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DOSSIER “BUROCRAZIA”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

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tARTICOLI DEL   24-30 settembre 2008     #TOP



Report "Burocrazia"

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Indice delle sezioni

Burocrazia (97)


Indice degli articoli

Sezione principale: Burocrazia

Assessore e minoranza in Regione per il Piano ( da "Eco del Chisone" del 24-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia non fossilizzi l'iter del nostro Piano. Sono convinto che se l'Amministrazione lusernese avesse operato prima a livello politico, i tempi sarebbero stati più brevi. Ma adesso recriminare non serve: bisogna agire". Fiduciosa anche Carla Michialino: "Con i funzionari si è aperto un dialogo proficuo che ci porterà alla presentazione del progetto preliminare del nostro Piano"

I residenti del centro: ripristinare la Ztl In Campidoglio confronto fra sindaco, associazioni, municipio e il delegato Gasperini ( da "Unita, L'" del 24-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: servirà per snellire la burocrazia su rilasci e sanzioni. Idem per il piano del traffico, in dirittura d'arrivo secondo l'annuncio dallo stesso sindaco Alemanno. Previsti anche, tra i tanti regolamenti da scrivere enunciati da Gasperini (nuovo regolamenti contro l'inquinamento acustico, per l'illuminazione con Acea, per l'uso delle piazze del centro storico e per i set cinematografici)

Tra escamotage e burocrazia quelle che ce l'hanno fatta ( da "Unita, L'" del 24-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract:

Al tavolo delle grandi spie il gioco più bello del mondo ( da "Unita, L'" del 24-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: anime dimenticate che le burocrazie militari abbandonano in posti remoti per poi dimenticarsene per anni. Inoltre - sia pur non dandolo troppo a vedere - era matto e viveva in una sorta di bolla segreta tutta sua, una condizione che nel mondo degli agenti segreti, esattamente come un supervirus in un ospedale, è endemica, difficile da individuare e ancor più difficile da eliminare.

<Vacanze, concorrenza sleale> ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 24-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: LE INCOMBENZE Burocrazia, controlli, fisco, sicurezza, prevenzione incendi e via elencando, senza dimenticare l'ultima incombenza, le nuove regole per la classificazione degli hotel. "Ben diverso appare il quadro che si riferisce alle strutture complementari.

Finta autobomba, il lungo iter per il risarcimento ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 24-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: in cui però a complicare le cose interviene pesantemente il fattore burocrazia, che dilata i tempi e non garantisce l'esito positivo. Quanto al fatto che l'auto (forzata e quindi accessibile) non è stata rimossa, alla polizia spiegano che si è preferito non farlo perché i relativi costi (carro attrezzi e deposito) li avrebbero dovuti addebitare al proprietario.

Interventi e Repliche ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 24-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: E con una limitata burocrazia. Era l'inveramento, in una certa misura, degli studi sul razionale assetto territoriale della Campania della cultura urbanistica dei Piccinato, dei Rossi Doria-Novacco e dei Compagna. Ma prevalsero i piccoli e fortissimi interessi campanilistici e la miopia e la grettezza della classe politica.

E' noto che il tasso di illegalità tenda a crescere nei periodi di maggiore incertezza o ( da "Trentino" del 24-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: efficienza della burocrazia, infrastrutture, legislazione sul lavoro, tassazione, stabilità politica e di governo, disponibilità ed accesso del credito bancario, legislazione fiscale, formazione professionale e corruzione. Detta con parole più efficaci, il punto è che l'opacità dei sistemi istituzionali o la loro corruzione arricchisce chi la pratica ed impoverisce chi la subisce:

I Giovani: Militarizzare la regione ( da "Denaro, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Dobbiamo difenderci dalle organizzazioni criminali, ma anche dalla burocrazia, che è un'altra forma di criminalità. Non devo difendermi se per avere una concessione edilizia ci ho messo tre anni e mezzo? Se la gestione dei fondi Ue è stata un fallimento e non ha portato vantaggi al territorio in cui investo?

Cancellata la commissione edilizia ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 24-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia in Comune. Le pratiche affidate ad un tecnico CordenonsEntro la fine dell'anno la vecchia commissione edilizia non esisterà più. O meglio, sarà convocata soltanto per discutere il parere di tutela ambientale. Per tutte le altre pratiche e decisioni sarà competente il responsabile di settore e il capoarea che,

Imprese manifatturiere, Isae: Fiducia cala ancora a settembre ( da "Velino.it, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: e alla burocrazia (dal 2,7 per cento al 3,4 per cento). Aumenta poi la percezione della pressione concorrenziale proveniente da Germania, Francia, Cina e dagli altri paesi europei, rimane invece stabile quella proveniente dagli Stati Uniti. Infine, tra i principali mercati di sbocco, diminuisce il ruolo esercitato dal Regno Unito e dagli altri paesi europei,

Finanziaria: Gli agricoltori sono tutti contenti. O quasi ( da "Velino.it, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: asfissiante burocrazia. Serve, quindi, una netta sterzata per assicurare ai produttori agricoli gli strumenti necessari in grado di favorire lo sviluppo e la competitività". Anche perché "nella manovra economica per il prossimo anno - sottolineano - non c'è traccia della tanto attesa proroga della legge 81/2006 che aveva sospeso,

AGRICOLTURA: CIA CONTRO NORME IN FINANZIARIA ( da "Basilicanet.it" del 24-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: asfissiante burocrazia. Serve, quindi, una netta sterzata per assicurare ai produttori agricoli gli strumenti necessari in grado di favorire lo sviluppo e la competitività â?. â??A rendere ancora più¹ critica la situazione per il settore sono i previsti tagli alle voci di spesa per gli interventi agricoli, ai quali si aggiungono quelli annunciati in campo socio-

Il centro giovani slitta al 2009 ( da "Trentino" del 25-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: semplicemente una questione di burocrazia: il contributo della Provincia è arrivato molto tardi, in aprile, quando altri progetti erano già stati avviati. Semplicemente non si è arrivati a spendere quei soldi quest'anno. Ciò non vuol dire un blocco dell'iter, ma la volontà di non bloccare quest'anno denaro che non verrà utilizzato.

Ottenuto l'asilo, diventi un fantasma Cassibile, tra i profughi in balia dei caporali ( da "Unita, L'" del 25-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: insomma un percorso ad ostacoli fatto di moduli, burocrazia, tempi strettissimi per ragazzi che quasi sempre non parlano una parola di italiano". Ne sa qualcosa Ahyuba che dopo tre mesi aspetta l'esito della sua domanda di asilo. Era un membro del Ufc, la forza di opposizione che nel Togo si batte contro Faure Gnassingbe e i militari.

Lo sviluppo perduto, cause e prospettive ( da "Sole 24 Ore, Il" del 25-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: semplificare in modo consistente la burocrazia, questa catena che, opinione consolidata presso il mondo imprenditoriale, mette le briglie all'economia e mortifica la peculiarità imprenditoriale costituita dal dinamismo e dalla sua capacità di adattarsi alla rapidità dei cambiamenti imposti dalla globalizzazione.

Ne/ Russia, Medvedev striglia 'Re Mida' Prokhorov ( da "Virgilio Notizie" del 25-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia debordante, ma non lamentatevi", ha detto secondo il quotidiano The Moscow Times. Poi con una battuta sagace ha continuato: "Se i profitti dell'oro sono troppo marginali per voi mollate il colpo. Troveremo qualcun altro". Da notare che le azioni di Polyus erano balzate in alto la mattina di ieri dopo che il miliardario Prokhorov stava per raggiungere il controllo della

UE, PITTELLA E MAURO: EUROBOND NUOVA STRATEGIA DI CRESCITA ( da "Basilicanet.it" del 25-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: provenienti da Bruxelles e la pesantezza delle burocrazie nazionali, hanno determinato il rallentamento dell'economia europea. Ciò² sta condizionando negativamente l'attuazione degli investimenti previsti nel quadro della Strategia di Lisbona, varata con l'obiettivo espressamente dichiarato di fare dell'Unione la più¹ competitiva e dinamica economia della conoscenza entro il 2010.

Ciotti suggerisca al Pd ( da "Corriere delle Alpi" del 25-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: una persona che non conosce i meccanismi della burocrazia o meglio non li capisce perché sono contrari al buon senso, si domanda: ma dove sta il giusto comportamento? Dove sta il modo corretto di operare? Lo schermo televisivo per decine e decine di giorni ci ha propinato le tonnellate dei rifiuti di Napoli, della Campania e di altri posti del Sud,

LA FINESTRA SUL WELFARE ( da "Avanti Online" del 25-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Le sinergie tra le burocrazie sindacali infatti non sempre rafforzano il ruolo del lavoratore durante una qualsiasi contrattazione. Nessun lavoratore, sia esso pubblico o privato, ha mai goduto di ammortizzatori sociali simili, per durata ed entità, a quelli previsti dal piano esuberi per Alitalia.

Allarme Mediterraneo ( da "Avanti Online" del 25-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: servire ad alimentare le inefficienti burocrazie dei Paesi emergenti. Ma un dono efficace dal punto di vista economico dovrebbe anche giovare alle imprese del Paese che dona, che dovrebbero essere chiamate a realizzare le citate opere infrastrutturali.Alcuni dei Paesi europei lo hanno già capito, costituendo apposite agenzie di sviluppo, come l'Agencie française de développement,

SEGUE DALLA PRIMA ( da "Gazzettino, Il" del 25-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: senza pagare eccessivo dazio alle burocrazie e ai nepotismi universitari, il fenomeno va studiato a fondo nelle cause. Individuando i meccanismi del richiamo. Che in primo luogo sono costituiti da incentivi capaci di assicurare maggiore libertà di ricerca, retribuzioni vincolate al merito, liquidazione delle strutture gerarchiche di stampo feudale,

Autoporto, appello della CnaLettera ( da "Sicilia, La" del 25-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: di salvare la realizzazione della struttura A Scoglitti la burocrazia è off limits per i diversamente abili. Il circolo di An è pronta a sostenerne le ragioni in sede di consiglio comunale e di quartiere. Lo promettono Nunzio Battaglia, Francesco Trama e Nino Nicosia. "Chiediamo - asseriscono - che da parte dell'amministrazione comunale vengano posti in essere gli strumenti per l'

Ieri sopralluogoper i canali di scolo ( da "Sicilia, La" del 25-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Bisogna guardare prima di ogni caso ai fatti e non alla burocrazia. E al di là dei lavoi della commissione consiliare ieri sono stati effettuati sopralluoghi con l'assessore Luigi Ruffino per verificare lo stato dei luoghi e programmare eventuali interventi.

Aspettano ancora i soldi per l'esproprio di 20 anni fa ( da "Stampa, La" del 25-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: uno dei più classici esempio di mala-burocrazia. Il fatto che le cifre non siano così consistenti, poi, non significa nulla: anzi, rende il tutto ancora più odioso. Pensare che quando da amministratori facciamo un esproprio, paghiamo il dovuto entro la conclusione dei lavori". Che, di solito, durano un po' meno di vent'anni.

Tolta l'antenna dal centro sportivo ( da "Gazzetta di Modena,La" del 26-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "è stato un lavoro paziente, complicato dalla burocrazia e dalle relazioni tra i gruppi concorrenti della telefonia (in via Cassetti resta il ripetitore di Telecom). Tuttavia i buoni rapporti con i dirigenti e l'insistenza ha portato ad un ottimo risultato per i finalesi".

Ricerca in montagna, Finanza in prima linea ( da "Alto Adige" del 26-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: italica burocrazia". I tempi dipendono anche da questo". Ci fa il punto sulla capacità operativa del soccorso alpino della Finanza in Alto Adige? "Quest'anno i militari delle 5 stazioni del Soccorso alpino Guardia di Finanza (Sagf), che hanno sede a Silandro, Vipiteno, Brunico, Merano e Prato Drava, hanno effettuato 742 interventi fornendo assistenza a 745 persone.

Il no alla centrale sia nero su bianco ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 26-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: assurdità dei tempi di risposta della burocrazia. Gli acciaieri hanno dovuto aspettare 6 anni per capire che non possono avere la loro centrale; non era meglio dirglielo subito? Si sarebbero indirizzati altrove. Invece no: tecnici e politici di Provincia, Comune e Regione sono volati a Roma 40 volte in 6 anni, con un dispendio di soldi pubblici che sarebbe tutto da calcolare.

Trasloco a sorpresa per gli scolari "Sciopero" in terza elementare ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 26-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Non è difficile immaginare che per la burocrazia scolastica sia tutto regolare, che ogni carta abbia il timbro giusto. Nella scuola italiana, le forme sono sempre rispettate. Nella sostanza, non si capisce in che cosa consista il diritto di scelta dei genitori, che è l'altra faccia dell'autonomia scolastica, se le decisioni di giugno sono inutili a settembre.

Dalle Poste, all'Inps, all'anagrafe centrale la mattinata in fila per migliaia di torinesi ( da "Stampa, La" del 26-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Reportage I tempi lenti della burocrazia Dalle Poste, all'Inps, all'anagrafe centrale la mattinata in fila per migliaia di torinesi ANDREA ROSSI Sbucano dal portone con il volto stravolto dalla rabbia, perché non hanno risolto nulla, sconfitti dalla burocrazia. O sfatti, come reduci da una fatica immane.

Dalla Carrà riabbraccia i figli ( da "Eco di Bergamo, L'" del 26-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma in lei resta sempre il desiderio di rivedere i figli che burocrazia e motivi economici tengono lontani da ormai più di due anni. "La vita di Eugenia ? ha continuato la Raffaella nazionale ? in questi anni è stata un continuo alternarsi di gioie e dolori. L'anno scorso hai dovuto affrontare anche una difficile operazione in ospedale.

Vengono per mal di denti, mal di stomaco, mal di schiena, o peggio. Routine. Ma spesso, in quelle fi ( da "Stampa, La" del 26-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che ha paura di burocrazia, formalità, dei "come si chiama", c'è il villaggio-quartiere che vede tutto a sua misura così come i bambini piccoli vedono tutto secondo la loro statura. Partire dal basso prima che dall'esercito, bell'esperimento. Il gioco di scambio delle informazioni incomincia il primo giorno d'ottobre in quindici punti,

Tra le code quotidiane 4 ore per un certificato ( da "Stampa, La" del 26-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: BUROCRAZIA TRA FOGLI, RISPOSTE MANCATE E SPORTELLI CHIUSI CONSEGNATO IL PRESTIGIOSO RICONOSCIMENTO INTERNAZIONALE All'interno EFFETTO BRUNETTA IN FACOLTÀ Cupola della coca chiesti 200 anni di carcere "Se la Tav resta nel programma Rifondazione esce" Tra le code quotidiane 4 ore per un certificato La Michelin ci regala tre stelle Alla crociata di Torino Spiritualità Pubblicazione

La lettura ritorni investimento ( da "Sole 24 Ore, Il" del 26-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia ha creato una forte contrapposizione interna al ministero dei Beni culturali verso un'esperienza dove il pubblico e il privato dovevano interagire insieme. è stato nominato il direttore, ma non il cda. Gli editori sono pronti e avrebbero contribuito con i soldi derivanti dal diritto di prestito bibliotecario".

Fusioni e scissioni leggere con l'uso della telematica ( da "Sole 24 Ore, Il" del 26-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Con questo obiettivo la Commissione europea ha presentato ieri una proposta di direttiva volta a ridurre burocrazia e costi amministrativi per le imprese coinvolte in operazioni che modifichino la struttura societaria. La semplificazione prevede la notifica e l'uso di Internet e del corriere elettronico per pubblicare i progetti di fusione o scissione da trasmettere agli azionisti.

L'intero sistema è da modernizzare ( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 26-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il peggiore nemico è la burocrazia. Se non si cambia, gli imprenditori scapperanno. Ci vogliono mesi per ottenere un'autorizzazione. Per questo abbiamo avviato anche uno snellimento nella macchina amministrativa e burocratica dello stesso Ente camerale. E i prossimi impegni?

SOCIAL SUMMIT: EMANUELE, STATO SENZA WELFARE GENERA PAURA ( da "Virgilio Notizie" del 26-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: assistenza dalla burocrazia, con un'opzione decisa per il Terzo settore. Ma c'e' bisogno anche che le fondazioni bancarie scelgano che mestiere vogliono fare: se gestire banche o occuparsi di chi e' in difficolta', come vorrebbe la normativa. E anche che il volontariato faccia bene il suo mestiere, attaccato alla sua mission e non alla rincorsa permanente di finanziamenti.

ALIMENTARE: STREETFOOD,BUROCRAZIA'PESA' ANCHE SU CIBO DI STRADA ( da "Agi" del 26-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: BUROCRAZIA'PESA' ANCHE SU CIBO DI STRADA (AGI) - Roma, 26 sett. - Nel corso degli anni l'Italia ha raggiunto un alto livello di qualita' per i prodotti "di strada", a differenza delle modalita' di somministrazione e igiene dei locali e delle maestranze di citta' europee come Parigi, Bruxelles, Londra o mondiali come Pechino,

CITTÀ IN CODA, 4 ORE PER UN CERTIFICATO ( da "Wall Street Italia" del 26-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Città in coda, 4 ore per un certificato -->Poste, università, anagrafe e Inps: il labirinto della burocrazia tra fogli e sportelli chiusi. Migliaia di torinesi passano le loro mattinate in coda.

La prima Festa del Popolo delle libertà ( da "Corriere Adriatico" del 26-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: fiscalità esasperata e da una burocrazia opprimente nonché da istituzioni locali, Provincia e Regione in particolare, molto più impegnate a mantenere, con rimpasti e rimpastini, gli equilibri partitici interni , che a risolvere i problemi dei marchigiani". Nell'incontro si parlerà di questo e non solo e ci sarà spazio anche per il momento conviviale con una cena presso il ristorante "

Varese e Lugano duettano ( da "Varesenews" del 26-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Un peso fiscale minore, una burocrazia molto snella e ben gestita. Abbiamo però una grande quantità di lavoratori frontalieri per noi importanti, ma con 42mila presenze al giorno ci sono alcuni problemi legati anche alla loro mobilità. realizzare delle opere pubbliche non può che far bene a tutti".

Un nuovo reinvio per l'apertura dell'Ikea di Rimini. Intanto gli svedesi puntano sulla Croazia ( da "Blogosfere" del 26-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia nostrana. Pare infatti che dopo un primo reinvio che ha fatto slittare l'apertura del negozio di Rimini da agosto 2008 ad un non meglio precisato "autunno 2008", in questi giorni sarebbe stato ufficializzato un nuovo spostamento. La nuova data di presumibile apertura si colloca intorno a Pasqua 2009 facendo vivere al retailer svedese una situazione paradossale in cui il

Sbucano dal portone con il volto stravolto dalla rabbia, perché non hanno risolto nulla, sconfi ( da "Stampa, La" del 26-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Tti dalla burocrazia. O sfatti, come reduci da una fatica immane. Altro che elogio della lentezza. Andatelo a dire a chi si è fatto quattro ore di coda per avere un certificato di residenza. Oppure ci ha messo tre giorni - tra attese e disguidi - per rimediare a quella volta che ha sbagliato a versare i contributi.

Col Cavalier, il bando parte a novembre ( da "Corriere delle Alpi" del 27-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: un mare di burocrazia, gli strali contro la Soprintendenza, ma alla fine il progetto del Col Cavalier è stato "licenziato" con tutti i crismi dell'ufficialità. La corsa adesso - almeno quella preliminare - è in discesa, salvo i venti giorni scattati da ieri per la presentazione di eventuali osservazioni.

Patto fra comune e Bim: l'acqua in un mese ( da "Corriere delle Alpi" del 27-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia "Governance che funziona" FELTRE. Approda anche a Feltre la governance che funziona. Ieri mattina il sindaco Gianvittore Vaccari ha sottoscritto - 59º primo cittadino dell'Ato bellunese - la convenzione con il Bim Belluno Infrastrutture e il Bim Gestione servizi per snellire le procedure amministrative relative agli allacciamenti e agli interventi nel sistema acquedotto.

Questo è il trionfo della burocrazia sulla democrazia ( da "Trentino" del 27-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: LE REAZIONI "Questo è il trionfo della burocrazia sulla democrazia" TRENTO. Sconcerto, amarezza e arrabbiatura, per non dire di peggio, nel campo che appoggia Dellai. Ilarità e battute tra i sostenitori di Divina. La notizia dell'esclusione dell'Udc dalla competizione elettorale è arrivata intorno alle 19.

Le indicazioni di don Enzo Raimondi ( da "Cittadino, Il" del 27-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Non si tratta di mera burocrazia, bensì di cogliere la serietà di una richiesta compiuta in età adulta e dirimere eventuali impedimenti che non di rado emergono da situazioni di vita intricate come per chi proviene da un paese lontano, ha professato un'altra religione e ha magari già contratto matrimonio.

Il parcheggio della futura metropolitana leggera verrà realizzato con i "resti" del Blue Residence ( da "Cittadino, Il" del 27-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: insomma quelli della burocrazia, sebbene l'esecutivo di centrosinistra si mostra determinato a fare pressing sugli enti competenti, affinché le tappe conclusive non si perdano in ulteriori lungaggini. "Come comune - ricorda Cipolla -, stiamo puntando ad agevolare al massimo una procedura che non dipende più da noi: l'auspicio è di poter partire quanto prima con le opere vere e proprie,

Forme di qualità da tutte le Regioni ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 27-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: tuttavia strenuamente combattere contro vaccini fantasma e burocrazia, per imporre la genuinità della sua mozzarella o della Rosina, un formaggio straordinario prodotto con latte di bufala e caglio di capretto). Non mancheranno personaggi curiosi come Daniele Meini, il caciao di Gello, che fa dell'arte di mostrare ad adulti e piccini come si crea il formaggio quasi una "missione"

Veneto partner prediletto degli Usa ( da "Tribuna di Treviso, La" del 27-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia che funziona è il fiore all'occhiello dell'economia statunitense. Al contrario in Italia: l'Università di Philadelphia in uno studio ha rilevato che "i lati negativi del paese sono l'aspetto burocratico e un mercato del lavoro troppo rigido".

La signora Giuliana chiama E il sindaco risponde ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 27-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Inoltre saranno distribuiti 10.000 blocchi post-it da 25 fogli e 1000 biro. Il materiale sarà immediatamente riconoscibile: avrà infatti impresso in bella mostra quel numero unico che eliminerà pressoché totalmente la burocrazia dalla quotidianità dei parmigiani. G.C.

Memoriale della Shoah, la forza del ricordo ( da "Sole 24 Ore, Il" del 27-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: 1941 e il 1945 ha reso più efficiente la burocrazia dell'Olocausto e che ancora oggi non è scomparsa. L'indifferenza di allora non si dimentica. "Quando i vagoni si fermavano-ha raccontato ieri suscitando commozione Liliana Segre, l'unica ancora in vita dei 605 ebrei stipati sul convoglio del 30 gennaio del 1944 alla volta di Auschwitz-Birkenau-nessuno rispondeva ai nostri richiami"

Via Corelli, la beffa delle espulsioni Un clandestino su due resta a Milano ( da "Corriere della Sera" del 27-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: REDAZIONALE Burocrazia e identificazioni difficili: freno ai rimpatri dal Centro accoglienza. Il leghista Salvini: più controlli sugli ingressi Via Corelli, la beffa delle espulsioni Un clandestino su due resta a Milano Su 1.100 clandestini passati dal Centro di identificazione ed espulsione di via Corelli dall'inizio del 2008,

Clandestini, la burocrazia <frena> le espulsioni ( da "Corriere della Sera" del 27-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: pag: 3 categoria: REDAZIONALE Clandestini, la burocrazia "frena" le espulsioni Via Corelli, un immigrato su due esce per scadenza dei termini e resta a Milano. "Difficile identificarli" Dall'inizio del 2008 nel centro di accoglienza sono passati 1.100 clandestini: quelli espulsi sono stati solo 540 è un problema di numeri.

L'ECOPASS, LA MULTA E L'ERRORE IL VOLTO TRISTE DELLA BUROCRAZIA ( da "Corriere della Sera" del 27-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ERRORE IL VOLTO TRISTE DELLA BUROCRAZIA Caro Schiavi, in riferimento alla lettera del signor Giuseppe Duccio pubblicata giovedì 25 settembre è emerso questo: per un problema tecnico riscontrato in quel periodo nel sistema Ecopass relativo alle targhe degli utenti titolari di pass disabili, il rinnovo della targa abbinata al contrassegno,

Non è vero che il centrodestra è isolato È vero, semmai, che non abbiamo reti clientelari ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 27-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma peggio vessata e sfruttata dalla burocrazia parassitaria (e dalla camorra), quasi sempre appiattita sul centrosinistra bassoliniano (e non). La successione agli attuali amministratori locali appare come una partita interna al centrosinistra? Solo per chi sta tentando di tutto (ma proprio di tutto) perché non avvenga quello che avviene in tutte le democrazie del mondo,

Casa ai clandestini: confiscata ( da "Corriere del Veneto" del 27-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è nel limbo in cui non arrivano le maglie della burocrazia che si annidano le situazioni a rischio criminalità. Ma il problema casa sta tenendo banco in questi giorni a Maserada con il caso di Naim El Zahir, una madre marocchina sfrattata per morosità che per protesta ha "occupato " il sottoportico del municipio.

<Terminal, l'accisa non diventi addizionale> ( da "Corriere del Veneto" del 27-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il segreto per attirare investimenti esteri sta tutto in una burocrazia snella e in un fisco leggero. Gli economisti americani lo ripetono da anni e non perdono l'occasione della "Conferenza sugli investimenti bilaterali fra Stati Uniti e il Triveneto", tenutasi ieri a Venezia, per sottolineare i difetti del sistema italiano, da cui il Veneto non sembra immune.

Burocrazia e scuola Tre prof "in ostaggio" ( da "Stampa, La" del 27-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dal tribunale Burocrazia e scuola Tre prof "in ostaggio" ANDREA CHATRIAN AOSTA Questione di principio, di norme che mancano ma soprattutto di soldi. Una ragnatela in cui sono rimasti intrappolati tre professori. Bloccati nelle scuole della Valle quando avevano vinto un concorso per andare all'estero: vita nuova, tanti soldi (circa 4500 euro al mese)

La grande festa della Croce Gialla ( da "Corriere Adriatico" del 27-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Non l'ha fatto neppure quando la burocrazia, gran lucama, si messa in mezzo e ha rallentato la tanto attesa firma ( arrivata mesi indietro, ndr) per la convenzione che consenitirà quando nei locali i lavori saranno finiti di trasfersi dagli spazi di viale Zaccagnini a quelli più accoglienti presso l'ospedale.

Venezia (S.F.) L'altra faccia del "miracolo cinese", ( da "Gazzettino, Il" del 27-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ha spiegato il professor Potrykus - ma le burocrazie e le leggi anti Ogm me lo impediscono. Ostacoli che si dovrebbero superare solo nel 2012. Ma nel frattempo per la carenza di questa vitamina continueranno a morire 1-2 milioni di persone all'anno, e per la stessa causa ci saranno mezzo milione di bambini ciechi all'anno".

Ancora rinvii del progetto Oggi convegno ( da "Stampa, La" del 27-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: TENDA BIS Ancora rinvii del progetto Oggi convegno "La burocrazia ritarda l'autostrada Cn-At e raddoppio del Tenda". Così il presidente della Provincia, Raffaele Costa, sul rinvio della Conferenza dei servizi per l'autostrada e della Conferenza intergovernativa prevista a Parigi il 22 settembre. Costa ha scritto al ministro delle Infrastrutture.

Grido degli albergatori Basta burocrazia ( da "Trentino" del 28-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Grido degli albergatori "Basta burocrazia" L'associazione fassana lancia il suo messaggio a tutta la politica VIGO DI FASSA. I tempi della politica non sono quelli del turismo. Quindi meno burocrazia e soprattutto certezze per gli imprenditori che ogni giorno si devono confrontare con la concorrenza globale.

L'anno nuovo porterà la farmacia comunale ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 28-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia ha i suoi tempi. Il nuovo banco farmaci troverà posto in un immobile di via Cavalieri di Vittorio Veneto, già acquistato dal Municipio per 230 mila euro. L'amministrazione ha puntato sulla gestione societaria piuttosto che su quella diretta per via della maggiore agilità procedurale negli acquisti dei farmaci.

Buche nelle strade, che odissea ( da "Tirreno, Il" del 28-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: se la burocrazia non la facesse da padrone": promuove l'azione legale chi ha subito un danno per migliaia di euro ma ben difficilmente lo fa chi ha subito danni lievi. Parola dell'Automobile club livornese guidata dal presidente Franco Pardini. L'Aci punta il dito contro i disagi degli utenti della strada: "Segnaletica fatiscente,

Meno burocrazia e accessi più veloci ( da "Adige, L'" del 28-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la classificazione alberghiera e la burocrazia), hanno chiuso l'incontro Roberto Pallanch , direttore provinciale dell'Asat, ed il presidente Natale Rigotti . Da quest'ultimo, l'ennesima bordata contro l' "inconcepibile aggressione della burocrazia", con l'appello affinché "le imprese siano lasciate in pace", la convinzione che si debba cambiare radicalmente il modo di comunicare,

Dellai, il mio regno ( da "Trentino" del 28-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Già perché il castello sembra vacillare sotto i colpi della burocrazia, più che per quelli della morale. L'UDC sarebbe esclusa dalla partita per la mancanza di una firma. Il pensiero va al povero Carli, il quale già molto tempo fa ci guardava rassicurante nello smagliante 6x3 dei suoi manifesti elettorali,accreditandosi come nuovo Governatore.

Burocrazia ritarda il Tenda bis ( da "Stampa, La" del 28-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Burocrazia ritarda il Tenda bis Salta commissione intergovernativa: manca presidente da parte italiana [FIRMA]GIANPAOLO MARRO LIMONE Tutto come da copione. Quando viene programmato un incontro sul Tenda bis è sempre "in agguato" una nuova chiusura della galleria ultracentenaria (di notte, da lunedì a giovedì) e gli imprevisti della burocrazia significano ulteriori rinvii per il tunnel

<Autonomia a Belluno? No grazie> ( da "Corriere del Veneto" del 28-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Dove li andremmo a trovare i lavoratori della burocrazia, visto che facciamo fatica a trattenere qui anche i cervelli migliori a fronte di retribuzioni molto appetibili?" Belluno ricca ma Belluno che si spopola. Un ritornello vecchio che non ha trovato soluzioni e di fatto la vera malattia di questa terra.

"Sì al rimpasto in giunta se fermate la Margonara" ( da "Stampa, La" del 28-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: negozi che si trovano nei pressi dei loro laboratori di avere spazi dove i loro clienti possono degustare sul posto i prodotti tipici da loro preparati, mi sembra un altro incentivo interessante al potenziamento e all'espansione di molte attività commerciali. Prevediamo inoltre grazie alle nuove norme introdotte di limitare notevolmente la burocrazia per dare avvio a nuove attività".

Slitta l'autorizzazione per San Giacomo ( da "Stampa, La" del 28-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Burocrazia Slitta l'autorizzazione per San Giacomo Chi non si rassegna ai tempi lunghi della politica è l'ingegner Giampiero Suetta, presidente del Solar Technology Group, la società di studi che da decenni è all'avanguardia nell'energia solare: "La giunta comunale martedì ha di nuovo rinviato la nostra pratica che riguardava l'

L'INTERVENTO ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 28-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma che da quelle parti l'efficienza della burocrazia comunale meriti il plauso del ministro Brunetta lo testimonia anche la celerità con la quale sono stati risolti, nel giro di non più di quattro giorni, i problemi di agibilità.Tutti conosciamo le lungaggini che deve affrontare il comune cittadino in questi casi.

Priorità e razzismo, consigli di lettura per il ( da "Gazzettino, Il" del 28-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, rendendola più semplice, efficiente e quindi meno costosa, continuando poi a fare pressione verso le lobby bancarie ed assicurative (soprattutto), per tenere sotto controllo i prezzi tariffari.Decimo PilottoTombolo (PD)Antifascismo:la lezionedi ViolanteVorrei tornare concluda, sulla polemica che è scaturita a seguito delle dichiarazioni rilasciate dagli onorevoli La Russa

Dalla finanziaria stangata sull'agricoltura ( da "Corriere delle Alpi" del 29-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia che invece di venire incontro alle esigenze dei lavoratori, le complica, le rende difficili. Le leggi e gli enti non dialogano fra loro, e il peso della burocrazia sta diventando davvero insostenibile". Per Alpagotti, questa finanziaria non affronta il percorso per riqualificare il settore agroalimentare ma appesantisce la pressione economica dello stato sulle aziende,

L'odissea di filippo per una residenza ( da "Tirreno, Il" del 29-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: vero" causa burocrazia GROSSETO. Certo ne sono cambiate di cose dall'estate di due anni fa, quando Filippo dormiva con la moglie e i due figli piccoli in una tenda montata abusivamente sul bastione della Cavallerizza. Dalla tenda passò nel giro di qualche tempo alla roulotte situata in un campeggio a Marina di Grosseto,

Gingrich torna a guidare gli oltranzisti del liberismo ( da "Corriere della Sera" del 29-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ex star dei repubblicani e la battaglia contro le nuove burocrazie finanziarie che "imbriglieranno" il capitalismo Gingrich torna a guidare gli oltranzisti del liberismo DAL NOSTRO INVIATO NEW YORK - Gli esperti della Brookings Institution, miniera di idee dei progressisti, disegnano un futuro nel quale il presidente degli Usa avrà margini di manovra drasticamente ridotti dall'

Lingotti d'oro nero ( da "Sole 24 Ore, Il" del 29-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La riscossione delle imposte è stata alla base della costruzione della burocrazia,delle istituzioni e anche della democrazia nei Paesi occidentali. Per questo alle risorse naturali è associato spesso un difetto di democrazia. E naturalmente la spesa militare è tra le due e le dieci volte maggiore che nei Paesi senza risorse, per difendere i pochi che hanno accesso alle rendite.

India e Russia spingono l'export ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 29-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sono dovuti anche alle lungaggini della burocrazia europea che hanno ritardato l'approvazione dei testi normativi ". Alla fiera di Verona, Confindustria Marmomacchine svolgerà, proprio su questo tema, il convegno dal titolo "Le nuove normative europee EN per le macchine lavorazione marmo: EN 15162 (Telai), EN 15163 (Macchine a filo diamantato),

Porto Foxi, 5 milioni per la darsena ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 29-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Tra i capitoli di una burocrazia che si lascia per strada certezze annunciate e promesse impossibili da mantenere. Porto Foxi, la sua nuova darsena che avrebbe dovuto, dovrà cambiare il volto della grande rada di Sarroch. Un anno dopo, la verità è emersa dal fondo della cala che ospita gli impianti petroliferi.

<Un testo unico per il mondo dell'agricoltura> ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 29-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: così ogni agricoltore girerà con il suo libretto, perchè è la burocrazia il primo nemico dell'agricoltura. Un imprenditore agricolo perde 110 giorni per le pratiche amministrative. E ancora, occorre un aumento delle quote latte per l'Italia: è terminata la politica agricola fatta dai funzionari, a Bruxelles ci vanno i ministri.

ROMA: DADO AL TEATRO OLIMPICO CON 'ONESTO MA NON TROPPO' ( da "Adnkronos" del 29-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: alla burocrazia anti-cittadino. Sul palco Dado compie un viaggio all'interno della sua scenografia, una sistemazione del palcoscenico tutta particolare che ben si sposa con il suo look di eccentrico canzoniere. Dado si mette in gioco in una nuova veste di ''attore-cantante-over trenta'' vivendo in una realta' che vuole denunciare nell'

Sicurezza stradale/ Asaps: premio a polizie che tolgono più ( da "Virgilio Notizie" del 29-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: non perché i conducenti siano violatori sistematici, ma perché la presenza sul territorio delle forze di polizia è più costante, l'elettronica è usata con saggezza e la burocrazia è stata vinta con la puntualità nella comunicazione delle violazioni all'Anagrafe nazionale dei conducenti", concludono dall'Asaps .

Paullo fa le prove di sicurezza tra rotonde e zebre pedonali ( da "Cittadino, Il" del 30-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: messa però la burocrazia. Via Buonarroti fino a poco tempo fa era infatti provinciale. Il comune si era rivolto da oltre un anno a palazzo Isimbardi per trovare una soluzione alla pericolosità del quartiere. Erano state prospettate due alternative: la possibilità di eseguire i lavori nonostante la proprietà provinciale oppure il trasferimento della proprietà della strada al comune.

[FIRMA]LAURA SECCI AOSTA Apolitiche, no profit, nate con uno scopo nobile quanto ambizioso: di ( da "Stampa, La" del 30-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: poche risorse e troppa burocrazia. "La difficoltà maggiore - spiega Andrea Carlotto, responsabile del Laboratorio permanente di Musica Danza e Arti dell'associazione Mamima Swan - è riuscire a districarsi nei meandri dell'iter amministrativo che permette di accedere ai finanziamenti destinati alle associazioni culturali che,

IL COLLEGIO DI BRESCIA RINNOVA L'IMPEGNO ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 30-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: all'aumento dei costi, compreso quello della burocrazia, che pesa sul prezzo delle nuove abitazioni e delle ristrutturazioni. Si impegna in un viaggio a tutto campo Giovanni Platto, neo presidente del Collegio dei geometri di Brescia che analizza l'andamento del settore delle costruzioni nella nostra provincia.

Gli imprenditori incontrano gli studenti empolesi ( da "Tirreno, Il" del 30-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Poco spazio alla burocrazia, ma molti aneddoti da raccontare della vita di tutti i giorni in un territorio come il Circondario fortemente caratterizzato per la presenza artigiana, con 2600 aziende. "Si tratta di un incontro particolare - spiega Paolo Gianassi, responsabile di Cna di Empoli - in cui cercheremo di far emergere il ruolo che le imprese rivestono sul territorio.

Venezia e Siena, il federalismo diventa una virtù ( da "Sole 24 Ore, Il" del 30-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: le realtà minori che a livello locale affiorano qua e là, superando i blocchi della burocrazia centrale e le paralisi conseguenti l'ormai arcinota "sindrome nimby", formula anglosassone che indica letteralmente "non nel mio cortile" e che spiega le resistenze (spesso ingiustificate) contro opere di interesse per la comunità, nazionale o locale.

Impregilo torna al core business ( da "Sole 24 Ore, Il" del 30-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è troppa burocrazia e siamo rimasti l'unico Paese dove i costi delle opere sono fissi, eppure i prezzi delle materie prime aumentano. Aumenta il costo della vita per i cittadini e per le imprese: quando formulammo l'offerta da 3,88 miliardi per il Ponte sullo Stretto il prezzo del barile era 32 dollari contro gli oltre 100 dollari attuali (

Impresa, c'è lo sportello unico per combattere le lungaggini ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 30-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: iniziativa è possibile ridurre i tempi della burocrazia - ha spiegato il sindaco Angela Nonnis, - la strada sulla quale stiamo investendo è quella della modernizzazione dell'ente". Lo sportello unico, aperto sulla base delle norme della Finanziaria regionale, è il punto di riferimento di tutte le procedure amministrative per le attività economiche e produttive di beni e servizi,

Confindustria apre all'India ( da "Denaro, Il" del 30-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia e zone economiche speciali. Filippo Morese di Sprint Campania ha ricordato che la Regione ha attivato un progetto di internazionalizzazione verso l'India che riguarda i nostri distretti del tessile abbigliamento, cuoio, oreficeria, agroalimentare e turismo e, di recente, anche i Centri di competenza campani hanno sottoscritto accordi di collaborazione per esportare la

"Due mezze giornate per un documento" ( da "Corriere Adriatico" del 30-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: per colpa della lentezza della burocrazia". "Sono sfiduciata, ogni volta che devo fare qualche documento o comunque devo andare per uffici torno a casa stressata perché c'è sempre qualcosa che non va bene". Infatti, spesso, i veri giri per la burocrazia iniziano quando si raggiunge lo sportello, dove vengono richiesti altri certificati o documenti da allegare a ciò che già si ha.

In fila allo sportello, maglia nera al Comune ( da "Corriere Adriatico" del 30-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Lo sanno bene i cittadini che si imbattono quotidianamente nella macchinosa burocrazia: dal rilascio di un certificato di residenza o di una carta d'identità alla richiesta di visita al poliambulatorio; dal pagamento del ticket all'Umberto I, alla spedizione delle raccomandate alle Poste oppure alla prenotazione ad un esame per la patente di guida.

Alitalia e politica: tipico malcostume ( da "Gazzettino, Il" del 30-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: demotivato ecc Perché il mio paese è quasi sempre ultimo nelle cose utili per i cittadini ed è invece primo nella burocrazia, nell'inefficienza, nell'indisciplina, nel settarismo. La situazione Alitalia è l'esempio emblematico; alcuni dipendenti di questa compagnia, hanno sempre munto la vacca e ora non intendono cedere nemmeno un piccola parte di quel latte avuto in abbondanza.

Lo Bello: Oggi Libero Grassi sarebbe uno degli esponenti di maggior rilievo del sistema confindustriale ( da "Articolo21.com" del 30-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: invece il ruolo della burocrazia (soprattutto regionale) e delle amministrazioni locali. Ed è freddino, quasi sempre, la reazione dei colletti bianchi, quella zona grigia più volte chiamata in causa dai magistrati. Lo Bello ha lanciato due appelli: uno al presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo per la creazione di un nuovo codice etico antimafia per i burocrati e l'

La strage di San Gennaro ( da "Articolo21.com" del 30-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Solo per farla andare dal gommista ci voleva la mano di Dio tra richieste e altra burocrazia, e quindi per evitare il fastidio e continuare a lavorare, era meglio sborsare di tasca propria 5 euro, previo accordo con il gommista per un prezzo di favore, perché stando sempre sulla strada le gomme ne facevano di bucature. “

FERROVIE:ALTA VELOCITA',SCATTANO RINCARI DA 14 DICEMBRE/ANSA ( da "Wall Street Italia" del 30-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: successivamente al Consiglio di Stato e che dopo aver fornito servizi scadenti usino la burocrazia per mantenere le radici a scapito dei clienti e delle imprese" ha detto Moretti riferendosi ai ricorsi presentati da due ditte, Mazzoni e Saes, prima davanti al Tar (che ha respinto la richiesta di sospensiva) ed ora davanti al Consiglio di Stato, di cui si attende a breve un pronunciamento.

Il "No profit"? Che fatica ( da "Stampa, La" del 30-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La situazione. Le associazioni culturali senza scopo di lucro in Valle d'Aosta sono trentatré Operative in ambiti diversi hanno un problema in comune: poche risorse e troppa burocrazia.


Articoli

Assessore e minoranza in Regione per il Piano (sezione: Burocrazia)

( da "Eco del Chisone" del 24-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Luserna S.G., progetto in primavera? Assessore e minoranza in Regione per il Piano LUSERNA S.G. - "Credo che l'incontro in Regione abbia dato una spinta positiva: adesso bisogna darsi da fare, ma se tutto va come deve, per la primavera l'Amministrazione potrà presentare il progetto preliminare del nuovo Piano regolatore". Sono parole di Giovanni Corda, capogruppo della Lega Nord Piemont di Luserna S.G., all'indomani dell'incontro con i funzionari che seguono gli aspetti ambientali dei Piani regolatori - in primis la Valutazione ambientale strategica appena entrata in vigore - a cui ha partecipato giovedì 18 con l'assessore all'Urbanistica di Luserna S.G., Carla Michialino. "Con mia soddisfazione sono stato invitato dalla maggioranza - riconosce Corda -: non sono competente in materia, ma sono deciso a muovermi per far sì che la burocrazia non fossilizzi l'iter del nostro Piano. Sono convinto che se l'Amministrazione lusernese avesse operato prima a livello politico, i tempi sarebbero stati più brevi. Ma adesso recriminare non serve: bisogna agire". Fiduciosa anche Carla Michialino: "Con i funzionari si è aperto un dialogo proficuo che ci porterà alla presentazione del progetto preliminare del nostro Piano". L'assessore all'Urbanistica non nasconde tuttavia un velo di preoccupazione: "Spero di non trovarmi di fronte all'ennesima richiesta di documentazione da parte della Regione. Al più presto lo studio Caramellino, che ha lavorato al Piano, presenterà i documenti richiesti per la Vas, ripartendo dalla Via, la valutazione di impatto ambientale". s.fer.

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I residenti del centro: ripristinare la Ztl In Campidoglio confronto fra sindaco, associazioni, municipio e il delegato Gasperini (sezione: Burocrazia)

( da "Unita, L'" del 24-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Gioia Salvatori DIVISI SUL METODO e sul merito. L'uno, il delegato del sindaco, vuole la Ztl alle 23 e meno strisce blu come piace ai commercianti, l'altro, il minisindaco, chiede invece la Ztl dalle 21 e il parcheggio a 1,20 euro all'ora come piace ai residenti. Non solo. Mentre il delegato del sindaco per il centro storico, l'Udc Dino Gasperini, propone una tavola rotonda con tutte le associazioni di categoria e dei residenti una volta al mese, il presidente del I municipio, Orlando Corsetti (Pd), lancia la conferenza dei servizi settimanale per "Passare subito alla risoluzione dei problemi che ci vengono segnalati dal territorio" - dice; si inizia il primo ottobre, saranno convocati i capi dipartimento del comune "con la speranza che il Campidoglio collabori" e i capo-uffici municipali competenti più le società di servizi. Di strisce blu, piano dei parcheggi, spostamenti di capolinea, tavolini selvaggi, Ztl, e schiamazzi notturni, si è parlato ieri mattina in Campidoglio, nel primo di una serie di tavoli rotondi mensili a cui l'amministrazione convoca una sessantina di realtà tra associazioni di categoria (commercianti, albergatori ecc) e associazioni di residenti. Ieri in aula Giulio Cesare c'erano, tra gli altri, confcommercio e confesercenti, federalberghi, la consulta dei residenti del centro storico, Italia Nostra, l'associazione di cittadini via Merulana. A proclamare il programma per il centro storico di Roma è stato il delegato del sindaco Dino Gasperini: in 12 intenti è racchiusa la sua ricetta per il centro storico di Roma. "Non sono parole al vento", assicurano dal Campidoglio, per esempio, è già quasi pronta la delibera sull'occupazione del suolo pubblico: prevede, tra l'altro, borchie anziché strisce intorno ai tavoli esterni di bar e ristoranti, andrà in giunta tra un paio di settimane e servirà per snellire la burocrazia su rilasci e sanzioni. Idem per il piano del traffico, in dirittura d'arrivo secondo l'annuncio dallo stesso sindaco Alemanno. Previsti anche, tra i tanti regolamenti da scrivere enunciati da Gasperini (nuovo regolamenti contro l'inquinamento acustico, per l'illuminazione con Acea, per l'uso delle piazze del centro storico e per i set cinematografici), l'invio di ragazzi in servizio civile per le vie del centro storico a tutela del patrimonio artistico e l'uniformazione degli arredi urbani con l'aiuto dell'università. Ma in aula Gisella Pandolfo, presidente della consulta per la vivibilità del centro storico, ha invocato controlli sui tavolini che invadono piazza Sant'Apollinare, oltre che Ztl dalle 21, abolizione degli abbonamenti parcheggio, stop al rilascio delle licenze per i locali notturni. Il presidente del I municipio, preoccupato, replica al Campidoglio: "I problemi non si risolvono con le parole ma con le azioni: servono più gli uffici aperti che le tavole rotonde. Perché Alemanno ha smantellato, tanto per dirne una, l'ufficio decoro urbano del gabinetto del sindaco sapendo che non abbiamo mezzi e vigili sufficienti per il controllo del territorio? Così rimane inapplicabile, per esempio, uno strumento di controllo sui tavolini selvaggi che già c'è: la delibera 119 dell'ultima giunta Veltroni che rendeva possibile notificare, insieme alla prima multa, il termine di sgombero dell'area". L'ex presidente del I municipio, Giuseppe Lobefaro (Pd) è della stessa opinione: "Noi così, fino al 2006, abbiamo rilevato evasioni di tasse per l'occupazione del suolo pubblico per 6 milioni di euro".

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Tra escamotage e burocrazia quelle che ce l'hanno fatta (sezione: Burocrazia)

( da "Unita, L'" del 24-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Federica Fantozzi / Roma Patriarcato addio? Nei blog il dibattito è aperto, e spesso gli uomini non la pensano come le donne. "Una perdita di tempo - scrivono in tanti - Con tutte le cose serie di cui occuparsi". E giù ironie: se Rossi Gialli sposa Bianchi Verdi, i loro figli occupano da soli l'elenco telefonico... Su "Al femminile.com", invece, Cecilia82 si informa: "Per me sarebbe molto importante aggiungere il cognome di mia madre, avete informazioni?". E Diana: "Io ci sono riuscita solo perché non siamo sposati, e per lo Stato non siamo proprio una famiglia, cosa che a noi frega poco". Su un blog lombardo capita un signore illuminato: "Mia moglie è extracomunitaria e due dei nostri figli sono italiani - racconta I. L. - Quando viaggiano in aereo deve portarsi copia del certificato di nascita perché il loro cognome non corrisponde al suo. Nella Repubblica Dominicana si usa il doppio cognome eppure sono molto cattolici". Risposta di un internauta poco simpatetico: "E quanto peserà 'sto certificato?". Svolta storica o concessione al futile, solo gli interessati possono saperlo. Solo la persona coinvolta conosce l'importanza del proprio retaggio, misura l'apporto del lato materno, lo pesa nel processo di costruzione dell'identità, lo rimpiange o lo assapora a seconda dei destini. Finora l'approdo al matronimico non è stato facile. Nel 1996 la giornalista Monica Ricci Sargentini riepilogava sull'Unità la sua battaglia decennale tra carte da bollo e domande umilianti. Ancora all'università aveva preso la decisione: legatissima sin dall'infanzia alla famiglia materna con cui trascorreva le estati, voleva reagire al lutto per la morte del nonno. Aveva 22 anni, credeva fosse una formalità, l'avvocato la disilluse: "Devi trovare un motivo economico o professionale". Gli affetti, spiacente, non hanno rilevanza. Che fare? I Sargentini sono una famiglia di galleristi nota nel campo dell'arte, lei dichiara di volere seguire le orme. Non basta: occorre il consenso del padre e di tutti i parenti uomini che portino quel cognome. Ed eventuali parenti donne? Non pervenute. Gli affetti non sono tutelati ma gli averi sì: "Ricordo la mortificazione quando mi chiesero se si opponessero eredi maschi". Perde comunque la causa: il padre nega l'assenso, considera la vicenda "l'offesa più grande" ricevuta dalla figlia. A quel punto lei comincia la carriera di giornalista e in quel campo usa il doppio cognome. Su suggerimento di un'avvocatessa, si firma solo con il secondo. Come Monica Sargentini invia e riceve posta, prende appuntamenti, dimostra di essere nota così. Stavolta ce la fa: "Ho superato il problema di mio padre con il silenzio assenso. Doveva reagire alla raccomandata e non lo ha mai fatto". In pratica, una vittoria per pigrizia altrui. Sono diversi gli escamotage a cui ricorrono le donne. Gabriella, professionista 40enne, convivente non sposata, usò quello della rarità: "Presentai istanza al ministero di Grazia e Giustizia osservando che il mio cognome era in via di estinzione". Nel cuore, voleva che il neonato fosse anche suo fino in fondo, non tutelare la "biodiversità" dei cognomi italiani, ma tant'è. Nessun parente ebbe da ridire e in otto mesi la faccenda fu chiusa. Con il secondogenito andò ancora meglio: "Beneficiò della sentenza perché doveva avere lo stesso cognome del fratello". Altre volte, è chiamata a decidere la giustizia ordinaria. Nel caso di un padre, Francesco T, che volle riconoscere il figlio a 10 anni, la Cassazione ha detto no: il ragazzo aveva maturato il diritto a "conservare il cognome con cui viene riconosciuto nell'ambito delle proprie relazioni sociali... tanto più che è in età preadolescenziale". Un modo anche per dare risalto al ruolo della madre, Rosa E. Poi il Tribunale di Roma ha accolto il ricorso di un'italiano e una portoghese ad attribuire il doppio cognome al figlio Raffael nato in Belgio, dove questo è possibile. Motivo: evitare una discriminazione tra cittadini europei.

