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tARTICOLI DEL 21-22 ottobre
2008 #TOP
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Articoli
Burocrazia (50)
Mille giorni per costruire i giardini sui box
( da "Vivimilano.it"
del 21-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: I tempi notoriamente lunghi della burocrazia sono diventati biblici. Non solo a causa del vincolo monumentale che c'è sull'area. Ma anche per le esigenze contrapposte di cittadini-ambulanti per il suo utilizzo. Compleanno amaro per il giardino dell'"Orso Marcello", che doveva nascere sopra i box.
Nei
bar nessun aumento del caffè ( da "Gazzetta di Modena,La"
del 21-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia". "E' importante riflettere rispetto al fatto che la sfida di un Paese civile non può essere la periodica caccia al colpevole del caro-vita; ci appare invece fondamentale mettere in campo, con un comune sforzo da parte di istituzioni, associazioni dei consumatori, associazioni economiche, politiche e misure tese a ridurre carichi fiscale,
Monticelli,
con l'Enel non si riesce a comunicare
( da "Libertà"
del 21-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Se, a quanto sopra, aggiungiamo la burocrazia in generale, devo ammettere, con amarezza, che stiamo insistendo nel percorso involutivo che condiziona lo sviluppo e la creatività della piccola e media impresa. Ing. Lucio Dera Monticelli d'Ongina 21/10/2008.
I
progetti non mancano ma la burocrazia frena
( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 21-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia frena" di Francesco Apostoli I lavori per la deviazione della 45 bis partiranno a breve; nel frattempo il Comune "sta lavorando per migliorare la viabilità interna" spiega il sindaco di S. Zeno Angiolino Serpelloni. All'ordine del giorno il sottopasso di via Roma che dovrebbe finalmente evitare il passaggio a livello che impedisce un collegamento fluido tra la parte nord
Tremila
nuovi permessi per immigrati - gianluca codognato
( da "Nuova
Venezia, La" del 21-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: dare a tutti la possibilità di ritirare il nullaosta direttamente nei vari consolati presenti in Italia, evitando viaggi in patria e ulteriori perdite di tempo. Fra le proposte attribuite a Morcone, anche "l'allungamento della durata dei permessi, per sfoltire la burocrazia eliminando anche l'articolo che impedisce il rilascio di un permesso di durata superiore rispetto al primo".
Vittima
dell'usura e della burocrazia ora forse il risarcimento arriva
( da "Tirreno,
Il" del 21-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: usura e della burocrazia ora forse il risarcimento arriva La battaglia della donna di Prato che sta facendo lo sciopero della fame MONTECATINI. Se sarà un diritto accolto o negato basterà attendere qualche giorno. Dal ministero dell'Interno annunciano un pronunciamento entro la fine della settimana sul caso della commerciante di Uzzano vittima dell'
Clima,
l'Ue rischiauna soluzione pasticciata
( da "Secolo
XIX, Il" del 21-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ciò significa anche una burocrazia più farraginosa e discrezionale, e non risolve il problema vero, cioè l'impossibilità di raggiungere, nel breve termine, target ambiziosi senza determinare anche un aumento dei costi dell'energia (di cui faranno le spese i consumatori) e, più in generale, un pesante impatto sul sistema produttivo.
DOPO
i tagli in Alitalia, sperando che tutto vada a finir bene perché la Cgil resta
la ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 21-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: alla Rai (dipendenti doppi del necessario), all'eliminazione del Province, ai Comuni che vanno ridotti di numero data l'odierna capacità di comunicazione, e all'eliminazione dell'Irap, tassa della vergogna su chi produce vera ricchezza, al contrario delle banche e della burocrazia. Giampietro Priori, Bologna.
ANNI
FA Indro Montanelli scriveva che <nella società dell'informaz
( da "Resto
del Carlino, Il (Bologna)" del
21-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Il più macroscopico riguarda l'immagine stessa delle burocrazie pubbliche. L'epiteto di "fannulloni", riferito agli impiegati pubblici ? benché sommario e deviante ? è entrato nel lessico comune. Con danni gravi per una corretta comprensione della questione. L'amministrazione pubblica ha, da tempo immemorabile, una pessima fama.
Fonti
rinnovabili ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 21-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: più semplicità autorizzativa in periferia, per evitare lo stop da parte delle regioni sempre più vittime della burocrazia ed infine più coinvolgimento del territorio. RECUPERARE IL GAP L'Italia ha una capacità di circa 2.700 megawatt, ma resta ancora lontana da Germania (22mila Mw) e Spagna (15mila Mw).
Tavolo
nazionale sulla Calabria ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 21-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ma i fondi a disposizione vanno spesi bene e anche burocrazia e credito devono fare la loro parte". Senza essere citata direttamente, Gioia Tauro è stata tirata ancora in ballo. "Dobbiamo semplificare e sbloccare gli investimenti – ha affermato Marcegaglia a conclusione dei lavori –
Le
imprese del lusso: ora misure drastiche
( da "Sole
24 Ore, Il" del 21-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: eccesso di burocrazia è un'altrapriorità per tutto il Paese: occorre rendere più efficace l'amministrazione pubblica, diminuirne i co-sti, ridurne le lentezze che gravano sempre più sul sistema produttivo. Sono tutti traguardi che possono dare slancio alle imprese, che vogliono poter contare su uno Stato "alleato e amico",
Non
ci sarà una nuova depressione ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 21-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Non vedo una nuova centralità del Fondo monetario, è una grande burocrazia che ha commesso molti errori, pensi al Sud America. Meglio l'idea di un G 8 allargato. LAISSEZ-FAIRE SOTTO ACCUSA "Ci saranno più regole, ma non contro il mercato. Freddie Mac e Fannie Mae devono essere eliminate".
UN
CONVEGNO per fare il punto sulla nuova normativa che regola la sicurezza negli
ambienti di lavoro ( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)"
del 21-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ha però introdotto nuova burocrazia e pesanti sanzioni. I lavori sono proseguiti con gli interventi di Maurizia Rizzo, vice presidente dell'Ente Bilaterale, di Marco Nadalini, responsabile Dpl Rovigo, Giancarlo Masiero, responsabile Spisal di Rovigo, Denis Marzolla, responsabile normativa sul lavoro di Servizi Imprese.
(segue
dalla copertina) maurizio crosetti
( da "Repubblica,
La" del 21-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La scuola ci ha scoraggiato poco a poco: agli entusiasmi e agli idealismi si sono sostituiti la burocrazia, i dirigenti scolastici impreparati, le noie dei genitori criticoni, le tonnellate di carta e moduli da riempire. Così ci è passata la voglia: molto meglio la campagna. Certo, i ragazzi un po' ci mancano, la scuola neanche un po'".
