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DOSSIER “BUROCRAZIA”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

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tARTICOLI DEL  25-31 agosto 2008      #TOP



Report "Burocrazia"

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Indice delle sezioni

Burocrazia (60)


Indice degli articoli

Sezione principale: Burocrazia

1948, destra e sinistra contro la satira di zampa - mario serenellini milano ( da "Repubblica, La" del 25-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: e il bis di Anni difficili, cioè Anni facili, di cui la burocrazia di Stato vieterà nel '53 la distribuzione all'estero, perché l'immagine d'"un'Italia corrotta e piena di scandali non corrisponde alla realtà". Esplosive furono, già a Venezia, le reazioni dei giornali, e misero d'accordo, per una volta, destra e sinistra.

L'idea del "batò" è naufragata tra sequestri e carte bollate - maria cristina carratu' ( da "Repubblica, La" del 25-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: anche perché con le amministrative alle porte tutto rischia di essere rinviato a chissà quando: "Possibile che in nome della burocrazia si ammazzino così i sogni?" protesta. Per gridare a tutti la sua indignazione, ha già pronto un volantino-denuncia, da diffondere in tutta la città. Titolo: "Lo scandalo".

Chi trova il candidato giusto guadagna fino a 5mila sterline ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 25-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: possano essere assunti senza troppa burocrazia. Nulla a che fare con le raccomandazioni. Chi segnala è di regola un manager con un buon curriculum, una fonte attendibile con continui contatti con giovani di valore. Qualcuno capace di cogliere inclinazioni, motivazioni e personalità delle singole persone e di vederle in prospettiva assunte in certe aziende che possano averne bisogno.

PERUGIA - Nei giorni caldi del controesodo, s'infiamma il dibattito sui controlli per l ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 25-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ci sono delle difficoltà evidenti nella gestione di alcuni diritti degli agenti e siamo pronti ad aprire delle vere e proprie vertenze". Burocrazia e circolari finiscono nel mirino, ma il male è sempre lo stesso: pochi uomini e mezzi scarsi che costringono gli agenti della Polstrada a fare i miracoli per vincere la sfida con i "pirati" dell'estate e del week end.

GIULIANOVA - Il Prefetto di Teramo, Francesco Camerino, superstar della rassegna di poesia "Ver ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 25-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che si immagina sempre imprigionato da mille burocrazie. Sulla targa del laghetto che all'Eur di Roma ricorda le vittime delle Torri gemelle di New York è inciso un frammento della sua lirica "Polvere nera" dedicato proprio all'attentato terroristico. La sua ultima raccolta, presentata a Giulianova, invece, partecipa al progetto di solidarietà "La poesia è vita",

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-08-25 num: - pag: 25 autore: di MAR... ( da "Corriere della Sera" del 25-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Niente sequestri preventivi (di competenza dei pm) come quelli per i cibi congelati scaduti e rietichettati come nuovi. O come per Mucca pazza o i tiramisù al botulino... Blitz solo su richiesta di Asl o enti amministrativi e pene solo pecuniarie. Notoriamente con tempi da burocrazia.

Dado, al secolo Gabriele Pellegrini, figlio del Seven Show e di Zelig come molti dei suoi colleghi c ( da "Messaggero, Il" del 25-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: gli intrallazzi della casta politica, l'ipertrofica burocrazia che schiaccia il cittadino.", come spiega. Affiancato dalla sua band, alterna il suo repertorio recitato a brani musicali, cover semiserie di pezzi famosi ("Alice guarda i gatti e i gatti guardano le alici", canta parodiando De Gregori) e personaggi stralunati.

Buoni vendemmia in fvg: 1.000 richieste ( da "Messaggero Veneto, Il" del 26-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: il quale aveva parlato di eccessiva burocrazia. "Nei giorni scorsi c'è stato chi ha detto che un eccesso di burocrazia avrebbe rallentato la richiesta dei voucher per il lavoro accessorio, sperimentati per la prima volta quest'anno in agricoltura - attacca Fabio Vitale -. Parere che non condividiamo.

Fontanini: gli ato non servono, meglio tagliarli ( da "Messaggero Veneto, Il" del 26-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: confusione tra la gente e aumentato i costi e la burocrazia". La Provincia quindi si candida a svolgere le funzioni di ciascuno degli enti? "Sì. Gli Ato siamo noi, siamo noi a poter coordinare i servizi tra i Comuni. Per le Comunità montane il ragionamento è il medesimo: è la Provincia a poter acquisire diversi compiti di quell'ente, considerato anche che la loro creazione ha portato all'

Lignano e grado, alleanza per cercare nuovi mercati ( da "Messaggero Veneto, Il" del 26-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: cercare nuovi mercati Progetti per battere crisi e burocrazia: promozione congiunta e partecipazione a fiere LIGNANO. L'unione fa la forza. Grado e Lignano ci credono e avviano una collaborazione che non ha precedenti nella storia. Strette di mani quelle tra rappresentanti delle istituzioni e degli operatori economici delle due località turistiche nel corso di un primo incontro,

Il questore: "più agenti in strada" - gabriele isman ( da "Repubblica, La" del 26-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Pagina VI - Palermo Il questore: "Più agenti in strada" Meno burocrazia e lotta ai patrimoni, il piano di Marangoni GABRIELE ISMAN Continuità con il lavoro di chi lo ha preceduto, più poliziotti in strada e una gran voglia di far bene, creando "un sistema della sicurezza che vada oltre piazza Vittoria".

Assenteismo figlio del centro-sud ( da "Messaggero Veneto, Il" del 26-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il problema si chiama continuo aumento della spesa pubblica proprio di una burocrazia parossistica cui viene affiancato per beffa pure il lavoro interinale. In America 4 milioni di addetti per 300 milioni. In Germania un milione per 70 milioni. Per esempio. Noi in Europa siamo primi con 3 milioni 500 mila per 60 milioni e buoni ultimi per servizi e costi.

Il boom dell'Angola ora richiama gli europei ( da "Sole 24 Ore, Il" del 26-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la corruzione è diffusa e la burocrazia un ostacolo quasi insormontabile. Ma nonostante questo, il Paese ha una grande vivacità economica, che Portogallo (ex potenza coloniale), Germania, Francia, Spagna, Regno Unito stanno cercando con successo di intercettare grazie all'offerta di linee di credito, iniziative culturali, voli diretti.

Per l'Italia ritardi e occasioni sfumate ( da "Sole 24 Ore, Il" del 26-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Le difficoltà sono rappresentate soprattutto da una burocrazia spaventosa e dalla difficoltà di trovare manodopera. "Al di fuori del settore petrolifero – dice Gianpaolo Bruno, direttore dell'ufficio di Johannesburg dell'Istituto italiano per il Commercio estero, competente anche per l'Angola –

In Olanda col camper arancione ( da "Corriere della Sera" del 26-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: anche se tra burocrazie internazionali, attese e fregature dei venditori ci si rimette un bel po' in salute". Hanno scelto il camper "perchè è perfetto per arrivare dove vuoi e poi cambiare idea, tornare indietro, cercare nuove avventure, insomma un po' come succede nella vita di tutti i giorni, solo che qui gli spostamenti emotivi si misurano in chilometri"

Il Sud che rinasce senza soldi pubblici ( da "Sole 24 Ore, Il" del 26-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia è lenta –continua Fusiello, 42 anni –e alla fine diventa tutta una cosa malata ". Nel 2004 Angel & Devil ha fatturato 3,2 milioni di euro, nel 2005 7,2 milioni, nel 2006 35 milioni e l'anno scorso 45 milioni.Con il padre Pasquale, oggi settantenne,l'azienda di famiglia operava come terzista nella maglieria e nelle t-

Gabriele ha due anni e una vita segnata da un destino crudele. Un gravissimo ritardo psico-motorio n ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 26-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "Questo -spiega Pierpaolo Marconi- perchè siamo convinti che i diritti dei più deboli siano al di sopra della burocrazia. Un bimbo disabile al cento per cento va tutelato a ogni costo. Se sarà necessario -conclude Marconi- ci rivolgeremo al Garante per l'infanzia".

A volte la burocrazia, o meglio gli intoppi burocratici, riescono ad avere anche risvolti macabri. < ( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)" del 26-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: A volte la burocrazia, o meglio gli intoppi burocratici, riescono ad avere anche risvolti macabri. Ed è il caso di questa storia che vede protagonista, suo malgrado, un cane deceduto 50 giorni fa mentre era ospite del canile municipale. Toccante la breve storia di Wisky (questo il nome del cane).

L'Asl anticipa di un anno e mezzo la visita di Giuseppa Ventura ( da "Stampa, La" del 26-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: I giovani affetti da autismo, sotto una corteccia di diffidenza verso il mondo esterno, nascondono spesso capacità superiori alla norma, come mostrato al pubblico dall'attore Dustin Hoffman nel film "Rain man". Nel mondo reale, a volte, può bastare la professoressa giusta. E un po' meno burocrazia.

Alè Magno ( da "Giornale.it, Il" del 26-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: 8) burocrazia (1) citazioni (2) finanza (10) pol economica (21) Varie (35) Ultime discussioni alex: Cito alcuni tratti di Roberto Marraccini da Padaniaoffice Via Bellerio 41 Milano. 9 Giugno 2008 Da quando è... antonio: LACRIME E SANGUE.con queste due semplici parole ma altrettanto truculente i vari governi che si sono.

Il pd: la provincia non funziona ( da "Messaggero Veneto, Il" del 27-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: affinché le competenze di quegli enti, eliminando burocrazia e costi, possano essere svolte dalla Provincia. Ma il presidente ha ricordato altri due traguardi, la riorganizzazione dell'ente all'insegna di minori spese e, nel settore rifiuti, il primato in regione come provincia con la percentuale più alta di raccolta differenziata.

Sos dagli artigiani "il comparto non cresce più" ( da "Repubblica, La" del 27-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La stagnazione è riconducibile al trend economico generale ma è aggravata dai ritardi e dalle inadempienze della burocrazia regionale. Nemmeno un mese fa, il presidente della commissione Attività produttive all'Ars, Savino Caputo, denunciava il mancato trasferimento dei fondi destinati ai consorzi fidi per gli artigiani: 26 milioni di euro di crediti accumulati dal 2004.

La sua piattaforma sequestrata a maggio "ma ora l'estate è finita, siamo disperati" ( da "Repubblica, La" del 27-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Fabrizio che gestiva con il padre la piattaforma lavora come bagnino a Mondello, Gianluca ha trovato posto in una panineria della città e Danilo è finito in Sardegna come aiuto cuoco. "Con la mia famiglia - conclude D'Aquila - avrei potuto far decollare questa piattaforma. Ma sembra che siamo lasciati a noi stessi e la lentezza della burocrazia fa la sua parte". c.b.

Nello stadio nuovo di zecca si fa il tifo dalla camera d'albergo ( da "Repubblica, La" del 27-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Negli anni Settanta il governo decise di costruire un impianto nuovo, ma i tempi della burocrazia e la politica cancellarono quel progetto. Così negli anni Novanta lo Slavia tornò di nuovo all'Eden, ma il vecchio stadio era diventato inadeguato alle esigenze del club e non conforme ai parametri Uefa. Nel 2000, infatti, allo Slavia fu vietato di giocare all'Eden.

E' stato consegnato alla mamma della piccola Asia un monitor multiparametrico che consente di ( da "Messaggero, Il (Metropolitana)" del 27-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: schiacciata sotto il peso della burocrazia. La stessa alla quale si era appellata la responsabile della farmacia interna alla Asl di Pomezia, negando ai genitori della bambina una parte della fornitura di sondini, senza i quali però Asia non potrebbe vivere. Dopo l'intervento dei carabinieri e quello di Antonio Maniscalco, l'unico consigliere comunale (

Dal nostro inviato RIMINI - Si è commosso il Meeting e ha app ( da "Messaggero, Il" del 27-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ha dato una grande mano alla realizzazione dell'evento nel Meeting: a Rimini sono molti i detenuti della cooperativa Giotto in permesso speciale, accompagnati da un nucleo della polizia penitenziaria. Tutto ciò non sarebbe stato possibile senza il sostegno del ministro che ha tagliato i tempi della burocrazia.

Mutui agevolati per i pannelli solari ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 27-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: causa burocrazia), ad oggi sono in erogazione 400mila euro. Sempre nel Veneziano, Banca FriulAdria propone "Energia Pura" in convenzione con la Confartigianato Provinciale e il Cofidi Veneziano. Due i filoni di intervento: uno per sostenere gli investimenti effettuati dalle famiglie nel fotovoltaico, nel solare e nella ristrutturazione edilizia per il risparmio energetico;

Etica della spesa e solidarietà Nord-Sud ( da "Sole 24 Ore, Il" del 27-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazie dilatate a dismisura, consulenze, piramidi rovesciate nelle gerarchie ammini-strative, la marcata tendenza a dispensare finanziamenti pubblici a pioggia, senza alcun ritorno in termini di sviluppo. Alcune inchieste giornalistiche ci hanno condotto all'interno di un autentico cancro nazionale: quello della spesa incontrollata al di fuori di ogni forma di responsabilità.

Asili nido: tanti soldi, pochi posti ( da "Corriere della Sera" del 27-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: E si allungano in tutta Italia le liste di attesa mentre la burocrazia blocca le nuove iniziative 743 milioni di euro stanziati e mai spesi D oveva essere il più grande investimento sui nidi degli ultimi 30 anni. Poco o nulla di fatto: il "Piano nidi" - varato a settembre 2007 - è incagliato nelle secche della burocrazia.

Ecco tutti gli aerei a rischio che non trovate nella black list ( da "Giornale.it, Il" del 27-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: efficienza dell'aeromobile", è spesso solo un pezzo di carta buono per la burocrazia. Gli esperti dell'AirSafe mettono il dito nella piaga: "Pezzi di ricambio riciclati, certificati di operatore aereo rilasciati senza i dovuti accertamenti, tagli selvaggi sugli equipaggi, procedure operative non adeguatamente monitorate.

Piedimonte, cdq senza pace ( da "Messaggero Veneto, Il" del 27-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: solo in minima parte giustificabili con la farraginosità della burocrazia", dichiara Buonavitacola, che poi annuncia. "Ho deciso di rinunciare al gettone di presenza come consigliere circoscrizionale, a ulteriore dimostrazione del fatto che è la passione, con la volontà di migliorare le condizioni della comunità di cui faccio parte, a fare da motore alle mie iniziative.

Sunia: 1.600 domande per una casa ater troppi inquilini morosi, sfratti in aumento ( da "Messaggero Veneto, Il" del 27-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: superando anche la burocrazia che continua a mettere in difficoltà operativa lo stesso Ater". In conclusione di questa nota, avendo presente che nell'Isontino sono giacenti all'Ater oltre 1.600 domande per un alloggio popolare e che la giunta regionale ha temporaneamente sospeso importanti finanziamenti già localizzati dalla precedente amministrazione,

A Calata Anselmi addio ai vecchi silos ( da "Stampa, La" del 27-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma ci siamo scontrati anche con la burocrazia. Per ottenere l'autorizzazione di abbattimento dei silos, infatti, è necessario un lunghissimo iter amministrativo anche perchè all'interno di ben 4 contenitori era presente l'"oleina" che si è dovuto smaltire secondo le procedure di legge".

Bruciati mille voucher in 24 ore ( da "Mattino di Padova, Il" del 28-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sistema che permette di ridurre la burocrazia per le imprese agricole. Ma anche consente di combattere la piaga del lavoro nero e dare una possibilità di integrazione del reddito a studenti e pensionati di fronte al caro vita. "La prima tranche di mille buoni - spiega Marco Calaon, presidente di Coldiretti Padova - è letteralmente andata a ruba nei nostri uffici di zona in provincia.

Tondo fissa le priorità: piano anti-crisi guidato da friulia e sblocco dell'a4 ( da "Messaggero Veneto, Il" del 28-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: riduzione della burocrazia regionale. A margine dell'incontro con il governatore della Carinzia Joerg Haider, Tondo si è detto un po' preoccupato per la ripresa produttiva dopo la pausa estiva ed è per questo che pensa a un'azione specifica della giunta. "In particolare - ha spiegato - pensiamo a un ruolo piú attivo di Friulia per le aziende in difficoltà e per i vari punti di crisi,

Voto in condotta già a settembre ( da "Sole 24 Ore, Il" del 28-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La trasformazione profonda parte dalla lotta alla burocrazia perché sul sistema istruzione grava una "pletora di leggi e circolari". è già istituito un " Ufficio per la semplificazione" al fine di andare verso "poche regole certe". Poi su, su fino al "dimagrimento del ministero dell'Istruzione" che sarebbe "un'opera buona e giusta ".

Cantieri e caroprezzi Le mille denunce della Milano d'estate ( da "Corriere della Sera" del 28-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: più dalla parte del cittadino e meno nel verso della burocrazia, dovrebbe contare molto di più. Non chiede miracoli il cittadino d'agosto, chiede esattamente quello che a Milano serve negli altri mesi dell'anno: più attenzione, più informazione, più aiuto anche per potersi organizzare, per non pagare un inutile sovrapprezzo a una città che offre ancora molto ma è sempre più esosa.

L'autunno caldo di Chiamparino ( da "Stampa, La" del 28-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dotati di forte personalità e di carisma sovracittadino alla burocrazia partitica locale. La vocazione al "farsi male da soli" è l'unica caratteristica identitaria resistente a tutte le rivoluzioni (o pseudo tali) del partito più forte in quello schieramento. Che anche la ridotta di Asterix, quella di Torino e del Piemonte, dove, al Nord, si lecca le ferite la sinistra italiana,

Liberalizzate le licenze degli esercizi pubblici ( da "Stampa, La" del 28-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Però c'è sempre di mezzo la burocrazia, ostacoli a non finire. "No, guardi - dice Giordano -. Capisco le difficoltà, tuttavia la musica è cambiata perché questa Amministrazione è per un rilancio ordinato, uno sviluppo attento, ragionato e soprattutto tende a ingessare sempre di meno le iniziative dei privati".

Adotta una capra per 100 avrai carni e formaggi - maria cristina carratu' ( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Basterebbe limitarsi ai lacci della burocrazia, gli stessi identici per una grande azienda casearia, che ha dipendenti, commercialisti, avvocati, e per noi, che facciamo tutto in casa. E dopo aver munto le capre dobbiamo passare ore al computer per essere in regola". Grazie alle 70 capre adottate dallo scorso autunno, l'azienda ha incassato 7 mila euro che,

La vendemmia 2008 si preannuncia di buona qualità ed innovativa. Tra pochi giorni inizi ( da "Messaggero, Il (Frosinone)" del 29-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: introdotti per la prima volta in Italia per ridurre la burocrazia, combattere la piaga del lavoro nero e dare una possibilità di integrazione del reddito a studenti e pensionati. Alle imprese agricole basterà acquistare un blocchetto di voucher, cartacei o telematici da distribuire a seconda delle ore di lavoro effettuate.

Si apre uno spiraglio sul Fattori. Dopo il grido d'allarme lanciato dal presidente nerazzurro Umbert ( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)" del 29-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Da allora però la burocrazia si è fermata. Infatti, pur sapendo che il 31 agosto si sarebbe giocato in Coppa, la commissione pubblici spettacoli è stata convocata per il giorno seguente, il primo settembre. E senza il benestare della commissione, da trasmettere poi in Federcalcio, l'organo tecnico del calcio non può permettere l'accesso degli spettatori.

La faticosa gestione dell'oro blu ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 29-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: 27 - pag: 5 autore: La faticosa gestione dell'oro blu Burocrazia e ritardi a quasi 15 anni dalla legge Galli che regolamenta il settore PAGINA A CURA DI Eleonora Palermo Le Regioni sono alle prese con l'"oro blu", le risorse idriche, regolamentate sotto ogni aspetto (acquedotti, fogne, depuratori) dalla "legge Galli" (L.

Per il settore del mobile il sostegno è dall'estero ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 29-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: subito delle riforme istituzionali, uno snellimento nei costi della burocrazia, ma ancora non si è visto niente. Per rimanere a galla siamo costretti ad andare oltre confine, per fortuna ci sono certi mercati che ancora rendono. Tutte le aziende del settore, per fare fatturato, devono puntare ai mercati esteri.

Orari dei dipendenti in provincia: scontro sindacati-fontanini ( da "Messaggero Veneto, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia è assillante o soffocante, non è colpa nostra. Si semplifichino le norme per dare risposte rapide ai cittadini. Il presidente la smetta di trattarci come fannulloni, che esistono e vanno colpiti senza sparare nel mucchio". Fontanini ha motivato l'aumento dei rientri pomeridiani con l'approvazione del Comparto unico.

Meno burocrazia per l'edilizia ( da "Messaggero Veneto, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia per l'edilizia L'assessore Baresi: i tempi sul rilascio dei permessi devono essere più snelli In settembre il nuovo regolamento al vaglio della commissione competente Permessi edilizi più veloci e con meno burocrazia. È quanto auspica l'assessore all'Urbanistica, Dario Baresi, il quale annuncia che il nuovo regolamento edilizio è pronto e sarà portato entro settembre al

Assegno scarso Ma abbiamo l'orto e sappiamo vivere con sobrietà ( da "Stampa, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il suo "stipendio", o come indica il linguaggio della burocrazia, "l'assegno pastorale", è di 700 euro netti nal mese. Come fa a vivere? "Non sono sposato, e devo dire che con questa somma, insieme ad alcuni benefit che la chiesa ci riconosce, si vive con la sobrietà tipica della nostra cultura.

Caldaie da ispezionare il giallo dei pagamenti ( da "Stampa, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La procedura burocratica comunque resta piuttosto complessa, soprattutto per le persone più anziane che non hanno certo dimestichezza con tecnicismi e burocrazia. Si può riprovare a telefonare allo 0183/704225 o allo 0183/704349 sperando che ora le informazioni siano date tempestivamente, in modo da rendere più chiara la procedura.

PIETRO TRECCAGNOLI LUCIANO CIMMINO è IL SIGNOR CARPISA E IL SIGNOR YAMAMAY, DUE MARCHI DA TE ( da "Mattino, Il (Caserta)" del 29-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia e i tempi della giustizia". Be', sono problemi nazionali, mica solo napoletani. "Certo. Io aggiungerei un quarto punto: la gestione del tempo. In Cina in dieci anni hanno trasformato un paese. Noi in vent'anni non abbiamo deciso nulla sul destino di alcune zone vitali per lo sviluppo di Napoli.

Le risposte sibilline nel mondo dei burocrati - marcello benfante ( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Questa ruggente bestia famelica dalle mille zampe è l'icona di ciò che Calvino ha definito la "fondazione d'una mitologia della metropoli". è significativo che in Ferragus tale mitologia sfoci nei "meandri della burocrazia funeraria". Calvino nota che la premessa vitalistica ha per coronamento una conclusione cimiteriale. SEGUE A PAGINA XIV.

Tagli e investimenti negli scali siciliani lombardo cerca la sponda di micciché - emanuele lauria ( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: manovra di dimagrimento degli enti e della burocrazia regionale. E che possiede le chiavi giuste, per ragioni familiari prima ancora che di governo, per dare un'occhiata nella cabina di pilotaggio della nuova Alitalia. L'altro ieri Micciché si è incontrato e ha parlato a lungo con il fratello Gaetano, regista con l'ad di Intesa Passera dell'operazione salvataggio della compagnia.

Kaffehaus di boboli sempre chiuso l'appalto è congelato dal ministero - mara amorevoli ( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: gli intonaci si sono scoloriti e screpolati, la manutenzione del Kaffeehaus è andata a farsi benedire, se si sono deteriorati anche i decori interni di questo piccolo gioiello architettonico progettato da Zanobi del Rosso, non resterà che dar la colpa alla burocrazia. E cercare nuovi fondi pubblici per un nuovo restauro.

Federalismo, lo vogliono 8 veneti su 10 ( da "Mattino di Padova, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: riduzione della burocrazia. L'ultima domanda era: quanto è d'accordo con chi sostiene che l'attuale Governo sarà in grado di attuare il federalismo fiscale? Molto il 20,7%; abbastanza il 41,5%; poco il 26,8%; per niente l'11%. In Internet, Panel Data rinvia a Local Area Network ma è inutile cercare i risultati del sondaggio.

Per McCain, a sorpresa, una donna ( da "Sole 24 Ore, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: E in Sarah Palin ho trovato il partner giusto per battermi contro burocrazie, corruzione e sprechi. Una partner che viene dalla classe media e ne capisce le aspirazioni. è questo di cui ha bisogno il Paese ". Palin, fra grandi applausi, si è detta "onorata" della nomina. E ha sfoderato la sua immagine popolare e fresca: ha presentato il marito Todd, un tecnico petrolifero,

Gli clonano la targa prende 7 multe a Napoli ( da "Stampa, La" del 30-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: non servono ad arrestare la macchina della burocrazia. A cavallo di ferragosto, l'uomo riceve due cartelle esattoriali, ciascuna di circa 500 euro. Altro giro di telefonate, e il suggerimento dell'Ufficio ruoli e ricorsi della polizia municipale di Napoli, di presentare opposizione al giudice di pace.

Non è stato chiuso per le intemperanze della tifoseria; non è stato chiuso perch&# ( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)" del 31-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: lo stadio Fattori è stato chiuso a causa della burocrazia. E di una situazione grottesca, al limite della farsa, che vede come protagonista il comune, come co-protagonista la Figc e vittime designate il Civitavecchia e gli spettatori. Perché l'annuncio di venerdì sera giunto dal Pincio ("il Fattori è agibile, domenica cancelli aperti") si è rivelato quanto meno azzardato.

Un sottosegretario pesa gli Anni di piombo ( da "Giornale.it, Il" del 31-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: di sprechi e di burocrazia impazzita, ma questa volta Raffaele Costa - oggi presidente della Provincia di Cuneo - nel suo ultimo libro, Politica e Giustizia ai tempi delle Br. Diario di un sottosegretario liberale (1979-1980) (Mondadori, pagg. 155, euro 17,50) narra degli anni bui del terrorismo rosso e di come lui, giovane sottosegretario alla Giustizia,

Spacciò 300 volte, ma Azouz torna in Tunisia ( da "Giornale.it, Il" del 31-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: prima di attendere le decisioni altrui e senza il desiderio di sfruttare le eventuali falle della burocrazia. Mi ha colto di sorpresa con la sua risolutezza, ma lo comprendo. La sua presenza in Italia è sempre stata considerata scomoda, vuol tornare a casa sua e riflettere su quanto gli è capitato, con calma". "È stato completamente abbandonato da tutti.

Sbagliano sul certificato la data di morte del marito e nel giro di pochi giorni la vedova si ritrov ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 31-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: complice anche la cieca burocrazia che in casi del genere fa scattare meccanismi a volte perversi. Nel momento in cui all'Inps è giunta notizia di quel pensionato deceduto non a giugno 2008, bensì due anni prima, è partita in automatico l'azione di recupero della pensione indebitamente assegnata ovvero percepita dal poveretto.

Da otto mesi è tornato a vivere grazie al cuore donato da una persona morta in seguito ad un in ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 31-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma a causa della burocrazia e della mala gestione della sanità il "miracolo" del trapianto potrebbe essere messo a rischio. "Quando i medici mi hanno chiamato per farmi sapere che c'era un cuore per me, avevo 15 minuti di tempo per decidere se accettare o meno di sottopormi al trapianto- racconta Petrit Racaku, 46 anni,


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1948, destra e sinistra contro la satira di zampa - mario serenellini milano (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 25-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Spettacoli 1948, destra e sinistra contro la satira di Zampa Torna restaurato a Venezia "Anni difficili" che 60 anni fa attaccava le clientele nell'Italia del dopoguerra. Andreotti lo difese dalla richiesta di sequestro Il film è tratto da un racconto di Brancati con cui il regista iniziò un sodalizio MARIO SERENELLINI MILANO Torna a Venezia, restaurato e riabilitato, il film che 60 anni fa sollevò un inatteso polverone nazionale: critici e politici all'attacco, referendum tra gli spettatori e incidenti in varie sale, con finale interrogazione parlamentare. Premiato con la Coppa Enic alla IX Mostra del 1948 quale "film italiano di miglior fattura tecnica", Anni difficili di Luigi Zampa, viene presentato il 29 in versione restaurata dalle Cineteche di Milano e di Bologna e dal Museo di Torino, nella retrospettiva "Questi fantasmi: cinema italiano ritrovato (1946-75)". Radiografia ridanciana del Ventennio fascista con successive propaggini democristiane, ispirata a un racconto di Vitaliano Brancati, con cui il regista inaugura un fruttuoso sodalizio neorealista pari a quello di Zavattini-De Sica, il film assume a campione una minuscola provincia sicula e un suo opaco abitante, l'impiegatino gogoliano Aldo Piscitello (l'eccellente Umberto Spadaro, gemello del Renato Rascel del Cappotto diretto 4 anni dopo da Lattuada). Costretto a iscriversi al fascio sotto minaccia di licenziamento, Piscitello pagherà cara la sua tessera, attizzando zuffe casalinghe con la figlia (l'esordiente Odette Bedogni, futura Delia Scala) e perdendo il figlio maggiore (l'aitante Massimo Girotti), sballottato da un fronte all'altro (Etiopia, Spagna, Russia) fino all'esecuzione a tradimento per mano tedesca: verrà poi licenziato, in quanto fascista, nei giorni della Liberazione, mentre i suoi superiori, tempestivi nel riciclo politico, resteranno al loro posto. Fitto di sfarzose stoccate alle ottusità di regime ("cercatemi quello sporco antifascista del librettista", aizza il direttore di teatro durante la Norma, prima di sentirsi rispondere che l'opera è d'un secolo prima), puntellato di sincopi da comica finale (l'andata-ritorno in aereo del bianco destriero che avrebbe dovuto sostenere i lombi del duce nel suo ingresso trionfale a Alessandria d'Egitto), iniziato, col titolo "Credere, obbedire, combattere", da Carlo Ludovico Bragaglia, subito sostituito da Zampa, il film è un primo tentativo di satira politica, sia pur velata e frenata, nel cinema italiano del dopoguerra che avrebbe poi delegato per molte stagioni il battibecco ideologico alla bonaria saga di Peppone e Don Camillo, con l'eccezione di qualche altro titolo asprigno dello stesso Zampa: Processo alla città (1952), L'arte di arrangiarsi (1955) e il bis di Anni difficili, cioè Anni facili, di cui la burocrazia di Stato vieterà nel '53 la distribuzione all'estero, perché l'immagine d'"un'Italia corrotta e piena di scandali non corrisponde alla realtà". Esplosive furono, già a Venezia, le reazioni dei giornali, e misero d'accordo, per una volta, destra e sinistra. "Un film apertamente diffamatorio di qualsiasi valore nazionale", tuona, il 29 agosto di 60 anni fa, "Vie Nuove", cui fa eco "Momento Sera", invocando un'interrogazione in Parlamento nonché "l'immediato sequestro e la distruzione dell'infame pellicola". A sorpresa, sarà Giulio Andreotti - il nemico giurato dei "panni sporchi" al cinema, già in azione con occhiute sforbiciature sul contemporaneo Ladri di biciclette - a prenderne le difese, riconoscendo nella "storia di un povero diavolo che fa le spese di tutti i rivolgimenti politici" una realtà "che tanti italiani han conosciuto". Bistrattato in Italia (con l'eccezione di Italo Calvino che su "Cinema Nuovo" considera Zampa "il regista più interessante" tra quanti hanno trasformato lo stile poetico di Visconti e Rossellini in "lingua corrente"), incensato in Usa ("magistrale interpretazione chapliniana di Spadaro", scrive il "Time"), dove esce nel '50 con una prefazione di Arthur Miller letta da John Garfield, il film ha la sua splendida autodifesa nella lapidaria premessa di Brancati: "Ridere dei propri difetti è la virtù dei popoli civili". Nel rivedere oggi Anni difficili, amarissima parabola degli umili e degli indifesi, non si tarda a capire che cosa abbia indotto politici e intellettuali a far muro contro il film, sinceramente indignato verso privilegi e manovre d'un potere colluso, clientelare, demagogicamente moralistico. Impressionanti, poi, a posteriori, analogie con l'Italia d'oggi, con ritornelli di ritorno, dal mussoliniano "Scendiamo in campo" al sintetico responso d'un residuo fautore dell'amor patrio, subito tacciato di disfattismo: "L'Italia? Questa non è l'Italia, è una banda di avventurieri".