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Al tavolo delle grandi spie il gioco più bello del mondo (sezione: Burocrazia)

( da "Unita, L'" del 24-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Oggi la seconda puntata del racconto di Le Carré di John le Carré/ Segue dalla prima (2/continua) N on di meno col passare degli anni, credo di aver trovato una risposta alle domande che mi hanno a lungo tormentato. Quella notte non c'era alcun cecoslovacco che doveva attraversare la frontiera. La valigetta non conteneva 10.000 dollari, ma nel migliore dei casi un vecchio pigiama e una bottiglia di Scotch riserva. L'ufficiale non era il beniamino di Int Org, non era un ufficiale sotto copertura dell'MI6, il suo lavoro era noioso e inutile quanto il nostro. Era una di quelle anime dimenticate che le burocrazie militari abbandonano in posti remoti per poi dimenticarsene per anni. Inoltre - sia pur non dandolo troppo a vedere - era matto e viveva in una sorta di bolla segreta tutta sua, una condizione che nel mondo degli agenti segreti, esattamente come un supervirus in un ospedale, è endemica, difficile da individuare e ancor più difficile da eliminare. Posso persino azzardare una ipotesi sulla natura della sua pazzia proprio perché di tanto in tanto ho avuto sintomi analoghi. L'ufficiale, come noi tutti, era vittima del Sogno della Grande Spia. Si immaginava seduto al tavolo dei grandi agenti segreti a giocare il gioco più affascinante del mondo. Gradualmente il divario tra sogno e realtà divenne troppo duro da sopportare e un giorno decise di colmarlo. Gli serviva uno disposto a credere a tutto e così ebbi il lavoro. Ero perfetto per la parte. Anni dopo feci veramente parte del mondo nel quale l'ufficiale fingeva di sentirsi a casa sua, ma non passò molto tempo prima che anche io cominciassi a fantasticare di un vero servizio segreto britannico capace di fare bene tutto quello che noi facevamo male o non facevamo affatto. La mia soluzione consistette nell'inventare un mondo di spie più adatto alle mie esigenze, proprio come aveva fatto il mio ufficiale. Solo i nostri metodi erano un tantino diversi. ****** Arthur, il mio piacevole compagno di stanza all'MI5 era un uomo di mezza età afflitto, ritengo, da una forma simile della medesima malattia anche se nel suo caso i sintomi erano diversi. Ma è proprio questa la natura della malattia. Parlo del periodo dell'epidemia della Grande Paranoia che andò dagli anni '50 fino alla fine degli anni '70 quando praticamente tutti membri di un certo grado dell'MI5, a cominciare dal direttore generale Sir Roger Hollis, furono sospettati di essere spie russe. Il virus infettò anche Whitehall e Westminster, ma furono le spie ad essere maggiormente colpite e ad esserne in qualche modo gli artefici su insistenza dei servizi segreti americani. Il bacillo aveva visto la luce negli Stati Uniti prima di diffondersi a est. Prima c'era stata l'era di McCarthy. McCarthy morì nel 1957, ma il testimone fu afferrato prontamente da un interno della Cia dai grandi poteri di persuasione di nome James Jesus Angleton, il quale si affrettò a dichiarare che l'intero mondo dei servizi segreti occidentali era controllato da alcuni cervelloni del Cremlino. Sotto il profilo umano l'apocalittica visione di Angleton era scusabile. Era stato educato al doppio gioco da un maestro come Kim Philby, a lungo agente doppio al servizio del Cremlino e al tempo stesso capo della sezione di Washington dell'MI6. Era l'amico del cuore di Angleton. Se mai una spia ha avuto motivo per andare fuori di testa questi era James Jesus Angleton: mitico giocatore di poker, maestro del mondo degli agenti segreti, una mattina si svegliò e gli dissero che il suo riverito mentore, confessore e compagno di bevute, Kim Philby, era una spia russa. Ma ciò non scusa la Cia che di questo medico pazzo fece un eroe popolare e stette a guardare mentre avvelenava la famiglia. Non solo Angleton distrusse l'agenzia che dirigeva. In seguito, con la benedizione dei suoi maestri, eseguì il medesimo servizio con i più stretti alleati tra le risate sguaiate del Kgb. Angleton fu mai invitato a trarre l'unica conclusione logica dalla sua tesi - cioè a dire chiudere l'intera macchina dei servizi segreti occidentali prima che i russi ci mettessero nei guai? Ne dubito. E l'MI5, travolto dalla teoria di Angleton, si rivelò superbamente all'altezza della sfida. Non contento di spiare i suoi membri, una cricca di ufficiali di medio e alto livello trovò anche il tempo di spiare Harold Wilson, il primo ministro brtannico, episodio documentato dalle memorie non del tutto attendibili di uno dei cospiratori. L'autore, forse lo ricorderete, era Peter Wright, un altro dei compagni di poker di Angleton. Gli insistiti tentativi del governo di impedire la pubblicazione del libro ne garantirono il successo e una notevole tiratura. ***** In quei giorni l'atmosfera nei corridoi di Leconfield House a Curzon Street non era lontana da quella che descrivo nel mio libro La Talpa ed era l'atmosfera che si respirava nel corridoio che portava nella piccola stanza che il mio collega - lo chiamerò Arthur - ed io ci dividevamo. Per come me lo ricordo, regnava il silenzio interrotto da piccoli passi furtivi. Era il mio primo incarico all'interno dell'agenzia. Arthur era un analista di documenti della vecchia scuola dell'MI5: un uomo leale, meticoloso, privo di spirito di avventura che rispettava l'orario dalle 9 alle 18 e che non ambiva a diventare quello che non era. C'era in lui qualcosa del topo di biblioteca con i capelli gonfi e grigi che gli cadevano sulle tempie, occhiali senza montatura e l'aria diligente e solerte. A volte era giù di corda, altre volte impaziente, ma era sempre indaffarato e saltava sempre la pausa pranzo: e questa fu una delle ragioni per cui l'occupatissimo servizio di sicurezza interno decise che era una spia russa. Era all'ora del pranzo, conclusero, che Arthur fotografava i dossier segreti che passava al contatto russo. Il solo problema era cosa ne aveva fatto dei dossier. Cinquanta e più dossier segreti e top secret contenenti migliaia di pagine gli erano stati inviati dall'archivio soltanto negli ultimi due mesi. Nessuno, si venne a sapere, era mai stato restituito. Forse Arthur si era fatto prestare i dossier nella speranza di rimetterli a posto prima che qualcuno si accorgesse della loro mancanza? Il duro lavoro di fotografare clandestinamente dei documenti è scoraggiante anche ai giorni nostri. Quante foto si possono fare durante la pausa pranzo foss'anche con una macchina fotografica modernissima azionata da un motorino? Un dossier può consistere di una dozzina di volumi o anche più, ciascuno dei quali composto da circa duecento pagine. O li portava fuori dell'ufficio? Di venerdì e lunedì molti dipendenti dell'MI5 arrivavano al lavoro con la valigia in partenza o di ritorno dal fine settimana fuori Londra. Arthur faceva uscire i dossier mettendoli nella valigia per il fine settimana? E il suo indaffarato contatto del Kgb, al lavoro in qualche squallido appartamentino dell'East End con le tendine abbassate, era forse in ritardo con le fotografie? Dal momento che il numero dei dossier mancanti all'appello continuava ad aumentare, Arthur fu convocato diverse volte al quinto piano e invitato a spiegarsi. Aveva risposto sempre allo stesso modo: sì, aveva lavorato sui dossier scomparsi. Poi li aveva restituiti all'archivio. Se non si trovavano era colpa dell'archivio o degli uscieri incaricati di distribuirli. Non era colpa di Arthur. Ben presto le sue professioni di innocenza si ritorsero contro di me. Se Arthur non era una spia, allora la spia dovevo essere io. Dovevo aver rubato i dossier dalla sua scrivania. Il capo del personale mi mandò a chiamare. Come mi andavano le cose in questi primi mesi di lavoro? Avevo problemi di denaro? Il mio matrimonio andava bene? Quanto bevevo? Era disposto a trattarmi come un padre. Come Arthur negai di essermi dimenticato di restituire qualche dossier. Gli ufficiali dell'MI5 che svolgevano lavoro di ufficio avevano nella stanza un armadietto di ferro personale. Se uscivi dalla stanza durante le ore di lavoro dovevi mettere i documenti nell'armadietto, chiudere a chiave e portare via la chiave. Un giorno a metà mattina due uomini con un cappotto marrone da sartoria, tipico abbigliamento di quelli della sicurezza interna, fecero irruzione nella nostra stanza e chiesero ad Arthur la chiave del suo armadietto. Senza nemmeno alzare la testa, Arthur infilò la mano nella tasca della sua giacca grigia da topo di bioblioteca, allungò la chiave ai due uomini e si rimise al lavoro. Gli scaffali erano pieni di dossier mancanti. Ma Arthur non sembrava interessato né ai dossier né ai due uomini con il cappotto marrone che fissavano i documenti a bocca aperta. Arthur rimase immobile continuando a voltare attentamente le pagine del dossier che si trovava sulla sua scrivania. © David Cornwell2008 Pubblicato su licenza di Roberto Santachiara Literary Agency Traduzione di Carlo Antonio Biscotto UNA STORIA PERSONALE/2 Ci fu un periodo nel quale molti miei compagni di lavoro soffrirono della stessa malattia: gli anni dell'epidemia della Grande Paranoia che andarono dai Cinquanta ai Settanta. Cominciò con McCarthy e si propagò nella Cia... Pubblichiamo oggi, in esclusiva per l'Italia, la seconda puntata del racconto inedito di John Le Carré, nel quale lo scrittore britannico narra la sua prima missione armata nel National Service. Ventenne e inesperto, riesce a mandare a monte la missione perdendo la pistola... Venerdì la terza e ultima puntata. Spy Story.

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<Vacanze, concorrenza sleale> (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 24-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Economia Pagina 213 "Vacanze, concorrenza sleale" Confindustria: hotel penalizzati da agriturismo e B&B --> Confindustria: hotel penalizzati da agriturismo e B&B Il presidente della sezione Turismo di Confindustria della Sardegna Meridionale parla di concorrenza sleale e di danno d'immagine causati dalla crescita esponenziale della ricettività complementare. Concorrenza sleale. Ma anche danni per l'immagine e l'ambiente dell'isola. Con l'estate appena alle spalle, il presidente della sezione Turismo di Confindustria Sardegna Meridionale, Nicola Palomba, tiene il clima caldo con una riflessione polemica. In attesa dei numeri ufficiali (per quelli Istat ci vorranno due anni, la Regione non ha un osservatorio), Palomba, "senza tralasciare peso e ruolo della cosiddetta economia turistica ricettiva sommersa, in particolare quella delle seconde case, che sfugge a qualsiasi controllo", chiama in causa anche "un'offerta ricettiva complementare", fatta in particolare di agriturismo e bed and breakfast, con circa 1.500 strutture rispetto a 860 hotel. I NUMERI Incrociando i dati legati all'obbligo di comunicazione del numero degli ospiti con gli arrivi nel solo aeroporto di Cagliari-Elmas, emerge un quadro "contraddittorio", che fa pensare "ad una palese sottostima del fenomeno reale. Appare evidente l'enorme differenza (più del doppio) degli arrivi in aeroporto rispetto agli arrivi registrati negli alberghi, persone che da qualche parte dovranno pure andare". LE INCOMBENZE Burocrazia, controlli, fisco, sicurezza, prevenzione incendi e via elencando, senza dimenticare l'ultima incombenza, le nuove regole per la classificazione degli hotel. "Ben diverso appare il quadro che si riferisce alle strutture complementari. Queste, che per una parte rilevante viaggiano in totale anonimato, non sono soggette alla medesima rigida disciplina e controllo al quale sono sottoposti gli alberghi e, tranne rari casi di eccellenza, pure quando sono richiesti determinati vincoli, sembrano osservare gli stessi alquanto elasticamente . Ad esempio", aggiunge Palomba, "è noto che tra i B&B dell'intero territorio regionale, una percentuale rilevante mette a disposizione molti più posti letto di quelli fissati dalle norme e una parte consistente di essi offre servizi di colazione ben diversi da quelli previsti dalla normativa vigente". EFFETTI COLLATERALI Nicola Palomba parla di danni per l'ambiente, "con un carico antropico non gestibile perché non controllato". Poi ci sono "la concorrenza sleale", fatta di prezzi più bassi (meno controlli, meno spese, meno oneri) e i danni d'immagine. "Spesso", dice Palomba, "l'offerta turistica viene messa nei circuiti di promozione e comunicazione (internet in primis) che non distinguendo in modo appropriato le caratteristiche del servizio, compresa la sua sicurezza, rischiano di confondere le idee del turista sulle capacità professionali degli operatori sardi e più in generale sul livello di civiltà e sicurezza della regione. Questo, anche a discapito di quegli operatori della ricettività complementare che rispettano e fanno di tutto per rispettare in modo onesto le regole". EMANUELE DESSÌ.

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Finta autobomba, il lungo iter per il risarcimento (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 24-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

CRONACA 24-09-2008 IL CASO SABATO SERA L'INTERVENTO DEGLI ARTIFICIERI AVEVA CAUSATO DANNI A UN'AUTOMOBILE IN SOSTA Finta autobomba, il lungo iter per il risarcimento Il proprietario: ora chi mi paga? La questura: esiste un fondo del ministero Francesco Bandini II Sabato all'alba era partito in treno per andare a far visita alla sorella a Santhià, in provincia di Vercelli, lasciando la propria Fiat Uno parcheggiata (con tanto di permesso) in un posto per disabili in piazzale Dalla Chiesa. Mai avrebbe immaginato che al suo ritorno, lunedì pomeriggio, l'avrebbe trovata con due finestrini sfondati, il portellone del baule forzato, il pianale posteriore divelto e vetri in frantumi ovunque. Sul cruscotto, un biglietto: "Questa macchina è stata aperta dalla polizia, rivolgersi alla questura". Tutto per colpa di una telefonata anonima giunta sabato sera al 113 e che annunciava la presenza di una bomba proprio sulla sua auto, una vecchia Fiat Uno grigia. Un'amara sorpresa per Ferruccio Monzani, ex rappresentante di 63 anni, invalido al 70%. E ora ottenere il risarcimento non sarà per lui un'impresa facile. L'allarme Alle 19 di sabato sera, a seguito di una telefonata anonima, gli uomini della squadra volanti e gli artificieri giunti appositamente da Bologna erano intervenuti per verificare la segnalazione di un'autobomba davanti alla stazione. Mezzo piazzale chiuso al traffico e ai pedoni, pesanti disagi al traffico, bus deviati, polizia e vigili urbani mobilitati in forze. L'auto era chiusa e il proprietario, che risulta residente in via Savani, non si trovava. Così gli artificieri l'hanno dovuta forzare per verificare cosa ci fosse all'interno. Come sospettato, di bombe nemmeno l'ombra. Alle 22 l'auto, dichiarata "bonificata", è stata richiusa e lasciata nel piazzale. L'amara sorpresa Lunedì il proprietario, di ritorno dal viaggio, ha trovato la sua Uno a soqquadro. "Quando sono andato in questura ho chiesto chi mi avrebbe risarcito per il danno: lo so, è solo una vecchia Uno, ma è l'unica che possiedo, ho la pensione di invalidità e non ho nemmeno i soldi per farla riparare". La risposta non è stata delle più incoraggianti: "Mi hanno detto che avrebbero dovuto verificare se fosse previsto un risarcimento. Mi hanno suggerito di provare a fare una richiesta, ma lasciandomi intendere che c'erano poche speranze". Un'altra cosa obietta Monzani: "Perché la mia macchina non è stata rimossa e portata in un luogo custodito, anziché essere lasciata lì con i vetri rotti, alla mercé di chiunque? Mi hanno detto che se avessero chiamato un carro attrezzi le spese le avrei dovute pagare io". E aggiunge amaramente. "Io non ho nulla contro la polizia, hanno fatto solo il loro dovere, ma era proprio necessario fare tutti quei danni per una telefonata anonima? E poi perché in questi casi è così difficile essere risarciti? Comunque una cosa è sicura: in questa vicenda io non ho colpe, ma il danno l'ho subito". La risposta della questura Dalla questura arriva la risposta alle preoccupazioni di Monzani. La possibilità di ottenere un risarcimento, fanno sapere, c'è, anche se la procedura è lunga e complessa. Esiste infatti un apposito fondo, costituito al ministero dell'Interno, per il risarcimento dei danni arrecati nel corso di operazioni di polizia, come perquisizioni o, appunto, interventi di artificieri. Per accedere a questo fondo, però, occorre fare richiesta direttamente al ministero a Roma, che attiva un'istruttoria per verificare le circostanze in cui sono stati arrecati i danni e l'eventuale diritto al risarcimento. Insomma, una sorta di "assicurazione", in cui però a complicare le cose interviene pesantemente il fattore burocrazia, che dilata i tempi e non garantisce l'esito positivo. Quanto al fatto che l'auto (forzata e quindi accessibile) non è stata rimossa, alla polizia spiegano che si è preferito non farlo perché i relativi costi (carro attrezzi e deposito) li avrebbero dovuti addebitare al proprietario. Comunque, assicurano, sia gli uomini delle volanti che la polizia municipale hanno garantito una vigilanza continua dell'auto, sulla quale erano anche stati apposti i sigilli. Falso allarme Uno dei vetri danneggiati e l'intervento degli artificieri.

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Interventi e Repliche (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 24-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno - CASERTA - sezione: OPINIONI - data: 2008-09-24 num: - pag: 10 categoria: BREVI Interventi e Repliche Il sogno fallito di Alberto Servidio In questa città smemorata siamo in pochissimi a ricordarci che Alberto Servidio è stato il più preparato assessore all'Urbanistica di Napoli, autore del nuovo Piano regolatore generale che, approvato nel 1972, sostituì finalmente quello, ormai inutile, del '39. Un piano di "attrezzature" che, se attuato attraverso i piani particolareggiati di esecuzione, avrebbe garantito ai napoletani la dotazione di verde, parcheggi, asili, scuole, ospedali e di quant'altro previsto dagli standard urbanistici. Piani che, purtroppo, l'amministrazione Valenzi non ha inteso redigere e attuare negli otto anni in cui è stata al governo della città. L'avesse fatto, la vita dei napoletani sarebbe oggi invidiata da molte città italiane. A Servidio si deve anche la realizzazione della Tangenziale, l'unica grande strada di collegamento est-ovest costruita a Napoli dopo il corso Maria Teresa del 1852, oggi Vittorio Emanuele. E dovrebbe essere ricordato anche, direi sopra tutto, per essere stato il più intelligente presidente della regione Campania. La sua prima iniziativa fu quella di istituire una équipe di esperti (mi chiamò a farne parte) con il compito di studiare la eliminazione delle anomalie e degli squilibri territoriali della regione. Si rendeva conto dell'assurdità di una città come Napoli con una popolazione di oltre un milione di abitanti costretti in un territorio di appena 107 kmq a fronte dei 135,41 di Campagna (13.466 abitanti), dei 137,80 di Eboli (33.964) e dei 185,52 kmq di Ariano Irpino (23.040). E dell'assurdità della provincia di Napoli (oltre tre milioni di abitanti, più della metà della popolazione della Campania, distribuiti in 91 comuni, legati insieme in una conurbazione allucinante) con un territorio di 1.172 kmq a fronte dei 4.872 della provincia di Salerno (circa un milione di abitanti), dei 2.070 di Benevento (300 mila abitanti), ai 2.791 di Avellino (438 mila abitanti) e ai 2.639 kmq di Caserta (815 mila abitanti). Obiettivo finale era la eliminazione delle 5 province e dei 551 comuni e la istituzione di due "città metropolitane". Quella di Napoli, estesa a molti comuni del Salernitano, del Beneventano e del Casertano, compresa Caserta. E la città metropolitana di Salerno, estesa a molti comuni del Beneventano e dell'Avellinese, comprese Benevento e Avellino. Due città grandi, equilibrate, per quanto possibile, in termini di numero di abitanti e di estensione territoriale, tutt'e due sul mare, dotate di porto e aeroporto, università, centri di ricerca, attività produttive e commerciali, sedi istituzionali. Coordinate da un Ente Regione costituito da un presidente con pochissimi assessori e pochissimi consiglieri. E con una limitata burocrazia. Era l'inveramento, in una certa misura, degli studi sul razionale assetto territoriale della Campania della cultura urbanistica dei Piccinato, dei Rossi Doria-Novacco e dei Compagna. Ma prevalsero i piccoli e fortissimi interessi campanilistici e la miopia e la grettezza della classe politica. E il sogno fallì. E si fanno prevalere ancora oggi visto che la giunta Bassolino non ha saputo cogliere l'occasione del Ptr per riprendere il sogno di Alberto Servidio. Che, a ben vedere, è quello della maggioranza dei campani intelligenti. Gerardo Mazziotti.

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E' noto che il tasso di illegalità tenda a crescere nei periodi di maggiore incertezza o (sezione: Burocrazia)

( da "Trentino" del 24-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

E' noto che il tasso di illegalità tenda a crescere nei periodi di maggiore incertezza o di crisi economica. Non lo è abbastanza per quanto riguarda il riverbero delle debolezze morali sul funzionamento dell'economia. Quella di attribuire il problema della corruzione alla sola sfera etica, e di trascurarne per intero le conseguenze sul piano economico generale, è infatti un'abitudine diffusa che sta diventando regola, perniciosa (tanto più se assecondata da osservatori con comportamenti discutibili per il mantenimento di un'adeguata autonomia di giudizio). Si tratta di fenomeni che, tuttavia, non è difficile contraddire con alcuni dati di fatto. Secondo la Banca mondiale (dati settembre 2005), ad esempio, in Italia il livello della corruzione è oggi più vicino a quella dei Paesi in via di sviluppo che non a quelli appartenenti all'area Ocse. Non è difficile supporre che questo abbia un costo abbastanza significativo in termini di perdita di competitività. L'indice di competitività del World Economic Forum è dato dalla mediazione di tre sottoindici: la condizione macroeconomica, la trasparenza delle istituzioni politiche, la capacità tecnologica. Questi, a loro volta si strutturano su fattori che comprendono: efficienza della burocrazia, infrastrutture, legislazione sul lavoro, tassazione, stabilità politica e di governo, disponibilità ed accesso del credito bancario, legislazione fiscale, formazione professionale e corruzione. Detta con parole più efficaci, il punto è che l'opacità dei sistemi istituzionali o la loro corruzione arricchisce chi la pratica ed impoverisce chi la subisce: la comunità cioè tutti noi. "Un pecora non saccheggia, un pecora non inganna, una pecora è sciocca e docile. Con indosso una pelle di pecora, una volpe può entrare in un pollaio". E' passato un po' di tempo da quando la massima venne coniata nella Cina imperiale, e sono passati tre anni anche da quando fu venne proposto un "comitato etico" (in quel di Riva del Garda, dalla "pecora" Dellai spettacolarmente seduto in fianco alla "volpe" Brancher): ora la "pecora" non può fare lo "struzzo", o volgere lo sguardo altrove. Albino Leonardi.

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I Giovani: Militarizzare la regione (sezione: Burocrazia)

( da "Denaro, Il" del 24-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Campania confindustria I Giovani: Militarizzare la regione Maccauro: Vogliamo sicurezza. Caputo: In alcune aree non esistono più regole Militarizzare la Campania è una delle soluzioni per ripristinare le regole della convivenza civile. Ne sono convinti i Giovani industriali di Confindustria Campania che ieri, a Palazzo Partanna, hanno presentato i temi dell'annuale convention di Capri, in programma il 3 e 4 ottobre prossimi. "Ben venga l'Esercito dice Maccauro - se serve a riportare la normalità, perché è di questo che hanno bisogno imprese e cittadini". "La Campania va militarizzata rincara la dose Antimo Caputo, componente del Comitato nazionale di presidenza dei Giovani industriali - perché in alcuni territori sono venute meno le regole minime di civiltà alla base della convivenza civile". Giovanni Brancaccio Sicurezza e normalità. Due parole che risuonano come un tormentone nel corso della conferenza stampa di presentazione della convention di Capri dei Giovani industriali, evento al quale gli under 40 campani, spiega il leader regionale dei Giovani di Confindustria, Mauro Maccauro arrivano all'appuntamento dell'anno "con vertici completamente rinnovati, dal regionale alle cinque territoriali, e con due rappresentanti nel Consiglio di presidenza nazionale": Antimo Caputo, past president dei Giovani industriali di Napoli, e Gianluigi Traettino, già leader a Caserta. ENERGIA E AMBIENTE La discussione parte dai temi del convegno: energia, ambiente sviluppo sostenibile: "argomenti spiega che ci permettono di sviluppare le nostre tesi guardando al futuro. Non abbiamo avuto remore a parlare di ambiente in Campania: per noi è un'opportunità, il tema di Capri non sarà certo l'emergenza rifiuti". Forse no; di certo però diventa quello della conferenza stampa, insieme alle altre emergenze campane. "Per quanto riguarda i rifiuti afferma Maccauro - il Governo ha tamponato l'emergenza. A inizio anno dovrebbe partire il termovalorizzatore di Acerra e sarà un passo avanti. Come Giovani imprenditori, intendiamo sensibilizzare gli studenti alla raccolta differenziata e lo faremo entrando nelle scuole con il Conai e portando i ragazzi nelle aziende". SICUREZZA Poi si apre il capitolo sicurezza, in riferimento alla "strage degli immigrati" di Castelvolturno: "L'Esercito? Il suo impiego può essere utile, per i rifiuti ha funzionato militarizzare le discariche. Noi vogliamo normalità e tranquillità sociale, sicurezza per i nostri figli e le nostre aziende; se i militari possono garantire tutto questo, ben vengano". Ancora più deciso Antimo Caputo: "Chi opera in territori come la provincia di Napoli e Caserta sa quanto sia pervasiva la presenza della criminalità e quanto elevato sia il deficit di sicurezza. La Campania va militarizzata, perché in alcune aree sono virtualmente sospese le più elementari norme di convivenza, le regole minime di civiltà". "Siamo favorevoli all'Esercito aggiunge Maccauro a patto che si tratti di una fase transitoria". LOTTA?AL?RACKET Sempre in tema di criminalità, Maccauro guarda con interesse al modello Confindustria Sicilia per la lotta al racket: "Il problema, però, non è tanto espellere o no chi paga il pizzo - ragiona - ma fare in modo che nessuno vada a chiedere tangenti agli imprenditori. Per quanto riguarda le denunce, chi si espone deve avere la garanzia che la sua associazione datoriale lo accompagnerà offrendogli sostegno, e deve essere anche certo che forze dell'ordine e magistratura lavorino in maniera efficiente. Eventuali espulsioni possono essere decise solo quando si mettono gli imprenditori nella condizione di poter denunciare. Confindustria Campania ha già esaminato la questione, ed è un discorso che dovrà essere ripreso". "In Sicilia dice Gianluigi Traettino - la decisione di espellere chi paga il racket è stata frutto di un dibattito e successiva alla predisposizione di meccanismi di tutela degli imprenditori. Quello che non si può fare è chiedere a noi imprenditori di sostituirci alle forze di polizia. E a chi ci accusa di avere una posizione troppo difensiva rispondo: è così, dobbiamo difenderci. Dobbiamo difenderci dalle organizzazioni criminali, ma anche dalla burocrazia, che è un'altra forma di criminalità. Non devo difendermi se per avere una concessione edilizia ci ho messo tre anni e mezzo? Se la gestione dei fondi Ue è stata un fallimento e non ha portato vantaggi al territorio in cui investo?". "A questo proposito interviene Maccauro bisogna sottolineare che oltre alla fuga dei cervelli ce n'è un'altra di cui non si parla: quella delle imprese. Abbiamo politiche incentivanti confuse, diseconomie di contesto, criminalità: è chiaro che anche chi pensa di ampliare la sua attività, in queste condizioni prende seriamente in considerazione l'ipotesi di andare altrove". PALAZZO SANTA LUCIA Sul ruolo che, in questo quadro, può svolgere la Regione, Maccauro all'inizio è cauto: "Non è tempo di polemiche, ci interessa una Regione che governi e produca risultati tangibili sul nostro territorio. Il valzer del cambio al vertice di Palazzo Santa Lucia non ci appassiona". Poi però aggiunge:?"Bisognerebbe estendere il metodo Brunetta anche agli amministratori locali, confermiamoli o mandarli a casa in base ai modi e ai tempi con cui gestiscono i fondi pubblici". Infine, sul federalismo fiscale, attacca:"In questo momento l'unico che sembra difendere gli interessi del Sud è il presidente della Regione Sicilia Raffaele Lombardo, ci vorrebbe più coordinamento tra gli enti meridionali. Dobbiamo 'americanizzarci', lì quando c'è un problema non si guarda al colore politico. Il federalismo - sostiene Maccauro - è un tema che divide. Nessuno ne contesta l'utilita. ma è un'operazione che va pianificata nel tempo con interlocutori meridionali che sappiano porre in evidenza idee ed esigenze del territorio". Gli industriali Infine il capitolo Confindustria Campania. Per Maccauro arrivare a Capri senza un leader eletto non sarà un grande problema: "Il reggente Carlo Boffa afferma sta svolgendo al meglio il suo compito, le attività dell'associazione non sono certo bloccate". Del resto, la stessa elezione di Maccauro a leader degli under 40 di Confindustria Campania è stata travagliata, "ma questo non è necessariamente un problema. L'elezione di Cristiana Coppola replica Maccauro - è giunta dopo un anno di dibattito, eppure è stata una presidenza che ha portato unità e visibilità a Confindustria e lo testimonia l'incarico nazionale (la vicepresidenza di Viale dell'Astronomia, Ndr) a cui Coppola è stata chiamata per il lavoro svolto. La Giunta ha eletto i saggi, si è rimesso in moto un cammino che passa anche attraverso le assise del 29 settembre: l'appello che mi sento di fare è a non ripetere l'errore di andare al voto a scatola chiusa". del 24-09-2008 num.

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Cancellata la commissione edilizia (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 24-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cordenons, svolta anti-burocrazia in Comune. Le pratiche affidate ad un tecnico CordenonsEntro la fine dell'anno la vecchia commissione edilizia non esisterà più. O meglio, sarà convocata soltanto per discutere il parere di tutela ambientale. Per tutte le altre pratiche e decisioni sarà competente il responsabile di settore e il capoarea che, terminata l'istruttoria da parte del funzionario, avrà per i procedimenti in materia urbanistica, il potere di firma avuto fino ad ora dal sindaco.La commissione continuerà a mantenere attivi gli stessi membri, ma si riunirà per quelle pratiche che necessiteranno della competenza di carattere ambientale del referente e del rappresentante delle associazioni ambientaliste che ora è Donato Piccinin. Per esempio la decisione di risanamento di una zona boschiva non esulerà dal vaglio dei componenti della vecchia commissione.Paletti di regolamento faranno le veci delle discussioni. All'amministrazione comunale resta il potere e il compito di predisporre le norme e gli obiettivi da raggiungere. Gli uffici tecnici le applicheranno nel rispetto dei parametri dettati dall'ente regionale.Anche l'ampliamento delle zone edificabili è legato alle prospettive di sviluppo dell'insediamento abitativo. In particolare il piano regolatore del 1997 ha modificato il sistema di calcolo per definire quanto e dove costruire. Invece che adottare il rapporto metro quadrato con metro cubo, a Cordenons, si stima il numero di alloggi utili rispetto alla quantità di ettari disponibili. L'ultimo piano regolatore prevede infatti un ridimensionamento della crescita di residenti a 24 mila 500 unità, limitando la corsa del cemento prevista per 33 mila abitanti.La finalità del cambiamento che ha coinvolto la commissione edilizia è legata allo snellimento delle procedure burocratiche in virtù di un'economia di risorse umane e finanziarie.Il passaggio dall'una all'altra condizione della commissione è iniziato con la modifica allo Statuto comunale che la Giunta sta predisponendo sotto forma di bozza per poi farla passare al vaglio politico dell'amministrazione e accogliere emendamenti, modifiche e suggerimenti.Lo Statuto viene sottoposto a revisione giuridica per adeguarlo alle novità legislative provenienti dal livello regionale e nazionale. Nello specifico, il regolamento di Cordenons, deve tener conto anche della nuova organizzazione della struttura comunale in conseguenza alla partecipazione in Aster, e quindi alla condivisione di alcuni servizi, con gli altri quattro Comuni.Simona Basile.

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Imprese manifatturiere, Isae: Fiducia cala ancora a settembre (sezione: Burocrazia)

( da "Velino.it, Il" del 24-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Velino presenta, in esclusiva per gli abbonati, le notizie via via che vengono inserite. ECO - Imprese manifatturiere, Isae: Fiducia cala ancora a settembre Roma, 24 set (Velino) - Cala a settembre la fiducia delle imprese manifatturiere ed estrattive. Il dato emerge dall'indagine condotta dall'Isae nei giorni dal 1 al 18 del mese su un panel di circa quattromila aziende. La fiducia scende dunque a 82,7 da 83,5 di agosto, attestandosi sui minimi dall'ottobre 2001. Gli imprenditori sono più pessimisti circa lo stato attuale della domanda (sia interna sia estera) e della produzione; si stabilizzano le scorte di magazzino, mentre le attese di produzione e sugli ordini registrano per la prima volta dallo scorso maggio qualche segnale di recupero. Il calo riguarda, anche se con intensità diversa, tutti i principali settori produttivi: la fiducia cala di quasi tre punti nei beni d'investimento (da 84,1 a 81,3), accusando flessioni più moderate nei beni di consumo (da 87,8 a 87,2) e negli intermedi (da 80,6 a 79,4). Differenze significative emergono infine a livello territoriale: la fiducia mostra segni di moderato recupero al Centro (da 85,7 a 86,3) e cala invece al Nord (da 83,1 a 82,2 nel Nord Ovest e da 82,7 a 82 nel Nord Est) e, soprattutto, nel Mezzogiorno (da 87,4 a 86,1). Secondo la consueta indagine trimestrale sulle imprese che hanno svolto attività di esportazione, peggiorano giudizi e previsioni sul fatturato all'export. Aumenta anche in misura marcata la quota di coloro che segnalano la presenza di ostacoli all'esportazione, principalmente a causa di fattori di costo. Cresce inoltre la pressione concorrenziale proveniente da Germania, Francia, altri paesi europei e Cina; rimane invece stabile quella proveniente dagli Stati Uniti. Tra i principali mercati di sbocco, diminuisce il ruolo esercitato dal Regno Unito e dagli altri paesi europei, a vantaggio della Francia e della Germania. Scende pure il rapporto fra prezzi all'export e prezzi praticati sul mercato interno A settembre le imprese manifatturiere sono nettamente più pessimiste rispetto allo scorso mese circa l'andamento corrente di ordini e produzione; in particolare, il saldo relativo al complesso della domanda scende da -20 a -26, con un calo da -25 a -32 sul mercato interno e da -18 a -28 su quello estero. Coerentemente con l'andamento negativo della domanda, segnalano ancora dall'Isae,i livelli produttivi calano da -12 a -21, sui minimi dall'agosto 2002. Le scorte di magazzino sono invece stabili su livelli superiori rispetto a quelli medi di lungo periodo, mentre i livelli della liquidità aziendale mostrano moderati segni di recupero (da 25 a 27 in termini di saldo). Il pessimismo delle valutazioni sulla situazione corrente è diffuso in modo piuttosto omogeneo in tutti i principali settori. Nei beni d'investimento, i giudizi sugli ordini scendono da -14 a -18 con un calo diffuso sia alla componente interna (da -23 a -28) sia, soprattutto, a quella estera della domanda (da -10 a -21); cadono bruscamente anche i livelli produttivi (da -5 a -12) e tornano ad accumularsi le giacenze di magazzino (da 11 a 15 il saldo); in questo comparto si ridimensiona anche la liquidità aziendale (da 34 a 32). Nei beni di consumo il saldo relativo agli ordini totali scende da -22 a -28, con un calo di analoga entità sui mercati interni (da -25 a -30) e su quelli esteri (da -22 a -29); anche in questo settore scendono fortemente i livelli produttivi (da -15 a -23), pur in presenza di una leggera riduzione (da 5 a 4) delle scorte di magazzino; è sostanzialmente stabile (da 19 a 20 il saldo) invece la liquidità aziendale. Nei beni intermedi, infine, i giudizi sugli ordini scendono da -24 a -31 con un calo da -26 a -33 sul mercato interno e da -24 a -32 su quelli esteri. Le imprese esprimono inoltre giudizi nettamente più negativi circa l'andamento corrente dei livelli produttivi (da -13 a -25 il saldo), in presenza di un ulteriore accumulo di scorte nei magazzini (da 8 a 10 il saldo); sale però da 26 a 29 il saldo relativo alla liquidità aziendale. Segnali più favorevoli giungono dalle previsioni sulle principali variabili aziendali e sullo stato di salute generale dell'economia italiana. Il saldo relativo alle attese sugli ordini mostra deboli segni di recupero passando da 1 a 2, quello relativo alla produzione passa invece da 2 a 5, recuperando interamente la caduta dello scorso mese. Le aspettative sulla liquidità aziendale e quelle sulla situazione generale del paese mostrano qualche segno di recupero (passando rispettivamente da -8 a -7 e da -31 a -25); calano inoltre (da 15 a 12) le tensioni attese sui prezzi di vendita. In controtendenza, scendono però le aspettative sull'occupazione (da -4 a -7 il saldo). L'andamento non è omogeneo a livello settoriale, sottolinea l'Istituto di studi e analisi economica, con un peggioramento nei beni d'investimento e segni di recupero invece in quelli di consumo e, soprattutto, negli intermedi. Più nel dettaglio, nei beni d'investimento scendono le attese su domanda (da -1 a -6), produzione (da 8 a 6) e occupazione (da 1 a -4); è stabile l'aspettativa sulla liquidità (a -3), si allentano le tensioni inflazionistiche attese (da 18 a 16) e divengono meno sfavorevoli le prospettive generali dell'economia italiana (da -29 a -26 il saldo). Nei beni di consumo invece sono sostanzialmente stabili le attese su ordini e liquidità (il saldo passa da 7 a 6 e rimane stabile a -3 rispettivamente) e migliorano quelle sulla produzione (da 4 a 8 di nuovo sui livelli di luglio); indicazioni moderatamente favorevoli vengono anche circa le prospettive dei prezzi (da 10 a 9) e dell'economia in generale (da -29 a -27), mentre si ridimensionano le attese sull'occupazione (da -8 a -9). Nei beni intermedi, infine, recuperano nettamente le attese su ordini e produzione (in entrambi i casi i saldi passano da -2 a 3), si riducono le attese sui prezzi (da 15 a 10) e migliorano leggermente quelle sulla situazione generale del paese (da -30 a -28); peggiorano infine le attese sulla liquidità (da -9 a -10). Secondo le consuete domande trimestrali rivolte alle imprese che svolgono attività d'esportazione (che secondo i dati dell'indagine in media esportano il 39,2 per cento del loro fatturato, quota in crescita di circa mezzo punto percentuale rispetto alla precedente rilevazione), peggiorano nel terzo trimestre le valutazioni riguardo all'andamento corrente del fatturato all'esportazione e si ridimensionano in misura marcata quelle relative all'andamento previsto per i prossimi 3 mesi: il saldo destagionalizzato relativo al trimestre in corso passa infatti da -2 a -3 mentre quello relativo alle attese a breve termine scende da 10 a 3, sui livelli più bassi dal terzo trimestre del 1998. Scende inoltre il rapporto fra prezzi all'export e interni (da 10 a 9 il relativo saldo destagionalizzato). Per quanto riguarda i vincoli all'attività d'esportazione, nota l'Isae, aumenta in misura marcata (da 39 per cento al 44 per cento) la quota di quanti segnalano la presenza di ostacoli significativi: in particolare, sale la quota delle imprese che evidenziano l'esistenza di vincoli legati a “fattori di costo” (dal 25 per cento al 29 per cento), ai finanziamenti (dal 2 per cento al 3 per cento) e alla burocrazia (dal 2,7 per cento al 3,4 per cento). Aumenta poi la percezione della pressione concorrenziale proveniente da Germania, Francia, Cina e dagli altri paesi europei, rimane invece stabile quella proveniente dagli Stati Uniti. Infine, tra i principali mercati di sbocco, diminuisce il ruolo esercitato dal Regno Unito e dagli altri paesi europei, a vantaggio della Francia e della Germania. Il deterioramento della fiducia registrato nella media nazionale, scrive ancora l'Isae, sintetizza dinamiche differenti nelle ripartizioni territoriali: l'indice scende al Nord (da 83,1 a 82,2 e da 82,7 a 82 rispettivamente nel Nord Ovest e nel Nord Est) e nel Mezzogiorno (da 87,4 a 86,1) e recupera invece al Centro (da 85,7 a 86,3). Peggiorano ovunque i giudizi sugli ordini, mentre segnali contrastanti provengono da aspettative di produzione e giudizi sulle scorte. Infine, per quanto riguarda le esportazioni, si evidenzia un generale peggioramento delle aspettative sul fatturato all'export mentre segnali diversificati provengono dai giudizi sul fatturato e dai prezzi all'export. Nel Nord Ovest, dopo la ripresa registrata lo scorso mese, il clima di fiducia torna a peggiorare, essenzialmente a causa del calo dei giudizi sulla domanda (sia interna sia esteri); le prospettive di produzione sono invece orientate a maggiore ottimismo. Giudizi e aspettative sul fatturato sono infine in deciso peggioramento e i prezzi all'export sono giudicati in aumento rispetto a quelli interni. Nel Nord Est, la fiducia torna a deteriorarsi rimanendo comunque al di sopra del basso livello raggiunto lo scorso luglio. Il calo è essenzialmente connesso ad una diminuzione dei giudizi sulla domanda (soprattutto interna) e a giudizi negativi concernenti le scorte di prodotti finiti. Invece, le prospettive di produzione sono orientate a maggiore ottimismo. Circa l'attività di esportazione, migliorano i giudizi ma peggiorano le previsioni sul fatturato e aumenta il rapporto prezzi export/prezzi interni. Al Centro la fiducia recupera leggermente grazie a giudizi più positivi sulle scorte, in presenza di sostanziale stabilità di ordini e attese di produzione. Circa il fatturato, migliorano i giudizi ma peggiorano le attese; il saldo del rapporto prezzi export/prezzi interni rimane, invece, sostanzialmente stabile. Al Mezzogiorno la fiducia registra un calo particolarmente intenso, a fronte di una forte diminuzione dei giudizi sulla domanda; rimangono invece stabili scorte e prospettive di produzione. Si evidenzia infine un deciso ridimensionamento sia dei giudizi sia delle prospettive sul fatturato e un aumento del saldo relativo al rapporto prezzi export/interni. (red/mpi) 24 set 2008 10:09.

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Finanziaria: Gli agricoltori sono tutti contenti. O quasi (sezione: Burocrazia)

( da "Velino.it, Il" del 24-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Velino presenta, in esclusiva per gli abbonati, le notizie via via che vengono inserite. ECO - Finanziaria: Gli agricoltori sono tutti contenti. O quasi Roma, 24 set (Velino) - Buone notizie per il settore primario. Il Consiglio dei ministri ha approvato il 23 settembre la Finanziaria 2009 che prevede le agevolazioni fiscali relative all'aliquota Irap per l'agricoltura e gli sgravi fiscali e contributivi per il settore della pesca (legge 30/1998). Oltre a prorogare, per tutto il 2009, le agevolazioni relative all'acquisto della proprietà coltivatrice e l'accisa zero anche per gli olii vegetali impiegati nelle colture sotto terra. Una svolta decisiva per il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Luca Zaia: “Alle parole abbiamo fatto seguire i fatti. Il Governo ha voluto dare sin da subito risposta alle richieste delle imprese agricole, cui era necessario garantire stabilità normativa e fiscale”. La stabilizzazione dell'aliquota Irap all'1,9 percento per l'agricoltura, contro quella ordinaria del 3,75 per cento per gli altri settori produttivi, prosegue Zaia, “è un grande successo per il settore: abbiamo messo la parola fine a un periodo di incertezza iniziato nel 1997 e aperto una pagina nuova per gli imprenditori agricoli, che, da oggi e per il futuro, avranno garanzia di un fisco meno oppressivo e più equo”. Ma buone nuove non solo per l'agricoltura. Secondo il ministro del dicastero dell'agricoltura, la messa a regime degli sgravi fiscali e previdenziali per la pesca, che al bilancio dello Stato costa circa 46 milioni di euro, “rappresenta la risposta forte promessa a tutti gli imprenditori del settore che ho incontrato dal giorno del mio insediamento e che fanno i conti da mesi con la crisi del caro gasolio”. Una risposta al settore primario da parte del governo bene accolta da Confagricoltura, secondo cui si tratta di “una decisione importante per il settore”, al fine di arginare un ulteriore consistente incremento dei costi di produzione. "Si va nella direzione giusta, con l'obiettivo di dare al settore agricolo - ha commentato il presidente dell'organizzazione degli imprenditori agricoli Federico Vecchioni – la necessaria stabilità delle norme, delle condizioni di mercato e degli strumenti di sostegno”. Si tratta di una misura attesa da tempo dagli agricoltori anche secondo il presidente di Coldiretti Sergio Marini. “Accogliamo con soddisfazione il rispetto degli impegni per il contenimento e la stabilizzazione della fiscalità in agricoltura assunti personalmente dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e dal ministro delle Politiche agricole Luca Zaia alla nostra assemblea nazionale. Una misura attesa dagli imprenditori - conclude Marini - per sostenere la competitività del settore e favorire il contenimento dei costi di produzione in forte crescita”. Meno soddisfatti i confederati agricoli. “L'invarianza dell'Irap, le agevolazioni per la piccola proprietà contadina, l'accisa zero per il gasolio utilizzato per le coltivazioni in serra sono misure importanti e da noi sollecitate, ma da sole non sono in grado di dare risposte valide ai gravi problemi dell'agricoltura italiana”, spiega il presidente della Confederazione italiana agricoltori (Cia) Giuseppe Politi. “Per questo motivo rinnoviamo la richiesta di interventi mirati per ridurre i pesanti costi di produzione e quelli previdenziali, di eliminare l'accisa per tutto il gasolio agricolo”. Anche perché, prosegue Politi, “la nostra agricoltura vive un momento tra i più difficili. Le imprese fanno i conti con una crescita pesante dei costi produttivi (più 10,7 per cento nel luglio scorso), in particolare quelli dei concimi e dei carburanti, alla quale fa da contraltare una discesa dei prezzi all'origine (meno 2,9 per cento in agosto). A questo si devono aggiungere gli oneri sociali e quelli provocati da un'asfissiante burocrazia. Serve, quindi, una netta sterzata per assicurare ai produttori agricoli gli strumenti necessari in grado di favorire lo sviluppo e la competitività". Anche perché "nella manovra economica per il prossimo anno - sottolineano - non c'è traccia della tanto attesa proroga della legge 81/2006 che aveva sospeso, nel triennio 2006-2008, gli aumenti delle aliquote contributive per le imprese agricole". E dalla Cia lanciano un sasso nello stagno: "Al Consiglio dei ministri si sono scordati delle aree montane e svantaggiate", tuonano. "Le agevolazioni contributive (meno 75 per cento per la montagna e meno 68 per cento per le aree svantaggiate) finiscono con il prossimo 31 dicembre. Dal primo gennaio gli aumenti saranno considerevoli e per aziende che già operano in condizioni di difficoltà le prospettive appaiono drammatiche". Non solo. "Molte di queste imprese - proseguono ancora gli agricoltori confederati - avevano aderito all'operazione di ristrutturazione dei debiti Inps e, con grande sacrificio, avevano regolarizzato la loro posizione. Ora lo scenario futuro cambia completamente e il rischio di espulsione dal mercato non è poi tanto remoto. Questo perché gli agricoltori si troverebbero stretti in una morsa asfissiante provocata dal mix esplosivo delle impennate dei costi dei mezzi di produzione, degli incrementi degli oneri sociali e del calo dei prezzi praticati sui campi che si è registrato in maniera evidente sia nel mese di luglio che in quello agosto". Dal canto suo la cooperativa dei produttori agricoli (Copagri) prende tempo. “Valuteremo nel dettaglio la manovra, ma intanto, per quello che emerge al momento – spiega il vice presidente vicario Franco Verrascina - la finanziaria 2009 parrebbe contenere delle buone valutazioni da parte del Governo per quel che concerne lo stato e la prospettiva del settore agricolo. Il mantenimento del quadro attuale è senz'altro un segnale positivo e di stabilità per il settore”. (Edoardo Spera) 24 set 2008 14:51.

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AGRICOLTURA: CIA CONTRO NORME IN FINANZIARIA (sezione: Burocrazia)

( da "Basilicanet.it" del 24-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

18.06.09 [Basilicata] "Lâ??invarianza dellâ??Irap che riguarda il 90 per cento delle aziende agricole lucane, le agevolazioni per la piccola proprietà  contadina, lâ??accisa zero per il gasolio utilizzato per le coltivazioni in serra sono misure importanti e da noi sollecitate, ma da sole non sono in grado di dare risposte valide ai gravi problemi dellâ??agricoltura italiana. Per questo motivo rinnoviamo la richiesta di interventi mirati per ridurre i pesanti costi di produzione e quelli previdenziali, di eliminare lâ??accisa per tutto il gasolio agricoloâ?. A sottolinearlo è¨ l'Ufficio di Presidenza regionale della Cia-Confederazione italiana agricoltori della Basilicata. â?La nostra agricoltura -è¨ scritto nel documento - vive un momento tra i più¹ difficili. Le imprese fanno i conti con una crescita pesante dei costi produttivi (più¹ 10,7 per cento nel luglio scorso), in particolare quelli dei concimi e dei carburanti, alla quale fa da contraltare una discesa dei prezzi allâ??origine (meno 2,9 per cento in agosto). A questo si devono aggiungere gli oneri sociali e quelli provocati da unâ??asfissiante burocrazia. Serve, quindi, una netta sterzata per assicurare ai produttori agricoli gli strumenti necessari in grado di favorire lo sviluppo e la competitività â?. â??A rendere ancora più¹ critica la situazione per il settore sono i previsti tagli alle voci di spesa per gli interventi agricoli, ai quali si aggiungono quelli annunciati in campo socio-assistenziale. Un quadro non certo allegro che alimenta le preoccupazioni degli imprenditori agricoliâ?. â??Il nostro giudizio sulla finanziaria - dice il presidente Donato Distefano- è¨ al momento critico, poiché© dai dati in nostro possesso non sâ??intravede quellâ??azione necessaria per ridare slancio ad un settore, quello agricolo, oggi in grave affanno, nonostante la crescita del valore aggiunto e le performance dellâ??export. Unâ??analisi più¹ completa, comunque, potrà  essere fatta quando si conosceranno nel dettaglio le misure contenute nella manovra economicaâ?. â??Dâ??altra parte, vista la consistente crescita dei costi e il calo dei prezzi sui campi, avevamo sollecitato -ha concluso - una nuova politica agraria per accrescere le capacità  competitive delle imprese agricole, per promuovere e difendere il â??made in Italyâ?? alimentare. E non a caso, da tempo avevamo chiesto che le linee direttrici delle scelte strategiche per il sistema agricolo italiano devono essere frutto di unâ??ampia consultazione dei soggetti interessati e, quindi, emergano dai risultati della Conferenza nazionale dellâ??agricoltura che ora è¨ divenuto un appuntamento cruciale per lâ??intero settoreâ?. BAS 02.

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Il centro giovani slitta al 2009 (sezione: Burocrazia)

( da "Trentino" del 25-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

La giunta ha proposto un assestamento di bilancio rinviando alcuni lavori Il centro giovani slitta al 2009 Ma entro la fine dell'anno si farà la progettazione ROVERETO. Della variazione di bilancio decisa l'altra sera in consiglio comunale hanno fatto le spese due opere molto attese: il centro giovani e le palestrine in zona Baldresca. Lo hanno messo in evidenza Ruggero Pozzer e Sandra Dorigotti che hanno imputato all'amministrazione una scelta di priorità giudicata non felice. Soprattutto per quanto riguarda il centro giovani previsto nella ristrutturazione dell'ex parrocchia di San Giuseppe al Brione. La spesa era stata inserita nel bilancio di quest'anno, ma ora è stata fatta scivolare al 2009. Dorigotti, consigliere di Rovereto Insieme, ha chiesto quali opere sono state privilegiate a discapito di questa. Niente preferenze, ha detto l'assessore Stiz, semplicemente una questione di burocrazia: il contributo della Provincia è arrivato molto tardi, in aprile, quando altri progetti erano già stati avviati. Semplicemente non si è arrivati a spendere quei soldi quest'anno. Ciò non vuol dire un blocco dell'iter, ma la volontà di non bloccare quest'anno denaro che non verrà utilizzato. Si spenderanno gli oltre 200 mila euro della progettazione "e l'impegno è quello di arrivare all'inizio dei lavori nel corso del 2009". Stesso problema, evidenziato questo dal verde Pozzer, vale per gli spazi sportivi che saranno ricavati alla Baldresca e che saranno messi a disposizione delle associazioni sportive cittadine. Anche questi lavori - assieme ad alcuni espropri di terreni per sistemare la viabilità - sono stati fatti slittare al 2009. La variazione è servita per riordinare un po' i conti dopo sette mesi di amministrazione e quindi tarare meglio la disponibilità finanziaria del Comune. Il quale ha dovuto fare a meno di alcune entrate e mettere in conto spese nuove. Come l'adeguamento del poligono di tiro che servirà come sede di esercitazione dei vigili urbani dei vari distretti.

