HOME PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro Novelli
www.mauronovelli.it
|
DOSSIER “BUROCRAZIA” |
|
tARTICOLI DEL 25 novembre 2008 #TOP
·
Articoli
Burocrazia (65)
Consiglio comunale Una nuova puntata della querelle
pistole ( da "Stampa, La"
del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Sannino contro gli sprechi ed il malgoverno delle caste politiche locali - afferma Artico - E invitiamo i cittadini al controllo ed all' impegno politico per la riduzione dei costi di tutte le burocrazie. La politica - conclude - deve servire ad aumentare l'efficienza ed il servizio ai cittadini e non a moltiplicare costi e clientele». La seduta di stasera è convocata per le 19. \
Scontro
sulla cartiera "L'abbiamo realizzata pensando all'ambiente"
( da "Stampa,
La" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia inizieranno nel 2009 Scontro sulla cartiera "L'abbiamo realizzata pensando all'ambiente" L'area ha una estensione di 130 mila metri quadrati Prima ancora che il progetto venisse presentato ufficialmente ai serravallesi il gruppo consiliare di opposizione «L'Ulivo per Serravalle» aveva indetto una conferenza stampa per mettere in luce i dubbi sulla costruzione di una centrale
Veneto
city soffocherà il Vega ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Spero che la burocrazia non ci blocchi». Ma le autorizzazioni non sono in capo al Comune? «Sì, ma si deve passare da un ufficio all'altro, dalla commissione ambiente alla salvaguardia, da questa... Venezia ha tanta vitalità ma anche una palla al piede che rischia di portarci sotto: la burocrazia.
Loretta
Ben ricandidata: E' più sì che no
( da "Corriere
delle Alpi" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: i tempi della burocrazia, dei lavori, dei finanziamenti sono tali per cui cinque anni non bastano a realizzare tutto quello che si ha in mente». Ma, nell'eventualità, contro chi correrà Loretta Ben? A Taibon i maligni dicono che saranno tre le liste ai blocchi di partenza: una guidata dalla stessa Ben, una dall'attuale vicesindaco Alessandro Savio e una dall'
Porta
del mare, botta e risposta ( da "Stampa, La"
del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Conclude il sindaco Luigi Sappa: «Lo strumento della Conferenza dei servizi è idoneo e riduce i tempi della burocrazia. La trasformazione delle multisale in due sale più piccole? Abbiamo tenuto tre incontri con i vertici Agnesi e Vacchino, che gestisce Ariston e Multiplex di Albenga: ha osservato che non è più tempo per questo tipo di realizzazioni».
sicurezza,
il governo riferisce alla camera scontro tra maggioranza e opposizione - mario
reggio ( da "Repubblica, La"
del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Bertolaso ha accusato la burocrazia di aver bloccato i fondi. Vasco Errani, governatore della Regione, replica: «Qui i residui sull´edilizia non ci sono, le Province hanno messo più del loro - afferma - quella di Bologna 17 milioni di euro, mentre lo Stato ha contribuito con 900 mila euro.
così
ho scongiurato i pericoli di un crollo
( da "Nuova
Sardegna, La" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: - Così come la burocrazia, a quanto pare... «Intendiamoci: la sensibilità nei confronti di questi temi negli ultimi anni è cresciuta. C'è però ancora molto da fare. Al di là delle competenze, non è chiaro chi deve esercitare il controllo reale, effettivo, su una materia tanto delicata: non solo in chiave repressiva,
caracciolo
critico sull'euroregione: si aggiunge un'altra piccola burocrazia
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: si aggiunge un'altra piccola burocrazia TRIESTE. Per il direttore di Limes, Lucio Caracciolo, «c'è il dubbio che l'Euroregione sia semplicemente un'altra piccola burocrazia che si va ad aggiungere a quelle precedenti». Lo ha detto a Trieste, a margine di un convegno sull'Euroregione in via di costituzione tra Fvg, Veneto, Slovenia,
d'annunzio
e la musini ( da "Centro, Il"
del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: I lavori sono finanziati senza ponderare i tempi della burocrazia. Si esigono ribassi insostenibili. Non si vigila abbastanza sugli appalti e sulla corretta esecuzione delle opere. Sono rimandati ad oltranza la messa in sicurezza degli edifici scolastici, concedendo all'edilizia pubblica molto più di quanto venga tollerato da quella privata.
Una
scorciatoia per il traffico ( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Molto dipenderà dalla burocrazia e dalle condizioni metereologiche. Tecnicamente parlando, quella in progetto è una strada locale in ambito extraurbano che sarà affiancata da una pista ciclabile separata dalla carreggiata da un doppio cordolo. «Sui lati e per tutta la sua lunghezza, l'infrastruttura - sottolinea Marinoni -,
Medici
di famiglia sommersi dalla burocrazia
( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Il dato al Congresso del Simg Medici di famiglia «sommersi» dalla burocrazia Il medico di famiglia rischia di venire sommerso dalla burocrazia: questi adempimenti occupano ben la metà della sua vita professionale. E il carico di lavoro continua ad aumentare, con il rischio di mettere a repentaglio la qualità.
più
alloggi per i fuorisede e buoni pasto, per non essere solo numeri di matricola
( da "Nuova
Sardegna, La" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: lo snellimento della burocrazia. Ma anche revisione delle fasce di reddito, rimborso pasti non consumati, convenzioni, potenziamento servizio mensa. E servizi di informazione per occasioni di lavoro. Questi i candidati agli organi centrali. Consiglio di amministrazione dell'Università: Daniela Marredda, Michele Biancu, Giò Sanna,
senza
telefono da un mese ( da "Tirreno, Il"
del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Il presidente della Pro Loco si scaglia contro l'infernale burocrazia e il rimpallo delle responsabilità. «A scanso di equivoci - prosegue - preciso subito e garantisco di persona che i pagamenti sono in regola. Il guasto, avvenuto pochi giorni prima della metà di ottobre, non è mai stato riparato, nonostante sia stato individuato nella centralina di Riparbella.
protesta
dei consiglieri, non contiamo più niente - roberto paracchini
( da "Nuova
Sardegna, La" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: della volontà espressa dal sindaco a nome di tutta la Giunta di voler portare a termine gli impegni presi e degli ostacoli che le burocrazie comunali e regionali stanno interponendo alla loro realizzazione». Gli «impegni presi» riguardano sia la questione-stadio, che la riqualificazione abitiva di Sant'Elia e le questioni della casa legate a San Lorenzo, solo per citarne alcuni.
revisioni
auto, meno costi e burocrazia ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: meno costi e burocrazia Prosegue l'opera di semplificazione amministrativa della Provincia di Udine, con l'obiettivo di migliorare il rapporto con i cittadini e le imprese. Su iniziativa degli assessori provinciali alla Motorizzazione civile e ai trasporti, Fabio Marchetti, e all'informatizzazione Mario Virgili, il Servizio motorizzazione civile della Provincia,
a
fine mese ampliamento del cimitero
( da "Nuova
Sardegna, La" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: assessorato all'Urbanistica della Regione doveva garantire procedure più rapide e meno burocrazia, invece il progetto è finito nelle maglie dell'assessorato all'Ambiente che deve esprime una specie di valutazione ambientale. Questo dai primi di settembre, quando l'emergenza sepolture obbligò il sindaco a requisire i loculi vuoti.
zelarino
vuole tornare protagonista ( da "Nuova Venezia, La"
del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: arriverebbe da una semplificazione della burocrazia». Sulla vicenda Emanuele Rosteghin, delegato alle Attività produttive, esprime soddisfazione per il successo ottenuto dall'iniziativa di domenica. «La delle sinergie tra commercianti e istituzioni è quella da seguire - afferma - A Zelarino sappiano che la nostra porta è aperta.
La
Regione non vuol neppure vedere chi prende i fondi per il volontariato
( da "Giornale.it,
Il" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La mancata audizione degli esponenti del settore unita allo stravolgimento di alcune regole senza la minima attenzione e riguardo nei loro confronti potrebbe avere effetti indesiderati che potrebbero aggiungere solo della confusione rispetto alla già contorta burocrazia legata a questo comparto». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
la
coldiretti incontra il territorio: costruire programmando insieme
( da "Nuova
Sardegna, La" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: della burocrazia che attanaglia tutti, e in modo particolare gli operatori del comparto agricolo, alle prese con un'infinità di norme, regolamenti, limitazioni. Per orientarsi in questa selva la Coldiretti offrirà ad agricoltori e allevatori un piano di accordo e collaborazione, al quale l'adesione delle amministrazioni comunali potrà eventualmente fornire la necessaria solidità.
La
Cgil sciopera e la Thailandia ci...
( da "Giornale.it,
Il" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: utilizzare tribunali locali e rapportarsi con la burocrazia domestica. Nei momenti di crisi però il gioco si rompe. Quel patto implicito per il quale l'impresa privata e i suoi dipendenti supportano l'apparato pubblicistico si incrina quando la crisi morde, indipendentemente dalle capacità di resistenza dei singoli.
La
sicurezza non è una priorità politica
( da "Eco
di Bergamo, L'" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ci sono 500 milioni già stanziati per la sicurezza delle scuole bloccati dalla burocrazia. «Che ci siano intralci burocratici non lo metto in dubbio. Ma sta di fatto che come si fanno i decreti per altri settori, si potrebbero farli anche per questo problema. Sono sicuro che il Parlamento entro 60 giorni li approverebbe».
Pina
vuole tornare a Robbio ( da "Provincia Pavese, La"
del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: IL CASO Pina vuole tornare a Robbio Bloccata dalla burocrazia nell'ospizio in Abruzzo ROBBIO. Quasi centenaria, malata e non più autosufficiente, vorrebbe trascorrere l'ultimo periodo della sua lunga vita a Robbio dove è nata e dove è vissuta per moltissimi anni. Però vive in Abruzzo e a intralciare il suo desiderio c'è la burocrazia.
Il
dopo Rivoli è il classico scaricabarile
( da "Riformista,
Il" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: della burocrazia: fondi inutilizzati o dispersi tra gli enti locali. di Sonia Oranges «Perché i nostri figli non li mandano a scuola nei Comuni? Perché si fanno i Comuni nuovi ristrutturati, perfetti, mentre i nostri figli li mandano a morire»: nelle parole di Cinzia Scafidi, la mamma di Vito, il 18enne morto tra le macerie del soffitto della sua aula nel liceo Darwin di Rivoli (
40
Paesi battono l'Italia ( da "Riformista, Il"
del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: già oberate dalla burocrazia e, si legge nel rapporto, da costi dovuti alla scarsa concorrenza di alcuni settori, come quello dei servizi bancari dove i conti correnti restano i più costosi d'Europa (182 euro all'anno contro i 34 dell'Olanda). Oltre al regime fiscale, con tasse alte e complicate, che per quel parametro ci fa arrivare ultimi in Europa.
Brown
annuncia meno Iva per tutti più tasse ai ricchi
( da "Riformista,
Il" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: eccesso di regolamentazioni e burocrazia dei mercati del lavoro di area Ue. Negli ambienti conservatori di Whitehall da giorni circola infatti un documento redatto dal think-tank Bruges Group dal titolo «Lo scandalo delle 106.117 sterline al minuto», che mette in fila le cifre della permanenza della Gran Bretagna nell'Unione europea e pare che nessuno,
foscari-massari
messo a norma ( da "Nuova Venezia, La"
del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Per questo dalla Provincia si leva un appello al governo: «Aumentare gli stanziamenti per gli interventi negli istituti scolastici - conclude l'assessore - e ridurre al massimo la burocrazia per accelerare gli interventi. Questo deve essere l'imperativo». (m.ch.)
Errani:
da noi soldi non spesi non ce ne sono
( da "Gazzetta
di Modena,La" del 25-11-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia
Abstract: sui fondi per l'edilizia scolastica bloccati dalla burocrazia, il governatore dell'Emilia-Romagna Vasco Errani non ci sta: «Qui residui per l'edilizia scolastica non ci sono. Le Province hanno messo più del loro». Errani si è detto «stanco di questo modo di ragionare, sempre alla ricerca di qualcuno a cui consegnare il cerino».
Ci
vuole nuova governance per il sistema bancario
( da "Italia
Oggi" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: esistenza di un rischio Italia rappresentato dal sistema fiscale, dal peso della burocrazia e dai costi della vigilanza. «è evidente», denuncia Rosa, «la distorsione provocata dalla Robin Hood tax che, secondo le stime, produce un aumento del carico fiscale variabile fra il 14 e il 19% rispettivamente nel 2008 e nel 2009».
schiacciati
da burocrazia e costi alle stelle
( da "Tirreno,
Il" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Pagina 6 - Pontedera Schiacciati da burocrazia e costi alle stelle La dura vita degli artigiani: siamo rimasti in pochi, la passione non basta VOLTERRA. Una città dell'artigianato. Una tradizione lunga e duratura. Vite dedicate all'artigianato, grandi passioni e un luogo dove il tempo scorre a progettare, modellare, inventare.
La
Cia: a rischio anche l'agricoltura
( da "Manifesto,
Il" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: opprimente burocrazia - segnala la confederazione - stanno mettendo in ginocchio le aziende, molte delle quali ora producono addirittura in perdita. Oltre alla chiusura di aziende, specie quelle che operano in zone di montagna e aree svantaggiate, «si verificherà - secondo la Cia - un taglio netto delle produzioni nazionali agricole,
Il
superdonatore Avis diventa cavaliere Cerimonia a Milano per Sergio Vicardi
( da "Giorno,
Il (Lodi)" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la domanda di insignire il donatore del titolo venne avanzata dopo la fatidica 125esima donazione, ma i tempi della burocrazia restano quelli che sono, tanto da far esclamare a Vicardi una frase ironica: «Non preoccupatevi, la benemerenza me la assegneranno post-mortem». La battura, forse è stata di buon auspicio, e la nomina a cavaliere è invece arrivata.
Lo
Stato DELLA GLOBALIZZAZIONE ( da "Manifesto, Il"
del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Spesso sono composte da uomini e donne molto competenti che provengono dalla burocrazia statale. Dunque, nessuna scomparsa dello stato-nazione, ma un cambiamento nel suo funzionamento. Ci troviamo però di fronte a un paradosso: lo stato-nazione che lavora per cedere parte della propria sovranità a istituzioni sovranazionali;
Quattro
miliardi per le aree dismesse ( da "Corriere del Mezzogiorno"
del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: L'Acen: «Ma la burocrazia scoraggia i privati» Quattro miliardi per le aree dismesse NAPOLI - Un cospicuo piano di finanziamenti privati, di circa 4 miliardi di euro, sarà dedicato in Campania al ripristino di aree dismesse, una fra tante, quella dello «scasso» del Centro Direzionale.
Riunione
dei dirigenti per velocizzare i pagamenti alle ditte Qualche difficoltà per i
lavori pubblici con 700 delibere ( da "Nazione, La (Livorno)"
del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: che aveva messo in cattiva luce i dipendenti pubblici». PER LA PROVINCIA è una grande sfida quella di ?bruciare? i tempi della burocrazia, una sfida alla quale il presidente Kutufà chiama anche gli altri amministratori livornesi. Image: 20081125/foto/3309.jpg
La
terra piace ma per i giovani costa troppo
( da "Sole
24 Ore, Il" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: una burocrazia soffocante, l'incremento dei costi e degli oneri previdenziali, una scarsa informazione sulle norme, che pure ci sono, per favorire il ricambio generazionale. Non deve meravigliare se, invece che investire in Italia, c'è chi guarda all'Est europeo (dove il costo della terra è molto basso) come nuova frontiera di sviluppo "
PAESE
MALATO DI BUROCRAZIA ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: 8 PAESE MALATO DI BUROCRAZIA IL COMMENTO LICEO DARWIN di Rivoli vicino Torino: un ragazzo morto, altri feriti mentre erano in classe. Causa la caduta di un soffitto. Sorge spontanea la domanda: la tragedia si poteva evitare? È ovvio che, in ogni evento di questo tipo, c?
<Grandi
infrastrutture? Meglio mettere tutte
( da "Resto
del Carlino, Il (Bologna)" del
25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: più volte ministro e sottosegretario e poi membro della commissione Attali sulla riforma della burocrazia francese e presidente della Cassa depositi e prestiti. Professor Bassanini, non si riescono ancora a spendere i 500 milioni di euro stanziati nel 2003, dopo il crollo della scuola di San Giuliano, e lei rilancia con nuovi fondi? «Non c?
<Il
Comune in grave ritardo nei contributi per l'affitto>
( da "Resto
del Carlino, Il (Rimini)" del
25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: assessore Salvatore Epiceno abbia promesso che i bonifici arriveranno entro il mese di dicembre, burocrazia permettendo. «L?amministrazione comunale deve dire perché vengono lasciati in cassa soldi che sono lì dalla fine di ottobre _ dice la Anna Mosconi, una cittadina in lista per i contributi _ Oltre due mesi di attesa non hanno senso.
di
ALESSANDRO FARRUGGIA ROMA <QUESTO È IL MOMENTO.
( da "Nazione,
La (Firenze)" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: più volte ministro e sottosegretario e poi membro della commissione Attali sulla riforma della burocrazia francese e presidente della Cassa depositi e prestiti. Professor Bassanini, non si riescono ancora a spendere i 500 milioni di euro stanziati nel 2003, dopo il crollo della scuola di San Giuliano, e lei rilancia con nuovi fondi? «Non c?
Cromo
nell'acqua, la Lega accusa il doppiopesismo del sindaco
( da "Corriere
della Sera" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: pastoie della burocrazia (la legge richiede persino una valutazione di impatto ambientale) e ora è ferma sul tavolo della Regione. Per aggirare gli ostacoli ci vorrebbe quanto meno il riconoscimento del carattere di urgenza dell'intervento e per questo, dice l'assessore all'Ambiente del Comune, Alice Tura, è stato chiesto alle Regione di convocare subito una conferenza dei servizi.
<ALLORA,
quando aprite a Rimini?>. In questi giorni non c'è s...
( da "Resto
del Carlino, Il (Rimini)" del
25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: è noto, non lo è la burocrazia riminese. Prima la Provincia, in ritardo di un anno nell?adozione del Piano territoriale di coordinamento provinciale, e ora il Comune, alle prese con la variante per dare via libera a Ikea (appena approvata in consiglio comunale) hanno fatto slittare di molto l?
Rincarate
tutte le tasse e le tariffe Che batosta per le nostre tasche
( da "Nazione,
La (Firenze)" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
se non fosse
che aumentano le esternalizzazioni dei servizi e le spese per la burocrazia
(+4% in 5 anni), decresce, per l?aumento della popolazione, la spesa corrente
pro-capite (da
Un'agenzia
di ricerca per l'Italia ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazie, clientelismo e rendere realmente indipendente la valutazione e l'erogazione dei finanziamenti dai meccanismi dei ministeri e della Politica. A quest'ultima spetta invece, in modo sovrano, il ruolo di dare gli indirizzi e identificare le risorse attribuibili alle varie aree strategiche per la Ricerca del Paese»
UN
PROGETTO AMBIZIOSO SI E' ARENATO PER COLPA DELLA BUROCRAZIA
( da "Messaggero,
Il (Umbria)" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Martedì 25 Novembre 2008 Chiudi UN PROGETTO AMBIZIOSO SI E' ARENATO PER COLPA DELLA BUROCRAZIA
Mentre
il ministro Giulio Tremonti interveniva all'assemblea ...
( da "Tempo,
Il" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: una burocrazia asfissiante; una legislazione barocca e orientata a regolare ogni minuzia. Nel gioco competitivo tra aree economiche e sistemi giuridici, l'Italia esce insomma molto male e non c'è da stupirsi se molti preferiscono andare altrove. I dati dell'Economist sono sconfortanti, ma in fondo confermano quanto altri autorevoli centri studi hanno scritto nei mesi scorsi.
Caso
New Holland, strategia anti-crisi
( da "Corriere
del Mezzogiorno" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: snellimento della burocrazia; spesa dei fondi strutturali e snellimento dell'iter di programmazione e spesa dei fondi comunitari; gestione della crisi con tavoli di lavoro con le aziende del settore metalmeccanico per proseguire con quelle del settore del tessile.
Paestum
come Pompei: ora divenga autonoma
( da "Corriere
del Mezzogiorno" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: 5) Una Sovrintendenza Autonoma, affrancata dai vincoli asfittici della burocrazia centrale, potrebbe far esplodere nel territorio a sud di Salerno iniziative di straordinaria valenza, in grado di innescare un meccanismo virtuoso di turismo culturale con una positiva ricaduta di immagine e conseguenti attività economiche.
La
scia lunga di dolore per i fatti della scuola piemontese scuote tutto lo
stivale. I ragazzi dell&... ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)"
del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: periodo in cui i finanziamenti nazionali e regionali si sono drasticamente ridotti» mette in chiaro il dirigente provinciale del settore edilizia Domenico Di Giovannantonio. «Mentre i 500 mln di euro di finanziamento nazionale si perdevano nei meandri della burocrazia- accusa Cittadinanza Attiva-. E intanto due scuole su tre non sono sicure».
Qualche
volta la burocrazia riesce a superare se stessa. Abbattendo tempi ed ostacoli
che allungano ... ( da "Messaggero, Il (Umbria)"
del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Martedì 25 Novembre 2008 Chiudi Qualche volta la burocrazia riesce a superare se stessa. Abbattendo tempi ed ostacoli che allungano a dismisura le attese dei cittadini. Così è stato per le due famiglie, una italiana e l'altra marocchina, che da venti giorni hanno avuto in consegna le case popolari di via Betti nella zona Peep ma che erano ancora senza energia elettrica.
Psicologia:
stanziati i fondi per i laboratori
( da "Gazzetta
di Parma (abbonati)" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: necessari per il reperimento della docenza per garantire la ripresa dei laboratori nei tempi più brevi possibile così che siano minime le ripercussioni sul percorso degli studenti. Si ribadisce ancora una volta che non devono essere gli studenti, componente più debole del meccanismo universitario, a subire le ripercussioni del funzionamento dell'U- niversità e della sua burocrazia ».
I
soldi ci sono, ma non s'interviene
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Comune imprigionato dalla burocrazia I soldi ci sono, ma non s'interviene Gli altri fiumi.. Comune imprigionato dalla burocrazia --> Un fiume di soldi, ma nemmeno un intervento avviato. Esistono finanziamenti e progetti, per la messa in sicurezza di tutti i quattro principali corsi d'acqua che attraversano il litorale quartese.
MEDICI
DI FAMIGLIA: LA BUROCRAZIA IMPEGNA IL 50% DEL TEMPO AUMENTA IL LAVORO, LO
SPECIALISTA INTERVIENE IN UN CASO SU 10 L'IPERTENSIONE È IL PROBLEMA PIÙ
DIFFUSO, CAUSA OLTRE IL 15 ( da "marketpress.info"
del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Martedì 25 Novembre
2008 MEDICI DI FAMIGLIA: LA BUROCRAZIA IMPEGNA IL 50% DEL TEMPO AUMENTA IL
LAVORO, LO SPECIALISTA INTERVIENE IN UN CASO SU
IN
RETE 18 STATI EUROPEI E 200 MILIONI DI PERSONE CON 134 PROGETTI FINANZIATI DAL
PROGRAMMA EUROPEO CADSES" ( da "marketpress.info"
del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia e l?onere amministrativo richiesto dalla normativa europea si sono rivelati spesso insostenibili. ? Per l?assessore, che ha ribadito di nuovo la necessità che i fondi europei siano esclusi dal patto di stabilità, si dovrà in un futuro non lontano lavorare di più per snellire e velocizzare le procedure di accesso alle risorse europee e al tempo stesso per migliorare i processi
Gb/
Staminali, leadership britannica nella ricerca a rischio
( da "Virgilio
Notizie" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: eccessiva burocrazia e lo scorso interesse dimostrato dagli investitori stanno minando la supremazia britannica nella ricerca sulle cellule staminali: è quanto pubblica il quotidiano britannico The Independent. Gli scienziati si lamentano infatti del numero di autorizzazioni necessarie per portare avanti una ricerca e del fatto che i finanziamenti -
Esclusivo:
il manifesto di Finazzer">"Lancio un social network
culturale" Esclusivo: il manifesto di Finazzer pag.1
( da "Affari
Italiani (Online)" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: assessorato per arrivare a una riforma per una burocrazia al servizio della cultura e non viceversa. Lei ha anche un'intensa produzione intellettuale. La manterrà? Non rinuncio ai miei studi, alla mia recitazione, a scrivere. Se lo facessi, rinuncerei a quella parte di me che mi permette di rimanere autonomo rispetto a decisioni pubbliche molto complesse e spesso controverse.
