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PRIVILEGIA NE IRROGANTO  di  Mauro Novelli         

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DOSSIER “BUROCRAZIA”

 

 

 

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Report "Burocrazia"  24-25 febbraio 2009


Indice degli articoli

Sezione principale: Burocrazia

Famiglia e lavoro, un nuovo bando per sostenere i progetti innovativi ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: perché purtroppo la burocrazia ha tempi lunghi». Tra i piani finanziati, quelli della Lubiam (premiata anche in Regione), della cooperativa Il giardino dei bimbi e della Know medical di Viadana. Con la nascita dello sportello di Promoimpresa, lo studio Variazioni non si occupa solo di preparare progetti per i propri clienti.

La burocrazia costa: un peso di 250 euro per ogni lodigiano ( da "Cittadino, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia costa: un peso di 250 euro per ogni lodigiano n La burocrazia comunale di Lodi "pesa" per quasi 250 euro ogni cittadino, per un totale di più di 10 milioni di euro: sono questi i dati che emergono da una ricerca sulla banca dati AidaPa (riferita ai certificati consuntivi del 2007), che calcola le spese sostenute dagli enti locali per gli uffici.

di Paola Braschi Ogni bolognese spende 350 euro l'anno pe... ( da "Leggo" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: In compenso la burocrazia comunale la porta al decimo posto in graduatoria con 47,1 milioni spesi ogni anno. Fra i Comuni più virtuosi per il contenimento dei costi di burocrazia e politica ci sono Cesena (193 euro pro capite all'anno), Modena (206), Forlì (210) e Parma (213).

La "macchina" comunale è tra meno costose ( da "Gazzetta di Modena,La" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Una certa lentezza invece la denota il comune di Ravenna con una media di circa duecentocinquantadue euro a persona, mentre più sostenuti sono i costi della burocrazia comunale a Rimini e a Bologna: in entrambi i casi si va oltre ai 350 euro. (fp)

Venezia e Napoli sono le città più care per le spese degli uffici comunali e pe... ( da "Leggo" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: mentre il capoluogo partenopeo ha la spesa pro capite più elevata in relazione alle "funzioni generali", leggasi burocrazia, con 539,3 euro all'anno per cittadino. «Abbiamo spese esorbitanti determinate dalle Municipalità - dice il sindaco Massimo Cacciari -. Costano troppo, e per questo vanno chiuse». (V. Cor./ass)

Meno delibere per risparmiare ( da "Alto Adige" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Costi della politica e burocrazia: per ridurre entrambi ieri la Provincia ha deciso un nuovo modo per la distribuzione di competenze che potrebbe portare ad una diminuzione del 20% delle delibere collegiali aumentando il potere decisionale di assessori e dirigenti.

Mancini: Per i medici già troppa burocrazia ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: 7 Mancini: «Per i medici già troppa burocrazia» Sulla partita della carta dei servizi l'Ordine dei Medici di Brescia resta vigile, soprattutto su due punti delicati. «Condividiamo l'impostazione teorica del nuovo sistema, puntato sull'innovazione - dice il presidente dell'Ordine Raffaello Mancini -.

L'Anci: dati confusi e poco fondati ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: quanto incide il costo della burocrazia comunale per i servizi che eroga?)». LE PERPLESSITÀ Infine, «destano non poche perplessità le cifre pubblicate. Confrontandole con le fonti cui fa riferimento il testo», conclude la nota, «si rinvengono, a seconda delle definizioni che si adottano, numeri anche molto diversi da quelli usati per costruire la classifica,

Burocrazia, ai sardi costa di più ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Olbia la più efficiente La burocrazia dei Comuni schiaccia i contribuenti sardi. Sassari fa pagare il conto più salato. Olbia invece è la città più parsimoniosa. La burocrazia pesa come un macigno sui contribuenti sardi. Il costo annuo sostenuto dalle famiglie per far funzionare il proprio Comune raggiunge i 275 euro (pro capite),

Crisi, i pensionati Cgil scendono in piazza ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Per prima cosa bisogna segnalare che per accedere a queste agevolazioni la burocrazia è eccessiva: lo si vede dalla calca che c'è in quest'ultimo mese ai patronati - spiegano - e dal fatto che delle 12 mila card che si prevedevano per la provincia ne sono state consegnate solo 4 mila. Altro problema da non sottovalutare sono i vincoli che rendono l'accesso molto improbabile».

ripartono i cantieri di torre e locanda ascensore, il dissequestro è imminente ( da "Mattino di Padova, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Questo trionfo della burocrazia è certamente normale al cospetto di avvocati e giudici, ma difronte alla logica appare indubbiamente assurdo. Monselice non dev'essere un soggetto che langue a causa dell'ennesimo veto locale». Anche Businaro ha voluto ritornare sulla questione: «Non posso che ammirare chi ha posto a questo progetto una così forte opposizione,

inpdap, l'ira dei pensionati "ultimo assegno dimezzato" ( da "Repubblica, La" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Pagina I - Torino La protesta Errori e burocrazia: e in mille "assaltano" gli uffici Inpdap, l´ira dei pensionati "Ultimo assegno dimezzato" Tempi duri per l´Inpdap, l´istituto di previdenza sociale dell´amministrazione pubblica: più di mille pensionati l´hanno presa d´assalto dopo che hanno ricevuto l´assegno mensile.

turismo, fare sistema per salvare l'estate 2009 ( da "Nuova Venezia, La" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: lotta alla burocrazia che consentano di ricapitalizzare le aziende. La verità è che se ci sono meno soldi, e tutti sperano che quelli stanziati dalle famiglie per le ferie, irrinunciabili, vengano spesi sulla costa veneziana, così vicina e comoda, a parte le code a tutti gli ingressi delle maggiori località, per il Nord Italia,

inpdap, l'assalto degli arrabbiati - sara strippoli ( da "Repubblica, La" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Errori e burocrazia: così ci hanno dimezzato la pensione" SARA STRIPPOLI tempi duri per l´Inpdap, l´ente previdenziale che paga la pensione a tutti i pubblici dipendenti, ex-Inadel per i lavoratori degli enti locali. Ieri mattina gli sportelli di via Millio 41 e di via Arcivescovado sono stati presi d´assalto da una folla di arrabbiati,

15 nuovi posti grazie ai pannelli solari ma il progetto è rallentato dalla burocrazia ( da "Tirreno, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: IL PROGETTO è RALLENTATO DALLA BUROCRAZIA LA STORIA Azienda in stallo da otto mesi FORNACETTE. è in stallo da otto mesi. E non per colpa della crisi ma dei tempi della burocrazia. Accade all'azienda "D. e D." dell'imprenditore Gianfranco Donnini che per salire sul treno delle energie rinnovabili ha investito un milione di euro e sviluppato un pannello solare termico made in Pisa.

san leonardo, al via una raffica di cantieri ( da "Messaggero Veneto, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: eccessiva burocrazia a livello di appalti». «Finalmente, comunque - dichiara l'amministratore -, tanti interventi sono partiti, a cominciare dal piano di riqualificazione dei borghi rurali, che dovrà essere poi completato con ulteriori lotti: con una spesa di 600 mila euro stiamo provvedendo alla sistemazione del parcheggio antistante il municipio,

il comune serve un conto salatissimo ( da "Nuova Venezia, La" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Burocrazia. Secondo Mazzonetto della Lega «questa situazione dimostra la scarsa attenzione della Giunta per il denaro pubblico. Da una parte si spreca, poi si svende la città alla Coca Cola. Cacciari ha costruito una macchina burocratica costosissima, con direttori generali che percepiscono un sacco di soldi.

depuratore sul saline via libera all'ampliamento ( da "Centro, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: con l'obiettivo di accorciare i tempi biblici della burocrazia. Se la bomba dell'inquinamento del Saline scoppiasse un'altra volta nel pieno della stagione turistica, come è accaduto l'anno scorso, per l'economia di Montesilvano sarebbe un danno notevole in grado di cancellare mille posti di lavoro nel settore alberghiero.

Trento tra i Comuni più costosi per la burocrazia ( da "Adige, L'" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la classifica Trento tra i Comuni più costosi per la burocrazia Trento è tra i comuni italiani con la spesa pro capite più alta per il funzionamento degli uffici dell'apparato burocratico. Vuol dire che ogni residente nel comune di Trento ha speso, nel 2007, 337,4 euro per far funzionare segreterie, gestione personale, uffici di ragioneria ed economato,

burocrazia, grosseto nella classifica risulta tra le più virtuose ( da "Tirreno, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Pagina 5 - Grosseto Burocrazia, Grosseto nella classifica risulta tra le più virtuose GROSSETO. La burocrazia a Grosseto costa 202,4 euro annui per ogni residente (la media nazionale è di 260 euro). Il sondaggio è del Sole 24 Ore. La nostra città, con una spesa di 15 milioni e 700mila euro per le cosiddette 'funzioni generali',

bosa, diga bloccata dalla burocrazia ( da "Nuova Sardegna, La" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: diga bloccata dalla burocrazia I lavori per la nuova struttura alla foce del Temo sono fermi da mesi La ditta appaltatrice ha già mandato a casa sei operai specializzati BOSA. I lavori per la costruzione della grande diga foranea alla foce del Temo sono fermi da mesi in attesa che dalla Regione si sblocchi un fondamentale passaggio burocratico.

la burocrazia blocca la diga ( da "Nuova Sardegna, La" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia blocca la diga I lavori alla foce del Temo sono ormai fermi da mesi La ditta appaltatrice ha già mandato a casa sei operai specializzati perché ancora la Regione non ha dato il via libera per l'uso dei nuovi massi BOSA. I lavori per la costruzione della grande diga foranea alla foce del Temo sono fermi da mesi in attesa che dalla Regione si sblocchi un fondamentale passaggio

Diamo seguito all'opera di Demarchi GIORGIO GRIGOLLI ( da "Adige, L'" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: quanto meno della burocrazia. È in questa traiettoria, nel 1957, la fondazione della scuola di preparazione sociale, della quale fu per molti anni anche direttore, con i fine settimana dedicati ai giovani, soprattutto valligiani, possibili futuri amministratori, alimentati dalla rivista Prospettive di efficienza.

così il geografo disegnò la sicilia - amelia crisantino ( da "Repubblica, La" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Soprattutto ha una burocrazia efficiente che mai più sarà possibile ricreare, con strateghi, giudici, notai e scrivani greci, saraceni e latini. Tutti ad amministrare, compilare registri e redigere contratti sempre in più lingue, solo alla fine del secolo compariranno i primi atti notarili redatti in latino.

anziani in crisi, colpa di iris ( da "Messaggero Veneto, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La mia sensazione - ha rimarcato - è che ancora una volta le istituzioni hanno avuto la sensibilità di capire che ci troviamo di fronte a una società formata prevalentemente da anziani, ma anche da stranieri che hanno difficoltà a comprendere i meccanismi complicati della burocrazia italiana». (p.a.)

troppi soldi e servizi scarsi ( da "Messaggero Veneto, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sacco di soldi per la burocrazia e pochi per la politica». Così Lorenzo Cenni, tesoriere dell'associazione radicale Trasparenza è partecipazione, commenta la rilevazione de Il Sole 24 ore. E in una nota prosegue: «Alla luce di questi dati ci si aspetterebbe che il livello di servizi resi al pubblico dagli uffici sia tra i più elevati d'Italia in termini qualitativi e quantitativi.

Dalla "luce di un gesto"30 mila euro per gli ultimi ( da "Secolo XIX, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: slegati dalla burocrazia che invece rallenta le azioni del Comune». Destinati a Sanson, in Colombia, i 4.800 euro che, gestiti dalle Suore della Presentazione, serviranno per mantenere venti ragazze per un anno e sottrarle al degrado. Con altrettante risorse, il centro d'accoglienza per bambini Sagrada Familia, in Perù,

comune, burocrazia virtuosa ( da "Tirreno, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia virtuosa Ogni cittadino paga 157 euro all'anno per il personale PISTOIA. La burocrazia comunale grava abbastanza poco sui cittadini pistoiesi. Poco rispetto agli altri Comuni italiani. Ogni cittadino spende 157 euro all'anno per mandare avanti gli uffici comunali e 45 euro all'anno per pagare i gettoni di presenza e gli stipendi di sindaco e assessori.

una rete di servizi per la nautica ( da "Tirreno, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: un marchio toscano e la lotta alla burocrazia VIAREGGIO. Nasce un network di servizi per la nautica. Cioè una rete: un sistema all'interno del quale le politiche a supporto di una delle industrie più fiorenti della Toscana si decidono insieme. Ma potremmo definirlo anche un mega-centro servizi che, un po' per la crisi un po' per la concorrenza dei mercati stranieri,

comuni, ogni cittadino costa 300 euro ( da "Repubblica, La" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è l´immagine di una burocrazia lenta e costosa quella che emerge da un´analisi de Il Sole24ore, che ha classificato le spese dei municipi per ciò che riguarda l´offerta dei servizi essenziali: anagrafe, organi istituzionali, gestione dei beni, ufficio tributi e tecnico e segreteria.

Addio graduatorie, docenti scelti dalle fondazioni private ( da "Manifesto, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Per porre fine al precariato e snellire la burocrazia. Il disegno di legge, ora sotto l'osservazione del Cun (Consiglio universitario nazionale), è ancora una bozza ma già si intravedono le linee guida caratterizzanti. Chiusa per sempre la Ssis (il prossimo 30 aprile usciranno quelli dell'ultimo ciclo, i quali andranno a rinvigorire il già ricco numero di precari)

<Niente firma sul consorzio finché Palazzo Marino non paga i debiti sul Parco> ( da "Giorno, Il (Brianza)" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dovrà superare le lungaggini e l'eccesso di burocrazia dovuti all'attuale frammentazione delle proprietà, Maffè non ha mai nascosto i suoi dubbi. Da quelli legati all'ingresso di Milano a quelli sull'inclusione del Parco stesso nell'ente che in origine era stato studiato per la sola Villa, per concludere con le finalità stesse del consorzio.

<Rispetto ad altre città qui è un paradiso> <Se si trova l'impiegato giusto è tutto più facile> ( da "Nazione, La (Lucca)" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: in un sistema in cui la burocrazia la fa sempre da padrona. Noi però abbiamo voluto toccare con mano quale fosse il parere dei lucchesi, e per questo siamo scesi in strada per chiedere ad alcuni di loro cosa ne pensassero. E ciò che alla fine emerge è che, a fronte di un importante impegno economico che ci vede tutti coinvolti,

<Non si può dire che gli uffici comunali non funzionino, ma bisogna essere comunque dotati... ( da "Nazione, La (Lucca)" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: 4 «Non si può dire che gli uffici comunali non funzionino, ma bisogna essere comunque dotati... «Non si può dire che gli uffici comunali non funzionino, ma bisogna essere comunque dotati di una discreta dose di pazienza quando dobbiamo farci i conti. La burocrazia anche qui da noi non manca»

di CRISTINA RUFINI LA BUROCRAZIA comunale grosseta... ( da "Nazione, La (Grosseto)" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: 2 di CRISTINA RUFINI LA BUROCRAZIA comunale grosseta... di CRISTINA RUFINI LA BUROCRAZIA comunale grossetana non è tra le più care d'Italia. Anzi. Secondo un'indagine del quotidiano economico Il Sole 24Ore dalle casse dell'ente del capoluogo di provincia sono usciti, nel 2007, 15 milioni e 700mila euro per far funzionare la macchina amministrativa.

non troppo ( da "Nazione, La (Grosseto)" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: 3 non troppo uffici che per gli amministratori di CRISTINA RUFINI LA BUROCRAZIA comunale grossetana non è tra le più care d'Italia. Anzi. Secondo un'indagine del quotidiano economico Il Sole 24Ore dalle casse dell'ente del capoluogo di provincia sono usciti, nel 2007, 15 milioni e 700mila euro per far funzionare la macchina amministrativa.

di ERICA VIOLA I COSTI che ogni cittadino deve sos... ( da "Nazione, La (Grosseto)" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Trovo che la spesa che il cittadino si trova a sostenere per la burocrazia del capoluogo maremmano sia nel complesso giusta e non esagerata. Anche se certamente queste circa 230 euro complessive influiscono sul costo della vita, soprattutto per noi pensionati. Meno male che, oltre alla pensione, ho anche altre risorse con cui riesco ad arrotondare un pò.

Ebner: <Burocrazia, snellire è urgente> ( da "Corriere Alto Adige" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: imprese in affanno Ebner: «Burocrazia, snellire è urgente» BOLZANO — Burocrazia, crisi economica e finanziaria internazionale, esigenze contingenti delle aziende altoatesine: queste alcune delle tematiche su cui i Giovani di Assoimprenditori Alto Adige si sono confrontati con il presidente della Camera di commercio, Michl Ebner.

Assessori <sgravati> dalla burocrazia ( da "Corriere Alto Adige" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dalla burocrazia BOLZANO — La giunta provinciale compie passi avanti nel progetto di snellimento burocratico delle procedure interne, che punta a una riduzione di almeno il 20 per cento delle delibere. «L'esecutivo — ha spiegato Durnwalder nel consueto incontro pubblico per relazionare sui lavori dell'esecuitivo —

Lecco, Comune virtuoso La burocrazia costa poco ( da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Comune virtuoso La burocrazia costa poco Il sindaco: «Spendiamo bene i soldi dei cittadini» L'INDAGINE di ANDREA MORLEO LECCO LECCO è un Comune «virtuoso». Lo dicono i risultati della speciale classifica stilata da un noto quotidiano economico in cui vengono calcolati i costi della «macchina» amministrativa e quelli della politica locale in rapporto al numero di abitanti.

OGNI ravennate spende 262 euro l'anno per garantire il... ( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: per quanto riguarda il costo della burocrazia, a cui compete una spesa annua di 34,4 milioni di euro, dunque più leggera della media nazionale. L'altra faccia della medaglia sono invece i 5,2 milioni di euro che gravano sui ravennati per le spese degli organi istituzionali comunali e che, in virtù del numero di residenti, risultano tra i quaranta più onerosi delle città capoluogo.

Per mantenere sindaco ( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: cuore della burocrazia del Comune, che include le segreterie e la gestione del personale, la Ragioneria e l'Economato, l'ufficio Tributi, la gestione dei beni demaniali, l'Ufficio tecnico e l'Anagrafe. In questa graduatoria la nostra città scende verso il fondo, fino alla 70esima posizione, con una spesa sostenuta da ciascun pesarese molto inferiore a quella in capo agli ascolani (

PER MANTENERE al lavoro sindaco, giunta, consiglio comunale e tutto l'entour... ( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: cuore della burocrazia del Comune, che include le segreterie e la gestione del personale, la Ragioneria e l'Economato, l'ufficio Tributi, la gestione dei beni demaniali, l'Ufficio tecnico e l'Anagrafe. In questa graduatoria la nostra città scende verso il fondo, fino alla 70esima posizione, con una spesa sostenuta da ciascun pesarese molto inferiore a quella in capo agli ascolani (

di LAURA VALDESI BUROCRAZIA E POLITICA costano un occhio alla nostra comunit&#... ( da "Nazione, La (Siena)" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: 2 di LAURA VALDESI BUROCRAZIA E POLITICA costano un occhio alla nostra comunit&#... di LAURA VALDESI BUROCRAZIA E POLITICA costano un occhio alla nostra comunità. Il «peso» per ogni abitante sostenuto per far funzionare gli uffici del Comune in una parola la sua macchina organizzativa è infatti di 375 euro.

Oltre 300 euro a testa per mantenere il Comune ( da "Corriere del Veneto" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Oltre 300 euro a testa per mantenere il Comune Si spendono 271 euro per la «burocrazia» e 33 per la rappresentanza. Paloschi: verificherò Verona si piazza poco sopra la metà della classifica. L'assessore al Bilancio sperava in una performance migliore VERONA — Quanto costa ai cittadini la macchina burocratica locale e i suoi amministratori?

Ateneo, gli studenti contestano la nuova governance ( da "Nazione, La (Siena)" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: LAURA VALDESI BUROCRAZIA E POLITICA costano un occhio alla nostra comunità. Il «peso» per ogni abitante sostenuto per far funzionare gli uffici del Comune in una parola la sua macchina organizzativa è infatti di 375 euro. Pone Siena, secondo la classifica del «Sole24Ore» stilata spulciando i Consuntivi 2007, al settimo posto in Italia addirittura prima di metropoli come Milano (

LA MACCHINA comunale di Rovigo, per usare un paragone che n... ( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: infatti al 57mo posto con meno di 230 euro di spesa a testa per la burocrazia di Palazzo di Città che si rivela non solo uno tra i più leggeri fra le metropoli' ma anche in confronto a una cittadina di modeste dimensioni come la nostra. Migliore, invece, il dato delle classifica elaborata dal quotidiano milanese sulle cifre spese dai comuni per il costo degli organi istituzionali.

Il costo dei Comuni fa i conti con i ritardi ( da "Sole 24 Ore, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: incide il costo della burocrazia per i servizi che eroga?). Infine, destano non poche perplessità le cifre pubblicate. Confrontandole con le fonti cui fa riferimento il testo, si rinvengono, a seconda delle definizioni che si adottano, numeri anche molto diversi da quelli usati della classifica, che in assenza di chiarimenti sulla metodologia di calcolo appare quantomeno artificiosa.

Ogni fiorentino <spende> 446 euro per il Comune ( da "Nazione, La (Firenze)" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Siamo sul podio per i costi della burocrazia, tra i primi venti per quanto riguarda i costi della politica. Perché per il totale delle spese della macchina comunale ogni fiorentino spende oltre 446 euro e a Prato per fare le stesse cose ne servono solo 138? Perchè per i costi della politica a Firenze spendiamo 46,35 euro e a Rimini solo 10,

Banchetti: <D'accordo ( da "Nazione, La (Arezzo)" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: assessore si rende conto di quanto i tempi della politica e della burocrazia siano lunghi rispetto alle esigenze della città e di chi ci vive: «Mi rammarico di non poter decidere nulla di definitivo prima di fine mandato. Ma d'altronde c'è poco da fare. In Italia i passaggi sono questi». Intanto, però, il progetto di mobilità che Banchetti ha in mente per Arezzo è già abbastanza preciso.

E' QUASI una corrispondenza d'amorosi sensi quella fra l'uomo dell... ( da "Nazione, La (Arezzo)" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: assessore si rende conto di quanto i tempi della politica e della burocrazia siano lunghi rispetto alle esigenze della città e di chi ci vive: «Mi rammarico di non poter decidere nulla di definitivo prima di fine mandato. Ma d'altronde c'è poco da fare. In Italia i passaggi sono questi». Intanto, però, il progetto di mobilità che Banchetti ha in mente per Arezzo è già abbastanza preciso.

Ancora sugli invalidi civili: le file al Santa Maria della Pietà ( da "Corriere della Sera" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Se anziché disquisire in tv di filosofia e teologia o pretendere di riscrivere la storia senza averne competenza i responsabili delle varie burocrazie facessero un giro nei pubblici uffici si assicurerebbero un consenso popolare senza precedenti. gbuccini@rcs.it

I NOSTRI SOLDI ( da "Nazione, La (Pistoia)" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: in spese per la burocrazia; assai meno in costi della politica. Nel giro di un anno il Comune di Pistoia spende 13 milioni e 600 mila euro per il funzionamento del suo cuore pulsante amministrativo: segreterie gestione del personale, ragioneria ed economato, ufficio tributi, gestione dei beni demaniali, uffici tecnici ed anagrafe.

Palazzo di Giano è pure rapido nei pagamenti malgrado il patto di stabilità ( da "Nazione, La (Pistoia)" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: il problema che rallenta i nostri pagamenti è soprattutto la burocrazia - spiega l'assessore Giovannini - Siamo lenti, farraginosi, non per colpa nostra ma delle procedure, delle leggi. Quando le cose vanno bene i fornitori "resistono" agevolmente ai pagamenti in sei mesi e oltre. In tempi come questi potremmo dare ossigeno alle aziende.

VIRTUOSO (ma con un distinguo) in spese per l... ( da "Nazione, La (Pistoia)" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: in spese per la burocrazia; assai meno in costi della politica. Nel giro di un anno il Comune di Pistoia spende 13 milioni e 600 mila euro per il funzionamento del suo cuore pulsante amministrativo: segreterie gestione del personale, ragioneria ed economato, ufficio tributi, gestione dei beni demaniali, uffici tecnici ed anagrafe.

Spesa, il Comune si mette a dieta ( da "Nazione, La (Arezzo)" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: E per i Comuni capoluogo è una gran bella gara dimostrare che i costi della burocrazia, le somme spese per far funzionare la macchina amministrativa sono i più bassi possibile. Barare è impossibile o lo è solo in parte, visto che poi ci sono rivoli e strumenti operativi non attribuibili direttamente all'ente che assorbono risorse come una spugna.

MASSA PROMOSSI o bocciati? Luigi Torre, comme... ( da "Nazione, La (Massa - Carrara)" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è una burocrazia maggiore e maggiore burocrazia porta minor efficienza nell'erogazione dei servizi ai cittadini». Anche Torre, come l'assessore Volpi, nota che nella voce amministrazione generale incidono i costi di Massa Servizi: «Qui non si può continuare così commenta la politica deve dare una risposta in termini di minor burocrazia che consenta anche una economia.

di MANRICO PARMA IL COMUNE della Spezia non è fra i più... ( da "Nazione, La (La Spezia)" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Lo ha rilevato ieri uno studio del Sole 24 Ore facendo il punto sui costi per le «macchine» della burocrazia e sulle spese per gli stipendi e le indennità dei politici che le guidano. Per far viaggiare gli uffici gli oneri sostenuti per la segreteria, la ragioneria e gli altri settori l'amministrazione di piazza Europa sborsa 20,8 milioni annui.

<Le nostre scommesse su rigore e efficienza stanno dando buoni frutti> ( da "Nazione, La (La Spezia)" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: AMMINISTRAZIONE PAITA E MICHELINI Spese per burocrazia e cariche elettive. Il Sole 24 Ore promuove Spezia. Commento? «I dati sono riferiti ai bilanci del 2007 e confermano un Comune rigoroso e attento ai risparmi. Possiamo confermare che le scelte che hanno caratterizzato l'amministrazione anche nel corso del 2008 vanno nel senso del massimo contenimento di ogni risorsa»

<Ma il bilancio è ingessato Possiamo accendere mutui solo per due milioni l'anno> ( da "Nazione, La (La Spezia)" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Resta il fatto che il Comune è virtuoso per le spese della burocrazia. Lo dice il Sole? «L'analisi non prevede a onor del vero il costo per Spezia Risorse. Il nostro Comune è uno degli otto in Italia che ha scelto di portare all'esterno gli uffici del fisco». M.P.

Caserta, il Comune è il quarto d'Italia per costo del personale ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: le nostre cifre ci collocano in ben differenti valutazioni: abbiamo 615 dipendenti e risultiamo parecchio al di sotto dei parametri rapportati ai 79.632 abitanti. In definitiva non comprendo l'asserita e non si sa come verificata costosità della nostra burocrazia comunale, in particolare nel rapporto tra soldi spesi e numero dei cittadini amministrati». Franco Tontoli

di MICHELE NUCCI PERUGIA I POLITICI di Terni e Perugia costan... ( da "Nazione, La (Umbria)" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: amministrazione comunale guidata ancora per pochi mesi da Locchi spende 40,7 milioni all'anno per mandare avanti la burocrazia, quella di Paolo Raffaelli ben tredici in meno. Ma i numeri e l'attività sono evidentemente diverse. Certo vengono i brividi a pensare che ogni napoletano sostiene un costo di 539 euro, mentre a Firenze si scende (si fa per dire) a 446.

A GIANLUCA Bianchi, impegnato in diverse associazioni giovanili, confessa di esse... ( da "Nazione, La (La Spezia)" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: del servilismo e della burocrazia la sua arma che - nell'era del mercato globale, di stili e ritmi di vita e di lavoro che viaggiano a velocità incontrollabili, è diventata a doppio taglio e ferisce soprattutto la città e le sue nuove leve. Le vittime siamo noi, che vorremo cambiare, ma che ci troviamo sempre bloccati.

A PONTEVALLECEPPI da tre anni c'è un Consiglio Circoscrizionale in pi&#... ( da "Nazione, La (Umbria)" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: come il mercatino di Natale non sono andati come i ragazzi avrebbero sperato, ma ci riproveranno a Pasqua forti anche dei simpatici consigli sul come muoversi nella burocrazia forniti dal presidente della VII Circoscrizione Ercolanoni che come altri amministratori locali di volta in volta hanno partecipato ai loro Consigli.

Darsena, fermo da 4 anni il parcheggio fantasma ( da "Giorno, Il (Milano)" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: polemiche, scavi archeologici, burocrazia e costi aggiuntivi. E, soprattutto, è una fogna a cielo aperto dove si trova di tutto: tubi, fili, bottiglie, bicchieri, siringhe, detriti, cumuli di sabbia e topi che scorrazzano a pochi metri dalla movida. È il parcheggio fantasma sotto le acque della Darsena.

Il <Sole 24 Ore>: Napoli Comune più spendaccione, Salerno virtuosa ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Per il quotidiano di Confindustria Palazzo San Giacomo segna il record italiano nei costi della burocrazia comunale seguito da Enna (483,6 euro all'anno per abitante) e Firenze (446,8). Si tratta degli oneri sostenuti per la segreteria, la ragioneria, l'ufficio tributi e gli altri settori che servono a far viaggiare la macchina comunale.

Premiati gli elettrodomestici con un ? cuore verde? ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: elettrica N el freddo linguaggio della burocrazia, vengono definiti genericamente “elettrodomestici ad alta efficienza energetica”. Tanto basta però a soddisfare in maniera bipartisan sia le aziende del settore sia i consumatori, che vedono nel decreto 5/2009 varato dal Governo un forte incentivo a sostituire i vecchi apparecchi con modelli più moderni ed energy saving.

OGNI bolognese spende 350 euro l' anno per il funzionamento della macchina comunale. E' qu... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: In compenso la burocrazia comunale la porta al decimo posto in graduatoria con 47,1 milioni spesi ogni anno. Fra i Comuni più virtuosi d'Italia, come contenimento dei costi di burocrazia e politica ci sono Cesena (193 euro pro capite all'anno), Modena (206), Forlì (210) e Parma (213).

A Napoli il Comune costa il triplo che a Milano ( da "Giornale.it, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Quanto costa agli italiani la burocrazia gestita dai comuni? Tra segreteria e gestione del personale, ragioneria ed economato, ufficio tributi, anagrafe e uffici tecnici se ne vanno in media 300 euro all?anno per ogni abitante. Le differenze tra città e città però sono enormi.

Ricette scaccia-crisi <Ma scordiamoci gli agi> ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia e stimolare i politici affinché portino maggiori risorse» 24/02/2009 rss e-mail print In alto l'assessore regionale Donazzan durante l'intervento in sala Chilesotti e, sopra, il pubblico presente Hanno scelto di guardare in faccia la crisi, proponendosi di far emergere dal confronto le possibili strade per uscire dalle secche nelle quali è incagliato il mondo produttivo.

Uffici comunali, spesa record ( da "Denaro, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Palazzo San Giacomo segna il record italiano nei costi della burocrazia comunale, seguito da Enna (483,6 euro all'anno per abitante) e Firenze (446,8). Si tratta degli oneri sostenuti per la segreteria, la ragioneria, l'ufficio tributi e gli altri settori che servono a far viaggiare la macchina comunale.

Maghreb: troppe scelte sbagliate ( da "Denaro, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazie invasive, banche non concorrenziali che servono più alle nomenclature che all'imprenditoria, e infrastrutture non integrate che pesano per il 25 per cento sul costo dei prodotti. Anche senza arrivare al paradosso degli scambi Algeria-Marocco che, per il problema del Sahara occidentale devono passare da paesi terzi e spesso da porti europei.

Dal lavoro degli immigrati un decimo del Pil italiano ( da "Borsa(La Repubblica.it)" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: uno straniero che intenda aprire un'impresa è ostacolato da una burocrazia ancora più pesante che per gli italiani, e da costi non indifferenti: per aprire un'attività autonoma, ricorda il Rapporto, sono necessarie un paio di settimane durante le quali bisogna rivolgersi ad almeno nove uffici diversi, con una spesa di 3.

Dal lavoro degli immigrati un decimo del Pil italiano ( da "KataWebFinanza" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: uno straniero che intenda aprire un'impresa ostacolato da una burocrazia ancora pi pesante che per gli italiani, e da costi non indifferenti: per aprire un'attivit autonoma, ricorda il Rapporto, sono necessarie un paio di settimane durante le quali bisogna rivolgersi ad almeno nove uffici diversi, con una spesa di 3.

Risarcimento di 162 mila euro ( da "Sicilia, La" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma soprattutto ridurre al minimo i casi in cui le lentezze della burocrazia consentivano a molti di aggirare le sanzioni. «I cittadini saranno avvantaggiati ? spiega il prefetto Trevisone ? perché avranno in tempo brevissimo la comunicazione e potranno verificare lo stato del procedimento attraverso l'accesso al portale web della prefettura.

Burocrazia, quanto ci costi ( da "Sicilia, La" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma rendono poco Burocrazia, quanto ci costi Napoli la più spendacciona, seconda Enna. Niente dati da Catania, Siracusa e Ragusa Il presidente di Confindustria, Ivan Lo Bello, ha proposto ieri a Enna un'alleanza tra le 4 università siciliane e la confederazione degli imprenditori per lo sviluppo della Sicilia.

<Giustizia tributaria lenta>Accademia dei commercialisti. ( da "Sicilia, La" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: all'eccesso di burocrazia fiscale. Oltre al presidente l'Accademia ha eletto il direttivo: consiglieri sono Giuseppe Cirasa, Letizia Mudò, Teresa Ierna, Vincenzo Ripoli, Emanuele Sipala e Roberto Zappalà. Il collegio dei revisori dei conti è composto da Graziella Germano, Salvatore Amore, Laura Licitra.

Non è perché costano ma perché non rendono ( da "Sicilia, La" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Non è perché costano ma perché non rendono Tony Zermo Quanto costa la burocrazia comunale? Secondo una classifica del «Sole-24 Ore», sono i cittadini napoletani a pagare di più, 539 euro a testa, seguiti da Enna (483). Palermo è al sesto posto (418), Caltanissetta al ventiquattresimo con 296 euro, Messina è al n.

<Ma quale burocrazia costosa, siamo nella media> ( da "Sicilia, La" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: il sindaco agnello replica ai dati diffusi da «il sole 24 ore» «Ma quale burocrazia costosa, siamo nella media» Quasi tutte del sud le dieci aree meno colpite dalla criminalità; il risultato migliore spetta a Matera (104), seguita da Enna e Potenza sotto l'indice di 120. Sono i dati che emergono da una inchiesta sulla criminalità e la popolazione carceraria.

Sono in aumentoi denunciatie calano i reati ( da "Sicilia, La" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: quindi sorprende questa notevole entità nei costi della burocrazia. Ovviamente chiamato in causa il sindaco Agnello e la sua giunta. " I dati forniti dal Sole 24 Ore relativamente al costo della burocrazia e, dunque, degli uffici, compreso il costo del personale per il funzionamento degli stessi - esordisce il sindaco Agnello - non corrisponde al vero.

Le istituzioni del Comune di Venezia costano, in proporzione al numero di abitanti, oltre il doppio ... ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: consigli di Municipalità con le rispettive burocrazie) in rapporto al numero degli abitanti. I costi complessivi per la macchina del potere veneziano sfondano infatti i 30 milioni di euro annui, dei quali un terzo in stipendi e rimborsi spese per le cariche istituzionali mentre i rimanenti 20 milioni servirebbero per i costi indiretti, legati alle sedi di assessorati e consigli.

Il Comune di Padova spende meno della media nazionale per la macchina amministrativa, è un po&#... ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: generali della burocrazia, ogni cittadino italiano spende mediamente 300 euro. Padova si ferma a 235 euro, per un totale di 49,5 milioni (sempre nel 2007), assestandosi al 54esimo posto sulla classifica dei 99 comuni considerati. «Non mi esalto - commenta scontento l'assessore al Bilancio, Gaetano Sirone - perché la vera forza del nostro Comune sta nel fatto di investire nel personale.

Veneto, aumentano le famiglie con i libri di scuola gratuiti ( da "Gazzettino, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: andare incontro alle famiglie e limitare al massimo sia le spese sia la burocrazia, le richieste per i buoni-scuola come per i buoni-trasporti potranno essere presentate per via informatica. Sono queste le principali decisioni della commissione Cultura del consiglio regionale, riunita ieri (praticamente all'unanimità ad eccezione dei buoni-scuola che ha visto l'astensione di Idv).

Fa discutere la ristrutturazione dell'ex mattatoio ( da "Corriere Adriatico" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: anziché trincerarsi dietro la burocrazia del tecnico di turno". A oggi la bacheca non è stata ottenuta. Altra interrogazione ha come oggetto la manutenzione del sentiero fluviale. "Per la realizzazione sono stati spesi soldi dei cittadini che meritano rispetto. Il sentiero si presenta in stato di abbandono.

CERCOLA. A VEDERLE, ANCHE SE IN GABBIA, UNA CERTA IMPRESSIONE COMUNQUE LA FANNO. SPECIE QUANDO UNA D... ( da "Mattino, Il (City)" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: I problemi sorgono con la burocrazia. Tra gli altri la legge prevede il possesso di una «dichiarazione di idoneità al possesso di animali ritenuti pericolosi», che rilascia la prefettura. Si chiama «dichiarazione» ma è l'autorizzazione necessaria per tenere questi grossi felini.

LIA PELUSO SONO QUATTROCENTOTRENTATRE EURO ALL'ANNO CHE OGNI CASERTANO DEVE VERSARE PER MANT... ( da "Mattino, Il (Caserta)" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è di più soldi per la burocrazia meno invece per la politica. Caserta tra i comuni peggiori, sempre secondo l'indagine del giornale economico, anche per quanto riguarda i pagamenti, vale a dire per quella voce relativa ai «residui passivi» in conto capitale, esattamente si tratta di soldi legati a investimenti avviati negli anni precedenti e relativi a lavori già in corso d'

MARCO TORIELLO PIù DEL DOPPIO RISPETTO A ROMA E A TORINO. ADDIRITTURA IL TRIPLO RISPETTO A U... ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma oltre ai conti della burocrazia comunale, il Sole 24 Ore propone anche la classifica delle spese destinate agli organi istituzionali, cioè giunta, consiglio e circoscrizioni. E in questo caso le cose per Napoli vanno meglio, ma non troppo: il peso della politica nel capoluogo campano è pari a 56 milioni di euro, vale a dire 57,

Le due facce di Imperia per le spese comunali ( da "Stampa, La" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: legati alla burocrazia, che in prima fila vedono personale, indennità amministrative, spese per le elezioni ma anche rimborsi e missioni varie, pongono Imperia al diciottesimo posto, fianco a fianco con realtà ben più grandi: per fare un esempio, Milano è quattordicesima, la «matrigna» Genova sedicesima (e la spendacciona Napoli è in testa alla classifica con 539 euro pro capite)

Il Comune costa a ogni novarese 230 euro all'anno ( da "Stampa, La" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sotto la Cupola di San Gaudenzio la burocrazia pesa di più che sotto la Mole Antonelliana. Un dato allarmante? Assolutamente no. Anzi, spiega l'assessore al Bilancio del Comune Silvana Moscatelli «la nostra macchina comunale non incide più di tanto sulle tasche dei cittadini, anche perché queste graduatorie prendono in considerazione dati in senso ampio come risultano dai bilanci,

Ci sono recapiti e riferimenti per avere le risposte giuste Sarà molto utile agli anziani ( da "Stampa, La" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: TRA BUROCRAZIA E REPARTI «Ci sono recapiti e riferimenti per avere le risposte giuste Sarà molto utile agli anziani»

"Nessuna irregolarità nella raccolta di firme contro il polo scolastico" ( da "Stampa, La" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: POLEMICA Lunedì un incontro tra sindaco e cittadini «Basta burocrazia Vogliamo risposte» "Nessuna irregolarità nella raccolta di firme contro il polo scolastico" E' ormai polemica aperta tra l'amministrazione comunale di Gressan e i cittadini che hanno sottoscritto la petizione popolare contro la realizzazione di un polo scolastico.

La macelleria Tozzi chiude dopo 100 anni ( da "Trentino" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La conclusione di questa lunga esperienza è dovuta alle spese eccessive, alla burocrazia e alla concorrenza dei centri commerciali: le coppie giovani del Vezzanese lavorano in città e lì fanno la spesa. Giorgio Tozzi ricorda con nostalgia che, quando lui ha incominciato la sua attività, erano in funzione nella Valle dei Laghi ben 23 macellerie e 10 macelli.

la marina militare vuole un nuovo attracco ( da "Nuova Sardegna, La" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma non per la burocrazia. L'operazione di accatastamento non è stata ancora completata, e al momento, come ha spiegato ai presenti l'avvocato dello Stato, Giulio Steri, neo consigliere regionale del centrodestra, l'ex arsenale è ancora dello Stato. Alla fine, la struttura di missione del G8 potrebbe costruire un pontile galleggiante a Santo Stefano per la marina italiana,

si cercano sub per trovare massi ( da "Tirreno, Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: momento la famiglia non vuole sentir parlare di burocrazia: l'unico obiettivo è ritrovare il corpo del loro caro. Un mese fa, verso le 11, Massimiliano è uscito dalla sua casa di Donoratico per andare a pescare; a Piombino ha mollato gli ormeggi della sua imbarcazione e ha preso il mare. Nel pomeriggio è stato avvistato il suo natante semiaffondato sugli scogli di Punta semaforo.

Risparmi d'energia: ecco due incontri ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia». Venerdì 13 marzo si parlerà della «Casa che produce energia rinnovabile. Fotovoltaico, solare termico, eolico, geotermia, biomasse»; con Giorgio Bodei, Alessio Capello, Mauro Corradini, Alessandro Ferrari, Alessandro Toselli (Sea), Alberto Carnevali (Sky-Nrg), Savino Basta (Geotermica Saval),

mafia, immobili confiscati "bloccati dalla burocrazia" ( da "Repubblica, La" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Bloccati dalla burocrazia" DAL 1996 al giugno del 2008 sono stati confiscati nel Lazio, terra di «esportazione di capitali delle cosche di camorra, �ndrangheta e mafia, ben 329 beni immobili. Sono stati 27, inoltre i beni confiscati nel 2008. Disponibilità utili alle amministrazioni comunali, ma che, tuttavia, tardano ed entrare nel patrimonio pubblico,

barbagia in missione a caccia di nuovi mercati ( da "Nuova Sardegna, La" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: impegnata a mediare nella bolgia delle norme e della solita burocrazia. L'altra novità in arrivo a Nuoro è l'Osservatorio per la tutela e il monitoraggio dei prezzi e delle tariffe. Una specie di "Mister prezzi" in chiave locale, pronto a raccogliere le segnalazioni delle famiglie come dei single, degli operai come degli impiegati alle prese con gli acquisti o i pagamenti irregolari.

I Paleoveneti? In costruzione ( da "Tribuna di Treviso, La" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Questioni di ordinaria burocrazia ma soprattutto di scarse risorse economiche. Un sito web diventa allora un lusso che difficilmente può rientrare nella lista delle priorità. Dare in appalto all'esterno la creazione di un sito web costa mediamente 15.000 euro che, in questi tempi di vacche magre, spesso non sono nella disponibilità di Soprintendenze e Musei.

i residenti di via dante ringraziano il sindaco per i lavori portati a termine ( da "Messaggero Veneto, Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: visto che in più zone si trovano blocchetti di porfido in libera uscita, così come alcuni marciapiedi sono dei veri e propri percorsi di guerra. I finanziamenti sono già stati stanziati per realizzare un ulteriore intervento, ma c'è sempre il problema della burocrazia che nelle piccole come nelle grandi opere rende sempre tutto molto dilazionato nel tempo. (p.a.)

Cengio, ultimo tentativo per salvare il borgo antico di "Vicolo Genepro" ( da "Stampa, La" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: eredi e burocrazia, si deve arrivare al 2005 perchè il Comune riesca ad acquistare tutti gli immobili. Finalmente, nel 2008 sembra che tutto sia pronto per concludere. Cengio, però, grazie ad un accordo tra Regione e la stessa Arte, ottiene la realizzazione di 18 alloggi di edilizia popolare con la ristrutturazione di alloggi già esistenti,

Costretti a portare da casa sciroppo per la bimba ricoverata ( da "Stampa, La" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ai genitori è stato consigliato «a causa della burocrazia e delle restrizioni economiche ed essendo stata eliminata la farmacia interna al nosocomio pietrese» di portarsi lo sciroppo da casa. Ammette qualche difficoltà il primario di pediatria, Carla Navone. Dice: «Non conosco il caso specifico.

Una parrucchiera Concorrenza ma nel rispetto delle regole Questa lettera è indirizzata al sindaco di Bergamo e per conoscenza al nostro giornale Egregio signor sindaco Bruni, chi l ( da "Eco di Bergamo, L'" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Noi lavoratori italiani dobbiamo fare i conti con una burocrazia terribile, e io l'ho dovuto provare sulla mia pelle sei anni fa, quando fui costretta a spostare la mia attività, poi ceduta a mia figlia, perché avevo uno sfratto esecutivo da un vecchio stabile destinato a essere demolito. Trovai un nuovo locale a un centinaio di metri dalla vecchia attività,

CHIETI - E siamo arrivati al 2010, salvo sorprese. Parliamo della Filovia, ferma ai box da 1... ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: lunghe più del previsto causa la burocrazia, il ritardo nell'erogazione dei fondi regionali, ka nomina del direttore d'esercizio, ecc. La data che oggi si ipotizza è fine anno 2009, primi mesi del 2010 (vigilia elettorale). A meno che l'Amministrazione nelle more, non riprenda l'idea cullata l'anno scorso, quella un sistema misto (filobus e pullman): impiego dei filobus da Sant'

PERUGIA - Il passo è quello armato del cemento, il ritmo quello unico del primato. Anch... ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia aumenta a dismisura in un settore, le cause del conflittualità vanno oltre alla semplice irruenza dei contendenti. Seguono piuttosto il ritmo furioso delle varianti ai piani regolatori somiglianti a bretelle del doppio attacco, per cui interi quartieri si sono ritrovati senza la possibilità di utilizzare vecchie cubature per costruire perché nel frattempo nuovi raider

"Modello unico" grazie alla semplificazione della burocrazia. Le federazion... ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Mercoledì 25 Febbraio 2009 Chiudi "Modello unico" grazie alla semplificazione della burocrazia. Le federazioni umbre si sono subito adeguate. Anche per il Coni corre solo Conti.

L'UNIVERSITÀ VA A ROTOLI NON PER CANALI Il titolo dell'ultimo numero di "Nuovi argomenti" si riferisce al dossier dedicato ai cimiteri: <Dove andremo a finire> ( da "Riformista, Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Anche la burocrazia deriva dall'alienazione della società? Okay, non diciamo che è la maschera kafkiana del comando dei baroni, ma possiamo non invertire causa ed effetto tra burocrazia e alienazione? E come si può sostenere che un cattedratico pre-pensionato, magari dopo pochi anni dall'entrata in ruolo, possa essere un sintomo e non una causa della crisi del sistema scuola?

Macchinette bloccate e multa a chi non paga ( da "Adige, L'" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Grigno L a vita è percorsa ogni giorno da mille insidie e tortuosità della burocrazia, che il più delle volte si sforza di complicare anche le cose più semplici. Il caso segnalato dal signor Michele Gasperini di Grigno necessità di una risposta chiarificatrice da parte dell'Amministrazione comunale e di un intervento immediato per porre soluzione a questo gatto che si morde la coda.

Se la vaccinazione diventa un incubo ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Una mail che informasse gli uffici sui cambi di residenza, risparmierebbe il girovagare a vuoto, addirittura aiuterebbe il traffico. Si chiama solo vivere meglio, è tutto quello che chiede la gente. \\ Burocrazia e stanzoni alla Germania Est Ma i cittadini chiedono qualità

<Eppure lavoravano sempre bene> ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La società ha già inoltrato richiesta, ma conosciamo bene i tempi della burocrazia e dell'ente regionale. Noi stiamo ancora aspettando, ma ciò non toglie che l'autorizzazione commissariale consenta alla società di trattare i rifiuti». Sull'ipotesi del reato di truffa contestato dalla procura di Salerno, Barbirotti ha dei dubbi.

<Pesaro è un Comune molto virtuoso perché spende meno nella burocrazia> ( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia» IL CASO «NORMALI LE SPESE POLITICHE» «PESARO, se si legge bene la classifica del Sole 24 Ore, è un Comune virtuoso». Questo è quanto sostiene in una nota il Palazzo di piazza del Popolo, che rispetto all'articolo uscito ieri sulla classifica stilata dal quotidiano di Confindustria (che indica Pesaro al 33esimo posto su 99 comuni per le spese totali sostenute per gli organi

Il Comune di Mentana è senza assistente sociale dallo scorso dicembre, quando è sc... ( da "Messaggero, Il (Metropolitana)" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: un problema da risolvere prima possibile - ha ammesso Vita d'Azzeo, assessore ai servizi sociali - La burocrazia ci impedisce di avvalerci di un'assistente sociale esterna pagata a consulenze, ci stiamo quindi organizzando per trovare una nuova sostituzione per la maternità della titolare. Purtroppo in un Comune in dissesto ogni problema diventa difficile».

La manovra per il 2009 in bilico fra fondi non spesi e costi della sanità ( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: insufficienti a coprire un fabbisogno che i tecnici del dipartimento Bilancio stimano in 1,05 miliardi. Per questo, saranno necessari tagli di spesa. Si parla soprattutto di interventi su forestazione , enti strumentali della Regione e burocrazia. De Santo u pagina 10 l'articolo prosegue in altra pagina

Gli impegni frenano la manovra ( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: tutto in attesa che il Paese decida di ascoltare il monito del governatore di Bankitalia, Stefano Draghi, sui motivi della bassa o inesistente crescita di questi anni e cioè sull'occasione perduta del sottoutilizzo delle aree meridionali». NEL MIRINO Tra le misure in discussione per razionalizzare le uscite, interventi su forestazione, enti strumentali, burocrazia e delegificazione

di MARIANGELA LATELLA SI ALLARGA lo spazio vitale del cinema indipendente a Bo... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: «Sicuramente la burocrazia, uno dei principali ostacoli per gli autori che, per garantire la propria presenza a tutti i festival di riferimento, dovrebbero trascorrere le giornate al telefono. Noi li solleviamo da quest'attività anche grazie alla rete di contatti che, negli anni, abbiamo, sviluppato».

Progetti concreti per rilanciare l'economia ravennate ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: il porto e i temi della burocrazia “E ' evidente che ci troviamo di fronte ad una situazione economica difficile che sta colpendo tutti i Paesi industrializzati. Ma è altrettanto evidente che i Governi, la stessa Unione Europea, fino agli Enti locali, stanno mettendo in atto le misure necessarie per creare le condizioni affinché il sistema produttivo possa ripartire&

Svolta hi-tech per l'agricoltura ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: agricoltura Infrastrutture e burocrazia nel mirino - Dalla Provincia in arrivo altri 4,5 milioni Mirco Marchiodi BOLZANO Puntare sulle nuove tecnologie per mantenere viva la tradizione. Non è affatto un controsenso una delle nuove priorità del Bauernbund, l'Unione agricoltori altoatesini che con i suoi 21mila soci costituisce la più potente associazione economica della provincia.

mi aspetto che i politici taglino la burocrazia ( da "Messaggero Veneto, Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Mi aspetto che i politici taglino la burocrazia» Il nuovo numero uno degli imprenditori: servono banche coraggiose e più innovazione L'intervista IL GRUPPO Nel 2008 ha fatturato circa 170 milioni. Ha 750 dipendenti, cinque stabilimenti (uno in Croazia) PORDENONE. Questa crisi lascerà sul campo molte vittime, ma va affrontata con maggiore ottimismo.

<L'agricoltura rischia la serrata> ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: LA BUROCRAZIA «Purtroppo va registrato come la tanto declamata riforma della burocrazia, con nuovi strumenti informatici, non ha prodotto i risultati annunciati e che per agricoltori e allevatori nulla è cambiato, se non in peggio». Coldiretti ricorda che, «solo grazie ai ?

Quattro chilometri nel fango aspettando un proprietario ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: progetto di 250 mila euro per la sistemazione definitiva della strada entro un anno», ha assicurato l'assessore provinciale alla viabilità Gigi Piano, «capisco che i tempi della burocrazia siano spesso diversi dalle attese dei cittadini. Chiediamo a loro di pazientare e di continuare a segnalarci eventuali di situazioni di poca sicurezza in altre strade provinciali». ANTONIO PINTORI

La principessa e il palestrato ( da "Stampaweb, La" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: anche se la burocrazia è ancora tenace. In Danimarca c?è voluta una riunione del Consiglio di Stato, l?8 ottobre 2003. Soltanto dopo, la regina Margherita II ha dato il suo consenso alle nozze del principe Frederik, erede al trono, con Mary Donaldson, consulente di marketing australiana, incontrata alle Olimpiadi estive del 2000 a Sydney.

di ANTONELLA LEONCINI LA CRISI certo che si sente! Ma il problema non è s... ( da "Nazione, La (Siena)" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: E poi tutte le volte che decidiamo di fare qualcosa per stimolare il mercato, la burocrazia scoraggia o peggio ancora blocca. Avevamo chiesto l'apertura dela domenica: sarebbe stata uno stimolo per il cliente ed avrebbe aiutato il turista che in città vuole andare dal parrucchiere. E, invece, la nostra richiesta è stata respinta e non abbiamo trovato altri sostegni».

NONOSTANTE i tempi-lumaca della burocra... ( da "Nazione, La (Grosseto)" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: NONOSTANTE i tempi-lumaca della burocrazia, ha creato l'unico grande stabilimento balneare d'Italia che produce da sé tutta l'energia elettrica di cui ha bisogno. E si batte perché agli investimenti degli imprenditori corrisponda l'efficienza degli amministratori locali. Mario Lari, 63 anni, è il gestore del «Bagno Nettuno» di Follonica.

SALUTE. Quanti sono in Italia i malati rari? L'Associazione Dossetti lo chiede al Ministro Sacconi ( da "HelpConsumatori" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia anche su questo terreno ignora le storie e le vicende personali di tanti cittadini allora qualcosa non funziona come dovrebbe" ha concluso Stillo. La lettera indirizzata al Ministro sarà distribuita alla stampa durante il convegno "Malattie Rare e Disabilità" che si terrà alla Camera dei Deputati il giorno 27 febbraio e per chiarezza forniremo gli incredibili numeri in

Sava: Ripartiamo dal waterfront ( da "Denaro, Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Oltre alla burocrazia cosa frena la realizzazione dei progetti? L'incapacità di chi è chiamato a decidere di fare delle scelte chiare. La città non può perdere altro tempo. Come superare questo blocco? Sarebbe importante un intervento speciale per Napoli, una sorta di legge che semplifichi la burocrazia e consenta alla città di decidere sul serio.

Burocrazia lenta, guida alle tutele ( da "Denaro, Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Napoli comune Burocrazia lenta, guida alle tutele Oggi il convegno organizzato dal difensore civico di Napoli Giuseppe Pedersoli Un convegno per illustrare gli strumenti di difesa del cittadino rispetto alla burocrazia lenta. E' quello che si tiene oggi a Napoli, presso l'antisala dei Baroni al Maschio Angioino.

(ACR) LAPENNA: RITARDO INFRASTUTTURALE GRAVE FRENO PER SVILUPPO ( da "Basilicanet.it" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia comportano una emarginazione vera e propria della Basilicata. I tempi della politica, ancora una volta - conclude Lapenna - sono del tutto anacronistici rispetto a quelli dellâ??economia ma, soprattutto in questo momento particolare, è¨ necessario porre fine alla politica dei provvedimenti tampone per arginare la crisi e mettere in campo una serie di misure strutturali

Pontil Scala: Deluso da questa politica ( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: E azzarda una provocazione: «A questo punto facciamo come una volta, quando ogni decisone spettava al podestà». «Potrebbe essere la soluzione per eliminare la burocrazia - conclude - e bloccare da una parte l'aumento dell'impossibilità di capire e dall'altra la presa in giro da destra e sinistra». Y.T.

Ricciardi, poligrafo ispirato dalla laguna ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: parabola lagunare dei limiti della ragionevolezza umana, ambientata in una mitica (ma riconoscibile da ogni veneziano) Città dai marmi ricamati, dai toni anche polemici nei confronti della burocrazia stolta ammalata di sapientismo, è stato affidato per la lettera alla calda robusta notissima voce dell'amico attore Mario Bardella. Piero Zanotto

Eventi e feste, il Comune si offre ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: contribuito al pareggio del bilancio sia facilitando la sempre crescente burocrazia amministrativa». - C'è il rischio che non si facciano più le manifestazioni oerganizzate dal Consorzio? «Prima di prima di parlare di chiusura è però prudente attendere l'esito dell'assemblea dei soci. Ma assicuro che se la decisione sarà effettivamente la chiusura, l'attività non potrà venire a mancare.

Viterbo, Provincia: convocati cacciatori per nuovo regolamento ( da "Velino.it, Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: di snellire la burocrazia e di mettere in campo corsi di formazione per le nuove generazioni di cacciatori. Inoltre ci ha confortato molto sapere che i cacciatori apprezzano alcune iniziative importanti come lo smaltimento delle carcasse e le analisi che vengono effettuate alle interiora per monitorare la situazione sanitaria”

Il "berlusarkozysme" alla conquista dell'Ue... pag.2 ( da "Affari Italiani (Online)" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ovvero un certo immobilismo delle istituzioni di Bruxelles e della sua burocrazia. Gli elogi del Cavaliere a Sarkozy per la sua mediazione nella crisi in Georgia vanno letti come la condivisioni di un europeismo attivo e pragmatico. Sarkozy ha aperto la strada. Ora il testimone passa all'Italia, presidente di turno del G8 a La Maddalena.

"Situazione di mercato tragica per le piccole aziende" ( da "Varesenews" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Situazione di mercato tragica per le piccole aziende" I tempi della burocrazia sono lunghi, i lavoratori delle piccole e micro aziende non possono restare senza un sostegno economico in attesa che Inps intervenga. Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate si fa carico del problema e incontrando la stampa non fa mistero di considerare questa, «che non è un'operazione bancaria»,

Tia, in consiglio comunale a Modena approvato aumento dell'1,98% ( da "Sestopotere.com" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dai costi della burocrazia del sistema, al servizio di assistenza di call center, che è una presa in giro del cittadino. Questa attenzione da parte degli amministratori nei confronti delle famiglie c'è davvero o la commistione tra pubblico e privato fa rendere gli amministratori parte interessata e partecipe degli utili di Hera?

PIER GIOVANNI GUZZO RICORDATE, FORSE, QUANDO MUSEI, AREE ARCHEOLOGICHE E MONUMENTALI, TELE, STATU... ( da "Mattino, Il (Benevento)" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia. Diversa prospettiva sarebbe stata offerta se il governo, insoddisfatto della condizione attuale di conservazione del patrimonio archeologico, avesse nominato come commissari, con congrue e fresche dotazioni finanziarie e con straordinari poteri, funzionari tecnici dei ruoli del ministero, altrettanto pubblici ufficiali e dirigenti dello Stato dei tecnici della Protezione

Turismo, Confesercenti Cesenatico : 2009 anno di svolta? ( da "Sestopotere.com" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: accesso al credito e limitare la burocrazia per le ristrutturazioni, promuovere il risparmio energetico, le fonti rinnovabili, le certificazioni ambientali, innovare i prodotti e i servizi, aggiornare continuamente le tecniche di vendita e di marketing, unire le categorie e presentare sempre un?

Quanto costa il ponte sullo Stretto? E quanto ci guadagnerà la mafia? Intervista a Giuseppe Cruciani (parte 3) ( da "Blogosfere" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: di una grande burocrazia che non ostacoli, di uno sforzo che l'Italia ancora così divisa e frammentata non è in grado di fare. Le grandi opere pubbliche si possono fare solo se tutto il paese è d'accordo. Non è proprio concepibile pensare di fare il ponte con un paese spaccato su quest'opera, gli ostacoli sul percorso sarebbero troppi.

Ue/ Ronchi: summit Berlusconi-Sarkozy segna nuovo corso per... ( da "Virgilio Notizie" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: L'Ue grigia della burocrazia dei cavilli è un'Europa vecchia, non più in grado di ottemperare al proprio compito", dichiara Ronchi nel corso di una tavola rotonda con i giornalisti organizzata oggi a Roma dalla Rappresentanza in Italia della Commissione europea e dell'European Press Club.

