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tARTICOLI DEL 25-31 agosto
2008 #TOP
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Articoli
Burocrazia (60)
1948, destra e sinistra contro la satira di zampa -
mario serenellini milano ( da "Repubblica, La"
del 25-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: e il bis di Anni difficili, cioè Anni facili, di cui la burocrazia di Stato vieterà nel '53 la distribuzione all'estero, perché l'immagine d'"un'Italia corrotta e piena di scandali non corrisponde alla realtà". Esplosive furono, già a Venezia, le reazioni dei giornali, e misero d'accordo, per una volta, destra e sinistra.
L'idea
del "batò" è naufragata tra sequestri e carte bollate - maria
cristina carratu' ( da "Repubblica, La"
del 25-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: anche perché con le amministrative alle porte tutto rischia di essere rinviato a chissà quando: "Possibile che in nome della burocrazia si ammazzino così i sogni?" protesta. Per gridare a tutti la sua indignazione, ha già pronto un volantino-denuncia, da diffondere in tutta la città. Titolo: "Lo scandalo".
Chi
trova il candidato giusto guadagna fino a 5mila sterline
( da "Sole
24 Ore, Il (Del Lunedi)" del
25-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: possano essere assunti senza troppa burocrazia. Nulla a che fare con le raccomandazioni. Chi segnala è di regola un manager con un buon curriculum, una fonte attendibile con continui contatti con giovani di valore. Qualcuno capace di cogliere inclinazioni, motivazioni e personalità delle singole persone e di vederle in prospettiva assunte in certe aziende che possano averne bisogno.
PERUGIA
- Nei giorni caldi del controesodo, s'infiamma il dibattito sui controlli per l
( da "Messaggero,
Il (Umbria)" del 25-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ci sono delle difficoltà evidenti nella gestione di alcuni diritti degli agenti e siamo pronti ad aprire delle vere e proprie vertenze". Burocrazia e circolari finiscono nel mirino, ma il male è sempre lo stesso: pochi uomini e mezzi scarsi che costringono gli agenti della Polstrada a fare i miracoli per vincere la sfida con i "pirati" dell'estate e del week end.
GIULIANOVA
- Il Prefetto di Teramo, Francesco Camerino, superstar della rassegna di poesia
"Ver ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)"
del 25-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: che si immagina sempre imprigionato da mille burocrazie. Sulla targa del laghetto che all'Eur di Roma ricorda le vittime delle Torri gemelle di New York è inciso un frammento della sua lirica "Polvere nera" dedicato proprio all'attentato terroristico. La sua ultima raccolta, presentata a Giulianova, invece, partecipa al progetto di solidarietà "La poesia è vita",
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-08-25 num: - pag: 25
autore: di MAR... ( da "Corriere della Sera"
del 25-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Niente sequestri preventivi (di competenza dei pm) come quelli per i cibi congelati scaduti e rietichettati come nuovi. O come per Mucca pazza o i tiramisù al botulino... Blitz solo su richiesta di Asl o enti amministrativi e pene solo pecuniarie. Notoriamente con tempi da burocrazia.
Dado,
al secolo Gabriele Pellegrini, figlio del Seven Show e di Zelig come molti dei
suoi colleghi c ( da "Messaggero, Il"
del 25-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: gli intrallazzi della casta politica, l'ipertrofica burocrazia che schiaccia il cittadino.", come spiega. Affiancato dalla sua band, alterna il suo repertorio recitato a brani musicali, cover semiserie di pezzi famosi ("Alice guarda i gatti e i gatti guardano le alici", canta parodiando De Gregori) e personaggi stralunati.
Buoni
vendemmia in fvg: 1.000 richieste
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 26-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: il quale aveva parlato di eccessiva burocrazia. "Nei giorni scorsi c'è stato chi ha detto che un eccesso di burocrazia avrebbe rallentato la richiesta dei voucher per il lavoro accessorio, sperimentati per la prima volta quest'anno in agricoltura - attacca Fabio Vitale -. Parere che non condividiamo.
Fontanini:
gli ato non servono, meglio tagliarli
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 26-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: confusione tra la gente e aumentato i costi e la burocrazia". La Provincia quindi si candida a svolgere le funzioni di ciascuno degli enti? "Sì. Gli Ato siamo noi, siamo noi a poter coordinare i servizi tra i Comuni. Per le Comunità montane il ragionamento è il medesimo: è la Provincia a poter acquisire diversi compiti di quell'ente, considerato anche che la loro creazione ha portato all'
Lignano
e grado, alleanza per cercare nuovi mercati
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 26-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: cercare nuovi mercati Progetti per battere crisi e burocrazia: promozione congiunta e partecipazione a fiere LIGNANO. L'unione fa la forza. Grado e Lignano ci credono e avviano una collaborazione che non ha precedenti nella storia. Strette di mani quelle tra rappresentanti delle istituzioni e degli operatori economici delle due località turistiche nel corso di un primo incontro,
Il
questore: "più agenti in strada" - gabriele isman
( da "Repubblica,
La" del 26-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Pagina VI - Palermo Il questore: "Più agenti in strada" Meno burocrazia e lotta ai patrimoni, il piano di Marangoni GABRIELE ISMAN Continuità con il lavoro di chi lo ha preceduto, più poliziotti in strada e una gran voglia di far bene, creando "un sistema della sicurezza che vada oltre piazza Vittoria".
Assenteismo
figlio del centro-sud ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 26-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Il problema si chiama continuo aumento della spesa pubblica proprio di una burocrazia parossistica cui viene affiancato per beffa pure il lavoro interinale. In America 4 milioni di addetti per 300 milioni. In Germania un milione per 70 milioni. Per esempio. Noi in Europa siamo primi con 3 milioni 500 mila per 60 milioni e buoni ultimi per servizi e costi.
Il
boom dell'Angola ora richiama gli europei
( da "Sole
24 Ore, Il" del 26-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la corruzione è diffusa e la burocrazia un ostacolo quasi insormontabile. Ma nonostante questo, il Paese ha una grande vivacità economica, che Portogallo (ex potenza coloniale), Germania, Francia, Spagna, Regno Unito stanno cercando con successo di intercettare grazie all'offerta di linee di credito, iniziative culturali, voli diretti.
Per
l'Italia ritardi e occasioni sfumate
( da "Sole
24 Ore, Il" del 26-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Le difficoltà sono rappresentate soprattutto da una burocrazia spaventosa e dalla difficoltà di trovare manodopera. "Al di fuori del settore petrolifero – dice Gianpaolo Bruno, direttore dell'ufficio di Johannesburg dell'Istituto italiano per il Commercio estero, competente anche per l'Angola –
In
Olanda col camper arancione ( da "Corriere della Sera"
del 26-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: anche se tra burocrazie internazionali, attese e fregature dei venditori ci si rimette un bel po' in salute". Hanno scelto il camper "perchè è perfetto per arrivare dove vuoi e poi cambiare idea, tornare indietro, cercare nuove avventure, insomma un po' come succede nella vita di tutti i giorni, solo che qui gli spostamenti emotivi si misurano in chilometri"
Il
Sud che rinasce senza soldi pubblici
( da "Sole
24 Ore, Il" del 26-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La burocrazia è lenta –continua Fusiello, 42 anni –e alla fine diventa tutta una cosa malata ". Nel 2004 Angel & Devil ha fatturato 3,2 milioni di euro, nel 2005 7,2 milioni, nel 2006 35 milioni e l'anno scorso 45 milioni.Con il padre Pasquale, oggi settantenne,l'azienda di famiglia operava come terzista nella maglieria e nelle t-
Gabriele
ha due anni e una vita segnata da un destino crudele. Un gravissimo ritardo
psico-motorio n ( da "Messaggero, Il (Umbria)"
del 26-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: "Questo -spiega Pierpaolo Marconi- perchè siamo convinti che i diritti dei più deboli siano al di sopra della burocrazia. Un bimbo disabile al cento per cento va tutelato a ogni costo. Se sarà necessario -conclude Marconi- ci rivolgeremo al Garante per l'infanzia".
A
volte la burocrazia, o meglio gli intoppi burocratici, riescono ad avere anche
risvolti macabri. < ( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)"
del 26-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: A volte la burocrazia, o meglio gli intoppi burocratici, riescono ad avere anche risvolti macabri. Ed è il caso di questa storia che vede protagonista, suo malgrado, un cane deceduto 50 giorni fa mentre era ospite del canile municipale. Toccante la breve storia di Wisky (questo il nome del cane).
L'Asl
anticipa di un anno e mezzo la visita di Giuseppa Ventura
( da "Stampa,
La" del 26-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: I giovani affetti da autismo, sotto una corteccia di diffidenza verso il mondo esterno, nascondono spesso capacità superiori alla norma, come mostrato al pubblico dall'attore Dustin Hoffman nel film "Rain man". Nel mondo reale, a volte, può bastare la professoressa giusta. E un po' meno burocrazia.
Alè
Magno ( da "Giornale.it, Il"
del 26-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: 8) burocrazia (1) citazioni (2) finanza (10) pol economica (21) Varie (35) Ultime discussioni alex: Cito alcuni tratti di Roberto Marraccini da Padaniaoffice Via Bellerio 41 Milano. 9 Giugno 2008 Da quando è... antonio: LACRIME E SANGUE.con queste due semplici parole ma altrettanto truculente i vari governi che si sono.
Il
pd: la provincia non funziona ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 27-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: affinché le competenze di quegli enti, eliminando burocrazia e costi, possano essere svolte dalla Provincia. Ma il presidente ha ricordato altri due traguardi, la riorganizzazione dell'ente all'insegna di minori spese e, nel settore rifiuti, il primato in regione come provincia con la percentuale più alta di raccolta differenziata.
Sos
dagli artigiani "il comparto non cresce più"
( da "Repubblica,
La" del 27-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La stagnazione è riconducibile al trend economico generale ma è aggravata dai ritardi e dalle inadempienze della burocrazia regionale. Nemmeno un mese fa, il presidente della commissione Attività produttive all'Ars, Savino Caputo, denunciava il mancato trasferimento dei fondi destinati ai consorzi fidi per gli artigiani: 26 milioni di euro di crediti accumulati dal 2004.
La
sua piattaforma sequestrata a maggio "ma ora l'estate è finita, siamo
disperati" ( da "Repubblica, La"
del 27-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Fabrizio che gestiva con il padre la piattaforma lavora come bagnino a Mondello, Gianluca ha trovato posto in una panineria della città e Danilo è finito in Sardegna come aiuto cuoco. "Con la mia famiglia - conclude D'Aquila - avrei potuto far decollare questa piattaforma. Ma sembra che siamo lasciati a noi stessi e la lentezza della burocrazia fa la sua parte". c.b.
Nello
stadio nuovo di zecca si fa il tifo dalla camera d'albergo
( da "Repubblica,
La" del 27-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Negli anni Settanta il governo decise di costruire un impianto nuovo, ma i tempi della burocrazia e la politica cancellarono quel progetto. Così negli anni Novanta lo Slavia tornò di nuovo all'Eden, ma il vecchio stadio era diventato inadeguato alle esigenze del club e non conforme ai parametri Uefa. Nel 2000, infatti, allo Slavia fu vietato di giocare all'Eden.
E'
stato consegnato alla mamma della piccola Asia un monitor multiparametrico che
consente di ( da "Messaggero, Il (Metropolitana)"
del 27-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: schiacciata sotto il peso della burocrazia. La stessa alla quale si era appellata la responsabile della farmacia interna alla Asl di Pomezia, negando ai genitori della bambina una parte della fornitura di sondini, senza i quali però Asia non potrebbe vivere. Dopo l'intervento dei carabinieri e quello di Antonio Maniscalco, l'unico consigliere comunale (
Dal
nostro inviato RIMINI - Si è commosso il Meeting e ha app
( da "Messaggero,
Il" del 27-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ha dato una grande mano alla realizzazione dell'evento nel Meeting: a Rimini sono molti i detenuti della cooperativa Giotto in permesso speciale, accompagnati da un nucleo della polizia penitenziaria. Tutto ciò non sarebbe stato possibile senza il sostegno del ministro che ha tagliato i tempi della burocrazia.
Mutui
agevolati per i pannelli solari ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)"
del 27-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: causa burocrazia), ad oggi sono in erogazione 400mila euro. Sempre nel Veneziano, Banca FriulAdria propone "Energia Pura" in convenzione con la Confartigianato Provinciale e il Cofidi Veneziano. Due i filoni di intervento: uno per sostenere gli investimenti effettuati dalle famiglie nel fotovoltaico, nel solare e nella ristrutturazione edilizia per il risparmio energetico;
Etica
della spesa e solidarietà Nord-Sud
( da "Sole
24 Ore, Il" del 27-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazie dilatate a dismisura, consulenze, piramidi rovesciate nelle gerarchie ammini-strative, la marcata tendenza a dispensare finanziamenti pubblici a pioggia, senza alcun ritorno in termini di sviluppo. Alcune inchieste giornalistiche ci hanno condotto all'interno di un autentico cancro nazionale: quello della spesa incontrollata al di fuori di ogni forma di responsabilità.
Asili
nido: tanti soldi, pochi posti ( da "Corriere della Sera"
del 27-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: E si allungano in tutta Italia le liste di attesa mentre la burocrazia blocca le nuove iniziative 743 milioni di euro stanziati e mai spesi D oveva essere il più grande investimento sui nidi degli ultimi 30 anni. Poco o nulla di fatto: il "Piano nidi" - varato a settembre 2007 - è incagliato nelle secche della burocrazia.
Ecco
tutti gli aerei a rischio che non trovate nella black list
( da "Giornale.it,
Il" del 27-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: efficienza dell'aeromobile", è spesso solo un pezzo di carta buono per la burocrazia. Gli esperti dell'AirSafe mettono il dito nella piaga: "Pezzi di ricambio riciclati, certificati di operatore aereo rilasciati senza i dovuti accertamenti, tagli selvaggi sugli equipaggi, procedure operative non adeguatamente monitorate.
Piedimonte,
cdq senza pace ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 27-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: solo in minima parte giustificabili con la farraginosità della burocrazia", dichiara Buonavitacola, che poi annuncia. "Ho deciso di rinunciare al gettone di presenza come consigliere circoscrizionale, a ulteriore dimostrazione del fatto che è la passione, con la volontà di migliorare le condizioni della comunità di cui faccio parte, a fare da motore alle mie iniziative.
Sunia:
1.600 domande per una casa ater troppi inquilini morosi, sfratti in aumento
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 27-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: superando anche la burocrazia che continua a mettere in difficoltà operativa lo stesso Ater". In conclusione di questa nota, avendo presente che nell'Isontino sono giacenti all'Ater oltre 1.600 domande per un alloggio popolare e che la giunta regionale ha temporaneamente sospeso importanti finanziamenti già localizzati dalla precedente amministrazione,
A
Calata Anselmi addio ai vecchi silos
( da "Stampa,
La" del 27-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ma ci siamo scontrati anche con la burocrazia. Per ottenere l'autorizzazione di abbattimento dei silos, infatti, è necessario un lunghissimo iter amministrativo anche perchè all'interno di ben 4 contenitori era presente l'"oleina" che si è dovuto smaltire secondo le procedure di legge".
Bruciati
mille voucher in 24 ore ( da "Mattino di Padova, Il"
del 28-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: sistema che permette di ridurre la burocrazia per le imprese agricole. Ma anche consente di combattere la piaga del lavoro nero e dare una possibilità di integrazione del reddito a studenti e pensionati di fronte al caro vita. "La prima tranche di mille buoni - spiega Marco Calaon, presidente di Coldiretti Padova - è letteralmente andata a ruba nei nostri uffici di zona in provincia.
Tondo
fissa le priorità: piano anti-crisi guidato da friulia e sblocco dell'a4
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 28-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: riduzione della burocrazia regionale. A margine dell'incontro con il governatore della Carinzia Joerg Haider, Tondo si è detto un po' preoccupato per la ripresa produttiva dopo la pausa estiva ed è per questo che pensa a un'azione specifica della giunta. "In particolare - ha spiegato - pensiamo a un ruolo piú attivo di Friulia per le aziende in difficoltà e per i vari punti di crisi,
Voto
in condotta già a settembre ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 28-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La trasformazione profonda parte dalla lotta alla burocrazia perché sul sistema istruzione grava una "pletora di leggi e circolari". è già istituito un " Ufficio per la semplificazione" al fine di andare verso "poche regole certe". Poi su, su fino al "dimagrimento del ministero dell'Istruzione" che sarebbe "un'opera buona e giusta ".
Cantieri
e caroprezzi Le mille denunce della Milano d'estate
( da "Corriere
della Sera" del 28-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: più dalla parte del cittadino e meno nel verso della burocrazia, dovrebbe contare molto di più. Non chiede miracoli il cittadino d'agosto, chiede esattamente quello che a Milano serve negli altri mesi dell'anno: più attenzione, più informazione, più aiuto anche per potersi organizzare, per non pagare un inutile sovrapprezzo a una città che offre ancora molto ma è sempre più esosa.
L'autunno
caldo di Chiamparino ( da "Stampa, La"
del 28-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: dotati di forte personalità e di carisma sovracittadino alla burocrazia partitica locale. La vocazione al "farsi male da soli" è l'unica caratteristica identitaria resistente a tutte le rivoluzioni (o pseudo tali) del partito più forte in quello schieramento. Che anche la ridotta di Asterix, quella di Torino e del Piemonte, dove, al Nord, si lecca le ferite la sinistra italiana,
Liberalizzate
le licenze degli esercizi pubblici
( da "Stampa,
La" del 28-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Però c'è sempre di mezzo la burocrazia, ostacoli a non finire. "No, guardi - dice Giordano -. Capisco le difficoltà, tuttavia la musica è cambiata perché questa Amministrazione è per un rilancio ordinato, uno sviluppo attento, ragionato e soprattutto tende a ingessare sempre di meno le iniziative dei privati".
Adotta
una capra per 100 avrai carni e formaggi - maria cristina carratu'
( da "Repubblica,
La" del 29-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Basterebbe limitarsi ai lacci della burocrazia, gli stessi identici per una grande azienda casearia, che ha dipendenti, commercialisti, avvocati, e per noi, che facciamo tutto in casa. E dopo aver munto le capre dobbiamo passare ore al computer per essere in regola". Grazie alle 70 capre adottate dallo scorso autunno, l'azienda ha incassato 7 mila euro che,
La
vendemmia 2008 si preannuncia di buona qualità ed innovativa. Tra pochi giorni
inizi ( da "Messaggero, Il (Frosinone)"
del 29-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: introdotti per la prima volta in Italia per ridurre la burocrazia, combattere la piaga del lavoro nero e dare una possibilità di integrazione del reddito a studenti e pensionati. Alle imprese agricole basterà acquistare un blocchetto di voucher, cartacei o telematici da distribuire a seconda delle ore di lavoro effettuate.
Si
apre uno spiraglio sul Fattori. Dopo il grido d'allarme lanciato dal presidente
nerazzurro Umbert ( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)"
del 29-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Da allora però la burocrazia si è fermata. Infatti, pur sapendo che il 31 agosto si sarebbe giocato in Coppa, la commissione pubblici spettacoli è stata convocata per il giorno seguente, il primo settembre. E senza il benestare della commissione, da trasmettere poi in Federcalcio, l'organo tecnico del calcio non può permettere l'accesso degli spettatori.
La
faticosa gestione dell'oro blu ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)"
del 29-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: 27 - pag: 5 autore: La faticosa gestione dell'oro blu Burocrazia e ritardi a quasi 15 anni dalla legge Galli che regolamenta il settore PAGINA A CURA DI Eleonora Palermo Le Regioni sono alle prese con l'"oro blu", le risorse idriche, regolamentate sotto ogni aspetto (acquedotti, fogne, depuratori) dalla "legge Galli" (L.
Per
il settore del mobile il sostegno è dall'estero
( da "Sole
24 Ore, Il (Nord Est)" del
29-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: subito delle riforme istituzionali, uno snellimento nei costi della burocrazia, ma ancora non si è visto niente. Per rimanere a galla siamo costretti ad andare oltre confine, per fortuna ci sono certi mercati che ancora rendono. Tutte le aziende del settore, per fare fatturato, devono puntare ai mercati esteri.
Orari
dei dipendenti in provincia: scontro sindacati-fontanini
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la burocrazia è assillante o soffocante, non è colpa nostra. Si semplifichino le norme per dare risposte rapide ai cittadini. Il presidente la smetta di trattarci come fannulloni, che esistono e vanno colpiti senza sparare nel mucchio". Fontanini ha motivato l'aumento dei rientri pomeridiani con l'approvazione del Comparto unico.
Meno
burocrazia per l'edilizia ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 29-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia per l'edilizia L'assessore Baresi: i tempi sul rilascio dei permessi devono essere più snelli In settembre il nuovo regolamento al vaglio della commissione competente Permessi edilizi più veloci e con meno burocrazia. È quanto auspica l'assessore all'Urbanistica, Dario Baresi, il quale annuncia che il nuovo regolamento edilizio è pronto e sarà portato entro settembre al
Assegno
scarso Ma abbiamo l'orto e sappiamo vivere con sobrietà
( da "Stampa,
La" del 29-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Il suo "stipendio", o come indica il linguaggio della burocrazia, "l'assegno pastorale", è di 700 euro netti nal mese. Come fa a vivere? "Non sono sposato, e devo dire che con questa somma, insieme ad alcuni benefit che la chiesa ci riconosce, si vive con la sobrietà tipica della nostra cultura.
Caldaie
da ispezionare il giallo dei pagamenti
( da "Stampa,
La" del 29-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La procedura burocratica comunque resta piuttosto complessa, soprattutto per le persone più anziane che non hanno certo dimestichezza con tecnicismi e burocrazia. Si può riprovare a telefonare allo 0183/704225 o allo 0183/704349 sperando che ora le informazioni siano date tempestivamente, in modo da rendere più chiara la procedura.
PIETRO
TRECCAGNOLI LUCIANO CIMMINO è IL SIGNOR CARPISA E IL SIGNOR YAMAMAY, DUE MARCHI
DA TE ( da "Mattino, Il (Caserta)"
del 29-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la burocrazia e i tempi della giustizia". Be', sono problemi nazionali, mica solo napoletani. "Certo. Io aggiungerei un quarto punto: la gestione del tempo. In Cina in dieci anni hanno trasformato un paese. Noi in vent'anni non abbiamo deciso nulla sul destino di alcune zone vitali per lo sviluppo di Napoli.
Le
risposte sibilline nel mondo dei burocrati - marcello benfante
( da "Repubblica,
La" del 30-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Questa ruggente bestia famelica dalle mille zampe è l'icona di ciò che Calvino ha definito la "fondazione d'una mitologia della metropoli". è significativo che in Ferragus tale mitologia sfoci nei "meandri della burocrazia funeraria". Calvino nota che la premessa vitalistica ha per coronamento una conclusione cimiteriale. SEGUE A PAGINA XIV.
Tagli
e investimenti negli scali siciliani lombardo cerca la sponda di micciché -
emanuele lauria ( da "Repubblica, La"
del 30-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: manovra di dimagrimento degli enti e della burocrazia regionale. E che possiede le chiavi giuste, per ragioni familiari prima ancora che di governo, per dare un'occhiata nella cabina di pilotaggio della nuova Alitalia. L'altro ieri Micciché si è incontrato e ha parlato a lungo con il fratello Gaetano, regista con l'ad di Intesa Passera dell'operazione salvataggio della compagnia.
Kaffehaus
di boboli sempre chiuso l'appalto è congelato dal ministero - mara amorevoli
( da "Repubblica,
La" del 30-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: gli intonaci si sono scoloriti e screpolati, la manutenzione del Kaffeehaus è andata a farsi benedire, se si sono deteriorati anche i decori interni di questo piccolo gioiello architettonico progettato da Zanobi del Rosso, non resterà che dar la colpa alla burocrazia. E cercare nuovi fondi pubblici per un nuovo restauro.
Federalismo,
lo vogliono 8 veneti su 10 ( da "Mattino di Padova, Il"
del 30-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: riduzione della burocrazia. L'ultima domanda era: quanto è d'accordo con chi sostiene che l'attuale Governo sarà in grado di attuare il federalismo fiscale? Molto il 20,7%; abbastanza il 41,5%; poco il 26,8%; per niente l'11%. In Internet, Panel Data rinvia a Local Area Network ma è inutile cercare i risultati del sondaggio.
Per
McCain, a sorpresa, una donna ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 30-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: E in Sarah Palin ho trovato il partner giusto per battermi contro burocrazie, corruzione e sprechi. Una partner che viene dalla classe media e ne capisce le aspirazioni. è questo di cui ha bisogno il Paese ". Palin, fra grandi applausi, si è detta "onorata" della nomina. E ha sfoderato la sua immagine popolare e fresca: ha presentato il marito Todd, un tecnico petrolifero,
Gli
clonano la targa prende 7 multe a Napoli
( da "Stampa,
La" del 30-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: non servono ad arrestare la macchina della burocrazia. A cavallo di ferragosto, l'uomo riceve due cartelle esattoriali, ciascuna di circa 500 euro. Altro giro di telefonate, e il suggerimento dell'Ufficio ruoli e ricorsi della polizia municipale di Napoli, di presentare opposizione al giudice di pace.
Non
è stato chiuso per le intemperanze della tifoseria; non è stato chiuso
perch&# ( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)"
del 31-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: lo stadio Fattori è stato chiuso a causa della burocrazia. E di una situazione grottesca, al limite della farsa, che vede come protagonista il comune, come co-protagonista la Figc e vittime designate il Civitavecchia e gli spettatori. Perché l'annuncio di venerdì sera giunto dal Pincio ("il Fattori è agibile, domenica cancelli aperti") si è rivelato quanto meno azzardato.
Un
sottosegretario pesa gli Anni di piombo
( da "Giornale.it,
Il" del 31-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: di sprechi e di burocrazia impazzita, ma questa volta Raffaele Costa - oggi presidente della Provincia di Cuneo - nel suo ultimo libro, Politica e Giustizia ai tempi delle Br. Diario di un sottosegretario liberale (1979-1980) (Mondadori, pagg. 155, euro 17,50) narra degli anni bui del terrorismo rosso e di come lui, giovane sottosegretario alla Giustizia,
Spacciò
300 volte, ma Azouz torna in Tunisia
( da "Giornale.it,
Il" del 31-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: prima di attendere le decisioni altrui e senza il desiderio di sfruttare le eventuali falle della burocrazia. Mi ha colto di sorpresa con la sua risolutezza, ma lo comprendo. La sua presenza in Italia è sempre stata considerata scomoda, vuol tornare a casa sua e riflettere su quanto gli è capitato, con calma". "È stato completamente abbandonato da tutti.
Sbagliano
sul certificato la data di morte del marito e nel giro di pochi giorni la
vedova si ritrov ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)"
del 31-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: complice anche la cieca burocrazia che in casi del genere fa scattare meccanismi a volte perversi. Nel momento in cui all'Inps è giunta notizia di quel pensionato deceduto non a giugno 2008, bensì due anni prima, è partita in automatico l'azione di recupero della pensione indebitamente assegnata ovvero percepita dal poveretto.