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Ottenuto l'asilo, diventi un fantasma Cassibile, tra i profughi in balia dei caporali (sezione: Burocrazia)

( da "Unita, L'" del 25-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Domenico Valter Rizzo/ Cassibile Bisogna contare 500 passi sulle traversine di legno che tengono insieme i binari e camminare velocemente, attraverso un passaggio angusto, che vede la linea ferrata scorrere tra due pareti di roccia bianca. Se ti sorprende il treno non puoi scappare. Puoi solo appiattirti contro la recinzione, tenerti stretto fino a farti sanguinare le mani, e pregare che il convoglio non ti risucchi. Fino ad oggi è andata bene. Nessuno si è fatto male. Nessuno dei "fantasmi" che, ogni giorno, su questo corto passaggio si giocano la vita per fare le cose più semplici, come andare a riempire un bidone d'acqua in paese o cercare qualcosa che assomiglia ad un lavoro per sopravvivere. I 500 passi si contano dalla piccola stazione di Cassibile. Per arrivare in un luogo che non è un luogo. Non è un accampamento, né una bidonville. È qualcosa che non ha nome, un nulla. Un agglomerato di brandine sgangherate, materassi, coperte arrotolate, lenzuola bianche che coprono i corpi. Una piana triste, che si estende su alcune centinaia di metri quadrati, tra olivi, ogliastri e carrubi. Al centro c'è un carrubo gigantesco con i rami che si piegano fino al terreno e delimitano un'area circolare. In questa sorta di tenda naturale c'è la cucina: alcune pietre a formare un circolo dentro il quale si accende un fuoco di legna. Un po' più in là, tra le pentole lerce, le provviste: pasta, confezioni di formaggio, rese molli e unte dal caldo, latte a lunga conservazione, scatole di tonno. È l'unico posto dove il sole non batte, ma anche sotto il carrubo la temperatura supera i 30 gradi. Sono 40 i ragazzi che vivono in questo posto assurdo. Giovanissimi, vengono dalla Somalia e fino a qualche settimana fa stavano nel centro di accoglienza di Cassibile. Un Centro pagato dallo Stato, attorno al quale ogni anno gira un fatturato di 3 milioni di euro. Nessuno dei quaranta giovani africani è un clandestino. Tutti hanno in tasca un permesso di soggiorno per asilo politico. Con la concessione dell'asilo politico i ragazzi devono lasciare il Centro, ma senza che nessuno abbia dato loro la minima informazione, abbia spiegato cosa devono fare per ottenere quel che loro spetta. Pochissimi finiscono negli Sprar, i centri di seconda accoglienza, che hanno solo 2500 posti in tutta Italia contro le circa 7/8 mila richieste. La maggior parte viene accompagnata al cancello, se va bene con in tasca pochi euro o un biglietto per una città del centro nord. Da quel momento diventano fantasmi e vagano attorno al Centro. "Non sapevo dove andare, nessuno mi ha detto nulla, così sono rimasto qui attorno - racconta Ahmed, 21 anni che in Somalia faceva il muratore ed è scappato dalla guerra civile, dopo aver visto ammazzare suo padre - Ho visto altri che andavano verso la ferrovia e li ho seguiti. Ora la situazione è molto buona, prima era peggio: dormivamo per terra, ora invece abbiamo brandine e materassi". Cosa aspetti? "Non lo so cosa aspetto. non aspetto niente". Alla stazione di Cassibile arriviamo al mattino, insieme ad Antonio De Carlo, un volontario della parrocchia di Bosco Minniti a Siracusa che ha scoperto questo inferno e oggi, insieme agli altri volontari della comunità, si danna per dare un minimo di assistenza a chi vive in questo luogo folle. Cassibile è un villaggio polveroso: una doppia fila di case lungo due chilometri di strada. Qui si campa di agricoltura e ci crogiola nell'orgoglio di vivere sul luogo dove, il 3 settembre del '43, alleati e italiani firmarono l'armistizio. Qui se parli di "Oro nero" non pensi al petrolio, pensi agli immigrati. Oro per chi gestisce i centri, oro per i piccoli padroncini e per i caporali di Cassibile che li sfruttano mentre la gente vorrebbe vederli sparire al tramonto, per vederli ricomparire, come macchine, solo all'alba quando si ricomincia a lavorare. La regola è semplice: si lavora di continuo, niente pause, si mangia un boccone in fretta e furia. Poi di nuovo al lavoro e guai a alzare la schiena, se lo fai la prima volta ti becchi una lavata di capo, alla seconda ti cacciano. Cinquanta euro al giorno, per lavorare da "sole a sole" come si usava con i braccianti siciliani. Quindici euro finiscono però nelle tasche dei caporali, in gran parte maghrebbini integrati o italiani. Una pattuglia di caporali stranieri alcune settimane fa è finita in una retata dei carabinieri. Antonio De Carlo a Cassibile non può più venirci da solo. Deve avere un po' di gente al seguito. Una scorta? "Macché scorta, io non amo le sceneggiate. Prendo solo le mie precauzioni. Se denunci il caporalato dai fastidio a molti, magari qualcuno pensa che è meglio convincerti ad occuparti dei fatti tuoi". A Siracusa nella Parrocchia di Bosco Minniti, diretta da padre Carlo D'Antoni, c'è una task force per garantire un minimo di assistenza ai richiedenti asilo, che non sanno nulla delle procedure. Le richieste - spiegano i volontari - raramente vengono fatte nei tempi previsti dalla legge perché quasi nessuno, fuori di qui, spiega a questi ragazzi cosa fare. Ma anche quando le richieste vengono fatte accadono fatti strani. Mohamed ha 22 anni, è lungo come una pertica e viene dalla Guinea. "Al mio paese ero un giocatore di basket, un pivot, ed ero bravo, molto bravo, poi mi hanno arrestato ed è finito tutto". È arrabbiato Mohamed, arrabbiatissimo. Alza la maglietta bianca e mostra i segni delle torture che gli hanno fatto in carcere gli aguzzini del regime. "Mi hanno arrestato con tutto il mio gruppo politico e mi hanno torturato per due giorni. Poi mi hanno fatto uscire e sono riuscito a scappare. Allora se la sono presa con la mia famiglia. I paramilitari sono andati a casa mia ed hanno ucciso mia madre. Bene, ho chiesto asilo politico in Italia e me lo hanno negato senza spiegazione. Eppure ho addosso i segni di quello che ho passato". Mohamed ha presentato ricorso, grazie ai legali della parrocchia di Bosco Minniti. "La sua storia è emblematica - dice Antonio De Carlo - La commissione a Siracusa ha un atteggiamento burocratico. C'è una sorta di esame preventivo. Se sei somalo, eritreo o etiope passano la pratica senza quasi guardarla, ci sono indicazioni superiori. Per gli altri è un calvario: interrogatori assurdi, rinvii continui, insomma un percorso ad ostacoli fatto di moduli, burocrazia, tempi strettissimi per ragazzi che quasi sempre non parlano una parola di italiano". Ne sa qualcosa Ahyuba che dopo tre mesi aspetta l'esito della sua domanda di asilo. Era un membro del Ufc, la forza di opposizione che nel Togo si batte contro Faure Gnassingbe e i militari. Lo hanno arrestato durante una manifestazione. "A me è toccata solo la prigione e le torture, mio fratello è morto (un particolare che nel verbale di interrogatorio della commissione non viene riportato). Sono riuscito a scappare. In Italia nessuno mi ha dato aiuto. Dopo l'uscita dal centro di Pian del Lago avevo solo un foglio di carta che mi diceva di aspettare la convocazione della commissione per l'asilo politico a Siracusa. Ma dove dovevo andare? Dove dovevo ricevere la convocazione? Io dormivo alla stazione, o nei parchi. Un inferno. Poi per fortuna ho saputo di questo centro e adesso ho qualche speranza". Uno dei paradossi della procedura è nelle comunicazioni. "Non si presentano - spiega De Carlo - perché non hanno un indirizzo dove gli può esser notificata la convocazione. Noi abbiamo creato un sistema che permette ai richiedenti asilo di eleggere come loro domicilio temporaneo la parrocchia. Ma per molti il problema resta". Eppure l'ostilità del quartiere è forte, la parrocchia è sotto assedio. "Lanci di pietre, uova, bottiglie. La gente del quartiere mostra fastidio per la presenza di questi ragazzi e si allontanano dalla parrocchia - dice don Carlo - Un fastidio che a volte si traduce in razzismo, grazie anche a una campagna dei media che crea un clima di paura. ome meravigliarsi se poi ci lanciano le pietre? Gli immigrati in Italia sono visti solo come schiavi da sfruttare".

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Lo sviluppo perduto, cause e prospettive (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 25-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: SYSTEM (CERSAIE) data: 2008-09-25 - pag: 34 autore: Lo sviluppo perduto, cause e prospettive L e ultime notizie sull'economia mondiale, non delle più felici, parlano di una riduzione rilevante nell'attività economica, pesantemente influenzata da uno scenario internazionale che vede la concomitanza di una crisi immobiliare, valutaria e non ultimo, anche inflattiva. La crescita "soffocata" dell'Italia degli ultimi tempi (sia pur in 'buona compagnia' con molti altri Paesi europei), è il sintomo di un'economia che non ha ancora individuato con chiarezza un nuovo percorso di sviluppo. La ventiseiesima edizione di Cersaie affronta tali tematiche nell'ambito del convegno inaugurale dal titolo Lo sviluppo perduto: cause e prospettive, che si svolge martedì 30 settembre alle ore 11.00 presso la Sala Europa del Palazzo dei Congressi. L'appuntamento istituzionale, primo nella ricca agenda del Salone, è promosso da Confindustria Ceramica e organizzato da Edi.Cer. Spa e vede la presenza di voci autorevoli del panorama imprenditoriale e istituzionale italiano che presentano lo stato dell'arte sulla situazione congiunturale dell'Italia con riferimento alle leve sulle quali è indispensabile agire per riportare il Paese a una condizione di crescita e di sviluppo. Dopo i saluti di Franco Roversi Monaco, Presidente di Bologna Fiere, protagonisti del confronto, moderato da Gianni Riotta, direttore del TG1 Rai, saranno il Ministro del Lavoro, del Welfare e delle Politiche Sociali Maurizio Sacconi, il Presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, il Presidente di Confindustria Ceramica Alfonso Panzani e Giuseppe De Rita segretario genarale del Censis (Centro Studi Investimenti Sociali). Nonostante le condizioni particolarmente difficoltose e il futuro non proprio roseo, l'Italia delle imprese mostra una imprenditoria tesa in un continuo sforzo di trasformazione per fronteggiare le sfide della competizione globale. Sull'onda di un clima diverso, più incline al confronto, forse è giunta l'ora di avviare quei processi di riforma in grado di ridare ossigeno al sistema economico italiano. Per compiere l'accelerazione necessaria a sorreggere lo slancio del sistema produttivo italiano e del Paese nel suo complesso servono misure urgenti: ridurre la pressione fiscale, collegare l'incremento dei salari alla produttività, semplificare in modo consistente la burocrazia, questa catena che, opinione consolidata presso il mondo imprenditoriale, mette le briglie all'economia e mortifica la peculiarità imprenditoriale costituita dal dinamismo e dalla sua capacità di adattarsi alla rapidità dei cambiamenti imposti dalla globalizzazione.

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Ne/ Russia, Medvedev striglia 'Re Mida' Prokhorov (sezione: Burocrazia)

( da "Virgilio Notizie" del 25-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Altro segnale cambiamento rispetto a precedente gestione Cremlino postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Mosca, 25 set. (Apcom) - Nuova strigliata da parte del presidente russo Dmitri Medvedev, in questo caso rivolta al 'Re Mida' Mikhail Prokhorov e alla compagnia Polyus Gold. Secondo il leader del Cremlino non bisogna lamentarsi troppo per il ritardo da parte dello Stato per lo sviluppo del giacimento Natalka, il terzo al mondo per grandezza. Medvedev si è rivolto al direttore della compagnia Yevgeny Ivanov: "Capisco che sia difficile per il mondo degli affari lavorare, avendo a che fare con una burocrazia debordante, ma non lamentatevi", ha detto secondo il quotidiano The Moscow Times. Poi con una battuta sagace ha continuato: "Se i profitti dell'oro sono troppo marginali per voi mollate il colpo. Troveremo qualcun altro". Da notare che le azioni di Polyus erano balzate in alto la mattina di ieri dopo che il miliardario Prokhorov stava per raggiungere il controllo della compagnia, togliendo di mezzo i rischi di uno stop da parte del suo ex socio Vladimir Potanin. Ma il prezzo è poi ridisceso proprio a seguito della strigliata di Medvedev. Da notare che l'oligarca Prokhorov è sempre più sotto i riflettori, in particolare dopo essersi aggiudicato il 50 per cento della terza banca di investimenti russa Renaissance Capital, approfittando della crisi dei mercati e della conseguente svalutazione delle azioni. Secondo la gazzetta Prokhorov avrebbe reagito immediatamente alle critiche del leader del Cremlino chiamando a rapporto il board per il prossimo 30 settembre. "I commenti di Medvedev sono proprio quelle cose che spaventano in particolare gli investitori stranieri", afferma un analista citato dal Moscow Times. E la vicenda sembra essere un nuovo capitolo della differenza di vedute ormai palese tra Medvedev e il suo predecessore Vladimir Putin. Sempre la gazzetta fa oggi notare che Medvedev ha posto dei fiori presso il monumento alle vittime di campi di prigionia sovietici Magadan: un gesto che potrebbe essere un chiaro segnale di rottura nei confronti del passato. La visita di ieri dell'attuale presidente assume particolare significato soprattutto perchè il suo predecessore Putin, in una simile occasione tre anni fa, si tenne lontano dal monumento.

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UE, PITTELLA E MAURO: EUROBOND NUOVA STRATEGIA DI CRESCITA (sezione: Burocrazia)

( da "Basilicanet.it" del 25-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

10.26.46 [Basilicata] â??La congiuntura economica sfavorevole e il clima di incertezza internazionale, associati alla lenta reazione dei Paesi membri rispetto agli stimoli provenienti da Bruxelles e la pesantezza delle burocrazie nazionali, hanno determinato il rallentamento dell'economia europea. Ciò² sta condizionando negativamente l'attuazione degli investimenti previsti nel quadro della Strategia di Lisbona, varata con l'obiettivo espressamente dichiarato di fare dell'Unione la più¹ competitiva e dinamica economia della conoscenza entro il 2010. In tale contesto di crisi l'obiettivo sembra allontanarsi e si rivela necessario rilanciare la competitività  dell'Unione europea e della zona euro nel contesto internazionale, attraverso l'introduzione di nuovi strumenti finanziari che possano dare un nuovo slancio alla crescita e alla produttività  europea. Nuovi strumenti che ci permettano di colmare le lacune e superare le difficoltà  attuali. L'Europa ha bisogno di una nuova partenzaâ?. Lo hanno detto, in un comunicato, il vicepresidente del Parlamento Europeo Mario Mauro e il presidente della delegazione italiana nel gruppo Pse, Gianni Pittella. Per questo motivo abbiamo presentato una dichiarazione scritta al Parlamento europeo dal titolo "Eurobond, nuova strategia per la crescita", con la quale chiediamo alle Istituzioni europee di dare â??nuovi strumenti, e quindi nuovo impulso, agli investimenti strategici europei con priorità  a quelli indirizzati all'ambito della delle energie alternative, nella ricerca e sviluppo, innovazione, capitale umano, reti trans europee di trasporto, banda largaâ?. Uno strumento del genere avrebbe degli incontestabili vantaggi. â??La proposta di utilizzare gli Eurobond â?" hanno affermato Mauro e Pittella â?" come strumento finanziario addizionale volto a sostenere la politica di investimenti pubblici infrastrutturali, affonda le sue radici nello storico â??Piano Delorsâ?? concepito tra il 1993 e il 1994. Una proposta avanzata poi a più¹ riprese, seppur con formulazioni differenti, dai ministri Tremonti e Padoa Schioppa. Cosa sono gli Eurobond? Si tratta di fonti addizionali di finanziamento al di fuori del bilancio degli Stati membri che possano finanziare iniziative europee di carattere strategicoâ?. â??Innanzitutto a differenza delle altre fonti di finanziamento comunitario â?" hanno aggiunto â?" come la risorsa iva, o il prodotto nazionale lordo, gli EuroBond non presentano un legame â??nazionaleâ?? evidente. Caratteristica quest'ultima che li esclude dalle battaglie tra i Paesi europei sui saldi netti. Considerando che la sottoscrizione degli EuroBond è¨ volontaria, il loro utilizzo permetterebbe di effettuare di volta in volta una sorta di â??test di mercatoâ?? dell'iniziativa europea che finanziano. In pratica servirebbero anche da â??cartina di tornasoleâ?? rispetto alla qualità  dei progetti proposti dall'Unione europea. Le strade percorribili per introdurre gli EuroBond, come fonte di finanziamento collegata al bilancio comunitario, sono almeno due. Si potrebbe pensare a strumenti di garanzia, simili al già  esistente strumento di garanzia dei prestiti per i progetti della rete transeuropea dei trasporti finanziato per 1 miliardo di euro da Banca europea degli Investimenti e Bilancio Europeo (al 50%), oppure a strumenti di debito veri e propri. In questa seconda ipotesi la garanzia del debito sarebbe offerta dallo stesso bilancio comunitario con la Banca Centrale Europea a fare da â??controlloreâ?? dell'attività . Per entrambe queste ipotesi non si tratterebbe â?" hanno concluso Mauro e Pittella â?" di introdurre una nuova â??tassa europeaâ??. Non sarebbero, infatti, i contribuenti ad essere interessati da tale operazione ma i risparmiatoriâ?. BAS 05.

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Ciotti suggerisca al Pd (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere delle Alpi" del 25-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Ciotti suggerisca al Pd come aiutare la montagna EGREGIO direttore, come referente del Popolo delle Libertà per il Centro Cadore, Comelico e Sappada, vorrei esprimere la mia solidarietà all'assessore del Comune di Perarolo di Cadore Pierluigi Svaluto Ferro, dopo il duro e fuori luogo attacco personale del sindaco di Pieve di Cadore Antonia Ciotti. Ella infatti non dovrebbe dare ad altri consigli che lei stessa non segue. Anziché suggerire al suddetto assessore di alzare la testa, sarebbe più opportuno che lei e gli altri illustri rappresentanti del Partito democratico guardassero oltre quei confini politici che, al momento, producono divisione, contrapposizione e sterili polemiche. I cittadini tutti della nostra Provincia (quella con la "P" maiuscola) aspettano con ansia l'esito delle trattative in commissione statuto, ma strumentalizzare questa attesa non è responsabile. La facile strumentalizzazione politica può avere dei vantaggi in termini di visibilità, ma non certo di consenso politico, perchè il popolo bellunese si accorgerebbe ben presto che tutto ciò non porta di sicuro ad alcun risultato concreto per la montagna bellunese. L'amore per la propria terra si dimostra invece con un pizzico di realismo politico in più e molto provincialismo in meno! L'essere una provincia totalmente montana, non può farci arrogare il diritto di ottenere dei privilegi rispetto ad abitanti montani di altre provincie venete. Soprattuto in un momento dove si vanno a ridiscutere i privilegi di Provincie con noi confinanti, che hanno attratto alcuni nostri concittadini ad indire e vincere referumdum seccessionisti! Solo in questa ottica più ampia, "Veneta", si potrà capire che la proposta del centro-destra sull'ormai famoso articolo 16, vista anche la sostanziale modifica apportata in questi giorni dai consiglieri di maggioranza Bond e Bottaccin, è tecnicamente più vantaggiosa per il territorio bellunese e politicamente più conveniente. E', insomma, migliore di quella, miope, difesa ad oltranza dal centrosinistra. Se davvero volesse essere utile alla montagna, il sindaco Antonia Ciotti dovrebbe perciò convincere i suoi amici di partito ad accettare l'ipotesi di soluzione che è stata avanzata nei giorni scorsi. Sarebbe la dimostrazione che almeno lei sa alzare la testa è guardare più lontano. Purtroppo, però, temo, che la disciplina di partito e i diktat del suo "tutor" politico Guido Trento non lo permetteranno. Che la campagna elettorale sia già iniziata, del resto, lo si capisce anche dai toni usati dal sindaco di Pieve di Cadore nella sua lettera. Non certo una dimostrazione di classe, né di spessore intellettuale. Stefano Marson Basta demagogia sul ventennio fascista HO LETTO la lettera del presidente della associazione Mazziniana apparsa il 18 settembre sulle pagine del Corriere. Visto il grande clamore mediatico creatosi attorno alle dichiarazioni del sindaco di Roma e del ministro della difesa non poteva di certo esimersi dal Suo intervento. Condivido con lui il disgusto per le leggi razziali del 1938 firmate comunque da un Re che dimostrò poi il 25 luglio 1943 di non essere ne imbelle ne ostaggio di Mussolini come si vorrebbe far credere. Vorrei però anche ricordargli che fino a 60 anni prima erano in vigore leggi analoghe nello stato pontificio, nella repubblica di Venezia ed un po' ovunque avesse ingerenza il clero cattolico, che riteneva gli ebrei gli uccisori del Messia e anche in altri paesi "civili", tanto da relegare i cittadini di religione ebraica nei ghetti. Naturalmente questo non giustifica quanto avvenuto in Italia dopo l'otto settembre, va però ricordato che la prima deportazione di italiani di religione ebraica verso i campi di sterminio avvenne prima della costituzione della Repubblica sociale e mentre era in carica il governo Badoglio. Probabilmente troppo presi dai preparativi della fuga verso Pescara, re e governo non ritennero opportuno intervenire. Io credo che quando parliamo del periodo storico dell'Italia fascista dovremmo mettere da parte la demagogia e, pur condannando quanto vi fu di condannabile, parlare anche di Agro Pontino, di Maremma, di Polesine, di tavoliere delle Puglie, di riforma scolastica, di riforma carceraria, di previdenza sociale e di tutte le altre cose che ancora sono importanti per la vita di questo paese e che furono fatte nel ventennio. Lasciamo comunque che sia la storia a giudicare, magari con l'obbiettività necessaria a fare chiarezza su quel periodo senza incorrere nel rischio di promuovere nuove ed inutili crociate. Ermen Gretti Quando l'ambiente diventa un castigamatti IN QUESTI ultimi mesi abbiamo letto su organi di stampa ed assistito a delle condanne che fanno certamente riflettere. Prima l'ing. Adami e i suoi collaboratori dell'Enel per aver effettuato dei rilasci minori ai minimi consentiti, ora l'ing. D'Agostini della Veneto Strade (Regione-Stato) per aver rimosso in zona Sic circa 100 mc. per bonficare una scarpata stradale. Il rilievo in entrambi i casi è stato fatto dal Corpo forestale dello Stato, il giudizio emesso da un giudice dipendente del ministero della Giustizia (Stato). Chiaramente tutte le figure di cui si è dato cenno, hanno adempiuto con correttezza al loro dovere, senza distinzione di ruolo. Il giudice ha condannato in base a delle leggi, il Corpo Forestale ha segnalato in base a delle specifiche normative di legge ed i servitori dello Stato Ing.Adami e colleghi e ing. D'Agostini, hanno operato sicuramente non nell'interesse personale (non hanno guadagnato sicuramente nulla in più del loro legittimo stipendio), ma nell'interesse dell'ente che rappresentano premettendo innanzitutto lo spirito di servizio. Se loro non hanno guadagnato nulla, chi ci ha guadagnato dal loro comportamento? Per quanto riguarda l'Enel per quanto spettante, il ministero del Tesoro, per quanto riguarda la Veneto Strade, sicuramente la popolazione che transita sulla strada interessata, la sicurezza del transito ecc. Di fronte ad un interesse che pertanto diventa pubblico, una persona che non conosce i meccanismi della burocrazia o meglio non li capisce perché sono contrari al buon senso, si domanda: ma dove sta il giusto comportamento? Dove sta il modo corretto di operare? Lo schermo televisivo per decine e decine di giorni ci ha propinato le tonnellate dei rifiuti di Napoli, della Campania e di altri posti del Sud, con il premier che si recava in visita. L'ambiente era di un degrado pauroso e dopo il passaggio di ramazza di questi ultimi mesi, resta pauroso, basta passare lungo le strade di periferia. Ma vuoi che se tocchi la mafia ti fai male, vuoi che ci si abitua a vivere anche in mezzo ai rifiuti, dell'ambiente nessuno se ne curava e nessuno finiva sotto processo. Non è una morale corretta pensare che, guardando il peggio, ci si consola, ma c'è da riflettere perché per non finire sotto processo sarebbe bastato ai nostri lasciar perdere, allungare i tempi ed intervenire a danno avvenuto, o nel caso dell'Enel aprire paratoie ad iosa tanto a fine mese lo stipendio correva lo stesso. C'è sicuramente qualcosa che non funziona nel triangolo che si è creato (dirigenti seri-Corpo forestale serio-Giudice altrettanto serio) ed è a mio parere che in tanti casi dovrebbe prevalere il buon senso, perché in fondo a rimetterci in questo caso, oltre ai condannati, è sempre lo Stato e cioè tutti noi. Da parte mia non vedo come non solidarizzare con queste persone, impegnate giornalmente in compiti gravosi e chiederei ai politici che passano giornate intere a correre dietro ai cavilli di leggi che fatte dalle teste pensanti della politica, sono applicate quasi solamente al Nord, di usare un po' di buon senso, perché l'interesse pubblico dovrebbe essere sempre al di sopra, anche dell'ambiente, è il disinteresse quello che dovrebbe essere punito, ma si sa quello non si vede, quello non opera ed in fondo non crea dei danni visibili....quantomeno per ora. Cherubino Miana Sono indignata: Galan offende tutti i bellunesi ESPRIMO tutta la mia indignazione per la lettera pubblica del 24/09/08 del signor governatore Giancarlo Galan che offende tutti i bellunesi di qualsiasi schieramento politico. Abbiamo avuto una volta di più la riprova di quale sia il Galan-pensiero in merito alla volontà di riconoscere la diversità del territorio bellunese, nonostante nell'ultima campagna elettorale il governatore abbia firmato pubblicamente il suo impegno per l'autonomia bellunese. Lo stile e il linguaggio del presidente regionale bastano da soli a qualificarlo, non serve connotarlo come becero e offensivo, perché ciascun cittadino bellunese informato ha avuto modo di qualificarlo secondo la sua sensibilità. Quanto alle calunniose offese rivolte all'indirizzo del consigliere Guido Trento, esse sono inefficaci, vanno rispedite al mittente, perché ciascun abitante di questa provincia, se non in malafede, sa bene cosa ha fatto e continua fare il consigliere regionale Guido Trento, pur in minoranza, per questi territori che hanno problemi di viabilità, di servizi essenziali, di risorse anche finanziarie: il presidente Galan ci ha dato dei ricchi, evidentemente non sa che ci sono dei comuni che per mancanza di soldi sono costretti a spegnere i lampioni. L'amministrazione regionale, nonostante al suo interno vi siano rappresentanti bellunesi, non ha tenuto in considerazione le richieste provinciali, vedi i soldi dell'acqua che la regione non ha ancora dato alla nostra provincia. Da quando in qua i finanziamenti dovuti alle province sono favori concessi per graziosa decisione della sua amministrazione? Non sono atti che un amministratore serio e coerente, sensibile ai problemi del proprio territorio dovrebbe considerare prioritari e indispensabili? Mi domando allora come mai i finanziamenti dati ad altre province, quelle di pianura, ricche, come Treviso, Verona, Padova, Venezia ad esempio, siano di gran lunga più consistenti e quelli dati alla nostra provincia siano solo briciole. Allora, seguendo il Galan pensiero, sono senz'altro frutto di clientelismi, personalismi e corporativismi ben più consistenti dei nostri visto che fruttano di più? Sono sicuramente scelte politico-amministrative che creano ingiustizia perché, mentre le province di pianura hanno aree metropolitane, di sviluppo economico-finanziario e industriale accanto ad altre aree di carattere montano e collinare, la nostra provincia è interamente montana e non ha aree metropolitane. La geomorfologia del nostro territorio richiede investimenti maggiori per garantire a ciascuno dei suoi abitanti parità di trattamento rispetto a quelli che abitano in città e in pianura: ad esempio si impiega minor tempo ad arrivare a Mestre che a Sappada. L'esempio dal signor Galan definito una favoletta è invece, mi dispiace per lui, la realtà di molte persone che, nonostante i disagi e le maggiori spese, risiedono in montagna. I bellunesi vogliono l'autonomia della provincia di Belluno. Il federalismo di Vicenza, Venezia, Padova, Verona, Treviso non è la stessa cosa. Quindi non prendeteci in giro, cari amministratori regionali, non fate i sordi, i ciechi e non venite a raccontarci né a promettere cose che non mantenete, perché la gente di montagna è fatta di galantuomini che si spaccano la schiena, che emigrano perché qui non trovano lavoro, ma non amano le ingiustizie, e non dimenticano; sarete ripagati del vostro cattivo, ingiusto comportamento. I bellunesi sono abituati al rispetto della parola data. Maria Cristina Bellato Buzzatti Cittadina bellunese Cari leghisti e Vaccari pensate a Lombardo SCRIVO al sindaco di Feltre sig. Ginvittore Vaccari e con lui agli altri amici della Lega impegnati in politica riguardo al veleno che un giorno sì e l'altro anche versano sul Presidente della Provincia di Belluno. Vorrei solo ricordare che, con democratiche elezioni, Sergio Reolon è stato scelto a suo tempo dagli elettori e tra questi ci sono anch'io e io dico che "mi sento rappresentata - di sapere che il mio voto conta". Chiederei quindi più rispetto per noi elettori. Invito gli amici della Lega, tutti elettori ed eletti, in quanto forza di governo della famosa "Roma ladrona", ad informarsi su cosa sta succedendo in Sicilia dove arriveranno ancora più soldi (si parla di 8 miliardi di euro in 5 anni) di quanti non siano già stati bruciati in tutti questi anni, dove la giunta di Raffaele Lombardo ha moltiplicato fino a 25 i collaboratori per assessore, naturalmente ognuno con le sue indennità strapagate, dove si spendono per la sanità 8 miliardi di euro, il 30% in più che in Finlandia (fonte Corte dei Conti), ma mi sembra che la Lega su questo sia disposta a non vedere perché tanto arriverà il federalismo. Già. Si dice a regime fra 10 anni. E intanto bisogna tenere buono Raffaele Lombardo e tutti i suoi voti. Tiziana Bortot BELLUNO Galan venga a vivere in Cadore, poi si ricrederà LA RISPOSTA del governatore del Veneto Galan al consigliere Trento ci ha fatto capire di quale stoffa sia fatta questa persona. Quando a una lettera garbata, lucida e sensata si risponde con offese al limite della legge, vuol dire che chi scrive non ha più nulla da perdere. Oggi infatti non possiamo dire che questo presidente è il più autorevole per governare il Veneto. Provi signor Galan a venire a vivere anche solo qualche mese con la sua famiglia nei nostri paesini del Cadore. Forse dopo sarà in grado di dare una risposta più sensata, più educata, più vera. Maria Antonia Ciotti Sindaco di Pieve di Cadore La Destra solidale con Reolon e Salmaso LA FEDERAZIONE la Destra Belluno, in riferimento all'increscioso episodio che ha coinvolto l'ass.re comunale Luciano Reolon ed il Comandante polizia Urbana, esprime piena solidarietà, sottolineando l'onestà personale e pubblica dell'Ass.re Reolon e del Comandante Salmaso. Certi che la magistratura farà presto luce sull'accaduto, indignati per il linciaggio mediatico che li vuole colpevoli ad ogni costo. In una piccola città come Belluno, dove tutti ci si conosce, appare alquanto inverosimile pensare all'Ass.re Reolon, come ad un uomo violento. Troppo spesso il volere visibilità porta a discriminazioni che fanno male agli uomini ed alle idee che rappresentano. Titti Monteleone Portavoce la Destra.

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LA FINESTRA SUL WELFARE (sezione: Burocrazia)

( da "Avanti Online" del 25-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

“LA FINESTRA SUL WELFARE” Un Paese malato di "sindacalismo" Giovedì 25 Settembre 08 "Il sindacato nasce per fare accordi, non per dire no". Questa affermazione del leader della Cisl, Raffaele Bonanni, oltre a essere un chiaro monito rivolto al segretario della Cgil Epifani, sintetizza il ruolo del sindacato. La vicenda Alitalia è la cartina tornasole del declino che investe il sindacalismo italiano. Quando un sindacato perde di vista la sua missione sociale, ossia salvaguardare al meglio il lavoratore, quindi optare doverosamente nella peggiore delle ipotesi per il male minore, contemporaneamente perde il suo ruolo di interlocutore. Ma il sistema Italia è tarato su una funzione "dopata" del sindacato. In nome dell'unità sindacale sembra che possano essere sacrificati i destini di famiglie e lavoratori. Accade così che una minoranza riesca a monopolizzare la conduzione e l'esito di una trattativa fondamentale per il panorama economico complessivo del Paese. Le sinergie tra le burocrazie sindacali infatti non sempre rafforzano il ruolo del lavoratore durante una qualsiasi contrattazione. Nessun lavoratore, sia esso pubblico o privato, ha mai goduto di ammortizzatori sociali simili, per durata ed entità, a quelli previsti dal piano esuberi per Alitalia. Nonostante ciò, una parte del sindacato italiano, nello specifico la Cgil, ha posto il veto facendo saltare la trattativa e con essa mettendo a rischio il futuro occupazionale di migliaia di lavoratori. È chiaro che alla base di un simile cinismo c'è un evidente ragionamento politico, ingiustificabile persino durante una campagna elettorale. Alla luce della frattura intervenuta tra Cisl, Uil e Ugl da una lato e Cgil dall'altro, il rinnovo del modello contrattuale preannuncia uno scenario carico di difficoltà. Ben vengano gli eventuali aumenti unilaterali in quanto aiuteranno di certo i lavoratori a riappropriarsi di una parte di quei diritti che la politica travestita da sindacato finisce per erodere. Il sindacato se vuole uscire da questa rapida discesa verso il declino deve privilegiare la sussidiarietà e mettere nel cassetto i pregiudizi politici. Francesco Pasquali.

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Allarme Mediterraneo (sezione: Burocrazia)

( da "Avanti Online" del 25-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

“Allarme Mediterraneo” Doni e prestiti sono sempre più inefficaci Giovedì 25 Settembre 08 Grants e soft loans europei rivestono ancora un ruolo importante nel finanziamento dei progetti infrastrutturali nei Paesi del Nord Africa, ma sono sempre più in competizione con i petroldollari che i fondi sovrani dei Paesi del Golfo fanno affluire nell'area.In un contesto in cui il dono non è più una prerogativa esclusivamente occidentale o europea, esso rischia di essere inefficace sia dal punto di vista politico che economico. Inefficace dal punto di vista politico, sia perché annacquato da interventi provenienti da Paesi arabi, sia perché, laddove veicolato tramite l'Unione europea, non sempre è espressione di un interesse politico univoco, soprattutto quando è frutto di una mediazione che non raggiunge la sintesi. Allo stesso tempo il dono rischia di essere inefficace dal punto di vista economico, perché non coglie il duplice obiettivo di giovare all'economia del Paese che lo riceve e a quella del Paese che lo eroga.Il grant per essere utile economicamente dovrebbe innanzitutto favorire stabilmente la crescita economica del Paese che lo riceve, e questo tenderebbe a privilegiare le opere infrastrutturali rispetto ai microprogetti. In nessun caso, il dono dovrebbe servire ad alimentare le inefficienti burocrazie dei Paesi emergenti. Ma un dono efficace dal punto di vista economico dovrebbe anche giovare alle imprese del Paese che dona, che dovrebbero essere chiamate a realizzare le citate opere infrastrutturali.Alcuni dei Paesi europei lo hanno già capito, costituendo apposite agenzie di sviluppo, come l'Agencie française de développement, il cui dono è destinato a coprire una parte dell'infrastruttura da realizzare in Nord Africa, rappresentando di fatto un volano per le banche e le imprese francesi che rispettivamente completeranno il finanziamento e la realizzazione dell'opera. Si consideri ad esempio il caso dell'Egitto, dove guarda caso la citata Agenzia francese ha recentemente aperto un ufficio operativo. L'Unione europea, nell'ambito del proprio programma di cooperazione con tale Paese, ha previsto, nel periodo 2007-2010, un impegno complessivo di 558 milioni di euro, di cui 58 allocati per sussidiare gli interessi sui prestiti che, nello stesso periodo, saranno erogati dalla Banca europea degli investimenti (stimati in 250-300 milioni di euro) per la realizzazione di infrastrutture nei settori trasporti, energie rinnovabili e ambiente. Quanti dei suddetti 558 milioni di euro saranno destinati a opere che realizzeranno imprese europee? Pochi. E quanti ad opere realizzate da imprese italiane? Forse ancora meno. L'eccessiva distanza fra chi dona (cioè, in ultima analisi, i singoli Stati europei) e chi riceve (le economie del Nord Africa) non consente di raggiungere l'obiettivo. I primi segni di un cambiamento di rotta si possono però cogliere anche in Italia: lo storico accordo firmato con la Libia, che prevede un dono da 5 miliardi di euro in 20 anni, oltre ad essere finalizzato a combattere l'immigrazione clandestina, è destinato alla realizzazione da parte di imprese italiane di opere infrastrutturali. Inoltre, lo stesso ministro degli Esteri, Franco Frattini, stando a quanto dichiarato lo scorso luglio durante la conferenza Euromediterranea, avrebbe intenzione di rendere più efficaci, politicamente e economicamente, i doni. In tale scenario, l'Italia dovrebbe giocare un ruolo di primo piano (e non solo per ragioni di vicinanza geografica con i Paesi Nord Africani). Si potrebbe allora pensare di creare anche da noi un'Agenzia di sviluppo "alla francese", ad esempio modellando opportunamente l'Istituto del commercio estero; oppure si potrebbe cercare di aumentare il nostro peso a livello europeo, chiedendo a gran voce una maggiore collaborazione tra la Banca europea degli investimenti e il sistema bancario italiano. Alfonso Siano.

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SEGUE DALLA PRIMA (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 25-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

La ricchezzaTuttavia, se il loro andare ha portato benessere e gioia di vivere in tanti paesi dei quattro continenti, dove più della metà degli emigranti si sono insediati in via definitiva, il loro tornare, sul finire degli anni Sessanta del Novecento ha garantito al Nord Est le condizioni per realizzare quella grande trasformazione che ha diffuso industrie e ricchezza in due regioni a lungo caratterizzate da povertà. Chi è rimasto nelle Patrie nuove ha beneficato col suo lavoro Brasile e Argentina, Australia e Canada, Svizzera e Belgio, Francia e Germania. Chi è tornato, portandosi dietro il capitaletto accumulato risparmiando all'osso, sul necessario e su un minimo di superfluo, nonché quanto aveva imparato, in tecniche e comportamenti, nel mestiere svolto in emigrazione, ha dato infine sfogo alla sua vocazione imprenditoriale partecipando alla rivoluzione delle fabbriche. Quanto artigianato, quante aziende piccole, medie e grandi del presente, sono figlie dell'emigrazione veneta e friulana! Per cui, ritornando ai commenti sulla fuga dei cervelli, bisogna dire che il problema non è tanto lo stimolo a cercare di confrontarsi con l'esperienza altrui, sollecitati dalle innovazioni che altrove godono del sostegno abbondante dei governi. Ottima cosa sperimentare nei laboratori più avanzati. La questione, piuttosto, è se a questa scelta di libertà consegue l'allontanamento definitivo dai nostri paesi. Il passaggio da emigrazione temporanea a emigrazione definitiva di persone giovani, qualificate, curiose, intelligenti, diventa una sottrazione di futuro per tutta l'Italia, e , se se ne vanno oltre Atlantico, per l'intera Europa, trattandosi di risorse umane che costituiscono il patrimonio sul quale potrebbe contare l'Unione. Allora, senza mancare di rispetto alla libertà del singolo, che ha comunque il diritto di dirigersi ovunque pensi di vedere premiata la sua voglia di fare, senza pagare eccessivo dazio alle burocrazie e ai nepotismi universitari, il fenomeno va studiato a fondo nelle cause. Individuando i meccanismi del richiamo. Che in primo luogo sono costituiti da incentivi capaci di assicurare maggiore libertà di ricerca, retribuzioni vincolate al merito, liquidazione delle strutture gerarchiche di stampo feudale, che sopravvivono nelle università più facilmente che nelle aziende. Indirettamente tutti, di qua e di là dell'Oceano, riceviamo straordinari benefici dal lavoro italiano all'estero quando si applica a campi di ricerca di valore universale. Uno per tutti, il computer, presente in quasi tutte le case e gli uffici, grazie al microchip di Federico Faggin, l'ingegnere vicentino laureato a Padova che vive da decenni in California. Se ne andò negli anni Settanta da Milano, allettato dalla voglia di mettersi alla prova e da una proposta difficilmente ricusabile. Ma scelse di lavorare negli Stati Uniti anche perché la città lombarda, come il resto d'Italia, stava attraversando una stagione turbolenta, di deliri ideologici inconcludenti e sanguinosi. Cercava attenzione e rispetto per la dignità del suo lavoro. L'ha trovata, e se mai ritornerà nel Vecchio Continente sarà per ricevere il Premio Nobel. L'esempio ci dice quanto siano importanti per trattenere, come per far tornare le migliori intelligenze, le condizioni generali e non solo le prospettive di carriera offerte ai ricercatori. Una buona qualità della vita le prevede entrambe, e bisogna dire che se in Italia, particolarmente nel Nord Est, certi risvolti nei rapporti umani, nella socialità, nella cura della persona, nella convivialità, sono migliori che in altre parti del mondo, le turbative burocratiche, le eccessive pastoie sindacali, le incertezze decisionali nella politica, appesantita da incrostazioni arcaiche, concorrono a disegnare un quadro poco invitante, sbiadito nella coscienza collettiva e continuamente tentato dal tirare a campare.Ulderico Bernardi.

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Autoporto, appello della CnaLettera (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 25-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Aperta della Confederazione artigiani per chiedere di salvare la realizzazione della struttura A Scoglitti la burocrazia è off limits per i diversamente abili. Il circolo di An è pronta a sostenerne le ragioni in sede di consiglio comunale e di quartiere. Lo promettono Nunzio Battaglia, Francesco Trama e Nino Nicosia. "Chiediamo - asseriscono - che da parte dell'amministrazione comunale vengano posti in essere gli strumenti per l'abbattimento delle barriere architettoniche negli uffici comunali affinché diventino realmente a misura d'uomo". "Allo stato attuale - rimarcano i rappresentanti consiliari - purtroppo gli uffici comunali per i diversamente abili rappresentano un reale e diffuso limite". Pronti dunque a "combattere", tuttavia Nicosia, Trama e Battaglia considerata "la delicatezza dell'argomento che non consente toni aspri" preferiscono accantonare ogni vis polemica appellandosi invece alla "sana umanità". "Invitiamo gli amministratori - dicono - ad essere uomini illuminati di civiltà fuggendo da sterili manifestazioni propagandistiche. Chiediamo loro di ascoltare il grido silenzioso di chi sente amplificarsi il proprio disagio. La cosa fondamentale è capire che bisogna formare nella cittadinanza una nuova consapevolezza rispetto ad un tema che riguarda tutti i cittadini e non solo in forza di un doveroso senso di solidarietà nei confronti di chi è portatore di una qualsiasi forma di limitazione delle proprie abilità. Siamo consapevoli che l'argomento intercetta l'operato di diversi assessorati e per questo occorre essere più accorti". D. C.

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Ieri sopralluogoper i canali di scolo (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 25-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Marina marza Ieri sopralluogo per i canali di scolo g.f.) Le prime piogge sono servite a sottolineare la sterilità delle polemiche legate alle determinazioni e alle modalità della convocazione della Commissione consiliare sui canali di scolo della zona Marina Marza, una zona sotto l'aspetto idrogeologico in grado di creare sempre disagi, problemi, danni all'attività agricola. Bisogna guardare prima di ogni caso ai fatti e non alla burocrazia. E al di là dei lavoi della commissione consiliare ieri sono stati effettuati sopralluoghi con l'assessore Luigi Ruffino per verificare lo stato dei luoghi e programmare eventuali interventi.

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Aspettano ancora i soldi per l'esproprio di 20 anni fa (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 25-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

La storia L'Anas deve versare 17 mila euro Aspettano ancora i soldi per l'esproprio di 20 anni fa MAURO PIANTA BORGONE DI SUSA Sono passati più di vent'anni da quando, nel lontano 1987, la società di costruzioni Costantino Rozzi Spa (sì, proprio lui, l'indimenticato e pirotecnico presidente dell'Ascoli Calcio), su mandato dell'Anas, faceva partire i lavori per collegare due strade statali all'ingresso del paese: la 25 e la 24. Lì, in quell'incrocio che oggi tutti chiamano "nodo di Borgone", c'erano alcuni terreni di privati cittadini che la Rozzi Spa, per poter allargare adeguatamente l'area, dovette espropriare. Cosa che, puntualmente, avvenne. Ora, tenete a mente le date. È il 1987: l'anno delle litigate fra Craxi e De Mita, dei referendum sul nucleare, l'anno in cui Morandi, Ruggeri e Tozzi vincono il festival di Sanremo con la canzone "Si può dare di più". Nel Napoli gioca un certo Diego Armando Maradona e infatti i biancazzurri vincono il loro primo scudetto della storia. È l'anno della morte di Claudio Villa, il "reuccio" della canzone italiana. A Borgone, invece, cominciano gli espropri e partono i cantieri. I lavori, dopo qualche anno, terminano. Nel frattempo, però, la Rozzi Spa fallisce. L'Anas, che avrebbe dovuto rimborsare l'impresa appaltatrice per gli espropri, si trova a dover pagare direttamente i proprietari. Risultato: nell'anno di grazia 2008 per quegli antichi espropri ci sono 12 famiglie del condomino (ex casa Gescal) di via Dei Gravé 2 che devono ancora ricevere 9 mila euro e la figlia del proprietario - nel frattempo deceduto - di un terreno industriale che avanza altri 3.400 euro. In tutto fanno poco più di 12 mila euro. Senza contare i condomini degli stabili al numero 26, al 28 e al 30 di via Tarro Boiro che, a loro volta, hanno chiesto un rimborso di 5 mila euro per il ripristino della recinzione del cortile comune. A conti fatti, l'Anas ha verso queste famiglie un debito di circa 17 mila euro. Cifre tutto sommato modeste? "Non è questo il punto", sbotta Alessandra Valz Brenta, 62enne di San Didero. "È una questione di giustizia: se fosse accaduto il contrario state tranquilli che quei soldi avrei dovuto scucirli subito. Il terreno industriale di mio padre, del resto, loro lo hanno acquisito immediatamente. E vero che l'acconto è giunto in tempi brevissimi, ma all'appello mancano ancora 3.400 euro. E di questi tempi, mi creda, una cifra così fa piuttosto comodo". Nel 1988 i condomini di via dei Gravè 2 ricevettero l'equivalente di circa 3.500 euro. Restano i famosi 9 mila. Osserva Paolo Curzola, l'amministratore dello stabile in questione: "Quella gente aspetta da anni, si sente presa in giro, ormai ha perso le speranze. Ogni due o tre anni i funzionari dell'Anas danno per imminente il risarcimento, poi non si fanno più sentire. E dire che quelle famiglie non navigano certo nell'oro...". Paolo Alpe, vice-sindaco di Borgone, è l'uomo che in tutto questo tempo ha continuato a tenere i contatti tra coloro che attendono gli indennizzi e l'Anas. "Non c'è dubbio, è una storia assurda - commenta Alpe - uno dei più classici esempio di mala-burocrazia. Il fatto che le cifre non siano così consistenti, poi, non significa nulla: anzi, rende il tutto ancora più odioso. Pensare che quando da amministratori facciamo un esproprio, paghiamo il dovuto entro la conclusione dei lavori". Che, di solito, durano un po' meno di vent'anni.

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Tolta l'antenna dal centro sportivo (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Modena,La" del 26-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Finale. E' stato spostato in via per Ferrara il ripetitore di cui si era occupato il Tar Tolta l'antenna dal centro sportivo Resta invece il traliccio Telecom in via Cassetti FINALE. Una lunga battaglia, combattuta anche a suon di carte bollate e trattative serrate. Alla fine però l'antenna telefonica installata al centro sportivo è stata trasferita in via per Ferrara, mentre quella vecchia è stata smantellata. L'amministrazione può così dirsi soddisfatta per aver eliminato una problematica ambientale nell'area che vede la presenza delle nuove scuole per l'infanzia e delle elementari. Resterà invece attivo il ripetitore del quartiere ovest. Nel 1996 l'antenna Vodafone-Omnitel era stata installata al centro sportivo. Con l'aumento della sensibilità ambientale e sanitaria quel traliccio era però presto diventato una spina per l'amministrazione, sollecitata da più parti a farlo trasferire. La presenza delle scuole elementari e del centro sportivo non potevano andare di pari passo con l'inquinamento elettromagnetico e così si è deciso di avviare una trattativa serrata con il gestore. Trattativa che subì un'accelerata quando si decise di costruire il nuovo polo per l'infanzia a ridosso di via Montegrappa. I momenti di tensione non sono mancati. Il muro contro muro arrivò fino ai tribunali con ricorsi e contro-ricorsi al Tar. Poi la soluzione e l'accordo: trasferire l'antenna in via per Ferrara. Il consiglio comunale, dopo aver stilato un regolamento energetico, vota all'unanimità il consenso all'operazione e nei giorni scorsi si sono conclusi i lavori di smantellamento della vecchia antenna. Nella querelle si era poi innescata una polemica a distanza con il consigliere mirandolese di Rifondazione, Ciro Scala che, come altri colleghi, aveva ipotizzato un fallimento della trattativa in quanto i regolamenti non prevedevano via d'uscita. "Siamo molto soddisfatti - ammette il sindaco Soragni - Volevamo evitare i problemi di elettromagnetismo agli studenti e agli sportivi e ce l'abbiamo fatta". Sulla stessa scia anche l'assessore ai lavori pubblici D'Aiello. "è stato un lavoro paziente, complicato dalla burocrazia e dalle relazioni tra i gruppi concorrenti della telefonia (in via Cassetti resta il ripetitore di Telecom). Tuttavia i buoni rapporti con i dirigenti e l'insistenza ha portato ad un ottimo risultato per i finalesi".

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Ricerca in montagna, Finanza in prima linea (sezione: Burocrazia)

( da "Alto Adige" del 26-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il comandante provinciale Claudio Di Gregorio ha fatto il punto sulla sezione aerea e sul soccorso alpino Ricerca in montagna, Finanza in prima linea Oggi sarà illustrato il funzionamento dell'Arva: dal 2009 rileverà i suoni Nella giornata odierna è attesa la visita del comandante regionale Attardi BOLZANO. Le ultime novità sulla realizzazione della nuova caserma della sezione area della Guardia di finanza e la presentazione (quest'oggi) del nuovo apparecchio Arva, che consente di individuare le persone disperse a 3/4 metri - ma anche di sentire i suoni fino a 80 metri di distanza - sono stati al centro di un'intervista con il comandante provinciale della Guardia di Finanza, il colonnello Claudio Di Gregorio. Sempre per la giornata odierna, tra l'altro, è attesa la visita a Bolzano del comandante regionale, il generale Francesco Attardi, che tratterà vari aspetti operativi e incontrerà i soci dell'Anfi. La caserma dove attualmente ha sede la sezione aerea della Guardia di Finanza di Bolzano è stata intitolata all'appuntato Stefano Gottardi, insignito della medaglia d'oro al valore civile per aver sacrificato la propria vita nel corso di un'operazione di soccorso in montagna. Con questo (doveroso) ricordo è iniziata la nostra chiacchierata con il comandante provinciale della Finanza Di Gregorio. Colonnello, partiamo dalla caserma. è in corso la costruzione della nuova struttura. I tempi sono lunghi: ci sono state polemiche? "Non mi risulta. E, del resto, non servirebbe. La realtà è un'altra. Quando si opera in una struttura complessa come quella dell'aeroporto di Bolzano, sulla quale intervengono enti civili (Enac, Enav, Provincia e Comune di Bolzano, Agenzia del Demanio) e militari (Aves - Altair, Carabinieri, Guardia di Finanza) bisogna tener conto di esigenze tecniche, logistiche, amministrative e operative di vario genere. Nel riassetto formale delle rispettive aree di competenza è necessario valutare i diversi interessi in gioco". A questo scopo si è insediata una commissione tecnica. Con quale obiettivo? "è presieduta dal rappresentante del ministero della Difesa e lo scopo è di risolvere le problematiche ancora sul tappeto. è il costo della democrazia e non ha nulla a che fare con l'"italica burocrazia". I tempi dipendono anche da questo". Ci fa il punto sulla capacità operativa del soccorso alpino della Finanza in Alto Adige? "Quest'anno i militari delle 5 stazioni del Soccorso alpino Guardia di Finanza (Sagf), che hanno sede a Silandro, Vipiteno, Brunico, Merano e Prato Drava, hanno effettuato 742 interventi fornendo assistenza a 745 persone. Gli elicotteri della Sezione aerea, che coprono l'intero arco alpino del Triveneto, hanno effettuato 460 missioni di volo. L'efficienza dei mezzi è assicurata dai tecnici dell'Agusta-Bell, che operano in pianta stabile alla caserma Gottardi di San Giacomo". A monte c'è un piano di soccorso integrato. Giusto? "Sì, operiamo in sinergia con il Cnsas, Brd, Avs, 118, protezione civile, Cai, Aiut Alpin e naturalmente con le altre forze di polizia". Dunque, non solo la Provincia di Bolzano... "Esatto. Come le accennavo, oggi il comandante regionale, il generale Francesco Attardi, farà visita al comando provinciale. Tratterà vari aspetti operativi, ma incontrerà anche i soci della sezione finanzieri in congedo, per poi presiedere la cerimonia del giuramento di 11 neo-marescialli e 1 neo-vicebridadiere". C'è un motivo particolare? "Sì, la riunione dei due momenti sottolinea il patrimonio di valori che costituisce identità e continuità tra passato e presente. La visita testimonia il fatto che il nostro lavoro quotidiano, in Trentino e in Alto Adige, risponde ad un'unica strategia operativa". Di quali strumenti disponete per la ricerca delle persone disperse in montagna? "Siamo all'avanguardia, ma continuiamo ad investire. I reparti aeronavali dispongono di strumenti di tele-rilevamento in grado di individuare, dall'alto, un carico di droga, un gruppo di clandestini nascosti in un container, scorie radioattive sepolte in un parco naturale o residui del lavaggio delle cisterne in mare". Oggi, nell'ambito della "Lunga notte della ricerca", illustrerete il funzionamento del sistema satellitare Gps di ricerca delle persone disperse in montagna. Quali sono le novità? "Più d'una. L'Arva consente di arrivare fino a 3/4 metri di profondità. Nella nuova versione, che sarà distribuita entro il 2009, questi apparecchi saranno in grado di rilevare i suoni fino ad 80 metri di distanza".

