
La (Firenze)" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ma anche a
causa degli studi di settore e del peso della burocrazia, che oggi, in tempi
economicamente difficili, non mi permettono più di mandare avanti la mia
attività». Un'attività iniziata con tanta passione nel lontano 1967, quando
Beatrice era ancora una ragazzina. «Fino al 2001 il negozio era in via
Guicciardini, poi mi sono trasferita in Borgo San Jacopo.
STEFANO
Faggioni di Cadimare. Un <pirata> a tutti gli effetti come sono...
( da "Nazione,
La (La Spezia)" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
potenzialità
frenate dalla burocrazia e dai tempi biblici dell'Autorità portuale». Uno dei
suo cavalli di battaglia, da sempre, è la viabilità sulla Napoleonica che
attraversa borgate e centri abitati. «Questa arteria sottolinea è diventata
palesemente inadeguata al traffico, è abbandonata dalla Provincia che ora ne ha
competenza.
G8:
TREMONTI, REGOLE PUNTO FONDAMENTALE PRESIDENZA ITALIANA
( da "Wall
Street Italia" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Dicevo che
dovevamo proteggerci da un eccesso di burocrazia'. Ha quindi rivelato che
nell'ambito della presidenza italiana del G8 'lavoreremo all'ipotesi di una
Detax, ovvero l'esclusione di un pezzettino dell'imposta degli scambi o delle
accise, per noi e' l'Iva, affinche' i proventi, attraverso i canali del
volontariato, vengano destinati a Paesi dove c'e' poverta''.
G8:
Tremonti, regole punto fondamentale presidenza italiana
( da "Trend-online"
del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Dicevo che
dovevamo proteggerci da un eccesso di burocrazia'. Ha quindi rivelato che
nell'ambito della presidenza italiana del G8 'lavoreremo all'ipotesi di una
Detax, ovvero l'esclusione di un pezzettino dell'imposta degli scambi o delle
accise, per noi e' l'Iva, affinche' i proventi, attraverso i canali del
volontariato, vengano destinati a Paesi dove c'e' poverta''.
"E'
questa la strada giusta" ( da "Corriere Adriatico"
del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
per risolvere
i problemi sbaragliando il campo dalla burocrazia". Della stessa opinione
il consigliere Stefano Massimiliano Ghio che ribadisce "l'omogeneità del
Pd civitanovese. Nessuna spaccatura ma unità intorno a Silenzi che rappresenta
l' unico candidato possibile alle provinciali". Sulle candidature nei
collegi, annuncia.
Turismo,
intervento di Torchi<Una flessione imbarazzante>
( da "Sicilia,
La" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
La lentezza
della burocrazia - ha dichiarato l'avvocato Giurdanella - è in questo caso
appesantita dalla mancanza di certezze sulla proprietà del muro franato. Non
risulta chiaro infatti se la messa in sicurezza e il pagamento dei danni
spettino al Comune, oppure al proprietario della casa disabitata di cui il muro
è parte integrante.
Gli
abiti del Carnevalenon finiscono in armadio
( da "Sicilia,
La" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Meno
burocrazia e più efficienza insomma, un'innovazione condivisa anche dal sindaco
Piero Rustico a cominciare dall'annata sportiva in corso. Ispica. Nomine nel
Consiglio direttivo Avis g.f.) Con la nomina dei responsabili nei vari settori
operativi il Consiglio direttivo della sezione comunale dell'Avis di Ispica,
Una
rivoluzione culturale per poter unire le due Italie
( da "Gazzettino,
Il" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
inefficienza
delle diverse burocrazie regionali con annessi e connessi. Faccio soltanto un
esempio: di fronte ai quattro mesi della procura di Trento, in molte procure
del Mezzogiorno è necessario circa un anno e mezzo per smaltire una pratica.
Citando queste cifre ho pescato quasi a caso in un mare di dati, ottenendo
quasi sempre gli stessi risultati.
Leggi
anticrisi, artigiani a confronto ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)"
del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
una
burocrazia amica, enti pubblici attenti e celeri nelle risposte, capaci anche
di investire per ridare slancio all'economia, finanziamenti adeguati e
disponibili, tanto più oggi che il tasso di sconto è a livelli tali da
consentire gli investimenti, e un sistema del credito flessibile e aperto,
oculato ma non "tirchio"».
Guida:
La fiera, vanto per la città ( da "Denaro, Il"
del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
si rischia di
mettere burocrazia anche quando non serve. No, mi riferisco alla necessità di
partire da una base condivisa di intenti da cui tracciare le linee per la
crescita. Spesso sotto accusa c'è la burocrazia: come semplificare le
procedure? Le procedure si semplificano se c'è volontà da parte di tutti di
andare avanti e di arrivare a una soluzione.
Amministrative,
fase di ascolto per la costruzione del programma del candidato sindaco di
Cesena del PdL Italo Macori ( da "Sestopotere.com"
del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia
con la riduzione e la fissazione di tempistiche certe da rispettare da parte
dell'ente pubblico, il potenziamento dei Confidi, la riduzione dei tempi e la
definizione di nuovi standard urbanistici per le realizzazione delle aree
produttive, il rilancio in grande stile del centro come polo commerciale
attraverso un sistema della circolazione e della sosta non penalizzante
Ombre
cinesi ( da "AprileOnline.info"
del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
autorità che
singoli cittadini possono portare nei Palazzi della burocrazia e del potere
chiedendo istanze di giustizia. L'episodio di ieri, precisano fonti
governative, starebbe a metà fra l'idea di giustizia e il dissenso ma
assolutamente privati. Eppure nella capitale la sorveglianza di polizia ed
esercito è in crescita e il timore di disordini collettivi non è affatto
sopito.
Santori
"Sanità regionale, un altro passo indietro"
( da "Quotidiano.it,
Il" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia,
al mantenimento delle attuali gravi disuguaglianze di ripartizione della spesa
sanitaria ed all'allontanamento dei servizi dai cittadini. Non sarà sfuggito il
proposito dell'Assessore Mezzolani di voler ridurre al massimo i servizi
diagnostici privati sul territorio penalizzando senza alcuna utilità i
laboratori privati ed i centri di prelievo e con essi penalizzando
Qui
servono 11 mesi per allargare un capannone in Messico 2 settimane
( da "Stampa,
La" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
LA BUROCRAZIA
I MERCATI «Qui servono 11 mesi per allargare un capannone in Messico 2
settimane» «Vanno bene i nostri freni per la Cinquecento sul resto siamo a
-20%»
Infortunio
sul lavoro riconosciuto dopo 10 anni
( da "Stampa,
La" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
RICORSO
Infortunio sul lavoro riconosciuto dopo 10 anni E' una vicenda di «ordinaria
burocrazia», lunga quattordici anni. Nel '94, R.B, brigadiere dei carabinieri
era in servizio nella Compagnia di Canelli, nei tragici giorni dell'alluvione,
ebbe un infortunio ma il riconoscimento di malattia in servizio è arrivato
soltanto adesso.
Doppio
anticipo. L'Agenzia regionale ha liquidato 26 milioni sostituendosi alla
burocrazia romana: Siamo fra i pochi
( da "Stampa,
La" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Doppio
anticipo. L'Agenzia regionale ha liquidato 26 milioni sostituendosi alla
burocrazia romana: «Siamo fra i pochi»
Giustizia
lumaca, donna risarcita ( da "Stampa, La"
del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Lo dice la
giurisprudenza della corte europea dei diritti dell'uomo secondo le quale cause
del genere non possono durare più di tre anni per il primo grado, e due anni
per il secondo. «E' una bella soddisfazione - commentano i due legali -. Una
rivincita per la nostra cliente nei confronti dello Stato, delle sue lentezze,
della sua burocrazia».
Braga:
anch'io in corsa sul Broletto ( da "Giornale di Brescia"
del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Giornale di
Brescia sezione:la città Braga: anch'io in corsa sul Broletto Tra i progetti
«meno burocrazia» e l'alleanza con Laura Castelletti Braga in una foto
d'archivio Mario Braga si stacca dal gruppo dei pretendenti in seno al Pd nella
corsa per le elezioni provinciali e annuncia la propria candidatura alla
presidenza del Broletto.
SAN
FELICE I segreti del risparmio energetico A San Felice stasera alle 20.45 al
p... ( da "Giornale di Brescia"
del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia».
Organizza l'associazione no profit «San Felice più felice», intervengono
Alberto Corain e Marco Baccolo. GARGNANO Dimore d'arte alla sala civica
«Castellani» Stasera alle 20.30 nella sala civica «Castellani», nell'ambito del
ciclo di incontri «Gargnano e dintorni», Pia Ferrari e Andrea Bariletti
relazioneranno sul tema «
TORINO
- Stizzito dalle frasi di Gattuso, Amauri risponde a muso duro al
centrocampista d... ( da "Leggo"
del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
la pratica
per il passaporto italiano del bomber di Carapicuiba prosegue, ma con i tempi
della nostra burocrazia. Da quando la signora Cynthia Cosini Valaderes, grazie
a un parente cuneese, otterrà la cittadinanza italiana dovranno passare almeno
sei mesi prima che il marito possa usufruire dello stesso status. Amauri
difficilmente tornerà sulla vicenda.
Quanto
vale il rientro dei cervelli ( da "Milano Finanza (MF)"
del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
il peso della
burocrazia in vari settori. Al di là del contenuto (di impatto marginale ai
fini della crisi) si connota per gli aspetti innovativi che tendono ad
introdurre (trasparenza nei contratti bancari, revisione degli studi di settore,
spostamento dei momenti impositivi, incentivi all'uso delle più moderne
tecniche di comunicazione non cartacee)
STASERA
A I PINI L'ASSEMBLEA ANNUALE DELL'AVIS
( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
materiali,
isolamenti classi energetiche, burocrazia». SAN FELICE RITROVATO MORTO UN
41ENNE DEL PAESE Un 41enne di Lonato si è tolto la vita ieri mattina, l'uomo è
stato trovato dal padre che ha dato l'allarme. Immediato l'intervento dei
vigili del fuoco e del 118 che non hanno potuto far nulla per salvarlo.
prefetto
in campo "lotta alla crisi no alla burocrazia e al rischio usura" -
dario del porto a pagina iii ( da "Repubblica, La"
del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Pagina III -
Napoli Pansa annuncia interventi a favore di cantieri e imprese Prefetto in
campo "Lotta alla crisi no alla burocrazia e al rischio usura" DARIO
DEL PORTO A PAGINA III SEGUE A PAGINA III
è
davvero un'occasione perduta ( da "Tirreno, Il"
del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
nel centro e
la risposta è che forse viene cancellata la sede locale della Sovrintendenza,
necessaria a snellire le pratiche, a ridurre i tempi della burocrazia. A mio
avviso siamo in presenza di un sovvertimento delle priorità sul campo, ma
spetta alle istituzioni del territorio (dal Comune alla Provincia) chiedere
chiarezza al Governo sulle prospettive di sviluppo della città».
crisi,
la mossa del prefetto "ora riapriamo i cantieri" - dario del porto
( da "Repubblica,
La" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia e
usura fermano lo sviluppo "Convocherò i rappresentanti di governo delle
altre province e seguirò la questione" "Lavoreremo con la Regione per
rimuovere gli ostacoli della catena produttiva" "A rischio tante
imprese che possono finire nelle mani degli usurai" DARIO DEL PORTO Aprire
i cantieri e combattere l´usura.
la
dc si schiera con il centrodestra
( da "Tirreno,
Il" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
apparato e
della burocrazia. Lo sostiene la Democrazia Cristiana, che a Capannori scende
in campo con una lista con il simbolo dello scudo crociato in appoggio di
Matteucci «sicuri in una grande vittoria del centrodestra e di un recupero di
un comune la cui importanza nell'economia politica della provincia rimane
essenziale.
solleciti
sulle tasse già pagate ( da "Tirreno, Il"
del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
senza fa
impazzire ulteriormente i cittadini, certo allarmati nel vedersi recapitare un
sollecito di pagamento per una tassa che, nella maggior parte dei casi, nel
frattempo è già stata pagata. Insomma, la morale è una: hai voglia di computer
e nuove tecnologie, quando la burocrazia colpisce non ce ne è per nessuno.
artigiani
a convegno sulle finanziarie di stato e regione
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
una
burocrazia amica, enti pubblici attenti e celeri nelle risposte, capaci anche
di investire per ridare slancio all'economia, finanziamenti adeguati e
disponibili, un sistema del credito flessibile e aperto, oculato ma non
"tirchio". Quanto di tutto ciò è rintracciabile nelle Leggi
Finanziarie nazionale e regionale?
Giurisprudenza,
bella ma incompleta ( da "Gazzetta di Modena,La"
del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Per quello
che riguarda il funzionamento degli ascensori il ritardo è dovuto alla
burocrazia perché i collaudi sono stati fatti. Per il momento - prosegue la
preside - sono state spostate al piano terra le lezioni a cui accedono gli
studenti disabili. Per quello che invece riguarda gli impianti audio-video,
quello è stato un ritardo voluto.
sanità,
700 posti letto nell'ospedale del ponente - ava zunino
( da "Repubblica,
La" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
per dirla con
un termine che ormai la burocrazia ha abbandonato da anni: ora si chiamano
dirigenti medici) e quanti "aiuti" sopravviveranno a questa
rivoluzione? I numeri proprio ieri sera sono finiti sul tavolo del direttore
generale della Asl 3, Renata Canini che ha ricevuto lo studio dei medici con
l´identikit della nuova struttura.
disabili
e lavoro, rapporto sempre più difficile
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
La crisi del
mercato rende problematico l'inserimento occupazionale, mentre la burocrazia
non facilita le cose alle aziende nell'assunzione di persone svantaggiate
Disabili e lavoro, rapporto sempre più difficile Sollecitato un vertice con
sindacati, Ufficio dell'impiego, assessori competenti e imprenditori SACILE.
Disabili e lavoro: un rapporto difficile.
Lo
Stato blocca i lavori della scuola
( da "Tribuna
di Treviso, La" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
BUROCRAZIA.
Il sindaco Dalla Libera: scriverò a Tremonti per chiedergli una deroga. Il caso
in Consiglio il 4 marzo Lo Stato blocca i lavori della scuola Il patto di
stabilità rischia di far saltare il finanziamento ministeriale ODERZO. I
vincoli per il rispetto del patto di stabilità mettono a rischio il
finanziamento di 580mila euro giunto dal Ministero per ristrutturare la scuola
sant'orsola,
sì al progetto ma slitta l'accordo - ernesto ferrara
( da "Repubblica,
La" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
arenarsi
nelle beghe della burocrazia. Di mezzo c´è una perizia. Ovvero la stima del
valore e della dimensione del principale bene oggetto dello scambio, la
Fortezza. Da qualche settimana i tecnici della Regione si sono accorti che
nella conta metro quadro per metro quadro dei singoli edifici che compongono la
Fortezza, il Demanio avrebbe calcolato spazi in più rispetto a quelli reali.
"con
questo laboratorio dobbiamo campare in sette: è una guerra"
( da "Repubblica,
La" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
non posso
fare come ora stanno facendo tutti, licenziano e poi riassumeranno. Io, se
licenzio, non troverò più nessuno capace di lavorare il mosaico. Vado avanti,
non licenzio e intanto passo ore in ufficio, invece che in laboratorio dove
dovrei stare, a combattere con le mille carte della burocrazia». (i.c.)
Sdoganata
la videosorveglianza ( da "Italia Oggi"
del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
assolvere a
tutte le complesse burocrazie in materia di videoregistrazione previste solo
per loro dal codice privacy. Più fumo che arrosto per quanto riguarda invece la
questione delle ronde. I sindaci, specifica infatti lo stesso art. 6/3° del dl,
previa intesa con il prefetto possono avvalersi della collaborazione di
associazioni di cittadini per il monitoraggio del territorio.
<Gli
aiuti di Stato? Uccidono il teatro>
( da "Giornale.it,
Il" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Costi,
sprechi, burocrazia inutile: nei teatri c'è molta gente che non fa nulla o che
nuoce a chi lavora. Bisognerebbe ridurre di un terzo i dirigenti degli enti
lirici». Diceva dei casi da affrontare diversamente. «Sì. Per i teatri di prosa
si può pensare a un supporto pubblico.
<Per
il direttore un premio da 25 mila euro>
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Anche se per
la burocrazia regionale si chiama ?Retribuzione di risultato?. A riceverla è stato
il direttore generale dell'agenzia regionale Laore, Giancarlo Rossi, per il
periodo 1 agosto 2007-31 luglio 2008, come si deduce dalla determinazione dello
stesso dg datata 16 febbraio 2009.
<Le
mie nozze da incubo tra insulti e bugie>
( da "Giornale.it,
Il" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
«Grazie ad
una burocrazia cieca e alla mancanza di tutela delle donne italiane che sposano
i musulmani». Com'è cominciata la vostra storia? «Con una vacanza Sharm-El-Sheikh.
Ho incontrato Essam e mi sono innamorata. Per un anno e mezzo ho fatto avanti e
indietro dall'Egitto.
Falso
reddito per l'abbonamento al bus: assolta
( da "Secolo
XIX, Il" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia
senz'anima) ha attestato il falso. Una vincita al lotto le ha cambiato la vita?
Al contrario. Quell'anno nonna Rosa si è trovata vedova. E dopo aver pianto per
il marito molto amato, dopo aver sperimentato che andare avanti da soli è più
difficile anche da un punto di vista freddamente economico (perché le bollette
da pagare non si dimezzano e la donna non poteva contare
omar
finalmente ce l'ha fatta arrivato dal saharawi ora è cittadino italiano - elena
pullerà ( da "Tirreno, Il"
del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
impegno ad
osservarne la costituzione, arrivano dopo un lungo iter fatto di burocrazia
lenta e di tanta attesa. Con perfetto accento da livornese doc, Omar, arrivato
in città a dodici anni come tanti bambini saharawi, a Livorno è cresciuto, ha
studiato all'Iti Galilei come perito informatico, ha lavorato e si è
perfettamente integrato.
La
paura e l'ingiustizia ( da "Eco di Bergamo, L'"
del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia,
assillante e inefficace, produce clamorosi paradossi (spesso i permessi di
soggiorno rinnovati arrivano nelle mani degli immigrati quando sono già
scaduti). Né si vedono risposte per la zona grigia, quei 570 mila stranieri
che, pur avendo un lavoro e un'abitazione, con l'ultimo decreto flussi non sono
riusciti a regolarizzarsi a causa delle maglie strette di norme ipocrite.
Più
fiducia, innovazione, passione, scuola più vicina alle imprese e
riorganizzazione anch... ( da "Messaggero, Il (Marche)"
del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
la burocrazia
cessi di essere una complicazione e una tortura quotidiana, il governo pensi
alla settimana corta, alle imprese si dia la possibilità di smaltire il
magazzino, i sindacati capiscano che è tempo di collaborazione e non di lotta,
la mia associazione di riferimento, Confindustria, si organizzi meglio per
sostenerci più adeguatamente.
Le
regole priorità del G-8 italiano ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
eccesso di
burocrazia che rendeva ridicola l'Europa. Altri, non io, hanno detto che il
Patto di stabilità era stupido e l'hanno riscritto, e hanno fatto bene.
Sull'Europa ho sempre avuto la stessa idea, da quando ero al liceo». Tra le
scelte che avrebbero richiesto maggiore ponderazione e approfondimento c'è
l'allargamento a Est dell'
<Con
la rotatoria il ragazzo sarebbe vivo>
( da "Resto
del Carlino, Il (R. Emilia)" del
27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
VEZZANI si
sofferma sulla burocrazia. «Io credo nella buona fede della brava gente. E
credo che nelle istituzioni ci siano persone brave e capaci. Ma la burocrazia
che vige in Italia è davvero terribile, capace di demoralizzare la buona fede e
la brava gente. Me ne sto accorgendo per le pratiche sull'allestimento della
rotatoria di via Ville,
<Cartelli
in dialetto anche a Brescia> ( da "Corriere della Sera"
del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
per evitare
discussioni in consiglio e tagliare i tempi della burocrazia, ha preferito
attaccare sui cartelli all'ingresso della città gli adesivi con i nomi delle
località in vernacolo. A Varese la toponomastica bilingue è stata varata dal
Comune 5 anni fa e tuttora resiste. Conclude Gallizioli: «Brescia seguirà
l'esempio degli altri capoluoghi lombardi.
Le
imprese a Matteoli: <Il Passante non basta>
( da "Corriere
del Veneto" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Il ministro:
«Comincio togliendo la burocrazia» E sul fronte aeroportuale Marchi provoca:
«Togliamo il divieto di fare tratte aeree tra Milano e Venezia» MESTRE — Il
Passante non basta a nessuno. Non alle piccole e medie imprese del Veneto, non
alla politica locale e nemmeno a quella nazionale.
Una
Sagra sempre meno <legnanese>
( da "Giorno,
Il (Legnano)" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Da questo
punto di vista siamo in attesa di risposta e sapendo molto bene che i tempi
della burocrazia sono lunghi ci attendiamo ancora un anno di sospensione e di
attesa. Dopo di che valuteremo la location ed i costi che per il comune devono
essere irrisori. Mi spiego: ci deve essere un finanziamento temporale con un
progetto al quale aderiranno diversi sponsor.
<LE
LUNGAGGINI burocratiche uccidono le imprese>. Non usa mezze parole ...
( da "Resto
del Carlino, Il (Pesaro)" del
27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
in cui non
produce un aumento dei costi della burocrazia e può conseguire una
semplificazione delle procedure.Oggi il progetto di federalismo è solamente un
"buco nero": non si conoscono i costi né sono chiare le competenze».
«IL TANTO decantato interesse nei confronti del mondo delle imprese, che stanno
pagando i costi della finanza creativa e della voragine della spesa pubblica,
Salvatore:
sviluppo bloccato dai burocrati Presenteremo l'elenco delle incompiute
( da "Corriere
del Mezzogiorno" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
La burocrazia
non può bloccare sempre tutto, occorre imprimere una svolta. Si guardi Bagnoli
o Napoli Est». Eterne incompiute. «Le eterne incompiute le vedremo domani
durante il nostro incontro in una carrellata-documentario realizzata da
??Alterazioni video'' e che sarà al Pan fino al 27 marzo.
La
produzione va in Irlanda: poche tasse, zero burocrazia
( da "Giorno,
Il (Brianza)" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
zero
burocrazia CUSANO MILANINO SECONDO UNO STUDIO della Banca Mondiale, in Irlanda
l'ammontare del prelievo fiscale pesa sui profitti di una ditta per il 25,8 per
cento. La media nei Paesi Ocse (Organizzazione per la Cooperazione e lo
Sviluppo Economico istituita nell'ambito dell'Unione Europea) è del 47,
Obama:
tassare i ricchi per dare a tutti la copertura sanitaria
( da "Giornale.it,
Il" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Il presidente
ha citato in particolare risparmi per 20 milioni ammodernando i programmi e
riducendo la burocrazia per l?agricoltura, per 200 milioni abbandonando i
programmi per ripulire le miniere abbandonate, oltre a tagli per svariati
programmi nella pubblica istruzione sopprimendo alcuni programmi di controllo
simili a quelli già esistenti in ben 13 agenzie governative.
Il
rispetto dei pazienti prima dell'efficienza
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Commenti
Pagina 342 La burocrazia nelle Asl Il rispetto dei pazienti prima
dell'efficienza La burocrazia nelle Asl --> Sono un medico, ma per mia
fortuna non ho mai avuto occasione sino ad oggi, alle soglie dei 60 anni, di
dovermi rivolgere alla sanità pubblica per problemi che mi riguardassero
personalmente.
di
MAURIZIO GUCCIONE OGGI è il giorno fatidico, ovv...
( da "Nazione,
La (Lucca)" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia.
Per questo conclude la Dc scende in campo con una propria lista e con il
simbolo dello scudo crociato». INFINE, domenica primo marzo alle
IL
PRIMO CITTADINO Cerulli sconvolto: <Siamo a terra. Questo è un vero danno
d'immagine per l'amministrazione> Ma il sindaco assicura: <Dal nostro
arrivo seguito il principio della
( da "Nazione,
La (Grosseto)" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
rispetto ad
altre che si impantanavano invece nei meandri della burocrazia. E proprio
l'edilizia fu in un certo senso al centro degli ultimi consigli comunali della
giunta precedente, quella di Nazzareno Alocci, che al termine di una drammatica
resa dei conti finì sfiduciata dopo che il gruppo guidato dal suo predecessore,
Marco Visconti, gli tolse il sostegno.
Viabilità,
territorio e servizi I residenti chiedono meno burocrazia
( da "Nazione,
La (Firenze)" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia
LONDA I RISULTATI DEL QUESTIONARIO DI «PRO LONDA» UN SINDACO vicino ai
cittadini, un programma con pochi punti ma concreto, una forte attenzione per
le problematiche del territorio, della viabilità e della vita sociale; queste
le richieste degli abitanti di Londa secondo il questionario promosso dal
Movimento Pro Londa che ha visto oltre 350 schede compilate contenenti
"Gli
aiuti di Stato? Uccidono il teatro"
( da "Giornale.it,
Il" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Costi,
sprechi, burocrazia inutile: nei teatri c?è molta gente che non fa nulla o che
nuoce a chi lavora. Bisognerebbe ridurre di un terzo i dirigenti degli enti
lirici». Diceva dei casi da affrontare diversamente. «Sì. Per i teatri di prosa
si può pensare a un supporto pubblico.
12
MARZO. GIORNATA MONDIALE DEL GLAUCOMA
( da "Farmacia.it"
del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
costretti da
una burocrazia opprimente e assurda, che non ha eguali nei Paesi evoluti, a
presentare una volta l?anno il proprio piano terapeutico per poter ottenere la
copertura del SSN sui farmaci antiglaucomatosi più innovativi. Il glaucoma è
una grave patologia oculare di tipo cronico che prevede una terapia
farmacologica a vita.
Raduno
scout per la solidarietàGagliano.
( da "Sicilia,
La" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia,
che hanno portato Enna, secondo un'indagine del quotidiano della Confindustria
"Sole 24 ore" al secondo posto in Italia, dopo Napoli e che vede in
prima linea amministratori comunali e provinciali. Un argomento, questo
relativo al costo elevato della burocrazia ennese, che ha molto colpito l'opinione
pubblica locale la cui insofferenza nei confronti del mondo politico
<Impegnorispettato>
( da "Sicilia,
La" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia,
non sosterrebbe gli elevati oneri economici previsti per indire le gare
d'appalto, utilizzerebbe le risorse umane presenti nel territorio e nell'ente
con la possibilità di stabilizzare diversi precari. Iniziative come questa-
conclude Parisi- sono un contributo concreto alla costruzione di un modello di
sviluppo capace di rendere ancora più competitiva la nostra città
Lombardo:
<L'Mpa oltre la Lega> ( da "Sicilia, La"
del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ritira la
circolare che impediva agli «organi politici» di interloquire con la burocrazia
di piazza Ottavio Ziino, a Palazzo dei Normanni, ieri, non è arrivata. Lo
stesso Russo si sarebbe premurato di avvertire telefonicamente il presidente
dell'Ars, Francesco Cascio, che la missiva gli sarà recapitata nella giornata
di oggi.
Energia
pulita: la Provincia detta il piano regolatore
( da "Gazzetta
di Parma Online, La" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia,
ma più energia «pulita». Per abbattere i livelli di inquinamento, la Provincia
punta tutto su sole, acqua, vento, biomasse e geotermico, come dimostrano gli
obiettivi del «Piano provinciale per il risparmio energetico e la promozione
delle fonti rinnovabili», contenuti nel verbale conclusivo della Conferenza di
pianificazione e siglati ieri mattina dai comuni del territorio,
EMANUELE
IMPERIALI L'ECONOMIA MERIDIONALE è AUTARCHICA, INGESSATA E PERCIò POCO C...
( da "Mattino,
Il (Circondario Nord)" del
27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
l'adozione di
agevolazioni automatiche fiscali senza alcuna intermediazione politica o
burocratica. «Infine - ha spiegato la Coppola - gli imprenditori meridionali
hanno bisogno di una gestione razionale e non clientelare dei fondi europei, in
un contesto normale dal punto di vista della legalità e della burocrazia».
Artigiani,
sito web per imparare il mestiere
( da "Gazzettino,
Il (Udine)" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
primo fra
tutti la burocrazia «un sistema inutile che fa perdere tempo» afferma il
presidente di Confartigianato Carlo Faleschini, uno scoglio che va ad
aggiungersi alla già ampia demotivazione da parte dei giovani verso il mondo
dell'artigianato. «I giovani non hanno la passione di entrare nell'economia che
è la principale attività per continuare a crescere»
In
un continente a bassa tecnologia i giovani dispongono di mezzi sorprendenti per
diffondere e ricevere informazioni
( da "Cittadino,
Il" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
è svincolata
dalla burocrazia statale e permette l'utilizzo di tessere prepagate che
rateizzano le spese), i call-box (delle specie di cabine telefoniche all'aria
aperta), il sistema dell'accesso condiviso (un televisore può servire a
numerose famiglie, giornali e riviste possono essere consultati da molti lettori,
Internet è accessibile tramite Internet Point,
Bepi
Campana: Ora basta con Sitta ( da "Gazzetta di Modena,La"
del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
autoperpetuazione
della burocrazia politico-amministrativa?». Campana crede che tutto questo
contribuisca «alla disaffezione e delusione dei cittadini, specie se giovani e
intelligenti di fronte a stucchevole autocelebrazione e propaganda». E chiude
chiedendo: avanzare queste critiche a un'amministrazione che appoggio da 10
anni fa di me un membro con cui collaborare o un inaffidabile eretico,
Cig
in deroga, in Veneto 5 mila domande ferme
( da "Corriere
delle Alpi" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
in Veneto 5
mila domande ferme Allarme della Cgil: burocrazia e fondi non certi, lavoratori
senza assegni VENEZIA. «Situazione da incubo per tanti dipendenti delle piccole
imprese venete, lasciati a casa per mancanza temporanea di lavoro e che
rischiano di restare senza soldi almeno fino ad aprile, ringraziando il
ministro Sacconi».
Plavis,
più che per i risultati i problemi arrivano dalle docce che sono fredde
( da "Corriere
delle Alpi" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
è di mezzo la
burocrazia, ma non puoi certo pensare di farti una doccia con l'acqua gelida,
dopo l'allenamento. Noi speriamo che questo discorso si risolva nel più breve
tempo possibile». Domani fuori. Alla ripresa, la Plavis scende a San Fior e da
quelle parti non hanno di questi problemi: «Domani avremo qualche contrattempo,
Una
nuova mobilitazione ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
oggi
schiacciato dal peso della burocrazia e che nella maggior parte dei casi pur di
scansare la montagna di carte e ricorsi, sceglie di scendere a patti col fisco
pagando una cifra forfettaria. 3) La modifica delle operazioni di accertamento
nella costruzione degli indici su cui si basa l'impianto di accertamento degli
studi».
Maxi-assegno
per le case popolari ( da "Arena, L'"
del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
a dispetto
della burocrazia, con cui si è sbloccato il finanziamento». L'esponente
governativo ha annunciato che a breve il governo varerà un «piano casa da 150
milioni di euro che si aggiungono a 200 milioni da suddividere fra le Regioni
per dare una risposta alle 600mila richieste a livello nazionale».
Gli
agricoltori: Meno burocrazia ( da "Arena, L'"
del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia»
«Raccolte le segnalazioni del mondo agricolo che trasformerò in emendamenti
alla legge» Ieri mattina la sala consiliare del municipio lupatotino, presenti
il sindaco Fabrizio Zerman e il vice Giuseppe Stoppato, ha ospitato un incontro
tra una rappresentanza di coltivatori diretti del paese (guidati da Gian Mario
Piccoli e accompagnati dal presidente provinciale della
Pinarolo
e il servizio di segretariato sociale I casi sono centinaia
( da "Provincia
Pavese, La" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Di fronte ad
una burocrazia ancora troppo spesso complicata, che costringe il cittadino a
cercare un aiuto competente, il segretariato sociale si colloca su un piano di
consulenza-assistenza, che lo rende un valido strumento per concretizzare e
valorizzare quello spirito di reale solidarietà creatosi nel nostro Comune».
burocrazia
( da "Mattino
di Padova, Il" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Cronaca
BUROCRAZIA BUROCRAZIA SPORTELLO UNICO. Spettacoli: meno burocrazia da lunedì
prossimo, per chiunque debba chiedere il permesso per l'organizzazione di un
evento, che si tratti di un concerto all'aperto oppure di uno spettacolo in un
locale. Aprirà tutte le mattine (dalle 10-12 più martedì e giovedì pomeriggio 15-17)
il nuovo sportello agibilità spettacoli,
provincia,
500 milioni per 537 opere fantasma - angelo carotenuto
( da "Repubblica,
La" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Perché la
burocrazia ci mette del suo e perché la macchina non viene sollecitata. La
costruzione di un raccordo tra Boscotrecase e il casello della A3 passerà sotto
la competenza di Bertolaso nell´ambito della preparazione della discarica di
Terzigno. Così si farà prima per gli espropri.
arturo.
come far incontrare culture diverse
( da "Tirreno,
Il" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Poi ci sono
gli ostacoli della burocrazia: le pratiche dei permessi di soggiorno,
l'assistenza legale, i contratti di affitto e le assunzioni lavorative.
«L'applicazione delle norme - conclude Rotonda - è davvero farraginosa e
dispendiosa. Ad esempio, per rinnovare un permesso di soggiorno non solo
occorrono 70 euro, che pesano come un macigno sui bilanci degli stranieri,
porto,
i camalli assediano merlo la cgil: "meglio un commissario" - massimo
minella ( da "Repubblica, La"
del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
appare
ingessata ed è preda della burocrazia. Allora, se le cose non dovessero più
cambiare, sarebbe meglio dialogare con un commissario». Chissà che la distanza
siderale fra i lavoratori e l´authority non sia davvero arrivata al suo limite
estremo e che ora si possano creare le condizioni per riprendere il dialogo.
tornare
a pescare le "cée", ma per ripopolare le acque interne
( da "Tirreno,
Il" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Ma conoscendo
la lentezza della burocrazia e non interessando a molti tale proposta, compresi
i sedicenti ambientalisti, ritengo che passerà molto tempo prima che venga
presa in considerazione. Tuttavia, rivolgendomi a quei temerari pescatori
abusivi di ceche che sfidano il freddo notturno (a me ben noto), nonché il
rischio di essere contravvenzionati,
tramonti
di sopra punta sull'albergo diffuso
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Purtroppo la
burocrazia non è dalla nostra parte ma non ci demoralizziamo perché crediamo
molto in questa idea - ha spiegato -. La nuova legge non ci consente di
attivare un albergo diffuso con meno di 80 posti. E per una piccola comunità
come la nostra non è semplice reperire fin dall'inizio un così alto numero di
disponibilità.
Non
siamo ancora entrati nel vivo della crisi che già si sogna di ritornare al
consumismo sfren... ( da "Stampa, La"
del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Burocrazia
mammuth? The show must go on. Con chili di colore che esplodono da Scervino:
viola, verde, oro. Ci sono le pellicce e gli smoking piumino dai bagliori
lingotto, i vestiti a clessidra con guepière interna, i golf giganti cosparsi
di paillettes.
sospendere
le tasse locali ( da "Tirreno, Il"
del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Burocrazia:
«A livello locale sono emersi in questi anni elementi positivi circa lo
snellimento della burocrazia nei confronti delle esigenze delle aziende ma
tanto si può e si deve ancora fare». Per quanto riguarda, infine, sosta urbana,
mobilità e arredo urbano, «gli imprenditori hanno bisogno di risposte concrete
circa il fondamentale tema della mobilità e della sosta urbana.
cna
all'attacco di banche e provincia
( da "Tirreno,
Il" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia
enorme che porta via troppo tempo alle imprese». Un altro esempio, la raccolta
e lo smaltimento dei rifiuti. Sempre più imprese fanno accordi con privati per
la raccolta eppure alla fine si trovano costrettia pagare due volte: il privato
per la raccolta e lo smaltimento, il Comune per un servizio che non dà
nonostante ci sia una legge che spiega come i rifiuti delle aziende
un
altro balzello per le aziende arriva la tassa sulle prestazioni sanitarie
erogate dalle asl ( da "Tirreno, Il"
del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Vorremmo che
il governo ci spiegasse per quale ragione in Francia o in Inghilterra i costi
della sicurezza alimentare sono rimasti a carico dello Stato mentre in Italia,
per fare cassa è stato deciso di farli pagare alle aziende e con un aggravio di
costi per la burocrazia. E sarà inevitabile che una parte di questa doppia, se
non tripla, imposizione ricada sui consumatori».
giacomo
maccheroni. perché nessuno ha convocato le società?
( da "Tirreno,
Il" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Perché non
sono stati sentiti i presidenti delle due società? Questo è un eccesso di
burocrazia.E dunque un'anomalia da correggere. Spero che a livelli alti della
politica, qualcuno si appelli al ministro competente: in certi casi, occorre
necessariamente il rapporto con le società». e.ch.
palermo
e catania, sfida globale - dario prestigiacomo
( da "Repubblica,
La" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
che vedo tra
Palermo e Catania è la mostruosa presenza della burocrazia, un´altra palla al
piede per lo sviluppo del capoluogo siciliano e di tutta la regione». Anche
nello sport (calcio escluso), Catania vince il derby. «Merito degli impianti,
che a Catania funzionano molto meglio che a Palermo», dicono all´unisono il
palermitano Giovanni Caramazza e il catanese Pippo Crisafulli,
Vola
l'energia pulitaLiguria maglia nera
( da "Secolo
XIX, Il" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
troppa
burocrazia fa male allo sviluppo delle fonti pulite. Bruno Lugaro
lugaro@ilsecoloxix.it 28/02/2009 1 MW 28/02/2009 corrisponde a 1.000 kw
28/02/2009 3MW 28/02/2009 corrispondono al consumo medio annuo di una famiglia
italiana 28/02/2009 5.991 28/02/2009 sono i comuni che nel 2009 hanno almeno un
impianto da fonti rinnovabili.
"Pulite
Pellice e Chisone prima di nuove piene"
( da "Stampa,
La" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
presidente
del comitato «Chisone sicuro» è categorico: «C'è troppa burocrazia. Per
tagliare qualche albero bisogna interpellare quattro enti, serve una
semplificazione. A gennaio i sindaci di 17 comuni pinerolesi hanno firmato una
lettera per chiedere il passaggio di consegne della gestione dei torrenti
Pellice e Chisone alla Provincia».
le
mode cambiano Quando erano Rivoluzionario e Ribelle
( da "Eco
di Bergamo, L'" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
quello per la
burocrazia, è Rivo. A casa mi hanno sempre chiamato Nario». Luzio si perde un
po', ma tant'è. Tre nomi che ne compongono uno, di cui il titolare è
orgogliosissimo: «Ho avuto certi amici nel partito che me lo invidiavano».
Ghibesi nasce Rivoluzionario, tutto attaccato e con la maiuscola, nel giugno
dell'anno in cui in Russia covava la rivolta.
Documento
del centrodestra <Sì alle tre Circoscrizioni>
( da "Eco
di Bergamo, L'" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ci sembra
invece un inutile appesantimento della burocrazia. Eliminare quattro
circoscrizioni per creare ventidue piccoli surrogati è proprio una scelta
sbagliata. Si riconoscano invece ufficialmente le funzioni dei Consigli di
quartiere spontanei, che possono rappresentare problemi e interessi di
cittadini presso la Circoscrizione e l'amministrazione comunale».
Telefoni
o telefonini non fa differenza: c'è chi finisce nelle maglie della burocrazia
but... ( da "Messaggero, Il (Umbria)"
del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Sabato 28
Febbraio 2009 Chiudi Telefoni o telefonini non fa differenza: c'è chi finisce
nelle maglie della burocrazia buttando soldi e perdendo servizi
PERUGIA
- In linea niente servizi ma solo disagi e bollette trappola. Succede ad un
corposo pacchett... ( da "Messaggero, Il (Umbria)"
del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Qualche guaio
non preventivato anche per chi vuol cambiare gestore. C'è un caso di una
persona che dal 9 febbraio è in attesa di passare da Vodafone a Tim ma la
burocrazia blocca tutto. E il telefonino resta desolatamente muto. SERVIZIO A
PAG. 37
<Appalti
veloci contro la crisi> ( da "Resto del Carlino, Il (Fermo)"
del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
«Riducendo la
burocrazia sugli appalti. Questi 3,7 milioni di euro sono un'iniezione positiva
per il settore edilizio e per l'economia in genere. Siamo riusciti a ridurre i
tempi grazie alla norma del governo Berlusconi che semplifica le gare sotto i
500mila euro.
PROPRIO
la settimana scorsa, all'associazione degli industriali, si pa...
( da "Resto
del Carlino, Il (Fermo)" del
28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
si parlava di
burocrazia e del coraggio di apporre una firma su un documento. Un moloch,
quello delle carte bollate, che nessuno riesce a superare ed abbattere. E in
questo momento storico, da grande depressione, molto legato alla realizzazione
di opere pubbliche e quindi molto keynesiano, pensare che un appalto pubblico
da 13 milioni di euro si trascini per mesi,
Indagine
archeologica frena i lavori del porto
( da "Resto
del Carlino, Il (Fermo)" del
28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
MISTERI della
burocrazia che rimbalzano su un muro di gomma.Il nuovo comandante del Porto fa
sapere, attraverso una segretaria, che «loro non confermano e non smentiscono
notizie». Anche se poi, a Franco Arceci del Comune, il nuovo comandante fa
sapere «che si stanno eliminando gli ultimi ostacoli burocratici al fine di far
procedere l'
Lavoro
e ambiente al primo posto ( da "Nuova Ferrara, La"
del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
aspetto
culturale e commerciale della città, ridurre la burocrazia, aumentare
l'interesse per l'arredo urbano, rendere più coerente l'illuminazione, creare
una tangenziale che dirotti il traffico. Risolvere i problemi di viabilità è il
primo impegno che il capolista si assumerà nel caso in cui dovesse sedere sulla
poltrona di primo cittadino.
<Non
paga le tasse> Ma l'evasore è morto da 38 anni
( da "Corriere
della Sera" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
REDAZIONALE
Il caso Errore della burocrazia «Non paga le tasse» Ma l'evasore è morto da 38
anni SEGUE DA PAGINA 1 «Si sono giustificati sostenendo di aver chiesto le
tasse anche a milanesi nati nel 1800». Il compito di chiarire il qui pro quo è
stato allora affidato al commercialista di fiducia, che è tornato alla carica:
«La persona che cercate è deceduta dal 1971»
PROPOSTE
E RICETTE per il rilancio dell'economia locale, ed una... sferzata:...
( da "Resto
del Carlino, Il (Ferrara)" del
28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
con una
realtà economica paralizzata dalla burocrazia senza una programmazione accorta
e lungimirante dello sviluppo ed una scarsa attenzione, ad esempio, alla valutazione
delle attrattive e delle opportunità turistiche». Entrando nel dettaglio di
qualche spunto offerto dalla serata trasmessa in diretta online sul sito di Io
Amo Ferrara oltre che in tv ,
Per
1200 al mese ha scoperto la variante Hiv
( da "Giorno,
Il (Milano)" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia
tutto italiana, che demotiverebbe chiunque, ma non lei, che è stata obbligata a
conseguire addirittura due lauree, una nel
Sartor
a Chioggia <Servono più sinergie>
( da "Corriere
del Veneto" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
che la
burocrazia romana con cui ce la prendiamo così spesso, si rivelasse più veloce
della burocrazia veneta», riferendosi ai risultati operativi che hanno permesso
di creare investimenti per 180 milioni e 805 posti di lavoro in Veneto nel solo
2008.
Nuova
Hitman nelle secche L'ombra della cassa per 81
( da "Giorno,
Il (Milano)" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia
frena l'avvio della linea di produzione di FRANCESCA SANTOLINI CORSICO UNA
NUOVA minaccia si affaccia sul destino della nuova Hitman spa, l'azienda
tessile del corsichese un tempo produttrice del noto marchio Cerruti. Ieri
mattina, una settantina di lavoratrici sono tornate a manifestare: da dieci in
servizio ne sono rimaste in cinque e per le altre 81 si profila una nuova
<La
cultura non si gestisce con i diktat>
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
dalla
burocrazia dell'assessorato alla Pubblica istruzione. Questa storia che andiamo
a raccontare sembra uscita dalle pagine di Milan Kundera o del romeno Eliade
Mircea. Ma lo sfondo sono gli uffici di viale Trieste e della torre di viale
Trento dove per cinque anni l'ex presidente Soru e i suoi assessori hanno
portato avanti a testa bassa il Piano di riordino dei Beni culturali.
Nuove
risorse per le imprese agricole ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Economia
Pagina 214 Un decreto della Regione snellisce la burocrazia. Coldiretti: ma si
è perso troppo tempo Nuove risorse per le imprese agricole Un decreto della
Regione snellisce la burocrazia. Coldiretti: ma si è perso troppo tempo
Riaperta la misura 4.9 del Por: domande entro il 20 marzo --> Riaperta la
misura 4.
Arco
Latino, in città la sede del Garante dei Bambini
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
degli
operatori e delle burocrazie, ricevendo anche la delega di tenere i rapporti
con l'Enoc e con l'Unicef. L'assemblea di Arco Latino, riunita a Torino, ha
rinnovato inoltre il consiglio di amministrazione ed i componenti dei gruppi
tematici, attribuendo alla provincia di Nuoro la delega speciale per la
promozione della figura del Garante dei Bambini nelle province di Arco Latino.
Burocrazia
L'Inps invia raccomandata 14 anni dopo
( da "Giornale.it,
Il" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
51 del
2009-02-28 pagina 7 Burocrazia L'Inps invia raccomandata 14 anni dopo di Franco
Sala (...) Sarebbe interessante sapere loro come si giustificano per aver preso
in mano la pratica con comodo. Luigi Colombo in ogni caso può anche fare
ricorso entro 90 giorni. Poi il Comitato Provinciale Inps esamina e farà
sapere.
La
moda si aggrappa ai "favolosi" Anni 80
( da "Stampaweb,
La" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Burocrazia
mammuth? The show must go on. Con chili di colore che esplodono da Scervino:
viola, verde, oro. Ci sono le pellicce e gli smoking piumino dai bagliori
lingotto, i vestiti a clessidra con guepière interna, i golf giganti cosparsi
di paillettes.
Il
Dio DEL CARCERE - BUROCRAZIA E SOLITI SOSPETTI NIENTE IMAM PER I MUSULMANI
( da "Manifesto,
Il" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
BUROCRAZIA E
SOLITI SOSPETTI NIENTE IMAM PER I MUSULMANI Nei penitenziari italiani
moltissimi detenuti sono di fede islamica. A loro, diversamente dai carcerati
di altre religioni, non è consentito avere l'assistenza dei ministri del
proprio culto Chiara Bazzanella Arrivano da tutto il mondo, ognuno con la
propria cultura,
Casa,
se la vendita è fittizia può essere impugnata
( da "Affari
Italiani (Online)" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Ecco le
risposte Per orientarsi nel difficile mondo della burocrazia e delle leggi
scrivete a: ilnotaioconferma@affaritaliani.it PRIMO QUESITO Sono nuda
proprietaria di un appartamento di cui è usufruttuaria mia madre che vi
risiede. L'appartamento è stato acquistato prima che io mi sposassi.
Attualmente sono sposata in regime di separazione dei beni.
Cola:
Più lavoro grazie ai progetti ( da "Denaro, Il"
del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
altra volta è
la burocrazia e non si fa la gara d'appalto in tempo utile, poi mancano i
permessi. Al Molosiglio stiamo discutendo con la Sovrintendenza su di un
vincolo che riguarda il muro borbonico che va da via Caracciolo a via
Partenope. A Napoli è facile lavorare di fantasia, ma poi le difficoltà nascono
non appena si cerca di avere delle autorizzazioni,
Sul
punto nero della viabilità sorge un arcobaleno
( da "Gazzettino,
Il (Belluno)" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
di uno dei
passaggi previsti dalla burocrazia per intese di questo genere. Ma il passo in
avanti è importante. «È un' opera di miglioria della viabilità, un importante
intervento sia per il nostro comune che per l'abitato di Cibiana, senza
dimenticare il beneficio che ne trarrà anche la pista ciclabile che conduce a
Cortina, la quale, con l'occasione,
Come
trasformare gli scarti dell'agricoltura in fonte energetica
"ecologica" ( da "Gazzettino, Il (Venezia)"
del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
parlamentare
impegnato nella definizione di una normativa che snellisca l'attuale
burocrazia. Gli impianti necessari al trattamento dei rifiuti agricoli e
dell'allevamento hanno rappresentato una specie di tabù: creano problemi,
emettono cattivi odori, come sottolineano le critiche più comuni. «Questo -
racconta Sandro Todaro - finché qualcuno ha deciso di andare a toccare con
mano.
E
Gambuzza garantisce<Iter burocratico snellito>
( da "Sicilia,
La" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
per quanto
riguarda la burocrazia, oltre a creare le condizioni per immettere in circolo
risorse economiche che, al momento, sembrano venire meno. Non è possibile
pensare di uscire dal tunnel se non ci sarà uno sforzo sinergico. E questo mi
pare che i politici della nostra provincia lo sappiano bene.
<Doniamo
loro un mestiere, per uno sviluppo reale>
( da "Sicilia,
La" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Eccesso di
burocrazia, corruzione, eccesso di intermediari con distrazioni di somme per
finalità diverse dalle originarie. Molti progetti si sono arenati perché
imposti dall'alto, seguendo modelli occidentali, senza coinvolgere le comunità
locali nella scelta degli obiettivi primari e degli strumenti per raggiungerli.
BASSO
FELTRINO Il presidente Alex Geronazzo illustra progetti e prospettive Sentieri
per il nordic walking ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)"
del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
«Speriamo che
la burocrazia ci consenta di inaugurare il percorso il prossimo 20 giugno in
occasione della gara. Visto che la spia dell'interesse pare essersi riaccesa -
prosegue Geronazzo - stiamo già iniziando a raccogliere le iscrizioni per un
secondo corso di nordic-walking che si svolgerà a maggio.
Le
risorse da affidare all'economia Tutti, almeno credo, siamo coscienti che è...
( da "Gazzettino,
Il" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
visto che non
si riescono neanche a costruire discariche o inceneritori per i rifiuti, senza
che nessuno abbia a protestare. Resto piuttosto scettico e quasi scommetto che
se si faranno i tempi, tra burocrazia e ritardi vari, saranno molto più lunghi
dei 5 - 10 anni previsti per il loro funzionamento. Decimo Pilotto Tombolo (Pd)
Vladimiro
Riva (Vicenza è): Porte aperte a tutte le ipotesi compatibili
( da "Gazzettino,
Il" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
«Via la
burocrazia inutile. Moriamo dai troppi beni: inutilizzati. E penso che prima o
poi occorrerà una legge come quella per Venezia, un fondo specifico per salvare
le ville venete. E serve un impegno pubblico preciso e chiaro; come a villa
Pojana, per esempio».
Consorzio
addio, a maggio chiude ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)"
del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia e
costi: l'assemblea segna la fine del sodalizio dei negozianti Sabato 28
Febbraio 2009, Sacile «Stante l'attuale situazione, il Consorzio non ha la
possibilità di essere operativo con le dovute garanzie di tutela», così il
presidente Andrea De Filippo, all'assemblea dei soci (quasi tutti presenti) e
ai non soci (
CASTELLAMMARE.
LE AMMINISTRAZIONI COMUNALI DI CASTELLAMMARE E TORRE ANNUNZIATA PRESENTANO A
GOVERNO ... ( da "Mattino, Il (Circondario Sud1)"
del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Non possiamo
più attendere i tempi lunghi della burocrazia, occorre snellire le procedure di
attuazione nel rispetto delle famiglie che ormai stanno vivendo gravi disagi».
Numerose sono le priorità indicate nel documento, tra cui la previsione di
integrazioni agli ammortizzatori sociali ai quali saranno avviati nei prossimi
mesi centinaia di lavoratori,
Turismo/
Brambilla: In Italia carenza di cultura
( da "Virgilio
Notizie" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Brambilla ha
evidenziato tre criticità: "C'è un eccesso di burocrazia - ha sottolineato
- l'organizzazione delle strutture risale agli anni '50, quando non si
prevedeva l'espansione così forte del settore turistico. Serve una burocrazia
più funzionale. Si registra inoltre - ha continuato Brambilla - una carenza di
managerialità;
"Non
ho mai torto un pelo a un cane"
( da "Varesenews"
del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
impresa
agricola che a causa della burocrazia ritarda. I cani sono da sempre una mia
passione, qui mi conoscono tutti. Le visite dei veterinari dell?Asl erano
costanti e continue, io ho tutte le documentazioni che ho dato al mio
avvocato». Quando è stata l?ultima visita dell?autorità veterinaria?
( da "Stampa, La" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Giro d'Alpe LA
BUFERA BUROCRATICA DI TRE UOMINI IN PATAGONIA Enrico Martinet I confini sono
soltanto geografia, le montagne uniscono. Così si sente dire, quasi fosse uno
slogan politico. E forse lo è. Ma in Patagonia l'eco di tanta volontà di
conciliazione non deve essere giunta. E' accaduto che tre alpinisti italiani,
un valdostano, Hervé Barmasse e due bergamaschi, Daniele Bernasconi e Giovanni
Ongaro, in fuga da un ghiacciaio ostile hanno oltrepassato un valico
inesplorato e i militari cileni li hanno bloccati. «Chi siete e cosa fate?», la risposta è stata rapida, ma le vie della burocrazia lo sono state molto meno.
Sette giorni in più di Cile. I tre alpinisti che camminavano sul ghiacciaio
Hielo Continental per raggiungere i loro salvatori, i marinai di un
peschereccio, sono stati fermati «per accertamenti». La loro meta era
l'Argentina. Il punto d'incontro nel Cile, sul fiordo Falcon. Ora stanno
rientrando in Italia da El Chalten, capitale (si fa per dire) degli alpinisti
diretti nel gruppo del Fitz Roy. «I cileni devono averci confuso con qualcuno
di pericoloso», dice Barmasse. Una spedizione da dimenticare per i tre italiani
che non sono riusciti a raggiungere la parete inviolata studiata da tempo.
Ghiacciaio in pessime condizioni, un avvicinamento di fatica e pericoli, con
crepacci e seracchi che li hanno costretti a ore di cammino in più. Infine la
sorpresa di trovarsi di fronte a barriere glaciali invalicabili. Poi il
contatto telefonico, il fiordo, i marinai. E i militari inattesi.
( da "Stampa, La" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Reazioni Portato da
casa il medicinale per una bimba S. Corona senza sciroppo si apre un caso regionale
AUGUSTO REMBADO PIETRA LIGURE D iventa un caso regionale il problema delle
forniture dei farmaci al Santa Corona, dopo la denuncia fatta alcuni giorni fa
da una famiglia: «Per nostra figlia abbiamo dovuto portarci da casa lo
sciroppo». La segnalazione era stata fatta da Mario Di Gioia, presidente
nazionale di AssoArtisti Confesercenti, parente della bambina ricoverata. Duro
l'intervento del presidente della commissione regionale sanità Nino Miceli: «Da
mesi nei reparti e nei viali dell'ospedale circolano voci relative alle
difficoltà di approvvigionamento di farmaci e materiale sanitario. La tesi
sostenuta è la seguente: poichè è stata eliminata la
farmacia interna a causa della burocrazia e delle restrizioni economiche, le condizioni di approvvigionamento
ai reparti sono peggiorate». Aggiunge Miceli: «Il budget di spesa della
farmaceutica di S.Corona per l'anno 2008 è stato incrementato del 8,4% rispetto
all'anno precedente e per il 2009 non è prevista alcuna diminuzione. E'
stata approvata inoltre la delibera della giunta regionale che ripartisce i
budget 2009 che attribuisce all'Asl2 541,6 milioni di euro con un aumento
rispetto all'anno precedente di 13 milioni di euro, di cui quasi 4 milioni
dedicati all'avvio delle nuove attività previste dal piano sanitario. Queste
cifre dimostrano che non vi è stata alcuna diminuzione delle risorse per il
Santa Corona ma, al contrario, un forte aumento». Aggiunge: «In quanto alla
farmacia interna all'ospedale, non solo non è stata affatto eliminata, ma
continua ad essere diretta dallo stesso responsabile che la dirigeva
precedentemente alla deaziendalizzazione. Il fatto denunciato dal signor Di
Gioia non è frutto di fantasia, è effettivamente avvenuto ed è un fatto
evidente di cattivo funzionamento, su cui occorre fare luce al più presto e a
riguardo del quale ho presentato un'apposita interrogazione all'assessore
Montaldo. Ho già contattato il signor Di Gioia per scusarmi personalmente di
quanto avvenuto e per informarlo che assicurerò il mio massimo impegno». Secondo
Miceli è necessario che l'amministrazione dell'Asl 2 «che gode del mio pieno
apprezzamento», intervenga con urgenza per risolvere una volta per tutte la
questione. Perché delle due l'una: o i disservizi non esistono e si è trattato
di un caso isolato ed allora, date le debite spiegazioni all'opinione pubblica,
cessino le lamentele, oppure i problemi sono reali. In questo caso occorre
verificare per quale motivo e se esistono eventuali responsabilità personali.
Non si può tollerare che per la disattenzione o la cattiva coscienza di alcuni
si danneggi l'immagine e la funzionalità di un grande ospedale in cui lavorano
centinaia di persone serie e competenti». In un comunicato dell'Asl 2 si legge:
«Nulla è cambiato per gli effetti dell'accorpamento, ma semmai è stato disposto
dall'azienda un potenziamento delle attività del servizio di farmacia interna.
Le eventuali criticità che possono emergere nell'attività quotidiana debbono
quindi essere ricondotti all'interno delle abituali procedure, al fine di continuare
ad erogare i servizi all'utenza senza creare problemi o disagi».
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Bombardamenti '44
«Quella bimba ferita era la mia mamma» L'INFANZIA TRADITA C'è una storia di
Renata, bambina che nel 1944 aveva 6 anni. A raccontarla sono stati in molti, attraverso la burocrazia e l'archivistica, per approdare alla fantasia giovanile,
tradotta nel libro "Luglio 1944. Un'infanzia tradita", impegno dei
ragazzi della Pomponazzo e dell'Alberti. Tema motore della ricerca e del
coinvolgimento è stato un documento, rinchiuso in un faldone etichettato Ente Comunale
Assistenza, l'Eca che i mantovani in età certo non hanno dimenticato.