Malattie rare/ Dossetti:"Serve un registro per iscrivere ( da "Virgilio Notizie" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: se la burocrazia anche su questo terreno ignora le storie e le vicende personali di tanti cittadini allora qualcosa non funziona come dovrebbe". La lettera indirizzata al ministro sarà distribuita alla stampa durante il convegno "Malattie Rare e Disabilità" che si terrà alla Camera dei Deputati il giorno 27 febbraio durante il quale verranno forniti "

NUCLEARE: CONFINDUSTRIA, BENE ACCORDO, EVITARE RISCHI BUROCRAZIA ( da "Adnkronos" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: NUCLEARE: CONFINDUSTRIA, BENE ACCORDO, EVITARE RISCHI BUROCRAZIA commenta 0 vota 0 tutte le notizie di ECONOMIA ultimo aggiornamento: 25 febbraio, ore 20:38


Articoli

Famiglia e lavoro, un nuovo bando per sostenere i progetti innovativi (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 24-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Famiglia e lavoro, un nuovo bando per sostenere i progetti innovativi Cosa può fare un'azienda che voglia riorganizzare parte della sua attività in modo da favorire i dipendenti con famiglia, rivedendo turni, modalità di lavoro e andando a caccia di fondi? Rivolgersi allo sportello appositamente allestito da Promoimpresa per conto della Camera di Commercio e supportato dallo staff di Variazioni, studio di consulenza specializzato nell'ideazione e nell'elaborazione di domande di finanziamenti per progetti di questo tipo, da sottoporre al dipartimento per la famiglia della Presidenza del Consiglio. Cosa accade a Promoimpresa? Qualunque azienda piuò ottenere gratuitamente delucidazioni sulla normativa esistente, uno studio di fattibilità e un'ipotesi di progetto. Le azioni finanziate dal bando sono le più disparate. Due i requisiti: carattere di innovatività e capacità di facilitare la conciliazione famiglia-lavoro. Esempi? Riorganizzazioni dell'orario all'insegna della flessibilità, istituzione del part-time, corsi di formazione, telelavoro, creazione di coppie di lavoro. Ma anche finanziamenti diretti, come il sostegno per le rette dell'asilo nido o per il pagamento delle baby sitter. In poco più di un mese di attività allo sportello è già arrivata una ventina di domande. E cinque aziende sono già pronte a presentare i loro progetti al dipartimento per la famiglia. Anche se dovranno prepararsi a una lunga attesa: Roma può impiegare anche un anno per rispondere. Ora le porte sono aperte per una nuova scadenza: c'è tempo fino al 10 giugno per nuove domande. Con ogni progetto si può chiedere fino a un milione di euro. In materia di politiche per conciliare famiglia e lavoro Mantova è all'avanguardia da quasi tre anni. Ora anche grazie all'intervento pubblico di Camera di Commercio e Provincia e con un accordo quadro che coinvolge la consigliera per la parità Grazia Potti Porro (ministero del Lavoro). Ma inizialmente solo grazie alla spinta privata. Cioé a partire dall'azione dello studio Variazioni: «Partimmo a metà 2006 e ci accorgemmo subito che i finanziamenti ministeriali rimanevano spesso a Roma perché nessuno si attivava - racconta Arianna Visentini, che attorno a questi temi si è costruita una figura professionale -. In due anni e mezzo abbiamo presentato 25 progetti, 9 dei quali vincitori del bando. Altri 14 sono in attesa, perché purtroppo la burocrazia ha tempi lunghi». Tra i piani finanziati, quelli della Lubiam (premiata anche in Regione), della cooperativa Il giardino dei bimbi e della Know medical di Viadana. Con la nascita dello sportello di Promoimpresa, lo studio Variazioni non si occupa solo di preparare progetti per i propri clienti. Ora è anche al fianco della Camera di Commercio, che supporta nel fornire assistenza gratuita a chi muove i primi passi verso una riorganizzazione aziendale attenta alle difficoltà delle famiglie. Fino all'ipotesi di progetto, è tutto gratuito: dall'illustrazione della legge alla valutazione di fattibilità. Poi si entra nel campo delle consulenze tradizionali.

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La burocrazia costa: un peso di 250 euro per ogni lodigiano (sezione: Burocrazia)

( da "Cittadino, Il" del 24-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

La burocrazia costa: un peso di 250 euro per ogni lodigiano n La burocrazia comunale di Lodi "pesa" per quasi 250 euro ogni cittadino, per un totale di più di 10 milioni di euro: sono questi i dati che emergono da una ricerca sulla banca dati AidaPa (riferita ai certificati consuntivi del 2007), che calcola le spese sostenute dagli enti locali per gli uffici. In particolare vengono considerate le voci comprese nelle cosiddette "funzioni generali": tra cui le segreterie, la gestione del personale, la ragioneria e l'economato, l'ufficio tributi, la gestione dei beni demaniali, l'ufficio tecnico e l'anagrafe. Una serie di attività che rappresentano il cuore pulsante della macchina amministrativa dei comuni. Proprio in relazione agli elementi raccolti, il quotidiano "Il Sole 24 ore" ha poi elaborato una graduatoria in base alle spese pro capite per la burocrazia generale dei capoluoghi di provincia. E Lodi si è piazzata in 49esima posizione, con alcune realtà lombarde che fanno peggio (Milano, Mantova e Varese) e la maggior parte che si dimostrano più virtuose (Brescia, Como, Bergamo, Cremona, Lecco, Sondrio e Pavia). L'analisi considera inoltre le spese destinate agli organi istituzionali, tra cui giunta, consiglio e consigli circoscrizionali, che vengono sottratte al conteggio complessivo delle funzioni generali ed esaminate a parte. Da qui risulta che l'esborso pro capite lodigiano è pari a 30 euro, per un totale di 1.280.000 euro. Un quadro economico che colloca il municipio lodigiano in 50esima posizione in una graduatoria allargata a tutto al Paese. Nonostante la posizione in classifica, il dato non appare molto lusinghiero visto che la maggior parte degli altri comuni lombardi può vantare condizioni migliori. Sono ben in sette infatti quelli per cui l'incidenza su ogni cittadino rispetto alle spese per gli organi istituzionali è inferiore (Como, Bergamo, Lecco, Cremona, Milano, Varese, Sondrio). Dalle cifre messe a disposizione per giunte e consigli, fa peggio di Lodi solo Mantova, Brescia e Pavia. Uno studio dettagliato che però pone il capoluogo di provincia lontano dalle vette in graduatoria per grandi somme spese, sia in burocrazia che per coprire i costi degli organi elettivi e nominati.

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di Paola Braschi Ogni bolognese spende 350 euro l'anno pe... (sezione: Burocrazia)

( da "Leggo" del 24-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

di Paola Braschi Ogni bolognese spende 350 euro l'anno per il funzionamento della macchina comunale. Il dato emerge dall'indagine sui costi dei Comuni pubblicata da "Il Sole-24 Ore", che ha analizzato vari voci di spesa (dall'ufficio anagrafe fino agli organi istituzionali). Bologna si piazza al 26° posto fra i capoluoghi di provincia per quanto concerne il funzionamento degli uffici (106,5 milioni la spesa totale), mentre sale in decima posizione per i costi delle cariche elettive (23,73 milioni). Nel rapporto con le altre città italiane, quelle emiliano-romagnole risultano abbastanza virtuose. A Rimini, ad esempio, le istituzioni costano "solo" 1,43 milioni, circa 10 euro per ogni abitante. In compenso la burocrazia comunale la porta al decimo posto in graduatoria con 47,1 milioni spesi ogni anno. Fra i Comuni più virtuosi per il contenimento dei costi di burocrazia e politica ci sono Cesena (193 euro pro capite all'anno), Modena (206), Forlì (210) e Parma (213).

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La "macchina" comunale è tra meno costose (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Modena,La" del 24-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Modena è al 92º posto in Italia. Ogni cittadino sborsa in media 206 euro all'anno La "macchina" comunale è tra meno costose Per fortuna, verrebbe da dire così su due piedi, perchè almeno nei costi la "macchina comunale" modenese risulta essere tra le più virtuose d'Italia: per il suo funzionamento ogni cittadino sborsa in media 206 euro all'anno. Una notizia meno grigia delle altre insomma, se consideriamo il periodo e la crisi economica in atto da cui non è esente nemmeno il nostro territorio. La classifica inerente ai costi annui dei pubblici uffici comunali è uscita ieri sul "Sole 24 ore", e Modena è riuscita a collocarsi, se consideriamo i costi totali e pro capite sostenuti dai Comuni per il funzioanemto dei propri uffici, al novantaduesimo posto con un costo procapite si 162,4 euro all'anno (e una spesa totale di oltre 29 milioni di euro). Si tratta di una posizione di tutto rispetto se considerato che da questo punto di vista nessun'altra realtà in regione ha fatto meglio. Prima di Modena, Cesena, Ferrara, Reggio Emilia e Bologna. Un po'meno bene, quelli relativi alle cariche elettive, cioè ai costi totali pro capite sostenuti per gli organi istituzionali. Di fronte ad un monte di spesa totale annua di 8,03 milioni di euro, Modena si ferma al venticinquesimo posto: ogni cittadino sborsa per queste cariche una media di 44,58 euro all'anno. Davanti solo Bologna, mentre dietro tutte le altre realtà regionali. Se guardiamo invece all'Emilia Romagna come contenimento dei costi di burocraziua e politica in Regione, al primo posto c'è Cesena con 193 euro pro capite, mentre Modena è seconda con 206 euro. Dietro con aumenti graduali trovano spazio: Forlì con 210 euro pro capite e Parma con 213 euro; più alta è la spesa a Reggio Emilia con 233 euro, che però è nella top ten della amministrazioni più efficienti. Una certa lentezza invece la denota il comune di Ravenna con una media di circa duecentocinquantadue euro a persona, mentre più sostenuti sono i costi della burocrazia comunale a Rimini e a Bologna: in entrambi i casi si va oltre ai 350 euro. (fp)

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Venezia e Napoli sono le città più care per le spese degli uffici comunali e pe... (sezione: Burocrazia)

( da "Leggo" del 24-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Venezia e Napoli sono le città più care per le spese degli uffici comunali e per i costi della politica. In base a un'indagine pubblicata da Il Sole-24 Ore, Ca' Farsetti detiene il primato della spesa per gli "organi istituzionali", vale a dire l'intera macchina amministrativa locale, pesando sulle spalle di ogni veneziano per 112,60 euro all'anno, mentre il capoluogo partenopeo ha la spesa pro capite più elevata in relazione alle "funzioni generali", leggasi burocrazia, con 539,3 euro all'anno per cittadino. «Abbiamo spese esorbitanti determinate dalle Municipalità - dice il sindaco Massimo Cacciari -. Costano troppo, e per questo vanno chiuse». (V. Cor./ass)

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Meno delibere per risparmiare (sezione: Burocrazia)

( da "Alto Adige" del 24-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Intanto in Regione Durnwalder ha assegnato le competenze alla sua «squadra» Meno delibere per risparmiare Maggiori deleghe agli assessori e ai dirigenti provinciali BOLZANO. Costi della politica e burocrazia: per ridurre entrambi ieri la Provincia ha deciso un nuovo modo per la distribuzione di competenze che potrebbe portare ad una diminuzione del 20% delle delibere collegiali aumentando il potere decisionale di assessori e dirigenti. Come ha spiegato il governatore Luis Durnwalder, sono stati individuati alcune decine di comparti per i quali, all'interno di linee guida che saranno stabilite a priori, le decisioni saranno adottate non più dalla giunta nel suo complesso ma dai singoli assessori. «Abbiamo già individuato 40-50 esempi di applicazione di questo nuovo metodo di lavoro: risparmieremo tempi e costi». Intanto ieri Durnwalder ha assegnato le competenze agli assessori della nuova giunta della Regione. Lo stesso Durnwalder ricoprirà la carica di presidente in questa prima metà di legislatura. Il vicepresidente Lorenzo Dellai, governatore della Provincia di Trento, e come vicepresidente tedesca Martha Stocker e assessori Margherita Cogo e il ladino Florian Mussner. Tra le competenze di Durnwalder, ci sono i rapporti con gli organi dello Stato, interregionali e europei, gli affari istituzionali e la cooperazione, tra quelle di Dellai la gestione delle competenze in materia giudiziaria, del personale, del bilancio e del patrimonio, tra quelle di Stocker famiglia, previdenza e sanità. A Cogo è stato assegnato, tra l'altro, ordinamento enti locali e relativo personale ed l'elezione dei consigli comunali, a Mussner la valorizzazione delle minoranze etniche. Come noto, a metà legislatura ci sarà la staffetta tra Durnwalder e Dellai con il secondo che assumerà la carica di presidente, come era già avvenuto nella scorsa legislatura.

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Mancini: Per i medici già troppa burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 24-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

cronaca pag. 7 Mancini: «Per i medici già troppa burocrazia» Sulla partita della carta dei servizi l'Ordine dei Medici di Brescia resta vigile, soprattutto su due punti delicati. «Condividiamo l'impostazione teorica del nuovo sistema, puntato sull'innovazione - dice il presidente dell'Ordine Raffaello Mancini -. Tuttavia, visto che il nuovo sistema di raccolta e trasmissione dei dati sanitari coinvolge i cittadini in prima persona, riteniamo debba essere funzionale e non ledere eventuali diritti, per cui la nostra attenzione sarà puntata perché la gestione dei dati sensibili si svolga nella massima trasparenza e la tutela della privacy venga garantita». PER I MEDICI, soprattutto quelli di famiglia, potrebbe crearsi il problema del caricamento dei dati riguardanti visite ed esami del proprio assistito sulla carta, per via informatica. «I medici devono evadere già una quantità significativa di adempimenti burocratici, non vorremmo che il nuovo sistema, che prevede il caricamento e la gestione dei dati individuali, causasse un ulteriore aggravio a discapito dell'attività clinica», spiega il presidente. «In teoria questi dati sembrano facilmente gestibili, bisognerà però vedere nella pratica - osserva Mancini -. Il nostro compito è difendere la professionalità medica, seguendo l'ambito deontologico: vigileremo sul risultato». LI.CE.

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L'Anci: dati confusi e poco fondati (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 24-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Economia Pagina 211 la replica L'Anci: dati confusi e poco fondati La replica --> L'Anci, associazione nazionali dei Comuni italiani, entra in polemica con i dati del Sole 24 Ore. «Innanzitutto», si spiega in una nota, «viene preso come bersaglio l'ambito comunale, dove è risaputo che la maggior parte della spesa si concentra nell'erogazione finale di beni (in larga parte infrastrutture) e servizi e, quindi, i costi di funzionamento burocratici sono quelli meno incidenti (tipicamente concentrati nelle funzioni di coordinamento a livello centrale)». In secondo luogo, aggiunge il comunicato, «nelle tabelle pubblicate si confondono spese per l'erogazione di servizi (anagrafe, ufficio tecnico) con quelle di funzionamento, che sono invece connesse alle spese dovute all'esistenza stessa del Comune, cioè quelle che si sosterrebbero anche se il Comune non erogasse nessun bene o servizio». I CONSIGLI In effetti, «un'analisi di questo genere più che mettere in graduatoria i valori assoluti (o pro-capite) dei costi di funzionamento, dovrebbe concentrarsi sull'incidenza che essi hanno rispetto all'ammontare complessivo dei beni e servizi erogati», osservano dall'associazione, «che è quello che i cittadini vorrebbero veramente sapere (quanto incide il costo della burocrazia comunale per i servizi che eroga?)». LE PERPLESSITÀ Infine, «destano non poche perplessità le cifre pubblicate. Confrontandole con le fonti cui fa riferimento il testo», conclude la nota, «si rinvengono, a seconda delle definizioni che si adottano, numeri anche molto diversi da quelli usati per costruire la classifica, che in assenza di chiarimenti sulla metodologia di calcolo appare quantomeno artificiosa».

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Burocrazia, ai sardi costa di più (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 24-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Economia Pagina 211 Per far funzionare i Comuni la spesa pro capite nell'isola è di 275 euro, la media italiana si ferma a 260 Burocrazia, ai sardi costa di più Per far funzionare i Comuni la spesa pro capite nell'isola è di 275 euro, la media italiana si ferma a 260 A Sassari record negativo, Olbia la più efficiente --> A Sassari record negativo, Olbia la più efficiente La burocrazia dei Comuni schiaccia i contribuenti sardi. Sassari fa pagare il conto più salato. Olbia invece è la città più parsimoniosa. La burocrazia pesa come un macigno sui contribuenti sardi. Il costo annuo sostenuto dalle famiglie per far funzionare il proprio Comune raggiunge i 275 euro (pro capite), ben oltre i 260 euro pagati, in media, dagli italiani che vivono nei centri sopra i 30 mila abitanti. La fotografia, però, cambia se si analizzano le singole amministrazioni. È quanto emerge dall'indagine pubblicata sul quotidiano ?Il Sole-24 Ore? in base ai certificati consuntivi del 2007. NELL'ISOLA Sassari è al top delle città più onerose. Per dare benzina agli uffici del Comune, il centro turritano chiede un esborso di 301,7 euro (ventitreesimo posto in Italia): in totale si parla di 38,8 milioni di euro all'anno. A ruota segue Oristano (trentottesimo posto), con 278,1 euro per ogni cittadino (9,2 milioni in totale), mentre per Nuoro non sono disponibili i dati. Al terzo gradino c'è Cagliari (trentaquattresima), con 270,2 euro pro-capite e 43,1 milioni complessivi. La più virtuosa è Olbia (al quarantaseiesimo posto in Italia) con 249,4 euro a persona e 12,5 milioni di euro totali. IL COMMENTO «Siamo un'amministrazione ben rodata, questo è il segreto», svela Gianni Giovannelli, sindaco di Olbia. «I buoni risultati del Comune, in termini di efficienza, dipendono sicuramente dal suo personale, che lavora sotto organico». Il problema, ammette Giovannelli, è che Olbia non può assumere: «Abbiamo vincoli - imposti dal patto di stabilità - oltre i quali non possiamo andare. Ciò significa», aggiunge il sindaco, «che non possiamo spendere di più, nonostante abbiamo un avanzo di bilancio e sebbene la città cresca ogni anno di mille abitanti». LE CARICHE L'indagine del Sole 24 Ore fa il punto anche sulle spese totali relative alle cariche elettive di ogni Comune. Questa volta, ai vertici, c'è Cagliari con 50,26 euro per abitante (8,01 milioni di euro, al ventesimo posto in Italia), segue (al quarantaquattresimo posto) Oristano con 32,42 euro (1,07 milioni). Sessantesima è Sassari con 27,88 euro (3,59 milioni), mentre al sessantaquattresimo posto c'è Olbia con 27,42 (1,38 milioni). IN ITALIA Allargando lo sguardo sulla Penisola, si incontrano realtà molto più ?spendaccione? di quelle sarde. Napoli, per esempio, è la città in testa per costi sostenuti dai suoi abitanti, con 539,3 euro pro-capite. Poco dietro si trova Enna, con 483,6 euro, seguita da Firenze (446,8 euro), Caserta (433 euro), Alessandria (429,8 euro) e Palermo (418,7 euro). GRANDI CITTÀ Fra le grandi città spicca invece Milano, che registra 330,4 euro pro-capite (430,7 milioni in totale). Meglio ancora fa Torino, con una spesa al di sotto dei 230 euro per abitante. Sul fronte dei costi per gli organi istituzionali (le cariche elettive) il primato negativo va a Venezia. L'amministrazione guidata da Massimo Cacciari fa spendere ai propri residenti una media di 112,6 euro. Diametralmente opposta la posizione di Trieste, ultima in classifica: appena 9,59 euro sulle spalle di ogni contribuente. LANFRANCO OLIVIERI

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Crisi, i pensionati Cgil scendono in piazza (sezione: Burocrazia)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 24-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

LA POLEMICA. Dopodomani dalle 9,30 la protesta contro il pacchetto del governo Crisi, i pensionati Cgil scendono in piazza di Michela Bono Continua la battaglia della Cgil contro la ricetta anticrisi del governo. Dopodomani mattina alle 9.30 saranno i pensionati dello Spi a scendere in campo (da piazza Repubblica) per protestare rispetto alle soluzioni proposte che, dicono «fanno pagare la crisi solo alle fasce più deboli». Secondo i segretari delle sezioni di Brescia e di Valcamonica e Sebino il governo è arrivato in ritardo rispetto agli altri paesi europei. E il cosiddetto «pacchetto» non risolve i problemi che le fasce più deboli - pensionati tra i 500 e gli 800 euro mensili, cassa integrati, precari e immigrati con lavoro e permesso di soggiorno a rischio - affrontano ogni giorno. «I DATI recentemente diffusi dall'Inps sui pensionati parlano chiaro - ha spiegato Ernesto Cadenelli -: il 43,7 per cento in provincia di Brescia percepisce una pensione inferiore ai 500 euro al mese, quota che si alza notevolmente se si parla di donne». Al cento del mirino della protesta di giovedì (che rientra nella settimana di mobilitazione decisa dalla Cgil a livello nazionale e che sfocerà nella manifestazione nazionale del 4 aprile), ci sono le quattro «non scelte» del governo e di Confindustria: non combattere l'evasione fiscale - che secondo Cadenelli sfiora il 20 per cento della produzione provocando un imbastardimento del mercato -, fare accordi separati sui contratti di lavoro, ridurre pensioni e salari e, infine, aumentare a 65 anni l'età per la pensione femminile. «Sono atteggiamenti totalmente inadeguati - continuano dalla segreteria - che non portano alcun aiuto a chi ha più bisogno». I SEGRETARI affondano la lama anche sulla politica dei bonus e delle social card che, alla fine, dicono non serve a molto:«Per prima cosa bisogna segnalare che per accedere a queste agevolazioni la burocrazia è eccessiva: lo si vede dalla calca che c'è in quest'ultimo mese ai patronati - spiegano - e dal fatto che delle 12 mila card che si prevedevano per la provincia ne sono state consegnate solo 4 mila. Altro problema da non sottovalutare sono i vincoli che rendono l'accesso molto improbabile». Per i patronati sarebbe stato meno dispendioso per lo Stato e più utile per tutti ridurre l'Irpef sulle pensioni di quaranta euro al mese (il corrispettivo della social card) e aumentare gli assegni famigliari. Oltre a queste possibili soluzioni, Cgil proporrà anche l'applicazione di una tassa di scopo per due anni sui redditi superiori a 150 mila euro annui, che porterebbe nelle casse dello Stato circa tre miliardi di euro. «Dobbiamo far ripartire le spese delle famiglie - ha dichiarato Cadenelli - così anche il mercato riprenderà».

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ripartono i cantieri di torre e locanda ascensore, il dissequestro è imminente (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino di Padova, Il" del 24-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

di Nicola Cesaro Ripartono i cantieri di torre e locanda Ascensore, il dissequestro è imminente MONSELICE. Ha scelto un palcoscenico d'eccezione Ferdinando Businaro per dare delle succose anticipazioni in merito ai lavori del colle della Rocca. Ieri, infatti, il presidente della società Rocca di Monselice ha accolto Matteo Marzotto, figlio di Marta e uomo di punta dell'Enit, l'Ente nazionale per il turismo. Due le anticipazioni fatte da Businaro: la riapertura dei cantieri che riguardano l'ex casa Bernardini e la torre di collegamento al Mastio, e la prossima archiviazione delle indagini sull'ascensore. «I lavori ai lotti VI e VII - ha annunciato Businaro - ripartiranno già nei primi giorni di marzo. La revisione che si è autoimposta la Regione è infatti terminata, e dopo una verifica minuziosa sono state confermate la correttezza degli atti e la bontà degli interventi previsti». Anche per l'ascensore, i cui cantieri sono stati posti sotto sequestro nel maggio 2008, ci sono novità in vista: «Siamo ormai alla fine delle indagini - assicura il presidente - e le accuse sono state notevolmente ridimensionate. Sono ottimista: entro fine marzo dovrebbe essere accolta la richiesta di archiviazione di questa che, a mio parere, è stata una svista, un abbaglio». L'aggiornamento è stato dato alla presenza dei vertici regionali e soprattutto del presidente dell'Enit Matteo Marzotto: «Ho accolto con estremo piacere l'invito di venire a Monselice - spiega l'imprenditore - Soprattutto perché credo nella necessità di valorizzare ogni angolo d'Italia. Il turismo italiano non è rappresentato solamente dal modello di Venezia, ma si rispecchia in realtà come quella di Monselice, non propriamente città d'arte ma comunque tesori di cultura. Vorrei prendere proprio Monselice come "capofila" di queste città». Marzotto ha commentato indirettamente anche le vicende che riguardano il colle della Rocca: «Non conoscendo i dettagli non posso entrare nel merito. Questo trionfo della burocrazia è certamente normale al cospetto di avvocati e giudici, ma difronte alla logica appare indubbiamente assurdo. Monselice non dev'essere un soggetto che langue a causa dell'ennesimo veto locale». Anche Businaro ha voluto ritornare sulla questione: «Non posso che ammirare chi ha posto a questo progetto una così forte opposizione, con determinazione e convinzione - sottolinea - Ma queste persone si sono sbagliate clamorosamente, e si sono rese responsabili di una grande dissipazione di risorse pubbliche».

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inpdap, l'ira dei pensionati "ultimo assegno dimezzato" (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 24-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina I - Torino La protesta Errori e burocrazia: e in mille "assaltano" gli uffici Inpdap, l´ira dei pensionati "Ultimo assegno dimezzato" Tempi duri per l´Inpdap, l´istituto di previdenza sociale dell´amministrazione pubblica: più di mille pensionati l´hanno presa d´assalto dopo che hanno ricevuto l´assegno mensile. Dimezzato. E così a centinaia si sono riversari nelle due sedi dell´Indpad. «Errori e burocrazia: così ci hanno dimezzato la pensione» protestano. Ma per la direttrice la verità è un´altra: "La stragrande maggioranza di loro non ha presentato la documentazione giusta». STRIPPOLI A PAGINA VII

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turismo, fare sistema per salvare l'estate 2009 (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Venezia, La" del 24-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Crisi: il tema centrale ieri alla presentazione della Fiera dell'Alto Adriatico di Caorle Turismo, fare sistema per salvare l'estate 2009 Lunardelli: «Sarà un anno molto duro». Michielli: «Il Passante ci darà una mano» CAORLE. Un patto tra la politica, le banche e gli imprenditori per superare la crisi che investirà il turismo nell'estate 2009. La fiera dell'Alto Adriatico, che vede Caorle e Jesolo assieme dal 28 febbraio al 4 marzo al Palaexpomar, non è solo una vetrina per ristorazione ed enogastronomia o attrezzature alberghiere. E' un momento per riflettere sull'economia e il turismo con gli operatori e i politici. Il presidente degli albergatori jesolani, Massimiliano Schiavon, ha cercato di infondere fiducia al settore lanciando questo patto da riscrivere per fronteggiare un momento difficile. L'assessore provinciale al turismo, Danilo Lunardelli, lo ha detto a chiare lettere: «Il 2009 sarà un anno molto duro, ma noi possiamo reggere più di altri. Abbiamo una costa straordinaria, possiamo fare sistema. Le risorse vanno impiegate in eventi mirati, e penso ad esempio ai rapporti consolidati con Klagenfurt e Graz che noi abbiamo lanciato assieme alle pro loco». Alla fiera alberghiera, che definitivamente ha lasciato Jesolo come sede logistica per trasferirsi al palaexpomar di Caorle, non si parlerà dunque solo di cibi e attrezzature per alberghi. E infatti all'inaugurazione arriverà anche il presidente della Provincia, Davide Zoggia, oltre all'assessore regionale alla mobilità Renato Chisso, a testimoniare l'importanza della kermesse fieristica. Tra i punti di forza che molti non hanno considerato quest'anno ci sarà il passante di Mestre. Lo ha ricordato il presidente di Federalberghi Veneto, Marco Michielli. «Abbiamo la possibilità grazie a questa importante infrastruttura - spiega - di recuperare una consistente parte dei turisti piemontesi e lombardi che avevamo perso proprio per le code che si formavano. Sono convinto che in questo bacino troveremo nuovi turisti». Il presidente del palaexpomar Raffaele Furlanis, reduce dalla fiera di Rimini piuttosto che di Riva del Garda, è convinto dell'importanza della fiera: «Noi abbiamo una marcia in più, perché parliamo di innovazione, formazione, ricerca». Quest'anno si discuterà magari del moscardino di Caorle quale elisir di lunga vita, o della innovativa pizza senza sale che va incontro al palato degli ipertesi. Ma la crisi, vero argomento di discussione e quasi convitato di pietra sul palco di Caorle, è uno spettro per tutti. Il vice sindaco di Jesolo, Valerio Zoggia, ritiene che la prima industria del Veneto debba avere dei finanziamenti certi. «Sono state finanziate le banche e l'industria - ha detto Zoggia - adesso è il momento del turismo». Per il consorzio Fidi, Alessandro Rizzante ha invocato procedure celeri, interlocutori certi, lotta alla burocrazia che consentano di ricapitalizzare le aziende. La verità è che se ci sono meno soldi, e tutti sperano che quelli stanziati dalle famiglie per le ferie, irrinunciabili, vengano spesi sulla costa veneziana, così vicina e comoda, a parte le code a tutti gli ingressi delle maggiori località, per il Nord Italia, così come per Austria e Germania, Slovenia a paesi dell'Est.

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inpdap, l'assalto degli arrabbiati - sara strippoli (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 24-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina VII - Torino Inpdap, l´assalto degli arrabbiati "Errori e burocrazia: così ci hanno dimezzato la pensione" SARA STRIPPOLI tempi duri per l´Inpdap, l´ente previdenziale che paga la pensione a tutti i pubblici dipendenti, ex-Inadel per i lavoratori degli enti locali. Ieri mattina gli sportelli di via Millio 41 e di via Arcivescovado sono stati presi d´assalto da una folla di arrabbiati, duecento e più già in coda dalla prime ore di apertura della sede. Tutti pensionati in fibrillazione - situazione comune a tanti altri in tutta Italia - dopo aver scoperto che la pensione di febbraio era stata ridotta, in molti casi dimezzata, in altri persino crollata ad un terzo perché non veniva riconosciuto il diritto alle detrazioni per i familiari a carico. La legge 24 dicembre del 2007 aveva modificato il meccanismo per il riconoscimento della detrazione sottoponendola all´onere di una domanda corredata di documentazione, una legge entrata in vigore nel 2008. Antonino Cirillo è infuriato. Per 34 anni ha lavorato come autista e magazziniere al Comune di Rivalta. Racconta: «Di solito ricevo 1500 euro e rotti, ho avuto la minima, 458 euro. Ore e ore di coda per un errore che hanno commesso loro e adesso mi dicono che per avere indietro i soldi che mi spettano devo aspettare fino ad agosto». Il signor Cirillo, una moglie a carico e un figlio disabile, promette battaglia: i soldi che gli spettano, dice, glieli devono dare subito, non certo ad agosto e senza interessi: «Come faccio io ad arrivare a fine mese con questa cifra? A loro non risultava che io avessi presentato la richiesta, ma io l´ho fatto esattamente entro marzo come indicato». Antonina Scorrano si guarda in giro sconcertata: «Non ci capisco più niente. Io ho visto sull´estratto conto in banca che questo mese mi sono stati versati 500 euro quando di solito ne prendo 800. Dopo ore di coda questa mattina mi hanno detto che a loro risulta la cifra intera, 800 euro. Ed in effetti io non ho neppure chiesto detrazioni perché non ne ho diritto». Potrei anche essere stata io ad aver commesso un errore «tornerò in banca a controllare - incalza la signora Scorrano - ma se non fosse così, che faccio? Torno in coda? E a dire cosa?». Laura Benente è la dirigente responsabile della sede Inpdap di via Millio (l´altra è in via Arcivescovado). Ammette che i reclami in massa agli sportelli durano da giorni, ma dichiara che su mille persone che si sono rivolte agli sportelli di via Millio soltanto in cinquanta casi l´errore non era attribuibile al pensionato. Spiega: «Nella stragrande maggioranza dei casi gli anziani non avevano presentato la documentazione richiesta per avere le detrazioni nei tempi previsti, nonostante le nostre comunicazioni fossero due, una nella primavera del 2008, la seconda ad ottobre». Con il termine ultimo del 28 febbraio del 2008 si doveva effettuare il conguaglio fiscale. La dirigente comunica però che chi avesse presentato regolarmente domanda, riceverà le cifre sottratte erroneamente entro maggio.

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15 nuovi posti grazie ai pannelli solari ma il progetto è rallentato dalla burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 24-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 8 - Empoli 15 NUOVI POSTI GRAZIE AI PANNELLI SOLARI MA IL PROGETTO è RALLENTATO DALLA BUROCRAZIA LA STORIA Azienda in stallo da otto mesi FORNACETTE. è in stallo da otto mesi. E non per colpa della crisi ma dei tempi della burocrazia. Accade all'azienda "D. e D." dell'imprenditore Gianfranco Donnini che per salire sul treno delle energie rinnovabili ha investito un milione di euro e sviluppato un pannello solare termico made in Pisa. Un progetto che vale almeno quindici nuovi posti di lavoro e una nuova prospettiva di business capace di portare l'impresa a raddoppiare il proprio fatturato dai 6 milioni di euro attuali a 12 milioni, nell'arco di un triennio. «Ho già definito i contratti per la commercializzazione del prodotto con primarie aziende del panorama nazionale, come Riello e Imergas, ma sono tutti in sospeso» afferma Donnini, che non si capacita della lunga attesa. A mettere i bastoni tra le ruote dell'imprenditore è la necessità di certificare l'efficienza energetica per consentire al consumatore finale di beneficiare delle detrazioni del 55% della spesa. Un compito che a livello nazionale spetta all'Enea, l'Ente per le nuove tecnologie, l'energia e l'ambiente. «Mi stanno tenendo in sospeso e non posso avviare la produzione che prevede già ordinativi per alcune migliaia di pezzi - dice Gianfranco Donnini - Abbiamo messo a punto il pannello in collaborazione con l'Università di Pisa». Una situazione che se in tempo ordinario poteva essere catalogata alla voce "lungaggini burocratiche" oggi rischia di apparire non solo grave ma anche paradossale. «Abbiamo investito nell'acquisto di stampi e in un macchinario per la saldatura laser - spiega l'imprenditore - L'intenzione è di mettere a punto una linea di produzione dedicata capace di realizzare dai 70 agli 80 pannelli al giorno. C'è anche la volontà di realizzare un nuovo capannone su un'area di almeno 8mila metri quadrati per una superficie coperta di 3mila. Le prime trattative in proposito sono state avviate sia per delle aree a Calcinaia che nel Pip 4 di Pontedera». «Il prodotto piace ma purtroppo a tenerci fermi è questa certificazione di attestazione della funzionalità - aggiunge - Ho assunto anche un ingegnere con competenze specifiche e un'esperienza consolidata nel campo delle energie rinnovabili. La situazione attuale non offre molti spiragli e questo è un settore che si spera tiri». Due pannelli di diversa superficie irradiante, realizzati mettendo a frutto le competenze e la tecnologia dell'azienda, specializzata nella lavorazione industriale di prodotti metallici: curvatura, assemblaggio, trattamenti superficiali e montaggio. «Abbiamo industrializzato la produzione del pannello solare e ciò ci consente di contenere i costi e i tempi di costruzione restando competitivi - afferma Donnini - Il vetro per la suerficie irradiante è fornito dalla Saint Gobain e la vicinanza con lo stabilimento di Pisa ci consente di contenere il costo del materiale». Difficoltà a parte la "D. e D." ha già tracciato l'orizzonte del nuovo business che affiancherà alle attuali produzioni per committenti come Piaggio, Ligier e Ferrovie dello Stato. «In questa fase ci concentriamo sulla produzione per la fornitura di grandi aziende - sostiene Gianfranco Donnini - In prospettiva però vorremmo mettere a punto un prodotto da commercializzare direttamente al cliente finale in forma di kit in scatola di montaggio». Manolo Morandini

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san leonardo, al via una raffica di cantieri (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 24-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 12 - Udine San Leonardo, al via una raffica di cantieri SAN LEONARDO. Sono ben sei le opere in cantiere, in questo periodo, in Comune: un accumulo considerevole, che corona l'iter di diversi progetti rallentati - lamenta l'assessore ai lavori pubblici del centro valligiano, Bruno Chiuch - «da un'eccessiva burocrazia a livello di appalti». «Finalmente, comunque - dichiara l'amministratore -, tanti interventi sono partiti, a cominciare dal piano di riqualificazione dei borghi rurali, che dovrà essere poi completato con ulteriori lotti: con una spesa di 600 mila euro stiamo provvedendo alla sistemazione del parcheggio antistante il municipio, di quello situato davanti alla chiesa di Cosizza e al potenziamento del sistema di pubblica illuminazione in varie frazioni. Si sta inoltre rinnovando la piazza di Scrutto, con una somma di 300 mila euro, ed è in corso un'opera sulle fognature, per la regimazione delle acque meteoriche nella borgata di Merso di Sopra: sono stati stanziati circa 340 mila euro». Ma si sta lavorando anche sul muro del cimitero di San Leonardo (200 mila euro l'importo delle operazioni). Si concluderanno entro qualche mese, infine, gli interventi mirati alla sistemazione della strada che porta alla chiesa di San Leonardo e alla costruzione di marciapiedi a Crostù. (l.a.)

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il comune serve un conto salatissimo (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Venezia, La" del 24-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Venezia in testa alla classifica nazionale dei costi degli organi istituzionali Il Comune serve un conto salatissimo Per far funzionare la «macchina» nel 2007 ogni cittadino ha speso 112 euro L'ACCUSA. Mazzonetto (Lega) parla di struttura imponente e super burocratizzata creata dalla giunta di Cacciari di Gianluca Codognato Mettici l'indennità del sindaco, degli assessori, dei consiglieri e le spese per il personale. Aggiungici i costi fissi legati al riscaldamento, al telefono, alla cancelleria. E voilà, il conto è servito ed è il più salato di tutta Italia. Insomma, secondo le elaborazioni del Sole 24 ore, gli esborsi riguardanti il funzionamento degli organi istituzionali, ovvero Giunta, Comune, Municipalità, piazzano Venezia al primo posto di una classifica nella quale, a dire il vero, sarebbe meglio trovarsi fra le ultime posizioni. Nel 2007 le spese istituzionali nel Comune hanno superato quota 30 milioni, con una media pro-capite che arriva a 112 euro e 60 cents. A Trieste, tanto per volare all'ultimo posto, ogni cittadino ha pagato meno di 10 euro. Naturalmente i dati necessitano di razionale interpretazione. Così, mentre Alberto Mazzonetto capogruppo della Lega a Ca' Farsetti accusa «la struttura imponente e super-burocratizzata creata dalla Giunta Cacciari», l'assessore al bilancio Michele Mognato, contesta le elaborazioni del Sole. «Nell'articolo si sono aggregate voci fra loro disomogenee, come per esempio il servizio ispettivo del Casinò. Per i cosiddetti costi della politica, nel 2007 sono stati sborsati poco più di 2 milione e mezzo di euro». Macchina comunale. Per far funzionare tutti i propri uffici nel 2007 il Comune ha speso 84 milioni, con una media di circa 312 euro a cittadino. In questo caso, Venezia si piazza al 19º posto di questa particolare classifica. Quando però si vanno ad analizzare i costi relativi ai soli organi istituzionali (Comune, Giunta, Municipalità), allora il capoluogo lagunare balza in prima posizione. In questo settore sono stati spesi oltre 30 milioni di euro con una media di 112,60 euro per cittadino. Attenzione, però. Solo un terzo di questa cifra, dicono i ricercatori del Sole 24 ore, contempla le indennità di sindaci, assessori e consiglieri. Il resto è riservato al personale e alle spese fisse, come per esempio il riscaldamento e il telefono. Burocrazia. Secondo Mazzonetto della Lega «questa situazione dimostra la scarsa attenzione della Giunta per il denaro pubblico. Da una parte si spreca, poi si svende la città alla Coca Cola. Cacciari ha costruito una macchina burocratica costosissima, con direttori generali che percepiscono un sacco di soldi. Questo è un Comune troppo burocratizzato che ha spese mastodontiche. E in più i servizi sono scadenti. C'è una burocrazia parassitaria». Interpretazioni. I dati del Sole 24 ore sono però contestati in modo trasversale. Maurizio Baratello, delegato del sindaco per le politiche fiscali, non ha dubbi: «Ci troviamo di fronte a numeri privi di senso - spiega - E così si rischia di cadere nel qualunquismo che si scatena spesso quando si parla di costi della politica». Renato Boraso, presidente del consiglio comunale, non ha dubbi: «Come si possono paragonare le spese del Comune di Venezia con quelle, per esempio, di Belluno? Proviamo solo a pensare al costo di riscaldamento per Ca' Loredan e Ca' Farsetti. In laguna ci sono costi talmente specifici, come i motoscafi d'acqua, che è ridicolo fare dei paragoni con altre realtà». Bilancio. «è evidente che la tabella del Sole 24 ore ha aggregato voci tra loro disomogenee - spiega l'assessore al Bilancio, Mognato - Nel 2007 i costi complessivi delle indennità di carica della Giunta, del Consiglio comunale, delle Municipalità nonché delle indennità di missione e rimborso spese ammontano a 2.692.509 euro. Altri costi derivano da spese quali servizi di pulizia in appalto, acquisto di materiale, retribuzioni e relativi contributi del personale. è chiaro che nell'articolo si sono poi aggregate voci tra loro diverse. Ne preciso alcune: il Servizio ispettivo del Casinò (euro 4.217.000); l'Ufficio relazioni internazionali Politiche comunitarie (euro 1.673.000); il difensore civico (euro 331.641); l'Urp Ufficio relazioni con il pubblico (euro 866.000); la Direzione relazioni esterne e Comunicazione (euro 1.737.000); il Progetto di lettura agevolata (euro 262.647); il Servizio multimediale e di Comunicazione sito web (euro 1.885.000,00). Il costo del Gabinetto del sindaco (euro 6.092.000) oltre alle indennità comprende anche le spese per le manifestazioni tradizionali culturali turistiche e popolari».

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depuratore sul saline via libera all'ampliamento (sezione: Burocrazia)

( da "Centro, Il" del 24-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 6 - Pescara Depuratore sul Saline via libera all'ampliamento IL PROGETTO Entro due mesi la realizzazione MONTESILVANO. Via libera ai lavori di ampliamento al depuratore di Montesilvano. Il progetto esecutivo donato all'Aca dal consorzio Grandi alberghi sarà realizzato entro due mesi per scongiurare il rischio del divieto di balneazione a causa dei liquami sversati nel fiume Saline. Ieri, il sindaco Pasquale Cordoma, accompagnato dall'assessore al Turismo Ernesto De Vincentiis e dal consigliere Adriano Tocco ha eseguito un sopralluogo al depuratore di via Tamigi in occasione della partenza dei lavori di ampliamento. Un milione di euro è l'importo dell'intervento necessario ad adeguare una vasca già esistente al trattamento dei reflui fognari prima di reimmetterli nel fiume. La progettazione esecutiva dell'opera è stata finanziata con 40 mila euro dal consorzio Grandi alberghi, presieduto da Silvio Maresca, con l'obiettivo di accorciare i tempi biblici della burocrazia. Se la bomba dell'inquinamento del Saline scoppiasse un'altra volta nel pieno della stagione turistica, come è accaduto l'anno scorso, per l'economia di Montesilvano sarebbe un danno notevole in grado di cancellare mille posti di lavoro nel settore alberghiero. «Per questo», afferma Tocco, «l'amministrazione comunale e il consorzio Grandi alberghi si sono mossi in tempo per scongiurare ogni rischio. Sono stati effettuati numerosi interventi di monitoraggio sul fiume Saline che non deve risultare più un problema per la città ma deve diventare una risorsa per la collettività. Adesso», sottolinea Tocco, «ci vuole l'impegno della politica e degli imprenditori del settore affinché uniti si possa lavorare per il bene del fiume, del mare e, di conseguenza, del turismo montesilvanese». Il via ai lavori di ampliamento è, quindi, «un primo passo contro l'inquinamento del fiume». Lungo il Saline ci sono 28 impianti di depurazione compreso quello di Cappelle sul Tavo. A Montesilvano, quindi, il fiume scarica i veleni raccolti in dieci chilometri. «I 28 depuratori? Sono tutti fuorilegge, ecco perché è necessario intervenire sull'intera asta del fiume», afferma Cordoma, «il Comune, per questo motivo, è impegnato a trattare per ottenere un ulteriore finanziamento da 900 mila euro da parte della Regione Abruzzo e dall'Ato». Inoltre, Arta, Aca, Comune di Montesilvano e corsorzio Grandi alberghi saranno i protagonisti di una conferenza di servizi per stilare un programma di controlli serrati nei depuratori che insistono sul Saline. (p.l.)

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Trento tra i Comuni più costosi per la burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Adige, L'" del 24-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

la classifica Trento tra i Comuni più costosi per la burocrazia Trento è tra i comuni italiani con la spesa pro capite più alta per il funzionamento degli uffici dell'apparato burocratico. Vuol dire che ogni residente nel comune di Trento ha speso, nel 2007, 337,4 euro per far funzionare segreterie, gestione personale, uffici di ragioneria ed economato, uffici tributi, gestione dei beni demaniali, uffici tecnici, e anagrafe. Una cifra che vede la città del Concilio piazzata al dodicesimo posto tra le amministrazioni con la spesa più alta, addirittura prima di una grande metropoli come Milano, che nella classifica stilata dal Sole 24 ore è al quattordicesimo posto con una spesa per cittadino di 330,4 euro. I dati - estrapolati dalla banca dati della Aida Pa ed elaborati dal Sole 24 ore - si riferiscono all'anno 2007. Sempre in quel periodo le spese sostenute dai cittadini per far funzionare la "macchina" amministrativa del Comune di Trento ammontano a 37,7 milioni di euro. Per far funzionare gli organi istituzionali - cioè sindaco, Giunta, Consiglio comunale, e circoscrizioni - i cittadini di Trento hanno speso una cifra di poco superiore ai 6 milioni euro (per l'esattezza 6,10 milioni di euro) e in questo caso la spesa pro capite è stata di 54,61 euro per ogni cittadino. Cifre che piazzano Trento al tredicesimo posto nella classifica delle città italiane che spendono di più per questa voce, subito dietro a Napoli, che di euro pro capite per il funzionamento degli organi istituzionali nel 2007 ne ha spesi 57,46. 24/02/2009

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burocrazia, grosseto nella classifica risulta tra le più virtuose (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 24-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 5 - Grosseto Burocrazia, Grosseto nella classifica risulta tra le più virtuose GROSSETO. La burocrazia a Grosseto costa 202,4 euro annui per ogni residente (la media nazionale è di 260 euro). Il sondaggio è del Sole 24 Ore. La nostra città, con una spesa di 15 milioni e 700mila euro per le cosiddette 'funzioni generali', si attesta al 74esimo posto nella classifica delle città con più di 30mila abitanti. L'analisi è riferita al consuntivo 2007 e prende in considerazione i costi relativi al funzionamento della 'macchina amministrativa' in generale, con particolare riferimento a segreterie, gestione del personale, ragioneria, economato, servizi tributi, beni demaniali, ufficio tecnico e all'anagrafe. «è una nuova prova dell'attenzione e della cura che l'amministrazione ha avuto fin dal suo insediamento per una buona e sana gestione delle casse comunali - dice l'assessore al bilancio, Paolo Borghi -; i sacrifici che abbiamo dovuto fare per risanare i conti sono stati molti, ma alla fine i risultati ci danno ragione. Non più di due settimane fa dalla Corte dei Conti è arrivata infatti una nuova promozione al bilancio, rispetto al quale è stato sottolineato l'impegno dimostrato attraverso il lavoro di contenimento delle spese di gestione degli uffici». Un capitolo a parte è riservato alle spese sostenute per gli organi istituzionali (consiglio comunale, giunta, circoscrizioni). Anche in questo caso Grosseto si attesta nella seconda parte della classifica dei 99 Comuni interessati e precisamente al 53esimo posto. Il costo complessivo per il funzionamento degli organi istituzionali, sempre del 2007, è di 2 milioni e 260mila euro che equivale a dire 29,18 euro pro capite (media nazionale, 34 euro).

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bosa, diga bloccata dalla burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 24-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 0 - Oristano Bosa, diga bloccata dalla burocrazia I lavori per la nuova struttura alla foce del Temo sono fermi da mesi La ditta appaltatrice ha già mandato a casa sei operai specializzati BOSA. I lavori per la costruzione della grande diga foranea alla foce del Temo sono fermi da mesi in attesa che dalla Regione si sblocchi un fondamentale passaggio burocratico. La ditta che si è aggiudicata l'appalto dell'opera ha mandato a casa i sei operai del cantiere, mentre i grandi mezzi utilizzati per la posa dei massi potrebbero presto lasciare la città. Ma a preoccupare è soprattutto il pericoloso impatto ambientale che l'eventuale stop definitivo ai lavori avrebbe sul corso d'acqua. Dopo la posa di centinaia di migliaia di metri cubi di materiale sul fondale e soprattutto per l'allargamento della foce, con ulteriore esposizione ai colpi d'onda provenienti da libeccio, ponente e maestrale. FARINA a pagina 25

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la burocrazia blocca la diga (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 24-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 5 - Oristano La burocrazia blocca la diga I lavori alla foce del Temo sono ormai fermi da mesi La ditta appaltatrice ha già mandato a casa sei operai specializzati perché ancora la Regione non ha dato il via libera per l'uso dei nuovi massi BOSA. I lavori per la costruzione della grande diga foranea alla foce del Temo sono fermi da mesi in attesa che dalla Regione si sblocchi un fondamentale passaggio burocratico. La ditta che si è aggiudicata l'appalto dell'opera ha mandato a casa i sei operai specializzati del cantiere, mentre i grandi mezzi utilizzati per la posa dei massi potrebbero presto lasciare la città. Ma a preoccupare è soprattutto il pericoloso impatto ambientale che l'eventuale stop definitivo ai lavori avrebbe sul corso d'acqua. Dopo la posa di centinaia di migliaia di metri cubi di materiale sul fondale e soprattutto per l'allargamento della foce, con ulteriore esposizione ai colpi d'onda provenienti da libeccio, ponente e maestrale. A frenare il regolare cronoprogramma nell'esecuzione dell'imponente diga foranea (che dovrebbe creare un bacino di calma per le ondate di piena del fiume quando le grandi tempeste sbarrano il regolare deflusso delle acque e abbassare il livello di rischio stabilito dal Pai sulla città) a quanto pare è le lentezze di una estenuante macchina burocratica. Nella primavera del 2008 infatti ci si accorse che i grandi massi di basalto da decine di tonnellate utilizzati per la posa nel sito marino, non erano più sufficienti e soprattutto adatti allo scopo. Una volta individuata un'altra cava, nella zona di Paulilatino, da Bosa è partita alla Regione la richiesta di una perizia di variante che consenta di poter utilizzare il materiale estratto anche dal nuovo sito. A questo scopo a Cagliari si sarebbe formato un apposito comitato di tecnici. Ma la risposta, dopo circa sei mesi d'attesa, non è ancora arrivata. Di fatto bloccando i lavori ad un decimo del suo progetto originario. Sono stati realizzati infatti solo cinquanta metri lineari della diga foranea, rispetto ai circa cinquecento previsti. Tra l'altro i massi che costituiscono la fioritura, l'intreccio di rocce, della diga poggiano su uno strato di pietrisco che dalla base del fondale si erge per diversi metri. Questo, esposto alle potenti correnti marine e non compattato dal peso dei mastodontici scogli, potrebbe quindi spandersi per tutta l'area sottomarina antistante la foce. Per favorire inoltre il passaggio dei grandi pontoni che trasportano il materiale l'imboccatura del corso d'acqua è stata allargata (fino agli attuali 65 metri) e parzialmente rimossa la naturale protezione che fino allo scorso anno mitigava i colpi d'onda provenienti dal mare in tempesta. Con la conseguenza che potenti frangenti potrebbero insinuarsi dalla foce su per il corso d'acqua e mettere in difficoltà le strutture al servizio della nautica che si trovano sulle sponde del fiume. L'auspicio quindi è che la situazione possa al più presto sbrogliarsi, sul fronte burocratico, permettendo alla ditta di continuare a lavorare. Contando anche che dai prossimi mesi la situazione meteo dovrebbe nettamente migliorare, permettendo la eventuale riparazione del sub strato di rocce e la posa di un ulteriore tratto di diga. Alessandro Farina

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Diamo seguito all'opera di Demarchi GIORGIO GRIGOLLI (sezione: Burocrazia)

( da "Adige, L'" del 24-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

A cinque anni dalla morte Diamo seguito all'opera di Demarchi GIORGIO GRIGOLLI U na memoria coltivata non risuscita, ma tiene in vita. Come riproporre Franco Demarchi? A cinque anni dalla morte, all'università, i colleghi di sociologia, Gubert, Scaglia, Schiera, Andreolli, hanno riletto in pubblico quell'esistenza multipolare. Quella sua operosità intellettuale e ideale, ricolma di ricerche e di confronti d'alta scienza. Lui, «discendente» da Max Weber, sociologo italiano della prima generazione postbellica. Tuttavia, al profano interessa penetrare, soprattutto, lo spazio umano. Quella molteplicità di connotati. Furono gli orrori della guerra, della barbarie nazista, a fargli scegliere di farsi prete, per aiutare gli uomini a non ricadere negli errori. Non gli bastarono le esperienze della cura d'anime, talvolta compreso, talvolta sopportato dall'autorità. Volle impadronirsi dell'aiuto che poteva dare la scienza sociale e volle mobilitare molti. Cominciò con il Trentino, l'interesse per la comunità, ma sentiva di doversi allargare alla dimensione del mondo. Anche per l'intuizione sua, la Cina «si è fatta più vicina». Sopportò le ironie di quelli che lo giudicavano visionario («visionario dalla vista lunga», ha detto Gubert), non si arrese, mobilitò i giovani, spiriti laici e religiosi, creò istituzioni culturali e scientifiche. Come scaricare, adesso, un debito di riconoscenza? Verrebbe l'incitamento a una riscoperta delle radici. È la provocazione di Schiera. L'interesse per le comunità e per la formazione dei cittadini della periferia nasceva certamente dalla riflessione sociologica teorica e storica, ma si fondeva con le sue origini, «con la sua provenienza da una valle di Fiemme dalle antiche esperienze comunitarie, dove l'aspirazione all'autonomia sgorgava da un tessuto popolare, da una Lebenswelt straordinaria» (Antonio Scaglia). Le incitazioni insite nelle proposte fatte al piano urbanistico provinciale degli anni 70 - di dotare le valli di leadership attraverso una formazione adeguata - venivano di là e si fondevano con il popolarismo sturziano, nel quale intravvedeva la possibilità di affrancamento dalla sottomissione delle periferie allo strapotere del centralismo, quanto meno della burocrazia. È in questa traiettoria, nel 1957, la fondazione della scuola di preparazione sociale, della quale fu per molti anni anche direttore, con i fine settimana dedicati ai giovani, soprattutto valligiani, possibili futuri amministratori, alimentati dalla rivista Prospettive di efficienza. Iniziativa quindi proseguita a tutto impegno da Vittorio Cristelli, adesso rimasta in piedi nella sigla e nel fervoroso impegno di alcuni, ma non più alimentata - almeno come le bande musicali e i costumini mocheni - dopo un balordo taglio di sussidi da parte della Provincia, qualche anno fa. Poco o tanto, nel frattempo, Demarchi si era trasferito su altri versanti del mondo. Gubert ha parlato di una sua «trasformazione». Avvenne nel corso di un suo viaggio in India, «dal quale ritornò sconvolto per la scoperta a della grande miseria di ampi strati della popolazione. Smise di botto di fumare sigari, evitò ogni spesa superflua, vestì poveramente e dedicò tutti i suoi risparmi ai nuovi obiettivi di solidarietà e di missionarietà». Sentiva come sua responsabilità quella di fare il possibile per annunciare alle grandi masse asiatiche il vangelo cristiano. Gli era entrato nell'animo anche un interesse per la Cina, da quando i missionari italiani erano stati espulsi dopo l'avvento del partito comunista. Demarchi andò a fondare l'istituto culturale italo-cinese, quella sua «conversione» assunse un tono peculiare, missionario e religioso. Entrò in Cina nel 1978, in qualità di commerciante di preziosi, non poteva dirsi prete di Roma. Al ritorno si presentò in facoltà, a Trento, vestito non più con il clergyman sdrucito abituale, ma con l'uniforme che la «rivoluzione culturale» di Mao aveva imposto ai cinesi e con i gioielli di giada, acquistati nel suo nuovo profilo missionario, rivenduti a parenti e amici, a sostenere le sue nuove intraprese. Era stato un nuovo inizio per lui. I suoi viaggi sono stati una ventina, intrapresi più avanti alla rovescia, verso Trento, da professori e studenti cinesi, ospitati da lui. Molti amici a corrispondere ai suoi intenti. Ricordo, intorno al 1980, un favoloso viaggio in Cina. Con lui, tra gli altri, Fabio Ferrari, rettore dell'università, Tarcisio Andreolli, Guido Lorenzi, Paolo Cavagnoli, irresistibilmente coinvolti anche dalla sua avventura missionaria. Le nostre biancherie, nella valigia, a coinvolgere immaginette con l'implorazione alla Madonnina cinese, rosari innumeri nei calzini, perfino copie di vangeli in versione cinese stampati dalla Poliglotta vaticana. L'angoscia ai controlli di confine, guardie truci, valigie difese nelle loro intimità. Poi il primo approccio, a Shangai, a un frammento di Chiesa clandestina. Quindi le evocazioni ufficiali dei grandi testimoni, nelle alte sedi, dopo Marco Polo, il gesuita Matteo Ricci e ad Hangzhou la tomba del trentino geografo- missionario Martino Martini, adesso onorato in una mostra al Buonconsiglio. È l'esito di un decennio di studi che ha consacrato intenti e opere del grande scienziato, promotore del Novus Atlas Sinensis, come produzione geo-cartografica, le prime forme di dialogo interculturale, tra '600 e '700, strumenti di trasmissione del sapere. «Una generazione di giganti», ha ricordato Riccardo Scartezzini, ambasciatori di amicizia. A questo punto, certamente un'aula o un settore della nuova sociologia di via Verdi andrà dedicata a Franco Demarchi, il minimo di memoria riconoscente, come ha auspicato Gubert. Occorre, tuttavia, una prosecuzione di intenti. Nell'epoca della politica improvvisata e dei protagonisti della prima mattina, anche volonterosamente intervallata dagli esiti delle primarie, occorrerà dare stabilità di sistema ad un allestimento di classi dirigenti. Dovrebbe intervenire, insomma, un annuncio di volontà, a ripresentare l'emblema della scuola di preparazione sociale del 1957, non puramente affidato a impegni di promozione della diocesi, ma rispondenti a vedute convergenti delle entità più significative della trentinità. Ad iniziare dal movimento cooperativo, quindi valorizzando obiettivi di animazione del territorio propri del movimento aclista, perfino collegando intenti e preoccupazioni dei settori più avvertiti della politica. Rilanciando collaborazioni di metodo e di scuola dell'università. Anche sollecitando incoraggiamenti della Provincia-Regione. Si mettano intorno a un tavolo. Un passato a incoraggiare un futuro. 24/02/2009

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così il geografo disegnò la sicilia - amelia crisantino (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 24-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina X - Palermo COSì IL GEOGRAFO DISEGNò LA SICILIA Flaccovio pubblica un volume che ricostruisce il lavoro alla corte di re Ruggero per creare la prima carta dell´Isola Una ricerca per delineare i profili delle coste e le distanze interrogando i mercanti che arrivavano dal mare I viaggiatori e i pellegrini dell´epoca avevano bisogno di notizie precise e di una guida ai monumenti da visitare AMELIA CRISANTINO A scrivere della Sicilia con parole così amorose è al-Idrisi, padre della moderna geografia di cui Flaccovio ha ripubblicato Il libro di Ruggero, a cura di Umberto Rizzitano (121 pagine, 10 euro). Nato a Ceuta da nobile famiglia, studi nella prestigiosa Cordova e molti viaggi anche in luoghi inusuali, quando nel 1138 Idrisi arriva a Palermo è già uno studioso dalla fama internazionale ed è ospitato a corte da Ruggero. Il suo nome è legato alle piante medicinali catalogate con sicuro istinto comparativo in siriaco, greco, persiano, hindi, latino e berbero. Lo scrittore pakistano Tariq Ali ci ha raccontato nel romanzo Un sultano a Palermo la vita siciliana di Idrisi, che comincia nella biblioteca del palazzo reale: è, infatti, esplorando i meandri della biblioteca che il nostro geografo intraprende «il viaggio più lungo che la sua mente avesse mai affrontato». Scorrono anni che coincidono col dispiegarsi di una multiforme civiltà cosmopolita, in cui la Cristianità e l´Islam convivono per le strade e a corte. Ruggero protegge il suo illustre ospite, lo incarica di preparare una carta geografica come non se ne erano mai viste, dove fossero segnate tutte le terre conosciute. è lo stesso re che dirige l´ambizioso progetto. Alla corte del re normanno Idrisi porta i risultati degli studi geografici fioriti nel mondo musulmano sin dal IX secolo, che a loro volta sviluppano la tradizione greca ma anche quella orientale. Studi che si rivolgono a un nuovo pubblico di lettori esigenti, cresciuto con l´intensificarsi delle esplorazioni e dei commerci: i nuovi lettori sono mercanti, viaggiatori ma anche pellegrini che si dirigono verso i luoghi santi. Stanchi della ridondante aneddotica geografica che popola le terre di leggendarie creature, vogliono informazioni attendibili che permettano di calcolare le distanze fra una città e l´altra. Una volta arrivati, vogliono sapere quali monumenti visitare e che merci comprare. Il lavoro di Idrisi risponde quindi a una precisa esigenza di mercato, il re e lo studioso iniziano una lunga collaborazione perché l´opera riesca al meglio. Idrisi consulta le opere degli antichi geografi greci e latini, è uno spirito empirico e utilizza anche i suoi ricordi ma non basta l´esperienza di un singolo viaggiatore. Così ogni mercante o pellegrino sbarcato in Sicilia è interrogato sulla forma delle terre che ha visto, il profilo delle coste, l´altezza delle montagne e il corso dei fiumi, il clima, la varietà delle piante: Idrisi e Ruggero sono aiutati da funzionari che catalogano le informazioni e le incrociano, accogliendo solo le voci concordi. Ruggero utilizza quella che lo storico Salvatore Tramontana definisce «la logica del costruttore di stati» e fa ruotare attorno a sé quanti possono essergli utili, pronto a valorizzare ogni competenza. Si sta consumando uno dei momenti più felici della storia siciliana, che spesso tornerà come mito e nostalgico rimpianto nei secoli a venire: Palermo ha una popolazione in prevalenza musulmana e pratica una tolleranza altrove sconosciuta, ha un porto per servire i mercanti che operano fra Africa, Levante ed Europa, ha una corte dallo splendore orientale che abbaglia ogni visitatore. Soprattutto ha una burocrazia efficiente che mai più sarà possibile ricreare, con strateghi, giudici, notai e scrivani greci, saraceni e latini. Tutti ad amministrare, compilare registri e redigere contratti sempre in più lingue, solo alla fine del secolo compariranno i primi atti notarili redatti in latino. Ruggero somma nelle sue mani molti poteri ed è considerato «tiranno» in quasi tutta l´Europa cristiana, re teocratico che governa la Chiesa e vanta legami diretti con Dio anche se la sua corte ricorda tanto gli infedeli musulmani. E Idrisi adopera tutti i virtuosismi della retorica araba per esaltarne i meriti: nelle sue pagine il sovrano ha buon carattere e ottimo temperamento, mente lucida e ingegno profondo, ha il senso degli affari e quello della giustizia ed è tanto potente che «i suoi nemici si trovano in un continuo stato di avvilimento e sfacelo». Il racconto del lavoro propedeutico alla grande opera geografica è affascinante. Per circa quindici anni, sempre inseguendo quella che modernamente Idrisi definisce «la verità dei fatti», il re e lo studioso conducono «indagini, scandagli, ricerche». Per accertare la congruenza dei dati raccolti, il re «si faceva portare una tavola da disegno e si accingeva a controllarli uno ad uno con compassi di ferro», senza dimenticare di confrontare i diversi autori e nel dubbio «sceglieva la più probabile fra le diverse opinioni». Ruggero e Idrisi si accostano alla verità per tentativi e approssimazioni con un atteggiamento laico che sorprende perché, con un anticipo di secoli, è la stessa logica che gli epistemologi ritroveranno all´origine della rivoluzione scientifica. Una volta d´accordo sul profilo delle terre, le città e le distanze fra un luogo e l´altro, Ruggero ordina che si prepari «un grande e massiccio disco di argento puro, diviso in sezioni»: da Palermo, metropoli immensa e magnifica che «quale grandioso ed eccelso pulpito domina le città del mondo intero» sta nascendo una nuova scienza che si allarga a comprendere tutte le terre conosciute, racchiuse in sette zone climatiche. Nelle parole di Idrisi il disco d´argento massiccio è pesante centocinquanta chili, gli scultori vengono chiamati a incidere i disegni accuratamente preparati «senza distaccarsene affatto»: il risultato è un´enorme mappa da leggere capovolta perché - come tutte le carte arabe - è orientata col nord verso il basso. Nei pensieri di Ruggero doveva essere eterno, ma il prezioso planisfero fu distrutto in una sommossa e i suoi disegni si salvarono perché celati nei capaci sotterranei di alcune biblioteche. Però, per più di quattro secoli, tutto il lavoro di Idrisi e Ruggero venne dimenticato. Troppo irriverente il loro cercare conferme solo nei racconti dei viaggiatori, senza lasciarsi troppo intimidire né dal Corano né dalla Bibbia. Della grandiosa enciclopedia geografica Il libro di Ruggero - che Michele Amari pubblicò nella gloriosa Biblioteca arabo-sicula - è la «esatta riproduzione descrittiva di quelle immagini e figure geometriche», ed è ancora Idrisi a raccontarci come il sovrano nel gennaio del 1154 ne stabilisse l´ornato titolo: il diletto di chi è appassionato per le peregrinazioni attraverso il mondo. Le disposizioni di Ruggero arrivarono appena in tempo: nel febbraio dello stesso anno il re che aveva voluto la grande opera cessa di vivere. Lasciando racchiusa in quel piccolo libro la testimonianza di un momento in cui tutto sembrava possibile: quando, descrivendo la Sicilia, Idrisi affermava «non si conosce sulla superficie della terra un´isola che racchiuda territori più prosperi».