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Il no alla centrale sia nero su bianco (sezione: Burocrazia)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 26-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

OFFLAGA. Le reazioni e i commenti dopo la presa di posizione del presidente della Regione Lombardia contro il progettato impianto. Una mozione della Lega "Il no alla centrale sia nero su bianco" di Pietro Gorlani Tanto lunga è stata la battaglia dei Comitati contro la realizzazione della centrale di Offlaga, tanto breve è la strada per la bocciatura definitiva del progetto. Dopo la presa di posizione netta del presidente Formigoni ("in Lombardia non c'è bisogno di altre centrali termoelettriche") la stralcio definitivo dell'iter procedurale per l'approvazione dell'impianto pare davvero essere fissato giovedì prossimo, 2 ottobre): nella riunione al ministero dell'Ambiente per il rilascio dell'autorizzazione integrata ambientale la Regione sarà chiamata ad esprimersi ma "il giudizio sarà negativo", secondo quanto ha anticipato l'assessore regionale ai servizi di pubblica utilità Massimo Buscemi l'altro ieri in commissione regionale Ambiente. IL PRESSING dei 48 sindaci, dei politici bresciani (non tutti), associazioni ambientaliste e manifestazioni hanno dato i tanto attesi frutti, portando i vertici del Pirellone ad una decisione che non era affatto scontata. Basti ricordare due episodi: nel 2003 il piano regionale dell'energia dichiarava la necessità di installare altri 2mila megawatt in Lombardia (quindi altre 3 centrali); l'8 agosto 2003 la giunta Formigoni dichiarò Offlaga tra i siti da realizzare prioritariamente (insieme a Bertonico e Spinadesco). Una decisione talmente importante che sono in molti a voler vedere un documento ufficiale che dichiari la fine del progetto. È anche per questo che ieri Enio Moretti, consigliere regionale della Lega Nord, ha presentato una mozione per impegnare la giunta nero su bianco "ad opporsi con tutti gli strumenti in proprio possesso alla costruzione della centrale di Offlaga, negando per tutti i motivi in premessa le eventuali autorizzazioni necessarie; ad attivarsi, presso le autorità centrali, affinché sia chiaramente ribadita la contrarietà della Regione Lombardia e delle amministrazioni locali alla costruzione della centrale". AD OGNI MODO il 2 ottobre a Roma ci saranno tutti: Regione, Provincia e Comune di Offlaga. "Sappiamo che la riunione Aia è molto tecnica - spiega il sindaco di Offlaga Ferdinando Moretti - e ci attendiamo una tappa interlocutoria ma speriamo vivamente che la Regione metta la parola fine alla vicenda, dicendo no una volta per tutte, senza bisogno di dover fare un'altra conferenza dei servizi". Amara la riflessione dell'assessore provinciale all'Ambiente Enrico Mattinzoli. Anche se contrario all'impianto sin dal 2003, da quando fece stilare ai professori Alberto Clò e Davide Pastorino lo studio Rie per dimostrare che la nostra provincia aveva una potenza elettrica installata in grado di soddisfare la richiesta di picco e quindi non servivano centrali termoelettriche, ribadisce "l'assurdità dei tempi di risposta della burocrazia. Gli acciaieri hanno dovuto aspettare 6 anni per capire che non possono avere la loro centrale; non era meglio dirglielo subito? Si sarebbero indirizzati altrove. Invece no: tecnici e politici di Provincia, Comune e Regione sono volati a Roma 40 volte in 6 anni, con un dispendio di soldi pubblici che sarebbe tutto da calcolare. Chi nel governo sta lavorando alla semplificazione della burocrazia dovrebbe tenere conto di queste cose".

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Trasloco a sorpresa per gli scolari "Sciopero" in terza elementare (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 26-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Lettere & Opinioni Pagina 348 I genitori protestano: a giugno ci avevano assicurato stabilità Trasloco a sorpresa per gli scolari "Sciopero" in terza elementare I genitori protestano: a giugno ci avevano assicurato stabilità --> Siamo un gruppo di genitori di Settimo San Pietro. I nostri figli frequentano la terza elementare. Una settimana prima che incominciassero le lezioni, ci è stato comunicato che la loro classe sarebbe stata trasferita dalla via Lussu a un'altra sede in via Sardegna. Eppure il dirigente scolastico in carica lo scorso anno ci aveva assicurato a fine giugno che non avremmo lasciato la vecchia scuola. Nella nostra classe c'è un bambino diabetico, insulino-dipendente. Il suo "handicap grave" è stato riconosciuto in base alla legge 104/92: durante le lezioni, la mamma deve intervenire più volte per il controllo glicemico e la somministrazione di farmaci. Il trasferimento le rende più difficile raggiungerlo tempestivamente. Ci sono altre situazioni di disagio documentate. Per esempio, una madre affetta da sclerosi multipla che ha difficoltà a raggiungere una scuola più distante. Abbiamo chiesto soluzioni al nuovo dirigente scolastico. Ieri, finalmente, ci è arrivata una comunicazione che motiva il trasferimento con "necessità organizzative e di gestione delle risorse umane e strutturali" e con l'esigenza che le classi terze, prima separate, vengano "accorpate modularmente e che le classi facciano un percorso educativo didattico analogo e parallelo". Si aggiunge inoltre che è necessario consentire a tutti gli alunni di fruire di entrambe le strutture (a vantaggio di chi? Le aule dei nostri bambini sono rimaste vuote). Il dirigente si dice consapevole delle nostre difficoltà e ci ricorda che in entrambi i plessi operano sei classi. Ci chiediamo a che servano queste non-risposte in burocratese. Prendiamo atto che tutto viene preso in considerazione, tranne ciò che è veramente importante: i nostri bambini. È impossibile comunicare con chi non vuole ascoltare. E i nostri figli non entreranno in classe sinché qualcuno a scuola non ci riterrà degni di vere risposte. ROSY RANDAZZO Rappresentante dei genitori di terza B Grazie della denuncia. Non è difficile immaginare che per la burocrazia scolastica sia tutto regolare, che ogni carta abbia il timbro giusto. Nella scuola italiana, le forme sono sempre rispettate. Nella sostanza, non si capisce in che cosa consista il diritto di scelta dei genitori, che è l'altra faccia dell'autonomia scolastica, se le decisioni di giugno sono inutili a settembre. Non succede solo a Settimo, e questo non è consolante. (d. p.).

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Dalle Poste, all'Inps, all'anagrafe centrale la mattinata in fila per migliaia di torinesi (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 26-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Reportage I tempi lenti della burocrazia Dalle Poste, all'Inps, all'anagrafe centrale la mattinata in fila per migliaia di torinesi ANDREA ROSSI Sbucano dal portone con il volto stravolto dalla rabbia, perché non hanno risolto nulla, sconfitti dalla burocrazia. O sfatti, come reduci da una fatica immane. Altro che elogio della lentezza. Andatelo a dire a chi si è fatto quattro ore di coda per avere un certificato di residenza. Oppure ci ha messo tre giorni - tra attese e disguidi - per rimediare a quella volta che ha sbagliato a versare i contributi. O ancora è stato "rinchiuso" per tre ore dentro una segreteria - portone sbarrato per non alimentare la fila oltre l'orario - perché aveva bisogno di informazioni su esami e corsi universitari. Una città in coda, ma solo al mattino, perché al pomeriggio si chiude. Sbuffano, imprecano, cercano di fregare chi è davanti e avanzare qualche minuto. Si indignano e se ne vanno prima che scocchi il loro turno. O resistono. Prendete la signora Gabriella Pugliese. Dieci e un quarto, cortile dell'anagrafe centrale in via della Consolata: cane ancorato con guinzaglio alla panchina nel giardino, giornale aperto. "Ho bisogno del certificato di residenza. Sono arrivata tre quarti d'ora fa, ho il numero 86. Alle nove e mezza erano al 29; cinque minuti fa, l'ultima volta che ho controllato, al 40". Dentro la ressa: pratiche, fogli, sportelli, addetti che corrono da un ufficio all'altro, voci e lingue diverse che si accavallano, occhi al cielo, giornali usati come ventaglio, sbadigli, rassegnazione. Non una sedia libera, decine di persone in piedi, alcune fuori, "a prendere aria". Gabriella si è fatta due conti: "Di questo passo prima delle due non se ne parla. Meno male che non lavoro". Tempismo quasi perfetto: il certificato arriva all'una e mezza. "Avrei avuto il tempo di leggere due volte il giornale dalla prima all'ultima pagina". C'è poco da lamentarsi: qualcuno si sobbarca ore di attesa senza risolvere le sue magagne. Costretto a ripetere la trafila. E magari assentarsi dal lavoro. Elena Mariella esce quasi di corsa, ogni passo una maledizione verso la burocrazia. Ha le sue buone ragioni. "Alle otto meno dieci ero qui fuori. Gli uffici aprono alle 8,15, volevo essere sicura di non aspettare molto perché ho dovuto prendere un permesso lavorativo". Se l'è cavata in due ore appena. Contenta? "Macché, tutto da rifare: devo tornare domani perché mancava un documento". Quindi? "Un'altra mattinata persa. E un altro permesso da chiedere al mio datore di lavoro". Quando si lavora in proprio la faccenda si complica. "Tre giorni". Fuori dalla sede dell'Inps di via XX settembre, Carlo Misserianni ripete due parole come fosse un mantra. "Tre giorni che, anziché lavorare, mi sbatto da un ufficio all'altro". Ha sbagliato a versarsi i contributi. "Un disguido", dice, "mica l'ho fatto apposta". Prima tappa l'Inail di corso Giulio Cesare. "Un'intera mattina ad aspettare. Quando è arrivato il mio turno mi hanno detto che dovevo andare all'Inps". Ci è andato, "ma era una sede periferica e l'addetta mi ha spiegato che per la mia pratica era competente la sede centrale". Ed eccolo, alle dieci e mezza con quaranta persone davanti. Fuma, all'orizzonte un'altra mattina gettata via. "A mezzogiorno devo andare a prendere i bambini a scuola; dovrò tornare per l'ennesima volta". Domenico D'Agostino è tornato sei volte, ma alla segreteria della Facoltà di Lettere dell'Università. "Tutto per un cambio di facoltà: da Storia a Giurisprudenza. Ogni volta ne mancava un pezzo; ogni volta toccava rifare la fila da capo". E non è questione di minuti, soprattutto ora che l'anno è appena cominciato e i dubbi sembrano essere molti. A venti minuti dall'orario di chiusura (ore 11) la segreteria studenti è un groviglio di corpi e zaini poggiati a terra. Nessun numero, qui la fila si fa piantonando la postazione. E il serpentone, visto lo spazio angusto, prende forme bizzarre. "Uno dovrebbe evitare Scienze della Comunicazione solo per la segreteria", dice Anna Maria Scarfone. A giudicare dall'orda che incombe sull'unica addetta allo sportello non ha tutti i torti. "È così tutto l'anno. Il problema è che su Internet certe informazioni non le trovi, tocca venire qui". Raccontate e commentate on line le code che vi hanno innervosito di più: www.lastampa.it/torino.

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Dalla Carrà riabbraccia i figli (sezione: Burocrazia)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 26-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Eugenia, operaia ucraina, portata in tv dalle amiche Per Eugenia doveva essere un viaggio-premio a Roma con le due amiche del cuore. Una vacanza che doveva concludersi mercoledì sera con una cena di gala. Così, infatti, le avevano detto Margherita e Angela, le due compagne di viaggio di Brembilla. E invece, l'altra sera, si è ritrovata a fianco di Raffaella Carrà negli studi Rai di Roma, nel bel mezzo della trasmissione "Carramba! Che fortuna". E, in diretta tivù, dopo due anni e mezzo di lontananza, ha potuto riabbracciare i tre figli universitari Jana, Ivan e Nasar. Era il regalo che le "signore dei ravioli", di cui fa parte anche Eugenia, volevano farle, e sono riuscite nell'intento. Eugenia (così è chiamata a Brembilla, ma il suo vero nome è Yevheniya Shushnyak) è una signora ucraina, in Italia dal 2000 per lavoro, prima come badante, ora come operaia in una falegnameria di Brembilla. La sua storia è arrivata mercoledì in televisione, grazie alle sue amiche. E grazie a loro e a Raffaella, Eugenia ha potuto rivedere i tre figli. "Fino all'ultimo Eugenia non ha sapeva il vero motivo del viaggio nella capitale ? spiega Andrea Pesenti, tra i promotori della sorpresa ?. L'abbiamo convinta ad andare a Roma dicendo che l'amica Margherita Giupponi aveva vinto un viaggio premio e con lei sarebbe andata anche mia mamma Angela Rinaldi. Con la scusa della serata di gala l'hanno portata dal parrucchiere e l'hanno vestita elegante, e poi sono andate tutte e tre in trasmissione". E qui, Raffaella già all'inizio della puntata, si è messa a parlare di ravioli bergamaschi, preannunciando la storia che avrebbe raccontato. Finché davanti alle telecamere ha chiamato proprio un'emozionatissima Eugenia. Raccontando la sua storia. Sposata in Ucraina con un medico, da cui ha avuto tre figli, dal 1997 al 2000 Eugenia lavora come infermiera all'ospedale di Litovezn. Ma la situazione economica della famiglia non è delle migliori (il marito guadagna 150 euro al mese) e un giorno viene convinta da una coppia tedesca a raggiungere la Germania. Qui Eugenia lavora come donna di servizio mentre il marito fa il muratore. "Tutto però cambia di nuovo con la decisione di tuo marito di tornare in Ucraina ? racconta Raffaella ?. La tua strada e quella di tuo marito si dividono e tu decidi di venire in Italia ? dove arrivi con un permesso di soggiorno temporaneo che diventa definitivo nel 2003. Solo allora puoi finalmente tornare in Ucraina e rivedere i figli". Intanto Eugenia fa la badante da una signora di Blello, mentre dal 2001 al 2005 accudisce Giovannina Locatelli di Brembilla. Eugenia si integra bene in paese, conosce il "Gruppo dei ravioli" e con loro si trova ogni settimana a prepararli per la parrocchia. Ma in lei resta sempre il desiderio di rivedere i figli che burocrazia e motivi economici tengono lontani da ormai più di due anni. "La vita di Eugenia ? ha continuato la Raffaella nazionale ? in questi anni è stata un continuo alternarsi di gioie e dolori. L'anno scorso hai dovuto affrontare anche una difficile operazione in ospedale. Non hai voluto avvisare i tuoi figli se non una volta superato questo momento, proprio per non dare preoccupazioni ai tuoi famigliari che non potevano permettersi il viaggio in Italia". Fino alla sorpresa dell'altra sera in televisione e all'abbraccio con Jana, Ivan e Nasar che ora resteranno a Brembilla con mamma Eugenia per una quindicina di giorni. Finalmente riuniti. Silvia Salvi.

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Vengono per mal di denti, mal di stomaco, mal di schiena, o peggio. Routine. Ma spesso, in quelle fi (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 26-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Gure lente e intimidite che varcano la porta a vetri, c'è anche male di vivere: insicurezza, solitudine, malinconia, paura. Come il parroco, il sindaco e il maresciallo, il farmacista è sempre stato, nei paesi della campagna, punto di riferimento e confessore di vite, meno inquietante degli altri perché "dottore". Nelle grandi città anche, ma più in grigio, frammento di un mosaico. Adesso, a Torino, città d'avanguardia sociale, uomini e donne in camice tra gli scaffali e i prodotti galenici diventano protagonisti e testimoni di chi ha volte non sa raccontarsi negli uffici o ai centralini con la voce registrata che spiega quale tasto premere, secondo l'esigenza, mentre hai fretta di dire soltanto a qualcuno quello che hai visto o subìto o pianto. Hanno fatto un accordo farmacisti e vigili urbani perché il Comune di Sergio Chiamparino diventi sbocco degli infiniti rivoli di realtà narrati - per sfogo o per caso, per parlare con qualcuno o per vergogna - ai camici bianchi oltre la vetrina. Non vedo la signora Maria da due mesi", "c'è sempre quel tizio sotto casa, mi mette paura, forse vende la droga ai ragazzi", "hanno massacrato tutte le panchine dei giardini", "un gruppetto di giovani prende in mezzo un ragazzino fuori scuola, ma io non posso dirgli niente, cammino zoppicando", "ci sono i cassonetti pieni", "ce n'è pure uno bruciato", "davanti alla portina c'è una macchina tutta ruggine da tre mesi". In farmacia - facendo la coda o guardando negli occhi chi sta dietro il banco - c'è lo sfogo della città umile, che ha paura di burocrazia, formalità, dei "come si chiama", c'è il villaggio-quartiere che vede tutto a sua misura così come i bambini piccoli vedono tutto secondo la loro statura. Partire dal basso prima che dall'esercito, bell'esperimento. Il gioco di scambio delle informazioni incomincia il primo giorno d'ottobre in quindici punti, uno per quartiere. Con l'anno nuovo a scoprirsi ascoltata nel suo doloroso minimalismo sarà tutta Torino, 280 farmacie. Prima di morire, il grande Cesare Musatti, padre della psicoanalisi freudiana rigorosa in Italia, disse: "Vai alla fermata del tram, sali, siediti e ascolta una vecchina cui nessuno dà mai retta. Avrai fatto molto anche per la psicoanalisi". Qui non è però solo ascolto. I vigili entreranno a ore diverse, in giorni casuali, con i loro moduli: atteggiamenti criminali, degrado urbano, diversità (dai nomadi ai bulli), persone in difficoltà. Sbarreranno qualche casella, scenderanno nel dettaglio, scriveranno tre righe su luogo, problema, frequenza. E dovranno rispondere. "Ero il comodo dottor Meyers del buon cuore", dice un personaggio dell'Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters. Qui sono camici e uniformi, esperimento di un telefono senza fili per dare una pozione ai piccoli grandi mali della città.

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Tra le code quotidiane 4 ore per un certificato (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 26-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

'NDRANGHETA COMUNE REPORTAGE IL LABIRINTO DELLA BUROCRAZIA TRA FOGLI, RISPOSTE MANCATE E SPORTELLI CHIUSI CONSEGNATO IL PRESTIGIOSO RICONOSCIMENTO INTERNAZIONALE All'interno EFFETTO BRUNETTA IN FACOLTÀ Cupola della coca chiesti 200 anni di carcere "Se la Tav resta nel programma Rifondazione esce" Tra le code quotidiane 4 ore per un certificato La Michelin ci regala tre stelle Alla crociata di Torino Spiritualità Pubblicazione degli stipendi Rivolta in Regione "Molti non capiscono l'utilità dell'on line" Giuseppe Legato Servizio Poste, università, anagrafe e Inps: la fila non finisce mai Scontro fra Curia e organizzatori "Il cardinale invitato non ha mai risposto" Francia e Martinengo Maurizio Tropeano Giovanna Favro All'anagrafe, alla posta, all'Università, all'Inps o all'Inail, la scena è sempre la stessa: una coda infinita. Un nostro cronista ha passato due mattinate tra le file della città. Altro che elogio della lentezza. Andatelo a dire a chi si è fatto quattro ore di coda per avere un certificato di residenza. Oppure ci ha messo tre giorni - tra attese e disguidi - per rimediare a quella volta che ha sbagliato a versare i contributi. O ancora è stato "rinchiuso" per tre ore dentro una segreteria - portone sbarrato per non alimentare la fila oltre l'orario - perché aveva bisogno di informazioni su esami e corsi universitari. Una città in coda, ma solo al mattino, perché al pomeriggio si chiude. Sbuffano, imprecano, cercano di fregare chi è davanti e avanzare qualche minuto. Si indignano e se ne vanno prima che scocchi il loro turno. O resistono Andrea Rossi A PAGINA 64 Pioggia di stelle nel cielo di Torino. Tre in tutto, il numero perfetto per accedere al firmamento della Guida Verde Michelin, dove le città più blasonate si contendono l'attenzione dei visitatori italiani e stranieri. Ieri sera, nella cornice del Museo del Cinema, la festa per la città con Ugo Nespolo che ha donato un quadro con la Mole e le tre stelle (nella foto). Servizio A PAGINA 83.

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La lettura ritorni investimento (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 26-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-09-26 - pag: 16 autore: "La lettura ritorni investimento" di Stefano Salis G li editori puntano tutto sui giovani. Dopo avere provato a chiarire che c'è una stretta correlazione tra benessere economico e indici di lettura e avere chiesto a gran voce un forte sostegno pubblico per incentivare alla familiarità con il libro, la terza edizione degli Statigenerali(aRoma, il1Úe2ottobre) accenderà un faro sul bisogno di creare lettori, a partiredalle fasce più giovani d'età. è la terza volta (ogni due anni, dal 2004) che l'Associazione italiana editori s'impegna a illustrare la realtàdella lettura nel nostro Paese (indici sempre inferiori dei nostri omologhi europei...). Mai risultati, nonostante gli sforzi degli editori, non si vedono.Anzi:quest'anno gli editori sono finiti nell'occhio del ciclone per la questione del prezzo dei libri scolastici (una polemica costruita maldestramente e con molta demagogia) e si sono appena "beccati", oltre alle indagini antitrust, un decreto che vieta di cambiare i testi prima di cinque anni. A guidare l'Associazione (tra i fondatori di Confindustria), che con 420 iscritti rappresenta il 90% degli editori italiani, da ben 12 anni è Federico Motta, 53 anni, milanese, inappuntabile eleganza d'altri tempi,giunto all'ultimo mandato (scadenza primavera 2009) in Italia, ma recentemente eletto a capo degli editori europei. "Arriviamo a questi Stati generali – spiega con la solita calma, che non nasconde la fermezza delle posizioni – in una situazione di grande stanchezza. Siamo stanchi di questo trascinamento di vicende che non si sbloccano e per le quali non si vede un punto d'arrivo. Questo non vuol dire che non faremo sentire ancora una volta la nostra voce". "Non è vero, però, che gli Stati generali non abbiano prodotto esiti tangibili – controbatte, se gli si fa la domanda –. Intanto perché servono a dare un senso al nostro lavoro, a ricompattarci come associazione, a riaffermare l'orgoglio e la dignità del nostro settore industriale. E oggi gli editori italiani contano di più e siedono a tutti i tavoli internazionali dove si parla di editoria. Ma gli Stati generali hanno avuto anche risultati dimostrabili. La seconda edizione ha avuto un seguito, da perfezionare, ma il Centro per il libro è lì, per legge. Esiste". Il Centro è stato creato sì, ma il funzionamento ancora è esitante e i problemi non si possono nascondere. "La burocrazia ha creato una forte contrapposizione interna al ministero dei Beni culturali verso un'esperienza dove il pubblico e il privato dovevano interagire insieme. è stato nominato il direttore, ma non il cda. Gli editori sono pronti e avrebbero contribuito con i soldi derivanti dal diritto di prestito bibliotecario". Stiamo parlando di cifre modeste per un Centro che dovrebbe coordinare le politiche di promozione della lettura a livello nazionale. "Era stato previsto un fondo di 3 milioni; per il 2009, li hanno già annullati. Di fatto, il ministro Tremonti decide da solo le politiche culturali del Paese. I nostri rapporti con lui sono quasi inesistenti, anche perché vediamo che ci sono delle iniziative nei confronti del libro che sono prese senza conoscere né le logiche né gli aspetti giuridici del nostro settore. Senza contare che il Centro ha speso quei pochi soldi in iniziative velleitarie che lasciano ben poco dopo che sono state fatte". Di certo c'è che in Francia il Centre National du Livre gestisce alcune decine di milioni all'anno, in Gran Bretagna e in Spagna (e a Roma sono stati invitati i responsabili delle campagne nazionali) le iniziative a favore della lettura sono state ben finanziate e hanno dato risultati. "Il nostro comparto – spiega Motta – non riceve alcuna sovvenzione pubblica, opera sul mercato, si assume tutti i rischi imprenditoriali. Stranamente, poi, altri settori, che rappresentano valori economici molto più piccoli dell'editoria libraria, godono di incentivi enormi. Il cinema, per esempio, per non parlare dei decoder digitali, per i quali sono stati stanziati 100 milioni all'anno da qui al 2012. Dunque di cosa parliamo? Non riusciamo a vedere la strategia politica nella quale ci muoviamo. E rivolgiamo un appello al Presidente Napolitano e al premier affinché la lettura sia presa come un investimento per il futuro del Paese. Come dovrebbe ben sapere il ministro Tremonti, un conto è spendere, un altro investire". Sul futuro dell'Aie,Motta non si sbilancia. "Non spetta a me nominare il mio successore. La nostra è un'associazione democratica dove i piccoli contano molto. Sono sicuro che gli associati sceglieranno per il meglio, mi auguro in una linea di continuità con il mio mandato". CENTRO PER IL LIBRO "Era previsto un fondo di 3 milioni per il 2009, già annullati: di fatto il ministro Tremonti decide le politiche culturali" FOTOGRAMMA Federico Motta, 53 anni, presidente Aie.

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Fusioni e scissioni leggere con l'uso della telematica (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 26-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2008-09-26 - pag: 33 autore: Armonizzazione. Proposta di direttiva dalla Commissione Fusioni e scissioni leggere con l'uso della telematica Enrico Brivio BRUXELLES. Dal nostro inviato Semplificare le regole che disciplinano le fusioni e scissioni di società a responsabilità limitata. Con questo obiettivo la Commissione europea ha presentato ieri una proposta di direttiva volta a ridurre burocrazia e costi amministrativi per le imprese coinvolte in operazioni che modifichino la struttura societaria. La semplificazione prevede la notifica e l'uso di Internet e del corriere elettronico per pubblicare i progetti di fusione o scissione da trasmettere agli azionisti. Inoltre vengono ridotti gli obblighi procedurali: la notifica di un progetto potrà essere semplificata –spiega la Commissione – se "gli azionisti considerano che certi documenti sono inutili e nel quadro delle fusioni o scissioni semplificate tra società madri e le filiali". Un altro traguardo della proposta di direttiva, che ora dovrà passare al vaglio di Europarlamento e Consiglio, è evitare la doppia notifica. Le misure rientrano nello sforzo intrapreso dalla Commissione Barroso per ridurre i carichi amministrativi sulle imprese del 25% entro il 2012. I risparmi potenziali di queste e altre misure di semplificazione già proposte vengono stimate da Bruxelles in un miliardo di euro l'anno. La legislazione societariae su contabilità e auditing è stata identificata come una priorità per ridurre carichi amministrativi e costi per le imprese. La Commissione europea ha messo a punto nel luglio 2007 un piano per la semplificazioni in queste aree e ha raccolto proposte e reazioni dalle parti interessate. I contributi arrivati a Bruxelles hanno indicato un generalizzato sostegno per l'iniziativa, con una chiara preferenza per cambiamenti mirati da apportare alle norme esistenti, rispetto al varo di nuovi provvedimenti ex novo. "Con questa proposta – ha commentato il commissario europeo al Mercato interno, Charlie McCreevy – continuiamo a mantenere le promesse fatte l'anno scorso. Le direttive che puntiamo a modificare risalgono a trent'anni fa. Se vogliamo minimizzare i carichi amministrativi sulle aziende europee, dobbiamo assicurarci che queste regole siano in linea con le possibilità offerte oggi dalla tecnologia e con i processi in uso nel mondo commerciale". RISPARMI PER LE IMPRESE Riduzione degli obblighi procedurali e pubblicazione tramite internet dei mutamenti in corso.

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L'intero sistema è da modernizzare (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 26-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sud sezione: ECONOMIA E IMPRESE CALABRIA data: 2008-09-24 - pag: 9 autore: INTERVISTA Giuseppe Gaglioti "L'intero sistema è da modernizzare" COSENZA "Un territorio in profonda crisi" è quello che emerge dalla lettura dei dati. Ne è convinto il nuovo presidente della Camera di commercio di Cosenza Giuseppe Gaglioti, 56 anni, eletto ad agosto dopo due anni e mezzo di commissariamento. Una situazione difficile come quella vissuta dalla Camera di commercio? Un periodo davvero tormentato con una crisi diffusa che al Sud si percepisce di più. La progressiva riduzione della base produttiva è il suo segnale più inquietante, dal momento che trascina con sé perdita di occasioni di lavoro stabili, depauperamento di circuiti commerciali e affievolimento delle aspettative positive, che sono la base di ogni ipotesi di sviluppo. E se dovesse passare la ricetta del Governo sul federalismo, le regioni meridionali sarebbero le più penalizzate. Mi attiverò con le altre Cdc per fare un fronte comune. Tutti insieme. Insomma, è lo stesso lavoro che ha fatto ottenendo il 100% dei consensi nell'elezione a presidente? C'era molta divisione tra le categorie e una forte lacerazione nel tessuto produttivo. In nove mesi mi sono impegnato in un'opera di ricucitura cercando di fare chiarezza. Un nuovo corso, insomma? Occorre cambiare le idee, il modo di pensare e stare lontani dalla cattiva politica. Il peggiore nemico è la burocrazia. Se non si cambia, gli imprenditori scapperanno. Ci vogliono mesi per ottenere un'autorizzazione. Per questo abbiamo avviato anche uno snellimento nella macchina amministrativa e burocratica dello stesso Ente camerale. E i prossimi impegni? è necessario affrettare il processo di modernizzazione delle infrastrutture, del sistema dei trasporti e, soprattutto, del sistema creditizio e finanziario perché si doti di nuovi strumenti di analisi che sappiano essere al passo coi tempi ed adeguati alle esigenze delle imprese del territorio. Stiamo lavorando per costruire una banca di garanzia e per la riunificazione dei Confidi associativi. Bisogna anche innescare un mercato di filiera. Non è pensabile che con gli attuali livelli di conflittualità ed instabilità istituzionale alcun imprenditore esterno varcherà il Pollino. Eppure è un territorio dalle grandi potenzialità è come avere una Ferrari e camminare in bicicletta, ma nel nostro territorio vi è una consolidata vivacità imprenditoriale così come sono presenti esperienze di assoluta eccellenza. MARIO TOSTI Camera di commercio. Il presidente Giuseppe Gaglioti "L'instabilità istituzionale fa scappare gli investitori".

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SOCIAL SUMMIT: EMANUELE, STATO SENZA WELFARE GENERA PAURA (sezione: Burocrazia)

( da "Virgilio Notizie" del 26-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

(INTERVISTA) postato fa da ASCA ARTICOLI A TEMA Altri (ASCA) - Roma, 26 set - C'e' bisogno di uno Stato che torni ad occuparsi delle persone in concreto, sollevando il sistema dell'assistenza dalla burocrazia, con un'opzione decisa per il Terzo settore. Ma c'e' bisogno anche che le fondazioni bancarie scelgano che mestiere vogliono fare: se gestire banche o occuparsi di chi e' in difficolta', come vorrebbe la normativa. E anche che il volontariato faccia bene il suo mestiere, attaccato alla sua mission e non alla rincorsa permanente di finanziamenti. Emmanuele Emanuele, presidente della Fondazione Roma e ''padre'' del World social summit che si conclude oggi a Roma con l'intervento di Zygmund Bauman, famoso teorico della societa' liquida, traccia con l'ASCA un bilancio dell'iniziativa e spiega la sua ricetta contro la paura del nostro secolo. D: Perche' la gente di questo secolo ha paura?. E: Lo scenario cui assistiamo non ci presenta un quadro dissimile da quello di epoche lontane come quelle delle grandi invasioni barbariche, delle pestilenze che cancellavano interi stati o delle guerre mondiali. L'umanita' allora ha resistito Oggi il terrorismo, le pandemie, la crisi ambientale, generano paure che pesano in misura imprevista quando vanno ad annidarsi nell'intimita' dell'individuo che, squassato dalla perdita di alcuni grandi valori come la fede, la famiglia, la politica, subisce la crisi della propria identita' e la trasferisce nella realta' economica, che ne risente anche per la crisi del welfare. Se crolla la prospettiva di lavoro di una famiglia, il futuro di uno studente, la possibilita' di inserirsi o re-inserirsi nella societa', infatti, anche tutti gli altri problemi diventano drammaticamente piu' vicini all'individuo, lo terrorizzano e lo costringono a rimanere nel terrore. D: Come si interviene in questo scenario?. E: La mia proposta, che reiterero' nelle conclusioni, richiama, innanzitutto, ad una riscoperta dei valori fondanti l'individuo e la societa' come l'istruzione, la cultura, cioe' quelle colonne che possano sorreggerle. C'e' bisogno, pero', anche di una riforma del welfare state che, a fronte di uno Stato che arretra perche' non riesce piu' a sostenere il peso di questi problemi, puo' essere portata a compimento solo dal non profit, quel terzo settore al quale ho dedicato tanti anni, e che a mio avviso e' l'unico a poter consegnare all'uomo quelle risposte che l'umanita' sembra aver smarrito. Mi ha fatto piacere sentire dagli studiosi dei Paesi emergenti intervenuti al Social summit che a loro avviso la soluzione ai problemi delle loro megalopoli e' quella solidarieta' che noi pratichiamo da secoli. D: Qual e' il ruolo della politica in questo passaggio?. E: La disattenzione della classe politica rispetto alla dimensione sociale e' uno dei principali problemi che abbiamo. Il 46% dei cittadini di tutto il mondo, ma in particolare italiani, intervistati dal Censis sulla natura delle proprie paure, non ha risposto che teme il bandito, il diverso, il Rom, ma che ha paura dell'incertezza che gli e' data dal non poter piu' contare sulle garanzie di uno Stato sociale che funzioni e gli dia una risposta certa. Ci sono tante realta' che potrebbero rispondere a questo bisogno, ma se come non profit dobbiamo pagare le tasse come le imprese, non avere cittadinanza attiva perche' non veniamo riconosciuti con la dignita' costituzionale che meriteremmo -visto che la sussidiarieta' e' stata appiccicata come una pezza alla nostra Costituzione ma non gli si e' dato ne' un corpo ne' una rete - siamo messi in condizione di arenarci. D: Con il federalismo, tuttavia, lo spostamento di alcune competenze in capo ad Enti locali non in grado di sopportarne il peso di gestione oggi mette in condizione parte del Terzo settore di annunciare la propria estinzione. E: Sono convinto che non usciremo da questa crisi se non si risolve un grosso problema: dobbiamo sollevare il sistema dell'assistenza da quel grave peso (e costo) che la struttura statale carica nel veicolare le risorse dalla fase di produzione alla destinazione del servizio. Dev'essere il cittadino a modulare la richiesta, a gestirla nella propria autonomia, interrompendo questa lunga catena grazie alle strutture agili ed elastiche che il volontariato ha costruito e che fa funzionare da sempre, rendendo fluido il rapporto tra risorse e cittadini. Non penso, vorrei chiarirlo, che questo sia possibile spostando questo ruolo di ''smistamento' delle risorse sui Centri per i servizi al volontariato - rispetto ai quali, come e' noto, ho una visione molto critica - perche' con questo modello rischiamo di ricreare quel sistema ingessato che oggi non permette di operare al pubblico. Non sento alcun politico sostenere questa proposta. D: Ma non c'e' il rischio di consumismo dei servizi da parte dei cittadini?. E: La nostra esperienza e i dati ci dicono il contrario. Dobbiamo rieducare i cittadini a un diritto certo ed esigibile, quando serve. Con un pubblico che non gestisce ne' eroga,ma indirizza e controlla il welfare, potremmo corrispondere in modo piu' efficace alle aspettative del singolo. Se posso, ad esempio, fruire di un coupon con un pacchetto di prestazioni certe, non credo che accrescero' la mia domanda di assistenza ma tentero' di amministrarla con saggezza. Se continuera', tuttavia, una disattenzione da parte dello Stato, sara' inutile, a mio avviso, parlare di socialita', di welfare, visto che questo argomento che dovrebbe essere quello principale finisce, di fatto, ad essere abbandonato in Italia. D: La politica, dunque, non sta svolgendo fino a fondo il suo ruolo?. E: Anche nel corso del Social summit abbiamo riflettuto tanto sull'intervento pubblico. In America le principali banche sono state nazionalizzate, mentre, ad esempio, in Italia Alitalia sembra dover essere per forza affidata ai privati secondo una formula molto incerta. Io non sono a favore di un intervento illimitato dello Stato, ma di un intervento regolatore si', anche di fronte ai nuovi strumenti della finanza dei quali abbiamo parlato molto qui in questi giorni. Nel nostro Paese passiamo da un eccesso all'altro: nel caso dell'individuo, dove ci sarebbe bisogno di una personalizzazione dei servizi, lo Stato non lascia spazi al privato sociale perche' teme un consumismo delle prestazioni che non c'e', ma dall'altro, dove c'e' gia' una voragine, lo Stato arretra e la lascia ai privati. Qualcuno dovra' spiegarci la schizofrenia di questo comportamento pubblico perche' qualcosa non torna. D: Quale ruolo possono giocare le fondazioni nel cambiamento da lei auspicato?. E: Parto da una critica che muovo in casa mia. Le fondazioni debbono decidere: o fare come noi della Fondazione Roma, che ci occupiamo esclusivamente delle persone che hanno bisogno, della sanita', della ricerca scientifica, della cultura, del volontariato, oppure scegliere di gestire le banche e la finanza. Altre fondazioni vogliono fare, in realta', solo questo: Cariverona, Montepaschi , solo per fare qualche esempio. Noi, al contrario, abbiamo piccole percentuali finanziarie e assicurative, con le quali diversifichiamo, ripartiamo il rischio e destiniamo tutti i proventi ad aiutare la povera gente. Non e' vero che la filantropia non rende: noi, pur con una scelta di campo molto netta, abbiamo registrato un rendimento annuo di circa il 10%. Ai miei compagni di strada dico: scegliete la filantropia, oppure fate altro, pagando le tasse adeguate ad un'attivita' di mercato. E che lo stato assicuri a chi fa solo volontariato un trattamento anche fiscale adatto alla sfida. D: E al terzo settore che cosa chiede?. E. Che faccia bene il proprio mestiere, con professionalita' e grande coerenza rispetto alla propria mission, senza inventarsi ogni mattina professionista della questua, dedicando tempo e risorse prevalenti al fund raising, con proposte improvvisate e inutili. Sono scelte che, alla lunga, non pagano nessuno, e alimentano incertezza, precarieta' e paura.

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ALIMENTARE: STREETFOOD,BUROCRAZIA'PESA' ANCHE SU CIBO DI STRADA (sezione: Burocrazia)

( da "Agi" del 26-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Food ALIMENTARE: STREETFOOD,BUROCRAZIA'PESA' ANCHE SU CIBO DI STRADA (AGI) - Roma, 26 sett. - Nel corso degli anni l'Italia ha raggiunto un alto livello di qualita' per i prodotti "di strada", a differenza delle modalita' di somministrazione e igiene dei locali e delle maestranze di citta' europee come Parigi, Bruxelles, Londra o mondiali come Pechino, Hong Kong, New York, Chicago, Los Angeles - solo per fare alcuni esempi - dove tutto e' permesso. E' quanto sottolinea Streefood.In Italia - spiega - chi cucina per strada deve sottostare a leggi ferree. Solo per fermarsi con furgone ristorante e' necessario il pagamento del suolo pubblico ai comuni; per aprire l'esercizio servono una sfilza di corsi e relativi esami, procedure di controllo e l'obbligo di 'portarsi l'ufficio dietro' con licenza commerciale, iscrizione camera di commercio, elenco dipendenti e tante altre pratiche burocratiche. Basta dimenticarsi un passaggio o essere sprovvisti dei requisiti necessari per rimangiarsi i pochi spiccioli guadagnati o rischiare di chiudere causa sanzioni. Se da un lato la severita' e lo zelo hanno migliorato le condizioni di vita in senso generale, dall'altro hanno permesso che colossi della ristorazione rapida riuscissero ad adeguarsi diffondendo in tutto il mondo il proprio marchio accompagnato da prodotti come hamburger in mille forme, ricalcando lo stile di vita e i cliche' gastronomici che trovavano di paese in paese; prodotti questi che non sono certo identificativi di un territorio e per di piu' cucinati con ingredienti poco genuini e di ignota provenienza. Il tutto trova posto tuttavia in ambienti asettici. Poi il marketing assieme a una vincente campagna di comunicazione fa il resto: si abbinano quei prodotti a gadgets retaggio dei piu' piccoli per coinvolgere tutta la fam.

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CITTÀ IN CODA, 4 ORE PER UN CERTIFICATO (sezione: Burocrazia)

( da "Wall Street Italia" del 26-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Città in coda, 4 ore per un certificato -->Poste, università, anagrafe e Inps: il labirinto della burocrazia tra fogli e sportelli chiusi. Migliaia di torinesi passano le loro mattinate in coda.

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La prima Festa del Popolo delle libertà (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Adriatico" del 26-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Crisi economica, domani a Serra San Quirico incontro con Bugaro e Casoli La prima Festa del Popolo delle libertà SERRA SAN QUIRICO - "Nella Vallesina non esiste soltanto la sinistra. C'è un popolo di centrodestra fatto di persone che hanno deciso di rischiare la loro fede politica pubblicamente convinti che il nostro territorio abbia bisogno di una svolta, di un cambio di rotta definitivo e che l'unica forza politica in grado di realizzarla sia il Pdl". Romeo Ferrini e Simone Cola annunciano "la prima festa del popolo della Libertà". E domani, alle ore 17 presso il teatro Comunale di Santa . Maria del Mercato, a Serra San Quirico, si terrà un incontro-dibattito sulla crisi economica del nostro comprensorio che vedrà presenti il senatore Francesco Casoli e il consigliere regionale Giacomo Bugaro, (entrambi nella foto) il prof. Massimo Ciambotti ordinario di economia aziendale all'Università di Urbino e, appunto, il vice sindaco di Mergo, Simone Cola. "Il tema è molto sentito dalla popolazione, specialmente da parte delle migliaia di operai che vedono a rischio il proprio posto di lavoro nelle nostre zone. Ma anche le piccole e medie imprese che hanno costituito il famoso e apprezzato modello economico marchigiano avvertono i pericoli di una economia regionale stagnante, danneggiata da una fiscalità esasperata e da una burocrazia opprimente nonché da istituzioni locali, Provincia e Regione in particolare, molto più impegnate a mantenere, con rimpasti e rimpastini, gli equilibri partitici interni , che a risolvere i problemi dei marchigiani". Nell'incontro si parlerà di questo e non solo e ci sarà spazio anche per il momento conviviale con una cena presso il ristorante "La Pianella" di Serra San Quirico con la presenza di esponenti politici del Pdl e con la partecipazione straordinaria del cantante Jimmy Fontana. "Tutti sono invitati". Per informazioni telefonare allo 3333312410 o al 3337950337.

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Varese e Lugano duettano (sezione: Burocrazia)

( da "Varesenews" del 26-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Varese - Marco Borradori, consigliere di stato ticinese e Raffaele Cattaneo, assessore alle infrastrutture della Lombardia in un convegno a Expo village Varese e Lugano duettano Da qui al 2015 questo territorio potrebbe non esser più lo stesso. E detto così sembrerebbe una minaccia. In realtà, se gli scenari disegnati da Borradori e Cattaneo si realizzassero, Varese e il Canton Ticino avrebbero un'ulteriore spinta al loro sviluppo. Verso l'expo milanese le cose da fare sono davvero tante e i due leader politici, ma anche amministratori, sollecitati dalle domande di Giorgio Gandola, direttore del quotidiano La Provincia e Giancarlo Angeleri, direttore della Prealpina, hanno affrontato tanti temi che sono sul piatto. Le infrastrutture al primo posto, le scelte economiche, il sistema della mobilità, la cultura e il turismo i temi centrali. La ragione del convegno era proprio legato all'expo del 2015. "Ringrazio per averci dato la possibilità di parlarne per la prima volta fuori dal Ticino - ha esordito Marco Borradoni. - Con i suoi possibili 30 milioni di visitatori per noi l'Expo ha due valenze. Da una parte continuare il cammeno culturale e infrastrutturale da qui al 2015. Dalla'ltra  intercettare anche solo una piccolissima parte di quel pubblico". Cattaneo ha messo in luce l'importanza di alcune scelte. "Dobbiamo smettere di pensare al confine come a una barriera. La dogana è una membrana, un punto di scambio e la vicinanza è una grande risorsa che dobbiamo ancora scoprire in tutta la sua potenzialità. Nel 1906 ci furono l'expo a Milano e si aprì la via del Sempione. Un secolo dopo di nuovo la grande manifestazione e una nuova via di comunicazione come l'Alp Transit. Il rischio che corriamo questa volta però è grande perché Varese non deve restare ai margini di tutto. Non deve diventare una zona grigia che vede passare di qua lo sviluppo senza fermarsi. In questo quadro la realizzazione dell'Arcisate Stabio è fondamentale perché dobbiamo connettere i due territori". Situazione che hanno ben presente i Ticinesi perché in meno di vent'anni dalla sua apertura del 1980 il tunnel del Gottardo è passato da 180mila mezzi pesanti a oltre un milione e 200mila nel 2000. "Abbiamo quindi bisogno di un miglior rapporto con Varese, - ha detto Borradori - perché Lugano oggi ha un ruolo quasi di ambasciatore, molto più dinamico e attivo del resto della Confederazione e del Ticino. Questo genera qualche tensione interna, ma del resto noi abbiamo le infrastrutture turistiche e un territorio bello. La vicinanza culturale e della lingua facilita le nostre relazioni e proprio ora ci stiamo passando il testimone dei mondiali di ciclismo. Domenica finiscono a Varese e tra un anno saranno a pochi chilometri da qui, a Mendrisio". "Noi ci stiamo a fare la nostra parte, - ha replicato Cattaneo - abbiamo pianificato molti interventi infrastrutturali che collegheranno le due realtà. Sette opere collaterali su 17 da realizzare per Expo sono qui nel Varesotto. Ma non è solo questo. Il Canton ticino è l'unico paese straniero dove si parla l'italiano e questo non è poco. La vicinanza culturale è importante e va valorizzata". Altri due argomenti sono stati i rapporti tra gli aeroporti di Malpensa e Agno. Definiti da Borradori il primo come un supermercato dove si può trovare di tutto e il secondo come un bella boutique. E per finire due questioni spinose come la delocalizzazione delle imprese italiane che spesso preferiscono spostarsi in Canton Ticino, e i frontalieri. "Una buona competizione non può che farci bene a tutti", ha affermato Cattaneo. E Borradori: "Sono aspetti in chiaro scuro perché noi abbiamo molti elementi di appeal verso le aziende. Un peso fiscale minore, una burocrazia molto snella e ben gestita. Abbiamo però una grande quantità di lavoratori frontalieri per noi importanti, ma con 42mila presenze al giorno ci sono alcuni problemi legati anche alla loro mobilità. realizzare delle opere pubbliche non può che far bene a tutti". Il sindaco Attilio Fontana rammaricandosi per il fatto che si faccia ancora troppo poco per la collaborazione tra i due territori, ha poi chiuso i lavori con una battuta che riassume una speranza. "Mi piacerebbe far parte dello stesso Stato". Venerdi 26 Settembre 2008 Marco Giovannelli.

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Un nuovo reinvio per l'apertura dell'Ikea di Rimini. Intanto gli svedesi puntano sulla Croazia (sezione: Burocrazia)

( da "Blogosfere" del 26-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Set 0826 Un nuovo reinvio per l'apertura dell'Ikea di Rimini. Intanto gli svedesi puntano sulla Croazia Pubblicato da Alberico Tremigliozzi alle 17:39 in Arredamento, Città, Ikea, Sviluppo Reti Mentre la casa madre svedese pianifica l'espansione nei balcani ipotizzando l'apertura dei primi store Ikea a Spalato e nei dintorni di Zagabria (dove sarebbe intrattative per acquistare 192.000 mq di terreno industriale per costruire entro il 2011 uno store da 30.000 mq con 8.000 posti auto), la filiale italiana è invischiata nelle sabbie mobili della burocrazia nostrana. Pare infatti che dopo un primo reinvio che ha fatto slittare l'apertura del negozio di Rimini da agosto 2008 ad un non meglio precisato "autunno 2008", in questi giorni sarebbe stato ufficializzato un nuovo spostamento. La nuova data di presumibile apertura si colloca intorno a Pasqua 2009 facendo vivere al retailer svedese una situazione paradossale in cui il negozio riminese è quasi completato e non può aprire (con conseguenti perdite economiche) mentre il pdv recentemente aperto a Parma è stato inaugurato prima del completamento dei lavori (che vengono condotti di notte). La cosa strana è che gli impedimenti burocratici romagnoli fanno sorgere più di qualche sospetto in quanto a poca distanza dal negozio Ikea dovrebbe sorgere un pdv di Mercatone Uno, la cui apertura guardacaso è prevista per marzo-aprile 2009. Keep in touch A.

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Sbucano dal portone con il volto stravolto dalla rabbia, perché non hanno risolto nulla, sconfi (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 26-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Tti dalla burocrazia. O sfatti, come reduci da una fatica immane. Altro che elogio della lentezza. Andatelo a dire a chi si è fatto quattro ore di coda per avere un certificato di residenza. Oppure ci ha messo tre giorni - tra attese e disguidi - per rimediare a quella volta che ha sbagliato a versare i contributi. O ancora è stato "rinchiuso" per tre ore dentro una segreteria - portone sbarrato per non alimentare la fila oltre l'orario - perché aveva bisogno di informazioni su esami e corsi universitari. Una città in coda, ma solo al mattino, perché al pomeriggio si chiude. Sbuffano, imprecano, cercano di fregare chi è davanti e avanzare qualche minuto. Si indignano e se ne vanno prima che scocchi il loro turno. O resistono. Prendete la signora Gabriella Pugliese. Dieci e un quarto, cortile dell'anagrafe centrale in via della Consolata: cane ancorato con guinzaglio alla panchina nel giardino, giornale aperto. "Ho bisogno del certificato di residenza. Sono arrivata tre quarti d'ora fa, ho il numero 86. Alle nove e mezza erano al 29; cinque minuti fa, l'ultima volta che ho controllato, al 40". Dentro la ressa: pratiche, fogli, sportelli, addetti che corrono da un ufficio all'altro, voci e lingue diverse che si accavallano, occhi al cielo, giornali usati come ventaglio, sbadigli, rassegnazione. Non una sedia libera, decine di persone in piedi, alcune fuori, "a prendere aria". Gabriella si è fatta due conti: "Di questo passo prima delle due non se ne parla. Meno male che non lavoro". Tempismo quasi perfetto: il certificato arriva all'una e mezza. "Avrei avuto il tempo di leggere due volte il giornale dalla prima all'ultima pagina". C'è poco da lamentarsi: qualcuno si sobbarca ore di attesa senza risolvere le sue magagne. Costretto a ripetere la trafila. E magari assentarsi dal lavoro. Elena Mariella esce quasi di corsa, ogni passo una maledizione verso la burocrazia. Ha le sue buone ragioni. "Alle otto meno dieci ero qui fuori. Gli uffici aprono alle 8,15, volevo essere sicura di non aspettare molto perché ho dovuto prendere un permesso lavorativo". Se l'è cavata in due ore appena. Contenta? "Macché, tutto da rifare: devo tornare domani perché mancava un documento". Quindi? "Un'altra mattinata persa. E un altro permesso da chiedere al mio datore di lavoro". Quando si lavora in proprio la faccenda si complica. "Tre giorni". Fuori dalla sede dell'Inps di via XX settembre, Carlo Misserianni ripete due parole come fosse un mantra. "Tre giorni che, anziché lavorare, mi sbatto da un ufficio all'altro". Ha sbagliato a versarsi i contributi. "Un disguido", dice, "mica l'ho fatto apposta". Prima tappa l'Inail di corso Giulio Cesare. "Un'intera mattina ad aspettare. Quando è arrivato il mio turno mi hanno detto che dovevo andare all'Inps". Ci è andato, "ma era una sede periferica e l'addetta mi ha spiegato che per la mia pratica era competente la sede centrale". Ed eccolo, alle dieci e mezza con quaranta persone davanti. Fuma, all'orizzonte un'altra mattina gettata via. "A mezzogiorno devo andare a prendere i bambini a scuola; dovrò tornare per l'ennesima volta". Domenico D'Agostino è tornato sei volte, ma alla segreteria della Facoltà di Lettere dell'Università. "Tutto per un cambio di facoltà: da Storia a Giurisprudenza. Ogni volta ne mancava un pezzo; ogni volta toccava rifare la fila da capo". E non è questione di minuti, soprattutto ora che l'anno è appena cominciato e i dubbi sembrano essere molti. A venti minuti dall'orario di chiusura (ore 11) la segreteria studenti è un groviglio di corpi e zaini poggiati a terra. Nessun numero, qui la fila si fa piantonando la postazione. E il serpentone, visto lo spazio angusto, prende forme bizzarre. "Uno dovrebbe evitare Scienze della Comunicazione solo per la segreteria", dice Anna Maria Scarfone. A giudicare dall'orda che incombe sull'unica addetta allo sportello non ha tutti i torti. "È così tutto l'anno. Il problema è che su Internet certe informazioni non le trovi, tocca venire qui". Raccontate e commentate on line le code che vi hanno innervosito di più: www.lastampa.it/torino.