Semplicemente una richiesta d'assistenza appunto per Renata, la bambina, che
nel terribile bombardamento del 14 luglio 1944 aveva subito una ferita alla
gamba destra tanto grave da provocare l'amputazione. «Il progetto "I
documenti raccontano" - dice Annamaria Mortari, direttrice dell'Archivio
Storico del Comune di Mantova - considerava situazioni particolari di
difficoltà, disagio dalle quali trarre occasioni di scrittura per i ragazzi. Da
quella domanda all'Eca siamo partiti, preferendo rispettare il nome, Renata, ma
preferendo un cognome di fantasia. Il resto l'hanno fatto i ragazzi, il loro
libro è stato presentato sabato scorso, 21 febbraio...». Domenica 22 febbraio,
invece, la signora Silvia Simula, insegnante a Piubega, comprava la Gazzetta di
Mantova all'edicola di viale Risorgimento e viveva con l'edicolante, signora
Daniela, l'emozione di leggere "quella" storia di Renata: «Ma è la
storia della mia mamma!», stessa reazione della sorella, Simona. Ora Renata
Moratti, nata a Mantova nel 1938, era quella bambina, vittima innocente, fra le
tante, della guerra. La mattina del 14 luglio 1944 si trovava alla corte
Golinelli del Frassino, dove la sua famiglia era sfollata. L'incursione
terroristica, che si abbatterà sulla città, iniziava a colpire già dalla
periferia, una pioggia di bombe incendiarie. Renata veniva colpita al piede
destro, la mamma disperata, con la piccola sanguinante ma cosciente in braccio
riusciva a fermare una camionetta di militari tedeschi che le prendeva a bordo.
Sul ponte di San Giorgio doveva fermarsi, senza benzina. Arrivavano finalmente
all'ospedale e l'intervento, in quel clima, significava l'amputazione. Nel
bombardamento Renata aveva perduto la nonna, la sorellina più piccola, una zia.
Poi il doloroso percorso ospedaliero, l'applicazione della protesi e la forza
straordinaria di riavere una vita normale: la scuola elementare, le medie, il
diploma di segretaria d'azienda, l'impiego all'Istituto Autonomo Case Popolari,
il matrimonio con Pasquale Simula, le due figlie. La malattia è stata
inesorabile, nell'agosto 2005. Aveva potuto raccontare lei la sua storia, a
Maria Bacchi, che l'aveva rivissuta fra le testimonianze drammatiche del suo
libro "Cercando Luisa". Anni dopo, la casualità del documento
dell'Eca in Archivio Comunale e "le altre" storie di Renata, nella
libertà della fantasia dei ragazzi. Silvia Simula era ieri all'Archivio
Comunale, dove Annamaria Mortari le ha mostrato i documenti con le emozioni di
trovare nell'elenco delle vittime del 14 luglio anche i suoi familiari e di
leggere il nome della mamma, i tanti momenti del difficile cammino nei primi
anni del dopoguerra. Domani mattina, saranno i ragazzi dell'Alberti ad
incontrarla, insieme con Annamaria Mortari: il confronto tra la fantasia e la
realtà, non più soltanto delle carte d'archivio ma dell'umanità dei sentimenti,
nel ricordo di Renata. Renzo Dall'Ara
( da "Nuova Sardegna, La" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 2 - Fatto del
giorno La rivolta di quattro Regioni: non vogliamo quegli impianti LUISA SATTA
ROMA. Centrali nucleari? Non nelle nostre regioni. La presa di posizione,
all'indomani dell'accordo Italia-Francia, è dei presidenti di Puglia, Piemonte,
Lazio ed Alto Adige, con quello della Toscana che ribadisce un «no» ma a titolo
personale, mentre il sindaco di Ragusa, e un presidente di Provincia, quella di
Viterbo, esprimono un netto parere contrario. L'altro ieri il governatore della
Lombardia, Formigoni, si era limitato a dire «vedremo, valuteremo,
verificheremo». «La Puglia si presenta come territorio off limits per qualunque
ipotesi di centrale nucleare», ha invece affermato ieri, convinto, il
presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola. Il quale definisce l'accordo
«sciagurato», anche perché non tiene conto della realtà del territorio
italiano, «una striscia allungata e densamente popolata, un Paese la cui
antropizzazione è così capillare che è difficile immaginare il ritorno a cicli
industriali affetti da gigantismo e con problemi di gestione dell'emergenza
praticamente insolubili». «Non vogliamo il nucleare in Piemonte», ha ribadito
la presidente della Regione, Mercedes Bresso, ricordando come gli abitanti
della sua terra abbiano scelto di puntare sulle energie rinnovabili, investendo
300 milioni di euro fino al 2013. «Il nostro no - ha sottolineato - riguarda
anche lo scenario economico, non solo quello ambientale. Il Piemonte ha
iniziato un cammino nella direzione delle energie rinnovabili un anno fa,
producendo così opportunità di lavoro e miglioramento della qualità del
territorio». Un «no» a centrali nucleari nel Lazio viene dal vicepresidente
della regione, Montino e dall'Assessore all'ambiente, Zaratti, mentre il
presidente Marrazzo ricorda che non si ha bisogno «di una rincorsa a un
nucleare, magari con tecnologie obsolete e collocato in aree del nostro
territorio che già soffrono di un'elevatissima concentrazione di strutture di
produzione energetica». Il ritorno all'energia atomica «è una strada
completamente errata che comporta rischi e problemi», sottolinea l'assessore
altoatesino all'energia, Michl Laimer. «Il governo dovrebbe invece puntare
sempre più sul risparmio e sull'efficienza energetici e sulle fonti
rinnovabili». «Personalmente - afferma il presidente della Regione Toscana,
Claudio Martini - sono contrario a una centrale nucleare nella mia Regione. Ma
il mio mandato scade nel 2010 e la decisione toccherà a chi verrà dopo di me».
La Lombardia non si candida a ospitare una delle quattro centrali nucleari che
saranno costruite in Italia. Ma nemmeno dice un no preventivo all'ipotesi. «Vediamo,
valutiamo, verifichiamo», ribadisce appunto, fin da martedì, il presidente
della Regione, Roberto Formigoni. «Non c'è alcuna decisione nè predecisione -
chiarisce poi - Non c'è un no preventivo come non c'è un sì preventivo». «Bene
l'accordo Francia-Italia sul nucleare: il governo anticipa i tempi, dimostra
determinazione e soprattutto risparmia». Così al contrario Antonio Costato,
vicepresidente di Confindustria per l'Energia e il mercato. «La nostra
organizzazione - dice - da tempo raccomanda che la tecnologia venga scelta al
più presto, e che sia di un tipo solo, massimo due, perché le centrali saranno
minimo sei e massimo dieci e perché c'è il rischio che quello che oggi costa
cinque, possa tra sette anni, alla posa effettiva della prima pietra, costare
dieci, con tempi di consegna raddoppiati». Il governo, secondo il
vicepresidente di Confindustria per l'Energia, «dovrebbe inoltre garantire l'investitore dai possibili rischi rappresentati da burocrazia e comitati». «Non possiamo
più permetterci - aggiunge - le esitazioni e i costi aggiuntivi dettati dalle
incertezze: lo Stato deve usare la sua forza nell'interesse dei cittadini e per
farlo Confindustria sostiene la necessità di modificare il titolo V della
Costituzione». Per Confindustria, poi, «la scelta di garantire o no al
nucleare una sorta di preferenza nella consegna (così da contenere i rischi
merchant e favorire la finanziabilità dei progetti) potrà avere effetti
importanti soprattutto sui produttori marginali. In particolare le centrali alimentate
a gas. Il cui mercato con la partenza del nucleare e destinato a restringersi».
«Quel che è certo - continua Costato - è che lo scenario del mercato elettrico
risulterà profondamente mutato all'indomani delle scelte che la politica è
chiamata a fare in materia di nucleare». Nettamente contrari gli ambientalisti.
«Il cadeau di Berlusconi alla Francia costerà almeno 24 miliardi, che peseranno
sulle tasche dei contribuenti italiani come è già accaduto per l'Alitalia»,
afferma la portavoce nazionale dei Verdi, Grazia Francescato. Tornare al
nucleare è a sua detta «una follia dalle spese immense, che avviene mentre
altri Paesi industrializzati, in particolare gli Usa di Obama e la Germania,
investono con decisione sulle fonti rinnovabili».
( da "Repubblica, La" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina VII - Torino
Dall´ex area Italgas alla Manifattura Tabacchi, a Grugliasco: interventi per mezzo miliardo ostaggio della burocrazia Ateneo, i cantieri chimera
Cinque grandi opere finanziate e autorizzate: ma non partono Opere per mezzo
miliardo ferme al palo, nonostante lo stanziamento dei fondi. Tutta colpa della
burocrazia e in qualche
caso della crisi economica che obbliga a rivedere gli obiettivi. Così
restano in attesa le grandi opere edilizie dell´Università: il raddoppio di
Palazzo Nuovo nel piazzale Aldo Moro, il trasferimento di Scienze e Farmacia a
Grugliasco, la trasformazione dell´ex area Italgas con i progetti di Foster e
Giugiaro, la sfida del risparmio energetico che la Regione vuole sperimentare
nel palazzo di via Sant´Ottavio mentre la Manifattura Tabacchi è ancora in
cerca di un´identità. Osserva Giovanni Ferrero, direttore amministrativo
dell´Ateneo: «Ognuno di questi progetti ha problemi diversi. In questo momento
di crisi economica abbiamo dovuto rivedere alcune stime. Ma nel giro di qualche
mese tutto sarà risolto». OTTAVIA GIUSTETTI ALLE PAGINE II e III
( da "Repubblica, La" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina VIII - Torino
I cantieri chimera dell´Università Ci sono i fondi ma non decollano i progetti
di ampliamento Scelti diversi sistemi per dare il via ai lavori però non basta
Ferrero: "Colpa della burocrazia e della crisi" La burocrazia ferma i cantieri e tutti i grandi progetti di edilizia
dell´Università restano paralizzati fino a data da destinarsi. I caschi sono
appesi al chiodo nell´ex area Italgas, nessun operaio si vede ancora in
piazzale Aldo Moro, Palazzo Nuovo resta "impacchettato" nei suoi
pannelli anni Settanta, Grugliasco aspetta, la Manifattura Tabacchi è in
pieno alto mare. Eppure, per almeno tre di questi grandi lavori i finanziamenti
sono pronti da mesi e sono anche già state scelte le ditte esecutrici.
All´improvviso però, l´estate scorsa, tutto sembra essersi fermato. E cresce il
malcontento di chi quei progetti li ha sponsorizzati e spinti per anni, anche
in un ottica di riqualificazione complessiva dell´immagine e
dell´organizzazione dell´Ateneo. A che punto si sia innescato il cortocircuito
non è chiaro. Forse nell´immobilismo della burocrazia.
Forse nel complicato rapporto tra committente ed esecutore dei lavori. In
ognuno di questi grandi progetti, destinati a cambiare non solo
l´organizzazione dell´Università ma anche il volto di Torino, sono stati
utilizzati in maniera sperimentale forme contrattuali differenti, alcune anche
molto innovative. Ciononostante, la grande macchina stenta a decollare, e dove
ci sono le risorse e si potrebbero generare anche tante occasioni di lavoro,
tutto resta bloccato. «In ognuno dei cantieri o progetti che abbiamo messo in
piedi in questi anni - spiega il direttore amministrativo dell´Università,
Giovanni Ferrero - ci troviamo di fronte a difficoltà differenti. Sono
fiducioso che riusciremo a risolvere i problemi rapidamente. In questo momento
di crisi economica ci siamo trovati in alcuni casi anche di fronte a ditte
appaltatrici in difficoltà e con pesanti "rinegoziazioni" delle
condizioni economiche dei contratti». La buona notizia è che almeno uno degli
interventi partiti da lontano si chiude proprio oggi, è quello dell´istituto
"Poveri vecchi", dove finalmente sono trasferite tutte le aule di
Economia che si trovavano ancora al Palazzo del Lavoro. (o.g.)
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
LA PRESENTAZIONE. Il
senatore in città per il lancio del suo libro «...Perchè dobbiamo dirci
cristiani» Marcello Pera al Paolo VI Il futuro dell'Europa è legato al recupero
dei valori cristiani e a un dialogo interculturale tra le varie religioni,
cercando di individuare gli elementi comuni, invece che le diversità, per
utilizzarle come punto di incontro e di partenza per un dialogo interreligioso.
Sono queste le convinzioni del senatore Marcello Pera raccontante nel suo libro
«.Perché dobbiamo dirci cristiani», che verrà presentato, alla presenza
dell'autore, del senatore Sandro Fontana, del sindaco di Brescia Adriano Paroli
e di Gabriele Zanolini, vicepresidente dell'Associazione popolarismo europeo,
al centro pastorale Paolo VI, alle 18.30 di domani, nell'ambito de «Il dialogo
possibile». «L'associazione si pone l'obiettivo di approfondire le tematiche di
attualità per individuare la strada da percorrere per uscire da una crisi
generalizzata del liberismo, che è di valori che devono essere comuni,
indipendentemente dalla fede religiosa», ha spiegato Francesco Fontana,
presidente dell'associazione. «Le ragioni della speranza, che non è perseguire
l'asservimento al dogma, ma interrogarsi sulle opportunità, sulle possibilità
di scelta, sono i temi che vengono sviscerati a fondo nel libro di Marcello
Pera, profondo conoscitore della materia e della realtà», è stato il commento
della segretaria dell'associazione, Patrizia Vastapane. Il
consigliere comunale Marco Toma, uno dei fondatori di «Popolarismo europeo», ha
aggiunto che «è necessario fornire un'anima popolare all'Europa per far sì che
sia veramente l'Europa dei popoli e non quella della tecnocrazia, della burocrazia e della finanza».D.S.
( da "Repubblica, La" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina XI - Palermo
"I papillons di Brahms" raccoglie gli interventi di Piero Violante
QUANDO IL NOVECENTO ERA DI SCENA A PALERMO Una panoramica sugli avvenimenti
musicali cittadini che hanno stimolato il critico negli anni più recenti: dalla
"Lulu" di Berg al Festival Webern MARIO DI CARO n el buio di una sala
Palermo, talvolta, può miracolosamente evocare la Vienna felix della
Staatsoper: un viaggio dell´anima che attraversa la musica degli amati Webern,
Strauss, Schoenberg, Mozart ma che alla fine, quando si riaccendono le luci,
riporta in quella desolata periferia culturale che lascia morire le orchestre e
invecchiare i teatri. Piero Violante, una vita da critico musicale, ex
consigliere di amministrazione dell´Eaoss e del Massimo, col suo nuovo libro "I
papillons di Brahms"(Sellerio, 247 pagine, 18 euro) ribadisce che il suo
cuore batte in Mitteleuropa e che per farlo palpitare ci vuole ben altro che
una pallida Violetta o un Beethoven di routine. Questa sua "suite",
come ama definirla, raccoglie interventi, conferenze, recensioni e articoli
scritti in occasione degli avvenimenti musicali che più lo hanno appassionato
negli ultimi quindici anni. Scorrono così le sue analisi sulla versione in due
atti della "Lulu" di Berg vista al teatro Massimo, su Philip Glass a
Gibellina, sul Festival Webern organizzato dalla Sinfonica, fedele all´assunto,
imparato a "L´Ora", che una critica musicale è anche un pezzo di
critica sociale. E poi ci sono i ritratti dei "cari estinti", Ottavio
Ziino, Franco Mannino, Eliodoro Sollima, Francesco Pennisi, protagonisti di un
universo musicale nato in Sicilia: fantasmi che fanno riapparire d´incanto
"Il diavolo in giardino" che lo stesso Mannino nel 1963 diresse al
teatro Massimo, per la regia nientedimeno che di Luchino Visconti, o l´immagine
della «postura perfetta» del violinista Salvatore Cicero, storica
"spalla" della Sinfonica. Emerge, dalle pagine, un´inevitabile
predilezione per un passato cittadino sicuramente più fulgido, ribadito da un
passaggio del ricordo di Ziino: «La Palermo degli anni di formazione di Ziino
appare una città dotata di responsabilità e di forte attaccamento al dovere, al
lavoro». Un punto nodale è l´affermazione, tagliente come vuole il suo stile,
secondo la quale a Palermo, la città che battezzò le celebratissime Settimane
di Nuova musica, «il fervore per la musica contemporanea si è molto
affievolito»: perché succede questo nella città di Sciarrino, Sollima,
Incardona, Betta, Arrigo e altri? Questione di mercato o di cultura? «Non è
paradossale che di Sciarrino non sia mai stata rappresentata a Palermo un´opera
teatrale? - si chiede Violante - Eppure ne ha scritte più di dieci. E ad
eccezione di Incardona, che è morto troppo presto, tutti gli altri hanno
scritto per il teatro. A me pare che non sia il mercato ma la mancanza di idee
e di conoscenze a far arretrare il contemporaneo. Chi dirige una istituzione
musicale deve avere coraggio estetico. E questo manca sia al Massimo che
all´Orchestra Sinfonica. Gli Amici della musica si salvano anche se l´idea sul
contemporaneo di Oliveri, che è musicologo, è troppo legata alla
contaminazione». Eppure leggendo "I papillons" vengono fuori
"prime" interessanti, come "Lady in the dark" di Weill, o
"Moses und Aron" di Schoenberg: indizi secondo i quali tutto sommato Palermo
non è, o forse non è stata, così provinciale come sembrerebbe. «Dal punto di
vista musicale Palermo a partire dalla metà degli anni Sessanta non era affatto
provinciale né nella programmazione dell´Eaoss, che con Pagano ha molto puntato
sul Novecento sino ad Incardona, né per il livello degli interpreti. Sono stato
un ascoltatore fortunato se mi sono formato ascoltando Celibidache, Scherchen o
grandissimi solisti a partire da Rubinstein e Kempff, sino a Pollini, o
Ashkenazy. Gli Amici della musica, se si guarda la lista degli invitati, ci si
rende conto che almeno sino ai primi anni Settanta ospitavano tutti i nomi del
gran concertismo internazionale. Dopo, la metà degli anni Settanta Palermo
inizia a uscire dal grande circuito. Lo star system e il suo costo crescente ha
penalizzato la Sicilia. All´Università sin dagli anni Cinquanta ha insegnato il
maggiore esperto se non apostolo italiano della scuola dodecafonica: ma Luigi
Rognoni non solo divulgava i viennesi, amava molto i francesi del Gruppo dei
Sei e Weill. Se solo le istituzioni musicali lo avessero più coinvolto... Ma
non è stato così. Tuttavia i viennesi erano regolarmente programmati dall´Eaoss
a partire dai tempi di Ziino, ma anche ricorrevano nella stagione sinfonica del
Massimo con Ernesto Raccuglia. E ciò derivava dal fatto che Ziino e Raccuglia
erano musicisti che sapevano cosa accadeva o cosa era accaduto nei loro anni
giovanili». Sarà, ma anche il Duemila ha fatto vedere buone cose. «Le opere che
io ricordo nel libro Lulu e Moses approdarono in ritardo al Massimo. Ma fare
Berg, Schoenberg o Weill nei primi anni del Duemila è colmare lacune. La
gestione Giambrone si è distinta perché più di altre è stata sensibile a
colmare quelle lacune del Novecento. Anche se nel riprendere Lulu commise
l´ingenuità di darla in due atti convinto magari dal direttore stabile Stefan
Anton Reck». Quello del direttore austriaco, l´ultimo direttore stabile del
Massimo, è un nome che ricorre spesso nel libro di Violante, a testimonianza
che alla fine ha lasciato un segno in città. «Sì, molti degli spettacoli di cui
parlo nel libro hanno Reck come direttore. Non ritengo Reck un grande
interprete ma un direttore che sapeva bene lavorare in orchestra. Il segno Reck
lo ha lasciato soprattutto in orchestra, perché questa ha bisogno di un
musicista con il quale lavorare in continuità. E Reck aveva l´entusiasmo, la
competenza». Nella graduatoria della memoria, il critico sceglie il "Moses
und Aron" messo in scena al Massimo con un´avventurosa "prima"
nella primavera del 2002: «Quella realizzazione, nonostante l´orchestra fosse
monca di undici solisti per uno sciopero, fu la cosa più conturbante, quella
moralmente più alta di questi ultimi anni», ricorda Violante. Basta col
rimpianto del passato: il panorama del 2009 vede la Sinfonica avvelenata da una
crisi senza fine, il Brass che ha sospeso l´attività, e il Massimo di nuovo in
salute economica. «Provo una gran rabbia per il declino dell´Orchestra
sinfonica. Sono stato vicepresidente di quell´ente per quattro anni con Francesco
Agnello, presidente, Roberto Pagano e Mario Messinis direttori artistici,
Gabriele Ferro direttore stabile e un consiglio di amministrazione di
prim´ordine. Abbiamo lasciato i conti in ordine e l´orchestra che tornava da
Torino, Milano o dalla Biennale mentre i suoi concerti venivano trasmessi su
RadioTre. Nel giro di poco più dieci anni è piena di debiti, artisticamente
svuotata, appunto non c´è più. Dal momento che non è stato uno tsunami, non è
difficile risalire alle responsabilità che sono politiche, amministrative e
artistiche. Ma nessuno lo fa. Intanto è stata distrutta nell´indifferenza
generale l´istituzione musicale più virtuosa, più "intelligente" e
"moderna" della Sicilia. La cultura musicale cittadina deve molto più
all´Eaoss che al Massimo. Pagherà mai qualcuno per questo oltraggio alla
cultura e al lavoro speso da tante intelligenze? Quanto al teatro Massimo, sono
stato consigliere per due anni: so che per ragioni di bilancio ha rinunciato a
12 milioni di finanziamento europeo che gli avrebbero permesso di aggiornare il
palcoscenico e mettersi in grado di competere con gli altri teatri italiani. Il
Massimo tra qualche anno si potrà riciclare come teatro della nostalgia,
ritornando alle candele in scena. Non mi hanno convinto le ragioni addotte per
la rinuncia. Il Teatro San Carlo, ai fondi non ci ha rinunciato ed è pronto al
rilancio. è la politica, bellezza! In questo senso sarei tentato di dar ragione
a Baricco. Chiudiamo. Che i soldi siano destinati alla scuola e alla
televisione pubblica. Ma se si debbono continuare a
spendere soldi pubblici bisogna sottrarre i teatri ai sindaci, ricostruire le
commissioni di esperti sui finanziamenti, limitare lo strapotere della burocrazia ministeriale, ristabilire
criteri per un serio controllo delle competenze».
( da "Repubblica, La" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina I - Napoli Le
idee Si fa presto a dire meritocrazia LORENZO ZOPPOLI La settimana scorsa,
grazie a un´iniziativa di Riccardo Mercurio, presidente del corso di laurea in
Economia aziendale della Federico II, si è discusso di un libro di successo, Meritocrazia,
scritto da Roger Abravanel, un ingegnere giramondo, per oltre trent´anni
consulente Mc Kinsey per aziende importanti, oggi consultato anche dai nostri
ministri per riformare sistemi formativi e apparati pubblici. La tesi di fondo
e le proposte contenute nel libro sono emerse in modo molto chiaro, grazie
anche alla sintesi che Mercurio ne ha fatto su queste colonne e alle domande,
puntuali e puntute, che ha rivolto a politici, imprenditori e accademici che
partecipavano alla tavola rotonda. Due aspetti però mi hanno colpito. Il primo
è che le reazioni alle proposte meritocratiche di Abravanel sono state quasi
tutte di accoglimento acritico (e un po´ generico), come se effettivamente
mettere al centro il merito nella selezione della classe dirigente del nostro
paese (che è il nocciolo del discorso) fosse, da un lato, quasi un´ovvietà
(come ha pubblicamente commentato Mario Rusciano il giorno dopo) e, dall´altro,
un´idea di stampo berlusconiano (id est: una trovata pubblicitaria). Non
cogliere le provocazioni teoriche e pratiche contenute nel libro mi sembra però
un vero peccato, soprattutto perché non ci fa approfondire l´aspetto
sottolineato da Mercurio, cioè il nesso inscindibile tra successo competitivo
di qualsiasi organizzazione e adozione del criterio del merito per selezionare,
motivare, promuovere quanti nelle organizzazioni lavorano. Partendo
proprio da questo, mi sembra invece che si debba riconoscere la difficoltà di
far funzionare i nostri apparati privati e pubblici secondo criteri meritocratici,
senza però addossare troppo facili colpe agli eccessi di regole e di burocrazia. SEGUE A PAGINA XII
( da "Riformista, Il" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Genocidio, una
passione europea. Ma manca Stalin Bensoussan. Nel suo libro le lezioni di
razzismo e massacri del vecchio continente: il darwinismo sociale, la
rigenerazione della specie, le prove di sterminio nelle colonie e quello del
«degenerato popolo ebreo» e la Grande Guerra. Assenti nel testo Iosif e i suoi
epigoni come Pol Pot. di Marco Gervasoni «Tanto peggio per i deboli e per
quelli che sono lenti». Così insegnava ai suoi studenti nel
( da "Nuova Sardegna, La" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
TADASUNI Il Centro
turistico sul lago? «Sarà di sicuro pronto entro un anno» Per completare
l'albergo saranno spesi quasi novecentomila euro. Il Comune recupererà anche
l'edificio dell'ex Ses TADASUNI. Un patrimonio immobiliare del valore di
svariati milioni di euro, un contesto naturalistico di chiara bellezza, un
potenziale turistico mai messo a profitto. A distanza di anni dalla sua
realizzazione, il complesso alberghiero che sorge a pochi passi dal lago Omodeo
continua a rappresentare la grande opportunità mancata di Tadasuni. Infatti,
pur avendo sempre occupato un posto di primo piano nei programmi delle amministrazioni
pubbliche alternatesi alla guida del paese, del Centro servizi turistici
nessuno è sinora riuscito a fare il trampolino di lancio dell'economia locale.
L'amministrazione civica sta ora tentando di recuperare il
terreno perduto accelerando sui tempi della burocrazia. Il primo passo in questa direzione è stato fatto ieri dalla
giunta con l'approvazione del progetto preliminare sul completamento
dell'hotel: «Nell'arco di una o due settimane al massimo dovremmo archiviare la
pratica con la versione definitiva.», ha il sindaco Livio Deligia, che
sulla fine dei lavori in tempi accettabili nutre buone speranze, «Farò quanto
in mio potere per comprimere i tempi legati all'esecuzione degli interventi e
consegnare una struttura funzionale entro il
( da "Messaggero Veneto, Il" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
La storia.
"Corsa a ostacoli" per un 33enne Albanese, assistito dall'Unione italiana ciechi non può avere la pensione d'invalidità per
colpa di disguidi legati alla burocrazia Immigrato non vedente da otto anni in attesa della carta di
soggiorno Da 8 anni fa anticamera per avere la carta di soggiorno, a Pordenone.
Per Altin, 33 anni albanese immigrato e non vedente, l'integrazione è una corsa
a ostacoli. Da clandestino, è sbarcato con il gommone in Italia e nel
( da "Arena, L'" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Giovedì 26 Febbraio
2009 INSERTI Pagina
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
PRIMO PIANO pag. 7
di ALESSANDRO FARRUGGIA ROMA IL DADO NUCLEARE è stato appena tratto, e le
divisioni tornano puntualmente a manifestarsi. Filonucleari schierati a coorte,
antinucleari mobilitati sull'asse ambientalisti-comunità locali. Prevarrà una
forte volontà politica o l'ambientalismo alleato con la sindrome non nel mio
giardino'? Il ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola mostra
l'ottimismo della volontà: la prima pietra entro il 2013, la prima centrale in
funzione entro il 2018. Ma presidenti o assessori di cinque regioni e un
provincia autonoma Emilia Romagna, Piemonte, Lazio, Toscana, Puglia e Alto
Adige si chiamano fuori, mentre solo due la Sicilia e il Veneto si candidano e
la Lombardia pare possibilista. Si profila una Italia antinucleare a macchia di
leopardo e così Confindustria lancia una proposta muscolare: «Il governo dice il vicepresidente Antonio Costato dovrebbe
garantire gli investitori dai possibili rischi costituiti da burocrazia e comitati: lo Stato deve
usare la sua forza nell'interesse dei cittadini e per farlo Confindustria
sostiene la necessità di modificare il titolo V della Costituzione». In
mattinata il ministro Scajola aveva premuto sull'acceleratore. «Per
costruire una centrale nucleare con tutti i permessi ci vogliono cinque anni,
per avere tutte le autorizzazioni necessarie di sicurezza, di verifica, di
progettazione sono necessari tre, quattro anni. L'obiettivo nostro, con il
provvedimento che abbiamo portato avanti alla Camera dichiarandolo subito dopo
la costituzione del governo Berlusconi, è di arrivare entro la fine della legislatura
a posare la prima pietra di un gruppo di centrali nucleari. Il che vuol dire
che da quel momento al 2013 abbiamo cinque anni». «Del resto ha aggiunto
Scajola entro il 2020 dovremo rientrare nei parametri di riduzione delle
emissioni previsti dall'Ue e dal nucleare dovrà venirci un contributo
fondamentale». MA GLI ambientalisti non mollano. «L'accordo osserva Ermete
Realacci (Pd) è un regalo alla Francia e uno spreco di denaro pubblico per
l'Italia». «E' un cadeau alla Francia concorda la verde Grazia Francescato che
costerà ai contribuenti italiani 24miliardi di euro: una vera e propria
follia». «Una follia replica il ministro Andrea Ronchi è aver abbandonato
l'atomo. Il governo ha il diritto e il dovere di difendere l'interesse
superiore nazionale nell'approvvigionamento energetico. E per rispondere a chi
dice, facciamola altrove' io dico: facciamola anche sotto casa mia, a piazzale
Re di Roma...». Il paradosso di Ronchi sottolinea però un problema reale: il
no' di intere regioni. «Il Piemonte dice la presidente Mercedes Bresso non
vuole il nucleare e mantiene ferma la sua proposta: investire in rinnovabili».
«La Puglia si presenta come territorio off limits' rispetto a qualsiasi ipotesi
di centrale nucleare» concorda il governatore Niki Vendola. Lo stesso dicono il
Lazio e l'Alto Adige. E così la Toscana. «Personalmente sono contrario a una
centrale nucleare nella mia regione osserva il presidente Claudio Martini ma il
mio mandato scade nel 2010 e la decisione toccherà a chi viene dopo di me».
Nettamente contrari anche tre consiglieri di maggioranza (Muzzarelli, Mazza e
Guerra) dell'Emilia Romagna che sottolineano come «la nostra regione è l'unica
che ha già deciso, lo scorso 16 dicembre, il no al nucleare». IL PRESIDENTE del
Veneto, Giancarlo Galan, è però da tempo a favore. E così il governatore della
Sicilia, Lombardo, che pure ventila la necessità di un referendum locale («sì,
se i cittadini lo vorranno»). Da parte sua il governatore lombardo Roberto
Formigoni è prudente ma non ostile. «Vediamo, valutiamo, verifichiamo. Non c'è
nessuna decisione né predecisione. Non c'è un no' preventivo come non c'è un
sì' preventivo». L'impressione è che al di là della volontà politica il pallino
sia ancora nelle mani dei cittadini. Il ricordo del fallimento della vicenda
Scanzano brucia ancora. E se gli ambientalisti ci contano, tra i paladini del
nucleare questo è motivo di non poca preoccupazione.
( da "Giorno, Il (Brianza)" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
TREZZO SULL'ADDA
GORGONZOLA pag. 16 Don Giuseppe: «Sos cassa per il centro parrocchiale» Quasi
ultimati i lavori, ma manca quasi un milione e mezzo di MONICA AUTUNNO TREZZO
SULL'ADDA «IL MOMENTO è critico, ma siamo fiduciosi: i trezzesi avranno presto
il loro nuovo centro parrocchiale». Così il parroco don Giuseppe Ghezzi, che
apre le porte del cantiere in via don Grisetti e vuol fare chiarezza sullo
«stato dell'arte» dei lavori del grandioso centro parrocchiale, opera da quasi
cinque milioni di euro con oratorio, strutture ricreative, campi sportivi e
verde da dieci anni in costruzione a ridosso della parrocchiale dei Santi
Protaso e Gervaso. Il problema, in effetti, c'è. I lavori sono quasi ultimati,
ma a traguardo ormai in vista è «Sos cassa»: mancano all'appello quasi un
milione e mezzo di euro, e il cantiere, finanziato negli anni e in grande parte
anche dalla generosità dei trezzesi, rischia di arenarsi a un soffio dalla
meta. In un clima di sconcerto, di preoccupazione fra i parrocchiani e di voci
fuori controllo, il parroco spiega. «Ne ho sentite di ogni genere - dice - ed
ecco come stanno le cose. La fetta maggiore di finanziamento al nuovo centro
parrocchiale era prevista dalla vendita del vecchio oratorio di via Medici,
Villa Quiete, dal quale avremmo dovuto trasferirci non appena finiti i lavori
qui». Per lo storico oratorio di via Medici è infatti in itinere un progetto
residenziale che prevede la demolizione della vecchia struttura (ad eccezione
della Torretta) e la realizzazione di 8 mini palazzine. «L'OPERATORE ACQUIRENTE
- spiega ancora don Peppino - ci ha versato regolarmente la prima tranche di
quanto concordato per l'acquisizione, 3 milioni e 300 mila euro circa, e
avremmo dovuto ricevere in dicembre il saldo, circa un milione e 350 mila euro.
Questa somma invece non è mai arrivata, perchè, a quanto risulta, le banche non
hanno concesso all'operatore l'accesso al credito. Questi sono i soldi che mancano
per completare i campi esterni, gli impianti, il verde e poco altro. L'oratorio
è finito, e gli stati di avanzamento lavori sono stati tutti regolarmente
pagati all'impresa realizzatrice, al contrario di quanto si è erroneamente
detto nelle scorse settimane». E adesso? «Adesso speriamo
che la burocrazia non metta
lacci e che tutto si sistemi nel giro di breve tempo». Il centro parrocchiale
di via don Grisetti è stato il sogno di don Peppino Ghezzi sin dal suo arrivo a
Trezzo, «un sogno sottolinea ormai realizzato al 99%» una delle opere più
importante della diocesi provinciale. Dovrà ospitare non solo gli
oratori, ma anche nove aule e due saloni, una palestra e un parcheggio, campi
all'aperto da pallavolo e pallacanestro e un campo a sette in erba sintetica.
( da "Tirreno, Il" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 3 - Pontedera
Proteste e reclami, uno ogni 2 giorni In 800 si sono rivolti allo Sportello
amico: risolto il 77% dei casi Non tutte le richieste hanno un esito immediato.
Spesso i tempi s'allungano perché le questioni riguardano altri enti PONTEDERA.
Reclami, segnalazioni, riflessioni: in Comune ne arriva uno ogni 2 giorni. I
lampioni sotto casa vostra non si accendono mai? Il marciapiede è sconnesso e
pieno di buche? I giardinetti dove portate vostro figlio a giocare sembrano una
giungla? Volete informazioni sulla raccolta porta a porta o sulla
disinfestazione per zanzare? C'è un ufficio in Comune, un luogo d'ascolto, a
cui ogni cittadino può presentare suggerimenti per aumentare la qualità dei
servizi, puntualizzare disservizi ed esporre lamentele. Si chiama Sportello
Amico ed è attivo dal
( da "Messaggero, Il (Latina)" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Giovedì 26 Febbraio
2009 Chiudi di ANTONELLA MOSCA E' stata archiviata dai carabinieri e dai medici
dell'ospedale di Anzio per quella che era - un arresto cardiaco - la morte di
Mario Racaru, cittadino romeno di 34 anni, avvenuta martedì alla stazione di
Lavinio. Le ipotesi - come un'overdose - si erano rincorse, poi la vicenda era
rientrata nella "normalità" di un decesso che può colpire chiunque:
una "non notizia". Ma una lettera della Comunità di S. Egidio, in
ricordo dell'uomo, apre uno spaccato sulla vita di un immigrato, cittadino di
un paese della UE, come è la Romania, vittima di crisi
economica, pregiudizi e burocrazia italiana. «Perchè parlarne se non era un bandito, uno
stupratore, un ladro e neppure un clandestino poiché i romeni, essendo europei
comunitari, non sono clandestini? - dice Claudio Tondi, di Anzio, che fa parte
della Comunità di S. Egidio e che lo conosceva - Perchè Mario che era un
uomo onesto, fino in fondo. Voleva lavorare e non cadere nell'illegalità. Ma in
Italia non poteva avere lavoro regolare, perchè gli mancava il codice fiscale».
Sembra assurdo, ma è proprio così. «La richiesta di lavori manuali - dice Tondi
- tiene, ma in qualsiasi agenzia di lavoro interinale chiedono, come è giusto,
il codice fiscale. Basta andare all'agenzia delle entrate a Nettuno e lo
rilasciano a vista. Ma chiedono, ovvio, la carta di identità. Allora si va in
Comune, dove vedono il documento romeno e compilano subito il modulo. Intanto
chiedono: qual è il suo indirizzo qui ad Anzio?». Mario risponde la verità:
vive in una baracca di legno e cartone, a Lavinio. «Di cui - aggiunge Tondi -
il Comune aveva annunciato la demolizione per il 'Campionato intermunicipale
per la sicurezza' in svolgimento in Italia». Però la norma è chiara: niente
indirizzo, niente carta di identità. «Ma se non lavoro - elenca Tondi,
immedesimandosi - non ho i soldi per trovare una casa e senza casa non ho
indirizzo! Senza indirizzo non ho documento e senza documento non ho codice
fiscale. E senza codice fiscale niente lavoro! La notizia vera è questo
serpente kafkiano che si morde la coda e, mentre si gira, divora essere umani».
Mario Racarau, con le sue vicissitudini in Italia, aveva anche avuto problemi
di alcolismo, superati con l'aiuto degli operatori del Sert. «Era malato di
fegato - dice Tondi - lo sapevamo, ma dall'alcool era uscito. Lunedì sera era
contento, mi aveva detto di avere un lavoretto a Nettuno. La mattina dopo l'ho
visto sul pavimento della stazione, bloccato dalla morte e però come al solito
perfettamente rasato. Sapone e lametta erano la seconda spesa, subito dopo il
cibo, appena arrivavano i soldi di quei lavori da subsopravvivenza a cui era
costretto, come tanti altri». L'altro cittadino romeno che vive nella baracca
ha avvertito i familiari di Mario, in Romania. Faranno una colletta per
raccogliere i 3.000 euro necessari a rimpatriare la salma.
( da "Eco di Bergamo, L'" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Dall'ospedale a
casa: task force per gli anziani --> Accordo Comune, Asl e Riuniti: un
ambulatorio per studiare l'assistenza ai convalescenti che non hanno altri
aiuti Giovedì 26 Febbraio 2009 CRONACA, pagina 17 e-mail print Anziani malati e
soli: nasce una rete Asl, Riuniti e Comune La «dimissione protetta» a Bergamo
sta diventando realtà. Ed è necessario ricordare che ci sono storie di profondo
disagio, di solitudine, di disperazione quando non di abbandono alla miseria
sociale e di relazione dietro queste due fredde parole, «dimissione protetta»,
che indicano la possibilità sul territorio bergamasco di poter garantire agli
anziani, soli, spesso non autosufficienti, una sorta di percorso «di sicurezza»
in termini di assistenza sociale e sanitaria, una volta usciti da un ricovero
d'urgenza agli Ospedali Riuniti di Bergamo. Ebbene, le risorse istituzionali e
sociosanitarie del capoluogo orobico si sono organizzate e hanno creato un
autentico percorso di protezione per queste persone, e sono tante, quante non
riusciremmo a immaginare, che, arrivate alla fine della vita, per mille motivi,
per mille ragioni, si ritrovano malate, sole e senza alcuna possibilità di
aiuto che eviti loro la miseria, le giornate tra la sporcizia e la mancanza di
cure. Già nei giorni scorsi è stato ufficializzato il protocollo d'intesa
Comune di Bergamo/assessorato alle Politiche sociali-Ospedali
Riuniti-Fondazione Santa Maria Ausiliatrice/casa di ricovero di via Gleno che,
dietro la convenzione varata da Palafrizzoni per il 2009 garantiva su uno
stanziamento di 103 mila euro annui la messa a disposizione delle esigenze
comunali di 55 posti letto per ricoveri di «soccorso» da parte della casa di
riposo del Gleno, di questi 27 riservati ad accesso privilegiato per quegli
anziani che sono dimessi dai Riuniti e che hanno bisogno di assistenza, ma non
hanno parenti né relazioni che possano garantirla. Ora questa «rete» si
allarga: è in fase di ultimazione in questi giorni il protocollo d'intesa per
la «dimissione protetta» tra Asl-Riuniti-Comune, un allargamento del «percorso
di sicurezza» che è concreto, con un suo sportello/ambulatorio all'interno
dell'Azienda ospedaliera di Largo Barozzi già approntato e che creerà una sorta
di cartella clinica e sociale dell'anziano che entra per il ricovero di
urgenza; in pratica si studia già il piano di aiuti domiciliari «su misura»
prima delle dimissioni. «Questo protocollo con Asl e Comune è per noi davvero
un fiore all'occhiello, un importante servizio che rendiamo alla cittadinanza
bergamasca, e soprattutto a quella fascia di cittadinanza più debole, cioè gli
anziani, spesso soli - sottolinea Claudio Sileo, direttore sanitario dei
Riuniti -. Ma soprattutto, grazie all'importante e fondamentale apporto Asl, si
completa la rete territoriale dei servizi che sta imparando a lavorare sempre
più in stretta sinergia. Se l'ospedale è e deve essere una struttura per acuti,
non può però dimenticare cosa accade al paziente dopo le dimissioni: la
certezza che l'anziano uscito da qui potrà avere garantita la stessa assistenza
sanitaria che avrebbe in una struttura ospedaliera è una vittoria di tutti, ma
soprattutto della rete sociosanitaria locale». Come funziona, in sostanza,
questa dimissione protetta? All'interno dei Riuniti è stato approntato una
sorta di sportello/ambulatorio «di protezione» dove lavora sia il personale
infermieristico dei Riuniti, sia dell'Asl, sia gli assistenti sociali del
Comune e dell'ospedale: al momento dell'ingresso dell'anziano bisognoso di
cure, tramite il paziente stesso o i suoi parenti, si costruisce una cartella
di «interventi per le dimissioni»: per ogni paziente c'è quindi una scheda «in
rete» che assicura, immediatamente e senza perdere tempo in uffici e pratiche
burocratiche, come si risponderà ai bisogni dell'anziano una volta uscito dai
Riuniti. L'Asl metterà in campo l'offerta dei presidi necessari (terapie
mediche domiciliari, fisioterapia, carrozzelle o altri ausili se servono,
quando non assistenti sociali o assistenza psicologica), il Comune si attiverà
per eventuali assistenza domiciliare integrata o il supporto di operatori, per
esempio, per il vitto quotidiano o, in casi necessari per i ricoveri «di
soccorso» e momentanei in casa di riposo in vista di altre soluzioni future.
L'anziano solo, e convalescente, non dovrà così impazzire
tra le maglie della burocrazia e il rimpallo tra un ufficio e l'altro, quando non languire
nella sua solitudine. «Un protocollo di questo genere ci stava a cuore più di
ogni altra cosa - sottolinea il direttore sociale Asl, Massimo Giupponi -.
Perché l'azienda sanitaria locale è soprattutto questo, una rete per i bisogni
dei cittadini. In particolare i più deboli. Certo, la strada da fare
dovrà essere quella di allargare poi questo protocollo all'intero territorio
provinciale, in particolare per quanto riguarda il coinvolgimento di altre case
di riposo sul territorio periferico e oltre l'hinterland cittadino. Ma aver già
approntato questa rete è davvero un risultato enorme. E soprattutto al
cittadino è un servizio che non costa nulla». Soddisfazione, e molta, dal
Comune di Bergamo, per voce dell'assessore alle Politiche sociali, Elena
Carnevali: «I bisogni di chi vive la terza età malato e spesso in condizioni di
estremo disagio fisico, abitativo, sono davvero imponenti, in questa città e in
tutto il territorio bergamasco. Soltanto in una logica di sinergie si può,
anche in un momento di scarsità di risorse economiche, dare risposte reali.
L'obiettivo, con questo "protocollo" con Asl e Riuniti è arrivare a
estendere la protezione all'Ambito 1. Perché gli anziani malati non siano più
soli. E perché la sanità dia un servizio continuo anche fuori dalle mura degli
ospedali». Carmen Tancredi 26/02/2009 nascosto-->
( da "Messaggero, Il" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Giovedì 26 Febbraio
2009 Chiudi ROMA Sul nucleare non si torna indietro, in Italia ora c'è un clima
diverso rispetto a quello del 1987, anno del referendum che chiuse l'esperienza
con l'atomo. E' questa la linea che il ministro dello Sviluppo Claudio Scajola
a confermato ieri a nome del governo. Davanti alle telecamere del Tg3, ha
spiegato che «in 22 anni sono cambiate molte cose. Allora c'era l'effetto
Chernobyl, mentre ora c'è bisogno di energia certa e a costi più contenuti.
Credo che i cittadini l'abbiano capito». Inoltre, Scajola conferma che non ci
sarà solo l'Epr ma anche le tecnologia «americana e giapponese». Ma il giorno
dopo l'annuncio del patto Italia-Francia su quattro nuove centrali di terza
generazione nucleare, piovono i «no» da sindaci e Regioni. Si schierano
apertamente contro la possibilità di ospitare un impianto sul loro territorio
Puglia, Piemonte, Lazio e Alto Adige. Il neo presidente della Sardegna Ugo
Cappellacci ricorda ai suoi conterranei che «il presidente Berlusconi manterrà
la promessa fatta: nessuna centrale in Sardegna». Esprime il suo «personale
parere contrario» il presidente della Toscana, Claudio Martini, che rinvia la
scelta ufficiale al suo successore: «Il mio mandato scade nel 2010, se ne
occuperà lui». «La sinistra toscana è prigioniera dell'anti-berlusconismo»,
protesta il consigliere Dinelli (FI). In Piemonte, dove il governo regionale è
di centro sinistra, la posizione è chiara: «Non vogliamo il nucleare qui»
afferma la presidente Mercedes Bresso preoccupata che si voglia riutilizzare il
sito di Trino Vercellese, uno dei quattro chiusi dopo il referendum.«Sul
nucleare Bresso esprime una posizione ideologica pregiudiziale e antiquata»,
replica Enzo Ghigo, coordinatore piemontese Fi-Pdl. Il no del Lazio viene dal
presidente Marrazzo e dell'assessore all'ambiente Zaratti: «Non si ha bisogno
di una rincorsa al nucleare, magari con tecnologie obsolete in aree del nostro
territorio che già soffrono di un'elevata concentrazione di centrali
elettriche». Ce n'è abbastanza per superare il parere favorevole del sindaco di
Montalto. Ma la partita non è così scontata: «Non decide l'assessore ma il
consiglio regionale, l'assemblea è sovrana», afferma Robilotta
(Socialisti-Pdl). E l'Udc Forte precisa: «Non voteremo alcuna mozione contraria
agli impianti nucleari». E' bastato rispolverare l'elenco dei vecchi siti degli
anni '70 per fare muovere il sindaco siciliano di Vittoria e il presidente
della provincia di Ragusa, dove un tempo si erano ipotizzate centrali. Il
presidente della Regione, Lombardo, aveva invece espresso una certa
disponibilità. Parere favorevole lo aveva espresso il anche governatore del
Veneto. A Caorso invece si capovolgono i ruoli: d'accordo il sindaco,
"freddo" il presidente della Regione Formigoni. Insomma l'Italia si
divide non appena si entra sul terreno concreto della scelta dei siti. Per ora
in verità, ci sono solo ipotesi: ripartire dai vecchi siti di Trino, Latina,
Caorso e Garigliano e da Montalto di Castro, è da verificare. E alla fine
potrebbero essere una quarantina i siti papabili per il ritorno nel nucleare.
Agli scettici e ai contrari, risponde il ministro Ronchi:
«Basta con l'Italia dei localismi e della burocrazia. Bisogna fare un «salto di coscienza e da cittadino dico: spero
che una centrale nucleare venga costruita sotto casa mia». «Bene l'accordo
Francia-Italia», concorda Confindustria. Contrari l'Idv e i Verdi di
Francescato: «il governo regala 24 miliardi alla Francia». Il governo va
avanti, sul nucleare e sulle altre infrastrutture: «Il Ponte sullo stretto può
partire entro il
( da "Sole 24 Ore, Il" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2009-02-26 - pag: 17 autore: Energia. Dopo
l'intesa con la Francia per costruire quattro centrali entro il 2020 Per il
nucleare italiano è già una corsa a ostacoli Pesano ritardi normativi, costi
elevati e consenso locale Federico Rendina ROMA Individuare i siti, convincere
le comunità locali, finanziare i progetti, certificare la sicurezza, piazzare e
gestire le scorie. è lastricata di intralci, e soprattutto di soluzioni ancora
indefinite, la strada del "nuovo" nucleare italiano. Sono passate 24
ore dal grande annuncio congiunto di Berlusconi e Sarkozy, corroborato dalla
tabella di marcia tracciata dal ministro dello Sviluppo Claudio Scajola.
L'accordo tra Enel e Edf per un primo lotto di quattro centrali Epr di terza
generazione procederà spedito, dice il ministro: sei mesi per il progetto di
fattibilità e poi i piani operativi attraverso società miste, partecipate da
chi vorrà ma guidate da Enel. Oltre 6600 megawatt tra il 2020 (quando dovrà
partire la prima centrale) e il quinquennio successivo, per garantire fin d'ora
la metà del percorso che al 2030 dovrebbe garantire all'Italia almeno il 25% della
generazione elettrica da nucleare, diversificando le fonti di
approvvigionamento (ora monopolizzate dal gas metano) e portando a livelli
"europei" le nostre bollette, ora mediamente più care del 30%. I
tecnici si rimboccano le maniche. Ma altrettanto doverosamente si cerca di
mettere insieme le promesse con la realtà. Che deve fare i conti con un quadro
normativo decisamente ritardatario. Il quadro di riferimento doveva nascere,
mesi fa,dall'approvazione del ddl " sviluppo" che contiene, nella
corposa parte sull'energia,tutti i provvedimenti che dovrebbero fare da
involucro operativo al nostro ritorno all'atomo: dalla delega al Governo per
fissare i criteri sui siti e sulla tecnologia da adottare all'istituzione
dell'agenzia per la sicurezza nucleare, dalla metodologia per invogliare a
colpi di incentivi le popolazioni fino alla ridefinizione del ruolo e perfino
delle strutture di Enea (ricerca e promozione industriale) e Sogin
(decommissioning delle strutture passate e future). Il tutto con il consueto
metodo dei provvedimenti legislativi omnibus allestiti in Italia, che rinviano
la sostanza a successivi provvedimenti e decreti attuativi, in un dedalo di
deleghe. Sta di fatto che il ddl, approvato in una prima versione alla Camera,
arranca al Senato con grande lentezza. «Sarà pronto in primavera» azzarda
Scajola. Che a ben vedere traccia già un insuccesso: i criteri per i siti
nucleari italiani – prevede ad esempio il testo del ddl – dovevano arrivare
entro l'estate. Impossibile. Considerando, ad esempio, la lunga sequenza di
fallimenti collezionati negli scorsi anni nella ricerca di una soluzione
logistica almeno per le nostre vecchie scorie. Per non parlare della marea di
proteste anti-atomo che da ieri sta di nuovo montando nel paese. Siamo,
insomma, in alto mare. «Bene l'accordo Italia Francia » ma ora – dice Antonio
Costato, vicepresidente di Confindustria per l'energia e il mercato – il
Governo deve definire il quadro tecnico-normativo e «dovrebbe
garantire l'investitore dai possibili rischi rappresentati da burocrazia e comitati». Emblematica la
diagnosi di Alessandro Clerici, 40 anni di esperienza in giro per il mondo,
presidente onorario della sezione italiana del Wec (World Energy Council) e
coordinatore del gruppo internazionale di lavoro sul nucleare. Clerici
ci aiuta a focalizzare la partita finanziaria della sfida, caratterizzata come
noto da costi di costruzione e manutenzione tripli rispetto alle classiche
centrali a ciclo combinato di gas che hanno colonizzato la nostra penisola,
compensati da un costo del combustibile ridotto ad una frazione. Ma Clerici ci
ammonisce anche sul nostro magmatico senario di riferimento. I costi:
considerano (va obbligatoriamente fatto) gli accantonamenti per il
decommissioning e per la gestione delle scorie le centrali nucleari già
operative nel mondo, già ammortizzate, garantiscono un costo finale di
produzione attorno ai 20 euro a megawattora, circa un terzo rispetto ad una
buona centrale a carbone e meno di un quarto rispetto al costo di produzione di
una moderna centrale a turbogas. Ma il nucleare resta comunque competitivo
anche in caso di nuova costruzione di una centrale di terza generazione come
l'Epr, a cui Clerici attribuisce un costo di produzione, tutto compreso, «tra
50 e 60 euro a megawattora per ordini di più centrali » considerano che una
buona economia di scala di avrebbe – nelle valutazioni degli analisti – anche
con le "sole" quattro centrali che dovrebbero intanto nascere
dall'accordo Enel-Edf. I costi di allestimento sono comunque colossali, almeno
tripli rispetto alla potenza da installare rispetto a quelli del turbogas:
attorno ai 3mila euro per chilowatt. Siamo dunque sui 5 miliardi a reattore
(1.660 megawatt, nel caso dell'Epr). Di qui il valore dell'investimento
ipotizzabile per l'operazione italo-francese qui da noi: circa 20 miliardi. Ma
ecco, da Clerici, il monito sulle regole. «Sono indispensabili regole chiare e
di dettaglio, controllori e decreti applicativi definiti in modo bipartisan,
trasparente ed efficace, nonché una comunicazione capillare dalla quale emerga
che il nucleare è un'opzione che non si può trascurare. Non va visto come
rivincita del referendum e non in antitesi ad esso, ma complementare con le
rinnovabili, fornendo una produzione di energia di base e non aleatoria come
quella da eolico e da fotovoltaico». Parola di superesperto. Ma la politica, si
sa, è un'altra cosa. IL PROGRAMMA L'operazione prevede un investimento di oltre
venti miliardi, più che triplo rispetto a impianti a turbogas L'INCERTEZZA Il
quadro autorizzativo è contenuto nel Ddl sviluppo sul quale al Senato non è
ancora stato trovato un accordo
( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del
26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
RIMINI CRONACA pag.
4 LANCIATA presso la Fondazione Carim l'ot... LANCIATA presso la Fondazione
Carim l'ottava edizione di «Nuove idee nuove imprese», il concorso che premia
gli imprenditori del futuro, organizzato da Fondazione Carim, Camere di
Commercio di Rimini e di S. Marino, Fondazione S.Marino Cassa di Risparmio,
Provincia di Rimini, Segreterie di Stato per l'Industria e per il Lavoro di S.
Marino, UniRimini e Università di S. Marino, e infine dalle Associazioni degli
Industriali di Rimini e di San Marino. Luigi Gambarini, presidente del Comitato
organizzatore, ha ricordato che proprio nei momenti di crisi, l'innovazione può
essere una leva strategica per superarla. Alfredo Aureli, presidente della
Fondazioni Carim ha incitato i giovani a impegnarsi concretamente e a «non
mollare» anche nelle attuali condizioni avverse del mercato. Marco Cobianchi,
del settimanale Panorama, ha coordinato le testimonianze di 5 giovani
imprenditori la cui azienda è nata proprio grazie a questo concorso, rilevando
come in province come quella di Rimini i giovani hanno più fiducia. «In questo
momento i nuovi imprenditori (che fino all'anno scorso erano eroi), sono folli.
Ma di una follia positiva di chi crede fermamente nel proprio progetto». I giovani imprenditori hanno raccontato la loro esperienza e i
loro problemi, concentrati prevalentemente nella burocrazia e nell'accesso al credito. Hanno parlato: Alessandro Grossi di
Meta Ingegneria (S. Marino), Massimo Tegon di Marketing Informatico (Rimini),
Massimo Lilla di Enertek (Rimini), Antonio Kaulard di Fafraka (S.Marino) e
Lorenzo Callieri di Shopplat (Rimini). Il bando per partecipare
gratuitamente alla competizione è sul www.nuoveideenuoveimprese.org, e il
termine scade il 31 marzo.
( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del
26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
PESARO E PIAN DEL
BRUSCOLO pag. 11 Burocrazia e responsabilità: il carnevale
non è uno scherzo Viaggio tra i volontari della festa in maschera ALBERTO
CUDINI Assessore a Sant'Angelo in Lizzola UNO SCONTRO fino all'ultima
caramella: è avvenuto a Montecchio durante la sfilata di carnevale quando due
donne si sono accapigliate (di brutto, tanto che una è stata portata al
pronto soccorso) per avere la meglio sui dolciumi lanciati dai carri
allegorici. Tra lo stupore generale le due donne, una di origine marocchina e
l'altra albanese, sono finite a terra attaccate per i capelli e per dividerle è
dovuta intervenire la municipale. Tutto bene quel che finisce bene nel senso
che l'episodio non ha avuto strascichi sulla festa che è continuata con grande
successo di pubblico e consensi. Ma più di un presidente a capo di Pro loco e
associazioni carnevalesche, da Villa Fastiggi a Montelabbate e Belvedere
Fogliense sa che le questioni legate soprattutto alla sicurezza sono le più
delicate, quelle da cui spesso dipende la persistenza delle manifestazioni stesse.