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anziani in crisi, colpa di iris (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 24-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 1 - Gorizia «Anziani in crisi, colpa di Iris» E mentre Iris è impegnata su più fronti, dalle procedure per la vendita del ramo energia al reperimento della documentazione da presentare alla Corte dei conti, i cittadini sono, invece, impegnati in lunghe code per reperire i dati catastali chiesti dalla multiutility. Una questione che è già stata trattata in consiglio comunale, ma che lo sarà senz'altro anche nella prossima seduta. Ha tutte le intenzioni di presentare una nuova interrogazione in merito, infatti, il consigliere comunale della Democrazia cristiana per le autonomie, Franco Hassek, il quale evidenzia le «enormi difficoltà, soprattutto delle persone anziane, a capire e rispondere alle richieste di Iris». Secondo Hassek, doveva essere effettuata una preliminare campagna informativa, che mettesse la gente nelle condizioni di conoscere le motivazioni che avevano portato Iris a inviare queste specifiche richieste alle famiglie, «ma doveva anche essere creato un servizio per aiutare le persone di una certa età e a Gorizia ce ne sono tante, a compilare e consegnare i moduli. Invece ci troviamo ad assistere a lunghe code al catasto, con disagi per tutti i cittadini coinvolti, senza un minimo di preparazione. La mia sensazione - ha rimarcato - è che ancora una volta le istituzioni hanno avuto la sensibilità di capire che ci troviamo di fronte a una società formata prevalentemente da anziani, ma anche da stranieri che hanno difficoltà a comprendere i meccanismi complicati della burocrazia italiana». (p.a.)

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troppi soldi e servizi scarsi (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 24-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Cenni (Radicali): bisogna dar vita all'anagrafe pubblica degli eletti «Troppi soldi e servizi scarsi» LE REAZIONI «A Gorizia si spende molto più che nel resto d'Italia per far "funzionare", o meglio vivere, la macchina comunale e molto meno di altrove per far vivere gli organi istituzionali. Come dire che il contribuente sborsa un sacco di soldi per la burocrazia e pochi per la politica». Così Lorenzo Cenni, tesoriere dell'associazione radicale Trasparenza è partecipazione, commenta la rilevazione de Il Sole 24 ore. E in una nota prosegue: «Alla luce di questi dati ci si aspetterebbe che il livello di servizi resi al pubblico dagli uffici sia tra i più elevati d'Italia in termini qualitativi e quantitativi. Sarebbe legittimo pensare che paghiamo di più perché gli sportelli restano aperti giorno e notte, perché i lavori pubblici viaggiano con tempi certi e costi chiari o ancora perché il cibo dei nostri asili fa invidia ai ristoranti slow-food, ma purtroppo non è così». Cenni prosegue ribadendo la necessità di dar vita all'anagrafe pubblica degli eletti: «Mi interessa poco sapere se la ragione di queste cifre sta nella gestione di Brancati o di Romoli, o di entrambi, come personalmente credo, quello che mi preoccupa è che il cittadino paga e non sa perché. Come radicali chiediamo che le amministrazioni approvino un'anagrafe pubblica e patrimoniale degli eletti e dei nominati accessibile in via telematica. Oggi per avere informazioni su quanto e come spende un ente bisogna avere santi in paradiso o tempo da dedicare alla ricerca nei sottoscala. Il sindaco Romoli sembra avere la testa a Friulia o altrove, ma fintanto che è in carica dovrebbe tradurre in atti il suo slogan elettorale di una gestione da buon padre di famiglia. Non è accettabile da contribuente, prima ancora che da politico, un comportamento da padrone di casa». (f.s.)

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Dalla "luce di un gesto"30 mila euro per gli ultimi (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 24-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Dalla "luce di un gesto"30 mila euro per gli ultimi successo a sestri del progetto di solidarietà Recco. Si rompe l'alleanza di centrosinistra che negli ultimi vent'anni, pur tra alti e bassi, aveva caratterizzato lo schieramento delle forze progressiste e che in un caso, con il sindaco Mariolina Diena, era anche riuscita a conquistare in città la poltrona di primo cittadino. Da ieri, Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani hanno annunciato che in vista delle amministrative 2009, appoggeranno la lista civica Partecipa Recco, con Sergio Siri candidato a sindaco. Dunque niente accordo con il Pd, impegnato domenica prossima nelle primarie che porteranno a definire il nome del candidato sindaco (questa sera alle 21 in municipio si svolgerà l'atteso dibattito tra i tre candidati Pd). Francesco dell'Accio, segretario di Rifondazione Comunista, e Laura Cafferata, segretaria dei Comunisti Italiani, hanno firmato un documento unitario che non risparmia critiche agli ex alleati: «Abbiamo verificato che non ci sono le condizioni per continuare un lavoro comune con il Partito democratico, da troppi mesi concentrato solo ed unicamente sulla risoluzione dei suoi problemi interni. Tutte le energie del Partito Democratico sono da troppo tempo rivolte a cercare il vincitore tra le due correnti del partito, che si trova così ad essere immobile ed avulso dal dibattito politico nel Paese, proprio in un momento in cui la campagna elettorale dovrebbe invece entrare nel vivo. Questo clima ha anche comportato l'allontanamento progressivo, la dispersione delle persone che si erano avvicinate con entusiasmo ai gruppi di lavoro». Partendo da questi presupposti, dopo mesi di attesa e dopo l'ennesimo nulla di fatto, i due partiti della sinistra concludono affermando che «il modo migliore per cercare di battere questa destra, che verrà ricordata per la cementificazione, sia lavorare con energia e competenza con la lista civica Partecipa Recco, convinti che l'entusiasmo che anima le persone che la compongono sia garanzia di un successo elettorale». La notizia non sembra sorprendere più di tanto Luciano Port, coordinatore cittadino del Partito democratico: «Da tempo la sinistra aveva assunto un atteggiamento poco collaborativo. Ovviamente, spero che possano ritornare sulla decisione presa, ma noi andremo avanti lo stesso. Ora dobbiamo concentrarci sull'appuntamento delle primarie, un esempio di democrazia che nessun'altra forza politica locale ha messo in cantiere». e. m. .x/24/0902 I due partiti della sinistra hanno deciso di sostenere la lista civica a prescindere dall'esito delle primarie di domenica dei democratici .x/24/0902 sestri levante. «Sestresi e associazioni hanno risposto in modo esemplare. Siamo riusciti a raccogliere fondi per oltre trentamila mila euro». La soddisfazione nelle parole dell'assessore alle Politiche sociali, Valentina Ghio, riguarda la buona riuscita dell'iniziativa "La luce di un gesto", lanciata lo scorso dicembre dal Comune per sostenere - attraverso il risparmio sulle luminarie natalizie - tre progetti in ambito sociale e umanitario. Con i 30 mila euro raggiunti - di cui 10 mila stanziati dal Comune e 22 mila derivanti dalla raccolta fondi - sarà possibile finanziare un programma di aiuti a livello internazionale e locale, grazie alla collaborazione delle associazioni del territorio. «Dodicimila euro saranno destinati ai centri di ascolto Caritas di S. Antonio e San Bartolomeo - spiega l'assessore Ghio - che si faranno carico di sostenere le emergenze economiche di famiglia in difficoltà, persone senza fissa dimora, stranieri. Potranno acquistare generi alimentari, medicine e aiutarli nel pagamento dei canoni di affitto. Il vantaggio delle associazioni è quello di poter rispondere alle emergenze in tempi brevi, slegati dalla burocrazia che invece rallenta le azioni del Comune». Destinati a Sanson, in Colombia, i 4.800 euro che, gestiti dalle Suore della Presentazione, serviranno per mantenere venti ragazze per un anno e sottrarle al degrado. Con altrettante risorse, il centro d'accoglienza per bambini Sagrada Familia, in Perù, sarà dotato di un laboratorio per la preparazione del pane . Il 3 aprile, in un incontro pubblico, la giunta fornirà un primo resoconto. sara olivieri .x/24/0902

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comune, burocrazia virtuosa (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 24-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pistoia. Tra i più alti i costi della politica: 45 euro a testa (23º posto) per gettoni di presenza e stipendi Comune, burocrazia virtuosa Ogni cittadino paga 157 euro all'anno per il personale PISTOIA. La burocrazia comunale grava abbastanza poco sui cittadini pistoiesi. Poco rispetto agli altri Comuni italiani. Ogni cittadino spende 157 euro all'anno per mandare avanti gli uffici comunali e 45 euro all'anno per pagare i gettoni di presenza e gli stipendi di sindaco e assessori. Così l'amministrazione di Renzo Berti si piazza al quarto posto tra quelle più virtuose d'Italia. Lo scrive il Sole 24 Ore in un'inchiesta pubblicata ieri, esaminando i conti consuntivi del 2007. ALBONETTI in Pistoia I SEGUE A PAGINA 1

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una rete di servizi per la nautica (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 24-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 5 - Viareggio Una rete di servizi per la nautica La promuovono cinque province per decidere politiche comuni Uno sportello virtuale per le imprese, un marchio toscano e la lotta alla burocrazia VIAREGGIO. Nasce un network di servizi per la nautica. Cioè una rete: un sistema all'interno del quale le politiche a supporto di una delle industrie più fiorenti della Toscana si decidono insieme. Ma potremmo definirlo anche un mega-centro servizi che, un po' per la crisi un po' per la concorrenza dei mercati stranieri, costringe enti, imprese e sindacati delle cinque province costiere toscane a sedersi intorno al solito tavolo per promuovere lo sviluppo della nautica da diporto. Dalla A alla Z: da Massa Carrara a Grosseto e dalla piccola impresa di falegnameria alla grande azienda che confeziona megayacht. Passando per una serie di snodi decisivi, a partire da quello della diffusione di nuove tecnologie. Altri passaggi chiave saranno la creazione di un marchio per la nautica toscana, l'istituzione di uno "sportello unico virtuale" per le imprese, la semplificazione dei processi amministrativi. Tutto, per ora, è solo sulla carta, o meglio sul protocollo d'intesa che sancisce la nascita del Distretto integrato regionale della nautica da diporto. Ma è una carta firmata. Il protocollo, ieri mattina, è stato sottoscritto a Viareggio, dalla Regione, con l'assessore alle attività produttive Ambrogio Brenna, dai rappresentanti delle cinque province coinvolte (Lucca, Massa Carrara, Pisa, Livorno e Grosseto) e dai loro rispettivi centro servizi: Navigo, Consorzio zona industriale apuana, Spa Navicelli, Magona e Net Spring. La Provincia di Lucca sarà capofila del progetto, di cui si discute ormai da due anni. Spiega il presidente Stefano Baccelli che il nostro territorio conta il maggior numero di imprese legate alla nautica (il 37,9% del totale) e la maggior incidenza del comparto in termini occupazionali (il 42,7% degli occupati a livello regionale). Gli enti locali avranno un ruolo di indirizzo ma operativamente sul territorio ci saranno i centri servizi chiamati a elaborare un piano industriale unico che tenga conto di punti di forza e debolezza in ogni singola realtà produttiva della costa. Per fare un esempio della ricca filiera produttiva di Viareggio e della Versilia potrà avvantaggiarsi Livorno, che al contrario né è priva. Come pure dei centri di specializzazione e ricerca di Pisa potranno usufruire i comparti delle altre province. «Lo scopo principale del protocollo - dice l'assessore provinciale all'innovazione, Francesco Bambini - è quello di potenziare e migliorare i servizi del comparto definendo un modello di sviluppo che potrà essere preso come riferimento anche per altri settori produttivi». L'intesa piace anche al Comune di Viareggio. «Andiamo a inaugurare - spiega l'assessore al porto, Alberto Benincasa - un metodo di lavoro nuovo, in linea con gli obiettivi della nostra amministrazione, cioè la creazione del sistema porto». Da qui a risolvere i problemi infrastrutturali del porto di Viareggio, comunque, ce ne passa. La rete toscana dei servizi può risultare molto utile ma potrà incidere poco sui limiti tutti viareggini dell'insabbiamento dell'imboccatura del porto e della scarsità di spazi per la nautica con accesso diretto al mare. Valentina Landucci

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comuni, ogni cittadino costa 300 euro (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 24-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 21 - Economia Comuni, ogni cittadino costa 300 euro ROMA - Ogni italiano costa in media 300 euro l´anno ai Comuni. è l´immagine di una burocrazia lenta e costosa quella che emerge da un´analisi de Il Sole24ore, che ha classificato le spese dei municipi per ciò che riguarda l´offerta dei servizi essenziali: anagrafe, organi istituzionali, gestione dei beni, ufficio tributi e tecnico e segreteria. Nella tabella pubblicata sopra ci sono i 15 comuni dove la macchina burocratica ha il costo più elevato. Il primo posto spetta a Napoli, che impiega quasi il doppio dei dipendenti di Milano. Subito dopo c´è Enna, dove la burocrazia costa due volte che nella Capitale.

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Addio graduatorie, docenti scelti dalle fondazioni private (sezione: Burocrazia)

( da "Manifesto, Il" del 24-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

SCUOLA In arrivo il ddl Gelmini su reclutamento e formazione Addio graduatorie, docenti scelti dalle fondazioni private Giacomo Russo Spena Graduatorie messe in soffitta, così come i concorsi pubblici e la Ssis. Il ministro della Pubblica Istruzione Maria Stella Gelmini sta sferrando, con un ddl sul regolamento per la formazione e il reclutamento dei docenti, il colpo finale al sistema formativo: la logica aziendalistica dell'equilibrio di mercato tra domanda e offerta degli insegnanti deve sostituire, secondo lei, il vecchio modello. Per porre fine al precariato e snellire la burocrazia. Il disegno di legge, ora sotto l'osservazione del Cun (Consiglio universitario nazionale), è ancora una bozza ma già si intravedono le linee guida caratterizzanti. Chiusa per sempre la Ssis (il prossimo 30 aprile usciranno quelli dell'ultimo ciclo, i quali andranno a rinvigorire il già ricco numero di precari) per diventare docenti si dovrà seguire un articolato percorso, differenziato in tre corsi, a seconda dell'insegnamento. Le possibili scelte sono tre: scuola d'infanzia e primaria, quella secondaria di primo e secondo grado e, infine, per le discipline artistiche musicali e coreutiche della scuola secondaria. Se per accedere alla Ssis era indispensabile una laurea tradizionale (5 anni), adesso è sufficiente quella triennale di primo livello con questi nuovi corsi, sostitutivi della specialistica, che sono a numero programmato con prova di accesso svolta contestualmente a livello nazionale. E si concludono con esame finale abilitante. Ma la vera novità è rappresentata dal tirocinio, di durata di un anno, differenziato relativamente al grado scolastico di riferimento. «Sembra che il governo continui a smantellare l'istruzione pubblica», dichiara Mimmo Pantaleo, segretario generale della Flc Cgil che comunque prima di dare giudizi definitivi sul nuovo ddl aspetta di vedere la proposta finale: «In questa fase transitoria meglio esser cauti». Di certo, il nuovo provvedimento di Gelmini continua con la privatizzazione del sistema scolastico. Con la scomparsa delle graduatorie gli aspiranti docenti, finiti i corsi biennali e superato l'esame di abilitazione, si iscriveranno in un registro regionale in cui le fondazioni private "attingeranno" per completare il personale dell'istituto. Quindi non sarà più lo Stato a garantire la chiamata, ma saranno le nuove scuole-azienda (con tanto di consigli d'amministrazione) a scegliere il candidato da assumere. In questo modo si privilegiano i meritevoli, spiega Gelmini. Ma quali? Forse coloro che concordano, come previsto nel ddl Aprea, il 30% del proprio programma scolastico direttamente col ministero dell'Istruzione. Intanto i precari della scuola aumentano. L'anno prossimo ci saranno 56mila unità in meno: 15 mila dipendenti Ata e 41mila insegnanti. Unico vantaggio per i neo-docenti è dato dal fenomeno dei pensionamenti. Al momento già 30mila. Professori e maestri che scappano dagli istituti, preoccupati dai tagli di Gelmini e dallo spauracchio venga elevata (come chiesto dal ministro Brunetta) l'età pensionabile delle donne.

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<Niente firma sul consorzio finché Palazzo Marino non paga i debiti sul Parco> (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Brianza)" del 24-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

PRIMO PIANO pag. 2 «Niente firma sul consorzio finché Palazzo Marino non paga i debiti sul Parco» LA POLEMICA NESSUNA firma per la costituzione del consorzio del Parco e della Villa Reale fino a quando Palazzo Marino non avrà saldato i debiti. La polemica è antica, ma ora il Comune di Monza ha un'arma in più da giocare nel contenzioso che l'oppone alla metropoli sulle spese di gestione del Parco cintato più grande d'Europa. MONZA INFATTI anticipa le spese di mantenimento del polmone verde di cui è comproprietaria con il Comune di Milano nella parte a nord di viale Cavriga (quella della concessione dell'Autodromo e del Golf) e con la Regione Lombardia nell'area a sud (Giardini e dintorni). Ma il conguaglio arriva sempre in ritardo, quando arriva. «DAL COMUNE di Milano aspettiamo ancora un saldo di 3 milioni e 800mila euro, oltre a una quota in conto opere sul verde, per un totale che supera i 4 milioni - ricorda l'assessore monzese a Parco e Villa Reale, Pierfranco Maffè -. I pagamenti sono fermi al 2002. Ma questa è per noi una delle condizioni preliminari alla costituzione del consorzio per la gestione del Parco e della Villa: i debiti vanno pagati». Sul consorzio, l'ente unico che, mettendo insieme i due Comuni, la Regione e lo Stato (ma è previsto anche l'ingresso di Camera di Commercio e Provincia di Monza e Brianza, oltre all'apertura a finanziatori privati), dovrà superare le lungaggini e l'eccesso di burocrazia dovuti all'attuale frammentazione delle proprietà, Maffè non ha mai nascosto i suoi dubbi. Da quelli legati all'ingresso di Milano a quelli sull'inclusione del Parco stesso nell'ente che in origine era stato studiato per la sola Villa, per concludere con le finalità stesse del consorzio. «Personalmente, avrei preferito finalizzare l'ente di gestione al recupero della Villa, come si è fatto per Venaria Reale», sottolinea l'assessore, preoccupato che gli interessi del consorzio non vengano concentrati sull'obiettivo prioritario per Monza del recupero del monumento piermariniano. Sul consorzio è cominciata la discussione in Consiglio comunale: ci vorranno ancora diverse sedute. Nel mirino dell'assessore non c'è solo Palazzo Marino. A preoccupare sono le condizioni di Villa Mirabellino: indicata nel piano regionale di recupero del Parco come sede di un museo di botanica e soprattutto della siloteca nata proprio in Villa Reale, in realtà oggi sta cadendo a pezzi. A bloccare il recupero c'è un vecchio braccio di ferro fra Demanio statale, proprietario dell'edificio, e Comune di Milano sulla durata della concessione all'ente locale, che dovrebbe farsi carico dell'operazione ma ha chiesto in cambio un utilizzo pluridecennale, per ammortizzare i costi. «SE VILLA Mirabello sta rinascendo e proprio in questi giorni sta uscendo il bando per il secondo lotto dei lavori, il Mirabellino è l'unico edificio del Parco che è gestito dal Demanio dello Stato e il suo degrado è sotto gli occhi di tutti - conclude Maffè -. Anche questo sarà un tema di cui il consorzio dovrà occuparsi». M.Guz.

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<Rispetto ad altre città qui è un paradiso> <Se si trova l'impiegato giusto è tutto più facile> (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Lucca)" del 24-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

PRIMO PIANO pag. 4 «Rispetto ad altre città qui è un paradiso» «Se si trova l'impiegato giusto è tutto più facile» LA PAROLA AI LUCCHESI GIUDIZI POSITIVI CON QUALCHE MA... di MONICA ARENA UN GIUDIZIO tutto sommato positivo quello dei lucchesi sul funzionamento degli uffici comunali, che, messo in rapporto ad una spesa pro-capite annua sicuramente non indifferente, risulta, in media, abbastanza buono. Certo, qualche neo c'è, in un sistema in cui la burocrazia la fa sempre da padrona. Noi però abbiamo voluto toccare con mano quale fosse il parere dei lucchesi, e per questo siamo scesi in strada per chiedere ad alcuni di loro cosa ne pensassero. E ciò che alla fine emerge è che, a fronte di un importante impegno economico che ci vede tutti coinvolti, i risultati non sono poi disprezzabili. «ABITO A LUCCA da quindici anni dice Augusto Pedone , ma sinceramente mi sembra che gli uffici comunali qua funzionino abbastanza bene. Certo, non sono tutte rose e fiori, anch'io sono dovuto tornare più di una volta in alcuni uffici per completare alcune pratiche, ma a differenza di una grande città come Roma, ad esempio, qui è un paradiso. Un appunto però mi piacerebbe farlo per l'ufficio dei vigili urbani: è veramente troppo poco l'apertura al pubblico per due soli giorni alla settimana». UN PO' più critico il giudizio di Orlando Borelli: «Non si può certo dire che gli uffici comunali non funzionino , ma bisogna essere comunque dotati di una discreta dose di pazienza quando dobbiamo farci i conti. La burocrazia anche qui da noi non manca. Io vengo dal privato e lì è tutta un'altra storia e poi, basta vedere quanti impiegati comunali capita di vedere in giro la mattina». «DIREI CHE è una questione di fortuna dice Andreina Manfredini . Se uno riesce a trovare subito l'impiegato giusto, quello cioè informato e competente, allora te la puoi sbrigare con facilità, altrimenti son dolori. Anch'io ho dovuto penare non poco per regolarizzare la badante e ho fatto avanti e indietro tra questo e quell'ufficio per più di un anno». NONOSTANTE sia straniera e che da soli quattro anni abiti a Lucca, Diana Dimitrova, badante in una famiglia lucchese, è contenta di come funziona la nostra macchina comunale. «Mi sono sempre trovata bene dichiara . Sì, molte volte ho fatto anche delle lunghe code prima di riuscire ad ottenere i documenti di cui avevo bisogno, ma in generale ho sempre trovato impiegati gentili e competenti e non sono mai dovuta tornare più di una volta per la stessa pratica».

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<Non si può dire che gli uffici comunali non funzionino, ma bisogna essere comunque dotati... (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Lucca)" del 24-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

PRIMO PIANO pag. 4 «Non si può dire che gli uffici comunali non funzionino, ma bisogna essere comunque dotati... «Non si può dire che gli uffici comunali non funzionino, ma bisogna essere comunque dotati di una discreta dose di pazienza quando dobbiamo farci i conti. La burocrazia anche qui da noi non manca»

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di CRISTINA RUFINI LA BUROCRAZIA comunale grosseta... (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Grosseto)" del 24-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

PRIMO PIANO pag. 2 di CRISTINA RUFINI LA BUROCRAZIA comunale grosseta... di CRISTINA RUFINI LA BUROCRAZIA comunale grossetana non è tra le più care d'Italia. Anzi. Secondo un'indagine del quotidiano economico Il Sole 24Ore dalle casse dell'ente del capoluogo di provincia sono usciti, nel 2007, 15 milioni e 700mila euro per far funzionare la macchina amministrativa. Pesando sulle tasche di ciascuno grossetano 202,4 euro per far muovere il cuore burocratico del Comune. A partire dalla segreteria, dai costi del personale dipendente, alla ragioneria e l'economato, all'ufficio tributi, alla gestione dei beni demaniali, all'ufficio tecnico e anagrafe. Solo per citare alcuni dei settori che fanno parte della complessa macchina amministrativa. Cifre che pongono Grosseto al 73esimo posto tra i 99 comuni capoluoghi di cui è stato possibile reperire i dati. Classifica in cui troviamo ai primi posti i comuni il cui costo pro capite è più alto (Napoli in testa con 525 milioni di euro e una spesa pro capite di 539) e all'ultimo quelli che hanno fatto registrare cifre meno elevate (Brindisi in coda con 11 milioni e 800mila euro per una spesa pro capite di 130,4 euro). A fronte di una media nazionale di 260 euro, i 202,4 di Grosseto appaiono non certo poca cosa, ma comunque un «risparmio». «E' UNA nuova prova dell'attenzione commenta l'assessore comunale al Bilancio, Paolo Borghi e della cura che l'amministrazione ha avuto fin dal suo insediamento per una buona e sana gestione delle casse comunali. I sacrifici che abbiamo dovuto fare per risanare i conti sono stati davvero molti, ma alla fine i risultati hanno dato e ci stanno continuando a dare ragione. Non più di due settimane fa dalla Corte dei conti è arrivata infatti una nuova promozione al bilancio dell'ente, rispetto a quale è stato sottolineato l'impegno dimostrato attraverso il lavoro di contenimento delle spese di gestione degli uffici». NEL SONDAGGIO del quotidiano economico, un capitolo a parte è stato dedicato al costo politico della macchina burocratica, cioè alle spese per gli organismi eletti: sindaco, giunta e consiglio comunale e le otto circoscrizioni. E qui Grosseto risale condizione non positiva di venti posizioni , portandosi dalla 73esima dei costi di funzionamento alla 53esima. Con una spesa, nel 2007, di 2 milioni e 260mila euro sommato ai 15 milioni e 700mila delle spese di funzionamento fanno salire il totale a 17 milioni e 960mila euro che è costata alla tasche di ciascun grossetano 29,18 euro. Condizione che evidenzia come sui costi di funzionamento Grosseto è quasi ai minimi termini, se confrontata con gli altri comuni capoluoghi italiani, mentre per la spesa politica i valori si alzano. Restando comunque ben lontani dai 112,60 euro pro capite fatti registrare a Venezia, città al primo posto in Italia quanto a costo della politica, e molto più vicini a Trieste, che coi suoi 9,59 euro pro capite è il fanalino di coda della classifica del «Sole». «SIAMO convinti, oggi più che mai, anche a fronte della grave crisi che sta attraversando tutti i maggiori sistemi economici mondiali che nessuna azione possa avere valore e fondamento se non parte da un'ordinata, corretta e sana tenuta del bilancio ha proseguito l'assessore Borghi che in parte si lega ad un oculato piano di risparmi, dall'altra ad una programmazione ponderata e ad un serio ed efficace piano di investimenti. Penso, ad esempio, alla carta elettronica, che oltre a portare benefici ai cittadini in termini di snellimento dei passaggi burocratici, consente ai nostri uffici di ridurre il carico di lavoro e di spese, a vantaggio di altri importanti servizi e quindi di tutta la popolazione».

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non troppo (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Grosseto)" del 24-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

PRIMO PIANO pag. 3 non troppo uffici che per gli amministratori di CRISTINA RUFINI LA BUROCRAZIA comunale grossetana non è tra le più care d'Italia. Anzi. Secondo un'indagine del quotidiano economico Il Sole 24Ore dalle casse dell'ente del capoluogo di provincia sono usciti, nel 2007, 15 milioni e 700mila euro per far funzionare la macchina amministrativa. Pesando sulle tasche di ciascuno grossetano 202,4 euro per far muovere il cuore burocratico del Comune. A partire dalla segreteria, dai costi del personale dipendente, alla ragioneria e l'economato, all'ufficio tributi, alla gestione dei beni demaniali, all'ufficio tecnico e anagrafe. Solo per citare alcuni dei settori che fanno parte della complessa macchina amministrativa. Cifre che pongono Grosseto al 73esimo posto tra i 99 comuni capoluoghi di cui è stato possibile reperire i dati. Classifica in cui troviamo ai primi posti i comuni il cui costo pro capite è più alto (Napoli in testa con 525 milioni di euro e una spesa pro capite di 539) e all'ultimo quelli che hanno fatto registrare cifre meno elevate (Brindisi in coda con 11 milioni e 800mila euro per una spesa pro capite di 130,4 euro). A fronte di una media nazionale di 260 euro, i 202,4 di Grosseto appaiono non certo poca cosa, ma comunque un «risparmio». «E' UNA nuova prova dell'attenzione commenta l'assessore comunale al Bilancio, Paolo Borghi e della cura che l'amministrazione ha avuto fin dal suo insediamento per una buona e sana gestione delle casse comunali. I sacrifici che abbiamo dovuto fare per risanare i conti sono stati davvero molti, ma alla fine i risultati hanno dato e ci stanno continuando a dare ragione. Non più di due settimane fa dalla Corte dei conti è arrivata infatti una nuova promozione al bilancio dell'ente, rispetto a quale è stato sottolineato l'impegno dimostrato attraverso il lavoro di contenimento delle spese di gestione degli uffici». NEL SONDAGGIO del quotidiano economico, un capitolo a parte è stato dedicato al costo politico della macchina burocratica, cioè alle spese per gli organismi eletti: sindaco, giunta e consiglio comunale e le otto circoscrizioni. E qui Grosseto risale condizione non positiva di venti posizioni , portandosi dalla 73esima dei costi di funzionamento alla 53esima. Con una spesa, nel 2007, di 2 milioni e 260mila euro sommato ai 15 milioni e 700mila delle spese di funzionamento fanno salire il totale a 17 milioni e 960mila euro che è costata alla tasche di ciascun grossetano 29,18 euro. Condizione che evidenzia come sui costi di funzionamento Grosseto è quasi ai minimi termini, se confrontata con gli altri comuni capoluoghi italiani, mentre per la spesa politica i valori si alzano. Restando comunque ben lontani dai 112,60 euro pro capite fatti registrare a Venezia, città al primo posto in Italia quanto a costo della politica, e molto più vicini a Trieste, che coi suoi 9,59 euro pro capite è il fanalino di coda della classifica del «Sole». «SIAMO convinti, oggi più che mai, anche a fronte della grave crisi che sta attraversando tutti i maggiori sistemi economici mondiali che nessuna azione possa avere valore e fondamento se non parte da un'ordinata, corretta e sana tenuta del bilancio ha proseguito l'assessore Borghi che in parte si lega ad un oculato piano di risparmi, dall'altra ad una programmazione ponderata e ad un serio ed efficace piano di investimenti. Penso, ad esempio, alla carta elettronica, che oltre a portare benefici ai cittadini in termini di snellimento dei passaggi burocratici, consente ai nostri uffici di ridurre il carico di lavoro e di spese, a vantaggio di altri importanti servizi e quindi di tutta la popolazione».

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di ERICA VIOLA I COSTI che ogni cittadino deve sos... (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Grosseto)" del 24-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

PRIMO PIANO pag. 3 di ERICA VIOLA I COSTI che ogni cittadino deve sos... di ERICA VIOLA I COSTI che ogni cittadino deve sostenere per mandare avanti la «macchina» comunale sembrano non interessare molto i grossetani. Infatti nell'intervistare le persone per sapere cosa ne pensano della classifica redatta da Il Sole 24Ore sui costi totali e pro capite sostenuti dai comuni per il funzionamento degli uffici e degli organi istituzionali, sono moltissimi i cittadini che hanno risposto «Non so», «Non me ne intendo» oppure «Non sono interessato all'argomento». Ma dopo qualche difficoltà abbiamo finalmente trovato qualcuno disposto a rilasciarci il proprio parere sulla questione, come Ivo Franci, pensionato, che afferma: «Trovo che la spesa che il cittadino si trova a sostenere per la burocrazia del capoluogo maremmano sia nel complesso giusta e non esagerata. Anche se certamente queste circa 230 euro complessive influiscono sul costo della vita, soprattutto per noi pensionati. Meno male che, oltre alla pensione, ho anche altre risorse con cui riesco ad arrotondare un pò. Comunque penso che il Comune riesca a gestire bene questi soldi, almeno per quanto riguarda i settori che pratico, come l'anagrafe e i servizi urbani. Qualcosa che non va ovviamente c'è, ma nel complesso è un qualcosa di minimo». Non si trova d'accordo con Franci un cittadino (che preferisce restare anonimo) che sostiene: «Il dato della classifica è certamente negativo. Si spende troppo e male. Ci sono buche dappertutto, file interminabili negli uffici e spazzatura ovunque, sembra di essere a Napoli più che a Grosseto». «Come strutture e innovazioni per la città credo che l'amministrazione comunale stia svolgendo un buon lavoro dice invece Luca Pantani, dipendente statale anche se potrebbe fare di più. Ad esempio investendo sull'illuminazione delle strade, sui marciapiedi e sulla nostra sicurezza. Trovo infatti che anche qui a Grosseto, come sta accadendo in altre città, si debba pensare a una maggiore vigilanza, anche attraverso le ronde». «Per quanto riguarda l'efficienza degli uffici comunali non ho nulla da ridire prosegue Pantani. Ogni volta che ho avuto bisogno non mi sono mai trovato davanti a lunghe code agli sportelli e i dipendenti sono stati sempre disponibili. I nostri soldi sono quindi spesi sostanzialmente bene». Costo della burocrazia troppo ingente e mal distribuito, invece, secondo Ado Pelosi che afferma: « Penso che la spesa al cittadino sia eccessiva e poi negli uffici c'è troppo personale ed è mal assegnato. Innanzitutto l'amministrazione dovrebbe razionalizzare le presenze dei dipendenti. In alcuni uffici ce ne sono troppi, in altri, invece, ce ne sono pochi. Ad esempio i vigili urbani. Ce ne vorrebbero di più in strada e meno dietro le scrivanie. Poi il Comune dovrebbe dare meno lavoro a ditte esterne e sfruttare di più la forza lavoro interna. Spesso abbiamo ottimi ingegneri e nonostante questo li vanno a cercare fuori, creando così un maggior costo. Sono convinto che seguendo alcune accortezze si possa trovare il modo per risparmiare ed evitare gli sperperi di denaro pubblico». «LE 200 EURO annue pro capite non sono una grande spesa da sostenere dichiara Barbara Calzolari, imprenditrice anche se questi soldi potrebbero essere amministrati in modo diverso». «Comuque sottolinea Calzolari trovo che tutto sommato gli uffici comunali funzionino bene. Certo ci sono le classiche file agli sportelli, ma la disponibilità dei dipendenti non manca, e anche questo è un dato importante da valutare e da tenere in considerazione. Infatti se si spendesse una certa cifra per poi trovarsi in presenza di gravi disservizi i nostri soldi sarebbero spesi inutilmente». Insomma, a quanto pare i grossetani su questo punto si dividono in diverse correnti di pensiero: c'è chi non è interessato all'argomento, nemmeno per capire se le spese che personalmente è chiamato a sostenere per mandare avanti la «macchina comunale» siano eque, c'è poi chi sostiene che i costi al cittadino siano troppo elevati e comunque mal distribuiti, e infine chi dichiara che tutto sommato le circa 230 euro totali, tra gli esborsi per gli uffici e quelli per le cariche pubbliche, siano invece un costo giusto, anche in rapporto ai servizi offerti al cittadino.

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Ebner: <Burocrazia, snellire è urgente> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Alto Adige" del 24-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: PRIMOPIANO - data: 2009-02-24 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Camera di commercio Presidente a colloquio con i giovani di Assoimprenditori: imprese in affanno Ebner: «Burocrazia, snellire è urgente» BOLZANO — Burocrazia, crisi economica e finanziaria internazionale, esigenze contingenti delle aziende altoatesine: queste alcune delle tematiche su cui i Giovani di Assoimprenditori Alto Adige si sono confrontati con il presidente della Camera di commercio, Michl Ebner. L'occasione è stata offerta dal primo di un ciclo di incontri dal titolo «Conversazioni davanti al caminetto », promossi dai Giovani Imprenditori con personaggi di spicco. A fare gli onori di casa i presidenti Werner Kusstatscher (Beton Eisack) per la provincia di Bolzano e Thomas Ausserhofer (Unionbau) per il Comitato regionale. La poliedricità dell'ospite ha permesso ai Giovani Imprenditori di osservare le singole tematiche dai differenti punti di vista di deputato a Roma, di parlamentare europeo, di imprenditore, oltre che di presidente della Camera di commercio. Michl Ebner ha elogiato la campagna promossa da Assoimprenditori Alto Adige contro l'Irap, mettendo in evidenza che «questa imposta, essendo a tutti gli effetti una tassa sull'occupazione, risulta particolarmente deleteria per le imprese. L'attività delle imprese è appesantita dalla burocrazia, che implica costi diretti ed indiretti per le imprese e che deve assolutamente essere snellita, in particolare in questo difficile periodo congiunturale che le aziende devono affrontare loro malgrado, in quanto la crisi coinvolge le imprese, ma non dipende da loro». Ebner ha, infine, illustrato l'attività della Camera di commercio, soprattutto per sostenere le aziende nell'affrontare questo momento critico, in particolare gli specifici servizi per le imprese, la formazione tramite il Wifi, il sostegno all'internazionalizzazione attraverso l'Eos e la costante attività di ricerca economica con l'Ire. «La crisi non potrà durare per sempre — ha concluso Ebner —. Risulta di fondamentale importanza strategica essere preparati a ripartire con una visione chiara delle potenzialità dell'economia altoatesina e degli elementi cruciali, su cui puntare, per favorirne lo sviluppo ». Europarlamentare Michl Ebner

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Assessori <sgravati> dalla burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Alto Adige" del 24-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: BOLZANOEPROV - data: 2009-02-24 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Amministrazione Allo studio formule che mirano a risparmiare tempo e fondi Assessori «sgravati» dalla burocrazia BOLZANO — La giunta provinciale compie passi avanti nel progetto di snellimento burocratico delle procedure interne, che punta a una riduzione di almeno il 20 per cento delle delibere. «L'esecutivo — ha spiegato Durnwalder nel consueto incontro pubblico per relazionare sui lavori dell'esecuitivo — si occuperà di fissare le direttive e i criteri generali, toccherà poi ai singoli assessori competenti firmare gli specifici decreti per applicare le misure all'interno della cornice indicata dall'esecutivo ». Nella seduta di ieri sono stati delineati gli ambiti di applicazione dei decreti, ora tutti gli aspetti sono al vaglio degli uffici legali prima della firma del decreto presidenziale che rende operativo il processo di snellimento degli atti interni. In pratica, è in gioco il ruolo del personale interno all'amministrazione che in futuro potrà— risultano sicuramente valorizzato — sostituirsi all'assessore nel mandare avanti la «macchina amministrativa» Nel corso della stessa seduta, l'esecutivo ha approvato il piano dell'educazione permanente per il gruppo linguistico tedesco e ladino, che prevede per l'anno in corso finanziamenti per quattro milioni di euro. Analogamente è stato approvato il piano 2009 per la promozione del bilinguismo per l'area tedesca: per iniziative, convegni, manifestazioni e corsi sono stati stanziati 1,1 milioni di euro. R. I. Palazzo Widmann La sede della giunta altoatesina

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Lecco, Comune virtuoso La burocrazia costa poco (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)" del 24-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

CALOLZIOCORTE E OLGINATE pag. 13 Lecco, Comune virtuoso La burocrazia costa poco Il sindaco: «Spendiamo bene i soldi dei cittadini» L'INDAGINE di ANDREA MORLEO LECCO LECCO è un Comune «virtuoso». Lo dicono i risultati della speciale classifica stilata da un noto quotidiano economico in cui vengono calcolati i costi della «macchina» amministrativa e quelli della politica locale in rapporto al numero di abitanti. Ebbene il Comune di Lecco si piazza a un onorevolissimo 87° posto. Il costo delle funzioni generali si è attestato nel 2007 sugli 8,6 milioni di euro per una spesa pro-capite di 183,8. Per funzioni generali si intende la macchina amministrativa nella sua globalità: gli organi istituzionali ma anche tutti i settori in cui è suddiviso un Comune (segreteria e gestione personale, ragioneria ed economato, ufficio tributi, gestione dei beni demaniali, ufficio tecnico e anagrafe). «QUESTA È L'ENNESIMA riprova - dice il sindaco, Antonella Faggi (nella foto) - che il nostro Comune non spreca i soldi dei cittadini. Siamo un Comune virtuoso, che è riuscito ad ottemperare a tutte le disposizioni del Governo razionalizzando la macchina amministrativa». Quest'operazione di miglioramento è passata da un taglio del personale di Palazzo Bovara, che è passato dai 500 dipendenti di qualche tempo fa ai 350 attuali. Gli stipendi vanno da un minimo di mille euro al mese a un massimo di 4 mila per le cariche più importanti (funzionari e segretario). «Negli ultimi tre mesi - racconta ancora il sindaco - siamo riusciti, insieme alla Giunta, ad apportare un'ulteriore razionalizzazione, dando un'impronta sempre più imprenditoriale alla gestione del nostro Comune». Non così nel resto d'Italia. La palma del Comune più «sprecone» spetta a Napoli dove la macchina amministrativa è costata ben 525,9 milioni di euro nel 2007, pari a 539,3 euro per abitante. Fa ancora più scalpore però il caso di Enna che si piazza al secondo posto con 13,6 milioni di euro: ben 483,6 euro a testa per abitante (quasi tre volte il dato di Lecco). PECCATO che il Comune siciliano conti poco meno di 30 mila abitanti. Anche l'incidenza del costo della politica comunale lecchese è più basso rispetto alla media nazionale. Nel 2007 sindaci, assessori e congilieri sono costati al Comune di Lecco complessivamente un milione e 280 mila euro. «Non siamo come a Napoli - spiega Antonella Faggi - dove il consigliere comunale è un lavoro. Qui si fa politica per passione: un consigliere prende 37 euro lordi a seduta, mentre a Milano si arriva a 2.500 euro al mese». A Palazzo Bovara un assessore percepisce 1.500 euro netti al mese mentre il compenso del sindaco Faggi si attesta sui tremila euro. Image: 20090224/foto/140.jpg

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OGNI ravennate spende 262 euro l'anno per garantire il... (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 24-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

RAVENNA CRONACA pag. 7 OGNI ravennate spende 262 euro l'anno per garantire il... OGNI ravennate spende 262 euro l'anno per garantire il funzionamento della macchina comunale'. La quota maggiore, pari a 227,4 euro, è destinata a retribuire il personale degli uffici strategici di Palazzo Merlato come segreteria, ragioneria ed economato, tributi, beni demaniali, ufficio tecnico e anagrafe. Una parte minore della spesa, che corrisponde a 34,8 euro pro capite, serve invece ad alimentare gli organi istituzionali politici': giunta, consiglio comunale, commissioni consiliari e consigli di circoscrizione. Dalle elaborazioni fornite ieri dal Sole 24 Ore si ricava una pagella a due facce per Ravenna: la città dei mosaici è nella lista delle città più virtuose, come gran parte dei capoluoghi dell'Emilia Romagna tranne Rimini, per quanto riguarda il costo della burocrazia, a cui compete una spesa annua di 34,4 milioni di euro, dunque più leggera della media nazionale. L'altra faccia della medaglia sono invece i 5,2 milioni di euro che gravano sui ravennati per le spese degli organi istituzionali comunali e che, in virtù del numero di residenti, risultano tra i quaranta più onerosi delle città capoluogo. «QUESTO risultato rispondono da Palazzo Merlato deriva dal fatto che, nella voce sugli organi istituzionali, sono compresi tutti gli oneri per le attività del decentramento, che nel 2007 hanno comportato una spesa pari a 3,4 milioni di euro». E' la cifra corrisposta dall'amministrazione comunale per finanziare 65 dipendenti e operatori agli sportelli Cup delle circoscrizioni, servizi di podologia, operatori culturali, fondi circoscrizionali per attività culturali, piccole manutenzioni edifici interesse circoscrizionale, manutenzioni aree verdi, contributi, Cre, attività utilità sociale, e servizi vari. «La spesa sostenuta per gli organi elettivi del decentramento, gettoni di presenza ai 200 consiglieri e indennità ai presidenti precisano da Palazzo Merlato si attesta sui 400mila euro. Pare ovvio che, sottraendo dalla spesa complessiva quella destinata alle attività svolte dal decentramento per il territorio, la cifra complessiva diminuirebbe sensibilmente, portando il Comune di Ravenna a livelli analoghi delle città, in questo caso, in classifica. Tenuto conto inoltre che, sul piano nazionale, sono poche le città che possono vantare un'attività così intensa e capillare come quella che le Circoscrizioni portano avanti su un territorio di grande estensione come il nostro». IL COMUNE ha poi precisato i motivi per cui è stato inserito nella graduatoria dei cattivi pagatori' nel 2007 (come riferito a parte). «Per rispettare il Patto di stabilità abbiamo dovuto ridurre le uscite di cassa. Si è così proceduto con la dilazione concertata di alcuni pagamenti verso i creditori e fornitori con più vasto giro d'affari. Questa pratica non ha dato luogo ad alcun contenzioso». La fase critica è stata comunque superata visto che nel 2008 la percentuale dei pagamenti si attesta attorno all'80 per cento del debito: sono state ripristinate le modalità consuete di pagamento, assicurano in Comune, che avvengono in un tempo medio di 90 giorni.

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Per mantenere sindaco (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 24-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

PESARO PRIMO PIANO pag. 2 Per mantenere sindaco LO STUDIO DEL «SOLE 24 ORE» OGNI PESARESE PER MANTENERE al lavoro sindaco, giunta, consiglio comunale e tutto l'entourage delle circoscrizioni, ogni cittadino pesarese spende circa 36 euro all'anno, per un totale in bilancio di 3,32 milioni di euro. Molto più di quanto accade nella vicina Ancona, che in bilancio imputa un costo di 2,87 milioni di euro e una spesa per il cittadino di 28 euro pro capite, oppure dalla cugina Macerata, che invece spende appena 1,02 milioni e 23,87 pro capite. Solo Ascoli, nelle Marche. spende di più, 53 euro. A SPULCIARE tra i conti delle amministrazioni pubbliche è stato ancora una volta il «Sole 24 Ore», che con l'aiuto della banca dati AidaPa ha stilato due classifiche che fotografano le spese sostenute da 99 comuni italiani per mantenere i propri organi istituzionali e, più in generale, quelle necessarie per il funzionamento di tutta la macchina comunale. Nel primo caso, ovvero i costi della politica, Pesaro "svetta" in 33esima posizione, superando come si è detto Ancona (59esima) e Macerata (75esima), anche se i costi per le nostre cariche elettive nulla hanno a che vedere con i 30 milioni di euro e 112 pro capite sostenuti dai poveri veneziani (primi, cioè ultimi, in classifica) o con i 2,73 milioni di euro totali e 53 pro capite che devono sborsare i cugini ascolani (17esimi nella graduatoria finale). PIÙ OTTIMISTICO invece il quadro che emerge nella classifica che considera i costi sostenuti per far funzionare tutta la macchina comunale, ovvero il cuore della burocrazia del Comune, che include le segreterie e la gestione del personale, la Ragioneria e l'Economato, l'ufficio Tributi, la gestione dei beni demaniali, l'Ufficio tecnico e l'Anagrafe. In questa graduatoria la nostra città scende verso il fondo, fino alla 70esima posizione, con una spesa sostenuta da ciascun pesarese molto inferiore a quella in capo agli ascolani (9° posto con 18,6 milioni di euro e 361 pro capite), agli anconetani (22° posto con 30,9 milioni e 304 euro pro capite), e ai maceratesi (67° posto con 9,1 milioni di euro e 214 pro capite). Se da un lato quindi le spese che un pesarese deve accollarsi per mantenere i propri organi istituzionali sono superiori alla media nazionale, quelli investiti dalla nostra amministrazione per far funzionare gli uffici comunali sono decisamente più bassi della media. Un quadro che deve far riflettere chi ci governa in fase di compilazione di bilancio, soprattutto quando si tratta di decidere dove fare tagli. Francesca Pedini

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PER MANTENERE al lavoro sindaco, giunta, consiglio comunale e tutto l'entour... (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 24-02-2009)

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PESARO PRIMO PIANO pag. 3 PER MANTENERE al lavoro sindaco, giunta, consiglio comunale e tutto l'entour... PER MANTENERE al lavoro sindaco, giunta, consiglio comunale e tutto l'entourage delle circoscrizioni, ogni cittadino pesarese spende circa 36 euro all'anno, per un totale in bilancio di 3,32 milioni di euro. Molto più di quanto accade nella vicina Ancona, che in bilancio imputa un costo di 2,87 milioni di euro e una spesa per il cittadino di 28 euro pro capite, oppure dalla cugina Macerata, che invece spende appena 1,02 milioni e 23,87 pro capite. Solo Ascoli, nelle Marche. spende di più, 53 euro. A SPULCIARE tra i conti delle amministrazioni pubbliche è stato ancora una volta il «Sole 24 Ore», che con l'aiuto della banca dati AidaPa ha stilato due classifiche che fotografano le spese sostenute da 99 comuni italiani per mantenere i propri organi istituzionali e, più in generale, quelle necessarie per il funzionamento di tutta la macchina comunale. Nel primo caso, ovvero i costi della politica, Pesaro "svetta" in 33esima posizione, superando come si è detto Ancona (59esima) e Macerata (75esima), anche se i costi per le nostre cariche elettive nulla hanno a che vedere con i 30 milioni di euro e 112 pro capite sostenuti dai poveri veneziani (primi, cioè ultimi, in classifica) o con i 2,73 milioni di euro totali e 53 pro capite che devono sborsare i cugini ascolani (17esimi nella graduatoria finale). PIÙ OTTIMISTICO invece il quadro che emerge nella classifica che considera i costi sostenuti per far funzionare tutta la macchina comunale, ovvero il cuore della burocrazia del Comune, che include le segreterie e la gestione del personale, la Ragioneria e l'Economato, l'ufficio Tributi, la gestione dei beni demaniali, l'Ufficio tecnico e l'Anagrafe. In questa graduatoria la nostra città scende verso il fondo, fino alla 70esima posizione, con una spesa sostenuta da ciascun pesarese molto inferiore a quella in capo agli ascolani (9° posto con 18,6 milioni di euro e 361 pro capite), agli anconetani (22° posto con 30,9 milioni e 304 euro pro capite), e ai maceratesi (67° posto con 9,1 milioni di euro e 214 pro capite). Se da un lato quindi le spese che un pesarese deve accollarsi per mantenere i propri organi istituzionali sono superiori alla media nazionale, quelli investiti dalla nostra amministrazione per far funzionare gli uffici comunali sono decisamente più bassi della media. Un quadro che deve far riflettere chi ci governa in fase di compilazione di bilancio, soprattutto quando si tratta di decidere dove fare tagli. Francesca Pedini

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di LAURA VALDESI BUROCRAZIA E POLITICA costano un occhio alla nostra comunit&#... (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Siena)" del 24-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

PRIMO PIANO pag. 2 di LAURA VALDESI BUROCRAZIA E POLITICA costano un occhio alla nostra comunit&#... di LAURA VALDESI BUROCRAZIA E POLITICA costano un occhio alla nostra comunità. Il «peso» per ogni abitante sostenuto per far funzionare gli uffici del Comune in una parola la sua macchina organizzativa è infatti di 375 euro. Pone Siena, secondo la classifica del «Sole24Ore» stilata spulciando i Consuntivi 2007, al settimo posto in Italia addirittura prima di metropoli come Milano (14° con 330 euro) e Roma (45° con 249 euro). Magra consolazione: Firenze (446,8 euro) si piazza sul terzo gradino del podio, mentre il primato va a Napoli. PER UNA CITTÀ piccola come la nostra in fondo siamo poco più di 54 mila residenti sborsare circa 20 milioni per la struttura comunale non è uno scherzo in tempi di vacche magre e di risparmi dettati dalla crisi che soffia forte nella provincia. Dati «forti» che il Comune però spiega con il supporto delle cifre tentando di ridimensionarne la portata. «Siena assomma a sé grandi funzioni e qualità tali da richiedere un castello amministrativo importante. Ci sono 54mila abitanti ma da noi insistono Fondazione Mps e Università, Banca Mps e policlinico, unitamente all'offerta culturale per cui le presenze di cittadini superano di gran lunga i residenti: basta pensare agli studenti dell'ateneo. Tutto compreso sono intorno a 90mila le persone che 'usano' la città». Giusto: però anche Roma e Milano, per restare alle metropoli, hanno università e banche, unitamente a un ventaglio artistico-culturale immenso. Semmai il numero di abitanti è di ben altra consistenza. Servono dunque altri elementi per una lettura meno ingessata della classifica del «Sole». «Tra i costi attribuiti alla macchina organizzativa osserva ancora il Comune figura ad esempio la manutenzione ordinaria del patrimonio immobiliare: molto elevata, visto che riguarda palazzi che hanno valore storico come il Santa Maria e il Comune stesso. E ancora. L'immobile della Circoscrizione 2 in via Orlandi, ora in affitto, sarà lasciato e gli uffici si trasferiranno nelle sedi messe a disposizione con il contratto di quartiere a San Miniato». A questo pacchetto va sommata la spesa per i circa 800 dipendenti. Nei 20 milioni indicati dal «Sole», che l'amministrazione conferma, occorre includere poi la gestione dei beni demaniali e patrimoniali (4 milioni 400mila), nel 2007 il servizio anagrafe, stato civile, elettorale e il servizio statistico hanno impegnato 2milioni 700mila euro. Nella cifra rientrano fra l'altro le spese per la formazione del personale e la gestione delle entrate tributarie e dei servizi fiscali. POI C'E' IL CAPITOLO COSTO delle cariche elettive a cui il quotidiano economico dedica un'altra classifica. In questa Siena è addirittura seconda con un costo di 5,4 milioni sostenuto per gli organi istituzionali (102 euro pro capite). Supera la nostra città solo Venezia sebbene, considerando solo le spese direttamente collegate alle funzioni (indennità di sindaco e assessori, ecc) il quadro muta. «Anche la politica ha una struttura importante per rispondere alle funzioni della città. Ad ogni modo il suo reale costo incide intorno al 10%-12% sui 5 milioni indicati nella ricerca. Per il bilancio comunale, nella voce che il quotidiano definisce costi della politica e che per l'amministrazione è il capitolo organi istituzionali, partecipazione e decentramento, vanno considerati consigli comunali e circoscrizionali, assessori ma anche le spese per manifestazioni e convegni, difensore civico e Centro Gabrio Avanzati, per i gemellaggi e l'informazione ai cittadini, per lo staff e le iniziative editoriali, per telefono ed energia elettrica. Da mettere in conto i 35mila euro per il funzionamento del consiglio comunale, ben 280mila di spese postali, quelle legali che non sono un bruscolo. Morale: la fetta che se ne va per la politica è profondamente inferiore ai 5,4 milioni». Curioso notare infine che il rimborso per il costo del lavoro del singolo consigliere che partecipa ai lavori è, come detto nell'articolo a fianco, di 300mila euro per il Comune. Supera di gran lunga l'erogazione dei gettoni di presenza, un valore doppio. Palazzo pubblico rivendica per contro una cifra bassissima impegnata per indennità e trasferte: qualche migliaio di euro in un anno per consiglieri e assessori. RESTA tuttavia forte la convinzione, soprattutto nel cittadino ma anche in qualche politico (seppure lo affermi a mezza voce) che la macchina comunale sia sensibilmente sovradimensionata rispetto al numero di residenti.