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L'idea del "batò" è naufragata tra sequestri e carte bollate - maria cristina carratu' (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 25-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina III - Firenze Sigilli all'area dell'ex Lidò dove doveva attraccare il battello-ristorante sull'Arno L'idea del "Batò" è naufragata tra sequestri e carte bollate I problemi quando la società ha iniziato a ripulire senza avere un incarico formale MARIA CRISTINA CARRATU' RICORDATE IL "Batò"? Il battello-ristorante-american bar-piattaforma per spettacoli, che avrebbe dovuto attraccare sulle rive dell'Arno in occasione del Genio Fiorentino, ospitando anche eventi di Fiesta, l'estate del Comune? L'idea, lanciata da un imprenditore privato, era stata accolta con entusiasmo dalla Provincia (competente per le rive dell'Arno), per ridare smalto non solo ai cartelloni, ma anche alle rive di un fiume ingiustamente trascurato. Ma da marzo, quando l'idea fu lanciata, ad oggi, di Batò si sono perse le tracce. Non solo. L'area dell'ex Lidò, accanto al ponte San Niccolò, offerta dalla Provincia al battello-ristorante, dal 7 agosto scorso è addirittura sotto sequestro, con tanto di sigilli della Procura della Repubblica. Esito grottesco di una trafila di procedure che, fra tempi tecnici degli uffici pubblici, e intemperanze dei privati, hanno portato il Batò ad arenarsi (è proprio il caso di dirlo) nel nulla. Ma Claudio Martini, della Fluminis srl, società nata nello scorso autunno proprio intorno all'idea del battello fiorentino, e disposta a pagare quasi interamente di tasca propria (350mila euro) la sua realizzazione, non si dà per vinto. "Sono vittima di sequestro di idee", protesta, "io, e l'intera città". La sua ricostruzione, e quella degli uffici della Provincia, per larga parte coincidono. E' vero che l'idea è stata sua, è vero che il presidente Matteo Renzi l'aveva subito sposata, è vero che lo stesso dirigente dello sviluppo del territorio della Provincia, l'architetto Ulivieri, nonché gli ingegneri del Demanio fluviale e della Polizia Idraulica, hanno lavorato a lungo con la Fluminis arrivando a una bozza di progetto, e perfino alla certificazione della congruità idraulica del battello. A tutt'oggi, però, da parte della Provincia non c'è mai stato un atto formale di concessione a Fluminis dell'area, mentre il 30 maggio è scaduta quella di cui ha goduto fino ad oggi il gestore dell'ex Lidò, Alessandro Stagi, sfrattato per morosità e a cui la Provincia ha più volte intimato, inutilmente, di ripristinare l'area, ripulendola ed eliminando alcune strutture abusive. Ma è proprio nelle more della riconsegna dell'area, che Martini, spazientito, e preoccupato per i numerosi impegni già presi con orchestre e musicisti, ha deciso, come dice lui, di "forzare la mano". Come? "Il problema era di ripulire l'area, Stagi non intendeva farlo, e io mi sono offerto di farlo al suo posto, su sua autorizzazione. Tutto qui" spiega. Così, in maggio, la Fluminis porta via tonnellate di masserizie, pezzi di cemento abusivo, e piazza alcune pedane del futuro attracco. Ma ecco che arriva la Polizia Idraulica. Un accertamento, due, l'intimazione a sospendere subito i lavori su un'area su cui, sostengono i pubblici ufficiali, Fluminis starebbe lavorando senza alcun titolo. Quindi i verbali per ingresso abusivo in area demaniale e abuso edilizio. Martini non si ferma, "sono autorizzato" sostiene. Finché il responsabile della difesa del suolo della Provincia, Luigi Brandi, rimette tutto alla magistratura. Col sequestro, tutto si è fermato. Comprese le pratiche per la nuova concessione da parte della Provincia. Ma non era un progetto su cui si era scommesso alla grande? "Sono molto dispiaciuto" ammette Ulivieri. Ma Brandi insiste: "Su tutta questa storia non c'è mai stato una sola delibera. E io dovevo far rispettare la legge". Martini è furibondo, anche perché con le amministrative alle porte tutto rischia di essere rinviato a chissà quando: "Possibile che in nome della burocrazia si ammazzino così i sogni?" protesta. Per gridare a tutti la sua indignazione, ha già pronto un volantino-denuncia, da diffondere in tutta la città. Titolo: "Lo scandalo".

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Chi trova il candidato giusto guadagna fino a 5mila sterline (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 25-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore del lunedì sezione: ECONOMIA E IMPRESE LAVORO E C data: 2008-08-25 - pag: 15 autore: Chi trova il candidato giusto guadagna fino a 5mila sterline di Aldo Canonici S elezioni, individuali e di gruppo, stage, risposte a inserzioni sui giornali: le modalità per entrare in azienda restano molteplici, ma ci sono strade nuove. L'ultima arriva dai Paesi anglosassoni edè destinata a diffondersi, soprattutto a livello di executive. è una sorta di passaparola di tipo professionale. In Gran Bretagna (e anche in Usa) si diffonde la prassi di segnalare elementi validi di cui si garantisce la reputazione e che possano essere assunti senza troppa burocrazia. Nulla a che fare con le raccomandazioni. Chi segnala è di regola un manager con un buon curriculum, una fonte attendibile con continui contatti con giovani di valore. Qualcuno capace di cogliere inclinazioni, motivazioni e personalità delle singole persone e di vederle in prospettiva assunte in certe aziende che possano averne bisogno. Se l'operazione si realizza non ci si limita a ricevere un ringraziamento, ma si ottiene anche un riconoscimento che va da 500a 5mila sterline (o l'equivalente in dollari). Se ne giovano ormai con una certa continuità aziende piccole e medie, società di consulenza come Ernest and Young in Usa, banche come First Direct in Uk. Nel primo caso il 50% del personale viene assunto con questo sistema, nel secondo il 36 per cento. Meglio ancora se chi segnala è persona che già opera nella stessa azienda. Chi più di lui conosce come si lavora nella società e quali i requisiti per avere successo? L'esperienza insegna che chi viene assunto tramite questi canali soffrirà meno di delusioni e resterà più a lungo e più motivato in azienda. Un costo per le aziende da 10 a 15 volte inferiore a quanto richiede il normale processo di selezione, tempi molto ridotti per giungere a buon fine, una garanzia ragionevole sulla qualità di un servizio particolarmente delicato. Non mancano naturalmente anche le critiche. Il pericolo maggiore è di continuare ad assumere sempre personale con caratteristiche analoghe in quanto tendiamo tutti a vedere con maggiore simpatia persone a noi simili. Rischio da non sottovalutare in un mondo che cambia di continuo. E poi la possibilità di ricevere un premio per la segnalazione di possibili candidati può anche incoraggiare oltre la misura lecita le offerte che provengono da fonti esterne dalle proprie risorse umane. Il nuovo canale di reclutamento è così un'ulteriore fonte di selezione da usare con equilibrio.

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PERUGIA - Nei giorni caldi del controesodo, s'infiamma il dibattito sui controlli per l (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 25-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di LUCA BENEDETTI PERUGIA - Nei giorni caldi del controesodo, s'infiamma il dibattito sui controlli per le strade sicure. L'Umbria, con Perugia, diventa realtà pilota nell'ambito dell'applicazione della norma che renderà obbligatorio il test anti-droga per chi chiede il patentino o la patente. Ma il passo che incendia il dibattito è quello che vuole alzare il livello dei controlli in strada (ci saranno anche esperimenti con tanto di presenza dei medici ai posti di blocco anti-pirati, fianco a fianco con gli agenti della polizia stradale). A muoversi, per sollevare dubbi e preoccupazioni, sono i sindacati di polizia. Che non bocciano la filosofia delle mosse del sottosegretario Carlo Giovanardi, ma sottolineano le difficoltà del personale in servizio a poter svolgere già oggi un controllo particolarmente attento lungo le strade, non tanto nelle giornate calde di esodo e controesodo estivo, ma soprattutto durante il lavoro di tutti i giorni. Insomma, la coperta è corta e rischia di accorciarsi sempre di più. "Attenzione - dice Romano Riccetti, segretario generale per la provincia di Perugia e coordinatore regionale del Silp per la Cgil - nessuno dice che l'inasprimento di pene e controlli non vadano bene. Ci mancherebbe altro. Il problema è che da una parte si dice di fare più controlli e dall'altra si tagliano le risorse. E' stato sempre così, lo diciamo da anni e non solo adesso che si muove il governo Berlusconi. In Italia la Polstrada, con i tagli previsti dalla Finanziaria, perderà mille agenti. L'Umbria non fa eccezione. Già oggi la situazione è molto difficile". Il sindacato racconta, per esempio, che le auto della polizia stradale più nuove girano con almeno trecentomila chilometri sulle spalle. Ancora Riccetti: "A livello di Sezione, almeno nella provincia di Perugia, quelle di Todi, Castiglione del Lago e di Città di Castello, già non ce la fanno a garantire la pattuglia di notte. Arrivano in soccorso Foligno e Perugia. Ma può succedere che, sempre di notte, una pattuglia copre tutte le strade della provincia. Naturalmente anche a Foligno e al comando di Perugia ci sono, a volte, difficoltà a garantire la copertura ventiquattro ore su ventiquattro. Come faremo a fare più controlli se il personale diminuisce e i mezzi nuovi non arrivano? Vi sembra possibile?". Ma non basta. C'è anche chi racconta che ha la divisa vecchia di dieci anni e che per fare in modo che possano indossarla i colleghi che sono di pattuglia, quando si lavora in ufficio, ci si presenta in abiti civili. Secondo il Silp per la Cgil l'Umbria si segnala anche per un'altra particolarità: quella del blocco dei permessi ai lavoratori della Polstrada in caso di malattia dei familiari. "Ci sono delle difficoltà evidenti nella gestione di alcuni diritti degli agenti e siamo pronti ad aprire delle vere e proprie vertenze". Burocrazia e circolari finiscono nel mirino, ma il male è sempre lo stesso: pochi uomini e mezzi scarsi che costringono gli agenti della Polstrada a fare i miracoli per vincere la sfida con i "pirati" dell'estate e del week end.

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GIULIANOVA - Il Prefetto di Teramo, Francesco Camerino, superstar della rassegna di poesia "Ver (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 25-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Si verso il mare", organizzato dal circolo culturale "Il nome della rosa". Le sue poesie, tratte dell'ultimo lavoro "Nuvole e spume", ricevono applausi a scena aperta ma soprattutto è il suo interloquire con il pubblico, è la sua "risata" contagiosa a monopolizzare la serata. E si scopre l'altra faccia del Prefetto, che si immagina sempre imprigionato da mille burocrazie. Sulla targa del laghetto che all'Eur di Roma ricorda le vittime delle Torri gemelle di New York è inciso un frammento della sua lirica "Polvere nera" dedicato proprio all'attentato terroristico. La sua ultima raccolta, presentata a Giulianova, invece, partecipa al progetto di solidarietà "La poesia è vita",ideato dall'autore a favore dell'Associazione italiana sclerosi multipla, presente con i responsabili della sezione di Teramo.

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-08-25 num: - pag: 25 autore: di MAR... (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 25-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-08-25 num: - pag: 25 autore: di MARIO PAPPAGALLO categoria: ALTRI OGGETTI Sicurezza, il codice è sparito C he fine ha fatto il nuovo Codice della sicurezza alimentare che depenalizzava tutti i reati in materia (Corriere della Sera, 16 luglio 2007)? Il ministero della Salute di allora affermò che così non era. E che anzi si andava incontro a maggiore severità: il vero testo lo si sarebbe visto entro settembre 2007, data in cui il Codice (un decreto legislativo) sarebbe stato approvato. A un anno ancora nulla. Una nuova formulazione starebbe circolando per un parere delle Regioni. Domanda: depenalizzerà o no i reati (con anche il carcere come sanzione) previsti dalla legge 283 del 1962 e attualmente in vigore? Se passava il Codice "smascherato" nel luglio 2007 non ci sarebbe più stata la magistratura di mezzo. Fatto salvo in caso di gravi intossicazioni per cibo inquinato, adulterato, con un'etichetta non veritiera e così via. Niente sequestri preventivi (di competenza dei pm) come quelli per i cibi congelati scaduti e rietichettati come nuovi. O come per Mucca pazza o i tiramisù al botulino... Blitz solo su richiesta di Asl o enti amministrativi e pene solo pecuniarie. Notoriamente con tempi da burocrazia.

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Dado, al secolo Gabriele Pellegrini, figlio del Seven Show e di Zelig come molti dei suoi colleghi c (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il" del 25-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Omici, è il protagonista della serata di domani all'Ombra del Colosseo. L'attore e cantante (con il suo gruppo, le Pastine in brothers, è nel guinness dei primati per aver eseguito la "Canzone più lunga del mondo", della durata di 25 ore più un minuto), che dichiara di sentirsi appartenente al mondo del teatro-canzone e di ispirarsi al suo mito, Giorgio Gaber, è in scena con un nuovo spettacolo, "Onesto ma non troppo". Dopo essersi cimentato in uno show che puntava all'eclettismo ("Suono, canto, recito e ballicchio"), alla ricerca di una completezza che non esiste ma che vale sempre la pena cercare, e dopo aver pubblicato (nel 2006) un cd di canzoni brevi ("3/4 della palazzina tua"), mescola qui cabaret, satira e musica tornando a parlare delle incongruenze e dei luoghi comuni della vita di ogni giorno: il carovita targato euro, l'impossibilità moderna di sedurre una donna, l'incubo della prossima finanziaria, gli intrallazzi della casta politica, l'ipertrofica burocrazia che schiaccia il cittadino.", come spiega. Affiancato dalla sua band, alterna il suo repertorio recitato a brani musicali, cover semiserie di pezzi famosi ("Alice guarda i gatti e i gatti guardano le alici", canta parodiando De Gregori) e personaggi stralunati. Intanto stasera al Parco del Celio Andrea Perroni replica per l'ultima volta il suo "90'00'". Parco del Celio, viale di San Gregorio, ore 22, tel. 06.70031701 - 327.5746343, www.allombradelcolosseo.it. P.Pol.

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Buoni vendemmia in fvg: 1.000 richieste (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 26-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Economia Buoni vendemmia in Fvg: 1.000 richieste Partita la corsa al voucher dopo la falsa partenza dei primi due giorni. L'Inps replica a Coldiretti UDINE. Dopo la falsa partenza (un solo buono prenotato i primi due giorni), come previsto da molti addetti ai lavori, è cominciata la "corsa" ai buoni vendemmia: fra le province di Gorizia, Pordenone e Udine sono stati venduti mille voucher per la vendemmia ed è facile prevedere un'ulteriore accelerazione nei prossimi giorni. La conferma arriva dall'Inps e dal direttore regionale Fabio Vitale che, oltre a confermare i numeri di queste prime prenotazioni, ha qualcosa da dire sui suggerimenti-critiche sollevati dal presidente regionale di Coldiretti, Dimitri Zbogar, il quale aveva parlato di eccessiva burocrazia. "Nei giorni scorsi c'è stato chi ha detto che un eccesso di burocrazia avrebbe rallentato la richiesta dei voucher per il lavoro accessorio, sperimentati per la prima volta quest'anno in agricoltura - attacca Fabio Vitale -. Parere che non condividiamo. La fase preparatoria è stata affrontata e portata a termine in totale armonia con le disposizioni organizzative. Sono state coinvolte le quattro direzioni provinciali dell'Istituto, che hanno fatto sistema con la rete degli uffici postali, consentendo così di coprire efficacemente tutto il territorio regionale. E' stata predisposta una adeguata campagna informativa, attraverso incontri svolti con le organizzazioni di categoria che continueranno nei prossimi giorni. Per cui - aggiunge il direttore regionale Inps - se qualcuno si aspettava una maggiore richiesta di voucher, il fatto non va sicuramente imputato ad alcun tipo di ostacolo burocratico, bensì al rispetto dei tempi di vendemmia". "Come rimarcato sulla stampa anche dall'assessore regionale Alessia Rosolen, il Friuli Venezia Giulia, grazie alla collaborazione tra le istituzioni pubbliche coinvolte nella sperimentazione dei buoni vendemmia, ha attivato procedure che permettono di facilitare l'acquisto dei voucher, decentralizzando e moltiplicando i canali di distribuzione, utilizzando le quattro direzioni provinciali Inps e 10 uffici postali dislocati sul territorio regionale. Complessivamente sono 17 mila i buoni disponibili, 10.000 negli uffici Inps, per un valore di 100 mila euro, e 7 mila negli uffici postali per altri 70 mila euro. Nel corso della prima settimana dall'avvio della sperimentazione in tutta la regione sono stati venduti 300 buoni dalla sede Inps di Pordenone e 500 dall'ufficio postale di Cormòns, mentre risulta che la Coldiretti di Udine ha prenotato 200 voucher. Per ora prevale l'utilizzo del voucher cartaceo, considerato più comodo per l'incasso sia da prestatori d'opera (studenti e pensionati) sia dagli utilizzatori (le aziende); l'altra modalità che permette un ulteriore semplificazione nell'acquisto dei buoni è quella on line".

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Fontanini: gli ato non servono, meglio tagliarli (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 26-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Ieri si è riunita la giunta di palazzo Belgrado dopo la pausa estiva. Tra le priorità dell'autunno anche la scelta della nuova discarica e la riorganizzazione degli uffici provinciali Fontanini: gli Ato non servono, meglio tagliarli Il presidente della Provincia: opportuno ridimensionare anche il ruolo di Aster e Comunità montane Volontariato, i fondi alle associazioni L'eliminazione degli Ato, gli ambiti territoriali ottimali. Il primato in regione di città e provincia con la percentuale più alta di raccolta differenziata. La riorganizzazione degli uffici e dell'ente, seguendo un solo "comandamento": tagliare le spese. Sono gli obiettivi che il presidente della Provincia Pietro Fontanini vuole raggiungere entro l'anno. Ieri a palazzo Belgrado ha radunato la sua giunta per la ripresa dei lavori dopo la pausa estiva. Gruppo volontari Codroipesi1.826,80 Il Mosaico Onlus di Codroipo2.400,00 La Pannocchia Onlus di Codroipo7.605,11 Cantiere dei Desideri di Fiumicello2.803,13 Nostro Domani - Onlus di Maiano4.391,75 Ass. Alzheimer Bassa Friulana di Palmanova2.585,14 Psiche Friuli Onlus di Palmanova 7.636,97 Ass. genitori de "La Nostra Famiglia" Onlus Sezione di Pasian di Prato8.362,14 Il Samaritan Onlus di Ragogna3.277,14 Comunità del Melograno Onlus di Reana del Roiale8.479,73 Asd Polisportiva 2001 di San Vito al Torre1.509,95 I.D.E.A. Onlus di Terzo di Aquileia2.672,37 A.T.Sa.M. Alto Friuli - Onlus di Tolmezzo5.330,15 Comunità di volontariato "Dinsi Une Man" di Tolmezzo 3.640,00 Crescere Insieme Onlus di Udine2.211,42 Ass. Friulana famiglie diabetici di Udine14.000,00 Ass. Insufficienti respiratori Air Fvg Ud5.600,00 Ass. Italiana per l'assistenza agli spastici Onlus Ud7.775,11 Ass. Insieme si può Onlus di Udine7.735,78 Ass. Laringectomizzati regione Fvg "Dott. Stefano Grandis" Udine1.240,00 A.N.Fa.Mi.V. Onlus di Udine 6.288,62 Ass. provinciali invalidi civili e cittadini anziani di Udine12.061,68 Ass. Oltre lo sport Onlus di Udine1.892,93 Ass. Tetra-Paraplegici del Friuli Venezia Giulia Onlus di Udine18.050,50 Unione italiana lotta alla distrofia muscolare - Sez. di Udine15.341,25 Unione nazionale italiana volontari pro ciechi - U.N.I.Vo.C. Onlus Sezione di base di Udine2.807,93 Ass. Amici di Totò di Colloredo di Monte Albano1.670,40 Ass. Down Friuli Venezia Giulia Onlus Sez. Provinciale di Udine di Pradamano804,00 Totale Euro 160.000,00 Un'occasione per ricordare i traguardi da tagliare. Presidente, gli Aster, gli Ato, le Comunità montane, sono tutti enti da eliminare? "Gli Ato sì, gli Aster e le Comunità montane vanno certamente ridimensionati. Il mio primo impegno è quello di proseguire una politica di riqualificazione della Provincia, che significa anche dimostrare come quelle strutture siano per molti aspetti superflue e che i compiti a esse assegnati possono tranquillamente essere portati avanti dalle Province. Abrogare gli Ato, per altro, è un impegno che il centro-destra si è assunto in campagna elettorale, promessa che va mantenuta, perché parliamo di enti che hanno creato confusione tra la gente e aumentato i costi e la burocrazia". La Provincia quindi si candida a svolgere le funzioni di ciascuno degli enti? "Sì. Gli Ato siamo noi, siamo noi a poter coordinare i servizi tra i Comuni. Per le Comunità montane il ragionamento è il medesimo: è la Provincia a poter acquisire diversi compiti di quell'ente, considerato anche che la loro creazione ha portato all'aumento della burocrazia e dei costi senza dare risposte precise e puntuali alle comunità. In Italia stiamo professando il federalismo e se vogliamo applicarlo, allora va applicato anche nelle regioni". E cosa risponde a chi invece sostiene, anche nel centro-destra, che siano le Province gli enti inutili? "Che quel ragionamento funziona solo nelle realtà molto piccole, non certo per una Provincia come la nostra. In Friuli c'è una sola Provincia che per dimensioni potrebbe venire meno, quella di Trieste, da trasformare in città metropolitana. Ma vedo che questa volontà non c'è e non sarò certo io a fare barricate, mentre chiederò con forza la razionalizzazione degli enti creati dal vecchio governo regionale e risultati inutili". Sul fronte rifiuti, qual è la priorità? "Stiamo lavorando bene e le iniziative intraprese per aumentare la differenziata funzionano. I comuni gestiti dall'A&T 2000 sono l'esempio da seguire, mentre altre zone sono un po' in ritardo, come la città di Udine, con la Net che però sta recuperando, e alcuni paesi della Bassa come Latisana, Cervignano, San Giorgio dove il Csr dovrà portare avanti una politica per la differenziata spinta. Nella differenziata siamo la seconda provincia dopo Gorizia. Voglio superare Gorizia". Qual è la posizione rispetto alla necessità di una nuova discarica in provincia? "Ci sono diverse richieste, da quella della Exe per Trivignano ad alcune che verrebbero realizzate da privati, e sono tutte domande legittime. Ma non siamo noi a stabilire quale verrà realizzata, la decisione spetta alla Regione e noi accetteremo la scelta. Supporteremo invece i Comuni nella chiusura delle discariche per inerti, iter da dover compiere per legge, e destineremo alcuni fondi affinché le ecopiazzole vengano sistemate, perché molte non sono regolari". Sulla Exe, su sollecitazione del centro-sinistra, si è preso l'impegno di verificare la posizione del presidente Piero Mauro Zanin e di altri componenti del Cda. Ha deciso come intervenire? "Stiamo approfondendo la questione. Ciò che desidero per la Exe, invece, è che cominci a occuparsi anche della raccolta dei rifiuti, non solo di discariche. E stiamo valutando come fare". Altro impegno è quello del 15 settembre, data da lei fissata per la riorganizzazione interna di palazzo Belgrado. Cos'ha deciso? "La strategia generale è quella della riduzione e del contenimento della spesa pubblica. Alcune cose cambieranno, forse ci sarà un giro di deleghe tra i dirigenti, ma non anticipo nulla". Anna Buttazzoni.

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Lignano e grado, alleanza per cercare nuovi mercati (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 26-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Vertice tra amministratori e rappresentanti delle categorie economiche delle due località balneari per individuare strategie comuni e sinergie nei servizi Lignano e Grado, alleanza per cercare nuovi mercati Progetti per battere crisi e burocrazia: promozione congiunta e partecipazione a fiere LIGNANO. L'unione fa la forza. Grado e Lignano ci credono e avviano una collaborazione che non ha precedenti nella storia. Strette di mani quelle tra rappresentanti delle istituzioni e degli operatori economici delle due località turistiche nel corso di un primo incontro, avvenuto nella città friulana nella sede della Società d'area, che ha dato avvio al dialogo e messo tutti d'accordo sul fatto l'una e l'altra località si distinguono nell'offerta senza essere in concorrenza tra loro. "La riunione - ha evidenziato Sergio Vacondio, presidente della Lignano Sabbiadoro gestioni Spa -, ha avuto ad oggetto un'analisi della stagione turistica e le difficoltà che la contraddistinguono; con interventi pacati ma estremamente competenti è stato evidenziato come in questi ultimi tempi, il comparto sia costretto ad affrontare forti difficoltà, dovute non solo alla crisi economica, ma anche ai tanti lacci e laccioli burocratici cui è sottoposto. Ne è emersa una volontà di lavorare assieme già nel prossimo futuro per la promozione congiunta delle località di Grado e di Lignano, tenendo ben presenti i target di riferimento di ognuna, e di puntare sulla sinergia per la partecipazione alle varie fiere di settore. È stato evidenziato come questo non sia l'unico ambito dove la collaborazione potrebbe dare risultati positivi; un altro è stato individuato nell'opportunità di segnalare congiuntamente, nelle sedi istituzionali deputate, le esigenze che le due località sentono come irrinunciabili per mantenere la propria competitività in un mercato turistico sempre più complesso e concorrenziale". "È prevalsa la linea di collaborazione tra tutti gli attori regionali del comparto turistico, pur mantenendo, ognuno, le proprie peculiarità - ha aggiunto il presidente della Società d'area lignanese -. Tangibile è stata la volontà espressa da parte delle rappresentanze politiche presenti verso un impegno in tal senso, in ciò tra l'altro supportate dai rappresentanti delle categorie produttive, i quali si sono fatti carico di informare i propri iscritti e di esortarli ad una più fattiva partecipazione alle scelte ed ai progetti futuri. Ci siamo resi conto - ha riferito infine Vacondio -, di essere solo all'inizio di un percorso da fare assieme il cui prossimo passo sarà l'appuntamento che ci siamo dati per l'inizio di settembre a Grado". "Si avverte la necessità di mettere insieme le proprie forze - ha riferito Graziano Bosello, assessore al turismo di Lignano -, per presentrare progetti concordati inerenti l'offerta balneare del Friuli Venezia Giulia, che consentano alla Regione di avere un referente forte, coordinato, che porti anche a delle economie per la promo-commercializazione internazionale". Erano presenti, tra gli altri, per Grado l'assessore al Turismo del Comune, Maurizio Delbello, il Presidente della Git, Mauro Bigot, il presidente del mandamento di Grado della Confcommercio, Angelini, il presidente del Consorzio Promhotels Claudio Martinis, il capogruppo Turismo dell'Unione Industriali Gorizia Elio Lemmo, il vice presidente e capogruppo albergatori della Confcommercio di Gorizia, Thomas Soyer; per Lignano hanno partecipato l'assessore al Turismo del Comune Graziano Bosello, i presidenti dei consorzi della ricettività Enrico Salvadori, Pierfrancesco Bocus e Luigi Sutto, il presidente del Consorzio dei Marina di Lignano Manuel Rodeano, il presidente del mandamento di Lignano della Confcommercio, Walter Fadini, il presidente del Consorzio commercianti Gaetano Lampitelli e Giorgio Ardito per il Consorzio Spiaggiaviva. Davide Sciacchitano.

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Il questore: "più agenti in strada" - gabriele isman (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 26-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina VI - Palermo Il questore: "Più agenti in strada" Meno burocrazia e lotta ai patrimoni, il piano di Marangoni GABRIELE ISMAN Continuità con il lavoro di chi lo ha preceduto, più poliziotti in strada e una gran voglia di far bene, creando "un sistema della sicurezza che vada oltre piazza Vittoria". Da ieri Alessandro Maragoni - 56 anni, nato a Gorizia - è il nuovo questore di Palermo. "Qui avevo già lavorato nel 1992, dopo la strage di via D'Amelio, alla direzione investigativa Antimafia", racconta lui stesso dalla scrivania fino a ieri occupata da Giuseppe Caruso. Palermo, sedici anni dopo, è un'altra città: "Anche da fuori - spiega - si percepisce che qui da tempo qualcosa sta cambiando con segnali che prima non esistevano. Le ultime vittorie con l'arresto di grandi latitanti hanno irrorato le radici della società civile che vuole sconfiggere i vecchi pregiudizi. C'è un grande anelito della società civile che si sta scrollando di dosso lo stereotipo negativo della mafiosità". E qui parte l'idea forte: "C'è una grande forbice tra la sicurezza reale e quella percepita: ci impegneremo ancora di più, perché il percepito non corrisponde al reale. Sarò supportato da una squadra eccellente, le donne e gli uomini della questura, ma oggi non è più sufficiente fare lavoro di squadra. Bisogna fare sistema, realizzare un sistema di sicurezza, interagendo con le altre forze di polizia, gli enti, le istituzioni, le agenzie, le associazioni". E porta anche un esempio per nulla lontano dalla realtà: "Non possiamo più sottovalutare un furto da 300 euro a un'anziana, quando per un mese quei 300 euro sono la vita economica di una persona. E non possiamo rispondere con i numeri: la gente capisce quando riusciamo a ridare indietro il maltolto. E per questo lavoreremo per una maggiore vivibilità nelle strade e nelle case". Lui, Marangoni, promette da subito più agenti in strada, confidando anche nel trasferimento di aspetti burocratici come passaporti o permessi di lavoro a altri organismi, perché "non dobbiamo mandare fuori dagli uffici chi è addetto ad aspetti burocratici ma dobbiamo mandare fuori la burocrazia dai nostri uffici". Ascoltandolo ieri nel primo incontro con la stampa (prima era stato dal presidente della Provincia, Giovanni Avanti), si capisce che con Caruso ha ragionato e ascoltato a lungo. "Mi ha fatto uno spaccato preciso e puntuale della città. Dovrò gestire, come dice lui, la normalità che però non è normalizzazione. La vittoria e la conquista di un obiettivo non termina con la conquista, ma con la presa di possesso dello stesso obiettivo". La mafia, quindi. Marangoni non cita mai Provenzano o Lo Piccolo, ma guarda oltre: "Metteremo le mani in tasca ai mafiosi", e promette più impegno per aggredire i patrimoni di beni illeciti, "utilizzando - dice - strumenti ulteriori che il governo ci sta per dare. La mafia non è sconfitta: abbiamo vinto delle battaglie, non la guerra. L'obiettivo è annientarla, e vinceremo altre battaglie fino ad annientare la struttura criminale che sia sta riorganizzando. Ma noi siamo pronti, e cercheremo di prevenirli". Nel suo intervento palermitano, Caruso aveva strigliato i politici "con le mani e i piedi legati". Marangoni non si tira indietro. "Il discorso del fare sistema tutti assieme è fatto alla luce del sole. Nel momento in cui vi dovesse essere la latitanza da parte di una squadra che dice di fare e non fa, appare. Giochiamo tutti a carte scoperte". A fine mattinata, Marangoni si siede nel suo nuovo ufficio e dice: "Il mio sogno è quello della gente. Il risultato che mi gratificherà, quando un giorno lascerò Palermo, sarà che la gente potrà dire di essere più serena e tranquilla. Certo, pesa l'arresto di grandi latitanti, ma anche la vivibilità in strada e in casa. E non esistono pesi diversi: sono due facce della stessa medaglia, e ognuna delle due vale cento".

