HOME   PRIVILEGIA NE IRROGANTO   di  Mauro Novelli          www.mauronovelli.it


DOSSIER “BUROCRAZIA”

Torna all’indice mensile 2008

 

ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


tARTICOLI DEL  25 novembre 2008      #TOP



Report "Burocrazia"

·                     Indice delle sezioni

·                     Indice degli articoli

·                     Articoli

Indice delle sezioni

Burocrazia (65)


Indice degli articoli

Sezione principale: Burocrazia

Consiglio comunale Una nuova puntata della querelle pistole ( da "Stampa, La" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Sannino contro gli sprechi ed il malgoverno delle caste politiche locali - afferma Artico - E invitiamo i cittadini al controllo ed all' impegno politico per la riduzione dei costi di tutte le burocrazie. La politica - conclude - deve servire ad aumentare l'efficienza ed il servizio ai cittadini e non a moltiplicare costi e clientele». La seduta di stasera è convocata per le 19. \

Scontro sulla cartiera "L'abbiamo realizzata pensando all'ambiente" ( da "Stampa, La" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia inizieranno nel 2009 Scontro sulla cartiera "L'abbiamo realizzata pensando all'ambiente" L'area ha una estensione di 130 mila metri quadrati Prima ancora che il progetto venisse presentato ufficialmente ai serravallesi il gruppo consiliare di opposizione «L'Ulivo per Serravalle» aveva indetto una conferenza stampa per mettere in luce i dubbi sulla costruzione di una centrale

Veneto city soffocherà il Vega ( da "Tribuna di Treviso, La" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Spero che la burocrazia non ci blocchi». Ma le autorizzazioni non sono in capo al Comune? «Sì, ma si deve passare da un ufficio all'altro, dalla commissione ambiente alla salvaguardia, da questa... Venezia ha tanta vitalità ma anche una palla al piede che rischia di portarci sotto: la burocrazia.

Loretta Ben ricandidata: E' più sì che no ( da "Corriere delle Alpi" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: i tempi della burocrazia, dei lavori, dei finanziamenti sono tali per cui cinque anni non bastano a realizzare tutto quello che si ha in mente». Ma, nell'eventualità, contro chi correrà Loretta Ben? A Taibon i maligni dicono che saranno tre le liste ai blocchi di partenza: una guidata dalla stessa Ben, una dall'attuale vicesindaco Alessandro Savio e una dall'

Porta del mare, botta e risposta ( da "Stampa, La" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Conclude il sindaco Luigi Sappa: «Lo strumento della Conferenza dei servizi è idoneo e riduce i tempi della burocrazia. La trasformazione delle multisale in due sale più piccole? Abbiamo tenuto tre incontri con i vertici Agnesi e Vacchino, che gestisce Ariston e Multiplex di Albenga: ha osservato che non è più tempo per questo tipo di realizzazioni».

sicurezza, il governo riferisce alla camera scontro tra maggioranza e opposizione - mario reggio ( da "Repubblica, La" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Bertolaso ha accusato la burocrazia di aver bloccato i fondi. Vasco Errani, governatore della Regione, replica: «Qui i residui sull´edilizia non ci sono, le Province hanno messo più del loro - afferma - quella di Bologna 17 milioni di euro, mentre lo Stato ha contribuito con 900 mila euro.

così ho scongiurato i pericoli di un crollo ( da "Nuova Sardegna, La" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: - Così come la burocrazia, a quanto pare... «Intendiamoci: la sensibilità nei confronti di questi temi negli ultimi anni è cresciuta. C'è però ancora molto da fare. Al di là delle competenze, non è chiaro chi deve esercitare il controllo reale, effettivo, su una materia tanto delicata: non solo in chiave repressiva,

caracciolo critico sull'euroregione: si aggiunge un'altra piccola burocrazia ( da "Messaggero Veneto, Il" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: si aggiunge un'altra piccola burocrazia TRIESTE. Per il direttore di Limes, Lucio Caracciolo, «c'è il dubbio che l'Euroregione sia semplicemente un'altra piccola burocrazia che si va ad aggiungere a quelle precedenti». Lo ha detto a Trieste, a margine di un convegno sull'Euroregione in via di costituzione tra Fvg, Veneto, Slovenia,

d'annunzio e la musini ( da "Centro, Il" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: I lavori sono finanziati senza ponderare i tempi della burocrazia. Si esigono ribassi insostenibili. Non si vigila abbastanza sugli appalti e sulla corretta esecuzione delle opere. Sono rimandati ad oltranza la messa in sicurezza degli edifici scolastici, concedendo all'edilizia pubblica molto più di quanto venga tollerato da quella privata.

Una scorciatoia per il traffico ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Molto dipenderà dalla burocrazia e dalle condizioni metereologiche. Tecnicamente parlando, quella in progetto è una strada locale in ambito extraurbano che sarà affiancata da una pista ciclabile separata dalla carreggiata da un doppio cordolo. «Sui lati e per tutta la sua lunghezza, l'infrastruttura - sottolinea Marinoni -,

Medici di famiglia sommersi dalla burocrazia ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il dato al Congresso del Simg Medici di famiglia «sommersi» dalla burocrazia Il medico di famiglia rischia di venire sommerso dalla burocrazia: questi adempimenti occupano ben la metà della sua vita professionale. E il carico di lavoro continua ad aumentare, con il rischio di mettere a repentaglio la qualità.

più alloggi per i fuorisede e buoni pasto, per non essere solo numeri di matricola ( da "Nuova Sardegna, La" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: lo snellimento della burocrazia. Ma anche revisione delle fasce di reddito, rimborso pasti non consumati, convenzioni, potenziamento servizio mensa. E servizi di informazione per occasioni di lavoro. Questi i candidati agli organi centrali. Consiglio di amministrazione dell'Università: Daniela Marredda, Michele Biancu, Giò Sanna,

senza telefono da un mese ( da "Tirreno, Il" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il presidente della Pro Loco si scaglia contro l'infernale burocrazia e il rimpallo delle responsabilità. «A scanso di equivoci - prosegue - preciso subito e garantisco di persona che i pagamenti sono in regola. Il guasto, avvenuto pochi giorni prima della metà di ottobre, non è mai stato riparato, nonostante sia stato individuato nella centralina di Riparbella.

protesta dei consiglieri, non contiamo più niente - roberto paracchini ( da "Nuova Sardegna, La" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della volontà espressa dal sindaco a nome di tutta la Giunta di voler portare a termine gli impegni presi e degli ostacoli che le burocrazie comunali e regionali stanno interponendo alla loro realizzazione». Gli «impegni presi» riguardano sia la questione-stadio, che la riqualificazione abitiva di Sant'Elia e le questioni della casa legate a San Lorenzo, solo per citarne alcuni.

revisioni auto, meno costi e burocrazia ( da "Messaggero Veneto, Il" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: meno costi e burocrazia Prosegue l'opera di semplificazione amministrativa della Provincia di Udine, con l'obiettivo di migliorare il rapporto con i cittadini e le imprese. Su iniziativa degli assessori provinciali alla Motorizzazione civile e ai trasporti, Fabio Marchetti, e all'informatizzazione Mario Virgili, il Servizio motorizzazione civile della Provincia,

a fine mese ampliamento del cimitero ( da "Nuova Sardegna, La" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: assessorato all'Urbanistica della Regione doveva garantire procedure più rapide e meno burocrazia, invece il progetto è finito nelle maglie dell'assessorato all'Ambiente che deve esprime una specie di valutazione ambientale. Questo dai primi di settembre, quando l'emergenza sepolture obbligò il sindaco a requisire i loculi vuoti.

zelarino vuole tornare protagonista ( da "Nuova Venezia, La" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: arriverebbe da una semplificazione della burocrazia». Sulla vicenda Emanuele Rosteghin, delegato alle Attività produttive, esprime soddisfazione per il successo ottenuto dall'iniziativa di domenica. «La delle sinergie tra commercianti e istituzioni è quella da seguire - afferma - A Zelarino sappiano che la nostra porta è aperta.

La Regione non vuol neppure vedere chi prende i fondi per il volontariato ( da "Giornale.it, Il" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La mancata audizione degli esponenti del settore unita allo stravolgimento di alcune regole senza la minima attenzione e riguardo nei loro confronti potrebbe avere effetti indesiderati che potrebbero aggiungere solo della confusione rispetto alla già contorta burocrazia legata a questo comparto». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

la coldiretti incontra il territorio: costruire programmando insieme ( da "Nuova Sardegna, La" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della burocrazia che attanaglia tutti, e in modo particolare gli operatori del comparto agricolo, alle prese con un'infinità di norme, regolamenti, limitazioni. Per orientarsi in questa selva la Coldiretti offrirà ad agricoltori e allevatori un piano di accordo e collaborazione, al quale l'adesione delle amministrazioni comunali potrà eventualmente fornire la necessaria solidità.

La Cgil sciopera e la Thailandia ci... ( da "Giornale.it, Il" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: utilizzare tribunali locali e rapportarsi con la burocrazia domestica. Nei momenti di crisi però il gioco si rompe. Quel patto implicito per il quale l'impresa privata e i suoi dipendenti supportano l'apparato pubblicistico si incrina quando la crisi morde, indipendentemente dalle capacità di resistenza dei singoli.

La sicurezza non è una priorità politica ( da "Eco di Bergamo, L'" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ci sono 500 milioni già stanziati per la sicurezza delle scuole bloccati dalla burocrazia. «Che ci siano intralci burocratici non lo metto in dubbio. Ma sta di fatto che come si fanno i decreti per altri settori, si potrebbero farli anche per questo problema. Sono sicuro che il Parlamento entro 60 giorni li approverebbe».

Pina vuole tornare a Robbio ( da "Provincia Pavese, La" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: IL CASO Pina vuole tornare a Robbio Bloccata dalla burocrazia nell'ospizio in Abruzzo ROBBIO. Quasi centenaria, malata e non più autosufficiente, vorrebbe trascorrere l'ultimo periodo della sua lunga vita a Robbio dove è nata e dove è vissuta per moltissimi anni. Però vive in Abruzzo e a intralciare il suo desiderio c'è la burocrazia.

Il dopo Rivoli è il classico scaricabarile ( da "Riformista, Il" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della burocrazia: fondi inutilizzati o dispersi tra gli enti locali. di Sonia Oranges «Perché i nostri figli non li mandano a scuola nei Comuni? Perché si fanno i Comuni nuovi ristrutturati, perfetti, mentre i nostri figli li mandano a morire»: nelle parole di Cinzia Scafidi, la mamma di Vito, il 18enne morto tra le macerie del soffitto della sua aula nel liceo Darwin di Rivoli (

40 Paesi battono l'Italia ( da "Riformista, Il" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: già oberate dalla burocrazia e, si legge nel rapporto, da costi dovuti alla scarsa concorrenza di alcuni settori, come quello dei servizi bancari dove i conti correnti restano i più costosi d'Europa (182 euro all'anno contro i 34 dell'Olanda). Oltre al regime fiscale, con tasse alte e complicate, che per quel parametro ci fa arrivare ultimi in Europa.

Brown annuncia meno Iva per tutti più tasse ai ricchi ( da "Riformista, Il" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: eccesso di regolamentazioni e burocrazia dei mercati del lavoro di area Ue. Negli ambienti conservatori di Whitehall da giorni circola infatti un documento redatto dal think-tank Bruges Group dal titolo «Lo scandalo delle 106.117 sterline al minuto», che mette in fila le cifre della permanenza della Gran Bretagna nell'Unione europea e pare che nessuno,

foscari-massari messo a norma ( da "Nuova Venezia, La" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Per questo dalla Provincia si leva un appello al governo: «Aumentare gli stanziamenti per gli interventi negli istituti scolastici - conclude l'assessore - e ridurre al massimo la burocrazia per accelerare gli interventi. Questo deve essere l'imperativo». (m.ch.)

Errani: da noi soldi non spesi non ce ne sono ( da "Gazzetta di Modena,La" del 25-11-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sui fondi per l'edilizia scolastica bloccati dalla burocrazia, il governatore dell'Emilia-Romagna Vasco Errani non ci sta: «Qui residui per l'edilizia scolastica non ci sono. Le Province hanno messo più del loro». Errani si è detto «stanco di questo modo di ragionare, sempre alla ricerca di qualcuno a cui consegnare il cerino».

Ci vuole nuova governance per il sistema bancario ( da "Italia Oggi" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: esistenza di un rischio Italia rappresentato dal sistema fiscale, dal peso della burocrazia e dai costi della vigilanza. «è evidente», denuncia Rosa, «la distorsione provocata dalla Robin Hood tax che, secondo le stime, produce un aumento del carico fiscale variabile fra il 14 e il 19% rispettivamente nel 2008 e nel 2009».

schiacciati da burocrazia e costi alle stelle ( da "Tirreno, Il" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Pagina 6 - Pontedera Schiacciati da burocrazia e costi alle stelle La dura vita degli artigiani: siamo rimasti in pochi, la passione non basta VOLTERRA. Una città dell'artigianato. Una tradizione lunga e duratura. Vite dedicate all'artigianato, grandi passioni e un luogo dove il tempo scorre a progettare, modellare, inventare.

La Cia: a rischio anche l'agricoltura ( da "Manifesto, Il" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: opprimente burocrazia - segnala la confederazione - stanno mettendo in ginocchio le aziende, molte delle quali ora producono addirittura in perdita. Oltre alla chiusura di aziende, specie quelle che operano in zone di montagna e aree svantaggiate, «si verificherà - secondo la Cia - un taglio netto delle produzioni nazionali agricole,

Il superdonatore Avis diventa cavaliere Cerimonia a Milano per Sergio Vicardi ( da "Giorno, Il (Lodi)" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la domanda di insignire il donatore del titolo venne avanzata dopo la fatidica 125esima donazione, ma i tempi della burocrazia restano quelli che sono, tanto da far esclamare a Vicardi una frase ironica: «Non preoccupatevi, la benemerenza me la assegneranno post-mortem». La battura, forse è stata di buon auspicio, e la nomina a cavaliere è invece arrivata.

Lo Stato DELLA GLOBALIZZAZIONE ( da "Manifesto, Il" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Spesso sono composte da uomini e donne molto competenti che provengono dalla burocrazia statale. Dunque, nessuna scomparsa dello stato-nazione, ma un cambiamento nel suo funzionamento. Ci troviamo però di fronte a un paradosso: lo stato-nazione che lavora per cedere parte della propria sovranità a istituzioni sovranazionali;

Quattro miliardi per le aree dismesse ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: L'Acen: «Ma la burocrazia scoraggia i privati» Quattro miliardi per le aree dismesse NAPOLI - Un cospicuo piano di finanziamenti privati, di circa 4 miliardi di euro, sarà dedicato in Campania al ripristino di aree dismesse, una fra tante, quella dello «scasso» del Centro Direzionale.

Riunione dei dirigenti per velocizzare i pagamenti alle ditte Qualche difficoltà per i lavori pubblici con 700 delibere ( da "Nazione, La (Livorno)" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che aveva messo in cattiva luce i dipendenti pubblici». PER LA PROVINCIA è una grande sfida quella di ?bruciare? i tempi della burocrazia, una sfida alla quale il presidente Kutufà chiama anche gli altri amministratori livornesi. Image: 20081125/foto/3309.jpg

La terra piace ma per i giovani costa troppo ( da "Sole 24 Ore, Il" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: una burocrazia soffocante, l'incremento dei costi e degli oneri previdenziali, una scarsa informazione sulle norme, che pure ci sono, per favorire il ricambio generazionale. Non deve meravigliare se, invece che investire in Italia, c'è chi guarda all'Est europeo (dove il costo della terra è molto basso) come nuova frontiera di sviluppo "

PAESE MALATO DI BUROCRAZIA ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: 8 PAESE MALATO DI BUROCRAZIA IL COMMENTO LICEO DARWIN di Rivoli vicino Torino: un ragazzo morto, altri feriti mentre erano in classe. Causa la caduta di un soffitto. Sorge spontanea la domanda: la tragedia si poteva evitare? È ovvio che, in ogni evento di questo tipo, c?

<Grandi infrastrutture? Meglio mettere tutte ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: più volte ministro e sottosegretario e poi membro della commissione Attali sulla riforma della burocrazia francese e presidente della Cassa depositi e prestiti. Professor Bassanini, non si riescono ancora a spendere i 500 milioni di euro stanziati nel 2003, dopo il crollo della scuola di San Giuliano, e lei rilancia con nuovi fondi? «Non c?

<Il Comune in grave ritardo nei contributi per l'affitto> ( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: assessore Salvatore Epiceno abbia promesso che i bonifici arriveranno entro il mese di dicembre, burocrazia permettendo. «L?amministrazione comunale deve dire perché vengono lasciati in cassa soldi che sono lì dalla fine di ottobre _ dice la Anna Mosconi, una cittadina in lista per i contributi _ Oltre due mesi di attesa non hanno senso.

di ALESSANDRO FARRUGGIA ROMA <QUESTO È IL MOMENTO. ( da "Nazione, La (Firenze)" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: più volte ministro e sottosegretario e poi membro della commissione Attali sulla riforma della burocrazia francese e presidente della Cassa depositi e prestiti. Professor Bassanini, non si riescono ancora a spendere i 500 milioni di euro stanziati nel 2003, dopo il crollo della scuola di San Giuliano, e lei rilancia con nuovi fondi? «Non c?

Cromo nell'acqua, la Lega accusa il doppiopesismo del sindaco ( da "Corriere della Sera" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: pastoie della burocrazia (la legge richiede persino una valutazione di impatto ambientale) e ora è ferma sul tavolo della Regione. Per aggirare gli ostacoli ci vorrebbe quanto meno il riconoscimento del carattere di urgenza dell'intervento e per questo, dice l'assessore all'Ambiente del Comune, Alice Tura, è stato chiesto alle Regione di convocare subito una conferenza dei servizi.

<ALLORA, quando aprite a Rimini?>. In questi giorni non c'è s... ( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è noto, non lo è la burocrazia riminese. Prima la Provincia, in ritardo di un anno nell?adozione del Piano territoriale di coordinamento provinciale, e ora il Comune, alle prese con la variante per dare via libera a Ikea (appena approvata in consiglio comunale) hanno fatto slittare di molto l?

Rincarate tutte le tasse e le tariffe Che batosta per le nostre tasche ( da "Nazione, La (Firenze)" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: se non fosse che aumentano le esternalizzazioni dei servizi e le spese per la burocrazia (+4% in 5 anni), decresce, per l?aumento della popolazione, la spesa corrente pro-capite (da 875 a 871 euro, -0,4%) e, sottolinea il segretario generale dello Spi Toscana, Alfio Savini, «cresce a passo di lumaca la spesa sociale, passata dal 14 al 16% dal 2003 al 2007».

Un'agenzia di ricerca per l'Italia ( da "Sole 24 Ore, Il" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazie, clientelismo e rendere realmente indipendente la valutazione e l'erogazione dei finanziamenti dai meccanismi dei ministeri e della Politica. A quest'ultima spetta invece, in modo sovrano, il ruolo di dare gli indirizzi e identificare le risorse attribuibili alle varie aree strategiche per la Ricerca del Paese»

UN PROGETTO AMBIZIOSO SI E' ARENATO PER COLPA DELLA BUROCRAZIA ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Martedì 25 Novembre 2008 Chiudi UN PROGETTO AMBIZIOSO SI E' ARENATO PER COLPA DELLA BUROCRAZIA

Mentre il ministro Giulio Tremonti interveniva all'assemblea ... ( da "Tempo, Il" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: una burocrazia asfissiante; una legislazione barocca e orientata a regolare ogni minuzia. Nel gioco competitivo tra aree economiche e sistemi giuridici, l'Italia esce insomma molto male e non c'è da stupirsi se molti preferiscono andare altrove. I dati dell'Economist sono sconfortanti, ma in fondo confermano quanto altri autorevoli centri studi hanno scritto nei mesi scorsi.

Caso New Holland, strategia anti-crisi ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: snellimento della burocrazia; spesa dei fondi strutturali e snellimento dell'iter di programmazione e spesa dei fondi comunitari; gestione della crisi con tavoli di lavoro con le aziende del settore metalmeccanico per proseguire con quelle del settore del tessile.

Paestum come Pompei: ora divenga autonoma ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: 5) Una Sovrintendenza Autonoma, affrancata dai vincoli asfittici della burocrazia centrale, potrebbe far esplodere nel territorio a sud di Salerno iniziative di straordinaria valenza, in grado di innescare un meccanismo virtuoso di turismo culturale con una positiva ricaduta di immagine e conseguenti attività economiche.

La scia lunga di dolore per i fatti della scuola piemontese scuote tutto lo stivale. I ragazzi dell&... ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: periodo in cui i finanziamenti nazionali e regionali si sono drasticamente ridotti» mette in chiaro il dirigente provinciale del settore edilizia Domenico Di Giovannantonio. «Mentre i 500 mln di euro di finanziamento nazionale si perdevano nei meandri della burocrazia- accusa Cittadinanza Attiva-. E intanto due scuole su tre non sono sicure».

Qualche volta la burocrazia riesce a superare se stessa. Abbattendo tempi ed ostacoli che allungano ... ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Martedì 25 Novembre 2008 Chiudi Qualche volta la burocrazia riesce a superare se stessa. Abbattendo tempi ed ostacoli che allungano a dismisura le attese dei cittadini. Così è stato per le due famiglie, una italiana e l'altra marocchina, che da venti giorni hanno avuto in consegna le case popolari di via Betti nella zona Peep ma che erano ancora senza energia elettrica.

Psicologia: stanziati i fondi per i laboratori ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: necessari per il reperimento della docenza per garantire la ripresa dei laboratori nei tempi più brevi possibile così che siano minime le ripercussioni sul percorso degli studenti. Si ribadisce ancora una volta che non devono essere gli studenti, componente più debole del meccanismo universitario, a subire le ripercussioni del funzionamento dell'U- niversità e della sua burocrazia ».

I soldi ci sono, ma non s'interviene ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Comune imprigionato dalla burocrazia I soldi ci sono, ma non s'interviene Gli altri fiumi.. Comune imprigionato dalla burocrazia --> Un fiume di soldi, ma nemmeno un intervento avviato. Esistono finanziamenti e progetti, per la messa in sicurezza di tutti i quattro principali corsi d'acqua che attraversano il litorale quartese.

MEDICI DI FAMIGLIA: LA BUROCRAZIA IMPEGNA IL 50% DEL TEMPO AUMENTA IL LAVORO, LO SPECIALISTA INTERVIENE IN UN CASO SU 10 L'IPERTENSIONE È IL PROBLEMA PIÙ DIFFUSO, CAUSA OLTRE IL 15 ( da "marketpress.info" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Martedì 25 Novembre 2008 MEDICI DI FAMIGLIA: LA BUROCRAZIA IMPEGNA IL 50% DEL TEMPO AUMENTA IL LAVORO, LO SPECIALISTA INTERVIENE IN UN CASO SU 10 L?IPERTENSIONE È IL PROBLEMA PIÙ DIFFUSO, CAUSA OLTRE IL 15% DELLE VISITE, E I MALATI CORONARICI SONO I PIÙ ASSIDUI FREQUENTATORI DEGLI AMBULATORI.

IN RETE 18 STATI EUROPEI E 200 MILIONI DI PERSONE CON 134 PROGETTI FINANZIATI DAL PROGRAMMA EUROPEO CADSES" ( da "marketpress.info" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia e l?onere amministrativo richiesto dalla normativa europea si sono rivelati spesso insostenibili. ? Per l?assessore, che ha ribadito di nuovo la necessità che i fondi europei siano esclusi dal patto di stabilità, si dovrà in un futuro non lontano lavorare di più per snellire e velocizzare le procedure di accesso alle risorse europee e al tempo stesso per migliorare i processi

Gb/ Staminali, leadership britannica nella ricerca a rischio ( da "Virgilio Notizie" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: eccessiva burocrazia e lo scorso interesse dimostrato dagli investitori stanno minando la supremazia britannica nella ricerca sulle cellule staminali: è quanto pubblica il quotidiano britannico The Independent. Gli scienziati si lamentano infatti del numero di autorizzazioni necessarie per portare avanti una ricerca e del fatto che i finanziamenti -

Esclusivo: il manifesto di Finazzer">"Lancio un social network culturale" Esclusivo: il manifesto di Finazzer pag.1 ( da "Affari Italiani (Online)" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: assessorato per arrivare a una riforma per una burocrazia al servizio della cultura e non viceversa. Lei ha anche un'intensa produzione intellettuale. La manterrà? Non rinuncio ai miei studi, alla mia recitazione, a scrivere. Se lo facessi, rinuncerei a quella parte di me che mi permette di rimanere autonomo rispetto a decisioni pubbliche molto complesse e spesso controverse.

Burocrazia snella a San Giorgio ( da "Denaro, Il" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Napoli Burocrazia snella a San Giorgio Da ieri i cittadini di San Giorgio a Cremano possono ottenere certificati anagrafici con pieno valore legale non soltanto presso gli uffici comunali o i "totem" sparsi in città, ma anche negli uffici postali della città e dei comuni limitrofi.

Sposo clandestino bloccato in municipio ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ipotesi più suggestiva, ma meno praticabile, il matrimonio in Marocco, che significherebbe il trionfo dell'amore (se è vero e duraturo non conosce ostacoli...) sulla burocrazia. Per non sbagliarsi, i Carabinieri indagano anche sulla "bontà" dei sentimenti tra il "giovane" sposo e la "promessa", non più una ragazza.

L'INTERVENTO Burocrazia, servono fatti concreti non le solite vuote parole di Alessandro Zanforlini D'Isanto * ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Burocrazia, servono fatti concreti non le solite vuote parole di Alessandro Zanforlini D'Isanto * Servono fatti non vuote parole. Questo è il motto che da sempre la Lega Nord Liga Veneta del Polesine ha adottato nel suo programma politico, specialmente adesso che è forza di Governo, ed è per questo che i cittadini ci hanno premiato alle ultime elezioni politiche Esempio emblematico

L'emblema di una marginalità ( da "Sicilia, La" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: come ha denunciato lo stesso sottosegretario Bertolaso - una questione-burocrazia: una parte non indifferente dei soldi già stanziati restano non spesi. E c'è, infine, un dato che attiene alla cultura politica e alla mentalità collettiva: i beni di tutti, gli edifici pubblici, vengono normalmente considerati come terreno di nessuno.

L'Ici abolita "affonda" il bilancio ( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: attendere i tempi della burocrazia. Se i contenziosi continueranno, non si incasseranno i soldi e si pagheranno ingenti spese legali. Così si è deciso di correre ai ripari, tra l'altro, vendendo una proprietà comunale, ricavata dalla ristrutturazione del vecchio distributore di carburante Q8 di via Olimpia, anch'esso un Piruea,

Avvocati gratis per i cittadini ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia. Questo il fine del servizio gratuito che l'amministrazione comunale di Salzano attiverà dai prossimi giorni grazie alla disponibilità di avvocati volontari che il venerdì sera e il sabato mattina (una volta al mese) si metteranno a disposizione dei cittadini in difficoltà e che soprattutto non possono permettersi di andare da un legale perché non hanno i quattrini per

La Cia lancia l'allarme<Sgravi contributivio tracollo delle imprese> ( da "Sicilia, La" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: opprimente burocrazia - segnala la Cia - stanno mettendo in ginocchio le aziende, molte delle quali ora producono addirittura in perdita". Oltre alla chiusura di aziende, specie quelle che operano in zone di montagna e aree svantaggiate, si verificherà un "taglio" netto delle nostre produzioni agricole e con la conseguente invasione dall'

ELIO SCRIBANI C'è UN MODO NUOVO E PIù EFFICACE, QUEST'ANNO, PER DIRE NO AL RA... ( da "Mattino, Il (Salerno)" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ha accusato la burocrazia di vanificare l'azione delle istituzioni. «Si parla di solidarietà - ha denunciato Iodice - ma io, da vittima del racket, sono diventato vittima delle banche». Lo ha rassicurato, chiudendo i lavori, il sottosegretario Mantovano. «Stiamo cercando di adeguare la legislazione - ha detto - mentre il disegno di legge all'

E IL CELLULAR-KILLER NON è PROPRIO UN OGGETTO SEMPLICE, PER PROGETTARLO E COSTRUIRLO CI VOGLION... ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: contiguità con le burocrazie amministrative e politiche; e se può fabbricare il cellulare-pistola, potrebbe controllare telefoni e computer, accedere a banche dati e agire sulla Borsa, e che altro? La camorra ha già nel suo Dna tutto questo, adopera già esperti di informatica, economisti, teste pensanti.


