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tARTICOLI DEL 24-30 settembre
2008 #TOP
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Articoli
Burocrazia (97)
Assessore e minoranza in Regione per il Piano
( da "Eco
del Chisone" del 24-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia non fossilizzi l'iter del nostro Piano. Sono convinto che se l'Amministrazione lusernese avesse operato prima a livello politico, i tempi sarebbero stati più brevi. Ma adesso recriminare non serve: bisogna agire". Fiduciosa anche Carla Michialino: "Con i funzionari si è aperto un dialogo proficuo che ci porterà alla presentazione del progetto preliminare del nostro Piano"
I
residenti del centro: ripristinare la Ztl In Campidoglio confronto fra sindaco,
associazioni, municipio e il delegato Gasperini
( da "Unita,
L'" del 24-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: servirà per snellire la burocrazia su rilasci e sanzioni. Idem per il piano del traffico, in dirittura d'arrivo secondo l'annuncio dallo stesso sindaco Alemanno. Previsti anche, tra i tanti regolamenti da scrivere enunciati da Gasperini (nuovo regolamenti contro l'inquinamento acustico, per l'illuminazione con Acea, per l'uso delle piazze del centro storico e per i set cinematografici)
Tra
escamotage e burocrazia quelle che ce l'hanno fatta
( da "Unita,
L'" del 24-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Al
tavolo delle grandi spie il gioco più bello del mondo
( da "Unita,
L'" del 24-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: anime dimenticate che le burocrazie militari abbandonano in posti remoti per poi dimenticarsene per anni. Inoltre - sia pur non dandolo troppo a vedere - era matto e viveva in una sorta di bolla segreta tutta sua, una condizione che nel mondo degli agenti segreti, esattamente come un supervirus in un ospedale, è endemica, difficile da individuare e ancor più difficile da eliminare.
<Vacanze,
concorrenza sleale> ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 24-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: LE INCOMBENZE Burocrazia, controlli, fisco, sicurezza, prevenzione incendi e via elencando, senza dimenticare l'ultima incombenza, le nuove regole per la classificazione degli hotel. "Ben diverso appare il quadro che si riferisce alle strutture complementari.
Finta
autobomba, il lungo iter per il risarcimento
( da "Gazzetta
di Parma (abbonati)" del 24-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: in cui però a complicare le cose interviene pesantemente il fattore burocrazia, che dilata i tempi e non garantisce l'esito positivo. Quanto al fatto che l'auto (forzata e quindi accessibile) non è stata rimossa, alla polizia spiegano che si è preferito non farlo perché i relativi costi (carro attrezzi e deposito) li avrebbero dovuti addebitare al proprietario.
Interventi
e Repliche ( da "Corriere del Mezzogiorno"
del 24-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: E con una limitata burocrazia. Era l'inveramento, in una certa misura, degli studi sul razionale assetto territoriale della Campania della cultura urbanistica dei Piccinato, dei Rossi Doria-Novacco e dei Compagna. Ma prevalsero i piccoli e fortissimi interessi campanilistici e la miopia e la grettezza della classe politica.
E'
noto che il tasso di illegalità tenda a crescere nei periodi di maggiore
incertezza o ( da "Trentino"
del 24-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: efficienza della burocrazia, infrastrutture, legislazione sul lavoro, tassazione, stabilità politica e di governo, disponibilità ed accesso del credito bancario, legislazione fiscale, formazione professionale e corruzione. Detta con parole più efficaci, il punto è che l'opacità dei sistemi istituzionali o la loro corruzione arricchisce chi la pratica ed impoverisce chi la subisce:
I
Giovani: Militarizzare la regione
( da "Denaro,
Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Dobbiamo difenderci dalle organizzazioni criminali, ma anche dalla burocrazia, che è un'altra forma di criminalità. Non devo difendermi se per avere una concessione edilizia ci ho messo tre anni e mezzo? Se la gestione dei fondi Ue è stata un fallimento e non ha portato vantaggi al territorio in cui investo?
Cancellata
la commissione edilizia ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)"
del 24-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia in Comune. Le pratiche affidate ad un tecnico CordenonsEntro la fine dell'anno la vecchia commissione edilizia non esisterà più. O meglio, sarà convocata soltanto per discutere il parere di tutela ambientale. Per tutte le altre pratiche e decisioni sarà competente il responsabile di settore e il capoarea che,
Imprese
manifatturiere, Isae: Fiducia cala ancora a settembre
( da "Velino.it,
Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: e alla burocrazia (dal 2,7 per cento al 3,4 per cento). Aumenta poi la percezione della pressione concorrenziale proveniente da Germania, Francia, Cina e dagli altri paesi europei, rimane invece stabile quella proveniente dagli Stati Uniti. Infine, tra i principali mercati di sbocco, diminuisce il ruolo esercitato dal Regno Unito e dagli altri paesi europei,
Finanziaria:
Gli agricoltori sono tutti contenti. O quasi
( da "Velino.it,
Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: asfissiante burocrazia. Serve, quindi, una netta sterzata per assicurare ai produttori agricoli gli strumenti necessari in grado di favorire lo sviluppo e la competitività". Anche perché "nella manovra economica per il prossimo anno - sottolineano - non c'è traccia della tanto attesa proroga della legge 81/2006 che aveva sospeso,
AGRICOLTURA:
CIA CONTRO NORME IN FINANZIARIA ( da "Basilicanet.it"
del 24-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: asfissiante burocrazia. Serve, quindi, una netta sterzata per assicurare ai produttori agricoli gli strumenti necessari in grado di favorire lo sviluppo e la competitività â?. â??A rendere ancora più¹ critica la situazione per il settore sono i previsti tagli alle voci di spesa per gli interventi agricoli, ai quali si aggiungono quelli annunciati in campo socio-
Il
centro giovani slitta al 2009 ( da "Trentino"
del 25-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: semplicemente una questione di burocrazia: il contributo della Provincia è arrivato molto tardi, in aprile, quando altri progetti erano già stati avviati. Semplicemente non si è arrivati a spendere quei soldi quest'anno. Ciò non vuol dire un blocco dell'iter, ma la volontà di non bloccare quest'anno denaro che non verrà utilizzato.
Ottenuto
l'asilo, diventi un fantasma Cassibile, tra i profughi in balia dei caporali
( da "Unita,
L'" del 25-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: insomma un percorso ad ostacoli fatto di moduli, burocrazia, tempi strettissimi per ragazzi che quasi sempre non parlano una parola di italiano". Ne sa qualcosa Ahyuba che dopo tre mesi aspetta l'esito della sua domanda di asilo. Era un membro del Ufc, la forza di opposizione che nel Togo si batte contro Faure Gnassingbe e i militari.
Lo
sviluppo perduto, cause e prospettive
( da "Sole
24 Ore, Il" del 25-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: semplificare in modo consistente la burocrazia, questa catena che, opinione consolidata presso il mondo imprenditoriale, mette le briglie all'economia e mortifica la peculiarità imprenditoriale costituita dal dinamismo e dalla sua capacità di adattarsi alla rapidità dei cambiamenti imposti dalla globalizzazione.
Ne/
Russia, Medvedev striglia 'Re Mida' Prokhorov
( da "Virgilio
Notizie" del 25-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia debordante, ma non lamentatevi", ha detto secondo il quotidiano The Moscow Times. Poi con una battuta sagace ha continuato: "Se i profitti dell'oro sono troppo marginali per voi mollate il colpo. Troveremo qualcun altro". Da notare che le azioni di Polyus erano balzate in alto la mattina di ieri dopo che il miliardario Prokhorov stava per raggiungere il controllo della
UE,
PITTELLA E MAURO: EUROBOND NUOVA STRATEGIA DI CRESCITA
( da "Basilicanet.it"
del 25-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: provenienti da Bruxelles e la pesantezza delle burocrazie nazionali, hanno determinato il rallentamento dell'economia europea. Ciò² sta condizionando negativamente l'attuazione degli investimenti previsti nel quadro della Strategia di Lisbona, varata con l'obiettivo espressamente dichiarato di fare dell'Unione la più¹ competitiva e dinamica economia della conoscenza entro il 2010.
Ciotti
suggerisca al Pd ( da "Corriere delle Alpi"
del 25-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: una persona che non conosce i meccanismi della burocrazia o meglio non li capisce perché sono contrari al buon senso, si domanda: ma dove sta il giusto comportamento? Dove sta il modo corretto di operare? Lo schermo televisivo per decine e decine di giorni ci ha propinato le tonnellate dei rifiuti di Napoli, della Campania e di altri posti del Sud,
LA
FINESTRA SUL WELFARE ( da "Avanti Online"
del 25-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Le sinergie tra le burocrazie sindacali infatti non sempre rafforzano il ruolo del lavoratore durante una qualsiasi contrattazione. Nessun lavoratore, sia esso pubblico o privato, ha mai goduto di ammortizzatori sociali simili, per durata ed entità, a quelli previsti dal piano esuberi per Alitalia.
Allarme
Mediterraneo ( da "Avanti Online"
del 25-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: servire ad alimentare le inefficienti burocrazie dei Paesi emergenti. Ma un dono efficace dal punto di vista economico dovrebbe anche giovare alle imprese del Paese che dona, che dovrebbero essere chiamate a realizzare le citate opere infrastrutturali.Alcuni dei Paesi europei lo hanno già capito, costituendo apposite agenzie di sviluppo, come l'Agencie française de développement,
SEGUE
DALLA PRIMA ( da "Gazzettino, Il"
del 25-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: senza pagare eccessivo dazio alle burocrazie e ai nepotismi universitari, il fenomeno va studiato a fondo nelle cause. Individuando i meccanismi del richiamo. Che in primo luogo sono costituiti da incentivi capaci di assicurare maggiore libertà di ricerca, retribuzioni vincolate al merito, liquidazione delle strutture gerarchiche di stampo feudale,
Autoporto,
appello della CnaLettera ( da "Sicilia, La"
del 25-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: di salvare la realizzazione della struttura A Scoglitti la burocrazia è off limits per i diversamente abili. Il circolo di An è pronta a sostenerne le ragioni in sede di consiglio comunale e di quartiere. Lo promettono Nunzio Battaglia, Francesco Trama e Nino Nicosia. "Chiediamo - asseriscono - che da parte dell'amministrazione comunale vengano posti in essere gli strumenti per l'
Ieri
sopralluogoper i canali di scolo ( da "Sicilia, La"
del 25-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Bisogna guardare prima di ogni caso ai fatti e non alla burocrazia. E al di là dei lavoi della commissione consiliare ieri sono stati effettuati sopralluoghi con l'assessore Luigi Ruffino per verificare lo stato dei luoghi e programmare eventuali interventi.
Aspettano
ancora i soldi per l'esproprio di 20 anni fa
( da "Stampa,
La" del 25-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: uno dei più classici esempio di mala-burocrazia. Il fatto che le cifre non siano così consistenti, poi, non significa nulla: anzi, rende il tutto ancora più odioso. Pensare che quando da amministratori facciamo un esproprio, paghiamo il dovuto entro la conclusione dei lavori". Che, di solito, durano un po' meno di vent'anni.
Tolta
l'antenna dal centro sportivo ( da "Gazzetta di Modena,La"
del 26-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: "è stato un lavoro paziente, complicato dalla burocrazia e dalle relazioni tra i gruppi concorrenti della telefonia (in via Cassetti resta il ripetitore di Telecom). Tuttavia i buoni rapporti con i dirigenti e l'insistenza ha portato ad un ottimo risultato per i finalesi".
Ricerca
in montagna, Finanza in prima linea
( da "Alto
Adige" del 26-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: italica burocrazia". I tempi dipendono anche da questo". Ci fa il punto sulla capacità operativa del soccorso alpino della Finanza in Alto Adige? "Quest'anno i militari delle 5 stazioni del Soccorso alpino Guardia di Finanza (Sagf), che hanno sede a Silandro, Vipiteno, Brunico, Merano e Prato Drava, hanno effettuato 742 interventi fornendo assistenza a 745 persone.
Il
no alla centrale sia nero su bianco
( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 26-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: assurdità dei tempi di risposta della burocrazia. Gli acciaieri hanno dovuto aspettare 6 anni per capire che non possono avere la loro centrale; non era meglio dirglielo subito? Si sarebbero indirizzati altrove. Invece no: tecnici e politici di Provincia, Comune e Regione sono volati a Roma 40 volte in 6 anni, con un dispendio di soldi pubblici che sarebbe tutto da calcolare.
Trasloco
a sorpresa per gli scolari "Sciopero" in terza elementare
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
26-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Non è difficile immaginare che per la burocrazia scolastica sia tutto regolare, che ogni carta abbia il timbro giusto. Nella scuola italiana, le forme sono sempre rispettate. Nella sostanza, non si capisce in che cosa consista il diritto di scelta dei genitori, che è l'altra faccia dell'autonomia scolastica, se le decisioni di giugno sono inutili a settembre.
Dalle
Poste, all'Inps, all'anagrafe centrale la mattinata in fila per migliaia di
torinesi ( da "Stampa, La"
del 26-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Reportage I tempi lenti della burocrazia Dalle Poste, all'Inps, all'anagrafe centrale la mattinata in fila per migliaia di torinesi ANDREA ROSSI Sbucano dal portone con il volto stravolto dalla rabbia, perché non hanno risolto nulla, sconfitti dalla burocrazia. O sfatti, come reduci da una fatica immane.
Dalla
Carrà riabbraccia i figli ( da "Eco di Bergamo, L'"
del 26-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ma in lei resta sempre il desiderio di rivedere i figli che burocrazia e motivi economici tengono lontani da ormai più di due anni. "La vita di Eugenia ? ha continuato la Raffaella nazionale ? in questi anni è stata un continuo alternarsi di gioie e dolori. L'anno scorso hai dovuto affrontare anche una difficile operazione in ospedale.
Vengono
per mal di denti, mal di stomaco, mal di schiena, o peggio. Routine. Ma spesso,
in quelle fi ( da "Stampa, La"
del 26-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: che ha paura di burocrazia, formalità, dei "come si chiama", c'è il villaggio-quartiere che vede tutto a sua misura così come i bambini piccoli vedono tutto secondo la loro statura. Partire dal basso prima che dall'esercito, bell'esperimento. Il gioco di scambio delle informazioni incomincia il primo giorno d'ottobre in quindici punti,
Tra
le code quotidiane 4 ore per un certificato
( da "Stampa,
La" del 26-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: BUROCRAZIA TRA FOGLI, RISPOSTE MANCATE E SPORTELLI CHIUSI CONSEGNATO IL PRESTIGIOSO RICONOSCIMENTO INTERNAZIONALE All'interno EFFETTO BRUNETTA IN FACOLTÀ Cupola della coca chiesti 200 anni di carcere "Se la Tav resta nel programma Rifondazione esce" Tra le code quotidiane 4 ore per un certificato La Michelin ci regala tre stelle Alla crociata di Torino Spiritualità Pubblicazione
La
lettura ritorni investimento ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 26-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La burocrazia ha creato una forte contrapposizione interna al ministero dei Beni culturali verso un'esperienza dove il pubblico e il privato dovevano interagire insieme. è stato nominato il direttore, ma non il cda. Gli editori sono pronti e avrebbero contribuito con i soldi derivanti dal diritto di prestito bibliotecario".
Fusioni
e scissioni leggere con l'uso della telematica
( da "Sole
24 Ore, Il" del 26-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Con questo obiettivo la Commissione europea ha presentato ieri una proposta di direttiva volta a ridurre burocrazia e costi amministrativi per le imprese coinvolte in operazioni che modifichino la struttura societaria. La semplificazione prevede la notifica e l'uso di Internet e del corriere elettronico per pubblicare i progetti di fusione o scissione da trasmettere agli azionisti.
L'intero
sistema è da modernizzare ( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)"
del 26-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Il peggiore nemico è la burocrazia. Se non si cambia, gli imprenditori scapperanno. Ci vogliono mesi per ottenere un'autorizzazione. Per questo abbiamo avviato anche uno snellimento nella macchina amministrativa e burocratica dello stesso Ente camerale. E i prossimi impegni?
SOCIAL
SUMMIT: EMANUELE, STATO SENZA WELFARE GENERA PAURA
( da "Virgilio
Notizie" del 26-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: assistenza dalla burocrazia, con un'opzione decisa per il Terzo settore. Ma c'e' bisogno anche che le fondazioni bancarie scelgano che mestiere vogliono fare: se gestire banche o occuparsi di chi e' in difficolta', come vorrebbe la normativa. E anche che il volontariato faccia bene il suo mestiere, attaccato alla sua mission e non alla rincorsa permanente di finanziamenti.
ALIMENTARE:
STREETFOOD,BUROCRAZIA'PESA' ANCHE SU CIBO DI STRADA
( da "Agi"
del 26-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: BUROCRAZIA'PESA' ANCHE SU CIBO DI STRADA (AGI) - Roma, 26 sett. - Nel corso degli anni l'Italia ha raggiunto un alto livello di qualita' per i prodotti "di strada", a differenza delle modalita' di somministrazione e igiene dei locali e delle maestranze di citta' europee come Parigi, Bruxelles, Londra o mondiali come Pechino,
CITTÀ
IN CODA, 4 ORE PER UN CERTIFICATO
( da "Wall
Street Italia" del 26-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Città in coda, 4 ore per un certificato -->Poste, università, anagrafe e Inps: il labirinto della burocrazia tra fogli e sportelli chiusi. Migliaia di torinesi passano le loro mattinate in coda.
La
prima Festa del Popolo delle libertà
( da "Corriere
Adriatico" del 26-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: fiscalità esasperata e da una burocrazia opprimente nonché da istituzioni locali, Provincia e Regione in particolare, molto più impegnate a mantenere, con rimpasti e rimpastini, gli equilibri partitici interni , che a risolvere i problemi dei marchigiani". Nell'incontro si parlerà di questo e non solo e ci sarà spazio anche per il momento conviviale con una cena presso il ristorante "
Varese
e Lugano duettano ( da "Varesenews"
del 26-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Un peso fiscale minore, una burocrazia molto snella e ben gestita. Abbiamo però una grande quantità di lavoratori frontalieri per noi importanti, ma con 42mila presenze al giorno ci sono alcuni problemi legati anche alla loro mobilità. realizzare delle opere pubbliche non può che far bene a tutti".
Un
nuovo reinvio per l'apertura dell'Ikea di Rimini. Intanto gli svedesi puntano
sulla Croazia ( da "Blogosfere"
del 26-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia nostrana. Pare infatti che dopo un primo reinvio che ha fatto slittare l'apertura del negozio di Rimini da agosto 2008 ad un non meglio precisato "autunno 2008", in questi giorni sarebbe stato ufficializzato un nuovo spostamento. La nuova data di presumibile apertura si colloca intorno a Pasqua 2009 facendo vivere al retailer svedese una situazione paradossale in cui il
Sbucano
dal portone con il volto stravolto dalla rabbia, perché non hanno risolto
nulla, sconfi ( da "Stampa, La"
del 26-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Tti dalla burocrazia. O sfatti, come reduci da una fatica immane. Altro che elogio della lentezza. Andatelo a dire a chi si è fatto quattro ore di coda per avere un certificato di residenza. Oppure ci ha messo tre giorni - tra attese e disguidi - per rimediare a quella volta che ha sbagliato a versare i contributi.
Col
Cavalier, il bando parte a novembre
( da "Corriere
delle Alpi" del 27-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: un mare di burocrazia, gli strali contro la Soprintendenza, ma alla fine il progetto del Col Cavalier è stato "licenziato" con tutti i crismi dell'ufficialità. La corsa adesso - almeno quella preliminare - è in discesa, salvo i venti giorni scattati da ieri per la presentazione di eventuali osservazioni.
Patto
fra comune e Bim: l'acqua in un mese
( da "Corriere
delle Alpi" del 27-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia "Governance che funziona" FELTRE. Approda anche a Feltre la governance che funziona. Ieri mattina il sindaco Gianvittore Vaccari ha sottoscritto - 59º primo cittadino dell'Ato bellunese - la convenzione con il Bim Belluno Infrastrutture e il Bim Gestione servizi per snellire le procedure amministrative relative agli allacciamenti e agli interventi nel sistema acquedotto.
Questo
è il trionfo della burocrazia sulla democrazia
( da "Trentino"
del 27-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: LE REAZIONI "Questo è il trionfo della burocrazia sulla democrazia" TRENTO. Sconcerto, amarezza e arrabbiatura, per non dire di peggio, nel campo che appoggia Dellai. Ilarità e battute tra i sostenitori di Divina. La notizia dell'esclusione dell'Udc dalla competizione elettorale è arrivata intorno alle 19.
Le
indicazioni di don Enzo Raimondi ( da "Cittadino, Il"
del 27-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Non si tratta di mera burocrazia, bensì di cogliere la serietà di una richiesta compiuta in età adulta e dirimere eventuali impedimenti che non di rado emergono da situazioni di vita intricate come per chi proviene da un paese lontano, ha professato un'altra religione e ha magari già contratto matrimonio.
Il
parcheggio della futura metropolitana leggera verrà realizzato con i
"resti" del Blue Residence
( da "Cittadino,
Il" del 27-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: insomma quelli della burocrazia, sebbene l'esecutivo di centrosinistra si mostra determinato a fare pressing sugli enti competenti, affinché le tappe conclusive non si perdano in ulteriori lungaggini. "Come comune - ricorda Cipolla -, stiamo puntando ad agevolare al massimo una procedura che non dipende più da noi: l'auspicio è di poter partire quanto prima con le opere vere e proprie,
Forme
di qualità da tutte le Regioni ( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 27-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: tuttavia strenuamente combattere contro vaccini fantasma e burocrazia, per imporre la genuinità della sua mozzarella o della Rosina, un formaggio straordinario prodotto con latte di bufala e caglio di capretto). Non mancheranno personaggi curiosi come Daniele Meini, il caciao di Gello, che fa dell'arte di mostrare ad adulti e piccini come si crea il formaggio quasi una "missione"
Veneto
partner prediletto degli Usa ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 27-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La burocrazia che funziona è il fiore all'occhiello dell'economia statunitense. Al contrario in Italia: l'Università di Philadelphia in uno studio ha rilevato che "i lati negativi del paese sono l'aspetto burocratico e un mercato del lavoro troppo rigido".
La
signora Giuliana chiama E il sindaco risponde
( da "Gazzetta
di Parma (abbonati)" del 27-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Inoltre saranno distribuiti 10.000 blocchi post-it da 25 fogli e 1000 biro. Il materiale sarà immediatamente riconoscibile: avrà infatti impresso in bella mostra quel numero unico che eliminerà pressoché totalmente la burocrazia dalla quotidianità dei parmigiani. G.C.
Memoriale
della Shoah, la forza del ricordo
( da "Sole
24 Ore, Il" del 27-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
1941 e il
Via
Corelli, la beffa delle espulsioni Un clandestino su due resta a Milano
( da "Corriere
della Sera" del 27-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: REDAZIONALE Burocrazia e identificazioni difficili: freno ai rimpatri dal Centro accoglienza. Il leghista Salvini: più controlli sugli ingressi Via Corelli, la beffa delle espulsioni Un clandestino su due resta a Milano Su 1.100 clandestini passati dal Centro di identificazione ed espulsione di via Corelli dall'inizio del 2008,
Clandestini,
la burocrazia <frena> le espulsioni
( da "Corriere
della Sera" del 27-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: pag: 3 categoria: REDAZIONALE Clandestini, la burocrazia "frena" le espulsioni Via Corelli, un immigrato su due esce per scadenza dei termini e resta a Milano. "Difficile identificarli" Dall'inizio del 2008 nel centro di accoglienza sono passati 1.100 clandestini: quelli espulsi sono stati solo 540 è un problema di numeri.
L'ECOPASS,
LA MULTA E L'ERRORE IL VOLTO TRISTE DELLA BUROCRAZIA
( da "Corriere
della Sera" del 27-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ERRORE IL VOLTO TRISTE DELLA BUROCRAZIA Caro Schiavi, in riferimento alla lettera del signor Giuseppe Duccio pubblicata giovedì 25 settembre è emerso questo: per un problema tecnico riscontrato in quel periodo nel sistema Ecopass relativo alle targhe degli utenti titolari di pass disabili, il rinnovo della targa abbinata al contrassegno,
Non
è vero che il centrodestra è isolato È vero, semmai, che non abbiamo reti
clientelari ( da "Corriere del Mezzogiorno"
del 27-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ma peggio vessata e sfruttata dalla burocrazia parassitaria (e dalla camorra), quasi sempre appiattita sul centrosinistra bassoliniano (e non). La successione agli attuali amministratori locali appare come una partita interna al centrosinistra? Solo per chi sta tentando di tutto (ma proprio di tutto) perché non avvenga quello che avviene in tutte le democrazie del mondo,
Casa
ai clandestini: confiscata ( da "Corriere del Veneto"
del 27-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: è nel limbo in cui non arrivano le maglie della burocrazia che si annidano le situazioni a rischio criminalità. Ma il problema casa sta tenendo banco in questi giorni a Maserada con il caso di Naim El Zahir, una madre marocchina sfrattata per morosità che per protesta ha "occupato " il sottoportico del municipio.
<Terminal,
l'accisa non diventi addizionale>
( da "Corriere
del Veneto" del 27-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Il segreto per attirare investimenti esteri sta tutto in una burocrazia snella e in un fisco leggero. Gli economisti americani lo ripetono da anni e non perdono l'occasione della "Conferenza sugli investimenti bilaterali fra Stati Uniti e il Triveneto", tenutasi ieri a Venezia, per sottolineare i difetti del sistema italiano, da cui il Veneto non sembra immune.
Burocrazia
e scuola Tre prof "in ostaggio"
( da "Stampa,
La" del 27-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: dal tribunale Burocrazia e scuola Tre prof "in ostaggio" ANDREA CHATRIAN AOSTA Questione di principio, di norme che mancano ma soprattutto di soldi. Una ragnatela in cui sono rimasti intrappolati tre professori. Bloccati nelle scuole della Valle quando avevano vinto un concorso per andare all'estero: vita nuova, tanti soldi (circa 4500 euro al mese)
La
grande festa della Croce Gialla ( da "Corriere Adriatico"
del 27-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Non l'ha fatto neppure quando la burocrazia, gran lucama, si messa in mezzo e ha rallentato la tanto attesa firma ( arrivata mesi indietro, ndr) per la convenzione che consenitirà quando nei locali i lavori saranno finiti di trasfersi dagli spazi di viale Zaccagnini a quelli più accoglienti presso l'ospedale.
Venezia
(S.F.) L'altra faccia del "miracolo cinese",
( da "Gazzettino,
Il" del 27-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ha spiegato il professor Potrykus - ma le burocrazie e le leggi anti Ogm me lo impediscono. Ostacoli che si dovrebbero superare solo nel 2012. Ma nel frattempo per la carenza di questa vitamina continueranno a morire 1-2 milioni di persone all'anno, e per la stessa causa ci saranno mezzo milione di bambini ciechi all'anno".
Ancora
rinvii del progetto Oggi convegno
( da "Stampa,
La" del 27-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: TENDA BIS Ancora rinvii del progetto Oggi convegno "La burocrazia ritarda l'autostrada Cn-At e raddoppio del Tenda". Così il presidente della Provincia, Raffaele Costa, sul rinvio della Conferenza dei servizi per l'autostrada e della Conferenza intergovernativa prevista a Parigi il 22 settembre. Costa ha scritto al ministro delle Infrastrutture.
Grido
degli albergatori Basta burocrazia
( da "Trentino"
del 28-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Grido degli albergatori "Basta burocrazia" L'associazione fassana lancia il suo messaggio a tutta la politica VIGO DI FASSA. I tempi della politica non sono quelli del turismo. Quindi meno burocrazia e soprattutto certezze per gli imprenditori che ogni giorno si devono confrontare con la concorrenza globale.
L'anno
nuovo porterà la farmacia comunale
( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 28-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la burocrazia ha i suoi tempi. Il nuovo banco farmaci troverà posto in un immobile di via Cavalieri di Vittorio Veneto, già acquistato dal Municipio per 230 mila euro. L'amministrazione ha puntato sulla gestione societaria piuttosto che su quella diretta per via della maggiore agilità procedurale negli acquisti dei farmaci.
Buche
nelle strade, che odissea ( da "Tirreno, Il"
del 28-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: se la burocrazia non la facesse da padrone": promuove l'azione legale chi ha subito un danno per migliaia di euro ma ben difficilmente lo fa chi ha subito danni lievi. Parola dell'Automobile club livornese guidata dal presidente Franco Pardini. L'Aci punta il dito contro i disagi degli utenti della strada: "Segnaletica fatiscente,
Meno
burocrazia e accessi più veloci ( da "Adige, L'"
del 28-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la classificazione alberghiera e la burocrazia), hanno chiuso l'incontro Roberto Pallanch , direttore provinciale dell'Asat, ed il presidente Natale Rigotti . Da quest'ultimo, l'ennesima bordata contro l' "inconcepibile aggressione della burocrazia", con l'appello affinché "le imprese siano lasciate in pace", la convinzione che si debba cambiare radicalmente il modo di comunicare,
Dellai,
il mio regno ( da "Trentino"
del 28-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Già perché il castello sembra vacillare sotto i colpi della burocrazia, più che per quelli della morale. L'UDC sarebbe esclusa dalla partita per la mancanza di una firma. Il pensiero va al povero Carli, il quale già molto tempo fa ci guardava rassicurante nello smagliante 6x3 dei suoi manifesti elettorali,accreditandosi come nuovo Governatore.
Burocrazia
ritarda il Tenda bis ( da "Stampa, La"
del 28-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Burocrazia ritarda il Tenda bis Salta commissione intergovernativa: manca presidente da parte italiana [FIRMA]GIANPAOLO MARRO LIMONE Tutto come da copione. Quando viene programmato un incontro sul Tenda bis è sempre "in agguato" una nuova chiusura della galleria ultracentenaria (di notte, da lunedì a giovedì) e gli imprevisti della burocrazia significano ulteriori rinvii per il tunnel
<Autonomia
a Belluno? No grazie> ( da "Corriere del Veneto"
del 28-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Dove li andremmo a trovare i lavoratori della burocrazia, visto che facciamo fatica a trattenere qui anche i cervelli migliori a fronte di retribuzioni molto appetibili?" Belluno ricca ma Belluno che si spopola. Un ritornello vecchio che non ha trovato soluzioni e di fatto la vera malattia di questa terra.
"Sì
al rimpasto in giunta se fermate la Margonara"
( da "Stampa,
La" del 28-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: negozi che si trovano nei pressi dei loro laboratori di avere spazi dove i loro clienti possono degustare sul posto i prodotti tipici da loro preparati, mi sembra un altro incentivo interessante al potenziamento e all'espansione di molte attività commerciali. Prevediamo inoltre grazie alle nuove norme introdotte di limitare notevolmente la burocrazia per dare avvio a nuove attività".
Slitta
l'autorizzazione per San Giacomo ( da "Stampa, La"
del 28-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Burocrazia Slitta l'autorizzazione per San Giacomo Chi non si rassegna ai tempi lunghi della politica è l'ingegner Giampiero Suetta, presidente del Solar Technology Group, la società di studi che da decenni è all'avanguardia nell'energia solare: "La giunta comunale martedì ha di nuovo rinviato la nostra pratica che riguardava l'
L'INTERVENTO
( da "Gazzettino,
Il (Padova)" del 28-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ma che da quelle parti l'efficienza della burocrazia comunale meriti il plauso del ministro Brunetta lo testimonia anche la celerità con la quale sono stati risolti, nel giro di non più di quattro giorni, i problemi di agibilità.Tutti conosciamo le lungaggini che deve affrontare il comune cittadino in questi casi.
Priorità
e razzismo, consigli di lettura per il
( da "Gazzettino,
Il" del 28-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia, rendendola più semplice, efficiente e quindi meno costosa, continuando poi a fare pressione verso le lobby bancarie ed assicurative (soprattutto), per tenere sotto controllo i prezzi tariffari.Decimo PilottoTombolo (PD)Antifascismo:la lezionedi ViolanteVorrei tornare concluda, sulla polemica che è scaturita a seguito delle dichiarazioni rilasciate dagli onorevoli La Russa
Dalla
finanziaria stangata sull'agricoltura
( da "Corriere
delle Alpi" del 29-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia che invece di venire incontro alle esigenze dei lavoratori, le complica, le rende difficili. Le leggi e gli enti non dialogano fra loro, e il peso della burocrazia sta diventando davvero insostenibile". Per Alpagotti, questa finanziaria non affronta il percorso per riqualificare il settore agroalimentare ma appesantisce la pressione economica dello stato sulle aziende,
L'odissea
di filippo per una residenza ( da "Tirreno, Il"
del 29-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: vero" causa burocrazia GROSSETO. Certo ne sono cambiate di cose dall'estate di due anni fa, quando Filippo dormiva con la moglie e i due figli piccoli in una tenda montata abusivamente sul bastione della Cavallerizza. Dalla tenda passò nel giro di qualche tempo alla roulotte situata in un campeggio a Marina di Grosseto,
Gingrich
torna a guidare gli oltranzisti del liberismo
( da "Corriere
della Sera" del 29-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ex star dei repubblicani e la battaglia contro le nuove burocrazie finanziarie che "imbriglieranno" il capitalismo Gingrich torna a guidare gli oltranzisti del liberismo DAL NOSTRO INVIATO NEW YORK - Gli esperti della Brookings Institution, miniera di idee dei progressisti, disegnano un futuro nel quale il presidente degli Usa avrà margini di manovra drasticamente ridotti dall'
Lingotti
d'oro nero ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 29-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La riscossione delle imposte è stata alla base della costruzione della burocrazia,delle istituzioni e anche della democrazia nei Paesi occidentali. Per questo alle risorse naturali è associato spesso un difetto di democrazia. E naturalmente la spesa militare è tra le due e le dieci volte maggiore che nei Paesi senza risorse, per difendere i pochi che hanno accesso alle rendite.
India
e Russia spingono l'export ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)"
del 29-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: sono dovuti anche alle lungaggini della burocrazia europea che hanno ritardato l'approvazione dei testi normativi ". Alla fiera di Verona, Confindustria Marmomacchine svolgerà, proprio su questo tema, il convegno dal titolo "Le nuove normative europee EN per le macchine lavorazione marmo: EN 15162 (Telai), EN 15163 (Macchine a filo diamantato),
Porto
Foxi, 5 milioni per la darsena ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 29-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Tra i capitoli di una burocrazia che si lascia per strada certezze annunciate e promesse impossibili da mantenere. Porto Foxi, la sua nuova darsena che avrebbe dovuto, dovrà cambiare il volto della grande rada di Sarroch. Un anno dopo, la verità è emersa dal fondo della cala che ospita gli impianti petroliferi.
<Un
testo unico per il mondo dell'agricoltura>
( da "Gazzettino,
Il (Padova)" del 29-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: così ogni agricoltore girerà con il suo libretto, perchè è la burocrazia il primo nemico dell'agricoltura. Un imprenditore agricolo perde 110 giorni per le pratiche amministrative. E ancora, occorre un aumento delle quote latte per l'Italia: è terminata la politica agricola fatta dai funzionari, a Bruxelles ci vanno i ministri.
ROMA:
DADO AL TEATRO OLIMPICO CON 'ONESTO MA NON TROPPO'
( da "Adnkronos"
del 29-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: alla burocrazia anti-cittadino. Sul palco Dado compie un viaggio all'interno della sua scenografia, una sistemazione del palcoscenico tutta particolare che ben si sposa con il suo look di eccentrico canzoniere. Dado si mette in gioco in una nuova veste di ''attore-cantante-over trenta'' vivendo in una realta' che vuole denunciare nell'
Sicurezza
stradale/ Asaps: premio a polizie che tolgono più
( da "Virgilio
Notizie" del 29-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: non perché i conducenti siano violatori sistematici, ma perché la presenza sul territorio delle forze di polizia è più costante, l'elettronica è usata con saggezza e la burocrazia è stata vinta con la puntualità nella comunicazione delle violazioni all'Anagrafe nazionale dei conducenti", concludono dall'Asaps .
Paullo
fa le prove di sicurezza tra rotonde e zebre pedonali
( da "Cittadino,
Il" del 30-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: messa però la burocrazia. Via Buonarroti fino a poco tempo fa era infatti provinciale. Il comune si era rivolto da oltre un anno a palazzo Isimbardi per trovare una soluzione alla pericolosità del quartiere. Erano state prospettate due alternative: la possibilità di eseguire i lavori nonostante la proprietà provinciale oppure il trasferimento della proprietà della strada al comune.
[FIRMA]LAURA
SECCI AOSTA Apolitiche, no profit, nate con uno scopo nobile quanto ambizioso:
di ( da "Stampa, La"
del 30-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: poche risorse e troppa burocrazia. "La difficoltà maggiore - spiega Andrea Carlotto, responsabile del Laboratorio permanente di Musica Danza e Arti dell'associazione Mamima Swan - è riuscire a districarsi nei meandri dell'iter amministrativo che permette di accedere ai finanziamenti destinati alle associazioni culturali che,
IL
COLLEGIO DI BRESCIA RINNOVA L'IMPEGNO
( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 30-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: all'aumento dei costi, compreso quello della burocrazia, che pesa sul prezzo delle nuove abitazioni e delle ristrutturazioni. Si impegna in un viaggio a tutto campo Giovanni Platto, neo presidente del Collegio dei geometri di Brescia che analizza l'andamento del settore delle costruzioni nella nostra provincia.
Gli
imprenditori incontrano gli studenti empolesi
( da "Tirreno,
Il" del 30-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Poco spazio alla burocrazia, ma molti aneddoti da raccontare della vita di tutti i giorni in un territorio come il Circondario fortemente caratterizzato per la presenza artigiana, con 2600 aziende. "Si tratta di un incontro particolare - spiega Paolo Gianassi, responsabile di Cna di Empoli - in cui cercheremo di far emergere il ruolo che le imprese rivestono sul territorio.
Venezia
e Siena, il federalismo diventa una virtù
( da "Sole
24 Ore, Il" del 30-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: le realtà minori che a livello locale affiorano qua e là, superando i blocchi della burocrazia centrale e le paralisi conseguenti l'ormai arcinota "sindrome nimby", formula anglosassone che indica letteralmente "non nel mio cortile" e che spiega le resistenze (spesso ingiustificate) contro opere di interesse per la comunità, nazionale o locale.
Impregilo
torna al core business ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 30-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: è troppa burocrazia e siamo rimasti l'unico Paese dove i costi delle opere sono fissi, eppure i prezzi delle materie prime aumentano. Aumenta il costo della vita per i cittadini e per le imprese: quando formulammo l'offerta da 3,88 miliardi per il Ponte sullo Stretto il prezzo del barile era 32 dollari contro gli oltre 100 dollari attuali (
Impresa,
c'è lo sportello unico per combattere le lungaggini
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
30-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: iniziativa è possibile ridurre i tempi della burocrazia - ha spiegato il sindaco Angela Nonnis, - la strada sulla quale stiamo investendo è quella della modernizzazione dell'ente". Lo sportello unico, aperto sulla base delle norme della Finanziaria regionale, è il punto di riferimento di tutte le procedure amministrative per le attività economiche e produttive di beni e servizi,
Confindustria
apre all'India ( da "Denaro, Il"
del 30-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia e zone economiche speciali. Filippo Morese di Sprint Campania ha ricordato che la Regione ha attivato un progetto di internazionalizzazione verso l'India che riguarda i nostri distretti del tessile abbigliamento, cuoio, oreficeria, agroalimentare e turismo e, di recente, anche i Centri di competenza campani hanno sottoscritto accordi di collaborazione per esportare la
"Due
mezze giornate per un documento"
( da "Corriere
Adriatico" del 30-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: per colpa della lentezza della burocrazia". "Sono sfiduciata, ogni volta che devo fare qualche documento o comunque devo andare per uffici torno a casa stressata perché c'è sempre qualcosa che non va bene". Infatti, spesso, i veri giri per la burocrazia iniziano quando si raggiunge lo sportello, dove vengono richiesti altri certificati o documenti da allegare a ciò che già si ha.
In
fila allo sportello, maglia nera al Comune
( da "Corriere
Adriatico" del 30-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Lo sanno bene i cittadini che si imbattono quotidianamente nella macchinosa burocrazia: dal rilascio di un certificato di residenza o di una carta d'identità alla richiesta di visita al poliambulatorio; dal pagamento del ticket all'Umberto I, alla spedizione delle raccomandate alle Poste oppure alla prenotazione ad un esame per la patente di guida.
Alitalia
e politica: tipico malcostume ( da "Gazzettino, Il"
del 30-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: demotivato ecc Perché il mio paese è quasi sempre ultimo nelle cose utili per i cittadini ed è invece primo nella burocrazia, nell'inefficienza, nell'indisciplina, nel settarismo. La situazione Alitalia è l'esempio emblematico; alcuni dipendenti di questa compagnia, hanno sempre munto la vacca e ora non intendono cedere nemmeno un piccola parte di quel latte avuto in abbondanza.
Lo
Bello: Oggi Libero Grassi sarebbe uno degli esponenti di maggior rilievo del
sistema confindustriale ( da "Articolo21.com"
del 30-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: invece il ruolo della burocrazia (soprattutto regionale) e delle amministrazioni locali. Ed è freddino, quasi sempre, la reazione dei colletti bianchi, quella zona grigia più volte chiamata in causa dai magistrati. Lo Bello ha lanciato due appelli: uno al presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo per la creazione di un nuovo codice etico antimafia per i burocrati e l'
La
strage di San Gennaro ( da "Articolo21.com"
del 30-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Solo per farla andare dal gommista ci voleva la mano di Dio tra richieste e altra burocrazia, e quindi per evitare il fastidio e continuare a lavorare, era meglio sborsare di tasca propria 5 euro, previo accordo con il gommista per un prezzo di favore, perché stando sempre sulla strada le gomme ne facevano di bucature. “
FERROVIE:ALTA
VELOCITA',SCATTANO RINCARI DA 14 DICEMBRE/ANSA
( da "Wall
Street Italia" del 30-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: successivamente al Consiglio di Stato e che dopo aver fornito servizi scadenti usino la burocrazia per mantenere le radici a scapito dei clienti e delle imprese" ha detto Moretti riferendosi ai ricorsi presentati da due ditte, Mazzoni e Saes, prima davanti al Tar (che ha respinto la richiesta di sospensiva) ed ora davanti al Consiglio di Stato, di cui si attende a breve un pronunciamento.
Il
"No profit"? Che fatica
( da "Stampa,
La" del 30-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La situazione. Le associazioni culturali senza scopo di lucro in Valle d'Aosta sono trentatré Operative in ambiti diversi hanno un problema in comune: poche risorse e troppa burocrazia.
( da "Eco del Chisone" del 24-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Luserna S.G.,
progetto in primavera? Assessore e minoranza in Regione per il Piano LUSERNA
S.G. - "Credo che l'incontro in Regione abbia dato una spinta positiva: adesso
bisogna darsi da fare, ma se tutto va come deve, per la primavera
l'Amministrazione potrà presentare il progetto preliminare del nuovo Piano
regolatore". Sono parole di Giovanni Corda, capogruppo della Lega Nord
Piemont di Luserna S.G., all'indomani dell'incontro con i funzionari che
seguono gli aspetti ambientali dei Piani regolatori - in primis la Valutazione
ambientale strategica appena entrata in vigore - a cui ha partecipato giovedì
18 con l'assessore all'Urbanistica di Luserna S.G., Carla Michialino. "Con
mia soddisfazione sono stato invitato dalla maggioranza - riconosce Corda -:
non sono competente in materia, ma sono deciso a muovermi per far sì che la burocrazia non fossilizzi l'iter del
nostro Piano. Sono convinto che se l'Amministrazione lusernese avesse operato
prima a livello politico, i tempi sarebbero stati più brevi. Ma adesso
recriminare non serve: bisogna agire". Fiduciosa anche Carla Michialino:
"Con i funzionari si è aperto un dialogo proficuo che ci porterà alla
presentazione del progetto preliminare del nostro Piano".
L'assessore all'Urbanistica non nasconde tuttavia un velo di preoccupazione:
"Spero di non trovarmi di fronte all'ennesima richiesta di documentazione
da parte della Regione. Al più presto lo studio Caramellino, che ha lavorato al
Piano, presenterà i documenti richiesti per la Vas, ripartendo dalla Via, la
valutazione di impatto ambientale". s.fer.