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Assenteismo figlio del centro-sud (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 26-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

BRUNETTA/ 2 Assenteismo figlio del Centro-Sud Hic sunt leones! Ma sarà poi così? Il tormentone dell'estate si chiama Brunetta il castigatore. Il ministro, in effetti, può molto, a patto che invece che al protagonismo punti sull'onestà contabile e consideri il fenomeno per esteso. Il suo passato di socialista convinto gli sarà d'aiuto poiché sa bene come si sia instaurato il potere dello spreco ed è in grado di smontarlo. In virtù del sapere è in grado di trovare metodo riparatorio reale senza ciurlare nel manico. Se la macchina pubblica non va e spreca vuol dire che è mal gestita. Quindi va rivista la classe dirigente o, più semplicemente, serve dare a essa gli strumenti per intervenire anziché renderla compresa nello strapotere sindacale. Ma non basta. L'intervento generico per contenere i costi, invece che turare una falla, porta alla rottura degli argini. Ne è esempio la sanità, sospetta di qualcosa come 100 miliardi annui di sprechi e ruberie, come da recenti arresti eccellenti. Quale rimedio? Non pene esemplari e pubblico ludibrio per i gaglioffi, ma tagli dei già penosi servizi. L'assenteismo è figlio del Centro-Sud in un contesto di non lavoro. Al Nord, invece, non ci si può lamentare delle presenze, ma di un lavoro frutto di lungaggini. La somma si chiama lavoro per gran parte inutile che stride con il concetto di presenza. Rileggendo in proposito un dossier di 20 anni fa firmato da Raffaele Costa, che dava per finita l'era del lassismo di Stato, non c'è nulla di nuovo. La ricetta non è assumere nuovi medici per far fronte alle visite fiscali. Il problema si chiama continuo aumento della spesa pubblica proprio di una burocrazia parossistica cui viene affiancato per beffa pure il lavoro interinale. In America 4 milioni di addetti per 300 milioni. In Germania un milione per 70 milioni. Per esempio. Noi in Europa siamo primi con 3 milioni 500 mila per 60 milioni e buoni ultimi per servizi e costi. Negli ultimi 10 anni, con 6 a guida centro-destra, contiamo 100 mila nuove assunzioni da sommarsi ai citati supporti esterni. Per risultato tutto è più caro con tempi allungati e sfido chiunque a dimostrare il contrario. Brunetta, invece di alimentare una campagna che alla fine vedrà martoriati i soliti non protetti, dovrebbe attuale un piano di ridimensionamento dell'idra statale senza tuonare a purghe di regime. Serve raziocinio contabile-umano. Il resto è retorica a buon mercato. Dante Bernardis Cividale.

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Il boom dell'Angola ora richiama gli europei (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 26-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: MONDO E MERCATI data: 2008-08-26 - pag: 31 autore: Il boom dell'Angola ora richiama gli europei Forniture hi-tech e grandi lavori: parte la rincorsa sui cinesi Alfredo Sessa LUANDA I cinesi, come al solito, avevano visto giusto, e soprattutto avevano guardato lontano. Un po' di anni fa, quando il petrolio era ancora abbondantemente sotto quota 100 dollari, sono entrati in stretti rapporti di affari con l'Angola. Fino ad aprire una linea di credito da 10 miliardi di dollari, garantita dal petrolio.E adesso che l'Angola è diventato il primo produttore di greggio in Africa con due milioni di barili al giorno ha riserve monetarie per 15 miliardi di dollari e una crescita economica a tre cifre, si ritrovano tra le mani un tesoro inestimabile. I cinesi partecipano infatti con le loro imprese alla ricostruzione del Paese, dopo la guerra civile finita nel 2002, e al suo inserimento nell'economia internazionale. Un segnale importante è stato il fatto che Luanda abbia estinto in tre mesi il debito internazionale nei confronti del Club di Parigi per 2 miliardi e trecento milioni di dollari, dopo 15 anni di default. Tuttavia, molti Paesi occidentali, e tra questi in prima linea l'Italia, non hanno compreso la portata delle opportunità che si aprivano in Angola in termini di grandi lavori e di forniture di beni e tecnologie. Sarà la Germania, per esempio, a soddisfare la richiesta di Luanda, che vuole dotarsi di un impianto di assemblaggio di veicoli pesanti e movimento terra. L'Angola ha recentemente concluso un accordo con Volkswagen per una catena di montaggio che dovrebbe creare 10mila posti di lavoro. A tenere banco nei prossimi giorni in Angola sarà tuttavia la politica, non l'economia. Il 5 e 6 settembre infatti gli angolani andranno alle urne per le prime elezioni parlamentari indette sei anni dopo la fine della guerra civile. Favorito il partito di Governo, il Movimento popolare di liberazione dell'Angola (Mpla).Il presidente José Eduardo dos Santos, in carica tra alterne vicende dal 1979 e pronto a ripresentarsi alle presidenziali del 2009, è chiamato a portare il Paese incontro alla modernità, a correggere quello che si presenta come un enorme boom senza benessere (il 70% della popolazione vive in una situazione di povertà) e a sconfiggere, con l'aiuto degli investitori esteri, la maledizione delle materie prime: la pericolosa tendenza alla deindustrializzazione sperimentata dai Paesi che galleggiano sulle rendite petrolifere. Le elezioni saranno il banco di prova della credibilità della classe dirigente angolana e un'importante vetrina internazionale per il Paese. Il sistema di potere che circonda i vertici politico-militari rimane forte, la corruzione è diffusa e la burocrazia un ostacolo quasi insormontabile. Ma nonostante questo, il Paese ha una grande vivacità economica, che Portogallo (ex potenza coloniale), Germania, Francia, Spagna, Regno Unito stanno cercando con successo di intercettare grazie all'offerta di linee di credito, iniziative culturali, voli diretti. Il Portogallo, in vista della Coppa d'Africa del 2010 che sarà ospitata proprio dall'Angola, ha fatto investimenti per 300 milioni di dollari nella costruzione di hotel. L'accordo firmato a metà agosto tra Eni e Sonangol, la società petrolifera angolana, può rappresentare una svolta per gli interessi italiani e fare da traino a una serie di accordi specifici per lo sfruttamento onshore di petrolio e gas, per la realizzazione di una centrale elettrica a gas, per il biodiesel e per la formazione professionale. Un'auspicabile iniziativa coordinata del Sistema Italia fra Governo, Confindustria, Ice, Sace, come già avvenuto su altri mercati emergenti, potrebbe inoltre rafforzare la posizione di alcune piccole e medie imprese italiane già presenti in Angola, e agevolare l'arrivo di altre. I cinesi, intanto, non si fermano mai. Adesso vogliono produrre riso in Angola, e aiutare il Paese africano a ritrovare i suoi fasti agricoli. L'epoca in cui, prima dell'indipendenza dal Portogallo nel 1975, l'Angola era un grande esportatore di caffè, banane, canna da zucchero e sisal: prima che 27 anni di guerra civile spingessero gli agricoltori dalle campagne alle città. alfredo.sessa@ilsole24ore.com.

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Per l'Italia ritardi e occasioni sfumate (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 26-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: MONDO E MERCATI data: 2008-08-26 - pag: 31 autore: Per l'Italia ritardi e occasioni sfumate LUANDA Luanda è un cantiere edile a cielo aperto. Dovunque si posi lo sguardo, si vedono svettare gru che graffiano il cielo e tirano su palazzi di 20 piani. è anche l'ora dei grandi lavori infrastrutturali: strade, ferrovie, ponti, aeroporti, fognature, centrali elettriche, impianti sportivi. Ma in questo ribollire di opportunità, le imprese italiane sono clamorosamente assenti. Aldo Baroli, direttore generale di Coinda (15 milioni di dollari il fatturato annuo consolidato, 200 i dipendenti), azienda che lavora nella produzione e distribuzione di materiali per edilizia, descrive una situazione poco esaltante per il made in Italy: "Qui in Angola – dice l'imprenditore – il sistema Italia deve ancora arrivare. Questo è un Paese che sta vivendo un momento d'oro, ma è un'occasione persa. Ne hanno approfittato pochissime imprese italiane ". In passato l'Italia ha avuto rapporti stretti, ma poco conosciuti, con l'Angola:la Cooperazione italiana ha dato molti aiuti negli anni bui, e l'Italia fu il primo Paese europeo a riconoscere l'Angola. "Per questo – prosegue Baroli – abbiamo qui una reputazione straordinaria, eppure non ne approfittiamo. Se il grande boom economico angolano, incominciato da sei anni, fosse stato recepito prima in Italia, le cose sarebbero differenti. Adesso gli spazi sono stati occupati da brasiliani, cinesi, portoghesi". Negli anni sono cadute nel vuoto le segnalazioni sul boom angolano che dall'ambasciata italiana arrivavano puntualmente sui tavoli dei Governi che si sono succeduti a Roma. Adesso, però, l'accordo con l'Eni potrebbe rivelarsi trainante per aprire la strada ad altre imprese italiane. La francese Elf, per esempio, ha portato in Angola 50-60 subfornitori. Potremmo inoltre inserirci nel settore agro-industriale e in quello tecnologico. Sono una ventina, tra imprese italiane al 100% e società miste, le presenze tricolori nel Paese. Molti prodotti made in Italy non risultano nell'interscambio diretto perché arrivano via Portogallo. Le difficoltà sono rappresentate soprattutto da una burocrazia spaventosa e dalla difficoltà di trovare manodopera. "Al di fuori del settore petrolifero – dice Gianpaolo Bruno, direttore dell'ufficio di Johannesburg dell'Istituto italiano per il Commercio estero, competente anche per l'Angola – l'espansione è guidata dal boom delle costruzioni, residenziali e non, e dai lavori pubblici. L'Angola nel 2010 ospiterà la Coppa d'Africa di calcio, che precederà i Mondiali del Sudafrica. Ma ci sono opportunità anche nelle telecomunicazioni e nella produzione e trasmissione di energia. Nell'agroindustria hanno un estremo bisogno di creare imprese manifatturiere: latte, succhi di frutta, catena del freddo". Molti anche i rischi: "Anche se si punta a una semplice strategia commerciale – suggerisce Bruno – è importante avere una presenza diretta nel Paese". Alf. S. VENTI OPERATORI DIRETTI Gli imprenditori: "Male utilizzato il patrimonio di credibilità costruito nel passato con gli aiuti" Nel 2010 la Coppa d'Africa.

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In Olanda col camper arancione (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 26-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Tempo Libero - data: 2008-08-26 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Video tour Federica e Cristina documentariste romane nel paese dei mulini In Olanda col camper arancione C'è chi il successo se lo gode in riposanti vacanze al mare e chi, invece, fermo proprio non ci sa stare. é il caso di Federica Tuzi e Cristina Vuolo, due ragazze romane, registe e documentariste, che quest'inverno avevano visto con soddisfazione il loro reality sul Camino di Santiago di Compostela andare in onda su Cult (Sky): ben 5 puntate. Anzichè sdraiarsi al sole, sono partite per la germania, dove hanno acquistato un camper arancione nel più grande mercato dei caravan usati, e poi per l'Olanda. Su quel vecchio Volkswagen dell'84, Federica e Cristina si sono rimesse in viaggio: "Lo abbiamo acquistato in Germania perchè lì costano meno - raccontano dal loro palmare wifi durante il viaggio di rientro - anche se tra burocrazie internazionali, attese e fregature dei venditori ci si rimette un bel po' in salute". Hanno scelto il camper "perchè è perfetto per arrivare dove vuoi e poi cambiare idea, tornare indietro, cercare nuove avventure, insomma un po' come succede nella vita di tutti i giorni, solo che qui gli spostamenti emotivi si misurano in chilometri". La loro esperienza sarà la base per un nuovo lavoro: "Vorremmo - spiega Cristina - non tanto cercare storie incredibili, bensì raccontare questa strada piena di incontri, di sorprese e delusioni, pezzi di camper da riparare insieme ai nostri umori, in continua trasformazione ". Perchè in fondo è questo quel che capita a tante persone "on the road, sulla strada della vita". Il documentari-reality "Santiago, anche le lesbiche sono pellegrine" sarà riproposto il 12 e 13 settembre sugli schermi del Gay Village, al Parco del Ninfeo, all' Eur. Prodotto da Wilder per Fox Channels Italy, racconta il viaggio di queste due amiche, ex fidanzate, buddiste, lungo il camino della fede più frequentato dai cristiani (e non solo): un' avventura ricca di spunti di riflessione, un film senza pregiudizi né preclusioni. (L. Za.) Pezzi di ricambio Federica Tuzi e Cristina Vuolo, romane, durante una pausa del viaggio in Olanda, in cerca di pezzi di ricambio per il camper.

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Il Sud che rinasce senza soldi pubblici (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 26-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE MERCATI data: 2008-08-26 - pag: 26 autore: Il Sud che rinasce senza soldi pubblici Dopo la "febbre cinese" il tessile di Andria e Barletta riparte sviluppando marchi propri Paolo Bricco ANDRIA E BARLETTA. Dal nostro inviato P rima scena:"Anche noi vogliamo il buono ". E, dopo essersi messi con pazienza in coda fin dalle prime ore del mattino, centinaia di cittadini di Andria e Barletta incassano "le settanta euro" per comperarsi la bicicletta.In un lunedì di metà luglio,c'erano pure i vigili a regolare il traffico del contributo "a gratis". Seconda scena: "Soldi pubblici? Io non li ho mai presi. Quello alla fine diventa un lavoro.Non c'ho tempo.Devo pensare alla mia azienda". A dirlo è Riccardo Fusiello, titolare della Angel & Devil che quest'anno, incluso l'anticipo sul 2008, ha corrisposto allo Stato tasse per 9 milioni di euro. Il film è diverso, il set è il medesimo. La Puglia industriale, dove il tessile è stato sfibrato dalla concorrenza asiatica sui prezzi e sul costo del lavoro. E dove alcune imprese si sono ristrutturate saltando la classica intermediazione pubblica. Sudando per l'impegno sotto questo cielo terso, senza mettersi in fila con la mano aperta per la bici come per il macchinario o il corso di formazione. Non un fenomeno di massa, ma comunque un segnale debole da cogliere in una Puglia che, secondo l'ultimo rapporto dello Svimez, ha sviluppato nel 2007 una crescita del Pil del 2%, contro l'1,5% dell'Italia e lo 0,7% del Sud.Qualcosa di significativo,per l'effetto di contrasto che produce con un settore, il tessile, che in questa parte della Puglia, secondo le ultime elaborazioni della Fondazione Edison, ha 1.283 unità locali contro le 1.497 del 2001 e 5.139 occupati a fronte dei 6.561 di sette anni fa. Un comparto che, dall'intera provincia di Bari, ha realizzato nel 2007 un export di 142 milioni di euro, in flessione rispetto ai 160 milioni del 2000. "La burocrazia è lenta –continua Fusiello, 42 anni –e alla fine diventa tutta una cosa malata ". Nel 2004 Angel & Devil ha fatturato 3,2 milioni di euro, nel 2005 7,2 milioni, nel 2006 35 milioni e l'anno scorso 45 milioni.Con il padre Pasquale, oggi settantenne,l'azienda di famiglia operava come terzista nella maglieria e nelle t-shirt. Come molti, qui: e se, fra gli anni 70 e 80, anche grazie al nero e al mancato versamento dei contributi, i pugliesi erano chiamati i cinesi d'Italia, alla fine degli anni 90 i mercati globali sono stati scompaginati dai cinesi veri. La svolta si è verificata nel 2003, quando i Fusiello hanno creato il marchio per i giovani Angel & Devil e hanno iniziato a investire in pubblicità il 5% del fatturato, esternalizzando la produzione e puntando sull'ufficio stile, con 10 dei 50 dipendenti complessivi impegnati come stilisti, grafici e modellisti. E, se in alcuni angoli di Mediobanca a Milano campeggiano le parole di Enrico Cuccia "Chi è assente ha sempre torto", negli uffici di Andria si trovano quelle in dialetto "C'nan falluim cuss'an, nan falluim cchiuj", ripetute come un rito propiziatorio da Riccardo: "Se non falliamo quest'anno, non falliamo più". Soldi regionali, fondi nazionali, risorse comunitarie. Euro distribuiti con i Por (Programmi operativi regionali), i Pit (Programmi integrati territoriali), i Pis (Progetti integrati settoriali), il Fesr (Fondo europeo di sviluppo regionale), il Fse (Fondo sociale europeo), il Feoga (Fondo europeo agricolo di orientamento a garanzia), lo Sfop (lo Strumento finanziario di orientamento alla pesca), i Patti territoriali. In Puglia come in tutto il Sud, segnato da un assistenzialismo pervasivo che rappresenta la razionalizzazione ma non il superamento delle vecchie logiche della Cassa per il Mezzogiorno, il catalogo è ampio. Fra il 2000 e il 2008 si può stimare che le risorse destinate da Bruxelles e da Roma alla Puglia, in quanto regione debole, sono state pari a una decina di miliardi di euro. "Il flusso di denaro –sottolinea Domenico Pantaleo, segretario della Cgil pugliese – è stato imponente. Qualcosa però non ha funzionato. Per esempio nei divani, un settore che soffre una crisi tremenda,ci sono stati rilevanti accordi di programma per l'estensione della produzione in nuovi stabilimenti. Oggi, come indicato da Bruxelles, bisogna puntare sulle condizioni di contesto e non sugli incentivi diretti". Anche perché, in una economia fondata sull'intermediazione del pubblico, possono registrarsi errori da parte del ceto politico e buro-amministrativo: "Ci sono due problemi di fondo – commenta l'economista pugliese Nicola Rossi,esponente dell'anima del Partito democratico più a favore del mercato e della concorrenza – : chi gestisce e distribuisce il denaro pubblico pensa di sapere meglio degli imprenditori dove vanno investite le risorse. E, di solito, sbaglia, perché tende naturalmente a sostenere le soluzioni meno innovative e a minore produttività. Inoltre,ha la naturale propensione a salvare l'occupazione esistente, mentre l'occupazione si deve rimodellare continuamente su assetti industriali efficienti". Spesso, gli incentivi diretti risultano armi spuntate."Perfino la semplice legge 488 –afferma Cosimo Grimaldi, 46 anni – ha rigidità che non mi stanno bene.L'unica volta che abbiamo concorso a questi contributi, nel 2004, abbiamo chiesto per un ammodernamento 800mila euro impegnandoci ad assumere 11 addetti. Siamo arrivati ultimi in classifica e non abbiamo preso niente. Tutte le altre aziende domandavano meno soldi e in cambio assumevano più addetti. Non so proprio come potessero permetterselo. Tempo dopo, fra quelle che avevano ottenuto i contributi in diverse hanno chiuso ". Una comples-sità, nella piena liceità della legge, che in Puglia ha fatto anche il paio con una serie di abusi, perpetrati negli ultimi tre anni soprattutto nella provincia di Lecce da una decina di aziende che, con la legge 488, hanno commesso più di una scorrettezza. A Barletta la famiglia Grimaldi è impegnata nella modernizzazione del Maglificio Mariella, l'azienda di famiglia fondata nel 1972 nell'ingrosso di borse, maglierie e confezioni. Dal 1997, a una riduzione dei costi operativi e a un rafforzamento dello stile, del controllo qualità, della logistica e della parte commerciale, hanno unito una politica di brand in grado di superare il classico conto-terzismo. Undici anni fa hanno lanciato il marchio Millenium per l'abbigliamento sportivo. Un argine alla piena della concorrenza cinese che ha comunque fatto scendere, dal 2002 al 2005, il fatturato da 6,1 milioni a 3,1 milioni. Un argine irrobustito dal marchio destinato ai giovani fra i 15 e i 25 anni " Arancia meccanica" ( t-shirt, felpe, jeans e camicie), che ha permesso ai ricavi di salire dai 4 milioni di euro del 2006 ai 6,2 milioni di euro del 2007, a cui adesso si aggiungeranno i capi della linea Marilyn Monroe: ad agosto i Grimaldi hanno firmato un accordo con gli eredi del mito pop del Novecento per sfruttarne in Italia il nome e l'immagine. "Una volta, nel 2001, abbiamo incassato 70mila euro da un credito di imposta. Poi, più niente – dice Ruggero Grimaldi, 36 anni. – Basta che lo Stato tuteli i nostri diritti". In particolare, per una società che ha registrato i suoi marchi, questo vale per quelli di proprietà intellettuale. "Un mese fa – spiega l'imprenditore –la Guardia di Finanza ha sequestrato in Puglia e in Campania prodotti contraffatti: simili ai nostri, ma con il marchio " Arancia metallica". Un poco ci ha fatto inorgoglire, perché se ti imitano vuol dire che hai successo. Un poco ci ha preoccupato ". E, affermandolo, mostra i documenti che attestano come lui abbia comperato via internet, su eBay, da un negoziante di Vicenza una fibbia con un loro marchio, che peròa Barletta non hanno mai prodotto."Adesso– dice – faremo la segnalazione alle Fiamme Gialle". E, così, nella dinamica fra imprenditoria e strutture dello Stato, per il nuovo ceto emergente meridionale che prova a non essere assistito diventa importante l'efficienza dei servizi essenziali. "Certo – dice Rossi –per le classidirigenti è più complicato e noioso lavorare perché la giustizia civile sia rapida, gli acquedotti non abbiano falle, il servizio del gas funzioni. Ed è più facile creare consenso distribuendo soldi ". Su questo punto si sofferma anche Silvio Lattanzio, a quarant'anni responsabile giuridico e amministrativo di Andra Lingerie, l'azienda di famiglia che, dopo avere superato anch'essa una crisi di origine asiatica (gli addetti sono scesi dai 57 del 2000 ai 27 attuali), ha fatturato l'anno scorso 5 milioni di euro. "Ce l'abbiamo fatta –afferma –senza contributi né in conto capitale né in conto servizio. Quello dei soldi pubblici è un ginepraio. E non dimentichiamoci che viviamo in Italia e che, in Italia, viviamo al Sud. Non mi piace pensare che, perché la pratica vada avanti, occorra conoscere il politico o il funzionario. Poi, magari, non è così. Ma il retropensiero, da noi, c'è". Un'ora di pioggia forte. E la provinciale fra Barletta e Andria sembra il Rio delle Amazzoni."Quando piove –dice Silvio Lattanzio – si inonda sempre. I tubi pluviali risalgono a prima della guerra. Le strade sono quelle che sono. A noi basterebbe che non si allagassero più ogni volta che viene giù un po' d'acqua". LAPRESSE.

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Gabriele ha due anni e una vita segnata da un destino crudele. Un gravissimo ritardo psico-motorio n (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 26-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di NICOLETTA GIGLI Gabriele ha due anni e una vita segnata da un destino crudele. Un gravissimo ritardo psico-motorio non gli consentirà di correre e giocare felice insieme agli altri bambini. A Gabriele è stata riconosciuta un'invalidità permanente del cento per cento ma nonostante questo, gli viene negata l'indennità di accompagnamento. Quel sostegno economico statale pagato dall'Inps che viene erogato alle persone che non possono compiere gli atti quotidiani della vita, non deambulanti, che hanno bisogno di assistenza continuativa, il piccolo Gabriele non lo avrà. "C'è un problema tecnico burocratico che non consente di sbloccare la situazione", spiega Pierpaolo Marconi, del Tribunale per i diritti del malato di Terni. Gabriele, figlio di una giovanissima coppia albanese, è nato a Terni. E' italiano ma siccome la mamma, che ha 25 anni e ha dovuto rinunciare al lavoro per assistere il figlio, non ha il permesso di soggiorno, non può riscuotere l'indennità di accompagnamento. Il papà, dipendente di una ditta edile di Terni, non ha ancora raggiunto i cinque anni di contribuzione previsti dalla legge per cui la moglie non può usufruire del ricongiungimento familiare. Anna è una ragazza distrutta. Vive in Italia da dieci anni, lavorava in un supermercato ma dopo la nascita di Gabriele ha perso il lavoro e, di conseguenza, pure il permesso di soggiorno. Il piccolo viene al mondo con un gravissimo ritardo che gli segnerà la vita. Anna lo fa visitare negli ospedali specializzati e Gabriele comincia la riabilitazione. Nel frattempo la mamma avvia la pratica per la legge 104 e per il riconoscimento dell'invalidità. Nel luglio di un anno fa Gabriele viene visitato all'Asl. Purtroppo non ci sono dubbi: per il piccolo l'invalidità è permanente e al cento per cento. Ma l'assegno di accompagnamento, per ragioni tecnico-burocratiche, non gli spetta. Per avere quei 457 euro al mese, Gabriele dovrà aspettare che la mamma ottenga il rinnovo del permesso di soggiorno. Il Tribunale per i diritti del malato vuole tentare tutte le carte per cercare di risolvere la questione. Ha attivato il suo ufficio legale e porterà avanti tutti gli strumenti di tutela previsti dagli organismi nazionali e internazionali. "Questo -spiega Pierpaolo Marconi- perchè siamo convinti che i diritti dei più deboli siano al di sopra della burocrazia. Un bimbo disabile al cento per cento va tutelato a ogni costo. Se sarà necessario -conclude Marconi- ci rivolgeremo al Garante per l'infanzia".

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A volte la burocrazia, o meglio gli intoppi burocratici, riescono ad avere anche risvolti macabri. < (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)" del 26-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

A volte la burocrazia, o meglio gli intoppi burocratici, riescono ad avere anche risvolti macabri. Ed è il caso di questa storia che vede protagonista, suo malgrado, un cane deceduto 50 giorni fa mentre era ospite del canile municipale. Toccante la breve storia di Wisky (questo il nome del cane). Aveva appena pochi giorni quando è stato abbandonato dantro una busta, fuori i cancelli del canile. Trova un padrone, che però lo riconsegna alle volontarie dopo neppure un anno, perché, per motivi di salute non poteva più prendersi cura di lui. Alla fine, si ammala di lehsmaniosi, una malattia provocata dalla puntura di insetti infetti, frequenti nella zona umida del canile. E così, cinquanta giorni fa, muore ad appena due anni. E da allora la sua carcassa è conservata in una cella frigorifera in attesa di tutte le autorizzazioni necessarie per la sepoltura. A raccontare la triste storia di Wisky è il commissario della Lega nazionale del cane, Alessandra Steri che lancia l'ennesimo appello al sindaco Gianni Moscherini e alla buona volontà di tutta la cittadinanza. "Ci sono regolamenti ai quali dobbiamo attenerci per attivare gli uffici competenti per effettuare il servizio di incenerimento. Ma alcune volte la burocrazia fa attendere questi esseri indifesi. Da cinquanta giorni infatti i dirigenti dell'ufficio Ambiente del Pincio ci dicono di aspettare per motivi strettamente burocratici. E intanto Wisky rimane nel congelatore".

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L'Asl anticipa di un anno e mezzo la visita di Giuseppa Ventura (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 26-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il caso La albenganese si era rivolta a La Stampa "Mio figlio ha bisogno di quell'insegnante" Ad Alassio la mamma di un ragazzo affetto da autismo scrive al Provveditore L'Asl anticipa di un anno e mezzo la visita di Giuseppa Ventura ANGELO FRESIA ALBENGA Una telefonata dell'Asl di Savona ha messo la parola fine all'odissea di Giuseppa Ventura. Lunedì 11 agosto, la donna albenganese si era vista fissare una visita diabetologica per il 20 gennaio 2010 dallo sportello del Centro prenotazioni in piazza del Popolo. Nei giorni scorsi, la centralinista dell'Asl ha invece fissato un appuntamento per domani: con un anticipo, dunque, di ben diciassette mesi rispetto alla data originaria. "L'Asl mi ha telefonato, dicendomi di andare alla visita il 21 o il 27 agosto all'ospedale Santa Corona di Pietra Ligure - racconta la donna -. Ho optato per il 27 perché il 21 arrivava mia figlia dall'Irlanda e volevo accoglierla al suo rientro. Ho parlato con la telefonista Emilia, che è stata gentilissima e mi ha trattato bene", puntualizza la sessantenne. "Penso di aver fatto presto a sbrogliare la matassa, perché a conti fatti riuscirò a farmi visitare a sedici giorni dal giorno della richiesta. Tutti i miei conoscenti, dopo aver visto la foto sul giornale, mi hanno fermato per chiedermi come fosse possibile che dovessi aspettare fino al 2010 per una prestazione sanitaria. Io ho risposto loro che il problema si è finalmente risolto. E ho aggiunto che possono andare alla Stampa se dovessero restare vittime dello stesso disservizio che ha colpito me ", conclude la paziente albenganese. La denuncia di Giuseppa Ventura, residente in regione Burrone, aveva provocato la reazione dell'Asl 2, per bocca del direttore amministrativo Graziella Baldinotti: "Il problema è sorto perché la paziente non si è limitata a chiedere una visita diabetologica, ma ha legato la sua richiesta ad uno specialista di fiducia. Questo particolare ha allungato i tempi di attesa". La donna aveva però smentito questa versione dei fatti: "L'impegnativa chiedeva una visita con il dottor Durante, che conosce la mia situazione clinica e mi ha visitato a maggio. Le addette del Cupa avrebbero potuto spiegarmi i problemi di tempo legati a quello specialista e a quel punto avrei scelto un'altra soluzione. A me basta essere visitata da un medico professionale e sono anche disposta ad andare al Santa Corona". E proprio nel nosocomio pietrese terminerà, domani, la vicenda della sessantenne, colpita da attacchi di glicemia alta. Nel frattempo, l'Asl ha annunciato un "progetto di potenziamento" per il settore diabetologico, a partire dal primo settembre. "Probabilmente si è trattato soltanto di un brutto equivoco, che per fortuna ha avuto un lieto fine. Ma se non ci fosse stata La Stampa, non saprei proprio come sarebbe andata a finire. Forse avrei aspettato fino al 2010", conclude Giuseppa Ventura. "Non togliete quell'insegnante di sostegno a mio figlio". L'appello arriva dalla mamma di un quattordicenne alassino, affetto da autismo. La donna ha scritto al provveditorato provinciale agli studi quando ha scoperto l'intenzione di togliere l'incarico alla professoressa con cui il ragazzo è cresciuto negli ultimi due anni nelle scuole medie Ollandini. Secondo la dirigenza scolastica, infatti, la docente sarebbe priva dell'abilitazione necessaria a svolgere quel compito. "Negli anni scolastici 2006/2007 e 2007/2008, mio figlio ha frequentato la scuola con assiduità e costanza, ricercando il contatto con i compagni e migliorando nell'approccio relazionale" ha sottolineato la madre dell'adolescente nella lettera all'ufficio scolastico provinciale. "Rispetto ai livelli di partenza, l'alunno ha cominciato ad instaurare una comunicazione emotiva più equilibrata, anche se permangono ancora evidenti difficoltà che si estrinsecano talvolta in situazioni conflittuali e di oppositività. Il consiglio di classe, in accordo con noi genitori, ha deciso la permanenza di un ulteriore anno scolastico nell'istituto, per favorire il processo di crescita nella relazione e nella comunicazione avviato nel 2006", hanno ricordato il padre e la madre del ragazzo. La famiglia ha sostenuto: "La prosecuzione del rapporto con la professoressa Graziella Chiapale, l'insegnante di sostegno degli ultimi due anni, renderebbe più facile lo sviluppo relazionale. In questo senso, chiediamo agli organi competenti di confermare l'incarico alla docente". I giovani affetti da autismo, sotto una corteccia di diffidenza verso il mondo esterno, nascondono spesso capacità superiori alla norma, come mostrato al pubblico dall'attore Dustin Hoffman nel film "Rain man". Nel mondo reale, a volte, può bastare la professoressa giusta. E un po' meno burocrazia.