Articoli

Consiglio comunale Una nuova puntata della querelle pistole (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 25-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

ASTI.CONVOCATO OGGI Le «calibro 9» sono un caso politico dopo i provvedimenti di An contro Sannino Consiglio comunale Una nuova puntata della querelle pistole Tornano oggi in Consiglio comunale le «calibro 9» ed hanno l'onore del primo posto dell'ordine del giorno. Se la pratica dovesse ricevere il via libera i vigili urbani potranno dotarsi anche di questo tipo di pistole, più potenti delle «calibro 7,65» oggi in uso. L'approvazione sarebbe ormai cosa fatta se nella precedente seduta la delibera non avesse inciampato in un incidente di percorso: il consigliere del Pdci, Massimo Campaner dopo aver dichiarato la sua astensione, aveva erroneamente pigiato il tasto che fa scattare il voto a favore. Con 21 «sì» la delibera, di fatto, aveva superato l'esame, ma era stata congelata dopo che Campaner si era reso conto dell'errore. La vicenda dei «pistoloni» non ha avuto vita facile: si trascina da mesi ed ha assunto una colorazione sempre più politica da quando il presidente provinciale di Alleanza nazionale ha intrapreso un'azione disciplinare verso il collega di partito Gianluigi Sannino, fiero oppositore del nuovo armamento. Che, a suo avviso, farebbe spendere inutilmente soldi (40 mila euro) ai contribuenti. Sannino aveva votato contro la pratica nella passata seduta e farà altrettanto stasera. Il consigliere comunale di An ha ricevuto anche la solidarietà de «La Destra» attraverso il segretario Flavio Artico: «Condividiamo e sosteniamo la battaglia del consigliere Sannino contro gli sprechi ed il malgoverno delle caste politiche locali - afferma Artico - E invitiamo i cittadini al controllo ed all' impegno politico per la riduzione dei costi di tutte le burocrazie. La politica - conclude - deve servire ad aumentare l'efficienza ed il servizio ai cittadini e non a moltiplicare costi e clientele». La seduta di stasera è convocata per le 19. \

Torna all'inizio


Scontro sulla cartiera "L'abbiamo realizzata pensando all'ambiente" (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 25-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

SERRAVALLE. OPPOSIZIONE CONTRARIA I lavori di edificazione considerati i tempi della burocrazia inizieranno nel 2009 Scontro sulla cartiera "L'abbiamo realizzata pensando all'ambiente" L'area ha una estensione di 130 mila metri quadrati Prima ancora che il progetto venisse presentato ufficialmente ai serravallesi il gruppo consiliare di opposizione «L'Ulivo per Serravalle» aveva indetto una conferenza stampa per mettere in luce i dubbi sulla costruzione di una centrale a biomassa nell'area della cartiera. A questo punto a chiarire la situazione è Adriano Pizzi, ad della Cartiera italiana: «Questo progetto è stato studiato per dotare l'area industriale della cartiera della necessaria autonomia dei servizi energetici». L'area presa in considerazione ha un'estensione di 130 mila metri quadrati, nel 2003 dopo un lungo iter amministrativo in Regione, il Comune di Serravalle ha adottato un nuovo strumento urbanistico, un piano particolareggiato, che prevede la possibilità di realizzare all'interno della zona della Cartiera anche altre attività, oltre a quella industriale che rimarrà preminente, come quella commerciale con 15 mila metri quadrati di edifici, una identica superficie destinata a parcheggi, una zona abitativa di 22 mila metri quadrati, vicino al centro, che dovrebbe ospitare circa 200 nuovi residenti, e un'area a carattere ricettivo. I lavori, se la burocrazia seguirà un corso lineare, dovrebbero iniziare già nel 2009. Per quel che riguarda la centrale termoelettrica a biomassa Pizzi tiene a fare alcune precisazioni. «In realtà non si tratterà di un nuovo impianto, ma di una sostituzione - dice -; la Cartiera infatti era già dotata di un impianto di cogenerazione a gas e nafta pesante della potenza termica di 50 megawatt. Nell'ambito del progetto di riordino dell'area la localizzazione di questo impianto non ci è però parsa più adatta, visto che era vicino a delle abitazioni. Quindi come proprietà abbiamo pensato di ricollocarlo in corrispondenza all'area produttiva. Inoltre si è pensato di realizzare un nuovo impianto con caratteristiche di emissioni rispondenti alle norme più recenti, che non utilizzasse combustibili fossili, ma legna vergine». Il gruppo «L'Ulivo per Serravalle» aveva posto dei dubbi sulle sovradimensioni di questa centrale. «La taglia scelta è quella minima per un progetto di questo tipo - risponde Adriano Pizzi -. Per quanto riguarda l'utilizzo dell' energia è bene tener presente che gran parte di quella prodotta andrà a soddisfare utilizzi già richiesti». Previsti infine sedici posti di lavoro in più.\

Torna all'inizio


Veneto city soffocherà il Vega (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 25-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

E rilancia con Waterfront: strade, accessi, la sublagunare. «Stiamo andando a 300 all'ora, ma c'è chi frena» «Veneto city soffocherà il Vega» Colomban: sono alternativi e voglio 1000 aziende nel Parco scientifico RENZO MAZZARO VENEZIA. Il Veneto che si è fatto tutto da solo - e si vede purtroppo - continua per la stessa strada, quella che ha prodotto una zona industriale sotto ogni campanile. E anche adesso che il territorio è ridotto a un groviera tutti corrono per un posto in prima fila, sognando una Veneto City, un Quadrante di Tessera, una Città della Moda sulla Riviera del Brenta, una Polis Paradeisos da Piazza Bra alla Fiera, un Autodromo da Formula 1 che riscatti la Bassa Veronese, perfino un parco divertimenti di 124 chilometri quadrati sul Delta del Po da ribattezzare Euroworld. Nel senso che non ce n'è uno di uguale nel vecchio continente. Qui almeno la giunta regionale ha detto no. Ma per il resto siamo indecisi a tutto. E pronti alla mischia, come se ci fosse spazio per tutto. «Non c'è orchestra, non c'è regìa», dice Massimo Colomban, l'uomo che da privato ha costruito il successo mondiale di Permasteelisa e adesso per il pubblico sta rilanciando il più ambizioso progetto mai cullato a Mestre e Venezia. Da anglofono, l'ha chiamato «Waterfront»: fronte d'acqua. In due parole significa portare da 200 a 1000 le aziende del Parco scientifico Vega di Mestre e da 2.000 a 10.000 le persone che ci lavorano. Due parole, appunto. «Metterò in rete tutte le imprese che si affacciano sulla laguna infrastrutturando quest'ultima con una circolare dalla terraferma all'aeroporto, qualche fermata in centro storico e isole e via da capo. Non volete chiamarla sublagunare? Chiamatela come vi pare, ma deve partire ogni 5-10 minuti, all right? La dimensione ottimale di un parco scientifico è 2000 aziende e 10.000 dipendenti. E' quello che accade a Bangalore, a Harward, in Australia. Il Vega riuscirà a raggiungere questa massa critica o verrà assorbito dalla Torre della ricerca di Padova, o da Veneto City, o dal Quadrante dell'aeroporto e quindi torneremo al campanilismo tra i poli? Questa è la domanda oggi. Senza una moderna infrastrutturazione del territorio, che implica l'infrastrutturazione di Venezia, uno dei più grandi magneti esistenti al mondo, io non riuscirò a portare grandi imprese innovative. Delle 200 imprese che abbiamo oggi, nesusna è internazionale. Questo è gravissimo. Ma ci sono lobby che lottano perché Marghera rimanga un caos, sporca, polverosa, che respinga invece di attirare». Se io fossi l'imprenditore Bepi Stefanel, che poi è suo conterraneo, le telefonerei inferocito. «Perché? Stefanel non fa l'amministratore pubblico. Io mi domando quali sono gli amministratori pubblici che favoriscono gli investimenti sui poli di scambio. Se entrare in Venezia significa un'ora e mezzo andare e un'ora e mezzo tornare, nessuna attività economica arriverà mai. O molto poche rispetto alle potenzialità. Il pubblico deve fare scelte, prendere decisioni condivise. Le intelligenze ci sono». Cosa manca allora, l'interesse a farlo? «No, al pubblico manca l'efficienza. Quando sono arrivato qui, nell'ottobre 2006, il Vega era già un gioiello ma la società era indebitatissima. Chi mi aveva preceduto aveva fatto cose egregie ma non aveva esperienza nel campo dello sviluppo immobiliare. Non avevano intuizioni e metodologie per valorizzare le aree». E lei cos'ha fatto? «La prima cosa è stata sedermi con l'assessore alla viabilità Mingardi e stabilire che mancano strade. Bisognava infrastrutturare con un progetto adeguato Ci sarà un accesso parallelo, che partirà dal cavalcavia. Con Mingardi la collaborazione è stata efficientissima, con il sindaco Cacciari ci intendiamo a perfezione, la velocità è da impresa privata. Ma adesso che servono le autorizzazioni la macchina è passata da 300 all'ora a 30 all'ora. Spero che la burocrazia non ci blocchi». Ma le autorizzazioni non sono in capo al Comune? «Sì, ma si deve passare da un ufficio all'altro, dalla commissione ambiente alla salvaguardia, da questa... Venezia ha tanta vitalità ma anche una palla al piede che rischia di portarci sotto: la burocrazia. Ogni 10 commissioni bisogna farne una, è una riforma indispensabile». A quanto ammontavano i debiti del Vega? «A 20 milioni di euro, contro una valorizzazione di 40. E quando l'esposizione arriva a metà del patrimonio, le banche non ti concedono più crediti. Ma si fermano soprattutto se tu dimostri di non avere capacità di reddito». Lei cos'ha fatto? «Abbiamo lanciato assieme ai privati Vega 3 e Vega 4. Vega 2 è ancora nostra. Con loro abbiamo fatto un catalogo unico delle aree cercando di allargare a destra e a sinistra della ferrovia, prendendo dentro il parco San Giuliano e Forte Marghera. In questo modo siamo riusciti a vendere le aree a un prezzo 5 volte superiore a quello di prima. Siamo riusciti a rivalorizzare completamente il patrimonio Vega, a ottenere un cash, risorse. Ho eliminato tutti i debiti bancari». I 20 milioni di euro?! «Sissignore. Ho chiuso immediatamente in positivo, con un capital game di 18 milioni, 12 dopo le tasse. Sono riuscito a ridurre del 40% i costi della manodopera e del 20% i costi dei servizi. E' scritto nel bilancio approvato a maggio». Scusi, in un anno lei ha quintuplicato il valore delle aree, tagliato del 40% i costi della manodopera e del 20% quelli dei servizi: se non l'hanno ancora linciata vuol dire che c'era proprio un andazzo. «Dopo di che il consiglio mi ha tolto la delega per gestire i servizi. Motivo per il quale temo che il 2008 non sarà uguale al 2007. Ma devo dire che da Comune e Regione è venuto solo un plauso. E' a livello di operatività quotidiana, quanto cerchi di imporre ritmi di efficenza e dinamismo, che si trova il freno». Che tipo di freno? «Diciamo che è una mentalità propria del sistema. Scattano blocchi, freni: con mille motivazioni diverse, ma è questo che succede. Solo che io non sono disponibile a gestire un ente pubblico inefficente, un Vega alla mercè del quotidiano. Non servo per questo. Si trovino un burocrate inoffensivo, magari che accetta tutto quello che passa il convento». Pare di capire che non siano solo rose e fiori nel Cda di Vega. Chi frena? «Qualcuno in municipio mi ha detto: sento che gestisci Vega come fosse un'impresa privata, la "tua" impresa privata. Sì, gli ho risposto io, e ci tengo, nel senso che vorrei vedere il Vega funzionare come funzionavano le mie imprese private: per efficienza, trasparenza, etica, con i risultati che poi vanno a beneficio di tutti, perché dove ho lavorato io la ricchezza è stata distribuita a tutti, proporzionalmente all'impegno. Ma quello era in missile che mi era stato spedito».

Torna all'inizio


Loretta Ben ricandidata: E' più sì che no (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere delle Alpi" del 25-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

di Gianni Santomaso Loretta Ben ricandidata: «E' più sì che no» Il vicesindaco Savio smentisce le ipotesi di una propria lista: «Nessuna divergenza» Il primo cittadino uscente: «La voglia di andare avanti c'è grazie alla fiducia che ricevo» TAIBON. «Più sì che no». Il sindaco di Taibon, Loretta Ben, affronta la questione delle prossime elezioni comunali e lo fa lasciando le porte decisamente aperte all'ipotesi di una sua ricandidatura alla guida del Comune in riva al Tegnàs. «La voglia di andare avanti è tanta - esordisce il primo cittadino di Taibon - e trova continuamente nuova linfa nella fiducia che respiro attorno a me. Sapere che c'è già gente disposta ad appoggiarmi e ad affiancarmi in un'eventuale nuova avventura è una cosa che mi gratifica molto». Le voci del paese parlavano di una Loretta Ben finora incerta sul da farsi in vista dell'appuntamento primaverile con le elezioni comunali, ma queste sue parole porterebbero invece a far pensare il contrario. Indubbiamente la decisione non è ancora stata presa: da qui alla prossima primavera ci sono ancora tanti mesi e alcuni nodi da sciogliere. Aspetti dei quali l'attuale sindaco è certamente cosciente. «Ancora non ho deciso nulla - precisa infatti - ci sono alcune cose sulle quali dovrò riflettere e ragionare nelle prossime settimane». Paiono essere tre i principali scogli che separano la Ben dalla sua ricandidatura ufficiale alla guida del municipio: il giudizio che il sindaco ha di se stesso, la necessità di maggiori poteri per l'amministrazione comunale nella gestione dei dipendenti e motivazioni di carattere puramente personale. «Convivo sempre con il timore di non essere all'altezza del ruolo che rivesto - spiega Loretta Ben confessando di sentirsi spesso a disagio nei panni del politico - auspicherei inoltre che i sindaci dei piccoli comuni potessero scegliere autonomamente sia il segretario comunale che i capi area». Scogli a parte c'è però un altro elemento che potrebbe giocare un ruolo importante nel compiere il passo decisivo. «Ritengo - aggiunge infatti il sindaco - che l'ideale sia completare due legislature; i tempi della burocrazia, dei lavori, dei finanziamenti sono tali per cui cinque anni non bastano a realizzare tutto quello che si ha in mente». Ma, nell'eventualità, contro chi correrà Loretta Ben? A Taibon i maligni dicono che saranno tre le liste ai blocchi di partenza: una guidata dalla stessa Ben, una dall'attuale vicesindaco Alessandro Savio e una dall'ex primo cittadino, Bruno Bulf. «Notizie infondate», replica da parte sua Savio, «messe in giro da chi vorrebbe ci fossero divergenze tra di noi, ma invece non è affatto così».

Torna all'inizio


Porta del mare, botta e risposta (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 25-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

IMPERIAIN CONSIGLIO RESPINTE LE OSSERVAZIONI DELLA MINORANZA. LA PROVINCIA HA PERÒ CHIESTO DI AUMENTARE I VARCHI Porta del mare, botta e risposta [FIRMA]ENRICO FERRARI IMPERIA Il progetto della «Porta del mare», che riqualifica l'area ex Ferriere, è ora avviato verso la Conferenza dei servizi che dovrà definitivamente approvarlo. Ma il «nulla osta» in Consiglio comunale ha ancora una volta evidenziato la contrapposizione di vedute sul futuro cittadino: maggioranza compatta nel dare disco verde, minoranza contraria. L'assessore all'Urbanistica Luca Lanteri ribadisce che a suo parere si è ottenuto il massimo, osservando che il Comune si vedrà cedere dai privati un nuovo parcheggio da 300 posti. Il Comune ha seguito anche alcune osservazioni (Lanteri ha però sottolineato che non si possono definire «osservazioni»: tu chiamale se vuoi emozioni?) della Provincia. Verrà abbassato il ristorante panoramico e saranno aumentati i varchi, per consentire una migliore visione del mare. Nonostante l'evidente sforzo dell'architetto italo-francese Schivo nel ridurre l'impatto, si tratta infatti di una volumetria notevole. L'assessore Lanteri enumera i vantaggi per la collettività dello Strumento urbanistico attuativo proposto da Agnesi-Colussi: «Uno spazio di 10 mila metri quadrati, per 300 posti auto, diventerà di proprietà comunale. In cinque anni di dialogo con il gruppo che si occupa del progetto abbiamo ottenuto una serie di funzioni. Il massimo possibile, non come oneri di urbanizzazione ma come funzioni utili alla città, che garantiscono occupazione e impulso al turismo. Sarà costruito un nuovo hotel a 4 stelle e ci saranno spazi fieristici con attività promozionali nella grande piazza e nella galleria. Recuperiamo così una zona inutilizzata e in condizioni di degrado». Il Comitato tecnico della Provincia ha chiesto di abbassare di 2 metri lo spazio per il ristorante e ridurre le dimensioni della grande pensilina per assicurarsi più distacco dalle tre ciminiere e un maggior numero di varchi. Invariate le destinazioni d'uso. La maggioranza ha invece votato contro le osservazioni presentate dall'opposizione, definite «politiche e non di merito» (ma anche Bruno Santini di An ha rilevato: «Lo sviluppo costiero lo avrei realizzato con maggior prudenza»). Osserva Gabriella Badano dei Verdi: «Se noi non avessimo presentato le osservazioni, la pratica non sarebbe neppure tornata in Consiglio, visto che le indicazioni della Provincia sono state accolte in sede di Conferenza dei servizi». La minoranza si era espressa contro il ricorso alla stessa Conferenza dei servizi, visto il prevalente interesse privato del progetto, aveva contestato le scarse funzioni pubbliche e la trasformazione della multisala in due piccoli cinema, che non arriverebbero neppure al numero di 600 iscritti del Cineforum imperiese. Dice Antonio De Bonis, capogruppo Pd in Consiglio: «In zona ci sono state diverse idee. Una bozza d'indirizzo della maggioranza nel '91 prevedeva un grattacielo alla ex Renzetti (poi abortito), uno alle ex Ferriere e uno sul sito Agnesi. Condivido in pieno la realizzazione dell'albergo, ma il polo fieristico è inadeguato. Ci sono nuovi posti auto, ma intanto il nuovo porto ne ha tolti 200 su 400, e dei 200 rimasti 50 sono riservati alle moto». Conclude il sindaco Luigi Sappa: «Lo strumento della Conferenza dei servizi è idoneo e riduce i tempi della burocrazia. La trasformazione delle multisale in due sale più piccole? Abbiamo tenuto tre incontri con i vertici Agnesi e Vacchino, che gestisce Ariston e Multiplex di Albenga: ha osservato che non è più tempo per questo tipo di realizzazioni». Fine del film, come si suol dire.

Torna all'inizio


sicurezza, il governo riferisce alla camera scontro tra maggioranza e opposizione - mario reggio (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 25-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 9 - Cronaca Da Franceschini a Di Pietro: sbagliato parlare di fatalità. Casini: basta litigare su tutto Sicurezza, il governo riferisce alla Camera scontro tra maggioranza e opposizione Anche la Lega chiede un rapporto. Gelmini: "Un certificato per tutti gli istituti" MARIO REGGIO ROMA - La tragedia al liceo di Rivoli scatena il duello politico. E oggi il governo riferirà alla Camera, come chiesto dal Pd, ma anche dalla Lega. Antonio Di Pietro (Idv) replica al presidente del consiglio, che aveva parlato di «drammatica fatalità», accusandolo di «miopia politica». E il vice del Partito democratico, Dario Franceschini, aggiunge: «C´è una situazione gravissima dell´edilizia scolastica, sarebbe sciocco dire che è colpa del governo, ma la sua responsabilità politica è quella di aver tagliato risorse sulla scuola». E il ministro Mariastella Gelmini? «La sicurezza nelle scuole italiane è un´emergenza nazionale, non abbiamo tagliato i fondi riservati all´edilizia scolastica, ci sono 300 milioni per il 2008 e altrettanti per il prossimo anno. Con il capo della Protezione Civile abbiamo creato una task force e pianificato un intervento per le prime cento scuole». E poi: «Ribadisco l´impegno affinché tutti gli edifici scolastici abbiano un certificato di staticità accanto a controlli effettuati, ma che non bastano». Con il ministro si schiera la maggioranza, che parla di «menzogne» dell´opposizione. In più il presidente dei senatori Pdl, Maurizio Gasparri, spiega che il decreto Gelmini «consente corsie preferenziali per l´edilizia scolastica e la sicurezza degli istituti». Dal canto suo il leader Udc Pier Ferdinando Casini invita ad essere «seri»: «Questo è un Paese destinato ad andare a fondo se continuiamo a litigare su tutto». Bastano i soldi stanziati? Sembra di no, se è vero quanto dichiarato da Guido Bertolaso a Repubblica: «Su 42 mila scuole pubbliche, secondo i tecnici, 22 mila e 800 non sono a norma, e la scuola di Rivoli non è stata costruita su un terreno a rischio sismico come molte altre tirate su senza norme previste dalle leggi. Secondo i nostri calcoli ci vogliono 4 miliardi di euro». La competenza sui controlli statici e di sicurezza degli edifici scolastici è di Comuni, Province e Regioni. Da anni i governi destinano gli spiccioli della finanziaria per finanziare i controlli, la manutenzione la messa a norma delle scuole. Gli enti locali poi cercano di arrangiarsi come possono. Emblematico il caso dell´Emilia-Romagna. Bertolaso ha accusato la burocrazia di aver bloccato i fondi. Vasco Errani, governatore della Regione, replica: «Qui i residui sull´edilizia non ci sono, le Province hanno messo più del loro - afferma - quella di Bologna 17 milioni di euro, mentre lo Stato ha contribuito con 900 mila euro. Sono stanco di questo modo di ragionare, sempre alla ricerca di qualcuno a cui consegnare il cerino». Tornano in piazza gli studenti. «Venerdì 28 novembre gli studenti scenderanno in piazza, con cortei e iniziative in tutta Italia, per esprimere solidarietà agli studenti e alle famiglie di Rivoli colpiti dalla tragedia di sabato e per chiedere misure straordinarie di investimento nell´edilizia scolastica». Lo annuncia l´Unione degli Studenti che giudica «irresponsabili le dichiarazioni di Berlusconi. Già in occasione della tragedia di San Giuliano erano state fatte promesse di interventi straordinari mai mantenute». L´Uds annuncia poi che lancerà «sul sito internet una campagna di monitoraggio degli edifici scolastici realizzata direttamente dagli studenti» e che presenterà un «libro bianco sull´edilizia scolastica, al governo e agli enti locali».

Torna all'inizio


così ho scongiurato i pericoli di un crollo (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 25-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 3 - Fatto del giorno «Così ho scongiurato i pericoli di un crollo» Il caso ad Alghero due anni fa: l'auditorium era a rischio, ho impedito a tutti di entrare SASSARI. L'hanno spesso accusato, negli ultimi mesi, di applicare i regolamenti un po' troppo alla lettera. Ma alla luce del dramma di Rivoli il preside Luigi Mastino può ricordare quando la sua prudenza non è stata eccessiva. Anzi. La cautela di questo professore bosano di 58 anni laureato in filosofia, che dal 1983 dirige scuole in mezza Sardegna e oggi guida a Sassari il liceo Azuni, ha infatti scongiurato una tragedia. Il 1º settembre di due anni fa l'ex palestra trasformata in auditorium del Tecnico commerciale di Alghero, in pieno giorno, si era accartocciata su se stessa. Un disastro. Ma dentro non c'era nessuno. Per una ragione precisa: «Prima di trasferirmi d'istituto, l'avevo fatta chiudere in attesa di verifiche dopo il cedimento di due pannelli nella controsoffittatura - spiega il preside - Di più: avevo preteso che tutti quelli che avevano una chiave del locale, insegnanti, tecnici e ausiliari, me la dessero. Ne ho consegnato una copia soltanto alla collega che mi è subentrata nell'incarico, Marisa Castellina, facendomi promettere che non ci sarebbe mai entrata neppure lei prima dei controlli». «In settembre le lezioni non erano ancora riprese - prosegue Luigi Mastino - Ma quell'ampia ala dell'istituto, in grado di accogliere 160 persone, veniva di norma usata per le riunioni del collegio dei docenti. La volta ha ceduto di schianto pochi minuti prima delle 13,30. Se dentro l'auditorium ci fossero stati i professori o se il crollo fosse accaduto di lì a qualche settimana, è facile comprendere che cosa sarebbe successo». - In effetti, molti testimoni parlarono di un impressionante boato: ad Alghero l'avevano sentito in ogni parte del quartiere della Pivarada dove, in via Diez, sorgono le Commerciali. «Io ero già a Macomer per dirigere l'istituto comprensivo. Non ero quindi presente al momento del crollo. Ma di sicuro gli effetti dell'implosione sono stati devastanti». - Perché proprio una situazione di questo genere? «Il soffitto ha ceduto facendo precipitare pilastri e muri perimetrali: è stato un collasso stutturale verso l'interno. La cosa più sorprendente è tuttavia un'altra: ancora oggi credo non ci sia una risposta univoca al perché il crollo si è verificato. Fra l'altro, quei 200 metri quadrati del Tecnico Angelo Roth erano stati riammodernati nei mesi precedenti». - A che cosa era destinato l'auditorium? «Sino al 2006 l'istituto aveva circa 600 studenti. Per tutti loro vi si organizzavano spettacoli, rappresentazioni, manifestazioni di altro tipo». - C'era stata qualche avvisaglia diversa dal cedimento dei pannelli? «No. Fra l'altro, quei pannelli si sono staccati in momenti diversi. Uno, il 1º agosto. L'altro, il 15 di quello stesso mese». - A parte requisire le chiavi, quali altre misure ha adottato? «Ho chiesto accertamenti alla società incaricata della manutenzione nell'istituto. Però c'era di mezzo l'estate: senza ponteggi non era facile valutare cosa si celasse dietro la controsoffittatura. Nel frattempo non ho voluto rischiare». - E poi? «Ho sollecitato un sopralluogo da parte degli specialisti della Provincia. Ma con la volta appena rifatta non era possibile rilevare la gravità della situazione». - Per certi versi, è stato un po' com'è accaduto a Rivoli: un pericolo nascosto. «Direi di sì. Anche perché in Italia, al di là di casi specifici spesso drammatici, sul piano generale sono diverse le cose che non vanno sulla sicurezza nelle scuole». - Per esempio? «Intanto c'è una grande mole di autorizzazioni da richiedere. Ha idea di quanti e quali siano gli oneri legati al problema?». - Dica pure. «Ecco qui l'elenco preciso. Certificato di agibilità igienico-sanitaria. Certificato di prevenzione incendi. Poi, ci sono i certificati di collaudo: statico, delle reti elettriche, dell'impianto termico, dei dispositivi contro le scariche atmosferiche». - Tutti documenti necessari, certo: e allora qual è il vero problema? «La difficoltà di ottenere in concreto le certificazioni e i collaudi. In Sardegna come nella gran parte delle altre regioni esiste una lentezza cronica, magari non attribuibile a un singolo ente o istituzione ma al sistema in generale. Nel complesso infatti le procedure durano un tempo indefinito. E intanto le emergenze sono sempre in agguato». - Così come la burocrazia, a quanto pare... «Intendiamoci: la sensibilità nei confronti di questi temi negli ultimi anni è cresciuta. C'è però ancora molto da fare. Al di là delle competenze, non è chiaro chi deve esercitare il controllo reale, effettivo, su una materia tanto delicata: non solo in chiave repressiva, anche per dare supporti costruttivi di aiuto e consulenza». - Altri ostacoli sul fronte sicurezza a scuola nell'isola? «La questione più grave è la mancanza di finanziamenti. Si parla di autonomia, ma gli istituti non sono indipendenti sul piano economico. Così, tutte le volte che un preside si rivolge ai Comuni o alle Province per richiedere fondi, comincia a diffondersi una musica da requiem: i soldi non ci sono o sono troppo pochi. Adeguare le strutture e rispettare le leggi ha costi elevati dei quali la società si deve fare carico. In questo quadro invece trionfa un'ipocrisia di fondo». - A che cosa si riferisce, professor Mastino? «Tutti sappiamo che in Sardegna come altrove la maggior parte degli istituti non è a norma. Ma sappiamo pure che i finanziamenti per ottemperare alle leggi non arrivano e che dunque gli adeguamenti non sono possibili. Nel frattempo le scuole restano aperte e si continua a rischiare». - Creando presupposti di pericoli mortali. «Certo, perché qui è in gioco la vita di tutti: studenti, professori, ausiliari». (pgp)

Torna all'inizio


caracciolo critico sull'euroregione: si aggiunge un'altra piccola burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 25-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'EUROPA E I GECT Caracciolo critico sull'Euroregione: si aggiunge un'altra piccola burocrazia TRIESTE. Per il direttore di Limes, Lucio Caracciolo, «c'è il dubbio che l'Euroregione sia semplicemente un'altra piccola burocrazia che si va ad aggiungere a quelle precedenti». Lo ha detto a Trieste, a margine di un convegno sull'Euroregione in via di costituzione tra Fvg, Veneto, Slovenia, Carinzia e contee croate. «Dal punto di vista strategico - ha detto Caracciolo - riesce un po' difficile immaginare che queste cose possano avere un grande ruolo, tanto piú che possono crearsi in una zona ristretta dei Gect (gruppo europeo di cooperazione territoriale) contrapposti, alcuni per servire un certo asse, altri per servirne un altro». «Il problema - ha aggiunto - è che ci vorrebbe un coordinamento che può essere dato solo a livello nazionale, tra Italia, Slovenia e altri Paesi coinvolti. Altrimenti - ha concluso - ognuno si fa il suo pezzetto di progetto e si arriva a dei binari morti». «L'Euroregione non va vista come un ente o un consorzio, ma come un accordo strategico che rinsaldi la cooperazione territoriale», ha osservato Leopoldo Coen, docente di diritto amministrativo a Udine.

