|
PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro
Novelli |
|
||||||||
|
|
DOSSIER “BUROCRAZIA” |
|
|
||||||
|
|
|
||||||||
Famiglia
e lavoro, un nuovo bando per sostenere i progetti innovativi
( da "Gazzetta
di Mantova, La" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
perché
purtroppo la burocrazia ha tempi lunghi». Tra i piani finanziati, quelli della
Lubiam (premiata anche in Regione), della cooperativa Il giardino dei bimbi e
della Know medical di Viadana. Con la nascita dello sportello di Promoimpresa,
lo studio Variazioni non si occupa solo di preparare progetti per i propri
clienti.
La
burocrazia costa: un peso di 250 euro per ogni lodigiano
( da "Cittadino,
Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
La burocrazia
costa: un peso di 250 euro per ogni lodigiano n La burocrazia comunale di Lodi
"pesa" per quasi 250 euro ogni cittadino, per un totale di più di 10
milioni di euro: sono questi i dati che emergono da una ricerca sulla banca
dati AidaPa (riferita ai certificati consuntivi del 2007), che calcola le spese
sostenute dagli enti locali per gli uffici.
di
Paola Braschi Ogni bolognese spende 350 euro l'anno pe...
( da "Leggo"
del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
In compenso
la burocrazia comunale la porta al decimo posto in graduatoria con 47,1 milioni
spesi ogni anno. Fra i Comuni più virtuosi per il contenimento dei costi di
burocrazia e politica ci sono Cesena (193 euro pro capite all'anno), Modena
(206), Forlì (210) e Parma (213).
La
"macchina" comunale è tra meno costose
( da "Gazzetta
di Modena,La" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Una certa
lentezza invece la denota il comune di Ravenna con una media di circa
duecentocinquantadue euro a persona, mentre più sostenuti sono i costi della
burocrazia comunale a Rimini e a Bologna: in entrambi i casi si va oltre ai 350
euro. (fp)
Venezia
e Napoli sono le città più care per le spese degli uffici comunali e pe...
( da "Leggo"
del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
mentre il
capoluogo partenopeo ha la spesa pro capite più elevata in relazione alle
"funzioni generali", leggasi burocrazia, con 539,3 euro all'anno per
cittadino. «Abbiamo spese esorbitanti determinate dalle Municipalità - dice il
sindaco Massimo Cacciari -. Costano troppo, e per questo vanno chiuse». (V.
Cor./ass)
Meno
delibere per risparmiare ( da "Alto Adige"
del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Costi della
politica e burocrazia: per ridurre entrambi ieri la Provincia ha deciso un
nuovo modo per la distribuzione di competenze che potrebbe portare ad una
diminuzione del 20% delle delibere collegiali aumentando il potere decisionale
di assessori e dirigenti.
Mancini:
Per i medici già troppa burocrazia
( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
7 Mancini:
«Per i medici già troppa burocrazia» Sulla partita della carta dei servizi
l'Ordine dei Medici di Brescia resta vigile, soprattutto su due punti delicati.
«Condividiamo l'impostazione teorica del nuovo sistema, puntato
sull'innovazione - dice il presidente dell'Ordine Raffaello Mancini -.
L'Anci:
dati confusi e poco fondati ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
quanto incide
il costo della burocrazia comunale per i servizi che eroga?)». LE PERPLESSITÀ
Infine, «destano non poche perplessità le cifre pubblicate. Confrontandole con
le fonti cui fa riferimento il testo», conclude la nota, «si rinvengono, a
seconda delle definizioni che si adottano, numeri anche molto diversi da quelli
usati per costruire la classifica,
Burocrazia,
ai sardi costa di più ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Olbia la più
efficiente La burocrazia dei Comuni schiaccia i contribuenti sardi. Sassari fa
pagare il conto più salato. Olbia invece è la città più parsimoniosa. La
burocrazia pesa come un macigno sui contribuenti sardi. Il costo annuo
sostenuto dalle famiglie per far funzionare il proprio Comune raggiunge i 275
euro (pro capite),
Crisi,
i pensionati Cgil scendono in piazza
( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Per prima
cosa bisogna segnalare che per accedere a queste agevolazioni la burocrazia è
eccessiva: lo si vede dalla calca che c'è in quest'ultimo mese ai patronati -
spiegano - e dal fatto che delle 12 mila card che si prevedevano per la
provincia ne sono state consegnate solo 4 mila. Altro problema da non
sottovalutare sono i vincoli che rendono l'accesso molto improbabile».
ripartono
i cantieri di torre e locanda ascensore, il dissequestro è imminente
( da "Mattino
di Padova, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Questo
trionfo della burocrazia è certamente normale al cospetto di avvocati e
giudici, ma difronte alla logica appare indubbiamente assurdo. Monselice non
dev'essere un soggetto che langue a causa dell'ennesimo veto locale». Anche
Businaro ha voluto ritornare sulla questione: «Non posso che ammirare chi ha
posto a questo progetto una così forte opposizione,
inpdap,
l'ira dei pensionati "ultimo assegno dimezzato"
( da "Repubblica,
La" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Pagina I -
Torino La protesta Errori e burocrazia: e in mille "assaltano" gli
uffici Inpdap, l´ira dei pensionati "Ultimo assegno dimezzato" Tempi
duri per l´Inpdap, l´istituto di previdenza sociale dell´amministrazione
pubblica: più di mille pensionati l´hanno presa d´assalto dopo che hanno
ricevuto l´assegno mensile.
turismo,
fare sistema per salvare l'estate 2009
( da "Nuova
Venezia, La" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
lotta alla
burocrazia che consentano di ricapitalizzare le aziende. La verità è che se ci
sono meno soldi, e tutti sperano che quelli stanziati dalle famiglie per le
ferie, irrinunciabili, vengano spesi sulla costa veneziana, così vicina e
comoda, a parte le code a tutti gli ingressi delle maggiori località, per il
Nord Italia,
inpdap,
l'assalto degli arrabbiati - sara strippoli
( da "Repubblica,
La" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Errori e
burocrazia: così ci hanno dimezzato la pensione" SARA STRIPPOLI tempi duri
per l´Inpdap, l´ente previdenziale che paga la pensione a tutti i pubblici
dipendenti, ex-Inadel per i lavoratori degli enti locali. Ieri mattina gli
sportelli di via Millio 41 e di via Arcivescovado sono stati presi d´assalto da
una folla di arrabbiati,
15
nuovi posti grazie ai pannelli solari ma il progetto è rallentato dalla
burocrazia ( da "Tirreno, Il"
del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
IL PROGETTO è
RALLENTATO DALLA BUROCRAZIA LA STORIA Azienda in stallo da otto mesi FORNACETTE.
è in stallo da otto mesi. E non per colpa della crisi ma dei tempi della
burocrazia. Accade all'azienda "D. e D." dell'imprenditore Gianfranco
Donnini che per salire sul treno delle energie rinnovabili ha investito un
milione di euro e sviluppato un pannello solare termico made in Pisa.
san
leonardo, al via una raffica di cantieri
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
eccessiva
burocrazia a livello di appalti». «Finalmente, comunque - dichiara
l'amministratore -, tanti interventi sono partiti, a cominciare dal piano di
riqualificazione dei borghi rurali, che dovrà essere poi completato con
ulteriori lotti: con una spesa di 600 mila euro stiamo provvedendo alla sistemazione
del parcheggio antistante il municipio,
il
comune serve un conto salatissimo
( da "Nuova
Venezia, La" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Burocrazia.
Secondo Mazzonetto della Lega «questa situazione dimostra la scarsa attenzione
della Giunta per il denaro pubblico. Da una parte si spreca, poi si svende la
città alla Coca Cola. Cacciari ha costruito una macchina burocratica
costosissima, con direttori generali che percepiscono un sacco di soldi.
depuratore
sul saline via libera all'ampliamento
( da "Centro,
Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
con
l'obiettivo di accorciare i tempi biblici della burocrazia. Se la bomba
dell'inquinamento del Saline scoppiasse un'altra volta nel pieno della stagione
turistica, come è accaduto l'anno scorso, per l'economia di Montesilvano
sarebbe un danno notevole in grado di cancellare mille posti di lavoro nel
settore alberghiero.
Trento
tra i Comuni più costosi per la burocrazia
( da "Adige,
L'" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
la classifica
Trento tra i Comuni più costosi per la burocrazia Trento è tra i comuni
italiani con la spesa pro capite più alta per il funzionamento degli uffici
dell'apparato burocratico. Vuol dire che ogni residente nel comune di Trento ha
speso, nel 2007, 337,4 euro per far funzionare segreterie, gestione personale,
uffici di ragioneria ed economato,
burocrazia,
grosseto nella classifica risulta tra le più virtuose
( da "Tirreno,
Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Pagina 5 -
Grosseto Burocrazia, Grosseto nella classifica risulta tra le più virtuose
GROSSETO. La burocrazia a Grosseto costa 202,4 euro annui per ogni residente
(la media nazionale è di 260 euro). Il sondaggio è del Sole 24 Ore. La nostra
città, con una spesa di 15 milioni e 700mila euro per le cosiddette 'funzioni
generali',
bosa,
diga bloccata dalla burocrazia ( da "Nuova Sardegna, La"
del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
diga bloccata
dalla burocrazia I lavori per la nuova struttura alla foce del Temo sono fermi
da mesi La ditta appaltatrice ha già mandato a casa sei operai specializzati
BOSA. I lavori per la costruzione della grande diga foranea alla foce del Temo
sono fermi da mesi in attesa che dalla Regione si sblocchi un fondamentale
passaggio burocratico.
la
burocrazia blocca la diga ( da "Nuova Sardegna, La"
del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia
blocca la diga I lavori alla foce del Temo sono ormai fermi da mesi La ditta
appaltatrice ha già mandato a casa sei operai specializzati perché ancora la
Regione non ha dato il via libera per l'uso dei nuovi massi BOSA. I lavori per
la costruzione della grande diga foranea alla foce del Temo sono fermi da mesi
in attesa che dalla Regione si sblocchi un fondamentale passaggio
Diamo
seguito all'opera di Demarchi GIORGIO GRIGOLLI
( da "Adige,
L'" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
quanto meno
della burocrazia. È in questa traiettoria, nel 1957, la fondazione della scuola
di preparazione sociale, della quale fu per molti anni anche direttore, con i
fine settimana dedicati ai giovani, soprattutto valligiani, possibili futuri
amministratori, alimentati dalla rivista Prospettive di efficienza.
così
il geografo disegnò la sicilia - amelia crisantino
( da "Repubblica,
La" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Soprattutto
ha una burocrazia efficiente che mai più sarà possibile ricreare, con
strateghi, giudici, notai e scrivani greci, saraceni e latini. Tutti ad
amministrare, compilare registri e redigere contratti sempre in più lingue,
solo alla fine del secolo compariranno i primi atti notarili redatti in latino.
anziani
in crisi, colpa di iris ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
La mia
sensazione - ha rimarcato - è che ancora una volta le istituzioni hanno avuto
la sensibilità di capire che ci troviamo di fronte a una società formata
prevalentemente da anziani, ma anche da stranieri che hanno difficoltà a
comprendere i meccanismi complicati della burocrazia italiana». (p.a.)
troppi
soldi e servizi scarsi ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
sacco di
soldi per la burocrazia e pochi per la politica». Così Lorenzo Cenni, tesoriere
dell'associazione radicale Trasparenza è partecipazione, commenta la
rilevazione de Il Sole 24 ore. E in una nota prosegue: «Alla luce di questi
dati ci si aspetterebbe che il livello di servizi resi al pubblico dagli uffici
sia tra i più elevati d'Italia in termini qualitativi e quantitativi.
Dalla
"luce di un gesto"30 mila euro per gli ultimi
( da "Secolo
XIX, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
slegati dalla
burocrazia che invece rallenta le azioni del Comune». Destinati a Sanson, in
Colombia, i 4.800 euro che, gestiti dalle Suore della Presentazione, serviranno
per mantenere venti ragazze per un anno e sottrarle al degrado. Con altrettante
risorse, il centro d'accoglienza per bambini Sagrada Familia, in Perù,
comune,
burocrazia virtuosa ( da "Tirreno, Il"
del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia
virtuosa Ogni cittadino paga 157 euro all'anno per il personale PISTOIA. La
burocrazia comunale grava abbastanza poco sui cittadini pistoiesi. Poco
rispetto agli altri Comuni italiani. Ogni cittadino spende 157 euro all'anno
per mandare avanti gli uffici comunali e 45 euro all'anno per pagare i gettoni
di presenza e gli stipendi di sindaco e assessori.
una
rete di servizi per la nautica ( da "Tirreno, Il"
del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
un marchio
toscano e la lotta alla burocrazia VIAREGGIO. Nasce un network di servizi per
la nautica. Cioè una rete: un sistema all'interno del quale le politiche a
supporto di una delle industrie più fiorenti della Toscana si decidono insieme.
Ma potremmo definirlo anche un mega-centro servizi che, un po' per la crisi un
po' per la concorrenza dei mercati stranieri,
comuni,
ogni cittadino costa 300 euro ( da "Repubblica, La"
del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
è l´immagine
di una burocrazia lenta e costosa quella che emerge da un´analisi de Il
Sole24ore, che ha classificato le spese dei municipi per ciò che riguarda
l´offerta dei servizi essenziali: anagrafe, organi istituzionali, gestione dei
beni, ufficio tributi e tecnico e segreteria.
Addio
graduatorie, docenti scelti dalle fondazioni private
( da "Manifesto,
Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Per porre
fine al precariato e snellire la burocrazia. Il disegno di legge, ora sotto
l'osservazione del Cun (Consiglio universitario nazionale), è ancora una bozza
ma già si intravedono le linee guida caratterizzanti. Chiusa per sempre la Ssis
(il prossimo 30 aprile usciranno quelli dell'ultimo ciclo, i quali andranno a rinvigorire
il già ricco numero di precari)
<Niente
firma sul consorzio finché Palazzo Marino non paga i debiti sul Parco>
( da "Giorno,
Il (Brianza)" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
dovrà superare
le lungaggini e l'eccesso di burocrazia dovuti all'attuale frammentazione delle
proprietà, Maffè non ha mai nascosto i suoi dubbi. Da quelli legati
all'ingresso di Milano a quelli sull'inclusione del Parco stesso nell'ente che
in origine era stato studiato per la sola Villa, per concludere con le finalità
stesse del consorzio.
<Rispetto
ad altre città qui è un paradiso> <Se si trova l'impiegato giusto è tutto
più facile> ( da "Nazione, La (Lucca)"
del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
in un sistema
in cui la burocrazia la fa sempre da padrona. Noi però abbiamo voluto toccare
con mano quale fosse il parere dei lucchesi, e per questo siamo scesi in strada
per chiedere ad alcuni di loro cosa ne pensassero. E ciò che alla fine emerge è
che, a fronte di un importante impegno economico che ci vede tutti coinvolti,
<Non
si può dire che gli uffici comunali non funzionino, ma bisogna essere comunque
dotati... ( da "Nazione, La (Lucca)"
del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
4 «Non si può
dire che gli uffici comunali non funzionino, ma bisogna essere comunque
dotati... «Non si può dire che gli uffici comunali non funzionino, ma bisogna
essere comunque dotati di una discreta dose di pazienza quando dobbiamo farci i
conti. La burocrazia anche qui da noi non manca»
di
CRISTINA RUFINI LA BUROCRAZIA comunale grosseta...
( da "Nazione,
La (Grosseto)" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
2 di CRISTINA
RUFINI LA BUROCRAZIA comunale grosseta... di CRISTINA RUFINI LA BUROCRAZIA
comunale grossetana non è tra le più care d'Italia. Anzi. Secondo un'indagine
del quotidiano economico Il Sole 24Ore dalle casse dell'ente del capoluogo di
provincia sono usciti, nel 2007, 15 milioni e 700mila euro per far funzionare
la macchina amministrativa.
non
troppo ( da "Nazione, La (Grosseto)"
del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
3 non troppo
uffici che per gli amministratori di CRISTINA RUFINI LA BUROCRAZIA comunale
grossetana non è tra le più care d'Italia. Anzi. Secondo un'indagine del
quotidiano economico Il Sole 24Ore dalle casse dell'ente del capoluogo di
provincia sono usciti, nel 2007, 15 milioni e 700mila euro per far funzionare
la macchina amministrativa.
di
ERICA VIOLA I COSTI che ogni cittadino deve sos...
( da "Nazione,
La (Grosseto)" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Trovo che la
spesa che il cittadino si trova a sostenere per la burocrazia del capoluogo
maremmano sia nel complesso giusta e non esagerata. Anche se certamente queste
circa 230 euro complessive influiscono sul costo della vita, soprattutto per
noi pensionati. Meno male che, oltre alla pensione, ho anche altre risorse con
cui riesco ad arrotondare un pò.
Ebner:
<Burocrazia, snellire è urgente>
( da "Corriere
Alto Adige" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
imprese in
affanno Ebner: «Burocrazia, snellire è urgente» BOLZANO — Burocrazia, crisi
economica e finanziaria internazionale, esigenze contingenti delle aziende
altoatesine: queste alcune delle tematiche su cui i Giovani di Assoimprenditori
Alto Adige si sono confrontati con il presidente della Camera di commercio,
Michl Ebner.
Assessori
<sgravati> dalla burocrazia
( da "Corriere
Alto Adige" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
dalla
burocrazia BOLZANO — La giunta provinciale compie passi avanti nel progetto di
snellimento burocratico delle procedure interne, che punta a una riduzione di
almeno il 20 per cento delle delibere. «L'esecutivo — ha spiegato Durnwalder
nel consueto incontro pubblico per relazionare sui lavori dell'esecuitivo —
Lecco,
Comune virtuoso La burocrazia costa poco
( da "Giorno,
Il (Bergamo - Brescia)" del
24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Comune
virtuoso La burocrazia costa poco Il sindaco: «Spendiamo bene i soldi dei
cittadini» L'INDAGINE di ANDREA MORLEO LECCO LECCO è un Comune «virtuoso». Lo
dicono i risultati della speciale classifica stilata da un noto quotidiano
economico in cui vengono calcolati i costi della «macchina» amministrativa e quelli
della politica locale in rapporto al numero di abitanti.
OGNI
ravennate spende 262 euro l'anno per garantire il...
( da "Resto
del Carlino, Il (Ravenna)" del
24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
per quanto
riguarda il costo della burocrazia, a cui compete una spesa annua di 34,4
milioni di euro, dunque più leggera della media nazionale. L'altra faccia della
medaglia sono invece i 5,2 milioni di euro che gravano sui ravennati per le
spese degli organi istituzionali comunali e che, in virtù del numero di
residenti, risultano tra i quaranta più onerosi delle città capoluogo.
Per
mantenere sindaco ( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)"
del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
cuore della
burocrazia del Comune, che include le segreterie e la gestione del personale,
la Ragioneria e l'Economato, l'ufficio Tributi, la gestione dei beni demaniali,
l'Ufficio tecnico e l'Anagrafe. In questa graduatoria la nostra città scende
verso il fondo, fino alla 70esima posizione, con una spesa sostenuta da ciascun
pesarese molto inferiore a quella in capo agli ascolani (
PER
MANTENERE al lavoro sindaco, giunta, consiglio comunale e tutto l'entour...
( da "Resto
del Carlino, Il (Pesaro)" del
24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
cuore della
burocrazia del Comune, che include le segreterie e la gestione del personale,
la Ragioneria e l'Economato, l'ufficio Tributi, la gestione dei beni demaniali,
l'Ufficio tecnico e l'Anagrafe. In questa graduatoria la nostra città scende
verso il fondo, fino alla 70esima posizione, con una spesa sostenuta da ciascun
pesarese molto inferiore a quella in capo agli ascolani (
di
LAURA VALDESI BUROCRAZIA E POLITICA costano un occhio alla nostra
comunit&#... ( da "Nazione, La (Siena)"
del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
2 di LAURA
VALDESI BUROCRAZIA E POLITICA costano un occhio alla nostra comunit&#... di
LAURA VALDESI BUROCRAZIA E POLITICA costano un occhio alla nostra comunità. Il
«peso» per ogni abitante sostenuto per far funzionare gli uffici del Comune in
una parola la sua macchina organizzativa è infatti di 375 euro.
Oltre
300 euro a testa per mantenere il Comune
( da "Corriere
del Veneto" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Oltre 300
euro a testa per mantenere il Comune Si spendono 271 euro per la «burocrazia» e
33 per la rappresentanza. Paloschi: verificherò Verona si piazza poco sopra la
metà della classifica. L'assessore al Bilancio sperava in una performance
migliore VERONA — Quanto costa ai cittadini la macchina burocratica locale e i
suoi amministratori?
Ateneo,
gli studenti contestano la nuova governance
( da "Nazione,
La (Siena)" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
LAURA VALDESI
BUROCRAZIA E POLITICA costano un occhio alla nostra comunità. Il «peso» per
ogni abitante sostenuto per far funzionare gli uffici del Comune in una parola
la sua macchina organizzativa è infatti di 375 euro. Pone Siena, secondo la
classifica del «Sole24Ore» stilata spulciando i Consuntivi 2007, al settimo
posto in Italia addirittura prima di metropoli come Milano (
LA
MACCHINA comunale di Rovigo, per usare un paragone che n...
( da "Resto
del Carlino, Il (Rovigo)" del
24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
infatti al
57mo posto con meno di 230 euro di spesa a testa per la burocrazia di Palazzo
di Città che si rivela non solo uno tra i più leggeri fra le metropoli' ma
anche in confronto a una cittadina di modeste dimensioni come la nostra.
Migliore, invece, il dato delle classifica elaborata dal quotidiano milanese
sulle cifre spese dai comuni per il costo degli organi istituzionali.
Il
costo dei Comuni fa i conti con i ritardi
( da "Sole
24 Ore, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
incide il
costo della burocrazia per i servizi che eroga?). Infine, destano non poche
perplessità le cifre pubblicate. Confrontandole con le fonti cui fa riferimento
il testo, si rinvengono, a seconda delle definizioni che si adottano, numeri
anche molto diversi da quelli usati della classifica, che in assenza di
chiarimenti sulla metodologia di calcolo appare quantomeno artificiosa.
Ogni
fiorentino <spende> 446 euro per il Comune
( da "Nazione,
La (Firenze)" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Siamo sul
podio per i costi della burocrazia, tra i primi venti per quanto riguarda i
costi della politica. Perché per il totale delle spese della macchina comunale
ogni fiorentino spende oltre 446 euro e a Prato per fare le stesse cose ne
servono solo 138? Perchè per i costi della politica a Firenze spendiamo 46,35
euro e a Rimini solo 10,
Banchetti:
<D'accordo ( da "Nazione, La (Arezzo)"
del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
assessore si
rende conto di quanto i tempi della politica e della burocrazia siano lunghi
rispetto alle esigenze della città e di chi ci vive: «Mi rammarico di non poter
decidere nulla di definitivo prima di fine mandato. Ma d'altronde c'è poco da
fare. In Italia i passaggi sono questi». Intanto, però, il progetto di mobilità
che Banchetti ha in mente per Arezzo è già abbastanza preciso.
E'
QUASI una corrispondenza d'amorosi sensi quella fra l'uomo dell...
( da "Nazione,
La (Arezzo)" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
assessore si
rende conto di quanto i tempi della politica e della burocrazia siano lunghi
rispetto alle esigenze della città e di chi ci vive: «Mi rammarico di non poter
decidere nulla di definitivo prima di fine mandato. Ma d'altronde c'è poco da
fare. In Italia i passaggi sono questi». Intanto, però, il progetto di mobilità
che Banchetti ha in mente per Arezzo è già abbastanza preciso.
Ancora
sugli invalidi civili: le file al Santa Maria della Pietà
( da "Corriere
della Sera" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Se anziché
disquisire in tv di filosofia e teologia o pretendere di riscrivere la storia
senza averne competenza i responsabili delle varie burocrazie facessero un giro
nei pubblici uffici si assicurerebbero un consenso popolare senza precedenti.
gbuccini@rcs.it
I
NOSTRI SOLDI ( da "Nazione, La (Pistoia)"
del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
in spese per
la burocrazia; assai meno in costi della politica. Nel giro di un anno il
Comune di Pistoia spende 13 milioni e 600 mila euro per il funzionamento del
suo cuore pulsante amministrativo: segreterie gestione del personale,
ragioneria ed economato, ufficio tributi, gestione dei beni demaniali, uffici
tecnici ed anagrafe.
Palazzo
di Giano è pure rapido nei pagamenti malgrado il patto di stabilità
( da "Nazione,
La (Pistoia)" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
il problema
che rallenta i nostri pagamenti è soprattutto la burocrazia - spiega
l'assessore Giovannini - Siamo lenti, farraginosi, non per colpa nostra ma
delle procedure, delle leggi. Quando le cose vanno bene i fornitori
"resistono" agevolmente ai pagamenti in sei mesi e oltre. In tempi
come questi potremmo dare ossigeno alle aziende.
VIRTUOSO
(ma con un distinguo) in spese per l...
( da "Nazione,
La (Pistoia)" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
in spese per
la burocrazia; assai meno in costi della politica. Nel giro di un anno il
Comune di Pistoia spende 13 milioni e 600 mila euro per il funzionamento del
suo cuore pulsante amministrativo: segreterie gestione del personale,
ragioneria ed economato, ufficio tributi, gestione dei beni demaniali, uffici
tecnici ed anagrafe.
Spesa,
il Comune si mette a dieta ( da "Nazione, La (Arezzo)"
del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
E per i
Comuni capoluogo è una gran bella gara dimostrare che i costi della burocrazia,
le somme spese per far funzionare la macchina amministrativa sono i più bassi
possibile. Barare è impossibile o lo è solo in parte, visto che poi ci sono
rivoli e strumenti operativi non attribuibili direttamente all'ente che
assorbono risorse come una spugna.
MASSA
PROMOSSI o bocciati? Luigi Torre, comme...
( da "Nazione,
La (Massa - Carrara)" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
è una
burocrazia maggiore e maggiore burocrazia porta minor efficienza
nell'erogazione dei servizi ai cittadini». Anche Torre, come l'assessore Volpi,
nota che nella voce amministrazione generale incidono i costi di Massa Servizi:
«Qui non si può continuare così commenta la politica deve dare una risposta in
termini di minor burocrazia che consenta anche una economia.
di
MANRICO PARMA IL COMUNE della Spezia non è fra i più...
( da "Nazione,
La (La Spezia)" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Lo ha
rilevato ieri uno studio del Sole 24 Ore facendo il punto sui costi per le
«macchine» della burocrazia e sulle spese per gli stipendi e le indennità dei
politici che le guidano. Per far viaggiare gli uffici gli oneri sostenuti per
la segreteria, la ragioneria e gli altri settori l'amministrazione di piazza
Europa sborsa 20,8 milioni annui.
<Le
nostre scommesse su rigore e efficienza stanno dando buoni frutti>
( da "Nazione,
La (La Spezia)" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
AMMINISTRAZIONE
PAITA E MICHELINI Spese per burocrazia e cariche elettive. Il Sole 24 Ore
promuove Spezia. Commento? «I dati sono riferiti ai bilanci del 2007 e
confermano un Comune rigoroso e attento ai risparmi. Possiamo confermare che le
scelte che hanno caratterizzato l'amministrazione anche nel corso del 2008
vanno nel senso del massimo contenimento di ogni risorsa»
<Ma
il bilancio è ingessato Possiamo accendere mutui solo per due milioni
l'anno> ( da "Nazione, La (La Spezia)"
del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Resta il
fatto che il Comune è virtuoso per le spese della burocrazia. Lo dice il Sole?
«L'analisi non prevede a onor del vero il costo per Spezia Risorse. Il nostro
Comune è uno degli otto in Italia che ha scelto di portare all'esterno gli
uffici del fisco». M.P.
Caserta,
il Comune è il quarto d'Italia per costo del personale
( da "Corriere
del Mezzogiorno" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
le nostre
cifre ci collocano in ben differenti valutazioni: abbiamo 615 dipendenti e
risultiamo parecchio al di sotto dei parametri rapportati ai 79.632 abitanti.
In definitiva non comprendo l'asserita e non si sa come verificata costosità
della nostra burocrazia comunale, in particolare nel rapporto tra soldi spesi e
numero dei cittadini amministrati». Franco Tontoli
di
MICHELE NUCCI PERUGIA I POLITICI di Terni e Perugia costan...
( da "Nazione,
La (Umbria)" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
amministrazione
comunale guidata ancora per pochi mesi da Locchi spende 40,7 milioni all'anno
per mandare avanti la burocrazia, quella di Paolo Raffaelli ben tredici in
meno. Ma i numeri e l'attività sono evidentemente diverse. Certo vengono i
brividi a pensare che ogni napoletano sostiene un costo di 539 euro, mentre a
Firenze si scende (si fa per dire) a 446.
A
GIANLUCA Bianchi, impegnato in diverse associazioni giovanili, confessa di
esse... ( da "Nazione, La (La Spezia)"
del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
del
servilismo e della burocrazia la sua arma che - nell'era del mercato globale,
di stili e ritmi di vita e di lavoro che viaggiano a velocità incontrollabili,
è diventata a doppio taglio e ferisce soprattutto la città e le sue nuove leve.
Le vittime siamo noi, che vorremo cambiare, ma che ci troviamo sempre bloccati.
A
PONTEVALLECEPPI da tre anni c'è un Consiglio Circoscrizionale in pi&#...
( da "Nazione,
La (Umbria)" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
come il
mercatino di Natale non sono andati come i ragazzi avrebbero sperato, ma ci
riproveranno a Pasqua forti anche dei simpatici consigli sul come muoversi
nella burocrazia forniti dal presidente della VII Circoscrizione Ercolanoni che
come altri amministratori locali di volta in volta hanno partecipato ai loro
Consigli.
Darsena,
fermo da 4 anni il parcheggio fantasma
( da "Giorno,
Il (Milano)" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
polemiche,
scavi archeologici, burocrazia e costi aggiuntivi. E, soprattutto, è una fogna
a cielo aperto dove si trova di tutto: tubi, fili, bottiglie, bicchieri,
siringhe, detriti, cumuli di sabbia e topi che scorrazzano a pochi metri dalla
movida. È il parcheggio fantasma sotto le acque della Darsena.
Il
<Sole 24 Ore>: Napoli Comune più spendaccione, Salerno virtuosa
( da "Corriere
del Mezzogiorno" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Per il
quotidiano di Confindustria Palazzo San Giacomo segna il record italiano nei
costi della burocrazia comunale seguito da Enna (483,6 euro all'anno per
abitante) e Firenze (446,8). Si tratta degli oneri sostenuti per la segreteria,
la ragioneria, l'ufficio tributi e gli altri settori che servono a far
viaggiare la macchina comunale.
Premiati
gli elettrodomestici con un ? cuore verde?
( da "Corriere
del Mezzogiorno" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
elettrica N
el freddo linguaggio della burocrazia, vengono definiti genericamente
“elettrodomestici ad alta efficienza energetica”. Tanto basta però a soddisfare
in maniera bipartisan sia le aziende del settore sia i consumatori, che vedono
nel decreto 5/2009 varato dal Governo un forte incentivo a sostituire i vecchi
apparecchi con modelli più moderni ed energy saving.
OGNI
bolognese spende 350 euro l' anno per il funzionamento della macchina comunale.
E' qu... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
In compenso
la burocrazia comunale la porta al decimo posto in graduatoria con 47,1 milioni
spesi ogni anno. Fra i Comuni più virtuosi d'Italia, come contenimento dei
costi di burocrazia e politica ci sono Cesena (193 euro pro capite all'anno),
Modena (206), Forlì (210) e Parma (213).
A
Napoli il Comune costa il triplo che a Milano
( da "Giornale.it,
Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Quanto costa
agli italiani la burocrazia gestita dai comuni? Tra segreteria e gestione del
personale, ragioneria ed economato, ufficio tributi, anagrafe e uffici tecnici
se ne vanno in media 300 euro all?anno per ogni abitante. Le differenze tra
città e città però sono enormi.
Ricette
scaccia-crisi <Ma scordiamoci gli agi>
( da "Giornale
di Vicenza.it, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia e
stimolare i politici affinché portino maggiori risorse» 24/02/2009 rss e-mail
print In alto l'assessore regionale Donazzan durante l'intervento in sala
Chilesotti e, sopra, il pubblico presente Hanno scelto di guardare in faccia la
crisi, proponendosi di far emergere dal confronto le possibili strade per
uscire dalle secche nelle quali è incagliato il mondo produttivo.
Uffici
comunali, spesa record ( da "Denaro, Il"
del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Palazzo San
Giacomo segna il record italiano nei costi della burocrazia comunale, seguito
da Enna (483,6 euro all'anno per abitante) e Firenze (446,8). Si tratta degli
oneri sostenuti per la segreteria, la ragioneria, l'ufficio tributi e gli altri
settori che servono a far viaggiare la macchina comunale.
Maghreb:
troppe scelte sbagliate ( da "Denaro, Il"
del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazie
invasive, banche non concorrenziali che servono più alle nomenclature che
all'imprenditoria, e infrastrutture non integrate che pesano per il 25 per
cento sul costo dei prodotti. Anche senza arrivare al paradosso degli scambi
Algeria-Marocco che, per il problema del Sahara occidentale devono passare da
paesi terzi e spesso da porti europei.
Dal
lavoro degli immigrati un decimo del Pil italiano
( da "Borsa(La
Repubblica.it)" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
uno straniero
che intenda aprire un'impresa è ostacolato da una burocrazia ancora più pesante
che per gli italiani, e da costi non indifferenti: per aprire un'attività
autonoma, ricorda il Rapporto, sono necessarie un paio di settimane durante le
quali bisogna rivolgersi ad almeno nove uffici diversi, con una spesa di 3.
Dal
lavoro degli immigrati un decimo del Pil italiano
( da "KataWebFinanza"
del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
uno straniero
che intenda aprire un'impresa ostacolato da una burocrazia ancora pi pesante
che per gli italiani, e da costi non indifferenti: per aprire un'attivit
autonoma, ricorda il Rapporto, sono necessarie un paio di settimane durante le
quali bisogna rivolgersi ad almeno nove uffici diversi, con una spesa di 3.
Risarcimento
di 162 mila euro ( da "Sicilia, La"
del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ma
soprattutto ridurre al minimo i casi in cui le lentezze della burocrazia
consentivano a molti di aggirare le sanzioni. «I cittadini saranno
avvantaggiati ? spiega il prefetto Trevisone ? perché avranno in tempo
brevissimo la comunicazione e potranno verificare lo stato del procedimento
attraverso l'accesso al portale web della prefettura.
Burocrazia,
quanto ci costi ( da "Sicilia, La"
del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ma rendono
poco Burocrazia, quanto ci costi Napoli la più spendacciona, seconda Enna.
Niente dati da Catania, Siracusa e Ragusa Il presidente di Confindustria, Ivan
Lo Bello, ha proposto ieri a Enna un'alleanza tra le 4 università siciliane e
la confederazione degli imprenditori per lo sviluppo della Sicilia.
<Giustizia
tributaria lenta>Accademia dei commercialisti.
( da "Sicilia,
La" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
all'eccesso
di burocrazia fiscale. Oltre al presidente l'Accademia ha eletto il direttivo:
consiglieri sono Giuseppe Cirasa, Letizia Mudò, Teresa Ierna, Vincenzo Ripoli,
Emanuele Sipala e Roberto Zappalà. Il collegio dei revisori dei conti è
composto da Graziella Germano, Salvatore Amore, Laura Licitra.
Non
è perché costano ma perché non rendono
( da "Sicilia,
La" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Non è perché
costano ma perché non rendono Tony Zermo Quanto costa la burocrazia comunale?
Secondo una classifica del «Sole-24 Ore», sono i cittadini napoletani a pagare
di più, 539 euro a testa, seguiti da Enna (483). Palermo è al sesto posto
(418), Caltanissetta al ventiquattresimo con 296 euro, Messina è al n.
<Ma
quale burocrazia costosa, siamo nella media>
( da "Sicilia,
La" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
il sindaco
agnello replica ai dati diffusi da «il sole 24 ore» «Ma quale burocrazia
costosa, siamo nella media» Quasi tutte del sud le dieci aree meno colpite
dalla criminalità; il risultato migliore spetta a Matera (104), seguita da Enna
e Potenza sotto l'indice di 120. Sono i dati che emergono da una inchiesta
sulla criminalità e la popolazione carceraria.
Sono
in aumentoi denunciatie calano i reati
( da "Sicilia,
La" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
quindi
sorprende questa notevole entità nei costi della burocrazia. Ovviamente
chiamato in causa il sindaco Agnello e la sua giunta. " I dati forniti dal
Sole 24 Ore relativamente al costo della burocrazia e, dunque, degli uffici,
compreso il costo del personale per il funzionamento degli stessi - esordisce
il sindaco Agnello - non corrisponde al vero.
Le
istituzioni del Comune di Venezia costano, in proporzione al numero di
abitanti, oltre il doppio ... ( da "Gazzettino, Il (Venezia)"
del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
consigli di
Municipalità con le rispettive burocrazie) in rapporto al numero degli
abitanti. I costi complessivi per la macchina del potere veneziano sfondano
infatti i 30 milioni di euro annui, dei quali un terzo in stipendi e rimborsi
spese per le cariche istituzionali mentre i rimanenti 20 milioni servirebbero
per i costi indiretti, legati alle sedi di assessorati e consigli.
Il
Comune di Padova spende meno della media nazionale per la macchina
amministrativa, è un po&#... ( da "Gazzettino, Il (Padova)"
del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
generali
della burocrazia, ogni cittadino italiano spende mediamente 300 euro. Padova si
ferma a 235 euro, per un totale di 49,5 milioni (sempre nel 2007), assestandosi
al 54esimo posto sulla classifica dei 99 comuni considerati. «Non mi esalto -
commenta scontento l'assessore al Bilancio, Gaetano Sirone - perché la vera
forza del nostro Comune sta nel fatto di investire nel personale.
Veneto,
aumentano le famiglie con i libri di scuola gratuiti
( da "Gazzettino,
Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
andare
incontro alle famiglie e limitare al massimo sia le spese sia la burocrazia, le
richieste per i buoni-scuola come per i buoni-trasporti potranno essere
presentate per via informatica. Sono queste le principali decisioni della
commissione Cultura del consiglio regionale, riunita ieri (praticamente
all'unanimità ad eccezione dei buoni-scuola che ha visto l'astensione di Idv).
Fa
discutere la ristrutturazione dell'ex mattatoio
( da "Corriere
Adriatico" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
anziché
trincerarsi dietro la burocrazia del tecnico di turno". A oggi la bacheca
non è stata ottenuta. Altra interrogazione ha come oggetto la manutenzione del
sentiero fluviale. "Per la realizzazione sono stati spesi soldi dei
cittadini che meritano rispetto. Il sentiero si presenta in stato di abbandono.
CERCOLA.
A VEDERLE, ANCHE SE IN GABBIA, UNA CERTA IMPRESSIONE COMUNQUE LA FANNO. SPECIE
QUANDO UNA D... ( da "Mattino, Il (City)"
del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
I problemi
sorgono con la burocrazia. Tra gli altri la legge prevede il possesso di una
«dichiarazione di idoneità al possesso di animali ritenuti pericolosi», che
rilascia la prefettura. Si chiama «dichiarazione» ma è l'autorizzazione
necessaria per tenere questi grossi felini.
LIA
PELUSO SONO QUATTROCENTOTRENTATRE EURO ALL'ANNO CHE OGNI CASERTANO DEVE VERSARE
PER MANT... ( da "Mattino, Il (Caserta)"
del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
è di più
soldi per la burocrazia meno invece per la politica. Caserta tra i comuni
peggiori, sempre secondo l'indagine del giornale economico, anche per quanto
riguarda i pagamenti, vale a dire per quella voce relativa ai «residui passivi»
in conto capitale, esattamente si tratta di soldi legati a investimenti avviati
negli anni precedenti e relativi a lavori già in corso d'
MARCO
TORIELLO PIù DEL DOPPIO RISPETTO A ROMA E A TORINO. ADDIRITTURA IL TRIPLO
RISPETTO A U... ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Ma oltre ai
conti della burocrazia comunale, il Sole 24 Ore propone anche la classifica
delle spese destinate agli organi istituzionali, cioè giunta, consiglio e
circoscrizioni. E in questo caso le cose per Napoli vanno meglio, ma non
troppo: il peso della politica nel capoluogo campano è pari a 56 milioni di
euro, vale a dire 57,
Le
due facce di Imperia per le spese comunali
( da "Stampa,
La" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
legati alla
burocrazia, che in prima fila vedono personale, indennità amministrative, spese
per le elezioni ma anche rimborsi e missioni varie, pongono Imperia al
diciottesimo posto, fianco a fianco con realtà ben più grandi: per fare un
esempio, Milano è quattordicesima, la «matrigna» Genova sedicesima (e la
spendacciona Napoli è in testa alla classifica con 539 euro pro capite)
Il
Comune costa a ogni novarese 230 euro all'anno
( da "Stampa,
La" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
sotto la
Cupola di San Gaudenzio la burocrazia pesa di più che sotto la Mole
Antonelliana. Un dato allarmante? Assolutamente no. Anzi, spiega l'assessore al
Bilancio del Comune Silvana Moscatelli «la nostra macchina comunale non incide
più di tanto sulle tasche dei cittadini, anche perché queste graduatorie
prendono in considerazione dati in senso ampio come risultano dai bilanci,
Ci
sono recapiti e riferimenti per avere le risposte giuste Sarà molto utile agli
anziani ( da "Stampa, La"
del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
TRA
BUROCRAZIA E REPARTI «Ci sono recapiti e riferimenti per avere le risposte
giuste Sarà molto utile agli anziani»
"Nessuna
irregolarità nella raccolta di firme contro il polo scolastico"
( da "Stampa,
La" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
POLEMICA
Lunedì un incontro tra sindaco e cittadini «Basta burocrazia Vogliamo risposte»
"Nessuna irregolarità nella raccolta di firme contro il polo
scolastico" E' ormai polemica aperta tra l'amministrazione comunale di
Gressan e i cittadini che hanno sottoscritto la petizione popolare contro la
realizzazione di un polo scolastico.
La
macelleria Tozzi chiude dopo 100 anni
( da "Trentino"
del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
La
conclusione di questa lunga esperienza è dovuta alle spese eccessive, alla
burocrazia e alla concorrenza dei centri commerciali: le coppie giovani del
Vezzanese lavorano in città e lì fanno la spesa. Giorgio Tozzi ricorda con
nostalgia che, quando lui ha incominciato la sua attività, erano in funzione
nella Valle dei Laghi ben 23 macellerie e 10 macelli.
la
marina militare vuole un nuovo attracco
( da "Nuova
Sardegna, La" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ma non per la
burocrazia. L'operazione di accatastamento non è stata ancora completata, e al
momento, come ha spiegato ai presenti l'avvocato dello Stato, Giulio Steri, neo
consigliere regionale del centrodestra, l'ex arsenale è ancora dello Stato.
Alla fine, la struttura di missione del G8 potrebbe costruire un pontile
galleggiante a Santo Stefano per la marina italiana,
si
cercano sub per trovare massi ( da "Tirreno, Il"
del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
momento la
famiglia non vuole sentir parlare di burocrazia: l'unico obiettivo è ritrovare
il corpo del loro caro. Un mese fa, verso le 11, Massimiliano è uscito dalla
sua casa di Donoratico per andare a pescare; a Piombino ha mollato gli ormeggi
della sua imbarcazione e ha preso il mare. Nel pomeriggio è stato avvistato il
suo natante semiaffondato sugli scogli di Punta semaforo.
Risparmi
d'energia: ecco due incontri ( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia».
Venerdì 13 marzo si parlerà della «Casa che produce energia rinnovabile.
Fotovoltaico, solare termico, eolico, geotermia, biomasse»; con Giorgio Bodei,
Alessio Capello, Mauro Corradini, Alessandro Ferrari, Alessandro Toselli (Sea),
Alberto Carnevali (Sky-Nrg), Savino Basta (Geotermica Saval),
mafia,
immobili confiscati "bloccati dalla burocrazia"
( da "Repubblica,
La" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Bloccati
dalla burocrazia" DAL 1996 al giugno del 2008 sono stati confiscati nel
Lazio, terra di «esportazione di capitali delle cosche di camorra,
�ndrangheta e mafia, ben 329 beni immobili. Sono stati 27, inoltre i beni
confiscati nel 2008. Disponibilità utili alle amministrazioni comunali, ma che,
tuttavia, tardano ed entrare nel patrimonio pubblico,
barbagia
in missione a caccia di nuovi mercati
( da "Nuova
Sardegna, La" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
impegnata a
mediare nella bolgia delle norme e della solita burocrazia. L'altra novità in
arrivo a Nuoro è l'Osservatorio per la tutela e il monitoraggio dei prezzi e
delle tariffe. Una specie di "Mister prezzi" in chiave locale, pronto
a raccogliere le segnalazioni delle famiglie come dei single, degli operai come
degli impiegati alle prese con gli acquisti o i pagamenti irregolari.
I
Paleoveneti? In costruzione ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Questioni di
ordinaria burocrazia ma soprattutto di scarse risorse economiche. Un sito web
diventa allora un lusso che difficilmente può rientrare nella lista delle
priorità. Dare in appalto all'esterno la creazione di un sito web costa
mediamente 15.000 euro che, in questi tempi di vacche magre, spesso non sono
nella disponibilità di Soprintendenze e Musei.
i
residenti di via dante ringraziano il sindaco per i lavori portati a termine
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
visto che in
più zone si trovano blocchetti di porfido in libera uscita, così come alcuni
marciapiedi sono dei veri e propri percorsi di guerra. I finanziamenti sono già
stati stanziati per realizzare un ulteriore intervento, ma c'è sempre il
problema della burocrazia che nelle piccole come nelle grandi opere rende
sempre tutto molto dilazionato nel tempo. (p.a.)
Cengio,
ultimo tentativo per salvare il borgo antico di "Vicolo Genepro"
( da "Stampa,
La" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
eredi e
burocrazia, si deve arrivare al 2005 perchè il Comune riesca ad acquistare
tutti gli immobili. Finalmente, nel 2008 sembra che tutto sia pronto per
concludere. Cengio, però, grazie ad un accordo tra Regione e la stessa Arte,
ottiene la realizzazione di 18 alloggi di edilizia popolare con la
ristrutturazione di alloggi già esistenti,
Costretti
a portare da casa sciroppo per la bimba ricoverata
( da "Stampa,
La" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Ai genitori è
stato consigliato «a causa della burocrazia e delle restrizioni economiche ed
essendo stata eliminata la farmacia interna al nosocomio pietrese» di portarsi
lo sciroppo da casa. Ammette qualche difficoltà il primario di pediatria, Carla
Navone. Dice: «Non conosco il caso specifico.
Una
parrucchiera Concorrenza ma nel rispetto delle regole Questa lettera è
indirizzata al sindaco di Bergamo e per conoscenza al nostro giornale Egregio
signor sindaco Bruni, chi l ( da "Eco di Bergamo, L'"
del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Noi
lavoratori italiani dobbiamo fare i conti con una burocrazia terribile, e io
l'ho dovuto provare sulla mia pelle sei anni fa, quando fui costretta a
spostare la mia attività, poi ceduta a mia figlia, perché avevo uno sfratto
esecutivo da un vecchio stabile destinato a essere demolito. Trovai un nuovo
locale a un centinaio di metri dalla vecchia attività,
CHIETI
- E siamo arrivati al 2010, salvo sorprese. Parliamo della Filovia, ferma ai
box da 1... ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)"
del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
lunghe più
del previsto causa la burocrazia, il ritardo nell'erogazione dei fondi
regionali, ka nomina del direttore d'esercizio, ecc. La data che oggi si
ipotizza è fine anno 2009, primi mesi del 2010 (vigilia elettorale). A meno che
l'Amministrazione nelle more, non riprenda l'idea cullata l'anno scorso, quella
un sistema misto (filobus e pullman): impiego dei filobus da Sant'
PERUGIA
- Il passo è quello armato del cemento, il ritmo quello unico del primato.
Anch... ( da "Messaggero, Il (Umbria)"
del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia
aumenta a dismisura in un settore, le cause del conflittualità vanno oltre alla
semplice irruenza dei contendenti. Seguono piuttosto il ritmo furioso delle
varianti ai piani regolatori somiglianti a bretelle del doppio attacco, per cui
interi quartieri si sono ritrovati senza la possibilità di utilizzare vecchie cubature
per costruire perché nel frattempo nuovi raider
"Modello
unico" grazie alla semplificazione della burocrazia. Le federazion...
( da "Messaggero,
Il (Umbria)" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Mercoledì 25
Febbraio 2009 Chiudi "Modello unico" grazie alla semplificazione
della burocrazia. Le federazioni umbre si sono subito adeguate. Anche per il
Coni corre solo Conti.
L'UNIVERSITÀ
VA A ROTOLI NON PER CANALI Il titolo dell'ultimo numero di "Nuovi
argomenti" si riferisce al dossier dedicato ai cimiteri: <Dove andremo
a finire> ( da "Riformista, Il"
del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Anche la
burocrazia deriva dall'alienazione della società? Okay, non diciamo che è la
maschera kafkiana del comando dei baroni, ma possiamo non invertire causa ed
effetto tra burocrazia e alienazione? E come si può sostenere che un
cattedratico pre-pensionato, magari dopo pochi anni dall'entrata in ruolo,
possa essere un sintomo e non una causa della crisi del sistema scuola?
Macchinette
bloccate e multa a chi non paga ( da "Adige, L'"
del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Grigno L a
vita è percorsa ogni giorno da mille insidie e tortuosità della burocrazia, che
il più delle volte si sforza di complicare anche le cose più semplici. Il caso
segnalato dal signor Michele Gasperini di Grigno necessità di una risposta
chiarificatrice da parte dell'Amministrazione comunale e di un intervento
immediato per porre soluzione a questo gatto che si morde la coda.
Se
la vaccinazione diventa un incubo
( da "Corriere
del Mezzogiorno" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Una mail che
informasse gli uffici sui cambi di residenza, risparmierebbe il girovagare a
vuoto, addirittura aiuterebbe il traffico. Si chiama solo vivere meglio, è
tutto quello che chiede la gente. \\ Burocrazia e stanzoni alla Germania Est Ma
i cittadini chiedono qualità
<Eppure
lavoravano sempre bene> ( da "Corriere del Mezzogiorno"
del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
La società ha
già inoltrato richiesta, ma conosciamo bene i tempi della burocrazia e dell'ente
regionale. Noi stiamo ancora aspettando, ma ciò non toglie che l'autorizzazione
commissariale consenta alla società di trattare i rifiuti». Sull'ipotesi del
reato di truffa contestato dalla procura di Salerno, Barbirotti ha dei dubbi.
<Pesaro
è un Comune molto virtuoso perché spende meno nella burocrazia>
( da "Resto
del Carlino, Il (Pesaro)" del
25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia»
IL CASO «NORMALI LE SPESE POLITICHE» «PESARO, se si legge bene la classifica
del Sole 24 Ore, è un Comune virtuoso». Questo è quanto sostiene in una nota il
Palazzo di piazza del Popolo, che rispetto all'articolo uscito ieri sulla
classifica stilata dal quotidiano di Confindustria (che indica Pesaro al
33esimo posto su 99 comuni per le spese totali sostenute per gli organi
Il
Comune di Mentana è senza assistente sociale dallo scorso dicembre, quando è
sc... ( da "Messaggero, Il (Metropolitana)"
del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
un problema
da risolvere prima possibile - ha ammesso Vita d'Azzeo, assessore ai servizi
sociali - La burocrazia ci impedisce di avvalerci di un'assistente sociale
esterna pagata a consulenze, ci stiamo quindi organizzando per trovare una
nuova sostituzione per la maternità della titolare. Purtroppo in un Comune in
dissesto ogni problema diventa difficile».