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Oltre 300 euro a testa per mantenere il Comune (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 24-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - VERONA - sezione: CRONACAVERONA - data: 2009-02-24 num: - pag: 8 categoria: REDAZIONALE Costi della politica La ricerca pubblicata dal Sole24Ore. Le riserve dell'Anci: «Le spese vanno rapportate ai servizi erogati» Oltre 300 euro a testa per mantenere il Comune Si spendono 271 euro per la «burocrazia» e 33 per la rappresentanza. Paloschi: verificherò Verona si piazza poco sopra la metà della classifica. L'assessore al Bilancio sperava in una performance migliore VERONA — Quanto costa ai cittadini la macchina burocratica locale e i suoi amministratori? Per quelli veronesi più di 300 euro all'anno. Il dato proviene da una ricerca pubblicata ieri sul Sole24Ore. Il giornale economico stila, infatti una classifica che mette a confronto i certificati consuntivi dei comuni italiani, riferiti al 2007. Due le voci prese in esame. La prima riguarda i costi delle funzioni generali dell'amministrazione locale. In pratica la spesa per segreterie, gestione del personale, ragionerie, uffici tributi, gestione dei beni demaniali, uffici tecnici e anagrafe. Una sfilza di capitoli che, in riva all'Adige, fa segnare i 72,3 milioni di euro. Totale che, spalmato su tutti i residenti del Comune, raggiunge un costo pro capite di 277 euro. Cifra parziale questa, perché deve ancora essere aggiunta la spesa per gli organi istituzionali. Che tradotti non sono altri che stipendi, indennità, rimborsi e gettoni di chi è stato eletto dai cittadini per gestire al cosa pubblica. In poche parole il sindaco Flavio Tosi, la sua squadra di assessori e i consiglieri comunali e di circoscrizione. In questo caso la quota raggiunge gli 8,84 milioni di euro pari a poco meno che 40 euro se suddivisi per ogni abitante del Comune. Soldi che, sommati ai 277 euro di costi della burocrazia, arrivano ad un netto di 317 euro: è questo quanto ogni veronese deve sborsare ogni anno per «essere ammini-strato » dai propri rappresentanti. Un totale che, tutto sommato, sfora di poco la media delle città con più di 30mila abitanti: 260 euro per le funzioni generali e 34 per gli organi istituzionali. Nella classifica generale palazzo Barbieri si piazza 31esimo in riferimento alle spese di funzionamento (prima è la città di Napoli, con 593 euro pro capite). Mentre per quanto riguarda il costo della politica, Verona si trova nove posizioni più in basso, al 40esimo gradino. Ben 45 posizioni prima di Milano, che nonostante le dimensioni, riesce tuttavia a contenere meglio del comune scaligero queste spese, inferiori di 13 euro. In tutti i casi la ricerca dimostra che la «macchina » veronese resta tra le più costose del Veneto, battuta solo da Venezia che, tra uffici e politici, fa pagar un conto ben più salato ai propri cittadini: 424 euro. Scorrendo poi la lista delle altre città venete, in rapporto alle spese burocratiche, troviamo Treviso, (al 38Ë? posto), Rovigo (al 53Ë?), Padova, un gradino sotto, poi Vicenza (al 68Ë?) e a chiudere Belluno (al 72Ë?). Nella graduatoria parallela del Sole24ore, quella riferita ai costi della politica, sopravanzano Verona sia Venezia (capolista al primo posto) che Padova (18esima). Si piazzano sotto, invece, Vicenza (al 66Ë? posto), Rovigo (70Ë?), Belluno (95Ë?) e Treviso (96Ë?). Chi non è molto contento del risultato è l'assessore al Bilancio, Pier Luigi Paloschi che immaginava per Verona qualche posto più in basso nella classifica pubblicata. Ieri non si è sbilanciato in nessun commento, rimandato ad oggi dopo le verifiche del caso. Dubbi sulla ricerca anche dall'Anci, l'associazione nazionale dei comuni italiani, che sottolinea come le spese dovrebbero essere rapportate ai servizi erogati, e non prese come valori assoluti. Francesco Marchi

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Ateneo, gli studenti contestano la nuova governance (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Siena)" del 24-02-2009)

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PRIMO PIANO pag. 3 Ateneo, gli studenti contestano la nuova governance di LAURA VALDESI BUROCRAZIA E POLITICA costano un occhio alla nostra comunità. Il «peso» per ogni abitante sostenuto per far funzionare gli uffici del Comune in una parola la sua macchina organizzativa è infatti di 375 euro. Pone Siena, secondo la classifica del «Sole24Ore» stilata spulciando i Consuntivi 2007, al settimo posto in Italia addirittura prima di metropoli come Milano (14° con 330 euro) e Roma (45° con 249 euro). Magra consolazione: Firenze (446,8 euro) si piazza sul terzo gradino del podio, mentre il primato va a Napoli. PER UNA CITTÀ piccola come la nostra in fondo siamo poco più di 54 mila residenti sborsare circa 20 milioni per la struttura comunale non è uno scherzo in tempi di vacche magre e di risparmi dettati dalla crisi che soffia forte nella provincia. Dati «forti» che il Comune però spiega con il supporto delle cifre tentando di ridimensionarne la portata. «Siena assomma a sé grandi funzioni e qualità tali da richiedere un castello amministrativo importante. Ci sono 54mila abitanti ma da noi insistono Fondazione Mps e Università, Banca Mps e policlinico, unitamente all'offerta culturale per cui le presenze di cittadini superano di gran lunga i residenti: basta pensare agli studenti dell'ateneo. Tutto compreso sono intorno a 90mila le persone che 'usano' la città». Giusto: però anche Roma e Milano, per restare alle metropoli, hanno università e banche, unitamente a un ventaglio artistico-culturale immenso. Semmai il numero di abitanti è di ben altra consistenza. Servono dunque altri elementi per una lettura meno ingessata della classifica del «Sole». «Tra i costi attribuiti alla macchina organizzativa osserva ancora il Comune figura ad esempio la manutenzione ordinaria del patrimonio immobiliare: molto elevata, visto che riguarda palazzi che hanno valore storico come il Santa Maria e il Comune stesso. E ancora. L'immobile della Circoscrizione 2 in via Orlandi, ora in affitto, sarà lasciato e gli uffici si trasferiranno nelle sedi messe a disposizione con il contratto di quartiere a San Miniato». A questo pacchetto va sommata la spesa per i circa 800 dipendenti. Nei 20 milioni indicati dal «Sole», che l'amministrazione conferma, occorre includere poi la gestione dei beni demaniali e patrimoniali (4 milioni 400mila), nel 2007 il servizio anagrafe, stato civile, elettorale e il servizio statistico hanno impegnato 2milioni 700mila euro. Nella cifra rientrano fra l'altro le spese per la formazione del personale e la gestione delle entrate tributarie e dei servizi fiscali. POI C'E' IL CAPITOLO COSTO delle cariche elettive a cui il quotidiano economico dedica un'altra classifica. In questa Siena è addirittura seconda con un costo di 5,4 milioni sostenuto per gli organi istituzionali (102 euro pro capite). Supera la nostra città solo Venezia sebbene, considerando solo le spese direttamente collegate alle funzioni (indennità di sindaco e assessori, ecc) il quadro muta. «Anche la politica ha una struttura importante per rispondere alle funzioni della città. Ad ogni modo il suo reale costo incide intorno al 10%-12% sui 5 milioni indicati nella ricerca. Per il bilancio comunale, nella voce che il quotidiano definisce costi della politica e che per l'amministrazione è il capitolo organi istituzionali, partecipazione e decentramento, vanno considerati consigli comunali e circoscrizionali, assessori ma anche le spese per manifestazioni e convegni, difensore civico e Centro Gabrio Avanzati, per i gemellaggi e l'informazione ai cittadini, per lo staff e le iniziative editoriali, per telefono ed energia elettrica. Da mettere in conto i 35mila euro per il funzionamento del consiglio comunale, ben 280mila di spese postali, quelle legali che non sono un bruscolo. Morale: la fetta che se ne va per la politica è profondamente inferiore ai 5,4 milioni». Curioso notare infine che il rimborso per il costo del lavoro del singolo consigliere che partecipa ai lavori è, come detto nell'articolo a fianco, di 300mila euro per il Comune. Supera di gran lunga l'erogazione dei gettoni di presenza, un valore doppio. Palazzo pubblico rivendica per contro una cifra bassissima impegnata per indennità e trasferte: qualche migliaio di euro in un anno per consiglieri e assessori. RESTA tuttavia forte la convinzione, soprattutto nel cittadino ma anche in qualche politico (seppure lo affermi a mezza voce) che la macchina comunale sia sensibilmente sovradimensionata rispetto al numero di residenti.

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LA MACCHINA comunale di Rovigo, per usare un paragone che n... (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 24-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

ROVIGO pag. 6 LA MACCHINA comunale di Rovigo, per usare un paragone che n... LA MACCHINA comunale di Rovigo, per usare un paragone che nel campo dei motori, costa quanto una vettura da rally ma in realtà dovrebbe avere il prezzo di una utilitaria. Ogni rodigino paga infatti 235,9 euro a testa per far funzionare gli uffici di palazzo Nodari. Una somma abbastanza rilevante, soprattutto se confrontata con altre realtà italiane. Nel dettaglio, secondo le cifre pubblicate ieri dal quotidiano economico Il Sole 24 Ore', il Comune di Rovigo spende per le cosiddette funzioni generali' 12 milioni di euro, che divisi pro capite diventano 235,9 euro. Il dato è riferito a fine 2007, ed è stato elaborato dagli ultimi consuntivi disponibili. La somma totale comprende le spese degli organi istituzionali, la segreteria e la gestione del personale, la ragioneria e l'economato, l'ufficio tributi, la gestione dei beni demaniali, l'ufficio tecnico e l'anagrafe. Questi gli uffici del cuore amministrativo' di ogni comune che, a Palazzo Nodari, sono curati da 310 dipendenti. Nella classifica del quotidiano economico dedicata agli esborsi degli uffici comunali Rovigo è al 53mo posto, con 12 milioni di euro di spesa e 235,9 euro pro capite, una posizione tutto sommato abbastanza virtuosa. Ma è nel confronto con altri comuni che si nota qualche sproporzione. Ad esempio è naturale che Venezia, con i suoi 270mila abitanti, o Verona, con 250mila, si trovino ben più in alto in graduatoria. Il capoluogo di Regione, che è al 19mo posto in graduatoria, spende infatti ben 84 milioni per il funzionamento degli uffici e 312 euro pro capite. Verona invece si attesta al 31mo, con 72 milioni e 277 euro pro capite. Città grandi e con molti abitanti, perciò con uffici e personale numeroso per le necessità di gestione quotidiane. Le sorprese arrivano a leggere la classifica nelle posizioni più basse: Torino è infatti al 57mo posto con meno di 230 euro di spesa a testa per la burocrazia di Palazzo di Città che si rivela non solo uno tra i più leggeri fra le metropoli' ma anche in confronto a una cittadina di modeste dimensioni come la nostra. Migliore, invece, il dato delle classifica elaborata dal quotidiano milanese sulle cifre spese dai comuni per il costo degli organi istituzionali. Rovigo risulta essere al 70mo. Giunta e consiglio comunale costano ai contribuenti 1 milione e 35mila euro, con una spesa per ogni cittadino pari a 26 euro e spiccioli. Anche in questo caso, però, tutto è relativo, perché a Milano ogni cittadino, grazie ad una giunta dai costi particolarmente leggeri', spende solo 21 euro. Tiziana Piscopello

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Il costo dei Comuni fa i conti con i ritardi (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 24-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2009-02-24 - pag: 28 autore: Lettera Il costo dei Comuni fa i conti con i ritardi L' interessante indagine proposta ieri dal Sole 24 Ore punta il dito su uno degli aspetti più controversi della Pa: il costo sostenuto dalla collettività per ottenere benie servizi pubblici. L'analisi ha il merito di tener vivo il dibattito, ma necessita di alcune importanti qualificazioni per non rischiare di cadere nell'ormai vastissimo campo della generalizzazione priva di fondamento. Innanzitutto, viene preso come bersaglio l'ambito comunale, dove è risaputo che la maggior parte della spesa si concentra nell'erogazione finale di beni (in larga parte infrastrutture) e servizi e, quindi, i costi di funzionamento burocratici sono quelli meno incidenti. In secondo luogo, nelle tabelle si confondono spese per l'erogazione di servizi (anagrafe, ufficio tecnico) con quelle di funzionamento, che sono connesse alle spese dovute all'esistenza stessa del Comune, che si sosterrebbero anche se il Comune non erogasse nessun bene o servizio. In effetti, un'analisi di questo genere più che mettere in graduatoria i valori assoluti (o pro-capite) dei costi di funzionamento, dovrebbe concentrarsi sull'incidenza che essi hanno rispetto all'ammontare complessivo dei beni e servizi erogati, che è quello chei cittadini vorrebbero veramente sapere (quanto incide il costo della burocrazia per i servizi che eroga?). Infine, destano non poche perplessità le cifre pubblicate. Confrontandole con le fonti cui fa riferimento il testo, si rinvengono, a seconda delle definizioni che si adottano, numeri anche molto diversi da quelli usati della classifica, che in assenza di chiarimenti sulla metodologia di calcolo appare quantomeno artificiosa. In particolare, se si prendono i dati di bilancio relativi alle prime5 città e con riferimento alle spese effettivamente sostenute (pagamenti), ci si accorge, basandosi su elaborazioni Ifel, che il Comune di Napoli costa ai propri cittadini poco meno di 120 euro ad abitante (420 in meno di quanto riportato dal Sole 24 Ore), quello di Firenze circa 187 euro (260 in meno), mentre sia Enna che Caserta hanno un presunto costo di funzionamento di circa 250 euro per abitante (rispettivamente, 242 e 184 in meno). Solo Alessandria registra un costo simile ma sempre inferiore di 74 euro. Ufficio stampa Anci L'analisi proposta sul Sole 24 Ore di ieri non ha i Comuni come «bersaglio »,ma come oggettod'indagine,e si concentra sulle differenze riscontrabili fra Comuni nei costi delle «funzioni generali di amministrazione», che abbracciano un gruppo di attività "fisse" in tutti gli enti. I numeri, tratti dai certificati consuntivi 2007, sono quelli degli «impegni», cioè «obbligazioni giuridicamente assunte » che danno la reale dimensione finanziaria della funzione. Solo una parte di questi impegni è pagato nel corso dell'anno; il resto, comunque, è pagato in seguito, a residui. Per questo il dato citato dall'Ifel, è inferiore, e «premia» i Comuni più lenti nei pagamenti. Per esempio, considerando solo i pagamenti di competenza, il dato del Comune di Napoli scende al 58% della cifra indicata (e non al 20,2% come emerge dal comunicato, perché quel dato è frutto di un'ulteriore restrizione del campo di analisi).( G.Tr.).

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Ogni fiorentino <spende> 446 euro per il Comune (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Firenze)" del 24-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

PRIMO PIANO FIRENZE pag. 2 Ogni fiorentino «spende» 446 euro per il Comune I costi per tutti gli uffici ammontano a 163 milioni. Anci e assessore contestano i dati di PAOLA FICHERA LA MACCHINA comunale fiorentina costa ad ogni cittadino 446 euro e 80 centesimi. E per macchina comunale si intendono i costi relativi agli uffici che si occupano di: organi istituzionali, segreteria e gestione del personale, ragioneria ed economato, ufficio tributi, gestione dei beni demaniali, ufficio tecnico e anagrafe. Il dato, citato con grande evidenza dal Sole 24 ore, è tratto dalla banca dati AidaPa pubblicata sul sito del Ministero dell'Interno, mette Firenze al terzo posto fra i Comuni più costosi' d'Italia. Al primo posto c'è Napoli (con 539,3 euro pro capite) al secondo Enna (483,6 euro) al terzo, appunto, Firenze con i suoi 446 euro e spiccioli. Un dato che lascia perplessi soprattutto se confrontato con le spese sostenute per macchine comunali più imponenti: come si suppone siano quella romana, al quarantacinquesimo posto con i suoi 249,4 euro a testa, e quella milanese che si piazza al quattordicesimo posto con 330,4 euro per ogni cittadino. Meno male che, nelle spese sostenute per pagare gli amministratori, Firenze se la cava con poco meno di 17 milioni di euro, pari a 46,35 euro pro capite. Cifra che piazza Palazzo Vecchio al ventunesimo posto in classifica nei 99 comuni presi in esame. Il centrodestra con il consigliere comunale, onorevole Gabriele Toccafondi (FI - Pdl) stigmatizza i conti' fiorentini. «Siamo sul podio per i costi della burocrazia, tra i primi venti per quanto riguarda i costi della politica. Perché per il totale delle spese della macchina comunale ogni fiorentino spende oltre 446 euro e a Prato per fare le stesse cose ne servono solo 138? Perchè per i costi della politica a Firenze spendiamo 46,35 euro e a Rimini solo 10,37 euro?». La risposta arriva dall'assessore al bilancio Tea Albini che ci tiene a rimettere i puntini sulle «i». «E' di 353 euro e non di 446,8 il costo della macchina comunale per ogni fiorentino. E abbiamo operato solo una correzione parziale». L'«errore» di lettura dei dati (esplosi' diversamente cioè aggregati per voci differenti) nasce dal certificato del conto di bilancio 2007 che ogni anno i Comuni forniscono al Ministero dell'Interno. «Abbiamo verificato che, per una trasposizione di dati, 92 milioni di euro riportati come costo per il personale sono in realtà poco meno di 60 milioni di euro. Ne deriva che il costo pro capite scende immediatamente a 353 euro e riposiziona Firenze a metà classifica». In ogni caso l'assessore Albini contesta il metodo utilizzato per stilare la classifica. «E' molto difficile comparare dati fra città spiega è evidente che i comuni che erogano più servizi hanno costi più alti». Una tesi sostenuta anche dall'Anci, l'associazione nazionale dei comuni: «Nelle tabelle pubblicate si confondono spese per l'erogazione di servizi (anagrafe, ufficio tecnico, etc.) con quelle di funzionamento, che sono invece connesse alle spese dovute all'esistenza stessa del Comune. Un'analisi di questo genere dovrebbe piuttosto concentrarsi sull'incidenza dei costi sull'ammontare complessivo dei beni e servizi erogati».

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Banchetti: <D'accordo (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Arezzo)" del 24-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

PRIMO PIANO pag. 2 Banchetti: «D'accordo VIA CRISPI & DINTORNI L'ASSESSORE AL TRAFFICO: E' E' QUASI una corrispondenza d'amorosi sensi quella fra l'uomo delle scarpe e l'assessore al traffico. Mauro Peloni lo chiama in causa («Nutro grande stima per la sua professionalità») e Roberto Banchetti risponde. D'altronde, i due, il commerciante e il politico, non negano di conoscersi nè di avere qualche idea in comune su quale direzione dare al futuro di Arezzo. Ecco allora che l'assessore risponde con un ni che è quasi un sì alla provocazione di Peloni sullo stop del parcheggio in via Crispi: «E' anche la mia idea, ci sto lavorando. Certo, prima devono esserci le condizioni». La premessa inevitabile, anche se l'ingegnere-assessore non lo dice, è che la giunta Fanfani da tempo sta ragionando sull'ipotesi dell'eliminazione della sosta a raso in tutto il «salotto buono» del centro. Va in questa direzione quello che è stato avviato del piano dei parcheggi, vanno in questo senso i progetti dei multipiani come quello che dovrebbe sorgere all'Eden, viaggia in parallelo l'idea che il sindaco aveva lanciato dinanzi alle categorie economiche presentando le linee essenziali della Cadorna che verrà: uno studio idrogeologico che verifichi la possibilità di realizzare un parcheggio sotto l'ex caserma, naturalmente se è compatibile con il corso del Castro, che in quel tratto scorre nelle viscere della terra. Un parcheggio che dovrebbe essere riservato ai residenti, in modo appunto da limitare la sosta a raso lungo le strade del centro. «NON LO NASCONDO spiega Banchetti - è il mio modello di città, uno scenario nel quale le auto ingombrano il meno possibile, anche dal punto di vista estetico. Ma non mi scordo mai che esistono anche le esigenze di chi il centro lo abita e dei commercianti. Ecco perchè tutto quello che farò voglio farlo d'accordo con loro, senza danneggiarli». Significa, ricorda ancora l'assessore, che si dovrà inevitabilmente procedere a piccoli passi, in tutto il «salotto buono» e non solo in via Crispi, via via che prenderanno forma i progetti di parcheggio attualmente in cantiere. Per il 2011, anno di fine del mandato della giunta di centrosinistra, Banchetti conta di avere pronti il multipiano di via Mecenate e quello del Gioco del Pallone. Più l'ennesimo tentativo di rianimazione del «Baldaccio». Per allora potrebbe esserci anche un'idea più definita di come sarà il multipiano sotto l'Eden e (forse) sotto il Parco Giotto. «Con un piano della sosta così avviato - commenta Banchetti - conto di essere nelle condizioni per cominciare a eliminare anche un po' di posti di parcheggio a raso». CERTO, l'assessore si rende conto di quanto i tempi della politica e della burocrazia siano lunghi rispetto alle esigenze della città e di chi ci vive: «Mi rammarico di non poter decidere nulla di definitivo prima di fine mandato. Ma d'altronde c'è poco da fare. In Italia i passaggi sono questi». Intanto, però, il progetto di mobilità che Banchetti ha in mente per Arezzo è già abbastanza preciso. E comporta non solo i nuovi multipiani ma anche un ulteriore tentativo di recuperare il «Baldaccio» che suscita al solito le perplessità degli scettici. L'assessore-ingegnere lo sa ma è convinto di poter vincere le resistenze: «Sono d'accordo che così com'è il parcheggio non può funzionare, ma quando si conosceranno meglio i dettagli sulla trasformazione del vecchio scalo merci, credo che molti saranno d'accordo con noi nel ritenere che i margini per salvare il Baldaccio ci sono eccome». Salvatore Mannino

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E' QUASI una corrispondenza d'amorosi sensi quella fra l'uomo dell... (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Arezzo)" del 24-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

PRIMO PIANO pag. 3 E' QUASI una corrispondenza d'amorosi sensi quella fra l'uomo dell... E' QUASI una corrispondenza d'amorosi sensi quella fra l'uomo delle scarpe e l'assessore al traffico. Mauro Peloni lo chiama in causa («Nutro grande stima per la sua professionalità») e Roberto Banchetti risponde. D'altronde, i due, il commerciante e il politico, non negano di conoscersi nè di avere qualche idea in comune su quale direzione dare al futuro di Arezzo. Ecco allora che l'assessore risponde con un ni che è quasi un sì alla provocazione di Peloni sullo stop del parcheggio in via Crispi: «E' anche la mia idea, ci sto lavorando. Certo, prima devono esserci le condizioni». La premessa inevitabile, anche se l'ingegnere-assessore non lo dice, è che la giunta Fanfani da tempo sta ragionando sull'ipotesi dell'eliminazione della sosta a raso in tutto il «salotto buono» del centro. Va in questa direzione quello che è stato avviato del piano dei parcheggi, vanno in questo senso i progetti dei multipiani come quello che dovrebbe sorgere all'Eden, viaggia in parallelo l'idea che il sindaco aveva lanciato dinanzi alle categorie economiche presentando le linee essenziali della Cadorna che verrà: uno studio idrogeologico che verifichi la possibilità di realizzare un parcheggio sotto l'ex caserma, naturalmente se è compatibile con il corso del Castro, che in quel tratto scorre nelle viscere della terra. Un parcheggio che dovrebbe essere riservato ai residenti, in modo appunto da limitare la sosta a raso lungo le strade del centro. «NON LO NASCONDO spiega Banchetti - è il mio modello di città, uno scenario nel quale le auto ingombrano il meno possibile, anche dal punto di vista estetico. Ma non mi scordo mai che esistono anche le esigenze di chi il centro lo abita e dei commercianti. Ecco perchè tutto quello che farò voglio farlo d'accordo con loro, senza danneggiarli». Significa, ricorda ancora l'assessore, che si dovrà inevitabilmente procedere a piccoli passi, in tutto il «salotto buono» e non solo in via Crispi, via via che prenderanno forma i progetti di parcheggio attualmente in cantiere. Per il 2011, anno di fine del mandato della giunta di centrosinistra, Banchetti conta di avere pronti il multipiano di via Mecenate e quello del Gioco del Pallone. Più l'ennesimo tentativo di rianimazione del «Baldaccio». Per allora potrebbe esserci anche un'idea più definita di come sarà il multipiano sotto l'Eden e (forse) sotto il Parco Giotto. «Con un piano della sosta così avviato - commenta Banchetti - conto di essere nelle condizioni per cominciare a eliminare anche un po' di posti di parcheggio a raso». CERTO, l'assessore si rende conto di quanto i tempi della politica e della burocrazia siano lunghi rispetto alle esigenze della città e di chi ci vive: «Mi rammarico di non poter decidere nulla di definitivo prima di fine mandato. Ma d'altronde c'è poco da fare. In Italia i passaggi sono questi». Intanto, però, il progetto di mobilità che Banchetti ha in mente per Arezzo è già abbastanza preciso. E comporta non solo i nuovi multipiani ma anche un ulteriore tentativo di recuperare il «Baldaccio» che suscita al solito le perplessità degli scettici. L'assessore-ingegnere lo sa ma è convinto di poter vincere le resistenze: «Sono d'accordo che così com'è il parcheggio non può funzionare, ma quando si conosceranno meglio i dettagli sulla trasformazione del vecchio scalo merci, credo che molti saranno d'accordo con noi nel ritenere che i margini per salvare il Baldaccio ci sono eccome». Salvatore Mannino

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Ancora sugli invalidi civili: le file al Santa Maria della Pietà (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 24-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Lettere - data: 2009-02-24 num: - pag: 8 categoria: REDAZIONALE Caro amico ti scrivo di Goffredo Buccini Ancora sugli invalidi civili: le file al Santa Maria della Pietà Caro Buccini, la vicenda delle ore di fila degli invalidi che si recano agli uffici di Lungotevere delle Vittorie non è, purtroppo, un caso isolato nella nostra città. L'ufficio invalidità civile del Santa Maria della Pietà ne è un esempio calzante ed illuminante. Nessuno sportello per le informazioni, i moduli per l'accertamento dell'invalidità civile o per l'aggravamento buttati su un tavolino anonimo, anziani e disabili vari ammassati in una sala d'attesa piccola e deserta. Il tutto condito da uno squallore delle struttura dell'ex manicomio provinciale in cui gli uffici invalidi civili sono situati. Le giornate per presentare le domande sono limitate solo al martedì e al giovedì ad orario ristretto (8,30-11,30). Le file lunghissime di chi già soffre per l'età e le malattie sono estenuanti e indecorose. Possibile che non si riesca ad organizzare uffici accoglienti e funzionanti per le categorie più deboli che vivono nella (sic) Capitale d'Italia? Un caro saluto Corrado Stillo Caro Stillo, continuo a pubblicare questo tipo di lettere per due ordini di motivi. Primo: per l'indignazione che mi provocano. Secondo: perché continuo a sperare che, leggendole, qualche ministro o qualche assessore competente decida di fare qualcosa al di là delle vuote chiacchiere e affermazioni di principio. Se anziché disquisire in tv di filosofia e teologia o pretendere di riscrivere la storia senza averne competenza i responsabili delle varie burocrazie facessero un giro nei pubblici uffici si assicurerebbero un consenso popolare senza precedenti. gbuccini@rcs.it

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I NOSTRI SOLDI (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Pistoia)" del 24-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

CRONACA PISTOIA pag. 2 I NOSTRI SOLDI VIRTUOSO (ma con un distinguo) in spese per la burocrazia; assai meno in costi della politica. Nel giro di un anno il Comune di Pistoia spende 13 milioni e 600 mila euro per il funzionamento del suo cuore pulsante amministrativo: segreterie gestione del personale, ragioneria ed economato, ufficio tributi, gestione dei beni demaniali, uffici tecnici ed anagrafe. Una media di poco più di 157 euro per cittadino, che finiscono per fare quello intitolato a Giano uno dei palazzi meno dispendiosi d'Italia, al quart'ultimo posto nella classifica (pubblicata ieri dal Sole 24 ore) su 99 capoluoghi di provincia. Al contrario, i dati 2007 elaborati dal quotidiano economico su vari database, collocano Pistoia al 23esimo posto in Italia in spese per il mantenimento degli organi istituzionali. La somma totale è stata di 3 milioni e 920 mila, per una media procapite di circa 45 euro. NELLA graduatoria degli esborsi per gli uffici, il nostro Comune è secondo soltanto a quelli di Bari, della vicina Prato e di Brindisi e lontana anni luce da altre dispendiosissime toscane come Firenze (al terzo posto con una media procapite di 446 euro spesi nell'anno di riferimento) e Siena (7a con 375 per residente). MA C'È POCO da stupirsi. Come spiega anche l'assessore al bilancio, Piero Giovannini i calcoli non prendono in considerazione le voci di spesa per i servizi alla persona che notoriamente assorbono una percentuale molto alta delle spese correnti dell'amministrazione pistoiese. In pratica, i dati non considerano gli stipendi di maestre e personale di scuole ed asili, ma unicamente quelli per l'adempimento di funzioni demandate dallo Stato come anagrafe od ufficio elettorale. «Ad ogni modo afferma Giovannini la classifica sfata il mito che crede nell'esistenza di margini di risparmio nel funzionamento della macchina comunale». DIVERSO il discorso per i costi della politica. Indennità e gettoni di presenza costano più della media nazionale. Al lordo delle imposte, il sindaco percepisce 6 mila e 463 euro al mese; il suo vice 4 mila 847; gli altri sette assessori 4 mila 201; i presidenti delle tre Circoscrizioni 2 mila 326 (metà quello della 3, Silvano Pocci perché dipendente non in aspettativa). Poi, le assemblee elettive: 3 mila 878 l'indennità lorda del presidente del Consiglio comunale; 92 euro lorde il gettone di presenza per i 40 consiglieri, sia per le sedute dell'assemblea che per quelle di commissione; 46 euro lorde a seduta il rimborso per i 45 consiglieri circoscrizionali. «Non sorprende la maggiore spesa procapite sia più alta della media dice ancora l'assessore Giovannini. Non tanto perché le nostre indennità siano maggiori che altrove, quanto perché gli organi istituzionali si riuniscono forse più spesso. Evitando di fare del facile populismo, se proprio si vogliono tagliare gettoni e indennità, credo si debba procedere attraverso una legge dello Stato anziché provvedimenti su base locale». «Ad ogni modo conclude Giovannini ritengo che eventuali riduzioni non debbano arrivare al punto di escludere l'accesso alle cariche pubbliche ai meno abbienti». Simone Trinci Image: 20090224/foto/5006.jpg

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Palazzo di Giano è pure rapido nei pagamenti malgrado il patto di stabilità (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Pistoia)" del 24-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

CRONACA PISTOIA pag. 3 Palazzo di Giano è pure rapido nei pagamenti malgrado il patto di stabilità L'ALTRO PRIMATO QUARTO NEL 2007 UN COMUNE rapido nei pagamenti. Così, quello di Pistoia secondo l'indagine del Sole 24 Ore (la fonte è il Centro studi Sintesi su certificati consuntivi emessi dai Comuni nel 2007) che piazza palazzo di Giano al quarto posto in Italia fra i capoluoghi di provincia che nel corso del 2007 hanno mantenuto in cassa i residui più bassi. Dei 60 milioni tondi che aveva in cassa all'inizio dell'anno che segnò il passaggio dalla prima alla seconda giunta Berti, Palazzo di Giano ne versò ai fornitori 26,76, pari al 44,6% del totale. Una bella percentuale, inferiorem solo a quelle di Pisa (migliore in Italia), Imperia e Perugia e più che doppia rispetto alla media nazionale attestata al 20%. UNA BELLA risposta al «patto di stabilità» varato per assicuarre agli enti (e al paese) stabilità finanziaria e stabilità economica ma che in questi giorni di grave crisi provoca il paradosso di amministrazioni pubbliche con le casse piene di soldi che non possono pagare e di aziende fornitrici spesso al collasso. Nel 2007 il Comune fu rapido e virtuoso, dunque. L'anno successivo incontrò qualche difficoltà in più se è vero che lo scorso autunno La Nazione pubblicò la protesta dei rivenditori di libri che tardavano a ricevere da palazzo di Giano il rimborso per la consegna di tetsti gratuiti per i bimbi delle elementari. «E' vero - spiega l'assessore al bilancio Piero Giovannini fummo costretti a ritardare un po', poi trovammo il modo per pagare un acconto, poi a saldare. In totale erano 50-60mila euro, somma rilevante per i negozi». GIOVANNINI spiega che col «patto di stabilità «fra il 29 dicembre scorso e il 3 gennaio abbiamo effettuato pagamenti in serie per milioni e milioni, ripartendoli nei due esercizi». Come fa il Comune a rientrare nelle regole? «Sapevamo di essere all'avanguardia anche grazie alla convenzione risalente all'ultima estate con la Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia e la tesoreria per smobilizzare più velocemente i crediti verso il Comune. E' stato un atto innovativo, preso poi a modello da molti altri enti locali e grazie al quale avuta la certezza del pagamento dei debiti attuali, abbiamo potuto pensare allo smaltimento degli arretrati». «MA AL DI LÀ del patto di stabilità, il problema che rallenta i nostri pagamenti è soprattutto la burocrazia - spiega l'assessore Giovannini - Siamo lenti, farraginosi, non per colpa nostra ma delle procedure, delle leggi. Quando le cose vanno bene i fornitori "resistono" agevolmente ai pagamenti in sei mesi e oltre. In tempi come questi potremmo dare ossigeno alle aziende. ma non possiamo farlo. Per il patto, sì. Ma anche per la burocrazia».

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VIRTUOSO (ma con un distinguo) in spese per l... (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Pistoia)" del 24-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

CRONACA PISTOIA pag. 3 VIRTUOSO (ma con un distinguo) in spese per l... VIRTUOSO (ma con un distinguo) in spese per la burocrazia; assai meno in costi della politica. Nel giro di un anno il Comune di Pistoia spende 13 milioni e 600 mila euro per il funzionamento del suo cuore pulsante amministrativo: segreterie gestione del personale, ragioneria ed economato, ufficio tributi, gestione dei beni demaniali, uffici tecnici ed anagrafe. Una media di poco più di 157 euro per cittadino, che finiscono per fare quello intitolato a Giano uno dei palazzi meno dispendiosi d'Italia, al quart'ultimo posto nella classifica (pubblicata ieri dal Sole 24 ore) su 99 capoluoghi di provincia. Al contrario, i dati 2007 elaborati dal quotidiano economico su vari database, collocano Pistoia al 23esimo posto in Italia in spese per il mantenimento degli organi istituzionali. La somma totale è stata di 3 milioni e 920 mila, per una media procapite di circa 45 euro. NELLA graduatoria degli esborsi per gli uffici, il nostro Comune è secondo soltanto a quelli di Bari, della vicina Prato e di Brindisi e lontana anni luce da altre dispendiosissime toscane come Firenze (al terzo posto con una media procapite di 446 euro spesi nell'anno di riferimento) e Siena (7a con 375 per residente). MA C'È POCO da stupirsi. Come spiega anche l'assessore al bilancio, Piero Giovannini i calcoli non prendono in considerazione le voci di spesa per i servizi alla persona che notoriamente assorbono una percentuale molto alta delle spese correnti dell'amministrazione pistoiese. In pratica, i dati non considerano gli stipendi di maestre e personale di scuole ed asili, ma unicamente quelli per l'adempimento di funzioni demandate dallo Stato come anagrafe od ufficio elettorale. «Ad ogni modo afferma Giovannini la classifica sfata il mito che crede nell'esistenza di margini di risparmio nel funzionamento della macchina comunale». DIVERSO il discorso per i costi della politica. Indennità e gettoni di presenza costano più della media nazionale. Al lordo delle imposte, il sindaco percepisce 6 mila e 463 euro al mese; il suo vice 4 mila 847; gli altri sette assessori 4 mila 201; i presidenti delle tre Circoscrizioni 2 mila 326 (metà quello della 3, Silvano Pocci perché dipendente non in aspettativa). Poi, le assemblee elettive: 3 mila 878 l'indennità lorda del presidente del Consiglio comunale; 92 euro lorde il gettone di presenza per i 40 consiglieri, sia per le sedute dell'assemblea che per quelle di commissione; 46 euro lorde a seduta il rimborso per i 45 consiglieri circoscrizionali. «Non sorprende la maggiore spesa procapite sia più alta della media dice ancora l'assessore Giovannini. Non tanto perché le nostre indennità siano maggiori che altrove, quanto perché gli organi istituzionali si riuniscono forse più spesso. Evitando di fare del facile populismo, se proprio si vogliono tagliare gettoni e indennità, credo si debba procedere attraverso una legge dello Stato anziché provvedimenti su base locale». «Ad ogni modo conclude Giovannini ritengo che eventuali riduzioni non debbano arrivare al punto di escludere l'accesso alle cariche pubbliche ai meno abbienti». Simone Trinci Image: 20090224/foto/5027.jpg

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Spesa, il Comune si mette a dieta (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Arezzo)" del 24-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

CRONACA AREZZO pag. 5 Spesa, il Comune si mette a dieta Il vicesindaco Marconi: «Ghigliottina sul bilancio, dirigenti da 27 a 15» DUECENTO EURO A TESTA PER LA «MACCHINA» DI PALAZZO CAVALLO RISPARMI Giuseppe Marconi (in basso) ha la delega al bilancio di PIERO SCORTECCI F UNZIONANO bene o funzionano male, non importa. Quello che conta, almeno questa volta, è quanto spendono. E per i Comuni capoluogo è una gran bella gara dimostrare che i costi della burocrazia, le somme spese per far funzionare la macchina amministrativa sono i più bassi possibile. Barare è impossibile o lo è solo in parte, visto che poi ci sono rivoli e strumenti operativi non attribuibili direttamente all'ente che assorbono risorse come una spugna. Insomma, i bilanci contano, dicono la verità, ma chi vuol vedere meglio come stanno le cose è bene che si metta gli occhiali. INIZIAMO dai Comuni cattivi, Napoli e Enna , che spendono rispettivamente 539 euro per abitante e 483, una quantità di soldi che fa «strabuzzare» gli occhi visto che Prato e Brindisi, più sobrie, arrivano al 138 e 130 euro pro capite. Dopo i buoni e i cattivi, ci sono anche i mediocri e i parsimoniosi, i Comuni che hanno un buon voto in condotta e si presentano alla ribalta con una serie di spese che non fanno paura. E Arezzo è fra questi. Per far funzionare la macchina comunale, a Palazzo dei Priori si spendono 20 milioni di euro e poco più di 212 euro per abitante. Per gli organi istituzionali, invece, consiglio comunale, circoscrizioni e aziende pubbliche si arriva a sborsare complessivamente 2.650.000 euro e 27,64 euro a testa. NON PERDE l'occasione il vice sindaco Giuseppe Marconi, reduce dalle sfilate carnascialesche, per confermare i buoni intendimenti dell'amministrazione, primi fra tutti la riduzione del numero dei dirigenti passati da 27 a 15 e una serie di mancati turn over per una parte significativa del personale. «NONOSTANTE un aumento di 840 mila euro che derivano dai rinnovi contrattuali sottolinea compiaciuto, Giuseppe Marconi la nostra spesa per il personale ha raggiunto il 39 per cento del bilancio e, quindi, siamo ben al di sotto degli indici di legge previsti dalle norme sulla finanza locale». La scure cade più pesante sugli organi istituzionali, quelli che da piazza della Libertà dirigono la complessa macchina comunale: costi per i consiglieri, gettoni per le circoscrizioni, consigli di amministrazione delle aziende, troppe veramente ammette l'assessore alle finanze: «Abbiamo tagliato le spese di un bel po' prosegue Marconi ma siamo ancora nella fase iniziale, con i prossimi documenti contabili le riduzioni appariranno ancora più consistenti. Vogliamo ridurre il numero delle aziende e il numero dei consiglieri, che siedono negli organi di vertice». La ghigliottina è già pronta e sotto la sua lama cadranno uno dopo l'altro un bel po' di capitoli di spesa. Image: 20090224/foto/1426.jpg

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MASSA PROMOSSI o bocciati? Luigi Torre, comme... (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Massa - Carrara)" del 24-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

PRIMO PIANO pag. 3 MASSA PROMOSSI o bocciati? Luigi Torre, comme... MASSA PROMOSSI o bocciati? Luigi Torre, commercialista, nel 2007 (anno a cui si riferiscono i dati sul costo della macchina comuale) era consigliere comunale. La sua analisi è doppiamente preziosa: «Queste tabelle premette vanno prese con le molle ma una lettura incrociata qualcosa ce lo dice. E' vero che Massa è tra i capoluoghi migliori per tasso di pagamento dei residui passivi, velocità di pagamento nella spesa in coto capitale e bassi costi degli organi istituzionali. Ma cade sui costi degli uffici di amministrazione generale: è tra i peggiori, mentre altri Comuni che hanno risultati buoni nelle prime tre voci eccellono anche in questa». Cosa significa? «Significa che Massa non realizza economie nel funzionamento degli uffici, non è efficiente. Evidentemente c'è un costo maggiore perché c'è una burocrazia maggiore e maggiore burocrazia porta minor efficienza nell'erogazione dei servizi ai cittadini». Anche Torre, come l'assessore Volpi, nota che nella voce amministrazione generale incidono i costi di Massa Servizi: «Qui non si può continuare così commenta la politica deve dare una risposta in termini di minor burocrazia che consenta anche una economia. Altri comuni hanno realizzato economie nella gestione della macchina amministrativa, noi abbiamo aggravato le situazioni. E' dal costo del funzionamento degli uffici che capisci se un Comune è ben strutturato: Massa ha bisogno di una necessità di una rivisitazione». L'INGEGNER Carlo Milani commenta da cittadino, da non tecnico dei conti comunali: «Mi sembra che i costi di Massa siano nella media, mentre sono straordinari quelli di altri Comuni. Come giudico la macchina amministrativa del nostro Comune? Il problema sono le competenze e l'organizzazione. Per la mia esperienza devo dire che la macchina amministrativa di Massa non è tra le peggiori ma ci sono differenze marcate tra i vari uffici. Soprattutto, si supplisce con la buona volontà dei singoli alle carenze strutturali». Anna Pucci

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di MANRICO PARMA IL COMUNE della Spezia non è fra i più... (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (La Spezia)" del 24-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

PRIMO PIANO pag. 2 di MANRICO PARMA IL COMUNE della Spezia non è fra i più... di MANRICO PARMA IL COMUNE della Spezia non è fra i più spendaccioni. Lo ha rilevato ieri uno studio del Sole 24 Ore facendo il punto sui costi per le «macchine» della burocrazia e sulle spese per gli stipendi e le indennità dei politici che le guidano. Per far viaggiare gli uffici gli oneri sostenuti per la segreteria, la ragioneria e gli altri settori l'amministrazione di piazza Europa sborsa 20,8 milioni annui. L'importo per cittadino si attesta sui 220,9 euro. Siamo in sessantaduesima posizione nella classifica nazionale dei capoluoghi, ben distanti dalle capofila Napoli e Enna che hanno cifre pro capite rispettivamente di 539, 3 e 483,6 euro. Spezia può dirsi virtuosa soprattutto nel campo delle spese per le cariche elettive. Gli organi istituzionali, dal sindaco, alla giunta, alle commissioni, ai consigli, costano alle casse pubbliche 1,52 milioni l'anno. Rapportando il dato ai cittadini, scaturisce un valore pro capite di 16,19 euro. Uno dei più leggeri in Italia. Andando a spulciare viene fuori che il compenso mensile del sindaco è di 4.734,10 euro lordi (3.150 netti), degli assessori a tempo pieno 2.840,46 (2.000 netti), a tempo parziale di 1.420,23. Compensi fermi all'anno 2000, anche per gli adeguamenti Istat. E ancora. Il presidente del consiglio comunale percepisce un'indennità pari a 2.840,46; i consiglieri comunali un gettone di presenza di 69 euro. IL RISULTATO soddisfa l'amministrazione di centrosinistra impegnata in una politica di contenimento delle spese. In chiaroscuro il commento dell'opposizione di centrodestra: «Ok le spese per i politici, abbastanza contenute. Sugli esborsi per gli uffici da sottolineare che lo studio non tiene conto di Spezia Risorse che alza il valore pro capite da 220 a 245 euro», osserva Giacomo Gatti (An). MA DAI cittadini arriva un invito a migliori servizi e ulteriori tagli. Alfonso Novelli: «Devono funzionare meglio l'organizzazione della città. Invito i nostri gli amministratori ad andare a vedere come sono organizzate centri vicini a noi come Chiavari e Sestri». Vincenzo Mandato invece afferma: «Come si taglia sul sociale, via gli stipendi di chi fa politica. Via anche le auto di rappresentanza. Gli amministratori viaggino con i loro mezzi come fa la gente comune per andare al lavoro». Clara Giovanelli chiede «una migliore gestione dei soldi pubblici che porti alla realizzazione di più opere in città». Contro le consulenze esterne all'ente e a favore dello sviluppo delle capacità professionali del personale del Comune si schiera Massimo Cargiolli. Antonella Fierro sottolinea: «Non mi sono mai presa la briga di andare a leggere il bilancio del Comune. Ho assistito invece a una riunione pubblica dell'assessore Michelini. Mi sembra che l'amministrazione abbia deciso di dare un taglio agli sperperi».

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<Le nostre scommesse su rigore e efficienza stanno dando buoni frutti> (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (La Spezia)" del 24-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

PRIMO PIANO pag. 2 «Le nostre scommesse su rigore e efficienza stanno dando buoni frutti» L'AMMINISTRAZIONE PAITA E MICHELINI Spese per burocrazia e cariche elettive. Il Sole 24 Ore promuove Spezia. Commento? «I dati sono riferiti ai bilanci del 2007 e confermano un Comune rigoroso e attento ai risparmi. Possiamo confermare che le scelte che hanno caratterizzato l'amministrazione anche nel corso del 2008 vanno nel senso del massimo contenimento di ogni risorsa», rispondono Paola Michelini (nella foto) e Raffaella Paita, assessori rispettivamente al bilancio e alla macchina comunale. Dove sta il segreto? «In una politica che favorisce il risparmio, ma anche in scelte strategiche che mirano a dar vita ad un ente che si sburocratizza, snellisce le procedure e accelera i tempi. In questa direzione va l'intero processo di riorganizzazione e le scelte in tema finanziario e di bilancio. Da ultima, la recente manovra sui risparmi che prevede riduzione delle auto, centralizzazione degli acquisti e gare on line». E la qualità dei servizi? «Ci muoviamo su due direttrici. La prima è migliorare la vita dei cittadini, la seconda è farlo senza gravare eccessivamente sugli stessi attraverso una progressiva riduzione dei costi della macchina. Qualità della spesa, qualità dei servizi e massima trasparenza. Costi della politica prossimi venturi? «Terremo un atteggiamento di grande rigore nei cosiddetti "costi della politica". Spesso si parla a sproposito di "stipendi d'oro". Alla Spezia abbiamo scelto il rigore e la serietà. Ma non si tratta certamente di un gesto straordinario, semmai è ciò che la politica sempre deve fare: dare l'esempio ed essere a servizio dei cittadini». M.P.

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<Ma il bilancio è ingessato Possiamo accendere mutui solo per due milioni l'anno> (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (La Spezia)" del 24-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

PRIMO PIANO pag. 3 «Ma il bilancio è ingessato Possiamo accendere mutui solo per due milioni l'anno» L'OPPOSIZIONE GIACOMO GATTI Costi per cariche elettive piuttosto bassi. Un bel primato per Spezia. Non è forse vero? «Chi fa politica in Comune lo fa con spirito di servizio e non certo per guadagnare. Non ci sono politici di professione», inizia a rispondere Giacomo Gatti di An (nella foto). Lei è consigliere di opposizione e presidente di una commissione. L'ultimo mese quanto ha ricevuto di gettoni? «Circa 300 euro. Non sono molti tenuto conto il tempo che ho perso. Non sono certo consigliere con la logica di guadagnare». Perché si è fatto eleggere? «Semplicemente per dare un contributo alla città e alla vita della comunità». Tutti i consigli si svolgono alle 21, allungando tempi e costi. Allora? «E' altrettanto vero che per chi lavora, e sono molti i professionisti e i titolari di aziende, è difficile pensare che le sedute si possano svolgere in un orario che non sia quello serale». I conti del Comune allora funzionano bene? «Niente affatto. La voce delle spese generali del personale e i costi per la cariche elettive non sono i peggiori. Il vero problema del bilancio è l'incredibile quantità di debiti accumulati negli ultimi otto anni. Debiti che costringono il Comune a spendere più di 9 milioni di euro all'anno per rimborsare le rate dei mutui accesi». Morale? «Questa eredità della giunta Pagano impedisce all'amministrazione di Federici e alla prossima di contrarre mutui oltre una cifra irrisoria, fra uno e due milioni l'anno, per evitare di sforare i parametri del patto di stabilità». E poi? «Stiamo mettendo sotto la lente di ingrandimento le spese energetiche del Comune. Sono elevatissime. Tante volte ci costringono a rimpinguare il capitolo, con variazioni di bilancio». Resta il fatto che il Comune è virtuoso per le spese della burocrazia. Lo dice il Sole? «L'analisi non prevede a onor del vero il costo per Spezia Risorse. Il nostro Comune è uno degli otto in Italia che ha scelto di portare all'esterno gli uffici del fisco». M.P.

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Caserta, il Comune è il quarto d'Italia per costo del personale (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 24-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno - CASERTA - sezione: CASERTA - data: 2009-02-24 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Analisi del «Sole 24 Ore» Caserta, il Comune è il quarto d'Italia per costo del personale CASERTA — Caserta e le sue pagelle, le tabelle statistiche cioè del «Sole 24 Ore» che chiamano ogni tanto a raccolta i cittadini a sentire come vanno i propri amministratori. Sulle pagine color salmone i casertani hanno imparato a leggere che quando i voti sono buoni, da primato in classifica, vanno interpretati al contrario. Cioè quando si è primi o fra i primi, si è ultimi o fra gli ultimi. L'ultima riguarda i costi sostenuti dai Comuni per il funzionamento degli uffici comunali. Caserta è quarta in classifica, dopo Napoli, Enna e Firenze ed è seguita a distanza da Palermo e Milano. La macchina burocratica comunale, un bel torpedone da 615 dipendenti, costa 34,3 milioni di euro annui (il ricorso alle vecchie lire continua a rendere meglio l'idea: 68 miliardi e seicento milioni), giocando ancora con le cifre risulta che ogni cittadino è caricato di 433 euro per fruire dei servizi gestiti dall'apparato comunale. Ma i casertani, ottengono veramente servizi in qualità e quantità da giustificare il carico pro capite di scarsi 500 euro all'anno? Ne parliamo con Gian Maria Piscitelli, dirigente l'ufficio Personale, un passato da dirigente sindacale cui si riconosce grande equilibrio da quando è passato all'altro lato della scrivania, rigira la pagella e ad ogni giro aumenta la sua perplessità. «Non riesco a trovare il parametro cui ci si è rifatti nella compilazione della graduatoria statistica — dice — le nostre cifre ci collocano in ben differenti valutazioni: abbiamo 615 dipendenti e risultiamo parecchio al di sotto dei parametri rapportati ai 79.632 abitanti. In definitiva non comprendo l'asserita e non si sa come verificata costosità della nostra burocrazia comunale, in particolare nel rapporto tra soldi spesi e numero dei cittadini amministrati». Franco Tontoli

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di MICHELE NUCCI PERUGIA I POLITICI di Terni e Perugia costan... (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Umbria)" del 24-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

CRONACHE pag. 16 di MICHELE NUCCI PERUGIA I POLITICI di Terni e Perugia costan... di MICHELE NUCCI PERUGIA I POLITICI di Terni e Perugia costano cari. Molto più della media nazionale. Un po' a sorpresa, infatti, consiglieri, assessori e sindaci delle due principali città umbre fanno registrare dati superiori a molte altre realtà italiane. E si collocano all'undicesimo (Terni) e quindicesimo posto (Perugia) per l'incidenza della spesa pro-capite. I numeri li ha spulciati il quotidiano economico Il Sole 24 ore con l'aiuto della banca dati «AidaPa» e sono riferiti al 2007. Numeri impietosi: a Terni ogni cittadino paga 62,64 euro per gli organi elettivi, a Perugia 53,72. E' naturale poi che in senso assoluto il costo non è tra i più elevati: 6,88 milioni nella Conca e 8,7 nel capoluogo regionale. Basti pensare che Venezia spende più di trenta milioni, Torino 48, Bologna 23, Napoli 56. Città medie come Brescia 8 milioni, Ancona solo 2,87 Modena sempre 8, Parma poco più di 4 milioni, Siena 5,49. Il confronto verò è sul costo pro-capite dunque: in testa ci sono Venezia (112,6 euro) e Siena appunto (102). Poi il valore scende drasticamente ai 76 euro di Alessandria. A Perugia i quasi nove milioni all'anno servono alle indennità del sindaco, di dieci assessori, 40 consiglieri comunali e 208 di circoscrizione (con la riforma scenderanno a cento, con un risparmio attorno ai 250mila euro). Renato Locchi, primo cittadino, ha sempre rivendicato che lui e la Giunta che guida da dieci anni hanno scelto di percepire il minimo del compenso previsto dalle norme per città superiori a centomila abitanti. Tant'è che lo stesso parametro vale per la Provincia, dove i compensi invece sono superiori a quelli del Comune del trenta per cento circa. Il problema pare essere quello del numero delle circoscrizioni: nel 2007 erano tredici, tante, troppe forse. E il peso evidentemente si fa sentire. Lo stesso discorso si può fare per Terni. Evidentemente incide il numero degli abitanti. x LE COSE vanno invece un po' meglio per quanto riguarda il funzionamento della macchina amministrativa: Terni e Perugia sono nella media. Senza infamia e senza lode insomma. I parametri presi a riferimento riguardano le spese per la segreteria e gestione del personale, la ragioneria e economato, l'ufficio tributi, la gestione dei beni demaniali, l'ufficio tecnico e l'anagrafe. Il capoluogo regionale e quello ternano hanno spese simili per ogni abitante: 251,1 euro e 248 rispettivamente. Mentre mediamente nel Bel Paese ogni italiano ne paga 260. L'amministrazione comunale guidata ancora per pochi mesi da Locchi spende 40,7 milioni all'anno per mandare avanti la burocrazia, quella di Paolo Raffaelli ben tredici in meno. Ma i numeri e l'attività sono evidentemente diverse. Certo vengono i brividi a pensare che ogni napoletano sostiene un costo di 539 euro, mentre a Firenze si scende (si fa per dire) a 446. Insomma il peso della burocrazia è doppio rispetto all'Umbria.

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A GIANLUCA Bianchi, impegnato in diverse associazioni giovanili, confessa di esse... (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (La Spezia)" del 24-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

CRONACA LA SPEZIA pag. 6 A GIANLUCA Bianchi, impegnato in diverse associazioni giovanili, confessa di esse... A GIANLUCA Bianchi, impegnato in diverse associazioni giovanili, confessa di essere rimasto perplesso dopo l'affermazione della signora Mirella Bacino su «Gli spezzini non sanno più ridere». E' vero o non è vero? Ci ho ripensato a mente fredda e ho contatato che questa frase era vera, aveva colpito nel segno. Ma ciò che mi dava più da pensare era il fatto che non tanto gli spezzini, quanto i giovani spezzini non sanno più ridere. Proprio i giovani! Che sono quelli che dovrebbero avere più entusiasmo, più voglia di fare, più coraggio e positiva sfrontatezza nel raccogliere le sfide della politica, del mercato e della vita. Ma da cosa nasce questo silenzioso mugugno? Dal fatto che i giovani, oltre che a pagare la scarsa voglia di coetanei a impegnarsi nella vita sociale e economica, stanno pagando colpe non loro, quelle dei parenti, dei predecessori, dei genitori o di alcuni di essi. Non è retorica, ma una triste realtà. Stiamo pagando una politica vecchia che ha fatto dell'immobilismo, del servilismo e della burocrazia la sua arma che - nell'era del mercato globale, di stili e ritmi di vita e di lavoro che viaggiano a velocità incontrollabili, è diventata a doppio taglio e ferisce soprattutto la città e le sue nuove leve. Le vittime siamo noi, che vorremo cambiare, ma che ci troviamo sempre bloccati. E i giovani non sorridono? «Ma non la speranza. Almeno per ora. Auguriamoci che non si perda anche quella, altrimenti tutte le parole resteranno tali senza diventar fatti reali e siamo già sulla buona strada».

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A PONTEVALLECEPPI da tre anni c'è un Consiglio Circoscrizionale in pi&#... (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Umbria)" del 24-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

CAMPIONATO DI GIORNALISMO pag. 9 A PONTEVALLECEPPI da tre anni c'è un Consiglio Circoscrizionale in pi&... A PONTEVALLECEPPI da tre anni c'è un Consiglio Circoscrizionale in più, quello dei Ragazzi eletti dagli alunni della scuola elementare «Leone Antolini» e da quelli della scuola media «Ugo Foscolo». Con loro tutti gli altri giovanissimi partecipanti alle attività dei Consigli nella varie circoscrizioni della città si sono da poco riuniti alla Sala dei Notari di Perugia per presentare i loro progetti all'Amministrazione comunale che si è impegnata a realizzare i più significativi. A Pontevalleceppi sono stati elaborati dei progetti finalizzati alla protezione dell'ambiente ed allo sviluppo della solidarietà per imparare a diventare dei cittadini utili alla società. Nella scuola media saranno istallati degli armadietti divisi in scompartimenti chiusi a chiave nei quali gli alunni potranno riporre libri e oggetti personali; questi sono stati fortemente voluti dal Consiglio circoscrizionale dei ragazzi perchè rispondono all'esigenza di «spazio personale e privato» a scuola. ALCUNI PROGETTI, come il mercatino di Natale non sono andati come i ragazzi avrebbero sperato, ma ci riproveranno a Pasqua forti anche dei simpatici consigli sul come muoversi nella burocrazia forniti dal presidente della VII Circoscrizione Ercolanoni che come altri amministratori locali di volta in volta hanno partecipato ai loro Consigli.

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Darsena, fermo da 4 anni il parcheggio fantasma (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 24-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

MILANO ATTUALITA' pag. 4 Darsena, fermo da 4 anni il parcheggio fantasma È il più contestato tra i progetti di ricovero auto sotterranei: doveva essere la soluzione per i residenti, è una fogna a cielo aperto di GERARDO FIORILLO MILANO È IL PIÙ CONTESTATO, tra i progetti di grandi posteggi sotterranei. È fermo dal 2005 dopo ritardi, polemiche, scavi archeologici, burocrazia e costi aggiuntivi. E, soprattutto, è una fogna a cielo aperto dove si trova di tutto: tubi, fili, bottiglie, bicchieri, siringhe, detriti, cumuli di sabbia e topi che scorrazzano a pochi metri dalla movida. È il parcheggio fantasma sotto le acque della Darsena. Doveva essere la panacea di tutti i mali per gli amanti dei Navigli in cerca di un posto auto e per i residenti affamati di box. Oggi è un letamaio dove si infilano ubriachi e tossici. Ti sporgi da viale Gorizia e vedi uno spettacolo penoso: un laghetto con due boe gialle, acqua fetida e materiali accatastati. I conducenti delle barche che fanno la spola tra l'alzaia Naviglio Grande, San Cristoforo e la chiusa di via Sforza vorrebbero bendare i turisti che ammirano sterpaglie e acque putride. È questa la Darsena di oggi e, visto lo stallo assoluto del cantiere, chissà per quanto tempo ancora durerà lo scempio. LA CONVENZIONE tra il Comune e la società Progetto Darsena Spa è datata 2005. Si prevedevano 713 posti auto a rotazione e 300 box residenziali, in base alle indicazioni del piano parcheggi in vigore. Prima gli scavi, poi i comitati sul piede di guerra per salvaguardare il patrimonio archeologico della Darsena. E, ultimate le buche, ecco i costruttori a reclamare 10 milioni di euro in più per coprire i costi lievitati, con una modifica al progetto: meno posti auto a rotazione e più box per i residenti. Calcoli complessi e un nuovo riequilibrio economico e finanziario dato in pasto al Comune. Un rebus inestricabile, che fa dire all'assessore ai Lavori pubblici, Bruno Simini: «Alla Darsena siamo molto indietro, ancora in fase di progettazione. C'è una forte richiesta di box residenziali, ma il punto di partenza sono i 700 posti a rotazione previsti nella convenzione. Noi incalziamo gli operatori, l'iter è lungo, ma non possiamo perdere altro tempo con un cantiere fermo». E il fronte dei residenti si spacca. Da una parte c'è chi chiede di accelerare i tempi e farebbe carte false pur di risolvere il problema, supportato dai gestori dei locali, e chi ha già depositato un ricorso al Tar contro l'autosilo da far valere al momento opportuno, con tanto di "libro bianco" sui disagi dell'isola pedonale. Tutti contro tutti, mentre la fame di posteggi viene saziata dai rincari. Il progetto di parcheggio interrato comprende una superficie di 16mila metri quadri, eppure c'è un solo cartello che indica il cantiere, sul lato di viale D'Annunzio: "Comune di Milano, scavi archeologici e opere connesse. Determina del 21 maggio 2003, n.153, per l'aggiudicazione all'Ati della procedura di gara per progettazione, costruzione e gestione di un parcheggio pubblico nel sottosuolo della Darsena. Concessionario Ati Bonatti, Consultecno, Auto Ariberto, Precompressi. Data consegna lavori 1 agosto 2005, ultimazione lavori 1 dicembre 2005". UN CANCELLO con il lucchetto, utilizzato per i bisogni, offre il benvenuto ai visitatori della Darsena tra odori nauseabondi, cartacce e cocci di bottiglia. Dentro al cantiere, un ghetto di animali e lo scheletro del vecchio asfalto con le strisce. «Per fortuna andrò in pensione - dice Giuseppe, fruttivendolo di piazza XXIV Maggio -. Hanno tagliato le gambe a chi lavora qui. È uno schifo, ogni tanto fanno dei sopralluoghi ma nulla si muove. Non ci sono posti e molti ora parcheggiano sui marciapiedi».