Burocrazia
snella a San Giorgio ( da "Denaro, Il"
del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Napoli Burocrazia snella a San Giorgio Da ieri i cittadini di San Giorgio a Cremano possono ottenere certificati anagrafici con pieno valore legale non soltanto presso gli uffici comunali o i "totem" sparsi in città, ma anche negli uffici postali della città e dei comuni limitrofi.
Sposo
clandestino bloccato in municipio
( da "Gazzettino,
Il (Pordenone)" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ipotesi più suggestiva, ma meno praticabile, il matrimonio in Marocco, che significherebbe il trionfo dell'amore (se è vero e duraturo non conosce ostacoli...) sulla burocrazia. Per non sbagliarsi, i Carabinieri indagano anche sulla "bontà" dei sentimenti tra il "giovane" sposo e la "promessa", non più una ragazza.
L'INTERVENTO
Burocrazia, servono fatti concreti non le solite vuote parole di Alessandro
Zanforlini D'Isanto * ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)"
del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Burocrazia, servono fatti concreti non le solite vuote parole di Alessandro Zanforlini D'Isanto * Servono fatti non vuote parole. Questo è il motto che da sempre la Lega Nord Liga Veneta del Polesine ha adottato nel suo programma politico, specialmente adesso che è forza di Governo, ed è per questo che i cittadini ci hanno premiato alle ultime elezioni politiche Esempio emblematico
L'emblema
di una marginalità ( da "Sicilia, La"
del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: come ha denunciato lo stesso sottosegretario Bertolaso - una questione-burocrazia: una parte non indifferente dei soldi già stanziati restano non spesi. E c'è, infine, un dato che attiene alla cultura politica e alla mentalità collettiva: i beni di tutti, gli edifici pubblici, vengono normalmente considerati come terreno di nessuno.
L'Ici
abolita "affonda" il bilancio
( da "Gazzettino,
Il (Belluno)" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: attendere i tempi della burocrazia. Se i contenziosi continueranno, non si incasseranno i soldi e si pagheranno ingenti spese legali. Così si è deciso di correre ai ripari, tra l'altro, vendendo una proprietà comunale, ricavata dalla ristrutturazione del vecchio distributore di carburante Q8 di via Olimpia, anch'esso un Piruea,
Avvocati
gratis per i cittadini ( da "Gazzettino, Il (Venezia)"
del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia. Questo il fine del servizio gratuito che l'amministrazione comunale di Salzano attiverà dai prossimi giorni grazie alla disponibilità di avvocati volontari che il venerdì sera e il sabato mattina (una volta al mese) si metteranno a disposizione dei cittadini in difficoltà e che soprattutto non possono permettersi di andare da un legale perché non hanno i quattrini per
La
Cia lancia l'allarme<Sgravi contributivio tracollo delle imprese>
( da "Sicilia,
La" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: opprimente burocrazia - segnala la Cia - stanno mettendo in ginocchio le aziende, molte delle quali ora producono addirittura in perdita". Oltre alla chiusura di aziende, specie quelle che operano in zone di montagna e aree svantaggiate, si verificherà un "taglio" netto delle nostre produzioni agricole e con la conseguente invasione dall'
ELIO
SCRIBANI C'è UN MODO NUOVO E PIù EFFICACE, QUEST'ANNO, PER DIRE NO AL RA...
( da "Mattino,
Il (Salerno)" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ha accusato la burocrazia di vanificare l'azione delle istituzioni. «Si parla di solidarietà - ha denunciato Iodice - ma io, da vittima del racket, sono diventato vittima delle banche». Lo ha rassicurato, chiudendo i lavori, il sottosegretario Mantovano. «Stiamo cercando di adeguare la legislazione - ha detto - mentre il disegno di legge all'
E
IL CELLULAR-KILLER NON è PROPRIO UN OGGETTO SEMPLICE, PER PROGETTARLO E
COSTRUIRLO CI VOGLION... ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: contiguità con le burocrazie amministrative e politiche; e se può fabbricare il cellulare-pistola, potrebbe controllare telefoni e computer, accedere a banche dati e agire sulla Borsa, e che altro? La camorra ha già nel suo Dna tutto questo, adopera già esperti di informatica, economisti, teste pensanti.
( da "Stampa, La" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
ASTI.CONVOCATO OGGI Le
«calibro 9» sono un caso politico dopo i provvedimenti di An contro Sannino
Consiglio comunale Una nuova puntata della querelle pistole Tornano oggi in
Consiglio comunale le «calibro 9» ed hanno l'onore del primo posto dell'ordine
del giorno. Se la pratica dovesse ricevere il via libera i vigili urbani
potranno dotarsi anche di questo tipo di pistole, più potenti delle «calibro
7,65» oggi in uso. L'approvazione sarebbe ormai cosa fatta se nella precedente
seduta la delibera non avesse inciampato in un incidente di percorso: il
consigliere del Pdci, Massimo Campaner dopo aver dichiarato la sua astensione,
aveva erroneamente pigiato il tasto che fa scattare il voto a favore. Con 21
«sì» la delibera, di fatto, aveva superato l'esame, ma era stata congelata dopo
che Campaner si era reso conto dell'errore. La vicenda dei «pistoloni» non ha
avuto vita facile: si trascina da mesi ed ha assunto una colorazione sempre più
politica da quando il presidente provinciale di Alleanza nazionale ha
intrapreso un'azione disciplinare verso il collega di partito Gianluigi
Sannino, fiero oppositore del nuovo armamento. Che, a suo avviso, farebbe
spendere inutilmente soldi (40 mila euro) ai contribuenti. Sannino aveva votato
contro la pratica nella passata seduta e farà altrettanto stasera. Il
consigliere comunale di An ha ricevuto anche la solidarietà de «La Destra»
attraverso il segretario Flavio Artico: «Condividiamo e sosteniamo la battaglia
del consigliere Sannino contro gli sprechi ed il malgoverno
delle caste politiche locali - afferma Artico - E invitiamo i cittadini al
controllo ed all' impegno politico per la riduzione dei costi di tutte le
burocrazie. La politica - conclude - deve servire ad aumentare l'efficienza ed
il servizio ai cittadini e non a moltiplicare costi e clientele». La seduta di
stasera è convocata per le 19. \
( da "Stampa, La" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
SERRAVALLE.
OPPOSIZIONE CONTRARIA I lavori di edificazione considerati i tempi della burocrazia inizieranno nel 2009 Scontro
sulla cartiera "L'abbiamo realizzata pensando all'ambiente" L'area ha
una estensione di 130 mila metri quadrati Prima ancora che il progetto venisse
presentato ufficialmente ai serravallesi il gruppo consiliare di opposizione
«L'Ulivo per Serravalle» aveva indetto una conferenza stampa per mettere in
luce i dubbi sulla costruzione di una centrale a biomassa nell'area
della cartiera. A questo punto a chiarire la situazione è Adriano Pizzi, ad
della Cartiera italiana: «Questo progetto è stato studiato per dotare l'area
industriale della cartiera della necessaria autonomia dei servizi energetici».
L'area presa in considerazione ha un'estensione di 130 mila metri quadrati, nel
2003 dopo un lungo iter amministrativo in Regione, il Comune di Serravalle ha
adottato un nuovo strumento urbanistico, un piano particolareggiato, che
prevede la possibilità di realizzare all'interno della zona della Cartiera
anche altre attività, oltre a quella industriale che rimarrà preminente, come
quella commerciale con 15 mila metri quadrati di edifici, una identica
superficie destinata a parcheggi, una zona abitativa di 22 mila metri quadrati,
vicino al centro, che dovrebbe ospitare circa 200 nuovi residenti, e un'area a
carattere ricettivo. I lavori, se la burocrazia
seguirà un corso lineare, dovrebbero iniziare già nel 2009. Per quel che
riguarda la centrale termoelettrica a biomassa Pizzi tiene a fare alcune
precisazioni. «In realtà non si tratterà di un nuovo impianto, ma di una
sostituzione - dice -; la Cartiera infatti era già dotata di un impianto di
cogenerazione a gas e nafta pesante della potenza termica di 50 megawatt.
Nell'ambito del progetto di riordino dell'area la localizzazione di questo
impianto non ci è però parsa più adatta, visto che era vicino a delle
abitazioni. Quindi come proprietà abbiamo pensato di ricollocarlo in
corrispondenza all'area produttiva. Inoltre si è pensato di realizzare un nuovo
impianto con caratteristiche di emissioni rispondenti alle norme più recenti,
che non utilizzasse combustibili fossili, ma legna vergine». Il gruppo «L'Ulivo
per Serravalle» aveva posto dei dubbi sulle sovradimensioni di questa centrale.
«La taglia scelta è quella minima per un progetto di questo tipo - risponde
Adriano Pizzi -. Per quanto riguarda l'utilizzo dell' energia è bene tener
presente che gran parte di quella prodotta andrà a soddisfare utilizzi già
richiesti». Previsti infine sedici posti di lavoro in più.\
( da "Tribuna di Treviso, La" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
E rilancia con Waterfront:
strade, accessi, la sublagunare. «Stiamo andando a 300 all'ora, ma c'è chi
frena» «Veneto city soffocherà il Vega» Colomban: sono alternativi e voglio
1000 aziende nel Parco scientifico RENZO MAZZARO VENEZIA. Il Veneto che si è
fatto tutto da solo - e si vede purtroppo - continua per la stessa strada,
quella che ha prodotto una zona industriale sotto ogni campanile. E anche
adesso che il territorio è ridotto a un groviera tutti corrono per un posto in
prima fila, sognando una Veneto City, un Quadrante di Tessera, una Città della
Moda sulla Riviera del Brenta, una Polis Paradeisos da Piazza Bra alla Fiera,
un Autodromo da Formula 1 che riscatti la Bassa Veronese, perfino un parco
divertimenti di
( da "Corriere delle Alpi" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
di Gianni Santomaso
Loretta Ben ricandidata: «E' più sì che no» Il vicesindaco Savio smentisce le
ipotesi di una propria lista: «Nessuna divergenza» Il primo cittadino uscente:
«La voglia di andare avanti c'è grazie alla fiducia che ricevo» TAIBON. «Più sì
che no». Il sindaco di Taibon, Loretta Ben, affronta la questione delle
prossime elezioni comunali e lo fa lasciando le porte decisamente aperte
all'ipotesi di una sua ricandidatura alla guida del Comune in riva al Tegnàs.
«La voglia di andare avanti è tanta - esordisce il primo cittadino di Taibon -
e trova continuamente nuova linfa nella fiducia che respiro attorno a me.
Sapere che c'è già gente disposta ad appoggiarmi e ad affiancarmi in
un'eventuale nuova avventura è una cosa che mi gratifica molto». Le voci del
paese parlavano di una Loretta Ben finora incerta sul da farsi in vista
dell'appuntamento primaverile con le elezioni comunali, ma queste sue parole
porterebbero invece a far pensare il contrario. Indubbiamente la decisione non
è ancora stata presa: da qui alla prossima primavera ci sono ancora tanti mesi
e alcuni nodi da sciogliere. Aspetti dei quali l'attuale sindaco è certamente
cosciente. «Ancora non ho deciso nulla - precisa infatti - ci sono alcune cose
sulle quali dovrò riflettere e ragionare nelle prossime settimane». Paiono
essere tre i principali scogli che separano la Ben dalla sua ricandidatura
ufficiale alla guida del municipio: il giudizio che il sindaco ha di se stesso,
la necessità di maggiori poteri per l'amministrazione comunale nella gestione
dei dipendenti e motivazioni di carattere puramente personale. «Convivo sempre
con il timore di non essere all'altezza del ruolo che rivesto - spiega Loretta
Ben confessando di sentirsi spesso a disagio nei panni del politico -
auspicherei inoltre che i sindaci dei piccoli comuni potessero scegliere
autonomamente sia il segretario comunale che i capi area». Scogli a parte c'è
però un altro elemento che potrebbe giocare un ruolo importante nel compiere il
passo decisivo. «Ritengo - aggiunge infatti il sindaco - che l'ideale sia
completare due legislature; i tempi della burocrazia, dei lavori, dei
finanziamenti sono tali per cui cinque anni non bastano a realizzare tutto
quello che si ha in mente». Ma, nell'eventualità, contro chi correrà Loretta
Ben? A Taibon i maligni dicono che saranno tre le liste ai blocchi di partenza:
una guidata dalla stessa Ben, una dall'attuale vicesindaco Alessandro Savio e
una dall'ex primo cittadino, Bruno Bulf. «Notizie infondate», replica da
parte sua Savio, «messe in giro da chi vorrebbe ci fossero divergenze tra di
noi, ma invece non è affatto così».
( da "Stampa, La" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
IMPERIAIN CONSIGLIO
RESPINTE LE OSSERVAZIONI DELLA MINORANZA. LA PROVINCIA HA PERÒ CHIESTO DI
AUMENTARE I VARCHI Porta del mare, botta e risposta [FIRMA]ENRICO FERRARI
IMPERIA Il progetto della «Porta del mare», che riqualifica l'area ex Ferriere,
è ora avviato verso la Conferenza dei servizi che dovrà definitivamente
approvarlo. Ma il «nulla osta» in Consiglio comunale ha ancora una volta
evidenziato la contrapposizione di vedute sul futuro cittadino: maggioranza
compatta nel dare disco verde, minoranza contraria. L'assessore all'Urbanistica
Luca Lanteri ribadisce che a suo parere si è ottenuto il massimo, osservando
che il Comune si vedrà cedere dai privati un nuovo parcheggio da 300 posti. Il
Comune ha seguito anche alcune osservazioni (Lanteri ha però sottolineato che
non si possono definire «osservazioni»: tu chiamale se vuoi emozioni?) della
Provincia. Verrà abbassato il ristorante panoramico e saranno aumentati i
varchi, per consentire una migliore visione del mare. Nonostante l'evidente
sforzo dell'architetto italo-francese Schivo nel ridurre l'impatto, si tratta
infatti di una volumetria notevole. L'assessore Lanteri enumera i vantaggi per
la collettività dello Strumento urbanistico attuativo proposto da
Agnesi-Colussi: «Uno spazio di 10 mila metri quadrati, per 300 posti auto,
diventerà di proprietà comunale. In cinque anni di dialogo con il gruppo che si
occupa del progetto abbiamo ottenuto una serie di funzioni. Il massimo
possibile, non come oneri di urbanizzazione ma come funzioni utili alla città,
che garantiscono occupazione e impulso al turismo. Sarà costruito un nuovo
hotel a 4 stelle e ci saranno spazi fieristici con attività promozionali nella
grande piazza e nella galleria. Recuperiamo così una zona inutilizzata e in
condizioni di degrado». Il Comitato tecnico della Provincia ha chiesto di
abbassare di
( da "Repubblica, La" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 9 - Cronaca
Da Franceschini a Di Pietro: sbagliato parlare di fatalità. Casini: basta
litigare su tutto Sicurezza, il governo riferisce alla Camera scontro tra
maggioranza e opposizione Anche la Lega chiede un rapporto. Gelmini: "Un
certificato per tutti gli istituti" MARIO REGGIO ROMA - La tragedia al
liceo di Rivoli scatena il duello politico. E oggi il governo riferirà alla
Camera, come chiesto dal Pd, ma anche dalla Lega. Antonio Di Pietro (Idv)
replica al presidente del consiglio, che aveva parlato di «drammatica
fatalità», accusandolo di «miopia politica». E il vice del Partito democratico,
Dario Franceschini, aggiunge: «C´è una situazione gravissima dell´edilizia
scolastica, sarebbe sciocco dire che è colpa del governo, ma la sua
responsabilità politica è quella di aver tagliato risorse sulla scuola». E il
ministro Mariastella Gelmini? «La sicurezza nelle scuole italiane è
un´emergenza nazionale, non abbiamo tagliato i fondi riservati all´edilizia
scolastica, ci sono 300 milioni per il 2008 e altrettanti per il prossimo anno.
Con il capo della Protezione Civile abbiamo creato una task force e pianificato
un intervento per le prime cento scuole». E poi: «Ribadisco l´impegno affinché
tutti gli edifici scolastici abbiano un certificato di staticità accanto a
controlli effettuati, ma che non bastano». Con il ministro si schiera la
maggioranza, che parla di «menzogne» dell´opposizione. In più il presidente dei
senatori Pdl, Maurizio Gasparri, spiega che il decreto Gelmini «consente corsie
preferenziali per l´edilizia scolastica e la sicurezza degli istituti». Dal
canto suo il leader Udc Pier Ferdinando Casini invita ad essere «seri»: «Questo
è un Paese destinato ad andare a fondo se continuiamo a litigare su tutto».
Bastano i soldi stanziati? Sembra di no, se è vero quanto dichiarato da Guido
Bertolaso a Repubblica: «Su 42 mila scuole pubbliche, secondo i tecnici, 22
mila e 800 non sono a norma, e la scuola di Rivoli non è stata costruita su un
terreno a rischio sismico come molte altre tirate su senza norme previste dalle
leggi. Secondo i nostri calcoli ci vogliono 4 miliardi di euro». La competenza
sui controlli statici e di sicurezza degli edifici scolastici è di Comuni,
Province e Regioni. Da anni i governi destinano gli spiccioli della finanziaria
per finanziare i controlli, la manutenzione la messa a norma delle scuole. Gli
enti locali poi cercano di arrangiarsi come possono. Emblematico il caso
dell´Emilia-Romagna. Bertolaso ha accusato la burocrazia di aver bloccato i fondi.
Vasco Errani, governatore della Regione, replica: «Qui i residui sull´edilizia
non ci sono, le Province hanno messo più del loro - afferma - quella di Bologna
17 milioni di euro, mentre lo Stato ha contribuito con 900 mila euro.
Sono stanco di questo modo di ragionare, sempre alla ricerca di qualcuno a cui
consegnare il cerino». Tornano in piazza gli studenti. «Venerdì 28 novembre gli
studenti scenderanno in piazza, con cortei e iniziative in tutta Italia, per
esprimere solidarietà agli studenti e alle famiglie di Rivoli colpiti dalla
tragedia di sabato e per chiedere misure straordinarie di investimento
nell´edilizia scolastica». Lo annuncia l´Unione degli Studenti che giudica
«irresponsabili le dichiarazioni di Berlusconi. Già in occasione della tragedia
di San Giuliano erano state fatte promesse di interventi straordinari mai
mantenute». L´Uds annuncia poi che lancerà «sul sito internet una campagna di
monitoraggio degli edifici scolastici realizzata direttamente dagli studenti» e
che presenterà un «libro bianco sull´edilizia scolastica, al governo e agli
enti locali».
( da "Nuova Sardegna, La" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 3 - Fatto del
giorno «Così ho scongiurato i pericoli di un crollo» Il caso ad Alghero due
anni fa: l'auditorium era a rischio, ho impedito a tutti di entrare SASSARI.
L'hanno spesso accusato, negli ultimi mesi, di applicare i regolamenti un po'
troppo alla lettera. Ma alla luce del dramma di Rivoli il preside Luigi Mastino
può ricordare quando la sua prudenza non è stata eccessiva. Anzi. La cautela di
questo professore bosano di 58 anni laureato in filosofia, che dal 1983 dirige
scuole in mezza Sardegna e oggi guida a Sassari il liceo Azuni, ha infatti
scongiurato una tragedia. Il 1º settembre di due anni fa l'ex palestra
trasformata in auditorium del Tecnico commerciale di Alghero, in pieno giorno,
si era accartocciata su se stessa. Un disastro. Ma dentro non c'era nessuno.
Per una ragione precisa: «Prima di trasferirmi d'istituto, l'avevo fatta
chiudere in attesa di verifiche dopo il cedimento di due pannelli nella controsoffittatura
- spiega il preside - Di più: avevo preteso che tutti quelli che avevano una
chiave del locale, insegnanti, tecnici e ausiliari, me la dessero. Ne ho
consegnato una copia soltanto alla collega che mi è subentrata nell'incarico,
Marisa Castellina, facendomi promettere che non ci sarebbe mai entrata neppure
lei prima dei controlli». «In settembre le lezioni non erano ancora riprese -
prosegue Luigi Mastino - Ma quell'ampia ala dell'istituto, in grado di
accogliere 160 persone, veniva di norma usata per le riunioni del collegio dei
docenti. La volta ha ceduto di schianto pochi minuti prima delle 13,30. Se
dentro l'auditorium ci fossero stati i professori o se il crollo fosse accaduto
di lì a qualche settimana, è facile comprendere che cosa sarebbe successo». -
In effetti, molti testimoni parlarono di un impressionante boato: ad Alghero
l'avevano sentito in ogni parte del quartiere della Pivarada dove, in via Diez,
sorgono le Commerciali. «Io ero già a Macomer per dirigere l'istituto
comprensivo. Non ero quindi presente al momento del crollo. Ma di sicuro gli
effetti dell'implosione sono stati devastanti». - Perché proprio una situazione
di questo genere? «Il soffitto ha ceduto facendo precipitare pilastri e muri
perimetrali: è stato un collasso stutturale verso l'interno. La cosa più
sorprendente è tuttavia un'altra: ancora oggi credo non ci sia una risposta
univoca al perché il crollo si è verificato. Fra l'altro, quei
( da "Messaggero Veneto, Il" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'EUROPA E I GECT
Caracciolo critico sull'Euroregione: si aggiunge un'altra
piccola burocrazia TRIESTE.
Per il direttore di Limes, Lucio Caracciolo, «c'è il dubbio che l'Euroregione
sia semplicemente un'altra piccola burocrazia che si va ad aggiungere a quelle precedenti». Lo ha detto a
Trieste, a margine di un convegno sull'Euroregione in via di costituzione tra
Fvg, Veneto, Slovenia, Carinzia e contee croate. «Dal punto di vista
strategico - ha detto Caracciolo - riesce un po' difficile immaginare che
queste cose possano avere un grande ruolo, tanto piú che possono crearsi in una
zona ristretta dei Gect (gruppo europeo di cooperazione territoriale)
contrapposti, alcuni per servire un certo asse, altri per servirne un altro».
«Il problema - ha aggiunto - è che ci vorrebbe un coordinamento che può essere
dato solo a livello nazionale, tra Italia, Slovenia e altri Paesi coinvolti.
Altrimenti - ha concluso - ognuno si fa il suo pezzetto di progetto e si arriva
a dei binari morti». «L'Euroregione non va vista come un ente o un consorzio, ma
come un accordo strategico che rinsaldi la cooperazione territoriale», ha
osservato Leopoldo Coen, docente di diritto amministrativo a Udine.
( da "Centro, Il" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 14 - Pagina
Aperta D'Annunzio e la Musini D'Annunzio e la Musini che emozione a Lanciano!
Signor direttore, la prego di rendere pubbliche le mie straordinarie emozioni, quelle
che ho vissuto nella vostra terra d'Abruzzo il 19 novembre scorso nell'antico
teatro Fenaroli di Lanciano. Ho percorso
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
CASTEGNATO.