La
manovra per il 2009 in bilico fra fondi non spesi e costi della sanità
( da "Sole
24 Ore, Il (Sud)" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
insufficienti
a coprire un fabbisogno che i tecnici del dipartimento Bilancio stimano in 1,05
miliardi. Per questo, saranno necessari tagli di spesa. Si parla soprattutto di
interventi su forestazione , enti strumentali della Regione e burocrazia. De
Santo u pagina
Gli
impegni frenano la manovra ( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)"
del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
tutto in
attesa che il Paese decida di ascoltare il monito del governatore di
Bankitalia, Stefano Draghi, sui motivi della bassa o inesistente crescita di
questi anni e cioè sull'occasione perduta del sottoutilizzo delle aree
meridionali». NEL MIRINO Tra le misure in discussione per razionalizzare le
uscite, interventi su forestazione, enti strumentali, burocrazia e
delegificazione
di
MARIANGELA LATELLA SI ALLARGA lo spazio vitale del cinema indipendente a Bo...
( da "Resto
del Carlino, Il (Bologna)" del
25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
«Sicuramente
la burocrazia, uno dei principali ostacoli per gli autori che, per garantire la
propria presenza a tutti i festival di riferimento, dovrebbero trascorrere le
giornate al telefono. Noi li solleviamo da quest'attività anche grazie alla
rete di contatti che, negli anni, abbiamo, sviluppato».
Progetti
concreti per rilanciare l'economia ravennate
( da "Sole
24 Ore, Il (Centro Nord)" del
25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
il porto e i
temi della burocrazia “E ' evidente che ci troviamo di fronte ad una situazione
economica difficile che sta colpendo tutti i Paesi industrializzati. Ma è
altrettanto evidente che i Governi, la stessa Unione Europea, fino agli Enti
locali, stanno mettendo in atto le misure necessarie per creare le condizioni
affinché il sistema produttivo possa ripartire&
Svolta
hi-tech per l'agricoltura ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)"
del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
agricoltura
Infrastrutture e burocrazia nel mirino - Dalla Provincia in arrivo altri 4,5
milioni Mirco Marchiodi BOLZANO Puntare sulle nuove tecnologie per mantenere
viva la tradizione. Non è affatto un controsenso una delle nuove priorità del
Bauernbund, l'Unione agricoltori altoatesini che con i suoi 21mila soci
costituisce la più potente associazione economica della provincia.
mi
aspetto che i politici taglino la burocrazia
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Mi aspetto
che i politici taglino la burocrazia» Il nuovo numero uno degli imprenditori:
servono banche coraggiose e più innovazione L'intervista IL GRUPPO Nel
<L'agricoltura
rischia la serrata> ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
LA BUROCRAZIA
«Purtroppo va registrato come la tanto declamata riforma della burocrazia, con
nuovi strumenti informatici, non ha prodotto i risultati annunciati e che per
agricoltori e allevatori nulla è cambiato, se non in peggio». Coldiretti ricorda
che, «solo grazie ai ?
Quattro
chilometri nel fango aspettando un proprietario
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
progetto di
250 mila euro per la sistemazione definitiva della strada entro un anno», ha
assicurato l'assessore provinciale alla viabilità Gigi Piano, «capisco che i
tempi della burocrazia siano spesso diversi dalle attese dei cittadini.
Chiediamo a loro di pazientare e di continuare a segnalarci eventuali di
situazioni di poca sicurezza in altre strade provinciali». ANTONIO PINTORI
La
principessa e il palestrato ( da "Stampaweb, La"
del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
anche se la
burocrazia è ancora tenace. In Danimarca c?è voluta una riunione del Consiglio
di Stato, l?8 ottobre 2003. Soltanto dopo, la regina Margherita II ha dato il
suo consenso alle nozze del principe Frederik, erede al trono, con Mary
Donaldson, consulente di marketing australiana, incontrata alle Olimpiadi
estive del
di
ANTONELLA LEONCINI LA CRISI certo che si sente! Ma il problema non è s...
( da "Nazione,
La (Siena)" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
E poi tutte
le volte che decidiamo di fare qualcosa per stimolare il mercato, la burocrazia
scoraggia o peggio ancora blocca. Avevamo chiesto l'apertura dela domenica:
sarebbe stata uno stimolo per il cliente ed avrebbe aiutato il turista che in
città vuole andare dal parrucchiere. E, invece, la nostra richiesta è stata
respinta e non abbiamo trovato altri sostegni».
NONOSTANTE
i tempi-lumaca della burocra... ( da "Nazione, La (Grosseto)"
del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
NONOSTANTE i
tempi-lumaca della burocrazia, ha creato l'unico grande stabilimento balneare
d'Italia che produce da sé tutta l'energia elettrica di cui ha bisogno. E si
batte perché agli investimenti degli imprenditori corrisponda l'efficienza
degli amministratori locali. Mario Lari, 63 anni, è il gestore del «Bagno
Nettuno» di Follonica.
SALUTE.
Quanti sono in Italia i malati rari? L'Associazione Dossetti lo chiede al
Ministro Sacconi ( da "HelpConsumatori"
del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia
anche su questo terreno ignora le storie e le vicende personali di tanti
cittadini allora qualcosa non funziona come dovrebbe" ha concluso Stillo.
La lettera indirizzata al Ministro sarà distribuita alla stampa durante il
convegno "Malattie Rare e Disabilità" che si terrà alla Camera dei
Deputati il giorno 27 febbraio e per chiarezza forniremo gli incredibili numeri
in
Sava:
Ripartiamo dal waterfront ( da "Denaro, Il"
del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Oltre alla
burocrazia cosa frena la realizzazione dei progetti? L'incapacità di chi è
chiamato a decidere di fare delle scelte chiare. La città non può perdere altro
tempo. Come superare questo blocco? Sarebbe importante un intervento speciale
per Napoli, una sorta di legge che semplifichi la burocrazia e consenta alla
città di decidere sul serio.
Burocrazia
lenta, guida alle tutele ( da "Denaro, Il"
del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Napoli comune
Burocrazia lenta, guida alle tutele Oggi il convegno organizzato dal difensore
civico di Napoli Giuseppe Pedersoli Un convegno per illustrare gli strumenti di
difesa del cittadino rispetto alla burocrazia lenta. E' quello che si tiene
oggi a Napoli, presso l'antisala dei Baroni al Maschio Angioino.
(ACR)
LAPENNA: RITARDO INFRASTUTTURALE GRAVE FRENO PER SVILUPPO
( da "Basilicanet.it"
del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia
comportano una emarginazione vera e propria della Basilicata. I tempi della
politica, ancora una volta - conclude Lapenna - sono del tutto anacronistici
rispetto a quelli dellâ??economia ma, soprattutto in questo momento
particolare, è¨ necessario porre fine alla politica dei provvedimenti tampone
per arginare la crisi e mettere in campo una serie di misure strutturali
Pontil
Scala: Deluso da questa politica ( da "Gazzettino, Il (Belluno)"
del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
E azzarda una
provocazione: «A questo punto facciamo come una volta, quando ogni decisone
spettava al podestà». «Potrebbe essere la soluzione per eliminare la burocrazia
- conclude - e bloccare da una parte l'aumento dell'impossibilità di capire e
dall'altra la presa in giro da destra e sinistra». Y.T.
Ricciardi,
poligrafo ispirato dalla laguna ( da "Gazzettino, Il (Venezia)"
del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
parabola
lagunare dei limiti della ragionevolezza umana, ambientata in una mitica (ma
riconoscibile da ogni veneziano) Città dai marmi ricamati, dai toni anche
polemici nei confronti della burocrazia stolta ammalata di sapientismo, è stato
affidato per la lettera alla calda robusta notissima voce dell'amico attore
Mario Bardella. Piero Zanotto
Eventi
e feste, il Comune si offre ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)"
del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
contribuito
al pareggio del bilancio sia facilitando la sempre crescente burocrazia
amministrativa». - C'è il rischio che non si facciano più le manifestazioni
oerganizzate dal Consorzio? «Prima di prima di parlare di chiusura è però
prudente attendere l'esito dell'assemblea dei soci. Ma assicuro che se la
decisione sarà effettivamente la chiusura, l'attività non potrà venire a
mancare.
Viterbo,
Provincia: convocati cacciatori per nuovo regolamento
( da "Velino.it,
Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
di snellire
la burocrazia e di mettere in campo corsi di formazione per le nuove
generazioni di cacciatori. Inoltre ci ha confortato molto sapere che i
cacciatori apprezzano alcune iniziative importanti come lo smaltimento delle
carcasse e le analisi che vengono effettuate alle interiora per monitorare la
situazione sanitaria”
Il
"berlusarkozysme" alla conquista dell'Ue... pag.2
( da "Affari
Italiani (Online)" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Ovvero un
certo immobilismo delle istituzioni di Bruxelles e della sua burocrazia. Gli
elogi del Cavaliere a Sarkozy per la sua mediazione nella crisi in Georgia
vanno letti come la condivisioni di un europeismo attivo e pragmatico. Sarkozy
ha aperto la strada. Ora il testimone passa all'Italia, presidente di turno del
G8 a La Maddalena.
"Situazione
di mercato tragica per le piccole aziende"
( da "Varesenews"
del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Situazione di
mercato tragica per le piccole aziende" I tempi della burocrazia sono
lunghi, i lavoratori delle piccole e micro aziende non possono restare senza un
sostegno economico in attesa che Inps intervenga. Bcc di Busto Garolfo e
Buguggiate si fa carico del problema e incontrando la stampa non fa mistero di
considerare questa, «che non è un'operazione bancaria»,
Tia,
in consiglio comunale a Modena approvato aumento dell'1,98%
( da "Sestopotere.com"
del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
dai costi
della burocrazia del sistema, al servizio di assistenza di call center, che è
una presa in giro del cittadino. Questa attenzione da parte degli
amministratori nei confronti delle famiglie c'è davvero o la commistione tra
pubblico e privato fa rendere gli amministratori parte interessata e partecipe
degli utili di Hera?
PIER
GIOVANNI GUZZO RICORDATE, FORSE, QUANDO MUSEI, AREE ARCHEOLOGICHE E MONUMENTALI,
TELE, STATU... ( da "Mattino, Il (Benevento)"
del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia.
Diversa prospettiva sarebbe stata offerta se il governo, insoddisfatto della
condizione attuale di conservazione del patrimonio archeologico, avesse
nominato come commissari, con congrue e fresche dotazioni finanziarie e con
straordinari poteri, funzionari tecnici dei ruoli del ministero, altrettanto
pubblici ufficiali e dirigenti dello Stato dei tecnici della Protezione
Turismo,
Confesercenti Cesenatico : 2009 anno di svolta?
( da "Sestopotere.com"
del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
accesso al
credito e limitare la burocrazia per le ristrutturazioni, promuovere il
risparmio energetico, le fonti rinnovabili, le certificazioni ambientali,
innovare i prodotti e i servizi, aggiornare continuamente le tecniche di
vendita e di marketing, unire le categorie e presentare sempre un?
Quanto
costa il ponte sullo Stretto? E quanto ci guadagnerà la mafia? Intervista a
Giuseppe Cruciani (parte 3) ( da "Blogosfere"
del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
di una grande
burocrazia che non ostacoli, di uno sforzo che l'Italia ancora così divisa e
frammentata non è in grado di fare. Le grandi opere pubbliche si possono fare
solo se tutto il paese è d'accordo. Non è proprio concepibile pensare di fare
il ponte con un paese spaccato su quest'opera, gli ostacoli sul percorso
sarebbero troppi.
Ue/
Ronchi: summit Berlusconi-Sarkozy segna nuovo corso per...
( da "Virgilio
Notizie" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
L'Ue grigia
della burocrazia dei cavilli è un'Europa vecchia, non più in grado di
ottemperare al proprio compito", dichiara Ronchi nel corso di una tavola
rotonda con i giornalisti organizzata oggi a Roma dalla Rappresentanza in
Italia della Commissione europea e dell'European Press Club.
Malattie
rare/ Dossetti:"Serve un registro per iscrivere
( da "Virgilio
Notizie" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
se la
burocrazia anche su questo terreno ignora le storie e le vicende personali di
tanti cittadini allora qualcosa non funziona come dovrebbe". La lettera
indirizzata al ministro sarà distribuita alla stampa durante il convegno
"Malattie Rare e Disabilità" che si terrà alla Camera dei Deputati il
giorno 27 febbraio durante il quale verranno forniti "
NUCLEARE:
CONFINDUSTRIA, BENE ACCORDO, EVITARE RISCHI BUROCRAZIA
( da "Adnkronos"
del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
NUCLEARE:
CONFINDUSTRIA, BENE ACCORDO, EVITARE RISCHI BUROCRAZIA commenta 0 vota 0 tutte
le notizie di ECONOMIA ultimo aggiornamento: 25 febbraio, ore 20:38
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Famiglia e lavoro,
un nuovo bando per sostenere i progetti innovativi Cosa può fare un'azienda che
voglia riorganizzare parte della sua attività in modo da favorire i dipendenti
con famiglia, rivedendo turni, modalità di lavoro e andando a caccia di fondi?
Rivolgersi allo sportello appositamente allestito da Promoimpresa per conto
della Camera di Commercio e supportato dallo staff di Variazioni, studio di
consulenza specializzato nell'ideazione e nell'elaborazione di domande di
finanziamenti per progetti di questo tipo, da sottoporre al dipartimento per la
famiglia della Presidenza del Consiglio. Cosa accade a Promoimpresa? Qualunque
azienda piuò ottenere gratuitamente delucidazioni sulla normativa esistente,
uno studio di fattibilità e un'ipotesi di progetto. Le azioni finanziate dal
bando sono le più disparate. Due i requisiti: carattere di innovatività e
capacità di facilitare la conciliazione famiglia-lavoro. Esempi?
Riorganizzazioni dell'orario all'insegna della flessibilità, istituzione del
part-time, corsi di formazione, telelavoro, creazione di coppie di lavoro. Ma
anche finanziamenti diretti, come il sostegno per le rette dell'asilo nido o
per il pagamento delle baby sitter. In poco più di un mese di attività allo
sportello è già arrivata una ventina di domande. E cinque aziende sono già
pronte a presentare i loro progetti al dipartimento per la famiglia. Anche se
dovranno prepararsi a una lunga attesa: Roma può impiegare anche un anno per
rispondere. Ora le porte sono aperte per una nuova scadenza: c'è tempo fino al
10 giugno per nuove domande. Con ogni progetto si può chiedere fino a un
milione di euro. In materia di politiche per conciliare famiglia e lavoro
Mantova è all'avanguardia da quasi tre anni. Ora anche grazie all'intervento
pubblico di Camera di Commercio e Provincia e con un accordo quadro che
coinvolge la consigliera per la parità Grazia Potti Porro (ministero del
Lavoro). Ma inizialmente solo grazie alla spinta privata. Cioé a partire
dall'azione dello studio Variazioni: «Partimmo a metà 2006 e ci accorgemmo
subito che i finanziamenti ministeriali rimanevano spesso a Roma perché nessuno
si attivava - racconta Arianna Visentini, che attorno a questi temi si è
costruita una figura professionale -. In due anni e mezzo abbiamo presentato 25
progetti, 9 dei quali vincitori del bando. Altri 14 sono in attesa, perché purtroppo la burocrazia ha tempi lunghi». Tra i piani finanziati, quelli della Lubiam
(premiata anche in Regione), della cooperativa Il giardino dei bimbi e della
Know medical di Viadana. Con la nascita dello sportello di Promoimpresa, lo
studio Variazioni non si occupa solo di preparare progetti per i propri
clienti. Ora è anche al fianco della Camera di Commercio, che supporta
nel fornire assistenza gratuita a chi muove i primi passi verso una
riorganizzazione aziendale attenta alle difficoltà delle famiglie. Fino
all'ipotesi di progetto, è tutto gratuito: dall'illustrazione della legge alla
valutazione di fattibilità. Poi si entra nel campo delle consulenze
tradizionali.
( da "Cittadino, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
La
burocrazia costa: un peso
di 250 euro per ogni lodigiano n La burocrazia comunale di
Lodi "pesa" per quasi 250 euro ogni cittadino, per un totale di più
di 10 milioni di euro: sono questi i dati che emergono da una ricerca sulla
banca dati AidaPa (riferita ai certificati consuntivi del 2007), che calcola le
spese sostenute dagli enti locali per gli uffici. In particolare vengono considerate
le voci comprese nelle cosiddette "funzioni generali": tra cui le
segreterie, la gestione del personale, la ragioneria e l'economato, l'ufficio
tributi, la gestione dei beni demaniali, l'ufficio tecnico e l'anagrafe. Una
serie di attività che rappresentano il cuore pulsante della macchina
amministrativa dei comuni. Proprio in relazione agli elementi raccolti, il
quotidiano "Il Sole 24 ore" ha poi elaborato una graduatoria in base
alle spese pro capite per la burocrazia generale dei
capoluoghi di provincia. E Lodi si è piazzata in 49esima posizione, con alcune
realtà lombarde che fanno peggio (Milano, Mantova e Varese) e la maggior parte
che si dimostrano più virtuose (Brescia, Como, Bergamo, Cremona, Lecco, Sondrio
e Pavia). L'analisi considera inoltre le spese destinate agli organi
istituzionali, tra cui giunta, consiglio e consigli circoscrizionali, che
vengono sottratte al conteggio complessivo delle funzioni generali ed esaminate
a parte. Da qui risulta che l'esborso pro capite lodigiano è pari a 30 euro,
per un totale di 1.280.000 euro. Un quadro economico che colloca il municipio
lodigiano in 50esima posizione in una graduatoria allargata a tutto al Paese.
Nonostante la posizione in classifica, il dato non appare molto lusinghiero
visto che la maggior parte degli altri comuni lombardi può vantare condizioni
migliori. Sono ben in sette infatti quelli per cui l'incidenza su ogni
cittadino rispetto alle spese per gli organi istituzionali è inferiore (Como,
Bergamo, Lecco, Cremona, Milano, Varese, Sondrio). Dalle cifre messe a disposizione
per giunte e consigli, fa peggio di Lodi solo Mantova, Brescia e Pavia. Uno
studio dettagliato che però pone il capoluogo di provincia lontano dalle vette
in graduatoria per grandi somme spese, sia in burocrazia
che per coprire i costi degli organi elettivi e nominati.
( da "Leggo" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
di Paola Braschi
Ogni bolognese spende 350 euro l'anno per il funzionamento della macchina
comunale. Il dato emerge dall'indagine sui costi dei Comuni pubblicata da
"Il Sole-24 Ore", che ha analizzato vari voci di spesa (dall'ufficio
anagrafe fino agli organi istituzionali). Bologna si piazza al 26° posto fra i
capoluoghi di provincia per quanto concerne il funzionamento degli uffici
(106,5 milioni la spesa totale), mentre sale in decima posizione per i costi
delle cariche elettive (23,73 milioni). Nel rapporto con le altre città
italiane, quelle emiliano-romagnole risultano abbastanza virtuose. A Rimini, ad
esempio, le istituzioni costano "solo" 1,43 milioni, circa 10 euro
per ogni abitante. In compenso la burocrazia comunale la porta al decimo posto in graduatoria con 47,1
milioni spesi ogni anno. Fra i Comuni più virtuosi per il contenimento dei
costi di burocrazia e
politica ci sono Cesena (193 euro pro capite all'anno), Modena (206), Forlì
(210) e Parma (213).
( da "Gazzetta di Modena,La" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Modena è al 92º
posto in Italia. Ogni cittadino sborsa in media 206 euro all'anno La
"macchina" comunale è tra meno costose Per fortuna, verrebbe da dire
così su due piedi, perchè almeno nei costi la "macchina comunale"
modenese risulta essere tra le più virtuose d'Italia: per il suo funzionamento
ogni cittadino sborsa in media 206 euro all'anno. Una notizia meno grigia delle
altre insomma, se consideriamo il periodo e la crisi economica in atto da cui
non è esente nemmeno il nostro territorio. La classifica inerente ai costi
annui dei pubblici uffici comunali è uscita ieri sul "Sole 24 ore", e
Modena è riuscita a collocarsi, se consideriamo i costi totali e pro capite
sostenuti dai Comuni per il funzioanemto dei propri uffici, al novantaduesimo
posto con un costo procapite si 162,4 euro all'anno (e una spesa totale di
oltre 29 milioni di euro). Si tratta di una posizione di tutto rispetto se
considerato che da questo punto di vista nessun'altra realtà in regione ha
fatto meglio. Prima di Modena, Cesena, Ferrara, Reggio Emilia e Bologna. Un
po'meno bene, quelli relativi alle cariche elettive, cioè ai costi totali pro
capite sostenuti per gli organi istituzionali. Di fronte ad un monte di spesa
totale annua di 8,03 milioni di euro, Modena si ferma al venticinquesimo posto:
ogni cittadino sborsa per queste cariche una media di 44,58 euro all'anno.
Davanti solo Bologna, mentre dietro tutte le altre realtà regionali. Se
guardiamo invece all'Emilia Romagna come contenimento dei costi di burocraziua
e politica in Regione, al primo posto c'è Cesena con 193 euro pro capite,
mentre Modena è seconda con 206 euro. Dietro con aumenti graduali trovano
spazio: Forlì con 210 euro pro capite e Parma con 213 euro; più alta è la spesa
a Reggio Emilia con 233 euro, che però è nella top ten della amministrazioni
più efficienti. Una certa lentezza invece la denota il
comune di Ravenna con una media di circa duecentocinquantadue euro a persona,
mentre più sostenuti sono i costi della burocrazia comunale a Rimini e a Bologna: in entrambi i casi si va oltre ai
350 euro. (fp)
( da "Leggo" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Venezia e Napoli
sono le città più care per le spese degli uffici comunali e per i costi della
politica. In base a un'indagine pubblicata da Il Sole-24 Ore, Ca' Farsetti
detiene il primato della spesa per gli "organi istituzionali", vale a
dire l'intera macchina amministrativa locale, pesando sulle spalle di ogni
veneziano per 112,60 euro all'anno, mentre il capoluogo
partenopeo ha la spesa pro capite più elevata in relazione alle "funzioni
generali", leggasi burocrazia, con 539,3 euro all'anno per cittadino. «Abbiamo spese
esorbitanti determinate dalle Municipalità - dice il sindaco Massimo Cacciari
-. Costano troppo, e per questo vanno chiuse». (V. Cor./ass)
( da "Alto Adige" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Intanto in Regione
Durnwalder ha assegnato le competenze alla sua «squadra» Meno delibere per
risparmiare Maggiori deleghe agli assessori e ai dirigenti provinciali BOLZANO.
Costi della politica e burocrazia: per ridurre entrambi ieri la Provincia ha deciso un nuovo modo
per la distribuzione di competenze che potrebbe portare ad una diminuzione del
20% delle delibere collegiali aumentando il potere decisionale di assessori e
dirigenti. Come ha spiegato il governatore Luis Durnwalder, sono stati
individuati alcune decine di comparti per i quali, all'interno di linee guida
che saranno stabilite a priori, le decisioni saranno adottate non più dalla
giunta nel suo complesso ma dai singoli assessori. «Abbiamo già individuato
40-50 esempi di applicazione di questo nuovo metodo di lavoro: risparmieremo
tempi e costi». Intanto ieri Durnwalder ha assegnato le competenze agli
assessori della nuova giunta della Regione. Lo stesso Durnwalder ricoprirà la
carica di presidente in questa prima metà di legislatura. Il vicepresidente
Lorenzo Dellai, governatore della Provincia di Trento, e come vicepresidente
tedesca Martha Stocker e assessori Margherita Cogo e il ladino Florian Mussner.
Tra le competenze di Durnwalder, ci sono i rapporti con gli organi dello Stato,
interregionali e europei, gli affari istituzionali e la cooperazione, tra
quelle di Dellai la gestione delle competenze in materia giudiziaria, del
personale, del bilancio e del patrimonio, tra quelle di Stocker famiglia,
previdenza e sanità. A Cogo è stato assegnato, tra l'altro, ordinamento enti
locali e relativo personale ed l'elezione dei consigli comunali, a Mussner la
valorizzazione delle minoranze etniche. Come noto, a metà legislatura ci sarà
la staffetta tra Durnwalder e Dellai con il secondo che assumerà la carica di
presidente, come era già avvenuto nella scorsa legislatura.
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
cronaca pag. 7 Mancini: «Per i medici già troppa burocrazia» Sulla partita della carta dei servizi l'Ordine dei Medici di
Brescia resta vigile, soprattutto su due punti delicati. «Condividiamo
l'impostazione teorica del nuovo sistema, puntato sull'innovazione - dice il
presidente dell'Ordine Raffaello Mancini -. Tuttavia, visto che il nuovo
sistema di raccolta e trasmissione dei dati sanitari coinvolge i cittadini in
prima persona, riteniamo debba essere funzionale e non ledere eventuali
diritti, per cui la nostra attenzione sarà puntata perché la gestione dei dati
sensibili si svolga nella massima trasparenza e la tutela della privacy venga
garantita». PER I MEDICI, soprattutto quelli di famiglia, potrebbe crearsi il
problema del caricamento dei dati riguardanti visite ed esami del proprio
assistito sulla carta, per via informatica. «I medici devono evadere già una
quantità significativa di adempimenti burocratici, non vorremmo che il nuovo
sistema, che prevede il caricamento e la gestione dei dati individuali,
causasse un ulteriore aggravio a discapito dell'attività clinica», spiega il
presidente. «In teoria questi dati sembrano facilmente gestibili, bisognerà
però vedere nella pratica - osserva Mancini -. Il nostro compito è difendere la
professionalità medica, seguendo l'ambito deontologico: vigileremo sul risultato».
LI.CE.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Economia Pagina 211
la replica L'Anci: dati confusi e poco fondati La replica --> L'Anci,
associazione nazionali dei Comuni italiani, entra in polemica con i dati del
Sole 24 Ore. «Innanzitutto», si spiega in una nota, «viene preso come bersaglio
l'ambito comunale, dove è risaputo che la maggior parte della spesa si
concentra nell'erogazione finale di beni (in larga parte infrastrutture) e
servizi e, quindi, i costi di funzionamento burocratici sono quelli meno
incidenti (tipicamente concentrati nelle funzioni di coordinamento a livello
centrale)». In secondo luogo, aggiunge il comunicato, «nelle tabelle pubblicate
si confondono spese per l'erogazione di servizi (anagrafe, ufficio tecnico) con
quelle di funzionamento, che sono invece connesse alle spese dovute
all'esistenza stessa del Comune, cioè quelle che si sosterrebbero anche se il
Comune non erogasse nessun bene o servizio». I CONSIGLI In effetti, «un'analisi
di questo genere più che mettere in graduatoria i valori assoluti (o
pro-capite) dei costi di funzionamento, dovrebbe concentrarsi sull'incidenza
che essi hanno rispetto all'ammontare complessivo dei beni e servizi erogati»,
osservano dall'associazione, «che è quello che i cittadini vorrebbero veramente
sapere (quanto incide il costo della burocrazia comunale per i servizi che
eroga?)». LE PERPLESSITÀ Infine, «destano non poche perplessità le cifre
pubblicate. Confrontandole con le fonti cui fa riferimento il testo», conclude
la nota, «si rinvengono, a seconda delle definizioni che si adottano, numeri
anche molto diversi da quelli usati per costruire la classifica, che in
assenza di chiarimenti sulla metodologia di calcolo appare quantomeno
artificiosa».
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Economia Pagina 211
Per far funzionare i Comuni la spesa pro capite nell'isola è di 275 euro, la
media italiana si ferma a 260 Burocrazia, ai sardi costa di più Per far
funzionare i Comuni la spesa pro capite nell'isola è di 275 euro, la media
italiana si ferma a
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
LA POLEMICA.
Dopodomani dalle 9,30 la protesta contro il pacchetto del governo Crisi, i
pensionati Cgil scendono in piazza di Michela Bono Continua la battaglia della
Cgil contro la ricetta anticrisi del governo. Dopodomani mattina alle 9.30
saranno i pensionati dello Spi a scendere in campo (da piazza Repubblica) per protestare
rispetto alle soluzioni proposte che, dicono «fanno pagare la crisi solo alle
fasce più deboli». Secondo i segretari delle sezioni di Brescia e di
Valcamonica e Sebino il governo è arrivato in ritardo rispetto agli altri paesi
europei. E il cosiddetto «pacchetto» non risolve i problemi che le fasce più
deboli - pensionati tra i 500 e gli 800 euro mensili, cassa integrati, precari
e immigrati con lavoro e permesso di soggiorno a rischio - affrontano ogni
giorno. «I DATI recentemente diffusi dall'Inps sui pensionati parlano chiaro -
ha spiegato Ernesto Cadenelli -: il 43,7 per cento in provincia di Brescia
percepisce una pensione inferiore ai 500 euro al mese, quota che si alza
notevolmente se si parla di donne». Al cento del mirino della protesta di giovedì
(che rientra nella settimana di mobilitazione decisa dalla Cgil a livello
nazionale e che sfocerà nella manifestazione nazionale del 4 aprile), ci sono
le quattro «non scelte» del governo e di Confindustria: non combattere
l'evasione fiscale - che secondo Cadenelli sfiora il 20 per cento della
produzione provocando un imbastardimento del mercato -, fare accordi separati
sui contratti di lavoro, ridurre pensioni e salari e, infine, aumentare a 65
anni l'età per la pensione femminile. «Sono atteggiamenti totalmente inadeguati
- continuano dalla segreteria - che non portano alcun aiuto a chi ha più
bisogno». I SEGRETARI affondano la lama anche sulla politica dei bonus e delle
social card che, alla fine, dicono non serve a molto:«Per
prima cosa bisogna segnalare che per accedere a queste agevolazioni la burocrazia è eccessiva: lo si vede dalla
calca che c'è in quest'ultimo mese ai patronati - spiegano - e dal fatto che
delle 12 mila card che si prevedevano per la provincia ne sono state consegnate
solo 4 mila. Altro problema da non sottovalutare sono i vincoli che rendono
l'accesso molto improbabile». Per i patronati sarebbe stato meno
dispendioso per lo Stato e più utile per tutti ridurre l'Irpef sulle pensioni
di quaranta euro al mese (il corrispettivo della social card) e aumentare gli
assegni famigliari. Oltre a queste possibili soluzioni, Cgil proporrà anche
l'applicazione di una tassa di scopo per due anni sui redditi superiori a 150
mila euro annui, che porterebbe nelle casse dello Stato circa tre miliardi di
euro. «Dobbiamo far ripartire le spese delle famiglie - ha dichiarato Cadenelli
- così anche il mercato riprenderà».
( da "Mattino di Padova, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
di Nicola Cesaro
Ripartono i cantieri di torre e locanda Ascensore, il dissequestro è imminente
MONSELICE. Ha scelto un palcoscenico d'eccezione Ferdinando Businaro per dare
delle succose anticipazioni in merito ai lavori del colle della Rocca. Ieri,
infatti, il presidente della società Rocca di Monselice ha accolto Matteo
Marzotto, figlio di Marta e uomo di punta dell'Enit, l'Ente nazionale per il
turismo. Due le anticipazioni fatte da Businaro: la riapertura dei cantieri che
riguardano l'ex casa Bernardini e la torre di collegamento al Mastio, e la
prossima archiviazione delle indagini sull'ascensore. «I lavori ai lotti VI e
VII - ha annunciato Businaro - ripartiranno già nei primi giorni di marzo. La
revisione che si è autoimposta la Regione è infatti terminata, e dopo una
verifica minuziosa sono state confermate la correttezza degli atti e la bontà
degli interventi previsti». Anche per l'ascensore, i cui cantieri sono stati
posti sotto sequestro nel maggio 2008, ci sono novità in vista: «Siamo ormai
alla fine delle indagini - assicura il presidente - e le accuse sono state
notevolmente ridimensionate. Sono ottimista: entro fine marzo dovrebbe essere
accolta la richiesta di archiviazione di questa che, a mio parere, è stata una
svista, un abbaglio». L'aggiornamento è stato dato alla presenza dei vertici
regionali e soprattutto del presidente dell'Enit Matteo Marzotto: «Ho accolto
con estremo piacere l'invito di venire a Monselice - spiega l'imprenditore -
Soprattutto perché credo nella necessità di valorizzare ogni angolo d'Italia.
Il turismo italiano non è rappresentato solamente dal modello di Venezia, ma si
rispecchia in realtà come quella di Monselice, non propriamente città d'arte ma
comunque tesori di cultura. Vorrei prendere proprio Monselice come
"capofila" di queste città». Marzotto ha commentato indirettamente
anche le vicende che riguardano il colle della Rocca: «Non conoscendo i
dettagli non posso entrare nel merito. Questo trionfo della
burocrazia è certamente
normale al cospetto di avvocati e giudici, ma difronte alla logica appare
indubbiamente assurdo. Monselice non dev'essere un soggetto che langue a causa
dell'ennesimo veto locale». Anche Businaro ha voluto ritornare sulla questione:
«Non posso che ammirare chi ha posto a questo progetto una così forte
opposizione, con determinazione e convinzione - sottolinea - Ma queste
persone si sono sbagliate clamorosamente, e si sono rese responsabili di una
grande dissipazione di risorse pubbliche».
( da "Repubblica, La" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina
I - Torino La protesta Errori e burocrazia: e in mille
"assaltano" gli uffici Inpdap, l´ira dei pensionati "Ultimo
assegno dimezzato" Tempi duri per l´Inpdap, l´istituto di previdenza
sociale dell´amministrazione pubblica: più di mille pensionati l´hanno presa
d´assalto dopo che hanno ricevuto l´assegno mensile. Dimezzato. E così a centinaia si
sono riversari nelle due sedi dell´Indpad. «Errori e burocrazia:
così ci hanno dimezzato la pensione» protestano. Ma per la direttrice la verità
è un´altra: "La stragrande maggioranza di loro non ha presentato la
documentazione giusta». STRIPPOLI A PAGINA VII
( da "Nuova Venezia, La" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Crisi: il tema
centrale ieri alla presentazione della Fiera dell'Alto Adriatico di Caorle
Turismo, fare sistema per salvare l'estate 2009 Lunardelli: «Sarà un anno molto
duro». Michielli: «Il Passante ci darà una mano» CAORLE. Un patto tra la
politica, le banche e gli imprenditori per superare la crisi che investirà il
turismo nell'estate 2009. La fiera dell'Alto Adriatico, che vede Caorle e
Jesolo assieme dal 28 febbraio al 4 marzo al Palaexpomar, non è solo una
vetrina per ristorazione ed enogastronomia o attrezzature alberghiere. E' un
momento per riflettere sull'economia e il turismo con gli operatori e i
politici. Il presidente degli albergatori jesolani, Massimiliano Schiavon, ha
cercato di infondere fiducia al settore lanciando questo patto da riscrivere
per fronteggiare un momento difficile. L'assessore provinciale al turismo,
Danilo Lunardelli, lo ha detto a chiare lettere: «Il 2009 sarà un anno molto duro,
ma noi possiamo reggere più di altri. Abbiamo una costa straordinaria, possiamo
fare sistema. Le risorse vanno impiegate in eventi mirati, e penso ad esempio
ai rapporti consolidati con Klagenfurt e Graz che noi abbiamo lanciato assieme
alle pro loco». Alla fiera alberghiera, che definitivamente ha lasciato Jesolo
come sede logistica per trasferirsi al palaexpomar di Caorle, non si parlerà
dunque solo di cibi e attrezzature per alberghi. E infatti all'inaugurazione
arriverà anche il presidente della Provincia, Davide Zoggia, oltre
all'assessore regionale alla mobilità Renato Chisso, a testimoniare
l'importanza della kermesse fieristica. Tra i punti di forza che molti non
hanno considerato quest'anno ci sarà il passante di Mestre. Lo ha ricordato il
presidente di Federalberghi Veneto, Marco Michielli. «Abbiamo la possibilità
grazie a questa importante infrastruttura - spiega - di recuperare una
consistente parte dei turisti piemontesi e lombardi che avevamo perso proprio
per le code che si formavano. Sono convinto che in questo bacino troveremo
nuovi turisti». Il presidente del palaexpomar Raffaele Furlanis, reduce dalla
fiera di Rimini piuttosto che di Riva del Garda, è convinto dell'importanza
della fiera: «Noi abbiamo una marcia in più, perché parliamo di innovazione,
formazione, ricerca». Quest'anno si discuterà magari del moscardino di Caorle
quale elisir di lunga vita, o della innovativa pizza senza sale che va incontro
al palato degli ipertesi. Ma la crisi, vero argomento di discussione e quasi convitato
di pietra sul palco di Caorle, è uno spettro per tutti. Il vice sindaco di
Jesolo, Valerio Zoggia, ritiene che la prima industria del Veneto debba avere
dei finanziamenti certi. «Sono state finanziate le banche e l'industria - ha
detto Zoggia - adesso è il momento del turismo». Per il consorzio Fidi,
Alessandro Rizzante ha invocato procedure celeri, interlocutori certi, lotta alla burocrazia che consentano di ricapitalizzare le aziende. La verità è che se
ci sono meno soldi, e tutti sperano che quelli stanziati dalle famiglie per le
ferie, irrinunciabili, vengano spesi sulla costa veneziana, così vicina e
comoda, a parte le code a tutti gli ingressi delle maggiori località, per il
Nord Italia, così come per Austria e Germania, Slovenia a paesi dell'Est.
( da "Repubblica, La" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina VII - Torino
Inpdap, l´assalto degli arrabbiati "Errori e burocrazia: così ci hanno dimezzato la
pensione" SARA STRIPPOLI tempi duri per l´Inpdap, l´ente previdenziale che
paga la pensione a tutti i pubblici dipendenti, ex-Inadel per i lavoratori
degli enti locali. Ieri mattina gli sportelli di via Millio 41 e di via
Arcivescovado sono stati presi d´assalto da una folla di arrabbiati,
duecento e più già in coda dalla prime ore di apertura della sede. Tutti
pensionati in fibrillazione - situazione comune a tanti altri in tutta Italia -
dopo aver scoperto che la pensione di febbraio era stata ridotta, in molti casi
dimezzata, in altri persino crollata ad un terzo perché non veniva riconosciuto
il diritto alle detrazioni per i familiari a carico. La legge 24 dicembre del
2007 aveva modificato il meccanismo per il riconoscimento della detrazione
sottoponendola all´onere di una domanda corredata di documentazione, una legge
entrata in vigore nel 2008. Antonino Cirillo è infuriato. Per 34 anni ha
lavorato come autista e magazziniere al Comune di Rivalta. Racconta: «Di solito
ricevo 1500 euro e rotti, ho avuto la minima, 458 euro. Ore e ore di coda per
un errore che hanno commesso loro e adesso mi dicono che per avere indietro i
soldi che mi spettano devo aspettare fino ad agosto». Il signor Cirillo, una moglie
a carico e un figlio disabile, promette battaglia: i soldi che gli spettano,
dice, glieli devono dare subito, non certo ad agosto e senza interessi: «Come
faccio io ad arrivare a fine mese con questa cifra? A loro non risultava che io
avessi presentato la richiesta, ma io l´ho fatto esattamente entro marzo come
indicato». Antonina Scorrano si guarda in giro sconcertata: «Non ci capisco più
niente. Io ho visto sull´estratto conto in banca che questo mese mi sono stati
versati 500 euro quando di solito ne prendo 800. Dopo ore di coda questa
mattina mi hanno detto che a loro risulta la cifra intera, 800 euro. Ed in
effetti io non ho neppure chiesto detrazioni perché non ne ho diritto». Potrei
anche essere stata io ad aver commesso un errore «tornerò in banca a
controllare - incalza la signora Scorrano - ma se non fosse così, che faccio?
Torno in coda? E a dire cosa?». Laura Benente è la dirigente responsabile della
sede Inpdap di via Millio (l´altra è in via Arcivescovado). Ammette che i
reclami in massa agli sportelli durano da giorni, ma dichiara che su mille
persone che si sono rivolte agli sportelli di via Millio soltanto in cinquanta
casi l´errore non era attribuibile al pensionato. Spiega: «Nella stragrande
maggioranza dei casi gli anziani non avevano presentato la documentazione
richiesta per avere le detrazioni nei tempi previsti, nonostante le nostre
comunicazioni fossero due, una nella primavera del 2008, la seconda ad
ottobre». Con il termine ultimo del 28 febbraio del 2008 si doveva effettuare il
conguaglio fiscale. La dirigente comunica però che chi avesse presentato
regolarmente domanda, riceverà le cifre sottratte erroneamente entro maggio.
( da "Tirreno, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 8 - Empoli 15
NUOVI POSTI GRAZIE AI PANNELLI SOLARI MA IL PROGETTO è RALLENTATO
DALLA BUROCRAZIA LA STORIA Azienda in stallo da otto mesi FORNACETTE. è in
stallo da otto mesi. E non per colpa della crisi ma dei tempi della burocrazia. Accade all'azienda "D.
e D." dell'imprenditore Gianfranco Donnini che per salire sul treno delle
energie rinnovabili ha investito un milione di euro e sviluppato un pannello
solare termico made in Pisa. Un progetto che vale almeno quindici nuovi
posti di lavoro e una nuova prospettiva di business capace di portare l'impresa
a raddoppiare il proprio fatturato dai 6 milioni di euro attuali a 12 milioni,
nell'arco di un triennio. «Ho già definito i contratti per la
commercializzazione del prodotto con primarie aziende del panorama nazionale,
come Riello e Imergas, ma sono tutti in sospeso» afferma Donnini, che non si
capacita della lunga attesa. A mettere i bastoni tra le ruote dell'imprenditore
è la necessità di certificare l'efficienza energetica per consentire al
consumatore finale di beneficiare delle detrazioni del 55% della spesa. Un
compito che a livello nazionale spetta all'Enea, l'Ente per le nuove
tecnologie, l'energia e l'ambiente. «Mi stanno tenendo in sospeso e non posso
avviare la produzione che prevede già ordinativi per alcune migliaia di pezzi -
dice Gianfranco Donnini - Abbiamo messo a punto il pannello in collaborazione
con l'Università di Pisa». Una situazione che se in tempo ordinario poteva
essere catalogata alla voce "lungaggini burocratiche" oggi rischia di
apparire non solo grave ma anche paradossale. «Abbiamo investito nell'acquisto
di stampi e in un macchinario per la saldatura laser - spiega l'imprenditore -
L'intenzione è di mettere a punto una linea di produzione dedicata capace di
realizzare dai 70 agli 80 pannelli al giorno. C'è anche la volontà di
realizzare un nuovo capannone su un'area di almeno 8mila metri quadrati per una
superficie coperta di 3mila. Le prime trattative in proposito sono state
avviate sia per delle aree a Calcinaia che nel Pip 4 di Pontedera». «Il
prodotto piace ma purtroppo a tenerci fermi è questa certificazione di
attestazione della funzionalità - aggiunge - Ho assunto anche un ingegnere con
competenze specifiche e un'esperienza consolidata nel campo delle energie
rinnovabili. La situazione attuale non offre molti spiragli e questo è un
settore che si spera tiri». Due pannelli di diversa superficie irradiante,
realizzati mettendo a frutto le competenze e la tecnologia dell'azienda,
specializzata nella lavorazione industriale di prodotti metallici: curvatura,
assemblaggio, trattamenti superficiali e montaggio. «Abbiamo industrializzato
la produzione del pannello solare e ciò ci consente di contenere i costi e i
tempi di costruzione restando competitivi - afferma Donnini - Il vetro per la
suerficie irradiante è fornito dalla Saint Gobain e la vicinanza con lo
stabilimento di Pisa ci consente di contenere il costo del materiale».
Difficoltà a parte la "D. e D." ha già tracciato l'orizzonte del
nuovo business che affiancherà alle attuali produzioni per committenti come
Piaggio, Ligier e Ferrovie dello Stato. «In questa fase ci concentriamo sulla
produzione per la fornitura di grandi aziende - sostiene Gianfranco Donnini -
In prospettiva però vorremmo mettere a punto un prodotto da commercializzare
direttamente al cliente finale in forma di kit in scatola di montaggio». Manolo
Morandini
( da "Messaggero Veneto, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 12 - Udine
San Leonardo, al via una raffica di cantieri SAN LEONARDO. Sono ben sei le
opere in cantiere, in questo periodo, in Comune: un accumulo considerevole, che
corona l'iter di diversi progetti rallentati - lamenta l'assessore ai lavori
pubblici del centro valligiano, Bruno Chiuch - «da un'eccessiva
burocrazia a livello di
appalti». «Finalmente, comunque - dichiara l'amministratore -, tanti interventi
sono partiti, a cominciare dal piano di riqualificazione dei borghi rurali, che
dovrà essere poi completato con ulteriori lotti: con una spesa di 600 mila euro
stiamo provvedendo alla sistemazione del parcheggio antistante il municipio,
di quello situato davanti alla chiesa di Cosizza e al potenziamento del sistema
di pubblica illuminazione in varie frazioni. Si sta inoltre rinnovando la
piazza di Scrutto, con una somma di 300 mila euro, ed è in corso un'opera sulle
fognature, per la regimazione delle acque meteoriche nella borgata di Merso di
Sopra: sono stati stanziati circa 340 mila euro». Ma si sta lavorando anche sul
muro del cimitero di San Leonardo (200 mila euro l'importo delle operazioni).
Si concluderanno entro qualche mese, infine, gli interventi mirati alla
sistemazione della strada che porta alla chiesa di San Leonardo e alla
costruzione di marciapiedi a Crostù. (l.a.)
( da "Nuova Venezia, La" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Venezia in testa
alla classifica nazionale dei costi degli organi istituzionali Il Comune serve
un conto salatissimo Per far funzionare la «macchina» nel 2007 ogni cittadino
ha speso 112 euro L'ACCUSA. Mazzonetto (Lega) parla di struttura imponente e
super burocratizzata creata dalla giunta di Cacciari di Gianluca Codognato
Mettici l'indennità del sindaco, degli assessori, dei consiglieri e le spese per
il personale. Aggiungici i costi fissi legati al riscaldamento, al telefono,
alla cancelleria. E voilà, il conto è servito ed è il più salato di tutta
Italia. Insomma, secondo le elaborazioni del Sole 24 ore, gli esborsi
riguardanti il funzionamento degli organi istituzionali, ovvero Giunta, Comune,
Municipalità, piazzano Venezia al primo posto di una classifica nella quale, a
dire il vero, sarebbe meglio trovarsi fra le ultime posizioni. Nel 2007 le
spese istituzionali nel Comune hanno superato quota 30 milioni, con una media
pro-capite che arriva a 112 euro e 60 cents. A Trieste, tanto per volare
all'ultimo posto, ogni cittadino ha pagato meno di 10 euro. Naturalmente i dati
necessitano di razionale interpretazione. Così, mentre Alberto Mazzonetto capogruppo
della Lega a Ca' Farsetti accusa «la struttura imponente e super-burocratizzata
creata dalla Giunta Cacciari», l'assessore al bilancio Michele Mognato,
contesta le elaborazioni del Sole. «Nell'articolo si sono aggregate voci fra
loro disomogenee, come per esempio il servizio ispettivo del Casinò. Per i
cosiddetti costi della politica, nel 2007 sono stati sborsati poco più di 2
milione e mezzo di euro». Macchina comunale. Per far funzionare tutti i propri
uffici nel 2007 il Comune ha speso 84 milioni, con una media di circa 312 euro
a cittadino. In questo caso, Venezia si piazza al 19º posto di questa
particolare classifica. Quando però si vanno ad analizzare i costi relativi ai
soli organi istituzionali (Comune, Giunta, Municipalità), allora il capoluogo
lagunare balza in prima posizione. In questo settore sono stati spesi oltre 30
milioni di euro con una media di 112,60 euro per cittadino. Attenzione, però.
Solo un terzo di questa cifra, dicono i ricercatori del Sole 24 ore, contempla
le indennità di sindaci, assessori e consiglieri. Il resto è riservato al
personale e alle spese fisse, come per esempio il riscaldamento e il telefono. Burocrazia. Secondo Mazzonetto della Lega «questa situazione
dimostra la scarsa attenzione della Giunta per il denaro pubblico. Da una parte
si spreca, poi si svende la città alla Coca Cola. Cacciari ha costruito una
macchina burocratica costosissima, con direttori generali che percepiscono un
sacco di soldi. Questo è un Comune troppo burocratizzato che ha spese
mastodontiche. E in più i servizi sono scadenti. C'è una burocrazia
parassitaria». Interpretazioni. I dati del Sole 24 ore sono però contestati in
modo trasversale. Maurizio Baratello, delegato del sindaco per le politiche
fiscali, non ha dubbi: «Ci troviamo di fronte a numeri privi di senso - spiega
- E così si rischia di cadere nel qualunquismo che si scatena spesso quando si
parla di costi della politica». Renato Boraso, presidente del consiglio
comunale, non ha dubbi: «Come si possono paragonare le spese del Comune di
Venezia con quelle, per esempio, di Belluno? Proviamo solo a pensare al costo
di riscaldamento per Ca' Loredan e Ca' Farsetti. In laguna ci sono costi
talmente specifici, come i motoscafi d'acqua, che è ridicolo fare dei paragoni
con altre realtà». Bilancio. «è evidente che la tabella del Sole 24 ore ha
aggregato voci tra loro disomogenee - spiega l'assessore al Bilancio, Mognato -
Nel 2007 i costi complessivi delle indennità di carica della Giunta, del
Consiglio comunale, delle Municipalità nonché delle indennità di missione e
rimborso spese ammontano a 2.692.509 euro. Altri costi derivano da spese quali
servizi di pulizia in appalto, acquisto di materiale, retribuzioni e relativi
contributi del personale. è chiaro che nell'articolo si sono poi aggregate voci
tra loro diverse. Ne preciso alcune: il Servizio ispettivo del Casinò (euro
4.217.000); l'Ufficio relazioni internazionali Politiche comunitarie (euro
1.673.000); il difensore civico (euro 331.641); l'Urp Ufficio relazioni con il
pubblico (euro 866.000); la Direzione relazioni esterne e Comunicazione (euro
1.737.000); il Progetto di lettura agevolata (euro 262.647); il Servizio
multimediale e di Comunicazione sito web (euro 1.885.000,00). Il costo del
Gabinetto del sindaco (euro 6.092.000) oltre alle indennità comprende anche le
spese per le manifestazioni tradizionali culturali turistiche e popolari».
( da "Centro, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 6 - Pescara
Depuratore sul Saline via libera all'ampliamento IL PROGETTO Entro due mesi la
realizzazione MONTESILVANO. Via libera ai lavori di ampliamento al depuratore
di Montesilvano. Il progetto esecutivo donato all'Aca dal consorzio Grandi alberghi
sarà realizzato entro due mesi per scongiurare il rischio del divieto di
balneazione a causa dei liquami sversati nel fiume Saline. Ieri, il sindaco
Pasquale Cordoma, accompagnato dall'assessore al Turismo Ernesto De Vincentiis
e dal consigliere Adriano Tocco ha eseguito un sopralluogo al depuratore di via
Tamigi in occasione della partenza dei lavori di ampliamento. Un milione di
euro è l'importo dell'intervento necessario ad adeguare una vasca già esistente
al trattamento dei reflui fognari prima di reimmetterli nel fiume. La
progettazione esecutiva dell'opera è stata finanziata con 40 mila euro dal
consorzio Grandi alberghi, presieduto da Silvio Maresca, con
l'obiettivo di accorciare i tempi biblici della burocrazia. Se la bomba dell'inquinamento del Saline scoppiasse un'altra
volta nel pieno della stagione turistica, come è accaduto l'anno scorso, per
l'economia di Montesilvano sarebbe un danno notevole in grado di cancellare
mille posti di lavoro nel settore alberghiero. «Per questo», afferma
Tocco, «l'amministrazione comunale e il consorzio Grandi alberghi si sono mossi
in tempo per scongiurare ogni rischio. Sono stati effettuati numerosi
interventi di monitoraggio sul fiume Saline che non deve risultare più un
problema per la città ma deve diventare una risorsa per la collettività.