( da "Unita, L'" del 24-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Gioia Salvatori
DIVISI SUL METODO e sul merito. L'uno, il delegato del sindaco, vuole la Ztl alle
23 e meno strisce blu come piace ai commercianti, l'altro, il minisindaco,
chiede invece la Ztl dalle 21 e il parcheggio a 1,20 euro all'ora come piace ai
residenti. Non solo. Mentre il delegato del sindaco per il centro storico,
l'Udc Dino Gasperini, propone una tavola rotonda con tutte le associazioni di
categoria e dei residenti una volta al mese, il presidente del I municipio,
Orlando Corsetti (Pd), lancia la conferenza dei servizi settimanale per
"Passare subito alla risoluzione dei problemi che ci vengono segnalati dal
territorio" - dice; si inizia il primo ottobre, saranno convocati i capi
dipartimento del comune "con la speranza che il Campidoglio
collabori" e i capo-uffici municipali competenti più le società di
servizi. Di strisce blu, piano dei parcheggi, spostamenti di capolinea,
tavolini selvaggi, Ztl, e schiamazzi notturni, si è parlato ieri mattina in
Campidoglio, nel primo di una serie di tavoli rotondi mensili a cui
l'amministrazione convoca una sessantina di realtà tra associazioni di categoria
(commercianti, albergatori ecc) e associazioni di residenti. Ieri in aula
Giulio Cesare c'erano, tra gli altri, confcommercio e confesercenti,
federalberghi, la consulta dei residenti del centro storico, Italia Nostra,
l'associazione di cittadini via Merulana. A proclamare il programma per il
centro storico di Roma è stato il delegato del sindaco Dino Gasperini: in 12
intenti è racchiusa la sua ricetta per il centro storico di Roma. "Non
sono parole al vento", assicurano dal Campidoglio, per esempio, è già
quasi pronta la delibera sull'occupazione del suolo pubblico: prevede, tra
l'altro, borchie anziché strisce intorno ai tavoli esterni di bar e ristoranti,
andrà in giunta tra un paio di settimane e servirà per
snellire la burocrazia su
rilasci e sanzioni. Idem per il piano del traffico, in dirittura d'arrivo
secondo l'annuncio dallo stesso sindaco Alemanno. Previsti anche, tra i tanti
regolamenti da scrivere enunciati da Gasperini (nuovo regolamenti contro
l'inquinamento acustico, per l'illuminazione con Acea, per l'uso delle piazze
del centro storico e per i set cinematografici), l'invio di ragazzi in
servizio civile per le vie del centro storico a tutela del patrimonio artistico
e l'uniformazione degli arredi urbani con l'aiuto dell'università. Ma in aula
Gisella Pandolfo, presidente della consulta per la vivibilità del centro
storico, ha invocato controlli sui tavolini che invadono piazza
Sant'Apollinare, oltre che Ztl dalle 21, abolizione degli abbonamenti
parcheggio, stop al rilascio delle licenze per i locali notturni. Il presidente
del I municipio, preoccupato, replica al Campidoglio: "I problemi non si
risolvono con le parole ma con le azioni: servono più gli uffici aperti che le
tavole rotonde. Perché Alemanno ha smantellato, tanto per dirne una, l'ufficio
decoro urbano del gabinetto del sindaco sapendo che non abbiamo mezzi e vigili
sufficienti per il controllo del territorio? Così rimane inapplicabile, per
esempio, uno strumento di controllo sui tavolini selvaggi che già c'è: la
delibera 119 dell'ultima giunta Veltroni che rendeva possibile notificare,
insieme alla prima multa, il termine di sgombero dell'area". L'ex
presidente del I municipio, Giuseppe Lobefaro (Pd) è della stessa opinione:
"Noi così, fino al 2006, abbiamo rilevato evasioni di tasse per
l'occupazione del suolo pubblico per 6 milioni di euro".
( da "Unita, L'" del 24-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Federica Fantozzi
/ Roma Patriarcato addio? Nei blog il dibattito è aperto, e spesso gli uomini
non la pensano come le donne. "Una perdita di tempo - scrivono in tanti -
Con tutte le cose serie di cui occuparsi". E giù ironie: se Rossi Gialli
sposa Bianchi Verdi, i loro figli occupano da soli l'elenco telefonico... Su
"Al femminile.com", invece, Cecilia82 si informa: "Per me
sarebbe molto importante aggiungere il cognome di mia madre, avete
informazioni?". E Diana: "Io ci sono riuscita solo perché non siamo
sposati, e per lo Stato non siamo proprio una famiglia, cosa che a noi frega
poco". Su un blog lombardo capita un signore illuminato: "Mia moglie
è extracomunitaria e due dei nostri figli sono italiani - racconta I. L. -
Quando viaggiano in aereo deve portarsi copia del certificato di nascita perché
il loro cognome non corrisponde al suo. Nella Repubblica Dominicana si usa il
doppio cognome eppure sono molto cattolici". Risposta di un internauta
poco simpatetico: "E quanto peserà 'sto certificato?". Svolta storica
o concessione al futile, solo gli interessati possono saperlo. Solo la persona
coinvolta conosce l'importanza del proprio retaggio, misura l'apporto del lato
materno, lo pesa nel processo di costruzione dell'identità, lo rimpiange o lo
assapora a seconda dei destini. Finora l'approdo al matronimico non è stato
facile. Nel 1996 la giornalista Monica Ricci Sargentini riepilogava sull'Unità
la sua battaglia decennale tra carte da bollo e domande umilianti. Ancora
all'università aveva preso la decisione: legatissima sin dall'infanzia alla
famiglia materna con cui trascorreva le estati, voleva reagire al lutto per la
morte del nonno. Aveva 22 anni, credeva fosse una formalità, l'avvocato la
disilluse: "Devi trovare un motivo economico o professionale". Gli
affetti, spiacente, non hanno rilevanza. Che fare? I Sargentini sono una
famiglia di galleristi nota nel campo dell'arte, lei dichiara di volere seguire
le orme. Non basta: occorre il consenso del padre e di tutti i parenti uomini
che portino quel cognome. Ed eventuali parenti donne? Non pervenute. Gli
affetti non sono tutelati ma gli averi sì: "Ricordo la mortificazione
quando mi chiesero se si opponessero eredi maschi". Perde comunque la
causa: il padre nega l'assenso, considera la vicenda "l'offesa più
grande" ricevuta dalla figlia. A quel punto lei comincia la carriera di
giornalista e in quel campo usa il doppio cognome. Su suggerimento di
un'avvocatessa, si firma solo con il secondo. Come Monica Sargentini invia e
riceve posta, prende appuntamenti, dimostra di essere nota così. Stavolta ce la
fa: "Ho superato il problema di mio padre con il silenzio assenso. Doveva
reagire alla raccomandata e non lo ha mai fatto". In pratica, una vittoria
per pigrizia altrui. Sono diversi gli escamotage a cui ricorrono le donne.
Gabriella, professionista 40enne, convivente non sposata, usò quello della
rarità: "Presentai istanza al ministero di Grazia e Giustizia osservando
che il mio cognome era in via di estinzione". Nel cuore, voleva che il
neonato fosse anche suo fino in fondo, non tutelare la "biodiversità"
dei cognomi italiani, ma tant'è. Nessun parente ebbe da ridire e in otto mesi
la faccenda fu chiusa. Con il secondogenito andò ancora meglio: "Beneficiò
della sentenza perché doveva avere lo stesso cognome del fratello". Altre
volte, è chiamata a decidere la giustizia ordinaria. Nel caso di un padre,
Francesco T, che volle riconoscere il figlio a 10 anni, la Cassazione ha detto
no: il ragazzo aveva maturato il diritto a "conservare il cognome con cui
viene riconosciuto nell'ambito delle proprie relazioni sociali... tanto più che
è in età preadolescenziale". Un modo anche per dare risalto al ruolo della
madre, Rosa E. Poi il Tribunale di Roma ha accolto il ricorso di un'italiano e
una portoghese ad attribuire il doppio cognome al figlio Raffael nato in
Belgio, dove questo è possibile. Motivo: evitare una discriminazione tra
cittadini europei.
( da "Unita, L'" del 24-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Oggi la seconda
puntata del racconto di Le Carré di John le Carré/ Segue dalla prima
(2/continua) N on di meno col passare degli anni, credo di aver trovato una
risposta alle domande che mi hanno a lungo tormentato. Quella notte non c'era
alcun cecoslovacco che doveva attraversare la frontiera. La valigetta non
conteneva 10.000 dollari, ma nel migliore dei casi un vecchio pigiama e una
bottiglia di Scotch riserva. L'ufficiale non era il beniamino di Int Org, non
era un ufficiale sotto copertura dell'MI6, il suo lavoro era noioso e inutile
quanto il nostro. Era una di quelle anime dimenticate che
le burocrazie militari abbandonano in posti remoti per poi dimenticarsene per
anni. Inoltre - sia pur non dandolo troppo a vedere - era matto e viveva in una
sorta di bolla segreta tutta sua, una condizione che nel mondo degli agenti
segreti, esattamente come un supervirus in un ospedale, è endemica, difficile da
individuare e ancor più difficile da eliminare. Posso persino azzardare
una ipotesi sulla natura della sua pazzia proprio perché di tanto in tanto ho
avuto sintomi analoghi. L'ufficiale, come noi tutti, era vittima del Sogno
della Grande Spia. Si immaginava seduto al tavolo dei grandi agenti segreti a
giocare il gioco più affascinante del mondo. Gradualmente il divario tra sogno
e realtà divenne troppo duro da sopportare e un giorno decise di colmarlo. Gli
serviva uno disposto a credere a tutto e così ebbi il lavoro. Ero perfetto per
la parte. Anni dopo feci veramente parte del mondo nel quale l'ufficiale
fingeva di sentirsi a casa sua, ma non passò molto tempo prima che anche io
cominciassi a fantasticare di un vero servizio segreto britannico capace di fare
bene tutto quello che noi facevamo male o non facevamo affatto. La mia
soluzione consistette nell'inventare un mondo di spie più adatto alle mie
esigenze, proprio come aveva fatto il mio ufficiale. Solo i nostri metodi erano
un tantino diversi. ****** Arthur, il mio piacevole compagno di stanza all'MI5
era un uomo di mezza età afflitto, ritengo, da una forma simile della medesima
malattia anche se nel suo caso i sintomi erano diversi. Ma è proprio questa la
natura della malattia. Parlo del periodo dell'epidemia della Grande Paranoia
che andò dagli anni '50 fino alla fine degli anni '70 quando praticamente tutti
membri di un certo grado dell'MI5, a cominciare dal direttore generale Sir
Roger Hollis, furono sospettati di essere spie russe. Il virus infettò anche
Whitehall e Westminster, ma furono le spie ad essere maggiormente colpite e ad
esserne in qualche modo gli artefici su insistenza dei servizi segreti
americani. Il bacillo aveva visto la luce negli Stati Uniti prima di
diffondersi a est. Prima c'era stata l'era di McCarthy. McCarthy morì nel 1957,
ma il testimone fu afferrato prontamente da un interno della Cia dai grandi
poteri di persuasione di nome James Jesus Angleton, il quale si affrettò a
dichiarare che l'intero mondo dei servizi segreti occidentali era controllato
da alcuni cervelloni del Cremlino. Sotto il profilo umano l'apocalittica
visione di Angleton era scusabile. Era stato educato al doppio gioco da un
maestro come Kim Philby, a lungo agente doppio al servizio del Cremlino e al
tempo stesso capo della sezione di Washington dell'MI6. Era l'amico del cuore
di Angleton. Se mai una spia ha avuto motivo per andare fuori di testa questi
era James Jesus Angleton: mitico giocatore di poker, maestro del mondo degli
agenti segreti, una mattina si svegliò e gli dissero che il suo riverito
mentore, confessore e compagno di bevute, Kim Philby, era una spia russa. Ma
ciò non scusa la Cia che di questo medico pazzo fece un eroe popolare e stette
a guardare mentre avvelenava la famiglia. Non solo Angleton distrusse l'agenzia
che dirigeva. In seguito, con la benedizione dei suoi maestri, eseguì il
medesimo servizio con i più stretti alleati tra le risate sguaiate del Kgb.
Angleton fu mai invitato a trarre l'unica conclusione logica dalla sua tesi -
cioè a dire chiudere l'intera macchina dei servizi segreti occidentali prima
che i russi ci mettessero nei guai? Ne dubito. E l'MI5, travolto dalla teoria
di Angleton, si rivelò superbamente all'altezza della sfida. Non contento di
spiare i suoi membri, una cricca di ufficiali di medio e alto livello trovò
anche il tempo di spiare Harold Wilson, il primo ministro brtannico, episodio
documentato dalle memorie non del tutto attendibili di uno dei cospiratori.
L'autore, forse lo ricorderete, era Peter Wright, un altro dei compagni di
poker di Angleton. Gli insistiti tentativi del governo di impedire la
pubblicazione del libro ne garantirono il successo e una notevole tiratura.
***** In quei giorni l'atmosfera nei corridoi di Leconfield House a Curzon
Street non era lontana da quella che descrivo nel mio libro La Talpa ed era
l'atmosfera che si respirava nel corridoio che portava nella piccola stanza che
il mio collega - lo chiamerò Arthur - ed io ci dividevamo. Per come me lo
ricordo, regnava il silenzio interrotto da piccoli passi furtivi. Era il mio
primo incarico all'interno dell'agenzia. Arthur era un analista di documenti
della vecchia scuola dell'MI5: un uomo leale, meticoloso, privo di spirito di
avventura che rispettava l'orario dalle 9 alle 18 e che non ambiva a diventare
quello che non era. C'era in lui qualcosa del topo di biblioteca con i capelli
gonfi e grigi che gli cadevano sulle tempie, occhiali senza montatura e l'aria
diligente e solerte. A volte era giù di corda, altre volte impaziente, ma era
sempre indaffarato e saltava sempre la pausa pranzo: e questa fu una delle
ragioni per cui l'occupatissimo servizio di sicurezza interno decise che era
una spia russa. Era all'ora del pranzo, conclusero, che Arthur fotografava i
dossier segreti che passava al contatto russo. Il solo problema era cosa ne
aveva fatto dei dossier. Cinquanta e più dossier segreti e top secret
contenenti migliaia di pagine gli erano stati inviati dall'archivio soltanto
negli ultimi due mesi. Nessuno, si venne a sapere, era mai stato restituito.
Forse Arthur si era fatto prestare i dossier nella speranza di rimetterli a
posto prima che qualcuno si accorgesse della loro mancanza? Il duro lavoro di
fotografare clandestinamente dei documenti è scoraggiante anche ai giorni
nostri. Quante foto si possono fare durante la pausa pranzo foss'anche con una
macchina fotografica modernissima azionata da un motorino? Un dossier può
consistere di una dozzina di volumi o anche più, ciascuno dei quali composto da
circa duecento pagine. O li portava fuori dell'ufficio? Di venerdì e lunedì
molti dipendenti dell'MI5 arrivavano al lavoro con la valigia in partenza o di
ritorno dal fine settimana fuori Londra. Arthur faceva uscire i dossier
mettendoli nella valigia per il fine settimana? E il suo indaffarato contatto
del Kgb, al lavoro in qualche squallido appartamentino dell'East End con le
tendine abbassate, era forse in ritardo con le fotografie? Dal momento che il
numero dei dossier mancanti all'appello continuava ad aumentare, Arthur fu
convocato diverse volte al quinto piano e invitato a spiegarsi. Aveva risposto
sempre allo stesso modo: sì, aveva lavorato sui dossier scomparsi. Poi li aveva
restituiti all'archivio. Se non si trovavano era colpa dell'archivio o degli
uscieri incaricati di distribuirli. Non era colpa di Arthur. Ben presto le sue
professioni di innocenza si ritorsero contro di me. Se Arthur non era una spia,
allora la spia dovevo essere io. Dovevo aver rubato i dossier dalla sua
scrivania. Il capo del personale mi mandò a chiamare. Come mi andavano le cose
in questi primi mesi di lavoro? Avevo problemi di denaro? Il mio matrimonio
andava bene? Quanto bevevo? Era disposto a trattarmi come un padre. Come Arthur
negai di essermi dimenticato di restituire qualche dossier. Gli ufficiali
dell'MI5 che svolgevano lavoro di ufficio avevano nella stanza un armadietto di
ferro personale. Se uscivi dalla stanza durante le ore di lavoro dovevi mettere
i documenti nell'armadietto, chiudere a chiave e portare via la chiave. Un
giorno a metà mattina due uomini con un cappotto marrone da sartoria, tipico
abbigliamento di quelli della sicurezza interna, fecero irruzione nella nostra
stanza e chiesero ad Arthur la chiave del suo armadietto. Senza nemmeno alzare
la testa, Arthur infilò la mano nella tasca della sua giacca grigia da topo di
bioblioteca, allungò la chiave ai due uomini e si rimise al lavoro. Gli
scaffali erano pieni di dossier mancanti. Ma Arthur non sembrava interessato né
ai dossier né ai due uomini con il cappotto marrone che fissavano i documenti a
bocca aperta. Arthur rimase immobile continuando a voltare attentamente le
pagine del dossier che si trovava sulla sua scrivania. © David Cornwell2008
Pubblicato su licenza di Roberto Santachiara Literary Agency Traduzione di
Carlo Antonio Biscotto UNA STORIA PERSONALE/2 Ci fu un periodo nel quale molti
miei compagni di lavoro soffrirono della stessa malattia: gli anni
dell'epidemia della Grande Paranoia che andarono dai Cinquanta ai Settanta.
Cominciò con McCarthy e si propagò nella Cia... Pubblichiamo oggi, in esclusiva
per l'Italia, la seconda puntata del racconto inedito di John Le Carré, nel
quale lo scrittore britannico narra la sua prima missione armata nel National
Service. Ventenne e inesperto, riesce a mandare a monte la missione perdendo la
pistola... Venerdì la terza e ultima puntata. Spy Story.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
24-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Economia Pagina 213
"Vacanze, concorrenza sleale" Confindustria: hotel penalizzati da
agriturismo e B&B --> Confindustria: hotel penalizzati da agriturismo e
B&B Il presidente della sezione Turismo di Confindustria della Sardegna
Meridionale parla di concorrenza sleale e di danno d'immagine causati dalla
crescita esponenziale della ricettività complementare. Concorrenza sleale. Ma
anche danni per l'immagine e l'ambiente dell'isola. Con l'estate appena alle
spalle, il presidente della sezione Turismo di Confindustria Sardegna
Meridionale, Nicola Palomba, tiene il clima caldo con una riflessione polemica.
In attesa dei numeri ufficiali (per quelli Istat ci vorranno due anni, la
Regione non ha un osservatorio), Palomba, "senza tralasciare peso e ruolo
della cosiddetta economia turistica ricettiva sommersa, in particolare quella
delle seconde case, che sfugge a qualsiasi controllo", chiama in causa
anche "un'offerta ricettiva complementare", fatta in particolare di
agriturismo e bed and breakfast, con circa 1.500 strutture rispetto a 860
hotel. I NUMERI Incrociando i dati legati all'obbligo di comunicazione del
numero degli ospiti con gli arrivi nel solo aeroporto di Cagliari-Elmas, emerge
un quadro "contraddittorio", che fa pensare "ad una palese sottostima
del fenomeno reale. Appare evidente l'enorme differenza (più del doppio) degli
arrivi in aeroporto rispetto agli arrivi registrati negli alberghi, persone che
da qualche parte dovranno pure andare". LE INCOMBENZE
Burocrazia, controlli, fisco, sicurezza, prevenzione incendi e via elencando,
senza dimenticare l'ultima incombenza, le nuove regole per la classificazione
degli hotel. "Ben diverso appare il quadro che si riferisce alle strutture
complementari. Queste, che per una parte rilevante viaggiano in totale
anonimato, non sono soggette alla medesima rigida disciplina e controllo al
quale sono sottoposti gli alberghi e, tranne rari casi di eccellenza, pure
quando sono richiesti determinati vincoli, sembrano osservare gli stessi
alquanto elasticamente . Ad esempio", aggiunge Palomba, "è noto che
tra i B&B dell'intero territorio regionale, una percentuale rilevante mette
a disposizione molti più posti letto di quelli fissati dalle norme e una parte
consistente di essi offre servizi di colazione ben diversi da quelli previsti
dalla normativa vigente". EFFETTI COLLATERALI Nicola Palomba parla di
danni per l'ambiente, "con un carico antropico non gestibile perché non
controllato". Poi ci sono "la concorrenza sleale", fatta di
prezzi più bassi (meno controlli, meno spese, meno oneri) e i danni d'immagine.
"Spesso", dice Palomba, "l'offerta turistica viene messa nei
circuiti di promozione e comunicazione (internet in primis) che non
distinguendo in modo appropriato le caratteristiche del servizio, compresa la sua
sicurezza, rischiano di confondere le idee del turista sulle capacità
professionali degli operatori sardi e più in generale sul livello di civiltà e
sicurezza della regione. Questo, anche a discapito di quegli operatori della
ricettività complementare che rispettano e fanno di tutto per rispettare in
modo onesto le regole". EMANUELE DESSÌ.
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del
24-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
CRONACA 24-09-2008
IL CASO SABATO SERA L'INTERVENTO DEGLI ARTIFICIERI AVEVA CAUSATO DANNI A
UN'AUTOMOBILE IN SOSTA Finta autobomba, il lungo iter per il risarcimento Il
proprietario: ora chi mi paga? La questura: esiste un fondo del ministero
Francesco Bandini II Sabato all'alba era partito in treno per andare a far
visita alla sorella a Santhià, in provincia di Vercelli, lasciando la propria
Fiat Uno parcheggiata (con tanto di permesso) in un posto per disabili in piazzale
Dalla Chiesa. Mai avrebbe immaginato che al suo ritorno, lunedì pomeriggio,
l'avrebbe trovata con due finestrini sfondati, il portellone del baule forzato,
il pianale posteriore divelto e vetri in frantumi ovunque. Sul cruscotto, un
biglietto: "Questa macchina è stata aperta dalla polizia, rivolgersi alla
questura". Tutto per colpa di una telefonata anonima giunta sabato sera al
113 e che annunciava la presenza di una bomba proprio sulla sua auto, una
vecchia Fiat Uno grigia. Un'amara sorpresa per Ferruccio Monzani, ex
rappresentante di 63 anni, invalido al 70%. E ora ottenere il risarcimento non
sarà per lui un'impresa facile. L'allarme Alle 19 di sabato sera, a seguito di
una telefonata anonima, gli uomini della squadra volanti e gli artificieri giunti
appositamente da Bologna erano intervenuti per verificare la segnalazione di
un'autobomba davanti alla stazione. Mezzo piazzale chiuso al traffico e ai
pedoni, pesanti disagi al traffico, bus deviati, polizia e vigili urbani
mobilitati in forze. L'auto era chiusa e il proprietario, che risulta residente
in via Savani, non si trovava. Così gli artificieri l'hanno dovuta forzare per
verificare cosa ci fosse all'interno. Come sospettato, di bombe nemmeno
l'ombra. Alle
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 24-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del
Mezzogiorno - CASERTA - sezione: OPINIONI - data: 2008-09-24 num: - pag: 10
categoria: BREVI Interventi e Repliche Il sogno fallito di Alberto Servidio In
questa città smemorata siamo in pochissimi a ricordarci che Alberto Servidio è
stato il più preparato assessore all'Urbanistica di Napoli, autore del nuovo
Piano regolatore generale che, approvato nel 1972, sostituì finalmente quello,
ormai inutile, del '39. Un piano di "attrezzature" che, se attuato
attraverso i piani particolareggiati di esecuzione, avrebbe garantito ai
napoletani la dotazione di verde, parcheggi, asili, scuole, ospedali e di
quant'altro previsto dagli standard urbanistici. Piani che, purtroppo,
l'amministrazione Valenzi non ha inteso redigere e attuare negli otto anni in
cui è stata al governo della città. L'avesse fatto, la vita dei napoletani
sarebbe oggi invidiata da molte città italiane. A Servidio si deve anche la
realizzazione della Tangenziale, l'unica grande strada di collegamento
est-ovest costruita a Napoli dopo il corso Maria Teresa del 1852, oggi Vittorio
Emanuele. E dovrebbe essere ricordato anche, direi sopra tutto, per essere
stato il più intelligente presidente della regione Campania. La sua prima
iniziativa fu quella di istituire una équipe di esperti (mi chiamò a farne
parte) con il compito di studiare la eliminazione delle anomalie e degli
squilibri territoriali della regione. Si rendeva conto dell'assurdità di una
città come Napoli con una popolazione di oltre un milione di abitanti costretti
in un territorio di appena 107 kmq a fronte dei 135,41 di Campagna (13.466
abitanti), dei 137,80 di Eboli (33.964) e dei 185,52 kmq di Ariano Irpino
(23.040). E dell'assurdità della provincia di Napoli (oltre tre milioni di
abitanti, più della metà della popolazione della Campania, distribuiti in 91
comuni, legati insieme in una conurbazione allucinante) con un territorio di
1.172 kmq a fronte dei 4.872 della provincia di Salerno (circa un milione di
abitanti), dei 2.070 di Benevento (300 mila abitanti), ai 2.791 di Avellino
(438 mila abitanti) e ai 2.639 kmq di Caserta (815 mila abitanti). Obiettivo
finale era la eliminazione delle 5 province e dei 551 comuni e la istituzione
di due "città metropolitane". Quella di Napoli, estesa a molti comuni
del Salernitano, del Beneventano e del Casertano, compresa Caserta. E la città
metropolitana di Salerno, estesa a molti comuni del Beneventano e
dell'Avellinese, comprese Benevento e Avellino. Due città grandi, equilibrate,
per quanto possibile, in termini di numero di abitanti e di estensione
territoriale, tutt'e due sul mare, dotate di porto e aeroporto, università,
centri di ricerca, attività produttive e commerciali, sedi istituzionali.
Coordinate da un Ente Regione costituito da un presidente con pochissimi
assessori e pochissimi consiglieri. E con una limitata burocrazia. Era l'inveramento, in una
certa misura, degli studi sul razionale assetto territoriale della Campania
della cultura urbanistica dei Piccinato, dei Rossi Doria-Novacco e dei
Compagna. Ma prevalsero i piccoli e fortissimi interessi campanilistici e la
miopia e la grettezza della classe politica. E il sogno fallì. E si
fanno prevalere ancora oggi visto che la giunta Bassolino non ha saputo
cogliere l'occasione del Ptr per riprendere il sogno di Alberto Servidio. Che,
a ben vedere, è quello della maggioranza dei campani intelligenti. Gerardo
Mazziotti.
( da "Trentino" del 24-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
E' noto che il tasso
di illegalità tenda a crescere nei periodi di maggiore incertezza o di crisi
economica. Non lo è abbastanza per quanto riguarda il riverbero delle debolezze
morali sul funzionamento dell'economia. Quella di attribuire il problema della
corruzione alla sola sfera etica, e di trascurarne per intero le conseguenze
sul piano economico generale, è infatti un'abitudine diffusa che sta diventando
regola, perniciosa (tanto più se assecondata da osservatori con comportamenti
discutibili per il mantenimento di un'adeguata autonomia di giudizio). Si
tratta di fenomeni che, tuttavia, non è difficile contraddire con alcuni dati
di fatto. Secondo la Banca mondiale (dati settembre 2005), ad esempio, in
Italia il livello della corruzione è oggi più vicino a quella dei Paesi in via
di sviluppo che non a quelli appartenenti all'area Ocse. Non è difficile
supporre che questo abbia un costo abbastanza significativo in termini di
perdita di competitività. L'indice di competitività del World Economic Forum è
dato dalla mediazione di tre sottoindici: la condizione macroeconomica, la
trasparenza delle istituzioni politiche, la capacità tecnologica. Questi, a
loro volta si strutturano su fattori che comprendono: efficienza
della burocrazia,
infrastrutture, legislazione sul lavoro, tassazione, stabilità politica e di
governo, disponibilità ed accesso del credito bancario, legislazione fiscale,
formazione professionale e corruzione. Detta con parole più efficaci, il punto
è che l'opacità dei sistemi istituzionali o la loro corruzione arricchisce chi
la pratica ed impoverisce chi la subisce: la comunità cioè tutti noi.
"Un pecora non saccheggia, un pecora non inganna, una pecora è sciocca e
docile. Con indosso una pelle di pecora, una volpe può entrare in un
pollaio". E' passato un po' di tempo da quando la massima venne coniata nella
Cina imperiale, e sono passati tre anni anche da quando fu venne proposto un
"comitato etico" (in quel di Riva del Garda, dalla "pecora"
Dellai spettacolarmente seduto in fianco alla "volpe" Brancher): ora
la "pecora" non può fare lo "struzzo", o volgere lo sguardo
altrove. Albino Leonardi.
( da "Denaro, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Campania
confindustria I Giovani: Militarizzare la regione Maccauro: Vogliamo sicurezza.
Caputo: In alcune aree non esistono più regole Militarizzare la Campania è una
delle soluzioni per ripristinare le regole della convivenza civile. Ne sono
convinti i Giovani industriali di Confindustria Campania che ieri, a Palazzo
Partanna, hanno presentato i temi dell'annuale convention di Capri, in
programma il 3 e 4 ottobre prossimi. "Ben venga l'Esercito dice Maccauro -
se serve a riportare la normalità, perché è di questo che hanno bisogno imprese
e cittadini". "La Campania va militarizzata rincara la dose Antimo
Caputo, componente del Comitato nazionale di presidenza dei Giovani industriali
- perché in alcuni territori sono venute meno le regole minime di civiltà alla
base della convivenza civile". Giovanni Brancaccio Sicurezza e normalità.
Due parole che risuonano come un tormentone nel corso della conferenza stampa
di presentazione della convention di Capri dei Giovani industriali, evento al
quale gli under 40 campani, spiega il leader regionale dei Giovani di
Confindustria, Mauro Maccauro arrivano all'appuntamento dell'anno "con
vertici completamente rinnovati, dal regionale alle cinque territoriali, e con
due rappresentanti nel Consiglio di presidenza nazionale": Antimo Caputo,
past president dei Giovani industriali di Napoli, e Gianluigi Traettino, già
leader a Caserta. ENERGIA E AMBIENTE La discussione parte dai temi del
convegno: energia, ambiente sviluppo sostenibile: "argomenti spiega che ci
permettono di sviluppare le nostre tesi guardando al futuro. Non abbiamo avuto
remore a parlare di ambiente in Campania: per noi è un'opportunità, il tema di
Capri non sarà certo l'emergenza rifiuti". Forse no; di certo però diventa
quello della conferenza stampa, insieme alle altre emergenze campane. "Per
quanto riguarda i rifiuti afferma Maccauro - il Governo ha tamponato
l'emergenza. A inizio anno dovrebbe partire il termovalorizzatore di Acerra e
sarà un passo avanti. Come Giovani imprenditori, intendiamo sensibilizzare gli
studenti alla raccolta differenziata e lo faremo entrando nelle scuole con il
Conai e portando i ragazzi nelle aziende". SICUREZZA Poi si apre il
capitolo sicurezza, in riferimento alla "strage degli immigrati" di
Castelvolturno: "L'Esercito? Il suo impiego può essere utile, per i
rifiuti ha funzionato militarizzare le discariche. Noi vogliamo normalità e
tranquillità sociale, sicurezza per i nostri figli e le nostre aziende; se i
militari possono garantire tutto questo, ben vengano". Ancora più deciso
Antimo Caputo: "Chi opera in territori come la provincia di Napoli e
Caserta sa quanto sia pervasiva la presenza della criminalità e quanto elevato
sia il deficit di sicurezza. La Campania va militarizzata, perché in alcune
aree sono virtualmente sospese le più elementari norme di convivenza, le regole
minime di civiltà". "Siamo favorevoli all'Esercito aggiunge Maccauro
a patto che si tratti di una fase transitoria". LOTTA?AL?RACKET Sempre in
tema di criminalità, Maccauro guarda con interesse al modello Confindustria
Sicilia per la lotta al racket: "Il problema, però, non è tanto espellere
o no chi paga il pizzo - ragiona - ma fare in modo che nessuno vada a chiedere
tangenti agli imprenditori. Per quanto riguarda le denunce, chi si espone deve
avere la garanzia che la sua associazione datoriale lo accompagnerà offrendogli
sostegno, e deve essere anche certo che forze dell'ordine e magistratura
lavorino in maniera efficiente. Eventuali espulsioni possono essere decise solo
quando si mettono gli imprenditori nella condizione di poter denunciare.
Confindustria Campania ha già esaminato la questione, ed è un discorso che
dovrà essere ripreso". "In Sicilia dice Gianluigi Traettino - la
decisione di espellere chi paga il racket è stata frutto di un dibattito e
successiva alla predisposizione di meccanismi di tutela degli imprenditori.
Quello che non si può fare è chiedere a noi imprenditori di sostituirci alle
forze di polizia. E a chi ci accusa di avere una posizione troppo difensiva
rispondo: è così, dobbiamo difenderci. Dobbiamo difenderci
dalle organizzazioni criminali, ma anche dalla burocrazia, che è un'altra forma di criminalità. Non devo difendermi se per
avere una concessione edilizia ci ho messo tre anni e mezzo? Se la gestione dei
fondi Ue è stata un fallimento e non ha portato vantaggi al territorio in cui
investo?". "A questo proposito interviene Maccauro bisogna
sottolineare che oltre alla fuga dei cervelli ce n'è un'altra di cui non si
parla: quella delle imprese. Abbiamo politiche incentivanti confuse,
diseconomie di contesto, criminalità: è chiaro che anche chi pensa di ampliare
la sua attività, in queste condizioni prende seriamente in considerazione
l'ipotesi di andare altrove". PALAZZO SANTA LUCIA Sul ruolo che, in questo
quadro, può svolgere la Regione, Maccauro all'inizio è cauto: "Non è tempo
di polemiche, ci interessa una Regione che governi e produca risultati
tangibili sul nostro territorio. Il valzer del cambio al vertice di Palazzo
Santa Lucia non ci appassiona". Poi però aggiunge:?"Bisognerebbe estendere
il metodo Brunetta anche agli amministratori locali, confermiamoli o mandarli a
casa in base ai modi e ai tempi con cui gestiscono i fondi pubblici".
Infine, sul federalismo fiscale, attacca:"In questo momento l'unico che
sembra difendere gli interessi del Sud è il presidente della Regione Sicilia
Raffaele Lombardo, ci vorrebbe più coordinamento tra gli enti meridionali.
Dobbiamo 'americanizzarci', lì quando c'è un problema non si guarda al colore
politico. Il federalismo - sostiene Maccauro - è un tema che divide. Nessuno ne
contesta l'utilita. ma è un'operazione che va pianificata nel tempo con
interlocutori meridionali che sappiano porre in evidenza idee ed esigenze del
territorio". Gli industriali Infine il capitolo Confindustria Campania.
Per Maccauro arrivare a Capri senza un leader eletto non sarà un grande
problema: "Il reggente Carlo Boffa afferma sta svolgendo al meglio il suo
compito, le attività dell'associazione non sono certo bloccate". Del
resto, la stessa elezione di Maccauro a leader degli under 40 di Confindustria
Campania è stata travagliata, "ma questo non è necessariamente un
problema. L'elezione di Cristiana Coppola replica Maccauro - è giunta dopo un
anno di dibattito, eppure è stata una presidenza che ha portato unità e
visibilità a Confindustria e lo testimonia l'incarico nazionale (la
vicepresidenza di Viale dell'Astronomia, Ndr) a cui Coppola è stata chiamata
per il lavoro svolto. La Giunta ha eletto i saggi, si è rimesso in moto un
cammino che passa anche attraverso le assise del 29 settembre: l'appello che mi
sento di fare è a non ripetere l'errore di andare al voto a scatola
chiusa". del 24-09-2008 num.
( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del
24-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cordenons, svolta
anti-burocrazia in Comune. Le
pratiche affidate ad un tecnico CordenonsEntro la fine dell'anno la vecchia
commissione edilizia non esisterà più. O meglio, sarà convocata soltanto per
discutere il parere di tutela ambientale. Per tutte le altre pratiche e
decisioni sarà competente il responsabile di settore e il capoarea che,
terminata l'istruttoria da parte del funzionario, avrà per i procedimenti in
materia urbanistica, il potere di firma avuto fino ad ora dal sindaco.La
commissione continuerà a mantenere attivi gli stessi membri, ma si riunirà per
quelle pratiche che necessiteranno della competenza di carattere ambientale del
referente e del rappresentante delle associazioni ambientaliste che ora è
Donato Piccinin. Per esempio la decisione di risanamento di una zona boschiva
non esulerà dal vaglio dei componenti della vecchia commissione.Paletti di
regolamento faranno le veci delle discussioni. All'amministrazione comunale resta
il potere e il compito di predisporre le norme e gli obiettivi da raggiungere.
Gli uffici tecnici le applicheranno nel rispetto dei parametri dettati
dall'ente regionale.Anche l'ampliamento delle zone edificabili è legato alle
prospettive di sviluppo dell'insediamento abitativo. In particolare il piano
regolatore del
( da "Velino.it, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Velino presenta,
in esclusiva per gli abbonati, le notizie via via che vengono inserite. ECO -
Imprese manifatturiere, Isae: Fiducia cala ancora a settembre Roma, 24 set
(Velino) - Cala a settembre la fiducia delle imprese manifatturiere ed estrattive.
Il dato emerge dall'indagine condotta dall'Isae nei giorni dal 1 al 18 del mese
su un panel di circa quattromila aziende. La fiducia scende dunque a 82,7 da
83,5 di agosto, attestandosi sui minimi dall'ottobre 2001. Gli imprenditori
sono più pessimisti circa lo stato attuale della domanda (sia interna sia
estera) e della produzione; si stabilizzano le scorte di magazzino, mentre le
attese di produzione e sugli ordini registrano per la prima volta dallo scorso
maggio qualche segnale di recupero. Il calo riguarda, anche se con intensità
diversa, tutti i principali settori produttivi: la fiducia cala di quasi tre
punti nei beni d'investimento (da
( da "Velino.it, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Velino presenta, in
esclusiva per gli abbonati, le notizie via via che vengono inserite. ECO -
Finanziaria: Gli agricoltori sono tutti contenti. O quasi Roma, 24 set (Velino)
- Buone notizie per il settore primario. Il Consiglio dei ministri ha approvato
il 23 settembre la Finanziaria 2009 che prevede le agevolazioni fiscali
relative all'aliquota Irap per l'agricoltura e gli sgravi fiscali e
contributivi per il settore della pesca (legge 30/1998). Oltre a prorogare, per
tutto il 2009, le agevolazioni relative all'acquisto della proprietà
coltivatrice e l'accisa zero anche per gli olii vegetali impiegati nelle
colture sotto terra. Una svolta decisiva per il ministro delle Politiche
agricole, alimentari e forestali Luca Zaia: “Alle parole abbiamo fatto seguire
i fatti. Il Governo ha voluto dare sin da subito risposta alle richieste delle
imprese agricole, cui era necessario garantire stabilità normativa e fiscale”.
La stabilizzazione dell'aliquota Irap all'1,9 percento per l'agricoltura,
contro quella ordinaria del 3,75 per cento per gli altri settori produttivi,
prosegue Zaia, “è un grande successo per il settore: abbiamo messo la parola
fine a un periodo di incertezza iniziato nel 1997 e aperto una pagina nuova per
gli imprenditori agricoli, che, da oggi e per il futuro, avranno garanzia di un
fisco meno oppressivo e più equo”. Ma buone nuove non solo per l'agricoltura.
Secondo il ministro del dicastero dell'agricoltura, la messa a regime degli
sgravi fiscali e previdenziali per la pesca, che al bilancio dello Stato costa
circa 46 milioni di euro, “rappresenta la risposta forte promessa a tutti gli
imprenditori del settore che ho incontrato dal giorno del mio insediamento e
che fanno i conti da mesi con la crisi del caro gasolio”. Una risposta al
settore primario da parte del governo bene accolta da Confagricoltura, secondo
cui si tratta di “una decisione importante per il settore”, al fine di arginare
un ulteriore consistente incremento dei costi di produzione. "Si va nella
direzione giusta, con l'obiettivo di dare al settore agricolo - ha commentato
il presidente dell'organizzazione degli imprenditori agricoli Federico
Vecchioni – la necessaria stabilità delle norme, delle condizioni di mercato e
degli strumenti di sostegno”. Si tratta di una misura attesa da tempo dagli
agricoltori anche secondo il presidente di Coldiretti Sergio Marini.
“Accogliamo con soddisfazione il rispetto degli impegni per il contenimento e
la stabilizzazione della fiscalità in agricoltura assunti personalmente dal
presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e dal ministro delle Politiche
agricole Luca Zaia alla nostra assemblea nazionale. Una misura attesa dagli
imprenditori - conclude Marini - per sostenere la competitività del settore e
favorire il contenimento dei costi di produzione in forte crescita”. Meno
soddisfatti i confederati agricoli. “L'invarianza dell'Irap, le agevolazioni
per la piccola proprietà contadina, l'accisa zero per il gasolio utilizzato per
le coltivazioni in serra sono misure importanti e da noi sollecitate, ma da
sole non sono in grado di dare risposte valide ai gravi problemi
dell'agricoltura italiana”, spiega il presidente della Confederazione italiana
agricoltori (Cia) Giuseppe Politi. “Per questo motivo rinnoviamo la richiesta
di interventi mirati per ridurre i pesanti costi di produzione e quelli
previdenziali, di eliminare l'accisa per tutto il gasolio agricolo”. Anche
perché, prosegue Politi, “la nostra agricoltura vive un momento tra i più
difficili. Le imprese fanno i conti con una crescita pesante dei costi
produttivi (più 10,7 per cento nel luglio scorso), in particolare quelli dei
concimi e dei carburanti, alla quale fa da contraltare una discesa dei prezzi
all'origine (meno 2,9 per cento in agosto). A questo si devono aggiungere gli
oneri sociali e quelli provocati da un'asfissiante burocrazia. Serve, quindi, una netta
sterzata per assicurare ai produttori agricoli gli strumenti necessari in grado
di favorire lo sviluppo e la competitività". Anche perché "nella
manovra economica per il prossimo anno - sottolineano - non c'è traccia della
tanto attesa proroga della legge 81/2006 che aveva sospeso, nel triennio
2006-2008, gli aumenti delle aliquote contributive per le imprese
agricole". E dalla Cia lanciano un sasso nello stagno: "Al Consiglio
dei ministri si sono scordati delle aree montane e svantaggiate", tuonano.
"Le agevolazioni contributive (meno 75 per cento per la montagna e meno 68
per cento per le aree svantaggiate) finiscono con il prossimo 31 dicembre. Dal
primo gennaio gli aumenti saranno considerevoli e per aziende che già operano
in condizioni di difficoltà le prospettive appaiono drammatiche". Non
solo. "Molte di queste imprese - proseguono ancora gli agricoltori
confederati - avevano aderito all'operazione di ristrutturazione dei debiti
Inps e, con grande sacrificio, avevano regolarizzato la loro posizione. Ora lo
scenario futuro cambia completamente e il rischio di espulsione dal mercato non
è poi tanto remoto. Questo perché gli agricoltori si troverebbero stretti in
una morsa asfissiante provocata dal mix esplosivo delle impennate dei costi dei
mezzi di produzione, degli incrementi degli oneri sociali e del calo dei prezzi
praticati sui campi che si è registrato in maniera evidente sia nel mese di
luglio che in quello agosto". Dal canto suo la cooperativa dei produttori
agricoli (Copagri) prende tempo. “Valuteremo nel dettaglio la manovra, ma
intanto, per quello che emerge al momento – spiega il vice presidente vicario
Franco Verrascina - la finanziaria 2009 parrebbe contenere delle buone
valutazioni da parte del Governo per quel che concerne lo stato e la
prospettiva del settore agricolo. Il mantenimento del quadro attuale è
senz'altro un segnale positivo e di stabilità per il settore”. (Edoardo Spera)
24 set 2008 14:51.
( da "Basilicanet.it" del 24-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
18.06.09
[Basilicata] "Lâ??invarianza dellâ??Irap che riguarda il 90 per cento
delle aziende agricole lucane, le agevolazioni per la piccola proprietà
contadina, lâ??accisa zero per il gasolio utilizzato per le coltivazioni in
serra sono misure importanti e da noi sollecitate, ma da sole non sono in grado
di dare risposte valide ai gravi problemi dellâ??agricoltura italiana. Per
questo motivo rinnoviamo la richiesta di interventi mirati per ridurre i
pesanti costi di produzione e quelli previdenziali, di eliminare lâ??accisa per
tutto il gasolio agricoloâ?. A sottolinearlo è¨ l'Ufficio di Presidenza
regionale della Cia-Confederazione italiana agricoltori della Basilicata. â?La
nostra agricoltura -è¨
scritto nel documento - vive un momento tra i più¹ difficili. Le imprese fanno
i conti con una crescita pesante dei costi produttivi (più¹ 10,7 per cento nel
luglio scorso), in particolare quelli dei concimi e dei carburanti, alla quale
fa da contraltare una discesa dei prezzi allâ??origine (meno 2,9 per cento in
agosto). A questo si devono aggiungere gli oneri sociali e quelli provocati da
unâ??asfissiante burocrazia. Serve, quindi, una netta
sterzata per assicurare ai produttori agricoli gli strumenti necessari in grado
di favorire lo sviluppo e la competitività â?.