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Alè Magno (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 26-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'idea di Alè Magno di istituire una commissione, darla in mano a Giuliano Amato (quello che rinfaccia Craxi e forse anche lo scippo sui conti corrente) e discutere dei problemi de Roma, mi sembra una scemata pazzesca. Ogni stagione ha le commissioni di che si merita. Oggi con la moda dell'anticasta, si deve dunque dare una nobiltà ad una commissione che comunque non servirà a nulla. Voglio dire che senso ha per un amministratore cittadino inventarsi grandi temi di discussione. C'è bisogno di una Commissione per decidere ad esempio che l'acea debba essere privatizzata? assolutamente no. e di fatti, Alè magno non vuole venderla. C'è bisogno di una commissione per decidere di ampliare ed eventualmente liberalizzare le licenze dei tassisti romani? assolutamnete no. E di fatti Alè Magno è l'idoletto della corporazione dei tassisti. C'è bisogno di una commissione per spiegare ad un sindaco che se due suoi ospiti olandesi vengono stuprati e presi a mazzate tra i denti, è il caso almeno nel giorno del fattaccio di tenere la bocca chiusa o almeno aprirla per chiedere scusa a nome di una città anch'essa ferita? Scritto in Varie Non commentato " (No Ratings Yet) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Aug 08 Julius ha visto la luce Il nostro Julius (Tremonti, per chi non lo sapesse) ha visto la luce. Già si capiva per la verità leggendo con attenzione un interessante fondo del convertito (alle ragioni ministeriali) Giannino, di un paio di giorni fa. Un liberale doc, a patto che non si discuta dell'operato di Julius. Ma ritorniamo alla luce. Su Libero leggevamo: "il Papa su questo la pensa come Giulio Tremonti, non come gli alfieri del mercato che sul Corriere della sera e Sole 24 ore da mesi ribattono che quelli contro i derivati sul petrolio e sul grano sono attacchi di irriducibili passatisti, di vecchi arnesi nostalgici del protezionismo. Ora si è capito ancor meglio, che i giudizi del Papa non sono poi coincidenze casuali, con Tremonti" . E poi oggi finalmente sul Corrierone una domanda (anzi una non domanda) infilata lì per caso: "A luglio il papa ha condannato la speculazione." E Julius, poco prima: "Come sempre, nei grandi passaggi della Storia, la visione della Chiesa è fondamentale per la comprensione dell'esistente". La lieta novella della parabola di Julius: "L'azione dei governi ha fermato la speculazione". Sintetizziamo il filo logico del ragionamento: la speculazione è la peste del secolo-tremonti ha convinto di ciò il papa- la Chiesa ha sempre una grande visione e la condivide con Julius-i governi, incalzati da Julius hanno bloccato il contagio malefico. Hip hip hurra. Per fortuna che abbiamo il nostro adorato Cav. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 32 ) " (2 votes, average: 3.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 25Jul 08 Obama e l'Italia Folla a Berlino. E poi a Parigi. E of course Londra. Niente visita in Italia. Il mitico Obama ci riporta con i piedi per terra. Non contiamo nulla, neanche una visitina, un saluto. Certo facendo jogging ieri a Berlino e intercettato da un'abile giornalista di Sky24, ha detto: primo o poi in Italia verrò. Deo gratias. Scritto in Varie Commenti ( 60 ) " (2 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Jul 08 Il casco per i baresi e i mutui per gli americani Fannie e Freddie, nonostante i simpatici nomi, stanno affossando i mercati di tutto il mondo. Non sono banche e non sono neanche società per azioni tradizionali. Sono state create per agevolare il mercato immobiliare americano. In sintesi prestano i soldi alle banche che prestano i soldi ai clienti per accendere un mutuo. In questo modo le banche americane avevano sempre risorse fresche per alimentare il mercato dei prestiti immobiliare. Una volta comprati i mutui di terzi le due nostre li impacchettano in obligazioni che cedono sul mercato. Per questa loro caratteristica sociale (agevolare la proprietà edilizia) sono Gse (Governament sponsor enterprise) e dunque, pur quotate sul mercato, in ultima analisi sono agenzie governative (come d'altronde erano in origine). Questa garanzia statale ha permesso loro di raccogliere danaro a tassi molto vantaggiosi e dunque alimentare la bolla speculativa. Inoltre (toccherebbe ricordarlo a qualcuno) per statuto non finanziano mutui subprime.. E proprio per questo il mercato dei mutui subprime (quelli che hanno scatenato l'attuale crisi) è esploso: le banche tradizionali non riuscivano a fare concorrenza, visti i tassi superbassi, a Fannie e Freddie e dunque hanno cercato (colpevolmente) di andare su un mercato a queste precluso: quello dei debitori subprime, insomma non buoni. Qualche conclusione: 1. Freddie e Fannie, figlie di una concezione roosveltiana, non sono mai state sul mercato. 2. Sono diventate negli anni 70 un ibrido a noi molto ben conosciuto: privatizzano gli utili e socializzano le perdite 3. Il salvataggio di oggi è stato scritto ieri quando furono concepite 4. il fatto che prestassero troppo era noto da tempo (lo disse greenspan in un'audizione davanti al senato) 5. il loro fallimento non è un fallimento del mercato, ma del regolatore. che ha pensato di cavarsela quotandole sul mercato. E che ha alimentato per questa via la bolla immobiliare. 6. salvarle oggi è ragionevole, così come è ragionevole, secondo il sindaco di bari, regalare, a spese dei contribuenti, un casco ai motociclisti pizzicati senza. Scritto in pol economica Commenti ( 23 ) " (2 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 07Jul 08 Cosa ne pensano i lib-lib di Julius In questo blog abbiamo più volte "sfottuto" il nostro Julius per la sua ansia Pop. L'inutile e dannosa Robin tax, la populistica esclusione dei ricchi (solo 70mila? solo due dei quali in piazza di Spagna a Roma?) dai benefici Ici sulla prima casa, la card per gli anziani, la lotta contro la speculazione. E via dicendo. Anzi, già che ci siamo, gli insopportabili slogan contro il "mercatismo". Senza considerare la mancata liberalizzazione per eccellenza: e cioè la riduzione delle imposte sui redditi o per lo meno una prospettiva di riduzione. Che il Dpef non ci da. Insomma quello che pensiamo sul Julius pop per i nostri commensali (che spesso hanno anche criticato il cuoco) è pietanza nota, anche se non a tutti gradita. Ieri è arrivata in cucina una mail di David Baccini, intitolata "Tremonti il socialista ci porterà al disastro". Vi inoltro le prime righe: "sono sconcertato per il comportamento schizoide del Ministro Tremonti, nel quale non ho mai riposto alcuna fiducia e che affonderà il Governo, ma sopratutto per il "sentiment filogovernista-filotremontiano antimercato" di Giannino: scioccante davvero. Altrettanto sconcerto va verso l'IBL, che di fronte ad accuse tremontiane al mercato, a chi (praticamente l'intero popolo europeo) non si riconosce nel nuovo meta-stato soviet-europeo, alla speculazione, al profitto, a chi si dice liberista, a chi esige basse tasse, a chi disconosce l'efficacia della redistribuzione (Robin Tax ed altre puttanate) .. l'IBL tace, in conformità Gianniniana". Be' in effetti si può condividere con Baccini un certo stato di solitudine da queste parti. Difficile trovare conforto a sinistra (lo devo spiegare ancora una volta?), ma anche nei punti di riferimento dei liberali classici, sembra che ci sia un po' una corsa a non disturbare il manovratore. La paura di Prodi e accoliti non ci può rinchiudere in un angolo. Non ci deve spingere verso un'accettazione muta dei provvedimenti governativi. Insomma se Julius ha deciso di fare una corsa di popolarità con l'adorato Cav, son cavoli suoi. Non di Noi italiani che abbiamo votato un governo immaginato liberale. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 53 ) " (3 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 03Jul 08 Bce senza pop La Bce ha deciso di alzare al 4,25 per cento i tassi di interesse in Europa, con un ritocco all'insù di un quarto di punto. I governi di mezza Europa (Francia e persino Germania) le avevano chiesto di non farlo. D'altronde l'economia non gira e l'inflazione (arrivata al 4 per cento massimo da 16 anni) è più dovuta al rincaro delle materie prime che ad una forte domanda di consumo. Chi ha ragione? La Bce non risponde a nessuno. I governi Ue, invece, ai propri elettori. In questa vicenda il differente grado di responsabilità (accountability) ha un peso. La politica sembra più attenta al momento, al breve termine. Palese il caso italiano: subito una dilazione sulla rata dei mutui (accordo Tremonti-Abi) ma tra 20 anni si paga il conto. Subito la card sociale per i pensionati più poveri, ma non si riducono permanentemente le imposte dirette. Subito la tassa sugli odiati banchieri-petrolieri, ma domani si rifaranno con aumenti sui consumatori. Il respiro immediato è ciò che conta, nel lungo periodo (come diceva qualcuno che al cuoco non piace tanto) saremo tutti morti. I banchieri centrali "irresponsabili" per costituzione si possono permettere l'impopolarità. Sanno che non possono alimentare aspettative inflattive. La rincorsa prezzi-salari-prezzi è micidiale come dimostrano gli anni 70. E ci sono i primi segni. La furia sindacale In Italia contro l'inflazione programmata fissata ll'1,7 per cento nel Dpef (e qui bene ha fatto Julius), il costo del lavoro in Spagna salito al 5,7 per cento; l'aumento salariale dei pubblici dipendenti tedeschi fissato quest'anno al 5 per cento. I Banchieri centrali saranno spietati, ma sanno che un un po' di veleno nel corpaccione europeo oggi, è meglio di un infarto certo domani. Non accondiscendono alla nuova ventata pop della politica europea. Scritto in pol economica Commenti ( 17 ) " (3 votes, average: 4.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 03Jul 08 Rosicchiare la Mela Tra pochi giorni arriva in Italia un oggetto di culto. Sì qualche volta anche in questa zuppa si assaporano pietanze leggere. Si tratta del nuovo telefonino 3g della Apple. Come sapete il cuoco ha una certa passione per la Mela. Oggi il sole 24ore ha anticipato i possibili piani tariffari che Vodafone e Tim applicheranno al mitico gadget. Lo diciamo subito: troppo cari. Il nuovo telefono è pensato per stare spesso collegato, anche in remoto, su internet. Insomma brucia bytes su bytes. Gli operatori invece fanno finta di nulla e nelle loro ipotesi di abbonamento prevedono tariffe flat fino a 1gb (Tim) e 600 Mb (Vodafone). Un po' tirchietti. C'è da scommettere che i mela maniaci che vorranno aver subito l'oggetto del desiderio pagheranno un biglietto di ingresso piuttosto caro: e a riscuoterlo non sarà la Apple, ma i due gestori di telefonia. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (1 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 22Jun 08 Appunti in manovra La manovra presentata dal governo vale quasi 35 miliardi di euro, per il prossimo triennio. Anche se alcuni effetti (per un paio di miliarducci) si faranno sentire da quest'anno. In sintesi si riduce la spesa pubblica corrente del 2 per cento nel triennio: si sforbiciano risorse per gli enti locali (-9.2 miliardi), la pa, la sanità (-5 miliardi), la scuola (-8 miliardi e meno 100mila prof) e altro ancora. La pressione fiscale sale, alla fine del triennio, al 42,9 per cento del Pil (più 0.1 rispetto all'eredità prodiana). Questa manovra ci permetterà nel 2011 di avere un rapporto tra debito e pil inferiore al 100 per cento. La manovra è fatta per la gran parte dalla riduzione di spesa pubblica e questo è un bene. Nel 2011 la spesa pubblica dovrebbe fermarsi (si fa per dire posto che in termini assoluti aumenta) a 753 miliardi di euro (compresi 86 miliardi di interessi sul debito), il 38.3 per cento del nostro Pil. C'è un aumento delle imposte per il primo anno quantificabile in 4 miliardi: si fanno piangere quelli che Julius ha indentificato come i "ricchi": petrolieri, elettricisti, banchieri, manageroni e cooperatori. In altre parti della zuppa abbiamo già detto cosa pensiamo della Robin tax e recentemente in maniera caustica ma chiara lo ha scritto anche il perfido Boeri su Republik. Obiettivamente il peso delle maggiori entrate sul complesso della manovra è risibile e dunque con una alca selzer possiamo digerirlo. Resta la parta migliore della manovra: Citiamo, gustandoli assai, alcuni ingredienti in modo disordinato: abolizione dell'obbligo della tracciabilità dei compensi, morte dell'elenco fornitori, semplificazioni sulla privacy e sulla tenuta dei libri per le imprese. E ancora divieto di cumulo tra pensione e lavoro, impresa in un giorno, rateizzazioni ruoli, liberalizzazione dei servizi pubblici locali, ripristino della superBiag e stop della limitazione dell'uso dei contati a 5000 euo. Uffff. Niente male. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 14 ) " (3 votes, average: 2 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 13Jun 08 Fuoco amico Cari commensali, le nostre ultime discussioni sono nate da alcune provocazioni che ho voluto fare su alcune misure pop annunciate dal governo Berlsuconi. Ho parlato, e male, della Robin tax e dei tetti agli stipendi, e financo delle esclusioni Ici. Non ho parlato della giusta richiesta del nucleare, delle ottime misure su premi e straordinari e sulle ipotesi di riforma della pa. Insomma sono stato fazioso, più che fazioso. Devo una spiegazione. Quando un governo ha davanti a sè cinque anni di legislatura e ne ha avuti altrettanti dietro alle spalle, ha una grande carta per provare a riformare il nostro benedetto Stato. Mi sarei immaginato una partenza sprint. Avrei voluto la medesima decisione mostrata su Napoli, anche sull'economia. Insomma avrei voluto un esecutivo meno pop e più impop. Chiessenefrega delle critiche popolari, quanto si ha un tratto preciso e univoco. Assecondare gli umori o frenarsi per non essere criticati da sinistra non vuol dire essere democratici. Probabilmente questo è il miglior governo che potessimo votare. Ma le difese d'ufficio sono una spezia che non piace al cuoco di questa zuppa. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 16 ) " (2 votes, average: 3 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05Jun 08 Robin pop L'idea di tassare i petrolieri per i loro extraprofitti (ma chi quantifica e come l'extra? ed è l'unico settore ad avere extra? e nel futuro tutti gli extra saranno da bastonare?) ha l'aria di essere l'idea più pop degli ultimi giorni. 1. Lo Stato, attraverso l'iva, ha già portato a casa tasse extra dai profitti extra del barile extra. Si calcola che in un anno esso ammonti già a 500 milioni. Insomma se proprio crede lo stato potrebbe rinunciare a parte dell'Iva applicata sulla benzina che in Italia è al 20 per cento e in altri paesi europei è al 16 per cento. 2. I profitti maggiori sono realizzati da chi buca e spilla petrolio. Su 1,6 milioni di barili consumati al giorno in Italia, meno di 100mila sono di produzione domestica. Dunque toccare le royalties sui buchi rende poco niente. 3. Il petroliere di gran lunga più ricco d'Italia si chiama l'Eni per un terzo proprietà dello stato. Fattura quasi 90 miliardi di euro con utile vicino ai 10 miliardi (pari al fatturato totale di Erg, secondo petroliere in Italia) ed ha un margine operativo di 20 miliardi. Tassare i petrolieri in Italia, vuol dire per lo Stato tassare se stesso: una partita di giro. 4. Annunciare un'imposta che può facilmente essere traslata sul consumatore ha effetti perversi. Basti pensare che il rincaro di 1 centesimo del costo finale al consumatore della benzina vale per le compagnie petrolifere 500 milioni di euro. Sono solo alcune notazioni, peraltro imprecise poichè ancora non è preciso l'imponibile della nuova tassa. Ad esempio se veniesse colpita la raffinazione, il discorso sarebbe parzialmente diverso. Resta l'idea molto pop che la manina dello Stato asi occupi degli affari privati. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 30 ) " (4 votes, average: 2.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Nato a Roma, vivo a Milano. Lavoro da qualche anno al Giornale e scrivo di economia e finanza. Tutti gli articoli di Nicola Porro su ilGiornale.it contatti Categorie Berlusconi IV (8) burocrazia (1) citazioni (2) finanza (10) pol economica (21) Varie (35) Ultime discussioni alex: Cito alcuni tratti di Roberto Marraccini da Padaniaoffice Via Bellerio 41 Milano. 9 Giugno 2008 Da quando è... antonio: LACRIME E SANGUE.con queste due semplici parole ma altrettanto truculente i vari governi che si sono... Giulio di Siena: Prendo spunto da quanto ha scritto David Baccini per ritornare al tema. Le ultime mosse di Julius... Nicola Porro: Prendo spunto dal post di Massimo. Da queste parti c'è ovviamente massima libertà sui... alex: "I privati che partecipano all'operazione ci sono, le banche anche, dobbiamo trovare una compagnia... 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Il pd: la provincia non funziona (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 27-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Udine Il Pd: la Provincia non funziona Duro attacco del capogruppo Martines: non ha senso chiedere altre competenze Il governo provinciale si impegni a gestire le competenze che ha, senza chiederne di nuove. Perché al momento la Provincia non funziona. Questo in estrema sintesi il Pd-pensiero, illustrato dal capogruppo in consiglio Francesco Martines. Una posizione dichiarata dopo le parole del presidente Pietro Fontanini che tra gli obiettivi del 2008 ha indicato di voler fare pressing sulla Regione affinché elimini gli Ato e ridimensioni gli Aster e le Comunità montane, affinché le competenze di quegli enti, eliminando burocrazia e costi, possano essere svolte dalla Provincia. Ma il presidente ha ricordato altri due traguardi, la riorganizzazione dell'ente all'insegna di minori spese e, nel settore rifiuti, il primato in regione come provincia con la percentuale più alta di raccolta differenziata. "Nelle affermazioni del presidente - spiega Martines - c'è una contraddizione di fondo. Dove la Provincia ha già grandi competenze, come per i rifiuti, Fontanini dice che è la Regione a dover decidere quale progetto di nuova discarica autorizzare. Come dire che non si è in grado di guidare in maniera responsabile un processo in un comparto strategico, mentre si vogliono abolire gli Ato, le Comunità montane, gli Aster per avere nuove competenze". Il primo partito di opposizione in Provincia, quindi, manda a dire al presidente di attivarsi per portare a termine gli impegni di competenza provinciale. "Cito il settore rifiuti perché è il caso più eclatante - prosegue Martines - quello in cui, per esempio, la Provincia avrebbe dovuto portare avanti il progetto del Gestore unico. Finora invece non ha mosso un dito lasciando ai singoli gestori il compito di inventare il sistema migliore di raccolta differenziata, di creare nuove aggregazioni, di proporre nuovi impianti. Il tutto in un clima di scontro aperto. Nel frattempo, però, si chiedono nuove competenze pur sapendo di non essere in grado di svolgerle. E poi, è stata fatta un'analisi della struttura e dei tanti compiti che si gestiscono per capire se si è in grado di portare a termine gli impegni in modo efficiente?". Martines quindi ritiene che "Fontanini si stia esercitando, come tanti altri - afferma il capogruppo del Pd -, al gioco del "distruggere quanto fatto dalla precedente Giunta regionale". Anna Buttazzoni.

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Sos dagli artigiani "il comparto non cresce più" (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 27-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina VI - Palermo Il caso Sos dagli artigiani "Il comparto non cresce più" Stagnazione totale in Sicilia. è il bilancio del Rapporto 2007-2008, che l'Osservatorio regionale dell'artigianato presenterà venerdì prossimo a Catania nella sede della Camera di commercio. L'unico settore in leggera crescita è quello delle costruzioni. Fino al giugno scorso erano iscritte 87.008 piccole e medie imprese, con un saldo attivo di appena 57 (+0,07) tra quelle nuove e quelle estinte. "Un numero - spiega Salvatore Bonura, direttore dell'Osservatorio - che relega la Sicilia al terzultimo posto tra le regioni italiane. Solo Lazio e Calabria fanno peggio". Il rapporto sottolinea che la Sicilia nel 2007 ha contribuito in valori assoluti alla formazione del Pil nazionale con oltre 93 miliardi di euro. Per quanto concerne l'occupazione, l'artigianato dell'Isola partecipa con una quota pari a quasi 200.000 addetti, il 13,35 per cento del totale degli occupati. La stagnazione è riconducibile al trend economico generale ma è aggravata dai ritardi e dalle inadempienze della burocrazia regionale. Nemmeno un mese fa, il presidente della commissione Attività produttive all'Ars, Savino Caputo, denunciava il mancato trasferimento dei fondi destinati ai consorzi fidi per gli artigiani: 26 milioni di euro di crediti accumulati dal 2004.

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La sua piattaforma sequestrata a maggio "ma ora l'estate è finita, siamo disperati" (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 27-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina XV - Palermo La testimonianza La famiglia D'Aquila ha fornito ai vigili urbani i documenti richiesti. Senza esito La sua piattaforma sequestrata a maggio "Ma ora l'estate è finita, siamo disperati" L'accusa alle istituzioni: "Se dipendesse dal Comune qui non accadrebbe nulla" I gestori dei lidi curano da soli anche la pulizia delle strade e della scogliera Quattro mesi fa sigilli all'impianto posti per ragioni di sicurezza dei bagnanti Mentre gli imprenditori di Sferracavallo fanno i conti con il bilancio della stagione 2008, lui aspetta ancora il dissequestro della sua pedana collocata nella zona degli scivoli a valle di via Plauto. Maurizio D'Aquila, che risiede nella borgata marinara, ha avviato dal 2005 un'attività balneare con l'intento di contribuire al rilancio della zona. Quando si preparava a partire per la nuova avventura estiva, lo scorso 26 maggio i vigili urbani hanno messo sotto sequestro la piattaforma per motivi di sicurezza legati alla stabilità dei pannelli fenolici della pedana e alla ringhiera di recinzione. "Ora l'estate è quasi finita - dice D'Aquila, impiegato statale in pensione che ha cercato di investire in questi anni nell'attività imprenditoriale - E adesso sono nei guai. Contavo molto in questa stagione per sostenere la mia famiglia e per fare qualcosa di bello per la borgata. Dopo il sequestro da parte dei vigili urbani ho provveduto nel giro di poco tempo alla messa in sicurezza della pedana, ma ancora sono in attesa di notizie dal pubblico ministero. Sarebbe stato il nostro quinto anno, eravamo un punto importante per il ristoro dei bagnanti. Ho sempre amato questa zona fin da ragazzo, ma adesso sono molto sconfortato per me e per i miei figli". Il sequestro è soltanto un capitolo del calvario di impedimenti e farraginosi iter burocratici che hanno accompagnato le attività della pedana. A dicembre dello scorso anno un incendio distrusse completamente il gazebo adibito a stabilimento balneare per un danno complessivo di 15 mila euro. Poi seguirono atti di vandalismo ai danni della recinzione e del pavimento della piattaforma. E infine la multa di 1.032 euro per l'assenza di bagnini, multa poi revocata. Durante l'estate il solarium forniva il servizio d'affitto lettini e ombrelloni con un punto ristoro, d'inverno invece, ospitava le iniziative di un'associazione sportiva di pesca "al tocco". "Tutte le perizie che ho fornito dimostrano che sono in regola - continua D'Aquila - e ho fornito anche le documentazioni che mi sono state richieste. Chi vuole investire nella borgata non è aiutato neanche dagli stessi residenti. Molte volte sono stato accusato di disturbare la quiete della zona con la mia attività o di deturpare il paesaggio, ma ho sempre lavorato con le carte in regola". I tre figli di D'Aquila che avrebbero dovuto lavorare nello stabilimento per questa stagione si sono inventati qualcos'altro da fare. Fabrizio che gestiva con il padre la piattaforma lavora come bagnino a Mondello, Gianluca ha trovato posto in una panineria della città e Danilo è finito in Sardegna come aiuto cuoco. "Con la mia famiglia - conclude D'Aquila - avrei potuto far decollare questa piattaforma. Ma sembra che siamo lasciati a noi stessi e la lentezza della burocrazia fa la sua parte". c.b.

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Nello stadio nuovo di zecca si fa il tifo dalla camera d'albergo (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 27-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina V - Firenze L'impianto I lavori sono terminati tre mesi fa, un investimento da 40 milioni. Ci sono 21mila posti, tutti a sedere Nello stadio nuovo di zecca si fa il tifo dalla camera d'albergo DAL NOSTRO INVIATO PRAGA - Il grande ovale di mattoni rossi sta proprio in mezzo alle case, lo vedi sbucare appena esci dal centro della città. Si chiama Eden Stadium ed è il quartier generale dello Slavia Praga. Per costruire questo piccolo gioiello di tecnologia e comfort ci sono voluti diciannove mesi e circa quaranta milioni di investimenti. Oggi è considerato l'impianto più all'avanguardia di tutta la Repubblica Ceca. Lo Slavia ha giocato qui per la prima volta nel 1953, inizialmente aveva cinquantamila posti tutti in piedi. Negli anni Settanta il governo decise di costruire un impianto nuovo, ma i tempi della burocrazia e la politica cancellarono quel progetto. Così negli anni Novanta lo Slavia tornò di nuovo all'Eden, ma il vecchio stadio era diventato inadeguato alle esigenze del club e non conforme ai parametri Uefa. Nel 2000, infatti, allo Slavia fu vietato di giocare all'Eden. Da qui la decisione di ammodernare il vecchio impianto, che è stato praticamente distrutto e ricostruito. Il nuovo Eden è stato inaugurato tre mesi fa con un'amichevole contro la Oxford University. L'impianto è dotato di due maxischermi e 14 stanze per rinfreschi, 45 lussuose skyboxes (come quelli che i Della Valle vorrebbero realizzare al Franchi), alcuni ristoranti, negozi, una banca e anche un hotel quattro stelle con 150 camere, alcune delle quali si affacciano direttamente sul campo da gioco. L'Eden ha 21.000 posti tutti a sedere, 40 postazioni vip, parcheggi per circa 1500 auto ed è servito da sei linee di bus e tre di tram. L'architetto Martin Vokaty, che ha realizzato la O2 Arena, il futuristico stadio dell'hockey, ha detto: "L'Eden spingerà in avanti la cultura del calcio nella Repubblica Ceca. Questo è il modo per sbarazzarsi della violenza". All'interno dello stadio, infatti, i settori non hanno divisione, se non una piccola delimitazione. Il manto erboso è perfetto, la visuale è ottima da qualunque punto. Le tribune sono attaccate al terreno di gioco, poco più di un metro separa la porta dai posti a sedere in curva. "E' uno stadio perfetto per giocare a calcio" ha commentato Cesare Prandelli. Per la partita di stasera sono stati venduti solo tredicimila biglietti, però i botteghini rimarranno aperti anche oggi. Difficile che ci sia il tutto esaurito. Nessuna copertura televisiva della partita nella Repubblica Ceca. (g. c.).

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E' stato consegnato alla mamma della piccola Asia un monitor multiparametrico che consente di (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Metropolitana)" del 27-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Chiudi di MOIRA DI MARIO "E' stato consegnato alla mamma della piccola Asia un monitor multiparametrico che consente di monitorare 24 ore su 24 tutte le funzioni vitali della bambina". Lo ha reso noto ieri telefonicamente il direttore generale della Asl Rm H, Luciano Mingiacchi, dopo il caso della bimba di Pomezia affetta da paralisi cordale congenita, che rischiava di morire a soli 7 mesi, schiacciata sotto il peso della burocrazia. La stessa alla quale si era appellata la responsabile della farmacia interna alla Asl di Pomezia, negando ai genitori della bambina una parte della fornitura di sondini, senza i quali però Asia non potrebbe vivere. Dopo l'intervento dei carabinieri e quello di Antonio Maniscalco, l'unico consigliere comunale (An) che fin dall'inizio aveva cercato di aiutare la famiglia anche segnalando il caso alla stampa, quei maledetti legacci ai quali è legata l'altrettanto maledetta burocrazia sono stati sciolti. Immediata è arrivata una fornitura di sondini da parte dell'azienda sanitaria, poi ieri l'annuncio di Mingiacci dell'arrivo del monitor multiparametrico. Tra i lettori de "Il Messaggero" si era scatenata una gara di solidarietà a favore della bimba. Un'associazione temporanea d'impresa di Pomezia (costituita dal Consorzio Formula Ambiente, dalla Manutencoop e dal Cns) si é resa disponibile ad acquistare il saturimetro portatile, l'apparecchio che misura costantemente la saturazione di ossigeno, mentre un cittadino, sempre di Pomezia che però vuole rimanere anonimo, ha fatto recapitare alla famiglia diverse scatole di sondini annunciando inoltre di essere a completa disposizione se in futuro, anche prossimo, Asia dovesse aver bisogno di altre apparecchiature e cure mediche.