Confindustria:
"La Regione riduca le tasse"
( da "Opinione,
L'" del 21-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia Confindustria: "La Regione riduca le tasse" di Daniele Palombi La Giunta e il Consiglio direttivo di Confidustria Marche hanno stilato un documento sulla crisi economica in atto. "Senza nascondere le presenti tensioni ma contemporaneamente senza formulare penalizzanti allarmismi - si legge nel testo - Confindustria fa appello a tutti i protagonisti attivi sullo scenario
<I
progetti non mancano ma la burocrazia frena>
( da "Brescia
Oggi" del 21-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Angiolino Serpelloni punta al riordino della viabilità interna "I progetti non mancano ma la burocrazia frena" Il sottopasso ferroviario di via Roma: "Trenitalia non ha ancora risposto" "Non sappiamo perchè Brescia Mobilità ci ha esclusi dal trasporto urbano" "Siamo un paese tranquillo e non diventeremo molti di più. Il commercio è vitale" .
CRISTINA
MARCONI BRUXELLES. SE IL PACCHETTO EUROPEO DI MISURE PER L'AMBIENTE NON VERRà
( da "Mattino,
Il (Benevento)" del 21-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: dettati dalla burocrazia e che, invece, prescindono dai tempi della tecnologia". Un primo passo avanti è stato fatto dal commissario per l'Ambiente, Stavros Dimas, che dopo essersi detto "allibito", venerdì scorso, dai costi stimati dal governo italiano, ha accettato la proposta italiana di istituire un tavolo tecnico per verificare le cifre insieme ad esperti del governo italiano.
Se
le banche investono nell'agricoltura per "guardare lontano"
( da "Velino.it,
Il" del 21-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Credo che la fornitura del capitale di credito non sia burocrazia ma piuttosto un investimento. Quello agricolo oggi è un settore che ha bisogno di una grande modifica strategica del suo modo di porsi sul mercato, e credo che avere un partner finanziario eccellente sia un grosso valore aggiunto per guardare lontano”
CIVEZZANO/FORNACE
- Due comunità vicine, confinanti, quelle di Civezzano e Fornace
( da "Adige,
L'" del 21-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Bisogna dare una mano a sollevare le imprese dalla troppa burocrazia. E per cambiarla, questa politica, non basta che i giovani sbandierino slogan quali "Siamo noi il futuro"". Quindi, Valentina Paoli ritiene, non solo giusto, ma pure doveroso e necessario che i giovani si impegnino in politica come fa lei.
Nicola
guarnieri n ( da "Adige, L'"
del 21-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: riducendo sprechi e burocrazia. I grafici dell'andamento del voto degli ultimi 15 anni e l'umore della gente dicono che il 9 novembre potrà esserci il sorpasso a favore del centrodestra". Quali problemi urgenti da risolvere ha, secondo lei, Rovereto? "Ci sono due problemi urgenti: il decadimento assoluto della città, nonostante gli asfalti nuovi,
S'incatena
in Comune perché da 28 anni gli blocca un terreno
( da "Stampa,
La" del 21-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Superstite di guerra adesso combatte contro la burocrazia S'incatena in Comune perché da 28 anni gli blocca un terreno GIANNI MICALETTO SANREMO E'sopravvissuto alla tragedia della corazzata "Roma", orgoglio della Marina Militare affondata dai bombardieri nazisti al largo della Sardegna il 9 settembre del '43, e mai avrebbe immaginato di dover poi affrontare una prova più difficile.
Sequestrati
i banchi di frutta il comune mostra i muscoli - roberta de rossi
( da "Nuova
Venezia, La" del 22-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: è stato il tempo delle discussioni e del confronto e ora è quello dell'agire", conclude Bortolussi, "per i banchi di frutta di San Giacometto restiamo in attesa dei giudici amministrativi, per il chiosco e quelli in Ruga, invece, trascorsi i tempi della burocrazia, massimo i primi di novembre ci sarà il trasferimento in Bella Vienna: non m'aspetto resistenze".
Venezia
cade a pezzi mega-pubblicità necessarie per i restauri
( da "Nuova
Venezia, La" del 22-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: sono opere che non possono aspettare i tempi della burocrazia e quindi abbiamo deciso diversamente in pieno accordo con la Sovrintendente". Le tanto contestate pubblicità affisse sulla facciata di Palazzo Ducale e sul lato delle Prigioni a breve spariranno, poiché il contratto pubblicitario è scaduto: "Non si riesce a vendere dei pacchetti pubblicitari di lungo termine,
Comune,
un milione in meno per il sociale - donatella francesconi
( da "Tirreno,
Il" del 22-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia, significa che chiunque si trovi in improvvisa difficoltà sul fronte di una delle tante esigenze sociali bussa in vano alla porta del Comune. Come ha raccontato in commissione lo stesso assessore Vittorio Fantoni: "Ho due donne viareggine sui 50 anni che attendono da me una risposta: mi hanno chiesto di poter tirar su una baracca di legno in pineta perché sono rimaste
Nasce
l'unione speciale dei comuni ( da "Tirreno, Il"
del 22-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Tante deleghe importanti ma che saranno fatte con meno burocrazia grazie anche ad un notevole taglio delle poltrone. Da un punto di vista territoriale poi non ci sarà più Montignoso e con esso la provincia di Massa Carrara. Il territorio da gestire supera di 22mila ettari con 50mila abitanti. Il governo dell'Unione è ridotto all'osso.
Un
punto di ristoro nella biblioteca, traguardo vicino
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
22-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la burocrazia permetterebbe al caffè di iniziare a funzionare entro uno, massimo due mesi: "Poi saranno i gestori a decidere che tipo di servizi offrire ai frequentatori di questo centro - conclude Marotto - Penso che all'inizio sarà possibile fare solo il coffee-break, mentre con il passare del tempo si potrà creare un vero e proprio servizio di ristorazione,
Riforma
gelmini ( da "Tirreno, Il"
del 22-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Vorrà dire che una volta tanto sarà la burocrazia ad alzare le chiappe dalla scrivania. Meglio che lo facciano i presidi e il personale piuttosto che le famiglie, no? Ma questo meccanismo, cari signori, era previsto in un decreto de 98 finora mai applicato (Dpr 233 del 1998, firma Oscar Luigi Scalfaro).
La
pagliuzza di Brunetta ( da "Unita, L'"
del 22-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: abbandono dominanti nella burocrazia, che hanno cercato il far niente dopo anni di nullafacenza coatta, che, quindi, possano ritrovare lo spirito e la volontà degli esordi. Insomma, proviamo a credere che per tutti possa esistere redenzione, in questo caso terreno ritorno al rispetto della legge, dei colleghi, dei cittadini e di se stessi.