Da
otto mesi è tornato a vivere grazie al cuore donato da una persona morta in
seguito ad un in ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)"
del 31-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ma a causa della burocrazia e della mala gestione della sanità il "miracolo" del trapianto potrebbe essere messo a rischio. "Quando i medici mi hanno chiamato per farmi sapere che c'era un cuore per me, avevo 15 minuti di tempo per decidere se accettare o meno di sottopormi al trapianto- racconta Petrit Racaku, 46 anni,
( da "Repubblica, La" del 25-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Spettacoli 1948,
destra e sinistra contro la satira di Zampa Torna restaurato a Venezia
"Anni difficili" che 60 anni fa attaccava le clientele nell'Italia
del dopoguerra. Andreotti lo difese dalla richiesta di sequestro Il film è
tratto da un racconto di Brancati con cui il regista iniziò un sodalizio MARIO
SERENELLINI MILANO Torna a Venezia, restaurato e riabilitato, il film che 60
anni fa sollevò un inatteso polverone nazionale: critici e politici
all'attacco, referendum tra gli spettatori e incidenti in varie sale, con
finale interrogazione parlamentare. Premiato con la Coppa Enic alla IX Mostra
del 1948 quale "film italiano di miglior fattura tecnica", Anni
difficili di Luigi Zampa, viene presentato il
( da "Repubblica, La" del 25-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina III - Firenze
Sigilli all'area dell'ex Lidò dove doveva attraccare il battello-ristorante
sull'Arno L'idea del "Batò" è naufragata tra sequestri e carte
bollate I problemi quando la società ha iniziato a ripulire senza avere un
incarico formale MARIA CRISTINA CARRATU' RICORDATE IL "Batò"? Il
battello-ristorante-american bar-piattaforma per spettacoli, che avrebbe dovuto
attraccare sulle rive dell'Arno in occasione del Genio Fiorentino, ospitando
anche eventi di Fiesta, l'estate del Comune? L'idea, lanciata da un
imprenditore privato, era stata accolta con entusiasmo dalla Provincia (competente
per le rive dell'Arno), per ridare smalto non solo ai cartelloni, ma anche alle
rive di un fiume ingiustamente trascurato. Ma da marzo, quando l'idea fu
lanciata, ad oggi, di Batò si sono perse le tracce. Non solo. L'area dell'ex
Lidò, accanto al ponte San Niccolò, offerta dalla Provincia al
battello-ristorante, dal 7 agosto scorso è addirittura sotto sequestro, con
tanto di sigilli della Procura della Repubblica. Esito grottesco di una trafila
di procedure che, fra tempi tecnici degli uffici pubblici, e intemperanze dei
privati, hanno portato il Batò ad arenarsi (è proprio il caso di dirlo) nel
nulla. Ma Claudio Martini, della Fluminis srl, società nata nello scorso
autunno proprio intorno all'idea del battello fiorentino, e disposta a pagare
quasi interamente di tasca propria (350mila euro) la sua realizzazione, non si
dà per vinto. "Sono vittima di sequestro di idee", protesta,
"io, e l'intera città". La sua ricostruzione, e quella degli uffici
della Provincia, per larga parte coincidono. E' vero che l'idea è stata sua, è
vero che il presidente Matteo Renzi l'aveva subito sposata, è vero che lo
stesso dirigente dello sviluppo del territorio della Provincia, l'architetto
Ulivieri, nonché gli ingegneri del Demanio fluviale e della Polizia Idraulica,
hanno lavorato a lungo con la Fluminis arrivando a una bozza di progetto, e
perfino alla certificazione della congruità idraulica del battello. A
tutt'oggi, però, da parte della Provincia non c'è mai stato un atto formale di
concessione a Fluminis dell'area, mentre il 30 maggio è scaduta quella di cui
ha goduto fino ad oggi il gestore dell'ex Lidò, Alessandro Stagi, sfrattato per
morosità e a cui la Provincia ha più volte intimato, inutilmente, di
ripristinare l'area, ripulendola ed eliminando alcune strutture abusive. Ma è
proprio nelle more della riconsegna dell'area, che Martini, spazientito, e
preoccupato per i numerosi impegni già presi con orchestre e musicisti, ha
deciso, come dice lui, di "forzare la mano". Come? "Il problema
era di ripulire l'area, Stagi non intendeva farlo, e io mi sono offerto di
farlo al suo posto, su sua autorizzazione. Tutto qui" spiega. Così, in
maggio, la Fluminis porta via tonnellate di masserizie, pezzi di cemento
abusivo, e piazza alcune pedane del futuro attracco. Ma ecco che arriva la
Polizia Idraulica. Un accertamento, due, l'intimazione a sospendere subito i
lavori su un'area su cui, sostengono i pubblici ufficiali, Fluminis starebbe
lavorando senza alcun titolo. Quindi i verbali per ingresso abusivo in area
demaniale e abuso edilizio. Martini non si ferma, "sono autorizzato"
sostiene. Finché il responsabile della difesa del suolo della Provincia, Luigi
Brandi, rimette tutto alla magistratura. Col sequestro, tutto si è fermato.
Comprese le pratiche per la nuova concessione da parte della Provincia. Ma non
era un progetto su cui si era scommesso alla grande? "Sono molto
dispiaciuto" ammette Ulivieri. Ma Brandi insiste: "Su tutta questa
storia non c'è mai stato una sola delibera. E io dovevo far rispettare la legge".
Martini è furibondo, anche perché con le amministrative
alle porte tutto rischia di essere rinviato a chissà quando: "Possibile
che in nome della burocrazia si ammazzino così i sogni?" protesta. Per gridare a tutti
la sua indignazione, ha già pronto un volantino-denuncia, da diffondere in
tutta la città. Titolo: "Lo scandalo".
( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 25-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore del
lunedì sezione: ECONOMIA E IMPRESE LAVORO E C data: 2008-08-25 - pag: 15
autore: Chi trova il candidato giusto guadagna fino a 5mila sterline di Aldo
Canonici S elezioni, individuali e di gruppo, stage, risposte a inserzioni sui
giornali: le modalità per entrare in azienda restano molteplici, ma ci sono
strade nuove. L'ultima arriva dai Paesi anglosassoni edè destinata a
diffondersi, soprattutto a livello di executive. è una sorta di passaparola di
tipo professionale. In Gran Bretagna (e anche in Usa) si diffonde la prassi di
segnalare elementi validi di cui si garantisce la reputazione e che possano essere assunti senza troppa burocrazia. Nulla a che fare con le raccomandazioni. Chi segnala è di
regola un manager con un buon curriculum, una fonte attendibile con continui
contatti con giovani di valore. Qualcuno capace di cogliere inclinazioni,
motivazioni e personalità delle singole persone e di vederle in prospettiva
assunte in certe aziende che possano averne bisogno. Se l'operazione si
realizza non ci si limita a ricevere un ringraziamento, ma si ottiene anche un
riconoscimento che va da 500a 5mila sterline (o l'equivalente in dollari). Se
ne giovano ormai con una certa continuità aziende piccole e medie, società di
consulenza come Ernest and Young in Usa, banche come First Direct in Uk. Nel
primo caso il 50% del personale viene assunto con questo sistema, nel secondo
il 36 per cento. Meglio ancora se chi segnala è persona che già opera nella
stessa azienda. Chi più di lui conosce come si lavora nella società e quali i
requisiti per avere successo? L'esperienza insegna che chi viene assunto
tramite questi canali soffrirà meno di delusioni e resterà più a lungo e più
motivato in azienda. Un costo per le aziende da
( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 25-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di LUCA BENEDETTI
PERUGIA - Nei giorni caldi del controesodo, s'infiamma il dibattito sui
controlli per le strade sicure. L'Umbria, con Perugia, diventa realtà pilota
nell'ambito dell'applicazione della norma che renderà obbligatorio il test
anti-droga per chi chiede il patentino o la patente. Ma il passo che incendia
il dibattito è quello che vuole alzare il livello dei controlli in strada (ci
saranno anche esperimenti con tanto di presenza dei medici ai posti di blocco
anti-pirati, fianco a fianco con gli agenti della polizia stradale). A
muoversi, per sollevare dubbi e preoccupazioni, sono i sindacati di polizia.
Che non bocciano la filosofia delle mosse del sottosegretario Carlo Giovanardi,
ma sottolineano le difficoltà del personale in servizio a poter svolgere già
oggi un controllo particolarmente attento lungo le strade, non tanto nelle
giornate calde di esodo e controesodo estivo, ma soprattutto durante il lavoro
di tutti i giorni. Insomma, la coperta è corta e rischia di accorciarsi sempre
di più. "Attenzione - dice Romano Riccetti, segretario generale per la
provincia di Perugia e coordinatore regionale del Silp per la Cgil - nessuno
dice che l'inasprimento di pene e controlli non vadano bene. Ci mancherebbe
altro. Il problema è che da una parte si dice di fare più controlli e
dall'altra si tagliano le risorse. E' stato sempre così, lo diciamo da anni e
non solo adesso che si muove il governo Berlusconi. In Italia la Polstrada, con
i tagli previsti dalla Finanziaria, perderà mille agenti. L'Umbria non fa
eccezione. Già oggi la situazione è molto difficile". Il sindacato
racconta, per esempio, che le auto della polizia stradale più nuove girano con
almeno trecentomila chilometri sulle spalle. Ancora Riccetti: "A livello di
Sezione, almeno nella provincia di Perugia, quelle di Todi, Castiglione del
Lago e di Città di Castello, già non ce la fanno a garantire la pattuglia di
notte. Arrivano in soccorso Foligno e Perugia. Ma può succedere che, sempre di
notte, una pattuglia copre tutte le strade della provincia. Naturalmente anche
a Foligno e al comando di Perugia ci sono, a volte, difficoltà a garantire la
copertura ventiquattro ore su ventiquattro. Come faremo a fare più controlli se
il personale diminuisce e i mezzi nuovi non arrivano? Vi sembra
possibile?". Ma non basta. C'è anche chi racconta che ha la divisa vecchia
di dieci anni e che per fare in modo che possano indossarla i colleghi che sono
di pattuglia, quando si lavora in ufficio, ci si presenta in abiti civili.
Secondo il Silp per la Cgil l'Umbria si segnala anche per un'altra
particolarità: quella del blocco dei permessi ai lavoratori della Polstrada in
caso di malattia dei familiari. "Ci sono delle
difficoltà evidenti nella gestione di alcuni diritti degli agenti e siamo pronti
ad aprire delle vere e proprie vertenze". Burocrazia e circolari finiscono
nel mirino, ma il male è sempre lo stesso: pochi uomini e mezzi scarsi che
costringono gli agenti della Polstrada a fare i miracoli per vincere la sfida
con i "pirati" dell'estate e del week end.
( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 25-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Si verso il
mare", organizzato dal circolo culturale "Il nome della rosa".
Le sue poesie, tratte dell'ultimo lavoro "Nuvole e spume", ricevono
applausi a scena aperta ma soprattutto è il suo interloquire con il pubblico, è
la sua "risata" contagiosa a monopolizzare la serata. E si scopre
l'altra faccia del Prefetto, che si immagina sempre
imprigionato da mille burocrazie. Sulla targa del laghetto che all'Eur di Roma
ricorda le vittime delle Torri gemelle di New York è inciso un frammento della
sua lirica "Polvere nera" dedicato proprio all'attentato
terroristico. La sua ultima raccolta, presentata a Giulianova, invece,
partecipa al progetto di solidarietà "La poesia è vita",ideato
dall'autore a favore dell'Associazione italiana sclerosi multipla, presente con
i responsabili della sezione di Teramo.
( da "Corriere della Sera" del 25-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-08-25 num: - pag: 25 autore: di
MARIO PAPPAGALLO categoria: ALTRI OGGETTI Sicurezza, il codice è sparito C he
fine ha fatto il nuovo Codice della sicurezza alimentare che depenalizzava
tutti i reati in materia (Corriere della Sera, 16 luglio 2007)? Il ministero
della Salute di allora affermò che così non era. E che anzi si andava incontro
a maggiore severità: il vero testo lo si sarebbe visto entro settembre 2007,
data in cui il Codice (un decreto legislativo) sarebbe stato approvato. A un
anno ancora nulla. Una nuova formulazione starebbe circolando per un parere
delle Regioni. Domanda: depenalizzerà o no i reati (con anche il carcere come
sanzione) previsti dalla legge 283 del 1962 e attualmente in vigore? Se passava
il Codice "smascherato" nel luglio 2007 non ci sarebbe più stata la
magistratura di mezzo. Fatto salvo in caso di gravi intossicazioni per cibo
inquinato, adulterato, con un'etichetta non veritiera e così via. Niente sequestri preventivi (di competenza dei pm) come quelli
per i cibi congelati scaduti e rietichettati come nuovi. O come per Mucca pazza
o i tiramisù al botulino... Blitz solo su richiesta di Asl o enti
amministrativi e pene solo pecuniarie. Notoriamente con tempi da burocrazia.
( da "Messaggero, Il" del 25-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Omici, è il
protagonista della serata di domani all'Ombra del Colosseo. L'attore e cantante
(con il suo gruppo, le Pastine in brothers, è nel guinness dei primati per aver
eseguito la "Canzone più lunga del mondo", della durata di 25 ore più
un minuto), che dichiara di sentirsi appartenente al mondo del teatro-canzone e
di ispirarsi al suo mito, Giorgio Gaber, è in scena con un nuovo spettacolo,
"Onesto ma non troppo". Dopo essersi cimentato in uno show che
puntava all'eclettismo ("Suono, canto, recito e ballicchio"), alla
ricerca di una completezza che non esiste ma che vale sempre la pena cercare, e
dopo aver pubblicato (nel 2006) un cd di canzoni brevi ("3/4 della
palazzina tua"), mescola qui cabaret, satira e musica tornando a parlare
delle incongruenze e dei luoghi comuni della vita di ogni giorno: il carovita
targato euro, l'impossibilità moderna di sedurre una donna, l'incubo della
prossima finanziaria, gli intrallazzi della casta politica,
l'ipertrofica burocrazia
che schiaccia il cittadino.", come spiega. Affiancato dalla sua band,
alterna il suo repertorio recitato a brani musicali, cover semiserie di pezzi
famosi ("Alice guarda i gatti e i gatti guardano le alici", canta
parodiando De Gregori) e personaggi stralunati. Intanto stasera al Parco
del Celio Andrea Perroni replica per l'ultima volta il suo "90'00'".
Parco del Celio, viale di San Gregorio, ore 22, tel. 06.70031701 - 327.5746343,
www.allombradelcolosseo.it. P.Pol.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 26-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Economia Buoni
vendemmia in Fvg: 1.000 richieste Partita la corsa al voucher dopo la falsa
partenza dei primi due giorni. L'Inps replica a Coldiretti UDINE. Dopo la falsa
partenza (un solo buono prenotato i primi due giorni), come previsto da molti
addetti ai lavori, è cominciata la "corsa" ai buoni vendemmia: fra le
province di Gorizia, Pordenone e Udine sono stati venduti mille voucher per la
vendemmia ed è facile prevedere un'ulteriore accelerazione nei prossimi giorni.
La conferma arriva dall'Inps e dal direttore regionale Fabio Vitale che, oltre
a confermare i numeri di queste prime prenotazioni, ha qualcosa da dire sui
suggerimenti-critiche sollevati dal presidente regionale di Coldiretti, Dimitri
Zbogar, il quale aveva parlato di eccessiva burocrazia. "Nei giorni scorsi c'è
stato chi ha detto che un eccesso di burocrazia avrebbe rallentato la richiesta dei voucher per il lavoro
accessorio, sperimentati per la prima volta quest'anno in agricoltura - attacca
Fabio Vitale -. Parere che non condividiamo. La fase preparatoria è
stata affrontata e portata a termine in totale armonia con le disposizioni
organizzative. Sono state coinvolte le quattro direzioni provinciali
dell'Istituto, che hanno fatto sistema con la rete degli uffici postali,
consentendo così di coprire efficacemente tutto il territorio regionale. E'
stata predisposta una adeguata campagna informativa, attraverso incontri svolti
con le organizzazioni di categoria che continueranno nei prossimi giorni. Per
cui - aggiunge il direttore regionale Inps - se qualcuno si aspettava una
maggiore richiesta di voucher, il fatto non va sicuramente imputato ad alcun
tipo di ostacolo burocratico, bensì al rispetto dei tempi di vendemmia".
"Come rimarcato sulla stampa anche dall'assessore regionale Alessia
Rosolen, il Friuli Venezia Giulia, grazie alla collaborazione tra le
istituzioni pubbliche coinvolte nella sperimentazione dei buoni vendemmia, ha
attivato procedure che permettono di facilitare l'acquisto dei voucher, decentralizzando
e moltiplicando i canali di distribuzione, utilizzando le quattro direzioni
provinciali Inps e 10 uffici postali dislocati sul territorio regionale.
Complessivamente sono 17 mila i buoni disponibili, 10.000 negli uffici Inps,
per un valore di 100 mila euro, e 7 mila negli uffici postali per altri 70 mila
euro. Nel corso della prima settimana dall'avvio della sperimentazione in tutta
la regione sono stati venduti 300 buoni dalla sede Inps di Pordenone e 500
dall'ufficio postale di Cormòns, mentre risulta che la Coldiretti di Udine ha
prenotato 200 voucher. Per ora prevale l'utilizzo del voucher cartaceo,
considerato più comodo per l'incasso sia da prestatori d'opera (studenti e
pensionati) sia dagli utilizzatori (le aziende); l'altra modalità che permette
un ulteriore semplificazione nell'acquisto dei buoni è quella on line".
( da "Messaggero Veneto, Il" del 26-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Ieri si è riunita la
giunta di palazzo Belgrado dopo la pausa estiva. Tra le priorità dell'autunno
anche la scelta della nuova discarica e la riorganizzazione degli uffici provinciali
Fontanini: gli Ato non servono, meglio tagliarli Il presidente della Provincia:
opportuno ridimensionare anche il ruolo di Aster e Comunità montane
Volontariato, i fondi alle associazioni L'eliminazione degli Ato, gli ambiti
territoriali ottimali. Il primato in regione di città e provincia con la
percentuale più alta di raccolta differenziata. La riorganizzazione degli
uffici e dell'ente, seguendo un solo "comandamento": tagliare le
spese. Sono gli obiettivi che il presidente della Provincia Pietro Fontanini
vuole raggiungere entro l'anno. Ieri a palazzo Belgrado ha radunato la sua
giunta per la ripresa dei lavori dopo la pausa estiva. Gruppo volontari
Codroipesi1.826,80 Il Mosaico Onlus di Codroipo2.400,00 La Pannocchia Onlus di
Codroipo7.605,11 Cantiere dei Desideri di Fiumicello2.803,13 Nostro Domani -
Onlus di Maiano4.391,75 Ass. Alzheimer Bassa Friulana di Palmanova2.585,14
Psiche Friuli Onlus di Palmanova 7.636,97 Ass. genitori de "La Nostra
Famiglia" Onlus Sezione di Pasian di Prato8.362,14 Il Samaritan Onlus di
Ragogna3.277,14 Comunità del Melograno Onlus di Reana del Roiale8.479,73 Asd
Polisportiva 2001 di San Vito al Torre1.509,95 I.D.E.A. Onlus di Terzo di
Aquileia2.672,37 A.T.Sa.M. Alto Friuli - Onlus di Tolmezzo5.330,15 Comunità di
volontariato "Dinsi Une Man" di Tolmezzo 3.640,00 Crescere Insieme
Onlus di Udine2.211,42 Ass. Friulana famiglie diabetici di Udine14.000,00 Ass.
Insufficienti respiratori Air Fvg Ud5.600,00 Ass. Italiana per l'assistenza
agli spastici Onlus Ud7.775,11 Ass. Insieme si può Onlus di Udine7.735,78 Ass.
Laringectomizzati regione Fvg "Dott. Stefano Grandis" Udine1.240,00
A.N.Fa.Mi.V. Onlus di Udine 6.288,62 Ass. provinciali invalidi civili e
cittadini anziani di Udine12.061,68 Ass. Oltre lo sport Onlus di Udine1.892,93
Ass. Tetra-Paraplegici del Friuli Venezia Giulia Onlus di Udine18.050,50 Unione
italiana lotta alla distrofia muscolare - Sez. di Udine15.341,25 Unione
nazionale italiana volontari pro ciechi - U.N.I.Vo.C. Onlus Sezione di base di
Udine2.807,93 Ass. Amici di Totò di Colloredo di Monte Albano1.670,40 Ass. Down
Friuli Venezia Giulia Onlus Sez. Provinciale di Udine di Pradamano804,00 Totale
Euro 160.000,00 Un'occasione per ricordare i traguardi da tagliare. Presidente,
gli Aster, gli Ato, le Comunità montane, sono tutti enti da eliminare?
"Gli Ato sì, gli Aster e le Comunità montane vanno certamente
ridimensionati. Il mio primo impegno è quello di proseguire una politica di
riqualificazione della Provincia, che significa anche dimostrare come quelle
strutture siano per molti aspetti superflue e che i compiti a esse assegnati
possono tranquillamente essere portati avanti dalle Province. Abrogare gli Ato,
per altro, è un impegno che il centro-destra si è assunto in campagna
elettorale, promessa che va mantenuta, perché parliamo di enti che hanno creato
confusione tra la gente e aumentato i costi e la burocrazia". La Provincia quindi si
candida a svolgere le funzioni di ciascuno degli enti? "Sì. Gli Ato siamo
noi, siamo noi a poter coordinare i servizi tra i Comuni. Per le Comunità
montane il ragionamento è il medesimo: è la Provincia a poter acquisire diversi
compiti di quell'ente, considerato anche che la loro creazione ha portato all'aumento
della burocrazia e dei costi senza dare risposte
precise e puntuali alle comunità. In Italia stiamo professando il federalismo e
se vogliamo applicarlo, allora va applicato anche nelle regioni". E cosa
risponde a chi invece sostiene, anche nel centro-destra, che siano le Province
gli enti inutili? "Che quel ragionamento funziona solo nelle realtà molto
piccole, non certo per una Provincia come la nostra. In Friuli c'è una sola
Provincia che per dimensioni potrebbe venire meno, quella di Trieste, da
trasformare in città metropolitana. Ma vedo che questa volontà non c'è e non
sarò certo io a fare barricate, mentre chiederò con forza la razionalizzazione
degli enti creati dal vecchio governo regionale e risultati inutili". Sul
fronte rifiuti, qual è la priorità? "Stiamo lavorando bene e le iniziative
intraprese per aumentare la differenziata funzionano. I comuni gestiti
dall'A&T 2000 sono l'esempio da seguire, mentre altre zone sono un po' in
ritardo, come la città di Udine, con la Net che però sta recuperando, e alcuni
paesi della Bassa come Latisana, Cervignano, San Giorgio dove il Csr dovrà
portare avanti una politica per la differenziata spinta. Nella differenziata
siamo la seconda provincia dopo Gorizia. Voglio superare Gorizia". Qual è
la posizione rispetto alla necessità di una nuova discarica in provincia?
"Ci sono diverse richieste, da quella della Exe per Trivignano ad alcune
che verrebbero realizzate da privati, e sono tutte domande legittime. Ma non
siamo noi a stabilire quale verrà realizzata, la decisione spetta alla Regione
e noi accetteremo la scelta. Supporteremo invece i Comuni nella chiusura delle
discariche per inerti, iter da dover compiere per legge, e destineremo alcuni
fondi affinché le ecopiazzole vengano sistemate, perché molte non sono
regolari". Sulla Exe, su sollecitazione del centro-sinistra, si è preso
l'impegno di verificare la posizione del presidente Piero Mauro Zanin e di
altri componenti del Cda. Ha deciso come intervenire? "Stiamo
approfondendo la questione. Ciò che desidero per la Exe, invece, è che cominci
a occuparsi anche della raccolta dei rifiuti, non solo di discariche. E stiamo
valutando come fare". Altro impegno è quello del 15 settembre, data da lei
fissata per la riorganizzazione interna di palazzo Belgrado. Cos'ha deciso?
"La strategia generale è quella della riduzione e del contenimento della
spesa pubblica. Alcune cose cambieranno, forse ci sarà un giro di deleghe tra i
dirigenti, ma non anticipo nulla". Anna Buttazzoni.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 26-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Vertice tra
amministratori e rappresentanti delle categorie economiche delle due località balneari
per individuare strategie comuni e sinergie nei servizi Lignano e Grado,
alleanza per cercare nuovi mercati Progetti per battere
crisi e burocrazia:
promozione congiunta e partecipazione a fiere LIGNANO. L'unione fa la forza.
Grado e Lignano ci credono e avviano una collaborazione che non ha precedenti
nella storia. Strette di mani quelle tra rappresentanti delle istituzioni e
degli operatori economici delle due località turistiche nel corso di un primo
incontro, avvenuto nella città friulana nella sede della Società d'area,
che ha dato avvio al dialogo e messo tutti d'accordo sul fatto l'una e l'altra
località si distinguono nell'offerta senza essere in concorrenza tra loro.
"La riunione - ha evidenziato Sergio Vacondio, presidente della Lignano Sabbiadoro
gestioni Spa -, ha avuto ad oggetto un'analisi della stagione turistica e le
difficoltà che la contraddistinguono; con interventi pacati ma estremamente
competenti è stato evidenziato come in questi ultimi tempi, il comparto sia
costretto ad affrontare forti difficoltà, dovute non solo alla crisi economica,
ma anche ai tanti lacci e laccioli burocratici cui è sottoposto. Ne è emersa
una volontà di lavorare assieme già nel prossimo futuro per la promozione
congiunta delle località di Grado e di Lignano, tenendo ben presenti i target
di riferimento di ognuna, e di puntare sulla sinergia per la partecipazione
alle varie fiere di settore. È stato evidenziato come questo non sia l'unico
ambito dove la collaborazione potrebbe dare risultati positivi; un altro è
stato individuato nell'opportunità di segnalare congiuntamente, nelle sedi
istituzionali deputate, le esigenze che le due località sentono come
irrinunciabili per mantenere la propria competitività in un mercato turistico
sempre più complesso e concorrenziale". "È prevalsa la linea di
collaborazione tra tutti gli attori regionali del comparto turistico, pur
mantenendo, ognuno, le proprie peculiarità - ha aggiunto il presidente della
Società d'area lignanese -. Tangibile è stata la volontà espressa da parte
delle rappresentanze politiche presenti verso un impegno in tal senso, in ciò
tra l'altro supportate dai rappresentanti delle categorie produttive, i quali
si sono fatti carico di informare i propri iscritti e di esortarli ad una più
fattiva partecipazione alle scelte ed ai progetti futuri. Ci siamo resi conto -
ha riferito infine Vacondio -, di essere solo all'inizio di un percorso da fare
assieme il cui prossimo passo sarà l'appuntamento che ci siamo dati per
l'inizio di settembre a Grado". "Si avverte la necessità di mettere
insieme le proprie forze - ha riferito Graziano Bosello, assessore al turismo
di Lignano -, per presentrare progetti concordati inerenti l'offerta balneare
del Friuli Venezia Giulia, che consentano alla Regione di avere un referente
forte, coordinato, che porti anche a delle economie per la
promo-commercializazione internazionale". Erano presenti, tra gli altri,
per Grado l'assessore al Turismo del Comune, Maurizio Delbello, il Presidente
della Git, Mauro Bigot, il presidente del mandamento di Grado della
Confcommercio, Angelini, il presidente del Consorzio Promhotels Claudio
Martinis, il capogruppo Turismo dell'Unione Industriali Gorizia Elio Lemmo, il
vice presidente e capogruppo albergatori della Confcommercio di Gorizia, Thomas
Soyer; per Lignano hanno partecipato l'assessore al Turismo del Comune Graziano
Bosello, i presidenti dei consorzi della ricettività Enrico Salvadori,
Pierfrancesco Bocus e Luigi Sutto, il presidente del Consorzio dei Marina di
Lignano Manuel Rodeano, il presidente del mandamento di Lignano della
Confcommercio, Walter Fadini, il presidente del Consorzio commercianti Gaetano
Lampitelli e Giorgio Ardito per il Consorzio Spiaggiaviva. Davide Sciacchitano.