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Dal nostro inviato RIMINI - Si è commosso il Meeting e ha app (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il" del 27-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

CLAUDIO SARDO dal nostro inviato RIMINI - Si è commosso il Meeting e ha applaudito a lungo quando ieri hanno parlato Dario, milanese di 42 anni, la metà dei quali passati in carcere per rapine e altri reati, e Wellington, giovane di Santo Domingo, detenuto a Padova per omicidio. La mostra sul lavoro in carcere e sul reinserimento sociale dei detenuti è uno degli eventi di questa edizione. E la pasticceria della cooperativa Giotto, di cui Dario e Wellington sono stati scelti come testimonial, è senza dubbio lo stand più frequentato alla Fiera. Il ministro della Giustizia Angelino Alfano ha scelto di immergersi in questo contesto per annunciare il suo "piano" per le carceri, parallelo al progetto di riforma della giustizia. Anche lui, come i duemila che gremivano l'auditorium, ha applaudito al "cammino di redenzione" dei due detenuti e dei loro compagni. Anche lui ha citato San Tommaso ("Non c'è giustizia senza misericordia e non c'è misericordia senza giustizia"), ha ricordato l'appello di Giovanni Paolo II al Parlamento, ha convenuto sul fatto che "il lavoro in carcere abbatte la recidiva dei reati". Poi ha presentato il suo piano. In cinque punti. Primo: l'adozione del braccialetto elettronico per i condannati non pericolosi socialmente. "Consente di alleggerire le carceri - ha detto il ministro - e in Francia i risultati sono stati positivi". Secondo: il trasferimento nei Paesi di origine dei detenuti stranieri che devono scontare gli ultimi due anni di pena. Una soluzione subordinata alla stipula di accordi bilaterali. Tuttavia, ha sottolineato Alfano, "stiamo parlando di 4200 detenuti il cui trasferimento ci consentirebbe di risparmiare la costruzione di 8 istituti penitenziari". Terzo punto: la creazione di un'Agenzia di collocamento per i detenuti, in modo da far incontrare domanda e offerta di lavoro in carcere. Al Meeting è stato smentito il luogo comune: "L'80% di coloro che scontano la pena in carcere fino all'ultimo giorno torna a delinquere, mentre sono recidivi solo il 20% di quanti usufruiscono delle misure alternative". In una lettera aperta al ministro la Compagnia delle Opere ha aggiunto: per chi avvia un carcere "un lavoro vero secondo le regole del mercato" la recidiva crolla all'1%. Alfano ha concordato: "È questa la via per ottenere maggiore sicurezza". Ancora il piano del ministro. Quarto punto: mai più bimbi nelle carceri. Attualmente sono una cinquantina i bambini sotto i tre anni costretti a vivere in stato di detenzione assieme alle loro madri. "Con i beni confiscati alla mafia - ha annunciato il Guardasigilli - costruiremo case, strutture che non abbiano le sembianze di luoghi di detenzione. Perché non importa di chi siano figli. I bambini non possono stare in carcere". Quinto: norme più agevoli per consentire comunque alla mamme detenute di incontrare i loro figli e "fare le mamme". "Stiamo già studiando qualche modifica al regolamento carcerario: il carcere non può diventare il luogo dove si spegne l'anima". Alfano ha precisato che tutto ciò è distante tanto dal giustizialismo che dal "buonismo". "Offrire un'alternativa a chi è in carcere, dargli la possibilità di un bivio esistenziale, fa crescere la sicurezza del Paese". L'indulto, ha aggiunto, è "fallito proprio per questo". Perché si è offerto "il perdono" senza costruire "il recupero". Alfano non ha rinnegato il consenso allora espresso all'indulto. Ma ha spiegato che il fallimento è ora certificato dai numeri delle recidive e dalle carceri di nuovo piene come prima. Per il ministro, comunque, nessuna pena alternativa può essere offerta a chi si rifiuta di rompere con la criminalità organizzata. Innanzitutto ai mafiosi. Le norme del 41 bis, insomma, non sono in discussione: "Nessun aiuto è possibile per chi dice no allo Stato". Ci teneva Alfano a tenere in equilibrio il suo messaggio. Perché non c'è dubbio che in tempi di insicurezza e di paura, il discorso del Meeting va controcorrente. Parla di anima, di redenzione, di recupero laddove sale l'invocazione del carcere duro e della pena inflessibile. Ma al legame con Cl il ministro tiene moltissimo. Non poteva dimostrarlo in modo più esplicito. Al Meeting non è mai mancato neppure da semplice deputato. L'altra sera, però, da ministro ha partecipato anche alla riunione di "Rete Italia", l'area politica guidata da Formigoni e Lupi dentro Forza Italia e che ora, nella prospettiva del Pdl, sta cercando alleanze, a partire dalla destra sociale di Alemanno, in nome di un partito "radicato e davvero democratico" e della comune battaglia sulla "sussidierietà". Peraltro, sempre da ministro, ha dato una grande mano alla realizzazione dell'evento nel Meeting: a Rimini sono molti i detenuti della cooperativa Giotto in permesso speciale, accompagnati da un nucleo della polizia penitenziaria. Tutto ciò non sarebbe stato possibile senza il sostegno del ministro che ha tagliato i tempi della burocrazia.

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Mutui agevolati per i pannelli solari (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 27-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nord-Est sezione: NORD EST data: 2008-08-27 - pag: 5 autore: Energia. Dagli istituti arrivano incentivi a pubblici e privati Mutui agevolati per i pannelli solari Le banche danno credito all'energia solare. Nel Vicentino, Banca Popolare di Vicenza ha creato "Credito Solare", una linea di finanziamenti chirografari e ipotecari a tassi agevolati che copre fino al 100% del costo di acquisto e di installazione. è prevista la possibilità di un pre-finanziamento in 12 mesi fino al 30% del valore dell'impianto, che viene coperto con massimali differenti per privati e imprese: le famiglie possono arrivare a 30mila euro con mutuo chirografarioe fino a 50mila con l'ipotecario; le aziende possono arrivare a 1 milione di euro in chirografario e a 5 milioni con ipoteca. Veneto Banca sostiene il progetto "Pacchetto energia pulita" con l'intento di incentivare l'efficienza energetica e la riduzione delle emissioni inquinanti ( riconversione caldaie condominiali, miglioramento dell'isolamento termico, rinnovamento del parco auto aziendale). Il paccheto prevede concessioni di credito per la riconversione al solare con tassi variabili e spread agevolato sia a pubblici (scuole, ospedali e Comuni sotto i 5mila abitanti fino a 150mila euro)che privati (fino a 50mila euro di mutuo non ipotecario in 15 anni; per le aziende che vannoincontro a investimenti maggiori sono previsti tassi a 20 anni). Per l'acquisto di biciclette elettriche il tasso di interesse è pari a zero. Arriva al 100% della spesa il "Progetto per l'Energia" promosso da Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e Unione Artigiani e Piccola Industria di Belluno. L'istituto del gruppo Intesa Sanpaolo prevede un sostegno fino a 1 milione di euro a tassi agevolati, con una durata massima di 15 anni, cumulabili con eventuali contributi pubblici. E grazie alla collaborazione con gli artigiani viene attivato uno "Sportello Energia" per assistere le Pmi negli investimenti sul fotovoltaico e per promuovere gli interventi di risparmio energetico. Lanciato già nel 2006, il "Plafond Energia" di Banca del Veneziano non è stato pensato per andare oltre il fotovoltaico, includendo la possibilità di finanziare impianti di riscaldamento a pellets, caldaie a condensazione, impianti a biogas, il geotermico e l'eolico industriale. Le condizioni sono analoghe: prefinanziamento del 30%, copertura fino al 100%, senza limiti di cifra per le imprese ( ma rientro in 15 anni) e finoa 30mila euro per le famiglie (fino a 20 anni senza ipoteca). Dopo un inizio lento (causa burocrazia), ad oggi sono in erogazione 400mila euro. Sempre nel Veneziano, Banca FriulAdria propone "Energia Pura" in convenzione con la Confartigianato Provinciale e il Cofidi Veneziano. Due i filoni di intervento: uno per sostenere gli investimenti effettuati dalle famiglie nel fotovoltaico, nel solare e nella ristrutturazione edilizia per il risparmio energetico; un altro per affiancare le imprese. L'OFFERTA Dalle strutture venete anche prestiti non ipotecari che si aggiungono ai bonus previsti dal ministero dello Sviluppo economico.

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Etica della spesa e solidarietà Nord-Sud (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 27-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-08-27 - pag: 12 autore: INTERVENTO Etica della spesa e solidarietà Nord-Sud di Maurizio Gasparri * N on siamo noi ad affermare ma, bensì, alcuni autorevoli organi d'informazione internazionali che in un contesto globale economico molto deteriorato l'Italia sta reagendo bene, grazie soprattutto alla capacità del nuovo governo di assumere decisioni rapide e chiare che sono state sottratte alle vecchie pratiche bizantine tipiche di una certa ritualità parlamentare. La stagione politica che sta per iniziare, dopo la pausa estiva, incrocia uno scenario internazionale che tutti gli analisti concordano nel definire carico di incertezze, perché segnato soprattutto dalla corsa del prezzo delle materie prime e dalla mancata fine della crisi dei mercati finanziari che molti definiscono di portata epocale. Ma l'Italia ha recuperato una capacità di decisione che non è da poco. Si dia uno sguardo alle prime pagine dei giornali britannici e francesi per verificare come nazioni, che indichiamo spesso come modelli, si dibattono, oggi, in difficoltà maggiori delle nostre. La politica è chiamata a respingere la crisi globale e a condurci verso la crescita. In questo senso, proprio per rafforzare la competitività del nostro sistema Paese e rilanciare lo sviluppo, occorre che la maggioranza parlamentare acceleri sul terreno delle riforme, ove possibile condivise, consapevoli che solo riforme strutturali profonde e incisive possono determinare l'auspicio di un nuovo miracolo economico italiano. I nostri tempi devono essere segnati da una nuova "etica della spesa" che muove dal principio che le tasse non possono essere aumentate e, se possibile, vanno ridotte. Ogni centesimo di euro appartiene ai cittadini e va speso solo se crea sicurezza, sviluppo, infrastrutture, crescita. La discussione sul federalismo fiscale che la maggioranza di centro-destra si appresta a varare, va inserita in questo contesto, nella dimensione di una grande riforma. Secondo uno studio dell'Abi (Associazione bancaria italiana), di pochi mesi fa, in Italia il 68,2 per cento della spesa pubblica è spesa delle Regioni. In altre parole, quando in un linguaggio comune si fa riferimento alla spesa pubblica - e quindi agli sprechi che meritano di essere tagliati - bisogna tener conto che circa il settanta per cento del bilancio pubblico è quello gestito dagli enti territoriali e dalle loro propaggini. Una vasta e fortunata pubblicistica ha raccontato, negli ultimi due anni, i contorni e la sostanza del pianeta sprechi in Italia: burocrazie dilatate a dismisura, consulenze, piramidi rovesciate nelle gerarchie ammini-strative, la marcata tendenza a dispensare finanziamenti pubblici a pioggia, senza alcun ritorno in termini di sviluppo. Alcune inchieste giornalistiche ci hanno condotto all'interno di un autentico cancro nazionale: quello della spesa incontrollata al di fuori di ogni forma di responsabilità. In alcuni casi, l'assegnazione di fondi da parte dello Stato si è rivelato essere un fattore deviante dalla sana responsabilità. Pensiamo ai due miliardi di euro che è costato il Commissariato straordinario per i rifiuti in Campania e ai tragici risultati che ha prodotto. In altra sede sarebbe interessante ricostruire analiticamente le responsabilità storiche delle politiche degli sprechi, tenuto conto che in Italia la maggioranza delle Regioni e degli enti locali sono governati dal centro sinistra. Ora, ci basti verificare che all'attribuzione di larghi poteri di spesa alla periferia non è corrisposto l'assegnazione di precise responsabilità. Chi pratica la po-litica, sa bene, che l'ultimo degli assessori italiani detiene larghi poteri di spesa, in alcuni casi superiori a quelli di ministri (si pensi agli assessori regionali alla sanità) ma spesso non ne risponde come dovrebbe. Dunque, il federalismo fiscale dovrà significare soprattutto una più efficiente gestione delle risorse pubbliche nel senso della fine dell'epoca della "deresponsabilità", in cui si spendeva senza controllo tanto qualcuno ripianava. Chi spende deve assumersene anche la diretta responsabilità politica di fronte alla collettività. Il tema del federalismo fiscale appartiene, evidentemente, al tema più ampio del controllo sociale della spesa pubblica perché porta a una configurazione ottimale della finanza pubblica capace di legare la spesa alla responsabilità. Non solo, restituisce ai cittadini un controllo diretto. Tutto ciò, ovviamente, dovrà tener conto delle disparità economiche e sociali esistenti nel Paese, il federalismo fiscale va costruito in un quadro di solidarietà nazionale e con la gradualità necessaria, affinché anche il Sud ne possa cogliere gli effetti virtuosi. L'Italia è intellettualmente matura a raccogliere questa sfida riformatrice. L'unità nazionale non è solo un dato storico, filosofico, culturale e identitario imprescindibile, è anche un fattore sociale ed economico. Il Nord sarebbe un'entità marginale nella competizione globale senza il Mezzogiorno e viceversa. Stiamo per costruire un federalismo fiscale solidale, capace di spezzare l'irresponsabilità della spesa e conferire alla sovranità dei cittadini un controllo diretto sulle risorse pubbliche. * Presidente dei senatori Pdl GLI OBIETTIVI Serve una più efficiente gestione delle risorse: maggiore responsabilità di chi governa e controllo dei cittadini.

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Asili nido: tanti soldi, pochi posti (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 27-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Focus Vuota - data: 2008-08-27 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE Progetti L'impegno preso in sede europea era di mettere le scuole per bambini da zero a tre anni nelle condizioni di poter offrire ospitalità almeno a un mini-alunno su tre Asili nido: tanti soldi, pochi posti Realtà Oggi soltanto il 12,3 per cento dei piccoli trova accoglienza. E si allungano in tutta Italia le liste di attesa mentre la burocrazia blocca le nuove iniziative 743 milioni di euro stanziati e mai spesi D oveva essere il più grande investimento sui nidi degli ultimi 30 anni. Poco o nulla di fatto: il "Piano nidi" - varato a settembre 2007 - è incagliato nelle secche della burocrazia. Dei 743 milioni stanziati da Stato e Regioni (con l'aiuto della Ue) per aumentare i posti nei nidi finora non è stata spesa nemmeno una lira. Per di più i fondi per i prossimi anni rischiano di finire sotto la scure del Tesoro. E non è finita: se anche per magia i nuovi posti nei nidi da domani fossero pronti e attrezzati, i Comuni rischierebbero di non avere le risorse necessarie ad assumere nuovo personale e accogliere i bambini. La corsa verso l'obiettivo fissato dall'agenda di Lisbona a questo punto sembra destinata all'insuccesso. L'Europa ci chiede di garantire un posto al nido almeno al 33 per cento dei bambini tra 0 e 3 anni. Oggi siamo fermi - secondo le stime del Centro Nazionale di documentazione e analisi per l'infanzia riproposte dall'Istituto degli Innocenti di Firenze - al 12,3 per cento. Per raddoppiare l'offerta nel giro di due anni ci vorrebbe un miracolo. I bambini che frequentano i nidi (pubblici e privati) sono 187 mila. Le percentuali più alte si registrano in Emilia Romagna (29,7 posti ogni 100 piccoli); le più basse in Molise (4,2 ogni 100). Le rette variano sul territorio nazionale. Si va dai 700 euro del nido privato a Milano alla gratuità dei nidi pubblici. Solo per chi ha redditi molto bassi, però: nelle scuole comunali gli esborsi sono proporzionati alla condizione economica delle famiglie. A Milano, per esempio, i nuclei che superano i 27 mila euro Isee (indicatore che tiene conto sia del reddito che del patrimonio familiare) pagano 465 euro al mese. Quindi decisamente di più della scuola materna (50 euro al mese circa). E le rette milanesi non sono tra le più costose. Ma se quello dei costi può essere un problema, ancora prima viene la questione delle liste d'attesa. Perché moltissimi bambini al nido proprio non riescono a entrare. E i nuovi posti? Dei 743 milioni stanziati dal "Piano nidi" 105 sono stati assegnati alle regioni per il 2007. Ma nessuno è ancora riuscito a spendere un euro. Fondi fantasma Nel caso di Campania, Abruzzo e Calabria la responsabilità è tutta delle Regioni che non hanno ancora presentato i piani di spesa. Nel resto d'Italia a porre pali e paletti sono la burocrazia e i vincoli di bilancio. "Dal 2007 gli esborsi per il sociale devono sottostare al cosiddetto patto di stabilità. Insomma, non possiamo aumentare la spesa. E così non si riescono a utilizzare nemmeno i soldi disponibili, come quelli per gli asili. Può sembrare incredibile, ma è proprio così", si arrabbia Stefano Valdegamberi, Udc, assessore regionale in Veneto oltre che responsabile della commissione Politiche sociali della conferenza delle Regioni. Il Veneto ha già deciso come spendere i suoi 9 milioni di euro: 6,5 andranno per allargare le strutture esistenti e 5 per costruirne di nuove. Ma nella migliore delle ipotesi i fondi del 2007 arriveranno nel 2009. "Chiediamo al governo di snellire le procedure - insiste Valdegamberi -. Altrimenti rischiamo di prenderci in giro. Ci vengono promessi soldi che non possiamo spendere". Rischio tagli Dal canto suo il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi (Pdl) si sta già confrontando con le questioni burocratiche. "Abbiamo semplificato le modalità del monitoraggio sull'impiego dei fondi. Le procedure fissate dal precedente governo erano troppo lunghe e farraginose", racconta Giovanardi. Morale? "A settembre avremo un quadro di come le Regioni intendono spendere i fondi del 2007 - fa il punto Giovanardi -. I denari per gli anni successivi (2008 e 2009, ndr) saranno distribuiti solo se lo sfruttamento delle risorse da parte delle Regioni si dimostrerà adeguato". Insomma, l'assegnazione dei 600 milioni di euro restanti non è incondizionata. L'annuncio non piace alle Regioni. "Quelli sono soldi nostri. Delle Regioni, intendo. E adesso il governo vuol farci le pulci? Questa è una grave scorrettezza", contesta Valdegamberi della conferenza delle Regioni. "E poi si parla di federalismo. Non vorrei che dietro a questo avvertimento ci fosse l'intenzione di fare marcia indietro sulle risorse", mette le mani avanti l'assessore. In effetti un minimo "rischio tagli" c'è. La manovra varata dal governo impone una serie di sacrifici al ministero del Tesoro. E visto che i fondi della presidenza del Consiglio arrivano appunto dal Tesoro, eventuali sforbiciate non sono da escludere. Gestione costosa Chi difende a spada tratta il "Piano nidi" è Rosy Bindi, che lo ha varato da ministro della Famiglia: "Parliamo di una delle eredità migliori lasciate dal governo Prodi. Non solo andrebbe evitato qualunque taglio ma i fondi vanno aumentati. E poi va bene vigilare sulla capacità di spesa delle Regioni. Ma il governo dovrebbe abolire i rigurgiti di centralismo". Come la stessa Bindi fa notare, adesso il problema è assicurare ai Comuni le risorse sufficienti per far funzionare i nidi che dovrebbero (il condizionale è d'obbligo) essere costruiti. Tanto per rendere l'idea, un bambino al nido a Milano costa 7.173 euro. Di questa somma in media le famiglie pagano 1.631 euro, il resto è messo dal Comune. Sotto il Vesuvio, invece, un bimbo al nido costa 11.300 euro l'anno di cui 280 messi in media dalle famiglie (i dati sono della fondazione Civicum). "Il punto è che se Milano, che già soddisfa il 19 per cento dei bambini, domani avesse posti per il 33 su cento come vuole l'agenda di Lisbona, allora dovrebbe cercare anche 50 milioni di euro in più da mettere ogni anno a bilancio per la gestione. Nel caso di Napoli addirittura sarebbero necessari oltre 120 milioni di euro in più", esemplifica Giovanni Azzone, docente del Politecnico di Milano. "Veniamo da anni di troppi tagli ai Comuni. Le questioni legate alla finanza locale vanno affrontate e risolte una volta per tutte - si infervora Nadia Masini, sindaco di Forlì e responsabile delle Politiche sociali per l'Anci, l'associazione dei Comuni italiani -. Se a Forlì siamo arrivati a ospitare nei nidi il 42 per cento dei bimbi è solo a prezzo di enormi sforzi. Non si può più andare avanti a colpi di slogan: i servizi per l'infanzia tra 0 e 3 anni devono diventare accessibili a tutte le famiglie. E per questo servono politiche coerenti e costanti". Rita Querzé.

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Ecco tutti gli aerei a rischio che non trovate nella black list (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 27-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

N. 204 del 2008-08-27 pagina 2 Ecco tutti gli aerei a rischio che non trovate nella black list di Nino Materi L'elenco delle compagnie che negli ultimi decenni hanno avuto tragedie con morti. Mai tante vittime come nel 2008 "Devo andare negli States. Quale compagnia mi consigliate per essere sicura di non avere incidenti?". La domanda atterra nel forum del sito AirSafe.com, il più autorevole osservatorio mondiale sui problemi del trasporto aereo internazionale. Ma la risposta alla legittima apprensione della viaggiatrice non è rassicurante: "It's impossible to answer to this question". Il motivo? Si può morire anche su voli non inclusi nella black list. Essere fuori dall'elenco delle "carrette del cielo", non è infatti garanzia di totale affidabilità. I dati dell'AirSafe sono eloquenti: negli ultimi decenni le sciagure (con decine di vittime) non hanno risparmiato neppure i velivoli delle più accreditate compagnie di bandiera. Un trend drammatico che riguarda pure i voli low cost, tanto che le ultime quattro sciagure hanno coinvolto proprio i cosiddetti voli a "basso costo". In Europa a guidare la classifica degli "eventi mortali" è Turkish Airlines con 9 incidenti dal 1970 (2 negli ultimi vent'anni); seguono Air France con 4, Swissair con 5, Iberia con 4; Alitalia, Klm e Olympic Airways con 3; Sas con 2. Tutte compagnie che appartengono, idealmente, a una virtuosa white list che però - dati alla mano - tanto white e virtuosa non è. Ciò dipende soprattutto dal caos normativo che caratterizza il traffico aereo internazionale. Basti pensare che una compagnia considerata "a rischio" in Italia, può essere considerata "affidabile" in Svizzera o in Austria. Insomma, nel raggio di poche miglia i parametri di sicurezza cambiano completamente, e con essi i risultati dei test di verifica. Al momento non esiste un ente super partes in grado di assegnare un "bollino di garanzia" che tranquillizzi il viaggiatore al momento della scelta di un volo. Una prova dell'impasse in cui versa il traffico aereo in Europa? Le autorità dell'aviazione civile degli Stati membri della Comunità europea sono abilitate a ispezionare soltanto i vettori di compagnie che volano da e verso aeroporti comunitari. "Dato il carattere aleatorio di tali controlli, effettuati a campione - denuncia la Commissione Ue dei Trasporti -, non è possibile esaminare tutti gli aeromobili che atterrano in ogni aeroporto comunitario. Che una compagnia aerea non figuri nell'elenco comunitario non significa quindi automaticamente che essa soddisfi i criteri di sicurezza vigenti". In Italia l'Enac (Ente nazionale per l'aviazione civile) certifica la qualità degli aerei e il rispetto, da parte delle compagnie, del complesso di regole tecniche annesse alla Convenzione di Chicago. Si tratta di un accordo che diede vita all'Organizzazione internazionale dell'aviazione civile (Icao), cui aderiscono quasi tutti gli Stati del mondo. Attenzione: "quasi" tutti gli Stati del mondo. Ciò significa che, ancora oggi, esistono nazioni nei cui scali vengono eseguite ispezioni inadeguate; idem per i programmi di manutenzione. Risultato: il certificato di navigabilità, "attestante l'efficienza dell'aeromobile", è spesso solo un pezzo di carta buono per la burocrazia. Gli esperti dell'AirSafe mettono il dito nella piaga: "Pezzi di ricambio riciclati, certificati di operatore aereo rilasciati senza i dovuti accertamenti, tagli selvaggi sugli equipaggi, procedure operative non adeguatamente monitorate. E sono soprattutto i modelli vecchi di aeromobili a essere i più a rischio, come dimostra l'elenco che pubblichiamo in queste pagine. È l'intero settore mondiale a vivere un momento di crisi. I contraccolpi, in termini di sicurezza, finiscono per coinvolgere anche le compagnie aeree un tempo considerate più affidabili". L'effetto è un allarmante proliferazione di voli da "brivido". A livello mondiale i primi otto mesi del 2008 hanno visto il maggior numero di incidenti mortali dell'ultimo decennio: 40 in 8 mesi, contro i 26 dell'intero 2007. Un trend tragico: solo il 28% degli incidenti avviene in volo; la maggior parte (il 40%) durante l'atterraggio e il 22% in fase di decollo. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Piedimonte, cdq senza pace (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 27-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'esponente del Partito dei pensionati non risparmia ancora una volta critiche al presidente Piedimonte, cdq senza pace Buonavitacola attacca Bandelj su viabilità e galleria Baruzzi "Se non altro, il sottoscritto può permettersi di farsi pubblicità con i risultati personalmente raggiunti sul campo. Altri, che probabilmente si credono più furbi, si fanno puntualmente belli con le vittorie maturate da chi si impegna per la comunità anche oltre i propri compiti". Prosegue e cresce nei toni la polemica tra il consigliere circoscrizionale di Piedimonte, Domenico Buonavitacola e il presidente del parlamentino, Walter Bandelj, che aveva accusato senza mezzi termini l'esponente dei Pensionati di aver strumentalizzato a fini propagandistici la messa in sicurezza dell'incrocio tra via della Madonnina e via delle Grappate. "La miglior politica è quella che si fa lontano dai centri di potere, tra la gente - argomenta Buonavitacola -. Trovo veramente sterile la polemica inscenata da Bandelli, degna di un presidente che con tali dichiarazioni fa trasparire non tanto la volontà di migliorare le condizioni della propria circoscrizione, quanto piuttosto a gettare ombre su chi da anni profonde impegno senza tornaconto economico, con passione e dedizione". Tra gli argomenti del contendere, la sistemazione della galleria Baruzzi, i cui lavori dovrebbero essere portati a termine entro il fine settimana: "Se la ritinteggiatura del tunnel era programmata da tempo - si chiede Buonavitacola - per quale motivo questa arriva soltanto ora, casualmente a pochi giorni dai colloqui intrattenuti dal sottoscritto con il sindaco e il responsabile dei Lavori pubblici"? E sulla petizione che ha portato all'installazione del semaforo lampeggiante in prossimità della stessa galleria: "D'accordo che il consiglio circoscrizionale è espressione del voto della comunità, ma come giustificare i ritardi nella sistemazione dell'intersezione, che hanno portato a tragici incidenti? Bandelj dimentica che ci troviamo in un sistema politico democratico, non oligarchico, dove pochi decidono per tutti: l'opinione della gente conta, anche se in calce alle 411 firme raccolte non viene apposto il timbro da un ente istituzionale. Ed è stata proprio la petizione promossa dal nostro partito, su spinta di tanti cittadini, a permettere - secondo Buonavitacola - di vedere i primi risultati dopo decenni di imbarazzanti silenzi, solo in minima parte giustificabili con la farraginosità della burocrazia", dichiara Buonavitacola, che poi annuncia. "Ho deciso di rinunciare al gettone di presenza come consigliere circoscrizionale, a ulteriore dimostrazione del fatto che è la passione, con la volontà di migliorare le condizioni della comunità di cui faccio parte, a fare da motore alle mie iniziative. Invito il presidente, che certamente condivide questa mia posizione, a fare altrettanto", è la provocazione del segretario cittadino dei Pensionati.

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Sunia: 1.600 domande per una casa ater troppi inquilini morosi, sfratti in aumento (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 27-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Gorizia Sunia: 1.600 domande per una casa Ater Troppi inquilini morosi, sfratti in aumento Dagli ultimi dati rilevati dal ministero dell'Interno risulta che nell'anno 2007 ben 132 famiglie nell'Isontino sono soggette allo sfratto esecutivo, con un aumento del 40 per cento rispetto agli anni precedenti. Il dato che però è più preoccupante è quello che gli sfratti, nella grande maggioranza, sono determinati dalla morosità degli inquilini e non più per finita locazione contrattuale. Pertanto gli sfratti oggi colpiscono famiglie che non riescono a sostenere gli affitti del libero mercato aumentati in un anno mediamente del 14 per cento. Diversi sfratti, altresì, derivano dalla disgregazione delle famiglie con divorzi e separazioni legali che spesso riguardano donne sole, abbandonate dai propri mariti e conviventi e con figli a carico, e che non riescono a far fronte agli elevati affitti in provincia, tra i più alti nella regione. Alla luce di questa situazione, il Sunia ritiene che, a livello sia nazionale sia regionale, vada respinto il Piano casa del governo con le privatizzazioni e la vendita ("per noi svendita") del patrimonio pubblico gestito dall'Ater, rilanciando invece l'edilizia sovvenzionata soprattutto da parte della Regione, valorizzando il ruolo degli Ater. "Per noi nell'Isontino - si legge in una nota del presidente Sergio Donda - c'è una priorità nel recupero degli oltre 300 alloggi sfitti, molti dei quali necessitano d'interventi manutentivi e appositi finanziamenti, superando anche la burocrazia che continua a mettere in difficoltà operativa lo stesso Ater". In conclusione di questa nota, avendo presente che nell'Isontino sono giacenti all'Ater oltre 1.600 domande per un alloggio popolare e che la giunta regionale ha temporaneamente sospeso importanti finanziamenti già localizzati dalla precedente amministrazione, il Sunia invita le forze politiche e istituzionali "a operare attorno al grande problema sociale del diritto alla casa soprattutto per tante famiglie aventi il dramma dello sfratto".

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A Calata Anselmi addio ai vecchi silos (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 27-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

[FIRMA]GIULIO GELUARDI IMPERIA Ieri mattina sono caduti i primi due. Poi altri 11 subiranno l'"effetto domino": poco a poco verranno abbattuti. Hanno preso il via l'altra mattina in Calata Anselmi a Porto Maurizio, le opere di eliminazione dei titanici silos in grado di contenere migliaia di tonnellate di olio d'oliva (in pratica una stiva intera di nave) che appartenevano all'ex industria olearia "Docsa". Alcuni, appartenenti alla Salso sono tuttora pieni d'olio che sarà smaltito nei prossimi mesi. Al posto degli enormi contenitori sorgerà un grande piazzale di servizio per l'area del nuovo porto turistico. Spiega il direttore generale della Porto di Imperia spa, Carlo Conti: "Si tratta dell'attuazione di un progetto stabilito ormai da tempo. I silos saranno tutti abbattuti per creare nuovi spazi. Ma debbo dire che il piano nel prevedere il recupero totale di Calata Anselmi, ha anche un valore strategico: proprio nella zona dove ora si trovano i contenitori, al confine con la concessione del porto, nascerà il futuro museo navale. Un valore aggiunto, nel contesto generale di valorizzazione dell'intera area portuale". Continua Conti: "Non è stato facile arrivare infine alla demolizione dei primi silos. La ragione è semplice. Prima di tutto nella quota finale della Docsa era presente un altro socio di cui abbiamo dovuto rilevare le quote. Ma ci siamo scontrati anche con la burocrazia. Per ottenere l'autorizzazione di abbattimento dei silos, infatti, è necessario un lunghissimo iter amministrativo anche perchè all'interno di ben 4 contenitori era presente l'"oleina" che si è dovuto smaltire secondo le procedure di legge". Per chi non lo sapesse, l'oleina è un residuo dei carichi di olio molto datati. Si deposita per sedimentazione sul fondo dei contenitori. Alla fine sia visivamente sia dal punto di vista tattile sembra una specie di viscido sapone. "Inoltre, mentre sono in corso le opere di demolizione dei silos, poco distanti lavorano gli operai che stanno montando le strutture di accoglimento per le vele d'epoca in programma dal 10 al 14 settembre. Quindi dobbiamo lavorare nella massima sicurezza per evitare contrasti e ciò crea disagi e quindi ritardi nel lavoro". E intanto come procedono in generale i lavori per il nuovo porto?. Conti risponde con sicurezza: "Velocemente sia sul molo lungo sia sul molo San Lazzaro sia sulla Hall del mare. Per quanto riguarda il molo lungo debbo annunciare che a settembre ci saranno almeno duecento metri di banchina già disponibili per gli ormeggi destinati agli yacht. Ciò agevolerà sia la manifestazione delle Vele d'epoca, sia l'organizzazione degli spostamenti delle nostre barche dell'ex Imperia mare. Non bisogna dimenticare infatti che si sta costruendo un nuovo porto turistico in uno specchio d'acqua dove già ne esisteva un altro che comprendeva circa 600 posti barca, quindi un notevole numero". Conclude Conti: "E' in atto lo spostamento del cantiere navale Dolla nella nuova zona dei futuri cantieri navali. Al suo posto aprirà il cantiere per la costruzione della Hall del mare".