Estendere
lo sconto alle moto Euro 1 ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 22-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
visto che
questa iniziativa è stata frenata dalla burocrazia e solo 4 milioni di euro su
13,5 sono stati utilizzati". La Finanziaria scorsa prevedeva anche
agevolazioni per l'acquisto di veicoli Euro zero con cilindrata fino a
Pmi
aggrappate ai mercati esteri ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)"
del 22-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: il peso di fisco e burocrazia, il calo dei consumi,la sottocapitalizzazione e la poca strutturazione interna – si aggiunge in queste ultime settimane il problema della stretta al credito che stanno operando le maggiori banche del territorio. Stretta che si fa sentire in particolar modo nella mancanza di liquidità per i pagamenti alla subfornitura.
Le
piccole ripartono dall'export ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)"
del 22-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: il peso di fisco e burocrazia, il calo dei consumi, la sottocapitalizzazione e la poca strutturazione interna – si sono aggiunte nelle ultime settimane altre emergenze: la stretta al credito da parte del sistema bancario, in particolare, ma anche la sempre più evidente mancanza di sostegno delle istituzioni pubbliche,
Export
salvagente contro la crisi ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)"
del 22-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
abbiamo la
sensazione di trovarci da soli, di competere sui mercati internazionali gravati
da troppa burocrazia e infrastrutture insufficienti, da un fisco troppo pesante
rispetto alle aziende concorrenti e da un costo dell'energia che ormai è
un'emergenza". Servizi u pagina
Le
Pmi si aggrappano all'export ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)"
del 22-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: di competere sui mercati internazionali gravati da troppa burocrazia e infrastrutture insufficienti, da un fisco troppo pesante rispetto alle aziende concorrenti e da un costo dell'energia che ormai è un'emergenza per le piccole e medie imprese ".Da qui l'imput a una maggiore flessibilità che passi anche attraverso la prospettiva di un'integrazione territoriale con il Piemonte.
I
COMITATI DEL NORD-OVEST ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)"
del 22-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: pagamenti della Pa al peso della burocrazia. RICCARDO CRAVERO (PIEMONTE) "Scontiamo il prezzo dei pagamenti sempre più lenti da parte dello Stato" FRANCESCA ACCINELLI (LIGURIA) DONATELLA PICCONE "è il momento di investire su R&S ma spesso ci sentiamo non sostenuti" PAOLO MUSUMECI (VALLE D'AOSTA) "è giusto intervenire a favore delle famiglie ma il supporto va esteso al tessuto produttivo"
LA
PROMOZIONE AIUTERÀ I CONTI ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)"
del 22-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: meno burocrazia e più promozione da parte delle istituzioni. Sono questi alcuni degli strumenti che –abbinatia una riorganizzazione interna ea sinergie tra Pmi –i presidenti della Piccola industria del Centro-Nord sollecitano per incentivare le attività oltreconfine RICCARDO CASADEI Emilia-Romagna Potrebbero essere ancora di più,
Pmi
aggrappate all'export ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)"
del 22-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: occorrerebbe rendere più attrattivo il fare impresa, anche con un deciso snellimento della burocrazia ". In allarme anche le Pmi del Granducato, vista la brusca frenata del secondo trimestre: le imprese con meno di 50 dipendenti hanno registrato cali di produzione (-2,8%, dopo un 2007 già "avaro"), di fatturato (-2,1%) e di ordini.
Ora
occorre realizzare le obbligazioni di distretto
( da "Denaro,
Il" del 22-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: desiderato e ottenere risposta in tempi rapidi con meno burocrazia. Perché questa scelta di rendere partner le associazioni e i Confidi? Alla base del progetto c'è proprio la forte partnership con Bnl da un lato e con le associazioni e i Confidi sul territorio dall'altro, perché in associazione o al Confidi il cliente si ritrova maggiormente, si sente ed è effettivamente a casa sua,
Napoli
capitale dei giovani ( da "Denaro, Il"
del 22-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: lotta alla tecnocrazia e alla burocrazia, equiparazione dei titoli di studio, inserimento nel mercato del lavoro, utilizzo delle nuove tecnologie, difesa dei diritti fondamentali: questi sono alcuni degli elementi su cui si fondano le speranze dei giovani, specialmente di quelli (sempre più numerosi) della Riva Sud del Mediterraneo.
SICILIA:
ARS, OK A CAMPI GOLF. RINVIATO DDL RIFORMA BUROCRAZIA REGIONALE
( da "Asca"
del 22-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: riforma della burocrazia regionale. L'aula, difatti, ha approvato la proposta del capogruppo dell'Udc, Rudi Maira, di approfondire in commissione il disegno di legge dopo che la giunta regionale aveva inserito un emendamento che prevede che bastera' un decreto del presidente della Regione e non piu' una delibera di giunta per nominare i nuovi dirigenti generali degli assessorati.
Prezzi
Modena, Confesercenti: caffè al bar, nessuna corsa al rincaro
( da "Sestopotere.com"
del 22-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia". Certo, continuano le associazioni, "non disconosciamo che il potere di acquisto, in particolare negli ultimi anni, sia diminuito ed e' anche per questo motivo che i pubblici esercizi continueranno ad utilizzare grande cautela nella costruzione dei propri listini, facendo il possibile per calmierare le tensioni inflative in atto anche Modena"
Impresa
Zurlo, serietà nelle onoranze funebri
( da "Stampa,
La" del 22-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: alla burocrazia, alle foto, ai manifesti funerali, all'allestimento della camera mortuaria. La caratteristica principale che contraddistingue poi una buona impresa è l'attenzione nel rapportarsi con la famiglia, una dote necessaria per lavorare in un settore tanto delicato, che prima delle cifre e dei numeri ha bisogno soprattutto di umanità.
SALUTE.
L'80% degli italiani chiede che vengano somministrati oppiacei per il controllo
del dolore ( da "HelpConsumatori"
del 22-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: bisogna prendere atto che in gran parte del Paese questo diritto non è fruibile e l'uso di questi farmaci è ancora ostacolato dalla burocrazia che ne ostacola la somministrazione". Secondo Furio Zucco, presidente del Comitato Scientifico del Congresso e direttore dell'Unità di Cure Palliative, Terapia del dolore, Hospice e Ospedalizzazione domiciliare dell'Azienda Ospedaliera 'G.