( da "Repubblica, La" del 26-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
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VI - Palermo Il questore: "Più agenti in strada" Meno burocrazia e lotta ai patrimoni,
il piano di Marangoni GABRIELE ISMAN Continuità con il lavoro di chi lo ha
preceduto, più poliziotti in strada e una gran voglia di far bene, creando
"un sistema della sicurezza che vada oltre piazza Vittoria". Da ieri Alessandro Maragoni - 56 anni,
nato a Gorizia - è il nuovo questore di Palermo. "Qui avevo già lavorato
nel 1992, dopo la strage di via D'Amelio, alla direzione investigativa
Antimafia", racconta lui stesso dalla scrivania fino a ieri occupata da
Giuseppe Caruso. Palermo, sedici anni dopo, è un'altra città: "Anche da
fuori - spiega - si percepisce che qui da tempo qualcosa sta cambiando con
segnali che prima non esistevano. Le ultime vittorie con l'arresto di grandi
latitanti hanno irrorato le radici della società civile che vuole sconfiggere i
vecchi pregiudizi. C'è un grande anelito della società civile che si sta
scrollando di dosso lo stereotipo negativo della mafiosità". E qui parte
l'idea forte: "C'è una grande forbice tra la sicurezza reale e quella
percepita: ci impegneremo ancora di più, perché il percepito non corrisponde al
reale. Sarò supportato da una squadra eccellente, le donne e gli uomini della
questura, ma oggi non è più sufficiente fare lavoro di squadra. Bisogna fare
sistema, realizzare un sistema di sicurezza, interagendo con le altre forze di
polizia, gli enti, le istituzioni, le agenzie, le associazioni". E porta
anche un esempio per nulla lontano dalla realtà: "Non possiamo più
sottovalutare un furto da 300 euro a un'anziana, quando per un mese quei 300
euro sono la vita economica di una persona. E non possiamo rispondere con i
numeri: la gente capisce quando riusciamo a ridare indietro il maltolto. E per
questo lavoreremo per una maggiore vivibilità nelle strade e nelle case".
Lui, Marangoni, promette da subito più agenti in strada, confidando anche nel
trasferimento di aspetti burocratici come passaporti o permessi di lavoro a
altri organismi, perché "non dobbiamo mandare fuori dagli uffici chi è
addetto ad aspetti burocratici ma dobbiamo mandare fuori la burocrazia
dai nostri uffici". Ascoltandolo ieri nel primo incontro con la stampa
(prima era stato dal presidente della Provincia, Giovanni Avanti), si capisce
che con Caruso ha ragionato e ascoltato a lungo. "Mi ha fatto uno spaccato
preciso e puntuale della città. Dovrò gestire, come dice lui, la normalità che
però non è normalizzazione. La vittoria e la conquista di un obiettivo non
termina con la conquista, ma con la presa di possesso dello stesso
obiettivo". La mafia, quindi. Marangoni non cita mai Provenzano o Lo
Piccolo, ma guarda oltre: "Metteremo le mani in tasca ai mafiosi", e
promette più impegno per aggredire i patrimoni di beni illeciti,
"utilizzando - dice - strumenti ulteriori che il governo ci sta per dare.
La mafia non è sconfitta: abbiamo vinto delle battaglie, non la guerra.
L'obiettivo è annientarla, e vinceremo altre battaglie fino ad annientare la
struttura criminale che sia sta riorganizzando. Ma noi siamo pronti, e
cercheremo di prevenirli". Nel suo intervento palermitano, Caruso aveva
strigliato i politici "con le mani e i piedi legati". Marangoni non
si tira indietro. "Il discorso del fare sistema tutti assieme è fatto alla
luce del sole. Nel momento in cui vi dovesse essere la latitanza da parte di
una squadra che dice di fare e non fa, appare. Giochiamo tutti a carte
scoperte". A fine mattinata, Marangoni si siede nel suo nuovo ufficio e
dice: "Il mio sogno è quello della gente. Il risultato che mi
gratificherà, quando un giorno lascerò Palermo, sarà che la gente potrà dire di
essere più serena e tranquilla. Certo, pesa l'arresto di grandi latitanti, ma
anche la vivibilità in strada e in casa. E non esistono pesi diversi: sono due
facce della stessa medaglia, e ognuna delle due vale cento".
( da "Messaggero Veneto, Il" del 26-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
BRUNETTA/ 2
Assenteismo figlio del Centro-Sud Hic sunt leones! Ma sarà poi così? Il
tormentone dell'estate si chiama Brunetta il castigatore. Il ministro, in
effetti, può molto, a patto che invece che al protagonismo punti sull'onestà
contabile e consideri il fenomeno per esteso. Il suo passato di socialista
convinto gli sarà d'aiuto poiché sa bene come si sia instaurato il potere dello
spreco ed è in grado di smontarlo. In virtù del sapere è in grado di trovare
metodo riparatorio reale senza ciurlare nel manico. Se la macchina pubblica non
va e spreca vuol dire che è mal gestita. Quindi va rivista la classe dirigente
o, più semplicemente, serve dare a essa gli strumenti per intervenire anziché
renderla compresa nello strapotere sindacale. Ma non basta. L'intervento
generico per contenere i costi, invece che turare una falla, porta alla rottura
degli argini. Ne è esempio la sanità, sospetta di qualcosa come 100 miliardi
annui di sprechi e ruberie, come da recenti arresti eccellenti. Quale rimedio?
Non pene esemplari e pubblico ludibrio per i gaglioffi, ma tagli dei già penosi
servizi. L'assenteismo è figlio del Centro-Sud in un contesto di non lavoro. Al
Nord, invece, non ci si può lamentare delle presenze, ma di un lavoro frutto di
lungaggini. La somma si chiama lavoro per gran parte inutile che stride con il
concetto di presenza. Rileggendo in proposito un dossier di 20 anni fa firmato
da Raffaele Costa, che dava per finita l'era del lassismo di Stato, non c'è
nulla di nuovo. La ricetta non è assumere nuovi medici per far fronte alle
visite fiscali. Il problema si chiama continuo aumento
della spesa pubblica proprio di una burocrazia parossistica cui viene affiancato per beffa pure il lavoro
interinale. In America 4 milioni di addetti per 300 milioni. In Germania un
milione per 70 milioni. Per esempio. Noi in Europa siamo primi con 3 milioni
500 mila per 60 milioni e buoni ultimi per servizi e costi. Negli ultimi
10 anni, con
( da "Sole 24 Ore, Il" del 26-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore sezione:
MONDO E MERCATI data: 2008-08-26 - pag: 31 autore: Il boom dell'Angola ora
richiama gli europei Forniture hi-tech e grandi lavori: parte la rincorsa sui
cinesi Alfredo Sessa LUANDA I cinesi, come al solito, avevano visto giusto, e
soprattutto avevano guardato lontano. Un po' di anni fa, quando il petrolio era
ancora abbondantemente sotto quota 100 dollari, sono entrati in stretti
rapporti di affari con l'Angola. Fino ad aprire una linea di credito da 10
miliardi di dollari, garantita dal petrolio.E adesso che l'Angola è diventato
il primo produttore di greggio in Africa con due milioni di barili al giorno ha
riserve monetarie per 15 miliardi di dollari e una crescita economica a tre
cifre, si ritrovano tra le mani un tesoro inestimabile. I cinesi partecipano
infatti con le loro imprese alla ricostruzione del Paese, dopo la guerra civile
finita nel 2002, e al suo inserimento nell'economia internazionale. Un segnale
importante è stato il fatto che Luanda abbia estinto in tre mesi il debito
internazionale nei confronti del Club di Parigi per 2 miliardi e trecento
milioni di dollari, dopo 15 anni di default. Tuttavia, molti Paesi occidentali,
e tra questi in prima linea l'Italia, non hanno compreso la portata delle
opportunità che si aprivano in Angola in termini di grandi lavori e di
forniture di beni e tecnologie. Sarà la Germania, per esempio, a soddisfare la
richiesta di Luanda, che vuole dotarsi di un impianto di assemblaggio di
veicoli pesanti e movimento terra. L'Angola ha recentemente concluso un accordo
con Volkswagen per una catena di montaggio che dovrebbe creare 10mila posti di
lavoro. A tenere banco nei prossimi giorni in Angola sarà tuttavia la politica,
non l'economia. Il 5 e 6 settembre infatti gli angolani andranno alle urne per
le prime elezioni parlamentari indette sei anni dopo la fine della guerra
civile. Favorito il partito di Governo, il Movimento popolare di liberazione
dell'Angola (Mpla).Il presidente José Eduardo dos Santos, in carica tra alterne
vicende dal 1979 e pronto a ripresentarsi alle presidenziali del 2009, è
chiamato a portare il Paese incontro alla modernità, a correggere quello che si
presenta come un enorme boom senza benessere (il 70% della popolazione vive in
una situazione di povertà) e a sconfiggere, con l'aiuto degli investitori
esteri, la maledizione delle materie prime: la pericolosa tendenza alla
deindustrializzazione sperimentata dai Paesi che galleggiano sulle rendite
petrolifere. Le elezioni saranno il banco di prova della credibilità della
classe dirigente angolana e un'importante vetrina internazionale per il Paese.
Il sistema di potere che circonda i vertici politico-militari rimane forte, la corruzione è diffusa e la burocrazia un ostacolo quasi insormontabile. Ma nonostante questo, il Paese
ha una grande vivacità economica, che Portogallo (ex potenza coloniale),
Germania, Francia, Spagna, Regno Unito stanno cercando con successo di
intercettare grazie all'offerta di linee di credito, iniziative culturali, voli
diretti. Il Portogallo, in vista della Coppa d'Africa del 2010 che sarà
ospitata proprio dall'Angola, ha fatto investimenti per 300 milioni di dollari
nella costruzione di hotel. L'accordo firmato a metà agosto tra Eni e Sonangol,
la società petrolifera angolana, può rappresentare una svolta per gli interessi
italiani e fare da traino a una serie di accordi specifici per lo sfruttamento
onshore di petrolio e gas, per la realizzazione di una centrale elettrica a
gas, per il biodiesel e per la formazione professionale. Un'auspicabile
iniziativa coordinata del Sistema Italia fra Governo, Confindustria, Ice, Sace,
come già avvenuto su altri mercati emergenti, potrebbe inoltre rafforzare la
posizione di alcune piccole e medie imprese italiane già presenti in Angola, e
agevolare l'arrivo di altre. I cinesi, intanto, non si fermano mai. Adesso
vogliono produrre riso in Angola, e aiutare il Paese africano a ritrovare i
suoi fasti agricoli. L'epoca in cui, prima dell'indipendenza dal Portogallo nel
( da "Sole 24 Ore, Il" del 26-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: MONDO E MERCATI data: 2008-08-26 - pag: 31 autore: Per l'Italia
ritardi e occasioni sfumate LUANDA Luanda è un cantiere edile a cielo aperto. Dovunque
si posi lo sguardo, si vedono svettare gru che graffiano il cielo e tirano su
palazzi di 20 piani. è anche l'ora dei grandi lavori infrastrutturali: strade,
ferrovie, ponti, aeroporti, fognature, centrali elettriche, impianti sportivi.
Ma in questo ribollire di opportunità, le imprese italiane sono clamorosamente
assenti. Aldo Baroli, direttore generale di Coinda (15 milioni di dollari il
fatturato annuo consolidato, 200 i dipendenti), azienda che lavora nella
produzione e distribuzione di materiali per edilizia, descrive una situazione
poco esaltante per il made in Italy: "Qui in Angola – dice l'imprenditore
– il sistema Italia deve ancora arrivare. Questo è un Paese che sta vivendo un
momento d'oro, ma è un'occasione persa. Ne hanno approfittato pochissime
imprese italiane ". In passato l'Italia ha avuto rapporti stretti, ma poco
conosciuti, con l'Angola:la Cooperazione italiana ha dato molti aiuti negli
anni bui, e l'Italia fu il primo Paese europeo a riconoscere l'Angola.
"Per questo – prosegue Baroli – abbiamo qui una reputazione straordinaria,
eppure non ne approfittiamo. Se il grande boom economico angolano, incominciato
da sei anni, fosse stato recepito prima in Italia, le cose sarebbero
differenti. Adesso gli spazi sono stati occupati da brasiliani, cinesi,
portoghesi". Negli anni sono cadute nel vuoto le segnalazioni sul boom
angolano che dall'ambasciata italiana arrivavano puntualmente sui tavoli dei
Governi che si sono succeduti a Roma. Adesso, però, l'accordo con l'Eni
potrebbe rivelarsi trainante per aprire la strada ad altre imprese italiane. La
francese Elf, per esempio, ha portato in Angola 50-60 subfornitori. Potremmo
inoltre inserirci nel settore agro-industriale e in quello tecnologico. Sono
una ventina, tra imprese italiane al 100% e società miste, le presenze
tricolori nel Paese. Molti prodotti made in Italy non risultano
nell'interscambio diretto perché arrivano via Portogallo. Le
difficoltà sono rappresentate soprattutto da una burocrazia spaventosa e dalla difficoltà di trovare manodopera. "Al di
fuori del settore petrolifero – dice Gianpaolo Bruno, direttore dell'ufficio di
Johannesburg dell'Istituto italiano per il Commercio estero, competente anche
per l'Angola – l'espansione è guidata dal boom delle costruzioni,
residenziali e non, e dai lavori pubblici. L'Angola nel 2010 ospiterà la Coppa
d'Africa di calcio, che precederà i Mondiali del Sudafrica. Ma ci sono
opportunità anche nelle telecomunicazioni e nella produzione e trasmissione di
energia. Nell'agroindustria hanno un estremo bisogno di creare imprese
manifatturiere: latte, succhi di frutta, catena del freddo". Molti anche i
rischi: "Anche se si punta a una semplice strategia commerciale –
suggerisce Bruno – è importante avere una presenza diretta nel Paese".
Alf. S. VENTI OPERATORI DIRETTI Gli imprenditori: "Male utilizzato il
patrimonio di credibilità costruito nel passato con gli aiuti" Nel 2010 la
Coppa d'Africa.
( da "Corriere della Sera" del 26-08-2008)
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Corriere della Sera
- ROMA - sezione: Tempo Libero - data: 2008-08-26 num: - pag: 9 categoria:
REDAZIONALE Video tour Federica e Cristina documentariste romane nel paese dei mulini
In Olanda col camper arancione C'è chi il successo se lo gode in riposanti
vacanze al mare e chi, invece, fermo proprio non ci sa stare. é il caso di
Federica Tuzi e Cristina Vuolo, due ragazze romane, registe e documentariste,
che quest'inverno avevano visto con soddisfazione il loro reality sul Camino di
Santiago di Compostela andare in onda su Cult (Sky): ben 5 puntate. Anzichè
sdraiarsi al sole, sono partite per la germania, dove hanno acquistato un
camper arancione nel più grande mercato dei caravan usati, e poi per l'Olanda.
Su quel vecchio Volkswagen dell'84, Federica e Cristina si sono rimesse in
viaggio: "Lo abbiamo acquistato in Germania perchè lì costano meno -
raccontano dal loro palmare wifi durante il viaggio di rientro - anche se tra burocrazie internazionali, attese e fregature dei
venditori ci si rimette un bel po' in salute". Hanno scelto il camper
"perchè è perfetto per arrivare dove vuoi e poi cambiare idea, tornare
indietro, cercare nuove avventure, insomma un po' come succede nella vita di
tutti i giorni, solo che qui gli spostamenti emotivi si misurano in
chilometri". La loro esperienza sarà la base per un nuovo lavoro:
"Vorremmo - spiega Cristina - non tanto cercare storie incredibili, bensì
raccontare questa strada piena di incontri, di sorprese e delusioni, pezzi di
camper da riparare insieme ai nostri umori, in continua trasformazione ".
Perchè in fondo è questo quel che capita a tante persone "on the road,
sulla strada della vita". Il documentari-reality "Santiago, anche le
lesbiche sono pellegrine" sarà riproposto il 12 e 13 settembre sugli
schermi del Gay Village, al Parco del Ninfeo, all' Eur. Prodotto da Wilder per
Fox Channels Italy, racconta il viaggio di queste due amiche, ex fidanzate,
buddiste, lungo il camino della fede più frequentato dai cristiani (e non
solo): un' avventura ricca di spunti di riflessione, un film senza pregiudizi
né preclusioni. (L. Za.) Pezzi di ricambio Federica Tuzi e Cristina Vuolo,
romane, durante una pausa del viaggio in Olanda, in cerca di pezzi di ricambio
per il camper.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 26-08-2008)
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Il Sole-24 Ore sezione:
ECONOMIA E IMPRESE MERCATI data: 2008-08-26 - pag: 26 autore: Il Sud che
rinasce senza soldi pubblici Dopo la "febbre cinese" il tessile di
Andria e Barletta riparte sviluppando marchi propri Paolo Bricco ANDRIA E
BARLETTA. Dal nostro inviato P rima scena:"Anche noi vogliamo il buono
". E, dopo essersi messi con pazienza in coda fin dalle prime ore del
mattino, centinaia di cittadini di Andria e Barletta incassano "le
settanta euro" per comperarsi la bicicletta.In un lunedì di metà
luglio,c'erano pure i vigili a regolare il traffico del contributo "a
gratis". Seconda scena: "Soldi pubblici? Io non li ho mai presi.
Quello alla fine diventa un lavoro.Non c'ho tempo.Devo pensare alla mia
azienda". A dirlo è Riccardo Fusiello, titolare della Angel & Devil
che quest'anno, incluso l'anticipo sul
( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 26-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di NICOLETTA GIGLI
Gabriele ha due anni e una vita segnata da un destino crudele. Un gravissimo
ritardo psico-motorio non gli consentirà di correre e giocare felice insieme
agli altri bambini. A Gabriele è stata riconosciuta un'invalidità permanente
del cento per cento ma nonostante questo, gli viene negata l'indennità di
accompagnamento. Quel sostegno economico statale pagato dall'Inps che viene
erogato alle persone che non possono compiere gli atti quotidiani della vita,
non deambulanti, che hanno bisogno di assistenza continuativa, il piccolo
Gabriele non lo avrà. "C'è un problema tecnico burocratico che non
consente di sbloccare la situazione", spiega Pierpaolo Marconi, del Tribunale
per i diritti del malato di Terni. Gabriele, figlio di una giovanissima coppia
albanese, è nato a Terni. E' italiano ma siccome la mamma, che ha 25 anni e ha
dovuto rinunciare al lavoro per assistere il figlio, non ha il permesso di
soggiorno, non può riscuotere l'indennità di accompagnamento. Il papà,
dipendente di una ditta edile di Terni, non ha ancora raggiunto i cinque anni
di contribuzione previsti dalla legge per cui la moglie non può usufruire del
ricongiungimento familiare. Anna è una ragazza distrutta. Vive in Italia da
dieci anni, lavorava in un supermercato ma dopo la nascita di Gabriele ha perso
il lavoro e, di conseguenza, pure il permesso di soggiorno. Il piccolo viene al
mondo con un gravissimo ritardo che gli segnerà la vita. Anna lo fa visitare negli
ospedali specializzati e Gabriele comincia la riabilitazione. Nel frattempo la
mamma avvia la pratica per la legge 104 e per il riconoscimento
dell'invalidità. Nel luglio di un anno fa Gabriele viene visitato all'Asl.
Purtroppo non ci sono dubbi: per il piccolo l'invalidità è permanente e al
cento per cento. Ma l'assegno di accompagnamento, per ragioni
tecnico-burocratiche, non gli spetta. Per avere quei 457 euro al mese, Gabriele
dovrà aspettare che la mamma ottenga il rinnovo del permesso di soggiorno. Il
Tribunale per i diritti del malato vuole tentare tutte le carte per cercare di
risolvere la questione. Ha attivato il suo ufficio legale e porterà avanti
tutti gli strumenti di tutela previsti dagli organismi nazionali e
internazionali. "Questo -spiega Pierpaolo Marconi-
perchè siamo convinti che i diritti dei più deboli siano al di sopra della burocrazia. Un bimbo disabile al cento
per cento va tutelato a ogni costo. Se sarà necessario -conclude Marconi- ci
rivolgeremo al Garante per l'infanzia".
( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)" del
26-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
A
volte la burocrazia, o meglio gli intoppi burocratici,
riescono ad avere anche risvolti macabri. Ed è il caso di questa storia che
vede protagonista, suo malgrado, un cane deceduto 50 giorni fa mentre era ospite
del canile municipale. Toccante la breve storia di Wisky (questo il nome del
cane). Aveva
appena pochi giorni quando è stato abbandonato dantro una busta, fuori i
cancelli del canile. Trova un padrone, che però lo riconsegna alle volontarie
dopo neppure un anno, perché, per motivi di salute non poteva più prendersi
cura di lui. Alla fine, si ammala di lehsmaniosi, una malattia provocata dalla
puntura di insetti infetti, frequenti nella zona umida del canile. E così,
cinquanta giorni fa, muore ad appena due anni. E da allora la sua carcassa è
conservata in una cella frigorifera in attesa di tutte le autorizzazioni
necessarie per la sepoltura. A raccontare la triste storia di Wisky è il
commissario della Lega nazionale del cane, Alessandra Steri che lancia
l'ennesimo appello al sindaco Gianni Moscherini e alla buona volontà di tutta
la cittadinanza. "Ci sono regolamenti ai quali dobbiamo attenerci per
attivare gli uffici competenti per effettuare il servizio di incenerimento. Ma
alcune volte la burocrazia fa attendere questi esseri
indifesi. Da cinquanta giorni infatti i dirigenti dell'ufficio Ambiente del
Pincio ci dicono di aspettare per motivi strettamente burocratici. E intanto
Wisky rimane nel congelatore".
( da "Stampa, La" del 26-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il caso La
albenganese si era rivolta a La Stampa "Mio figlio ha bisogno di quell'insegnante"
Ad Alassio la mamma di un ragazzo affetto da autismo scrive al Provveditore
L'Asl anticipa di un anno e mezzo la visita di Giuseppa Ventura ANGELO FRESIA
ALBENGA Una telefonata dell'Asl di Savona ha messo la parola fine all'odissea
di Giuseppa Ventura. Lunedì 11 agosto, la donna albenganese si era vista
fissare una visita diabetologica per il 20 gennaio 2010 dallo sportello del
Centro prenotazioni in piazza del Popolo. Nei giorni scorsi, la centralinista
dell'Asl ha invece fissato un appuntamento per domani: con un anticipo, dunque,
di ben diciassette mesi rispetto alla data originaria. "L'Asl mi ha
telefonato, dicendomi di andare alla visita il 21 o il 27 agosto all'ospedale
Santa Corona di Pietra Ligure - racconta la donna -. Ho optato per il 27 perché
il 21 arrivava mia figlia dall'Irlanda e volevo accoglierla al suo rientro. Ho
parlato con la telefonista Emilia, che è stata gentilissima e mi ha trattato
bene", puntualizza la sessantenne. "Penso di aver fatto presto a
sbrogliare la matassa, perché a conti fatti riuscirò a farmi visitare a sedici
giorni dal giorno della richiesta. Tutti i miei conoscenti, dopo aver visto la
foto sul giornale, mi hanno fermato per chiedermi come fosse possibile che
dovessi aspettare fino al 2010 per una prestazione sanitaria. Io ho risposto
loro che il problema si è finalmente risolto. E ho aggiunto che possono andare
alla Stampa se dovessero restare vittime dello stesso disservizio che ha
colpito me ", conclude la paziente albenganese. La denuncia di Giuseppa
Ventura, residente in regione Burrone, aveva provocato la reazione dell'Asl 2,
per bocca del direttore amministrativo Graziella Baldinotti: "Il problema
è sorto perché la paziente non si è limitata a chiedere una visita
diabetologica, ma ha legato la sua richiesta ad uno specialista di fiducia.
Questo particolare ha allungato i tempi di attesa". La donna aveva però
smentito questa versione dei fatti: "L'impegnativa chiedeva una visita con
il dottor Durante, che conosce la mia situazione clinica e mi ha visitato a
maggio. Le addette del Cupa avrebbero potuto spiegarmi i problemi di tempo
legati a quello specialista e a quel punto avrei scelto un'altra soluzione. A
me basta essere visitata da un medico professionale e sono anche disposta ad
andare al Santa Corona". E proprio nel nosocomio pietrese terminerà,
domani, la vicenda della sessantenne, colpita da attacchi di glicemia alta. Nel
frattempo, l'Asl ha annunciato un "progetto di potenziamento" per il
settore diabetologico, a partire dal primo settembre. "Probabilmente si è
trattato soltanto di un brutto equivoco, che per fortuna ha avuto un lieto
fine. Ma se non ci fosse stata La Stampa, non saprei proprio come sarebbe
andata a finire. Forse avrei aspettato fino al 2010", conclude Giuseppa
Ventura. "Non togliete quell'insegnante di sostegno a mio figlio".
L'appello arriva dalla mamma di un quattordicenne alassino, affetto da autismo.
La donna ha scritto al provveditorato provinciale agli studi quando ha scoperto
l'intenzione di togliere l'incarico alla professoressa con cui il ragazzo è
cresciuto negli ultimi due anni nelle scuole medie Ollandini. Secondo la
dirigenza scolastica, infatti, la docente sarebbe priva dell'abilitazione
necessaria a svolgere quel compito. "Negli anni scolastici 2006/2007 e
2007/2008, mio figlio ha frequentato la scuola con assiduità e costanza,
ricercando il contatto con i compagni e migliorando nell'approccio
relazionale" ha sottolineato la madre dell'adolescente nella lettera
all'ufficio scolastico provinciale. "Rispetto ai livelli di partenza,
l'alunno ha cominciato ad instaurare una comunicazione emotiva più equilibrata,
anche se permangono ancora evidenti difficoltà che si estrinsecano talvolta in
situazioni conflittuali e di oppositività. Il consiglio di classe, in accordo
con noi genitori, ha deciso la permanenza di un ulteriore anno scolastico
nell'istituto, per favorire il processo di crescita nella relazione e nella
comunicazione avviato nel 2006", hanno ricordato il padre e la madre del
ragazzo. La famiglia ha sostenuto: "La prosecuzione del rapporto con la
professoressa Graziella Chiapale, l'insegnante di sostegno degli ultimi due
anni, renderebbe più facile lo sviluppo relazionale. In questo senso, chiediamo
agli organi competenti di confermare l'incarico alla docente". I giovani affetti da autismo, sotto una corteccia di diffidenza
verso il mondo esterno, nascondono spesso capacità superiori alla norma, come
mostrato al pubblico dall'attore Dustin Hoffman nel film "Rain man".
Nel mondo reale, a volte, può bastare la professoressa giusta. E un po' meno burocrazia.