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Bruciati mille voucher in 24 ore (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino di Padova, Il" del 28-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Boom di richieste alla Coldiretti per i buoni riservati ai lavoratori stagionali, studenti e pensionati "Bruciati" mille voucher in 24 ore A Padova oltre tremila interessati, il sistema risulta pratico Il presidente Calaon "Nuove opportunità di reddito assicurate" Esauriti nell'arco di una giornata i voucher vendemmia negli uffici di Coldiretti Padova: boom di richieste da parte degli imprenditori che si stanno preparando per la vendemmia che inizierà la prossima settimana. Un ottimo debutto per i buoni riservati ai lavoratori stagionali, studenti e pensionati, che quest'anno potranno essere impegnati più agevolmente nelle operazioni di vendemmia. Solo in provincia di Padova si stima che siano oltre tremila gli stagionali interessati dalla novità dei voucher, un sistema che permette di ridurre la burocrazia per le imprese agricole. Ma anche consente di combattere la piaga del lavoro nero e dare una possibilità di integrazione del reddito a studenti e pensionati di fronte al caro vita. "La prima tranche di mille buoni - spiega Marco Calaon, presidente di Coldiretti Padova - è letteralmente andata a ruba nei nostri uffici di zona in provincia. Nei prossimi giorni avremo a disposizione un nuovo quantitativo di voucher per far fronte alle numerose richieste che ci arrivano dalle imprese. Gli imprenditori evidentemente apprezzano questo sistema più agile e pratico per la gestione dei lavoratori stagionali nella vendemmia. La richiesta di voucher è alta in tutta la provincia, in particolare nell'area dei Colli Euganei, nella Bassa da Conselve e Piove di Sacco a Merlara e Montagnana". "Le incombenze per le imprese agricole sono numerose - aggiunge Calaon - e la semplificazione è sempre bene accetta. Si tratta di un provvedimento lungamente atteso che finalmente ha risposto alle richieste avanzate da Coldiretti in materia di trasparenza e legalità, offrendo nuove opportunità di reddito a categorie particolarmente deboli senza per questo destrutturare il mercato del lavoro agricolo. Questo sistema, che costituisce una forma più veloce di "assunzione", consente infatti da un lato al datore di lavoro di agire nella totale regolarità coprendo eventuali infortuni e dall'altro al lavoratore di avere una copertura previdenziale e una retribuzione esente da imposizione fiscale non incidendo né sullo stato di studente né di pensionato. Alle imprese agricole basterà acquistare un blocchetto di voucher, cartacei o telematici, da distribuire a seconda delle ore di lavoro effettuate". Ma come funzionano i voucher? E' un buono convertibile in denaro da riscuotere al termine dei lavori. Ogni buono ha un valore di 10 euro (7,5 euro al netto), comprensivo del costo dell'assicurazione e sarà utilizzato per le retribuzioni. Studenti e pensionati potranno cambiarlo alle poste o ai bancomat.

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Tondo fissa le priorità: piano anti-crisi guidato da friulia e sblocco dell'a4 (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 28-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il governatore ha indicato i temi per la ripresa dei lavori e oggi sarà a Roma per l'investitura a commissario dell'autostrada "La Finanziaria darà un maggiore supporto alle aziende in difficoltà" "Dall'opposizione solo accuse generiche: ho ottenuto più di Illy" Tondo fissa le priorità: piano anti-crisi guidato da Friulia e sblocco dell'A4 di PAOLO MOSANGHINI UDINE. Il presidente del Friuli Venezia Giulia Renzo Tondo oggi sarà a Roma per incontrare il sottosegretario Gianni Letta e sbloccare il futuro dell'autostrada A4 avviando l'iter per la realizzazione della terza corsia. Uno sblocco che potrebbe cominciare subito con l'ufficializzazione della nomina di Tondo a commissario e, conseguentemente, con la scelta dei vice che lo affiancheranno: due, forse tre. Tondo non ha voluto fare anticipazioni sui nomi dei sub-commissari: "Di questo non parlo", ha tagliato corto. Tuttavia, per i due vicecommissari si fanno i nomi di Riccardo Riccardi e di Bortolo Mainardi, il primo è assessore regionale ai Trasporti del Friuli Venezia Giulia ed ex direttore generale di Autovie Venete, società concessionaria proprio dell'autostrada A4; il secondo, architetto bellunese, è candidato dalla scorsa primavera a diventare proprio commissario dell'A4. Ma nel vertice romano di oggi, il tema sarà anche la possibilità di un terzo vicecommissario, che potrebbe essere indicato dal governo. Secondo Tondo il problema di fondo, però, sono "le cose che si vogliono fare, e non gli uomini. Io, del resto - ha concluso -, sono sempre disposto e pronto a cambiare idea, se vale la pena cambiarla". L'ordinanza che darà l'incarico a Tondo è già pronta, oggi saranno definiti e discussi ancora i poteri che gli saranno conferiti. Intanto, il presidente ha dettato anche l'agenda per la giunta e la maggioranza di centrodestra del prossimo autunno: infrastrutture, servizi, rilancio dello sviluppo e riduzione della burocrazia regionale. A margine dell'incontro con il governatore della Carinzia Joerg Haider, Tondo si è detto un po' preoccupato per la ripresa produttiva dopo la pausa estiva ed è per questo che pensa a un'azione specifica della giunta. "In particolare - ha spiegato - pensiamo a un ruolo piú attivo di Friulia per le aziende in difficoltà e per i vari punti di crisi, che si potranno aprire". Il nuovo ruolo di Friulia potrebbe partire da un nuovo assetto interno alla Spa con l'azzeramento dei vertici. Sul tema della semplificazione della macchina burocratica, Tondo ha detto che già oggi saranno prese "alcune decisioni nella giunta convocata a Ronchi dei Legionari". L'esecutivo renderà operativo il regolamento approvato e che prevede uno snellimento della "macchina" regionale con l'accorpamento di alcune direzioni e la soppressione di altre e la nuova distribuzione delle deleghe agli assessori. Quanto alle critiche dell'opposizione di "navigare a vista", il governatore ha precisato che "l'opposizione fa la sua parte, ma siccome non trova elementi concreti, si affida ad accuse generiche. Preferirei che mi dicessero - ha aggiunto - che cosa in concreto non ho difeso in questi mesi. Voglio solo dire che la Giunta di centrosinistra non era riuscita neppure ad ottenere dal governo di centrosinistra lo stato di emergenza per la A4. Noi non solo siamo riusciti in questo - ha concluso Tondo - ma siamo riusciti anche ad avere il commissario, che sarà il presidente del Friuli Venezia Giulia".

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Voto in condotta già a settembre (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 28-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-08-28 - pag: 15 autore: Scuola. Gelmini: oggi decreto in Consiglio dei ministri, una risposta al fenomeno del bullismo Voto in condotta già a settembre "Via il valore legale della laurea, fondazioni per tutti gli istituti" Emilio Bonicelli RIMINI. Dal nostro inviato Cambia il sistema italiano dell'istruzione. A settembre verrà presentato al Parlamento, agli enti locali e alle parti sociali un corposo "Piano programmatico di razionalizzazione della scuola", per ottenere "efficienza e qualità". Oggi il Consiglio dei ministri esaminerà e varerà per decreto alcuni provvedimenti decisivi, come il potenziamento dell'educazione civica e il voto in condotta che farà media, al fine di contrastare fenomeni quali il bullismo. Da ieri è avviata una "operazione verità" con il bilancio del ministero dell'Istruzione consultabile on line (si veda l'articolo in fondo alla pagina), perché ognuno si renda conto della "grave situazione economica in cui versa la scuola, dove il 97% delle risorse vengono spese per bassi stipendi". Il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, parla delle molte novità in arrivo partecipando, "emozionata, come fosse il primo giorno di scuola ", al Meeting di Rimini, ma ottiene ottimi voti dall'applausometro. Con lei si confronta il ministro ombra del Partito democratico, Maria Pia Garavaglia. Modera il dibattito, dal titolo "Non di solo Stato vive la scuola", Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione per la sussidiarietà che chiede parità scolastica, autonomia, valorizzazione della formazione professionale e della professionalità degli insegnanti. "La scuola è una macchina con il motore rotto – esordisce Mariastella Gelmini –. Inutile mettere benzina, bisogna aggiustare il motore". La trasformazione profonda parte dalla lotta alla burocrazia perché sul sistema istruzione grava una "pletora di leggi e circolari". è già istituito un " Ufficio per la semplificazione" al fine di andare verso "poche regole certe". Poi su, su fino al "dimagrimento del ministero dell'Istruzione" che sarebbe "un'opera buona e giusta ". Bisogna "avere il coraggio di un cambiamento profondo". La scelta del decreto per voto in condotta ed educazione civica, proposte già contenute in un disegno di legge, indica la volontà di avviare da subito il cambiamento. "Non si poteva aspettare un altro anno". Ampie le aperture da parte di Mariapia Garavaglia: "Sulla scuola sono più le cose che ci uniscono di quelle che ci dividono ". No però all'uso di decreti sui temi dell'istruzione, perché in questo modo si impedisce il confronto. "Sussidiarietà, autonomia, valutazione, merito, responsabilità dei dirigenti scolastici, libertà di scelta in capo alle famiglie " sono le parole d'ordine del progetto educativo di Mariastella Gelmini. Tra le innovazioni proposte quella di trasformare gli istituti scolastici statali in Fondazioni, sul modello di molte scuole private che ottengono buoni risultati con meno costi. è un modo per rinnovare la governance e favorire la partecipazione delle famiglie. "Spero –sottolinea il ministro dell'Istruzione – che su questo tema ci sia un dibattito sereno in Parlamento". "Sarà un bel giorno quello in cui tutte le scuole diventeranno Fondazioni ". I "criteri di reclutamento " degli insegnanti, che oggi "sono sottopagati e che avanzano solo per anzianità", verranno rivisti per garantire la "continuità didattica" durante l'intero ciclo scolastico. La moratoria sulle Sis si trasformerà in loro soppressione per aprire le porte al "praticantato", su cui una commissione è già al lavoro. Tutto il sistema scolastico, dirigenti, insegnanti e studenti, verrà sottoposto a "valutazione ", non per punire, ma per "premiare le eccellenze". In prospettiva c'è il"contratto differenziato " per premiare il merito. Basta anche parlare di organico di fatto e di diritto: serve un "organico funzionale". Dalle regioni virtuose come la Lombardia si prenderà spunto per favorire la parità scolastica con strumenti quali il buono scuola o la "dote", che sostiene la libera scelta delle famiglie. è convinzione di Mariastella Gelmini che i fondi per la scuola non siano pochi, ma usati ma-le, per questo bisogna "spendere meglio e liberare risorse". Così si passerà da un finanziamento degli istituti in base al costo storico, come avviene oggi, a un metodo diverso basato sul "costo standard". Giudizio positivo sul fatto che l'Antitrust verifichi il rispetto degli impegni assunti dagli editori di non aumentare il prezzo dei libri di testo. "Non c'è motivo di rieditare ogni anno libri che rimangono sostanzialmente uguali". No invece a "tetti" circa il numero di studenti stranieri nelle singole classi. In prospettiva, infine, c'è anche la cancellazione del valore legale del titolo di studio, ma questa "non è una priorità". NO AL TETTO AGLI IMMIGRATI "Per gli insegnanti contratto differenziato per premiare il merito. Niente limiti di numero agli studenti stranieri presenti nelle classi" Ministro dell'Istruzione. Mariastella Gelmini INFOPHOTO.

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Cantieri e caroprezzi Le mille denunce della Milano d'estate (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 28-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-08-28 num: - pag: 65 autore: di GIANGIACOMO SCHIAVI categoria: REDAZIONALE Cantieri e caroprezzi Le mille denunce della Milano d'estate I disagi d'agosto. "Tram in ritardo e negozi chiusi" E un appello: "Subito un difensore dei cittadini" N ella Milano d'agosto si alza un mugugno solitario, una protesta isolata, una voce inascoltata: denuncia un tram in ritardo, un ufficio chiuso, una scala mobile che non funziona. Finito il fracasso delle notti al Ticinese e al Sempione, con la tregua dello smog e il placebo dei soldati in periferia, il lamento del cittadino d'estate è il diario dei disagi evitabili per chi resta e l'inventario delle disavventure per chi parte. Uno scrive che il parcheggio di Malpensa è troppo caro (e ha ragione), un altro denuncia la sporcizia dei treni sulla Milano- Novara (è vero), un altro ancora lamenta il disservizio negli uffici comunali di piazzale Accursio per un documento d'identità (personale in ferie). Per chi rimane in città, una fila di tre ore nell'ufficio postale di piazza Cordusio per ritirare una raccomandata è davvero insopportabile, ma fanno più male le saracinesche abbassate, il coprifuoco da città industriale che non si adegua alla città dei servizi che vuole essere Milano, che in agosto rimane "metropoli fantasma ", come scrive Isabella Bossi Fedrigotti: chiusi i negozi, i ristoranti, i parrucchieri, gli studi medici, le pizzerie, le palestre, Milano si condanna a una piccola morte, a un silenzio a volte asfissiante per il popolo degli anziani che hanno rinunciato alle ferie, che non si fanno vedere in giro per non mostrare l'imbarazzo di non potersi permettere una vacanza. Eppure basterebbe poco per rendere Milano più efficiente, in linea con l'Europa e le nuove abitudini dei cittadini, così come chiede il presidente dell'Epam Lino Stoppani, che tiene aperto il mitico Peck perché sono cambiate le abitudini e gli stili di vita, o come ripete da anni il Marco Comini del Matarel, sempre aperto d'agosto. Ma dovrebbe esserci anche un nuovo tipo di controllo, legato ai superprezzi che di questi tempi fanno soffrire e alle disattenzioni di sempre che in agosto diventano ancor meno sopportabili: un arbitraggio super partes in grado di rispondere a chi si lamenta per un caffè pagato un'esagerazione perché seduto al tavolino in Galleria, o per una semplice bibita pagata al prezzo di un Negroni; a chi chiede una migliore segnaletica per il terminal di Malpensa e alla lettrice che passa due ore in coda per imboccare lo svincolo della Tangenziale per viale Forlanini: non un cartello, un vigile, una segnalazione, un invito a cambiare percorso. "E con chi me la prendo?" s'indigna. Prendete il caso degli asili, l'apertura che slitta, la comunicazione in ritardo alle famiglie: non si poteva evitare, non si doveva informare per tempo? E l'accoglienza in Centrale, le scale mobili che vanno a intermittenza. Perché? Una, perennemente guasta, l'hanno murata. L'altra funziona saltuariamente. Scrive un cittadino viaggiatore: il personale Fs o non sa nulla o ci manda - inutilmente - dal lato opposto. Milano non si distingue, l'assistenza ai disabili, denuncia associazione Asphi, è quasi a zero. Non bastano a intercettare malumori i giudici di pace, che drenano il grosso di una protesta che non va in ferie e sono sommersi da ricorsi per le multe, per l'Ecopass e per le tasse a sorpresa recapitate a domicilio dal messo comunale: ci vorrebbe un gigantesco ufficio del Difensore civico, un city manager del cittadino. Cominciano a chiederlo anche i lettori d'agosto: qualcuno si domanda con quali poteri si può muovere oggi un gentile consulente del Comune che deve tutelare i diritti della gente. La risposta è: nessuno. Il difensore civico è una bella facciata, ma per far girare la macchina municipale più dalla parte del cittadino e meno nel verso della burocrazia, dovrebbe contare molto di più. Non chiede miracoli il cittadino d'agosto, chiede esattamente quello che a Milano serve negli altri mesi dell'anno: più attenzione, più informazione, più aiuto anche per potersi organizzare, per non pagare un inutile sovrapprezzo a una città che offre ancora molto ma è sempre più esosa. Non si lamenta soltanto: è pronto a riconoscere l'umanità (quando c'è) in un reparto d'ospedale, la generosità di un medico o l'assistenza di un infermiere, oppure l'altruismo di chi ha trovato un portafoglio sul taxi e si è premurato di farlo riavere all'interessato. Buone azioni da incoraggiare, da incentivare. Come sollecitano tre politici, Andrea Fanzago dei Democratici, Aldo Brandirali e Michele Mardegan del Partito delle libertà: "In agosto occorre mobilitare la generosità dei milanesi che rimangono in città e dei giovani che hanno del tempo libero da dedicare a iniziative di buon volontariato. Da queste esperienze può nascere uno stile che va oltre la disponibilità estiva". Si va dall'aiuto agli anziani per la spesa, alla pulizia di una strada, alla visita a qualche malato. Qualche Comune, in provincia, già lo fa. Gesti concreti di solidarietà, emozioni da portare nel cuore. Prima che si torni a parlare di rom, di clandestini e di smog, incoraggiamo i nostri ragazzi a fare qualcosa di utile, a bucare la corazza dell'egoismo. Forse qualcuno prima o poi ci scriverà che ha visto un giovanotto alzarsi sul tram per lasciar posto a un'anziana o a una donna incinta. è una lettera che manca, ma noi abbiamo fiducia: l'aspettiamo. gschiavi@rcs.it Eppure basterebbe poco per rendere Milano più efficiente \\ Lavori e disagi Il Comune ha aperto in agosto oltre 200 cantieri stradali; decine gli interventi di Aem e Atm. Proteste dei cittadini.

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L'autunno caldo di Chiamparino (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 28-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Luigi La Spina L'autunno caldo di Chiamparino C'era una volta a Torino un sindaco che andava in giro vestito in un solo modo. D'estate, sfoggiava larghi camiciotti di improbabili colori. D'inverno, si infagottava in un pesante loden verde. Parlava anche una sola lingua: un curioso misto di italiano e dialetto piemontese, in cui, ogni tanto, spuntava la parola in inglese. Come se la nostalgia per la vocazione di un insegnamento universitario in economia, precocemente rinnegata per la politica, dovesse trovare uno sfogo, almeno verbale. Ora, Sergio Chiamparino è diventato un sindaco à double face. Quando calca la scena nazionale, come ministro-ombra per la riforma federale, dialoga, con autorevolezza e competenza, sul problema chiave della ripresa politica, mostrando una capacità di mediazione e una volontà di raccogliere larghi consensi che, anche di fronte alle platee più ostili, gli assicurano ascolto e rispetto. Ma quando torna nella capitale subalpina, il suo sorriso si rabbuia in una persistente irritazione. Ingaggia tenzoni furibonde contro i signori delle tessere pd, personaggi del tutto sconosciuti fuori dal cerchio della piccola politica cittadina. Si rinchiude nella sua oscura stanza a palazzo di Città come in un fortino assediato, come se temesse di perdere l'immagine vincente del sindaco delle Olimpiadi, forte di un consenso elettorale straordinario, ai vertici in tutte le classifiche di popolarità tra i primi cittadini italiani. Il destino personale di Sergio Chiamparino può interessare relativamente poco. L'ennesima prova di masochismo della sinistra, che, ancora una volta, rischia di bruciare, per squallidi litigi e gelosie correntizie, uno dei pochi personaggi spendibili in sede nazionale, non sorprende. Nè sorprende che il caso Chiamparino somigli alle analoghe vicende che, per citare solo qualche esempio, a Bologna come a Venezia, contrappongono sindaci pd dotati di forte personalità e di carisma sovracittadino alla burocrazia partitica locale. La vocazione al "farsi male da soli" è l'unica caratteristica identitaria resistente a tutte le rivoluzioni (o pseudo tali) del partito più forte in quello schieramento. Che anche la ridotta di Asterix, quella di Torino e del Piemonte, dove, al Nord, si lecca le ferite la sinistra italiana, possa essere sbaragliata, alla prima occasione, dal centrodestra dilagante, è un'ipotesi che non deve spaventare chi crede nella democrazia e nelle virtù dell'alternanza al potere. La preoccupazione e l'allarme, per chi ha solo a cuore le sorti di una città come Torino, nella delicata fase post-olimpica nella quale si trova, sono altri. Poichè il secondo mandato di Chiamparino scade istituzionalmente nel 2011, l'eventualità che altri tre anni di logoramento, di battaglie correntizie, di dispute non sulle grandi questioni dello sviluppo cittadino, ma su misere lotte di potere, assegnazioni di posti, distribuzioni di fondi, spartizioni di influenze politiche, possano compromettere il futuro della città dovrebbe angustiare tutta la classe dirigente subalpina. Proprio i prossimi tre anni saranno decisivi per Torino. Come è capitato in tutte le amministrazioni comunali che hanno sostenuto l'onere di ospitare le Olimpiadi, svanita l'euforia della festa, illanguidite le speranze di ricaschi turistico-economici straordinari e immediati, terminato il boom edilizio finanziato dai governi nazionali, i conti non tornano. Se alle casse esauste si aggiungono i tagli disposti da Tremonti, a cominciare dal mancato introito dell'Ici compensato da finanziamenti erariali promessi ma ancora non incassati, si comprende facilmente come la situazione del bilancio di palazzo di Città sia veramente drammatica. Per di più, anche a Torino, nel passato, si è caduti nel tranello di spericolate cartolarizzazioni che, con i tassi crescenti di questi anni, fanno pesare ancor di più il gravame del debito. Su queste pericolanti basi di fragilità finanziaria, si innestano problemi politici complessi, a partire dalla scadenza del secondo mandato di Chiamparino. Da una parte, è già cominciata la battaglia di posizionamento in vista della candidatura alla sua successione. Intrecciata, peraltro, all'altra lotta per una votazione altrettanto importante: quella, prevista nel 2010, per la presidenza della Regione. Ufficialmente Mercedes Bresso, attuale inquilina del palazzo in piazza Castello, si dovrebbe ripresentare senza temibili concorrenti. Ma le variabili, presunte, sperate, solo immaginate, eccitano gli animi e turbano le fantasie. D'altra parte, è anche comprensibile che Chiamparino pensi al suo futuro politico. A come non disperdere il tesoro di popolarità che si è assicurato a Torino. A come utilizzare il prestigio e l'autorevolezza che si sta conquistando anche nel resto del Paese. Gli onori comportano anche gli oneri del coraggio politico: sta a lui esercitare la sua leadership mettendola alla prova. Non nella polemica del cortile di casa, in cui rischia di immiserire la sua posizione. Ma in una scelta di responsabilità istituzionale, soprattutto di fronte a quel 70 per cento di torinesi che l'ha votato. Se può esercitare il ruolo di sindaco nelle condizioni, personali e politiche, in cui l'ha fatto negli anni scorsi, lo dimostri, tornando ad indossare i suoi vecchi abiti. Altrimenti, non condanni la città, per altri tre anni, a uno spettacolo poco rassicurante.

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Liberalizzate le licenze degli esercizi pubblici (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 28-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nuove opportunità Liberalizzate le licenze degli esercizi pubblici Quante polemiche a favore o contro i commercianti. E quante critiche sui dehors, sugli orari di scarico e carico delle merci, su regole rigide che non consentono di offrire di più alla clientela, notte compresa. L'assessore Bruno Giordano si stupisce che pochi sappiano le nuove opportunità del commercio. Dice: "C'è un piano triennale che ha risorse per 300 mila euro. Come Comune abbiamo liberalizzato le licenze dei pubblici esercizi. Ma sembra che questa ''rivoluzione'' passi sotto silenzio. E' invece una grande possibilità per chi vuole allargare il proprio mercato d'azione. Penso a una libreria, ad esempio, che se ha lo spazio può far diventare un suo locale sala da tè, oppure a un atelier di un artigiano che può vendere bibite. Esempi che butto a caso, ma la possibilità esiste". Però c'è sempre di mezzo la burocrazia, ostacoli a non finire. "No, guardi - dice Giordano -. Capisco le difficoltà, tuttavia la musica è cambiata perché questa Amministrazione è per un rilancio ordinato, uno sviluppo attento, ragionato e soprattutto tende a ingessare sempre di meno le iniziative dei privati".\.

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Adotta una capra per 100 avrai carni e formaggi - maria cristina carratu' (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina IX - Firenze Un modo economico per garantirsi prodotti genuini e certi Adotta una capra per 100 avrai carni e formaggi Business di 3 amici che hanno cambiato vita L'iniziativa in due case coloniche e trenta ettari di terra a Greve in Chianti MARIA CRISTINA CARRATU' Non è soltanto poesia, ma anche risparmio, e sicurezza alimentare. Allevarsi il proprio animale, da cui ricavare carne, latte formaggio. Utopia, per chi vive in città? Niente affatto. Da un anno è possibile a chiunque, anche a chi abita in un appartamento all'ultimo piano di un condominio. Grazie a Marco, Elisa e Gabriele, tre amici quarantenni che dal 2000 hanno cambiato vita, affittato due case coloniche e trenta ettari di terra a Greve in Chianti, e messo su una settantina di capre, oltre a polli, conigli, maiali, per il consumo di casa. E dall'anno scorso lanciato un'iniziativa che ha già dato ottimi risultati: l'adozione della capra. Una vera e propri adozione a distanza, che consiste nel versare 100 euro all'Azienda Le fornaci per il mantenimento di una capra durante la stagione di pausa della produzione di latte, cioè d'inverno, ottenendo in cambio, quando la produzione riprende, 115 euro in natura, cioè sottoforma di carne, latte o latticini, saltando negozi, grossisti e trasportatori. Con in più la possibilità di andare a visitare le capre ogni volta che si vuole, assistere alla mungitura e alla lavorazione dei formaggi, e in generale imparare come si vive, oggi, a fare i contadini. "Non bene" spiega Marco, 47 anni ex tecnico delle luci con Luca Ronconi, che pure si dice "sono felice della scelta che ho fatto". Perché "al di là delle parole d'ordine della politica, i piccoli allevatori e agricoltori, in realtà, sono lasciati a se stessi". Se è vero, infatti, che ormai la "filiera corta" sembra diventata uno slogan sulla bocca di tutti, è anche vero che, in concreto, per un piccolo produttore non è così semplice reggere la sfida di un mercato: "Basterebbe limitarsi ai lacci della burocrazia, gli stessi identici per una grande azienda casearia, che ha dipendenti, commercialisti, avvocati, e per noi, che facciamo tutto in casa. E dopo aver munto le capre dobbiamo passare ore al computer per essere in regola". Grazie alle 70 capre adottate dallo scorso autunno, l'azienda ha incassato 7 mila euro che, spiega Marco, "ci hanno consentito di superare la stagione morta della produzione. Un problema che i grandi produttori, con economie di scala, non hanno". E però, non è solo questione di stratagemmi per sopravvivere. Ad aderire all'idea, clienti e amici che già conoscevano gli ottimi formaggi, rigorosamente biologici, prodotti dall'azienda e in vendita nei vari mercatini (in giro per la Toscana e anche a Firenze, ogni terza domenica del mese in piazza santo Spirito, e nelle varie fierucole periodiche). E che hanno apprezzato molto l'idea di garantirsi così, oltre alla certezza su provenienza e qualità dei prodotti, e a un concreto risparmio, l'adesione a quello che Marco chiama un "progetto culturale": "Perché nessuna filiera corta può mantenersi se il consumatore non è consapevole del valore dell'agricoltura, e non la sostiene a sua volta". Per informazioni, poderelefornacihotmail.it.

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La vendemmia 2008 si preannuncia di buona qualità ed innovativa. Tra pochi giorni inizi (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Frosinone)" del 29-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di ANNALISA MAGGI La vendemmia 2008 si preannuncia di buona qualità ed innovativa. Tra pochi giorni inizieremo a vedere i primi carri carichi di uve pronte per la produzione delle etichette ciociare che registrano - come emerge dai dati in possesso della Coldiretti Frosinone - un'importante crescita in valore delle esportazioni con un incremento complessivo del 7,7 per cento realizzata nel primo trimestre dell'anno sia sul mercato comunitario (+7,3 per cento) che sui mercati oltreoceano (+8,1 per cento). In particolare il Cabernet di Atina e il Cesanese di Pighio riscontrano indici positivi nelle vendite confrontate con quelle dell'anno scorso. Si tratta di un andamento confortante alla luce dell'avvio della vendemmia che si preannuncia più consistente del 10% rispetto ai 44 milioni di ettolitri del 2007, con un 60% dei raccolti destinati alla produzione di vini Docg, Doc e Igt. "Una produzione per la quale - sottolinea il direttore di Coldiretti Gianni Lisi - ci sarà un equilibrio tra vini rossi o rosati e bianchi, con una leggera prevalenza dei primi. Occorrerà tuttavia fare i conti - rivela Lisi - con le condizioni meteorologiche che già hanno influito in alcune regioni del Nord Italia". La vera novità della vendemmia 2008, comunque, saranno i voucher o buoni-lavoro, introdotti per la prima volta in Italia per ridurre la burocrazia, combattere la piaga del lavoro nero e dare una possibilità di integrazione del reddito a studenti e pensionati. Alle imprese agricole basterà acquistare un blocchetto di voucher, cartacei o telematici da distribuire a seconda delle ore di lavoro effettuate. "Ogni buono - comunicano da Coldiretti - avrà un valore nominale di 10 euro (7,5 euro al netto), comprensivo del costo dell'assicurazione e sarà utilizzato per le retribuzioni". Studenti e pensionati, le due categorie previste nell'apposito decreto, potranno quindi ritirare il denaro presentando il voucher presso uno dei soggetti convenzionati con il concessionario del servizio.