Torna all'inizio


d'annunzio e la musini (sezione: Burocrazia)

( da "Centro, Il" del 25-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 14 - Pagina Aperta D'Annunzio e la Musini D'Annunzio e la Musini che emozione a Lanciano! Signor direttore, la prego di rendere pubbliche le mie straordinarie emozioni, quelle che ho vissuto nella vostra terra d'Abruzzo il 19 novembre scorso nell'antico teatro Fenaroli di Lanciano. Ho percorso 500 chilometri per assistere ad uno spettacolo dannunziano magnifico: «Omaggio all'Imaginifico». La sensibilità vibrante e contagiosa di Daniela Musini ha creato sul quel palco una scenografia veramente degna del vostro Imaginifico Poeta. La Musini recita con una passionalità sensuale ricca di phatos, è una grande artista, oltre che scrittrice, sceneggiatrice, e pianista. La scelta delle musiche è stata sublime e perfetta. Mai avevo percorso mille chilometri (andata e ritorno da Parma) così volentieri, addirittura ansioso e smanioso come un bambino. Vi scrivo dalla terra di Giuseppe Verdi e di Giovannino Guareschi, di Toscanini e della lirica, ma voi abruzzesi avete dato i natali al più grande scrittore del mondo, Gabriele d'Annunzio. Nella mia città hanno dedicato una strada al Vate su mio insistente interessamento. Sappiate valorizzare la vostra Daniela Musini, che ora sento vicina come un'anima che mi conosce da cento anni. Marco Chierici Parma Il disastro della scuola i crolli delle scuole Carenze funzionali e strutturali. Alla scuola italiana manca tutto. Colpa dell'inettitudine politica e della superficialità amministrativa dei ministri dell'istruzione. Ma soprattutto dell'ottusa miopia di premier e ministri dell'economia. E così le nostre scuole, di ogni ordine e grado, crollano. E non solo metaforicamente nelle classifiche Ocse, ma purtroppo anche materialmente. Per l'uno e l'altro crollo, il ceto politico ha parole e solo parole. Denigratorie per chi ci lavora o di cordoglio per chi ci muore. A Torino come a San Giuliano di Puglia. Oggi come ieri. Se la nostra fosse una democrazia reale, chi governa risponderebbe delle proprie responsabilità politiche o penali. Per il danno procurato ad intere generazioni ed al Paese nel suo insieme oppure per omicidio colposo. Da anni, nel comparto scuola, governare fa solo rima con tagliare. Tagli eccessivi investono l'ordinario: dalla conduzione didattica (scuole, tempo, aule, cattedre) alla manutenzione delle strutture. In compenso non si controllano gli sprechi delle risorse per progetti didattici di dubbia utilità, che rimpinguano le tasche dei dirigenti scolastici e di taluni insegnanti. Per l'edilizia scolastica si fa poco e male. I lavori sono finanziati senza ponderare i tempi della burocrazia. Si esigono ribassi insostenibili. Non si vigila abbastanza sugli appalti e sulla corretta esecuzione delle opere. Sono rimandati ad oltranza la messa in sicurezza degli edifici scolastici, concedendo all'edilizia pubblica molto più di quanto venga tollerato da quella privata. Di questo, magari se ne parla nei collegi dei docenti o nei consigli d'istituto. Qualche volta si verbalizza pure, ma poi rimane tutto lettera morta. Le mie critiche hanno un fondamento. Scrivo con cognizione di causa. Lo faccio da architetto e professore con esperienza trentennale. Ho avuto modo di conoscere scuole collocate in diversi contesti territoriali. Troppo spesso mi sono imbattuto in strutture fatiscenti ed inadeguate sul piano strutturale ed impiantistico, nelle quali erano disattese le più elementari norme di sicurezza. Poche quelle idonee. Gravi e quotidiani i rischi per l'incolumità di quanti frequentano e lavorano in quegli edifici. Dagli infortuni alla insalubrità dei luoghi, fino all'assenza delle più elementari norme igieniche e sanitarie. Nelle scuole italiane c'è di tutto. Mancano i controlli e chi dovrebbe vigilare ed agire s'appella alla mancanza di risorse. Il risultato? Tutti si sentono esenti da responsabilità. Tutti si lagnano e nessuno agisce. Quando ci scappano i morti il polverone mediatico confonde e non chiarisce. I concorsi di colpa, le connivenze ed il velo di omertà fanno il resto. La magistratura indaga, i periti accertano tutto ed il suo contrario. Il solo risultato è la dilatazione dei tempi, l'assoluzione se non sia subentrata già la prescrizione. Poi tutto riprende, come prima eppure peggio. Magari confidando in questo o quel santo protettore che ci risparmi da tutti i possibili danni procurati dalla sciatteria di sempre. Voto dopo voto, taglio dopo taglio, spreco dopo spreco, incuria dopo incuria, insabbiamento dopo insabbiamento. Magari con l'intermezzo di qualche commemorazione. Che diventa rituale anche questa, ovviamente. Prof Gianfranco Pignatelli E.mail Nella Valle Peligna si spera nei pellegrini Signor direttore, ma che succede nella valle Peligna? Le fabbriche se ne sono andate, fallite o delocalizzate, la crisi economica deprime i consumi e gli spiriti. Ma da alcune settimane i mass media annunciano la buona novella. Una signora vede la Madonna e un escursionista nelle solitudini della montagna si è incontrato viso a viso con Celestino V, proprio lì, accanto al suo antico eremo del Morrone. Era scolpito nitidamente su una roccia miracolosamente disvelata da una frana. E' tornata la speranza. C'è chi sogna parchi religiosi, venerati santuari, teorie di torpedoni, folle di pellegrini, alberghi e ristoranti affollati. Una novella Medjugorie. Ezio Pelino Sulmona

Torna all'inizio


Una scorciatoia per il traffico (sezione: Burocrazia)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 25-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

CASTEGNATO. L'infrastruttura farà respirare anche le vie Molino, Lazzaretto e Serao. In cantiere inoltre un nuovo itinerario ciclopedonale Una scorciatoia per il traffico Snella, funzionale, sicura e soprattutto in grado di migliorare la qualità della vita del centro storico. Sono queste le caratteristiche della viabilità del futuro di Castegnato al centro di un articolato riassetto che sarà scandito da interventi infrastrutturali e da una riorganizzazione logistica. NEI GIORNI SCORSI sono stati appaltati i lavori per la strada di collegamento fra la zona nord e l'area a sud del paese. L'opera consentirà di dirottare il traffico di transito, ovvero quello non diretto a Castegnato, all'esterno del centro storico. La bretella sarà in particolare al servizio dei mezzi provenienti da Paderno e dalla zona ovest. Un by-pass stradale che libererà dalla morsa della circolazione «selvaggia» le vie Molino, Lazzaretto e Serao. Ma la nuova strada avrà effetti benefici anche sulle vie Cavour, Marconi e Franchi costrette oggi a sopportare i carichi di traffico proveniente da Paderno.«Il progetto della strada - spiega Tarcisio Marinoni, assessore ai Lavori pubblici - si inserisce si inserisce in un quadro di riassetto della viabilità definito dal Piano di governo del territorio che prevede di collegare via Lunga con le vie Serao e Molino. Si tratta di un primo tronco di viabilità che successivamente si innesterà con via Franchi e con la ex statale 11 vicino alla Baitella, prima di sboccare sulla rotonda tra Castegnato e Ospitaletto». I CANTIERI APRIRANNO in tempi brevi, forse già prima della fine dell'anno. Molto dipenderà dalla burocrazia e dalle condizioni metereologiche. Tecnicamente parlando, quella in progetto è una strada locale in ambito extraurbano che sarà affiancata da una pista ciclabile separata dalla carreggiata da un doppio cordolo. «Sui lati e per tutta la sua lunghezza, l'infrastruttura - sottolinea Marinoni -, sarà costeggiata da filiari di alberi che oltre a limitare l'impatto ambientale inseriranno la striscia d'asfalto nel contesto architettonico». La pista ciclabile sarà collegata all'itinerario riservato a ciclisti e pedoni che si dipana dal ponte Baitello attraverso un percorso protetto in via Serao. «L'INFRASTRUTTURA in cantiere - sottolinea Marinoni - arriverà fino all'isola ecologica. Nel pacchetto di lavori è inserita anche la riqualificazione delle vie Lazzaretto, Mulino e Serao dove saranno rifatte le fognature e le reti tecnologiche ma anche sistemate le aree verdi e potenziata l'illuminazione». Nell'intervento saranno investiti 1,36 milioni, risorse finanziarie interamente reperite con la cessione di un'area pubblica inserita nel piano integrato.

Torna all'inizio


Medici di famiglia sommersi dalla burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 25-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'ALLARME. Il dato al Congresso del Simg Medici di famiglia «sommersi» dalla burocrazia Il medico di famiglia rischia di venire sommerso dalla burocrazia: questi adempimenti occupano ben la metà della sua vita professionale. E il carico di lavoro continua ad aumentare, con il rischio di mettere a repentaglio la qualità. È questo il quadro che emerge dal quinto rapporto Nazionale Health Search, presentato nei giorni scorsi al Congresso della Società Italiana di Medicina di famiglia (Simg) a Firenze. «Negli ultimi due decenni è enormemente cresciuta la pressione per elevare l`efficienza dei sistemi sanitari a fronte di risorse sempre più limitate - spiega il presidente della Simg Claudio Cricelli -. La tensione al cambiamento si esercita su tutte le componenti del sistema, ma senza dubbio i medici di famiglia sono quelli che più la avvertono: nella doppia veste di organizzatori ed erogatori di servizi di assistenza, sono tenuti a garantire appropriatezza ed efficacia, e a controllare i costi. Sempre più spesso, quindi, hanno la necessità di confrontare la propria attività con standard predefiniti, secondo i principi del governo clinico basati sulle evidenze scientifiche disponibili e sulla pratica, anche per razionalizzare risorse e tempo». L`utilizzo sistematico del database Health Search ha permesso al Simg di ottenere un`attuale e completa fotografia dei bisogni di salute in Italia: l`ipertensione rappresenta la patologia che causa il maggior numero di visite ambulatoriali (15,3%) seguita da diabete mellito (4,8%) e dislipidemie (3,1%). Le persone affette da malattia coronarica sono quelle che si recano con maggiore frequenza presso il proprio medico ma sorprende anche l`alta percentuale di visite ambulatoriali per i malati di epilessia (6,2 visite/anno), di patologie della tiroide (6 visite/anno) e di glaucoma (4,5 visite/anno). Diversi studi hanno dimostrato che il medico di famiglia visita nel corso di un anno il 65% dei propri assistiti e nel corso di 3 anni circa il 95%. Inoltre, contribuisce nell`arco dei 12 mesi al 65% del consumo complessivo di farmaci: su 100 visite, oltre 70 terminano con una prescrizione farmaceutica, circa 30 con una richiesta di accertamento diagnostico-strumentale ed oltre 10 con una richiesta di visita specialistica.

Torna all'inizio


più alloggi per i fuorisede e buoni pasto, per non essere solo numeri di matricola (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 25-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

ELEZIONI ALL'UNIVERSITA' Più alloggi per i fuorisede e buoni pasto, per «non essere solo numeri di matricola» SASSARI. C'è soprattutto la condizione dei fuorisede al centro della campagna elettorale della lista numero 1, "Non solo numeri di matricola", in vista delle elezioni delle rappresentanze studentesche negli organi accademici dell'Università di Sassari e di un rappresentante degli studenti nel consiglio di amministrazione dell'Ersu per il biennio 2009-2010: si vota l'11 dicembre. Il programma è stato presentato in aula magna alla presenza del rettore Alessandro Maida. Antonella Puggioni, candidata per l'Ersu, afferma che le esigenze degli studenti devono finalmente essere in prima linea, specie quelle dei fuorisede. Precisa che il cda uscente ha lavorato bene, ma sono molti gli aspetti da migliorare, soprattutto gli alloggi: l'obiettivo è la creazione di una nuova casa dello studente in modo da arrivare a 1000 posti letto in totale entro la fine del mandato. «Il Comune - dice Puggioni - deve rendersi conto che Sassari è una città universitaria, poggia gran parte della sua economia sugli studenti e occorre quindi che investa su di loro». Monetizzando i buoni pasto si potrebbe andare incontro alle esigenze di chi abita in proprio per eliminare le disparità tra i possessori di borse di studio totali e parziali. La Puggioni propone di devolvere in beneficenza l'indennità percepita, in modo da eliminare dubbi sul vero scopo della propria candidatura. "Non solo numeri di matricola" pensa a diverse iniziative per migliorare la qualità della vita degli studenti, la creazione di spazi studio per la domenica o di luoghi, un maggiore controllo sui redditi per venire incontro davvero alle esigenze dei "meritevoli senza mezzi", lo snellimento della burocrazia. Ma anche revisione delle fasce di reddito, rimborso pasti non consumati, convenzioni, potenziamento servizio mensa. E servizi di informazione per occasioni di lavoro. Questi i candidati agli organi centrali. Consiglio di amministrazione dell'Università: Daniela Marredda, Michele Biancu, Giò Sanna, Michel Fidekna. Consiglio degli studenti: Graziano Cadoni, Carla Petretto, Alessandro Arras, Giacomo Flore, Luciano Muzzu, Giacomo Dessena, Davide Pes, Gianluca D'Elia, Pietro Peru e Cristiano Farace. Cus: Antonio Manca e Lucio Mastandrea. (a.pa.)

Torna all'inizio


senza telefono da un mese (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 25-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 3 - Cecina Senza telefono da un mese Anziana isolata, Meini (Pro loco) minaccia denunce «E' una vergogna, che riparino quel guasto o chiamo i carabinieri» RIPARBELLA. «E' una vergogna: se quel telefono non sarà collegato presenterò denuncia ai carabinieri». Parla senza mezzi termini il presidente provinciale della Pro Loco di Riparbella Renzo Meini, testimone di una vicenda che ha coinvolto un'anziana signora del paese collinare, costretta a privarsi del numero fisso perché, da prima del 20 ottobre ormai, il guasto non è mai stato riparato. Eppure, prosegue Meini, le segnalazioni al 187 non si contano più: la donna, che vive da sola in località Preselle, paga il canone alla Telecom e le bollette a Tele2, l'operatore scelto, ma non può contare su un servizio che per lei significa compagnia e, nella maggior parte dei casi, aiuto. Il presidente della Pro Loco si scaglia contro l'infernale burocrazia e il rimpallo delle responsabilità. «A scanso di equivoci - prosegue - preciso subito e garantisco di persona che i pagamenti sono in regola. Il guasto, avvenuto pochi giorni prima della metà di ottobre, non è mai stato riparato, nonostante sia stato individuato nella centralina di Riparbella. A nulla sono valse le telefonate ai dirigenti e ancora al 187, che ha garantito come tutto sarebbe tornato a posto. Niente: la signora è ancora senza telefono con le conseguenze che chiunque può immaginare. Ma ciò che mi rende nervoso è la burocrazia, incapace a trovare una soluzione. Basta, non chiameremo più, ma sottolineo che se la linea fissa non sarà riattivata entro la fine della settimana andrò dai carabinieri a sporgere denuncia. Andare avanti così non è possibile, è offensivo anche nei confronti di questa donna che vive da sola». Mic.Fal.

Torna all'inizio


protesta dei consiglieri, non contiamo più niente - roberto paracchini (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 25-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 2 - Cagliari Protesta dei consiglieri, «non contiamo più niente» Comune, cresce il malessere nella maggioranza «Mancano gli obiettivi strategici per la città» Prima l'immobilismo ora altra bordata Il sindaco convoca in tutta fretta una riunione per placare gli animi ROBERTO PARACCHINI CAGLIARI. Ieri mattina la tensione nel palazzo comunale di via Roma si toccava con mano. Il sindaco Emilio Floris non ha gradito l'accusa di immobilismo che un gruppo di consiglieri di maggioranza gli ha rivolto. E per oggi ha convocato una riunione di tutti i componenti dei gruppi che appoggiano l'esecutivo. Che da mesi vi sia fronda da parte di diversi esponenti dei partiti minori è cosa nota. Ma ora la protesta è presente anche in Forza Italia. E così il sindaco, seppure in colloqui privati, ha parlato di dimissioni. Poi ha parlato di lungaggini burocratiche, soprattutto alla Regione. Allora i toni si sono smorzati, seppure la sostanza della protesta (il fatto che le decisioni del Consiglio non vengono prese nella considerazione dovuta) è rimasta. Nel primo documento si denunciava il fatto che «la città di Cagliari sta vivendo da oltre un anno un vero e proprio deficit di amministrazione». L'avevano firmato i consiglieri del centrodestra Stefano Schirru (Forza Italia), Raffaele Bistrussu (Riformatori), Efisio Pireddu (capo gruppo Udc), Ettore Businco (Udc) e Aurelio Lai (Cagliari con Emilio Floris). L'accusa centrale delle rimostranze era che «mozioni e ordini del giorno approvati dal Consiglio, spesso all'unanimità e con l'apprezzamento (solo a parole) di questo o quell'assessore e dello stesso sindaco, ammuffiscono negli armadi dell'ufficio di presidenza senza mai essere presi in considerazione». Ieri, però e dopo le rimostranze del primo cittadino, gli stessi consiglieri firmatari hanno diramato un altro comunicato in cui si legge che hanno preso «atto con soddisfazione della volontà espressa dal sindaco a nome di tutta la Giunta di voler portare a termine gli impegni presi e degli ostacoli che le burocrazie comunali e regionali stanno interponendo alla loro realizzazione». Gli «impegni presi» riguardano sia la questione-stadio, che la riqualificazione abitiva di Sant'Elia e le questioni della casa legate a San Lorenzo, solo per citarne alcuni. Sullo stadio, in particolare, i consiglieri attendono «fiduciosi una immediata presa di posizione del Comune, così come verso la Regione, che da qualche tempo rema contro i progetti di recupero e riqualificazione della città». Nello stesso tempo, però, se da un lato nel comunicato i consiglieri sottolineano la «buona volontà del sindaco», a cui viene «rinnovata la nostra piena fiducia»; dall'altro viene ribadita la richiesta, fatta «con forza», di «rispetto verso i deliberati del consiglio comunale e più osservanza dei ruoli di ciascuno». Poi l'accusa viene spostata verso i dirigenti. Un modo indiretto, va detto, per tirare nuovamente in ballo il sindaco. La dirigenza indicata come «troppo spesso rampante e obnubilata da smanie di progatonismo politico» ha infatti un nome e un cognome (anche se non detto) fin troppo chiaro: Ada Lai. Funzionario considerato di indubbia competenza e molto vicino al primo cittadino, ma inviso a molti consiglieri del centrodestra (e del centrosinistra) sia per la sua attività politico-culturale (ha fondato il movimento A.Cagliari), sia perchè si fa spesso il suo nome come possibile candidata alla carica di sindaaco nelle prossime comunali. Oggi il chiarimento con la maggioranza: il sindaco, si è detto, non ha gradito, a metà della scorsa settimana era stato bacchettato anche in un altro comunicato (firmato da Alessandro Serra, capo gruppo di An; Ugo Storelli, capo gruppo di Forza Italia; Massimiliano Tavolacci, Udc; Claudio Tumatis, Lavoro e quartieri; e Alessio Mereu, Riformatori) per non non aver tenuto conto dell'ordine del giorno votato dal consiglio sullo stadio. Nella decisione, presa a maggioranza dall'assemblea municipale poco prima delle vacanze estive, si chiedeva al sindaco di portare avanti, e risolverla entro fine settembre, la trattativa col presidente del Cagliari calcio Massimo Cellino per la realizzazione della nuova struttura sportiva. Al di là del caso-stadio, però, l'opposizione interna alla maggioranza esiste ed è forte, segno di un disagio diffuso. Tanto che nel documento di ieri si dice pue che «è opportuno che entro la fine dell'anno vengano concordati degli obiettivi strategici che trasmettano ai cagliaritani il senso di un'amministrazione volenterosa ed efficiente». Come dire: oggi non lo è più.

Torna all'inizio


revisioni auto, meno costi e burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 25-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 4 - Udine Revisioni auto, meno costi e burocrazia Prosegue l'opera di semplificazione amministrativa della Provincia di Udine, con l'obiettivo di migliorare il rapporto con i cittadini e le imprese. Su iniziativa degli assessori provinciali alla Motorizzazione civile e ai trasporti, Fabio Marchetti, e all'informatizzazione Mario Virgili, il Servizio motorizzazione civile della Provincia, in collaborazione con le imprese di autoriparazione, ha avviato nuove modalità di pagamento dei diritti e trasmissione delle pratiche per le operazioni di revisione delle auto. In pratica, al posto della tradizionale certificazione cartacea che faceva riferimento ai versamenti su bollettini di conto corrente postale - facilmente soggetti a falsificazione - , la nuova procedura prevede che le imprese di autoriparazione corrispondano i diritti alla Provincia di Udine tramite un bonifico cumulativo effettuato sul conto corrente bancario intestato alla Provincia. In questo modo sarà possibile per le imprese inviare sulla casella di Posta elettronica certificata (Pec) di palazzo Belgrado, sia gli elenchi dei veicoli revisionati, sia copia del bonifico di pagamento dei diritti. Ciò si traduce in benefici per le ditte, gli utenti e la Provincia stessa. In particolare, le imprese avranno la certezza dei tempi di trasmissione, elimineranno i costi della trasmissione cartacea ed eviteranno di inviare personale agli sportelli postali per il pagamento dei bollettini. Gli utenti risparmieranno, tra l'altro, le commissioni per il versamento tramite il bollettino di conto corrente postale (il solo risparmio totale annuo relativo a tutti gli utenti della provincia si può quantificare in circa 150 mila euro, senza contare i risparmi di tempo e il miglior servizio). Infine, per palazzo Belgrado, la nuova modalità consentirà di abbattere i costi di gestione del conto corrente postale e della stampa di bollettini (risparmio stimato: 30 mila euro l'anno). Si avrà, poi, la certezza dell'introito di tutti i diritti spettanti e un efficace controllo sull'effettivo pagamento da parte delle imprese. Inoltre, si elimineranno l'archivio e la gestione cartacea delle pratiche, e la protocollazione sarà facilità dalle informazione che sono già in formato digitale.

Torna all'inizio


a fine mese ampliamento del cimitero (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 25-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Macomer. La situazione di stallo sta per sbloccarsi per il silenzio-assenso dell'assessorato regionale A fine mese ampliamento del cimitero A settembre l'emergenza costrinse il sindaco a requisire i loculi vuoti MACOMER. Il via libera dell'assessorato all'Urbanistica della Regione doveva garantire procedure più rapide e meno burocrazia, invece il progetto è finito nelle maglie dell'assessorato all'Ambiente che deve esprime una specie di valutazione ambientale. Questo dai primi di settembre, quando l'emergenza sepolture obbligò il sindaco a requisire i loculi vuoti. Dopo quasi tre mesi, la situazione sta per sbloccarsi per silenzio-assenso della Regione. Se non ci saranno osservazioni da parte dell'Arpas, l'agenzia regionale alla quale compete la valutazione ambientale, la Provincia dopo qualche giorno rilascerà l'autorizzazione che darà il via ai lavori. Il termine scade il 27 novembre. Prima non si potrà spostare neppure un mattone. Senza la requisizione dei loculi inutilizzati acquistati da persone in vita, dai primi di settembre a Macomer non sarebbe stato possibile tumulare i defunti. Tutti i loculi sono andati esauriti. Si pensava che sbloccando la pratica per l'ampliamento presso l'assessorato all'Urbanistica sarebbe stato possibile procedere subito con l'appalto, invece l'assessorato all'Ambiente tiene d'occhio anche i cimiteri. Il progetto è pronto. Si tratta di dare il via ai lavori per realizzare un migliaio di nuovi loculi. Subito se ne realizzeranno 400. L'assessore ai lavori pubblici del comune, Salvatore Barria, ha seguito passo per passo la pratica di ampliamento del cimitero. «Si partirà subito - ha detto - perché i loculi servono. I tempi saranno snelliti al massimo. Anche con la requisizione dei loculi inutilizzati è necessario fare in fretta perché c'è il rischio di ritrovarci senza spazi per tumulare i defunti». Dopo la realizzazione dei nuovi loculi, si restituiranno agli assegnatari quelli requisiti e utilizzati provvisoriamente. Se si riuscirà ad avviare i lavori entro gennaio e ad avere un certo numero di loculi prima dell'inizio della primavera, le cose potranno ritornare al loro posto entro l'estate. Con l'arrivo del caldo non si potrà più procedere alle estumulazioni per spostare le salme alla sede definitiva. Per motivi di igiene publica, infatti, è vietato farlo durante la stagione calda. Nella prima fase si realizzeranno circa 400 loculi. Considerato che a Macomer si contano 80 decessi all'anno, dovrebbero bastare per circa cinque anni. Complessivamente ne sono previsti un migliaio. La spesa sarà di 270.000 euro, somma già stanziata e disponibile per l'esecuzione dei lavori.(t.g.t.)