( da "Giornale.it, Il" del 26-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'idea di Alè Magno di
istituire una commissione, darla in mano a Giuliano Amato (quello che rinfaccia
Craxi e forse anche lo scippo sui conti corrente) e discutere dei problemi de
Roma, mi sembra una scemata pazzesca. Ogni stagione ha le commissioni di che si
merita. Oggi con la moda dell'anticasta, si deve dunque dare una nobiltà ad una
commissione che comunque non servirà a nulla. Voglio dire che senso ha per un
amministratore cittadino inventarsi grandi temi di discussione. C'è bisogno di
una Commissione per decidere ad esempio che l'acea debba essere privatizzata?
assolutamente no. e di fatti, Alè magno non vuole venderla. C'è bisogno di una
commissione per decidere di ampliare ed eventualmente liberalizzare le licenze
dei tassisti romani? assolutamnete no. E di fatti Alè Magno è l'idoletto della
corporazione dei tassisti. C'è bisogno di una commissione per spiegare ad un
sindaco che se due suoi ospiti olandesi vengono stuprati e presi a mazzate tra
i denti, è il caso almeno nel giorno del fattaccio di tenere la bocca chiusa o
almeno aprirla per chiedere scusa a nome di una città anch'essa ferita? Scritto
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14Aug 08 Julius ha visto la luce Il nostro Julius (Tremonti, per chi non lo
sapesse) ha visto la luce. Già si capiva per la verità leggendo con attenzione
un interessante fondo del convertito (alle ragioni ministeriali) Giannino, di
un paio di giorni fa. Un liberale doc, a patto che non si discuta dell'operato
di Julius. Ma ritorniamo alla luce. Su Libero leggevamo: "il Papa su
questo la pensa come Giulio Tremonti, non come gli alfieri del mercato che sul
Corriere della sera e Sole 24 ore da mesi ribattono che quelli contro i derivati
sul petrolio e sul grano sono attacchi di irriducibili passatisti, di vecchi
arnesi nostalgici del protezionismo. Ora si è capito ancor meglio, che i
giudizi del Papa non sono poi coincidenze casuali, con Tremonti" . E poi
oggi finalmente sul Corrierone una domanda (anzi una non domanda) infilata lì
per caso: "A luglio il papa ha condannato la speculazione." E Julius,
poco prima: "Come sempre, nei grandi passaggi della Storia, la visione
della Chiesa è fondamentale per la comprensione dell'esistente". La lieta
novella della parabola di Julius: "L'azione dei governi ha fermato la
speculazione". Sintetizziamo il filo logico del ragionamento: la
speculazione è la peste del secolo-tremonti ha convinto di ciò il papa- la
Chiesa ha sempre una grande visione e la condivide con Julius-i governi,
incalzati da Julius hanno bloccato il contagio malefico. Hip hip hurra. Per
fortuna che abbiamo il nostro adorato Cav. Scritto in Berlusconi IV Commenti (
32 ) " (2 votes, average: 3.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola
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25Jul 08 Obama e l'Italia Folla a Berlino. E poi a Parigi. E of course Londra.
Niente visita in Italia. Il mitico Obama ci riporta con i piedi per terra. Non
contiamo nulla, neanche una visitina, un saluto. Certo facendo jogging ieri a
Berlino e intercettato da un'abile giornalista di Sky24, ha detto: primo o poi
in Italia verrò. Deo gratias. Scritto in Varie Commenti ( 60 ) " (2 votes,
average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS
Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Jul 08 Il casco per i
baresi e i mutui per gli americani Fannie e Freddie, nonostante i simpatici
nomi, stanno affossando i mercati di tutto il mondo. Non sono banche e non sono
neanche società per azioni tradizionali. Sono state create per agevolare il
mercato immobiliare americano. In sintesi prestano i soldi alle banche che
prestano i soldi ai clienti per accendere un mutuo. In questo modo le banche
americane avevano sempre risorse fresche per alimentare il mercato dei prestiti
immobiliare. Una volta comprati i mutui di terzi le due nostre li impacchettano
in obligazioni che cedono sul mercato. Per questa loro caratteristica sociale
(agevolare la proprietà edilizia) sono Gse (Governament sponsor enterprise) e
dunque, pur quotate sul mercato, in ultima analisi sono agenzie governative
(come d'altronde erano in origine). Questa garanzia statale ha permesso loro di
raccogliere danaro a tassi molto vantaggiosi e dunque alimentare la bolla
speculativa. Inoltre (toccherebbe ricordarlo a qualcuno) per statuto non
finanziano mutui subprime.. E proprio per questo il mercato dei mutui subprime
(quelli che hanno scatenato l'attuale crisi) è esploso: le banche tradizionali non
riuscivano a fare concorrenza, visti i tassi superbassi, a Fannie e Freddie e
dunque hanno cercato (colpevolmente) di andare su un mercato a queste precluso:
quello dei debitori subprime, insomma non buoni. Qualche conclusione: 1.
Freddie e Fannie, figlie di una concezione roosveltiana, non sono mai state sul
mercato. 2. Sono diventate negli anni 70 un ibrido a noi molto ben conosciuto:
privatizzano gli utili e socializzano le perdite 3. Il salvataggio di oggi è
stato scritto ieri quando furono concepite 4. il fatto che prestassero troppo
era noto da tempo (lo disse greenspan in un'audizione davanti al senato) 5. il
loro fallimento non è un fallimento del mercato, ma del regolatore. che ha
pensato di cavarsela quotandole sul mercato. E che ha alimentato per questa via
la bolla immobiliare. 6. salvarle oggi è ragionevole, così come è ragionevole,
secondo il sindaco di bari, regalare, a spese dei contribuenti, un casco ai
motociclisti pizzicati senza. Scritto in pol economica Commenti ( 23 ) "
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RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 07Jul 08 Cosa ne
pensano i lib-lib di Julius In questo blog abbiamo più volte
"sfottuto" il nostro Julius per la sua ansia Pop. L'inutile e dannosa
Robin tax, la populistica esclusione dei ricchi (solo 70mila? solo due dei
quali in piazza di Spagna a Roma?) dai benefici Ici sulla prima casa, la card
per gli anziani, la lotta contro la speculazione. E via dicendo. Anzi, già che
ci siamo, gli insopportabili slogan contro il "mercatismo". Senza
considerare la mancata liberalizzazione per eccellenza: e cioè la riduzione
delle imposte sui redditi o per lo meno una prospettiva di riduzione. Che il
Dpef non ci da. Insomma quello che pensiamo sul Julius pop per i nostri
commensali (che spesso hanno anche criticato il cuoco) è pietanza nota, anche
se non a tutti gradita. Ieri è arrivata in cucina una mail di David Baccini,
intitolata "Tremonti il socialista ci porterà al disastro". Vi
inoltro le prime righe: "sono sconcertato per il comportamento schizoide
del Ministro Tremonti, nel quale non ho mai riposto alcuna fiducia e che
affonderà il Governo, ma sopratutto per il "sentiment
filogovernista-filotremontiano antimercato" di Giannino: scioccante
davvero. Altrettanto sconcerto va verso l'IBL, che di fronte ad accuse
tremontiane al mercato, a chi (praticamente l'intero popolo europeo) non si
riconosce nel nuovo meta-stato soviet-europeo, alla speculazione, al profitto,
a chi si dice liberista, a chi esige basse tasse, a chi disconosce l'efficacia
della redistribuzione (Robin Tax ed altre puttanate) .. l'IBL tace, in
conformità Gianniniana". Be' in effetti si può condividere con Baccini un
certo stato di solitudine da queste parti. Difficile trovare conforto a
sinistra (lo devo spiegare ancora una volta?), ma anche nei punti di
riferimento dei liberali classici, sembra che ci sia un po' una corsa a non
disturbare il manovratore. La paura di Prodi e accoliti non ci può rinchiudere
in un angolo. Non ci deve spingere verso un'accettazione muta dei provvedimenti
governativi. Insomma se Julius ha deciso di fare una corsa di popolarità con
l'adorato Cav, son cavoli suoi. Non di Noi italiani che abbiamo votato un
governo immaginato liberale. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 53 ) " (3
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 03Jul 08 Bce senza pop
La Bce ha deciso di alzare al 4,25 per cento i tassi di interesse in Europa,
con un ritocco all'insù di un quarto di punto. I governi di mezza Europa
(Francia e persino Germania) le avevano chiesto di non farlo. D'altronde
l'economia non gira e l'inflazione (arrivata al 4 per cento massimo da 16 anni)
è più dovuta al rincaro delle materie prime che ad una forte domanda di
consumo. Chi ha ragione? La Bce non risponde a nessuno. I governi Ue, invece,
ai propri elettori. In questa vicenda il differente grado di responsabilità
(accountability) ha un peso. La politica sembra più attenta al momento, al
breve termine. Palese il caso italiano: subito una dilazione sulla rata dei
mutui (accordo Tremonti-Abi) ma tra 20 anni si paga il conto. Subito la card
sociale per i pensionati più poveri, ma non si riducono permanentemente le imposte
dirette. Subito la tassa sugli odiati banchieri-petrolieri, ma domani si
rifaranno con aumenti sui consumatori. Il respiro immediato è ciò che conta,
nel lungo periodo (come diceva qualcuno che al cuoco non piace tanto) saremo
tutti morti. I banchieri centrali "irresponsabili" per costituzione
si possono permettere l'impopolarità. Sanno che non possono alimentare
aspettative inflattive. La rincorsa prezzi-salari-prezzi è micidiale come
dimostrano gli anni 70. E ci sono i primi segni. La furia sindacale In Italia
contro l'inflazione programmata fissata ll'1,7 per cento nel Dpef (e qui bene
ha fatto Julius), il costo del lavoro in Spagna salito al 5,7 per cento;
l'aumento salariale dei pubblici dipendenti tedeschi fissato quest'anno al 5
per cento. I Banchieri centrali saranno spietati, ma sanno che un un po' di
veleno nel corpaccione europeo oggi, è meglio di un infarto certo domani. Non
accondiscendono alla nuova ventata pop della politica europea. Scritto in pol
economica Commenti ( 17 ) " (3 votes, average: 4.33 out of 5) Loading ...
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post a un amico 03Jul 08 Rosicchiare la Mela Tra pochi giorni arriva in Italia
un oggetto di culto. Sì qualche volta anche in questa zuppa si assaporano
pietanze leggere. Si tratta del nuovo telefonino 3g della Apple. Come sapete il
cuoco ha una certa passione per la Mela. Oggi il sole 24ore ha anticipato i
possibili piani tariffari che Vodafone e Tim applicheranno al mitico gadget. Lo
diciamo subito: troppo cari. Il nuovo telefono è pensato per stare spesso
collegato, anche in remoto, su internet. Insomma brucia bytes su bytes. Gli
operatori invece fanno finta di nulla e nelle loro ipotesi di abbonamento
prevedono tariffe flat fino a 1gb (Tim) e 600 Mb (Vodafone). Un po' tirchietti.
C'è da scommettere che i mela maniaci che vorranno aver subito l'oggetto del
desiderio pagheranno un biglietto di ingresso piuttosto caro: e a riscuoterlo
non sarà la Apple, ma i due gestori di telefonia. Scritto in Varie Commenti ( 6
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2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 22Jun 08
Appunti in manovra La manovra presentata dal governo vale quasi 35 miliardi di
euro, per il prossimo triennio. Anche se alcuni effetti (per un paio di
miliarducci) si faranno sentire da quest'anno. In sintesi si riduce la spesa
pubblica corrente del 2 per cento nel triennio: si sforbiciano risorse per gli
enti locali (-9.2 miliardi), la pa, la sanità (-5 miliardi), la scuola (-8
miliardi e meno 100mila prof) e altro ancora. La pressione fiscale sale, alla
fine del triennio, al 42,9 per cento del Pil (più 0.1 rispetto all'eredità
prodiana). Questa manovra ci permetterà nel 2011 di avere un rapporto tra
debito e pil inferiore al 100 per cento. La manovra è fatta per la gran parte
dalla riduzione di spesa pubblica e questo è un bene. Nel 2011 la spesa
pubblica dovrebbe fermarsi (si fa per dire posto che in termini assoluti
aumenta) a 753 miliardi di euro (compresi 86 miliardi di interessi sul debito),
il 38.3 per cento del nostro Pil. C'è un aumento delle imposte per il primo
anno quantificabile in 4 miliardi: si fanno piangere quelli che Julius ha
indentificato come i "ricchi": petrolieri, elettricisti, banchieri,
manageroni e cooperatori. In altre parti della zuppa abbiamo già detto cosa
pensiamo della Robin tax e recentemente in maniera caustica ma chiara lo ha
scritto anche il perfido Boeri su Republik. Obiettivamente il peso delle
maggiori entrate sul complesso della manovra è risibile e dunque con una alca
selzer possiamo digerirlo. Resta la parta migliore della manovra: Citiamo,
gustandoli assai, alcuni ingredienti in modo disordinato: abolizione
dell'obbligo della tracciabilità dei compensi, morte dell'elenco fornitori,
semplificazioni sulla privacy e sulla tenuta dei libri per le imprese. E ancora
divieto di cumulo tra pensione e lavoro, impresa in un giorno, rateizzazioni
ruoli, liberalizzazione dei servizi pubblici locali, ripristino della superBiag
e stop della limitazione dell'uso dei contati a 5000 euo. Uffff. Niente male.
Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 14 ) " (3 votes, average: 2 out of 5)
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Invia questo post a un amico 13Jun 08 Fuoco amico Cari commensali, le nostre
ultime discussioni sono nate da alcune provocazioni che ho voluto fare su
alcune misure pop annunciate dal governo Berlsuconi. Ho parlato, e male, della
Robin tax e dei tetti agli stipendi, e financo delle esclusioni Ici. Non ho
parlato della giusta richiesta del nucleare, delle ottime misure su premi e
straordinari e sulle ipotesi di riforma della pa. Insomma sono stato fazioso,
più che fazioso. Devo una spiegazione. Quando un governo ha davanti a sè cinque
anni di legislatura e ne ha avuti altrettanti dietro alle spalle, ha una grande
carta per provare a riformare il nostro benedetto Stato. Mi sarei immaginato
una partenza sprint. Avrei voluto la medesima decisione mostrata su Napoli,
anche sull'economia. Insomma avrei voluto un esecutivo meno pop e più impop.
Chiessenefrega delle critiche popolari, quanto si ha un tratto preciso e
univoco. Assecondare gli umori o frenarsi per non essere criticati da sinistra
non vuol dire essere democratici. Probabilmente questo è il miglior governo che
potessimo votare. Ma le difese d'ufficio sono una spezia che non piace al cuoco
di questa zuppa. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 16 ) " (2 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05Jun 08 Robin pop
L'idea di tassare i petrolieri per i loro extraprofitti (ma chi quantifica e
come l'extra? ed è l'unico settore ad avere extra? e nel futuro tutti gli extra
saranno da bastonare?) ha l'aria di essere l'idea più pop degli ultimi giorni.
1. Lo Stato, attraverso l'iva, ha già portato a casa tasse extra dai profitti
extra del barile extra. Si calcola che in un anno esso ammonti già a 500
milioni. Insomma se proprio crede lo stato potrebbe rinunciare a parte dell'Iva
applicata sulla benzina che in Italia è al 20 per cento e in altri paesi
europei è al 16 per cento. 2. I profitti maggiori sono realizzati da chi buca e
spilla petrolio. Su 1,6 milioni di barili consumati al giorno in Italia, meno
di 100mila sono di produzione domestica. Dunque toccare le royalties sui buchi
rende poco niente. 3. Il petroliere di gran lunga più ricco d'Italia si chiama
l'Eni per un terzo proprietà dello stato. Fattura quasi 90 miliardi di euro con
utile vicino ai 10 miliardi (pari al fatturato totale di Erg, secondo
petroliere in Italia) ed ha un margine operativo di 20 miliardi. Tassare i
petrolieri in Italia, vuol dire per lo Stato tassare se stesso: una partita di
giro. 4. Annunciare un'imposta che può facilmente essere traslata sul
consumatore ha effetti perversi. Basti pensare che il rincaro di 1 centesimo
del costo finale al consumatore della benzina vale per le compagnie petrolifere
500 milioni di euro. Sono solo alcune notazioni, peraltro imprecise poichè
ancora non è preciso l'imponibile della nuova tassa. Ad esempio se veniesse
colpita la raffinazione, il discorso sarebbe parzialmente diverso. Resta l'idea
molto pop che la manina dello Stato asi occupi degli affari privati. Scritto in
Berlusconi IV Commenti ( 30 ) " (4 votes, average: 2.5 out of 5) Loading
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Lavoro da qualche anno al Giornale e scrivo di economia e finanza. Tutti gli
articoli di Nicola Porro su ilGiornale.it contatti Categorie Berlusconi IV (8) burocrazia
(1) citazioni (2) finanza (10) pol economica (21) Varie (35) Ultime discussioni
alex: Cito alcuni tratti di Roberto Marraccini da Padaniaoffice Via Bellerio 41
Milano. 9 Giugno 2008 Da quando è... antonio: LACRIME E SANGUE.con queste due
semplici parole ma altrettanto truculente i vari governi che si sono...
Giulio di Siena: Prendo spunto da quanto ha scritto David Baccini per ritornare
al tema. Le ultime mosse di Julius... Nicola Porro: Prendo spunto dal post di
Massimo. Da queste parti c'è ovviamente massima libertà sui... alex: "I
privati che partecipano all'operazione ci sono, le banche anche, dobbiamo
trovare una compagnia... I più inviati I "cagasotto" - 4 Emails
Ancora sui Precari Veneti - 1 Emails AliTaglia - 1 Emails Morti di ipocrisia -
1 Emails Piccolo sfogo sul meraviglioso Ferrara - 1 Emails Blog amici Alex
Tabarrok crilla Finanza e Macro freakkkettoni IBL La città dei liberi
rass.stamp 11min In prova Ecodiario August
( da "Messaggero Veneto, Il" del 27-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Udine Il Pd: la
Provincia non funziona Duro attacco del capogruppo Martines: non ha senso
chiedere altre competenze Il governo provinciale si impegni a gestire le competenze
che ha, senza chiederne di nuove. Perché al momento la Provincia non funziona.
Questo in estrema sintesi il Pd-pensiero, illustrato dal capogruppo in
consiglio Francesco Martines. Una posizione dichiarata dopo le parole del
presidente Pietro Fontanini che tra gli obiettivi del
( da "Repubblica, La" del 27-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina VI - Palermo
Il caso Sos dagli artigiani "Il comparto non cresce più" Stagnazione
totale in Sicilia. è il bilancio del Rapporto 2007-2008, che l'Osservatorio
regionale dell'artigianato presenterà venerdì prossimo a Catania nella sede
della Camera di commercio. L'unico settore in leggera crescita è quello delle
costruzioni. Fino al giugno scorso erano iscritte 87.008 piccole e medie
imprese, con un saldo attivo di appena 57 (+0,07) tra quelle nuove e quelle
estinte. "Un numero - spiega Salvatore Bonura, direttore dell'Osservatorio
- che relega la Sicilia al terzultimo posto tra le regioni italiane. Solo Lazio
e Calabria fanno peggio". Il rapporto sottolinea che la Sicilia nel
( da "Repubblica, La" del 27-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina XV - Palermo
La testimonianza La famiglia D'Aquila ha fornito ai vigili urbani i documenti
richiesti. Senza esito La sua piattaforma sequestrata a maggio "Ma ora
l'estate è finita, siamo disperati" L'accusa alle istituzioni: "Se
dipendesse dal Comune qui non accadrebbe nulla" I gestori dei lidi curano
da soli anche la pulizia delle strade e della scogliera Quattro mesi fa sigilli
all'impianto posti per ragioni di sicurezza dei bagnanti Mentre gli
imprenditori di Sferracavallo fanno i conti con il bilancio della stagione
2008, lui aspetta ancora il dissequestro della sua pedana collocata nella zona
degli scivoli a valle di via Plauto. Maurizio D'Aquila, che risiede nella
borgata marinara, ha avviato dal 2005 un'attività balneare con l'intento di
contribuire al rilancio della zona. Quando si preparava a partire per la nuova
avventura estiva, lo scorso 26 maggio i vigili urbani hanno messo sotto
sequestro la piattaforma per motivi di sicurezza legati alla stabilità dei
pannelli fenolici della pedana e alla ringhiera di recinzione. "Ora
l'estate è quasi finita - dice D'Aquila, impiegato statale in pensione che ha
cercato di investire in questi anni nell'attività imprenditoriale - E adesso
sono nei guai. Contavo molto in questa stagione per sostenere la mia famiglia e
per fare qualcosa di bello per la borgata. Dopo il sequestro da parte dei
vigili urbani ho provveduto nel giro di poco tempo alla messa in sicurezza
della pedana, ma ancora sono in attesa di notizie dal pubblico ministero.
Sarebbe stato il nostro quinto anno, eravamo un punto importante per il ristoro
dei bagnanti. Ho sempre amato questa zona fin da ragazzo, ma adesso sono molto
sconfortato per me e per i miei figli". Il sequestro è soltanto un
capitolo del calvario di impedimenti e farraginosi iter burocratici che hanno
accompagnato le attività della pedana. A dicembre dello scorso anno un incendio
distrusse completamente il gazebo adibito a stabilimento balneare per un danno
complessivo di 15 mila euro. Poi seguirono atti di vandalismo ai danni della
recinzione e del pavimento della piattaforma. E infine la multa di 1.032 euro
per l'assenza di bagnini, multa poi revocata. Durante l'estate il solarium
forniva il servizio d'affitto lettini e ombrelloni con un punto ristoro,
d'inverno invece, ospitava le iniziative di un'associazione sportiva di pesca "al
tocco". "Tutte le perizie che ho fornito dimostrano che sono in
regola - continua D'Aquila - e ho fornito anche le documentazioni che mi sono
state richieste. Chi vuole investire nella borgata non è aiutato neanche dagli
stessi residenti. Molte volte sono stato accusato di disturbare la quiete della
zona con la mia attività o di deturpare il paesaggio, ma ho sempre lavorato con
le carte in regola". I tre figli di D'Aquila che avrebbero dovuto lavorare
nello stabilimento per questa stagione si sono inventati qualcos'altro da fare.
Fabrizio che gestiva con il padre la piattaforma lavora
come bagnino a Mondello, Gianluca ha trovato posto in una panineria della città
e Danilo è finito in Sardegna come aiuto cuoco. "Con la mia famiglia -
conclude D'Aquila - avrei potuto far decollare questa piattaforma. Ma sembra
che siamo lasciati a noi stessi e la lentezza della burocrazia fa la sua parte". c.b.
( da "Repubblica, La" del 27-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina V - Firenze
L'impianto I lavori sono terminati tre mesi fa, un investimento da 40 milioni.
Ci sono 21mila posti, tutti a sedere Nello stadio nuovo di zecca si fa il tifo
dalla camera d'albergo DAL NOSTRO INVIATO PRAGA - Il grande ovale di mattoni
rossi sta proprio in mezzo alle case, lo vedi sbucare appena esci dal centro
della città. Si chiama Eden Stadium ed è il quartier generale dello Slavia Praga.
Per costruire questo piccolo gioiello di tecnologia e comfort ci sono voluti
diciannove mesi e circa quaranta milioni di investimenti. Oggi è considerato
l'impianto più all'avanguardia di tutta la Repubblica Ceca. Lo Slavia ha
giocato qui per la prima volta nel 1953, inizialmente aveva cinquantamila posti
tutti in piedi. Negli anni Settanta il governo decise di
costruire un impianto nuovo, ma i tempi della burocrazia e la politica cancellarono quel progetto. Così negli anni
Novanta lo Slavia tornò di nuovo all'Eden, ma il vecchio stadio era diventato
inadeguato alle esigenze del club e non conforme ai parametri Uefa. Nel 2000,
infatti, allo Slavia fu vietato di giocare all'Eden. Da qui la decisione
di ammodernare il vecchio impianto, che è stato praticamente distrutto e
ricostruito. Il nuovo Eden è stato inaugurato tre mesi fa con un'amichevole
contro la Oxford University. L'impianto è dotato di due maxischermi e 14 stanze
per rinfreschi, 45 lussuose skyboxes (come quelli che i Della Valle vorrebbero
realizzare al Franchi), alcuni ristoranti, negozi, una banca e anche un hotel
quattro stelle con 150 camere, alcune delle quali si affacciano direttamente
sul campo da gioco. L'Eden ha 21.000 posti tutti a sedere, 40 postazioni vip,
parcheggi per circa 1500 auto ed è servito da sei linee di bus e tre di tram.
L'architetto Martin Vokaty, che ha realizzato la O2 Arena, il futuristico
stadio dell'hockey, ha detto: "L'Eden spingerà in avanti la cultura del
calcio nella Repubblica Ceca. Questo è il modo per sbarazzarsi della
violenza". All'interno dello stadio, infatti, i settori non hanno
divisione, se non una piccola delimitazione. Il manto erboso è perfetto, la
visuale è ottima da qualunque punto. Le tribune sono attaccate al terreno di
gioco, poco più di un metro separa la porta dai posti a sedere in curva.
"E' uno stadio perfetto per giocare a calcio" ha commentato Cesare
Prandelli. Per la partita di stasera sono stati venduti solo tredicimila
biglietti, però i botteghini rimarranno aperti anche oggi. Difficile che ci sia
il tutto esaurito. Nessuna copertura televisiva della partita nella Repubblica
Ceca. (g. c.).
( da "Messaggero, Il (Metropolitana)" del
27-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Chiudi di MOIRA DI
MARIO "E' stato consegnato alla mamma della piccola Asia un monitor
multiparametrico che consente di monitorare 24 ore su 24 tutte le funzioni
vitali della bambina". Lo ha reso noto ieri telefonicamente il direttore
generale della Asl Rm H, Luciano Mingiacchi, dopo il caso della bimba di
Pomezia affetta da paralisi cordale congenita, che rischiava di morire a soli 7
mesi, schiacciata sotto il peso della burocrazia. La stessa alla quale si era
appellata la responsabile della farmacia interna alla Asl di Pomezia, negando
ai genitori della bambina una parte della fornitura di sondini, senza i quali
però Asia non potrebbe vivere. Dopo l'intervento dei carabinieri e quello di
Antonio Maniscalco, l'unico consigliere comunale (An) che fin
dall'inizio aveva cercato di aiutare la famiglia anche segnalando il caso alla
stampa, quei maledetti legacci ai quali è legata l'altrettanto maledetta burocrazia sono stati sciolti. Immediata è arrivata una
fornitura di sondini da parte dell'azienda sanitaria, poi ieri l'annuncio di
Mingiacci dell'arrivo del monitor multiparametrico. Tra i lettori de "Il
Messaggero" si era scatenata una gara di solidarietà a favore della bimba.
Un'associazione temporanea d'impresa di Pomezia (costituita dal Consorzio
Formula Ambiente, dalla Manutencoop e dal Cns) si é resa disponibile ad
acquistare il saturimetro portatile, l'apparecchio che misura costantemente la
saturazione di ossigeno, mentre un cittadino, sempre di Pomezia che però vuole
rimanere anonimo, ha fatto recapitare alla famiglia diverse scatole di sondini
annunciando inoltre di essere a completa disposizione se in futuro, anche
prossimo, Asia dovesse aver bisogno di altre apparecchiature e cure mediche.