â??A rendere ancora più¹
critica la situazione per il settore sono i previsti tagli alle voci di spesa
per gli interventi agricoli, ai quali si aggiungono quelli annunciati in campo
socio-assistenziale. Un quadro non certo allegro che alimenta le preoccupazioni
degli imprenditori agricoliâ?. â??Il nostro giudizio sulla
finanziaria - dice il presidente Donato Distefano- è¨ al momento critico, poiché© dai
dati in nostro possesso non sâ??intravede quellâ??azione necessaria per ridare
slancio ad un settore, quello agricolo, oggi in grave affanno, nonostante la
crescita del valore aggiunto e le performance dellâ??export. Unâ??analisi più¹
completa, comunque, potrà essere fatta quando si conosceranno nel
dettaglio le misure contenute nella manovra economicaâ?.
â??Dâ??altra parte, vista la consistente crescita dei costi e il calo dei
prezzi sui campi, avevamo sollecitato -ha concluso - una nuova politica agraria
per accrescere le capacità
competitive delle imprese agricole, per promuovere e difendere il â??made in
Italyâ?? alimentare. E non a caso, da tempo avevamo chiesto che le linee
direttrici delle scelte strategiche per il sistema agricolo italiano devono
essere frutto di unâ??ampia consultazione dei soggetti interessati e, quindi,
emergano dai risultati della Conferenza nazionale dellâ??agricoltura che ora è¨
divenuto un appuntamento cruciale per lâ??intero settoreâ?. BAS
02.
( da "Trentino" del 25-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
La giunta ha proposto
un assestamento di bilancio rinviando alcuni lavori Il centro giovani slitta al
2009 Ma entro la fine dell'anno si farà la progettazione ROVERETO. Della
variazione di bilancio decisa l'altra sera in consiglio comunale hanno fatto le
spese due opere molto attese: il centro giovani e le palestrine in zona
Baldresca. Lo hanno messo in evidenza Ruggero Pozzer e Sandra Dorigotti che
hanno imputato all'amministrazione una scelta di priorità giudicata non felice.
Soprattutto per quanto riguarda il centro giovani previsto nella
ristrutturazione dell'ex parrocchia di San Giuseppe al Brione. La spesa era
stata inserita nel bilancio di quest'anno, ma ora è stata fatta scivolare al
2009. Dorigotti, consigliere di Rovereto Insieme, ha chiesto quali opere sono state
privilegiate a discapito di questa. Niente preferenze, ha detto l'assessore
Stiz, semplicemente una questione di burocrazia: il contributo della
Provincia è arrivato molto tardi, in aprile, quando altri progetti erano già
stati avviati. Semplicemente non si è arrivati a spendere quei soldi
quest'anno. Ciò non vuol dire un blocco dell'iter, ma la volontà di non
bloccare quest'anno denaro che non verrà utilizzato. Si spenderanno gli
oltre 200 mila euro della progettazione "e l'impegno è quello di arrivare
all'inizio dei lavori nel corso del 2009". Stesso problema, evidenziato
questo dal verde Pozzer, vale per gli spazi sportivi che saranno ricavati alla
Baldresca e che saranno messi a disposizione delle associazioni sportive
cittadine. Anche questi lavori - assieme ad alcuni espropri di terreni per
sistemare la viabilità - sono stati fatti slittare al 2009. La variazione è
servita per riordinare un po' i conti dopo sette mesi di amministrazione e
quindi tarare meglio la disponibilità finanziaria del Comune. Il quale ha
dovuto fare a meno di alcune entrate e mettere in conto spese nuove. Come
l'adeguamento del poligono di tiro che servirà come sede di esercitazione dei
vigili urbani dei vari distretti.
( da "Unita, L'" del 25-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Domenico Valter Rizzo/
Cassibile Bisogna contare 500 passi sulle traversine di legno che tengono
insieme i binari e camminare velocemente, attraverso un passaggio angusto, che
vede la linea ferrata scorrere tra due pareti di roccia bianca. Se ti sorprende
il treno non puoi scappare. Puoi solo appiattirti contro la recinzione, tenerti
stretto fino a farti sanguinare le mani, e pregare che il convoglio non ti
risucchi. Fino ad oggi è andata bene. Nessuno si è fatto male. Nessuno dei
"fantasmi" che, ogni giorno, su questo corto passaggio si giocano la
vita per fare le cose più semplici, come andare a riempire un bidone d'acqua in
paese o cercare qualcosa che assomiglia ad un lavoro per sopravvivere. I 500
passi si contano dalla piccola stazione di Cassibile. Per arrivare in un luogo
che non è un luogo. Non è un accampamento, né una bidonville. È qualcosa che
non ha nome, un nulla. Un agglomerato di brandine sgangherate, materassi,
coperte arrotolate, lenzuola bianche che coprono i corpi. Una piana triste, che
si estende su alcune centinaia di metri quadrati, tra olivi, ogliastri e
carrubi. Al centro c'è un carrubo gigantesco con i rami che si piegano fino al
terreno e delimitano un'area circolare. In questa sorta di tenda naturale c'è
la cucina: alcune pietre a formare un circolo dentro il quale si accende un
fuoco di legna. Un po' più in là, tra le pentole lerce, le provviste: pasta,
confezioni di formaggio, rese molli e unte dal caldo, latte a lunga
conservazione, scatole di tonno. È l'unico posto dove il sole non batte, ma anche
sotto il carrubo la temperatura supera i 30 gradi. Sono 40 i ragazzi che vivono
in questo posto assurdo. Giovanissimi, vengono dalla Somalia e fino a qualche
settimana fa stavano nel centro di accoglienza di Cassibile. Un Centro pagato
dallo Stato, attorno al quale ogni anno gira un fatturato di 3 milioni di euro.
Nessuno dei quaranta giovani africani è un clandestino. Tutti hanno in tasca un
permesso di soggiorno per asilo politico. Con la concessione dell'asilo
politico i ragazzi devono lasciare il Centro, ma senza che nessuno abbia dato
loro la minima informazione, abbia spiegato cosa devono fare per ottenere quel
che loro spetta. Pochissimi finiscono negli Sprar, i centri di seconda
accoglienza, che hanno solo 2500 posti in tutta Italia contro le circa 7/8 mila
richieste. La maggior parte viene accompagnata al cancello, se va bene con in
tasca pochi euro o un biglietto per una città del centro nord. Da quel momento
diventano fantasmi e vagano attorno al Centro. "Non sapevo dove andare,
nessuno mi ha detto nulla, così sono rimasto qui attorno - racconta Ahmed, 21
anni che in Somalia faceva il muratore ed è scappato dalla guerra civile, dopo
aver visto ammazzare suo padre - Ho visto altri che andavano verso la ferrovia
e li ho seguiti. Ora la situazione è molto buona, prima era peggio: dormivamo
per terra, ora invece abbiamo brandine e materassi". Cosa aspetti?
"Non lo so cosa aspetto. non aspetto niente". Alla stazione di
Cassibile arriviamo al mattino, insieme ad Antonio De Carlo, un volontario
della parrocchia di Bosco Minniti a Siracusa che ha scoperto questo inferno e
oggi, insieme agli altri volontari della comunità, si danna per dare un minimo
di assistenza a chi vive in questo luogo folle. Cassibile è un villaggio
polveroso: una doppia fila di case lungo due chilometri di strada. Qui si campa
di agricoltura e ci crogiola nell'orgoglio di vivere sul luogo dove, il 3
settembre del '43, alleati e italiani firmarono l'armistizio. Qui se parli di
"Oro nero" non pensi al petrolio, pensi agli immigrati. Oro per chi
gestisce i centri, oro per i piccoli padroncini e per i caporali di Cassibile
che li sfruttano mentre la gente vorrebbe vederli sparire al tramonto, per
vederli ricomparire, come macchine, solo all'alba quando si ricomincia a
lavorare. La regola è semplice: si lavora di continuo, niente pause, si mangia
un boccone in fretta e furia. Poi di nuovo al lavoro e guai a alzare la
schiena, se lo fai la prima volta ti becchi una lavata di capo, alla seconda ti
cacciano. Cinquanta euro al giorno, per lavorare da "sole a sole"
come si usava con i braccianti siciliani. Quindici euro finiscono però nelle
tasche dei caporali, in gran parte maghrebbini integrati o italiani. Una
pattuglia di caporali stranieri alcune settimane fa è finita in una retata dei
carabinieri. Antonio De Carlo a Cassibile non può più venirci da solo. Deve
avere un po' di gente al seguito. Una scorta? "Macché scorta, io non amo
le sceneggiate. Prendo solo le mie precauzioni. Se denunci il caporalato dai
fastidio a molti, magari qualcuno pensa che è meglio convincerti ad occuparti
dei fatti tuoi". A Siracusa nella Parrocchia di Bosco Minniti, diretta da
padre Carlo D'Antoni, c'è una task force per garantire un minimo di assistenza
ai richiedenti asilo, che non sanno nulla delle procedure. Le richieste -
spiegano i volontari - raramente vengono fatte nei tempi previsti dalla legge
perché quasi nessuno, fuori di qui, spiega a questi ragazzi cosa fare. Ma anche
quando le richieste vengono fatte accadono fatti strani. Mohamed ha 22 anni, è
lungo come una pertica e viene dalla Guinea. "Al mio paese ero un
giocatore di basket, un pivot, ed ero bravo, molto bravo, poi mi hanno
arrestato ed è finito tutto". È arrabbiato Mohamed, arrabbiatissimo. Alza
la maglietta bianca e mostra i segni delle torture che gli hanno fatto in
carcere gli aguzzini del regime. "Mi hanno arrestato con tutto il mio
gruppo politico e mi hanno torturato per due giorni. Poi mi hanno fatto uscire
e sono riuscito a scappare. Allora se la sono presa con la mia famiglia. I paramilitari
sono andati a casa mia ed hanno ucciso mia madre. Bene, ho chiesto asilo
politico in Italia e me lo hanno negato senza spiegazione. Eppure ho addosso i
segni di quello che ho passato". Mohamed ha presentato ricorso, grazie ai
legali della parrocchia di Bosco Minniti. "La sua storia è emblematica -
dice Antonio De Carlo - La commissione a Siracusa ha un atteggiamento
burocratico. C'è una sorta di esame preventivo. Se sei somalo, eritreo o etiope
passano la pratica senza quasi guardarla, ci sono indicazioni superiori. Per
gli altri è un calvario: interrogatori assurdi, rinvii continui, insomma un percorso ad ostacoli fatto di moduli, burocrazia, tempi strettissimi per
ragazzi che quasi sempre non parlano una parola di italiano". Ne sa qualcosa
Ahyuba che dopo tre mesi aspetta l'esito della sua domanda di asilo. Era un
membro del Ufc, la forza di opposizione che nel Togo si batte contro Faure
Gnassingbe e i militari. Lo hanno arrestato durante una manifestazione.
"A me è toccata solo la prigione e le torture, mio fratello è morto (un
particolare che nel verbale di interrogatorio della commissione non viene
riportato). Sono riuscito a scappare. In Italia nessuno mi ha dato aiuto. Dopo
l'uscita dal centro di Pian del Lago avevo solo un foglio di carta che mi
diceva di aspettare la convocazione della commissione per l'asilo politico a
Siracusa. Ma dove dovevo andare? Dove dovevo ricevere la convocazione? Io
dormivo alla stazione, o nei parchi. Un inferno. Poi per fortuna ho saputo di
questo centro e adesso ho qualche speranza". Uno dei paradossi della
procedura è nelle comunicazioni. "Non si presentano - spiega De Carlo -
perché non hanno un indirizzo dove gli può esser notificata la convocazione.
Noi abbiamo creato un sistema che permette ai richiedenti asilo di eleggere
come loro domicilio temporaneo la parrocchia. Ma per molti il problema
resta". Eppure l'ostilità del quartiere è forte, la parrocchia è sotto
assedio. "Lanci di pietre, uova, bottiglie. La gente del quartiere mostra
fastidio per la presenza di questi ragazzi e si allontanano dalla parrocchia -
dice don Carlo - Un fastidio che a volte si traduce in razzismo, grazie anche a
una campagna dei media che crea un clima di paura. ome meravigliarsi se poi ci
lanciano le pietre? Gli immigrati in Italia sono visti solo come schiavi da
sfruttare".
( da "Sole 24 Ore, Il" del 25-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: SYSTEM (CERSAIE) data: 2008-09-25 - pag: 34 autore: Lo sviluppo
perduto, cause e prospettive L e ultime notizie sull'economia mondiale, non
delle più felici, parlano di una riduzione rilevante nell'attività economica,
pesantemente influenzata da uno scenario internazionale che vede la
concomitanza di una crisi immobiliare, valutaria e non ultimo, anche
inflattiva. La crescita "soffocata" dell'Italia degli ultimi tempi
(sia pur in 'buona compagnia' con molti altri Paesi europei), è il sintomo di
un'economia che non ha ancora individuato con chiarezza un nuovo percorso di
sviluppo. La ventiseiesima edizione di Cersaie affronta tali tematiche
nell'ambito del convegno inaugurale dal titolo Lo sviluppo perduto: cause e
prospettive, che si svolge martedì 30 settembre alle ore 11.00 presso la Sala
Europa del Palazzo dei Congressi. L'appuntamento istituzionale, primo nella
ricca agenda del Salone, è promosso da Confindustria Ceramica e organizzato da
Edi.Cer. Spa e vede la presenza di voci autorevoli del panorama imprenditoriale
e istituzionale italiano che presentano lo stato dell'arte sulla situazione
congiunturale dell'Italia con riferimento alle leve sulle quali è
indispensabile agire per riportare il Paese a una condizione di crescita e di
sviluppo. Dopo i saluti di Franco Roversi Monaco, Presidente di Bologna Fiere,
protagonisti del confronto, moderato da Gianni Riotta, direttore del TG1 Rai,
saranno il Ministro del Lavoro, del Welfare e delle Politiche Sociali Maurizio
Sacconi, il Presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, il Presidente di
Confindustria Ceramica Alfonso Panzani e Giuseppe De Rita segretario genarale
del Censis (Centro Studi Investimenti Sociali). Nonostante le condizioni
particolarmente difficoltose e il futuro non proprio roseo, l'Italia delle
imprese mostra una imprenditoria tesa in un continuo sforzo di trasformazione
per fronteggiare le sfide della competizione globale. Sull'onda di un clima
diverso, più incline al confronto, forse è giunta l'ora di avviare quei processi
di riforma in grado di ridare ossigeno al sistema economico italiano. Per
compiere l'accelerazione necessaria a sorreggere lo slancio del sistema
produttivo italiano e del Paese nel suo complesso servono misure urgenti:
ridurre la pressione fiscale, collegare l'incremento dei salari alla
produttività, semplificare in modo consistente la burocrazia, questa catena che, opinione
consolidata presso il mondo imprenditoriale, mette le briglie all'economia e
mortifica la peculiarità imprenditoriale costituita dal dinamismo e dalla sua
capacità di adattarsi alla rapidità dei cambiamenti imposti dalla
globalizzazione.
( da "Virgilio Notizie" del 25-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Altro segnale
cambiamento rispetto a precedente gestione Cremlino postato fa da APCOM
ARTICOLI A TEMA Altri Mosca, 25 set. (Apcom) - Nuova strigliata da parte del
presidente russo Dmitri Medvedev, in questo caso rivolta al 'Re Mida' Mikhail
Prokhorov e alla compagnia Polyus Gold. Secondo il leader del Cremlino non
bisogna lamentarsi troppo per il ritardo da parte dello Stato per lo sviluppo
del giacimento Natalka, il terzo al mondo per grandezza. Medvedev si è rivolto
al direttore della compagnia Yevgeny Ivanov: "Capisco che sia difficile
per il mondo degli affari lavorare, avendo a che fare con una burocrazia debordante, ma non
lamentatevi", ha detto secondo il quotidiano The Moscow Times. Poi con una
battuta sagace ha continuato: "Se i profitti dell'oro sono troppo
marginali per voi mollate il colpo. Troveremo qualcun altro". Da notare
che le azioni di Polyus erano balzate in alto la mattina di ieri dopo che il
miliardario Prokhorov stava per raggiungere il controllo della
compagnia, togliendo di mezzo i rischi di uno stop da parte del suo ex socio
Vladimir Potanin. Ma il prezzo è poi ridisceso proprio a seguito della
strigliata di Medvedev. Da notare che l'oligarca Prokhorov è sempre più sotto i
riflettori, in particolare dopo essersi aggiudicato il 50 per cento della terza
banca di investimenti russa Renaissance Capital, approfittando della crisi dei
mercati e della conseguente svalutazione delle azioni. Secondo la gazzetta
Prokhorov avrebbe reagito immediatamente alle critiche del leader del Cremlino
chiamando a rapporto il board per il prossimo 30 settembre. "I commenti di
Medvedev sono proprio quelle cose che spaventano in particolare gli investitori
stranieri", afferma un analista citato dal Moscow Times. E la vicenda
sembra essere un nuovo capitolo della differenza di vedute ormai palese tra
Medvedev e il suo predecessore Vladimir Putin. Sempre la gazzetta fa oggi
notare che Medvedev ha posto dei fiori presso il monumento alle vittime di
campi di prigionia sovietici Magadan: un gesto che potrebbe essere un chiaro
segnale di rottura nei confronti del passato. La visita di ieri dell'attuale
presidente assume particolare significato soprattutto perchè il suo
predecessore Putin, in una simile occasione tre anni fa, si tenne lontano dal
monumento.
( da "Basilicanet.it" del 25-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
10.26.46
[Basilicata] â??La congiuntura economica sfavorevole e il clima di incertezza
internazionale, associati alla lenta reazione dei Paesi membri rispetto agli
stimoli provenienti da Bruxelles e la pesantezza delle
burocrazie nazionali, hanno determinato il rallentamento dell'economia europea.
Ciò² sta condizionando negativamente l'attuazione degli investimenti previsti
nel quadro della Strategia di Lisbona, varata con l'obiettivo espressamente
dichiarato di fare dell'Unione la più¹ competitiva e dinamica economia della
conoscenza entro il
( da "Corriere delle Alpi" del 25-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Ciotti suggerisca al
Pd come aiutare la montagna EGREGIO direttore, come referente del Popolo delle
Libertà per il Centro Cadore, Comelico e Sappada, vorrei esprimere la mia
solidarietà all'assessore del Comune di Perarolo di Cadore Pierluigi Svaluto
Ferro, dopo il duro e fuori luogo attacco personale del sindaco di Pieve di
Cadore Antonia Ciotti. Ella infatti non dovrebbe dare ad altri consigli che lei
stessa non segue. Anziché suggerire al suddetto assessore di alzare la testa,
sarebbe più opportuno che lei e gli altri illustri rappresentanti del Partito
democratico guardassero oltre quei confini politici che, al momento, producono
divisione, contrapposizione e sterili polemiche. I cittadini tutti della nostra
Provincia (quella con la "P" maiuscola) aspettano con ansia l'esito
delle trattative in commissione statuto, ma strumentalizzare questa attesa non
è responsabile. La facile strumentalizzazione politica può avere dei vantaggi
in termini di visibilità, ma non certo di consenso politico, perchè il popolo
bellunese si accorgerebbe ben presto che tutto ciò non porta di sicuro ad alcun
risultato concreto per la montagna bellunese. L'amore per la propria terra si
dimostra invece con un pizzico di realismo politico in più e molto
provincialismo in meno! L'essere una provincia totalmente montana, non può
farci arrogare il diritto di ottenere dei privilegi rispetto ad abitanti
montani di altre provincie venete. Soprattuto in un momento dove si vanno a
ridiscutere i privilegi di Provincie con noi confinanti, che hanno attratto
alcuni nostri concittadini ad indire e vincere referumdum seccessionisti! Solo
in questa ottica più ampia, "Veneta", si potrà capire che la proposta
del centro-destra sull'ormai famoso articolo 16, vista anche la sostanziale
modifica apportata in questi giorni dai consiglieri di maggioranza Bond e
Bottaccin, è tecnicamente più vantaggiosa per il territorio bellunese e
politicamente più conveniente. E', insomma, migliore di quella, miope, difesa
ad oltranza dal centrosinistra. Se davvero volesse essere utile alla montagna,
il sindaco Antonia Ciotti dovrebbe perciò convincere i suoi amici di partito ad
accettare l'ipotesi di soluzione che è stata avanzata nei giorni scorsi.
Sarebbe la dimostrazione che almeno lei sa alzare la testa è guardare più
lontano. Purtroppo, però, temo, che la disciplina di partito e i diktat del suo
"tutor" politico Guido Trento non lo permetteranno. Che la campagna
elettorale sia già iniziata, del resto, lo si capisce anche dai toni usati dal
sindaco di Pieve di Cadore nella sua lettera. Non certo una dimostrazione di
classe, né di spessore intellettuale. Stefano Marson Basta demagogia sul
ventennio fascista HO LETTO la lettera del presidente della associazione
Mazziniana apparsa il 18 settembre sulle pagine del Corriere. Visto il grande
clamore mediatico creatosi attorno alle dichiarazioni del sindaco di Roma e del
ministro della difesa non poteva di certo esimersi dal Suo intervento.
Condivido con lui il disgusto per le leggi razziali del 1938 firmate comunque
da un Re che dimostrò poi il 25 luglio 1943 di non essere ne imbelle ne
ostaggio di Mussolini come si vorrebbe far credere. Vorrei però anche
ricordargli che fino a 60 anni prima erano in vigore leggi analoghe nello stato
pontificio, nella repubblica di Venezia ed un po' ovunque avesse ingerenza il
clero cattolico, che riteneva gli ebrei gli uccisori del Messia e anche in
altri paesi "civili", tanto da relegare i cittadini di religione
ebraica nei ghetti. Naturalmente questo non giustifica quanto avvenuto in
Italia dopo l'otto settembre, va però ricordato che la prima deportazione di
italiani di religione ebraica verso i campi di sterminio avvenne prima della
costituzione della Repubblica sociale e mentre era in carica il governo
Badoglio. Probabilmente troppo presi dai preparativi della fuga verso Pescara,
re e governo non ritennero opportuno intervenire. Io credo che quando parliamo
del periodo storico dell'Italia fascista dovremmo mettere da parte la demagogia
e, pur condannando quanto vi fu di condannabile, parlare anche di Agro Pontino,
di Maremma, di Polesine, di tavoliere delle Puglie, di riforma scolastica, di
riforma carceraria, di previdenza sociale e di tutte le altre cose che ancora
sono importanti per la vita di questo paese e che furono fatte nel ventennio.
Lasciamo comunque che sia la storia a giudicare, magari con l'obbiettività
necessaria a fare chiarezza su quel periodo senza incorrere nel rischio di
promuovere nuove ed inutili crociate. Ermen Gretti Quando l'ambiente diventa un
castigamatti IN QUESTI ultimi mesi abbiamo letto su organi di stampa ed
assistito a delle condanne che fanno certamente riflettere. Prima l'ing. Adami
e i suoi collaboratori dell'Enel per aver effettuato dei rilasci minori ai
minimi consentiti, ora l'ing. D'Agostini della Veneto Strade (Regione-Stato)
per aver rimosso in zona Sic circa 100 mc. per bonficare una scarpata stradale.
Il rilievo in entrambi i casi è stato fatto dal Corpo forestale dello Stato, il
giudizio emesso da un giudice dipendente del ministero della Giustizia (Stato).
Chiaramente tutte le figure di cui si è dato cenno, hanno adempiuto con
correttezza al loro dovere, senza distinzione di ruolo. Il giudice ha
condannato in base a delle leggi, il Corpo Forestale ha segnalato in base a
delle specifiche normative di legge ed i servitori dello Stato Ing.Adami e
colleghi e ing. D'Agostini, hanno operato sicuramente non nell'interesse
personale (non hanno guadagnato sicuramente nulla in più del loro legittimo
stipendio), ma nell'interesse dell'ente che rappresentano premettendo
innanzitutto lo spirito di servizio. Se loro non hanno guadagnato nulla, chi ci
ha guadagnato dal loro comportamento? Per quanto riguarda l'Enel per quanto
spettante, il ministero del Tesoro, per quanto riguarda la Veneto Strade,
sicuramente la popolazione che transita sulla strada interessata, la sicurezza
del transito ecc. Di fronte ad un interesse che pertanto diventa pubblico, una persona che non conosce i meccanismi della burocrazia o meglio non li capisce perché
sono contrari al buon senso, si domanda: ma dove sta il giusto comportamento?
Dove sta il modo corretto di operare? Lo schermo televisivo per decine e decine
di giorni ci ha propinato le tonnellate dei rifiuti di Napoli, della Campania e
di altri posti del Sud, con il premier che si recava in visita.
L'ambiente era di un degrado pauroso e dopo il passaggio di ramazza di questi
ultimi mesi, resta pauroso, basta passare lungo le strade di periferia. Ma vuoi
che se tocchi la mafia ti fai male, vuoi che ci si abitua a vivere anche in
mezzo ai rifiuti, dell'ambiente nessuno se ne curava e nessuno finiva sotto
processo. Non è una morale corretta pensare che, guardando il peggio, ci si
consola, ma c'è da riflettere perché per non finire sotto processo sarebbe
bastato ai nostri lasciar perdere, allungare i tempi ed intervenire a danno
avvenuto, o nel caso dell'Enel aprire paratoie ad iosa tanto a fine mese lo
stipendio correva lo stesso. C'è sicuramente qualcosa che non funziona nel
triangolo che si è creato (dirigenti seri-Corpo forestale serio-Giudice
altrettanto serio) ed è a mio parere che in tanti casi dovrebbe prevalere il
buon senso, perché in fondo a rimetterci in questo caso, oltre ai condannati, è
sempre lo Stato e cioè tutti noi. Da parte mia non vedo come non solidarizzare
con queste persone, impegnate giornalmente in compiti gravosi e chiederei ai
politici che passano giornate intere a correre dietro ai cavilli di leggi che
fatte dalle teste pensanti della politica, sono applicate quasi solamente al
Nord, di usare un po' di buon senso, perché l'interesse pubblico dovrebbe
essere sempre al di sopra, anche dell'ambiente, è il disinteresse quello che
dovrebbe essere punito, ma si sa quello non si vede, quello non opera ed in
fondo non crea dei danni visibili....quantomeno per ora. Cherubino Miana Sono
indignata: Galan offende tutti i bellunesi ESPRIMO tutta la mia indignazione
per la lettera pubblica del 24/09/08 del signor governatore Giancarlo Galan che
offende tutti i bellunesi di qualsiasi schieramento politico. Abbiamo avuto una
volta di più la riprova di quale sia il Galan-pensiero in merito alla volontà
di riconoscere la diversità del territorio bellunese, nonostante nell'ultima
campagna elettorale il governatore abbia firmato pubblicamente il suo impegno
per l'autonomia bellunese. Lo stile e il linguaggio del presidente regionale
bastano da soli a qualificarlo, non serve connotarlo come becero e offensivo,
perché ciascun cittadino bellunese informato ha avuto modo di qualificarlo
secondo la sua sensibilità. Quanto alle calunniose offese rivolte all'indirizzo
del consigliere Guido Trento, esse sono inefficaci, vanno rispedite al
mittente, perché ciascun abitante di questa provincia, se non in malafede, sa
bene cosa ha fatto e continua fare il consigliere regionale Guido Trento, pur
in minoranza, per questi territori che hanno problemi di viabilità, di servizi
essenziali, di risorse anche finanziarie: il presidente Galan ci ha dato dei
ricchi, evidentemente non sa che ci sono dei comuni che per mancanza di soldi
sono costretti a spegnere i lampioni. L'amministrazione regionale, nonostante
al suo interno vi siano rappresentanti bellunesi, non ha tenuto in
considerazione le richieste provinciali, vedi i soldi dell'acqua che la regione
non ha ancora dato alla nostra provincia. Da quando in qua i finanziamenti
dovuti alle province sono favori concessi per graziosa decisione della sua
amministrazione? Non sono atti che un amministratore serio e coerente,
sensibile ai problemi del proprio territorio dovrebbe considerare prioritari e
indispensabili? Mi domando allora come mai i finanziamenti dati ad altre
province, quelle di pianura, ricche, come Treviso, Verona, Padova, Venezia ad
esempio, siano di gran lunga più consistenti e quelli dati alla nostra provincia
siano solo briciole. Allora, seguendo il Galan pensiero, sono senz'altro frutto
di clientelismi, personalismi e corporativismi ben più consistenti dei nostri
visto che fruttano di più? Sono sicuramente scelte politico-amministrative che
creano ingiustizia perché, mentre le province di pianura hanno aree
metropolitane, di sviluppo economico-finanziario e industriale accanto ad altre
aree di carattere montano e collinare, la nostra provincia è interamente
montana e non ha aree metropolitane. La geomorfologia del nostro territorio
richiede investimenti maggiori per garantire a ciascuno dei suoi abitanti
parità di trattamento rispetto a quelli che abitano in città e in pianura: ad
esempio si impiega minor tempo ad arrivare a Mestre che a Sappada. L'esempio
dal signor Galan definito una favoletta è invece, mi dispiace per lui, la
realtà di molte persone che, nonostante i disagi e le maggiori spese, risiedono
in montagna. I bellunesi vogliono l'autonomia della provincia di Belluno. Il
federalismo di Vicenza, Venezia, Padova, Verona, Treviso non è la stessa cosa.
Quindi non prendeteci in giro, cari amministratori regionali, non fate i sordi,
i ciechi e non venite a raccontarci né a promettere cose che non mantenete,
perché la gente di montagna è fatta di galantuomini che si spaccano la schiena,
che emigrano perché qui non trovano lavoro, ma non amano le ingiustizie, e non
dimenticano; sarete ripagati del vostro cattivo, ingiusto comportamento. I
bellunesi sono abituati al rispetto della parola data. Maria Cristina Bellato
Buzzatti Cittadina bellunese Cari leghisti e Vaccari pensate a Lombardo SCRIVO
al sindaco di Feltre sig. Ginvittore Vaccari e con lui agli altri amici della
Lega impegnati in politica riguardo al veleno che un giorno sì e l'altro anche
versano sul Presidente della Provincia di Belluno. Vorrei solo ricordare che,
con democratiche elezioni, Sergio Reolon è stato scelto a suo tempo dagli
elettori e tra questi ci sono anch'io e io dico che "mi sento
rappresentata - di sapere che il mio voto conta". Chiederei quindi più
rispetto per noi elettori. Invito gli amici della Lega, tutti elettori ed
eletti, in quanto forza di governo della famosa "Roma ladrona", ad
informarsi su cosa sta succedendo in Sicilia dove arriveranno ancora più soldi
(si parla di 8 miliardi di euro in 5 anni) di quanti non siano già stati
bruciati in tutti questi anni, dove la giunta di Raffaele Lombardo ha
moltiplicato fino a 25 i collaboratori per assessore, naturalmente ognuno con
le sue indennità strapagate, dove si spendono per la sanità 8 miliardi di euro,
il 30% in più che in Finlandia (fonte Corte dei Conti), ma mi sembra che la
Lega su questo sia disposta a non vedere perché tanto arriverà il federalismo.
Già. Si dice a regime fra 10 anni. E intanto bisogna tenere buono Raffaele Lombardo
e tutti i suoi voti. Tiziana Bortot BELLUNO Galan venga a vivere in Cadore, poi
si ricrederà LA RISPOSTA del governatore del Veneto Galan al consigliere Trento
ci ha fatto capire di quale stoffa sia fatta questa persona. Quando a una
lettera garbata, lucida e sensata si risponde con offese al limite della legge,
vuol dire che chi scrive non ha più nulla da perdere. Oggi infatti non possiamo
dire che questo presidente è il più autorevole per governare il Veneto. Provi
signor Galan a venire a vivere anche solo qualche mese con la sua famiglia nei
nostri paesini del Cadore. Forse dopo sarà in grado di dare una risposta più
sensata, più educata, più vera. Maria Antonia Ciotti Sindaco di Pieve di Cadore
La Destra solidale con Reolon e Salmaso LA FEDERAZIONE la Destra Belluno, in
riferimento all'increscioso episodio che ha coinvolto l'ass.re comunale Luciano
Reolon ed il Comandante polizia Urbana, esprime piena solidarietà,
sottolineando l'onestà personale e pubblica dell'Ass.re Reolon e del Comandante
Salmaso. Certi che la magistratura farà presto luce sull'accaduto, indignati
per il linciaggio mediatico che li vuole colpevoli ad ogni costo. In una
piccola città come Belluno, dove tutti ci si conosce, appare alquanto
inverosimile pensare all'Ass.re Reolon, come ad un uomo violento. Troppo spesso
il volere visibilità porta a discriminazioni che fanno male agli uomini ed alle
idee che rappresentano. Titti Monteleone Portavoce la Destra.
( da "Avanti Online" del 25-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
“LA FINESTRA SUL
WELFARE” Un Paese malato di "sindacalismo" Giovedì 25 Settembre 08
"Il sindacato nasce per fare accordi, non per dire no". Questa
affermazione del leader della Cisl, Raffaele Bonanni, oltre a essere un chiaro
monito rivolto al segretario della Cgil Epifani, sintetizza il ruolo del
sindacato. La vicenda Alitalia è la cartina tornasole del declino che investe
il sindacalismo italiano. Quando un sindacato perde di vista la sua missione
sociale, ossia salvaguardare al meglio il lavoratore, quindi optare
doverosamente nella peggiore delle ipotesi per il male minore,
contemporaneamente perde il suo ruolo di interlocutore. Ma il sistema Italia è tarato
su una funzione "dopata" del sindacato. In nome dell'unità sindacale
sembra che possano essere sacrificati i destini di famiglie e lavoratori.
Accade così che una minoranza riesca a monopolizzare la conduzione e l'esito di
una trattativa fondamentale per il panorama economico complessivo del Paese. Le sinergie tra le burocrazie sindacali infatti non sempre
rafforzano il ruolo del lavoratore durante una qualsiasi contrattazione. Nessun
lavoratore, sia esso pubblico o privato, ha mai goduto di ammortizzatori
sociali simili, per durata ed entità, a quelli previsti dal piano esuberi per
Alitalia. Nonostante ciò, una parte del sindacato italiano, nello
specifico la Cgil, ha posto il veto facendo saltare la trattativa e con essa
mettendo a rischio il futuro occupazionale di migliaia di lavoratori. È chiaro
che alla base di un simile cinismo c'è un evidente ragionamento politico,
ingiustificabile persino durante una campagna elettorale. Alla luce della
frattura intervenuta tra Cisl, Uil e Ugl da una lato e Cgil dall'altro, il
rinnovo del modello contrattuale preannuncia uno scenario carico di difficoltà.
Ben vengano gli eventuali aumenti unilaterali in quanto aiuteranno di certo i
lavoratori a riappropriarsi di una parte di quei diritti che la politica
travestita da sindacato finisce per erodere. Il sindacato se vuole uscire da
questa rapida discesa verso il declino deve privilegiare la sussidiarietà e
mettere nel cassetto i pregiudizi politici. Francesco Pasquali.
( da "Avanti Online" del 25-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
“Allarme
Mediterraneo” Doni e prestiti sono sempre più inefficaci Giovedì 25 Settembre
08 Grants e soft loans europei rivestono ancora un ruolo importante nel
finanziamento dei progetti infrastrutturali nei Paesi del Nord Africa, ma sono
sempre più in competizione con i petroldollari che i fondi sovrani dei Paesi
del Golfo fanno affluire nell'area.In un contesto in cui il dono non è più una
prerogativa esclusivamente occidentale o europea, esso rischia di essere
inefficace sia dal punto di vista politico che economico. Inefficace dal punto
di vista politico, sia perché annacquato da interventi provenienti da Paesi
arabi, sia perché, laddove veicolato tramite l'Unione europea, non sempre è
espressione di un interesse politico univoco, soprattutto quando è frutto di
una mediazione che non raggiunge la sintesi. Allo stesso tempo il dono rischia
di essere inefficace dal punto di vista economico, perché non coglie il duplice
obiettivo di giovare all'economia del Paese che lo riceve e a quella del Paese
che lo eroga.Il grant per essere utile economicamente dovrebbe innanzitutto
favorire stabilmente la crescita economica del Paese che lo riceve, e questo
tenderebbe a privilegiare le opere infrastrutturali rispetto ai microprogetti.
In nessun caso, il dono dovrebbe servire ad alimentare le
inefficienti burocrazie dei Paesi emergenti. Ma un dono efficace dal punto di
vista economico dovrebbe anche giovare alle imprese del Paese che dona, che
dovrebbero essere chiamate a realizzare le citate opere infrastrutturali.Alcuni
dei Paesi europei lo hanno già capito, costituendo apposite agenzie di
sviluppo, come l'Agencie française de développement, il cui dono è
destinato a coprire una parte dell'infrastruttura da realizzare in Nord Africa,
rappresentando di fatto un volano per le banche e le imprese francesi che
rispettivamente completeranno il finanziamento e la realizzazione dell'opera.
Si consideri ad esempio il caso dell'Egitto, dove guarda caso la citata Agenzia
francese ha recentemente aperto un ufficio operativo. L'Unione europea,
nell'ambito del proprio programma di cooperazione con tale Paese, ha previsto,
nel periodo 2007-2010, un impegno complessivo di 558 milioni di euro, di cui 58
allocati per sussidiare gli interessi sui prestiti che, nello stesso periodo,
saranno erogati dalla Banca europea degli investimenti (stimati in 250-300
milioni di euro) per la realizzazione di infrastrutture nei settori trasporti,
energie rinnovabili e ambiente. Quanti dei suddetti 558 milioni di euro saranno
destinati a opere che realizzeranno imprese europee? Pochi. E quanti ad opere
realizzate da imprese italiane? Forse ancora meno. L'eccessiva distanza fra chi
dona (cioè, in ultima analisi, i singoli Stati europei) e chi riceve (le
economie del Nord Africa) non consente di raggiungere l'obiettivo. I primi
segni di un cambiamento di rotta si possono però cogliere anche in Italia: lo
storico accordo firmato con la Libia, che prevede un dono da 5 miliardi di euro
in 20 anni, oltre ad essere finalizzato a combattere l'immigrazione
clandestina, è destinato alla realizzazione da parte di imprese italiane di
opere infrastrutturali. Inoltre, lo stesso ministro degli Esteri, Franco
Frattini, stando a quanto dichiarato lo scorso luglio durante la conferenza
Euromediterranea, avrebbe intenzione di rendere più efficaci, politicamente e
economicamente, i doni. In tale scenario, l'Italia dovrebbe giocare un ruolo di
primo piano (e non solo per ragioni di vicinanza geografica con i Paesi Nord
Africani). Si potrebbe allora pensare di creare anche da noi un'Agenzia di
sviluppo "alla francese", ad esempio modellando opportunamente
l'Istituto del commercio estero; oppure si potrebbe cercare di aumentare il
nostro peso a livello europeo, chiedendo a gran voce una maggiore
collaborazione tra la Banca europea degli investimenti e il sistema bancario
italiano. Alfonso Siano.
( da "Gazzettino, Il" del 25-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
La
ricchezzaTuttavia, se il loro andare ha portato benessere e gioia di vivere in
tanti paesi dei quattro continenti, dove più della metà degli emigranti si sono
insediati in via definitiva, il loro tornare, sul finire degli anni Sessanta
del Novecento ha garantito al Nord Est le condizioni per realizzare quella
grande trasformazione che ha diffuso industrie e ricchezza in due regioni a
lungo caratterizzate da povertà. Chi è rimasto nelle Patrie nuove ha beneficato
col suo lavoro Brasile e Argentina, Australia e Canada, Svizzera e Belgio,
Francia e Germania. Chi è tornato, portandosi dietro il capitaletto accumulato
risparmiando all'osso, sul necessario e su un minimo di superfluo, nonché
quanto aveva imparato, in tecniche e comportamenti, nel mestiere svolto in
emigrazione, ha dato infine sfogo alla sua vocazione imprenditoriale
partecipando alla rivoluzione delle fabbriche. Quanto artigianato, quante
aziende piccole, medie e grandi del presente, sono figlie dell'emigrazione
veneta e friulana! Per cui, ritornando ai commenti sulla fuga dei cervelli,
bisogna dire che il problema non è tanto lo stimolo a cercare di confrontarsi
con l'esperienza altrui, sollecitati dalle innovazioni che altrove godono del
sostegno abbondante dei governi. Ottima cosa sperimentare nei laboratori più
avanzati. La questione, piuttosto, è se a questa scelta di libertà consegue
l'allontanamento definitivo dai nostri paesi. Il passaggio da emigrazione
temporanea a emigrazione definitiva di persone giovani, qualificate, curiose,
intelligenti, diventa una sottrazione di futuro per tutta l'Italia, e , se se
ne vanno oltre Atlantico, per l'intera Europa, trattandosi di risorse umane che
costituiscono il patrimonio sul quale potrebbe contare l'Unione. Allora, senza
mancare di rispetto alla libertà del singolo, che ha comunque il diritto di
dirigersi ovunque pensi di vedere premiata la sua voglia di fare, senza pagare eccessivo dazio alle burocrazie e ai nepotismi
universitari, il fenomeno va studiato a fondo nelle cause. Individuando i
meccanismi del richiamo. Che in primo luogo sono costituiti da incentivi capaci
di assicurare maggiore libertà di ricerca, retribuzioni vincolate al merito,
liquidazione delle strutture gerarchiche di stampo feudale, che
sopravvivono nelle università più facilmente che nelle aziende. Indirettamente
tutti, di qua e di là dell'Oceano, riceviamo straordinari benefici dal lavoro
italiano all'estero quando si applica a campi di ricerca di valore universale.
Uno per tutti, il computer, presente in quasi tutte le case e gli uffici,
grazie al microchip di Federico Faggin, l'ingegnere vicentino laureato a Padova
che vive da decenni in California. Se ne andò negli anni Settanta da Milano,
allettato dalla voglia di mettersi alla prova e da una proposta difficilmente
ricusabile. Ma scelse di lavorare negli Stati Uniti anche perché la città
lombarda, come il resto d'Italia, stava attraversando una stagione turbolenta,
di deliri ideologici inconcludenti e sanguinosi. Cercava attenzione e rispetto
per la dignità del suo lavoro. L'ha trovata, e se mai ritornerà nel Vecchio
Continente sarà per ricevere il Premio Nobel. L'esempio ci dice quanto siano
importanti per trattenere, come per far tornare le migliori intelligenze, le
condizioni generali e non solo le prospettive di carriera offerte ai
ricercatori. Una buona qualità della vita le prevede entrambe, e bisogna dire
che se in Italia, particolarmente nel Nord Est, certi risvolti nei rapporti
umani, nella socialità, nella cura della persona, nella convivialità, sono
migliori che in altre parti del mondo, le turbative burocratiche, le eccessive
pastoie sindacali, le incertezze decisionali nella politica, appesantita da
incrostazioni arcaiche, concorrono a disegnare un quadro poco invitante,
sbiadito nella coscienza collettiva e continuamente tentato dal tirare a
campare.Ulderico Bernardi.
( da "Sicilia, La" del 25-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Aperta della
Confederazione artigiani per chiedere di salvare la
realizzazione della struttura A Scoglitti la burocrazia è off limits per i diversamente abili. Il circolo di An è pronta
a sostenerne le ragioni in sede di consiglio comunale e di quartiere. Lo
promettono Nunzio Battaglia, Francesco Trama e Nino Nicosia. "Chiediamo -
asseriscono - che da parte dell'amministrazione comunale vengano posti in essere
gli strumenti per l'abbattimento delle barriere architettoniche negli
uffici comunali affinché diventino realmente a misura d'uomo". "Allo
stato attuale - rimarcano i rappresentanti consiliari - purtroppo gli uffici
comunali per i diversamente abili rappresentano un reale e diffuso
limite". Pronti dunque a "combattere", tuttavia Nicosia, Trama e
Battaglia considerata "la delicatezza dell'argomento che non consente toni
aspri" preferiscono accantonare ogni vis polemica appellandosi invece alla
"sana umanità". "Invitiamo gli amministratori - dicono - ad
essere uomini illuminati di civiltà fuggendo da sterili manifestazioni
propagandistiche. Chiediamo loro di ascoltare il grido silenzioso di chi sente
amplificarsi il proprio disagio. La cosa fondamentale è capire che bisogna
formare nella cittadinanza una nuova consapevolezza rispetto ad un tema che
riguarda tutti i cittadini e non solo in forza di un doveroso senso di
solidarietà nei confronti di chi è portatore di una qualsiasi forma di
limitazione delle proprie abilità. Siamo consapevoli che l'argomento intercetta
l'operato di diversi assessorati e per questo occorre essere più accorti".