Adesso», sottolinea Tocco, «ci vuole l'impegno della politica e degli
imprenditori del settore affinché uniti si possa lavorare per il bene del
fiume, del mare e, di conseguenza, del turismo montesilvanese». Il via ai lavori
di ampliamento è, quindi, «un primo passo contro l'inquinamento del fiume».
Lungo il Saline ci sono 28 impianti di depurazione compreso quello di Cappelle
sul Tavo. A Montesilvano, quindi, il fiume scarica i veleni raccolti in dieci
chilometri. «I 28 depuratori? Sono tutti fuorilegge, ecco perché è necessario
intervenire sull'intera asta del fiume», afferma Cordoma, «il Comune, per
questo motivo, è impegnato a trattare per ottenere un ulteriore finanziamento
da 900 mila euro da parte della Regione Abruzzo e dall'Ato». Inoltre, Arta,
Aca, Comune di Montesilvano e corsorzio Grandi alberghi saranno i protagonisti
di una conferenza di servizi per stilare un programma di controlli serrati nei
depuratori che insistono sul Saline. (p.l.)
( da "Adige, L'" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
la
classifica Trento tra i Comuni più costosi per la burocrazia Trento è tra i
comuni italiani con la spesa pro capite più alta per il funzionamento degli
uffici dell'apparato burocratico. Vuol dire che ogni residente nel comune di
Trento ha speso, nel 2007, 337,4 euro per far funzionare segreterie, gestione
personale, uffici di ragioneria ed economato, uffici tributi, gestione dei beni
demaniali, uffici tecnici, e anagrafe. Una cifra che vede la città del Concilio
piazzata al dodicesimo posto tra le amministrazioni con la spesa più alta,
addirittura prima di una grande metropoli come Milano, che nella classifica
stilata dal Sole 24 ore è al quattordicesimo posto con una spesa per cittadino
di 330,4 euro. I dati - estrapolati dalla banca dati della Aida Pa ed elaborati
dal Sole 24 ore - si riferiscono all'anno 2007. Sempre in quel periodo le spese
sostenute dai cittadini per far funzionare la "macchina"
amministrativa del Comune di Trento ammontano a 37,7 milioni di euro. Per far
funzionare gli organi istituzionali - cioè sindaco, Giunta, Consiglio comunale,
e circoscrizioni - i cittadini di Trento hanno speso una cifra di poco
superiore ai 6 milioni euro (per l'esattezza 6,10 milioni di euro) e in questo
caso la spesa pro capite è stata di 54,61 euro per ogni cittadino. Cifre che
piazzano Trento al tredicesimo posto nella classifica delle città italiane che
spendono di più per questa voce, subito dietro a Napoli, che di euro pro capite
per il funzionamento degli organi istituzionali nel 2007 ne ha spesi 57,46.
24/02/2009
( da "Tirreno, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina
5 - Grosseto Burocrazia, Grosseto nella classifica risulta tra le più virtuose
GROSSETO. La burocrazia a Grosseto costa 202,4 euro annui
per ogni residente (la media nazionale è di 260 euro). Il sondaggio è del Sole
24 Ore. La nostra città, con una spesa di 15 milioni e 700mila euro per le
cosiddette 'funzioni generali', si attesta al 74esimo posto nella classifica delle città
con più di 30mila abitanti. L'analisi è riferita al consuntivo 2007 e prende in
considerazione i costi relativi al funzionamento della 'macchina
amministrativa' in generale, con particolare riferimento a segreterie, gestione
del personale, ragioneria, economato, servizi tributi, beni demaniali, ufficio
tecnico e all'anagrafe. «è una nuova prova dell'attenzione e della cura che
l'amministrazione ha avuto fin dal suo insediamento per una buona e sana
gestione delle casse comunali - dice l'assessore al bilancio, Paolo Borghi -; i
sacrifici che abbiamo dovuto fare per risanare i conti sono stati molti, ma
alla fine i risultati ci danno ragione. Non più di due settimane fa dalla Corte
dei Conti è arrivata infatti una nuova promozione al bilancio, rispetto al
quale è stato sottolineato l'impegno dimostrato attraverso il lavoro di
contenimento delle spese di gestione degli uffici». Un capitolo a parte è
riservato alle spese sostenute per gli organi istituzionali (consiglio
comunale, giunta, circoscrizioni). Anche in questo caso Grosseto si attesta
nella seconda parte della classifica dei 99 Comuni interessati e precisamente
al 53esimo posto. Il costo complessivo per il funzionamento degli organi
istituzionali, sempre del 2007, è di 2 milioni e 260mila euro che equivale a
dire 29,18 euro pro capite (media nazionale, 34 euro).
( da "Nuova Sardegna, La" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 0 - Oristano
Bosa, diga bloccata dalla burocrazia I lavori per la nuova struttura alla foce del Temo sono fermi da
mesi La ditta appaltatrice ha già mandato a casa sei operai specializzati BOSA.
I lavori per la costruzione della grande diga foranea alla foce del Temo sono
fermi da mesi in attesa che dalla Regione si sblocchi un fondamentale passaggio
burocratico. La ditta che si è aggiudicata l'appalto dell'opera ha
mandato a casa i sei operai del cantiere, mentre i grandi mezzi utilizzati per
la posa dei massi potrebbero presto lasciare la città. Ma a preoccupare è
soprattutto il pericoloso impatto ambientale che l'eventuale stop definitivo ai
lavori avrebbe sul corso d'acqua. Dopo la posa di centinaia di migliaia di metri
cubi di materiale sul fondale e soprattutto per l'allargamento della foce, con
ulteriore esposizione ai colpi d'onda provenienti da libeccio, ponente e
maestrale. FARINA a pagina 25
( da "Nuova Sardegna, La" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 5 - Oristano
La burocrazia blocca la diga I
lavori alla foce del Temo sono ormai fermi da mesi La ditta appaltatrice ha già
mandato a casa sei operai specializzati perché ancora la Regione non ha dato il
via libera per l'uso dei nuovi massi BOSA. I lavori per la costruzione della
grande diga foranea alla foce del Temo sono fermi da mesi in attesa che dalla Regione
si sblocchi un fondamentale passaggio burocratico. La ditta che si è
aggiudicata l'appalto dell'opera ha mandato a casa i sei operai specializzati
del cantiere, mentre i grandi mezzi utilizzati per la posa dei massi potrebbero
presto lasciare la città. Ma a preoccupare è soprattutto il pericoloso impatto
ambientale che l'eventuale stop definitivo ai lavori avrebbe sul corso d'acqua.
Dopo la posa di centinaia di migliaia di metri cubi di materiale sul fondale e
soprattutto per l'allargamento della foce, con ulteriore esposizione ai colpi
d'onda provenienti da libeccio, ponente e maestrale. A frenare il regolare
cronoprogramma nell'esecuzione dell'imponente diga foranea (che dovrebbe creare
un bacino di calma per le ondate di piena del fiume quando le grandi tempeste
sbarrano il regolare deflusso delle acque e abbassare il livello di rischio
stabilito dal Pai sulla città) a quanto pare è le lentezze di una estenuante
macchina burocratica. Nella primavera del 2008 infatti ci si accorse che i
grandi massi di basalto da decine di tonnellate utilizzati per la posa nel sito
marino, non erano più sufficienti e soprattutto adatti allo scopo. Una volta
individuata un'altra cava, nella zona di Paulilatino, da Bosa è partita alla
Regione la richiesta di una perizia di variante che consenta di poter
utilizzare il materiale estratto anche dal nuovo sito. A questo scopo a
Cagliari si sarebbe formato un apposito comitato di tecnici. Ma la risposta,
dopo circa sei mesi d'attesa, non è ancora arrivata. Di fatto bloccando i
lavori ad un decimo del suo progetto originario. Sono stati realizzati infatti
solo cinquanta metri lineari della diga foranea, rispetto ai circa cinquecento
previsti. Tra l'altro i massi che costituiscono la fioritura, l'intreccio di
rocce, della diga poggiano su uno strato di pietrisco che dalla base del
fondale si erge per diversi metri. Questo, esposto alle potenti correnti marine
e non compattato dal peso dei mastodontici scogli, potrebbe quindi spandersi
per tutta l'area sottomarina antistante la foce. Per favorire inoltre il
passaggio dei grandi pontoni che trasportano il materiale l'imboccatura del
corso d'acqua è stata allargata (fino agli attuali
( da "Adige, L'" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
A cinque anni dalla
morte Diamo seguito all'opera di Demarchi GIORGIO GRIGOLLI U na memoria
coltivata non risuscita, ma tiene in vita. Come riproporre Franco Demarchi? A
cinque anni dalla morte, all'università, i colleghi di sociologia, Gubert,
Scaglia, Schiera, Andreolli, hanno riletto in pubblico quell'esistenza
multipolare. Quella sua operosità intellettuale e ideale, ricolma di ricerche e
di confronti d'alta scienza. Lui, «discendente» da Max Weber, sociologo italiano
della prima generazione postbellica. Tuttavia, al profano interessa penetrare,
soprattutto, lo spazio umano. Quella molteplicità di connotati. Furono gli
orrori della guerra, della barbarie nazista, a fargli scegliere di farsi prete,
per aiutare gli uomini a non ricadere negli errori. Non gli bastarono le
esperienze della cura d'anime, talvolta compreso, talvolta sopportato
dall'autorità. Volle impadronirsi dell'aiuto che poteva dare la scienza sociale
e volle mobilitare molti. Cominciò con il Trentino, l'interesse per la
comunità, ma sentiva di doversi allargare alla dimensione del mondo. Anche per
l'intuizione sua, la Cina «si è fatta più vicina». Sopportò le ironie di quelli
che lo giudicavano visionario («visionario dalla vista lunga», ha detto Gubert),
non si arrese, mobilitò i giovani, spiriti laici e religiosi, creò istituzioni
culturali e scientifiche. Come scaricare, adesso, un debito di riconoscenza?
Verrebbe l'incitamento a una riscoperta delle radici. È la provocazione di
Schiera. L'interesse per le comunità e per la formazione dei cittadini della
periferia nasceva certamente dalla riflessione sociologica teorica e storica,
ma si fondeva con le sue origini, «con la sua provenienza da una valle di
Fiemme dalle antiche esperienze comunitarie, dove l'aspirazione all'autonomia
sgorgava da un tessuto popolare, da una Lebenswelt straordinaria» (Antonio
Scaglia). Le incitazioni insite nelle proposte fatte al piano urbanistico
provinciale degli anni 70 - di dotare le valli di leadership attraverso una formazione
adeguata - venivano di là e si fondevano con il popolarismo sturziano, nel
quale intravvedeva la possibilità di affrancamento dalla sottomissione delle
periferie allo strapotere del centralismo, quanto meno
della burocrazia. È in
questa traiettoria, nel 1957, la fondazione della scuola di preparazione
sociale, della quale fu per molti anni anche direttore, con i fine settimana
dedicati ai giovani, soprattutto valligiani, possibili futuri amministratori,
alimentati dalla rivista Prospettive di efficienza. Iniziativa quindi
proseguita a tutto impegno da Vittorio Cristelli, adesso rimasta in piedi nella
sigla e nel fervoroso impegno di alcuni, ma non più alimentata - almeno come le
bande musicali e i costumini mocheni - dopo un balordo taglio di sussidi da
parte della Provincia, qualche anno fa. Poco o tanto, nel frattempo, Demarchi
si era trasferito su altri versanti del mondo. Gubert ha parlato di una sua
«trasformazione». Avvenne nel corso di un suo viaggio in India, «dal quale
ritornò sconvolto per la scoperta a della grande miseria di ampi strati della
popolazione. Smise di botto di fumare sigari, evitò ogni spesa superflua, vestì
poveramente e dedicò tutti i suoi risparmi ai nuovi obiettivi di solidarietà e
di missionarietà». Sentiva come sua responsabilità quella di fare il possibile
per annunciare alle grandi masse asiatiche il vangelo cristiano. Gli era
entrato nell'animo anche un interesse per la Cina, da quando i missionari
italiani erano stati espulsi dopo l'avvento del partito comunista. Demarchi
andò a fondare l'istituto culturale italo-cinese, quella sua «conversione»
assunse un tono peculiare, missionario e religioso. Entrò in Cina nel
( da "Repubblica, La" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina X - Palermo
COSì IL GEOGRAFO DISEGNò LA SICILIA Flaccovio pubblica un volume che
ricostruisce il lavoro alla corte di re Ruggero per creare la prima carta
dell´Isola Una ricerca per delineare i profili delle coste e le distanze
interrogando i mercanti che arrivavano dal mare I viaggiatori e i pellegrini
dell´epoca avevano bisogno di notizie precise e di una guida ai monumenti da
visitare AMELIA CRISANTINO A scrivere della Sicilia con parole così amorose è
al-Idrisi, padre della moderna geografia di cui Flaccovio ha ripubblicato Il
libro di Ruggero, a cura di Umberto Rizzitano (121 pagine, 10 euro). Nato a
Ceuta da nobile famiglia, studi nella prestigiosa Cordova e molti viaggi anche
in luoghi inusuali, quando nel 1138 Idrisi arriva a Palermo è già uno studioso
dalla fama internazionale ed è ospitato a corte da Ruggero. Il suo nome è
legato alle piante medicinali catalogate con sicuro istinto comparativo in
siriaco, greco, persiano, hindi, latino e berbero. Lo scrittore pakistano Tariq
Ali ci ha raccontato nel romanzo Un sultano a Palermo la vita siciliana di
Idrisi, che comincia nella biblioteca del palazzo reale: è, infatti, esplorando
i meandri della biblioteca che il nostro geografo intraprende «il viaggio più
lungo che la sua mente avesse mai affrontato». Scorrono anni che coincidono col
dispiegarsi di una multiforme civiltà cosmopolita, in cui la Cristianità e
l´Islam convivono per le strade e a corte. Ruggero protegge il suo illustre
ospite, lo incarica di preparare una carta geografica come non se ne erano mai
viste, dove fossero segnate tutte le terre conosciute. è lo stesso re che
dirige l´ambizioso progetto. Alla corte del re normanno Idrisi porta i
risultati degli studi geografici fioriti nel mondo musulmano sin dal IX secolo,
che a loro volta sviluppano la tradizione greca ma anche quella orientale.
Studi che si rivolgono a un nuovo pubblico di lettori esigenti, cresciuto con
l´intensificarsi delle esplorazioni e dei commerci: i nuovi lettori sono
mercanti, viaggiatori ma anche pellegrini che si dirigono verso i luoghi santi.
Stanchi della ridondante aneddotica geografica che popola le terre di
leggendarie creature, vogliono informazioni attendibili che permettano di
calcolare le distanze fra una città e l´altra. Una volta arrivati, vogliono
sapere quali monumenti visitare e che merci comprare. Il lavoro di Idrisi
risponde quindi a una precisa esigenza di mercato, il re e lo studioso iniziano
una lunga collaborazione perché l´opera riesca al meglio. Idrisi consulta le
opere degli antichi geografi greci e latini, è uno spirito empirico e utilizza
anche i suoi ricordi ma non basta l´esperienza di un singolo viaggiatore. Così
ogni mercante o pellegrino sbarcato in Sicilia è interrogato sulla forma delle
terre che ha visto, il profilo delle coste, l´altezza delle montagne e il corso
dei fiumi, il clima, la varietà delle piante: Idrisi e Ruggero sono aiutati da
funzionari che catalogano le informazioni e le incrociano, accogliendo solo le
voci concordi. Ruggero utilizza quella che lo storico Salvatore Tramontana
definisce «la logica del costruttore di stati» e fa ruotare attorno a sé quanti
possono essergli utili, pronto a valorizzare ogni competenza. Si sta consumando
uno dei momenti più felici della storia siciliana, che spesso tornerà come mito
e nostalgico rimpianto nei secoli a venire: Palermo ha una popolazione in
prevalenza musulmana e pratica una tolleranza altrove sconosciuta, ha un porto
per servire i mercanti che operano fra Africa, Levante ed Europa, ha una corte
dallo splendore orientale che abbaglia ogni visitatore. Soprattutto
ha una burocrazia
efficiente che mai più sarà possibile ricreare, con strateghi, giudici, notai e
scrivani greci, saraceni e latini. Tutti ad amministrare, compilare registri e
redigere contratti sempre in più lingue, solo alla fine del secolo compariranno
i primi atti notarili redatti in latino. Ruggero somma nelle sue mani
molti poteri ed è considerato «tiranno» in quasi tutta l´Europa cristiana, re
teocratico che governa la Chiesa e vanta legami diretti con Dio anche se la sua
corte ricorda tanto gli infedeli musulmani. E Idrisi adopera tutti i
virtuosismi della retorica araba per esaltarne i meriti: nelle sue pagine il
sovrano ha buon carattere e ottimo temperamento, mente lucida e ingegno
profondo, ha il senso degli affari e quello della giustizia ed è tanto potente
che «i suoi nemici si trovano in un continuo stato di avvilimento e sfacelo».
Il racconto del lavoro propedeutico alla grande opera geografica è
affascinante. Per circa quindici anni, sempre inseguendo quella che modernamente
Idrisi definisce «la verità dei fatti», il re e lo studioso conducono
«indagini, scandagli, ricerche». Per accertare la congruenza dei dati raccolti,
il re «si faceva portare una tavola da disegno e si accingeva a controllarli
uno ad uno con compassi di ferro», senza dimenticare di confrontare i diversi
autori e nel dubbio «sceglieva la più probabile fra le diverse opinioni».
Ruggero e Idrisi si accostano alla verità per tentativi e approssimazioni con
un atteggiamento laico che sorprende perché, con un anticipo di secoli, è la
stessa logica che gli epistemologi ritroveranno all´origine della rivoluzione
scientifica. Una volta d´accordo sul profilo delle terre, le città e le
distanze fra un luogo e l´altro, Ruggero ordina che si prepari «un grande e massiccio
disco di argento puro, diviso in sezioni»: da Palermo, metropoli immensa e
magnifica che «quale grandioso ed eccelso pulpito domina le città del mondo
intero» sta nascendo una nuova scienza che si allarga a comprendere tutte le
terre conosciute, racchiuse in sette zone climatiche. Nelle parole di Idrisi il
disco d´argento massiccio è pesante centocinquanta chili, gli scultori vengono
chiamati a incidere i disegni accuratamente preparati «senza distaccarsene
affatto»: il risultato è un´enorme mappa da leggere capovolta perché - come
tutte le carte arabe - è orientata col nord verso il basso. Nei pensieri di
Ruggero doveva essere eterno, ma il prezioso planisfero fu distrutto in una
sommossa e i suoi disegni si salvarono perché celati nei capaci sotterranei di
alcune biblioteche. Però, per più di quattro secoli, tutto il lavoro di Idrisi
e Ruggero venne dimenticato. Troppo irriverente il loro cercare conferme solo
nei racconti dei viaggiatori, senza lasciarsi troppo intimidire né dal Corano
né dalla Bibbia. Della grandiosa enciclopedia geografica Il libro di Ruggero -
che Michele Amari pubblicò nella gloriosa Biblioteca arabo-sicula - è la
«esatta riproduzione descrittiva di quelle immagini e figure geometriche», ed è
ancora Idrisi a raccontarci come il sovrano nel gennaio del 1154 ne stabilisse
l´ornato titolo: il diletto di chi è appassionato per le peregrinazioni
attraverso il mondo. Le disposizioni di Ruggero arrivarono appena in tempo: nel
febbraio dello stesso anno il re che aveva voluto la grande opera cessa di
vivere. Lasciando racchiusa in quel piccolo libro la testimonianza di un
momento in cui tutto sembrava possibile: quando, descrivendo la Sicilia, Idrisi
affermava «non si conosce sulla superficie della terra un´isola che racchiuda
territori più prosperi».
( da "Messaggero Veneto, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 1 - Gorizia «Anziani
in crisi, colpa di Iris» E mentre Iris è impegnata su più fronti, dalle
procedure per la vendita del ramo energia al reperimento della documentazione
da presentare alla Corte dei conti, i cittadini sono, invece, impegnati in
lunghe code per reperire i dati catastali chiesti dalla multiutility. Una
questione che è già stata trattata in consiglio comunale, ma che lo sarà
senz'altro anche nella prossima seduta. Ha tutte le intenzioni di presentare
una nuova interrogazione in merito, infatti, il consigliere comunale della
Democrazia cristiana per le autonomie, Franco Hassek, il quale evidenzia le
«enormi difficoltà, soprattutto delle persone anziane, a capire e rispondere
alle richieste di Iris». Secondo Hassek, doveva essere effettuata una
preliminare campagna informativa, che mettesse la gente nelle condizioni di
conoscere le motivazioni che avevano portato Iris a inviare queste specifiche
richieste alle famiglie, «ma doveva anche essere creato un servizio per aiutare
le persone di una certa età e a Gorizia ce ne sono tante, a compilare e
consegnare i moduli. Invece ci troviamo ad assistere a lunghe code al catasto,
con disagi per tutti i cittadini coinvolti, senza un minimo di preparazione. La mia sensazione - ha rimarcato - è che ancora una volta le istituzioni
hanno avuto la sensibilità di capire che ci troviamo di fronte a una società
formata prevalentemente da anziani, ma anche da stranieri che hanno difficoltà
a comprendere i meccanismi complicati della burocrazia italiana». (p.a.)
( da "Messaggero Veneto, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Cenni (Radicali):
bisogna dar vita all'anagrafe pubblica degli eletti «Troppi soldi e servizi
scarsi» LE REAZIONI «A Gorizia si spende molto più che nel resto d'Italia per
far "funzionare", o meglio vivere, la macchina comunale e molto meno
di altrove per far vivere gli organi istituzionali. Come dire che il contribuente
sborsa un sacco di soldi per la burocrazia e pochi per la politica». Così Lorenzo Cenni, tesoriere
dell'associazione radicale Trasparenza è partecipazione, commenta la
rilevazione de Il Sole 24 ore. E in una nota prosegue: «Alla luce di questi
dati ci si aspetterebbe che il livello di servizi resi al pubblico dagli uffici
sia tra i più elevati d'Italia in termini qualitativi e quantitativi.
Sarebbe legittimo pensare che paghiamo di più perché gli sportelli restano
aperti giorno e notte, perché i lavori pubblici viaggiano con tempi certi e
costi chiari o ancora perché il cibo dei nostri asili fa invidia ai ristoranti
slow-food, ma purtroppo non è così». Cenni prosegue ribadendo la necessità di
dar vita all'anagrafe pubblica degli eletti: «Mi interessa poco sapere se la
ragione di queste cifre sta nella gestione di Brancati o di Romoli, o di
entrambi, come personalmente credo, quello che mi preoccupa è che il cittadino
paga e non sa perché. Come radicali chiediamo che le amministrazioni approvino
un'anagrafe pubblica e patrimoniale degli eletti e dei nominati accessibile in
via telematica. Oggi per avere informazioni su quanto e come spende un ente
bisogna avere santi in paradiso o tempo da dedicare alla ricerca nei
sottoscala. Il sindaco Romoli sembra avere la testa a Friulia o altrove, ma
fintanto che è in carica dovrebbe tradurre in atti il suo slogan elettorale di
una gestione da buon padre di famiglia. Non è accettabile da contribuente,
prima ancora che da politico, un comportamento da padrone di casa». (f.s.)
( da "Secolo XIX, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Dalla "luce di
un gesto"30 mila euro per gli ultimi successo a sestri del progetto di
solidarietà Recco. Si rompe l'alleanza di centrosinistra che negli ultimi
vent'anni, pur tra alti e bassi, aveva caratterizzato lo schieramento delle
forze progressiste e che in un caso, con il sindaco Mariolina Diena, era anche
riuscita a conquistare in città la poltrona di primo cittadino. Da ieri,
Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani hanno annunciato che in vista delle
amministrative 2009, appoggeranno la lista civica Partecipa Recco, con Sergio
Siri candidato a sindaco. Dunque niente accordo con il Pd, impegnato domenica
prossima nelle primarie che porteranno a definire il nome del candidato sindaco
(questa sera alle
( da "Tirreno, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pistoia. Tra i più
alti i costi della politica: 45 euro a testa (23º posto) per gettoni di
presenza e stipendi Comune, burocrazia virtuosa Ogni cittadino paga 157 euro all'anno per il personale
PISTOIA. La burocrazia
comunale grava abbastanza poco sui cittadini pistoiesi. Poco rispetto agli
altri Comuni italiani. Ogni cittadino spende 157 euro all'anno per mandare
avanti gli uffici comunali e 45 euro all'anno per pagare i gettoni di presenza
e gli stipendi di sindaco e assessori. Così l'amministrazione di Renzo
Berti si piazza al quarto posto tra quelle più virtuose d'Italia. Lo scrive il
Sole 24 Ore in un'inchiesta pubblicata ieri, esaminando i conti consuntivi del
2007. ALBONETTI in Pistoia I SEGUE A PAGINA 1
( da "Tirreno, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 5 - Viareggio
Una rete di servizi per la nautica La promuovono cinque province per decidere
politiche comuni Uno sportello virtuale per le imprese, un
marchio toscano e la lotta alla burocrazia VIAREGGIO. Nasce un network di servizi per la nautica. Cioè una
rete: un sistema all'interno del quale le politiche a supporto di una delle
industrie più fiorenti della Toscana si decidono insieme. Ma potremmo definirlo
anche un mega-centro servizi che, un po' per la crisi un po' per la concorrenza
dei mercati stranieri, costringe enti, imprese e sindacati delle cinque
province costiere toscane a sedersi intorno al solito tavolo per promuovere lo
sviluppo della nautica da diporto. Dalla A alla Z: da Massa Carrara a Grosseto
e dalla piccola impresa di falegnameria alla grande azienda che confeziona
megayacht. Passando per una serie di snodi decisivi, a partire da quello della
diffusione di nuove tecnologie. Altri passaggi chiave saranno la creazione di
un marchio per la nautica toscana, l'istituzione di uno "sportello unico
virtuale" per le imprese, la semplificazione dei processi amministrativi.
Tutto, per ora, è solo sulla carta, o meglio sul protocollo d'intesa che
sancisce la nascita del Distretto integrato regionale della nautica da diporto.
Ma è una carta firmata. Il protocollo, ieri mattina, è stato sottoscritto a
Viareggio, dalla Regione, con l'assessore alle attività produttive Ambrogio
Brenna, dai rappresentanti delle cinque province coinvolte (Lucca, Massa
Carrara, Pisa, Livorno e Grosseto) e dai loro rispettivi centro servizi:
Navigo, Consorzio zona industriale apuana, Spa Navicelli, Magona e Net Spring.
La Provincia di Lucca sarà capofila del progetto, di cui si discute ormai da
due anni. Spiega il presidente Stefano Baccelli che il nostro territorio conta
il maggior numero di imprese legate alla nautica (il 37,9% del totale) e la
maggior incidenza del comparto in termini occupazionali (il 42,7% degli
occupati a livello regionale). Gli enti locali avranno un ruolo di indirizzo ma
operativamente sul territorio ci saranno i centri servizi chiamati a elaborare
un piano industriale unico che tenga conto di punti di forza e debolezza in
ogni singola realtà produttiva della costa. Per fare un esempio della ricca
filiera produttiva di Viareggio e della Versilia potrà avvantaggiarsi Livorno,
che al contrario né è priva. Come pure dei centri di specializzazione e ricerca
di Pisa potranno usufruire i comparti delle altre province. «Lo scopo
principale del protocollo - dice l'assessore provinciale all'innovazione,
Francesco Bambini - è quello di potenziare e migliorare i servizi del comparto
definendo un modello di sviluppo che potrà essere preso come riferimento anche
per altri settori produttivi». L'intesa piace anche al Comune di Viareggio.
«Andiamo a inaugurare - spiega l'assessore al porto, Alberto Benincasa - un
metodo di lavoro nuovo, in linea con gli obiettivi della nostra
amministrazione, cioè la creazione del sistema porto». Da qui a risolvere i
problemi infrastrutturali del porto di Viareggio, comunque, ce ne passa. La
rete toscana dei servizi può risultare molto utile ma potrà incidere poco sui
limiti tutti viareggini dell'insabbiamento dell'imboccatura del porto e della
scarsità di spazi per la nautica con accesso diretto al mare. Valentina Landucci
( da "Repubblica, La" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 21 - Economia
Comuni, ogni cittadino costa 300 euro ROMA - Ogni italiano costa in media 300
euro l´anno ai Comuni. è l´immagine di una burocrazia lenta e costosa quella che
emerge da un´analisi de Il Sole24ore, che ha classificato le spese dei municipi
per ciò che riguarda l´offerta dei servizi essenziali: anagrafe, organi
istituzionali, gestione dei beni, ufficio tributi e tecnico e segreteria.
Nella tabella pubblicata sopra ci sono i 15 comuni dove la macchina burocratica
ha il costo più elevato. Il primo posto spetta a Napoli, che impiega quasi il
doppio dei dipendenti di Milano. Subito dopo c´è Enna, dove la burocrazia costa due volte che nella Capitale.
( da "Manifesto, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
SCUOLA In arrivo il
ddl Gelmini su reclutamento e formazione Addio graduatorie, docenti scelti
dalle fondazioni private Giacomo Russo Spena Graduatorie messe in soffitta,
così come i concorsi pubblici e la Ssis. Il ministro della Pubblica Istruzione
Maria Stella Gelmini sta sferrando, con un ddl sul regolamento per la
formazione e il reclutamento dei docenti, il colpo finale al sistema formativo:
la logica aziendalistica dell'equilibrio di mercato tra domanda e offerta degli
insegnanti deve sostituire, secondo lei, il vecchio modello. Per porre fine al precariato e snellire la burocrazia. Il disegno di legge, ora
sotto l'osservazione del Cun (Consiglio universitario nazionale), è ancora una
bozza ma già si intravedono le linee guida caratterizzanti. Chiusa per sempre
la Ssis (il prossimo 30 aprile usciranno quelli dell'ultimo ciclo, i quali andranno
a rinvigorire il già ricco numero di precari) per diventare docenti si
dovrà seguire un articolato percorso, differenziato in tre corsi, a seconda
dell'insegnamento. Le possibili scelte sono tre: scuola d'infanzia e primaria,
quella secondaria di primo e secondo grado e, infine, per le discipline
artistiche musicali e coreutiche della scuola secondaria. Se per accedere alla
Ssis era indispensabile una laurea tradizionale (5 anni), adesso è sufficiente
quella triennale di primo livello con questi nuovi corsi, sostitutivi della
specialistica, che sono a numero programmato con prova di accesso svolta
contestualmente a livello nazionale. E si concludono con esame finale
abilitante. Ma la vera novità è rappresentata dal tirocinio, di durata di un
anno, differenziato relativamente al grado scolastico di riferimento. «Sembra
che il governo continui a smantellare l'istruzione pubblica», dichiara Mimmo
Pantaleo, segretario generale della Flc Cgil che comunque prima di dare giudizi
definitivi sul nuovo ddl aspetta di vedere la proposta finale: «In questa fase
transitoria meglio esser cauti». Di certo, il nuovo provvedimento di Gelmini
continua con la privatizzazione del sistema scolastico. Con la scomparsa delle
graduatorie gli aspiranti docenti, finiti i corsi biennali e superato l'esame
di abilitazione, si iscriveranno in un registro regionale in cui le fondazioni
private "attingeranno" per completare il personale dell'istituto.
Quindi non sarà più lo Stato a garantire la chiamata, ma saranno le nuove
scuole-azienda (con tanto di consigli d'amministrazione) a scegliere il
candidato da assumere. In questo modo si privilegiano i meritevoli, spiega
Gelmini. Ma quali? Forse coloro che concordano, come previsto nel ddl Aprea, il
30% del proprio programma scolastico direttamente col ministero
dell'Istruzione. Intanto i precari della scuola aumentano. L'anno prossimo ci
saranno 56mila unità in meno: 15 mila dipendenti Ata e 41mila insegnanti. Unico
vantaggio per i neo-docenti è dato dal fenomeno dei pensionamenti. Al momento
già 30mila. Professori e maestri che scappano dagli istituti, preoccupati dai
tagli di Gelmini e dallo spauracchio venga elevata (come chiesto dal ministro
Brunetta) l'età pensionabile delle donne.
( da "Giorno, Il (Brianza)" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
PRIMO PIANO pag. 2
«Niente firma sul consorzio finché Palazzo Marino non paga i debiti sul Parco»
LA POLEMICA NESSUNA firma per la costituzione del consorzio del Parco e della
Villa Reale fino a quando Palazzo Marino non avrà saldato i debiti. La polemica
è antica, ma ora il Comune di Monza ha un'arma in più da giocare nel
contenzioso che l'oppone alla metropoli sulle spese di gestione del Parco
cintato più grande d'Europa. MONZA INFATTI anticipa le spese di mantenimento
del polmone verde di cui è comproprietaria con il Comune di Milano nella parte
a nord di viale Cavriga (quella della concessione dell'Autodromo e del Golf) e
con la Regione Lombardia nell'area a sud (Giardini e dintorni). Ma il
conguaglio arriva sempre in ritardo, quando arriva. «DAL COMUNE di Milano
aspettiamo ancora un saldo di 3 milioni e 800mila euro, oltre a una quota in
conto opere sul verde, per un totale che supera i 4 milioni - ricorda
l'assessore monzese a Parco e Villa Reale, Pierfranco Maffè -. I pagamenti sono
fermi al 2002. Ma questa è per noi una delle condizioni preliminari alla
costituzione del consorzio per la gestione del Parco e della Villa: i debiti
vanno pagati». Sul consorzio, l'ente unico che, mettendo insieme i due Comuni,
la Regione e lo Stato (ma è previsto anche l'ingresso di Camera di Commercio e
Provincia di Monza e Brianza, oltre all'apertura a finanziatori privati), dovrà superare le lungaggini e l'eccesso di burocrazia dovuti all'attuale
frammentazione delle proprietà, Maffè non ha mai nascosto i suoi dubbi. Da
quelli legati all'ingresso di Milano a quelli sull'inclusione del Parco stesso
nell'ente che in origine era stato studiato per la sola Villa, per concludere
con le finalità stesse del consorzio. «Personalmente, avrei preferito
finalizzare l'ente di gestione al recupero della Villa, come si è fatto per
Venaria Reale», sottolinea l'assessore, preoccupato che gli interessi del
consorzio non vengano concentrati sull'obiettivo prioritario per Monza del
recupero del monumento piermariniano. Sul consorzio è cominciata la discussione
in Consiglio comunale: ci vorranno ancora diverse sedute. Nel mirino
dell'assessore non c'è solo Palazzo Marino. A preoccupare sono le condizioni di
Villa Mirabellino: indicata nel piano regionale di recupero del Parco come sede
di un museo di botanica e soprattutto della siloteca nata proprio in Villa
Reale, in realtà oggi sta cadendo a pezzi. A bloccare il recupero c'è un
vecchio braccio di ferro fra Demanio statale, proprietario dell'edificio, e Comune
di Milano sulla durata della concessione all'ente locale, che dovrebbe farsi
carico dell'operazione ma ha chiesto in cambio un utilizzo pluridecennale, per
ammortizzare i costi. «SE VILLA Mirabello sta rinascendo e proprio in questi
giorni sta uscendo il bando per il secondo lotto dei lavori, il Mirabellino è
l'unico edificio del Parco che è gestito dal Demanio dello Stato e il suo
degrado è sotto gli occhi di tutti - conclude Maffè -. Anche questo sarà un
tema di cui il consorzio dovrà occuparsi». M.Guz.
( da "Nazione, La (Lucca)" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
PRIMO PIANO pag. 4
«Rispetto ad altre città qui è un paradiso» «Se si trova l'impiegato giusto è
tutto più facile» LA PAROLA AI LUCCHESI GIUDIZI POSITIVI CON QUALCHE MA... di
MONICA ARENA UN GIUDIZIO tutto sommato positivo quello dei lucchesi sul funzionamento
degli uffici comunali, che, messo in rapporto ad una spesa pro-capite annua
sicuramente non indifferente, risulta, in media, abbastanza buono. Certo,
qualche neo c'è, in un sistema in cui la burocrazia la fa sempre da padrona. Noi
però abbiamo voluto toccare con mano quale fosse il parere dei lucchesi, e per
questo siamo scesi in strada per chiedere ad alcuni di loro cosa ne pensassero.
E ciò che alla fine emerge è che, a fronte di un importante impegno economico
che ci vede tutti coinvolti, i risultati non sono poi disprezzabili.
«ABITO A LUCCA da quindici anni dice Augusto Pedone , ma sinceramente mi sembra
che gli uffici comunali qua funzionino abbastanza bene. Certo, non sono tutte
rose e fiori, anch'io sono dovuto tornare più di una volta in alcuni uffici per
completare alcune pratiche, ma a differenza di una grande città come Roma, ad
esempio, qui è un paradiso. Un appunto però mi piacerebbe farlo per l'ufficio
dei vigili urbani: è veramente troppo poco l'apertura al pubblico per due soli
giorni alla settimana». UN PO' più critico il giudizio di Orlando Borelli: «Non
si può certo dire che gli uffici comunali non funzionino , ma bisogna essere
comunque dotati di una discreta dose di pazienza quando dobbiamo farci i conti.
La burocrazia anche qui da noi non manca. Io vengo dal
privato e lì è tutta un'altra storia e poi, basta vedere quanti impiegati
comunali capita di vedere in giro la mattina». «
( da "Nazione, La (Lucca)" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
PRIMO PIANO pag. 4 «Non si può dire che gli uffici comunali non funzionino, ma
bisogna essere comunque dotati... «Non si può dire che gli uffici comunali non
funzionino, ma bisogna essere comunque dotati di una discreta dose di pazienza
quando dobbiamo farci i conti. La burocrazia anche qui da noi non manca»
( da "Nazione, La (Grosseto)" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
PRIMO PIANO pag. 2 di CRISTINA RUFINI LA BUROCRAZIA comunale grosseta... di
CRISTINA RUFINI LA BUROCRAZIA comunale grossetana non è tra le più care
d'Italia. Anzi. Secondo un'indagine del quotidiano economico Il Sole 24Ore
dalle casse dell'ente del capoluogo di provincia sono usciti, nel 2007, 15
milioni e 700mila euro per far funzionare la macchina amministrativa.
Pesando sulle tasche di ciascuno grossetano 202,4 euro per far muovere il cuore
burocratico del Comune. A partire dalla segreteria, dai costi del personale
dipendente, alla ragioneria e l'economato, all'ufficio tributi, alla gestione
dei beni demaniali, all'ufficio tecnico e anagrafe. Solo per citare alcuni dei
settori che fanno parte della complessa macchina amministrativa. Cifre che
pongono Grosseto al 73esimo posto tra i 99 comuni capoluoghi di cui è stato
possibile reperire i dati. Classifica in cui troviamo ai primi posti i comuni
il cui costo pro capite è più alto (Napoli in testa con 525 milioni di euro e
una spesa pro capite di 539) e all'ultimo quelli che hanno fatto registrare
cifre meno elevate (Brindisi in coda con 11 milioni e 800mila euro per una
spesa pro capite di 130,4 euro). A fronte di una media nazionale di 260 euro, i
202,4 di Grosseto appaiono non certo poca cosa, ma comunque un «risparmio». «E'
UNA nuova prova dell'attenzione commenta l'assessore comunale al Bilancio,
Paolo Borghi e della cura che l'amministrazione ha avuto fin dal suo
insediamento per una buona e sana gestione delle casse comunali. I sacrifici
che abbiamo dovuto fare per risanare i conti sono stati davvero molti, ma alla
fine i risultati hanno dato e ci stanno continuando a dare ragione. Non più di
due settimane fa dalla Corte dei conti è arrivata infatti una nuova promozione
al bilancio dell'ente, rispetto a quale è stato sottolineato l'impegno
dimostrato attraverso il lavoro di contenimento delle spese di gestione degli
uffici». NEL SONDAGGIO del quotidiano economico, un capitolo a parte è stato
dedicato al costo politico della macchina burocratica, cioè alle spese per gli
organismi eletti: sindaco, giunta e consiglio comunale e le otto
circoscrizioni. E qui Grosseto risale condizione non positiva di venti
posizioni , portandosi dalla 73esima dei costi di funzionamento alla 53esima.
Con una spesa, nel 2007, di 2 milioni e 260mila euro sommato ai 15 milioni e
700mila delle spese di funzionamento fanno salire il totale a 17 milioni e
960mila euro che è costata alla tasche di ciascun grossetano 29,18 euro.
Condizione che evidenzia come sui costi di funzionamento Grosseto è quasi ai
minimi termini, se confrontata con gli altri comuni capoluoghi italiani, mentre
per la spesa politica i valori si alzano. Restando comunque ben lontani dai
112,60 euro pro capite fatti registrare a Venezia, città al primo posto in
Italia quanto a costo della politica, e molto più vicini a Trieste, che coi
suoi 9,59 euro pro capite è il fanalino di coda della classifica del «Sole».
«SIAMO convinti, oggi più che mai, anche a fronte della grave crisi che sta
attraversando tutti i maggiori sistemi economici mondiali che nessuna azione
possa avere valore e fondamento se non parte da un'ordinata, corretta e sana
tenuta del bilancio ha proseguito l'assessore Borghi che in parte si lega ad un
oculato piano di risparmi, dall'altra ad una programmazione ponderata e ad un
serio ed efficace piano di investimenti. Penso, ad esempio, alla carta
elettronica, che oltre a portare benefici ai cittadini in termini di
snellimento dei passaggi burocratici, consente ai nostri uffici di ridurre il
carico di lavoro e di spese, a vantaggio di altri importanti servizi e quindi
di tutta la popolazione».
( da "Nazione, La (Grosseto)" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
PRIMO PIANO pag. 3 non troppo uffici che per gli amministratori di CRISTINA RUFINI
LA BUROCRAZIA comunale grossetana non è tra le più care d'Italia. Anzi. Secondo
un'indagine del quotidiano economico Il Sole 24Ore dalle casse dell'ente del
capoluogo di provincia sono usciti, nel 2007, 15 milioni e 700mila euro per far
funzionare la macchina amministrativa. Pesando sulle tasche di ciascuno
grossetano 202,4 euro per far muovere il cuore burocratico del Comune. A
partire dalla segreteria, dai costi del personale dipendente, alla ragioneria e
l'economato, all'ufficio tributi, alla gestione dei beni demaniali, all'ufficio
tecnico e anagrafe. Solo per citare alcuni dei settori che fanno parte della
complessa macchina amministrativa. Cifre che pongono Grosseto al 73esimo posto
tra i 99 comuni capoluoghi di cui è stato possibile reperire i dati. Classifica
in cui troviamo ai primi posti i comuni il cui costo pro capite è più alto
(Napoli in testa con 525 milioni di euro e una spesa pro capite di 539) e all'ultimo
quelli che hanno fatto registrare cifre meno elevate (Brindisi in coda con 11
milioni e 800mila euro per una spesa pro capite di 130,4 euro). A fronte di una
media nazionale di 260 euro, i 202,4 di Grosseto appaiono non certo poca cosa,
ma comunque un «risparmio». «E' UNA nuova prova dell'attenzione commenta
l'assessore comunale al Bilancio, Paolo Borghi e della cura che
l'amministrazione ha avuto fin dal suo insediamento per una buona e sana
gestione delle casse comunali. I sacrifici che abbiamo dovuto fare per risanare
i conti sono stati davvero molti, ma alla fine i risultati hanno dato e ci
stanno continuando a dare ragione. Non più di due settimane fa dalla Corte dei
conti è arrivata infatti una nuova promozione al bilancio dell'ente, rispetto a
quale è stato sottolineato l'impegno dimostrato attraverso il lavoro di
contenimento delle spese di gestione degli uffici». NEL SONDAGGIO del
quotidiano economico, un capitolo a parte è stato dedicato al costo politico
della macchina burocratica, cioè alle spese per gli organismi eletti: sindaco,
giunta e consiglio comunale e le otto circoscrizioni. E qui Grosseto risale
condizione non positiva di venti posizioni , portandosi dalla 73esima dei costi
di funzionamento alla 53esima. Con una spesa, nel 2007, di 2 milioni e 260mila
euro sommato ai 15 milioni e 700mila delle spese di funzionamento fanno salire
il totale a 17 milioni e 960mila euro che è costata alla tasche di ciascun
grossetano 29,18 euro. Condizione che evidenzia come sui costi di funzionamento
Grosseto è quasi ai minimi termini, se confrontata con gli altri comuni
capoluoghi italiani, mentre per la spesa politica i valori si alzano. Restando
comunque ben lontani dai 112,60 euro pro capite fatti registrare a Venezia,
città al primo posto in Italia quanto a costo della politica, e molto più
vicini a Trieste, che coi suoi 9,59 euro pro capite è il fanalino di coda della
classifica del «Sole». «SIAMO convinti, oggi più che mai, anche a fronte della
grave crisi che sta attraversando tutti i maggiori sistemi economici mondiali
che nessuna azione possa avere valore e fondamento se non parte da un'ordinata,
corretta e sana tenuta del bilancio ha proseguito l'assessore Borghi che in
parte si lega ad un oculato piano di risparmi, dall'altra ad una programmazione
ponderata e ad un serio ed efficace piano di investimenti. Penso, ad esempio,
alla carta elettronica, che oltre a portare benefici ai cittadini in termini di
snellimento dei passaggi burocratici, consente ai nostri uffici di ridurre il
carico di lavoro e di spese, a vantaggio di altri importanti servizi e quindi
di tutta la popolazione».
( da "Nazione, La (Grosseto)" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
PRIMO PIANO pag. 3
di ERICA VIOLA I COSTI che ogni cittadino deve sos... di ERICA VIOLA I COSTI
che ogni cittadino deve sostenere per mandare avanti la «macchina» comunale
sembrano non interessare molto i grossetani. Infatti nell'intervistare le
persone per sapere cosa ne pensano della classifica redatta da Il Sole 24Ore
sui costi totali e pro capite sostenuti dai comuni per il funzionamento degli
uffici e degli organi istituzionali, sono moltissimi i cittadini che hanno
risposto «Non so», «Non me ne intendo» oppure «Non sono interessato
all'argomento». Ma dopo qualche difficoltà abbiamo finalmente trovato qualcuno
disposto a rilasciarci il proprio parere sulla questione, come Ivo Franci,
pensionato, che afferma: «Trovo che la spesa che il
cittadino si trova a sostenere per la burocrazia del capoluogo maremmano sia nel complesso giusta e non
esagerata. Anche se certamente queste circa 230 euro complessive influiscono
sul costo della vita, soprattutto per noi pensionati. Meno male che, oltre alla
pensione, ho anche altre risorse con cui riesco ad arrotondare un pò.
Comunque penso che il Comune riesca a gestire bene questi soldi, almeno per
quanto riguarda i settori che pratico, come l'anagrafe e i servizi urbani.
Qualcosa che non va ovviamente c'è, ma nel complesso è un qualcosa di minimo». Non
si trova d'accordo con Franci un cittadino (che preferisce restare anonimo) che
sostiene: «Il dato della classifica è certamente negativo. Si spende troppo e
male. Ci sono buche dappertutto, file interminabili negli uffici e spazzatura
ovunque, sembra di essere a Napoli più che a Grosseto». «Come strutture e
innovazioni per la città credo che l'amministrazione comunale stia svolgendo un
buon lavoro dice invece Luca Pantani, dipendente statale anche se potrebbe fare
di più. Ad esempio investendo sull'illuminazione delle strade, sui marciapiedi
e sulla nostra sicurezza. Trovo infatti che anche qui a Grosseto, come sta
accadendo in altre città, si debba pensare a una maggiore vigilanza, anche
attraverso le ronde». «Per quanto riguarda l'efficienza degli uffici comunali
non ho nulla da ridire prosegue Pantani. Ogni volta che ho avuto bisogno non mi
sono mai trovato davanti a lunghe code agli sportelli e i dipendenti sono stati
sempre disponibili. I nostri soldi sono quindi spesi sostanzialmente bene».
Costo della burocrazia troppo ingente e mal
distribuito, invece, secondo Ado Pelosi che afferma: « Penso che la spesa al
cittadino sia eccessiva e poi negli uffici c'è troppo personale ed è mal
assegnato. Innanzitutto l'amministrazione dovrebbe razionalizzare le presenze
dei dipendenti. In alcuni uffici ce ne sono troppi, in altri, invece, ce ne
sono pochi. Ad esempio i vigili urbani. Ce ne vorrebbero di più in strada e
meno dietro le scrivanie. Poi il Comune dovrebbe dare meno lavoro a ditte
esterne e sfruttare di più la forza lavoro interna. Spesso abbiamo ottimi
ingegneri e nonostante questo li vanno a cercare fuori, creando così un maggior
costo. Sono convinto che seguendo alcune accortezze si possa trovare il modo
per risparmiare ed evitare gli sperperi di denaro pubblico». «LE 200 EURO annue
pro capite non sono una grande spesa da sostenere dichiara Barbara Calzolari,
imprenditrice anche se questi soldi potrebbero essere amministrati in modo
diverso». «Comuque sottolinea Calzolari trovo che tutto sommato gli uffici
comunali funzionino bene. Certo ci sono le classiche file agli sportelli, ma la
disponibilità dei dipendenti non manca, e anche questo è un dato importante da
valutare e da tenere in considerazione. Infatti se si spendesse una certa cifra
per poi trovarsi in presenza di gravi disservizi i nostri soldi sarebbero spesi
inutilmente». Insomma, a quanto pare i grossetani su questo punto si dividono
in diverse correnti di pensiero: c'è chi non è interessato all'argomento,
nemmeno per capire se le spese che personalmente è chiamato a sostenere per
mandare avanti la «macchina comunale» siano eque, c'è poi chi sostiene che i
costi al cittadino siano troppo elevati e comunque mal distribuiti, e infine
chi dichiara che tutto sommato le circa 230 euro totali, tra gli esborsi per
gli uffici e quelli per le cariche pubbliche, siano invece un costo giusto,
anche in rapporto ai servizi offerti al cittadino.