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Col Cavalier, il bando parte a novembre (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere delle Alpi" del 27-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Cristian Arboit Col Cavalier, il bando parte a novembre Via libera definitivo all'operazione da 63 milioni di euro Il cantiere durerà dal maggio del 2009 alla fine del 2013 BELLUNO. Stavolta ci siamo. L'ennesima conferenza dei servizi convocata ieri mattina a palazzo Piloni ha dato il via libera definitivo ai lavori per il traforo del Col Cavalier, tanto che entro quaranta giorni tutto sarà pronto per l'indizione della gara di appalto. Ma Provincia e Regione - galvanizzati dal traguardo - si sbilanciano: "L'avvio del cantiere", afferma l'assessore Piol, "è previsto tra l'aprile e il maggio del 2009". Anche l'ultimo ostacolo è stato superato: Veneto Strade ha infatti iscritto a bilancio l'intera cifra occorrente per la realizzazione del tratto: 63 milioni di euro, di cui 50 stanziati da Roma. La vera notizia è che finora sono stati rispettati tutti i tempi e con un'opera come la Fenadora-Anzù in casa il dato non è affatto scontato. Ci sono volute quattro conferenze di servizi, un mare di burocrazia, gli strali contro la Soprintendenza, ma alla fine il progetto del Col Cavalier è stato "licenziato" con tutti i crismi dell'ufficialità. La corsa adesso - almeno quella preliminare - è in discesa, salvo i venti giorni scattati da ieri per la presentazione di eventuali osservazioni. Possibilità che in Provincia si sentono di escludere: "Abbiamo portato avanti un percorso condiviso. Non ci sarà più nessun ostacolo". Ieri mattina tutti i soggetti coinvolti nell'operazione hanno dato parere favorevole all' adeguamento del tratto fra Case Fagherazzi e Visomelle, compresa la famigerata Soprintendenza, che non ha opposto particolari resistenze. Il progetto è stato approvato all'unanimità oltre che dagli enti locali anche dai gestori di sottoservizi, tra cui l'Enel e la Telecom. "E' un passo decisivo per la realizzazione dell'opera", spiega l'assessore provinciale Piol, che conferma come il bando europeo per l'appalto uscirà a novembre. Prima di arrivare alla gara bisognerà completare l'iter di variante urbanistica che nelle prossime settimane sarà oggetto di un nuovo accordo di programma. Ma, a sentire la Provincia, non sarà nulla di trascendentale: "Ci consentirà di inserire nel progetto due strade di servizio, una da via Sanfor e l'altra da via Castellet. Per il resto", prosegue Piol, "il progetto definitivo corrisponde perfettamente al piano regolatore vigente". Segue - verosimilmente - sospiro di sollievo. Non usa toni meno trionfalistici l'assessore pari grado in Regione Renato Chisso: "Ancora una volta la Regione ha voluto risolvere un problema importante per la cittadinanza di questo bellissimo territorio". Tredici milioni sono stati stanziati infatti da Venezia, somma che si è aggiunta ai cinquanta messi da Roma. Il tutto è stato inserito nel piano triennale regionale di Veneto Strade. Mentre la Provincia intende iniziare l'opera entro il maggio del 2009, la Regione vuole concluderla per la fine del 2013. Piol infine usa l'incenso: "La Provincia è stata tenace e Veneto strade ha lavorato bene. E' stata un'ottima collaborazione".

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Patto fra comune e Bim: l'acqua in un mese (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere delle Alpi" del 27-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Ivan Perotto Patto fra comune e Bim: l'acqua in un mese Tempi più rapidi per le procedure E ora si attende la svolta per il gas In vigore una convenzione che snellisce la burocrazia "Governance che funziona" FELTRE. Approda anche a Feltre la governance che funziona. Ieri mattina il sindaco Gianvittore Vaccari ha sottoscritto - 59º primo cittadino dell'Ato bellunese - la convenzione con il Bim Belluno Infrastrutture e il Bim Gestione servizi per snellire le procedure amministrative relative agli allacciamenti e agli interventi nel sistema acquedotto. Una convenzione importante, dalla parte dei cittadini, pensata per dare risposte migliori ed in tempi sempre più celeri. Attualmente, quando il Bim, società che gestisce l'Ambito territoriale ottimale, è chiamato ad intervenire sul territorio, si scontra con l'elefantiaca burocrazia italiana, composta di mille passaggi inetrminabili, di mille permessi, di snervanti attese da parte di chi quell'intervento lo ha richiesto e lo aspetta. Grazie all'accordo siglato ieri mattina adesso sarà possibile imporre una poderosa accelerazione: nel giro di un mese o poco più sarà possibile effettuare tutte le operazioni. "Con Feltre sono 59 i comuni che hanno compreso l'importanza di questo accordo", spiega Bruno Zanolla, presidente di Bim Belluno Infrastrutture. "Speriamo che a breve anche gli ultimi comuni che ancora sono titubanti firmino, perché così potremo operare con una gestione unitaria per l'intero territorio bellunese. L'importanza di questa convenzione è data da queste stesse cifre: non vi è caso simile in Italia di altrettanti comuni che abbiano deciso di seguire una linea unica per snellire la burocrazia e porsi così dalla parte dei cittadini. E non dimentichiamoci poi del fatto che anche la Sovrintendenza veneziana, coinvolta in particolare per quanto riguarda Feltre, e l'Anas hanno collaborato positivamente a questo progetto". Le cifre snocciolate da Zanolla parlano di un risparmio di almeno 90 giorni, e forse pure qualcosa di più. Di una riduzione sensibile delle pratiche burocratiche, che scenderanno dalle oltre 5 mila attuali ad un massimo di mille. Della possibilità di controllare, ed eventualmente punire, i trasgressori che non rispettassero i contratti di lavoro. Tutte cose impensabili sino a ieri, quando per un solo intervento bisognava perdere un mese per la pratica edilizia, due mesi per la risposta di Venezia e una quarantina di giorni per l'allacciamento. Con il rischio poi che le aziende chiamate a svolgere il lavoro riuscissero ad approfittare di eventuali varchi nei capitolati d'appalto per rallentare ancora di più le opere. "Grazie a questa convenzione adesso potremo dare delle risposte celeri alle richieste dei cittadini", esulta il sindaco feltrino Vaccari. "E' un esempio di federalismo, di una governance che funziona. Purtroppo per il momento l'accordo è limitato alla gestione dell'acquedotto. Ma stiamo valutando quali soluzioni adottare per quanto riguarda la questione gas, perché i disagi che si trovano di fronte i cittadini per causa di Italgas non sono accettabili". In proposito è lo stesso Zanolla a lanciare la sfida: il Bim è pronto a rilevare la rete di Italgas, subentrando nella gestione, in modo da poter avere un unico ente - bellunese, e proprietà degli stessi Comuni - che gestisca i diversi servizi del territorio.

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Questo è il trionfo della burocrazia sulla democrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Trentino" del 27-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

LE REAZIONI "Questo è il trionfo della burocrazia sulla democrazia" TRENTO. Sconcerto, amarezza e arrabbiatura, per non dire di peggio, nel campo che appoggia Dellai. Ilarità e battute tra i sostenitori di Divina. La notizia dell'esclusione dell'Udc dalla competizione elettorale è arrivata intorno alle 19. Il leader storico dell'Udc Ivo Tarolli è furioso: "Ci escludono perché manca l'autentica della firma del segretario Paolo Dal Rì, ma non ha senso. La sua volontà di presentare e sottoscrivere la lista è dimostrata dal fatto che lui era lì, davanti all'ufficio elettorale. E poi, tutta la documentazione è ineccepibile. C'era tutto. Purtroppo manca quel particolare formale e tutto per una serie di coincidenze sfortunate. Lui era andato alle undici di mattina, ma c'era coda. Così ha ritirato il numero e poi è andato dal dentista, quando li hanno fatti entrare, alle 3, è tornato. Si sono accorti che mancava l'autentica e lui è corso in Comune a farla, ma fuori tempo massimo. Così per un cavillo si toglie la possibilità di scelta a migliaia di trentini. L'Udc è stata votata da 26 mila persone che ora non potranno più esprimersi. Ma noi non ci arrendiamo. Faremo ricorso al Tar. Questo è un vulnus alla democrazia enorme. Ho parlato sia con Pierferdinando Casini che con Lorenzo Cesa e sono rimasti più che stupiti. Una cosa del genere non si era mai vista. Comunque, andiamo avanti con Dellai, come e più di prima". Marcello Carli ha la faccia triste: "Questo è il trionfo della burocrazia sulla democrazia. Noi, comunque, continuiamo ad appoggiare Dellai e facciamo ricorso sperando che prevalga il buonsenso. Dobbiamo difendere il diritto degli elettori a poter scegliere. Io ho parlato con Dellai ed è amareggiato. Comunque il progetto di costituente di centro va avanti a prescindere dal risultato del ricorso al Tar". Il segretario del Pd Alberto Pacher è preoccupato: "Non ci voleva proprio. E' un brutto passaggio. C'è un aspetto politico, perché questa alleanza apriva una strada interessante, e un aspetto elettorale, perché la mancanza dell'Udc non aiuta di certo in una situazione che era già difficile". Il segretario dell'Upt Marco Tanas è ancora più triste: "Noi dell'Upt abbiamo un progetto comune con l'Udc e la sua esclusione per un cavillo burocratico ci dispiace e molto". Gongola, invece, il segretario della Lega Maurizio Fugatti: "E' la punizione divina per i saltimbanchi".

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Le indicazioni di don Enzo Raimondi (sezione: Burocrazia)

( da "Cittadino, Il" del 27-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il catecumenato: le tappe del cammino di formazione n Il cambiamento del flusso migratorio di questi ultimi anni si manifesta anche nella realtà del catecumenato. Molti immigrati provengono oggi dalla Romania e dai paesi dell'Est europeo, oppure, dall'America Latina, per cui si tratta di persone che normalmente già professano il cristianesimo nella Confessione cattolica o ortodossa. Si sono dunque ridotti di numero, rispetto a qualche anno fa, coloro che, venendo in Italia, chiedono di ricevere il battesimo. Nonostante questo però, non mancano anche quest'anno alcune richieste da parte di adulti italiani e stranieri di intraprendere o completare il cammino catecumenale nella nostra diocesi e poter ricevere così i sacramenti dell'iniziazione cristiana.Le comunità che accompagneranno la loro formazione sono certamente stimolate a riscoprire il dono grande della fede, condividendo il percorso di coloro che con consapevolezza desiderano diventare cristiani e far parte della sua Chiesa. Le stesse comunità sono anche il luogo più adatto per un cammino catecumenale che più facilmente introduce nella fraternità ecclesiale, dando anche qualche maggiore garanzia di continuità. Molto spesso, infatti, si dimentica che non solo il "Catecumeno", ma anche il "neofita", ossia colui che ha appena ricevuto i sacramenti, ha bisogno di una cura particolare e di un aiuto per irrobustire la propria fede e la propria appartenenza alla Chiesa.In questo servizio sono anzitutto coinvolti i parroci a cui giunge in prima battuta, da parte di qualcuno, la richiesta di ricevere il Battesimo. Il responsabile del cammino di iniziazione cristiana degli adulti rimane tuttavia il Vescovo che accoglie la domanda ed ammette prima al Catecumenato e poi ai Sacramenti mediante un apposito decreto.Per questo motivo ogni volta che un Parroco riceve la richiesta di un aspirante al catecumenato, dopo aver vagliato la sincerità delle intenzioni, deve accompagnare con una presentazione la richiesta che il candidato farà pervenire al Vescovo, corredata di tutti i documenti necessari atti a definire l'identità e la situazione famigliare o matrimoniale dello stesso.Non si tratta di mera burocrazia, bensì di cogliere la serietà di una richiesta compiuta in età adulta e dirimere eventuali impedimenti che non di rado emergono da situazioni di vita intricate come per chi proviene da un paese lontano, ha professato un'altra religione e ha magari già contratto matrimonio. La formazione del catecumeno sarebbe auspicabile avvenga, per i motivi detti sopra, nella comunità di accoglienza. Tuttavia la diocesi offre la possibilità di un cammino catecumenale per coloro che non possono essere seguiti diversamente.Gli incontri si terranno presso la casa dell'Assunta in Corso Roma, 100 a Lodi ed avranno inizio con il mese di ottobre. Per il momento non sono state indicate le date perchè si attendono ancora le iscrizioni.Vi è anche la proposta, per tutti i catecumeni, di alcuni momenti comuni per favorire una reciproca conoscenza, presso l'Istituto Santa Anna di via Gorini. Il calendario è così strutturato: sabato 13 dicembre, alle ore 15.30 il ritiro di Avvento, mentre domenica 1 marzo 2009, alle ore 16 il ritiro di Quaresima.Don Enzo Raimondi.

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Il parcheggio della futura metropolitana leggera verrà realizzato con i "resti" del Blue Residence (sezione: Burocrazia)

( da "Cittadino, Il" del 27-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

N Il materiale proveniente dalla demolizione del Blue Residence si trasformerà nel principale "ingrediente" con cui a breve verrà realizzato il parcheggio della futura metropolitana leggera di via Tolstoy. I sangiulianesi nei prossimi mesi potranno così scorgere un primo segnale dell'attesa stazione, che in realtà sarà un punto di interscambio proposto anni fa da un comitato promotore di imprenditori della zona. E se già da tempo è stato più volte rimarcato che le opere per l'infrastruttura si specchieranno nell'operazione Blu Residence, in quanto il comune finanzierà la fermata dei convogli con gli oneri legati alla realizzazione di un nuovo complesso, addirittura in questo caso l'inerte dell'ex albergo verrà utilizzato per creare una spianata di circa 15mila metri quadrati da adibire a parcheggio auto. L'iter su questo fronte si è sbloccato con il benestare del Parco Agricolo Sudmilano, che nel luglio scorso ha autorizzato un progetto che è funzionale al futuro servizio di trasporto con fermate frequenti e veloci che, in base ai programmi, dovrebbe tagliare nettamente il traffico dei veicoli provenienti dalle località a Sud di San Giuliano diretti tutte le mattine alla metropoli. Più complessa invece la partita burocratica legata alla fermata ferroviaria. "I prossimi passaggi definitivi - spiega l'assessore alla viabilità di San Giuliano, Renato Cipolla -, s terranno con la conferenza di servizi e infine con l'Accordo di programma che dovrà essere sottoscritto dalle ferrovie e da tutti i protagonisti di questa operazione. Sono già iniziati confronti bilaterali con le parti che dovranno poi esprimersi in conferenza di servizi: ad esempio l'Anas ha formulato delle prescrizioni, con la richiesta di alcune modifiche al progetto, che sono già state apportate". I tempi, ancora una volta saranno insomma quelli della burocrazia, sebbene l'esecutivo di centrosinistra si mostra determinato a fare pressing sugli enti competenti, affinché le tappe conclusive non si perdano in ulteriori lungaggini. "Come comune - ricorda Cipolla -, stiamo puntando ad agevolare al massimo una procedura che non dipende più da noi: l'auspicio è di poter partire quanto prima con le opere vere e proprie, che seguiranno il progetto iniziale, con il ponte pedonale sulla via Emilia e tutte le altre iniziative studiate nel dettaglio per incentivare al massimo l'utilizzo di questa fermata ferroviaria". Insomma, per il momento i macchinari si concentreranno nella zona di via Tolstoy per predisporre il parcheggio, ma intanto l'attenzione sarà puntata sulla burocrazia che, dopo una staffetta ricca di passaggi, a questo punto dovrà dare il benestare ufficiale a quella che sulla carta si presenta come una strategica pedina per la mobilità dei pendolari del Sudmilano. Giulia Cerboni.

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Forme di qualità da tutte le Regioni (sezione: Burocrazia)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 27-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

TRA LE "PERLE" BRESCIANE: IL FATULÌ E IL SILTER Forme di qualità da tutte le Regioni Anche i formaggi francesi avranno un loro spazio: dal Salers de fossa al mitico Camembert La diversità agroalimentare sarà il filo conduttore di "Franciacorta in Bianco 2008", una manifestazione che negli anni ha saputo farsi apprezzare dal grande pubblico e dagli operatori del settore. Gustose e fresche robiole, il Silter Camuno Sebino, il Bagoss, il formaggio di Fossa, il formaggio nella Cenere, il pecorino di Picinisco, il pecorino di Arbus, la Marzolina Ciociara, il Caciocavallo, il Canestrato pugliese, i formaggi di Santo Stefano Quisquina, le tradizionali lucane cacioricotta e casieddu, il Raveggiolo della Toscana, il Piacentinu Ennese, la Rosina di Bufala, il Fatulì e l'Agrì saranno solo alcuni dei formaggi protagonisti di questa fantastica rassegna in programma il mese prossimo a Castegnato. Anche i formaggi francesi avranno un loro spazio: Ara Jesus, dalla cittadina di Clermont Ferrand, presenterà a Franciacorta in Bianco alcuni dei migliori formaggi d'oltralpe ovvero il Salers de fossa, il Particulare brie, il Saint mectaire, il Bleu de pays e il mitico Camembert. E con loro alcuni saranno protagonisti pure caseifici d'eccellenza come, per citarne alcuni, il caseificio Di Nucci (antica famiglia di Capracotta, il più alto Comune dell'Italia appenninica, da sempre terra di pascoli, di bovini, di pecore, di pastori, di transumanze) e il Caseificio San Lorenzo in Valle-Amaseno ( la cui titolare, Giuliana Lauretti, è riuscita nell'impresa di mettere in piedi, in questo paesino della campagna romana, una cooperativa di allevatrici di bufale, per fare l'autentica mozzarella. Dovendo tuttavia strenuamente combattere contro vaccini fantasma e burocrazia, per imporre la genuinità della sua mozzarella o della Rosina, un formaggio straordinario prodotto con latte di bufala e caglio di capretto). Non mancheranno personaggi curiosi come Daniele Meini, il caciao di Gello, che fa dell'arte di mostrare ad adulti e piccini come si crea il formaggio quasi una "missione".

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Veneto partner prediletto degli Usa (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 27-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Tra la nostra regione e gli Stati Uniti un interscambio di 5 miliardi l'anno e il 10 per cento dell'import nazionale Veneto partner prediletto degli Usa "La crisi finanziaria non ferma gli affari. Da noi fantasia e solidità" DANIELE PAJAR VENEZIA. All'America piace il Nordest: lo dice la American Chamber of Commerce in Italy (AmCham è l'organizzazione per la promozione delle relazioni economiche tra Italia e Usa nata nel 1915). Cosi nonostante la crisi globale, i legami tra Veneto e Usa restano caratterizzati da una grande solidità: questo anche grazie alla comunità italiana in Usa. "Gli Stati Uniti - spiega l'assessore all'Economia, Vendemiano Sartor - sono il terzo cliente degli esportatori veneti e sono all'ottavo posto tra i nostri fornitori". L'interscambio complessivo ha sfiorato lo scorso anno 5 miliardi di euro e il 10 percento delle merci che arrivano in Italia dagli Usa è destinato al Veneto. Ragionando in senso contrario si scopre che nel Veneto esistono un centinaio di imprese a capitale americano. Quello che è evidente, ed è quanto è emerso durante un confronto a più voci tenutosi a Venezia sulle opportunità di investimenti bilaterali organizzato da AmCham, è l'importanza di lavorare su quella che il vicepresidente di Confindustria, Antonio Costato, ha definito come "una osmosi maggiore tra questa e quella parte dell'occidente". Nessuno fa mistero della crisi ma, annota Costato, le cause non vanno disvelate attraverso grandi sofismi: "ci sono casi evidenti dove si è infranto chiaramente almeno uno dei dieci comandamenti"; insomma, senza tanti giri di parole, qualcuno è scappato con la cassa. A bocce ferme adesso bisognerà ripartire: non sarà semplice. E l'America dovrà lavorare per dare una iniezione di fiducia a chi dall'estero vuol scommettere su di lei. "D'altronde - rileva John Kozup, della Villanova University di Philadelpia - il problema sul fronte degli investimenti verso gli Usa è dato dall'informazione" per superare la paura; succede, è emerso, che in Usa investire è più facile a farsi piuttosto che a dirsi e non solo per chi è grande, grosso e strutturato. La burocrazia che funziona è il fiore all'occhiello dell'economia statunitense. Al contrario in Italia: l'Università di Philadelphia in uno studio ha rilevato che "i lati negativi del paese sono l'aspetto burocratico e un mercato del lavoro troppo rigido". C'è invece, tra i manager Usa la convinzione che in Italia vi sia una capacità elevata di produrre qualità (il solito inscalfibile Made in Italy). Cosi, mettendo sullo stesso piatto della bilancia pregi e difetti di due mercati molto diversi la strada migliore risulta essere quella della cooperazione bilaterale. Per Fabio Gava, oggi parlamentare, "dobbiamo prospettare una grande alleanza euroatlantica nel settore dell'economia ed in questo senso credo che il Nordest vorrà fare la sua parte". Rileva Renato Brunetta, ministro dell'innovazione ed economista: "la nostra è economia reale vera; è produzione di beni, servizi, cose, griffe, marche e marchi e quindi meno risente della crisi dell'economia di carta, dell'economia finanziaria. L'economia vera è quella reale, quella di carta, semmai, è funzionale". Un motivo di forza per chi dagli Usa, ad esempio, vuol cercare terreni solidi in Italia essendo che "il baricentro dell'Europa si è spostato a Sud e a Est" e di conseguenza anche nel nostro Nordest. L'america lo sa.

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La signora Giuliana chiama E il sindaco risponde (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 27-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

CRONACA 27-09-2008 Ieri al telefono c'era Vignali La signora Giuliana chiama E il sindaco risponde "Buongiorno, qui Comune Amico, sono Pietro Vignali. In cosa posso esserle utile?". La signora Giuliana, cittadina parmigiana che ieri ha chiamato il Contact Center, è rimasta in silenzio per una manciata di secondi, non si sarebbe mai immaginata che dall'altro capo del telefono potesse rispondere nientemeno che il sindaco in persona. Dopo qualche istante di comprensibile incertezza, ha pensato che dovesse per forza trattarsi di uno scherzo. "In realtà io volevo sapere dove devo recarmi per rinnovare la mia carta d'identità elettronica, potrebbe gentilmente passarmi un'operatrice?". Per tenere fede allo slogan "il Comune si fa in 4 per te", che accompagnerà la campagna di comunicazione ideata per promuovere il nuovo servizio, anche il primo cittadino ha voluto indossare la classica cuffietta con microfono incorporato in dotazione a chi abitualmente lavora in un call center. "Definirlo tale però sarebbe alquanto riduttivo - ha fatto notare Vignali - 0521 4 0521 è molto più di un tradizionale servizio informazioni. Cercherà di venire incontro, a 360 gradi, alle esigenze delle persone che telefoneranno per ricevere qualsiasi tipo di delucidazione sulle attività di competenza del Comune di Parma". Nei principali info point dislocati su tutto il territorio cittadino verranno consegnati 10.000 dè- pliants che illustreranno, oltre alle principali caratteristiche del Contact Center, le modalità con cui potrà essere utilizzato. Inoltre saranno distribuiti 10.000 blocchi post-it da 25 fogli e 1000 biro. Il materiale sarà immediatamente riconoscibile: avrà infatti impresso in bella mostra quel numero unico che eliminerà pressoché totalmente la burocrazia dalla quotidianità dei parmigiani. G.C.

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Memoriale della Shoah, la forza del ricordo (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 27-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-09-27 - pag: 12 autore: Nella Stazione Centrale di Milano. Presentato il progetto Memoriale della Shoah, la forza del ricordo di Paolo Bricco D alla stazione ferroviaria di Milano il primo carro bestiame chiuso ermeticamente con il piombo si mosse il 6 dicembre del 1943.L'ultimo convoglio sarebbe partito il 15 gennaio del 1945. Al suo interno c'erano gli ebrei destinati ai campi di sterminio in Germania e in Polonia, in uno dei viaggi che Primo Levi, sopravvissuto a Monowitz, lager satellite di Auschwitz, avrebbe così descritto in Se questo è un uomo: "Vagoni merci,chiusi dall'esterno, e dentro uomini donne bambini, compressi senza pietà, come merce di dozzina, in viaggio verso il nulla,in viaggio all'ingiù, verso il fondo". Adesso, per chi non è tornato e per chi si è salvato ma ha avuto la vita sommersa dall'Olocausto, proprio dentro la Stazione Centrale sorgerà il Memoriale della Shoah di Milano. Il progetto, che sarà realizzato entro la fine del 2010, è stato presentato ieri nella Sala Reale dalla Fondazione Memoriale della Shoah, che ha ottenuto gli spazi necessari per la futura struttura dalle Ferrovie dello Stato. "Un memoriale,non un museo- ha precisato Ferruccio de Bortoli, presidente della Fondazione - , perché l'enigma dell'Olocausto pone a tutti interrogativi ancora aperti ".Qualcosa di vivo e di vita-le, non di ossificato e di chiuso, perché il Memoriale dovrà avere la forza, con i suoi documenti, i filmati, i libri e perfino le sue atmosfere e i suoi colori, di parlare a chi non ha conosciuto quella tragedia. "Il verbo " ricordare"-ha rammentato il presidente della Regione, Roberto Formigoni-compare 222 volte nella Bibbia. E, dalla cultura ebraica, è stato trasmesso anche a noi, tanto che non a caso ha assunto una centralità assoluta nella nostra civiltà". Conoscenza delle cose e sensibilità umana. Per provare a inaridire la vena nera dell'indifferenza, che fra il 1941 e il 1945 ha reso più efficiente la burocrazia dell'Olocausto e che ancora oggi non è scomparsa. L'indifferenza di allora non si dimentica. "Quando i vagoni si fermavano-ha raccontato ieri suscitando commozione Liliana Segre, l'unica ancora in vita dei 605 ebrei stipati sul convoglio del 30 gennaio del 1944 alla volta di Auschwitz-Birkenau-nessuno rispondeva ai nostri richiami". L'indifferenza di oggi la si affronta con operazioni storico- culturali come quella imbastita dalla Fondazione che, avviata con il patrocinio della Presidenza della Repubblica, ha avuto il sostegno di Regione Lombardia, Comune e Provincia di Milano, e con il contributo di Esselunga, Europa Risorse, Associazione Figli della Shoah, FondazioneCentro di documentazione ebraica contemporanea, Comunità ebraica di Milano, Unione delle comunità ebraiche di Milano e Comunità di Sant'Egidio,oltre alla Shoah Foundation di Los Angeles,all'Istituto Yad Vashem di Gerusalemme e alla Fondazione Anna Frank di Amsterdam. I settemila metri quadrati dell'area del Memoriale sono situati, a livello della strada, sotto il piazzale dei binari di Milano Centrale, tra via Pergolesi e viale Brianza, con ingresso su via Ferrante Aporti: "Un luogo della stazione dimenticato e chiuso per molti anni - ha commentato ieri l'amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti- , che tornerà a vivere grazie a incontri, studi e dibattiti". Questi nuovi spazi, progettati da Morpurgo de Curtis Architetti associati, ospiteranno il Memoriale permanente, costruito con le testimonianze personali, le immagini delle persecuzioni e il muro su cui scorreranno i nomi dei 605 ebrei caricati sul treno Rsha del 30 gennaio del 1944. Nella parte orientata verso via Ferrante Aporti ci sarà il laboratorio della memoria con un archivio, una biblioteca, un auditorium e una biblioteca specializzata. "Tutti elementi - ha detto Morpurgo - che dimostrano l'apertura alla città di questa iniziativa ". E, significativamente, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha scritto in un messaggio ai suoi promotori: "Il Memoriale porrà a confronto la quotidianità odierna della vita laboriosae serena della grande città con la realtà di una tragedia che può apparire lontana nel tempo, ma che non possiamo e non dobbiamo cancellare dalla nostra memoria". E, ieri, al termine di una presentazione affollata e emotivamente intensa, venivano in mente le parole di un altro scampato alla Shoah, il poeta Paul Celan: "Nell'arca della Storia non sono accolte che le bocche e le voci che abbiano la forza di offrire i cammini individuali degli uomini alla memoria collettiva". paolo.bricco@ilsole24ore.com Progetto. Il Memoriale della Shoah di Morpurgo de Curtis Architetti Associati.

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Via Corelli, la beffa delle espulsioni Un clandestino su due resta a Milano (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 27-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-09-27 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Burocrazia e identificazioni difficili: freno ai rimpatri dal Centro accoglienza. Il leghista Salvini: più controlli sugli ingressi Via Corelli, la beffa delle espulsioni Un clandestino su due resta a Milano Su 1.100 clandestini passati dal Centro di identificazione ed espulsione di via Corelli dall'inizio del 2008, solo 540 sono stati rimpatriati. Una quantità minima se confrontata con i 100 mila clandestini in provincia di Milano e i 18-20 mila senza permesso di soggiorno che ogni anno passano dall'ufficio immigrazione della questura. Le ragioni che rendono le espulsioni una sfida impossibile: pochi posti nei Centri, difficoltà di identificazione attraverso il circuito delle ambasciate, proteste e caos sugli aerei che spesso spingono i comandanti a rifiutare l'"ospite". Il leghista Matteo Salvini: "Combattere l'immigrazione clandestina a monte". A PAGINA 3 Santucci.

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Clandestini, la burocrazia <frena> le espulsioni (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 27-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-09-27 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Clandestini, la burocrazia "frena" le espulsioni Via Corelli, un immigrato su due esce per scadenza dei termini e resta a Milano. "Difficile identificarli" Dall'inizio del 2008 nel centro di accoglienza sono passati 1.100 clandestini: quelli espulsi sono stati solo 540 è un problema di numeri. I clandestini in provincia di Milano sono oltre 100 mila. Soltanto dall'ufficio immigrazione della questura ne passano 18-20 mila l'anno senza permesso di soggiorno. Nelle stanze del Centro di via Corelli, anticamera delle espulsioni, ne sono però entrati, nel 2008, solo 1.100. Ma quanti sono quelli realmente riportati nel proprio Paese? Circa la metà, 540. Poco più di 2 al giorno. E gli altri? Sono in giro per Milano. Le statistiche svelano una contraddizione macroscopica. Da una parte, la propaganda dei politici che annunciano una severità sempre maggiore verso i clandestini. Dall'altra, quegli stessi politici che non creano gli strumenti perché le leggi siano applicabili e le espulsioni reali. Per la sicurezza "percepita" e la caccia al voto urlano: "Espelleremo tutti i clandestini". I risultati dei proclami però, numeri alla mano, sono minimi. Parole e realtà restano molto distanti. In mezzo a questo sfasamento si trovano la polizia e i carabinieri (che ogni giorno controllano e arrestano centinaia di clandestini), e la Croce rossa, che gestisce via Corelli. Dai dati forniti ai consiglieri comunali, che ieri hanno visitato il Centro di identificazione ed espulsione, si scoprono le difficoltà del meccanismo. Dei 1.100 clandestini passati in via Corelli da gennaio a oggi, 540 sono stati imbarcati su un aereo. Gli altri, esclusi i 79 ancora "detenuti", sono usciti per scadenza dei termini (141), per mancata convalida dell'espulsione (66), per impossibilità di essere imbarcati su un aereo (126), perché hanno ottenuto l'asilo politico (27) e per vari altri motivi. Ma perché le espulsioni restano una missione impossibile, anche se i clandestini hanno commesso reati? (l'80 per cento degli ospiti di via Corelli La visita Ieri la commissione Sicurezza di Palazzo Marino ha visitato il Cie di via Corelli ha precedenti penali). Primo: il Centro milanese ha 140 posti e serve tutta la Lombardia. In poche parole: è un imbuto. E ancora: un clandestino, prima dell'espulsione, dev'essere identificato con certezza. Ma questo passaggio, visto che la maggior parte è senza documenti e ha invece molti alias, richiede un'odissea tra ambasciate e consolati di cui non sempre si riesce a venire a capo (almeno non entro i 60 giorni, termine massimo di "detenzione "). Infine, i clandestini imbarcati fanno spesso resistenza sugli aerei. E non sempre, per motivi di sicurezza, il comandante accetta di partire con gli "ospiti" a bordo. In via Corelli sono in progetto nuovi lavori: "Abbiamo chiesto di poter costruire un nuovo spazio comune", spiega il presidente provinciale della Cri, Alberto Bruno. Mentre i politici, dopo la visita di ieri, si scontrano: "La struttura funziona alla perfezione - spiega il capogruppo della Lega, Matteo Salvini - ma resta il problema dei costi di gestione. L'immigrazione clandestina va contrastata a monte". Risponde Andrea Fanzago, Pd: "Con le leggi attuali, un Centro del genere è inutile". Conclude il vicesindaco, Riccardo De Corato: "Senza nuove strutture, ci vorrà un secolo prima di rimpatriare i 40 mila clandestini di Milano". Gianni Santucci 100 mila GLI IMMIGRATI irregolari che vivono in provincia di Milano.

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L'ECOPASS, LA MULTA E L'ERRORE IL VOLTO TRISTE DELLA BUROCRAZIA (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 27-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-09-27 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Il caso di Giangiacomo Schiavi L'ECOPASS, LA MULTA E L'ERRORE IL VOLTO TRISTE DELLA BUROCRAZIA Caro Schiavi, in riferimento alla lettera del signor Giuseppe Duccio pubblicata giovedì 25 settembre è emerso questo: per un problema tecnico riscontrato in quel periodo nel sistema Ecopass relativo alle targhe degli utenti titolari di pass disabili, il rinnovo della targa abbinata al contrassegno, pur essendo stato materialmente effettuato dagli operatori, non è stato recepito dal sistema informatico, con il conseguente invio delle sanzioni oggetto della segnalazione e l'impossibilità di cambiare momentaneamente la targa utilizzando lo 020202 (che peraltro risulta avesse avvisato il cittadino che il cambio targa temporaneo non era possibile in quanto il sistema segnalava un pass scaduto). Fermo restando che il disguido è effettivamente avvenuto, quello che il signor Duccio non ha scritto è che gli uffici hanno subito risposto alle sue richieste adoperandosi per risolvere il problema delle sanzioni. In particolare, gli uffici hanno provveduto più volte a contattarlo telefonicamente proprio per evitargli di recarsi nei diversi uffici comunali e si sono adoperati per risolvere la questione con comunicazioni interne per richiedere alla Polizia locale l'annullamento dei verbali emessi e il fermo di quelli in uscita, informandolo sempre senza mai chiedergli di essere fisicamente presente negli uffici. Ora le sanzioni amministrative sono oggetto di un procedimento di autotutela avviato dagli uffici, cosa nota all'interessato, che riceverà comunicazione puntuale. Mara Pala Responsabile Servizio Parcheggi e Sosta Caro Schiavi, mi è arrivata un'altra multa dal Comune di Milano. Sono a quota 161. Per evitare complicazioni e aggravi, visto che scadono i 60 giorni per il ricorso, farò appello al giudice di pace. Dal Comune ho ricevuto una telefonata, ma nessuna comunicazione scritta che mi esonera dal pagamento di queste multe. Giuseppe Duccio Sintesi finale: c'è stato un errore, il cittadino lo segnala, il Comune provvede. Ma i tempi sono una variabile indipendente e l'interessato, giustamente, perde la pazienza. Non tocca a lui giustificarsi. è questo il punto: quanti cittadini sono costretti a peregrinare da un ufficio all'altro per un disguido della macchina burocratica, per mostrare una ricevuta di pagamento? Penso al bollo auto, ai bollettini della tassa rifiuti, ai tanti casi segnalati in questi mesi e anche alle maledette multe con i semafori truccati. La vita del buon cittadino è sempre più complicata, proviamo a semplificarla un po'. gschiavi@rcs.it.

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Non è vero che il centrodestra è isolato È vero, semmai, che non abbiamo reti clientelari (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 27-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno - CASERTA - sezione: OPINIONI - data: 2008-09-27 num: - pag: 15 categoria: REDAZIONALE REPLICA A SCHIFONE Non è vero che il centrodestra è isolato è vero, semmai, che non abbiamo reti clientelari Caro direttore, l'amico Luciano Schifone, nel suo intervento di ieri sul Corriere del Mezzogiorno, dopo aver riconosciuto al centrodestra campano di aver svolto in questi anni il suo ruolo di opposizione con onestà, impegno e dedizione ne denuncia le carenze in termini di proposta politica e di efficacia, evidenziandone l'isolamento mediatico di cui è vittima che porta ad un sostanziale oscuramento delle sue attività. Schifone sottolinea come nonostante il caos e le guerre intestine nel Pd, alla Regione e al Comune di Napoli il centrosinistra la fa ancora da padrone, facendo apparire la successione a Bassolino-Iervolino una sua questione domestica, come se si trattasse di regni da ereditare all'interno di una dinastia. E su questo il suo intervento non fa una piega. Il centrodestra viene invece rimproverato di non aver saputo sviluppare un rapporto con il tessuto organico e la borghesia di Napoli. L'isolamento mediatico cui è vittima il centrodestra è certamente il risultato del feeling tra centrosinistra e mondo dei media, molti dei quali proni e pronti a magnificarne le opere ignorandone le magagne. Ci ricordiamo tutti dei litri di inchiostro che la stampa e l'intellighenzia ha profuso per descrivere il "rinascimento" bassoliniano, grandeur patacca che ha lasciato solo macerie. Ma oggi si respira un'aria nuova anche tra i giornalisti e più in generale nel mondo della cultura, proprio come sta avvenendo tra gli elettori di Napoli e della Campania. Aumentano quelli che cercano di fare informazione con onestà e serietà anche della nostra parte politica che, lo ricordo, è oggi nettamente maggioritaria tra gli elettori. Molti di loro hanno ancora timore di mostrarsi, di perseguire fino in fondo l'obiettivo dell'informazione corretta, paura di finire vittima del riflesso escludente di quelli che si ritengono depositari dell'unica "cultura" possibile, quella di sinistra. Dobbiamo essere noi a dare coraggio a costoro, e lo stiamo facendo, attraverso le nostre iniziative, la nostra capacità di convolgimento. E faccio anche una considerazione alla critica che ci viene mossa sul fatto di non aver saputo sviluppare un rapporto con il tessuto organico e la borghesia di Napoli. Io credo che la rete clientelare che ha costruito il centrosinistra a Napoli non è qualcosa di cui essere invidiosi, è anzi un sistema perverso da debellare. Noi del Pdl dobbiamo apparire ed essere nel concreto diversissimi da loro. Il rapporto corrotto tra politica e borghesia imprenditoriale/professionale improntata da Bassolino e soci (e prima ancora dai partiti della Prima Rebubblica, di cui l'attuale centrosinistra si è fatto erede delle peggiori consuetudini) sull'utilizzo del denaro pubblico attraverso commesse di comodo, è uno schema da rompere, come sostiene anche Schifone, non certo da replicare a parti invertite. Il centrodestra napoletano si propone oggi come riferimento di quella classe economico-produttiva (che sia borghese o non, poco importa) che sa fare da sé, senza chiedere le solite prebende pubbliche e che per decenni è stata non solo abbandonata dalla po-litica, ma peggio vessata e sfruttata dalla burocrazia parassitaria (e dalla camorra), quasi sempre appiattita sul centrosinistra bassoliniano (e non). La successione agli attuali amministratori locali appare come una partita interna al centrosinistra? Solo per chi sta tentando di tutto (ma proprio di tutto) perché non avvenga quello che avviene in tutte le democrazie del mondo, e cioè una normalissima alternanza. Il centrosinistra ha completamente fallito nei 10 anni che ha amministrato la Regione Campania e nei 15 alla guida del Comune di Napoli, e questo è sotto gli occhi di tutti. Ebbene, c'è il tentativo di una parte della stampa napoletana, dell'imprendiotoria assistita e di quella solita parte della magistratura politicizzata di far apparire il centrodestra come inadeguato a governare, inesistente sul territorio o peggio invischiato in fatti criminosi allucinanti (attraverso i soliti pentiti orchestrati a bacchetta e la grancassa mediatica dei soliti noti). Addirittura qualcuno si è già spinto a lanciare improbabili liste civiche, che non sono altro che il centrosinistra mascherato e che non ha più neppure il coraggio (e forse la possibilità) di presentarsi con le sue insegne, impossibilitato com'è a chiedere il consenso degli elettori. Invece noi ci siamo e siamo pronti. La classe dirigente del Pdl campana è pronta ad assumersi le proprie responsabilità e a proporsi dinanzi agli elettori come chi vuole risolvere, o perlomeno tentare, gli enormi problemi, lo sfascio che il centrosinistra ci lascia in eredità. Proprio come sta facendo il presidente del Consiglio, che con senso dello Stato e delle istituzioni, ha attivato la fattiva ed indispensabile collaborazione di chiunque, a prescindere dal colore politico di appartenenza, nella soluzione dell'emergenza rifiuti, realizzando un vero e proprio miracolo, se si pensa alle condizioni disastrose in cui versavamo solo pochi mesi fa, per colpa del centrosinistra. Il centrodestra, e Forza Italia in particolare, è molto più radicato sul territorio adesso rispetto a qualche anno fa, le vittorie in serie in tanti comuni della Campania nel 2007 e nel 2008 lo dimostrano. Molto ancora c'è da fare per aumentare i meccanismi democratici interni e quelli della scelta dei rappresentanti nelle istituzioni, ma l'attuale classe dirigente ha già promosso un profondo rinnovamento interno, basta guardare gli eletti campani al parlamento delle ultime politiche: giovani, imprenditori, scienziati, prefetti e magistrati rappresentano a Roma la Campania del nuovo centrodestra. Infine, sono un fautore delle primarie, ma solo con regole chiare e certe, dove non prevalgono né i signori delle tessere né i convogliatori delle truppe cammellate. Ernesto Caccavale Portavoce regionale di Forza Italia.

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Casa ai clandestini: confiscata (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 27-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - TREVISO - sezione: TREVISO2A - data: 2008-09-27 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE Casa ai clandestini: confiscata Blitz in città. E a Maserada una coppia sfrattata occupa il municipio La prima vittima dei controlli è un trevigiano. Mentre nel Comune dell'hinterland è scontro per un gruppo di immigrati TREVISO - Giro di vite delle forze dell'ordine sulle case in affitto a immigrati clandestini. Già decine le posizioni controllate nel giro di pochi giorni da polizia e guardia di finanza, e c'è già un trevigiano che rischia di vedersi confiscato un appartamento per averne concesso l'usufrutto ad un extracomunitario irregolare. Il pacchetto Maroni prevede infatti sanzioni pesantissime per chi affitta i propri beni immobili agli immigrati clandestini. Già lo scorso agosto il comando provinciale della guardia di finanza di Treviso aveva diramato ai sindaci e alle forze dell'ordine una nota in cui si chiedeva la collaborazione per contrastare il fenomeno dei "contratti facili". E i controlli delle fiamme gialle hanno portato alla luce la prima irregolarità. Un trevigiano è stato pizzicato dopo che aveva stipulato un contratto "in nero" con un clandestino, che a lui pagava l'affitto da mesi: la guardia di finanza ha provveduto a denunciarlo, e presto potrebbe scattare il sequestro preventivo ai fini della confisca del suo appartamento. Questa infatti la sanzione prevista per il proprietario che affitta la casa da reddito, senza regolare contratto, a extracomunitari non in regola con il permesso di soggiorno. Ma controlli a tappeto sono stati effettuati anche dagli agenti della questura di Treviso: a oggi sono più di cinquanta gli inquilini stranieri finiti sotto la lente della polizia. Diverse posizioni sono al vaglio degli investigatori, e presto potrebbero riservare amare sorprese per i proprietari conniventi o "solo" superficiali. Uno dei quartieri più battuti è stata la zona dello Stadio, dove elevata è la concentrazione di extracomunitari, ma i controlli si sono estesi anche a Silea, Ponzano e ad altri comuni dell'hinterland. Molte segnalazioni di situazioni sospette sono arrivate dalla cittadinanza. Quella che emerge dalle indagini è una realtà nascosta dai tratti inquietanti: si sono riscontrati casi in cui i proprietari hanno dato in affitto (a caro prezzo) casolari diroccati e pericolanti, senza servizi igienici, luce ed acqua. E casi in cui diverse famiglie di immigrati sono state trovate a convivere in pochi metri quadrati, sborsando anche 350 euro per ogni singolo posto letto. L'intervento della polizia è mirato a contrastare, oltre al fenomeno dell'immigrazione clandestina, anche quello del terrorismo, della prostituzione e dello spaccio degli stupefacenti: molto spesso, spiegano dagli uffici della questura, è nel limbo in cui non arrivano le maglie della burocrazia che si annidano le situazioni a rischio criminalità. Ma il problema casa sta tenendo banco in questi giorni a Maserada con il caso di Naim El Zahir, una madre marocchina sfrattata per morosità che per protesta ha "occupato " il sottoportico del municipio. Ma il sindaco Floriana Casellato non ci sta. "Per la donna e il suo bambino eravamo riusciti a trovare una casa protetta, e anche una a 300 euro al mese. Le nostre proposte sono state sempre respinte. Queste sono le regole per vivere nella nostra realtà e se la signora Naim non le condivide è bene che ritorni al suo Paese ". Quindi, l'appello. "Chiedo alla comunità marocchina trevigiana di far desistere la donna". Sebastiano Pozzobon La protesta La coppia marocchina nel municipio di Maserada.

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<Terminal, l'accisa non diventi addizionale> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 27-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - VERONA - sezione: ECOVUOTA - data: 2008-09-27 num: - pag: 15 categoria: REDAZIONALE "Terminal, l'accisa non diventi addizionale" La richiesta del presidente della Exxon Mobile Italia Gian Battista Merlo: nulla in contario all'idea, purché non si tratti di un'aggiunta al già pesante carico fiscale VENEZIA - Il segreto per attirare investimenti esteri sta tutto in una burocrazia snella e in un fisco leggero. Gli economisti americani lo ripetono da anni e non perdono l'occasione della "Conferenza sugli investimenti bilaterali fra Stati Uniti e il Triveneto", tenutasi ieri a Venezia, per sottolineare i difetti del sistema italiano, da cui il Veneto non sembra immune. La tormentata vicenda del rigassificatore di Rovigo ne è la prova: "Non abbiamo nulla in contrario all'idea che il territorio su cui sorge il terminale ottenga una percentuale sulle accise come richiesto dal governatore Giancarlo Galan, a patto che non si tratti di un'addizionale al carico fiscale, che già sopportiamo adesso, e che così com'è scoraggia gli investimenti". Gian Battista Merlo, presidente di Exxon Mobile Italia (che detiene il 45% di Terminale Gnl Adriatico) sottolinea che sono stati necessari dieci anni per le autorizzazioni di luogo e che adesso la percentuale sulle accise è una questione interna che riguarda il governo e la regione. Ma la Exxon non è l'unica società straniera che lamenta lentezze burocratiche e carichi fiscali elevati. Antonio Costato vicepresidente di Confindustria con delega all'energia rincara la dose: "Finché si tratta di investire nel settore dei servizi è sufficiente affittare un ufficio e metterci dentro un po' di teste che da noi non mancano, ma chi vuole investire nella nostra regione ha bisogno di procedure snelle perché si tratta di attività produttive che necessitano la costruzione di infrastrutture adeguate ". Al contrario gli Stati Uniti sono il leader mondiale dell'efficienza burocratica, fa notare Gianni Zonin, presidente della Banca Popolare di Vicenza. "Quando ho deciso di investire in Virginia sono stato facilitato dall'efficienza dell'amministrazione americana e, anche ora, nonostante si assista a un'innegabile crisi finanziaria, le facilità burocratiche rendono gli investimenti ancora convenienti". Ma non è solo la rapidità del sistema a ridurre i rischi derivati dalla crisi dei mercati, ma anche la tipicità dell'economia veneta. Il Nordest basa la sua ricchezza su piccole e medie imprese meno esposte alle fluttuazioni finanziarie. Le aziende locali sono più affini alle industrie dell'entroterra americano piuttosto che al mondo che ruota attorno a Wall Street. Secondo il ministro della funzione pubblica Renato Brunetta, "Le vicende della crisi influenzano, ma non determinano l'economia reale e questo permetterà alla nostra produzione di non recedere". è per questo che gli investimenti bilaterali tra il Nordest e gli Stati Uniti sono rimasti relativamente stabili: il Triveneto continua a raccogliere il 25% degli investimenti statunitensi in Italia e, nella direzione opposta, non ci sono state notevoli variazioni. "Le imprese del Nordest hanno trovato negli Stati Uniti una manodopera preparata ed efficiente grazie al sistema scolastico e agli investimenti sulla ricerca". Alessio Antonini Protagonista Gian Battista Merlo, aministratore delegato di Exxon Mobil, all'inaugurazione del Terminal di Porto Viro.

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Burocrazia e scuola Tre prof "in ostaggio" (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 27-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il caso Destinati all'estero bloccati dalla Regione "liberati" dal tribunale Burocrazia e scuola Tre prof "in ostaggio" ANDREA CHATRIAN AOSTA Questione di principio, di norme che mancano ma soprattutto di soldi. Una ragnatela in cui sono rimasti intrappolati tre professori. Bloccati nelle scuole della Valle quando avevano vinto un concorso per andare all'estero: vita nuova, tanti soldi (circa 4500 euro al mese) e il traguardo della pensione più vicino. Dopo due mesi di battaglia, a "liberarli" sono state le forbici del diritto e un giudice del lavoro, Eugenio Gramola. Anni fa Angela Luna, Piero Grange e Armanda Borettaz erano scesi a Roma per partecipare al concorso bandito dal ministero degli Esteri alla ricerca di prof da destinare alle scuole italiane nel mondo. E l'avevano vinto, superando l'esame di francese e conquistandosi un posto in graduatoria. Il loro turno arriva a giugno, quando la Farnesina chiama. Devono dire "sì" in tre giorni (lo fanno) e scegliere tra le sedi - decine, da Parigi a Bratislava - proposte: si comincia il 1° settembre. Qui il nodo comincia a stringersi. I tre devono essere messi fuori ruolo (per passare alle dipendenze degli Esteri) e serve il nullaosta della Regione. Che non arriva. Il ministero dell'Istruzione ha i soldi per gli stipendi dei docenti, ma Luna, Grange e Borettaz appartengono ai ruoli della Valle. L'assessore all'Istruzione, il 17 luglio, scrive agli Esteri: chi paga? Secondo Laurent Viérin l'utilizzo di insegnanti valdostani fuori ruolo in un'altra amministrazione fa cessare "ogni onere a carico del bilancio della Regione". Partono quelle che il miglior burocratese chiama "procedure giuridico-operative" per far sì che il "trattamento metropolitano" (lo stipendio) dei tre passi a carico dello Stato. La matassa è ingarbugliata. La Regione non vuole pagare, il ministero dell'Istruzione lo farebbe ma non può, gli Esteri hanno fretta. E il 18 luglio la Farnesina assegna ad altri i posti che spettavano ai valdostani. Luna, Grange e Borettaz si affidano all'avvocato Piercarlo Carnelli che prepara un ricorso d'urgenza. Chiede che il provvedimento che dà ad altri le loro cattedre venga, innanzitutto, sospeso. Ai tre "nessuno ha contestato di partecipare alle selezioni, nessuno contesta il titolo acquisito, nessuno contesta il diritto di assumere la cattedra nella sede prescelta e nessuno contesta la posizione in graduatoria". La differenza tra il sistema scolastico statale e quello valdostano è solo, dice il legale, questione di organizzazione, strutture e stipendi (pagati dalla Regione e non dallo Stato). Lo status giuridico degli insegnanti è lo stesso. I problemi sono "mere questioni contabili". Il 29 agosto, l'udienza davanti a Gramola. Il giudice accoglie. Avendo vinto il concorso "il nullaosta al collocamento fuori ruolo è da ritenersi atto dovuto". La Regione "deve provvedere al trattamento economico metropolitano dell'insegnante anche se non ne fruisce delle prestazioni professionali". Il no dell'assessorato "appare (...) atto illegittimo". La sostituzione è così la conseguenza "dell'illegittimo diniego di un atto dovuto". E va sospesa. Ora i tre chiederanno i danni mentre la Farnesina sta richiamando i prof già partiti o offrendo destinazioni alternative ai valdostani. Parigi val bene una causa.