Non
soffrire è un diritto: l'80% degli italiani ritiene fondamentale la
prescrizione degli oppiaceci per il controllo del dolore
( da "SaluteEuropa.it"
del 22-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: uso dei farmaci è ancora ostacolato dalla burocrazia che li imbriglia". "Nonostante questo ampio consenso popolare relativo all'uso di farmaci in grado di alleviare le sofferenze e il dolore - aggiunge Furio Zucco, Presidente del Comitato Scientifico del Congresso e Direttore dell'Unità di Cure Palliative, Terapia del dolore, Hospice e Ospedalizzazione domiciliare,
GIUSTIZIA
( da "Gazzettino,
Il (Treviso)" del 22-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: line per dire addio alle lungaggini della burocrazia. È la ricetta del presidente del Tribunale Giovanni Schiavon per risolvere i problemi organizzativi di palazzo di giustizia, a cominciare dal settore civile. E' proprio da qui che partirà entro la fine dell'anno la sperimentazione della posta elettronica come strumento di comunicazione principale dal Tribunale:
<Troppi
laureati, pochi operai> ( da "Gazzettino, Il (Treviso)"
del 22-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: l'unione tra Unindustria Treviso e Confindustria Venezia per creare nuovi servizi e ancora alloggi per gli immigrati e asili nido aziendali. Dall'agricoltura Brunetta lancia un appello: "Se la burocrazia nascesse nei nostri campi saremmo ricchi. Spero si inventi al più presto un diserbante per contenerla".Erica Bet.
<La
polizia regionale costa troppo>
( da "Gazzettino,
Il (Pordenone)" del 22-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: di molti aspetti di burocrazia e della localizzazione anno per anno in luoghi diversi dei corsi, a seconda di dove si troverà di volta in volta il maggior numero di frequentanti". E poi "aiuteremo ciascun Comune a predisporre il bando per indire i concorsi e assumere nuovo personale da destinare alla sicurezza".
Gli
imprenditori all'assessore Savino: <Irap, premiare chi investe e ampliare i
beneficiari> ( da "Gazzettino, Il (Udine)"
del 22-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: semplificazione della burocrazia regionale e degli enti locali (a cominciare dagli strumenti di promozione del sistema produttivo come la legge "Bertossi" e quella su ricerca ed innovazione) sono state illustrate dal presidente dell'Api di Udine, Massimo Paniccia,all'assessore regionale alle Risorse economiche e finanziarie Sandra Savino in un incontro con il Consiglio generale dell'
TURISMO.
Bonus vacanze per chi ha reddito basso
( da "Vita
non profit online" del 22-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Con un impegno ulteriore da parte mia perché questi fondi, superando ogni possibile ostacolo della burocrazia, non solo vengano gestiti in modo trasparente e funzionale alle esigenze delle famiglie ma possano anche arrivare a destinazione nel piu' breve tempo possibile".
Ancora
gattini nella spazzatura. Parla Alice Agnelli, presidente dell'associazione
"L'amico Fedele" ( da "Quotidiano.it, Il"
del 22-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: è divenuto del tutto intollerabile il modus operandi attuale fatto di troppa burocrazia e poco senso pratico. In secondo luogo, però, la cultura della sterilizzazione stenta a essere praticata anche dai privati detentori di gatti - nonchè cani- che, non randagi ma vaganti, contribuiscono, poi, alla proliferazione dei randagi.
( da "Vivimilano.it" del 21-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
MILANO - Sette anni per
realizzare i box interrati, altri mille giorni aspettando il via libera
(arrivato tre giorni fa) alla riqualificazione dell'area di via Benedetto
Marcello, una volta chiuso il cantiere. I tempi
notoriamente lunghi della burocrazia sono diventati biblici. Non solo a causa del vincolo monumentale
che c'è sull'area. Ma anche per le esigenze contrapposte di cittadini-ambulanti
per il suo utilizzo. Compleanno amaro per il giardino dell'"Orso
Marcello", che doveva nascere sopra i box. Mille giorni in attesa che
i lavori di copertura cominciassero sono tanti per cittadini che, all'atto di
acquisto dei posti auto, avevano versato 1 milione e mezzo di euro per la
riqualificazione dell'area. Ma il progetto è diventato oggetto di uno scontro
che non sembra destinato a risolversi neppure con l'accordo siglato venerdì.
L'assessore ai Lavori pubblici, Bruno Simini, chiarisce: "Il parere
positivo della Sovrintendenza finalmente sblocca i lavori sopra il parcheggio.
Il primo lotto di lavori parte a gennaio". Ma le bancarelle del mercato
del sabato restano. Tutte. Ed è forse questo a riaccendere gli animi in zona.
"Il Comune sembra stia affannosamente cercando di fare un progetto che
soddisfi praticamente solo i desideri degli ambulanti, con buona pace della
legge e delle promesse fatte ai cittadini", scrive il comitato in un
volantino che invita i residenti ad un'assemblea per martedì sera al Gonzaga.
Paola D'Amico 20 ottobre 2008.
( da "Gazzetta di Modena,La" del 21-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Le associazioni
"Nei bar nessun aumento del caffè" "Per il caffè, nessuna corsa
del prezzo al bar", affermano Fipe-Confcommercio, Fiepet-Confesercenti, Lapam-Licom,
Cna.Com che intendono tranquillizzare i modenesi. I dati statistici rilevati
dall'Osservatorio Prezzi del Comune in effetti evidenziano inequivocabilmente
come il prezzo della tazzina di caffè abbia seguito negli ultimi anni
l'andamento del tasso di inflazione reale. Basti pensare che il prezzo medio
rilevato dall'Osservatorio è passato nel periodo gennaio 2005-settembre 2008 da
( da "Libertà" del 21-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Egregio direttore,
sono un ex dirigente che ha lavorato 25 anni all'estero, nel campo delle
costruzioni civili, nella realizzazione di grandi progetti (al solo titolo
d'esempio: centrali, complessi industriali e civili in Africa e M.O., nr. 5 padiglioni
dell'Eurodisney a Parigi, padiglione CEE all'Expo di Siviglia ecc.). Con mio
fratello ho costituito una società che opera nel settore della progettazione e
dell'edilizia in generale. Devo purtroppo sottolineare che sta diventando quasi
impossibile gestire un progetto secondo le più elementari regole aziendali.
Cito ad esempio i problemi che regolarmente riscontriamo dalle utenze, in
particolar modo dall'Enel. Con questo Ente non si riesce a comunicare dove sono
i responsabili?) e, di conseguenza, a programmare gli interventi di loro
competenza. A Monticelli d'Ongina, attendiamo da mesi l'allaccio della corrente
elettrica per l'apertura di noto ristorante - albergo da noi ristrutturato. Le
indicazioni Enel sono quelle di rivolgersi al numero verde. Per concludere
evidenzio che all'estero (anche nei Paesi da noi considerati sottosviluppati)
non ho mai riscontrato questi problemi. Se, a quanto sopra,
aggiungiamo la burocrazia
in generale, devo ammettere, con amarezza, che stiamo insistendo nel percorso involutivo
che condiziona lo sviluppo e la creatività della piccola e media impresa. Ing.