Torna all'inizio


zelarino vuole tornare protagonista (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Venezia, La" del 25-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 20 - Cronaca Zelarino vuole tornare protagonista Dalla foto di gruppo all'associazione dei commercianti per rilanciare la zona ZELARINO. Il set fotografico di via Visinoni non è un punto di arrivo per Zelarino, ma una base di partenza. Dal prossimo anno i commercianti della zona daranno vita a un'associazione che riunirà quanti sono attivi lungo questa parte di terraferma. Se la volontà che stava alla base dell'iniziativa promossa domenica mattina - una foto di gruppo sullo sfondo del campanile di San Vigilio, prima a un gruppo di gente seduta, poi alle sole sedie vuote - era richiamare l'attenzione sull'importanza dell'identità paesana e della presenza dei negozi di vicinato, ora a Zelarino hanno voglia di andare avanti. Da qui l'idea di un'associazione, per riaffermare in modo forte che non esiste solo la grande distribuzione. «Domenica abbiamo incassato un grande successo - afferma Fiorella Checchin, una delle commercianti più note di via Castellana - visto che al set fotografico hanno partecipato come minimo 250 persone. Con l'arrivo del 2009 nascerà un'associazione di commercianti di Zelarino, con lo scopo di dare più forza alle nostre richieste. Penso sia importante continuare a organizzare eventi che promuovano le attività produttive di Zelarino come quella del prossimo 14 dicembre. So che la Municipalità avrà a disposizione meno fondi per le attività culturali, penso comunque che sia giusto pensare a una continua collaborazione con le istituzioni. Un altro aiuto concreto, inoltre, arriverebbe da una semplificazione della burocrazia». Sulla vicenda Emanuele Rosteghin, delegato alle Attività produttive, esprime soddisfazione per il successo ottenuto dall'iniziativa di domenica. «La delle sinergie tra commercianti e istituzioni è quella da seguire - afferma - A Zelarino sappiano che la nostra porta è aperta. Burocrazia? Certo, un miglioramento è sempre possibile, ricordo comunque che negli ultimi tempi i nostri uffici hanno dimostrato una grande solerzia, ad esempio elaborando l'ordinanza che ha permesso di dare vita al set fotografico». (Maurizio Toso)

Torna all'inizio


La Regione non vuol neppure vedere chi prende i fondi per il volontariato (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 25-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

n. 282 del 2008-11-25 pagina 3 La Regione non vuol neppure vedere chi prende i fondi per il volontariato di Redazione La legge è stata appena approvata, ma la maggioranza di centrosinistra la vuole già cambiare. Cioè vuole già rimettere mano al testo sulle risorse a favore delle associazioni di volontario che poche settimane fa aveva difeso a spada tratta. Strano, troppo strano. Tanto che da Forza Italia arrivano pesanti dubbi sul reale scopo delle modifiche apportate. Matteo Rosso, vice presidente della commissione Sanità della Regione, e Luigi Morgillo, vice presidente dell'assemblea legislativa, si ritrovano sulla stessa linea e chiedono chiarimenti. Ma trovano un muro nel centrosinistra. Un muro che non fa altro che rafforzare i loro sospetti. «Le varianti che verrebbero introdotte - precisano Rosso e Morgillo - per ampliare i fruitori dei fondi che la Regione mette a disposizione per ciò che concerne il volontariato non possono non essere accolte più che positivamente, ma introdurre variazioni che lasciano le maglie della legge troppo larghe potrebbe dar adito a qualche "malizioso" di interpretare in maniera opportunistica tali cambiamenti». In buona sostanza, i due esponenti azzurri si chiedono perché mai il nuovo testo di legge sia più permissivo e meno chiaro del precedente. La domanda avrebbero voluto porla ai diretti interessati, cioè agli stessi destinatari dei finanziamenti. Li avrebbero voluti vedere in faccia per capire a chi finissero i soldi della Regione. «Ma i nostri dubbi potrebbero essere alimentati dalla dura negazione espressa da tutta la maggioranza di centrosinistra - incalzano Rosso e Morgillo - di fronte alla richiesta di Forza Italia di indire delle audizioni dei rappresentanti delle associazioni di volontariato che dovrebbero beneficiare dei fondi messi che saranno messi a disposizione dalla Regione». Tutto invece passa a colpi di maggioranza e i due esponenti azzurri allargano le braccia sconsolati: «Ci preme infatti sottolineare l'assoluta necessità che queste risorse vengano distribuite nel modo più utile affinché si possano ottenere risultati positivi per il settore del volontariato ligure. La mancata audizione degli esponenti del settore unita allo stravolgimento di alcune regole senza la minima attenzione e riguardo nei loro confronti potrebbe avere effetti indesiderati che potrebbero aggiungere solo della confusione rispetto alla già contorta burocrazia legata a questo comparto». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

Torna all'inizio


la coldiretti incontra il territorio: costruire programmando insieme (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 25-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 34 - Sassari La Coldiretti incontra il territorio: «Costruire programmando insieme» Domani a Bono una riunione con i sindaci BONO. Un incontro con i sindaci del Goceano per pianificare la programmazione agricola del territorio. è questo l'obiettivo di «Costruire programmando», assemblea pubblica organizzata domani a Bono da Coldiretti Sassari. Il tema della giornata è un po' lo slogan che accompagna le ultime iniziative attivate dall'associazione dei produttori agricoli in favore del rilancio del comparto nel Goceano. Un settore che risente fortemente della gravità della crisi dell'economia rurale, particolarmente grave nel territorio, e che rende pertanto necessari provvedimenti concreti e adeguatamente pianificati per affrontarla. Su questi punti discuteranno quindi domani i rappresentati della Coldiretti, gli amministratori dei comuni del territorio e i produttori del comparto agro-pastorale, chiamati a riunirsi, a partire dalle 10.30, nei locali della Comunità Montana del Goceano, in via San Francesco a Bono. «Occorre unirsi - si legge nelle lettere di invito indirizzate da Coldiretti Sassari ai sindaci dei comuni interessati - per scongiurare il perdurare del drammatico stato di crisi in cui oramai da tempo versa l'agricoltura sarda e in particolare quella del Goceano». Una situazione che in questi ultimi tempi è ulteriormente acuita dall'improvviso e inarrestabile aumento dei costi delle materie prime, su tutte il carburante, i mangimi e l'energia elettrica, che stanno raggiungendo prezzi a dir poco esorbitanti e insostenibili per molti operatori. «Tutti questi fattori, insieme con il protrarsi dell'assenza di risposte concrete da parte dei governi regionale e nazionale - si legge ancora nel comunicato - stanno generando giorno dopo giorno un grave stato di disagio economico e sociale fra le imprese agricole di questi territori e di conseguenza anche fra le migliaia di famiglie che proprio dall'andamento di quel settore traggono il loro reddito». Una situazione che richiede da parte dei produttori, coadiuvati dalle associazioni e dalle amministrazioni, uno sforzo congiunto di programmazione. Un moto che unisca le singole voci che lamentano la crisi, forse troppo deboli se sole ma di sicuro forti se accordate sulla stessa tonalità. Obiettivo dell'incontro sarà anche quello di elaborare un modello di rapporto tra la Coldiretti e i soggetti pubblici del territorio. La creazione di un tale tipo di legame potrà agevolare le imprese e i cittadini nella fruizione di tutti quei servizi utili all'azienda e alla persona all'interno della "giungla" della burocrazia che attanaglia tutti, e in modo particolare gli operatori del comparto agricolo, alle prese con un'infinità di norme, regolamenti, limitazioni. Per orientarsi in questa selva la Coldiretti offrirà ad agricoltori e allevatori un piano di accordo e collaborazione, al quale l'adesione delle amministrazioni comunali potrà eventualmente fornire la necessaria solidità. Durante l'assemblea si parlerà anche dei problemi legati al mancato pagamento dei contributi legati alle misure del piano di sviluppo rurale. Tra queste, le indennità compensative, i fondi relativi in particolare al benessere animale e gli indennizzi per la Tbc bovina, che ancora tardano ad arrivare, creando non pochi disagi agli imprenditori del comparto agro-pastorale. Una situazione che rischia di far crescere eccessivamente il già duro malcontento dei produttori, stanchi di aspettare risposte che appaiono di carattere straordinario a problemi che invece sono concreti e quotidiani. «Il mancato pagamento dei dovuti contributi - prosegue la lettera di Coldiretti Sassari - rischia quindi di far scaturire moti spontanei di protesta. Atti che, a volte, rischiano di venire strumentalizzati, ma che più spesso non possono essere adeguatamente controllati. Un rischio da non correre, ma che appare molto vicino in questo momento di quasi totale silenzio da parte della macchina amministrativa regionale». Barbara Mastino

Torna all'inizio


La Cgil sciopera e la Thailandia ci... (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 25-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

n. 282 del 2008-11-25 pagina 5 La Cgil sciopera e la Thailandia ci sorpassa di Redazione La classifica dell'«Economist» ci mette al 40esimo posto nel mondo. E dimostra che la differenza nel nostro Paese non è più tra Nord e Sud ma tra aziende protette dallo Stato e imprese che invece si confrontano con il mercato Da queste parti si ha una certa allergia per le classifiche internazionali. L'Italia risulta, incredibilmente, sempre agli ultimi posti al mondo in qualsiasi lista si scelga di compulsare. Eppure l'Italia continua a produrre una ricchezza (i dati sono del 2007 e sono espressi in dollari) di 2105 miliardi. Poco meno di Francia e Gran Bretagna e più del Canada. Le nostre imprese esportano in tutto il mondo ed in alcuni campi eccellono. I manager italiani sono sparsi in giro per il pianeta alla guida di grandi multinazionali. Ieri il rapporto realizzato da Business international su dati dell'Economist ha posizionato l'Italia al 40simo posto nella classifica della competitività mondiale: peggio di tutti in Europa, Grecia esclusa, e superati da Bangkok. Negli ultimi venti anni, inoltre, la nostra crescita economica si è fermata rispetto al resto del mondo occidentale. Occorre dare, a nostro avviso, una giusta collocazione a indagini di questo tipo. Vi è una fotografia che spiega egregiamente le nostre contraddizioni: mentre l'Economist certifica il sorpasso competitivo della Thailandia e il rallentamento economico coinvolge il mondo intero, Guglielmo Epifani, rappresentante del nostro più importante sindacato, non trova di meglio da fare se non scioperare. Contro la crisi. L'Italia è come divisa in due paesi: una parte produttiva, che dopo l'adozione della moneta unica si confronta con il resto del pianeta. Soffre e combatte per affermare ogni istante la propria ragione di vita. Ed una parte protetta, che sopravvive solo grazie all'esistenza della prima, e che è tutelata da quel topos ideologico che è l'interesse generale. Ormai ridotto a poco più di un fantoccio grazie al quale si giustifica una sorta di scudo dalla concorrenza. La tradizionale distinzione nord-sud è stata superata da una più sottile linea di demarcazione che potremmo raffigurare con la dicotomia euro-lira. L'Economist ha rilevato come il nostro regime fiscale sia il peggiore d'Europa, così come la nostra ragnatela di infrastrutture. Il Paese perde in competitività non per le sue imprese, ma per il suo scheletro che non si è mai adeguato alla competizione forzatamente imposta dal nostro mercato unico. Le imprese e i propri dipendenti sono costretti a vendere a prezzi compressi dalla competizione internazionale, sia sul mercato domestico sia su quello internazionale. Ma nello stesso tempo le aziende debbono usare ferrovie e strade italiane, pagare imposte centrali, utilizzare tribunali locali e rapportarsi con la burocrazia domestica. Nei momenti di crisi però il gioco si rompe. Quel patto implicito per il quale l'impresa privata e i suoi dipendenti supportano l'apparato pubblicistico si incrina quando la crisi morde, indipendentemente dalle capacità di resistenza dei singoli. La tutela dell'operaio metalmeccanico, l'assenza di prospettiva per il contratto a termine, la chiusura del piccolo esercizio commerciale rischia di generare una rottura sociale con l'Italia assistita. Il paradosso, evidenziato dall'Economist, è che in un momento di crisi il lavoratore e l'impresa più soggetta alla competizione rischiano di non avere alcuna tutela. Al contrario dell'impresa collegata alla politica o alla burocrazia che riesce a difendere il suo spazio anticompetitivo. Per fare un esempio di questi giorni: dal punto di vista generale non vi è alcun motivo economico ed etico per il quale lo Stato debba tutelare con maggiore attenzione il dipendente Alitalia dal licenziato ad nutum della piccola impresa artigiana. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

Torna all'inizio


La sicurezza non è una priorità politica (sezione: Burocrazia)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 25-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

La sicurezza non è una priorità politica «Le cifre sull'enorme numero di scuole italiane non a norma girano da anni e almeno una mezza dozzina di ministri dell'Istruzione vi si sono imbattuti. Avrebbero dovuto battere con forza un pugno sul tavolo per impegnare il resto del governo e tutte le amministrazioni possibili a fronteggiare l'emergenza e ottenere i mezzi adeguati a risolverla. Non lo hanno fatto perché la sicurezza degli istituti scolastici non era e non è tra le priorità politiche. Si punta a varie riforme e riformette e ci si dedica poco a questo problema, sentito poco tra l'altro anche dall'opinione pubblica interessata più al benessere privato che a quello pubblico». Così Luciano Gallino, sociologo del lavoro, commenta le dichiarazioni di Bertoloso secondo le quali quasi tutte le scuole pubbliche non sarebbero in regola con la 626, la legge sulla sicurezza. Il problema, comunque, è molto complesso. «È un problema sia tecnico sia finanziario enorme, che diventa sempre più grave man mano che gli anni passano: mettere a norma un edificio che ha 20 anni è un conto, sistemarne uno che ne ha 120 è tutt'altra cosa». Come bisognerebbe quindi agire? «Ci vorrebbero legioni di ingegneri e tecnici che vadano in giro per le scuole italiane a verificare e controllare e miliardi di euro. Ma questi sono i capitoli di spesa che distinguono un Paese che bada agli impegni pubblici da un Paese che se ne cura assai poco. In Italia si preferisce occuparsi di riforme e riformette piuttosto che assicurare tetti alle istituzioni scolastiche o mura solide. Questo problema mette in gioco molti governi succedutesi negli anni. C'è però anche il fatto che questo è l'umore del pubblico che preferisce il benessere privato a quello pubblico, salvo poi strepitare in caso di incidenti o nel caso in cui un'Asl fissi una visita dopo due o tre mesi». Ci sono 500 milioni già stanziati per la sicurezza delle scuole bloccati dalla burocrazia. «Che ci siano intralci burocratici non lo metto in dubbio. Ma sta di fatto che come si fanno i decreti per altri settori, si potrebbero farli anche per questo problema. Sono sicuro che il Parlamento entro 60 giorni li approverebbe». Nel caso di Rivoli si può parlare di incidente sul lavoro? «Per certi aspetti la fenomenologia è simile: si adempie a un obbligo. Ma non mi spingerei più di tanto su questa strada: stare tra i banchi di scuola non deve essere connesso a nessun rischio». Rosario Caiazzo

Torna all'inizio


Pina vuole tornare a Robbio (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia Pavese, La" del 25-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

IL CASO Pina vuole tornare a Robbio Bloccata dalla burocrazia nell'ospizio in Abruzzo ROBBIO. Quasi centenaria, malata e non più autosufficiente, vorrebbe trascorrere l'ultimo periodo della sua lunga vita a Robbio dove è nata e dove è vissuta per moltissimi anni. Però vive in Abruzzo e a intralciare il suo desiderio c'è la burocrazia. I suoi congiunti con in testa il figli o secondogenito Giuseppe Vercellino, artigiano, non sanno più a quali porte bussare «per riportare la mamma a casa, ovviamente - precisano - in una struttura adeguata, in grado di fornirle tutta la continua e specialistica assistenza di cui ha bisogno». Giuseppina Volpi, 97 anni, ora è ospite dell'istituto Sacro Cuore di Vasto Marino, e spera nel trasferimento in una delle due case di riposo robbiesi. Progetto difficile. La famiglia Vercellino-Volpi se ne è accorta andando a parlare con il presidente del «Fagnani» di via Ospedale Santino Chiovino e con i responsabili del «Galtrucco» di via Mortara, nonchè con l'assessore ai servizi sociali del Comune Emanuele Calcagni. I primi hanno spiegato loro che la procedura d'ammissione alle locali case di riposo segue regole ben precise prevedendo nell'ordine priorità per gli anziani residenti a Robbio, seguiti poi da quelli dei paesi limitrofi ed, infine, con zero possibilità di essere inseriti quelli provenienti da altre Regioni. In Comune invece l'assessore ha spiegato che la residenza è possibile ottenerla dimostrando che la richiesta proviene da persona da almeno un mese residente in città. Un vigile urbano si è già recato a casa Vercellino, in via Vespolate, ma la nonnina non c'era. «Alla luce delle sue condizioni qui non ci sarà mai - fanno sapere i coniugi Vercellino - possiamo ospitare, nemmeno temporaneamente la nostra congiunta». La quasi centenaria non può nemmeno figurare come residente in una casa di riposo robbiese, in quanto, come visto, non possiede i requisiti necessari per essere ammessa. «Direi che si è creata una situazione incredibile, che con un po' di buon senso e di elasticità si potrebbe risolvere facilmente - accusano i due robbiesi - invece abbiamo trovato atteggiamenti di chiusura e di scarsa disponibilità». L'assessorer Emanuele Calcagni respinge con sdegno simile accusa. «Vercellino sa benissimo che abbiamo considerato varie possibilità per risolvere la situazione, ma - termina - non mi si chieda di compiere un falso in atto ppubblico». Dello stesso segno la considerazione finale di Santino Chiovino. «Accuse ingiuste - dice - per quanto riguarda la casa di riposo che presiedo, non posso derogare, per questioni di giustizia, correttezza e rispetto verso chi attende da tempo che si liberi un posto, dal criterio di ammissione che prevede prima i robbiesi residenti e poi tutti gli altri. Noi siamo disponibili a soluzioni ragionevoli nel rispetto delle regole». Per superare questa situazione si ipotizza ora una possibilità di soluzione a livello più alto: un contatto diretto tra funzionari del servizio assistenza di Abruzzo e Lombardia per una sorta di deroga con un passaggio diretto dell'anziana ad una delle due case di riposo robbiesi. (s.b)

Torna all'inizio


Il dopo Rivoli è il classico scaricabarile (sezione: Burocrazia)

( da "Riformista, Il" del 25-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Un paese a pezzi Il dopo Rivoli è il classico scaricabarile guerra di cifre. La Provincia di Torino apre un'indagine interna sul crollo del soffitto al liceo Darwin. L'opposizione denuncia i tagli in Finanziaria. Il ministro Gelmini nega, ma ammette che servono più risorse. All'appello mancano 32 milioni di euro. Nelle sue carte, da San Giuliano in poi, la vittoria triste della burocrazia: fondi inutilizzati o dispersi tra gli enti locali. di Sonia Oranges «Perché i nostri figli non li mandano a scuola nei Comuni? Perché si fanno i Comuni nuovi ristrutturati, perfetti, mentre i nostri figli li mandano a morire»: nelle parole di Cinzia Scafidi, la mamma di Vito, il 18enne morto tra le macerie del soffitto della sua aula nel liceo Darwin di Rivoli (Torino), c'è la terribile sintesi delle polemiche esplose nel mondo politico dopo l'incidente. Una «fatalità», come vorrebbe il premier Silvio Berlusconi, o il risultato di decenni di incuria, come urla l'opposizione? L'ultima parola tocca alla magistratura. Anche ieri il procuratore Raffaele Guariniello è andato avanti con sopralluoghi e interrogatori, in attesa del rapporto dei vigili del fuoco, mentre i consulenti appena nominati dovranno occuparsi dello studio dei materiali, delle analisi strutturali e della tenuta di quella maledetta controsoffittatura. Tutto per ricostruire quando sia stata realizzata quella struttura e perché il tubo di ghisa che ha ceduto non sia stato rimosso, bensì sostituito. L'autopsia sul corpo di Vito Scafidi ha confermato che il ragazzo è stato ucciso proprio da quel tubo. Ma la Procura torinese non è la sola a indagare. Il presidente della Provincia (l'ente cui competeva la sicurezza dell'edificio) Antonio Saitta ha disposto un'indagine interna che ricostruisca «precisamente tutto ciò che è stato fatto in quell'istituto anche negli anni passati», mentre il presidente della Regione Mercedes Bresso ha annuciato che chiederà al Politecnico di progettare una verifica strutturale di tutte le sedi scolastiche piemontesi. C'è da domandarsi, però, con che soldi sarà possibile fare tutto questo. Perché, fatte salve eventuali responsabilità personali di chi era chiamato a garantire la sicurezza nel liceo Darwin, il vaso di Pandora scoperchiato da quel soffitto crollato, rivela un quadro di gestione dell'edilizia scolastica da far accapponare la pelle. «Non dimenticherò mai i volti dei genitori di Vito - ripeteva ieri il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini - ma questa vicenda mi convince ancora di più della necessità di evitare inutili polemiche». Il ministro ha fatto riferimento all'articolo del decreto 137 che «consente di accedere ai fondi Cipe, circa 500 milioni di euro che noi abbiamo aggiunto per l'edilizia scolastica» considerata infrastruttura strategica, e ribadisce di aver «immediatamente erogato i 300 milioni di euro stanziati dal precedente governo, rendendo strutturale quell'intervento anche per il 2009», avviando insieme con il sottosegretario alla Presidenza Guido Bertolaso un piano per intervenire nelle 100 scuole meno sicure d'Italia. Il ministro ha confermato la necessità di aggiungere ulteriori risorse perché, dalla spesa corrente dell'Istruzione, resta solamente un magro 3% per edilizia, laboratori e sicurezza. Sì, perché queste voci a quanto pare non sono mai state considerate spesa corrente. E, per quanto il ministro esponga al meglio i numeri a sua disposizione, i tagli ci sono stati anche nelle risorse disponibili. E le risorse, negli anni, sono state erogate secondo tempi e modi della burocrazia nostrana, e usate a volte male. O non usate del tutto. Lo racconta prima di tutto la documentazione nelle mani di Bertolaso che oggi riferirà alla Camera. Carte che raccontano del dopo San Giuliano di Puglia, quando nella Finanziaria 2003 fu istituito un piano straordinario che destinava il 10% delle risorse per le infrastrutture alla messa in sicurezza delle scuole, soprattutte in zone sismiche. A tutt'oggi, quei fondi erogati macchinosamente negli anni, sono stati utilizzati solamente in 50 istituti, mentre in altre 300 scuole si attende l'avvio dei lavori, mentre in altre 600 si è ancora alle prese con l'affidamento delle opere. Dopo cinque anni. Un disastro. E si parla soltanto delle zone sismiche, ben lontane da Rivoli e dal solaio del liceo Darwin. Per istituti come questo, si dovrebbe attingere dal piano straordinario (finanziato per trienni) deciso alla fine degli anni Novanta con il passaggio degli edifici dallo Stato agli enti locali (le Provincie per gli istituti superiori, i Comuni per le scuole medie inferiori) che da soli non erano in grado di sostenerne i costi. Un disastro anche in questo caso. «I primi anni quel fondo è stato finanziato - ha spiegato la senatrice Pd Mariangela Bastico, già viceministro all'Istruzione nell'era Fioroni - poi, dal 2001 al 2006, i soldi sono arrivati solamente una volta. Noi abbiamo rifinanziato un triennio, vincolando fondi, 250 milioni a carico dello Stato, alla compartecipazione degli enti locali. Quest'anno, però, il governo ha tagliato via 23 milioni di euro». Nessuna colpa degli enti locali? «Dipende. Ci sono tanti esempi virtuosi, ma anche Regioni che dal 2000 non hanno speso i fondi disponibili. So che il ministero ha recuperato quei soldi, e ha fatto bene. Ma sbagliano a ridurre le risorse. Semmai bisognerebbe adoperare i poteri sostitutivi per spenderle». 25/11/2008

Torna all'inizio


40 Paesi battono l'Italia (sezione: Burocrazia)

( da "Riformista, Il" del 25-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Competitività 40 Paesi battono l'Italia Che l'Italia non sia il posto migliore del mondo dove fare affari è risaputa, ma ogni tanto arriva una classifica internazionale a confermarlo. Ieri al convegno di Business International, dove si sono incontrati ogverno e imprese, è stato presentato un rapporto costruito con i dati e le stime dell'Economist Intelligence Unit, la società di consulenza e analisi del gruppo editoriale che pubblica l'omonimo settimanale. Risultato: l'Italia è quarantesima su ottandadue paesi per competitività. A un estremo ci sono Singapore, la Danimarca, la Finaldia (gli Stati Uniti sono solo settimi e fra quattro anni dovrebbero risultare decimi), all'altro l'Iran. Prima di noi ci sono Lettonia e Tailandia, e se può stupire la seconda, la prima è un'econoomia dinamica e giovane, come la sua classe dirigente. Forse lascia più perplessi il distacco dal Messico, che ci precede di dieci posizioni. A scorrere gli indicatori (che hanno tutti lo stesso peso nello stabilire la posizione nella classifica finale), si capsice che a penalizzare l'Italia è soprattutto il quadro macroeconomico, la combinazione di crescita bassa e finanze pubbliche precarie, con un debito eccessivo, che sembra destinato a peggiorare nei prossimi quattro anni, secondo le stime dell'Economist. Anche il mercato del lavoro resta un punto debole, per la sua rigidità che scoraggia le imprese che vorrebbero investire in Italia, già oberate dalla burocrazia e, si legge nel rapporto, da costi dovuti alla scarsa concorrenza di alcuni settori, come quello dei servizi bancari dove i conti correnti restano i più costosi d'Europa (182 euro all'anno contro i 34 dell'Olanda). Oltre al regime fiscale, con tasse alte e complicate, che per quel parametro ci fa arrivare ultimi in Europa. Tutte le stime sul futuro sono provvisorie, ma se le cose non peggiorano troppo, nel prossimo quadriennio l'Italia dovrebbe riuscire a rimontare una posizione, arrivando trentanovesima. S.F. 25/11/2008

Torna all'inizio


Brown annuncia meno Iva per tutti più tasse ai ricchi (sezione: Burocrazia)

( da "Riformista, Il" del 25-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

regno unito annunciato ieri il piano d'azione anti-crisi Brown annuncia meno Iva per tutti più tasse ai ricchi E L'EUROPA COSTA. Think-tank tory fa i conti e chiede lo sganciamento da Bruxelles. E di questi tempi, l'argomento fa breccia anche nel Labour. di Mauro Bottarelli Londra. «La recessione non è un'opzione, se non si agisce subito il fallimento non sarà solo della politica economica ma della stessa leadership». Con queste parole il premier britannico Gordon Brown ha difeso il suo piano contro la crisi parlando alla conferenza annuale della Cbi, la Confindustria britannica, nel giorno in cui Alistair Darling, il ministro delle Finanze, presentava al Parlamento il pre-Budget del governo, anticipazione della finanziaria vera e propria attesa per marzo. Parlando agli imprenditori, Brown ha ricordato come nel corso di «precedenti recessioni abbiamo visto che se non si agisce all'inizio del declino aumenta la lunghezza e l'ampiezza della recessione. Via libera, quindi, al piano d'azione da 20 miliardi di sterline sbarcato ai Commons chiuso nella valigetta rossa del Treasury. Tra il disappunto dei Conservatori, Darling ha infatti annunciato dal primo dicembre un taglio dell'Iva su beni e servizi dal 17,5% al 15%, il livello più basso permesso dalla Ue: la riduzione sarà temporanea e si prevede che il beneficio per i consumatori si aggiri sui 12,5 miliardi di sterline. Brutte notizie, invece, per chi ha redditi superiori alle 150mila sterline (177mila euro): per loro, è in arrivo un aumento della tassazione dal 40 al 45 per cento che scatterà dall'aprile 2011. Ma al di là degli annunci e dei via libera, il piano messo in campo da Gordon Brown e Alistair Darling presta il fianco a polemiche politiche non del tutto prive di senso. L'aumento dell'aliquota per i redditi oltre le 150mila sterline, infatti, appare puramente demagogico e populistico. Questo provvedimento, infatti, riguarderà 400mila persone circa e un piano del 2006 dimostrava che un aumento della tassazione del 5% avrebbe garantito al Treasury 1,2 miliardi di sterline. Nulla di risolutivo, quindi. Ma in casa Tories, non ci si limita a fischiare il governo. Si cominciano a fare i conti con un'altra realtà, più ampia. Ovvero, i costi della permanenza della Gran Bretagna nell'Ue. D'altronde, Londra non ha adottato la moneta unica, ma operando in area euro paga in questo momento già difficile una pericolosa debolezza della sterlina, scesa ai livelli del 1992. Inoltre la crisi ha reso palese, se ancora ce ne fosse stato bisogno, la differenza di fisionomia economico-finanziaria e sociale del Regno Unito rispetto al resto del Continente: da un lato la finanziarizzazione di stampo statunitense della società britannica ha esposto Londra all'ondata più dura di crisi, dall'altro questa struttura continua a cozzare con l'eccesso di regolamentazioni e burocrazia dei mercati del lavoro di area Ue. Negli ambienti conservatori di Whitehall da giorni circola infatti un documento redatto dal think-tank Bruges Group dal titolo «Lo scandalo delle 106.117 sterline al minuto», che mette in fila le cifre della permanenza della Gran Bretagna nell'Unione europea e pare che nessuno, questa volta, l'abbia bollato come propaganda anti-europeista e cestinato. Anzi, è stato preso in grande considerazione. Dal calcolo eseguito nei mesi scorsi emerge che il combinato di spese dirette e indierette dell'adesione britannica all'Ue toccherà quota 55,775 miliardi di sterline. Fino al 2008, infatti, il Regno Unito ha contribuito al Budget Ue per 68,2 miliardi netti mentre al termine dell'attuale budget di copertura nel 2013, Londra avrà pagato qualcosa come 101,4 miliardi di sterline netti. E a fronte dell'asse sempre più solido tra la Merkel e Sarkozy anche in casa Labour potrebbe far breccia la tentazione di rivedere tutto il "capitolo sociale" dell'Ue, dalla regolamentazione del lavoro fino al diritto di sciopero, opzione già utilizzata da David Cameron come cavallo di battaglia nella corsa alla leadership. D'altronde l'euroscetticismo di fondo di Gordon Brown non è un segreto e di fronte a una crisi di questa entità la logica del "my country first" può essere fruttuosa oltre che propagandisticamente vincente. 25/11/2008

Torna all'inizio


foscari-massari messo a norma (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Venezia, La" del 25-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 17 - Cronaca Foscari-Massari messo a norma Ferrazzi: «Rischiava di crollare il soffitto come a Rivoli» Due anni fa si è dovuto intervenire d'urgenza investendo 400 mila euro per il Foscari-Massari di Mestre. L'istituto, ha spiegato ieri l'assessore provinciale Andrea Ferrazzi, «presentava problemi strutturali che potevano causare analoghe conseguenze a quelle del Darwin di Torino, con un controsoffitto costruito negli anni Settanta in condizioni di oggettivo pericolo. In una sola estate siamo intervenuti così come la scorsa estate, con una spesa di 200 mila euro abbiamo eliminato la copertura in amianto del liceo Franchetti. Senza che nessuno ne parlasse». In quattro anni a Mestre sono stati spesi 12 milioni di euro dei 60 milioni stanziati dalla Provincia di Venezia per l'edilizia scolastica dall'amministrazione guidata da Davide Zoggia. Si è intervenuto quest'anno anche al Pacinotti, allo Stefanini, al Zuccante e ancora a Portogruaro (8,5 milioni di euro), agli istituti Righi e Cestari di Chioggia (5,5 milioni) a Dolo e Mirano (14 milioni), San Donà (5,8 milioni in quattro anni). Altri cantieri al Barbarigo, recentemente inaugurato, e al Polo Nautico a Venezia, oramai in dirittura d'arrivo. «Questo è l'enorme patrimonio di sicurezza che ricadrà positivamente nei prossimi decenni», commenta il presidente Davide Zoggia ricordando che per garantire questi investimenti così ingenti la Provincia ha dovuto vendere il 25 per cento delle sue partecipazioni in società, con una spesa media annuale in cantieri di 15 milioni di euro. Gli enti locali da soli non ce la possono fare altrimenti, spiega l'assessore Andrea Ferrazzi. Perchè i finanziamenti dello Stato sono poca cosa. «Per anni i governi non hanno dedicato finanziamenti all'edilizia scolastico. Per il 2009 il governo Berlusconi ha stanziato 20 milioni di euro che vanno divisi per 40 mila plessi in Italia. Questo significa che arriveranno 500 euro a scuola, il costo di una finestra». Per questo dalla Provincia si leva un appello al governo: «Aumentare gli stanziamenti per gli interventi negli istituti scolastici - conclude l'assessore - e ridurre al massimo la burocrazia per accelerare gli interventi. Questo deve essere l'imperativo». (m.ch.)