( da "Messaggero, Il" del 27-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
CLAUDIO SARDO dal
nostro inviato RIMINI - Si è commosso il Meeting e ha applaudito a lungo quando
ieri hanno parlato Dario, milanese di 42 anni, la metà dei quali passati in
carcere per rapine e altri reati, e Wellington, giovane di Santo Domingo,
detenuto a Padova per omicidio. La mostra sul lavoro in carcere e sul
reinserimento sociale dei detenuti è uno degli eventi di questa edizione. E la
pasticceria della cooperativa Giotto, di cui Dario e Wellington sono stati
scelti come testimonial, è senza dubbio lo stand più frequentato alla Fiera. Il
ministro della Giustizia Angelino Alfano ha scelto di immergersi in questo
contesto per annunciare il suo "piano" per le carceri, parallelo al
progetto di riforma della giustizia. Anche lui, come i duemila che gremivano
l'auditorium, ha applaudito al "cammino di redenzione" dei due
detenuti e dei loro compagni. Anche lui ha citato San Tommaso ("Non c'è
giustizia senza misericordia e non c'è misericordia senza giustizia"), ha
ricordato l'appello di Giovanni Paolo II al Parlamento, ha convenuto sul fatto
che "il lavoro in carcere abbatte la recidiva dei reati". Poi ha
presentato il suo piano. In cinque punti. Primo: l'adozione del braccialetto
elettronico per i condannati non pericolosi socialmente. "Consente di
alleggerire le carceri - ha detto il ministro - e in Francia i risultati sono
stati positivi". Secondo: il trasferimento nei Paesi di origine dei
detenuti stranieri che devono scontare gli ultimi due anni di pena. Una
soluzione subordinata alla stipula di accordi bilaterali. Tuttavia, ha
sottolineato Alfano, "stiamo parlando di 4200 detenuti il cui
trasferimento ci consentirebbe di risparmiare la costruzione di 8 istituti
penitenziari". Terzo punto: la creazione di un'Agenzia di collocamento per
i detenuti, in modo da far incontrare domanda e offerta di lavoro in carcere.
Al Meeting è stato smentito il luogo comune: "L'80% di coloro che scontano
la pena in carcere fino all'ultimo giorno torna a delinquere, mentre sono
recidivi solo il 20% di quanti usufruiscono delle misure alternative". In
una lettera aperta al ministro la Compagnia delle Opere ha aggiunto: per chi
avvia un carcere "un lavoro vero secondo le regole del mercato" la
recidiva crolla all'1%. Alfano ha concordato: "È questa la via per
ottenere maggiore sicurezza". Ancora il piano del ministro. Quarto punto:
mai più bimbi nelle carceri. Attualmente sono una cinquantina i bambini sotto i
tre anni costretti a vivere in stato di detenzione assieme alle loro madri.
"Con i beni confiscati alla mafia - ha annunciato il Guardasigilli -
costruiremo case, strutture che non abbiano le sembianze di luoghi di
detenzione. Perché non importa di chi siano figli. I bambini non possono stare
in carcere". Quinto: norme più agevoli per consentire comunque alla mamme
detenute di incontrare i loro figli e "fare le mamme". "Stiamo
già studiando qualche modifica al regolamento carcerario: il carcere non può
diventare il luogo dove si spegne l'anima". Alfano ha precisato che tutto
ciò è distante tanto dal giustizialismo che dal "buonismo".
"Offrire un'alternativa a chi è in carcere, dargli la possibilità di un
bivio esistenziale, fa crescere la sicurezza del Paese". L'indulto, ha
aggiunto, è "fallito proprio per questo". Perché si è offerto
"il perdono" senza costruire "il recupero". Alfano non ha
rinnegato il consenso allora espresso all'indulto. Ma ha spiegato che il
fallimento è ora certificato dai numeri delle recidive e dalle carceri di nuovo
piene come prima. Per il ministro, comunque, nessuna pena alternativa può essere
offerta a chi si rifiuta di rompere con la criminalità organizzata.
Innanzitutto ai mafiosi. Le norme del 41 bis, insomma, non sono in discussione:
"Nessun aiuto è possibile per chi dice no allo Stato". Ci teneva
Alfano a tenere in equilibrio il suo messaggio. Perché non c'è dubbio che in
tempi di insicurezza e di paura, il discorso del Meeting va controcorrente.
Parla di anima, di redenzione, di recupero laddove sale l'invocazione del
carcere duro e della pena inflessibile. Ma al legame con Cl il ministro tiene
moltissimo. Non poteva dimostrarlo in modo più esplicito. Al Meeting non è mai
mancato neppure da semplice deputato. L'altra sera, però, da ministro ha
partecipato anche alla riunione di "Rete Italia", l'area politica
guidata da Formigoni e Lupi dentro Forza Italia e che ora, nella prospettiva
del Pdl, sta cercando alleanze, a partire dalla destra sociale di Alemanno, in
nome di un partito "radicato e davvero democratico" e della comune
battaglia sulla "sussidierietà". Peraltro, sempre da ministro, ha dato una grande mano alla realizzazione dell'evento nel
Meeting: a Rimini sono molti i detenuti della cooperativa Giotto in permesso
speciale, accompagnati da un nucleo della polizia penitenziaria. Tutto ciò non
sarebbe stato possibile senza il sostegno del ministro che ha tagliato i tempi
della burocrazia.
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del
27-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Nord-Est sezione:
NORD EST data: 2008-08-27 - pag: 5 autore: Energia. Dagli istituti arrivano
incentivi a pubblici e privati Mutui agevolati per i pannelli solari Le banche
danno credito all'energia solare. Nel Vicentino, Banca Popolare di Vicenza ha
creato "Credito Solare", una linea di finanziamenti chirografari e
ipotecari a tassi agevolati che copre fino al 100% del costo di acquisto e di
installazione. è prevista la possibilità di un pre-finanziamento in 12 mesi
fino al 30% del valore dell'impianto, che viene coperto con massimali
differenti per privati e imprese: le famiglie possono arrivare a 30mila euro
con mutuo chirografarioe fino a 50mila con l'ipotecario; le aziende possono
arrivare a 1 milione di euro in chirografario e a 5 milioni con ipoteca. Veneto
Banca sostiene il progetto "Pacchetto energia pulita" con l'intento
di incentivare l'efficienza energetica e la riduzione delle emissioni
inquinanti ( riconversione caldaie condominiali, miglioramento dell'isolamento
termico, rinnovamento del parco auto aziendale). Il paccheto prevede
concessioni di credito per la riconversione al solare con tassi variabili e
spread agevolato sia a pubblici (scuole, ospedali e Comuni sotto i 5mila
abitanti fino a 150mila euro)che privati (fino a 50mila euro di mutuo non
ipotecario in 15 anni; per le aziende che vannoincontro a investimenti maggiori
sono previsti tassi a 20 anni). Per l'acquisto di biciclette elettriche il
tasso di interesse è pari a zero. Arriva al 100% della spesa il "Progetto
per l'Energia" promosso da Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e Unione
Artigiani e Piccola Industria di Belluno. L'istituto del gruppo Intesa Sanpaolo
prevede un sostegno fino a 1 milione di euro a tassi agevolati, con una durata
massima di 15 anni, cumulabili con eventuali contributi pubblici. E grazie alla
collaborazione con gli artigiani viene attivato uno "Sportello
Energia" per assistere le Pmi negli investimenti sul fotovoltaico e per
promuovere gli interventi di risparmio energetico. Lanciato già nel 2006, il
"Plafond Energia" di Banca del Veneziano non è stato pensato per
andare oltre il fotovoltaico, includendo la possibilità di finanziare impianti
di riscaldamento a pellets, caldaie a condensazione, impianti a biogas, il
geotermico e l'eolico industriale. Le condizioni sono analoghe:
prefinanziamento del 30%, copertura fino al 100%, senza limiti di cifra per le
imprese ( ma rientro in 15 anni) e finoa 30mila euro per le famiglie (fino a 20
anni senza ipoteca). Dopo un inizio lento (causa burocrazia), ad oggi sono in erogazione
400mila euro. Sempre nel Veneziano, Banca FriulAdria propone "Energia
Pura" in convenzione con la Confartigianato Provinciale e il Cofidi
Veneziano. Due i filoni di intervento: uno per sostenere gli investimenti
effettuati dalle famiglie nel fotovoltaico, nel solare e nella ristrutturazione
edilizia per il risparmio energetico; un altro per affiancare le
imprese. L'OFFERTA Dalle strutture venete anche prestiti non ipotecari che si
aggiungono ai bonus previsti dal ministero dello Sviluppo economico.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 27-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore sezione:
POLITICA E SOCIETA data: 2008-08-27 - pag: 12 autore: INTERVENTO Etica della
spesa e solidarietà Nord-Sud di Maurizio Gasparri * N on siamo noi ad affermare
ma, bensì, alcuni autorevoli organi d'informazione internazionali che in un
contesto globale economico molto deteriorato l'Italia sta reagendo bene, grazie
soprattutto alla capacità del nuovo governo di assumere decisioni rapide e
chiare che sono state sottratte alle vecchie pratiche bizantine tipiche di una
certa ritualità parlamentare. La stagione politica che sta per iniziare, dopo
la pausa estiva, incrocia uno scenario internazionale che tutti gli analisti
concordano nel definire carico di incertezze, perché segnato soprattutto dalla
corsa del prezzo delle materie prime e dalla mancata fine della crisi dei
mercati finanziari che molti definiscono di portata epocale. Ma l'Italia ha
recuperato una capacità di decisione che non è da poco. Si dia uno sguardo alle
prime pagine dei giornali britannici e francesi per verificare come nazioni,
che indichiamo spesso come modelli, si dibattono, oggi, in difficoltà maggiori
delle nostre. La politica è chiamata a respingere la crisi globale e a condurci
verso la crescita. In questo senso, proprio per rafforzare la competitività del
nostro sistema Paese e rilanciare lo sviluppo, occorre che la maggioranza
parlamentare acceleri sul terreno delle riforme, ove possibile condivise,
consapevoli che solo riforme strutturali profonde e incisive possono
determinare l'auspicio di un nuovo miracolo economico italiano. I nostri tempi
devono essere segnati da una nuova "etica della spesa" che muove dal
principio che le tasse non possono essere aumentate e, se possibile, vanno
ridotte. Ogni centesimo di euro appartiene ai cittadini e va speso solo se crea
sicurezza, sviluppo, infrastrutture, crescita. La discussione sul federalismo
fiscale che la maggioranza di centro-destra si appresta a varare, va inserita
in questo contesto, nella dimensione di una grande riforma. Secondo uno studio
dell'Abi (Associazione bancaria italiana), di pochi mesi fa, in Italia il 68,2
per cento della spesa pubblica è spesa delle Regioni. In altre parole, quando
in un linguaggio comune si fa riferimento alla spesa pubblica - e quindi agli
sprechi che meritano di essere tagliati - bisogna tener conto che circa il
settanta per cento del bilancio pubblico è quello gestito dagli enti
territoriali e dalle loro propaggini. Una vasta e fortunata pubblicistica ha
raccontato, negli ultimi due anni, i contorni e la sostanza del pianeta sprechi
in Italia: burocrazie dilatate a dismisura, consulenze,
piramidi rovesciate nelle gerarchie ammini-strative, la marcata tendenza a
dispensare finanziamenti pubblici a pioggia, senza alcun ritorno in termini di
sviluppo. Alcune inchieste giornalistiche ci hanno condotto all'interno di un
autentico cancro nazionale: quello della spesa incontrollata al di fuori di
ogni forma di responsabilità. In alcuni casi, l'assegnazione di fondi da
parte dello Stato si è rivelato essere un fattore deviante dalla sana
responsabilità. Pensiamo ai due miliardi di euro che è costato il Commissariato
straordinario per i rifiuti in Campania e ai tragici risultati che ha prodotto.
In altra sede sarebbe interessante ricostruire analiticamente le responsabilità
storiche delle politiche degli sprechi, tenuto conto che in Italia la
maggioranza delle Regioni e degli enti locali sono governati dal centro
sinistra. Ora, ci basti verificare che all'attribuzione di larghi poteri di
spesa alla periferia non è corrisposto l'assegnazione di precise responsabilità.
Chi pratica la po-litica, sa bene, che l'ultimo degli assessori italiani
detiene larghi poteri di spesa, in alcuni casi superiori a quelli di ministri
(si pensi agli assessori regionali alla sanità) ma spesso non ne risponde come
dovrebbe. Dunque, il federalismo fiscale dovrà significare soprattutto una più
efficiente gestione delle risorse pubbliche nel senso della fine dell'epoca
della "deresponsabilità", in cui si spendeva senza controllo tanto
qualcuno ripianava. Chi spende deve assumersene anche la diretta responsabilità
politica di fronte alla collettività. Il tema del federalismo fiscale
appartiene, evidentemente, al tema più ampio del controllo sociale della spesa
pubblica perché porta a una configurazione ottimale della finanza pubblica capace
di legare la spesa alla responsabilità. Non solo, restituisce ai cittadini un
controllo diretto. Tutto ciò, ovviamente, dovrà tener conto delle disparità
economiche e sociali esistenti nel Paese, il federalismo fiscale va costruito
in un quadro di solidarietà nazionale e con la gradualità necessaria, affinché
anche il Sud ne possa cogliere gli effetti virtuosi. L'Italia è
intellettualmente matura a raccogliere questa sfida riformatrice. L'unità
nazionale non è solo un dato storico, filosofico, culturale e identitario
imprescindibile, è anche un fattore sociale ed economico. Il Nord sarebbe
un'entità marginale nella competizione globale senza il Mezzogiorno e
viceversa. Stiamo per costruire un federalismo fiscale solidale, capace di
spezzare l'irresponsabilità della spesa e conferire alla sovranità dei
cittadini un controllo diretto sulle risorse pubbliche. * Presidente dei
senatori Pdl GLI OBIETTIVI Serve una più efficiente gestione delle risorse:
maggiore responsabilità di chi governa e controllo dei cittadini.
( da "Corriere della Sera" del 27-08-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Focus Vuota - data: 2008-08-27 num: - pag: 10 categoria:
REDAZIONALE Progetti L'impegno preso in sede europea era di mettere le scuole
per bambini da zero a tre anni nelle condizioni di poter offrire ospitalità
almeno a un mini-alunno su tre Asili nido: tanti soldi, pochi posti Realtà Oggi
soltanto il 12,3 per cento dei piccoli trova accoglienza. E
si allungano in tutta Italia le liste di attesa mentre la burocrazia blocca le nuove iniziative
743 milioni di euro stanziati e mai spesi D oveva essere il più grande investimento
sui nidi degli ultimi 30 anni. Poco o nulla di fatto: il "Piano nidi"
- varato a settembre 2007 - è incagliato nelle secche della burocrazia. Dei 743 milioni
stanziati da Stato e Regioni (con l'aiuto della Ue) per aumentare i posti nei
nidi finora non è stata spesa nemmeno una lira. Per di più i fondi per i
prossimi anni rischiano di finire sotto la scure del Tesoro. E non è finita: se
anche per magia i nuovi posti nei nidi da domani fossero pronti e attrezzati, i
Comuni rischierebbero di non avere le risorse necessarie ad assumere nuovo
personale e accogliere i bambini. La corsa verso l'obiettivo fissato
dall'agenda di Lisbona a questo punto sembra destinata all'insuccesso. L'Europa
ci chiede di garantire un posto al nido almeno al 33 per cento dei bambini tra
0 e 3 anni. Oggi siamo fermi - secondo le stime del Centro Nazionale di
documentazione e analisi per l'infanzia riproposte dall'Istituto degli
Innocenti di Firenze - al 12,3 per cento. Per raddoppiare l'offerta nel giro di
due anni ci vorrebbe un miracolo. I bambini che frequentano i nidi (pubblici e
privati) sono 187 mila. Le percentuali più alte si registrano in Emilia Romagna
(29,7 posti ogni 100 piccoli); le più basse in Molise (4,2 ogni 100). Le rette
variano sul territorio nazionale. Si va dai 700 euro del nido privato a Milano
alla gratuità dei nidi pubblici. Solo per chi ha redditi molto bassi, però:
nelle scuole comunali gli esborsi sono proporzionati alla condizione economica
delle famiglie. A Milano, per esempio, i nuclei che superano i 27 mila euro
Isee (indicatore che tiene conto sia del reddito che del patrimonio familiare)
pagano 465 euro al mese. Quindi decisamente di più della scuola materna (50
euro al mese circa). E le rette milanesi non sono tra le più costose. Ma se
quello dei costi può essere un problema, ancora prima viene la questione delle
liste d'attesa. Perché moltissimi bambini al nido proprio non riescono a
entrare. E i nuovi posti? Dei 743 milioni stanziati dal "Piano nidi"
105 sono stati assegnati alle regioni per il 2007. Ma nessuno è ancora riuscito
a spendere un euro. Fondi fantasma Nel caso di Campania, Abruzzo e Calabria la
responsabilità è tutta delle Regioni che non hanno ancora presentato i piani di
spesa. Nel resto d'Italia a porre pali e paletti sono la burocrazia
e i vincoli di bilancio. "Dal 2007 gli esborsi per il sociale devono
sottostare al cosiddetto patto di stabilità. Insomma, non possiamo aumentare la
spesa. E così non si riescono a utilizzare nemmeno i soldi disponibili, come
quelli per gli asili. Può sembrare incredibile, ma è proprio così", si
arrabbia Stefano Valdegamberi, Udc, assessore regionale in Veneto oltre che
responsabile della commissione Politiche sociali della conferenza delle
Regioni. Il Veneto ha già deciso come spendere i suoi 9 milioni di euro: 6,5
andranno per allargare le strutture esistenti e 5 per costruirne di nuove. Ma
nella migliore delle ipotesi i fondi del 2007 arriveranno nel 2009.
"Chiediamo al governo di snellire le procedure - insiste Valdegamberi -.
Altrimenti rischiamo di prenderci in giro. Ci vengono promessi soldi che non
possiamo spendere". Rischio tagli Dal canto suo il sottosegretario alla
presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi (Pdl) si sta già confrontando con le
questioni burocratiche. "Abbiamo semplificato le modalità del monitoraggio
sull'impiego dei fondi. Le procedure fissate dal precedente governo erano
troppo lunghe e farraginose", racconta Giovanardi. Morale? "A
settembre avremo un quadro di come le Regioni intendono spendere i fondi del 2007
- fa il punto Giovanardi -. I denari per gli anni successivi (2008 e 2009, ndr)
saranno distribuiti solo se lo sfruttamento delle risorse da parte delle
Regioni si dimostrerà adeguato". Insomma, l'assegnazione dei 600 milioni
di euro restanti non è incondizionata. L'annuncio non piace alle Regioni.
"Quelli sono soldi nostri. Delle Regioni, intendo. E adesso il governo
vuol farci le pulci? Questa è una grave scorrettezza", contesta
Valdegamberi della conferenza delle Regioni. "E poi si parla di federalismo.
Non vorrei che dietro a questo avvertimento ci fosse l'intenzione di fare
marcia indietro sulle risorse", mette le mani avanti l'assessore. In
effetti un minimo "rischio tagli" c'è. La manovra varata dal governo
impone una serie di sacrifici al ministero del Tesoro. E visto che i fondi
della presidenza del Consiglio arrivano appunto dal Tesoro, eventuali
sforbiciate non sono da escludere. Gestione costosa Chi difende a spada tratta
il "Piano nidi" è Rosy Bindi, che lo ha varato da ministro della
Famiglia: "Parliamo di una delle eredità migliori lasciate dal governo
Prodi. Non solo andrebbe evitato qualunque taglio ma i fondi vanno aumentati. E
poi va bene vigilare sulla capacità di spesa delle Regioni. Ma il governo
dovrebbe abolire i rigurgiti di centralismo". Come la stessa Bindi fa
notare, adesso il problema è assicurare ai Comuni le risorse sufficienti per
far funzionare i nidi che dovrebbero (il condizionale è d'obbligo) essere
costruiti. Tanto per rendere l'idea, un bambino al nido a Milano costa 7.173
euro. Di questa somma in media le famiglie pagano 1.631 euro, il resto è messo
dal Comune. Sotto il Vesuvio, invece, un bimbo al nido costa 11.300 euro l'anno
di cui 280 messi in media dalle famiglie (i dati sono della fondazione
Civicum). "Il punto è che se Milano, che già soddisfa il 19 per cento dei
bambini, domani avesse posti per il 33 su cento come vuole l'agenda di Lisbona,
allora dovrebbe cercare anche 50 milioni di euro in più da mettere ogni anno a
bilancio per la gestione. Nel caso di Napoli addirittura sarebbero necessari
oltre 120 milioni di euro in più", esemplifica Giovanni Azzone, docente
del Politecnico di Milano. "Veniamo da anni di troppi tagli ai Comuni. Le
questioni legate alla finanza locale vanno affrontate e risolte una volta per tutte
- si infervora Nadia Masini, sindaco di Forlì e responsabile delle Politiche
sociali per l'Anci, l'associazione dei Comuni italiani -. Se a Forlì siamo
arrivati a ospitare nei nidi il 42 per cento dei bimbi è solo a prezzo di
enormi sforzi. Non si può più andare avanti a colpi di slogan: i servizi per
l'infanzia tra 0 e 3 anni devono diventare accessibili a tutte le famiglie. E
per questo servono politiche coerenti e costanti". Rita Querzé.
( da "Giornale.it, Il" del 27-08-2008)
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N. 204 del
2008-08-27 pagina 2 Ecco tutti gli aerei a rischio che non trovate nella black list
di Nino Materi L'elenco delle compagnie che negli ultimi decenni hanno avuto
tragedie con morti. Mai tante vittime come nel 2008 "Devo andare negli
States. Quale compagnia mi consigliate per essere sicura di non avere
incidenti?". La domanda atterra nel forum del sito AirSafe.com, il più
autorevole osservatorio mondiale sui problemi del trasporto aereo
internazionale. Ma la risposta alla legittima apprensione della viaggiatrice
non è rassicurante: "It's impossible to answer to this question". Il
motivo? Si può morire anche su voli non inclusi nella black list. Essere fuori
dall'elenco delle "carrette del cielo", non è infatti garanzia di
totale affidabilità. I dati dell'AirSafe sono eloquenti: negli ultimi decenni
le sciagure (con decine di vittime) non hanno risparmiato neppure i velivoli
delle più accreditate compagnie di bandiera. Un trend drammatico che riguarda
pure i voli low cost, tanto che le ultime quattro sciagure hanno coinvolto
proprio i cosiddetti voli a "basso costo". In Europa a guidare la
classifica degli "eventi mortali" è Turkish Airlines con 9 incidenti
dal 1970 (2 negli ultimi vent'anni); seguono Air France con 4, Swissair con 5,
Iberia con 4; Alitalia, Klm e Olympic Airways con 3; Sas con 2. Tutte compagnie
che appartengono, idealmente, a una virtuosa white list che però - dati alla
mano - tanto white e virtuosa non è. Ciò dipende soprattutto dal caos normativo
che caratterizza il traffico aereo internazionale. Basti pensare che una
compagnia considerata "a rischio" in Italia, può essere considerata
"affidabile" in Svizzera o in Austria. Insomma, nel raggio di poche
miglia i parametri di sicurezza cambiano completamente, e con essi i risultati
dei test di verifica. Al momento non esiste un ente super partes in grado di
assegnare un "bollino di garanzia" che tranquillizzi il viaggiatore
al momento della scelta di un volo. Una prova dell'impasse in cui versa il
traffico aereo in Europa? Le autorità dell'aviazione civile degli Stati membri
della Comunità europea sono abilitate a ispezionare soltanto i vettori di
compagnie che volano da e verso aeroporti comunitari. "Dato il carattere
aleatorio di tali controlli, effettuati a campione - denuncia la Commissione Ue
dei Trasporti -, non è possibile esaminare tutti gli aeromobili che atterrano
in ogni aeroporto comunitario. Che una compagnia aerea non figuri nell'elenco
comunitario non significa quindi automaticamente che essa soddisfi i criteri di
sicurezza vigenti". In Italia l'Enac (Ente nazionale per l'aviazione
civile) certifica la qualità degli aerei e il rispetto, da parte delle
compagnie, del complesso di regole tecniche annesse alla Convenzione di
Chicago. Si tratta di un accordo che diede vita all'Organizzazione
internazionale dell'aviazione civile (Icao), cui aderiscono quasi tutti gli Stati
del mondo. Attenzione: "quasi" tutti gli Stati del mondo. Ciò
significa che, ancora oggi, esistono nazioni nei cui scali vengono eseguite
ispezioni inadeguate; idem per i programmi di manutenzione. Risultato: il
certificato di navigabilità, "attestante l'efficienza
dell'aeromobile", è spesso solo un pezzo di carta buono per la burocrazia. Gli esperti dell'AirSafe
mettono il dito nella piaga: "Pezzi di ricambio riciclati, certificati di
operatore aereo rilasciati senza i dovuti accertamenti, tagli selvaggi sugli
equipaggi, procedure operative non adeguatamente monitorate. E sono
soprattutto i modelli vecchi di aeromobili a essere i più a rischio, come
dimostra l'elenco che pubblichiamo in queste pagine. È l'intero settore
mondiale a vivere un momento di crisi. I contraccolpi, in termini di sicurezza,
finiscono per coinvolgere anche le compagnie aeree un tempo considerate più
affidabili". L'effetto è un allarmante proliferazione di voli da
"brivido". A livello mondiale i primi otto mesi del 2008 hanno visto
il maggior numero di incidenti mortali dell'ultimo decennio:
( da "Messaggero Veneto, Il" del 27-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'esponente del
Partito dei pensionati non risparmia ancora una volta critiche al presidente
Piedimonte, cdq senza pace Buonavitacola attacca Bandelj su viabilità e
galleria Baruzzi "Se non altro, il sottoscritto può permettersi di farsi
pubblicità con i risultati personalmente raggiunti sul campo. Altri, che
probabilmente si credono più furbi, si fanno puntualmente belli con le vittorie
maturate da chi si impegna per la comunità anche oltre i propri compiti".