Lucio Dera Monticelli d'Ongina 21/10/2008.
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 21-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
IL SINDACO. In
attesa della variante alla 45bis, Angiolino Serpelloni punta al riordino della
viabilità interna "I progetti non mancano ma la burocrazia frena" di Francesco Apostoli I lavori per la deviazione
della 45 bis partiranno a breve; nel frattempo il Comune "sta lavorando
per migliorare la viabilità interna" spiega il sindaco di S. Zeno
Angiolino Serpelloni. All'ordine del giorno il sottopasso di via Roma che
dovrebbe finalmente evitare il passaggio a livello che impedisce un
collegamento fluido tra la parte nord e la zona sud ovest del paese.
"Al momento del nostro insediamento - spiega Serpelloni - pensavamo di
trovare le pratiche dei lavori molto più in là di quanto in effetti fossero.
Purtroppo abbiamo dovuto rifare tutto e, in questi giorni, stiamo ultimando il
progetto del sottopasso". Oltre alle lungaggini burocratiche che il
sindaco attribuisce a Trenitalia ("siamo ancora in attesa di una risposta dalle
ferrovie") a rallentare i lavori ci si è messo pure un "tubo
dell'ossigenodotto che - prosegue Serpelloni - serve parecchie aziende della
zona e che passa proprio sotto il passaggio a livello". Difficile dunque
stabilire i tempi di realizzazione dell'opera: "Speravamo di poter
iniziare i lavori già a partire dai mesi di luglio e agosto e invece siamo
ancora qui ad aspettare". NEL PGT (recentemente approvato) verranno
inseriti altri due sottopassi: "Uno nei pressi di via Aldo Moro - dice il
sindaco - verso Folzano e l'altro in prossimità dell'area industriale San Zeno
2 che condurrà dalle parti del cimitero raccordandosi poi con la strada per
Folzano". Se per i lavori della variante alla Sp 45 bis il Comune avrebbe
già stanziato 2 milioni di euro, proseguono i contatti con Brescia Mobilità e
con l'assessorato provinciale guidato da Valerio Prignachi per riuscire a far
rientrare San Zeno nella cintura di comuni serviti dal trasporto urbano del
capoluogo. Il piccolo comune alle porte della città sarebbe stato "misteriosamente"
escluso dalla rete rispetto a centri invece ben più lontani. "Qualche anno
fa si è presentata l'occasione di portare anche da noi gli autobus di Brescia
Mobilità - dice Serpelloni - , ma non abbiamo ancora capito perchè San Zeno sia
stato dimenticato". IN PASSATO è stata effettuata una sperimentazione
"in occasione dei lavori di sistemazione del ponte della tangenziale sud -
ricorda il sindaco - quando era stato messo a disposizione dei cittadini di San
Zeno un pullman per il collegamento con la città. Un servizio molto gradito che
speriamo di poter far diventare realtà". Discutibile - secondo Serpelloni
- il dato relativo alla sicurezza. L'indice dei reati contro il patrimonio
relativo al Comune di San Zeno è di 1.70 contro lo 0.47 della media regionale.
"Siamo un paese abbastanza tranquillo - riflette il sindaco - ci sono
furti come in ogni altra realtà. Speriamo comunque che la situazione rimanga
così com'è. Un punto importante è dato dalla presenza della nuova caserma dei
Carabinieri. Purtroppo abbiamo un solo vigile e il patto di stabilità ci
impedisce di assumerne un altro. Per questo, in caso di necessità, ci
appoggiamo ai comuni limitrofi, Brescia e Poncarale su tutti". Per il
resto Serpelloni pare soddisfatto del ritratto di San Zeno che scaturisce dalle
interviste di Bresciaoggi. Un paese orgolioso delle proprie radici e che,
nonostante l'influsso della città, per bocca dello stesso Serpelloni,
difficilmente "supererà mai quota 6 mila abitanti". Mano tesa anche
al commercio: "Da qualche anno sono nati parecchi negozi nuovi e abbiamo
creato insieme all'Associazione "Mercanti del Naviglio" un mercatino
natalizio che, da quattro anni, l'8 dicembre porta nel nostro paese almeno 15
mila persone".
( da "Nuova Venezia, La" del 21-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Non ci sarà un altro
"clic day", si pescherà dalla vecchia graduatoria Tremila nuovi permessi
per immigrati Metà sono riservati alle badanti, decreto atteso entro i primi di
novembre LE DOMANDE. Il numero è spalmato su tutta la provincia
Complessivamente in Italia saranno 170 mila gli ingressi GIANLUCA CODOGNATO
Tremila nuovi ingressi di lavoratori extracomunitari entro il 2009. Metà dei
quali riservati alle cosiddette badanti. Sarebbe questo, in provincia, il
risultato di un decreto che il governo intenderebbe adottare fra la fine di
ottobre e gli inizi di novembre con una sorta di decreto flussi. Condizionale è
d'obbligo, visto che la notizia non è ancora ufficiale, anche se trapela da una
nota attribuita al Prefetto Mario Morcone, che guida il Dipartimento
immigrazione del Viminale. Ma la vicenda è sostanzialmente in linea con le
dichiarazioni, quelle sì ufficiali, fatte negli ultimi tempi dal ministro
Roberto Maroni. Insomma, secondo la nota, il governo aprirà per il 2009 la
porta ad altri 170 mila lavoratori extracomunitari. Circa 3 mila saranno gli
ingressi concessi nel Veneziano. Niente clic day, però. Le domande verranno
ripescate dalla graduatoria di fine dicembre 2007. Nuovo decreto. Il governo
dovrebbe dunque varare entro un paio di settimane un decreto flussi senza nuove
domande e dunque senza "clic day". Una specie di concorso interno
interamente riservato alle richieste si assunzione di stranieri già presentate
nell'ultimo decreto, per consentire lo scorrimento in avanti della graduatoria.