( da "Corriere Alto Adige" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Corriere dell'Alto
Adige - BOLZANO - sezione: PRIMOPIANO - data: 2009-02-24 num: - pag: 2
categoria: REDAZIONALE Camera di commercio Presidente a colloquio con i giovani
di Assoimprenditori: imprese in affanno Ebner: «Burocrazia, snellire è urgente»
BOLZANO — Burocrazia, crisi economica e finanziaria internazionale, esigenze
contingenti delle aziende altoatesine: queste alcune delle tematiche su cui i
Giovani di Assoimprenditori Alto Adige si sono confrontati con il presidente
della Camera di commercio, Michl Ebner. L'occasione è stata offerta dal primo
di un ciclo di incontri dal titolo «Conversazioni davanti al caminetto »,
promossi dai Giovani Imprenditori con personaggi di spicco. A fare gli onori di
casa i presidenti Werner Kusstatscher (Beton Eisack) per la provincia di
Bolzano e Thomas Ausserhofer (Unionbau) per il Comitato regionale. La
poliedricità dell'ospite ha permesso ai Giovani Imprenditori di osservare le
singole tematiche dai differenti punti di vista di deputato a Roma, di
parlamentare europeo, di imprenditore, oltre che di presidente della Camera di
commercio. Michl Ebner ha elogiato la campagna promossa da Assoimprenditori
Alto Adige contro l'Irap, mettendo in evidenza che «questa imposta, essendo a
tutti gli effetti una tassa sull'occupazione, risulta particolarmente deleteria
per le imprese. L'attività delle imprese è appesantita dalla burocrazia,
che implica costi diretti ed indiretti per le imprese e che deve assolutamente
essere snellita, in particolare in questo difficile periodo congiunturale che
le aziende devono affrontare loro malgrado, in quanto la crisi coinvolge le
imprese, ma non dipende da loro». Ebner ha, infine, illustrato l'attività della
Camera di commercio, soprattutto per sostenere le aziende nell'affrontare
questo momento critico, in particolare gli specifici servizi per le imprese, la
formazione tramite il Wifi, il sostegno all'internazionalizzazione attraverso
l'Eos e la costante attività di ricerca economica con l'Ire. «La crisi non
potrà durare per sempre — ha concluso Ebner —. Risulta di fondamentale
importanza strategica essere preparati a ripartire con una visione chiara delle
potenzialità dell'economia altoatesina e degli elementi cruciali, su cui
puntare, per favorirne lo sviluppo ». Europarlamentare Michl Ebner
( da "Corriere Alto Adige" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Corriere dell'Alto
Adige - BOLZANO - sezione: BOLZANOEPROV - data: 2009-02-24 num: - pag: 6
categoria: REDAZIONALE Amministrazione Allo studio formule che mirano a
risparmiare tempo e fondi Assessori «sgravati» dalla burocrazia
BOLZANO — La giunta provinciale compie passi avanti nel progetto di snellimento
burocratico delle procedure interne, che punta a una riduzione di almeno il 20
per cento delle delibere. «L'esecutivo — ha spiegato Durnwalder nel consueto
incontro pubblico per relazionare sui lavori dell'esecuitivo — si occuperà di
fissare le direttive e i criteri generali, toccherà poi ai singoli assessori
competenti firmare gli specifici decreti per applicare le misure all'interno
della cornice indicata dall'esecutivo ». Nella seduta di ieri sono stati
delineati gli ambiti di applicazione dei decreti, ora tutti gli aspetti sono al
vaglio degli uffici legali prima della firma del decreto presidenziale che
rende operativo il processo di snellimento degli atti interni. In pratica, è in
gioco il ruolo del personale interno all'amministrazione che in futuro potrà—
risultano sicuramente valorizzato — sostituirsi all'assessore nel mandare
avanti la «macchina amministrativa» Nel corso della stessa seduta, l'esecutivo
ha approvato il piano dell'educazione permanente per il gruppo linguistico
tedesco e ladino, che prevede per l'anno in corso finanziamenti per quattro
milioni di euro. Analogamente è stato approvato il piano 2009 per la promozione
del bilinguismo per l'area tedesca: per iniziative, convegni, manifestazioni e
corsi sono stati stanziati 1,1 milioni di euro. R. I. Palazzo Widmann La sede
della giunta altoatesina
( da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)" del
24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
CALOLZIOCORTE E
OLGINATE pag. 13 Lecco, Comune virtuoso La burocrazia costa poco Il sindaco:
«Spendiamo bene i soldi dei cittadini» L'INDAGINE di ANDREA MORLEO LECCO LECCO
è un Comune «virtuoso». Lo dicono i risultati della speciale classifica stilata
da un noto quotidiano economico in cui vengono calcolati i costi della
«macchina» amministrativa e quelli della politica locale in rapporto al numero
di abitanti. Ebbene il Comune di Lecco si piazza a un onorevolissimo 87°
posto. Il costo delle funzioni generali si è attestato nel 2007 sugli 8,6
milioni di euro per una spesa pro-capite di 183,8. Per funzioni generali si
intende la macchina amministrativa nella sua globalità: gli organi
istituzionali ma anche tutti i settori in cui è suddiviso un Comune (segreteria
e gestione personale, ragioneria ed economato, ufficio tributi, gestione dei
beni demaniali, ufficio tecnico e anagrafe). «QUESTA È L'ENNESIMA riprova -
dice il sindaco, Antonella Faggi (nella foto) - che il nostro Comune non spreca
i soldi dei cittadini. Siamo un Comune virtuoso, che è riuscito ad ottemperare
a tutte le disposizioni del Governo razionalizzando la macchina
amministrativa». Quest'operazione di miglioramento è passata da un taglio del
personale di Palazzo Bovara, che è passato dai 500 dipendenti di qualche tempo
fa ai 350 attuali. Gli stipendi vanno da un minimo di mille euro al mese a un
massimo di 4 mila per le cariche più importanti (funzionari e segretario).
«Negli ultimi tre mesi - racconta ancora il sindaco - siamo riusciti, insieme
alla Giunta, ad apportare un'ulteriore razionalizzazione, dando un'impronta
sempre più imprenditoriale alla gestione del nostro Comune». Non così nel resto
d'Italia. La palma del Comune più «sprecone» spetta a Napoli dove la macchina
amministrativa è costata ben 525,9 milioni di euro nel 2007, pari a 539,3 euro
per abitante. Fa ancora più scalpore però il caso di Enna che si piazza al
secondo posto con 13,6 milioni di euro: ben 483,6 euro a testa per abitante
(quasi tre volte il dato di Lecco). PECCATO che il Comune siciliano conti poco
meno di 30 mila abitanti. Anche l'incidenza del costo della politica comunale
lecchese è più basso rispetto alla media nazionale. Nel 2007 sindaci, assessori
e congilieri sono costati al Comune di Lecco complessivamente un milione e 280
mila euro. «Non siamo come a Napoli - spiega Antonella Faggi - dove il
consigliere comunale è un lavoro. Qui si fa politica per passione: un
consigliere prende 37 euro lordi a seduta, mentre a Milano si arriva a 2.500
euro al mese». A Palazzo Bovara un assessore percepisce 1.500 euro netti al
mese mentre il compenso del sindaco Faggi si attesta sui tremila euro. Image:
20090224/foto/140.jpg
( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del
24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
RAVENNA CRONACA pag.
7 OGNI ravennate spende 262 euro l'anno per garantire il... OGNI ravennate
spende 262 euro l'anno per garantire il funzionamento della macchina comunale'.
La quota maggiore, pari a 227,4 euro, è destinata a retribuire il personale
degli uffici strategici di Palazzo Merlato come segreteria, ragioneria ed
economato, tributi, beni demaniali, ufficio tecnico e anagrafe. Una parte
minore della spesa, che corrisponde a 34,8 euro pro capite, serve invece ad
alimentare gli organi istituzionali politici': giunta, consiglio comunale,
commissioni consiliari e consigli di circoscrizione. Dalle elaborazioni fornite
ieri dal Sole 24 Ore si ricava una pagella a due facce per Ravenna: la città
dei mosaici è nella lista delle città più virtuose, come gran parte dei
capoluoghi dell'Emilia Romagna tranne Rimini, per quanto
riguarda il costo della burocrazia, a cui compete una spesa annua di 34,4 milioni di euro, dunque
più leggera della media nazionale. L'altra faccia della medaglia sono invece i
5,2 milioni di euro che gravano sui ravennati per le spese degli organi
istituzionali comunali e che, in virtù del numero di residenti, risultano tra i
quaranta più onerosi delle città capoluogo. «QUESTO risultato rispondono
da Palazzo Merlato deriva dal fatto che, nella voce sugli organi istituzionali,
sono compresi tutti gli oneri per le attività del decentramento, che nel 2007
hanno comportato una spesa pari a 3,4 milioni di euro». E' la cifra corrisposta
dall'amministrazione comunale per finanziare 65 dipendenti e operatori agli
sportelli Cup delle circoscrizioni, servizi di podologia, operatori culturali,
fondi circoscrizionali per attività culturali, piccole manutenzioni edifici
interesse circoscrizionale, manutenzioni aree verdi, contributi, Cre, attività
utilità sociale, e servizi vari. «La spesa sostenuta per gli organi elettivi
del decentramento, gettoni di presenza ai 200 consiglieri e indennità ai
presidenti precisano da Palazzo Merlato si attesta sui 400mila euro. Pare ovvio
che, sottraendo dalla spesa complessiva quella destinata alle attività svolte dal
decentramento per il territorio, la cifra complessiva diminuirebbe
sensibilmente, portando il Comune di Ravenna a livelli analoghi delle città, in
questo caso, in classifica. Tenuto conto inoltre che, sul piano nazionale, sono
poche le città che possono vantare un'attività così intensa e capillare come
quella che le Circoscrizioni portano avanti su un territorio di grande
estensione come il nostro». IL COMUNE ha poi precisato i motivi per cui è stato
inserito nella graduatoria dei cattivi pagatori' nel 2007 (come riferito a
parte). «Per rispettare il Patto di stabilità abbiamo dovuto ridurre le uscite
di cassa. Si è così proceduto con la dilazione concertata di alcuni pagamenti
verso i creditori e fornitori con più vasto giro d'affari. Questa pratica non ha
dato luogo ad alcun contenzioso». La fase critica è stata comunque superata
visto che nel 2008 la percentuale dei pagamenti si attesta attorno all'80 per
cento del debito: sono state ripristinate le modalità consuete di pagamento,
assicurano in Comune, che avvengono in un tempo medio di 90 giorni.
( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del
24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
PESARO PRIMO PIANO
pag. 2 Per mantenere sindaco LO STUDIO DEL «SOLE 24 ORE» OGNI PESARESE PER
MANTENERE al lavoro sindaco, giunta, consiglio comunale e tutto l'entourage
delle circoscrizioni, ogni cittadino pesarese spende circa 36 euro all'anno,
per un totale in bilancio di 3,32 milioni di euro. Molto più di quanto accade
nella vicina Ancona, che in bilancio imputa un costo di 2,87 milioni di euro e
una spesa per il cittadino di 28 euro pro capite, oppure dalla cugina Macerata,
che invece spende appena 1,02 milioni e 23,87 pro capite. Solo Ascoli, nelle
Marche. spende di più, 53 euro. A SPULCIARE tra i conti delle amministrazioni
pubbliche è stato ancora una volta il «Sole 24 Ore», che con l'aiuto della
banca dati AidaPa ha stilato due classifiche che fotografano le spese sostenute
da 99 comuni italiani per mantenere i propri organi istituzionali e, più in
generale, quelle necessarie per il funzionamento di tutta la macchina comunale.
Nel primo caso, ovvero i costi della politica, Pesaro "svetta" in
33esima posizione, superando come si è detto Ancona (59esima) e Macerata
(75esima), anche se i costi per le nostre cariche elettive nulla hanno a che
vedere con i 30 milioni di euro e 112 pro capite sostenuti dai poveri veneziani
(primi, cioè ultimi, in classifica) o con i 2,73 milioni di euro totali e 53
pro capite che devono sborsare i cugini ascolani (17esimi nella graduatoria
finale). PIÙ OTTIMISTICO invece il quadro che emerge nella classifica che
considera i costi sostenuti per far funzionare tutta la macchina comunale,
ovvero il cuore della burocrazia del Comune, che include le segreterie e la gestione del
personale, la Ragioneria e l'Economato, l'ufficio Tributi, la gestione dei beni
demaniali, l'Ufficio tecnico e l'Anagrafe. In questa graduatoria la nostra città
scende verso il fondo, fino alla 70esima posizione, con una spesa sostenuta da
ciascun pesarese molto inferiore a quella in capo agli ascolani (9°
posto con 18,6 milioni di euro e 361 pro capite), agli anconetani (22° posto
con 30,9 milioni e 304 euro pro capite), e ai maceratesi (67° posto con 9,1
milioni di euro e 214 pro capite). Se da un lato quindi le spese che un
pesarese deve accollarsi per mantenere i propri organi istituzionali sono
superiori alla media nazionale, quelli investiti dalla nostra amministrazione
per far funzionare gli uffici comunali sono decisamente più bassi della media.
Un quadro che deve far riflettere chi ci governa in fase di compilazione di
bilancio, soprattutto quando si tratta di decidere dove fare tagli. Francesca
Pedini
( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del
24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
PESARO PRIMO PIANO
pag. 3 PER MANTENERE al lavoro sindaco, giunta, consiglio comunale e tutto
l'entour... PER MANTENERE al lavoro sindaco, giunta, consiglio comunale e tutto
l'entourage delle circoscrizioni, ogni cittadino pesarese spende circa 36 euro
all'anno, per un totale in bilancio di 3,32 milioni di euro. Molto più di
quanto accade nella vicina Ancona, che in bilancio imputa un costo di 2,87
milioni di euro e una spesa per il cittadino di 28 euro pro capite, oppure
dalla cugina Macerata, che invece spende appena 1,02 milioni e 23,87 pro
capite. Solo Ascoli, nelle Marche. spende di più, 53 euro. A SPULCIARE tra i
conti delle amministrazioni pubbliche è stato ancora una volta il «Sole 24
Ore», che con l'aiuto della banca dati AidaPa ha stilato due classifiche che
fotografano le spese sostenute da 99 comuni italiani per mantenere i propri
organi istituzionali e, più in generale, quelle necessarie per il funzionamento
di tutta la macchina comunale. Nel primo caso, ovvero i costi della politica,
Pesaro "svetta" in 33esima posizione, superando come si è detto
Ancona (59esima) e Macerata (75esima), anche se i costi per le nostre cariche
elettive nulla hanno a che vedere con i 30 milioni di euro e 112 pro capite
sostenuti dai poveri veneziani (primi, cioè ultimi, in classifica) o con i 2,73
milioni di euro totali e 53 pro capite che devono sborsare i cugini ascolani
(17esimi nella graduatoria finale). PIÙ OTTIMISTICO invece il quadro che emerge
nella classifica che considera i costi sostenuti per far funzionare tutta la
macchina comunale, ovvero il cuore della burocrazia del Comune, che include le
segreterie e la gestione del personale, la Ragioneria e l'Economato, l'ufficio
Tributi, la gestione dei beni demaniali, l'Ufficio tecnico e l'Anagrafe. In
questa graduatoria la nostra città scende verso il fondo, fino alla 70esima
posizione, con una spesa sostenuta da ciascun pesarese molto inferiore a quella
in capo agli ascolani (9° posto con 18,6 milioni di euro e 361 pro
capite), agli anconetani (22° posto con 30,9 milioni e 304 euro pro capite), e
ai maceratesi (67° posto con 9,1 milioni di euro e 214 pro capite). Se da un
lato quindi le spese che un pesarese deve accollarsi per mantenere i propri
organi istituzionali sono superiori alla media nazionale, quelli investiti
dalla nostra amministrazione per far funzionare gli uffici comunali sono
decisamente più bassi della media. Un quadro che deve far riflettere chi ci
governa in fase di compilazione di bilancio, soprattutto quando si tratta di
decidere dove fare tagli. Francesca Pedini
( da "Nazione, La (Siena)" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
PRIMO PIANO pag. 2 di LAURA VALDESI BUROCRAZIA E POLITICA costano un occhio alla
nostra comunit&#... di LAURA VALDESI BUROCRAZIA E POLITICA costano un
occhio alla nostra comunità. Il «peso» per ogni abitante sostenuto per far
funzionare gli uffici del Comune in una parola la sua macchina organizzativa è
infatti di 375 euro. Pone Siena, secondo la classifica del «Sole24Ore»
stilata spulciando i Consuntivi 2007, al settimo posto in Italia addirittura
prima di metropoli come Milano (14° con 330 euro) e Roma (45° con 249 euro).
Magra consolazione: Firenze (446,8 euro) si piazza sul terzo gradino del podio,
mentre il primato va a Napoli. PER UNA CITTÀ piccola come la nostra in fondo
siamo poco più di 54 mila residenti sborsare circa 20 milioni per la struttura
comunale non è uno scherzo in tempi di vacche magre e di risparmi dettati dalla
crisi che soffia forte nella provincia. Dati «forti» che il Comune però spiega
con il supporto delle cifre tentando di ridimensionarne la portata. «Siena
assomma a sé grandi funzioni e qualità tali da richiedere un castello
amministrativo importante. Ci sono 54mila abitanti ma da noi insistono
Fondazione Mps e Università, Banca Mps e policlinico, unitamente all'offerta
culturale per cui le presenze di cittadini superano di gran lunga i residenti:
basta pensare agli studenti dell'ateneo. Tutto compreso sono intorno a 90mila
le persone che 'usano' la città». Giusto: però anche Roma e Milano, per restare
alle metropoli, hanno università e banche, unitamente a un ventaglio artistico-culturale
immenso. Semmai il numero di abitanti è di ben altra consistenza. Servono
dunque altri elementi per una lettura meno ingessata della classifica del
«Sole». «Tra i costi attribuiti alla macchina organizzativa osserva ancora il
Comune figura ad esempio la manutenzione ordinaria del patrimonio immobiliare:
molto elevata, visto che riguarda palazzi che hanno valore storico come il
Santa Maria e il Comune stesso. E ancora. L'immobile della Circoscrizione
( da "Corriere del Veneto" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del Veneto
- VERONA - sezione: CRONACAVERONA - data: 2009-02-24 num: - pag: 8 categoria:
REDAZIONALE Costi della politica La ricerca pubblicata dal Sole24Ore. Le
riserve dell'Anci: «Le spese vanno rapportate ai servizi erogati» Oltre 300
euro a testa per mantenere il Comune Si spendono 271 euro per la «burocrazia» e 33 per la rappresentanza. Paloschi:
verificherò Verona si piazza poco sopra la metà della classifica. L'assessore
al Bilancio sperava in una performance migliore VERONA — Quanto costa ai
cittadini la macchina burocratica locale e i suoi amministratori? Per quelli
veronesi più di 300 euro all'anno. Il dato proviene da una ricerca pubblicata
ieri sul Sole24Ore. Il giornale economico stila, infatti una classifica che
mette a confronto i certificati consuntivi dei comuni italiani, riferiti al
2007. Due le voci prese in esame. La prima riguarda i costi delle funzioni
generali dell'amministrazione locale. In pratica la spesa per segreterie,
gestione del personale, ragionerie, uffici tributi, gestione dei beni
demaniali, uffici tecnici e anagrafe. Una sfilza di capitoli che, in riva
all'Adige, fa segnare i 72,3 milioni di euro. Totale che, spalmato su tutti i
residenti del Comune, raggiunge un costo pro capite di 277 euro. Cifra parziale
questa, perché deve ancora essere aggiunta la spesa per gli organi
istituzionali. Che tradotti non sono altri che stipendi, indennità, rimborsi e
gettoni di chi è stato eletto dai cittadini per gestire al cosa pubblica. In
poche parole il sindaco Flavio Tosi, la sua squadra di assessori e i
consiglieri comunali e di circoscrizione. In questo caso la quota raggiunge gli
8,84 milioni di euro pari a poco meno che 40 euro se suddivisi per ogni
abitante del Comune. Soldi che, sommati ai 277 euro di costi della burocrazia, arrivano ad un netto di 317 euro: è questo
quanto ogni veronese deve sborsare ogni anno per «essere ammini-strato » dai
propri rappresentanti. Un totale che, tutto sommato, sfora di poco la media
delle città con più di 30mila abitanti: 260 euro per le funzioni generali e 34
per gli organi istituzionali. Nella classifica generale palazzo Barbieri si
piazza 31esimo in riferimento alle spese di funzionamento (prima è la città di
Napoli, con 593 euro pro capite). Mentre per quanto riguarda il costo della
politica, Verona si trova nove posizioni più in basso, al 40esimo gradino. Ben
45 posizioni prima di Milano, che nonostante le dimensioni, riesce tuttavia a
contenere meglio del comune scaligero queste spese, inferiori di 13 euro. In
tutti i casi la ricerca dimostra che la «macchina » veronese resta tra le più
costose del Veneto, battuta solo da Venezia che, tra uffici e politici, fa
pagar un conto ben più salato ai propri cittadini: 424 euro. Scorrendo poi la
lista delle altre città venete, in rapporto alle spese burocratiche, troviamo
Treviso, (al 38Ë? posto), Rovigo (al 53Ë?), Padova, un gradino sotto, poi
Vicenza (al 68Ë?) e a chiudere Belluno (al 72Ë?). Nella graduatoria parallela
del Sole24ore, quella riferita ai costi della politica, sopravanzano Verona sia
Venezia (capolista al primo posto) che Padova (18esima). Si piazzano sotto, invece,
Vicenza (al 66Ë? posto), Rovigo (70Ë?), Belluno (95Ë?) e Treviso (96Ë?). Chi
non è molto contento del risultato è l'assessore al Bilancio, Pier Luigi
Paloschi che immaginava per Verona qualche posto più in basso nella classifica
pubblicata. Ieri non si è sbilanciato in nessun commento, rimandato ad oggi
dopo le verifiche del caso. Dubbi sulla ricerca anche dall'Anci, l'associazione
nazionale dei comuni italiani, che sottolinea come le spese dovrebbero essere
rapportate ai servizi erogati, e non prese come valori assoluti. Francesco
Marchi
( da "Nazione, La (Siena)" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
PRIMO PIANO pag. 3
Ateneo, gli studenti contestano la nuova governance di LAURA
VALDESI BUROCRAZIA E POLITICA costano un occhio alla nostra comunità. Il «peso»
per ogni abitante sostenuto per far funzionare gli uffici del Comune in una
parola la sua macchina organizzativa è infatti di 375 euro. Pone Siena, secondo
la classifica del «Sole24Ore» stilata spulciando i Consuntivi 2007, al settimo
posto in Italia addirittura prima di metropoli come Milano (14° con 330
euro) e Roma (45° con 249 euro). Magra consolazione: Firenze (446,8 euro) si
piazza sul terzo gradino del podio, mentre il primato va a Napoli. PER UNA
CITTÀ piccola come la nostra in fondo siamo poco più di 54 mila residenti
sborsare circa 20 milioni per la struttura comunale non è uno scherzo in tempi
di vacche magre e di risparmi dettati dalla crisi che soffia forte nella
provincia. Dati «forti» che il Comune però spiega con il supporto delle cifre
tentando di ridimensionarne la portata. «Siena assomma a sé grandi funzioni e
qualità tali da richiedere un castello amministrativo importante. Ci sono
54mila abitanti ma da noi insistono Fondazione Mps e Università, Banca Mps e
policlinico, unitamente all'offerta culturale per cui le presenze di cittadini
superano di gran lunga i residenti: basta pensare agli studenti dell'ateneo.
Tutto compreso sono intorno a 90mila le persone che 'usano' la città». Giusto:
però anche Roma e Milano, per restare alle metropoli, hanno università e
banche, unitamente a un ventaglio artistico-culturale immenso. Semmai il numero
di abitanti è di ben altra consistenza. Servono dunque altri elementi per una
lettura meno ingessata della classifica del «Sole». «Tra i costi attribuiti
alla macchina organizzativa osserva ancora il Comune figura ad esempio la
manutenzione ordinaria del patrimonio immobiliare: molto elevata, visto che
riguarda palazzi che hanno valore storico come il Santa Maria e il Comune
stesso. E ancora. L'immobile della Circoscrizione
( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del
24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
ROVIGO pag. 6 LA
MACCHINA comunale di Rovigo, per usare un paragone che n... LA MACCHINA
comunale di Rovigo, per usare un paragone che nel campo dei motori, costa
quanto una vettura da rally ma in realtà dovrebbe avere il prezzo di una
utilitaria. Ogni rodigino paga infatti 235,9 euro a testa per far funzionare
gli uffici di palazzo Nodari. Una somma abbastanza rilevante, soprattutto se
confrontata con altre realtà italiane. Nel dettaglio, secondo le cifre
pubblicate ieri dal quotidiano economico Il Sole 24 Ore', il Comune di Rovigo
spende per le cosiddette funzioni generali' 12 milioni di euro, che divisi pro
capite diventano 235,9 euro. Il dato è riferito a fine 2007, ed è stato
elaborato dagli ultimi consuntivi disponibili. La somma totale comprende le
spese degli organi istituzionali, la segreteria e la gestione del personale, la
ragioneria e l'economato, l'ufficio tributi, la gestione dei beni demaniali,
l'ufficio tecnico e l'anagrafe. Questi gli uffici del cuore amministrativo' di
ogni comune che, a Palazzo Nodari, sono curati da 310 dipendenti. Nella
classifica del quotidiano economico dedicata agli esborsi degli uffici comunali
Rovigo è al 53mo posto, con 12 milioni di euro di spesa e 235,9 euro pro
capite, una posizione tutto sommato abbastanza virtuosa. Ma è nel confronto con
altri comuni che si nota qualche sproporzione. Ad esempio è naturale che
Venezia, con i suoi 270mila abitanti, o Verona, con 250mila, si trovino ben più
in alto in graduatoria. Il capoluogo di Regione, che è al 19mo posto in
graduatoria, spende infatti ben 84 milioni per il funzionamento degli uffici e
312 euro pro capite. Verona invece si attesta al 31mo, con 72 milioni e 277
euro pro capite. Città grandi e con molti abitanti, perciò con uffici e
personale numeroso per le necessità di gestione quotidiane. Le sorprese
arrivano a leggere la classifica nelle posizioni più basse: Torino è infatti al 57mo posto con meno di 230 euro di spesa a testa per
la burocrazia di Palazzo di
Città che si rivela non solo uno tra i più leggeri fra le metropoli' ma anche
in confronto a una cittadina di modeste dimensioni come la nostra. Migliore,
invece, il dato delle classifica elaborata dal quotidiano milanese sulle cifre
spese dai comuni per il costo degli organi istituzionali. Rovigo risulta
essere al 70mo. Giunta e consiglio comunale costano ai contribuenti 1 milione e
35mila euro, con una spesa per ogni cittadino pari a 26 euro e spiccioli. Anche
in questo caso, però, tutto è relativo, perché a Milano ogni cittadino, grazie
ad una giunta dai costi particolarmente leggeri', spende solo 21 euro. Tiziana
Piscopello
( da "Sole 24 Ore, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: NORME E TRIBUTI data: 2009-02-24 - pag: 28 autore: Lettera Il costo
dei Comuni fa i conti con i ritardi L' interessante indagine proposta ieri dal
Sole 24 Ore punta il dito su uno degli aspetti più controversi della Pa: il
costo sostenuto dalla collettività per ottenere benie servizi pubblici.
L'analisi ha il merito di tener vivo il dibattito, ma necessita di alcune
importanti qualificazioni per non rischiare di cadere nell'ormai vastissimo
campo della generalizzazione priva di fondamento. Innanzitutto, viene preso
come bersaglio l'ambito comunale, dove è risaputo che la maggior parte della
spesa si concentra nell'erogazione finale di beni (in larga parte
infrastrutture) e servizi e, quindi, i costi di funzionamento burocratici sono
quelli meno incidenti. In secondo luogo, nelle tabelle si confondono spese per
l'erogazione di servizi (anagrafe, ufficio tecnico) con quelle di
funzionamento, che sono connesse alle spese dovute all'esistenza stessa del
Comune, che si sosterrebbero anche se il Comune non erogasse nessun bene o
servizio. In effetti, un'analisi di questo genere più che mettere in
graduatoria i valori assoluti (o pro-capite) dei costi di funzionamento,
dovrebbe concentrarsi sull'incidenza che essi hanno rispetto all'ammontare
complessivo dei beni e servizi erogati, che è quello chei cittadini vorrebbero
veramente sapere (quanto incide il costo della burocrazia per i servizi che eroga?).
Infine, destano non poche perplessità le cifre pubblicate. Confrontandole con
le fonti cui fa riferimento il testo, si rinvengono, a seconda delle
definizioni che si adottano, numeri anche molto diversi da quelli usati della
classifica, che in assenza di chiarimenti sulla metodologia di calcolo appare
quantomeno artificiosa. In particolare, se si prendono i dati di
bilancio relativi alle prime5 città e con riferimento alle spese effettivamente
sostenute (pagamenti), ci si accorge, basandosi su elaborazioni Ifel, che il
Comune di Napoli costa ai propri cittadini poco meno di 120 euro ad abitante (
( da "Nazione, La (Firenze)" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
PRIMO PIANO FIRENZE
pag. 2 Ogni fiorentino «spende» 446 euro per il Comune I costi per tutti gli
uffici ammontano a 163 milioni. Anci e assessore contestano i dati di PAOLA
FICHERA LA MACCHINA comunale fiorentina costa ad ogni cittadino 446 euro e 80
centesimi. E per macchina comunale si intendono i costi relativi agli uffici
che si occupano di: organi istituzionali, segreteria e gestione del personale,
ragioneria ed economato, ufficio tributi, gestione dei beni demaniali, ufficio
tecnico e anagrafe. Il dato, citato con grande evidenza dal Sole 24 ore, è
tratto dalla banca dati AidaPa pubblicata sul sito del Ministero dell'Interno,
mette Firenze al terzo posto fra i Comuni più costosi' d'Italia. Al primo posto
c'è Napoli (con 539,3 euro pro capite) al secondo Enna (483,6 euro) al terzo,
appunto, Firenze con i suoi 446 euro e spiccioli. Un dato che lascia perplessi
soprattutto se confrontato con le spese sostenute per macchine comunali più
imponenti: come si suppone siano quella romana, al quarantacinquesimo posto con
i suoi 249,4 euro a testa, e quella milanese che si piazza al quattordicesimo
posto con 330,4 euro per ogni cittadino. Meno male che, nelle spese sostenute
per pagare gli amministratori, Firenze se la cava con poco meno di 17 milioni
di euro, pari a 46,35 euro pro capite. Cifra che piazza Palazzo Vecchio al
ventunesimo posto in classifica nei 99 comuni presi in esame. Il centrodestra
con il consigliere comunale, onorevole Gabriele Toccafondi (FI - Pdl)
stigmatizza i conti' fiorentini. «Siamo sul podio per i
costi della burocrazia, tra
i primi venti per quanto riguarda i costi della politica. Perché per il totale
delle spese della macchina comunale ogni fiorentino spende oltre 446 euro e a
Prato per fare le stesse cose ne servono solo 138? Perchè per i costi della
politica a Firenze spendiamo 46,35 euro e a Rimini solo 10,37 euro?». La
risposta arriva dall'assessore al bilancio Tea Albini che ci tiene a rimettere
i puntini sulle «i». «E' di 353 euro e non di 446,8 il costo della macchina
comunale per ogni fiorentino. E abbiamo operato solo una correzione parziale».
L'«errore» di lettura dei dati (esplosi' diversamente cioè aggregati per voci
differenti) nasce dal certificato del conto di bilancio 2007 che ogni anno i
Comuni forniscono al Ministero dell'Interno. «Abbiamo verificato che, per una trasposizione
di dati, 92 milioni di euro riportati come costo per il personale sono in
realtà poco meno di 60 milioni di euro. Ne deriva che il costo pro capite
scende immediatamente a 353 euro e riposiziona Firenze a metà classifica». In
ogni caso l'assessore Albini contesta il metodo utilizzato per stilare la
classifica. «E' molto difficile comparare dati fra città spiega è evidente che
i comuni che erogano più servizi hanno costi più alti». Una tesi sostenuta
anche dall'Anci, l'associazione nazionale dei comuni: «Nelle tabelle pubblicate
si confondono spese per l'erogazione di servizi (anagrafe, ufficio tecnico,
etc.) con quelle di funzionamento, che sono invece connesse alle spese dovute
all'esistenza stessa del Comune. Un'analisi di questo genere dovrebbe piuttosto
concentrarsi sull'incidenza dei costi sull'ammontare complessivo dei beni e
servizi erogati».
( da "Nazione, La (Arezzo)" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
PRIMO PIANO pag. 2
Banchetti: «D'accordo VIA CRISPI & DINTORNI L'ASSESSORE AL TRAFFICO: E' E'
QUASI una corrispondenza d'amorosi sensi quella fra l'uomo delle scarpe e
l'assessore al traffico. Mauro Peloni lo chiama in causa («Nutro grande stima
per la sua professionalità») e Roberto Banchetti risponde. D'altronde, i due,
il commerciante e il politico, non negano di conoscersi nè di avere qualche
idea in comune su quale direzione dare al futuro di Arezzo. Ecco allora che l'assessore
risponde con un ni che è quasi un sì alla provocazione di Peloni sullo stop del
parcheggio in via Crispi: «E' anche la mia idea, ci sto lavorando. Certo, prima
devono esserci le condizioni». La premessa inevitabile, anche se
l'ingegnere-assessore non lo dice, è che la giunta Fanfani da tempo sta
ragionando sull'ipotesi dell'eliminazione della sosta a raso in tutto il
«salotto buono» del centro. Va in questa direzione quello che è stato avviato
del piano dei parcheggi, vanno in questo senso i progetti dei multipiani come
quello che dovrebbe sorgere all'Eden, viaggia in parallelo l'idea che il
sindaco aveva lanciato dinanzi alle categorie economiche presentando le linee
essenziali della Cadorna che verrà: uno studio idrogeologico che verifichi la possibilità
di realizzare un parcheggio sotto l'ex caserma, naturalmente se è compatibile
con il corso del Castro, che in quel tratto scorre nelle viscere della terra.
Un parcheggio che dovrebbe essere riservato ai residenti, in modo appunto da
limitare la sosta a raso lungo le strade del centro. «NON LO NASCONDO spiega
Banchetti - è il mio modello di città, uno scenario nel quale le auto
ingombrano il meno possibile, anche dal punto di vista estetico. Ma non mi
scordo mai che esistono anche le esigenze di chi il centro lo abita e dei
commercianti. Ecco perchè tutto quello che farò voglio farlo d'accordo con
loro, senza danneggiarli». Significa, ricorda ancora l'assessore, che si dovrà
inevitabilmente procedere a piccoli passi, in tutto il «salotto buono» e non
solo in via Crispi, via via che prenderanno forma i progetti di parcheggio
attualmente in cantiere. Per il 2011, anno di fine del mandato della giunta di
centrosinistra, Banchetti conta di avere pronti il multipiano di via Mecenate e
quello del Gioco del Pallone. Più l'ennesimo tentativo di rianimazione del
«Baldaccio». Per allora potrebbe esserci anche un'idea più definita di come
sarà il multipiano sotto l'Eden e (forse) sotto il Parco Giotto. «Con un piano
della sosta così avviato - commenta Banchetti - conto di essere nelle
condizioni per cominciare a eliminare anche un po' di posti di parcheggio a
raso». CERTO, l'assessore si rende conto di quanto i tempi
della politica e della burocrazia siano lunghi rispetto alle esigenze della città e di chi ci vive:
«Mi rammarico di non poter decidere nulla di definitivo prima di fine mandato.
Ma d'altronde c'è poco da fare. In Italia i passaggi sono questi». Intanto,
però, il progetto di mobilità che Banchetti ha in mente per Arezzo è già
abbastanza preciso. E comporta non solo i nuovi multipiani ma anche un
ulteriore tentativo di recuperare il «Baldaccio» che suscita al solito le
perplessità degli scettici. L'assessore-ingegnere lo sa ma è convinto di poter
vincere le resistenze: «Sono d'accordo che così com'è il parcheggio non può
funzionare, ma quando si conosceranno meglio i dettagli sulla trasformazione
del vecchio scalo merci, credo che molti saranno d'accordo con noi nel ritenere
che i margini per salvare il Baldaccio ci sono eccome». Salvatore Mannino
( da "Nazione, La (Arezzo)" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
PRIMO PIANO pag. 3
E' QUASI una corrispondenza d'amorosi sensi quella fra l'uomo dell... E' QUASI
una corrispondenza d'amorosi sensi quella fra l'uomo delle scarpe e l'assessore
al traffico. Mauro Peloni lo chiama in causa («Nutro grande stima per la sua professionalità»)
e Roberto Banchetti risponde. D'altronde, i due, il commerciante e il politico,
non negano di conoscersi nè di avere qualche idea in comune su quale direzione
dare al futuro di Arezzo. Ecco allora che l'assessore risponde con un ni che è
quasi un sì alla provocazione di Peloni sullo stop del parcheggio in via
Crispi: «E' anche la mia idea, ci sto lavorando. Certo, prima devono esserci le
condizioni». La premessa inevitabile, anche se l'ingegnere-assessore non lo
dice, è che la giunta Fanfani da tempo sta ragionando sull'ipotesi
dell'eliminazione della sosta a raso in tutto il «salotto buono» del centro. Va
in questa direzione quello che è stato avviato del piano dei parcheggi, vanno
in questo senso i progetti dei multipiani come quello che dovrebbe sorgere
all'Eden, viaggia in parallelo l'idea che il sindaco aveva lanciato dinanzi
alle categorie economiche presentando le linee essenziali della Cadorna che
verrà: uno studio idrogeologico che verifichi la possibilità di realizzare un
parcheggio sotto l'ex caserma, naturalmente se è compatibile con il corso del
Castro, che in quel tratto scorre nelle viscere della terra. Un parcheggio che
dovrebbe essere riservato ai residenti, in modo appunto da limitare la sosta a
raso lungo le strade del centro. «NON LO NASCONDO spiega Banchetti - è il mio
modello di città, uno scenario nel quale le auto ingombrano il meno possibile,
anche dal punto di vista estetico. Ma non mi scordo mai che esistono anche le
esigenze di chi il centro lo abita e dei commercianti. Ecco perchè tutto quello
che farò voglio farlo d'accordo con loro, senza danneggiarli». Significa,
ricorda ancora l'assessore, che si dovrà inevitabilmente procedere a piccoli
passi, in tutto il «salotto buono» e non solo in via Crispi, via via che prenderanno
forma i progetti di parcheggio attualmente in cantiere. Per il 2011, anno di
fine del mandato della giunta di centrosinistra, Banchetti conta di avere
pronti il multipiano di via Mecenate e quello del Gioco del Pallone. Più
l'ennesimo tentativo di rianimazione del «Baldaccio». Per allora potrebbe
esserci anche un'idea più definita di come sarà il multipiano sotto l'Eden e
(forse) sotto il Parco Giotto. «Con un piano della sosta così avviato -
commenta Banchetti - conto di essere nelle condizioni per cominciare a
eliminare anche un po' di posti di parcheggio a raso». CERTO, l'assessore si rende conto di quanto i tempi della politica e della
burocrazia siano lunghi
rispetto alle esigenze della città e di chi ci vive: «Mi rammarico di non poter
decidere nulla di definitivo prima di fine mandato. Ma d'altronde c'è poco da
fare. In Italia i passaggi sono questi». Intanto, però, il progetto di mobilità
che Banchetti ha in mente per Arezzo è già abbastanza preciso. E
comporta non solo i nuovi multipiani ma anche un ulteriore tentativo di
recuperare il «Baldaccio» che suscita al solito le perplessità degli scettici.
L'assessore-ingegnere lo sa ma è convinto di poter vincere le resistenze: «Sono
d'accordo che così com'è il parcheggio non può funzionare, ma quando si
conosceranno meglio i dettagli sulla trasformazione del vecchio scalo merci,
credo che molti saranno d'accordo con noi nel ritenere che i margini per
salvare il Baldaccio ci sono eccome». Salvatore Mannino
( da "Corriere della Sera" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
- ROMA - sezione: Lettere - data: 2009-02-24 num: - pag: 8 categoria:
REDAZIONALE Caro amico ti scrivo di Goffredo Buccini Ancora sugli invalidi
civili: le file al Santa Maria della Pietà Caro Buccini, la vicenda delle ore
di fila degli invalidi che si recano agli uffici di Lungotevere delle Vittorie
non è, purtroppo, un caso isolato nella nostra città. L'ufficio invalidità
civile del Santa Maria della Pietà ne è un esempio calzante ed illuminante.
Nessuno sportello per le informazioni, i moduli per l'accertamento
dell'invalidità civile o per l'aggravamento buttati su un tavolino anonimo,
anziani e disabili vari ammassati in una sala d'attesa piccola e deserta. Il
tutto condito da uno squallore delle struttura dell'ex manicomio provinciale in
cui gli uffici invalidi civili sono situati. Le giornate per presentare le
domande sono limitate solo al martedì e al giovedì ad orario ristretto
(8,30-11,30). Le file lunghissime di chi già soffre per l'età e le malattie
sono estenuanti e indecorose. Possibile che non si riesca ad organizzare uffici
accoglienti e funzionanti per le categorie più deboli che vivono nella (sic)
Capitale d'Italia? Un caro saluto Corrado Stillo Caro Stillo, continuo a
pubblicare questo tipo di lettere per due ordini di motivi. Primo: per
l'indignazione che mi provocano. Secondo: perché continuo a sperare che,
leggendole, qualche ministro o qualche assessore competente decida di fare
qualcosa al di là delle vuote chiacchiere e affermazioni di principio. Se anziché disquisire in tv di filosofia e teologia o pretendere
di riscrivere la storia senza averne competenza i responsabili delle varie
burocrazie facessero un giro nei pubblici uffici si assicurerebbero un consenso
popolare senza precedenti. gbuccini@rcs.it
( da "Nazione, La (Pistoia)" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
CRONACA PISTOIA pag.
2 I NOSTRI SOLDI VIRTUOSO (ma con un distinguo) in spese
per la burocrazia; assai
meno in costi della politica. Nel giro di un anno il Comune di Pistoia spende
13 milioni e 600 mila euro per il funzionamento del suo cuore pulsante
amministrativo: segreterie gestione del personale, ragioneria ed economato,
ufficio tributi, gestione dei beni demaniali, uffici tecnici ed anagrafe.
Una media di poco più di 157 euro per cittadino, che finiscono per fare quello
intitolato a Giano uno dei palazzi meno dispendiosi d'Italia, al quart'ultimo
posto nella classifica (pubblicata ieri dal Sole 24 ore) su 99 capoluoghi di
provincia. Al contrario, i dati 2007 elaborati dal quotidiano economico su vari
database, collocano Pistoia al 23esimo posto in Italia in spese per il
mantenimento degli organi istituzionali. La somma totale è stata di 3 milioni e
920 mila, per una media procapite di circa 45 euro. NELLA graduatoria degli
esborsi per gli uffici, il nostro Comune è secondo soltanto a quelli di Bari,
della vicina Prato e di Brindisi e lontana anni luce da altre dispendiosissime
toscane come Firenze (al terzo posto con una media procapite di 446 euro spesi
nell'anno di riferimento) e Siena (7a con 375 per residente). MA C'È POCO da
stupirsi. Come spiega anche l'assessore al bilancio, Piero Giovannini i calcoli
non prendono in considerazione le voci di spesa per i servizi alla persona che
notoriamente assorbono una percentuale molto alta delle spese correnti
dell'amministrazione pistoiese. In pratica, i dati non considerano gli stipendi
di maestre e personale di scuole ed asili, ma unicamente quelli per
l'adempimento di funzioni demandate dallo Stato come anagrafe od ufficio
elettorale. «Ad ogni modo afferma Giovannini la classifica sfata il mito che
crede nell'esistenza di margini di risparmio nel funzionamento della macchina
comunale». DIVERSO il discorso per i costi della politica. Indennità e gettoni
di presenza costano più della media nazionale. Al lordo delle imposte, il
sindaco percepisce 6 mila e 463 euro al mese; il suo vice 4 mila 847; gli altri
sette assessori 4 mila 201; i presidenti delle tre Circoscrizioni 2 mila 326
(metà quello della 3, Silvano Pocci perché dipendente non in aspettativa). Poi,
le assemblee elettive: 3 mila
( da "Nazione, La (Pistoia)" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
CRONACA PISTOIA pag.
3 Palazzo di Giano è pure rapido nei pagamenti malgrado il patto di stabilità
L'ALTRO PRIMATO QUARTO NEL 2007 UN COMUNE rapido nei pagamenti. Così, quello di
Pistoia secondo l'indagine del Sole 24 Ore (la fonte è il Centro studi Sintesi
su certificati consuntivi emessi dai Comuni nel 2007) che piazza palazzo di
Giano al quarto posto in Italia fra i capoluoghi di provincia che nel corso del
2007 hanno mantenuto in cassa i residui più bassi. Dei 60 milioni tondi che
aveva in cassa all'inizio dell'anno che segnò il passaggio dalla prima alla
seconda giunta Berti, Palazzo di Giano ne versò ai fornitori 26,76, pari al
44,6% del totale. Una bella percentuale, inferiorem solo a quelle di Pisa
(migliore in Italia), Imperia e Perugia e più che doppia rispetto alla media
nazionale attestata al 20%. UNA BELLA risposta al «patto di stabilità» varato
per assicuarre agli enti (e al paese) stabilità finanziaria e stabilità
economica ma che in questi giorni di grave crisi provoca il paradosso di amministrazioni
pubbliche con le casse piene di soldi che non possono pagare e di aziende
fornitrici spesso al collasso. Nel 2007 il Comune fu rapido e virtuoso, dunque.
L'anno successivo incontrò qualche difficoltà in più se è vero che lo scorso
autunno La Nazione pubblicò la protesta dei rivenditori di libri che tardavano
a ricevere da palazzo di Giano il rimborso per la consegna di tetsti gratuiti
per i bimbi delle elementari. «E' vero - spiega l'assessore al bilancio Piero
Giovannini fummo costretti a ritardare un po', poi trovammo il modo per pagare
un acconto, poi a saldare. In totale erano 50-60mila euro, somma rilevante per
i negozi». GIOVANNINI spiega che col «patto di stabilità «fra il 29 dicembre
scorso e il 3 gennaio abbiamo effettuato pagamenti in serie per milioni e
milioni, ripartendoli nei due esercizi». Come fa il Comune a rientrare nelle
regole? «Sapevamo di essere all'avanguardia anche grazie alla convenzione
risalente all'ultima estate con la Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia e la
tesoreria per smobilizzare più velocemente i crediti verso il Comune. E' stato
un atto innovativo, preso poi a modello da molti altri enti locali e grazie al
quale avuta la certezza del pagamento dei debiti attuali, abbiamo potuto
pensare allo smaltimento degli arretrati». «MA AL DI LÀ del patto di stabilità,
il problema che rallenta i nostri pagamenti è soprattutto
la burocrazia - spiega
l'assessore Giovannini - Siamo lenti, farraginosi, non per colpa nostra ma
delle procedure, delle leggi. Quando le cose vanno bene i fornitori
"resistono" agevolmente ai pagamenti in sei mesi e oltre. In tempi
come questi potremmo dare ossigeno alle aziende. ma non possiamo farlo.
Per il patto, sì. Ma anche per la burocrazia».
( da "Nazione, La (Pistoia)" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
CRONACA PISTOIA pag.
3 VIRTUOSO (ma con un distinguo) in spese per l... VIRTUOSO (ma con un
distinguo) in spese per la burocrazia; assai meno in costi della politica. Nel giro di un anno il
Comune di Pistoia spende 13 milioni e 600 mila euro per il funzionamento del
suo cuore pulsante amministrativo: segreterie gestione del personale,
ragioneria ed economato, ufficio tributi, gestione dei beni demaniali, uffici
tecnici ed anagrafe. Una media di poco più di 157 euro per cittadino,
che finiscono per fare quello intitolato a Giano uno dei palazzi meno
dispendiosi d'Italia, al quart'ultimo posto nella classifica (pubblicata ieri
dal Sole 24 ore) su 99 capoluoghi di provincia. Al contrario, i dati 2007
elaborati dal quotidiano economico su vari database, collocano Pistoia al
23esimo posto in Italia in spese per il mantenimento degli organi
istituzionali. La somma totale è stata di 3 milioni e 920 mila, per una media
procapite di circa 45 euro. NELLA graduatoria degli esborsi per gli uffici, il
nostro Comune è secondo soltanto a quelli di Bari, della vicina Prato e di
Brindisi e lontana anni luce da altre dispendiosissime toscane come Firenze (al
terzo posto con una media procapite di 446 euro spesi nell'anno di riferimento)
e Siena (7a con 375 per residente). MA C'È POCO da stupirsi. Come spiega anche
l'assessore al bilancio, Piero Giovannini i calcoli non prendono in
considerazione le voci di spesa per i servizi alla persona che notoriamente
assorbono una percentuale molto alta delle spese correnti dell'amministrazione
pistoiese. In pratica, i dati non considerano gli stipendi di maestre e
personale di scuole ed asili, ma unicamente quelli per l'adempimento di
funzioni demandate dallo Stato come anagrafe od ufficio elettorale. «Ad ogni
modo afferma Giovannini la classifica sfata il mito che crede nell'esistenza di
margini di risparmio nel funzionamento della macchina comunale». DIVERSO il
discorso per i costi della politica. Indennità e gettoni di presenza costano
più della media nazionale. Al lordo delle imposte, il sindaco percepisce 6 mila
e 463 euro al mese; il suo vice 4 mila 847; gli altri sette assessori 4 mila
201; i presidenti delle tre Circoscrizioni 2 mila 326 (metà quello della 3,
Silvano Pocci perché dipendente non in aspettativa). Poi, le assemblee elettive:
3 mila
( da "Nazione, La (Arezzo)" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
CRONACA AREZZO pag.
5 Spesa, il Comune si mette a dieta Il vicesindaco Marconi: «Ghigliottina sul
bilancio, dirigenti da
( da "Nazione, La (Massa - Carrara)" del
24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
PRIMO PIANO pag. 3
MASSA PROMOSSI o bocciati? Luigi Torre, comme... MASSA PROMOSSI o bocciati?
Luigi Torre, commercialista, nel 2007 (anno a cui si riferiscono i dati sul
costo della macchina comuale) era consigliere comunale. La sua analisi è
doppiamente preziosa: «Queste tabelle premette vanno prese con le molle ma una
lettura incrociata qualcosa ce lo dice. E' vero che Massa è tra i capoluoghi
migliori per tasso di pagamento dei residui passivi, velocità di pagamento
nella spesa in coto capitale e bassi costi degli organi istituzionali. Ma cade
sui costi degli uffici di amministrazione generale: è tra i peggiori, mentre
altri Comuni che hanno risultati buoni nelle prime tre voci eccellono anche in
questa». Cosa significa? «Significa che Massa non realizza economie nel
funzionamento degli uffici, non è efficiente. Evidentemente c'è un costo
maggiore perché c'è una burocrazia maggiore e maggiore burocrazia porta minor efficienza nell'erogazione dei servizi ai
cittadini». Anche Torre, come l'assessore Volpi, nota che nella voce
amministrazione generale incidono i costi di Massa Servizi: «Qui non si può
continuare così commenta la politica deve dare una risposta in termini di minor
burocrazia che consenta
anche una economia. Altri comuni hanno realizzato economie nella
gestione della macchina amministrativa, noi abbiamo aggravato le situazioni. E'
dal costo del funzionamento degli uffici che capisci se un Comune è ben
strutturato: Massa ha bisogno di una necessità di una rivisitazione».
L'INGEGNER Carlo Milani commenta da cittadino, da non tecnico dei conti
comunali: «Mi sembra che i costi di Massa siano nella media, mentre sono
straordinari quelli di altri Comuni. Come giudico la macchina amministrativa
del nostro Comune? Il problema sono le competenze e l'organizzazione. Per la
mia esperienza devo dire che la macchina amministrativa di Massa non è tra le
peggiori ma ci sono differenze marcate tra i vari uffici. Soprattutto, si
supplisce con la buona volontà dei singoli alle carenze strutturali». Anna
Pucci
( da "Nazione, La (La Spezia)" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
PRIMO PIANO pag. 2
di MANRICO PARMA IL COMUNE della Spezia non è fra i più... di MANRICO PARMA IL
COMUNE della Spezia non è fra i più spendaccioni. Lo ha
rilevato ieri uno studio del Sole 24 Ore facendo il punto sui costi per le
«macchine» della burocrazia
e sulle spese per gli stipendi e le indennità dei politici che le guidano. Per
far viaggiare gli uffici gli oneri sostenuti per la segreteria, la ragioneria e
gli altri settori l'amministrazione di piazza Europa sborsa 20,8 milioni annui.
L'importo per cittadino si attesta sui 220,9 euro. Siamo in sessantaduesima
posizione nella classifica nazionale dei capoluoghi, ben distanti dalle
capofila Napoli e Enna che hanno cifre pro capite rispettivamente di 539, 3 e
483,6 euro. Spezia può dirsi virtuosa soprattutto nel campo delle spese per le
cariche elettive. Gli organi istituzionali, dal sindaco, alla giunta, alle
commissioni, ai consigli, costano alle casse pubbliche 1,52 milioni l'anno.