Torna all'inizio


Errani: da noi soldi non spesi non ce ne sono (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Modena,La" del 25-11-2008)
Pubblicato anche in: (Nuova Ferrara, La)

Argomenti: Burocrazia

Scuole, replica a Bertolaso Errani: da noi soldi non spesi non ce ne sono BOLOGNA. Sorpreso dalle parole pronunciate dal capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, sui fondi per l'edilizia scolastica bloccati dalla burocrazia, il governatore dell'Emilia-Romagna Vasco Errani non ci sta: «Qui residui per l'edilizia scolastica non ci sono. Le Province hanno messo più del loro». Errani si è detto «stanco di questo modo di ragionare, sempre alla ricerca di qualcuno a cui consegnare il cerino». Stupito da Bertolaso anche l'assessore al Bilancio e al patrimonio della Provincia di Bologna, Aleardo Benuzzi. «La Provincia di Bologna nel 2008 ha investito oltre 17 milioni di euro per la manutenzione e la costruzione di nuove aule. Questo a fronte di un trasferimento statale pari a 900 mila euro».

Torna all'inizio


Ci vuole nuova governance per il sistema bancario (sezione: Burocrazia)

( da "Italia Oggi" del 25-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Mercati e Finanza Numero 280, pag. 48 del 25/11/2008 Autore: di Carlo Arcari Visualizza la pagina in PDF       Aibe (istituti esteri): oltre alla crisi, troppe tasse in Italia Ci vuole nuova governance per il sistema bancario La crisi globale impone severe riflessioni sulle modalità d'offerta di servizi finanziari, portata avanti in Italia soprattutto dalle banche straniere, che più di quelle nazionali hanno risentito e risentiranno del clima di sfiducia. «Quel che è accaduto impone un ripensamento del modello di business delle banche, per tornare a valorizzare ed esaltare la vicinanza tra banca e cliente, tenendo conto delle esigenze e della cultura finanziaria di quest'ultimo: ci vogliono nuove regole di governance, obiettivi e strategie di medio-lungo periodo per affrontare le sfide che la crisi attuale rende ineludibili», ha detto Guido Rosa, presidente dell'Aibe, che riunisce oltre 40 istituti di credito esteri che operano in Italia, intervenendo all'annuale assemblea dell'associazione. Il presidente ha rivendicato con forza il ruolo dei suoi associati nel sistema finanziario ed economico italiano. Le banche estere nel 2006 hanno concesso il 16% degli impieghi complessivi erogati all'industria; a esse faceva capo il 14% circa dei fondi intermediati dal sistema bancario nazionale (quasi il 19% nel 2007). Sempre nel 2006 detenevano il 14% dei titoli presenti nel portafoglio del sistema bancario italiano. «Il ruolo giocato delle banche estere da noi è stato positivo», ha affermato Rosa. «Basti pensare all'impulso dato al credito al consumo e a strumenti moderni quali il project financing, le ipo, l'equity investment che hanno agevolato la crescita delle nostre imprese. Le filiali nazionali delle banche estere, in questa temperie, hanno retto meglio di quelle di altri paesi, proprio grazie alle attività sviluppate in Italia. Il problema, oggi, è fare in modo che possano continuare a rimanere qui a fare il loro lavoro». Secondo Rosa, l'impegno messo in campo dai governi europei è stato molto importante ma scoordinato. Inoltre le banche straniere lamentano l'esistenza di un rischio Italia rappresentato dal sistema fiscale, dal peso della burocrazia e dai costi della vigilanza. «è evidente», denuncia Rosa, «la distorsione provocata dalla Robin Hood tax che, secondo le stime, produce un aumento del carico fiscale variabile fra il 14 e il 19% rispettivamente nel 2008 e nel 2009».

Torna all'inizio


schiacciati da burocrazia e costi alle stelle (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 25-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 6 - Pontedera Schiacciati da burocrazia e costi alle stelle La dura vita degli artigiani: siamo rimasti in pochi, la passione non basta VOLTERRA. Una città dell'artigianato. Una tradizione lunga e duratura. Vite dedicate all'artigianato, grandi passioni e un luogo dove il tempo scorre a progettare, modellare, inventare. Luca Casini, Patrizia Cerella e Spartaco Montagnani sono solo alcuni degli artisti-artigiani di Volterra che hanno sfidato se stessi e hanno deciso di trasformare un amore e una predisposizione naturale in una vera e propria professione. Con tutti i pro e i contro. Luca Casini, con alle spalle un diploma all'istituto d'arte e undici anni di attività come dipendente in un'oreficeria, ha aperto dal 2001 un centro orafo di sua proprietà. Una decina di oggetti preziosi creati ogni mese, una fucina pronta a soddisfare ogni tipo di richiesta e un processo di realizzazione complesso. Tecnica della microfusione a cera persa, stampi in gomma, lastre, fili, trafori e martelli per partorire oggetti preziosi e unici, diversi gli uni dagli altri. Anelli, bracciali e soprattutto orecchini, il modello più richiesto, in oro o in un altro metallo, che ricordano i monili etruschi e che incantano con le loro sfumature. Ma, come si dice, non è tutto oro quello che luccica. «E' una strada lunga e di grande sacrificio» commenta Luca. «Le difficoltà che noi artigiani dobbiamo affrontare per reggere il confronto sul mercato sono molte. Da una parte dobbiamo fare i conti con una burocrazia faraginosa e dei costi di gestione alti, dall'altra le tutele nei nostri confronti sono veramente insignificanti. Considerando i tempi di lavorazione e i prezzi della materia prima non possiamo neppure svendere i prodotti. Ecco che il commercio e la vendita al dettaglio diventano sempre più difficili. Anche perché le richieste arrivano soprattutto nel periodo estivo, sull'onda del turismo e si concentrano quindi in cinque-sei mesi». Dello stesso avviso anche Patrizia Cerella, di professione pittrice e intagliatrice. «Il 2008 è stato un anno problematico e nonostante il massimo impegno, non è facile tirare fuori uno stipendio. Devi avere un bel giro di commesse ed essere instancabile. Quando devo consegnare un lavoro, vado avanti ad oltranza, sacrificando me stessa e la famiglia. Mi è capitato ad esempio, di dipingere un acquarello della Piazza dei Miracoli. Mi era stato commissionato da un'istituzione che poi voleva regalarlo, in tiratura limitata, ai suoi soci. Non ho dormito, torturata dal pensiero che non risultasse un oggetto soddisfacente, per diverse notti consecutive. E poi è necessario considerare anche i tempi di lavorazione. Per consegnare una cornice vanno calcolati anche i giorni dell'asciugatura e non solo l'intarsio. Siamo uno dei pochi laboratori - conclude Patrizia - che utilizziamo materiali ecologici: colori naturali derivati dalle terre e collanti fatti con le gelatine animali». «Questo lavoro lo fai solo se ci credi», conferma Spartaco Montagnani, scultore da sempre. Ha iniziato bambino, nella bottega del padre ed è cresciuto circondato da alabastro, creta, legno e bronzo. «Vendo le mie statue sia alle aziende che ai privati e riesco a fare uscire dal mio laboratorio un centinaio di opere complete al mese». Spartaco, un po' artista un po' artigiano, parte da un modello, che con instancabile manualità, riproduce in un materiale tenero e poi lo riporta sul metallo. Dopo la fusione in bronzo arriva la fase successiva della lavorazione e poi l'invecchiamento. «Immergo il pezzo - spiega - in acqua e acido e così ottengo quel colore verde rame che rimanda ai tempi che furono e che caratterizza le creazioni di questo tipo». Paola Silvi

Torna all'inizio


La Cia: a rischio anche l'agricoltura (sezione: Burocrazia)

( da "Manifesto, Il" del 25-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

CRISI ITALIANA La Cia: a rischio anche l'agricoltura Migliaia di imprese agricole rischiano il tracollo se non verranno da subito adottate misure che permettano sgravi contributivi e la riduzione degli elevati costi produttivi che opprimono gli imprenditori. È quanto sollecitato dalla Cia (Confederazione italiana agricoltori) nell'incontro ieri a Palazzo Chigi tra il governo e le parti sociali. I pesanti costi di produzione, gli aumenti degli oneri sociali e delle assicurazioni, il caro-denaro e il difficile accesso al credito bancario, il crollo dei prezzi praticati nei campi e l'opprimente burocrazia - segnala la confederazione - stanno mettendo in ginocchio le aziende, molte delle quali ora producono addirittura in perdita. Oltre alla chiusura di aziende, specie quelle che operano in zone di montagna e aree svantaggiate, «si verificherà - secondo la Cia - un taglio netto delle produzioni nazionali agricole, con la conseguente invasione dall'estero». Come conseguenza, saranno messi in vendita prodotti di qualità scadente e ci sarà una forte impennata dei prezzi per i consumatori. Non solo, il settore vedrà diminuire l'occupazione e il calo produttivo determinerà una flessione dell'export agroalimentare, oggi fiore all'occhiello del made in Italy. Un rischio che ieri è stato ammesso anche dal governatore della Lombardia Roberto Formigoni. Sempre nel settore agricolo, in Toscana è la Coldiretti a essere in agitazione. Per giovedì è prevista una manifestazione a Firenze.

Torna all'inizio


Il superdonatore Avis diventa cavaliere Cerimonia a Milano per Sergio Vicardi (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Lodi)" del 25-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

LODI pag. 5 Il superdonatore Avis diventa cavaliere Cerimonia a Milano per Sergio Vicardi MELEGNANO I SOCI PREMIATI SONO GIÀ DICIANNOVE ? MEGNANO ? L?AVIS di Melegnano, tradizionalmente, consegna al registro dei «cavalieri al merito della repubblica» i propri donatori più prolifici. E questa volta è il turno di Sergio Vicardi, «avisino» che ha superato la soglia delle 125 donazioni di sangue. Vicardi ha iniziato la sua attività di volontario nel lontano 1964 e oggi, all?età di 74 anni, non si tira mai indietro quando viene chiamato per una donazione di sangue. In totale, ha raggiunto la quota di addirittura 139 donazioni. PER LA VERITÀ, la domanda di insignire il donatore del titolo venne avanzata dopo la fatidica 125esima donazione, ma i tempi della burocrazia restano quelli che sono, tanto da far esclamare a Vicardi una frase ironica: «Non preoccupatevi, la benemerenza me la assegneranno post-mortem». La battura, forse è stata di buon auspicio, e la nomina a cavaliere è invece arrivata. La consegna del riconoscimento è avvenuta a Milano a opera del prefetto del capoluogo, Gian Valerio Lombardi, e del sindaco meneghino Letizia Moratti. ALLA CERIMONIA ERA presente Lina Curti, la presidente in carica della sezione Avis melegnanese, accompagnata dal vicesindaco Enrico Lupini, entusiasta per il titolo conferito al concittadino. L?Avis di Melegnano è una realtà molto forte e conta oltre 750 soci donatori. Al momento, con Vicardi, il numero dei donatori insigniti del titolo di cavaliere è salito a ben 19, mentre cinque altri colleghi volontari sono ancora in lista di attesa. Luigi Albertini

Torna all'inizio


Lo Stato DELLA GLOBALIZZAZIONE (sezione: Burocrazia)

( da "Manifesto, Il" del 25-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

I CONFINI MOBILI DELLA SOVRANITÀ Lo Stato DELLA GLOBALIZZAZIONE Un'intervista con Saskia Sassen, in Italia su invito de Il Mulino e alla vigilia dell'uscita del suo ultimo libro «Territori, autorità, diritti». Il mutamento dello stato nazionale e l'emergere di una terra di nessuno «né globale né locale» dove si sviluppa l'azione dei movimenti sociali Benedetto Vecchi Un testo ambizioso quello di Saskia Sassen su Territorio, autorità, diritti tradotto da Bruno Mondadori (pp. 596, euro 42. Quando il libro uscì negli Stati Uniti ne scrisse Sandro mezzadra il 3 Febbraio 2007). Ambizioso perché l'autrice si pone due obiettivi: da una parte spiegare la formazione dello stato moderno; dall'altra cercare di definire i contorni e le forze operanti in quel processo che vede lo stato-nazione essere uno dei maggiori protagonisti della globalizzazione, all'interno però di un paradosso: rimanere un protagonista rinunciando ad alcuni aspetti della sovranità nazionale. Per la studiosa di origine olandese vanno quindi respinte le tesi che annunciano la prossima e irreversibile scomparsa dello stato nazionale, ma allo stesso tempo muove forti critiche verso le posizioni che considerano lo stato-nazione l'ultima trincea per respingere l'attacco del capitalismo neoliberista, salvaguardando così le specificità economiche, sociali e politiche «locali», che comprendono gli istituti del welfare state. Né crede, come afferma in questa intervista, che l'attuale crisi economica favorisca una brusca frenata alla globalizzazione. Anzi, considera i provvedimenti presi dai vari governi nazionali, dagli Stati Uniti all'Inghilterra, dalla Germania all'Italia, propedeutici al mantenimento dello status quo, accelerando tuttavia quelle forme di coordinamento sovranazionale che individuano nei governi nazionali lo strumento per applicare localmente decisioni prese a livello globale. In Italia su invito dell'«Associazione di cultura e politica Il Mulino», Saskia Sassen ha tenuto la lectio magistralis che la casa editrice bolognese organizza ogni anno attorno all'emergere di uno spazio politico, giuridico e economico «Né globale, né nazionale» all'interno del quale alcune componenti dello stato moderno e dei i movimenti sociali favoriscono la costituzione di un ordine politico mondiale in cui l'esercizio del potere vede l'interazione, la negoziane e il conflitto tra istituzioni, imprese e movimenti locali, regionali, globali. Saskia Sassen tiene però a precisare che in tutti i suoi libri, compreso quest'ultimo, si prende la libertà di offrire sì il sottofondo empirico della sue tesi, ma anche di fare «pura teoria». Una libertà che non sempre è apprezzata nel mondo universitario anglosassone. Con un sorriso sornione tiene comunque a a sottolineare che lei è una «nomade intellettuale», perché è nata in Olanda, ma che è stata influenzata della cultura latinoamericana, visto che ha vissuto la sua infanzia e adolescenza a Buenos Aires. Inoltre, per la sua crescita intellettuale è stata significativa la frequentazione della realtà intellettuale italiana,, dato che è vissuta a Roma, mentre la Francia è stata determinante per prendere familiarità con quel marxismo strutturalista che ha condizionato tantissimo il saggio The Mobility of Labor and Capital. Allo stesso modo, il pragmatismo statunitense ha mitigato la sua tendenza all'astrazione. «Sono una straniera che si sente a casa in ogni posto che visito», dice con ironia E alla affermazione che questa sensazione ricorda molto la figura dell'apolide di Edward Said, sorride divertita dal paragone. Un nomadismo intellettuale, tuttavia, che viene gestito con rigore, come testimoniano i suoi libri sulle Città globali o sulla globalizzazione (Fuori controllo, Globalizzati e scontenti, Sociologia della globalizzazione), dove Saskia Sassen dosa sempre sapientemente l'eterogeneità della sua formazione intellettuale. Una caratteristica che accompagna anche questo ultimo libro, dove la formazione dello stato moderno è vista come un «assemblaggio» di diversi territori retti da autorità spesso in conflitto le une con le altre. Un processo lungo secoli e assai contradditorio. Più o meno come la globalizzazione, considerata a ragione come un work in progress che vede diverse istituzioni, imprese, movimenti sociali che lavorano per assemblare ciò che è distinto per storie, tradizioni culturali, realtà produttive. Sono molti gli studiosi che sostengono come la crisi finanziaria rappresenti il de profundis della globalizzazione e che Barack Obama sarà costretto a una politica più attenta allla dimensione nazionale che non il suo predecessore George W. Bush, attento invece ad affermare la supremazia imperiale americana nel mondo. Lei che ne pensa? Non credo proprio che la crisi attuale coincida con la fine della globalizzazione. Penso infatti il contrario. Se guardiamo alle misure prese per reagire alla crisi finanziaria vediamo che c'è un attivo coordinamento dei diversi governi nazionali per affrontarla. L'obiettivo dichiarato è infatti salvare la globalizzazione, mica ritornare al passato. Negli ultimi venti, trenta anni abbiamo assistito a una trasformazione profonda dell'attività economica, nel rapporto tra gli stati, nell'azione politica dei movimenti sociali. C'è chi dice che l'interdipendenza tra le diverse realtà nazionali è l'elemento che caratterizza la globalizzazione. Questo è indubbio, ma la globalizzazione è anche altro. Le imprese, ad esempio, progettano il processo lavorativo a livello globale, i capitali ignorano i confini nazionali, le migrazioni coinvolgono centinaia di milioni di uomini e donne, modificando il panorama delle società che lasciano e di quelle che accolgono i migranti. Le città diventano globali, cioè rispondono più a una dimensione sovranazionale che allo stato nazionali in cui sono collocate. Ci sono inoltre istituzioni sovranazionali come il Fondo monetario internazionale, la Banca mondiale e il Wto che stabiliscono regole che ogni stato nazionale deve poi far sue. Sono questi cambiamenti irreversibili, che non devono però alimentare una lettura lineare della globalizzazione. La globalizzazione è, infatti, un processo segnato da continuità, ma anche da forti discontinuità. Per queste ragioni non credo che Barack Obama privilegerà il cortile di casa, perché gli Stati Uniti sono parte integrante della globalizzazione. Obama è un leader politico intelligente e sa benissimo che se attuerà una politica «nazionalista» andrà incontro a un insuccesso. C'è ovviamente la pesante eredità che George W. Bush gli lascerà. Durante la campagna presidenziale Obama ha detto che vuole favorire un grande cambiamento, che lo stato deve intervenire per attenuare le diseguaglianze sociali accentuate del libero mercato. Ma Obama non è un radical, né un roosveltiano; crede nel libero mercato, ma pensa che il mercato lasciato a se stesso è destinato a fallire. Nel vostro paese sarebbe definito un «centrista». Ciò che è importante, tuttavia, non sono i suoi programmi, quanto la diffusa mobilitazione sociale per la sua elezione a presidente. Gli invisibili, i senza potere, le minoranze, i migranti hanno preso la parola e hanno occupato la scena politica. È difficile che tornino a casa senza cercare di condizionare le scelte politiche che farà. Non ho il dono delle preveggenza, ma è abbastanza realistico affermare che Barack Obama dovrà fare i conti anche con loro. Il suo ultimo libro è in realtà un libro su come sta cambiando il concetto di sovranità. Nel passato, i governi nazionali avevano il monopolio della decisione su un territorio ben definito. Ora non è più così. Spesso le decisioni vanno prese a livello sovranazionale e gli stati-nazionali eseguono. Mi sembra che lei punti a radiografare questo mutamento.... L'idea che io stia lavorando a sviluppare un nuovo concetto di sovranità mi piace. Allo stato attuale delle mie ricerche mi limito a dire la sovranità moderna prevedeva un monopolio della decisioni politica, ma che tale decisione doveva avere il consenso e la legittimazione dei sudditi del sovrano. Nella fase attuale tutto è molto più complesso, perché le decisioni prese dal Wto, dalla Banca mondiale, dal G8 o dal Fondo monetario non hanno né il consenso che la legittimazione dei popoli oggetto di quelle decisioni. Eppure questi organismi istituzionali o informali continuano a operare e che la legittimità avviene assemblando territori, autorità e diritti. Il problema che mi sono posta è quale ruolo possono svolgere gli stati nazionali in questo processo, giungendo alla conclusione che stiamo assistendo a un processo di denazionalizzazione che ha come protagonisti gli stati nazionali. La globalizzazione non significa tuttavia fine dello stato-nazione, quanto una modificazione dell'equilibrio tra potere esecutivo, legislativo e giuridico. Il potere esecutivo, ad esempio, acquista un ruolo decisivo nel tradurre localmente le decisioni prese globalmente. Allo stesso tempo il potere giuridico deve armonizzare la legislazione nazionale alle norme internazionali. Inoltre, lo stato-nazione esprime un sofisticato know how indispensabile a sviluppare quelle Authority indispensabili a negoziare con gli attori nazionali le decisioni globali. In ogni paese europeo ci sono oramai le Authority per la concorrenza, per le telecomunicazioni, per la privacy o altro ancora. Spesso sono composte da uomini e donne molto competenti che provengono dalla burocrazia statale. Dunque, nessuna scomparsa dello stato-nazione, ma un cambiamento nel suo funzionamento. Ci troviamo però di fronte a un paradosso: lo stato-nazione che lavora per cedere parte della propria sovranità a istituzioni sovranazionali; oppure uno stato-nazione che diviene il guardiano sul proprio territorio per conto sempre di organizzazioni sovranazionali.... È un paradosso come dice lei, ma che consente ai movimenti sociali di rafforzare la propria azione. Prendiamo la carta delle Nazioni Unite sui diritti umani: può essere impugnata dai movimenti sociali per contrastare delle politiche nazionali; oppure possono rivolgersi alla Corte internazionale di giustizia e chiedere che l'operato di un governo locale sia sanzionato. La globalizzazione è un processo all'interno del quale lo stato-nazione può anche rinunciare alla propria sovranità, ma questo non significa che sia una situazione che inibisce il conflitto sociale. Anzi, per molti aspetti l'aiuta. Prendiamo i forum sociale di Porto Alegre. Tutti ora dicono che sono finiti, che hanno perso la loro forza propulsiva. Sarà anche così, ma hanno favorito azioni globali, all'interno delle quali tanto le organizzazioni sovranazionali che gli stati nazionali hanno dovuto negoziare con i movimenti sociali globali. I conflitti che li hanno visti protagonisti non sono stati però conflitti antisistemici, per riprendere un'espressione cara a Immanul Wallerstein, bensì conflitti interni alla globalizzazione. Non puntavano cioè a uno sganciamento di questo o quello stato dall'economia e dall'ordine mondiale, quanto ad assumere che la globalizzazione era il contesto dove sviluppare la propria azione politica. CONTINUA|PAGINA14 Prendiamo il movimento dei migranti negli Stati Uniti. Erano sans papiers che rivendicavano il fatto che erano loro, gli invisibili alla legge, uno dei motori propulsivi dell'economia statunitense. Erano dei «senza potere» che rivendicano il potere derivante dal loro fare, facendo leva proprio su quella terra di nessuno che non è né globale né nazionale. Vuole dire che il potere non riesce a fare una mappa esaustiva della realtà sociale e che qualcosa gli sfugge? Quello che mi preme sottolineare con la la tesi della «denazionalizzazione» è l'insufficienza dei linguaggi dominanti sulla globalizzazione. Negli anni passati abbiamo letto o sentito parlare di una omologazione culturale, dell'avvento di media globali, dell'egemonia di un pensiero unico. Ora abbiamo sì dei media globali, ma devono poi articolare forme locali nella produzione culturale. Il rap è considerato un altro esempio di omologazione culturale, visto che è suonato a Ramallah come a Los Angeles, a Parigi come a San Paulo. Ma, mentre il rap dei giovani palestinesi parla di autodeterminazione nazionale, a San Paulo descrive le favelas come una forma di vita «indipendente» dallo stato. Prendiamo Internet, il simbolo per eccellenza della globalizzazione. Il web deve necessariamente essere globale e al tempo stesso locale. E tuttavia, nonostante tutti i tentativi di armonizzare le legislazioni nazionali, ci sono esperienze che non sono né globali, né locali e che hanno il potere di modificare la Rete, come testimoniano le esperienze di condivisione di informazione, musica e film. Quello che voglio dire è che nella globalizzazione ci sono appunto terre di nessuno né globali né locali all'interno delle quali i movimenti sociali sviluppano la loro azione che ha il potere di condizionare il suo sviluppo.

Torna all'inizio


Quattro miliardi per le aree dismesse (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 25-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno - NAPOLI - sezione: NAPOLI - data: 2008-11-25 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Il dibattito L'annuncio al convegno sull'urbanistica. L'Acen: «Ma la burocrazia scoraggia i privati» Quattro miliardi per le aree dismesse NAPOLI - Un cospicuo piano di finanziamenti privati, di circa 4 miliardi di euro, sarà dedicato in Campania al ripristino di aree dismesse, una fra tante, quella dello «scasso» del Centro Direzionale. Questa una delle anticipazioni del direttore dell'Acen, l'Associazione Costruttori Edili Napoletani Diego Vivarelli, nel corso del convegno «La situazione della Disciplina Urbanistica in Campania», organizzato dall'Associazione ex Consiglieri Regionali con l'Associazione degli ex Parlamentari della Repubblica ieri mattina. «La disponibilità ad investire sul territorio da parte dell'imprenditoria locale, ha ribadito Vivarelli - è però scoraggiata da una burocrazia eccessivamente lenta». La necessità, da parte della legislatura urbanistica, di mettere in atto delle semplificazioni, è emersa anche dagli interventi del Preside della facoltà di Architettura della «Federico II» Claudio Claudi de Saint Mihiel e di Guido D'Angelo, dicente di Diritto Urbanistico. Quest'ultimo, in particolare, ha sottolineato: «Nonostante la presenza di organismi interregionali e interprovinciali per la gestione urbanistica, come la Conferenza permanente di pianificazione, il Tavolo permanente per il controllo della qualità del paesaggio e laboratori di pianificazione programmata, il 7-8% dei Comuni della nostra Regione è attualmente privo di piani urbanistici e territoriali, e, fra quelli che beneficiano di un Piano regolatore generale, circa l'88% continua a basarsi su programmi di fabbricazione parziali, per legge aboliti dal 1982». «Più che disciplina urbanistica, - ha dichiarato il Professor D'Angelo - in Campania è diffusa l'indisciplina del governo del territorio. Sia in sede legislativa che amministrativa l'indisciplina urbanistica in Campania - ha concluso - risulta anche dai gravissimi ritardi della pianificazione comunale e dal diffuso e generalmente impunito abusivismo edilizio, di cui in Campania abbiamo il primato». Alla giornata di studi presieduta da Filippo Caria sono intervenuti anche il Presidente della Commissione Urbanistica della Regione Campania Pasquale Sommese, Giovanni Acocella, Giancarlo Cosenza, Antonio Cimmino, Giovan Battista de' Medici e Mario Del Vecchio. L'area dello «scasso» vicino a Poggioreale

Torna all'inizio


Riunione dei dirigenti per velocizzare i pagamenti alle ditte Qualche difficoltà per i lavori pubblici con 700 delibere (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Livorno)" del 25-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

PRIMO PIANO pag. 5 Riunione dei dirigenti per velocizzare i pagamenti alle ditte Qualche difficoltà per i lavori pubblici con 700 delibere PROVINCIA L?INIZIATIVA ERA STATA ANNUNCIATA DAL PRESIDENTE KUTUFA? di MICHELA BERTI SONO STATI CONVOCATI di primo mattino i dirigenti della Provincia di Livorno. Lo scopo della riunione, convocata dal direttore generale Alessandro Giovannini, era quello di sollecitare i dirigenti e le posizioni organizzative a velocizzare i pagamenti nei confronti delle aziende creditrici della Provincia. Il presidente Giorgio Kutufà ha mantenuto così la promessa fatta la scorsa settimana ai sindacati ed alle associazioni di categoria per rispondere alla crisi economica. «E? stato un incontro importante ? dice Kutufà ? perché ci ha dato modo di capire esattamente cosa possiamo fare, come Provincia, per accelerare le procedure di pagamento e sbloccare le infrastrutture». In attesa che il Governo allenti i vincoli della finanziaria con il patto di stabilità, Palazzo Granducale cerca di aprire le tasche, soprattutto quelle del ragionerie capo Alberto Bartalucci. «I pagamenti sono stati accelerati in alcuni settori in via del tutto sperimentale ? spiega Kutufà - e ci sono stati risultati positivi sia al Museo di Storia Naturale del Mediterraneo che nel campo della formazione professionale». QUALCHE DIFFICOLTÀ in più in settori come i lavori pubblici dove ci sono quasi 700 delibere di pagamento. «Alcuni dirigenti hanno evidenziato che in queste settimane i cittadini hanno rivalutato il ruolo degli enti locali ? dice il presidente ? dopo la campagna contro i ?fannulloni? che aveva messo in cattiva luce i dipendenti pubblici». PER LA PROVINCIA è una grande sfida quella di ?bruciare? i tempi della burocrazia, una sfida alla quale il presidente Kutufà chiama anche gli altri amministratori livornesi. Image: 20081125/foto/3309.jpg