Prosegue e cresce nei toni la polemica tra il consigliere circoscrizionale di
Piedimonte, Domenico Buonavitacola e il presidente del parlamentino, Walter
Bandelj, che aveva accusato senza mezzi termini l'esponente dei Pensionati di
aver strumentalizzato a fini propagandistici la messa in sicurezza dell'incrocio
tra via della Madonnina e via delle Grappate. "La miglior politica è
quella che si fa lontano dai centri di potere, tra la gente - argomenta
Buonavitacola -. Trovo veramente sterile la polemica inscenata da Bandelli,
degna di un presidente che con tali dichiarazioni fa trasparire non tanto la
volontà di migliorare le condizioni della propria circoscrizione, quanto
piuttosto a gettare ombre su chi da anni profonde impegno senza tornaconto
economico, con passione e dedizione". Tra gli argomenti del contendere, la
sistemazione della galleria Baruzzi, i cui lavori dovrebbero essere portati a
termine entro il fine settimana: "Se la ritinteggiatura del tunnel era
programmata da tempo - si chiede Buonavitacola - per quale motivo questa arriva
soltanto ora, casualmente a pochi giorni dai colloqui intrattenuti dal
sottoscritto con il sindaco e il responsabile dei Lavori pubblici"? E
sulla petizione che ha portato all'installazione del semaforo lampeggiante in
prossimità della stessa galleria: "D'accordo che il consiglio
circoscrizionale è espressione del voto della comunità, ma come giustificare i
ritardi nella sistemazione dell'intersezione, che hanno portato a tragici
incidenti? Bandelj dimentica che ci troviamo in un sistema politico
democratico, non oligarchico, dove pochi decidono per tutti: l'opinione della
gente conta, anche se in calce alle 411 firme raccolte non viene apposto il
timbro da un ente istituzionale. Ed è stata proprio la petizione promossa dal
nostro partito, su spinta di tanti cittadini, a permettere - secondo
Buonavitacola - di vedere i primi risultati dopo decenni di imbarazzanti
silenzi, solo in minima parte giustificabili con la
farraginosità della burocrazia", dichiara Buonavitacola, che poi annuncia. "Ho deciso
di rinunciare al gettone di presenza come consigliere circoscrizionale, a
ulteriore dimostrazione del fatto che è la passione, con la volontà di
migliorare le condizioni della comunità di cui faccio parte, a fare da motore
alle mie iniziative. Invito il presidente, che certamente condivide
questa mia posizione, a fare altrettanto", è la provocazione del
segretario cittadino dei Pensionati.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 27-08-2008)
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Gorizia Sunia: 1.600
domande per una casa Ater Troppi inquilini morosi, sfratti in aumento Dagli ultimi
dati rilevati dal ministero dell'Interno risulta che nell'anno 2007 ben 132
famiglie nell'Isontino sono soggette allo sfratto esecutivo, con un aumento del
40 per cento rispetto agli anni precedenti. Il dato che però è più preoccupante
è quello che gli sfratti, nella grande maggioranza, sono determinati dalla
morosità degli inquilini e non più per finita locazione contrattuale. Pertanto
gli sfratti oggi colpiscono famiglie che non riescono a sostenere gli affitti
del libero mercato aumentati in un anno mediamente del 14 per cento. Diversi
sfratti, altresì, derivano dalla disgregazione delle famiglie con divorzi e
separazioni legali che spesso riguardano donne sole, abbandonate dai propri
mariti e conviventi e con figli a carico, e che non riescono a far fronte agli
elevati affitti in provincia, tra i più alti nella regione. Alla luce di questa
situazione, il Sunia ritiene che, a livello sia nazionale sia regionale, vada
respinto il Piano casa del governo con le privatizzazioni e la vendita
("per noi svendita") del patrimonio pubblico gestito dall'Ater,
rilanciando invece l'edilizia sovvenzionata soprattutto da parte della Regione,
valorizzando il ruolo degli Ater. "Per noi nell'Isontino - si legge in una
nota del presidente Sergio Donda - c'è una priorità nel recupero degli oltre
300 alloggi sfitti, molti dei quali necessitano d'interventi manutentivi e
appositi finanziamenti, superando anche la burocrazia che continua a mettere in
difficoltà operativa lo stesso Ater". In conclusione di questa nota, avendo
presente che nell'Isontino sono giacenti all'Ater oltre 1.600 domande per un
alloggio popolare e che la giunta regionale ha temporaneamente sospeso
importanti finanziamenti già localizzati dalla precedente amministrazione,
il Sunia invita le forze politiche e istituzionali "a operare attorno al
grande problema sociale del diritto alla casa soprattutto per tante famiglie
aventi il dramma dello sfratto".
( da "Stampa, La" del 27-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
[FIRMA]GIULIO
GELUARDI IMPERIA Ieri mattina sono caduti i primi due. Poi altri 11 subiranno
l'"effetto domino": poco a poco verranno abbattuti. Hanno preso il
via l'altra mattina in Calata Anselmi a Porto Maurizio, le opere di
eliminazione dei titanici silos in grado di contenere migliaia di tonnellate di
olio d'oliva (in pratica una stiva intera di nave) che appartenevano all'ex
industria olearia "Docsa". Alcuni, appartenenti alla Salso sono
tuttora pieni d'olio che sarà smaltito nei prossimi mesi. Al posto degli enormi
contenitori sorgerà un grande piazzale di servizio per l'area del nuovo porto
turistico. Spiega il direttore generale della Porto di Imperia spa, Carlo Conti:
"Si tratta dell'attuazione di un progetto stabilito ormai da tempo. I
silos saranno tutti abbattuti per creare nuovi spazi. Ma debbo dire che il
piano nel prevedere il recupero totale di Calata Anselmi, ha anche un valore
strategico: proprio nella zona dove ora si trovano i contenitori, al confine
con la concessione del porto, nascerà il futuro museo navale. Un valore
aggiunto, nel contesto generale di valorizzazione dell'intera area
portuale". Continua Conti: "Non è stato facile arrivare infine alla demolizione
dei primi silos. La ragione è semplice. Prima di tutto nella quota finale della
Docsa era presente un altro socio di cui abbiamo dovuto rilevare le quote. Ma ci siamo scontrati anche con la burocrazia. Per ottenere l'autorizzazione di abbattimento dei silos,
infatti, è necessario un lunghissimo iter amministrativo anche perchè
all'interno di ben 4 contenitori era presente l'"oleina" che si è
dovuto smaltire secondo le procedure di legge". Per chi non lo
sapesse, l'oleina è un residuo dei carichi di olio molto datati. Si deposita
per sedimentazione sul fondo dei contenitori. Alla fine sia visivamente sia dal
punto di vista tattile sembra una specie di viscido sapone. "Inoltre,
mentre sono in corso le opere di demolizione dei silos, poco distanti lavorano
gli operai che stanno montando le strutture di accoglimento per le vele d'epoca
in programma dal 10 al 14 settembre. Quindi dobbiamo lavorare nella massima
sicurezza per evitare contrasti e ciò crea disagi e quindi ritardi nel
lavoro". E intanto come procedono in generale i lavori per il nuovo
porto?. Conti risponde con sicurezza: "Velocemente sia sul molo lungo sia
sul molo San Lazzaro sia sulla Hall del mare. Per quanto riguarda il molo lungo
debbo annunciare che a settembre ci saranno almeno duecento metri di banchina
già disponibili per gli ormeggi destinati agli yacht. Ciò agevolerà sia la
manifestazione delle Vele d'epoca, sia l'organizzazione degli spostamenti delle
nostre barche dell'ex Imperia mare. Non bisogna dimenticare infatti che si sta costruendo
un nuovo porto turistico in uno specchio d'acqua dove già ne esisteva un altro
che comprendeva circa 600 posti barca, quindi un notevole numero".
Conclude Conti: "E' in atto lo spostamento del cantiere navale Dolla nella
nuova zona dei futuri cantieri navali. Al suo posto aprirà il cantiere per la
costruzione della Hall del mare".
( da "Mattino di Padova, Il" del 28-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Boom di richieste
alla Coldiretti per i buoni riservati ai lavoratori stagionali, studenti e
pensionati "Bruciati" mille voucher in 24 ore A Padova oltre tremila
interessati, il sistema risulta pratico Il presidente Calaon "Nuove
opportunità di reddito assicurate" Esauriti nell'arco di una giornata i
voucher vendemmia negli uffici di Coldiretti Padova: boom di richieste da parte
degli imprenditori che si stanno preparando per la vendemmia che inizierà la prossima
settimana. Un ottimo debutto per i buoni riservati ai lavoratori stagionali,
studenti e pensionati, che quest'anno potranno essere impegnati più agevolmente
nelle operazioni di vendemmia. Solo in provincia di Padova si stima che siano
oltre tremila gli stagionali interessati dalla novità dei voucher, un sistema che permette di ridurre la burocrazia per le imprese agricole. Ma anche consente di combattere la
piaga del lavoro nero e dare una possibilità di integrazione del reddito a
studenti e pensionati di fronte al caro vita. "La prima tranche di mille
buoni - spiega Marco Calaon, presidente di Coldiretti Padova - è letteralmente
andata a ruba nei nostri uffici di zona in provincia. Nei prossimi
giorni avremo a disposizione un nuovo quantitativo di voucher per far fronte
alle numerose richieste che ci arrivano dalle imprese. Gli imprenditori
evidentemente apprezzano questo sistema più agile e pratico per la gestione dei
lavoratori stagionali nella vendemmia. La richiesta di voucher è alta in tutta
la provincia, in particolare nell'area dei Colli Euganei, nella Bassa da
Conselve e Piove di Sacco a Merlara e Montagnana". "Le incombenze per
le imprese agricole sono numerose - aggiunge Calaon - e la semplificazione è
sempre bene accetta. Si tratta di un provvedimento lungamente atteso che
finalmente ha risposto alle richieste avanzate da Coldiretti in materia di
trasparenza e legalità, offrendo nuove opportunità di reddito a categorie
particolarmente deboli senza per questo destrutturare il mercato del lavoro
agricolo. Questo sistema, che costituisce una forma più veloce di
"assunzione", consente infatti da un lato al datore di lavoro di
agire nella totale regolarità coprendo eventuali infortuni e dall'altro al
lavoratore di avere una copertura previdenziale e una retribuzione esente da
imposizione fiscale non incidendo né sullo stato di studente né di pensionato.
Alle imprese agricole basterà acquistare un blocchetto di voucher, cartacei o
telematici, da distribuire a seconda delle ore di lavoro effettuate". Ma
come funzionano i voucher? E' un buono convertibile in denaro da riscuotere al
termine dei lavori. Ogni buono ha un valore di 10 euro (7,5 euro al netto),
comprensivo del costo dell'assicurazione e sarà utilizzato per le retribuzioni.
Studenti e pensionati potranno cambiarlo alle poste o ai bancomat.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 28-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il governatore ha
indicato i temi per la ripresa dei lavori e oggi sarà a Roma per l'investitura
a commissario dell'autostrada "La Finanziaria darà un maggiore supporto
alle aziende in difficoltà" "Dall'opposizione solo accuse generiche:
ho ottenuto più di Illy" Tondo fissa le priorità: piano anti-crisi guidato
da Friulia e sblocco dell'A4 di PAOLO MOSANGHINI UDINE. Il presidente del
Friuli Venezia Giulia Renzo Tondo oggi sarà a Roma per incontrare il
sottosegretario Gianni Letta e sbloccare il futuro dell'autostrada A4 avviando
l'iter per la realizzazione della terza corsia. Uno sblocco che potrebbe
cominciare subito con l'ufficializzazione della nomina di Tondo a commissario
e, conseguentemente, con la scelta dei vice che lo affiancheranno: due, forse
tre. Tondo non ha voluto fare anticipazioni sui nomi dei sub-commissari:
"Di questo non parlo", ha tagliato corto. Tuttavia, per i due
vicecommissari si fanno i nomi di Riccardo Riccardi e di Bortolo Mainardi, il
primo è assessore regionale ai Trasporti del Friuli Venezia Giulia ed ex
direttore generale di Autovie Venete, società concessionaria proprio
dell'autostrada A4; il secondo, architetto bellunese, è candidato dalla scorsa
primavera a diventare proprio commissario dell'A4. Ma nel vertice romano di
oggi, il tema sarà anche la possibilità di un terzo vicecommissario, che
potrebbe essere indicato dal governo. Secondo Tondo il problema di fondo, però,
sono "le cose che si vogliono fare, e non gli uomini. Io, del resto - ha
concluso -, sono sempre disposto e pronto a cambiare idea, se vale la pena
cambiarla". L'ordinanza che darà l'incarico a Tondo è già pronta, oggi
saranno definiti e discussi ancora i poteri che gli saranno conferiti. Intanto,
il presidente ha dettato anche l'agenda per la giunta e la maggioranza di
centrodestra del prossimo autunno: infrastrutture, servizi, rilancio dello
sviluppo e riduzione della burocrazia regionale. A margine dell'incontro con il governatore della
Carinzia Joerg Haider, Tondo si è detto un po' preoccupato per la ripresa
produttiva dopo la pausa estiva ed è per questo che pensa a un'azione specifica
della giunta. "In particolare - ha spiegato - pensiamo a un ruolo piú
attivo di Friulia per le aziende in difficoltà e per i vari punti di crisi,
che si potranno aprire". Il nuovo ruolo di Friulia potrebbe partire da un
nuovo assetto interno alla Spa con l'azzeramento dei vertici. Sul tema della
semplificazione della macchina burocratica, Tondo ha detto che già oggi saranno
prese "alcune decisioni nella giunta convocata a Ronchi dei
Legionari". L'esecutivo renderà operativo il regolamento approvato e che
prevede uno snellimento della "macchina" regionale con l'accorpamento
di alcune direzioni e la soppressione di altre e la nuova distribuzione delle
deleghe agli assessori. Quanto alle critiche dell'opposizione di "navigare
a vista", il governatore ha precisato che "l'opposizione fa la sua
parte, ma siccome non trova elementi concreti, si affida ad accuse generiche.
Preferirei che mi dicessero - ha aggiunto - che cosa in concreto non ho difeso
in questi mesi. Voglio solo dire che la Giunta di centrosinistra non era
riuscita neppure ad ottenere dal governo di centrosinistra lo stato di
emergenza per la A4. Noi non solo siamo riusciti in questo - ha concluso Tondo
- ma siamo riusciti anche ad avere il commissario, che sarà il presidente del
Friuli Venezia Giulia".
( da "Sole 24 Ore, Il" del 28-08-2008)
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Il Sole-24 Ore
sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-08-28 - pag: 15 autore: Scuola. Gelmini:
oggi decreto in Consiglio dei ministri, una risposta al fenomeno del bullismo
Voto in condotta già a settembre "Via il valore legale della laurea,
fondazioni per tutti gli istituti" Emilio Bonicelli RIMINI. Dal nostro
inviato Cambia il sistema italiano dell'istruzione. A settembre verrà
presentato al Parlamento, agli enti locali e alle parti sociali un corposo
"Piano programmatico di razionalizzazione della scuola", per ottenere
"efficienza e qualità". Oggi il Consiglio dei ministri esaminerà e
varerà per decreto alcuni provvedimenti decisivi, come il potenziamento
dell'educazione civica e il voto in condotta che farà media, al fine di
contrastare fenomeni quali il bullismo. Da ieri è avviata una "operazione
verità" con il bilancio del ministero dell'Istruzione consultabile on line
(si veda l'articolo in fondo alla pagina), perché ognuno si renda conto della
"grave situazione economica in cui versa la scuola, dove il 97% delle
risorse vengono spese per bassi stipendi". Il ministro dell'Istruzione,
Mariastella Gelmini, parla delle molte novità in arrivo partecipando,
"emozionata, come fosse il primo giorno di scuola ", al Meeting di
Rimini, ma ottiene ottimi voti dall'applausometro. Con lei si confronta il
ministro ombra del Partito democratico, Maria Pia Garavaglia. Modera il
dibattito, dal titolo "Non di solo Stato vive la scuola", Giorgio
Vittadini, presidente della Fondazione per la sussidiarietà che chiede parità
scolastica, autonomia, valorizzazione della formazione professionale e della
professionalità degli insegnanti. "La scuola è una macchina con il motore
rotto – esordisce Mariastella Gelmini –. Inutile mettere benzina, bisogna
aggiustare il motore". La trasformazione profonda
parte dalla lotta alla burocrazia perché sul sistema istruzione grava una "pletora di leggi e
circolari". è già istituito un " Ufficio per la semplificazione"
al fine di andare verso "poche regole certe". Poi su, su fino al
"dimagrimento del ministero dell'Istruzione" che sarebbe
"un'opera buona e giusta ". Bisogna "avere il coraggio di
un cambiamento profondo". La scelta del decreto per voto in condotta ed
educazione civica, proposte già contenute in un disegno di legge, indica la
volontà di avviare da subito il cambiamento. "Non si poteva aspettare un
altro anno". Ampie le aperture da parte di Mariapia Garavaglia:
"Sulla scuola sono più le cose che ci uniscono di quelle che ci dividono
". No però all'uso di decreti sui temi dell'istruzione, perché in questo
modo si impedisce il confronto. "Sussidiarietà, autonomia, valutazione,
merito, responsabilità dei dirigenti scolastici, libertà di scelta in capo alle
famiglie " sono le parole d'ordine del progetto educativo di Mariastella
Gelmini. Tra le innovazioni proposte quella di trasformare gli istituti
scolastici statali in Fondazioni, sul modello di molte scuole private che
ottengono buoni risultati con meno costi. è un modo per rinnovare la governance
e favorire la partecipazione delle famiglie. "Spero –sottolinea il
ministro dell'Istruzione – che su questo tema ci sia un dibattito sereno in
Parlamento". "Sarà un bel giorno quello in cui tutte le scuole
diventeranno Fondazioni ". I "criteri di reclutamento " degli
insegnanti, che oggi "sono sottopagati e che avanzano solo per
anzianità", verranno rivisti per garantire la "continuità
didattica" durante l'intero ciclo scolastico. La moratoria sulle Sis si
trasformerà in loro soppressione per aprire le porte al
"praticantato", su cui una commissione è già al lavoro. Tutto il
sistema scolastico, dirigenti, insegnanti e studenti, verrà sottoposto a
"valutazione ", non per punire, ma per "premiare le
eccellenze". In prospettiva c'è il"contratto differenziato " per
premiare il merito. Basta anche parlare di organico di fatto e di diritto:
serve un "organico funzionale". Dalle regioni virtuose come la
Lombardia si prenderà spunto per favorire la parità scolastica con strumenti
quali il buono scuola o la "dote", che sostiene la libera scelta
delle famiglie. è convinzione di Mariastella Gelmini che i fondi per la scuola
non siano pochi, ma usati ma-le, per questo bisogna "spendere meglio e
liberare risorse". Così si passerà da un finanziamento degli istituti in
base al costo storico, come avviene oggi, a un metodo diverso basato sul
"costo standard". Giudizio positivo sul fatto che l'Antitrust
verifichi il rispetto degli impegni assunti dagli editori di non aumentare il
prezzo dei libri di testo. "Non c'è motivo di rieditare ogni anno libri
che rimangono sostanzialmente uguali". No invece a "tetti" circa
il numero di studenti stranieri nelle singole classi. In prospettiva, infine,
c'è anche la cancellazione del valore legale del titolo di studio, ma questa
"non è una priorità". NO AL TETTO AGLI IMMIGRATI "Per gli
insegnanti contratto differenziato per premiare il merito. Niente limiti di
numero agli studenti stranieri presenti nelle classi" Ministro
dell'Istruzione. Mariastella Gelmini INFOPHOTO.
( da "Corriere della Sera" del 28-08-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-08-28 num: - pag: 65
autore: di GIANGIACOMO SCHIAVI categoria: REDAZIONALE Cantieri e caroprezzi Le
mille denunce della Milano d'estate I disagi d'agosto. "Tram in ritardo e
negozi chiusi" E un appello: "Subito un difensore dei cittadini"
N ella Milano d'agosto si alza un mugugno solitario, una protesta isolata, una
voce inascoltata: denuncia un tram in ritardo, un ufficio chiuso, una scala
mobile che non funziona. Finito il fracasso delle notti al Ticinese e al
Sempione, con la tregua dello smog e il placebo dei soldati in periferia, il
lamento del cittadino d'estate è il diario dei disagi evitabili per chi resta e
l'inventario delle disavventure per chi parte. Uno scrive che il parcheggio di
Malpensa è troppo caro (e ha ragione), un altro denuncia la sporcizia dei treni
sulla Milano- Novara (è vero), un altro ancora lamenta il disservizio negli
uffici comunali di piazzale Accursio per un documento d'identità (personale in
ferie). Per chi rimane in città, una fila di tre ore nell'ufficio postale di
piazza Cordusio per ritirare una raccomandata è davvero insopportabile, ma
fanno più male le saracinesche abbassate, il coprifuoco da città industriale
che non si adegua alla città dei servizi che vuole essere Milano, che in agosto
rimane "metropoli fantasma ", come scrive Isabella Bossi Fedrigotti:
chiusi i negozi, i ristoranti, i parrucchieri, gli studi medici, le pizzerie,
le palestre, Milano si condanna a una piccola morte, a un silenzio a volte
asfissiante per il popolo degli anziani che hanno rinunciato alle ferie, che
non si fanno vedere in giro per non mostrare l'imbarazzo di non potersi
permettere una vacanza. Eppure basterebbe poco per rendere Milano più
efficiente, in linea con l'Europa e le nuove abitudini dei cittadini, così come
chiede il presidente dell'Epam Lino Stoppani, che tiene aperto il mitico Peck
perché sono cambiate le abitudini e gli stili di vita, o come ripete da anni il
Marco Comini del Matarel, sempre aperto d'agosto. Ma dovrebbe esserci anche un
nuovo tipo di controllo, legato ai superprezzi che di questi tempi fanno
soffrire e alle disattenzioni di sempre che in agosto diventano ancor meno
sopportabili: un arbitraggio super partes in grado di rispondere a chi si
lamenta per un caffè pagato un'esagerazione perché seduto al tavolino in
Galleria, o per una semplice bibita pagata al prezzo di un Negroni; a chi
chiede una migliore segnaletica per il terminal di Malpensa e alla lettrice che
passa due ore in coda per imboccare lo svincolo della Tangenziale per viale
Forlanini: non un cartello, un vigile, una segnalazione, un invito a cambiare
percorso. "E con chi me la prendo?" s'indigna. Prendete il caso degli
asili, l'apertura che slitta, la comunicazione in ritardo alle famiglie: non si
poteva evitare, non si doveva informare per tempo? E l'accoglienza in Centrale,
le scale mobili che vanno a intermittenza. Perché? Una, perennemente guasta,
l'hanno murata. L'altra funziona saltuariamente. Scrive un cittadino
viaggiatore: il personale Fs o non sa nulla o ci manda - inutilmente - dal lato
opposto. Milano non si distingue, l'assistenza ai disabili, denuncia
associazione Asphi, è quasi a zero. Non bastano a intercettare malumori i
giudici di pace, che drenano il grosso di una protesta che non va in ferie e
sono sommersi da ricorsi per le multe, per l'Ecopass e per le tasse a sorpresa
recapitate a domicilio dal messo comunale: ci vorrebbe un gigantesco ufficio
del Difensore civico, un city manager del cittadino. Cominciano a chiederlo
anche i lettori d'agosto: qualcuno si domanda con quali poteri si può muovere
oggi un gentile consulente del Comune che deve tutelare i diritti della gente.
La risposta è: nessuno. Il difensore civico è una bella facciata, ma per far
girare la macchina municipale più dalla parte del cittadino
e meno nel verso della burocrazia, dovrebbe contare molto di più. Non chiede miracoli il cittadino
d'agosto, chiede esattamente quello che a Milano serve negli altri mesi
dell'anno: più attenzione, più informazione, più aiuto anche per potersi
organizzare, per non pagare un inutile sovrapprezzo a una città che offre
ancora molto ma è sempre più esosa. Non si lamenta soltanto: è pronto a
riconoscere l'umanità (quando c'è) in un reparto d'ospedale, la generosità di
un medico o l'assistenza di un infermiere, oppure l'altruismo di chi ha trovato
un portafoglio sul taxi e si è premurato di farlo riavere all'interessato.
Buone azioni da incoraggiare, da incentivare. Come sollecitano tre politici,
Andrea Fanzago dei Democratici, Aldo Brandirali e Michele Mardegan del Partito
delle libertà: "In agosto occorre mobilitare la generosità dei milanesi
che rimangono in città e dei giovani che hanno del tempo libero da dedicare a
iniziative di buon volontariato. Da queste esperienze può nascere uno stile che
va oltre la disponibilità estiva". Si va dall'aiuto agli anziani per la
spesa, alla pulizia di una strada, alla visita a qualche malato. Qualche
Comune, in provincia, già lo fa. Gesti concreti di solidarietà, emozioni da
portare nel cuore. Prima che si torni a parlare di rom, di clandestini e di
smog, incoraggiamo i nostri ragazzi a fare qualcosa di utile, a bucare la
corazza dell'egoismo. Forse qualcuno prima o poi ci scriverà che ha visto un
giovanotto alzarsi sul tram per lasciar posto a un'anziana o a una donna
incinta. è una lettera che manca, ma noi abbiamo fiducia: l'aspettiamo.
gschiavi@rcs.it Eppure basterebbe poco per rendere Milano più efficiente \\
Lavori e disagi Il Comune ha aperto in agosto oltre 200 cantieri stradali;
decine gli interventi di Aem e Atm. Proteste dei cittadini.
( da "Stampa, La" del 28-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Luigi La Spina L'autunno
caldo di Chiamparino C'era una volta a Torino un sindaco che andava in giro
vestito in un solo modo. D'estate, sfoggiava larghi camiciotti di improbabili
colori. D'inverno, si infagottava in un pesante loden verde. Parlava anche una
sola lingua: un curioso misto di italiano e dialetto piemontese, in cui, ogni
tanto, spuntava la parola in inglese. Come se la nostalgia per la vocazione di
un insegnamento universitario in economia, precocemente rinnegata per la
politica, dovesse trovare uno sfogo, almeno verbale. Ora, Sergio Chiamparino è
diventato un sindaco à double face. Quando calca la scena nazionale, come
ministro-ombra per la riforma federale, dialoga, con autorevolezza e
competenza, sul problema chiave della ripresa politica, mostrando una capacità
di mediazione e una volontà di raccogliere larghi consensi che, anche di fronte
alle platee più ostili, gli assicurano ascolto e rispetto. Ma quando torna
nella capitale subalpina, il suo sorriso si rabbuia in una persistente
irritazione. Ingaggia tenzoni furibonde contro i signori delle tessere pd,
personaggi del tutto sconosciuti fuori dal cerchio della piccola politica
cittadina. Si rinchiude nella sua oscura stanza a palazzo di Città come in un
fortino assediato, come se temesse di perdere l'immagine vincente del sindaco
delle Olimpiadi, forte di un consenso elettorale straordinario, ai vertici in
tutte le classifiche di popolarità tra i primi cittadini italiani. Il destino
personale di Sergio Chiamparino può interessare relativamente poco. L'ennesima
prova di masochismo della sinistra, che, ancora una volta, rischia di bruciare,
per squallidi litigi e gelosie correntizie, uno dei pochi personaggi spendibili
in sede nazionale, non sorprende. Nè sorprende che il caso Chiamparino somigli
alle analoghe vicende che, per citare solo qualche esempio, a Bologna come a
Venezia, contrappongono sindaci pd dotati di forte
personalità e di carisma sovracittadino alla burocrazia partitica locale. La vocazione al "farsi male da soli"
è l'unica caratteristica identitaria resistente a tutte le rivoluzioni (o
pseudo tali) del partito più forte in quello schieramento. Che anche la ridotta
di Asterix, quella di Torino e del Piemonte, dove, al Nord, si lecca le ferite
la sinistra italiana, possa essere sbaragliata, alla prima occasione,
dal centrodestra dilagante, è un'ipotesi che non deve spaventare chi crede
nella democrazia e nelle virtù dell'alternanza al potere. La preoccupazione e
l'allarme, per chi ha solo a cuore le sorti di una città come Torino, nella
delicata fase post-olimpica nella quale si trova, sono altri. Poichè il secondo
mandato di Chiamparino scade istituzionalmente nel
( da "Stampa, La" del 28-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Nuove opportunità
Liberalizzate le licenze degli esercizi pubblici Quante polemiche a favore o
contro i commercianti. E quante critiche sui dehors, sugli orari di scarico e
carico delle merci, su regole rigide che non consentono di offrire di più alla
clientela, notte compresa. L'assessore Bruno Giordano si stupisce che pochi
sappiano le nuove opportunità del commercio. Dice: "C'è un piano triennale
che ha risorse per 300 mila euro. Come Comune abbiamo liberalizzato le licenze
dei pubblici esercizi. Ma sembra che questa ''rivoluzione'' passi sotto
silenzio. E' invece una grande possibilità per chi vuole allargare il proprio
mercato d'azione. Penso a una libreria, ad esempio, che se ha lo spazio può far
diventare un suo locale sala da tè, oppure a un atelier di un artigiano che può
vendere bibite. Esempi che butto a caso, ma la possibilità esiste". Però c'è sempre di mezzo la burocrazia, ostacoli a non finire. "No, guardi - dice Giordano -.