Provincia. Il decreto nel Veneziano si tradurrebbe in circa 3 mila nuovi
"ingressi" di cittadini extracomunitari. Questi andrebbero ad
aggiungersi agli altri 3 mila "regolarizzati" nel 2008 con l'ultimo
decreto flussi, quello varato dall'esecutivo Prodi. A quel tempo le domande
furono in provincia oltre 11 mila. Dunque, se il governo deciderà di emanare il
decreto, metà delle richieste di ingresso presentate a fine 2007 potrebbero
considerarsi soddisfatte. Badanti. Fra i 3 mila nuovi lavoratori
extracomunitari che potrebbero "entrare" in provincia, la metà
appartiene alla categoria del lavoro domestico, che riguarda in particolar modo
le collaboratrici collaboratricifamiliari, ovvero le badanti. Se il governo
deciderà in tal senso, entro il 2009 circa 1.500 lavoratrici straniere (in
particolare ucraine e moldave) otterranno il sospirato permesso di soggiorno e
andranno ad aggiungersi alle 1.500 già di fatto "regolarizzate" con
il decreto dell'esecutivo di centrosinistra. Anticipazioni. La nota diffusa in
questi giorni (e riferita al 4 ottobre scorso) anticipa le mosse del governo.
"Si prevedono permessi di durata più lunga e permessi per ricerca di
lavoro riservati a determinate qualifiche", sono le dichiarazioni
attribuite al prefetto Morcone. Per quanto riguarda le lentezze burocratiche
(che comunque non hanno coinvolto la nostra provincia), il prefetto non avrebbe
dubbi. "Molte domande, procedure complicate, personale insufficiente.
Certo", si legge nella nota, "non possiamo essere orgogliosi di dare
un nulla osta ogni nove mesi. Ma ora siamo impegnati a rimettere in gioco le
domande eccedenti rispetto alla quota prevista che era per 170 mila
lavoratori". Modifiche. Nella nota, il prefetto definisce
"odiosa" la consuetudine che vede "gran parte degli stranieri,
anziché all'estero come prescrive la legge, già al lavoro fra noi e tornano poi
al loro paese a ritirare il nulla osta". Di qui, una proposta di ritocco
alla Bossi-Fini: introdurre un "permesso per ricerca di lavoro" da
riservare a qualifiche e mansioni di cui vi sia particolare carenza nel nostro
Paese (leggi badanti, ma anche tornitori, piastrellisti). E dare a tutti la possibilità di ritirare il nullaosta direttamente
nei vari consolati presenti in Italia, evitando viaggi in patria e ulteriori
perdite di tempo. Fra le proposte attribuite a Morcone, anche
"l'allungamento della durata dei permessi, per sfoltire la burocrazia eliminando anche l'articolo
che impedisce il rilascio di un permesso di durata superiore rispetto al
primo".
( da "Tirreno, Il" del 21-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Empoli Vittima dell'usura e della burocrazia ora forse il risarcimento arriva La battaglia della donna di
Prato che sta facendo lo sciopero della fame MONTECATINI. Se sarà un diritto
accolto o negato basterà attendere qualche giorno. Dal ministero dell'Interno
annunciano un pronunciamento entro la fine della settimana sul caso della
commerciante di Uzzano vittima dell'usura. "Il comitato si è già
riunito, ma ancora non ci ha inviato il verbale - fanno sapere dal fondo di
solidarietà istituito al ministero -. L'esito della domanda può essere di tre
tipi: accoglimento, rigetto o richiesta alla prefettura proponente di ulteriori
integrazioni alla pratica. La decisione verrà comunicata alla signora e alla
prefettura di Prato nei prossimi giorni, forse già entro questa settimana. A
fine agosto avevamo chiesto dei chiarimenti che ci sono stati inviati a
settembre". La via crucis" di Maria (nome fittizio), all'ottavo
giorno dello sciopero della fame per protestare contro i ritardi
nell'erogazione di un mutuo a tasso agevolato, potrebbe concludersi con un
lieto fine. Le lunghe attese di questi anni inducono, però, a non lasciarsi
tentare da facili entusiasmi. Il conto presentato all'alto commissariato
antiracket e antiusura è di 700mila euro. Una cifra comprensiva di mancato
guadagno e perdite generate durante il calvario degli anni in cui lei e il
marito erano "strozzati" con tassi del 50 per cento all'anno da un
usuraio poi condannato a due anni anche in Appello con sentenza del dicembre
( da "Secolo XIX, Il" del 21-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Carlo Stagnaro Il
ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, ha esposto ieri al commissario europeo
Stavros Dimas le perplessità italiane sul piano clima dell'Unione europea. Il
governo ritiene che il nostro Paese sia svantaggiato, rispetto agli altri Stati
membri, a causa di un'iniqua ripartizione dei costi. Oggetto del contendere
sono i tre obiettivi dell'Ue di aumentare del 20 per cento l'efficienza
energetica, portare al 20 per cento il contributo delle fonti rinnovabili, e
ridurre del 20 per cento le emissioni di gas a effetto serra, tutto entro il
2020. Si tratta di obiettivi oggettivamente molto difficili da raggiungere, sia
per le loro dimensioni sia per il ristretto orizzonte temporale che ci separa
dal traguardo. Le critiche si dividono in due categorie: quelle rivolte alla
politica europea in generale, più spesso sussurrate a mezza voce che espresse
con chiarezza, e quelle che invece esprimono rivendicazioni nazionali. Le
critiche generali riguardano tanto la fattibilità degli obiettivi, quanto il
loro costo. Cambiare radicalmente il sistema energetico europeo, come impone
l'Ue, è assai complicato, soprattutto perché in questo settore i tempi sono
normalmente più lunghi. Ma è anche costoso, perchè significa indirizzare gli
investimenti verso direzioni in cui non si sarebbero spontaneamente incanalati.
Banalmente, più fonti energetiche rinnovabili e meno emissioni significano
bolletta più salata. Ormai, però, la scelta è stata compiuta e non appare
politicamente possibile metterla in discussione. Lo scontro si sposta, così,
alla ripartizione dei costi e degli impegni che Bruxelles sta effettuando nei
confronti degli Stati membri. L'Italia si sente maltrattata perché lamenta il
fatto che l'Europa non abbia tenuto conto dei progressi già compiuti. Nel
nostro Paese, le rinnovabili sono una componente importante del mix energetico
più per le scelte passate che per le virtù presenti: pur facendo un ridotto uso
di eolico e solare (le due fonti preferite a Bruxelles) l'Italia fa un vasto
ricorso ai vecchi impianti idroelettrici. Possono non piacere, ma di certo non
producono CO2. Anche sotto il profilo dell'efficienza, il nostro sistema
industriale ha fatto molto, sicuramente più di quanto abbiano fatto i nostri
competitori. La ragione è molto semplice: da noi l'energia costa più che
altrove e quindi ne sprechiamo meno. Chiedere uno sforzo pari a quello di altri
Paesi europei sarebbe come pretendere da Stanlio e Ollio la stessa perdita di
peso. Stanlio, avendo meno chili superflui, dovrebbe faticare molto di più,
senza contare il rischio anoressia. Consapevole di questo problema, reso più
grave dalla crisi finanziaria e dalla recessione in agguato, il governo
italiano ha formulato due richieste: che gli obiettivi siano subordinati a una
rigorosa analisi dei costi e dei benefici, e che l'Europa si prenda una
"pausa di riflessione". A quest'ultima condizione l'Europa ha già
detto no, mentre resta aperta la partita sulla suddivisione degli obblighi e
sulla possibile introduzione di clausole di flessibilità, ulteriore
rivendicazione dell'industria italiana e del governo. Il nostro Paese non è, su
questo fronte, isolato in Europa: anzi, il suo malessere è diffuso. Ciò non
significa che l'esecutivo abbia giocato le sue carte nel migliore dei modi.