L'infrastruttura farà respirare anche le vie Molino, Lazzaretto e Serao. In
cantiere inoltre un nuovo itinerario ciclopedonale Una scorciatoia per il
traffico Snella, funzionale, sicura e soprattutto in grado di migliorare la
qualità della vita del centro storico. Sono queste le caratteristiche della
viabilità del futuro di Castegnato al centro di un articolato riassetto che
sarà scandito da interventi infrastrutturali e da una riorganizzazione
logistica. NEI GIORNI SCORSI sono stati appaltati i lavori per la strada di
collegamento fra la zona nord e l'area a sud del paese. L'opera consentirà di
dirottare il traffico di transito, ovvero quello non diretto a Castegnato,
all'esterno del centro storico. La bretella sarà in particolare al servizio dei
mezzi provenienti da Paderno e dalla zona ovest. Un by-pass stradale che
libererà dalla morsa della circolazione «selvaggia» le vie Molino, Lazzaretto e
Serao. Ma la nuova strada avrà effetti benefici anche sulle vie Cavour, Marconi
e Franchi costrette oggi a sopportare i carichi di traffico proveniente da
Paderno.«Il progetto della strada - spiega Tarcisio Marinoni, assessore ai
Lavori pubblici - si inserisce si inserisce in un quadro di riassetto della
viabilità definito dal Piano di governo del territorio che prevede di collegare
via Lunga con le vie Serao e Molino. Si tratta di un primo tronco di viabilità
che successivamente si innesterà con via Franchi e con la ex statale 11 vicino
alla Baitella, prima di sboccare sulla rotonda tra Castegnato e Ospitaletto». I
CANTIERI APRIRANNO in tempi brevi, forse già prima della fine dell'anno. Molto dipenderà dalla burocrazia e dalle condizioni metereologiche. Tecnicamente parlando, quella
in progetto è una strada locale in ambito extraurbano che sarà affiancata da
una pista ciclabile separata dalla carreggiata da un doppio cordolo. «Sui lati
e per tutta la sua lunghezza, l'infrastruttura - sottolinea Marinoni -,
sarà costeggiata da filiari di alberi che oltre a limitare l'impatto ambientale
inseriranno la striscia d'asfalto nel contesto architettonico». La pista
ciclabile sarà collegata all'itinerario riservato a ciclisti e pedoni che si
dipana dal ponte Baitello attraverso un percorso protetto in via Serao.
«L'INFRASTRUTTURA in cantiere - sottolinea Marinoni - arriverà fino all'isola
ecologica. Nel pacchetto di lavori è inserita anche la riqualificazione delle
vie Lazzaretto, Mulino e Serao dove saranno rifatte le fognature e le reti
tecnologiche ma anche sistemate le aree verdi e potenziata l'illuminazione».
Nell'intervento saranno investiti 1,36 milioni, risorse finanziarie interamente
reperite con la cessione di un'area pubblica inserita nel piano integrato.
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'ALLARME. Il dato al Congresso del Simg Medici di famiglia «sommersi» dalla
burocrazia Il medico di
famiglia rischia di venire sommerso dalla burocrazia: questi adempimenti occupano ben la metà della sua vita
professionale. E il carico di lavoro continua ad aumentare, con il rischio di
mettere a repentaglio la qualità. È questo il quadro che emerge dal
quinto rapporto Nazionale Health Search, presentato nei giorni scorsi al
Congresso della Società Italiana di Medicina di famiglia (Simg) a Firenze.
«Negli ultimi due decenni è enormemente cresciuta la pressione per elevare
l`efficienza dei sistemi sanitari a fronte di risorse sempre più limitate -
spiega il presidente della Simg Claudio Cricelli -. La tensione al cambiamento
si esercita su tutte le componenti del sistema, ma senza dubbio i medici di
famiglia sono quelli che più la avvertono: nella doppia veste di organizzatori
ed erogatori di servizi di assistenza, sono tenuti a garantire appropriatezza
ed efficacia, e a controllare i costi. Sempre più spesso, quindi, hanno la
necessità di confrontare la propria attività con standard predefiniti, secondo
i principi del governo clinico basati sulle evidenze scientifiche disponibili e
sulla pratica, anche per razionalizzare risorse e tempo». L`utilizzo
sistematico del database Health Search ha permesso al Simg di ottenere
un`attuale e completa fotografia dei bisogni di salute in Italia:
l`ipertensione rappresenta la patologia che causa il maggior numero di visite
ambulatoriali (15,3%) seguita da diabete mellito (4,8%) e dislipidemie (3,1%).
Le persone affette da malattia coronarica sono quelle che si recano con
maggiore frequenza presso il proprio medico ma sorprende anche l`alta
percentuale di visite ambulatoriali per i malati di epilessia (6,2
visite/anno), di patologie della tiroide (6 visite/anno) e di glaucoma (4,5
visite/anno). Diversi studi hanno dimostrato che il medico di famiglia visita
nel corso di un anno il 65% dei propri assistiti e nel corso di 3 anni circa il
95%. Inoltre, contribuisce nell`arco dei 12 mesi al 65% del consumo complessivo
di farmaci: su 100 visite, oltre 70 terminano con una prescrizione
farmaceutica, circa 30 con una richiesta di accertamento
diagnostico-strumentale ed oltre 10 con una richiesta di visita specialistica.
( da "Nuova Sardegna, La" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
ELEZIONI
ALL'UNIVERSITA' Più alloggi per i fuorisede e buoni pasto, per «non essere solo
numeri di matricola» SASSARI. C'è soprattutto la condizione dei fuorisede al
centro della campagna elettorale della lista numero 1, "Non solo numeri di
matricola", in vista delle elezioni delle rappresentanze studentesche
negli organi accademici dell'Università di Sassari e di un rappresentante degli
studenti nel consiglio di amministrazione dell'Ersu per il biennio 2009-2010:
si vota l'11 dicembre. Il programma è stato presentato in aula magna alla
presenza del rettore Alessandro Maida. Antonella Puggioni, candidata per
l'Ersu, afferma che le esigenze degli studenti devono finalmente essere in
prima linea, specie quelle dei fuorisede. Precisa che il cda uscente ha
lavorato bene, ma sono molti gli aspetti da migliorare, soprattutto gli
alloggi: l'obiettivo è la creazione di una nuova casa dello studente in modo da
arrivare a 1000 posti letto in totale entro la fine del mandato. «Il Comune -
dice Puggioni - deve rendersi conto che Sassari è una città universitaria,
poggia gran parte della sua economia sugli studenti e occorre quindi che
investa su di loro». Monetizzando i buoni pasto si potrebbe andare incontro
alle esigenze di chi abita in proprio per eliminare le disparità tra i
possessori di borse di studio totali e parziali. La Puggioni propone di
devolvere in beneficenza l'indennità percepita, in modo da eliminare dubbi sul
vero scopo della propria candidatura. "Non solo numeri di matricola"
pensa a diverse iniziative per migliorare la qualità della vita degli studenti,
la creazione di spazi studio per la domenica o di luoghi, un maggiore controllo
sui redditi per venire incontro davvero alle esigenze dei "meritevoli
senza mezzi", lo snellimento della burocrazia. Ma anche revisione delle
fasce di reddito, rimborso pasti non consumati, convenzioni, potenziamento
servizio mensa. E servizi di informazione per occasioni di lavoro. Questi i
candidati agli organi centrali. Consiglio di amministrazione dell'Università:
Daniela Marredda, Michele Biancu, Giò Sanna, Michel Fidekna. Consiglio
degli studenti: Graziano Cadoni, Carla Petretto, Alessandro Arras, Giacomo
Flore, Luciano Muzzu, Giacomo Dessena, Davide Pes, Gianluca D'Elia, Pietro Peru
e Cristiano Farace. Cus: Antonio Manca e Lucio Mastandrea. (a.pa.)
( da "Tirreno, Il" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 3 - Cecina
Senza telefono da un mese Anziana isolata, Meini (Pro loco) minaccia denunce
«E' una vergogna, che riparino quel guasto o chiamo i carabinieri» RIPARBELLA.
«E' una vergogna: se quel telefono non sarà collegato presenterò denuncia ai
carabinieri». Parla senza mezzi termini il presidente provinciale della Pro
Loco di Riparbella Renzo Meini, testimone di una vicenda che ha coinvolto
un'anziana signora del paese collinare, costretta a privarsi del numero fisso
perché, da prima del 20 ottobre ormai, il guasto non è mai stato riparato.
Eppure, prosegue Meini, le segnalazioni al 187 non si contano più: la donna,
che vive da sola in località Preselle, paga il canone alla Telecom e le
bollette a Tele2, l'operatore scelto, ma non può contare su un servizio che per
lei significa compagnia e, nella maggior parte dei casi, aiuto. Il presidente della Pro Loco si scaglia contro l'infernale burocrazia e il rimpallo delle
responsabilità. «A scanso di equivoci - prosegue - preciso subito e garantisco
di persona che i pagamenti sono in regola. Il guasto, avvenuto pochi giorni
prima della metà di ottobre, non è mai stato riparato, nonostante sia stato
individuato nella centralina di Riparbella. A nulla sono valse le
telefonate ai dirigenti e ancora al 187, che ha garantito come tutto sarebbe
tornato a posto. Niente: la signora è ancora senza telefono con le conseguenze
che chiunque può immaginare. Ma ciò che mi rende nervoso è la burocrazia, incapace a trovare una soluzione. Basta, non
chiameremo più, ma sottolineo che se la linea fissa non sarà riattivata entro
la fine della settimana andrò dai carabinieri a sporgere denuncia. Andare
avanti così non è possibile, è offensivo anche nei confronti di questa donna
che vive da sola». Mic.Fal.
( da "Nuova Sardegna, La" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 2 - Cagliari
Protesta dei consiglieri, «non contiamo più niente» Comune, cresce il malessere
nella maggioranza «Mancano gli obiettivi strategici per la città» Prima
l'immobilismo ora altra bordata Il sindaco convoca in tutta fretta una riunione
per placare gli animi ROBERTO PARACCHINI CAGLIARI. Ieri mattina la tensione nel
palazzo comunale di via Roma si toccava con mano. Il sindaco Emilio Floris non
ha gradito l'accusa di immobilismo che un gruppo di consiglieri di maggioranza
gli ha rivolto. E per oggi ha convocato una riunione di tutti i componenti dei
gruppi che appoggiano l'esecutivo. Che da mesi vi sia fronda da parte di
diversi esponenti dei partiti minori è cosa nota. Ma ora la protesta è presente
anche in Forza Italia. E così il sindaco, seppure in colloqui privati, ha
parlato di dimissioni. Poi ha parlato di lungaggini burocratiche, soprattutto
alla Regione. Allora i toni si sono smorzati, seppure la sostanza della
protesta (il fatto che le decisioni del Consiglio non vengono prese nella
considerazione dovuta) è rimasta. Nel primo documento si denunciava il fatto
che «la città di Cagliari sta vivendo da oltre un anno un vero e proprio
deficit di amministrazione». L'avevano firmato i consiglieri del centrodestra
Stefano Schirru (Forza Italia), Raffaele Bistrussu (Riformatori), Efisio
Pireddu (capo gruppo Udc), Ettore Businco (Udc) e Aurelio Lai (Cagliari con
Emilio Floris). L'accusa centrale delle rimostranze era che «mozioni e ordini
del giorno approvati dal Consiglio, spesso all'unanimità e con l'apprezzamento
(solo a parole) di questo o quell'assessore e dello stesso sindaco,
ammuffiscono negli armadi dell'ufficio di presidenza senza mai essere presi in
considerazione». Ieri, però e dopo le rimostranze del primo cittadino, gli
stessi consiglieri firmatari hanno diramato un altro comunicato in cui si legge
che hanno preso «atto con soddisfazione della volontà
espressa dal sindaco a nome di tutta la Giunta di voler portare a termine gli
impegni presi e degli ostacoli che le burocrazie comunali e regionali stanno
interponendo alla loro realizzazione». Gli «impegni presi» riguardano sia la
questione-stadio, che la riqualificazione abitiva di Sant'Elia e le questioni
della casa legate a San Lorenzo, solo per citarne alcuni. Sullo stadio,
in particolare, i consiglieri attendono «fiduciosi una immediata presa di
posizione del Comune, così come verso la Regione, che da qualche tempo rema
contro i progetti di recupero e riqualificazione della città». Nello stesso
tempo, però, se da un lato nel comunicato i consiglieri sottolineano la «buona
volontà del sindaco», a cui viene «rinnovata la nostra piena fiducia»;
dall'altro viene ribadita la richiesta, fatta «con forza», di «rispetto verso i
deliberati del consiglio comunale e più osservanza dei ruoli di ciascuno». Poi
l'accusa viene spostata verso i dirigenti. Un modo indiretto, va detto, per
tirare nuovamente in ballo il sindaco. La dirigenza indicata come «troppo
spesso rampante e obnubilata da smanie di progatonismo politico» ha infatti un
nome e un cognome (anche se non detto) fin troppo chiaro: Ada Lai. Funzionario
considerato di indubbia competenza e molto vicino al primo cittadino, ma inviso
a molti consiglieri del centrodestra (e del centrosinistra) sia per la sua
attività politico-culturale (ha fondato il movimento A.Cagliari), sia perchè si
fa spesso il suo nome come possibile candidata alla carica di sindaaco nelle
prossime comunali. Oggi il chiarimento con la maggioranza: il sindaco, si è
detto, non ha gradito, a metà della scorsa settimana era stato bacchettato
anche in un altro comunicato (firmato da Alessandro Serra, capo gruppo di An;
Ugo Storelli, capo gruppo di Forza Italia; Massimiliano Tavolacci, Udc; Claudio
Tumatis, Lavoro e quartieri; e Alessio Mereu, Riformatori) per non non aver
tenuto conto dell'ordine del giorno votato dal consiglio sullo stadio. Nella
decisione, presa a maggioranza dall'assemblea municipale poco prima delle
vacanze estive, si chiedeva al sindaco di portare avanti, e risolverla entro
fine settembre, la trattativa col presidente del Cagliari calcio Massimo
Cellino per la realizzazione della nuova struttura sportiva. Al di là del
caso-stadio, però, l'opposizione interna alla maggioranza esiste ed è forte,
segno di un disagio diffuso. Tanto che nel documento di ieri si dice pue che «è
opportuno che entro la fine dell'anno vengano concordati degli obiettivi
strategici che trasmettano ai cagliaritani il senso di un'amministrazione
volenterosa ed efficiente». Come dire: oggi non lo è più.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 4 - Udine
Revisioni auto, meno costi e burocrazia Prosegue l'opera di semplificazione amministrativa della Provincia
di Udine, con l'obiettivo di migliorare il rapporto con i cittadini e le
imprese. Su iniziativa degli assessori provinciali alla Motorizzazione civile e
ai trasporti, Fabio Marchetti, e all'informatizzazione Mario Virgili, il
Servizio motorizzazione civile della Provincia, in collaborazione con le
imprese di autoriparazione, ha avviato nuove modalità di pagamento dei diritti
e trasmissione delle pratiche per le operazioni di revisione delle auto. In
pratica, al posto della tradizionale certificazione cartacea che faceva
riferimento ai versamenti su bollettini di conto corrente postale - facilmente
soggetti a falsificazione - , la nuova procedura prevede che le imprese di
autoriparazione corrispondano i diritti alla Provincia di Udine tramite un bonifico
cumulativo effettuato sul conto corrente bancario intestato alla Provincia. In
questo modo sarà possibile per le imprese inviare sulla casella di Posta
elettronica certificata (Pec) di palazzo Belgrado, sia gli elenchi dei veicoli
revisionati, sia copia del bonifico di pagamento dei diritti. Ciò si traduce in
benefici per le ditte, gli utenti e la Provincia stessa. In particolare, le
imprese avranno la certezza dei tempi di trasmissione, elimineranno i costi
della trasmissione cartacea ed eviteranno di inviare personale agli sportelli
postali per il pagamento dei bollettini. Gli utenti risparmieranno, tra
l'altro, le commissioni per il versamento tramite il bollettino di conto
corrente postale (il solo risparmio totale annuo relativo a tutti gli utenti
della provincia si può quantificare in circa 150 mila euro, senza contare i
risparmi di tempo e il miglior servizio). Infine, per palazzo Belgrado, la
nuova modalità consentirà di abbattere i costi di gestione del conto corrente
postale e della stampa di bollettini (risparmio stimato: 30 mila euro l'anno).
Si avrà, poi, la certezza dell'introito di tutti i diritti spettanti e un
efficace controllo sull'effettivo pagamento da parte delle imprese. Inoltre, si
elimineranno l'archivio e la gestione cartacea delle pratiche, e la
protocollazione sarà facilità dalle informazione che sono già in formato
digitale.
( da "Nuova Sardegna, La" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Macomer. La
situazione di stallo sta per sbloccarsi per il silenzio-assenso
dell'assessorato regionale A fine mese ampliamento del cimitero A settembre
l'emergenza costrinse il sindaco a requisire i loculi vuoti MACOMER. Il via
libera dell'assessorato all'Urbanistica della Regione
doveva garantire procedure più rapide e meno burocrazia, invece il progetto è finito nelle maglie dell'assessorato
all'Ambiente che deve esprime una specie di valutazione ambientale. Questo dai
primi di settembre, quando l'emergenza sepolture obbligò il sindaco a requisire
i loculi vuoti. Dopo quasi tre mesi, la situazione sta per sbloccarsi
per silenzio-assenso della Regione. Se non ci saranno osservazioni da parte
dell'Arpas, l'agenzia regionale alla quale compete la valutazione ambientale,
la Provincia dopo qualche giorno rilascerà l'autorizzazione che darà il via ai
lavori. Il termine scade il 27 novembre. Prima non si potrà spostare neppure un
mattone. Senza la requisizione dei loculi inutilizzati acquistati da persone in
vita, dai primi di settembre a Macomer non sarebbe stato possibile tumulare i
defunti. Tutti i loculi sono andati esauriti. Si pensava che sbloccando la
pratica per l'ampliamento presso l'assessorato all'Urbanistica sarebbe stato
possibile procedere subito con l'appalto, invece l'assessorato all'Ambiente
tiene d'occhio anche i cimiteri. Il progetto è pronto. Si tratta di dare il via
ai lavori per realizzare un migliaio di nuovi loculi. Subito se ne
realizzeranno
( da "Nuova Venezia, La" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 20 - Cronaca
Zelarino vuole tornare protagonista Dalla foto di gruppo all'associazione dei
commercianti per rilanciare la zona ZELARINO. Il set fotografico di via Visinoni
non è un punto di arrivo per Zelarino, ma una base di partenza. Dal prossimo
anno i commercianti della zona daranno vita a un'associazione che riunirà
quanti sono attivi lungo questa parte di terraferma. Se la volontà che stava
alla base dell'iniziativa promossa domenica mattina - una foto di gruppo sullo
sfondo del campanile di San Vigilio, prima a un gruppo di gente seduta, poi
alle sole sedie vuote - era richiamare l'attenzione sull'importanza
dell'identità paesana e della presenza dei negozi di vicinato, ora a Zelarino
hanno voglia di andare avanti. Da qui l'idea di un'associazione, per
riaffermare in modo forte che non esiste solo la grande distribuzione.
«Domenica abbiamo incassato un grande successo - afferma Fiorella Checchin, una
delle commercianti più note di via Castellana - visto che al set fotografico
hanno partecipato come minimo 250 persone. Con l'arrivo del 2009 nascerà
un'associazione di commercianti di Zelarino, con lo scopo di dare più forza
alle nostre richieste. Penso sia importante continuare a organizzare eventi che
promuovano le attività produttive di Zelarino come quella del prossimo 14
dicembre. So che la Municipalità avrà a disposizione meno fondi per le attività
culturali, penso comunque che sia giusto pensare a una continua collaborazione
con le istituzioni. Un altro aiuto concreto, inoltre, arriverebbe
da una semplificazione della burocrazia». Sulla vicenda Emanuele Rosteghin, delegato alle Attività
produttive, esprime soddisfazione per il successo ottenuto dall'iniziativa di
domenica. «La delle sinergie tra commercianti e istituzioni è quella da seguire
- afferma - A Zelarino sappiano che la nostra porta è aperta.
Burocrazia? Certo, un miglioramento è sempre possibile, ricordo comunque che
negli ultimi tempi i nostri uffici hanno dimostrato una grande solerzia, ad
esempio elaborando l'ordinanza che ha permesso di dare vita al set
fotografico». (Maurizio Toso)
( da "Giornale.it, Il" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
n. 282 del
2008-11-25 pagina 3 La Regione non vuol neppure vedere chi prende i fondi per
il volontariato di Redazione La legge è stata appena approvata, ma la
maggioranza di centrosinistra la vuole già cambiare. Cioè vuole già rimettere
mano al testo sulle risorse a favore delle associazioni di volontario che poche
settimane fa aveva difeso a spada tratta. Strano, troppo strano. Tanto che da Forza
Italia arrivano pesanti dubbi sul reale scopo delle modifiche apportate. Matteo
Rosso, vice presidente della commissione Sanità della Regione, e Luigi
Morgillo, vice presidente dell'assemblea legislativa, si ritrovano sulla stessa
linea e chiedono chiarimenti. Ma trovano un muro nel centrosinistra. Un muro
che non fa altro che rafforzare i loro sospetti. «Le varianti che verrebbero
introdotte - precisano Rosso e Morgillo - per ampliare i fruitori dei fondi che
la Regione mette a disposizione per ciò che concerne il volontariato non
possono non essere accolte più che positivamente, ma introdurre variazioni che
lasciano le maglie della legge troppo larghe potrebbe dar adito a qualche
"malizioso" di interpretare in maniera opportunistica tali cambiamenti».
In buona sostanza, i due esponenti azzurri si chiedono perché mai il nuovo
testo di legge sia più permissivo e meno chiaro del precedente. La domanda
avrebbero voluto porla ai diretti interessati, cioè agli stessi destinatari dei
finanziamenti. Li avrebbero voluti vedere in faccia per capire a chi finissero
i soldi della Regione. «Ma i nostri dubbi potrebbero essere alimentati dalla
dura negazione espressa da tutta la maggioranza di centrosinistra - incalzano
Rosso e Morgillo - di fronte alla richiesta di Forza Italia di indire delle
audizioni dei rappresentanti delle associazioni di volontariato che dovrebbero
beneficiare dei fondi messi che saranno messi a disposizione dalla Regione».
Tutto invece passa a colpi di maggioranza e i due esponenti azzurri allargano
le braccia sconsolati: «Ci preme infatti sottolineare l'assoluta necessità che
queste risorse vengano distribuite nel modo più utile affinché si possano
ottenere risultati positivi per il settore del volontariato ligure. La mancata audizione degli esponenti del settore unita allo
stravolgimento di alcune regole senza la minima attenzione e riguardo nei loro
confronti potrebbe avere effetti indesiderati che potrebbero aggiungere solo
della confusione rispetto alla già contorta burocrazia legata a questo comparto». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA -
Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Nuova Sardegna, La" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 34 - Sassari
La Coldiretti incontra il territorio: «Costruire programmando insieme» Domani a
Bono una riunione con i sindaci BONO. Un incontro con i sindaci del Goceano per
pianificare la programmazione agricola del territorio. è questo l'obiettivo di
«Costruire programmando», assemblea pubblica organizzata domani a Bono da
Coldiretti Sassari. Il tema della giornata è un po' lo slogan che accompagna le
ultime iniziative attivate dall'associazione dei produttori agricoli in favore
del rilancio del comparto nel Goceano. Un settore che risente fortemente della
gravità della crisi dell'economia rurale, particolarmente grave nel territorio,
e che rende pertanto necessari provvedimenti concreti e adeguatamente
pianificati per affrontarla. Su questi punti discuteranno quindi domani i
rappresentati della Coldiretti, gli amministratori dei comuni del territorio e
i produttori del comparto agro-pastorale, chiamati a riunirsi, a partire dalle
10.30, nei locali della Comunità Montana del Goceano, in via San Francesco a
Bono. «Occorre unirsi - si legge nelle lettere di invito indirizzate da
Coldiretti Sassari ai sindaci dei comuni interessati - per scongiurare il
perdurare del drammatico stato di crisi in cui oramai da tempo versa
l'agricoltura sarda e in particolare quella del Goceano». Una situazione che in
questi ultimi tempi è ulteriormente acuita dall'improvviso e inarrestabile
aumento dei costi delle materie prime, su tutte il carburante, i mangimi e
l'energia elettrica, che stanno raggiungendo prezzi a dir poco esorbitanti e
insostenibili per molti operatori. «Tutti questi fattori, insieme con il
protrarsi dell'assenza di risposte concrete da parte dei governi regionale e
nazionale - si legge ancora nel comunicato - stanno generando giorno dopo
giorno un grave stato di disagio economico e sociale fra le imprese agricole di
questi territori e di conseguenza anche fra le migliaia di famiglie che proprio
dall'andamento di quel settore traggono il loro reddito». Una situazione che
richiede da parte dei produttori, coadiuvati dalle associazioni e dalle
amministrazioni, uno sforzo congiunto di programmazione. Un moto che unisca le
singole voci che lamentano la crisi, forse troppo deboli se sole ma di sicuro
forti se accordate sulla stessa tonalità. Obiettivo dell'incontro sarà anche
quello di elaborare un modello di rapporto tra la Coldiretti e i soggetti
pubblici del territorio. La creazione di un tale tipo di legame potrà agevolare
le imprese e i cittadini nella fruizione di tutti quei servizi utili
all'azienda e alla persona all'interno della "giungla" della burocrazia che attanaglia tutti, e in modo particolare gli operatori del
comparto agricolo, alle prese con un'infinità di norme, regolamenti,
limitazioni. Per orientarsi in questa selva la Coldiretti offrirà ad
agricoltori e allevatori un piano di accordo e collaborazione, al quale
l'adesione delle amministrazioni comunali potrà eventualmente fornire la
necessaria solidità. Durante l'assemblea si parlerà anche dei problemi
legati al mancato pagamento dei contributi legati alle misure del piano di
sviluppo rurale. Tra queste, le indennità compensative, i fondi relativi in
particolare al benessere animale e gli indennizzi per la Tbc bovina, che ancora
tardano ad arrivare, creando non pochi disagi agli imprenditori del comparto
agro-pastorale. Una situazione che rischia di far crescere eccessivamente il
già duro malcontento dei produttori, stanchi di aspettare risposte che appaiono
di carattere straordinario a problemi che invece sono concreti e quotidiani.