Rapportando il dato ai cittadini, scaturisce un valore pro capite di 16,19
euro. Uno dei più leggeri in Italia. Andando a spulciare viene fuori che il
compenso mensile del sindaco è di 4.734,10 euro lordi (3.150 netti), degli
assessori a tempo pieno 2.840,46 (2.000 netti), a tempo parziale di 1.420,23.
Compensi fermi all'anno 2000, anche per gli adeguamenti Istat. E ancora. Il
presidente del consiglio comunale percepisce un'indennità pari a 2.840,46; i
consiglieri comunali un gettone di presenza di 69 euro. IL RISULTATO soddisfa
l'amministrazione di centrosinistra impegnata in una politica di contenimento
delle spese. In chiaroscuro il commento dell'opposizione di centrodestra: «Ok
le spese per i politici, abbastanza contenute. Sugli esborsi per gli uffici da
sottolineare che lo studio non tiene conto di Spezia Risorse che alza il valore
pro capite da
( da "Nazione, La (La Spezia)" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
PRIMO PIANO pag. 2
«Le nostre scommesse su rigore e efficienza stanno dando buoni frutti» L'AMMINISTRAZIONE PAITA E MICHELINI Spese per burocrazia e cariche elettive. Il Sole
24 Ore promuove Spezia. Commento? «I dati sono riferiti ai bilanci del 2007 e
confermano un Comune rigoroso e attento ai risparmi. Possiamo confermare che le
scelte che hanno caratterizzato l'amministrazione anche nel corso del 2008
vanno nel senso del massimo contenimento di ogni risorsa», rispondono
Paola Michelini (nella foto) e Raffaella Paita, assessori rispettivamente al
bilancio e alla macchina comunale. Dove sta il segreto? «In una politica che
favorisce il risparmio, ma anche in scelte strategiche che mirano a dar vita ad
un ente che si sburocratizza, snellisce le procedure e accelera i tempi. In
questa direzione va l'intero processo di riorganizzazione e le scelte in tema
finanziario e di bilancio. Da ultima, la recente manovra sui risparmi che
prevede riduzione delle auto, centralizzazione degli acquisti e gare on line».
E la qualità dei servizi? «Ci muoviamo su due direttrici. La prima è migliorare
la vita dei cittadini, la seconda è farlo senza gravare eccessivamente sugli
stessi attraverso una progressiva riduzione dei costi della macchina. Qualità
della spesa, qualità dei servizi e massima trasparenza. Costi della politica
prossimi venturi? «Terremo un atteggiamento di grande rigore nei cosiddetti
"costi della politica". Spesso si parla a sproposito di
"stipendi d'oro". Alla Spezia abbiamo scelto il rigore e la serietà.
Ma non si tratta certamente di un gesto straordinario, semmai è ciò che la
politica sempre deve fare: dare l'esempio ed essere a servizio dei cittadini».
M.P.
( da "Nazione, La (La Spezia)" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
PRIMO PIANO pag. 3
«Ma il bilancio è ingessato Possiamo accendere mutui solo per due milioni
l'anno» L'OPPOSIZIONE GIACOMO GATTI Costi per cariche elettive piuttosto bassi.
Un bel primato per Spezia. Non è forse vero? «Chi fa politica in Comune lo fa
con spirito di servizio e non certo per guadagnare. Non ci sono politici di
professione», inizia a rispondere Giacomo Gatti di An (nella foto). Lei è
consigliere di opposizione e presidente di una commissione. L'ultimo mese
quanto ha ricevuto di gettoni? «Circa 300 euro. Non sono molti tenuto conto il
tempo che ho perso. Non sono certo consigliere con la logica di guadagnare».
Perché si è fatto eleggere? «Semplicemente per dare un contributo alla città e
alla vita della comunità». Tutti i consigli si svolgono alle 21, allungando
tempi e costi. Allora? «E' altrettanto vero che per chi lavora, e sono molti i
professionisti e i titolari di aziende, è difficile pensare che le sedute si
possano svolgere in un orario che non sia quello serale». I conti del Comune
allora funzionano bene? «Niente affatto. La voce delle spese generali del
personale e i costi per la cariche elettive non sono i peggiori. Il vero
problema del bilancio è l'incredibile quantità di debiti accumulati negli
ultimi otto anni. Debiti che costringono il Comune a spendere più di 9 milioni
di euro all'anno per rimborsare le rate dei mutui accesi». Morale? «Questa
eredità della giunta Pagano impedisce all'amministrazione di Federici e alla
prossima di contrarre mutui oltre una cifra irrisoria, fra uno e due milioni
l'anno, per evitare di sforare i parametri del patto di stabilità». E poi?
«Stiamo mettendo sotto la lente di ingrandimento le spese energetiche del
Comune. Sono elevatissime. Tante volte ci costringono a rimpinguare il
capitolo, con variazioni di bilancio». Resta il fatto che
il Comune è virtuoso per le spese della burocrazia. Lo dice il Sole? «L'analisi non prevede a onor del vero il
costo per Spezia Risorse. Il nostro Comune è uno degli otto in Italia che ha
scelto di portare all'esterno gli uffici del fisco». M.P.
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del
Mezzogiorno - CASERTA - sezione: CASERTA - data: 2009-02-24 num: - pag: 6
categoria: REDAZIONALE Analisi del «Sole 24 Ore» Caserta, il Comune è il quarto
d'Italia per costo del personale CASERTA — Caserta e le sue pagelle, le tabelle
statistiche cioè del «Sole 24 Ore» che chiamano ogni tanto a raccolta i
cittadini a sentire come vanno i propri amministratori. Sulle pagine color
salmone i casertani hanno imparato a leggere che quando i voti sono buoni, da
primato in classifica, vanno interpretati al contrario. Cioè quando si è primi o
fra i primi, si è ultimi o fra gli ultimi. L'ultima riguarda i costi sostenuti
dai Comuni per il funzionamento degli uffici comunali. Caserta è quarta in
classifica, dopo Napoli, Enna e Firenze ed è seguita a distanza da Palermo e
Milano. La macchina burocratica comunale, un bel torpedone da 615 dipendenti,
costa 34,3 milioni di euro annui (il ricorso alle vecchie lire continua a
rendere meglio l'idea: 68 miliardi e seicento milioni), giocando ancora con le
cifre risulta che ogni cittadino è caricato di 433 euro per fruire dei servizi
gestiti dall'apparato comunale. Ma i casertani, ottengono veramente servizi in
qualità e quantità da giustificare il carico pro capite di scarsi 500 euro
all'anno? Ne parliamo con Gian Maria Piscitelli, dirigente l'ufficio Personale,
un passato da dirigente sindacale cui si riconosce grande equilibrio da quando
è passato all'altro lato della scrivania, rigira la pagella e ad ogni giro
aumenta la sua perplessità. «Non riesco a trovare il parametro cui ci si è
rifatti nella compilazione della graduatoria statistica — dice — le nostre cifre ci collocano in ben differenti valutazioni:
abbiamo 615 dipendenti e risultiamo parecchio al di sotto dei parametri
rapportati ai 79.632 abitanti. In definitiva non comprendo l'asserita e non si
sa come verificata costosità della nostra burocrazia comunale, in particolare nel rapporto tra soldi spesi e numero
dei cittadini amministrati». Franco Tontoli
( da "Nazione, La (Umbria)" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
CRONACHE pag. 16 di
MICHELE NUCCI PERUGIA I POLITICI di Terni e Perugia costan... di MICHELE NUCCI
PERUGIA I POLITICI di Terni e Perugia costano cari. Molto più della media
nazionale. Un po' a sorpresa, infatti, consiglieri, assessori e sindaci delle
due principali città umbre fanno registrare dati superiori a molte altre realtà
italiane. E si collocano all'undicesimo (Terni) e quindicesimo posto (Perugia)
per l'incidenza della spesa pro-capite. I numeri li ha spulciati il quotidiano
economico Il Sole 24 ore con l'aiuto della banca dati «AidaPa» e sono riferiti
al 2007. Numeri impietosi: a Terni ogni cittadino paga 62,64 euro per gli
organi elettivi, a Perugia 53,72. E' naturale poi che in senso assoluto il
costo non è tra i più elevati: 6,88 milioni nella Conca e 8,7 nel capoluogo
regionale. Basti pensare che Venezia spende più di trenta milioni, Torino 48,
Bologna 23, Napoli 56. Città medie come Brescia 8 milioni, Ancona solo 2,87
Modena sempre 8, Parma poco più di 4 milioni, Siena 5,49. Il confronto verò è
sul costo pro-capite dunque: in testa ci sono Venezia (112,6 euro) e Siena
appunto (102). Poi il valore scende drasticamente ai 76 euro di Alessandria. A
Perugia i quasi nove milioni all'anno servono alle indennità del sindaco, di
dieci assessori, 40 consiglieri comunali e 208 di circoscrizione (con la
riforma scenderanno a cento, con un risparmio attorno ai 250mila euro). Renato
Locchi, primo cittadino, ha sempre rivendicato che lui e la Giunta che guida da
dieci anni hanno scelto di percepire il minimo del compenso previsto dalle
norme per città superiori a centomila abitanti. Tant'è che lo stesso parametro
vale per la Provincia, dove i compensi invece sono superiori a quelli del
Comune del trenta per cento circa. Il problema pare essere quello del numero
delle circoscrizioni: nel 2007 erano tredici, tante, troppe forse. E il peso
evidentemente si fa sentire. Lo stesso discorso si può fare per Terni.
Evidentemente incide il numero degli abitanti. x LE COSE vanno invece un po'
meglio per quanto riguarda il funzionamento della macchina amministrativa:
Terni e Perugia sono nella media. Senza infamia e senza lode insomma. I
parametri presi a riferimento riguardano le spese per la segreteria e gestione
del personale, la ragioneria e economato, l'ufficio tributi, la gestione dei
beni demaniali, l'ufficio tecnico e l'anagrafe. Il capoluogo regionale e quello
ternano hanno spese simili per ogni abitante: 251,1 euro e 248 rispettivamente.
Mentre mediamente nel Bel Paese ogni italiano ne paga
( da "Nazione, La (La Spezia)" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
CRONACA LA SPEZIA
pag.
( da "Nazione, La (Umbria)" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
CAMPIONATO DI
GIORNALISMO pag.
( da "Giorno, Il (Milano)" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
MILANO ATTUALITA'
pag. 4 Darsena, fermo da 4 anni il parcheggio fantasma È il più contestato tra
i progetti di ricovero auto sotterranei: doveva essere la soluzione per i
residenti, è una fogna a cielo aperto di GERARDO FIORILLO MILANO È IL PIÙ
CONTESTATO, tra i progetti di grandi posteggi sotterranei. È fermo dal 2005
dopo ritardi, polemiche, scavi archeologici, burocrazia e costi aggiuntivi. E,
soprattutto, è una fogna a cielo aperto dove si trova di tutto: tubi, fili,
bottiglie, bicchieri, siringhe, detriti, cumuli di sabbia e topi che
scorrazzano a pochi metri dalla movida. È il parcheggio fantasma sotto le acque
della Darsena. Doveva essere la panacea di tutti i mali per gli amanti
dei Navigli in cerca di un posto auto e per i residenti affamati di box. Oggi è
un letamaio dove si infilano ubriachi e tossici. Ti sporgi da viale Gorizia e
vedi uno spettacolo penoso: un laghetto con due boe gialle, acqua fetida e
materiali accatastati. I conducenti delle barche che fanno la spola tra
l'alzaia Naviglio Grande, San Cristoforo e la chiusa di via Sforza vorrebbero
bendare i turisti che ammirano sterpaglie e acque putride. È questa la Darsena
di oggi e, visto lo stallo assoluto del cantiere, chissà per quanto tempo
ancora durerà lo scempio. LA CONVENZIONE tra il Comune e la società Progetto
Darsena Spa è datata 2005. Si prevedevano 713 posti auto a rotazione e 300 box
residenziali, in base alle indicazioni del piano parcheggi in vigore. Prima gli
scavi, poi i comitati sul piede di guerra per salvaguardare il patrimonio
archeologico della Darsena. E, ultimate le buche, ecco i costruttori a
reclamare 10 milioni di euro in più per coprire i costi lievitati, con una
modifica al progetto: meno posti auto a rotazione e più box per i residenti.
Calcoli complessi e un nuovo riequilibrio economico e finanziario dato in pasto
al Comune. Un rebus inestricabile, che fa dire all'assessore ai Lavori
pubblici, Bruno Simini: «Alla Darsena siamo molto indietro, ancora in fase di
progettazione. C'è una forte richiesta di box residenziali, ma il punto di
partenza sono i 700 posti a rotazione previsti nella convenzione. Noi
incalziamo gli operatori, l'iter è lungo, ma non possiamo perdere altro tempo
con un cantiere fermo». E il fronte dei residenti si spacca. Da una parte c'è
chi chiede di accelerare i tempi e farebbe carte false pur di risolvere il
problema, supportato dai gestori dei locali, e chi ha già depositato un ricorso
al Tar contro l'autosilo da far valere al momento opportuno, con tanto di
"libro bianco" sui disagi dell'isola pedonale. Tutti contro tutti,
mentre la fame di posteggi viene saziata dai rincari. Il progetto di parcheggio
interrato comprende una superficie di 16mila metri quadri, eppure c'è un solo
cartello che indica il cantiere, sul lato di viale D'Annunzio: "Comune di
Milano, scavi archeologici e opere connesse. Determina del 21 maggio 2003,
n.153, per l'aggiudicazione all'Ati della procedura di gara per progettazione,
costruzione e gestione di un parcheggio pubblico nel sottosuolo della Darsena.
Concessionario Ati Bonatti, Consultecno, Auto Ariberto, Precompressi. Data
consegna lavori 1 agosto 2005, ultimazione lavori 1 dicembre 2005". UN
CANCELLO con il lucchetto, utilizzato per i bisogni, offre il benvenuto ai
visitatori della Darsena tra odori nauseabondi, cartacce e cocci di bottiglia.
Dentro al cantiere, un ghetto di animali e lo scheletro del vecchio asfalto con
le strisce. «Per fortuna andrò in pensione - dice Giuseppe, fruttivendolo di
piazza XXIV Maggio -. Hanno tagliato le gambe a chi lavora qui. È uno schifo,
ogni tanto fanno dei sopralluoghi ma nulla si muove. Non ci sono posti e molti
ora parcheggiano sui marciapiedi».
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del
Mezzogiorno - CASERTA - sezione: INPRIMOPIANO - data: 2009-02-24 num: - pag: 5
categoria: REDAZIONALE La classifica Per far funzionare Palazzo San Giacomo «si
spendono 540 euro ad abitante». La replica: falso, solo 119 Il «Sole 24 Ore»:
Napoli Comune più spendaccione, Salerno virtuosa NAPOLI — Palazzo San Giacomo
batte il record dei dipendenti e dunque anche delle spese procapite. Per far
funzionare il Comune di Napoli si spendono 582 milioni di euro all'anno, cioè
540 euro a cittadino. L'indagine sul funzionamento degli enti è del Sole 24
ore. Per il quotidiano di Confindustria Palazzo San Giacomo
segna il record italiano nei costi della burocrazia comunale seguito da Enna (483,6 euro all'anno per abitante) e
Firenze (446,8). Si tratta degli oneri sostenuti per la segreteria, la
ragioneria, l'ufficio tributi e gli altri settori che servono a far viaggiare
la macchina comunale. Stiamo parlando di cifre record: 540 euro per
abitante a fronte di una media nazionale di 294 euro ad abitante (più 5,6 per
cento nel 2007 rispetto al 2006), di cui 34 dedicati agli «organi
istituzionali», cioè alla politica locale. Su questo secondo versante, a
primeggiare è Venezia, seguita da Siena e Alessandria. Se però si guarda ai
«costi diretti», cioè quelli strettamente collegati alle indennità di politici
e staff, la palma si trasferisce a Cosenza e Reggio Calabria. Anche se Napoli
comunque figura tra le prime venti. Precisamente al dodicesimo posto con 57,46
per cento. Da Palazzo San Giacomo si precisa che «le spese del Comune di Napoli
per gli organi istituzinali sono tra le più basse d'Italia. I dati del Sole
sono inesatti perché secondo l'Anci ammontano a 119 euro per abitante e non
539». La burocrazia pesa moltissimo anche a Caserta
dove si spendono 433 euro procapite. Nella classifica campana la città più
virtuosa è comunque Salerno. Che rispecchia, per i costi della macchina
comuna-le, la media nazionale 291 euro. Quanto ai costi della politica è
addirittura tra le ultime a quota 76 (su 99 città censite) con 23 euro
procapite pari a 3 milioni di euro. Che sono nulla rispetto ai 56 milioni
partenopei. Lo sa bene il sindaco Vincenzo De Luca che, proprio ieri, ha
annunciato una rivoluzione energetica salernitana per abbattere ulteriormente
le spese. «Autonomia energetica, risparmio energetico e uso di fonti
alternative: questi i tre obiettivi su cui punta il Comune di Salerno per
essere, ancora una volta, esempio in Italia». Si chiama Pec, il piano energetico
comunale, realizzato in collaborazione con il dipartimento di Ingegneria
Meccanica R.P. dell'Università di Salerno. Il Pec, che rappresenta un
adempimento obbligatorio per i comuni con oltre 50mila abitanti, è un documento
finalizzato all'individuazione del bilancio energetico attuale e alla
programmazione di interventi tesi al risparmio energetico ed all'uso di fonti
rinnovabili. «L'obiettivo — ancora De Luca — è accrescere l'autonomia
energetica della nostra città fino ad azzerare la bolletta del Comune per la
pubblica illuminazione e l'energia consumata negli edifici pubblici. Stiamo
anche lavorando ad un polo energetico vero e proprio che punta alla
realizzazione di un impianto fotovoltaico a Monte di Eboli in una proprietà del
Comune di Salerno. Inoltre puntiamo a realizzare impianti fotovoltaici in tutte
le nuove costruzioni che si realizzeranno in città».
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del
Mezzogiorno - BARI - sezione: XPUBBLICITA - data: 2009-02-24 num: - pag: 14
categoria: XPUBBLICITA ALTE PRESTAZIONI E BASSO IMPATTO AMBIENTALE: LA RISPOSTA
VINCENTE DELLE NUOVE TECNOLOGIE Premiati gli elettrodomestici con un “ cuore
verde” Lo sconto fiscale su elettrodomestici, TV e personal computer è un
incentivo allettante. Senza contare il risparmio sulla bolletta elettrica N el
freddo linguaggio della burocrazia, vengono definiti
genericamente “elettrodomestici ad alta efficienza energetica”. Tanto basta
però a soddisfare in maniera bipartisan sia le aziende del settore sia i
consumatori, che vedono nel decreto 5/2009 varato dal Governo un forte
incentivo a sostituire i vecchi apparecchi con modelli più moderni ed energy
saving. Le detrazioni - perché di questo si tratta e non di sconto
sull'acquisto - sono legate alla rottamazione di televisori, personal computer
e di quei beni durevoli che nella terminologia degli addetti ai lavori vengono
definiti “bianco”: lavatrici, lavastoviglie, condizionatori e forni a
microonde. Sono invece esclusi dai benefici i piccoli elettrodomestici - dalla
macchinetta del caffè al tostapane, all'aspirapolvere - in quanto privi di etichetta
energetica. Grazie al decreto, l'acquirente potrà così defalcare il 20% Irpef
della spesa nell'arco di cinque anni, per un massimo di 10.000 euro, pari ad
una detrazione complessiva di 2000 euro (400 euro l'anno). I vantaggi sono
vincolati, però, ad una serie di condizioni che è bene conoscere per evitare di
essere esclusi dal bonus. Alle nuove agevolazioni hanno accesso esclusivamente
tutti coloro che beneficiano della detrazione del 36% per interventi di
“recupero del patrimonio edilizio effettuati su singole unità immobiliari
residenziali”, a partire dal 1° luglio 2008 e fino al 31 dicembre 2009. La
parte fra virgolette è fondamentale, perché definisce il perimetro al di fuori
del quale il recupero fiscale non può avvenire. Il bonus non scatta, ad esempio,
nel caso di opere sulle parti comuni condominiali o box auto. Obblighi
strettissimi anche per la documentazione delle spese: l' unica modalità di
pagamento ammessa è il bonifico bancario o postale. PER IL FRIGORIFERO, BONUS
SENZA VINCOLI Il 20% di detrazione fiscale su frigoriferi e congelatori è
ottenibile senza dover comprovare lavori di ristrutturazione. Come mai? Succede
perché già nella finanziaria 2007 era previsto un bonus, valido fino al 2010,
per chi avesse sostituito il vecchio modello con un nuovo apparecchio di classe
non inferiore ad A+. La detrazione Irpef, rispetto a quanto previsto nel nuovo
decreto per gli altri elettrodomestici, viene applicata in un'unica soluzione
nella successiva dichiarazione dei redditi. Per l'acquirente è molto facile
capire a quale classe energetica appartiene l'apparecchio. Il negoziante deve
infatti apporre sempre un'etichetta ben visibile da cui è possibile ricavare
l'indice di consumo di energia elettrica del modello. Al top si collocano le
categorie “A+” e “A++”. RISPARMIARE ENERGIA TAGLIARE LA BOLLETTA I nostri
elettrodomestici sono dei veri “energivori”. Oltre il 45% % della bolletta
elettrica è da addebitare proprio a loro: Ad esempio, il frigorifero genera il
18% del consumo di energia, il televisore l'11%, la lavatrice il 13%, la
lavastoviglie il 4%. Come ridurre le spese? Prima di tutto acquistando
elettrodomestici a basso consumo. Ogni apparecchio, infatti, appartiene ad una
precisa classe di efficienza: ve ne sono 7, dalla A alla G, dove la A rappresenta
la classe più economica dal punto di vista dei consumi. Vero che i modelli
ecocompatibili costano di più, ma è una spesa che viene ammortizzato abbastanza
velocemente nel tempo con la riduzione della bolletta. Un discorso a parte
merita la televisione. Trattandosi di un apparecchio commercializzato senza
etichetta energetica, è necessario farsi consigliare, orientandosi magari sulle
nuove tv a luce Led che consumano il 40% in meno rispetto a quelle con schermi
Gli elettrodomestici sono dei veri “energivori”: il 45% dei costi in bolletta è
da addebitare proprio a loro Lcd. I benefici sul portafoglio sono stati
quantificati con una certa precisione. Per esempio, nell'arco di un anno,
lasciare accessi gli elettrodomestici in stand-by con i led accesi ha un costo
di circa 100 euro; usare lampadine a basso consumo energetico consente un
risparmio di 60 euro; l'uso di elettrodomestici di classe A o superiore può
portare ad un taglio di oltre 100 euro. L'acquirente potrà defalcare il 20%
Irpef della spesa nell'arco di cinque anni, per un massimo di 10.000 euro
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
BOLOGNA ECONOMIA
pag. 11 OGNI bolognese spende 350 euro l' anno per il funzionamento della
macchina comunale. E' qu... OGNI bolognese spende 350 euro l' anno per il
funzionamento della macchina comunale. E' quello che emerge da un'indagine sui
costi dei Comuni pubblicata ieri dal quotidiano economico Sole 24 ore. Bologna
è al 26° posto fra i capoluoghi di provincia sui costi della burocrazia
(106,5 milioni), mentre sale al decimo per i costi degli organi istituzionali:
23,73 milioni la spesa complessiva: in tutto circa 130 milioni. Nel rapporto
con le altre città italiane, quelle emiliano romagnole risultano abbastanza
virtuose. A Rimini, infatti, le istituzioni costano solo' 1,43 milioni, circa
10 euro per ogni abitante. In compenso la burocrazia comunale la porta al decimo
posto in graduatoria con 47,1 milioni spesi ogni anno. Fra i Comuni più
virtuosi d'Italia, come contenimento dei costi di burocrazia e politica ci sono Cesena (193 euro pro capite all'anno), Modena
(206), Forlì (210) e Parma (213). Leggermente più alta la spesa pro
capite a Reggio Emilia (233), che però è nella top ten della graduatoria delle
amministrazioni più efficienti nel pagamento dei residui trascinati nell'anno
precedente e nella spesa in conto capitale.
( da "Giornale.it, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
n. 47 del 2009-02-24
pagina
( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del
24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
ECONOMIA. Incontro
molto partecipato in Museo con le associazioni di categoria, coinvolte
dall'assessore Donazzan «Favorire la ricerca, semplificare la burocrazia e stimolare i politici
affinché portino maggiori risorse» 24/02/2009 rss e-mail print In alto
l'assessore regionale Donazzan durante l'intervento in sala Chilesotti e,
sopra, il pubblico presente Hanno scelto di guardare in faccia la crisi,
proponendosi di far emergere dal confronto le possibili strade per uscire dalle
secche nelle quali è incagliato il mondo produttivo. Da un lato il
coordinamento delle sei associazioni di categoria (Industriali, Cna,
Coldiretti, Artigiani, Api, Unione del commercio) che riunisce gli imprenditori
del Bassanese, dall'altro gli assessori regionale e provinciale al lavoro e
alla formazione, Elena Donazzan e Morena Martini (con il giornalista Gianni
Celi in veste di moderatore): di fronte a loro la sala Chilesotti gremita. «Siete
il sale che dà gusto al mondo del lavoro - è stato il saluto rivolto agli
imprenditori dal primo cittadino di Bassano, Gianpaolo Bizzotto -, per questo è
compito di tutti stringerci attorno a voi per tenere accesi fiducia e desiderio
di scommettere sulle risorse di cui disponete». Chiusi i saluti con
l'intervento del coordinatore dei rappresentanti di categoria, Paolo Tosatto, e
del vice presidente della Provincia, Dino Secco, la parola è passata
all'assessore Donazzan, per una serie di considerazioni che hanno affrontato la
crisi da più punti d'osservazione. «La parola "crisi", che usiamo
quasi con timore, vista in positivo cela in sé anche il senso del cambiamento:
un cambiamento che dobbiamo affrontare serrando le maglie della nostra rete e
promuovendo il dialogo tra tutti gli attori coinvolti nel mondo economico».
«Quali, in concreto, i problemi che ci troviamo ad affrontare? - ha aggiunto -
Innanzitutto lo shock dovuto a una crescita repentina della disoccupazione, che
appena un paio di anni fa raggiungeva il suo minimo storico: un 2.7% inferiore
al tasso considerato fisiologico; in secondo luogo l'abitudine a un'agiatezza
consolidata, rispetto alla quale dovremo invertire la tendenza; infine la
situazione internazionale, che in questo momento non favorisce le
esportazioni». Di fronte a queste tre "chiamate", hanno spiegato le
due rappresentanti dell'amministrazione regionale e provinciale, il Veneto
risponde inserendosi tra le regioni virtuose d'Europa, proponendo interventi
strategici che prevedono l'estensione degli ammortizzatori sociali anche oltre
i confini della grande impresa e favorendo la concertazione con tutte le parti
in causa, dalle associazioni di categoria al sindacato: un'attitudine al
dialogo che ha generato un progetto di legge discusso in consiglio regionale
proprio in queste ultime settimane. «Fondamentale inoltre - ha concluso
l'assessore Donazzan - è investire in formazione: una scelta premiata dal
Governo, che ha stanziato 120 milioni di euro da destinare al Veneto per le
casse integrazioni "in deroga". Dieci di questi milioni sono stati
resi disponibili proprio nei giorni scorsi». Degno contraltare all'intervento
dell'assessore, un dibattito decisamente vivace: tra le proposte arrivate dal
pubblico è stata particolarmente articolata quella del presidente
dell'Associazione industriali, Carlo Brunetti. «Passata la crisi, cambierà
anche l'economia: dovremo pertanto favorire la ricerca, uscendo dalla logica
dei distretti produttivi, semplificare la burocrazia
e, da parte nostra, stimolare i politici perchè portino una maggiore quantità
di risorse al nostro Veneto operoso». Lorenzo Parolin Lorenzo Parolin
( da "Denaro, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Napoli i costi della
politica Uffici comunali, spesa record Non tarda la replica di Palazzo San
Giacomo: Dati vecchi e inesatti Il Comune di Napoli spende per funzionare 582
milioni di euro all'anno, cioè 540 euro a cittadino. Palazzo
San Giacomo segna il record italiano nei costi della burocrazia comunale, seguito da Enna (483,6 euro all'anno per abitante) e
Firenze (446,8). Si tratta degli oneri sostenuti per la segreteria, la
ragioneria, l'ufficio tributi e gli altri settori che servono a far viaggiare
la macchina comunale. E' quanto emerge dall'indagine pubblicata dal Sole
24 Ore. Il costo medio nazionale è di 294 euro per abitante. Angelo Vaccariello
La macchina comunale costa ai cittadini napoletani 539,3 euro a testa, per un
totale di 525,9 milioni di euro. E' un vero record visto che la città spende
più di Milano (con un valore di 330,4 euro a testa e un costo complessivo di
430,7 milioni di euro). Tra le grandi città, solo Roma spende complessivamente di
più: 674,7 milioni di euro. Il valore che ogni singolo romano paga per il
funzionamento della macchina comunale, però, è nella media con 249,4 euro
pro-capite: non bisogna dimenticare, infatti, che Roma conta più del doppio
degli abitanti della città di Napoli. L'indagine del Sole si focalizza su sette
voci di spesa: organi istituzionali, segreteria e gestione del personale,
ragioneria ed economato, ufficio tributi, gestione dei beni demaniali, ufficio
tecnico, anagrafe. Secondo gli esperti del Sole, il Comune di Napoli conta su
4.493 dipendenti, mentre a Milano sono 2.807 e a Torino 1.402. Il Comune di
Bologna, invece, ne conta solo 967. Analizzando le altre province campane, le
cose non vanno meglio a Caserta che, con un valore di 433 di euro pro-capite) si
posiziona al quarto posto in Italia (la spesa complessiva della macchina
comunale casertana è di 34,3 milioni di euro). I salernitani spendono, in
media, 291,9 euro per le spese del proprio comune, con un costo complessivo di
38,8 milioni di euro. A Benevento il costo è di 13,2 milioni di euro, con un
valore pro-capite di 209 euro per cittadino. Non vanno meglio le cose
analizzando i dati relativi alle assemblee elettive. Non tarda la replica del
Comune di Napoli: "Le spese che il Comune di Napoli sostiene per gli
organi istituzionali (Sindaco, Giunta, Consiglio Comunale) - si legge in una
nota - sono tra le più basse d'Italia, e si sfida chiunque a dimostrare il
contrario. Per il resto i dati relativi al Comune di Napoli pubblicati oggi sul
Sole 24 Ore sono decisamente inesatti, visto che come traspare dal ricalcolo
effettuato dall'AnciI e reso pubblico dalla stessa Associazione dei Comuni le
spese di funzionamento per il Comune di Napoli ammontano a 119 euro per
abitante e non a 539 come erroneamente pubblicato dal quotidiano. Spiace -
conclude il comunicato - per quanti avevano già tentato di suonare stonate
"campane a morto" per il Comune. del 24-02-2009 num.
( da "Denaro, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Mediterraneo area
med Maghreb: troppe scelte sbagliate La mancata cooperazione tra i Paesi
costerà oltre 100 miliardi di dollari l'anno Nei prossimi sei anni la mancata
cooperazione costerà ai paesi del Maghreb cento miliardi di dollari all'anno:
sono i conti di uno progetto ambizioso rimasto sulla carta nei vent'anni
passati da quel 17 febbraio 1989 quando a Marrakesh fu fondata l'Unione del
Maghreb arabo (Uma) che comprendeva Algeria, Libia, Marocco, Mauritania e
Tunisia. Ispirandosi al modello dell'Unione Europea l'Uma doveva arrivare entro
il 2000 ad una unione delle dogane e poi ad un mercato comune, forte di 90
milioni di consumatori, ma ancora oggi gli scambi commerciali fra i cinque
paesi sono rimasti al 3,3 per cento, inchiodati dalle diffidenze reciproche e
dal contenzioso Marocco-Algeria sul Sahara occidentale che dal
( da "Borsa(La Repubblica.it)" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Dal lavoro degli
immigrati un decimo del Pil italiano ROMA - Pressy, immigrata filippina da
vent'anni in Italia, lavora a ore come colf di mattina poi, insieme al marito,
gestisce un call center per immigrati il pomeriggio e, di sera, una pizzeria
nel quartiere più animato di vita notturna a Roma, Trastevere. Un esempio di
rara industriosità? Non proprio. Le imprese costituite da immigrati in Italia
nel giugno del 2008 erano già 165.144. Una ogni 33 registrate nel nostro Paese.
Garantiscono occupazione a un decimo dei lavoratori dipendenti, italiani e stranieri,
e contribuiscono alla formazione di circa un decimo del prodotto interno lordo.
Lo attesta un'indagine della Fondazione Ethnoland, realizzata in collaborazione
con la Caritas e con diverse organizzazioni economiche, dall'Abi a
Confartigianato e Unioncamere. Uno studio di Unioncamere e dell'Istituto
Tagliacarne, infatti, utilizzando dati relativi al
( da "KataWebFinanza" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Dal lavoro degli
immigrati un decimo del Pil italiano ROMA - Pressy, immigrata filippina da
vent'anni in Italia, lavora a ore come colf di mattina poi, insieme al marito,
gestisce un call center per immigrati il pomeriggio e, di sera, una pizzeria
nel quartiere pi animato di vita notturna a Roma, Trastevere. Un esempio di
rara industriosit? Non proprio. Le imprese costituite da immigrati in Italia
nel giugno del 2008 erano gi 165.144. Una ogni 33 registrate nel nostro Paese.
Garantiscono occupazione a un decimo dei lavoratori dipendenti, italiani e
stranieri, e contribuiscono alla formazione di circa un decimo del prodotto
interno lordo. Lo attesta un'indagine della Fondazione Ethnoland, realizzata in
collaborazione con la Caritas e con diverse organizzazioni economiche, dall'Abi
a Confartigianato e Unioncamere. Uno studio di Unioncamere e dell'Istituto
Tagliacarne, infatti, utilizzando dati relativi al
( da "Sicilia, La" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
corte dei conti
Risarcimento di 162 mila euro Titolare di tabaccheria non versava gli incassi
dei «bolli auto» A. di giovanni 26 Comune e Prefettura insieme per una gestione
più rapida e trasparente dei ricorsi contro i verbali di infrazione al codice
della strada. È quanto prevede il protocollo d'intesa firmato ieri dal prefetto
Giancarlo Trevisone e dal sindaco Diego Cammarata. Un accordo finalizzato a
garantire il rispetto dei termini di legge ed il corretto svolgimento delle
procedure previste per la valutazione dei ricorsi. Il tutto con l'ausilio del
sistema informatico Sana (Sistema informativo sanzionatorio amministrativo)
proposto dal ministero dell'Interno e messo a punto dalla prefettura. Ogni anno
a Palermo, riferisce il capo di Gabinetto del sindaco Sergio Pollicita, sono in
media circa 12 mila i ricorsi fatti dai cittadini, di cui 6 mila al comando di polizia
municipale e altrettanti alla polizia stradale. Una mole di documenti che
adesso, attraverso il sistema informatico Sana, verrà «smaltita» molto più
velocemente. Sarà inoltre possibile confrontare rapidamente i dati forniti
dall'organo accertatore (polizia municipale) con quelli forniti dal ricorrente,
migliorare le modalità e i tempi di comunicazione degli atti tra prefettura e
vigili urbani (in sintonia con il codice dell'amministrazione digitale), ma
soprattutto ridurre al minimo i casi in cui le lentezze della burocrazia consentivano a molti di aggirare le sanzioni. «I
cittadini saranno avvantaggiati ? spiega il prefetto Trevisone ? perché avranno
in tempo brevissimo la comunicazione e potranno verificare lo stato del
procedimento attraverso l'accesso al portale web della prefettura. Inoltre il
sistema informatico tenderà nel medio periodo a far scomparire il documento
cartaceo, con un conseguente risparmio per l'amministrazione». Sulla stessa
lunghezza d'onda il sindaco Diego Cammarata, che aggiunge: «Il protocollo
consentirà agli utenti di avere contezza e cognizione dei ricorsi presentati
contro le multe e al Comune di accelerare le procedure di riscossione». Il
sistema informatico sarà attivo nel giro di pochi giorni, non appena verrà
completata la compilazione della banca dati. Daniele Ditta
( da "Sicilia, La" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Gli enti locali
spendono molto, ma rendono poco Burocrazia, quanto ci costi
Napoli la più spendacciona, seconda Enna. Niente dati da Catania, Siracusa e
Ragusa Il presidente di Confindustria, Ivan Lo Bello, ha proposto ieri a Enna
un'alleanza tra le 4 università siciliane e la confederazione degli
imprenditori per lo sviluppo della Sicilia. Il rettore della Kore e
coordinatore del Crus, Salvo Andò, si è detto d'accordo. Dal canto suo, il
presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ieri da Perugia ha bacchettato
il governo: «Stop ai tagli indiscriminati alle università, leva di sviluppo del
Paese». Bruno, Valguarnera 7
( da "Sicilia, La" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
«Giustizia
tributaria lenta»Accademia dei commercialisti. Conigliaro presidente,
costituito il direttivo Massimo Conigliaro è il nuovo presidente della
neo-costituita Accademia dei dottori commercialisti della provincia.
L'Accademia è di fatto un'associazione che è stata fondata con lil proposito di
tutelare la categoria dei dottori commercialisti e, più in generale, dei diritti
dei contribuenti. Una delle finalità primarie, ovviamente, è anche la lotta
all'abusivismo professionale. Ma nella lista delle priorità del settore
professionale ricadono anche il contrasto alla lentezza della giustizia
tributaria, all'eccesso di burocrazia fiscale. Oltre al presidente l'Accademia ha eletto il direttivo:
consiglieri sono Giuseppe Cirasa, Letizia Mudò, Teresa Ierna, Vincenzo Ripoli,
Emanuele Sipala e Roberto Zappalà. Il collegio dei revisori dei conti è
composto da Graziella Germano, Salvatore Amore, Laura Licitra. Nel
collegio dei probiviri ci sono Giorgio Di Pietro, Giovanni Luca Cannata, Fabio
Vallone.
( da "Sicilia, La" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Non
è perché costano ma perché non rendono Tony Zermo Quanto costa la burocrazia comunale?
Secondo una classifica del «Sole-24 Ore», sono i cittadini napoletani a pagare
di più, 539 euro a testa, seguiti da Enna (483). Palermo è al sesto posto
(418), Caltanissetta al ventiquattresimo con 296 euro, Messina è al n.28 con 282 euro, Agrigento al n.43
(254), Trapani n.65 (216 euro). Mancano i dati di Catania, Ragusa e Siracusa. I
rispettivi sindaci, e cioè Raffaele Stancanelli, Nello Di Pasquale e Roberto
Visentin sostengono che la richiesta di dati da parte del giornale
confindustriale non è «mai arrivata». Può anche darsi, ma come liberarsi dal
sospetto che la «pratica» si sia perduta nei meandri degli apparati? Anche
perché bisognava calcolare parecchie voci: organi istituzionali, segreteria e
gestione del personale, Ragioneria ed Economato, Ufficio tributi, gestione dei
beni demaniali, Ufficio tecnico, Anagrafe. Troppa fatica? I sindaci di Catania
e di Ragusa dicono che la spesa globale è stata ridimensionata drasticamente, a
Ragusa addirittura sono state eliminate le auto blu. Insomma, non sarebbero
pronti i numeri, ma si stanno tagliando le spese. Il Comune di Siracusa ci ha
invece fatto pervenire il dettaglio dei costi, voce per voce, da cui risulta
che il costo pro capite dei 125 mila siracusani è di 216 euro. Interessante il
dettaglio: Uffici segreteria e personale 2.551.000 euro; Ragioneria 2.461.000;
Patrimonio e beni demaniali 1.142.000; Ufficio tributi 1.584.000; Ufficio
tecnico 2.688.000; Anagrafe 2.990.000, Avvoatura, gabinetto sindaco,
protocollo, archivi 8.531.000. Organi istituzionali: Giunta e sindaco 428.000
euro; consiglio comunale 602.000; rimborso datori lavoro 307.000; presidenti di
quartiere 165.000, consigli di quartiere (9) 227.000. Spese totali 26.967.000.
Il sindaco di Enna, Rino Agnello, contesta invece i dati pubblicati che pongono
la sua città come la più costosa dopo Napoli. «Abbiamo fatto una verifica e ci
risulta che il costo del Comune è sui 300 euro pro capite e non 483. Non
capisco come sia uscito fuori questo numero. Diciamo che Enna si trova a metà
classifica». Questa è la statistica aggiornata al 2008. Ma il problema vero non
è quanto gli apparati burocratici costano al cittadino, bensì quanto rendono in
termini di servizi alla comunità. Senza voler fare di tutta l'erba un fascio, e
tranne le debite lodevoli eccezioni, la macchina burocratica in Sicilia è
spesso lenta e opaca che non riesce a dare risposte ai cittadini in tempi
ragionevoli. Il mondo cammina alla svelta, e gli apparati degli enti locali
camminano piano, o non camminano affatto come soffrissero di sclerosi. I
cittadini si sentono prigionieri di apparati di facile accesso agli amici degli
amici, ma restii ad aprirsi alle richieste dei comuni mortali. Porte chiuse,
impiegati assenti o svogliati, anche degrado ambientale intorno. Chi gira per
la città e vede strade disselciate, cani randagi, sporcizia, si chiede: ma che
fanno al Comune? Non si accorgono di tutto questo? Il cittadino pagherebbe
volentieri i costi comunali, ma vorrebbe in cambio una città vivibile, vedere
gli spazzini che spazzano e non che spostano solo il lerciume da un posto
all'altro. Vorrebbe non vedere auto in doppia fila o sui marciapiedi, una
presenza effettiva dei vigili urbani. Lo sappiamo che molti Comuni sono in
crisi finanziaria, come quello di Catania che attende ancora i 140 milioni
promessi per poter respirare un po', ma anche con quel poco che passa il
convento si potrebbe e si dovrebbe fare di più, con buona volontà e con spirito
di servizio. Bisogna trovare l'orgoglio di partecipare allo sviluppo sociale di
una comunità. Quando vedo vigili urbani che disciplinano il traffico, impiegati
comunali pronti a rispondere a una richiesta, netturbini che lavorano bene mi
viene voglia di stringergli la mano. Se noto invece assenza di vigili,
impiegati strafottenti e cumuli di spazzatura mi arrabbio perché significa
degradare la città e il proprio stesso lavoro. Nei quasi 400 enti locali dell'Isola
ci sono uomini e donne di valore, diamo loro una motivazione, perché è da loro
che dipende la vita di una città.
( da "Sicilia, La" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
il
sindaco agnello replica ai dati diffusi da «il sole 24 ore» «Ma quale burocrazia costosa, siamo
nella media» Quasi tutte del sud le dieci aree meno colpite dalla criminalità;
il risultato migliore spetta a Matera (104), seguita da Enna e Potenza sotto
l'indice di 120. Sono i dati che emergono da una inchiesta sulla criminalità e
la popolazione carceraria. Circa l'attività di contrasto, Brindisi, Enna e Messina
evidenziano gli incrementi più significativi di soggetti denunciati.
( da "Sicilia, La" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Sono in aumento i
denunciati e calano i reati Ha suscitato sorpresa e clamore il fatto che, dopo
Napoli, secondo un'indagine commissionato e pubblicata nei giorni scorsi dal
quotidiano della Confindustria, "Sole 24 Ore" , il capoluogo ennese è
quello che spende di più in fatto di burocrazia. Un
dato che lascia perplessi e nel contempo preoccupa, perché essere ai primi
posti in campo nazionale per un Comune che si trova in dissesto finanziario dal
dicembre del 2005 ed è sottoposto a severi controlli da parte del Ministero
dell'interno, sta a significare tanto. Enna da quattro anni è in sofferenza e
con il bilancio equilibrato e sottoposto al controllo del Ministero
dell'Interno, quindi sorprende questa notevole entità nei
costi della burocrazia.
Ovviamente chiamato in causa il sindaco Agnello e la sua giunta. " I dati
forniti dal Sole 24 Ore relativamente al costo della burocrazia e, dunque, degli uffici, compreso il costo del personale per il
funzionamento degli stessi - esordisce il sindaco Agnello - non corrisponde al
vero. Evidentemente- prosegue il sindaco Agnello - il dato di partenza è
più elevato di quello che in effetto è. Gli indicatori citati dal "Sole 24
Ore" a base dell'indagine così come presi dal consuntivo 2007 portano ad
un risultato che è inferiore di quello pubblicato sul giornale. E ciò anche in
considerazione del fatto che il Comune di Enna, essendo in dissesto, ha la
pianta organica rideterminata secondo i parametri dettati dal Ministero
dell'Interno ed in più, rispetto all'organico dei dirigenti che dovrebbero
essere previsti, siamo sottodimensionati di circa il 50 per cento".
"Pertanto - conclude il sindaco Agnello - appare evidente che il costo
della burocrazia ad Enna rientra nella norma nazionale
e non ha quei paradossi a cui il giornale fa riferimento in quanto sono stati
valutati dei parametri che non possono essere adeguati al capoluogo ennese,
che, per necessità, non può andare oltre determinati parametri". F.G.
( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Martedì 24 Febbraio
2009, Le istituzioni del Comune di Venezia costano, in proporzione al numero di
abitanti, oltre il doppio di quelle di Napoli e quasi il quadruplo delle
istituzioni del Comune di Roma. Perché Venezia sarebbe il capoluogo italiano
con la spesa più elevata per le istituzioni comunali (da una parte sindaco,
giunta e Consiglio Comunale; dall'altra presidenti, delegati e consigli di Municipalità con le rispettive burocrazie) in
rapporto al numero degli abitanti. I costi complessivi per la macchina del
potere veneziano sfondano infatti i 30 milioni di euro annui, dei quali un
terzo in stipendi e rimborsi spese per le cariche istituzionali mentre i rimanenti
20 milioni servirebbero per i costi indiretti, legati alle sedi di assessorati
e consigli. Cifre che equivalgono a un esborso di 112,60 euro annui per
ciascun residente, almeno secondo un'inchiesta pubblicata dal "Il Sole 24
Ore" su dati forniti dalla banca dati AidaPa. Inoltre Venezia sarebbe
l'unico capoluogo, insieme a Siena, a presentare una spesa per le istituzioni
superiore ai 100 euro pro capite con la terza in classifica, Alessandria, che
presenta una spesa pro capite di circa 76 euro annui, di un terzo inferiore a
quella registrata in laguna. Mentre l'amministrazione più virtuosa sarebbe
quella di Trieste con un aggravio pro capite inferiore ai dieci euro. Quindi
oltre dieci volte in meno di quanto richiesto a ciascun veneziano. Di fronte a
questi dati, passa in secondo piano la constatazione, pubblicata sullo stesso
giornale, che Venezia sarebbe contemporaneamente il capoluogo più virtuoso per
quanto riguarda l'efficienza nei pagamenti alle imprese e il basso livello di
"residui passivi", cioè di spese preventivate in passati bilanci per
opere pubbliche e mai versate. A fronte, infatti, di impegni per complessivi
308,56 milioni di euro il Comune di Venezia ne avrebbe onorati 262,14 milioni,
l'85 per cento. D'altra parte a Venezia è piuttosto elevata anche la spesa
generale del Comune, depurata di quella per le istituzioni, che ammonta a 84
milioni di euro annui. Con un aggravio per abitante di circa 312 euro all'anno
che posiziona Venezia al 19esimo posto su 99 nella classifica delle città più
spendaccione. Dati contestati dall'assessore al bilancio Michele Mognato
secondo cui i costi complessivi delle indennità di carica e di missione, oltre
che dei rimborsi spese per Giunta, Consiglio e Municipalità, ammonterebbero a
poco meno di 2milioni e 700mila euro, anche se «altri costi derivano da spese
quali servizi di pulizia in appalto, acquisto di materiale, retribuzioni e
relativi contributi del personale». Quindi, secondo Mognato, «pur fermi i
principi del documento di bilancio fissati per legge, e che ogni Comune imposta
in maniera del tutto autonoma, è evidente che sono state aggregate voci tra
loro disomogenee che non consentono perciò paragoni con altri Comuni».
Pierluigi Tamburrini
( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Martedì 24 Febbraio
2009, Il Comune di Padova spende meno della media nazionale per la macchina
amministrativa, è un po' troppo "generoso" sul fronte delle spese per
le cariche istituzionali, e infine precipita sulla lista nera delle
Amministrazioni con pagamenti fermi e risorse non investite, piazzandosi al
terz'ultimo posto. Così secondo le classifiche stilate da "Il Sole 24
ore" da un'elaborazione dei dati relativi al 2007. Ecco i numeri. Per le
funzioni generali della burocrazia, ogni cittadino italiano spende mediamente 300 euro. Padova si
ferma a 235 euro, per un totale di 49,5 milioni (sempre nel 2007), assestandosi
al 54esimo posto sulla classifica dei 99 comuni considerati. «Non mi esalto -
commenta scontento l'assessore al Bilancio, Gaetano Sirone - perché la vera
forza del nostro Comune sta nel fatto di investire nel personale. Molte
spese sono infatti relative all'ufficio Tributi, che ha consentito di
incamerare evasioni (ad esempio dall'Ici, che all'epoca era in vigore). Quindi
i dati, che pure vedono Padova a buon punto, non sono completi, perché non
tengono conto del recupero di risorse e dell'impiego di personale in termini di
efficienza e eliminazione di sprechi. E questo nonostante siamo il Comune che
riceve i minori trasferimenti dallo Stato, perché ha un'elevata autonomia
finanziaria». Alla voce "organi istituzionali" nel 2007 Padova ha
speso 11 milioni di euro, pari a 52,65 euro pro-capite per Giunta e Consiglio,
attestandosi al 18esimo posto. Ancora Sirone: «Anche in questo caso non viene
contestualizzato il lavoro svolto. I consiglieri, ad esempio, percepiscono un
gettone di 40 euro lordi a seduta. Non esiste, come invece in altri comuni, uno
stipendio fisso, che quindi arriva a membri della Giunta e del Consiglio, a
prescindere da quello che fanno. La nostra Amministrazione spende in base a
quanto fa». Comune bocciato invece sul piano degli "investimenti lenti
nella spesa in conto capitale": avrebbe speso 600mila euro a fronte dei
43,72 milioni impegnati. «I realtà - chiude Sirone - si può spendere solo
quanto "accertato", cioè quanto si è certi di avere in cassa. I
nostri accertamenti sono stati fatti nel secondo semestre, e quindi le spese
sono ricadute nell'anno successivo. In totale, in realtà, in conto capitale è
finito l'84 per cento della spesa prevista». Non la pensa così il consigliere
del Pdl Domenico Menorello: «L'Amministrazione Zanonato si conferma campione di
sperperi e lentezze». Michela Danieli
( da "Gazzettino, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Veneto, aumentano le
famiglie con i libri di scuola gratuiti La commissione regionale innalza i
limiti di reddito, precedenza ai più bassi Martedì 24 Febbraio 2009, Venezia
Nel prossimo anno scolastico aumenterà il numero delle famiglie residenti in
Veneto che potranno accedere ai buoni-libro per l'acquisto dei testi scolastici
nelle scuole secondarie di primo e secondo grado (comprese le professionali).
Ma c'è anche un'altra novità: per andare incontro alle
famiglie e limitare al massimo sia le spese sia la burocrazia, le richieste per i buoni-scuola come per i buoni-trasporti
potranno essere presentate per via informatica. Sono queste le principali decisioni
della commissione Cultura del consiglio regionale, riunita ieri (praticamente
all'unanimità ad eccezione dei buoni-scuola che ha visto l'astensione di Idv).