INSOMMA organizzare il carnevale non è uno scherzo: «Con l'intento di garantire
la sicurezza spiega Alberto Cudini, assessore a Sant'Angelo in Lizzola infatti
scaturiscono tutta una serie di incombenze burocratico amministrative quanto
scelte logistiche che possono incidere notevolmente sulle caratteristiche e le
dimensioni delle manifestazioni. Del resto che l'imprevedibile accade è
purtroppo un fatto e proprio a Montecchio è ancora viva la memoria del bambino
che finì sotto la ruota di un carro durante la sfilata mascherata, con tutto
quello che ne è seguito, primo fra tutti il dolore e il dispiacere da ogni
parte». Per far fronte a queste situazioni chi organizza si tutela con
assicurazioni a copertura di procedure civili e penali: «Abbiamo scelto di
sottoscrivere polizze con massimali alti dice Daniele Morganti, neo presidente
del comitato organizzatore del carnevale di Montecchio , ma la cosa migliore di
tutte è sperare che vada tutto liscio. Del resto l'episodio delle due donne è
stato minimo. Grazie alla collaborazione dei volontari della protezione civile
e delle forze dell'ordine tutto si è svolto senza intoppi. A loro e al Comune
va il ringraziamento mio e di don Orlando». La scelta dei massimali dipende
dalle disponibilità economiche che a detta di tutti sono sempre
"contate": «Riusciamo a finanziare il carnevale e le altre iniziative
con la tombola, la lotteria e la pesca spiega Cosimo Miggiano, presidente della
Pro loco di Montelabbate , ma si va sempre in pareggio e sopratutto ogni
iniziativa di autofinanziamento tra permessi e pratiche equivale ad aprire e
chiudere un negozio». Germano Battistini, ideatore del carro ispirato
all'Alitalia, racconta: «Negli anni scorsi facevamo più carnevali racconta , ma
quest'anno la crisi si sente: gli sponsor hanno fatto fatica e così abbiamo
acquistato le cibarie solo per Montecchio, mentre passeremo il carro ad un
gruppo di Morciola che lo porterà a Montelabbate.». RESPONSABILITA', burocrazia e penuria di finanziamenti sono soltanto tre
delle maggiori voci che questi gruppi di volenterosi, animati da senso civico e
voglia di partecipare in nome di tutta la comunità, affrontano: «Tempo che non
c'è e costi fissi interviene Carlo Schiaratura, presidente della Carnevalesca
di Villa Fastiggi potrebbero chiudere il quadro. Per esempio sulla base della
partecipazione di pubblico paghiamo alla Siae i diritti d'autore da un minimo
di 300 euro a un massimo di 2mila euro per evento. Non si potrebbe fare un
costo forfettario?». Altro ostacolo da superare è l'incertezza degli spazi dove
costruire i carri: «Grazie al Comune continua Schiaratura quest'anno abbiamo
avuto un capannone dopo aver chiesto a mezza Villa Fastiggi. Per non averli
trovati altri carnevali, come quello di Villa Ceccolini per esempio sono
saltati del tutto». EMBLEMATICO di quello che devono superare i nostri eroi è
il «Carnevale dei Paesi» nel Comune di Tavullia. Da sfilata mascherata con
carri e gruppi a toccare le quattro frazioni di Tavullia si è ridotto ad un
pomeriggio in maschera nel salone da ballo di un ristorante. Se in termini di
campanilismo praticamente la Pro loco Fogliense è riuscita in un miracolo:
«Vincemmo le ostilità di tutti racconta Giovan Franco Pieri, l'attuale
presidente con gli anziani che si sbalordivano dell'integrazione inimagginabile»
è poi tornata a ripensare l'intera organizzazione: «per ridurre i problemi e
contenere i costi continua Pieri . Certo il "Carnevale dei Paesi" era
più bello: coinvolgeva l'intera cittadinanza. Con quello di oggi però ci
abbiamo guadagnato in serenità: non importa se piove o fa freddo e riduzione
massima dei rischi legati alla sicurezza». Solidea Vitali Rosati Image:
20090226/foto/9825.jpg
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Provincia di
Oristano Pagina 4021 Arborea. Dopo 10 anni il circuito non è ancora completo
Autodromo e burocrazia: la pista ora rischia il blocco
Arborea.. Dopo 10 anni il circuito non è ancora completo --> A rallentare i
lavori le numerose e sempre diverse norme che regolano questo tipo di
strutture. Il sindaco Beppi Costella: «Non ne possiamo più di tutti questi
contrattempi». Rischia di naufragare in un oceano di burocrazia
la pista kart dell'autodromo di Arborea. A dieci anni dall'inizio lavori,
infatti, l'anello del circuito non è stato ancora completato a causa delle
numerose e sempre diverse normative che regolano questo tipo di strutture e che
quindi esigono obbligatoriamente continue variazioni del progetto. Al momento
la struttura, realizzata in un parco di circa
( da "Corriere della Sera" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2009-02-26 num: - pag: 9
categoria: REDAZIONALE Il caso di Giangiacomo Schiavi QUEI
MEDICI CONTRO IL DOLORE DIMENTICATI DALLA BUROCRAZIA Caro Schiavi, siamo un
gruppo di medici palliativisti, che da 5-10-20 anni lavorano nel campo delle
cure palliative nel Servizio sanitario nazionale. Vi è ormai pressoché unanime
consenso, nella società e nella classe politica, nella Chiesa cattolica, sulla
necessità di cura e di non abbandono dei malati terminali. Tanto è stato
fatto in questi anni, dall'apertura degli hospice alla semplificazione della
prescrizione degli oppioidi, fino all'inserimento delle cure palliative nei
Livelli essenziali di assistenza. Si è tuttavia sempre parlato poco (e fatto
nulla) a riguardo della problematica centrale: il personale medico che si
dedica ai morenti. Non esiste in Italia una scuola di specializzazione universitaria
in cure palliative. Gli attuali responsabili di strutture sono specialisti in
altre discipline che hanno scelto di dedicarsi a questo settore. Tuttavia la
maggior parte dei medici che si occupano di malati terminali, la «manovalanza»
delle cure palliative insomma, sono medici che hanno iniziato 10-15 anni fa
senza essere in possesso di una specialità. Così gli ospedali hanno reclutato
personale pur in assenza di specializzazione e, per tutti questi anni, fino ad
oggi, questi medici hanno garantito cure ed assistenza ai malati terminali.
Molti di loro però non potranno mai essere assunti nel Ssn, e quindi non
potranno guidare lo sviluppo futuro della disciplina, perché senza il requisito
della specializzazione. Da anni la questione è sul tappeto, ma servirebbe una
maggior sensibilizzazione dell'opinione pubblica e della classe politica,
perché oggi c'è il rischio che veda la luce il testamento biologico ma vedano
le tenebre le cure palliative. Medici palliativisti precari Ci sembra doveroso
rilanciare da Milano questo promemoria al governo: Milano è la città che ha
dato con Vidas e Fondazione Floriani una svolta storica nell'assistenza ai
malati senza speranza, cercando un approccio più umano nell'assistenza anche ai
familiari e nella lotta al dolore. Sulla necessità di togliere le cure
palliative dal fai-da-te formativo per i medici è in corso da anni un braccio
di ferro tra ministeri con al centro l'università: come spesso accade, quando
non si vuole cambiare o cedere fette di potere, le ragioni dei malati contano
meno di altre. Lo scontro politico in corso sulle cure di fine vita e sul
testamento biologico rischiano di allontanare ancora una volta una soluzione
attesa dai medici (quella adottata in molti paesi europei), prolungando questo
regime un po' da Far West. Regione e Comune, con i rispettivi assessorati,
potrebbero rafforzare il vostro appello alla chiarezza nell'interessa dei
malati e dei loro familiari. è per una buona causa. gschiavi@rcs.it
( da "Secolo XIX, Il" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Riparte dai poverila
Federazionedi Don Balletto Passato e futuro del volontariato A un anno dalla
scomparsa del sacerdote, la "sua" Solidarietà e Lavoro si riorganizza
sull'emergenza RIPARTE Federazione Solidarietà e Lavoro di cui don Antonio
Balletto, (in questi giorni si celebra il primo anniversario della sua morte) è
stato presidente per oltre venti anni. Riparte con don Marino Poggi presidente
e Giuliano Bellezza vice presidente, con novanta soci fra cooperative
associazioni, sindacati, gli amici di sempre, i vecchi e nuovi volontari, ma
anche e soprattutto gli industriali (fra questi la Fondazione Schiavetti ma
anche Orazio Brignola che rappresenta Confidustria) per combattere la povertà.
«La povertà assoluta, è questa la frontiera su cui bisogna attestarsi con
maggior coraggio, perché centinaia di cittadini non si riescono più ad
intercettare, non ricorrendo ai servizi sociali anche per vergogna. La
Federazione si impegnerà per evitare che le persone che perdono il posto di
lavoro entrino in una indefinita area grigia. Dove scompaiono». Così Giuliano
Bellezza che aggiunge: «Ci sono sempre più cittadini che vivono per strada,
sempre più giovani e molti italiani». Il programma di Federazione Solidarietà e
Lavoro è quello di «riorientare le risorse pubbliche nell'inserimento
lavorativo, di essere utilizzata come soggetto in grado di semplificare il
rapporto fra civica amministrazione e cittadino debole, di trovare strumenti
per contrastare l'indigenza, per ascoltare ancor di più la gente, aiutando chi
aiuta. Per esempio se don Luigi di San Siro segue 25 famiglie in difficoltà, la
Federazione è con lui». Già, don Luigi. L'anziano amico e compagno di chiesa di
don Balletto. Alcuni mesi fa aveva dichiarato di sentirsi così oppresso dalla
sua stessa impotenza nell'affrontare la richiesta sempre più alta e più
disperata dei poveri da minacciare di andarsene da Genova. Cercando una
missione dove, in qualche modo, "quietare". E' ancora lì, in centro
storico e combatte. «Ma non siamo più giovani nè io nè lui» osserva don Tubino,
83 anni, il fondatore di Federazione Solidarietà e Lavoro oltre venti anni fa.
Il quale ricorda che la Federazione, fra l'altro oltre a sollecitare e
promuovere leggi in campo sociale, si proponeva come strumento per trovare
lavoro ai senza dimora. «Ricordo che il primo lavoro che siamo riusciti ad
ottenere per alcuni di loro è stato quello della chiusura dei cancelli dei
parchi» ricorda. Poi la Federazione Solidarietà e Lavoro, che ha sede al
Massoero in via del Molo, mantiene vive e vivaci varie iniziative che hanno
segnato l'importanza e la necessità della Federazione all'interno della città. Fra
le altre lo sportello per gli stranieri, Centro Servizi Immigrati, e il Centro
Studi Medi punto di eccellenza sulla ricerca sociale che riguarda gli
stranieri. «Stranieri che si rivolgono a noi in numero sempre più alto, cercando di veder riconosciuti i loro diritti e per questo in
lotta con la burocrazia»
spiega Bellezza. Il quale conclude «Negli ultimi anni la Federazione è stato un
soggetto competitivo sul mercato per l'erogazione diretta dei servizi, ora
tornerà ad essere il luogo del patto fra le forze sociali della città». Donata
Bonometti bonometti@ilsecoloxix.it 26/02/2009
( da "Messaggero Veneto, Il" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 12 -
Pordenone Vito d'Asio, accolta con favore la riapertura della tabaccheria VITO
D'ASIO. Anche l'amministrazione civica di Vito d'Asio guarda con favore alla
recente riapertura dell'unica rivendita di tabacchi della Val d'Arzino. La
storica tabaccheria di Anduins ha infatti ottenuto il nulla osta da parte dei
Monopoli. A quel punto Sabrina Butti ha potuto garantire nuovamente un servizio
indispensabile per la popolazione (la Val d'Arzino presenta uno stradario
compromesso in direzione del fondovalle e la maggioranza degli abitanti sono
anziani). «Siamo contenti per questa bella novità che va a vantaggio
dell'intera cittadinanza - ha spiegato il sindaco Vincenzo Manelli -. Come
Comune abbiamo sempre cercato di incentivare la permanenza delle attività sul
territorio. Molti esercizi hanno però chiuso i battenti. Come ente pubblico
abbiamo fatto tutto ciò che era in nostro potere per scongiurare altre
emorragie di negozi. E ogni tanto le cose vanno per il verso giusto». Manelli ha anche raccolto la lamentela della Butti, che è potuta
entrare materialmente in possesso della licenza soltanto dopo un anno dalla
gara di appalto. «La burocrazia statale dovrebbe capire che un anno perso rischia di aggravare
il fenomeno dello spopolamento per un paese di montagna come il nostro», ha
detto il sindaco. (f.fi.)
( da "Giornale.it, Il" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
n. 49 del 2009-02-26
pagina 5 Nessun mostro a Bargagli, a uccidere fu il clan di Redazione
All'origine dei fatti di sangue la volontà di custodire segreti che avrebbero
recato danni all'immagine della locale resistenza. Troppe lacune nelle indagini
che si sono svolte in maniera approssimativa. L'omicidio De Magistris Circa la
vicenda intitolata «Mostro di Bargagli» c'è sempre stato il tentativo di
limitarne il clamore cercando di confinarla alla ordinaria cronaca locale.
Sfuggì al controllo solo sporadicamente come quando approdò a Telefono Giallo
di Augias: siamo nel 1987. Un impulso alla rivisitazione del caso è
recentemente venuto dal romanzo «Il mostro di Bargagli» di Giorgio De Rienzo
cui si può affiancare «I delitti di Borgoglio» di Giovanni Barlocco. Con la
consulenza del Centro Ricerca Criminalistica di Genova entrambi i libri sono
stati presentati anche al Festival della letteratura del crimine tenutosi in
Genova nell'ottobre scorso. Tuttavia, l'autorevole storico sulla questione
rimane Eugenio Ghilarducci, già collaboratore dei partigiani e poi studioso ed
attento ricercatore di quell'epoca egli, con «Storia: giallo e fantasia in
Bargagli» e «L'ultima missione» ha saputo rendere spezzati e notizie certe ed
uniche sull'inquietante caso che si sviluppò nell'entroterra genovese con una
catena di omicidi durata dal 1944 al 1983. Sul piano dell'articolistica,
invece, va il nostro pur postumo ringraziamento addirittura a Giovanna Pajetta
- la figlia dell'onorevole del P.C.I - che, evidentemente animata da nobile
onestà politica, pubblicò due servizi su «Il Manifesto» del 22 e 24 luglio
1984: due lavori dall'attenta lettura dei quali si può individuare almeno un
nome senza dubbio «significativo» e che se ancora vivesse sarebbe, a parer
nostro, una seria fonte per la risoluzione dei misteri bargaglini. Per il
resto, rimane comunque opinione diffusa che ogni presunta fatica investigativa
si sia risolta in scarsi e confusi risultati proprio per una continua
aleggiante presenza di intuibili «grandi vecchi», custodi di segreti che non
dovevano tramutarsi in verità scomode non solo sul piano degli interessi
economici privati e di partito quanto anche nel senso di evitare danni
all'immagine di un'eroica resistenza locale. Resistenza locale già nata
difettosa poiché sospettabile di reggersi, sin dai primi delitti del 1944
(banda dei vitelli) su di una iniziale solidarietà tra patrioti fuorilegge e
fuorilegge travestiti da patrioti che poi, a bottino fatto, si sarebbe
tramutata in rissa per la spartizione sino all'intrigo di delitti che ben
lascerebbe intendere anche una ulteriore successiva tacita delega data a
qualche tosto fiduciario locale affinché vigilasse ed eliminasse in qualsiasi
modo ogni potenziale pericolo. Poi, se anche vennero individuati dei nomi, la
distribuzione presumibilmente postuma di «patentini di partigiano combattente»
ad indagati almeno per la prima serie di delitti consentì di applicare loro i
benefici ex amnistia Togliatti ed indulto Scelba (1953): ciò bene evidente
nella sentenza 384/84 R.G.G.I .- Sez.Prima Trib. Genova - datata 21.06.88 e
firmata G.I. De Mattei. Bargagli si difende Sul Secolo XIX datato 08.04.84
(autore Carlo Bancalari) apparve un articolo sulla seduta straordinaria della
Giunta Comunale di Bargagli (sindaco Boleto) con argomento «la lamentela per la
campagna stampa contro il Comune relativamente al c.d.Mostro»: veniva ritenuta
ingiusta, denigratoria e non veritiera (ciò riferivasi particolarmente ad un
altro pregresso lavoro pubblicato sull'Espresso ove Bargagli venne definito
«fabbrica della morte, paese di faide con una particolare predisposizione degli
abitanti alla grettezza»).Nel corso della seduta, di contro, il sindaco Boleto
avrebbe lamentato: «si è andati sino alla ricerca dell'albero genealogico, si è
frugato nell'intimità familiare, si è scritto di matrimoni tra consanguinei, si
è fatto riferimento a matrimoni tra i soli Moresco e Cevasco, cosa che, invece,
appartiene ad un lontano passato, alla vecchia civiltà contadina e,
conseguentemente, non è vero che la comunità bargaglina sarebbe profondamente
ammalata dal punto di vista psichiatrico...». Contestualmente c'è che «chi ha
ucciso non è certo di quelle parti e tanto meno è un mostro in quanto non
sembra così furbo e così scaltro): ciò apparso in un articolo attiguo al primo
(ipso foglio ipso die a firma F.F.). Il Bancalari, nel suo , termina comunque
affermando che «il messaggio uscito da quella seduta comunale fu quello di
ridare un'immagine di pulizia e di sicurezza al paese arrivando a scoprire la
verità: qualunque essa sia e costi quel che costi!». Tutto retorica
preconfezionata: siamo ormai nel 1984, particolarmente dopo il suicidio di
Pistone e l'omicidio De Magistris (fatti di ancor più ampia risonanza),
potrebbero essere intervenuti diversi imput a chiudere la catena di sangue pena
rovinare effettivamente una narrata immagine di coraggiosa e Resistenza della
vallata (cui, si conceda presumerlo, potrebbero anche essere seguiti degli
«inviti» ad allontanarsi dal paese - il rischio di essere scoperti era ormai
eccessivo - rivolti a soggetti residenti e probabili ad essere finalmente
inquisiti). Non a caso, in quegli anni, diversi personaggi si allontanarono dal
paese per andare «comodamente bene» ad abitare in comuni rivieraschi
(soprattutto del levante ligure ). È comunque un dato certo che dal
( da "Basilicanet.it" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
VENOSA, IN SCENA
DADO CON "ONESTO MA NON TROPPO " 26/02/2009 10.23.05 [Basilicata]
(Artè¨) Qusta sera sipario alle ore 21.00, presso il Teatro Lovaglio di Venosa,
andrà in scena Dado con il suo nuovo spettacolo "Onesto ma non
troppo". Lâ??eccentrico canzoniere salirà sul palco in una nuova
veste di â??attore-cantante-over trentaâ? per denunciare la realtà con la chitarra in mano e
lâ??ugola che spiazza, coinvolgendo nello show i cinque componenti della sua
band; durante lo spettacolo Dado compie un singolare viaggio allâ??interno della
sua scenografia, una sistemazione del palcoscenico tutta particolare che ben si
sposa con il suo look insolito e fantasioso. L'appuntamento nell'ambito del
cartellone Voglia di Teatro organizzato dai Comuni di Venosa e Oppido L. in
collaborazione con Cose di Teatro e Musica. Ispirandosi al Teatro Canzone di
Giorgio Gaber, rivisitandolo e reinterpretandolo, Dado affronta i temi di tutti
i giorni. Un supereroe stralunato, onesto..ma non troppo, che lotta contro le
stranezze e le barriere della vita quotidiana: dalla difficoltà di
approccio con le donne,alla difficoltà economiche causate dallâ??euro e
dalla nuova finanziaria, dalle incongruenze della politica italiana e di quella
estera, alla religione cristiana,allâ??antisemitismo, alla burocrazia
anticittadino. Sul palco Dado compie un singolare viaggio allâ??interno della
sua scenografia, una sistemazione del palcoscenico tutta particolare che ben si
sposa con il suo look di eccentrico canzoniere. Si mette in gioco in una nuova
veste di attore-cantante-over trenta, consapevole di essere cresciuto, e di
vivere in una realtà che vuole denunciare nellâ??unico modo che ben si
confà al suo stile: con la chitarra in mano e lâ??ugola che spiazza,
coinvolgendo nello show i quattro componenti della sua band. Alternando i brani
del suo repertorio classico,arrotolandosi e srotolandosi le maniche,ai nuovi
monologhi esilaranti graffianti e talvolta amari, si dona al suo pubblico in
tutta la sua completezza artistica. Bas 02
( da "WindPress.it" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
26-02-2009
Confindustria, Costato: bene l'accordo con la Francia sul nucleare Elettrodotto
Calabria-Sicilia: "Opera di grande valenza economica" Roma, 25
febbraio 2009 - Bene l'accordo Francia-Italia sul nucleare. Il governo cos`i
anticipa i tempi, dimostra determinazione e soprattutto risparmia. E' il
giudizio di Antonio Costato, vicepresidente di Confindustria per l'Energia e il
Mercato, che spiega: Confindustria da tempo raccomanda che la tecnologia venga
scelta al pi`u presto, e che sia di un tipo solo, massimo due, perchcentrali
saranno minimo sei e massimo dieci e perch'`e il rischio che quello che oggi
costa cinque, possa tra sette anni, alla posa effettiva della prima pietra,
costare dieci, con tempi di consegna raddoppiati. Il governo, secondo il
vicepresidente, dovrebbe inoltre garantire l'investitore
dai possibili rischi rappresentati da burocrazia e comitati. Non possiamo pi`u permetterci le esitazioni e i
costi aggiuntivi dettati dalle incertezze: lo Stato deve usare la sua forza
nell'interesse dei cittadini e per farlo Confindustria sostiene la necessit`a
di modificare il Titolo V della Costituzione. La scelta di garantire o
meno al nucleare una sorta di "preferenza" nella consegna (cos`i da
contenere i rischi merchant e favorire la finanziabilit`a dei progetti) potr`a
avere effetti importanti soprattutto sui produttori marginali (in particolare
le centrali alimentate a gas) il cui mercato con la partenza del nucleare `e
destinato a restringersi. Quel che `e certo - continua Costato - `e che lo
scenario del mercato elettrico risulter`a profondamente mutato all'indomani delle
scelte che la politica `e chiamata a fare in materia di nucleare. Quanto
all'elettrodotto tra Sicilia e Calabria annunciato dal Ministro Scajola, il
vicepresidente conclude: Finalmente qualche cosa si muove. In due giorni
l'accordo sul nucleare e ora l'elettrodotto per la Sicilia. Questa `e un'opera
che risolver`a un problema che all'Italia `e arrivato a costare 90 milioni di
euro nel solo mese dell'agosto scorso. L'efficienza energetica si assicura
cominciando da queste decisioni di poco impatto mediatico ma di grande valenza
economica. Confindustria `e intervenuta di recente sui governatori del Sud per
spiegare come sia ormai prioritario e di interesse soprattutto delle regioni a
basso reddito spingere il PUN (prezzo unico nazionale) al ribasso grazie alle
nuove interconnessioni che "vettoriano concorrenza". L'attenzione
sollevata sul tema delle macro zone dal decreto anticrisi `e servita a
focalizzare l'interesse generale sul tema sprechi e rendite da congestione.
( da "ITnews.it" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Roma, 25 feb. -
(Adnkronos) - ''Bene l'accordo Francia-Italia sul nucleare. Il governo cosi'
anticipa i tempi, dimostra determinazione e soprattutto risparmia''. Il governo
dovra' pero' garantire gli investitori dai possibili rischi
rappresentati da burocrazia
e comitati. E' il giudizio del vicepresidente di Confindustria per l'Energia e
il mercato, Antonio Costato, che spiega: ''Confindustria da tempo raccomanda
che la tecnologia venga scelta al piu' presto, e che sia di un tipo solo,
massimo due, perche' le centrali saranno minimo sei e massimo dieci e perche'
c'e' il rischio che quello che oggi costa cinque, possa tra sette anni,
alla posa effettiva della prima pietra, costare dieci, con tempi di consegna
raddoppiati''.
( da "Varesenews" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Busto Garolfo (MI) -
La stretta creditizia minaccia imprese e lavoratori: questi i commenti
all'iniziativa della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate di anticipare la cassa
integrazione per le aziende altomilanesi con meno di 50 dipendenti "La
crisi morde" I tempi della burocrazia sono lunghi, i lavoratori delle piccole e micro aziende non
possono restare senza un sostegno economico in attesa che Inps intervenga. Bcc
di Busto Garolfo e Buguggiate si fa carico del problemae non fa mistero di
considerare questa, «che non è un'operazione bancaria», come un vero fiore
all'occhiello del proprio operato. Un atto di responsabilità sociale
prima di tutto, con riferimento al territorio, il fulcro dell'operatività di un
istituto che nelle sue varie incarnazioni storiche dal 1897 è "differente
per forza", come da slogan pubblicitario. E che riceve anche una
"benedizione" da Cgil-Cisl e Uil Ticino-Olona, che parlano di
"valido esempio e apprezzabile tentativo di fare sistema a livello
territoriale", precisando di essere a loro volta in trattativa con ABI
(banche) e Provincia per avviare ulteriori interventi di questo tipo a sostegno
dei redditi. Il presidente di Bcc Lidio Clementi (foto) è netto: «La crisi c'è,
morde e fa male. Lo so bene, anch'io sono un piccolo imprenditore con una
ventina di dipendenti: il rallentamento nei flussi dei pagamenti interaziendali
è evidente. In più le grandi banche coprono con anticipi solo le aziende che
hanno in corso procedure di fallimento, o concorsuali. Da imprenditori non
siamo abituati a piangerci addosso ma a darci da fare. A questo punto come
banca ci siamo sentiti in dovere di intervenire, come già avevamo in un paio di
situazioni, ad esempio quella della Rimoldi». A fronte dell'iniziativa, il
presidente rimarca il ruolo di ultima banca autenticamente territoriale
dell'Alto Milanese ricoperto dalla Bcc (anche nel Varesotto): 20 filiali, 160
dipendenti, «e a fine anno non stacchiamo dividendi, consolidamo il 75% degli
utili in patrimonio e il quarto restante torna al territorio in forma di
interventi per beneficenza, per cultura e iniziative, e simili. Solo l'anno
scorso si parlava di un milione e mezzo di euro». L'operazione "anticipi
sulla cigs" lanciata oggi avrà costi solo per la Bcc («dal 7 al 10% del
plafond, calcoliamo»), ma soprattutto richiederà di tornare ai buoni vecchi
metodi d'una volta. Non trattandosi di un'operazione bancaria, come spiega il
direttore della BCC Luca Barni, essendo anzi atipica e non supportata dai
sistemi elettronici in uso, si farà a mano: «e la risposta dei dipendenti è
stata unanime, nel segno della disponibilità. All'inizio mi tremavano un po' le
gambe di fronte di fronte a questa iniziativa, che è di assoluto impatto
sociale». Per la piccola industria altomilanese parla il presidente del
relativo gruppo di Ali-Assindustria Eugenio Camera Magni: «La situazione di
mercato è veramente tragica» premette. «Le grandi banche non hanno portato i
vantaggi attesi dalla riduzione dei tassi. Con questa operazione si accantonano
le logiche puramente di mercato e si cerca di creare il minor disagio possibile
anche per tutte quelle situazione in cui si rende necessaria la
ristrutturazione aziendale». Uno spauracchio fin troppo concreto. Il direttore
di Ali-Assindustria Alberto Duvia (foto accanto) sintetizza: «Le ripercussioni
a cascata della crisi coinvolgono tutti e mettono in difficoltà anche le
aziende più competitive». A difesa dell'industria altomilanese, Duvia precisa
che «il panorama locale non è fatto solo di imprese che hanno problemi, non è
una deindustrializzazione quella in corso». Il termine fa paura in un contesto
in cui, come l'albero che cade, fa notizia la fabbrica che chiude. La crisi
attuale è la più pesante che si ricordi a memoria d'uomo, ma anche in anni
passati la situazione non era rosea. «Questo è un momento di grande selezione»
chiosa Duvia, «e spero che sia tale anche per le banche. Qui fose dobbiamo
essere più categorici: si distingua il rischio finanziario che liberamente un
privato si assume dal sostegno a cittadini e imprese. E anche il settore
pubblico faccia la sua parte: non si può dover attendere dei mesi perchè si
completino le pratiche della cassa integrazione»: e c'è chi sapendolo chiede
"preventivamente" la cassa integrazione per mettere le mani avanti...
Del resto, come diceva Clementi, a volte il futuro si misura in termini di una
settimana di ordinativi, poi bisogna sperare nella Provvidenza. O nell'Inps. Ed
è proprio per ovviare a questo quadro che si è mossa Bcc. Per Confartigianato
il presidente Edmiro Toniolo cita la cassa integrazione straordinaria in deroga
e i contratti di solidarietà come gli ammortizzatori sociali del momento. «Da
inizio anno assistiamo ad una stretta creditizia mai vista. Noi mandiamo un
appello al sistema finanziario perchè faccia ciò per cui esiste; quanto al
pubblico metta in cantiere quanto ha a bilancio e rispetti i tempi dei
pagamenti. Quello di Bcc è un segnale forte». Anche verso le altre banche? No,
dicono in coro Clementi e Barni e spiegano il perchè: «Se altri ci seguiranno,
ben vengano, comunque non ci interessa confrontarci con altri o figurare come
quelli che cantano fuori dal coro, ci interessa invece salvaguardare lavoratori
e imprese». Il pubblico di riferimento: meglio la gallina domani, insomma, che
l'uovo oggi. Clienti in testa. «è, se volete, nel nostro DNA. Potrei ricordare»
conclude Barni «che nel 2004 noi decidemmo di non vendere alla nostra clientela
titoli al di sotto di un certo rating, anche a costo di perderci economicamente
noi». Mercoledi 25 Febbraio 2009 SdA
( da "Sestopotere.com" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Confindustria: bene
l?accordo con la Francia sul nucleare (26/2/2009 09:30) | (Sesto Potere) - Roma
- 26 febbraio 2009 - «Bene l?accordo Francia-Italia sul nucleare. Il governo
così anticipa i tempi, dimostra determinazione e soprattutto risparmia». E? il giudizio
di Antonio Costato, vicepresidente di Confindustria per l?Energia e il Mercato,
che spiega: «Confindustria da tempo raccomanda che la tecnologia venga scelta
al più presto, e che sia di un tipo solo, massimo due, perché le centrali
saranno minimo sei e massimo dieci e perché c?è il rischio che quello che oggi
costa cinque, possa tra sette anni, alla posa effettiva della prima pietra,
costare dieci, con tempi di consegna raddoppiati». Il governo, secondo il
vicepresidente, dovrebbe inoltre garantire l?investitore dai possibili rischi
rappresentati da burocrazia e comitati. «Non possiamo
più permetterci le esitazioni e i costi aggiuntivi dettati dalle incertezze: lo
Stato deve usare la sua forza nell?interesse dei cittadini e per farlo
Confindustria sostiene la necessità di modificare il Titolo V della
Costituzione». La scelta di garantire o meno al nucleare una sorta di
“preferenza” nella consegna (così da contenere i rischi merchant e favorire la
finanziabilità dei progetti) potrà avere effetti importanti soprattutto sui
produttori marginali (in particolare le centrali alimentate a gas) il cui
mercato con la partenza del nucleare è destinato a restringersi. Quel che è
certo - continua Costato - è che lo scenario del mercato elettrico risulterà
profondamente mutato all?indomani delle scelte che la politica è chiamata a
fare in materia di nucleare». Quanto all?elettrodotto tra Sicilia e Calabria
annunciato dal Ministro Scajola, il vicepresidente conclude: «Finalmente
qualche cosa si muove. In due giorni l?accordo sul nucleare e ora
l?elettrodotto per la Sicilia. Questa è un?opera che risolverà un problema che
all?Italia è arrivato a costare 90 milioni di euro nel solo mese dell?agosto
scorso. L?efficienza energetica si assicura cominciando da queste decisioni di
poco impatto mediatico ma di grande valenza economica. Confindustria è
intervenuta di recente sui governatori del Sud per spiegare come sia ormai
prioritario e di interesse soprattutto delle regioni a basso reddito spingere
il PUN (prezzo unico nazionale) al ribasso grazie alle nuove interconnessioni
che "vettoriano concorrenza". L?attenzione sollevata sul tema delle
macro zone dal decreto anticrisi è servita a focalizzare l?interesse generale
sul tema sprechi e rendite da congestione».
( da "RomagnaOggi.it" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
26 febbraio 2009 -
9.07 (Ultima Modifica: 26 febbraio 2009) ''Per costruire una centrale nucleare
con tutti i permessi ci vogliono cinque anni, per avere tutte le autorizzazioni
necessarie di sicurezza, di verifica, di progettazione sono necessari tre,
quattro anni. L'obbiettivo nostro, e' di arrivare entro la fine della
legislatura a posare la prima pietra di un gruppo di centrali nucleari".
Lo ha ribadito il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, a
proposito dell'intesa siglata tra Italia e Francia sul nucleare. Per l'energia
nucleare ''intendiamo usufruire delle tecnologie piu' moderne, quindi dare
spazio a tutte le imprese che vogliono impiantare centrali nel nostro Paese. Ci
sono altri contatti, perche' il mercato decide cosa fare'', mentre ''il governo
da' gli orientamenti'', ha aggiunto Scajola. "La tecnologia piu' avanzata
e' l'Epr francese e l'Ap americana'', ha ricordato Scajola sottolineando che
''ci sara' spazio per tutte le imprese che vorranno costruire centrali per
coprire il 25% del fabbisogno energetico che dovra' venire dal nucleare".
Quanto ai tempi per la realizzazione delle centrali, il ministro ha auspicato
che il ddl in discussione al Senato, nel quale figurano ''tutte le procedure
del rientro dell'Italia nel nucleare'', diventi legge ''entro la meta' di aprile''.
Confindustria, ok al nucleare: ma occhio alla burocrazia. ''Bene l'accordo
Francia-Italia sul nucleare. Il governo cosi' anticipa i tempi, dimostra
determinazione e soprattutto risparmia''. Il governo dovra' pero' garantire gli
investitori dai possibili rischi rappresentati da burocrazia e comitati. E' il giudizio del vicepresidente di
Confindustria per l'Energia e il mercato, Antonio Costato, che spiega:
''Confindustria da tempo raccomanda che la tecnologia venga scelta al piu'
presto, e che sia di un tipo solo, massimo due, perche' le centrali saranno
minimo sei e massimo dieci e perche' c'e' il rischio che quello che oggi costa
cinque, possa tra sette anni, alla posa effettiva della prima pietra, costare
dieci, con tempi di consegna raddoppiati''. Attacco di Legambiente. "Un
accordo pericoloso e miope. Perche' tutti gli studi internazionali mostrano che
il nucleare e' la fonte energetica piu' costosa e perche' rimane aperta la
questione delle scorie e della sicurezza". Cosi' Vittorio Cogliati Dezza,
presidente di Legambiente, valuta il protocollo intergovernativo firmato oggi a
Roma da Silvio Berlusconi e Nicolas Sarkozy e i due memorandum siglati da Enel
e Edf che coprono tutta la filiera del nucleare e prevedono la costruzione di 4
centrali nucleari di terza generazione in Italia, la prima operativa dal 2020.
( da "Nazione, La (Lucca)" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
CALCIO LUCCA pag. 8
Aldo Grandi Lucca GIULIANO Giuliani ha idee chiare e poco, pochissimo tempo da
perder... Aldo Grandi Lucca GIULIANO Giuliani ha idee chiare e poco, pochissimo
tempo da perdere. Per lui i tempi sono sempre troppo
ristretti e le lungaggini della burocrazia e della politica sono un fardello difficile da sopportare dal
quale, però, non si può prescindere. «E' tutta la giornata dice che mi chiamano
per dirmi se è vero che saremmo pronti a realizzare la Cittadella dello Sport
rinunciando allo stadio. E' bene spiegare che io non ne so niente e, per
me, resta sempre valido il progetto che prevede la realizzazione del nuovo
impianto e della Cittadella dello Sport. Questo è quanto mi hanno ribadito sia
il sindaco, sia l'assessore Moschini. Se qualcuno ha dei ripensamenti, lo dica
apertamente. Io ho piena fiducia nell'operato del Comune. Cipriano Costruzioni,
Valore di Prato e Pagine Sì hanno investito, quest'anno, oltre 1 milione 300
mila euro. L'anno prossimo ci vorrà il doppio. Pensate che, se anche dovesse
andare in porto l'affare stadio, ci vorrebbero due anni per completare l'iter
amministrativo e altri quattro per costruirlo. Ricominceremmo, quindi, a
recuperare qualche soldo solo fra sei, sette anni. Intanto, però, bisogna
investire. Ecco che il facile guadagno non esiste. Bisogna tirare fuori il
denaro e pazientare». IL PRESIDENTE dello Sporting Lucchese è stanco di parlare
sempre delle medesime cose: «Invece di continuare a pensare al nuovo stadio,
perché non si pensa a far venire più tifosi possibile allo stadio? Contro il
Gavorrano, al "Porta Elisa", voglio lo stadio pieno, voglio che i
maremmani entrino nel catino dello stadio di Lucca e si sentano assediati. Io
sono convinto che non ci sarà bisogno di fare a piedi da Borgo San Lorenzo a
Lucca, perché la promozione matematica la centreremo in casa con il Gavorrano.
A quel punto niente più
( da "Nazione, La (Firenze)" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
GIORNO E NOTTE
FIRENZE pag. 25 SABATO calerà il sipario sul negozio di filati di Borg...
SABATO calerà il sipario sul negozio di filati di Borgo San Jacopo, che
Beatrice Galli, la titolare, ha reso celebre in tutto il mondo. «Mi dispiace
davvero tanto spiega commossa ma sono costretta a lasciare. Per assistere mia
madre, che ha bisogno di me, ma anche a causa degli studi
di settore e del peso della burocrazia, che oggi, in tempi economicamente difficili, non mi permettono
più di mandare avanti la mia attività». Un'attività iniziata con tanta passione
nel lontano 1967, quando Beatrice era ancora una ragazzina. «Fino al 2001 il
negozio era in via Guicciardini, poi mi sono trasferita in Borgo San Jacopo.
Ma non ho perso una cliente». Le sue «signore», come le chiama Beatrice,
l'hanno seguita infatti in tutti questi anni, le hanno chiesto consigli per
realizzare sciarpe e cappelli, fatti rigorosamente con i suoi pregiatissimi
filati, e hanno contribuito a renderla famosa in tutto il mondo. «La gran parte
delle mie clienti è straniera: australiane, americane, giapponesi, tedesche»,
sottolinea Beatrice. «E, devo dire, se a fare l'artigiano non si guadagna, sono
state loro, con il loro affetto, a ripagarmi del mio lavoro». C'è chi le ha
donato una tela raffigurante la vetrina del negozio, chi le ha fatto un'intervista,
pubblicata poi su una rivista giapponese, chi ha promosso gli oltre mille
filati colorati di Beatrice all'estero. Ognuna, nel suo piccolo, l'ha
sostenuta. «Nel corso di questi anni, mentre Firenze cambiava aggiunge Beatrice
le mie clienti sono state per me un punto di riferimento costante». «Perché la
mia città è cambiata e in peggio», sospira. «Tanti esercizi storici, tanti
artigiani hanno dovuto chiudere e nessuno li ha sostenuti spiega ; senza
contare gli scempi compiuti da chi ha amministrato la città». «Basta guardare
cosa hanno fatto qua», indica l'argine dell'Arno, visibile dalla terrazza del
suo negozio, che, prima in pietra, è stato quasi completamente intonacato.
Monica Pieraccini
( da "Nazione, La (La Spezia)" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
CRONACA LA SPEZIA
pag. 6 STEFANO Faggioni di Cadimare. Un «pirata» a tutti gli effetti come
sono... STEFANO Faggioni di Cadimare. Un «pirata» a tutti gli effetti come sono
tutti gli abitanti della costa di Ponente, intesi come amanti dei luoghi. Lui è
sempre in prima fila a difendere i cittadini: quando si tratta di parlare di disservizi,
di disagi e di quant'altro. Logico pensare che la sua riflessione sulla città
non sia benevola nei confronti del potere. Il suo primo giudizio? «Viene fatto
poco, anzi nulla per generare opportunità di lavoro, di impiego, di sviluppo
economico. Si interviene solo a piangere, a cercare di ridurre i danni di
chiusure e licenziamenti». Per questo si domanda dove sono i tanti posti di
lavoro nel terziario avanzato che dovevano sorgere nella ex area Ip. Spariti
con i progetti. E si domanda perchè non vengono creati incentivi affinchè le
industrie siano invogliate a realizzare insediamenti. La sua lente di
ingradimento mette a fuoco soprattutto il Ponente. «La costa ha grandi
potenzialità di sviluppo sottolinea , potenzialità frenate
dalla burocrazia e dai
tempi biblici dell'Autorità portuale». Uno dei suo cavalli di battaglia, da
sempre, è la viabilità sulla Napoleonica che attraversa borgate e centri
abitati. «Questa arteria sottolinea è diventata palesemente inadeguata al
traffico, è abbandonata dalla Provincia che ora ne ha competenza.
Nessuno ha mai voluto costruire dei by pass in galleria per salvare i quartieri
dall'assalto delle auto». Concludento le sue riflessioni, Faggioni lancia un
invito: quello di favorire il trasporto via mare. «Niente bus turistici sulla
Napoleonica, ma battelli che fanno la spola nel Golfo dalla Morin a Porto
Venere, senza soste». Il futuro di Spezia? «Il turismo, anzitutto. In
particolare il turismo nautico, l'unica risorsa in prospettiva per la nsotra
economia».
( da "Wall Street Italia" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
G8: Tremonti, regole
punto fondamentale presidenza italiana di ANSA Ministro economia, ipotesi detax
per sostenere paesi poveri -->(ANSA) - ROMA, 26 FEB - Sara' la questione
delle 'regole' il punto fondamentale su cui puntera' la presidenza italiana del
G8. Lo ha detto il ministro Tremonti. In un'audizione alle Commissioni Affari
esteri della Camera e del Senato, ha sottolineato che 'c'e' un punto
fondamentale su cui abbiamo posto particolare forza, quello dell'ordine e delle
regole'. Ha poi evidenziato che 'il volume dei derivati e' 12,5 volte il Pil
del mondo' ed ha parlato di un'ipotesi di detax, per destinare i proventi ai
paesi poveri.Tornando sulle regole, Tremonti ha spiegato che 'c'e'
un'asimmetria tra la struttura del mercato, globale, e la struttura
istituzionale non globale. Il mercato si e' aperto e il sistema di regole e di
giurisdizione si e' segmentato in un modo progressivo. Il mondo e' globale, le
giurisdizioni restano locali e perdono progressivamente uniformita''. Ha poi
sostenuto che in Europa 'io non ero contro le regole ma contro l'eccesso di
regole. Dicevo che dovevamo proteggerci da un eccesso di burocrazia'. Ha quindi rivelato che
nell'ambito della presidenza italiana del G8 'lavoreremo all'ipotesi di una
Detax, ovvero l'esclusione di un pezzettino dell'imposta degli scambi o delle
accise, per noi e' l'Iva, affinche' i proventi, attraverso i canali del
volontariato, vengano destinati a Paesi dove c'e' poverta''. 'E'
fondamentale tenere aperti i canali della solidarieta'.(ANSA).
( da "Trend-online" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
G8: Tremonti, regole
punto fondamentale presidenza italiana ANSA NEWS, clicca qui per leggere la
rassegna di Ansa , 26.02.2009 11:26 Scopri le migliori azioni per fare trading
questa settimana!! (ANSA) - ROMA, 26 FEB - Sara' la questione delle 'regole' il
punto fondamentale su cui puntera' la presidenza italiana del G8. Lo ha detto
il ministro Tremonti. In un'audizione alle Commissioni Affari esteri della
Camera e del Senato, ha sottolineato che 'c'e' un punto fondamentale su cui
abbiamo posto particolare forza, quello dell'ordine e delle regole'. Ha poi
evidenziato che 'il volume dei derivati e' 12,5 volte il Pil del mondo' ed ha
parlato di un'ipotesi di detax, per destinare i proventi ai paesi
poveri.Tornando sulle regole, Tremonti ha spiegato che 'c'e' un'asimmetria tra
la struttura del mercato, globale, e la struttura istituzionale non globale. Il
mercato si e' aperto e il sistema di regole e di giurisdizione si e' segmentato
in un modo progressivo. Il mondo e' globale, le giurisdizioni restano locali e
perdono progressivamente uniformita''. Ha poi sostenuto che in Europa 'io non
ero contro le regole ma contro l'eccesso di regole. Dicevo
che dovevamo proteggerci da un eccesso di burocrazia'. Ha quindi rivelato che nell'ambito della presidenza italiana
del G8 'lavoreremo all'ipotesi di una Detax, ovvero l'esclusione di un
pezzettino dell'imposta degli scambi o delle accise, per noi e' l'Iva,
affinche' i proventi, attraverso i canali del volontariato, vengano destinati a
Paesi dove c'e' poverta''. 'E' fondamentale tenere aperti i canali della
solidarieta'.(ANSA).
( da "Corriere Adriatico" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
"E' questa la
strada giusta" Il popolo del Pd dice sì a Franceschini ed è pronto a
sostenere il bis di Silenzi Dario Franceschini? "Ci piace e crediamo in
lui". Giulio Silenzi? "Rappresenta la continuità, la concretezza e la
capacità amministrativa". Il Pd in salsa locale, con gli occhi rivolti
alle prossime provinciali, si dichiara "unito, compatto e
determinato" intorno alla candidatura, non ancora ufficializzata,
dell'attuale Presidente della provincia di Macerata Giulio Silenzi. Ma si dice
anche fiducioso sulla virata Franceschini rispetto al progetto veltroniano.
"Franceschini ha tutto il mio appoggio ha detto Giorgio Berdini,
segretario del partito locale E' fondamentale, che vertice e base, lavorino
nella stessa direzione con spirito di servizio. In casa nostra si respira un
clima sereno, laborioso, di squadra. In vista delle provinciali, sarò al fianco
del presidente Silenzi, un candidato che rappresenta concretezza e capacità
amministrativa. A Civitanova ha aggiunto ci sono le condizioni per far si che
le cose vadano bene rispetto a un centro destra che governa prescindendo dalle
norme e dalle leggi". Da vero tifoso del Pd, Angelo Gattafoni ricorda
Veltroni: "rappresentava bene il partito ma lui e il suo gruppo hanno
tentato di rompere le catene di comando dal centro alla periferia" ed
applaude Franceschini " lo stimo molto e il suo discordo mi ha
convinto". Gattafoni lancia infine consigli: "i leader interni
dovrebbero fare un passo indietro, aprirsi all' esterno e puntare sul rinnovamento
che non è solo giovani ma gente fresca e pronta a lavorare". Poi parla di
Silenzi "come l'unico che può vincere le elezioni provinciali".
Fiducia nel partito, arriva anche dall'assessore provinciale, Alessandra
Boscolo. "Ci stiamo dando da fare per la riconferma del presidente
Silenzi. Ha sempre lavorato per la gente, per risolvere i
problemi sbaragliando il campo dalla burocrazia". Della stessa opinione il consigliere Stefano Massimiliano
Ghio che ribadisce "l'omogeneità del Pd civitanovese. Nessuna spaccatura
ma unità intorno a Silenzi che rappresenta l' unico candidato possibile alle
provinciali". Sulle candidature nei collegi, annuncia. "Ci
saranno persone forti e competitive". "Sono convinto che Franceschini
ha fatto sapere l'esponente del Pd, Francesco Micucci - possa fare un buon
lavoro. Per quanto riguarda noi, c'è un clima positivo intorno alla riconferma
di Silenzi. Ha svolto un buon lavoro portando soluzioni laddove il Comune non è
stato in grado di farlo". Giorgio Palombini: "La scelta di Franceschini
è stata sicuramente giusta. E' una persona equilibrata, capace e giovane. Ha
un'ottima opportunità di fare bene. I nostri equilibri interni non hanno
particolarmente risentito della crisi nazionale. Probabilmente perché siamo
molto impegnati per la nuova sfida, le provinciali, che vedrà tutto il mio
sostegno al Presidente Silenzi, un leader forte, carismatico e vincente.
Silenzi ha fatto molto bene il suo lavoro, a Civitanova ma più in generale
nella Provincia". Il sostegno a Silenzi arriva anche dal consigliere Roberto
Belardinelli che spera "nella reale volontà di candidare persone capaci e
forti nei vari collegi". PAOLA VEROLINI,
( da "Sicilia, La" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
promozione
territoriale Turismo, intervento di Torchi «Una flessione imbarazzante» Finisce
in Procura la vicenda del muro crollato un mese fa in via Michele Pulino nel
quartiere Dente distruggendo due auto in sosta. Tutto è rimasto invariato,
essendo stato tutto limitato ad una precaria recinzione senza rimuovere né i
detriti nelle macchine. Ci sono, tra l'altro, ulteriori rischi perché, secondo
quanto è stato accertato, sarebbero proprio le vetture (una Wolkswagen Passat e
una Ford Ka) a sostenere il resto del muro che è pericolante. Ne è scaturita
una denuncia alla procura della Repubblica di Modica che è stata presentata
dall'avvocato Salvatore Giurdanella, il quale tutela gli interessi dei
proprietari delle due auto e dei residenti della via Michele Pulino, che sono
in stato d'allerta perché allarmati dell'accaduto. Tra l'altro il persistere
delle precarie condizioni atmosferiche aggrava la situazione. "La lentezza della burocrazia - ha dichiarato l'avvocato Giurdanella - è in questo caso
appesantita dalla mancanza di certezze sulla proprietà del muro franato. Non
risulta chiaro infatti se la messa in sicurezza e il pagamento dei danni
spettino al Comune, oppure al proprietario della casa disabitata di cui il muro
è parte integrante. Dalle ricerche catastali effettuate risulta un
"buco" di qualche anno che rende problematico risalire all'attuale
proprietario dello stabile. A questo proposito si è resa necessaria la nomina
di un perito". GI. BU.
( da "Sicilia, La" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
vittoria Gli abiti del
Carnevale non finiscono in armadio Ispica. Incontro sull'impiantistica sportiva
g.f.) Nella sede dell'ufficio Sport del Comune si è svolta una riunione cui
hanno partecipato le società sportive dell'Atletico Ispica, Millennium, il
Tempio, Poseidon, Raimbow, Arcobaleno Ispica, B-Dharma karate, Karting club e
Virtus Ispica con l'assessore comunale allo Sport, Marco Santoro. Oggetto
dell'incontro la problematica dell'impiantistica sportiva e l'erogazione dei
contributi per la stagione sportiva 2007/2008 per trovare soluzioni adeguate e
snelle per ogni problema. I dirigenti delle società presenti all'incontro hanno
apprezzato l'iniziativa suggerendo possibili interventi con l'obiettivo di
migliorare la gestione, i servizi e l'impiantistica sportiva. L'ambizione del
neo assessore allo Sport, Marco Santoro, come ha avuto modo di dichiarare,
quella di rendere «maggiormente protagoniste e responsabili le società sportive
con un possibile affidamento della gestione degli impianti attraverso criteri
certi e trasparenti. Da enti fruitori saranno chiamati ad essere enti
co-responsabili del miglioramento delle discipline sportive e degli impianti».
I contributi saranno elargiti all'insegna della semplificazione burocratica con
l'acquisizione della «dichiarazione di responsabilità» che sostituirà buona
parte del cartaceo. Meno burocrazia e più efficienza insomma, un'innovazione condivisa anche dal
sindaco Piero Rustico a cominciare dall'annata sportiva in corso. Ispica.
Nomine nel Consiglio direttivo Avis g.f.) Con la nomina dei responsabili nei
vari settori operativi il Consiglio direttivo della sezione comunale dell'Avis
di Ispica, per il quadriennio 2009/2012, è diventata operativa nella sua
interezza. Nel corso dell'ultima riunione del direttivo, presieduto dal
presidente Michele Rizza, il vice presidente vicario, Rosario Ricca è stato
nominato referente per la scuola, mentre la co-segretaria Maria Grazia Cappello
è stata nominata referente nell'ambito sportivo, del tempo libero, delle
comunità parrocchiali e delle iniziative progettuali. Il tesoriere Giuseppe
Fidelio ha ricevuto l'incarico di redarre il programma delle presenze dei
consiglieri per quanto riguarda le giornate delle donazioni, per prevenire ogni
possibile disagio ai donatori, i membri del direttivo hanno ricevuto poi i
seguenti incarichi: Carmelo Stornello responsabile dell'area sanitaria; Adele
Amore, delle donne; Salvatore Sessa responsabile dell'ambito lavoro, nello
specifico attività commerciali, aziende varie, uffici; Alfredo Zocco
responsabile delle associazioni e circoli e Salvatore Barone responsabile
promozione e propaganda, organizzazione sede. Queste le cariche per quanto
riguarda il collegio dei Revisori dei conti: Carmelo Ciatto presidente, Massimo
Donzello vice presidente, Giambattista Amore componente. La prossima riunione
sarà dedicata tutta alla programmazione delle manifestazioni per l'anno in
corso. Ispica. Ristrutturazione torre dell'orologio g.f.) Terminati i lavori di
ristrutturazione della Torre dell'orologio di piazza Regina Margherita si è
dato il via all'intervento della messa in funzione della campagna dell'orologio
per i rintocchi delle ore, della «sirena» che nella giornata della S. Pasqua
saluta l'incontro fra il Cristo Risorto e l'Addolorata, soprattutto c'è attesa
per l'ultimazione di questi ultimi interventi per il ripristino della
«Ciccannina», un rintocco continuo alle quattro del mattino, che per i
contadini veniva considerata «la sveglia» per cominciare a preparare la
giornata lavorative nelle campagne del territorio ispicese.
( da "Gazzettino, Il" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Una rivoluzione
culturale per poter unire le due Italie Giovedì 26 Febbraio
( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del
26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Leggi anticrisi,
artigiani a confronto Giovedì 26 Febbraio 2009, Alle leggi finanziarie è dedicato
il convegno promosso da Confartigianato Pordenone domani, alle 18, nella sala
convegni del Don Bosco di Viale Grigoletti a Pordenone. È l'annunciato
"anno della crisi", i 12 mesi a crescita meno, ovvero il 2009. Dopo
il crollo esploso a settembre, che è seguito allo scandalo dei mutui subprime,
al fallimento di grandi istituti di credito negli Usa, dopo una serie di
vicende prettamente finanziarie, ecco che l'ondata è piombata sulle imprese con
un impatto che ancora non è possibile ben valutare. «Nel mondo dell'artigianato
- spiega il presidente di Confartigianato Pordenone, Silvano Pascolo - non è
cosi automatico accostare la parola crisi a "chiusura" ,
"dismissione", "licenziamenti", perché da sempre
l'artigiano cerca strade diverse da percorrere, si rinnova e si reinventa per
creare un nuovo futuro. Investe su di sé, sulle proprie abilità e capacità,
sulla propria impresa e i collaboratori, modulando produzione e servizio alle
nuove esigenze, ai diversi bisogni, su ciò che manca o ancora non c'è. Queste
peculiari capacità non salveranno tutte le imprese dalla crisi - riconosce
Pascolo - certamente consentiranno alla maggior parte di riposizionarsi e di
attendere l'inevitabile ripresa». È chiaro che queste imprese «hanno bisogno di
poter contare su partner affidabili per attraversare con successo il periodo di
congiuntura negativa appena iniziato: un fisco equo, una burocrazia amica, enti pubblici attenti
e celeri nelle risposte, capaci anche di investire per ridare slancio
all'economia, finanziamenti adeguati e disponibili, tanto più oggi che il tasso
di sconto è a livelli tali da consentire gli investimenti, e un sistema del
credito flessibile e aperto, oculato ma non "tirchio"». Quanto
di tutto ciò è rintracciabile nelle leggi finanziarie nazionale e regionale? E
nel provvedimento anti-crisi? Quanto lo Stato e la Regione sono pronti a
scommettere sulla capacità delle imprese di questo territorio, piccole, medie e
grandi, di affrontare la crisi e uscirne più forti, più innovative, più
competitive? Saranno questi i temi dell'incontro di domani. Parteciperanno,
oltre al presidente Pascolo, il parlamentare Manlio Contento, l'assessore
regionale Luca Ciriani, il direttore delle politiche fiscali di Confartigianato
Andrea Trevisani. Coordina Gianfrnco Trebbi, direttore Confartigianato Fvg.
( da "Denaro, Il" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Napoli verso il
nauticsud Guida: La fiera, vanto per la città L'assessore: I progetti? Buon
punto di partenza per discutere il futuro di Napoli "Partire da progetti
concreti per disegnare il futuro di Napoli è un'ottima idea e lo dico prima di
imprenditore e poi da tecnico prestato alla politica". Diego Guida,
assessore al Decoro urbano del Comune di Napoli, giudica molto
"positivamente" gli stimoli che giungono dal Nauticsud "per
pensare uno sviluppo diverso della città di Napoli". Per Guida è
"innanzitutto importante che il Nauticsud si tenga di nuovo in città,
visto che è una manifestazione molto che gode di un'ampia eco in tutto il
Mezzogiorno e in Italia". Allo stesso tempo, l'editore evidenzia "la
necessità di cominciare a discutere in concreto tutti i progetti che potrebbero
far superare la fase di stallo". Cosa ne pensa dei nove progetti
presentati da Nauticsud per lo sviluppo della portualità turistica a Napoli e
in Campania? Penso siano un'ottima base di partenza per un discorso più ampio
mirato a pensare alla città del futuro. E' il momento che tutti si
interroghino, i politici per primo, sul futuro che vogliamo dare alla nostra
città. Ci sono alcune situazioni che meritano di essere approfondite, studiate
nei dettagli e non sottovalutate. A cosa si riferisce? E' importante che il Nauticsud
si tenga ancora a Napoli. Nonostante le tante difficoltà e le tribolazioni, il
patron Lino Ferrara ha dimostrato che anche nella nostra città è possibile
realizzare un evento importante che gode di una vastissima eco e che attira
tanti imprenditori. Ne sono felice prima come cittadino e poi tecnico prestato
momenteamente alla politica. Con questo genere di azioni, Napoli dimostra
davvero di poter ambire a diventare la capitale del Mediterraneo, il ponte di
collegamento naturale tra Nord e Sud dell'Europa e recuperare importanza
strategica nei traffici commerciali. In questi giorni si parla molto di
progetti bloccati per una città che non riesce più a pensare al futuro. Come
sbloccare i progetti riposti nel cassetto? Penso sia importante cominciare a
discutere di quelle azioni che sono realizzabili in tempi brevi. Lasciando da
parte i casi specifici, come potrebbe essere ad esempio il waterfront, bisogna
partire da quelle idee che siano condivise da tutti gli attori: cittadini,
politici e imprenditori. Pensa a un tavolo di confronto per la città? Tavolo è
una parola un po' pesante: si rischia di mettere burocrazia anche quando non serve. No,
mi riferisco alla necessità di partire da una base condivisa di intenti da cui
tracciare le linee per la crescita. Spesso sotto accusa c'è la burocrazia: come semplificare le
procedure? Le procedure si semplificano se c'è volontà da parte di tutti di
andare avanti e di arrivare a una soluzione. Proprio per questo giudico
fondamentale che tutta la città di Napoli ritrovi la speranza nel futuro e la
voglia di fare. Bisogna smetterla di mettersi di traverso sui progetti di
crescita. Che ruolo può giocare l'economia del mare per la crescita della
città? Un ruolo fondamentale, insostituibile. Napoli è una città che vive sul
mare: sarebbe da sciocchi pensare a un futuro in cui la nautica da diporto e,
in generale, le imprese del mare non fossero protagoniste. Abbiamo tanti esempi
di città nel mondo che dal mare hanno ritrovato la via dello sviluppo: perchè
non potremmo farlo anche noi? Abbiamo una strada spianata davanti a noi, la
possiamo percorrere tutti insieme. A.v. del 26-02-2009 num.
( da "Sestopotere.com" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Amministrative, fase
di ascolto per la costruzione del programma del candidato sindaco di Cesena del
PdL Italo Macori (26/2/2009 18:29) | (Sesto Potere) - Cesena - 26 febbraio 2009
- Come creare nei fatti (e non solo prefigurare in linea di principio) una
città favorevole al radicamento e allo sviluppo delle imprese e, di riflesso,
dell'economia e della coesione sociale dell'intero territorio. E' il tema
cruciale che campeggia negli incontri tenuti dal candidato sindaco di Cesena
del Pdl Italo Macori con le organizzazioni di rappresentanza imprenditoriale di
commercio, artigianato, agricoltura e industria. "Le nostre proposte
concrete - dice Macori - per creare un contesto ambientale favorevole allo
sviluppo stanno ottenendo il gradimento delle organizzazioni: l'agenzia per le
imprese, un nuovo sistema di governance di Hera e delle società partecipate che
privilegi gli interessi dei cittadini e non quelli della holding, lo
snellimento della burocrazia con
la riduzione e la fissazione di tempistiche certe da rispettare da parte dell'ente
pubblico, il potenziamento dei Confidi, la riduzione dei tempi e la definizione
di nuovi standard urbanistici per le realizzazione delle aree produttive, il
rilancio in grande stile del centro come polo commerciale attraverso un sistema
della circolazione e della sosta non penalizzante nei confronti di chi
si sposta, l?integrazione reale tra università e sistema economico locale. Sono
i punti qualificanti del Pdl che ci siamo impegnati a tradurre in atto già nei
primi mesi del nostro governo della città. Sul nostro programma abbiamo notato
piena convergenza da parte delle organizzazioni". "Gli incontri -
aggiunge il candidato sindaco del Pdl - sono stati utili anche per confrontarsi
sulla crisi che sta sempre più attecchendo nel nostro territorio, di fronte
alla quale è necessario porre in atto strategie efficaci e rapide per
contrastarla. L'ente pubblico deve fare la sua parte, congiuntamente agli altri
partner istituzionali e in fattiva collaborazione con il sistema delle imprese,
delle forze sociali e del sistema creditizio. Il Pdl al governo della città
taglierà le spese pubbliche inutili, per creare un fondo a sostegno del
reddito: il 60% da destinare alle famiglie e il 40% alle imprese".