Capisco le difficoltà, tuttavia la musica è cambiata perché questa
Amministrazione è per un rilancio ordinato, uno sviluppo attento, ragionato e
soprattutto tende a ingessare sempre di meno le iniziative dei privati".\.
( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina IX - Firenze
Un modo economico per garantirsi prodotti genuini e certi Adotta una capra per
100 avrai carni e formaggi Business di 3 amici che hanno cambiato vita
L'iniziativa in due case coloniche e trenta ettari di terra a Greve in Chianti
MARIA CRISTINA CARRATU' Non è soltanto poesia, ma anche risparmio, e sicurezza
alimentare. Allevarsi il proprio animale, da cui ricavare carne, latte
formaggio. Utopia, per chi vive in città? Niente affatto. Da un anno è
possibile a chiunque, anche a chi abita in un appartamento all'ultimo piano di
un condominio. Grazie a Marco, Elisa e Gabriele, tre amici quarantenni che dal
2000 hanno cambiato vita, affittato due case coloniche e trenta ettari di terra
a Greve in Chianti, e messo su una settantina di capre, oltre a polli, conigli,
maiali, per il consumo di casa. E dall'anno scorso lanciato un'iniziativa che
ha già dato ottimi risultati: l'adozione della capra. Una vera e propri
adozione a distanza, che consiste nel versare 100 euro all'Azienda Le fornaci
per il mantenimento di una capra durante la stagione di pausa della produzione
di latte, cioè d'inverno, ottenendo in cambio, quando la produzione riprende,
115 euro in natura, cioè sottoforma di carne, latte o latticini, saltando
negozi, grossisti e trasportatori. Con in più la possibilità di andare a
visitare le capre ogni volta che si vuole, assistere alla mungitura e alla
lavorazione dei formaggi, e in generale imparare come si vive, oggi, a fare i
contadini. "Non bene" spiega Marco, 47 anni ex tecnico delle luci con
Luca Ronconi, che pure si dice "sono felice della scelta che ho
fatto". Perché "al di là delle parole d'ordine della politica, i piccoli
allevatori e agricoltori, in realtà, sono lasciati a se stessi". Se è
vero, infatti, che ormai la "filiera corta" sembra diventata uno
slogan sulla bocca di tutti, è anche vero che, in concreto, per un piccolo
produttore non è così semplice reggere la sfida di un mercato: "Basterebbe limitarsi ai lacci della burocrazia, gli stessi identici per una grande azienda casearia, che ha
dipendenti, commercialisti, avvocati, e per noi, che facciamo tutto in casa. E
dopo aver munto le capre dobbiamo passare ore al computer per essere in
regola". Grazie alle 70 capre adottate dallo scorso autunno, l'azienda ha
incassato 7 mila euro che, spiega Marco, "ci hanno consentito di
superare la stagione morta della produzione. Un problema che i grandi
produttori, con economie di scala, non hanno". E però, non è solo
questione di stratagemmi per sopravvivere. Ad aderire all'idea, clienti e amici
che già conoscevano gli ottimi formaggi, rigorosamente biologici, prodotti
dall'azienda e in vendita nei vari mercatini (in giro per la Toscana e anche a Firenze,
ogni terza domenica del mese in piazza santo Spirito, e nelle varie fierucole
periodiche). E che hanno apprezzato molto l'idea di garantirsi così, oltre alla
certezza su provenienza e qualità dei prodotti, e a un concreto risparmio,
l'adesione a quello che Marco chiama un "progetto culturale":
"Perché nessuna filiera corta può mantenersi se il consumatore non è
consapevole del valore dell'agricoltura, e non la sostiene a sua volta".
Per informazioni, poderelefornacihotmail.it.
( da "Messaggero, Il (Frosinone)" del
29-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di ANNALISA MAGGI La
vendemmia 2008 si preannuncia di buona qualità ed innovativa. Tra pochi giorni
inizieremo a vedere i primi carri carichi di uve pronte per la produzione delle
etichette ciociare che registrano - come emerge dai dati in possesso della
Coldiretti Frosinone - un'importante crescita in valore delle esportazioni con
un incremento complessivo del 7,7 per cento realizzata nel primo trimestre
dell'anno sia sul mercato comunitario (+7,3 per cento) che sui mercati
oltreoceano (+8,1 per cento). In particolare il Cabernet di Atina e il Cesanese
di Pighio riscontrano indici positivi nelle vendite confrontate con quelle
dell'anno scorso. Si tratta di un andamento confortante alla luce dell'avvio
della vendemmia che si preannuncia più consistente del 10% rispetto ai 44 milioni
di ettolitri del 2007, con un 60% dei raccolti destinati alla produzione di
vini Docg, Doc e Igt. "Una produzione per la quale - sottolinea il
direttore di Coldiretti Gianni Lisi - ci sarà un equilibrio tra vini rossi o
rosati e bianchi, con una leggera prevalenza dei primi. Occorrerà tuttavia fare
i conti - rivela Lisi - con le condizioni meteorologiche che già hanno influito
in alcune regioni del Nord Italia". La vera novità della vendemmia 2008,
comunque, saranno i voucher o buoni-lavoro, introdotti per
la prima volta in Italia per ridurre la burocrazia, combattere la piaga del lavoro nero e dare una possibilità di
integrazione del reddito a studenti e pensionati. Alle imprese agricole basterà
acquistare un blocchetto di voucher, cartacei o telematici da distribuire a
seconda delle ore di lavoro effettuate. "Ogni buono - comunicano da
Coldiretti - avrà un valore nominale di 10 euro (7,5 euro al netto),
comprensivo del costo dell'assicurazione e sarà utilizzato per le
retribuzioni". Studenti e pensionati, le due categorie previste
nell'apposito decreto, potranno quindi ritirare il denaro presentando il
voucher presso uno dei soggetti convenzionati con il concessionario del
servizio.
( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)" del
29-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
O Tersigni,
l'Amministrazione Comunale si è attivata per garantire agli sportivi
civitavecchiesi la possibilità di poter assistere alla sfida di coppa Italia di
domenica fra Civitavecchia e Astrea. L'antefatto è il seguente: dopo il
sopralluogo di alcune settimane fa, il commissariato di viale della Vittoria aveva
dato il benestare all'agibilità del Fattori, in seguito ad alcuni lavori svolti
dal comune, necessari a sistemare soprattutto i varchi e le separazioni per le
tifoserie. Da allora però la burocrazia si è fermata. Infatti, pur sapendo che il 31 agosto si sarebbe
giocato in Coppa, la commissione pubblici spettacoli è stata convocata per il
giorno seguente, il primo settembre. E senza il benestare della commissione, da
trasmettere poi in Federcalcio, l'organo tecnico del calcio non può permettere
l'accesso degli spettatori. L'assessore Fulvia Fanciulli ha cominciato a
muoversi: già ieri ha incontrato informalmente gli altri assessori e tecnici
comunali con competenza sullo stadio comunale per fare il punto della
situazione. Nel frattempo è stato possibile raggiungere tutti i componenti
della commissione, anticipando la riunione ad oggi pomeriggio alle 15. Riunione
dove però non è così scontato che arrivi un parere positivo. A questo punto,
sono tre i possibili scenari: la commissione dà l'ok e lo comunica subito in
Federcalcio. Oppure arriva una deroga temporanea, che permetta di vedere la
partita di domenica e che poi sarà rivista fra qualche settimana e infine, ciò
che si spera si possa evitare, le porte chiuse. "Le stiamo provando tutte
per mandare i tifosi allo stadio - dice l'assessore Fanciulli - ci auguriamo
che oggi la faccenda si chiuda positivamente". Ale.Val.
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del
29-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Nord-Ovest sezione:
NORD OVEST data: 2008-08-27 - pag: 5 autore: La faticosa
gestione dell'oro blu Burocrazia e ritardi a quasi 15 anni dalla legge Galli che
regolamenta il settore PAGINA A CURA DI Eleonora Palermo Le Regioni sono alle
prese con l'"oro blu", le risorse idriche, regolamentate sotto ogni
aspetto (acquedotti, fogne, depuratori) dalla "legge Galli" (L.
36/94). A quasi 15 anni dalla sua emanazione, solo ultimamente lo scenario fa
passi avanti. L'ultima fotografia sullo stato dell'arte l'ha scattata in maggio
il Coviri (Comitato vigilanza risorse idriche) nel suo rapporto al Parlamento:
conferma che solo da poco le Regioni hanno individuato gli Ato (Ambiti
territoriali ottimali), insediandoli e vigilando sul processo di avvio dei Sii,
i Servizi idrici integrati (Sii), il cui scopo finale è la valorizzazione di un
elemento sempre più strategico, quanto e forse più del petrolio. Il traguardo
è, come dice la legge, "il soddisfacimento dell'utente per i suoi bisogni
d'acqua e ambientali, attraverso organismi che siano in grado di gestire
importanti flussi d'investimento, di rinnovare costantemente la rete, di
applicare tariffe omogenee e coerenti sul territorio". A che punto è il
Nord-Ovest? Tutte le Regioni hanno completato l'iter di individuazione e
insediamento degli Ato: la Valle con un unico ente, la Liguria ha seguito il
criterio delle province creando così 4 porzioni di competenza, mentre il Piemonte,
con 6 Ato, ha adottato un criterio più largo, anche se poi risulta una delle
zone con un numero ancora troppo elevato di bacini tariffari (si veda tabella)
. I 6 Ato piemontesi servono oltre 4,2 milioni di abitanti sparsi su 1.170
Comuni. L'Ato della Valle non ha ancora avviato lo studio del piano d'ambito,
il documento- quadro. La Liguria deve ancora approvare il piano di Savona e
affidare quello imperiese. "Il piano – fa sapere Giovanni Gramante,
direttore dell'ente savonese – è stato elaborato e sarebbe pronto, però non
possiamo affidare il servizio. Dapprima la moratoria dei servizi della legge
222 dello scorso novembre e poiil recente decreto 112 hanno cambiato le
modalità di affidamento dei servizi pubblici locali. Così, non siamo in grado
di essere operativi". Per gli Ato che hanno comple-tato l'iter, gli
investimenti più rilevanti si riscontrano nel Torinese (1,34 miliardi di euro
in 20 anni) ma, esaminando i dati di spesa per abitante,è l'AstigianoMonferrato
a guidare la classifica del Piemonte con 1.043 euro spesi, mentre in Liguria la
maggiore spesa, 1.116 euro, spetta alla Spezia. Dal canto suo Genova, con circa
86 milioni di investimenti nel breve arco di 5 anni, risente del ritardo nelle
decisioni. Mentre si discute sul modello di gestione, mista pubblico/ privato
(Iride) piuttosto che sul ritorno alle gestioni strettamente comunali, il
rischio, tutt'altro che remoto, è di non riuscire a mettersi in regola con i
depuratori entro il 2015, data limite per evitare le sanzioni europee. Il dato degli
investimenti per abitante, utile nel confronto, varia dai 20 euro del Genovese
ai 45 di Verbano e Biellese ( media nazionale di 37 euro). "Purtroppo –
ragiona Carlo Robutti, direttore Ato Vercelli – abbiamo due forti criticità: la
necessità di investimenti sul territorio e il contenimento dei costi. Occorre
recuperare il periodo di latenza intercorso dalla legge Galli all'insediamento
del nostro Ato, nel
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del
29-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Nord-Est sezione:
NORD EST data: 2008-08-27 - pag: 4 autore: Pesa il calo della domanda interna
Per il settore del mobile il sostegno è dall'estero "Diciamo che il
momento è delicato, molto delicato". Roberto Migotto, imprenditore del
legno, titolare della Miro di Meduna di Livenza (una novantina di dipendenti
per un fatturato di circa 20 milioni all'anno) specializzata in componenti per
l'arredo, usa questo eufemismo per dipingere una situazione non proprio
rassicurante. Se è vero infatti che il settore legno tira nel campo
dell'edilizia, il comparto del mobile invece deve più che altro tirare la
cinghia. "Il mercato interno è fermo –precisa – il calo della domanda è
enorme. Per fortuna che il discorso cambia per il mercato estero. In questo momento
Europa dell'Est, soprattutto la Russia, e il Medio Oriente rappresentano delle
buone opportunità". Il cruccio però rimane l'Italia,la stagnazione che
regna ormai in ogni settore dell'economia. Le vendite stentano in generale, del
legno-arredamento in particolare. La crisi è generalizzata –continua Migotto –
la capacità d'acquisto sul mercato interno è diminuita di molto. I cittadini di
soldi ne hanno pochi. E se i consumi calano in settori chiave come l'alimentare
e i vestiti, figuriamoci il resto. Occorrerebbe un segnale forte da parte del
mondo politico e servirebbero, in particolare, subito delle
riforme istituzionali, uno snellimento nei costi della burocrazia, ma ancora non si è visto
niente. Per rimanere a galla siamo costretti ad andare oltre confine, per
fortuna ci sono certi mercati che ancora rendono. Tutte le aziende del settore,
per fare fatturato, devono puntare ai mercati esteri. Perché la regola è
sempre la stessa: se uno non guadagna, non fa investimenti e quindi non cresce.
Per non parlare delle difficoltà legate al credito". Migotto si occupa di
componenti per l'arredo, anche se uno dei prodotti che ultimamente vanno per la
maggiore, soprattutto nei mercati medio-orientali, sono le porte finite in ogni
particolare. Tutte in legno, ma non sempre è legno italiano: "Le segherie
bellunesi – continua l'imprenditore – non riescono a soddisfare tutta la
domanda, chiaro quindi che le aziende si rivolgano anche all'estero. Ma ormai,
anche per il legno, il mercato è globale. Per alcuni prodotti va bene il legno
bellunese o italiano, per altre ci si rivolge all'estero.Si vanno a cercare le
cose che servono là dove sono prodotte meglio, ormai funziona così ".
( da "Messaggero Veneto, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Udine Orari dei
dipendenti in Provincia: scontro sindacati-Fontanini Il responsabile della Rsu
Zoratto: raddoppiare i rientri comporta costi elevati, il presidente la smetta
di sparare nel mucchio Boccia l'idea del presidente Pietro Fontanini come
demagogica. Spiega che i continui e gratuiti attacchi al personale denigrano
l'ente e i dipendenti. E annuncia per la prossima settimana una riunione della
Rsu per valutare il percorso da intraprendere a difesa del personale. Gian
Daniele Zoratto, da 4 anni responsabile della Rsu, non ha gradito le nuove
frecciate di Fontanini al personale. Il capo della giunta di palazzo Belgrado
ha annunciato di voler raddoppiare i rientri pomeridiani dei dipendenti,
portandoli da
( da "Messaggero Veneto, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Gorizia Meno burocrazia per l'edilizia L'assessore
Baresi: i tempi sul rilascio dei permessi devono essere più snelli In settembre
il nuovo regolamento al vaglio della commissione competente Permessi edilizi
più veloci e con meno burocrazia. È quanto auspica l'assessore all'Urbanistica, Dario Baresi, il
quale annuncia che il nuovo regolamento edilizio è pronto e sarà portato entro
settembre al vaglio della commissione competente e, quindi, del
consiglio comunale. "Oltre ad aver recepito quanto previsto nella nuova
normativa - spiega Baresi -, abbiamo inserito anche nuove disposizioni per i
lavori della commissione edilizia, cercando di anticipare i tempi per il parere
sui progetti per i quali viene chiesto il permesso edilizio e di limitare anche
al massimo la tipologia degli atti che devono passare attraverso il vaglio
della commissione stessa". Anche se il Comune di Gorizia, a livello
regionale, è uno di quelli più veloci, per quanto riguarda i tempi d'attesa dei
cittadini che fanno richiesta di permesso edilizio, e il limite di 60 giorni
viene abbondantemente rispettato, c'è sempre un margine di miglioramento.
"È successo, recentemente, che la commissione edilizia non si sia potuta
riunire per due volte per mancanza del numero legale - evidenzia l'assessore -,
in quanto alcuni componenti erano in ferie. È vero che poi si recupera, visto
che nell'ultima riunione sono state sbrigate ben 28 pratiche in un colpo solo,
ma se si potesse far sì che la commissione funzionasse sempre sarebbe l'ideale".
In merito all'ipotesi di soppressione della commissione stessa, avanzato da più
parti, Baresi evidenzia che, in pratica, "non si può fare".
L'assessore evidenzia infatti che "in ogni caso, per tutta una serie di
questioni, la legge prevede l'attivazione della commissione integrata e,
quindi, a questo punto, non ha senso prevedere una sua soppressione".
(p.a.).
( da "Stampa, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Domande a Bruno
Gabrielli Pastore "Assegno scarso Ma abbiamo l'orto e sappiamo vivere con
sobrietà" 4Il pastore di Villar Pellice, Bruno Gabrielli, domani compie 51
anni. Il suo "stipendio", o come indica il
linguaggio della burocrazia,
"l'assegno pastorale", è di 700 euro netti nal mese. Come fa a
vivere? "Non sono sposato, e devo dire che con questa somma, insieme ad
alcuni benefit che la chiesa ci riconosce, si vive con la sobrietà tipica della
nostra cultura. Chi vive nei piccoli centri si arrangia anche coltivando
l'orto". L'assegno è uguale per tutti? "Sì, qualunque sia l'incarico.
Non ci sono privilegi". E i benefit? "Sono la casa e il
riscaldamento. I pastori sposati che hanno la moglie a carico percepiscono
comunque un assegno di famiglia". Una vita non certo agevolata dalla
scelta pastorale. "Solo quando compriamo la macchina, ci viene dato un
contributo di 1.500 euro ed un rimborso chilometrico. Non ci lamentiamo, la nostra
non è una scelta di povertà ideologica, è il prezzo della nostra libertà".
\.
( da "Stampa, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
IMPERIA QUANTI HANNO
TELEFONATO PER CHIARIMENTI SONO RIMASTI CON I DUBBI DI PRIMA Caldaie da
ispezionare il giallo dei pagamenti [FIRMA]ANDREA POMATI IMPERIA Incomprensioni
e qualche preoccupazione per la lettera inviata dalla Provincia a tutti gli
imperiesi per ricordare gli obblighi legati alla manutenzione degli impianti di
riscaldamento. La lettera è firmata dall'assessore all'Ambiente e Protezione
Civile, Alberto Bellotti e ricorda le norme di legge previste per la
manutenzione degli impianti termici. Si tratta di disposizioni volte al
contenimento dei consumi energetici. La Provincia ha incaricato la società
"Alpi Liguri srl" di attuare controlli e verifiche a campione. Chi
viene trovato "fuorilegge" rischia sanzioni da oltre
( da "Mattino, Il (Caserta)" del 29-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
PIETRO TRECCAGNOLI
Luciano Cimmino è il signor Carpisa e il signor Yamamay, due marchi da tempo
internazionali. Due marchi napoletani: valigie e intimo. Una vita passata a
lavorare a testa bassa. E la battuta tagliente. Perché quando ci vuole ci
vuole. E un chiaro posizionamento: "Sono totalmente dalla parte di
Lettieri, non perché siamo entrambi imprenditori, ma per un dovere di
obiettività". Napoli è davvero ridotta così male? "Dico di più, non è
mai stata ridotta così male. Quando ho cominciato a lavorare nel 1962, appena
diciottenne con in tasca un diploma di ragioniere, Napoli era povera, prevaleva
l'economia del vicolo, ma era ancora forte lo spirito della ricostruzione.
Napoli guardava al futuro". E oggi? "È una città in ginocchio. Il
sindaco Iervolino può rizelarsi quanto vuole. Ha un carattere troppo permaloso,
non fa altro che rimbrottare a destra e a manca, senza mai chiedersi dove ha
sbagliato lei. E il vicesindaco, il buon notaio Santangelo, non può che
certificare questa triste condizione della città". Da quando è cominciato?
"Il Bassolino dei primi anni è stato un ottimo sindaco. Quando ero in giro
per il mondo tutti si congratulavano con me e un po' mi invidiavano. Mi
dicevano: avete un grande sindaco, beati voi. Poi è cambiato tutto". Che
cos'è successo? "È il potere, secondo me. C'è stata un'involuzione. Ha
cominciato a parlare di alta finanza, di borse, di arte contemporanea".
Non le piace l'arte contemporanea? "Tutt'altro. Ma l'esaltazione che ne fa
Bassolino mi fa ricordare quei baraccati che hanno messo l'antenna parabolica
sul tetto di plastica. Ma quale arte? Ma si guarda attorno? Bassolino ha
dimenticato il suo slogan dei primi anni: la politica dei piccoli passi. Ora
l'ha sostituita con quella del salto della quaglia". È impietoso.
"S'è pure tinto i capelli. Sembra Berlusconi che se ne impianta di finti.
La Iervolino, poi, è stata una grande delusione". In che cosa l'ha deluso?
"Ho ancora una grande stima per il suo passato politico. Quando è stata
eletta sindaco ho pensato: bene, ha fatto il ministro dell'Interno, sa come
affrontare l'ordine pubblico". Invece? "Con lei è mancato
completamente ogni coordinamento dell'ordine pubblico. Ogni città ha una zona
di garanzia, di protezione per i turisti. A Napoli scippi e furti avvengono nel
cuore della città, a Chiaia. Per non parlare del resto". Parliamone.
"Napoli ha una vocazione turistica. In questi giorni nel golfo ho visto
almeno venti panfili in rada che non riuscivano a trovare posto. E pensate che
ogni metro di barca o yacth dà lavoro, come indotto, ad almeno a 12 persone.
Noi da vent'anni stiamo a discutere su Napoli Est e Napoli Ovest. È
intollerabile. Le altre città concorrenti non stanno a guardare". Secondo
lei che cosa tiene lontano gli investitori stranieri da Napoli? "Nei
giorni scorsi ho incontrato a Napoli l'ambasciatore britannico Chaplin. Abbiamo
parlato di Napoli e secondo lui ciò che fa la differenza tra noi e Londra sono
almeno tre punti: la sicurezza, la burocrazia e i tempi della
giustizia". Be', sono problemi nazionali, mica solo napoletani.
"Certo. Io aggiungerei un quarto punto: la gestione del tempo. In Cina in
dieci anni hanno trasformato un paese. Noi in vent'anni non abbiamo deciso
nulla sul destino di alcune zone vitali per lo sviluppo di Napoli.
Altrove si pensa e si fa. E chi investe è aiutato. Non aspetta mesi a chiedere
certificati che altrove gli rilasciano in due ore". Però anche la classe
imprenditrice a Napoli non s'è mai fatta notare per vivacità. "È vero
siamo stati lontani per troppo tempo dalla politica. Abbiamo pensato a
lavorare. Quando abbiamo capito che dovevamo scendere in campo era troppo
tardi. Mi resta l'amarezza di lasciare a mio figlio una città peggiore di
quella che i nostri padri hanno lasciato a noi".
( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina I - Palermo
Le idee Le risposte sibilline nel mondo dei burocrati MARCELLO BENFANTE Nel suo
"Ferragus", prima parte della "Storia dei Tredici", Balzac
muove dall'intento di narrare in chiave gotica e nei modi del romanzo
d'appendice le gesta misteriose di un gruppo di superuomini "abbastanza
forti da mettersi al disopra di tutte le leggi". Ma su questo originario
nucleo d'ispirazione si venne ben presto innestando un diverso e più forte
interesse: un progetto di rappresentazione corale che Calvino ha definito
"il poema topografico di Parigi". Il ritratto della metropoli
francese che Balzac tratteggia lungo tutta la trilogia con rapide e calzanti
annotazioni sociologiche e antropologiche presenta quasi subito caratteristiche
assai cupe e inquietanti. Se "le vie di Parigi hanno qualità umane",
il disumano non tarda però a emergere e ad avere il sopravvento. La capitale
appare allora come "il più delizioso dei mostri", un concentrato di
eccezionale vitalità e intelligenza, dinamismo e bellezza, che in modo
apparentemente ossimorico, ma in realtà pleonastico, viene definito una
"mostruosa meraviglia". L'elogio per "la città dai centomila
romanzi, la testa del mondo" lascia trapelare un che di orrido. "Mostro
in tutto", Parigi. E mostro irrefrenabile, in perenne attività. Una specie
di "enorme aragosta" le cui membrane sono le infinite porte che
cigolano, come se sbadigliassero, ruotando sui loro cardini. Questa ruggente bestia famelica dalle mille zampe è l'icona di
ciò che Calvino ha definito la "fondazione d'una mitologia della
metropoli". è significativo che in Ferragus tale mitologia sfoci nei
"meandri della burocrazia funeraria". Calvino nota che la premessa vitalistica ha per
coronamento una conclusione cimiteriale. SEGUE A PAGINA XIV.
( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina II - Palermo
Il governatore conta sull'alleanza con il sottosegretario: il fratello Gaetano
è tra i registi della cordata Tagli e investimenti negli scali siciliani
Lombardo cerca la sponda di Micciché Sul presidente grava la pressione degli
enti locali preoccupati dallo snellimento "Puntare su Catania era un fatto
naturale, ha più passeggeri di Palermo" EMANUELE LAURIA (segue dalla prima
di cronaca) Ci sarà anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianfranco
Micciché (fratello di Gaetano), che con Lombardo in questo periodo ha contatti
frequentissimi. Il governatore ha assistito da spettatore, sinora, alle grandi
manovre che porteranno alla costituzione della compagnia aerea italiana, e
anche ieri ha confermato il suo desiderio di non fare alcun commento ufficiale.