D. C.
( da "Sicilia, La" del 25-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Marina marza Ieri
sopralluogo per i canali di scolo g.f.) Le prime piogge sono servite a
sottolineare la sterilità delle polemiche legate alle determinazioni e alle
modalità della convocazione della Commissione consiliare sui canali di scolo
della zona Marina Marza, una zona sotto l'aspetto idrogeologico in grado di
creare sempre disagi, problemi, danni all'attività agricola. Bisogna guardare prima di ogni caso ai fatti e non alla burocrazia. E al di là dei lavoi della
commissione consiliare ieri sono stati effettuati sopralluoghi con l'assessore
Luigi Ruffino per verificare lo stato dei luoghi e programmare eventuali
interventi.
( da "Stampa, La" del 25-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
La storia L'Anas
deve versare 17 mila euro Aspettano ancora i soldi per l'esproprio di 20 anni
fa MAURO PIANTA BORGONE DI SUSA Sono passati più di vent'anni da quando, nel
lontano 1987, la società di costruzioni Costantino Rozzi Spa (sì, proprio lui,
l'indimenticato e pirotecnico presidente dell'Ascoli Calcio), su mandato
dell'Anas, faceva partire i lavori per collegare due strade statali
all'ingresso del paese: la 25 e la 24. Lì, in quell'incrocio che oggi tutti
chiamano "nodo di Borgone", c'erano alcuni terreni di privati
cittadini che la Rozzi Spa, per poter allargare adeguatamente l'area, dovette espropriare.
Cosa che, puntualmente, avvenne. Ora, tenete a mente le date. È il 1987: l'anno
delle litigate fra Craxi e De Mita, dei referendum sul nucleare, l'anno in cui
Morandi, Ruggeri e Tozzi vincono il festival di Sanremo con la canzone "Si
può dare di più". Nel Napoli gioca un certo Diego Armando Maradona e
infatti i biancazzurri vincono il loro primo scudetto della storia. È l'anno
della morte di Claudio Villa, il "reuccio" della canzone italiana. A
Borgone, invece, cominciano gli espropri e partono i cantieri. I lavori, dopo
qualche anno, terminano. Nel frattempo, però, la Rozzi Spa fallisce. L'Anas,
che avrebbe dovuto rimborsare l'impresa appaltatrice per gli espropri, si trova
a dover pagare direttamente i proprietari. Risultato: nell'anno di grazia 2008
per quegli antichi espropri ci sono 12 famiglie del condomino (ex casa Gescal)
di via Dei Gravé 2 che devono ancora ricevere 9 mila euro e la figlia del
proprietario - nel frattempo deceduto - di un terreno industriale che avanza
altri 3.400 euro. In tutto fanno poco più di 12 mila euro. Senza contare i
condomini degli stabili al numero 26, al 28 e al 30 di via Tarro Boiro che, a
loro volta, hanno chiesto un rimborso di 5 mila euro per il ripristino della
recinzione del cortile comune. A conti fatti, l'Anas ha verso queste famiglie
un debito di circa 17 mila euro. Cifre tutto sommato modeste? "Non è
questo il punto", sbotta Alessandra Valz Brenta, 62enne di San Didero.
"È una questione di giustizia: se fosse accaduto il contrario state
tranquilli che quei soldi avrei dovuto scucirli subito. Il terreno industriale
di mio padre, del resto, loro lo hanno acquisito immediatamente. E vero che
l'acconto è giunto in tempi brevissimi, ma all'appello mancano ancora 3.400
euro. E di questi tempi, mi creda, una cifra così fa piuttosto comodo".
Nel 1988 i condomini di via dei Gravè 2 ricevettero l'equivalente di circa
3.500 euro. Restano i famosi 9 mila. Osserva Paolo Curzola, l'amministratore
dello stabile in questione: "Quella gente aspetta da anni, si sente presa
in giro, ormai ha perso le speranze. Ogni due o tre anni i funzionari dell'Anas
danno per imminente il risarcimento, poi non si fanno più sentire. E dire che
quelle famiglie non navigano certo nell'oro...". Paolo Alpe, vice-sindaco
di Borgone, è l'uomo che in tutto questo tempo ha continuato a tenere i
contatti tra coloro che attendono gli indennizzi e l'Anas. "Non c'è
dubbio, è una storia assurda - commenta Alpe - uno dei più
classici esempio di mala-burocrazia. Il fatto che le cifre non siano così consistenti, poi, non
significa nulla: anzi, rende il tutto ancora più odioso. Pensare che quando da
amministratori facciamo un esproprio, paghiamo il dovuto entro la conclusione
dei lavori". Che, di solito, durano un po' meno di vent'anni.
( da "Gazzetta di Modena,La" del 26-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Finale. E' stato spostato
in via per Ferrara il ripetitore di cui si era occupato il Tar Tolta l'antenna
dal centro sportivo Resta invece il traliccio Telecom in via Cassetti FINALE.
Una lunga battaglia, combattuta anche a suon di carte bollate e trattative
serrate. Alla fine però l'antenna telefonica installata al centro sportivo è
stata trasferita in via per Ferrara, mentre quella vecchia è stata smantellata.
L'amministrazione può così dirsi soddisfatta per aver eliminato una
problematica ambientale nell'area che vede la presenza delle nuove scuole per
l'infanzia e delle elementari. Resterà invece attivo il ripetitore del
quartiere ovest. Nel
( da "Alto Adige" del 26-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il comandante
provinciale Claudio Di Gregorio ha fatto il punto sulla sezione aerea e sul
soccorso alpino Ricerca in montagna, Finanza in prima linea Oggi sarà
illustrato il funzionamento dell'Arva: dal 2009 rileverà i suoni Nella giornata
odierna è attesa la visita del comandante regionale Attardi BOLZANO. Le ultime
novità sulla realizzazione della nuova caserma della sezione area della Guardia
di finanza e la presentazione (quest'oggi) del nuovo apparecchio Arva, che
consente di individuare le persone disperse a 3/4 metri - ma anche di sentire i
suoni fino a
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 26-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
OFFLAGA. Le reazioni
e i commenti dopo la presa di posizione del presidente della Regione Lombardia
contro il progettato impianto. Una mozione della Lega "Il no alla centrale
sia nero su bianco" di Pietro Gorlani Tanto lunga è stata la battaglia dei
Comitati contro la realizzazione della centrale di Offlaga, tanto breve è la
strada per la bocciatura definitiva del progetto. Dopo la presa di posizione
netta del presidente Formigoni ("in Lombardia non c'è bisogno di altre
centrali termoelettriche") la stralcio definitivo dell'iter procedurale
per l'approvazione dell'impianto pare davvero essere fissato giovedì prossimo,
2 ottobre): nella riunione al ministero dell'Ambiente per il rilascio dell'autorizzazione
integrata ambientale la Regione sarà chiamata ad esprimersi ma "il
giudizio sarà negativo", secondo quanto ha anticipato l'assessore
regionale ai servizi di pubblica utilità Massimo Buscemi l'altro ieri in
commissione regionale Ambiente. IL PRESSING dei 48 sindaci, dei politici
bresciani (non tutti), associazioni ambientaliste e manifestazioni hanno dato i
tanto attesi frutti, portando i vertici del Pirellone ad una decisione che non
era affatto scontata. Basti ricordare due episodi: nel 2003 il piano regionale
dell'energia dichiarava la necessità di installare altri 2mila megawatt in
Lombardia (quindi altre 3 centrali); l'8 agosto 2003 la giunta Formigoni
dichiarò Offlaga tra i siti da realizzare prioritariamente (insieme a Bertonico
e Spinadesco). Una decisione talmente importante che sono in molti a voler
vedere un documento ufficiale che dichiari la fine del progetto. È anche per
questo che ieri Enio Moretti, consigliere regionale della Lega Nord, ha
presentato una mozione per impegnare la giunta nero su bianco "ad opporsi
con tutti gli strumenti in proprio possesso alla costruzione della centrale di
Offlaga, negando per tutti i motivi in premessa le eventuali autorizzazioni
necessarie; ad attivarsi, presso le autorità centrali, affinché sia chiaramente
ribadita la contrarietà della Regione Lombardia e delle amministrazioni locali
alla costruzione della centrale". AD OGNI MODO il 2 ottobre a Roma ci
saranno tutti: Regione, Provincia e Comune di Offlaga. "Sappiamo che la
riunione Aia è molto tecnica - spiega il sindaco di Offlaga Ferdinando Moretti
- e ci attendiamo una tappa interlocutoria ma speriamo vivamente che la Regione
metta la parola fine alla vicenda, dicendo no una volta per tutte, senza
bisogno di dover fare un'altra conferenza dei servizi". Amara la
riflessione dell'assessore provinciale all'Ambiente Enrico Mattinzoli. Anche se
contrario all'impianto sin dal 2003, da quando fece stilare ai professori
Alberto Clò e Davide Pastorino lo studio Rie per dimostrare che la nostra
provincia aveva una potenza elettrica installata in grado di soddisfare la
richiesta di picco e quindi non servivano centrali termoelettriche, ribadisce
"l'assurdità dei tempi di risposta della burocrazia. Gli acciaieri hanno dovuto
aspettare 6 anni per capire che non possono avere la loro centrale; non era
meglio dirglielo subito? Si sarebbero indirizzati altrove. Invece no: tecnici e
politici di Provincia, Comune e Regione sono volati a Roma 40 volte in 6 anni,
con un dispendio di soldi pubblici che sarebbe tutto da calcolare. Chi
nel governo sta lavorando alla semplificazione della burocrazia
dovrebbe tenere conto di queste cose".
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
26-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Lettere &
Opinioni Pagina 348 I genitori protestano: a giugno ci avevano assicurato
stabilità Trasloco a sorpresa per gli scolari "Sciopero" in terza
elementare I genitori protestano: a giugno ci avevano assicurato stabilità
--> Siamo un gruppo di genitori di Settimo San Pietro. I nostri figli
frequentano la terza elementare. Una settimana prima che incominciassero le
lezioni, ci è stato comunicato che la loro classe sarebbe stata trasferita
dalla via Lussu a un'altra sede in via Sardegna. Eppure il dirigente scolastico
in carica lo scorso anno ci aveva assicurato a fine giugno che non avremmo
lasciato la vecchia scuola. Nella nostra classe c'è un bambino diabetico,
insulino-dipendente. Il suo "handicap grave" è stato riconosciuto in
base alla legge 104/92: durante le lezioni, la mamma deve intervenire più volte
per il controllo glicemico e la somministrazione di farmaci. Il trasferimento
le rende più difficile raggiungerlo tempestivamente. Ci sono altre situazioni
di disagio documentate. Per esempio, una madre affetta da sclerosi multipla che
ha difficoltà a raggiungere una scuola più distante. Abbiamo chiesto soluzioni
al nuovo dirigente scolastico. Ieri, finalmente, ci è arrivata una
comunicazione che motiva il trasferimento con "necessità organizzative e
di gestione delle risorse umane e strutturali" e con l'esigenza che le
classi terze, prima separate, vengano "accorpate modularmente e che le classi
facciano un percorso educativo didattico analogo e parallelo". Si aggiunge
inoltre che è necessario consentire a tutti gli alunni di fruire di entrambe le
strutture (a vantaggio di chi? Le aule dei nostri bambini sono rimaste vuote).
Il dirigente si dice consapevole delle nostre difficoltà e ci ricorda che in
entrambi i plessi operano sei classi. Ci chiediamo a che servano queste
non-risposte in burocratese. Prendiamo atto che tutto viene preso in
considerazione, tranne ciò che è veramente importante: i nostri bambini. È
impossibile comunicare con chi non vuole ascoltare. E i nostri figli non
entreranno in classe sinché qualcuno a scuola non ci riterrà degni di vere
risposte. ROSY RANDAZZO Rappresentante dei genitori di terza B Grazie della
denuncia. Non è difficile immaginare che per la burocrazia scolastica sia tutto
regolare, che ogni carta abbia il timbro giusto. Nella scuola italiana, le
forme sono sempre rispettate. Nella sostanza, non si capisce in che cosa
consista il diritto di scelta dei genitori, che è l'altra faccia dell'autonomia
scolastica, se le decisioni di giugno sono inutili a settembre. Non
succede solo a Settimo, e questo non è consolante. (d. p.).
( da "Stampa, La" del 26-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Reportage
I tempi lenti della burocrazia Dalle Poste, all'Inps, all'anagrafe
centrale la mattinata in fila per migliaia di torinesi ANDREA ROSSI Sbucano dal
portone con il volto stravolto dalla rabbia, perché non hanno risolto nulla,
sconfitti dalla burocrazia. O sfatti, come reduci da una
fatica immane.
Altro che elogio della lentezza. Andatelo a dire a chi si è fatto quattro ore
di coda per avere un certificato di residenza. Oppure ci ha messo tre giorni -
tra attese e disguidi - per rimediare a quella volta che ha sbagliato a versare
i contributi. O ancora è stato "rinchiuso" per tre ore dentro una
segreteria - portone sbarrato per non alimentare la fila oltre l'orario -
perché aveva bisogno di informazioni su esami e corsi universitari. Una città
in coda, ma solo al mattino, perché al pomeriggio si chiude. Sbuffano, imprecano,
cercano di fregare chi è davanti e avanzare qualche minuto. Si indignano e se
ne vanno prima che scocchi il loro turno. O resistono. Prendete la signora
Gabriella Pugliese. Dieci e un quarto, cortile dell'anagrafe centrale in via
della Consolata: cane ancorato con guinzaglio alla panchina nel giardino,
giornale aperto. "Ho bisogno del certificato di residenza. Sono arrivata
tre quarti d'ora fa, ho il numero 86. Alle nove e mezza erano al 29; cinque
minuti fa, l'ultima volta che ho controllato, al 40". Dentro la ressa:
pratiche, fogli, sportelli, addetti che corrono da un ufficio all'altro, voci e
lingue diverse che si accavallano, occhi al cielo, giornali usati come
ventaglio, sbadigli, rassegnazione. Non una sedia libera, decine di persone in
piedi, alcune fuori, "a prendere aria". Gabriella si è fatta due
conti: "Di questo passo prima delle due non se ne parla. Meno male che non
lavoro". Tempismo quasi perfetto: il certificato arriva all'una e mezza.
"Avrei avuto il tempo di leggere due volte il giornale dalla prima
all'ultima pagina". C'è poco da lamentarsi: qualcuno si sobbarca ore di
attesa senza risolvere le sue magagne. Costretto a ripetere la trafila. E
magari assentarsi dal lavoro. Elena Mariella esce quasi di corsa, ogni passo
una maledizione verso la burocrazia. Ha le sue buone
ragioni. "Alle otto meno dieci ero qui fuori. Gli uffici aprono alle 8,15,
volevo essere sicura di non aspettare molto perché ho dovuto prendere un
permesso lavorativo". Se l'è cavata in due ore appena. Contenta? "Macché,
tutto da rifare: devo tornare domani perché mancava un documento". Quindi?
"Un'altra mattinata persa. E un altro permesso da chiedere al mio datore
di lavoro". Quando si lavora in proprio la faccenda si complica. "Tre
giorni". Fuori dalla sede dell'Inps di via XX settembre, Carlo Misserianni
ripete due parole come fosse un mantra. "Tre giorni che, anziché lavorare,
mi sbatto da un ufficio all'altro". Ha sbagliato a versarsi i contributi.
"Un disguido", dice, "mica l'ho fatto apposta". Prima tappa
l'Inail di corso Giulio Cesare. "Un'intera mattina ad aspettare. Quando è
arrivato il mio turno mi hanno detto che dovevo andare all'Inps". Ci è
andato, "ma era una sede periferica e l'addetta mi ha spiegato che per la
mia pratica era competente la sede centrale". Ed eccolo, alle dieci e
mezza con quaranta persone davanti. Fuma, all'orizzonte un'altra mattina
gettata via. "A mezzogiorno devo andare a prendere i bambini a scuola;
dovrò tornare per l'ennesima volta". Domenico D'Agostino è tornato sei
volte, ma alla segreteria della Facoltà di Lettere dell'Università. "Tutto
per un cambio di facoltà: da Storia a Giurisprudenza. Ogni volta ne mancava un
pezzo; ogni volta toccava rifare la fila da capo". E non è questione di
minuti, soprattutto ora che l'anno è appena cominciato e i dubbi sembrano
essere molti. A venti minuti dall'orario di chiusura (ore 11) la segreteria
studenti è un groviglio di corpi e zaini poggiati a terra. Nessun numero, qui
la fila si fa piantonando la postazione. E il serpentone, visto lo spazio
angusto, prende forme bizzarre. "Uno dovrebbe evitare Scienze della
Comunicazione solo per la segreteria", dice Anna Maria Scarfone. A
giudicare dall'orda che incombe sull'unica addetta allo sportello non ha tutti
i torti. "È così tutto l'anno. Il problema è che su Internet certe
informazioni non le trovi, tocca venire qui". Raccontate e commentate on
line le code che vi hanno innervosito di più: www.lastampa.it/torino.
( da "Eco di Bergamo, L'" del 26-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Eugenia, operaia
ucraina, portata in tv dalle amiche Per Eugenia doveva essere un viaggio-premio
a Roma con le due amiche del cuore. Una vacanza che doveva concludersi
mercoledì sera con una cena di gala. Così, infatti, le avevano detto Margherita
e Angela, le due compagne di viaggio di Brembilla. E invece, l'altra sera, si è
ritrovata a fianco di Raffaella Carrà negli studi Rai di Roma, nel bel mezzo
della trasmissione "Carramba! Che fortuna". E, in diretta tivù, dopo
due anni e mezzo di lontananza, ha potuto riabbracciare i tre figli
universitari Jana, Ivan e Nasar. Era il regalo che le "signore dei
ravioli", di cui fa parte anche Eugenia, volevano farle, e sono riuscite
nell'intento. Eugenia (così è chiamata a Brembilla, ma il suo vero nome è
Yevheniya Shushnyak) è una signora ucraina, in Italia dal 2000 per lavoro,
prima come badante, ora come operaia in una falegnameria di Brembilla. La sua
storia è arrivata mercoledì in televisione, grazie alle sue amiche. E grazie a
loro e a Raffaella, Eugenia ha potuto rivedere i tre figli. "Fino
all'ultimo Eugenia non ha sapeva il vero motivo del viaggio nella capitale ?
spiega Andrea Pesenti, tra i promotori della sorpresa ?. L'abbiamo convinta ad
andare a Roma dicendo che l'amica Margherita Giupponi aveva vinto un viaggio
premio e con lei sarebbe andata anche mia mamma Angela Rinaldi. Con la scusa
della serata di gala l'hanno portata dal parrucchiere e l'hanno vestita
elegante, e poi sono andate tutte e tre in trasmissione". E qui, Raffaella
già all'inizio della puntata, si è messa a parlare di ravioli bergamaschi,
preannunciando la storia che avrebbe raccontato. Finché davanti alle telecamere
ha chiamato proprio un'emozionatissima Eugenia. Raccontando la sua storia.
Sposata in Ucraina con un medico, da cui ha avuto tre figli, dal 1997 al 2000
Eugenia lavora come infermiera all'ospedale di Litovezn. Ma la situazione
economica della famiglia non è delle migliori (il marito guadagna 150 euro al
mese) e un giorno viene convinta da una coppia tedesca a raggiungere la
Germania. Qui Eugenia lavora come donna di servizio mentre il marito fa il
muratore. "Tutto però cambia di nuovo con la decisione di tuo marito di
tornare in Ucraina ? racconta Raffaella ?. La tua strada e quella di tuo marito
si dividono e tu decidi di venire in Italia ? dove arrivi con un permesso di
soggiorno temporaneo che diventa definitivo nel 2003. Solo allora puoi
finalmente tornare in Ucraina e rivedere i figli". Intanto Eugenia fa la
badante da una signora di Blello, mentre dal 2001 al 2005 accudisce Giovannina
Locatelli di Brembilla. Eugenia si integra bene in paese, conosce il
"Gruppo dei ravioli" e con loro si trova ogni settimana a prepararli per
la parrocchia. Ma in lei resta sempre il desiderio di
rivedere i figli che burocrazia e motivi economici tengono lontani da ormai più di due anni.
"La vita di Eugenia ? ha continuato la Raffaella nazionale ? in questi
anni è stata un continuo alternarsi di gioie e dolori. L'anno scorso hai dovuto
affrontare anche una difficile operazione in ospedale. Non hai voluto
avvisare i tuoi figli se non una volta superato questo momento, proprio per non
dare preoccupazioni ai tuoi famigliari che non potevano permettersi il viaggio
in Italia". Fino alla sorpresa dell'altra sera in televisione e
all'abbraccio con Jana, Ivan e Nasar che ora resteranno a Brembilla con mamma
Eugenia per una quindicina di giorni. Finalmente riuniti. Silvia Salvi.
( da "Stampa, La" del 26-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Gure lente e intimidite
che varcano la porta a vetri, c'è anche male di vivere: insicurezza,
solitudine, malinconia, paura. Come il parroco, il sindaco e il maresciallo, il
farmacista è sempre stato, nei paesi della campagna, punto di riferimento e
confessore di vite, meno inquietante degli altri perché "dottore".
Nelle grandi città anche, ma più in grigio, frammento di un mosaico. Adesso, a
Torino, città d'avanguardia sociale, uomini e donne in camice tra gli scaffali
e i prodotti galenici diventano protagonisti e testimoni di chi ha volte non sa
raccontarsi negli uffici o ai centralini con la voce registrata che spiega
quale tasto premere, secondo l'esigenza, mentre hai fretta di dire soltanto a
qualcuno quello che hai visto o subìto o pianto. Hanno fatto un accordo farmacisti
e vigili urbani perché il Comune di Sergio Chiamparino diventi sbocco degli
infiniti rivoli di realtà narrati - per sfogo o per caso, per parlare con
qualcuno o per vergogna - ai camici bianchi oltre la vetrina. Non vedo la
signora Maria da due mesi", "c'è sempre quel tizio sotto casa, mi
mette paura, forse vende la droga ai ragazzi", "hanno massacrato
tutte le panchine dei giardini", "un gruppetto di giovani prende in
mezzo un ragazzino fuori scuola, ma io non posso dirgli niente, cammino
zoppicando", "ci sono i cassonetti pieni", "ce n'è pure uno
bruciato", "davanti alla portina c'è una macchina tutta ruggine da
tre mesi". In farmacia - facendo la coda o guardando negli occhi chi sta
dietro il banco - c'è lo sfogo della città umile, che ha
paura di burocrazia,
formalità, dei "come si chiama", c'è il villaggio-quartiere che vede
tutto a sua misura così come i bambini piccoli vedono tutto secondo la loro
statura. Partire dal basso prima che dall'esercito, bell'esperimento. Il gioco
di scambio delle informazioni incomincia il primo giorno d'ottobre in quindici
punti, uno per quartiere. Con l'anno nuovo a scoprirsi ascoltata nel suo
doloroso minimalismo sarà tutta Torino, 280 farmacie. Prima di morire, il
grande Cesare Musatti, padre della psicoanalisi freudiana rigorosa in Italia,
disse: "Vai alla fermata del tram, sali, siediti e ascolta una vecchina
cui nessuno dà mai retta. Avrai fatto molto anche per la psicoanalisi".
Qui non è però solo ascolto. I vigili entreranno a ore diverse, in giorni
casuali, con i loro moduli: atteggiamenti criminali, degrado urbano, diversità
(dai nomadi ai bulli), persone in difficoltà. Sbarreranno qualche casella,
scenderanno nel dettaglio, scriveranno tre righe su luogo, problema, frequenza.
E dovranno rispondere. "Ero il comodo dottor Meyers del buon cuore",
dice un personaggio dell'Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters. Qui
sono camici e uniformi, esperimento di un telefono senza fili per dare una
pozione ai piccoli grandi mali della città.
( da "Stampa, La" del 26-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
'NDRANGHETA COMUNE
REPORTAGE IL LABIRINTO DELLA BUROCRAZIA TRA FOGLI, RISPOSTE
MANCATE E SPORTELLI CHIUSI CONSEGNATO IL PRESTIGIOSO RICONOSCIMENTO
INTERNAZIONALE All'interno EFFETTO BRUNETTA IN FACOLTÀ Cupola della coca
chiesti 200 anni di carcere "Se la Tav resta nel programma Rifondazione
esce" Tra le code quotidiane 4 ore per un certificato La Michelin ci
regala tre stelle Alla crociata di Torino Spiritualità Pubblicazione
degli stipendi Rivolta in Regione "Molti non capiscono l'utilità dell'on
line" Giuseppe Legato Servizio Poste, università, anagrafe e Inps: la fila
non finisce mai Scontro fra Curia e organizzatori "Il cardinale invitato
non ha mai risposto" Francia e Martinengo Maurizio Tropeano Giovanna Favro
All'anagrafe, alla posta, all'Università, all'Inps o all'Inail, la scena è
sempre la stessa: una coda infinita. Un nostro cronista ha passato due
mattinate tra le file della città. Altro che elogio della lentezza. Andatelo a
dire a chi si è fatto quattro ore di coda per avere un certificato di
residenza. Oppure ci ha messo tre giorni - tra attese e disguidi - per
rimediare a quella volta che ha sbagliato a versare i contributi. O ancora è
stato "rinchiuso" per tre ore dentro una segreteria - portone
sbarrato per non alimentare la fila oltre l'orario - perché aveva bisogno di
informazioni su esami e corsi universitari. Una città in coda, ma solo al
mattino, perché al pomeriggio si chiude. Sbuffano, imprecano, cercano di
fregare chi è davanti e avanzare qualche minuto. Si indignano e se ne vanno
prima che scocchi il loro turno. O resistono Andrea Rossi A PAGINA 64 Pioggia
di stelle nel cielo di Torino. Tre in tutto, il numero perfetto per accedere al
firmamento della Guida Verde Michelin, dove le città più blasonate si
contendono l'attenzione dei visitatori italiani e stranieri. Ieri sera, nella
cornice del Museo del Cinema, la festa per la città con Ugo Nespolo che ha
donato un quadro con la Mole e le tre stelle (nella foto). Servizio A PAGINA
83.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 26-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-09-26 - pag: 16 autore: "La
lettura ritorni investimento" di Stefano Salis G li editori puntano tutto
sui giovani. Dopo avere provato a chiarire che c'è una stretta correlazione tra
benessere economico e indici di lettura e avere chiesto a gran voce un forte
sostegno pubblico per incentivare alla familiarità con il libro, la terza
edizione degli Statigenerali(aRoma, il1Úe2ottobre) accenderà un faro sul
bisogno di creare lettori, a partiredalle fasce più giovani d'età. è la terza
volta (ogni due anni, dal 2004) che l'Associazione italiana editori s'impegna a
illustrare la realtàdella lettura nel nostro Paese (indici sempre inferiori dei
nostri omologhi europei...). Mai risultati, nonostante gli sforzi degli
editori, non si vedono.Anzi:quest'anno gli editori sono finiti nell'occhio del
ciclone per la questione del prezzo dei libri scolastici (una polemica
costruita maldestramente e con molta demagogia) e si sono appena
"beccati", oltre alle indagini antitrust, un decreto che vieta di
cambiare i testi prima di cinque anni. A guidare l'Associazione (tra i
fondatori di Confindustria), che con 420 iscritti rappresenta il 90% degli
editori italiani, da ben 12 anni è Federico Motta, 53 anni, milanese,
inappuntabile eleganza d'altri tempi,giunto all'ultimo mandato (scadenza
primavera 2009) in Italia, ma recentemente eletto a capo degli editori europei.
"Arriviamo a questi Stati generali – spiega con la solita calma, che non
nasconde la fermezza delle posizioni – in una situazione di grande stanchezza.
Siamo stanchi di questo trascinamento di vicende che non si sbloccano e per le
quali non si vede un punto d'arrivo. Questo non vuol dire che non faremo
sentire ancora una volta la nostra voce". "Non è vero, però, che gli
Stati generali non abbiano prodotto esiti tangibili – controbatte, se gli si fa
la domanda –. Intanto perché servono a dare un senso al nostro lavoro, a
ricompattarci come associazione, a riaffermare l'orgoglio e la dignità del
nostro settore industriale. E oggi gli editori italiani contano di più e
siedono a tutti i tavoli internazionali dove si parla di editoria. Ma gli Stati
generali hanno avuto anche risultati dimostrabili. La seconda edizione ha avuto
un seguito, da perfezionare, ma il Centro per il libro è lì, per legge.
Esiste". Il Centro è stato creato sì, ma il funzionamento ancora è
esitante e i problemi non si possono nascondere. "La burocrazia ha creato una forte
contrapposizione interna al ministero dei Beni culturali verso un'esperienza
dove il pubblico e il privato dovevano interagire insieme. è stato nominato il
direttore, ma non il cda. Gli editori sono pronti e avrebbero contribuito con i
soldi derivanti dal diritto di prestito bibliotecario". Stiamo
parlando di cifre modeste per un Centro che dovrebbe coordinare le politiche di
promozione della lettura a livello nazionale. "Era stato previsto un fondo
di 3 milioni; per il 2009, li hanno già annullati. Di fatto, il ministro
Tremonti decide da solo le politiche culturali del Paese. I nostri rapporti con
lui sono quasi inesistenti, anche perché vediamo che ci sono delle iniziative
nei confronti del libro che sono prese senza conoscere né le logiche né gli
aspetti giuridici del nostro settore. Senza contare che il Centro ha speso quei
pochi soldi in iniziative velleitarie che lasciano ben poco dopo che sono state
fatte". Di certo c'è che in Francia il Centre National du Livre gestisce
alcune decine di milioni all'anno, in Gran Bretagna e in Spagna (e a Roma sono
stati invitati i responsabili delle campagne nazionali) le iniziative a favore
della lettura sono state ben finanziate e hanno dato risultati. "Il nostro
comparto – spiega Motta – non riceve alcuna sovvenzione pubblica, opera sul mercato,
si assume tutti i rischi imprenditoriali. Stranamente, poi, altri settori, che
rappresentano valori economici molto più piccoli dell'editoria libraria, godono
di incentivi enormi. Il cinema, per esempio, per non parlare dei decoder
digitali, per i quali sono stati stanziati 100 milioni all'anno da qui al 2012.
Dunque di cosa parliamo? Non riusciamo a vedere la strategia politica nella
quale ci muoviamo. E rivolgiamo un appello al Presidente Napolitano e al
premier affinché la lettura sia presa come un investimento per il futuro del
Paese. Come dovrebbe ben sapere il ministro Tremonti, un conto è spendere, un
altro investire". Sul futuro dell'Aie,Motta non si sbilancia. "Non
spetta a me nominare il mio successore. La nostra è un'associazione democratica
dove i piccoli contano molto. Sono sicuro che gli associati sceglieranno per il
meglio, mi auguro in una linea di continuità con il mio mandato". CENTRO
PER IL LIBRO "Era previsto un fondo di 3 milioni per il 2009, già
annullati: di fatto il ministro Tremonti decide le politiche culturali"
FOTOGRAMMA Federico Motta, 53 anni, presidente Aie.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 26-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: NORME E TRIBUTI data: 2008-09-26 - pag: 33 autore: Armonizzazione.
Proposta di direttiva dalla Commissione Fusioni e scissioni leggere con l'uso
della telematica Enrico Brivio BRUXELLES. Dal nostro inviato Semplificare le
regole che disciplinano le fusioni e scissioni di società a responsabilità
limitata. Con questo obiettivo la Commissione europea ha
presentato ieri una proposta di direttiva volta a ridurre burocrazia e costi amministrativi per le
imprese coinvolte in operazioni che modifichino la struttura societaria. La
semplificazione prevede la notifica e l'uso di Internet e del corriere
elettronico per pubblicare i progetti di fusione o scissione da trasmettere
agli azionisti. Inoltre vengono ridotti gli obblighi procedurali: la
notifica di un progetto potrà essere semplificata –spiega la Commissione – se
"gli azionisti considerano che certi documenti sono inutili e nel quadro
delle fusioni o scissioni semplificate tra società madri e le filiali". Un
altro traguardo della proposta di direttiva, che ora dovrà passare al vaglio di
Europarlamento e Consiglio, è evitare la doppia notifica. Le misure rientrano
nello sforzo intrapreso dalla Commissione Barroso per ridurre i carichi amministrativi
sulle imprese del 25% entro il 2012. I risparmi potenziali di queste e altre
misure di semplificazione già proposte vengono stimate da Bruxelles in un
miliardo di euro l'anno. La legislazione societariae su contabilità e auditing
è stata identificata come una priorità per ridurre carichi amministrativi e
costi per le imprese. La Commissione europea ha messo a punto nel luglio 2007
un piano per la semplificazioni in queste aree e ha raccolto proposte e
reazioni dalle parti interessate. I contributi arrivati a Bruxelles hanno
indicato un generalizzato sostegno per l'iniziativa, con una chiara preferenza
per cambiamenti mirati da apportare alle norme esistenti, rispetto al varo di
nuovi provvedimenti ex novo. "Con questa proposta – ha commentato il commissario
europeo al Mercato interno, Charlie McCreevy – continuiamo a mantenere le
promesse fatte l'anno scorso. Le direttive che puntiamo a modificare risalgono
a trent'anni fa. Se vogliamo minimizzare i carichi amministrativi sulle aziende
europee, dobbiamo assicurarci che queste regole siano in linea con le
possibilità offerte oggi dalla tecnologia e con i processi in uso nel mondo
commerciale". RISPARMI PER LE IMPRESE Riduzione degli obblighi procedurali
e pubblicazione tramite internet dei mutamenti in corso.
( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 26-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Sud sezione: ECONOMIA
E IMPRESE CALABRIA data: 2008-09-24 - pag: 9 autore: INTERVISTA Giuseppe
Gaglioti "L'intero sistema è da modernizzare" COSENZA "Un
territorio in profonda crisi" è quello che emerge dalla lettura dei dati.
Ne è convinto il nuovo presidente della Camera di commercio di Cosenza Giuseppe
Gaglioti, 56 anni, eletto ad agosto dopo due anni e mezzo di commissariamento.
Una situazione difficile come quella vissuta dalla Camera di commercio? Un
periodo davvero tormentato con una crisi diffusa che al Sud si percepisce di
più. La progressiva riduzione della base produttiva è il suo segnale più
inquietante, dal momento che trascina con sé perdita di occasioni di lavoro
stabili, depauperamento di circuiti commerciali e affievolimento delle
aspettative positive, che sono la base di ogni ipotesi di sviluppo. E se
dovesse passare la ricetta del Governo sul federalismo, le regioni meridionali
sarebbero le più penalizzate. Mi attiverò con le altre Cdc per fare un fronte
comune. Tutti insieme. Insomma, è lo stesso lavoro che ha fatto ottenendo il
100% dei consensi nell'elezione a presidente? C'era molta divisione tra le
categorie e una forte lacerazione nel tessuto produttivo. In nove mesi mi sono
impegnato in un'opera di ricucitura cercando di fare chiarezza. Un nuovo corso,
insomma? Occorre cambiare le idee, il modo di pensare e stare lontani dalla
cattiva politica. Il peggiore nemico è la burocrazia. Se non si cambia, gli
imprenditori scapperanno. Ci vogliono mesi per ottenere un'autorizzazione. Per
questo abbiamo avviato anche uno snellimento nella macchina amministrativa e
burocratica dello stesso Ente camerale. E i prossimi impegni? è
necessario affrettare il processo di modernizzazione delle infrastrutture, del
sistema dei trasporti e, soprattutto, del sistema creditizio e finanziario
perché si doti di nuovi strumenti di analisi che sappiano essere al passo coi
tempi ed adeguati alle esigenze delle imprese del territorio. Stiamo lavorando
per costruire una banca di garanzia e per la riunificazione dei Confidi associativi.
Bisogna anche innescare un mercato di filiera. Non è pensabile che con gli
attuali livelli di conflittualità ed instabilità istituzionale alcun
imprenditore esterno varcherà il Pollino. Eppure è un territorio dalle grandi
potenzialità è come avere una Ferrari e camminare in bicicletta, ma nel nostro
territorio vi è una consolidata vivacità imprenditoriale così come sono
presenti esperienze di assoluta eccellenza. MARIO TOSTI Camera di commercio. Il
presidente Giuseppe Gaglioti "L'instabilità istituzionale fa scappare gli
investitori".
( da "Virgilio Notizie" del 26-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
(INTERVISTA) postato
fa da ASCA ARTICOLI A TEMA Altri (ASCA) - Roma, 26 set - C'e' bisogno di uno
Stato che torni ad occuparsi delle persone in concreto, sollevando il sistema
dell'assistenza dalla burocrazia, con un'opzione decisa per il Terzo settore. Ma c'e' bisogno
anche che le fondazioni bancarie scelgano che mestiere vogliono fare: se
gestire banche o occuparsi di chi e' in difficolta', come vorrebbe la
normativa. E anche che il volontariato faccia bene il suo mestiere, attaccato
alla sua mission e non alla rincorsa permanente di finanziamenti.
Emmanuele Emanuele, presidente della Fondazione Roma e ''padre'' del World
social summit che si conclude oggi a Roma con l'intervento di Zygmund Bauman,
famoso teorico della societa' liquida, traccia con l'ASCA un bilancio
dell'iniziativa e spiega la sua ricetta contro la paura del nostro secolo. D:
Perche' la gente di questo secolo ha paura?. E: Lo scenario cui assistiamo non
ci presenta un quadro dissimile da quello di epoche lontane come quelle delle
grandi invasioni barbariche, delle pestilenze che cancellavano interi stati o
delle guerre mondiali. L'umanita' allora ha resistito Oggi il terrorismo, le
pandemie, la crisi ambientale, generano paure che pesano in misura imprevista
quando vanno ad annidarsi nell'intimita' dell'individuo che, squassato dalla
perdita di alcuni grandi valori come la fede, la famiglia, la politica, subisce
la crisi della propria identita' e la trasferisce nella realta' economica, che
ne risente anche per la crisi del welfare. Se crolla la prospettiva di lavoro
di una famiglia, il futuro di uno studente, la possibilita' di inserirsi o
re-inserirsi nella societa', infatti, anche tutti gli altri problemi diventano
drammaticamente piu' vicini all'individuo, lo terrorizzano e lo costringono a
rimanere nel terrore. D: Come si interviene in questo scenario?. E: La mia
proposta, che reiterero' nelle conclusioni, richiama, innanzitutto, ad una
riscoperta dei valori fondanti l'individuo e la societa' come l'istruzione, la
cultura, cioe' quelle colonne che possano sorreggerle. C'e' bisogno, pero',
anche di una riforma del welfare state che, a fronte di uno Stato che arretra
perche' non riesce piu' a sostenere il peso di questi problemi, puo' essere
portata a compimento solo dal non profit, quel terzo settore al quale ho
dedicato tanti anni, e che a mio avviso e' l'unico a poter consegnare all'uomo
quelle risposte che l'umanita' sembra aver smarrito. Mi ha fatto piacere
sentire dagli studiosi dei Paesi emergenti intervenuti al Social summit che a
loro avviso la soluzione ai problemi delle loro megalopoli e' quella
solidarieta' che noi pratichiamo da secoli. D: Qual e' il ruolo della politica
in questo passaggio?. E: La disattenzione della classe politica rispetto alla
dimensione sociale e' uno dei principali problemi che abbiamo. Il 46% dei
cittadini di tutto il mondo, ma in particolare italiani, intervistati dal
Censis sulla natura delle proprie paure, non ha risposto che teme il bandito,
il diverso, il Rom, ma che ha paura dell'incertezza che gli e' data dal non
poter piu' contare sulle garanzie di uno Stato sociale che funzioni e gli dia
una risposta certa. Ci sono tante realta' che potrebbero rispondere a questo
bisogno, ma se come non profit dobbiamo pagare le tasse come le imprese, non
avere cittadinanza attiva perche' non veniamo riconosciuti con la dignita'
costituzionale che meriteremmo -visto che la sussidiarieta' e' stata
appiccicata come una pezza alla nostra Costituzione ma non gli si e' dato ne'
un corpo ne' una rete - siamo messi in condizione di arenarci. D: Con il
federalismo, tuttavia, lo spostamento di alcune competenze in capo ad Enti
locali non in grado di sopportarne il peso di gestione oggi mette in condizione
parte del Terzo settore di annunciare la propria estinzione. E: Sono convinto che
non usciremo da questa crisi se non si risolve un grosso problema: dobbiamo
sollevare il sistema dell'assistenza da quel grave peso (e costo) che la
struttura statale carica nel veicolare le risorse dalla fase di produzione alla
destinazione del servizio. Dev'essere il cittadino a modulare la richiesta, a
gestirla nella propria autonomia, interrompendo questa lunga catena grazie alle
strutture agili ed elastiche che il volontariato ha costruito e che fa
funzionare da sempre, rendendo fluido il rapporto tra risorse e cittadini. Non
penso, vorrei chiarirlo, che questo sia possibile spostando questo ruolo di
''smistamento' delle risorse sui Centri per i servizi al volontariato -
rispetto ai quali, come e' noto, ho una visione molto critica - perche' con questo
modello rischiamo di ricreare quel sistema ingessato che oggi non permette di
operare al pubblico. Non sento alcun politico sostenere questa proposta. D: Ma
non c'e' il rischio di consumismo dei servizi da parte dei cittadini?. E: La
nostra esperienza e i dati ci dicono il contrario. Dobbiamo rieducare i
cittadini a un diritto certo ed esigibile, quando serve. Con un pubblico che
non gestisce ne' eroga,ma indirizza e controlla il welfare, potremmo
corrispondere in modo piu' efficace alle aspettative del singolo. Se posso, ad
esempio, fruire di un coupon con un pacchetto di prestazioni certe, non credo
che accrescero' la mia domanda di assistenza ma tentero' di amministrarla con
saggezza. Se continuera', tuttavia, una disattenzione da parte dello Stato, sara'
inutile, a mio avviso, parlare di socialita', di welfare, visto che questo
argomento che dovrebbe essere quello principale finisce, di fatto, ad essere
abbandonato in Italia. D: La politica, dunque, non sta svolgendo fino a fondo
il suo ruolo?. E: Anche nel corso del Social summit abbiamo riflettuto tanto
sull'intervento pubblico. In America le principali banche sono state
nazionalizzate, mentre, ad esempio, in Italia Alitalia sembra dover essere per
forza affidata ai privati secondo una formula molto incerta. Io non sono a
favore di un intervento illimitato dello Stato, ma di un intervento regolatore
si', anche di fronte ai nuovi strumenti della finanza dei quali abbiamo parlato
molto qui in questi giorni. Nel nostro Paese passiamo da un eccesso all'altro:
nel caso dell'individuo, dove ci sarebbe bisogno di una personalizzazione dei
servizi, lo Stato non lascia spazi al privato sociale perche' teme un
consumismo delle prestazioni che non c'e', ma dall'altro, dove c'e' gia' una
voragine, lo Stato arretra e la lascia ai privati. Qualcuno dovra' spiegarci la
schizofrenia di questo comportamento pubblico perche' qualcosa non torna. D:
Quale ruolo possono giocare le fondazioni nel cambiamento da lei auspicato?. E:
Parto da una critica che muovo in casa mia. Le fondazioni debbono decidere: o
fare come noi della Fondazione Roma, che ci occupiamo esclusivamente delle
persone che hanno bisogno, della sanita', della ricerca scientifica, della
cultura, del volontariato, oppure scegliere di gestire le banche e la finanza.
Altre fondazioni vogliono fare, in realta', solo questo: Cariverona,
Montepaschi , solo per fare qualche esempio. Noi, al contrario, abbiamo piccole
percentuali finanziarie e assicurative, con le quali diversifichiamo,
ripartiamo il rischio e destiniamo tutti i proventi ad aiutare la povera gente.