( da "AprileOnline.info" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Ombre cinesi Enrico
Campofreda, 26 febbraio 2009, 19:26 La riflessione Gesto disperato o prodromo
di nuove clamorose proteste il tentativo di ieri a Pechino, con cui due uomini
e una donna hanno tentato di darsi fuoco dentro un'auto nei pressi di
un'apparente accessibilissima piazza Tienanmen, è il segnale di quanto la Cina
tema il dissenso A circa un anno dalle manifestazioni dei suoi monaci, che in
occasione dei Giochi Olimpici cercarono d'attrarre l'attenzione del mondo sulle
vessazioni subìte a opera della nomenklatura del colosso asiatico, il Tibet si
ritrova blindato sotto la possente prova di forza della polizia cinese che
presidia le strade. In questi giorni i fedeli del Dalai Lama hanno dovuto
osservare una sorta di stato d'assedio della capitale Lhasa con tanto di
stranieri, turisti compresi, messi con fermezza alla porta. Eppure c'è chi
giura che nella scadenza del cinquantesimo anniversario dell'esilio del capo
spirituale - che appunto nel 1959 per la repressione seguente alla rivolta
anticinese fu costretto a riparare in India - le proteste si riaffacceranno.
Quanto pacifiche non è dato sapere, perché se il Dalai prosegue a testimoniare
con fermezza la prassi della non violenza, proprio un anno fa molti monaci non
ci stettero a farsi massacrare a colpi di manganello. La repressione fece una
ventina di morti secondo le fonti pechinesi; duecento a detta dei rivoltosi.
Anche la Cina sta facendo i conti con la recessione mondiale e ha dovuto
iniziare a pagare il duro scotto del rovescio della medaglia di quel
partenariato con gli Stati Uniti che tanto sfrenatissimo sviluppo aveva finora
prodotto. Da mesi il colosso orientale subisce il riflesso dello sconquasso
degli azzardi affaristici che hanno fatto naufragare l'economia americana.
Azzardi e insopportabile tenore di vita che l'infinita quantità di prodotti
cinesi immessi sul mercato statunitense hanno contribuito a tenere alti. Un
circolo diventato vizioso per i continui crediti che il gigante della
produzione faceva al suo maggiore cliente trasformatosi in ciclopico debitore.
Così mentre le ammirate banche di Wall Street, maestre di liberismo, bruciavano
i loro fondi alcuni maggiori istituti di credito cinesi sono dovuti venire in
soccorso sobbarcandosi prima limature di guadagni poi addirittura perdite. Il
Pil cinese, che nel 2007 era a due cifre attestato al 13%, l'anno scorso si è
quasi dimezzato. Ma quel 6,8% che farebbe sognare qualsiasi europeo, e non
solo, per il boom asiatico è un gravissimo stop. Il governo ne è preoccupato
perché può trascinarsi dietro mancanza di lavoro e rivolte sociali, non solo da
parte dei 400 milioni di contadini poveri che in tante province rischiano
condizioni d'indigenza che da decenni il Paese non conosceva, ma per il neo
ceto medio, appagato da scalata sociale e consumismo, che vedrebbe rapidamente
decadere il suo rango. Non è un caso che la politica estera di Obama si sia in
prima battuta rivolta - pro domo sua - proprio alla Cina dove il Segretario di
Stato Hillary Clinton è stata in visita nei giorni scorsi. Alla faccia del
Medio Oriente vicino e lontano. La partita economica fra i due partner sarà
lunga perché ognuno ha bisogno dell'altro. Gli Usa dei capitali cinesi, il
colosso asiatico dei servigi della diplomazia americana, visto che su libertà e
diritti civili la comunità internazionale fa in alcuni casi verso la Cina la
voce grossa. Proprio la vicenda del Tibet aveva messo in seria difficoltà i
politici di Pechino ancor più delle clamorose contestazioni che, da quella
studentesca di vent'anni or sono coi carri armati sotto la Porta della Pace
Celeste, periodicamente si susseguono seppure nascoste ai media di tutto il
mondo. E' ammessa soltanto, come forma di protesta individuale peraltro
antichissima, la petizione all'autorità che singoli
cittadini possono portare nei Palazzi della burocrazia e del potere chiedendo istanze di giustizia. L'episodio di ieri,
precisano fonti governative, starebbe a metà fra l'idea di giustizia e il
dissenso ma assolutamente privati. Eppure nella capitale la sorveglianza di
polizia ed esercito è in crescita e il timore di disordini collettivi non è
affatto sopito. La tensione politico-economica da cui scaturisce
l'amore-odio fra Usa e Cina s'è rinfocolata in queste ore con una nota del
Dipartimento di Stato americano che torna sulla carenza dei diritti umani nel
Paese asiatico e irrita la leadership pechinese. La quale risponde per le rime:
"Invitiamo gli Stati Uniti a concentrarsi sui propri problemi in materia
di diritti dell'uomo e smetterla di atteggiarsi a custodi di tali diritti in
tutto il mondo". Un ping pong mica distensivo come quello fra Nixon e Mao
che acuisce anziché allentare un reciproco nervosismo. Giunge comunque a visita
conclusa, infatti durante il suo soggiorno asiatico la Clinton non ha
assolutamente fatto cenno alla questione dei diritti per non compromettere
l'aspetto affaristico della missione. Ora a rinfocolare il problema, oltre
all'autodafé dei tre di piazza Tienanmen, giunge il caso dell'avvocato Gao
Zhishen, già l'anno scorso in odore di Nobel per la pace, che è stato ancora
una volta sequestrato e tradotto in un luogo sconosciuto. In una lettera di
denuncia lasciata ai familiari, e ora diffusa dal movimento religioso Falun
Dafa che in Cina è fuorilegge, l'uomo descrive le torture cui per mesi in un
precedente arresto è stato sottoposto dai poliziotti cinesi.
( da "Quotidiano.it, Il" del 26-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Santori "Sanità
regionale, un altro passo indietro" Ancona | Il Vice Presidente del
Consiglio Regionale Avv. Vittorio Santori interviene in merito sul tema Area
Vasta, definita da questi una inutile scatola cinese. Vittorio Santori Normal 0
14 false false false IT X-NONE X-NONE MicrosoftInternetExplorer4 Il Vice
Presidente del Consiglio Regionale Avv. Vittorio Santori interviene in merito sul
tema Area Vasta, definita da questi una inutile scatola cinese "La Giunta
Spacca e la sua maggioranza in Consiglio Regionale hanno perso un'occasione
davvero unica che avrebbe potuto costituire la svolta, l'inversione di tendenza
in materia di erogazione dei servizi sanitari. L'Area Vasta, ideata
dall'Assessore Mezzolani ed approvata nella seduta del 26.02.2009 dal Consiglio
Regionale è invece un'ulteriore inutile struttura che si interpone tra le Zone
Territoriali e l'ASUR Unica Regionale. Una scatola cinese che appesantirà
l'attuale organizzazione provocando ulteriori costi amministrativi senza alcun
beneficio per i cittadini. Bastava conferire personalità giuridica all'Area
Vasta provinciale per dotare la stessa di autonomia di spesa, potere decisionale
e potere di controllo soprattutto nell'ambito dei livelli di qualità e quantità
di erogazione dei servizi sanitari. Inoltre, si sarebbe attivata
l'importantissima funzione di monitoraggio della spesa sanitaria, vera
anticamera per l'eliminazione delle erogazioni inutili e clientelari, nonché
delle sacche di inefficienza. Ma a questa maggioranza manca la volontà di
perseguire una politica sanitaria coerente con le dichiarazioni programmatiche
e nell'interesse dei cittadini. Ne è prova la recente Legge Regionale per
l'assunzione di massa senza concorso pubblico per 1.300 lavoratori precari,
(tra l'altro impugnata dal Commissario di Governo), e l'Atto Amministrativo
contenente i criteri di ripartizione dei progetti speciali di competenza del
Fondo Sanitario Regionale - Spesa di parte corrente che vengono distribuiti sul
territorio in modo sommamente iniquo e parziario perpetrando la politica di
favore del territorio anconetano e nordista rispetto al territorio ascolano e
sudista. Tali azioni contrastano nettamente con le belle dichiarazioni del
Presidente Spacca e dell'Assessore Mezzolani più volte proferite sul
contenimento della spesa, ricerca dell'efficienza dei servizi e sull'equa
distribuzione degli stessi sul territorio. Infatti nella realtà ci troviamo di
fronte alla creazione di strutture inutili, all'aumento della burocrazia, al mantenimento delle
attuali gravi disuguaglianze di ripartizione della spesa sanitaria ed
all'allontanamento dei servizi dai cittadini. Non sarà sfuggito il proposito
dell'Assessore Mezzolani di voler ridurre al massimo i servizi diagnostici
privati sul territorio penalizzando senza alcuna utilità i laboratori privati
ed i centri di prelievo e con essi penalizzando direttamente i cittadini
e le persone malate necessitanti di analisi di laboratorio periodiche. Il
territorio ed i cittadini ascolani non hanno bisogno di queste cose: nè di
questo tipo di Area Vasta né di ulteriori promesse o peggio ancora di
"delegati speciali" ma unicamente di interventi seri e decisi di buon
governo della sanità che permetteranno a tutti di poter usufruire di servizi
efficienti e tempestivi nelle strutture pubbliche e nei laboratori privati oggi
esistenti sul territorio senza imporre viaggi della speranza ai cittadini
malati, obbligandoli a recarsi in strutture lontane dalla loro abitazione per
poter ottenere una diagnosi o una visita specialistica in tempi ragionevoli.
L'azione intrapresa dalla Giunta Spacca rappresenta un notevole passo indietro
rispetto a quanto promesso nel programma elettorale ed a quanto già esisteva
sul territorio. La mancanza del numero legale per ben due volte accertato in
Consiglio Regionale durante la votazione dell'atto amministrativo istitutivo
dell'Area Vasta, è ulteriore prova dell'inutilità del provvedimento e dei dubbi
sull'efficacia del medesimo anche tra i consiglieri di maggioranza. Ancora un
anno di "gestione politica" della sanità ed avremo toccato il fondo.
Il disastro totale verrà consegnato da questa Amministrazione nelle mani del
futuro governo regionale e le spese, come sempre, saranno poste a carico dei
cittadini". 26/02/2009
( da "Stampa, La" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
LA
BUROCRAZIA I MERCATI «Qui servono 11 mesi per allargare un capannone in Messico
2 settimane» «Vanno bene i nostri freni per la Cinquecento sul resto siamo a
-20%»
( da "Stampa, La" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
CANELLI. RICORSO Infortunio sul lavoro riconosciuto dopo 10 anni E' una
vicenda di «ordinaria burocrazia», lunga quattordici anni. Nel '94, R.B, brigadiere dei
carabinieri era in servizio nella Compagnia di Canelli, nei tragici giorni
dell'alluvione, ebbe un infortunio ma il riconoscimento di malattia in servizio
è arrivato soltanto adesso. Questa la sua storia: «In quei momenti fummo
tutti chiamati ad ogni tipo di intervento: dalla ricerca e messa in salvo delle
persone, allo sgombero delle case, compresa la nostra caserma di viale
Risorgimento, in cui l'acqua aveva superato i due metri di altezza. Prima abbiamo
aiutato gli altri, ma nello stesso tempo, per circa dieci giorni, abbiamo
dovuto rimuovere i faldoni di carte inzuppati di fango e ogni altro materiale
utilizzato nella caserma». Prosegue il racconto: «Il 17 novembre, mentre stavo
lavorando, mi sono sentito all'improvviso una fitta alla schiena: non riuscivo
più a piegarmi. L'esito degli esami fu chiaro: ernia del disco». Per effetto
della malattia, R.B. chiese di ottenere il riconoscimento della causa di
servizio, ma la sua domanda fu respinta. Con il legale nicese Gianfrancesco
Marchello, presentò ricorso straordinario al Presidente della Repubblica. «Da
allora sono passati oltre dieci anni, la pratica deve aver sostato in vari
uffici - prosegue il carabiniere - e solo da poco, la mia richiesta è stata accolta».
( da "Stampa, La" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Doppio
anticipo. L'Agenzia regionale ha liquidato 26 milioni sostituendosi alla burocrazia romana: «Siamo
fra i pochi»
( da "Stampa, La" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
SENTENZA DELLA CORTE
D'APPELLO DI TORINO Giustizia lumaca, donna risarcita SAVONA Ventitrè anni per
avere giustizia. Ventitrè anni per ottenere un risarcimento di poco più di
quattromila e seicento euro. Troppi. Lo ha stabilito la corte di Appello di
Torino che nei giorni scorsi, accogliendo un ricorso presentato dagli avvocati
Mauro Suffia e Silvia Fasulo di Varazze, ha condannato il ministero di Grazia e
Giustizia a risarcire i danni morali subiti da una savonese per le lungaggini
giudiziarie. Danni quantificati in sedici mila euro. Una vicenda di
«malagiustizia» che tira in ballo il tribunale civile di Savona e quello di
appello di Genova. E' il 3 maggio dell'85 quando Maria Pia G. di Varazze fa
causa a un'impresa edile per i danni provocati alla tettoia del suo garage
durante l'installazione dei ponteggi per i lavori di ristrutturazione della
facciata del palazzo dove abita. E' l'inizio di un'odissea giudiziaria, tra
ricorsi e rinvii di udienze da un anno all'altro. Si arriva al 19 dicembre del
2003 quando il tribunale di Savona, finalmente, dà ragione alla donna e le
riconosce un risarcimento di 4 mila e 612 euro (più spese legali e interessi
maturati), l'equivalente di quegli otto milioni di vecchie lire che aveva
chiesto diciotto anni prima. Ma non è finita. La causa va in appello e devono
passare altri cinque anni per una sentenza che dà ancora una volta ragione a
Maria Pia G. Troppi. Lo dice la giurisprudenza della corte
europea dei diritti dell'uomo secondo le quale cause del genere non possono
durare più di tre anni per il primo grado, e due anni per il secondo. «E' una
bella soddisfazione - commentano i due legali -. Una rivincita per la nostra
cliente nei confronti dello Stato, delle sue lentezze, della sua burocrazia».
( da "Giornale di Brescia" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Edizione: 27/02/2009
testata: Giornale di Brescia sezione:la città Braga:
anch'io in corsa sul Broletto Tra i progetti «meno burocrazia» e l'alleanza con Laura Castelletti Braga in una foto d'archivio
Mario Braga si stacca dal gruppo dei pretendenti in seno al Pd nella corsa per
le elezioni provinciali e annuncia la propria candidatura alla presidenza del
Broletto. L'ex assessore ai Trasporti della Giunta Lepidi, attualmente
capogruppo del Pd nel Consiglio comunale di San Gervasio, spiega di non essersi
autocandidato, ma di avere accolto l'invito proveniente dalla base: «Parto
dalle passioni della gente, mentre qualcuno pensa ancora che la politica si
viva nel palazzo». Il riferimento è alla direzione del Pd, che lunedì ha
annunciato la data delle primarie: il 5 aprile, a due mesi dalle elezioni. La
consultazione potrebbe essere di partito, aperta probabilmente ai nomi
circolati finora, ovvero Peli, Fogliata e Mottinelli, oppure allargata agli
eventuali partiti della coalizione, che includerebbe Idv e socialisti. In
entrambi i casi, Braga sarebbe un'outsider. «Se ci saranno le primarie
parteciperò, per il momento però è una questione su cui ha deliberato le
direzione» commenta Braga, che non teme di dover raccogliere tra iscritti e
fondatori le 300 firme necessarie per presentare la propria candidatura. «Si
usano le regole per mettere fuori dal gioco chi viene nominato dal basso» ha
aggiunto mostrando una lista di 150 nomi che appoggiano la sua scelta, tra cui
alcuni amministratori locali del Pd, come i sindaci di Fiesse e Visano, e un
messaggio di auguri arrivato da Tino Bino. Braga, che proviene dall'esperienza
del patto democratico di prodiana memoria, dedica la sua candidatura a
Martinazzoli e Lepidi, oltre che al padre e ai Martiri di Piazza Loggia. A
giugno vuole essere della partita, per questo chiama in causa Laura
Castelletti: «Le voglio lanciare una proposta: uniamoci per la sfida della
Provincia, lo dobbiamo a Brescia». E quando gli si chiede dove stia la sintesi
tra una serie di candidati ancora non ufficiali provenienti da diverse forze
politiche, Braga risponde: «La sintesi si trova nella politica condivisa. Il
mio è un appello ai partiti del centrosinistra, il tempo delle mediazioni è
finito, è arrivato quello dei progetti». A proposito di progetti, Braga sta
lavorando a un programma che comprende un piano di semplificazione burocratica
per i cittadini, la riapertura della Consulta permanente dell'Economia
bresciana per fronteggiare la crisi e la chiusura del Cfp Zanardelli a favore
di nuovi Istituti di Formazione provinciali. Un impegno concreto per il primo
anno di mandato è di sciogliere la Polizia provinciale perché «non serve
moltiplicare i Corpi di polizia, bisogna potenziare le Forze dell'ordine che
già ci sono». Infine, un'ultima considerazione sull'ente Provincia: «Un
territorio come il nostro non può farne a meno. Non vanno abolite, ma deve
essere fatta una riforma che affronti le sovrapposizioni». Emanuele Galesi
( da "Giornale di Brescia" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Edizione: 27/02/2009
testata: Giornale di Brescia sezione:garda e valsabbia SAN FELICE I «segreti»
del risparmio energetico A San Felice stasera alle 20.45 al palazzo ex Monte di
Pietà, nel centro storico del paese, si terrà l'incontro «Casa che risparmia energia.
Consigli, materiali, isolamenti, classi energetiche, burocrazia». Organizza l'associazione no profit «San Felice più felice»,
intervengono Alberto Corain e Marco Baccolo. GARGNANO Dimore d'arte alla sala
civica «Castellani» Stasera alle 20.30 nella sala civica «Castellani»,
nell'ambito del ciclo di incontri «Gargnano e dintorni», Pia Ferrari e Andrea
Bariletti relazioneranno sul tema «Il Garda tra archeologia e dimore
signorili. Dimore d'arte sul Garda tra Settecento e Novecento». Ingresso
libero. TREMOSINE Una serata tra economia e territorio «Economia e territorio»
è il tema della serata che l'associazione culturale «La Löm» e le parrocchie
del paese propongono stasera alle 20.30 nella sala polivalente di Vesio.
Interverranno Franco Rossi («Analisi dell'economia territoriale di Tremosine»);
Claudio Arrighini Giuntelli della Pro loco («Turismo oggi e domani»); il
direttore del Gal Nicola Gallinaro («Piano di Sviluppo del territorio»). In
conclusione l'intervento del sindaco Francesco Briarava. SIRMIONE Riflessione
sulla politica locale Domani pomeriggio (alle 16 all'oratorio della parrocchia
di San Francesco, in via Lazio
( da "Leggo" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
TORINO - Stizzito
dalle frasi di Gattuso, Amauri risponde a muso duro al centrocampista del Milan
e della Nazionale: «Non me ne frega niente di quello che dice Gattuso».
Testuale. Parole pesanti per replicare alle accuse di aver gestito male la
vicenda legata al suo futuro in bilico tra la nazionale brasiliana e quella
italiana. Mentre Gattuso appende idealmente sulla porta dello spogliatoio
azzurro la foto di Amauri con la scritta "io non posso entrare", la pratica per il passaporto italiano del bomber di Carapicuiba
prosegue, ma con i tempi della nostra burocrazia. Da quando la signora Cynthia Cosini Valaderes, grazie a un
parente cuneese, otterrà la cittadinanza italiana dovranno passare almeno sei
mesi prima che il marito possa usufruire dello stesso status. Amauri
difficilmente tornerà sulla vicenda. Intanto, esce allo scoperto il ct
della Seleçao Dunga: «Per Amauri la porta del Brasile è sempre aperta. Ma ci
sono anche Luis Fabiano, Adriano, Pato, Vagner Love». (T.Orm./ass)
( da "Milano Finanza (MF)" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
MF sezione:
DirCredito - FD data: 27/02/2009 - pag: 56 autore: di Giuseppe Ferrandes IL
DECRETO ANTICRISI DI NOVEMBRE, OGGI LEGGE, AFFRONTA ANCHE I TEMI STRATEGICI DEL
PAESE Quanto vale il rientro dei cervelli Il provvedimento anticrisi del
Governo italiano può funzionare, forse. Ma è costruito senza panico con
provvedimenti a medio-lungo termine. Mostrando che in Italia la crisi
finanziaria non spaventa Con la pubblicazione della legge 2/2009, il decreto
anticrisi del novembre scorso diventa legge dello stato. Possiamo quindi
affrontare una analisi politica in merito.Per affrontare una crisi di tali
dimensioni, non ci si può aspettare che un singolo provvedimento sia
sufficiente, tanto più che non è nemmeno ipotizzabile un sostegno agli
investitori che hanno fatto operazioni tutto sommato incaute.Noi bancari
abbiamo ragione di lamentare il fatto che le banche abbiano incentivato
?promotori? finanziari interni a piazzare investimenti sulla clientela minuta,
che si presentava ai nostri sportelli per lo più credendo di effettuare
depositi. L'operazione, formalmente corretta, ha avuto il risultato peggiore
possibile: i clienti hanno perso buona parte dei loro risparmi, e la banca ha
perso tutta le fiducia di cui disponeva per operare nel settore della provvista.
E nessun Governo e nessun Sindacato possono far qualcosa di efficiente per
ricostituirla, a meno di rifare una legge bancaria tipo quella del 1932, oggi
impensabile in clima di globalizzazione irreversibile.Il provvedimento somiglia
ad una finanziaria un po' speciale, con tanti interventi a favore di tanti
settori dell'economia nazionale, con particolare interesse ai settori
strategici, ma con la sensazione che si tratta per lo più di pannicelli caldi;
l'unica differenza con la finanziaria è che qui a pagare sembra essere quasi
sempre lo Stato. Ma andiamo con ordine.Un primo gruppo di normative, che
somigliano a sussidi, vanno intesi come aiuto ai più deboli, ed hanno una
validità temporale limitata all'anno 2009, nella ipotesi (scarsamente
attendibile) che nel 2010 la crisi sarà finita.Un secondo gruppo tende a
ridurre (in maniera permanente) il peso della burocrazia in vari settori. Al di là del
contenuto (di impatto marginale ai fini della crisi) si connota per gli aspetti
innovativi che tendono ad introdurre (trasparenza nei contratti bancari,
revisione degli studi di settore, spostamento dei momenti impositivi, incentivi
all'uso delle più moderne tecniche di comunicazione non cartacee).Un
terzo gruppo potenzia (in qualche caso ripristina, in molti casi riordina)
interventi statali già esistenti in favore di alcuni settori. In questo gruppo
è notevole l'intervento a favore del sistema bancario perché, oltre a
finanziare le banche in difficoltà, impone regolette che nascondono possibilità
di sviluppo futuro verso direzioni specifiche, alcune positive (condizioni alle
politiche bancarie, richiamo all'etica nella conduzione aziendale), altre un
po' meno (possibilità di trasformare in capitale di rischio ? e quindi in
strumento di interferenza ? gli interventi statali). L'ultimo gruppo
costituisce la vera ossatura del provvedimento anticrisi. Si tratta di
normative che sono destinate ad avere effetto nel lungo termine, ma che
stimolano un salto in avanti della economia del paese. La scelta dei
beneficiari di queste normative è una scelta strategica, nella quale si esprime
la capacità politica di questo Governo. Ci fa piacere segnalare le normative
che tendono ad agevolare il rientro in Italia dei cervelli (docenti e
ricercatori) ed a enfatizzare il ruolo della formazione.Tutto sommato un
provvedimento che non ha del miracoloso, ma ci mostra un Governo capace di
scelte; che siano buone o cattive ce lo dirà il futuro.Dal punto di vista
sindacale dobbiamo prendere atto del fatto che, per la presenza di
provvedimenti strategici, e l'attenzione all'etica ed all'innovazione, il
provvedimento costituisce un'opportunità, dato che apre a molte delle istanze
avanzate storicamente dai sindacati. Prima di tutto la formazione, ma anche
l'etica: sono tutti terreni da gestire, dove i sindacati avranno ben modo di
far valere i loro principi e la difesa del personale che rappresentano. Anche
la revisione degli ammortizzatori sociali, dove si accenna ad istituti nei
quali noi bancari siamo già all'avanguardia (enti bilaterali, fondo esuberi),
costituisce un'occasione di dialogo, che potrebbe anche risultare fruttuoso per
gli iscritti.E tutto questo mentre all'estero, nelle patrie dell'efficienza, si
vocifera di nazionalizzazione, richiamando scenari che a noi ricordano quelli
che abbiamo vissuto nel 1932, ma che non sono così utilizzabili in un mercato
in via di globalizzazione.
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
provincia pag. 23
STASERA A «I PINI» L'ASSEMBLEA ANNUALE DELL'AVIS Stasera alle 20.45, nel salone
del centro sociale «I pini» di Salò, si terrà l'assemblea annuale dell'Avis.
Dopo la relazione del presidente Gianluca Banalotti, verranno raccolti i nomi
dei candidati per il rinnovo del direttivo. SALÒ RISPARMIO ENERGETICO: OGGI
ALLE 20.45 TAVOLA ROTONDA Stasera alle 20.45 (ingresso libero)al Palazzo ex
Monte di Pietà di San Felice, Alberto Corain e Marco Baccolo parlaranno di
«Casa che risparmia energia. Consigli, materiali,
isolamenti classi energetiche, burocrazia». SAN FELICE RITROVATO MORTO UN 41ENNE DEL PAESE Un 41enne di
Lonato si è tolto la vita ieri mattina, l'uomo è stato trovato dal padre che ha
dato l'allarme. Immediato l'intervento dei vigili del fuoco e del 118 che non
hanno potuto far nulla per salvarlo. LONATO AL CENTRO SOCIALE L'INCONTRO
CON PISETTA Secondo incontro sulla prevenzione delle cadute tra gli anziani in
programma oggi alle 15.30 nel Centro Sociale di Rivoltella. Relatore il dottor
Candido Pisetta, gerontologo e ortopedico. DESENZANO STASERA A «I PINI»
L'ASSEMBLEA ANNUALE DELL'AVIS
( da "Repubblica, La" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina
III - Napoli Pansa annuncia interventi a favore di cantieri e imprese Prefetto
in campo "Lotta alla crisi no alla burocrazia e al rischio
usura" DARIO DEL PORTO A PAGINA III SEGUE A PAGINA III
( da "Tirreno, Il" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 3 - Lucca «è
davvero un'occasione perduta» Ascom e Confesercenti valutano i riflessi sul
piano dell'economia Pasquini: «Ora le istituzioni si chiedano perché ci è stato
tolto questo evento, visto che non è l'unico scippo» LUCCA. Un'occasione persa.
Il trasferimento del G8 della Scienza da Lucca a Lesmo (piccolo comune della
Brianza al confine con Arcore) per le categorie economiche è un danno per la
città. Non solo in termini economici - per la mancanza di prenotazioni in
alberghi e ristoranti - ma anche in termini di immagine. Non a caso, già
qualche giorno fa sia Ascom che Confesercenti avevano protestato contro questa
decisione della Presidenza del consiglio con una lettera scritta con l'Apt. «A
mio avviso - esordisce Ademaro Cordoni, presidente dell'Ascom - il vantaggio
che ci avrebbe portato un evento come il G8 della Scienza e della tecnologia è
soprattutto indotto: un vantaggio di immagine, con i media che a livello
internazionale avrebbero parlato di Lucca. Non è escluso che fra le ragioni che
hanno determinato il trasferimento dell'avvenimento da Lucca ce ne siano alcune
anche legate alla sicurezza, ma per noi non è facile saperlo. Quello che è
certo è che perdiamo un'occasione importante per valorizzare l'immagine della
città». Secondo Emanuele Pasquini, segretario di Confesercenti il danno è anche
economico, vista l'occasione persa di avere gli alberghi pieni in un periodo
che non è proprio di alta stagione. «Non possiamo nascondere - commenta
Pasquini - che abbiamo perso una grande opportunità. Ci è proprio scappata di
mano, forse anche a causa di una certa disattenzione della città che pure da
giorni era stata allertata del pericolo di perdere l'evento. Eppure queste
vetrine sono importanti per l'immagine della città, ma forniscono anche
occasioni importanti per gli operatori: dietro ai convegni, agli incontri fra
ministri ci sono pernottamenti e pranzi, in sostanza opportunità commerciali».
Visto che secondo Pasquini ormai non c'è più nulla da fare per recuperare
l'evento, la città, però, dovrebbe sforzarsi di capire per quale motivo ha
perso il G8 della Scienza. «è fondamentale - insiste Pasquini - cosa c'è dietro
la scelta del governo di togliere il G8 a Lucca. Non dobbiamo sottovalutare
certi segnali che non sono isolati. Infatti, da anni si aspettano risposte (e
risorse) per le infrastrutture della Piana e invece, improvvisamente, si parla
del traforo della Tambura; si parla di tutelare gli uffici nel
centro e la risposta è che forse viene cancellata la sede locale della
Sovrintendenza, necessaria a snellire le pratiche, a ridurre i tempi della burocrazia. A mio avviso siamo in
presenza di un sovvertimento delle priorità sul campo, ma spetta alle istituzioni
del territorio (dal Comune alla Provincia) chiedere chiarezza al Governo sulle
prospettive di sviluppo della città».
( da "Repubblica, La" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina V - Napoli
Crisi, la mossa del prefetto "Ora riapriamo i cantieri" Pansa: burocrazia e usura fermano lo sviluppo
"Convocherò i rappresentanti di governo delle altre province e seguirò la
questione" "Lavoreremo con la Regione per rimuovere gli ostacoli
della catena produttiva" "A rischio tante imprese che possono finire
nelle mani degli usurai" DARIO DEL PORTO Aprire i cantieri e combattere
l´usura. Nell´ufficio affacciato su piazza del Plebiscito, il prefetto
Alessandro Pansa mette a punto le linee d´intervento per contrastare,
nell´ambito delle competenze che la legge gli attribuisce, la grave crisi
economica di questi giorni. E guarda, in prima battuta, a due obiettivi: la
ripresa del ciclo produttivo e la prevenzione di una delle piaghe più profonde
che tormentano il territorio. «Insieme alla Regione - spiega il prefetto -
cercheremo di fare tutto il possibile per rimuovere gli ostacoli burocratici che
impediscono a molti cantieri di funzionare. In questo modo la catena può
tornare a funzionare a pieno regime: e non solo perché l´imprenditore riesce a
garantire occupazione, ma perché chi ha un posto di lavoro può acquistare nei
negozi che così possono vendere la merce che i fornitori hanno la possibilità
di produrre. E anche per le banche diventa più facile concedere credito». Quale
sarà il primo passo, prefetto Pansa? «Convocherò i prefetti delle altre
province e io stesso seguirò personalmente la questione. Se ci sono intoppi che
non trovano giustificazione, si farà in modo da rimuoverli. Ma in questa
congiuntura così difficile, mi preoccupa di più un altro aspetto». A cosa si
riferisce? «Al rischio che tante, troppe, piccole e medie imprese possano finire
nel vortice dell´usura. Questo fenomeno ha due conseguenze: ingrassa la
criminalità e impoverisce il territorio. A volte basta aver bisogno di tremila
euro per far chiudere un negozio: l´usuraio mette a disposizione la somma, poi
però la vittima si ritrova indebitata in maniera spaventosa e lo strozzino può
mettere le mani sull´azienda, inquinando il mercato. Senza contare i
contraccolpi sulle persone. Mi viene in mente un bel film di Paolo Sorrentino,
l´"Amico di famiglia", dove l´usuraio entra in una casa e finisce per
devastare la vita dei suoi componenti. L´usura va combattuta con forza». Per le
vittime l´unica strada è la denuncia. «Certamente. Ma ancora più importante è
la prevenzione. In questo senso, la legge mette a disposizione uno strumento fondamentale,
che però forse non tutti conoscono». Quale? «Esiste un fondo nazionale che
finanzia i Confidi, strutture consortili formate dai rappresentanti delle
associazioni di categoria, alle quali l´imprenditore può rivolgersi se ha
bisogno di chiedere un prestito alla banca ma non può fornire la garanzia». In
che modo funziona questo strumento? «Il Confidi garantisce fino all´80 per
cento della somma». Ma non c´è il rischio che qualcuno possa speculare su
questa opportunità? «è il motivo per il quale all´interno del Confidi ci sono i
rappresentanti delle associazioni di categoria, quelli che hanno il polso
aggiornato della situazione e sanno dove può nascondersi qualche insidia». A
Napoli com´è la situazione rispetto ai Confidi? «Ce ne sono molti, tra città e
provincia. Ma sono poco utilizzati. Ecco perché bisogna parlarne. Domani
mattina (oggi per chi legge, ndr) abbiamo organizzato un seminario alla Camera
di commercio al quale parteciperà anche il cardinale Crescenzio Sepe. è
importante che gli addetti ai lavori ci espongano i problemi. Gli imprenditori,
ma anche le banche. Così possiamo intervenire per risolverli, nell´interesse di
tutti». Prefetto Pansa, la cronaca di questi giorni racconta la tragica storia
della violenza sul bambino di dodici anni aggredito in piazza Poderico. Una
spinta in più verso le ronde dei cittadini? «Sulle ronde il ministro
dell´Interno Roberto Maroni è stato molto chiaro: il governo ha voluto
disciplinare un fenomeno, tutto qua. Quanto alla violenza, si tratta di un
fatto gravissimo ed è importante che la risposta sia stata immediata.
Francamente però credo che si possa parlare di un episodio isolato: Napoli, che
pure deve fare i conti con elementi di degrado notevoli, è diversa da altre
realtà e pur tra mille disagi non è questa la piaga peggiore da curare. Con
questo non voglio certo nascondere i problemi. Il senso di insicurezza è forte
anche se, a ben vedere, la situazione della sicurezza è migliore rispetto al
passato. Non è un punto di partenza, ma una base dalla quale ripartire».
( da "Tirreno, Il" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 8 - Lucca La
Dc si schiera con il centrodestra «Possiamo cambiare la geografia politica»
CAPANNORI. Quella di Lorenzo Matteucci come candidato sindaco del centrodestra
è la scelta giusta per il futuro di Capannori. Un candidato della vera società
civile contro la politica dell'apparato e della burocrazia. Lo sostiene la Democrazia
Cristiana, che a Capannori scende in campo con una lista con il simbolo dello
scudo crociato in appoggio di Matteucci «sicuri in una grande vittoria del
centrodestra e di un recupero di un comune la cui importanza nell'economia
politica della provincia rimane essenziale. «L'amministrazione del
centrosinistra - afferma la segreteria provinciale della Dc - fatta di proclami
e di operazioni di trita facciata, non è quello che serve ad un grande comune
come Capannori. Il centrodestra ha di fronte a sé l'occasione storica di
rivoluzionare la geografia politica della provincia di Lucca partendo proprio
da Capannori, Villa Basilica, Castelnuovo: laddove c'è bisogno di un forte
rinnovamento, con personalità forti ed idee nuove ed attive per un territorio
che è stufo della solita vecchia politica partitica del centrosinistra».
( da "Tirreno, Il" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 15 - Lucca
Solleciti sulle tasse già pagate Per un errore in arrivo 1.700 bollette della
Tarsu PESCIA. Record di evasori in città per la tassa rifiuti. Questo almeno a
giudicare dal numero di solleciti di pagamento che sarebbero partiti dagli
uffici comunali alla volta delle famiglie pesciatine: ben 1.700. Insomma,
sembrerebbe che quasi nessuno paghi la Tarsu ma, in realtà, quel dato è il
frutto di un banale errore materiale, che sta facendo arrabbiare non poco molti
pesciatini. All'origine di tutto una data sbagliata: la tassa è pagabile in
quattro rate, l'ultima delle quali scadeva il 31 gennaio scorso. Però, stando
alle indiscrezioni, le verifiche sul pagamento sarebbero state fatte alla data
del 30 dicembre scorso, e tutti coloro che non avevano pagato l'ultima rata
(avendo pieno diritto a farlo, perché sarebbe scaduta dopo un mese) si sono
ritrovati nell'elenco degli "evasori", ricevendo il relativo
sollecito di pagamento. Adesso resta da vedere se si troverà il modo di sbrogliare
questa matassa, senza fa impazzire ulteriormente i
cittadini, certo allarmati nel vedersi recapitare un sollecito di pagamento per
una tassa che, nella maggior parte dei casi, nel frattempo è già stata pagata.
Insomma, la morale è una: hai voglia di computer e nuove tecnologie, quando la burocrazia colpisce non ce ne è per
nessuno.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 3 - Pordenone
Artigiani a convegno sulle Finanziarie di Stato e Regione E' l'annunciato
"anno della crisi": il 2009. Dopo una serie di vicende prettamente
finanziarie, ecco che l'ondata negativa è piombata sulle imprese con un impatto
che ancora non è possibile ben valutare. «Nel mondo dell'artigianato - spiega
il presidente di Confartigianato Pordenone, Silvano Pascolo - non è cosi
automatico accostare la parola crisi a "chiusura" , "dismissione",
"licenziamenti", perché da sempre l'artigiano cerca strade diverse da
percorrere, si rinnova e si reinventa per creare un nuovo futuro. Investe su di
sé, sulle proprie abilità e capacità, sulla propria impresa e i collaboratori,
modulando produzione e servizio alle nuove esigenze, ai diversi bisogni, su ciò
che manca o ancora non c'è. Queste peculiari capacità non salveranno tutte le
imprese dalla crisi, ma consentiranno alla maggior parte di riposizionarsi e di
attendere la ripresa». Queste imprese «hanno però bisogno di poter contare su
partner affidabili per attraversare con successo il periodo di congiuntura
negativa. Un fisco equo, una burocrazia amica, enti pubblici attenti e celeri nelle risposte, capaci
anche di investire per ridare slancio all'economia, finanziamenti adeguati e
disponibili, un sistema del credito flessibile e aperto, oculato ma non
"tirchio". Quanto di tutto ciò è rintracciabile nelle Leggi
Finanziarie nazionale e regionale? E nel provvedimento anti-crisi?
Quanto lo Stato e la Regione sono pronti a scommettere sulla capacità delle Pmi
di affrontare la crisi e uscirne più forti, più innovative, più competitive?
Sono le domande a cui cercherà di dare risposte il convegno, dedicato alle
leggi finanziarie, che Confartigianato Pordenone ha organizzato per oggi, a
partire dalle 18, all'auditorium del Don Bosco. Interverranno il presidente
Pascolo, Manlio Contento, deputato del Pdl, Luca Ciriani, assessore regionale
alle Attività produttive, e Andrea Trevisani, direttore delle politiche fiscali
della Confartigianato nazionale. Coordinerà il convegno il segretario regionale
Gianfranco Trebbi.
( da "Gazzetta di Modena,La" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Giurisprudenza,
bella ma incompleta Sede apprezzata dagli studenti, ma fermi impianti e
ascensori Non mancano neppure i problemi di sicurezza Un furto misterioso per
un maxi-plasma da migliaia di euro di Stefano Bonacorsi Ha aperto da una
settimana, ma ancora non è nel pieno della sua potenziale efficienza la nuova
facoltà di Giurisprudenza, collocata nella sede di via San Geminiano. A fronte
di uno spazio sicuramente più adatto all'utenza, con aule capienti e a norma di
sicurezza per quel che concerne le vie di fuga, sono ancora molti gli aspetti
carenti evidenziati nei primi giorni e non mancano i furti. Un handicap di non
poco conto è il fatto che molte aule, e talvolta sono le più grandi, non sono
attrezzate di microfono e impianto audio funzionante, con difficoltà per i
professori dal tono di voce poco squillante a farsi sentire, e difficoltà per
gli studenti delle file più arretrate a percepire ciò che si dice a lezione. Ma
il problema delle aule è relativo anche al fatto che molte sono ancora in fase
di completamento, sia per quel che concerne le installazioni audio-video, sia
per quello che riguarda l'agibilità vera e propria delle stesse. Agibilità che
è preclusa agli studenti disabili, per quello che concerne le aule non
collocate al piano terra, perché gli ascensori non sono ancora funzionanti. Vi
è poi il problema degli spazi riservati agli studenti. La biblioteca giuridica
ha ancora sede in via Università, e la sala studenti non è ancora agibile,
costringendo così gli studenti al pendolarismo tra una lezione e l'altra. Molte
zone della nuova facoltà, sono ancora inaccessibili al pubblico, oltre al fatto
che mancano le bacheche dove gli studenti possano vedere le variazioni alle
lezioni. In generale però, il grado di soddisfazione degli studenti di
giurisprudenza è alto: «Almeno adesso abbiamo una sede bella e spaziosa e non
c'è quasi più il rischio di rimanere in piedi a lezione» hanno detto. Ma non
finisce qui anche sul fronte della sicurezza ci sarebbe qualche problema di
«ambientamento». Nei primi giorni di apertura, si è infatti registrato un
clamoroso furto. Ignoti hanno infatti prelevato e fatto sparire un maxi-video
al plasma del valore di svariate migliaia di euro, sistemato in una delle aule
per le lezioni. Ci è anche stato fatto notare che servirebbe un po' di
sorveglianza in più, sulle persone che entrano e si aggirano per le aule. Sono
tutti studenti o addetti? Proseguendo poi l'elenco delle cose da sistemare, ci
hanno raccontato che in alcuni bagni non sarebbero state consegnate le chiavi.
Facile immaginare quale tipo di problemi e disagi ci siano, soprattutto per le
studentesse e le professoresse. Infine, problemi anche con la raccolta dei
rifiuti. All'interno del chiostro, infatti, da qualche giorno sono sistemati
una serie di sacchi del pattume non prelevati da Hera, o chi di competenza, e
gli studenti quotidianamente fanno la gimkana tra i rifiuti per accedere alle
aule. Abbiamo chiesto alla preside della facoltà, Alessandra Bignardi, i motivi
di questi ritardi e di questi problemi di «amtientamento»: «Si sa che quando
c'è un trasloco non tutto funziona subito come dovrebbe. - esordisce la preside
- Siamo entrati nella nuova sede nei tempi previsti, e non sarebbero stati
possibili ulteriori slittamenti perché i tempi sono strettamente legati a
quelli delle sessioni di laurea e delle segreterie studenti. Prorogare
l'entrata avrebbe fatto saltare tutto e sarebbe stato anche oneroso per via del
fatto che la vecchia sede aveva molti locali in affitto che all'ateneo
costavano molto. è stata quindi una scelta di economicità». «Per quello che riguarda il funzionamento degli ascensori il
ritardo è dovuto alla burocrazia perché i collaudi sono stati fatti. Per il momento - prosegue la
preside - sono state spostate al piano terra le lezioni a cui accedono gli
studenti disabili. Per quello che invece riguarda gli impianti audio-video,
quello è stato un ritardo voluto. Data la continua evoluzione delle
apparecchiature tecnologiche che si utilizzano in questi ambiti, ci hanno
consigliato di appaltarle poco prima dell'apertura, per poter avere
l'attrezzatura più all'avanguardia. Ne varrà quindi la pena - conclude la prof.
Bignardi - perché in questo modo avremo il migliore laboratorio linguistico di
Modena. Stiamo pensando di metterci in contatto con le scuole per poter
sfruttare al meglio questo gioiello della nostra facoltà».
( da "Repubblica, La" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina VII - Genova
Sanità, 700 posti letto nell´ospedale del ponente Con l´addio a Villa Scassi,
nella nuova struttura si trasferirebbe il centro grandi ustionati Il presidente
dei primari: "Non credo che ci sarà qualcuno che perderà il posto"
AVA ZUNINO Nelle corsie degli ospedali del ponente genovese ieri è cominciata
"la conta": chi guiderà i reparti una volta che saranno accorpati nel
nuovo nosocomio, destinato a prendere il posto dei presidi Villa Scassi, di
Sestri Ponente, Voltri, Arenzano e Pontedecimo? Quanti "primari" (per dirla con un termine che ormai la burocrazia ha abbandonato da anni: ora si chiamano dirigenti medici) e
quanti "aiuti" sopravviveranno a questa rivoluzione? I numeri proprio
ieri sera sono finiti sul tavolo del direttore generale della Asl 3, Renata
Canini che ha ricevuto lo studio dei medici con l´identikit della nuova
struttura. Voci non confermate parlano di 700 posti letto. Chissà. Quali
saranno i reparti più corposi nel nuovo ospedale? Quali le specialità? L´idea
di fondo a quanto pare resterebbe quella di lasciare San Martino come
l´ospedale di alta specializzazione dove concentrare le casistiche più
complesse. Tutte tranne il centro grandi ustionati che rimarrebbe ben saldo nel
ponente cittadino, dove da sempre opera al Villa Scassi di Sampierdarena,
localizzazione che nasce alle porte della città delle fabbriche e del porto
dove, purtroppo, le ustioni sono più frequenti che in altre aree della città.
Ma nel nuovo ospedale di ponente, chi guiderà che cosa? Gli oculisti non si
pongono il problema: i reparti sono già stati accorpati nell´ultimo anno e
mezzo. Sono pochi, pochissimi, tanto che la Regione aveva addirittura pensato a
fare una "campagna acquisti" speciale. Bruno Faravelli, presidente
del collegio dei primari dell´ospedale Villa Scassi di Sampierdarena, dove è
responsabile della pneumologia, getta acqua sul fuoco: «Non credo che nessuno
dei colleghi possa perdere qualcosa: vogliamo dire che il nuovo ospedale sarà
pronto tra dieci anni? Bene, in dieci anni più della metà dei primari che oggi lavorano
negli ospedali del ponente sarà in pensione. Se a ponente abbiamo cinque
primari di medicina, tra dieci anni al lavoro ce ne saranno ancora tre». E il
fatto che Villa Scassi chiuda per essere "accorpato" nel nuovo
ospedale? «Non mi sembra affatto strano - dice il professor Faravelli - se si
vuole fare un nuovo ospedale del ponente, non si può pensare di tenere aperti
anche gli ospedali esistenti». Piuttosto, dice, «Il problema è dove fare questo
nuovo ospedale e su questo mi pare di registrare una certa confusione». In
compenso sullo scenario politico la notizia che Villa Scassi entrerà anch´esso
nel nuovo ospedale e dunque sarà chiuso, ieri ha scatenato le ire di Marco
Nesci, capogruppo di Rifondazione in Regione. Perché? «Perché la programmazione
sanitaria è competenza del consiglio regionale che al momento non si è ancora
pronunciato sul piano sanitario dei prossimi anni». La decisione di un ospedale
del ponente però non è nuova. «No, però la programmazione ospedaliera che
prevede questa struttura era stata fatta nel momento in cui non erano alle
porte i 35 milioni di tagli alla sanità che il governo nazionale porterà da qui
a tre anni. In questa fase di taglia, rinunciare agli ospedali esistenti è
impossibile». Tutto da ridiscutere, dice Nesci. Intanto questo fine settimana
servirà al direttore generale della Asl 3, Renata Canini, per approfondire il
progetto del nuovo ospedale riguardo ai contenuti sanitari. «Io non dirò una
parola sulla localizzazione ma solo sulle funzioni in relazione ai bisogni della
popolazione», ha detto lei.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Sacile. La crisi del mercato rende problematico l'inserimento
occupazionale, mentre la burocrazia non facilita le cose alle aziende nell'assunzione di persone
svantaggiate Disabili e lavoro, rapporto sempre più difficile Sollecitato un
vertice con sindacati, Ufficio dell'impiego, assessori competenti e
imprenditori SACILE. Disabili e lavoro: un rapporto difficile. Sulla
questione intervengono l'Associazione per il rinnovamento della sinistra e il
gruppo dei disabili sacilesi chiedendo un incontro in tempi brevi che dia
continuità all'iniziativa avviata alla fine del 2008 per dare risposte alle
necessità occupazionali dei lavoratori iscritti nelle liste previste dalla
legge 68 del '99. «Nonostante la recente crisi del mercato del lavoro -
sottolineano Vittorio D'Orazio (gruppo disabili) e Luigi Zoccolan (Associazione
per il rinnovamento della sinistra) - riteniamo opportuno un nuovo incontro per
tenere monitorata la situazione e metterci ancora una volta di fronte ai
rappresentanti delle organizzazioni sindacali, dell'Ufficio dell'impiego, degli
assessorati competenti, dell'imprenditoria (la loro presenza sarebbe utile per
capire direttamente le difficoltà derivanti dall'assunzione di persone
svantaggiate), del Comidis (nuovo servizio della Provincia che ha lo scopo di seguire
attraverso percorsi mirati l'ingresso nel mondo lavorativo dei diversamente
abili)». D'Orazio e Zoccolan al riguardo si soffermano sul ruolo svolto dalle
aziende. «Se da una parte - spiegano - ci sono imprenditori fiduciosi nel
futuro e capaci, dall'altra ce ne sono altri che si rivolgono in modo massiccio
al precariato, anche per l'assunzione delle categorie protette, tramite agenzie
interinali. Ci troviamo quindi di fronte a contratti lavorativi prorogabili per
24 mesi, ma che alla fine non danno la certezza di una assunzione definitiva.
Un problema a parte, poi, resta quello delle aziende che per numero di
dipendenti hanno l'obbligo di assumere persone disabili. Queste aziende hanno
l'obbligo di inviare all'Ufficio dell'impiego zonale le liste delle scoperture
sia qualificate sia generiche. A questo punto, però, entra in gioco la burocrazia che rende difficile il compito dell'ufficio
competente. Le disposizioni in materia, infatti, rendono indispensabile una
vista all'azienda per constatare l'idoneità del posti di lavoro, valutare tutta
una serie di parametri di messa a norma, discutere l'idoneità delle persone da
inserire e via dicendo. Questo non facilita le cose, al punto che ci sono
aziende che rifiutano le visite preferendo pagare una multa giornaliera
piuttosto che farsi carico di persone che ritengono problematiche sia per
quanto riguarda la produttività sia per possibili assenze dovute a motivi di
salute». «La domanda che noi poniamo agli imprenditori - concludono D'Orazio e
Zoccolan - è come mai per una azienda sia preferibile sostenere i costi per un
monte ore straordinario quando si potrebbe introdurre un disabile, magari con
un part-time per 20 ore settimanali, senza nulla togliere agli altri
lavoratori». Mario Modolo
( da "Tribuna di Treviso, La" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
I LACCI DELLA BUROCRAZIA. Il sindaco Dalla Libera: scriverò a Tremonti per
chiedergli una deroga. Il caso in Consiglio il 4 marzo Lo Stato blocca i lavori
della scuola Il patto di stabilità rischia di far saltare il finanziamento
ministeriale ODERZO. I vincoli per il rispetto del patto di stabilità mettono a
rischio il finanziamento di 580mila euro giunto dal Ministero per ristrutturare
la scuola elementare «Dall'Ongaro». E' la paradossale situazione che la
giunta municipale chiede di superare ottenendo una deroga al rispetto delle
norme sul bilancio in modo da avviare il progetto di adeguamento della scuola
alla normativa antisismica. Un progetto da 2 milioni di euro che
l'amministrazione potrebbe avere a disposizione solo in due modi. «Potremmo
ricorrere ad un mutuo oppure alla vendita di un immobile di proprietà comunale
- spiega il sindaco Pietro Dalla Libera - ma in entrambi i casi andremmo oltre
i limiti fissati dal patto di stabilità con le conseguenze che ciò potrebbe
comportare per la nostra amministrazione. Nessuna nuova assunzione né
possibilità di accedere a mutui oltre a un taglio sui trasferimenti da parte
dello Stato. Per questo ci troviamo di fronte ad una decisione che abbiamo
scelto di delegare al consiglio comunale». La giunta infatti mercoledì ha
vagliato attentamente il problema che necessita di una risposta rapida. Infatti
il finanziamento ministeriale di 580mila euro è subordinato all'affidamento
dell'opera di adeguamento alla normativa antisismica dell'edificio scolastico
di via Luzzatti entro 150 giorni dall'annuncio dell'assegnazione del contributo.
In sostanza l'amministrazione comunale opitergina ha cinque mesi di tempo per
predisporre un progetto di ristrutturazione e adeguamento, trovare il modo per
finanziarlo e quindi affidare i lavori. Se tutto questo non viene realizzato
nei tempi stabiliti il finanziamento decade. «La nostra intenzione è di
procedere con questa ristrutturazione come prima tappa di un programma di
sistemazione di tutti gli edifici scolastici comunali - sottolinea il primo
cittadino - ma non possiamo farlo se non otteniamo la deroga sul rispetto dei
vincoli fissati dal patto di stabilità. Il nostro bilancio è sano e abbiamo
tutte le intenzioni di portare a casa sia il finanziamento che la
ristrutturazione, ma questo deve permetterci di portare avanti le attività
previste senza avere conseguenze pesanti sulla gestione del bilancio e quindi
dell'amministrazione in generale». Per questo la giunta ha introdotto una
mozione sull'esonero dai vincoli del patto di stabilità per i Comuni virtuosi
che sarà discussa nel consiglio comunale fissato per mercoledì prossimo 4
marzo. «Faremo una richiesta scritta al ministro dell'economia Giulio Tremonti
per avere l'autorizzazione - chiude il sindaco Dalla Libera -
contemporaneamente, dopo avere definito il progetto di massima, avvieremo la gara
d'appalto per l'affidamento dei lavori di ristrutturazione e adeguamento delle
scuole elementari "Dall'Ongaro". Tutto questo con la speranza
concreta che si possa concludere l'opera senza conseguenze sul bilancio e ad
esclusivo vantaggio del miglioramento dei servizi scolastici cittadini».
( da "Repubblica, La" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina III - Firenze
Il caso Sant´Orsola, sì al progetto ma slitta l´accordo ERNESTO FERRARA
Sant´Orsola, la Provincia di Firenze approva il mega progetto da 31 milioni di
euro per dare nuova vita al gigante abbandonato da decenni portandoci il liceo artistico,
un auditorium, negozi e spazi per il quartiere. Ma ancora il contratto con cui
il Demanio ne cede la proprietà alla Provincia non è stato firmato e dunque,
nonostante ci sia un progetto, i lavori non possono partire. Perché? Nel
gigantesco scambio tra enti locali (Regione Toscana, Provincia e Comune di
Firenze) e Demanio - i primi cedono l´edificio della facoltà di Agraria alle
Cascine e alcuni altri palazzi storici e terreni ricevendo in cambio la
Fortezza Da Basso e Sant´Orsola - da oltre un anno è fermo al palo e continua
ad arenarsi nelle beghe della burocrazia. Di mezzo c´è una perizia. Ovvero la stima del valore e della
dimensione del principale bene oggetto dello scambio, la Fortezza. Da qualche
settimana i tecnici della Regione si sono accorti che nella conta metro quadro
per metro quadro dei singoli edifici che compongono la Fortezza, il Demanio
avrebbe calcolato spazi in più rispetto a quelli reali. Il Demanio
avrebbe quindi valutato alcuni milioni di euro in più rispetto al valore reale
la "sua" Fortezza del Sangallo. Alla Regione il conto non torna e
l´ha già comunicato al Demanio, il quale per ora tace. Non si sa ancora chi ha
ragione. Sta di fatto che se la perizia del Demanio fosse corretta, si dovrebbe
completamente rivedere l´operazione e ci vorrebbero mesi e mesi, mentre sia il
consiglio provinciale che quello comunale si sciolgono entro aprile. Per
settimana prossima è fissata una riunione tra i tecnici degli enti locali e
quelli demaniali e un tavolo politico tra gli enti locali per decidere la
posizione da prendere col Demanio.
( da "Repubblica, La" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina IV - Firenze
Il mosaicista "Con questo laboratorio dobbiamo campare in sette: è una
guerra" RENZO Scarpelli, maestro artigiano da 40 anni nella difficile e
ormai rarissima arte del mosaico fiorentino. Bottega e laboratorio da poco
aperti in via Ricasoli, «Le pietre nell´arte». «Mi avevano chiesto 3.400 euro
di affitto per il negozio al Duomo. Così a maggio l´ho chiuso e ho chiesto un
mutuo per questo fondo, mi costa poco di più e almeno resterà ai nipoti. Voglio
fare uno sforzo per restare in centro, la gente viene a congratularsi perché
non è la solita pizzeria a taglio. Vorrei conservare un´arte in via di
estinzione, ma non poso prendere apprendisti se non assumendoli. Ora c´è anche
la crisi e la vita si è fatta dura. L´artigiano non ha orologio, non ha orari,
io faccio anche dodici ore di lavoro al giorno e ho 61 anni. Ma ci dobbiamo
campare in sette su questo laboratorio. Non è facile, soprattutto perché non
vengono più gli americani che sono appassionati del mosaico, conoscono bene
quest´arte e sanno che il prezzo non può essere basso». «Chi comprava il regalo
da mille euro è sparito del tutto - continua Scarpelli - Chi acquista il pezzo
da collezione da 5 mila euro c´è ancora, i nuovi ricchi esistono ma si contano
sulla punta delle dita. Firenze si è seduta sulla gloria di essere desiderata
da tutti e non si accorge che non basta più, con i musei a volte chiusi, con il
traffico, un po´ di degrado, i prezzi ingiustamente alti. Non capisce che la
gente non viene più non solo perché non ha soldi, ma perché, se ne ha un po´,
va altrove, in quei posti che magari hanno molto meno di noi ma si ingegnano
per valorizzarlo. Per me la difficoltà maggiore è guadagnare per mantenerci
tutti e sette quanti siamo. Per un artigiano un dipendente che sa fare il mestiere
è irrinunciabile, non posso fare come ora stanno facendo
tutti, licenziano e poi riassumeranno. Io, se licenzio, non troverò più nessuno
capace di lavorare il mosaico. Vado avanti, non licenzio e intanto passo ore in
ufficio, invece che in laboratorio dove dovrei stare, a combattere con le mille
carte della burocrazia».
(i.c.)
( da "Italia Oggi" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
ItaliaOggi sezione:
Giustizia e Società data: 27/02/2009 - pag: 30 autore: di Stefano Manzelli La
previsione per le amministrazioni locali contenuta nel decreto 11/2009 sulla
sicurezza Sdoganata la videosorveglianza Immagini in alta definizione conservate
per sette giorni Sdoganata la videosorveglianza comunale anche per il contrasto
della sicurezza urbana con possibilità di registrare immagini ad alta
definizione da conservare per almeno 7 giorni. E via libera con riserva alle
ronde dei cittadini associati per il presidio del territorio, ma solo dopo la
definizione dei loro ambiti operativi di intervento. Sono queste le principali
novità di interesse per gli enti locali contenute nel dl 23 febbraio 2009, n.
11, pubblicato sulla GU n. 45 del 24/02/2009, ed in vigore da mercoledì scorso.