Torna all'inizio


La terra piace ma per i giovani costa troppo (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 25-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-11-25 - pag: 14 autore: PIT STOP ... La terra piace ma per i giovani costa troppo C hi è il vincitore del premio «Giovane agricoltore europeo più innovativo»? Il commissario all'Agricoltura e allo Sviluppo rurale, la danese Mariann Fischer Boel, non ha premiato un tedesco, né un francese o un olandese. Primo classificato è risultato un italiano, anzi un'italiana di trent'anni, Loretta Di Simone, che nel Viterbese guida assieme ai familiari un'azienda biologica di quasi 200 ettari. L'innovazione significa in questo caso "riscoperta", nel senso che facendo leva su un moderno ciclo produttivo e d'affari sono state recuperate le coltivazioni e le commercializzazioni del farro (il cereale degli etruschi) e, soprattutto, di un particolare tipo di grano, il "Senatore Cappelli", di eccezionale qualità ( arriva quasi a due metri d'altezza; il nome è dato dall'abruzzese senatore Cappelli promotore, ai primi del 900, della riforma agraria che fissò la distinzione tra grano tenero e duro; il "Cappelli" è il grano, per darne un'idea visiva, falciato da Mussolini-mietitore in un celebre filmato fascista). Al settimanale Agrisole, Di Simone ha raccontato che il bisnonno aveva già chiaro, moltissimi anni fa, il senso di quella che oggi viene definita la "filiera corta". Aprì infatti nel centro di Roma un punto di vendita di prodotti tipici provenientidalla sua azienda nella Maremma laziale. L'antenato dell'agro-negozio di cui tanto si parla ora assieme al "farmer market" cittadino e al "last minute market" per accorciare la catena distributiva, abbassare i prezzi, ridurre gli sprechi (ogni giorno finiscono nelle discariche 4mila tonnellate di prodotti) e avvicinare il produttore al consumatore. Meno finanza e più terra da coltivare, bene e con profitto. Può essere anche questo uno degli orizzonti anti-crisi per i giovani con voglia d'impresa? Perché no, e il premio europeo assegnato all'imprenditrice italianalo dimostra.A condizione che davvero ci si tuffi nell'economia "reale" con spirito pragmatico e che si facciano, per l'appunto, i conti con la realtà. Il ministro delle Politiche agricole Luca Zaia, leghista e veneto "doc", dice che molti giovani ogni giorno gli scrivono perché vogliono lavorare nei campi e chiedono come fare. Un buon segnale, per un Paese demograficamente vecchio, e più che vecchio quando siparla d'imprese agricole. Il confronto europeo rivela che in un Continente già sotto questo profilo zoppicante ( gli imprenditori agricoli sotto i 35 anni sono in media appena il 9% del totale) l'Italia si ferma al 5%, superata solo dal Portogallo (2,7%) mentre la Germania è al 12,1%, l'Austria al 12,9%, la Francia al 10,3%, la Polonia al 16,3%, la Grecia al 7,3 per cento. Tanti i fattori "frenanti". Il proibitivo costo dei terreni, il difficile accesso al credito (problema destinato ad aggravarsi), una burocrazia soffocante, l'incremento dei costi e degli oneri previdenziali, una scarsa informazione sulle norme, che pure ci sono, per favorire il ricambio generazionale. Non deve meravigliare se, invece che investire in Italia, c'è chi guarda all'Est europeo (dove il costo della terra è molto basso) come nuova frontiera di sviluppo "delocalizzando", oltre le colture, anche gli allevamenti. Meno finanza, più terra per le nuove generazioni? Possibile e auspicabile, ma a patto che si scavi fino in fondo nei problemi. Altrimenti rimarrà solo uno slogan senza radici. guido.gentili@ilsole24ore.com TREND E CRISI Assegnato a una italiana il premio Ue per l'innovazione in agricoltura di Guido Gentili

Torna all'inizio


PAESE MALATO DI BUROCRAZIA (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 25-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

PRIMO PIANO pag. 8 PAESE MALATO DI BUROCRAZIA IL COMMENTO LICEO DARWIN di Rivoli vicino Torino: un ragazzo morto, altri feriti mentre erano in classe. Causa la caduta di un soffitto. Sorge spontanea la domanda: la tragedia si poteva evitare? È ovvio che, in ogni evento di questo tipo, c?è una componente di fatalità che trasforma un problema in un dramma (il soffitto poteva cedere di notte senza fare vittime). Ma poi vengono fuori aspetti che fanno emergere la ?malattia burocratica? che affligge il nostro Paese. Nel caso specifico ? secondo quanto afferma il sottosegretario alla Protezione civile, Bertolaso ? i ritardi nella messa a norma di migliaia di scuole italiane dipende dalle pastoie burocratiche che rallentano, e a volte paralizzano, l?uso delle risorse pubbliche. Che pure ci sono, che i Governi mettono a disposizione delle amministrazioni pubbliche perché provvedano a risolvere i problemi. C?È DA CREDERGLI, perché Bertolaso, in materia di protezione civile, è uno che se ne intende e anche perché, nel lamentare ritardi e inefficienze, snocciola dati che fanno inorridire. Una scuola su due sarebbe a rischio a causa della vetustà degli edifici e della scarsa manutenzione. Un richiamo agghiacciante va al crollo avvenuto nella scuola di San Giuliano del 31 ottobre 2002 nella quale perirono in 27, tra bambini e insegnanti. Dopo quella immane tragedia furono stanziati 500 milioni di euro per interventi negli edifici scolastici a rischio. Ebbene, i soldi sono stati effettivamente spesi tra la fine dello scorso anno e quello in corso. Quasi sei anni. Uno scandalo. PERCHÉ possono accadere cose del genere? Perché un intervento pubblico debba avere necessariamente tempi biblici? La ragione sta nel groviglio, speso inestricabile, di pareri, concerti (non quelli musicali, naturalmente), accordi, nulla osta necessari alla realizzazione di un?opera pubblica. Dietro queste procedure c?è la burocratica tendenza a mantenere stretti pezzi, anche piccolissimi, di ?competenze?. Nessuna amministrazione rinuncia al proprio piccolo potere, che può trasformarsi anche in ostacolo insormontabile. Eppure, i modi per sveltire le procedure ci sono, senza che si debba rinunciare ai necessari controlli. Esiste un?Autorità indipendente di vigilanza. Basterebbe disboscare la giungla di adempimenti, limitando al minimo indispensabile il numero dei soggetti pubblici tenuti a intervenire. Facile a dirsi. Difficile da mettere in pratica in un Paese malato di burocrazia.

Torna all'inizio


<Grandi infrastrutture? Meglio mettere tutte (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 25-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

PRIMO PIANO pag. 8 «Grandi infrastrutture? Meglio mettere tutte LA PROPOSTA IL PROFESSOR BASSANINI: INIETTARE RISORSE NELLE RISTRUTTURAZIONI, NE BENEFICERANNO di ALESSANDRO FARRUGGIA ? ROMA ? «QUESTO È IL MOMENTO. Avviamo un grande progetto di messa in sicurezza delle nostre scuole, di tutte le nostre scuole, un progetto che ponga fine a una situazione intollerabile e che avrebbe anche meravigliosi effetti sulla depressione economica, mettendo in circolazione subito risorse che andrebbero a migliaia e migliaia di imprese edili e artigiane». Coglie l?attimo il professor Franco Bassanini, più volte ministro e sottosegretario e poi membro della commissione Attali sulla riforma della burocrazia francese e presidente della Cassa depositi e prestiti. Professor Bassanini, non si riescono ancora a spendere i 500 milioni di euro stanziati nel 2003, dopo il crollo della scuola di San Giuliano, e lei rilancia con nuovi fondi? «Non c?è contraddizione. Vede, sicuramente nel nostro Paese è necessario tornare urgentemente a occuparsi della semplificazione burocratica. L?avevamo fatto dal 1996 e il 2001 e con qualche risultato non disprezzabile. Ma quel processo si è poi completamemente fermato e si sono anche spesso introdotte nuove complicazioni. Solo adesso sta ripartendo con Calderoli, e meno male, bisogna insistere. Ma non possiamo solo attendere pazientemente che si disboschi la burocrazia, perché ci vorrà del tempo». Che altro si può fare nel frattempo? «Si può avere coraggio. Vede, non è che non si riesce a spendere solo perché ci sono troppe regole, commissioni, pareri, intrecci di competenze, possibilità di ricorsi. Nel caso specifico ho l?impressione che nelle lungaggini abbia inciso in maniera determinante la necessità di creare commissioni che fissassero delle graduatorie sulle base delle quali allocare i pochi fondi disponibili». Ergo? «Se è vero che il 60% degli edifici scolastici è fuori norma, allora finanziamo tutti gli interventi necessari. E rendiamo del tutto inutili le commissioni e le graduatorie». Ottimo. Ma dove sono i soldi? «Al G20 il presidente Berlusconi vedrà che una delle grandi misure anticicliche, cioè contro la crisi, che i governi possono prendere è l?aumento degli investimenti pubblici: una misura classicamente keynesiana. Tutti lo faranno. E anche noi dovremo farlo. E allora, se lo faremo, quali sono gli investimenti più efficaci? Le grandi infrastrutture strategiche? Si, certo, si devono comunque fare. Ma hanno lo svantaggio che sono cantierabili non prima di due o tre anni. E? meglio allora, per avere effetti immediati, iniettare risorse in grandi operazioni di manutenzione. Come, appunto, le scuole da ristrutturare, sistemare e mettere a norma. Ecco perché in questo momento ci sono le condizioni per dire: invece di 500 milioni possiamo mettere in circolo i miliardi che servono». Ma questi miliardi sarebbero poi effettivamente spesi rapidamente? «Magari, anzi probabilmente, non tutti. Dovremmo però avere l?accortezza di distribuirli con un vincolo molto stretto: gli enti locali interessati che non avviano le gare d?appalto entro tre mesi e aprono i cantieri entro sei perdono le risorse. E magari cogliere l?occasione per stabilire anche che qualora siano previste conferenze dei servizi, che non riguardano scuole ma altre opere infrastrutturali, non siano possibili ricorsi alla decisione». Non crede che sull?edilizia scolastica ci sia anche un?eccessiva frammentazione delle competenze? «Si potrebbe effettivamente ragionare su una ipotesi di accorpamento delle competenze, oggi distinte tra province e comuni. E che probabilmente potrebbero essere unificate in capo alle province».

Torna all'inizio


<Il Comune in grave ritardo nei contributi per l'affitto> (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 25-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

CATTOLICA E VALCONCA pag. 12 «Il Comune in grave ritardo nei contributi per l?affitto» PROTESTE A CATTOLICA I CATTOLICHINI continuano a chiedere trasparenza sui contributi per l?affitto. Oltre 170 sono le famiglie in lista d?attesa, e c?è chi lamenta forti ritardi nella liquidazione dei contributi rispetto alle previsioni. Nonostante che l?assessore Salvatore Epiceno abbia promesso che i bonifici arriveranno entro il mese di dicembre, burocrazia permettendo. «L?amministrazione comunale deve dire perché vengono lasciati in cassa soldi che sono lì dalla fine di ottobre _ dice la Anna Mosconi, una cittadina in lista per i contributi _ Oltre due mesi di attesa non hanno senso. E? una questione di principio, ancor prima che economica. Ci sono famiglie che faticano ad arrivare alla fine del mese e devono fare salti mortali per far quadrare i propri bilanci. Perché l?amministrazione continua a ritardare quando abbiamo le conferme dagli enti preposti (vedi Regione) che la liquidazione di tali finanziamenti sono già avvenuti da un pezzo?». Le famiglie, tante a batter cassa, chiedono più rapidità e meno burocrazia, puntando il dito contro la macchina comunale.

Torna all'inizio


di ALESSANDRO FARRUGGIA ROMA <QUESTO È IL MOMENTO. (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Firenze)" del 25-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

PRIMO PIANO pag. 9 di ALESSANDRO FARRUGGIA ? ROMA ? «QUESTO È IL MOMENTO. Avviamo un grande progetto di messa in sicurezza delle nostre scuole, di tutte le nostre scuole, un progetto che ponga fine a una situazione intollerabile e che avrebbe anche meravigliosi effetti sulla depressione economica, mettendo in circolazione subito risorse che andrebbero a migliaia e migliaia di imprese edili e artigiane». Coglie l?attimo il professor Franco Bassanini, più volte ministro e sottosegretario e poi membro della commissione Attali sulla riforma della burocrazia francese e presidente della Cassa depositi e prestiti. Professor Bassanini, non si riescono ancora a spendere i 500 milioni di euro stanziati nel 2003, dopo il crollo della scuola di San Giuliano, e lei rilancia con nuovi fondi? «Non c?è contraddizione. Vede, sicuramente nel nostro Paese è necessario tornare urgentemente a occuparsi della semplificazione burocratica. L?avevamo fatto dal 1996 e il 2001 e con qualche risultato non disprezzabile. Ma quel processo si è poi completamemente fermato e si sono anche spesso introdotte nuove complicazioni. Solo adesso sta ripartendo con Calderoli, e meno male, bisogna insistere. Ma non possiamo solo attendere pazientemente che si disboschi la burocrazia, perché ci vorrà del tempo». Che altro si può fare nel frattempo? «Si può avere coraggio. Vede, non è che non si riesce a spendere solo perché ci sono troppe regole, commissioni, pareri, intrecci di competenze, possibilità di ricorsi. Nel caso specifico ho l?impressione che nelle lungaggini abbia inciso in maniera determinante la necessità di creare commissioni che fissassero delle graduatorie sulle base delle quali allocare i pochi fondi disponibili». Ergo? «Se è vero che il 60% degli edifici scolastici è fuori norma, allora finanziamo tutti gli interventi necessari. E rendiamo del tutto inutili le commissioni e le graduatorie». Ottimo. Ma dove sono i soldi? «Al G20 il presidente Berlusconi vedrà che una delle grandi misure anticicliche, cioè contro la crisi, che i governi possono prendere è l?aumento degli investimenti pubblici: una misura classicamente keynesiana. Tutti lo faranno. E anche noi dovremo farlo. E allora, se lo faremo, quali sono gli investimenti più efficaci? Le grandi infrastrutture strategiche? Si, certo, si devono comunque fare. Ma hanno lo svantaggio che sono cantierabili non prima di due o tre anni. E? meglio allora, per avere effetti immediati, iniettare risorse in grandi operazioni di manutenzione. Come, appunto, le scuole da ristrutturare, sistemare e mettere a norma. Ecco perché in questo momento ci sono le condizioni per dire: invece di 500 milioni possiamo mettere in circolo i miliardi che servono». Ma questi miliardi sarebbero poi effettivamente spesi rapidamente? «Magari, anzi probabilmente, non tutti. Dovremmo però avere l?accortezza di distribuirli con un vincolo molto stretto: gli enti locali interessati che non avviano le gare d?appalto entro tre mesi e aprono i cantieri entro sei perdono le risorse. E magari cogliere l?occasione per stabilire anche che qualora siano previste conferenze dei servizi, che non riguardano scuole ma altre opere infrastrutturali, non siano possibili ricorsi alla decisione». Non crede che sull?edilizia scolastica ci sia anche un?eccessiva frammentazione delle competenze? «Si potrebbe effettivamente ragionare su una ipotesi di accorpamento delle competenze, oggi distinte tra province e comuni. E che probabilmente potrebbero essere unificate in capo alle province».

Torna all'inizio


Cromo nell'acqua, la Lega accusa il doppiopesismo del sindaco (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 25-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Lombardia - data: 2008-11-25 num: - pag: 13 categoria: REDAZIONALE Treviglio Carroccio contro Borghi: «Dall'opposizione faceva interpellanze preoccupate, ora minimizza». L'assessore: dati non rassicuranti Cromo nell'acqua, la Lega accusa il doppiopesismo del sindaco DAL NOSTRO INVIATO TREVIGLIO (Bergamo) — Resta alto a Treviglio l'allarme per l'inquinamento. La terra intrisa di veleni continua a portare nelle case cocktail di sostanze chimiche disparate, frutto dei disastri provocati da varie industrie, tutte ugualmente tossiche e che navigano tra le falde dei pozzi. Concentrazioni nei limiti di legge, certamente, ma spia di una situazione che - per alcuni versi - invece di migliorare peggiora. E' il caso dell'inquinamento da cromo esavalente che, dopo lo sversamento in una fabbrica di Ciserano, la Castelcrom, da otto anni si insinua nei pozzi di Treviglio. Nel 2001 la Regione avviò una bonifica, ma i risultati - al di là delle strumentalizzazioni di alcune parti politiche non hanno dato i frutti sperati e ora si stima che ci vorranno altri sette anni per liberare i nove pozzi di Treviglio da quel veleno notoriamente cancerogeno. Un sistema per migliorare rapidamente la qualità dell'acqua ci sarebbe: attingere più in profondità (come accade altrove), arrivando a cento metri e oltre (oggi alcuni pozzi di Treviglio si fermano a 40-60 metri). Ma questa soluzione si è arenata nelle pastoie della burocrazia (la legge richiede persino una valutazione di impatto ambientale) e ora è ferma sul tavolo della Regione. Per aggirare gli ostacoli ci vorrebbe quanto meno il riconoscimento del carattere di urgenza dell'intervento e per questo, dice l'assessore all'Ambiente del Comune, Alice Tura, è stato chiesto alle Regione di convocare subito una conferenza dei servizi. Alle lunghezze della burocrazia si somma la contraddittorietà della legge sui limiti di cromo esavalente. Premesso che nell'acqua potabile non ci dovrebbe essere perché in natura non esiste, la normativa europea fissa limiti solo per il cromo totale (50 microgrammi per litro), che comprende il pericoloso esavalente ma anche il benefico (scherzi della chimica) trivalente. Per il cromo esavalente esiste un limite soltanto per i pozzi di spurgo scavati a fini di bonifica: 5 microgrammi per litro. Detto questo, sino all'inizio del 2008 Arpa e Cogeide (la società che gestisce l'acqua potabile) avevano rilevato in alcuni pozzi punte di oltre 20 microgrammi per il solo esavalente. «Ma - dice Patrizio Dolcini di Legambiente - a preoccupare ci sono anche altre sostanze pericolose, come i nitrati, presenti in percentuali altissime». Secondo i dati dell'assessore siamo a 25-26 milligrammi per litro (il limite è di 50). Questo inquinamento deriva dagli allevamenti di suini e bovini nei comuni circostanti, ma anche da fertilizzanti agricoli. Altri veleni sono stati prodotti da industrie (come la Farchemia o la Baslini) che con l'inquinamento del terreno hanno portato nei rubinetti perfino arsenico e sostanze farmaceutiche come i derivati delle benzodiazepine. Alcune bonifiche sono in corso, per altre esiste solo un progetto. Il sindaco Ariella Borghi, che dal 2006 guida una giunta di centrosinistra, assicura che la situazione è sotto controllo, anche se l'assessore Tura mentre sfoglia le ultime analisi dell'Arpa dice che «i dati non sono rassicuranti». Critica, ovviamente, l'opposizione. Dice Patrizia Siliprandi (Lega): «Il sindaco quando era all'opposizione faceva interpellanze preoccupate, ora dimostra solo di essere un'irresponsabile. Metalli Lavorazione industriale dei metalli: un generico reparto di cromatura e di nichelatura tratto da un'immagine di archivio Luigi Corvi lcorvi@corriere.it

Torna all'inizio


<ALLORA, quando aprite a Rimini?>. In questi giorni non c'è s... (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 25-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

RIMINI CRONACA pag. 5 «ALLORA, quando aprite a Rimini?». In questi giorni non c?è s... «ALLORA, quando aprite a Rimini?». In questi giorni non c?è stato visitatore in fiera che non abbia fatto questa domanda a Domenico Simone. Ma al direttore generale del nuovo Ikea Rimini, al Sia per presentare il progetto del colosso svedese al servizio del turismo (vedi articolo a fianco) non resta che rispondere: «Non dipende da noi». Fosse per Ikea, il punto vendita di Rimini (il 15esimo della multinazionale in Italia) sarebbe già aperto da un paio di mesi. Ma se Ikea è pronto, com?è noto, non lo è la burocrazia riminese. Prima la Provincia, in ritardo di un anno nell?adozione del Piano territoriale di coordinamento provinciale, e ora il Comune, alle prese con la variante per dare via libera a Ikea (appena approvata in consiglio comunale) hanno fatto slittare di molto l?inaugurazione. «Si spera in Pasqua, ma non tocca a noi dirlo. Siamo in contatto quotidianamente con il Comune ? spiega Simone ? nei primi tempi c?è stata grande collaborazione e sintonia, ma ora questi ritardi stanno creando parecchi problemi. Soprattutto a i lavoratori». Per Simone «il primo paradosso, in un momento così critico in cui si prospetta, per l?Emilia Romagna, la perdita di 6mila posti di lavoro, è proprio questo. A Rimini Ikea assumerà 250 persone a tempo indeterminato, anzi 40 ne ha già assunte, e altre 150 lavoreranno con vari contratti. Eppure, a causa della burocrazia (noi siamo pronti!) non possiamo aprire». Per la cronaca sono già 2mila le persone che hanno fatto i colloqui, per poter lavorare all?Ikea di Rimini. «Ma se continueremo a non avere l?autorizzazione, e qui arriviamo al secondo paradosso, nei prossimi mesi dovremo mettere in mobilità i 40 già assunti. Capite? Prima ancora di aprire il punto vendita. È assurdo». Non è la prima volta che Ikea accumula ritardi nell?apertura dei propri punti vendita in Italia. «Ma in certi casi gli ostacoli erano più che prevedibili. Nel caso di Rimini noi abbiamo costruito il punto vendita e il magazzino (32mila metri quadrati di superficie totali, è uno dei più grandi Ikea in Italia) nei tempi che ci eravamo prefissati con la Provincia e il Comune per poter aprire». La multinazionale, lascia intendere Simone, non a caso è piuttosto preoccupata di come stanno andando le cose. Per aprire a Rimini Ikea ha speso ben oltre i 70 milioni di euro che conta di incassare nei primi 12 mesi di attività. I conti non sono ancora in rosso, ma per ora non tornano. E nel frattempo la concorrenza si sta attrezzando per far fronto al colosso svedese. «Ma noi siamo felici che il Mercatone uno e altre aziende nel settore dell?arredo aprano vicino a noi. La concorrenza ha sempre fatto bene, è di stimolo. E a Rimini c?è un?ottima concorrenza». I competitor Ikea li aveva messi in conto. I tempi della burocrazia no, non li aveva previsti. Manuel Spadazzi

Torna all'inizio


Rincarate tutte le tasse e le tariffe Che batosta per le nostre tasche (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Firenze)" del 25-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

CRONACHE pag. 20 Rincarate tutte le tasse e le tariffe Che batosta per le nostre tasche FIRENZE UNO STUDIO DELLO SPI-CGIL RILEVA LE VARIAZIONI 2003-07 ? FIRENZE ? VA ALL?ADDIZIONALE Irpef il record di aumento negli ultimi anni. Dal 2003 al 2007, secondo un?indagine di Spi-Cgil Toscana, presentata ieri al Palacongressi di Firenze, il gettito dell?addizionale comunale Irpef ha compiuto un balzo in avanti di quasi il 63%. Aumenti consistenti anche per la Tarsu (+28,3%), e la Tosap-Cosap (+18,7%). Nel complesso, nell?ultimo quinquennio le entrate tributarie ed extratributarie dei Comuni toscani, al netto dei fenomeni di esternalizzazione e delle operazioni dello Stato sulla contabilizzazione della compartecipazione Irpef, sono cresciute del 16,2%, molto di più dei tassi di inflazione rilevati. Con molte differenze, peraltro, da provincia a provincia. A Siena l?incremento ha superato il 30%, contro il 2,8% in più di Grosseto. Di conseguenza, una famiglia di due persone, con reddito annuale di 25mila euro, che vive in 80 metri quadri e consuma una media di 180 metri cubi di acqua l?anno e 1000 metri cubi di gas metano, paga ogni anno dai 1.377 ai 1.660 euro tra tasse comunali e tariffe per i servizi idrici ed energetici, secondo il comune di residenza. I più fortunati abitano a Pistoia, dove ?bastano? 1.377 euro l?anno, mentre il record negativo va a Grosseto, dove si pagano 300 euro l?anno in più. a MA A FRONTE di tutti questi aumenti, come ha sottolineato Francesco Montemurro, responsabile dell?Osservatorio politiche sociali dello Spi-Cgil, dal 2003 al 2007 si registra solo un lieve aumento della spesa corrente dei Comuni, che si attesta sull?1,7%, (52 milioni di euro in più), rispetto al +7,6% registrato a livello nazionale. Un comportamento che potrebbe sembrare virtuoso, se non fosse che aumentano le esternalizzazioni dei servizi e le spese per la burocrazia (+4% in 5 anni), decresce, per l?aumento della popolazione, la spesa corrente pro-capite (da 875 a 871 euro, -0,4%) e, sottolinea il segretario generale dello Spi Toscana, Alfio Savini, «cresce a passo di lumaca la spesa sociale, passata dal 14 al 16% dal 2003 al 2007». E? uno degli aspetti considerati più problematici dallo Spi-Cgil Toscana, che protesta contro i tagli del governo, chiede aumenti per le pensioni e annuncia che parteciperà allo sciopero generale del 12 dicembre. Monica Pieraccini

Torna all'inizio


Un'agenzia di ricerca per l'Italia (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 25-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: GALILEO GALILEI data: 2008-11-25 - pag: 30 autore: La proposta del Gruppo 2003. Come cambiare Un'agenzia di ricerca per l'Italia La «peer review» al centro di un progetto che permetta di finanziare il merito Si terrà oggi alla Camera dei deputati un incontro tra ricercatori, rappresentanti delle Agenzie europee per la ricerca, l'università, del Cnr, dell'Iit e dell'industria dal titolo «Ricerca, è ora di cambiare», durante il quale il Gruppo 2003 – l'associazione che raccoglie dal 2004 i ricercatori italiani più citati al mondo nella letteratura scientifica secondo gli elenchi messi a punto dall'Institute for Scientific Information di Philadelfia – lancerà la proposta per l'Airs, l'Agenzia italiana per la ricerca scientifica. Tra i firmatari della proposta Silvio Garattini, Tommaso Maccacaro, Pier Mannuccio Mannucci, Alberto Mantovani, Luigi Nicolais, Giorgio Parisi e Guido Tabellini. Discuteranno la proposta Luciano Maiani, presidente del Cnr, Claudio Bordignon, del consiglio scientifico dell'European research council, Pierre Glorieux, direttore dell'unità di ricerca dell'Agence d'évaluation de la recherche et de l'enseignement supérieur, Alberto Sangiovanni Vincentelli, direttore dell'Electrical Engineering and Computer Sciences College of engineering di Berkeley, Enrico Decleva, rettore dell'Università Statale di Milano, Vittorio Grilli, presidente dell'Istituto italiano di tecnologia, Sergio Dompé, presidente di Farmindustria, Ferruccio Fazio, sottosegretario di Stato per il lavoro, la salute e le politiche sociali, Piero Sierra presidente dell'Associazione italiana per la ricerca sul cancro e il deputato Walter Tocci. Cambiare la rotta della ricerca in Italia. è questo l'obiettivo che si pone il Gruppo 2003, che sostiene che in fondo basterebbe poco per imprimere un forte cambiamento di rotta agli interventi per la ricerca nel nostro Paese. Occorrono nuovi e decisi investimenti, lo hanno riconosciuto esponenti di questo e dei passati Governi, ma l'intervento più urgente e di sicuro effetto è quello relativo al modo in cui i progetti sono valutati e i fondi vengono spesi. Anziché polverizzare i finanziamenti ed assegnarli senza peer-review – e in alcuni casi addirittura secondo criteri personalistici – potrebbe essere finalmente seguito l'approccio che da tempo premia all'estero le migliori università e i migliori centri di ricerca: quello fondato sul merito, sui risultati – valutati con tempestività e obiettività – e sull'impiego di fondi per la ricerca che siano certi ed erogati, nel tempo, con regolarità e affidabilità. Già il senatore Ignazio Marino aveva lanciato un'iniziativa importante lo scorso anno, volta all'impiego del peer review per selezionare progetti di ricerca sottomessi da ricercatori sotto i quarant'anni. I vincitori dei grants da 500mila euro sono stati annunciati il 21 novembre. è un esempio di iniziative che si possono prendere a livello parlamentare e perseguire facendo diventare il peer review e la valutazione seria e trasparente l'unico strumento di erogazione dei finanziamenti pubblici. Il bando verrà ripetuto anche quest'anno per i fondi del ministero della Salute (34 milioni) mentre sembra che si vogliano lasciar cadere i 48 milioni di competenza del ministro Gelmini. Oggi Silvio Garattini, a nome del Gruppo 2003, proporrà di istituire l'Airs, Agenzia italiana per la ricerca scientifica. Si tratta di contrapporre l'attuale sistema molto burocratizzato e frammentato con una struttura capace di amministrare in modo agile e flessibile la ricerca scientifica italiana nel suo insieme, stabilendo e incentivando adeguati rapporti con la ricerca europea e internazionale. Pur non volendoentrare nei problemi di governance, l'Airs deve essere una struttura che semplifica i rapporti fra le risorse messe a disposizione dal Governo e tutti i soggetti che ne possono usufruire. Sana competizione sulla qualità della ricerca, meritocrazia e affidabilità devono essere le parole chiave su cui si regge la nuova Agenzia che dovrebbe essere realizzata con grande urgenza, date le condizioni disastrose in cui versa la ricerca italiana. In questo senso è chiaro che dovrebbero essere abolite, in modo graduale, tutte le leggi speciali accumulatesi nel tempo che assegnano fondi a istituzioni di ricerca senza adeguati sistemi di referaggio, che comunque dovrebbero passare attraverso l'Airs. In particolare è urgente attirare i giovani nella ricerca scientifica garantendo un futuro a chi mostra adeguate capacità. La nuova Agenzia deve permettere alle organizzazioni scientifiche di poter programmare con fiducia, avendo certezze, sui tempi dei bandi di concorso, sulla disponibilità delle risorse, sulla continuità dei programmi. è importante che l'Airs non sia un'altra struttura che si aggiunge alle tante già disponibili, ma sia un Ente di coordinamento e gestione ove far confluire, in un unico canale, tutte le risorse disponibili a supporto della ricerca.L'attuazione di queste legittime ambizioni della parte più attiva della comunità scientifica richiede una forte volontà politica orientata al cambiamento. «Il problema non è tanto disegnare una o più strutture che governino la valutazione e l'erogazione dei finanziamenti alla Ricerca – sostiene Garattini – né, tanto meno, individuare nuove metodologie. All'estero ci sono numerosi ed efficaci modelli da imitare: si tratta di importare in Italia... "l'acqua calda". Ma questo è il punto più difficile, perché occorre scardinare privilegi, burocrazie, clientelismo e rendere realmente indipendente la valutazione e l'erogazione dei finanziamenti dai meccanismi dei ministeri e della Politica. A quest'ultima spetta invece, in modo sovrano, il ruolo di dare gli indirizzi e identificare le risorse attribuibili alle varie aree strategiche per la Ricerca del Paese». Pier Mannuccio Mannucci, presidente protempore del Gruppo 2003, sottolinea che «abbiamo pensato di proporre uno strumento agile e snello che gestisca tutti i fondi della ricerca, oggi sparsi in mille rivoli, attraverso il metodo usato da tempo all'estero:quello della peer review che consiste in una valutazione del merito, anonima, terza e indipendente». Aggiunge Maccacaro, presidente eletto del Gruppo 2003: «Il nostro Paese ha fino a oggi inteso la meritocrazia in una logica "additiva", contando di poter dare ai bravi senza ridimensionare i meno bravi. Così non può essere! Soprattutto oggi, nel contesto economico in cui viviamo e vivremo, dobbiamo dimenticarci di poter solo distribuire, ma dobbiamo altresì pensare seriamente a come ridistribuire le risorse: un salto culturale che da noi sembra una vera e propria rivoluzione». Ar.M. SCOPRIAMO L'ACQUA CALDA Garattini: «Rendere indipendente la valutazione con criteri internazionali, per eliminare privilegi, burocrazia e clientelismo» CONTRASTO Silvio Garattini SPL Incisione dell'orologio a pendola disegnato da Galileo apparsa sul «Great Astronomers» del 1895 di Sir Robert Ball.