«Il mancato pagamento dei dovuti contributi - prosegue la lettera di Coldiretti
Sassari - rischia quindi di far scaturire moti spontanei di protesta. Atti che,
a volte, rischiano di venire strumentalizzati, ma che più spesso non possono
essere adeguatamente controllati. Un rischio da non correre, ma che appare
molto vicino in questo momento di quasi totale silenzio da parte della macchina
amministrativa regionale». Barbara Mastino
( da "Giornale.it, Il" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
n. 282 del
2008-11-25 pagina 5 La Cgil sciopera e la Thailandia ci sorpassa di Redazione
La classifica dell'«Economist» ci mette al 40esimo posto nel mondo. E dimostra
che la differenza nel nostro Paese non è più tra Nord e Sud ma tra aziende
protette dallo Stato e imprese che invece si confrontano con il mercato Da
queste parti si ha una certa allergia per le classifiche internazionali.
L'Italia risulta, incredibilmente, sempre agli ultimi posti al mondo in
qualsiasi lista si scelga di compulsare. Eppure l'Italia continua a produrre
una ricchezza (i dati sono del 2007 e sono espressi in dollari) di 2105
miliardi. Poco meno di Francia e Gran Bretagna e più del Canada. Le nostre
imprese esportano in tutto il mondo ed in alcuni campi eccellono. I manager
italiani sono sparsi in giro per il pianeta alla guida di grandi multinazionali.
Ieri il rapporto realizzato da Business international su dati dell'Economist ha
posizionato l'Italia al 40simo posto nella classifica della competitività
mondiale: peggio di tutti in Europa, Grecia esclusa, e superati da Bangkok.
Negli ultimi venti anni, inoltre, la nostra crescita economica si è fermata
rispetto al resto del mondo occidentale. Occorre dare, a nostro avviso, una
giusta collocazione a indagini di questo tipo. Vi è una fotografia che spiega
egregiamente le nostre contraddizioni: mentre l'Economist certifica il sorpasso
competitivo della Thailandia e il rallentamento economico coinvolge il mondo
intero, Guglielmo Epifani, rappresentante del nostro più importante sindacato,
non trova di meglio da fare se non scioperare. Contro la crisi. L'Italia è come
divisa in due paesi: una parte produttiva, che dopo l'adozione della moneta
unica si confronta con il resto del pianeta. Soffre e combatte per affermare
ogni istante la propria ragione di vita. Ed una parte protetta, che sopravvive
solo grazie all'esistenza della prima, e che è tutelata da quel topos
ideologico che è l'interesse generale. Ormai ridotto a poco più di un fantoccio
grazie al quale si giustifica una sorta di scudo dalla concorrenza. La
tradizionale distinzione nord-sud è stata superata da una più sottile linea di
demarcazione che potremmo raffigurare con la dicotomia euro-lira. L'Economist
ha rilevato come il nostro regime fiscale sia il peggiore d'Europa, così come
la nostra ragnatela di infrastrutture. Il Paese perde in competitività non per
le sue imprese, ma per il suo scheletro che non si è mai adeguato alla
competizione forzatamente imposta dal nostro mercato unico. Le imprese e i
propri dipendenti sono costretti a vendere a prezzi compressi dalla
competizione internazionale, sia sul mercato domestico sia su quello
internazionale. Ma nello stesso tempo le aziende debbono usare ferrovie e
strade italiane, pagare imposte centrali, utilizzare
tribunali locali e rapportarsi con la burocrazia domestica. Nei momenti di crisi però il gioco si rompe. Quel
patto implicito per il quale l'impresa privata e i suoi dipendenti supportano
l'apparato pubblicistico si incrina quando la crisi morde, indipendentemente
dalle capacità di resistenza dei singoli. La tutela dell'operaio
metalmeccanico, l'assenza di prospettiva per il contratto a termine, la
chiusura del piccolo esercizio commerciale rischia di generare una rottura
sociale con l'Italia assistita. Il paradosso, evidenziato dall'Economist, è che
in un momento di crisi il lavoratore e l'impresa più soggetta alla competizione
rischiano di non avere alcuna tutela. Al contrario dell'impresa collegata alla
politica o alla burocrazia che riesce a difendere il
suo spazio anticompetitivo. Per fare un esempio di questi giorni: dal punto di
vista generale non vi è alcun motivo economico ed etico per il quale lo Stato
debba tutelare con maggiore attenzione il dipendente Alitalia dal licenziato ad
nutum della piccola impresa artigiana. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via
G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Eco di Bergamo, L'" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
La sicurezza non è una
priorità politica «Le cifre sull'enorme numero di scuole italiane non a norma
girano da anni e almeno una mezza dozzina di ministri dell'Istruzione vi si
sono imbattuti. Avrebbero dovuto battere con forza un pugno sul tavolo per
impegnare il resto del governo e tutte le amministrazioni possibili a
fronteggiare l'emergenza e ottenere i mezzi adeguati a risolverla. Non lo hanno
fatto perché la sicurezza degli istituti scolastici non era e non è tra le
priorità politiche. Si punta a varie riforme e riformette e ci si dedica poco a
questo problema, sentito poco tra l'altro anche dall'opinione pubblica
interessata più al benessere privato che a quello pubblico». Così Luciano
Gallino, sociologo del lavoro, commenta le dichiarazioni di Bertoloso secondo
le quali quasi tutte le scuole pubbliche non sarebbero in regola con la 626, la
legge sulla sicurezza. Il problema, comunque, è molto complesso. «È un problema
sia tecnico sia finanziario enorme, che diventa sempre più grave man mano che
gli anni passano: mettere a norma un edificio che ha 20 anni è un conto,
sistemarne uno che ne ha 120 è tutt'altra cosa». Come bisognerebbe quindi
agire? «Ci vorrebbero legioni di ingegneri e tecnici che vadano in giro per le
scuole italiane a verificare e controllare e miliardi di euro. Ma questi sono i
capitoli di spesa che distinguono un Paese che bada agli impegni pubblici da un
Paese che se ne cura assai poco. In Italia si preferisce occuparsi di riforme e
riformette piuttosto che assicurare tetti alle istituzioni scolastiche o mura
solide. Questo problema mette in gioco molti governi succedutesi negli anni.
C'è però anche il fatto che questo è l'umore del pubblico che preferisce il
benessere privato a quello pubblico, salvo poi strepitare in caso di incidenti
o nel caso in cui un'Asl fissi una visita dopo due o tre mesi». Ci sono 500 milioni già stanziati per la sicurezza delle scuole
bloccati dalla burocrazia.
«Che ci siano intralci burocratici non lo metto in dubbio. Ma sta di fatto che
come si fanno i decreti per altri settori, si potrebbero farli anche per questo
problema. Sono sicuro che il Parlamento entro 60 giorni li approverebbe».
Nel caso di Rivoli si può parlare di incidente sul lavoro? «Per certi aspetti
la fenomenologia è simile: si adempie a un obbligo. Ma non mi spingerei più di
tanto su questa strada: stare tra i banchi di scuola non deve essere connesso a
nessun rischio». Rosario Caiazzo
( da "Provincia Pavese, La" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
IL
CASO Pina vuole tornare a Robbio Bloccata dalla burocrazia nell'ospizio
in Abruzzo ROBBIO. Quasi centenaria, malata e non più autosufficiente, vorrebbe
trascorrere l'ultimo periodo della sua lunga vita a Robbio dove è nata e dove è
vissuta per moltissimi anni. Però vive in Abruzzo e a intralciare il suo
desiderio c'è la burocrazia. I suoi congiunti con in testa il
figli o secondogenito Giuseppe Vercellino, artigiano, non sanno più a quali
porte bussare «per riportare la mamma a casa, ovviamente - precisano - in una
struttura adeguata, in grado di fornirle tutta la continua e specialistica
assistenza di cui ha bisogno». Giuseppina Volpi, 97 anni, ora è ospite
dell'istituto Sacro Cuore di Vasto Marino, e spera nel trasferimento in una
delle due case di riposo robbiesi. Progetto difficile. La famiglia
Vercellino-Volpi se ne è accorta andando a parlare con il presidente del
«Fagnani» di via Ospedale Santino Chiovino e con i responsabili del «Galtrucco»
di via Mortara, nonchè con l'assessore ai servizi sociali del Comune Emanuele
Calcagni. I primi hanno spiegato loro che la procedura d'ammissione alle locali
case di riposo segue regole ben precise prevedendo nell'ordine priorità per gli
anziani residenti a Robbio, seguiti poi da quelli dei paesi limitrofi ed,
infine, con zero possibilità di essere inseriti quelli provenienti da altre
Regioni. In Comune invece l'assessore ha spiegato che la residenza è possibile
ottenerla dimostrando che la richiesta proviene da persona da almeno un mese
residente in città. Un vigile urbano si è già recato a casa Vercellino, in via
Vespolate, ma la nonnina non c'era. «Alla luce delle sue condizioni qui non ci
sarà mai - fanno sapere i coniugi Vercellino - possiamo ospitare, nemmeno
temporaneamente la nostra congiunta». La quasi centenaria non può nemmeno
figurare come residente in una casa di riposo robbiese, in quanto, come visto,
non possiede i requisiti necessari per essere ammessa. «Direi che si è creata
una situazione incredibile, che con un po' di buon senso e di elasticità si
potrebbe risolvere facilmente - accusano i due robbiesi - invece abbiamo
trovato atteggiamenti di chiusura e di scarsa disponibilità». L'assessorer
Emanuele Calcagni respinge con sdegno simile accusa. «Vercellino sa benissimo
che abbiamo considerato varie possibilità per risolvere la situazione, ma -
termina - non mi si chieda di compiere un falso in atto ppubblico». Dello
stesso segno la considerazione finale di Santino Chiovino. «Accuse ingiuste -
dice - per quanto riguarda la casa di riposo che presiedo, non posso derogare,
per questioni di giustizia, correttezza e rispetto verso chi attende da tempo
che si liberi un posto, dal criterio di ammissione che prevede prima i robbiesi
residenti e poi tutti gli altri. Noi siamo disponibili a soluzioni ragionevoli
nel rispetto delle regole». Per superare questa situazione si ipotizza ora una
possibilità di soluzione a livello più alto: un contatto diretto tra funzionari
del servizio assistenza di Abruzzo e Lombardia per una sorta di deroga con un
passaggio diretto dell'anziana ad una delle due case di riposo robbiesi. (s.b)
( da "Riformista, Il" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Un paese a pezzi Il
dopo Rivoli è il classico scaricabarile guerra di cifre. La Provincia di Torino
apre un'indagine interna sul crollo del soffitto al liceo Darwin. L'opposizione
denuncia i tagli in Finanziaria. Il ministro Gelmini nega, ma ammette che
servono più risorse. All'appello mancano 32 milioni di euro. Nelle sue carte,
da San Giuliano in poi, la vittoria triste della burocrazia: fondi inutilizzati o
dispersi tra gli enti locali. di Sonia Oranges «Perché i nostri figli non li
mandano a scuola nei Comuni? Perché si fanno i Comuni nuovi ristrutturati,
perfetti, mentre i nostri figli li mandano a morire»: nelle parole di Cinzia
Scafidi, la mamma di Vito, il 18enne morto tra le macerie del soffitto della
sua aula nel liceo Darwin di Rivoli (Torino), c'è la terribile sintesi
delle polemiche esplose nel mondo politico dopo l'incidente. Una «fatalità»,
come vorrebbe il premier Silvio Berlusconi, o il risultato di decenni di
incuria, come urla l'opposizione? L'ultima parola tocca alla magistratura.
Anche ieri il procuratore Raffaele Guariniello è andato avanti con sopralluoghi
e interrogatori, in attesa del rapporto dei vigili del fuoco, mentre i
consulenti appena nominati dovranno occuparsi dello studio dei materiali, delle
analisi strutturali e della tenuta di quella maledetta controsoffittatura.
Tutto per ricostruire quando sia stata realizzata quella struttura e perché il
tubo di ghisa che ha ceduto non sia stato rimosso, bensì sostituito. L'autopsia
sul corpo di Vito Scafidi ha confermato che il ragazzo è stato ucciso proprio
da quel tubo. Ma la Procura torinese non è la sola a indagare. Il presidente
della Provincia (l'ente cui competeva la sicurezza dell'edificio) Antonio Saitta
ha disposto un'indagine interna che ricostruisca «precisamente tutto ciò che è
stato fatto in quell'istituto anche negli anni passati», mentre il presidente
della Regione Mercedes Bresso ha annuciato che chiederà al Politecnico di
progettare una verifica strutturale di tutte le sedi scolastiche piemontesi.
C'è da domandarsi, però, con che soldi sarà possibile fare tutto questo.
Perché, fatte salve eventuali responsabilità personali di chi era chiamato a
garantire la sicurezza nel liceo Darwin, il vaso di Pandora scoperchiato da
quel soffitto crollato, rivela un quadro di gestione dell'edilizia scolastica
da far accapponare la pelle. «Non dimenticherò mai i volti dei genitori di Vito
- ripeteva ieri il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini - ma questa
vicenda mi convince ancora di più della necessità di evitare inutili
polemiche». Il ministro ha fatto riferimento all'articolo del decreto 137 che
«consente di accedere ai fondi Cipe, circa 500 milioni di euro che noi abbiamo
aggiunto per l'edilizia scolastica» considerata infrastruttura strategica, e
ribadisce di aver «immediatamente erogato i 300 milioni di euro stanziati dal
precedente governo, rendendo strutturale quell'intervento anche per il 2009»,
avviando insieme con il sottosegretario alla Presidenza Guido Bertolaso un
piano per intervenire nelle 100 scuole meno sicure d'Italia. Il ministro ha
confermato la necessità di aggiungere ulteriori risorse perché, dalla spesa
corrente dell'Istruzione, resta solamente un magro 3% per edilizia, laboratori e
sicurezza. Sì, perché queste voci a quanto pare non sono mai state considerate
spesa corrente. E, per quanto il ministro esponga al meglio i numeri a sua
disposizione, i tagli ci sono stati anche nelle risorse disponibili. E le
risorse, negli anni, sono state erogate secondo tempi e modi della burocrazia nostrana, e usate a volte male. O non usate del
tutto. Lo racconta prima di tutto la documentazione nelle mani di Bertolaso che
oggi riferirà alla Camera. Carte che raccontano del dopo San Giuliano di Puglia,
quando nella Finanziaria 2003 fu istituito un piano straordinario che destinava
il 10% delle risorse per le infrastrutture alla messa in sicurezza delle
scuole, soprattutte in zone sismiche. A tutt'oggi, quei fondi erogati
macchinosamente negli anni, sono stati utilizzati solamente in 50 istituti,
mentre in altre 300 scuole si attende l'avvio dei lavori, mentre in altre 600
si è ancora alle prese con l'affidamento delle opere. Dopo cinque anni. Un
disastro. E si parla soltanto delle zone sismiche, ben lontane da Rivoli e dal
solaio del liceo Darwin. Per istituti come questo, si dovrebbe attingere dal
piano straordinario (finanziato per trienni) deciso alla fine degli anni
Novanta con il passaggio degli edifici dallo Stato agli enti locali (le
Provincie per gli istituti superiori, i Comuni per le scuole medie inferiori)
che da soli non erano in grado di sostenerne i costi. Un disastro anche in
questo caso. «I primi anni quel fondo è stato finanziato - ha spiegato la
senatrice Pd Mariangela Bastico, già viceministro all'Istruzione nell'era
Fioroni - poi, dal 2001 al 2006, i soldi sono arrivati solamente una volta. Noi
abbiamo rifinanziato un triennio, vincolando fondi, 250 milioni a carico dello
Stato, alla compartecipazione degli enti locali. Quest'anno, però, il governo
ha tagliato via 23 milioni di euro». Nessuna colpa degli enti locali? «Dipende.
Ci sono tanti esempi virtuosi, ma anche Regioni che dal 2000 non hanno speso i
fondi disponibili. So che il ministero ha recuperato quei soldi, e ha fatto
bene. Ma sbagliano a ridurre le risorse. Semmai bisognerebbe adoperare i poteri
sostitutivi per spenderle». 25/11/2008
( da "Riformista, Il" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Competitività 40
Paesi battono l'Italia Che l'Italia non sia il posto migliore del mondo dove
fare affari è risaputa, ma ogni tanto arriva una classifica internazionale a
confermarlo. Ieri al convegno di Business International, dove si sono
incontrati ogverno e imprese, è stato presentato un rapporto costruito con i
dati e le stime dell'Economist Intelligence Unit, la società di consulenza e
analisi del gruppo editoriale che pubblica l'omonimo settimanale. Risultato: l'Italia
è quarantesima su ottandadue paesi per competitività. A un estremo ci sono
Singapore, la Danimarca, la Finaldia (gli Stati Uniti sono solo settimi e fra
quattro anni dovrebbero risultare decimi), all'altro l'Iran. Prima di noi ci
sono Lettonia e Tailandia, e se può stupire la seconda, la prima è un'econoomia
dinamica e giovane, come la sua classe dirigente. Forse lascia più perplessi il
distacco dal Messico, che ci precede di dieci posizioni. A scorrere gli
indicatori (che hanno tutti lo stesso peso nello stabilire la posizione nella
classifica finale), si capsice che a penalizzare l'Italia è soprattutto il
quadro macroeconomico, la combinazione di crescita bassa e finanze pubbliche
precarie, con un debito eccessivo, che sembra destinato a peggiorare nei
prossimi quattro anni, secondo le stime dell'Economist. Anche il mercato del
lavoro resta un punto debole, per la sua rigidità che scoraggia le imprese che
vorrebbero investire in Italia, già oberate dalla burocrazia e, si legge nel rapporto, da
costi dovuti alla scarsa concorrenza di alcuni settori, come quello dei servizi
bancari dove i conti correnti restano i più costosi d'Europa (182 euro all'anno
contro i 34 dell'Olanda). Oltre al regime fiscale, con tasse alte e complicate,
che per quel parametro ci fa arrivare ultimi in Europa. Tutte le stime
sul futuro sono provvisorie, ma se le cose non peggiorano troppo, nel prossimo
quadriennio l'Italia dovrebbe riuscire a rimontare una posizione, arrivando
trentanovesima. S.F. 25/11/2008
( da "Riformista, Il" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
regno unito annunciato
ieri il piano d'azione anti-crisi Brown annuncia meno Iva per tutti più tasse
ai ricchi E L'EUROPA COSTA. Think-tank tory fa i conti e chiede lo sganciamento
da Bruxelles. E di questi tempi, l'argomento fa breccia anche nel Labour. di
Mauro Bottarelli Londra. «La recessione non è un'opzione, se non si agisce
subito il fallimento non sarà solo della politica economica ma della stessa
leadership». Con queste parole il premier britannico Gordon Brown ha difeso il
suo piano contro la crisi parlando alla conferenza annuale della Cbi, la
Confindustria britannica, nel giorno in cui Alistair Darling, il ministro delle
Finanze, presentava al Parlamento il pre-Budget del governo, anticipazione
della finanziaria vera e propria attesa per marzo. Parlando agli imprenditori,
Brown ha ricordato come nel corso di «precedenti recessioni abbiamo visto che
se non si agisce all'inizio del declino aumenta la lunghezza e l'ampiezza della
recessione. Via libera, quindi, al piano d'azione da 20 miliardi di sterline
sbarcato ai Commons chiuso nella valigetta rossa del Treasury. Tra il
disappunto dei Conservatori, Darling ha infatti annunciato dal primo dicembre
un taglio dell'Iva su beni e servizi dal 17,5% al 15%, il livello più basso
permesso dalla Ue: la riduzione sarà temporanea e si prevede che il beneficio
per i consumatori si aggiri sui 12,5 miliardi di sterline. Brutte notizie,
invece, per chi ha redditi superiori alle 150mila sterline (177mila euro): per
loro, è in arrivo un aumento della tassazione dal 40 al 45 per cento che
scatterà dall'aprile 2011. Ma al di là degli annunci e dei via libera, il piano
messo in campo da Gordon Brown e Alistair Darling presta il fianco a polemiche
politiche non del tutto prive di senso. L'aumento dell'aliquota per i redditi
oltre le 150mila sterline, infatti, appare puramente demagogico e populistico.