Ma già dalla prossima settimana, al ritorno da un week-end di vacanza in
Sardegna, il presidente della Regione si attiverà per capire meglio quali
potranno essere gli effetti del piano sull'economia siciliana, sui flussi
turistici come sull'occupazione. In ballo ci sono i collegamenti gestiti da
Alitalia, già in netta diminuzione negli ultimi anni: solo tre oggi (Roma
Fiumicino, Milano-Linate e Milano-Malpensa) le destinazioni da Palermo, una in
più da Catania (c'è Brindisi). E in gioco c'è anche il futuro del personale
Alitalia (quasi 350 dipendenti nei due scali) e, di riflesso, quello che
garantisce i servizi aeroportuali: 430 al Falcone-Borsellino (fra Gesap e Gh
Palermo) e ben
( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina V - Firenze
Kaffehaus di Boboli sempre chiuso l'appalto è congelato dal ministero Invece
dopo un anno e mezzo aprirà la caffetteria delle Oblate La struttura voluta dal
Granduca era stata restaurata nel 2005, ma non è mai stata usata La gestione del
punto di ristoro della biblioteca è stata appena assegnata MARA AMOREVOLI
caffetteria chiusa, con "bar in allestimento" come avverte un
cartello, al secondo piano della Biblioteca delle Oblate. Peccato, perché il
panorama dalla terrazza è superbo: tocchi la cupola del Duomo con il naso,
perdi lo sguardo tra le fughe dei tetti dei palazzi, e pensi che con una bibita
o un caffè in mano, sarebbe un incanto. Macché: gli utenti e i visitatori della
moderna e funzionante Biblioteca delle Oblate, inaugurata a maggio del 2007, se
vogliono il caffè o un panino, lo trovano al bar esterno. Altro volo su
Firenze: nonostante il caldo guadagni la collina del Giardino di Boboli, arrivi
davanti al Kaffeehaus dal settecentesco intonaco "verde pistacchio
tenero", ammiri la vista sulla città, gli giri intorno cercando il vecchio
bar e invece niente: il Kaffeehaus è un monumento muto e sbarrato. Un'altra
caffetteria chiusa, che aspetta di riaprire i battenti. Da quando? Da tre anni,
dalla fine del restauro (durato due anni) che dal rosso pompeiano di fine '
( da "Mattino di Padova, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Regione Federalismo,
lo vogliono 8 veneti su 10 E 7 su 10 hanno fiducia nelle capacità del governo
Berlusconi di realizzarlo VENEZIA. Otto veneti su dieci vogliono il federalismo
fiscale. Quattro su dieci sono convinti che il governo Berlusconi sarà in grado
di attuarlo. Quasi la metà pensano che porterà un miglioramento alla loro
situazione economica. Lo rivela un'indagine di Panel Data, giovane istituto di
sondaggi (una srl presieduta dal vicentino Luca Romano), che ha intervistato un
campione regionale di 800 persone, senza scansare la domanda principale che
dopo anni e anni di parole al vento, è fondamentale: cosa intendiamo per
federalismo fiscale? Il meccanismo del sondaggio obbligava a scegliere fra tre
risposte: 1) federalismo fiscale vuol dire pagare le tasse prevalentemente alla
Regione; 2) vuol dire che ogni Regione ha l'autonomia nel determinare le
imposte; 3) vuol dire altro. Il 71,2% degli intervistati ha scelto la numero 1,
dimostrando - sostiene Michele Pasqualotto, socio di Luca Romano e coordinatore
della ricerca - che "i veneti hanno incamerato nel profondo il significato
del federalismo fiscale, che non significa solo pagare meno tasse ma toccare
con mano dove vanno a finire". In questo lui ci vede addirittura una
"dimostrazione di senso civico". Non vorremmo che Pasqualotto, per
dovere d'autore, rivestisse di belle parole un atteggiamento da zoccolo duro,
egoista e rancoroso, che molta parte d'Italia ci contesta: siamo una regione
che non vuole la solidarietà nazionale solo perché non intende pagare le tasse.
Lavoratori, anzi sgobboni, ma vogliono tenersi tutto. Questo pensano di noi. E
alzi la mano chi, guardandosi allo specchio, può sostenere che pagare le tasse
è bello. Di Padoa Schioppa ce n'è solo uno. Peraltro è triestino. Invece no.
Alle insistenze Pasqualotto conferma: "Nelle risposte del campione veneto
ho trovato molto senso civico. Prendiamo per esempio l'Ici - spiega -. Nelle
risposte molti intervistati hanno parlato dell'Ici sulla prima casa,
riferendosi non al gettito ma all'uso del denaro che fanno i Comuni. Per me
questo è un fatto molto significativo, al punto che riterrei necessario
approfondirlo. Magari per vedere quanta gente sarebbe disposta a pagare l'Ici a
condizione di averne un tornaconto locale preciso e documentabile".
Posizione - facciamo rilevare a Pasqualotto - che coincide con una convinzione
spesso manifestata da Giancarlo Galan: i veneti non avrebbero esitazione a
pagare qualcosa in più, a condizione di conoscere e condividere la finalità
della tassa. E il presidente della Regione evocato si materializza, neanche
farlo apposta, con una nota di plauso ai risultati del sondaggio di Panel Data
(che sia un socio occulto della Srl? "Lo escludo tassativamente"
risponde Pasqualotto) nella quale dice tra l'altro: "Io credo che i numeri
diffusi da Panel Data siano leggermente sbagliati per difetto, nel senso che
certamente sono 8 su 10 i veneti che vogliono il federalismo fiscale, gli altri
due vorrebbero che tutte le risorse fiscali del Vento restassero per intero nel
Veneto. Sappiamo che ciò non è possibile ed è per questo che 8 cittadini su 10
si aspettano il federalismo fiscale, seppure moderato da una componente di
solidarismo". Proviamo ad andare un po' più a fondo nei meccanismi del
sondaggio. Per esempio, quanto sono durate le interviste? E quanti erano gli
intervistati disposti a chiacchierare più di quanto gli intervistatori si
aspettavano? Se ci mettiamo a parlare di calcio tra tifosi, non la smettiamo
più. Il federalismo fiscale non avrà un tifo da curva sud, ma se la questione è
davvero sentita dovrebbe risultare anche dai tempi delle risposte. "In un
sondaggio telefonico non possiamo fare conversazioni di mezz'ora - risponde
Pasqualotto -. I tempi medi per le risposte sono stati di 3 o quattro minuti a
telefonata. I nostri intervistatori hanno tutti un livello di cultura
universitaria, sanno dunque come porsi di fronte all'intervistato e cogliere il
senso delle risposte. In ogni caso noi facciamo uno stop con piccole riunioni
ogni due o tre ore, in modo da capire l'orientamento delle risposte. Se la
gente sta mediamente al telefono volentieri o non vuol saperne". E su 10
intervistati quanti erano quelli che sfondavano i 4 minuti? "Direi due o
tre - risponde il coordinatore -. In qualche caso abbiamo avuto anche il
problema di mettere giù la cornetta. Certo non come una precedente indagine che
abbiamo fatto sulla sicurezza nelle città venete. In quel caso non si riusciva
proprio a interrompere la conversazione: la gente aveva capito di parlare con
qualcuno che poteva amplificare le proprie richieste e ci dava dentro". Le
domande del sondaggio erano 6. Oltre alle tre riportate nei diagrammi di questa
pagina e la già ricordata domanda chiave su cosa significa federalismo fiscale,
Panel Data ha chiesto: quali sono i principali vantaggi che potrà portare
l'attuazione del federalismo fiscale? Il 44,4% del campione ha risposto
"riduzione dell'imposizione fiscale"; il 26,7% miglioramento delle
infrastrutture e dei servizi pubblici; il 10,9% rallentamento della crescita
dei prezzi; l'8,4% riduzione della burocrazia. L'ultima domanda era: quanto
è d'accordo con chi sostiene che l'attuale Governo sarà in grado di attuare il
federalismo fiscale? Molto il 20,7%; abbastanza il 41,5%; poco il 26,8%; per
niente l'11%. In Internet, Panel Data rinvia a Local Area Network ma è inutile
cercare i risultati del sondaggio. Il sito era artigianale ed è in
rifacimento. Piccoli istituti di sondaggio crescono. (Renzo Mazzaro).
( da "Sole 24 Ore, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: MONDO data: 2008-08-30 - pag: 7 autore: Verso la Casa Bianca. Il
candidato del partito repubblicano sceglie come vice il governatore
dell'Alaska, Sarah Palin Per McCain, a sorpresa, una donna L'annuncio in Ohio:
una outsider di 44 anni a caccia del voto femminile ELEZIONI USA 2008 Marco
Valsania DAYTON John McCain, con un'ambiziosa e rischiosa scommessa per
catturare il voto di donne e giovani, ha scelto un candidato a sorpresa per la
poltrona di vicepresidente degli Stati Uniti: il governatore dell'Alaska Sarah
Palin. A battere i più quotati aspiranti - Mitt Romney, Tim Pawlenty e Joe
Lieberman - è stata una donna di 44 anni, una completa outsider eletta solo due
anni or sono alla guida di uno Stato spesso dimenticato dal resto del Paese.
Prima dell'elezione a governatore era stata sindaco di una minuscola cittadina
di poche migliaia di abitanti, Wasilla, dove era cresciuta. Adesso, in una
campagna caratterizzata dalla storica nomina da parte del partito democratico
di un giovane senatore afroamericano alla Casa Bianca, è diventata la prima
donna mai candidata dai repubblicani alla vicepresidenza. McCain e Palin, dopo
l'annuncio- shock che ha scosso il mondo politico tanto democratico che
repubblicano, non hanno perso tempo.Hanno lanciato ieri pomeriggio la loro
campagna per la Casa Bianca da Dayton, in Ohio, per arrivare la prossima
settimana alla Convention repubblicana di Minneapolis. "Ho cercato un vice
che mi aiutasse a trasformare Washington", ha detto McCain. "E in Sarah Palin ho trovato il partner giusto per battermi contro
burocrazie, corruzione e sprechi. Una partner che viene dalla classe media e ne
capisce le aspirazioni. è questo di cui ha bisogno il Paese ". Palin, fra
grandi applausi, si è detta "onorata" della nomina. E ha sfoderato la
sua immagine popolare e fresca: ha presentato il marito Todd, un tecnico
petrolifero, pescatore e iscritto al sindacato, e salutato un figlio
arruolatosi nell'esercito e che presto sarà inviato in Iraq. E come donna ha
ringraziato le leader del partito avversario, quello democratica, che l'hanno
preceduta, da Geraldine Ferraro, prima donna in assoluto a ricevere una nomina
alla vicepresidenza, a Hillary Clinton. Di più:ha detto di voler raccogliere il
testimone dalla Clinton nella campagna in corso. "Hillary ha condotto una
campagna determinata- ha detto- ma le donne americane non hanno ancora finito
la loro missione ". Cinque figli, con il vezzo di definirsi la "mamma
dell'hockey", la Palin agli occhi di McCain ha numerosi assi nella manica.
Può attirare l'elettorato femminile, deluso dall'uscita di scena della Clinton.
Erodere il vantaggio dei democratici tra i giovani. Ma anche entusiasmare il
partito repubblicano, promuovendo un volto nuovo. La scelta rafforza la fama di
McCain come indipendente e al passo con il desiderio di cambiamento: Palin ha
indossato con decisione il mantello riformatore, senza timore di scontrarsi con
la burocrazia del partito. In Alaska, dove esponenti
repubblicanisono sotto inchiesta per corruzione, ha promosso risanamenti etici
con uno stile dinamico che riceve un tasso di approvazione dell'80 per cento.
Piace, inoltre, all'ala conservatrice del partito: si è distinta per l'impegno
contro il diritto d'aborto,a favore dei valori familiari tradizionali e contro
la restrizioni nella diffusione delle armi (è membro della National Rifle
Association, la potente organizzazione americana che promuove l'utilizzo
consapevole delle armi). Ma la scelta rappresenta anche un grande rischio. La
sua inesperienza potrebbe rendere difficile attaccare Obama per la medesima
ragione. Palin dovrà fare i conti con il candidato alla vicepresidenza
dnmeocratica, Joe Biden, forte di grande esperienza in politica estera. Il
giovane governatore, inoltre, passata la novità potrebbe preoccupare perché
sarebbe a un passo dalla presidenza, quando si considerano i problemi di salute
del 72enne McCain. Palin ha inoltre sposato posizioni controverse: tra queste,
le trivellazioni nel parco nazionale dell'Alaska, un'ipotesi che trova scettico
lo stesso McCain. La risposta democratica non si è fatta attendere.Obama e
Biden si sono congratulati con Palin, ma il portavoce della campagna Bill
Burton è stato meno generoso: "John McCain ha messo l'ex sindaco di una
cittadina di novemila abitanti con zero esperienza di politica estera a un
passo dalla presidenza. Palin condivide con McCain l'impegno contro l'aborto,il
sostegno ai colossi del petrolio e alle politiche fallimentari di George W.
Bush. Questo non è il cambiamento di cui abbiamo bisogno ". La scelta di
un rally in Ohio per presentare Palin non è stata casuale. L'obiettivo:
introdurre lo sconosciuto candidato nel cuore del Paese, in uno degli Stati più
contesi in vista delle elezioni di novembre. mavalsania@ilsole24ore.us LA
CLINTON, UN ESEMPIO "Hillary ha condotto una campagna determinata - ha
detto la neodesignata - ma le americane non hanno ancora finito la loro
missione".
( da "Stampa, La" del 30-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
La storia L'odissea di
un savonese dura da 5 anni GIANLUCA PALLADINO Gli clonano la targa prende 7
multe a Napoli SAVONA Il numero di targa annotato sulle sette contravvenzioni
elevategli dalla polizia municipale di Napoli a partire dal 2003, è quello
della sua moto: una Honda 125. Ma lui sotto il Vesuvio non è mai stato, se non
un'unica volta nel 1975, quando, peraltro, vi si recò in treno. Eppure, dopo
una sequela infinita di ricorsi, raccomandate, denunce, Mauro P., pensionato di
61 anni residente a Savona, non è ancora riuscito a mettere fine all'equivoco.
Anzi, nei giorni scorsi ha cominciato a ricevere dall'agenzia Equitalia Sestri,
incaricata delle riscossioni per conto della Provincia di Savona, le cartelle
esattoriali relative alle prime due multe. Totale: circa mille euro. L'odissea
di Mauro comincia la mattina del 26 febbraio di cinque anni fa, quando i vigili
del capoluogo campano pizzicano a passare con il rosso un motociclo i cui
passeggeri sono sprovvisti di casco. La targa corrisponde a quella del mezzo
del savonese, che alcuni mesi dopo si vede recapitare a casa un verbale di 115
euro. "Superato lo stupore, ho fatto ricorso alla Prefettura di Napoli,
senza però ricevere alcuna risposta. Ho pensato che la vicenda fosse stata
archiviata e che tutto si fosse concluso lì". Invece, la storia si ripete
per altre quattro volte nei due anni seguenti. Il secondo verbale notificato a
Mauro porta la data del 30 aprile 2004. I successivi tre sono di febbraio,
marzo e giugno
( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)" del
31-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di ALESSIO VALLERGA
Non è stato chiuso per le intemperanze della tifoseria; non è stato chiuso
perché completamente fatiscente. Per Civitavecchia-Astrea (ore 17), lo stadio Fattori è stato chiuso a causa della burocrazia. E di una situazione
grottesca, al limite della farsa, che vede come protagonista il comune, come
co-protagonista la Figc e vittime designate il Civitavecchia e gli spettatori.
Perché l'annuncio di venerdì sera giunto dal Pincio ("il Fattori è
agibile, domenica cancelli aperti") si è rivelato quanto meno azzardato.
Almeno alla luce di quanto successo nelle ore successive, cioè ieri mattina. I
fatti. La comunicazione del documento di agibilità andava per forza trasmessa
entro le 19 di venerdì, ossia prima della chiusura degli uffici della
Federcalcio. La commissione pubblici spettacoli ha svolto il sopralluogo
l'altro ieri e poi redatto il documento, che ha inviato intorno alle 21 (anche
se si sostiene addirittura ieri mattina). Non essendoci nessuno a prenderli,
non è stato possibile alla Federcalcio dare il via libera. A comunicarlo alla
società nerazzurra, il vice commissario della Lega Nazionale Dilettanti
Raffaele Cipollone, a cui si è rivolto il presidente Tersigni per avere
delucidazioni. In pratica, con il documento in mano, andava convocata una
riunione d'urgenza dei tecnici federali e poi bisognava emettere un comunicato
ufficiale ad hoc. Ma il plico è arrivato fuori tempo massimo. A dir poco
furibondo Umberto Tersigni, che spara a zero sull'Amministrazione comunale:
"Purtroppo mi sono trovato ad avere rapporti con degli incompetenti e
questo è il risultato. Ho persino contattato il sindaco e il suo vice,
riuscendo a parlare solo con l'autista pregandolo di farmi richiamare
urgentemente: il telefono non ha mai squillato". Il ritardo della
commissione è l'aspetto che ha mandato su tutte le furie il patron nerazzurro:
"Non capisco perché non sia stata convocata la commissione appena ricevuto
l'ok dal commissariato. Il parere decisivo era quello della Pubblica sicurezza,
per cui avuto quello, si poteva benissimo fare in tempo. Comunque i tifosi
avranno la possibilità di conoscere l'andamento della partita dalle frequenze
di Idea Radio". L'emittente radiofonica trasmetterà la partita in diretta
sui
( da "Giornale.it, Il" del 31-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
N. 208 del
2008-08-31 pagina 22 Un sottosegretario pesa gli Anni di piombo di Redazione Ha
raccontato di privilegi, di sprechi e di burocrazia impazzita, ma questa volta
Raffaele Costa - oggi presidente della Provincia di Cuneo - nel suo ultimo
libro, Politica e Giustizia ai tempi delle Br. Diario di un sottosegretario
liberale (1979-1980) (Mondadori, pagg. 155, euro 17,50) narra degli anni bui
del terrorismo rosso e di come lui, giovane sottosegretario alla Giustizia,
visse quel periodo caldo. E lo fa da un pulpito privilegiato, non solo per la
sua lunga esperienza politica, ma anche per essere stato il protagonista di
alcuni dei fatti più eclatanti di quegli Anni di piombo che hanno visto il
Piemonte tra i protagonisti assoluti di attentati, rivendicazioni e pentimenti.
Tra questi, il caso Patrizio Peci, primo pentito rosso della storia. © SOCIETà
EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 31-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
N. 208 del
2008-08-31 pagina 16 Spacciò 300 volte, ma Azouz torna in Tunisia di Andrea
Acquarone Azouz Marzouk se ne andrà dall'Italia. Basta col suo passato tragico,
con gli errori, soprattutto con il fallimento di quella nuova vita che avrebbe
voluto ricostruirsi dopo la tragedia. Lui, bello e dannato, vittima ma al tempo
stesso colpevole, si arrende. E accetta la proposta di essere espulso
dall'Italia nel computo della pena che, a fine settembre, andrà a patteggiare
davanti al gup di Como, Luciano Storaci: deve rispondere di oltre 300 episodi
di spaccio di sostanze stupefacenti che gli sono contestati dal sostituto
procuratore Massimo Astori. Gli potrebbero essere inflitti tredici o al massimo
14 mesi di reclusione. "L'Italia non solo mi ha dato poco, ma mi ha tolto
tutto quello che avevo. Per questo torno in Tunisia", fa sapere oggi per
bocca del suo avvocato Roberto Tropenscovino. Moglie, figlioletto, suocera
(senza dimenticare la vicina di casa) massacrati nella strage di Erba, mentre
lui si trovava in patria, dopo essere appena uscito di galera. All'inizio fu
sospettato, ma lo stesso suocero che non lo aveva mai amato lo scagionò:
"Non può essere stato lui, in questi giorni si trova nel suo Paese",
spiegò ai carabinieri. La storia è nota. Qualche settimana più tardi in cella finirono
Rosa e Olindo, lo spazzino e la casalinga che odiavano Azouz e famiglia. Poi,
per lui, una squarcio di improvvisa notorietà. Interviste, apparizioni tv,
comparsate sulle passerelle dei vip. Sperò di poter entrare nel mondo cangiante
e cannibale dello spettacolo l'ingenuo Azouz. Si illuse e venne usato. Ebbe i
suoi 15 minuti di notorietà, macabra, infine si ricacciò nella polvere. Solo e
di nuovo "cattivo". Era lo scorso dicembre quando si ritrovò ancora
le manette ai polsi. Spaccio di stupefacenti, l'accusa. "Con 14 mesi e
l'espulsione, a causa della Bossi-Fini - spiega il suo legale - si chiuderà il
caso. Ma Azouz ha deciso di lasciare il nostro Paese volontariamente, prima di attendere le decisioni altrui e senza il desiderio di
sfruttare le eventuali falle della burocrazia. Mi ha colto di sorpresa con la sua risolutezza, ma lo
comprendo. La sua presenza in Italia è sempre stata considerata scomoda, vuol
tornare a casa sua e riflettere su quanto gli è capitato, con calma".
"È stato completamente abbandonato da tutti. Per il fatto di essere
extracomunitario viene giudicato più per i reati di cui è accusato che per
quello di essere vittima di una strage". Il processo per la tragedia di
Erba, di cui sono accusati i coniugi Olindo e Rosa Romano, riprenderà a novembre.
Complessivamente a Marzouk si contestano 316 episodi di spaccio, in particolare
cocaina, compiuti fino a pochi giorni prima dell'arresto. "Sicuramente
Azouz ha sbagliato e per questo pagherà il conto alla giustizia - sottolinea
Tropenscovino ma resta pur sempre un bravo quanto sfortunato ragazzo". Lo
rivedremo, però, Marzouk. Stavolta in veste di accusatore. Sarà presente alla
lettura della sentenza della Corte d'Assise nei confronti dei coniugi Romano
accusati del massacro di Erba: "Chiederemo le necessarie autorizzazioni
per consentirgli un temporaneo rientro in Italia". © SOCIETà EUROPEA DI
EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 31-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di PAOLO VERCESI
Sbagliano sul certificato la data di morte del marito e nel giro di pochi giorni
la vedova si ritrova il conto corrente prosciugato dall'Inps. Il peggio è che a
distanza di quasi due mesi non ha ancora rivisto i suoi sacrosanti soldi. Non è
una vicenda kafkiana, ma più semplicemente una storia tutta italiana di
straordinaria disorganizzazione quella che sta letteralmente facendo disperare
o anche impazzire una signora di Pescara colpita da un grande dolore all'inizio
di giugno: quello per la perdita dell'adorato marito, autotrasportatore che si
era ritirato dal lavoro dopo una vita passata al volante di un grosso
automezzo. Il resto della storia è la stessa signora a raccontarlo a Il
Messaggero. "Ancora sconvolta dal dolore e anche confusa in quei momenti
per me terribili, a distanza di qualche settimana dalla scomparsa di mio marito
ho presentato all'Inps la domanda per la reversibilità della pensione,
allegandovi il certificato di morte rilasciato dal Comune di Pescara:
certificato nel quale anzichè 4 giugno 2008 viene scritto 4 giugno 2006. Un
errore macroscopico dovuto a una distrazione di cui non ho potuto rendermi
conto subito di persona, avendo affidato quella pratica burocratica ad un
conoscente". Un errore che ha avuto un incredibile effetto domino, complice anche la cieca burocrazia che in casi del genere fa scattare meccanismi a volte perversi.
Nel momento in cui all'Inps è giunta notizia di quel pensionato deceduto non a
giugno 2008, bensì due anni prima, è partita in automatico l'azione di recupero
della pensione indebitamente assegnata ovvero percepita dal poveretto. E
in base a un accordo tra l'ente di previdenza e le Poste - l'autotrasportatore
aveva aperto un libretto all'ufficio postale di via Di Sotto, ai Colli - i
versamenti di due anni di pensione sono stati restituiti via computer
all'erogatore, cioè all'Inps. Ovvero l'Inps s'è ripresa come indennizzo
praticamente tutto quello che era rimasto sul conto del compianto marito della
signora. Può succedere, anzi succede in casi del genere perché il percorso è
"automatizzato" e computerizzato. Tra Inps e le Poste o anche con le
banche ci sono procedure consuete e ben regolamentate per l'erogazione della
pensione. Ma quando qualcosa non quadra, cioè se i conti all'improvviso non
tornano, ecco che il meccanismo s'inverte: e attraverso quello stesso canale i
soldi vengono risucchiati dall'Inps. Spiegazione assolutamente legittima. Il
problema, però, è che a distanza di quasi due mesi la signora, pur avendo
dimostrato l'errore, non ha ancora risolto. "Questi fatti risalgono
all'ormai lontano dieci luglio e nel frattempo non solo non ho riavuto il
denaro sul conto di mio marito, ma addirittura ho scoperto che pochi giorni
prima, il primo luglio, l'Inps aveva anche prelevato indebitamente una somma di
circa seimila euro che era stata accreditata sul conto dalla Cna". Incredula,
la vedova e vittima di questa folle burocrazia s'è
ritrovata presa tra due fuochi: da una parte l'Inps che le chiudeva le porte
"ho chiesto di incontrare il direttore ma non sono mai stata
ricevuta" ha raccontato; e dall'altra le Poste, cioè i dipendenti dell'ufficio
dei Colli "che in tutto questo tempo hanno continuato ad addossare
all'Inps le responsabilità per questo grave inconveniente". E' vero che la
signora conduce anche un'attività commerciale ma le esigenze sue e della
famiglia - ha una figlia, due nipotini - comportano spese e dunque si fa
pressante la necessità di riottenere la pensione di reversibilità finora
negata, nonché la somma indebitamente prelevata (fino al 4 giugno scorso, la
pensione al marito andava pagata). La speranza della signora è che la questione
venga finalmente chiarita e risolta. Magari, aggiungiamo noi, con una doverosa
lettera di scuse.
( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 31-08-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di TEODORA POETA Da
otto mesi è tornato a vivere grazie al cuore donato da una persona morta in seguito
ad un incidente stradale a Bergamo. Ma a causa della burocrazia e della mala gestione della
sanità il "miracolo" del trapianto potrebbe essere messo a rischio.
"Quando i medici mi hanno chiamato per farmi sapere che c'era un cuore per
me, avevo 15 minuti di tempo per decidere se accettare o meno di sottopormi al
trapianto- racconta Petrit Racaku, 46 anni, albanese, da 20 anni in
Italia dove vive a Tortoreto con la famiglia-. Ormai ero ridotto pelle ed
ossa". Il 4 dicembre dello scorso anno, invece, Petrit è stato sottoposto
al trapianto di cuore all'ospedale Riuniti di Bergamo, ma adesso che non può
più fare il carpentiere ha bisogno di quel sussidio che, per legge, spetta ai
trapiantati per il primo anno. Si tratta di 1.500 euro che la Asl dovrebbe versargli,
non si capisce ancora se mensilmente o annualmente, ma che lui, fino ad oggi,
ha ricevuto una sola volta da quando è stato operato: a maggio. "Ho
bussato a tutti gli uffici della Asl, sia a Teramo, sia a Pescara, ed anche
alla Regione, ma di questi soldi non ho avuto ancora neanche un centesimo. Solo
porte sbattute in faccia". Petrit continua a doversi sottoporre alle
biopsie a Bergamo. Ma, ultimamente, a causa dei costi eccessivi, ha iniziato a
saltare gli appuntamenti a suo rischio e pericolo. E adesso minaccia di
scioperare davanti alla sede della Asl. "Ogni viaggio mi costa 600 euro.
Non posso più permettermelo- dice-. La Asl di Teramo non mi ha mai rimborsato
nulla, eppure dovrebbe farlo. Ho tre figli di 10, 12 e 17 anni che vanno a scuola.
Quando ho 100 euro in tasca preferisco spenderli per far mangiare loro,
piuttosto che andare a Bergamo per le mie visite mediche. Ormai abbiamo attinto
a tutti i risparmi che avevamo. Il Comune di Tortoreto, poi, non ci ha mai
aiutato. Il mio destino è segnato, ma per i miei figli avrei volto qualcosa di
meglio". Chi continua a stare vicino a Petrit in questa battaglia sono il
medico che ha scoperto la sua malattia, il cardiologo di Sant'Omero Giorgio
Marcellini, e l'avvocato che ha seguito un problema insorto tempo fa con il
permesso di soggiorno, Alessandro De Paulis.