Non e' vero che la filantropia non rende: noi, pur con una scelta di campo
molto netta, abbiamo registrato un rendimento annuo di circa il 10%. Ai miei
compagni di strada dico: scegliete la filantropia, oppure fate altro, pagando
le tasse adeguate ad un'attivita' di mercato. E che lo stato assicuri a chi fa
solo volontariato un trattamento anche fiscale adatto alla sfida. D: E al terzo
settore che cosa chiede?. E. Che faccia bene il proprio mestiere, con professionalita'
e grande coerenza rispetto alla propria mission, senza inventarsi ogni mattina
professionista della questua, dedicando tempo e risorse prevalenti al fund
raising, con proposte improvvisate e inutili. Sono scelte che, alla lunga, non
pagano nessuno, e alimentano incertezza, precarieta' e paura.
( da "Agi" del 26-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Food ALIMENTARE:
STREETFOOD,BUROCRAZIA'PESA' ANCHE SU CIBO DI STRADA (AGI) -
Roma, 26 sett. - Nel corso degli anni l'Italia ha raggiunto un alto livello di
qualita' per i prodotti "di strada", a differenza delle modalita' di somministrazione
e igiene dei locali e delle maestranze di citta' europee come Parigi,
Bruxelles, Londra o mondiali come Pechino, Hong Kong, New York, Chicago,
Los Angeles - solo per fare alcuni esempi - dove tutto e' permesso. E' quanto
sottolinea Streefood.In Italia - spiega - chi cucina per strada deve sottostare
a leggi ferree. Solo per fermarsi con furgone ristorante e' necessario il
pagamento del suolo pubblico ai comuni; per aprire l'esercizio servono una
sfilza di corsi e relativi esami, procedure di controllo e l'obbligo di
'portarsi l'ufficio dietro' con licenza commerciale, iscrizione camera di
commercio, elenco dipendenti e tante altre pratiche burocratiche. Basta
dimenticarsi un passaggio o essere sprovvisti dei requisiti necessari per
rimangiarsi i pochi spiccioli guadagnati o rischiare di chiudere causa
sanzioni. Se da un lato la severita' e lo zelo hanno migliorato le condizioni
di vita in senso generale, dall'altro hanno permesso che colossi della
ristorazione rapida riuscissero ad adeguarsi diffondendo in tutto il mondo il
proprio marchio accompagnato da prodotti come hamburger in mille forme,
ricalcando lo stile di vita e i cliche' gastronomici che trovavano di paese in
paese; prodotti questi che non sono certo identificativi di un territorio e per
di piu' cucinati con ingredienti poco genuini e di ignota provenienza. Il tutto
trova posto tuttavia in ambienti asettici. Poi il marketing assieme a una
vincente campagna di comunicazione fa il resto: si abbinano quei prodotti a
gadgets retaggio dei piu' piccoli per coinvolgere tutta la fam.
( da "Wall Street Italia" del 26-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Città in coda, 4 ore
per un certificato -->Poste, università, anagrafe e Inps: il labirinto della
burocrazia tra fogli e sportelli chiusi. Migliaia di
torinesi passano le loro mattinate in coda.
( da "Corriere Adriatico" del 26-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Crisi economica,
domani a Serra San Quirico incontro con Bugaro e Casoli La prima Festa del Popolo
delle libertà SERRA SAN QUIRICO - "Nella Vallesina non esiste soltanto la
sinistra. C'è un popolo di centrodestra fatto di persone che hanno deciso di
rischiare la loro fede politica pubblicamente convinti che il nostro territorio
abbia bisogno di una svolta, di un cambio di rotta definitivo e che l'unica
forza politica in grado di realizzarla sia il Pdl". Romeo Ferrini e Simone
Cola annunciano "la prima festa del popolo della Libertà". E domani,
alle ore 17 presso il teatro Comunale di Santa . Maria del Mercato, a Serra San
Quirico, si terrà un incontro-dibattito sulla crisi economica del nostro
comprensorio che vedrà presenti il senatore Francesco Casoli e il consigliere
regionale Giacomo Bugaro, (entrambi nella foto) il prof. Massimo Ciambotti ordinario
di economia aziendale all'Università di Urbino e, appunto, il vice sindaco di
Mergo, Simone Cola. "Il tema è molto sentito dalla popolazione,
specialmente da parte delle migliaia di operai che vedono a rischio il proprio
posto di lavoro nelle nostre zone. Ma anche le piccole e medie imprese che
hanno costituito il famoso e apprezzato modello economico marchigiano avvertono
i pericoli di una economia regionale stagnante, danneggiata da una fiscalità esasperata e da una burocrazia opprimente nonché da istituzioni locali, Provincia e Regione in
particolare, molto più impegnate a mantenere, con rimpasti e rimpastini, gli
equilibri partitici interni , che a risolvere i problemi dei marchigiani".
Nell'incontro si parlerà di questo e non solo e ci sarà spazio anche per il
momento conviviale con una cena presso il ristorante "La
Pianella" di Serra San Quirico con la presenza di esponenti politici del
Pdl e con la partecipazione straordinaria del cantante Jimmy Fontana.
"Tutti sono invitati". Per informazioni telefonare allo 3333312410 o
al 3337950337.
( da "Varesenews" del 26-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Varese - Marco Borradori,
consigliere di stato ticinese e Raffaele Cattaneo, assessore alle
infrastrutture della Lombardia in un convegno a Expo village Varese e Lugano
duettano Da qui al 2015 questo territorio potrebbe non esser più lo stesso. E
detto così sembrerebbe una minaccia. In realtà, se gli scenari disegnati da
Borradori e Cattaneo si realizzassero, Varese e il Canton Ticino avrebbero
un'ulteriore spinta al loro sviluppo. Verso l'expo milanese le cose da fare
sono davvero tante e i due leader politici, ma anche amministratori,
sollecitati dalle domande di Giorgio Gandola, direttore del quotidiano La
Provincia e Giancarlo Angeleri, direttore della Prealpina, hanno
affrontato tanti temi che sono sul piatto. Le infrastrutture al primo posto, le
scelte economiche, il sistema della mobilità, la cultura e il turismo i temi
centrali. La ragione del convegno era proprio legato all'expo del 2015.
"Ringrazio per averci dato la possibilità di parlarne per la prima volta
fuori dal Ticino - ha esordito Marco Borradoni. - Con i suoi possibili 30
milioni di visitatori per noi l'Expo ha due valenze. Da una parte continuare il
cammeno culturale e infrastrutturale da qui al 2015. Dalla'ltra
intercettare anche solo una piccolissima parte di quel pubblico". Cattaneo
ha messo in luce l'importanza di alcune scelte. "Dobbiamo smettere di
pensare al confine come a una barriera. La dogana è una membrana, un punto di
scambio e la vicinanza è una grande risorsa che dobbiamo ancora scoprire in
tutta la sua potenzialità. Nel 1906 ci furono l'expo a Milano e si aprì la via
del Sempione. Un secolo dopo di nuovo la grande manifestazione e una nuova via
di comunicazione come l'Alp Transit. Il rischio che corriamo questa volta però
è grande perché Varese non deve restare ai margini di tutto. Non deve diventare
una zona grigia che vede passare di qua lo sviluppo senza fermarsi. In questo
quadro la realizzazione dell'Arcisate Stabio è fondamentale perché dobbiamo
connettere i due territori". Situazione che hanno ben presente i Ticinesi
perché in meno di vent'anni dalla sua apertura del 1980 il tunnel del
Gottardo è passato da 180mila mezzi pesanti a oltre un milione e 200mila nel
2000. "Abbiamo quindi bisogno di un miglior rapporto con Varese, - ha
detto Borradori - perché Lugano oggi ha un ruolo quasi di ambasciatore, molto
più dinamico e attivo del resto della Confederazione e del Ticino. Questo
genera qualche tensione interna, ma del resto noi abbiamo le infrastrutture
turistiche e un territorio bello. La vicinanza culturale e della lingua
facilita le nostre relazioni e proprio ora ci stiamo passando il testimone dei
mondiali di ciclismo. Domenica finiscono a Varese e tra un anno saranno a pochi
chilometri da qui, a Mendrisio". "Noi ci stiamo a fare la nostra
parte, - ha replicato Cattaneo - abbiamo pianificato molti interventi
infrastrutturali che collegheranno le due realtà. Sette opere collaterali su 17
da realizzare per Expo sono qui nel Varesotto. Ma non è solo questo. Il Canton
ticino è l'unico paese straniero dove si parla l'italiano e questo non è poco.
La vicinanza culturale è importante e va valorizzata". Altri due argomenti
sono stati i rapporti tra gli aeroporti di Malpensa e Agno. Definiti da
Borradori il primo come un supermercato dove si può trovare di tutto e il
secondo come un bella boutique. E per finire due questioni spinose come la
delocalizzazione delle imprese italiane che spesso preferiscono spostarsi in
Canton Ticino, e i frontalieri. "Una buona competizione non può che farci
bene a tutti", ha affermato Cattaneo. E Borradori: "Sono aspetti in
chiaro scuro perché noi abbiamo molti elementi di appeal verso le aziende. Un peso fiscale minore, una burocrazia molto snella e ben gestita. Abbiamo però una grande quantità di
lavoratori frontalieri per noi importanti, ma con 42mila presenze al giorno ci
sono alcuni problemi legati anche alla loro mobilità. realizzare delle opere
pubbliche non può che far bene a tutti". Il sindaco Attilio Fontana
rammaricandosi per il fatto che si faccia ancora troppo poco per la
collaborazione tra i due territori, ha poi chiuso i lavori con una battuta che
riassume una speranza. "Mi piacerebbe far parte dello stesso Stato".
Venerdi 26 Settembre 2008 Marco Giovannelli.
( da "Blogosfere" del 26-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Set 0826 Un nuovo
reinvio per l'apertura dell'Ikea di Rimini. Intanto gli svedesi puntano sulla
Croazia Pubblicato da Alberico Tremigliozzi alle 17:39 in Arredamento, Città,
Ikea, Sviluppo Reti Mentre la casa madre svedese pianifica l'espansione nei
balcani ipotizzando l'apertura dei primi store Ikea a Spalato e nei dintorni di
Zagabria (dove sarebbe intrattative per acquistare 192.000 mq di terreno
industriale per costruire entro il 2011 uno store da 30.000 mq con 8.000 posti
auto), la filiale italiana è invischiata nelle sabbie mobili della burocrazia nostrana. Pare infatti che
dopo un primo reinvio che ha fatto slittare l'apertura del negozio di Rimini da
agosto 2008 ad un non meglio precisato "autunno 2008", in questi
giorni sarebbe stato ufficializzato un nuovo spostamento. La nuova data di
presumibile apertura si colloca intorno a Pasqua 2009 facendo vivere al
retailer svedese una situazione paradossale in cui il negozio riminese è
quasi completato e non può aprire (con conseguenti perdite economiche) mentre
il pdv recentemente aperto a Parma è stato inaugurato prima del completamento
dei lavori (che vengono condotti di notte). La cosa strana è che gli
impedimenti burocratici romagnoli fanno sorgere più di qualche sospetto in
quanto a poca distanza dal negozio Ikea dovrebbe sorgere un pdv di Mercatone
Uno, la cui apertura guardacaso è prevista per marzo-aprile 2009. Keep in touch
A.
( da "Stampa, La" del 26-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Tti
dalla burocrazia. O sfatti, come reduci da una fatica immane. Altro
che elogio della lentezza. Andatelo a dire a chi si è fatto quattro ore di coda
per avere un certificato di residenza. Oppure ci ha messo tre giorni - tra
attese e disguidi - per rimediare a quella volta che ha sbagliato a versare i
contributi. O
ancora è stato "rinchiuso" per tre ore dentro una segreteria -
portone sbarrato per non alimentare la fila oltre l'orario - perché aveva
bisogno di informazioni su esami e corsi universitari. Una città in coda, ma
solo al mattino, perché al pomeriggio si chiude. Sbuffano, imprecano, cercano
di fregare chi è davanti e avanzare qualche minuto. Si indignano e se ne vanno
prima che scocchi il loro turno. O resistono. Prendete la signora Gabriella
Pugliese. Dieci e un quarto, cortile dell'anagrafe centrale in via della
Consolata: cane ancorato con guinzaglio alla panchina nel giardino, giornale
aperto. "Ho bisogno del certificato di residenza. Sono arrivata tre quarti
d'ora fa, ho il numero 86. Alle nove e mezza erano al 29; cinque minuti fa,
l'ultima volta che ho controllato, al 40". Dentro la ressa: pratiche,
fogli, sportelli, addetti che corrono da un ufficio all'altro, voci e lingue
diverse che si accavallano, occhi al cielo, giornali usati come ventaglio,
sbadigli, rassegnazione. Non una sedia libera, decine di persone in piedi,
alcune fuori, "a prendere aria". Gabriella si è fatta due conti:
"Di questo passo prima delle due non se ne parla. Meno male che non lavoro".
Tempismo quasi perfetto: il certificato arriva all'una e mezza. "Avrei
avuto il tempo di leggere due volte il giornale dalla prima all'ultima
pagina". C'è poco da lamentarsi: qualcuno si sobbarca ore di attesa senza
risolvere le sue magagne. Costretto a ripetere la trafila. E magari assentarsi
dal lavoro. Elena Mariella esce quasi di corsa, ogni passo una maledizione
verso la burocrazia. Ha le sue buone ragioni.
"Alle otto meno dieci ero qui fuori. Gli uffici aprono alle 8,15, volevo
essere sicura di non aspettare molto perché ho dovuto prendere un permesso
lavorativo". Se l'è cavata in due ore appena. Contenta? "Macché,
tutto da rifare: devo tornare domani perché mancava un documento". Quindi?
"Un'altra mattinata persa. E un altro permesso da chiedere al mio datore
di lavoro". Quando si lavora in proprio la faccenda si complica. "Tre
giorni". Fuori dalla sede dell'Inps di via XX settembre, Carlo Misserianni
ripete due parole come fosse un mantra. "Tre giorni che, anziché lavorare,
mi sbatto da un ufficio all'altro". Ha sbagliato a versarsi i contributi.
"Un disguido", dice, "mica l'ho fatto apposta". Prima tappa
l'Inail di corso Giulio Cesare. "Un'intera mattina ad aspettare. Quando è
arrivato il mio turno mi hanno detto che dovevo andare all'Inps". Ci è
andato, "ma era una sede periferica e l'addetta mi ha spiegato che per la
mia pratica era competente la sede centrale". Ed eccolo, alle dieci e
mezza con quaranta persone davanti. Fuma, all'orizzonte un'altra mattina
gettata via. "A mezzogiorno devo andare a prendere i bambini a scuola;
dovrò tornare per l'ennesima volta". Domenico D'Agostino è tornato sei
volte, ma alla segreteria della Facoltà di Lettere dell'Università. "Tutto
per un cambio di facoltà: da Storia a Giurisprudenza. Ogni volta ne mancava un
pezzo; ogni volta toccava rifare la fila da capo". E non è questione di
minuti, soprattutto ora che l'anno è appena cominciato e i dubbi sembrano
essere molti. A venti minuti dall'orario di chiusura (ore 11) la segreteria
studenti è un groviglio di corpi e zaini poggiati a terra. Nessun numero, qui
la fila si fa piantonando la postazione. E il serpentone, visto lo spazio
angusto, prende forme bizzarre. "Uno dovrebbe evitare Scienze della
Comunicazione solo per la segreteria", dice Anna Maria Scarfone. A giudicare
dall'orda che incombe sull'unica addetta allo sportello non ha tutti i torti.
"È così tutto l'anno. Il problema è che su Internet certe informazioni non
le trovi, tocca venire qui". Raccontate e commentate on line le code che
vi hanno innervosito di più: www.lastampa.it/torino.
( da "Corriere delle Alpi" del 27-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Cristian Arboit Col
Cavalier, il bando parte a novembre Via libera definitivo all'operazione da 63
milioni di euro Il cantiere durerà dal maggio del 2009 alla fine del 2013
BELLUNO. Stavolta ci siamo. L'ennesima conferenza dei servizi convocata ieri
mattina a palazzo Piloni ha dato il via libera definitivo ai lavori per il
traforo del Col Cavalier, tanto che entro quaranta giorni tutto sarà pronto per
l'indizione della gara di appalto. Ma Provincia e Regione - galvanizzati dal
traguardo - si sbilanciano: "L'avvio del cantiere", afferma
l'assessore Piol, "è previsto tra l'aprile e il maggio del 2009".
Anche l'ultimo ostacolo è stato superato: Veneto Strade ha infatti iscritto a
bilancio l'intera cifra occorrente per la realizzazione del tratto: 63 milioni
di euro, di cui 50 stanziati da Roma. La vera notizia è che finora sono stati
rispettati tutti i tempi e con un'opera come la Fenadora-Anzù in casa il dato
non è affatto scontato. Ci sono volute quattro conferenze di servizi, un mare di burocrazia, gli strali contro la Soprintendenza, ma alla fine il progetto
del Col Cavalier è stato "licenziato" con tutti i crismi
dell'ufficialità. La corsa adesso - almeno quella preliminare - è in discesa,
salvo i venti giorni scattati da ieri per la presentazione di eventuali osservazioni.
Possibilità che in Provincia si sentono di escludere: "Abbiamo portato
avanti un percorso condiviso. Non ci sarà più nessun ostacolo". Ieri
mattina tutti i soggetti coinvolti nell'operazione hanno dato parere favorevole
all' adeguamento del tratto fra Case Fagherazzi e Visomelle, compresa la
famigerata Soprintendenza, che non ha opposto particolari resistenze. Il
progetto è stato approvato all'unanimità oltre che dagli enti locali anche dai
gestori di sottoservizi, tra cui l'Enel e la Telecom. "E' un passo
decisivo per la realizzazione dell'opera", spiega l'assessore provinciale
Piol, che conferma come il bando europeo per l'appalto uscirà a novembre. Prima
di arrivare alla gara bisognerà completare l'iter di variante urbanistica che
nelle prossime settimane sarà oggetto di un nuovo accordo di programma. Ma, a
sentire la Provincia, non sarà nulla di trascendentale: "Ci consentirà di
inserire nel progetto due strade di servizio, una da via Sanfor e l'altra da
via Castellet. Per il resto", prosegue Piol, "il progetto definitivo
corrisponde perfettamente al piano regolatore vigente". Segue -
verosimilmente - sospiro di sollievo. Non usa toni meno trionfalistici
l'assessore pari grado in Regione Renato Chisso: "Ancora una volta la
Regione ha voluto risolvere un problema importante per la cittadinanza di
questo bellissimo territorio". Tredici milioni sono stati stanziati
infatti da Venezia, somma che si è aggiunta ai cinquanta messi da Roma. Il
tutto è stato inserito nel piano triennale regionale di Veneto Strade. Mentre
la Provincia intende iniziare l'opera entro il maggio del 2009, la Regione
vuole concluderla per la fine del 2013. Piol infine usa l'incenso: "La
Provincia è stata tenace e Veneto strade ha lavorato bene. E' stata un'ottima
collaborazione".
( da "Corriere delle Alpi" del 27-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Ivan Perotto Patto
fra comune e Bim: l'acqua in un mese Tempi più rapidi per le procedure E ora si
attende la svolta per il gas In vigore una convenzione che snellisce la burocrazia "Governance che
funziona" FELTRE. Approda anche a Feltre la governance che funziona. Ieri
mattina il sindaco Gianvittore Vaccari ha sottoscritto - 59º primo cittadino
dell'Ato bellunese - la convenzione con il Bim Belluno Infrastrutture e il Bim
Gestione servizi per snellire le procedure amministrative relative agli
allacciamenti e agli interventi nel sistema acquedotto. Una convenzione
importante, dalla parte dei cittadini, pensata per dare risposte migliori ed in
tempi sempre più celeri. Attualmente, quando il Bim, società che gestisce
l'Ambito territoriale ottimale, è chiamato ad intervenire sul territorio, si
scontra con l'elefantiaca burocrazia italiana,
composta di mille passaggi inetrminabili, di mille permessi, di snervanti
attese da parte di chi quell'intervento lo ha richiesto e lo aspetta. Grazie
all'accordo siglato ieri mattina adesso sarà possibile imporre una poderosa
accelerazione: nel giro di un mese o poco più sarà possibile effettuare tutte
le operazioni. "Con Feltre sono 59 i comuni che hanno compreso
l'importanza di questo accordo", spiega Bruno Zanolla, presidente di Bim
Belluno Infrastrutture. "Speriamo che a breve anche gli ultimi comuni che
ancora sono titubanti firmino, perché così potremo operare con una gestione
unitaria per l'intero territorio bellunese. L'importanza di questa convenzione
è data da queste stesse cifre: non vi è caso simile in Italia di altrettanti
comuni che abbiano deciso di seguire una linea unica per snellire la burocrazia e porsi così dalla parte dei cittadini. E non
dimentichiamoci poi del fatto che anche la Sovrintendenza veneziana, coinvolta
in particolare per quanto riguarda Feltre, e l'Anas hanno collaborato
positivamente a questo progetto". Le cifre snocciolate da Zanolla parlano
di un risparmio di almeno 90 giorni, e forse pure qualcosa di più. Di una
riduzione sensibile delle pratiche burocratiche, che scenderanno dalle oltre 5
mila attuali ad un massimo di mille. Della possibilità di controllare, ed
eventualmente punire, i trasgressori che non rispettassero i contratti di
lavoro. Tutte cose impensabili sino a ieri, quando per un solo intervento
bisognava perdere un mese per la pratica edilizia, due mesi per la risposta di
Venezia e una quarantina di giorni per l'allacciamento. Con il rischio poi che
le aziende chiamate a svolgere il lavoro riuscissero ad approfittare di
eventuali varchi nei capitolati d'appalto per rallentare ancora di più le
opere. "Grazie a questa convenzione adesso potremo dare delle risposte
celeri alle richieste dei cittadini", esulta il sindaco feltrino Vaccari.
"E' un esempio di federalismo, di una governance che funziona. Purtroppo
per il momento l'accordo è limitato alla gestione dell'acquedotto. Ma stiamo
valutando quali soluzioni adottare per quanto riguarda la questione gas, perché
i disagi che si trovano di fronte i cittadini per causa di Italgas non sono
accettabili". In proposito è lo stesso Zanolla a lanciare la sfida: il Bim
è pronto a rilevare la rete di Italgas, subentrando nella gestione, in modo da
poter avere un unico ente - bellunese, e proprietà degli stessi Comuni - che
gestisca i diversi servizi del territorio.
( da "Trentino" del 27-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
LE
REAZIONI "Questo è il trionfo della burocrazia sulla
democrazia" TRENTO. Sconcerto, amarezza e arrabbiatura, per non dire di
peggio, nel campo che appoggia Dellai. Ilarità e battute tra i sostenitori di
Divina. La notizia dell'esclusione dell'Udc dalla competizione elettorale è
arrivata intorno alle 19. Il leader storico dell'Udc Ivo Tarolli è furioso: "Ci escludono
perché manca l'autentica della firma del segretario Paolo Dal Rì, ma non ha
senso. La sua volontà di presentare e sottoscrivere la lista è dimostrata dal
fatto che lui era lì, davanti all'ufficio elettorale. E poi, tutta la
documentazione è ineccepibile. C'era tutto. Purtroppo manca quel particolare
formale e tutto per una serie di coincidenze sfortunate. Lui era andato alle
undici di mattina, ma c'era coda. Così ha ritirato il numero e poi è andato dal
dentista, quando li hanno fatti entrare, alle 3, è tornato. Si sono accorti che
mancava l'autentica e lui è corso in Comune a farla, ma fuori tempo massimo.
Così per un cavillo si toglie la possibilità di scelta a migliaia di trentini. L'Udc
è stata votata da 26 mila persone che ora non potranno più esprimersi. Ma noi
non ci arrendiamo. Faremo ricorso al Tar. Questo è un vulnus alla democrazia
enorme. Ho parlato sia con Pierferdinando Casini che con Lorenzo Cesa e sono
rimasti più che stupiti. Una cosa del genere non si era mai vista. Comunque,
andiamo avanti con Dellai, come e più di prima". Marcello Carli ha la
faccia triste: "Questo è il trionfo della burocrazia
sulla democrazia. Noi, comunque, continuiamo ad appoggiare Dellai e facciamo
ricorso sperando che prevalga il buonsenso. Dobbiamo difendere il diritto degli
elettori a poter scegliere. Io ho parlato con Dellai ed è amareggiato. Comunque
il progetto di costituente di centro va avanti a prescindere dal risultato del
ricorso al Tar". Il segretario del Pd Alberto Pacher è preoccupato:
"Non ci voleva proprio. E' un brutto passaggio. C'è un aspetto politico,
perché questa alleanza apriva una strada interessante, e un aspetto elettorale,
perché la mancanza dell'Udc non aiuta di certo in una situazione che era già
difficile". Il segretario dell'Upt Marco Tanas è ancora più triste:
"Noi dell'Upt abbiamo un progetto comune con l'Udc e la sua esclusione per
un cavillo burocratico ci dispiace e molto". Gongola, invece, il segretario
della Lega Maurizio Fugatti: "E' la punizione divina per i
saltimbanchi".
( da "Cittadino, Il" del 27-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il catecumenato: le
tappe del cammino di formazione n Il cambiamento del flusso migratorio di
questi ultimi anni si manifesta anche nella realtà del catecumenato. Molti
immigrati provengono oggi dalla Romania e dai paesi dell'Est europeo, oppure,
dall'America Latina, per cui si tratta di persone che normalmente già
professano il cristianesimo nella Confessione cattolica o ortodossa. Si sono
dunque ridotti di numero, rispetto a qualche anno fa, coloro che, venendo in
Italia, chiedono di ricevere il battesimo. Nonostante questo però, non mancano
anche quest'anno alcune richieste da parte di adulti italiani e stranieri di
intraprendere o completare il cammino catecumenale nella nostra diocesi e poter
ricevere così i sacramenti dell'iniziazione cristiana.Le comunità che
accompagneranno la loro formazione sono certamente stimolate a riscoprire il
dono grande della fede, condividendo il percorso di coloro che con
consapevolezza desiderano diventare cristiani e far parte della sua Chiesa. Le
stesse comunità sono anche il luogo più adatto per un cammino catecumenale che
più facilmente introduce nella fraternità ecclesiale, dando anche qualche
maggiore garanzia di continuità. Molto spesso, infatti, si dimentica che non
solo il "Catecumeno", ma anche il "neofita", ossia colui
che ha appena ricevuto i sacramenti, ha bisogno di una cura particolare e di un
aiuto per irrobustire la propria fede e la propria appartenenza alla Chiesa.In
questo servizio sono anzitutto coinvolti i parroci a cui giunge in prima
battuta, da parte di qualcuno, la richiesta di ricevere il Battesimo. Il
responsabile del cammino di iniziazione cristiana degli adulti rimane tuttavia
il Vescovo che accoglie la domanda ed ammette prima al Catecumenato e poi ai
Sacramenti mediante un apposito decreto.Per questo motivo ogni volta che un
Parroco riceve la richiesta di un aspirante al catecumenato, dopo aver vagliato
la sincerità delle intenzioni, deve accompagnare con una presentazione la
richiesta che il candidato farà pervenire al Vescovo, corredata di tutti i
documenti necessari atti a definire l'identità e la situazione famigliare o
matrimoniale dello stesso.Non si tratta di mera burocrazia, bensì di cogliere la serietà
di una richiesta compiuta in età adulta e dirimere eventuali impedimenti che
non di rado emergono da situazioni di vita intricate come per chi proviene da
un paese lontano, ha professato un'altra religione e ha magari già contratto
matrimonio. La formazione del catecumeno sarebbe auspicabile avvenga,
per i motivi detti sopra, nella comunità di accoglienza. Tuttavia la diocesi
offre la possibilità di un cammino catecumenale per coloro che non possono
essere seguiti diversamente.Gli incontri si terranno presso la casa
dell'Assunta in Corso Roma,
( da "Cittadino, Il" del 27-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
N Il materiale
proveniente dalla demolizione del Blue Residence si trasformerà nel principale
"ingrediente" con cui a breve verrà realizzato il parcheggio della
futura metropolitana leggera di via Tolstoy. I sangiulianesi nei prossimi mesi
potranno così scorgere un primo segnale dell'attesa stazione, che in realtà
sarà un punto di interscambio proposto anni fa da un comitato promotore di
imprenditori della zona. E se già da tempo è stato più volte rimarcato che le
opere per l'infrastruttura si specchieranno nell'operazione Blu Residence, in
quanto il comune finanzierà la fermata dei convogli con gli oneri legati alla
realizzazione di un nuovo complesso, addirittura in questo caso l'inerte
dell'ex albergo verrà utilizzato per creare una spianata di circa 15mila metri
quadrati da adibire a parcheggio auto. L'iter su questo fronte si è sbloccato
con il benestare del Parco Agricolo Sudmilano, che nel luglio scorso ha
autorizzato un progetto che è funzionale al futuro servizio di trasporto con
fermate frequenti e veloci che, in base ai programmi, dovrebbe tagliare
nettamente il traffico dei veicoli provenienti dalle località a Sud di San
Giuliano diretti tutte le mattine alla metropoli. Più complessa invece la
partita burocratica legata alla fermata ferroviaria. "I prossimi passaggi
definitivi - spiega l'assessore alla viabilità di San Giuliano, Renato Cipolla
-, s terranno con la conferenza di servizi e infine con l'Accordo di programma
che dovrà essere sottoscritto dalle ferrovie e da tutti i protagonisti di
questa operazione. Sono già iniziati confronti bilaterali con le parti che
dovranno poi esprimersi in conferenza di servizi: ad esempio l'Anas ha
formulato delle prescrizioni, con la richiesta di alcune modifiche al progetto,
che sono già state apportate". I tempi, ancora una volta saranno insomma quelli della burocrazia, sebbene l'esecutivo di centrosinistra si mostra determinato a
fare pressing sugli enti competenti, affinché le tappe conclusive non si
perdano in ulteriori lungaggini. "Come comune - ricorda Cipolla -, stiamo
puntando ad agevolare al massimo una procedura che non dipende più da noi: l'auspicio
è di poter partire quanto prima con le opere vere e proprie, che
seguiranno il progetto iniziale, con il ponte pedonale sulla via Emilia e tutte
le altre iniziative studiate nel dettaglio per incentivare al massimo
l'utilizzo di questa fermata ferroviaria". Insomma, per il momento i
macchinari si concentreranno nella zona di via Tolstoy per predisporre il
parcheggio, ma intanto l'attenzione sarà puntata sulla burocrazia
che, dopo una staffetta ricca di passaggi, a questo punto dovrà dare il benestare
ufficiale a quella che sulla carta si presenta come una strategica pedina per
la mobilità dei pendolari del Sudmilano. Giulia Cerboni.
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 27-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
TRA LE
"PERLE" BRESCIANE: IL FATULÌ E IL SILTER Forme di qualità da tutte le
Regioni Anche i formaggi francesi avranno un loro spazio: dal Salers de fossa
al mitico Camembert La diversità agroalimentare sarà il filo conduttore di
"Franciacorta in Bianco 2008", una manifestazione che negli anni ha
saputo farsi apprezzare dal grande pubblico e dagli operatori del settore.
Gustose e fresche robiole, il Silter Camuno Sebino, il Bagoss, il formaggio di
Fossa, il formaggio nella Cenere, il pecorino di Picinisco, il pecorino di
Arbus, la Marzolina Ciociara, il Caciocavallo, il Canestrato pugliese, i
formaggi di Santo Stefano Quisquina, le tradizionali lucane cacioricotta e
casieddu, il Raveggiolo della Toscana, il Piacentinu Ennese, la Rosina di
Bufala, il Fatulì e l'Agrì saranno solo alcuni dei formaggi protagonisti di
questa fantastica rassegna in programma il mese prossimo a Castegnato. Anche i
formaggi francesi avranno un loro spazio: Ara Jesus, dalla cittadina di
Clermont Ferrand, presenterà a Franciacorta in Bianco alcuni dei migliori
formaggi d'oltralpe ovvero il Salers de fossa, il Particulare brie, il Saint
mectaire, il Bleu de pays e il mitico Camembert. E con loro alcuni saranno
protagonisti pure caseifici d'eccellenza come, per citarne alcuni, il
caseificio Di Nucci (antica famiglia di Capracotta, il più alto Comune
dell'Italia appenninica, da sempre terra di pascoli, di bovini, di pecore, di
pastori, di transumanze) e il Caseificio San Lorenzo in Valle-Amaseno ( la cui
titolare, Giuliana Lauretti, è riuscita nell'impresa di mettere in piedi, in
questo paesino della campagna romana, una cooperativa di allevatrici di bufale,
per fare l'autentica mozzarella. Dovendo tuttavia strenuamente
combattere contro vaccini fantasma e burocrazia, per imporre la genuinità della sua mozzarella o della Rosina,
un formaggio straordinario prodotto con latte di bufala e caglio di capretto).
Non mancheranno personaggi curiosi come Daniele Meini, il caciao di Gello, che
fa dell'arte di mostrare ad adulti e piccini come si crea il formaggio quasi
una "missione".
( da "Tribuna di Treviso, La" del 27-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Tra la nostra
regione e gli Stati Uniti un interscambio di 5 miliardi l'anno e il 10 per
cento dell'import nazionale Veneto partner prediletto degli Usa "La crisi
finanziaria non ferma gli affari. Da noi fantasia e solidità" DANIELE
PAJAR VENEZIA. All'America piace il Nordest: lo dice la American Chamber of
Commerce in Italy (AmCham è l'organizzazione per la promozione delle relazioni
economiche tra Italia e Usa nata nel 1915). Cosi nonostante la crisi globale, i
legami tra Veneto e Usa restano caratterizzati da una grande solidità: questo
anche grazie alla comunità italiana in Usa. "Gli Stati Uniti - spiega
l'assessore all'Economia, Vendemiano Sartor - sono il terzo cliente degli
esportatori veneti e sono all'ottavo posto tra i nostri fornitori".
L'interscambio complessivo ha sfiorato lo scorso anno 5 miliardi di euro e il
10 percento delle merci che arrivano in Italia dagli Usa è destinato al Veneto.
Ragionando in senso contrario si scopre che nel Veneto esistono un centinaio di
imprese a capitale americano. Quello che è evidente, ed è quanto è emerso
durante un confronto a più voci tenutosi a Venezia sulle opportunità di
investimenti bilaterali organizzato da AmCham, è l'importanza di lavorare su quella
che il vicepresidente di Confindustria, Antonio Costato, ha definito come
"una osmosi maggiore tra questa e quella parte dell'occidente".
Nessuno fa mistero della crisi ma, annota Costato, le cause non vanno disvelate
attraverso grandi sofismi: "ci sono casi evidenti dove si è infranto
chiaramente almeno uno dei dieci comandamenti"; insomma, senza tanti giri
di parole, qualcuno è scappato con la cassa. A bocce ferme adesso bisognerà
ripartire: non sarà semplice. E l'America dovrà lavorare per dare una iniezione
di fiducia a chi dall'estero vuol scommettere su di lei. "D'altronde -
rileva John Kozup, della Villanova University di Philadelpia - il problema sul
fronte degli investimenti verso gli Usa è dato dall'informazione" per
superare la paura; succede, è emerso, che in Usa investire è più facile a farsi
piuttosto che a dirsi e non solo per chi è grande, grosso e strutturato. La burocrazia
che funziona è il fiore all'occhiello dell'economia statunitense. Al contrario
in Italia: l'Università di Philadelphia in uno studio ha rilevato che "i
lati negativi del paese sono l'aspetto burocratico e un mercato del lavoro
troppo rigido". C'è invece, tra i manager Usa la convinzione che in
Italia vi sia una capacità elevata di produrre qualità (il solito inscalfibile
Made in Italy). Cosi, mettendo sullo stesso piatto della bilancia pregi e
difetti di due mercati molto diversi la strada migliore risulta essere quella
della cooperazione bilaterale. Per Fabio Gava, oggi parlamentare,
"dobbiamo prospettare una grande alleanza euroatlantica nel settore
dell'economia ed in questo senso credo che il Nordest vorrà fare la sua
parte". Rileva Renato Brunetta, ministro dell'innovazione ed economista:
"la nostra è economia reale vera; è produzione di beni, servizi, cose,
griffe, marche e marchi e quindi meno risente della crisi dell'economia di
carta, dell'economia finanziaria. L'economia vera è quella reale, quella di
carta, semmai, è funzionale". Un motivo di forza per chi dagli Usa, ad
esempio, vuol cercare terreni solidi in Italia essendo che "il baricentro
dell'Europa si è spostato a Sud e a Est" e di conseguenza anche nel nostro
Nordest. L'america lo sa.
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del
27-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
CRONACA 27-09-2008
Ieri al telefono c'era Vignali La signora Giuliana chiama E il sindaco risponde
"Buongiorno, qui Comune Amico, sono Pietro Vignali. In cosa posso esserle
utile?". La signora Giuliana, cittadina parmigiana che ieri ha chiamato il
Contact Center, è rimasta in silenzio per una manciata di secondi, non si
sarebbe mai immaginata che dall'altro capo del telefono potesse rispondere nientemeno
che il sindaco in persona. Dopo qualche istante di comprensibile incertezza, ha
pensato che dovesse per forza trattarsi di uno scherzo. "In realtà io
volevo sapere dove devo recarmi per rinnovare la mia carta d'identità
elettronica, potrebbe gentilmente passarmi un'operatrice?". Per tenere
fede allo slogan "il Comune si fa in 4 per te", che accompagnerà la
campagna di comunicazione ideata per promuovere il nuovo servizio, anche il
primo cittadino ha voluto indossare la classica cuffietta con microfono
incorporato in dotazione a chi abitualmente lavora in un call center.
"Definirlo tale però sarebbe alquanto riduttivo - ha fatto notare Vignali
- 0521 4 0521 è molto più di un tradizionale servizio informazioni. Cercherà di
venire incontro, a 360 gradi, alle esigenze delle persone che telefoneranno per
ricevere qualsiasi tipo di delucidazione sulle attività di competenza del
Comune di Parma". Nei principali info point dislocati su tutto il
territorio cittadino verranno consegnati 10.000 dè- pliants che illustreranno,
oltre alle principali caratteristiche del Contact Center, le modalità con cui
potrà essere utilizzato. Inoltre saranno distribuiti 10.000
blocchi post-it da 25 fogli e 1000 biro. Il materiale sarà immediatamente
riconoscibile: avrà infatti impresso in bella mostra quel numero unico che
eliminerà pressoché totalmente la burocrazia dalla quotidianità dei parmigiani. G.C.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 27-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-09-27 - pag: 12 autore: Nella Stazione
Centrale di Milano. Presentato il progetto Memoriale della Shoah, la forza del
ricordo di Paolo Bricco D alla stazione ferroviaria di Milano il primo carro
bestiame chiuso ermeticamente con il piombo si mosse il 6 dicembre del
1943.L'ultimo convoglio sarebbe partito il 15 gennaio del 1945. Al suo interno
c'erano gli ebrei destinati ai campi di sterminio in Germania e in Polonia, in
uno dei viaggi che Primo Levi, sopravvissuto a Monowitz, lager satellite di
Auschwitz, avrebbe così descritto in Se questo è un uomo: "Vagoni
merci,chiusi dall'esterno, e dentro uomini donne bambini, compressi senza
pietà, come merce di dozzina, in viaggio verso il nulla,in viaggio all'ingiù,
verso il fondo". Adesso, per chi non è tornato e per chi si è salvato ma
ha avuto la vita sommersa dall'Olocausto, proprio dentro la Stazione Centrale
sorgerà il Memoriale della Shoah di Milano. Il progetto, che sarà realizzato
entro la fine del 2010, è stato presentato ieri nella Sala Reale dalla
Fondazione Memoriale della Shoah, che ha ottenuto gli spazi necessari per la
futura struttura dalle Ferrovie dello Stato. "Un memoriale,non un museo-
ha precisato Ferruccio de Bortoli, presidente della Fondazione - , perché
l'enigma dell'Olocausto pone a tutti interrogativi ancora aperti
".Qualcosa di vivo e di vita-le, non di ossificato e di chiuso, perché il
Memoriale dovrà avere la forza, con i suoi documenti, i filmati, i libri e
perfino le sue atmosfere e i suoi colori, di parlare a chi non ha conosciuto
quella tragedia. "Il verbo " ricordare"-ha rammentato il
presidente della Regione, Roberto Formigoni-compare 222 volte nella Bibbia. E,
dalla cultura ebraica, è stato trasmesso anche a noi, tanto che non a caso ha
assunto una centralità assoluta nella nostra civiltà". Conoscenza delle
cose e sensibilità umana. Per provare a inaridire la vena nera
dell'indifferenza, che fra il 1941 e il
( da "Corriere della Sera" del 27-09-2008)
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Corriere della Sera -
MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-09-27 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Burocrazia e identificazioni difficili: freno ai
rimpatri dal Centro accoglienza. Il leghista Salvini: più controlli sugli
ingressi Via Corelli, la beffa delle espulsioni Un clandestino su due resta a
Milano Su 1.100 clandestini passati dal Centro di identificazione ed espulsione
di via Corelli dall'inizio del 2008, solo 540 sono stati rimpatriati.
Una quantità minima se confrontata con i 100 mila clandestini in provincia di
Milano e i 18-20 mila senza permesso di soggiorno che ogni anno passano
dall'ufficio immigrazione della questura. Le ragioni che rendono le espulsioni
una sfida impossibile: pochi posti nei Centri, difficoltà di identificazione
attraverso il circuito delle ambasciate, proteste e caos sugli aerei che spesso
spingono i comandanti a rifiutare l'"ospite". Il leghista Matteo
Salvini: "Combattere l'immigrazione clandestina a monte". A PAGINA 3
Santucci.
( da "Corriere della Sera" del 27-09-2008)
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Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-09-27 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Clandestini, la burocrazia "frena" le
espulsioni Via Corelli, un immigrato su due esce per scadenza dei termini e
resta a Milano. "Difficile identificarli" Dall'inizio del 2008 nel
centro di accoglienza sono passati 1.100 clandestini: quelli espulsi sono stati
solo 540 è un problema di numeri. I clandestini in provincia di Milano
sono oltre 100 mila. Soltanto dall'ufficio immigrazione della questura ne
passano 18-20 mila l'anno senza permesso di soggiorno. Nelle stanze del Centro
di via Corelli, anticamera delle espulsioni, ne sono però entrati, nel 2008,
solo 1.100. Ma quanti sono quelli realmente riportati nel proprio Paese? Circa
la metà, 540. Poco più di 2 al giorno. E gli altri? Sono in giro per Milano. Le
statistiche svelano una contraddizione macroscopica. Da una parte, la
propaganda dei politici che annunciano una severità sempre maggiore verso i
clandestini. Dall'altra, quegli stessi politici che non creano gli strumenti
perché le leggi siano applicabili e le espulsioni reali. Per la sicurezza
"percepita" e la caccia al voto urlano: "Espelleremo tutti i
clandestini". I risultati dei proclami però, numeri alla mano, sono
minimi. Parole e realtà restano molto distanti. In mezzo a questo sfasamento si
trovano la polizia e i carabinieri (che ogni giorno controllano e arrestano
centinaia di clandestini), e la Croce rossa, che gestisce via Corelli. Dai dati
forniti ai consiglieri comunali, che ieri hanno visitato il Centro di
identificazione ed espulsione, si scoprono le difficoltà del meccanismo. Dei
1.100 clandestini passati in via Corelli da gennaio a oggi, 540 sono stati
imbarcati su un aereo. Gli altri, esclusi i 79 ancora "detenuti",
sono usciti per scadenza dei termini (141), per mancata convalida
dell'espulsione (66), per impossibilità di essere imbarcati su un aereo (126),
perché hanno ottenuto l'asilo politico (27) e per vari altri motivi. Ma perché
le espulsioni restano una missione impossibile, anche se i clandestini hanno
commesso reati? (l'80 per cento degli ospiti di via Corelli La visita Ieri la
commissione Sicurezza di Palazzo Marino ha visitato il Cie di via Corelli ha
precedenti penali). Primo: il Centro milanese ha 140 posti e serve tutta la
Lombardia. In poche parole: è un imbuto. E ancora: un clandestino, prima
dell'espulsione, dev'essere identificato con certezza. Ma questo passaggio,
visto che la maggior parte è senza documenti e ha invece molti alias, richiede
un'odissea tra ambasciate e consolati di cui non sempre si riesce a venire a
capo (almeno non entro i 60 giorni, termine massimo di "detenzione
"). Infine, i clandestini imbarcati fanno spesso resistenza sugli aerei. E
non sempre, per motivi di sicurezza, il comandante accetta di partire con gli
"ospiti" a bordo. In via Corelli sono in progetto nuovi lavori:
"Abbiamo chiesto di poter costruire un nuovo spazio comune", spiega
il presidente provinciale della Cri, Alberto Bruno. Mentre i politici, dopo la
visita di ieri, si scontrano: "La struttura funziona alla perfezione -
spiega il capogruppo della Lega, Matteo Salvini - ma resta il problema dei
costi di gestione. L'immigrazione clandestina va contrastata a monte".