Questo provvedimento, infatti, riguarderà 400mila persone circa e un piano del
2006 dimostrava che un aumento della tassazione del 5% avrebbe garantito al
Treasury 1,2 miliardi di sterline. Nulla di risolutivo, quindi. Ma in casa
Tories, non ci si limita a fischiare il governo. Si cominciano a fare i conti
con un'altra realtà, più ampia. Ovvero, i costi della permanenza della Gran
Bretagna nell'Ue. D'altronde, Londra non ha adottato la moneta unica, ma
operando in area euro paga in questo momento già difficile una pericolosa
debolezza della sterlina, scesa ai livelli del 1992. Inoltre la crisi ha reso
palese, se ancora ce ne fosse stato bisogno, la differenza di fisionomia
economico-finanziaria e sociale del Regno Unito rispetto al resto del
Continente: da un lato la finanziarizzazione di stampo statunitense della
società britannica ha esposto Londra all'ondata più dura di crisi, dall'altro
questa struttura continua a cozzare con l'eccesso di
regolamentazioni e burocrazia dei mercati del lavoro di area Ue. Negli ambienti conservatori
di Whitehall da giorni circola infatti un documento redatto dal think-tank
Bruges Group dal titolo «Lo scandalo delle 106.117 sterline al minuto», che
mette in fila le cifre della permanenza della Gran Bretagna nell'Unione europea
e pare che nessuno, questa volta, l'abbia bollato come propaganda
anti-europeista e cestinato. Anzi, è stato preso in grande considerazione. Dal
calcolo eseguito nei mesi scorsi emerge che il combinato di spese dirette e
indierette dell'adesione britannica all'Ue toccherà quota 55,775 miliardi di
sterline. Fino al 2008, infatti, il Regno Unito ha contribuito al Budget Ue per
68,2 miliardi netti mentre al termine dell'attuale budget di copertura nel
2013, Londra avrà pagato qualcosa come 101,4 miliardi di sterline netti. E a
fronte dell'asse sempre più solido tra la Merkel e Sarkozy anche in casa Labour
potrebbe far breccia la tentazione di rivedere tutto il "capitolo
sociale" dell'Ue, dalla regolamentazione del lavoro fino al diritto di
sciopero, opzione già utilizzata da David Cameron come cavallo di battaglia
nella corsa alla leadership. D'altronde l'euroscetticismo di fondo di Gordon
Brown non è un segreto e di fronte a una crisi di questa entità la logica del
"my country first" può essere fruttuosa oltre che
propagandisticamente vincente. 25/11/2008
( da "Nuova Venezia, La" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 17 - Cronaca
Foscari-Massari messo a norma Ferrazzi: «Rischiava di crollare il soffitto come
a Rivoli» Due anni fa si è dovuto intervenire d'urgenza investendo 400 mila
euro per il Foscari-Massari di Mestre. L'istituto, ha spiegato ieri l'assessore
provinciale Andrea Ferrazzi, «presentava problemi strutturali che potevano
causare analoghe conseguenze a quelle del Darwin di Torino, con un
controsoffitto costruito negli anni Settanta in condizioni di oggettivo
pericolo. In una sola estate siamo intervenuti così come la scorsa estate, con
una spesa di 200 mila euro abbiamo eliminato la copertura in amianto del liceo
Franchetti. Senza che nessuno ne parlasse». In quattro anni a Mestre sono stati
spesi 12 milioni di euro dei 60 milioni stanziati dalla Provincia di Venezia
per l'edilizia scolastica dall'amministrazione guidata da Davide Zoggia. Si è
intervenuto quest'anno anche al Pacinotti, allo Stefanini, al Zuccante e ancora
a Portogruaro (8,5 milioni di euro), agli istituti Righi e Cestari di Chioggia
(5,5 milioni) a Dolo e Mirano (14 milioni), San Donà (5,8 milioni in quattro
anni). Altri cantieri al Barbarigo, recentemente inaugurato, e al Polo Nautico
a Venezia, oramai in dirittura d'arrivo. «Questo è l'enorme patrimonio di
sicurezza che ricadrà positivamente nei prossimi decenni», commenta il
presidente Davide Zoggia ricordando che per garantire questi investimenti così
ingenti la Provincia ha dovuto vendere il 25 per cento delle sue partecipazioni
in società, con una spesa media annuale in cantieri di 15 milioni di euro. Gli
enti locali da soli non ce la possono fare altrimenti, spiega l'assessore
Andrea Ferrazzi. Perchè i finanziamenti dello Stato sono poca cosa. «Per anni i
governi non hanno dedicato finanziamenti all'edilizia scolastico. Per il 2009
il governo Berlusconi ha stanziato 20 milioni di euro che vanno divisi per 40
mila plessi in Italia. Questo significa che arriveranno 500 euro a scuola, il
costo di una finestra». Per questo dalla Provincia si leva
un appello al governo: «Aumentare gli stanziamenti per gli interventi negli
istituti scolastici - conclude l'assessore - e ridurre al massimo la burocrazia per accelerare gli
interventi. Questo deve essere l'imperativo». (m.ch.)
( da "Gazzetta di Modena,La" del 25-11-2008)
Pubblicato anche in: (Nuova Ferrara, La)
Argomenti: Burocrazia
Scuole, replica a
Bertolaso Errani: da noi soldi non spesi non ce ne sono BOLOGNA. Sorpreso dalle
parole pronunciate dal capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, sui fondi per l'edilizia scolastica bloccati dalla burocrazia, il governatore dell'Emilia-Romagna
Vasco Errani non ci sta: «Qui residui per l'edilizia scolastica non ci sono. Le
Province hanno messo più del loro». Errani si è detto «stanco di questo modo di
ragionare, sempre alla ricerca di qualcuno a cui consegnare il cerino».
Stupito da Bertolaso anche l'assessore al Bilancio e al patrimonio della
Provincia di Bologna, Aleardo Benuzzi. «La Provincia di Bologna nel
( da "Italia Oggi" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
ItaliaOggi
ItaliaOggi - Mercati e Finanza Numero 280, pag. 48 del
25/11/2008 Autore: di Carlo Arcari Visualizza la pagina in PDF
Aibe (istituti esteri): oltre alla crisi, troppe tasse in Italia Ci
vuole nuova governance per il sistema bancario La crisi globale impone severe
riflessioni sulle modalità d'offerta di servizi finanziari, portata avanti in
Italia soprattutto dalle banche straniere, che più di quelle nazionali hanno
risentito e risentiranno del clima di sfiducia. «Quel che è accaduto impone un
ripensamento del modello di business delle banche, per tornare a valorizzare ed
esaltare la vicinanza tra banca e cliente, tenendo conto delle esigenze e della
cultura finanziaria di quest'ultimo: ci vogliono nuove regole di governance,
obiettivi e strategie di medio-lungo periodo per affrontare le sfide che la
crisi attuale rende ineludibili», ha detto Guido Rosa, presidente dell'Aibe,
che riunisce oltre 40 istituti di credito esteri che operano in Italia,
intervenendo all'annuale assemblea dell'associazione. Il presidente ha
rivendicato con forza il ruolo dei suoi associati nel sistema finanziario ed
economico italiano. Le banche estere nel 2006 hanno concesso il 16% degli
impieghi complessivi erogati all'industria; a esse faceva capo il 14% circa dei
fondi intermediati dal sistema bancario nazionale (quasi il 19% nel 2007).
Sempre nel 2006 detenevano il 14% dei titoli presenti nel portafoglio del
sistema bancario italiano. «Il ruolo giocato delle banche estere da noi è stato
positivo», ha affermato Rosa. «Basti pensare all'impulso dato al credito al
consumo e a strumenti moderni quali il project financing, le ipo, l'equity
investment che hanno agevolato la crescita delle nostre imprese. Le filiali
nazionali delle banche estere, in questa temperie, hanno retto meglio di quelle
di altri paesi, proprio grazie alle attività sviluppate in Italia. Il problema,
oggi, è fare in modo che possano continuare a rimanere qui a fare il loro
lavoro». Secondo Rosa, l'impegno messo in campo dai governi europei è stato
molto importante ma scoordinato. Inoltre le banche straniere lamentano l'esistenza di un rischio Italia rappresentato dal sistema fiscale,
dal peso della burocrazia e
dai costi della vigilanza. «è evidente», denuncia Rosa, «la distorsione
provocata dalla Robin Hood tax che, secondo le stime, produce un aumento del
carico fiscale variabile fra il 14 e il 19% rispettivamente nel 2008 e nel
2009».
( da "Tirreno, Il" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina
6 - Pontedera Schiacciati da burocrazia e costi alle
stelle La dura vita degli artigiani: siamo rimasti in pochi, la passione non basta
VOLTERRA. Una città dell'artigianato. Una tradizione lunga e duratura. Vite
dedicate all'artigianato, grandi passioni e un luogo dove il tempo scorre a
progettare, modellare, inventare. Luca Casini, Patrizia Cerella e Spartaco Montagnani sono
solo alcuni degli artisti-artigiani di Volterra che hanno sfidato se stessi e
hanno deciso di trasformare un amore e una predisposizione naturale in una vera
e propria professione. Con tutti i pro e i contro. Luca Casini, con alle spalle
un diploma all'istituto d'arte e undici anni di attività come dipendente in
un'oreficeria, ha aperto dal 2001 un centro orafo di sua proprietà. Una decina
di oggetti preziosi creati ogni mese, una fucina pronta a soddisfare ogni tipo
di richiesta e un processo di realizzazione complesso. Tecnica della
microfusione a cera persa, stampi in gomma, lastre, fili, trafori e martelli
per partorire oggetti preziosi e unici, diversi gli uni dagli altri. Anelli,
bracciali e soprattutto orecchini, il modello più richiesto, in oro o in un altro
metallo, che ricordano i monili etruschi e che incantano con le loro sfumature.
Ma, come si dice, non è tutto oro quello che luccica. «E' una strada lunga e di
grande sacrificio» commenta Luca. «Le difficoltà che noi artigiani dobbiamo
affrontare per reggere il confronto sul mercato sono molte. Da una parte
dobbiamo fare i conti con una burocrazia faraginosa e
dei costi di gestione alti, dall'altra le tutele nei nostri confronti sono
veramente insignificanti. Considerando i tempi di lavorazione e i prezzi della
materia prima non possiamo neppure svendere i prodotti. Ecco che il commercio e
la vendita al dettaglio diventano sempre più difficili. Anche perché le
richieste arrivano soprattutto nel periodo estivo, sull'onda del turismo e si
concentrano quindi in cinque-sei mesi». Dello stesso avviso anche Patrizia
Cerella, di professione pittrice e intagliatrice. «Il 2008 è stato un anno
problematico e nonostante il massimo impegno, non è facile tirare fuori uno
stipendio. Devi avere un bel giro di commesse ed essere instancabile. Quando
devo consegnare un lavoro, vado avanti ad oltranza, sacrificando me stessa e la
famiglia. Mi è capitato ad esempio, di dipingere un acquarello della Piazza dei
Miracoli. Mi era stato commissionato da un'istituzione che poi voleva
regalarlo, in tiratura limitata, ai suoi soci. Non ho dormito, torturata dal
pensiero che non risultasse un oggetto soddisfacente, per diverse notti
consecutive. E poi è necessario considerare anche i tempi di lavorazione. Per
consegnare una cornice vanno calcolati anche i giorni dell'asciugatura e non
solo l'intarsio. Siamo uno dei pochi laboratori - conclude Patrizia - che
utilizziamo materiali ecologici: colori naturali derivati dalle terre e
collanti fatti con le gelatine animali». «Questo lavoro lo fai solo se ci
credi», conferma Spartaco Montagnani, scultore da sempre. Ha iniziato bambino,
nella bottega del padre ed è cresciuto circondato da alabastro, creta, legno e
bronzo. «Vendo le mie statue sia alle aziende che ai privati e riesco a fare
uscire dal mio laboratorio un centinaio di opere complete al mese». Spartaco,
un po' artista un po' artigiano, parte da un modello, che con instancabile
manualità, riproduce in un materiale tenero e poi lo riporta sul metallo. Dopo
la fusione in bronzo arriva la fase successiva della lavorazione e poi
l'invecchiamento. «Immergo il pezzo - spiega - in acqua e acido e così ottengo
quel colore verde rame che rimanda ai tempi che furono e che caratterizza le
creazioni di questo tipo». Paola Silvi
( da "Manifesto, Il" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
CRISI ITALIANA La Cia:
a rischio anche l'agricoltura Migliaia di imprese agricole rischiano il
tracollo se non verranno da subito adottate misure che permettano sgravi
contributivi e la riduzione degli elevati costi produttivi che opprimono gli
imprenditori. È quanto sollecitato dalla Cia (Confederazione italiana
agricoltori) nell'incontro ieri a Palazzo Chigi tra il governo e le parti
sociali. I pesanti costi di produzione, gli aumenti degli oneri sociali e delle
assicurazioni, il caro-denaro e il difficile accesso al credito bancario, il
crollo dei prezzi praticati nei campi e l'opprimente burocrazia - segnala la confederazione -
stanno mettendo in ginocchio le aziende, molte delle quali ora producono
addirittura in perdita. Oltre alla chiusura di aziende, specie quelle che
operano in zone di montagna e aree svantaggiate, «si verificherà - secondo la
Cia - un taglio netto delle produzioni nazionali agricole, con la
conseguente invasione dall'estero». Come conseguenza, saranno messi in vendita
prodotti di qualità scadente e ci sarà una forte impennata dei prezzi per i
consumatori. Non solo, il settore vedrà diminuire l'occupazione e il calo
produttivo determinerà una flessione dell'export agroalimentare, oggi fiore
all'occhiello del made in Italy. Un rischio che ieri è stato ammesso anche dal
governatore della Lombardia Roberto Formigoni. Sempre nel settore agricolo, in
Toscana è la Coldiretti a essere in agitazione. Per giovedì è prevista una
manifestazione a Firenze.
( da "Giorno, Il (Lodi)" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
LODI pag. 5 Il
superdonatore Avis diventa cavaliere Cerimonia a Milano per Sergio Vicardi
MELEGNANO I SOCI PREMIATI SONO GIÀ DICIANNOVE ? MEGNANO ? L?AVIS di Melegnano,
tradizionalmente, consegna al registro dei «cavalieri al merito della
repubblica» i propri donatori più prolifici. E questa volta è il turno di
Sergio Vicardi, «avisino» che ha superato la soglia delle 125 donazioni di
sangue. Vicardi ha iniziato la sua attività di volontario nel lontano 1964 e
oggi, all?età di 74 anni, non si tira mai indietro quando viene chiamato per
una donazione di sangue. In totale, ha raggiunto la quota di addirittura 139
donazioni. PER LA VERITÀ, la domanda di insignire il
donatore del titolo venne avanzata dopo la fatidica 125esima donazione, ma i
tempi della burocrazia restano
quelli che sono, tanto da far esclamare a Vicardi una frase ironica: «Non
preoccupatevi, la benemerenza me la assegneranno post-mortem». La battura,
forse è stata di buon auspicio, e la nomina a cavaliere è invece arrivata.
La consegna del riconoscimento è avvenuta a Milano a opera del prefetto del
capoluogo, Gian Valerio Lombardi, e del sindaco meneghino Letizia Moratti. ALLA
CERIMONIA ERA presente Lina Curti, la presidente in carica della sezione Avis
melegnanese, accompagnata dal vicesindaco Enrico Lupini, entusiasta per il
titolo conferito al concittadino. L?Avis di Melegnano è una realtà molto forte
e conta oltre 750 soci donatori. Al momento, con Vicardi, il numero dei
donatori insigniti del titolo di cavaliere è salito a ben 19, mentre cinque altri
colleghi volontari sono ancora in lista di attesa. Luigi Albertini
( da "Manifesto, Il" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
I CONFINI MOBILI
DELLA SOVRANITÀ Lo Stato DELLA GLOBALIZZAZIONE Un'intervista con Saskia Sassen,
in Italia su invito de Il Mulino e alla vigilia dell'uscita del suo ultimo
libro «Territori, autorità, diritti». Il mutamento dello stato nazionale e
l'emergere di una terra di nessuno «né globale né locale» dove si sviluppa
l'azione dei movimenti sociali Benedetto Vecchi Un testo ambizioso quello di
Saskia Sassen su Territorio, autorità, diritti tradotto da Bruno Mondadori (pp.
596, euro 42. Quando il libro uscì negli Stati Uniti ne scrisse Sandro mezzadra
il 3 Febbraio 2007). Ambizioso perché l'autrice si pone due obiettivi: da una
parte spiegare la formazione dello stato moderno; dall'altra cercare di
definire i contorni e le forze operanti in quel processo che vede lo
stato-nazione essere uno dei maggiori protagonisti della globalizzazione,
all'interno però di un paradosso: rimanere un protagonista rinunciando ad
alcuni aspetti della sovranità nazionale. Per la studiosa di origine olandese
vanno quindi respinte le tesi che annunciano la prossima e irreversibile
scomparsa dello stato nazionale, ma allo stesso tempo muove forti critiche
verso le posizioni che considerano lo stato-nazione l'ultima trincea per
respingere l'attacco del capitalismo neoliberista, salvaguardando così le
specificità economiche, sociali e politiche «locali», che comprendono gli
istituti del welfare state. Né crede, come afferma in questa intervista, che
l'attuale crisi economica favorisca una brusca frenata alla globalizzazione.
Anzi, considera i provvedimenti presi dai vari governi nazionali, dagli Stati
Uniti all'Inghilterra, dalla Germania all'Italia, propedeutici al mantenimento
dello status quo, accelerando tuttavia quelle forme di coordinamento
sovranazionale che individuano nei governi nazionali lo strumento per applicare
localmente decisioni prese a livello globale. In Italia su invito
dell'«Associazione di cultura e politica Il Mulino», Saskia Sassen ha tenuto la
lectio magistralis che la casa editrice bolognese organizza ogni anno attorno
all'emergere di uno spazio politico, giuridico e economico «Né globale, né
nazionale» all'interno del quale alcune componenti dello stato moderno e dei i
movimenti sociali favoriscono la costituzione di un ordine politico mondiale in
cui l'esercizio del potere vede l'interazione, la negoziane e il conflitto tra
istituzioni, imprese e movimenti locali, regionali, globali. Saskia Sassen
tiene però a precisare che in tutti i suoi libri, compreso quest'ultimo, si
prende la libertà di offrire sì il sottofondo empirico della sue tesi, ma anche
di fare «pura teoria». Una libertà che non sempre è apprezzata nel mondo
universitario anglosassone. Con un sorriso sornione tiene comunque a a
sottolineare che lei è una «nomade intellettuale», perché è nata in Olanda, ma
che è stata influenzata della cultura latinoamericana, visto che ha vissuto la
sua infanzia e adolescenza a Buenos Aires. Inoltre, per la sua crescita
intellettuale è stata significativa la frequentazione della realtà
intellettuale italiana,, dato che è vissuta a Roma, mentre la Francia è stata
determinante per prendere familiarità con quel marxismo strutturalista che ha
condizionato tantissimo il saggio The Mobility of Labor and Capital. Allo
stesso modo, il pragmatismo statunitense ha mitigato la sua tendenza
all'astrazione. «Sono una straniera che si sente a casa in ogni posto che
visito», dice con ironia E alla affermazione che questa sensazione ricorda
molto la figura dell'apolide di Edward Said, sorride divertita dal paragone. Un
nomadismo intellettuale, tuttavia, che viene gestito con rigore, come
testimoniano i suoi libri sulle Città globali o sulla globalizzazione (Fuori
controllo, Globalizzati e scontenti, Sociologia della globalizzazione), dove
Saskia Sassen dosa sempre sapientemente l'eterogeneità della sua formazione
intellettuale. Una caratteristica che accompagna anche questo ultimo libro,
dove la formazione dello stato moderno è vista come un «assemblaggio» di
diversi territori retti da autorità spesso in conflitto le une con le altre. Un
processo lungo secoli e assai contradditorio. Più o meno come la
globalizzazione, considerata a ragione come un work in progress che vede
diverse istituzioni, imprese, movimenti sociali che lavorano per assemblare ciò
che è distinto per storie, tradizioni culturali, realtà produttive. Sono molti
gli studiosi che sostengono come la crisi finanziaria rappresenti il de
profundis della globalizzazione e che Barack Obama sarà costretto a una
politica più attenta allla dimensione nazionale che non il suo predecessore
George W. Bush, attento invece ad affermare la supremazia imperiale americana
nel mondo. Lei che ne pensa? Non credo proprio che la crisi attuale coincida
con la fine della globalizzazione. Penso infatti il contrario. Se guardiamo
alle misure prese per reagire alla crisi finanziaria vediamo che c'è un attivo
coordinamento dei diversi governi nazionali per affrontarla. L'obiettivo
dichiarato è infatti salvare la globalizzazione, mica ritornare al passato.
Negli ultimi venti, trenta anni abbiamo assistito a una trasformazione profonda
dell'attività economica, nel rapporto tra gli stati, nell'azione politica dei
movimenti sociali. C'è chi dice che l'interdipendenza tra le diverse realtà
nazionali è l'elemento che caratterizza la globalizzazione. Questo è indubbio,
ma la globalizzazione è anche altro. Le imprese, ad esempio, progettano il
processo lavorativo a livello globale, i capitali ignorano i confini nazionali,
le migrazioni coinvolgono centinaia di milioni di uomini e donne, modificando
il panorama delle società che lasciano e di quelle che accolgono i migranti. Le
città diventano globali, cioè rispondono più a una dimensione sovranazionale
che allo stato nazionali in cui sono collocate. Ci sono inoltre istituzioni
sovranazionali come il Fondo monetario internazionale, la Banca mondiale e il
Wto che stabiliscono regole che ogni stato nazionale deve poi far sue. Sono
questi cambiamenti irreversibili, che non devono però alimentare una lettura
lineare della globalizzazione. La globalizzazione è, infatti, un processo
segnato da continuità, ma anche da forti discontinuità. Per queste ragioni non
credo che Barack Obama privilegerà il cortile di casa, perché gli Stati Uniti
sono parte integrante della globalizzazione. Obama è un leader politico
intelligente e sa benissimo che se attuerà una politica «nazionalista» andrà
incontro a un insuccesso. C'è ovviamente la pesante eredità che George W. Bush
gli lascerà. Durante la campagna presidenziale Obama ha detto che vuole
favorire un grande cambiamento, che lo stato deve intervenire per attenuare le
diseguaglianze sociali accentuate del libero mercato. Ma Obama non è un
radical, né un roosveltiano; crede nel libero mercato, ma pensa che il mercato
lasciato a se stesso è destinato a fallire. Nel vostro paese sarebbe definito
un «centrista». Ciò che è importante, tuttavia, non sono i suoi programmi,
quanto la diffusa mobilitazione sociale per la sua elezione a presidente. Gli
invisibili, i senza potere, le minoranze, i migranti hanno preso la parola e
hanno occupato la scena politica. È difficile che tornino a casa senza cercare
di condizionare le scelte politiche che farà. Non ho il dono delle preveggenza,
ma è abbastanza realistico affermare che Barack Obama dovrà fare i conti anche
con loro. Il suo ultimo libro è in realtà un libro su come sta cambiando il
concetto di sovranità. Nel passato, i governi nazionali avevano il monopolio
della decisione su un territorio ben definito. Ora non è più così. Spesso le
decisioni vanno prese a livello sovranazionale e gli stati-nazionali eseguono.
Mi sembra che lei punti a radiografare questo mutamento.... L'idea che io stia
lavorando a sviluppare un nuovo concetto di sovranità mi piace. Allo stato
attuale delle mie ricerche mi limito a dire la sovranità moderna prevedeva un monopolio
della decisioni politica, ma che tale decisione doveva avere il consenso e la
legittimazione dei sudditi del sovrano. Nella fase attuale tutto è molto più
complesso, perché le decisioni prese dal Wto, dalla Banca mondiale, dal G8 o
dal Fondo monetario non hanno né il consenso che la legittimazione dei popoli
oggetto di quelle decisioni. Eppure questi organismi istituzionali o informali
continuano a operare e che la legittimità avviene assemblando territori,
autorità e diritti. Il problema che mi sono posta è quale ruolo possono
svolgere gli stati nazionali in questo processo, giungendo alla conclusione che
stiamo assistendo a un processo di denazionalizzazione che ha come protagonisti
gli stati nazionali. La globalizzazione non significa tuttavia fine dello
stato-nazione, quanto una modificazione dell'equilibrio tra potere esecutivo,
legislativo e giuridico. Il potere esecutivo, ad esempio, acquista un ruolo
decisivo nel tradurre localmente le decisioni prese globalmente. Allo stesso
tempo il potere giuridico deve armonizzare la legislazione nazionale alle norme
internazionali. Inoltre, lo stato-nazione esprime un sofisticato know how
indispensabile a sviluppare quelle Authority indispensabili a negoziare con gli
attori nazionali le decisioni globali. In ogni paese europeo ci sono oramai le
Authority per la concorrenza, per le telecomunicazioni, per la privacy o altro
ancora. Spesso sono composte da uomini e donne molto
competenti che provengono dalla burocrazia statale. Dunque, nessuna scomparsa dello stato-nazione, ma un
cambiamento nel suo funzionamento. Ci troviamo però di fronte a un paradosso:
lo stato-nazione che lavora per cedere parte della propria sovranità a
istituzioni sovranazionali; oppure uno stato-nazione che diviene il
guardiano sul proprio territorio per conto sempre di organizzazioni
sovranazionali.... È un paradosso come dice lei, ma che consente ai movimenti
sociali di rafforzare la propria azione. Prendiamo la carta delle Nazioni Unite
sui diritti umani: può essere impugnata dai movimenti sociali per contrastare
delle politiche nazionali; oppure possono rivolgersi alla Corte internazionale
di giustizia e chiedere che l'operato di un governo locale sia sanzionato. La
globalizzazione è un processo all'interno del quale lo stato-nazione può anche
rinunciare alla propria sovranità, ma questo non significa che sia una
situazione che inibisce il conflitto sociale. Anzi, per molti aspetti l'aiuta.
Prendiamo i forum sociale di Porto Alegre. Tutti ora dicono che sono finiti,
che hanno perso la loro forza propulsiva. Sarà anche così, ma hanno favorito
azioni globali, all'interno delle quali tanto le organizzazioni sovranazionali
che gli stati nazionali hanno dovuto negoziare con i movimenti sociali globali.