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Il <Sole 24 Ore>: Napoli Comune più spendaccione, Salerno virtuosa (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 24-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno - CASERTA - sezione: INPRIMOPIANO - data: 2009-02-24 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE La classifica Per far funzionare Palazzo San Giacomo «si spendono 540 euro ad abitante». La replica: falso, solo 119 Il «Sole 24 Ore»: Napoli Comune più spendaccione, Salerno virtuosa NAPOLI — Palazzo San Giacomo batte il record dei dipendenti e dunque anche delle spese procapite. Per far funzionare il Comune di Napoli si spendono 582 milioni di euro all'anno, cioè 540 euro a cittadino. L'indagine sul funzionamento degli enti è del Sole 24 ore. Per il quotidiano di Confindustria Palazzo San Giacomo segna il record italiano nei costi della burocrazia comunale seguito da Enna (483,6 euro all'anno per abitante) e Firenze (446,8). Si tratta degli oneri sostenuti per la segreteria, la ragioneria, l'ufficio tributi e gli altri settori che servono a far viaggiare la macchina comunale. Stiamo parlando di cifre record: 540 euro per abitante a fronte di una media nazionale di 294 euro ad abitante (più 5,6 per cento nel 2007 rispetto al 2006), di cui 34 dedicati agli «organi istituzionali», cioè alla politica locale. Su questo secondo versante, a primeggiare è Venezia, seguita da Siena e Alessandria. Se però si guarda ai «costi diretti», cioè quelli strettamente collegati alle indennità di politici e staff, la palma si trasferisce a Cosenza e Reggio Calabria. Anche se Napoli comunque figura tra le prime venti. Precisamente al dodicesimo posto con 57,46 per cento. Da Palazzo San Giacomo si precisa che «le spese del Comune di Napoli per gli organi istituzinali sono tra le più basse d'Italia. I dati del Sole sono inesatti perché secondo l'Anci ammontano a 119 euro per abitante e non 539». La burocrazia pesa moltissimo anche a Caserta dove si spendono 433 euro procapite. Nella classifica campana la città più virtuosa è comunque Salerno. Che rispecchia, per i costi della macchina comuna-le, la media nazionale 291 euro. Quanto ai costi della politica è addirittura tra le ultime a quota 76 (su 99 città censite) con 23 euro procapite pari a 3 milioni di euro. Che sono nulla rispetto ai 56 milioni partenopei. Lo sa bene il sindaco Vincenzo De Luca che, proprio ieri, ha annunciato una rivoluzione energetica salernitana per abbattere ulteriormente le spese. «Autonomia energetica, risparmio energetico e uso di fonti alternative: questi i tre obiettivi su cui punta il Comune di Salerno per essere, ancora una volta, esempio in Italia». Si chiama Pec, il piano energetico comunale, realizzato in collaborazione con il dipartimento di Ingegneria Meccanica R.P. dell'Università di Salerno. Il Pec, che rappresenta un adempimento obbligatorio per i comuni con oltre 50mila abitanti, è un documento finalizzato all'individuazione del bilancio energetico attuale e alla programmazione di interventi tesi al risparmio energetico ed all'uso di fonti rinnovabili. «L'obiettivo — ancora De Luca — è accrescere l'autonomia energetica della nostra città fino ad azzerare la bolletta del Comune per la pubblica illuminazione e l'energia consumata negli edifici pubblici. Stiamo anche lavorando ad un polo energetico vero e proprio che punta alla realizzazione di un impianto fotovoltaico a Monte di Eboli in una proprietà del Comune di Salerno. Inoltre puntiamo a realizzare impianti fotovoltaici in tutte le nuove costruzioni che si realizzeranno in città».

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Premiati gli elettrodomestici con un ? cuore verde? (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 24-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno - BARI - sezione: XPUBBLICITA - data: 2009-02-24 num: - pag: 14 categoria: XPUBBLICITA ALTE PRESTAZIONI E BASSO IMPATTO AMBIENTALE: LA RISPOSTA VINCENTE DELLE NUOVE TECNOLOGIE Premiati gli elettrodomestici con un “ cuore verde” Lo sconto fiscale su elettrodomestici, TV e personal computer è un incentivo allettante. Senza contare il risparmio sulla bolletta elettrica N el freddo linguaggio della burocrazia, vengono definiti genericamente “elettrodomestici ad alta efficienza energetica”. Tanto basta però a soddisfare in maniera bipartisan sia le aziende del settore sia i consumatori, che vedono nel decreto 5/2009 varato dal Governo un forte incentivo a sostituire i vecchi apparecchi con modelli più moderni ed energy saving. Le detrazioni - perché di questo si tratta e non di sconto sull'acquisto - sono legate alla rottamazione di televisori, personal computer e di quei beni durevoli che nella terminologia degli addetti ai lavori vengono definiti “bianco”: lavatrici, lavastoviglie, condizionatori e forni a microonde. Sono invece esclusi dai benefici i piccoli elettrodomestici - dalla macchinetta del caffè al tostapane, all'aspirapolvere - in quanto privi di etichetta energetica. Grazie al decreto, l'acquirente potrà così defalcare il 20% Irpef della spesa nell'arco di cinque anni, per un massimo di 10.000 euro, pari ad una detrazione complessiva di 2000 euro (400 euro l'anno). I vantaggi sono vincolati, però, ad una serie di condizioni che è bene conoscere per evitare di essere esclusi dal bonus. Alle nuove agevolazioni hanno accesso esclusivamente tutti coloro che beneficiano della detrazione del 36% per interventi di “recupero del patrimonio edilizio effettuati su singole unità immobiliari residenziali”, a partire dal 1° luglio 2008 e fino al 31 dicembre 2009. La parte fra virgolette è fondamentale, perché definisce il perimetro al di fuori del quale il recupero fiscale non può avvenire. Il bonus non scatta, ad esempio, nel caso di opere sulle parti comuni condominiali o box auto. Obblighi strettissimi anche per la documentazione delle spese: l' unica modalità di pagamento ammessa è il bonifico bancario o postale. PER IL FRIGORIFERO, BONUS SENZA VINCOLI Il 20% di detrazione fiscale su frigoriferi e congelatori è ottenibile senza dover comprovare lavori di ristrutturazione. Come mai? Succede perché già nella finanziaria 2007 era previsto un bonus, valido fino al 2010, per chi avesse sostituito il vecchio modello con un nuovo apparecchio di classe non inferiore ad A+. La detrazione Irpef, rispetto a quanto previsto nel nuovo decreto per gli altri elettrodomestici, viene applicata in un'unica soluzione nella successiva dichiarazione dei redditi. Per l'acquirente è molto facile capire a quale classe energetica appartiene l'apparecchio. Il negoziante deve infatti apporre sempre un'etichetta ben visibile da cui è possibile ricavare l'indice di consumo di energia elettrica del modello. Al top si collocano le categorie “A+” e “A++”. RISPARMIARE ENERGIA TAGLIARE LA BOLLETTA I nostri elettrodomestici sono dei veri “energivori”. Oltre il 45% % della bolletta elettrica è da addebitare proprio a loro: Ad esempio, il frigorifero genera il 18% del consumo di energia, il televisore l'11%, la lavatrice il 13%, la lavastoviglie il 4%. Come ridurre le spese? Prima di tutto acquistando elettrodomestici a basso consumo. Ogni apparecchio, infatti, appartiene ad una precisa classe di efficienza: ve ne sono 7, dalla A alla G, dove la A rappresenta la classe più economica dal punto di vista dei consumi. Vero che i modelli ecocompatibili costano di più, ma è una spesa che viene ammortizzato abbastanza velocemente nel tempo con la riduzione della bolletta. Un discorso a parte merita la televisione. Trattandosi di un apparecchio commercializzato senza etichetta energetica, è necessario farsi consigliare, orientandosi magari sulle nuove tv a luce Led che consumano il 40% in meno rispetto a quelle con schermi Gli elettrodomestici sono dei veri “energivori”: il 45% dei costi in bolletta è da addebitare proprio a loro Lcd. I benefici sul portafoglio sono stati quantificati con una certa precisione. Per esempio, nell'arco di un anno, lasciare accessi gli elettrodomestici in stand-by con i led accesi ha un costo di circa 100 euro; usare lampadine a basso consumo energetico consente un risparmio di 60 euro; l'uso di elettrodomestici di classe A o superiore può portare ad un taglio di oltre 100 euro. L'acquirente potrà defalcare il 20% Irpef della spesa nell'arco di cinque anni, per un massimo di 10.000 euro

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OGNI bolognese spende 350 euro l' anno per il funzionamento della macchina comunale. E' qu... (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 24-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

BOLOGNA ECONOMIA pag. 11 OGNI bolognese spende 350 euro l' anno per il funzionamento della macchina comunale. E' qu... OGNI bolognese spende 350 euro l' anno per il funzionamento della macchina comunale. E' quello che emerge da un'indagine sui costi dei Comuni pubblicata ieri dal quotidiano economico Sole 24 ore. Bologna è al 26° posto fra i capoluoghi di provincia sui costi della burocrazia (106,5 milioni), mentre sale al decimo per i costi degli organi istituzionali: 23,73 milioni la spesa complessiva: in tutto circa 130 milioni. Nel rapporto con le altre città italiane, quelle emiliano romagnole risultano abbastanza virtuose. A Rimini, infatti, le istituzioni costano solo' 1,43 milioni, circa 10 euro per ogni abitante. In compenso la burocrazia comunale la porta al decimo posto in graduatoria con 47,1 milioni spesi ogni anno. Fra i Comuni più virtuosi d'Italia, come contenimento dei costi di burocrazia e politica ci sono Cesena (193 euro pro capite all'anno), Modena (206), Forlì (210) e Parma (213). Leggermente più alta la spesa pro capite a Reggio Emilia (233), che però è nella top ten della graduatoria delle amministrazioni più efficienti nel pagamento dei residui trascinati nell'anno precedente e nella spesa in conto capitale.

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A Napoli il Comune costa il triplo che a Milano (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 24-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

n. 47 del 2009-02-24 pagina 0 A Napoli il Comune costa il triplo che a Milano di Paolo Beltramin Uno studio del Sole 24 Ore sul bilancio dei Comuni svela l'Italia degli sprechi: ogni cittadino spende 300 euro all?anno per finanziare l'amministrazione Milano - A parole, Rosa Russo Iervolino ultimamente è severa con se stessa: «Fossi una cittadina napoletana non mi voterei», ha annunciato il sindaco di Napoli dieci giorni fa, dalla tribuna di Novella 2000. Ma quando si tratta di soldi pubblici, il suo Comune è di gran lunga il più generoso d?Italia. Solo per far funzionare gli uffici dell?amministrazione locale, nel 2007 ha speso la bellezza di 525,9 milioni di euro. Esattamente 539,3 euro per ogni cittadino. Record nazionale, rivela l?ultima indagine sul bilancio dei Comuni pubblicata ieri dal Sole 24 Ore. Già in testa alla classifica per numero di assessori indagati, appalti sospetti e discariche fai-da-te a ogni angolo di strada, il capoluogo campano si deve accontentare del dodicesimo posto in Italia alla voce «spese per organi istituzionali». Detto in soldoni: sindaco, giunta e consiglio comunale costano ai cittadini 56 milioni (abbondanti) di euro l?anno, quasi 60 euro pro capite. Più o meno il triplo di quanto costa la politica ai milanesi: 27,3 milioni di euro in tutto, 20,9 per ogni residente. Sulla qualità delle scelte dell?amministrazione napoletana, prima o poi, decideranno gli elettori. Intanto, sul fronte della quantità, il Comune si gode un altro primato: è qui il consiglio comunale meno produttivo tra tutte le grandi città, con solo 55 delibere approvate, contro le 74 di Milano, le 142 di Torino e le 312 di Roma. Quanto costa agli italiani la burocrazia gestita dai comuni? Tra segreteria e gestione del personale, ragioneria ed economato, ufficio tributi, anagrafe e uffici tecnici se ne vanno in media 300 euro all?anno per ogni abitante. Le differenze tra città e città però sono enormi. Se a Napoli si supera abbondantemente quota 500 euro, a Enna, Firenze, Caserta, Alessandria e Palermo si sforano comunque i quattrocento. La diversa «attenzione» degli amministratori nella gestione del denaro pubblico, evidentemente, non si spiega con la solita distinzione tra Nord e Sud. Così, tra i Comuni più virtuosi ci sono Brindisi (appena 130,4 euro pro capite) e Pavia (182,5), Bari (151,7) e Prato (151,7). Come dire che per risparmiare un po? di soldi nella gestione corrente degli uffici, in fondo, basta volerlo. Un capitolo a parte merita il costo diretto della politica. In media, tra sindaco, giunta e consiglieri ogni anno se ne vanno 34 euro a cittadino. Prendiamo la Venezia del filosofo Massimo Cacciari: in termini assoluti, la spesa pro capite per gli uffici è di poco superiore alla media nazionale: 312 euro pro capite. Ma di questi oltre un terzo, 112,6 euro, se ne vanno per «sostenere gli organi istituzionali», cioè la politica: record nazionale. L?assessore veneziano al bilancio, Michele Mognato, avverte che «ogni Comune imposta il bilancio in maniera autonoma, e lo studio del Sole 24 Ore ha aggregato voci disomogenee che non consentono paragoni tra Comuni». Per esempio, osserva l?assessore, nei 6 milioni abbondanti spesi per il gabinetto del sindaco sono comprese anche spese per manifestazioni «culturali, turistiche e popolari». E poi c?è pure il sito web: nel 2007 è costato un milione e 885mila euro. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Ricette scaccia-crisi <Ma scordiamoci gli agi> (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 24-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

ECONOMIA. Incontro molto partecipato in Museo con le associazioni di categoria, coinvolte dall'assessore Donazzan «Favorire la ricerca, semplificare la burocrazia e stimolare i politici affinché portino maggiori risorse» 24/02/2009 rss e-mail print In alto l'assessore regionale Donazzan durante l'intervento in sala Chilesotti e, sopra, il pubblico presente Hanno scelto di guardare in faccia la crisi, proponendosi di far emergere dal confronto le possibili strade per uscire dalle secche nelle quali è incagliato il mondo produttivo. Da un lato il coordinamento delle sei associazioni di categoria (Industriali, Cna, Coldiretti, Artigiani, Api, Unione del commercio) che riunisce gli imprenditori del Bassanese, dall'altro gli assessori regionale e provinciale al lavoro e alla formazione, Elena Donazzan e Morena Martini (con il giornalista Gianni Celi in veste di moderatore): di fronte a loro la sala Chilesotti gremita. «Siete il sale che dà gusto al mondo del lavoro - è stato il saluto rivolto agli imprenditori dal primo cittadino di Bassano, Gianpaolo Bizzotto -, per questo è compito di tutti stringerci attorno a voi per tenere accesi fiducia e desiderio di scommettere sulle risorse di cui disponete». Chiusi i saluti con l'intervento del coordinatore dei rappresentanti di categoria, Paolo Tosatto, e del vice presidente della Provincia, Dino Secco, la parola è passata all'assessore Donazzan, per una serie di considerazioni che hanno affrontato la crisi da più punti d'osservazione. «La parola "crisi", che usiamo quasi con timore, vista in positivo cela in sé anche il senso del cambiamento: un cambiamento che dobbiamo affrontare serrando le maglie della nostra rete e promuovendo il dialogo tra tutti gli attori coinvolti nel mondo economico». «Quali, in concreto, i problemi che ci troviamo ad affrontare? - ha aggiunto - Innanzitutto lo shock dovuto a una crescita repentina della disoccupazione, che appena un paio di anni fa raggiungeva il suo minimo storico: un 2.7% inferiore al tasso considerato fisiologico; in secondo luogo l'abitudine a un'agiatezza consolidata, rispetto alla quale dovremo invertire la tendenza; infine la situazione internazionale, che in questo momento non favorisce le esportazioni». Di fronte a queste tre "chiamate", hanno spiegato le due rappresentanti dell'amministrazione regionale e provinciale, il Veneto risponde inserendosi tra le regioni virtuose d'Europa, proponendo interventi strategici che prevedono l'estensione degli ammortizzatori sociali anche oltre i confini della grande impresa e favorendo la concertazione con tutte le parti in causa, dalle associazioni di categoria al sindacato: un'attitudine al dialogo che ha generato un progetto di legge discusso in consiglio regionale proprio in queste ultime settimane. «Fondamentale inoltre - ha concluso l'assessore Donazzan - è investire in formazione: una scelta premiata dal Governo, che ha stanziato 120 milioni di euro da destinare al Veneto per le casse integrazioni "in deroga". Dieci di questi milioni sono stati resi disponibili proprio nei giorni scorsi». Degno contraltare all'intervento dell'assessore, un dibattito decisamente vivace: tra le proposte arrivate dal pubblico è stata particolarmente articolata quella del presidente dell'Associazione industriali, Carlo Brunetti. «Passata la crisi, cambierà anche l'economia: dovremo pertanto favorire la ricerca, uscendo dalla logica dei distretti produttivi, semplificare la burocrazia e, da parte nostra, stimolare i politici perchè portino una maggiore quantità di risorse al nostro Veneto operoso». Lorenzo Parolin Lorenzo Parolin

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Uffici comunali, spesa record (sezione: Burocrazia)

( da "Denaro, Il" del 24-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Napoli i costi della politica Uffici comunali, spesa record Non tarda la replica di Palazzo San Giacomo: Dati vecchi e inesatti Il Comune di Napoli spende per funzionare 582 milioni di euro all'anno, cioè 540 euro a cittadino. Palazzo San Giacomo segna il record italiano nei costi della burocrazia comunale, seguito da Enna (483,6 euro all'anno per abitante) e Firenze (446,8). Si tratta degli oneri sostenuti per la segreteria, la ragioneria, l'ufficio tributi e gli altri settori che servono a far viaggiare la macchina comunale. E' quanto emerge dall'indagine pubblicata dal Sole 24 Ore. Il costo medio nazionale è di 294 euro per abitante. Angelo Vaccariello La macchina comunale costa ai cittadini napoletani 539,3 euro a testa, per un totale di 525,9 milioni di euro. E' un vero record visto che la città spende più di Milano (con un valore di 330,4 euro a testa e un costo complessivo di 430,7 milioni di euro). Tra le grandi città, solo Roma spende complessivamente di più: 674,7 milioni di euro. Il valore che ogni singolo romano paga per il funzionamento della macchina comunale, però, è nella media con 249,4 euro pro-capite: non bisogna dimenticare, infatti, che Roma conta più del doppio degli abitanti della città di Napoli. L'indagine del Sole si focalizza su sette voci di spesa: organi istituzionali, segreteria e gestione del personale, ragioneria ed economato, ufficio tributi, gestione dei beni demaniali, ufficio tecnico, anagrafe. Secondo gli esperti del Sole, il Comune di Napoli conta su 4.493 dipendenti, mentre a Milano sono 2.807 e a Torino 1.402. Il Comune di Bologna, invece, ne conta solo 967. Analizzando le altre province campane, le cose non vanno meglio a Caserta che, con un valore di 433 di euro pro-capite) si posiziona al quarto posto in Italia (la spesa complessiva della macchina comunale casertana è di 34,3 milioni di euro). I salernitani spendono, in media, 291,9 euro per le spese del proprio comune, con un costo complessivo di 38,8 milioni di euro. A Benevento il costo è di 13,2 milioni di euro, con un valore pro-capite di 209 euro per cittadino. Non vanno meglio le cose analizzando i dati relativi alle assemblee elettive. Non tarda la replica del Comune di Napoli: "Le spese che il Comune di Napoli sostiene per gli organi istituzionali (Sindaco, Giunta, Consiglio Comunale) - si legge in una nota - sono tra le più basse d'Italia, e si sfida chiunque a dimostrare il contrario. Per il resto i dati relativi al Comune di Napoli pubblicati oggi sul Sole 24 Ore sono decisamente inesatti, visto che come traspare dal ricalcolo effettuato dall'AnciI e reso pubblico dalla stessa Associazione dei Comuni le spese di funzionamento per il Comune di Napoli ammontano a 119 euro per abitante e non a 539 come erroneamente pubblicato dal quotidiano. Spiace - conclude il comunicato - per quanti avevano già tentato di suonare stonate "campane a morto" per il Comune. del 24-02-2009 num.

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Maghreb: troppe scelte sbagliate (sezione: Burocrazia)

( da "Denaro, Il" del 24-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Mediterraneo area med Maghreb: troppe scelte sbagliate La mancata cooperazione tra i Paesi costerà oltre 100 miliardi di dollari l'anno Nei prossimi sei anni la mancata cooperazione costerà ai paesi del Maghreb cento miliardi di dollari all'anno: sono i conti di uno progetto ambizioso rimasto sulla carta nei vent'anni passati da quel 17 febbraio 1989 quando a Marrakesh fu fondata l'Unione del Maghreb arabo (Uma) che comprendeva Algeria, Libia, Marocco, Mauritania e Tunisia. Ispirandosi al modello dell'Unione Europea l'Uma doveva arrivare entro il 2000 ad una unione delle dogane e poi ad un mercato comune, forte di 90 milioni di consumatori, ma ancora oggi gli scambi commerciali fra i cinque paesi sono rimasti al 3,3 per cento, inchiodati dalle diffidenze reciproche e dal contenzioso Marocco-Algeria sul Sahara occidentale che dal 1994 ha bloccato le frontiere terrestri tra i due paesi. ''Sono stati fatti progressi, ma il potenziale inesplorato resta molto alto - spiega il ministro dello sviluppo tunisino Mohamed Nouri Jouini durante una riunione di esperti a Tunisi per i vent'anni dell'Uma - una crescita degli scambi porterebbe ad ogni paese due punti in più del Pil permettendo di ridurre la disoccupazione soprattutto dei giovani maghrebini sempre più tentati dalla fuga verso l'Europa''. ''Le nostre economie sono complementari: abbiamo il 3 per cento delle riserve mondiali di petrolio, il 4 per cento di gas e il 50 per cento di fosfati - afferma Mabrouk Bahri, presidente dell'Unione maghrebina degli agricoltori, mettendo in guardia i paesi dell'Uma dai rischi di affrontare in ordine sparso la crisi economica internazionale, l'insicurezza alimentare, la mancanza d'acqua e i cambiamenti del clima. Un allarme condiviso dal presidente del Fondo monetario internazionale (Fmi) Dominique Strauss-Kahn, che in novembre a Tripoli aveva sottolineato la necessita' di accelerare l'integrazione economica dei paesi del Maghreb. Il segretario dell'Uma Habib Ben Yahia ha invitato i suoi ''soci'' a paragonare il misero 3,3 per cento dei loro scambi commerciali al 21 per cento dell'Asean, al 19 per cento del Mercosur e al 10,7 per cento della Cedeao. Già nel 2006 la Banca Mondiale aveva calcolato che una piena integrazione avrebbe portato tra il 2005 e il 2015 un importante aumento del Pil per Tunisia, Marocco e Algeria, rispettivamente il 24, il 27 e il 34 per cento. Forse il rallentamento dell'economia occidentale provocherà un'accelerazione al mercato comune maghrebino, ma per il momento gli strumenti necessari sono deboli o inesistenti, barriere doganali, burocrazie invasive, banche non concorrenziali che servono più alle nomenclature che all'imprenditoria, e infrastrutture non integrate che pesano per il 25 per cento sul costo dei prodotti. Anche senza arrivare al paradosso degli scambi Algeria-Marocco che, per il problema del Sahara occidentale devono passare da paesi terzi e spesso da porti europei. del 24-02-2009 num.

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Dal lavoro degli immigrati un decimo del Pil italiano (sezione: Burocrazia)

( da "Borsa(La Repubblica.it)" del 24-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Dal lavoro degli immigrati un decimo del Pil italiano ROMA - Pressy, immigrata filippina da vent'anni in Italia, lavora a ore come colf di mattina poi, insieme al marito, gestisce un call center per immigrati il pomeriggio e, di sera, una pizzeria nel quartiere più animato di vita notturna a Roma, Trastevere. Un esempio di rara industriosità? Non proprio. Le imprese costituite da immigrati in Italia nel giugno del 2008 erano già 165.144. Una ogni 33 registrate nel nostro Paese. Garantiscono occupazione a un decimo dei lavoratori dipendenti, italiani e stranieri, e contribuiscono alla formazione di circa un decimo del prodotto interno lordo. Lo attesta un'indagine della Fondazione Ethnoland, realizzata in collaborazione con la Caritas e con diverse organizzazioni economiche, dall'Abi a Confartigianato e Unioncamere. Uno studio di Unioncamere e dell'Istituto Tagliacarne, infatti, utilizzando dati relativi al 2006, ha accertato che è dovuto agli immigrati il 9,2% del valore aggiunto, corrispondente a una quota di 122 miliardi del Pil. Solo nel 2006 le imprese appartenenti a immigrati hanno assicurato un gettito fiscale pari a 4 miliardi di euro. Nel 2007 era già arrivato a 5,5 miliardi. Senza contare che anche i lavoratori dipendenti stranieri hanno un peso ormai rilevante nella nostra economia: l'Inps ha accertato che gli immigrati assicurano, annualmente, un ammontare di 5 miliardi di euro come contributi previdenziali e, al contrario, percepiscono ancora un numero molto limitato di pensioni, essendo per lo più lavoratori giovani. Sono numeri strabilianti per un Paese che solo recentemente ha preso atto di quella che da molti è ancora considerata una realtà economica nascente, però marginale, forse tutto sommato anche un po' folkloristica: quella dell'immigrato imprenditore, accanto al molto più comune vu cumprà e all'esercito di badanti e di clandestini che delinquono. Invece, nel giro di pochissimi anni, i numeri dell'imprenditoria straniera si sono triplicati: nel 2003 risultavano registrate appena 56.421 imprese guidate da immigrati. Si va dalle 30.000 aziende in Lombardia alle circa 1000 esistenti nelle regioni più piccole. Ma ci sono regioni, soprattutto meridionali, come la Sardegna, la Sicilia e la Calabria, nelle quali gli immigrati hanno eguagliato il tasso di imprenditorialità degli italiani, mentre in diverse Regioni del Nord e del Centro, tra le quali Piemonte, Emilia Romagna e Toscana, il "pareggio" appare molto vicino. Non bisogna pensare che si tratti solo di negozi di frutta e verdura o di abbigliamento cinese low cost. Il settore più privilegiato dagli imprenditori immigrati è quello dell'industria con 83.578 aziende, circa la metà (50,6%). Prevalgono le aziende edili, 64.549, pari a 4 su 10 di quelle gestite da immigrati, per lo più provenienti dall'Est Europa. Seguono quelle del comparto tessile, abbigliamento e calzature (10.470 aziende) e qui, com'è noto, prevalgono i cinesi. Segue il settore dei servizi, con 77.515 aziende, a prevalenza commerciali. La vocazione imprenditoriale, osservano i curatori del Rapporto, non è distribuita in modo uniforme tra tutte le nazionalità. Appare molto spiccata negli immigrati dal Marocco (sono i titolari del 67,5% delle imprese dedite al commercio) e dalla Romania (più dell'80% dei titolari di aziende edili) mentre la Cina si ripartisce l'industria manufatturiera (46%) e il commercio (44,6%). Il fenomeno dell'imprenditoria straniera sfugge ancora al cittadino comune e, circostanza più grave, allo Stato. "Chi si dichiara disponibile all'accoglienza di un'mmigrazione di qualità - osserva Otto Bitijoka, presidente della Fondazione Ethnoland - deve essere aiutato a capire che tale immigrazione si trova già sul posto. Bisogna adoperarsi, perciò, perché gli immigrati contino più come lavoratori, come imprenditori e come cittadini". Oggi, uno straniero che intenda aprire un'impresa è ostacolato da una burocrazia ancora più pesante che per gli italiani, e da costi non indifferenti: per aprire un'attività autonoma, ricorda il Rapporto, sono necessarie un paio di settimane durante le quali bisogna rivolgersi ad almeno nove uffici diversi, con una spesa di 3.587 euro. In Italia, ad aver capito forse prima di altri che gli imprenditori stranieri sono una risorsa sono state le banche: in media 7 imprenditori immigrati su 10 sono clienti degli istituti di credito italiani. Clienti ambiziosi: a spingere un immigrato ad avviare un'impresa è il maggior guadagno, visto che da dipendenti la loro paga è appena il 60% di quella di un italiano. E poi, rileva il rapporto, gli immigrati vogliono "scrollarsi di dosso i pregiudizi dando di sé un'immagine più veritiera". 24/02/2009 - 13:30

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Dal lavoro degli immigrati un decimo del Pil italiano (sezione: Burocrazia)

( da "KataWebFinanza" del 24-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Dal lavoro degli immigrati un decimo del Pil italiano ROMA - Pressy, immigrata filippina da vent'anni in Italia, lavora a ore come colf di mattina poi, insieme al marito, gestisce un call center per immigrati il pomeriggio e, di sera, una pizzeria nel quartiere pi animato di vita notturna a Roma, Trastevere. Un esempio di rara industriosit? Non proprio. Le imprese costituite da immigrati in Italia nel giugno del 2008 erano gi 165.144. Una ogni 33 registrate nel nostro Paese. Garantiscono occupazione a un decimo dei lavoratori dipendenti, italiani e stranieri, e contribuiscono alla formazione di circa un decimo del prodotto interno lordo. Lo attesta un'indagine della Fondazione Ethnoland, realizzata in collaborazione con la Caritas e con diverse organizzazioni economiche, dall'Abi a Confartigianato e Unioncamere. Uno studio di Unioncamere e dell'Istituto Tagliacarne, infatti, utilizzando dati relativi al 2006, ha accertato che dovuto agli immigrati il 9,2% del valore aggiunto, corrispondente a una quota di 122 miliardi del Pil. Solo nel 2006 le imprese appartenenti a immigrati hanno assicurato un gettito fiscale pari a 4 miliardi di euro. Nel 2007 era gi arrivato a 5,5 miliardi. Senza contare che anche i lavoratori dipendenti stranieri hanno un peso ormai rilevante nella nostra economia: l'Inps ha accertato che gli immigrati assicurano, annualmente, un ammontare di 5 miliardi di euro come contributi previdenziali e, al contrario, percepiscono ancora un numero molto limitato di pensioni, essendo per lo pi lavoratori giovani. Sono numeri strabilianti per un Paese che solo recentemente ha preso atto di quella che da molti ancora considerata una realt economica nascente, per marginale, forse tutto sommato anche un po' folkloristica: quella dell'immigrato imprenditore, accanto al molto pi comune vu cumpr e all'esercito di badanti e di clandestini che delinquono. Invece, nel giro di pochissimi anni, i numeri dell'imprenditoria straniera si sono triplicati: nel 2003 risultavano registrate appena 56.421 imprese guidate da immigrati. Si va dalle 30.000 aziende in Lombardia alle circa 1000 esistenti nelle regioni pi piccole. Ma ci sono regioni, soprattutto meridionali, come la Sardegna, la Sicilia e la Calabria, nelle quali gli immigrati hanno eguagliato il tasso di imprenditorialit degli italiani, mentre in diverse Regioni del Nord e del Centro, tra le quali Piemonte, Emilia Romagna e Toscana, il "pareggio" appare molto vicino. Non bisogna pensare che si tratti solo di negozi di frutta e verdura o di abbigliamento cinese low cost. Il settore pi privilegiato dagli imprenditori immigrati quello dell'industria con 83.578 aziende, circa la met (50,6%). Prevalgono le aziende edili, 64.549, pari a 4 su 10 di quelle gestite da immigrati, per lo pi provenienti dall'Est Europa. Seguono quelle del comparto tessile, abbigliamento e calzature (10.470 aziende) e qui, com' noto, prevalgono i cinesi. Segue il settore dei servizi, con 77.515 aziende, a prevalenza commerciali. La vocazione imprenditoriale, osservano i curatori del Rapporto, non distribuita in modo uniforme tra tutte le nazionalit. Appare molto spiccata negli immigrati dal Marocco (sono i titolari del 67,5% delle imprese dedite al commercio) e dalla Romania (pi dell'80% dei titolari di aziende edili) mentre la Cina si ripartisce l'industria manufatturiera (46%) e il commercio (44,6%). Il fenomeno dell'imprenditoria straniera sfugge ancora al cittadino comune e, circostanza pi grave, allo Stato. "Chi si dichiara disponibile all'accoglienza di un'mmigrazione di qualit - osserva Otto Bitijoka, presidente della Fondazione Ethnoland - deve essere aiutato a capire che tale immigrazione si trova gi sul posto. Bisogna adoperarsi, perci, perch gli immigrati contino pi come lavoratori, come imprenditori e come cittadini". Oggi, uno straniero che intenda aprire un'impresa ostacolato da una burocrazia ancora pi pesante che per gli italiani, e da costi non indifferenti: per aprire un'attivit autonoma, ricorda il Rapporto, sono necessarie un paio di settimane durante le quali bisogna rivolgersi ad almeno nove uffici diversi, con una spesa di 3.587 euro. In Italia, ad aver capito forse prima di altri che gli imprenditori stranieri sono una risorsa sono state le banche: in media 7 imprenditori immigrati su 10 sono clienti degli istituti di credito italiani. Clienti ambiziosi: a spingere un immigrato ad avviare un'impresa il maggior guadagno, visto che da dipendenti la loro paga appena il 60% di quella di un italiano. E poi, rileva il rapporto, gli immigrati vogliono "scrollarsi di dosso i pregiudizi dando di s un'immagine pi veritiera". 24/02/2009 - 13:30

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Risarcimento di 162 mila euro (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 24-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

corte dei conti Risarcimento di 162 mila euro Titolare di tabaccheria non versava gli incassi dei «bolli auto» A. di giovanni 26 Comune e Prefettura insieme per una gestione più rapida e trasparente dei ricorsi contro i verbali di infrazione al codice della strada. È quanto prevede il protocollo d'intesa firmato ieri dal prefetto Giancarlo Trevisone e dal sindaco Diego Cammarata. Un accordo finalizzato a garantire il rispetto dei termini di legge ed il corretto svolgimento delle procedure previste per la valutazione dei ricorsi. Il tutto con l'ausilio del sistema informatico Sana (Sistema informativo sanzionatorio amministrativo) proposto dal ministero dell'Interno e messo a punto dalla prefettura. Ogni anno a Palermo, riferisce il capo di Gabinetto del sindaco Sergio Pollicita, sono in media circa 12 mila i ricorsi fatti dai cittadini, di cui 6 mila al comando di polizia municipale e altrettanti alla polizia stradale. Una mole di documenti che adesso, attraverso il sistema informatico Sana, verrà «smaltita» molto più velocemente. Sarà inoltre possibile confrontare rapidamente i dati forniti dall'organo accertatore (polizia municipale) con quelli forniti dal ricorrente, migliorare le modalità e i tempi di comunicazione degli atti tra prefettura e vigili urbani (in sintonia con il codice dell'amministrazione digitale), ma soprattutto ridurre al minimo i casi in cui le lentezze della burocrazia consentivano a molti di aggirare le sanzioni. «I cittadini saranno avvantaggiati ? spiega il prefetto Trevisone ? perché avranno in tempo brevissimo la comunicazione e potranno verificare lo stato del procedimento attraverso l'accesso al portale web della prefettura. Inoltre il sistema informatico tenderà nel medio periodo a far scomparire il documento cartaceo, con un conseguente risparmio per l'amministrazione». Sulla stessa lunghezza d'onda il sindaco Diego Cammarata, che aggiunge: «Il protocollo consentirà agli utenti di avere contezza e cognizione dei ricorsi presentati contro le multe e al Comune di accelerare le procedure di riscossione». Il sistema informatico sarà attivo nel giro di pochi giorni, non appena verrà completata la compilazione della banca dati. Daniele Ditta

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Burocrazia, quanto ci costi (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 24-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Gli enti locali spendono molto, ma rendono poco Burocrazia, quanto ci costi Napoli la più spendacciona, seconda Enna. Niente dati da Catania, Siracusa e Ragusa Il presidente di Confindustria, Ivan Lo Bello, ha proposto ieri a Enna un'alleanza tra le 4 università siciliane e la confederazione degli imprenditori per lo sviluppo della Sicilia. Il rettore della Kore e coordinatore del Crus, Salvo Andò, si è detto d'accordo. Dal canto suo, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ieri da Perugia ha bacchettato il governo: «Stop ai tagli indiscriminati alle università, leva di sviluppo del Paese». Bruno, Valguarnera 7

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<Giustizia tributaria lenta>Accademia dei commercialisti. (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 24-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

«Giustizia tributaria lenta»Accademia dei commercialisti. Conigliaro presidente, costituito il direttivo Massimo Conigliaro è il nuovo presidente della neo-costituita Accademia dei dottori commercialisti della provincia. L'Accademia è di fatto un'associazione che è stata fondata con lil proposito di tutelare la categoria dei dottori commercialisti e, più in generale, dei diritti dei contribuenti. Una delle finalità primarie, ovviamente, è anche la lotta all'abusivismo professionale. Ma nella lista delle priorità del settore professionale ricadono anche il contrasto alla lentezza della giustizia tributaria, all'eccesso di burocrazia fiscale. Oltre al presidente l'Accademia ha eletto il direttivo: consiglieri sono Giuseppe Cirasa, Letizia Mudò, Teresa Ierna, Vincenzo Ripoli, Emanuele Sipala e Roberto Zappalà. Il collegio dei revisori dei conti è composto da Graziella Germano, Salvatore Amore, Laura Licitra. Nel collegio dei probiviri ci sono Giorgio Di Pietro, Giovanni Luca Cannata, Fabio Vallone.

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Non è perché costano ma perché non rendono (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 24-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Non è perché costano ma perché non rendono Tony Zermo Quanto costa la burocrazia comunale? Secondo una classifica del «Sole-24 Ore», sono i cittadini napoletani a pagare di più, 539 euro a testa, seguiti da Enna (483). Palermo è al sesto posto (418), Caltanissetta al ventiquattresimo con 296 euro, Messina è al n.28 con 282 euro, Agrigento al n.43 (254), Trapani n.65 (216 euro). Mancano i dati di Catania, Ragusa e Siracusa. I rispettivi sindaci, e cioè Raffaele Stancanelli, Nello Di Pasquale e Roberto Visentin sostengono che la richiesta di dati da parte del giornale confindustriale non è «mai arrivata». Può anche darsi, ma come liberarsi dal sospetto che la «pratica» si sia perduta nei meandri degli apparati? Anche perché bisognava calcolare parecchie voci: organi istituzionali, segreteria e gestione del personale, Ragioneria ed Economato, Ufficio tributi, gestione dei beni demaniali, Ufficio tecnico, Anagrafe. Troppa fatica? I sindaci di Catania e di Ragusa dicono che la spesa globale è stata ridimensionata drasticamente, a Ragusa addirittura sono state eliminate le auto blu. Insomma, non sarebbero pronti i numeri, ma si stanno tagliando le spese. Il Comune di Siracusa ci ha invece fatto pervenire il dettaglio dei costi, voce per voce, da cui risulta che il costo pro capite dei 125 mila siracusani è di 216 euro. Interessante il dettaglio: Uffici segreteria e personale 2.551.000 euro; Ragioneria 2.461.000; Patrimonio e beni demaniali 1.142.000; Ufficio tributi 1.584.000; Ufficio tecnico 2.688.000; Anagrafe 2.990.000, Avvoatura, gabinetto sindaco, protocollo, archivi 8.531.000. Organi istituzionali: Giunta e sindaco 428.000 euro; consiglio comunale 602.000; rimborso datori lavoro 307.000; presidenti di quartiere 165.000, consigli di quartiere (9) 227.000. Spese totali 26.967.000. Il sindaco di Enna, Rino Agnello, contesta invece i dati pubblicati che pongono la sua città come la più costosa dopo Napoli. «Abbiamo fatto una verifica e ci risulta che il costo del Comune è sui 300 euro pro capite e non 483. Non capisco come sia uscito fuori questo numero. Diciamo che Enna si trova a metà classifica». Questa è la statistica aggiornata al 2008. Ma il problema vero non è quanto gli apparati burocratici costano al cittadino, bensì quanto rendono in termini di servizi alla comunità. Senza voler fare di tutta l'erba un fascio, e tranne le debite lodevoli eccezioni, la macchina burocratica in Sicilia è spesso lenta e opaca che non riesce a dare risposte ai cittadini in tempi ragionevoli. Il mondo cammina alla svelta, e gli apparati degli enti locali camminano piano, o non camminano affatto come soffrissero di sclerosi. I cittadini si sentono prigionieri di apparati di facile accesso agli amici degli amici, ma restii ad aprirsi alle richieste dei comuni mortali. Porte chiuse, impiegati assenti o svogliati, anche degrado ambientale intorno. Chi gira per la città e vede strade disselciate, cani randagi, sporcizia, si chiede: ma che fanno al Comune? Non si accorgono di tutto questo? Il cittadino pagherebbe volentieri i costi comunali, ma vorrebbe in cambio una città vivibile, vedere gli spazzini che spazzano e non che spostano solo il lerciume da un posto all'altro. Vorrebbe non vedere auto in doppia fila o sui marciapiedi, una presenza effettiva dei vigili urbani. Lo sappiamo che molti Comuni sono in crisi finanziaria, come quello di Catania che attende ancora i 140 milioni promessi per poter respirare un po', ma anche con quel poco che passa il convento si potrebbe e si dovrebbe fare di più, con buona volontà e con spirito di servizio. Bisogna trovare l'orgoglio di partecipare allo sviluppo sociale di una comunità. Quando vedo vigili urbani che disciplinano il traffico, impiegati comunali pronti a rispondere a una richiesta, netturbini che lavorano bene mi viene voglia di stringergli la mano. Se noto invece assenza di vigili, impiegati strafottenti e cumuli di spazzatura mi arrabbio perché significa degradare la città e il proprio stesso lavoro. Nei quasi 400 enti locali dell'Isola ci sono uomini e donne di valore, diamo loro una motivazione, perché è da loro che dipende la vita di una città.

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<Ma quale burocrazia costosa, siamo nella media> (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 24-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

il sindaco agnello replica ai dati diffusi da «il sole 24 ore» «Ma quale burocrazia costosa, siamo nella media» Quasi tutte del sud le dieci aree meno colpite dalla criminalità; il risultato migliore spetta a Matera (104), seguita da Enna e Potenza sotto l'indice di 120. Sono i dati che emergono da una inchiesta sulla criminalità e la popolazione carceraria. Circa l'attività di contrasto, Brindisi, Enna e Messina evidenziano gli incrementi più significativi di soggetti denunciati.

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Sono in aumentoi denunciatie calano i reati (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 24-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Sono in aumento i denunciati e calano i reati Ha suscitato sorpresa e clamore il fatto che, dopo Napoli, secondo un'indagine commissionato e pubblicata nei giorni scorsi dal quotidiano della Confindustria, "Sole 24 Ore" , il capoluogo ennese è quello che spende di più in fatto di burocrazia. Un dato che lascia perplessi e nel contempo preoccupa, perché essere ai primi posti in campo nazionale per un Comune che si trova in dissesto finanziario dal dicembre del 2005 ed è sottoposto a severi controlli da parte del Ministero dell'interno, sta a significare tanto. Enna da quattro anni è in sofferenza e con il bilancio equilibrato e sottoposto al controllo del Ministero dell'Interno, quindi sorprende questa notevole entità nei costi della burocrazia. Ovviamente chiamato in causa il sindaco Agnello e la sua giunta. " I dati forniti dal Sole 24 Ore relativamente al costo della burocrazia e, dunque, degli uffici, compreso il costo del personale per il funzionamento degli stessi - esordisce il sindaco Agnello - non corrisponde al vero. Evidentemente- prosegue il sindaco Agnello - il dato di partenza è più elevato di quello che in effetto è. Gli indicatori citati dal "Sole 24 Ore" a base dell'indagine così come presi dal consuntivo 2007 portano ad un risultato che è inferiore di quello pubblicato sul giornale. E ciò anche in considerazione del fatto che il Comune di Enna, essendo in dissesto, ha la pianta organica rideterminata secondo i parametri dettati dal Ministero dell'Interno ed in più, rispetto all'organico dei dirigenti che dovrebbero essere previsti, siamo sottodimensionati di circa il 50 per cento". "Pertanto - conclude il sindaco Agnello - appare evidente che il costo della burocrazia ad Enna rientra nella norma nazionale e non ha quei paradossi a cui il giornale fa riferimento in quanto sono stati valutati dei parametri che non possono essere adeguati al capoluogo ennese, che, per necessità, non può andare oltre determinati parametri". F.G.

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Le istituzioni del Comune di Venezia costano, in proporzione al numero di abitanti, oltre il doppio ... (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 24-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Martedì 24 Febbraio 2009, Le istituzioni del Comune di Venezia costano, in proporzione al numero di abitanti, oltre il doppio di quelle di Napoli e quasi il quadruplo delle istituzioni del Comune di Roma. Perché Venezia sarebbe il capoluogo italiano con la spesa più elevata per le istituzioni comunali (da una parte sindaco, giunta e Consiglio Comunale; dall'altra presidenti, delegati e consigli di Municipalità con le rispettive burocrazie) in rapporto al numero degli abitanti. I costi complessivi per la macchina del potere veneziano sfondano infatti i 30 milioni di euro annui, dei quali un terzo in stipendi e rimborsi spese per le cariche istituzionali mentre i rimanenti 20 milioni servirebbero per i costi indiretti, legati alle sedi di assessorati e consigli. Cifre che equivalgono a un esborso di 112,60 euro annui per ciascun residente, almeno secondo un'inchiesta pubblicata dal "Il Sole 24 Ore" su dati forniti dalla banca dati AidaPa. Inoltre Venezia sarebbe l'unico capoluogo, insieme a Siena, a presentare una spesa per le istituzioni superiore ai 100 euro pro capite con la terza in classifica, Alessandria, che presenta una spesa pro capite di circa 76 euro annui, di un terzo inferiore a quella registrata in laguna. Mentre l'amministrazione più virtuosa sarebbe quella di Trieste con un aggravio pro capite inferiore ai dieci euro. Quindi oltre dieci volte in meno di quanto richiesto a ciascun veneziano. Di fronte a questi dati, passa in secondo piano la constatazione, pubblicata sullo stesso giornale, che Venezia sarebbe contemporaneamente il capoluogo più virtuoso per quanto riguarda l'efficienza nei pagamenti alle imprese e il basso livello di "residui passivi", cioè di spese preventivate in passati bilanci per opere pubbliche e mai versate. A fronte, infatti, di impegni per complessivi 308,56 milioni di euro il Comune di Venezia ne avrebbe onorati 262,14 milioni, l'85 per cento. D'altra parte a Venezia è piuttosto elevata anche la spesa generale del Comune, depurata di quella per le istituzioni, che ammonta a 84 milioni di euro annui. Con un aggravio per abitante di circa 312 euro all'anno che posiziona Venezia al 19esimo posto su 99 nella classifica delle città più spendaccione. Dati contestati dall'assessore al bilancio Michele Mognato secondo cui i costi complessivi delle indennità di carica e di missione, oltre che dei rimborsi spese per Giunta, Consiglio e Municipalità, ammonterebbero a poco meno di 2milioni e 700mila euro, anche se «altri costi derivano da spese quali servizi di pulizia in appalto, acquisto di materiale, retribuzioni e relativi contributi del personale». Quindi, secondo Mognato, «pur fermi i principi del documento di bilancio fissati per legge, e che ogni Comune imposta in maniera del tutto autonoma, è evidente che sono state aggregate voci tra loro disomogenee che non consentono perciò paragoni con altri Comuni». Pierluigi Tamburrini

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Il Comune di Padova spende meno della media nazionale per la macchina amministrativa, è un po&#... (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 24-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Martedì 24 Febbraio 2009, Il Comune di Padova spende meno della media nazionale per la macchina amministrativa, è un po' troppo "generoso" sul fronte delle spese per le cariche istituzionali, e infine precipita sulla lista nera delle Amministrazioni con pagamenti fermi e risorse non investite, piazzandosi al terz'ultimo posto. Così secondo le classifiche stilate da "Il Sole 24 ore" da un'elaborazione dei dati relativi al 2007. Ecco i numeri. Per le funzioni generali della burocrazia, ogni cittadino italiano spende mediamente 300 euro. Padova si ferma a 235 euro, per un totale di 49,5 milioni (sempre nel 2007), assestandosi al 54esimo posto sulla classifica dei 99 comuni considerati. «Non mi esalto - commenta scontento l'assessore al Bilancio, Gaetano Sirone - perché la vera forza del nostro Comune sta nel fatto di investire nel personale. Molte spese sono infatti relative all'ufficio Tributi, che ha consentito di incamerare evasioni (ad esempio dall'Ici, che all'epoca era in vigore). Quindi i dati, che pure vedono Padova a buon punto, non sono completi, perché non tengono conto del recupero di risorse e dell'impiego di personale in termini di efficienza e eliminazione di sprechi. E questo nonostante siamo il Comune che riceve i minori trasferimenti dallo Stato, perché ha un'elevata autonomia finanziaria». Alla voce "organi istituzionali" nel 2007 Padova ha speso 11 milioni di euro, pari a 52,65 euro pro-capite per Giunta e Consiglio, attestandosi al 18esimo posto. Ancora Sirone: «Anche in questo caso non viene contestualizzato il lavoro svolto. I consiglieri, ad esempio, percepiscono un gettone di 40 euro lordi a seduta. Non esiste, come invece in altri comuni, uno stipendio fisso, che quindi arriva a membri della Giunta e del Consiglio, a prescindere da quello che fanno. La nostra Amministrazione spende in base a quanto fa». Comune bocciato invece sul piano degli "investimenti lenti nella spesa in conto capitale": avrebbe speso 600mila euro a fronte dei 43,72 milioni impegnati. «I realtà - chiude Sirone - si può spendere solo quanto "accertato", cioè quanto si è certi di avere in cassa. I nostri accertamenti sono stati fatti nel secondo semestre, e quindi le spese sono ricadute nell'anno successivo. In totale, in realtà, in conto capitale è finito l'84 per cento della spesa prevista». Non la pensa così il consigliere del Pdl Domenico Menorello: «L'Amministrazione Zanonato si conferma campione di sperperi e lentezze». Michela Danieli

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Veneto, aumentano le famiglie con i libri di scuola gratuiti (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 24-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Veneto, aumentano le famiglie con i libri di scuola gratuiti La commissione regionale innalza i limiti di reddito, precedenza ai più bassi Martedì 24 Febbraio 2009, Venezia Nel prossimo anno scolastico aumenterà il numero delle famiglie residenti in Veneto che potranno accedere ai buoni-libro per l'acquisto dei testi scolastici nelle scuole secondarie di primo e secondo grado (comprese le professionali). Ma c'è anche un'altra novità: per andare incontro alle famiglie e limitare al massimo sia le spese sia la burocrazia, le richieste per i buoni-scuola come per i buoni-trasporti potranno essere presentate per via informatica. Sono queste le principali decisioni della commissione Cultura del consiglio regionale, riunita ieri (praticamente all'unanimità ad eccezione dei buoni-scuola che ha visto l'astensione di Idv). «La presentazione delle domande via web è una rivoluzione - osserva Daniele Stival (Lega), presidente della commissione Cultura - Ci saranno meno documenti da presentare, e le famiglie risparmieranno la spesa delle marche da bollo. Prima, se mancava un documento si bloccava tutto il sistema, e l'anno scorso questa sorte è toccata a novecento domande, che hanno subito rallentamenti. Adesso si volta pagina». Il nuovo sistema funzionerà così. La famiglia interessata si rivolgerà alla scuola, la quale invierà per via informatica la richiesta di assistenza alla Regione; stessa cosa per i trasporti, solo che in questo caso la domanda verrà inoltrata alla Regione dal Comune. La commissione, dunque, ha approvato i nuovi criteri di ammissione ai contributi regionali per l'acquisto dei libri di testo, criteri che innalzano i limiti di reddito familiare dagli attuali 12.405 euro a 13.500 euro annui. Anche per l'anno scolastico 2009-2010 la precedenza verrà data ai redditi più bassi (fino a 10.633 euro di reddito Isee), che avranno diritto alla copertura al cento per cento della spesa per i libri scolastici. Mentre per le famiglie con reddito compreso tra i 10.633 e i 13.500 l'importo del contributo sarà determinato in proporzione alle risorse disponibili. Per quest'anno scolastico (2008-2009) la Regione ha stanziato oltre 4 milioni di euro che, sommati ai 4,4 milioni di contributi statali, hanno consentito di assicurare il buono-libri a più di 33 mila famiglie delle scuole statali, paritarie o riconosciute in tutto il territorio. Nel bilancio di previsione 2009 le risorse regionali destinate al buono-libri ammontano a 2,5 milioni di euro; ma a questi si devono aggiungere i 700 mila euro riservati all'acquisto di libri da assegnare alle scuole medie e alle superiori per il primo biennio, perché siano prestati in comodato gratuito agli studenti. Complessivamente, grazie all'innalzamento del limite di reddito, nel prossimo anno scolastico le famiglie che potranno avere i buoni-libro saranno circa 36 mila, il dieci per cento in più rispetto all'anno scorso. Confermati per l'annata 2009-2010 anche i buoni-trasporto, cioè i contributi regionali per le spese di trasporto scolastico: la Regione stanzia 2 milioni di euro per gli studenti delle scuole secondarie superiori che abbiano un reddito familiare Isee non superiore ai 17.721 euro. Anche in questo caso i buoni saranno erogati in proporzione alle risorse disponibili. Infine la commissione Cultura ha confermato con il proprio voto anche le modalità di erogazione dei buoni-scuola per gli studenti delle scuole paritarie o legalmente riconosciute, in vigore dal 2001. In pratica anche per il prossimo anno scolastico potranno usufruire dei buoni-scuola i nuclei familiari con reddito Isee non superiore ai 40 mila euro (aumentato di 5 mila euro per ogni familiare a carico, 1800 euro se la famiglia non ha immobili di proprietà, 1.300 euro nel caso di genitori o fratelli disabili e ulteriori 1050 euro per ogni componente invalido), con figli iscritti in scuole di ogni ordine e grado che richiedano tasse o rette di iscrizione superiori ai duecento euro. Il contributo regionale oscillerà da un minimo di 210 euro all'anno per gli iscritti alle scuole elementari con redditi familiari tra i 30 e i 40 mila euro, fino a un massimo di 1300 euro per gli studenti delle superiori con redditi familiari inferiori ai 17 mila euro. Unica novità per il 2009 è il riconoscimento del buono-scuola regionale anche agli studenti disabili che abbiano lasciato gli istituti paritari e legalmente riconosciuti, dopo avere registrato insuccessi scolastici negli anni precedenti. In questo caso la Regione consentirà loro di usufruire ugualmente del buono-scuola per percorsi formativi di qualsiasi tipo in qualunque istituto scolastico, sia pubblico che privato, purché certificati da successo scolastico.

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Fa discutere la ristrutturazione dell'ex mattatoio (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Adriatico" del 24-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Non è stata ancora concessa la bachecache il movimento politicoaveva richiesto Barbadoro e Caldarigi, usciti dal Pd e promotori del gruppo misto, attaccano la giunta su alcune scelte Fa discutere la ristrutturazione dell'ex mattatoio "Non vogliamo fare il Sindaco, ma vogliamo occuparci di San Lorenzo" è il nome del gruppo misto costituito dai consiglieri comunali Lamberto Barbadoro e Silverio Caldarigi. I due esponenti del Pd sono usciti dalla maggioranza per il forte disaccordo con il Sindaco Di Francesco al quale chiedono a gran voce una bacheca per informare i cittadini del proprio operato. "Riteniamo che ogni Sindaco esordisce Barbadoro debba erigersi a difensore della libertà di informazione e delle pari opportunità dei gruppi consiliari, anziché trincerarsi dietro la burocrazia del tecnico di turno". A oggi la bacheca non è stata ottenuta. Altra interrogazione ha come oggetto la manutenzione del sentiero fluviale. "Per la realizzazione sono stati spesi soldi dei cittadini che meritano rispetto. Il sentiero si presenta in stato di abbandono. Interventi di manutenzione si rendono necessari. L'Amministrazione ha provveduto solo al taglio dell'erba in occasione della festa del 1 maggio che per la maggior parte è stato eseguito dalla Pro Loco. Il percorso fluviale fatto dalla Comunità montana e quindi a costo zero per l'Amministrazione sarebbe potuto essere un fiore all'occhiello per il nostro Comune che da convenzione ha l'impegno a mantenere opere e sentiero, invece sembra essere un peso". Fa discutere anche il progetto di consolidamento statico e ristrutturazione edilizia dell'ex Mattatoio. "Il progetto redatto a novembre del 2007 dall'Architetto Massimo Buratti ha un importo di 550.000 euro e il progetto "Riparazione danni e miglioramento sismico ex Mattatoio con nuova destinazione a biblioteca" del maggio 2008 dello stesso Buratti ha una spesa di 347.000 euro. Perché i progetti non sono stati redatti dall'Ufficio Tecnico Comunale o dall'Ufficio Tecnico e di Progettazione della Cm del Catria e Cesano, vista la positiva esperienza della progettazione e direzione lavori del Centro per l'infanzia, scelte che avrebbero sicuramente garantito al Comune un notevole risparmio? Con quale criterio la Giunta ha assegnato l'incarico a Buratti e a quanto ammonta la parcella?" MA.SPA.,

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CERCOLA. A VEDERLE, ANCHE SE IN GABBIA, UNA CERTA IMPRESSIONE COMUNQUE LA FANNO. SPECIE QUANDO UNA D... (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (City)" del 24-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Cercola. A vederle, anche se in gabbia, una certa impressione comunque la fanno. Specie quando una delle cinque tigri ti fissa dritto negli occhi. Dicono che mai si deve fare, che s'innervosisce. Ma c'è la gabbia, ben chiusa; e il suo domatore, perché sono gli animali di un circo. Accanto alle tigri anche quattro tra leoni e leonesse. È la femmina che osserva vigile le presenze estranee. Ci sono anche gli uomini in grigio-verde del corpo forestale dello stato, quelli del nucleo operativo del «cites». Sono lì, con il vicequestore Antonio Lamberti per un controllo. Tenere animali pericolosi comporta l'osservanza di norme, sia per la sicurezza, sia per l'igiene. E su questo fronte non sembrano esservi problemi: igiene curata; forma fisica e vitto sono quelli giusti. I problemi sorgono con la burocrazia. Tra gli altri la legge prevede il possesso di una «dichiarazione di idoneità al possesso di animali ritenuti pericolosi», che rilascia la prefettura. Si chiama «dichiarazione» ma è l'autorizzazione necessaria per tenere questi grossi felini. Il titolare del circo, da svariato tempo, l'ha chiesta sia alla prefettura di Napoli, sia a quella di Roma, ma nulla è giunto. E i nove felini sono adesso sotto sequestro, per il momento ancora a Cercola. m.cer.