Soprattutto nella felpata Bruxelles ha destato scalpore e fastidio la minaccia
di porre il veto su una politica attorno a cui l'Ue ha costruito la sua
identità. Non solo perché in questo modo Silvio Berlusconi ha rotto il tabù del
"right or wrong, this is Europe" - cosa, del resto, non
necessariamente negativa. Quanto piuttosto perché i veti non si minacciano: si
usano, con tutta la parsimonia del caso, oppure li si lascia stare. L'uscita
del Cavaliere ha, invece, alimentato il sospetto che stesse bluffando, cosa che
ha non poco innervosito i possibili fiancheggiatori della protesta italiana.
Peggio ancora, per evitare di trovarsi sola a tenere una bandiera di cui non
regge il peso, l'Italia ha cercato un asse con i Paesi dell'Est, che sono
ugualmente critici verso la politica europea, ma per ragioni diverse. Le
dichiarazioni di guerra del premier e dei suoi ministri hanno mandato in stallo
un'altra alleanza, più sotterranea ma forse anche più promettente, che si stava
strutturando tra la diplomazia italiana e quelle di altri grandi Paesi europei,
tra cui la Germania (che soffre di problemi simili ai nostri e invoca vie d'uscita
analoghe). A questo punto, è difficile dire dove si andrà a parare. Né
l'Europa, né l'Italia possono permettersi di perdere la faccia: l'una buttando
a mare gli obiettivi ambientali, l'altra rinunciando a un trattamento migliore.
Probabilmente, il punto d'arrivo di questa traiettoria sarà il salvataggio
formale degli obiettivi, con la contestuale creazione di scappatoie e aiutini a
favore delle imprese in difficoltà. Ciò significa anche una
burocrazia più farraginosa
e discrezionale, e non risolve il problema vero, cioè l'impossibilità di
raggiungere, nel breve termine, target ambiziosi senza determinare anche un
aumento dei costi dell'energia (di cui faranno le spese i consumatori) e, più
in generale, un pesante impatto sul sistema produttivo. Il governo
italiano ha il merito di aver posto con forza il problema della contraddizione
europea, anche se forse con troppa ruvidezza e con una certa dose di ingenuità
negoziale. La speranza è che l'Europa non ne esca "all'italiana",
cioè comprando con sussidi e agevolazioni il silenzio dei riottosi. 21/10/2008
Manu Bhaskaran Nonostante il tumulto finanziario globale degli ultimi 14 mesi,
le economie asiatiche hanno dimostrato una notevole elasticità. La crescita
asiatica dell'export ha sorpreso tutti registrando tassi di crescita elevati,
eccezione fatta per Singapore e le Filippine. Gli esportatori asiatici erano
abili nel passaggio da mercati a bassa crescita a mercati a crescita più alta
come la Russia e il Medio Oriente. Le banche asiatiche hanno anche continuato a
espandersi, soffrendo solo di poche scosse nel terremoto globale. Di
conseguenza, i tassi di crescita del Pil erano mantenuti ragionevolmente alti,
malgrado una certa decelerazione. Sfortunatamente, la difficile situazione del
credito negli Stati Uniti e in Europa è ora mutata in una vera e propria crisi
economica globale. In questa nuova e più pericolosa fase, è improbabile che
l'Asia possa continuare a restare isolata. Le economie asiatiche si trovano di
fronte a una nuova sfida, una spirale verso il basso nell'economia globale. Il
settore finanziario bloccato sta danneggiando le economie industrializzate. Il
capitale fugge il mercato emergente per porti più sicuri, portando la crisi più
vicina alle economie in via di sviluppo, incluse quelle asiatiche. Con il più
evidente crollo del mercato, come il congelamento del prestito interbancario,
l'economia mondiale chiede a gran voce un intervento governativo effettivo per
fermare la spirale in discesa. Sfortunatamente, l'élite politica di Stati Uniti,
Europa e Giappone è stata lenta nel capire le cause profonde della crisi, né si
è resa conto delle conseguenze di risposte tardive. Finora, non hanno ancora
una volontà politica comune necessaria per trovare una soluzione tempestiva
alla crisi. Perciò l'Asia deve tenersi pronta a una sostanziale decelerazione
nell'attività economica globale, con il rischio crescente che le pressioni
finanziarie si diffondano anche nei settori finanziari asiatici. Cosa
comporterà questo per l'Asia l'anno venturo? Per prima cosa, possiamo
aspettarci un'accelerazione del ribasso dell'export e di conseguenza della
produzione industriale. Ci sono pochi dubbi che negli Stati Uniti, in Europa e
in Giappone sia in corso un contemporaneo rallentamento, tale da compromettere
le prospettive delle grandi economie emergenti come la Russia, la Cina,
l'India, il Brasile e la Turchia. Con la richiesta globale di merci in
probabile calo e i conseguenti prezzi dei beni già in ribasso, la crescita
dell'export asiatico crollerà di sicuro. Mentre i fabbricanti ridurranno la
produzione, andranno persi posti di lavoro mentre chi resterà impiegato vedrà
una riduzione degli straordinari e dei redditi. Anche le realtà rurali, che
godevano del record di entrate dovuto agli alti prezzi di gomma, olio di palma,
caffè, cacao e altri prodotti agricoli, taglieranno la spesa. Mentre il settore
estero si indebolirà e i costi del debito crescente e del capitale
aumenteranno, le imprese ridurranno gli investimenti, le assunzioni e i piani
di espansione. La domanda interna, perciò, perderà slancio. In secondo luogo, è
probabile che i settori finanziari asiatici si trovino di fronte a più forti
venti contrari. Le condizioni di liquidità per le banche asiatiche si sono
irrigidite. Le recenti transazioni interbancarie hanno visto banche asiatiche
anche di alto livello pagare svariate centinaia di punti base per denaro a
breve termine in modo maggiore rispetto a poche settimane fa. Mentre la
crescita economica si indebolisce e le condizioni finanziarie si irrigidiscono,
i prezzi sui beni probabilmente crolleranno in tutta l'Asia, specialmente nel
mercato immobiliare. È probabile che le inadempienze nei prestiti crescano. Le
banche asiatiche si proteggeranno e si concentreranno per contenere il danno