«La presentazione delle domande via web è una rivoluzione - osserva Daniele
Stival (Lega), presidente della commissione Cultura - Ci saranno meno documenti
da presentare, e le famiglie risparmieranno la spesa delle marche da bollo.
Prima, se mancava un documento si bloccava tutto il sistema, e l'anno scorso
questa sorte è toccata a novecento domande, che hanno subito rallentamenti.
Adesso si volta pagina». Il nuovo sistema funzionerà così. La famiglia
interessata si rivolgerà alla scuola, la quale invierà per via informatica la
richiesta di assistenza alla Regione; stessa cosa per i trasporti, solo che in
questo caso la domanda verrà inoltrata alla Regione dal Comune. La commissione,
dunque, ha approvato i nuovi criteri di ammissione ai contributi regionali per
l'acquisto dei libri di testo, criteri che innalzano i limiti di reddito
familiare dagli attuali 12.405 euro a 13.500 euro annui. Anche per l'anno
scolastico 2009-2010 la precedenza verrà data ai redditi più bassi (fino a
10.633 euro di reddito Isee), che avranno diritto alla copertura al cento per
cento della spesa per i libri scolastici. Mentre per le famiglie con reddito
compreso tra i 10.633 e i
( da "Corriere Adriatico" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Non è stata ancora
concessa la bachecache il movimento politicoaveva richiesto Barbadoro e
Caldarigi, usciti dal Pd e promotori del gruppo misto, attaccano la giunta su
alcune scelte Fa discutere la ristrutturazione dell'ex mattatoio "Non
vogliamo fare il Sindaco, ma vogliamo occuparci di San Lorenzo" è il nome
del gruppo misto costituito dai consiglieri comunali Lamberto Barbadoro e
Silverio Caldarigi. I due esponenti del Pd sono usciti dalla maggioranza per il
forte disaccordo con il Sindaco Di Francesco al quale chiedono a gran voce una
bacheca per informare i cittadini del proprio operato. "Riteniamo che ogni
Sindaco esordisce Barbadoro debba erigersi a difensore della libertà di
informazione e delle pari opportunità dei gruppi consiliari, anziché trincerarsi dietro la burocrazia del tecnico di turno". A oggi la bacheca non è stata
ottenuta. Altra interrogazione ha come oggetto la manutenzione del sentiero
fluviale. "Per la realizzazione sono stati spesi soldi dei cittadini che
meritano rispetto. Il sentiero si presenta in stato di abbandono.
Interventi di manutenzione si rendono necessari. L'Amministrazione ha
provveduto solo al taglio dell'erba in occasione della festa del 1 maggio che
per la maggior parte è stato eseguito dalla Pro Loco. Il percorso fluviale fatto
dalla Comunità montana e quindi a costo zero per l'Amministrazione sarebbe
potuto essere un fiore all'occhiello per il nostro Comune che da convenzione ha
l'impegno a mantenere opere e sentiero, invece sembra essere un peso". Fa
discutere anche il progetto di consolidamento statico e ristrutturazione
edilizia dell'ex Mattatoio. "Il progetto redatto a novembre del 2007
dall'Architetto Massimo Buratti ha un importo di 550.000 euro e il progetto
"Riparazione danni e miglioramento sismico ex Mattatoio con nuova
destinazione a biblioteca" del maggio 2008 dello stesso Buratti ha una
spesa di 347.000 euro. Perché i progetti non sono stati redatti dall'Ufficio
Tecnico Comunale o dall'Ufficio Tecnico e di Progettazione della Cm del Catria
e Cesano, vista la positiva esperienza della progettazione e direzione lavori
del Centro per l'infanzia, scelte che avrebbero sicuramente garantito al Comune
un notevole risparmio? Con quale criterio la Giunta ha assegnato l'incarico a
Buratti e a quanto ammonta la parcella?" MA.SPA.,
( da "Mattino, Il (City)" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Cercola. A vederle,
anche se in gabbia, una certa impressione comunque la fanno. Specie quando una
delle cinque tigri ti fissa dritto negli occhi. Dicono che mai si deve fare,
che s'innervosisce. Ma c'è la gabbia, ben chiusa; e il suo domatore, perché
sono gli animali di un circo. Accanto alle tigri anche quattro tra leoni e
leonesse. È la femmina che osserva vigile le presenze estranee. Ci sono anche
gli uomini in grigio-verde del corpo forestale dello stato, quelli del nucleo
operativo del «cites». Sono lì, con il vicequestore Antonio Lamberti per un
controllo. Tenere animali pericolosi comporta l'osservanza di norme, sia per la
sicurezza, sia per l'igiene. E su questo fronte non sembrano esservi problemi:
igiene curata; forma fisica e vitto sono quelli giusti. I
problemi sorgono con la burocrazia. Tra gli altri la legge prevede il possesso di una
«dichiarazione di idoneità al possesso di animali ritenuti pericolosi», che
rilascia la prefettura. Si chiama «dichiarazione» ma è l'autorizzazione
necessaria per tenere questi grossi felini. Il titolare del circo, da
svariato tempo, l'ha chiesta sia alla prefettura di Napoli, sia a quella di
Roma, ma nulla è giunto. E i nove felini sono adesso sotto sequestro, per il
momento ancora a Cercola. m.cer.
( da "Mattino, Il (Caserta)" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
LIA PELUSO Sono
quattrocentotrentatre euro all'anno che ogni casertano deve versare per
mantenere in piedi la macchina comunale, per un totale di trentaquattro milioni
e trecentomila euro. Si tratta di dati ufficiali, relativi al consuntivo 2007,
pubblicati ieri da una ricerca del «Sole 24 Ore», che ha ricostruito una
classifica del «peso economico» dei municipi italiani, sulle tasche dei
contribuenti. Caserta, in questa classifica, si piazza in quarta posizione a
livello nazionale, preceduta da Napoli (al primo posto, ma si tratta comunque
di una città metropolitana) e da Enna e Firenze (rispettivamente al secondo e
terzo posto). Caserta così si attesta tra le città italiane tra le più care per
le spese connesse alla gestione della macchina comunale, nel suo complesso, e
che comprendono i costi dei servizi fondamentali dei Comuni, ovverossia
segreterie, personale, economati, ragionerie, uffici tributi, tecnici,
demaniali e di anagrafe. Un valore, quello del capoluogo di Terra di Lavoro,
ben al di sopra della media nazionale, stimata dal rapporto in trecento euro.
Lo studio del quotidiano di Confindustria informa, inoltre, che il Comune di
Caserta è in vetta alla classifica per quanto riguarda la spesa per il
funzionamento degli uffici e si piazza al quarantasettesimo posto, precisamente
al centro della classifica nazionale composta complessivamente da novantanove
comuni italiani, per quanto concerne gli organi istituzionali vale a dire
Consiglio e Giunta con una spesa pro capite («redistribuita per ogni cittadino
residente») pari a poco più di trenta euro, per un totale di due milioni e
quarantaduemila euro. I dati confermano - è quanto si evince dalla lettura
dell'indagine condotta dal quotidiano «Sole 24 Ore», sulla base dei dati
ufficiali, circa gli oneri globali e pro-capite degli apparati burocratici e
degli organi istituzionali dei Comuni capoluogo di provincia italiani - che a
Caserta si spende molto più che nel resto d'Italia per far «funzionare» gli
apparati burocratici, mentre meno per far vivere, gli organi istituzionali; il
paragone, insomma, è di più soldi per la burocrazia meno invece per la politica.
Caserta tra i comuni peggiori, sempre secondo l'indagine del giornale
economico, anche per quanto riguarda i pagamenti, vale a dire per quella voce
relativa ai «residui passivi» in conto capitale, esattamente si tratta di soldi
legati a investimenti avviati negli anni precedenti e relativi a lavori già in
corso d'opera, con aziende e fornitori in attesa di pagamenti destinati
«a tardare sempre di più» secondo le previsioni del «Sole 24 Ore», complice
forse anche il rispetto del patto di stabilità, con dei limiti sempre più
rigidi. In serata una nota dell'Anci ha espresso riserve sui dati pubblicati
dal «Sole» e sulle modalità della ricerca.
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
MARCO TORIELLO Più
del doppio rispetto a Roma e a Torino. Addirittura il triplo rispetto a una
delle grandi città più virtuose, Bari. La macchina comunale di Napoli costa
525,9 milioni di euro all'anno e pesa per 539,3 euro nelle tasche di ogni
cittadino. Una cifra che fa del capoluogo campano la capitale delle spese
burocratiche. Napoli vince, si fa per dire, per distacco: alle sue spalle si
piazza Enna (483,6 euro pro capite), seguita da Firenze (446,8 euro). Fuori dal
podio, ma comunque al quarto posto della poco onorevole top ten dei Comuni che
spendono di più per funzionare, c'è un'altra città campana, Caserta, che costa
ai propri cittadini 433 euro all'anno. La classifica è stata stilata dal Sole
24 Ore, sulla base dei dati relativi al 2007 raccolti dall'agenzia di
informazioni economico-finanziarie Bureau van Dijk. Dati, spiega il quotidiano
milanese, che si riferiscono al costo delle segreterie, della gestione del
personale e di quella dei beni demaniali, della ragioneria, dell'ufficio
tributi, dell'ufficio tecnico e dell'anagrafe. Dati «decisamente inesatti»,
replica il Comune di Napoli, secondo cui le spese di funzionamento del
municipio ammonterebbero in realtà a 119 euro per abitante e a non a 539. «Per
poter comparare correttamente le spese dei diversi Comuni tra loro occorrerebbe
che le classificazioni di bilancio fossero omogenee», spiegano da Palazzo San
Giacomo, e bisognerebbe sapere «quali servizi vengono classificati sotto la
voce "amministrazione generale" e se si sia tenuto conto delle spese
dei servizi esternalizzati». Il Comune rivendica inoltre di aver proposto agli
ultimi due governi un piano di ristrutturazione aziendale che prevede una
riduzione complessiva dell'organico a fronte dell'acquisizione di nuove
professionalità. «Si è ancora in attesa di risposta», conclude Palazzo San
Giacomo. Per la verità l'indagine del Sole 24 Ore non è l'unica a evidenziare
una cattiva gestione della macchina amministrativa comunale partenopea. Un mese
fa, uno studio elaborato dal Politecnico di Milano per la fondazione Civicum e
riportato dal Mattino aveva prodotto cifre quasi identiche a quelle pubblicate
ieri dal quotidiano economico milanese. Se Palazzo San Giacomo fosse gestito
con gli standard qualitativi di Roma, Torino e Venezia - questa la conclusione
del rapporto Civicum - il Comune di Napoli risparmierebbe 220 milioni di euro
all'anno. Ma oltre ai conti della burocrazia comunale, il Sole 24 Ore propone anche la classifica delle spese
destinate agli organi istituzionali, cioè giunta, consiglio e circoscrizioni. E
in questo caso le cose per Napoli vanno meglio, ma non troppo: il peso della
politica nel capoluogo campano è pari a 56 milioni di euro, vale a dire 57,46
euro per abitante. Una cifra che vale la dodicesima piazza nella graduatoria
generale, ma la prima posizione tra le città più grandi (Roma è al trentunesimo
posto con 37,33 euro pro capite, Milano addirittura all'ottantacinquesimo con
20,95 euro). Pronta, anche su questo aspetto, la replica di Palazzo San
Giacomo: «Le spese che il Comune sostiene per gli organi istituzionali -
assicurano da piazza Municipio - sono tra le più basse d'Italia e si sfida
chiunque a dimostrare il contrario». L'indagine del Sole 24 ore riserva le
ultime stoccate al consiglio comunale di Napoli, che, con 55 delibere adottate
nel 2007, risulta il meno produttivo d'Italia. Un andamento lento compensato
dal ritmo accelerato della giunta Iervolino, che nello stesso anno ha sfornato
la cifra record di 4.363 delibere, contro le 1.917 della giunta Chiamparino a
Torino e le 638 della giunta Veltroni a Roma.
( da "Stampa, La" del 24-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
ANALISI SUL SOLE 24
ORE LA CLASSIFICA LEGATA AI CONSUNTIVI 2007 Le due facce di Imperia per le
spese comunali Alte per gli uffici (18ª) e basse per le istituzioni (73ª)
[FIRMA]ENRICO FERRARI IMPERIA Costi «pesanti» per il funzionamento degli
uffici, ma più bassi della norma per gli organi istituzionali. Le due facce
delle spese del Comune di Imperia emergono dall'analisi tracciata dal Sole 24
Ore esaminando i dati dei vari capoluoghi italiani riferiti ai conti consuntivi
2007. Gli esborsi legati alla burocrazia, che in prima fila vedono personale, indennità amministrative,
spese per le elezioni ma anche rimborsi e missioni varie, pongono Imperia al
diciottesimo posto, fianco a fianco con realtà ben più grandi: per fare un
esempio, Milano è quattordicesima, la «matrigna» Genova sedicesima (e la
spendacciona Napoli è in testa alla classifica con 539 euro pro capite).
Se il capoluogo ligure vede una spesa per abitante di 320,7 euro, la cugina
rivierasca si attesta a 315.7, per un importo complessivo di 13 milioni e 972
mila. Savona ne spende soltanto 221,5 e per questo motivo è al 61° posto.
Sorprendentemente Roma, la «ladrona» di bossiana memoria, è a metà strada: 45ª,
circa 250 euro. A pesare sono soprattutto le uscite per il personale, che
ammontano a 6 milioni e 719 mila euro soltanto per quanto riguarda le funzioni
generali di amministrazione, gestione e controllo. L'assessore al settore,
Nicola Falciola, e quello alle Finanze, Rodolfo Leone, stanno incontrando
difficoltà crescenti nel contenere queste voci fisse, che con 14 milioni e 50
mila euro totali sono la fetta più cospicua degli impegni certificati nel 2007
(36 milioni e 901 mila). Il funzionamento degli uffici comprende anche 3
milioni e 436 mila per prestazioni di servizi, comprensive di indennità e rimborsi,
più 958 mila di imposte a tasse, fra cui l'Irap. Voce a parte costruisce poi la
segreteria e la gestione del personale, per 5 milioni e 913 mila euro.
Assistenza scolastica, trasporti, refezione e altri servizi correlati fanno
registrare un'uscita di 2 milioni e 780 mila euro. Come contraltare, gli
importi sostenuti per gli organi istituzionali vedono Imperia in
settantatreesima posizione, ben distante anche da Genova (45ª con 32,30 euro
pro capite), Savona (46ª, con 32,12). In questo caso la quota versata ammonta a
1 milione e 11 mila euro, pari a 24,64 euro. Il peso della politica locale,
come si vede, è molto leggero. Di meglio, in Liguria, fa soltanto La Spezia,
che è addirittura novantaduesima, praticamente a fondo graduatoria, con soli
13,27 euro per abitante. Per i prossimi anni, visti i chiari di luna,
l'obiettivo primario degli amministratori locali sarà il risparmio e la
radiografia delle diverse spese diventerà obbligatoria.
( da "Stampa, La" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
L'INDAGINE. LA
CITTA' AL 56° POSTO TRA I 99 CAPOLUOGHI Giunta e Consiglio Il Comune costa a
ogni novarese 230 euro all'anno I «gettoni» valgono oltre 2 milioni di euro
[FIRMA]MARCO BENVENUTI NOVARA Dall'utilitaria dei tecnici in giro per
sopralluoghi ai viaggi di rappresentanza o alla riunione del Consiglio
comunale. O ancora dagli sportelli aperti per i servizi pubblici fino al
servizio mensa. Una routine che fa parte ormai della vita quotidiana di
qualsiasi città che tuttavia ha un costo: per la «macchina comunale» Novara
spende ogni anno 230 euro cittadino. E' quello che risulta da una classifica
condotta sui bilanci consultivi del 2007, che pongono il capoluogo al 56°
posto, quindi più o meno a metà classifica, tra i 99 comuni italiani: in
quell'anno i costi totali per il funzionamento degli uffici è stato di 23,5
milioni di euro. Novara, in questa graduatoria, è quarta in Piemonte dopo
Alessandria, quinta in classifica con una spesa pro capite di 429,8 euro,
Verbania (275,3 euro) al 32° posto e Asti (44,5) al 50° posto. Paradossalmente
Torino, con una spesa di 204,8 milioni, si colloca subito dopo la città di
Novara e risulta la metropoli fra le più «leggere». In proporzione alle
dimensioni delle città, quindi, sotto la Cupola di San
Gaudenzio la burocrazia
pesa di più che sotto la Mole Antonelliana. Un dato allarmante? Assolutamente
no. Anzi, spiega l'assessore al Bilancio del Comune Silvana Moscatelli «la
nostra macchina comunale non incide più di tanto sulle tasche dei cittadini,
anche perché queste graduatorie prendono in considerazione dati in senso ampio
come risultano dai bilanci, mettendoci dentro di tutto, anche voci che
non rientrano nella burocrazia tecnicamente intesa».
Nella graduatoria stilata dal database AidaPa per conto de «Il Sole 24 Ore»,
spiega Moscatelli, rientrano anche le spese legali, quelle per le assicurazioni
(800 mila euro), la mensa per i dipendenti, il contratto nazionale e locale del
personale, la formazione (ben 65 mila euro), l'Inail, la gestione degli alloggi
dell'Agenzia territoriale per la casa (1 milione di euro). «Se togliamo tutte
queste voci riferite a spese necessarie - spiega ancora l'assessore - potremmo
arrivare ad un costo per gli uffici che si aggira intorno ai 19 milioni di
euro, con una spesa per cittadino sui 190-195 mila euro». Tutte queste voci,
mettono in evidenza dal Comune, sostanzialmente non servono alla "macchina
comunale". In rapporto al numero di abitanti e a ciò che costa
complessivamente la burocrazia, Novara è messa meglio
di altre città piemontesi come Alessandria e Verbania, che per gli uffici
comunali sborsano cifre inferiori ma che vanno ad incidere pro capite in modo
molto più consistente. La macchina dell'amministrazione è il cuore burocratico
del Comune, e contempla le segreterie, la gestione del personale, la ragioneria
e l'economato. A Novara ogni cittadino spende all'anno 229,3 euro. Se però si
guarda il peso della politica in senso stretto, ossia le spese sostenute dal
Comune per gli organi istituzionali (sindaco, giunta, consiglio), il capoluogo
si piazza al 69° posto: si spendono in media 2,75 milioni di euro con un costo
pro capite di 26,77 euro. «A Novara la politica non mette in ginocchio i
residenti» sostiene l'assessore al Bilancio Silvana Moscatelli.
( da "Stampa, La" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
TRA
BUROCRAZIA E REPARTI «Ci sono recapiti e riferimenti per avere le risposte
giuste Sarà molto utile agli anziani»
( da "Stampa, La" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
GRESSAN. POLEMICA Lunedì un incontro tra sindaco e cittadini «Basta burocrazia Vogliamo risposte»
"Nessuna irregolarità nella raccolta di firme contro il polo
scolastico" E' ormai polemica aperta tra l'amministrazione comunale di Gressan
e i cittadini che hanno sottoscritto la petizione popolare contro la
realizzazione di un polo scolastico. I promotori dell'iniziativa, in una
nota sottoscritta dall'ex consigliere regionale Carlo Curtaz, lamentano che «a
differenza del Consiglio regionale, che ha subito avviato l'iter per l'esame
della petizione, l'amministrazione comunale di Gressan non si è preoccupata di
entrare nel merito delle dettagliate osservazioni critiche sul progetto, ma si
è limitata a un tentativo di screditare l'iniziativa, parlando di supposte
irregolarità burocratiche». Carlo Curtaz si riferisce evidentemente alla
risposta «burocratica» del sindaco Mirco Imperial e del presidente del
Consiglio comunale Loris Chabod ai firmatari della petizione, in cui venivano
rimarcate violazioni del regolamento comunale. «Tutte le centinaia di
sottoscrizioni - replicano gli oppositori al progetto del polo scolastico -
sono autentiche. Anche alcuni operatori non residenti a Gressan hanno voluto
firmare il documento, e soltanto un paio di cittadini hanno per errore firmato
due volte». E ancora: «Insistere, come fa l'amministrazione comunale, solo su
irrilevanti dettagli formali significa mancare di rispetto verso gli oltre 300
cittadini che hanno aderito con convinzione alla petizione e sviare
l'attenzione dai problemi veri che l'iniziativa popolare pone». I promotori
della raccolta firme auspicano che anche il Comune voglia approfondire il
problema «e dare serie risposte politico-amministrative alla protesta,
piuttosto che concentrarsi su cavilli formali». Il sindaco ha garantito che
sulla questione intende aprire un confronto con la popolazione. L'incontro con
i firmatari della petizione è già fissato per le 17 di lunedì in municipio.
( da "Trentino" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
La macelleria Tozzi
chiude dopo 100 anni Il negozio fu aperto nel 1905 dai Cappelletti e poi
rilevato da Bepi, nonno di Alberto, che ora è costretto a lasciare per carenza
di clienti ENZO ZAMBALDI VEZZANO. Un pezzo di storia della comunità di Vezzano
è giunta al capolinea. Con la fine di febbraio chiude definitivamente la
macelleria Tozzi di Vezzano: un punto di riferimento per trovare ottima carne e
gustosi insaccati. Titolare del punto di vendita è Alberto Tozzi, erede di una
dinastia di macellai: Giuseppe, il nonno, e Giorgio, il papà. La macelleria è
in funzione dal 1905 ed è stata aperta dal signor Cappelletti che, nel
( da "Nuova Sardegna, La" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 2 - Fatto del
giorno La marina militare vuole un nuovo attracco LA MADDALENA. La marina
militare italiana vuole un nuovo pontile a Santo Stefano, a pochi metri da dove
era ormeggiata la nave della marina americana, altrimenti potrebbe essere
costretta a tenersi quello dell'ex arsenale. La richiesta è stata avanzata
dall'ammiraglio Ermenegildo Ugazzi, maddalenino, durante la conferenza di
servizi sul G8 tenuta nella sede della protezione civile due giorni fa. Ugazzi
ha spiegato che, per le esigenze della marina italiana, servirebbe un punto
d'attracco più basso di quello attuale a Santo Stefano. In alternativa, Ugazzi
ha chiesto al soggetto attuatore del G8, Gianmichele Calvi, di restare in
possesso del molo Carbone, quello in cui è stata costruita l'area per la
stampa. Una nave militare a pochi passi dall'hotel in cui si riuniranno i
leader dei paesi più industrializzati? Impossibile da credere. Eppure, salvo
un'intesa, possibile e probabile, questo potrebbe essere lo scenario. Perché
l'area dell'ex arsenale è sì passata dallo Stato alla Regione, ma non per la burocrazia. L'operazione di accatastamento non è stata ancora completata, e
al momento, come ha spiegato ai presenti l'avvocato dello Stato, Giulio Steri,
neo consigliere regionale del centrodestra, l'ex arsenale è ancora dello Stato.
Alla fine, la struttura di missione del G8 potrebbe costruire un pontile
galleggiante a Santo Stefano per la marina italiana, la cui nave sarà
dunque a fianco di quella da crociera noleggiata da Bertolaso. (g.pi.)
( da "Tirreno, Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 2 - Cecina Si
cercano sub per trovare Massi La famiglia dell'uomo disperso in mare lancia un
nuovo appello Nuovo appello mentre su Facebook sono state superate 700 adesioni
DONORATICO. «Ora il nostro obiettivo principale è quello di trovare volontari,
subacquei, sommozzatori, apneisti o chiunque possa darci un valido aiuto per le
ricerche di Massimiliano. Purtroppo sono poche le persone specializzate in
questo tipo di ricerca e stiamo facendo fatica». Questo l'appello di Elisabetta,
cognata di Massimiliano Tognoni, scomparso il 25 gennaio scorso. Massimiliano è
dichiarato «disperso». In base alla legge, spiega il comandante della guardia
costiera di Piombino Massimiliano Mezzani, a meno che non venga ritrovato il
cadavere la procedura per la dichiarazione di morte viene attivata dalla
Procura (art. 209 e seguenti del Codice della navigazione). I tempi sono
lunghi. Il codice civile prevede tre momenti: la scomparsa, l'assenza (dopo due
anni) e la dichiarazione di morte presunta (dopo 10). Ma in questo momento la famiglia non vuole sentir parlare di burocrazia: l'unico obiettivo è
ritrovare il corpo del loro caro. Un mese fa, verso le 11, Massimiliano è
uscito dalla sua casa di Donoratico per andare a pescare; a Piombino ha mollato
gli ormeggi della sua imbarcazione e ha preso il mare. Nel pomeriggio è stato
avvistato il suo natante semiaffondato sugli scogli di Punta semaforo.
Di lui nessuna traccia. Le ricerche non hanno portato a niente. A un mese dalla
sua scomparsa, ribadisce il comandante Mezzani, «le ricerche sono formalmente
chiuse perché si sono protratte senza esito per 14 giorni. Anche se le
imbarcazioni quando escono in mare continuano a cercare e questo vale anche per
le altre forze dell'ordine». Molte associazioni hanno messo a disposizione i
loro mezzi: Lega navale, Croce rossa, Protezione civile, Mare e Monti e
volontari. Era stato trovato un Rov, un robot sottomarino telecomandato dotato
di telecamere, ma non è stato utilizzato perché mancava una barca tanto grossa
da trasportarlo. Il fratello Stefano dice che «la vera paura è che la vicenda
venga dimenticata. Stiamo cercando di tenere viva l'attenzione. La guardia
costiera ci continua a dare una grossa mano, i volontari ci hanno aiutato molto
e con alcuni, quando le condizioni del mare ce lo permettono, usciamo a cercare
Massi. Sabato per esempio c'erano cinque sommozzatori con me. Stiamo anche
facendo un passaparola su internet attraverso Facebook». E proprio il gruppo
"Urgentissimo. Cerchiamo sub o chiunque possa darci un aiuto a trovare
Massi" rivolto a chi voglia aiutare i familiari di Tognoni ha superato le
700 adesioni. Questo però è il momento dell'aiuto concreto, perché come ci dice
Stefano «noi mettiamo in campo tutti i mezzi a nostra disposizione. Chiunque ci
volesse dare una mano è ben accetto. Di certo, non ci arrendiamo». Scrivere a
piombino@leganavale.it Rino Bucci
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
SAN FELICE. In
calendario da dopodomani Risparmi d'energia: ecco due incontri Sono due gli
appuntamenti organizzati da «San Felice più Felice» dedicati al risparmio
energetico e alle sue tecniche. In particolare al Palazzo ex Monte di Pietà di
San Felice, con vari esperti, si parlerà della casa che produce e risparmia
energia. L'associazione no profit di San Felice del Benaco è fin dalla sua
nascita attenta all'ambiente e al tema dell'energia; per esempio si è resa
protagonista di «Puliamo il mondo» e più recentemente «M'illumino di meno». Il
primo incontro è programmato dopodomani, 27 febbraio, e interverranno Alberto
Corain (Rubner Haus), Marco Baccolo (caso pratico di riqualificazione
energetica) per parlare di «Casa che risparmia energia. Consigli, materiali,
isolamenti, classi energetiche, burocrazia». Venerdì 13 marzo si parlerà della «Casa che produce energia
rinnovabile. Fotovoltaico, solare termico, eolico, geotermia, biomasse»; con
Giorgio Bodei, Alessio Capello, Mauro Corradini, Alessandro Ferrari, Alessandro
Toselli (Sea), Alberto Carnevali (Sky-Nrg), Savino Basta (Geotermica Saval),
Marco Baccolo (Anfus). Entrambe le serata si svolgeranno dalle ore 20.45;
ingresso libero.E.GR.
( da "Repubblica, La" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina VII - Roma La
denuncia Mafia, immobili confiscati "Bloccati dalla burocrazia" DAL 1996 al giugno del
2008 sono stati confiscati nel Lazio, terra di «esportazione di capitali delle
cosche di camorra, �ndrangheta e mafia, ben 329 beni immobili. Sono stati 27,
inoltre i beni confiscati nel 2008. Disponibilità utili alle amministrazioni
comunali, ma che, tuttavia, tardano ed entrare nel patrimonio pubblico,
come ha denunciato don Luigi Ciotti, presidente di �Libera´, a causa delle
ipoteche bancarie. «Il Lazio, per numero di aziende confiscate, viene prima della
Calabria e della Puglia» spiega il commissario di governo per la gestione dei
beni confiscati alle organizzazioni criminali, Antonio Maruccia.
( da "Nuova Sardegna, La" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
di Luciano Piras
Barbagia in missione a caccia di nuovi mercati La Camera di commercio vola a
Dubai e Hong Kong con un gruppo di imprenditori Il presidente Pisano «Dobbiamo
uscire dalla crisi imperante» NUORO. Missioni all'estero alla ricerca di
sbocchi commerciali. Un nuovo progetto per il cuore della Sardegna. Una
rilettura dell'Autunno in Barbagia e della Primavera nel Marghine. Uno
sportello per la sicurezza nel lavoro. Un osservatorio per la tutela e il
monitoraggio dei prezzi. Una consulta per l'imprenditoria femminile. Una
biblioteca giuridico-economica e sociale... Insomma: l'agenda politica per il
2009 della Camera di commercio di Nuoro è davvero ricca. L'ente camerale,
infatti, ha pronto il programma per il rilancio e l'irrobustimento del sistema
delle imprese locali. Tanto per cominciare, in tempi di crisi economica
imperante, la parola d'ordine nel palazzo di via Papandrea è una soltanto:
«Centralità». Centralità per le 30mila aziende rappresentate. Centralità perché
«dobbiamo essere il punto di riferimento - spiega Romolo Pisano, presidente
della Cciaa, Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura - per i
lavoratori e le imprese, ma anche per i giovani e i pensionati». Centralità,
inoltre, perché «siamo la terza istituzione, nel nostro territorio, assieme
alla Provincia e al Comune, che si candida a portare avanti un progetto
strategico per il futuro prossimo delle zone interne» aggiunge Pisano. Export e
marketing Un progetto che punta soprattutto sulle missioni all'estero con le
imprese, «per trovare nuovi sbocchi commerciali». «Piuttosto che partecipare
alle varie Bit, dobbiamo individuare i settori con i quali scommettere
sull'internazionalizzazione». E di settori maturi già ce ne sono. Quello del
marmo, per esempio, risorsa fondamentale per i bilanci della Baronia e del
Nuorese tutto, un settore che nonostante la crisi, quanto a innovazione
tecnologica è all'avanguardia. «A fine novembre siamo stati a Dubai city, negli
Emirati arabi uniti». Otto imprese in trasferta, una missione capitanata da
Vincenzo Cannas, presidente dell'Aspen, l'Azienda speciale della Cciaa nuorese.
Ad aprile, invece, lo stesso gruppo prenderà il volo per l'Estremo Oriente: in
un isola vicino a Hong Kong, infatti, è in programma la più grande fiera cinese
del lapideo. I prodotti tipici «Per il 2009, poi, ci stiamo attrezzando -
annuncia Romolo Pisano - per mettere in piedi un workshop a sostegno dei
settori agroalimentare e artigianale, due settori a nostro parere interessanti
per gli scambi commerciali. Non solo missioni all'estero, dunque, ma ora
abbiamo anche intenzione di accogliere qui da noi missioni dall'estero». La
Camera di commercio, insomma, chiama gli stranieri alla scoperta dei prodotti
tipici della Sardegna. è in quest'ottica che la Cciaa fa autocritica e si mette
al lavoro per ridisegnare i pacchetti dell'Autunno in Barbagia, della Primavera
nel Marghine e della Primavera in Ogliastra. «è necessario un nuovo impulso,
dobbiamo alleggerire la dimensione della sagra e irrobustire invece la
produzione». Le Cortes apertas, in altre parole, devono sì attrarre i
visitatori del sabato e della domenica, ma soprattutto «devono stimolare le
nostre aziende all'innovazione» ripete Pisano. Ecco perché l'Aspen di Nuoro sta
studiando quello che sarà il nuovo corso delle manifestazioni. Le nuove
generazioni La vera svolta economica, tuttavia, in un territorio (il Nuorese e
l'Ogliastra) che conta 160 abitanti, la metà dei quali pensionati che vanno
avanti - in gran parte - con 500 euro al mese, arriverà soltanto quando i
giovani barbaricini avranno la possibilità di fare impresa in loco, senza
essere costretti a emigrare. «Sostenerli, stimolarli e incentivare i loro
progetti è un nostro dovere» sottolinea il presidente della Camera di
commercio. Non a caso nell'agenda politica del
( da "Tribuna di Treviso, La" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
I Paleoveneti? In
costruzione E anche la Soprintendenza archeologica scompare dal web Il sito
internet del Museo Nazionale Atestino latita da molti mesi Ma tornerà, dicono,
più bello di prima PADOVA. I Paleoveneti, chi erano costoro? Se un orgoglioso e
zelante abitante della nostra regione volesse conoscere e diffondere le radici
della nostra cultura dovrebbe poter vedere soddisfatte le sue curiosità (e
quelle del resto del mondo) con un semplice "clic". Qui, invece,
cominciano i guai. C'era una volta il sito internet del Museo Nazionale
Atestino di Este in cui era possibile trovare le testimonianze storico-archeologiche
della civiltà Veneta. Un sito documentato e illustrato con immagini, che
assolveva anche al compito di incuriosire il visitatore virtuale e magari farlo
diventare un giorno un visitatore in carne e ossa. Quel sito però è morto e
sepolto e i veneti nostri contemporanei, così come i potenziali turisti di
tutto il mondo, si devono accontentare di una striminzita paginetta web
ospitata nel sito web del Mibac (il Ministero per i Beni e le Attività
Culturali) che certo non soddisfa curiosità e orgoglio culturale e per di più è
off limits per i visitatori stranieri che non parlano italiano (almeno una
traduzione in inglese si poteva fare...). I Paleoveneti, insomma, sono spariti
da mesi da internet e bisognerà ancora attendere per vederli "risorgere".
Cos'è successo? Questioni di ordinaria burocrazia ma soprattutto di scarse
risorse economiche. Un sito web diventa allora un lusso che difficilmente può
rientrare nella lista delle priorità. Dare in appalto all'esterno la creazione
di un sito web costa mediamente 15.000 euro che, in questi tempi di vacche
magre, spesso non sono nella disponibilità di Soprintendenze e Musei. I
quali spesso non possono permettersi neppure il lusso di destinare personale a
tempo pieno alla sollecita cura del sito. Così o il sito internet
"sparisce" o è poco aggiornato. Accade allora, ad esempio, che
l'utente che nelle ultime due settimane voleva visitare il sito della
Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto, all'indirizzo
www.archeopd.beniculturali.it, trovava un'amara sorpresa: un'home page quasi
del tutto hackerata da tale RedRoLiX che l'ha riempita di scritte «Hackered by
RedRoLix Peace Crew». Per colmo della beffa, le uniche sezioni rimaste visibili
erano quella che informava che il sito del Museo Atestino non c'è perché è in
costruzione e quella della biblioteca della Soprintendenza. La segnalazione
inoltrata al Mibac sul sito inutilizzabile della Soprintendenza ha poi messo la
ciliegina sulla torta: da ieri è oscurato («momentaneamente non disponibile»)
in attesa che venga fatta la "disinfestazione". E pensare che circa
un anno fa il Ministero ha fornito alle sue strutture territoriali un
programma, il Minerva Source, che ha lo scopo di dotare Soprintendenze e Musei
di siti web con caratteristiche uniformi (e facilmente collegabili a quelli di
altri Musei europei), il quale sistema può poi essere implementato con
informazioni "personalizzate" e ampliate da e per ogni singola
struttura. Un'ottima idea che in altre città e regioni d'Italia è stata accolta
con tempestività e che, invece, nel Veneto a quanto pare sta richiedendo tempi
più lunghi. E provoca l'attuale blackout informatico e informativo. Fino a
quando? La Direzione regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Veneto
pare si stia occupando della realizzazione di uniformare il suo sito web,
ciascun sito delle Soprintendenze della regione e ciascun sito dei musei di
competenza nella nostra regione e ciò dovrebbe finalmente ovviare - si spera in
tempi brevi - ai problemi insorti finora. Quanto al Museo Atestino, sta
realizzando il progetto del suo sito web (da inserire nel più ampio programma
ministerial-regionale) con il Master in Governance delle Risorse turistiche
territoriali dell'Università di Padova. Un'ex-stagista del Museo e ora laureata
del Master, con la supervisione dei suoi tutor universitari, prima ha dedicato
al progetto del sito la sua tesi (discussa a dicembre dell'anno scorso) e ora
sta approntando il sito vero e proprio che prevede anche percorsi virtuali
all'interno del museo, percorsi tematici e persino itinerari nei Colli Euganei.
Un progetto ricco e complesso che dovrà essere esaminato e approvato dalla
Soprintendenza prima di diventare finalmente operativo. Quando? «Speriamo di
ultimare il sito entro la fine della primavera, al più tardi per l'inizio
dell'estate», risponde la dottoressa Simonetta Piredda, referente del Master.
Intanto i veneti si armino di pazienza: i loro antenati, scomparsi da un paio
di millenni, continueranno a subire la damnatio memoriae in internet. (g.ta.)
( da "Messaggero Veneto, Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 2 - Gorizia I
residenti di via Dante ringraziano il sindaco per i lavori portati a termine
Sono stati completati, la scorsa settimana, i lavori di asfaltatura di via
Dante. Dall'ufficio stampa del Comune viene ricordato che «a metà novembre un
cittadino, a nome dei residenti di quella via, aveva segnalato al sindaco
Ettore Romoli lo stato di degrado del manto stradale a cui aveva fatto seguito
l'impegno del primo cittadino a risolvere tale situazione». Detto, fatto. «A
distanza di poco tempo - si evidenzia - dalle promesse si è passati ai fatti
concreti, come dicono i residenti, con tempestività e professionalità, rendendo
via Dante ottimale per il traffico automobilistico e per i pedoni che ora
possono percorrere con tranquillità e in sicurezza il marciapiede». I lavori si
erano iniziati a metà gennaio e in un mese sono stati terminati. Da ciò «la
lettera di ringraziamento giunta ieri al sindaco Romoli da parte di tutti i
residenti di via Dante». Adesso il primo cittadino è impegnato ad accelerare anche
i lavori di riqualificazione di diverse altre vie del centro cittadino, il cui
degrado ha raggiunto livelli decisamente elevati. C'è da auspicare che riesca
davvero ad accorciare i tempi previsti per la loro sistemazione, visto che in più zone si trovano blocchetti di porfido in libera
uscita, così come alcuni marciapiedi sono dei veri e propri percorsi di guerra.
I finanziamenti sono già stati stanziati per realizzare un ulteriore
intervento, ma c'è sempre il problema della burocrazia che nelle piccole come nelle grandi opere rende sempre tutto
molto dilazionato nel tempo. (p.a.)
( da "Stampa, La" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
INDIVIDUATA UNA
SOLUZIONE ALTERNATIVA CO N LA REGIONE Cengio, ultimo tentativo per salvare il
borgo antico di "Vicolo Genepro" CENGIO Per il recupero di vicolo
Genepro ora ci si deve rivolgere ai privati. Dopo otto anni di telenovela, con
precipitosa fuga dell'Arte (ex Iacp), la soluzione per il recupero del nucleo
storico di Cengio Genepro, ormai trasformato in un agglomerato diroccato e
fatiscente, potrebbe arrivare, con l'aiuto della Regione Liguria, dal «social
housing». Dice infatti il sindaco, Ezio Billia: «Dopo la rinuncia dell'Arte,
verso la quale ci riserviamo di tutelarci nei modi opportuni, abbiamo
sollecitato la Regione affinchè si trovasse una soluzione. L'Arre (Agenzia
Regionale Edilizia Residenziale), che fa capo alla Filse, sta quindi
verificando la possibilità di inserire questo progetto in quelli finanziabili
attraverso la formula del social housing. In pratica, il Comune pubblicherà un
bando indirizzato ai costruttori privati che, riservando un certo numero di
alloggi a canone agevolato, potranno usufruire di contributi ed agevolazioni,
messi a disposizione dalla Regione». Probabilmente l'unico sistema per
concludere la telenovela di un progetto da 2 milioni di euro il cui iter era
iniziato nel
( da "Stampa, La" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
il caso Al S. Corona
manca la farmacia AUGUSTO REMBADO Costretti a portare da casa sciroppo per la
bimba ricoverata PIETRA LIGURE Siamo alla frutta negli ospedali, anzi allo
sciroppo, che bisogna portarsi da casa». E' la denuncia di Mario Di Gioia
presidente nazionale di AssoArtisti Confesercenti che, al Santa Corona di
Pietra, in questi giorni ha avuto il ricovero di un parente, una bimba. Ai genitori è stato consigliato «a causa della burocrazia e delle restrizioni
economiche ed essendo stata eliminata la farmacia interna al nosocomio
pietrese» di portarsi lo sciroppo da casa. Ammette qualche difficoltà il
primario di pediatria, Carla Navone. Dice: «Non conosco il caso specifico.
In effetti ci sono a volte tempi lunghi per l'approvvigionamento di farmacia,
ma anche di aghi, elettrodi per il "saturimetro" ed altro». Commenta
Di Gioia: «Bisogna far meglio sopravvivere la burocrazia,
a qualcuno è sembrato giusto che dev'essere presentata una domanda al reparto
per avere un qualsiasi medicinale, in questo caso un semplicissimo sciroppo,
non una medicina per una malattia rara che dovesse giungere dall'America. E'
bene quindi, che i genitori si attrezzino e se la portino da casa, perché in
ospedale i tempi per ottenerla dall'Asl, alla cui va prodotta una domanda, che
deve essere vagliata, poi approvata forse, a cui va poi data risposta, e infine
dev'essere cercata in farmacia. Quindi paghiamo la sanità, ma è meglio portarsi
le medicine da casa». Aggiunge: «Faccio notare che sono rare anche le garze per
le medicazioni e la situazione ci appare piuttosto grave anche perché nel
recente passato denunce del genere sono già state fatte e pare che la
situazione sia migliorata in peggio». Conclude Di Gioia: «Non sarebbe meglio, a
causa della crisi e della mancanza di fondi, prendere esempio dalle prime
decisioni di Obama in America, che ha ridotto drasticamente certi stipendi
d'oro di certi burocrati. In questo modo sì che si aiuterebbe la situazione
attuale che diventa sempre più precaria per i poveri cittadini. Va bene per chi
si può permettere certe spese extra. Chi invece non ha questa possibilità cosa
può fare per il proprio familiare ricoverato in ospedale? Sarà colpa di
qualcuno questo stato di cose, o anche qui non esistono responsabilità?». Ad
evidenziare i disservizi conseguenti all'accorpamento (1 luglio 2008)
dell'azienda Santa Corona con l'Asl 2 Savonese erano già stati molti medici ed
alcuni rappresentanti sindacali, fra questi Silvio Valdiserra (Uil). Sotto
accusa l'accorpamento a Savona dei centri decisionali e di alcuni servizi.
Anche dal mondo politico erano arrivate critiche molto pesanti alla
deaziendalizzazione del nosocomio. C'è ancora un ricorso pendente al Tar,
contro la delibera regionale, presentato dal Comitato di difesa della salute
del Ponente.
( da "Eco di Bergamo, L'" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Una parrucchiera
Concorrenza ma nel rispetto delle regole Questa lettera è indirizzata al
sindaco di Bergamo e per conoscenza al nostro giornale Egregio signor sindaco
Bruni, chi le scrive è una cittadina molto arrabbiata con il nostro Comune, e
le spiego il perché --> Mercoledì 25 Febbraio 2009 LETTERE, pagina 18 e-mail
print Una parrucchiera Concorrenza ma nel rispetto delle regole Questa lettera
è indirizzata al sindaco di Bergamo e per conoscenza al nostro giornale Egregio
signor sindaco Bruni, chi le scrive è una cittadina molto arrabbiata con il
nostro Comune, e le spiego il perché. Sono un'artigiana parrucchiera in
pensione, con alle spalle un'attività di circa 48 anni in un negozio alla
semiperiferia della città che tanto ho amato. Ho sempre avuto molta stima dei
sindaci e delle autorità, ma oggi mi sento di scriverle per cercare di capire
che cosa sta succedendo a Bergamo. Tengo a precisare che non sono assolutamente
razzista, parola tanto di moda di questi tempi. Anzi, anni fa mi è capitato di
aiutare persone immigrate. Ma oggi mi chiedo: non vogliono un po' troppo, non
gli stiamo concedendo un po' troppo? Noi lavoratori
italiani dobbiamo fare i conti con una burocrazia terribile, e io l'ho dovuto provare sulla mia pelle sei anni fa,
quando fui costretta a spostare la mia attività, poi ceduta a mia figlia,
perché avevo uno sfratto esecutivo da un vecchio stabile destinato a essere
demolito. Trovai un nuovo locale a un centinaio di metri dalla vecchia attività,
ma mi fu molto difficile ottenere il permesso di apertura, perché si trovava
appena appena entro i limiti di distanza stabiliti dalle normative rispetto al
negozio di una collega. Non sto qui a raccontarle quanto ho dovuto penare per
avere quel permesso, sarebbe troppo lunga. Ora scopro invece che a due passi
dal nostro negozio, ma proprio due passi, aprirà una nuova parrucchiera non
italiana. Tutti dobbiamo lavorare, per carità, e io ho sempre avuto il massimo
rispetto per i miei colleghi vicini, nel pieno rispetto delle regole e degli
orari di apertura. Rispetto che, invece, vedo mancare in questo caso. Sono
sconfortata, andando avanti di questo passo sarà sempre peggio. L'importante è
che non si debba pagare le tasse per gli immigrati. Graziella Pelucchi Il
dibattito sul Pgt Città soffocata dai Piani integrati Egregio direttore, in
questi giorni ho letto, con interesse, molti interventi nel dibattito
sull'adozione del Pgt, celebrato il 20 febbraio, allo «showroom» dell'Urban
Center. Guglielmo Rotondi, della Lega, lo definisce «un libro dei sogni un po'
megalomane», Gianfranco Ceci di Forza Italia evidenzia invece come in quel
corposissimo documento vi sia «poco di condiviso ma molte nuove strutture di
vendita». Per Franco Tentorio è stato un «grande errore politico fare un certo
uso dei Piani integrati di intervento in attesa del Pgt, vendendo volumetrie in
cambio di denaro». Inoltre, riferendosi ad un progetto in particolare, ha
affermato che «si potrebbe pensare ad una riduzione delle volumetrie e sarebbe anche
opportuno vincolare ogni intervento alla realizzazione delle infrastrutture
necessarie». L'assessore all'Urbanistica Valter Grossi ha di contro replicato
ma il sindaco Bruni ha poi chiuso il dibattito spiegando che «da parte della
maggioranza e della Giunta c'è comunque l'intenzione di porsi in modo aperto
rispetto agli emendamenti presentati dalle minoranze» ma che egli «rifiuta
categoricamente le accuse di voler svendere e cementificare la città poiché
l'Amministrazione Veneziani aveva già approvato volumetrie per 2 milioni e
passa di metri cubi, mentre l'attuale amministrazione ne ha invece varato 1
milione e 721 mila». Cifre a parte (su cui ho molti dubbi), io mi scuso ma,
letto quanto sopra, continuo a non capire. Seguendo la logica dell'intervento
conclusivo del signor sindaco infatti pare evidente la contraddizione, poiché -
come si suol dire - delle due l'una: o questo sindaco, questi assessori e
questa Giunta hanno avuto come obiettivo quello di rimediare a (presunti)
errori della passata Amministrazione (seppellendo ad esempio la Tangenziale
Est) e di migliorare la qualità globale della città, ed allora non si
dovrebbero concedere neppure 10 dei previsti e presunti
( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Mercoledì 25
Febbraio 2009 Chiudi di ADRIANO CICCARONE CHIETI - E siamo arrivati al 2010,
salvo sorprese. Parliamo della Filovia, ferma ai box da 17 anni: di mese in
mese si danno nuove scadenze e adesso ne arriva un altra, appunto il 2010.
Entro quella data infatti dovranno essere messi in strada tre nuovi filobus di
nuova generazione necessari per ripristinare il servizio elettrico di trasporto
pubblico urbano sull'intera linea. Insomma i tempi si allungano ancora. Il
sogno "impossibile" della Filovia continua dal lontano 1993, quando
la Regione, proprietaria della linea, ne decise la disattivazione perché
vetusta e pericolosa. Giorni fa l'Amministrazione Ricci ha ordinato l'acquisto
di tre nuovi mezzi, ma solo un miracolo o una soluzione parziale e pasticciata
potrà far "ripartire" la filovia entro quest'anno. Presso gli uffici
del settore trasporti sono state aperte le buste dei partecipanti alla gara di
appalto per la fornitura dei mezzi. La commessa per oltre 2 milioni e 400 mila
euro - fondi erogati dalla precedente Giunta regionale - è stata aggiudicata al
raggruppamento d'impresa straniero, formato dalla capogruppo del Belgio Vanhoo
Nv e dalla tedesca Vossloh Kiepe Gmbh. Hanno di tempo otto mesi per consegnare
i filobus che si aggiungeranno ai sette "antichi" recuperati e in
parte ristrutturati. Intanto l'assessore ai trasporti e lavori pubblici Luigi
Febo attende l'arrivo degli ispettori dell'Ustif (Ufficio speciale trasporti
fissi) con sede a Napoli per le verifiche e il definitivo collaudo della intera
rete. La "visita" era stata prevista per la metà di questo mese, ma
anche questa scadenza è slittata alla seconda settimana del prossimo marzo. Non
solo, nell'attesa della fornitura dei mezzi mancanti, ci sono da risolvere
problemi relativi al perfezionamento dei percorsi, sorti con la costruenda
piazza di via dei Vestini (di fronte al campus universitario) che collegherà
l'ateneo d'annunziano al villaggio dei Giochi del Mediterraneo. Altro che 1°
maggio 2008 per riattivare la linea, come aveva indicato il sindaco Ricci dopo
il blitz de "Le Iene", minacciando di mandare a casa l'assessore Febo
se non avesse ottemperato. Le cose sono andate per le lunghe
più del previsto causa la burocrazia, il ritardo nell'erogazione dei fondi regionali, ka nomina del
direttore d'esercizio, ecc. La data che oggi si ipotizza è fine anno 2009,
primi mesi del 2010 (vigilia elettorale). A meno che l'Amministrazione nelle
more, non riprenda l'idea cullata l'anno scorso, quella un sistema misto
(filobus e pullman): impiego dei filobus da Sant'Anna (capolinea) a
piazzale Marconi di Chieti Scalo; proseguimento con i pullman a gasolio fino al
Policlinico di Colle dell'Ara. Sarebbe un disservizio più che un servizio
migliore dell'attuale.
( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Mercoledì 25
Febbraio 2009 Chiudi di ITALO CARMIGNANI PERUGIA - Il passo è quello armato del
cemento, il ritmo quello unico del primato. Anche tra le colonne solide e
tranquille del Tribunale amministrativo, è l'edilizia degli appalti, delle
prime e delle seconde case, delle finestre e dei terrazzi a tenere alto il
conto del conflitto. Mai tante cause sono state dedicate ai piani urbanistici e
mai tanti litigi si sono riversati sulle decisioni dei Comuni di non decidere
quando si tratta di licenze edilizie e affini. Il presidente del Tar Pier
Giorgio Lignani, forte del suo senso della legalità misurata dal rigore, non si
sbilancia fino a quel punto nella relazione dedicata all'apertura dell'anno
della giustizia amministrativa. Ma è ovvio che quando il contenzioso contro la burocrazia aumenta a dismisura in un settore,
le cause del conflittualità vanno oltre alla semplice irruenza dei contendenti.