Torna all'inizio


UN PROGETTO AMBIZIOSO SI E' ARENATO PER COLPA DELLA BUROCRAZIA (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 25-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Martedì 25 Novembre 2008 Chiudi UN PROGETTO AMBIZIOSO SI E' ARENATO PER COLPA DELLA BUROCRAZIA

Torna all'inizio


Mentre il ministro Giulio Tremonti interveniva all'assemblea ... (sezione: Burocrazia)

( da "Tempo, Il" del 25-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

stampa Mentre il ministro Giulio Tremonti interveniva all'assemblea ... Mentre il ministro Giulio Tremonti interveniva all'assemblea delle casse rurali per affermare l'esigenza di non modificare la legge finanziaria durante la discussione parlamentare (evitando ogni "assalto alla diligenza"), una conferma della fragilità del sistema economico nazionale veniva dai dati diffusi dall'Economist Intelligence Unit, per il quale l'Italia si piazza solo al quarantesimo posto della classifica globale della competitività, battuta perfino dalla Tailandia. A spingere tanto verso il basso l'Italia è la scadente qualità del nostro fisco: troppo gravoso, confuso, centralizzato. Un tale sistema d'imposizione scoraggia le imprese ad investire e proprio per tale motivo è così raro che le grandi multinazionali decidano di venire da noi. Non c'è da stupirsi, insomma, se per quel che riguarda il regime fiscale siamo inchiodati in ultima posizione in Europa. Oltre al fisco, ovviamente, pesano altri fattori: un'università eccessivamente chiusa in se stessa e nelle sue baronie (lontana, quindi, dalle imprese e dai loro interessi); una burocrazia asfissiante; una legislazione barocca e orientata a regolare ogni minuzia. Nel gioco competitivo tra aree economiche e sistemi giuridici, l'Italia esce insomma molto male e non c'è da stupirsi se molti preferiscono andare altrove. I dati dell'Economist sono sconfortanti, ma in fondo confermano quanto altri autorevoli centri studi hanno scritto nei mesi scorsi. Basti ricordare che da noi le imprese sono costrette a destinare agli obblighi fiscali ben 360 ore (contro le 105 in Gran Bretagna). Per giunta, nel nostro Paese è ben più alta la quota destinata a sussidi ed agevolazioni settoriali (lo 0,4 per cento del Pil in Italia contro un ben più contenuto 0,2 del Pil in Gran Bretagna). La situazione può però essere migliorata, come rileva lo stesso Economist. In particolare, viene messo in evidenza come un vero federalismo fiscale - se responsabilizzasse effettivamente i centri di spesa e creasse una virtuosa concorrenza tra regioni e comuni - potrebbe aiutare l'Italia a prendere la strada verso la semplificazione delle regole e la riduzione della pressione fiscale. Dovrebbe trattarsi però di un federalismo autentico, che metta in concorrenza sul serio le giurisdizioni e spinga i ceti politici locali a comportarsi meglio e servire nella maniera più adeguata famiglie e imprese. Ci sono anche molte altre riforme egualmente urgente che andrebbero messe in cantiere. è il caso di ricordare come da vari studi emerga che in molti settori l'Italia resta un Paese estremamente rigido. Dalle poste ai trasporti ferroviari, dai servizi idrici al trasporto aereo (specie dopo l'unificazione di Alitalia e AirOne nella nuova Cai), in troppi campi il nostro Paese è quasi privo di concorrenza e libertà di iniziativa. è quindi indispensabile non solo abbassare le imposte e - anche in questa prospettiva - localizzarle, ma è pure necessarie riprendere con determinazione la strada di quelle liberalizzazioni lasciate a metà dal precedente governo.

Torna all'inizio


Caso New Holland, strategia anti-crisi (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 25-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno - LECCE - sezione: LECCE - data: 2008-11-25 num: - pag: 7 categoria: REDAZIONALE Vertice e documento unitario Caso New Holland, strategia anti-crisi LECCE — «Lenire il più possibile il dolore di questa crisi congiunturale che non colpisce un solo settore, ma tutto il Salento». Così Sergio Calò, segretario provinciale dei metalmeccanici aderenti alla Fim-Cisl, sintetizza l'incontro di ieri nella sede di Confindustria Lecce tra forze sociali e datoriali. Il tema dell'incontro è la crisi della finanza mondiale e la recessione economica globale che stanno producendo pesanti conseguenze anche a livello territoriale, prima tra tutte la programmata cassa integrazione alla New Holland del gruppo Fiat di Lecce che ha aperto una procedura di cassa integrazione per 390 dei 430 lavoratori. «Di fronte alla difficile situazione del settore - si legge in un comunicato unitario firmato da Confindustria Lecce e dalle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil insieme con quelle di categoria – è indispensabile discutere sul delicato momento, ma soprattutto per identificare il percorso migliore che possa consentire il superamento della crisi e la ripresa della produzione». Le forze in campo hanno stilato un documento programmatico che prevede sei proposte per allontanare la crisi: consolidamento finanziario delle imprese al fine di poter liberare risorse da destinare alla gestione corrente; rafforzamento dei confidi chiamati a sostenere le imprese nell'accesso al credito; immediata cantierizzazione di opere pubbliche già previste; snellimento della burocrazia; spesa dei fondi strutturali e snellimento dell'iter di programmazione e spesa dei fondi comunitari; gestione della crisi con tavoli di lavoro con le aziende del settore metalmeccanico per proseguire con quelle del settore del tessile. La task force insiste sulla necessità di avviare un percorso condiviso, sia con le imprese sia con istituzioni ed enti previdenziali, per contribuire, da un lato a gestire la crisi e porre concrete basi per la ripresa del trend di crescita del metalmeccanico, dall'altro a sostenere il reddito delle famiglie dei dipendenti, anche mediante eventuali anticipazioni. N. D. Lo stabilimento New Holland di Lecce

Torna all'inizio


Paestum come Pompei: ora divenga autonoma (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 25-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno - SALERNO - sezione: SALERNO - data: 2008-11-25 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Archeologia, la proposta Paestum come Pompei: ora divenga autonoma di GIUSEPPE LIUCCIO Il futuro del turismo in Campania è nei beni culturali, perché ne consentono la qualificazione, la diversificazione e, soprattutto, la destagionalizzazione dell'offerta. In quest'ambito l'archeologia sollecita ed attira una consistente nicchia di mercato. Le nostre aree archeologiche più conosciute sono, fuori dubbio, Pompei e Paestum, che hanno popolato l'immaginario collettivo nazionale ed internazionale. E le centinaia di migliaia di visitatori stanno a testimoniarlo. Però, mentre Pompei può contare su una sovrintendenza autonoma e gode di giustificata concreta attenzione dei pubblici poteri, Paestum non dispone di analoghi riconoscimenti. Eppure, senza voler fare sciocche graduatorie, Paestum è testimonianza di più fecondo meticciato di cultura con le diverse e ricche stratificazioni di Greci, Lucani e Romani. Perché non dotarla, allora, di una Sovrintendenza Archeologica Autonoma? La proposta si giustifica perché: 1)La ricchezza storico-archeologica del territorio va ben oltre le note cartoline del Museo e dei Templi Dorici; si espande per l'intera pianura e trasmigra su per le colline dell'antica kora, dove siti di conclamato rilievo aspettano di essere immessi nei circuiti della fruizione in feconda sinergia con la città dissepolta;2) Paestum è al centro di un'area, che, nell'antichità fu teatro della grande storia: la Picentia etrusca da un lato, Velia dall'altro, i Volcei ed i Lucani che dall'interno premevano per uno sbocco al mare;3)Dal mare partirono le strade di penetrazione verso l'interno ad animare traffici e commerci verso Sibari e Metaponto a collegamento del Tirreno con lo Ionio; 4)Tante «isole» archeologiche che stentano a diventare «arcipelago» in una feconda interconnessione per ridurle ad unità di disegno strategico storico-politico-economico, ipotizzato e realizzato dai nostri Padri, un modello che, opportunamente aggiornato, è valido anche per noi;5) Una Sovrintendenza Autonoma, affrancata dai vincoli asfittici della burocrazia centrale, potrebbe far esplodere nel territorio a sud di Salerno iniziative di straordinaria valenza, in grado di innescare un meccanismo virtuoso di turismo culturale con una positiva ricaduta di immagine e conseguenti attività economiche. Mi auguro che questa mia provocazione venga colta e dibattuta.

Torna all'inizio


La scia lunga di dolore per i fatti della scuola piemontese scuote tutto lo stivale. I ragazzi dell&... (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 25-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Martedì 25 Novembre 2008 Chiudi di MAURIZIO DI BIAGIO La scia lunga di dolore per i fatti della scuola piemontese scuote tutto lo stivale. I ragazzi dell'Istituto liceale "Milli", che hanno spedito una lettera di cordoglio ai familiari dello studente morto sotto le macerie, è stato ricordato con due minuti di silenzio, seguiti dalla commemorazione del dirigente scolastico Di Giannatale. «Vogliamo una scuola meno monumento e più funzionale, a misura di studenti» è il commento della vicepreside Carolina Di Ferdinando, quando interviene sul suo istituto datato ormai come la stragrande maggioranza delle scuole nel centro della città: «I problemi qui vengono dalle infiltrazioni nell'aula magna». Che sono poi gli stessi grattacapi in cima alle preoccupazioni dei dirigenti della Provincia di Teramo. La Consulta provinciale degli studenti «denuncia lo stato di fatiscenza in cui si trovano le scuole della provincia di Teramo». Per ciò che riguarda il patrimonio edilizio scolastico, nel rapporto Ecosistema Scuola 2008, stilato da Legambiente, Teramo non fa certo una bella figura: è 42ima su 50 realtà esaminate. Dai dati incrociati forniti dal Comune e dalla Provincia, si evince che le scuole superiori, materne ed elementari, non sono tra quelle che «mettono a disposizione servizi utili, con gli edifici scolastici nelle migliori condizioni di sicurezza ambientale e che realizzano pratiche ecocompatibili». E, sopratutto, nella graduatoria del rischio che prende in esame livello di attenzione sulla qualità dell'edilizia scolastica, Teramo è nel gotha delle città con "problemi maggiori" (13.ma su 88). «Meno soldi ai concerti per bandiere blu e più certezza» è lo slogan del consigliere provinciale Pdl Carlo Taraschi, che portò diverso tempo fa all'attenzione dell'aula un'interrogazione in merito. Ma ciò che lo preoccupa è che «in questi edifici non vi sia l'adeguamento sismico». Ma se si deve individuare un anno da cui sono davvero iniziati i problemi, «quello è certamente il 2003: periodo in cui i finanziamenti nazionali e regionali si sono drasticamente ridotti» mette in chiaro il dirigente provinciale del settore edilizia Domenico Di Giovannantonio. «Mentre i 500 mln di euro di finanziamento nazionale si perdevano nei meandri della burocrazia- accusa Cittadinanza Attiva-. E intanto due scuole su tre non sono sicure».

Torna all'inizio


Qualche volta la burocrazia riesce a superare se stessa. Abbattendo tempi ed ostacoli che allungano ... (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 25-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Martedì 25 Novembre 2008 Chiudi Qualche volta la burocrazia riesce a superare se stessa. Abbattendo tempi ed ostacoli che allungano a dismisura le attese dei cittadini. Così è stato per le due famiglie, una italiana e l'altra marocchina, che da venti giorni hanno avuto in consegna le case popolari di via Betti nella zona Peep ma che erano ancora senza energia elettrica. Ieri mattina, i tecnici dell'Enel si sono presentati sul posto per installare i misuratori di energia elettrica e collegarli al cavo interrato che era stato già posato dallo scorso mese di marzo. Secondo l'Autorità dell'energia, i tempi per l'allaccio dei misuratori elettrici alla rete non debbono superare i sessanta giorni lavorativi. L'Enel, in questo caso, ne ha impiegati dieci. Ma, allora, perché tanto ritardo nella fornitura dell'energia elettrica? A spiegare il motivo è la direzione della zona Enel. Che si scrolla di dosso il fardello delle responsabilità sulla paradossale vicenda. «L'Enel ha realizzato con largo anticipo i lavori di sua competenza -dice- Ma mancavano i locali idonei dove posizionare i contatori. Solo dieci giorni fa il Comune ci ha comunicato che i lavori erano stati ultimati. Abbiamo potuto completare la nostra opera con largo anticipo rispetto alle dodici settimane lavorative fissate come tempo massimo». Insomma, l'Enel ha tenuto fede al suo slogan: "l'energia che ti ascolta". Un po' meno gli uffici del Comune responsabili dell'agibilità degli alloggi popolari.

Torna all'inizio


Psicologia: stanziati i fondi per i laboratori (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 25-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

CRONACA 25-11-2008 UNIVERSITA' Psicologia: stanziati i fondi per i laboratori II Nella seduta di ieri del Senato accademico è stata approvata una delibera per il finanziamento dei laboratori delle facoltà di Agraria, Architettura, Farmacia, Lettere, Medicina, Scienze e Psicologia. A darne notizia è l'Udu, il sindacato studentesco particolarmente soddisfatto per il finanziamento ottenuto da Psicologia. «Quest'ultima facoltà - si legge in una nota - aveva fatto parlare di sè per la decisione di bloccare i laboratori, già partiti con il resto delle attività didattiche, in attesa che venisse confermato lo stanziamento dei fondi per il finanziamento di queste attività. Questo aveva generato perplessità e smarrimento tra gli studenti, dal momento che il completamento dei laboratori è condizione necessaria al corretto svolgimento dei percorsi di studio ». Ma la richiesta di finanziamento della facoltà di Psicologia, insieme alle richieste delle altre facoltà - spiega l'Udu - è stata accolta per complessivi 45000 euro a fronte dei 45.600 richiesti dalla preside Perini. «Ci si augura - sottolineano gli studenti - che ora siano già stati presi i provvedimenti necessari per il reperimento della docenza per garantire la ripresa dei laboratori nei tempi più brevi possibile così che siano minime le ripercussioni sul percorso degli studenti. Si ribadisce ancora una volta che non devono essere gli studenti, componente più debole del meccanismo universitario, a subire le ripercussioni del funzionamento dell'U- niversità e della sua burocrazia ».

Torna all'inizio


I soldi ci sono, ma non s'interviene (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 25-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Quartu S.Elena Pagina 1025 Gli altri fiumi. Comune imprigionato dalla burocrazia I soldi ci sono, ma non s'interviene Gli altri fiumi.. Comune imprigionato dalla burocrazia --> Un fiume di soldi, ma nemmeno un intervento avviato. Esistono finanziamenti e progetti, per la messa in sicurezza di tutti i quattro principali corsi d'acqua che attraversano il litorale quartese. Nessuno, però, si è ancora concretizzato. Eppure, quanto a pericolosità, il rio Cuba di Capitana non è certo l'unico. Alcuni anni fa le acque erano straripate dal rio Foxi, invadendo le case a ridosso della foce. Da diverso tempo sono a disposizione del Comune un milione e seicentomila euro per intervenire su questo fiume che, tra l'altro, inquina un ampio tratto di costa. L'anno scorso l'amministrazione di via Porcu ha ottenuto un altro finanziamento di centomila euro per progettare un intervento sui rii Sa Tanca e Sa Pispisa che, all'altezza di Flumini, confluiscono nel rio Su Pau: tutti corsi d'acqua al centro di disastrose alluvioni risalenti ormai a oltre quarant'anni fa. Con la solita differenza: invece che i campi, nei paraggi ora ci sono migliaia di abitazioni. ?Rischio R4 con potenziale perdita di vite umane in caso di eventi calamitosi?, è la classificazione del rio Geremeas nel piano d'assetto idrogeologico della Regione: per la messa in sicurezza di questo corso d'acqua, che segna l'estremo confine tra Quartu e Maracalagonis, sono a disposizione circa due milioni di euro. «Stiamo arrivando alla definizione dei progetti», spiega l'assessore ai Lavori pubblici, Pietro Denti, «purtroppo, per simili interventi bisogna fare i conti con una miriade di competenze e conseguenti difficoltà burocratiche: ora stiamo rispondendo alle osservazioni fatte dall'assessorato regionale all'Ambiente». (g. mdn.)

Torna all'inizio


MEDICI DI FAMIGLIA: LA BUROCRAZIA IMPEGNA IL 50% DEL TEMPO AUMENTA IL LAVORO, LO SPECIALISTA INTERVIENE IN UN CASO SU 10 L'IPERTENSIONE È IL PROBLEMA PIÙ DIFFUSO, CAUSA OLTRE IL 15 (sezione: Burocrazia)

( da "marketpress.info" del 25-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Martedì 25 Novembre 2008 MEDICI DI FAMIGLIA: LA BUROCRAZIA IMPEGNA IL 50% DEL TEMPO AUMENTA IL LAVORO, LO SPECIALISTA INTERVIENE IN UN CASO SU 10 L?IPERTENSIONE È IL PROBLEMA PIÙ DIFFUSO, CAUSA OLTRE IL 15% DELLE VISITE, E I MALATI CORONARICI SONO I PIÙ ASSIDUI FREQUENTATORI DEGLI AMBULATORI. IN UN ANNO RAGGIUNTO IL 65% DEGLI ASSISTITI Firenze, 25 novembre 2008 ? Il medico di famiglia rischia di venire sommerso dalla burocrazia: questi adempimenti occupano ben la metà della sua vita professionale. E il carico di lavoro continua ad aumentare, con il rischio di mettere a repentaglio la qualità. È questo il quadro che emerge dal quinto rapporto Nazionale Health Search, presentato il 21 novembre al Congresso della Società Italiana di Medicina di famiglia (Simg) in corso a Firenze. ?Negli ultimi due decenni è enormemente cresciuta la pressione per elevare l?efficienza dei sistemi sanitari a fronte di risorse sempre più limitate ? spiega il presidente della Simg Claudio Cricelli -. La tensione al cambiamento si esercita su tutte le componenti del sistema, ma senza dubbio i medici di famiglia sono quelli che più la avvertono: nella doppia veste di organizzatori ed erogatori di servizi di assistenza, sono tenuti a garantire l?appropriatezza e l?efficacia, e a controllare i costi. Sempre più spesso, quindi, hanno la necessità di confrontare la propria attività con standard predefiniti, secondo i principi del governo clinico basati sulle evidenze scientifiche disponibili e sulla pratica, anche per razionalizzare risorse e tempo?. L?utilizzo sistematico del database Health Search ha permesso a Simg di ottenere un?attuale e competa fotografia dei bisogni di salute in Italia: l?ipertensione rappresenta la patologia che causa il maggior numero di visite ambulatoriali (15,3%) seguita da diabete mellito (4,8%) e dislipidemie (3,1%). Le persone affette da malattia coronarica sono quelle che si recano con maggiore frequenza presso il proprio medico ma sorprende anche l?alta percentuale di visite ambulatoriali per i malati di epilessia (6,2 visite/anno), di patologie della tiroide (6 visite/anno) e di glaucoma (4,5 visite/anno). Diversi studi hanno dimostrato che il medico di famiglia visita nel corso di un anno il 65% della propria popolazione di assistiti e nel corso di 3 anni circa il 95%. Inoltre, contribuisce nell?arco dei 12 mesi al 65% del consumo complessivo di farmaci: su 100 visite, oltre 70 terminano con una prescrizione farmaceutica, circa 30 con una richiesta di accertamento diagnostico-strumentale ed oltre 10 con una richiesta di visita specialistica. L?intero rapporto può essere consultato nel sito web di Health Search www. Healthsearch. It Un numero sempre maggiore di medici di medicina generale utilizza programmi informatici per la gestione dei pazienti nella normale pratica clinica. Il sistema Health Search, sviluppato da Simg e attivo da oltre 10 anni, riunisce attualmente 850 professionisti, analizza 7 aree cliniche, con oltre 50 indicatori di processo, 9 di esito intermedio e 16 di appropriatezza terapeutica. I risultati sono concordi con le informazioni ricavate dall?Istat e dall?Osservatorio Nazionale sul Consumo dei Medicinali (Osmed). ?Per la prima volta i medici diventano attori protagonisti di un processo globale di miglioramento continuo dell?assistenza ? continua Cricelli -. Questo sistema si basa sulle evidenze scientifiche più aggiornate e sul confronto nel tempo dei risultati di cura e consente di individuare, nella gestione delle principali malattie croniche, i problemi su cui eventualmente intervenire con correttivi. Ma ci permette anche di cogliere l?andamento di alcune grandi patologie e di ipotizzarne le cause?. Dai dati riportati nel V Rapporto emerge, ad esempio, un trend crescente nella prevalenza di ipertensione che varia dal 18,4% al 22,0% del 2007, con stime sensibilmente maggiori nelle donne (19,8% nel 2003 vs. 23,2% nel 2007) rispetto agli uomini (16,8% nel 2003 vs. 20,8% nel 2007). Dalle analisi effettuate, si registra per molte patologie un costante aumento di prevalenza, determinato da vari fattori, compresa la capacità del medico di famiglia di diagnosi anticipate, in presenza di sintomi precoci. Oltre all?ipertensione, nel corso degli anni 2003-2007 l?ictus è passato dall?1,9% al 2,5%, il diabete mellito di tipo Ii dal 5% al 6,2%, la depressione maggiore dal 3% al 4,3%. Un altro aspetto interessante è l?analisi per area geografica: mentre l?ictus ischemico prevale al nord (nord-est: 3,5% vs. Isole: 2,2%) così come la depressione (nord-est: 5,6% vs. Sud e isole: 3,7%), la prevalenza di diabete mellito tipo 2 (isole: 7,7% vs. Nord-est: 5,8%), Bpco (sud: 4,0% vs. Nord-ovest e nord-est: 2,5%) e artrosi (sud: 24,2% vs. Nord-ovest: 16,1%) mostra un andamento inverso. ?Questo rapporto può rappresentare uno strumento di aggregazione, di discussione e di confronto tra i medici e con il mondo della sanità, dell?economia e della scienza. Materiale che offre alla Simg e a tutta la medicina generale la base di sviluppo di ipotesi di lavoro, di nuovi modelli organizzativi, di infinite opportunità di innovazione e ricerca. Ritengo che la chiave di lettura di questo rapporto ? conclude il presidente Cricelli - sia profondamente innovativa e costituisca un momento di riflessione per tutti coloro coinvolti nella programmazione sanitaria del nostro Paese?. . <<BACK

Torna all'inizio


IN RETE 18 STATI EUROPEI E 200 MILIONI DI PERSONE CON 134 PROGETTI FINANZIATI DAL PROGRAMMA EUROPEO CADSES" (sezione: Burocrazia)

( da "marketpress.info" del 25-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Martedì 25 Novembre 2008 IN RETE 18 STATI EUROPEI E 200 MILIONI DI PERSONE CON 134 PROGETTI FINANZIATI DAL PROGRAMMA EUROPEO CADSES? Venezia, 25 novembre 2008 - Nella gestione del programma europeo Cadses, che coinvolge 18 stati europei e 200 milioni di persone con 134 progettualità approvate e finanziate, il Veneto ha riscosso ottimi risultati partecipando a 15 progetti come partner e gestendo fondi per un valore complessivo di oltre 13 milioni di euro. La conferenza conclusiva di Cadses è stata inaugurata ieri mattina, e proseguirà domani, al Centro don Orione Artigianelli, Venezia dall?assessore all?Economia, Vendemiano Sartor. Una occasione davvero importante per riassumere e per capitalizzare i risultati di sei lunghi anni di cooperazione tra paesi dell?Europa centrale, dell?Adriatico, dell?area Danubiana e dell?Europa sud orientale: un impegno della nostra regione che è servito a promuovere una maggiore integrazione economica tra i paesi e a facilitare lo sviluppo armonico e bilanciato dell?intero spazio europeo. ?Il territorio veneto - ha detto l?assessore - ha dimostrato grande interesse per una iniziativa europea che ha saputo mettere in sinergia le associazioni di categoria, le province, i comuni, i consorzi e gli enti strumentali del Veneto, oltre ai soggetti privati coinvolti in tavoli di partenariato, sia italiani che esteri. ? Del Veneto è da premiare di certo la ricchezza progettuale, ma al tempo stesso c?è da valorizzare ancora una volta la capacità gestionale e di investimento, perché tutti i piani europei si sono conclusi raggiungendo i risultati attesi e con un livello di spesa vicino al cento per cento dei fondi approvati. La cooperazione transnazionale avviata con Cadses riguarda temi come il potenziamento della pesca nell?Adriatico, lo sviluppo rurale del territorio, la gestione delle ville venete, l?introduzione di strumenti di garanzia finanziaria per le piccole e le medie imprese, la pianificazione della crescita urbana policentrica, l?attivazione di collegamenti logistici e di trasporto tra l?Adriatico e il Baltico, la facilitazione dell?integrazione degli immigrati nel territorio. ?Non sempre la gestione dei progetti - ha ricordato Vendemiano Sartor - è stata facile: lavorare su tematiche comuni con cornici amministrative e legali assai diverse è stato a volte complicato e la burocrazia e l?onere amministrativo richiesto dalla normativa europea si sono rivelati spesso insostenibili. ? Per l?assessore, che ha ribadito di nuovo la necessità che i fondi europei siano esclusi dal patto di stabilità, si dovrà in un futuro non lontano lavorare di più per snellire e velocizzare le procedure di accesso alle risorse europee e al tempo stesso per migliorare i processi di verifica e di monitoraggio. . <<BACK

Torna all'inizio


Gb/ Staminali, leadership britannica nella ricerca a rischio (sezione: Burocrazia)

( da "Virgilio Notizie" del 25-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Roma, 25 nov. (Apcom) - Un'eccessiva burocrazia e lo scorso interesse dimostrato dagli investitori stanno minando la supremazia britannica nella ricerca sulle cellule staminali: è quanto pubblica il quotidiano britannico The Independent. Gli scienziati si lamentano infatti del numero di autorizzazioni necessarie per portare avanti una ricerca e del fatto che i finanziamenti - più che dalla Gran Bretagna - arrivano da Stati Uniti e Medio Oriente, con il conseguente rischio che le innovazioni dei laboratori britannici finiscano all'estero; tanto più che la nuova Amministrazione guidata da Barack Obama ha manifestato l'intenzione di privilegiare la ricerca sulle staminali.