Con un semplice tratto di penna si è risolto il dilemma di molti comuni che
hanno impegnato ingenti risorse da destinare ad impianti di videosorveglianza
del centro abitato. Le immagini raccolte ora possono essere utilizzate anche
per la tutela della sicurezza urbana e conservate fino ai sette giorni
successivi alla rilevazione, fatte salve ulteriori esigenze tecniche.
L'importante novella sulla videosorveglianza è contenuta nell'art. 6/7° e 8°
del dl sui reati sessuali, nel titolo dedicato al controllo del territorio.
L'utilizzo limitato delle tecniche di videosorveglianza locale derivava da una
attenta lettura del codice privacy e dalle conseguenti indicazioni del garante.
In buona sostanza la legittimità delle riprese effettuate dalla polizia
municipale è sempre stata collegata alle finalità tradizionali dei comuni
ovvero il controllo del traffico, la prevenzione degli atti vandalici in
determinate zone, ma mai attività di indagine e di tutela della sicurezza urbana.
Questa finalità, infatti, è di recente istituzione e deriva dal pacchetto
sicurezza ovvero dal dl 92/2008, convertito nella legge 125/2008 che ha
riformulato l'art. 54 del tuel. In pratica con l'attribuzione al sindaco del
nuovo potere di ordinanza in materia di incolumità pubblica e sicurezza urbana,
il legislatore ha ammesso la partecipazione diretta dei comuni a questioni
prima riservate a polizia e carabinieri. Con il dm 5 agosto 2008, il Ministro
dell'interno ha definito specificamente anche cosa si intende per sicurezza
urbana, ovvero ?un bene pubblico da tutelare attraverso attività poste a
difesa, nell'ambito delle comunità locali, del rispetto delle norme che
regolano la vita civile, per migliorare le condizioni di vivibilità nei centri
urbani?. Ora riconoscere ai comuni la possibilità di utilizzare la
videosorveglianza per la tutela della sicurezza urbana equivale assimilare gli
impianti tecnici in disponibilità ai comuni a quelli in uso da polizia e
carabinieri. Il primo risultato apprezzabile sarà innanzitutto quello di non
dover più utilizzare immagini a bassa definizione. Ma anche di poter conservare
i dati registrati per un lasso di tempo ragionevole in relazione alla possibili
implicazioni giudiziarie derivanti dalla videoregistrazione. Resta però
necessario, per i comuni, assolvere a tutte le complesse
burocrazie in materia di videoregistrazione previste solo per loro dal codice
privacy. Più fumo che arrosto per quanto riguarda invece la questione delle
ronde. I sindaci, specifica infatti lo stesso art. 6/3° del dl, previa intesa
con il prefetto possono avvalersi della collaborazione di associazioni di
cittadini per il monitoraggio del territorio. La vera novità è in senso
limitativo. La carta costituzionale e la normativa ammettono già ampiamente
questa attività ausiliaria, tra l'altro confermata anche da varie disposizioni
regionali sperimentate da anni. Ora però sarà più difficile attivare le ronde.
Le associazioni dovranno infatti essere iscritte in un apposito elenco
monitorato e saranno preferite quelle costituite tra appartenenti alle forze
dell'ordine in pensione. Inoltre per questa attività non dovrà esserci alcuna
partecipazione economica dello stato a favore delle associazioni non
qualificate. In ogni caso spetterà al Ministro dell'interno disciplinare
dettagliatamente l'operatività delle ronde, i requisiti delle associazioni e
tutte le attività di dettaglio di questi nuovi volontari.
( da "Giornale.it, Il" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
n. 50 del 2009-02-27
pagina 34 «Gli aiuti di Stato? Uccidono il teatro» di Paolo Bracalini Il
regista fiorentino: «Lo dico da decenni, la politica non deve occuparsi di
cultura. Senza sovvenzioni vincerà chi fa spettacoli migliori. La mia proposta
a Bondi: date spazio ai privati e detassate i biglietti» Franco Zeffirelli è al
lavoro. Ma non su un'opera lirica, su una proposta di legge da sottoporre al
più presto al ministro dei Beni culturali: «Voglio incontrare Bondi e dirgli
che bisogna finirla con queste elemosine di Stato ai teatri. Servono decisioni
radicali». Le decisioni radicali, per il regista fiorentino, sono quelle già
prese da altri Paesi. «Negli Stati Uniti o in Inghilterra lo Stato non si
occupa della cultura, che è gestita solo dai privati. Ora è venuto fuori questo
Baricco a dirlo. Condivido, ma ha detto cose superficialotte, si vede che non
conosce la materia. L'idea che il teatro e la cultura debbano essere gestiti
dal privato e non dai governi io l'ho nel cuore da decenni». E cosa consiglierà
al ministro? «Di eliminare tutti gli aiuti pubblici agli enti lirici e di
detassare totalmente i biglietti. All'Arena di Verona, per fare un esempio, sul
biglietto c'è il 42 per cento di tasse. Se le levassero, l'Arena sarebbe in
pari e non avrebbe bisogno di andare a elemosinare allo Stato». Via i
pannicelli di Stato. Ma non c'è il rischio che qualcuno chiuda? «Certo, c'è
questo rischio, ma la filosofia deve essere basata sul successo. Se produci
qualcosa che piace e può essere commercializzato non hai bisogno dei soldi
pubblici, vai avanti con i biglietti. E con gli sponsor». E i teatri
«anti-glamour» di cui parla Pietrangelo Buttafuoco, quelli che non possono
permettersi stagioni con attori e registi vip, ce la farebbero? «Va fatta una
distinzione. Buttafuoco è una persona molto qualificata e i casi di cui parla
vanno affrontati diversamente. Io mi riferisco agli enti lirici, che devono
smontare tutta una rete di clientele passive e parassitarie accumulate nel
tempo, perché ogni ente lirico è un centro di potere dove i politici di turno
mettono i loro uomini, con lauti stipendi». Uno dei mali dell'ingerenza
pubblica... «C'è un accumulo di personale che non è assolutamente compatibile
con i tempi. Costi, sprechi, burocrazia inutile: nei teatri c'è molta gente che non fa nulla o che nuoce
a chi lavora. Bisognerebbe ridurre di un terzo i dirigenti degli enti lirici».
Diceva dei casi da affrontare diversamente. «Sì. Per i teatri di prosa si può
pensare a un supporto pubblico. Ma attenzione, chi decide se un testo
vale la pena finanziarlo o no? Gli assessori? È difficile... Io ho fatto molto
teatro e ci ho lasciato dentro tutto quello che guadagnavo nel cinema. Perché
non essendo comunista o democristiano giurato non ero entrato nei favori di chi
aveva il potere. Mai ricevuto una lira dal ministero». E pensa che gli sponsor
privati potrebbero sostituirsi allo Stato? «Certo, in parte lo fanno già ma
hanno pochissima forza operativa, perché c'è sempre la mamma-Stato dietro.
Guardi cos'è successo alla Scala, dove un imprenditore tessile si era offerto
di finanziare un Rigoletto in un momento di difficoltà del teatro». Come è
finita? «È finita che siccome ha dato un miliardo e mezzo alla Scala, lo Stato
ha pensato bene di fare un ragionamento all'italiana e di andare a indagare sui
suoi conti correnti. Ebbene, questo signore è morto con gli agenti del Fisco
che gli frugavano dappertutto». Cioè lo Stato in Italia scoraggia l'intervento
privato nei teatri? «Senza dubbio. In America invece ho visto Ronald Reagan
baciare le mani agli sponsor del Metropolitan, quasi in ginocchio». Però c'è
chi teme che i privati porterebbero una logica puramente commerciale, legata al
botteghino. «Penso il contrario. Misurarsi col mercato spingerebbe le varie
sovrintendenze a fare spettacoli di successo. Certo, magari qualche sponsor
avrà una nipote a cui piace cantare... Ma non mi preoccuperei di questo. Nei
teatri americani non ho mai avuto sentore di favoritismi o pressioni di alcun
genere da parte dei privati». Lei fa l'esempio anglosassone, ma in Francia per
esempio la cultura è iper-sovvenzionata dalla mano pubblica. «E infatti fanno
gli spettacoli più brutti d'Europa. Il Metropolitan di New York invece, tanto
preso in giro dalla sinistra culturale mondiale, fornisce un servizio costante,
non costa niente allo Stato e produce cultura eccome». Non c'è niente di simile
in Italia? «La Scala di Milano, che ha un retroterra molto ricco di imprese, potrebbe
fare benissimo a meno delle sovvenzioni pubbliche. Invece la gestione pubblica
degli enti lirici ha degli esempi pessimi in Italia». Tipo? «Per esempio questa
stagione di Roma è una buffonata ridicola di finta cultura, ormai superata in
tutto il resto del mondo. Certo non è facile, lo dico da uomo di teatro,
trovare la chiave giusta. Ma non sarà certo un politico a dire come fare». E il
Dante di Benigni è cultura? «Ma per carità. Io poi sono fiorentino e sentire
uno di Prato che legge Dante mi fa diventare matto. Appunto, ma nessuno ha
pensato di fare leggere Dante ad un uomo come Albertazzi? No, ci vuole un
pagliaccio becero come Benigni». Salva qualcosa del teatro italiano? «Ci sono
molti buoni attori a ne vengono su anche di giovani. Perché, malgrado sia una
terra bruciata, il teatro ha sempre un'attrattiva mitologica sulla sensibilità.
Va aiutato, ma non certo dallo Stato». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via
G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Economia Pagina 212
La polemica «Per il direttore un premio da 25 mila euro» La polemica --> Un
premio da 25 mila euro lordi. Anche se per la burocrazia
regionale si chiama ?Retribuzione di risultato?. A riceverla è stato il
direttore generale dell'agenzia regionale Laore, Giancarlo Rossi, per il
periodo 1 agosto 2007-31 luglio 2008, come si deduce dalla determinazione dello
stesso dg datata 16 febbraio 2009. Il tutto sulla base di una nota (del 23
gennaio) dell'assessore all'agricoltura, che valuta ottimo il lavoro del numero
uno di Laore. LE REAZIONI «La valutazione per il direttore generale è stata
?ottimo?, certamente anche in virtù dei risultati dell'agenzia Laore Sardegna.
Proprio perché i risultati sono stati ottenuti da tutta l'agenzia», sottolinea
con una punta di ironica polemica Massimo Rocchitta, coordinatore della Cisl Fp
comparto Regione, «riteniamo che, di conseguenza, tale giudizio debba essere
esteso anche al resto del personale: è evidente che il professor Rossi non ha
lavorato da solo, così come non hanno lavorato da soli i dirigenti». LA
RICHIESTA «Invitiamo l'amministrazione, per la produttività 2008, ad adottare
gli stessi parametri di valutazione anche per il resto del personale: in
verità, dovendoli graduare in funzione dell'importo, sarebbe opportuno renderli
meno severi. Infatti», fa notare Rocchitta, «l'importo della produttività del
professore è di circa 20 volte superiore a quello di un dipendente medio e, di
conseguenza, crediamo che tali parametri debbano essere di circa 20 volte meno
severi. Comunque, ci fa particolare piacere che l'ex assessore Foddis, attraverso
tale giudizio, abbia voluto riconoscere la validità dell'attività dell'agenzia
Laore».
( da "Giornale.it, Il" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
n. 50 del 2009-02-27
pagina 5 «Le mie nozze da incubo tra insulti e bugie» di Redazione Luisa 44
anni, è un'infermiera professionale e vive a Roma. La sua storia è cominciata
con un sorriso ed è finita tra le lacrime. Per colpa di un matrimonio misto.
«Ora mi trovo sposata con un egiziano bigamo, con una figlia illegittima su
certificato di famiglia e una convivente che ha ottenuto, grazie a me, il
permesso di soggiorno per ricongiungimento familiare». Ma com'è possibile questa
situazione? «Grazie ad una burocrazia cieca e alla mancanza di tutela delle donne italiane che sposano
i musulmani». Com'è cominciata la vostra storia? «Con una vacanza
Sharm-El-Sheikh. Ho incontrato Essam e mi sono innamorata. Per un anno e mezzo
ho fatto avanti e indietro dall'Egitto. Poi ci siamo sposati al Cairo e
dopo le nozze ci siamo trasferiti a Roma». Com'è stata la convivenza?
«All'inizio tranquilla, io lo conoscevo come un musulmano moderato. A volte
beveva anche vino e birra». Poi? «Ha cominciato a frequentare gli egiziani
della città e certe moschee abusive, in garage o capannoni. Seguiva il ramadan
in modo ossessivo». Il che senso? «Se lo sfioravo anche con una mano lui si
arrabbiava moltissimo e si andava a fare un'altra doccia, il prosciutto non
potevo metterlo vicino ai suoi cibi nel frigorifero. Diceva che ero impura, che
dovevo convertirmi all'Islam, che non dovevo vestirmi all'Occidentale perché si
vedevano le curve». E lei ha ceduto? «No, ma lui si allontanava sempre più da
me. E i contrasti aumentavano. Diceva che lo avrei portato all'inferno, che se
avessimo avuti dei figli maschi sarebbero dovuto diventare musulmani e se
avessimo avuto una femmina doveva arrivare illibata al matrimonio altrimenti mi
avrebbe sgozzata». Una quotidianità invivibile? «Esattamente. A tal punto che
lui se n'è andato per due mesi in Egitto e quando è tornato si è trasferito da
amici. Mi veniva a trovare ogni tanto e mi ha chiamata solo quando è scaduto il
suo permesso di soggiorno. Con la mia presenza ha ottenuto la carta di
soggiorno e poi è sparito». Ma lei non si è sentita usata? «Io lo amavo e
speravo di recuperare il nostro matrimonio». Invece? «Dopo un mese mi ha
chiamato per dirmi che si era risposato in Egitto, aveva avuto una bambina. Ora
è in Italia con la figlia illegittima e la sua nuova moglie che ha ottenuto il
permesso di soggiorno per ricongiungimento familiare». Ma lei ha denunciato la
bigamia? «Certo e ho cercato di bloccare la procedura alla Prefettura di Roma
per la sua cittadinanza. Ma non c'è stato nulla da fare. Ora ho chiesto la
separazione, ma attualmente sono registrata nello stato di famiglia assieme a
lui e sua figlia. Inoltre sono stata ufficialmente ripudiata con il rito talaq
in Egitto». Come si sente? «Amareggiata. Le ultime parole che ha pronunciato
sono state: ti ho fregato per bene». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G.
Negri 4 - 20123 Milano
( da "Secolo XIX, Il" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Falso reddito per
l'abbonamento al bus: assolta il caso La donna, 73 anni, aveva dichiarato un
guadagno inferiore, godendo delle agevolazioni. Scoperta in un controllo a
campione 27/02/2009 ALLA non più verde età di 73 anni, nonna Rosa si è trovata
per la prima volta davanti a un giudice con accuse pesanti: truffa e falso
ideologico. «Tutto per un abbonamento Amt rinnovato a fine 2006 con tariffa
agevolata per pensionati - racconta l'avvocato Simona Rossi - come aveva fatto
per anni potendo contare su un reddito di soli 6900 euro». Fino a 7500 euro,
secondo i regolamenti dell'azienda dei trasporti, si è abbastanza poveri da
aver diritto a uno sconto. Poi, non più. E nonna Rosa, certificando il suo
reddito, tre anni fa (secondo la burocrazia senz'anima) ha attestato il falso. Una vincita al lotto le ha
cambiato la vita? Al contrario. Quell'anno nonna Rosa si è trovata vedova. E
dopo aver pianto per il marito molto amato, dopo aver sperimentato che andare
avanti da soli è più difficile anche da un punto di vista freddamente economico
(perché le bollette da pagare non si dimezzano e la donna non poteva contare
nemmeno su una pensione di reversibilità, solo sulla sua), nonna Rosa ha fatto
la scoperta più amara. Per il fisco, ora è più ricca: la rendita catastale del
piccolo appartamento che era intestato al marito "fa reddito", 900
euro del tutto virtuali. E si somma ai suoi miseri 6900 euro, così che il
totale supera di pochissimo il livello di "povertà" riconosciuto da
Amt. Lei, più povera di prima, rinnovando l'abbonamento che aveva sempre
rinnovato, si è trovata fuorilegge. E durante un controllo a campione eseguito
per conto dell'Amt, il fisco ha scoperto che la dichiarazione non corrispondeva
alla realtà. Nonna Rosa ha pagato una multa per la violazione amministrativa,
poi è stata comunque chiamata in tribunale dove ha trovato un legale d'ufficio
che l'ha presa a cuore. «Mi chiedeva solo: e adesso finirò in galera? -
racconta l'avvocato Rossi - e si preoccupava per quello che avrebbero pensato
gli amici del figlio». Quando è stata assolta " perché il fatto non
sussiste" non ha potuto fare altro che piangere per la gioia. Ma la
comunicazione le è stata fatta per telefono, il giudizio è avvenuto "in
contumacia": da qualche giorno Rosa è all'ospedale, ricoverata
all'istituto tumori. Bruno Viani viani@ilsecoloxix.it. 27/02/2009
( da "Tirreno, Il" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Con accento
livornese il suo giuramento in Comune Omar finalmente ce l'ha fatta Arrivato
dal Saharawi ora è cittadino italiano ELENA PULLERà LIVORNO. Stretto nel
completo nero di rito, quello da indossare solo nelle occasioni davvero
importanti, Omar Cheikh Med, in Italia dal 1992 può finalmente dirsi cittadino
italiano. Quelle parole, pronunciate a mezza voce e con tanta emozione a
sancire il giuramento di fedeltà alla nostra repubblica e l'impegno ad osservarne la costituzione, arrivano dopo un lungo
iter fatto di burocrazia
lenta e di tanta attesa. Con perfetto accento da livornese doc, Omar, arrivato
in città a dodici anni come tanti bambini saharawi, a Livorno è cresciuto, ha
studiato all'Iti Galilei come perito informatico, ha lavorato e si è perfettamente
integrato. Certo ricevere la nazionalità italiana non è solo la
ciliegina sulla torta del suo percorso. «Niente più preoccupazioni per ottenere
il rinnovo del permesso di soggiorno!»: questa la grande soddisfazione di Omar
che - ammette - «dopo tanto tempo (dieci anni di residenza e almeno cinque per
ottenere il decreto di concessione dal ministero) davvero non ci speravo più».
Accompagnato nella sala dell'anagrafe del Comune dalla sua "seconda"
famiglia - la mamma Elena Meniconi ed il fratello Gianfranco, da alcuni amici
tra cui Said, saharawi come lui, e da Giampiero Murino e Piero Folena
dell'associazione Salaam Huaria (letteralmente "pace e libertà") a
sostegno dei bambini e delle famiglie che li accolgono in città - Omar, con
un'ultima e sudatissima firma, è adesso italiano a tutti gli effetti. «La
situazione di stallo - spiega la mamma, la cui perseveranza ha dato i suoi
frutti - si è sbloccata dopo una lettera inviata al Presidente della Repubblica
Napolitano, che in pochi mesi ha fatto arrivare il benestare definitivo. Devo
ringraziare la Prefettura, specialmente Brogi e Briguglio, che tanto si sono
adoperati per aiutarci».
( da "Eco di Bergamo, L'" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
La paura e
l'ingiustizia --> Venerdì 27 Febbraio 2009 PRIMA, pagina 1 e-mail print
Quando il rapporto fra la realtà e la sua rappresentazione è alterato, allora
l'ovvio non è più ovvio. Nei giorni scorsi il nostro ministro degli Esteri
Frattini ha dovuto precisare che i romeni responsabili di reati sono una
minoranza della comunità. La realtà dice che quelli coinvolti in attività
criminali sarebbero 10 mila (2.729 i detenuti,
( da "Messaggero, Il (Marche)" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Venerdì 27 Febbraio
2009 Chiudi Più fiducia, innovazione, passione, scuola più vicina alle imprese
e riorganizzazione anche delle associazioni di categoria. Questa la ricetta per
uscire dalla crisi che Enrico Bracalente, top manager della Nero Giardini e
componente del direttivo di Confindustria Fermo, propone con una lettera
aperta. «Questo - scrive Bracalente - è il momento della riflessione e della
costruzione. La crisi che investe anche il nostro territorio dovrà essere
fronteggiata con nervi saldi e guardando avanti. Ogni problema ha in sé una
soluzione. Per trovarla occorre capire ciò che sta accadendo. Solo così
possiamo rispondere adeguatamente. E' il tempo di dimostrare di che pasta sono
fatti gli imprenditori del Fermano, è tempo di compiere un passo, di
riorganizzare al meglio le nostre imprese ed anche le associazioni di categoria
che ci rappresentano, di riscoprire una cultura del lavoro fatta di
responsabilità e di creatività. Non il mero profitto, allora, ma la costruzione
di opere che partano dalla propria passione per la vita, per la propria
famiglia, per il territorio, per la patria. Mi ha colpito una recente
dichiarazione di Francois Michelin, patron della Michelin. Alla domanda se di
fronte alla crisi abbia pensato di abbandonare l'azienda e rinchiudersi nel
privato, ha risposto: "No! La mia prima reazione è quella di chiedermi
cosa si possa fare per rimettere in equilibrio questo paese, eppoi, come si può
abbandonare il mondo della fabbrica quando ci si rende conto di tutto ciò che
di umano c'è nello sguardo degli uomini e delle donne che vi lavorano?». Per
Bracalente è l'energia che deve caratterizzare gli imprenditori. «Abbiamo la
passione innata di fare e di costruire abbiamo donne e uomini di cui sentiamo
la piena responsabilità, non possiamo demordere, dobbiamo essere un esempio. Ma
tutto ciò va sommato a richieste molto concrete. La politica la finisca di
battibeccare e affronti i temi urgenti, la scuola sia più vicina alle imprese
(sono soddisfatto di ciò che sta facendo l'Ipsia di Fermo), la burocrazia
cessi di essere una complicazione e una tortura quotidiana, il governo pensi
alla settimana corta, alle imprese si dia la possibilità di smaltire il
magazzino, i sindacati capiscano che è tempo di collaborazione e non di lotta,
la mia associazione di riferimento, Confindustria, si organizzi meglio per
sostenerci più adeguatamente. E' tempo di unità. E di coraggio. Insieme
ce la faremo».
( da "Sole 24 Ore, Il" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: IN PRIMO PIANO data: 2009-02-27 - pag: 5 autore: «Le regole priorità
del G-8 italiano» Tremonti: proporremo una de-tax dell'Iva per aiutare i Paesi
poveri attraverso il no profit Dino Pesole ROMA Regole condivise, ordine,
global legal standard sulla «proprietà, la trasparenza, il meccanismo di
funzionamento contrattuale »per uscire dalla crisi e con-trastare l'asimmetria
tra la struttura del mercato, che è globale, e l'architettura istituzionale
mondiale, che globale non è. è questo il «tema fondamentale strategico » su cui
intende puntare la presidenza italiana del G-8, secondo quanto ha ribadito ieri
il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti nel corso di un'audizione presso le
commissioni Esteri di Camera e Senato. All'origine della crisi c'è la
deregolamentazione selvaggia dei derivati, che negli Stati Uniti ha inizio nel
2000 con l'esclusione per legge di ogni possibile regolamentazione di questa
tipologia di prodotti finanziari. «Una scelta politica», la definisce il
ministro, che ha posto su due piani e livelli distinti «la forza del mercato e
quella delle regole». Il passaggio critico si è determinato quando si è usciti
dal sistema delle regole per entrare nel regno «dell'anomia, cioè dell'assoluta
assenza delle leggi » alla base del cataclisma che ha colpito l'economia
globale. In questo momento, stando ai dati del Congresso americano e della Bri,
il volume «nozionale dei derivati è 12,5 volte il Pil del mondo. La differenza
di partite, nettizzando gli importi nazionali, è pari a 30-40 trilioni di
dollari». In confronto, il piano predisposto dagli Stati Uniti per far fronte
alla crisi è di un trilione di dollari. Chiaro esempio della «degenerazione
avvenuta nelle strutture del capitalismo ». I derivati del resto sono nati come
strumenti assicurativi e in breve tempo si sono trasformati in «operazioni
speculative fine a se stesse». L'altro obiettivo di rilievo che la presidenza
italiana del G8 intende perseguire è l'introduzione di una sorta di
"detax", la detassazione di una parte minima dell'imposta sugli
scambi e sulle accise, che per l'Europa coincide sostanzialmente con l'Iva. I
relativi proventi dovrebbero essere destinati ai paesi più poveri attraverso le
associazioni del volontariato, «un modo non banale per organizzare i meccanismi
e tenere aperti i canali della solidarietà». Si può ripartire da uno studio già
avviato nel 2001-
( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del
27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
REGGIO PRIMO PIANO
pag. 3 «Con la rotatoria il ragazzo sarebbe vivo» PARLA IL PADRE DI PIERLUIGI
VEZZANI GUASTALLA «E' AGGHIACCIANTE». Luca Vezzani (nella foto, con la moglie
Maria Cristina Lavagnini) ha vissuto direttamente il momento drammatico che ora
sta affrontato un altro padre, quello di Marco Mancuso. Anche Luca si è visto
portare via il figlio di 14 anni, nel dicembre del 2007, ad un incrocio quello
fra la Cispadana e via Ville, a San Martino di Guastalla che da anni era al centro
delle polemiche in quanto destinato a diventare rotatoria. Così avevano chiesto
tanti cittadini residenti nella zona. Ma solo poche settimane dopo la morte di
Pierluigi Vezzani, studente di Guastalla, le autorità comunali e provinciali
avevano fatto partire il cantiere, realizzando effettivamente la rotatoria. E
quell'incrocio è diventato molto più sicuro rispetto al passato. «CREDO che se
la rotonda ci fosse stata anche a San Giacomo riflette Luca Vezzani,
imprenditore edile ora Marco potrebbe essere vivo. Quell'incrocio, fra via
Sacco e Vanzetti e via Roncaglio, è da sempre pericoloso. Quasi ogni settimana
ci sono chianti. Tante volte non sono gravi. Ma stavolta si è verificata la
tragedia, poche decine di metri dall'oratorio che frequentava mio figlio e dove
è stato eretto un piccolo monumento in suo ricordo». VEZZANI
si sofferma sulla burocrazia. «Io credo nella buona fede della brava gente. E credo che nelle
istituzioni ci siano persone brave e capaci. Ma la burocrazia che vige in Italia è davvero terribile, capace di demoralizzare
la buona fede e la brava gente. Me ne sto accorgendo per le pratiche
sull'allestimento della rotatoria di via Ville, dedicata a mio figlio
Pier. Stiamo perdendo un sacco di tempo di fronte a scartoffie infinite.
L'opera doveva già essere conclusa». a.le.
( da "Corriere della Sera" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Lombardia - data: 2009-02-27 num: - pag: 13 categoria:
REDAZIONALE Iniziativa del capogruppo della Lega, Gallizioli: segnaletica
bilingue in città e ai caselli autostradali «Cartelli in dialetto anche a
Brescia» La richiesta del Carroccio. L'opposizione: pensi ai problemi reali I
lumbard chiedono anche l'istituzione di corsi di dialetto — affidati agli
anziani — negli asili e nelle scuole elementari BRESCIA — «Benvenuti a Brèsa».
Il saluto di forgia lumbard, disegnato da un graffitaro, oggi campeggia solo su
un muro della Mandolossa, accogliendo gli automobilisti che entrano in città
dalla Valcamonica. Ma da domani i cartelli in dialetto e italiano potrebbero
essere istituzionalizzati anche sulle strade della Leonessa, come già succede
in altri comuni della provincia e capoluoghi lombardi (Bergamo, Como e Varese
sono stati i precursori). L'idea, manco a dirlo, è venuta al gruppo consigliare
della Lega Nord in Loggia, che ieri mattina ha presentato un' interrogazione urgente
al sindaco di Brescia, Adriano Paroli. Spiega Nicola Gallizioli, capogruppo del
Carroccio: «I cartelli dovranno essere posizionati agli ingressi della città,
all' uscita dei caselli autostradali e delle tangenziali provinciali. Il Comune
dovrà farsi carico di recuperare la toponomastica originaria di piazze e vicoli
del centro. In questo modo manterremo viva un'identità che non intende essere
cancellata dal tempo. Il dialetto non appartiene al passato, ma vive ogni
giorno nelle chiacchiere di piazza e nelle case dei bresciani ». Non solo.
Nell'interrogazione si chiede l'istituzione di corsi di dialetto, affidati agli
anziani, da organizzare negli asili e nelle scuole elementari. «L'intenzione —
spiegano i consiglieri del Carroccio - è quella di promuovere un adeguato piano
di offerte culturali finalizzate a favorire la conoscenza della cultura, della
lingua e delle tradizioni bresciane, coinvolgendo in particolar modo le scuole
della città. Ad esempio gli anziani potrebbero insegnare negli asili, mentre alle
elementari verranno distribuiti libri di testo con traduzione a fronte in
dialetto». Oggi pomeriggio la richiesta sarà discussa in Loggia ed entro
l'estate i primi cartelli faranno capolino pure sulla A4 Milano-Venezia e sulla
A21 Brescia-Piacenza. Adriano Paroli, sindaco del Pdl eletto in quota Fi,
nicchia: «Discuteremo della questione con gli alleati. La Lega ha presentato
un'interrogazione, il Consiglio deciderà cosa fare. Oggi non sono in grado di
dire se e quando il progetto potrà essere realizzato». Brèsa come Berghem, il
primo capoluogo ad adottare i cartelli bilingui. Per due anni, dal 2002 al
2004, la toponomastica voluta dal sindaco di centrodestra, Cesare Veneziani,
aveva accolto i turisti in visita alla Città Alta. Poi, con il cambio di maggioranza
e l'elezione di Bruni (centro-sinistra) i cartelli sono spariti. Discorso
diverso, invece, a Como dove la Lega, per evitare
discussioni in consiglio e tagliare i tempi della burocrazia, ha preferito attaccare sui cartelli all'ingresso della città gli
adesivi con i nomi delle località in vernacolo. A Varese la toponomastica
bilingue è stata varata dal Comune 5 anni fa e tuttora resiste. Conclude
Gallizioli: «Brescia seguirà l'esempio degli altri capoluoghi lombardi.
In fondo questi cartelli, nel Bresciano, vengono pure finanziati dal Broletto
(dall'assessore leghista al Turismo, Riccardo Minini) con una contributo che
arriva fino al 60%. La Loggia, se vorrà, potrà accedere anche ai fondi
stanziati dalla Provincia». Ma in Comune c'è chi storce il naso e attacca: «La
maggioranza pensi ai problemi reali — affonda Emilio del Bono, capogruppo Pd —.
Dopo il bonus bebè, ritenuto razzista dal Tribunale, ci mancavano solo i
cartelli in lumbard. Brèsa, per dirla alla Carroccio, è una città multietnica
che però non ha mai rinunciato alle sue tradizioni. I cartelli in lingua
sarebbero solo un'operazione di facciata ». Biglietto da visita Uno dei
cartelli posti dalla giunta di centrodestra all'ingreso di Varese: furono
collocati cinque anni fa Giuseppe Spatola
( da "Corriere del Veneto" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del Veneto
- PADOVA - sezione: REGIONE - data: 2009-02-27 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE Le imprese a Matteoli: «Il Passante non basta» Confcommercio chiede
treni, porti e nuove strade. Il ministro: «Comincio togliendo la burocrazia» E sul fronte aeroportuale Marchi provoca: «Togliamo
il divieto di fare tratte aeree tra Milano e Venezia» MESTRE — Il Passante non
basta a nessuno. Non alle piccole e medie imprese del Veneto, non alla politica
locale e nemmeno a quella nazionale. Il messaggio arriva forte e chiaro dal
convegno organizzato ieri mattina a Mestre da Confcommercio. Le piccole e medie
imprese lanciano l'allarme: un'indagine diffusa ieri rivela che per oltre un
imprenditore su tre infrastrutture e trasporti sono difficilmente accessibili,
il buco più grande riguarda strade e ferrovie, per il 54.7% delle imprese lo
stato delle ferrovie è insufficiente o del tutto carente, soprattutto per gli
imprenditori del Nord Est, ma grandi difficoltà incontra anche il passeggero
aeroportuale: per oltre un imprenditore su tre, soprattutto a Nord Est, lo
stato degli aeroporti è fortemente carente, come pure quello dei porti. E
questo, ha spiegato ieri il presidente nazionale Carlo Sangalli, si ripercuote
in un danno economico ai piccoli imprenditori: 56 miliardi di euro l'anno.
Treni, Sfmr, sublagunare, porti, aeroporti, strade, autostrade. La lista dei
desideri del Veneto è lunga. E ieri tutti l'hanno presentata al ministro dei
Trasporti Altero Matteoli. Il quale, in realtà, grandi rassicurazioni non ne ha
date. Salvo ricordare il piano triennale del governo per le opere da 16.6
miliardi di euro, 8 dei quali coperti da privati: «Stiamo cercando — ha
spiegato il ministro — di dirottare risorse anche sulle piccole opere, per dare
respiro alle piccole e medie imprese. Ma questo non significa dare ai comuni la
possibilità di violare il patto di stabilità. Nessuno l'ha proposto in
consiglio dei ministri. Un'altra cosa che possiamo fare è snellire le procedure
per chi fa un'opera: per esempio, abbiamo approvato una legge che impedisce al
Tar di bloccare le opere avviate quando uno dei ricorrenti perde le gara.
Vedrete che con questo sistema avremo anche meno ricorsi. O ancora la
possibilità di nominare un commissario. Il Passante di Mestre si è fatto perché
c'era un commissario: è una delle opere realizzate nel minor tempo, ma ancora
non basta, non ci possiamo accontentare: ci sono voluti quattro anni solo di
passacarte». L'elenco delle richieste era iniziato con il presidente
dell'unione veneziana di Confcommercio, Massimo Albonetti: «Passante, tram,
metropolitana di superficie. Ancora, porto e aeroporto. Sublagunare. Quella che
Venezia e la sua provincia si appresta a vivere è un'era di grandi
trasformazioni, sotto il profilo delle infrastrutture, con le grandi opere di
collegamento globale che vedono la nostra provincia al centro di scambi
internazionali. Molte cose sono ancora da fare: non ultimi, a Venezia, posti
barca in più». Era continuato col sindaco Cacciari: «Lo ribadisco: il Comune di
Venezia ha approvato una delibera che è interesse pubblico realizzare la
sublagunare, ma il Comune non è in grado in nessun modo di impegnarsi per un
euro di finanziamento. Ricordo a Matteoli che rientra nella legge obiettivo, se
ci sono finanziamenti bene, sennò lo faranno i privati con oneri e onori. Quanto
alle attività di diporto nautico, voglio rispondere ad Albonetti: stiamo molto
attenti, perché le imbarcazioni da diporto nautico sono tra le principali cause
del moto ondoso». Il turno dell'assessore regionale Renato Chisso, definito il
«padre» del Passante dal palco e autoridimensionatosi allo «zio» della grande
opera, è un elenco di quanto manca e di quanto la Regione può fare in
autonomia: «Per le autostrade — ha detto Chisso — voglio dire al ministro che
ci arrangiamo con fondi nostri e col project financing. Incassiamo 250mila euro
al giorno dalle concessioni autostradali, 50 milioni l'anno che in 15 anni
rappresenteranno 250 milioni di euro di investimenti. Per le ferrovie, in
particolare per la Tav, deve fare lo Stato. Quanto al tracciato, una volta
archiviato il voto in Provincia (con evidente frecciata al presidente Davide
Zoggia, lì presente, ndr) decideremo anche il tracciato, verso est». Altro
fronte, quello degli aeroporti, con la provocazione lanciata dal presidente del
Marco Polo, Enrico Marchi: «Cambiamo la legge che fu fatta con Malpensa 2000:
togliamo il divieto di fare tratte aeree tra Milano e Venezia. Finché non
avremo l'alta velocità sarà l'unico modo per approfittare dei flussi che
verranno. Quanto alle possibilità offerte dalla sfida del Quadrante di Tessera,
io la considero la Porto Marghera degli anni che verranno». L'ultimo passaggio
è sugli studi di settore. La richiesta più forte da Sangalli: «Devono
necessariamente essere ribassati». La risposta più applaudita da Matteoli: «Vanno
assolutamente revisionati ». Sara D'Ascenzo
( da "Giorno, Il (Legnano)" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
PRIMO PIANO pag. 2
Una Sagra sempre meno «legnanese» Obiettivo: rendere gara ippica e sfilata più
spettacolari e appetibili anche per chi non vive in città PALIO I PROGETTI DEL
SINDACO VITALI PER L'EDIZIONE 2009 E QUELLE FUTURE di CHRISTIAN SORMANI LEGNANO
«CI SIAMO mossi per la prima volta da quando esiste il Palio visitando ogni
singolo maniero della città ed i risultati sono eccellenti». Il sindaco di
Legnano, Lorenzo Vitali, traccia il punto della situazione dopo le tante visite
effettuate durante questi mesi nelle otto contrade, che formano la città di
Legnano da una parte, e l'anima vera del Palio dall'altra. «NON MI SONO mai
considerato uomo di Palio, questo lo devo dire. Volevo capire molto di questo
mondo, aiutato anche dalle altre istituzioni del mondo paliesco che hanno fatto
visita con me nei rispettivi manieri della città. Ho davvero scoperto un mondo
e le sensazioni miei personali sono state ottime. Il maniero è un punto di
riferimento per le attività sociali e culturali della città. Un punto di
aggregazione verso il quale il Comune non può che dare ancora di più una mano
ed un supporto per organizzare nuove attività e per avere ancora più gente».
Vitali entra poi nello specifico delle richieste mosse dalle diverse contrade:
«Il Palio è in piena evoluzione ed è per questo che abbiamo fatto a tutte le
contrade la medesima domanda: andare avanti con una manifestazione tradizionale
chiusa alla sola città di Legnano od aprirsi all'esterno, rendere cioè il Palio
del Carroccio ancor più spettacolare? Il dibattito è piaciuto molto e abbiamo
visto prevalere il secondo sunto. Occorre però modulare le due esigenze che
sono uscite allo scoperto e quindi aprirsi sì all'esterno, ma senza
stravolgimenti di sorta». IL SINDACO di Legnano poi spiega l'impegno dell'Amministrazione
comunale: «È mio preciso dovere coinvolgere le contrade e farle diventare
ancora di più un punto di riferimento per il quartiere». Chi, invece, parla di
possibili polemiche fra le diverse istituzioni che regolano il Palio resterà
deluso, almeno a sentire le parole del primo cittadino. «Alcuni hanno fatto
emergere una diatriba fra comitato Palio, contrade e Comune. Questa sensazione
io non l'ho mai avuta. Anzi stiamo facendo di tutto per lavorare insieme. Se
qualcuno si vuole lamentare è liberissimo di farlo, ma per quanto ci riguarda
non ci sono lotte in atto da nessuna parte». Lorenzo Vitali poi si è soffermato
a chiarire l'impegno politico sulla pista ippica al Castello, alimentando le
speranze di tanti contradaioli: «Ci siamo attivati per la nuova pista. I
problemi ci sono, inutili nasconderli. La location è stata scelta in una zona
che il magistrato del Po potrebbe considerare alluvionale. Da
questo punto di vista siamo in attesa di risposta e sapendo molto bene che i
tempi della burocrazia sono
lunghi ci attendiamo ancora un anno di sospensione e di attesa. Dopo di che
valuteremo la location ed i costi che per il comune devono essere irrisori. Mi
spiego: ci deve essere un finanziamento temporale con un progetto al quale
aderiranno diversi sponsor. In questo modo la pista ippica potrà
diventare realtà senza dilapidare il bilancio del comune di Legnano». IL GRAN
MAESTRO Romanò poi spiega: «Vogliamo aiutare le contrade che hanno apprezzato
l'impegno. Legnano è festa tutto l'anno e non solo la domenica di Palio. C'è
unione nel mondo del Carroccio legnanese».
( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del
27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
PESARO: COMMERCIO
& SERVIZI pag. 10 «LE LUNGAGGINI burocratiche uccidono le imprese». Non usa
mezze parole ... «LE LUNGAGGINI burocratiche uccidono le imprese». Non usa
mezze parole Giancarlo Pedinotti, presidente Confcommercio Pesaro e Urbino,
nell'affrontare l'argomento crisi. «La revisione e il superamento del Patto di
stabilità imposto dal governo agli enti locali (ma annullato per la città di
Roma) continua Pedinotti è atto necessario per consentire gli investimenti in
infrastrutture e rimettere in moto l'economia ma anche per pagare i fornitori
che da mesi stanno inutilmente aspettando e pagando interessi alle banche. Il
federalismo fiscale è obiettivo da conseguire solo e nella misura in cui non produce un aumento dei costi della burocrazia e può conseguire una
semplificazione delle procedure.Oggi il progetto di federalismo è solamente un
"buco nero": non si conoscono i costi né sono chiare le competenze».
«IL TANTO decantato interesse nei confronti del mondo delle imprese, che stanno
pagando i costi della finanza creativa e della voragine della spesa pubblica,
deve tradursi in fatti concreti. Eppure non sempre dalle parole si passa ai
fatti. Abbiamo chiesto a Comuni e Provincia di sostenere l'attività dell'ente
bilaterale che potrebbe essere in grado di contribuire al sostegno del reddito
dei lavoratori ed alle imprese del nostro settore; di sostenere l'attività
della Cooperativa di garanzia fidi Fidicom,uno dei pochi strumenti utili per
favorire l'accesso al credito da parte delle piccole imprese. Ma nessuno,
esclusa la Camera di Commercio, ha risposto. E' da due anni che chiediamo la
revisione dei canoni demaniali che se applicati nella misura prevista dalla
finanziaria 2007 porterebbero alla chiusura di decine di imprese solo nella
nostra Provincia. C'è una intesa con la sottosegretaria Brambilla; c'è
l'accordo con le Regioni; c'è l'intesa con parlamentari di maggioranza e
opposizione. Ma niente. Tutto è fermo. Il decreto Mille proroghe si è ricordato
della sanatoria per chi ha affisso manifesti politici abusivi ma ha dimenticato
le imprese che operano su aree demaniali». «SI DICE di voler accelerare l'iter
amministrativo per favorire gli investimenti conclude Pedinotti e poi in un Comune
della Provincia da 5 mesi un negozio aspetta l'autorizzazione per installare
un'insegna e un altro aspetta dall'agosto 2008 un cambio di destinazione d'uso
che consentirebbe l'apertura di una attività e numerose assunzioni».
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del
Mezzogiorno - CASERTA - sezione: NAPOLI - data: 2009-02-27 num: - pag: 6
categoria: REDAZIONALE L'intervista Domani al Pan secondo appuntamento con il
«Sabato delle idee» Salvatore: sviluppo bloccato dai burocrati Presenteremo
l'elenco delle incompiute NAPOLI — E' il punto di vista esterno quello che
conta; e che può offrire spunti di cambiamento. Ripensare lo ??spazio''
cittadino (quello fisico, evidentemente, ma anche quello etico e sociale che
rende tutti noi comunità). L'obiettivo del «Sabato delle idee» (domani secondo
appuntamento al Pan dell'iniziativa promossa da Fondazione Sdn, Università Suor
Orsola Benincasa e Palazzo delle arti di Napoli) è questo. Il professor Marco
Salvatore, presidente della Fondazione, è un po' l'anima dell'iniziativa.
Professor Salvatore l'incontro di domani ha un tema emblematico: «Lo spazio
scenico. La città del possibile tra immaginario e realtà». Cosa vi aspettate?
«Idee e spunti che possano provenire da quanti non vivono la città
quotidianamente ed hanno, quindi, il giusto distacco per compiere un'analisi
??fredda'' ma che si rivela estremamente utile per mettere in campo progetti di
rilancio della nostra città, certo, ma anche della regione». Siete a caccia di
sguardi «laterali »? «Suggerimenti, collaborazioni tra personaggi e mentalità appartenenti
a realtà diverse». Per questo avete chiamato, tra gli altri, l'attore Giorgio
Albertazzi, il direttore artistico del Teatro San Carlo Gianni Tangucci, il
regista Francesco Saponaro, il sociologo Domenico De Masi e lo storico Gennaro
Carillo? «E' una maniera di tenere vivo il dibattito». Chi viene da fuori che
Napoli trova oggi, rispetto a quella sbattuta in prima pagina mesi or sono
grazie allo scandalo rifiuti? «Si nota un leggero miglioramento anche al di là
dell'emergenza immondizia. Il lavoro è difficile e credo che ora non sia più il
momento dei contrasti e delle frizioni». Resistono criticità che lei nota? «C'è
un insieme di progetti fermi. Io credo che sia arrivato il momento di
esaminarli, validare quelli giusti e dare l'ok per la messa in campo. La burocrazia non può bloccare sempre tutto, occorre imprimere
una svolta. Si guardi Bagnoli o Napoli Est». Eterne incompiute. «Le eterne
incompiute le vedremo domani durante il nostro incontro in una
carrellata-documentario realizzata da ??Alterazioni video'' e che sarà al Pan
fino al 27 marzo. Si vedrà a occhio nudo cosa si poteva fare e non è stato
fatto». Patrizio Mannu \\ Ci sono progetti fermi E' arrivato il momento di
validare quelli giusti e dare l'ok definitivo \\ Le condizioni della città? Si
nota un leggero miglioramento. Non è più tempo di contrasti Protagonisti Sopra,
l'attore Giorgio Albertazzi. Al lato, il professor Marco Salvatore
( da "Giorno, Il (Brianza)" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
SESTO: PRIMO PIANO
pag. 19 La produzione va in Irlanda: poche tasse, zero burocrazia CUSANO MILANINO SECONDO UNO
STUDIO della Banca Mondiale, in Irlanda l'ammontare del prelievo fiscale pesa
sui profitti di una ditta per il 25,8 per cento. La media nei Paesi Ocse
(Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico istituita
nell'ambito dell'Unione Europea) è del 47,8 per cento. In Italia, il
peso delle tasse sui profitti può raggiungere persino il 76 per cento. Ancora,
in Italia, un imprenditore spende 360 ore per pagare le tasse, in Irlanda
neanche la metà. Sono queste le ragioni che hanno fondato il mito della Tigre
Celtica, il mito di un Paese, l'Irlanda, appunto, capace come nessun altro,
negli ultimi 15 anni, di attirare investimenti e imprese straniere. Queste, probabilmente,
le ragioni per cui anche la multinazionale statunitense Molex ha deciso di
spostare la produzione dagli stabilimenti di Cusano Milanino e Paderno Dugnano
a quello di Shannon, nella contea (pure turistica) di Clare. La Molex è in
buona compagnia: Dell, Intel, Ibm, Pfizer e Apple sono alcune delle
multinazionali che, in questi anni, sono sbarcate in Irlanda. Un Paese che, dal
1995 al
( da "Giornale.it, Il" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
n. 50 del 2009-02-27
pagina 0 Obama: tassare i ricchi per dare a tutti la copertura sanitaria di
Redazione Presentata la bozza della finanziaria per il 2010: stimato un deficit
record di 1.750 miliardi, il più alto dai tempi della Seconda guerra mondiale. Obama
chiede sacrifici Washington - "Ci aspettano ardue scelte". Per il
presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, occorrono sacrifici per uscire
dalla crisi: "Dovremo rinunciare a cose che ci piacciono ma che non ci
possiamo permettere". Presentando al Congresso la prima legge di bilancio,
nella quale si stima per il 2009 un deficit record di 1.750 miliardi di
dollari, il più alto dai tempi della Seconda guerra mondiale, Obama ha detto
che anche a livello di governo "sarà necessario tagliare cose che non ci
servono per pagare quelle che servono", ma che non è disposto a rinunciare
ai programmi che "rendono l?America forte". La bozza della
finanziaria Il deficit degli Stati Uniti si dovrebbe attestare nel
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Commenti Pagina 342
La burocrazia nelle Asl Il rispetto dei pazienti prima
dell'efficienza La burocrazia nelle Asl --> Sono un
medico, ma per mia fortuna non ho mai avuto occasione sino ad oggi, alle soglie
dei 60 anni, di dovermi rivolgere alla sanità pubblica per problemi che mi
riguardassero personalmente. Però, attraverso le peripezie dei miei pazienti -
che per 33 anni ho accompagnato lungo le impervie strade delle loro sofferenze
- ho avuto purtroppo la piena consapevolezza delle innumerevoli difficoltà che
rendono spesso più irto l'avventurarsi nei meandri delle Asl alla ricerca della
guarigione o, quanto meno, delle cure appropriate. La disorganizzazione, le
lungaggini di una burocrazia insulsa e vessatoria nei
confronti di pazienti già fiaccati dai loro mali fisici, non meno che nei
confronti dei medici e degli operatori che loro malgrado le devono applicare,
mi hanno indotto ad anticipare il mio pensionamento, approfittando della prima
"finestra utile" che mi si è presentata, non appena conseguiti i
requisiti di legge. È stato un passo sofferto, perché a me piaceva fare il
medico (e infatti continuo a esercitare privatamente la mia professione), a
condizione di poterlo fare secondo scienza e coscienza, e non secondo ignoranza
e arroganza dell'assessore o del manager di turno. Risparmiare e razionalizzare
le risorse per render più efficaci gli investimenti nella sanità è sacrosanto,
ma imporre ai medici la rinuncia a prescrivere farmaci ed esami, sulla pelle
dei pazienti, non per reinvestire tale risparmio a vantaggio di questi ultimi
ma per conseguire super-gratifiche a favore di assessore e manager, no, non va
bene. Durante un pubblico dibattito ho chiesto a un magistrato presente se la
dichiarazione rilasciata alla stampa dal manager della Asl 8 Gumirato, di
essersi autoliquidato un superpremio di 30.000 euro per aver eliminato le lista
d'attesa (come obiettivo prefissatosi) potesse essere ritenuta alla stregua di
una autodenuncia per appropriazione indebita, considerando che le liste
d'attesa, ben lungi dall'essere state eliminate, al contrario sono aumentate a
dismisura. Non ho ricevuto risposta. È anche per questi motivi che ho declinato
l'invito a candidarmi alle ultime elezioni nella lista cui vanno peraltro le
mie simpatie, quella dei Sardisti Rossomori: come avrei potuto coerentemente
difendere le mie idee sostenendo indirettamente gli interpreti della sanità che
mi hanno indotto al prepensionamento? Ma ho rifiutato analoga proposta
rivoltami da uno schieramento della coalizione che poi ha vinto: come
dimenticare infatti che la filosofia che ha trasformato le vecchie Usl in Asl,
spostando cioè al centro della politica sanitaria la salute dei conti pubblici
in luogo della salute dei cittadini, è stata avviata dalla destra
Berlusconiana? Voglio concludere augurandomi che il prossimo assessore sappia
essere capace di coniugare l'efficacia degli interventi con il rispetto della
dignità di chi soffre. RICCARDO LARIA
( da "Nazione, La (Lucca)" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
CAPANNORI PIANA pag.
11 di MAURIZIO GUCCIONE OGGI è il giorno fatidico, ovv... COALIZIONE L'ingegner
Matteucci, candidato del PdL, è riuscito a catalizzare il consenso anche di
Capannori Insieme, Lega Nord, Destra e Democrazia Cristiana di MAURIZIO
GUCCIONE OGGI è il giorno fatidico, ovvero quello che vedrà presentare
ufficialmente il candidato sindaco del PdL, di Capannori Insieme, Lega Nord, La
Destra e della Democrazia Cristiana alle elezioni amministrative di Capannori
del 6 e 7 giugno. Saranno i coordinatori regionali di Forza Italia Massimo
Parisi e di Alleanza Nazionale Riccardo Migliori, a presentare ufficialmente la
candidatura dell'ingegner Lorenzo Matteucci. L'incontro con la stampa si
svolgerà oggi alle 15 all'Hotel Country di Fontananuova. Ovviamente, saranno
presenti i coordinatori provinciali Vanda Cervelli e Franco Ravenni, il
coordinatore comunale di An a Capannori Salvadore Bartolomei, il consigliere
comunale e responsabile di Capannori Insieme Gianfranco Rosi, oltre ai
rappresentanti locali della Lega Nord e de La Destra. Si tratta dunque di un
passaggio importante perchè ufficializzerà la candidatura tanto attesa e che
farà entrare subito nel vivo della contrapposizione elettorale con il sindaco
uscente del centrosinistra Giorgio Del Ghingaro e quello dell'Udc Gaetano
Ceccarelli. Intanto, si registrano le prime prese di posizione, a cominciare da
Capannori Insieme. «La scelta del PdL si legge in una nota dell'associazione di
proporre la candidatura di Lorenzo Matteucci viene da noi apprezzata e
giudicata favorevolmente. Ci eravamo preoccupati prosegue la nota
dell'incapacità di decidere da parte del centrodestra e, sollecitati dai nostri
simpatizzanti, avevamo lanciato la candidatura di Gianfranco Rosi, persona che
possiede tutti i requisiti da noi proposti e anche quelli richiesti dai partiti
di centrodestra, compreso l'Udc». Di fatto, Gianfranco Rosi, alla luce di
questa situazione, ritira la propria candidatura per appoggiare quella di
Matteucci. Conclude il comunicato: «La posizione dell'Udc si legge porta poco
lontano e indebolisce la possibilità di vittoria del centrodestra». Intanto, il
segretario provinciale di Lucca de «La Destra» Michele Filippi, rende noto che
«alle prossime elezioni di Capannori verrà presentata una lista di candidati al
consiglio comunale in appoggio al candidato sindaco Lorenzo Matteucci. Quindi
conclude il partito sarà presente con il proprio simbolo e farà parte della
coalizione». Pieno sostegno a Matteucci, arriva anche dalla Democrazia
Cristiana. «La scelta di Lorenzo Matteucci si legge in una nota è la scelta giusta
per il futuro di Capannori. Un candidato della vera società civile contro la
politica dell'apparato e della burocrazia. Per questo conclude la Dc scende in campo con una propria lista
e con il simbolo dello scudo crociato». INFINE, domenica primo marzo alle
( da "Nazione, La (Grosseto)" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
PRIMO PIANO pag. 3
IL PRIMO CITTADINO Cerulli sconvolto: «Siamo a terra. Questo è un vero danno
d'immagine per l'amministrazione» Ma il sindaco assicura: «Dal nostro arrivo
seguito il principio della massima trasparenza» «LA MAGISTRATURA faccia il suo
corso, certo è innegabile che quanto sta succedendo è un danno di immagine per
tutto il nostro Comune. Siamo a terra». Il sindaco di Monte Argentario, Arturo
Cerulli (nella foto), entrato in carica nella primavera dell'anno scorso, ieri
ha praticamente raccolto i cocci di quello che resta dell'ufficio urbanistica
dell'ente di cui da meno di un anno è a capo. La bufera era annunciata, sul
promontorio, da quando nel novembre del 2007 era scattato il blitz ordinato
dalla Procura. Perquisizioni negli uffici, negli studi tecnici privati e
persino nelle abitazioni di amministratori, dipendenti pubblici e liberi
professionisti. Comune denominatore: l'edilizia. La gestione di alcune
pratiche, che secondo la tesi della magistratura viaggiavano a velocità
superiore, rispetto ad altre che si impantanavano invece
nei meandri della burocrazia. E proprio l'edilizia fu in un certo senso al centro degli
ultimi consigli comunali della giunta precedente, quella di Nazzareno Alocci,
che al termine di una drammatica resa dei conti finì sfiduciata dopo che il
gruppo guidato dal suo predecessore, Marco Visconti, gli tolse il sostegno.
L'attuale vicesindaco Azelio Bagnoli e Hubert Corsi tennero in vita la giunta,
ma alla fine anche loro staccarono la spina. E nel maggio del 2005, nel Comune
senza più maggioranza arrivò il commissario Rita Piermatti. Pochi mesi dopo,
gli agenti della polizia giudiziaria. IL PRIMO CITTADINO ha riunito una giunta
straordinaria, ieri pomeriggio, per capire prima di tutto come portare avanti
una struttura pubblica che si troverà diversi dipendenti tecnici in meno, il
che rischia ovviamente di paralizzare un intero apparato del Comune. Uno dei
più importanti, sul quale comunque era già avviata un'operazione di
rinnovamento da parte della nuova squadra di governo. «Questa amministrazione
spiega Cerulli dal momento in cui si è insediata ha indirizzato i principali
provvedimenti proprio verso l'ufficio urbanistica, che all'interno dell'ufficio
tecnico si occupa dell'edilizia privata. Abbiamo assunto quattro persone
proprio in quel settore, che in pratica sono quelle che adesso ci sono
rimaste». Ma questi cambiamenti, tra cui anche il dirigente stesso dell'ufficio
tecnico, in un settore così delicato, in quel determinato momento, a cosa sono
state dovute? «Quando noi siamo arrivati prosegue il primo cittadino c'era già
stato il blitz del novembre 2007. E quindi è stato necessario fare dei
cambiamenti. Adesso però ci preme mettere in evidenza le innovazioni che
abbiamo introdotto anche sulla documentazione e sulle procedure. Il nostro
assessore all'urbanistica, Enzo Turbanti, da quando è arrivato ha impostato il
suo lavoro seguendo sempre il principio della massima trasparenza possibile».
Riccardo Bruni
( da "Nazione, La (Firenze)" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
VALDISIEVE pag. 22
Viabilità, territorio e servizi I residenti chiedono meno burocrazia LONDA I RISULTATI DEL QUESTIONARIO DI «PRO LONDA» UN SINDACO
vicino ai cittadini, un programma con pochi punti ma concreto, una forte
attenzione per le problematiche del territorio, della viabilità e della vita
sociale; queste le richieste degli abitanti di Londa secondo il questionario
promosso dal Movimento Pro Londa che ha visto oltre 350 schede compilate
contenenti suggerimenti per l'individuazione del prossimo sindaco, per i
candidati consigliere e per la definizione del programma. «DAI DATI, spiega
Tiberio Corsinovi, coordinatore comunale Forza Italia-Pdl di Londa, emerge uno
scontento verso l'amministrazione comunale rispetto sia alla notevole pressione
tariffaria dei vari servizi, sia nelle lungaggini burocratiche nella gestione
della cosa pubblica in generale. Una gestione, che al di là della appartenenza
politica, ha reso il Comune sempre più un dormitorio permanente, ha cancellato
la sua caratterizzazione tipica, ha sottratto servizi all'ente locale senza
adeguate risposte consortili, lo ha reso difficilmente vivibile e lo ha spinto
sempre più a diventare una frazione dimenticata dal contesto territoriale».
Forza Italia PdL ha studiato a lungo i risultati forniti da Pro Londa
(movimento fondato dallo stesso Corsinovi e da Riccardo Torsoli) «ne ha fatto
tesoro e ha riscontrato una totale condivisione fra le indicazioni dei
cittadini e la linea programmatica che intende proporre nella prossima campagna
elettorale» con l'obiettivo «di confluire in una lista civica per marcare
ancora una volta che il nostro piccolo comune ha bisogno di essere gestito da
persone capaci e volenterose che operino nell'interesse dei cittadini e del
territorio». Un invito rivolto a tutte le forze di centrodestra di Londa.