Seguono piuttosto il ritmo furioso delle varianti ai piani regolatori
somiglianti a bretelle del doppio attacco, per cui interi quartieri si sono
ritrovati senza la possibilità di utilizzare vecchie cubature per costruire
perché nel frattempo nuovi raider avevano preso tutto quello che
potevano. Così diventa inutile per gli stessi Comuni arginare gli abusi
edilizi: in virtù dei continui cambiamenti si trova sempre un precedente in cui
ad un proprietario terriero piuttosto che ad un altro è stato concesso qualcosa
in più. A scattare è quel "allora perché io no?" che alza non solo il
numero dei conflitti, ma anche le pile di fascicoli negli uffici. Perché nonostante
l'efficienza degli uffici, la completezza della pianta organica e la velocità
di giudizio, i fascicoli aumentano rispetto all'anno passato. E l'edilizia
occupa quell'orgoglioso 40 per cento di cui mai s'è ricordato negli anni
passati. Rispetto all'aumento, il presidente Lignani ha spiegato che nel 2008
sono stati 561 i ricorsi presentati al Tar dell'Umbria,
( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Mercoledì
25 Febbraio 2009 Chiudi "Modello unico" grazie alla semplificazione
della burocrazia. Le federazioni umbre si sono subito adeguate.
Anche per il Coni corre solo Conti.
( da "Riformista, Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
L'UNIVERSITÀ VA A
ROTOLI NON PER CANALI Il titolo dell'ultimo numero di "Nuovi
argomenti" si riferisce al dossier dedicato ai cimiteri: «Dove andremo a
finire» L'UNIVERSITÀ VA A ROTOLI NON PER CANALI Il titolo dell'ultimo numero di
"Nuovi argomenti" si riferisce al dossier dedicato ai cimiteri: «Dove
andremo a finire». Non è una domanda, ma un avvertimento barocco. Eppure,
sinistramente, suona familiare con il tema del "Questionario
moraviano": l'università. Dove andremo a finire? È interessante leggere le
risposte di professori di lungo corso, come Walter Pedullà, e giovani
ricercatori, come lo scrittore Paolo Giordano. C'è una diffusa insofferenza
verso la Gelmini, i tagli alle università, l'introduzione maggiore, al limite
dell'intrusione, di capitali privati. E fin qui, niente di nuovo. Una difesa,
più o meno autocritica, di casta o di ceto. Scontato, ma senza sconti, il
"divide" tra i vecchi e i giovani, che si spartiscono - con allegre
eccezioni, come il dadaista Pedullà che vuole pensare positivo dopo decenni di "Scuola
del dubbio" - un ottimismo della volontà (i giovani) e un pessimismo della
ragione (i vecchi). Creando, va da sé, una frattura che non lascia ben sperare.
Perché la ragione del potere è tautologica e la volontà senza futuro baratta
qualsiasi cosa per sopravvivere. I giovani, tra cui Carlo Carabba, Paolo
Giordano e Paolo Di Paolo, hanno cautela nel condannare o assolvere i difetti
dell'università, cercano di mettere a fuoco, pensano a come migliorare il
sistema, tradiscono una vitalità potenziale connaturata alla loro età. I
vecchi, per lo più, eccepiscono sulle critiche, trovano sfumature, difendono il
proprio statuto. Spicca Luca Canali, capace di mettere in discussione
l'applicabilità della «meritocrazia» - dare più peso alle pubblicazioni, no? -
sostenendo, testuale, che i «più meritevoli» non sono sempre i «migliori».
Canali sostiene che i mali secondari dell'università, come il nepotismo,
derivano dalla politica. I mali primari, invece, dalla società: «Non solo
l'università, ma la scuola in generale è in crisi. Ne è sintomo il numero
sempre maggiore di cattedratici che vanno in pensione anticipata, oppressi
dalla crescente burocratizzazione dell'insegnamento e dal peggioramente
qualitativo (culturale) degli studenti, fuorviati dal cinismo mercantile e
dalla struttura alienante della società». Anche la burocrazia deriva dall'alienazione della
società? Okay, non diciamo che è la maschera kafkiana del comando dei baroni,
ma possiamo non invertire causa ed effetto tra burocrazia e alienazione? E come si può sostenere che un cattedratico
pre-pensionato, magari dopo pochi anni dall'entrata in ruolo, possa essere un
sintomo e non una causa della crisi del sistema scuola? Come si fa a
sostenere che il peggioramento del livello degli studenti non abbia relazione
con il collasso della disciplina e l'eccesso di una presunta obbligatorietà
anti-vocazionale dell'istruzione? Si può. Basta dire, con Canali, che «ogni
cultura passa necessariamente attraverso l'Accademia». 25/02/2009
( da "Adige, L'" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Macchinette bloccate
e multa a chi non paga T rento, corso Buonarroti, lunedì due febbraio 2009 ore
5.20. Sono partito con mia moglie in automobile dalla Bassa Valsugana, di buona
ora, alla volta di Trento, per prendere il treno che parte alle ore 5.40 dalla
stazione ferroviaria per recarci all'Ospedale Niguarda di Milano. Arrivati a
Trento, senza particolari problemi con il traffico, cerchiamo un parcheggio non
a pagamento in corso Buonarroti o dintorni, più o meno vicino al sottopasso
pedonale, che porta in stazione. Con stupore abbiamo notato che i parcheggi
gratuiti non c'erano più, quindi visto il poco tempo a disposizione per cercare
parcheggio altrove, abbiamo parcheggiato nelle «zone blu». Il giorno seguente,
martedì tre febbraio, mi informai riguardo al pagamento del ticket nei
parcheggi a fascia gialla,blu e rossa, in quanto il giorno successivo, mercoledì
quattro febbraio, dovevamo prendere il treno alle 5.40 per andare al Niguarda
di Milano. Mi è stato consigliato da miei conoscenti che abitano a Trento, che
a loro volta si sono informati dai Vigili Urbani, di pagare in anticipo tramite
la colonnina che rilascia il ticket. Mercoledì quattro febbraio siamo in corso
Buonarroti, verso le ore 5.20, ho trovato una colonnina per l'emissione del
ticket, ho provato ad inserire del denaro in moneta per poter pagare il
parcheggio fino alle ore 15 - 16, ma questo apparecchio non mi ha accettato
alcuna delle monete che volevo inserire. A questo punto ho provato a cambiare
colonnina! Ma aimè anche la seconda colonnina non mi ha accettato alcuna
moneta! E il tempo passa. Allora mi sono chiesto: andiamo a Milano o aspettiamo
un Vigile Urbano per chiedere chiarimenti, e addirittura annullare
l'appuntamento all'ospedale Maggiore a Milano? Ho optato per la prima: andiamo
a Milano, con rischio multa. Al ritorno verso le ore 15 ho trovato, come
previsto, un verbale di euro 38 più euro 1 di Spese procedimento, con oblazione
entro sabato 14 febbraio. Nel tragitto verso casa, mi era sorto un dubbio,
poiché in avvenire dobbiamo far uso del treno, con lo stesso orario di partenza
(5.40) e destinazione. Ho telefonato ai Vigili Urbani di Trento chiedendo come
potevo pagare il ticket da esporre all'interno della mia automobile, visto che
le colonnine non hanno accettato il denaro. L'Agente con cui ho parlato al
telefono, mi ha portato a conoscenza che le colonnine del ticket sono attive
(accettano denaro), dalle ore
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del
Mezzogiorno - BARI - sezione: OPINIONI - data: 2009-02-25 num: - pag: 11
categoria: REDAZIONALE Punti di vista Se la vaccinazione diventa un incubo di
ALESSIO VIOLA S cene di vita quotidiana della società civile senza virgolette.
Ufficio per le vaccinazioni di Bari Vecchia. Non è possibile vaccinare un
bambino, ai sei anni, perché la sua scheda non è più in quell'ufficio. La
famiglia, dalla prima vaccinazione cinque anni fa, si è trasferita. La solerte
impiegata scartabella brogliacci, tira fuori da schedari arrugginiti fogli
volanti, segna a matita dati e scadenze, cancella con una gomma vecchie
annotazioni. Al telefono, colloquia con i colleghi dell'ufficio di Carrassi. è
li che bisogna vaccinare ora il bambino. Lo stanzone di Bari Vecchia è lo
stesso di cinque anni prima, disadorno, triste, sembra un ufficio della
Germania Est. Tappa successiva. Ancora una provincia tedesco orientale, altra
sala, mamme in attesa, non un sistema di prenotazione. Qui non ci sono tracce
del bambino. Ancora consultazioni di scartafacci, foglietti e schede che
emergono da mobiletti scrostati, un datario di quelli a rotelline per
stampigliare date e scadenze. Penne a sfera e matite come strumenti di lavoro,
e il telefono per sentire Japigia. Pare che sia quella, la prossima
destinazione. Non c'è traccia di un computer, come nell'altro ufficio della
città vecchia. La parola mail è sconosciuta,le informazioni giacciono sepolte
sui qualche foglio di carta, che a sua volta giace chissà dove. A Japigia,
dunque. File, affollamento, nessun sistema di prenotazione. Ancora tiretti
cigolanti, libroni ammuffiti, ricerca fatta sfogliando pagine e pagine le mille
volte sfiorate da tante dita debitamente umettate… non si vedono tracce di
quello strano oggetto chiamato computer. La buona volontà di un'operatrice la
spinge all'ennesima telefonata. Pare che la prossima tappa sia il CTO, forse
una sorta di centrale di smistamento delle cartacce. Il rifiuto dei genitori
giramondo è fermo,non promette niente di buono. L'operatrice, paziente fino a
sfiorare la gentilezza, acconsente alla richiesta. A mano, naturalmente,
ricopia tutti i dati precedenti su una nuova scheda, che diventerà da ora in
poi la carta di identità sanitaria del bambino. Che viene vaccinato. In ognuna
di queste tappe, la vicenda viene commentata dalla società civile presente in
termini molto poco civili. Al di là della disponibilità più o meno dimostrata
dal personale, nulla è cambiato dalla prima vaccinazione ad oggi. Nulla. Le
file, sempre quelle. I lamenti, gli stessi. La memoria sanitaria di una città,
in un settore come quello della profilassi, ovvero dei pericoli collegati al
rischio di epidemie, affidati ad un cartaceo che risale indietro negli anni,
diventa paradossalmente esso stesso potenziale veicolo di infezioni.
Informatizzazione sconosciuta, le persone sostituiscono la velocità di
trasmissione telematica con i loro spostamenti in giro per la città. Come
cinque anni fa. O venti. Il cittadino che legge poco o nulla, che non si
appassiona alle sorti delle nomenclature e delle sigle, che non trepida per i
cambi di casacca e i posizionamenti, si adagia sconfortato nella consapevolezza
millenaria che tanto, non cambia mai niente. è qui, in questi luoghi, che si
trovano i terminali sensibili del vivere sociale. è qui che bisognerebbe
intervenire per testimoniare il cambiamento. Una sedia comoda, anzi una sedia e
basta, per affrontare le due ore di coda, aiuterebbe a comprendere il
cambiamento, a sentirsene parte. Una mail che informasse
gli uffici sui cambi di residenza, risparmierebbe il girovagare a vuoto,
addirittura aiuterebbe il traffico. Si chiama solo vivere meglio, è tutto
quello che chiede la gente. \\ Burocrazia e stanzoni alla Germania Est Ma i
cittadini chiedono qualità
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del
Mezzogiorno - SALERNO - sezione: SALERNO - data: 2009-02-25 num: - pag: 5
categoria: REDAZIONALE Barbirotti (Consorzio Sa 2) «Eppure lavoravano sempre
bene» SALERNO — «Da una verifica attenta della documentazione si evince
chiaramente che non si configura nessuno dei reati contestati alla società
Aser, che ha sempre gestito i rifiuti in modo corretto e sulla base di
un'autorizzazione commissariale». Poche parole quelle del presidente del
consorzio di bacino Sa2, Dario Barbirotti, che difende a spada tratta l'operato
della società partecipata al 51% dal consorzio. «L'autorizzazione commissariale
- continua - è stata rilasciata nel 2003 ed è valida fino a quando la Regione
Campania non rilascia quella definitiva. La società ha già
inoltrato richiesta, ma conosciamo bene i tempi della burocrazia e dell'ente regionale. Noi stiamo ancora aspettando, ma ciò non
toglie che l'autorizzazione commissariale consenta alla società di trattare i
rifiuti». Sull'ipotesi del reato di truffa contestato dalla procura di Salerno,
Barbirotti ha dei dubbi. «Una truffa di 15mila euro per trenta persone?
Mi sembra ridicolo. In ogni caso - aggiunge - è giusto che la magistratura
faccia le proprie verifiche, come è doveroso che noi, come ente consortile,
accertiamo l'esistenza delle autorizzazioni». Anche il cda dell'Aser spa si
difende, conferendo mandato all'avvocato Silverio Sica per chiedere
immediatamente il dissequestro dell'impianto di Pontecagnano. E contestando la
tipologia dei rifiuti incriminati: «frigoriferi, monitor tv e computer». A. C.
( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del
25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
PESARO pag. 4
«Pesaro è un Comune molto virtuoso perché spende meno nella burocrazia» IL CASO «NORMALI LE SPESE POLITICHE» «PESARO, se si legge bene
la classifica del Sole 24 Ore, è un Comune virtuoso». Questo è quanto sostiene
in una nota il Palazzo di piazza del Popolo, che rispetto all'articolo uscito
ieri sulla classifica stilata dal quotidiano di Confindustria (che indica
Pesaro al 33esimo posto su 99 comuni per le spese totali sostenute per gli
organi istituzionali) precisa che «le spese sostenute per gli
"organi istituzionali" incidono a Pesaro solo per 2 euro in più della
media nazionale. Ma parliamo di tutte le spese per il funzionamento degli
organi istituzionali e non di "costo della politica". Infatti puntualizza
il Comune dei 3,32 milioni di euro solo 1,16 milioni (12,3 euro per abitante)
rappresentano il costo delle indennità (il consiglio comunale incide per
523.017 euro, il sindaco e la giunta per 495.885, mentre le circoscrizioni per
141.258 euro). Molto meno che in tante altre parti d'Italia» (anche se di più
delle vicine Ancona e Macerata). IL FUNZIONAMENTO della "macchina
comunale" poi prosegue il Comune ha un costo complessivo di 19,5 milioni,
pari a 211,7 euro pro capite (come ampiamente indicato anche nel nostro articolo,
ndr.). Rispetto a una media nazionale pro capite di 300 euro, il risparmio per
ogni cittadino pesarese è dunque di ben 88,3 euro. Rispetto poi a Comuni
importanti ed efficienti come Firenze (446 euro pro capite), Siena (375 euro) e
Trento (337 euro) per i pesaresi il costo è di centinaia di euro in meno».
PRENDIAMO atto delle precisazioni, che però non contraddicono quanto da noi
pubblicato, riportando fedelmente la classifica del Sole, che, forse, per fare
maggiore chiarezza, doveva considerare solo il «costo diretto» della indennità
dei politici. fra.pe.
( da "Messaggero, Il (Metropolitana)" del
25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Mercoledì 25
Febbraio 2009 Chiudi di DANIELE GORETTI Il Comune di Mentana è senza assistente
sociale dallo scorso dicembre, quando è scaduto il contratto all'impiegata
assunta per sostituire la titolare in maternità. Molti stanno protestando per
questa carenza, rivolgendosi anche al sindaco Tabanella. «E' un problema da risolvere prima possibile - ha ammesso Vita
d'Azzeo, assessore ai servizi sociali - La burocrazia ci impedisce di avvalerci di un'assistente sociale esterna
pagata a consulenze, ci stiamo quindi organizzando per trovare una nuova
sostituzione per la maternità della titolare. Purtroppo in un Comune in
dissesto ogni problema diventa difficile». «Il Comune ha assunto undici
nuovi impiegati - dicono alcuni cittadini - perché si è scelto di coprire altri
settori piuttosto che ripristinare un servizio così essenziale per la
popolazione?»
( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Sud sezione: SUD
data: 2009-02-25 - pag: 1 autore: Calabria. Al varo il bilancio preventivo La
manovra per il
( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Sud sezione:
ISTITUZIONI data: 2009-02-25 - pag: 10 autore: CALABRIA. Al varo il bilancio
regionale 2009: oltre che alla sanità, le voci principali sono legate alle
spese pregresse in sospeso Gli impegni frenano la manovra Risorse autonome
insufficienti a coprire il fabbisogno, si studiano i tagli Roberto De Santo
CATANZARO L'imperativo è far quadrare i conti con azioni di rigore e
contenimento della spesa. La manovra 2009 della Regione Calabria, giunta al
varo, è da 9,2 miliardi ed è fortemente condizionata nelle entrate dall'avanzo
di amministrazione e nelle spese dalla sanità. La sfida è non ridurre
eccessivamente i servizi essenziali ai cittadini e non incrementare la già
eccessiva pressione fiscale. Entrando nel dettaglio delle elaborazioni del
dipartimento Bilancio,buona parte delle risorse derivano dall'avanzo di
amministrazione: 4,054 miliardi su 9,253. è il 44% delle risorse totali, che
andrà a finanziare tutti i fondi già impegnati e non spesi negli esercizi
precedenti. Fra le entrate, l'altro grande capitolo è costituito dai
trasferimenti statali per la sanità: 3,1 miliardi, il 34% delle entrate
complessive della Regione. Le altre risorse derivano in parte da altri fondi
già vincolati (549 milioni, il 6% della manovra), dai trasferimenti Ue per investimenti
già impegnati 452 milioni (5%) e da entrate vincolate a mutui già impegnati
(343 milioni, 4%). Solo 695 milioni, pari ad appena il 7% delle entrate
complessive, sono liberi da vincoli e potenzialmente sottoposte alle scelte
discrezionali di Giunta e Consiglio regionale. Scelte virtuali, perché su
questa fetta di risorse pesano le spese per il personale, il funzionamento
della macchina burocratica, forestali e il finanziamento di una serie di leggi
regionali già in vigore. Proprio dai capitoli di spesa già vincolati si evince
che ben il 39% è destinato alla sanità (3,640 miliardi su 9,253). Seguono le
spese già bloccate per precedenti impegni (1,578 miliardi, il 17% della
manovra) e quelle già impegnate per interventi previsti dal Por ( Programma operativo
regionale) 2007-2013 (1,550 miliardi, 17%). Si aggiungono 941 milioni destinati
a coofinanziare i progetti previsti dai vari Apq (Accordi di programma quadro)
sottoscritti negli anni dalla Regione e 354 milioni (il 4% della manovra) per
interventi di Agenda 2000. Secondo le analisi dei tecnici del Bilancio, le
spese con risorse autonome autorizzate sono pari a soli 795,7 milioni, appena
il 9% dell'intera manovra.Una cifra insufficiente a coprire tutto il fabbisogno
regionale di spesa da coprire con risorse autonome, stimato in 1,05 miliardi.
Di qui la necessità di reperire risorse aggiuntive per far quadrare i conti. Le
possibilità che dovranno valutare Giunta e Consiglio sono una riforma della
spesa e un migliore utilizzo delle risorse. L'assessorato al Bilancio, retto da
Demetrio Naccari Carlizzi, vorrebbe che una maggiore attenzione sul fronte
della spesa, attraverso la razionalizzazione nel settore della forestazione,
l'abbandono della logica di tipo incrementale della spesa e l'attuazione di un razionale
processo di delegificazione. Ma si vorrebbe puntare anche sull'aumento
dell'efficienza burocratica, sulla revisione degli enti strumentali della
Regione, sulla razionalizzazione delle partecipazioni e sulla progressiva
riduzione delle spese di funzionamento di tutta la macchina amministrativa. Sul
fronte delle entrate, secondo le indicazioni dei tecnici del dipartimento, si
dovrebbe puntare tra l'altro su una maggiore azione di controllo delle entrate
tributare e sull'evasione fiscale e su valorizzazione e razionalizzazione del
patrimonio immobiliare. Su quest'ultimo fronte, in particolare, i tecnici hanno
posto la necessità di completare con puntualità il censimento del demanio e del
patrimonio immobiliare nelle disponibilità della Regione,attivare l'analisi di
tutti i flussi attivi relativi al demanio ed al patrimonio recuperando tutte le
posizioni pregresse. Sempre su questo fronte, occorrerebbe definire un piano di
utilizzo e riqualificazione dei beni e la razionalizzzazione della spesa e
delle ubicazioni degli uffici regionali territoriali. Ma la grande opportunità,
individuata nella relazione dei tecnici alla manovra 2009, diviene sempre più
quella di sfruttare al massimo, soprattutto sul fronte degli investimenti, le
risorse provenienti dall'annualità 2009 del Por e del Fas (Fondo aree
sottoutilizzate). Risorse che in tutto ammontano ad oltre 7,3 miliardi. «Il
clima in cui le Regioni del Sud si trovano ad operare è uno dei più foschi di
sempre – commenta Naccari Carlizzi –. Il Governo, dopo aver tagliato 17
miliardi di fondi Fas, utilizza il Mezzogiorno come salvadanaio per le
politiche anticicliche a vantaggio soprattutto del Nord. La Regione Calabria
farà ogni sforzo per rivedere la spesa del proprio bilancio, velocizzare gli
interventi, qualificare l'utilizzo delle risorse comunitarie. Noi chiaramente
dobbiamo introdurre elementi culturali nuovi nella dinamica delle scelte
regionali. Il tutto in attesa che il Paese decida di
ascoltare il monito del governatore di Bankitalia, Stefano Draghi, sui motivi
della bassa o inesistente crescita di questi anni e cioè sull'occasione perduta
del sottoutilizzo delle aree meridionali». NEL MIRINO Tra le misure in
discussione per razionalizzare le uscite, interventi su forestazione, enti
strumentali, burocrazia e
delegificazione
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
VETRINA GIORNO &
NOTTE pag. 29 di MARIANGELA LATELLA SI ALLARGA lo spazio vitale del cinema
indipendente a Bo... di MARIANGELA LATELLA SI ALLARGA lo spazio vitale del
cinema indipendente a Bologna con Cinecircuito, la nuova agenzia di distribuzione
di film indipendenti ideata da un trio di videomaker radicati a Bologna i cui
destini si sono incrociati dietro le macchine da presa. Non ancora trentenni,
Christian Battiferro, Mirko Sgarzi e Rita Andreetti hanno già alle spalle
un'esperienza decennale nel settore della produzione cinematografica
indipendente e hanno deciso di farla fruttare dando vita ad un agenzia di
distribuzione e, contemporaneamente, ad una casa di produzione (Cronos Film)
che verranno inaugurate il 10 marzo prossimo al Sesto Senso. «Abbiamo ragionato
prima di tutto da operatori del settore ci spiega Battiferro, che fra l'altro
ha firmato anche il corto Personal Disease che ha ricevuto la menzione speciale
speciale allo European Short Film Festival 2008 . Il problema di chi fa cinema
è quello di riuscire a trovare dei canali di distribuzione (festival, web tv,
tv, webzine e giornali) in cui fare circuitare i propri lavori. D'altro canto
ci siamo anche accorti che il problema del contatto vale anche per l'altra
faccia del cielo, ossia per i festival, che non sempre riescono a raggiungere
tutti gli autori. C'è un problema di contatto. Così abbiamo pensato di creare
una sorta di network e metterlo a disposizione dei filmmaker». In che modo? «Da
un'idea di Mirko Sgarzi, abbiamo sviluppato un software che ha una banca dati
(in continua evoluzione) con i diversi festival nel mondo. La banca dati è
accessibile da chiunque attraverso il nostro sito (www.cinecircuito.com) e
permette di verificare in tempo reale in quali festival è possibile piazzare il
proprio film. Ma la nostra attività non finisce qui, perché noi ci occupiamo,
infatti, di tutte le fasi della distribuzione del video, dall'iscrizione ai
festival e ai concorsi attinenti ai rapporti con fanzine che si occupano di
cinema, le web tv e le tv analogiche e digitali». Ovvero... «In questi giorni
abbiamo appena concluso un accordo con Sky in base al quale il canale Yks
Channel manderà in onda i corti di quegli autori che ci daranno il loro
consenso». Qual è stata la maggiore difficoltà incontrata in questo progetto? «Sicuramente la burocrazia, uno dei principali ostacoli per gli autori che, per garantire
la propria presenza a tutti i festival di riferimento, dovrebbero trascorrere
le giornate al telefono. Noi li solleviamo da quest'attività anche grazie alla
rete di contatti che, negli anni, abbiamo, sviluppato». Oltre a
Battiferro, che proviene dall'esperienza di Videocoop ed è curatore del premio
Pivi, la Andreetti (che è stata assistente alla regia di Liliana Cavani per la
fiction tv Einstein) e Sgarzi (autore, tra l'altro, di House of the Flesh
Mannequins che ha vinto il premio per la migliore fotografia 2008 al Festival
delle arti di Roma) lavorano da circa dieci anni nel settore delle produzioni
cinematografiche indipendenti. Oltre a Cinecircuito, voi tre avete appunto
fondato anche una casa di produzione, la Cronos Film Avete in programma nuove
produzioni? «Io sto ultimando (insieme a Marco Magni e Stefano Massaccesi) la
sceneggiatura del mio prossimo lungometraggio dal titolo Oltre il fiume e
contemporaneamente stiamo lavorando anche al nuovo corto di Rita da titolo
Spire di fumo in una stanza. Grazie all'acquisto di una Red One, una camera
digitale di ultima generazione, riusciamo a raggiungere la qualità delle
immagini propria della pellicola abbattendo i costi di produzione di più del
doppio. Basti considerare e che per la Red One l'unico investimento è stato
quello iniziale (circa 30mila dollari) mentre per girare in pellicola si
spendono quasi 100 euro al metro. In questo modo le sale cinematografiche
potrebbero non essere più precluse agli indipendenti per via dei loro low
budget».
( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del
25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Centro-Nord sezione:
SYSTEM (SPECIALE RAVENNA) data: 2009-02-25 - pag: 18 autore: Progetti concreti
per rilanciare l'economia ravennate Giovanni Tampieri, presidente di
Confindustria, cita la “Città dell'Energia”, la darsena, il porto e i temi
della burocrazia “E ' evidente che ci troviamo di
fronte ad una situazione economica difficile che sta colpendo tutti i Paesi
industrializzati. Ma è altrettanto evidente che i Governi, la stessa Unione
Europea, fino agli Enti locali, stanno mettendo in atto le misure necessarie
per creare le condizioni affinché il sistema produttivo possa ripartire”. Così
Giovanni Tampieri, presidente di Confindustria Ravenna commenta l'attuale situazione
economica e come gli imprenditori cerchino di farvi fronte. “Anzi - dice ancora
Tampieri - le azioni messe in atto per affrontare la crisi quindi innovazione,
nuovi prodotti, politiche gestionali – possono creare le condizioni per un
rafforzamento del sistema industriale. Perché ciò accada è necessario che si
crei un ambiente favorevole al rilancio industriale. Nella nostra provincia
stiamo perseguendo questi obiettivi”. Il Presidente degli industriali ravennati
spiega che a poche settimane dallo scoppio della crisi finanziaria, e poi di
quella economica, si erano già gettate le b a s i t r a I s t it u z io n i, a
s s o c ia z io n i d i categoria, sindacati, banche per assicurare la
necessaria liquidità per far fronte alle esigenze immediate e pianificare il
rilancio. “In più - aggiunge - e questo è un titolo di merito, le banche
locali, hanno stanziato fondi per venie incontro ai lavoratori in cassa
integrazione e sostenere le difficoltà delle famiglie. Confindustria Ravenna ha
quindi chiesto che l'avvio di quelle opere pubbliche per le quali esistono già
progetti e, per buona, parte anche finanziamenti. Da queste opere può venire
ossigeno importante per le imprese e un rilancio dell'immagine del territorio
ravennate. Abbiamo poi chiesto un serio impegno per la semplificazione
amministrativa, in modo che la progettualità esistente possa tradursi in
investimenti concreti in tempi rapidi”. Confindustria Ravenna punta su alcuni
progetti precisi: Darsena di città, sviluppo del porto, Ravenna Città dell'Energia
dal rigassificatore alle fonti rinnovabili, Tecnopolo, università e ricerca,
infrastrutture, turismo con l'avvio dell'iter per la riqualificazione di Porto
Corsini che include anche il Terminal per le crociere, pronto nel 2010. “Tutti
temi che sviluppiamo – insieme ad altre proposte – nel nostro Progetto Ravenna
2030 : proget to che vedrà il suo primo momento pubblico il 23 aprile con un
iniziativa dal titolo “Uno Sguardo sul Futuro” e nella quale con relatori di
respiro internazionale cercheremo di capire come sarà il mondo dopo questa
crisi””. Prima del 23 aprile, vi è un'altra data importante: a fine marzo il
Pala De Andrè ospita infatti l'O
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del
25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Nord-Est sezione:
NORD EST data: 2009-02-25 - pag: 7 autore: ALTO ADIGE. Tra gli obiettivi del
Bauernbund, che ha appena rinnovato i propri vertici organizzativi, c'è la
spinta all'innovazione Svolta hi-tech per l'agricoltura
Infrastrutture e burocrazia
nel mirino - Dalla Provincia in arrivo altri 4,5 milioni Mirco Marchiodi
BOLZANO Puntare sulle nuove tecnologie per mantenere viva la tradizione. Non è
affatto un controsenso una delle nuove priorità del Bauernbund, l'Unione
agricoltori altoatesini che con i suoi 21mila soci costituisce la più potente
associazione economica della provincia. Leo Tiefenthaler, 48enne
presidente della cantina di Termeno, ha appena preso il testimone da Georg
Mayr, che per 13 anni ha guidato i contadini sudtirolesi. Il nuovo presidente
ha chiare le priorità: «L'obiettivo più importante – dice – dev'essere quello
di consentire agli agricoltori di fare il loro lavoro e quindi di non
costringerli ad abbandonare i masi». Salvare le aziende di montagna è uno dei
primi punti all'ordine del giorno e la forte pressione esercitata sulla Giunta
provinciale ha dato già i suoi frutti: la richiesta di aumentare di 10 milioni
lo stanziamento per l'agricoltura di montagna è stata parzialmente accolta con
un finanziamento aggiuntivo di 4,5 milioni. «Il resto – ha spiegato Luis
Durnwalder, presidente della Provincia e in passato direttore del Bauernbund –
dovrà essere trovato spostando dei fondi all'interno dell'assessorato».
L'ipotesi più probabile l'annuncia Tiefenthaler: «Potrebbero essere usati fondi
destinati alla frutticultura e viticoltura ». L'allarme è stato lanciato senza
mezzi termini: «I costi di produzione sono in costante aumento, il prezzo del
latte scende e un mercato di prodotti zootecnici sempre più "aperto"
ha messo in crisi gran parte delle aziende di alta montagna: nel 1992 erano
7.500, mentre oggi sono 5.500», afferma il direttore del Bauernbund, Siegfried
Rinner. Con gli stanziamenti aggiuntivi si punta ad aumentare l'indennità
compensativa destinata agli agricoltori per le misure di tutela ambientale: in
media ogni contadino riceve un'indennità di 1.500 euro come
"compensazione" per il lavoro reso più duro dalla pendenza dei campi.
Ma la tradizione dell'agricoltura di montagna ha sempre più bisogno
dell'innovazione. Tiefenthaler ha già chiesto un miglioramento delle dotazioni
infrastrutturali, in particolare nelle zone periferiche. Per dare più forza a
questa richiesta, l'Unione ha presentato un dossier in cui evidenzia le
difficoltà maggiori: linee telefoniche, accesso all'Adsl (oltre due terzi degli
agricoltori ritiene molto impor-tante l'internet veloce, ma il 51% denuncia
problemi di collegamento e di costi). «Ma bisogna migliorare –puntualizza il
presidente – anche il servizio postale e le infrastrutture stradali, soprattutto
per quanto riguarda la manutenzione». Il neopresidente dovrà sciogliere anche
diversi nodi a Roma e Bruxelles. Per quanto riguarda i rapporti con lo Stato,
c'è da risolvere la questione legata ai premi dell'assicurazione grandine. Il
fondo con cui l'assicurazione viene finanziata nel 2008 era stato dotato di 27
milioni: lo Stato aveva garantito 20 milioni, i contadini ne avevano versati
sei e il resto era stato messo dalla Provincia. I fondi del 2009 finora non
erano stati stanziati e i contadini rischiavano di dover coprire in proprio
gran parte del premio. Ma proprio in questi giorni i soldi sono stati sbloccati
dopo che l'assessore provinciale all'Agricoltura, Hans Berger, ha incontrato il
ministro Luca Zaia. «I timori dei frutticoltori erano fondati – ha detto Berger
– ma adesso il Governo ha messo a disposizione 300 milioni prelevati dal fondo
di solidarietà». Il Bauernbund si accoda, infine, alla richiesta portata avanti
anche da tutte le altre associazioni economiche: «La burocrazia
deve assolutamente diminuire. I contadini – conclude Tiefenthaler – devono fare
i contadini e non possono perdere tempo a riempire carte». Infine si punterà
sul marketing: ad una campagna pubblicitaria per promuovere i prodotti locali
(il primo a farsi portavoce in questo senso è stato l'assessore provinciale
all'Agricoltura, Hans Berger), si affiancherà un'azione promozionale per
rilanciare l'immagine del territorio agricolo. ALLARME RIENTRATO Superata la
preoccupazione per la copertura dei premi assicurativi per i danni da grandine:
il Governo ha reso disponibili i fondi
( da "Messaggero Veneto, Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 7 - Economia
«Mi aspetto che i politici taglino la burocrazia» Il nuovo numero uno degli
imprenditori: servono banche coraggiose e più innovazione L'intervista IL
GRUPPO Nel
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Economia Pagina 211
Sul nuovo Programma di sviluppo rurale non è stato speso un euro: tutti gli
interventi del 2008 sono ancora congelati «L'agricoltura rischia la serrata»
Sul nuovo Programma di sviluppo rurale non è stato speso un euro: tutti gli
interventi del 2008 sono ancora congelati Sos di Coldiretti alla Regione: da
saldare 28 mila pratiche --> Sos di Coldiretti alla Regione: da saldare 28
mila pratiche «Decine di milioni di euro restano bloccati nelle casse della
Regione mentre migliaia di aziende agricole della Sardegna, a causa
dell'assenza di liquidità, rischiano di essere strangolate dalle scadenze e,
quindi, di chiudere l'attività». Coldiretti Sardegna, attraverso il presidente
Marco Scalas e il direttore Luca Saba, «esprime in modo forte la necessità di
accelerare la spesa dei fondi del Programma di sviluppo rurale 2007/2013».
L'ARRETRATO Sono quasi 28 mila, denuncia l'associazione, le domande inevase,
ovvero le richieste di finanziamento presentate dalle imprese agricole e
zootecniche sulla base delle misure del Psr. «Occorre evidenziare»,
sottolineano Scalas e Saba, «che nessuna risorsa è arrivata all'agricoltura
dalle nuove misure i cui primi bandi fanno riferimento al 2008». Le imprese
agricole sarde, rilanciano il presidente e il direttore di Coldiretti Sardegna,
«non possono più aspettare: la carenza di liquidità che attanaglia il settore
rischia di avere conseguenze devastanti per l'intera economia rurale, con
ripercussioni anche per l'indotto e l'agroalimentare». LA BUROCRAZIA «Purtroppo
va registrato come la tanto declamata riforma della burocrazia,
con nuovi strumenti informatici, non ha prodotto i risultati annunciati e che
per agricoltori e allevatori nulla è cambiato, se non in peggio». Coldiretti
ricorda che, «solo grazie ai ?trascinamenti? delle misure del vecchio Programma
di sviluppo rurale 2000-2006, si è evitato il rischio di disimpegno delle
risorse del nuovo Psr». I NUMERI Stando a un'elaborazione di Coldiretti, «sono
ferme al palo le domande del 2008» che riguardano l'indennità compensativa, in
totale 13.500. La misura, che accomuna tutti gli agricoltori europei, mira a
indennizzare gli svantaggi di chi lavora nel settore primario nelle zone
montane o svantaggiate. Nel primo caso, l'importo massimo è di 6.500 euro per
le aziende zootecniche, 6.150 per non zootecniche e 2.500 per le aziende
apistiche. Per le zone svantaggiate, i contributi massimi previsti sono,
rispettivamente, di 4.680. 4.500 e 2.300 euro. Le domande da pagare sul
benessere animale sono 10.500. Hanno diritto a un premio di circa 19 euro per
ogni capo ovicaprino (33 animali la consistenza minima) gli allevatori che, dopo
un corso obbligatorio, mettono in atto una serie di comportamenti che riducono
lo stress degli animali, favorendo una migliore qualità del latte e quindi dei
formaggi. Nell'elenco delle domande da pagare 2.370 riguardano altre misure
agroambientali e 1.200 interventi di forestazione. LE RESPONSABILITÀ Marco
Scalas e Luca Saba non buttano tutta la croce addosso alla Regione. «Sono note
le carenze nel sistema informatico di Agea, l'organismo pagatore nazionale in
agricoltura. Ma c'era la promessa di un intervento forte della Giunta
regionale. Di più: c'è una lettera del direttore generale dell'agenzia
regionale Argea, Gianni Ibba, che assicura il pagamento di tutte le domande in
questione entro il 31 gennaio». L'APPELLO «Chiediamo al nuovo governatore della
Sardegna che, con procedure d'urgenza, pagando almeno l'anticipo del 75%, siano
liquidate tutte le domande di sviluppo rurale presentate nel 2008 e si chiudano
i pagamenti delle annualità pregresse. Le responsabilità della burocrazia non devono ricadere sulle imprese». Scalas e Saba
manifestano perplessità sulle gestione delle pratiche negli uffici. «Anche
perché, se si dovessero sbloccare i problemi informatici di Agea, ad oggi non
risulterebbe istruita alcuna pratica e quindi si sommerebbero ritardi ai ritardi».
La proposta: «Serve un intervento straordinario degli uffici. Se Argea non
dovesse farcela, chieda la mobilitazione del personale dall'agenzia Laore.
Unendo le forse in campo, in pochi giorni», dicono Scalas e Saba, «si
riuscirebbe a smaltire l'istruttoria di tutte le pratiche. Comprese quelle
bloccate sul Por 2000-2006 e sul vecchio Psr». EMANUELE DESSÌ
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Prov Medio Camp
Pagina 3022 Marmilla. Disagi per la strada Las Plassas-Tuili Quattro chilometri
nel fango aspettando un proprietario Marmilla.. Disagi per la strada Las Plassas-Tuili
--> Da oltre trent'anni l'arteria è abbandonata a se stessa. La competenza è
ora passata alla Provincia. Appello per un intervento Da oltre trent'anni è
abbandonata a se stessa. Fondo stradale rovinato, avvallamenti, segnaletica
assente. Soprattutto di notte diventa un pericolo per gli automobilisti che non
la conoscono. Se poi ci si aggiunge il fango rimasto per settimane sull'asfalto
già pericoloso siamo di fronte a una vera emergenza stradale. I quattro
chilometri di strada che collegano Las Plassas a Tuili da decenni attendono di
essere sistemati. La vecchia provincia di Cagliari non si era mai occupata
dell'arteria. La nuova provincia del Medio Campidano ha promesso interventi,
purtroppo però non ancora partiti. Almeno ieri mattina finalmente i suoi operai
hanno rimosso il fango che ha invaso la strada dopo le piogge delle ultime
settimane. LA STORIA E' davvero una storia sfortunata quella della strada Las
Plassas-Tuili. Trent'anni di incurie ed indifferenza. Costruita dal Consorzio
di Bonifica della Sardegna Meridionale nel
( da "Stampaweb, La" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
MILANO Alla fine ce
l?ha fatta. La principessa ereditaria di Svezia, Victoria, 31 anni, ha puntato
i piedi finché la famiglia ha ceduto. Da ieri è fidanzata ufficialmente, e
l?estate prossima sposerà il suo ex personal trainer, il borghesissimo e
occhialuto Olof Daniel Westling, 35, proprietario di una catena di eleganti
palestre, che si ritroverà di colpo nobilitato e ribattezzato Principe Daniele,
Duca di Vastergotland. Stavano insieme da sette anni, accompagnati dal regale,
per quanto discreto, mugugno paterno. Victoria, di solito figlia ubbidiente,
aveva scovato un?originale forma di protesta. Restando single, impediva alla
sorella Madeleine di convolare a nozze. Infatti, l?ordinata monarchia svedese
prevede che la seconda figlia possa sposarsi soltanto dopo la prima. E? andata
bene, ci saranno fiori, carrozze, lacrime e le superstiti teste coronate
europee radunate, ci sarà anche un po? di curiosità e un po? di turismo, il che
non guasta. In tempi tanto poco romantici, sembra che principi e principesse
abbiano deciso di regnare soprattutto sui sentimenti. Certo, Carlo e Camilla
hanno dato l?esempio, monopolizzando l?attenzione del mondo. La loro tormentata
storia d?amore, approdata a un banale matrimonio punteggiato di litigi per la
gioia dei tabloid non è l?unica, ed è speciale soltanto per la tenacia che l'ha
tenuta in vita nonostante i rispettivi matrimoni e la folgorante bellezza di
lady Diana. Ma di principesse scapestrate, avide d?amore, ce n?è sempre stata
qualcuna. Carolina di Monaco, prima di mettere la testa a posto, ha fatto
sospirare papà Ranieri per il suo avventato matrimonio con il banchiere-playboy
Philippe Junot (ci ha pensato la sacra Rota ad annullarlo), mentre la sorella
Stefania l?ha proprio tramortito con la decisione di sposare (era il primo
luglio 1995) la guardia del corpo Daniel Ducruet, un tipo muscoloso con tre
dragoni tatuati che l?ha tradita, e in seguito si è riciclato come cantante e
concorrente del reality «La Fattoria». Non sempre finisce male. L'Infanta
Cristina di Spagna è sposata da dodici anni con l?ex campione di pallamano
Inaki Undargarin (due medaglie di bronzo alle Olimpiadi di Atlanta e Sydney),
alto quasi due metri, bello, occhi blu: vivono a Barcellona, hanno quattro
figli, non tira aria di divorzio. E per conquistare il sì dei genitori, Juan
Carlos e Sofia, non ha dovuto combattere più di tanto: il «cenerentolo» Inaki,
figlio di un nazionalista basco, è stato un buon testimonial per l?unità della
Spagna. Quando poi Felipe ha scelto la giornalista Letizia Ortiz, figlia di
un?infermiera, a corte l?hanno digerita subito. Poteva capitare di peggio: una
modella di lingerie. Le novità più sconvolgenti sono arrivate dal Nord. Il 25
agosto del
( da "Nazione, La (Siena)" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
CRONACA SIENA pag. 8
di ANTONELLA LEONCINI LA CRISI certo che si sente! Ma il problema non è s... di
ANTONELLA LEONCINI LA CRISI certo che si sente! Ma il problema non è solamente
nostro, oramai il fenomeno è diffuso. Parole di Francesco Galati, da dieci e
più anni coiffeur nel nostro centro. Dal negozio in via di Città è un po' un
barometro delle tendenze senesi: non solo in fatto di mode e di acconciature
del capello. Francesco ascolta molto altro: pure tutti i commenti delle clienti
che vanno e vengono dal negozio e che, fra uno shampoo e un phone, parlano di
tante cose. Sicuramente, va avanti il signor Francesco, «le difficoltà esistono
e sono evidenti, ma certo il fenomeno è aggravato dalla pubblicità: tutto
questo gran parlarne, i titoli cubitali dei giornali e dei tg, tutti dedicati
ai problemi, contribuiscono a creare un blocco psicologico e ad ampliare i
blocchi psicologici». Dal tg e dal mondo a Siena, dove Francesco e la rete di
parrucchieri il Mosaiko sfidano la crisi anche con la scelta di stare aperti il
lunedì: riposo tradizionalmente sacro per i parrucchieri. E' una scelta della
nostra direzione, dice: «per dare più occasioni al cliente ed anche
stimolarlo». Allora, se i clienti vengo di meno, c'è forse meno voglia di andare
dal parrucchiere. No, risponde Francesco: «solo che se nel passato, il
parrucchiere era un appuntamento fisso della settimana, ora semmai si tende a
diradare la frequenza». Poi il signor Galati parla dei nostri amministratori:
certo, dice, «potrebbero fare di più per incentivare le attività che sostengono
la città. Invece, la mancanza di posteggi non è sicuramente un incentivo a
venire a Siena. E poi tutte le volte che decidiamo di fare
qualcosa per stimolare il mercato, la burocrazia scoraggia o peggio ancora blocca. Avevamo chiesto l'apertura
dela domenica: sarebbe stata uno stimolo per il cliente ed avrebbe aiutato il
turista che in città vuole andare dal parrucchiere. E, invece, la nostra
richiesta è stata respinta e non abbiamo trovato altri sostegni».
( da "Nazione, La (Grosseto)" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
CRONACA GROSSETO
pag. 7 NONOSTANTE i tempi-lumaca della burocra... NONOSTANTE
i tempi-lumaca della burocrazia, ha creato l'unico grande stabilimento balneare d'Italia che
produce da sé tutta l'energia elettrica di cui ha bisogno. E si batte perché
agli investimenti degli imprenditori corrisponda l'efficienza degli
amministratori locali. Mario Lari, 63 anni, è il gestore del «Bagno Nettuno» di
Follonica. In pensione dopo 25 anni di lavoro alla Magona di Piombino,
nel 2002 coglie l'opportunità di acquistare un tratto di spiaggia a
Pratoranieri e fonda con altri tre soci la Nettuno Srl, finché nel 2005
inaugura lo stabilimento balneare. «Sin dall'inizio spiega volevamo essere
diversi dagli altri: dare ai clienti ciò che vogliono, con particolare attenzione
all'ambiente e ai disabili. E nel febbraio 2007, con gli incentivi per le
energie rinnovabili, è nata l'idea dello stabilimento eco-sostenibile:
investendo 120mila euro (si ripagheranno in 15 anni) abbiamo installato 96
pannelli fotovoltaici per produrre energia elettrica e 8 meri quadrati di
pannelli solari termici per riscaldare l'acqua. In un anno risparmiamo il 70%
di gas e
( da "HelpConsumatori" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
News SALUTE. Quanti
sono in Italia i malati rari? L'Associazione Dossetti lo chiede al Ministro
Sacconi 25/02/2009 - 11:07 Alla vigilia del convegno su "Malattie rare e
Disabilità" che si terrà a Roma il 27 e 28 febbraio prossimi,
l'Associazione culturale "Giuseppe Dossetti", che organizza
l'iniziativa, ha inviato una lettera al Ministro del Welfare Maurizio Sacconi,
che parteciperà all'evento. L'Associazione Dossetti chiede al Ministro di
diffondere i dati reali sui malati rari in Italia e di smuovere il Governo a
dare "risposte sicure e certezze a quanti aspettano ancora il rispetto
della loro dignità". "Abbiamo inviato ieri una lettera al Ministro
Sacconi che dimostra estrema sensibilità verso le problematiche socio-sanitarie
dei concittadini per chiedere di adoperarsi affinché il dicastero da lui
gestito possa finalmente disporre dei dati reali sul numero e sulla
distribuzione territoriale dei malati rari nel nostro Paese". E' quanto ha
dichiarato Corrado Stillo, responsabile dell'Osservatorio per la Tutela e lo
Sviluppo dei Diritti, dell'Associazione Dossetti. "Dai dati ufficiali
presenti sulla Rete nazionale delle malattie rare,istituita con D.M. 279 del
2001, risulterebbero esistere "con reali schede suddivise per
regioni" in modo ufficiale soltanto poche migliaia di malati rari a fronte
degli oltre due milioni di malati rari che stime ufficiose da sempre affermano
esistere in Italia" - ha denunciato Stillo. "Alla vigilia di
importanti eventi dedicati al tema delle malattie rare vorremmo dal Ministro
della Salute alcune precisazioni: qual è il bilancio dal 2001 ad oggi
dell'attività svolta da tutti gli organismi pubblici chiamati a dare i dati
nazionali sulle malattie rare che godono di appropriati finanziamenti? Perché
ancora adesso molti malati non hanno pari diritti a quelli di altre patologie?
I malati sono in tutto poche migliaia o due milioni?" "Sul balletto
delle cifre e sulla pelle dei malati si consumano programmazioni e si stanziano
fondi ma non vengono resi pubblici risultati a fronte delle energie impiegate.
Se molti malati rari ancora non si vedono iscritti ad un apposito registro
pensato per loro, se tanti non si possono procurare farmaci e assistenza perché
non riconosciuti, se la burocrazia
anche su questo terreno ignora le storie e le vicende personali di tanti
cittadini allora qualcosa non funziona come dovrebbe" ha concluso Stillo.
La lettera indirizzata al Ministro sarà distribuita alla stampa durante il
convegno "Malattie Rare e Disabilità" che si terrà alla Camera dei
Deputati il giorno 27 febbraio e per chiarezza forniremo gli incredibili numeri
in base alla prevalenza. 2009 - redattore: GA
( da "Denaro, Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Napoli Sava:
Ripartiamo dal waterfront Sava: Ripartiamo dal waterfront Il numero uno del
Rotary Club di Napoli: Proposte interessanti "Ripartire dal waterfront per
lo sviluppo della città di Napoli". Elio Sava, presidente del Rotary Club
di Napoli, considera i progetti della nautica da diporto che saranno presentati
nella prossima edizione del Nauticsud, "un punto di partenza fondamentale
che può portare una crescita seria per la città". Sava ricorda che la sua
associazione "è in campo per stimolare la realizzazione dei progetti e
superare un blocco che dura da tempo". Per il numero uno del Rotary
"sarebbe importante un intervento speciale di semplificazione burocratica,
una sorta di legge speciale che consentisse veramente di agire, oltre che discutere".
Cosa ne pensa dei progetti messi in campo dal Nauticsud per rimettere in moto
la Campania? E' un punto di partenza fondamentale che può portare ad una seria
crescita di tutta la regione. Sono progetti studiati nei dettagli che
potrebbero realmente disegnare il volto di Napoli. Ora, però, è il momento di
decidere. A cosa si riferisce? Da troppo tempo le idee vengono presentate e poi
riposte nei cassetti. E' arrivato il momento di aprire una seria discussione
sulla città, una discussione che non resti alle parole ma arrivi a conclusioni
serie. In che modo si può realizzare? Ci sono due tipi di problemi. Il primo è
di natura strettamente burocratica: le basti pensare che per realizzare un
intervento, a Napoli, c'è bisogno di ben 51 pareri, alcuni dei quali vincolanti.
Capisce bene che così non si può fare nulla. Oltre alla burocrazia cosa frena la realizzazione
dei progetti? L'incapacità di chi è chiamato a decidere di fare delle scelte
chiare. La città non può perdere altro tempo. Come superare questo blocco? Sarebbe
importante un intervento speciale per Napoli, una sorta di legge che
semplifichi la burocrazia e
consenta alla città di decidere sul serio. Una legge speciale c'è già ed
è quella dei parcheggi: i risultati sono scarsi.. Ecco perchè è opportuno far
sedere intorno ad un tavolo le migliori forze della città e con loro studiare
come procedere. Inutile avere gli strumenti se poi nessuno decide. Tornando ai
progetti del Nauticsud: cosa ne pensa di realizzare degli approdi lungo via
Caracciolo, magari con la pedonalizzazione della strada? Sono d'accordo per la
pedonalizzazione di via Caracciolo, pensa sia un intervento molto sensato. Per
quanto riguarda la realizzazione degli approdi, è comunque un punto di partenza
interessante. Avrei delle riserve solo per quanto riguarda il panorama da
"cartolina" della nostra città. Ma ripeto: siamo pronti a sostenere
le idee serie e tutti coloro che in qualche modo vogliono stimolare la crescita
della città. Il waterfront è uno dei progetti che il Rotary potrebbe adottare:
come mai? Il waterfront è un progetto speciale, che prevede un grande
investimento e che ridisegna la faccia della costa napoletana. Siamo pronti ad
adottarlo perchè consentirebbe uno sviluppo turistico senza eguali in città e
perchè potrebbe creare una serie di posti di lavoro. Vogliamo adottarlo anche
perchè è un tipico esempio di città bloccata. Come mai? La burocrazia
blocca gli interventi e quindi non si realizza mai nulla. Pensi che la gara è
stata indetta nel 2003. Nel 2005 è stato assegnato il progetto. E da allora è
tutto fermo, tra ricorsi e blocchi da parte dei vari uffici. E' del tutto
assurdo: di certo così non si va da nessuna parte. del 25-02-2009 num.