I conflitti che li hanno visti protagonisti non sono stati però conflitti
antisistemici, per riprendere un'espressione cara a Immanul Wallerstein, bensì
conflitti interni alla globalizzazione. Non puntavano cioè a uno sganciamento
di questo o quello stato dall'economia e dall'ordine mondiale, quanto ad
assumere che la globalizzazione era il contesto dove sviluppare la propria
azione politica. CONTINUA|PAGINA14 Prendiamo il movimento dei migranti negli
Stati Uniti. Erano sans papiers che rivendicavano il fatto che erano loro, gli
invisibili alla legge, uno dei motori propulsivi dell'economia statunitense.
Erano dei «senza potere» che rivendicano il potere derivante dal loro fare,
facendo leva proprio su quella terra di nessuno che non è né globale né
nazionale. Vuole dire che il potere non riesce a fare una mappa esaustiva della
realtà sociale e che qualcosa gli sfugge? Quello che mi preme sottolineare con
la la tesi della «denazionalizzazione» è l'insufficienza dei linguaggi
dominanti sulla globalizzazione. Negli anni passati abbiamo letto o sentito
parlare di una omologazione culturale, dell'avvento di media globali,
dell'egemonia di un pensiero unico. Ora abbiamo sì dei media globali, ma devono
poi articolare forme locali nella produzione culturale. Il rap è considerato un
altro esempio di omologazione culturale, visto che è suonato a Ramallah come a
Los Angeles, a Parigi come a San Paulo. Ma, mentre il rap dei giovani
palestinesi parla di autodeterminazione nazionale, a San Paulo descrive le
favelas come una forma di vita «indipendente» dallo stato. Prendiamo Internet,
il simbolo per eccellenza della globalizzazione. Il web deve necessariamente
essere globale e al tempo stesso locale. E tuttavia, nonostante tutti i
tentativi di armonizzare le legislazioni nazionali, ci sono esperienze che non
sono né globali, né locali e che hanno il potere di modificare la Rete, come
testimoniano le esperienze di condivisione di informazione, musica e film.
Quello che voglio dire è che nella globalizzazione ci sono appunto terre di
nessuno né globali né locali all'interno delle quali i movimenti sociali
sviluppano la loro azione che ha il potere di condizionare il suo sviluppo.
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del
Mezzogiorno - NAPOLI - sezione: NAPOLI - data: 2008-11-25 num: - pag: 5
categoria: REDAZIONALE Il dibattito L'annuncio al convegno sull'urbanistica. L'Acen: «Ma la burocrazia scoraggia i privati» Quattro miliardi per le aree dismesse
NAPOLI - Un cospicuo piano di finanziamenti privati, di circa 4 miliardi di
euro, sarà dedicato in Campania al ripristino di aree dismesse, una fra tante,
quella dello «scasso» del Centro Direzionale. Questa una delle
anticipazioni del direttore dell'Acen, l'Associazione Costruttori Edili
Napoletani Diego Vivarelli, nel corso del convegno «La situazione della
Disciplina Urbanistica in Campania», organizzato dall'Associazione ex
Consiglieri Regionali con l'Associazione degli ex Parlamentari della Repubblica
ieri mattina. «La disponibilità ad investire sul territorio da parte
dell'imprenditoria locale, ha ribadito Vivarelli - è però scoraggiata da una burocrazia eccessivamente lenta». La necessità, da parte
della legislatura urbanistica, di mettere in atto delle semplificazioni, è
emersa anche dagli interventi del Preside della facoltà di Architettura della
«Federico II» Claudio Claudi de Saint Mihiel e di Guido D'Angelo, dicente di
Diritto Urbanistico. Quest'ultimo, in particolare, ha sottolineato: «Nonostante
la presenza di organismi interregionali e interprovinciali per la gestione
urbanistica, come la Conferenza permanente di pianificazione, il Tavolo
permanente per il controllo della qualità del paesaggio e laboratori di
pianificazione programmata, il 7-8% dei Comuni della nostra Regione è
attualmente privo di piani urbanistici e territoriali, e, fra quelli che
beneficiano di un Piano regolatore generale, circa l'88% continua a basarsi su
programmi di fabbricazione parziali, per legge aboliti dal 1982». «Più che
disciplina urbanistica, - ha dichiarato il Professor D'Angelo - in Campania è
diffusa l'indisciplina del governo del territorio. Sia in sede legislativa che
amministrativa l'indisciplina urbanistica in Campania - ha concluso - risulta
anche dai gravissimi ritardi della pianificazione comunale e dal diffuso e
generalmente impunito abusivismo edilizio, di cui in Campania abbiamo il
primato». Alla giornata di studi presieduta da Filippo Caria sono intervenuti
anche il Presidente della Commissione Urbanistica della Regione Campania
Pasquale Sommese, Giovanni Acocella, Giancarlo Cosenza, Antonio Cimmino, Giovan
Battista de' Medici e Mario Del Vecchio. L'area dello «scasso» vicino a
Poggioreale
( da "Nazione, La (Livorno)" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
PRIMO PIANO pag. 5
Riunione dei dirigenti per velocizzare i pagamenti alle ditte Qualche
difficoltà per i lavori pubblici con 700 delibere PROVINCIA L?INIZIATIVA ERA
STATA ANNUNCIATA DAL PRESIDENTE KUTUFA? di MICHELA BERTI SONO STATI CONVOCATI
di primo mattino i dirigenti della Provincia di Livorno. Lo scopo della
riunione, convocata dal direttore generale Alessandro Giovannini, era quello di
sollecitare i dirigenti e le posizioni organizzative a velocizzare i pagamenti
nei confronti delle aziende creditrici della Provincia. Il presidente Giorgio
Kutufà ha mantenuto così la promessa fatta la scorsa settimana ai sindacati ed
alle associazioni di categoria per rispondere alla crisi economica. «E? stato
un incontro importante ? dice Kutufà ? perché ci ha dato modo di capire
esattamente cosa possiamo fare, come Provincia, per accelerare le procedure di
pagamento e sbloccare le infrastrutture». In attesa che il Governo allenti i
vincoli della finanziaria con il patto di stabilità, Palazzo Granducale cerca
di aprire le tasche, soprattutto quelle del ragionerie capo Alberto Bartalucci.
«I pagamenti sono stati accelerati in alcuni settori in via del tutto
sperimentale ? spiega Kutufà - e ci sono stati risultati positivi sia al Museo
di Storia Naturale del Mediterraneo che nel campo della formazione
professionale». QUALCHE DIFFICOLTÀ in più in settori come i lavori pubblici
dove ci sono quasi 700 delibere di pagamento. «Alcuni dirigenti hanno
evidenziato che in queste settimane i cittadini hanno rivalutato il ruolo degli
enti locali ? dice il presidente ? dopo la campagna contro i ?fannulloni? che
aveva messo in cattiva luce i dipendenti pubblici». PER LA PROVINCIA è una
grande sfida quella di ?bruciare? i tempi della burocrazia,
una sfida alla quale il presidente Kutufà chiama anche gli altri amministratori
livornesi. Image: 20081125/foto/3309.jpg
( da "Sole 24 Ore, Il" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-11-25 - pag: 14 autore: PIT STOP ...
La terra piace ma per i giovani costa troppo C hi è il vincitore del premio
«Giovane agricoltore europeo più innovativo»? Il commissario all'Agricoltura e
allo Sviluppo rurale, la danese Mariann Fischer Boel, non ha premiato un
tedesco, né un francese o un olandese. Primo classificato è risultato un
italiano, anzi un'italiana di trent'anni, Loretta Di Simone, che nel Viterbese
guida assieme ai familiari un'azienda biologica di quasi
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
PRIMO PIANO pag. 8
PAESE MALATO DI BUROCRAZIA IL COMMENTO LICEO DARWIN di Rivoli vicino Torino: un
ragazzo morto, altri feriti mentre erano in classe. Causa la caduta di un
soffitto. Sorge spontanea la domanda: la tragedia si poteva evitare? È ovvio
che, in ogni evento di questo tipo, c?è una componente di fatalità che
trasforma un problema in un dramma (il soffitto poteva cedere di notte senza
fare vittime). Ma poi vengono fuori aspetti che fanno emergere la ?malattia
burocratica? che affligge il nostro Paese. Nel caso specifico ? secondo quanto
afferma il sottosegretario alla Protezione civile, Bertolaso ? i ritardi nella
messa a norma di migliaia di scuole italiane dipende dalle pastoie burocratiche
che rallentano, e a volte paralizzano, l?uso delle risorse pubbliche. Che pure
ci sono, che i Governi mettono a disposizione delle amministrazioni pubbliche
perché provvedano a risolvere i problemi. C?È DA CREDERGLI, perché Bertolaso,
in materia di protezione civile, è uno che se ne intende e anche perché, nel
lamentare ritardi e inefficienze, snocciola dati che fanno inorridire. Una
scuola su due sarebbe a rischio a causa della vetustà degli edifici e della
scarsa manutenzione. Un richiamo agghiacciante va al crollo avvenuto nella
scuola di San Giuliano del 31 ottobre 2002 nella quale perirono in 27, tra
bambini e insegnanti. Dopo quella immane tragedia furono stanziati 500 milioni
di euro per interventi negli edifici scolastici a rischio. Ebbene, i soldi sono
stati effettivamente spesi tra la fine dello scorso anno e quello in corso.
Quasi sei anni. Uno scandalo. PERCHÉ possono accadere cose del genere? Perché
un intervento pubblico debba avere necessariamente tempi biblici? La ragione
sta nel groviglio, speso inestricabile, di pareri, concerti (non quelli
musicali, naturalmente), accordi, nulla osta necessari alla realizzazione di
un?opera pubblica. Dietro queste procedure c?è la burocratica tendenza a
mantenere stretti pezzi, anche piccolissimi, di ?competenze?. Nessuna
amministrazione rinuncia al proprio piccolo potere, che può trasformarsi anche
in ostacolo insormontabile. Eppure, i modi per sveltire le procedure ci sono,
senza che si debba rinunciare ai necessari controlli. Esiste un?Autorità
indipendente di vigilanza. Basterebbe disboscare la giungla di adempimenti,
limitando al minimo indispensabile il numero dei soggetti pubblici tenuti a
intervenire. Facile a dirsi. Difficile da mettere in pratica in un Paese malato
di burocrazia.
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
PRIMO PIANO pag. 8
«Grandi infrastrutture? Meglio mettere tutte LA PROPOSTA IL PROFESSOR
BASSANINI: INIETTARE RISORSE NELLE RISTRUTTURAZIONI, NE BENEFICERANNO di
ALESSANDRO FARRUGGIA ? ROMA ? «QUESTO È IL MOMENTO. Avviamo un grande progetto
di messa in sicurezza delle nostre scuole, di tutte le nostre scuole, un
progetto che ponga fine a una situazione intollerabile e che avrebbe anche
meravigliosi effetti sulla depressione economica, mettendo in circolazione
subito risorse che andrebbero a migliaia e migliaia di imprese edili e
artigiane». Coglie l?attimo il professor Franco Bassanini, più volte ministro e
sottosegretario e poi membro della commissione Attali sulla riforma della burocrazia francese e presidente della Cassa depositi e
prestiti. Professor Bassanini, non si riescono ancora a spendere i 500 milioni
di euro stanziati nel 2003, dopo il crollo della scuola di San Giuliano, e lei
rilancia con nuovi fondi? «Non c?è contraddizione. Vede, sicuramente nel nostro
Paese è necessario tornare urgentemente a occuparsi della semplificazione
burocratica. L?avevamo fatto dal 1996 e il 2001 e con qualche risultato non
disprezzabile. Ma quel processo si è poi completamemente fermato e si sono
anche spesso introdotte nuove complicazioni. Solo adesso sta ripartendo con
Calderoli, e meno male, bisogna insistere. Ma non possiamo solo attendere
pazientemente che si disboschi la burocrazia, perché
ci vorrà del tempo». Che altro si può fare nel frattempo? «Si può avere
coraggio. Vede, non è che non si riesce a spendere solo perché ci sono troppe
regole, commissioni, pareri, intrecci di competenze, possibilità di ricorsi. Nel
caso specifico ho l?impressione che nelle lungaggini abbia inciso in maniera
determinante la necessità di creare commissioni che fissassero delle
graduatorie sulle base delle quali allocare i pochi fondi disponibili». Ergo?
«Se è vero che il 60% degli edifici scolastici è fuori norma, allora finanziamo
tutti gli interventi necessari. E rendiamo del tutto inutili le commissioni e
le graduatorie». Ottimo. Ma dove sono i soldi? «Al G20 il presidente Berlusconi
vedrà che una delle grandi misure anticicliche, cioè contro la crisi, che i
governi possono prendere è l?aumento degli investimenti pubblici: una misura
classicamente keynesiana. Tutti lo faranno. E anche noi dovremo farlo. E
allora, se lo faremo, quali sono gli investimenti più efficaci? Le grandi infrastrutture
strategiche? Si, certo, si devono comunque fare. Ma hanno lo svantaggio che
sono cantierabili non prima di due o tre anni. E? meglio allora, per avere
effetti immediati, iniettare risorse in grandi operazioni di manutenzione.
Come, appunto, le scuole da ristrutturare, sistemare e mettere a norma. Ecco
perché in questo momento ci sono le condizioni per dire: invece di 500 milioni
possiamo mettere in circolo i miliardi che servono». Ma questi miliardi
sarebbero poi effettivamente spesi rapidamente? «Magari, anzi probabilmente,
non tutti. Dovremmo però avere l?accortezza di distribuirli con un vincolo
molto stretto: gli enti locali interessati che non avviano le gare d?appalto
entro tre mesi e aprono i cantieri entro sei perdono le risorse. E magari cogliere
l?occasione per stabilire anche che qualora siano previste conferenze dei
servizi, che non riguardano scuole ma altre opere infrastrutturali, non siano
possibili ricorsi alla decisione». Non crede che sull?edilizia scolastica ci
sia anche un?eccessiva frammentazione delle competenze? «Si potrebbe
effettivamente ragionare su una ipotesi di accorpamento delle competenze, oggi
distinte tra province e comuni. E che probabilmente potrebbero essere unificate
in capo alle province».
( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del
25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
CATTOLICA E VALCONCA
pag. 12 «Il Comune in grave ritardo nei contributi per l?affitto» PROTESTE A
CATTOLICA I CATTOLICHINI continuano a chiedere trasparenza sui contributi per
l?affitto. Oltre 170 sono le famiglie in lista d?attesa, e c?è chi lamenta
forti ritardi nella liquidazione dei contributi rispetto alle previsioni.
Nonostante che l?assessore Salvatore Epiceno abbia promesso che i bonifici
arriveranno entro il mese di dicembre, burocrazia
permettendo. «L?amministrazione comunale deve dire perché vengono lasciati in
cassa soldi che sono lì dalla fine di ottobre _ dice la Anna Mosconi, una
cittadina in lista per i contributi _ Oltre due mesi di attesa non hanno senso.
E? una questione di principio, ancor prima che economica. Ci sono famiglie che
faticano ad arrivare alla fine del mese e devono fare salti mortali per far
quadrare i propri bilanci. Perché l?amministrazione continua a ritardare quando
abbiamo le conferme dagli enti preposti (vedi Regione) che la liquidazione di
tali finanziamenti sono già avvenuti da un pezzo?». Le famiglie, tante a batter
cassa, chiedono più rapidità e meno burocrazia,
puntando il dito contro la macchina comunale.
( da "Nazione, La (Firenze)" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
PRIMO PIANO pag. 9
di ALESSANDRO FARRUGGIA ? ROMA ? «QUESTO È IL MOMENTO. Avviamo un grande
progetto di messa in sicurezza delle nostre scuole, di tutte le nostre scuole,
un progetto che ponga fine a una situazione intollerabile e che avrebbe anche
meravigliosi effetti sulla depressione economica, mettendo in circolazione
subito risorse che andrebbero a migliaia e migliaia di imprese edili e
artigiane». Coglie l?attimo il professor Franco Bassanini, più volte ministro e
sottosegretario e poi membro della commissione Attali sulla riforma della burocrazia francese e presidente della Cassa depositi e
prestiti. Professor Bassanini, non si riescono ancora a spendere i 500 milioni
di euro stanziati nel 2003, dopo il crollo della scuola di San Giuliano, e lei
rilancia con nuovi fondi? «Non c?è contraddizione. Vede, sicuramente nel nostro
Paese è necessario tornare urgentemente a occuparsi della semplificazione
burocratica. L?avevamo fatto dal 1996 e il 2001 e con qualche risultato non
disprezzabile. Ma quel processo si è poi completamemente fermato e si sono
anche spesso introdotte nuove complicazioni. Solo adesso sta ripartendo con
Calderoli, e meno male, bisogna insistere. Ma non possiamo solo attendere
pazientemente che si disboschi la burocrazia, perché
ci vorrà del tempo». Che altro si può fare nel frattempo? «Si può avere
coraggio. Vede, non è che non si riesce a spendere solo perché ci sono troppe
regole, commissioni, pareri, intrecci di competenze, possibilità di ricorsi.
Nel caso specifico ho l?impressione che nelle lungaggini abbia inciso in
maniera determinante la necessità di creare commissioni che fissassero delle
graduatorie sulle base delle quali allocare i pochi fondi disponibili». Ergo?
«Se è vero che il 60% degli edifici scolastici è fuori norma, allora finanziamo
tutti gli interventi necessari. E rendiamo del tutto inutili le commissioni e
le graduatorie». Ottimo. Ma dove sono i soldi? «Al G20 il presidente Berlusconi
vedrà che una delle grandi misure anticicliche, cioè contro la crisi, che i
governi possono prendere è l?aumento degli investimenti pubblici: una misura
classicamente keynesiana. Tutti lo faranno. E anche noi dovremo farlo. E
allora, se lo faremo, quali sono gli investimenti più efficaci? Le grandi
infrastrutture strategiche? Si, certo, si devono comunque fare. Ma hanno lo
svantaggio che sono cantierabili non prima di due o tre anni. E? meglio allora,
per avere effetti immediati, iniettare risorse in grandi operazioni di
manutenzione. Come, appunto, le scuole da ristrutturare, sistemare e mettere a
norma. Ecco perché in questo momento ci sono le condizioni per dire: invece di
500 milioni possiamo mettere in circolo i miliardi che servono». Ma questi
miliardi sarebbero poi effettivamente spesi rapidamente? «Magari, anzi
probabilmente, non tutti. Dovremmo però avere l?accortezza di distribuirli con
un vincolo molto stretto: gli enti locali interessati che non avviano le gare
d?appalto entro tre mesi e aprono i cantieri entro sei perdono le risorse. E
magari cogliere l?occasione per stabilire anche che qualora siano previste
conferenze dei servizi, che non riguardano scuole ma altre opere
infrastrutturali, non siano possibili ricorsi alla decisione». Non crede che sull?edilizia
scolastica ci sia anche un?eccessiva frammentazione delle competenze? «Si
potrebbe effettivamente ragionare su una ipotesi di accorpamento delle
competenze, oggi distinte tra province e comuni. E che probabilmente potrebbero
essere unificate in capo alle province».
( da "Corriere della Sera" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Lombardia - data: 2008-11-25 num: - pag: 13 categoria:
REDAZIONALE Treviglio Carroccio contro Borghi: «Dall'opposizione faceva
interpellanze preoccupate, ora minimizza». L'assessore: dati non rassicuranti
Cromo nell'acqua, la Lega accusa il doppiopesismo del sindaco DAL NOSTRO
INVIATO TREVIGLIO (Bergamo) — Resta alto a Treviglio l'allarme per
l'inquinamento. La terra intrisa di veleni continua a portare nelle case
cocktail di sostanze chimiche disparate, frutto dei disastri provocati da varie
industrie, tutte ugualmente tossiche e che navigano tra le falde dei pozzi.
Concentrazioni nei limiti di legge, certamente, ma spia di una situazione che -
per alcuni versi - invece di migliorare peggiora. E' il caso dell'inquinamento
da cromo esavalente che, dopo lo sversamento in una fabbrica di Ciserano, la
Castelcrom, da otto anni si insinua nei pozzi di Treviglio. Nel 2001 la Regione
avviò una bonifica, ma i risultati - al di là delle strumentalizzazioni di
alcune parti politiche non hanno dato i frutti sperati e ora si stima che ci
vorranno altri sette anni per liberare i nove pozzi di Treviglio da quel veleno
notoriamente cancerogeno. Un sistema per migliorare rapidamente la qualità
dell'acqua ci sarebbe: attingere più in profondità (come accade altrove),
arrivando a cento metri e oltre (oggi alcuni pozzi di Treviglio si fermano a
40-
( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del
25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
RIMINI CRONACA pag.
5 «ALLORA, quando aprite a Rimini?». In questi giorni non c?è s... «ALLORA,
quando aprite a Rimini?». In questi giorni non c?è stato visitatore in fiera
che non abbia fatto questa domanda a Domenico Simone. Ma al direttore generale
del nuovo Ikea Rimini, al Sia per presentare il progetto del colosso svedese al
servizio del turismo (vedi articolo a fianco) non resta che rispondere: «Non
dipende da noi». Fosse per Ikea, il punto vendita di Rimini (il 15esimo della
multinazionale in Italia) sarebbe già aperto da un paio di mesi. Ma se Ikea è
pronto, com?è noto, non lo è la burocrazia riminese.
Prima la Provincia, in ritardo di un anno nell?adozione del Piano territoriale
di coordinamento provinciale, e ora il Comune, alle prese con la variante per
dare via libera a Ikea (appena approvata in consiglio comunale) hanno fatto
slittare di molto l?inaugurazione. «Si spera in Pasqua, ma non tocca a noi
dirlo. Siamo in contatto quotidianamente con il Comune ? spiega Simone ? nei
primi tempi c?è stata grande collaborazione e sintonia, ma ora questi ritardi
stanno creando parecchi problemi. Soprattutto a i lavoratori». Per Simone «il
primo paradosso, in un momento così critico in cui si prospetta, per l?Emilia
Romagna, la perdita di 6mila posti di lavoro, è proprio questo. A Rimini Ikea
assumerà 250 persone a tempo indeterminato, anzi 40 ne ha già assunte, e altre
150 lavoreranno con vari contratti. Eppure, a causa della burocrazia
(noi siamo pronti!) non possiamo aprire». Per la cronaca sono già 2mila le
persone che hanno fatto i colloqui, per poter lavorare all?Ikea di Rimini. «Ma
se continueremo a non avere l?autorizzazione, e qui arriviamo al secondo
paradosso, nei prossimi mesi dovremo mettere in mobilità i 40 già assunti.
Capite? Prima ancora di aprire il punto vendita. È assurdo». Non è la prima
volta che Ikea accumula ritardi nell?apertura dei propri punti vendita in
Italia. «Ma in certi casi gli ostacoli erano più che prevedibili. Nel caso di
Rimini noi abbiamo costruito il punto vendita e il magazzino (32mila metri
quadrati di superficie totali, è uno dei più grandi Ikea in Italia) nei tempi
che ci eravamo prefissati con la Provincia e il Comune per poter aprire». La
multinazionale, lascia intendere Simone, non a caso è piuttosto preoccupata di
come stanno andando le cose. Per aprire a Rimini Ikea ha speso ben oltre i 70
milioni di euro che conta di incassare nei primi 12 mesi di attività. I conti
non sono ancora in rosso, ma per ora non tornano. E nel frattempo la
concorrenza si sta attrezzando per far fronto al colosso svedese. «Ma noi siamo
felici che il Mercatone uno e altre aziende nel settore dell?arredo aprano
vicino a noi. La concorrenza ha sempre fatto bene, è di stimolo. E a Rimini c?è
un?ottima concorrenza». I competitor Ikea li aveva messi in conto. I tempi
della burocrazia no, non li aveva previsti. Manuel
Spadazzi
( da "Nazione, La (Firenze)" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
CRONACHE pag. 20 Rincarate
tutte le tasse e le tariffe Che batosta per le nostre tasche FIRENZE UNO STUDIO
DELLO SPI-CGIL RILEVA LE VARIAZIONI 2003-07 ? FIRENZE ? VA ALL?ADDIZIONALE
Irpef il record di aumento negli ultimi anni. Dal 2003 al 2007, secondo
un?indagine di Spi-Cgil Toscana, presentata ieri al Palacongressi di Firenze,
il gettito dell?addizionale comunale Irpef ha compiuto un balzo in avanti di
quasi il 63%. Aumenti consistenti anche per la Tarsu (+28,3%), e la Tosap-Cosap
(+18,7%). Nel complesso, nell?ultimo quinquennio le entrate tributarie ed
extratributarie dei Comuni toscani, al netto dei fenomeni di esternalizzazione
e delle operazioni dello Stato sulla contabilizzazione della compartecipazione
Irpef, sono cresciute del 16,2%, molto di più dei tassi di inflazione rilevati.