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Si apre uno spiraglio sul Fattori. Dopo il grido d'allarme lanciato dal presidente nerazzurro Umbert (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)" del 29-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

O Tersigni, l'Amministrazione Comunale si è attivata per garantire agli sportivi civitavecchiesi la possibilità di poter assistere alla sfida di coppa Italia di domenica fra Civitavecchia e Astrea. L'antefatto è il seguente: dopo il sopralluogo di alcune settimane fa, il commissariato di viale della Vittoria aveva dato il benestare all'agibilità del Fattori, in seguito ad alcuni lavori svolti dal comune, necessari a sistemare soprattutto i varchi e le separazioni per le tifoserie. Da allora però la burocrazia si è fermata. Infatti, pur sapendo che il 31 agosto si sarebbe giocato in Coppa, la commissione pubblici spettacoli è stata convocata per il giorno seguente, il primo settembre. E senza il benestare della commissione, da trasmettere poi in Federcalcio, l'organo tecnico del calcio non può permettere l'accesso degli spettatori. L'assessore Fulvia Fanciulli ha cominciato a muoversi: già ieri ha incontrato informalmente gli altri assessori e tecnici comunali con competenza sullo stadio comunale per fare il punto della situazione. Nel frattempo è stato possibile raggiungere tutti i componenti della commissione, anticipando la riunione ad oggi pomeriggio alle 15. Riunione dove però non è così scontato che arrivi un parere positivo. A questo punto, sono tre i possibili scenari: la commissione dà l'ok e lo comunica subito in Federcalcio. Oppure arriva una deroga temporanea, che permetta di vedere la partita di domenica e che poi sarà rivista fra qualche settimana e infine, ciò che si spera si possa evitare, le porte chiuse. "Le stiamo provando tutte per mandare i tifosi allo stadio - dice l'assessore Fanciulli - ci auguriamo che oggi la faccenda si chiuda positivamente". Ale.Val.

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La faticosa gestione dell'oro blu (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 29-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nord-Ovest sezione: NORD OVEST data: 2008-08-27 - pag: 5 autore: La faticosa gestione dell'oro blu Burocrazia e ritardi a quasi 15 anni dalla legge Galli che regolamenta il settore PAGINA A CURA DI Eleonora Palermo Le Regioni sono alle prese con l'"oro blu", le risorse idriche, regolamentate sotto ogni aspetto (acquedotti, fogne, depuratori) dalla "legge Galli" (L. 36/94). A quasi 15 anni dalla sua emanazione, solo ultimamente lo scenario fa passi avanti. L'ultima fotografia sullo stato dell'arte l'ha scattata in maggio il Coviri (Comitato vigilanza risorse idriche) nel suo rapporto al Parlamento: conferma che solo da poco le Regioni hanno individuato gli Ato (Ambiti territoriali ottimali), insediandoli e vigilando sul processo di avvio dei Sii, i Servizi idrici integrati (Sii), il cui scopo finale è la valorizzazione di un elemento sempre più strategico, quanto e forse più del petrolio. Il traguardo è, come dice la legge, "il soddisfacimento dell'utente per i suoi bisogni d'acqua e ambientali, attraverso organismi che siano in grado di gestire importanti flussi d'investimento, di rinnovare costantemente la rete, di applicare tariffe omogenee e coerenti sul territorio". A che punto è il Nord-Ovest? Tutte le Regioni hanno completato l'iter di individuazione e insediamento degli Ato: la Valle con un unico ente, la Liguria ha seguito il criterio delle province creando così 4 porzioni di competenza, mentre il Piemonte, con 6 Ato, ha adottato un criterio più largo, anche se poi risulta una delle zone con un numero ancora troppo elevato di bacini tariffari (si veda tabella) . I 6 Ato piemontesi servono oltre 4,2 milioni di abitanti sparsi su 1.170 Comuni. L'Ato della Valle non ha ancora avviato lo studio del piano d'ambito, il documento- quadro. La Liguria deve ancora approvare il piano di Savona e affidare quello imperiese. "Il piano – fa sapere Giovanni Gramante, direttore dell'ente savonese – è stato elaborato e sarebbe pronto, però non possiamo affidare il servizio. Dapprima la moratoria dei servizi della legge 222 dello scorso novembre e poiil recente decreto 112 hanno cambiato le modalità di affidamento dei servizi pubblici locali. Così, non siamo in grado di essere operativi". Per gli Ato che hanno comple-tato l'iter, gli investimenti più rilevanti si riscontrano nel Torinese (1,34 miliardi di euro in 20 anni) ma, esaminando i dati di spesa per abitante,è l'AstigianoMonferrato a guidare la classifica del Piemonte con 1.043 euro spesi, mentre in Liguria la maggiore spesa, 1.116 euro, spetta alla Spezia. Dal canto suo Genova, con circa 86 milioni di investimenti nel breve arco di 5 anni, risente del ritardo nelle decisioni. Mentre si discute sul modello di gestione, mista pubblico/ privato (Iride) piuttosto che sul ritorno alle gestioni strettamente comunali, il rischio, tutt'altro che remoto, è di non riuscire a mettersi in regola con i depuratori entro il 2015, data limite per evitare le sanzioni europee. Il dato degli investimenti per abitante, utile nel confronto, varia dai 20 euro del Genovese ai 45 di Verbano e Biellese ( media nazionale di 37 euro). "Purtroppo – ragiona Carlo Robutti, direttore Ato Vercelli – abbiamo due forti criticità: la necessità di investimenti sul territorio e il contenimento dei costi. Occorre recuperare il periodo di latenza intercorso dalla legge Galli all'insediamento del nostro Ato, nel 2003. In più c'è una notevole discrepanza tra risorse ed esigenze: il budget non ci permette di adeguare la nostra efficienza alle normative che l'Uedispone. A oggi, gli investimenti sono sostenuti esclusivamente dalle tariffe. Anche il contenimento delle spese dunque diventa critico: il 25% dei costi dipende dall'energia impiegata, così l'aumento dei costi dell'energia ricade direttamente sui cittadini". Circa la rotta degli investimenti, i piani di ambito subalpini indirizzano il budget di oltre 3 miliardi per il 40% ad acquedotti, per il 39% a fognature ed il rimanente 21% ai depuratori. Genova e La Spezia destinano il 44% agli acquedotti, il 31% alle fognature e un 25% alla depurazione. Interessanti i dati sugli investimenti effettivamente realizzati. Se la media nazionale si attesta sul 49%, in Piemonte il più virtuoso è il Biellese-Vercellese (91%), mentre il più basso (41%) è l'Astigiano-Monferrino. In Liguria, Genova ha realizzato il 77%, mentre La Spezia nel 2007 era ferma a zero. POCHI PASSI IN AVANTI Nel Nord-Ovest le tre Regioni hanno insediato gli Ato (Ambiti territoriali ottimali) che stentano tuttavia a mettere in atto i loro piani Lo scenario FOTOGRAMMA A quasi 15 anni dalla Legge 36/94, la disciplina generale sulle “acque” (acquedotti, fognature, depuratori), questo l'assetto nelle tre regioni del Nord-Ovest. Su direttiva Ue gli Stati membri hanno l'obbligo di dotarsi di Sii (Servizi idrici integrati). Solo ultimamente le Regioni hanno seriamente affrontato il problema per individuare gli Ato (Ambiti territoriali ottimali), insediarli e vigilare sul processo di avvio dei Sii. Le tre aree hanno completato l'iter di individuazione e insediamento degli Ato: la Valle d'Aosta con un unico ente, la Liguria ha seguito il criterio di farli concidere con le 4 province, il Piemonte con 6 ha adottato un criterio più largo, ma è tuttora una delle Regioni con un numero troppo elevato di bacini tariffari.

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Per il settore del mobile il sostegno è dall'estero (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 29-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nord-Est sezione: NORD EST data: 2008-08-27 - pag: 4 autore: Pesa il calo della domanda interna Per il settore del mobile il sostegno è dall'estero "Diciamo che il momento è delicato, molto delicato". Roberto Migotto, imprenditore del legno, titolare della Miro di Meduna di Livenza (una novantina di dipendenti per un fatturato di circa 20 milioni all'anno) specializzata in componenti per l'arredo, usa questo eufemismo per dipingere una situazione non proprio rassicurante. Se è vero infatti che il settore legno tira nel campo dell'edilizia, il comparto del mobile invece deve più che altro tirare la cinghia. "Il mercato interno è fermo –precisa – il calo della domanda è enorme. Per fortuna che il discorso cambia per il mercato estero. In questo momento Europa dell'Est, soprattutto la Russia, e il Medio Oriente rappresentano delle buone opportunità". Il cruccio però rimane l'Italia,la stagnazione che regna ormai in ogni settore dell'economia. Le vendite stentano in generale, del legno-arredamento in particolare. La crisi è generalizzata –continua Migotto – la capacità d'acquisto sul mercato interno è diminuita di molto. I cittadini di soldi ne hanno pochi. E se i consumi calano in settori chiave come l'alimentare e i vestiti, figuriamoci il resto. Occorrerebbe un segnale forte da parte del mondo politico e servirebbero, in particolare, subito delle riforme istituzionali, uno snellimento nei costi della burocrazia, ma ancora non si è visto niente. Per rimanere a galla siamo costretti ad andare oltre confine, per fortuna ci sono certi mercati che ancora rendono. Tutte le aziende del settore, per fare fatturato, devono puntare ai mercati esteri. Perché la regola è sempre la stessa: se uno non guadagna, non fa investimenti e quindi non cresce. Per non parlare delle difficoltà legate al credito". Migotto si occupa di componenti per l'arredo, anche se uno dei prodotti che ultimamente vanno per la maggiore, soprattutto nei mercati medio-orientali, sono le porte finite in ogni particolare. Tutte in legno, ma non sempre è legno italiano: "Le segherie bellunesi – continua l'imprenditore – non riescono a soddisfare tutta la domanda, chiaro quindi che le aziende si rivolgano anche all'estero. Ma ormai, anche per il legno, il mercato è globale. Per alcuni prodotti va bene il legno bellunese o italiano, per altre ci si rivolge all'estero.Si vanno a cercare le cose che servono là dove sono prodotte meglio, ormai funziona così ".

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Orari dei dipendenti in provincia: scontro sindacati-fontanini (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 29-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Udine Orari dei dipendenti in Provincia: scontro sindacati-Fontanini Il responsabile della Rsu Zoratto: raddoppiare i rientri comporta costi elevati, il presidente la smetta di sparare nel mucchio Boccia l'idea del presidente Pietro Fontanini come demagogica. Spiega che i continui e gratuiti attacchi al personale denigrano l'ente e i dipendenti. E annuncia per la prossima settimana una riunione della Rsu per valutare il percorso da intraprendere a difesa del personale. Gian Daniele Zoratto, da 4 anni responsabile della Rsu, non ha gradito le nuove frecciate di Fontanini al personale. Il capo della giunta di palazzo Belgrado ha annunciato di voler raddoppiare i rientri pomeridiani dei dipendenti, portandoli da 2 a 4, persuaso che una giornata da nove ore, come accade oggi nei due giorni a settimana con i rientri pomeridiani, sia poco produttiva. "Non so se il presidente o la giunta hanno richieste da altri enti o dai cittadini per aumentare i pomeriggi o se si deve fare solo perché lo fa la Regione - attacca Zoratto -, ma dovrebbero sapere che quell'idea comporta maggiori costi. Hanno fatto un calcolo? Noi siamo degli operatori, applichiamo leggi fatte dai politici. Se, quindi, la burocrazia è assillante o soffocante, non è colpa nostra. Si semplifichino le norme per dare risposte rapide ai cittadini. Il presidente la smetta di trattarci come fannulloni, che esistono e vanno colpiti senza sparare nel mucchio". Fontanini ha motivato l'aumento dei rientri pomeridiani con l'approvazione del Comparto unico. Zoratto però gli fa sapere: "Il Comparto unico ha solo avviato un percorso di parificazione degli stipendi, ma siamo ancora lontani dai regionali. Tanto per fare un esempio, noi non percepiamo la quattordicesima". E per sfatare l'idea di una Provincia fannullona, Zoratto snocciola i dati di assenze per malattia, calcolati anche su un solo giorno. Nel 2004, i 416 dipendenti hanno fatto registrare il 3.06% di giorni d'assenza sul totale dei giorni lavorativi; nel 2005, su 428 dipendenti, il 2.89%; nel 2006 il 3.02% su 410 dipendenti e nel 2007 il 2.81% su 499 dipendenti. "Invieremo questa elaborazione al ministro Renato Brunetta e all'assessore regionale al personale Elio De Anna affinché ci dicano se siamo davvero dei fannulloni. Sfidiamo - prosegue Zoratto - qualunque azienda privata ad avere questi numeri. E il presidente, che ha avuto l'impressione di lavorare in un cimitero di elefanti, sappia che al 31 dicembre 2007 su 499 dipendenti, 350 erano sotto i cinquant'anni. Il personale è una risorsa, non va massacrato, ma valorizzato". Sulle indiscrezioni di palazzo che danno come naufragato il concorso per due posti da dirigente, poi, Zoratto auspica non sia così. "Non è corretto indire un concorso e poi a metà percorso, ritirarlo. Fontanini è di centro-destra come il presidente che ha deciso di indire il concorso. Rifletta". Il numero uno della Rsu assicura quindi d'essere amareggiato per le polemiche di Fontanini, ma ammette la volontà di collaborare. "Attendiamo il 15 settembre - dice Zoratto -, la data fissata dalla giunta per presentarci il Piano sul personale. Sarà quella l'occasione in cui diremo come la pensiamo sul progetto complessivo, pronti alla collaborazione valutando pro e contro". Anna Buttazzoni.

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Meno burocrazia per l'edilizia (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 29-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Gorizia Meno burocrazia per l'edilizia L'assessore Baresi: i tempi sul rilascio dei permessi devono essere più snelli In settembre il nuovo regolamento al vaglio della commissione competente Permessi edilizi più veloci e con meno burocrazia. È quanto auspica l'assessore all'Urbanistica, Dario Baresi, il quale annuncia che il nuovo regolamento edilizio è pronto e sarà portato entro settembre al vaglio della commissione competente e, quindi, del consiglio comunale. "Oltre ad aver recepito quanto previsto nella nuova normativa - spiega Baresi -, abbiamo inserito anche nuove disposizioni per i lavori della commissione edilizia, cercando di anticipare i tempi per il parere sui progetti per i quali viene chiesto il permesso edilizio e di limitare anche al massimo la tipologia degli atti che devono passare attraverso il vaglio della commissione stessa". Anche se il Comune di Gorizia, a livello regionale, è uno di quelli più veloci, per quanto riguarda i tempi d'attesa dei cittadini che fanno richiesta di permesso edilizio, e il limite di 60 giorni viene abbondantemente rispettato, c'è sempre un margine di miglioramento. "È successo, recentemente, che la commissione edilizia non si sia potuta riunire per due volte per mancanza del numero legale - evidenzia l'assessore -, in quanto alcuni componenti erano in ferie. È vero che poi si recupera, visto che nell'ultima riunione sono state sbrigate ben 28 pratiche in un colpo solo, ma se si potesse far sì che la commissione funzionasse sempre sarebbe l'ideale". In merito all'ipotesi di soppressione della commissione stessa, avanzato da più parti, Baresi evidenzia che, in pratica, "non si può fare". L'assessore evidenzia infatti che "in ogni caso, per tutta una serie di questioni, la legge prevede l'attivazione della commissione integrata e, quindi, a questo punto, non ha senso prevedere una sua soppressione". (p.a.).

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Assegno scarso Ma abbiamo l'orto e sappiamo vivere con sobrietà (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 29-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Domande a Bruno Gabrielli Pastore "Assegno scarso Ma abbiamo l'orto e sappiamo vivere con sobrietà" 4Il pastore di Villar Pellice, Bruno Gabrielli, domani compie 51 anni. Il suo "stipendio", o come indica il linguaggio della burocrazia, "l'assegno pastorale", è di 700 euro netti nal mese. Come fa a vivere? "Non sono sposato, e devo dire che con questa somma, insieme ad alcuni benefit che la chiesa ci riconosce, si vive con la sobrietà tipica della nostra cultura. Chi vive nei piccoli centri si arrangia anche coltivando l'orto". L'assegno è uguale per tutti? "Sì, qualunque sia l'incarico. Non ci sono privilegi". E i benefit? "Sono la casa e il riscaldamento. I pastori sposati che hanno la moglie a carico percepiscono comunque un assegno di famiglia". Una vita non certo agevolata dalla scelta pastorale. "Solo quando compriamo la macchina, ci viene dato un contributo di 1.500 euro ed un rimborso chilometrico. Non ci lamentiamo, la nostra non è una scelta di povertà ideologica, è il prezzo della nostra libertà". \.

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Caldaie da ispezionare il giallo dei pagamenti (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 29-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

IMPERIA QUANTI HANNO TELEFONATO PER CHIARIMENTI SONO RIMASTI CON I DUBBI DI PRIMA Caldaie da ispezionare il giallo dei pagamenti [FIRMA]ANDREA POMATI IMPERIA Incomprensioni e qualche preoccupazione per la lettera inviata dalla Provincia a tutti gli imperiesi per ricordare gli obblighi legati alla manutenzione degli impianti di riscaldamento. La lettera è firmata dall'assessore all'Ambiente e Protezione Civile, Alberto Bellotti e ricorda le norme di legge previste per la manutenzione degli impianti termici. Si tratta di disposizioni volte al contenimento dei consumi energetici. La Provincia ha incaricato la società "Alpi Liguri srl" di attuare controlli e verifiche a campione. Chi viene trovato "fuorilegge" rischia sanzioni da oltre 500 a oltre 2500 euro. Il problema è che è poco chiaro cosa bisogna fare. In molti hanno telefonato in Provincia ai numeri indicati nella lettera, ma o gli uffici non rispondevano perché gli impiegati erano in ferie o quelli dell'Ufficio relazioni pubbliche rispondevano di non saperne nulla. Quantomeno a livello di comunicazione e di chiarezza c'è stata una forte carenza. Non pochi inoltre sono andati nella sede stessa della Provincia, tornando indietro con i dubbi di prima. Cerca di spiegare l'assessore Alberto Bellotti: "Prima di tutto i cittadini possono rivolgersi alla ditta che ha installato l'impianto termico nella loro casa o a una delle tante ditte specializzate presenti sul territorio. Per gli impianti di potenza inferiore ai 35 kw c'è la facoltà di aderire alla campagna di autocertificazione, inviando un apposito modulo, già spedito ai cittadini con la lettera oggetto di discussione. Oltre al modulo bisogna mandare un modello fornito da chi ha fatto la manutenzione e la ricevuta del versamento di 22 euro quale contributo per le spese di controllo. Si tratta di un versamento che vale fino al 2009". Tutti i documenti devono essere inviati alla Provincia entro il prossimo 31 ottobre. In un primo tempo la scadenza era stata fissata al 31 agosto, ma, a seguito di un'istanza contenuta in un'interrogazione del consigliere provinciale Vittorio Desiglioli, la Giunta ha stabilito la proroga. Aggiunge Bellotti: "La Provincia effettuerà un controllo sul 5% degli impianti termici dichiarati. Si tratterà di un controllo per il quale non sarà dovuto nessun ulteriore esborso da parte dei cittadini. Questo vale però per chi sceglierà di aderire alla campagna di autocertificazione. Gli altri cittadini si vedranno gli impianti sottoposti a controllo d'ufficio e dovranno pagare 59 euro". La procedura burocratica comunque resta piuttosto complessa, soprattutto per le persone più anziane che non hanno certo dimestichezza con tecnicismi e burocrazia. Si può riprovare a telefonare allo 0183/704225 o allo 0183/704349 sperando che ora le informazioni siano date tempestivamente, in modo da rendere più chiara la procedura.

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PIETRO TRECCAGNOLI LUCIANO CIMMINO è IL SIGNOR CARPISA E IL SIGNOR YAMAMAY, DUE MARCHI DA TE (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Caserta)" del 29-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

PIETRO TRECCAGNOLI Luciano Cimmino è il signor Carpisa e il signor Yamamay, due marchi da tempo internazionali. Due marchi napoletani: valigie e intimo. Una vita passata a lavorare a testa bassa. E la battuta tagliente. Perché quando ci vuole ci vuole. E un chiaro posizionamento: "Sono totalmente dalla parte di Lettieri, non perché siamo entrambi imprenditori, ma per un dovere di obiettività". Napoli è davvero ridotta così male? "Dico di più, non è mai stata ridotta così male. Quando ho cominciato a lavorare nel 1962, appena diciottenne con in tasca un diploma di ragioniere, Napoli era povera, prevaleva l'economia del vicolo, ma era ancora forte lo spirito della ricostruzione. Napoli guardava al futuro". E oggi? "È una città in ginocchio. Il sindaco Iervolino può rizelarsi quanto vuole. Ha un carattere troppo permaloso, non fa altro che rimbrottare a destra e a manca, senza mai chiedersi dove ha sbagliato lei. E il vicesindaco, il buon notaio Santangelo, non può che certificare questa triste condizione della città". Da quando è cominciato? "Il Bassolino dei primi anni è stato un ottimo sindaco. Quando ero in giro per il mondo tutti si congratulavano con me e un po' mi invidiavano. Mi dicevano: avete un grande sindaco, beati voi. Poi è cambiato tutto". Che cos'è successo? "È il potere, secondo me. C'è stata un'involuzione. Ha cominciato a parlare di alta finanza, di borse, di arte contemporanea". Non le piace l'arte contemporanea? "Tutt'altro. Ma l'esaltazione che ne fa Bassolino mi fa ricordare quei baraccati che hanno messo l'antenna parabolica sul tetto di plastica. Ma quale arte? Ma si guarda attorno? Bassolino ha dimenticato il suo slogan dei primi anni: la politica dei piccoli passi. Ora l'ha sostituita con quella del salto della quaglia". È impietoso. "S'è pure tinto i capelli. Sembra Berlusconi che se ne impianta di finti. La Iervolino, poi, è stata una grande delusione". In che cosa l'ha deluso? "Ho ancora una grande stima per il suo passato politico. Quando è stata eletta sindaco ho pensato: bene, ha fatto il ministro dell'Interno, sa come affrontare l'ordine pubblico". Invece? "Con lei è mancato completamente ogni coordinamento dell'ordine pubblico. Ogni città ha una zona di garanzia, di protezione per i turisti. A Napoli scippi e furti avvengono nel cuore della città, a Chiaia. Per non parlare del resto". Parliamone. "Napoli ha una vocazione turistica. In questi giorni nel golfo ho visto almeno venti panfili in rada che non riuscivano a trovare posto. E pensate che ogni metro di barca o yacth dà lavoro, come indotto, ad almeno a 12 persone. Noi da vent'anni stiamo a discutere su Napoli Est e Napoli Ovest. È intollerabile. Le altre città concorrenti non stanno a guardare". Secondo lei che cosa tiene lontano gli investitori stranieri da Napoli? "Nei giorni scorsi ho incontrato a Napoli l'ambasciatore britannico Chaplin. Abbiamo parlato di Napoli e secondo lui ciò che fa la differenza tra noi e Londra sono almeno tre punti: la sicurezza, la burocrazia e i tempi della giustizia". Be', sono problemi nazionali, mica solo napoletani. "Certo. Io aggiungerei un quarto punto: la gestione del tempo. In Cina in dieci anni hanno trasformato un paese. Noi in vent'anni non abbiamo deciso nulla sul destino di alcune zone vitali per lo sviluppo di Napoli. Altrove si pensa e si fa. E chi investe è aiutato. Non aspetta mesi a chiedere certificati che altrove gli rilasciano in due ore". Però anche la classe imprenditrice a Napoli non s'è mai fatta notare per vivacità. "È vero siamo stati lontani per troppo tempo dalla politica. Abbiamo pensato a lavorare. Quando abbiamo capito che dovevamo scendere in campo era troppo tardi. Mi resta l'amarezza di lasciare a mio figlio una città peggiore di quella che i nostri padri hanno lasciato a noi".

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Le risposte sibilline nel mondo dei burocrati - marcello benfante (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina I - Palermo Le idee Le risposte sibilline nel mondo dei burocrati MARCELLO BENFANTE Nel suo "Ferragus", prima parte della "Storia dei Tredici", Balzac muove dall'intento di narrare in chiave gotica e nei modi del romanzo d'appendice le gesta misteriose di un gruppo di superuomini "abbastanza forti da mettersi al disopra di tutte le leggi". Ma su questo originario nucleo d'ispirazione si venne ben presto innestando un diverso e più forte interesse: un progetto di rappresentazione corale che Calvino ha definito "il poema topografico di Parigi". Il ritratto della metropoli francese che Balzac tratteggia lungo tutta la trilogia con rapide e calzanti annotazioni sociologiche e antropologiche presenta quasi subito caratteristiche assai cupe e inquietanti. Se "le vie di Parigi hanno qualità umane", il disumano non tarda però a emergere e ad avere il sopravvento. La capitale appare allora come "il più delizioso dei mostri", un concentrato di eccezionale vitalità e intelligenza, dinamismo e bellezza, che in modo apparentemente ossimorico, ma in realtà pleonastico, viene definito una "mostruosa meraviglia". L'elogio per "la città dai centomila romanzi, la testa del mondo" lascia trapelare un che di orrido. "Mostro in tutto", Parigi. E mostro irrefrenabile, in perenne attività. Una specie di "enorme aragosta" le cui membrane sono le infinite porte che cigolano, come se sbadigliassero, ruotando sui loro cardini. Questa ruggente bestia famelica dalle mille zampe è l'icona di ciò che Calvino ha definito la "fondazione d'una mitologia della metropoli". è significativo che in Ferragus tale mitologia sfoci nei "meandri della burocrazia funeraria". Calvino nota che la premessa vitalistica ha per coronamento una conclusione cimiteriale. SEGUE A PAGINA XIV.

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Tagli e investimenti negli scali siciliani lombardo cerca la sponda di micciché - emanuele lauria (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina II - Palermo Il governatore conta sull'alleanza con il sottosegretario: il fratello Gaetano è tra i registi della cordata Tagli e investimenti negli scali siciliani Lombardo cerca la sponda di Micciché Sul presidente grava la pressione degli enti locali preoccupati dallo snellimento "Puntare su Catania era un fatto naturale, ha più passeggeri di Palermo" EMANUELE LAURIA (segue dalla prima di cronaca) Ci sarà anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianfranco Micciché (fratello di Gaetano), che con Lombardo in questo periodo ha contatti frequentissimi. Il governatore ha assistito da spettatore, sinora, alle grandi manovre che porteranno alla costituzione della compagnia aerea italiana, e anche ieri ha confermato il suo desiderio di non fare alcun commento ufficiale. Ma già dalla prossima settimana, al ritorno da un week-end di vacanza in Sardegna, il presidente della Regione si attiverà per capire meglio quali potranno essere gli effetti del piano sull'economia siciliana, sui flussi turistici come sull'occupazione. In ballo ci sono i collegamenti gestiti da Alitalia, già in netta diminuzione negli ultimi anni: solo tre oggi (Roma Fiumicino, Milano-Linate e Milano-Malpensa) le destinazioni da Palermo, una in più da Catania (c'è Brindisi). E in gioco c'è anche il futuro del personale Alitalia (quasi 350 dipendenti nei due scali) e, di riflesso, quello che garantisce i servizi aeroportuali: 430 al Falcone-Borsellino (fra Gesap e Gh Palermo) e ben 700 a Fontanarossa, fra Sac e Sac service. Certo, si è rallegrato, Lombardo, per l'inclusione dell'aeroporto etneo fra i sei scali ritenuti strategici dal piano: palese indicazione della volontà di potenziare l'infrastruttura catanese, cara al leader dell'Mpa per ragioni geografiche ed elettorali. Ma il capo della giunta viene ora invitato dall'opposizione, con toni aspri, a difendere Punta Raisi da un possibile ridimensionamento. A non cedere alle logiche di campanile. E Lombardo ha registrato ieri anche la costituzione di un fronte istituzionale palermitano: sindaco e presidente della Provincia chiedono "chiarimenti" sulle strategie per il Falcone-Borsellino direttamente al governo nazionale e ai vertici Alitalia. Altra mossa che mette discreta pressione sul presidente della Regione. In questo clima, Lombardo può contare su un alleato prezioso come Gianfranco Micciché, che gli sta facendo da sponda nella manovra di dimagrimento degli enti e della burocrazia regionale. E che possiede le chiavi giuste, per ragioni familiari prima ancora che di governo, per dare un'occhiata nella cabina di pilotaggio della nuova Alitalia. L'altro ieri Micciché si è incontrato e ha parlato a lungo con il fratello Gaetano, regista con l'ad di Intesa Passera dell'operazione salvataggio della compagnia. Si rivedranno, insieme, con il governatore. Intanto, il sottosegretario non si scandalizza per la decisione, contenuta nel piano, di puntare su Fontanarossa: "Una scelta naturale, perché lo scalo catanese ha un movimento passeggeri più robusto di quello di Palermo - dice Micciché - Se devi sottoporre un piano industriale a grandi investitori non puoi che parlare di cifre. Sai che gliene importa a Benetton delle nostre ragioni geopolitiche. Ma ciò non significa che Punta Raisi sarà penalizzato. Anzi. Sono certo che la presenza di molti siciliani nella cordata della nuova Alitalia sia una garanzia di tutela per gli interessi dell'Isola". Fra i grandi azionisti della newco ci sono Salvatore Ligresti (il costruttore originario di Paternò) e il patron dell'Acqua Marcia Francesco Bellavista Caltagirone (figlio di un bagherese). Oltre a Salvatore Mancuso, ex presidente del Banco di Sicilia nato a Sant'Agata di Militello, grande amico dei Micciché. E anche il capocordata, Roberto Colaninno, ha un legame con l'Isola, attraverso la finanziaria Immsi che possiede i cantieri Rodriquez a Messina. La nuova compagnia aerea, insomma, sarà guidata da un'alleanza di imprenditori con consolidati interessi nell'Isola: è nel loro seno che il governatore autonomista dovrà trovare conforto.