Risponde Andrea Fanzago, Pd: "Con le leggi attuali, un Centro del genere è
inutile". Conclude il vicesindaco, Riccardo De Corato: "Senza nuove
strutture, ci vorrà un secolo prima di rimpatriare i 40 mila clandestini di
Milano". Gianni Santucci 100 mila GLI IMMIGRATI irregolari che vivono in
provincia di Milano.
( da "Corriere della Sera" del 27-09-2008)
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Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-09-27 num: - pag: 9 categoria:
REDAZIONALE Il caso di Giangiacomo Schiavi L'ECOPASS, LA MULTA E L'ERRORE IL VOLTO TRISTE DELLA BUROCRAZIA Caro Schiavi, in
riferimento alla lettera del signor Giuseppe Duccio pubblicata giovedì 25
settembre è emerso questo: per un problema tecnico riscontrato in quel periodo
nel sistema Ecopass relativo alle targhe degli utenti titolari di pass
disabili, il rinnovo della targa abbinata al contrassegno, pur essendo
stato materialmente effettuato dagli operatori, non è stato recepito dal
sistema informatico, con il conseguente invio delle sanzioni oggetto della
segnalazione e l'impossibilità di cambiare momentaneamente la targa utilizzando
lo 020202 (che peraltro risulta avesse avvisato il cittadino che il cambio
targa temporaneo non era possibile in quanto il sistema segnalava un pass
scaduto). Fermo restando che il disguido è effettivamente avvenuto, quello che
il signor Duccio non ha scritto è che gli uffici hanno subito risposto alle sue
richieste adoperandosi per risolvere il problema delle sanzioni. In
particolare, gli uffici hanno provveduto più volte a contattarlo
telefonicamente proprio per evitargli di recarsi nei diversi uffici comunali e
si sono adoperati per risolvere la questione con comunicazioni interne per
richiedere alla Polizia locale l'annullamento dei verbali emessi e il fermo di
quelli in uscita, informandolo sempre senza mai chiedergli di essere
fisicamente presente negli uffici. Ora le sanzioni amministrative sono oggetto
di un procedimento di autotutela avviato dagli uffici, cosa nota
all'interessato, che riceverà comunicazione puntuale. Mara Pala Responsabile
Servizio Parcheggi e Sosta Caro Schiavi, mi è arrivata un'altra multa dal
Comune di Milano. Sono a quota 161. Per evitare complicazioni e aggravi, visto
che scadono i 60 giorni per il ricorso, farò appello al giudice di pace. Dal
Comune ho ricevuto una telefonata, ma nessuna comunicazione scritta che mi
esonera dal pagamento di queste multe. Giuseppe Duccio Sintesi finale: c'è
stato un errore, il cittadino lo segnala, il Comune provvede. Ma i tempi sono
una variabile indipendente e l'interessato, giustamente, perde la pazienza. Non
tocca a lui giustificarsi. è questo il punto: quanti cittadini sono costretti a
peregrinare da un ufficio all'altro per un disguido della macchina burocratica,
per mostrare una ricevuta di pagamento? Penso al bollo auto, ai bollettini
della tassa rifiuti, ai tanti casi segnalati in questi mesi e anche alle
maledette multe con i semafori truccati. La vita del buon cittadino è sempre
più complicata, proviamo a semplificarla un po'. gschiavi@rcs.it.
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 27-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del
Mezzogiorno - CASERTA - sezione: OPINIONI - data: 2008-09-27 num: - pag: 15
categoria: REDAZIONALE REPLICA A SCHIFONE Non è vero che il centrodestra è
isolato è vero, semmai, che non abbiamo reti clientelari Caro direttore,
l'amico Luciano Schifone, nel suo intervento di ieri sul Corriere del
Mezzogiorno, dopo aver riconosciuto al centrodestra campano di aver svolto in
questi anni il suo ruolo di opposizione con onestà, impegno e dedizione ne denuncia
le carenze in termini di proposta politica e di efficacia, evidenziandone
l'isolamento mediatico di cui è vittima che porta ad un sostanziale oscuramento
delle sue attività. Schifone sottolinea come nonostante il caos e le guerre
intestine nel Pd, alla Regione e al Comune di Napoli il centrosinistra la fa
ancora da padrone, facendo apparire la successione a Bassolino-Iervolino una
sua questione domestica, come se si trattasse di regni da ereditare all'interno
di una dinastia. E su questo il suo intervento non fa una piega. Il
centrodestra viene invece rimproverato di non aver saputo sviluppare un
rapporto con il tessuto organico e la borghesia di Napoli. L'isolamento
mediatico cui è vittima il centrodestra è certamente il risultato del feeling
tra centrosinistra e mondo dei media, molti dei quali proni e pronti a
magnificarne le opere ignorandone le magagne. Ci ricordiamo tutti dei litri di
inchiostro che la stampa e l'intellighenzia ha profuso per descrivere il
"rinascimento" bassoliniano, grandeur patacca che ha lasciato solo
macerie. Ma oggi si respira un'aria nuova anche tra i giornalisti e più in
generale nel mondo della cultura, proprio come sta avvenendo tra gli elettori
di Napoli e della Campania. Aumentano quelli che cercano di fare informazione
con onestà e serietà anche della nostra parte politica che, lo ricordo, è oggi
nettamente maggioritaria tra gli elettori. Molti di loro hanno ancora timore di
mostrarsi, di perseguire fino in fondo l'obiettivo dell'informazione corretta,
paura di finire vittima del riflesso escludente di quelli che si ritengono
depositari dell'unica "cultura" possibile, quella di sinistra.
Dobbiamo essere noi a dare coraggio a costoro, e lo stiamo facendo, attraverso
le nostre iniziative, la nostra capacità di convolgimento. E faccio anche una
considerazione alla critica che ci viene mossa sul fatto di non aver saputo
sviluppare un rapporto con il tessuto organico e la borghesia di Napoli. Io
credo che la rete clientelare che ha costruito il centrosinistra a Napoli non è
qualcosa di cui essere invidiosi, è anzi un sistema perverso da debellare. Noi
del Pdl dobbiamo apparire ed essere nel concreto diversissimi da loro. Il
rapporto corrotto tra politica e borghesia imprenditoriale/professionale
improntata da Bassolino e soci (e prima ancora dai partiti della Prima
Rebubblica, di cui l'attuale centrosinistra si è fatto erede delle peggiori
consuetudini) sull'utilizzo del denaro pubblico attraverso commesse di comodo,
è uno schema da rompere, come sostiene anche Schifone, non certo da replicare a
parti invertite. Il centrodestra napoletano si propone oggi come riferimento di
quella classe economico-produttiva (che sia borghese o non, poco importa) che
sa fare da sé, senza chiedere le solite prebende pubbliche e che per decenni è stata
non solo abbandonata dalla po-litica, ma peggio vessata e
sfruttata dalla burocrazia
parassitaria (e dalla camorra), quasi sempre appiattita sul centrosinistra
bassoliniano (e non). La successione agli attuali amministratori locali appare
come una partita interna al centrosinistra? Solo per chi sta tentando di tutto
(ma proprio di tutto) perché non avvenga quello che avviene in tutte le
democrazie del mondo, e cioè una normalissima alternanza. Il
centrosinistra ha completamente fallito nei 10 anni che ha amministrato la
Regione Campania e nei 15 alla guida del Comune di Napoli, e questo è sotto gli
occhi di tutti. Ebbene, c'è il tentativo di una parte della stampa napoletana,
dell'imprendiotoria assistita e di quella solita parte della magistratura politicizzata
di far apparire il centrodestra come inadeguato a governare, inesistente sul
territorio o peggio invischiato in fatti criminosi allucinanti (attraverso i
soliti pentiti orchestrati a bacchetta e la grancassa mediatica dei soliti
noti). Addirittura qualcuno si è già spinto a lanciare improbabili liste
civiche, che non sono altro che il centrosinistra mascherato e che non ha più
neppure il coraggio (e forse la possibilità) di presentarsi con le sue insegne,
impossibilitato com'è a chiedere il consenso degli elettori. Invece noi ci
siamo e siamo pronti. La classe dirigente del Pdl campana è pronta ad assumersi
le proprie responsabilità e a proporsi dinanzi agli elettori come chi vuole
risolvere, o perlomeno tentare, gli enormi problemi, lo sfascio che il
centrosinistra ci lascia in eredità. Proprio come sta facendo il presidente del
Consiglio, che con senso dello Stato e delle istituzioni, ha attivato la
fattiva ed indispensabile collaborazione di chiunque, a prescindere dal colore
politico di appartenenza, nella soluzione dell'emergenza rifiuti, realizzando
un vero e proprio miracolo, se si pensa alle condizioni disastrose in cui
versavamo solo pochi mesi fa, per colpa del centrosinistra. Il centrodestra, e
Forza Italia in particolare, è molto più radicato sul territorio adesso
rispetto a qualche anno fa, le vittorie in serie in tanti comuni della Campania
nel 2007 e nel 2008 lo dimostrano. Molto ancora c'è da fare per aumentare i
meccanismi democratici interni e quelli della scelta dei rappresentanti nelle
istituzioni, ma l'attuale classe dirigente ha già promosso un profondo
rinnovamento interno, basta guardare gli eletti campani al parlamento delle
ultime politiche: giovani, imprenditori, scienziati, prefetti e magistrati
rappresentano a Roma la Campania del nuovo centrodestra. Infine, sono un
fautore delle primarie, ma solo con regole chiare e certe, dove non prevalgono
né i signori delle tessere né i convogliatori delle truppe cammellate. Ernesto
Caccavale Portavoce regionale di Forza Italia.
( da "Corriere del Veneto" del 27-09-2008)
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Corriere del Veneto -
TREVISO - sezione: TREVISO2A - data: 2008-09-27 num: - pag: 10 categoria:
REDAZIONALE Casa ai clandestini: confiscata Blitz in città. E a Maserada una
coppia sfrattata occupa il municipio La prima vittima dei controlli è un
trevigiano. Mentre nel Comune dell'hinterland è scontro per un gruppo di
immigrati TREVISO - Giro di vite delle forze dell'ordine sulle case in affitto
a immigrati clandestini. Già decine le posizioni controllate nel giro di pochi
giorni da polizia e guardia di finanza, e c'è già un trevigiano che rischia di
vedersi confiscato un appartamento per averne concesso l'usufrutto ad un
extracomunitario irregolare. Il pacchetto Maroni prevede infatti sanzioni
pesantissime per chi affitta i propri beni immobili agli immigrati clandestini.
Già lo scorso agosto il comando provinciale della guardia di finanza di Treviso
aveva diramato ai sindaci e alle forze dell'ordine una nota in cui si chiedeva
la collaborazione per contrastare il fenomeno dei "contratti facili".
E i controlli delle fiamme gialle hanno portato alla luce la prima
irregolarità. Un trevigiano è stato pizzicato dopo che aveva stipulato un
contratto "in nero" con un clandestino, che a lui pagava l'affitto da
mesi: la guardia di finanza ha provveduto a denunciarlo, e presto potrebbe scattare
il sequestro preventivo ai fini della confisca del suo appartamento. Questa
infatti la sanzione prevista per il proprietario che affitta la casa da
reddito, senza regolare contratto, a extracomunitari non in regola con il
permesso di soggiorno. Ma controlli a tappeto sono stati effettuati anche dagli
agenti della questura di Treviso: a oggi sono più di cinquanta gli inquilini
stranieri finiti sotto la lente della polizia. Diverse posizioni sono al vaglio
degli investigatori, e presto potrebbero riservare amare sorprese per i
proprietari conniventi o "solo" superficiali. Uno dei quartieri più
battuti è stata la zona dello Stadio, dove elevata è la concentrazione di
extracomunitari, ma i controlli si sono estesi anche a Silea, Ponzano e ad altri
comuni dell'hinterland. Molte segnalazioni di situazioni sospette sono arrivate
dalla cittadinanza. Quella che emerge dalle indagini è una realtà nascosta dai
tratti inquietanti: si sono riscontrati casi in cui i proprietari hanno dato in
affitto (a caro prezzo) casolari diroccati e pericolanti, senza servizi
igienici, luce ed acqua. E casi in cui diverse famiglie di immigrati sono state
trovate a convivere in pochi metri quadrati, sborsando anche 350 euro per ogni
singolo posto letto. L'intervento della polizia è mirato a contrastare, oltre
al fenomeno dell'immigrazione clandestina, anche quello del terrorismo, della
prostituzione e dello spaccio degli stupefacenti: molto spesso, spiegano dagli
uffici della questura, è nel limbo in cui non arrivano le
maglie della burocrazia che
si annidano le situazioni a rischio criminalità. Ma il problema casa sta
tenendo banco in questi giorni a Maserada con il caso di Naim El Zahir, una
madre marocchina sfrattata per morosità che per protesta ha "occupato
" il sottoportico del municipio. Ma il sindaco Floriana Casellato
non ci sta. "Per la donna e il suo bambino eravamo riusciti a trovare una
casa protetta, e anche una a 300 euro al mese. Le nostre proposte sono state
sempre respinte. Queste sono le regole per vivere nella nostra realtà e se la
signora Naim non le condivide è bene che ritorni al suo Paese ". Quindi,
l'appello. "Chiedo alla comunità marocchina trevigiana di far desistere la
donna". Sebastiano Pozzobon La protesta La coppia marocchina nel municipio
di Maserada.
( da "Corriere del Veneto" del 27-09-2008)
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Corriere del Veneto
- VERONA - sezione: ECOVUOTA - data: 2008-09-27 num: - pag: 15 categoria:
REDAZIONALE "Terminal, l'accisa non diventi addizionale" La richiesta
del presidente della Exxon Mobile Italia Gian Battista Merlo: nulla in contario
all'idea, purché non si tratti di un'aggiunta al già pesante carico fiscale
VENEZIA - Il segreto per attirare investimenti esteri sta
tutto in una burocrazia
snella e in un fisco leggero. Gli economisti americani lo ripetono da anni e
non perdono l'occasione della "Conferenza sugli investimenti bilaterali
fra Stati Uniti e il Triveneto", tenutasi ieri a Venezia, per sottolineare
i difetti del sistema italiano, da cui il Veneto non sembra immune. La
tormentata vicenda del rigassificatore di Rovigo ne è la prova: "Non
abbiamo nulla in contrario all'idea che il territorio su cui sorge il terminale
ottenga una percentuale sulle accise come richiesto dal governatore Giancarlo
Galan, a patto che non si tratti di un'addizionale al carico fiscale, che già
sopportiamo adesso, e che così com'è scoraggia gli investimenti". Gian
Battista Merlo, presidente di Exxon Mobile Italia (che detiene il 45% di
Terminale Gnl Adriatico) sottolinea che sono stati necessari dieci anni per le
autorizzazioni di luogo e che adesso la percentuale sulle accise è una
questione interna che riguarda il governo e la regione. Ma la Exxon non è
l'unica società straniera che lamenta lentezze burocratiche e carichi fiscali
elevati. Antonio Costato vicepresidente di Confindustria con delega all'energia
rincara la dose: "Finché si tratta di investire nel settore dei servizi è
sufficiente affittare un ufficio e metterci dentro un po' di teste che da noi
non mancano, ma chi vuole investire nella nostra regione ha bisogno di
procedure snelle perché si tratta di attività produttive che necessitano la
costruzione di infrastrutture adeguate ". Al contrario gli Stati Uniti
sono il leader mondiale dell'efficienza burocratica, fa notare Gianni Zonin,
presidente della Banca Popolare di Vicenza. "Quando ho deciso di investire
in Virginia sono stato facilitato dall'efficienza dell'amministrazione
americana e, anche ora, nonostante si assista a un'innegabile crisi
finanziaria, le facilità burocratiche rendono gli investimenti ancora
convenienti". Ma non è solo la rapidità del sistema a ridurre i rischi
derivati dalla crisi dei mercati, ma anche la tipicità dell'economia veneta. Il
Nordest basa la sua ricchezza su piccole e medie imprese meno esposte alle
fluttuazioni finanziarie. Le aziende locali sono più affini alle industrie
dell'entroterra americano piuttosto che al mondo che ruota attorno a Wall
Street. Secondo il ministro della funzione pubblica Renato Brunetta, "Le
vicende della crisi influenzano, ma non determinano l'economia reale e questo
permetterà alla nostra produzione di non recedere". è per questo che gli
investimenti bilaterali tra il Nordest e gli Stati Uniti sono rimasti
relativamente stabili: il Triveneto continua a raccogliere il 25% degli
investimenti statunitensi in Italia e, nella direzione opposta, non ci sono
state notevoli variazioni. "Le imprese del Nordest hanno trovato negli
Stati Uniti una manodopera preparata ed efficiente grazie al sistema scolastico
e agli investimenti sulla ricerca". Alessio Antonini Protagonista Gian
Battista Merlo, aministratore delegato di Exxon Mobil, all'inaugurazione del
Terminal di Porto Viro.
( da "Stampa, La" del 27-09-2008)
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Il caso Destinati all'estero
bloccati dalla Regione "liberati" dal tribunale
Burocrazia e scuola Tre prof "in ostaggio" ANDREA CHATRIAN AOSTA
Questione di principio, di norme che mancano ma soprattutto di soldi. Una
ragnatela in cui sono rimasti intrappolati tre professori. Bloccati nelle
scuole della Valle quando avevano vinto un concorso per andare all'estero: vita
nuova, tanti soldi (circa 4500 euro al mese) e il traguardo della
pensione più vicino. Dopo due mesi di battaglia, a "liberarli" sono
state le forbici del diritto e un giudice del lavoro, Eugenio Gramola. Anni fa
Angela Luna, Piero Grange e Armanda Borettaz erano scesi a Roma per partecipare
al concorso bandito dal ministero degli Esteri alla ricerca di prof da
destinare alle scuole italiane nel mondo. E l'avevano vinto, superando l'esame
di francese e conquistandosi un posto in graduatoria. Il loro turno arriva a
giugno, quando la Farnesina chiama. Devono dire "sì" in tre giorni
(lo fanno) e scegliere tra le sedi - decine, da Parigi a Bratislava - proposte:
si comincia il 1° settembre. Qui il nodo comincia a stringersi. I tre devono
essere messi fuori ruolo (per passare alle dipendenze degli Esteri) e serve il
nullaosta della Regione. Che non arriva. Il ministero dell'Istruzione ha i
soldi per gli stipendi dei docenti, ma Luna, Grange e Borettaz appartengono ai
ruoli della Valle. L'assessore all'Istruzione, il 17 luglio, scrive agli
Esteri: chi paga? Secondo Laurent Viérin l'utilizzo di insegnanti valdostani
fuori ruolo in un'altra amministrazione fa cessare "ogni onere a carico
del bilancio della Regione". Partono quelle che il miglior burocratese
chiama "procedure giuridico-operative" per far sì che il
"trattamento metropolitano" (lo stipendio) dei tre passi a carico
dello Stato. La matassa è ingarbugliata. La Regione non vuole pagare, il
ministero dell'Istruzione lo farebbe ma non può, gli Esteri hanno fretta. E il
18 luglio la Farnesina assegna ad altri i posti che spettavano ai valdostani.
Luna, Grange e Borettaz si affidano all'avvocato Piercarlo Carnelli che prepara
un ricorso d'urgenza. Chiede che il provvedimento che dà ad altri le loro
cattedre venga, innanzitutto, sospeso. Ai tre "nessuno ha contestato di
partecipare alle selezioni, nessuno contesta il titolo acquisito, nessuno
contesta il diritto di assumere la cattedra nella sede prescelta e nessuno
contesta la posizione in graduatoria". La differenza tra il sistema
scolastico statale e quello valdostano è solo, dice il legale, questione di
organizzazione, strutture e stipendi (pagati dalla Regione e non dallo Stato).
Lo status giuridico degli insegnanti è lo stesso. I problemi sono "mere
questioni contabili". Il 29 agosto, l'udienza davanti a Gramola. Il
giudice accoglie. Avendo vinto il concorso "il nullaosta al collocamento
fuori ruolo è da ritenersi atto dovuto". La Regione "deve provvedere
al trattamento economico metropolitano dell'insegnante anche se non ne fruisce
delle prestazioni professionali". Il no dell'assessorato "appare
(...) atto illegittimo". La sostituzione è così la conseguenza
"dell'illegittimo diniego di un atto dovuto". E va sospesa. Ora i tre
chiederanno i danni mentre la Farnesina sta richiamando i prof già partiti o
offrendo destinazioni alternative ai valdostani. Parigi val bene una causa.
( da "Corriere Adriatico" del 27-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Nel tardo pomeriggio
prevista la benedizione dell'ambulanza donata dal calzaturificio Zeis Excelsa,
la sfilata e la conviviale a Villa Bianca La grande festa della Croce Gialla Il
ringraziamento ufficiale del sindaco. Si comincia oggi alle 16.30 MONTEGRANARO
- Tutto pronto. Festa grande oggi per la Croce Gialla. Si brinda infatti al
ventennale dalla fondazione della pubblica assistenza cittadina. In programma,
per celebrare al meglio l'evento, diversi momenti. Si comincia alle 16.30 con
il raduno delle consorelle in piazzale San Serafino. Invitata a partecipare
anche la cittadinanza. E non mancheranno le autorità. Ai volontari della Croce
Gialla, in queste ore, sta arrivando il plauso da tutti. Il primo cittadino
Giovanni Basso si fa portavoce di un sentimento comune e dice grazie Croce
Gialla. Quasi una scommessa quando venti anni fa un gruppo di montegranaresi,
con nel cuore la voglia di prestare il proprio tempo per il prossimo, ha deciso
di mettersi insieme e di dare vita al sodalizio. A quel sodalizio che venti
anni dopo sarebbe diventato la principale realtà del volontariato a
Montegranaro. Il primo presidente è stato Camillo Cruciani. Uno che, il
volontariato, ce l'ha proprio scritto nel dna. Perchè, oltre ad aver fondato la
Croce Gialla, ha guidato sempre a Montegranaro altre associazioni. Tra i primi,
per esempio, a fare ingresso nell'Avis 45 anni fa. Dopo di lui altri si sono
succeduti. Da ultimo, attualmente in carica, Annalina Zincarini. La presidente
che non si stanca mai di ripetere la nostra forza sta tutta nei volontari. La
presidente che non ama arrendersi. Non l'ha fatto neppure
quando la burocrazia, gran
lucama, si messa in mezzo e ha rallentato la tanto attesa firma ( arrivata mesi
indietro, ndr) per la convenzione che consenitirà quando nei locali i lavori
saranno finiti di trasfersi dagli spazi di viale Zaccagnini a quelli più
accoglienti presso l'ospedale. Un sentito grazie - dice il sindaco
Giovanni Basso - va ai presidenti che si sono succeduti in questi venti anni e
ha tutti i militi che con impegno, passione e dedizione hanno dedicato il
proprio tempo agli altri. Mettersi al servizio degli altri, gratuitamente, è
una grande prova di amore. E l'amore è uno dei sentimenti più nobili dell'uomo.
La Croce Gialla così come tutte le associazioni di volontariato cittadine
rappresentano una grande ricchezza per la nostra città. La principale ricchezza.
E a loro va il nostro caloroso e sentito grazie. Ci sarà anche il sindaco
Giovanni Basso questo pomeriggio ai festeggiamenti organizzati dai volontari
della pubblica assistenza, da giorni al lavoro per celebrare al meglio il
ventennale. Alle ore 17.00 è prevista una santa messa, alle ore 18.00 la
benedizione dell'ambulanza donata dal calzaturificio Zeis Excelsa, alle ore
19.00 è prevista la sfilata per le vie del paese dei mezzi, alle 20.30 il
momento di gala presso Villa Bianca. ISABELLA CARDINALI,.
( da "Gazzettino, Il" del 27-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Venezia(S.F.)
L'altra faccia del "miracolo cinese", quella portata alla luce anche
dallo scandalo del latte avvelenato, è stata svelata ieri alla Conferenza
internazionale sulla Scienza, in corso alla Fondazione Cini a Venezia, da
Chumming Chen, docente di nutrizione del Centro cinese per la prevenzione e il
controllo delle malattie.Chumming Chen, vista la posizione che occupa, non è
ovviamente un'oppositrice, e nel suo intervento ha mantenuto un'impostazione
rigorosamente neutra, tenendosi lontana dai temi più "delicati", ma
le cifre da lei portate sono risultate lo stesso abbastanza sconvolgenti,
rappresentative di un paese in cui cala drasticamente il numero di poveri, ma
cresce la povertà dei poverissimi. In Cina dunque, tra il '93 e il 2005 il
numero di coloro che vivono con meno di un dollaro al giorno è calato da
( da "Stampa, La" del 27-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
TENDA
BIS Ancora rinvii del progetto Oggi convegno "La burocrazia ritarda
l'autostrada Cn-At e raddoppio del Tenda". Così il presidente della
Provincia, Raffaele Costa, sul rinvio della Conferenza dei servizi per
l'autostrada e della Conferenza intergovernativa prevista a Parigi il 22
settembre. Costa ha scritto al ministro delle Infrastrutture. L'onorevole Teresio Delfino (Udc)
ha presentato un'interpellanza: "Il Governo, ancora una volta, si è fatto
trovare impreparato a un appuntamento programmato con largo anticipo". E
chiede se c'è piena disponibilità delle risorse da parte italiana lievitate a
42,36 milioni in più rispetto alle somme disponibili". Del Tenda bis si
parlerà oggi a Limone nel convegno "Permeabilità alpina" (ore 9,30,
ex Confraternita). Interverranno il presidente della Provincia Raffaele Costa,
il sottosegretario Michele Davico, il senatore Gabriele Boschetto e il collega
francese Josè Ballarello. Promotore del convegno il senatore Giuseppe Menardi,
vicepresidente Commissione Lavori: "Proporrò la costituzione di un
comitato di monitoraggio, seguendo l'esperienza dell'autostrada". \.
( da "Trentino" del 28-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Grido
degli albergatori "Basta burocrazia"
L'associazione fassana lancia il suo messaggio a tutta la politica VIGO DI
FASSA. I tempi della politica non sono quelli del turismo. Quindi meno burocrazia e soprattutto
certezze per gli imprenditori che ogni giorno si devono confrontare con la
concorrenza globale. L'associazione albergatori e imprese turistiche del centro Fassa,
riunita in assemblea, manda un segnale forte e chiaro al mondo politico proprio
nel momento che si avvicina al confronto elettorale d'autunno. "Il tema
che abbiamo posto al centro dell'incontro di oggi - ha spiegato il presidente
Celestino Lasagna - e' quello dei rapporti tra il mondo turistico, il sistema
economico e le istituzioni. Tema di fondamentale importanza per lo sviluppo del
paese e che sento particolarmente mio, tanto da averne fatto oggetto degli
interventi negli ultimi dodici anni". Il presidente della sezione centro
Fassa ha elencato gli indicatori di criticità che gli operatori turistici
incontrano sul loro cammino. Crisi industriale, rincari dei prodotti,
specialmente quelli alimentari, sono fattori che segnalano una possibile
riduzione dei flussi turistici anche in Trentino. La concorrenza globale, il
forte apprezzamento della moneta europea rendono meno competitive le mete
italiane rispetto agli Stati Uniti e altre destinazioni riconducibili all'area
del dollaro. "Alla concorrenza internazionale - ha sottolineato Celestino
Lasagna - noi dobbiamo rispondere mettendo in campo la migliore offerta dal
punto di vista quantitativo e qualitativo oggi disponibile. In particolare è
necessario concentrare lo sforzo nella ristrutturazione, nell'ammodernamento e
nei processi di innovazione che la categoria sta sostenendo e che deve essere
adeguatamente finanziato attraverso strumenti che agevolano l'accesso al
credito delle piccole medie imprese". Ma Celestino Lasagna poi rincara.
"Da imprenditore assisto con un certo disappunto alle lamentele di quei
colleghi che, pur avendo in parte o in tutto delocalizzato le loro produzioni
in altri paesi, sollecitano risorse pubbliche ad incentivo delle loro attività.
Noi albergatori non possiamo delocalizzare le attività: produciamo in Italia,
diamo lavoro in Italia e paghiamo le tasse in Italia. Avrei piacere che questa
elementare considerazione fosse tenuta a mente dai nostri politici quando
stabiliscono le priorità nella locazione delle risorse destinate allo sviluppo.
Bisogna incentivare e sostenere le imprese che contribuiscono, con le loro
attività, al benessere della nostra provincia e del nostro paese". Tra le
indicazioni concrete venute dall'assemblea c'è quella di favorire gli ingressi
dei cittadini stranieri ormai indispensabili per far muovere la macchina
turistica in Fassa, realizzazare collegamenti più rapidi tra aeroporti e valle.
"Non è possibile - ha detto Lasagna - che da Verona al centro Fassa, sia
in macchina che in pullmann ci si impieghino 4 - 5 ore. Abbiamo poi bisogno di
parcheggi e del completamento della circonvallazione da Moena a Canazei".
Natale Rigotti Presidente ASAT, si è poi rivolto alla classe politica
"Permetteteci - ha detto - di tornare a fare gli albergatori. E' un
momento difficile, le imprese dovrebbero essere lasciate in pace: controlli ed
eccessiva burocrazia, carico fiscale".
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 28-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
LONATO. Tra pochi mesi
l'apertura: la sede sarà ricavata in via Cavalieri di Vittorio Veneto L'anno
nuovo porterà la farmacia comunale di Roberto Darra Bisognerà aspettare i primi
mesi del 2009 perché a Lonato apra la farmacia comunale. La prima del genere
che andrà ad affiancarsi alle due private, una in centro storico e l'altra nel
complesso polifunzionale "La Rocca". A gestire la
"comunale" sarà un'apposita società a responsabilità limitata, il cui
statuto è stato approvato dal Consiglio ormai quasi un anno fa: la burocrazia
ha i suoi tempi. Il nuovo banco farmaci troverà posto in un immobile di via
Cavalieri di Vittorio Veneto, già acquistato dal Municipio per 230 mila euro.
L'amministrazione ha puntato sulla gestione societaria piuttosto che su quella
diretta per via della maggiore agilità procedurale negli acquisti dei farmaci.
Il Consiglio di amministrazione sarà composto da un dirigente d'area comunale,
da un commercialista e dal direttore della farmacia nominato dal sindaco. Lo
stipendio di quest'ultimo sarà costituito da un minimo garantito e da una quota
in base ai risultati conseguiti. "Questa scelta - spiega il vicesindaco
Roscioli - consente il raggiungimento di migliori risultati sia in termini di
margini economici, sia a proposito di servizi offerti. La scelta di assegnare
la gestione ad una società diversa da "Lonato Servizi" deriva dalla
volontà di coinvolgere il direttore di farmacia nelle scelte operative del Cda.
Se la struttura fosse gestita da Lonato Servizi, il farmacista si troverebbe
coinvolto nelle decisioni relative agli altri servizi pubblici".
Dall'altro, dice Roscioli, la costituzione di una società ad hoc consentirà al
Comune, se il Consiglio comunale lo deciderà, di cedere totalmente o
parzialmente la partecipazione, senza conferimenti o cessioni di ramo
d'azienda.[\FIRMA].
( da "Tirreno, Il" del 28-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Livorno Buche nelle strade,
che odissea L'Aci striglia il Comune: vie sventrate subito dopo la
riasfaltatura LIVORNO. Centomila euro di danni pagati dal Comune a pedoni e
automobilisti per le buche nelle strade? Macché sorpresa, la cifra dovrebbe
essere ben maggiore "se la burocrazia non la facesse da padrone": promuove l'azione legale chi ha
subito un danno per migliaia di euro ma ben difficilmente lo fa chi ha subito
danni lievi. Parola dell'Automobile club livornese guidata dal presidente
Franco Pardini. L'Aci punta il dito contro i disagi degli utenti della strada:
"Segnaletica fatiscente, buche e voragini nell'asfalto, erbacce
abbandonate a una crescita selvaggia, semafori raramente soggetti a
manutenzione". E' una "vera giungla urbana fatta di inefficienza,
pressapochismo e menefreghismo", con la quale l'automobilista livornese
deve vedersela ogni giorno (anche a causa dell'ostinazione - ammette l'Aci -
con la quale "la popolazione continua imperterrita a preferire di gran
lunga il mezzo privato"). L'Automobile club immagina una inconsueta forma
di protesta: i cittadini dovrebbero "lasciare la macchina sotto
casa". Il motivo? Se "gran parte delle auto restassero in sosta
contemporaneamente", salterebbe agli occhi la complessiva "carenza di
posti auto" e i "mezzi pubblici dimostrerebbero immediatamente la
propria inefficienza". Per fortuna, dunque - si ironizza - il livornese
sale in auto in nome del suo dna di "spirito libero e ribelle" che
gli fa usare il "proprio mezzo per essere indipendente". Le buche,
nella maggior parte dei casi, sono causate "dai chiusini mal
posizionati": o troppo alti o o troppo bassi, "spesso sono
addirittura instabili e fatiscenti". Non si sa su quali basi siano fatti
gli accordi con le ditte che eseguono gli allacciamenti, l'unica certezza - si
sottolinea - è che appena si esegue un nuovo intervento su acquedotto o
fognatura, ecco inevitabile il cedimento (tempi di assestamento a parte, il
Comune "dovrebbe pretendere dalle ditte private un ripristino della
normalità entro un ragionevole lasso di tempo"). L'Aci fa un esempio
concreto: via del Seminario ben asfaltata daccapo. Peccato che subito dopo sono
partiti i lavori di ristrutturazione di alcuni fondi e dunque è stato
necessario fare gli allacciamenti alle utenze. Inutile dire che, proprio
"in corrispondenza di questi interventi" si stanno già verificando
avvallamenti e cedimenti.
( da "Adige, L'" del 28-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Centro Fassa: le
richieste degli albergatori "I sindaci migliorino l'arredo urbano"
MARIO FELICETTI VIGO DI FASSA - La presenza asfissiante della burocrazia, una concorrenza internazionale che cresce, la
necessità di affrontare e risolvere i grossi problemi che ancora esistono in
tema di viabilità e mobilità, i rapporti con le istituzioni e con i sindacati,
i problemi della classificazione alberghiera, l'apprezzamento dell'euro che
rende meno competitive le mete italiane, a vantaggio di altre detinazioni
riconducibili all'area del dollaro, i costi gestionali che crescono, il
problema dei prezzi. Sono alcuni degli argomenti affrontati venerdì pomeriggio
a Vigo di Fassa, dove, nell'aula consiliare del municipio, si è svolta
l'assemblea degli albergatori della sezione Asat del Centro Fassa. Non molti i
partecipanti, una ventina appena su oltre cento iscritti, anche se l'incontro è
stato ricco di spunti e vivace sotto il profilo dialettico, a confermare
l'importanza di un comparto economico trainante per l'economia locale e
trentina. Dopo i saluti dell'assessore comunale Franco Ghetta , la riunione è
stata aperta dalla lunga relazione del presidente Celestino Lasagna (a sinistra
nella foto con Natale Rigotti , che ha spaziato questa volta anche al di là del
puro contesto locale per allargarsi al mondo turistico inteso in senso
generale. Prospettive di crescita poco incoraggianti, una domanda interna che
stenta a ripartire, la concorrenza di paesi esteri (Francia, Spagna, Austria,
Croazia, Slovenia, Grecia e Tunisia, ma anche libia ed Egitto) che erodono le
nostre quote di mercato sono state le sue considerazioni di fondo ad anticipare
una serie di valutazioni più strettamente legate al territorio. Lasagna ha
richiamato ancora una volta l'emergenza infrastrutturale della valle, la
necessità di collegamenti più veloci e di una viabilità funzionale, i costi di
gestione delle imprese, l'urgenza di una migliore cura dell'arredo urbano nei
paesi, i rapporti con le altre categorie economiche, l'importanza della
formazione. Enzo Iori , vicepresidente dell'Apt, ha quindi illustrato i
risultati della stagione estiva (più 2,81% degli arrivi, meno 2,41% delle
presenze) ed i programmi del prossimo inverno, mentre i sindaci di Pozza
Alessandra Cloch e di Soraga Roberto Pellegrini hanno rinbadito la loro piena
disponibilità a collaborare con la categoria per fare insieme le scelte
migliori. Cloch ha tra l'altro confermato due iniziative di rilievo: l'incarico
tecnico per una variante al Piano regolatore, al fine di migliorare la
viabilità del paese, e lo stanziamento di 70.000 euro per trovare una idonea
soluzione progettuale al problema delle Terme, con la riqualificazione completa
dell'area di "Pucia". Infine, dopo gli interventi degli albergatori Costantini
, nuovo gestore dell'hotel Gambrinus, e di Umberto Anzelini , titotale
dell'hotel Corona (in primo piano le seconde case, la
classificazione alberghiera e la burocrazia), hanno chiuso l'incontro Roberto Pallanch , direttore
provinciale dell'Asat, ed il presidente Natale Rigotti . Da quest'ultimo,
l'ennesima bordata contro l' "inconcepibile aggressione della burocrazia", con l'appello affinché
"le imprese siano lasciate in pace", la convinzione che si debba
cambiare radicalmente il modo di comunicare, entrando direttamente nelle
case, la necessità di una maggiore attenzione al turismo anche da parte del
governo ("da 16 anni" ha detto "siamo senza un ministro del
turismo"), l'urgenza di una soluzione aereoportunale per la nostra regione
e della terza corsia dell'Autobrennero, "visto che una delle attuali due è
sempre occupata dai Tir". Il turismo, la sua conclusione,
"rappresenta il 30% dell'economia trentina. Vinceremo le prossime sfide
solo se faremo squadra". Le preoccupazioni della categoria sono state poi
un tantino stemperate dal ricco buffet che ha concluso l'assemblea. 28/09/2008.
( da "Trentino" del 28-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Dellai, il mio regno
per un cavillo Si racconta che un Dellai furioso si aggirasse nelle nebbie di
quest'autunno precoce nel bosco di piazza Dante imprecando al cielo con un
lugubre lamento "il mio regno per un cavillo". Già
perché il castello sembra vacillare sotto i colpi della burocrazia, più che per quelli della
morale. L'UDC sarebbe esclusa dalla partita per la mancanza di una firma. Il
pensiero va al povero Carli, il quale già molto tempo fa ci guardava
rassicurante nello smagliante 6x3 dei suoi manifesti elettorali,accreditandosi
come nuovo Governatore. Non si era ancora ben rappresa la colla che i
manifesti sono stati tolti e rimessi in garage,non senza aver prima
rispolverato un set di ventose per arrampicata libera su vetri insidiosi.
Probabilmente le cose si sistemeranno e tutto riprenderà come prima,comunque
vadano a finire le il Carli potrà sempre dire,a buon diritto: "Io? Io non
c'entro!" Paolo Tomasi TRENTO Viabilità di Pressano: grazie agli
amministratori La scorsa primavera l'amministrazione comunale ha preso la
decisione di modificare radicalmente la viabilità della via principale del
paese di Pressano, una decisione maturata dopo diversi incontri con la
popolazione locale. La scelta ha portato sicuramente una migliore vivibilità e
sicurezza per i pedoni, specialmente per i bambini della scuola materna ed
elementare ed una maggiore tranquillità per noi genitori. Poiché si era parlato
di esperimento fino al termine dell'anno scolastico c'era il timore che poi
tornasse la vecchia viabilità. Invece l'esperimento pare riuscito e perciò
abbiamo provato una grande soddisfazione quando, all'apertura del nuovo anno
scolastico, abbiamo visto che le scelte fatte restavano in vigore: la via a
senso unico, il divieto di sosta davanti alle scuole, il parcheggio sicuro nel
piazzale dell'oratorio nel momento di entrata ed uscita dei bambini, il
marciapiede segnato dal parcheggio all'ingresso degli edifici scolastici. Tutti
aspetti che danno sicurezza ai bambini e tranquillità ai genitori. Perciò ci
sembra giusto ringraziare l'amministrazione comunale, in particolare
l'assessore Lorenzoni, ed anche l'oratorio parrocchiale per le scelte fatte. Se
poi, come è stato ipotizzato, l'amministrazione riuscirà anche a realizzare un'
area a parco e giochi per bambini allora la soddisfazione sarà anche maggiore.
Emiliana Cova PRESSANO "Cari" politici trentini dovreste vergognarvi
Appello ai politici Trentini: con gli scandali di questi giorni avete
frantumato tutto quello che c'era di buono, avete tradito la nostra fiducia, i
nostri diritti e l'autonomia che era già in pericolo e ci avete ridotti come la
rana sulla croce senza rispetto e senza giustizia e anche il futuro dei giovani
onesti! Che votiamo a fare? Per essere presi in giro? Vergognatevi! Noi siamo
cittadini trentini e non i vostri burattini, l'autonomia siamo noi che vi
abbiamo dato la fiducia e pagato le tasse da più di trent'anni, dove andiamo a
finire? Imparate ad essere più onesti! L'Autonomia è nostra e guai a chi la
tocca e dobbiamo lottare di più per difenderla perché è molto sacra ed è fatta
col sangue di chi l'ha fondata e i confini devono restare lì dove li ha
lasciati Degasperi! Per legge siete votati e pagati per essere al servizio del
cittadino, non il cittadino al servizio vostro. Durnwalder è migliore di voi ha
più rispetto per i suoi cittadini e per l'Autonomia e non spreca i soldi
pubblici e fa cose più utili, imparate da lui a governare meglio prima che sia
troppo tardi. Avete più considerazione per gli orsi e i clandestini che per
noi, perché non vi fate votare da loro? Con tutti i soldi che avete sprecato,
soldi nostri, delle nostre tasse, perché non avete fatto il referendum per
evitare gli sprechi e fare cose più utili, e perché i veneti e Asiago hanno
fatto il referendum e noi no? E per gli orsi e per la moschea? Ne abbiamo il
diritto e ce l'avete negato e questo è imperdonabile e antidemocratico!
Vogliamo più rispetto e giustizia poi i nostri diritti, e rivogliamo i nostri
soldi che avete sprecato e vogliamo meno politici più onesti e responsabili come
in Alto Adige. Vogliamo più rispetto e giustizia. E.M. DIMARO Monumento a passo
Lusia tricolore inopportuno A metà settembre è stato inaugurato al Passo Lusia
a
( da "Stampa, La" del 28-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
TUNNEL. NUOVI
PROBLEMI Burocrazia ritarda il Tenda bis Salta commissione
intergovernativa: manca presidente da parte italiana [FIRMA]GIANPAOLO MARRO
LIMONE Tutto come da copione. Quando viene programmato un incontro sul Tenda
bis è sempre "in agguato" una nuova chiusura della galleria
ultracentenaria (di notte, da lunedì a giovedì) e gli imprevisti della burocrazia significano ulteriori rinvii
per il tunnel tanto atteso. Così anche questa volta: ieri a Limone si è
svolto un convegno sui collegamenti Italia-Francia, dove il senatore Giuseppe
Menardi, vicepresidente della Commissione Lavori pubblici del Senato ha
proposto "la creazione di un Comitato di monitoraggio sull'esempio
dell'autostrada Cuneo-Asti". Un invito a un gruppo di lavoro "per
seguire passo passo il lungo iter della galleria, i problemi del traffico e le
questioni quotidiane legate all'economia delle valli lungo la via del
mare". Ma alla vigilia della giornata di studio ecco la
"sorpresa": il 22 settembre a Parigi si sarebbe dovuta riunire la
Conferenza italo-francese per il Tenda bis. Il vertice è stato rinviato.