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LIA PELUSO SONO QUATTROCENTOTRENTATRE EURO ALL'ANNO CHE OGNI CASERTANO DEVE VERSARE PER MANT... (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Caserta)" del 24-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

LIA PELUSO Sono quattrocentotrentatre euro all'anno che ogni casertano deve versare per mantenere in piedi la macchina comunale, per un totale di trentaquattro milioni e trecentomila euro. Si tratta di dati ufficiali, relativi al consuntivo 2007, pubblicati ieri da una ricerca del «Sole 24 Ore», che ha ricostruito una classifica del «peso economico» dei municipi italiani, sulle tasche dei contribuenti. Caserta, in questa classifica, si piazza in quarta posizione a livello nazionale, preceduta da Napoli (al primo posto, ma si tratta comunque di una città metropolitana) e da Enna e Firenze (rispettivamente al secondo e terzo posto). Caserta così si attesta tra le città italiane tra le più care per le spese connesse alla gestione della macchina comunale, nel suo complesso, e che comprendono i costi dei servizi fondamentali dei Comuni, ovverossia segreterie, personale, economati, ragionerie, uffici tributi, tecnici, demaniali e di anagrafe. Un valore, quello del capoluogo di Terra di Lavoro, ben al di sopra della media nazionale, stimata dal rapporto in trecento euro. Lo studio del quotidiano di Confindustria informa, inoltre, che il Comune di Caserta è in vetta alla classifica per quanto riguarda la spesa per il funzionamento degli uffici e si piazza al quarantasettesimo posto, precisamente al centro della classifica nazionale composta complessivamente da novantanove comuni italiani, per quanto concerne gli organi istituzionali vale a dire Consiglio e Giunta con una spesa pro capite («redistribuita per ogni cittadino residente») pari a poco più di trenta euro, per un totale di due milioni e quarantaduemila euro. I dati confermano - è quanto si evince dalla lettura dell'indagine condotta dal quotidiano «Sole 24 Ore», sulla base dei dati ufficiali, circa gli oneri globali e pro-capite degli apparati burocratici e degli organi istituzionali dei Comuni capoluogo di provincia italiani - che a Caserta si spende molto più che nel resto d'Italia per far «funzionare» gli apparati burocratici, mentre meno per far vivere, gli organi istituzionali; il paragone, insomma, è di più soldi per la burocrazia meno invece per la politica. Caserta tra i comuni peggiori, sempre secondo l'indagine del giornale economico, anche per quanto riguarda i pagamenti, vale a dire per quella voce relativa ai «residui passivi» in conto capitale, esattamente si tratta di soldi legati a investimenti avviati negli anni precedenti e relativi a lavori già in corso d'opera, con aziende e fornitori in attesa di pagamenti destinati «a tardare sempre di più» secondo le previsioni del «Sole 24 Ore», complice forse anche il rispetto del patto di stabilità, con dei limiti sempre più rigidi. In serata una nota dell'Anci ha espresso riserve sui dati pubblicati dal «Sole» e sulle modalità della ricerca.

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MARCO TORIELLO PIù DEL DOPPIO RISPETTO A ROMA E A TORINO. ADDIRITTURA IL TRIPLO RISPETTO A U... (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 24-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

MARCO TORIELLO Più del doppio rispetto a Roma e a Torino. Addirittura il triplo rispetto a una delle grandi città più virtuose, Bari. La macchina comunale di Napoli costa 525,9 milioni di euro all'anno e pesa per 539,3 euro nelle tasche di ogni cittadino. Una cifra che fa del capoluogo campano la capitale delle spese burocratiche. Napoli vince, si fa per dire, per distacco: alle sue spalle si piazza Enna (483,6 euro pro capite), seguita da Firenze (446,8 euro). Fuori dal podio, ma comunque al quarto posto della poco onorevole top ten dei Comuni che spendono di più per funzionare, c'è un'altra città campana, Caserta, che costa ai propri cittadini 433 euro all'anno. La classifica è stata stilata dal Sole 24 Ore, sulla base dei dati relativi al 2007 raccolti dall'agenzia di informazioni economico-finanziarie Bureau van Dijk. Dati, spiega il quotidiano milanese, che si riferiscono al costo delle segreterie, della gestione del personale e di quella dei beni demaniali, della ragioneria, dell'ufficio tributi, dell'ufficio tecnico e dell'anagrafe. Dati «decisamente inesatti», replica il Comune di Napoli, secondo cui le spese di funzionamento del municipio ammonterebbero in realtà a 119 euro per abitante e a non a 539. «Per poter comparare correttamente le spese dei diversi Comuni tra loro occorrerebbe che le classificazioni di bilancio fossero omogenee», spiegano da Palazzo San Giacomo, e bisognerebbe sapere «quali servizi vengono classificati sotto la voce "amministrazione generale" e se si sia tenuto conto delle spese dei servizi esternalizzati». Il Comune rivendica inoltre di aver proposto agli ultimi due governi un piano di ristrutturazione aziendale che prevede una riduzione complessiva dell'organico a fronte dell'acquisizione di nuove professionalità. «Si è ancora in attesa di risposta», conclude Palazzo San Giacomo. Per la verità l'indagine del Sole 24 Ore non è l'unica a evidenziare una cattiva gestione della macchina amministrativa comunale partenopea. Un mese fa, uno studio elaborato dal Politecnico di Milano per la fondazione Civicum e riportato dal Mattino aveva prodotto cifre quasi identiche a quelle pubblicate ieri dal quotidiano economico milanese. Se Palazzo San Giacomo fosse gestito con gli standard qualitativi di Roma, Torino e Venezia - questa la conclusione del rapporto Civicum - il Comune di Napoli risparmierebbe 220 milioni di euro all'anno. Ma oltre ai conti della burocrazia comunale, il Sole 24 Ore propone anche la classifica delle spese destinate agli organi istituzionali, cioè giunta, consiglio e circoscrizioni. E in questo caso le cose per Napoli vanno meglio, ma non troppo: il peso della politica nel capoluogo campano è pari a 56 milioni di euro, vale a dire 57,46 euro per abitante. Una cifra che vale la dodicesima piazza nella graduatoria generale, ma la prima posizione tra le città più grandi (Roma è al trentunesimo posto con 37,33 euro pro capite, Milano addirittura all'ottantacinquesimo con 20,95 euro). Pronta, anche su questo aspetto, la replica di Palazzo San Giacomo: «Le spese che il Comune sostiene per gli organi istituzionali - assicurano da piazza Municipio - sono tra le più basse d'Italia e si sfida chiunque a dimostrare il contrario». L'indagine del Sole 24 ore riserva le ultime stoccate al consiglio comunale di Napoli, che, con 55 delibere adottate nel 2007, risulta il meno produttivo d'Italia. Un andamento lento compensato dal ritmo accelerato della giunta Iervolino, che nello stesso anno ha sfornato la cifra record di 4.363 delibere, contro le 1.917 della giunta Chiamparino a Torino e le 638 della giunta Veltroni a Roma.

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Le due facce di Imperia per le spese comunali (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 24-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

ANALISI SUL SOLE 24 ORE LA CLASSIFICA LEGATA AI CONSUNTIVI 2007 Le due facce di Imperia per le spese comunali Alte per gli uffici (18ª) e basse per le istituzioni (73ª) [FIRMA]ENRICO FERRARI IMPERIA Costi «pesanti» per il funzionamento degli uffici, ma più bassi della norma per gli organi istituzionali. Le due facce delle spese del Comune di Imperia emergono dall'analisi tracciata dal Sole 24 Ore esaminando i dati dei vari capoluoghi italiani riferiti ai conti consuntivi 2007. Gli esborsi legati alla burocrazia, che in prima fila vedono personale, indennità amministrative, spese per le elezioni ma anche rimborsi e missioni varie, pongono Imperia al diciottesimo posto, fianco a fianco con realtà ben più grandi: per fare un esempio, Milano è quattordicesima, la «matrigna» Genova sedicesima (e la spendacciona Napoli è in testa alla classifica con 539 euro pro capite). Se il capoluogo ligure vede una spesa per abitante di 320,7 euro, la cugina rivierasca si attesta a 315.7, per un importo complessivo di 13 milioni e 972 mila. Savona ne spende soltanto 221,5 e per questo motivo è al 61° posto. Sorprendentemente Roma, la «ladrona» di bossiana memoria, è a metà strada: 45ª, circa 250 euro. A pesare sono soprattutto le uscite per il personale, che ammontano a 6 milioni e 719 mila euro soltanto per quanto riguarda le funzioni generali di amministrazione, gestione e controllo. L'assessore al settore, Nicola Falciola, e quello alle Finanze, Rodolfo Leone, stanno incontrando difficoltà crescenti nel contenere queste voci fisse, che con 14 milioni e 50 mila euro totali sono la fetta più cospicua degli impegni certificati nel 2007 (36 milioni e 901 mila). Il funzionamento degli uffici comprende anche 3 milioni e 436 mila per prestazioni di servizi, comprensive di indennità e rimborsi, più 958 mila di imposte a tasse, fra cui l'Irap. Voce a parte costruisce poi la segreteria e la gestione del personale, per 5 milioni e 913 mila euro. Assistenza scolastica, trasporti, refezione e altri servizi correlati fanno registrare un'uscita di 2 milioni e 780 mila euro. Come contraltare, gli importi sostenuti per gli organi istituzionali vedono Imperia in settantatreesima posizione, ben distante anche da Genova (45ª con 32,30 euro pro capite), Savona (46ª, con 32,12). In questo caso la quota versata ammonta a 1 milione e 11 mila euro, pari a 24,64 euro. Il peso della politica locale, come si vede, è molto leggero. Di meglio, in Liguria, fa soltanto La Spezia, che è addirittura novantaduesima, praticamente a fondo graduatoria, con soli 13,27 euro per abitante. Per i prossimi anni, visti i chiari di luna, l'obiettivo primario degli amministratori locali sarà il risparmio e la radiografia delle diverse spese diventerà obbligatoria.

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Il Comune costa a ogni novarese 230 euro all'anno (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 25-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

L'INDAGINE. LA CITTA' AL 56° POSTO TRA I 99 CAPOLUOGHI Giunta e Consiglio Il Comune costa a ogni novarese 230 euro all'anno I «gettoni» valgono oltre 2 milioni di euro [FIRMA]MARCO BENVENUTI NOVARA Dall'utilitaria dei tecnici in giro per sopralluoghi ai viaggi di rappresentanza o alla riunione del Consiglio comunale. O ancora dagli sportelli aperti per i servizi pubblici fino al servizio mensa. Una routine che fa parte ormai della vita quotidiana di qualsiasi città che tuttavia ha un costo: per la «macchina comunale» Novara spende ogni anno 230 euro cittadino. E' quello che risulta da una classifica condotta sui bilanci consultivi del 2007, che pongono il capoluogo al 56° posto, quindi più o meno a metà classifica, tra i 99 comuni italiani: in quell'anno i costi totali per il funzionamento degli uffici è stato di 23,5 milioni di euro. Novara, in questa graduatoria, è quarta in Piemonte dopo Alessandria, quinta in classifica con una spesa pro capite di 429,8 euro, Verbania (275,3 euro) al 32° posto e Asti (44,5) al 50° posto. Paradossalmente Torino, con una spesa di 204,8 milioni, si colloca subito dopo la città di Novara e risulta la metropoli fra le più «leggere». In proporzione alle dimensioni delle città, quindi, sotto la Cupola di San Gaudenzio la burocrazia pesa di più che sotto la Mole Antonelliana. Un dato allarmante? Assolutamente no. Anzi, spiega l'assessore al Bilancio del Comune Silvana Moscatelli «la nostra macchina comunale non incide più di tanto sulle tasche dei cittadini, anche perché queste graduatorie prendono in considerazione dati in senso ampio come risultano dai bilanci, mettendoci dentro di tutto, anche voci che non rientrano nella burocrazia tecnicamente intesa». Nella graduatoria stilata dal database AidaPa per conto de «Il Sole 24 Ore», spiega Moscatelli, rientrano anche le spese legali, quelle per le assicurazioni (800 mila euro), la mensa per i dipendenti, il contratto nazionale e locale del personale, la formazione (ben 65 mila euro), l'Inail, la gestione degli alloggi dell'Agenzia territoriale per la casa (1 milione di euro). «Se togliamo tutte queste voci riferite a spese necessarie - spiega ancora l'assessore - potremmo arrivare ad un costo per gli uffici che si aggira intorno ai 19 milioni di euro, con una spesa per cittadino sui 190-195 mila euro». Tutte queste voci, mettono in evidenza dal Comune, sostanzialmente non servono alla "macchina comunale". In rapporto al numero di abitanti e a ciò che costa complessivamente la burocrazia, Novara è messa meglio di altre città piemontesi come Alessandria e Verbania, che per gli uffici comunali sborsano cifre inferiori ma che vanno ad incidere pro capite in modo molto più consistente. La macchina dell'amministrazione è il cuore burocratico del Comune, e contempla le segreterie, la gestione del personale, la ragioneria e l'economato. A Novara ogni cittadino spende all'anno 229,3 euro. Se però si guarda il peso della politica in senso stretto, ossia le spese sostenute dal Comune per gli organi istituzionali (sindaco, giunta, consiglio), il capoluogo si piazza al 69° posto: si spendono in media 2,75 milioni di euro con un costo pro capite di 26,77 euro. «A Novara la politica non mette in ginocchio i residenti» sostiene l'assessore al Bilancio Silvana Moscatelli.

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Ci sono recapiti e riferimenti per avere le risposte giuste Sarà molto utile agli anziani (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 25-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

TRA BUROCRAZIA E REPARTI «Ci sono recapiti e riferimenti per avere le risposte giuste Sarà molto utile agli anziani»

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"Nessuna irregolarità nella raccolta di firme contro il polo scolastico" (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 25-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

GRESSAN. POLEMICA Lunedì un incontro tra sindaco e cittadini «Basta burocrazia Vogliamo risposte» "Nessuna irregolarità nella raccolta di firme contro il polo scolastico" E' ormai polemica aperta tra l'amministrazione comunale di Gressan e i cittadini che hanno sottoscritto la petizione popolare contro la realizzazione di un polo scolastico. I promotori dell'iniziativa, in una nota sottoscritta dall'ex consigliere regionale Carlo Curtaz, lamentano che «a differenza del Consiglio regionale, che ha subito avviato l'iter per l'esame della petizione, l'amministrazione comunale di Gressan non si è preoccupata di entrare nel merito delle dettagliate osservazioni critiche sul progetto, ma si è limitata a un tentativo di screditare l'iniziativa, parlando di supposte irregolarità burocratiche». Carlo Curtaz si riferisce evidentemente alla risposta «burocratica» del sindaco Mirco Imperial e del presidente del Consiglio comunale Loris Chabod ai firmatari della petizione, in cui venivano rimarcate violazioni del regolamento comunale. «Tutte le centinaia di sottoscrizioni - replicano gli oppositori al progetto del polo scolastico - sono autentiche. Anche alcuni operatori non residenti a Gressan hanno voluto firmare il documento, e soltanto un paio di cittadini hanno per errore firmato due volte». E ancora: «Insistere, come fa l'amministrazione comunale, solo su irrilevanti dettagli formali significa mancare di rispetto verso gli oltre 300 cittadini che hanno aderito con convinzione alla petizione e sviare l'attenzione dai problemi veri che l'iniziativa popolare pone». I promotori della raccolta firme auspicano che anche il Comune voglia approfondire il problema «e dare serie risposte politico-amministrative alla protesta, piuttosto che concentrarsi su cavilli formali». Il sindaco ha garantito che sulla questione intende aprire un confronto con la popolazione. L'incontro con i firmatari della petizione è già fissato per le 17 di lunedì in municipio.

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La macelleria Tozzi chiude dopo 100 anni (sezione: Burocrazia)

( da "Trentino" del 25-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

La macelleria Tozzi chiude dopo 100 anni Il negozio fu aperto nel 1905 dai Cappelletti e poi rilevato da Bepi, nonno di Alberto, che ora è costretto a lasciare per carenza di clienti ENZO ZAMBALDI VEZZANO. Un pezzo di storia della comunità di Vezzano è giunta al capolinea. Con la fine di febbraio chiude definitivamente la macelleria Tozzi di Vezzano: un punto di riferimento per trovare ottima carne e gustosi insaccati. Titolare del punto di vendita è Alberto Tozzi, erede di una dinastia di macellai: Giuseppe, il nonno, e Giorgio, il papà. La macelleria è in funzione dal 1905 ed è stata aperta dal signor Cappelletti che, nel 1920, l'ha ceduta a Giuseppe Tozzi (detto Bepi), per cercare fortuna in Argentina. La vecchia macelleria era in funzione in un edificio adiacente all'attuale ed era affiancata da un impianto di macellazione. Questo era di origine austro-ungarica e qui venivano macellati gli animali per fornire di carne l'esercito austro-ungarico, schierato sul fronte del Chiese e del Baldo. Nel 1955 Giorgio è subentrato al padre Giuseppe nella gestione della macelleria e per anni il "nen dal Tozzi" è stato sinonimo di potersi fornire di carne e di insaccati di qualità superiore. Nel 1965 è stata realizzata la nuova macelleria e nel 1978 è stato rinnovato il macello. Alberto è responsabile della macelleria dal 2003, dopo aver imparato l'arte del macellaio con 20 anni di lavoro a fianco del padre. La conclusione di questa lunga esperienza è dovuta alle spese eccessive, alla burocrazia e alla concorrenza dei centri commerciali: le coppie giovani del Vezzanese lavorano in città e lì fanno la spesa. Giorgio Tozzi ricorda con nostalgia che, quando lui ha incominciato la sua attività, erano in funzione nella Valle dei Laghi ben 23 macellerie e 10 macelli. Con la chiusura della macelleria Tozzi si conclude sia l'attività di macellazione che di vendita al dettaglio nella vallata.

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la marina militare vuole un nuovo attracco (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 25-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 2 - Fatto del giorno La marina militare vuole un nuovo attracco LA MADDALENA. La marina militare italiana vuole un nuovo pontile a Santo Stefano, a pochi metri da dove era ormeggiata la nave della marina americana, altrimenti potrebbe essere costretta a tenersi quello dell'ex arsenale. La richiesta è stata avanzata dall'ammiraglio Ermenegildo Ugazzi, maddalenino, durante la conferenza di servizi sul G8 tenuta nella sede della protezione civile due giorni fa. Ugazzi ha spiegato che, per le esigenze della marina italiana, servirebbe un punto d'attracco più basso di quello attuale a Santo Stefano. In alternativa, Ugazzi ha chiesto al soggetto attuatore del G8, Gianmichele Calvi, di restare in possesso del molo Carbone, quello in cui è stata costruita l'area per la stampa. Una nave militare a pochi passi dall'hotel in cui si riuniranno i leader dei paesi più industrializzati? Impossibile da credere. Eppure, salvo un'intesa, possibile e probabile, questo potrebbe essere lo scenario. Perché l'area dell'ex arsenale è sì passata dallo Stato alla Regione, ma non per la burocrazia. L'operazione di accatastamento non è stata ancora completata, e al momento, come ha spiegato ai presenti l'avvocato dello Stato, Giulio Steri, neo consigliere regionale del centrodestra, l'ex arsenale è ancora dello Stato. Alla fine, la struttura di missione del G8 potrebbe costruire un pontile galleggiante a Santo Stefano per la marina italiana, la cui nave sarà dunque a fianco di quella da crociera noleggiata da Bertolaso. (g.pi.)

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si cercano sub per trovare massi (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 25-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 2 - Cecina Si cercano sub per trovare Massi La famiglia dell'uomo disperso in mare lancia un nuovo appello Nuovo appello mentre su Facebook sono state superate 700 adesioni DONORATICO. «Ora il nostro obiettivo principale è quello di trovare volontari, subacquei, sommozzatori, apneisti o chiunque possa darci un valido aiuto per le ricerche di Massimiliano. Purtroppo sono poche le persone specializzate in questo tipo di ricerca e stiamo facendo fatica». Questo l'appello di Elisabetta, cognata di Massimiliano Tognoni, scomparso il 25 gennaio scorso. Massimiliano è dichiarato «disperso». In base alla legge, spiega il comandante della guardia costiera di Piombino Massimiliano Mezzani, a meno che non venga ritrovato il cadavere la procedura per la dichiarazione di morte viene attivata dalla Procura (art. 209 e seguenti del Codice della navigazione). I tempi sono lunghi. Il codice civile prevede tre momenti: la scomparsa, l'assenza (dopo due anni) e la dichiarazione di morte presunta (dopo 10). Ma in questo momento la famiglia non vuole sentir parlare di burocrazia: l'unico obiettivo è ritrovare il corpo del loro caro. Un mese fa, verso le 11, Massimiliano è uscito dalla sua casa di Donoratico per andare a pescare; a Piombino ha mollato gli ormeggi della sua imbarcazione e ha preso il mare. Nel pomeriggio è stato avvistato il suo natante semiaffondato sugli scogli di Punta semaforo. Di lui nessuna traccia. Le ricerche non hanno portato a niente. A un mese dalla sua scomparsa, ribadisce il comandante Mezzani, «le ricerche sono formalmente chiuse perché si sono protratte senza esito per 14 giorni. Anche se le imbarcazioni quando escono in mare continuano a cercare e questo vale anche per le altre forze dell'ordine». Molte associazioni hanno messo a disposizione i loro mezzi: Lega navale, Croce rossa, Protezione civile, Mare e Monti e volontari. Era stato trovato un Rov, un robot sottomarino telecomandato dotato di telecamere, ma non è stato utilizzato perché mancava una barca tanto grossa da trasportarlo. Il fratello Stefano dice che «la vera paura è che la vicenda venga dimenticata. Stiamo cercando di tenere viva l'attenzione. La guardia costiera ci continua a dare una grossa mano, i volontari ci hanno aiutato molto e con alcuni, quando le condizioni del mare ce lo permettono, usciamo a cercare Massi. Sabato per esempio c'erano cinque sommozzatori con me. Stiamo anche facendo un passaparola su internet attraverso Facebook». E proprio il gruppo "Urgentissimo. Cerchiamo sub o chiunque possa darci un aiuto a trovare Massi" rivolto a chi voglia aiutare i familiari di Tognoni ha superato le 700 adesioni. Questo però è il momento dell'aiuto concreto, perché come ci dice Stefano «noi mettiamo in campo tutti i mezzi a nostra disposizione. Chiunque ci volesse dare una mano è ben accetto. Di certo, non ci arrendiamo». Scrivere a piombino@leganavale.it Rino Bucci

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Risparmi d'energia: ecco due incontri (sezione: Burocrazia)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 25-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

SAN FELICE. In calendario da dopodomani Risparmi d'energia: ecco due incontri Sono due gli appuntamenti organizzati da «San Felice più Felice» dedicati al risparmio energetico e alle sue tecniche. In particolare al Palazzo ex Monte di Pietà di San Felice, con vari esperti, si parlerà della casa che produce e risparmia energia. L'associazione no profit di San Felice del Benaco è fin dalla sua nascita attenta all'ambiente e al tema dell'energia; per esempio si è resa protagonista di «Puliamo il mondo» e più recentemente «M'illumino di meno». Il primo incontro è programmato dopodomani, 27 febbraio, e interverranno Alberto Corain (Rubner Haus), Marco Baccolo (caso pratico di riqualificazione energetica) per parlare di «Casa che risparmia energia. Consigli, materiali, isolamenti, classi energetiche, burocrazia». Venerdì 13 marzo si parlerà della «Casa che produce energia rinnovabile. Fotovoltaico, solare termico, eolico, geotermia, biomasse»; con Giorgio Bodei, Alessio Capello, Mauro Corradini, Alessandro Ferrari, Alessandro Toselli (Sea), Alberto Carnevali (Sky-Nrg), Savino Basta (Geotermica Saval), Marco Baccolo (Anfus). Entrambe le serata si svolgeranno dalle ore 20.45; ingresso libero.E.GR.

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mafia, immobili confiscati "bloccati dalla burocrazia" (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 25-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina VII - Roma La denuncia Mafia, immobili confiscati "Bloccati dalla burocrazia" DAL 1996 al giugno del 2008 sono stati confiscati nel Lazio, terra di «esportazione di capitali delle cosche di camorra, �ndrangheta e mafia, ben 329 beni immobili. Sono stati 27, inoltre i beni confiscati nel 2008. Disponibilità utili alle amministrazioni comunali, ma che, tuttavia, tardano ed entrare nel patrimonio pubblico, come ha denunciato don Luigi Ciotti, presidente di �Libera´, a causa delle ipoteche bancarie. «Il Lazio, per numero di aziende confiscate, viene prima della Calabria e della Puglia» spiega il commissario di governo per la gestione dei beni confiscati alle organizzazioni criminali, Antonio Maruccia.

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barbagia in missione a caccia di nuovi mercati (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 25-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

di Luciano Piras Barbagia in missione a caccia di nuovi mercati La Camera di commercio vola a Dubai e Hong Kong con un gruppo di imprenditori Il presidente Pisano «Dobbiamo uscire dalla crisi imperante» NUORO. Missioni all'estero alla ricerca di sbocchi commerciali. Un nuovo progetto per il cuore della Sardegna. Una rilettura dell'Autunno in Barbagia e della Primavera nel Marghine. Uno sportello per la sicurezza nel lavoro. Un osservatorio per la tutela e il monitoraggio dei prezzi. Una consulta per l'imprenditoria femminile. Una biblioteca giuridico-economica e sociale... Insomma: l'agenda politica per il 2009 della Camera di commercio di Nuoro è davvero ricca. L'ente camerale, infatti, ha pronto il programma per il rilancio e l'irrobustimento del sistema delle imprese locali. Tanto per cominciare, in tempi di crisi economica imperante, la parola d'ordine nel palazzo di via Papandrea è una soltanto: «Centralità». Centralità per le 30mila aziende rappresentate. Centralità perché «dobbiamo essere il punto di riferimento - spiega Romolo Pisano, presidente della Cciaa, Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura - per i lavoratori e le imprese, ma anche per i giovani e i pensionati». Centralità, inoltre, perché «siamo la terza istituzione, nel nostro territorio, assieme alla Provincia e al Comune, che si candida a portare avanti un progetto strategico per il futuro prossimo delle zone interne» aggiunge Pisano. Export e marketing Un progetto che punta soprattutto sulle missioni all'estero con le imprese, «per trovare nuovi sbocchi commerciali». «Piuttosto che partecipare alle varie Bit, dobbiamo individuare i settori con i quali scommettere sull'internazionalizzazione». E di settori maturi già ce ne sono. Quello del marmo, per esempio, risorsa fondamentale per i bilanci della Baronia e del Nuorese tutto, un settore che nonostante la crisi, quanto a innovazione tecnologica è all'avanguardia. «A fine novembre siamo stati a Dubai city, negli Emirati arabi uniti». Otto imprese in trasferta, una missione capitanata da Vincenzo Cannas, presidente dell'Aspen, l'Azienda speciale della Cciaa nuorese. Ad aprile, invece, lo stesso gruppo prenderà il volo per l'Estremo Oriente: in un isola vicino a Hong Kong, infatti, è in programma la più grande fiera cinese del lapideo. I prodotti tipici «Per il 2009, poi, ci stiamo attrezzando - annuncia Romolo Pisano - per mettere in piedi un workshop a sostegno dei settori agroalimentare e artigianale, due settori a nostro parere interessanti per gli scambi commerciali. Non solo missioni all'estero, dunque, ma ora abbiamo anche intenzione di accogliere qui da noi missioni dall'estero». La Camera di commercio, insomma, chiama gli stranieri alla scoperta dei prodotti tipici della Sardegna. è in quest'ottica che la Cciaa fa autocritica e si mette al lavoro per ridisegnare i pacchetti dell'Autunno in Barbagia, della Primavera nel Marghine e della Primavera in Ogliastra. «è necessario un nuovo impulso, dobbiamo alleggerire la dimensione della sagra e irrobustire invece la produzione». Le Cortes apertas, in altre parole, devono sì attrarre i visitatori del sabato e della domenica, ma soprattutto «devono stimolare le nostre aziende all'innovazione» ripete Pisano. Ecco perché l'Aspen di Nuoro sta studiando quello che sarà il nuovo corso delle manifestazioni. Le nuove generazioni La vera svolta economica, tuttavia, in un territorio (il Nuorese e l'Ogliastra) che conta 160 abitanti, la metà dei quali pensionati che vanno avanti - in gran parte - con 500 euro al mese, arriverà soltanto quando i giovani barbaricini avranno la possibilità di fare impresa in loco, senza essere costretti a emigrare. «Sostenerli, stimolarli e incentivare i loro progetti è un nostro dovere» sottolinea il presidente della Camera di commercio. Non a caso nell'agenda politica del 2009 l'impegno è assicurato. Come pure è assicurato l'impegno sul fronte delle donne: «Presto costituiremo una Consulta per l'imprenditoria femminile - dice ancora Pisano -. Il ruolo delle donne è fondamentale, decisivo, soprattutto nel settore agroalimentare». Azioni interne La giunta camerale, inoltre, mette in piedi, per i prossimi mesi, un'altra serie di iniziative nuove tese a rinvigorire il ruolo dell'ente. Forte di un auditorium che è già l'Agorà principale del dibattito economico-sociale di questi ultimi anni, il palazzo di via Papandrea pensa anche alla propria riorganizzazione interna. Prima in Italia, la Camera di commercio aprirà così uno Sportello sulla sicurezza nel lavoro, ad uso e consumo degli operai e delle imprese, con tanto di servizio di tutoraggio online oltre che di consulenza diretta nei cantieri. Una iniziativa, questa, inserita nell'ambito del progetto "Infortuni zero", che vedrà la Cciaa impegnata a mediare nella bolgia delle norme e della solita burocrazia. L'altra novità in arrivo a Nuoro è l'Osservatorio per la tutela e il monitoraggio dei prezzi e delle tariffe. Una specie di "Mister prezzi" in chiave locale, pronto a raccogliere le segnalazioni delle famiglie come dei single, degli operai come degli impiegati alle prese con gli acquisti o i pagamenti irregolari. Un nuovo servizio, dunque, al "servizio" dei consumatori, sempre più spesso costretti a fare i conti con stangate di vario genere, lecite e meno lecite. Cultura e imprese La Camera di commercio, inoltre, si propone all'attenzione del pubblico come «luogo di elaborazione culturale» dice ancora il presidente Pisano. Nel corso del 2009, infatti, al numero 8 di via Papandrea verrà aperta una biblioteca giuridico-economica e sociale (che potrà contare sull'esperienza acquisita dall'Osservatorio economico), «uno spazio interno per la formazione che metteremo a disposizione di tutti, anche degli studenti dell'università». L'università, appunto: «Qualche mese fa abbiamo stanziato 120 mila euro per dare impulso all'ateneo nuorese» spiega Romolo Pisano, che non entra in merito ai modelli di gestione. «Questo è un compito - dice - che spetta alla politica». «Non cerchiamo di stimolare il dibattito» aggiunge per introdurre a un'altra novità: la Camera di commercio pubblica una vera e propria collana editoriale. Ogni volume presenterà a tutto tondo un prodotto o un singolo settore. Il primo è già uscito, «Vigneti e vini doc e igt». Presto uscirà il secondo, sul velluto e sui sarti.

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I Paleoveneti? In costruzione (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 25-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

I Paleoveneti? In costruzione E anche la Soprintendenza archeologica scompare dal web Il sito internet del Museo Nazionale Atestino latita da molti mesi Ma tornerà, dicono, più bello di prima PADOVA. I Paleoveneti, chi erano costoro? Se un orgoglioso e zelante abitante della nostra regione volesse conoscere e diffondere le radici della nostra cultura dovrebbe poter vedere soddisfatte le sue curiosità (e quelle del resto del mondo) con un semplice "clic". Qui, invece, cominciano i guai. C'era una volta il sito internet del Museo Nazionale Atestino di Este in cui era possibile trovare le testimonianze storico-archeologiche della civiltà Veneta. Un sito documentato e illustrato con immagini, che assolveva anche al compito di incuriosire il visitatore virtuale e magari farlo diventare un giorno un visitatore in carne e ossa. Quel sito però è morto e sepolto e i veneti nostri contemporanei, così come i potenziali turisti di tutto il mondo, si devono accontentare di una striminzita paginetta web ospitata nel sito web del Mibac (il Ministero per i Beni e le Attività Culturali) che certo non soddisfa curiosità e orgoglio culturale e per di più è off limits per i visitatori stranieri che non parlano italiano (almeno una traduzione in inglese si poteva fare...). I Paleoveneti, insomma, sono spariti da mesi da internet e bisognerà ancora attendere per vederli "risorgere". Cos'è successo? Questioni di ordinaria burocrazia ma soprattutto di scarse risorse economiche. Un sito web diventa allora un lusso che difficilmente può rientrare nella lista delle priorità. Dare in appalto all'esterno la creazione di un sito web costa mediamente 15.000 euro che, in questi tempi di vacche magre, spesso non sono nella disponibilità di Soprintendenze e Musei. I quali spesso non possono permettersi neppure il lusso di destinare personale a tempo pieno alla sollecita cura del sito. Così o il sito internet "sparisce" o è poco aggiornato. Accade allora, ad esempio, che l'utente che nelle ultime due settimane voleva visitare il sito della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto, all'indirizzo www.archeopd.beniculturali.it, trovava un'amara sorpresa: un'home page quasi del tutto hackerata da tale RedRoLiX che l'ha riempita di scritte «Hackered by RedRoLix Peace Crew». Per colmo della beffa, le uniche sezioni rimaste visibili erano quella che informava che il sito del Museo Atestino non c'è perché è in costruzione e quella della biblioteca della Soprintendenza. La segnalazione inoltrata al Mibac sul sito inutilizzabile della Soprintendenza ha poi messo la ciliegina sulla torta: da ieri è oscurato («momentaneamente non disponibile») in attesa che venga fatta la "disinfestazione". E pensare che circa un anno fa il Ministero ha fornito alle sue strutture territoriali un programma, il Minerva Source, che ha lo scopo di dotare Soprintendenze e Musei di siti web con caratteristiche uniformi (e facilmente collegabili a quelli di altri Musei europei), il quale sistema può poi essere implementato con informazioni "personalizzate" e ampliate da e per ogni singola struttura. Un'ottima idea che in altre città e regioni d'Italia è stata accolta con tempestività e che, invece, nel Veneto a quanto pare sta richiedendo tempi più lunghi. E provoca l'attuale blackout informatico e informativo. Fino a quando? La Direzione regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Veneto pare si stia occupando della realizzazione di uniformare il suo sito web, ciascun sito delle Soprintendenze della regione e ciascun sito dei musei di competenza nella nostra regione e ciò dovrebbe finalmente ovviare - si spera in tempi brevi - ai problemi insorti finora. Quanto al Museo Atestino, sta realizzando il progetto del suo sito web (da inserire nel più ampio programma ministerial-regionale) con il Master in Governance delle Risorse turistiche territoriali dell'Università di Padova. Un'ex-stagista del Museo e ora laureata del Master, con la supervisione dei suoi tutor universitari, prima ha dedicato al progetto del sito la sua tesi (discussa a dicembre dell'anno scorso) e ora sta approntando il sito vero e proprio che prevede anche percorsi virtuali all'interno del museo, percorsi tematici e persino itinerari nei Colli Euganei. Un progetto ricco e complesso che dovrà essere esaminato e approvato dalla Soprintendenza prima di diventare finalmente operativo. Quando? «Speriamo di ultimare il sito entro la fine della primavera, al più tardi per l'inizio dell'estate», risponde la dottoressa Simonetta Piredda, referente del Master. Intanto i veneti si armino di pazienza: i loro antenati, scomparsi da un paio di millenni, continueranno a subire la damnatio memoriae in internet. (g.ta.)

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i residenti di via dante ringraziano il sindaco per i lavori portati a termine (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 25-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 2 - Gorizia I residenti di via Dante ringraziano il sindaco per i lavori portati a termine Sono stati completati, la scorsa settimana, i lavori di asfaltatura di via Dante. Dall'ufficio stampa del Comune viene ricordato che «a metà novembre un cittadino, a nome dei residenti di quella via, aveva segnalato al sindaco Ettore Romoli lo stato di degrado del manto stradale a cui aveva fatto seguito l'impegno del primo cittadino a risolvere tale situazione». Detto, fatto. «A distanza di poco tempo - si evidenzia - dalle promesse si è passati ai fatti concreti, come dicono i residenti, con tempestività e professionalità, rendendo via Dante ottimale per il traffico automobilistico e per i pedoni che ora possono percorrere con tranquillità e in sicurezza il marciapiede». I lavori si erano iniziati a metà gennaio e in un mese sono stati terminati. Da ciò «la lettera di ringraziamento giunta ieri al sindaco Romoli da parte di tutti i residenti di via Dante». Adesso il primo cittadino è impegnato ad accelerare anche i lavori di riqualificazione di diverse altre vie del centro cittadino, il cui degrado ha raggiunto livelli decisamente elevati. C'è da auspicare che riesca davvero ad accorciare i tempi previsti per la loro sistemazione, visto che in più zone si trovano blocchetti di porfido in libera uscita, così come alcuni marciapiedi sono dei veri e propri percorsi di guerra. I finanziamenti sono già stati stanziati per realizzare un ulteriore intervento, ma c'è sempre il problema della burocrazia che nelle piccole come nelle grandi opere rende sempre tutto molto dilazionato nel tempo. (p.a.)

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Cengio, ultimo tentativo per salvare il borgo antico di "Vicolo Genepro" (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 25-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

INDIVIDUATA UNA SOLUZIONE ALTERNATIVA CO N LA REGIONE Cengio, ultimo tentativo per salvare il borgo antico di "Vicolo Genepro" CENGIO Per il recupero di vicolo Genepro ora ci si deve rivolgere ai privati. Dopo otto anni di telenovela, con precipitosa fuga dell'Arte (ex Iacp), la soluzione per il recupero del nucleo storico di Cengio Genepro, ormai trasformato in un agglomerato diroccato e fatiscente, potrebbe arrivare, con l'aiuto della Regione Liguria, dal «social housing». Dice infatti il sindaco, Ezio Billia: «Dopo la rinuncia dell'Arte, verso la quale ci riserviamo di tutelarci nei modi opportuni, abbiamo sollecitato la Regione affinchè si trovasse una soluzione. L'Arre (Agenzia Regionale Edilizia Residenziale), che fa capo alla Filse, sta quindi verificando la possibilità di inserire questo progetto in quelli finanziabili attraverso la formula del social housing. In pratica, il Comune pubblicherà un bando indirizzato ai costruttori privati che, riservando un certo numero di alloggi a canone agevolato, potranno usufruire di contributi ed agevolazioni, messi a disposizione dalla Regione». Probabilmente l'unico sistema per concludere la telenovela di un progetto da 2 milioni di euro il cui iter era iniziato nel 2001. L'operazione avrebbe dovuto vedere il Comune di Cengio acquistare le vecchie case dai proprietari per poi «girarle» all'Arte a prezzo di costo in modo che l'ente realizzasse 13 piccoli alloggi di edilizia popolare per una superficie totale di 850 mq, 11 garage e 5 locali commerciali. Ma tra problemi con proprietari, eredi e burocrazia, si deve arrivare al 2005 perchè il Comune riesca ad acquistare tutti gli immobili. Finalmente, nel 2008 sembra che tutto sia pronto per concludere. Cengio, però, grazie ad un accordo tra Regione e la stessa Arte, ottiene la realizzazione di 18 alloggi di edilizia popolare con la ristrutturazione di alloggi già esistenti, ma in un'altra zona.

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Costretti a portare da casa sciroppo per la bimba ricoverata (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 25-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

il caso Al S. Corona manca la farmacia AUGUSTO REMBADO Costretti a portare da casa sciroppo per la bimba ricoverata PIETRA LIGURE Siamo alla frutta negli ospedali, anzi allo sciroppo, che bisogna portarsi da casa». E' la denuncia di Mario Di Gioia presidente nazionale di AssoArtisti Confesercenti che, al Santa Corona di Pietra, in questi giorni ha avuto il ricovero di un parente, una bimba. Ai genitori è stato consigliato «a causa della burocrazia e delle restrizioni economiche ed essendo stata eliminata la farmacia interna al nosocomio pietrese» di portarsi lo sciroppo da casa. Ammette qualche difficoltà il primario di pediatria, Carla Navone. Dice: «Non conosco il caso specifico. In effetti ci sono a volte tempi lunghi per l'approvvigionamento di farmacia, ma anche di aghi, elettrodi per il "saturimetro" ed altro». Commenta Di Gioia: «Bisogna far meglio sopravvivere la burocrazia, a qualcuno è sembrato giusto che dev'essere presentata una domanda al reparto per avere un qualsiasi medicinale, in questo caso un semplicissimo sciroppo, non una medicina per una malattia rara che dovesse giungere dall'America. E' bene quindi, che i genitori si attrezzino e se la portino da casa, perché in ospedale i tempi per ottenerla dall'Asl, alla cui va prodotta una domanda, che deve essere vagliata, poi approvata forse, a cui va poi data risposta, e infine dev'essere cercata in farmacia. Quindi paghiamo la sanità, ma è meglio portarsi le medicine da casa». Aggiunge: «Faccio notare che sono rare anche le garze per le medicazioni e la situazione ci appare piuttosto grave anche perché nel recente passato denunce del genere sono già state fatte e pare che la situazione sia migliorata in peggio». Conclude Di Gioia: «Non sarebbe meglio, a causa della crisi e della mancanza di fondi, prendere esempio dalle prime decisioni di Obama in America, che ha ridotto drasticamente certi stipendi d'oro di certi burocrati. In questo modo sì che si aiuterebbe la situazione attuale che diventa sempre più precaria per i poveri cittadini. Va bene per chi si può permettere certe spese extra. Chi invece non ha questa possibilità cosa può fare per il proprio familiare ricoverato in ospedale? Sarà colpa di qualcuno questo stato di cose, o anche qui non esistono responsabilità?». Ad evidenziare i disservizi conseguenti all'accorpamento (1 luglio 2008) dell'azienda Santa Corona con l'Asl 2 Savonese erano già stati molti medici ed alcuni rappresentanti sindacali, fra questi Silvio Valdiserra (Uil). Sotto accusa l'accorpamento a Savona dei centri decisionali e di alcuni servizi. Anche dal mondo politico erano arrivate critiche molto pesanti alla deaziendalizzazione del nosocomio. C'è ancora un ricorso pendente al Tar, contro la delibera regionale, presentato dal Comitato di difesa della salute del Ponente.

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Una parrucchiera Concorrenza ma nel rispetto delle regole Questa lettera è indirizzata al sindaco di Bergamo e per conoscenza al nostro giornale Egregio signor sindaco Bruni, chi l (sezione: Burocrazia)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 25-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Una parrucchiera Concorrenza ma nel rispetto delle regole Questa lettera è indirizzata al sindaco di Bergamo e per conoscenza al nostro giornale Egregio signor sindaco Bruni, chi le scrive è una cittadina molto arrabbiata con il nostro Comune, e le spiego il perché --> Mercoledì 25 Febbraio 2009 LETTERE, pagina 18 e-mail print Una parrucchiera Concorrenza ma nel rispetto delle regole Questa lettera è indirizzata al sindaco di Bergamo e per conoscenza al nostro giornale Egregio signor sindaco Bruni, chi le scrive è una cittadina molto arrabbiata con il nostro Comune, e le spiego il perché. Sono un'artigiana parrucchiera in pensione, con alle spalle un'attività di circa 48 anni in un negozio alla semiperiferia della città che tanto ho amato. Ho sempre avuto molta stima dei sindaci e delle autorità, ma oggi mi sento di scriverle per cercare di capire che cosa sta succedendo a Bergamo. Tengo a precisare che non sono assolutamente razzista, parola tanto di moda di questi tempi. Anzi, anni fa mi è capitato di aiutare persone immigrate. Ma oggi mi chiedo: non vogliono un po' troppo, non gli stiamo concedendo un po' troppo? Noi lavoratori italiani dobbiamo fare i conti con una burocrazia terribile, e io l'ho dovuto provare sulla mia pelle sei anni fa, quando fui costretta a spostare la mia attività, poi ceduta a mia figlia, perché avevo uno sfratto esecutivo da un vecchio stabile destinato a essere demolito. Trovai un nuovo locale a un centinaio di metri dalla vecchia attività, ma mi fu molto difficile ottenere il permesso di apertura, perché si trovava appena appena entro i limiti di distanza stabiliti dalle normative rispetto al negozio di una collega. Non sto qui a raccontarle quanto ho dovuto penare per avere quel permesso, sarebbe troppo lunga. Ora scopro invece che a due passi dal nostro negozio, ma proprio due passi, aprirà una nuova parrucchiera non italiana. Tutti dobbiamo lavorare, per carità, e io ho sempre avuto il massimo rispetto per i miei colleghi vicini, nel pieno rispetto delle regole e degli orari di apertura. Rispetto che, invece, vedo mancare in questo caso. Sono sconfortata, andando avanti di questo passo sarà sempre peggio. L'importante è che non si debba pagare le tasse per gli immigrati. Graziella Pelucchi Il dibattito sul Pgt Città soffocata dai Piani integrati Egregio direttore, in questi giorni ho letto, con interesse, molti interventi nel dibattito sull'adozione del Pgt, celebrato il 20 febbraio, allo «showroom» dell'Urban Center. Guglielmo Rotondi, della Lega, lo definisce «un libro dei sogni un po' megalomane», Gianfranco Ceci di Forza Italia evidenzia invece come in quel corposissimo documento vi sia «poco di condiviso ma molte nuove strutture di vendita». Per Franco Tentorio è stato un «grande errore politico fare un certo uso dei Piani integrati di intervento in attesa del Pgt, vendendo volumetrie in cambio di denaro». Inoltre, riferendosi ad un progetto in particolare, ha affermato che «si potrebbe pensare ad una riduzione delle volumetrie e sarebbe anche opportuno vincolare ogni intervento alla realizzazione delle infrastrutture necessarie». L'assessore all'Urbanistica Valter Grossi ha di contro replicato ma il sindaco Bruni ha poi chiuso il dibattito spiegando che «da parte della maggioranza e della Giunta c'è comunque l'intenzione di porsi in modo aperto rispetto agli emendamenti presentati dalle minoranze» ma che egli «rifiuta categoricamente le accuse di voler svendere e cementificare la città poiché l'Amministrazione Veneziani aveva già approvato volumetrie per 2 milioni e passa di metri cubi, mentre l'attuale amministrazione ne ha invece varato 1 milione e 721 mila». Cifre a parte (su cui ho molti dubbi), io mi scuso ma, letto quanto sopra, continuo a non capire. Seguendo la logica dell'intervento conclusivo del signor sindaco infatti pare evidente la contraddizione, poiché - come si suol dire - delle due l'una: o questo sindaco, questi assessori e questa Giunta hanno avuto come obiettivo quello di rimediare a (presunti) errori della passata Amministrazione (seppellendo ad esempio la Tangenziale Est) e di migliorare la qualità globale della città, ed allora non si dovrebbero concedere neppure 10 dei previsti e presunti 1.721.000 metri cubi, oppure l'obiettivo era un altro e su quale questo sia in realtà è lecito riflettere. Condivido le affermazioni e le preoccupazioni che ho sinteticamente riportato in premessa: nel Pgt, opera di per sé di pregevole fattura tecnica e frutto dell'apprezzabile impegno progettuale di molti, può trovarsi qualcosa di buono ma quel qualcosa di buono rischia seriamente di non vedere mai la luce, sommerso come è, e come sarà, dalla politica dei Progetti integrati d'intervento, varati prima della sua adozione, in quella che sembra sempre di più una forsennata corsa all'ultimo spazio libero da riempire con ulteriore cemento e dalla visione di una città da 137.000 abitanti, dalla visione di una città «impossibile», che non pare tener conto di ciò che Bergamo è, di ciò che, per cultura e tradizione, Bergamo vuol essere, con buona pace di torri da 88 metri e piastre commerciali. Queste sole, temo, purtroppo vedranno veramente la luce. dott. Giancarlo Barbieri consigliere 7ª Circoscrizione Comune di Bergamo per Forza Italia L'intervento Più integrazione tra ospedale e territorio Egregio direttore, siamo ormai da molto tempo abituati, spesso magari senza avere la possibilità di replica concreta, ad acquisire programmi, impegni, addirittura proclami. Ma è giusto, doverosamente giusto, commentare i documenti, le leggi nazionali e regionali, le varie direttive e relazioni. Ed è in questa direzione che ritengo necessario commentare alcuni spunti che provengono dalla deliberazione della Giunta regionale lombarda in merito alla gestione del servizio sanitario regionale per l'esercizio 2009. Tutti noi sappiamo che la salute è molto probabilmente l'aspetto che più sta a cuore al cittadino, intendendo per salute il benessere non solo fisico, ma anche psichico e psicologico. Al di là dei proclami, a mio avviso è giusto approfondire alcuni aspetti che più sono vicini al sentire dei cittadini, alla necessità di avere i servizi necessari, alla volontà di contribuire alla costruzione del futuro. Un primo aspetto degno di nota è la continuità di cure e integrazione ospedale-territorio. Senza entrare in merito al funzionamento dell'Ospedale di Treviglio e al funzionamento dell'Asl, ritengo che si debba implementare un'integrazione già prevista e promossa da alcuni anni, ma che necessita di ulteriori approfondimenti. La logica in cui si inserisce questo concetto, è la logica di efficacia, di efficienza, di qualità, ma soprattutto di tutela della salute. In più, questa logica va a supportare modalità organizzative che viaggiano verso quella che viene definita la continuità assistenziale integrata fra ospedale e territorio. Ci sono considerazioni sostanziali, come ad esempio il ruolo centrale del medico di medicina generale, la necessità di fornire la risposta assistenziale ai bambini per tutto l'arco delle 24 ore, ma soprattutto il ruolo nodale del medico di famiglia nella gestione delle malattie croniche e degenerative. È il territorio che diventa la sede primaria di assistenza per finalizzare la continuità degli interventi dopo la dimissione ospedaliera. Credo che su questi punti si deciderà il prossimo futuro della sanità. Ci saremo, con le nostre proposte operative, perché ne abbiamo competenza. Federico Merisi consigliere comunale Pd Treviglio Asse interurbano In galleria continui sgocciolii Spettabile redazione, sono un cittadino di Bonate Sopra-le Ghiaie che ogni giorno raggiunge Dalmine in autovettura per recarsi al lavoro. Porto alla vostra attenzione la galleria dell'asse interurbano San Roberto, che presenta vistose infiltrazioni d'acqua, continui sgocciolii non appena piove, e quando smette di piovere continuano per un accumulo d'acqua nel terreno sovrastante... Sgocciolii continui che sulla carreggiata restano non come evidenti pozzanghere ma come chiazze d'acqua estese. Se non ricordo male l'intervento effettuato di costruzione della galleria risale a circa un paio di anni fa? Ma vi sembra normale tutto questo... Mi chiedo, cosa stia aspettando chi di dovere ad intervenire per la risoluzione del problema in modo definitivo, senza dover aspettare del tempo inutile e salvaguardare la sicurezza di noi automobilisti. Matteo Pellino Superstrada Val Seriana Da cancellare quelle scritte elettorali Spettabile redazione, nei giorni scorso ho percorso la superstrada della Val Seriana. Poco prima di Gazzaniga, sulle due spalle di una sopraelevata, in posizione favorevolissima, campeggiano due scritte a caratteri cubitali: «Vota Lega Lombarda». Fra poco ci saranno le votazioni e questo è chiaramente un anticipo di campagna elettorale. Ritengo che siano scritte da cancellare perché su quella strada passano migliaia di persone ogni giorno e non è giusto che un partito, con un messaggio così evidente, si avvantaggi in questo modo così aperto su altri partiti. Mariangela Sugliani Gleno, riabilitazione Nostra zia assistita con premura Spettabile redazione, con questa lettera vogliamo calorosamente ringraziare chi lavora nel reparto di Riabilitazione e nella casa di riposo della casa di cura Gleno a Bergamo per quanta dedizione quotidiana svolge il proprio lavoro. Nostra zia, di quasi 88 anni, è stata in questo reparto per oltre due mesi seguita da un'eccellente équipe di medici ed infermiere che l'hanno costantemente seguita durante la fase di riabilitazione, ma ancora più grandi perché ogni giorno con parole e con i fatti sono riusciti a convincerla dell'importanza di provare e riprovare, soffrire il dolore fisico dei postumi che lascia un femore rotto, l'hanno sostenuta a non mollare al fine di raggiungere un buon grado di autonomia. Siamo rimaste veramente colpite dalle infermiere, la loro disponibilità e pazienza hanno reso più accettabile questo forte cambiamento. I primi giorni era demoralizzata in quanto si vedeva ormai persa per sempre, destinata a stare a letto o sulla sedia a rotelle. La gamba non voleva seguirla e faceva molto male. Un giorno un passo avanti ed un altro indietro. Lei abituata ad essere autonoma, viveva da sola nella sua casetta, tenuta lucida come uno specchio, il dover rinunciare per una scivolata sulla prima neve dell'inverno, proprio non le andava giù. La dottoressa responsabile del servizio è riuscita a convincerla a sostituire la sedia a rotelle con dispositivo di appoggio che le ha permesso di camminare, prima un po' incerta, poi sempre con maggior sicurezza, fino a riconquistare forza fisica e sicurezza psicologica. La prima volta che l'abbiamo vista camminare nuovamente ci ha commosso moltissimo. Da poco tempo è stata spostata nella sua «nuova casa», la casa di riposo. È un po' presto per esprimere giudizi, ma visto quanto vissuto fino ad oggi siamo certe che è un buon inizio. Grazie a tutto il personale del quale non sempre conosciamo i nomi, ma abbiamo ben presente le loro voci ed i volti sorridenti. Grazie a chi svolge con dedizione il proprio lavoro, anche se i nostri cari non sempre ve lo dimostrano, basta guardare nei loro occhi ed è lì che lo ritrovate. Grazie ancora! Le nipoti di una zia dolcissima 25/02/2009 nascosto-->

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CHIETI - E siamo arrivati al 2010, salvo sorprese. Parliamo della Filovia, ferma ai box da 1... (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 25-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Mercoledì 25 Febbraio 2009 Chiudi di ADRIANO CICCARONE CHIETI - E siamo arrivati al 2010, salvo sorprese. Parliamo della Filovia, ferma ai box da 17 anni: di mese in mese si danno nuove scadenze e adesso ne arriva un altra, appunto il 2010. Entro quella data infatti dovranno essere messi in strada tre nuovi filobus di nuova generazione necessari per ripristinare il servizio elettrico di trasporto pubblico urbano sull'intera linea. Insomma i tempi si allungano ancora. Il sogno "impossibile" della Filovia continua dal lontano 1993, quando la Regione, proprietaria della linea, ne decise la disattivazione perché vetusta e pericolosa. Giorni fa l'Amministrazione Ricci ha ordinato l'acquisto di tre nuovi mezzi, ma solo un miracolo o una soluzione parziale e pasticciata potrà far "ripartire" la filovia entro quest'anno. Presso gli uffici del settore trasporti sono state aperte le buste dei partecipanti alla gara di appalto per la fornitura dei mezzi. La commessa per oltre 2 milioni e 400 mila euro - fondi erogati dalla precedente Giunta regionale - è stata aggiudicata al raggruppamento d'impresa straniero, formato dalla capogruppo del Belgio Vanhoo Nv e dalla tedesca Vossloh Kiepe Gmbh. Hanno di tempo otto mesi per consegnare i filobus che si aggiungeranno ai sette "antichi" recuperati e in parte ristrutturati. Intanto l'assessore ai trasporti e lavori pubblici Luigi Febo attende l'arrivo degli ispettori dell'Ustif (Ufficio speciale trasporti fissi) con sede a Napoli per le verifiche e il definitivo collaudo della intera rete. La "visita" era stata prevista per la metà di questo mese, ma anche questa scadenza è slittata alla seconda settimana del prossimo marzo. Non solo, nell'attesa della fornitura dei mezzi mancanti, ci sono da risolvere problemi relativi al perfezionamento dei percorsi, sorti con la costruenda piazza di via dei Vestini (di fronte al campus universitario) che collegherà l'ateneo d'annunziano al villaggio dei Giochi del Mediterraneo. Altro che 1° maggio 2008 per riattivare la linea, come aveva indicato il sindaco Ricci dopo il blitz de "Le Iene", minacciando di mandare a casa l'assessore Febo se non avesse ottemperato. Le cose sono andate per le lunghe più del previsto causa la burocrazia, il ritardo nell'erogazione dei fondi regionali, ka nomina del direttore d'esercizio, ecc. La data che oggi si ipotizza è fine anno 2009, primi mesi del 2010 (vigilia elettorale). A meno che l'Amministrazione nelle more, non riprenda l'idea cullata l'anno scorso, quella un sistema misto (filobus e pullman): impiego dei filobus da Sant'Anna (capolinea) a piazzale Marconi di Chieti Scalo; proseguimento con i pullman a gasolio fino al Policlinico di Colle dell'Ara. Sarebbe un disservizio più che un servizio migliore dell'attuale.

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PERUGIA - Il passo è quello armato del cemento, il ritmo quello unico del primato. Anch... (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 25-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Mercoledì 25 Febbraio 2009 Chiudi di ITALO CARMIGNANI PERUGIA - Il passo è quello armato del cemento, il ritmo quello unico del primato. Anche tra le colonne solide e tranquille del Tribunale amministrativo, è l'edilizia degli appalti, delle prime e delle seconde case, delle finestre e dei terrazzi a tenere alto il conto del conflitto. Mai tante cause sono state dedicate ai piani urbanistici e mai tanti litigi si sono riversati sulle decisioni dei Comuni di non decidere quando si tratta di licenze edilizie e affini. Il presidente del Tar Pier Giorgio Lignani, forte del suo senso della legalità misurata dal rigore, non si sbilancia fino a quel punto nella relazione dedicata all'apertura dell'anno della giustizia amministrativa. Ma è ovvio che quando il contenzioso contro la burocrazia aumenta a dismisura in un settore, le cause del conflittualità vanno oltre alla semplice irruenza dei contendenti. Seguono piuttosto il ritmo furioso delle varianti ai piani regolatori somiglianti a bretelle del doppio attacco, per cui interi quartieri si sono ritrovati senza la possibilità di utilizzare vecchie cubature per costruire perché nel frattempo nuovi raider avevano preso tutto quello che potevano. Così diventa inutile per gli stessi Comuni arginare gli abusi edilizi: in virtù dei continui cambiamenti si trova sempre un precedente in cui ad un proprietario terriero piuttosto che ad un altro è stato concesso qualcosa in più. A scattare è quel "allora perché io no?" che alza non solo il numero dei conflitti, ma anche le pile di fascicoli negli uffici. Perché nonostante l'efficienza degli uffici, la completezza della pianta organica e la velocità di giudizio, i fascicoli aumentano rispetto all'anno passato. E l'edilizia occupa quell'orgoglioso 40 per cento di cui mai s'è ricordato negli anni passati. Rispetto all'aumento, il presidente Lignani ha spiegato che nel 2008 sono stati 561 i ricorsi presentati al Tar dell'Umbria, 64 in più rispetto al 2007, con un incremento del 13 per cento (490 nel 2006, 563 nel 2005, 809 nel 2004). A fine anno, il numero complessivo dei ricorsi pendenti è risultato di 2541. Quelli definiti nell'anno 2008 sono stati 880 a fronte di 561 pervenuti, con una diminuzione dell'11 per cento rispetto al 31 dicembre 2007 della pendenza complessiva. Continua a pagina 33

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"Modello unico" grazie alla semplificazione della burocrazia. Le federazion... (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 25-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Mercoledì 25 Febbraio 2009 Chiudi "Modello unico" grazie alla semplificazione della burocrazia. Le federazioni umbre si sono subito adeguate. Anche per il Coni corre solo Conti.