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Kaffehaus di boboli sempre chiuso l'appalto è congelato dal ministero - mara amorevoli (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina V - Firenze Kaffehaus di Boboli sempre chiuso l'appalto è congelato dal ministero Invece dopo un anno e mezzo aprirà la caffetteria delle Oblate La struttura voluta dal Granduca era stata restaurata nel 2005, ma non è mai stata usata La gestione del punto di ristoro della biblioteca è stata appena assegnata MARA AMOREVOLI caffetteria chiusa, con "bar in allestimento" come avverte un cartello, al secondo piano della Biblioteca delle Oblate. Peccato, perché il panorama dalla terrazza è superbo: tocchi la cupola del Duomo con il naso, perdi lo sguardo tra le fughe dei tetti dei palazzi, e pensi che con una bibita o un caffè in mano, sarebbe un incanto. Macché: gli utenti e i visitatori della moderna e funzionante Biblioteca delle Oblate, inaugurata a maggio del 2007, se vogliono il caffè o un panino, lo trovano al bar esterno. Altro volo su Firenze: nonostante il caldo guadagni la collina del Giardino di Boboli, arrivi davanti al Kaffeehaus dal settecentesco intonaco "verde pistacchio tenero", ammiri la vista sulla città, gli giri intorno cercando il vecchio bar e invece niente: il Kaffeehaus è un monumento muto e sbarrato. Un'altra caffetteria chiusa, che aspetta di riaprire i battenti. Da quando? Da tre anni, dalla fine del restauro (durato due anni) che dal rosso pompeiano di fine '800, ha visto la bizzarra struttura ritrovare il colore originario. Quel verde lorenese con cui era stato dipinto, tra il 1774 e il 1776, il luogo sosta e di delizie nel parco voluto dal Granduca Pietro Leopoldo, "per sorseggiare caffè e cioccolato" nel salotto-boudoir interno. Niente cioccolato e caffè per turisti e visitatori. Che restano perplessi davanti all'edificio sbarrato. E che, a quanto pare, resterà chiuso almeno fino alla prossima primavera. Nel frattempo, la tinteggiatura verdolina è sbiadita, sono comparse due o tre crepe nell'intonaco e qualche scritta qua e là. Di certo, prima di affidarlo in gestione, la soprintendenza dovrà provvedere ad un nuovo restauro. Invece si scopre che per la Biblioteca delle Oblate i tempi sono stretti: il bando di gara è già stato fatto, e la gestione del servizio della caffetteria assegnata alla gestione del Consorzio Coeso. "Proprio ieri abbiamo fatto un sopralluogo, poiché il nuovo gestore dovrà provvedere ad allestire e arredare il bar sia negli spazi interni che esterni- spiega Grazia Asta, responsabile delle biblioteche comunali- E il servizio dovrebbe aprire agli utenti il prossimo autunno". Per il Kaffeehaus di Boboli, il bando è ancora in alto mare. E dire che la gara per la gestione doveva decollare a maggio 2005, come aveva promesso l'allora soprintendente Antonio Paolucci. Cosa è successo? Un testo per il bando di gara era già stato approntato nel 2006 dalla direttrice di Boboli Litta Medri, andata poi in pensione. Dopo di ché è stato rivisto, corretto e aggiornato alle nuove normative europee, quindi è passato alla direzione amministrativa del Polo museale fiorentino, fino a perderne le tracce. Salvo scoprire che infine è pronto, come spiega l'attuale direttore di Boboli, Alessandro Cecchi: "Tutta la procedura è stata rispettata e ora il bando, che ho messo a punto con l'architetto Mauro Linari, è a posto". Resta tuttavia il fatto che tre anni di attesa per preparare un bando di affidamento della gestione di una caffetteria, sono davvero tanti. "Era un bando dal capitolato complesso - precisa Cristina Acidini, soprintendente del Polo museale - poiché nel frattempo era scaduta la concessione del bar sul cortile di Palazzo Pitti, e così abbiamo deciso di fare un un'unica gara di appalto, per fare sinergia. Purtroppo a luglio scorso il provvedimento è stato sospeso dal ministero, perché era necessario fare una "verifica di ambiti ottimali", ovvero secondo il ministero è necessario valutare se è possibile unire la gestione dei due bar in un unico bando. Così aspettiamo che la riserva venga sciolta da Roma, e solo dopo potremo provvedere alla gara e ad un nuovo contratto di affidamento". E se nel frattempo, gli intonaci si sono scoloriti e screpolati, la manutenzione del Kaffeehaus è andata a farsi benedire, se si sono deteriorati anche i decori interni di questo piccolo gioiello architettonico progettato da Zanobi del Rosso, non resterà che dar la colpa alla burocrazia. E cercare nuovi fondi pubblici per un nuovo restauro.

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Federalismo, lo vogliono 8 veneti su 10 (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino di Padova, Il" del 30-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Regione Federalismo, lo vogliono 8 veneti su 10 E 7 su 10 hanno fiducia nelle capacità del governo Berlusconi di realizzarlo VENEZIA. Otto veneti su dieci vogliono il federalismo fiscale. Quattro su dieci sono convinti che il governo Berlusconi sarà in grado di attuarlo. Quasi la metà pensano che porterà un miglioramento alla loro situazione economica. Lo rivela un'indagine di Panel Data, giovane istituto di sondaggi (una srl presieduta dal vicentino Luca Romano), che ha intervistato un campione regionale di 800 persone, senza scansare la domanda principale che dopo anni e anni di parole al vento, è fondamentale: cosa intendiamo per federalismo fiscale? Il meccanismo del sondaggio obbligava a scegliere fra tre risposte: 1) federalismo fiscale vuol dire pagare le tasse prevalentemente alla Regione; 2) vuol dire che ogni Regione ha l'autonomia nel determinare le imposte; 3) vuol dire altro. Il 71,2% degli intervistati ha scelto la numero 1, dimostrando - sostiene Michele Pasqualotto, socio di Luca Romano e coordinatore della ricerca - che "i veneti hanno incamerato nel profondo il significato del federalismo fiscale, che non significa solo pagare meno tasse ma toccare con mano dove vanno a finire". In questo lui ci vede addirittura una "dimostrazione di senso civico". Non vorremmo che Pasqualotto, per dovere d'autore, rivestisse di belle parole un atteggiamento da zoccolo duro, egoista e rancoroso, che molta parte d'Italia ci contesta: siamo una regione che non vuole la solidarietà nazionale solo perché non intende pagare le tasse. Lavoratori, anzi sgobboni, ma vogliono tenersi tutto. Questo pensano di noi. E alzi la mano chi, guardandosi allo specchio, può sostenere che pagare le tasse è bello. Di Padoa Schioppa ce n'è solo uno. Peraltro è triestino. Invece no. Alle insistenze Pasqualotto conferma: "Nelle risposte del campione veneto ho trovato molto senso civico. Prendiamo per esempio l'Ici - spiega -. Nelle risposte molti intervistati hanno parlato dell'Ici sulla prima casa, riferendosi non al gettito ma all'uso del denaro che fanno i Comuni. Per me questo è un fatto molto significativo, al punto che riterrei necessario approfondirlo. Magari per vedere quanta gente sarebbe disposta a pagare l'Ici a condizione di averne un tornaconto locale preciso e documentabile". Posizione - facciamo rilevare a Pasqualotto - che coincide con una convinzione spesso manifestata da Giancarlo Galan: i veneti non avrebbero esitazione a pagare qualcosa in più, a condizione di conoscere e condividere la finalità della tassa. E il presidente della Regione evocato si materializza, neanche farlo apposta, con una nota di plauso ai risultati del sondaggio di Panel Data (che sia un socio occulto della Srl? "Lo escludo tassativamente" risponde Pasqualotto) nella quale dice tra l'altro: "Io credo che i numeri diffusi da Panel Data siano leggermente sbagliati per difetto, nel senso che certamente sono 8 su 10 i veneti che vogliono il federalismo fiscale, gli altri due vorrebbero che tutte le risorse fiscali del Vento restassero per intero nel Veneto. Sappiamo che ciò non è possibile ed è per questo che 8 cittadini su 10 si aspettano il federalismo fiscale, seppure moderato da una componente di solidarismo". Proviamo ad andare un po' più a fondo nei meccanismi del sondaggio. Per esempio, quanto sono durate le interviste? E quanti erano gli intervistati disposti a chiacchierare più di quanto gli intervistatori si aspettavano? Se ci mettiamo a parlare di calcio tra tifosi, non la smettiamo più. Il federalismo fiscale non avrà un tifo da curva sud, ma se la questione è davvero sentita dovrebbe risultare anche dai tempi delle risposte. "In un sondaggio telefonico non possiamo fare conversazioni di mezz'ora - risponde Pasqualotto -. I tempi medi per le risposte sono stati di 3 o quattro minuti a telefonata. I nostri intervistatori hanno tutti un livello di cultura universitaria, sanno dunque come porsi di fronte all'intervistato e cogliere il senso delle risposte. In ogni caso noi facciamo uno stop con piccole riunioni ogni due o tre ore, in modo da capire l'orientamento delle risposte. Se la gente sta mediamente al telefono volentieri o non vuol saperne". E su 10 intervistati quanti erano quelli che sfondavano i 4 minuti? "Direi due o tre - risponde il coordinatore -. In qualche caso abbiamo avuto anche il problema di mettere giù la cornetta. Certo non come una precedente indagine che abbiamo fatto sulla sicurezza nelle città venete. In quel caso non si riusciva proprio a interrompere la conversazione: la gente aveva capito di parlare con qualcuno che poteva amplificare le proprie richieste e ci dava dentro". Le domande del sondaggio erano 6. Oltre alle tre riportate nei diagrammi di questa pagina e la già ricordata domanda chiave su cosa significa federalismo fiscale, Panel Data ha chiesto: quali sono i principali vantaggi che potrà portare l'attuazione del federalismo fiscale? Il 44,4% del campione ha risposto "riduzione dell'imposizione fiscale"; il 26,7% miglioramento delle infrastrutture e dei servizi pubblici; il 10,9% rallentamento della crescita dei prezzi; l'8,4% riduzione della burocrazia. L'ultima domanda era: quanto è d'accordo con chi sostiene che l'attuale Governo sarà in grado di attuare il federalismo fiscale? Molto il 20,7%; abbastanza il 41,5%; poco il 26,8%; per niente l'11%. In Internet, Panel Data rinvia a Local Area Network ma è inutile cercare i risultati del sondaggio. Il sito era artigianale ed è in rifacimento. Piccoli istituti di sondaggio crescono. (Renzo Mazzaro).

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Per McCain, a sorpresa, una donna (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 30-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: MONDO data: 2008-08-30 - pag: 7 autore: Verso la Casa Bianca. Il candidato del partito repubblicano sceglie come vice il governatore dell'Alaska, Sarah Palin Per McCain, a sorpresa, una donna L'annuncio in Ohio: una outsider di 44 anni a caccia del voto femminile ELEZIONI USA 2008 Marco Valsania DAYTON John McCain, con un'ambiziosa e rischiosa scommessa per catturare il voto di donne e giovani, ha scelto un candidato a sorpresa per la poltrona di vicepresidente degli Stati Uniti: il governatore dell'Alaska Sarah Palin. A battere i più quotati aspiranti - Mitt Romney, Tim Pawlenty e Joe Lieberman - è stata una donna di 44 anni, una completa outsider eletta solo due anni or sono alla guida di uno Stato spesso dimenticato dal resto del Paese. Prima dell'elezione a governatore era stata sindaco di una minuscola cittadina di poche migliaia di abitanti, Wasilla, dove era cresciuta. Adesso, in una campagna caratterizzata dalla storica nomina da parte del partito democratico di un giovane senatore afroamericano alla Casa Bianca, è diventata la prima donna mai candidata dai repubblicani alla vicepresidenza. McCain e Palin, dopo l'annuncio- shock che ha scosso il mondo politico tanto democratico che repubblicano, non hanno perso tempo.Hanno lanciato ieri pomeriggio la loro campagna per la Casa Bianca da Dayton, in Ohio, per arrivare la prossima settimana alla Convention repubblicana di Minneapolis. "Ho cercato un vice che mi aiutasse a trasformare Washington", ha detto McCain. "E in Sarah Palin ho trovato il partner giusto per battermi contro burocrazie, corruzione e sprechi. Una partner che viene dalla classe media e ne capisce le aspirazioni. è questo di cui ha bisogno il Paese ". Palin, fra grandi applausi, si è detta "onorata" della nomina. E ha sfoderato la sua immagine popolare e fresca: ha presentato il marito Todd, un tecnico petrolifero, pescatore e iscritto al sindacato, e salutato un figlio arruolatosi nell'esercito e che presto sarà inviato in Iraq. E come donna ha ringraziato le leader del partito avversario, quello democratica, che l'hanno preceduta, da Geraldine Ferraro, prima donna in assoluto a ricevere una nomina alla vicepresidenza, a Hillary Clinton. Di più:ha detto di voler raccogliere il testimone dalla Clinton nella campagna in corso. "Hillary ha condotto una campagna determinata- ha detto- ma le donne americane non hanno ancora finito la loro missione ". Cinque figli, con il vezzo di definirsi la "mamma dell'hockey", la Palin agli occhi di McCain ha numerosi assi nella manica. Può attirare l'elettorato femminile, deluso dall'uscita di scena della Clinton. Erodere il vantaggio dei democratici tra i giovani. Ma anche entusiasmare il partito repubblicano, promuovendo un volto nuovo. La scelta rafforza la fama di McCain come indipendente e al passo con il desiderio di cambiamento: Palin ha indossato con decisione il mantello riformatore, senza timore di scontrarsi con la burocrazia del partito. In Alaska, dove esponenti repubblicanisono sotto inchiesta per corruzione, ha promosso risanamenti etici con uno stile dinamico che riceve un tasso di approvazione dell'80 per cento. Piace, inoltre, all'ala conservatrice del partito: si è distinta per l'impegno contro il diritto d'aborto,a favore dei valori familiari tradizionali e contro la restrizioni nella diffusione delle armi (è membro della National Rifle Association, la potente organizzazione americana che promuove l'utilizzo consapevole delle armi). Ma la scelta rappresenta anche un grande rischio. La sua inesperienza potrebbe rendere difficile attaccare Obama per la medesima ragione. Palin dovrà fare i conti con il candidato alla vicepresidenza dnmeocratica, Joe Biden, forte di grande esperienza in politica estera. Il giovane governatore, inoltre, passata la novità potrebbe preoccupare perché sarebbe a un passo dalla presidenza, quando si considerano i problemi di salute del 72enne McCain. Palin ha inoltre sposato posizioni controverse: tra queste, le trivellazioni nel parco nazionale dell'Alaska, un'ipotesi che trova scettico lo stesso McCain. La risposta democratica non si è fatta attendere.Obama e Biden si sono congratulati con Palin, ma il portavoce della campagna Bill Burton è stato meno generoso: "John McCain ha messo l'ex sindaco di una cittadina di novemila abitanti con zero esperienza di politica estera a un passo dalla presidenza. Palin condivide con McCain l'impegno contro l'aborto,il sostegno ai colossi del petrolio e alle politiche fallimentari di George W. Bush. Questo non è il cambiamento di cui abbiamo bisogno ". La scelta di un rally in Ohio per presentare Palin non è stata casuale. L'obiettivo: introdurre lo sconosciuto candidato nel cuore del Paese, in uno degli Stati più contesi in vista delle elezioni di novembre. mavalsania@ilsole24ore.us LA CLINTON, UN ESEMPIO "Hillary ha condotto una campagna determinata - ha detto la neodesignata - ma le americane non hanno ancora finito la loro missione".

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Gli clonano la targa prende 7 multe a Napoli (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 30-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

La storia L'odissea di un savonese dura da 5 anni GIANLUCA PALLADINO Gli clonano la targa prende 7 multe a Napoli SAVONA Il numero di targa annotato sulle sette contravvenzioni elevategli dalla polizia municipale di Napoli a partire dal 2003, è quello della sua moto: una Honda 125. Ma lui sotto il Vesuvio non è mai stato, se non un'unica volta nel 1975, quando, peraltro, vi si recò in treno. Eppure, dopo una sequela infinita di ricorsi, raccomandate, denunce, Mauro P., pensionato di 61 anni residente a Savona, non è ancora riuscito a mettere fine all'equivoco. Anzi, nei giorni scorsi ha cominciato a ricevere dall'agenzia Equitalia Sestri, incaricata delle riscossioni per conto della Provincia di Savona, le cartelle esattoriali relative alle prime due multe. Totale: circa mille euro. L'odissea di Mauro comincia la mattina del 26 febbraio di cinque anni fa, quando i vigili del capoluogo campano pizzicano a passare con il rosso un motociclo i cui passeggeri sono sprovvisti di casco. La targa corrisponde a quella del mezzo del savonese, che alcuni mesi dopo si vede recapitare a casa un verbale di 115 euro. "Superato lo stupore, ho fatto ricorso alla Prefettura di Napoli, senza però ricevere alcuna risposta. Ho pensato che la vicenda fosse stata archiviata e che tutto si fosse concluso lì". Invece, la storia si ripete per altre quattro volte nei due anni seguenti. Il secondo verbale notificato a Mauro porta la data del 30 aprile 2004. I successivi tre sono di febbraio, marzo e giugno 2005. In tutti i casi viene contestato al conducente della moto e al passeggero il mancato utilizzo del casco, con sanzioni sempre intorno ai 150 euro e decurtazione di 10 punti dalla patente. Mauro non si limita più ai ricorsi, ma decide pure di sporgere denuncia alla Questura di Savona. "Anche per tutelarmi da un eventuale coinvolgimento in vicende penali che avessero a che fare con quella moto", spiega. La polizia e il suo legale lo rassicurano, sia sui pagamenti - "Mi è stato detto di non effettuarli e di continuare a fare ricorso" - sia sul buon esito della vicenda. Dopo un anno di calma apparente, tuttavia, tra fine 2007 e inizio 2008 Mauro torna ad essere "bersaglio" delle contravvenzioni partenopee. Ad ogni multa il savonese risponde con ricorsi e nuove denunce. Azioni che, però, non servono ad arrestare la macchina della burocrazia. A cavallo di ferragosto, l'uomo riceve due cartelle esattoriali, ciascuna di circa 500 euro. Altro giro di telefonate, e il suggerimento dell'Ufficio ruoli e ricorsi della polizia municipale di Napoli, di presentare opposizione al giudice di pace. "L'ho fatto, sia a Napoli sia a Savona - conclude Mauro -. Prima ancora, però, mi sono deciso a cambiare il numero di targa della moto. La pratica mi è costata 165 euro. Ma se servirà a chiudere, finalmente, questa storia, saranno stati soldi spesi bene".

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Non è stato chiuso per le intemperanze della tifoseria; non è stato chiuso perch&# (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)" del 31-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di ALESSIO VALLERGA Non è stato chiuso per le intemperanze della tifoseria; non è stato chiuso perché completamente fatiscente. Per Civitavecchia-Astrea (ore 17), lo stadio Fattori è stato chiuso a causa della burocrazia. E di una situazione grottesca, al limite della farsa, che vede come protagonista il comune, come co-protagonista la Figc e vittime designate il Civitavecchia e gli spettatori. Perché l'annuncio di venerdì sera giunto dal Pincio ("il Fattori è agibile, domenica cancelli aperti") si è rivelato quanto meno azzardato. Almeno alla luce di quanto successo nelle ore successive, cioè ieri mattina. I fatti. La comunicazione del documento di agibilità andava per forza trasmessa entro le 19 di venerdì, ossia prima della chiusura degli uffici della Federcalcio. La commissione pubblici spettacoli ha svolto il sopralluogo l'altro ieri e poi redatto il documento, che ha inviato intorno alle 21 (anche se si sostiene addirittura ieri mattina). Non essendoci nessuno a prenderli, non è stato possibile alla Federcalcio dare il via libera. A comunicarlo alla società nerazzurra, il vice commissario della Lega Nazionale Dilettanti Raffaele Cipollone, a cui si è rivolto il presidente Tersigni per avere delucidazioni. In pratica, con il documento in mano, andava convocata una riunione d'urgenza dei tecnici federali e poi bisognava emettere un comunicato ufficiale ad hoc. Ma il plico è arrivato fuori tempo massimo. A dir poco furibondo Umberto Tersigni, che spara a zero sull'Amministrazione comunale: "Purtroppo mi sono trovato ad avere rapporti con degli incompetenti e questo è il risultato. Ho persino contattato il sindaco e il suo vice, riuscendo a parlare solo con l'autista pregandolo di farmi richiamare urgentemente: il telefono non ha mai squillato". Il ritardo della commissione è l'aspetto che ha mandato su tutte le furie il patron nerazzurro: "Non capisco perché non sia stata convocata la commissione appena ricevuto l'ok dal commissariato. Il parere decisivo era quello della Pubblica sicurezza, per cui avuto quello, si poteva benissimo fare in tempo. Comunque i tifosi avranno la possibilità di conoscere l'andamento della partita dalle frequenze di Idea Radio". L'emittente radiofonica trasmetterà la partita in diretta sui 98.5 in Fm e in streaming dal sito www.idearadio.net. Preso completamente in contropiede il presidente della commissione Renato Pacifico: "Non ci era stata comunicata alcuna scadenza per venerdì. In passato abbiamo agito allo stesso modo senza che ci fossero problemi. La commissione convocata tardi? Nessuno ci ha fatto sapere che il 31 agosto ci sarebbe stata la Coppa". Sul calcio giocato, mister Caputo con l'Astrea non potrà schierare Boriello e ci sono in dubbio Lancioni e Gagliardini. Per inciso, l'agibilità del Fattori è temporanea: scade il 30 giugno 2009 perché ci sono delle prescrizioni che ancora il Pincio non ha assolto. Chissà che l'anno prossimo non si torni a parlare di questa vicenda.

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Un sottosegretario pesa gli Anni di piombo (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 31-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

N. 208 del 2008-08-31 pagina 22 Un sottosegretario pesa gli Anni di piombo di Redazione Ha raccontato di privilegi, di sprechi e di burocrazia impazzita, ma questa volta Raffaele Costa - oggi presidente della Provincia di Cuneo - nel suo ultimo libro, Politica e Giustizia ai tempi delle Br. Diario di un sottosegretario liberale (1979-1980) (Mondadori, pagg. 155, euro 17,50) narra degli anni bui del terrorismo rosso e di come lui, giovane sottosegretario alla Giustizia, visse quel periodo caldo. E lo fa da un pulpito privilegiato, non solo per la sua lunga esperienza politica, ma anche per essere stato il protagonista di alcuni dei fatti più eclatanti di quegli Anni di piombo che hanno visto il Piemonte tra i protagonisti assoluti di attentati, rivendicazioni e pentimenti. Tra questi, il caso Patrizio Peci, primo pentito rosso della storia. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Spacciò 300 volte, ma Azouz torna in Tunisia (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 31-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

N. 208 del 2008-08-31 pagina 16 Spacciò 300 volte, ma Azouz torna in Tunisia di Andrea Acquarone Azouz Marzouk se ne andrà dall'Italia. Basta col suo passato tragico, con gli errori, soprattutto con il fallimento di quella nuova vita che avrebbe voluto ricostruirsi dopo la tragedia. Lui, bello e dannato, vittima ma al tempo stesso colpevole, si arrende. E accetta la proposta di essere espulso dall'Italia nel computo della pena che, a fine settembre, andrà a patteggiare davanti al gup di Como, Luciano Storaci: deve rispondere di oltre 300 episodi di spaccio di sostanze stupefacenti che gli sono contestati dal sostituto procuratore Massimo Astori. Gli potrebbero essere inflitti tredici o al massimo 14 mesi di reclusione. "L'Italia non solo mi ha dato poco, ma mi ha tolto tutto quello che avevo. Per questo torno in Tunisia", fa sapere oggi per bocca del suo avvocato Roberto Tropenscovino. Moglie, figlioletto, suocera (senza dimenticare la vicina di casa) massacrati nella strage di Erba, mentre lui si trovava in patria, dopo essere appena uscito di galera. All'inizio fu sospettato, ma lo stesso suocero che non lo aveva mai amato lo scagionò: "Non può essere stato lui, in questi giorni si trova nel suo Paese", spiegò ai carabinieri. La storia è nota. Qualche settimana più tardi in cella finirono Rosa e Olindo, lo spazzino e la casalinga che odiavano Azouz e famiglia. Poi, per lui, una squarcio di improvvisa notorietà. Interviste, apparizioni tv, comparsate sulle passerelle dei vip. Sperò di poter entrare nel mondo cangiante e cannibale dello spettacolo l'ingenuo Azouz. Si illuse e venne usato. Ebbe i suoi 15 minuti di notorietà, macabra, infine si ricacciò nella polvere. Solo e di nuovo "cattivo". Era lo scorso dicembre quando si ritrovò ancora le manette ai polsi. Spaccio di stupefacenti, l'accusa. "Con 14 mesi e l'espulsione, a causa della Bossi-Fini - spiega il suo legale - si chiuderà il caso. Ma Azouz ha deciso di lasciare il nostro Paese volontariamente, prima di attendere le decisioni altrui e senza il desiderio di sfruttare le eventuali falle della burocrazia. Mi ha colto di sorpresa con la sua risolutezza, ma lo comprendo. La sua presenza in Italia è sempre stata considerata scomoda, vuol tornare a casa sua e riflettere su quanto gli è capitato, con calma". "È stato completamente abbandonato da tutti. Per il fatto di essere extracomunitario viene giudicato più per i reati di cui è accusato che per quello di essere vittima di una strage". Il processo per la tragedia di Erba, di cui sono accusati i coniugi Olindo e Rosa Romano, riprenderà a novembre. Complessivamente a Marzouk si contestano 316 episodi di spaccio, in particolare cocaina, compiuti fino a pochi giorni prima dell'arresto. "Sicuramente Azouz ha sbagliato e per questo pagherà il conto alla giustizia - sottolinea Tropenscovino ma resta pur sempre un bravo quanto sfortunato ragazzo". Lo rivedremo, però, Marzouk. Stavolta in veste di accusatore. Sarà presente alla lettura della sentenza della Corte d'Assise nei confronti dei coniugi Romano accusati del massacro di Erba: "Chiederemo le necessarie autorizzazioni per consentirgli un temporaneo rientro in Italia". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Sbagliano sul certificato la data di morte del marito e nel giro di pochi giorni la vedova si ritrov (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 31-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di PAOLO VERCESI Sbagliano sul certificato la data di morte del marito e nel giro di pochi giorni la vedova si ritrova il conto corrente prosciugato dall'Inps. Il peggio è che a distanza di quasi due mesi non ha ancora rivisto i suoi sacrosanti soldi. Non è una vicenda kafkiana, ma più semplicemente una storia tutta italiana di straordinaria disorganizzazione quella che sta letteralmente facendo disperare o anche impazzire una signora di Pescara colpita da un grande dolore all'inizio di giugno: quello per la perdita dell'adorato marito, autotrasportatore che si era ritirato dal lavoro dopo una vita passata al volante di un grosso automezzo. Il resto della storia è la stessa signora a raccontarlo a Il Messaggero. "Ancora sconvolta dal dolore e anche confusa in quei momenti per me terribili, a distanza di qualche settimana dalla scomparsa di mio marito ho presentato all'Inps la domanda per la reversibilità della pensione, allegandovi il certificato di morte rilasciato dal Comune di Pescara: certificato nel quale anzichè 4 giugno 2008 viene scritto 4 giugno 2006. Un errore macroscopico dovuto a una distrazione di cui non ho potuto rendermi conto subito di persona, avendo affidato quella pratica burocratica ad un conoscente". Un errore che ha avuto un incredibile effetto domino, complice anche la cieca burocrazia che in casi del genere fa scattare meccanismi a volte perversi. Nel momento in cui all'Inps è giunta notizia di quel pensionato deceduto non a giugno 2008, bensì due anni prima, è partita in automatico l'azione di recupero della pensione indebitamente assegnata ovvero percepita dal poveretto. E in base a un accordo tra l'ente di previdenza e le Poste - l'autotrasportatore aveva aperto un libretto all'ufficio postale di via Di Sotto, ai Colli - i versamenti di due anni di pensione sono stati restituiti via computer all'erogatore, cioè all'Inps. Ovvero l'Inps s'è ripresa come indennizzo praticamente tutto quello che era rimasto sul conto del compianto marito della signora. Può succedere, anzi succede in casi del genere perché il percorso è "automatizzato" e computerizzato. Tra Inps e le Poste o anche con le banche ci sono procedure consuete e ben regolamentate per l'erogazione della pensione. Ma quando qualcosa non quadra, cioè se i conti all'improvviso non tornano, ecco che il meccanismo s'inverte: e attraverso quello stesso canale i soldi vengono risucchiati dall'Inps. Spiegazione assolutamente legittima. Il problema, però, è che a distanza di quasi due mesi la signora, pur avendo dimostrato l'errore, non ha ancora risolto. "Questi fatti risalgono all'ormai lontano dieci luglio e nel frattempo non solo non ho riavuto il denaro sul conto di mio marito, ma addirittura ho scoperto che pochi giorni prima, il primo luglio, l'Inps aveva anche prelevato indebitamente una somma di circa seimila euro che era stata accreditata sul conto dalla Cna". Incredula, la vedova e vittima di questa folle burocrazia s'è ritrovata presa tra due fuochi: da una parte l'Inps che le chiudeva le porte "ho chiesto di incontrare il direttore ma non sono mai stata ricevuta" ha raccontato; e dall'altra le Poste, cioè i dipendenti dell'ufficio dei Colli "che in tutto questo tempo hanno continuato ad addossare all'Inps le responsabilità per questo grave inconveniente". E' vero che la signora conduce anche un'attività commerciale ma le esigenze sue e della famiglia - ha una figlia, due nipotini - comportano spese e dunque si fa pressante la necessità di riottenere la pensione di reversibilità finora negata, nonché la somma indebitamente prelevata (fino al 4 giugno scorso, la pensione al marito andava pagata). La speranza della signora è che la questione venga finalmente chiarita e risolta. Magari, aggiungiamo noi, con una doverosa lettera di scuse.

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Da otto mesi è tornato a vivere grazie al cuore donato da una persona morta in seguito ad un in (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 31-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di TEODORA POETA Da otto mesi è tornato a vivere grazie al cuore donato da una persona morta in seguito ad un incidente stradale a Bergamo. Ma a causa della burocrazia e della mala gestione della sanità il "miracolo" del trapianto potrebbe essere messo a rischio. "Quando i medici mi hanno chiamato per farmi sapere che c'era un cuore per me, avevo 15 minuti di tempo per decidere se accettare o meno di sottopormi al trapianto- racconta Petrit Racaku, 46 anni, albanese, da 20 anni in Italia dove vive a Tortoreto con la famiglia-. Ormai ero ridotto pelle ed ossa". Il 4 dicembre dello scorso anno, invece, Petrit è stato sottoposto al trapianto di cuore all'ospedale Riuniti di Bergamo, ma adesso che non può più fare il carpentiere ha bisogno di quel sussidio che, per legge, spetta ai trapiantati per il primo anno. Si tratta di 1.500 euro che la Asl dovrebbe versargli, non si capisce ancora se mensilmente o annualmente, ma che lui, fino ad oggi, ha ricevuto una sola volta da quando è stato operato: a maggio. "Ho bussato a tutti gli uffici della Asl, sia a Teramo, sia a Pescara, ed anche alla Regione, ma di questi soldi non ho avuto ancora neanche un centesimo. Solo porte sbattute in faccia". Petrit continua a doversi sottoporre alle biopsie a Bergamo. Ma, ultimamente, a causa dei costi eccessivi, ha iniziato a saltare gli appuntamenti a suo rischio e pericolo. E adesso minaccia di scioperare davanti alla sede della Asl. "Ogni viaggio mi costa 600 euro. Non posso più permettermelo- dice-. La Asl di Teramo non mi ha mai rimborsato nulla, eppure dovrebbe farlo. Ho tre figli di 10, 12 e 17 anni che vanno a scuola. Quando ho 100 euro in tasca preferisco spenderli per far mangiare loro, piuttosto che andare a Bergamo per le mie visite mediche. Ormai abbiamo attinto a tutti i risparmi che avevamo. Il Comune di Tortoreto, poi, non ci ha mai aiutato. Il mio destino è segnato, ma per i miei figli avrei volto qualcosa di meglio". Chi continua a stare vicino a Petrit in questa battaglia sono il medico che ha scoperto la sua malattia, il cardiologo di Sant'Omero Giorgio Marcellini, e l'avvocato che ha seguito un problema insorto tempo fa con il permesso di soggiorno, Alessandro De Paulis.

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