Con molte differenze, peraltro, da provincia a provincia. A Siena l?incremento
ha superato il 30%, contro il 2,8% in più di Grosseto. Di conseguenza, una
famiglia di due persone, con reddito annuale di 25mila euro, che vive in
( da "Sole 24 Ore, Il" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: GALILEO GALILEI data: 2008-11-25 - pag: 30 autore: La proposta del
Gruppo 2003. Come cambiare Un'agenzia di ricerca per l'Italia La «peer review»
al centro di un progetto che permetta di finanziare il merito Si terrà oggi
alla Camera dei deputati un incontro tra ricercatori, rappresentanti delle
Agenzie europee per la ricerca, l'università, del Cnr, dell'Iit e
dell'industria dal titolo «Ricerca, è ora di cambiare», durante il quale il
Gruppo 2003 – l'associazione che raccoglie dal 2004 i ricercatori italiani più
citati al mondo nella letteratura scientifica secondo gli elenchi messi a punto
dall'Institute for Scientific Information di Philadelfia – lancerà la proposta
per l'Airs, l'Agenzia italiana per la ricerca scientifica. Tra i firmatari
della proposta Silvio Garattini, Tommaso Maccacaro, Pier Mannuccio Mannucci,
Alberto Mantovani, Luigi Nicolais, Giorgio Parisi e Guido Tabellini.
Discuteranno la proposta Luciano Maiani, presidente del Cnr, Claudio Bordignon,
del consiglio scientifico dell'European research council, Pierre Glorieux,
direttore dell'unità di ricerca dell'Agence d'évaluation de la recherche et de
l'enseignement supérieur, Alberto Sangiovanni Vincentelli, direttore
dell'Electrical Engineering and Computer Sciences College of engineering di
Berkeley, Enrico Decleva, rettore dell'Università Statale di Milano, Vittorio
Grilli, presidente dell'Istituto italiano di tecnologia, Sergio Dompé,
presidente di Farmindustria, Ferruccio Fazio, sottosegretario di Stato per il lavoro,
la salute e le politiche sociali, Piero Sierra presidente dell'Associazione
italiana per la ricerca sul cancro e il deputato Walter Tocci. Cambiare la
rotta della ricerca in Italia. è questo l'obiettivo che si pone il Gruppo 2003,
che sostiene che in fondo basterebbe poco per imprimere un forte cambiamento di
rotta agli interventi per la ricerca nel nostro Paese. Occorrono nuovi e decisi
investimenti, lo hanno riconosciuto esponenti di questo e dei passati Governi,
ma l'intervento più urgente e di sicuro effetto è quello relativo al modo in
cui i progetti sono valutati e i fondi vengono spesi. Anziché polverizzare i
finanziamenti ed assegnarli senza peer-review – e in alcuni casi addirittura
secondo criteri personalistici – potrebbe essere finalmente seguito l'approccio
che da tempo premia all'estero le migliori università e i migliori centri di
ricerca: quello fondato sul merito, sui risultati – valutati con tempestività e
obiettività – e sull'impiego di fondi per la ricerca che siano certi ed erogati,
nel tempo, con regolarità e affidabilità. Già il senatore Ignazio Marino aveva
lanciato un'iniziativa importante lo scorso anno, volta all'impiego del peer
review per selezionare progetti di ricerca sottomessi da ricercatori sotto i
quarant'anni. I vincitori dei grants da 500mila euro sono stati annunciati il
21 novembre. è un esempio di iniziative che si possono prendere a livello
parlamentare e perseguire facendo diventare il peer review e la valutazione
seria e trasparente l'unico strumento di erogazione dei finanziamenti pubblici.
Il bando verrà ripetuto anche quest'anno per i fondi del ministero della Salute
(34 milioni) mentre sembra che si vogliano lasciar cadere i 48 milioni di
competenza del ministro Gelmini. Oggi Silvio Garattini, a nome del Gruppo 2003,
proporrà di istituire l'Airs, Agenzia italiana per la ricerca scientifica. Si
tratta di contrapporre l'attuale sistema molto burocratizzato e frammentato con
una struttura capace di amministrare in modo agile e flessibile la ricerca
scientifica italiana nel suo insieme, stabilendo e incentivando adeguati
rapporti con la ricerca europea e internazionale. Pur non volendoentrare nei
problemi di governance, l'Airs deve essere una struttura che semplifica i
rapporti fra le risorse messe a disposizione dal Governo e tutti i soggetti che
ne possono usufruire. Sana competizione sulla qualità della ricerca,
meritocrazia e affidabilità devono essere le parole chiave su cui si regge la
nuova Agenzia che dovrebbe essere realizzata con grande urgenza, date le condizioni
disastrose in cui versa la ricerca italiana. In questo senso è chiaro che
dovrebbero essere abolite, in modo graduale, tutte le leggi speciali
accumulatesi nel tempo che assegnano fondi a istituzioni di ricerca senza
adeguati sistemi di referaggio, che comunque dovrebbero passare attraverso
l'Airs. In particolare è urgente attirare i giovani nella ricerca scientifica
garantendo un futuro a chi mostra adeguate capacità. La nuova Agenzia deve
permettere alle organizzazioni scientifiche di poter programmare con fiducia,
avendo certezze, sui tempi dei bandi di concorso, sulla disponibilità delle
risorse, sulla continuità dei programmi. è importante che l'Airs non sia
un'altra struttura che si aggiunge alle tante già disponibili, ma sia un Ente
di coordinamento e gestione ove far confluire, in un unico canale, tutte le
risorse disponibili a supporto della ricerca.L'attuazione di queste legittime
ambizioni della parte più attiva della comunità scientifica richiede una forte
volontà politica orientata al cambiamento. «Il problema non è tanto disegnare
una o più strutture che governino la valutazione e l'erogazione dei
finanziamenti alla Ricerca – sostiene Garattini – né, tanto meno, individuare
nuove metodologie. All'estero ci sono numerosi ed efficaci modelli da imitare:
si tratta di importare in Italia... "l'acqua calda". Ma questo è il
punto più difficile, perché occorre scardinare privilegi, burocrazie,
clientelismo e rendere realmente indipendente la valutazione e l'erogazione dei
finanziamenti dai meccanismi dei ministeri e della Politica. A quest'ultima
spetta invece, in modo sovrano, il ruolo di dare gli indirizzi e identificare
le risorse attribuibili alle varie aree strategiche per la Ricerca del Paese».
Pier Mannuccio Mannucci, presidente protempore del Gruppo 2003, sottolinea che
«abbiamo pensato di proporre uno strumento agile e snello che gestisca tutti i
fondi della ricerca, oggi sparsi in mille rivoli, attraverso il metodo usato da
tempo all'estero:quello della peer review che consiste in una valutazione del
merito, anonima, terza e indipendente». Aggiunge Maccacaro, presidente eletto
del Gruppo 2003: «Il nostro Paese ha fino a oggi inteso la meritocrazia in una
logica "additiva", contando di poter dare ai bravi senza
ridimensionare i meno bravi. Così non può essere! Soprattutto oggi, nel
contesto economico in cui viviamo e vivremo, dobbiamo dimenticarci di poter
solo distribuire, ma dobbiamo altresì pensare seriamente a come ridistribuire
le risorse: un salto culturale che da noi sembra una vera e propria
rivoluzione». Ar.M. SCOPRIAMO L'ACQUA CALDA Garattini: «Rendere indipendente la
valutazione con criteri internazionali, per eliminare privilegi, burocrazia e clientelismo» CONTRASTO Silvio Garattini SPL
Incisione dell'orologio a pendola disegnato da Galileo apparsa sul «Great
Astronomers» del 1895 di Sir Robert Ball.
( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Martedì
25 Novembre 2008 Chiudi UN PROGETTO AMBIZIOSO SI E' ARENATO PER COLPA DELLA
BUROCRAZIA
( da "Tempo, Il" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
stampa Mentre il
ministro Giulio Tremonti interveniva all'assemblea ... Mentre il ministro
Giulio Tremonti interveniva all'assemblea delle casse rurali per affermare
l'esigenza di non modificare la legge finanziaria durante la discussione
parlamentare (evitando ogni "assalto alla diligenza"), una conferma
della fragilità del sistema economico nazionale veniva dai dati diffusi
dall'Economist Intelligence Unit, per il quale l'Italia si piazza solo al
quarantesimo posto della classifica globale della competitività, battuta
perfino dalla Tailandia. A spingere tanto verso il basso l'Italia è la scadente
qualità del nostro fisco: troppo gravoso, confuso, centralizzato. Un tale
sistema d'imposizione scoraggia le imprese ad investire e proprio per tale
motivo è così raro che le grandi multinazionali decidano di venire da noi. Non
c'è da stupirsi, insomma, se per quel che riguarda il regime fiscale siamo
inchiodati in ultima posizione in Europa. Oltre al fisco, ovviamente, pesano
altri fattori: un'università eccessivamente chiusa in se stessa e nelle sue
baronie (lontana, quindi, dalle imprese e dai loro interessi); una burocrazia asfissiante; una legislazione barocca e orientata a regolare
ogni minuzia. Nel gioco competitivo tra aree economiche e sistemi giuridici,
l'Italia esce insomma molto male e non c'è da stupirsi se molti preferiscono
andare altrove. I dati dell'Economist sono sconfortanti, ma in fondo confermano
quanto altri autorevoli centri studi hanno scritto nei mesi scorsi.
Basti ricordare che da noi le imprese sono costrette a destinare agli obblighi
fiscali ben 360 ore (contro le
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del
Mezzogiorno - LECCE - sezione: LECCE - data: 2008-11-25 num: - pag: 7
categoria: REDAZIONALE Vertice e documento unitario Caso New Holland, strategia
anti-crisi LECCE — «Lenire il più possibile il dolore di questa crisi
congiunturale che non colpisce un solo settore, ma tutto il Salento». Così
Sergio Calò, segretario provinciale dei metalmeccanici aderenti alla Fim-Cisl,
sintetizza l'incontro di ieri nella sede di Confindustria Lecce tra forze
sociali e datoriali. Il tema dell'incontro è la crisi della finanza mondiale e
la recessione economica globale che stanno producendo pesanti conseguenze anche
a livello territoriale, prima tra tutte la programmata cassa integrazione alla New
Holland del gruppo Fiat di Lecce che ha aperto una procedura di cassa
integrazione per 390 dei 430 lavoratori. «Di fronte alla difficile situazione
del settore - si legge in un comunicato unitario firmato da Confindustria Lecce
e dalle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil insieme con quelle di
categoria – è indispensabile discutere sul delicato momento, ma soprattutto per
identificare il percorso migliore che possa consentire il superamento della
crisi e la ripresa della produzione». Le forze in campo hanno stilato un
documento programmatico che prevede sei proposte per allontanare la crisi:
consolidamento finanziario delle imprese al fine di poter liberare risorse da
destinare alla gestione corrente; rafforzamento dei confidi chiamati a
sostenere le imprese nell'accesso al credito; immediata cantierizzazione di
opere pubbliche già previste; snellimento della burocrazia; spesa dei fondi strutturali
e snellimento dell'iter di programmazione e spesa dei fondi comunitari;
gestione della crisi con tavoli di lavoro con le aziende del settore
metalmeccanico per proseguire con quelle del settore del tessile. La
task force insiste sulla necessità di avviare un percorso condiviso, sia con le
imprese sia con istituzioni ed enti previdenziali, per contribuire, da un lato
a gestire la crisi e porre concrete basi per la ripresa del trend di crescita
del metalmeccanico, dall'altro a sostenere il reddito delle famiglie dei
dipendenti, anche mediante eventuali anticipazioni. N. D. Lo stabilimento New
Holland di Lecce
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del Mezzogiorno
- SALERNO - sezione: SALERNO - data: 2008-11-25 num: - pag: 6 categoria:
REDAZIONALE Archeologia, la proposta Paestum come Pompei: ora divenga autonoma
di GIUSEPPE LIUCCIO Il futuro del turismo in Campania è nei beni culturali,
perché ne consentono la qualificazione, la diversificazione e, soprattutto, la
destagionalizzazione dell'offerta. In quest'ambito l'archeologia sollecita ed
attira una consistente nicchia di mercato. Le nostre aree archeologiche più
conosciute sono, fuori dubbio, Pompei e Paestum, che hanno popolato
l'immaginario collettivo nazionale ed internazionale. E le centinaia di
migliaia di visitatori stanno a testimoniarlo. Però, mentre Pompei può contare
su una sovrintendenza autonoma e gode di giustificata concreta attenzione dei
pubblici poteri, Paestum non dispone di analoghi riconoscimenti. Eppure, senza
voler fare sciocche graduatorie, Paestum è testimonianza di più fecondo
meticciato di cultura con le diverse e ricche stratificazioni di Greci, Lucani
e Romani. Perché non dotarla, allora, di una Sovrintendenza Archeologica
Autonoma? La proposta si giustifica perché: 1)La ricchezza storico-archeologica
del territorio va ben oltre le note cartoline del Museo e dei Templi Dorici; si
espande per l'intera pianura e trasmigra su per le colline dell'antica kora,
dove siti di conclamato rilievo aspettano di essere immessi nei circuiti della
fruizione in feconda sinergia con la città dissepolta;2) Paestum è al centro di
un'area, che, nell'antichità fu teatro della grande storia: la Picentia etrusca
da un lato, Velia dall'altro, i Volcei ed i Lucani che dall'interno premevano
per uno sbocco al mare;3)Dal mare partirono le strade di penetrazione verso
l'interno ad animare traffici e commerci verso Sibari e Metaponto a
collegamento del Tirreno con lo Ionio; 4)Tante «isole» archeologiche che
stentano a diventare «arcipelago» in una feconda interconnessione per ridurle
ad unità di disegno strategico storico-politico-economico, ipotizzato e
realizzato dai nostri Padri, un modello che, opportunamente aggiornato, è
valido anche per noi;5) Una Sovrintendenza Autonoma,
affrancata dai vincoli asfittici della burocrazia centrale, potrebbe far esplodere nel territorio a sud di Salerno
iniziative di straordinaria valenza, in grado di innescare un meccanismo
virtuoso di turismo culturale con una positiva ricaduta di immagine e
conseguenti attività economiche. Mi auguro che questa mia provocazione
venga colta e dibattuta.
( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Martedì 25 Novembre
2008 Chiudi di MAURIZIO DI BIAGIO La scia lunga di dolore per i fatti della
scuola piemontese scuote tutto lo stivale. I ragazzi dell'Istituto liceale
"Milli", che hanno spedito una lettera di cordoglio ai familiari
dello studente morto sotto le macerie, è stato ricordato con due minuti di
silenzio, seguiti dalla commemorazione del dirigente scolastico Di Giannatale.
«Vogliamo una scuola meno monumento e più funzionale, a misura di studenti» è
il commento della vicepreside Carolina Di Ferdinando, quando interviene sul suo
istituto datato ormai come la stragrande maggioranza delle scuole nel centro
della città: «I problemi qui vengono dalle infiltrazioni nell'aula magna». Che
sono poi gli stessi grattacapi in cima alle preoccupazioni dei dirigenti della
Provincia di Teramo. La Consulta provinciale degli studenti «denuncia lo stato
di fatiscenza in cui si trovano le scuole della provincia di Teramo». Per ciò
che riguarda il patrimonio edilizio scolastico, nel rapporto Ecosistema Scuola
2008, stilato da Legambiente, Teramo non fa certo una bella figura: è 42ima su
50 realtà esaminate. Dai dati incrociati forniti dal Comune e dalla Provincia,
si evince che le scuole superiori, materne ed elementari, non sono tra quelle
che «mettono a disposizione servizi utili, con gli edifici scolastici nelle
migliori condizioni di sicurezza ambientale e che realizzano pratiche
ecocompatibili». E, sopratutto, nella graduatoria del rischio che prende in
esame livello di attenzione sulla qualità dell'edilizia scolastica, Teramo è
nel gotha delle città con "problemi maggiori" (13.ma su 88). «Meno
soldi ai concerti per bandiere blu e più certezza» è lo slogan del consigliere
provinciale Pdl Carlo Taraschi, che portò diverso tempo fa all'attenzione
dell'aula un'interrogazione in merito. Ma ciò che lo preoccupa è che «in questi
edifici non vi sia l'adeguamento sismico». Ma se si deve individuare un anno da
cui sono davvero iniziati i problemi, «quello è certamente il 2003: periodo in cui i finanziamenti nazionali e regionali si sono
drasticamente ridotti» mette in chiaro il dirigente provinciale del settore
edilizia Domenico Di Giovannantonio. «Mentre i 500 mln di euro di finanziamento
nazionale si perdevano nei meandri della burocrazia- accusa Cittadinanza Attiva-. E intanto due scuole su tre non
sono sicure».
( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Martedì
25 Novembre 2008 Chiudi Qualche volta la burocrazia riesce a
superare se stessa. Abbattendo tempi ed ostacoli che allungano a dismisura le
attese dei cittadini. Così è stato per le due famiglie, una italiana e l'altra
marocchina, che da venti giorni hanno avuto in consegna le case popolari di via
Betti nella zona Peep ma che erano ancora senza energia elettrica. Ieri mattina, i tecnici dell'Enel
si sono presentati sul posto per installare i misuratori di energia elettrica e
collegarli al cavo interrato che era stato già posato dallo scorso mese di
marzo. Secondo l'Autorità dell'energia, i tempi per l'allaccio dei misuratori
elettrici alla rete non debbono superare i sessanta giorni lavorativi. L'Enel,
in questo caso, ne ha impiegati dieci. Ma, allora, perché tanto ritardo nella
fornitura dell'energia elettrica? A spiegare il motivo è la direzione della
zona Enel. Che si scrolla di dosso il fardello delle responsabilità sulla
paradossale vicenda. «L'Enel ha realizzato con largo anticipo i lavori di sua
competenza -dice- Ma mancavano i locali idonei dove posizionare i contatori.
Solo dieci giorni fa il Comune ci ha comunicato che i lavori erano stati
ultimati. Abbiamo potuto completare la nostra opera con largo anticipo rispetto
alle dodici settimane lavorative fissate come tempo massimo». Insomma, l'Enel
ha tenuto fede al suo slogan: "l'energia che ti ascolta". Un po' meno
gli uffici del Comune responsabili dell'agibilità degli alloggi popolari.
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del
25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
CRONACA 25-11-2008
UNIVERSITA' Psicologia: stanziati i fondi per i laboratori II Nella seduta di
ieri del Senato accademico è stata approvata una delibera per il finanziamento
dei laboratori delle facoltà di Agraria, Architettura, Farmacia, Lettere,
Medicina, Scienze e Psicologia. A darne notizia è l'Udu, il sindacato
studentesco particolarmente soddisfatto per il finanziamento ottenuto da
Psicologia. «Quest'ultima facoltà - si legge in una nota - aveva fatto parlare
di sè per la decisione di bloccare i laboratori, già partiti con il resto delle
attività didattiche, in attesa che venisse confermato lo stanziamento dei fondi
per il finanziamento di queste attività. Questo aveva generato perplessità e
smarrimento tra gli studenti, dal momento che il completamento dei laboratori è
condizione necessaria al corretto svolgimento dei percorsi di studio ». Ma la
richiesta di finanziamento della facoltà di Psicologia, insieme alle richieste
delle altre facoltà - spiega l'Udu - è stata accolta per complessivi 45000 euro
a fronte dei 45.600 richiesti dalla preside Perini. «Ci si augura -
sottolineano gli studenti - che ora siano già stati presi i provvedimenti necessari per il reperimento della docenza per garantire la
ripresa dei laboratori nei tempi più brevi possibile così che siano minime le
ripercussioni sul percorso degli studenti. Si ribadisce ancora una volta che
non devono essere gli studenti, componente più debole del meccanismo
universitario, a subire le ripercussioni del funzionamento dell'U- niversità e
della sua burocrazia ».
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Quartu S.Elena
Pagina 1025 Gli altri fiumi. Comune imprigionato dalla burocrazia
I soldi ci sono, ma non s'interviene Gli altri fiumi.. Comune imprigionato
dalla burocrazia --> Un fiume di soldi, ma nemmeno
un intervento avviato. Esistono finanziamenti e progetti, per la messa in
sicurezza di tutti i quattro principali corsi d'acqua che attraversano il
litorale quartese. Nessuno, però, si è ancora concretizzato. Eppure, quanto a
pericolosità, il rio Cuba di Capitana non è certo l'unico. Alcuni anni fa le
acque erano straripate dal rio Foxi, invadendo le case a ridosso della foce. Da
diverso tempo sono a disposizione del Comune un milione e seicentomila euro per
intervenire su questo fiume che, tra l'altro, inquina un ampio tratto di costa.
L'anno scorso l'amministrazione di via Porcu ha ottenuto un altro finanziamento
di centomila euro per progettare un intervento sui rii Sa Tanca e Sa Pispisa che,
all'altezza di Flumini, confluiscono nel rio Su Pau: tutti corsi d'acqua al
centro di disastrose alluvioni risalenti ormai a oltre quarant'anni fa. Con la
solita differenza: invece che i campi, nei paraggi ora ci sono migliaia di
abitazioni. ?Rischio R4 con potenziale perdita di vite umane in caso di eventi
calamitosi?, è la classificazione del rio Geremeas nel piano d'assetto
idrogeologico della Regione: per la messa in sicurezza di questo corso d'acqua,
che segna l'estremo confine tra Quartu e Maracalagonis, sono a disposizione
circa due milioni di euro. «Stiamo arrivando alla definizione dei progetti»,
spiega l'assessore ai Lavori pubblici, Pietro Denti, «purtroppo, per simili
interventi bisogna fare i conti con una miriade di competenze e conseguenti difficoltà
burocratiche: ora stiamo rispondendo alle osservazioni fatte dall'assessorato
regionale all'Ambiente». (g. mdn.)
( da "marketpress.info" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Martedì 25 Novembre
2008 MEDICI DI FAMIGLIA: LA BUROCRAZIA IMPEGNA IL 50% DEL TEMPO AUMENTA IL
LAVORO, LO SPECIALISTA INTERVIENE IN UN CASO SU
( da "marketpress.info" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Martedì 25 Novembre
( da "Virgilio Notizie" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Roma, 25 nov.
(Apcom) - Un'eccessiva burocrazia e lo scorso interesse dimostrato dagli investitori stanno minando
la supremazia britannica nella ricerca sulle cellule staminali: è quanto
pubblica il quotidiano britannico The Independent. Gli scienziati si lamentano
infatti del numero di autorizzazioni necessarie per portare avanti una ricerca
e del fatto che i finanziamenti - più che dalla Gran Bretagna - arrivano
da Stati Uniti e Medio Oriente, con il conseguente rischio che le innovazioni
dei laboratori britannici finiscano all'estero; tanto più che la nuova
Amministrazione guidata da Barack Obama ha manifestato l'intenzione di
privilegiare la ricerca sulle staminali.
( da "Affari Italiani (Online)" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Milano/ Massimiliano
Finazzer Flory sceglie Affari per la sua prima intervista-manifesto. E lancia
un "social network" culturale in salsa meneghina... Martedí
25.11.2008 10:01 Parliamo del degrado di Piazza del Duomo. E' uno dei problemi
più scottanti. Questa città non di rado è sfruttata senza essere risarcita. Mi
riferisco allo sfruttamento che si declina attraverso l'uso di spazi pubblici
da parte di privati che non sono disponibili a riconoscere i segni, i simboli e
la storia di cui sono composti questi spazi. Non si può andare avanti così. Gli
spazi pubblici sono tali perché consentono a tutti di avere uguale sovranità.