Torna all'inizio


Esclusivo: il manifesto di Finazzer">"Lancio un social network culturale" Esclusivo: il manifesto di Finazzer pag.1 (sezione: Burocrazia)

( da "Affari Italiani (Online)" del 25-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Milano/ Massimiliano Finazzer Flory sceglie Affari per la sua prima intervista-manifesto. E lancia un "social network" culturale in salsa meneghina... Martedí 25.11.2008 10:01 Parliamo del degrado di Piazza del Duomo. E' uno dei problemi più scottanti. Questa città non di rado è sfruttata senza essere risarcita. Mi riferisco allo sfruttamento che si declina attraverso l'uso di spazi pubblici da parte di privati che non sono disponibili a riconoscere i segni, i simboli e la storia di cui sono composti questi spazi. Non si può andare avanti così. Gli spazi pubblici sono tali perché consentono a tutti di avere uguale sovranità. Noi, a differenza del passato, elaboreremo un progetto: se il privato vuole può integrarsi in questo progetto. Nel passato invece il pubblico è stata la ruota di scorta del privato, ma ora questa macchina economica ormai è ferma, non ha più strade, non ha più benzina, non ha più mete. E' giunta l'ora di riappropriarci degli spazi pubblici. Veniamo alle linee guida del suo programma culturale. Sono due: la formazione e l'informazione. Dobbiamo raccontare Milano nei luoghi nei quali la città è sorta e si è rappresentata. Uno degli spazi che voglio valorizzare sarà il museo archeologico. La Milano imperiale, romana, va riscoperta agli stessi milanesi. Poi si dovranno coinvolgere le famiglie, in particolare quelle che hanno figli, collaborando con il mondo delle scuole. Mi piacerebbe che fuori da ogni museo ci fosse questa scritta: "L'idea che abbiamo di un museo dipende dall'esperienza che abbiamo avuto da bambini". Se noi prendiamo sul serio questo slogan, possiamo fare una politica culturale concreta. Entro breve ci sarà la comunicazione di tutti i musei, i teatri e le biblioteche milanesi, che verranno dotati di gonfaloni e indicazioni anche toponomastiche in grado di orientare i flussi turistici presso i siti culturali. Domanda più personale. Come ha affrontato questi primi 30 giorni? Il mio atteggiamento direi che è stato "cristiano", che affronta con serenità interiore un ambiente non facile. Un ambiente che va attraversato con grande senso di sacrificio, assumendo su di sè responsabilità importanti. Ho avuto fino ad oggi un doppio passo: etica e fatti. Ci sono dati concreti: in meno di un mese ho avuto più di 60 appuntamenti, intervenendo in 20 conferenze, e attivando un gruppo di lavoro interno all'assessorato per arrivare a una riforma per una burocrazia al servizio della cultura e non viceversa. Lei ha anche un'intensa produzione intellettuale. La manterrà? Non rinuncio ai miei studi, alla mia recitazione, a scrivere. Se lo facessi, rinuncerei a quella parte di me che mi permette di rimanere autonomo rispetto a decisioni pubbliche molto complesse e spesso controverse. Come ha trovato il suo assessorato? Quello che ho trovato è stato un assessorato usato spesso come un bancomat o una mucca da mungere. Non di rado la redistribuzione delle risorse rischiava di essere assistenzialistica e incapace di finalizzare progetti condivisi. Io intendo chiudere quest'epoca: si finisca con l'assistenza passiva e si passi alla produzione attiva. Chiudiamo con uno slogan per il suo assessorato. Faccio mia una frase di Albert Camus: "C'è la bellezza e ci sono gli umiliati. Qualunque difficoltà presenti l'impresa, non vorrei mai essere infedele né ai secondi né alla prima". < < pagina precedente

Torna all'inizio


Burocrazia snella a San Giorgio (sezione: Burocrazia)

( da "Denaro, Il" del 25-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Napoli Burocrazia snella a San Giorgio Da ieri i cittadini di San Giorgio a Cremano possono ottenere certificati anagrafici con pieno valore legale non soltanto presso gli uffici comunali o i "totem" sparsi in città, ma anche negli uffici postali della città e dei comuni limitrofi. Il sindaco Mimmo Giorgiano è stato il primo cittadino in tutta Italia ad ottenere un certificato grazie a questa importante innovazione tecnologica presso l'ufficio postale centrale di via Bachelet. Erano presenti al lancio del progetto anche il vicesindaco ed assessore alle nuove tecnologie Giorgio Zinno, il dirigente del Settore Urp, Comunicazione e Nuove Tecnologie del Comune, Alfonso Raho, il dirigente del settore Napoli Est di Poste Italiane, Tommaso Di Carlo. 'E' partito, così, il progetto "Timbro Digitale", realizzato grazie ad una sinergia con Poste Italiane, che vede San Giorgio a Cremano quale città capofila in tutta Italia. "I cittadini sangiorgesi spiega il sindaco Mimmo Giorgiano - possono richiedere certificati ufficiali di competenza del Comune, con tanto di timbro, negli uffici postali. Alla base della sperimentazione c'è la disponibilità della Carta Nazionale dei Servizi, consegnata a tutti i capifamiglia del nostro Comune già alcuni anni fa. Dopo il lancio della CNS e della connettività wi-fi su tutto il territorio cittadino, con questo servizio la Città di San Giorgio a Cremano dimostra ancora una volta di essere la città digitale e dell'innovazione tecnologica". del 25-11-2008 num.

Torna all'inizio


Sposo clandestino bloccato in municipio (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 25-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sposo clandestino bloccato in municipio I Carabinieri sono intervenuti poco prima del fatidico «sì» davanti al sindaco di Maniago Maniago«Questo matrimonio non s'ha da fare»: la fatidica e minacciosa frase rivolta dai Bravi a don Abbondio nei Promessi Sposi è tornata ieri di stretta attualità quando, al posto dei due loschi figuri di manzoniana invenzione, in municipio a Maniago si sono presentati nientemeno che i tutori della legge, alias i Carabinieri della locale stazione, che hanno bloccato le nozze giusto in tempo. Ancora pochi istanti e un marocchino trentenne, clandestino, avrebbe coronato in un sol colpo ben due sogni: sposarsi con la donna della sua vita una cinquantenne maniaghese e ottenere, grazie alle nozze, l'agognato permesso di soggiorno in Italia, preludio alla futura nazionalità che avrebbe potuto acquisire tramite la cerimonia nuziale.Soltanto che l'uomo non aveva fatto i conti con l'astuzia degli investigatori, che non lasciano nulla di intentato quando si tratta di far rispettare le leggi. Prima fra tutte, soprattutto in questo periodo di grandi polemiche sugli extracomunitari, quella relativa al possesso dei titoli di soggiorno.Così, non riuscendo a "pizzicare" in alcun modo il giovane nordafricano, da tempo segnalato in città, i militari dell'Arma hanno setacciato un po' dappertutto, partendo naturalmente dai locali pubblici e dai call center.Non avendo ottenuto l'esito sperato, le indagini hanno riguardato anche la bacheca delle pubblicazioni di matrimonio non è un'ultima spiaggia, ma una consuetudine - la cui consultazione ha permesso di fare la scoperta tanto attesa.L'uomo che stavano cercando aveva dato appuntamento ad amici e parenti alle 17, in municipio, per unirsi in matrimonio con la donna della sua vita. Senza dare nell'occhio, i Carabinieri, guidati personalmente dal comandante di stazione, Antonio Palermo, si sono appostati nella casa comunale e hanno pazientemente atteso che il marocchino entrasse, accompagnato, da quanto si è saputo, da alcuni amici connazionali e dai testimoni.Purtroppo per lui, non è riuscito a raggiungere l'ufficio del sindaco, in quanto è stato intercettato prima. Accompagnato in caserma, e non avendo il permesso di soggiorno, ma solo il passaporto, gli è stato notificato l'obbligo di presentarsi, nella giornata odierna, di fronte al Questore, che notificherà il decreto che gli intima di lasciare il suolo nazionale. Se non ottempererà alla disposizione, sarà arrestato.Non è dato sapere se le nozze siano state soltanto rinviate, a quando magari l'uomo avrà ottenuto sempre se mai ce la farà - il permesso di soggiorno, oppure annullate del tutto. Ipotesi più suggestiva, ma meno praticabile, il matrimonio in Marocco, che significherebbe il trionfo dell'amore (se è vero e duraturo non conosce ostacoli...) sulla burocrazia. Per non sbagliarsi, i Carabinieri indagano anche sulla "bontà" dei sentimenti tra il "giovane" sposo e la "promessa", non più una ragazza.

Torna all'inizio


L'INTERVENTO Burocrazia, servono fatti concreti non le solite vuote parole di Alessandro Zanforlini D'Isanto * (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 25-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'INTERVENTO Burocrazia, servono fatti concreti non le solite vuote parole di Alessandro Zanforlini D'Isanto * Servono fatti non vuote parole. Questo è il motto che da sempre la Lega Nord Liga Veneta del Polesine ha adottato nel suo programma politico, specialmente adesso che è forza di Governo, ed è per questo che i cittadini ci hanno premiato alle ultime elezioni politiche Esempio emblematico di tutto ciò è la lotta alla burocrazia ed allo smantellamento degli Enti inutili che il movimento sta portando avanti da alcuni mesi a questa parte.Lo Stato è governato da una quantità innumerevole di leggi (più di Inghilterra, Francia, e Spagna messe assieme), talmente numerose che non si sapeva neppure quante fossero attualmente in vigore. Quando il ministro Roberto Calderoli fu nominato responsabile del nuovo ministero (senza portafoglio) per la Semplificazione normativa, molti pensarono ad un incarico di poca o nessuna importanza, fatto solo per accontentare un potente alleato politico. Ma, avendo l'onore di conoscere personalmente il ministro Calderoli ed avendone in passato apprezzato la sua costanza e pervicacia nel perseguire un obiettivo, non avevo dubbio alcuno che i risultati si sarebbero fatti attendere in tempi brevi. Nella legislazione italiana sono migliaia gli esempi di doppioni che nessuno si è mai preoccupato di eliminare; in 150 anni di storia si sono accavallate norme di ogni tipo che avevano un senso logico se inquadrate in quel particolare periodo storico. Ci si dimenticava poi di abrogarle quando non erano più attuali. Alcuni esempi che faranno sorridere ma che, fino a poco tempo fa, erano una triste realtà: la tassa per la bonifica dell'Agro Romano, datata 11 dicembre 1878, come se lì ci fossero ancora le paludi; la norma sui piccioni viaggiatori che disciplinava l'uso dei volatili per la trasmissione a distanza; la ferrea disciplina, datata 1940 ma ancora oggi in vigore, per la raccolta e la vendita della camomilla ecc...Per quanti anni abbiamo sentito il solito politico di turno promettere una sburocratizzazione della macchina amministrativa, una riduzione delle leggi, un'abrogazione degli Enti inutili; promesse vane; poi nessuno faceva niente. Ora finalmente si volta pagina. Quindi fatti non parole.Con il decreto legge n. 122/2008 collegato alla manovra economica, il nuovo ministro ha individuato ben 21.691 leggi operative e, con un'approfondita opera di revisione tecnica, ha già determinato l'abrogazione di ben 7.043 norme valutate inutili ed obsolete (più del 30\%). In prospettiva, dopo un'ulteriore pulizia, le Leggi dovrebbero rimanere poco più di 13.000, per un taglio complessivo del 37\%. Di tutto ciò ne beneficeranno non solo il singolo cittadino, ma anche le imprese, per le quali perdere meno tempo sulle scartoffie avrà ricadute paragonabili a sgravi fiscali.Alcuni esempi:-prevista l'istituzione di un registro unico in sostituzione del libro paga e del libro matricola, ed i documenti aziendali si potranno conservare nello studio dei consulenti del lavoro.-l'introduzione di nuove misure per ridurre gli oneri informativi derivanti dalle norme in materia di privacy, che gravano in particolare sulle piccole e medie imprese; prevista l'autocertificazione per i dati non sensibili relativi a particolari condizioni di salute dei propri dipendenti; la notifica del trattamento dei dati personali effettuata al Garante attraverso il sito internet del Garante stesso; la semplificazione del modello per la notifica dei dati personali, che oggi ha ben 86 pagine!!!- semplificata anche la disciplina per l'istallazione degli impianti all'interno degli edifici, cancellando l'obbligo di conservare la documentazione cartacea.-liberalizzato il trasferimento di quote delle Società a responsabilità limitata (srl). Gli atti di cessione, sottoscritti in forma digitale, non saranno più esclusiva dei Notai.- La creazione, finalmente, di uno sportello unico per l'Impresa con l'introduzione di strumenti normativi atti a coronare il sogno, inseguito invano per anni, dell'impresa in un giorno.- la durata della carta d'identità sarà elevata da 5 a 10 anni con un bel risparmio di tempo e di denaro per i cittadini; verrà introdotto anche l'invio di un avviso automatico alla scadenza.Prossimo obiettivo del ministero per la semplificazione saranno, infine, gli Enti inutili. Anche questi sono talmente tanti, che nessuno sa esattamente il loro numero. Primo nel mirino è l'Iged (Ispettorato generale per la liquidazione degli Enti inutili, dichiarato inutile nel 2002.*Lega Nord Liga Veneta

Torna all'inizio


L'emblema di una marginalità (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 25-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'emblema di una marginalità Gli edifici scolastici in abbandono sono l'emblema di un sistema istruzione che nell'opinione pubblica e nella cultura politica rappresenta un fattore marginale. Negli ultimi anni di magra, per l'emergenza dei conti pubblici, la scure dei risparmi s'è abbattuta sulla scuola e, in particolare, sulla ordinaria amministrazione. Di fatto il numero degli insegnanti è cresciuto, gli stipendi pure (anche se non di molto), mentre i fondi per le infrastrutture si sono assottigliati. La protezione civile nella sola Sicilia ha già dichiarato inagibili (per intero o parzialmente) 150 edifici scolastici. Dopo un secondo, più approfondito esame, il numero potrebbe crescere. Il problema diventerà a quel punto dove trovare i fondi per la messa in sicurezza di tutte le strutture. Ma rimane anche - come ha denunciato lo stesso sottosegretario Bertolaso - una questione-burocrazia: una parte non indifferente dei soldi già stanziati restano non spesi. E c'è, infine, un dato che attiene alla cultura politica e alla mentalità collettiva: i beni di tutti, gli edifici pubblici, vengono normalmente considerati come terreno di nessuno. Salvo ad accorgersi e pentirsi della «distrazione», quando a pagarne sono vittime innocenti. Come il giovane Vito, morto al liceo «Darwin» di Rivoli. Se non vogliamo che la scuola si trasformi in «struttura killer» (materiale e culturale) dobbiamo avere l'accortezza di dare al problema educativo (che comprende sia il giusto riconoscimento ai docenti sia la cura dei luoghi dove si svolge la vita scolastica) la priorità che merita.

Torna all'inizio


L'Ici abolita "affonda" il bilancio (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 25-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

L?introito mancato vale 638mila euro ma l?importo compare egualmente nei conti del Comune L'Ici abolita "affonda" il bilancio Il sindaco Franceschi confida di ripianare la situazione con qualche altra entrata CortinaNelle casse del Comune di Cortina mancheranno 638 mila euro, per l'anno 2008, a causa dell'abolizione dell'Ici sulla prima casa, decisa dal governo Berlusconi. Nell'assestamento di bilancio, che il consiglio comunale andrà presto a discutere, quell'importo è stato ugualmente inserito, perché si confida che il mancato introito venga ripianato, in qualche modo, come ha spiegato il sindaco Andrea Franceschi, nella commissione consiliare che ha preceduto il consiglio. Fra le entrate tributarie ci sarà invece un maggiore gettito della Tarsu, la tassa sui rifiuti, per 76 mila euro, e della Cosap, per 23 mila euro. Fra le variazioni dei conti, che verranno discusse in aula, c'è lo slittamento all'anno 2009 di 110 mila euro, ricevuti come contributo dalla Regione, per realizzare l'eliporto a Fiames, con una spesa, inizialmente prevista, di 700 mila euro.«Il nuovo eliporto è stato stralciato dai lavori del 2008 ha spiegato il sindaco, che ha conservato per sé la delega al bilancio e pensiamo di realizzarlo nel 2009, con la formula del progetto di finanza». Saranno dunque dei privati a farlo, ricavandone poi dei vantaggi, da concordare con l'amministrazione.Nel complesso, il bilancio avrà minori entrate per ben 6 milioni 668.092 euro, rispetto a quanto previsto inizialmente e, di conseguenza, anche le spese verranno decurtate, per lo stesso importo. Fra i risparmi effettuati nel 2008, ci sono 400 mila euro, non usati per l'acquisto di un terreno del Comitato olimpico nazionale, adiacente allo stadio Olimpico, non ancora formalizzato. Così come non si sono spesi 600 mila euro, inizialmente previsti per l'acquisto del sedime della ex Ferrovia delle Dolomiti; le procedure, già iniziate dalle precedente amministrazione, sono lunghe. Non si sono spesi 300 mila euro previsti per il nuovo parco giochi: si deciderà in primavera dove farlo, si è in attesa della risposta del proprietario di un terreno già individuato. Allo stesso modo, sono state rinviate al prossimo anno diverse opere pubbliche, che verranno specificate nell'elenco da allegare al bilancio. Sempre che nel 2009 entrino nelle casse comunali i soldi previsti. Tanto più che i conti dovranno tornare già per la fine di quest'anno; nel bilancio, infatti, sono ancora inseriti 2 milioni 230 mila euro che dovrebbero arrivare dai Piruea, i programmi di recupero di edifici fatiscenti. Inizialmente ne erano previsti, per queste operazioni, 6 milioni 670 mila, poi la nuova amministrazione ha cambiato i criteri di applicazione dei Piruea, ci sono stati ricorsi, da parte dei proprietari, con l'apertura di contenziosi legali, si è deciso di cambiare le date, per la presentazione di osservazioni, che sono giunte numerose. I termini sono scaduti venerdì 21 novembre. Ora il comune dovrà esaminarle, rispondere con controdeduzioni, attendere i tempi della burocrazia. Se i contenziosi continueranno, non si incasseranno i soldi e si pagheranno ingenti spese legali. Così si è deciso di correre ai ripari, tra l'altro, vendendo una proprietà comunale, ricavata dalla ristrutturazione del vecchio distributore di carburante Q8 di via Olimpia, anch'esso un Piruea, che dovrebbe fruttare oltre un milione di euro.Marco Dibona

Torna all'inizio


Avvocati gratis per i cittadini (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 25-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

SALZANO Il nuovo servizio verrà presto avviato dall?amministrazione comunale Avvocati gratis per i cittadini SalzanoUn servizio di consulenza gratuita, un punto di riferimento prima di procedere con una causa legale, uno sportello che potrà aiutare a districarsi nei vicoli spesso ciechi della burocrazia. Questo il fine del servizio gratuito che l'amministrazione comunale di Salzano attiverà dai prossimi giorni grazie alla disponibilità di avvocati volontari che il venerdì sera e il sabato mattina (una volta al mese) si metteranno a disposizione dei cittadini in difficoltà e che soprattutto non possono permettersi di andare da un legale perché non hanno i quattrini per pagarlo. "Abbiamo l'orgoglio di avviare un servizio - afferma nella conferenza di presentazione il sindaco Alessandro Quaresimin - che si prefigge una duplice funzione, ossia quella da un lato di dare una consulenza gratuita e dall'altro di cercare nei limiti del possibile, di aumentare il senso civico dei cittadini magari evitando, con un'informazione corretta, delle diatribe giudiziarie che sbocchino in denunce e querele che ingolfano una già malandata giustizia". ùConcetto questo ribadito anche da Marisa Furlan, presidente dell'Associazione Decimo Binario che mette a disposizione gli avvocati che daranno gratuitamente la loro consulenza tanto da essere loro stessi a voler l'anonimato per non dare adito a malintesi. L'Ordine degli Avvocati vede di buon occhio l'iniziativa e si limita soltanto a dare una consulenza su come instradare una problematica per il canale giusto di soluzione. "Non è escluso che questo progetto pilota - conclude il sindaco - possa essere l'inizio di un servizio che si allarga ad altri comuni del miranese per venire incontro all'esigenze di cittadini che sempre più spesso non sanno a che santo rivolgersi per la soluzione per i loro problemi piccoli o grandi che siano.L.B.

Torna all'inizio


La Cia lancia l'allarme<Sgravi contributivio tracollo delle imprese> (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 25-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

La Cia lancia l'allarme «Sgravi contributivi o tracollo delle imprese» Roma. "Migliaia di imprese agricole rischiano il tracollo se non verranno da subito adottate misure che permettano sgravi contributivi e la riduzione degli elevati costi produttivi che oggi comprimono pesantemente le capacità degli imprenditori". È quanto sollecitato dalla Cia (Confederazione italiana agricoltori) nell'incontro a Palazzo Chigi tra il governo e le parti sociali. "I pesanti costi di produzione, gli aumenti degli oneri sociali e delle assicurazioni, il caro-denaro e il difficile accesso al credito bancario, il crollo dei prezzi praticati nei campi e l'opprimente burocrazia - segnala la Cia - stanno mettendo in ginocchio le aziende, molte delle quali ora producono addirittura in perdita". Oltre alla chiusura di aziende, specie quelle che operano in zone di montagna e aree svantaggiate, si verificherà un "taglio" netto delle nostre produzioni agricole e con la conseguente invasione dall'estero. I risultati sarebbero due: "acquisteremo prodotti di qualità scadente e forte impennata dei prezzi per i consumatori. Non solo. Il settore vedrà diminuire l'occupazione e il calo produttivo determinerà una flessione del nostro export agroalimentare, oggi fiore all'occhiello del made in Italy di qualità", tuona la Cia. La Cia ribadisce le proposte che sono state alla base della mobilitazione che, sotto lo slogan "Ora i fatti. Gli agricoltori chiedono misure immediate ed efficaci", si è sviluppata nelle scorse settimane in tutto il Paese. Iniziative che avevano un preciso obiettivo: richiamare l'attenzione sulle pressanti questioni agricole e l'esigenza di individuare un progetto nuovo che, finalmente, conduca il settore sul sentiero dello sviluppo e della competitività. Per la Cia, quindi, è importante non solo la proroga degli sgravi contributivi Inps e il ripristino del Fondo di solidarietà contro le calamità naturali e dei finanziamenti per il Piano irriguo, ma anche interventi di carattere straordinario a sostegno delle imprese. A tal proposito, la Cia afferma l'esigenza dell'accisa zero per il gasolio, della riduzione al 4 per cento fino a tutto il 2009 dell'aliquota Iva sui carburanti e dal 20 al 10 per cento dell'Iva sul vino, di fissare al 4 per cento l'Iva sulle nuove strutture realizzate nell'ambito dei Piani di sviluppo rurale e di ridurre del 50 per cento le aliquote Iva relative all'acquisto dei beni.

Torna all'inizio


ELIO SCRIBANI C'è UN MODO NUOVO E PIù EFFICACE, QUEST'ANNO, PER DIRE NO AL RA... (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Salerno)" del 25-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

ELIO SCRIBANI C'è un modo nuovo e più efficace, quest'anno, per dire no al racket delle estorsioni: chi vuole, infatti, potrà fare gli acquisti di Natale scegliendo di sostenere i commercianti che non pagano il pizzo alla camorra. L'elenco dei negozianti (circa 150) sarà consegnato venerdì al cardinale Crescenzio Sepe e poi sarà messo a disposizione dei consumatori, che, così, sapranno dove si può spendere la tredicesima senza favorire i clan. I negozianti selezionati, che esporranno un logo («pago chi non paga») sulle loro vetrine, devolveranno, inoltre, una parte (0,25 per cento) degli incassi di Natale ai volontari che si occupano dei piccoli degenti del Santobono. È questa la principale novità emersa dai lavori della quarta assemblea delle associazioni anti-racket svoltasi all'hotel Mediterraneo alla presenza del sottosegretario all'Interno, Alfredo Mantovano. L'altra novità sono le sanzioni, annunciate dallo stesso Mantovano, che saranno previste per gli imprenditori titolari di appalti pubblici che non denuncino il pizzo: perderanno l'appalto in corso e, inoltre, non potranno averne altri per almeno tre anni. Con il consulente anti-racket del Comune, Tano Grasso, e la coordinatrice delle associazioni, Silvana Fucito, erano presenti il sindaco Iervolino, il prefetto Pansa, il questore Puglisi, il generale dei carabinieri Mottola, il vicario episcopale don Gaetano Romano, la vice presidente di Confindustria, Cristiana Coppola, il commissario straordinario anti-racket, Giosuè Marino, e il sindaco di Ercolano, Nino Daniele. Introdotto da Tano Grasso, il primo a salire sul palco è stato Massimo Noviello. La voce rotta dalla commozione, Noviello ha parlato di suo padre, Domenico, un imprenditore ucciso dal clan dei casalesi perchè sette anni prima aveva denunciato i suoi taglieggiatori. «Saprei raccontare la rabbia - ha detto - ma non il mio dolore, mio padre non era un eroe, ma un uomo che amava la famiglia, un uomo che non ha voluto piegarsi al ricatto e ha scelto di morire libero». Un brivido. Mantovano ha aggiunto una notizia, e ne è seguito un altro brivido. «Sono mesi - ha rivelato il sottosegretario - che il prefetto della regione dove Noviello si è trasferito cerca di trovargli un lavoro». «E non ci riesce - ha precisato - perché i datori di lavoro si tirano indietro». È cominciata così, con un'emozione di solidarietà e un'altra di sdegno, l'assemblea che ha poi messo in fila una serie di impegni e promesse per una più efficace lotta al racket. Ha parlato la Fucito, che ha elencato cifre confortanti in fatto di denunce e di processi ed ha annunciato, tra le nuove iniziative, anche la prossima nascita di un'associazione anti-racket al Vomero. Ha parlato il sindaco Iervolino, che, ricostruendo il difficile percorso già compiuto, ha attribuito il successo delle associazioni non solo al coraggio dei commercianti, ma anche allo spirito profondo di amore per la legalità che, a suo giudizio, ancora trova posto nel cuore dei napoletani. «Solo rafforzando le strutture che combattono il racket - ha precisato il sindaco - avremo più speranza e fiducia nel futuro». E al concetto di legalità si è rifatto anche don Gaetano Romano, che, da parroco di frontiera a San Giovanni, ha visto nascere i primi semi della rivolta che avrebbe poi portato tanti commercianti a denunciare i taglieggiatori. «Ci riproponiamo - ha detto don Gaetano - di rieducare alla legalità, partendo dal catechismo dei bambini per approdare agli oratori parrocchiali destinati, invece, agli adulti». Attesissima la relazione della vice presidente di Confindustria, Cristiana Coppola, che ha confermato la ferma intenzione degli industriali di schierarsi dalla parte di chi non paga il pizzo e di sanzionare chi lo paga, a tutto vantaggio delle imprese sane, dello sviluppo economico e di un mercato non più inquinato dalla camorra.. Fuori del coro l'intervento di un imprenditore taglieggiato. Si chiama Angelo Antonio Iodice. Ha accusato la burocrazia di vanificare l'azione delle istituzioni. «Si parla di solidarietà - ha denunciato Iodice - ma io, da vittima del racket, sono diventato vittima delle banche». Lo ha rassicurato, chiudendo i lavori, il sottosegretario Mantovano. «Stiamo cercando di adeguare la legislazione - ha detto - mentre il disegno di legge all'esame del Senato conferirà maggiori poteri ai prefetti per prevenire l'infiltrazione nei cantieri e istituirà un albo di amministratori per la gestione di aziende sequestrate alla mafia».

Torna all'inizio


E IL CELLULAR-KILLER NON è PROPRIO UN OGGETTO SEMPLICE, PER PROGETTARLO E COSTRUIRLO CI VOGLION... (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 25-11-2008)

Argomenti: Burocrazia

E il cellular-killer non è proprio un oggetto semplice, per progettarlo e costruirlo ci vogliono tecnici, ci vuole un laboratorio: e la camorra li ha. Vuol dire che la camorra lavora con costanza e pazienza a «migliorarsi», a modernizzarsi, a evolversi. Anche coloro che perseguono la criminalità sono messi in grado di fare lo stesso? Anche gli investigatori godono di grandi quantità di denaro da investire in tecnologia e ricerca di nuovi metodi di indagine? Domande inquietanti, a cui rispondere di sì non è facile. Probabilmente la camorra ha già preso atto di molte novità, e si sta attrezzando per cambiare faccia e tattica; probabilmente la camorra, dopo i successi dello Stato, sta già lavorando per reinventarsi. La camorra è un'impresa, e usa i suoi capitali per l'innovazione: investimenti finanziari «legali», contiguità con le burocrazie amministrative e politiche; e se può fabbricare il cellulare-pistola, potrebbe controllare telefoni e computer, accedere a banche dati e agire sulla Borsa, e che altro? La camorra ha già nel suo Dna tutto questo, adopera già esperti di informatica, economisti, teste pensanti. Ma può perfezionarsi ancora di più, adeguarsi alla crisi economica, modernizzarsi ulteriormente. E noi? Noi, la maggioranza, quelli che vorrebbero per i propri figli la vita e non la semi-vita o la morte, possiamo restare svegli, e attenti. Non è vero che si scrive troppo di camorra, o se ne parla troppo, o che chi scrive deve ritornare alla contemplazione delle gouaches del '700, del sole e del mare: il fatto è che spesso si parla di camorra scioccamente, superficialmente, come di un fenomeno folcloristico, un filmone hollywoodiano pulp dove tutti parlano in dialetto e sono sanguinosamente pittoreschi: ma questa camorra, che pure esiste, è forse già un'immagine invecchiata, incapace di illuminare la realtà. Dopo la lucida analisi di Saviano sull'economia camorristica, pensare di tornare alla bugia folcloristica sarebbe un suicidio o una insopportabile forma di estetismo da gagà. L'immaginazione camorristica lavora per il male futuro: l'immaginazione onesta deve accettare la sfida, e usare non solo l'utilissima repressione, ma anche immaginare una vita e una società diverse, dove sia difficile per il crimine prosperare. A noi tocca la cosa più difficile, ci tocca immaginare il bene. Giuseppe Montesano

Torna all'inizio