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L'UNIVERSITÀ VA A ROTOLI NON PER CANALI Il titolo dell'ultimo numero di "Nuovi argomenti" si riferisce al dossier dedicato ai cimiteri: <Dove andremo a finire> (sezione: Burocrazia)

( da "Riformista, Il" del 25-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

L'UNIVERSITÀ VA A ROTOLI NON PER CANALI Il titolo dell'ultimo numero di "Nuovi argomenti" si riferisce al dossier dedicato ai cimiteri: «Dove andremo a finire» L'UNIVERSITÀ VA A ROTOLI NON PER CANALI Il titolo dell'ultimo numero di "Nuovi argomenti" si riferisce al dossier dedicato ai cimiteri: «Dove andremo a finire». Non è una domanda, ma un avvertimento barocco. Eppure, sinistramente, suona familiare con il tema del "Questionario moraviano": l'università. Dove andremo a finire? È interessante leggere le risposte di professori di lungo corso, come Walter Pedullà, e giovani ricercatori, come lo scrittore Paolo Giordano. C'è una diffusa insofferenza verso la Gelmini, i tagli alle università, l'introduzione maggiore, al limite dell'intrusione, di capitali privati. E fin qui, niente di nuovo. Una difesa, più o meno autocritica, di casta o di ceto. Scontato, ma senza sconti, il "divide" tra i vecchi e i giovani, che si spartiscono - con allegre eccezioni, come il dadaista Pedullà che vuole pensare positivo dopo decenni di "Scuola del dubbio" - un ottimismo della volontà (i giovani) e un pessimismo della ragione (i vecchi). Creando, va da sé, una frattura che non lascia ben sperare. Perché la ragione del potere è tautologica e la volontà senza futuro baratta qualsiasi cosa per sopravvivere. I giovani, tra cui Carlo Carabba, Paolo Giordano e Paolo Di Paolo, hanno cautela nel condannare o assolvere i difetti dell'università, cercano di mettere a fuoco, pensano a come migliorare il sistema, tradiscono una vitalità potenziale connaturata alla loro età. I vecchi, per lo più, eccepiscono sulle critiche, trovano sfumature, difendono il proprio statuto. Spicca Luca Canali, capace di mettere in discussione l'applicabilità della «meritocrazia» - dare più peso alle pubblicazioni, no? - sostenendo, testuale, che i «più meritevoli» non sono sempre i «migliori». Canali sostiene che i mali secondari dell'università, come il nepotismo, derivano dalla politica. I mali primari, invece, dalla società: «Non solo l'università, ma la scuola in generale è in crisi. Ne è sintomo il numero sempre maggiore di cattedratici che vanno in pensione anticipata, oppressi dalla crescente burocratizzazione dell'insegnamento e dal peggioramente qualitativo (culturale) degli studenti, fuorviati dal cinismo mercantile e dalla struttura alienante della società». Anche la burocrazia deriva dall'alienazione della società? Okay, non diciamo che è la maschera kafkiana del comando dei baroni, ma possiamo non invertire causa ed effetto tra burocrazia e alienazione? E come si può sostenere che un cattedratico pre-pensionato, magari dopo pochi anni dall'entrata in ruolo, possa essere un sintomo e non una causa della crisi del sistema scuola? Come si fa a sostenere che il peggioramento del livello degli studenti non abbia relazione con il collasso della disciplina e l'eccesso di una presunta obbligatorietà anti-vocazionale dell'istruzione? Si può. Basta dire, con Canali, che «ogni cultura passa necessariamente attraverso l'Accademia». 25/02/2009

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Macchinette bloccate e multa a chi non paga (sezione: Burocrazia)

( da "Adige, L'" del 25-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Macchinette bloccate e multa a chi non paga T rento, corso Buonarroti, lunedì due febbraio 2009 ore 5.20. Sono partito con mia moglie in automobile dalla Bassa Valsugana, di buona ora, alla volta di Trento, per prendere il treno che parte alle ore 5.40 dalla stazione ferroviaria per recarci all'Ospedale Niguarda di Milano. Arrivati a Trento, senza particolari problemi con il traffico, cerchiamo un parcheggio non a pagamento in corso Buonarroti o dintorni, più o meno vicino al sottopasso pedonale, che porta in stazione. Con stupore abbiamo notato che i parcheggi gratuiti non c'erano più, quindi visto il poco tempo a disposizione per cercare parcheggio altrove, abbiamo parcheggiato nelle «zone blu». Il giorno seguente, martedì tre febbraio, mi informai riguardo al pagamento del ticket nei parcheggi a fascia gialla,blu e rossa, in quanto il giorno successivo, mercoledì quattro febbraio, dovevamo prendere il treno alle 5.40 per andare al Niguarda di Milano. Mi è stato consigliato da miei conoscenti che abitano a Trento, che a loro volta si sono informati dai Vigili Urbani, di pagare in anticipo tramite la colonnina che rilascia il ticket. Mercoledì quattro febbraio siamo in corso Buonarroti, verso le ore 5.20, ho trovato una colonnina per l'emissione del ticket, ho provato ad inserire del denaro in moneta per poter pagare il parcheggio fino alle ore 15 - 16, ma questo apparecchio non mi ha accettato alcuna delle monete che volevo inserire. A questo punto ho provato a cambiare colonnina! Ma aimè anche la seconda colonnina non mi ha accettato alcuna moneta! E il tempo passa. Allora mi sono chiesto: andiamo a Milano o aspettiamo un Vigile Urbano per chiedere chiarimenti, e addirittura annullare l'appuntamento all'ospedale Maggiore a Milano? Ho optato per la prima: andiamo a Milano, con rischio multa. Al ritorno verso le ore 15 ho trovato, come previsto, un verbale di euro 38 più euro 1 di Spese procedimento, con oblazione entro sabato 14 febbraio. Nel tragitto verso casa, mi era sorto un dubbio, poiché in avvenire dobbiamo far uso del treno, con lo stesso orario di partenza (5.40) e destinazione. Ho telefonato ai Vigili Urbani di Trento chiedendo come potevo pagare il ticket da esporre all'interno della mia automobile, visto che le colonnine non hanno accettato il denaro. L'Agente con cui ho parlato al telefono, mi ha portato a conoscenza che le colonnine del ticket sono attive (accettano denaro), dalle ore 6 in poi. Ma come: gli ho detto? Se dobbiamo partire alle ore 5.40, come faccio? (Sono convinto che più della metà dei Residenti nel Comune di Trento, non sanno che le colonnine sono in funzione solo dopo le ore 6) . L'altra risposta, dell'Agente, è stata questa: venire fino a Trento (da Tezze di Grigno), qualche giorno prima ad acquistare i «ticket elettronici». Inaudito. Mi chiedo se è mai possibile che un cittadino che vuole rispettare le norme, non venga messo in condizione di rispettarle da chi di dovere. Michele Gasperini - Grigno L a vita è percorsa ogni giorno da mille insidie e tortuosità della burocrazia, che il più delle volte si sforza di complicare anche le cose più semplici. Il caso segnalato dal signor Michele Gasperini di Grigno necessità di una risposta chiarificatrice da parte dell'Amministrazione comunale e di un intervento immediato per porre soluzione a questo gatto che si morde la coda. Non si può versare la quota del parcheggio perché le macchinette non sono abilitate, ma se non si versa la quota si prende la multa. Pare un trabocchetto fatto apposta per «incastrare» il cittadino e fare cassa comunque. Attendiamo che il Comune dia pubblicamente la Sua risposta. p.giovanetti@ladige.it 25/02/2009

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Se la vaccinazione diventa un incubo (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 25-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno - BARI - sezione: OPINIONI - data: 2009-02-25 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE Punti di vista Se la vaccinazione diventa un incubo di ALESSIO VIOLA S cene di vita quotidiana della società civile senza virgolette. Ufficio per le vaccinazioni di Bari Vecchia. Non è possibile vaccinare un bambino, ai sei anni, perché la sua scheda non è più in quell'ufficio. La famiglia, dalla prima vaccinazione cinque anni fa, si è trasferita. La solerte impiegata scartabella brogliacci, tira fuori da schedari arrugginiti fogli volanti, segna a matita dati e scadenze, cancella con una gomma vecchie annotazioni. Al telefono, colloquia con i colleghi dell'ufficio di Carrassi. è li che bisogna vaccinare ora il bambino. Lo stanzone di Bari Vecchia è lo stesso di cinque anni prima, disadorno, triste, sembra un ufficio della Germania Est. Tappa successiva. Ancora una provincia tedesco orientale, altra sala, mamme in attesa, non un sistema di prenotazione. Qui non ci sono tracce del bambino. Ancora consultazioni di scartafacci, foglietti e schede che emergono da mobiletti scrostati, un datario di quelli a rotelline per stampigliare date e scadenze. Penne a sfera e matite come strumenti di lavoro, e il telefono per sentire Japigia. Pare che sia quella, la prossima destinazione. Non c'è traccia di un computer, come nell'altro ufficio della città vecchia. La parola mail è sconosciuta,le informazioni giacciono sepolte sui qualche foglio di carta, che a sua volta giace chissà dove. A Japigia, dunque. File, affollamento, nessun sistema di prenotazione. Ancora tiretti cigolanti, libroni ammuffiti, ricerca fatta sfogliando pagine e pagine le mille volte sfiorate da tante dita debitamente umettate… non si vedono tracce di quello strano oggetto chiamato computer. La buona volontà di un'operatrice la spinge all'ennesima telefonata. Pare che la prossima tappa sia il CTO, forse una sorta di centrale di smistamento delle cartacce. Il rifiuto dei genitori giramondo è fermo,non promette niente di buono. L'operatrice, paziente fino a sfiorare la gentilezza, acconsente alla richiesta. A mano, naturalmente, ricopia tutti i dati precedenti su una nuova scheda, che diventerà da ora in poi la carta di identità sanitaria del bambino. Che viene vaccinato. In ognuna di queste tappe, la vicenda viene commentata dalla società civile presente in termini molto poco civili. Al di là della disponibilità più o meno dimostrata dal personale, nulla è cambiato dalla prima vaccinazione ad oggi. Nulla. Le file, sempre quelle. I lamenti, gli stessi. La memoria sanitaria di una città, in un settore come quello della profilassi, ovvero dei pericoli collegati al rischio di epidemie, affidati ad un cartaceo che risale indietro negli anni, diventa paradossalmente esso stesso potenziale veicolo di infezioni. Informatizzazione sconosciuta, le persone sostituiscono la velocità di trasmissione telematica con i loro spostamenti in giro per la città. Come cinque anni fa. O venti. Il cittadino che legge poco o nulla, che non si appassiona alle sorti delle nomenclature e delle sigle, che non trepida per i cambi di casacca e i posizionamenti, si adagia sconfortato nella consapevolezza millenaria che tanto, non cambia mai niente. è qui, in questi luoghi, che si trovano i terminali sensibili del vivere sociale. è qui che bisognerebbe intervenire per testimoniare il cambiamento. Una sedia comoda, anzi una sedia e basta, per affrontare le due ore di coda, aiuterebbe a comprendere il cambiamento, a sentirsene parte. Una mail che informasse gli uffici sui cambi di residenza, risparmierebbe il girovagare a vuoto, addirittura aiuterebbe il traffico. Si chiama solo vivere meglio, è tutto quello che chiede la gente. \\ Burocrazia e stanzoni alla Germania Est Ma i cittadini chiedono qualità

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<Eppure lavoravano sempre bene> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 25-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno - SALERNO - sezione: SALERNO - data: 2009-02-25 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Barbirotti (Consorzio Sa 2) «Eppure lavoravano sempre bene» SALERNO — «Da una verifica attenta della documentazione si evince chiaramente che non si configura nessuno dei reati contestati alla società Aser, che ha sempre gestito i rifiuti in modo corretto e sulla base di un'autorizzazione commissariale». Poche parole quelle del presidente del consorzio di bacino Sa2, Dario Barbirotti, che difende a spada tratta l'operato della società partecipata al 51% dal consorzio. «L'autorizzazione commissariale - continua - è stata rilasciata nel 2003 ed è valida fino a quando la Regione Campania non rilascia quella definitiva. La società ha già inoltrato richiesta, ma conosciamo bene i tempi della burocrazia e dell'ente regionale. Noi stiamo ancora aspettando, ma ciò non toglie che l'autorizzazione commissariale consenta alla società di trattare i rifiuti». Sull'ipotesi del reato di truffa contestato dalla procura di Salerno, Barbirotti ha dei dubbi. «Una truffa di 15mila euro per trenta persone? Mi sembra ridicolo. In ogni caso - aggiunge - è giusto che la magistratura faccia le proprie verifiche, come è doveroso che noi, come ente consortile, accertiamo l'esistenza delle autorizzazioni». Anche il cda dell'Aser spa si difende, conferendo mandato all'avvocato Silverio Sica per chiedere immediatamente il dissequestro dell'impianto di Pontecagnano. E contestando la tipologia dei rifiuti incriminati: «frigoriferi, monitor tv e computer». A. C.

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<Pesaro è un Comune molto virtuoso perché spende meno nella burocrazia> (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 25-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

PESARO pag. 4 «Pesaro è un Comune molto virtuoso perché spende meno nella burocrazia» IL CASO «NORMALI LE SPESE POLITICHE» «PESARO, se si legge bene la classifica del Sole 24 Ore, è un Comune virtuoso». Questo è quanto sostiene in una nota il Palazzo di piazza del Popolo, che rispetto all'articolo uscito ieri sulla classifica stilata dal quotidiano di Confindustria (che indica Pesaro al 33esimo posto su 99 comuni per le spese totali sostenute per gli organi istituzionali) precisa che «le spese sostenute per gli "organi istituzionali" incidono a Pesaro solo per 2 euro in più della media nazionale. Ma parliamo di tutte le spese per il funzionamento degli organi istituzionali e non di "costo della politica". Infatti puntualizza il Comune dei 3,32 milioni di euro solo 1,16 milioni (12,3 euro per abitante) rappresentano il costo delle indennità (il consiglio comunale incide per 523.017 euro, il sindaco e la giunta per 495.885, mentre le circoscrizioni per 141.258 euro). Molto meno che in tante altre parti d'Italia» (anche se di più delle vicine Ancona e Macerata). IL FUNZIONAMENTO della "macchina comunale" poi prosegue il Comune ha un costo complessivo di 19,5 milioni, pari a 211,7 euro pro capite (come ampiamente indicato anche nel nostro articolo, ndr.). Rispetto a una media nazionale pro capite di 300 euro, il risparmio per ogni cittadino pesarese è dunque di ben 88,3 euro. Rispetto poi a Comuni importanti ed efficienti come Firenze (446 euro pro capite), Siena (375 euro) e Trento (337 euro) per i pesaresi il costo è di centinaia di euro in meno». PRENDIAMO atto delle precisazioni, che però non contraddicono quanto da noi pubblicato, riportando fedelmente la classifica del Sole, che, forse, per fare maggiore chiarezza, doveva considerare solo il «costo diretto» della indennità dei politici. fra.pe.

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Il Comune di Mentana è senza assistente sociale dallo scorso dicembre, quando è sc... (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Metropolitana)" del 25-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Mercoledì 25 Febbraio 2009 Chiudi di DANIELE GORETTI Il Comune di Mentana è senza assistente sociale dallo scorso dicembre, quando è scaduto il contratto all'impiegata assunta per sostituire la titolare in maternità. Molti stanno protestando per questa carenza, rivolgendosi anche al sindaco Tabanella. «E' un problema da risolvere prima possibile - ha ammesso Vita d'Azzeo, assessore ai servizi sociali - La burocrazia ci impedisce di avvalerci di un'assistente sociale esterna pagata a consulenze, ci stiamo quindi organizzando per trovare una nuova sostituzione per la maternità della titolare. Purtroppo in un Comune in dissesto ogni problema diventa difficile». «Il Comune ha assunto undici nuovi impiegati - dicono alcuni cittadini - perché si è scelto di coprire altri settori piuttosto che ripristinare un servizio così essenziale per la popolazione?»

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La manovra per il 2009 in bilico fra fondi non spesi e costi della sanità (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 25-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Sud sezione: SUD data: 2009-02-25 - pag: 1 autore: Calabria. Al varo il bilancio preventivo La manovra per il 2009 in bilico fra fondi non spesi e costi della sanità Anche la Calabria è arrivata al varo del bilancio 2009, rimandata da fine 2008. E sono proprio i ritardi a condizionare la manovra: sul fronte delle risorse, ben il 44% del totale a disposizione deriva dall'avanzo di amministrazione (soldi non spesi negli anni precedenti), il cui impiego è vincolato proprio alle uscite programmate in origine. Se si considera anche l'altra grande voce di bilancio (i trasferimenti statali destinati alla sanità, che coprono un altro 34%) e che un altro 6% è costituito da fondi vincolati, è evidente che la manovra 2009 ha margini piuttosto ristretti. Tanto che le risorse autonome ammontano ad appena 796 milioni, insufficienti a coprire un fabbisogno che i tecnici del dipartimento Bilancio stimano in 1,05 miliardi. Per questo, saranno necessari tagli di spesa. Si parla soprattutto di interventi su forestazione , enti strumentali della Regione e burocrazia. De Santo u pagina 10 l'articolo prosegue in altra pagina

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Gli impegni frenano la manovra (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 25-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Sud sezione: ISTITUZIONI data: 2009-02-25 - pag: 10 autore: CALABRIA. Al varo il bilancio regionale 2009: oltre che alla sanità, le voci principali sono legate alle spese pregresse in sospeso Gli impegni frenano la manovra Risorse autonome insufficienti a coprire il fabbisogno, si studiano i tagli Roberto De Santo CATANZARO L'imperativo è far quadrare i conti con azioni di rigore e contenimento della spesa. La manovra 2009 della Regione Calabria, giunta al varo, è da 9,2 miliardi ed è fortemente condizionata nelle entrate dall'avanzo di amministrazione e nelle spese dalla sanità. La sfida è non ridurre eccessivamente i servizi essenziali ai cittadini e non incrementare la già eccessiva pressione fiscale. Entrando nel dettaglio delle elaborazioni del dipartimento Bilancio,buona parte delle risorse derivano dall'avanzo di amministrazione: 4,054 miliardi su 9,253. è il 44% delle risorse totali, che andrà a finanziare tutti i fondi già impegnati e non spesi negli esercizi precedenti. Fra le entrate, l'altro grande capitolo è costituito dai trasferimenti statali per la sanità: 3,1 miliardi, il 34% delle entrate complessive della Regione. Le altre risorse derivano in parte da altri fondi già vincolati (549 milioni, il 6% della manovra), dai trasferimenti Ue per investimenti già impegnati 452 milioni (5%) e da entrate vincolate a mutui già impegnati (343 milioni, 4%). Solo 695 milioni, pari ad appena il 7% delle entrate complessive, sono liberi da vincoli e potenzialmente sottoposte alle scelte discrezionali di Giunta e Consiglio regionale. Scelte virtuali, perché su questa fetta di risorse pesano le spese per il personale, il funzionamento della macchina burocratica, forestali e il finanziamento di una serie di leggi regionali già in vigore. Proprio dai capitoli di spesa già vincolati si evince che ben il 39% è destinato alla sanità (3,640 miliardi su 9,253). Seguono le spese già bloccate per precedenti impegni (1,578 miliardi, il 17% della manovra) e quelle già impegnate per interventi previsti dal Por ( Programma operativo regionale) 2007-2013 (1,550 miliardi, 17%). Si aggiungono 941 milioni destinati a coofinanziare i progetti previsti dai vari Apq (Accordi di programma quadro) sottoscritti negli anni dalla Regione e 354 milioni (il 4% della manovra) per interventi di Agenda 2000. Secondo le analisi dei tecnici del Bilancio, le spese con risorse autonome autorizzate sono pari a soli 795,7 milioni, appena il 9% dell'intera manovra.Una cifra insufficiente a coprire tutto il fabbisogno regionale di spesa da coprire con risorse autonome, stimato in 1,05 miliardi. Di qui la necessità di reperire risorse aggiuntive per far quadrare i conti. Le possibilità che dovranno valutare Giunta e Consiglio sono una riforma della spesa e un migliore utilizzo delle risorse. L'assessorato al Bilancio, retto da Demetrio Naccari Carlizzi, vorrebbe che una maggiore attenzione sul fronte della spesa, attraverso la razionalizzazione nel settore della forestazione, l'abbandono della logica di tipo incrementale della spesa e l'attuazione di un razionale processo di delegificazione. Ma si vorrebbe puntare anche sull'aumento dell'efficienza burocratica, sulla revisione degli enti strumentali della Regione, sulla razionalizzazione delle partecipazioni e sulla progressiva riduzione delle spese di funzionamento di tutta la macchina amministrativa. Sul fronte delle entrate, secondo le indicazioni dei tecnici del dipartimento, si dovrebbe puntare tra l'altro su una maggiore azione di controllo delle entrate tributare e sull'evasione fiscale e su valorizzazione e razionalizzazione del patrimonio immobiliare. Su quest'ultimo fronte, in particolare, i tecnici hanno posto la necessità di completare con puntualità il censimento del demanio e del patrimonio immobiliare nelle disponibilità della Regione,attivare l'analisi di tutti i flussi attivi relativi al demanio ed al patrimonio recuperando tutte le posizioni pregresse. Sempre su questo fronte, occorrerebbe definire un piano di utilizzo e riqualificazione dei beni e la razionalizzzazione della spesa e delle ubicazioni degli uffici regionali territoriali. Ma la grande opportunità, individuata nella relazione dei tecnici alla manovra 2009, diviene sempre più quella di sfruttare al massimo, soprattutto sul fronte degli investimenti, le risorse provenienti dall'annualità 2009 del Por e del Fas (Fondo aree sottoutilizzate). Risorse che in tutto ammontano ad oltre 7,3 miliardi. «Il clima in cui le Regioni del Sud si trovano ad operare è uno dei più foschi di sempre – commenta Naccari Carlizzi –. Il Governo, dopo aver tagliato 17 miliardi di fondi Fas, utilizza il Mezzogiorno come salvadanaio per le politiche anticicliche a vantaggio soprattutto del Nord. La Regione Calabria farà ogni sforzo per rivedere la spesa del proprio bilancio, velocizzare gli interventi, qualificare l'utilizzo delle risorse comunitarie. Noi chiaramente dobbiamo introdurre elementi culturali nuovi nella dinamica delle scelte regionali. Il tutto in attesa che il Paese decida di ascoltare il monito del governatore di Bankitalia, Stefano Draghi, sui motivi della bassa o inesistente crescita di questi anni e cioè sull'occasione perduta del sottoutilizzo delle aree meridionali». NEL MIRINO Tra le misure in discussione per razionalizzare le uscite, interventi su forestazione, enti strumentali, burocrazia e delegificazione

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di MARIANGELA LATELLA SI ALLARGA lo spazio vitale del cinema indipendente a Bo... (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 25-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

VETRINA GIORNO & NOTTE pag. 29 di MARIANGELA LATELLA SI ALLARGA lo spazio vitale del cinema indipendente a Bo... di MARIANGELA LATELLA SI ALLARGA lo spazio vitale del cinema indipendente a Bologna con Cinecircuito, la nuova agenzia di distribuzione di film indipendenti ideata da un trio di videomaker radicati a Bologna i cui destini si sono incrociati dietro le macchine da presa. Non ancora trentenni, Christian Battiferro, Mirko Sgarzi e Rita Andreetti hanno già alle spalle un'esperienza decennale nel settore della produzione cinematografica indipendente e hanno deciso di farla fruttare dando vita ad un agenzia di distribuzione e, contemporaneamente, ad una casa di produzione (Cronos Film) che verranno inaugurate il 10 marzo prossimo al Sesto Senso. «Abbiamo ragionato prima di tutto da operatori del settore ci spiega Battiferro, che fra l'altro ha firmato anche il corto Personal Disease che ha ricevuto la menzione speciale speciale allo European Short Film Festival 2008 . Il problema di chi fa cinema è quello di riuscire a trovare dei canali di distribuzione (festival, web tv, tv, webzine e giornali) in cui fare circuitare i propri lavori. D'altro canto ci siamo anche accorti che il problema del contatto vale anche per l'altra faccia del cielo, ossia per i festival, che non sempre riescono a raggiungere tutti gli autori. C'è un problema di contatto. Così abbiamo pensato di creare una sorta di network e metterlo a disposizione dei filmmaker». In che modo? «Da un'idea di Mirko Sgarzi, abbiamo sviluppato un software che ha una banca dati (in continua evoluzione) con i diversi festival nel mondo. La banca dati è accessibile da chiunque attraverso il nostro sito (www.cinecircuito.com) e permette di verificare in tempo reale in quali festival è possibile piazzare il proprio film. Ma la nostra attività non finisce qui, perché noi ci occupiamo, infatti, di tutte le fasi della distribuzione del video, dall'iscrizione ai festival e ai concorsi attinenti ai rapporti con fanzine che si occupano di cinema, le web tv e le tv analogiche e digitali». Ovvero... «In questi giorni abbiamo appena concluso un accordo con Sky in base al quale il canale Yks Channel manderà in onda i corti di quegli autori che ci daranno il loro consenso». Qual è stata la maggiore difficoltà incontrata in questo progetto? «Sicuramente la burocrazia, uno dei principali ostacoli per gli autori che, per garantire la propria presenza a tutti i festival di riferimento, dovrebbero trascorrere le giornate al telefono. Noi li solleviamo da quest'attività anche grazie alla rete di contatti che, negli anni, abbiamo, sviluppato». Oltre a Battiferro, che proviene dall'esperienza di Videocoop ed è curatore del premio Pivi, la Andreetti (che è stata assistente alla regia di Liliana Cavani per la fiction tv Einstein) e Sgarzi (autore, tra l'altro, di House of the Flesh Mannequins che ha vinto il premio per la migliore fotografia 2008 al Festival delle arti di Roma) lavorano da circa dieci anni nel settore delle produzioni cinematografiche indipendenti. Oltre a Cinecircuito, voi tre avete appunto fondato anche una casa di produzione, la Cronos Film Avete in programma nuove produzioni? «Io sto ultimando (insieme a Marco Magni e Stefano Massaccesi) la sceneggiatura del mio prossimo lungometraggio dal titolo Oltre il fiume e contemporaneamente stiamo lavorando anche al nuovo corto di Rita da titolo Spire di fumo in una stanza. Grazie all'acquisto di una Red One, una camera digitale di ultima generazione, riusciamo a raggiungere la qualità delle immagini propria della pellicola abbattendo i costi di produzione di più del doppio. Basti considerare e che per la Red One l'unico investimento è stato quello iniziale (circa 30mila dollari) mentre per girare in pellicola si spendono quasi 100 euro al metro. In questo modo le sale cinematografiche potrebbero non essere più precluse agli indipendenti per via dei loro low budget».

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Progetti concreti per rilanciare l'economia ravennate (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 25-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Centro-Nord sezione: SYSTEM (SPECIALE RAVENNA) data: 2009-02-25 - pag: 18 autore: Progetti concreti per rilanciare l'economia ravennate Giovanni Tampieri, presidente di Confindustria, cita la “Città dell'Energia”, la darsena, il porto e i temi della burocrazia “E ' evidente che ci troviamo di fronte ad una situazione economica difficile che sta colpendo tutti i Paesi industrializzati. Ma è altrettanto evidente che i Governi, la stessa Unione Europea, fino agli Enti locali, stanno mettendo in atto le misure necessarie per creare le condizioni affinché il sistema produttivo possa ripartire”. Così Giovanni Tampieri, presidente di Confindustria Ravenna commenta l'attuale situazione economica e come gli imprenditori cerchino di farvi fronte. “Anzi - dice ancora Tampieri - le azioni messe in atto per affrontare la crisi quindi innovazione, nuovi prodotti, politiche gestionali – possono creare le condizioni per un rafforzamento del sistema industriale. Perché ciò accada è necessario che si crei un ambiente favorevole al rilancio industriale. Nella nostra provincia stiamo perseguendo questi obiettivi”. Il Presidente degli industriali ravennati spiega che a poche settimane dallo scoppio della crisi finanziaria, e poi di quella economica, si erano già gettate le b a s i t r a I s t it u z io n i, a s s o c ia z io n i d i categoria, sindacati, banche per assicurare la necessaria liquidità per far fronte alle esigenze immediate e pianificare il rilancio. “In più - aggiunge - e questo è un titolo di merito, le banche locali, hanno stanziato fondi per venie incontro ai lavoratori in cassa integrazione e sostenere le difficoltà delle famiglie. Confindustria Ravenna ha quindi chiesto che l'avvio di quelle opere pubbliche per le quali esistono già progetti e, per buona, parte anche finanziamenti. Da queste opere può venire ossigeno importante per le imprese e un rilancio dell'immagine del territorio ravennate. Abbiamo poi chiesto un serio impegno per la semplificazione amministrativa, in modo che la progettualità esistente possa tradursi in investimenti concreti in tempi rapidi”. Confindustria Ravenna punta su alcuni progetti precisi: Darsena di città, sviluppo del porto, Ravenna Città dell'Energia dal rigassificatore alle fonti rinnovabili, Tecnopolo, università e ricerca, infrastrutture, turismo con l'avvio dell'iter per la riqualificazione di Porto Corsini che include anche il Terminal per le crociere, pronto nel 2010. “Tutti temi che sviluppiamo – insieme ad altre proposte – nel nostro Progetto Ravenna 2030 : proget to che vedrà il suo primo momento pubblico il 23 aprile con un iniziativa dal titolo “Uno Sguardo sul Futuro” e nella quale con relatori di respiro internazionale cercheremo di capire come sarà il mondo dopo questa crisi””. Prima del 23 aprile, vi è un'altra data importante: a fine marzo il Pala De Andrè ospita infatti l'Omc, sede ideale per rilanciare l'idea di ?Ravenna città dell'energia'. “E' un tema sul quale siamo impegnati, e non da adesso. Dobbiamo coniugare la necessità di sfruttare al meglio le risorse da idrocarburi con le fonti rinnovabili. In questo ambito Ravenna ha le carte in regola per rilanciare il ruolo di Città dell'Energia. Da 50 anni è in atto una proficua collaborazione con Eni sul fronte dello sfruttamento dei giacimenti di idrocarburi in Adriatico, rapporto che potrebbe ulteriormente consolidarsi sia con nuove infrastrutturazioni che con il consolidamento di un centro studi specializzato. Ma Ravenna è in grado di giocare un ruolo propositivo anche sul fronte delle energie rinnovabili. Esistono centri ricerca avanzati, facoltà universitarie, progetti imprenditoriali che se, messi in sinergia, potrebbero dare contributo molto concreto a raggiungere gli obiettivi previsti dall'UE e dai Piani Energetici che ne sono seguiti. Pensiamo ai progetti già predisposti in ambito provinciale per lo sfruttamento delle biomasse, e del biodisel, ai progetti per l'utilizzo dell'energia solare ed eolica. Riunire in un unico grande contenitore denominato Ravenna Città dell'Energia questi progetti significa accrescerne il valore aggiunto, innestare start up imprenditoriali, offrire opportunità di lavoro per titoli di studio medio-alti”. Il fattore tempo diventa quindi decisivo. “Mi rivolgo agli Enti locali: deliberino in fretta. Poi, spero che anche gli stessi Enti locali colgano l'occasione per innovarsi, soprattutto per snellire ogni iter burocratico. Anche questo è fare-impresa”. Giovanni Tampieri, presidente di Confindustria Ravenna

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Svolta hi-tech per l'agricoltura (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 25-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Nord-Est sezione: NORD EST data: 2009-02-25 - pag: 7 autore: ALTO ADIGE. Tra gli obiettivi del Bauernbund, che ha appena rinnovato i propri vertici organizzativi, c'è la spinta all'innovazione Svolta hi-tech per l'agricoltura Infrastrutture e burocrazia nel mirino - Dalla Provincia in arrivo altri 4,5 milioni Mirco Marchiodi BOLZANO Puntare sulle nuove tecnologie per mantenere viva la tradizione. Non è affatto un controsenso una delle nuove priorità del Bauernbund, l'Unione agricoltori altoatesini che con i suoi 21mila soci costituisce la più potente associazione economica della provincia. Leo Tiefenthaler, 48enne presidente della cantina di Termeno, ha appena preso il testimone da Georg Mayr, che per 13 anni ha guidato i contadini sudtirolesi. Il nuovo presidente ha chiare le priorità: «L'obiettivo più importante – dice – dev'essere quello di consentire agli agricoltori di fare il loro lavoro e quindi di non costringerli ad abbandonare i masi». Salvare le aziende di montagna è uno dei primi punti all'ordine del giorno e la forte pressione esercitata sulla Giunta provinciale ha dato già i suoi frutti: la richiesta di aumentare di 10 milioni lo stanziamento per l'agricoltura di montagna è stata parzialmente accolta con un finanziamento aggiuntivo di 4,5 milioni. «Il resto – ha spiegato Luis Durnwalder, presidente della Provincia e in passato direttore del Bauernbund – dovrà essere trovato spostando dei fondi all'interno dell'assessorato». L'ipotesi più probabile l'annuncia Tiefenthaler: «Potrebbero essere usati fondi destinati alla frutticultura e viticoltura ». L'allarme è stato lanciato senza mezzi termini: «I costi di produzione sono in costante aumento, il prezzo del latte scende e un mercato di prodotti zootecnici sempre più "aperto" ha messo in crisi gran parte delle aziende di alta montagna: nel 1992 erano 7.500, mentre oggi sono 5.500», afferma il direttore del Bauernbund, Siegfried Rinner. Con gli stanziamenti aggiuntivi si punta ad aumentare l'indennità compensativa destinata agli agricoltori per le misure di tutela ambientale: in media ogni contadino riceve un'indennità di 1.500 euro come "compensazione" per il lavoro reso più duro dalla pendenza dei campi. Ma la tradizione dell'agricoltura di montagna ha sempre più bisogno dell'innovazione. Tiefenthaler ha già chiesto un miglioramento delle dotazioni infrastrutturali, in particolare nelle zone periferiche. Per dare più forza a questa richiesta, l'Unione ha presentato un dossier in cui evidenzia le difficoltà maggiori: linee telefoniche, accesso all'Adsl (oltre due terzi degli agricoltori ritiene molto impor-tante l'internet veloce, ma il 51% denuncia problemi di collegamento e di costi). «Ma bisogna migliorare –puntualizza il presidente – anche il servizio postale e le infrastrutture stradali, soprattutto per quanto riguarda la manutenzione». Il neopresidente dovrà sciogliere anche diversi nodi a Roma e Bruxelles. Per quanto riguarda i rapporti con lo Stato, c'è da risolvere la questione legata ai premi dell'assicurazione grandine. Il fondo con cui l'assicurazione viene finanziata nel 2008 era stato dotato di 27 milioni: lo Stato aveva garantito 20 milioni, i contadini ne avevano versati sei e il resto era stato messo dalla Provincia. I fondi del 2009 finora non erano stati stanziati e i contadini rischiavano di dover coprire in proprio gran parte del premio. Ma proprio in questi giorni i soldi sono stati sbloccati dopo che l'assessore provinciale all'Agricoltura, Hans Berger, ha incontrato il ministro Luca Zaia. «I timori dei frutticoltori erano fondati – ha detto Berger – ma adesso il Governo ha messo a disposizione 300 milioni prelevati dal fondo di solidarietà». Il Bauernbund si accoda, infine, alla richiesta portata avanti anche da tutte le altre associazioni economiche: «La burocrazia deve assolutamente diminuire. I contadini – conclude Tiefenthaler – devono fare i contadini e non possono perdere tempo a riempire carte». Infine si punterà sul marketing: ad una campagna pubblicitaria per promuovere i prodotti locali (il primo a farsi portavoce in questo senso è stato l'assessore provinciale all'Agricoltura, Hans Berger), si affiancherà un'azione promozionale per rilanciare l'immagine del territorio agricolo. ALLARME RIENTRATO Superata la preoccupazione per la copertura dei premi assicurativi per i danni da grandine: il Governo ha reso disponibili i fondi

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mi aspetto che i politici taglino la burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 25-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 7 - Economia «Mi aspetto che i politici taglino la burocrazia» Il nuovo numero uno degli imprenditori: servono banche coraggiose e più innovazione L'intervista IL GRUPPO Nel 2008 ha fatturato circa 170 milioni. Ha 750 dipendenti, cinque stabilimenti (uno in Croazia) PORDENONE. Questa crisi lascerà sul campo molte vittime, ma va affrontata con maggiore ottimismo. Ma per farlo servono un sistema sburocratizzato, nessun aiuto di Stato e più lavori pubblici, banche coraggiose e prodotti di qualità. Parola di Alessandro Calligaris. Presidente se potesse avere tre cose subito dalla Regione cosa chiederebbe? «La banda larga - sono ancora troppe le zone scoperte. Poi una soluzione ai problemi energetici comprese decisioni chiare sul rigassificatore e più investimenti possibili in opere pubbliche. Solo così possiamo sperare di rimettere in moto il sistema e in questo contesto la terza corsia dell'A4 avrà un ruolo importante». Più in generale cosa si aspetta dalla giunta regionale? «Uno dei compiti di Confindustria è quello di cercare di facilitare il lavoro dei propri iscritti. Quindi serve un sistema sburocratizzato. Soprattutto le piccole imprese pagano maggiormente l'attuale situazione; gli uffici restano insabbiati fra le pratiche. I tempi "sprecati" cercando di risolvere pratiche sono troppi. Quindi un sistema più snello. Ma non solo». Che altro. «Un riavvicinamento del mondo della scuola con quello produttivo. Ritengo sia giusta una maggiore attenzione per i costi anche nel mondo della scuola, ma l'università ha un ruolo molto importante per subire troppi sacrifici. Ecco mi piacerebbe che la nostra Regione riuscisse ad avvicinare quel mondo al nostro: in azienda servono sempre meno colletti blu a vantaggio di quelli bianchi». Come si pone nei confronti del mondo sindacale? «Credo nel dialogo e spero di essere coinvolto in confronti costruttivi. Intendo dire che è finito il tempo in cui ci si arroccava nelle proprie posizioni. Oggi bisogna guardare al futuro dell'azienda tutti assieme, perchè i problemi sono dell'imprenditore ma anche dei lavoratori». In un momento di crisi come questo, però, la situazione è difficile soprattutto per i lavoratori. «Il Friuli Venezia Giulia, come il resto del mondo, sta attraversando un difficile momento di crisi. La definirei una guerra economica, una guerra che farà molte vittime. Vincerà chi saprà condurre le proprie battaglie nel modo migliore. Questo vuol dire che il mondo industriale deve essere capace di creare qualità; di innovare; di cambiare. Non è facile, ma bisogna avere molta fiducia». Certo predicare pessimismo, in questo momento, non fa bene a nessuno, ma ci sono davvero le condizioni per avere fiducia? «Sì. E dico sì non soltanto perchè il ruolo di un presidente, o di un leader, è quello di trasmettere ottimismo, ma soprattutto perchè nessuno ha perso, dall'autunno scorso, il potere d'acquisto che aveva. Certo i consumi sono diminuiti, ma si è creato ingiustamente un clima di sfiducia che non aiuta». L'uso della cassa integrazione, però, continua a crescere. «Nessuno prende simili decisioni con piacere. Un imprenditore ha come primo obiettivo lo sviluppo e il benessere dell'azienda che è anche il benessere dei propri lavoratori e della squadra. In questo momento non ci sono alternative per ottimizzare le risorse aziendali in funzione del mercato». Il presidente Luci ha sottoscritto nei giorni scorsi con i sindacati un patto per la ripresa. Cosa ne pensa? «Sono pronto anch'io a sottoscrivere un patto simile con Cgil, Cisl e Uil. Bisogna intraprendere ogni possibile iniziativa per rendere più facile la vita ad ogni imprenditore». Lei opera nel distretto della sedia; un distretto in crisi da anni. Perchè? «Il distretto soffre non solo perchè c'è un cambiamento di esigenze e di design, ma perchè nel settore dell'arredamento il legno è ormai adoperato pochissimo. Oggi è sostituito da tantissimi materiali dal cristallo al metallo. C'è, quindi, una crisi di identità del prodotto che il distretto ha utilizzato per decenni». Confindustria e le banche. Cosa chiede? «Questo è un altro tema scottante e non soltanto per il nostro territorio. Il sistema del credito è fermo e di conseguenza manca la linfa che garantisce continuità alle aziende; che garantisce investimenti e innovazione. Alle banche chiediamo dunque maggiore coraggio. La capacità di aiutare non soltanto chi mostra bilanci positivi, ma anche chi a un conto meno forte sa affiancare un progetto o un'idea vincente». Il 4 marzo, in occasione della giornata dedicata da Confindustria ad Adalberto Valduga, incontrerà Emma Marcegaglia. Cosa chiederà per il Friuli Vg? «Credo che la presidente stia facendo un ottimo lavoro. Non c'è molto da chiedere. Mi permetterò di dare un giudizio sui fondi che lo Stato pensa di utilizzare per aiutare alcuni settori in difficoltà. Credo siano soldi investiti male. Sarebbe più giusto girarli nella realizzazione di opere pubbliche. Abbiamo bisogno di un Paese attrezzato». Perchè ha accettato questo incarico? «E' una nuova sfida. Una sfida importante che mi entusiasma. Farò il massimo per portare le istanze della base, del mondo che produce al mondo politico e sindacale». (r.d'a.)

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<L'agricoltura rischia la serrata> (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 25-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Economia Pagina 211 Sul nuovo Programma di sviluppo rurale non è stato speso un euro: tutti gli interventi del 2008 sono ancora congelati «L'agricoltura rischia la serrata» Sul nuovo Programma di sviluppo rurale non è stato speso un euro: tutti gli interventi del 2008 sono ancora congelati Sos di Coldiretti alla Regione: da saldare 28 mila pratiche --> Sos di Coldiretti alla Regione: da saldare 28 mila pratiche «Decine di milioni di euro restano bloccati nelle casse della Regione mentre migliaia di aziende agricole della Sardegna, a causa dell'assenza di liquidità, rischiano di essere strangolate dalle scadenze e, quindi, di chiudere l'attività». Coldiretti Sardegna, attraverso il presidente Marco Scalas e il direttore Luca Saba, «esprime in modo forte la necessità di accelerare la spesa dei fondi del Programma di sviluppo rurale 2007/2013». L'ARRETRATO Sono quasi 28 mila, denuncia l'associazione, le domande inevase, ovvero le richieste di finanziamento presentate dalle imprese agricole e zootecniche sulla base delle misure del Psr. «Occorre evidenziare», sottolineano Scalas e Saba, «che nessuna risorsa è arrivata all'agricoltura dalle nuove misure i cui primi bandi fanno riferimento al 2008». Le imprese agricole sarde, rilanciano il presidente e il direttore di Coldiretti Sardegna, «non possono più aspettare: la carenza di liquidità che attanaglia il settore rischia di avere conseguenze devastanti per l'intera economia rurale, con ripercussioni anche per l'indotto e l'agroalimentare». LA BUROCRAZIA «Purtroppo va registrato come la tanto declamata riforma della burocrazia, con nuovi strumenti informatici, non ha prodotto i risultati annunciati e che per agricoltori e allevatori nulla è cambiato, se non in peggio». Coldiretti ricorda che, «solo grazie ai ?trascinamenti? delle misure del vecchio Programma di sviluppo rurale 2000-2006, si è evitato il rischio di disimpegno delle risorse del nuovo Psr». I NUMERI Stando a un'elaborazione di Coldiretti, «sono ferme al palo le domande del 2008» che riguardano l'indennità compensativa, in totale 13.500. La misura, che accomuna tutti gli agricoltori europei, mira a indennizzare gli svantaggi di chi lavora nel settore primario nelle zone montane o svantaggiate. Nel primo caso, l'importo massimo è di 6.500 euro per le aziende zootecniche, 6.150 per non zootecniche e 2.500 per le aziende apistiche. Per le zone svantaggiate, i contributi massimi previsti sono, rispettivamente, di 4.680. 4.500 e 2.300 euro. Le domande da pagare sul benessere animale sono 10.500. Hanno diritto a un premio di circa 19 euro per ogni capo ovicaprino (33 animali la consistenza minima) gli allevatori che, dopo un corso obbligatorio, mettono in atto una serie di comportamenti che riducono lo stress degli animali, favorendo una migliore qualità del latte e quindi dei formaggi. Nell'elenco delle domande da pagare 2.370 riguardano altre misure agroambientali e 1.200 interventi di forestazione. LE RESPONSABILITÀ Marco Scalas e Luca Saba non buttano tutta la croce addosso alla Regione. «Sono note le carenze nel sistema informatico di Agea, l'organismo pagatore nazionale in agricoltura. Ma c'era la promessa di un intervento forte della Giunta regionale. Di più: c'è una lettera del direttore generale dell'agenzia regionale Argea, Gianni Ibba, che assicura il pagamento di tutte le domande in questione entro il 31 gennaio». L'APPELLO «Chiediamo al nuovo governatore della Sardegna che, con procedure d'urgenza, pagando almeno l'anticipo del 75%, siano liquidate tutte le domande di sviluppo rurale presentate nel 2008 e si chiudano i pagamenti delle annualità pregresse. Le responsabilità della burocrazia non devono ricadere sulle imprese». Scalas e Saba manifestano perplessità sulle gestione delle pratiche negli uffici. «Anche perché, se si dovessero sbloccare i problemi informatici di Agea, ad oggi non risulterebbe istruita alcuna pratica e quindi si sommerebbero ritardi ai ritardi». La proposta: «Serve un intervento straordinario degli uffici. Se Argea non dovesse farcela, chieda la mobilitazione del personale dall'agenzia Laore. Unendo le forse in campo, in pochi giorni», dicono Scalas e Saba, «si riuscirebbe a smaltire l'istruttoria di tutte le pratiche. Comprese quelle bloccate sul Por 2000-2006 e sul vecchio Psr». EMANUELE DESSÌ

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Quattro chilometri nel fango aspettando un proprietario (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 25-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Prov Medio Camp Pagina 3022 Marmilla. Disagi per la strada Las Plassas-Tuili Quattro chilometri nel fango aspettando un proprietario Marmilla.. Disagi per la strada Las Plassas-Tuili --> Da oltre trent'anni l'arteria è abbandonata a se stessa. La competenza è ora passata alla Provincia. Appello per un intervento Da oltre trent'anni è abbandonata a se stessa. Fondo stradale rovinato, avvallamenti, segnaletica assente. Soprattutto di notte diventa un pericolo per gli automobilisti che non la conoscono. Se poi ci si aggiunge il fango rimasto per settimane sull'asfalto già pericoloso siamo di fronte a una vera emergenza stradale. I quattro chilometri di strada che collegano Las Plassas a Tuili da decenni attendono di essere sistemati. La vecchia provincia di Cagliari non si era mai occupata dell'arteria. La nuova provincia del Medio Campidano ha promesso interventi, purtroppo però non ancora partiti. Almeno ieri mattina finalmente i suoi operai hanno rimosso il fango che ha invaso la strada dopo le piogge delle ultime settimane. LA STORIA E' davvero una storia sfortunata quella della strada Las Plassas-Tuili. Trent'anni di incurie ed indifferenza. Costruita dal Consorzio di Bonifica della Sardegna Meridionale nel 1977, l'amministrazione provinciale di Cagliari con una delibera del 1983 si impegnò a provincializzarla. Ma è rimasto un impegno. Mai nessun intervento. In tre decenni due incidenti mortali, frequenti quelli senza gravi conseguenze. Adesso la competenza è della Provincia del Medio Campidano. Ma ancora oggi nessuna segnaletica orizzontale e verticale, ma solo buche profonde. LE PROTESTE Nelle ultime settimane decine di proteste per la nuova emergenza "fango". Le piogge abbondanti hanno riportato la melma dalle cunette sull'asfalto. «La situazione non è cambiata con la nuova provincia», ha detto Andrea Locci, di Tuili, che ogni mattina percorre la carreggiata per recarsi a lavoro a Villamar, «per troppi giorni è rimasto il fango, che ci costringe a manovre azzardate. Inoltre devo evitare sempre un avvallamento in una curva col pericolo di finire contro un auto che procede in senso inverso». Situazione inaccettabile per quattro chilometri dove il traffico è cresciuto dopo l'apertura del parco Sardegna in Miniatura. «I nostri visitatori si stupiscono che in un territorio con un'alta concentrazione di proposte culturali e turistiche, come il nuraghe di Barumini, la Giara con i suoi cavallini ed il nostro parco, una strada versi ancora in queste condizioni», ha aggiunto Pierangelo Cadoni, gestore di Sardegna in Miniatura. LA PROVINCIA Ieri gli operai della Provincia hanno rimosso il fango. Ma non basta. «Contiamo di far partire il progetto di 250 mila euro per la sistemazione definitiva della strada entro un anno», ha assicurato l'assessore provinciale alla viabilità Gigi Piano, «capisco che i tempi della burocrazia siano spesso diversi dalle attese dei cittadini. Chiediamo a loro di pazientare e di continuare a segnalarci eventuali di situazioni di poca sicurezza in altre strade provinciali». ANTONIO PINTORI

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La principessa e il palestrato (sezione: Burocrazia)

( da "Stampaweb, La" del 25-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

MILANO Alla fine ce l?ha fatta. La principessa ereditaria di Svezia, Victoria, 31 anni, ha puntato i piedi finché la famiglia ha ceduto. Da ieri è fidanzata ufficialmente, e l?estate prossima sposerà il suo ex personal trainer, il borghesissimo e occhialuto Olof Daniel Westling, 35, proprietario di una catena di eleganti palestre, che si ritroverà di colpo nobilitato e ribattezzato Principe Daniele, Duca di Vastergotland. Stavano insieme da sette anni, accompagnati dal regale, per quanto discreto, mugugno paterno. Victoria, di solito figlia ubbidiente, aveva scovato un?originale forma di protesta. Restando single, impediva alla sorella Madeleine di convolare a nozze. Infatti, l?ordinata monarchia svedese prevede che la seconda figlia possa sposarsi soltanto dopo la prima. E? andata bene, ci saranno fiori, carrozze, lacrime e le superstiti teste coronate europee radunate, ci sarà anche un po? di curiosità e un po? di turismo, il che non guasta. In tempi tanto poco romantici, sembra che principi e principesse abbiano deciso di regnare soprattutto sui sentimenti. Certo, Carlo e Camilla hanno dato l?esempio, monopolizzando l?attenzione del mondo. La loro tormentata storia d?amore, approdata a un banale matrimonio punteggiato di litigi per la gioia dei tabloid non è l?unica, ed è speciale soltanto per la tenacia che l'ha tenuta in vita nonostante i rispettivi matrimoni e la folgorante bellezza di lady Diana. Ma di principesse scapestrate, avide d?amore, ce n?è sempre stata qualcuna. Carolina di Monaco, prima di mettere la testa a posto, ha fatto sospirare papà Ranieri per il suo avventato matrimonio con il banchiere-playboy Philippe Junot (ci ha pensato la sacra Rota ad annullarlo), mentre la sorella Stefania l?ha proprio tramortito con la decisione di sposare (era il primo luglio 1995) la guardia del corpo Daniel Ducruet, un tipo muscoloso con tre dragoni tatuati che l?ha tradita, e in seguito si è riciclato come cantante e concorrente del reality «La Fattoria». Non sempre finisce male. L'Infanta Cristina di Spagna è sposata da dodici anni con l?ex campione di pallamano Inaki Undargarin (due medaglie di bronzo alle Olimpiadi di Atlanta e Sydney), alto quasi due metri, bello, occhi blu: vivono a Barcellona, hanno quattro figli, non tira aria di divorzio. E per conquistare il sì dei genitori, Juan Carlos e Sofia, non ha dovuto combattere più di tanto: il «cenerentolo» Inaki, figlio di un nazionalista basco, è stato un buon testimonial per l?unità della Spagna. Quando poi Felipe ha scelto la giornalista Letizia Ortiz, figlia di un?infermiera, a corte l?hanno digerita subito. Poteva capitare di peggio: una modella di lingerie. Le novità più sconvolgenti sono arrivate dal Nord. Il 25 agosto del 2001, l?erede al trono di Norvegia, Haakon, ha sposato, con uno strappo non da poco, Mette-Marit Hoeby, ex barista, ragazza madre, e si è portato a palazzo il piccolo Marius. «E? stato l?amore a dimostrarsi più grande di ogni altra cosa», ha ricordato l?arcivescovo di Oslo al perplesso re Harald V. Che, l'anno dopo, ha dovuto affrontare la scelta, altrettanto insolita, della figlia. Martha Louise, principessa-fisioterapista (metodo Rosen, «il massaggio dell?anima»), ha abbandonato il titolo di «Sua Altezza Reale» e l?appannaggio di 250 mila corone per sposare Ari Behn, lo scrittore maledetto che ha girato un documentario su cocaina e prostitute a Las Vegas, in cui dice allegro: «Adesso mi faccio una canna». E ha deciso di vivere (e guadagnare) lontano dalla corte, raccontando favole per bambini in tivù. Presto un matrimonio plebeo e contrastato non farà più notizia, anche se la burocrazia è ancora tenace. In Danimarca c?è voluta una riunione del Consiglio di Stato, l?8 ottobre 2003. Soltanto dopo, la regina Margherita II ha dato il suo consenso alle nozze del principe Frederik, erede al trono, con Mary Donaldson, consulente di marketing australiana, incontrata alle Olimpiadi estive del 2000 a Sydney. Johan Friso ha addirittura rinunciato ai diritti di successione al trono d?Olanda per la bionda, perfetta Mabel Wisse Smith, direttrice dell?Open Society Institute di Bruxelles. Colpa delle «equivoche» frequentazioni di lei: tra i suoi amici c?era un boss. Ma la tendenza è globale. La principessa Sayako, terzogenita dell?imperatore del Giappone, ha perso ogni prerogativa (titolo, appannaggio), per sposare un semplice urbanista del Comune di Tokyo. O l?amore è davvero l?ultimo Grande Mito, oppure oggi abbandonare una corona non è questo gran sacrificio.

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di ANTONELLA LEONCINI LA CRISI certo che si sente! Ma il problema non è s... (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Siena)" del 25-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

CRONACA SIENA pag. 8 di ANTONELLA LEONCINI LA CRISI certo che si sente! Ma il problema non è s... di ANTONELLA LEONCINI LA CRISI certo che si sente! Ma il problema non è solamente nostro, oramai il fenomeno è diffuso. Parole di Francesco Galati, da dieci e più anni coiffeur nel nostro centro. Dal negozio in via di Città è un po' un barometro delle tendenze senesi: non solo in fatto di mode e di acconciature del capello. Francesco ascolta molto altro: pure tutti i commenti delle clienti che vanno e vengono dal negozio e che, fra uno shampoo e un phone, parlano di tante cose. Sicuramente, va avanti il signor Francesco, «le difficoltà esistono e sono evidenti, ma certo il fenomeno è aggravato dalla pubblicità: tutto questo gran parlarne, i titoli cubitali dei giornali e dei tg, tutti dedicati ai problemi, contribuiscono a creare un blocco psicologico e ad ampliare i blocchi psicologici». Dal tg e dal mondo a Siena, dove Francesco e la rete di parrucchieri il Mosaiko sfidano la crisi anche con la scelta di stare aperti il lunedì: riposo tradizionalmente sacro per i parrucchieri. E' una scelta della nostra direzione, dice: «per dare più occasioni al cliente ed anche stimolarlo». Allora, se i clienti vengo di meno, c'è forse meno voglia di andare dal parrucchiere. No, risponde Francesco: «solo che se nel passato, il parrucchiere era un appuntamento fisso della settimana, ora semmai si tende a diradare la frequenza». Poi il signor Galati parla dei nostri amministratori: certo, dice, «potrebbero fare di più per incentivare le attività che sostengono la città. Invece, la mancanza di posteggi non è sicuramente un incentivo a venire a Siena. E poi tutte le volte che decidiamo di fare qualcosa per stimolare il mercato, la burocrazia scoraggia o peggio ancora blocca. Avevamo chiesto l'apertura dela domenica: sarebbe stata uno stimolo per il cliente ed avrebbe aiutato il turista che in città vuole andare dal parrucchiere. E, invece, la nostra richiesta è stata respinta e non abbiamo trovato altri sostegni».

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NONOSTANTE i tempi-lumaca della burocra... (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Grosseto)" del 25-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

CRONACA GROSSETO pag. 7 NONOSTANTE i tempi-lumaca della burocra... NONOSTANTE i tempi-lumaca della burocrazia, ha creato l'unico grande stabilimento balneare d'Italia che produce da sé tutta l'energia elettrica di cui ha bisogno. E si batte perché agli investimenti degli imprenditori corrisponda l'efficienza degli amministratori locali. Mario Lari, 63 anni, è il gestore del «Bagno Nettuno» di Follonica. In pensione dopo 25 anni di lavoro alla Magona di Piombino, nel 2002 coglie l'opportunità di acquistare un tratto di spiaggia a Pratoranieri e fonda con altri tre soci la Nettuno Srl, finché nel 2005 inaugura lo stabilimento balneare. «Sin dall'inizio spiega volevamo essere diversi dagli altri: dare ai clienti ciò che vogliono, con particolare attenzione all'ambiente e ai disabili. E nel febbraio 2007, con gli incentivi per le energie rinnovabili, è nata l'idea dello stabilimento eco-sostenibile: investendo 120mila euro (si ripagheranno in 15 anni) abbiamo installato 96 pannelli fotovoltaici per produrre energia elettrica e 8 meri quadrati di pannelli solari termici per riscaldare l'acqua. In un anno risparmiamo il 70% di gas e 250 metri cubi d'acqua grazie a un sistema di riciclo, produciamo 18.500 kilowatt/ore di elettricità contro un consumo di 16.500, e il resto finisce in rete. Nella prima stagione tutto ha funzionato: a questi livelli, non esiste un'esperienza simile in Italia». Ma il Golfo sconta qualche gap. «Follonica sostiene Mario Lari ha tante potenzialità da cogliere fino in fondo. Un imprenditore che tenta strade innovative si ritrova a fare i conti con troppa burocrazia, mentre il resto del mondo corre e gli altri Paesi ci incalzano nel settore turistico, per noi vitale. I gestori degli stabilimenti balneari hanno investito tantissimo, ci aspetteremmo maggiore attenzione dalle Amministrazioni locali. Ad esempio, sul progetto di ripascimento della costa: esiste da anni, ci sono i finanziamenti, ma è fermo in Provincia. Realizzarlo significherebbe anche sistemare la spiaggia pubblica, non solo aiutare chi ha investito. Ma io, nonostante tutto, sono ottimista, credo in Follonica». Gianluca Domenichelli

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SALUTE. Quanti sono in Italia i malati rari? L'Associazione Dossetti lo chiede al Ministro Sacconi (sezione: Burocrazia)

( da "HelpConsumatori" del 25-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

News SALUTE. Quanti sono in Italia i malati rari? L'Associazione Dossetti lo chiede al Ministro Sacconi 25/02/2009 - 11:07 Alla vigilia del convegno su "Malattie rare e Disabilità" che si terrà a Roma il 27 e 28 febbraio prossimi, l'Associazione culturale "Giuseppe Dossetti", che organizza l'iniziativa, ha inviato una lettera al Ministro del Welfare Maurizio Sacconi, che parteciperà all'evento. L'Associazione Dossetti chiede al Ministro di diffondere i dati reali sui malati rari in Italia e di smuovere il Governo a dare "risposte sicure e certezze a quanti aspettano ancora il rispetto della loro dignità". "Abbiamo inviato ieri una lettera al Ministro Sacconi che dimostra estrema sensibilità verso le problematiche socio-sanitarie dei concittadini per chiedere di adoperarsi affinché il dicastero da lui gestito possa finalmente disporre dei dati reali sul numero e sulla distribuzione territoriale dei malati rari nel nostro Paese". E' quanto ha dichiarato Corrado Stillo, responsabile dell'Osservatorio per la Tutela e lo Sviluppo dei Diritti, dell'Associazione Dossetti. "Dai dati ufficiali presenti sulla Rete nazionale delle malattie rare,istituita con D.M. 279 del 2001, risulterebbero esistere "con reali schede suddivise per regioni" in modo ufficiale soltanto poche migliaia di malati rari a fronte degli oltre due milioni di malati rari che stime ufficiose da sempre affermano esistere in Italia" - ha denunciato Stillo. "Alla vigilia di importanti eventi dedicati al tema delle malattie rare vorremmo dal Ministro della Salute alcune precisazioni: qual è il bilancio dal 2001 ad oggi dell'attività svolta da tutti gli organismi pubblici chiamati a dare i dati nazionali sulle malattie rare che godono di appropriati finanziamenti? Perché ancora adesso molti malati non hanno pari diritti a quelli di altre patologie? I malati sono in tutto poche migliaia o due milioni?" "Sul balletto delle cifre e sulla pelle dei malati si consumano programmazioni e si stanziano fondi ma non vengono resi pubblici risultati a fronte delle energie impiegate. Se molti malati rari ancora non si vedono iscritti ad un apposito registro pensato per loro, se tanti non si possono procurare farmaci e assistenza perché non riconosciuti, se la burocrazia anche su questo terreno ignora le storie e le vicende personali di tanti cittadini allora qualcosa non funziona come dovrebbe" ha concluso Stillo. La lettera indirizzata al Ministro sarà distribuita alla stampa durante il convegno "Malattie Rare e Disabilità" che si terrà alla Camera dei Deputati il giorno 27 febbraio e per chiarezza forniremo gli incredibili numeri in base alla prevalenza. 2009 - redattore: GA

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Sava: Ripartiamo dal waterfront (sezione: Burocrazia)

( da "Denaro, Il" del 25-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Napoli Sava: Ripartiamo dal waterfront Sava: Ripartiamo dal waterfront Il numero uno del Rotary Club di Napoli: Proposte interessanti "Ripartire dal waterfront per lo sviluppo della città di Napoli". Elio Sava, presidente del Rotary Club di Napoli, considera i progetti della nautica da diporto che saranno presentati nella prossima edizione del Nauticsud, "un punto di partenza fondamentale che può portare una crescita seria per la città". Sava ricorda che la sua associazione "è in campo per stimolare la realizzazione dei progetti e superare un blocco che dura da tempo". Per il numero uno del Rotary "sarebbe importante un intervento speciale di semplificazione burocratica, una sorta di legge speciale che consentisse veramente di agire, oltre che discutere". Cosa ne pensa dei progetti messi in campo dal Nauticsud per rimettere in moto la Campania? E' un punto di partenza fondamentale che può portare ad una seria crescita di tutta la regione. Sono progetti studiati nei dettagli che potrebbero realmente disegnare il volto di Napoli. Ora, però, è il momento di decidere. A cosa si riferisce? Da troppo tempo le idee vengono presentate e poi riposte nei cassetti. E' arrivato il momento di aprire una seria discussione sulla città, una discussione che non resti alle parole ma arrivi a conclusioni serie. In che modo si può realizzare? Ci sono due tipi di problemi. Il primo è di natura strettamente burocratica: le basti pensare che per realizzare un intervento, a Napoli, c'è bisogno di ben 51 pareri, alcuni dei quali vincolanti. Capisce bene che così non si può fare nulla. Oltre alla burocrazia cosa frena la realizzazione dei progetti? L'incapacità di chi è chiamato a decidere di fare delle scelte chiare. La città non può perdere altro tempo. Come superare questo blocco? Sarebbe importante un intervento speciale per Napoli, una sorta di legge che semplifichi la burocrazia e consenta alla città di decidere sul serio. Una legge speciale c'è già ed è quella dei parcheggi: i risultati sono scarsi.. Ecco perchè è opportuno far sedere intorno ad un tavolo le migliori forze della città e con loro studiare come procedere. Inutile avere gli strumenti se poi nessuno decide. Tornando ai progetti del Nauticsud: cosa ne pensa di realizzare degli approdi lungo via Caracciolo, magari con la pedonalizzazione della strada? Sono d'accordo per la pedonalizzazione di via Caracciolo, pensa sia un intervento molto sensato. Per quanto riguarda la realizzazione degli approdi, è comunque un punto di partenza interessante. Avrei delle riserve solo per quanto riguarda il panorama da "cartolina" della nostra città. Ma ripeto: siamo pronti a sostenere le idee serie e tutti coloro che in qualche modo vogliono stimolare la crescita della città. Il waterfront è uno dei progetti che il Rotary potrebbe adottare: come mai? Il waterfront è un progetto speciale, che prevede un grande investimento e che ridisegna la faccia della costa napoletana. Siamo pronti ad adottarlo perchè consentirebbe uno sviluppo turistico senza eguali in città e perchè potrebbe creare una serie di posti di lavoro. Vogliamo adottarlo anche perchè è un tipico esempio di città bloccata. Come mai? La burocrazia blocca gli interventi e quindi non si realizza mai nulla. Pensi che la gara è stata indetta nel 2003. Nel 2005 è stato assegnato il progetto. E da allora è tutto fermo, tra ricorsi e blocchi da parte dei vari uffici. E' del tutto assurdo: di certo così non si va da nessuna parte. del 25-02-2009 num.