Riccardo Benvenuti
( da "Giornale.it, Il" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
n. 50 del 2009-02-27
pagina 34 "Gli aiuti di Stato? Uccidono il teatro" di Paolo Bracalini
Il regista Zeffirelli: "Lo dico da decenni, la politica non deve occuparsi
di cultura. Senza sovvenzioni vincerà chi fa spettacoli migliori. La mia proposta
a Bondi: date spazio ai privati e detassate i biglietti" Franco Zeffirelli
è al lavoro. Ma non su un?opera lirica, su una proposta di legge da sottoporre
al più presto al ministro dei Beni culturali: «Voglio incontrare Bondi e dirgli
che bisogna finirla con queste elemosine di Stato ai teatri. Servono decisioni
radicali». Le decisioni radicali, per il regista fiorentino, sono quelle già
prese da altri Paesi. «Negli Stati Uniti o in Inghilterra lo Stato non si
occupa della cultura, che è gestita solo dai privati. Ora è venuto fuori questo
Baricco a dirlo. Condivido, ma ha detto cose superficialotte, si vede che non
conosce la materia. L?idea che il teatro e la cultura debbano essere gestiti
dal privato e non dai governi io l?ho nel cuore da decenni». E cosa consiglierà
al ministro? «Di eliminare tutti gli aiuti pubblici agli enti lirici e di
detassare totalmente i biglietti. All?Arena di Verona, per fare un esempio, sul
biglietto c?è il 42 per cento di tasse. Se le levassero, l?Arena sarebbe in
pari e non avrebbe bisogno di andare a elemosinare allo Stato». Via i
pannicelli di Stato. Ma non c?è il rischio che qualcuno chiuda? «Certo, c?è
questo rischio, ma la filosofia deve essere basata sul successo. Se produci
qualcosa che piace e può essere commercializzato non hai bisogno dei soldi
pubblici, vai avanti con i biglietti. E con gli sponsor». E i teatri
«anti-glamour» di cui parla Pietrangelo Buttafuoco, quelli che non possono
permettersi stagioni con attori e registi vip, ce la farebbero? «Va fatta una
distinzione. Buttafuoco è una persona molto qualificata e i casi di cui parla
vanno affrontati diversamente. Io mi riferisco agli enti lirici, che devono
smontare tutta una rete di clientele passive e parassitarie accumulate nel
tempo, perché ogni ente lirico è un centro di potere dove i politici di turno
mettono i loro uomini, con lauti stipendi». Uno dei mali dell?ingerenza
pubblica... «C?è un accumulo di personale che non è assolutamente compatibile
con i tempi. Costi, sprechi, burocrazia inutile: nei
teatri c?è molta gente che non fa nulla o che nuoce a chi lavora. Bisognerebbe
ridurre di un terzo i dirigenti degli enti lirici». Diceva dei casi da
affrontare diversamente. «Sì. Per i teatri di prosa si può pensare a un
supporto pubblico. Ma attenzione, chi decide se un testo vale la pena
finanziarlo o no? Gli assessori? è difficile... Io ho fatto molto teatro e ci
ho lasciato dentro tutto quello che guadagnavo nel cinema. Perché non essendo
comunista o democristiano giurato non ero entrato nei favori di chi aveva il
potere. Mai ricevuto una lira dal ministero». E pensa che gli sponsor privati
potrebbero sostituirsi allo Stato? «Certo, in parte lo fanno già ma hanno
pochissima forza operativa, perché c?è sempre la mamma-Stato dietro. Guardi
cos?è successo alla Scala, dove un imprenditore tessile si era offerto di
finanziare un Rigoletto in un momento di difficoltà del teatro». Come è finita?
«è finita che siccome ha dato un miliardo e mezzo alla Scala, lo Stato ha
pensato bene di fare un ragionamento all?italiana e di andare a indagare sui
suoi conti correnti. Ebbene, questo signore è morto con gli agenti del Fisco
che gli frugavano dappertutto». Cioè lo Stato in Italia scoraggia l?intervento
privato nei teatri? «Senza dubbio. In America invece ho visto Ronald Reagan
baciare le mani agli sponsor del Metropolitan, quasi in ginocchio». Però c?è
chi teme che i privati porterebbero una logica puramente commerciale, legata al
botteghino. «Penso il contrario. Misurarsi col mercato spingerebbe le varie
sovrintendenze a fare spettacoli di successo. Certo, magari qualche sponsor
avrà una nipote a cui piace cantare... Ma non mi preoccuperei di questo. Nei
teatri americani non ho mai avuto sentore di favoritismi o pressioni di alcun
genere da parte dei privati». Lei fa l?esempio anglosassone, ma in Francia per
esempio la cultura è iper-sovvenzionata dalla mano pubblica. «E infatti fanno
gli spettacoli più brutti d?Europa. Il Metropolitan di New York invece, tanto
preso in giro dalla sinistra culturale mondiale, fornisce un servizio costante,
non costa niente allo Stato e produce cultura eccome». Non c?è niente di simile
in Italia? «La Scala di Milano, che ha un retroterra molto ricco di imprese,
potrebbe fare benissimo a meno delle sovvenzioni pubbliche. Invece la gestione
pubblica degli enti lirici ha degli esempi pessimi in Italia». Tipo? «Per
esempio questa stagione di Roma è una buffonata ridicola di finta cultura,
ormai superata in tutto il resto del mondo. Certo non è facile, lo dico da uomo
di teatro, trovare la chiave giusta. Ma non sarà certo un politico a dire come
fare». E il Dante di Benigni è cultura? «Ma per carità. Io poi sono fiorentino
e sentire uno di Prato che legge Dante mi fa diventare matto. Appunto, ma
nessuno ha pensato di fare leggere Dante ad un uomo come Albertazzi? No, ci
vuole un pagliaccio becero come Benigni». Salva qualcosa del teatro italiano?
«Ci sono molti buoni attori a ne vengono su anche di giovani. Perché, malgrado
sia una terra bruciata, il teatro ha sempre un?attrattiva mitologica sulla
sensibilità. Va aiutato, ma non certo dallo Stato». © SOCIETà EUROPEA DI
EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Farmacia.it" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
27 Febbraio 2009 -
11:31 12 MARZO. GIORNATA MONDIALE DEL GLAUCOMAü Farmacia.it - 27 febbraio
( da "Sicilia, La" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Raduno scout per la
solidarietàGagliano. Domani e domenica in 600 con lo slogan «Alt alla
diffusione delle malattie» Il presidente del consiglio comunale del capoluogo,
Paolo Gargaglione, è intervenuto sul problema dei costi della burocrazia, che hanno portato Enna,
secondo un'indagine del quotidiano della Confindustria "Sole 24 ore"
al secondo posto in Italia, dopo Napoli e che vede in prima linea
amministratori comunali e provinciali. Un argomento, questo relativo al costo
elevato della burocrazia
ennese, che ha molto colpito l'opinione pubblica locale la cui insofferenza nei
confronti del mondo politico ha raggiunto livelli elevati. «L'opinione
pubblica - esordisce Paolo Gargaglione - in quest'ultimo periodo ha manifestato
una crescente insofferenza nei confronti di una classe politica, che nonostante
i benefici di cui gode, è sempre più lontana dai bisogni reali della gente. Il
divario si è allargato con l'introduzione del nuovo sistema elettorale per le
elezioni politiche. Infatti le liste bloccate e la mancanza della preferenza
hanno di fatto creato una classe politica autoreferenziale, che come tale non
avverte più la necessità di rapportarsi con il proprio elettorato, salvo
ovviamente qualche rara eccezione». «Di fronte ad una crisi di fiducia così
profonda - prosegue Paolo Gargaglione - che colpisce la politica nel suo
complesso e mina alla base la credibilità delle istituzioni, noi non possiamo
rimanere inermi, dobbiamo avere invece la forza di reagire e spiegare ai
cittadini che esistono delle differenze». Nella pubblica opinione si sa i
politici, di qualunque categoria, rappresentano una "casta" e vi fanno
parte anche coloro i quali fanno politica con grande impegno e generosità.
«L'amministratore locale ed in modo particolare il consigliere comunale e/o
provinciale all'interno dei partiti e delle istituzioni svolge un ruolo
specifico - dichiara Paolo Gargaglione - È la figura politica a più diretto
contatto col territorio e conosce meglio di chiunque altro i suoi veri bisogni,
rispetto ai quali, però, il più delle volte è impotente nel poter dare delle
risposte concrete. In ogni caso il fatto di essere in prima linea gli consente
di mantenere sempre vivo il rapporto con il corpo elettorale diventando
strumento indispensabile per la ricerca del consenso in occasione di tutti gli
appuntamenti elettorali». La efficacia è tutta da verificare per quanto
riguarda la riduzione dei costi di funzionamento degli organi istituzionali.
«Comunque - conclude il presidente del consiglio comunale - non contesto il
fatto che si possa ridurre l'indennità ai consiglieri comunali, ma trovo
fortemente immorale il comportamento di un Governo e Parlamento nazionale e
regionale, che in un momento di grave crisi economica per il Paese in cui si
chiedono sacrifici a tutti, non avvertano l'esigenza di dare un piccolo segnale
di generosità, sarebbe già sufficiente che rinunciassero a qualche loro
esagerato benefit». F.G.
( da "Sicilia, La" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
parisi di an
«Impegno rispettato» «L'ex assessore Caruso che ha rifiutato la nomina
all'Aspecon, avrebbe dovuto essere più accorto. Presto, infatti, l'azienda
municipalizzata potrebbe essere trasformata in SPA». A comunicare il progetto
che avrebbe già trovato la disponibilità a parlarne dell'assessore provinciale
Tino Di Rosolini e del sindaco Valvo, è il presidente del locale circolo An
Giacomo Parisi, che non ha gradito le critiche di Corrado Caruso. «Vorrei
ricordargli che la nomina dei membri del cda, avvenuta a suo parere, con fretta
forsennata e inutilmente, in quanto l'Aspecon sarebbe un contenitore vuoto, è
stata da lui sollecitata a me e ai vertici di An. Se dunque- sottolinea Parisi-
in corso d'opera, c'è stato un pentimento o un interesse diverso di Caruso,
oggi non ne può attribuire la responsabilità a nessuno se non a sé stesso che
probabilmente, non ha saputo essere lungimirante». Il partito, infatti avrebbe
mantenuto gli impegni e, a dire di Parisi, avrebbe continuato a farlo,
lavorando affinché l'Aspecon, ridotta dalle passate gestioni a occuparsi
soltanto del servizio idrico e oramai privata anche di questo, sia rimpolpata
con i servizi previsti dallo stesso statuto della società. Presto dunque
l'Aspecon, su progetto proposto dallo stesso Parisi e al vaglio del primo
cittadino, potrebbe essere trasformata da azienda municipalizzata in Spa.
«Sarebbe una vera e propria holding» - rileva il presidente del circolo An che
elenca i vantaggi derivati dalla collaborazione tra pubblico e privato, a
cominciare dall'offerta concreta e in modo efficiente di servizi essenziali,
contrassegnati da un rapporto qualità/prezzo più soddisfacente per i cittadini.
Si aprirebbe inoltre, a suo dire, anche la possibilità di nuovi posti di lavoro
e non solo. «Il Comune che nella Spa rappresenterebbe il socio maggioritario,
potrebbe snellire notevolmente la burocrazia, non sosterrebbe gli elevati oneri economici previsti per indire
le gare d'appalto, utilizzerebbe le risorse umane presenti nel territorio e
nell'ente con la possibilità di stabilizzare diversi precari. Iniziative come
questa- conclude Parisi- sono un contributo concreto alla costruzione di un
modello di sviluppo capace di rendere ancora più competitiva la nostra città
e garantire trasparenza, efficacia, efficienza ed economicità». Cetty Amenta
( da "Sicilia, La" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Lombardo: «L'Mpa
oltre la Lega» Da oggi il congresso. «Diventerà un partito nazionale, un
contenitore di tutti i movimenti autonomisti» Palermo. Formalmente la lettera
con cui l'assessore alla Sanità, Massimo Russo, ritira la
circolare che impediva agli «organi politici» di interloquire con la burocrazia di piazza Ottavio Ziino, a
Palazzo dei Normanni, ieri, non è arrivata. Lo stesso Russo si sarebbe
premurato di avvertire telefonicamente il presidente dell'Ars, Francesco
Cascio, che la missiva gli sarà recapitata nella giornata di oggi. E' la
condizione posta dal capogruppo del Pdl, Innocenzo Leontini, e da quello
dell'Udc Rudy Maira per, a loro volta, ritirare la mozione di censura
presentata in Aula contro la direttiva di Russo che avrebbe impedito ai
parlamentari regionali di chiedere notizie ai funzionari sull'andamento della
sanità siciliana. Una direttiva che ha aggiunto ulteriori polemiche a quelle
che da mesi mettono a dura prova i rapporti politici tra una parte della
maggioranza di centrodestra e il governo regionale. E' stato il presidente
Raffaele Lombardo ad annunciare che Russo avrebbe ritirato la circolare
«incriminata» o quanto meno a ridimensionarne la portata. Quindi, adesso
bisogna trovare la formula migliore per evitare che la vicenda possa provocare
vincitori e vinti. Insomma, bisogna soppesare ogni frase, ogni parola. Perché,
inutile negarlo, i malumori non sono ancora del tutto smaltiti. A dimostrarlo
la querelle che si è verificata ieri mattina in commissione Sanità dove a
malapena è stata raggiunta la maggioranza, sia pure per un adempimento tecnico-
regolamentare. E cioè: tutti i disegni di legge approvati dalle commissioni
legislative, prima di essere iscritti all'ordine del giorno dell'Ars, devono
essere esaminati dal «Comitato per la qualità della legislazione». Un passaggio
che serve per correggere eventuali errori di ortografia, in alcuni casi veri e
propri strafalcioni, che nel turbinio della presentazione di emendamenti e
sub-emendamenti, inevitabilmente, accadono. Nel caso del disegno di legge sul
riordino del sistema sanitario siciliano, il «Comitato per la qualità della
legislazione», non si era pronunciato entro gli 8 giorni canonici. A questo
punto, le scelte, così dicono gli esperti, potevano essere due: la prima,
rispedire il provvedimento al «Comitato» con il rischio di perdere ulteriore
tempo e, quindi, rinviare l'esame del provvedimento da parte dell'Aula; la
seconda soluzione, quella adottata, che la commissione si prendesse il carico
di correggere gli errori di ortografia e, dunque, fare procedere speditamente
l'iter parlamentare. Solo che al momento del voto, è stato un problema
raggiungere la maggioranza, anche per la contemporanea assenza di due deputati
del Pdl e uno dell'Udc. Un problema risolto grazie all'arrivo di Santi Formica
e Vincenzo Vinciullo, mentre per l'Udc ha votato Salvatore Cascio. Il
presidente della commissione Sanità, Nino Beninati, alla fine è riuscito a dare
il via libera al disegno di legge che martedì, la conferenza dei capigruppo,
dovrebbe inserire nell'ordine del giorno aggiuntivo. Almeno questa sarà la proposta
del presidente dell'Ars, Francesco Cascio. Un episodio che tutti si sono
affrettati a ridimensionare, ma che è la conferma del nervosismo che ancora
circola nei Palazzi della politica siciliana. Nonostante i segnali di
pacificazione arrivati sia dal vertice di maggioranza che si è svolto a Roma la
scorsa settimana, sia dall'incarico affidato da Berlusconi al ministro Alfano e
al sottosegretario Miccichè di gestire la difficile situazione isolana. Come è
noto, Berlusconi ha dato mandato ai suoi due «delfini» di ricompattare il
centrodestra per fare in modo che al governo regionale non venga meno il
sostegno della maggioranza in un periodo così difficile come l'attuale a causa
del grave crisi finanziaria mondiale. Le liti continue rischiano di penalizzare
la Sicilia che nel già difficile contesto economico nazionale ed europeo, è
l'anello più debole. L. M.
( da "Gazzetta di Parma Online, La" del
27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Energia pulita: la
Provincia detta il piano regolatore Pierluigi Dallapina Meno ciminiere e meno burocrazia, ma più energia «pulita». Per
abbattere i livelli di inquinamento, la Provincia punta tutto su sole, acqua,
vento, biomasse e geotermico, come dimostrano gli obiettivi del «Piano
provinciale per il risparmio energetico e la promozione delle fonti
rinnovabili», contenuti nel verbale conclusivo della Conferenza di
pianificazione e siglati ieri mattina dai comuni del territorio,
comunità montane, parchi, Arpa, Ausl, Regione e province confinanti. Prima di
essere pienamente operativo, il Piano energetico approderà nel consiglio
provinciale del 21 aprile per l'adozione, sarà sottoposto alle osservazioni di
imprese, pubbliche amministrazioni e cittadini, e solo a questo punto verrà
approvato. «Il piano stabilisce in quali zone del territorio si possono
realizzare gli impianti per produrre energia con le fonti rinnovabili», spiega
l'assessore all'Ambiente Giancarlo Castellani, che paragona il documento a una
sorta di piano regolatore dell'energia pulita, realizzato grazie al
coinvolgimento di tutti i soggetti interessati. Ed è proprio per la sua
capacità di pianificazione che il Piano energetico rappresenta una variante al
Piano territoriale di coordinamento provinciale (Ptcp), in quanto stabilirà che
tipo di impianto si può costruire in una determinata zona. In base alle
previsioni dell'amministrazione, il territorio della provincia dovrà ridurre
l'inquinamento atmosferico e aumentare l'autosufficienza energetica grazie alla
costruzione di impianti eolici, a biomassa, fotovoltaici, idroelettrici e
geotermici. Una delle caratteristiche del Piano energetico è appunto quella di
stabilire le zone dove installare gli impianti: per quanto riguarda l'eolico
c'è il divieto di costruzione sui monti sopra i
( da "Mattino, Il (Circondario Nord)" del
27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
EMANUELE IMPERIALI
L'economia meridionale è autarchica, ingessata e perciò poco competitiva. Anche
se ci sono alcune imprese - poche per la verità - più dinamiche, come dimostra
il «Rapporto 2008 impresa e competitività» dell'associazione Studi e ricerche
per il Mezzogiorno e dell'Osservatorio banche imprese e finanze, che ha
analizzato i sistemi produttivi di cinque Regioni del Mezzogiorno: Campania,
Puglia, Calabria, Basilicata e Sicilia. Esigua la quantità di aziende che hanno
investito in innovazione e capitale umano, meno della metà, quasi tutte le
imprese continuano a guardare solo ai mercati locali come possibile sbocco.
Un'economia, quindi, a carattere fortemente provinciale. La Campania, in questo
contesto, si muove all'unisono con il resto del Sud: avrebbe innanzitutto bisogno
di un apparato industriale capace di creare un'adeguata struttura organizzativa
fondata sulla professionalità del personale e di rinnovare i gruppi dirigenti,
puntando su più elevati livelli di qualificazione e scolarizzazione della forza
lavoro: basta pensare che oggi circa la metà del personale ha frequentato la
sola scuola dell'obbligo, il 40% è in possesso di un diploma della scuola media
superiore e appena il 10% ha la laurea. La difficile congiuntura economica
rende le aziende campane estremamente caute nelle previsioni di nuove
assunzioni, meno del 10% ipotizza un aumento degli organici nel 2009
considerando anche il turnover fisiologico. E di queste nuove assunzioni, meno
di un terzo sarà costituito da donne. I nuovi assunti riguarderanno soprattutto
le tradizionali aree dell'amministrazione, della produzione e del commerciale.
Le aziende regionali utilizzano le poche risorse disponibili per investimenti
di tipo difensivo come il rinnovo dei locali e delle attrezzature completamente
ammortizzate, che non comportano innovazioni. Solo una su tre investe anche in
innovazione tecnologica degli impianti o dei servizi. Eppure, ironia della
sorte, proprio questa fetta più evoluta di aziende rischia di essere la più
colpita dalla crisi in atto a livello internazionale, mentre le altre
continuano a vivacchiare al riparo delle commesse pubbliche. Insomma,
l'economia meridionale corre il serio pericolo che se ne vadano proprio le
aziende più interessanti, competitive e innovative operanti al Sud. Oggi, infatti,
nella grande maggioranza delle aziende, le fonti di finanziamento degli
investimenti sono state orientante verso l'autofinanziamento e il leasing, con
il ricorso al credito bancario a breve, se necessario. I finanziamenti pubblici
agevolati sono presenti in un numero di casi limitati, in particolare dopo il
blocco delle erogazioni del
( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 27-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Artigiani, sito web
per imparare il mestiere A giorni sarà attivo "Diventartigiano" che
fornirà informazioni tecniche e amministrative Venerdì 27 Febbraio 2009, Udine
Diventartigiano.it. Dalla collaborazione fra Confartigianato e la Camera di
commercio di Udine nasce un portale dedicato ai giovani che vogliono entrare
nel mondo dell'artigianato; dal panettiere alla sarta, dall'orefice al fotografo,
il nuovo portale è una guida per conoscere i mestieri del mondo artigiano.
«Indirizzare i giovani verso le attività artigianali è un tema non facile in
questo momento di crisi - sostiene il presidente della Camera di commercio
Giovanni da Pozzo - bisogna far capire ai giovani che essere imprenditori fa
compartecipare a un progetto di crescita socioeconomica della regione». Magari
si può far carriera come Edi Snaidero «che - ricorda Da Pozzo - da artigiano è
diventato un grande imprenditore». Quelle artigianali sono attività che
richiedono conoscenza; l'artigiano deve avere nel dna una grande manualità,
«noi vogliamo che questo sia un valore da trasmettere». Gli ostacoli non
mancano, primo fra tutti la burocrazia «un sistema inutile che fa perdere tempo» afferma il presidente
di Confartigianato Carlo Faleschini, uno scoglio che va ad aggiungersi alla già
ampia demotivazione da parte dei giovani verso il mondo dell'artigianato. «I
giovani non hanno la passione di entrare nell'economia che è la principale attività
per continuare a crescere». Così fra quelli che pensano solo ad arrivare
a fine mese e quelli che non raccolgono il mestiere dei padri o dei nonni, il
binomio giovani e artigianato soffre di una crisi generazionale. Per riportare
in vita e ridare dignità a quei mestieri che mantengono l'asset della
tradizione il portale diventartigiano.it offre indicazioni sulle tipologie dei
mestieri, requisiti formativi e adempimenti fiscali, in poche parole la guida
del giovane artigiano. «Bisogna avere coraggio di rischiare» dice Faleschini.
Adesso basta un click per capire come mettere a frutto il proprio talento: sul
portale appariranno le schede-mestiere con tanto di video per orientarsi nel
vasto mondo dell'artigianato. E il panorama per i futuri artigiani non è tutto
a tinte fosche; secondo dati recenti nella provincia di Udine sono nate 3200
nuove aziende, «c'è una dinamica positiva del fare impresa» sostiene Da Pozzo
che nel frattempo conferma anche per il 2009 uno stanziamento di 300mila euro
della Camera di commercio per le nuove attività di imprenditoria femminile e
giovanile. Lisa Zancaner
( da "Cittadino, Il" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Le vie africane
della comunicazione Computer, tv e internet sono un lusso, eppure il sistema
funziona Danielle ride. «Arrivo in un albergo nel centro di Roma mi racconta
accendo la televisione e non ci sono i canali satellitari! Non ci volevo
credere, qui da noi anche l'ultimo degli ultimi, anche chi non ha il letto può
guardarsi la televisione via cavo». Danielle fa la giornalista, ha poco più di vent'anni
e abita a Douala, la capitale economica del Camerun. Douala è una città
portuale, talmente vicina all'equatore e talmente umida che anche le pareti
delle case sudano. La osservo un po' perplessa. A casa mia, a Milano, non ho i
canali satellitari, non posso guardare la Bbc né la Cnn. Il mio potere
televisivo rotea tra Rai, Mediaset, La 7, qualche canale locale e il
videoregistratore. Ogni tanto però, se non c'è vento, prendo anche la
televisione svizzera. «Poi esco continua Danielle un'ora per trovare un
Internet Point. E quanto costa! Qui da noi ce n'è uno in ogni quartiere, ma che
dico, in ogni isolato; e non è mica così caro».Ora che ci penso una volta sul
lago di Como una delle aree geografiche più ricche d'Italia ho passato una
giornata a cercare un posto dove connettermi a Internet. Finalmente, quando ne
ho trovato uno, il responsabile mi ha fatto pagare 12 euro per una connessione
di un'ora! Ride Danielle, c'è qualcosa che non quadra. n L'accesso alle
informazioni Effettivamente c'è qualcosa che non quadra. Il sistema dei mezzi
di comunicazione in Africa funziona spesso in modo molto diverso rispetto al
nostro, soprattutto per quanto riguarda l'accesso alle informazioni. Accesso
significa saper leggere, conoscere il francese o l'inglese o l'arabo classico o
la lingua nazionale per ascoltare i notiziari, vivere in un luogo non soltanto
con una connessione a Internet ma con una buona connessione telefonica
(altrimenti è impossibile consultare siti web e scaricare documenti), non avere
un controllo statale che censura le fonti di informazione e perseguita i
giornalisti, avere i soldi per comprare un giornale, le radio, la televisione,
poter trovare una biblioteca con testi aggiornati..Il tema dell'accesso è
quindi collegato alla diffusione in Africa dell'analfabetismo, della censura e
dei diritti umani negati, delle questioni linguistiche, del digital divide (il
divario digitale che esclude gran parte del Sud del Mondo dalle innovazioni
tecnologiche) e ovviamente è strettamente connesso alle situazioni sociali,
politiche ed economiche delle singole aree territoriali. n Soluzioni geniali
Per quanto riguarda l'accesso ai mezzi di comunicazione e alle informazioni,
l'Africa a differenza dell'Occidente presenta un panorama estremamente vario,
con incommensurabili picchi verso il basso (anche all'interno della stessa
nazione, provincia e città), con alcuni picchi verso l'alto e con notevoli
soluzioni alternative. Caratteristiche di molte grandi città dell'Africa sono
infatti la capillare diffusione della telefonia mobile che sta prepotentemente
sostituendo quella fissa (la telefonia mobile non richiede l'installazione di
cavi, è svincolata dalla burocrazia statale e permette l'utilizzo di tessere prepagate che
rateizzano le spese), i call-box (delle specie di cabine telefoniche all'aria
aperta), il sistema dell'accesso condiviso (un televisore può servire a
numerose famiglie, giornali e riviste possono essere consultati da molti
lettori, Internet è accessibile tramite Internet Point, si può
telefonare da centri telefonici spesso distribuiti in modo capillare nei
quartieri, la televisione via cavo può essere distribuita abusivamente in un
intero isolato.) e, non ultimo, l'intramontabile passaparola. In alcune aree
del continente sono poi stati avviati progetti sperimentali di connessione
satellitare e reti wireless (come per esempio nel progetto dell'orfanotrofio di
Jirapa nel nord del Ghana, attivato dall'associazione italiana Ray Foundation)
che permettono infatti l'accesso ad Internet in regioni distanti dai centri
urbani, combattendo lo spopolamento delle aree rurali, facilitando l'accesso
alla medicina a distanza e dando degli strumenti di informazione ai contadini e
agli operatori agricoli (per esempio per il controllo sui prezzi dei prodotti,
per la creazione di canali di vendita e di esportazione, per la condivisione e
lo scambio di buone pratiche.). n La comunicazione dei giovani Al tema
dell'accesso è anche strettamente collegato quello della produzione, spesso
molto difficile in Africa. I problemi legati al budget, i vincoli imposti dai
finanziatori internazionali, gli ostacoli burocratici nazionali e
l'impostazione spesso molto rigida delle scuole fanno sì che in particolare le
autoproduzioni indipendenti siano poco diffuse. Ci sono però alcune interessanti
eccezioni. Trendsetters è una rivista mensile specializzata in temi legati alla
prevenzione dall'Aids e realizzata dall'associazione Youth Media di Lusaka in
Zambia. Il progetto nasce nel 1995 su iniziativa di tre ragazze intraprendenti
e curiose, che creano uno strumento di informazione chiaro, attendibile e
scientifico indirizzato specificatamente ai giovani, le vittime principali del
contagio Hiv/Aids e delle gravidanze indesiderate. La rivista pubblica
articoli, reportage, lettere e testimonianze di star locali che incoraggiano i
ragazzi ad essere informati. Altri casi di autoproduzioni molto interessanti
sono quelli di radio Bessengué City (un progetto nato a Douala in Camerun come
intervento urbano a cura del centro d'arte Doual'Art e dell'artista Goddy Leye,
che è poi proseguito dando vita ad una piccola emittente di quartiere gestita
dai ragazzi della zona durante le vacanze scolastiche), di radio Oxy-Jeunes
(una stazione creata a Pikine nella periferia di Dakar in Senegal grazie anche
all'utilizzo di Internet) e dei fumetti di strada prodotti a Kinshasa. n I
progetti "di sviluppo" In Africa non ci sono soltanto produzioni
destinate allo sviluppo del continente, ma i prodotti mediatici con finalità di
sviluppo sono sicuramente quelli più visibili e meglio comunicati a livello
internazionale. Numerosi siti Internet, giornali, trasmissioni e radio on-line
prodotti in Africa sono sostenuti da finanziamenti internazionali destinati
alla promozione della cittadinanza attiva, del dialogo interculturale e
dell'educazione alla salute e ai diritti umani. Molti sostenitori della
cooperazione ritengono infatti che il modo migliore per avere un impatto nel
continente africano sia usare la comunicazione come strumento di sviluppo; così
realizzano programmi in questo settore e poi pubblicizzano il loro operato. I
progetti di comunicazione locali indipendenti, non finanziati da enti
internazionali e non finalizzati allo sviluppo del continente, raramente hanno
gli strumenti per essere altrettanto visibili. I media africani visti da
Internet appaiono così quasi esclusivamente concentrati in campagne di
prevenzione, informazione, di lotta alla povertà e all'Aids. Un aspetto curioso
è che anche la pubblicità si trasforma spesso in Africa in progetto di
sviluppo: la Coca-Cola per esempio regala dei frigoriferi (in cui ovviamente si
possono solo collocare Fanta, Sprite e Coca e in cui il marchio è
inequivocabilmente ben visibile) con l'obiettivo, o meglio, con l'ideale di
promuovere e sostenere il piccolo commercio locale. La nostra percezione
dell'Africa non coincide quindi necessariamente con la realtà. n Il
"Grande Fratello" E allora cosa si legge in Africa? Cosa si guarda
alla tv? Cosa si ascolta alla radio? E dove va la gente quando naviga online?
Cercare di rispondere brevemente a queste domande è impossibile come cercare di
determinare il vero reddito pro-capite nel continente. Quello che è certo è che
anche le trasmissioni-immondizia hanno molto successo. Il caso che ha fatto più
scalpore in Europa è senza dubbio quello del "Big Brother Africa",
ovvero la terza versione sudafricana del "Grande Fratello"
distribuita via satellite e con partecipanti provenienti da numerosi paesi
anglofoni dell'Africa. In Occidente il programma é stato considerato da molti
un affronto ai drammi del continente e un'invasione globalizzante.In
particolare alcuni attacchi sono stati mossi alla leggerezza con la quale gli
ospiti della casa sudafricana affrontavano le questioni di cuore: un candore
superficiale ritenuto diseducativo per un pubblico attanagliato dall'Aids. Per
quanto il "Grande Fratello" non sia in nessuna nazione una
rappresentazione realistica dei giovani, ma piuttosto una noiosa caricatura
orchestrata dalle reti a pagamento, è comunque interessante notare il successo
che ha avuto il programma in Africa. Il network satellitare che lo trasmetteva
24 ore su 24, è stato per mesi il secondo canale più richiesto dopo la Cnn. Dal
Cairo a Johannesburg, 25 milioni di persone sono rimaste incollate al video per
non perdersi il reality show. Evidentemente l'industria dell'intrattenimento
(senza finalità educative o di sviluppo, ma sfruttando l'illusione di diventare
ricco e famoso) funziona in ogni luogo del mondo, un po' come la lotteria.
Iolanda Pensa
( da "Gazzetta di Modena,La" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Bepi Campana: «Ora
basta con Sitta» Il consigliere incalza Pighi: «L'assessore ha modi
berlusconiani» «Non si può insultare chi vuole partecipare e dice ciò che
pensa. Attenzione, così si perdono molti voti» ANDREA MARINI I toni e gli
atteggiamenti usati da Sitta verso chiunque osi criticare i suoi progetti non
sono difendibili e, anzi, mettono in imbarazzo chi, nel suo stesso partito e
maggioranza, si trovi a dover darne spiegazioni alla città. Ad alzarsi in piedi
e a chiedere al sindaco di risponderne è il consigliere del Pd Bepi Campana,
uomo di provata militanza nella sinistra da 40 anni, che prende posizione
contro un modo di agire e di fare politica che non condivide e che gli ricorda,
udite udite, il 'berlusconismo'. Campana non ha mai nascosto le sue riserve
sulla gestione Sitta in questa legislatura, ma ha sempre fatto fronte comune
(Ex-A
( da "Corriere delle Alpi" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
«In attesa di una
circolare ministeriale il rischio è quello di mettere in ginocchio molte
famiglie monoreddito» Cig in deroga, in Veneto 5 mila
domande ferme Allarme della Cgil: burocrazia e fondi non certi, lavoratori senza assegni VENEZIA. «Situazione
da incubo per tanti dipendenti delle piccole imprese venete, lasciati a casa
per mancanza temporanea di lavoro e che rischiano di restare senza soldi almeno
fino ad aprile, ringraziando il ministro Sacconi». L'allarme arriva
dalla Cgil del Veneto che sottolinea come, in base alle nuove disposizioni che
invertono la prassi finora adottata, i lavoratori privi dei normali
ammortizzatori sociali sono obbligati a fare domanda di disoccupazione (60%
della retribuzione) prima di accedere a un particolare fondo («cassa
integrazione in deroga» che dà invece l'80%) se restano per un determinato
periodo senza lavoro. «Il problema - dice la Cgil veneta - riguarda finora nel
Veneto più di 5.000 lavoratori (tanti ne sono stati sospesi dal primo di
gennaio a metà febbraio, ma il loro numero cresce di settimana in settimana) le
cui domande giacciono inevase in attesa di una circolare ministeriale di cui
non si sa ancora nulla». Se arrivasse oggi, sono le stime, considerato che i
tempi tecnici di lavorazione delle pratiche sono di 30 giorni e non essendo
possibili (a differenza della cassa integrazione in deroga) anticipazioni dei
soldi ai lavoratori, i primi pagamenti saranno fatti ad aprile. «Questo sta
mettendo in forti difficoltà moltissime famiglie, soprattutto monoreddito, che
dopo tre mesi passati vivendo di "aria" riceveranno il 60% della
retribuzione per una copertura massima di 90 giorni. Poi, se la sospensione va
oltre i 3 mesi, potranno iniziare un secondo percorso che (se non si superano i
problemi relativi alla certezza delle risorse) rischia di essere un secondo
calvario». Si tratta della "cassa integrazione in deroga", prevista
per tutti i lavoratori delle piccole imprese artigianali, industriali e
commerciali da un recente accordo tra parti sociali e Regione, e finanziata da
un fondo nazionale che presenta ancora aspetti nebulosi. Dopo un lungo braccio
di ferro con le Regioni, il governo ha infatti definito un fondo 2009 per gli
ammortizzatori "in deroga", ma al momento il Veneto ha avuto solo un
anticipo di 10 milioni sui 120 chiesti per l'anno. «Quanto alla fine arriverà
non è ancora chiaro anche perché, a 25 giorni dalla stipula, l'accordo
regionale non è ancora stato recepito dal ministero» sottolineano dalla Cgil.
Sulla "cassa integrazione in deroga" dell'anno scorso, «non solo vi
sono migliaia di domande ancora ferme (10.000 i lavoratori che ne hanno fatto
richiesta e solo un terzo le pratiche evase), ma è sorto un "giallo"
sulle risorse disponibili». «Dopo ripetute sollecitazioni - conclude la Cgil
regionale - a fine gennaio l'Inps dichiarava, con una lettera alla Regione, una
disponibilità pari a 18 milioni. Tale dichiarazione però non risulta ancora
sufficiente alla direzione regionale del Lavoro che ha bloccato le
autorizzazioni delle domande».
( da "Corriere delle Alpi" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
PRIMA CATEGORIA
Plavis, più che per i risultati i problemi arrivano dalle docce che sono fredde
SANTA GIUSTINA. Doccia gelata. E non c'entra l'ultima sconfitta, in Prima
categoria con il Ripa Fenadora. La Plavis ha un problema all'anno, nello stadio
di via Pulliere: la scorsa stagione l'impianto d'illuminazione, con tanto di
pellegrinaggio sugli altri terreni della Destra Piave e adesso le docce. Negli
ultimi ultimi due mesi di campionato, diverse volte i biancocelesti hanno
dovuto raggiungere il bagno di casa e l'acqua calda, alla fine
dell'allenamento. E non è il massimo, quando il mister Eros Prest ti ha fatto
sudare, con alcuni gradi sotto zero, oltre tutto su un campo sterrato e non
sull'erbetta sintetica: «Ci siamo già lamentati tutti con l'amministrazione
guidata dal sindaco Vito Tison, perché la situazione non è facile - racconta il
presidente biancoceleste Luigi Polli - questo inconveniente sta cominciando a
diventare particolarmente serio, anche perché non ci siamo soltanto noi a
frequentare quello spogliatoio: ospitiamo le giovanili dello Schiara, per dirne
un'altra e questo è un fatto ancora più preoccupante». Tempi lunghi. Con la
bella stagione, il problema sarà mano sentito, rimane il fatto che uno non può
andare a casa, o dalla fidanzata o dalla moglie così come esce dal campetto:
«Ho parlato anche con il responsabile degli impianti sportivi del Comune e
questo mi ha spiegato che manca una pompa - riprende Polli - sta di fatto che
l'altra sera mio figlio Alessandro è arrivato in condizioni pietose ed è successa
la stessa cosa ai suoi compagni di squadra. Fino a quando non ci sarà questa
famosa pompa, saremo costretti ad arrangiarci in qualche maniera. Solitamente i
tempi di attesa non sono brevi, quando c'è di mezzo la burocrazia, ma non puoi certo pensare di
farti una doccia con l'acqua gelida, dopo l'allenamento. Noi speriamo che
questo discorso si risolva nel più breve tempo possibile». Domani fuori. Alla
ripresa, la Plavis scende a San Fior e da quelle parti non hanno di questi
problemi: «Domani avremo qualche contrattempo, dal momento che Longo e
Marsango sono squalificati e Mascolo non è ancora pronto a rientrare. A sentire
il tecnico Prest, l'unico con qualche possibilità di tornare in squadra è
Chittaro, una presenza importante nella nostra difesa. Inutile dire che abbiamo
bisogno di punti per la nostra classifica. Non siamo ancora salvi e ci
servirebbe una bella vittoria». (g.s.)
( da "Tribuna di Treviso, La" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Una nuova
mobilitazione Una nuova mobilitazione contro gli studi di settore Gli studi di
settore non rappresentano più la reale situazione economica dell'artigianato e
della piccola impresa: la normalità economica visualizzata dagli studi di
settore avviene sulla base di dati che esprimono ormai un quadro che diverge
dai risultati economici che le piccole imprese stanno conseguendo. Invitiamo
perciò le associazioni della piccola impresa a valutare iniziative di
mobilitazione perché il Governo intervenga rapidamente per dare ossigeno al
sistema delle piccole imprese. Non è più sufficiente sostenere le interpellanze
di qualche parlamentare, bisogna intervenire in tutte le sedi per invertire una
tendenza che è sempre più negativa. Molte piccole imprese della meccanica,
dell'impiantistica, delle costruzioni, del legno e dei servizi hanno ridotto
l'attività a causa della brusca frenata della domanda interna e delle
esportazioni; allo stresso modo nell'abbigliamento e nei servizi alla persona
che risentono della caduta di fiducia e della riduzione dei redditi
disponibili. La capacità di tenuta delle imprese è messa a dura prova dalla
scarsità di liquidità causata dalla stretta del credito operata dalle banche e
dell'accresciuta difficoltà di incasso dei crediti commerciali, soggetti ad
incagli e all'allungamento dei tempi di pagamento. La crisi comincia a far
male, e, se oltre a colpire alcune grandi imprese, scende in profondità
investendo anche il sistema della piccola e media impresa, la situazione può
diventare esplosiva. La piccola impresa che esprime il 98% della realtà
produttiva del territorio si trova stretta fra una manovra economica del
governo insufficiente per rilanciare l'economia ed una pressione fiscale che è
in crescita. Agire sugli studi di settore diventa perciò irrinunciabile per
ridare prospettive all'artigianato ed alle PMI. Lo Stato non può intervenire
solo a favore della grande industria o dell'Alitalia. Il sistema degli studi di
settore non è più equo. Pertanto noi chiediamo al governo tre cose
fondamentali: 1) gli accertamenti sulle dichiarazioni dei redditi percepiti
negli anni 2008 - 2009 devono essere fatti sulla base degli studi di settore a
seguito di una revisione che segua i cambiamenti economici reali. 2) Chi è
fuori norma non deve essere in automatico accusato. L'onere di dimostrare la
presunta evasione è a carico dell'Agenzia delle Entrate, non del contribuente, oggi schiacciato dal peso della burocrazia e che nella maggior parte dei casi pur di scansare la montagna
di carte e ricorsi, sceglie di scendere a patti col fisco pagando una cifra
forfettaria. 3) La modifica delle operazioni di accertamento nella costruzione
degli indici su cui si basa l'impianto di accertamento degli studi».
Pierluigi Zambon CNA di Oderzo-Motta Crisi e piccole imprese la situazione
precipita Primi dati disponibili reali delle imprese artigiane nel nostro
territorio. L'Artigianato Trevigiano ha raccolto alcuni dati presso le proprie
strutture di servizio Che sono per noi il termometro reale dell'andamento delle
nostre imprese. GENNAIO
( da "Arena, L'" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Sabato 28 Febbraio
2009 PRIMAPAGINA Pagina 10 LA CITTÀ CHE CAMBIA. Il sottosegretario Mantovani
consegna al sindaco Tosi il contributo che dà attuazione all'accordo di
programma Comune-Sarmar Valdadige Maxi-assegno per le case popolari
Finanziamento di 3 milioni per 310 alloggi a San Michele, Cadidavid, Santa
Croce, Poiano. E parte l'intervento in Borgo Nuovo Un piccolo giallo ha
preceduto ieri la cerimonia di posa della prima pietra di un nuovo edificio di
edilizia residenziale pubblica a Borgo Nuovo. Nell'area del cantiere tra via
Gela e via Erice, dove sorgerà un condominio da 16 appartamenti, il
sottosegretario a Infrastrutture a trasporti, Mario Mantovani, è arrivato con
una ventina di minuti di ritardo. Il suo autista, a causa di un malinteso,
aveva infatti seguito l'auto blu dell'assessore regionale alla Sanità Sandro
Sandri, pensando che fosse quella del sindaco Tosi. Solo che Sandri era diretto
a Borgo Roma... A Verona, il sottosegretario era giunto per portare al sindaco
Flavio Tosi un finanziamento di tre milioni di euro che dà attuazione
all'accordo di programma tra il Comune e le ditte Sarmar, Valdadige e Grassettio
per la costruzione di 310 appartamenti di edilizia popolare:
( da "Arena, L'" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Sabato 28 Febbraio
2009 PROVINCIA Pagina 27 SAN GIOVANNI LUPATOTO. Incontro in municipio fra gli
amministratori comunali, i rappresentanti della Coldiretti e la deputata
leghista Giovanna Negro Gli agricoltori: «Meno burocrazia» «Raccolte le segnalazioni del mondo agricolo che trasformerò in
emendamenti alla legge» Ieri mattina la sala consiliare del municipio
lupatotino, presenti il sindaco Fabrizio Zerman e il vice Giuseppe Stoppato, ha
ospitato un incontro tra una rappresentanza di coltivatori diretti del paese
(guidati da Gian Mario Piccoli e accompagnati dal presidente provinciale della
Coldiretti Damiano Berzacola e dal direttore provinciale Mauro Donda) e
l'onorevole leghista Giovanna Negro, che opera all'interno della commissione
agricoltura della Camera dei Deputati. Oggetto del vertice le preoccupazioni
degli agricoltori, alle prese con normative e burocratismi che ne intralciano
l'operatività in azienda. «Le aziende agricole, quelle specializzate nella
cultura della fragola ma anche le altre, devono confrontarsi ogni giorno con
problemi e vincoli che le mettono in difficoltà», hanno detto gli agricoltori.
«Una questione, ad esempio, riguarda la legge sulla sicurezza, altre quelle
sull'impiego di manodopera stagionale anche straniera. Abbiamo voluto coglie
questa occasione di incontro ed esporre questi temi esposti per sensibilizzare
l'onorevole Negro. Tra questi anche il rifinanziamento del fondo di solidarietà
per le culture assicurabili». La deputata leghista ha colto molti spunti
dall'incontro. «Ho raccolto le segnalazioni del mondo agricolo lupatotino che
trasformerò in emendamenti alla legge in elaborazione ma è stata anche
l'occasione per informare di quanto stiamo facendo a Roma», dice la deputata
leghista. «Ad esempio, spingeremo sul ricorso a prodotti nazionali ed in tema
di riutilizzo degli alimenti cercheremo di vietare il riuso di mele già
tagliate. Inoltre interverremo sul decreto legge sulla sicurezza cercando una
diversa normativa per le aziende sotto i dieci addetti».R.G.
( da "Provincia Pavese, La" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pinarolo e il
servizio di segretariato sociale I casi sono centinaia PINAROLO. Sono stati
centinaia i casi analizzati dal segretariato sociale. «E' un altro modo di
rendere il cittadino protagonista della vita del paese, chiamandolo a
collaborare attivamente - spiegano i coordinatori - Uno sportello che dà
informazioni e consulenza sui servizi sociali, assistenziali, educativi e
sanitari, pubblici e privati, disponibili sul territorio». A testimonianza di
come il segretariato sociale stia diventando sempre di più una realtà
consolidata, c'è la grande fiducia riposta in questo servizio anche dai
residenti nei paesi limitrofi a Pinarolo Po. Un'ulteriore conferma del forte
impegno nel settore sociale profuso dall'amministrazione comunale, come emerso
anche dalla rielaborazione dei questionari distribuiti ai cittadini per sentire
il loro parere sul Pgt: «Di fronte ad una burocrazia ancora troppo spesso
complicata, che costringe il cittadino a cercare un aiuto competente, il
segretariato sociale si colloca su un piano di consulenza-assistenza, che lo
rende un valido strumento per concretizzare e valorizzare quello spirito di
reale solidarietà creatosi nel nostro Comune».
( da "Mattino di Padova, Il" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 20 - Cronaca BUROCRAZIA BUROCRAZIA SPORTELLO UNICO. Spettacoli: meno burocrazia da lunedì prossimo, per
chiunque debba chiedere il permesso per l'organizzazione di un evento, che si
tratti di un concerto all'aperto oppure di uno spettacolo in un locale. Aprirà
tutte le mattine (dalle 10-12 più martedì e giovedì pomeriggio 15-17) il nuovo
sportello agibilità spettacoli, in via Raggio di Sole 2. OSPEDALE CIVILE
NUOVI SCIOPERI. Bandi di concorso per i futuri medici che continuano a
slittare. Federspecializzandi annuncia per il 10 marzo una giornata di
mobilitazione con manifestazione a Roma e organizzerà, inoltre, a partire dal 2
marzo, iniziative di protesta a livello locale, mirate alla sensibilizzazione
delle amministrazioni regionali sull'argomento. Federspecializzandi esprime la
propria indignazione per quanto accaduto in sede di Conferenza Stato-Regioni
del 26 febbraio, dove non si è giunti ad un accordo riguardo i fabbisogni
triennali dei medici in formazione specialistica, con conseguente ulteriore
slittamento del bando di concorso per l'accesso alle varie scuole di
specializzazione. PROVINCIA GIANO FAMILY. Presentato ieri in Provincia, Giano
family, un sistema di protezione telematica per le famiglie che navigano in
rete. Un programma in grado di monitorare il flusso di informazioni virtuale in
entrata ed in uscita da un terminale domestico e permettere di porre una
barriera contro i siti di pedopornografia e compravendita di sostanze illecite.
Il progetto sarà operativo dal 2 marzo.
( da "Repubblica, La" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina II - Napoli
Provincia, 500 milioni per 537 opere fantasma Incompiute scuole, strade e
restauri An accusa "Incapacità politica". Casillo "Non è tutta
colpa nostra" ANGELO CAROTENUTO (segue dalla prima di cronaca) è lungo
l´elenco delle opere pubbliche finanziate negli scorsi anni dalla Provincia e
non realizzate, del tutto o in parte, sotto la presidenza Di Palma. è così
lungo che gli stessi Comuni fanno a fatica a separare le opere fantasma da
quelle che marciano a passo di lumaca; fanno fatica a ricordare quale progetto
non sia mai partito e quale s´è arenato. L´elenco conta 537 opere, tutte
finanziate, per una cifra complessiva di 531 milioni 535 mila e 663 euro. Ma i
fondi già liquidati superano appena l´11 per cento del totale. Sono 60 milioni
149 mila e 487 euro. I soldi li ha, la Provincia, ma non riesce a spenderli. Il
conto è semplice. In tutto sono bloccati 471 milioni di euro. Come se l´Inter
non comprasse giocatori per 6 o 7 anni. Non riesce a spenderli per le opere
pubbliche, altri settori non hanno di questi problemi. «Esiste
un´insopportabile incapacità di spesa. Vantiamo avanzi di amministrazione tra i
più cospicui d´Italia, evidentemente manca la capacità politica di incidere
sulla macchina burocratica e amministrativa», il rilievo mosso a Di Palma da
Luigi Rispoli, capogruppo di An e nello staff che prepara il programma per il
candidato del Pdl alle elezioni di giugno, Luigi Cesaro. Manutenzioni,
restauri, bonifiche. Risanamenti, illuminazioni, impianti. C´è tutto questo
nelle 537 opere finanziate e non realizzate. Qualche cantiere c´è. Non tutte
sono completamente ferme. E poi le scuole. Da ristrutturare o da costruire.
Alcune stanno per celebrare il decimo anniversario dello stanziamento dei fondi:
6 milioni e 952 mila per un edificio a Vico Equense, 4 milioni e mezzo per uno
a Ercolano, altrettanti per Terzigno. Soldi del �99. C´era la lira. Non tutte
le voci restano congelate. Ce ne sono di regolarmente liquidate fino in fondo.
Uno studio di fattibilità per la realizzazione di una pista ciclabile (30 mila
euro), un rilievo topografico a Sarno e Striano (12 mila euro), un sondaggio
geognostico a Barano (9 mila euro). Progettazioni e indagini: consulenze. Il
resto si blocca. Perché la burocrazia ci mette del suo e perché la macchina non viene sollecitata. La
costruzione di un raccordo tra Boscotrecase e il casello della A3 passerà sotto
la competenza di Bertolaso nell´ambito della preparazione della discarica di
Terzigno. Così si farà prima per gli espropri. Come commissariare
finanche un sottopassaggio. «Per inserire una rotonda sulla strada fra Striano
e Sarno e per allargare una curva, ho dovuto far cambiare un piano regolatore»,
è sconsolato Mario Casillo, assessore provinciale ai Trasporti, un amministratore
che durante il suo mandato è riuscito comunque ad abbattere la mole di fondi
non spesi nel suo ufficio dai 150 milioni del passato ai 30 attuali. Il resto?
«La famosa bretella da 14 milioni - risponde Casillo - per ora non si fa perché
l´Enel deve rimuovere un traliccio. I soldi sono stati restituiti alla Regione.
Li riavremo quando i lavori potranno davvero partire. Aggiungo una cosa. Di
questi 471 milioni bloccati, credo che almeno 150 siano impegnati in lavori già
in corso». Nessuna replica, invece, dal presidente Dino Di Palma, che fa sapere
di non essere intenzionato a commentare finché non diventerà ufficiale la sua
decisione sulle primarie. Chi gli ha parlato, dà per certa una conferenza
stampa la prossima settimana. Forse per annunciare che si ricandida per un
secondo mandato.
( da "Tirreno, Il" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 7 - Empoli
Arturo. Come far incontrare culture diverse Molteplici i servizi offerti dal
sodalizio 200 richieste all'anno SANTA CROCE. Si chiama Arturo ed è
un'associazione che ha come scopo quello di aiutare gli immigrati, «di
affrontare la questione in un nuovo modo, partendo dalla considerazione che
Santa Croce è un paese interculturale, in cui varie culture si incontrano. La
nostra istituzione - dice Mario Rotonda, uno dei responsabili - si sta dando da
fare affinché questo incontro avvenga nel migliore dei modi e nel rispetto di
tutti». Un centro di documentazione con oltre 2.500 volumi da consultare e dare
in prestito, un punto internet e tecnologie informatiche a disposizione per chi
ne ha bisogno o non può permettersele, laboratori didattici nelle scuole primarie
e secondarie della provincia e corsi di alfabetizzazione per adulti. Sono solo
alcuni dei servizi che Arturo offre da oltre 12 anni, solo alcuni degli
strumenti per favorire in maniera concreta l'integrazione. E gli stranieri
rispondono numerosi. «Ogni anno chiedono la nostra collaborazione - continua
Rotonda - almeno duecento immigrati, circa il 40% degli utenti totali.
All'inizio, senza sapere una parola d'italiano è difficile per tutti. Adulti o
bambini non c'è differenza, la sensazione di isolamento, di paura e di perdita
di punti fermi è la stessa. Oggi è la famiglia intera che deve essere inserita.
Con i ricongiungimenti, sono i nuclei familiari ad aver necessità di essere
coinvolti. La presenza degli stranieri è più strutturata e dunque anche gli aiuti
devono essere più mirati e specifici». Allora dall'associazione cercano di
creare un ponte, tra il paese di partenza e quello di origine, tra le varie
nazionalità diverse. E ogni volta prendono per mano chi lo attraversa. «Il
primo passo è imparare la lingua per comunicare non solo con i residenti ma
anche con i gruppi di altre etnie. A Santa Croce convivono tante realtà e c'è
bisogno di una maniera universale per capirsi». Poi ci sono
gli ostacoli della burocrazia: le pratiche dei permessi di soggiorno, l'assistenza legale, i
contratti di affitto e le assunzioni lavorative. «L'applicazione delle norme -
conclude Rotonda - è davvero farraginosa e dispendiosa. Ad esempio, per
rinnovare un permesso di soggiorno non solo occorrono 70 euro, che pesano come
un macigno sui bilanci degli stranieri, ma dopo aver consegnato la
domanda si aspetta anche 5-6 mesi per ottenere la pratica conclusa. Quando
arriva, è già praticamente scaduta, dal momento che la durata del soggiorno
sfiora appena le dodici mensilità». P.S.
( da "Repubblica, La" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina IV - Genova
Porto, i camalli assediano Merlo La Cgil: "Meglio un commissario"
Presidio a San Giorgio. Ascheri: situazione drammatica MASSIMO MINELLA Nel
punto più alto della tensione, con un´ottantina di portuali che presidiano
l´ingresso di palazzo San Giorgio e una delegazione di rappresentanti che entra
nell´ufficio del presidente dell´authority, Enrico Ascheri, segretario della
Filt-Cgil e membro del comitato portuale, guarda in faccia Luigi Merlo e gli
dice: «A questo punto, visto come stanno le cose, sarebbe meglio un
commissario». Una provocazione, una speranza, un´utopia? «Guardiamo in faccia
le cose come stanno - spiega Ascheri al termine dell´ennesima, difficile
mattinata sul fronte del porto - l´authority non prende più iniziative, appare ingessata ed è preda della burocrazia. Allora, se le cose non dovessero più cambiare, sarebbe meglio
dialogare con un commissario». Chissà che la distanza siderale fra i lavoratori
e l´authority non sia davvero arrivata al suo limite estremo e che ora si
possano creare le condizioni per riprendere il dialogo. Molto dipenderà
dalle conclusioni del tavolo convocato in prefettura sull´organizzazione del
lavoro, che questa mattina torna a riunirsi nella sua componente
"tecnica", dando i numeri degli avviamenti al lavoro, suddivisi per
terminal e tipologie. Ma il presente della Lanterna non è solo legato alle
future organizzazioni, quanto più drammaticamente alla mancanza di lavoro. Nei
primi due mesi dell´anno, il calo degli avviamenti è stato del cinquanta per
cento: dalle ventimila giornate lavorate in media, si è passati a diecimila, a
gennaio e febbraio. E il calo vertiginoso non è stato minimamente sostenuto
dalla cassa integrazione, che Merlo non firma dopo che la magistratura ha
contestato le precedenti autorizzazioni della gestione-Novi. «La magistratura
faccia fino in fondo il suo lavoro, non ci mettiamo certo a muovere
contestazioni all´operato dei giudici - aggiunge il segretario genovese della
Filt-Cgil Ivano Bosco - ma il porto non può bloccarsi, deve affrontare le
questioni legate al lavoro e ai diritti dei soci e di tutti quelli che operano
nello scalo». Ieri mattina, davanti a San Giorgio, una delegazione di portuali
è salita nell´ufficio di Merlo. Un incontro rapido, freddo, che Merlo vorrebbe
trasferire a Roma, tutti quanti insieme. «Siamo disponibili ad andare con il
presidente dell´authority al ministero, ma abbiamo l´impressione che non si
arriverà ad alcun risultato - continua Ascheri - Le soluzioni dobbiamo cercarle
qui, a Genova e se proprio l´authority vuole alzare la voce è libera di farlo
dove vuole, anche a Roma, possibilmente non solo per colpire i lavoratori».
«Siamo di fronte a un problema gravissimo che investe un migliaio di soci -
aggiunge il segretario genovese della Fit-Cisl Ettore Torzetti - Ci sono
persone che lavorano ormai dieci giornate al mese, con stipendi di poche
centinaia di euro. Questo è un problema sociale drammatico. Si vuole andare a
Roma? Io aspetterei la convocazione del ministero e se può essere utile per
fare chiarezza una volta per tutte, andiamoci pure. La verità è che avremmo
bisogno di un tavolo di confronto con tutte le forze sociali. Il
commissariamento? Lo ritengo una sciagura. Noi dobbiamo risolvere i problemi
con questa autorità portuale». Oggi nuova tornata di confronti sulle banchine.
La partita si sposta in prefettura con la conclusione dei lavori del tavolo
tecnico che consegnerà un documento esaustivo su avviamenti e tipologia di
lavoro. Sono stati presi in esame il 2007 e il 2008 e deliberatamente è stato
escluso il 2009, straordinario in negativo. Si parla di numeri pesanti, venti
giornate al mese di avviamento e una leggera flessione fra 2007 (267mila
avviamenti) e il 2008 (236mila) per la Culmv, mentre i turni lavorati della
Pietro Chiesa sono stati nel 2008 oltre diecimila. Se i numeri tecnici
venissero confermati nel bando, si parlerebbe di una gara per un pool di
manodopera da oltre mille unità (i soci della Culmv sono 1.050, quelli della
Pietro Chiesa 33). Ma le strade della politica potrebbero anche mutare gli
assetti.