Noi, a differenza del passato, elaboreremo un progetto: se il privato vuole può
integrarsi in questo progetto. Nel passato invece il pubblico è stata la ruota
di scorta del privato, ma ora questa macchina economica ormai è ferma, non ha
più strade, non ha più benzina, non ha più mete. E' giunta l'ora di riappropriarci
degli spazi pubblici. Veniamo alle linee guida del suo programma culturale.
Sono due: la formazione e l'informazione. Dobbiamo raccontare Milano nei luoghi
nei quali la città è sorta e si è rappresentata. Uno degli spazi che voglio
valorizzare sarà il museo archeologico. La Milano imperiale, romana, va
riscoperta agli stessi milanesi. Poi si dovranno coinvolgere le famiglie, in
particolare quelle che hanno figli, collaborando con il mondo delle scuole. Mi
piacerebbe che fuori da ogni museo ci fosse questa scritta: "L'idea che
abbiamo di un museo dipende dall'esperienza che abbiamo avuto da bambini".
Se noi prendiamo sul serio questo slogan, possiamo fare una politica culturale
concreta. Entro breve ci sarà la comunicazione di tutti i musei, i teatri e le
biblioteche milanesi, che verranno dotati di gonfaloni e indicazioni anche
toponomastiche in grado di orientare i flussi turistici presso i siti
culturali. Domanda più personale. Come ha affrontato questi primi 30 giorni? Il
mio atteggiamento direi che è stato "cristiano", che affronta con
serenità interiore un ambiente non facile. Un ambiente che va attraversato con
grande senso di sacrificio, assumendo su di sè responsabilità importanti. Ho
avuto fino ad oggi un doppio passo: etica e fatti. Ci sono dati concreti: in
meno di un mese ho avuto più di 60 appuntamenti, intervenendo in 20 conferenze,
e attivando un gruppo di lavoro interno all'assessorato per
arrivare a una riforma per una burocrazia al servizio della cultura e non viceversa. Lei ha anche
un'intensa produzione intellettuale. La manterrà? Non rinuncio ai miei studi,
alla mia recitazione, a scrivere. Se lo facessi, rinuncerei a quella parte di
me che mi permette di rimanere autonomo rispetto a decisioni pubbliche molto
complesse e spesso controverse. Come ha trovato il suo assessorato?
Quello che ho trovato è stato un assessorato usato spesso come un bancomat o
una mucca da mungere. Non di rado la redistribuzione delle risorse rischiava di
essere assistenzialistica e incapace di finalizzare progetti condivisi. Io
intendo chiudere quest'epoca: si finisca con l'assistenza passiva e si passi
alla produzione attiva. Chiudiamo con uno slogan per il suo assessorato. Faccio
mia una frase di Albert Camus: "C'è la bellezza e ci sono gli umiliati.
Qualunque difficoltà presenti l'impresa, non vorrei mai essere infedele né ai
secondi né alla prima". < < pagina precedente
( da "Denaro, Il" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Napoli
Burocrazia snella a San Giorgio Da ieri i cittadini di San Giorgio a Cremano
possono ottenere certificati anagrafici con pieno valore legale non soltanto
presso gli uffici comunali o i "totem" sparsi in città, ma anche
negli uffici postali della città e dei comuni limitrofi. Il sindaco Mimmo Giorgiano è stato
il primo cittadino in tutta Italia ad ottenere un certificato grazie a questa
importante innovazione tecnologica presso l'ufficio postale centrale di via
Bachelet. Erano presenti al lancio del progetto anche il vicesindaco ed
assessore alle nuove tecnologie Giorgio Zinno, il dirigente del Settore Urp,
Comunicazione e Nuove Tecnologie del Comune, Alfonso Raho, il dirigente del
settore Napoli Est di Poste Italiane, Tommaso Di Carlo. 'E' partito, così, il
progetto "Timbro Digitale", realizzato grazie ad una sinergia con
Poste Italiane, che vede San Giorgio a Cremano quale città capofila in tutta
Italia. "I cittadini sangiorgesi spiega il sindaco Mimmo Giorgiano -
possono richiedere certificati ufficiali di competenza del Comune, con tanto di
timbro, negli uffici postali. Alla base della sperimentazione c'è la
disponibilità della Carta Nazionale dei Servizi, consegnata a tutti i
capifamiglia del nostro Comune già alcuni anni fa. Dopo il lancio della CNS e
della connettività wi-fi su tutto il territorio cittadino, con questo servizio
la Città di San Giorgio a Cremano dimostra ancora una volta di essere la città
digitale e dell'innovazione tecnologica". del 25-11-2008 num.
( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del
25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
Sposo clandestino
bloccato in municipio I Carabinieri sono intervenuti poco prima del fatidico
«sì» davanti al sindaco di Maniago Maniago«Questo matrimonio non s'ha da fare»:
la fatidica e minacciosa frase rivolta dai Bravi a don Abbondio nei Promessi
Sposi è tornata ieri di stretta attualità quando, al posto dei due loschi
figuri di manzoniana invenzione, in municipio a Maniago si sono presentati
nientemeno che i tutori della legge, alias i Carabinieri della locale stazione,
che hanno bloccato le nozze giusto in tempo. Ancora pochi istanti e un
marocchino trentenne, clandestino, avrebbe coronato in un sol colpo ben due
sogni: sposarsi con la donna della sua vita una cinquantenne maniaghese e
ottenere, grazie alle nozze, l'agognato permesso di soggiorno in Italia,
preludio alla futura nazionalità che avrebbe potuto acquisire tramite la
cerimonia nuziale.Soltanto che l'uomo non aveva fatto i conti con l'astuzia
degli investigatori, che non lasciano nulla di intentato quando si tratta di far
rispettare le leggi. Prima fra tutte, soprattutto in questo periodo di grandi
polemiche sugli extracomunitari, quella relativa al possesso dei titoli di
soggiorno.Così, non riuscendo a "pizzicare" in alcun modo il giovane
nordafricano, da tempo segnalato in città, i militari dell'Arma hanno
setacciato un po' dappertutto, partendo naturalmente dai locali pubblici e dai
call center.Non avendo ottenuto l'esito sperato, le indagini hanno riguardato
anche la bacheca delle pubblicazioni di matrimonio non è un'ultima spiaggia, ma
una consuetudine - la cui consultazione ha permesso di fare la scoperta tanto
attesa.L'uomo che stavano cercando aveva dato appuntamento ad amici e parenti
alle
( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'INTERVENTO Burocrazia, servono fatti concreti non le solite vuote parole di
Alessandro Zanforlini D'Isanto * Servono fatti non vuote parole. Questo è il
motto che da sempre la Lega Nord Liga Veneta del Polesine ha adottato nel suo
programma politico, specialmente adesso che è forza di Governo, ed è per questo
che i cittadini ci hanno premiato alle ultime elezioni politiche Esempio
emblematico di tutto ciò è la lotta alla burocrazia
ed allo smantellamento degli Enti inutili che il movimento sta portando avanti
da alcuni mesi a questa parte.Lo Stato è governato da una quantità innumerevole
di leggi (più di Inghilterra, Francia, e Spagna messe assieme), talmente
numerose che non si sapeva neppure quante fossero attualmente in vigore. Quando
il ministro Roberto Calderoli fu nominato responsabile del nuovo ministero
(senza portafoglio) per la Semplificazione normativa, molti pensarono ad un
incarico di poca o nessuna importanza, fatto solo per accontentare un potente
alleato politico. Ma, avendo l'onore di conoscere personalmente il ministro
Calderoli ed avendone in passato apprezzato la sua costanza e pervicacia nel
perseguire un obiettivo, non avevo dubbio alcuno che i risultati si sarebbero
fatti attendere in tempi brevi. Nella legislazione italiana sono migliaia gli
esempi di doppioni che nessuno si è mai preoccupato di eliminare; in 150 anni
di storia si sono accavallate norme di ogni tipo che avevano un senso logico se
inquadrate in quel particolare periodo storico. Ci si dimenticava poi di
abrogarle quando non erano più attuali. Alcuni esempi che faranno sorridere ma
che, fino a poco tempo fa, erano una triste realtà: la tassa per la bonifica
dell'Agro Romano, datata 11 dicembre 1878, come se lì ci fossero ancora le
paludi; la norma sui piccioni viaggiatori che disciplinava l'uso dei volatili
per la trasmissione a distanza; la ferrea disciplina, datata 1940 ma ancora
oggi in vigore, per la raccolta e la vendita della camomilla ecc...Per quanti
anni abbiamo sentito il solito politico di turno promettere una
sburocratizzazione della macchina amministrativa, una riduzione delle leggi,
un'abrogazione degli Enti inutili; promesse vane; poi nessuno faceva niente.
Ora finalmente si volta pagina. Quindi fatti non parole.Con il decreto legge n.
122/2008 collegato alla manovra economica, il nuovo ministro ha individuato ben
21.691 leggi operative e, con un'approfondita opera di revisione tecnica, ha
già determinato l'abrogazione di ben 7.043 norme valutate inutili ed obsolete
(più del 30\%). In prospettiva, dopo un'ulteriore pulizia, le Leggi dovrebbero
rimanere poco più di 13.000, per un taglio complessivo del 37\%. Di tutto ciò
ne beneficeranno non solo il singolo cittadino, ma anche le imprese, per le
quali perdere meno tempo sulle scartoffie avrà ricadute paragonabili a sgravi
fiscali.Alcuni esempi:-prevista l'istituzione di un registro unico in
sostituzione del libro paga e del libro matricola, ed i documenti aziendali si
potranno conservare nello studio dei consulenti del lavoro.-l'introduzione di
nuove misure per ridurre gli oneri informativi derivanti dalle norme in materia
di privacy, che gravano in particolare sulle piccole e medie imprese; prevista
l'autocertificazione per i dati non sensibili relativi a particolari condizioni
di salute dei propri dipendenti; la notifica del trattamento dei dati personali
effettuata al Garante attraverso il sito internet del Garante stesso; la
semplificazione del modello per la notifica dei dati personali, che oggi ha ben
86 pagine!!!- semplificata anche la disciplina per l'istallazione degli
impianti all'interno degli edifici, cancellando l'obbligo di conservare la
documentazione cartacea.-liberalizzato il trasferimento di quote delle Società
a responsabilità limitata (srl). Gli atti di cessione, sottoscritti in forma
digitale, non saranno più esclusiva dei Notai.- La creazione, finalmente, di
uno sportello unico per l'Impresa con l'introduzione di strumenti normativi
atti a coronare il sogno, inseguito invano per anni, dell'impresa in un
giorno.- la durata della carta d'identità sarà elevata da
( da "Sicilia, La" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'emblema di una
marginalità Gli edifici scolastici in abbandono sono l'emblema di un sistema istruzione
che nell'opinione pubblica e nella cultura politica rappresenta un fattore
marginale. Negli ultimi anni di magra, per l'emergenza dei conti pubblici, la
scure dei risparmi s'è abbattuta sulla scuola e, in particolare, sulla
ordinaria amministrazione. Di fatto il numero degli insegnanti è cresciuto, gli
stipendi pure (anche se non di molto), mentre i fondi per le infrastrutture si
sono assottigliati. La protezione civile nella sola Sicilia ha già dichiarato
inagibili (per intero o parzialmente) 150 edifici scolastici. Dopo un secondo,
più approfondito esame, il numero potrebbe crescere. Il problema diventerà a
quel punto dove trovare i fondi per la messa in sicurezza di tutte le
strutture. Ma rimane anche - come ha denunciato lo stesso
sottosegretario Bertolaso - una questione-burocrazia: una parte non indifferente dei soldi già stanziati restano non
spesi. E c'è, infine, un dato che attiene alla cultura politica e alla
mentalità collettiva: i beni di tutti, gli edifici pubblici, vengono
normalmente considerati come terreno di nessuno. Salvo ad accorgersi e
pentirsi della «distrazione», quando a pagarne sono vittime innocenti. Come il
giovane Vito, morto al liceo «Darwin» di Rivoli. Se non vogliamo che la scuola
si trasformi in «struttura killer» (materiale e culturale) dobbiamo avere
l'accortezza di dare al problema educativo (che comprende sia il giusto
riconoscimento ai docenti sia la cura dei luoghi dove si svolge la vita
scolastica) la priorità che merita.
( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
L?introito mancato
vale 638mila euro ma l?importo compare egualmente nei conti del Comune L'Ici
abolita "affonda" il bilancio Il sindaco Franceschi confida di
ripianare la situazione con qualche altra entrata CortinaNelle casse del Comune
di Cortina mancheranno 638 mila euro, per l'anno
( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
SALZANO Il nuovo
servizio verrà presto avviato dall?amministrazione comunale Avvocati gratis per
i cittadini SalzanoUn servizio di consulenza gratuita, un punto di riferimento
prima di procedere con una causa legale, uno sportello che potrà aiutare a
districarsi nei vicoli spesso ciechi della burocrazia. Questo il fine del servizio gratuito che l'amministrazione
comunale di Salzano attiverà dai prossimi giorni grazie alla disponibilità di
avvocati volontari che il venerdì sera e il sabato mattina (una volta al mese)
si metteranno a disposizione dei cittadini in difficoltà e che soprattutto non
possono permettersi di andare da un legale perché non hanno i quattrini per
pagarlo. "Abbiamo l'orgoglio di avviare un servizio - afferma nella
conferenza di presentazione il sindaco Alessandro Quaresimin - che si prefigge
una duplice funzione, ossia quella da un lato di dare una consulenza gratuita e
dall'altro di cercare nei limiti del possibile, di aumentare il senso civico
dei cittadini magari evitando, con un'informazione corretta, delle diatribe
giudiziarie che sbocchino in denunce e querele che ingolfano una già malandata
giustizia". ùConcetto questo ribadito anche da Marisa Furlan, presidente
dell'Associazione Decimo Binario che mette a disposizione gli avvocati che
daranno gratuitamente la loro consulenza tanto da essere loro stessi a voler
l'anonimato per non dare adito a malintesi. L'Ordine degli Avvocati vede di
buon occhio l'iniziativa e si limita soltanto a dare una consulenza su come
instradare una problematica per il canale giusto di soluzione. "Non è escluso
che questo progetto pilota - conclude il sindaco - possa essere l'inizio di un
servizio che si allarga ad altri comuni del miranese per venire incontro
all'esigenze di cittadini che sempre più spesso non sanno a che santo
rivolgersi per la soluzione per i loro problemi piccoli o grandi che siano.L.B.
( da "Sicilia, La" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
La Cia lancia
l'allarme «Sgravi contributivi o tracollo delle imprese» Roma. "Migliaia
di imprese agricole rischiano il tracollo se non verranno da subito adottate
misure che permettano sgravi contributivi e la riduzione degli elevati costi
produttivi che oggi comprimono pesantemente le capacità degli
imprenditori". È quanto sollecitato dalla Cia (Confederazione italiana
agricoltori) nell'incontro a Palazzo Chigi tra il governo e le parti sociali.
"I pesanti costi di produzione, gli aumenti degli oneri sociali e delle
assicurazioni, il caro-denaro e il difficile accesso al credito bancario, il
crollo dei prezzi praticati nei campi e l'opprimente burocrazia - segnala la Cia - stanno
mettendo in ginocchio le aziende, molte delle quali ora producono addirittura
in perdita". Oltre alla chiusura di aziende, specie quelle che operano in
zone di montagna e aree svantaggiate, si verificherà un "taglio"
netto delle nostre produzioni agricole e con la conseguente invasione dall'estero.
I risultati sarebbero due: "acquisteremo prodotti di qualità scadente e
forte impennata dei prezzi per i consumatori. Non solo. Il settore vedrà
diminuire l'occupazione e il calo produttivo determinerà una flessione del
nostro export agroalimentare, oggi fiore all'occhiello del made in Italy di
qualità", tuona la Cia. La Cia ribadisce le proposte che sono state alla
base della mobilitazione che, sotto lo slogan "Ora i fatti. Gli
agricoltori chiedono misure immediate ed efficaci", si è sviluppata nelle
scorse settimane in tutto il Paese. Iniziative che avevano un preciso
obiettivo: richiamare l'attenzione sulle pressanti questioni agricole e
l'esigenza di individuare un progetto nuovo che, finalmente, conduca il settore
sul sentiero dello sviluppo e della competitività. Per la Cia, quindi, è
importante non solo la proroga degli sgravi contributivi Inps e il ripristino
del Fondo di solidarietà contro le calamità naturali e dei finanziamenti per il
Piano irriguo, ma anche interventi di carattere straordinario a sostegno delle
imprese. A tal proposito, la Cia afferma l'esigenza dell'accisa zero per il
gasolio, della riduzione al 4 per cento fino a tutto il 2009 dell'aliquota Iva
sui carburanti e dal 20 al 10 per cento dell'Iva sul vino, di fissare al 4 per
cento l'Iva sulle nuove strutture realizzate nell'ambito dei Piani di sviluppo
rurale e di ridurre del 50 per cento le aliquote Iva relative all'acquisto dei
beni.
( da "Mattino, Il (Salerno)" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
ELIO SCRIBANI C'è un
modo nuovo e più efficace, quest'anno, per dire no al racket delle estorsioni: chi
vuole, infatti, potrà fare gli acquisti di Natale scegliendo di sostenere i
commercianti che non pagano il pizzo alla camorra. L'elenco dei negozianti
(circa 150) sarà consegnato venerdì al cardinale Crescenzio Sepe e poi sarà
messo a disposizione dei consumatori, che, così, sapranno dove si può spendere
la tredicesima senza favorire i clan. I negozianti selezionati, che esporranno
un logo («pago chi non paga») sulle loro vetrine, devolveranno, inoltre, una
parte (0,25 per cento) degli incassi di Natale ai volontari che si occupano dei
piccoli degenti del Santobono. È questa la principale novità emersa dai lavori
della quarta assemblea delle associazioni anti-racket svoltasi all'hotel
Mediterraneo alla presenza del sottosegretario all'Interno, Alfredo Mantovano.
L'altra novità sono le sanzioni, annunciate dallo stesso Mantovano, che saranno
previste per gli imprenditori titolari di appalti pubblici che non denuncino il
pizzo: perderanno l'appalto in corso e, inoltre, non potranno averne altri per
almeno tre anni. Con il consulente anti-racket del Comune, Tano Grasso, e la
coordinatrice delle associazioni, Silvana Fucito, erano presenti il sindaco
Iervolino, il prefetto Pansa, il questore Puglisi, il generale dei carabinieri
Mottola, il vicario episcopale don Gaetano Romano, la vice presidente di
Confindustria, Cristiana Coppola, il commissario straordinario anti-racket,
Giosuè Marino, e il sindaco di Ercolano, Nino Daniele. Introdotto da Tano
Grasso, il primo a salire sul palco è stato Massimo Noviello. La voce rotta
dalla commozione, Noviello ha parlato di suo padre, Domenico, un imprenditore
ucciso dal clan dei casalesi perchè sette anni prima aveva denunciato i suoi
taglieggiatori. «Saprei raccontare la rabbia - ha detto - ma non il mio dolore,
mio padre non era un eroe, ma un uomo che amava la famiglia, un uomo che non ha
voluto piegarsi al ricatto e ha scelto di morire libero». Un brivido. Mantovano
ha aggiunto una notizia, e ne è seguito un altro brivido. «Sono mesi - ha
rivelato il sottosegretario - che il prefetto della regione dove Noviello si è
trasferito cerca di trovargli un lavoro». «E non ci riesce - ha precisato -
perché i datori di lavoro si tirano indietro». È cominciata così, con
un'emozione di solidarietà e un'altra di sdegno, l'assemblea che ha poi messo
in fila una serie di impegni e promesse per una più efficace lotta al racket.
Ha parlato la Fucito, che ha elencato cifre confortanti in fatto di denunce e
di processi ed ha annunciato, tra le nuove iniziative, anche la prossima
nascita di un'associazione anti-racket al Vomero. Ha parlato il sindaco
Iervolino, che, ricostruendo il difficile percorso già compiuto, ha attribuito
il successo delle associazioni non solo al coraggio dei commercianti, ma anche
allo spirito profondo di amore per la legalità che, a suo giudizio, ancora
trova posto nel cuore dei napoletani. «Solo rafforzando le strutture che
combattono il racket - ha precisato il sindaco - avremo più speranza e fiducia
nel futuro». E al concetto di legalità si è rifatto anche don Gaetano Romano,
che, da parroco di frontiera a San Giovanni, ha visto nascere i primi semi
della rivolta che avrebbe poi portato tanti commercianti a denunciare i
taglieggiatori. «Ci riproponiamo - ha detto don Gaetano - di rieducare alla
legalità, partendo dal catechismo dei bambini per approdare agli oratori
parrocchiali destinati, invece, agli adulti». Attesissima la relazione della
vice presidente di Confindustria, Cristiana Coppola, che ha confermato la ferma
intenzione degli industriali di schierarsi dalla parte di chi non paga il pizzo
e di sanzionare chi lo paga, a tutto vantaggio delle imprese sane, dello
sviluppo economico e di un mercato non più inquinato dalla camorra.. Fuori del
coro l'intervento di un imprenditore taglieggiato. Si chiama Angelo Antonio
Iodice. Ha accusato la burocrazia di vanificare l'azione delle istituzioni. «Si parla di
solidarietà - ha denunciato Iodice - ma io, da vittima del racket, sono
diventato vittima delle banche». Lo ha rassicurato, chiudendo i lavori, il
sottosegretario Mantovano. «Stiamo cercando di adeguare la legislazione - ha
detto - mentre il disegno di legge all'esame del Senato conferirà
maggiori poteri ai prefetti per prevenire l'infiltrazione nei cantieri e
istituirà un albo di amministratori per la gestione di aziende sequestrate alla
mafia».
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 25-11-2008)
Argomenti: Burocrazia
E il cellular-killer
non è proprio un oggetto semplice, per progettarlo e costruirlo ci vogliono
tecnici, ci vuole un laboratorio: e la camorra li ha. Vuol dire che la camorra
lavora con costanza e pazienza a «migliorarsi», a modernizzarsi, a evolversi.
Anche coloro che perseguono la criminalità sono messi in grado di fare lo
stesso? Anche gli investigatori godono di grandi quantità di denaro da
investire in tecnologia e ricerca di nuovi metodi di indagine? Domande inquietanti,
a cui rispondere di sì non è facile. Probabilmente la camorra ha già preso atto
di molte novità, e si sta attrezzando per cambiare faccia e tattica;
probabilmente la camorra, dopo i successi dello Stato, sta già lavorando per
reinventarsi. La camorra è un'impresa, e usa i suoi capitali per l'innovazione:
investimenti finanziari «legali», contiguità con le
burocrazie amministrative e politiche; e se può fabbricare il
cellulare-pistola, potrebbe controllare telefoni e computer, accedere a banche
dati e agire sulla Borsa, e che altro? La camorra ha già nel suo Dna tutto
questo, adopera già esperti di informatica, economisti, teste pensanti.
Ma può perfezionarsi ancora di più, adeguarsi alla crisi economica,
modernizzarsi ulteriormente. E noi? Noi, la maggioranza, quelli che vorrebbero
per i propri figli la vita e non la semi-vita o la morte, possiamo restare
svegli, e attenti. Non è vero che si scrive troppo di camorra, o se ne parla
troppo, o che chi scrive deve ritornare alla contemplazione delle gouaches del
'700, del sole e del mare: il fatto è che spesso si parla di camorra
scioccamente, superficialmente, come di un fenomeno folcloristico, un filmone
hollywoodiano pulp dove tutti parlano in dialetto e sono sanguinosamente
pittoreschi: ma questa camorra, che pure esiste, è forse già un'immagine
invecchiata, incapace di illuminare la realtà. Dopo la lucida analisi di
Saviano sull'economia camorristica, pensare di tornare alla bugia folcloristica
sarebbe un suicidio o una insopportabile forma di estetismo da gagà.
L'immaginazione camorristica lavora per il male futuro: l'immaginazione onesta
deve accettare la sfida, e usare non solo l'utilissima repressione, ma anche
immaginare una vita e una società diverse, dove sia difficile per il crimine
prosperare. A noi tocca la cosa più difficile, ci tocca immaginare il bene.
Giuseppe Montesano