"Problemi legati alla presidenza italiana - spiega il presidente della
Provincia, Raffaele Costa -. L'architetto Gaetano Fontana ora guida l'Ance
(Associazione costruttori): deve essere riconfermato nell'altro incarico o si
deve procedere alla nomina di un nuovo presidente. La data della nuova riunione
non è ancora stata fissata". Al convegno di Limone, tutti d'accordo
sull'urgenza della nuova galleria: "Opera strategica per unire questa
regione europea". Ed è stata ribadita la finalità del Tenda bis:
"Traffico turistico-commerciale - ha detto Menardi - e non grande via dei
Tir. Si deve reinserire nel corridoio 5 un collegamento Italia-Francia fra le
valli Stura e Durance (l'autostrada arriva già a Sisteron)". Franco
Revelli, rappresentante del Comune di Limone: "Serve un comitato di
monitoraggio e vengano attivati treni navetta durante i cantieri". Il
presidente della Camera di commercio di Cuneo, Ferruccio Dardanello, ha
sottolineato l'esigenza d'infrastrutture per rendere più vicini i territori fra
Piemonte, Liguria e Sud della Francia. Dal senatore della Val Roja Josè
Ballarello una proposta provocatoria: "Ticket ai camion che transiteranno
nel Tenda per salvaguardare l'ambiente delle valli". Replica Valter Lannutti,
imprenditore nel settore trasporti e logistica: "Prima di proporre un
pedaggio si faccia il tunnel. Il Tenda bis non sarà mai parte di una rotta
internazionale. Quella via avrà traffico limitato all'area
Cuneo-Nizza-Ventimiglia". In attesa della nuova galleria si deve fare i
conti con i problemi quotidiani. "Limitazioni al traffico - ha ricordato
il sindaco di Limone, Domenico Clerico - con il senso unico alternato e il
divieto di transito dei pullman al sabato e domenica". Un grave problema
ribadito con forza dagli operatori del turismo invernale: "Rischiamo di
perdere la clientela da Liguria e Francia". Il sottosegretario agli
Interni Michelino Davico si è impegnato a verificare la questione dell'urgenza
di un presidio fisso dei vigili del fuoco all'imbocco del tunnel.
( da "Corriere del Veneto" del 28-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del Veneto -
PADOVA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-09-28 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE "Autonomia a Belluno? No grazie" Assindustria, lo
scetticismo del presidente Valentino Vascellari: "A questo territorio
serve soltanto la specificità statutaria" Il primo ottobre al teatro
comunale incontrerà il presidente Galan per un confronto pubblico sul tema
BELLUNO - "Autonomia? No, grazie. Non solo credo sia irrealizzabile ma
anche non fosse così è un'idea che mi fa paura". A parlare è il presidente
di Assindustria Belluno, Valentino Vascellari, e l'oggetto del commento
riguarda il suo territorio. Tema che affronterà anche il 1Ë? ottobre alle 17 al
teatro comunale di Belluno con Giancarlo Galan. Se regioni e province
confinanti hanno il loro statuto privilegiato, e con questo delle
"leve" per una concorrenza legittima ma da più parti vissuta quasi
come sleale, insomma, un eventuale passaggio di Belluno al gruppo dei territori
italiani con prerogative non ordinarie per il leader degli industriali
dolomitici non servirebbe a nulla. Presidente, cos'è che determina in lei
un'opinione così tranciante su questo argomento? "Premetto che sono
convinto che l'autonomia ammini-strativa è un desiderio irrealistico nel senso
che è molto difficile che qualcuno ce la conceda. Ma, soprattutto, sono
scettico sulla sua effettiva convenienza ". Le vicine Trento e Bolzano,
però, sono spesso indicate dai suoi conterranei come terre ricche e felici...
"Guardiamoci in faccia. Lì il 50% della popolazione attiva è dipendente
pubblico, la macchina burocratica per far funzionare regioni e province
autonome è grandissima. Il nostro modello di sviluppo è invece di tutt'altra
natura, nulla ci è più estraneo di un'economia praticamente assistita"
Insomma, lei teme che in una simile eventualità i cittadini bellunesi
assorbirebbero un modus vivendi e di concepire il lavoro che non le piace?
"Dico che non c'è assolutamente la necessità di cambiare il modo con cui
questo territorio è diventato uno dei campioni italiani dell'ingegno e della
produttività, quello, per capirci, che ci ha portato a diventare la settima
provincia italiana per esportazioni pro capite. E poi siamo in pienissima
occupazione. Dove li andremmo a trovare i lavoratori della burocrazia, visto che facciamo fatica a
trattenere qui anche i cervelli migliori a fronte di retribuzioni molto
appetibili?" Belluno ricca ma Belluno che si spopola. Un ritornello
vecchio che non ha trovato soluzioni e di fatto la vera malattia di questa
terra. Se l'autonomia è da cestinare lei cosa propone? "Non Belluno
soltanto ma tutte le aree di montagna del Veneto soffrono di questo disagio. Un
handicap naturale legato al clima e alla morfologia che non è affatto
compensato da un adeguato livello di servizi, di collegamenti, di
infrastrutture. Il percorso realistico da compiere è quello di riconoscere a
questi territori una specificità statutaria che li ponga in una corsia
privilegiata nel calendario della progettualità di Palazzo Balbi, che è il
nostro primo interlocutore ". E con la specificità, ad esempio, oltre a
strade ed altre infrastrutture cosa si potrebbe avere? "La possibilità di
conservare quei servizi minimi che rendono vivibile un paese e tengono assieme
una comunità. Un ufficio postale, un presidio medico, una scuola. Nel bellunese
il 5% della popolazione abita sul 20% del territorio. Qualcuno mi spiega dove
sia possibile trovare quei 500 ragazzi per corso di studio posti come
condizione necessaria per tenere aperta un istituto?" Tuttavia lei è il
primo a riconoscere che questo paese ha bisogno di una semplificazione
amministrativa. "E' un processo che dovrà essere radicale e toccare perciò
ogni livello. Se penso che la provincia di Belluno ha 200 mila abitanti
distribuiti su una settantina di comuni, e che continuano ad esserci comuni con
tre o quattrocento abitanti... Troppi livelli decisionali, siamo decisamente
arrivati al punto i cui bisogna cambiare indirizzo". In Regione una
maggioranza Lega-Pd ha fatto saltare una proposta di dimezzamento delle
comunità montane venete, segno che su questi temi ci sono evidentemente altre
considerazioni sostenute da poteri "forti". Lei che ne pensa?
"E' stata persa un'occasione. Le comunità montane avranno forse un qualche
residuo di utilità ma nel loro complesso sono un motivo di spreco di risorse.
Forse sono più "carrozzini" che "carrozzoni", ma nel
momento in cui si arriverà a trasferire competenze e carichi fiscali sulle
regioni, sistemi come questi risulteranno pesi allo stato puro. Accorpiamo i
Comuni e sarà poi chiaro che delle comunità montane ne potremmo fare
tranquillamente a meno". Gianni Favero \\ E' stata persa l'occasione di
dimezzare le comunità montane che nel loro complesso sono soltanto un motivo di
spreco di risorse Industriali Il presidente di Assindustria Belluno, Valentino
Vascellari.
( da "Stampa, La" del 28-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
COMUNE IL SEGRETARIO
DI PRC MARCO RAVERA DETTA LE CONDIZIONI Vado Ligure "Sì al rimpasto in
giunta se fermate la Margonara" Il nuovo Piano commerciale costruito su
tre macrozone Minaccia di Rifondazione sulle nuove deleghe ai socialisti SAVONA
"Sì al rimpasto in giunta se fermate la Margonara, l'Aurelia bis e la
nuova edificazione a Legino". Il segretario di Rifondazione comunista
Marco Ravera ha "sepolto" definitivamente le possibilità di un
riassetto della giunta comunale minacciando di bloccare tutte le operazioni
residenziali. Anche se l'ultimatum di Rifondazione in teoria sembra gettare
benzina sul fuoco della crisi comunale, in realtà avrà l'effetto di bloccare
ogni modifica dell'esecutivo: "Il mio partito, che ha un credito nei
confronti della coalizione (vedi la mancata presidenza della Prima
Circoscrizione), non intende partecipare a questo teatrino del rimpastodi
giunta. Per questo, nell'assoluto rispetto dei ruoli e delle competenze, avanzo
una proposta al sindaco Berruti e all'intera coalizione. Lo strapotere del Pd non
si contrasta solamente con un rimpasto in giunta, ma si deve contrastare, se lo
si vuole realmente fare, dal punto di vista programmatico. Potremmo quindi
essere disposti a non contrastare le richieste dei socialisti, ma in cambio non
chiediamo posti per noi, ma quelle che riteniamo conquiste per la città e per i
cittadini. Nessuna delega in più per l'assessore Costantino, nessun nuovo
assessore o nessuna presidenza del Consiglio per Rifondazione, ma la garanzia
che il progetto della Margonara e quello dell'Aurelia Bis non si realizzeranno
e che la cittadella dell'innovazione di Legino non contemplerà alcun intervento
di edilizia residenziale. Questa la nostra controproposta. In caso contrario ci
opporremo a qualunque tentativo di riequilibrio che valorizzi il partito
socialista ad oggi già sovrastimato". Il sindaco si è preso alcuni giorni
di riflessione per trovare una quadratura alle richieste avanzate dal Ps. Tre
nuove macrozone: litoranea, centrale e collinare, spazi per la degustazione dei
prodotti alimentari tipici presso locali quali panifici o altri produttori
artigianali. Sono solo alcune delle novità previste dal piano commerciale
varato in questi giorni dal consiglio comunale, in base alla recente legge
regionale in materia. "Vogliamo favorire la qualità dell'offerta - ha
spiegato l'assessore al commercio Monica Giuliano - e nel contempo favorire la
nascita di nuove attività commerciali specie nell'entroterra, dove oggi sono
quasi del tutto assenti. La possibilità data agli artigiani o a negozi che si trovano nei pressi dei loro laboratori di avere
spazi dove i loro clienti possono degustare sul posto i prodotti tipici da loro
preparati, mi sembra un altro incentivo interessante al potenziamento e
all'espansione di molte attività commerciali. Prevediamo inoltre grazie alle
nuove norme introdotte di limitare notevolmente la burocrazia per dare avvio a nuove attività".
( da "Stampa, La" del 28-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Burocrazia
Slitta l'autorizzazione per San Giacomo Chi non si rassegna ai tempi lunghi
della politica è l'ingegner Giampiero Suetta, presidente del Solar Technology
Group, la società di studi che da decenni è all'avanguardia nell'energia
solare: "La giunta comunale martedì ha di nuovo rinviato la nostra pratica
che riguardava l'autorizzazione
a continuare a nostre spese la ristrutturazione straordinaria riguardante il
piano superiore lato Sud del San Giacomo. Tale progetto è stato approvato dalle
Belle Arti addirittura nel 2005. La richiesta di autorizzazione è stata
protocollata ai primi di gennaio e sembrava che dovesse bastare una determina
dirigenziale. Invece siamo ancora fermi. Vale la pena di ricordare che
presentai nel lontano
( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 28-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Per favorire l'outlet
di Noventa di Piave, si stanno usando pesi e misure diverse. Quanto sta
succedendo sulle rive del fiume sacro alla patria è sintomatico della volontà
di favorire la grande distribuzione internazionale a scapito non solo del
piccolo commercio tradizionale, ma anche di quello medio.Abbiamo raccolto
diversi punti per così dire di criticità che dimostrano quanto la politica,
grande o piccola che sia, sia genuflessa di fronte ai grandi colossi che
sembrano in grado di forzare la mano e, in taluni casi, persino di by-passare
la legge.Un esempio? Le distanze. Dice la legge regionale del 2004 che due
outlet non possono distare meno di
( da "Gazzettino, Il" del 28-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Priorità e
razzismo,consigli di letturaper il ministro ZaiaIn un articolo del 21 settembre
sul Gazzettino il ministro Zaia sostiene che "non è razzismo voler mettere
la nostra gente al primo posto. E per il collocamento servono tre liste:
residenti, oriundi, stranieri". Se il ministro dedicasse un po' di tempo
alla lettura e alla riflessione, gli consiglierei di leggere il volume di
Martin Pollack, Il morto nel Bunker, Bollati Boringhieri 2007, di cui riporto
un breve passaggio in cui viene descritto come venivano trattati sloveni,
croati, polacchi, russi e ucraini residenti nei territori "dei tedeschi di
confine" negli anni precedenti alla "soluzione finale",
all'olocausto e alle nostre leggi razziali: "... I lavoratori stranieri
erano esclusi dalla giurisdizione tedesca ed erano sottoposti alla Gestapo, che
per loro era insieme polizia e tribunale... se a farsi pescare con una ragazza
tedesca era un lavoratore francese, poteva cavarsela con un severo rimprovero,
forse con un paio di settimane di arresto, mentre un appartenente ai cosiddetti
popoli orientali, ... finiva in un campo di concentramento o sulla
forca...".Leggendo e riflettendo il ministro potrebbe forse intravedere in
quello che egli ritiene un "atto di giustizia" verso i veneti, la
radice di quella discriminazione su base etnica, sulla cui base, in quanto
ideologia diffusa, si sono poi verificati gli orrori del nazifascismo.Francesco
FavarettiVeneziaL'Italia si difendadal fallimentodel capitalismo UsaDa qualche
mese dall'America finanziaria ci arrivano brutte notizie. Questo è la conferma
di come il sistema capitalistico-finanziario americano, troppo facile, credulone
e farfallino, abbia fallito. L'amministrazione finanziaria americana,
nonostante i massicci interventi ed aiuti monetari, sta pian piano vedendo
crollare il castello di carte della finanza. Così il rischio di vedere crollare
tutta l'economia americana è in continuo aumento. Infatti il Pil cala, mentre
l'inflazione e la disoccupazione aumentano. Per il momento l'Europa, almeno a
livello finanziario, grazie ad una politica monetaria più rigorosa e attenta
non sembra correre (per fortuna) alti rischi finanziari, ma quelli economici
sono alle porte. Spetta ora agli economisti europei trovare preventivi ed
efficaci rimedi. L'Italia che sembra messa peggio, potrebbe dare un colpo di
coda e subire le minime conseguenze solo se i politici lo vorranno. Basterebbe
che decidessero una volta per tutte di scrollarsi di dosso gli enormi privilegi
e intervenissero verso la burocrazia, rendendola più semplice, efficiente e quindi meno costosa,
continuando poi a fare pressione verso le lobby bancarie ed assicurative (soprattutto),
per tenere sotto controllo i prezzi tariffari.Decimo PilottoTombolo
(PD)Antifascismo:la lezionedi ViolanteVorrei tornare concluda, sulla polemica
che è scaturita a seguito delle dichiarazioni rilasciate dagli onorevoli La
Russa e Alemanno. Al Presidente della Camera, Fini, del quale apprezzo
molto le doti umane e condivido pienamente l'azione politica, vorrei dire che,
a mio avviso, è andato fuori tema dichiarandosi antifascista perché credo che
gli onorevoli, con le loro dichiarazioni, intendessero altra cosa. Tenterò ora
di spiegarla riferendomi alle parole dell'onorevole Violante, allora Presidente
della Camera: L'antifascismo e la lotta di resistenza formarono una classe
dirigente. Ma sull'essere e sul sentirsi cittadino ha prevalso il sentirsi
appartenente ad uno dei due schieramenti che dominavano il campo, a quello
antifascista, e a quello anticomunista. E quando l'appartenenza politica
prevale sulla cittadinanza, si indebolisce lo Stato, la cultura della legalità,
le virtù civili. Una nuova identità nazionale, un nuovo senso dello Stato, per
costruire una società nuova, che dovrà saper guardare mezzo metro oltre
l'orizzonte, che guardando al passato pensa al futuro, destra e sinistra devono
costruire insieme le regole e i limiti della competizione politica e alla fine
bisognerà, con prudenza e con rispetto per chi dissente, ricostruire una storia
unica della nostra Repubblica, nella quale tutti possano riconoscersi e
progettare il futuro.Lo stesso messaggio è stato riproposto dall'on. Violante
il 18 aprile
( da "Corriere delle Alpi" del 29-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Alpagotti (Cia):
"In aumento tasse, burocrazia, oneri
previdenziali" BELLUNO. L'agricoltura di montagna è in grave pericolo con
questa finanziaria. A lanciare l'allarme è Mauro Alpagotti, presidente della
Cia provinciale. "Nelle misure e nei collegati della legge finanziaria non
c'è spazio per le agevolazioni per gli agricoltori di montagna. Anche dal punto
di vista contributivo siamo stati penalizzati con un raddoppio del peso degli
oneri previdenziali. Questo arriva in un momento economico globale di grande
crisi e se nel
( da "Tirreno, Il" del 29-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Grosseto L'odissea
di Filippo per una "residenza" Con moglie e bimbi ha vissuto da
barbone Poi ha avuto una casa ma ora non trova un lavoro "vero" causa burocrazia GROSSETO. Certo ne sono cambiate di cose dall'estate di due anni
fa, quando Filippo dormiva con la moglie e i due figli piccoli in una tenda
montata abusivamente sul bastione della Cavallerizza. Dalla tenda passò nel
giro di qualche tempo alla roulotte situata in un campeggio a Marina di
Grosseto, poi a quella in piazza Barzanti (e venne anche multato nel
febbraio dell'anno scorso dalla polizia municipale perché la usava appunto con
fini abitativi); da qualche mese, ha una casa vera e propria. I bimbi vanno a
scuola regolarmente, lui si arrangia raccogliendo e rivendendo il ferro vecchio
insieme alla moglie. Quante volte l'avrete visto per le strade della città,
mentre spinge sui pedali la bici adattata con il carretto? Filippo Ferrari, 30
anni, origini piombinesi, cento lavori alle spalle, ha risolto insomma i suoi
problemi. Tutti meno uno: la residenza. Ed è un problema che non riesce a
risolvere, perché è il classico caso del cane che si morde la coda: "In
Comune mi hanno detto che per avere la residenza devo avere un lavoro. Il
lavoro, stabile e regolare, l'avrei anche trovato: ma chi me lo offre mi dice
che prima serve la residenza..." Filippo non ne esce. Si chiede e chiede
alle istituzioni come deve fare: perché senza certificato è di fatto
impossibilitato a svolgere le normali attività, a compiere i gesti normali di
ogni cittadino: "Io e la mia famiglia ci sentiamo ormai grossetani. Qui
stiamo bene. Io lavoro, i bambini di 10 e 7 anni vanno a scuola da tempo
proprio qui a Grosseto. Ho una casa da 7 mesi, al Villaggio Kennedy: è stato
l'Ater a consegnarmi le chiavi. Ho pagato il contratto, pago regolarmente
l'affitto ogni mese con quello che riesco a mettere insieme con il lavoro, ai
bambini non manca nulla. Mi dicevo: ho la casa, ho un lavoro, adesso mi danno
la residenza. E invece..." Filippo si sente penalizzato: "Discriminato.
Ad esempio, l'Enel mi chiede di pagare 400 euro per i sette mesi che sto in
questa casa: va bene, li pago, ci mancherebbe. Ma perché l'Enel mi fa pagare la
tariffa da non residente? Costa di più". L'acqua? "L'acqua l'ho
pagata, 176 euro: il contatore è intestato a mia moglie ma è lo stesso. Ma lì
non credo ci siano differenze per la residenza. E non posso nemmeno comprarmi
un'auto: vogliono il certificato di residenza. Vado in giro in bici, va bene,
ma perché non posso avere questa possibilità?". Altro problema, non
secondario, quello sanitario: "No, non è per me: io se sto male vado al
pronto soccorso. Ma i bimbi? Se non c'è la residenza, non possono avere il
pediatra... Come facciamo? Ho aspettato, ho aspettato. Ma adesso la domanda la
voglio fare, di nuovo, pubblicamente: come devo fare per avere questa benedetta
residenza?" P.S.
( da "Corriere della Sera" del 29-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-29 num: - pag: 9 categoria:
REDAZIONALE Personaggi e teorie L'ex star dei repubblicani
e la battaglia contro le nuove burocrazie finanziarie che "imbriglieranno"
il capitalismo Gingrich torna a guidare gli oltranzisti del liberismo DAL
NOSTRO INVIATO NEW YORK - Gli esperti della Brookings Institution, miniera di
idee dei progressisti, disegnano un futuro nel quale il presidente degli Usa
avrà margini di manovra drasticamente ridotti dall'enorme crescita del
debito pubblico dovuta al salvataggio di Wall Street, dal calo delle entrate
fiscali per una recessione ormai inevitabile e, soprattutto, dallo stato
d'animo dei cittadini: contribuenti- elettori non più disattenti che
pretenderanno dal governo comportamenti lineari e di piena trasparenza. David
Brooks, spumeggiante "columnist " conservatore del New York Times
pensa, invece, che la nuova era dell'attivismo dei governi - quello di Pechino,
le nuove ambizioni di Mosca, il neostatalismo di Sarkozy - attecchirà anche
negli Stati Uniti dove assumerà la forma di un "corporativismo
progressista ": le grandi banche d'affari sono scomparse o sono alle
corde, ma i loro uomini-guida - personaggi come Robert Rubin e l'attuale
ministro del Tesoro Paulson - rimangono al centro del sistema. Sconfitti i fans
reaganiani della "politica dell'offerta", lasceranno sfogare anche i
populisti e poi riprenderanno pian piano il controllo della situazione. Solo che,
anziché le banche, a farla da padrone sarà una nuova oligarchia ben preparata
dalla mano di velluto. Scenari che si affastellano mentre il Congresso sta
trovando un faticoso compromesso sul piano di salvataggio del sistema
finanziario. Nessuno ha voglia di festeggiare: non è certo che la ricetta
funzioni e tutti sanno che il prezzo economico e politico da pagare sarà
enorme. Lo è di certo per i repubblicani, costretti ad abbracciare interventi
che contraddicono la loro filosofia antistatalista. E' per questo che il piano
del governo repubblicano è stato bloccato per giorni non dai democratici ma da
un gruppo di deputati conservatori. Preoccupati dalla rabbia dei loro elettori,
questi parlamentari sono stati anche sobillati dal loro ex capo, Newt Gingrich.
L'uomo del "Contratto con l'America" oggi è un businessman, ma ha
fondato un'organizzazione e un sito (AmericanSolutions. com) coi quali continua
a fare politica. E nei giorni scorsi ha chiamato i suoi ex colleghi alla
rivolta dalle colonne della National Review: "Questa è una crisi grave, ma
è una crisi di liquidità dietro la quale ci sono anche altri problemi. Non vi
fate imporre soluzioni che creano nuove burocrazie finanziarie e che non
risolvano, contemporaneamente, altri problemi cruciali come la tassazione troppo
alta delle imprese e la cancellazione delle norme della legge Sarbanes-Oxley
che ostacolano l'attività delle imprese senza evitare il moltiplicarsi dei
disastri finanziari". Brandelli di un dibattito sul futuro del capitalismo
che in America fatica a prendere quota tra studiosi e politici tramortiti da
una crisi attesa da molti, ma della quale quasi nessuno aveva intuito la
portata e le implicazioni. Oggi, con Bush che evoca scene di panico nelle
strade, i mercati in bilico, il sistema creditizio sempre sull'orlo del
collasso, prevale la logica emergenziale delle soluzioni giorno per giorno. Una
situazione straordinaria che giustifica lo stravolgimento delle regole,
l'adozione di provvedimenti impensabili fino a poche settimane fa. Il
pragmatismo imperante spinge i liberisti del Wall Street Journal a invitare,
senza troppi complimenti, il loro ex idolo Gingrich a stare zitto: "Facile
fare il "fiscal conservative" nei dibattiti in tv. Ma noi ce lo
ricordiamo quando, da "speaker" della Camera, dava via libera al
fondo per il salvataggio dei detentori di titoli del debito messicano".
Certo, dopo lo "statalismo d'emergenza " si potrò anche tornare al
liberismo. Ma per i contribuenti l'emergenza durerà decenni, perché l'onere del
salvataggio è enorme e non potrà essere smaltito in breve tempo. Per questo i
più preoccupati sembrano essere i politologi democratici: sanno che chi vincerà
a novembre (e i democratici controlleranno di certo almeno il Congresso) sarà
costretto a governare con un braccio legato dietro alla schiena. William
Galston e Elaine Kamarck, due accademici che fanno capo alla Brookings e che
negli anni '90 sono stati rispettivamente consiglieri di Bill Clinton e di Al
Gore, hanno preparato un documento con un titolo ("Change you can believe
in needs a government you can trust") che è un invito a Obama ad andare
oltre gli slogan della sua campagna. In sostanza i due studiosi prevedono che,
col fiato sul collo dei cittadini infuriati per gli oneri fiscali della crisi e
i costi sociali della recessione, in futuro governo e Congresso saranno
costretti a seguire un sentiero molto stretto. Dovranno fare riforme profonde
per recuperare la fiducia degli elettori, ma senza poter spendere. Dovranno
mostrate una reale volontà di combattere sprechi e abusi: tempi grami per tutte
le "lobby". E dovranno concentrare le scarse risorse disponibili in
pochi programmi semplici, comprensibili. Sì, quindi, ai nuovi investimenti
nell'energia per ridurre la dipendenza dall'estero, mentre i piani anti
"global warming ", basati su costosi e complessi meccanismi di
"cap™" sono destinati al rinvio. Via libera, invece, alla Banca per
le Infrastrutture di Obama, con cinque superesperti che decidono l'uso migliore
delle risorse al di fuori dei mercanteggiamenti della politica. Non sarà la
nuova Cassa per il Mezzogiorno, ma l'America comincia a cercare i suoi Pasquale
Saraceno. Massimo Gaggi National Review Dalle colonne della sua rivista Newt
Gingrich ha chiesto ai repubblicani di boicottare il Piano Paulson di
salvataggio delle banche David Brooks Secondo il columnist conservatore del
"New York Times" anche negli Usa attecchirà l'attivismo dei governi.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 29-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: ECONOMIA E SOCIETA data: 2008-09-28 - pag: 47 autore: La maledizione
delle materie prime Lingotti d'oro nero Gli alti prezzi sono una manna per
Paesi in via di sviluppo ricchi solo di risorse naturali. Ma per il Nobel
Stiglitz sono un freno alla crescita industriale e civile per quanto la
sovranità e dunque la proprietà delle ricchezze naturali sia del popolo. di
Giorgio Barba Navaretti S ono anni d'oro per i Paesi ricchi di risorse naturali.
Anche se i prezzi hanno iniziato a flettere dopo l'estate, comunque le vendite
sui mercati internazionali di petrolio, gas e minerali, così come quelli dei
prodotti agricoli, permettono a queste nazioni, molte emergenti o in via di
sviluppo, di accumulare riserve valutarie. Liquidità che in parte è servita a
finanziare le economie indu-strializzate come gli Stati Uniti, con una bilancia
commerciale in deficit. A cavallo del nuovo millennio tutti questi Paesi
piangevano alle casse del Fondo monetario internazionale, vittime di una crisi
strutturale della propria bilancia dei pagamenti, con equilibri macroeconomici
precari e valute in caduta libera. La crescita dei prezzi delle materie prime
ha permesso un colossale trasferimento di risorsedai consumatori ai produttori
ed ha stabilizzato queste economie. Pecunia non olet, ma neppure è tutto oro
quel che luccica. Il surplus commerciale di Paesi come la Russia, il valore
delle cui esportazioni è costituito per il 65% circa da combustibili e
minerali, ha un significato economico ben diverso di quello di Cina o India,
dove invece i manufatti pesano per il 92% e il 68% rispettivamente.
L'esportazione di beni industriali,infatti, non può che avere origine da una
trasformazione strutturale profonda del sistema economico e produttivo di un
Paese. Mentre la produzione di materie prime raramente ha ricadute produttive o
tecnologiche e il suo beneficio sul complesso dell'economia rimane soggetto
alla volatilità del prezzo internazionale delle commodities. La crisi finanziaria
che ha attanagliato i mercati russi in questi giorni è in parte figlia della
"maledizione delle materie prime", di cui tratta ampiamente un libro
curato dal Premio Nobel, Joseph Stiglitz, con Jeffrey Sachs e Macartan
Humphreys, tutti della Columbia University. Il paradosso è che i Paesi con
disponibilità rilevanti di risorse naturali, in gran parte dei casi non
riescono a utilizzarle per innescare un processo di sviluppo sostenibile e di
trasformazione in senso moderno dell'economia. Se pensiamo ad esempi come la
Nigeria, il Gabon, il Venezuela o anche l'Arabia Saudita, come pure i nuovi
produttori di gas e petrolio del Mar Caspio,Kazakistan e Azerbaijan, sono tutti
Paesi la cui economia sprofonderebbe senza il petrolio. E questo, in grado
diverso, vale anche per la Russia. Perché tanta ricchezza a basso costo spesso
è tutt'altro che una fortuna? Le prime ragioni sono strettamente economiche.Il
così detto "dutch desease", ben noto a chi si occupa di questi
problemi, è l'apprezzamento del tasso di cambio dei Paesi esportatori di
risorse (così definito dall'effetto della scoperta di gas nel Mare del Nord
olandese negli anni Settanta). Apprezzamento che rende poco competitive le
esportazioni di altri prodotti e, al contrario, poco costoso l'acquisto di beni
importati, così rafforzando la dipendenza dai mercati esteri. Inoltre, c'è un
problema di volatilità delle entrate, soggette all'andamento dei prezzi
internazionali, ai piani di sfruttamento delle risorse da parte delle compagnie
petrolifere. Molti Paesi, proprio per stabilizzare la spesa dei profitti da
petrolio e altro, hanno costituito dei fondi sovrani, e accumulano risorse per
il futuro. Ma non sempre queste strategie sono perseguibili di fronte a
richieste pressanti di spesa, soprattutto inPaesi che non hanno granché d'altro
su cui vivere. Infine, dato che per estrarre petrolio o rame non c'é bisogno di
rivoluzionare l'economia, né di particolare capitale umano, gli spin off
tecnologici di queste attività sono in genere limitati o, per essere attivati,
richiedono investimenti ingenti. La seconda fonte della maledizione, senz'altro
la più seria,è politica.Il bilancio pubblico di un Paese ricco di materie prime
si fonda sulle entrate da risorse naturali e non sulle tasse. Ciò ha delle
implicazioni fondamentali nel rapporto tra Governo e cittadini. Riscuotere
risorse dal sistema economico nel suo complesso, in genere richiede consenso (
o forza) e istituzioni sufficientemente sofisticate. Chi governa su un mare di
petrolio non ha bisogno dei cittadini, E i cittadini, non essendo tassati, per
quanto disapprovino il comportamento di chi li governa, non hanno modo di
attivare sanzioni economiche. La riscossione delle imposte
è stata alla base della costruzione della burocrazia,delle istituzioni e anche della democrazia nei Paesi
occidentali. Per questo alle risorse naturali è associato spesso un difetto di
democrazia. E naturalmente la spesa militare è tra le due e le dieci volte
maggiore che nei Paesi senza risorse, per difendere i pochi che hanno accesso alle
rendite. Infine, in molti di questi Paesi la disuguaglianza è drammatica
e in crescita. Naturalmente non tutti i Paesi sono vittime della maledizione.
Alcuni hanno saputo gestire meglio la propria ricchezza. Il reddito pro-capite
dell'Indonesia è oggi quattro volte quello della Nigeria, trent'anni fa era lo
stesso. I diamanti hanno permesso al Botswana di crescere del 7% all'anno,
mentre in Angola o in Sierra Leone sono stati ragione di guerra civile. In ogni
modo le ricchezze colossali del sottosuolo non sono mai sufficienti a
raggiungere una crescita sostenibile. I loro alti prezzi sono una conseguenza
in parte strutturale della crescita
economicaglobaleeperunbelpo'rimarrannota-li.
Mapensarechequestasiaunascorcia-toiaperevitareletrasformazioniecono-michenecessarieacrescereinmodoso-stenibileèungrossolanoerro
e. barba@unimi.it 1 Macartan Humphreys, Jeffrey D. Sachs e Joseph E. Stiglitz,
"Escaping the Resource Curse", con prefazione di George Soros,
Columbia University Press, pagg. 408, $ 29.95. Barili. Contenitori di petrolio
ordinati per il trasporto CORBIS.
( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del
29-09-2008)
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Il Sole-24 Ore del
lunedì sezione: RAPPORTO MARMOMACC data: 2008-09-29 - pag: 18 autore:
Tecnologia. Molti macchinari di nuova generazione sono legati al trattamento
delle superfici e al controllo numerico India e Russia spingono l'export
Marabelli (Assomarmomacchine): "Per le vendite un'accelerazione
dell'8%" di Michela Finizio l'India il massimo importatore di macchinari
italiani è per la lavorazione del marmo, per un valore complessivo di 33
milioni 606mila euro nei primi sei mesi del 2008. Al secondo posto si accomoda
la Russia, la cui domanda (33 milioni) è quadruplicata rispetto allo stesso
periodo dell'anno scorso, seguita a ruota dal mercato africano cresciuto negli
ultimi 12 mesi del 68 per cento. Mentre è netta la contrazione della domanda
proveniente dagli Stati Uniti, con una flessione del 37 per cento. All'estero
Per le 330 aziende associate a Confindustria Marmomacchine l'ultimo bilancio
dell'export italiano (nel
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
29-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Provincia di
Cagliari Pagina 1012 Sarroch. L'opera è inserita nel Piano regolatore dello
scalo marittimo cagliaritano Porto Foxi, 5 milioni per la darsena Sarroch..
L'opera è inserita nel Piano regolatore dello scalo marittimo cagliaritano
Garantirà un attracco alle barche di servizio per le industrie --> Garantirà
un attracco alle barche di servizio per le industrie Finanziata con cinque
milioni di euro, la nuova darsena di Porto Foxi è ora in attesa della
valutazione d'impatto ambientale La sorpresa c'era eccome, nascosta tra le
righe di documenti e relazioni ufficiali. Tra i capitoli di
una burocrazia che si
lascia per strada certezze annunciate e promesse impossibili da mantenere.
Porto Foxi, la sua nuova darsena che avrebbe dovuto, dovrà cambiare il volto
della grande rada di Sarroch. Un anno dopo, la verità è emersa dal fondo della
cala che ospita gli impianti petroliferi. Lo stop c'era eccome. Non
voluto, non ufficiale. Più semplicemente l'autorità portuale non l'aveva
inserita nel Piano regolatore del porto di Cagliari bloccando di fatto l'avvio
di qualsiasi gara d'appalto. Tutto questo mentre l'opera era invece stata
inserita a suo tempo nel Piano triennale delle opere pubbliche e nel Piano
annuale del 2006. Con una copertura finanziaria di cinque milioni e 146 mila
euro. L'ERRORE La scoperta è stata fatta nei giorni scorsi quasi per caso.
"In effetti - dice l'ex sindaco di Sarroch, Salvatore Mattana, oggi
consigliere regionale del Pd e segretario della Commissione Lavori pubblici e
trasporti - i ritardi stavano diventando eccessivi e le richieste degli
imprenditori pressanti. Così abbiano chiesto insieme al sindaco Mauro Cois e al
vicesindaco Giovanni Nappi un incontro al presidente dell'Autorità portuale
Paolo Fadda per tentare di capire i motivi dei ritardi. Così è venuto a galla
il problema". Una dimenticanza che strideva con i finanziamenti già
accordati e che impediva l'ottenimento delle autorizzazioni ambientali e paesaggistiche.
Il caso è stato così affrontato e, pare, in qualche modo risolto. O per lo meno
superato. PIANO REGOLATORE Porto Foxi è stato così inserito nel Piano
regolatore portuale e il progetto riavviato con procedura d'urgenza al pari
della darsena di pescatori di Cagliari. "Entro breve sarà predisposta la
procedura per la valutazione di impatto ambientale, e parallelamente, entro
l'anno, sarà definito il nuovo piano regolatore del porto che dovrà prevedere
anche la destinazione delle aree destinate ai servizi portuali e per la nautica
così da diversificare e favorire una rilancio dell'economia locale in un
settore ancora poco valorizzato", dice ancora Mattana. I PESCATORI
Insomma, dopo la spesa dei cinque milioni della prima tranche e la sistemazione
della nuova banchina, i mezzi nautici della società Rimorchiatori, della
Battellieri e le imbarcazioni antinquinamento potranno contare su una base
d'attracco affidabile e organizzata e non più su quei pontili traballanti di
legno e tubi innocenti che fino ad oggi hanno garantito la sosta delle barche.
Così come il nuovo approdo verrà incontro alle esigenze della flotta
peschereccia che opera tra Foxi e Sa Punta. Una piccola marineria che svolge
l'attività della pesca costiera artigianale e che proprio recentemente ha
dovuto sopportare forti limitazioni per quel che concerne le zone di cala delle
reti. Per la presenza degli impianti a mare delle industrie sono state
"allontanate" dalla costa le aree dove è possibile pescare,
costringendo gli operatori a ulteriori sacrifici. Oltre a quelli di non
disporre, storicamente, di un approdo organizzato e capace di garantire il
massimo della sicurezza. "La nuova darsena, che poi ingloberà l'attuale
porticciolo - dice ancora Mattana - servirà non solo per il riparo dei mezzi di
servizio delle industrie ma anche per i nostri pescatori". A. PI.
( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 29-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
TOMBOLO È
intervenuto anche sulle quote latte: "Chiederò un aumento del 5 per
cento". Presenti tanti politici ed Ennio Doris, presidente di Mediolanum
"Un testo unico per il mondo dell'agricoltura" L'annuncio del ministro
Zaia al convegno della Festa dei sapori. "Oggi un imprenditore perde 110
giorni per le pratiche" Tombolo"Sto preparando un codice agricolo che
elimini le migliaia di norme, così ogni agricoltore girerà
con il suo libretto, perchè è la burocrazia il primo nemico dell'agricoltura. Un imprenditore agricolo perde
110 giorni per le pratiche amministrative. E ancora, occorre un aumento delle
quote latte per l'Italia: è terminata la politica agricola fatta dai
funzionari, a Bruxelles ci vanno i ministri. Sono terminati i tempi dei
contributi ad personam. L'Italia deve contare di più, in agricoltura siamo la
California dell'Europa basti pensare che solo il Veneto ha 350 prodotti tipici
e 25 vini di massima qualità. L'agricoltore deve fare la sua attività, non come
vorrebbero Governo ed Europa con funzioni da ambientalista che primariamente
non gli spettano". È un fiume in piena il ministro delle Politiche
agricole Luca Zaia ieri ospite d'onore, acclamato e più volte interrotto da
applausi, al convegno "Agricoltura e zootecnica, una risorsa per il
Veneto", inserito nella Festa dei sapori. Proprio a Tombolo, dove lancia
la novità del codice unico, paese che per decenni ha visto il primato
nell'allevamento e nella commercializzazione di bovini, si sono riuniti numerosi
rappresentanti del settore che non naviga certamente in buone acque. Anzi.Zaia
non è voluto mancare nonostante oggi e domani sia a Bruxelles per
importantissimi incontri a livello comunitario. Del resto lo aveva detto fin
dall'insediamento: "Sono un ministro che vuole sporcarsi le scarpe".
E le scarpe se le sporca. Da Marostica, nel Vicentino, alla grande platea
riunita nel palazzetto polivalente di Tombolo con tanto di servizio d'ordine
con magliette verde scuro e la scritta "W il ministro Zaia".Ed il
ministro, che parla rimanendo in piedi, va direttamente al sodo, com'è nel suo
stile, quello che i cittadini ed i numerosi operatori del settore apprezzano.
Sulle quote latte: "Ventiquattro anni fa le hanno fissate al 58 per cento,
devono essere rinegoziate e chiederò l'aumento del 5 per cento. Spariranno nel
2015, arriverà la liberalizzazione e si deve lavorare perchè le aziende
italiane siano commercialmente più compettitive. Bisogna ridurre l'enorme peso
fiscale per le imprese continuando a puntare sulla qualità. Esempio è stato la
"mucca pazza". Problema in Italia sentito pochissimo". Dice Zaia
che si batterà con tutte le sue forze, i vari rappresentanti di categoria sono
con lui. Si vedrà. Intanto dimostra di essere concreto e di capircene eccome.Gli
onori di casa sono stati fatti dal sindaco Franco Zorzo. Tra le autorità
presenti il prefetto Michele Lepri Gallerano, Clodovaldo Ruffato, presidente
della IV commissione regionale, Maurizio Conte, presidente della VII
commissione regionale, Franco Manzato, vicepresidente della Regione, Massimo
Bitonci, sindaco di Cittadella e palarmentare, e numerosi imprenditori tra i
quali Ennio Doris, presidente di Mediolanum.Prima di assaggiare un po' della
carne dei quattro tori allo spiedo, Zaia lascia alla platea una frase raccolta
dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e che si adatta benissimo alla
situazione del settore: "Non ho mai conosciuto un pessimista che abbia
fatto fortuna". L'applauso è fragoroso.Michelangelo Cecchetto.
( da "Adnkronos" del 29-09-2008)
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commenta 0 vota 0 tutte le notizie di SPETTACOLO Roma, 29 set. -
(Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Trattare i temi di tutti i giorni, in uno
spettacolo che si ispira allo stile del Teatro Canzone di Giorgio Gaber. Ecco
cio' che fara' il comico Dado in ''Onesto ma non troppo'', per a regia di
Augusto Fornari, che si terra' al Teatro Olimpico di Roma dal primo al 12
ottobre. Dado interpreta un supereroe stralunato, onesto ma non troppo, che
lotta contro le stranezze e le barriere della vita quotidiana: dalla
difficolta' di approccio con le donne, alle difficolta' economiche causate
dall'euro e dalla nuova finanziaria, dalle incongruenze della politica italiana
e di quella estera, alla religione cristiana, all'antisemitismo, alla burocrazia anti-cittadino. Sul palco Dado compie un viaggio all'interno
della sua scenografia, una sistemazione del palcoscenico tutta particolare che
ben si sposa con il suo look di eccentrico canzoniere. Dado si mette in gioco
in una nuova veste di ''attore-cantante-over trenta'' vivendo in una realta'
che vuole denunciare nell'unico modo che ben si presta al suo stile: con
la chitarra in mano coinvolgendo nello show i quattro componenti della sua
band. Le prossime tappe dello spettacolo saranno dal 28 ottobre al 2 novembre a
Napoli, al teatro Diana, il 14 novembre, a Montecatini, al Teatro Verdi, l'8
gennaio all'Aquila, il 9 gennaio a Citta' Sant'Angelo, il 14 marzo, a Barletta
il 26 marzo, ad Argenta il 27 e 28 Marzo, a Firenze al Teatro Puccini, il 23 e
24 aprile, a Bologna, al Teatro Delle Celebrazioni.
( da "Virgilio Notizie" del 29-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Punti L'associazione
contesta i risultati pubblicati dal Sole 24 ore postato fa da APCOM ARTICOLI A
TEMA Altri Roma, 29 set. (Apcom) - La patente a punti fa scalare le classifiche
alle province. Il Sole 24 Ore ha pubblicato i dati sui prelievi di punti
patente divisi per province ed è emersa una sorta di classifica delle realtà
territoriali dove si violano di più le regole della strada. Ma l'Asaps,
associazione sostenitori amici polizia stradale, non è d'accordo. "In
realtà le province che hanno una media punti prelevati più alta (prevalenti
quelle del nord), sono quelle che hanno un sistema di controlli su strada più
efficace e un solerte cinghia di trasmissione fra le amministrazioni pubbliche
statali e comunali e l'Anagrafe nazionale dei conducenti - si legge in una nota
-.In sostanza il maggior numero di punti viene prelevato per le violazioni
relative al mancato uso delle cinture di sicurezza, del casco, l'uso del
cellulare. Cioè tutte quelle che necessitano di contestazione immediata e
presenza fisica della divisa sul territorio. Mentre per le sanzioni contestate
con l'utilizzo dell'elettronica (velocità, semafori, sorpassi) in molte realtà
viene effettuata una più frequente contestazione immediata, con identificazione
del conducente con non potrà dire di non ricordare chi era alla guida".
"Andrebbe riconosciuto un premio alle polizie e alle amministrazioni
locali e statali nelle cui province il prelievo di punti è percentualmente più
elevato, non perché i conducenti siano violatori sistematici,
ma perché la presenza sul territorio delle forze di polizia è più costante,
l'elettronica è usata con saggezza e la burocrazia è stata vinta con la puntualità nella comunicazione delle
violazioni all'Anagrafe nazionale dei conducenti", concludono dall'Asaps .
( da "Cittadino, Il" del 30-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
PAULLO Via Milano a
Paullo a prova di sicurezza. Il progetto definitivo sarà consegnato in comune
alla fine di questo mese; allora sarà immediatamente pubblicato il bando di
gara per l'assegnazione dell'appalto: la speranza è di far partire a novembre
il cantiere per chiudere l'intervento già da quest'anno. Sorgerà una rotonda in
via Buonarroti e rialzo stradale all'ingresso di via Pausbio, a cui farà
seguito la sistemazione degli attraversamenti pedonali ridefinendo le
intersezioni e gli incroci. A bilancio sono stati messi 160mila euro,
interamente finanziati dalle casse municipali del centro sudmilanese. Unico
rammarico: non avere anticipato le operazioni. Questo intervento era infatti
voluto da tempo dal sindaco Claudio Mazzola e dai componenti della maggioranza
a seguito dell'alta incidentalità di via Milano e via Buonarroti. Ad insinuare
i bastoni tra le ruote ci si è messa però la burocrazia. Via Buonarroti fino a poco
tempo fa era infatti provinciale. Il comune si era rivolto da oltre un anno a
palazzo Isimbardi per trovare una soluzione alla pericolosità del quartiere.