( da "Tirreno, Il" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 7 - Grosseto
Tornare a pescare le "cée", ma per ripopolare le acque interne La
proposta di un "pentito" castiglionese: «Per anni è stata l'attività
della mia famiglia» In questi giorni avete scritto di contravvenzioni elevate ai
pescatori abusivi di ceche "cée" (vitree, novelle anguille risalenti
dal mare nelle acque dolci), che sono la prima specialità gastronomica dei miei
compaesani livornesi. Poiché sono "figlio d'arte", nato al Calambrone
(Li) nel 1929 da Bruno Fornaciari, che nel 1931 si trasferì con la famiglia a
Castiglione per meglio svolgere la pesca delle cée e dell'altro novellame
eurialino, maggiormente a scopo di ripopolamento delle acque interne, vorrei
fare alcune considerazioni che affondano le radici nella storia di questa
attività. Gli anni '20 Alla fine degli anni '20 prima che mio padre si
trasferisse a Castiglione, il ministero dell'Agricoltura, per incentivare i
ripopolamenti delle anguille nelle acque interne, vietò la pesca delle ceche a
scopo alimentare anche nel compartimento marittimo di Livorno in cui in deroga
alla legge, per motivi tradizionali, era consentita nei mesi di dicembre,
gennaio e febbraio, così come nelle province di Livorno, Pisa e La Spezia. è
stata sempre vietata, invece, in tutto il restante territorio italiano. Lo
stesso ministero dislocò da Roma a Livorno una pattuglia della Forestale per la
repressione della pesca illecita. Costanzo Ciano. Ma, il livornese Costanzo
Ciano (grande goloso di cée), padre di Galeazzo, genero del Duce, dopo un breve
periodo di divieto fece ripristinare la possibilità di pescare le ceche a scopo
alimentare. Di conseguenza mio padre si trasferì a Castiglione, dove nel fiume
Bruna, grazie al richiamo delle acque fitoplanctate del Padule, ingente era la
rimonta delle ceche. In quegli anni la miseria in Maremma era "nera"
e l'allora prefetto di Grosseto di concerto con il direttore dello stabilimento
ittiogenico di Roma, per attutire tale stato di indigenza sociale, indicarono a
mio padre di avviare alla pesca delle ceche più gente possibile,
acquistandogliele a prezzi calmierati. Fu così che fino al dopo guerra molti
abitanti di Castiglione e di Marina pescassero le ceche: ma quando i
quantitativi pescati superavano quelli assorbibili dalle semine nelle acque
interne, anche mio padre, suo malgrado, era costretto a venderle al mercato
alimentare di Livorno. Comunque, lo sforzo eccessivo di tale pesca,
incrementato dalla diretta richiesta dei commercianti livornesi, fece
affievolire con gli anni, lungo il litorale maremmano, la rimonta delle ceche.
Gli anni '60 Così io, sulla scia dell'attività paterna, negli anni '
( da "Messaggero Veneto, Il" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 14 -
Pordenone Tramonti di Sopra punta sull'albergo diffuso TRAMONTI DI SOPRA. Il
Comune di Tramonti di Sopra intende investire risorse nel progetto dell'albergo
diffuso. Per questo il vicesindaco Antonino Titolo sta mantenendo contatti con
l'ufficio turistico regionale e con i Comuni della zona che hanno già attivato
un servizio simile. «Purtroppo la burocrazia non è dalla nostra parte ma non ci demoralizziamo perché
crediamo molto in questa idea - ha spiegato -. La nuova legge non ci consente
di attivare un albergo diffuso con meno di 80 posti. E per una piccola comunità
come la nostra non è semplice reperire fin dall'inizio un così alto numero di
disponibilità. Allo stesso tempo non ci è permesso di aggregarci ai
Comuni limitrofi, come potrebbe diventare naturale una collaborazione con
Tramonti di Sotto». Contemporaneamente il vicesindaco sta cercando residenti e
persone originarie della zona disposte a concedere l'uso di stabili e rustici.
Per questo domani sera a Tramonti di Sotto è stato organizzato un incontro
aperto alla popolazione.
( da "Stampa, La" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Non siamo ancora
entrati nel vivo della crisi che già si sogna di ritornare al consumismo
sfrenato. Quello rutilante degli Anni '80. Scandito da un'estetica energica,
edonista e persino un po' fetish. Indietro tutta, si riparte dal periodo felice
in cui Grace Jones cantava «La vie en rose». «Quando la moda italiana era la
numero uno al mondo», dice Armani che nella prima linea svolta con segni forti,
scippati a quell'epoca. La sua è una dominatrice, capelli tiratissimi, lucido
berretto con visiera alla «Querelle de Brest», guanti di vernice nera al
gomito, body vedo nudo e pantaloni aderenti come scotch, da fan dei Frankie
goes to Hollywood. E' tosta l'ambigua signora che incede in passerella sulle
note di «You Are Simply The Best» di Tina Turner (anche lei non propriamente
una mammola). Eccola, la donna Armani, col piglio cattivello anche in abiti di
velluto elasticizzato che ridisegnano la silhouette scattante, orlo quattro
dita sopra il ginocchio, calze coprenti, tailleur con giacche strette, tacchi
altissimi di giorno e stivali rasoterra di sera. Nero e grigio sempre,
interrotti da lampi di luce («Ho evitato la citazione dei colori accesi,
sarebbe stato troppo»). Spalline imbottite, forme dilatate, tinte coraggiose,
geometrie appuntite che ricordano le wonder woman di Montana e Mugler. I
sintomi del revival scorrono in abbondanza sulle passerelle con linguaggi e
modalità diverse. Frullati con sensibilità attuale. Da D&G è la voglia di
spettacolarizzazione a tenere banco. Protagonista l'opera, vista con gli occhi
dei giovani. Fra velluti e broccati dei costumi di scena cortissimi spuntano
sulle magliette la Callas e le locandine d'antan della Fenice. «Peccato che la
Scala non ci abbia voluto cedere i diritti per riprodurre le sue», dicono i
D&G. «L'operazione richiedeva tempo e verifiche», rispondono dal tempio
milanese della lirica. Burocrazia mammuth? The show must go
on. Con chili di colore che esplodono da Scervino: viola, verde, oro. Ci sono
le pellicce e gli smoking piumino dai bagliori lingotto, i vestiti a clessidra
con guepière interna, i golf giganti cosparsi di paillettes. E c'è la
Gregoraci in abito giallo acido che esibisce generosamente il corpo palestrato
(«Malata di shopping fin da bambina, ho gli armadi pieni, ma non so resistere
alla moda»). Oversize è un'altra parola d'ordine di stampo eighty. Sembrano
casette ambulanti gli squadrati trench di Burberry da portare con larghi abiti
da novizia su cui è stampato il volto della duchessa di Devon, al polso fili
spinati come moderni cilici. I volumi dilatati sono un ossessione. Da Jil
Sander fioriscono colli a cratere, scollature a forma di calla che ricordano le
costruzioni architettoniche di Capucci e invece sono un omaggio al ceramista
Paul Chambost. Ampi e comodi anche i giacconi da caccia e pesca di Hogan, da
ridimensionare a colpi di coulisse in vita, in materiale tecnico incerato. Il
vintage dei nostri ieri felici culmina nel guardaroba da biker di C'N'C, ricco
di pantaloni e bomber borchiati. Ma in questo viaggio nel «come eravamo e come
diventeremo» non potevano mancare le protesi alla Mazinga, ovvero le
«paulette». «Ho costruito spalle forti per sostenere i capi, ma anche il morale
di chi li indossa. A questi momenti difficili bisogna rispondere con
determinazione», racconta Alberta Ferretti, mostrando vestiti, con decori da
secessione viennese, che sposano tinte audaci e maniche a prosciutto,
imbottite, ricoperte da mostrine gioiello che avrebbero mandato in visibilio
Joan Crawford. Poi bluse di chiffon e cardigan bozzolo. «Per dimostrare che ai
consigli d'amministrazione si può essere autorevoli anche senza il tailleur
corazzetta». Le strutture geometriche, spigolose o a boule sono il fil rouge di
Ferrè disegnato da Aquilano e Rimondi che ieri hanno sfilato una teoria di
modelli scultorei sotto gli occhi dei commissari governativi incaricati di
gestire le sorti del gruppo It Holding finito in dissesto, sotto il peso dei
debiti.
( da "Tirreno, Il" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 2 -
Montecatini Sospendere le tasse locali Lo chiede Confcommercio per aiutare le
imprese Tra le altre richieste i parcheggi gratis di sabato e domenica e un
arredo migliore MONTECATINI. Confcommercio Montecatini esprime preoccupazione
per l'andamento e le previsioni dei prossimi trimestri dell'economia locale,
evidenziando una situazione che sta mietendo i ricavi di migliaia di imprese
del terziario. E' prevedibile il rischio che centinaia di esperienze
imprenditoriali qualificate non riescano a superare il 2009. Basti pensare -
sottolinea - all'addio a Montecatini annunciato da due prestigiose attività:
Cartier e Baccioni. Il presidente di Confcommercio Montecatini, Renzo Bertini
(nella foto), rimarca la negatività di questi episodi: «Queste chiusure sono
causate purtroppo da una scarsa attenzione nei confronti della qualità delle
imprese locali. Confcommercio da sempre si pone l'obiettivo di dare particolare
attenzione alle imprese di qualità, proponendo servizi all'avanguardia, ma oggi
non basta più». Mancano tre mesi alle elezioni amministrative nel più
importante dei Comuni della Valdinievole e Confcommercio vuole rimarcare la sua
progettualità lanciando un messaggio ai futuri amministratori perché ci sono
elementi che tendono a peggiorare una situazione già grave su cui è necessario
agire. In ambito di accesso al credito, ad esempio, nonostante una fase di
forte contrazione dell'Euribor, il costo per l'accesso al supporto economico,
tende a rimanere elevatissimo. E ancora: «Ormai da troppi anni il regolamento
urbanistico è fermo a livelli inadeguati per le potenzialità delle imprese
locali». Tassazione locale: «E' necessaria una moratoria per almeno un anno». Burocrazia: «A livello locale sono emersi in questi anni elementi
positivi circa lo snellimento della burocrazia nei confronti delle esigenze delle aziende ma tanto si può e si
deve ancora fare». Per quanto riguarda, infine, sosta urbana, mobilità e arredo
urbano, «gli imprenditori hanno bisogno di risposte concrete circa il
fondamentale tema della mobilità e della sosta urbana. A tal proposito
Confcommercio propone di concedere il parcheggio gratuito il sabato e la
domenica per agevolare gli acquisti». «Condividiamo le politiche di attenzione
per il mantenimento dell'ordine nella sosta urbana, ma una maggiore elasticità
nei confronti delle esigenze del cliente è necessario che venga valutata - dice
Renzo Bertini- e gli interventi legati all'ausilio della sosta devono comunque
essere inseriti in un definitivo progetto di viabilità urbana, che coinvolga
sia il centro che le aree periferiche. Parallelamente è necessario porre l'attenzione
sull'adeguamento e il miglioramento dell'arredo». In conclusione, per
Confcommercio è necessario far acquisire una maggiore sensibilità al sistema
pubblico e istituzionale locale verso i temi della crisi che riguardano il
mondo delle imprese. «Ben vengano - dice - le iniziative a sostegno delle
famiglie in difficoltà, ma è necessario intervenire in ogni modo possibile per
far sì che i lavoratori mantengano l'occupazione intervenendo anche a sostegno
delle aziende». «Noi - prosegue Bertini - non ci pieghiamo sugli effetti
negativi di questo momento. La crisi finirà prima o poi, oggi dobbiamo
concentrarci su come superare questa fase per arrivare al momento della
ripartenza nella migliore condizione. Grazie alle politiche locali, alla
qualità delle iniziative e della progettualità. E' necessaria una task force
istituzionale che determini tutte le azioni possibili per gestire la politica
di breve periodo sul superamento della crisi di domanda e di liquidità».
( da "Tirreno, Il" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
di Alberto Vivarelli
Cna all'attacco di banche e Provincia Piantini: «Le imprese hanno bisogno di
liquidità ma il credito...» PISTOIA. Da alcuni mesi assomiglia più ad un pronto
soccorso per aziende che a un sindacato d'imprese. Anche la Cna vive sulla
propria pelle il tornado economico che ha di fatto bloccato i mercati. Dal
tessile al mobile per finire alla meccanica, le bandierine rosse sulla mappa
del manifatturiero crescono in maniera esponenziale e solo chi ha scelto la
strada dell'altissima qualità e della tecnologia avanzata ha ancora margini.
Per ora. La domanda è un classico: come se ne esce? La risposta è più
complicata perché il clima d'incertezza è tale che c'è perfino il timore a
proporre soluzioni. Aldo Piantini, presidente provinciale della Cna, mette le
cose in fila, unico modo per affrontare con ordine la situazione. E in cima
alla lista dei problemi delle aziende, Piantini mette la liquidità. «Le imprese
- spiega - non hanno liquidità immediata. è una fase delicata perché devono
fare fronte ai pagamenti, se non hanno accesso al credito il rischio di
chiusura è reale. C'è molta aspettativa per gli aiuti dalle banche». Già, le
banche, da tempo nel mirino degli imprenditori; troppo strette le maglie del
credito, anzi si ha la sensazione che la situazione di crisi abbia provocato un
ulteriore irrigidimento degli istituti di credito. «Le banche - osserva il
presidente della Cna - stanno prendendo soldi dallo Stato ma il ritorno alle
imprese è sempre più complicato. Nonostante le garanzie di Artigiancredito
sulle richieste di finanziamenti che arrivano anche all'80%, i soldi concessi
sono sempre meno. Le banche, invece, devono rendere qualcosa al territorio».
Anche a Pistoia gli ordini sono calati del 50%. Interi settori si sono fermati,
la situazione di quello edilizio è drammatica perché lì non ci sono nemmeno gli
ammortizzatori sociali. Ma il fisco continua a bussare alla porta degli
artigiani. «Siamo preoccupati per la revisione degli studi di settore - dice
Piantini -, a maggior ragione nella nostra provincia dove abbiamo sempre avuto
grosse difficoltà a rapportarci con l'Agenzia delle entrate. Qui ci sono
tantissime aziende che dal settembre 2008 non hanno guadagnato un euro e si
troveranno costretti a pagare secondo gli studi di settori proprio nella
situazione economicamente peggiore. Anche in questo caso ci vorrebbe un po' di
buon senso». Eppure, le imprese non si arrendono, tra gli artigiani non c'è
rassegnazione. Chiedono solo certezze su finanziamenti e servizi che gli
strumenti attuali non assicurano. Prendiamo ad esempio l'osservatorio
provinciale, non è una scatola vuota ma è inutile perché non si riesce a
decidere niente. «Oggi - spiega Piantini - abbiamo bisogno di meno tavoli e più
operatività, occorre fare non discutere. Si mettano in moto i progetti e si
spendano subito, non c'è più tempo». Va giù duro Sergio Giusti, direttore della
Cna: «La Provincia non ha idee e quindi si condivide il niente. Noi abbiamo
fatto proposte, come del resto le altre associazioni imprenditoriali ma la
Provincia non ha mai scelto tra i vari progetti per non scontentare nessuno. Se
in questi organismi si cerca l'unanimismo, tutto rimane bloccato». «Quello di
cui abbiamo bisogno - incalza Piantini - è un'agenzia per l'export e servizi.
Le imprese devono entrare nel meccanismo dell'informazione e della formazione e
devono trovare opportunità sul territorio. Ci auguriamo che con l'ingresso
della Regione in "Pistoia futura", le cose migliorino». Imprese
artigiane protagoniste del proprio futuro ma in armonia con le istituzioni che,
invece, sono sorde. «Noi - spiega Giusti - vorremmo incidere con le argomentazioni,
con le idee ma la risposta che viene data alla nostra crisi è l'aumento della
Tia perché il Cis è in difficoltà economiche. Come se non bastasse si cerca di
complicare le leggi nel loro trasferimento da Roma a Pistoia. C'è una burocrazia enorme che porta via troppo
tempo alle imprese». Un altro esempio, la raccolta e lo smaltimento dei
rifiuti. Sempre più imprese fanno accordi con privati per la raccolta eppure
alla fine si trovano costrettia pagare due volte: il privato per la raccolta e
lo smaltimento, il Comune per un servizio che non dà nonostante ci sia una
legge che spiega come i rifiuti delle aziende di produzione non siano
assimilabili agli urbani. Il rischio vero è che alla fine della giostra salti
l'intero sistema economico italiano che si regge sulla piccola e media impresa.
Che fare, allora? «Noi - dice il presidente della Cna - chiediamo meno burocrazia, più legalità, maggiori investimenti nelle
infrastrutture, sviluppo del made in Italy, valorizzazione del prodotto. Ma il
governo naviga a vista, si cerca di spostare l'attenzione dell'opinione
pubblica su altri temi: le ronde, gli immigrati. C'è una sottovalutazione dei
problemi. Alla banche chiediamo sostegno vero alle imprese mentre dagli enti
locali ci aspettiamo un clamoroso cambio di marcia per quanto riguarda
l'efficienza».
( da "Tirreno, Il" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 10 -
Montecatini Un altro balzello per le aziende arriva la tassa sulle prestazioni
sanitarie erogate dalle Asl PISTOIA. Non era sufficiente per le imprese
agroalimentari pagare il contributo alla stazione sperimentale per le conserve
alimentari di Parma e all'Inca di Roma. Da quest'anno, infatti, sulle imprese
alimentari grava un altro contributo, una vera e propria tassa relativa ai
diritti per le prestazioni sanitarie erogate dai pubblici servizi veterinari e
servizi igiene alimenti dell'Asl competente per territorio. Sino all'anno
scorso solo i macelli e i sezionamenti di carne fresca erano soggetti alle
tariffe veterinarie, tutte le altre imprese del settore non pagavano nulla. Il
nuovo decreto prevede, invece, che tutte le imprese alimentari, con la sola
esclusione delle imprese che effettuano prevalentemente la vendita al dettaglio
e la ristorazione siano soggette al pagamento di una quota annuale che va da un
minimo di 400 euro l'anno fino a 1.500 euro l'anno, indipendentemente dal fatto
che le prestazioni del servizio sanitario pubblico vengano effettuate o meno.
Ciò significa che, se in una determinata azienda in un determinato anno non
vengono effettuate visite, l'azienda medesima deve pagare ugualmente. E questo
giustifica la definizione di "tassa" per un contributo che di fatto
non è tale. Ma c'è di più. Se ad esempio, un salumificio produce o lavora
prosciutti e salami che sono prodotti a base di carne e nello stesso tempo
produce i ciccioli e lo strutto che sono considerati grassi fusi di origine
animale, devono pagare 2 volte. Di fatto, sono quindi tenuti al pagamento tutti
i produttori agroalimentari, dal salumificio alla budelleria, dal panificio
industriale alla pasticceria industriale, dal molino al panificio e chi più ne
ha più ne metta. Anche le cantine, le acetaie, i depositi alimentari rientrano
nella fattispecie del decreto. Chi poi possiede più unità locali deve pagare
per ciascun stabilimento o deposito aggiunto. «Credo che non sia assolutamente
giusto - commenta Luigi Biagioni, presidente di Cna-Alimentare di Pistoia - che
ogni operatore del ciclo produttivo alimentare paghi la tariffa su uno stesso
prodotto rispetto a più lavorazioni. Un provvedimento incomprensibile che suona
come una beffa: l'economia sta attraversando la crisi più grave di sempre, per
le imprese industriali sono pronti i soliti aiuti di stato, per le piccole
imprese alimentari con la scusa di una norma europea una nuova tassa! E dire
che la comunità europea con questa normativa impone che non si creino disparità
di trattamento fra aziende di territori diversi. Vorremmo
che il governo ci spiegasse per quale ragione in Francia o in Inghilterra i
costi della sicurezza alimentare sono rimasti a carico dello Stato mentre in
Italia, per fare cassa è stato deciso di farli pagare alle aziende e con un
aggravio di costi per la burocrazia. E sarà inevitabile che una parte di questa doppia, se non
tripla, imposizione ricada sui consumatori».
( da "Tirreno, Il" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 11 - Pisa
Giacomo Maccheroni. «Perché nessuno ha convocato le società?» PONTEDERA. è
stato il presidente del "grande" Pontedera. Quello che ha vinto il
campionato di C2, che ha sconfitto la Nazionale di Sacchi alla vigilia dei
mondiali in America. Luciano Barachini, ora è lontano dal calcio: vive tra la
Valdera e la Cina, per lavoro. Ma il suo cuore è granata. E questa decisione lo
lascia amareggiato. «Sono appena tornato dall'Oriente - racconta - Ho appreso
quel che è stato deciso per il derby, da mio figlio, che cura gli affari in
Italia. Ho chiesto quel che era accaduto all'andata. Credo sia vergognoso.
Questa è la sfida che aspetti tutto l'anno. Che vale una stagione. Non si può
privare alla gente di vederla. Con una vittoria nel derby ci si campa il resto
del campionato, sia sugli spalti che in campo». Amareggiato anche Giacomo
maccheroni. Lui, di Pontedera è stato sindaco. Ed è ovvio, che affronta la
questione in chiave politica. «è inaudito - dice l'ex onorevole - In queste
decisioni si riscontra la lontananza del potere dal territorio. Perché non sono stati sentiti i presidenti delle due società?
Questo è un eccesso di burocrazia.E dunque un'anomalia da correggere. Spero che a livelli alti
della politica, qualcuno si appelli al ministro competente: in certi casi,
occorre necessariamente il rapporto con le società». e.ch.
( da "Repubblica, La" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina XXII -
Palermo Palermo e Catania, sfida globale Politici, chef e attori: la lotta tra
due città per il primato Il derby infinito Enia e il teatro "Palermo vince
coi giovani autori e lo farà anche domani in campo" DARIO PRESTIGIACOMO
Capire quando e perché sia nata la rivalità, è un´impresa che neppure gli
storici sono riusciti a portare a termine con successo. Ma a prescindere
dall´origine, resta il fatto che catanesi e palermitani continuano a fare a
gara su tutto, dalla cucina alla politica, passando dall´economia fino allo
sport. Da un lato, si ostenta l´orgoglio dei palazzi del potere, dei quadri di
Guttuso, del pane con la milza e guai a chiamare i supplì di riso
"arancini", al maschile. Dall´altro, ci si fregia del genio
industriale, di quello musicale e della pasta alla Norma. Di questa rivalità,
il derby di calcio tra rosanero e rossoazzurri che si gioca domani rappresenta
sicuramente la punta dell´iceberg. Tutt´attorno c´è tanta altra rivalità. Si
prenda l´ambito gastronomico: chi detiene il primato della migliore cucina? Per
lo chef palermitano Max Mangano, ad esempio, «la cucina del capoluogo siciliano
è molto più aperta alle innovazioni e alle tendenze internazionali. Per questo,
sul fronte dell´alta ristorazione, non abbiamo rivali in tutta la regione». Un
giudizio che non trova d´accordo Domenico Privitera, presidente
dell´associazione dei cuochi catanesi. «A parte il fatto che i prodotti della
nostra terra vulcanica hanno un sapore irraggiungibile � dice � io propendo
per la leggerezza e la semplicità borghese della tradizione etnea e non per gli
aristocratici piatti palermitani». Nel caso della cultura, per dirne una, i
catanesi sono sicuri di detenere il primato. «Se poi parliamo di teatro �
dice Tuccio Musumeci, attore dello Stabile etneo � Catania ha una tradizione
che Palermo non ha: si pensi ad Angelo Musco o a Turi Ferro. E anche oggi, da
noi ci sono molte più possibilità per i giovani». Ribatte Davide Enia, attore e
regista palermitano. «Se guardiamo al presente � spiega � negli ultimi anni
a Palermo è venuta fuori una pletora di autori e registi teatrali che ha
conquistato i palcoscenici di tutto il mondo. Magari in patria siamo
bistrattati, ma fuori dall´Isola il derby lo vinciamo noi. Così come faremo
domenica nella partita del "Barbera"». Anche il primato nella musica,
fino a poco tempo fa saldamente nelle mani di Catania (la "Seattle del
Sud"), è oggi in bilico. Stavolta per ammissione di entrambi i
contendenti. «Palermo ha fatto molti passi in avanti � dice Sergio
Serradifalco, leader degli Akkura � C´è oggi un movimento musicale che sta
crescendo e che non ha nulla da invidiare a Catania. Solo che lì hanno ancora
strutture migliori». Dello stesso avviso è Gianluca Runza, responsabile
dell´etichetta catanese Soda Elettrica, che avverte: «A Catania viviamo ancora
della luce riflessa del passato. Così rischiamo, alla lunga, di perdere il
derby con Palermo». Ci sono, poi, i casi in cui la partita tra le due
principali città dell´Isola non si gioca neppure. Come nell´economia, settore
in cui sia l´imprenditore palermitano Rodolfo Guajana, sia quello catanese
Andrea Vecchio (diventati entrambi leader degli industriali in lotta contro la
mafia) consegnano l´alloro al capoluogo etneo:. «Anche se la politica sta
facendo di tutto per mettere in ginocchio la vivacità imprenditoriale della città
� lamenta Vecchio � Oggi, l´unica differenza che vedo
tra Palermo e Catania è la mostruosa presenza della burocrazia, un´altra palla al piede per lo sviluppo del capoluogo siciliano
e di tutta la regione». Anche nello sport (calcio escluso), Catania vince il
derby. «Merito degli impianti, che a Catania funzionano molto meglio che a
Palermo», dicono all´unisono il palermitano Giovanni Caramazza e il catanese
Pippo Crisafulli, presidenti dei rispettivi comitati provinciali del
Coni. Infine, c´è lo scettro più ambito insieme a quello del calcio: quello del
potere politico. Per il senatore palermitano Calogero Vizzini, il capoluogo
siciliano è ancora il centro della politica che conta: «A livello regionale,
forse l´ago della bilancia sembra pendere verso Catania � dice � Ma se
guardiamo l´ambito nazionale, Palermo può contare sulla seconda carica dello
Stato e su un ministro. Quindi vinciamo noi». Per l´eurodeputato catanese
Claudio Fava, invece, il derby, in politica, non esiste più: «Ormai, in Sicilia,
il potere è policentrico � spiega � Non contano più le bandiere cittadine,
ma quelle degli interessi, che non hanno riferimenti geografici». Tornando al
calcio, tutti gli intervistati indicano come favorita la compagine rosanero.
Sebbene i pensieri di tutti vadano più agli spalti che al terreno di gioco. «In
questi giorni ho incontrato dei tifosi catanesi che vorrebbero gemellarsi con
quelli palermitani � dice Caramazza � Se si dovesse realizzare un evento
del genere, allora a vincere non sarebbe una città, ma il derby. E la Sicilia».
( da "Secolo XIX, Il" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Vola l'energia
pulitaLiguria maglia nera rapporto di legambiente Nell'ultimo anno quasi
tremila comuni si sono lanciatinelle fonti rinnovabili, ma la regione ligure
arranca L'ENERGIA pulita piace sempre di più ai sindaci italiani. Ad oggi sono
5.991 i comuni con almeno un impianto solare termico, fotovoltaico o eolico nel
proprio territorio,
( da "Stampa, La" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
CAVOUR GLI ABITANTI
DENUNCIANO LA PRESENZA DEI DETRITI DELLA SCORSA ALLUVIONE In 150 con 40
trattori denunciano: «Il letto del fiume oggi è più alto delle sponde»
"Pulite Pellice e Chisone prima di nuove piene" [FIRMA]DEVIS ROSSO
CAVOUR Quaranta trattori, centocinquanta persone. In tante hanno partecipato,
ieri mattina, al corteo di protesta per lo stato in cui versano i torrenti
Pellice e Chisone ancora ingombri di materiale trascinato a valle
dall'alluvione del maggio scorso. Al corte, organizzato dal comitato spontaneo
capeggiato dal consigliere provinciale Piergiorgio Bertone, hanno partecipato
gli abitanti delle frazioni di Cavour, delle campagne di Bricherasio,
Garzigliana e Vigone, delle tante cascine lungo il corso del Chisone. Chiedono
un intervento immediato agli enti competenti affinché si intervenga in alveo.
«Gli abitanti della pianura pinerolese sono sul piede di guerra - dichiara
Bertone - sanno quanto sia pericoloso lo stato dei torrenti e la primavera è alle
porte. Gli studi effettuati sulle aste di Pellice e Chisone dicono che
servirebbero 540 milioni di euro per la messa in sicurezza». Sotto accusa dei
comitati c'è l'Aipo, l'autorità di bacino. «Nel solo Piemonte - dice Claudia
Chicca, dell'Aipo, che non risparmia critiche alla gestione del territorio e
all'impatto negativo degli impianti di cava - abbiamo in gestione duemila
chilometri di fiume e il personale è costituito da 27 persone, tra cui solo 4
tecnici. Il giorno dopo l'alluvione abbiamo agito d'urgenza, impiegando qui
risorse per 2 milioni di euro. Nei prossimi anni sono stati programmati 18
interventi sul Pellice e 12 sul Chisone. Investiremo 6 milioni di euro». Cifre
che testimoniano il lavoro dell'Aipo ma che non convincono i manifestanti. «I tecnici
non conoscono la realtà locale - afferma Mauro Cavallera, agricoltore della
frazione Castellazzo -, noi che abitiamo lungo il fiume conosciamo la
situazione. Lavori di mesi sugli argini con scavatori e camion sono stati
spazzati via in una notte dall'ultima alluvione. Oggi il letto del fiume è più
alto delle sponde. La situazione è drammatica, serve un intervento immediato».
Sergio Martino, presidente del comitato «Chisone sicuro» è
categorico: «C'è troppa burocrazia. Per tagliare qualche albero bisogna interpellare quattro enti,
serve una semplificazione. A gennaio i sindaci di 17 comuni pinerolesi hanno
firmato una lettera per chiedere il passaggio di consegne della gestione dei
torrenti Pellice e Chisone alla Provincia». «Basta con opere faraoniche
che poi non trovano i fondi - aggiunge Elvio Ghigo, alluvionato di Bricherasio
- servono interventi puntuali». L'obiettivo finale è quello di consentire
interventi rapidi. «Esistono problemi di fondi - conclude Bertone - su questo
siamo tutti d'accordo, ma qui abbiamo la fortuna di poter contare su cave e
ditte locali che possono intervenire per la rimozione di ghiaia e lapidei con
opere di compensazione». Dello stesso avviso Paolo Foietta, funzionario
provinciale: «Stiamo cercando di portare avanti un progetto - spiega - quello
di formare un consorzio con i cavatori. Il materiale rimosso a valle deve
essere utilizzato anche per opere più a monte. Per ora è un progetto, ma spero
si possa concretizzare presto».
( da "Eco di Bergamo, L'" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
le mode cambiano
Quando erano Rivoluzionario e Ribelle --> Oggi detta legge la tv, in passato
la politica. Ma c'era da dribblare l'anagrafe fascista Sabato 28 Febbraio 2009
CRONACA, pagina 15 e-mail print Segue da pagina 1 Vive a Bergamo da sempre ed è
uno di quelli che «nomen omen». Figlio di un anarchico e di una comunista,
funzionario del Pci, partigiano con la 53ª Garibaldi, nella Cgil dal '49, dal
'52 colonna della Camera del lavoro orobica, a lungo direttore del Patronato
Inca. Rivo Luzio Nario, per tre lustri in Consiglio comunale a portare la
bandiera del Partito comunista e a fare opposizione ai sindaci della Dc. Solo
nel 1960 compare nell'archivio di Palafrizzoni con tre nomi, nel '51 e nel '56
era solo Ghibesi Rivo Nario. «Il primo nome, quello per la burocrazia, è Rivo. A casa mi hanno
sempre chiamato Nario». Luzio si perde un po', ma tant'è. Tre nomi che ne
compongono uno, di cui il titolare è orgogliosissimo: «Ho avuto certi amici nel
partito che me lo invidiavano». Ghibesi nasce Rivoluzionario, tutto attaccato e
con la maiuscola, nel giugno dell'anno in cui in Russia covava la rivolta.
«Il mio vero nome è quello lì, Rivoluzionario. Lo aveva scelto mio papà
Bernardo, che era anarchico. Uno che a nove anni era scappato di casa da
Schilpario perché suo padre aveva negato a suo fratello il secondo piatto di
minestra. Anche alla mamma, Ester, piaceva quel nome». Però col fascismo
nell'aria i tempi si facevano duri. «Facevo le "complementari" alla
contrada Tre Passi. A un certo punto il mio nome non andava bene per
nessunissimo motivo, il preside chiedeva di continuo di cambiarlo. Allora
abbiamo trovato una soluzione». Quella soluzione è il nome diviso in tre, che
dava meno nell'occhio, con la prescrizione del primo solo da utilizzare in via
ufficiale. Come sia andata in quegli anni all'anagrafe, è una storia che si
perde nel passato. Ma quando, nel 1991, Mario Pelliccioli ed Eugenia Valtulina
raccolgono le testimonianze di Ghibesi (oggi si trovano in «Se sono diventato
sindacalista è per la Resistenza», voluto dallo Spi Cgil), la ricostruzione è
quella di una vicenda avventurosa: «L'impiegato del Comune, che era un amico di
mio padre, un vecchio anarchico anche lui, è venuto a casa mia e ha detto:
"Vai giù all'anagrafe da quello là, che ti dirà poi qualcosa". Io
sono andato in Comune, e lui ha detto: "Facciamo una bella cosa: invece di
cambiare, dividiamo il nome...". E così mi ha dato tre nomi: Rivo, Luzio e
Nario. Quello ufficiale è il primo, io mi firmo Rivo». Ma Rivo Luzio Nario non
è solo. A Sarnico, per esempio, viveva Ribelle Serpellini. Era quello del bar
«Bar Serpe». Suo padre Francesco era socialista e quel nome, nel 1913, glielo
aveva dato perché sperava che si ribellasse alle ingiustizie. Poi, ecco
l'anagrafe fascista a proibire l'uso di nomi barricaderi: Ribelle Serpellini è
diventato Ugo. Ma a Sarnico raccontano che ribelle lui lo sia rimasto comunque,
se non di nome, di fatto. Nulla, invece, potè l'anagrafe al cospetto di casi
illustri di cui la storia italiana è puntellata, come quello della moglie di
Enrico Cuccia, il dominus di Mediobanca: si faceva chiamare Ida per praticità,
ma quando firmava per esteso era Idea Nuova Socialista Beneduce. Figlia dello
storico presidente dell'Iri tra le due guerre, Alberto Beneduce, era sorella di
Vittoria Proletaria e Italia Libera. In fatto di nomi politici, c'è pure chi ne
fa una faccenda geografica: «I nomi-bandiera hanno letteralmente investito
l'Emilia, e soprattutto la Romagna, già a cavallo fra l'800 e il '900. Erano
nomi che esplodevano come una fucilata», scrive Tino Della Valle, giornalista e
dirigente industriale, parlando di Ordigno e Risveglio, Ribelle e Utopia. E
pure dei tre fratelli Rivo, Luzio e Nario. A questo punto, tornando a Ghibesi
(qui tre nomi in uno, opera fatta e finita), sorge una domanda. Lui sorride e
gioca d'anticipo: «Lo so cosa vuole chiedermi. Armando: il nome di mio fratello
era Armando». Verbo al gerundio presente? «Ma no...». In fondo qui siamo a
Bergamo, mica in Romagna. A. G. 28/02/2009 nascosto-->
( da "Eco di Bergamo, L'" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Documento del
centrodestra «Sì alle tre Circoscrizioni» --> Sabato 28 Febbraio 2009
CRONACA, pagina 19 e-mail print Il centrosinistra si divide sulle
circoscrizioni, il centrodestra contrattacca con un comunicato di difesa dei
parlamentini condiviso da 12 consiglieri (su 16, più due del Misto). «Le
Circoscrizioni sono, pur con i loro limiti, la migliore forma di partecipazione
della gente dei quartieri alle scelte della Città - scrivono -. Conoscono i
problemi, si possono rapportare positivamente con i Comitati, sono elette
democraticamente, hanno venticinque anni di storia tutto sommato positiva.
Creare ventidue Consigli di quartiere eletti dai cittadini (come ipotizzato dal
centrosinistra, ndr) ci sembra invece un inutile
appesantimento della burocrazia. Eliminare quattro circoscrizioni per creare ventidue piccoli
surrogati è proprio una scelta sbagliata. Si riconoscano invece ufficialmente
le funzioni dei Consigli di quartiere spontanei, che possono rappresentare
problemi e interessi di cittadini presso la Circoscrizione e l'amministrazione
comunale». Restano le perplessità sul bilancio partecipativo:
«L'assemblearismo è una forma di governo inefficace e superata, perché costa
oltre 100.000 euro all'anno, perché sembra sempre più un "contentino"
che il sindaco dà a Rifondazione per distrarla dalle sempre più invasive scelte
urbanistiche. Il bilancio partecipativo potrebbe essere accettabile solo se
subordinato al Consiglio comunale e ai Consigli Circoscrizionali». In
conclusione, «noi scegliamo di mantenere almeno tre circoscrizioni, anche
perché i loro costi di gestione sono ormai divenuti modestissimi. Non vorremmo
però fossero svuotate dagli altri organismi voluti dalla sinistra: il bilancio
partecipativo e i consigli di quartiere elettivi». «Ciò che ci preoccupa -
concludono - è che comunque dopo quasi un anno dall'inizio della discussione,
dopo decine di riunioni infruttuose dei capigruppo, a poche settimane dalla
fine dell'operatività del Consiglio, la maggioranza sia divisa e incapace di
una posizione definitiva. Noi una posizione la abbiamo». Firmato: Amati, Anghileri,
Baraldi, Belotti, Bonassi, Cappuccio, Ceci, D'Aloia, Frosio Roncalli, Gallone,
Girola, Lanzani, Moro, Personeni, Redondi, Tentorio, Turconi, Veneziani.
28/02/2009 nascosto-->
( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Sabato
28 Febbraio 2009 Chiudi Telefoni o telefonini non fa differenza: c'è chi
finisce nelle maglie della burocrazia buttando soldi
e perdendo servizi
( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Sabato 28 Febbraio
2009 Chiudi PERUGIA - In linea niente servizi ma solo disagi e bollette
trappola. Succede ad un corposo pacchetto di utenti umbri della telefonia. C'è
chi, in questi giorni, si è visto recapitare a casa due volte la stessa
bolletta Telecom. Uguale in tutto, anche nell'importo da pagare. Colpa, forse,
del cervellone elettronico che gestisce conti e fatture e che ha deciso di
raddoppiare gli sforzi. Ma stavolta per far arrabbiare gli utenti. Qualche guaio non preventivato anche per chi vuol cambiare
gestore. C'è un caso di una persona che dal 9 febbraio è in attesa di passare
da Vodafone a Tim ma la burocrazia blocca tutto. E il telefonino resta desolatamente muto. SERVIZIO
A PAG. 37
( da "Resto del Carlino, Il (Fermo)" del
28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
PESARO pag. 24
«Appalti veloci contro la crisi» «Affidati entro maggio lavori per 3,7 milioni:
andranno a ditte locali» «NOI LA CRISI l'affrontiamo davvero. Abbiamo messo in
campo quattro azioni operative. Non facciamo discorsi». Il sindaco Luca
Ceriscioli presenta «3,7 milioni di euro di gare d'appalto che saranno
espletate entro maggio, visti gli ordini di grandezza andranno tutte o quasi ad
aziende locali, per sostenere l'economia». Quali sono queste azioni concrete?
«Intanto abbiamo attivato l'Isee immediato per i servizi alla persona. Chi è in
mobilità o in cassa integrazione può accedere alle esenzioni con la sua nuova
situazione di reddito. Stiamo lavorando anche sulla tassa rifiuti. Nel contempo
cerchiamo di dare una mano all'economia». Come? «Riducendo
la burocrazia sugli
appalti. Questi 3,7 milioni di euro sono un'iniezione positiva per il settore
edilizio e per l'economia in genere. Siamo riusciti a ridurre i tempi grazie
alla norma del governo Berlusconi che semplifica le gare sotto i 500mila euro.
Noi l'abbiamo presa al volo. Non abbiamo mai fatto tante gare tutte insieme, il
che vuol dire che se agli enti locali consenti maggiore flessibilità
burocratica questi sono pronti». Per quali interventi? «Tre tranche di
manutenzioni delle strade di 360 mila euro ciascuno, un milione di euro per
Palazzo Mazzolari Mosca, 282 mila euro per il parcheggio di via Rossellini, poi
investimenti per ristrutturare il centro sociale della Tombaccia, realizzare
una pista polivalente a Tre Ponti, ristrutturare la scuola media Galilei, il
centro sociale Maria Rossi e la bonifica, infine, di via Mancini. Entro maggio
i contratti saranno firmati. Ma non è finita qui...». Ovvero? «Stiamo cercando
di ridurre al massimo la burocrazia per le imprese. La
nuova normativa dello "Sportello unico" approvata in consiglio
comunale ha tagliato i tempi delle pratiche. Il Comune deve lavorare con le
aziende, soprattutto in un periodo di crisi come l'attuale». Anche a livello
urbanistico? «Certamente. In consiglio comunale si è discusso su un'area di
Novilara che da piano attuativo è diventata concessione convenzionata.
Null'altro è cambiato: stesse superfici, stessa cubatura, stesso impatto. Solo
tempi più adeguati: dov'è lo scandalo?». Sull'edilizia lei viene attaccato da
destra e sinistra: "Ceriscioli il costruttore" è il leitmotiv...
«Dio, perdona loro perché non sanno quello che dicono. Intanto ciò di cui si
parla è previsto da 20 anni. Il centro Benelli doveva essere edificato
addirittura da 40. Da due decenni Largo Ascoli Piceno ed il parco sportivo
della Torraccia ma con progetti molto più brutti. L'unica variante vera è
quella per il campus universitario, dove, peraltro, Comune e Provincia sono
proprietari di metà dell'area. Dov'è la mia colpa? Quando e cosa avrei
contrattato con i costruttori? Forse un'applicazione più rigorosa delle
convenzioni. Le contrattazioni si facevano ai tempi di Fastigi, quando non
c'era il Prg. Anzi, il Comune deve chiudere al più presto le pratiche
urbanistiche in corso...». Ci spieghi. «Le convenzioni che firmiamo adesso
prevedono che gli standard pubblici siano ceduti in anticipo o realizzati
attraverso un cronoprogramma preciso. Se avessimo avuto questo alla Celletta...
le opere pubbliche sarebbero state fatte insieme alle case. Il pubblico è più
tutelato. E io mi sono stancato». Di cosa? «Di sentire o leggere accuse senza
collegamento con la realtà, in certi casi utilizzando presupposti falsi. Gente
che parla senza cognizione di causa, pur essendo stata amministratore pubblico
per tanti anni. Non sono disposto a subire ancora a lungo». Avete un problema
col patto di stabilità? «In realtà no, perché siamo riusciti a vendere i beni
messi all'asta. Quando avremo i soldi vedremo, potremmo anche decidere che
l'azioni anti-crisi sia più forte del patto anti-stabilità e utilizzeremo quei
fondi. A costo di rischiare di farmi dimezzare lo stipendio...». Luigi Luminati
( da "Resto del Carlino, Il (Fermo)" del
28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
PESARO pag. 26
PROPRIO la settimana scorsa, all'associazione degli industriali, si pa...
PROPRIO la settimana scorsa, all'associazione degli industriali, si parlava di burocrazia e del coraggio di apporre una firma su un documento. Un moloch,
quello delle carte bollate, che nessuno riesce a superare ed abbattere. E in
questo momento storico, da grande depressione, molto legato alla realizzazione
di opere pubbliche e quindi molto keynesiano, pensare che un appalto pubblico
da 13 milioni di euro si trascini per mesi, è una di quelle cose che la
gente non capisce e non comprende anche se ci mette tutta la buona volontà
possibile. Una impresa è ferma, tutti coloro che lavoranno attorno a questo
appalto attendono. Poi più si va avanti, più i lavori rischiano di partire a
ridosso della stagione estiva con tutto quello che comporta il via vai dei
camion e l'arrivo delle chiatte cariche del materiale necessario per realizzare
i due nuovi bracci che formeranno sia la nuova diga foranea che la nuova
entrata del canale. L'unico porto dell'Adriatico che attende da una vita di
essere aggiustato e revisitato anche perché è l'unico che volge a bora. m.g.
( da "Resto del Carlino, Il (Fermo)" del
28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
PESARO pag. 26
Indagine archeologica frena i lavori del porto I tempi dei vari sondaggi? Un
muro di gomma TREDICI milioni di euro, e cioè l'appalto per il prolungamento
dei nuovi moli del porto, sono bloccati per una indagine archeologica
sottomarina. La notizia arriva dalla stessa ditta «Idresia» che ha vinto
l'appalto. «Io sono pronto a partire dice l'amministratore delegato
dell'impresa Giovanni Cimorelli ma attendo la consegna dei lavori da parte del
Provveditorato alle opere pubbliche di Ancona». Perché è tutto bloccato?
«Perché in via preventiva devono essere svolte delle ricerche archeologiche
nell'area interessata dai lavori e poi devono essere installate le barriere
antiquinamento. Per quello che riguarda, siamo pronti a cantierare i lavori il
giorno successivo al via libera. Da parte nostra non ci sono problemi ed
abbiamo già preso contatti con i fornitori locali. Sono all'oscuro di tutto, ma
spero che per fine marzo si possa partire con la costruzione dei moli».
ARCHEOLOGIA? I vecchi lupi di mare, ridono. Come ridono del progetto del porto
turistico che dà sulla spiaggia grande di ponente. L'attuale scalo è di fine
Ottocento è nasce sulle ceneri della vecchia culla del fiume Foglia. «Mai
sentito parlare di reperti o di navi affondate in quell'area, tenendo anche
conto che le maree muovono i fondali. Strisciata di anfore al largo? Sì ma
stiamo parlando di un paio di miglia dalla costa dice il geometra Armando
Falcioni, lupo di mare ed anche esperto di lavori portuali avendo collaborato
alla costruzioni di Porto Corsini a Ravenna . Quindi siamo lontanissimi
dall'area che verrà interessata dalla realizzazione dei lavori per la
costruzione dei nuovi moli e della nuova darsena. Onestamente non capisco
neanche il tempo dato per la conclusione dell'opera perché a Porto Corsini nel
solo giro di tre mesi realizzammo seicento metri di panchina, qui se ne devono
costruire duecento...». MISTERI della burocrazia che rimbalzano su un muro di
gomma.Il nuovo comandante del Porto fa sapere, attraverso una segretaria, che
«loro non confermano e non smentiscono notizie». Anche se poi, a Franco Arceci
del Comune, il nuovo comandante fa sapere «che si stanno eliminando gli ultimi
ostacoli burocratici al fine di far procedere l'impresa senza alcun
problema. E presto arriveremo alla consegna dell'area». DALLA SOPRINTENDENZA
Antonio Baldelli gentilmente conferma «che le indagini archeologiche devono
essere svolte, è una legge dal 2005». Ma è un'indagine proforma, stiamo
parlando di una struttura realizzata a fine Ottocento... «No, no, si tratta di
indagini vere e proprie». Partiti? Quando partiranno questi sondaggi e quanto
tempo ci vuole? «Questo onestamente non lo so perché dell'argomento è
competente la dottoressa Cecilia Profumo, lei segue l'archeologia subacquea».
Telefonata alla soprintendenza Archeologica di Ancona. Il centralinista: «La
dottoressa Profumo non è oggi in ufficio». Bene, allora si può parlare con il
Soprintendente? Risposta: «No, lei deve parlare con la Profumo perché la
competenza è sua». Si arriva alla segreteria: «Lei mi lascia il suo recapito
che vedo di contattare, se è possibile, la dottoressa... La richiamo». Dopo un
quarto d'ora arriva la risposta dalla segreteria della Soprintendenza: «Lei può
richiamare lunedì mattina per parlare con la dottoressa. Per ragioni di privacy
non possiamo dire dov'è e nemmeno dare un recapito telefonico». Per cui in cosa
consista questo sondaggio nessuno ne ha la più pallida idea, così come nessuno
sa se le «ricerche» sono partite o quando partiranno. Soprattutto nessuno ha
un'idea di quanto tempo ci vorrà per concludere questa ispezione sottomarina. E
Giovanni Cimorelli amministratore delegato della ditta «Idresia» che dice? «Noi
siamo all'oscuro di tutto. Siamo qui che aspettiamo la consegna dei lavori per
partire». Maurizio Gennari
( da "Nuova Ferrara, La" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Il candidato sindaco
Giulio Barbieri: siamo aperti alle idee e ai suggerimenti dei cittadini Lavoro
e ambiente al primo posto Il programma della lista civica «Io Amo Ferrara» Esse
come sviluppo: questo il primo dei punti del programma elettorale della lista
civica Io Amo Ferrara, che il candidato sindaco Giulio Barbieri ha iniziato a
discutere con i cittadini. L'obiettivo è quello di condividerne il contenuto
con i ferraresi e di ritoccarlo con le loro idee e le proposte. «Per lo
sviluppo della città - spiega Barbieri - bisogna valorizzare il commercio, il
turismo, l'impresa, pensare al lavoro, alla tutela dell'ambiente e all'economia
del territorio». COMMERCIO. In passato la concorrenza si faceva tra strada e
strada, oggi si fa tra città e città: l'appello della platea ai futuri
amministratori, è curare l'aspetto culturale e commerciale
della città, ridurre la burocrazia, aumentare l'interesse per l'arredo urbano, rendere più coerente
l'illuminazione, creare una tangenziale che dirotti il traffico. Risolvere i
problemi di viabilità è il primo impegno che il capolista si assumerà nel caso
in cui dovesse sedere sulla poltrona di primo cittadino. TURISMO Gli
investimenti non hanno seguito di pari passo l'evoluzione sul turismo. Manca,
secondo i sostenitori di Barbieri, la capacità progettuale. Dal pubblico c'è
chi parla di "mostra-mania", le mostre a Ferrara sono troppo numerose
e non sono coordinate. «Il turista a Ferrara - dice Barbieri - oggi è un
escursionista che pranza al sacco, vede la mostra e poi se ne va. Si deve
riaprire un flusso tra città e provincia in modo da far apprezzare al turista
il patrimonio ferrarese nel suo complesso». IMPRESA. I tempi per chi ha
capitali da investire sono biblici, i tributi sono troppo elevati; i rapporti
tra amministrazione ed impresa sono difficoltosi. «Chi fa impresa in presenza
di ostacoli - spiega Barbieri - vive un senso di incapacità nel raggiungere i
propri obiettivi. E' necessario per portare ricchezza alla città che il
rapporto con gli amministratori sia chiaro e trasparente e di sostegno
soprattutto in questo momento di crisi«. Quanto all'agricoltura il sogno di
Barbieri è creare un mercato dalla filiera corta dove il produttore possa
vendere i propri prodotti nella propria città. AMBIENTE. «Abbiamo ammassato in
un unico punto, la pianura padana, complessi industriali dove non dovevano
esserci, perchè la città ha un microclima tale da portare le micropolveri ad
altezza uomo - dice Mario Testi componente della lista civica -; un chilogrammo
di pm10 è pari a 15 euro di costo sanitario per la popolazione». L'imperativo
amministrativo sarà coniugare, sviluppo, risparmio e salute. Bisognerà
occuparsi di energia, utilizzando la luce del sole, sostituire l'illuminazione
con i led, incentivare la cogenerazione domestica, il fotovoltaico, la
bioedilizia, il geotermico. E poi i rifiuti dovranno essere ridotti,
differenziati, riciclati, riutilizzati, incentivando il compostaggio domestico.
Il risparmio verrà utilizzato per un 50% per sanare i 160 milioni di debito del
Comune e per l'altro 50% per creare nuove imprese. LAVORO. Le politiche del
lavoro vanno dall'incentivare le risorse umane individuando nicchie produttive
di eccellenza in ogni settore produttivo, a stimolare i giovani ad
intraprendere i mestieri artigianali che stanno scomparendo, a favorire
l'insediamento del terziario. LA PROPOSTA. «Per risolvere il problema dei
parcheggi in centro storico - conclude Barbieri - proporrei il rimborso del
ticket del parcheggio a chi acquista. Il rimborso andrebbe sostenuto per il 50%
dall'amministrazione e per il restante 50% dal commerciante». Silvia Siano
( da "Corriere della Sera" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2009-02-28 num: - pag: 5
categoria: REDAZIONALE Il caso Errore della burocrazia «Non paga le tasse» Ma
l'evasore è morto da 38 anni SEGUE DA PAGINA 1 «Si sono giustificati sostenendo
di aver chiesto le tasse anche a milanesi nati nel 1800». Il compito di
chiarire il qui pro quo è stato allora affidato al commercialista di fiducia,
che è tornato alla carica: «La persona che cercate è deceduta dal 1971».
E gli uffici: «A noi non risulta». Facendo poi seguire l'invito perentorio
all'evasore a presentarsi martedì prossimo, 3 marzo, per discutere la
questione. Alla presenza di un funzionario comunale e di un responsabile di
Equitalia, concessionaria della riscossione tributi, al Servizio Polo Catastale
di via Catone 24. «Insistono nel convocare un morto? Bene. Lo attendano — dice
il genero del defunto —. Questa vicenda ha del paradossale, per chiarirla era
sufficiente una telefonata e una verifica al terminale. Quando ho aperto la
lettera indirizzata al suocero che non ho mai conosciuto e oggi avrebbe 83
anni, e che è morto quando mia moglie ne aveva 16, ho veramente pensato a uno
scherzo». Il mancato versamento della tassa per la spazzatura e dell'imposta
comunale sugli immobili sarebbe relativo al 2003-2008. Una dirigente del
settore Servizi civici azzarda: «Può essersi trattato di un caso di omonimia».
Curioso che, però, nell'era della telematica non sia stato possibile
«incrociare i dati e verificare che in quell'abitazione, dove fino al
( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del
28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
FERRARA ECONOMIA E
POLITICA pag. 11 PROPOSTE E RICETTE per il rilancio dell'economia locale, ed
una... sferzata:... PROPOSTE E RICETTE per il rilancio dell'economia locale, ed
una... sferzata: Giulio Barbieri, nel corso della seconda assemblea pubblica al
centro operativo ortofrutticolo, non ha risparmiato una strigliata ai
cosiddetti poteri forti', rimarcando «l'assenza di rappresentanti di alcune
associazioni di categoria che avrebbero quasi il dovere di partecipare agli
incontri in cui si discute di programmi e progetti per lo sviluppo». Non si
tratta di una critica indistinta, visto che in sala assieme ad oltre duecento
persone c'erano Beppe Vancini direttore della Confartigianato e Roberto Bonora
direttore di Unindustria. «Ma gli altri dove sono? ha chiesto polemicamente
Barbieri E dove sono i rappresentanti della Camera di Commercio, la cui grande
mole di lavoro è soprattutto funzionale a produrre cumuli di carta?». Una
frecciata che forse inimicherà Barbieri a più di un dirigente di associazione:
«Ma io non voglio andare a braccetto con i poteri forti' incalza il candidato a
sindaco di Io Amo Ferrara , punto al sostegno leale e trasparente dei cittadini
e degli imprenditori, anche se credo che tutte le associazioni dovrebbero
sentire l'obbligo di misurarsi con i candidati e le formazioni che lavoro per
il rilancio di Ferrara». Nel corso della serata, condotta come la precedente
dal giornalista Rai Mario Mattioli, non sono mancati comunque i contributi di
spicco; dall'ex presidente Ascom Giulio Felloni per il commercio a Lanfranco
Viola per il turismo, da Fabrizio Barbieri per l'artigianato, da Maurizio
Milani per l'agricoltura e Mario Testi per le politiche ambientali, è emersa
l'esigenza di «premiare e incentivare l'iniziativa imprenditoriale afferma Barbieri
, che la cappa' grigia delle amministrazioni pubbliche ha sin qui soffocato,
causando un blocco sostanziale dello sviluppo, dell'economia e del lavoro». Il
quadro che emerge, ha aggiunto Barbieri, «è di un Comune e una Provincia
inadeguati alle necessità degli abitanti, con una realtà
economica paralizzata dalla burocrazia senza una programmazione accorta e lungimirante dello sviluppo
ed una scarsa attenzione, ad esempio, alla valutazione delle attrattive e delle
opportunità turistiche». Entrando nel dettaglio di qualche spunto offerto dalla
serata trasmessa in diretta online sul sito di Io Amo Ferrara oltre che in tv ,
si è discusso ad esempio di nuove politiche ambientali, in grado «di coniugarsi
con la crescita delle imprese incalza Barbieri e del processo virtuoso che la
raccolta differenziata e il riutilizzo dei rifiuti può innescare in tema di
creazione di posti di lavoro». Affrontato anche il tema dei parcheggi, con la
proposta di «costituire assieme alla Carife un fondo' pubblico di investimento
per la realizzazione di nuove aree di sosta il suggerimento del candidato
sindaco ; gli introiti e gli utili della gestione potranno remunerare cittadini
e società che partecipassero a questa iniziativa». Sempre in tema di parcheggi
e commercio, l'idea di «rendere sistematico il rimborso del ticket' per la
sosta da parte dei negozianti del centrstorico chiude Barbieri ; il Comune
potrebbe partecipare con un contributo sino al 50% di questa agevolazione,
favorendo così il rilancio degli acquisti e la vibilità del centro, e
dimostrando che Ferrara non è città di privilegi solo per gli ipermercati...».
( da "Giorno, Il (Milano)" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
CRONACHE pag. 19 Per
1200 al mese ha scoperto la variante Hiv LA BIOLOGA di DANIELE DE SALVO LECCO
POCHI SOLDI, garanzie pressochè nulle per la carriera futura, certezze
inesistenti, ma molta passione e una grande intelligenza, che le hanno permesso
di identificare, prima in assoluto, una particolare variante dell'Hiv. E' la
storia di Barbara Foglieni, 32 anni, ricercatrice in servizio grazie a una
borsa di studio di 1.200 euro al mese, presso il Dipartimento di Medicina
trasfusionale e di ematologia dell'Azienda ospedaliera di Lecco. Il lavoro
della biologa molecolare ha permesso di isolare una pericolosa forma del virus
dell'Aids, chiamata poi Hiv-1 e ribattezzata anche «variante di Lecco», una
ricombinazione di due ceppi differenti che ha la proprietà di sfuggire
all'identificazione dei più comuni test di laboratorio, con il rischio che il
sangue venga dichiarato «pulito» anche quando in realtà non lo è, con
conseguenze devastanti in caso di trasfusioni. GRAZIE A LEI invece i pazienti
riceventi adesso possono stare molto più tranquilli. L'importante scoperta,
perfezionata in una settimana a carico dell'Unione europea a Cambridge dove ha
completato la sequenza della variante, è stata presentata al Meeting annuale
dell'American association of blood banks, l'associazione statunitense delle
banche del sangue. Il paradosso è che presto, nel giro di qualche settimana, la
giovane potrebbe essere costretta a proseguire i suoi studi altrove, magari
all'estero, aggiungendosi ai tanti cervelli italiani in fuga. A fine marzo il
suo contratto scadrà. Le opportunità certo non le mancheranno dopo la
pubblicazione dei risultati della sua ricerca e già in passato avrebbe potuto
scegliere altri luoghi più prestigiosi, come una clinica pediatrica di
Philadelphia negli Usa e il rinomato San Raffaele di Milano. Ma lei ha deciso
per Lecco e se potrà continuerà a operare sulle rive del Lario, nonostante in
molti si siano fatti avanti per reclamarla, allettandola pure con compensi
certamente più remunerativi di quelli attuali. «Qui vicino spiega vive la mia
famiglia e con il dottor Daniele Prati, il primario del Dipartimento, mi trovo
molto bene. E' stato lui a convincermi a seguirlo. E sono convinta che pure in
provincia si possano effettuare ricerche all'avanguardia. E' sufficiente la
buona volontà e la tenacia». ED EFFETTIVAMENTE i fatti sembrano darle ragione.