( da "Denaro, Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Napoli
comune Burocrazia lenta, guida alle tutele Oggi il convegno organizzato dal
difensore civico di Napoli Giuseppe Pedersoli Un convegno per illustrare gli
strumenti di difesa del cittadino rispetto alla burocrazia lenta. E'
quello che si tiene oggi a Napoli, presso l'antisala dei Baroni al Maschio
Angioino.
L'evento è organizzato dal difesore civico della città, Giuseppe Perdersoli, in
collaborazione, tra gli altri, con il Denaro e la Gazzetta Forense. "E'
necessario dice Pedersoli che i cittadini conoscano gli strumenti che lo Stato
mette loro a disposizione per tutelarsi rispetto alla pubblica
amminstrazione". Si terrà presso l'Antisala dei Baroni al Maschio Angioino
mercoledì 25 febbraio a partire dalle ore 9,30 e fino alle 13,30 il Convegno "
Difesa civica e Garanti di settore, strumenti per il cittadino".
L'iniziativa, promossa dal Difensore Civico di Napoli Giuseppe Pedersoli, vedrà
la partecipazione di numerosi Difensori Civici della Provincia di Napoli oltre
che dei Garanti dell'Infanzia e dell'Adolescenza e del Contribuente della
Regione Campania, e si aprirà coi saluti di Rosa Iervolino Russo, Sindaco di
Napoli e di Leonardo Impegno, presidente del Consiglio comunale di Napoli. Il
convegno, è stato organizzato con la collaborazione dell'Ordine degli Avvocati
e dei Dottori Commercialisti di Napoli, dell'Associazione Contribuenti
Italiani, della Gazzetta Forense e di Impegno Civile Patto delle professioni
per la tutela dei consumatori. "Molti cittadini commenta il Difensore
Civico Pedersoli- non conoscono la Difesa civica ed i Garanti di settore. Altri
non sono adeguatamente informati su ruolo, funzioni e modalità di accesso. Il
Convegno - continua - è stato organizzato per dare divulgazione a forme di
tutela e garanzia alternative ai ricorsi e l' obiettivo del convegno è proprio
quello di illustrare le modalità per rivolgersi ai Garanti". Per
Pedersoli, "il Difensore civico degli enti locali, il Garante del
contribuente, il Garante dell'infanzia e dell'adolescenza il Garante per la
Protezione dei dati personali e tutti gli altri professionisti della tutela non
giurisdizionale dei diritti sono ancora scarsamente utilizzati. Una maggiore
diffusione della difesa civica consentirebbe, tra l'altro, l'eccessivo
affollamento delle aule giudiziarie". Gazzetta Forense, supporto per
avvocati e magistrati Gazzetta Forense è la rivista bimestrale del Denaro che
ambisce a divenire il primo strumento di consultazione per avvocati e
magistrati, attraverso l'approfondimento e la soluzione di casi pratici e
questioni teoriche. La pubblicazione conta su due comitati, uno scientifico e
uno di redazione, che si avvalgono dell'esperienza di operatori di alto valore
professionale del settore giustizia, come magistrati, avvocati e notai, per
assicurare un elevato livello di approfondimento ad ogni pubblicazione. La
rivista approfondisce questioni in materia di diritto civile, commerciale,
penale, amministrativo, comunitario e tributario per permettere anche a chi
dello specifico settore non si occupa "ex professo" di affrontare e
risolvere quesiti relativi a rami del diritto non direttamente connessi alle
proprie competenze professionali. Attraverso l'integrazione tra categorie di
professionisti, la rivista si pone l'obiettivo di mantenere un forte
radicamento con la pratica quotidiana vissuta ogni giorno nelle aule di
giustizia. B.P. del 25-02-2009 num.
( da "Basilicanet.it" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
LAPENNA: RITARDO
INFRASTUTTURALE GRAVE FRENO PER SVILUPPO 25/02/2009 13.44.43 [Basilicata] (ACR)
- â??I dati diffusi dallâ??Unioncamere di Basilicata e dallâ??Istituto
Tagliacarne di Roma in merito alla mancanza di infrastrutture sia materiali
(strade) sia immateriali (servizi) nella nostra regione parlano chiaro. Il 62
per cento delle aziende lucane ritiene che il gap infrastrutturale ha
penalizzato pesantemente lo sviluppo economico della Regioneâ?. È? quanto dichiara il consigliere
regionale Sergio Lapenna (Fi-Pdl). â??Per la verità â?? afferma Lapenna -
lâ??Unioncamere già da qualche tempo aveva lanciato lâ??allarme
sullâ??economia lucana visto che gli indicatori più¹ importanti come il Pil e
lâ??occupazione registrano il segno meno anche rispetto alle altre regioni del
Sud, segno evidente del fallimento delle misure adottate fino ad oggi che hanno
tracciato un trend negativo insostenibile per la situazione economica
produttiva già gravemente compromessa. La nostra regione vive in uno
stato di arretratezza totale, nonostante siano piovute molte risorse europee,
statali e regionali, ma lâ??apparato produttivo economico non ha raggiunto i
risultati auspicati. Il tutto è¨ accaduto poiché© è¨ mancata una
programmazione, un piano industriale innovativo e confacente alle
peculiarità ed alle esigenze del territorio, non è¨ stata effettuata una
selezione di progetti strategici ed innovativi che avrebbero potuto garantire
un minimo di sviluppoâ?. â??In buona sostanza le risorse fioccano â?? dice Lapenna - ma è¨
assente una strategia nellâ??investimento delle risorse stesse. Il tutto si
traduce in una grave insoddisfazione delle imprese che esprimono un giudizio
negativo sulla dotazione infrastrutturale e, nel contempo, dichiarano di
doversi adattare alle caratteristiche territoriali. Oggi la nostra regione,
dalla Jonica al raccordo Potenza Salerno, vive una drammatica situazione di
isolamento e gli interventi di ammodernamento o consolidamento sono troppo lenti.
Lâ??inefficienza e la lenta burocrazia comportano una
emarginazione vera e propria della Basilicata. I tempi della politica, ancora
una volta - conclude Lapenna - sono del tutto anacronistici rispetto a quelli
dellâ??economia ma, soprattutto in questo momento particolare, è¨ necessario
porre fine alla politica dei provvedimenti tampone per arginare la crisi e
mettere in campo una serie di misure strutturali per aiutare concretamente le
imprese fornendole degli strumenti e dei collegamenti necessari per poter
lavorare in un mercato competitivoâ?. (dt )
( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pontil Scala:
«Deluso da questa politica» Mercoledì 25 Febbraio 2009, San Pietro È un fiume
in piena il sindaco di San Pietro quando parla di politica generale, degli
sprechi, delle continue parole che rimangono tali e non si traducono mai in
opere, risposte e servizi certi e concreti per i cittadini. Come altri
colleghi, anche Silvano Pontil Scala ritiene, innanzitutto, che amministrare
oggi sia un impegno più difficile rispetto a un tempo, per la fatica di gestire
bilanci con sempre meno finanziamenti e sempre più tagli. «Certamente si tratta
di una situazione dovuta al quadro economico - esordisce il primo cittadino
sampietrino - e si grida agli sprechi, tanti e un po' dappertutto. Ora si parla
di eliminare le Comunità montane, ora le Province. Bene, se sono inutili
eliminiamole, ma smettiamola soltanto con le parole. Prima delle elezioni
politiche dello scorso anno si sentiva della volontà di diminuire il numero di
parlamentari per tagliare i costi dello Stato. Ebbene, la quantità è rimasta
invariata. Un altro esempio? Tutti parlano da anni del federalismo fiscale, ma
a distanza di tempo di concreto non c'è nulla. Stesso discorso vale per
l'autonomia della provincia di Belluno o per l'unificazione dei Comuni».
Insomma, per il principale inquilino di Villa Poli «si continua a parlare e non
si fa nulla di concreto». «Sono convinto che fra due, tre, cinque anni si
parlerà ancora di tutto questo - continua Pontil Scala - e come cittadino,
ancor prima che da amministratore, dico basta a questo modo elegante di dire
facciamo tutto e non si fa niente. Sono tutte iniziative positive, ma non se ne
vede mai la realizzazione». E azzarda una provocazione: «A
questo punto facciamo come una volta, quando ogni decisone spettava al
podestà». «Potrebbe essere la soluzione per eliminare la burocrazia - conclude - e bloccare da
una parte l'aumento dell'impossibilità di capire e dall'altra la presa in giro
da destra e sinistra». Y.T.
( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Ricciardi, poligrafo
ispirato dalla laguna Sette favole per un volume insolito Mercoledì 25 Febbraio
2009, Mestre Si chiama "Le nozze lagunari" il nuovo libro di Enrico
Ricciardi, presentato al Candiani da Paolo Balboni, docente a Ca' Foscari di
acquisizione delle lingue moderne. Un libro di racconti, terzo della produzione
letteraria di Ricciardi, dopo una Guida molto particolare di Venezia e l'altro
come serie di "ritratti" soprattutto umani dei Campioni del remo, il
cui allenamento per la Regata avveniva giorno dopo giorno vogando per arrivare
primi al mercato rialtino per gli acquisti quotidiani. Oggetto, diciamo subito,
molto particolare, questo libro perché interamente autoprodotto dal suo autore,
per quella che lui chiama Biblioteca essenziale. Stampato da sé su carta
vergatina avorio e poi rilegato con inserti di quella carta marmorizzata
(tecnica antica che dalla Cina venne importata in Turchia per poi arrivare a
Venezia) della cui produzione è diventato maestro: tra l'altro, Ricciardi è
anche restauratore delicato e certosino di libri antichi. Inoltre con uno
spazio da personalizzare per ogni acquirente. Per queste ed altre peculiarità
(la sua attività teatrale) Balboni ha definito Ricciardi "poligrafo",
raccogliendone anche le doti di poeta vernacolo. Una dimostrazione è la lirica
che apre il volume, ispirata dalle lunghe giornate ch'egli vive con la moglie
in quel di Sant'Erasmo, passando notti e giornate dentro una torre. "Da l'alto
vedo Venezia / E tuto el mar intorno / E vedo in là, ancora più in là / . in
fondo. in fondo. / Vedo drento l'anema dei omeni / E dala paura me ransigno /
Come un caragol". Il libro si completa in sette racconti, ognuno ispirato
da questa realtà, "tera semenada in mar". Sette favole sono stati
definiti i racconti da Balboni. Di taglio però inusuale. Favole raccontate con
nitido, alto, sapore letterario. Tutte in qualche modo autobiografiche, perché
- Venezia lontana, ma in uno fatta visitare ad un ospite portandolo con la sua
barca nel labirinto dei rii - vi si respira il salmastro che impregna l'isola,
vi si riconoscono i luoghi famigliari e anche vissuti dall'autore, taluni
abitanti possono intravedere nei personaggi via via sé stessi. Hanno un respiro
poetico e un poco malinconico. Contengono saggezza e riflessione. Un ampio
scorcio del primo, chiamato Sacca Smeralda, parabola
lagunare dei limiti della ragionevolezza umana, ambientata in una mitica (ma
riconoscibile da ogni veneziano) Città dai marmi ricamati, dai toni anche
polemici nei confronti della burocrazia stolta ammalata di sapientismo, è stato affidato per la lettera
alla calda robusta notissima voce dell'amico attore Mario Bardella. Piero
Zanotto
( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del
25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Eventi e feste, il
Comune si offre Il sindaco: «Se il Consorzio commercianti si scioglierà saremo noi
a gestire le manifestazioni» Mercoledì 25 Febbraio 2009, Sacile Domani
l'assemblea dei soci si riunirà per decidere le sorti del Consorzio
commercianti, dopo la dichiarata indisponibilità dell'attuale direttivo di
ricandidarsi alla scadenza del mandato. La decisione è stata presa
all'unanimità e porterebbe alla chiusura del Consorzio, poichè da quanto si è
appreso, nessun socio sembra aver manifestato l'intenzione di farsi promotore
di una nuova squadra. Una decisione e una eventualità che non possono non
preoccupare l'amministrazione, partner del Consorzio nella intensa attività. -
Cosa pensa di questa decisione? «Ho appreso dalla stampa - risponde il sindaco
Roperto Cappuzzo - la decisione del direttivo. In questo momento non posso che
ringraziare tutti i suoi componenti per l'impegno con cui hanno operato a
favore della comunità, con una serie di iniziative, aumentate di anno in anno,
alle quali come amministrazione abbiamo sempre collaborato sia con risorse che
hanno contribuito al pareggio del bilancio sia facilitando
la sempre crescente burocrazia amministrativa». - C'è il rischio che non si facciano più le
manifestazioni oerganizzate dal Consorzio? «Prima di prima di parlare di
chiusura è però prudente attendere l'esito dell'assemblea dei soci. Ma assicuro
che se la decisione sarà effettivamente la chiusura, l'attività non potrà
venire a mancare. L'amministrazione si impegna fin da ora ad affiancarsi
nell'organizzazione degli eventi affinchè anche quest'anno Sacile non ne resti
priva». - Tra le cause che hanno spinto a lasciare c'è l'eccessiva burocrazia... «Posso capire. Si deve però considerare la
legislazione in materia di pubblici spettacoli che è profondamente cambiata
tanto che talvolta sono necessarie più autorizzazioni, questo perché gli
eventi, che negli anni sono aumentati, sono sempre più variegati e comprendenti
manifestazioni diverse. Ma c'è anche un altro aspetto e cioè che gli eventi
sempre più articolati hanno provocato tensioni che sono sfociate in proteste
con la nascita di comitati spontanei». - Come pensa di superare questo scontro?
«Non appena saranno definite le competenze nell'organizzazione della
manifestazioni mi farò promotore di un incontro con i rappresentanti dei due comitati
di cittadini, per condividere assieme le proposte in uno spirito di
collaborazione, per appianare i contrasti e migliorare l'offerta». - I
rappresentanti del Consorzio hanno rilanciato l'idea di una stretta
collaborazione con la Pro... «Noi siamo convinti che le proposte debbano avere
una regia unica, nella quale i diversi attori possano collaborare in armonia
per la migliore riuscita delle manifestazioni. Il mutato scenario che il
Consorzio pone ora, può essere occasione per una riconsiderazione della
proposta allora fatta. Ritengo però indispensabile attendere l'esito
dell'assemblea di domani per capire quale situazione ne uscirà dal confronto
tra i soci». - Chi farà il primo passo? «Saremo noi a promuovere l'incontro per
valutare assieme la situazione, consci che l'apertura della piazza,
riqualificata, rappresenti una formidabile occasione per rilanciare le attività
e l'attrattività» - L'apertura è imminente? «La Fiera primaverile degli uccelli
sarà cornice all'incontro con un centinaio di amici di La Reole che
suggelleranno il gemellaggio con la città francese. Credo non ci possa essere
occasione migliore per festeggiare l'apertura della nuova piazza, che è stata
realizzata tenendo conto delle esigenze attuali e di quelle future e già
predisposta all'eventuale ritorno del Mercatino di Natale e delle altre
manifestazioni che ci auguriamo proseguano». Michelangelo Scarabellotto
( da "Velino.it, Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Il Velino presenta,
in esclusiva per gli abbonati, le notizie via via che vengono inserite. POL -
Viterbo, Provincia: convocati cacciatori per nuovo regolamento Roma, 25 feb
(Velino) - Trapè: “Sarà uno strumento condiviso da tutti” Oltre cento i
capicaccia che ieri hanno partecipato all?assemblea, organizzata per analizzare
le norme del regolamento provinciale per la caccia al cinghiale, la cui
validità è terminata nel 2008. All?incontro ha partecipato anche il presidente
della Provincia di Viterbo Alessandro Mazzoli, che ha sottolineato l?importanza
della collaborazione. “L?attività svolta durante questo anno - ha detto - è
stata proficua e importante da diversi punti di vista. In particolare, per la
sinergia che si è istaurata, che ha permesso di diminuire i danni alle culture
causati dai cinghiali. Credo quindi che questa sia la strada da percorre per
continuare a lavorare in maniera costruttiva”. “Sono molto soddisfatto – ha
detto l'assessore all'Agricoltura e valorizzazione dei prodotti tipici, Caccia,
Pesca, Polizia provinciale Mario trapè - dell?esito della riunione, perché
abbiamo ascoltato tutti i suggerimenti che ci hanno dato i cacciatori. Ora li esamineremo”.
(segue) L?assessore ha infatti deciso che il prossimo regolamento sarà
affrontato da un?apposita commissione, composta dai consiglieri provinciali di
maggioranza e opposizione, i rappresentati dei cacciatori e delle associazioni
venatorie e i presidenti degli Atc. “Il regolamento – continua Trapè – è un
ottimo strumento, e questo è stato sottolineato da tutti. Ha solamente bisogno
di piccoli accorgimenti che lo renderanno più vicino alle reali esigenze del
territorio e alle richieste dei capicaccia. Il nostro obiettivo rimane quindi
l?assoluto rispetto per l?ambiente e per le risorse naturali, patrimonio di
tutti. Quest?anno è stato davvero importante, sono stati infatti abbattuti
oltre 13mila cinghiali, e ha visto la sinergia tra i cacciatori e gli
agricoltori, che hanno trovato un punto di accordo e lavorato insieme per
diminuire i danni alle colture. Mi auguro che il nuovo regolamento sia uno
strumento davvero condiviso da tutti”. Durante la riunione sono stati eletti i
rappresentanti dei cacciatori che parteciperanno alla commissione suddivisi per
aree d?intervento (aquesiana, castrense, maremmana, Viterbo, Monti Cimini e
Civita Castellana) e nei prossimi giorni inizieranno i lavori. “Abbiamo
ricevuto davvero molte proposte valide – ha continuato l?assessore alla Caccia
– come di aumentare il numero minimo dei componenti delle squadre, di snellire
la burocrazia e di mettere in campo corsi di
formazione per le nuove generazioni di cacciatori. Inoltre ci ha confortato
molto sapere che i cacciatori apprezzano alcune iniziative importanti come lo
smaltimento delle carcasse e le analisi che vengono effettuate alle interiora
per monitorare la situazione sanitaria”. (com/reg) 25 feb 2009 13:33
( da "Affari Italiani (Online)" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Il
"berlusarkozysme" alla conquista dell'Ue... Mercoledí 25.02.2009
13:15 Ma lui si consola con l'Europa. Il presidente francese ha capito che con
l'elezione di Obama e la grave crisi economico-finanziaria si è aperta una fase
di profonda ristrutturazione degli equilibri mondiali. Il bipolarismo
Usa-Russia è ormai superato e in questo contesto la Francia, e quindi anche
l'Italia, si collocano al centro dell'Europa. Il momento non può essere che dei
migliori. In Spagna Zapatero deve fare i conti con una crisi ben più grave che
altrove (3 milioni di disoccupati). La Germania e la Gran Bretagna devono
invece concentrarsi sui prossimi appuntamenti elettorali. Lo spazio per
prendere in mano la rendini dell'Europa c'è. E Sarkozy e Berlusconi non
vogliono perdere l'occasione. Ed è proprio sull'Europa che la Francia e
l'Italia condividono visioni comuni. Ovvero un certo
immobilismo delle istituzioni di Bruxelles e della sua burocrazia. Gli elogi del Cavaliere a
Sarkozy per la sua mediazione nella crisi in Georgia vanno letti come la
condivisioni di un europeismo attivo e pragmatico. Sarkozy ha aperto la strada.
Ora il testimone passa all'Italia, presidente di turno del G8 a La Maddalena.
< < pagina precedente
( da "Varesenews" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Busto Garolfo (MI) -
La stretta creditizia minaccia imprese e lavoratori: questi i commenti
all'iniziativa della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate di anticipare la cassa
integrazione per le aziende altomilanesi con meno di 50 dipendenti. Duvia
(Ali): "Non è deindustrializzazione, ma banche e pubblico facciano la loro
parte" "Situazione di mercato tragica per le piccole
aziende" I tempi della burocrazia sono lunghi, i lavoratori delle piccole e micro aziende non
possono restare senza un sostegno economico in attesa che Inps intervenga. Bcc
di Busto Garolfo e Buguggiate si fa carico del problema e incontrando la stampa
non fa mistero di considerare questa, «che non è un'operazione bancaria»,
come un vero fiore all'occhiello del proprio operato. Un atto di responsabilità
sociale prima di tutto, con riferimento al territorio, il fulcro
dell'operatività di un istituto che nelle sue varie incarnazioni storiche dal
1897 è "differente per forza", come da slogan pubblicitario. E che
riceve anche una "benedizione" da Cgil-Cisl e Uil Ticino-Olona, che
parlano di "valido esempio e apprezzabile tentativo di fare sistema a
livello territoriale", precisando di essere a loro volta in trattativa con
ABI (banche) e Provincia per avviare ulteriori interventi di questo tipo a
sostegno dei redditi. Il presidente di Bcc Lidio Clementi (foto) è netto: «La
crisi c'è, morde e fa male. Lo so bene, anch'io sono un piccolo imprenditore
con una ventina di dipendenti: il rallentamento nei flussi dei pagamenti
interaziendali è evidente. In più le grandi banche coprono con anticipi solo le
aziende che hanno in corso procedure di fallimento, o concorsuali. Da
imprenditori non siamo abituati a piangerci addosso ma a darci da fare. A
questo punto come banca ci siamo sentiti in dovere di intervenire, come già
avevamo in un paio di situazioni, ad esempio quella della Rimoldi». A fronte
dell'iniziativa, il presidente rimarca il ruolo di ultima banca autenticamente
territoriale dell'Alto Milanese ricoperto dalla Bcc (anche nel Varesotto): 20
filiali, 160 dipendenti, «e a fine anno non stacchiamo dividendi, consolidamo
il 75% degli utili in patrimonio e il quarto restante torna al territorio in forma
di interventi per beneficenza, per cultura e iniziative, e simili. Solo l'anno
scorso si parlava di un milione e mezzo di euro». L'operazione "anticipi
sulla cigs" lanciata oggi avrà costi solo per la Bcc («dal 7 al 10% del
plafond, calcoliamo»), ma soprattutto richiederà di tornare ai buoni vecchi
metodi d'una volta. Non trattandosi di un'operazione bancaria, come spiega il
direttore della BCC Luca Barni, essendo anzi atipica e non supportata dai
sistemi elettronici in uso, si farà a mano: «e la risposta dei dipendenti è
stata unanime, nel segno della disponibilità. All'inizio mi tremavano un po' le
gambe di fronte di fronte a questa iniziativa, che è di assoluto impatto
sociale». Per la piccola industria altomilanese parla il presidente del
relativo gruppo di Ali-Assindustria Eugenio Camera Magni: «La situazione di
mercato è veramente tragica» premette. «Le grandi banche non hanno portato i
vantaggi attesi dalla riduzione dei tassi. Con questa operazione si accantonano
le logiche puramente di mercato e si cerca di creare il minor disagio possibile
anche per tutte quelle situazione in cui si rende necessaria la
ristrutturazione aziendale». Uno spauracchio fin troppo concreto. Il direttore
di Ali-Assindustria Alberto Duvia (foto accanto) sintetizza: «Le ripercussioni
a cascata della crisi coinvolgono tutti e mettono in difficoltà anche le
aziende più competitive». A difesa dell'industria altomilanese, Duvia precisa
che «il panorama locale non è fatto solo di imprese che hanno problemi, non è
una deindustrializzazione quella in corso». Il termine fa paura in un contesto
in cui, come l'albero che cade, fa notizia la fabbrica che chiude. La crisi
attuale è la più pesante che si ricordi a memoria d'uomo, ma anche in anni
passati la situazione non era rosea. «Questo è un momento di grande selezione»
chiosa Duvia, «e spero che sia tale anche per le banche. Qui fose dobbiamo
essere più categorici: si distingua il rischio finanziario che liberamente un
privato si assume dal sostegno a cittadini e imprese. E anche il settore
pubblico faccia la sua parte: non si può dover attendere dei mesi perchè si
completino le pratiche della cassa integrazione»: e c'è chi sapendolo chiede
"preventivamente" la cassa integrazione per mettere le mani avanti...
Del resto, come diceva Clementi, a volte il futuro si misura in termini di una
settimana di ordinativi, poi bisogna sperare nella Provvidenza. O nell'Inps. Ed
è proprio per ovviare a questo quadro che si è mossa Bcc. Per Confartigianato
il presidente Edmiro Toniolo cita la cassa integrazione straordinaria in deroga
e i contratti di solidarietà come gli ammortizzatori sociali del momento. «Da
inizio anno assistiamo ad una stretta creditizia mai vista. Noi mandiamo un
appello al sistema finanziario perchè faccia ciò per cui esiste; quanto al
pubblico metta in cantiere quanto ha a bilancio e rispetti i tempi dei
pagamenti. Quello di Bcc è un segnale forte». Anche verso le altre banche? No,
dicono in coro Clementi e Barni e spiegano il perchè: «Se altri ci seguiranno,
ben vengano, comunque non ci interessa confrontarci con altri o figurare come
quelli che cantano fuori dal coro, ci interessa invece salvaguardare lavoratori
e imprese». Il pubblico di riferimento: meglio la gallina domani, insomma, che
l'uovo oggi. Clienti in testa. «è, se volete, nel nostro DNA. Potrei ricordare»
conclude Barni «che nel 2004 noi decidemmo di non vendere alla nostra clientela
titoli al di sotto di un certo rating, anche a costo di perderci economicamente
noi». Mercoledi 25 Febbraio 2009 SdA
( da "Sestopotere.com" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Tia, in consiglio
comunale a Modena approvato aumento dell'1,98% (25/2/2009 15:55) | (Sesto
Potere) - Modena - 25 febbraio 2009 - E' stato approvato in Consiglio comunale
a Modena il Piano Finanziario e delle Tariffe per il servizio di gestione dei
rifiuto urbani e assimilati per l'anno 2009, con il voto favorevole della
maggioranza e contrario di Verdi, Rc e minoranza. Con la delibera viene
aumentata dell'1,98% la Tariffa di Igiene Ambientale rispetto al 2008, è stato
approvato il Piano Finanziario e il Piano annuale delle attività di Hera per
l'importo di 25 milioni 366 mila 806 euro più Iva, e si decide di adottare
forme di tutela e di minimizzazione dell'impatto della manovra tariffaria nei
confronti delle famiglie in condizioni di disagio economico e sociale (sulla
base di valutazioni dell'assessorato alle Politiche sociali) prevedendo nel
Bilancio comunale una cifra fino a 150 mila euro per il pagamento della Tia.
Insieme alla delibera sono anche stati discussi 4 ordini del giorno:
"Bloccare la tariffa di igiene ambientale per l'anno 2009 ed estendere la
modalità di raccolta rifiuti porta a porta" presentato da Verdi e Rc,
"Proposta di ordine del giorno sul blocco delle tariffe per i rifiuti
urbani, a carico delle famiglie e delle imprese per il 2009" presentato da
Modena a Colori, "Blocco aumenti Tia per il 2009" e "Riduzione
emolumenti componenti cda di Hera", entrambi di Forza Italia. Tutti gli
odg sono stati respinti, i primi tre con il voto contrario della maggioranza e
favorevole della minoranza, di Verdi e Rc e l'ultimo con il voto contrario
della maggioranza, favorevole della minoranza e con l'astensione di Idv, Verdi
e Rc. "Sia nel confronto con il gestore sull'importo, sia nella
definizione del fondo di 150 mila euro si è posta attenzione alle famiglie in
difficoltà, tenendo conto allo stesso tempo di quelli che sono gli obiettivi
prioritari, tra i quali la raccolta differenziata, che ha segnato un trend di
crescita significativo dal 2007 al 2008, con un +6%" ha commentato
l'assessore all'Ambiente Giovanni Franco Orlando durante la presentazione della
delibera. "L'aumento della Tia previsto è inferiore al 2%, e consentirà di
rispondere a esigenze di pulizia della città e di raccolta differenziata. A un
contenuto aumento corrisponderà un miglioramento del servizio. Rinunciare a
portare avanti la tutela dell'ambiente vuol dire crearsi problemi che nel tempo
diventano molto pesanti". L'assessore ha aggiunto "accanto a questo
elemento qualitativo, procediamo verso il riallineamento nei confronti dei
capannoni industriali di produzione, e vengono inserite ulteriori categorie,
come i gommisti, per rispondere a esigenze di alcune associazioni
economiche". Con il loro odg Mauro Tesauro dei Verdi e Angela Bellei di Rc
hanno fatto "una richiesta politica, quella di tenere ferme le tariffe di
igiene ambientale per il 2009, per quelle sociali siamo riusciti a farlo"
ha dichiarato Tesauro. "Il lavoro fatto da Orlando non è facile, ma non è
stato sufficiente". Inoltre si voleva impegnare la Giunta a concludere
rapidamente lo studio di fattibilità per l'estensione del sistema di raccolta
dei rifiuti porta a porta e per la tariffazione puntuale del servizio, e a
mantenere invariata, per l'anno 2009, la tariffa di igiene ambientale. L'odg di
Modena a Colori chiedeva alla Giunta di assumersi l'impegno a non aumentare le attuali
tariffe per i rifiuti urbani "in un momento in cui le famiglie sono in
difficoltà" ha affermato Baldo Flori. "Il rapporto per noi è politico
ed è con il Comune, non con il gestore, perché le tariffe sono di competenza
del Comune. Riteniamo che l'aumento sia sbagliato, andava fatto su altri
settori che avevano un'incidenza diversa, questo tocca tutti in maniera
uguale". Il documento sollecitava, inoltre, l'Amministrazione a chiedere
anche agli altri Enti di non aumentare il carico su famiglie e imprese per
aumenti delle tariffe energetiche: gas, energia elettrica, acqua. Andrea Leoni
di Fi - Pdl con il primo odg chiedeva di rinegoziare il Piano Finanziario
proposto da Hera, di bloccare gli importi della Tia sui livelli fissati per il
2008, di elaborare e introdurre sconti e premi per incentivare famiglie e
imprese ad effettuare la raccolta differenziata, e di prevedere sconti ed
agevolazioni per i nuclei familiari con più di 4 persone. "Riteniamo che
in un momento così difficile dall'Amministrazione comunale non ci debba essere
un nuovo aumento di tariffe o tasse" ha affermato il consigliere. Con il
secondo odg Fi - Pdl voleva impegnare sindaco e giunta a sollecitare i propri
rappresentanti nel Consiglio di Amministrazione di Hera a farsi promotori di una
riduzione dei compensi pari al 10% come "segnale di sobrietà verso i
cittadini: non si può chiedere loro di pagare tasse sempre più alte, mentre gli
amministratori di Hera si danno stipendi esagerati". L'odg invitava,
inoltre, a destinare le somme risparmiate ad agevolazioni per i nuclei
familiari costituiti da più di 4 persone. Ad aprire il dibattito il consigliere
del Pd Alberto Caldana: "Faccio i miei complimenti all'assessore Orlando
per il risultato ottenuto in questa occasione. Su un settore particolare stiamo
parlando di un aumento molto basso, soprattutto considerando che la tariffa di
raccolta dei rifiuti deve coprire tutto il costo, a differenza, ad esempio, di
quella dei servizi sociali. Credo che sia un ottimo lavoro e vada presentato
per quello che è: un sacrificio piccolissimo per quella che è la capacità di
raggiungere grossi risultati". Per Dante Mazzi di Fi "bisogna
discutere del Piano finanziario che è il punto di partenza per il calcolo delle
tariffe. L'1,98% è solo uno specchietto per le allodole, quelle da considerare
sono le voci: l'assessore si sostituisce ai dirigenti di Hera per esporre un
piano finanziario che dovrebbe tentare di limare. Quest'anno, rispetto a quello
passato, Hera ci chiede un aumento di circa 1 milione di euro, bisognerebbe
capire quali sono questi costi: non possono essere quelli di spazzamento e
lavaggio delle strade. Faccio appello ai cittadini perché controllino che viene
davvero fatta la pulizia anche nelle aree di periferia". Secondo Mauro
Manfredini della Lega Nord "c'è qualcosa che non torna: si fa la
differenziata per produrre meno rifiuti e poi si raddoppia l'inceneritore. In
Commissione si era parlato di un aumento di quasi il 4%, noi l'abbiamo
contenuto a circa il 2%. L'igiene ambientale è peggiorata rispetto a quando
c'era Meta, mentre dovevamo avere più servizi con un costo inferiore nel
passaggio ad Hera. Per questo aumento esprimiamo preoccupazione, perché in un
momento di crisi come questo ognuno deve fare la sua parte, anche Hera.
Voteremo a favore dell'odg di Verdi e Rc che chiedono il blocco della
tariffa". Ubaldo Fraulini dell'Italia dei Valori ha commentato che
"rispetto a un anno fa i risultati sono diversi, si è fatto un lavoro
positivo. L'aumento è contenuto e lo accettiamo. Non si può negare che il
passaggio da Meta ad Hera sia stato un peggioramento per i servizi nel nostro
territorio, ma c'è stato negli ultimi tempi un recupero nella qualità. Ci sono
però ancora problemi, come quello del call center e delle bollette illeggibili,
e bisogna che su questi temi si facciano verifiche e approfondimenti. Sulla
raccolta differenziata, poi, io sono d'accordo sull'andare avanti, va fatta con
costi minori possibili e deve dare risultati. Ma il porta a porta non va bene
dappertutto". Achille Caropreso del Pd ha affermato: "Credo che se
questo nostro dibattito fosse ascoltato da cittadini di altre città, darebbe
luogo a stupore. Penso che a Modena ci sia un buon servizio di igiene
ambientale, andando in bicicletta spesso giro per zone limitrofe e vedo che alle
7.40 del mattino i cassonetti sono già tutti svuotati. Su certi rifiuti
ingombranti, è vero, ci potrebbe essere da parte degli operatori una maggiore
attenzione per segnalare a coloro che sono competenti al recupero degli stessi
la presenza nelle zone dei cassonetti di certi tipi di rifiuti. Con un 1,98% di
aumento riusciamo ad avere una città pulita". Per Sergio Celloni dei
Popolari Liberali "non solo bisognerebbe bloccare l'aumento delle tariffe,
ma andrebbero ritrattate al ribasso. Ci sono continui allarmi sui rincari
tariffari, oggi le imprese si trovano di fronte a momenti di difficoltà e allo
stesso tempo ricevono delle stangate a livello tariffario. Le spese e i
problemi di queste realtà sono vari: dai costi della burocrazia del sistema, al servizio di
assistenza di call center, che è una presa in giro del cittadino. Questa
attenzione da parte degli amministratori nei confronti delle famiglie c'è
davvero o la commistione tra pubblico e privato fa rendere gli amministratori
parte interessata e partecipe degli utili di Hera?". Secondo Angela
Bellei "la soluzione dell'inceneritore è vetusta, dannosa e un regalo al
sistema degli imprenditori. Va incentivata la raccolta del porta a porta e lo
sviluppo del compostaggio, è l'unico modo per arrivare a ridurre la produzione
dei rifiuti. Non si può da un lato puntare sull'inceneritore e allo stesso
tempo sul porta a porta. Hera Modena nel 2008 non è riuscita ad incrementare in
modo significativo la raccolta differenziata: solo di 2 punti percentuali, di
questo passo l'obiettivo del 55% di raccolta differenziata posto dalla
Provincia si raggiungerà solo nel 2013. Hera, poi, aumenta la tariffa quando
sul suo sito si leggono dati differenti: i ricavi dell'area ambientale
aumentano del 2,7%, mentre l'utile netto è stato del 23,5%". Per Andrea
Leoni di Fi - Pdl "si dovevano sostenere chi era in disagio, mentre si è
deciso di impoverire famiglie e imprese da anni sotto pressione. Il peso grava
anche quest'anno sulle singole famiglie senza un reale miglioramento. Dal 1999
al
( da "Mattino, Il (Benevento)" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pier Giovanni Guzzo
Ricordate, forse, quando musei, aree archeologiche e monumentali, tele, statue
e affreschi vennero definiti «il nostro petrolio»? L'equivoco, almeno
semantico, continua: nonostante che, nel frattempo, per l'insieme di quelle
opere d'arte sia invalso nell'uso la onnicomprensiva definizione di «Beni
culturali». È fin banale ricordare che la cultura e i beni che ne traggono
l'aggettivo sono prodotti dell'uomo, mentre il petrolio è frutto di geologiche
trasformazioni di una materia in un'altra, sulle quali l'uomo non potuto ha
esercitato alcun intervento. In quest'ultimo periodo di tempo (di cronaca, non
geologico) assistiamo a un'ulteriore accelerazione di tali trasformazioni,
semantiche e di merito: anche se, per ora, si tratta di annunci. Le aree
archeologiche di Roma e Ostia e quelle vesuviane, a cominciare da Pompei,
saranno affidate a commissari appartenenti alla Protezione civile. Come ognun
sa, questo benemerito dipartimento svolge azioni di prevenzione e di intervento
nel campo delle emergenze derivanti da fenomeni naturali: i quali non sono
opera dell'uomo (anche se talvolta gli uomini sono causa di aggravamento dei
danni causati dalla natura, come quando costruiscono nel letto dei corsi
d'acqua oppure in zone franose). Una settimana fa il sottosegretario Guido
Bertolaso ha fatto notare, a mezzo stampa, che un precedente intervento della
Protezione civile a proposito di un restauro fiorentino non aveva raccolto le
osservazioni critiche che adesso, invece, sono state sollevate dopo l'annuncio
che lo stesso Bertolaso sarà nominato commissario per le aree archeologiche di
Roma e Ostia. Come si può apprendere dal sito web della Protezione civile, a
Firenze quel dipartimento operò una sponsorizzazione a favore della
soprintendenza responsabile del restauro dell'«Ultima cena» del Vasari e del
«David» di Donatello; inoltre ha lanciato un progetto di servizio civile per impiegare
otto volontari nel Museo del Bargello. Di fronte a un così generoso intervento
sia da mecenate sia di impegno civile contro la disoccupazione sarebbe stato
singolare se qualcuno avesse protestato. Ma, di nuovo, appare palese la
differenza tra lo sponsorizzare e il reclutare volontari e l'agire come
commissario. Non si vorrebbe, quindi, che alle metamorfosi semantiche si
aggiungesse quella comunicativa. In merito alle recenti cronache, possiamo
osservare come il governo, dichiarandosi non soddisfatto dello stato delle aree
archeologiche romane e vesuviane, vuole nominarvi commissari: ciò lo esime dal
dotare di risorse finanziarie e professionali le soprintendenze, in quanto tali
organi tecnici sono ritenuti le cause prime dell'insoddisfazione. Quale sia lo
sviluppo futuro di un tale modo di agire non possiamo sapere: ma tristi, anche
se indistinti, timori, come quello della «privatizzazione» (qualsiasi cosa
significhi questa parola), paiono giustificati. Tanto più di fronte al
decremento verticale dei bilanci ministeriali, già in precedenza analizzato e
denunciato da parte di Salvatore Settis, e al fisiologico invecchiamento delle
risorse professionali, non più adeguatamente rinnovate da anni. Sembra pertanto
giustificato dedurre ulteriormente che, nelle possibili previsioni del governo,
le attività tecniche di conservazione dei monumenti antichi siano destinate a
ridursi progressivamente e ulteriormente: riciclandole, sotto la fascinosa
etichetta della «tutela» (della quale troppo spesso ci si è fatto scudo,
tralasciando il servizio al pubblico), in procedimenti non più
metodologicamente giustificati e finalizzati all'intera filiera della
conoscenza, della conservazione, della fruizione, ma solamente ormai di natura
amministrativa che peraltro, mancando risorse finanziarie adeguate, si
muteranno in burocrazia. Diversa
prospettiva sarebbe stata offerta se il governo, insoddisfatto della condizione
attuale di conservazione del patrimonio archeologico, avesse nominato come
commissari, con congrue e fresche dotazioni finanziarie e con straordinari
poteri, funzionari tecnici dei ruoli del ministero, altrettanto pubblici
ufficiali e dirigenti dello Stato dei tecnici della Protezione civile.
Ma i primi hanno la differenza, rispetto ai secondi, di possedere formazione ed
esperienza professionali ben più vicine alla natura degli oggetti, cioè gli
antichi monumenti, delle proprie cure di quanto ne posseggano geologi,
ingegneri e vigili del fuoco: il tutto allo scopo prioritario di assicurare
lunga e decorosa conservazione alla nostra storia e alla nostra cultura, non a
quello di conservare un «potere» che non si capisce bene di che cosa si
sostanzi. I tecnici della Protezione civile sembrano professionalmente
preparati a fronteggiare dissesti causati dalle forze della natura (con la
cautela di cui sopra). Per Roma e Ostia non si ricordano naturali cataclismi,
se non una serie di terremoti nel corso dei secoli, mentre tutti sappiamo come
il Vesuvio, incolpevole elemento naturale, provocò danni e distruzioni quasi 2000
anni fa. Il riandare a tale naturale catastrofe sembra far parte, ormai, più
adeguatamente della storia, e quindi della cultura, che dell'attuale competenza
della Protezione Civile. Il nostro augurio di buon lavoro va, comunque, ai
commissari dei quali si annuncia il prossimo incarico, e a quelli che lo
lasciano: in quanto coinvolti, bon gré mal gré, nella protezione della cultura,
della storia e dei prodotti materiali conseguenti. Ma ci permettiamo anche
l'augurio di non confondere natura con cultura né lucciole con lanterne.
( da "Sestopotere.com" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Turismo, Confesercenti
Cesenatico : 2009 anno di svolta? (25/2/2009 18:00) | (Sesto Potere) -
Cesenatico - 25 febbraio 2009 -La crisi economica sta giungendo alle sue fasi
più acute: calo delle vendite, paura collettiva del futuro, capacità di spesa
sempre più ridotta. Eppure, con la stagione turistica – e la Pasqua – alle
porte è nostro compito pensare al domani con un?accezione positiva, traendo dal
recente passato i migliori stimoli per ottimizzare la nostra esperienza e
migliorare le performance delle imprese turistiche e commerciali. Crediamo che
la situazione contingente debba costituire per il pubblico e per il privato
motivo forte di riposizionamento e ri-progettazione delle proprie scelte ed
azioni. Faccio alcuni esempi concreti. Innanzitutto continuiamo ad essere insoddisfatti
di come vengono concertate le politiche di promozione della città: pochi i
momenti in cui si parla veramente di turismo e di programmazione, poche le
scelte concertate e condivise, rarissimi (e sempre con seguito polemico sulla
stampa) gli appuntamenti in cui enti ed operatori partono insieme per vendere
con serenità e forza la nostra località. Sebbene non sia scontato per chi si
muove, come noi, pur sempre sotto l?egida di una sigla associativa, ricordiamo
bene che far funzionare gli organismi di concertazione, anche su temi così
delicati, non è affatto impossibile. Il lavoro della consulta turistica delle
passate legislature è lì a ricordarci ogni giorno una bella stagione di
indirizzi e strategie turistiche veramente condivise. Non è necessario – e non
è il nostro fine – ritornare per forza a quella situazione. Il tempo trascorso,
le nuove tendenze ed i mutamenti intercorsi nei flussi turistici ci portano a
pensare a scelte innovative. Però prescindere dall?unione delle forze e delle
teste è – o meglio sarebbe - impensabile. Sarà il
( da "Blogosfere" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Feb 0925 Quanto
costa il ponte sullo Stretto? E quanto ci guadagnerà la mafia? Intervista a
Giuseppe Cruciani (parte 3) Pubblicato da Tiziano Scolari alle 17:45 in
Interviste Terza e ultima parte dell'intervista a Giuseppe Cruciani,
giornalista, conduttore del programma di Radio 24 La Zanzara e autore di Questo
ponte s'ha da fare, edito per Rizzoli. Qui potete trovare la prima e la seconda
parte. Il ponte sullo Stretto è sempre stato presentato come un'opera
faraonica. Ma quando costerebbe? Circa 6 miliardi di euro: 2,2 miliardi a
carico dello stato e 3,8 miliardi forniti dai privati. Cruciani sottolinea come
il ponte costi poco più della linea C della metropolitana di Roma e molto meno
della Tav Torino Lione. Ma parliamo proprio di questioni economiche. La crisi
economica può favorire le ragioni del ponte o la mancanza di fondi allontanerà
ancora di più la sua realizzazione? In tutti i paesi si pensa di uscire dalla
crisi anche e soprattutto con l'intervento infrastrutturale. In tutti i paesi,
compresi gli Stati Uniti e l'Italia, anche se da noi non si è ancora deciso
come impiegare tutti i soldi delle infrastrutture che il governo attuale vuole
impiegare. Penso quindi che il ponte possa essere un volano, un modo per
impiegare nel lungo periodo una parte dei fondi pubblici. Un'altra delle
principali critiche mosse al ponte è quella legata alla mafia: il ponte
sarebbe, per Cosa Nostra, l'affare del millennio. Il ponte unirebbe non due
coste, ma due cosche, come disse Nichi Vendola. Cruciani cerca di smontare
anche questa obiezione. Il giornalista, nel suo libro, fa parlare Alberto
Cisterna, magistrato anti-mafia. Il ponte di Messina? Un'enorme trappola
costruita per ingabbiare la criminalità organizzata. Speriamo che i mafiosi
siano così stupidi da cascarci. Si metterebbero in un piccolo fazzoletto di
terra. Quanto partirà i gruppi criminali di Messina punteranno all'indotto, ai
raccordi ferroviari, tutte cose che conosciamo. Non credo che abbiano la
capacità organizzativa per partecipare all'appalto per il ponte vero e proprio.
Comunque nulla è già scritto. Continua Cisterna, ci sono anche delle misure concrete
pensate proprio in vista del ponte, ad esempio l'obbligo di un unico conto
corrente per tutti i movimenti in entrata e in uscita da parte di chi si
aggiudica l'appalto. Torniamo all'intervista. Nel libro spiega come in passato
l'Italia fosse all'avanguardia sul fronte delle infrastrutture. Nel 1970 la
nostra rete autostradale era seconda solo a quella della Germania e lo stesso
si può dire per la rete ferroviaria. Il primo progetto europeo di linea ad alta
velocità è la direttissima che unisce Roma e Firenze (
( da "Virgilio Notizie" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Roma, 25 feb.
(Apcom) - Il ministro per le Politiche europee, Andrea Ronchi, critica
duramente "l'Europa burocratica, l'Ue dei cavilli", sottolineando
come l'incontro di ieri tra il premier Silvio Berlusconi e il presidente
francese Nicolas Sarkozy non sia stato "un semplice bilaterale", ma
l'inizio di un "nuovo corso" per l'Ue. "L'Europa deve ritrovare
la propria anima. L'Ue grigia della burocrazia dei cavilli è un'Europa
vecchia, non più in grado di ottemperare al proprio compito", dichiara
Ronchi nel corso di una tavola rotonda con i giornalisti organizzata oggi a
Roma dalla Rappresentanza in Italia della Commissione europea e dell'European
Press Club. "L'Ue deve trovare soluzioni concrete alle famiglie,
alle imprese, ai disoccupati. I governi non dovrebbero chiudersi in se stessi
in un nuovo protezionismo, ma cambiare le regole e parlare ad una sola voce di
fronte a problemi globali. Questo il senso del summit di ieri tra Berlusconi e
il presidente francese Nicolas Sarkozy", aggiunge il ministro, che poi sottolinea
l'impegno del governo italiano a difesa dei cittadini anche a costo di essere
"politicamente scorretto". "L'Italia non consentirà a nessuno di
mettere in gioco la propria sicurezza nazionale - ha messo in chiaro il
ministro - Le regole della concorrenza fanno certamente rispettate ma
l'interesse generale della Nazione è superiore". "Bisogna coniugare
l'interesse nazionale e lo spirito europeo. Non sono valori
inconciliabili", ha concluso Ronchi.
( da "Virgilio Notizie" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
Roma, 25 feb.
(Apcom) - Serve un registro, a livello nazionale, per iscrivere i malati delle
cosiddette patologie rare, per conoscere quanti sono realmente e per far sì che
vengano riconosciuti a loro pari diritti. E' questo il senso della lettera
inviata al Ministro della Salute Sacconi da Corrado Stillo, responsabile,
dell'Osservatorio per la Tutela e lo Sviluppo dei Diritti dell'Associazione
"Giuseppe Dossetti": i Valori", che affida ad una nota diffusa
alla stampa una serie di interrogativi che hanno lo scopo di richiamare
l'attenzione sulla scarsa considerazione riservata alle Malattie Rare e ai
cittadini che ne sono affetti, in vista delle due giornate il 27 e il 28
febbraio dedicate a queste patologie "Alla vigilia di importanti eventi
dedicati al tema delle malattie rare - recita la nota - vorremmo dal Ministro
della Salute, Sacconi, alcune precisazioni: qual è il bilancio dal 2001 ad oggi
dell'attività svolta da tutti gli organismi pubblici chiamati a dare i dati
nazionali sulle malattie rare che godono di appropriati finanziamenti? Perché
ancora adesso molti malati non hanno pari diritti a quelli di altre patologie?
I malati sono in tutto poche migliaia o due milioni?". "Abbiamo
inviato ieri una lettera al Ministro Sacconi - continua - che dimostra estrema
sensibilità verso le problematiche socio-sanitarie dei concittadini per
chiedere di adoperarsi affinché il dicastero da lui gestito possa finalmente
disporre dei dati reali sul numero e sulla distribuzione territoriale dei
malati rari nel nostro Paese". Secondo i dati ufficiali presenti sulla
Rete nazionale delle malattie rare, istituita con D.M. 279 del 2001,
risulterebbero esistere "con reali schede suddivise per regioni" in
modo ufficiale soltanto poche migliaia di malati rari a fronte degli oltre due
milioni di malati rari che stime ufficiose da sempre affermano esistere in
Italia. "Sul balletto delle cifre e sulla pelle dei malati -lamenta Stillo
- si consumano programmazioni e si stanziano fondi ma non vengono resi pubblici
risultati a fronte delle energie impiegate". C'è quindi il problema di
istituire una sorta di anagrafe di questi malati. "Se molti malati rari -
continua ancora Stillo - ancora non si vedono iscritti ad un apposito registro
pensato per loro, se tanti non si possono procurare farmaci e assistenza perché
non "riconosciuti", se la burocrazia anche su questo terreno
ignora le storie e le vicende personali di tanti cittadini allora qualcosa non
funziona come dovrebbe". La lettera indirizzata al ministro sarà
distribuita alla stampa durante il convegno "Malattie Rare e
Disabilità" che si terrà alla Camera dei Deputati il giorno 27 febbraio
durante il quale verranno forniti "gli incredibili numeri in base
alla prevalenza". " Vorremmo - conclude la nota - che le due giornate
del 27 e del 28 febbraio dedicate alle malattie rare dessero risposte sicure e
certezze a quanti aspettano ancora il rispetto della loro dignità".
( da "Adnkronos" del 25-02-2009)
Argomenti: Burocrazia
NUCLEARE:
CONFINDUSTRIA, BENE ACCORDO, EVITARE RISCHI BUROCRAZIA commenta 0 vota 0 tutte
le notizie di ECONOMIA ultimo aggiornamento: 25 febbraio, ore 20:38