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La grande festa della Croce Gialla (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Adriatico" del 27-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nel tardo pomeriggio prevista la benedizione dell'ambulanza donata dal calzaturificio Zeis Excelsa, la sfilata e la conviviale a Villa Bianca La grande festa della Croce Gialla Il ringraziamento ufficiale del sindaco. Si comincia oggi alle 16.30 MONTEGRANARO - Tutto pronto. Festa grande oggi per la Croce Gialla. Si brinda infatti al ventennale dalla fondazione della pubblica assistenza cittadina. In programma, per celebrare al meglio l'evento, diversi momenti. Si comincia alle 16.30 con il raduno delle consorelle in piazzale San Serafino. Invitata a partecipare anche la cittadinanza. E non mancheranno le autorità. Ai volontari della Croce Gialla, in queste ore, sta arrivando il plauso da tutti. Il primo cittadino Giovanni Basso si fa portavoce di un sentimento comune e dice grazie Croce Gialla. Quasi una scommessa quando venti anni fa un gruppo di montegranaresi, con nel cuore la voglia di prestare il proprio tempo per il prossimo, ha deciso di mettersi insieme e di dare vita al sodalizio. A quel sodalizio che venti anni dopo sarebbe diventato la principale realtà del volontariato a Montegranaro. Il primo presidente è stato Camillo Cruciani. Uno che, il volontariato, ce l'ha proprio scritto nel dna. Perchè, oltre ad aver fondato la Croce Gialla, ha guidato sempre a Montegranaro altre associazioni. Tra i primi, per esempio, a fare ingresso nell'Avis 45 anni fa. Dopo di lui altri si sono succeduti. Da ultimo, attualmente in carica, Annalina Zincarini. La presidente che non si stanca mai di ripetere la nostra forza sta tutta nei volontari. La presidente che non ama arrendersi. Non l'ha fatto neppure quando la burocrazia, gran lucama, si messa in mezzo e ha rallentato la tanto attesa firma ( arrivata mesi indietro, ndr) per la convenzione che consenitirà quando nei locali i lavori saranno finiti di trasfersi dagli spazi di viale Zaccagnini a quelli più accoglienti presso l'ospedale. Un sentito grazie - dice il sindaco Giovanni Basso - va ai presidenti che si sono succeduti in questi venti anni e ha tutti i militi che con impegno, passione e dedizione hanno dedicato il proprio tempo agli altri. Mettersi al servizio degli altri, gratuitamente, è una grande prova di amore. E l'amore è uno dei sentimenti più nobili dell'uomo. La Croce Gialla così come tutte le associazioni di volontariato cittadine rappresentano una grande ricchezza per la nostra città. La principale ricchezza. E a loro va il nostro caloroso e sentito grazie. Ci sarà anche il sindaco Giovanni Basso questo pomeriggio ai festeggiamenti organizzati dai volontari della pubblica assistenza, da giorni al lavoro per celebrare al meglio il ventennale. Alle ore 17.00 è prevista una santa messa, alle ore 18.00 la benedizione dell'ambulanza donata dal calzaturificio Zeis Excelsa, alle ore 19.00 è prevista la sfilata per le vie del paese dei mezzi, alle 20.30 il momento di gala presso Villa Bianca. ISABELLA CARDINALI,.

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Venezia (S.F.) L'altra faccia del "miracolo cinese", (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 27-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Venezia(S.F.) L'altra faccia del "miracolo cinese", quella portata alla luce anche dallo scandalo del latte avvelenato, è stata svelata ieri alla Conferenza internazionale sulla Scienza, in corso alla Fondazione Cini a Venezia, da Chumming Chen, docente di nutrizione del Centro cinese per la prevenzione e il controllo delle malattie.Chumming Chen, vista la posizione che occupa, non è ovviamente un'oppositrice, e nel suo intervento ha mantenuto un'impostazione rigorosamente neutra, tenendosi lontana dai temi più "delicati", ma le cifre da lei portate sono risultate lo stesso abbastanza sconvolgenti, rappresentative di un paese in cui cala drasticamente il numero di poveri, ma cresce la povertà dei poverissimi. In Cina dunque, tra il '93 e il 2005 il numero di coloro che vivono con meno di un dollaro al giorno è calato da 80 a 23.6 milioni; "Questo grazie all'esenzione delle tasse e ad una politica di prezzi protetti per l'agricoltura", ha chiosato la studiosa. Anche la percentuale di bambini al di sotto dei 5 anni sottonutriti è calata, nel decennio 1990-2000, passando dal 13.9 all'8.6\%. Significa però che ancora quasi un bambino cinese su dieci non mangia a sufficienza. Ma la sottonutrizione investe anche la popolazione adulta, con significative differenze fra le città e le aree rurali, ma ben pochi miglioramenti, come ha ammesso la stessa studiosa: a non mangiare abbastanza è l'8\% degli abitanti delle aree urbane, e addirittura il 10 di quelle rurali. E rimangono gravi anche i problemi del rachitismo e dell'anemia, di cui è affetto il 15.8\% degli uomini e il 23\% delle donne.E poi c'è l'altro faccia della medaglia dello sviluppo: chi si è arricchito e mangia troppo. Nel 2002 (ma i dati sono in crescita) gli adulti obesi erano il 7\% della popolazione, e quelli in sovrappeso il 22.8. In cifre reali significa che i cinesi grassi sono oltre 260 milioni, e cominciano a rappresentare un... grosso problema medico, in un paese in cui l'assistenza sanitaria è di là da venire.L'altro protagonista della giornata, ieri alla Conferenza, è stato Ingo Potrykus, dell'Istituto Federale di tecnologia di Zurigo, applauditissimo alla fine del suo intervento che più che decantare le qualità del "Golden rice" (riso dorato) da lui inventato - ben note fin da quando gli procurarono una copertina di Time nel 2000 - ha quasi commosso i presenti raccontando le vicissitudini incontrate per diffonderlo. Il nuovo riso geneticamente modificato è in grado di produrre il beta-carotene, un precursore della vitamina A, e dunque fornirebbe ai consumatori dei paesi poveri una dieta più ricca e salutare. "Purtroppo dal 1999 cerco inutilmente di diffonderne le sementi, gratuitamente - ha spiegato il professor Potrykus - ma le burocrazie e le leggi anti Ogm me lo impediscono. Ostacoli che si dovrebbero superare solo nel 2012. Ma nel frattempo per la carenza di questa vitamina continueranno a morire 1-2 milioni di persone all'anno, e per la stessa causa ci saranno mezzo milione di bambini ciechi all'anno".Fra gli altri relatori della giornata, a dire cose non proprio popolari fra i pescatori nostrani è stato Daniel Pauly, direttore del "Fischerier Centre" dell'Università canadese della British Columbia: "Si pesca troppo - ha detto il biologo - e rischiamo di distruggere per sempre il patrimonio ittico. Bisogna aumentare le aree protette, ed eliminare i sussidi alla pesca: anche perchè ora vengono sussidiati gli sprechi: un terzo del pescato nel mondo viene sprecato, perchè finisce come mangime per animali".Oggi giornata conclusiva con confronto ravvicinato fra il patriarca Angelo Scola e il filosofo Giulio Giorello, nel pomeriggio conclusioni affidate alla Nobel Shirin Ebadi.

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Ancora rinvii del progetto Oggi convegno (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 27-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

TENDA BIS Ancora rinvii del progetto Oggi convegno "La burocrazia ritarda l'autostrada Cn-At e raddoppio del Tenda". Così il presidente della Provincia, Raffaele Costa, sul rinvio della Conferenza dei servizi per l'autostrada e della Conferenza intergovernativa prevista a Parigi il 22 settembre. Costa ha scritto al ministro delle Infrastrutture. L'onorevole Teresio Delfino (Udc) ha presentato un'interpellanza: "Il Governo, ancora una volta, si è fatto trovare impreparato a un appuntamento programmato con largo anticipo". E chiede se c'è piena disponibilità delle risorse da parte italiana lievitate a 42,36 milioni in più rispetto alle somme disponibili". Del Tenda bis si parlerà oggi a Limone nel convegno "Permeabilità alpina" (ore 9,30, ex Confraternita). Interverranno il presidente della Provincia Raffaele Costa, il sottosegretario Michele Davico, il senatore Gabriele Boschetto e il collega francese Josè Ballarello. Promotore del convegno il senatore Giuseppe Menardi, vicepresidente Commissione Lavori: "Proporrò la costituzione di un comitato di monitoraggio, seguendo l'esperienza dell'autostrada". \.

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Grido degli albergatori Basta burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Trentino" del 28-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Grido degli albergatori "Basta burocrazia" L'associazione fassana lancia il suo messaggio a tutta la politica VIGO DI FASSA. I tempi della politica non sono quelli del turismo. Quindi meno burocrazia e soprattutto certezze per gli imprenditori che ogni giorno si devono confrontare con la concorrenza globale. L'associazione albergatori e imprese turistiche del centro Fassa, riunita in assemblea, manda un segnale forte e chiaro al mondo politico proprio nel momento che si avvicina al confronto elettorale d'autunno. "Il tema che abbiamo posto al centro dell'incontro di oggi - ha spiegato il presidente Celestino Lasagna - e' quello dei rapporti tra il mondo turistico, il sistema economico e le istituzioni. Tema di fondamentale importanza per lo sviluppo del paese e che sento particolarmente mio, tanto da averne fatto oggetto degli interventi negli ultimi dodici anni". Il presidente della sezione centro Fassa ha elencato gli indicatori di criticità che gli operatori turistici incontrano sul loro cammino. Crisi industriale, rincari dei prodotti, specialmente quelli alimentari, sono fattori che segnalano una possibile riduzione dei flussi turistici anche in Trentino. La concorrenza globale, il forte apprezzamento della moneta europea rendono meno competitive le mete italiane rispetto agli Stati Uniti e altre destinazioni riconducibili all'area del dollaro. "Alla concorrenza internazionale - ha sottolineato Celestino Lasagna - noi dobbiamo rispondere mettendo in campo la migliore offerta dal punto di vista quantitativo e qualitativo oggi disponibile. In particolare è necessario concentrare lo sforzo nella ristrutturazione, nell'ammodernamento e nei processi di innovazione che la categoria sta sostenendo e che deve essere adeguatamente finanziato attraverso strumenti che agevolano l'accesso al credito delle piccole medie imprese". Ma Celestino Lasagna poi rincara. "Da imprenditore assisto con un certo disappunto alle lamentele di quei colleghi che, pur avendo in parte o in tutto delocalizzato le loro produzioni in altri paesi, sollecitano risorse pubbliche ad incentivo delle loro attività. Noi albergatori non possiamo delocalizzare le attività: produciamo in Italia, diamo lavoro in Italia e paghiamo le tasse in Italia. Avrei piacere che questa elementare considerazione fosse tenuta a mente dai nostri politici quando stabiliscono le priorità nella locazione delle risorse destinate allo sviluppo. Bisogna incentivare e sostenere le imprese che contribuiscono, con le loro attività, al benessere della nostra provincia e del nostro paese". Tra le indicazioni concrete venute dall'assemblea c'è quella di favorire gli ingressi dei cittadini stranieri ormai indispensabili per far muovere la macchina turistica in Fassa, realizzazare collegamenti più rapidi tra aeroporti e valle. "Non è possibile - ha detto Lasagna - che da Verona al centro Fassa, sia in macchina che in pullmann ci si impieghino 4 - 5 ore. Abbiamo poi bisogno di parcheggi e del completamento della circonvallazione da Moena a Canazei". Natale Rigotti Presidente ASAT, si è poi rivolto alla classe politica "Permetteteci - ha detto - di tornare a fare gli albergatori. E' un momento difficile, le imprese dovrebbero essere lasciate in pace: controlli ed eccessiva burocrazia, carico fiscale".

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L'anno nuovo porterà la farmacia comunale (sezione: Burocrazia)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 28-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

LONATO. Tra pochi mesi l'apertura: la sede sarà ricavata in via Cavalieri di Vittorio Veneto L'anno nuovo porterà la farmacia comunale di Roberto Darra Bisognerà aspettare i primi mesi del 2009 perché a Lonato apra la farmacia comunale. La prima del genere che andrà ad affiancarsi alle due private, una in centro storico e l'altra nel complesso polifunzionale "La Rocca". A gestire la "comunale" sarà un'apposita società a responsabilità limitata, il cui statuto è stato approvato dal Consiglio ormai quasi un anno fa: la burocrazia ha i suoi tempi. Il nuovo banco farmaci troverà posto in un immobile di via Cavalieri di Vittorio Veneto, già acquistato dal Municipio per 230 mila euro. L'amministrazione ha puntato sulla gestione societaria piuttosto che su quella diretta per via della maggiore agilità procedurale negli acquisti dei farmaci. Il Consiglio di amministrazione sarà composto da un dirigente d'area comunale, da un commercialista e dal direttore della farmacia nominato dal sindaco. Lo stipendio di quest'ultimo sarà costituito da un minimo garantito e da una quota in base ai risultati conseguiti. "Questa scelta - spiega il vicesindaco Roscioli - consente il raggiungimento di migliori risultati sia in termini di margini economici, sia a proposito di servizi offerti. La scelta di assegnare la gestione ad una società diversa da "Lonato Servizi" deriva dalla volontà di coinvolgere il direttore di farmacia nelle scelte operative del Cda. Se la struttura fosse gestita da Lonato Servizi, il farmacista si troverebbe coinvolto nelle decisioni relative agli altri servizi pubblici". Dall'altro, dice Roscioli, la costituzione di una società ad hoc consentirà al Comune, se il Consiglio comunale lo deciderà, di cedere totalmente o parzialmente la partecipazione, senza conferimenti o cessioni di ramo d'azienda.[\FIRMA].

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Buche nelle strade, che odissea (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 28-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Livorno Buche nelle strade, che odissea L'Aci striglia il Comune: vie sventrate subito dopo la riasfaltatura LIVORNO. Centomila euro di danni pagati dal Comune a pedoni e automobilisti per le buche nelle strade? Macché sorpresa, la cifra dovrebbe essere ben maggiore "se la burocrazia non la facesse da padrone": promuove l'azione legale chi ha subito un danno per migliaia di euro ma ben difficilmente lo fa chi ha subito danni lievi. Parola dell'Automobile club livornese guidata dal presidente Franco Pardini. L'Aci punta il dito contro i disagi degli utenti della strada: "Segnaletica fatiscente, buche e voragini nell'asfalto, erbacce abbandonate a una crescita selvaggia, semafori raramente soggetti a manutenzione". E' una "vera giungla urbana fatta di inefficienza, pressapochismo e menefreghismo", con la quale l'automobilista livornese deve vedersela ogni giorno (anche a causa dell'ostinazione - ammette l'Aci - con la quale "la popolazione continua imperterrita a preferire di gran lunga il mezzo privato"). L'Automobile club immagina una inconsueta forma di protesta: i cittadini dovrebbero "lasciare la macchina sotto casa". Il motivo? Se "gran parte delle auto restassero in sosta contemporaneamente", salterebbe agli occhi la complessiva "carenza di posti auto" e i "mezzi pubblici dimostrerebbero immediatamente la propria inefficienza". Per fortuna, dunque - si ironizza - il livornese sale in auto in nome del suo dna di "spirito libero e ribelle" che gli fa usare il "proprio mezzo per essere indipendente". Le buche, nella maggior parte dei casi, sono causate "dai chiusini mal posizionati": o troppo alti o o troppo bassi, "spesso sono addirittura instabili e fatiscenti". Non si sa su quali basi siano fatti gli accordi con le ditte che eseguono gli allacciamenti, l'unica certezza - si sottolinea - è che appena si esegue un nuovo intervento su acquedotto o fognatura, ecco inevitabile il cedimento (tempi di assestamento a parte, il Comune "dovrebbe pretendere dalle ditte private un ripristino della normalità entro un ragionevole lasso di tempo"). L'Aci fa un esempio concreto: via del Seminario ben asfaltata daccapo. Peccato che subito dopo sono partiti i lavori di ristrutturazione di alcuni fondi e dunque è stato necessario fare gli allacciamenti alle utenze. Inutile dire che, proprio "in corrispondenza di questi interventi" si stanno già verificando avvallamenti e cedimenti.

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Meno burocrazia e accessi più veloci (sezione: Burocrazia)

( da "Adige, L'" del 28-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Centro Fassa: le richieste degli albergatori "I sindaci migliorino l'arredo urbano" MARIO FELICETTI VIGO DI FASSA - La presenza asfissiante della burocrazia, una concorrenza internazionale che cresce, la necessità di affrontare e risolvere i grossi problemi che ancora esistono in tema di viabilità e mobilità, i rapporti con le istituzioni e con i sindacati, i problemi della classificazione alberghiera, l'apprezzamento dell'euro che rende meno competitive le mete italiane, a vantaggio di altre detinazioni riconducibili all'area del dollaro, i costi gestionali che crescono, il problema dei prezzi. Sono alcuni degli argomenti affrontati venerdì pomeriggio a Vigo di Fassa, dove, nell'aula consiliare del municipio, si è svolta l'assemblea degli albergatori della sezione Asat del Centro Fassa. Non molti i partecipanti, una ventina appena su oltre cento iscritti, anche se l'incontro è stato ricco di spunti e vivace sotto il profilo dialettico, a confermare l'importanza di un comparto economico trainante per l'economia locale e trentina. Dopo i saluti dell'assessore comunale Franco Ghetta , la riunione è stata aperta dalla lunga relazione del presidente Celestino Lasagna (a sinistra nella foto con Natale Rigotti , che ha spaziato questa volta anche al di là del puro contesto locale per allargarsi al mondo turistico inteso in senso generale. Prospettive di crescita poco incoraggianti, una domanda interna che stenta a ripartire, la concorrenza di paesi esteri (Francia, Spagna, Austria, Croazia, Slovenia, Grecia e Tunisia, ma anche libia ed Egitto) che erodono le nostre quote di mercato sono state le sue considerazioni di fondo ad anticipare una serie di valutazioni più strettamente legate al territorio. Lasagna ha richiamato ancora una volta l'emergenza infrastrutturale della valle, la necessità di collegamenti più veloci e di una viabilità funzionale, i costi di gestione delle imprese, l'urgenza di una migliore cura dell'arredo urbano nei paesi, i rapporti con le altre categorie economiche, l'importanza della formazione. Enzo Iori , vicepresidente dell'Apt, ha quindi illustrato i risultati della stagione estiva (più 2,81% degli arrivi, meno 2,41% delle presenze) ed i programmi del prossimo inverno, mentre i sindaci di Pozza Alessandra Cloch e di Soraga Roberto Pellegrini hanno rinbadito la loro piena disponibilità a collaborare con la categoria per fare insieme le scelte migliori. Cloch ha tra l'altro confermato due iniziative di rilievo: l'incarico tecnico per una variante al Piano regolatore, al fine di migliorare la viabilità del paese, e lo stanziamento di 70.000 euro per trovare una idonea soluzione progettuale al problema delle Terme, con la riqualificazione completa dell'area di "Pucia". Infine, dopo gli interventi degli albergatori Costantini , nuovo gestore dell'hotel Gambrinus, e di Umberto Anzelini , titotale dell'hotel Corona (in primo piano le seconde case, la classificazione alberghiera e la burocrazia), hanno chiuso l'incontro Roberto Pallanch , direttore provinciale dell'Asat, ed il presidente Natale Rigotti . Da quest'ultimo, l'ennesima bordata contro l' "inconcepibile aggressione della burocrazia", con l'appello affinché "le imprese siano lasciate in pace", la convinzione che si debba cambiare radicalmente il modo di comunicare, entrando direttamente nelle case, la necessità di una maggiore attenzione al turismo anche da parte del governo ("da 16 anni" ha detto "siamo senza un ministro del turismo"), l'urgenza di una soluzione aereoportunale per la nostra regione e della terza corsia dell'Autobrennero, "visto che una delle attuali due è sempre occupata dai Tir". Il turismo, la sua conclusione, "rappresenta il 30% dell'economia trentina. Vinceremo le prossime sfide solo se faremo squadra". Le preoccupazioni della categoria sono state poi un tantino stemperate dal ricco buffet che ha concluso l'assemblea. 28/09/2008.

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Dellai, il mio regno (sezione: Burocrazia)

( da "Trentino" del 28-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Dellai, il mio regno per un cavillo Si racconta che un Dellai furioso si aggirasse nelle nebbie di quest'autunno precoce nel bosco di piazza Dante imprecando al cielo con un lugubre lamento "il mio regno per un cavillo". Già perché il castello sembra vacillare sotto i colpi della burocrazia, più che per quelli della morale. L'UDC sarebbe esclusa dalla partita per la mancanza di una firma. Il pensiero va al povero Carli, il quale già molto tempo fa ci guardava rassicurante nello smagliante 6x3 dei suoi manifesti elettorali,accreditandosi come nuovo Governatore. Non si era ancora ben rappresa la colla che i manifesti sono stati tolti e rimessi in garage,non senza aver prima rispolverato un set di ventose per arrampicata libera su vetri insidiosi. Probabilmente le cose si sistemeranno e tutto riprenderà come prima,comunque vadano a finire le il Carli potrà sempre dire,a buon diritto: "Io? Io non c'entro!" Paolo Tomasi TRENTO Viabilità di Pressano: grazie agli amministratori La scorsa primavera l'amministrazione comunale ha preso la decisione di modificare radicalmente la viabilità della via principale del paese di Pressano, una decisione maturata dopo diversi incontri con la popolazione locale. La scelta ha portato sicuramente una migliore vivibilità e sicurezza per i pedoni, specialmente per i bambini della scuola materna ed elementare ed una maggiore tranquillità per noi genitori. Poiché si era parlato di esperimento fino al termine dell'anno scolastico c'era il timore che poi tornasse la vecchia viabilità. Invece l'esperimento pare riuscito e perciò abbiamo provato una grande soddisfazione quando, all'apertura del nuovo anno scolastico, abbiamo visto che le scelte fatte restavano in vigore: la via a senso unico, il divieto di sosta davanti alle scuole, il parcheggio sicuro nel piazzale dell'oratorio nel momento di entrata ed uscita dei bambini, il marciapiede segnato dal parcheggio all'ingresso degli edifici scolastici. Tutti aspetti che danno sicurezza ai bambini e tranquillità ai genitori. Perciò ci sembra giusto ringraziare l'amministrazione comunale, in particolare l'assessore Lorenzoni, ed anche l'oratorio parrocchiale per le scelte fatte. Se poi, come è stato ipotizzato, l'amministrazione riuscirà anche a realizzare un' area a parco e giochi per bambini allora la soddisfazione sarà anche maggiore. Emiliana Cova PRESSANO "Cari" politici trentini dovreste vergognarvi Appello ai politici Trentini: con gli scandali di questi giorni avete frantumato tutto quello che c'era di buono, avete tradito la nostra fiducia, i nostri diritti e l'autonomia che era già in pericolo e ci avete ridotti come la rana sulla croce senza rispetto e senza giustizia e anche il futuro dei giovani onesti! Che votiamo a fare? Per essere presi in giro? Vergognatevi! Noi siamo cittadini trentini e non i vostri burattini, l'autonomia siamo noi che vi abbiamo dato la fiducia e pagato le tasse da più di trent'anni, dove andiamo a finire? Imparate ad essere più onesti! L'Autonomia è nostra e guai a chi la tocca e dobbiamo lottare di più per difenderla perché è molto sacra ed è fatta col sangue di chi l'ha fondata e i confini devono restare lì dove li ha lasciati Degasperi! Per legge siete votati e pagati per essere al servizio del cittadino, non il cittadino al servizio vostro. Durnwalder è migliore di voi ha più rispetto per i suoi cittadini e per l'Autonomia e non spreca i soldi pubblici e fa cose più utili, imparate da lui a governare meglio prima che sia troppo tardi. Avete più considerazione per gli orsi e i clandestini che per noi, perché non vi fate votare da loro? Con tutti i soldi che avete sprecato, soldi nostri, delle nostre tasse, perché non avete fatto il referendum per evitare gli sprechi e fare cose più utili, e perché i veneti e Asiago hanno fatto il referendum e noi no? E per gli orsi e per la moschea? Ne abbiamo il diritto e ce l'avete negato e questo è imperdonabile e antidemocratico! Vogliamo più rispetto e giustizia poi i nostri diritti, e rivogliamo i nostri soldi che avete sprecato e vogliamo meno politici più onesti e responsabili come in Alto Adige. Vogliamo più rispetto e giustizia. E.M. DIMARO Monumento a passo Lusia tricolore inopportuno A metà settembre è stato inaugurato al Passo Lusia a 2200 metri un monumento per ricordare i caduti della I guerra mondiale del Comune di Moena. Si tratta di un vecchio monumento costruito ed eretto nel 1922 per volere di un comitato appositamente costituito. All'epoca, l'autorità italiana guardava con diffidenza tutto ciò che onorava i soldati morti per l'impero di Austria-Ungheria. Perciò questo comitato, nel suo intento di incidere nel marmo i nomi di chi ha dato la vita per la propria patria (che era quella austriaca), si trova dovere superare molti ostacoli e ad ovviare numerose difficoltà. In seguito alla costruzione di un altro monumento, quello vecchio fu tolto e abbandonato. Ci sono voluti parecchi anni per potere procedere al suo recupero e restauro grazie all'impegno della Compagnia degli SchÜtzen di Fassa. Finalmente questo monumento ha trovato un posto dove raccontare la sua storia oltre a quella delle persone incise su di esso. Pregevoli le parole spese da parte del primo cittadino di Moena, Riccardo Franceschetti laddove sottolinea l'importanza di ricordare i nostri caduti, puntualizzando che su di essi non ci va nessuna bandiera. Ma allora a ragion di coerenza: come mai sopra il nuovo monumento che si trova di fronte alla chiesa sventola in pianta stabile il vessillo tricolore? Non è forse un affronto ai nostri caduti morti nella I Guerra Mondiale? Enrico Dellantonio Borcan Alessandra Dell'Antonio MOENA Moggioli a Bassano, speriamo anche a Trento Trovandomi di passaggio per Bassano del Grappa ho visitato la mostra di Umberto Moggioli a Palazzo Agostinelli, mostra che è aperta fino al 2 novembre 2008. Vorrei cortesemente invitare il competetene Assessorato trentino a voler portare questa mostra anche a Trento magari negli ampi spazi di Palazzo Trentini per far conoscere sopratutto alle giovani generazioni Umberto Moggioli uno dei più grandi pittori trentini morto giovanissimo all'età di 33 anni per l'influenza spagnola del 1919. Edmondo Delli Guanti ROVERETO Ma rifare il Big Bang è esperimento temerario Circa l'assicurazione da parte di eminenti fisici teorici sulla non pericolosità dell'esperimento per ricreare le condizioni fisiche del Big Bang presso l'acceleratore "LHC" e il ricorso presentato da altri fisici della materia contro tale esperimento epocale, secondo i quali potrebbe crearsi un mini-buco nero pericoloso per la terra e per l'umanità, gradirei un qualche parere su alcune delle mie considerazioni da parte di interessati all'argomento. Da tutta la letteratura (anche di superbe riviste tipo "Scientific American" e "Nature") non risulta che siano stati studiati gli effetti, né tanto meno i dettagli non ancora del tutto compresi, su una massa resa appena più piccola della massa di Planck (tempo minore del tempo di Schwarzschild) e quindi con un tasso di radiazione esplosivo difficilmente da immaginare. La potenza totale irradiata da un mini-buco nero di un grammo di massa sarebbe, se con stime recenti dell'ordine di E 40-kga E40-Watt=E47-erg/s. Difficile, se non impossibile sarebbe anche solo la simulazione ai computer di un tale processo. Bisognerà inoltre tenere molto presente il fatto che la materia primordiale dell'universo presentava forse minore resistenza alla compressione della materia attuale a che i mini buchi neri si sono formati solo mediante fluttuazioni della geometria che non sono state sicuramente abbastanza violente come potrebbero essere le condizioni alle quali viene sottoposto il test sul Big Bang. Pare anche, forse, prematuro effettuare un tale test per le attuali conoscenze di fisica teorica e sperimentale, qualora si constati che fino a tutt'oggi non abbiamo ancora una definizione universalmente riconosciuta del significato del sostantivo materia, non sappiamo cosa sia la massa e quali enti fisici la producano e della carica elettrica conosciamo soltanto le sue azioni ma non sappiamo cosa essa realmente sia. Bruno Baldo BELLUNO VERONESE Il Codacons è apartitico e non si fa "schedare" In riferimento allo "Speciale Elezioni" pubblicato venerdì con l'elenco di tutti i candidati e della loro qualifica, il Codacons intende precisare che il candidato Franco Corradi è presente nella Lista Italia dei Valori alle elezioni provinciali a titolo personale, e non in rappresentanza o quale referente del Codacons, associazione della quale fa parte. Il Codacons, infatti, non è espressione di alcun partito e non intende dare indicazioni di voto verso qualsivoglia schieramento, confidando che gli elettori sapranno esprimere, nell'ambito delle numerosissime preferenze a disposizione, scelte che pongano in evidenza quelle caratteristiche (onestà, coraggio, indipendenza) che ogni amministratore dovrebbe avere. Gloria Canestrini Presidentessa Codacons Trentino Alto Adige TRENTO.

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Burocrazia ritarda il Tenda bis (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 28-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

TUNNEL. NUOVI PROBLEMI Burocrazia ritarda il Tenda bis Salta commissione intergovernativa: manca presidente da parte italiana [FIRMA]GIANPAOLO MARRO LIMONE Tutto come da copione. Quando viene programmato un incontro sul Tenda bis è sempre "in agguato" una nuova chiusura della galleria ultracentenaria (di notte, da lunedì a giovedì) e gli imprevisti della burocrazia significano ulteriori rinvii per il tunnel tanto atteso. Così anche questa volta: ieri a Limone si è svolto un convegno sui collegamenti Italia-Francia, dove il senatore Giuseppe Menardi, vicepresidente della Commissione Lavori pubblici del Senato ha proposto "la creazione di un Comitato di monitoraggio sull'esempio dell'autostrada Cuneo-Asti". Un invito a un gruppo di lavoro "per seguire passo passo il lungo iter della galleria, i problemi del traffico e le questioni quotidiane legate all'economia delle valli lungo la via del mare". Ma alla vigilia della giornata di studio ecco la "sorpresa": il 22 settembre a Parigi si sarebbe dovuta riunire la Conferenza italo-francese per il Tenda bis. Il vertice è stato rinviato. "Problemi legati alla presidenza italiana - spiega il presidente della Provincia, Raffaele Costa -. L'architetto Gaetano Fontana ora guida l'Ance (Associazione costruttori): deve essere riconfermato nell'altro incarico o si deve procedere alla nomina di un nuovo presidente. La data della nuova riunione non è ancora stata fissata". Al convegno di Limone, tutti d'accordo sull'urgenza della nuova galleria: "Opera strategica per unire questa regione europea". Ed è stata ribadita la finalità del Tenda bis: "Traffico turistico-commerciale - ha detto Menardi - e non grande via dei Tir. Si deve reinserire nel corridoio 5 un collegamento Italia-Francia fra le valli Stura e Durance (l'autostrada arriva già a Sisteron)". Franco Revelli, rappresentante del Comune di Limone: "Serve un comitato di monitoraggio e vengano attivati treni navetta durante i cantieri". Il presidente della Camera di commercio di Cuneo, Ferruccio Dardanello, ha sottolineato l'esigenza d'infrastrutture per rendere più vicini i territori fra Piemonte, Liguria e Sud della Francia. Dal senatore della Val Roja Josè Ballarello una proposta provocatoria: "Ticket ai camion che transiteranno nel Tenda per salvaguardare l'ambiente delle valli". Replica Valter Lannutti, imprenditore nel settore trasporti e logistica: "Prima di proporre un pedaggio si faccia il tunnel. Il Tenda bis non sarà mai parte di una rotta internazionale. Quella via avrà traffico limitato all'area Cuneo-Nizza-Ventimiglia". In attesa della nuova galleria si deve fare i conti con i problemi quotidiani. "Limitazioni al traffico - ha ricordato il sindaco di Limone, Domenico Clerico - con il senso unico alternato e il divieto di transito dei pullman al sabato e domenica". Un grave problema ribadito con forza dagli operatori del turismo invernale: "Rischiamo di perdere la clientela da Liguria e Francia". Il sottosegretario agli Interni Michelino Davico si è impegnato a verificare la questione dell'urgenza di un presidio fisso dei vigili del fuoco all'imbocco del tunnel.

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<Autonomia a Belluno? No grazie> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 28-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - PADOVA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-09-28 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE "Autonomia a Belluno? No grazie" Assindustria, lo scetticismo del presidente Valentino Vascellari: "A questo territorio serve soltanto la specificità statutaria" Il primo ottobre al teatro comunale incontrerà il presidente Galan per un confronto pubblico sul tema BELLUNO - "Autonomia? No, grazie. Non solo credo sia irrealizzabile ma anche non fosse così è un'idea che mi fa paura". A parlare è il presidente di Assindustria Belluno, Valentino Vascellari, e l'oggetto del commento riguarda il suo territorio. Tema che affronterà anche il 1Ë? ottobre alle 17 al teatro comunale di Belluno con Giancarlo Galan. Se regioni e province confinanti hanno il loro statuto privilegiato, e con questo delle "leve" per una concorrenza legittima ma da più parti vissuta quasi come sleale, insomma, un eventuale passaggio di Belluno al gruppo dei territori italiani con prerogative non ordinarie per il leader degli industriali dolomitici non servirebbe a nulla. Presidente, cos'è che determina in lei un'opinione così tranciante su questo argomento? "Premetto che sono convinto che l'autonomia ammini-strativa è un desiderio irrealistico nel senso che è molto difficile che qualcuno ce la conceda. Ma, soprattutto, sono scettico sulla sua effettiva convenienza ". Le vicine Trento e Bolzano, però, sono spesso indicate dai suoi conterranei come terre ricche e felici... "Guardiamoci in faccia. Lì il 50% della popolazione attiva è dipendente pubblico, la macchina burocratica per far funzionare regioni e province autonome è grandissima. Il nostro modello di sviluppo è invece di tutt'altra natura, nulla ci è più estraneo di un'economia praticamente assistita" Insomma, lei teme che in una simile eventualità i cittadini bellunesi assorbirebbero un modus vivendi e di concepire il lavoro che non le piace? "Dico che non c'è assolutamente la necessità di cambiare il modo con cui questo territorio è diventato uno dei campioni italiani dell'ingegno e della produttività, quello, per capirci, che ci ha portato a diventare la settima provincia italiana per esportazioni pro capite. E poi siamo in pienissima occupazione. Dove li andremmo a trovare i lavoratori della burocrazia, visto che facciamo fatica a trattenere qui anche i cervelli migliori a fronte di retribuzioni molto appetibili?" Belluno ricca ma Belluno che si spopola. Un ritornello vecchio che non ha trovato soluzioni e di fatto la vera malattia di questa terra. Se l'autonomia è da cestinare lei cosa propone? "Non Belluno soltanto ma tutte le aree di montagna del Veneto soffrono di questo disagio. Un handicap naturale legato al clima e alla morfologia che non è affatto compensato da un adeguato livello di servizi, di collegamenti, di infrastrutture. Il percorso realistico da compiere è quello di riconoscere a questi territori una specificità statutaria che li ponga in una corsia privilegiata nel calendario della progettualità di Palazzo Balbi, che è il nostro primo interlocutore ". E con la specificità, ad esempio, oltre a strade ed altre infrastrutture cosa si potrebbe avere? "La possibilità di conservare quei servizi minimi che rendono vivibile un paese e tengono assieme una comunità. Un ufficio postale, un presidio medico, una scuola. Nel bellunese il 5% della popolazione abita sul 20% del territorio. Qualcuno mi spiega dove sia possibile trovare quei 500 ragazzi per corso di studio posti come condizione necessaria per tenere aperta un istituto?" Tuttavia lei è il primo a riconoscere che questo paese ha bisogno di una semplificazione amministrativa. "E' un processo che dovrà essere radicale e toccare perciò ogni livello. Se penso che la provincia di Belluno ha 200 mila abitanti distribuiti su una settantina di comuni, e che continuano ad esserci comuni con tre o quattrocento abitanti... Troppi livelli decisionali, siamo decisamente arrivati al punto i cui bisogna cambiare indirizzo". In Regione una maggioranza Lega-Pd ha fatto saltare una proposta di dimezzamento delle comunità montane venete, segno che su questi temi ci sono evidentemente altre considerazioni sostenute da poteri "forti". Lei che ne pensa? "E' stata persa un'occasione. Le comunità montane avranno forse un qualche residuo di utilità ma nel loro complesso sono un motivo di spreco di risorse. Forse sono più "carrozzini" che "carrozzoni", ma nel momento in cui si arriverà a trasferire competenze e carichi fiscali sulle regioni, sistemi come questi risulteranno pesi allo stato puro. Accorpiamo i Comuni e sarà poi chiaro che delle comunità montane ne potremmo fare tranquillamente a meno". Gianni Favero \\ E' stata persa l'occasione di dimezzare le comunità montane che nel loro complesso sono soltanto un motivo di spreco di risorse Industriali Il presidente di Assindustria Belluno, Valentino Vascellari.

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"Sì al rimpasto in giunta se fermate la Margonara" (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 28-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

COMUNE IL SEGRETARIO DI PRC MARCO RAVERA DETTA LE CONDIZIONI Vado Ligure "Sì al rimpasto in giunta se fermate la Margonara" Il nuovo Piano commerciale costruito su tre macrozone Minaccia di Rifondazione sulle nuove deleghe ai socialisti SAVONA "Sì al rimpasto in giunta se fermate la Margonara, l'Aurelia bis e la nuova edificazione a Legino". Il segretario di Rifondazione comunista Marco Ravera ha "sepolto" definitivamente le possibilità di un riassetto della giunta comunale minacciando di bloccare tutte le operazioni residenziali. Anche se l'ultimatum di Rifondazione in teoria sembra gettare benzina sul fuoco della crisi comunale, in realtà avrà l'effetto di bloccare ogni modifica dell'esecutivo: "Il mio partito, che ha un credito nei confronti della coalizione (vedi la mancata presidenza della Prima Circoscrizione), non intende partecipare a questo teatrino del rimpastodi giunta. Per questo, nell'assoluto rispetto dei ruoli e delle competenze, avanzo una proposta al sindaco Berruti e all'intera coalizione. Lo strapotere del Pd non si contrasta solamente con un rimpasto in giunta, ma si deve contrastare, se lo si vuole realmente fare, dal punto di vista programmatico. Potremmo quindi essere disposti a non contrastare le richieste dei socialisti, ma in cambio non chiediamo posti per noi, ma quelle che riteniamo conquiste per la città e per i cittadini. Nessuna delega in più per l'assessore Costantino, nessun nuovo assessore o nessuna presidenza del Consiglio per Rifondazione, ma la garanzia che il progetto della Margonara e quello dell'Aurelia Bis non si realizzeranno e che la cittadella dell'innovazione di Legino non contemplerà alcun intervento di edilizia residenziale. Questa la nostra controproposta. In caso contrario ci opporremo a qualunque tentativo di riequilibrio che valorizzi il partito socialista ad oggi già sovrastimato". Il sindaco si è preso alcuni giorni di riflessione per trovare una quadratura alle richieste avanzate dal Ps. Tre nuove macrozone: litoranea, centrale e collinare, spazi per la degustazione dei prodotti alimentari tipici presso locali quali panifici o altri produttori artigianali. Sono solo alcune delle novità previste dal piano commerciale varato in questi giorni dal consiglio comunale, in base alla recente legge regionale in materia. "Vogliamo favorire la qualità dell'offerta - ha spiegato l'assessore al commercio Monica Giuliano - e nel contempo favorire la nascita di nuove attività commerciali specie nell'entroterra, dove oggi sono quasi del tutto assenti. La possibilità data agli artigiani o a negozi che si trovano nei pressi dei loro laboratori di avere spazi dove i loro clienti possono degustare sul posto i prodotti tipici da loro preparati, mi sembra un altro incentivo interessante al potenziamento e all'espansione di molte attività commerciali. Prevediamo inoltre grazie alle nuove norme introdotte di limitare notevolmente la burocrazia per dare avvio a nuove attività".

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Slitta l'autorizzazione per San Giacomo (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 28-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Burocrazia Slitta l'autorizzazione per San Giacomo Chi non si rassegna ai tempi lunghi della politica è l'ingegner Giampiero Suetta, presidente del Solar Technology Group, la società di studi che da decenni è all'avanguardia nell'energia solare: "La giunta comunale martedì ha di nuovo rinviato la nostra pratica che riguardava l'autorizzazione a continuare a nostre spese la ristrutturazione straordinaria riguardante il piano superiore lato Sud del San Giacomo. Tale progetto è stato approvato dalle Belle Arti addirittura nel 2005. La richiesta di autorizzazione è stata protocollata ai primi di gennaio e sembrava che dovesse bastare una determina dirigenziale. Invece siamo ancora fermi. Vale la pena di ricordare che presentai nel lontano 1988 in vista delle Colombiadi di Genova il progetto di recupero del San Giacomo su richiesta dell'Università di Genova. Da allora sono passati vent'anni, le amministrazioni si sono alternate alla guida di Palazzo Sisto ma le difficoltà burocratiche sono sempre le stesse".

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L'INTERVENTO (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 28-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Per favorire l'outlet di Noventa di Piave, si stanno usando pesi e misure diverse. Quanto sta succedendo sulle rive del fiume sacro alla patria è sintomatico della volontà di favorire la grande distribuzione internazionale a scapito non solo del piccolo commercio tradizionale, ma anche di quello medio.Abbiamo raccolto diversi punti per così dire di criticità che dimostrano quanto la politica, grande o piccola che sia, sia genuflessa di fronte ai grandi colossi che sembrano in grado di forzare la mano e, in taluni casi, persino di by-passare la legge.Un esempio? Le distanze. Dice la legge regionale del 2004 che due outlet non possono distare meno di 100 chilometri per cui è pendente al Tar persino un ricorso dell'outlet prossimo venturo di Roncade.E' vero che le liberalizzazioni di Bersani hanno fatto piazza pulita di qualsivoglia regola, ma Noventa ha presentato la domanda di autorizzazione prima del 1° gennaio 2007, per cui, stante l'iniziativa di Roncade, di fatto, ai sensi di legge, non più procedibile. Non solo: l'autorizzazione commerciale dell'outlet di Noventa copre solo 7 mila metri quadrati e dunque può essere questa una chiave di lettura per chi si domanda perché, attualmente, siano aperti solo una ventina di negozi.In ogni caso la costruzione ne prevede molti di più ed infatti è giacente presso la Regione una richiesta perché i metri quadrati non utilizzati negli altri territori siano ridistribuiti tutti a Noventa, perpetuando così l'eterno enigma tra ciò che è autorizzato urbanisticamente e ciò che lo è commercialmente, col primo che funge da cavallo di Troia per far passare il secondo. In altre parole: mettere il decisore politico di fronte al fatto compiuto.Capitolo aperture domenicali. Dai giornali apprendo che l'outlet di Noventa di Piave sarà aperto 22 festività l'anno. Visto che Noventa non mi risulta sia una exclave friulana, non mi risulta sia nemmeno tra i comuni ad economia turistica e di sicuro non è città d'arte, questo significa che deve sottostare alle leggi del Veneto che prevedono aperture per 8 festività annue più il periodo natalizio. Di più: scopriamo che solo tre giorni fa il comune ha concesso la deroga per domenica prossima, 28 settembre, senza che questa fosse prevista nei calendari delle deroghe comunali e senza l'audizione delle associazioni. Una solerzia ed un'attenzione verso il commercio a dir poco strabiliante!Ma che da quelle parti l'efficienza della burocrazia comunale meriti il plauso del ministro Brunetta lo testimonia anche la celerità con la quale sono stati risolti, nel giro di non più di quattro giorni, i problemi di agibilità.Tutti conosciamo le lungaggini che deve affrontare il comune cittadino in questi casi. A Noventa no e ne sono felice per i colleghi che spero, anche se ne dubito, godano dello stesso trattamento riservato all'outlet il quale, per definizione, dovrebbe ospitare solo negozi monomarca. Ma se le informazioni raccolte sono esatte, nemmeno questo è stato un dettato rispettato!Insomma: se la legge è uguale per tutti, per qualcuno sembra esserlo di più.Il tutto, peraltro, mentre sullo sfondo è ben presente il braccio di ferro tra Regione e commercianti sulla nuova legge che regolerà il settore e sulla quale esistono punti di vista distanti. Per il momento, tanto distanti.E' evidente che il futuro del commercio passa per la valorizzazione dei centri storici. In questo senso il messaggio che arriva dall'Ascom di Padova è chiaro: su tali questioni non cederemo di un punto!Fernando Ziliopres. Ascom, Padova.

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Priorità e razzismo, consigli di lettura per il (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 28-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Priorità e razzismo,consigli di letturaper il ministro ZaiaIn un articolo del 21 settembre sul Gazzettino il ministro Zaia sostiene che "non è razzismo voler mettere la nostra gente al primo posto. E per il collocamento servono tre liste: residenti, oriundi, stranieri". Se il ministro dedicasse un po' di tempo alla lettura e alla riflessione, gli consiglierei di leggere il volume di Martin Pollack, Il morto nel Bunker, Bollati Boringhieri 2007, di cui riporto un breve passaggio in cui viene descritto come venivano trattati sloveni, croati, polacchi, russi e ucraini residenti nei territori "dei tedeschi di confine" negli anni precedenti alla "soluzione finale", all'olocausto e alle nostre leggi razziali: "... I lavoratori stranieri erano esclusi dalla giurisdizione tedesca ed erano sottoposti alla Gestapo, che per loro era insieme polizia e tribunale... se a farsi pescare con una ragazza tedesca era un lavoratore francese, poteva cavarsela con un severo rimprovero, forse con un paio di settimane di arresto, mentre un appartenente ai cosiddetti popoli orientali, ... finiva in un campo di concentramento o sulla forca...".Leggendo e riflettendo il ministro potrebbe forse intravedere in quello che egli ritiene un "atto di giustizia" verso i veneti, la radice di quella discriminazione su base etnica, sulla cui base, in quanto ideologia diffusa, si sono poi verificati gli orrori del nazifascismo.Francesco FavarettiVeneziaL'Italia si difendadal fallimentodel capitalismo UsaDa qualche mese dall'America finanziaria ci arrivano brutte notizie. Questo è la conferma di come il sistema capitalistico-finanziario americano, troppo facile, credulone e farfallino, abbia fallito. L'amministrazione finanziaria americana, nonostante i massicci interventi ed aiuti monetari, sta pian piano vedendo crollare il castello di carte della finanza. Così il rischio di vedere crollare tutta l'economia americana è in continuo aumento. Infatti il Pil cala, mentre l'inflazione e la disoccupazione aumentano. Per il momento l'Europa, almeno a livello finanziario, grazie ad una politica monetaria più rigorosa e attenta non sembra correre (per fortuna) alti rischi finanziari, ma quelli economici sono alle porte. Spetta ora agli economisti europei trovare preventivi ed efficaci rimedi. L'Italia che sembra messa peggio, potrebbe dare un colpo di coda e subire le minime conseguenze solo se i politici lo vorranno. Basterebbe che decidessero una volta per tutte di scrollarsi di dosso gli enormi privilegi e intervenissero verso la burocrazia, rendendola più semplice, efficiente e quindi meno costosa, continuando poi a fare pressione verso le lobby bancarie ed assicurative (soprattutto), per tenere sotto controllo i prezzi tariffari.Decimo PilottoTombolo (PD)Antifascismo:la lezionedi ViolanteVorrei tornare concluda, sulla polemica che è scaturita a seguito delle dichiarazioni rilasciate dagli onorevoli La Russa e Alemanno. Al Presidente della Camera, Fini, del quale apprezzo molto le doti umane e condivido pienamente l'azione politica, vorrei dire che, a mio avviso, è andato fuori tema dichiarandosi antifascista perché credo che gli onorevoli, con le loro dichiarazioni, intendessero altra cosa. Tenterò ora di spiegarla riferendomi alle parole dell'onorevole Violante, allora Presidente della Camera: L'antifascismo e la lotta di resistenza formarono una classe dirigente. Ma sull'essere e sul sentirsi cittadino ha prevalso il sentirsi appartenente ad uno dei due schieramenti che dominavano il campo, a quello antifascista, e a quello anticomunista. E quando l'appartenenza politica prevale sulla cittadinanza, si indebolisce lo Stato, la cultura della legalità, le virtù civili. Una nuova identità nazionale, un nuovo senso dello Stato, per costruire una società nuova, che dovrà saper guardare mezzo metro oltre l'orizzonte, che guardando al passato pensa al futuro, destra e sinistra devono costruire insieme le regole e i limiti della competizione politica e alla fine bisognerà, con prudenza e con rispetto per chi dissente, ricostruire una storia unica della nostra Repubblica, nella quale tutti possano riconoscersi e progettare il futuro.Lo stesso messaggio è stato riproposto dall'on. Violante il 18 aprile 1997 a Valdobbiadene in occasione della visita per l'inaugurazione del nuovo municipio: Con riferimento alla polemica che si è aperta qui a Valdobbiadene sulla posa di una lapide per i caduti della X Mas, mi permetto di ricordare che tutti hanno il diritti alla memoria dei propri valori, ma la Patria per tutti gli italiani è solo una, quella nata dalla lotta di liberazione dal nazifascismo. Liberazione che è un valore per tutti, non solo per i vincitori. Io auspico che i vinti di ieri, cittadini oggi alla pari di qualunque altro, possano onorare i propri morti, le proprie idee, ma mi permetto di chiedere loro che questa memoria non sia la riproposizione di nuove lacerazioni e che essi, come tutti noi, si riconoscano in un'unica identità nazionale. Il superamento delle vecchie contrapposizioni può oggi finalmente far nascere un rinnovato sentimento di appartenenza comune al nostro Paese. Dentro questa appartenenza, ciascuno si collocherà con le proprie idee, con la propria storia, con i propri valori, con i propri Martiri. Anche in questo modo si costruisce il principio di responsabilità dello Stato verso il cittadino e del cittadino verso lo Stato, principio che costituisce uno dei caratteri fondanti della Repubblica.Auspico che si sappia comprendere il significato profondo del messaggio di grande verità che le parole dell'on. Violante contengono, in modo che si possa arrivare, a distanza di tanti anni, al superamento dell'odio e a quel clima di autentica riappacificazione che tutte le persone di buona volontà si attendono.Giampietro MiottoValdobbiadene (Tv)Gli errori-orroridelle annunciatriciin televisioneSono furibondo. Mi accingevo a guardare la trasmissione in diretta durante la quale il governo risponde immediatamente (si fa per dire) alle interrogazioni parlamentari. Sullo schermo appare una di quelle annunciatrici moderne che siedono in punta di divano o puntano l'indice mentre appare un loghetto e dice, parola più, parola meno ... "Trasmettiamo dalla camera dei deputati Question Time, i parlamentari rispondono ai governanti".Insomma invece di dire che il governo doveva rispondere alle domande dei parlamentari ha detto l'esatto contrario. I testi che leggono queste annunciatrici moderne e spesso semivestite chi li scrive? E le annunciatrici capiscono quello che dicono? Con quali criteri esse sono selezionate?Carmine Granato Padova.

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Dalla finanziaria stangata sull'agricoltura (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere delle Alpi" del 29-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Alpagotti (Cia): "In aumento tasse, burocrazia, oneri previdenziali" BELLUNO. L'agricoltura di montagna è in grave pericolo con questa finanziaria. A lanciare l'allarme è Mauro Alpagotti, presidente della Cia provinciale. "Nelle misure e nei collegati della legge finanziaria non c'è spazio per le agevolazioni per gli agricoltori di montagna. Anche dal punto di vista contributivo siamo stati penalizzati con un raddoppio del peso degli oneri previdenziali. Questo arriva in un momento economico globale di grande crisi e se nel 2007, a fronte di un aumento delle materie prime (petrolio e derivati) c'era stato un notevole aumento del prezzo dei cereali e del latte che compensava i maggiori costi, adesso la fluttuazione del petrolio a livelli medio-alti e la drastica riduzione dei prezzi dei cereali e dei prodotti agricoli non potrà che metterci in grosse difficoltà, tanto che nel 2008 si prevede una diminuzione sensibile del reddito agricolo". Secondo il presidente della Cia di Belluno, quello che manca è una "visione complessiva dell'agricoltura da parte del governo. Per questo servono nuove strategie. Si pone oggi molta enfasi sulle vendite dirette dei prodotti, che sono delle forme che permettono all'agricoltore di guadagnare siucuramente di più e al consumatore di risparmiare, però questo trend riguarda soltanto una piccolissima parte delle aziende agricole (1-2%). Si parla molto di filiera corta: il problema è legato al rapporto fra agroiundustria e grande distribuzione. Se non si riesce a trovare un punto di contatto tra questi due elementi chi ci rimette sono l'agricoltore e il consumatore, i due vertici della filiera. E' un settore sicuramente molto complesso quello agricolo ma finora nessuno pare voler prendere in considerazione". Alpagotti punta poi il dito sulle grosse difficoltà degli agricoltori, per problemi di liquidità. "Prendiamo ad esempio Avepa, l'agenzia pwer i pagamenti in agricoltura: se fa dei bandi per le indennità compensative e poi non paga secondo le scadenze, gli operatori restano scoperti a lungo con le pesanti ricadute che ne conseguono. E poi c'è la burocrazia che invece di venire incontro alle esigenze dei lavoratori, le complica, le rende difficili. Le leggi e gli enti non dialogano fra loro, e il peso della burocrazia sta diventando davvero insostenibile". Per Alpagotti, questa finanziaria non affronta il percorso per riqualificare il settore agroalimentare ma appesantisce la pressione economica dello stato sulle aziende, senza risolvere i problemi burocratici. Sarà chiesto un incontro al tavolo verde della Provincia.