Del resto per lavorare nel settore pubblico ha già dovuto combattere contro la burocrazia tutto italiana, che
demotiverebbe chiunque, ma non lei, che è stata obbligata a conseguire
addirittura due lauree, una nel
( da "Corriere del Veneto" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del Veneto
- VENEZIA - sezione: VENEZIAMESTRE - data: 2009-02-28 num: - pag: 11 categoria:
REDAZIONALE L'incontro Sartor a Chioggia «Servono più sinergie» CHIOGGIA —
Giornata chioggiotta ieri per l'assessore regionale Vendemmiano Sartor. Prima
l'incontro con il sindaco Romano Tiozzo, poi con i vertici nazionali di
Artigiancassa e con la Confartigianato clodiense. Tiozzo ha esposto a Sartor la
«struttura composita» dell'economia chioggiotta e le difficoltà, l'assessore ha
parlato dell'esigenza di sinergia tra Regione e Comune. Poi Sartor ha
incontrato Gianni Di Leva direttore generale di Artigiancassa, l'istituto che
si prepara a aprire una serie di sportelli nelle sedi dei soci, soprattutto
Confartigianato e Cna, entro marzo anche a Chioggia. L'idea è di «avvicinare il
sistema del credito agevolato alle piccole imprese, ora che di credito c'è
maggiore necessità», dice Di Leva. Nell'ultimo anno è stata pari allo zero la
percentuale di pratiche inevase da Artigiancassa per finanziare le piccole e
microimprese venete. Positivi i commenti di Sartor e di Sandro Grego,
presidente degli artigiani chioggiotti. «Non vorrei — ha ironizzato Sartor — che la burocrazia romana con cui ce la prendiamo così spesso, si rivelasse più
veloce della burocrazia
veneta», riferendosi ai risultati operativi che hanno permesso di creare
investimenti per 180 milioni e 805 posti di lavoro in Veneto nel solo 2008.
«La nostra esigenza — gli ha ricordato Grego — è di avere offerte competitive
sui tassi d'interesse». (E.Bel.)
( da "Giorno, Il (Milano)" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
CORSICO ROZZANO pag.
33 Nuova Hitman nelle secche L'ombra della cassa per 81 La burocrazia frena l'avvio della linea di produzione di FRANCESCA SANTOLINI
CORSICO UNA NUOVA minaccia si affaccia sul destino della nuova Hitman spa,
l'azienda tessile del corsichese un tempo produttrice del noto marchio Cerruti.
Ieri mattina, una settantina di lavoratrici sono tornate a manifestare: da
dieci in servizio ne sono rimaste in cinque e per le altre 81 si profila una
nuova cassa integrazione. Ma la cosa ancor più grave è che se non si
approva in consiglio il cambio di destinazione d'uso dell'area dove attualmente
sorge lo stabilimento, l'operazione di salvataggio rischia di naufragare.
CONSEGUENZA: i contratti di licenza del nuovo gruppo verrebbero annullati, non
si potrebbe aprire la nuova linea produttiva e sarebbe un fallimento
conclamato. Questa volta, l'economia avrebbe solo un ruolo marginale in questa
vicenda che vede la politica protagonista. «La politica può prendersi il tempo
che vuole, ma l'economia no e rischiamo di rimanere senza stipendio, senza un
lavoro in un momento di grave crisi - hanno dichiarato le manifestanti -. Si
diano una mossa perché siamo alla frutta. Ormai nell'attuale sede sono rimaste
solo cinque persone, perché altrettante sono state rimesse in cassa
integrazione e la prospettiva è tutt'altro che incoraggiante». GLI APPELLI
delle lavoratrici sono stati ascoltati dal sindaco Sergio Graffeo e
dall'assessora al Lavoro, Nadia Landoni, che hanno riunito i manifestanti nella
sala consiliare. «Non è cambiato nulla rispetto agli obiettivi - ha detto il
primo cittadino - perché ci siamo assunti impegni precisi con voi, ma anche con
la città. Tutti i componenti della maggioranza concordano nella necessità di dare
una risposta certa al rilancio dell'azienda, che potrebbe rappresentare un
traino per l'economia locale. Si sta discutendo su alcuni aspetti di carattere
urbanistico, che abbiamo approfondito all'interno della maggioranza e con il
privato e mi auguro si possa arrivare presto a una mediazione. Perché sono
convinto - prosegue Graffeo - che sia la politica a dover trovare un rimedio
nei tempi previsti, in modo da consentire il sostegno del sistema creditizio da
una parte e l'avvio di una prima linea moda, compatibilmente con le esigenze
del mercato. Il tutto, chiaramente, assicurando un riflesso positivo per
l'intera realtà locale». Ma la paura delle lavoratrici è quella che, proprio i
giochi politici possano strumentalizzare un bisogno: per questo, l'appello è
che chi non è d'accordo sull'operazione dichiari i reali motivi che lo inducono
a non permettere di salvare un'azienda storica e il personale che l'ha resa
tale. Image: 20090228/foto/3970.jpg
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Cronaca Regionale
Pagina 107 «La cultura non si gestisce con i diktat» Lo storico Accardo: la
giunta ha governato col pugno di ferro --> Lo storico Accardo: la giunta ha
governato col pugno di ferro di CARLO FIGARI «Il mondo della cultura non può
essere governato con un'impostazione di tipo dirigistico, non può accettare che
si decidano i programmi in modo autocratico. Quello che va bene al capo può
essere finanziato, il resto non conta niente»: parole che sembrano uscire da un
comitato centrale di Praga o Varsavia, all'epoca dei grandi cambiamenti dopo la
caduta del blocco sovietico quando si accese il dibattito tra comunisti e
postcomunisti. A parlare è sì un ex comunista doc, ma lo sfondo non sono i
paesi dell'Est. La critica parte dallo storico Aldo Accardo, docente
dell'università di Cagliari, presidente della fondazione culturale Siotto,
studioso di Gramsci e autore di numerosi saggi pubblicati anche da case
editrici nazionali. Allievo prediletto di Girolamo Sotgiu, uno dei padri della
storiografia sul movimento operaio sardo, sin da giovane impegnato a sinistra
nel dibattito culturale nell'isola, oggi si schiera apertamente contro la
politica culturale della Regione negli ultimi cinque anni. Ora che il leader
maximo Renato Soru è caduto, le più pesanti critiche alla sua politica
culturale non giungono dal centrodestra, ma da molti suoi ex fans della sinistra
storica che si sono sentiti "traditi" o ancor peggio ingannati. Oggi
esce allo scoperto il mondo della cultura che ha vissuto in silenzio la mannaia
dei tagli indiscriminati e di «una politica- come dice Accardo - rigidamente
dirigistica». E che quando qualcuno ha espresso un dissenso è stato invitato a
farsi da parte o è stato vessato dalla burocrazia dell'assessorato alla
Pubblica istruzione. Questa storia che andiamo a raccontare sembra uscita dalle
pagine di Milan Kundera o del romeno Eliade Mircea. Ma lo sfondo sono gli
uffici di viale Trieste e della torre di viale Trento dove per cinque anni l'ex
presidente Soru e i suoi assessori hanno portato avanti a testa bassa il Piano
di riordino dei Beni culturali. Risultati? Tanta carta (progetti, leggi,
decreti) prodotta dall'assessorato, spazio a costosi festival letterari gestiti
dalla pattuglia di scrittori amici (in prima fila nella campagna elettorale),
occupazione manu militari di spazi sdemanializzati che invece di passare al
Comune di Cagliari sono stati gestiti direttamente dalla Regione. Come l'ex
Manifattura tabacchi. Per gli altri "soggetti" fuori dal coro o
troppo piccoli per avere voce sono rimaste le briciole o niente. Chiedetelo
agli editori sardi (lasciati soli nella promozione alle fiere del libro) o alla
gloriosa Cineteca sarda a un passo dalla bancarotta. «Attenzione, non tutto ciò
che ha fatto Soru è da buttare» avvisa Aldo Accardo: «Bisogna dare un giudizio
equilibrato e articolato. Ma ha straragione il professor Gian Giacomo Ortu quando
annuncia la chiusura dell'Istituto di storia della Resistenza rimasto senza
soldi e quindi condannato a morte dalla Regione. Alla base resta il fatto che
il mondo della cultura deve accogliere le istanze strategiche della giunta, ma
non può accettare ingerenze di ogni genere. L'autonomia è fondamentale:
nessuno, se non lo storico o l'associazione, può decidere se fare un convegno
su Angioy o su Gramsci, stabilire chi invitare o meno a un dibattito. In questi
anni è avvenuto il contrario». Lo scorso dicembre all'Auditorium di Cagliari,
Aldo Accardo davanti alle autorità presentò il calendario dei Carabinieri
tradotto in sardo gallurese «perché gallurese era il traduttore Luciano Carta.
Un'altra scelta sarebbe stata legittima. Il sardo è un argomento complesso,
nessuno e nessuna legge può dettare le regole perché una lingua è il prodotto
del popolo che la parla e degli scrittori che la nobilitano». Il discorso non
fu gradito da Soru che non accettò un libro offertogli in dono dallo storico.
«L'indomani mi chiamò l'assessore Mongiu e mi disse: se non ti piace la nostra
politica culturale non chiedere più contributi. Taccio per pudore sulla mia
risposta, espressa senza timori di ritorsioni perché la Fondazione Siotto gode
di un proprio patrimonio e non è ricattabile come la maggior parte delle altre
associazioni o istituzioni. La realtà - sottolinea lo studioso - è che quando
qualcuno si permetteva di manifestare un minimo dissenso scattavano i
meccanismi della burocrazia, richieste crescenti di
nuovi documenti, presentavi una cosa e ne volevano un'altra, e i finanziamenti
erano sempre in ritardo. Capisco che in questa situazione tutti coloro che
lavorano nel settore si siano ritrovati nei debiti o costretti ad assoggettarsi
ai diktat dell'assessorato». Aldo Accardo conclude con un appello alla futura
amministrazione: «Ora abbiamo bisogno solo di lavorare in tranquillità, con la
certezza del diritto e la puntualità dei fondi, anche se pochi».
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Economia Pagina 214
Un decreto della Regione snellisce la burocrazia.
Coldiretti: ma si è perso troppo tempo Nuove risorse per le imprese agricole Un
decreto della Regione snellisce la burocrazia.
Coldiretti: ma si è perso troppo tempo Riaperta la misura 4.9 del Por: domande
entro il 20 marzo --> Riaperta la misura 4.9 del Por: domande entro il 20
marzo Nuove speranze per centinaia di imprenditori agricoli che, con un
investimento sul groppone, temevano ormai di essere tagliati fuori dalle
risorse della misura 4.9 del vecchio Por, il Programma operativo regionale. Un
decreto dell'assessore all'Agricoltura Francesco Foddis dispone che, entro il
20 marzo, anche chi non è titolare di concessione potrà presentare una
richiesta di collaudo per lotti funzionali eseguiti, allegando la
documentazione di spesa. LA MISURA Il bando 2006 della 4.9, ?Investimenti nelle
aziende agricole?, consentiva interventi in 12 comparti di produzione, con
l'unica esclusione, di fatto, per la bieticoltura, morta e sepolta con la
chiusura dello zuccherificio di Villasor. L'attesa del bando, durata qualche
anno, e i ritardi nella pubblicazione, hanno portato a 5.590 domande che, di
fatto, hanno travolto gli uffici della Regione proprio nel momento in cui si
concretizzava, non senza difficoltà, la riforma degli enti agricoli. Risultato:
tempi lunghi nella pubblicazione delle graduatorie (anche per l'attribuzione
della premialità legata alla progettazione integrata) e la consueta coda di
proteste degli esclusi, sfociata nella presentazione di oltre 1.500 ricorsi. LE
PROSPETTIVE Un primo passo, importante, è stata la decisione della Commissione
Ue, approvata a metà dicembre dal Consiglio europeo, di far slittare da fine
2008 al 30 giugno 2009 il termine per mettere a frutto i fondi strutturali per
l'agricoltura legati al Feoga 2000-2006. Quindi, il decreto di Foddis. «Ma è da
novembre che stiamo sollecitando questo provvedimento», dice Luca Saba,
direttore di Coldiretti Sardegna, organizzazione che, ieri, ha reso nota la
firma del provvedimento dell'assessore. «Siamo soddisfatti, ovviamente, per
quella che è una nostra vittoria, ma c'era spazio e tempo per mettere in pista
molto prima l'avanzamento delle spese certificate per i beneficiari
positivamente inseriti nella graduatoria del bando 2006 della misura 4.9».
DOPPIO VANTAGGIO Gli uffici, secondo quanto disposto dal decreto Foddis,
finanzieranno le richieste secondo l'ordine di graduatoria e fino ad
esaurimento dei fondi disponibili, al momento non quantificabili: sono in corso
una serie di ?ricognizioni? per mettere insieme economie su varie misure. Le
imprese dovranno presentare una perizia giurata di un tecnico. Efisio Perra,
responsabile del Caa di Coldiretti Sardegna, evidenzia che «da una parte il
decreto consente alle imprese che hanno investito di avere una prospettiva di
rientro economico, almeno parziale. Dall'altra consente alla Regione di
produrre a Bruxelles una rendicontazione di spesa certificata, che consentirà
di evitare la perdita di altre risorse». EMANUELE DESSÌ
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Cronaca di Nuoro
Pagina 5018 Provincia Arco Latino, in città la sede del Garante dei Bambini
Provincia --> Il presidente della provincia, Roberto Deriu, è stato delegato
dall'assemblea generale di Arco Latino alla promozione dell'istituzione del
Garante dei Bambini all'interno di tutta l'associazione. L'assemblea, riunita a
Torino, ha approvato una decisione presa dal consiglio direttivo di Arco Latino
con la quale si indicava nella provincia di Nuoro la prima, fra gli enti
intermedi del Mediterraneo Occidentale (Francia, Spagna e Italia), ad aver
istituito la figura del Garante dei Bambini secondo le indicazioni dell'Enoc
(Rete Europea dei Garanti dei Bambini) e dell'Unicef. Il modello proposto dalla
provincia di Nuoro è stato giudicato in sede nazionale ed internazionale come
il più avanzato in questo settore e per questo motivo l'ente è stato incaricato
di promuovere l'istituzione di questa figura fra le 71 province di Francia,
Spagna ed Italia che fanno parte di Arco Latino, curando la formazione degli operatori e delle burocrazie, ricevendo anche la delega di
tenere i rapporti con l'Enoc e con l'Unicef. L'assemblea di Arco Latino,
riunita a Torino, ha rinnovato inoltre il consiglio di amministrazione ed i
componenti dei gruppi tematici, attribuendo alla provincia di Nuoro la delega
speciale per la promozione della figura del Garante dei Bambini nelle province
di Arco Latino. Un prestigioso riconoscimento che premia l'impegno della
Provincia nella tutela dell'infanzia.
( da "Giornale.it, Il" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
n. 51 del 2009-02-28 pagina 7 Burocrazia L'Inps invia raccomandata
14 anni dopo di Franco Sala (...) Sarebbe interessante sapere loro come si
giustificano per aver preso in mano la pratica con comodo. Luigi Colombo in
ogni caso può anche fare ricorso entro 90 giorni. Poi il Comitato Provinciale
Inps esamina e farà sapere. Con celerità? Boh. «Quando ho aperto la
busta e letto quello che c'era scritto sulla lettera - commenta Colombo - sono
rimasto a bocca aperta. Adesso sono pensionato. Ditemi voi come faccio dopo
quasi 15 anni a ricordarmi il motivo del ritardo a presentare il certificato di
malattia. Poi vogliono la documentazione. Dove la trovo? È incredibile». Però
signor Colombo alla fine gentilmente le porgono cordiali saluti. «Ricambio la
cortesia - aggiunge l'uomo -. Una cosa è certa: non presenterò alcun ricorso
altrimenti lo recapitano tra altri 15 anni ai miei nipoti. Si tengano pure i
soldi». Un'altra perla della burocrazia. «Allargo le
braccia. Se m'avessero avvertito un po' prima magari, potevo ricostruire le
cause del disguido e spiegare che non ho rispettato i due giorni perché ero
malato. Di fronte a certe cose mi viene voglia di dimettermi» Da cosa? «Da
cittadino italiano». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123
Milano
( da "Stampaweb, La" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
INVIATA A MILANO Non
siamo ancora entrati nel vivo della crisi che già si sogna di ritornare al
consumismo sfrenato. Quello rutilante degli Anni ?80. Scandito da un?estetica
energica, edonista e persino un po? fetish. Indietro tutta, si riparte dal
periodo felice in cui Grace Jones cantava «La vie en rose». «Quando la moda
italiana era la numero uno al mondo», dice Armani che nella prima linea svolta
con segni forti, scippati a quell?epoca. La sua è una dominatrice, capelli
tiratissimi, lucido berretto con visiera alla «Querelle de Brest», guanti di
vernice nera al gomito, body vedo nudo e pantaloni aderenti come scotch, da fan
dei Frankie goes to Hollywood. E? tosta l?ambigua signora che incede in
passerella sulle note di «You Are Simply The Best» di Tina Turner (anche lei
non propriamente una mammola). Eccola, la donna Armani, col piglio cattivello
anche in abiti di velluto elasticizzato che ridisegnano la silhouette
scattante, orlo quattro dita sopra il ginocchio, calze coprenti, tailleur con
giacche strette, tacchi altissimi di giorno e stivali rasoterra di sera. Nero e
grigio sempre, interrotti da lampi di luce («Ho evitato la citazione dei colori
accesi, sarebbe stato troppo»). Spalline imbottite, forme dilatate, tinte
coraggiose, geometrie appuntite che ricordano le wonder woman di Montana e
Mugler. I sintomi del revival scorrono in abbondanza sulle passerelle con
linguaggi e modalità diverse. Frullati con sensibilità attuale. Da D&G è la
voglia di spettacolarizzazione a tenere banco. Protagonista l?opera, vista con
gli occhi dei giovani. Fra velluti e broccati dei costumi di scena cortissimi
spuntano sulle magliette la Callas e le locandine d?antan della Fenice.
«Peccato che la Scala non ci abbia voluto cedere i diritti per riprodurre le
sue», dicono i D&G. «L?operazione richiedeva tempo e verifiche», rispondono
dal tempio milanese della lirica. Burocrazia mammuth? The
show must go on. Con chili di colore che esplodono da Scervino: viola, verde,
oro. Ci sono le pellicce e gli smoking piumino dai bagliori lingotto, i vestiti
a clessidra con guepière interna, i golf giganti cosparsi di paillettes.
E c?è la Gregoraci in abito giallo acido che esibisce generosamente il corpo
palestrato («Malata di shopping fin da bambina, ho gli armadi pieni, ma non so
resistere alla moda»). Oversize è un?altra parola d?ordine di stampo eighty.
Sembrano casette ambulanti gli squadrati trench di Burberry da portare con
larghi abiti da novizia su cui è stampato il volto della duchessa di Devon, al
polso fili spinati come moderni cilici. I volumi dilatati sono un ossessione.
Da Jil Sander fioriscono colli a cratere, scollature a forma di calla che
ricordano le costruzioni architettoniche di Capucci e invece sono un omaggio al
ceramista Paul Chambost. Ampi e comodi anche i giacconi da caccia e pesca di
Hogan, da ridimensionare a colpi di coulisse in vita, in materiale tecnico
incerato. Il vintage dei nostri ieri felici culmina nel guardaroba da biker di
C?N?C, ricco di pantaloni e bomber borchiati. Ma in questo viaggio nel «come eravamo
e come diventeremo» non potevano mancare le protesi alla Mazinga, ovvero le
«paulette». «Ho costruito spalle forti per sostenere i capi, ma anche il morale
di chi li indossa. A questi momenti difficili bisogna rispondere con
determinazione», racconta Alberta Ferretti, mostrando vestiti, con decori da
secessione viennese, che sposano tinte audaci e maniche a prosciutto,
imbottite, ricoperte da mostrine gioiello che avrebbero mandato in visibilio
Joan Crawford. Poi bluse di chiffon e cardigan bozzolo. «Per dimostrare che ai
consigli d?amministrazione si può essere autorevoli anche senza il tailleur
corazzetta». Le strutture geometriche, spigolose o a boule sono il fil rouge di
Ferrè disegnato da Aquilano e Rimondi che ieri hanno sfilato una teoria di modelli
scultorei sotto gli occhi dei commissari governativi incaricati di gestire le
sorti del gruppo It Holding finito in dissesto, sotto il peso dei debiti.
( da "Manifesto, Il" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
storie Il Dio DEL
CARCERE - BUROCRAZIA E SOLITI SOSPETTI NIENTE IMAM PER I
MUSULMANI Nei penitenziari italiani moltissimi detenuti sono di fede islamica.
A loro, diversamente dai carcerati di altre religioni, non è consentito avere
l'assistenza dei ministri del proprio culto Chiara Bazzanella Arrivano da tutto
il mondo, ognuno con la propria cultura, parlano lingue diverse e sono
costretti a convivere in un'unica struttura. A fronte di una capienza
regolamentare di 43.262 unità, le carceri italiane al momento sono popolate da
oltre 59 mila detenuti, di cui all'incirca 21.800 sono stranieri. Un
sovraffollamento che va toccando il suo tetto limite in un miscuglio di
religioni ed etnie diverse, per lo più marocchina, rumena, tunisina e albanese.
Ma se per i cattolici è prevista dall'ordinamento penitenziario la figura di un
cappellano del carcere, chi crede in un altro Dio potrebbe avere qualche
difficoltà nel riuscire a incontrare i rappresentanti della propria fede. Ad
avere maggiori problemi sono soprattutto gli imam islamici, che al momento
entrano solo negli Istituti di Firenze, Secondigliano, Brescia, Milano, Roma
Rebibbia e Roma Regina Coeli. Nel carcere «Le Vallette» di Torino l'accesso è
consentito senza problemi a preti ortodossi, religiosi cattolici diversi dai
cappellani e persino a una comunità buddista. «Con i musulmani le cose si
complicano un po' - spiega il direttore della struttura Pietro Buffa - perché
potremmo avere dei problemi nel riconoscimento dell'imam. In ogni caso basta
che facciano richiesta di entrare come assistenti volontari ai sensi
dell'articolo 17 dell'ordinamento penitenziario e sarà il Dap a provvedere al
loro riconoscimento». L'articolo 36 dell'ordinamento penitenziario riconosce ai
detenuti di religione diversa da quella cattolica il «diritto di ricevere, su
loro richiesta, l'assistenza dei ministri del proprio culto e di celebrarne i
riti». Per i musulmani la difficoltà nasce proprio dal fatto che la religione
islamica non prevede un elenco degli imam, date le peculiarità di questa
figura. Per ovviare a l problema, il Dipartimento dell'amministrazione
penitenziaria con una circolare del 1997, «stabiliva con il Ministero
dell'interno una procedura che prevede l'individuazione da parte della
direzione dell'istituto del ministro di culto, la comunicazione delle sue
generalità all'Ufficio Centrale Detenuti e Trattamento, l'acquisizione dal
Ministero dell'interno del parere di rito per rilasciare l'autorizzazione
all'accesso». Circolare confermata da quella del 2002 che chiedeva inoltre di
«specificare anche la moschea o la comunità di appartenenza dell'imam e di
comunicare alla Direzione Generale i nominativi di tutti i rappresentanti di
fede islamica autorizzati all'ingresso nelle carceri, anche ai sensi
dell'art.17 dell'ordinamento penitenziario». Spiega il direttore della Casa
Circondariale di Verona, Salvatore Erminio: «I ministri di culto vengono indicati
dal dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, alcuni entrano e altri
no». L'istituto veronese in passato ha ospitato un rappresentante buddista, ed
entrano senza problemi sia dei Testimoni di Geova che un prete greco ortodosso
e uno rumeno. Continua il direttore: «I preti ortodossi hanno magari difficoltà
nell'utilizzo della Chiesa visto che i loro riti sono diversi, ma possono
svolgere attività di intercultura e incontrare i detenuti in colloquio. Da
quando sono io il direttore - ossia da almeno sei anni - non ho ricordi che sia
invece mai entrato nessun ministro di culto musulmano». A questo proposito il
portavoce del consiglio islamico di Verona, Mohsen Khochtali dichiara: «Nel
2007 abbiamo fatto richiesta per entrare in occasione di grandi festività o per
dei colloqui, ma l'esito è stato negativo. Per noi sarebbe importante parlare
con chi è dentro per incoraggiarlo a cambiare vita, a non sognare e cercare di
trovare un lavoro onesto una volta fuori». Anche a Roma, nel carcere di
Rebibbia, gli ortodossi entrano con continuità. «Nel passato ci sono state
delle intese anche con i musulmani - spiega il direttore Carmelo Cantone - ma
ultimamente non c'è una grande attenzione della comunità esterna nei confronti
di chi è in carcere. Gli imam sono molto severi. Noi comunque rispettiamo il
ramadan e celebriamo la conclusione del digiuno grazie a un circuito di
volontari in contatto con imam esterni e grazie anche al mediatore di lingua
araba». Circa i musulmani, la direttrice del carcere di Bollate Lucia
Castellano dichiara: «In ogni reparto abbiamo moschee attrezzate di tappetini e
corani, e rispettiamo il ramadan e la festa del sacrificio. Al momento nessun
detenuto ha mai chiesto l'ingresso di qualcuno di esterno e a fare da imam è
uno di loro». In case circondariali come quella di Verona i detenuti stranieri
rappresentano oltre il 70 per cento della popolazione reclusa. Le varie etnie
vengono divise in diverse sezioni, ma in ogni caso il cappellano della
struttura Don Maurizio rassicura che «la convivenza tra le varie religioni è
buona, vengono a messa un po' tutti e persino qualche musulmano non si nega
questa possibilità». La maggior parte dei musulmani prega però nelle proprie
celle o nei corridoi e in occasioni particolari come il ramadam - viene messa a
loro disposizione la palestra. Continua don Maurizio: «Gli albanesi non hanno
una vera formazione all'islam. Algerini e marocchini sono più convinti,
scrivono in arabo e leggono il Corano. Indossano le loro tuniche ma solo per
pregare nelle celle. Se qualcuno chiede di conoscere meglio il Cristianesimo
potrebbe però essere guardato con sospetto dai più fanatici». Del resto,
conclude il prete ortodosso che entra nel carcere di Verona: «Sono le persone
con un basso tasso d'istruzione e una forte sofferenza a nascondersi dietro i
fanatismi. Consentire l'accesso a figure istruite ed equilibrate delle diverse
religioni contribuisce a fare del carcere un luogo di reale rieducazione». *
tratto da innocentievasioni.net
( da "Affari Italiani (Online)" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Il notaio conferma?
in collaborazione con il Consiglio Nazionale del Notariato Il notaio conferma?/
Casa, se la vendita è fittizia può essere impugnata Sabato 28.02.2009 06:21
Continua il successo su Affaritaliani.it de "Il notaio conferma?", la
rubrica al servizio dei cittadini, in collaborazione con il Consiglio Nazionale
del Notariato. Tantissime le mail arrivate in redazione. Ecco
le risposte Per orientarsi nel difficile mondo della burocrazia e delle leggi scrivete a: ilnotaioconferma@affaritaliani.it
PRIMO QUESITO Sono nuda proprietaria di un appartamento di cui è usufruttuaria
mia madre che vi risiede. L'appartamento è stato acquistato prima che io mi
sposassi. Attualmente sono sposata in regime di separazione dei beni.
Volevo sapere quali sono le conseguenze nel caso io decidessi di effettuare una
donazione a favore di mia madre. Grazie La lettrice non precisa che cosa
intenda donare alla madre, ma presumiamo si riferisca alla nuda proprietà dell'appartamento.
In tale caso la madre diventerebbe piena proprietaria. Non sappiamo se la
lettrice sia figlia unica. Qualora ci siano altri figli, alla morte della madre
l'eredità andrebbe anche a favore di questi ultimi, compreso l'appartamento
donato dalla figlia alla madre per la nuda proprietà. Se invece fosse la
lettrice a venire a mancare, il coniuge eventualmente superstite ed i figli, se
esistenti, potrebbero chiedere la riduzione della donazione, cioè la parziale o
totale restituzione della stessa, se in conseguenza di questa fossero stati
lesi i loro diritti di legittima. Il fatto che la lettrice sia in regime di
separazione dei beni è ininfluente ai fini dei quesiti che ci sottopone.
SECONDO QUESITO Mio cognato divenuto vedovo, prima di risposarsi ha voluto
vendere l'appartamento di sua proprietà ai figli per un importo di circa 250
mila ¬. Alla vendita, avvenuta con regolare contratto notarile, ovviamente non
è seguito alcun compenso dell'appartamento, in quanto il padre non ha chiesto
ai figli il relativo importo, anzi ha sostenuto anche tutte le spese. Adesso la
nuova moglie, vuole impugnare l'atto di vendita in quanto considerato fittizio,
in quanto senza passaggio di denaro. E' possibile chiederne, anche attraverso
una causa, l'annullamento del contratto ed entrare a far parte dell'eredità?
Grazie, Costa Finché il cognato del lettore è in vita, la seconda moglie non ha
titolo per impugnare l'atto di compravendita ai figli, anche se si trattasse in
realtà di donazione. Potrà impugnarlo dopo la morte del coniuge, se riterrà
lesi i propri diritti di legittima. Naturalmente sarà la seconda moglie a dover
dimostrare che il prezzo dell'appartamento non è stato pagato. tags: notaio
eredità testamento nuda proprietà giudice casa
( da "Denaro, Il" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Napoli verso il
nauticsud. 2 Cola: Più lavoro grazie ai progetti Il presidente della Camera di
commercio: Città in stallo, serve un commissario "Più lavoro grazie alla
portualità turistica". Gaetano Cola, presidente della Camera di Commercio
di Napoli, considera "progetti validi e interessanti" quelli
presentati da Lino Ferrara, patron del Nauticsud (che prende il via il prossimo
7 marzo) per disegnare un nuovo sviluppo di Napoli. "E' necessario afferma
Cola che la città torni a decidere e superi la fase di stallo". . Basilio
Puoti Cosa ne pensa dei progetti messi in campo dal Nauticsud per rimettere in
moto la Campania? Sono dei progetti validi e interessanti per una città
turistica come Napoli. Devo dire che anche la Camera di commercio di Napoli
propone numerose iniziative, però ci accorgiamo di essere in continua
difficoltà proprio per i vincoli burocratici. In particolare, negli anni
passati, abbiamo presentato due progetti per altrettanti porti turistici a
Bagnoli e al Molosiglio. A che punto sono i due progetti? Sono fermi. Siamo
sempre in attesa di permessi e autorizzazioni. Sono due anni che cerchiamo di
realizzare qualcosa e invece una volta la Soprintendenza dice che non possiamo,
un'altra volta è la burocrazia e non si fa la gara d'appalto in tempo utile, poi mancano i
permessi. Al Molosiglio stiamo discutendo con la Sovrintendenza su di un
vincolo che riguarda il muro borbonico che va da via Caracciolo a via
Partenope. A Napoli è facile lavorare di fantasia, ma poi le difficoltà nascono
non appena si cerca di avere delle autorizzazioni, o quando ci si trova
dinanzi a qualche vincolo. Come procede il progetto Nausicaa che ha il compito
di trasformare il waterfront portuale e riqualificare l'area monumentale? Anche
questo progetto è bloccato, nonostante l'interesse di Autorità portuale,
Comune, Regione e Provincia. A mio avviso, nell'area dove sono le case rosse si
potrebbero realizzere un centro commerciale, alberghi e strutture turistiche.
Tornando ai progetti del Nauticsud, com'è possibile superare il blocco e
realizzare questo intervento speciale per Napoli? Attraverso un commissariamento,
solo in questo modo ci sarebbe una maggiore attenzione per tali iniziative e si
potrebbero superare i tanti vincoli esistenti. Solo superando una certa burocrazia che abbiamo a Napoli potremmo riuscire a fare
quello che hanno fatto con facilità in altre città, italiane e non. Anche
perché stiamo parlando di progetti che possono contribuire allo sviluppo
economico, turistico e culturale della città di Napoli. Crede che puntare sulla
portualità turistica migliorerebbe l'economia cittadina e regionale? Certamente.
Secondo una indagine portata avanti dalla Camera di commercio di Napoli in
città c'è bisogno di altri 12mila posti barca. E considerato che, ogni posto
barca dà lavoro ad altre quattro persone, stiamo parlando di 48mila possibili
posti di lavoro. Se fossi un amministratore punterei tutto sui porti turistici
per sconfiggere definitivamente la disoccupazione. Quale progetto la interessa
di più? Pedonalizzare il lungo mare è interessante anche se abbastanza
complicato, visto i problemi di traffico. Quale potrebbe essere la soluzione?
Creando parcheggi nelle periferie e potenziando i mezzi pubblici, in modo da
diminuire anche il numero di auto circolanti nelle aree situate nei pressi di
via Caracciolo. del 28-02-2009 num.
( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Sul punto nero della
viabilità sorge un arcobaleno Si tratta di un semplice passaggio tecnico, ma
conferma l'avanzamento dell'iter. L'intersezione verrà bypassata da un tunnel
Sabato 28 Febbraio 2009, Valle di Cadore Il presidente della regione Veneto,
Giancarlo Galan, ha firmato ieri il decreto che approva l'accordo di programma
sottoscritto a novembre tra Regione, Provincia di Belluno, Comune di Valle e
Veneto Strade. L'accordo prevede l' adeguamento e la messa in sicurezza dell'
incrocio tra la provinciale 347 e la 51 di Alemagna nell'abitato di Venas. Si
tratta, nel caso specifico, di uno dei passaggi previsti
dalla burocrazia per intese
di questo genere. Ma il passo in avanti è importante. «È un' opera di miglioria
della viabilità, un importante intervento sia per il nostro comune che per
l'abitato di Cibiana, senza dimenticare il beneficio che ne trarrà anche la
pista ciclabile che conduce a Cortina, la quale, con l'occasione, sarà
dotata di un sottopasso di
( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Come trasformare gli
scarti dell'agricoltura in fonte energetica "ecologica" Sabato 28
Febbraio 2009, Chioggia (G.B.) Fare di necessità virtù e utilizzare anche
quello che un tempo si buttava via, i cosiddetti scarti. Un utilizzo
importante, come è stato chiarito ieri nel corso di un convegno promosso
dall'assessore all'Agricoltura Romeo Conselvan è possibile utilizzando gli
scarti agricoli e quelli dell'allevamento soprattutto dei maiali. Se ne ottiene
energia, usata spesso per il teleriscaldamento, e quanto resta da questo
trattamento serve come materiale per la concimazione, che può essere usato
direttamente dall'agricoltore o anche venduto. Al Centro congressi di
Sottomarina, dove si è tenuto l'incontro, è arrivato qualche centinaio di
imprenditori agricoli di Chioggia, Cavarzere e Cona. Insieme all'assessore
Conselvan e al vicesindaco, Sandro Todaro, il parlamentare Corrado Callegari,
membro della Commissione Agricoltura ed amministratore di Veneto Agricoltura, e
Guido Dussin, parlamentare impegnato nella definizione di
una normativa che snellisca l'attuale burocrazia. Gli impianti necessari al trattamento dei rifiuti agricoli e
dell'allevamento hanno rappresentato una specie di tabù: creano problemi,
emettono cattivi odori, come sottolineano le critiche più comuni. «Questo -
racconta Sandro Todaro - finché qualcuno ha deciso di andare a toccare con
mano. Problemi di questo tipo non ce ne sono. La strada, dunque, è
abbastanza chiara. Credo che non esistano alternative ad una scelta del
genere».
( da "Sicilia, La" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
E Gambuzza
garantisce «Iter burocratico snellito» Ragusa. Una "missione per lo
sviluppo". Così Enzo Taverniti, Giuseppe Cascone e Sandro Gambuzza,
componenti della giunta camerale della Ca
( da "Sicilia, La" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
La missione Africa
del Corfilac «Doniamo loro un mestiere, per uno sviluppo reale» L'esperienza
acquisita dal CoRFiLaC nell'ultimo decennio ci ha convinti che lo sviluppo di
un Paese è reale e duraturo solo se avviene in un contesto di crescita globale
e non a discapito di qualcuno. In poche parole, solo se si riuscirà a ridurre
la forbice tra Paesi ricchi e quelli a rischio di sopravvivenza ci potrà essere
un futuro migliore per tutti. Spesso ci si nasconde dietro il dito con la
classica frase dialettale "ne abbiamo tanti problemi e dobbiamo pensare ai
Paesi in via di sviluppo!". Questa è miopia pura, considerato poi le
energie economiche, sociali ed intellettuali che quotidianamente vanno spese
per i problemi dell'immigrazione clandestina. I classici viaggi della speranza
che si infrangono spesso proprio nelle coste del Ragusano. Un anno per Ragusa
vuole essere l'occasione per stimolare un ripensamento di questo
conservatorismo, che di fatto non ha pagato, ed aprirsi verso la condivisione
di progetti di sviluppo per questi Paesi con l'obiettivo di "donare loro
un mestiere" e non donare semplicemente denaro. E' necessario avviare uno
sviluppo che li vede protagonisti e non destinatari di "elemosine"
dall'Occidente, tanto per mettersi la coscienza a posto. Tuttavia diverse sono
le problematiche che hanno visto vari finanziamenti fallire negli obiettivi. Eccesso di burocrazia, corruzione, eccesso di intermediari con distrazioni di somme
per finalità diverse dalle originarie. Molti progetti si sono arenati perché
imposti dall'alto, seguendo modelli occidentali, senza coinvolgere le comunità
locali nella scelta degli obiettivi primari e degli strumenti per raggiungerli.
Il CoRFiLaC ha speso quasi due anni per conoscere la vera realtà produttiva
beninense, attraverso incontri con le comunità rurali, con le Istituzioni, con
le Università, con le ONG locali, per capire e tarare il progetto ai bisogni
reali dell'etnia Peuhl. Etnia che sia pur molto tradizionalista sente che deve
crescere ed essere in grado di evolversi senza però rinunciare alla propria
identità. Il CoRFiLaC, nell'ambito del programma iPWO (www.ipwo.it), ha di
fatto avviato dal 2006 un progetto per la valorizzazione delle risorse rurali
ed in particolare dei prodotti storici caseari dell'etnia Peuhl. La strategia
di base è quella di coinvolgere la comunità ad acquisire gli strumenti base per
lo sviluppo che loro stessi devono applicare. Da qui lo slogan "Doniamogli
un mestiere". Si è scelto di partire dalla qualificazione e valorizzazione
del loro formaggio simbolo, il "Wagashii", prodotto esclusivamente
dalle donne Peuhl. Parallelamente saranno avviate azioni per migliorare le
tecniche di coltivazione e conservazione dei foraggi al fine di ottimizzare
l'alimentazione e la produttività animale. Tutte le Istituzioni, il Ministero
dell'Allevamento e relativi uffici periferici, il Prefetto della Regione
Atacora - Donga, le Università di Abomey Calavì e di Parakou, ONG "Potal
man" ed il Comune di Pehunco, hanno condiviso il modello progettuale
proposto dal CoRFiLaC. Il Sindaco di Pehunco ha donato al CoRFiLaC
( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
BASSO FELTRINO Il
presidente Alex Geronazzo illustra progetti e prospettive Sentieri per il
nordic walking Sabato 28 Febbraio 2009, Basso Feltrino (F.M.) Il nordic-walking
sembra finalmente poter decollare anche nel Basso Feltrino. Soddisfatto il
presidente del GS Alano di Piave Alexander Geronazzo «che - spiega - dopo la
nostra protesta, la società è stata convocata dall'assessore Andrea Tolaini che
ci ha accompagnato nell'ufficio tecnico comunale dove abbiamo potuto visionare
le mappe dei tratti di percorso per i quali avevamo bisogno dell'aiuto del
Comune che si è fatto carico di richiedere e farci pervenire le opportune
autorizzazioni. Lo stesso Tolaini si è dimostrato entusiasta dell'iniziativa
proponendoci di pensare qualcosa anche per Fener. Per intanto abbiamo pensato
ad un percorso di circa
( da "Gazzettino, Il" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Sabato 28 Febbraio
2009, Le risorse da affidare all'economia Tutti, almeno credo, siamo coscienti
che è in corso una crisi economica che sta devastando l'economia nel mondo e
che, per i motivi che ci spiegano i grandi economisti, non avrà tempi brevi,
anzi. Certamente tra quelli che ne risentono più di tutti, oltre le piccole
medie aziende, sono coloro che lavorano nei settori produttivi, nel terziario
ecc. ecc. Per questi, speriamo non per tutti, si intravede ben che vada, Cig,
mobilità, mancati rinnovi di contratti a termine con conseguenti licenziamenti.
Per le aziende più evolute e solide economicamente, i momenti di crisi
produttive, come l'attuale, sono tempi per farsi le loro ristrutturazioni
interne, con la conseguenza che alla fine di ciò creeranno esuberi; quindi
disoccupati. Purtroppo questa premessa ci dimostra che la crisi internazionale
non potremmo controllarla, quindi la subiremo. Una cosa si può fare però;
tentare di recuperare "l'economia reale" del nostro paese, ricercando
quelle risorse che ci sono e non andiamo mai a toccare in quanto sembrano siano
dei tabù sacri. Si può ad esempio cercare di eliminare tanti sprechi che vi
sono nell'amministrazione dello Stato, magari, eliminare con gradualità il
doppio parlamento, gli sprechi dei Ministeri, comprese tante auto blu, fino ad
arrivare alle Regioni, Province, Comuni e soprattutto vedere quali sono e
quanto intascano i consiglieri di amministrazione nelle aziende partecipate.
Altro elemento per poter recuperare economia vera, e che dimostrerebbe inoltre
che lo Stato impone la giustizia, recuperando quei 250 miliardi di euro di
evasione fiscale che mancano alle casse dello Stato (e alle nostre tasche).
Questo è il nocciolo duro che nessun Governo fino ad oggi ha saputo masticare.
Allora, cerchiamo di dire a questo Governo, tanto per cominciare, che bisogna
creare dei forti deterrenti per gli evasori, facendo una legge che metta in
galera chi evade, senza fare sconti a coloro che vengono presi, come di solito
abbiamo visto fare (ci sono esempi illustri). Per chi va a rubare nel nostro
paese, in una banca, in un negozio, in una abitazione, la nostra legge prevede
la prigione. Se si ruba allo Stato, come ruba l'evasore fiscale, questo ruba a
tutti gli italiani non viene punito dalla legge, e questa è ingiustizia. Altra
risorsa che si deve recuperare, tassando, con gli stessi parametri che vengono
tassati tutti i redditi dei cittadini, anche i grandi interessi delle banche,
delle assicurazioni e dei petrolieri? Queste tre sono risorse da recuperare, se
vogliamo muovere "l'economia reale" e rispondere ai bisogni che oggi
abbiamo nel nostro paese, altrimenti facciamo solo della demagogia, che può
anche incantare gli stupidi, ma non gli italiani intelligenti che vorrebbero uscire
da questa crisi, facendo anche dei sacrifici, ma sperando che li facciano
tutti, compresi i furbi, coloro che da sempre fanno i parassiti della società,
Giovanni Finco Ex dirigente Cisl Venezia Portare gli studenti nei Gulag Da
qualche mese si legge sui giornali delle visite degli studenti delle scuole
italiane effettuate ai campi di sterminio nazisti e delle foibe titine nella
Venezia Giulia, Istria e Dalmazia. Perché non si propongono anche delle visite
guidate a scopo didattico ed educativo agli innumerevoli «Gulag» (campi di
lavoro forzato nell'ex Urss) sparsi in varie regioni della Russia (Siberia
compresa), dove morirono milioni di vittime innocenti - per numero superiori di
gran lunga a quelle dei campi nazisti e delle foibe di cui sopra? Questo per
ristabilire molte verità storiche, il più delle volte ignorate e tenute
nascoste. Giuseppe Cuzzocrea Padova La legge e la coscienza dei cattolici Caro
Gazzettino, sul Gazzettino di domenica 15.2.09 ho letto una lettera a firma
Maria Luisa Zennaro - Venezia - nella quale accusa il Vaticano di ingerenza non
pertinenti. Quello che mi ha sconcertato è l'affermazione che la stessa si
professa «credente e praticante» ma, devo aggiungere, con poca conoscenza della
storia della vita parlamentare. La Chiesa ha il diritto di parlare alle
coscienze, con richiami agli insegnamenti della fede. Mi risulta che lo Stato
promulga le leggi in piena autonomia, senza il benestare del Vaticano. Basta
risalire ai passati comportamenti politici di De Gasperi e Moro i quali, pur
essendo cattolici, hanno agito in autonomia. Nonostante il Vaticano... abbiamo
il divorzio, l'aborto. Devo continuare? È sempre colpa del Vaticano! Francesco
Roccato Padova Quell'Asse inventato da Mussolini Notizia di Agenzia: Berlusconi
e Sarkozy, Asse Italia - Francia sul nucleare. Anche se la notizia è fornita in
maniera sintetica il suo significato è chiaro e comprensibile: vi è pieno
accordo tra le due Nazioni. Ma perché il termine "asse" sta a
significare la sussistenza di una piena intesa, il raggiungimento di un
accordo, la perfezione di una alleanza? Il 24 ottobre 1936 venne stipulata una
intesa tra Germania e Italia. Era un patto d'amicizia formale e vago, ma di
grande valore politico; esso sanciva il primo concreto avvicinamento tra i due
Paesi, divisi in precedenza dalla questione austriaca e dalla collocazione
rispettiva nel quadro delle potenze europee. Benito Mussolini, il 1º novembre
1936, nel dare notizia del trattato, usò per la prima volta l'espressione
"asse Roma-Berlino". Da allora il termine in parola viene usato, in
politica, per indicare un'alleanza tra nazioni. Luigi Fistarollo Mira (Ve) Il
nucleare prossimo venturo Caro Direttore, anche se tardi, sono felice che
Italia e Francia abbiano raggiunto un accordo intergovernativo per la
produzione e lo stoccaggio di energia nucleare. Nel
( da "Gazzettino, Il" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Vladimiro Riva
(Vicenza è): «Porte aperte a tutte le ipotesi compatibili» Sabato 28 Febbraio
2009, «I tecnici della commissione dell'Unesco arrivati nel vicentino nel 1995
per visitare le ville palladiane furono chiari: "Se queste strutture non
vivranno o non saranno abitate moriranno tutte". Concessero, l'anno dopo,
a Vicenza e a una ventina di ville venete l'iscrizione al patrimonio mondiale
dell'umanità. Il loro segnale fu molto chiaro». Vladimiro Riva, direttore del
Consorzio culturale e turistico "Vicenza è" non ha dubbi: «Il nostro
Paese ha convissuto, per tanti anni, con meccanismo molto conservatore;
impostato su sovrintendenze che hanno tenuto fermo quasi tutto». Cosa crede ci
sarebbe da fare adesso? «Premettendo che l'immobilismo ha permesso, almeno in
parte, di "non snaturare" molte strutture occorre ricordare sempre
che, non ci sono risorse per poter fare manutenzione, tutto andrà "a
remengo"». E nemmeno si può tenere viva una villa andandoci ogni 15-20
giorni per un week end. «È così. Meglio trasformarle in albergo, barchesse,
ristorante o qualcosa che le tenga in vita. Le ville erano "case" nate
per essere al servizio di campagna». Tutte cambiate, vero? «Sì, oggi una sola,
forse, è rimasta com'era in origine: villa Barbaro a Maser, che continua a
vivere con la proprietà agricola attiva, che la circonda. Le altre hanno tutte
cambiato la loro funzione». E hanno anche cominciato ad ospitare clientela...
«Più o meno. Qualcuna, come Villa Godi Malinverni a Lugo Vicentino, venne
acquistata da Malinverni per conto dell' "Organizzazione Aziendale".
Il nipote l'ha trasformata in struttura per convegni, c'è un ristorante si
fanno banchetti, c'è turismo sociale. In questo modo non scomparirà». Ben
vengano allora queste soluzioni? «Sì. Porte aperte a tutte le ipotesi
compatibili con questi immobili; che consentano di produrre reddito e non
trasformino queste bellezze in cumuli di pietre». Cosa serve, oltre al mercato?
«Via la burocrazia inutile. Moriamo dai troppi beni: inutilizzati. E penso che
prima o poi occorrerà una legge come quella per Venezia, un fondo specifico per
salvare le ville venete. E serve un impegno pubblico preciso e chiaro; come a
villa Pojana, per esempio». Adriano Favaro
( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del
28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Consorzio addio, a
maggio chiude Disinteresse, burocrazia e costi: l'assemblea segna la fine del sodalizio dei negozianti
Sabato 28 Febbraio 2009, Sacile «Stante l'attuale situazione, il Consorzio non
ha la possibilità di essere operativo con le dovute garanzie di tutela», così
il presidente Andrea De Filippo, all'assemblea dei soci (quasi tutti presenti)
e ai non soci (pochi a conferma del loro disinteresse), ha annunciato la
fine del Consorzio commmercianti. «Dopo l'approvazione del bilancio, prevista a
fine maggio, saranno avviate le procedure per la chiusura definitiva del
Consorzio». Una decisione condivisa dal direttivo, preannunciata e confermata
all'assemblea alla quale erano presenti anche il sindaco Roberto Cappuzzo e
l'assessore alle attività produttive Bruno Manfè, che hanno preso atto
"con dispiacere" della decisione e riconosciuto "il ruolo del
Consorzio ed il lavoro dallo stesso svolto". I lavori sono stati aperti
dal presidente De Filippo che ha informato della situazione economica di
equilibrio fra debiti e attivo patrimoniale, il che ha portato a garantire i
soci dal vincolo fideiussorio previsto rendendoli finalmente liberi da gravami.
Il bilancio pareggia su circa 500 mila euro, cifra coperta per circa il 14 per
cento pari a 60/70mila euro da contributi comunali, il 5 per cento, pari a 25
mila euro dalle quote dei soci e ben l'81 per cento coperto dagli sforzi del
direttivo, da altri contributi pubblici e attività proprie del Consorzio. «Uno
sforzo enorme - ha sottolineato De Filippo - del Consorzio che ha riversato
questi fondi nella promozione e animazione della città. Se consideriamo che
siamo attivi da oltre 10 anni, si fa presto a capire qual è stato il valore
aggiunto apportato in termini di investimenti, su Sacile». Ha aggiunto che il
direttivo si è fatto carico di portare a termine gli impegni con grande senso
di responsabilità, tanto più pesanti in questi ultimi anni nei confronti dei
soci, dei creditori e delle banche, ai quali si sono aggiunti problemi
burocratici, regolamenti che i fatto impediscono certi eventi e rischi di
carattere penale, amministrativo ed economico. Senza contare la scarsa
adessione dei commercianti che pure hanno beneficiato delle ricadute. I
presenti hanno con rammarico preso atto della situazione annunciata. Da parte
di alcuni c'è stato l'invito a tener duro. A fronte però della determinazione
dell'intero direttivo di non avere alcuna intenzione di assumersi e di far
assumere ai soci ulteriori rischi, l'assemblea ha preso atto che la situazione
non è più governabile. Michelangelo Scarabellotto
( da "Mattino, Il (Circondario Sud1)" del
28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Castellammare. Le
amministrazioni comunali di Castellammare e Torre Annunziata presentano a
Governo e Regione il piano anticrisi per il rilancio economico del territorio.
Si sono incontrate ieri mattina a palazzo Farnese le giunte delle due città a
sud della provincia, guidate dai rispettivi sindaci Salvatore Vozza e Giosuè
Starita, alla presenza di Leopoldo Spedaliere, manager Tess, l'agenzia locale
per lo sviluppo. Un appuntamento fissato nei giorni scorsi per sottoscrivere e
presentare il documento contenente lo schema per il rilancio del territorio.
«Spesso vediamo protocolli rimanere disattesi ma - spiega Spedaliere - in
questo caso i sindaci Vozza e Starita hanno proposto uno schema chiaro del
lavoro da svolgere, che si basa su progetti già elaborati che vanno soltanto
concretizzati. Un documento importante che dovrà ottenere grande attenzione dai
governi regionale e nazionale in quanto, dopo Pomigliano, l'area torrese
stabiese rappresenta sicuramente l'altro grande polo critico campano, con
l'aggravio dell'invasiva presenza criminale». In cima alla lista dei piani da
attuare, c'è la proposta di incontro con il governo Berlusconi per riattivare
le procedure e le risorse del contratto d'area torrese-stabiese, che
consentirebbero di riavviare investimenti su aree industriali dismesse come
l'Avis a Castellammare e la Metalfer a Torre Annunziata. «L'atto di indirizzo
programmatico che abbiamo sottoscritto - sottolinea il sindaco Starita -, non
costituisce la solita enunciazione programmatica, ma si fonda su questioni già
individuate e progetti già pianificati che vanno ora attuati. Non possiamo più attendere i tempi lunghi della burocrazia, occorre snellire le procedure
di attuazione nel rispetto delle famiglie che ormai stanno vivendo gravi
disagi». Numerose sono le priorità indicate nel documento, tra cui la
previsione di integrazioni agli ammortizzatori sociali ai quali saranno avviati
nei prossimi mesi centinaia di lavoratori, come è già stato previsto per
i dipendenti in cassa integrazione dello stabilimento Fiat di Pomigliano e
l'accelerazione delle procedure per l'Accordo di Reciprocità dell'intera fascia
Costa del Vesuvio, candidata ad essere il luogo di sintesi di tutte le
iniziative volte a promuovere lo sviluppo e l'occupazione del comprensorio.
Contro la crisi navale, invece, è stato chiesto nuovamente il finanziamento
dello studio di fattibilità per un bacino di carenaggio che darebbe una nuova
prospettiva a Fincantieri e a tutta la cantieristica navale nell'area
torrese-stabiese. «Lo stato di crisi sta incrementando le tensioni sociali -
chiarisce il primo cittadino Vozza - che possiamo combattere solo con una
ripresa dello sviluppo dell'intera area, non solo sotto il profilo industriale,
ma anche degli altri settori. Ecco perché abbiamo interpellato il governo
affinché concretizzi questo progetto di rilancio». ca.dn.
( da "Virgilio Notizie" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Torino, 28 feb.
(Apcom) - "In Italia il turismo culturale rappresenta il 30% di tutto il
settore turistico. Esistono però alcune criticità nel settore
turistico-culturale che vanno affrontate". Lo ha dichiarato il
sottosegretario al Turismo Michela Brambilla, intervenendo alla quinta
Conferenza nazionale degli assessori al Turismo e alla Cultura, a Torino. In
particolare, Brambilla ha evidenziato tre criticità:
"C'è un eccesso di burocrazia - ha sottolineato - l'organizzazione delle strutture risale agli
anni '50, quando non si prevedeva l'espansione così forte del settore
turistico. Serve una burocrazia più funzionale. Si registra inoltre - ha continuato Brambilla -
una carenza di managerialità; è giusto quindi iniettare una buona dose
di cultura imprenditoriale. Ha fatto bene il ministro Bondi ad avviare una
strategia che affidi il compito di creare strutture che valorizzino i nostri
beni culturali a persone di comprovata esperienza manageriale, come Mario
Resca". Il sottosegretario Brambilla ha poi ribadito che il problema delle
risorse limitate c'è ma può essere superato sul piano dei risultati: "E'
necessaria una programmazione che sappia realizzare una più equilibrata
suddivisione dei costi e canalizzi l'offerta promozionale in un sistema di
sinergie che in questo modo sia capace di ottenere, in termini di vendita del
prodotto, risultati migliori".
( da "Varesenews" del 28-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Gornate Olona - Il
proprietraio del canile dove c'era l'allevamento della Malcollina, sequestrato
dalla magistratura, risponde all'accuse. L'attività era intestata alla moglie
ungherese che se ne è andata da tempo. «Erano la mia passione, ma non posso
andare avanti» "Non ho mai torto un pelo a un cane" Sembra uscito da
un romanzo di Andrea Camilleri. «Un povirazzo», appunto. Lui dice di amare i
cani e di aver fatto tutto il possibile per trattarli bene. Non abbastanza,
secondo il magistrato che ha posto sotto sequestro i 144 cuccioli
dell?allevamento della Malcollina di Gornate Olona, e contestato al proprietario,
Marco Grobberio, tre capi d?accusa molto pesanti: maltrattamento di animali,
importazione clandestina e professione abusiva della professione veterinaria.
Signor Grobberio, iniziamo dalle contestazioni che non sono proprio leggere.
Che cosa ha da dire? «Allora, chiunque di noi puo? andare in Ungheria comprare
fino a 5 cani e poi regalarli, non puo? però commerciarli. Io ero in attesa
dell?autorizzazione per l?esercizio dell?impresa agricola, quindi di irregolare
c?erano solo i box dei cani e non l?intera struttura che esiste dal 1960. I
miei cuccioli avevano tutti i documenti in regola, erano quasi tutte femmine,
le future fattrici del mio allevamento. Avevo chiesto anche le regolari
autorizzazioni per l?importazione». E per l?esercizio abusivo della professione
veterinaria? «Hanno trovato un bisturi sporco di sangue e probabilmente hanno
pensato che io lo usassi per cambiare i microchip ungheresi con quelli
italiani. Il bisturi era del mio veterinario che era venuto qui in allevamento
a suturare una ferita ad un cane che era stato azzannato. Io non ho mai
sostituito alcun microchip, è un lavoro che spetta ai veterinari dell?asl».
Questa struttura è abusiva? «No, io pago regolare affitto, di svariate migliaia
di euro. Semmai i box dei cani possono essere abusivi perché non ho quella
benedetta autorizzazione per l?impresa agricola che a causa della burocrazia ritarda. I cani sono da sempre una mia passione,
qui mi conoscono tutti. Le visite dei veterinari dell?Asl erano costanti e
continue, io ho tutte le documentazioni che ho dato al mio avvocato». Quando è
stata l?ultima visita dell?autorità veterinaria? «Il verbale è del 29 gennaio
scorso. Il magistrato inizialmente ha dato a me la custodia dei cani
sequestrati e io, finché ce l?ho fatta, li ho accuditi. Ma non potendo più
contare su questo allevamento, non potevo dedicare tutto il tempo alla gestione
dei cani in quanto dovevo lavorare per mantenermi e mantenerli, costano oltre
200 euro al giorno, ho dato fondo a tutti i miei averi. L?ho scritto anche su
quel verbale. Ecco perché quando l?Enpa è arrivato qui c?era molto da fare. Io
non li ho mai maltrattati i cani, sono la mia passione». L'allevamento della
Malcollina è intestato a sua moglie che è ungherese. è una coincidenza?
«Innanzitutto mia moglie se ne è andata da tempo, quindi sono solo in questa
situazione e comunque, come spiegavo prima, importare cani non è reato. Io con
i miei animali partecipo a concorsi nazionali, i miei pastori tedeschi hanno
appena sfilato ai campionati italiani. Guardi, abito qui con loro, non vivo
nello sfarzo e non mi sono arricchito». In teoria se la riconoscono innocente
lei potrebbe richiedere indietro i suoi cani. Lo farà? «Ma no, cosa vuole, dopo
tre, quattro anni hanno perso il loro valore. E poi come si fa a toglierli alle
famiglie adottive, ai bambini». Cosa farà adesso? «Ho trovato già un altro
lavoro» Come allevatore? «No, come lattoniere». Sabato 28 Febbraio 2009 Michele
Mancino