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Burocrazia lenta, guida alle tutele (sezione: Burocrazia)

( da "Denaro, Il" del 25-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Napoli comune Burocrazia lenta, guida alle tutele Oggi il convegno organizzato dal difensore civico di Napoli Giuseppe Pedersoli Un convegno per illustrare gli strumenti di difesa del cittadino rispetto alla burocrazia lenta. E' quello che si tiene oggi a Napoli, presso l'antisala dei Baroni al Maschio Angioino. L'evento è organizzato dal difesore civico della città, Giuseppe Perdersoli, in collaborazione, tra gli altri, con il Denaro e la Gazzetta Forense. "E' necessario dice Pedersoli che i cittadini conoscano gli strumenti che lo Stato mette loro a disposizione per tutelarsi rispetto alla pubblica amminstrazione". Si terrà presso l'Antisala dei Baroni al Maschio Angioino mercoledì 25 febbraio a partire dalle ore 9,30 e fino alle 13,30 il Convegno " Difesa civica e Garanti di settore, strumenti per il cittadino". L'iniziativa, promossa dal Difensore Civico di Napoli Giuseppe Pedersoli, vedrà la partecipazione di numerosi Difensori Civici della Provincia di Napoli oltre che dei Garanti dell'Infanzia e dell'Adolescenza e del Contribuente della Regione Campania, e si aprirà coi saluti di Rosa Iervolino Russo, Sindaco di Napoli e di Leonardo Impegno, presidente del Consiglio comunale di Napoli. Il convegno, è stato organizzato con la collaborazione dell'Ordine degli Avvocati e dei Dottori Commercialisti di Napoli, dell'Associazione Contribuenti Italiani, della Gazzetta Forense e di Impegno Civile Patto delle professioni per la tutela dei consumatori. "Molti cittadini commenta il Difensore Civico Pedersoli- non conoscono la Difesa civica ed i Garanti di settore. Altri non sono adeguatamente informati su ruolo, funzioni e modalità di accesso. Il Convegno - continua - è stato organizzato per dare divulgazione a forme di tutela e garanzia alternative ai ricorsi e l' obiettivo del convegno è proprio quello di illustrare le modalità per rivolgersi ai Garanti". Per Pedersoli, "il Difensore civico degli enti locali, il Garante del contribuente, il Garante dell'infanzia e dell'adolescenza il Garante per la Protezione dei dati personali e tutti gli altri professionisti della tutela non giurisdizionale dei diritti sono ancora scarsamente utilizzati. Una maggiore diffusione della difesa civica consentirebbe, tra l'altro, l'eccessivo affollamento delle aule giudiziarie". Gazzetta Forense, supporto per avvocati e magistrati Gazzetta Forense è la rivista bimestrale del Denaro che ambisce a divenire il primo strumento di consultazione per avvocati e magistrati, attraverso l'approfondimento e la soluzione di casi pratici e questioni teoriche. La pubblicazione conta su due comitati, uno scientifico e uno di redazione, che si avvalgono dell'esperienza di operatori di alto valore professionale del settore giustizia, come magistrati, avvocati e notai, per assicurare un elevato livello di approfondimento ad ogni pubblicazione. La rivista approfondisce questioni in materia di diritto civile, commerciale, penale, amministrativo, comunitario e tributario per permettere anche a chi dello specifico settore non si occupa "ex professo" di affrontare e risolvere quesiti relativi a rami del diritto non direttamente connessi alle proprie competenze professionali. Attraverso l'integrazione tra categorie di professionisti, la rivista si pone l'obiettivo di mantenere un forte radicamento con la pratica quotidiana vissuta ogni giorno nelle aule di giustizia. B.P. del 25-02-2009 num.

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(ACR) LAPENNA: RITARDO INFRASTUTTURALE GRAVE FRENO PER SVILUPPO (sezione: Burocrazia)

( da "Basilicanet.it" del 25-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

LAPENNA: RITARDO INFRASTUTTURALE GRAVE FRENO PER SVILUPPO 25/02/2009 13.44.43 [Basilicata] (ACR) - â??I dati diffusi dallâ??Unioncamere di Basilicata e dallâ??Istituto Tagliacarne di Roma in merito alla mancanza di infrastrutture sia materiali (strade) sia immateriali (servizi) nella nostra regione parlano chiaro. Il 62 per cento delle aziende lucane ritiene che il gap infrastrutturale ha penalizzato pesantemente lo sviluppo economico della Regioneâ?. È? quanto dichiara il consigliere regionale Sergio Lapenna (Fi-Pdl). â??Per la verità  â?? afferma Lapenna - lâ??Unioncamere già  da qualche tempo aveva lanciato lâ??allarme sullâ??economia lucana visto che gli indicatori più¹ importanti come il Pil e lâ??occupazione registrano il segno meno anche rispetto alle altre regioni del Sud, segno evidente del fallimento delle misure adottate fino ad oggi che hanno tracciato un trend negativo insostenibile per la situazione economica produttiva già  gravemente compromessa. La nostra regione vive in uno stato di arretratezza totale, nonostante siano piovute molte risorse europee, statali e regionali, ma lâ??apparato produttivo economico non ha raggiunto i risultati auspicati. Il tutto è¨ accaduto poiché© è¨ mancata una programmazione, un piano industriale innovativo e confacente alle peculiarità  ed alle esigenze del territorio, non è¨ stata effettuata una selezione di progetti strategici ed innovativi che avrebbero potuto garantire un minimo di sviluppoâ?. â??In buona sostanza le risorse fioccano â?? dice Lapenna - ma è¨ assente una strategia nellâ??investimento delle risorse stesse. Il tutto si traduce in una grave insoddisfazione delle imprese che esprimono un giudizio negativo sulla dotazione infrastrutturale e, nel contempo, dichiarano di doversi adattare alle caratteristiche territoriali. Oggi la nostra regione, dalla Jonica al raccordo Potenza Salerno, vive una drammatica situazione di isolamento e gli interventi di ammodernamento o consolidamento sono troppo lenti. Lâ??inefficienza e la lenta burocrazia comportano una emarginazione vera e propria della Basilicata. I tempi della politica, ancora una volta - conclude Lapenna - sono del tutto anacronistici rispetto a quelli dellâ??economia ma, soprattutto in questo momento particolare, è¨ necessario porre fine alla politica dei provvedimenti tampone per arginare la crisi e mettere in campo una serie di misure strutturali per aiutare concretamente le imprese fornendole degli strumenti e dei collegamenti necessari per poter lavorare in un mercato competitivoâ?. (dt )

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Pontil Scala: Deluso da questa politica (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 25-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pontil Scala: «Deluso da questa politica» Mercoledì 25 Febbraio 2009, San Pietro È un fiume in piena il sindaco di San Pietro quando parla di politica generale, degli sprechi, delle continue parole che rimangono tali e non si traducono mai in opere, risposte e servizi certi e concreti per i cittadini. Come altri colleghi, anche Silvano Pontil Scala ritiene, innanzitutto, che amministrare oggi sia un impegno più difficile rispetto a un tempo, per la fatica di gestire bilanci con sempre meno finanziamenti e sempre più tagli. «Certamente si tratta di una situazione dovuta al quadro economico - esordisce il primo cittadino sampietrino - e si grida agli sprechi, tanti e un po' dappertutto. Ora si parla di eliminare le Comunità montane, ora le Province. Bene, se sono inutili eliminiamole, ma smettiamola soltanto con le parole. Prima delle elezioni politiche dello scorso anno si sentiva della volontà di diminuire il numero di parlamentari per tagliare i costi dello Stato. Ebbene, la quantità è rimasta invariata. Un altro esempio? Tutti parlano da anni del federalismo fiscale, ma a distanza di tempo di concreto non c'è nulla. Stesso discorso vale per l'autonomia della provincia di Belluno o per l'unificazione dei Comuni». Insomma, per il principale inquilino di Villa Poli «si continua a parlare e non si fa nulla di concreto». «Sono convinto che fra due, tre, cinque anni si parlerà ancora di tutto questo - continua Pontil Scala - e come cittadino, ancor prima che da amministratore, dico basta a questo modo elegante di dire facciamo tutto e non si fa niente. Sono tutte iniziative positive, ma non se ne vede mai la realizzazione». E azzarda una provocazione: «A questo punto facciamo come una volta, quando ogni decisone spettava al podestà». «Potrebbe essere la soluzione per eliminare la burocrazia - conclude - e bloccare da una parte l'aumento dell'impossibilità di capire e dall'altra la presa in giro da destra e sinistra». Y.T.

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Ricciardi, poligrafo ispirato dalla laguna (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 25-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Ricciardi, poligrafo ispirato dalla laguna Sette favole per un volume insolito Mercoledì 25 Febbraio 2009, Mestre Si chiama "Le nozze lagunari" il nuovo libro di Enrico Ricciardi, presentato al Candiani da Paolo Balboni, docente a Ca' Foscari di acquisizione delle lingue moderne. Un libro di racconti, terzo della produzione letteraria di Ricciardi, dopo una Guida molto particolare di Venezia e l'altro come serie di "ritratti" soprattutto umani dei Campioni del remo, il cui allenamento per la Regata avveniva giorno dopo giorno vogando per arrivare primi al mercato rialtino per gli acquisti quotidiani. Oggetto, diciamo subito, molto particolare, questo libro perché interamente autoprodotto dal suo autore, per quella che lui chiama Biblioteca essenziale. Stampato da sé su carta vergatina avorio e poi rilegato con inserti di quella carta marmorizzata (tecnica antica che dalla Cina venne importata in Turchia per poi arrivare a Venezia) della cui produzione è diventato maestro: tra l'altro, Ricciardi è anche restauratore delicato e certosino di libri antichi. Inoltre con uno spazio da personalizzare per ogni acquirente. Per queste ed altre peculiarità (la sua attività teatrale) Balboni ha definito Ricciardi "poligrafo", raccogliendone anche le doti di poeta vernacolo. Una dimostrazione è la lirica che apre il volume, ispirata dalle lunghe giornate ch'egli vive con la moglie in quel di Sant'Erasmo, passando notti e giornate dentro una torre. "Da l'alto vedo Venezia / E tuto el mar intorno / E vedo in là, ancora più in là / . in fondo. in fondo. / Vedo drento l'anema dei omeni / E dala paura me ransigno / Come un caragol". Il libro si completa in sette racconti, ognuno ispirato da questa realtà, "tera semenada in mar". Sette favole sono stati definiti i racconti da Balboni. Di taglio però inusuale. Favole raccontate con nitido, alto, sapore letterario. Tutte in qualche modo autobiografiche, perché - Venezia lontana, ma in uno fatta visitare ad un ospite portandolo con la sua barca nel labirinto dei rii - vi si respira il salmastro che impregna l'isola, vi si riconoscono i luoghi famigliari e anche vissuti dall'autore, taluni abitanti possono intravedere nei personaggi via via sé stessi. Hanno un respiro poetico e un poco malinconico. Contengono saggezza e riflessione. Un ampio scorcio del primo, chiamato Sacca Smeralda, parabola lagunare dei limiti della ragionevolezza umana, ambientata in una mitica (ma riconoscibile da ogni veneziano) Città dai marmi ricamati, dai toni anche polemici nei confronti della burocrazia stolta ammalata di sapientismo, è stato affidato per la lettera alla calda robusta notissima voce dell'amico attore Mario Bardella. Piero Zanotto

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Eventi e feste, il Comune si offre (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 25-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Eventi e feste, il Comune si offre Il sindaco: «Se il Consorzio commercianti si scioglierà saremo noi a gestire le manifestazioni» Mercoledì 25 Febbraio 2009, Sacile Domani l'assemblea dei soci si riunirà per decidere le sorti del Consorzio commercianti, dopo la dichiarata indisponibilità dell'attuale direttivo di ricandidarsi alla scadenza del mandato. La decisione è stata presa all'unanimità e porterebbe alla chiusura del Consorzio, poichè da quanto si è appreso, nessun socio sembra aver manifestato l'intenzione di farsi promotore di una nuova squadra. Una decisione e una eventualità che non possono non preoccupare l'amministrazione, partner del Consorzio nella intensa attività. - Cosa pensa di questa decisione? «Ho appreso dalla stampa - risponde il sindaco Roperto Cappuzzo - la decisione del direttivo. In questo momento non posso che ringraziare tutti i suoi componenti per l'impegno con cui hanno operato a favore della comunità, con una serie di iniziative, aumentate di anno in anno, alle quali come amministrazione abbiamo sempre collaborato sia con risorse che hanno contribuito al pareggio del bilancio sia facilitando la sempre crescente burocrazia amministrativa». - C'è il rischio che non si facciano più le manifestazioni oerganizzate dal Consorzio? «Prima di prima di parlare di chiusura è però prudente attendere l'esito dell'assemblea dei soci. Ma assicuro che se la decisione sarà effettivamente la chiusura, l'attività non potrà venire a mancare. L'amministrazione si impegna fin da ora ad affiancarsi nell'organizzazione degli eventi affinchè anche quest'anno Sacile non ne resti priva». - Tra le cause che hanno spinto a lasciare c'è l'eccessiva burocrazia... «Posso capire. Si deve però considerare la legislazione in materia di pubblici spettacoli che è profondamente cambiata tanto che talvolta sono necessarie più autorizzazioni, questo perché gli eventi, che negli anni sono aumentati, sono sempre più variegati e comprendenti manifestazioni diverse. Ma c'è anche un altro aspetto e cioè che gli eventi sempre più articolati hanno provocato tensioni che sono sfociate in proteste con la nascita di comitati spontanei». - Come pensa di superare questo scontro? «Non appena saranno definite le competenze nell'organizzazione della manifestazioni mi farò promotore di un incontro con i rappresentanti dei due comitati di cittadini, per condividere assieme le proposte in uno spirito di collaborazione, per appianare i contrasti e migliorare l'offerta». - I rappresentanti del Consorzio hanno rilanciato l'idea di una stretta collaborazione con la Pro... «Noi siamo convinti che le proposte debbano avere una regia unica, nella quale i diversi attori possano collaborare in armonia per la migliore riuscita delle manifestazioni. Il mutato scenario che il Consorzio pone ora, può essere occasione per una riconsiderazione della proposta allora fatta. Ritengo però indispensabile attendere l'esito dell'assemblea di domani per capire quale situazione ne uscirà dal confronto tra i soci». - Chi farà il primo passo? «Saremo noi a promuovere l'incontro per valutare assieme la situazione, consci che l'apertura della piazza, riqualificata, rappresenti una formidabile occasione per rilanciare le attività e l'attrattività» - L'apertura è imminente? «La Fiera primaverile degli uccelli sarà cornice all'incontro con un centinaio di amici di La Reole che suggelleranno il gemellaggio con la città francese. Credo non ci possa essere occasione migliore per festeggiare l'apertura della nuova piazza, che è stata realizzata tenendo conto delle esigenze attuali e di quelle future e già predisposta all'eventuale ritorno del Mercatino di Natale e delle altre manifestazioni che ci auguriamo proseguano». Michelangelo Scarabellotto

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Viterbo, Provincia: convocati cacciatori per nuovo regolamento (sezione: Burocrazia)

( da "Velino.it, Il" del 25-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il Velino presenta, in esclusiva per gli abbonati, le notizie via via che vengono inserite. POL - Viterbo, Provincia: convocati cacciatori per nuovo regolamento Roma, 25 feb (Velino) - Trapè: “Sarà uno strumento condiviso da tutti” Oltre cento i capicaccia che ieri hanno partecipato all?assemblea, organizzata per analizzare le norme del regolamento provinciale per la caccia al cinghiale, la cui validità è terminata nel 2008. All?incontro ha partecipato anche il presidente della Provincia di Viterbo Alessandro Mazzoli, che ha sottolineato l?importanza della collaborazione. “L?attività svolta durante questo anno - ha detto - è stata proficua e importante da diversi punti di vista. In particolare, per la sinergia che si è istaurata, che ha permesso di diminuire i danni alle culture causati dai cinghiali. Credo quindi che questa sia la strada da percorre per continuare a lavorare in maniera costruttiva”. “Sono molto soddisfatto – ha detto l'assessore all'Agricoltura e valorizzazione dei prodotti tipici, Caccia, Pesca, Polizia provinciale Mario trapè - dell?esito della riunione, perché abbiamo ascoltato tutti i suggerimenti che ci hanno dato i cacciatori. Ora li esamineremo”. (segue) L?assessore ha infatti deciso che il prossimo regolamento sarà affrontato da un?apposita commissione, composta dai consiglieri provinciali di maggioranza e opposizione, i rappresentati dei cacciatori e delle associazioni venatorie e i presidenti degli Atc. “Il regolamento – continua Trapè – è un ottimo strumento, e questo è stato sottolineato da tutti. Ha solamente bisogno di piccoli accorgimenti che lo renderanno più vicino alle reali esigenze del territorio e alle richieste dei capicaccia. Il nostro obiettivo rimane quindi l?assoluto rispetto per l?ambiente e per le risorse naturali, patrimonio di tutti. Quest?anno è stato davvero importante, sono stati infatti abbattuti oltre 13mila cinghiali, e ha visto la sinergia tra i cacciatori e gli agricoltori, che hanno trovato un punto di accordo e lavorato insieme per diminuire i danni alle colture. Mi auguro che il nuovo regolamento sia uno strumento davvero condiviso da tutti”. Durante la riunione sono stati eletti i rappresentanti dei cacciatori che parteciperanno alla commissione suddivisi per aree d?intervento (aquesiana, castrense, maremmana, Viterbo, Monti Cimini e Civita Castellana) e nei prossimi giorni inizieranno i lavori. “Abbiamo ricevuto davvero molte proposte valide – ha continuato l?assessore alla Caccia – come di aumentare il numero minimo dei componenti delle squadre, di snellire la burocrazia e di mettere in campo corsi di formazione per le nuove generazioni di cacciatori. Inoltre ci ha confortato molto sapere che i cacciatori apprezzano alcune iniziative importanti come lo smaltimento delle carcasse e le analisi che vengono effettuate alle interiora per monitorare la situazione sanitaria”. (com/reg) 25 feb 2009 13:33

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Il "berlusarkozysme" alla conquista dell'Ue... pag.2 (sezione: Burocrazia)

( da "Affari Italiani (Online)" del 25-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il "berlusarkozysme" alla conquista dell'Ue... Mercoledí 25.02.2009 13:15 Ma lui si consola con l'Europa. Il presidente francese ha capito che con l'elezione di Obama e la grave crisi economico-finanziaria si è aperta una fase di profonda ristrutturazione degli equilibri mondiali. Il bipolarismo Usa-Russia è ormai superato e in questo contesto la Francia, e quindi anche l'Italia, si collocano al centro dell'Europa. Il momento non può essere che dei migliori. In Spagna Zapatero deve fare i conti con una crisi ben più grave che altrove (3 milioni di disoccupati). La Germania e la Gran Bretagna devono invece concentrarsi sui prossimi appuntamenti elettorali. Lo spazio per prendere in mano la rendini dell'Europa c'è. E Sarkozy e Berlusconi non vogliono perdere l'occasione. Ed è proprio sull'Europa che la Francia e l'Italia condividono visioni comuni. Ovvero un certo immobilismo delle istituzioni di Bruxelles e della sua burocrazia. Gli elogi del Cavaliere a Sarkozy per la sua mediazione nella crisi in Georgia vanno letti come la condivisioni di un europeismo attivo e pragmatico. Sarkozy ha aperto la strada. Ora il testimone passa all'Italia, presidente di turno del G8 a La Maddalena. < < pagina precedente

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"Situazione di mercato tragica per le piccole aziende" (sezione: Burocrazia)

( da "Varesenews" del 25-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Busto Garolfo (MI) - La stretta creditizia minaccia imprese e lavoratori: questi i commenti all'iniziativa della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate di anticipare la cassa integrazione per le aziende altomilanesi con meno di 50 dipendenti. Duvia (Ali): "Non è deindustrializzazione, ma banche e pubblico facciano la loro parte" "Situazione di mercato tragica per le piccole aziende" I tempi della burocrazia sono lunghi, i lavoratori delle piccole e micro aziende non possono restare senza un sostegno economico in attesa che Inps intervenga. Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate si fa carico del problema e incontrando la stampa non fa mistero di considerare questa, «che non è un'operazione bancaria», come un vero fiore all'occhiello del proprio operato. Un atto di responsabilità sociale prima di tutto, con riferimento al territorio, il fulcro dell'operatività di un istituto che nelle sue varie incarnazioni storiche dal 1897 è "differente per forza", come da slogan pubblicitario. E che riceve anche una "benedizione" da Cgil-Cisl e Uil Ticino-Olona, che parlano di "valido esempio e apprezzabile tentativo di fare sistema a livello territoriale", precisando di essere a loro volta in trattativa con ABI (banche) e Provincia per avviare ulteriori interventi di questo tipo a sostegno dei redditi. Il presidente di Bcc Lidio Clementi (foto) è netto: «La crisi c'è, morde e fa male. Lo so bene, anch'io sono un piccolo imprenditore con una ventina di dipendenti: il rallentamento nei flussi dei pagamenti interaziendali è evidente. In più le grandi banche coprono con anticipi solo le aziende che hanno in corso procedure di fallimento, o concorsuali. Da imprenditori non siamo abituati a piangerci addosso ma a darci da fare. A questo punto come banca ci siamo sentiti in dovere di intervenire, come già avevamo in un paio di situazioni, ad esempio quella della Rimoldi». A fronte dell'iniziativa, il presidente rimarca il ruolo di ultima banca autenticamente territoriale dell'Alto Milanese ricoperto dalla Bcc (anche nel Varesotto): 20 filiali, 160 dipendenti, «e a fine anno non stacchiamo dividendi, consolidamo il 75% degli utili in patrimonio e il quarto restante torna al territorio in forma di interventi per beneficenza, per cultura e iniziative, e simili. Solo l'anno scorso si parlava di un milione e mezzo di euro». L'operazione "anticipi sulla cigs" lanciata oggi avrà costi solo per la Bcc («dal 7 al 10% del plafond, calcoliamo»), ma soprattutto richiederà di tornare ai buoni vecchi metodi d'una volta. Non trattandosi di un'operazione bancaria, come spiega il direttore della BCC Luca Barni, essendo anzi atipica e non supportata dai sistemi elettronici in uso, si farà a mano: «e la risposta dei dipendenti è stata unanime, nel segno della disponibilità. All'inizio mi tremavano un po' le gambe di fronte di fronte a questa iniziativa, che è di assoluto impatto sociale». Per la piccola industria altomilanese parla il presidente del relativo gruppo di Ali-Assindustria Eugenio Camera Magni: «La situazione di mercato è veramente tragica» premette. «Le grandi banche non hanno portato i vantaggi attesi dalla riduzione dei tassi. Con questa operazione si accantonano le logiche puramente di mercato e si cerca di creare il minor disagio possibile anche per tutte quelle situazione in cui si rende necessaria la ristrutturazione aziendale». Uno spauracchio fin troppo concreto. Il direttore di Ali-Assindustria Alberto Duvia (foto accanto) sintetizza: «Le ripercussioni a cascata della crisi coinvolgono tutti e mettono in difficoltà anche le aziende più competitive». A difesa dell'industria altomilanese, Duvia precisa che «il panorama locale non è fatto solo di imprese che hanno problemi, non è una deindustrializzazione quella in corso». Il termine fa paura in un contesto in cui, come l'albero che cade, fa notizia la fabbrica che chiude. La crisi attuale è la più pesante che si ricordi a memoria d'uomo, ma anche in anni passati la situazione non era rosea. «Questo è un momento di grande selezione» chiosa Duvia, «e spero che sia tale anche per le banche. Qui fose dobbiamo essere più categorici: si distingua il rischio finanziario che liberamente un privato si assume dal sostegno a cittadini e imprese. E anche il settore pubblico faccia la sua parte: non si può dover attendere dei mesi perchè si completino le pratiche della cassa integrazione»: e c'è chi sapendolo chiede "preventivamente" la cassa integrazione per mettere le mani avanti... Del resto, come diceva Clementi, a volte il futuro si misura in termini di una settimana di ordinativi, poi bisogna sperare nella Provvidenza. O nell'Inps. Ed è proprio per ovviare a questo quadro che si è mossa Bcc. Per Confartigianato il presidente Edmiro Toniolo cita la cassa integrazione straordinaria in deroga e i contratti di solidarietà come gli ammortizzatori sociali del momento. «Da inizio anno assistiamo ad una stretta creditizia mai vista. Noi mandiamo un appello al sistema finanziario perchè faccia ciò per cui esiste; quanto al pubblico metta in cantiere quanto ha a bilancio e rispetti i tempi dei pagamenti. Quello di Bcc è un segnale forte». Anche verso le altre banche? No, dicono in coro Clementi e Barni e spiegano il perchè: «Se altri ci seguiranno, ben vengano, comunque non ci interessa confrontarci con altri o figurare come quelli che cantano fuori dal coro, ci interessa invece salvaguardare lavoratori e imprese». Il pubblico di riferimento: meglio la gallina domani, insomma, che l'uovo oggi. Clienti in testa. «è, se volete, nel nostro DNA. Potrei ricordare» conclude Barni «che nel 2004 noi decidemmo di non vendere alla nostra clientela titoli al di sotto di un certo rating, anche a costo di perderci economicamente noi». Mercoledi 25 Febbraio 2009 SdA

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Tia, in consiglio comunale a Modena approvato aumento dell'1,98% (sezione: Burocrazia)

( da "Sestopotere.com" del 25-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Tia, in consiglio comunale a Modena approvato aumento dell'1,98% (25/2/2009 15:55) | (Sesto Potere) - Modena - 25 febbraio 2009 - E' stato approvato in Consiglio comunale a Modena il Piano Finanziario e delle Tariffe per il servizio di gestione dei rifiuto urbani e assimilati per l'anno 2009, con il voto favorevole della maggioranza e contrario di Verdi, Rc e minoranza. Con la delibera viene aumentata dell'1,98% la Tariffa di Igiene Ambientale rispetto al 2008, è stato approvato il Piano Finanziario e il Piano annuale delle attività di Hera per l'importo di 25 milioni 366 mila 806 euro più Iva, e si decide di adottare forme di tutela e di minimizzazione dell'impatto della manovra tariffaria nei confronti delle famiglie in condizioni di disagio economico e sociale (sulla base di valutazioni dell'assessorato alle Politiche sociali) prevedendo nel Bilancio comunale una cifra fino a 150 mila euro per il pagamento della Tia. Insieme alla delibera sono anche stati discussi 4 ordini del giorno: "Bloccare la tariffa di igiene ambientale per l'anno 2009 ed estendere la modalità di raccolta rifiuti porta a porta" presentato da Verdi e Rc, "Proposta di ordine del giorno sul blocco delle tariffe per i rifiuti urbani, a carico delle famiglie e delle imprese per il 2009" presentato da Modena a Colori, "Blocco aumenti Tia per il 2009" e "Riduzione emolumenti componenti cda di Hera", entrambi di Forza Italia. Tutti gli odg sono stati respinti, i primi tre con il voto contrario della maggioranza e favorevole della minoranza, di Verdi e Rc e l'ultimo con il voto contrario della maggioranza, favorevole della minoranza e con l'astensione di Idv, Verdi e Rc. "Sia nel confronto con il gestore sull'importo, sia nella definizione del fondo di 150 mila euro si è posta attenzione alle famiglie in difficoltà, tenendo conto allo stesso tempo di quelli che sono gli obiettivi prioritari, tra i quali la raccolta differenziata, che ha segnato un trend di crescita significativo dal 2007 al 2008, con un +6%" ha commentato l'assessore all'Ambiente Giovanni Franco Orlando durante la presentazione della delibera. "L'aumento della Tia previsto è inferiore al 2%, e consentirà di rispondere a esigenze di pulizia della città e di raccolta differenziata. A un contenuto aumento corrisponderà un miglioramento del servizio. Rinunciare a portare avanti la tutela dell'ambiente vuol dire crearsi problemi che nel tempo diventano molto pesanti". L'assessore ha aggiunto "accanto a questo elemento qualitativo, procediamo verso il riallineamento nei confronti dei capannoni industriali di produzione, e vengono inserite ulteriori categorie, come i gommisti, per rispondere a esigenze di alcune associazioni economiche". Con il loro odg Mauro Tesauro dei Verdi e Angela Bellei di Rc hanno fatto "una richiesta politica, quella di tenere ferme le tariffe di igiene ambientale per il 2009, per quelle sociali siamo riusciti a farlo" ha dichiarato Tesauro. "Il lavoro fatto da Orlando non è facile, ma non è stato sufficiente". Inoltre si voleva impegnare la Giunta a concludere rapidamente lo studio di fattibilità per l'estensione del sistema di raccolta dei rifiuti porta a porta e per la tariffazione puntuale del servizio, e a mantenere invariata, per l'anno 2009, la tariffa di igiene ambientale. L'odg di Modena a Colori chiedeva alla Giunta di assumersi l'impegno a non aumentare le attuali tariffe per i rifiuti urbani "in un momento in cui le famiglie sono in difficoltà" ha affermato Baldo Flori. "Il rapporto per noi è politico ed è con il Comune, non con il gestore, perché le tariffe sono di competenza del Comune. Riteniamo che l'aumento sia sbagliato, andava fatto su altri settori che avevano un'incidenza diversa, questo tocca tutti in maniera uguale". Il documento sollecitava, inoltre, l'Amministrazione a chiedere anche agli altri Enti di non aumentare il carico su famiglie e imprese per aumenti delle tariffe energetiche: gas, energia elettrica, acqua. Andrea Leoni di Fi - Pdl con il primo odg chiedeva di rinegoziare il Piano Finanziario proposto da Hera, di bloccare gli importi della Tia sui livelli fissati per il 2008, di elaborare e introdurre sconti e premi per incentivare famiglie e imprese ad effettuare la raccolta differenziata, e di prevedere sconti ed agevolazioni per i nuclei familiari con più di 4 persone. "Riteniamo che in un momento così difficile dall'Amministrazione comunale non ci debba essere un nuovo aumento di tariffe o tasse" ha affermato il consigliere. Con il secondo odg Fi - Pdl voleva impegnare sindaco e giunta a sollecitare i propri rappresentanti nel Consiglio di Amministrazione di Hera a farsi promotori di una riduzione dei compensi pari al 10% come "segnale di sobrietà verso i cittadini: non si può chiedere loro di pagare tasse sempre più alte, mentre gli amministratori di Hera si danno stipendi esagerati". L'odg invitava, inoltre, a destinare le somme risparmiate ad agevolazioni per i nuclei familiari costituiti da più di 4 persone. Ad aprire il dibattito il consigliere del Pd Alberto Caldana: "Faccio i miei complimenti all'assessore Orlando per il risultato ottenuto in questa occasione. Su un settore particolare stiamo parlando di un aumento molto basso, soprattutto considerando che la tariffa di raccolta dei rifiuti deve coprire tutto il costo, a differenza, ad esempio, di quella dei servizi sociali. Credo che sia un ottimo lavoro e vada presentato per quello che è: un sacrificio piccolissimo per quella che è la capacità di raggiungere grossi risultati". Per Dante Mazzi di Fi "bisogna discutere del Piano finanziario che è il punto di partenza per il calcolo delle tariffe. L'1,98% è solo uno specchietto per le allodole, quelle da considerare sono le voci: l'assessore si sostituisce ai dirigenti di Hera per esporre un piano finanziario che dovrebbe tentare di limare. Quest'anno, rispetto a quello passato, Hera ci chiede un aumento di circa 1 milione di euro, bisognerebbe capire quali sono questi costi: non possono essere quelli di spazzamento e lavaggio delle strade. Faccio appello ai cittadini perché controllino che viene davvero fatta la pulizia anche nelle aree di periferia". Secondo Mauro Manfredini della Lega Nord "c'è qualcosa che non torna: si fa la differenziata per produrre meno rifiuti e poi si raddoppia l'inceneritore. In Commissione si era parlato di un aumento di quasi il 4%, noi l'abbiamo contenuto a circa il 2%. L'igiene ambientale è peggiorata rispetto a quando c'era Meta, mentre dovevamo avere più servizi con un costo inferiore nel passaggio ad Hera. Per questo aumento esprimiamo preoccupazione, perché in un momento di crisi come questo ognuno deve fare la sua parte, anche Hera. Voteremo a favore dell'odg di Verdi e Rc che chiedono il blocco della tariffa". Ubaldo Fraulini dell'Italia dei Valori ha commentato che "rispetto a un anno fa i risultati sono diversi, si è fatto un lavoro positivo. L'aumento è contenuto e lo accettiamo. Non si può negare che il passaggio da Meta ad Hera sia stato un peggioramento per i servizi nel nostro territorio, ma c'è stato negli ultimi tempi un recupero nella qualità. Ci sono però ancora problemi, come quello del call center e delle bollette illeggibili, e bisogna che su questi temi si facciano verifiche e approfondimenti. Sulla raccolta differenziata, poi, io sono d'accordo sull'andare avanti, va fatta con costi minori possibili e deve dare risultati. Ma il porta a porta non va bene dappertutto". Achille Caropreso del Pd ha affermato: "Credo che se questo nostro dibattito fosse ascoltato da cittadini di altre città, darebbe luogo a stupore. Penso che a Modena ci sia un buon servizio di igiene ambientale, andando in bicicletta spesso giro per zone limitrofe e vedo che alle 7.40 del mattino i cassonetti sono già tutti svuotati. Su certi rifiuti ingombranti, è vero, ci potrebbe essere da parte degli operatori una maggiore attenzione per segnalare a coloro che sono competenti al recupero degli stessi la presenza nelle zone dei cassonetti di certi tipi di rifiuti. Con un 1,98% di aumento riusciamo ad avere una città pulita". Per Sergio Celloni dei Popolari Liberali "non solo bisognerebbe bloccare l'aumento delle tariffe, ma andrebbero ritrattate al ribasso. Ci sono continui allarmi sui rincari tariffari, oggi le imprese si trovano di fronte a momenti di difficoltà e allo stesso tempo ricevono delle stangate a livello tariffario. Le spese e i problemi di queste realtà sono vari: dai costi della burocrazia del sistema, al servizio di assistenza di call center, che è una presa in giro del cittadino. Questa attenzione da parte degli amministratori nei confronti delle famiglie c'è davvero o la commistione tra pubblico e privato fa rendere gli amministratori parte interessata e partecipe degli utili di Hera?". Secondo Angela Bellei "la soluzione dell'inceneritore è vetusta, dannosa e un regalo al sistema degli imprenditori. Va incentivata la raccolta del porta a porta e lo sviluppo del compostaggio, è l'unico modo per arrivare a ridurre la produzione dei rifiuti. Non si può da un lato puntare sull'inceneritore e allo stesso tempo sul porta a porta. Hera Modena nel 2008 non è riuscita ad incrementare in modo significativo la raccolta differenziata: solo di 2 punti percentuali, di questo passo l'obiettivo del 55% di raccolta differenziata posto dalla Provincia si raggiungerà solo nel 2013. Hera, poi, aumenta la tariffa quando sul suo sito si leggono dati differenti: i ricavi dell'area ambientale aumentano del 2,7%, mentre l'utile netto è stato del 23,5%". Per Andrea Leoni di Fi - Pdl "si dovevano sostenere chi era in disagio, mentre si è deciso di impoverire famiglie e imprese da anni sotto pressione. Il peso grava anche quest'anno sulle singole famiglie senza un reale miglioramento. Dal 1999 al 2007 l'incremento della vecchia tassa sui rifiuti è stata del 64%. Non esiste poi, lo ricordiamo, solo questo modo di spremere i modenesi. Sarebbe stato necessario, da parte dell'Amministrazione comunale, fare uno sforzo che anche altri enti pubblici hanno fatto, ma che evidentemente a Modena non vogliono fare: chiediamo che ci si blocchi quantomeno alla tariffa dell'anno scorso e che i dirigenti della società si riducano del 10% gli stipendi". Michele Andreana del Pd ha affermato che "il fatto che discutiamo a metà febbraio della Tia dimostra che c'è stata una discussione vera, se ci fosse stata una discussione frettolosa come alcuni dicono si sarebbe portata in Consiglio tempo fa. Anche gli aggiustamenti che ci sono stati lo dimostrano. Con queste cifre non si impoverisce nessuno. Sul piano morale registro che c'è uno strabismo politico che ci fa dire tutto e il contrario di tutto, capisco che siamo in campagna elettorale ma non raccontiamoci delle bugie. Sulla riduzione dei compensi degli amministratori introdotta da Prodi, siamo disposti a ragionare, se si confrontano i compensi tra amministratori delegati di Hera e quelli di imprese simili". Sergio Rusticali del Ps ha commentato: "Possiamo dire che Hera non eroga i servizi che dovrebbe o che Modena non è pulita, ma forse potremmo fare i paragoni con altre città, ad esempio Milano. Era possibile bloccare la tariffa? Perché secondo voi non è già stato fatto tempo fa se si poteva? Così come bloccare il raddoppio dell'inceneritore? è un elemento di garanzia, da usare solo in caso di necessità. Dobbiamo puntare fortemente su una raccolta differenziata e sul numero dei cassonetti. E' vero che non abbiamo raggiunto l'obiettivo del 55%, ma negli ultimi tre anni abbiamo fatto un salto qualitativo notevole. Quell'obiettivo nel 2010 non è impossibile, dobbiamo fare una scommessa politica che per quella data lo raggiungeremo". L'assessore Orlando ha concluso il dibattito replicando che "c'è un percorso previsto dalla normativa per la definizione della tariffa, con una proposta dell'ente gestore sulla base degli obiettivi da raggiungere richiesti dall'Amministrazione comunale. Noi abbiamo preteso dal gestore che venissero garantiti determinati standard di qualità. Quest'anno abbiamo voluto avere lo stesso tipo di aumento per aziende e famiglie proprio in ragione delle difficoltà economiche. Il fatto che il call center non dia risposte adeguate ai cittadini è un problema politico che va affrontato, non solo per Hera ma anche per altre aziende in Italia. Con il passaggio da Meta ad Hera c'è stato un primo momento di difficoltà, ma nell'ultimo anno si è registrato un miglioramento. La scelta dell'inceneritore, infine, sarà vetusta e non valida ma ricordo che questa Amministrazione comunale ha anche portato a casa il superamento di una discarica". Per la dichiarazione di voto è intervenuta Isabella Massamba dell'Italia dei Valori.

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PIER GIOVANNI GUZZO RICORDATE, FORSE, QUANDO MUSEI, AREE ARCHEOLOGICHE E MONUMENTALI, TELE, STATU... (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Benevento)" del 25-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pier Giovanni Guzzo Ricordate, forse, quando musei, aree archeologiche e monumentali, tele, statue e affreschi vennero definiti «il nostro petrolio»? L'equivoco, almeno semantico, continua: nonostante che, nel frattempo, per l'insieme di quelle opere d'arte sia invalso nell'uso la onnicomprensiva definizione di «Beni culturali». È fin banale ricordare che la cultura e i beni che ne traggono l'aggettivo sono prodotti dell'uomo, mentre il petrolio è frutto di geologiche trasformazioni di una materia in un'altra, sulle quali l'uomo non potuto ha esercitato alcun intervento. In quest'ultimo periodo di tempo (di cronaca, non geologico) assistiamo a un'ulteriore accelerazione di tali trasformazioni, semantiche e di merito: anche se, per ora, si tratta di annunci. Le aree archeologiche di Roma e Ostia e quelle vesuviane, a cominciare da Pompei, saranno affidate a commissari appartenenti alla Protezione civile. Come ognun sa, questo benemerito dipartimento svolge azioni di prevenzione e di intervento nel campo delle emergenze derivanti da fenomeni naturali: i quali non sono opera dell'uomo (anche se talvolta gli uomini sono causa di aggravamento dei danni causati dalla natura, come quando costruiscono nel letto dei corsi d'acqua oppure in zone franose). Una settimana fa il sottosegretario Guido Bertolaso ha fatto notare, a mezzo stampa, che un precedente intervento della Protezione civile a proposito di un restauro fiorentino non aveva raccolto le osservazioni critiche che adesso, invece, sono state sollevate dopo l'annuncio che lo stesso Bertolaso sarà nominato commissario per le aree archeologiche di Roma e Ostia. Come si può apprendere dal sito web della Protezione civile, a Firenze quel dipartimento operò una sponsorizzazione a favore della soprintendenza responsabile del restauro dell'«Ultima cena» del Vasari e del «David» di Donatello; inoltre ha lanciato un progetto di servizio civile per impiegare otto volontari nel Museo del Bargello. Di fronte a un così generoso intervento sia da mecenate sia di impegno civile contro la disoccupazione sarebbe stato singolare se qualcuno avesse protestato. Ma, di nuovo, appare palese la differenza tra lo sponsorizzare e il reclutare volontari e l'agire come commissario. Non si vorrebbe, quindi, che alle metamorfosi semantiche si aggiungesse quella comunicativa. In merito alle recenti cronache, possiamo osservare come il governo, dichiarandosi non soddisfatto dello stato delle aree archeologiche romane e vesuviane, vuole nominarvi commissari: ciò lo esime dal dotare di risorse finanziarie e professionali le soprintendenze, in quanto tali organi tecnici sono ritenuti le cause prime dell'insoddisfazione. Quale sia lo sviluppo futuro di un tale modo di agire non possiamo sapere: ma tristi, anche se indistinti, timori, come quello della «privatizzazione» (qualsiasi cosa significhi questa parola), paiono giustificati. Tanto più di fronte al decremento verticale dei bilanci ministeriali, già in precedenza analizzato e denunciato da parte di Salvatore Settis, e al fisiologico invecchiamento delle risorse professionali, non più adeguatamente rinnovate da anni. Sembra pertanto giustificato dedurre ulteriormente che, nelle possibili previsioni del governo, le attività tecniche di conservazione dei monumenti antichi siano destinate a ridursi progressivamente e ulteriormente: riciclandole, sotto la fascinosa etichetta della «tutela» (della quale troppo spesso ci si è fatto scudo, tralasciando il servizio al pubblico), in procedimenti non più metodologicamente giustificati e finalizzati all'intera filiera della conoscenza, della conservazione, della fruizione, ma solamente ormai di natura amministrativa che peraltro, mancando risorse finanziarie adeguate, si muteranno in burocrazia. Diversa prospettiva sarebbe stata offerta se il governo, insoddisfatto della condizione attuale di conservazione del patrimonio archeologico, avesse nominato come commissari, con congrue e fresche dotazioni finanziarie e con straordinari poteri, funzionari tecnici dei ruoli del ministero, altrettanto pubblici ufficiali e dirigenti dello Stato dei tecnici della Protezione civile. Ma i primi hanno la differenza, rispetto ai secondi, di possedere formazione ed esperienza professionali ben più vicine alla natura degli oggetti, cioè gli antichi monumenti, delle proprie cure di quanto ne posseggano geologi, ingegneri e vigili del fuoco: il tutto allo scopo prioritario di assicurare lunga e decorosa conservazione alla nostra storia e alla nostra cultura, non a quello di conservare un «potere» che non si capisce bene di che cosa si sostanzi. I tecnici della Protezione civile sembrano professionalmente preparati a fronteggiare dissesti causati dalle forze della natura (con la cautela di cui sopra). Per Roma e Ostia non si ricordano naturali cataclismi, se non una serie di terremoti nel corso dei secoli, mentre tutti sappiamo come il Vesuvio, incolpevole elemento naturale, provocò danni e distruzioni quasi 2000 anni fa. Il riandare a tale naturale catastrofe sembra far parte, ormai, più adeguatamente della storia, e quindi della cultura, che dell'attuale competenza della Protezione Civile. Il nostro augurio di buon lavoro va, comunque, ai commissari dei quali si annuncia il prossimo incarico, e a quelli che lo lasciano: in quanto coinvolti, bon gré mal gré, nella protezione della cultura, della storia e dei prodotti materiali conseguenti. Ma ci permettiamo anche l'augurio di non confondere natura con cultura né lucciole con lanterne.

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Turismo, Confesercenti Cesenatico : 2009 anno di svolta? (sezione: Burocrazia)

( da "Sestopotere.com" del 25-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Turismo, Confesercenti Cesenatico : 2009 anno di svolta? (25/2/2009 18:00) | (Sesto Potere) - Cesenatico - 25 febbraio 2009 -La crisi economica sta giungendo alle sue fasi più acute: calo delle vendite, paura collettiva del futuro, capacità di spesa sempre più ridotta. Eppure, con la stagione turistica – e la Pasqua – alle porte è nostro compito pensare al domani con un?accezione positiva, traendo dal recente passato i migliori stimoli per ottimizzare la nostra esperienza e migliorare le performance delle imprese turistiche e commerciali. Crediamo che la situazione contingente debba costituire per il pubblico e per il privato motivo forte di riposizionamento e ri-progettazione delle proprie scelte ed azioni. Faccio alcuni esempi concreti. Innanzitutto continuiamo ad essere insoddisfatti di come vengono concertate le politiche di promozione della città: pochi i momenti in cui si parla veramente di turismo e di programmazione, poche le scelte concertate e condivise, rarissimi (e sempre con seguito polemico sulla stampa) gli appuntamenti in cui enti ed operatori partono insieme per vendere con serenità e forza la nostra località. Sebbene non sia scontato per chi si muove, come noi, pur sempre sotto l?egida di una sigla associativa, ricordiamo bene che far funzionare gli organismi di concertazione, anche su temi così delicati, non è affatto impossibile. Il lavoro della consulta turistica delle passate legislature è lì a ricordarci ogni giorno una bella stagione di indirizzi e strategie turistiche veramente condivise. Non è necessario – e non è il nostro fine – ritornare per forza a quella situazione. Il tempo trascorso, le nuove tendenze ed i mutamenti intercorsi nei flussi turistici ci portano a pensare a scelte innovative. Però prescindere dall?unione delle forze e delle teste è – o meglio sarebbe - impensabile. Sarà il 2009 l?anno di svolta in cui finalmente Amministrazione comunale, associazioni, club di prodotto, Gesturist torneranno ad occuparsi insieme di innovazione, qualità e sviluppo del turismo di Cesenatico? Non ci sono più alternative. Non ci interessano le polemiche, fortunatamente abbiamo buone idee ed oltre cento albergatori, oltre a qualche club di prodotto, con i quali ci confrontiamo ogni giorno e con i quali cerchiamo di fare un po? di innovazione e di qualità. C?è molto su cui impegnarsi: agevolare l?accesso al credito e limitare la burocrazia per le ristrutturazioni, promuovere il risparmio energetico, le fonti rinnovabili, le certificazioni ambientali, innovare i prodotti e i servizi, aggiornare continuamente le tecniche di vendita e di marketing, unire le categorie e presentare sempre un?immagine sola e solare di Cesenatico. Senza il sostegno del pubblico, i risultati saranno sempre parziali. Serve una regia forte e un progetto di tutti che si ponga l?obiettivo primario di fare un turismonuovo, moderno e sensibile ai cambiamenti culturali in atto. La crisi economica va aggredita, non subita. Se da una parte possiamo impegnarci a ridurre i costi di gestione delle imprese turistiche, dall?altra dobbiamo contemporaneamente cogliere la sfida del rinnovamento. Vogliamo farlo con i nostri amministratori. Proponiamo a coloro che dovranno muovere nel prossimo futuro il tavolo della promozione che queste siano le basi su cui progettare il nostro futuro turistico. Chiediamo a gran voce, ancora una volta, una nuova consulta turistica da cui ripartire. Ci è parso di capire, già qualche mese fa, che l?Assessore competente fosse prossimo a presentare alle associazioni un nuovo tavolo di concertazione, più solido, più concreto ed efficace. Lo aspettiamo, ancora. Le imprese e la città ne hanno davvero molto bisogno. Armando Casabianca Presidente Confesercenti Cesenatico

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Quanto costa il ponte sullo Stretto? E quanto ci guadagnerà la mafia? Intervista a Giuseppe Cruciani (parte 3) (sezione: Burocrazia)

( da "Blogosfere" del 25-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Feb 0925 Quanto costa il ponte sullo Stretto? E quanto ci guadagnerà la mafia? Intervista a Giuseppe Cruciani (parte 3) Pubblicato da Tiziano Scolari alle 17:45 in Interviste Terza e ultima parte dell'intervista a Giuseppe Cruciani, giornalista, conduttore del programma di Radio 24 La Zanzara e autore di Questo ponte s'ha da fare, edito per Rizzoli. Qui potete trovare la prima e la seconda parte. Il ponte sullo Stretto è sempre stato presentato come un'opera faraonica. Ma quando costerebbe? Circa 6 miliardi di euro: 2,2 miliardi a carico dello stato e 3,8 miliardi forniti dai privati. Cruciani sottolinea come il ponte costi poco più della linea C della metropolitana di Roma e molto meno della Tav Torino Lione. Ma parliamo proprio di questioni economiche. La crisi economica può favorire le ragioni del ponte o la mancanza di fondi allontanerà ancora di più la sua realizzazione? In tutti i paesi si pensa di uscire dalla crisi anche e soprattutto con l'intervento infrastrutturale. In tutti i paesi, compresi gli Stati Uniti e l'Italia, anche se da noi non si è ancora deciso come impiegare tutti i soldi delle infrastrutture che il governo attuale vuole impiegare. Penso quindi che il ponte possa essere un volano, un modo per impiegare nel lungo periodo una parte dei fondi pubblici. Un'altra delle principali critiche mosse al ponte è quella legata alla mafia: il ponte sarebbe, per Cosa Nostra, l'affare del millennio. Il ponte unirebbe non due coste, ma due cosche, come disse Nichi Vendola. Cruciani cerca di smontare anche questa obiezione. Il giornalista, nel suo libro, fa parlare Alberto Cisterna, magistrato anti-mafia. Il ponte di Messina? Un'enorme trappola costruita per ingabbiare la criminalità organizzata. Speriamo che i mafiosi siano così stupidi da cascarci. Si metterebbero in un piccolo fazzoletto di terra. Quanto partirà i gruppi criminali di Messina punteranno all'indotto, ai raccordi ferroviari, tutte cose che conosciamo. Non credo che abbiano la capacità organizzativa per partecipare all'appalto per il ponte vero e proprio. Comunque nulla è già scritto. Continua Cisterna, ci sono anche delle misure concrete pensate proprio in vista del ponte, ad esempio l'obbligo di un unico conto corrente per tutti i movimenti in entrata e in uscita da parte di chi si aggiudica l'appalto. Torniamo all'intervista. Nel libro spiega come in passato l'Italia fosse all'avanguardia sul fronte delle infrastrutture. Nel 1970 la nostra rete autostradale era seconda solo a quella della Germania e lo stesso si può dire per la rete ferroviaria. Il primo progetto europeo di linea ad alta velocità è la direttissima che unisce Roma e Firenze (253 chilometri) costruita tra il 1970 e il 1992. Poi in Italia tutto si è fermato, mentre gli altri paesi europei hanno iniziato a correre, cosa è successo in Italia? Ad un certo punto, dalla metà degli anni '70, si è affermata in Italia una cultura contro le opere pubbliche. Da quando, per motivi di bilancio, fu approvata una legge secondo la quale non si potevano più costruire autostrade. La legge del '71 che poi è stata superata, ma è rimasta a livello culturale. A partire da lì si è affermato un ambientalismo distruttivo, al contrario di altri paesi in cui l'ambientalismo è sempre stato un ambientalismo costruttivo. Ogni costruzione è sempre stata vissuta come una violenza contro il territorio. Si è affermata questa cultura retrograda a partire dalla metà degli anni '70 che non abbiamo ancora completamente superato e che ha pervaso tutta la politica e tutta la cultura, soprattutto a sinistra, ma non solo. In conclusione: "Questo ponte s'ha da fare" ma secondo lei questo ponte si farà? e quando? Secondo me non si farà a breve, ma solo perchè si può fare solamente se maggioranza e opposizione collaborano sulle grandi opere. Il ponte, per partire, ha bisogno di un grande slancio a livello burocratico, a livello amministrativo e politico. Ma è uno slancio che non può dare solo la maggioranza, è impensabile che un'opera di questo tipo si possa fare con una maggioranza che lo vuole e una minoranza che non lo vuole. Ha bisogno di un grande appoggio trasversale, di una grande burocrazia che non ostacoli, di uno sforzo che l'Italia ancora così divisa e frammentata non è in grado di fare. Le grandi opere pubbliche si possono fare solo se tutto il paese è d'accordo. Non è proprio concepibile pensare di fare il ponte con un paese spaccato su quest'opera, gli ostacoli sul percorso sarebbero troppi. Inoltre non scordiamoci che pesa sul ponte un'appalto già assegnato. Nel Marzo del 2006 venne firmato un'appalto per la sua costruzione che è tutt'ora pendente e l'Impregilo potrebbe far partire cause legali molto pesanti. Ormai ci costa di più farlo che non farlo. Dovremmo pagare un sacco di soldi all'Impregilo per aver perso due anni e mezzo da quando è stato firmato questo appalto e quindi credo che sia l'unico caso al mondo di un'opera con un appalto già firmato che in due anni e mezzo non è partita. Un paio di conclusioni finali, sempre tratte dal libro di Cruciani. Francesco Merlo (giornalista di Repubblica): I ponti si possono anche discutere, ma poi alla fine si fanno e mai per ragioni contabili, visto che nessuno le ha mai applicate al ponte di Brooklyn e si viaggia magnificamente sotto il tunnel della manica, malgrado i bilanci siano in difficoltà. Giacomo Vaciago (docente di politica economica alla Cattolica di Milano) contesta che per opere come questa si possa applicare un'analisi costi/benefici. Se ragionassimo solo in questo modo una buona parte delle cose belle che ci sono nel mondo e anche nel nostro paese credo che non sarebbero mai state fatte. Prendiamo il Duomo di Milano: non credo sia conveniente. Che ne pensate?

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Ue/ Ronchi: summit Berlusconi-Sarkozy segna nuovo corso per... (sezione: Burocrazia)

( da "Virgilio Notizie" del 25-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Roma, 25 feb. (Apcom) - Il ministro per le Politiche europee, Andrea Ronchi, critica duramente "l'Europa burocratica, l'Ue dei cavilli", sottolineando come l'incontro di ieri tra il premier Silvio Berlusconi e il presidente francese Nicolas Sarkozy non sia stato "un semplice bilaterale", ma l'inizio di un "nuovo corso" per l'Ue. "L'Europa deve ritrovare la propria anima. L'Ue grigia della burocrazia dei cavilli è un'Europa vecchia, non più in grado di ottemperare al proprio compito", dichiara Ronchi nel corso di una tavola rotonda con i giornalisti organizzata oggi a Roma dalla Rappresentanza in Italia della Commissione europea e dell'European Press Club. "L'Ue deve trovare soluzioni concrete alle famiglie, alle imprese, ai disoccupati. I governi non dovrebbero chiudersi in se stessi in un nuovo protezionismo, ma cambiare le regole e parlare ad una sola voce di fronte a problemi globali. Questo il senso del summit di ieri tra Berlusconi e il presidente francese Nicolas Sarkozy", aggiunge il ministro, che poi sottolinea l'impegno del governo italiano a difesa dei cittadini anche a costo di essere "politicamente scorretto". "L'Italia non consentirà a nessuno di mettere in gioco la propria sicurezza nazionale - ha messo in chiaro il ministro - Le regole della concorrenza fanno certamente rispettate ma l'interesse generale della Nazione è superiore". "Bisogna coniugare l'interesse nazionale e lo spirito europeo. Non sono valori inconciliabili", ha concluso Ronchi.

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Malattie rare/ Dossetti:"Serve un registro per iscrivere (sezione: Burocrazia)

( da "Virgilio Notizie" del 25-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

Roma, 25 feb. (Apcom) - Serve un registro, a livello nazionale, per iscrivere i malati delle cosiddette patologie rare, per conoscere quanti sono realmente e per far sì che vengano riconosciuti a loro pari diritti. E' questo il senso della lettera inviata al Ministro della Salute Sacconi da Corrado Stillo, responsabile, dell'Osservatorio per la Tutela e lo Sviluppo dei Diritti dell'Associazione "Giuseppe Dossetti": i Valori", che affida ad una nota diffusa alla stampa una serie di interrogativi che hanno lo scopo di richiamare l'attenzione sulla scarsa considerazione riservata alle Malattie Rare e ai cittadini che ne sono affetti, in vista delle due giornate il 27 e il 28 febbraio dedicate a queste patologie "Alla vigilia di importanti eventi dedicati al tema delle malattie rare - recita la nota - vorremmo dal Ministro della Salute, Sacconi, alcune precisazioni: qual è il bilancio dal 2001 ad oggi dell'attività svolta da tutti gli organismi pubblici chiamati a dare i dati nazionali sulle malattie rare che godono di appropriati finanziamenti? Perché ancora adesso molti malati non hanno pari diritti a quelli di altre patologie? I malati sono in tutto poche migliaia o due milioni?". "Abbiamo inviato ieri una lettera al Ministro Sacconi - continua - che dimostra estrema sensibilità verso le problematiche socio-sanitarie dei concittadini per chiedere di adoperarsi affinché il dicastero da lui gestito possa finalmente disporre dei dati reali sul numero e sulla distribuzione territoriale dei malati rari nel nostro Paese". Secondo i dati ufficiali presenti sulla Rete nazionale delle malattie rare, istituita con D.M. 279 del 2001, risulterebbero esistere "con reali schede suddivise per regioni" in modo ufficiale soltanto poche migliaia di malati rari a fronte degli oltre due milioni di malati rari che stime ufficiose da sempre affermano esistere in Italia. "Sul balletto delle cifre e sulla pelle dei malati -lamenta Stillo - si consumano programmazioni e si stanziano fondi ma non vengono resi pubblici risultati a fronte delle energie impiegate". C'è quindi il problema di istituire una sorta di anagrafe di questi malati. "Se molti malati rari - continua ancora Stillo - ancora non si vedono iscritti ad un apposito registro pensato per loro, se tanti non si possono procurare farmaci e assistenza perché non "riconosciuti", se la burocrazia anche su questo terreno ignora le storie e le vicende personali di tanti cittadini allora qualcosa non funziona come dovrebbe". La lettera indirizzata al ministro sarà distribuita alla stampa durante il convegno "Malattie Rare e Disabilità" che si terrà alla Camera dei Deputati il giorno 27 febbraio durante il quale verranno forniti "gli incredibili numeri in base alla prevalenza". " Vorremmo - conclude la nota - che le due giornate del 27 e del 28 febbraio dedicate alle malattie rare dessero risposte sicure e certezze a quanti aspettano ancora il rispetto della loro dignità".

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NUCLEARE: CONFINDUSTRIA, BENE ACCORDO, EVITARE RISCHI BUROCRAZIA (sezione: Burocrazia)

( da "Adnkronos" del 25-02-2009)

Argomenti: Burocrazia

NUCLEARE: CONFINDUSTRIA, BENE ACCORDO, EVITARE RISCHI BUROCRAZIA commenta 0 vota 0 tutte le notizie di ECONOMIA ultimo aggiornamento: 25 febbraio, ore 20:38

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