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L'odissea di filippo per una residenza (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 29-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Grosseto L'odissea di Filippo per una "residenza" Con moglie e bimbi ha vissuto da barbone Poi ha avuto una casa ma ora non trova un lavoro "vero" causa burocrazia GROSSETO. Certo ne sono cambiate di cose dall'estate di due anni fa, quando Filippo dormiva con la moglie e i due figli piccoli in una tenda montata abusivamente sul bastione della Cavallerizza. Dalla tenda passò nel giro di qualche tempo alla roulotte situata in un campeggio a Marina di Grosseto, poi a quella in piazza Barzanti (e venne anche multato nel febbraio dell'anno scorso dalla polizia municipale perché la usava appunto con fini abitativi); da qualche mese, ha una casa vera e propria. I bimbi vanno a scuola regolarmente, lui si arrangia raccogliendo e rivendendo il ferro vecchio insieme alla moglie. Quante volte l'avrete visto per le strade della città, mentre spinge sui pedali la bici adattata con il carretto? Filippo Ferrari, 30 anni, origini piombinesi, cento lavori alle spalle, ha risolto insomma i suoi problemi. Tutti meno uno: la residenza. Ed è un problema che non riesce a risolvere, perché è il classico caso del cane che si morde la coda: "In Comune mi hanno detto che per avere la residenza devo avere un lavoro. Il lavoro, stabile e regolare, l'avrei anche trovato: ma chi me lo offre mi dice che prima serve la residenza..." Filippo non ne esce. Si chiede e chiede alle istituzioni come deve fare: perché senza certificato è di fatto impossibilitato a svolgere le normali attività, a compiere i gesti normali di ogni cittadino: "Io e la mia famiglia ci sentiamo ormai grossetani. Qui stiamo bene. Io lavoro, i bambini di 10 e 7 anni vanno a scuola da tempo proprio qui a Grosseto. Ho una casa da 7 mesi, al Villaggio Kennedy: è stato l'Ater a consegnarmi le chiavi. Ho pagato il contratto, pago regolarmente l'affitto ogni mese con quello che riesco a mettere insieme con il lavoro, ai bambini non manca nulla. Mi dicevo: ho la casa, ho un lavoro, adesso mi danno la residenza. E invece..." Filippo si sente penalizzato: "Discriminato. Ad esempio, l'Enel mi chiede di pagare 400 euro per i sette mesi che sto in questa casa: va bene, li pago, ci mancherebbe. Ma perché l'Enel mi fa pagare la tariffa da non residente? Costa di più". L'acqua? "L'acqua l'ho pagata, 176 euro: il contatore è intestato a mia moglie ma è lo stesso. Ma lì non credo ci siano differenze per la residenza. E non posso nemmeno comprarmi un'auto: vogliono il certificato di residenza. Vado in giro in bici, va bene, ma perché non posso avere questa possibilità?". Altro problema, non secondario, quello sanitario: "No, non è per me: io se sto male vado al pronto soccorso. Ma i bimbi? Se non c'è la residenza, non possono avere il pediatra... Come facciamo? Ho aspettato, ho aspettato. Ma adesso la domanda la voglio fare, di nuovo, pubblicamente: come devo fare per avere questa benedetta residenza?" P.S.

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Gingrich torna a guidare gli oltranzisti del liberismo (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 29-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-29 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Personaggi e teorie L'ex star dei repubblicani e la battaglia contro le nuove burocrazie finanziarie che "imbriglieranno" il capitalismo Gingrich torna a guidare gli oltranzisti del liberismo DAL NOSTRO INVIATO NEW YORK - Gli esperti della Brookings Institution, miniera di idee dei progressisti, disegnano un futuro nel quale il presidente degli Usa avrà margini di manovra drasticamente ridotti dall'enorme crescita del debito pubblico dovuta al salvataggio di Wall Street, dal calo delle entrate fiscali per una recessione ormai inevitabile e, soprattutto, dallo stato d'animo dei cittadini: contribuenti- elettori non più disattenti che pretenderanno dal governo comportamenti lineari e di piena trasparenza. David Brooks, spumeggiante "columnist " conservatore del New York Times pensa, invece, che la nuova era dell'attivismo dei governi - quello di Pechino, le nuove ambizioni di Mosca, il neostatalismo di Sarkozy - attecchirà anche negli Stati Uniti dove assumerà la forma di un "corporativismo progressista ": le grandi banche d'affari sono scomparse o sono alle corde, ma i loro uomini-guida - personaggi come Robert Rubin e l'attuale ministro del Tesoro Paulson - rimangono al centro del sistema. Sconfitti i fans reaganiani della "politica dell'offerta", lasceranno sfogare anche i populisti e poi riprenderanno pian piano il controllo della situazione. Solo che, anziché le banche, a farla da padrone sarà una nuova oligarchia ben preparata dalla mano di velluto. Scenari che si affastellano mentre il Congresso sta trovando un faticoso compromesso sul piano di salvataggio del sistema finanziario. Nessuno ha voglia di festeggiare: non è certo che la ricetta funzioni e tutti sanno che il prezzo economico e politico da pagare sarà enorme. Lo è di certo per i repubblicani, costretti ad abbracciare interventi che contraddicono la loro filosofia antistatalista. E' per questo che il piano del governo repubblicano è stato bloccato per giorni non dai democratici ma da un gruppo di deputati conservatori. Preoccupati dalla rabbia dei loro elettori, questi parlamentari sono stati anche sobillati dal loro ex capo, Newt Gingrich. L'uomo del "Contratto con l'America" oggi è un businessman, ma ha fondato un'organizzazione e un sito (AmericanSolutions. com) coi quali continua a fare politica. E nei giorni scorsi ha chiamato i suoi ex colleghi alla rivolta dalle colonne della National Review: "Questa è una crisi grave, ma è una crisi di liquidità dietro la quale ci sono anche altri problemi. Non vi fate imporre soluzioni che creano nuove burocrazie finanziarie e che non risolvano, contemporaneamente, altri problemi cruciali come la tassazione troppo alta delle imprese e la cancellazione delle norme della legge Sarbanes-Oxley che ostacolano l'attività delle imprese senza evitare il moltiplicarsi dei disastri finanziari". Brandelli di un dibattito sul futuro del capitalismo che in America fatica a prendere quota tra studiosi e politici tramortiti da una crisi attesa da molti, ma della quale quasi nessuno aveva intuito la portata e le implicazioni. Oggi, con Bush che evoca scene di panico nelle strade, i mercati in bilico, il sistema creditizio sempre sull'orlo del collasso, prevale la logica emergenziale delle soluzioni giorno per giorno. Una situazione straordinaria che giustifica lo stravolgimento delle regole, l'adozione di provvedimenti impensabili fino a poche settimane fa. Il pragmatismo imperante spinge i liberisti del Wall Street Journal a invitare, senza troppi complimenti, il loro ex idolo Gingrich a stare zitto: "Facile fare il "fiscal conservative" nei dibattiti in tv. Ma noi ce lo ricordiamo quando, da "speaker" della Camera, dava via libera al fondo per il salvataggio dei detentori di titoli del debito messicano". Certo, dopo lo "statalismo d'emergenza " si potrò anche tornare al liberismo. Ma per i contribuenti l'emergenza durerà decenni, perché l'onere del salvataggio è enorme e non potrà essere smaltito in breve tempo. Per questo i più preoccupati sembrano essere i politologi democratici: sanno che chi vincerà a novembre (e i democratici controlleranno di certo almeno il Congresso) sarà costretto a governare con un braccio legato dietro alla schiena. William Galston e Elaine Kamarck, due accademici che fanno capo alla Brookings e che negli anni '90 sono stati rispettivamente consiglieri di Bill Clinton e di Al Gore, hanno preparato un documento con un titolo ("Change you can believe in needs a government you can trust") che è un invito a Obama ad andare oltre gli slogan della sua campagna. In sostanza i due studiosi prevedono che, col fiato sul collo dei cittadini infuriati per gli oneri fiscali della crisi e i costi sociali della recessione, in futuro governo e Congresso saranno costretti a seguire un sentiero molto stretto. Dovranno fare riforme profonde per recuperare la fiducia degli elettori, ma senza poter spendere. Dovranno mostrate una reale volontà di combattere sprechi e abusi: tempi grami per tutte le "lobby". E dovranno concentrare le scarse risorse disponibili in pochi programmi semplici, comprensibili. Sì, quindi, ai nuovi investimenti nell'energia per ridurre la dipendenza dall'estero, mentre i piani anti "global warming ", basati su costosi e complessi meccanismi di "cap™" sono destinati al rinvio. Via libera, invece, alla Banca per le Infrastrutture di Obama, con cinque superesperti che decidono l'uso migliore delle risorse al di fuori dei mercanteggiamenti della politica. Non sarà la nuova Cassa per il Mezzogiorno, ma l'America comincia a cercare i suoi Pasquale Saraceno. Massimo Gaggi National Review Dalle colonne della sua rivista Newt Gingrich ha chiesto ai repubblicani di boicottare il Piano Paulson di salvataggio delle banche David Brooks Secondo il columnist conservatore del "New York Times" anche negli Usa attecchirà l'attivismo dei governi.

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Lingotti d'oro nero (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 29-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E SOCIETA data: 2008-09-28 - pag: 47 autore: La maledizione delle materie prime Lingotti d'oro nero Gli alti prezzi sono una manna per Paesi in via di sviluppo ricchi solo di risorse naturali. Ma per il Nobel Stiglitz sono un freno alla crescita industriale e civile per quanto la sovranità e dunque la proprietà delle ricchezze naturali sia del popolo. di Giorgio Barba Navaretti S ono anni d'oro per i Paesi ricchi di risorse naturali. Anche se i prezzi hanno iniziato a flettere dopo l'estate, comunque le vendite sui mercati internazionali di petrolio, gas e minerali, così come quelli dei prodotti agricoli, permettono a queste nazioni, molte emergenti o in via di sviluppo, di accumulare riserve valutarie. Liquidità che in parte è servita a finanziare le economie indu-strializzate come gli Stati Uniti, con una bilancia commerciale in deficit. A cavallo del nuovo millennio tutti questi Paesi piangevano alle casse del Fondo monetario internazionale, vittime di una crisi strutturale della propria bilancia dei pagamenti, con equilibri macroeconomici precari e valute in caduta libera. La crescita dei prezzi delle materie prime ha permesso un colossale trasferimento di risorsedai consumatori ai produttori ed ha stabilizzato queste economie. Pecunia non olet, ma neppure è tutto oro quel che luccica. Il surplus commerciale di Paesi come la Russia, il valore delle cui esportazioni è costituito per il 65% circa da combustibili e minerali, ha un significato economico ben diverso di quello di Cina o India, dove invece i manufatti pesano per il 92% e il 68% rispettivamente. L'esportazione di beni industriali,infatti, non può che avere origine da una trasformazione strutturale profonda del sistema economico e produttivo di un Paese. Mentre la produzione di materie prime raramente ha ricadute produttive o tecnologiche e il suo beneficio sul complesso dell'economia rimane soggetto alla volatilità del prezzo internazionale delle commodities. La crisi finanziaria che ha attanagliato i mercati russi in questi giorni è in parte figlia della "maledizione delle materie prime", di cui tratta ampiamente un libro curato dal Premio Nobel, Joseph Stiglitz, con Jeffrey Sachs e Macartan Humphreys, tutti della Columbia University. Il paradosso è che i Paesi con disponibilità rilevanti di risorse naturali, in gran parte dei casi non riescono a utilizzarle per innescare un processo di sviluppo sostenibile e di trasformazione in senso moderno dell'economia. Se pensiamo ad esempi come la Nigeria, il Gabon, il Venezuela o anche l'Arabia Saudita, come pure i nuovi produttori di gas e petrolio del Mar Caspio,Kazakistan e Azerbaijan, sono tutti Paesi la cui economia sprofonderebbe senza il petrolio. E questo, in grado diverso, vale anche per la Russia. Perché tanta ricchezza a basso costo spesso è tutt'altro che una fortuna? Le prime ragioni sono strettamente economiche.Il così detto "dutch desease", ben noto a chi si occupa di questi problemi, è l'apprezzamento del tasso di cambio dei Paesi esportatori di risorse (così definito dall'effetto della scoperta di gas nel Mare del Nord olandese negli anni Settanta). Apprezzamento che rende poco competitive le esportazioni di altri prodotti e, al contrario, poco costoso l'acquisto di beni importati, così rafforzando la dipendenza dai mercati esteri. Inoltre, c'è un problema di volatilità delle entrate, soggette all'andamento dei prezzi internazionali, ai piani di sfruttamento delle risorse da parte delle compagnie petrolifere. Molti Paesi, proprio per stabilizzare la spesa dei profitti da petrolio e altro, hanno costituito dei fondi sovrani, e accumulano risorse per il futuro. Ma non sempre queste strategie sono perseguibili di fronte a richieste pressanti di spesa, soprattutto inPaesi che non hanno granché d'altro su cui vivere. Infine, dato che per estrarre petrolio o rame non c'é bisogno di rivoluzionare l'economia, né di particolare capitale umano, gli spin off tecnologici di queste attività sono in genere limitati o, per essere attivati, richiedono investimenti ingenti. La seconda fonte della maledizione, senz'altro la più seria,è politica.Il bilancio pubblico di un Paese ricco di materie prime si fonda sulle entrate da risorse naturali e non sulle tasse. Ciò ha delle implicazioni fondamentali nel rapporto tra Governo e cittadini. Riscuotere risorse dal sistema economico nel suo complesso, in genere richiede consenso ( o forza) e istituzioni sufficientemente sofisticate. Chi governa su un mare di petrolio non ha bisogno dei cittadini, E i cittadini, non essendo tassati, per quanto disapprovino il comportamento di chi li governa, non hanno modo di attivare sanzioni economiche. La riscossione delle imposte è stata alla base della costruzione della burocrazia,delle istituzioni e anche della democrazia nei Paesi occidentali. Per questo alle risorse naturali è associato spesso un difetto di democrazia. E naturalmente la spesa militare è tra le due e le dieci volte maggiore che nei Paesi senza risorse, per difendere i pochi che hanno accesso alle rendite. Infine, in molti di questi Paesi la disuguaglianza è drammatica e in crescita. Naturalmente non tutti i Paesi sono vittime della maledizione. Alcuni hanno saputo gestire meglio la propria ricchezza. Il reddito pro-capite dell'Indonesia è oggi quattro volte quello della Nigeria, trent'anni fa era lo stesso. I diamanti hanno permesso al Botswana di crescere del 7% all'anno, mentre in Angola o in Sierra Leone sono stati ragione di guerra civile. In ogni modo le ricchezze colossali del sottosuolo non sono mai sufficienti a raggiungere una crescita sostenibile. I loro alti prezzi sono una conseguenza in parte strutturale della crescita economicaglobaleeperunbelpo'rimarrannota-li. Mapensarechequestasiaunascorcia-toiaperevitareletrasformazioniecono-michenecessarieacrescereinmodoso-stenibileèungrossolanoerro e. barba@unimi.it 1 Macartan Humphreys, Jeffrey D. Sachs e Joseph E. Stiglitz, "Escaping the Resource Curse", con prefazione di George Soros, Columbia University Press, pagg. 408, $ 29.95. Barili. Contenitori di petrolio ordinati per il trasporto CORBIS.

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India e Russia spingono l'export (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 29-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore del lunedì sezione: RAPPORTO MARMOMACC data: 2008-09-29 - pag: 18 autore: Tecnologia. Molti macchinari di nuova generazione sono legati al trattamento delle superfici e al controllo numerico India e Russia spingono l'export Marabelli (Assomarmomacchine): "Per le vendite un'accelerazione dell'8%" di Michela Finizio l'India il massimo importatore di macchinari italiani è per la lavorazione del marmo, per un valore complessivo di 33 milioni 606mila euro nei primi sei mesi del 2008. Al secondo posto si accomoda la Russia, la cui domanda (33 milioni) è quadruplicata rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, seguita a ruota dal mercato africano cresciuto negli ultimi 12 mesi del 68 per cento. Mentre è netta la contrazione della domanda proveniente dagli Stati Uniti, con una flessione del 37 per cento. All'estero Per le 330 aziende associate a Confindustria Marmomacchine l'ultimo bilancio dell'export italiano (nel 2007 ha chiuso al 65,5% delle vendite) è comunque positivo: nonostante la crisi dei mercati e la riduzione delle vendite registrata, in particolare, nel campo della meccanica, nei primi sei mesi del 2008 le esportazioni sono cresciute complessivamente dell'8% rispetto allo stesso periodo del 2007. "Bisognerà aspettare la fine dell'anno - afferma il presidente di Assomarmomacchine, Flavio Marabelli- , ma possiamo già dire che la brusca frenata delle importazioni negli Stati Uniti, da sempre legate prevalentemente alle lavorazioni per prodotti da cucina e da bagno, è oggi del tutto compensata dalle richieste che provengono da altri mercati. Senza contare che, dall'India alla Russia,fino alla Libia, la domanda è molto più completa e articolata". In questi Paesi, infatti, i costruttori italiani riescono a esportare una gamma di prodotti più vasta, non solo per le finiture finalizzate all'arredamento, ma anche macchine da cava, da utensili, abrasive, in pratica tutte le diverse tipologie di macchinari per il marmo. "Anche in Brasile il mercato si è molto ridimensionato - continua Marabelli - perché le aziende sudamericane sono molto legate alla domanda statunitense. In questi Paesi anche la domanda di tecnologie si è modificata con il mutamento del mercato". Lo sviluppo tecnologico Sul fronte delle novità tecnologiche, molti macchinari di nuova generazione sono legati al trattamento delle superfici e, in particolare, al controllo numerico. Recentemente i costruttori di macchine sono impegnati soprattutto nella lavorazione delle lastre, fiammate, resinate o trattate con altri processi. In particolare,da un paio d'anni le aziende del comparto hanno iniziato a concentrarsi sulle nuove tipologie di taglio, in particolare sulle macchine per il passaggio dal blocco alla lastra. "Accanto al processo tradizionale del taglio a lame si è negli ultimi anni ulteriormente perfezionato l'utilizzo del filo diamantato – spiega il presidente Assomarmomacchine – . Dopo anni di investimenti in ricerca e sviluppo la tecnologia del taglio a filo comincia a garantire, in determinate condizioni operative, tempi di lavorazione più veloci e performance maggiori, aumentando in questo modo la produttività". Il percorso, in realtà, non si è ancora concluso: lo sviluppo della tecnologia è ancora in fase di evoluzione. Per il momento la convenienza di queste nuove macchine vale solo per alcune lavorazioni, per determinati prodotti lapidei, mentre in altri casi i costi sono ancora troppo elevati. Alla fiera di Verona, quest'anno, un buon numero di costruttori presenteranno novità anche nelle macchine a filo: un segmento che insieme ai centri di lavoro a controllo numerico e al perfezionamento delle tecnologie più consolidate presenta ancora buoni margini di crescita per le aziende del comparto. La normativa La competitività del prodotto italiano sui mercati internazionali, di fatto, si gioca anche sul filo della certificazione: "Siamo partiti in ritardo come settore – ammette Marabelli –, ma oggi il marchio Ce e la conformità alle normative europee sono assolutamente centrali. I tempi dilatati, inoltre, sono dovuti anche alle lungaggini della burocrazia europea che hanno ritardato l'approvazione dei testi normativi ". Alla fiera di Verona, Confindustria Marmomacchine svolgerà, proprio su questo tema, il convegno dal titolo "Le nuove normative europee EN per le macchine lavorazione marmo: EN 15162 (Telai), EN 15163 (Macchine a filo diamantato), EN 15164 (Segatrici a cinghia e a catena)". Le fiere Per sostenere l'export, inoltre, continua l'attività di organizzazione e gestione delle partecipazioni aziendali alle fiere internazionali di settore: entro la fine del 2009 sono in previsione una quindicina di iniziative fieristiche del 2008/2009 gestite tutte dall'associazione di categoria, tramite Marmomacchine Servizi srl, con l'obiettivo di far conoscere in tutto il mondo le nuove produzioni legate al marmo italiano. Tra i Paesi in cui l'organizzazione sarà presente a breve con un'area riservata alle aziende italiane del settore, ci sono alcuni tra i mercati più dinamici degli ultimi anni, come la Turchia (fiera Natural Stone a Istanbul dal 13 al 16 novembre), la Polonia (fiera Kamien a Wroclaw dal 6 al 9 novembre), gli Emirati Arabi Uniti, la Cina, la Russia, l'Egitto e il Pakistan. LO SVILUPPO Negli ultimi anni le aziende hanno iniziato a concentrarsi sulle nuove tipologie di taglio primario per il passaggio dal blocco alla lastra La novità. Un macchinario per la lavorazione delle lastre di marmo presentato a Marmomacc.

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Porto Foxi, 5 milioni per la darsena (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 29-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Provincia di Cagliari Pagina 1012 Sarroch. L'opera è inserita nel Piano regolatore dello scalo marittimo cagliaritano Porto Foxi, 5 milioni per la darsena Sarroch.. L'opera è inserita nel Piano regolatore dello scalo marittimo cagliaritano Garantirà un attracco alle barche di servizio per le industrie --> Garantirà un attracco alle barche di servizio per le industrie Finanziata con cinque milioni di euro, la nuova darsena di Porto Foxi è ora in attesa della valutazione d'impatto ambientale La sorpresa c'era eccome, nascosta tra le righe di documenti e relazioni ufficiali. Tra i capitoli di una burocrazia che si lascia per strada certezze annunciate e promesse impossibili da mantenere. Porto Foxi, la sua nuova darsena che avrebbe dovuto, dovrà cambiare il volto della grande rada di Sarroch. Un anno dopo, la verità è emersa dal fondo della cala che ospita gli impianti petroliferi. Lo stop c'era eccome. Non voluto, non ufficiale. Più semplicemente l'autorità portuale non l'aveva inserita nel Piano regolatore del porto di Cagliari bloccando di fatto l'avvio di qualsiasi gara d'appalto. Tutto questo mentre l'opera era invece stata inserita a suo tempo nel Piano triennale delle opere pubbliche e nel Piano annuale del 2006. Con una copertura finanziaria di cinque milioni e 146 mila euro. L'ERRORE La scoperta è stata fatta nei giorni scorsi quasi per caso. "In effetti - dice l'ex sindaco di Sarroch, Salvatore Mattana, oggi consigliere regionale del Pd e segretario della Commissione Lavori pubblici e trasporti - i ritardi stavano diventando eccessivi e le richieste degli imprenditori pressanti. Così abbiano chiesto insieme al sindaco Mauro Cois e al vicesindaco Giovanni Nappi un incontro al presidente dell'Autorità portuale Paolo Fadda per tentare di capire i motivi dei ritardi. Così è venuto a galla il problema". Una dimenticanza che strideva con i finanziamenti già accordati e che impediva l'ottenimento delle autorizzazioni ambientali e paesaggistiche. Il caso è stato così affrontato e, pare, in qualche modo risolto. O per lo meno superato. PIANO REGOLATORE Porto Foxi è stato così inserito nel Piano regolatore portuale e il progetto riavviato con procedura d'urgenza al pari della darsena di pescatori di Cagliari. "Entro breve sarà predisposta la procedura per la valutazione di impatto ambientale, e parallelamente, entro l'anno, sarà definito il nuovo piano regolatore del porto che dovrà prevedere anche la destinazione delle aree destinate ai servizi portuali e per la nautica così da diversificare e favorire una rilancio dell'economia locale in un settore ancora poco valorizzato", dice ancora Mattana. I PESCATORI Insomma, dopo la spesa dei cinque milioni della prima tranche e la sistemazione della nuova banchina, i mezzi nautici della società Rimorchiatori, della Battellieri e le imbarcazioni antinquinamento potranno contare su una base d'attracco affidabile e organizzata e non più su quei pontili traballanti di legno e tubi innocenti che fino ad oggi hanno garantito la sosta delle barche. Così come il nuovo approdo verrà incontro alle esigenze della flotta peschereccia che opera tra Foxi e Sa Punta. Una piccola marineria che svolge l'attività della pesca costiera artigianale e che proprio recentemente ha dovuto sopportare forti limitazioni per quel che concerne le zone di cala delle reti. Per la presenza degli impianti a mare delle industrie sono state "allontanate" dalla costa le aree dove è possibile pescare, costringendo gli operatori a ulteriori sacrifici. Oltre a quelli di non disporre, storicamente, di un approdo organizzato e capace di garantire il massimo della sicurezza. "La nuova darsena, che poi ingloberà l'attuale porticciolo - dice ancora Mattana - servirà non solo per il riparo dei mezzi di servizio delle industrie ma anche per i nostri pescatori". A. PI.

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<Un testo unico per il mondo dell'agricoltura> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 29-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

TOMBOLO È intervenuto anche sulle quote latte: "Chiederò un aumento del 5 per cento". Presenti tanti politici ed Ennio Doris, presidente di Mediolanum "Un testo unico per il mondo dell'agricoltura" L'annuncio del ministro Zaia al convegno della Festa dei sapori. "Oggi un imprenditore perde 110 giorni per le pratiche" Tombolo"Sto preparando un codice agricolo che elimini le migliaia di norme, così ogni agricoltore girerà con il suo libretto, perchè è la burocrazia il primo nemico dell'agricoltura. Un imprenditore agricolo perde 110 giorni per le pratiche amministrative. E ancora, occorre un aumento delle quote latte per l'Italia: è terminata la politica agricola fatta dai funzionari, a Bruxelles ci vanno i ministri. Sono terminati i tempi dei contributi ad personam. L'Italia deve contare di più, in agricoltura siamo la California dell'Europa basti pensare che solo il Veneto ha 350 prodotti tipici e 25 vini di massima qualità. L'agricoltore deve fare la sua attività, non come vorrebbero Governo ed Europa con funzioni da ambientalista che primariamente non gli spettano". È un fiume in piena il ministro delle Politiche agricole Luca Zaia ieri ospite d'onore, acclamato e più volte interrotto da applausi, al convegno "Agricoltura e zootecnica, una risorsa per il Veneto", inserito nella Festa dei sapori. Proprio a Tombolo, dove lancia la novità del codice unico, paese che per decenni ha visto il primato nell'allevamento e nella commercializzazione di bovini, si sono riuniti numerosi rappresentanti del settore che non naviga certamente in buone acque. Anzi.Zaia non è voluto mancare nonostante oggi e domani sia a Bruxelles per importantissimi incontri a livello comunitario. Del resto lo aveva detto fin dall'insediamento: "Sono un ministro che vuole sporcarsi le scarpe". E le scarpe se le sporca. Da Marostica, nel Vicentino, alla grande platea riunita nel palazzetto polivalente di Tombolo con tanto di servizio d'ordine con magliette verde scuro e la scritta "W il ministro Zaia".Ed il ministro, che parla rimanendo in piedi, va direttamente al sodo, com'è nel suo stile, quello che i cittadini ed i numerosi operatori del settore apprezzano. Sulle quote latte: "Ventiquattro anni fa le hanno fissate al 58 per cento, devono essere rinegoziate e chiederò l'aumento del 5 per cento. Spariranno nel 2015, arriverà la liberalizzazione e si deve lavorare perchè le aziende italiane siano commercialmente più compettitive. Bisogna ridurre l'enorme peso fiscale per le imprese continuando a puntare sulla qualità. Esempio è stato la "mucca pazza". Problema in Italia sentito pochissimo". Dice Zaia che si batterà con tutte le sue forze, i vari rappresentanti di categoria sono con lui. Si vedrà. Intanto dimostra di essere concreto e di capircene eccome.Gli onori di casa sono stati fatti dal sindaco Franco Zorzo. Tra le autorità presenti il prefetto Michele Lepri Gallerano, Clodovaldo Ruffato, presidente della IV commissione regionale, Maurizio Conte, presidente della VII commissione regionale, Franco Manzato, vicepresidente della Regione, Massimo Bitonci, sindaco di Cittadella e palarmentare, e numerosi imprenditori tra i quali Ennio Doris, presidente di Mediolanum.Prima di assaggiare un po' della carne dei quattro tori allo spiedo, Zaia lascia alla platea una frase raccolta dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e che si adatta benissimo alla situazione del settore: "Non ho mai conosciuto un pessimista che abbia fatto fortuna". L'applauso è fragoroso.Michelangelo Cecchetto.

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ROMA: DADO AL TEATRO OLIMPICO CON 'ONESTO MA NON TROPPO' (sezione: Burocrazia)

( da "Adnkronos" del 29-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Ascolta la notizia commenta 0 vota 0 tutte le notizie di SPETTACOLO Roma, 29 set. - (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Trattare i temi di tutti i giorni, in uno spettacolo che si ispira allo stile del Teatro Canzone di Giorgio Gaber. Ecco cio' che fara' il comico Dado in ''Onesto ma non troppo'', per a regia di Augusto Fornari, che si terra' al Teatro Olimpico di Roma dal primo al 12 ottobre. Dado interpreta un supereroe stralunato, onesto ma non troppo, che lotta contro le stranezze e le barriere della vita quotidiana: dalla difficolta' di approccio con le donne, alle difficolta' economiche causate dall'euro e dalla nuova finanziaria, dalle incongruenze della politica italiana e di quella estera, alla religione cristiana, all'antisemitismo, alla burocrazia anti-cittadino. Sul palco Dado compie un viaggio all'interno della sua scenografia, una sistemazione del palcoscenico tutta particolare che ben si sposa con il suo look di eccentrico canzoniere. Dado si mette in gioco in una nuova veste di ''attore-cantante-over trenta'' vivendo in una realta' che vuole denunciare nell'unico modo che ben si presta al suo stile: con la chitarra in mano coinvolgendo nello show i quattro componenti della sua band. Le prossime tappe dello spettacolo saranno dal 28 ottobre al 2 novembre a Napoli, al teatro Diana, il 14 novembre, a Montecatini, al Teatro Verdi, l'8 gennaio all'Aquila, il 9 gennaio a Citta' Sant'Angelo, il 14 marzo, a Barletta il 26 marzo, ad Argenta il 27 e 28 Marzo, a Firenze al Teatro Puccini, il 23 e 24 aprile, a Bologna, al Teatro Delle Celebrazioni.

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Sicurezza stradale/ Asaps: premio a polizie che tolgono più (sezione: Burocrazia)

( da "Virgilio Notizie" del 29-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Punti L'associazione contesta i risultati pubblicati dal Sole 24 ore postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 29 set. (Apcom) - La patente a punti fa scalare le classifiche alle province. Il Sole 24 Ore ha pubblicato i dati sui prelievi di punti patente divisi per province ed è emersa una sorta di classifica delle realtà territoriali dove si violano di più le regole della strada. Ma l'Asaps, associazione sostenitori amici polizia stradale, non è d'accordo. "In realtà le province che hanno una media punti prelevati più alta (prevalenti quelle del nord), sono quelle che hanno un sistema di controlli su strada più efficace e un solerte cinghia di trasmissione fra le amministrazioni pubbliche statali e comunali e l'Anagrafe nazionale dei conducenti - si legge in una nota -.In sostanza il maggior numero di punti viene prelevato per le violazioni relative al mancato uso delle cinture di sicurezza, del casco, l'uso del cellulare. Cioè tutte quelle che necessitano di contestazione immediata e presenza fisica della divisa sul territorio. Mentre per le sanzioni contestate con l'utilizzo dell'elettronica (velocità, semafori, sorpassi) in molte realtà viene effettuata una più frequente contestazione immediata, con identificazione del conducente con non potrà dire di non ricordare chi era alla guida". "Andrebbe riconosciuto un premio alle polizie e alle amministrazioni locali e statali nelle cui province il prelievo di punti è percentualmente più elevato, non perché i conducenti siano violatori sistematici, ma perché la presenza sul territorio delle forze di polizia è più costante, l'elettronica è usata con saggezza e la burocrazia è stata vinta con la puntualità nella comunicazione delle violazioni all'Anagrafe nazionale dei conducenti", concludono dall'Asaps .

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Paullo fa le prove di sicurezza tra rotonde e zebre pedonali (sezione: Burocrazia)

( da "Cittadino, Il" del 30-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

PAULLO Via Milano a Paullo a prova di sicurezza. Il progetto definitivo sarà consegnato in comune alla fine di questo mese; allora sarà immediatamente pubblicato il bando di gara per l'assegnazione dell'appalto: la speranza è di far partire a novembre il cantiere per chiudere l'intervento già da quest'anno. Sorgerà una rotonda in via Buonarroti e rialzo stradale all'ingresso di via Pausbio, a cui farà seguito la sistemazione degli attraversamenti pedonali ridefinendo le intersezioni e gli incroci. A bilancio sono stati messi 160mila euro, interamente finanziati dalle casse municipali del centro sudmilanese. Unico rammarico: non avere anticipato le operazioni. Questo intervento era infatti voluto da tempo dal sindaco Claudio Mazzola e dai componenti della maggioranza a seguito dell'alta incidentalità di via Milano e via Buonarroti. Ad insinuare i bastoni tra le ruote ci si è messa però la burocrazia. Via Buonarroti fino a poco tempo fa era infatti provinciale. Il comune si era rivolto da oltre un anno a palazzo Isimbardi per trovare una soluzione alla pericolosità del quartiere. Erano state prospettate due alternative: la possibilità di eseguire i lavori nonostante la proprietà provinciale oppure il trasferimento della proprietà della strada al comune. Alla fine di giugno via Buonarroti è stata declassata a comunale, aprendo all'amministrazione paullese la possibilità d'intervenire. "Ci siamo messi subito al lavoro - spiega Mazzola -; naturalmente lo studio di fattibilità c'era già e i soldi, 160mila euro, erano precedentemente stati accantonati. Il progetto è chiaro: il fine è quello di salvaguardare la sicurezza dei pedoni e di chi percorre la strada". Via Milano è particolarmente trafficata, dalla mattina al tardo pomeriggio; di sera però, quando il numero di veicoli è molto inferiore, il problema è la velocità esagerata. Circolazione sostenuta anche in via Buonarroti, nonostante la ristrettezza della carreggiata. L'accesso da Tribiano, attraverso via Buonarroti, verrà completamente rifatto: nascerà qui una rotonda che darà ordine ad un'intersezione mal congegnata e pericolosa. Identici i problemi sull'altra direttrice, da Zelo, dove sarà costruito un passaggio pedonale a rilievo, su rialzo stradale che costringerà le auto a rallentare: non sarà possibile superare i 40 chilometri orari. Adesso i lavori dovranno essere eseguiti in un periodo poco favorevole (la giunta puntava a realizzarli in agosto ma non è stato possibile), con inevitabili disagi. Sono preventivati tra i 20 e i 30 giorni per la conclusione dell'intervento. I giorni di vera e propria passione non saranno però più di una decina. Alla cittadinanza saranno comunicate le alternative al transito e verrà spiegato ogni aspetto dell'intervento a tempo debito. Emiliano Cuti.

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[FIRMA]LAURA SECCI AOSTA Apolitiche, no profit, nate con uno scopo nobile quanto ambizioso: di (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 30-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Ffondere il sapere. Sono le associazioni culturali che, per statuto, si propongono di ampliare la conoscenza della cultura, sia essa musicale, letteraria o artistica in genere, purché "senza scopo di lucro". In Valle d'Aosta se ne contano 33, ce ne sono per tutti i gusti e per tutte le età. Si va dalla danza afro promossa dall'associazione Mamima Swan di Aosta, allo studio dei funghi valdostani proposto dall'Associazione micologica, passando per i nostalgici del dialetto parlato nelle comunità walser di Issime e per gli studi nel campo dell'esoterismo moderno di derivazione inglese proposto dai giovani dell'associazione Assemblea di Thelema. Ambiti diversi, ma un problema in comune: poche risorse e troppa burocrazia. "La difficoltà maggiore - spiega Andrea Carlotto, responsabile del Laboratorio permanente di Musica Danza e Arti dell'associazione Mamima Swan - è riuscire a districarsi nei meandri dell'iter amministrativo che permette di accedere ai finanziamenti destinati alle associazioni culturali che, anche quando riescono ad ottenere le risorse economiche che spettano loro, fanno fatica a sopravvivere". Nata nel 2006, la Manima Swan ha messo in scena numerosi spettacoli teatrali, tra i più noti, "Morte di un minotauro". "La Regione ci ha aiutato a sostenere le spese con un contributo di 13.000 euro. Ma il problema è ben più radicato - sottolinea Carlotto -. In Valle manca un impegno costante a supporto della cultura che, in questi ultimi anni, è piuttosto sottostimata". Meno burocrazia e più finanziamenti, dunque. Ma a quanto ammontano i contributi destinati a queste associazioni e come vengono utilizzati? "Con le poche migliaia di euro che ci ha destinato la Regione non potremmo andare avanti. Per fortuna possiamo contare anche sull'aiuto dei privati - dichiara Michele Musso dell'associazione Augusta -. Dei 12.000 euro di contributo regionale annuale, 6500 vengono utilizzati per produrre la rivista dell'associazione che compie quarant'anni. Resta ben poco per fare fronte a tutte le altre spese". Di recente l'Associazione ha costituito un archivio sonoro, responsabile del progetto è Musso. Alcuni dei brani raccolti vengono trascritti da Imelda Ronco e pubblicati sulla rivista Augusta. "Le registrazioni che si intendono raccogliere non vogliono essere solo una testimonianza del passato, nelle quali si racconti esclusivamente della vita di un tempo - spiega Musso -. Oltre a queste testimonianze, altrimenti destinate a sparire in silenzio, è importante raccogliere informazioni sulla vita di oggi, sulle attività lavorative, sul tempo libero, su come la modernità conviva con l'eredità dei walser e con la vita in montagna". L'intento è anche quello di fotografare la situazione linguistica della comunità issimese, dando spazio non solo al töitschu, ma anche alle altre lingue veicolate dalla comunità. "Ma per fare un buon lavoro di ricerca, servirebbero più fondi" conclude Musso. Non tutte le associazioni culturali però vivono, o meglio, sopravvivono, in attesa dei finanziamenti regionali. C'è chi, andando in controtendenza, questi finanziamenti non li chiede nemmeno. "E' una scelta di onestà intellettuale - spiega Valiero Miozzi, presidente del Centro studi Jean Baptiste Gal - la nostra associazione ha lo scopo di incrementare la comprensione di tutto quanto coinvolge la vita della popolazione valdostana, analizzando le condizioni da cui dipende il progresso della Valle d'Aosta in campo economico, politico, sociale, religioso e culturale". Il Centro studi Jean Baptiste Gal ha pubblicato di recente uno studio sulla condizione giovanile in Valle, somministrando una griglia di test, compilati in forma anonima, in tutte le scuole secondarie ed elaborando poi i dati acquisiti. "E' stata la prima fotografia completa ed approfondita degli interessi e dei problemi degli adolescenti valdostani. Non abbiamo chiesto nessun contributo regionale, ma l'analisi dei dati emersi è stata pubblicata sul sito della Regione". Il 50% delle spese sostenute dal centro studi è stato coperto dalla Fondazione CRT.

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IL COLLEGIO DI BRESCIA RINNOVA L'IMPEGNO (sezione: Burocrazia)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 30-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

GEOMETRI IL COLLEGIO DI BRESCIA RINNOVA L'IMPEGNO DAL NUOVO PRESIDENTE L'ANALISI DEL SETTORE Dall'aumento dei mutui, che rende proibitivo l'acquisto della casa soprattutto per i giovani nuclei famigliari, all'aumento dei costi, compreso quello della burocrazia, che pesa sul prezzo delle nuove abitazioni e delle ristrutturazioni. Si impegna in un viaggio a tutto campo Giovanni Platto, neo presidente del Collegio dei geometri di Brescia che analizza l'andamento del settore delle costruzioni nella nostra provincia. Un andamento che risente del peso di situazioni che sfuggono dalla piccola dimensione geografica delle nostra provincia, ma risentono della contrazione economica nazionale e, di riflesso, della crisi dei mutui che ha pesantemente colpito il settore immobiliare negli Stati Uniti. A Brescia si sente dunque il rallentamento, ma questo non frena il dinamismo dei geometri che investono, soprattutto in questo momento di crisi, sulla crescita professionale. Giovanni Platto, che rileva la carica di Fausto Savoldi, è presidente del Collegio dei geometri dall'aprile scorso. Platto è stato per diversi anni segretario e ha accumulato un'esperienza che diventa preziosa nel nuovo ruolo. Giovanni rappresenta la classica figura del geometra che ha operato, dagli anni '60 in poi, in tutti i campi della professione raggiungendo ampi riconoscimenti sia in campo privato che pubblico. alla pagina III.

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Gli imprenditori incontrano gli studenti empolesi (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 30-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

COSA FARE DOPO IL DIPLOMA? Gli imprenditori incontrano gli studenti empolesi EMPOLI. Per una volta saranno gli imprenditori a raccontare la loro esperienza di vita quotidiana nella gestione di un'impresa. La platea sarà costituita dagli studenti delle classi quinte degli istituti superiori "Ferraris" e "Leonardo da Vinci", che cercheranno di capire i segreti del "motore umano" che anima la vita delle imprese artigiane del territorio. L'iniziativa è in programma domani mattina alle 9,30 al palazzo delle Esposizioni: si tratta del convegno dal titolo "Un futuro possibile come imprenditore", a promuoverlo la Cna. Si tratta di un incontro tra gli studenti delle scuole che tra poco entreranno nel mondo del lavoro e due noti imprenditori locali, il certaldese Franco Valiani, leader nella produzione di passe partout e Marco Landi, titolare di una confezione a Empoli. Poco spazio alla burocrazia, ma molti aneddoti da raccontare della vita di tutti i giorni in un territorio come il Circondario fortemente caratterizzato per la presenza artigiana, con 2600 aziende. "Si tratta di un incontro particolare - spiega Paolo Gianassi, responsabile di Cna di Empoli - in cui cercheremo di far emergere il ruolo che le imprese rivestono sul territorio. Viviamo una fase difficile del mercato, dove in certi casi c'è anche poco rispetto delle regole. Ma non vogliamo far passare l'assioma che gli artigiani non le rispettano. Non è così e non va dimenticato che le realtà artigiane sono uno dei motori forti della nostra economia. E anche i primi a investire e prendersi dei rischi". La prima iniziativa con gli studenti si colloca all'interno del ciclo di tre incontri chiamati "Orgoglio artigiano", attraverso la quale la Cna vuole sollecitare il rispetto per le imprese, per l'impegno degli imprenditori, per la loro passione e per il ruolo che ricoprono. "Con questo incontro - spiega Marcello Lotti, vicepresidente di Cna del Circondario - ci auguriamo che i giovani comprendano meglio l'essenza dell'essere imprenditore, le molte difficoltà nel fronteggiare ogni giorno, ma anche le grandi soddisfazioni che un'attività in proprio può regalare se fatta con coscienza e passione". Il secondo appuntamento "II valori dell'imprenditoria" è in programma sabato alle 10 al Convento degli agostiniani. Si tratta di un confronto che vedrà molte personalità del mondo dello sport, della cultura, della religione e delle altre dimensioni della società civile sui valori espressi dal mondo imprenditoriale. L'incontro vedrà la presenza tra l'altro dell'allenatore Renzo Ulivieri. Il ciclo si concluderà venerdì 10 ottobre alle 20,30 alla "Corte dei mestieri" al centro Coop di Santa Maria con la "Cena delle imprese associate". Seguirà lo spettacolo dei comici "Fi-pi-li la superstrada delle risate". M. F.

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Venezia e Siena, il federalismo diventa una virtù (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 30-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-09-30 - pag: 16 autore: PIT STOP ... Venezia e Siena, il federalismo diventa una virtù C he dai rifiuti si potessero ricavare vantaggi per i cittadini, " bruciandoli" grazie ai termovalorizzatori ( inceneritori di nuova generazione), lo si sapeva. Quello di Brescia, dichiarato nel 2006 " migliore del mondo" dal Waste-toenergy research and technology council (Wtert, organismo autorevole cui partecipano, tra gli altri, scienziati di tutto il mondo) ne è una prova in grande stile. E lo stesso si può dire dell'impianto di Trezzo sull'Adda, in provincia di Milano, considerato tra i migliori d'Europa. Molto meno conosciute, ma non per questo meno importanti, le realtà minori che a livello locale affiorano qua e là, superando i blocchi della burocrazia centrale e le paralisi conseguenti l'ormai arcinota "sindrome nimby", formula anglosassone che indica letteralmente "non nel mio cortile" e che spiega le resistenze (spesso ingiustificate) contro opere di interesse per la comunità, nazionale o locale. Le cronache di questi giorni portano all'attenzione due esempi di ciclo "virtuoso". Il primo riguarda Venezia, dove Comune, Provincia e Regione, racconta Il Gazzettino del 24 settembre, "sono riusciti nel miracolo di farsi autorizzare l'incenerimento di oltre 70mila tonnellate di Cdr (il combustile da rifiuti) nella centrale Enel di Fusina". Rifiuti che l'Enel paga a Ve-ritas, la multiutility del Veneto che serve una trentina di Comuni e quasi 700mila abitanti, per cui il quotidiano locale può affermare che "la spazzatura diventa oro e fa risparmiare 12 milioni di euro che, altrimenti, i cittadini avrebbero pagato in bolletta a partire da ottobre". La pratica s'era impantanata a Roma per due anni quando titolare del ministero dell'Ambiente era il verde Alfonso Pecoraro Scanio e si è sbloccata con il neo ministro Stefania Prestigiacomo e grazie alle pressioni bipartisan del centro sinistra (Comune e Provincia) e del centro destra (Regione). Pare che il primo cittadino di Venezia, Massimo Cacciari, si sia presentato alla riunione di Roma dichiarando che se ne sarebbe andato solo ad autorizzazione concessa. Da Venezia a Siena, secondo caso. In due anni il vecchio inceneritore di Poggibonsi è stato trasformato in un termovalorizzatore di nuova generazione che anche in questo caso smaltirà ogni anno 70mila tonnellate di rifiuti, trasformando la spazzatura in 43mila megawatt di energia in grado di coprire il fabbisogno del 17% della provincia di Siena, circa 50mila cittadini (La Nazione, 26 settembre). Due città e province (ancorché "d'arte" conosciute in tutto il mondo) non fanno una nazione, ma testimoniano che si può fare molto su questo fronte (grazie in prima battuta alla raccolta dei rifiuti differenziata) se con pazienza e determinazione si seguono programmi rigorosi. Non va dimenticato che l'Europa aveva indicato a quota 35% il livello della raccolta differenziata, che è invece ferma all'11% nel Lazio e in Campania, all'8,8% in Calabria a meno del 7% in Sicilia. Al di là dell'emergenza (il problema delle discariche) è su questo terreno che in prospettiva, anche a livello locale, si vince la sfida del "ciclo virtuoso" che porta benefici economici ai cittadini. A suo modo, un esempio di federalismo riuscito. guido.gentili@ilsole24ore.com SCELTE ECOLOGICHE Per i cittadini arrivano vantaggi dagli inceneritori di nuova generazione di Guido Gentili.

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Impregilo torna al core business (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 30-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-09-30 - pag: 27 autore: Infrastrutture. L'amministratore delegato Alberto Rubegni disegna il futuro del gruppo dopo la vicenda dei rifiuti di Napoli Impregilo torna al core business Impianti, costruzioni e attività estere nella strategia di crescita della società Giuliano Balestreri MILANO Sono passati quasi 14 mesi da quel 3 agosto 2007, quando iniziò il maxisequestro da 750 milioni di euro disposto dal Gip di Napoli a carico di Impregilo. Ora, dopo le sentenze della Corte di Cassazione e del Tribunale del Riesame che hanno sbloccato i conti della società e in attesa del dibattimento in Tribunale, il gruppo milanese si prepara a presentare il nuovo piano industriale con due punti fermi: "Il ritorno al core business e l'internazionalizzazione ", dice con chiarezza Alberto Rubegni, 57 anni, amministratore delegato di Impregilo dal 13 luglio 2007. Ingegnere, avete chiuso un capitolo difficile per la storia della società, ma il processo per le presunte irregolarità sulla gestione dei rifiuti a Napoli è ancora aperto. Siamo tranquilli. Siamo sicuri di dimostrare la nostra correttezza anche da un punto di vista tecnico. Oggi peraltro vedo che sono state aperte delle indagini sui rifiuti tossici nocivi e sulle discariche abusive che a lungo sono stati mischiati in maniera arbitraria con la questione dei rifiuti solidi urbani. Inoltre è diventato chiaro che la soluzione ottimale, come in tutta Europa, è realizzare i termovalorizzatori. A marzo quello di Acerra sarà a regime e noi lasceremo Napoli. Qualche errore ci sarà stato anche da parte vostra. Succede sempre di sbagliare lavorando, ma era chiaro che qualcosa non funzionasse: ci sono voluti 4 anni per l'autorizzazione al termovalizzatore di Acerra e altri 8 per quello di Santa Maria la Fossa, neppure iniziato. Il progetto non era condiviso dal territorio, ma c'è stato anche un problema di comunicazione. Purtroppo siamo in un Paese che non ha più la capacità di trovare soluzioni: tutto diventa politico senza che vengano valutati gli aspetti tecnici. Lasciata Napoli non vi occuperete più di servizi? Torneremo alle nostre competenze originali: impianti, costruzioni e concessioni. Diversificando dal Sud America, agli Stati Uniti, passando per Far East, Golfo Persico e Africa. Insomma quello che abbiamo fatto nell'ultimo anno, nonostante le difficoltà di operare con i conti bloccati. Una situazione che lascerà qualche strascico sul fronte dell'immagine, ma stiamo partecipando a numerose gare internazionalie siamo fiduciosi che a breve possano esserci esiti positivi su alcuni progetti importanti in Sud Africa per un impianto idroelettrico e per l'aeroporto di Sant'Elena. L'obiettivo è chiudere il 2008 con acquisizioni di ordini di contracting a 3 miliardi di euro. In che modo è cambiata la vostra strategia? Stiamo riattivando le nostre filiali estere, chiuse quando si era deciso di puntare sullo sviluppo dei servizi e rilanciamo Fisia Italimpianti, leader nella desalazione, con la quale partecipiamo a una gara da circa 2 miliardi di dollari in Arabia Saudita e da un miliardo a Dubai. La società è sana: ottimi asset e basso debito (la posizione finanziaria netta è negativa per 57 milioni a fronte di un patrimonio di 815 milioni, Ndr). Quali sono le aree geografiche più interessanti? Tutti i Paesi produttori di petrolio, ma c'è interesse per quelle zone dove c'è crescita economica e piani di sviluppo infrastrutturale. Abbiamo iniziato a guardare il Kazakistan che ha grandi potenzialità e grosse risorse minerarie. Insomma nel futuro di Impregilo ci sarà molto sviluppo internazionale. E l'Italia? Siamo in attesa di valutare il piano del Governo per le grandi opere. Escluso l'Expo di Milano, non ci sono grandi gare all'orizzonte e i tempi restano troppo lunghi: lavorare in Italia è diventato molto difficile. Siamo general contractor per la realizzazione del terzo valico sulla GenovaMilano, se ne parla dagli anni 90. Ci sono tutte le autorizzazioni, c'è l'ok del Cipe: i lavori potrebbero iniziare subito, ma ancora mancano i finanziamenti. è uno dei problemi dell'Italia: c'è troppa burocrazia e siamo rimasti l'unico Paese dove i costi delle opere sono fissi, eppure i prezzi delle materie prime aumentano. Aumenta il costo della vita per i cittadini e per le imprese: quando formulammo l'offerta da 3,88 miliardi per il Ponte sullo Stretto il prezzo del barile era 32 dollari contro gli oltre 100 dollari attuali (il bando del 2004 prevedeva che le offerte fossero fatte sul tariffario del 2003, Ndr). La congiuntura internazionale è delicata, eppure i conti della società vi permetterebbero alcune acquisizioni. Abbiamo qualche dossier sul tavolo, ma guardiamo a operazioni, di acquisto o partnership, solo all'estero che ci permettano di penetrare nuovi mercati o di acquisire personale qualificato per far fronte ai progetti che stiamo acquisendo. Qual è il più ambito? Quello per il nuovo canale di Panama: un ottimo biglietto da visita, per l'Italia intera. giuliano.balestreri@ilsole24ore.com GLOBALIZZAZIONE Sul fronte geografico le mete di riferimento sono il Sud America, il Far East, ma anche il Golfo Persico l'Africa e l'Asia.