Erano state prospettate due alternative: la possibilità di eseguire i lavori
nonostante la proprietà provinciale oppure il trasferimento della proprietà
della strada al comune. Alla fine di giugno via Buonarroti è stata
declassata a comunale, aprendo all'amministrazione paullese la possibilità
d'intervenire. "Ci siamo messi subito al lavoro - spiega Mazzola -;
naturalmente lo studio di fattibilità c'era già e i soldi, 160mila euro, erano
precedentemente stati accantonati. Il progetto è chiaro: il fine è quello di
salvaguardare la sicurezza dei pedoni e di chi percorre la strada". Via
Milano è particolarmente trafficata, dalla mattina al tardo pomeriggio; di sera
però, quando il numero di veicoli è molto inferiore, il problema è la velocità
esagerata. Circolazione sostenuta anche in via Buonarroti, nonostante la
ristrettezza della carreggiata. L'accesso da Tribiano, attraverso via
Buonarroti, verrà completamente rifatto: nascerà qui una rotonda che darà
ordine ad un'intersezione mal congegnata e pericolosa. Identici i problemi
sull'altra direttrice, da Zelo, dove sarà costruito un passaggio pedonale a
rilievo, su rialzo stradale che costringerà le auto a rallentare: non sarà
possibile superare i
( da "Stampa, La" del 30-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Ffondere il sapere.
Sono le associazioni culturali che, per statuto, si propongono di ampliare la
conoscenza della cultura, sia essa musicale, letteraria o artistica in genere,
purché "senza scopo di lucro". In Valle d'Aosta se ne contano 33, ce
ne sono per tutti i gusti e per tutte le età. Si va dalla danza afro promossa
dall'associazione Mamima Swan di Aosta, allo studio dei funghi valdostani
proposto dall'Associazione micologica, passando per i nostalgici del dialetto
parlato nelle comunità walser di Issime e per gli studi nel campo
dell'esoterismo moderno di derivazione inglese proposto dai giovani
dell'associazione Assemblea di Thelema. Ambiti diversi, ma un problema in
comune: poche risorse e troppa burocrazia. "La difficoltà maggiore - spiega Andrea Carlotto, responsabile
del Laboratorio permanente di Musica Danza e Arti dell'associazione Mamima Swan
- è riuscire a districarsi nei meandri dell'iter amministrativo che permette di
accedere ai finanziamenti destinati alle associazioni culturali che,
anche quando riescono ad ottenere le risorse economiche che spettano loro,
fanno fatica a sopravvivere". Nata nel 2006, la Manima Swan ha messo in
scena numerosi spettacoli teatrali, tra i più noti, "Morte di un
minotauro". "La Regione ci ha aiutato a sostenere le spese con un
contributo di 13.000 euro. Ma il problema è ben più radicato - sottolinea
Carlotto -. In Valle manca un impegno costante a supporto della cultura che, in
questi ultimi anni, è piuttosto sottostimata". Meno burocrazia
e più finanziamenti, dunque. Ma a quanto ammontano i contributi destinati a
queste associazioni e come vengono utilizzati? "Con le poche migliaia di
euro che ci ha destinato la Regione non potremmo andare avanti. Per fortuna
possiamo contare anche sull'aiuto dei privati - dichiara Michele Musso
dell'associazione Augusta -. Dei 12.000 euro di contributo regionale annuale,
6500 vengono utilizzati per produrre la rivista dell'associazione che compie
quarant'anni. Resta ben poco per fare fronte a tutte le altre spese". Di
recente l'Associazione ha costituito un archivio sonoro, responsabile del
progetto è Musso. Alcuni dei brani raccolti vengono trascritti da Imelda Ronco
e pubblicati sulla rivista Augusta. "Le registrazioni che si intendono
raccogliere non vogliono essere solo una testimonianza del passato, nelle quali
si racconti esclusivamente della vita di un tempo - spiega Musso -. Oltre a
queste testimonianze, altrimenti destinate a sparire in silenzio, è importante
raccogliere informazioni sulla vita di oggi, sulle attività lavorative, sul
tempo libero, su come la modernità conviva con l'eredità dei walser e con la
vita in montagna". L'intento è anche quello di fotografare la situazione
linguistica della comunità issimese, dando spazio non solo al töitschu, ma
anche alle altre lingue veicolate dalla comunità. "Ma per fare un buon
lavoro di ricerca, servirebbero più fondi" conclude Musso. Non tutte le
associazioni culturali però vivono, o meglio, sopravvivono, in attesa dei
finanziamenti regionali. C'è chi, andando in controtendenza, questi
finanziamenti non li chiede nemmeno. "E' una scelta di onestà
intellettuale - spiega Valiero Miozzi, presidente del Centro studi Jean
Baptiste Gal - la nostra associazione ha lo scopo di incrementare la
comprensione di tutto quanto coinvolge la vita della popolazione valdostana,
analizzando le condizioni da cui dipende il progresso della Valle d'Aosta in
campo economico, politico, sociale, religioso e culturale". Il Centro
studi Jean Baptiste Gal ha pubblicato di recente uno studio sulla condizione
giovanile in Valle, somministrando una griglia di test, compilati in forma
anonima, in tutte le scuole secondarie ed elaborando poi i dati acquisiti.
"E' stata la prima fotografia completa ed approfondita degli interessi e
dei problemi degli adolescenti valdostani. Non abbiamo chiesto nessun
contributo regionale, ma l'analisi dei dati emersi è stata pubblicata sul sito
della Regione". Il 50% delle spese sostenute dal centro studi è stato
coperto dalla Fondazione CRT.
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 30-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
GEOMETRI IL COLLEGIO
DI BRESCIA RINNOVA L'IMPEGNO DAL NUOVO PRESIDENTE L'ANALISI DEL SETTORE Dall'aumento
dei mutui, che rende proibitivo l'acquisto della casa soprattutto per i giovani
nuclei famigliari, all'aumento dei costi, compreso quello
della burocrazia, che pesa
sul prezzo delle nuove abitazioni e delle ristrutturazioni. Si impegna in un
viaggio a tutto campo Giovanni Platto, neo presidente del Collegio dei geometri
di Brescia che analizza l'andamento del settore delle costruzioni nella nostra
provincia. Un andamento che risente del peso di situazioni che sfuggono
dalla piccola dimensione geografica delle nostra provincia, ma risentono della
contrazione economica nazionale e, di riflesso, della crisi dei mutui che ha
pesantemente colpito il settore immobiliare negli Stati Uniti. A Brescia si
sente dunque il rallentamento, ma questo non frena il dinamismo dei geometri
che investono, soprattutto in questo momento di crisi, sulla crescita
professionale. Giovanni Platto, che rileva la carica di Fausto Savoldi, è
presidente del Collegio dei geometri dall'aprile scorso. Platto è stato per
diversi anni segretario e ha accumulato un'esperienza che diventa preziosa nel
nuovo ruolo. Giovanni rappresenta la classica figura del geometra che ha
operato, dagli anni '
( da "Tirreno, Il" del 30-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
COSA FARE DOPO IL DIPLOMA?
Gli imprenditori incontrano gli studenti empolesi EMPOLI. Per una volta saranno
gli imprenditori a raccontare la loro esperienza di vita quotidiana nella
gestione di un'impresa. La platea sarà costituita dagli studenti delle classi
quinte degli istituti superiori "Ferraris" e "Leonardo da
Vinci", che cercheranno di capire i segreti del "motore umano"
che anima la vita delle imprese artigiane del territorio. L'iniziativa è in
programma domani mattina alle 9,30 al palazzo delle Esposizioni: si tratta del
convegno dal titolo "Un futuro possibile come imprenditore", a
promuoverlo la Cna. Si tratta di un incontro tra gli studenti delle scuole che
tra poco entreranno nel mondo del lavoro e due noti imprenditori locali, il
certaldese Franco Valiani, leader nella produzione di passe partout e Marco
Landi, titolare di una confezione a Empoli. Poco spazio
alla burocrazia, ma molti
aneddoti da raccontare della vita di tutti i giorni in un territorio come il
Circondario fortemente caratterizzato per la presenza artigiana, con 2600
aziende. "Si tratta di un incontro particolare - spiega Paolo Gianassi,
responsabile di Cna di Empoli - in cui cercheremo di far emergere il ruolo che
le imprese rivestono sul territorio. Viviamo una fase difficile del
mercato, dove in certi casi c'è anche poco rispetto delle regole. Ma non
vogliamo far passare l'assioma che gli artigiani non le rispettano. Non è così
e non va dimenticato che le realtà artigiane sono uno dei motori forti della
nostra economia. E anche i primi a investire e prendersi dei rischi". La
prima iniziativa con gli studenti si colloca all'interno del ciclo di tre
incontri chiamati "Orgoglio artigiano", attraverso la quale la Cna
vuole sollecitare il rispetto per le imprese, per l'impegno degli imprenditori,
per la loro passione e per il ruolo che ricoprono. "Con questo incontro -
spiega Marcello Lotti, vicepresidente di Cna del Circondario - ci auguriamo che
i giovani comprendano meglio l'essenza dell'essere imprenditore, le molte
difficoltà nel fronteggiare ogni giorno, ma anche le grandi soddisfazioni che
un'attività in proprio può regalare se fatta con coscienza e passione". Il
secondo appuntamento "II valori dell'imprenditoria" è in programma
sabato alle 10 al Convento degli agostiniani. Si tratta di un confronto che
vedrà molte personalità del mondo dello sport, della cultura, della religione e
delle altre dimensioni della società civile sui valori espressi dal mondo
imprenditoriale. L'incontro vedrà la presenza tra l'altro dell'allenatore Renzo
Ulivieri. Il ciclo si concluderà venerdì 10 ottobre alle 20,30 alla "Corte
dei mestieri" al centro Coop di Santa Maria con la "Cena delle
imprese associate". Seguirà lo spettacolo dei comici "Fi-pi-li la
superstrada delle risate". M. F.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 30-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-09-30 - pag: 16 autore: PIT STOP ...
Venezia e Siena, il federalismo diventa una virtù C he dai rifiuti si potessero
ricavare vantaggi per i cittadini, " bruciandoli" grazie ai
termovalorizzatori ( inceneritori di nuova generazione), lo si sapeva. Quello
di Brescia, dichiarato nel 2006 " migliore del mondo" dal
Waste-toenergy research and technology council (Wtert, organismo autorevole cui
partecipano, tra gli altri, scienziati di tutto il mondo) ne è una prova in
grande stile. E lo stesso si può dire dell'impianto di Trezzo sull'Adda, in
provincia di Milano, considerato tra i migliori d'Europa. Molto meno
conosciute, ma non per questo meno importanti, le realtà
minori che a livello locale affiorano qua e là, superando i blocchi della burocrazia centrale e le paralisi
conseguenti l'ormai arcinota "sindrome nimby", formula anglosassone
che indica letteralmente "non nel mio cortile" e che spiega le
resistenze (spesso ingiustificate) contro opere di interesse per la comunità,
nazionale o locale. Le cronache di questi giorni portano all'attenzione
due esempi di ciclo "virtuoso". Il primo riguarda Venezia, dove
Comune, Provincia e Regione, racconta Il Gazzettino del 24 settembre,
"sono riusciti nel miracolo di farsi autorizzare l'incenerimento di oltre
70mila tonnellate di Cdr (il combustile da rifiuti) nella centrale Enel di
Fusina". Rifiuti che l'Enel paga a Ve-ritas, la multiutility del Veneto
che serve una trentina di Comuni e quasi 700mila abitanti, per cui il
quotidiano locale può affermare che "la spazzatura diventa oro e fa risparmiare
12 milioni di euro che, altrimenti, i cittadini avrebbero pagato in bolletta a
partire da ottobre". La pratica s'era impantanata a Roma per due anni
quando titolare del ministero dell'Ambiente era il verde Alfonso Pecoraro
Scanio e si è sbloccata con il neo ministro Stefania Prestigiacomo e grazie
alle pressioni bipartisan del centro sinistra (Comune e Provincia) e del centro
destra (Regione). Pare che il primo cittadino di Venezia, Massimo Cacciari, si
sia presentato alla riunione di Roma dichiarando che se ne sarebbe andato solo
ad autorizzazione concessa. Da Venezia a Siena, secondo caso. In due anni il
vecchio inceneritore di Poggibonsi è stato trasformato in un termovalorizzatore
di nuova generazione che anche in questo caso smaltirà ogni anno 70mila tonnellate
di rifiuti, trasformando la spazzatura in 43mila megawatt di energia in grado
di coprire il fabbisogno del 17% della provincia di Siena, circa 50mila
cittadini (La Nazione, 26 settembre). Due città e province (ancorché
"d'arte" conosciute in tutto il mondo) non fanno una nazione, ma
testimoniano che si può fare molto su questo fronte (grazie in prima battuta
alla raccolta dei rifiuti differenziata) se con pazienza e determinazione si
seguono programmi rigorosi. Non va dimenticato che l'Europa aveva indicato a
quota 35% il livello della raccolta differenziata, che è invece ferma all'11%
nel Lazio e in Campania, all'8,8% in Calabria a meno del 7% in Sicilia. Al di
là dell'emergenza (il problema delle discariche) è su questo terreno che in
prospettiva, anche a livello locale, si vince la sfida del "ciclo
virtuoso" che porta benefici economici ai cittadini. A suo modo, un
esempio di federalismo riuscito. guido.gentili@ilsole24ore.com SCELTE
ECOLOGICHE Per i cittadini arrivano vantaggi dagli inceneritori di nuova
generazione di Guido Gentili.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 30-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-09-30 - pag: 27 autore: Infrastrutture.
L'amministratore delegato Alberto Rubegni disegna il futuro del gruppo dopo la
vicenda dei rifiuti di Napoli Impregilo torna al core business Impianti,
costruzioni e attività estere nella strategia di crescita della società
Giuliano Balestreri MILANO Sono passati quasi 14 mesi da quel 3 agosto 2007,
quando iniziò il maxisequestro da 750 milioni di euro disposto dal Gip di
Napoli a carico di Impregilo. Ora, dopo le sentenze della Corte di Cassazione e
del Tribunale del Riesame che hanno sbloccato i conti della società e in attesa
del dibattimento in Tribunale, il gruppo milanese si prepara a presentare il
nuovo piano industriale con due punti fermi: "Il ritorno al core business
e l'internazionalizzazione ", dice con chiarezza Alberto Rubegni, 57 anni,
amministratore delegato di Impregilo dal 13 luglio 2007. Ingegnere, avete
chiuso un capitolo difficile per la storia della società, ma il processo per le
presunte irregolarità sulla gestione dei rifiuti a Napoli è ancora aperto.
Siamo tranquilli. Siamo sicuri di dimostrare la nostra correttezza anche da un
punto di vista tecnico. Oggi peraltro vedo che sono state aperte delle indagini
sui rifiuti tossici nocivi e sulle discariche abusive che a lungo sono stati
mischiati in maniera arbitraria con la questione dei rifiuti solidi urbani.
Inoltre è diventato chiaro che la soluzione ottimale, come in tutta Europa, è
realizzare i termovalorizzatori. A marzo quello di Acerra sarà a regime e noi
lasceremo Napoli. Qualche errore ci sarà stato anche da parte vostra. Succede
sempre di sbagliare lavorando, ma era chiaro che qualcosa non funzionasse: ci
sono voluti 4 anni per l'autorizzazione al termovalizzatore di Acerra e altri 8
per quello di Santa Maria la Fossa, neppure iniziato. Il progetto non era
condiviso dal territorio, ma c'è stato anche un problema di comunicazione.
Purtroppo siamo in un Paese che non ha più la capacità di trovare soluzioni:
tutto diventa politico senza che vengano valutati gli aspetti tecnici. Lasciata
Napoli non vi occuperete più di servizi? Torneremo alle nostre competenze
originali: impianti, costruzioni e concessioni. Diversificando dal Sud America,
agli Stati Uniti, passando per Far East, Golfo Persico e Africa. Insomma quello
che abbiamo fatto nell'ultimo anno, nonostante le difficoltà di operare con i
conti bloccati. Una situazione che lascerà qualche strascico sul fronte
dell'immagine, ma stiamo partecipando a numerose gare internazionalie siamo
fiduciosi che a breve possano esserci esiti positivi su alcuni progetti
importanti in Sud Africa per un impianto idroelettrico e per l'aeroporto di
Sant'Elena. L'obiettivo è chiudere il 2008 con acquisizioni di ordini di
contracting a 3 miliardi di euro. In che modo è cambiata la vostra strategia?
Stiamo riattivando le nostre filiali estere, chiuse quando si era deciso di
puntare sullo sviluppo dei servizi e rilanciamo Fisia Italimpianti, leader
nella desalazione, con la quale partecipiamo a una gara da circa 2 miliardi di
dollari in Arabia Saudita e da un miliardo a Dubai. La società è sana: ottimi
asset e basso debito (la posizione finanziaria netta è negativa per 57 milioni
a fronte di un patrimonio di 815 milioni, Ndr). Quali sono le aree geografiche
più interessanti? Tutti i Paesi produttori di petrolio, ma c'è interesse per
quelle zone dove c'è crescita economica e piani di sviluppo infrastrutturale.
Abbiamo iniziato a guardare il Kazakistan che ha grandi potenzialità e grosse
risorse minerarie. Insomma nel futuro di Impregilo ci sarà molto sviluppo
internazionale. E l'Italia? Siamo in attesa di valutare il piano del Governo
per le grandi opere. Escluso l'Expo di Milano, non ci sono grandi gare
all'orizzonte e i tempi restano troppo lunghi: lavorare in Italia è diventato
molto difficile. Siamo general contractor per la realizzazione del terzo valico
sulla GenovaMilano, se ne parla dagli anni 90. Ci sono tutte le autorizzazioni,
c'è l'ok del Cipe: i lavori potrebbero iniziare subito, ma ancora mancano i
finanziamenti. è uno dei problemi dell'Italia: c'è troppa burocrazia e siamo rimasti l'unico Paese
dove i costi delle opere sono fissi, eppure i prezzi delle materie prime
aumentano. Aumenta il costo della vita per i cittadini e per le imprese: quando
formulammo l'offerta da 3,88 miliardi per il Ponte sullo Stretto il prezzo del
barile era 32 dollari contro gli oltre 100 dollari attuali (il bando del
2004 prevedeva che le offerte fossero fatte sul tariffario del 2003, Ndr). La
congiuntura internazionale è delicata, eppure i conti della società vi
permetterebbero alcune acquisizioni. Abbiamo qualche dossier sul tavolo, ma
guardiamo a operazioni, di acquisto o partnership, solo all'estero che ci
permettano di penetrare nuovi mercati o di acquisire personale qualificato per
far fronte ai progetti che stiamo acquisendo. Qual è il più ambito? Quello per
il nuovo canale di Panama: un ottimo biglietto da visita, per l'Italia intera.
giuliano.balestreri@ilsole24ore.com GLOBALIZZAZIONE Sul fronte geografico le
mete di riferimento sono il Sud America, il Far East, ma anche il Golfo Persico
l'Africa e l'Asia.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 30-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cronaca di Oristano
Pagina 4018 Comune. Presentata ieri dalla Giunta la nuova iniziativa Impresa,
c'è lo sportello unico per combattere le lungaggini Comune.. Presentata ieri
dalla Giunta la nuova iniziativa --> Si potrà avviare una nuova impresa in
meno di un mese. Per alcune attività o per la localizzazione dell'impianto
servirà il verdetto di una conferenza di servizi che si terrà entro 22 giorni
dalla Duaap. Venti giorni per aprire un cantiere o mettere su una nuova impresa.
Dopo le interminabili trafile a cui si era abituati (anche tre mesi in attesa
dell'ok), questi tempi suonano come veri record per il comune di Oristano. Fare
impresa in città dovrebbe diventare molto più semplice grazie all'attivazione
del Suap, lo sportello unico per le attività produttive. Basterà
un'autocertificazione e le procedure per le attività economiche e produttive
saranno snellite e notevolmente semplificate. Anche perché non si dovrà più
vagabondare da un ufficio all'altro del palazzo: tutto sarà concentrato nel
Suap ospitato al primo piano di palazzo degli Scolopi. "Con questa iniziativa è possibile ridurre i tempi della burocrazia - ha spiegato il sindaco
Angela Nonnis, - la strada sulla quale stiamo investendo è quella della
modernizzazione dell'ente". Lo sportello unico, aperto sulla base delle
norme della Finanziaria regionale, è il punto di riferimento di tutte le
procedure amministrative per le attività economiche e produttive di beni e
servizi, comprese le attività agricole, commerciali, artigianali,
turistiche e alberghiere. E ancora i servizi delle banche e degli intermediari
finanziari e quelli di telecomunicazioni. "Lo Suap è responsabile anche
dei procedimenti per gli interventi edilizi", ha precisato Giuseppe Pinna,
dirigente del settore Lavori pubblici e coordinatore dello sportello. E si
occuperà del 50 per cento delle pratiche. "Grazie al Suap e all'articolo 1
della Finanziaria regionale 2008 i tempi della burocrazia
sono più brevi che in qualsiasi altra regione italiana". Con
un'autocertificazione, l'impresa e il progettista si assumono la responsabilità
di rispettare tutte le norme di legge e, trascorsi venti giorni senza alcuna
osservazione, si può iniziare a costruire. "Con questo nuovo iter
abbreviato un imprenditore potrà avviare una nuova attività economica in meno
di un mese ed il collaudo consentirà l'immediata messa in funzione degli
impianti", ha sottolineato l'assessore alle Attività produttive Ivano
Cuccu. Solo per alcune attività o per la localizzazione dell'impianto si deve
aspettare il verdetto di una conferenza di servizi che si terrà comunque entro
22 giorni dalla presentazione della Duaap (dichiarazione unica
auto-certificativa per la realizzazione di un intervento relativo ad attività
produttive). Presto per lo Suap sarà disponibile anche un punto di contatto, un
front-office, nei locali di via Ciutadela de Menorca. VALERIA PINNA.
( da "Denaro, Il" del 30-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Salerno espansione
internazionale Confindustria apre all'India L'Ente ha ospitato un workshop
sulle opportunità di investimento Opportunità di investimento e settori di maggiore
rilievo per le imprese salernitane in India. Se ne è discusso nella sede di
Confindustria Salerno nel corso di un workshop organizzato dall'ente datoriale
CATERINA LA BELLA Strumenti di misura, macchine speciali, prodotti tessili e in
cuoio, agroalimentare, gioielleria. Ma anche turismo e logistica. Ecco i
settori produttivi dove conviene investire in India, paese tra le maggiori
economie del mondo. Ieri pomeriggio, Confindustria Salerno ha ospitato il
seminario "India: nuove opportunità di business per le imprese". Sono
intervenuti Antonio Ferraioli, Vice Presidente di Confindustria Salerno
delegato all'internazionalizzazione, Shamma Jain, Vice Ambasciatrice dell'India
in Italia, Vito Busillo, Presidente di Intertrade, Jacob Rose, rappresentante
della Camera di Commercio Indiana in Italia e Direttore della Italtec
Consulting Pvt. Ltd, Filippo Morese, rappresentante presso Sprint Campania
della Simest SpA . I vantaggi competitivi offerti dall'India agli operatori
campani riguardano una manodopera qualificata e a basso costo, stabilità
politica, snella burocrazia e zone
economiche speciali. Filippo Morese di Sprint Campania ha ricordato che la
Regione ha attivato un progetto di internazionalizzazione verso l'India che
riguarda i nostri distretti del tessile abbigliamento, cuoio, oreficeria,
agroalimentare e turismo e, di recente, anche i Centri di competenza campani
hanno sottoscritto accordi di collaborazione per esportare la tecnologia
made in Campania. "Sprint Campania offre assistenza completa alle aziende
che intendono esplorare il mercato indiano, considerando che l'export della
Campania verso l'India è in crescita", ha spiegato Morese, "un paese
che rappresenta per le nostre aziende un mercato molto interessante.
Un'informazione adeguata è la prima forma di assistenza importante per le Pmi
che si affacciano sul mercato asiatico. Senza efficaci consulenze chi intende
investire in India rischia di vanificare importanti opportunità". Per
Ferraioli, "è necessario per le aziende rafforzare la propensione
all'export, sviluppando relazioni capaci di favorire le possibilità di
collaborazione con l'estero. E' necessario fare squadra", ha aggiunto,
"perché le nostre Pmi da sole non riescono ad affrontare mercati così
lontani e complessi". del 30-09-2008 num.
( da "Corriere Adriatico" del 30-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
ANCONA L'attesa per
la via della burocrazia è tappa obbligata per ogni
cittadino che almeno due o tre volte all'anno incappa nella mattinata da
trascorrere tra gli uffici pubblici. Raccogliendo qualche parere diretto da
color che aspettano, emerge l'insoddisfazione per le attese in coda agli sportelli,
combinata a rassegnazione. "Ho dovuto prendere mezza giornata di permesso
al lavoro per venire in centro fare un il certificato sullo stato di famiglia,
inoltre ho perso tempo per cercare parcheggio per la macchina". Ma c'è
anche chi vede la fila e preferisce ritornare. "Ho chiesto che cosa mi
serve per il passaggio di proprietà della macchina, però non posso restare ed
aspettare, devo tornare un'altra volta". Insomma, ci si adegua:
diversamente si deve aspettare troppo tempo. Altri cittadini invece si lamentano
perché "spesso in questi uffici devi tornare più di una volta, quindi
perdi due mezze giornate per colpa della lentezza della burocrazia". "Sono sfiduciata,
ogni volta che devo fare qualche documento o comunque devo andare per uffici
torno a casa stressata perché c'è sempre qualcosa che non va bene".
Infatti, spesso, i veri giri per la burocrazia iniziano quando si raggiunge lo sportello, dove vengono
richiesti altri certificati o documenti da allegare a ciò che già si ha.
In questo caso una telefonata all'ufficio prima di muoversi può aiutare a
raggiungere il risultato finale. Altrimenti "alla fine ci si deve andare
almeno due volte, la prima per informasi e la seconda per farsi rilasciare ciò
che serve".
( da "Corriere Adriatico" del 30-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Spesso non basta
prendere un permesso breve dal lavoroper sbrigare una praticaPiù snella l'attesa
al Cupdi Torrette, ma il problema è la ricerca di un parcheggio Un'ora e venti
d'attesa per un certificato di residenza all'Anagrafe, 60 minuti per la carta
d'identità In fila allo sportello, maglia nera al Comune ANCONA Se il tempo è
denaro, il capoluogo dorico è piuttosto caro anche per le attese in coda. Dove
si perde del buon tempo. Lo sanno bene i cittadini che si
imbattono quotidianamente nella macchinosa burocrazia: dal rilascio di un certificato di residenza o di una carta
d'identità alla richiesta di visita al poliambulatorio; dal pagamento del
ticket all'Umberto I, alla spedizione delle raccomandate alle Poste oppure alla
prenotazione ad un esame per la patente di guida. Le rilevazioni negli uffici
di cui sopra, sono state effettuate nell'arco di una settimana, da lunedì 22
settembre a ieri. Una verifica empirica fatta sul campo, nulla di statistico
dunque. Il primato per l'attesa va all'ufficio anagrafe del Comune, al primo
piano di palazzo del Popolo abbiamo aspettato in coda 1 ora e 20 minuti.
Staccato il talloncino alle 10, il miraggio dello sportello si è concretizzato
alle 11.20. Per farsi rilasciare un certificato di residenza. In questa
situazione la salvezza è la sala di attesa provvista di sedie e tavolo che però
non riesce ad accontentare tutti e a chi rimane senza posto non resta che
osservare il tabellone elettronico sperando che i numeri avanzino il più in
fretta possibile. I cittadini più astuti adottano la tecnica di aggiudicarsi il
talloncino con stampato il numero relativo al proprio turno ed andarsene
ritornando dopo. Come se ormai aspettare 20 minuti fosse compreso nella prassi.
L'ora di permesso eventualmente chiesta al lavoro non basterebbe, si dovrebbe
prendere mezza giornata per un certificato di residenza. Come sottolineato da
un cittadino, venire in centro con la macchina implica il costo del parcheggio.
E se passando per via Piave vi trovate di fronte alla scena di persone che
aspettano in fila davanti ad una porta a vetri, non preoccupatevi è l'ufficio
che si occupa il rilascio della carta d'identità. Infatti altro tasto dolente è
proprio questa sezione distaccata del Comune. In coda si può attendere anche
un'ora, salvo imprevisti come l'interruzione del collegamento dei terminali,
fenomeno assai frequente da quanto riportato da diversi cittadini rassegnati.
La rilevazione è stata fatta, lunedì 22 dalle 10.40 alle 11. 40. Terzo posto
nel podio al contrario dell'attesa è andato alle casse ticket degli Ospedali
Riuniti a Torrette. Una parentesi va aperta sui parcheggi dell'ospedale, per
trovarne uno libero a pagamento, si deve girare almeno 15 minuti. Ma questo è
solamente l'inizio, infatti una volta preso il talloncino provvisto di numero
per la cassa del ticket, si deve pazientare per un'altra mezz'ora prima di
arrivare a pagare. La rilevazione è stata effettuata venerdì 26 dalle 10.20
alle 10.50. Nonostante a disposizione ci siano ben 6 casse solamente due erano
aperte. Da metà mattinata in poi è stata funzionante anche una terza. Per gli
esenti la situazione è stata leggermente migliore, con due casse aperte su tre.
Tempi veloci invece per il Centro unico di prenotazione (Cup) dell'ospedale di
Torrette dove l'attesa è stata di 10 minuti. Sommando tempo per trovare parcheggio,
coda alla cassa del ticket, l'andata ed il ritorno con la cittadella sanitaria,
si deve confidare nella fortuna per riuscire a prendere solo un'ora di permesso
dal lavoro. Lo sportello dell'anagrafe sanitaria del poliambulatorio di Viale
della Vittoria, fa invece aspettare 25 minuti per una tessera sanitaria, almeno
durante il nostro test efettuato dalle 10.55 alle 11.20, lunedì
( da "Gazzettino, Il" del 30-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Alitalia e
politica:tipico malcostumeall'italianaCi sono momenti che un uomo, cittadino di
un paese, l'Italia, si sente inutile, deluso, demoralizzato, demotivato ecc Perché il mio paese è quasi sempre ultimo nelle
cose utili per i cittadini ed è invece primo nella burocrazia, nell'inefficienza, nell'indisciplina, nel settarismo. La
situazione Alitalia è l'esempio emblematico; alcuni dipendenti di questa
compagnia, hanno sempre munto la vacca e ora non intendono cedere nemmeno un
piccola parte di quel latte avuto in abbondanza.E questo malcostume
viene perpetuato ogni giorno in ogni settore della vita pubblica italiana,
perché noi non riusciamo ad elevarci e sfruttare una buona volta le immense
capacità creative che abbiamo, oppure fare tesoro della nostra grande storia
del passato, per cui siamo il museo del mondo. Non siamo nemmeno capaci di
ricavare il frutto dal nostro territorio che il buon Dio ci ha elargito con
tanta bellezza e splendore da essere definiti il bel paese. E, ancora perché
nell'agone politico invece di demonizzare l'avversario non si cerca di proporre
rimedi migliori? Perché la campagna politica continua anche dopo che una parte
dello schieramento ha vinto nettamente le elezioni. Questi politici non amano
l'Italia, la nazione che permette loro di elevarsi sopra gli altri cittadini
godendo di lauti stipendi, ma amano se stessi, il proprio partito, la propria
voglia di emergere discreditando la parte avversa?Ora che finalmente gli
italiani hanno capito che per governare questo paese bisogna dare una netta
maggioranza di voti ad una delle fazioni, lasciamo che questo governo faccia
quello che è capace di fare e non mettiamogli i bastoni fra le ruote, anzi
aiutiamolo a non commettere errori, se veramente amiamo la nostra bella
nazione. Volenti o nolenti quelli della sinistra devono arrendersi
all'inevitabile decadenza della nostra cultura causata dall'arrivo di troppi
extracomunitari. Pochi potranno anche riuscire ad integrarsi, troppi invece
causeranno soltanto confusione, razzismo derivante dalla preoccupazione e tanti
problemi. Questo deve essere l'impegno principale di tutti i governi europei.
D'altronde anche in Austria la destra è resuscitata proprio a causa di questa
invasione.Giuseppe IovinoQuinto di TrevisoMa oltre ai pilotici sono
altrequestioni "bizzarre"I media hanno abbondantemente commentato le
immagini dei piloti festanti per l'abbandono della trattativa da parte di Cai,
giungendo a dipiengerli come figure "bizzarre" che "festeggiano
mentre il Titanic affonda" (Tg1). A fronte di tale unanimità di vedute mi
chiedo come mai non siano stati approfonditi (e magari definiti
"bizzarri") pure altri aspetti della vicenda: il no di Silvio
Berlusconi all'Air France che era pronta a comprarsi Alitalia con tutti i
debiti e i tre quarti degli attuali esuberi; oppure il salvataggio dell'AirOne
di Carlo Toto, che ha fatto pesare su Alitalia, cioè noi cittadini, un miliardo
di debiti; oppure i conflitti d'interessi di Colaninno, Benetton, Marcegaglia,
Gavio, Ligresti, Passera, Tronchetti rilevati pure da il Sole 24 ore; la
modifica di tre leggi antitrust per la cordata Cai; la buonuscita di 8 milioni
di euro al terz'ultimo presidente, Giancarlo Cimoli. Perchè qualsiasi
opposizione deve sempre essere dipinta come un fastidioso veto e vengono
tralasciate altre pur importanti questioni?Alessandro SimonatoDare la
precedenzaai residentinon è razzismoIn democrazia c'è libertà di parola
giustamente: leggo così sul Gazzettino di domenica 28 settembre una lettera in
cui affrontando l'argomento "liste di collocamento" (e le parole del
ministro Zaia) un lettore arriva a parlare di campi di concentramento nazisti e
Gestapo. Premetto che non credo all'esistenza della Padania quindi non voglio
difendere posizioni leghiste. Detto questo vorrei sapere cosa si deve fare
quando una persona che risiede in Veneto da anni, che ha lavorato da anni o i
cui genitori hanno lavorato e pagato tasse per anni (e quindi hanno "dato"
al territorio), si ritrova a non avere una casa perché sorpassato per ragioni
di solidarietà da chi è arrivato da poco.Il termine "residenti" non
significa automaticamente "veneti": residente può anche essere un
immigrato che ha scelto di stabilirsi a lungo termine in Veneto e fare quindi
parte del nostro e partecipare alla vita del territorio. Veneto, inglese,
tedesco, italiano sono termini che vanno oltre il semplice aspetto
economico-amministrativo e fanno riferimento anche alla condivisione di valori
e cultura di un popolo: io posso ad esempio essere residente a Londra o Roma ma
restare veneto. In Olanda conosco residenti che non sanno una parola di
olandese: sono residenti, ma sono forse olandesi?La distinzione fra residenti e
non residenti non mi sembra fatta su base etnica ma compendia ciò che si chiede
con quello che si dà al territorio in termini economici (e spero di fedina
penale pulita): insomma non è razzista.Tuttavia, visto che distinguere fra
residenti e non residenti sembra automaticamente collegato (nella lettera in
questione) al nazismo e alla violenza, vorrei almeno sapere che alternative ci
sono per coloro che hanno dato tanto al territorio e magari si ritrovano in
difficoltà. Del resto è notizia recente che anche in Veneto sale la cassa
integrazione, cioè è salita la disoccupazione e la difficoltà economica. La
libertà di parola usiamola anche per fare proposte, non solo per potere forse
intravedere accostamenti storici basati su confusioni linguistiche.Michele
BrunelliPaesi BassiDelitto di Perugia,perché le manettesoltanto a Rudy?Ogni
volta che mi capita di vedere, sia pure attraverso gli schermi tv, un detenuto
con le manette ai polsi, sono pervaso da un brivido di fastidio, anzi di
sgomento. E, ogni volta, mi chiedo se, al fine di evitare reazioni inconsulte o
addirittura fughe da parte di coloro che stanno facendo o devono fare i conti
con la giustizia, non sarebbe sufficiente scortare o circondare i soggetti con
un maggior numero di agenti. Ciò premesso, seguendo al telegiornale il servizio
sull'udienza, presso il Tribunale di Perugia, del processo per l'omicidio della
studentessa universitaria inglese e, in particolare, le sequenze relative alla
traduzione in aula degli indagati Amanda, Raffaele e Rudy, ho notato che
solamente quest'ultimo era ammanettato. Anche volendo considerare a parte la
ragazza del trio, perché la disparità di trattamento? Forse, il giovane
africano è considerato più pericoloso degli altri? Oppure, il suo colorito
bruno rappresenta una colpa aggiuntiva? Qualcuno che sa e può, vuole
cortesemente fornire una risposta?Rocco BoccadamoLecce.
( da "Articolo21.com" del 30-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Nino Amadore E'
diventato infine un problema di numeri (e di nomi). Come se la brutalità delle
cifre potesse rappresentare una diminutio per il lavoro fatto dagli imprenditori
siciliani nell'ultimo anno. E invece un calcolo al contrario, tenendo conto
delle sole notizie di stampa, porterebbe a cambiare prospettiva: sono infatti
oltre 200 imprenditori e commercianti siciliani che nell'ultimo anno hanno
raccontato alla magistratura e alle forze dell'ordine di aver pagato il pizzo e
hanno spesso riconosciuto i loro aguzzini. La cifra, lo ripeto, è frutto di una
stima e di un calcolo molto rapido e pertanto potrebbe anche essere più alta, e
rappresenta la vera cesura con il passato. Sono oltre 50 gli imprenditori
espulsi o in predicato di espulsione da Confoindutria Sicilia in applicazione
del codice etico varato un anno fa ma potrebbero essere molti di più alla luce
degli allontanamenti e di dimissioni dall'associazione presentate
apparentemente per altri motivi. Insomma i numeri servono ma sul piano
culturale ciò che è accaduto con la scelta della borghesia produttiva isolana è
molto di più. “Nulla sarà più come prima” ha ripetuto più volte il presidente
di Confindustria Sicilia Ivan lo Bello aggiungendo una constatazione che sono
fino all'anno scorso sembrava assurda: “Oggi è più solo chi non denuncia, chi è
colluso con la mafia. Ed è una situazione ben diversa rispetto a 17 anni fa
quando era solo Libero Grassi che aveva denunciato il ricatto mafioso. Oggi
Libero Grassi sarebbe uno degli esponenti di maggior rilievo del sistema
confindustriale, come Conticello, Vecchio, Catanzaro, gli imprenditori che
hanno denunciato il pizzo”. Certo va registrata una certa difficoltà a Palermo,
dove le denunce non sono esplose come è avvenuto altrove. Ma c'è da dire anche
che il capoluogo siciliano deve scontare una intelaiatura sociale e politica
particolare: per anni convivere e tacere è stata la regola principe e per anni
“chiedere una cortesia a un amico” che poi era l'amico mafioso è stata la
regola. Il risultato è che oggi potrebbero esserci interessi opachi, che solo
chi ha registrato le transazioni e dato consigli alle parti conosce bene, e
potrebbe dunque esserci la spinta a (per dirla in latino maccheronico) quetum
non movere. Ciò non vuol dire che gli imprenditori palermitani siano tutti
collusi e nemmeno che siano tutti pavidi ma certo appare chiaro il segno di una
rivoluzione culturale che stenta ad arrivare. Ad Agrigento, dove invece la
cesura è stata più netta, l'associazione degli industriali ha registrato la
richiesta di nuove adesioni da parte di imprenditori che si riconoscono nella
linea della legalità seguita dal presidente Giuseppe Catanzaro. Resta intatto invece il ruolo della burocrazia (soprattutto regionale) e delle amministrazioni locali. Ed è
freddino, quasi sempre, la reazione dei colletti bianchi, quella zona grigia
più volte chiamata in causa dai magistrati. Lo Bello ha lanciato due appelli:
uno al presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo per la creazione di
un nuovo codice etico antimafia per i burocrati e l'altro si sindaci
siciliani affinché facciano “come Rosario Crocetta a Gela, dove le denunce sono
ormai 90 e i provvedimenti per sbarrare la strada alle infiltrazioni mafiose
non si contano”. In pratica le aziende si attendono un cambio di passo anche da
quella politica che l'ex questore di Palermo Giuseppe Caruso ha definito “dalle
mani legate”. La svolta appare necessaria alla luce delle dinamiche della
società civile e dell'economia: “C'è un risveglio. Basti pensare ai ragazzi di
“addio pizzo” o di “Libero futuro” a Palermo . O alle associazioni antiracket
tradizionali. Pagare il pizzo era prima tollerato, un male necessario che
lasciava indifferente la maggior parte della società siciliana. Oggi pezzi
crescenti di essa attribuiscono un fortissimo disvalore sociale ad un certo
tipo di comportamento” dice Lo Bello e aggiunge, lui che è anche presidente del
Banco di Sicilia: Anche le banche hanno cambiato atteggiamento. Perché
l'imprenditore che non denuncia, e finisce denunciato per favoreggiamento,
viene guardato con diffidenza da chi deve finanziare la sua attività economica,
o da chi deve comprare i suoi prodotti. Certo ci sono quelli che nei quartieri
mafiosi denunciano e vengono isolati. Ma c'è una compensazione complessiva del
fenomeno. E c'è un danno reputazionale che si vuole evitare. Ecco perché è
possibile sperare in un flusso di denunce ancora più consistente”. Nino Amadore
www.cinquelire.info.
( da "Articolo21.com" del 30-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Sergio Nazzaro Ancora
una strage. Otto morti: sei extracomunitari e un italiano. Non è la prima non
sarà l'ultima. Nel
( da "Wall Street Italia" del 30-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di ANSA MORETTI FA
ACCORDO CON CONSUMATORI PER RECLAMI E VERTENZE -->(di Paola Barbetti) (ANSA)
- ROMA, 30 SET - Treni più cari a dicembre. Sono in arrivo rincari per le
tariffe dell' Alta velocità. Gli aumenti scatteranno con l'entrata in vigore
del nuovo orario invernale, il 14 dicembre prossimo. I rincari riguarderanno i
collegamento dell' alta velocità che presenterà anche nuovi servizi e offerte.
"Faremo aumenti certo, ma non ci porteremo ai livelli delle ferrovie
francesi, men che meno di quelle tedesche" ha detto l'amministratore
delegato Fs Mauro Moretti intervenuto al tavolo di conciliazione con le associazioni
dei consumatori. L'alta velocità "non deve essere un servizio di elite, ma
di massa, mass transit" ha aggiunto Moretti spiegando che si tratterà
quindi di aumenti "contenuti". A proposito di liberalizzazione del
mercato ferroviario, Moretti non si è lasciato sfuggire l'occasione di un
riferimento al caso Alitalia: "In Italia - ha detto - le maglie sono più
larghe rispetto ad altri paesi, le nuove imprese nascono come funghi ma poi
vengono vendute ai tedeschi. Per Alitalia si parla di Lufthansa e di Air
France. Se continuiamo così, tedeschi e francesi si prendono tutto, sia sul
trasporto aereo che su quello ferroviario". E non è stato il solo
riferimento di Moretti all' ex compagnia di bandiera. Il secondo ha riguardato
i conti: Ferrovie, ha detto, deve portare i conti in attivo, altrimenti non può
fare investimenti. Progressi sono stati fatti rispetto al 'baratro' degli oltre
due miliardi di 'rosso' degli anni scorsi, ma non basta: "l'azienda deve
tornare in attivo - ha sottolineato Moretti - l'alternativa non la voglio
nemmeno pensare, anche perché il nostro è un settore più complicato dell'
altro". Le nuove tariffe si legano ai nuovi servizi che Moretti si
appresta a lanciare, insieme a una sfida alla Nuova Alitalia: dal 14 dicembre
partiranno nuovi collegamenti sulla tratta Roma-Milano, treni cadenzati ogni
quarto d'ora nelle ore di punta: dalle 6 alle 9 del mattino, e dalle 19 alle
22. Intanto l'azienda ferroviaria ha siglato oggi un protocollo d'intesa con le
principali associazioni dei consumatori per la risoluzione amichevole di
vertenze e reclami, eccetto quelli per la pulizia. Il protocollo delinea nuove
procedure con una sperimentazione di 12 mesi (dal primo gennaio prossimo)
incentrata sulla linea Milano-Napoli, che concentra il 35% dei reclami relativi
al traffico passeggeri nazionale,
( da "Stampa, La" del 30-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
La
situazione. Le associazioni culturali senza scopo di lucro in Valle d'Aosta
sono trentatré Operative in ambiti diversi hanno un problema in comune: poche
risorse e troppa burocrazia.