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Impresa, c'è lo sportello unico per combattere le lungaggini (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 30-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cronaca di Oristano Pagina 4018 Comune. Presentata ieri dalla Giunta la nuova iniziativa Impresa, c'è lo sportello unico per combattere le lungaggini Comune.. Presentata ieri dalla Giunta la nuova iniziativa --> Si potrà avviare una nuova impresa in meno di un mese. Per alcune attività o per la localizzazione dell'impianto servirà il verdetto di una conferenza di servizi che si terrà entro 22 giorni dalla Duaap. Venti giorni per aprire un cantiere o mettere su una nuova impresa. Dopo le interminabili trafile a cui si era abituati (anche tre mesi in attesa dell'ok), questi tempi suonano come veri record per il comune di Oristano. Fare impresa in città dovrebbe diventare molto più semplice grazie all'attivazione del Suap, lo sportello unico per le attività produttive. Basterà un'autocertificazione e le procedure per le attività economiche e produttive saranno snellite e notevolmente semplificate. Anche perché non si dovrà più vagabondare da un ufficio all'altro del palazzo: tutto sarà concentrato nel Suap ospitato al primo piano di palazzo degli Scolopi. "Con questa iniziativa è possibile ridurre i tempi della burocrazia - ha spiegato il sindaco Angela Nonnis, - la strada sulla quale stiamo investendo è quella della modernizzazione dell'ente". Lo sportello unico, aperto sulla base delle norme della Finanziaria regionale, è il punto di riferimento di tutte le procedure amministrative per le attività economiche e produttive di beni e servizi, comprese le attività agricole, commerciali, artigianali, turistiche e alberghiere. E ancora i servizi delle banche e degli intermediari finanziari e quelli di telecomunicazioni. "Lo Suap è responsabile anche dei procedimenti per gli interventi edilizi", ha precisato Giuseppe Pinna, dirigente del settore Lavori pubblici e coordinatore dello sportello. E si occuperà del 50 per cento delle pratiche. "Grazie al Suap e all'articolo 1 della Finanziaria regionale 2008 i tempi della burocrazia sono più brevi che in qualsiasi altra regione italiana". Con un'autocertificazione, l'impresa e il progettista si assumono la responsabilità di rispettare tutte le norme di legge e, trascorsi venti giorni senza alcuna osservazione, si può iniziare a costruire. "Con questo nuovo iter abbreviato un imprenditore potrà avviare una nuova attività economica in meno di un mese ed il collaudo consentirà l'immediata messa in funzione degli impianti", ha sottolineato l'assessore alle Attività produttive Ivano Cuccu. Solo per alcune attività o per la localizzazione dell'impianto si deve aspettare il verdetto di una conferenza di servizi che si terrà comunque entro 22 giorni dalla presentazione della Duaap (dichiarazione unica auto-certificativa per la realizzazione di un intervento relativo ad attività produttive). Presto per lo Suap sarà disponibile anche un punto di contatto, un front-office, nei locali di via Ciutadela de Menorca. VALERIA PINNA.

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Confindustria apre all'India (sezione: Burocrazia)

( da "Denaro, Il" del 30-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Salerno espansione internazionale Confindustria apre all'India L'Ente ha ospitato un workshop sulle opportunità di investimento Opportunità di investimento e settori di maggiore rilievo per le imprese salernitane in India. Se ne è discusso nella sede di Confindustria Salerno nel corso di un workshop organizzato dall'ente datoriale CATERINA LA BELLA Strumenti di misura, macchine speciali, prodotti tessili e in cuoio, agroalimentare, gioielleria. Ma anche turismo e logistica. Ecco i settori produttivi dove conviene investire in India, paese tra le maggiori economie del mondo. Ieri pomeriggio, Confindustria Salerno ha ospitato il seminario "India: nuove opportunità di business per le imprese". Sono intervenuti Antonio Ferraioli, Vice Presidente di Confindustria Salerno delegato all'internazionalizzazione, Shamma Jain, Vice Ambasciatrice dell'India in Italia, Vito Busillo, Presidente di Intertrade, Jacob Rose, rappresentante della Camera di Commercio Indiana in Italia e Direttore della Italtec Consulting Pvt. Ltd, Filippo Morese, rappresentante presso Sprint Campania della Simest SpA . I vantaggi competitivi offerti dall'India agli operatori campani riguardano una manodopera qualificata e a basso costo, stabilità politica, snella burocrazia e zone economiche speciali. Filippo Morese di Sprint Campania ha ricordato che la Regione ha attivato un progetto di internazionalizzazione verso l'India che riguarda i nostri distretti del tessile abbigliamento, cuoio, oreficeria, agroalimentare e turismo e, di recente, anche i Centri di competenza campani hanno sottoscritto accordi di collaborazione per esportare la tecnologia made in Campania. "Sprint Campania offre assistenza completa alle aziende che intendono esplorare il mercato indiano, considerando che l'export della Campania verso l'India è in crescita", ha spiegato Morese, "un paese che rappresenta per le nostre aziende un mercato molto interessante. Un'informazione adeguata è la prima forma di assistenza importante per le Pmi che si affacciano sul mercato asiatico. Senza efficaci consulenze chi intende investire in India rischia di vanificare importanti opportunità". Per Ferraioli, "è necessario per le aziende rafforzare la propensione all'export, sviluppando relazioni capaci di favorire le possibilità di collaborazione con l'estero. E' necessario fare squadra", ha aggiunto, "perché le nostre Pmi da sole non riescono ad affrontare mercati così lontani e complessi". del 30-09-2008 num.

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"Due mezze giornate per un documento" (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Adriatico" del 30-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

ANCONA L'attesa per la via della burocrazia è tappa obbligata per ogni cittadino che almeno due o tre volte all'anno incappa nella mattinata da trascorrere tra gli uffici pubblici. Raccogliendo qualche parere diretto da color che aspettano, emerge l'insoddisfazione per le attese in coda agli sportelli, combinata a rassegnazione. "Ho dovuto prendere mezza giornata di permesso al lavoro per venire in centro fare un il certificato sullo stato di famiglia, inoltre ho perso tempo per cercare parcheggio per la macchina". Ma c'è anche chi vede la fila e preferisce ritornare. "Ho chiesto che cosa mi serve per il passaggio di proprietà della macchina, però non posso restare ed aspettare, devo tornare un'altra volta". Insomma, ci si adegua: diversamente si deve aspettare troppo tempo. Altri cittadini invece si lamentano perché "spesso in questi uffici devi tornare più di una volta, quindi perdi due mezze giornate per colpa della lentezza della burocrazia". "Sono sfiduciata, ogni volta che devo fare qualche documento o comunque devo andare per uffici torno a casa stressata perché c'è sempre qualcosa che non va bene". Infatti, spesso, i veri giri per la burocrazia iniziano quando si raggiunge lo sportello, dove vengono richiesti altri certificati o documenti da allegare a ciò che già si ha. In questo caso una telefonata all'ufficio prima di muoversi può aiutare a raggiungere il risultato finale. Altrimenti "alla fine ci si deve andare almeno due volte, la prima per informasi e la seconda per farsi rilasciare ciò che serve".

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In fila allo sportello, maglia nera al Comune (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Adriatico" del 30-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Spesso non basta prendere un permesso breve dal lavoroper sbrigare una praticaPiù snella l'attesa al Cupdi Torrette, ma il problema è la ricerca di un parcheggio Un'ora e venti d'attesa per un certificato di residenza all'Anagrafe, 60 minuti per la carta d'identità In fila allo sportello, maglia nera al Comune ANCONA Se il tempo è denaro, il capoluogo dorico è piuttosto caro anche per le attese in coda. Dove si perde del buon tempo. Lo sanno bene i cittadini che si imbattono quotidianamente nella macchinosa burocrazia: dal rilascio di un certificato di residenza o di una carta d'identità alla richiesta di visita al poliambulatorio; dal pagamento del ticket all'Umberto I, alla spedizione delle raccomandate alle Poste oppure alla prenotazione ad un esame per la patente di guida. Le rilevazioni negli uffici di cui sopra, sono state effettuate nell'arco di una settimana, da lunedì 22 settembre a ieri. Una verifica empirica fatta sul campo, nulla di statistico dunque. Il primato per l'attesa va all'ufficio anagrafe del Comune, al primo piano di palazzo del Popolo abbiamo aspettato in coda 1 ora e 20 minuti. Staccato il talloncino alle 10, il miraggio dello sportello si è concretizzato alle 11.20. Per farsi rilasciare un certificato di residenza. In questa situazione la salvezza è la sala di attesa provvista di sedie e tavolo che però non riesce ad accontentare tutti e a chi rimane senza posto non resta che osservare il tabellone elettronico sperando che i numeri avanzino il più in fretta possibile. I cittadini più astuti adottano la tecnica di aggiudicarsi il talloncino con stampato il numero relativo al proprio turno ed andarsene ritornando dopo. Come se ormai aspettare 20 minuti fosse compreso nella prassi. L'ora di permesso eventualmente chiesta al lavoro non basterebbe, si dovrebbe prendere mezza giornata per un certificato di residenza. Come sottolineato da un cittadino, venire in centro con la macchina implica il costo del parcheggio. E se passando per via Piave vi trovate di fronte alla scena di persone che aspettano in fila davanti ad una porta a vetri, non preoccupatevi è l'ufficio che si occupa il rilascio della carta d'identità. Infatti altro tasto dolente è proprio questa sezione distaccata del Comune. In coda si può attendere anche un'ora, salvo imprevisti come l'interruzione del collegamento dei terminali, fenomeno assai frequente da quanto riportato da diversi cittadini rassegnati. La rilevazione è stata fatta, lunedì 22 dalle 10.40 alle 11. 40. Terzo posto nel podio al contrario dell'attesa è andato alle casse ticket degli Ospedali Riuniti a Torrette. Una parentesi va aperta sui parcheggi dell'ospedale, per trovarne uno libero a pagamento, si deve girare almeno 15 minuti. Ma questo è solamente l'inizio, infatti una volta preso il talloncino provvisto di numero per la cassa del ticket, si deve pazientare per un'altra mezz'ora prima di arrivare a pagare. La rilevazione è stata effettuata venerdì 26 dalle 10.20 alle 10.50. Nonostante a disposizione ci siano ben 6 casse solamente due erano aperte. Da metà mattinata in poi è stata funzionante anche una terza. Per gli esenti la situazione è stata leggermente migliore, con due casse aperte su tre. Tempi veloci invece per il Centro unico di prenotazione (Cup) dell'ospedale di Torrette dove l'attesa è stata di 10 minuti. Sommando tempo per trovare parcheggio, coda alla cassa del ticket, l'andata ed il ritorno con la cittadella sanitaria, si deve confidare nella fortuna per riuscire a prendere solo un'ora di permesso dal lavoro. Lo sportello dell'anagrafe sanitaria del poliambulatorio di Viale della Vittoria, fa invece aspettare 25 minuti per una tessera sanitaria, almeno durante il nostro test efettuato dalle 10.55 alle 11.20, lunedì 29. A seguire la Motorizzazione Civile dove per un una iscrizione ad un esame per la patente abbiamo aspettato 20 minuti, venerdì 26 dalle 11.20 alle 11.40. Stesso tempo per spedire una raccomandata alle Poste Centrali, dalle ore 11.15 alle ore 11.35 di martedì 23. CECILIA ROSSINI,.

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Alitalia e politica: tipico malcostume (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 30-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Alitalia e politica:tipico malcostumeall'italianaCi sono momenti che un uomo, cittadino di un paese, l'Italia, si sente inutile, deluso, demoralizzato, demotivato ecc Perché il mio paese è quasi sempre ultimo nelle cose utili per i cittadini ed è invece primo nella burocrazia, nell'inefficienza, nell'indisciplina, nel settarismo. La situazione Alitalia è l'esempio emblematico; alcuni dipendenti di questa compagnia, hanno sempre munto la vacca e ora non intendono cedere nemmeno un piccola parte di quel latte avuto in abbondanza.E questo malcostume viene perpetuato ogni giorno in ogni settore della vita pubblica italiana, perché noi non riusciamo ad elevarci e sfruttare una buona volta le immense capacità creative che abbiamo, oppure fare tesoro della nostra grande storia del passato, per cui siamo il museo del mondo. Non siamo nemmeno capaci di ricavare il frutto dal nostro territorio che il buon Dio ci ha elargito con tanta bellezza e splendore da essere definiti il bel paese. E, ancora perché nell'agone politico invece di demonizzare l'avversario non si cerca di proporre rimedi migliori? Perché la campagna politica continua anche dopo che una parte dello schieramento ha vinto nettamente le elezioni. Questi politici non amano l'Italia, la nazione che permette loro di elevarsi sopra gli altri cittadini godendo di lauti stipendi, ma amano se stessi, il proprio partito, la propria voglia di emergere discreditando la parte avversa?Ora che finalmente gli italiani hanno capito che per governare questo paese bisogna dare una netta maggioranza di voti ad una delle fazioni, lasciamo che questo governo faccia quello che è capace di fare e non mettiamogli i bastoni fra le ruote, anzi aiutiamolo a non commettere errori, se veramente amiamo la nostra bella nazione. Volenti o nolenti quelli della sinistra devono arrendersi all'inevitabile decadenza della nostra cultura causata dall'arrivo di troppi extracomunitari. Pochi potranno anche riuscire ad integrarsi, troppi invece causeranno soltanto confusione, razzismo derivante dalla preoccupazione e tanti problemi. Questo deve essere l'impegno principale di tutti i governi europei. D'altronde anche in Austria la destra è resuscitata proprio a causa di questa invasione.Giuseppe IovinoQuinto di TrevisoMa oltre ai pilotici sono altrequestioni "bizzarre"I media hanno abbondantemente commentato le immagini dei piloti festanti per l'abbandono della trattativa da parte di Cai, giungendo a dipiengerli come figure "bizzarre" che "festeggiano mentre il Titanic affonda" (Tg1). A fronte di tale unanimità di vedute mi chiedo come mai non siano stati approfonditi (e magari definiti "bizzarri") pure altri aspetti della vicenda: il no di Silvio Berlusconi all'Air France che era pronta a comprarsi Alitalia con tutti i debiti e i tre quarti degli attuali esuberi; oppure il salvataggio dell'AirOne di Carlo Toto, che ha fatto pesare su Alitalia, cioè noi cittadini, un miliardo di debiti; oppure i conflitti d'interessi di Colaninno, Benetton, Marcegaglia, Gavio, Ligresti, Passera, Tronchetti rilevati pure da il Sole 24 ore; la modifica di tre leggi antitrust per la cordata Cai; la buonuscita di 8 milioni di euro al terz'ultimo presidente, Giancarlo Cimoli. Perchè qualsiasi opposizione deve sempre essere dipinta come un fastidioso veto e vengono tralasciate altre pur importanti questioni?Alessandro SimonatoDare la precedenzaai residentinon è razzismoIn democrazia c'è libertà di parola giustamente: leggo così sul Gazzettino di domenica 28 settembre una lettera in cui affrontando l'argomento "liste di collocamento" (e le parole del ministro Zaia) un lettore arriva a parlare di campi di concentramento nazisti e Gestapo. Premetto che non credo all'esistenza della Padania quindi non voglio difendere posizioni leghiste. Detto questo vorrei sapere cosa si deve fare quando una persona che risiede in Veneto da anni, che ha lavorato da anni o i cui genitori hanno lavorato e pagato tasse per anni (e quindi hanno "dato" al territorio), si ritrova a non avere una casa perché sorpassato per ragioni di solidarietà da chi è arrivato da poco.Il termine "residenti" non significa automaticamente "veneti": residente può anche essere un immigrato che ha scelto di stabilirsi a lungo termine in Veneto e fare quindi parte del nostro e partecipare alla vita del territorio. Veneto, inglese, tedesco, italiano sono termini che vanno oltre il semplice aspetto economico-amministrativo e fanno riferimento anche alla condivisione di valori e cultura di un popolo: io posso ad esempio essere residente a Londra o Roma ma restare veneto. In Olanda conosco residenti che non sanno una parola di olandese: sono residenti, ma sono forse olandesi?La distinzione fra residenti e non residenti non mi sembra fatta su base etnica ma compendia ciò che si chiede con quello che si dà al territorio in termini economici (e spero di fedina penale pulita): insomma non è razzista.Tuttavia, visto che distinguere fra residenti e non residenti sembra automaticamente collegato (nella lettera in questione) al nazismo e alla violenza, vorrei almeno sapere che alternative ci sono per coloro che hanno dato tanto al territorio e magari si ritrovano in difficoltà. Del resto è notizia recente che anche in Veneto sale la cassa integrazione, cioè è salita la disoccupazione e la difficoltà economica. La libertà di parola usiamola anche per fare proposte, non solo per potere forse intravedere accostamenti storici basati su confusioni linguistiche.Michele BrunelliPaesi BassiDelitto di Perugia,perché le manettesoltanto a Rudy?Ogni volta che mi capita di vedere, sia pure attraverso gli schermi tv, un detenuto con le manette ai polsi, sono pervaso da un brivido di fastidio, anzi di sgomento. E, ogni volta, mi chiedo se, al fine di evitare reazioni inconsulte o addirittura fughe da parte di coloro che stanno facendo o devono fare i conti con la giustizia, non sarebbe sufficiente scortare o circondare i soggetti con un maggior numero di agenti. Ciò premesso, seguendo al telegiornale il servizio sull'udienza, presso il Tribunale di Perugia, del processo per l'omicidio della studentessa universitaria inglese e, in particolare, le sequenze relative alla traduzione in aula degli indagati Amanda, Raffaele e Rudy, ho notato che solamente quest'ultimo era ammanettato. Anche volendo considerare a parte la ragazza del trio, perché la disparità di trattamento? Forse, il giovane africano è considerato più pericoloso degli altri? Oppure, il suo colorito bruno rappresenta una colpa aggiuntiva? Qualcuno che sa e può, vuole cortesemente fornire una risposta?Rocco BoccadamoLecce.

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Lo Bello: Oggi Libero Grassi sarebbe uno degli esponenti di maggior rilievo del sistema confindustriale (sezione: Burocrazia)

( da "Articolo21.com" del 30-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Nino Amadore E' diventato infine un problema di numeri (e di nomi). Come se la brutalità delle cifre potesse rappresentare una diminutio per il lavoro fatto dagli imprenditori siciliani nell'ultimo anno. E invece un calcolo al contrario, tenendo conto delle sole notizie di stampa, porterebbe a cambiare prospettiva: sono infatti oltre 200 imprenditori e commercianti siciliani che nell'ultimo anno hanno raccontato alla magistratura e alle forze dell'ordine di aver pagato il pizzo e hanno spesso riconosciuto i loro aguzzini. La cifra, lo ripeto, è frutto di una stima e di un calcolo molto rapido e pertanto potrebbe anche essere più alta, e rappresenta la vera cesura con il passato. Sono oltre 50 gli imprenditori espulsi o in predicato di espulsione da Confoindutria Sicilia in applicazione del codice etico varato un anno fa ma potrebbero essere molti di più alla luce degli allontanamenti e di dimissioni dall'associazione presentate apparentemente per altri motivi. Insomma i numeri servono ma sul piano culturale ciò che è accaduto con la scelta della borghesia produttiva isolana è molto di più. “Nulla sarà più come prima” ha ripetuto più volte il presidente di Confindustria Sicilia Ivan lo Bello aggiungendo una constatazione che sono fino all'anno scorso sembrava assurda: “Oggi è più solo chi non denuncia, chi è colluso con la mafia. Ed è una situazione ben diversa rispetto a 17 anni fa quando era solo Libero Grassi che aveva denunciato il ricatto mafioso. Oggi Libero Grassi sarebbe uno degli esponenti di maggior rilievo del sistema confindustriale, come Conticello, Vecchio, Catanzaro, gli imprenditori che hanno denunciato il pizzo”. Certo va registrata una certa difficoltà a Palermo, dove le denunce non sono esplose come è avvenuto altrove. Ma c'è da dire anche che il capoluogo siciliano deve scontare una intelaiatura sociale e politica particolare: per anni convivere e tacere è stata la regola principe e per anni “chiedere una cortesia a un amico” che poi era l'amico mafioso è stata la regola. Il risultato è che oggi potrebbero esserci interessi opachi, che solo chi ha registrato le transazioni e dato consigli alle parti conosce bene, e potrebbe dunque esserci la spinta a (per dirla in latino maccheronico) quetum non movere. Ciò non vuol dire che gli imprenditori palermitani siano tutti collusi e nemmeno che siano tutti pavidi ma certo appare chiaro il segno di una rivoluzione culturale che stenta ad arrivare. Ad Agrigento, dove invece la cesura è stata più netta, l'associazione degli industriali ha registrato la richiesta di nuove adesioni da parte di imprenditori che si riconoscono nella linea della legalità seguita dal presidente Giuseppe Catanzaro. Resta intatto invece il ruolo della burocrazia (soprattutto regionale) e delle amministrazioni locali. Ed è freddino, quasi sempre, la reazione dei colletti bianchi, quella zona grigia più volte chiamata in causa dai magistrati. Lo Bello ha lanciato due appelli: uno al presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo per la creazione di un nuovo codice etico antimafia per i burocrati e l'altro si sindaci siciliani affinché facciano “come Rosario Crocetta a Gela, dove le denunce sono ormai 90 e i provvedimenti per sbarrare la strada alle infiltrazioni mafiose non si contano”. In pratica le aziende si attendono un cambio di passo anche da quella politica che l'ex questore di Palermo Giuseppe Caruso ha definito “dalle mani legate”. La svolta appare necessaria alla luce delle dinamiche della società civile e dell'economia: “C'è un risveglio. Basti pensare ai ragazzi di “addio pizzo” o di “Libero futuro” a Palermo . O alle associazioni antiracket tradizionali. Pagare il pizzo era prima tollerato, un male necessario che lasciava indifferente la maggior parte della società siciliana. Oggi pezzi crescenti di essa attribuiscono un fortissimo disvalore sociale ad un certo tipo di comportamento” dice Lo Bello e aggiunge, lui che è anche presidente del Banco di Sicilia: Anche le banche hanno cambiato atteggiamento. Perché l'imprenditore che non denuncia, e finisce denunciato per favoreggiamento, viene guardato con diffidenza da chi deve finanziare la sua attività economica, o da chi deve comprare i suoi prodotti. Certo ci sono quelli che nei quartieri mafiosi denunciano e vengono isolati. Ma c'è una compensazione complessiva del fenomeno. E c'è un danno reputazionale che si vuole evitare. Ecco perché è possibile sperare in un flusso di denunce ancora più consistente”. Nino Amadore www.cinquelire.info.

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La strage di San Gennaro (sezione: Burocrazia)

( da "Articolo21.com" del 30-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Sergio Nazzaro Ancora una strage. Otto morti: sei extracomunitari e un italiano. Non è la prima non sarà l'ultima. Nel 1990, a Pescopagano, furono ammazzate cinque persone e ferite sei. Il clan dei La Torre ridisegnava la mappa dello spaccio con le sue zone interdette. Oggi lo fanno i Casalesi. Il titoli dei giornali sono interessanti: far west nel casertano, mattanza, strage. Io la definisco casa mia. Già, Mondragone, Castelvolturno, Baia Verde, Villaggio Coppola, tutte zone con un unico comun denominatore: la strada statale Domitiana. La strada che parte dal fiume Garigliano, confine Lazio Campania, e giunge fino a Pozzuoli è ormai territorio al di fuori di qualsiasi controllo. Regna solo la paura, la disperazione, la violenza. Eppure la Domitiana sta lì, sotto gli occhi di tutti. Eppure non si muove nulla. E' il Terzo Mondo che si è implementato nel Sud Italia. I Casalesi, sempre loro. O così pare. Perché in Italia, fino a ieri, non si sapeva nulla di Casale di Principe, oggi tutto quello che accade nel casertano è colpa dei Casalesi. Forse anche il fallimento dell'Alitalia. Si continua ad andare avanti per semplificazioni e mistificazioni tipiche della stampa. Non credo che ci siano dubbi che siano stati i casalesi, il problema è: una strage per controllare che tipo di territorio? Le macerie. Questa è la realtà. Il degrado che vige nei territori della Domitiana è al di là di qualsiasi immaginazione. Qualcuno fa qualcosa? No. Ormai basta parlare di camorra quando accade qualcosa, per onore e gloria di qualcuno e basta. Una sorta di gara a chi trova il nuovo scoop, senza mai riflettere e approfondire su un quotidiano che è peggiore di qualsiasi inferno. Esagerazioni? Non credo, gli otto morti ammazzati sono stati possibili proprio perché si sa che il territorio è al di fuori del controllo dello Stato Italiano. Semplice. Sapete quanti sono i poliziotti nel commissariato di Castelvolturno? Neanche 50, per un territorio che ha più obblighi di firma che residenti. Già. E di chi sono politicamente questi territori? Il tandem Landolfi Cosentino ha regnato e regna da molti anni. Oltre tutte le indagini giudiziarie che li vede coinvolti, gira lo stomaco sentirli parlare di ripresa, di futuro del Sud, quando nei loro territori non si arriva a vedere il pomeriggio dalla mattina. Ultimamente si fa un gran parlare di immigrati illegali da cacciare dall'Italia. Se si decidesse di farlo lungo la Domitiana questa operazione, ci vorrebbero per davvero migliaia di militari, forse anche di più. E' semplice spaventare l'opinione pubblica con i rom e i clandestini nelle città italiane, basta non far sapere all'opinione pubblica che in molti comuni del Sud, sulla strada statale Domitiana i bianchi ormai sono in minoranza netta. E così, mentre si fanno le grandi spiegazioni sistemiche della camorra, il quotidiano muore anche su quei pochi che cercano di resistere. Qualche giornale nazionale ha parlato dei colpi di arma da fuoco sui beni sequestrati a Pignataro Maggiore e minimizzati da parte delle forze dell'ordine? No, nessuno ne parla. Se si avvelena una città è Napoli, come titolava L'espresso, per capire dopo che le discariche di Napoli sono in provincia e arrivano fino a Mondragone, cioè a 50 chilometri di distanza. Ma le semplificazioni aiutano, è tutto Napoli o Casalesi, oppure Gomorra. Invece il tumore è assai più grande. Purtroppo non è così, gli osservatori più attenti sanno cosa sta succedendo: non sta cambiando nulla. Il pm Roberti aveva avvertito tempo fa che ci sarebbe stata una recrudescenza stragista e il saperlo non lo ha impedito? Qualcuno deve rispondere a questa domanda! I servizi segreti mandati a Casale di principe, le squadre speciali cosa stanno facendo se si spara come se non più di prima? Risolveremo il problema camorra, già tanto tutto rimarrà come prima e le chiacchiere si sprecheranno anche oggi e domani. Perché arrestare Schiavone o Bidognetti non risolve la crisi sociale lungo la strada statale Domitiana, non risolve la carenza di economia, non risolve il degrado assoluto del Sud. Ma questo non lo dice nessuno. Gli eventi che seguono accadono tra le 19.00 e le 20.00 Di Sergio Nazzaro tratto dal libro "Io per fortuna c'ho la Camorra" Fazi editore “Buona fortuna Crockett, buona fortuna”. Ciro è un poliziotto del commissariato di Castelvolturno. Quasi venti anni di servizio in terra di camorra. Mi accoglie con le parole che chiudevano un suo intervento sul giornale del sindacato di polizia. “è come vivere in gigantesco Fort Alamo, e per quanto grande sia, sempre Fort Alamo è. E per noi che ci viviamo, che dobbiamo rimanerci, veramente è il caso di dire: buona fortuna Crockett”. Conosco Ciro da molto tempo, lo interrogo sempre, per una questione o l'altra. Per comprendere alcuni meccanismi della terra di camorra, non c'è niente di meglio che parlare con chi fa il lavoro più complicato a Sud: il guardio. Ciro non ha il volto rassegnato, o lo sguardo disperato, non veste panni militari, e non si sente un rambo o vive sotto assedio. Si alza ogni mattina e percorre i 15 km che separano Mondragone da Castelvolturno, per iniziare una nuova giornata di ordinaria follia e disperazione. A casa, in un angolo, Ciro conserva alcune targhe vicino alla foto di Falcone e Borsellino “due con le palle per davvero”, così definisce i giudici ammazzati con autobomba, come se fossero a Bagdad. Di fianco alla foto targhe di ringraziamento della D.I.A., del NCIS (Naval Criminal Investigative Service), che oggi è conosciuto da tutti per via della serie televisiva, ma che qualche anno fa era una sigla sconosciuta. “Qualche favore ai colleghi, la zona di Castelvolturno è affollata di americani e con loro qualche volta si collabora. Soprattutto dopo l'11 settembre hanno bisogno di un orecchio sul territorio, cose così”. Il commissariato di Castelvolturno è un edificio anonimo, con inferriate alle finestre, traffico di persone e qualche macchina. A Sud, soprattutto le caserme o i commissariati sono abitazioni normali prese in affitto. Discutere con Ciro mi ha sempre posto degli interrogativi: chi mente? In televisione dopo ogni grave fatto di sangue si parla di rinforzi e altre amenità. E se non ci sono gravi fatti di sangue, nei programmi per un futuro migliore della terra di camorra si parla di grandi manovre, di uomini, mezzi e impegno politico. Le chiacchiere stanno, al solito, a zero. Ciro mi dà i numeri precisi della situazione. Non credo assolutamente che Ciro menta. “Siamo 45 persone in tutto”, Ciro fa manovra sotto il commissariato e inizia il nostro piccolo tour nella no man's land di Castelvolturno-Pescopagano-Villaggio Coppola. “Il pronto intervento è garantito da un solo equipaggio. In teoria una macchina con due agenti dovrebbe fare prevenzione a Mondragone, Cancello Arnone, Grazzanise, Santa Maria la Fossa”. Lo guardo pensieroso, Ciro come se sentisse l'assurdità di tale affermazione mi fissa e continua “Certo, è solo una macchina e quindi si concentra sul territorio di Castelvolturno: un territorio che va da Pescopagano fino a Ischitella, alle porte di Napoli. Due agenti, una Fiat Marea con 150.000 km. Una macchina che non dovrebbe neanche camminare, ma la penuria di mezzi è un classico e quindi ci si arrangia. Certo abbiamo cinque o sei macchine. Ma qualcuna è in riparazione, una aspetta il preventivo per andare in riparazione, un'altra devi fargli tutte le carte per mandarla in riparazione. Pensa quanto tempo ci vuole per rimetterla in strada”. Mentre la macchina continua ad attraversare Castelvolturno, per giungere al Villaggio Coppola, mi torna in mente la storia di un amico finanziere che quando stava a Reggio Calabria, con i colleghi pagavano di tasca loro le bucature delle gomme. Solo per farla andare dal gommista ci voleva la mano di Dio tra richieste e altra burocrazia, e quindi per evitare il fastidio e continuare a lavorare, era meglio sborsare di tasca propria 5 euro, previo accordo con il gommista per un prezzo di favore, perché stando sempre sulla strada le gomme ne facevano di bucature. “Poi si svolgono tutti gli altri servizi normali di un commissariato: ufficio denuncie, servizio in borghese, il servizio di misure di prevenzione, cioè il controllo di tutti quelli che hanno misure alternative alla detenzione, che richiederebbe solo questo servizio 50 persone. Perché oltre alla criminalità quotidiana di Castelvolturno, devi pensare che qui vengono mandati tutti coloro che scontano un arresto domiciliare e provengono da zone quali Giugliano, Casale di Principe, S. Antimo, da Secondigliano. Scelgono Castelvolturno per starsene un poco più tranquilli, e poi è pur sempre una località di mare, anche se ormai è un ricordo smarrito nel passato. Fosse anche per soli quindici giorni, questi vengono e commettono reati. è un porto di mare questa città, che conta qualcosa come 15.000 abitanti e ha 3000 fascicoli. Senza contare tutti gli extracomunitari di cui non abbiamo traccia o notizia. Quindi si aggiungono solo problemi a problemi. Certo se accade che a Mondragone c'è un casino, una situazione, e allo stesso momento c'è ne uno anche a Castelvolturno, si decide sul momento qual è il più grave e si corre da quella parte. Anche se bisogna dire che c'è un tacito accordo con la stazione dei Carabinieri di Mondragone: loro si occupano di quella zona e noi della nostra. Una sorta di divisione del territorio fatta dalla prefettura, quando fu istituito il commissariato, altrimenti non puoi stare dietro a tutto e tutti”. Guardo Ciro quasi a bocca aperta, e come se mi leggesse nel pensiero continua: “Ora ti stai domandando: ma se c'è una sparatoria a Castelvolturno, una a Mondragone, che si fa? è una bella tarantella a quel punto. Fino alle otto di sera, ancora ancora c'è subito qualcuno che viene di rinforzo, ma dopo le otto di sera, dopo la chiusura degli uffici, finché arriva una macchina di rinforzo da Caserta, Casapenna, o un altro commissariato, sono cazzi. Te lo dico chiaramente, sono cazzi. Per una buona mezz'ora, se c'è una sparatoria, te la devi vedere da solo, con il tuo collega. E resistere. Torniamo a Fort Alamo, veramente devi avere molta fortuna, o fai la fine di Crockett. Mi ricordo che nel 1989 morirono due colleghi, Iovino e Canianiello, un terzo collega Ciro Letizia fu gravemente ferito. Erano stati investiti da un americano ubriaco all'altezza del Villaggio Coppola. Era verso le 9 di sera, il collega di turno che ricevette la prima telefonata sai che cosa ha fatto? Ha chiuso il commissariato, perché non c'era nessuno, ha preso la propria macchina ed è andato a prestare soccorso. Quindi se sei di servizio la notte e succede qualcosa t'hai parà a palla, devi sapertene uscire, perché sei solo. Almeno un'altra macchina sarebbe necessaria, per proteggersi tra colleghi”. Mentre si parla, guardo fuori dalla macchina, uno spettacolo di decadenza è tutto intorno. Tutto è scrostato, vecchio, marcio, puttane, contrabbandieri, tossici, cartelli scritti a mano e male indicano negozi che sono tuguri dove si vendono pannolini, mandarini, sigarette. Non c'è nulla, ecco la no man's land. Un territorio che è di tutti, democratico nel vero senso della parola: ognuno fa quello che cazzo vuole, sicuri dell'impunità, perché qui intorno non c'è segno alcuno di una presenza dello Stato. “Quindi se ti trovi in una sparatoria devi sperare che la macchina dei carabinieri è a Mondragone e venga in aiuto, ma se per caso sta pattugliando a Falciano, se stanno facendo dei controlli nell'entroterra, devono arrivare a 200 all'ora per aiutarti, percorrendo strade di campagna e la domiziana, dove ogni incrocio è un insidia. Nella pratica questo dovrebbero fare, ma come? O si ammazzano per venire a salvarti, o muori tu nel frattempo che qualcuno ti viene a salvare. Quando ho scritto che siamo come a Fort Alamo, mi hanno risposto che siamo sempre attenzionati da parte del ministero. Questa parola attenzionati, ma che vuole dire, quanto non la sopporto. Siamo attenzionati. Forse ci sta pure nel vocabolario, ma parola più inutile non ci sta. Attenzionati. Ma tu ci pensi? Qui abbiamo la camorra, la criminalità nigeriana, quella albanese, la criminalità dei paesi ex comunisti, e questi sono i mezzi. Però siamo sempre attenzionati”. Il sorriso di Ciro è così amaro, che ne posso sentire il sapore. Alla fine, per evitare di impazzire davanti all'evidenza della follia della burocrazia, mentre si cade sempre di più nell'abisso della no man's land, l'ironia è l'unica arma per salvarsi. Entriamo nel Villaggio Coppola, una volta sogno americano, una sorta di Miami del Sud. Oggi rimane l'esempio di cosa sono gli aborti quando vengono messi al mondo nell'indifferenza di tutti. Un lugubre sogno di grandezza andato in acido, infestato di merda e scarafaggi, ecco cosa è Villaggio Coppola. Che con Pescopagano dovevano essere il riscatto del Sud, rilanciare il mitologico turismo e benessere del meridione, per far capire a tutti che qualcosa di buono ci sta, già, proprio così. Oggi questi indefinibili agglomerati di cemento sono solo macerie dove si nasconde meglio il nemico. “Questo è il Parco delle Rose, una volta era anche un buon parco, ormai è in mano ai casalesi, si estende per diversi isolati. Qui ci trovi prostituite colombiane, polacche, ci trovi qualsiasi tipo di droga, ci trovi di tutto di più. Questo è lo specchio di cosa sono tutte queste zone. Un esempio perfetto. Abbiamo arrestato più di un latitante in questo parco, ormai completamente fuori dalla nostra giurisdizione. Ma a differenza del resto della zona, è un parco tranquillo, è un piccolo stato dei casalesi nel cuore di Villaggio Coppola. Al solito sanno gestire con discrezione i loro affari. Castelvolturno appartiene a Bidognetti, il braccio armato di Schiavone Sandokan”. Ci fermiamo a prendere un caffè, sono le sette di sera. I bar sono ridotti all'essenziale, un bancone, quattro tavoli e qualche sedia. Gli sguardi si posano su di noi, interrogativi, per essere subito distolti. Il barista vuole offrire il caffé, Ciro non si fa sorprendere: “Grazie, ma il caffé lo pago sempre”. Usciamo e riprendiamo la strada. “La legalità è anche questa, lo sanno che sono un poliziotto e non me lo devono offrire il caffè, sono piccole cose, ma da questo poi cominciano le richieste: ispetto' ho una multa, ispetto' ho un figlio che tiene un problema, ispetto' quella carta là e via dicendo. Vedi un altro problema che abbiamo noi sono proprio i servizi in borghese: ormai ci conoscono tutti. Sai quante volte abbiamo chiesto di far girare un poco di colleghi, far girare le facce. Non puoi fare un passo che ti riconoscono e poi la vuoi sapere una cosa, vuoi farti una risata? Abbiamo come macchina in borghese un'alfa 146 verde bottiglia! Ma come si fa, appena ti presenti sul lungomare di Castelvolturno, ti hanno scoperto. Quelli hanno o'serpe nel manicone, cioè stanno commettendo qualcosa di illegale, traffico di droga, o altro e non vuoi che ti riconoscono un chilometro lontano? Qui ci conosciamo tutti. E distingui il vero camorrista da come si comporta. Sai quanti ne ho arrestati e me li sono ritrovati di faccia qualche giorno dopo? Sempre buongiorno, buonasera, massima educazione. Ti sembrerà strano, ma avere a che fare con i casalesi è quasi un piacere: non sgarrano. Sanno stare al loro posto, senza fare tarantelle. Se li fermi sulla strada non si lamentano, non si sbattono, così come quando vai a fare perquisizioni nelle loro case, aprono la porta e ti dicono: “accomodatevi”. Non creano problemi di nessun genere. Il mondragonese, il napoletano parlano troppo, fanno chiacchiere, vogliono convincerti, cercano di farti amico. Il casalese, se è uno buono, sta in silenzio. Non fa chiacchiere. Non dice una parola. Hanno un qualcosa in più in confronto agli altri. O parlà u tenen' pe fatica, cioè parlare per loro è un lavoro. Non si atteggiano. Più uno è inserito nel clan e meno si mette in mostra. Questa è la loro caratteristica fondamentale, sono stati i primi a cambiare atteggiamento sul territorio. Non si fanno riconoscere come camorristi. Se lo sono gli altri sanno chi sono. E basta. Non certo lo diventi con le parole. Sono vincenti sul territorio perché è gente tosta, criminali per davvero. Dopo anni e anni di servizio lo senti d'istinto quando uno è criminale per davvero. Loro lo sono, non scherzano. E quando li incontri per strada non hanno nessuno sguardo di sfida, non ti fanno storie. Vedi, noi lavoriamo nel rispetto delle regole, che sono reciproche. Noi svolgiamo il nostro lavoro con serietà: non mettiamo bustine di droga in casa, non puntiamo una pistola in faccia se non ce n'è bisogno. Non costruiamo prove false. Siamo le due forze in campo, siamo quelli che si incontrano ogni giorno. Noi lavoriamo per lo Stato, li dobbiamo arrestare seguendo le regole, loro lo sanno e sanno che non facciamo infamità, per questo ci rispettano a loro volta. I pesci piccoli si atteggiano. è il gioco del gatto e del topo. Le organizzazioni locali non hanno assolutamente interesse a creare rumore, a sfidare la polizia, perché quando lo fanno, allora, solo in questo caso c'è una durissima reazione da parte dello Stato. Quando li arresti ti dicono: “marescià voi fate a fatica vostra e nui facimm' a fatica nostra”. Stiamo attraversando di nuovo Castelvolturno, prendiamo una stradina sulla sinistra che ci conduce nella zona conosciuta dai più come “destra Volturno”, la parte destra della città. Sorta senza nessun piano regolatore, senza fogne. Ciro mi indica uno slargo nella strada. “Penso che la conosci questa zona, un poco di pioggia ed è un fiume, un mare e pensa che il mare vero sta là avanti a noi. Non c'è una fogna, e tornando a come si lavora qui, qualche volta la gente ci chiama, e noi non possiamo raggiungerla la gente, perché altrimenti rimaniamo bloccati nell'acqua”. Mi tornano alla mente ricordi del liceo, non solo le macchine della polizia si affogano in questa strade. Qui, a destra Volturno, è la centrale dello spaccio, soprattutto di eroina e cocaina. Ma anche di fumo. Non di primissima qualità, ma comunque fumo. Tempo fa, con un amico, evitammo per un soffio l'irruzione dei carabinieri nella casa della Signora. Così era chiamata la villa dove trovavi sempre del fumo da comprare. Eravamo passati, e dopo esserci fatti riconoscere come clienti di Mondragone, e quindi non guardi a nostra volta, ci avevano detto di ripassare. Solo che quando ripassammo, trovammo le macchine dei carabinieri fuori la villa. Tirammo dritto con il fiato sospeso. Fermammo la Panda vicino a una minuscola casupola di lamiere, illuminata con una sola lampadina. Un vecchietto stava seduto fuori. Appena ci vide ci chiese di cosa avevamo bisogno: cartine, limone, cucchiai, accendini, ovatta. Mi affacciai per vedere meglio, il vecchietto vendeva tutto l'occorrente per drogarsi, meno che la droga. Prendemmo un paio di cartine, mentre fissavo i limoni ben disposti su un'altra sedia. “Per tornare a Mondragone?” Il vecchietto guardò alle nostre spalle e sicuramente intravide le luci blu. “Andate sempre avanti, girate nella prima strada a destra, è tutta scassata, ma non vi preoccupate, 500 metri e uscite sulla statale per tornare a Mondragone, così evitate i guardi”. Osservo Ciro: “la conosco la zona, quella là avanti è la casa della signora, ci sono venuto qualche volta” quasi a giustificare davanti alla legge le canne che mi sono fumato. “Se tutti i problemi della zona fossero due canne, saremmo in paradiso”. Ciro cammina lentamente, i finestrini abbassati fanno entrare aria carica di salsedine. Continua a cercare nei ricordi. “Quando Michele Zagaria fu arrestato l'ultima volta, oggi è la primula rossa della camorra, la prima cosa che fece fu quella di disfarsi di tutte le pistole che aveva addosso. Gli rimase un caricatore addosso, e voleva accusare i colleghi di avercelo messo loro. Quello fu un atto scorretto. Però, vedi, non pensò mica di usarle quelle pistole. Non è il loro stile, non conviene e lo sanno. Poi infatti è uscito con l'aiuto dell'avvocato e da allora sta in giro. I camorristi non cercano la sfida frontale. Sanno che possono risolvere tutto attraverso la nostra giustizia, che in una maniera o l'altra li fa uscire sempre”. Dopo qualche chilometro di strada siamo arrivati a Pescopagano, già dal primo pomeriggio si vedono prostitute di colore affollare i bordi della strada. Ciro riprende a descrivermi quello che vedo: “La criminalità straniera conviene ai camorristi, anche perché distraggono energie. Quando la polizia curr appress' ai niri fa comodo. Già siamo pochi, poi ci si mettono di mezzo anche criminali extra comunitari, non si finisce per davvero. Vedi queste ragazze di colore? Sono tutte nigeriane. Qui i nigeriani hanno la gestione della prostituzione che si dividono con gli albanesi. Alle prostituite nigeriane, prima di essere portate qua, gli fanno un rito voodoo: se lei denuncia la sua madame alla polizia, lei muore. Se lei scappa e cerca aiuto da noi, muore. Ci credono, vuoi per cultura vuoi per tradizione, e non ci possiamo meravigliare più di tanto. Se pensi che qui da noi, in Italia, un paese civilizzato, accendi la televisione e trovi un santone che ti promette soldi, una maga che ti risolve i problemi d'amore, e guadagnano barche di soldi, ci stupiamo che queste ragazze sono spaventate dal rito voodoo? Wanna Marchi docet. L'aspetto triste è che la maggior parte di queste ragazze sogna di diventare madame: la vittima di oggi è il carnefice di domani. Molto cinico, ma questo è il meccanismo ridotto all'essenziale. Poi ci sono le prostituite albanesi, e detto fuori dai denti alcune sono veramente puttane dentro. Ci sono quelle storiche che ogni tanto vedi e poi scompaiono. Quando poi le interroghiamo lo dicono chiaramente che hanno finito i soldi. Un lavoro normale non lo vogliono perché guadagnano in un giorno lo stipendio di un mese.”. Scendiamo dalla macchina, siamo a Pescopagano, come dire siamo nel mezzo del nulla. Mi sorprendono sempre luoghi così. Qui non c'è nulla: solo villette, qualche raro condominio di pochi piani e poi più nulla. I negozi chiudono uno dietro l'altro. Rimane al solito qualche bar, e nulla più. I venditori ambulanti si affacciano agli incroci delle strade, finché c'è luce vendono, appena si fa buio, mettono sulle lambrette le loro cose e scompaiono. Pescopagano, mi chiedo come sia nato un progetto così, chi poi lo abbia abbandonato al suo destino. “Lo vedi come è frastagliato questo territorio? è troppo frastagliato. Si dovrebbe rispondere con una reale politica del territorio. Ma non funzionerebbe, la verità è che dovresti abbattere tutta destra Volturno, tutta Pescopagano e il Villaggio Coppola. Semplicemente. Perché è un unico grande covo di piccoli e grandi criminali, ville, villette, casolari senza numeri, una gigantesca favela sotto gli occhi di tutti. Come fai a controllare cinque, seimila stradine? Non hanno neanche un nome che le distingue. E poi che fai, chiedi a una pattuglia di entrare in una stradina, così ci rimangono incastrati se succede qualcosa?”. E a Pescopagano ne succedono di cose, come la morte di Michele Landa, vigilante, ucciso a colpi di pistola e poi bruciato nella sua macchina. Mancavano solo un paio di mesi e Michele sarebbe andato in pensione, dopo una vita di lavoro. Invece trova la morte all'età di 62 anni, davanti a un ripetitore della Vodafone. Nella terra di nessuno, tutto quello che si può rubare viene rubato. Anche un ripetitore per telefonini. Pescopagano non avrà nulla, ma un ripetitore per telefonini sì, perché è strategico, perché sono un fiume continuo le telefonate che partono o che vengono ricevute in questa zona, anche se sembra non esserci nessuno. Non ci saranno strade, fognature, non ci sono segni dello Stato, ma un ripetitore moderno ed efficiente ci sta. Il costo di un vigilante è sopportabile per un colosso telefonico, perché comunque quella antenna va protetta, con una postazione fissa, altrimenti il giorno dopo non trovi neanche più il cancello e l'inferriata che lo recinta. E i clan hanno scoperto che le apparecchiature del ripetitore possono essere una merce per cui si è disposti a pagare decine di migliaia di euro, in contanti, dagli stessi proprietari. Il cavallo di ritorno: “Vuoi l'attrezzatura indietro? Paga“. Probabilmente Michele Landa non ha ceduto ai giovani del clan, in cerca di denaro facile. Non avranno accettato che un paesano di Mondragone li ostacolasse, e così, dopo una vita di lavoro, non la prendi la pensione perché finisci bruciato in una campagna. Morto ammazzato come Nicola Sammarco, a Casapenna, collega di Landa, caduto per proteggere anche lì un ripetitore telefonico. Piccole morti nella terra di nessuno, mentre i ripetitori continuano a funzionare sempre, e se ti avvicini senti quel ronzio continuo, indifferente. “Castelvolturno è la Gerusalemme delle forze dell'ordine: vengono tutti a chiederci qualcosa: tutte le questure d'Italia, anche quella di Bolzano. Tutti hanno qualcosa da chiedere a Castelvolturno. Moltissime inchieste passano per di qui, questa è una delle prime centrali di smistamento dell'eroina in Italia. Qui la trovi sempre. Alcuni amici dei servizi segreti mi dicevano che se in qualsiasi parte d'Italia c'è bisogno di eroina, parte una telefonata per Castelvolturno. Cosa si può fare per questa situazione? Poco o nulla, pensa che gli uomini per i commissariati sono stati decisi in un decreto ministeriale del 1989, quindi tot numero di persone ogni zona. Un decreto che citiamo in ogni riunione sindacale, perché vedi non ci si lamenta dello stipendio tanto, quello è o, di cosa altro. Le nostre richieste vertono sempre ad avere più mezzi, più uomini, cioè vogliamo essere messi in grado di poter fronteggiare adeguatamente il crimine che solitamente sta sempre una spanna avanti a noi. I loro mezzi economici sono superiori ai nostri, non hanno burocrazia, mentre noi siamo in esubero di uomini! Perché questa è la verità per Castelvolturno, quando chiediamo più uomini, per il decreto del 1989 noi siamo anche in esubero! Ma noi siamo attenzionati, su questo puoi scommetterci”. La macchina riprende il suo cammino lungo la domiziana, si torna a Mondragone. “Qui alla fine la vita è tranquilla, pensa che le rapine più sanguinose avvengono al nord, qui le regole del gioco sono chiare, e poi i colleghi sono anche più cattivi, sono più preparati, un criminale ci pensa due volte su prima di sparare. Almeno per quanto riguarda la delinquenza ordinaria. Certo, ce ne sono così tanti in giro che abbiamo veramente una marea di pazzi a piede libero e non sai mai cosa può succedere. Se fermiamo qualcuno lo facciamo con tutte le cautele del caso, non come si ferma qualcuno a Cuneo. Comunque domani si ricomincia, un'altra giornata di lavoro. Te lo avevo detto che questa volta non avevo grosse novità da raccontarti”.

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FERROVIE:ALTA VELOCITA',SCATTANO RINCARI DA 14 DICEMBRE/ANSA (sezione: Burocrazia)

( da "Wall Street Italia" del 30-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di ANSA MORETTI FA ACCORDO CON CONSUMATORI PER RECLAMI E VERTENZE -->(di Paola Barbetti) (ANSA) - ROMA, 30 SET - Treni più cari a dicembre. Sono in arrivo rincari per le tariffe dell' Alta velocità. Gli aumenti scatteranno con l'entrata in vigore del nuovo orario invernale, il 14 dicembre prossimo. I rincari riguarderanno i collegamento dell' alta velocità che presenterà anche nuovi servizi e offerte. "Faremo aumenti certo, ma non ci porteremo ai livelli delle ferrovie francesi, men che meno di quelle tedesche" ha detto l'amministratore delegato Fs Mauro Moretti intervenuto al tavolo di conciliazione con le associazioni dei consumatori. L'alta velocità "non deve essere un servizio di elite, ma di massa, mass transit" ha aggiunto Moretti spiegando che si tratterà quindi di aumenti "contenuti". A proposito di liberalizzazione del mercato ferroviario, Moretti non si è lasciato sfuggire l'occasione di un riferimento al caso Alitalia: "In Italia - ha detto - le maglie sono più larghe rispetto ad altri paesi, le nuove imprese nascono come funghi ma poi vengono vendute ai tedeschi. Per Alitalia si parla di Lufthansa e di Air France. Se continuiamo così, tedeschi e francesi si prendono tutto, sia sul trasporto aereo che su quello ferroviario". E non è stato il solo riferimento di Moretti all' ex compagnia di bandiera. Il secondo ha riguardato i conti: Ferrovie, ha detto, deve portare i conti in attivo, altrimenti non può fare investimenti. Progressi sono stati fatti rispetto al 'baratro' degli oltre due miliardi di 'rosso' degli anni scorsi, ma non basta: "l'azienda deve tornare in attivo - ha sottolineato Moretti - l'alternativa non la voglio nemmeno pensare, anche perché il nostro è un settore più complicato dell' altro". Le nuove tariffe si legano ai nuovi servizi che Moretti si appresta a lanciare, insieme a una sfida alla Nuova Alitalia: dal 14 dicembre partiranno nuovi collegamenti sulla tratta Roma-Milano, treni cadenzati ogni quarto d'ora nelle ore di punta: dalle 6 alle 9 del mattino, e dalle 19 alle 22. Intanto l'azienda ferroviaria ha siglato oggi un protocollo d'intesa con le principali associazioni dei consumatori per la risoluzione amichevole di vertenze e reclami, eccetto quelli per la pulizia. Il protocollo delinea nuove procedure con una sperimentazione di 12 mesi (dal primo gennaio prossimo) incentrata sulla linea Milano-Napoli, che concentra il 35% dei reclami relativi al traffico passeggeri nazionale, 12.000 l'anno. Altri strali l' ad di Fs li ha diretti contro le lungaggini dell'iter delle gare d'appalto, quelle per i servizi di pulizia dei treni in particolare. "E' grave che le imprese che hanno perso la gara sono ricorse al Tar, e successivamente al Consiglio di Stato e che dopo aver fornito servizi scadenti usino la burocrazia per mantenere le radici a scapito dei clienti e delle imprese" ha detto Moretti riferendosi ai ricorsi presentati da due ditte, Mazzoni e Saes, prima davanti al Tar (che ha respinto la richiesta di sospensiva) ed ora davanti al Consiglio di Stato, di cui si attende a breve un pronunciamento. "E se questo sarà a noi sfavorevole, che devo fare, tenermi queste ditte ? allora protestate voi !" ha detto rivolti ai consumatori. (ANSA).

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Il "No profit"? Che fatica (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 30-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

La situazione. Le associazioni culturali senza scopo di lucro in Valle d'Aosta sono trentatré Operative in ambiti diversi hanno un problema in comune: poche risorse e troppa burocrazia.

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