della crisi globale. In terzo luogo, è probabile che i politici asiatici si
trovino di fronte a nuove sfide. In alcuni Paesi, l'esposizione a debiti esteri
sta facendo crescere l'apprensione nei mercati finanziari, preoccupati, ad
esempio, per il debito estero della Corea e per l'esposizione di alcuni dei
suoi esportatori e piccole-medie imprese a strumenti finanziari che potrebbero
comportare ampie perdite. Date le solide basi della Corea, non ci sono ragioni
per cui dovrebbe trovarsi a fronteggiare una crisi, ma nel presente stato
d'animo di avversione per il rischio, anche notizie negative minime possono
produrre reazioni smisurate nei mercati finanziari. Ma il grande interrogativo
riguarda quello che accadrà alla Cina. L'opinione favorevole proietta la Cina
in una posizione invidiabile: la crescita del Pil sta rallentando a una
percentuale ancora straordinaria di circa il 9-10%, l'inflazione è in
recessione e i conti esteri restano in sano surplus. Tuttavia sono più
rilevanti alcuni segni di difficoltà. La crescita dell'export si sta
indebolendo: decine di migliaia di compagnie export-oriented nella Cina del Sud
sono uscite dal mercato con il risultato di un calo della domanda, una crescita
dei costi e il ricorso ad avere a che fare con imposizioni più severe delle
leggi sull'ambiente e sul lavoro. Le transazioni nel settore immobiliare sono
crollate bruscamente e vi è una notevole ansia nell'immobiliare, in alcune
zone, sebbene non rilevata dai numeri nazionali. Le banche più grandi della
Cina erano state ricapitalizzate con bilanci ripuliti diversi anni fa, una
larga porzione del mercato dei finanziamenti del Paese procede senza
regolamentazione. Non è chiaro come questo mercato dei finanziamenti non
regolamentato riuscirà a resistere mentre i prezzi delle azioni cadono, la crescita
economica rallenta e capitali vacanti smettono di confluire in Cina. I rischi
in Cina potrebbero essere certamente più alti di quanto i mercati si rendano
conto. Nonostante queste sfide, è probabile che, nell'insieme, le economie
asiatiche in via di sviluppo restino in una solida posizione e potrebbero
trovare delle possibilità. Lo sviluppo economico rallenterà, ma ci sono motori
di crescita a sufficienza per mantenere l'aumento del Pil a tassi ragionevoli
per il prossimo anno fiscale. Dalla crisi finanziaria asiatica del 1997-98, le
banche asiatiche, nel recente boom globale, sono restate caute. Come risultato,
sono esposte limitatamente ai crac che stanno facendo cadere le loro
corrispondenti nelle economie sviluppate. I fondi sovrani asiatici hanno
assunto dimensioni maggiori e saranno i principali attori nella finanza globale
nei prossimi anni. Gli alti tassi di risparmio asiatici implicano che le altre
istituzioni finanziarie asiatiche avranno la liquidità per sollevare le azioni
nell'urto causato dalla crisi delle economie sviluppate. Resta un dubbio solo
su quanti interessi ingenti verranno acquisiti dalle istituzioni finanziarie
asiatiche nei settori finanziari statunitensi e europei. Abbiamo già visto fare
acquisizioni dalla Japan's Nomura e la Bank of Tokyo Mitsubishi - UFJ Bank. I
fondi sovrani da Singapore e dalla Cina hanno acquisito interessi in alcune
grandi istituzioni finanziarie statunitensi e europee. Tuttavia esiste un
limite in ciò che le istituzioni asiatiche possono fare in questa crisi. Mentre
hanno accesso ad ampie risorse finanziarie, la maggior parte delle banche
asiatiche non ha elevate capacità nella gestione e forti processi istituzionali
hanno bisogno di assumere con successo il controllo di ampie e sofisticate
istituzioni finanziarie nelle economie sviluppate. Più probabilmente, le banche
asiatiche e i fondi sovrani potrebbero essere parte di consorzi che
prenderebbero il controllo di istituzioni di questo tipo. Le condizioni
economiche nei mesi che verranno si giocheranno nell'Asia più resistente,
quella che ha dovuto organizzarsi in seguito alla crisi asiatica, un decennio
fa. Ma oggi l'Asia è molto più forte rispetto agli anni '90, aiutata da forti
sostegni esterni, enormi riserve estere di scambi, basi diversificate di export
e settori bancari riformati. Certo, ci saranno uno o due Paesi asiatici
finanziariamente vulnerabili o con problemi politici che potrebbero soffrire
più di altri, ma nel complesso le economie asiatiche continueranno a crescere e
a ricadere con forza, una volta che la crisi globale sarà finita. © 2008 Yale
Center for the Study of Globalization. Ripubblicato con il permesso di
YaleGlobal Online (http://yaleglobal.yale.edu). (Traduzione di Marta
Albertella) Manu Bhaskaran è socio/presidente della ricerca economica per il
Centennial Group. 21/10/2008 Lo sviluppo rallenterà, ma ci sono spinte
sufficienti a mantenere l'aumento del Pil 21/10/2008.
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
21-10-2008)
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LETTERE E COMMENTI
pag. 35 DOPO i tagli in Alitalia, sperando che tutto vada a finir bene perché
la Cgil resta la ... DOPO i tagli in Alitalia, sperando che tutto vada a finir
bene perché la Cgil resta la cinghia di trasmissione della sinistra, dovrebbe
toccare alla sanità, alla Rai (dipendenti doppi del
necessario), all'eliminazione del Province, ai Comuni che vanno ridotti di
numero data l'odierna capacità di comunicazione, e all'eliminazione dell'Irap,
tassa della vergogna su chi produce vera ricchezza, al contrario delle banche e
della burocrazia.
Giampietro Priori, Bologna.
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
21-10-2008)
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I COMMENTI pag. 14 ANNI
FA Indro Montanelli scriveva che "nella società dell'informaz... ANNI FA
Indro Montanelli scriveva che "nella società dell'informazione, chi tace
non acconsente, muore". E' lapalissiano che, al riguardo, le
amministrazioni pubbliche italiane abbiano seri problemi. Il
più macroscopico riguarda l'immagine stessa delle burocrazie pubbliche.
L'epiteto di "fannulloni", riferito agli impiegati pubblici ? benché
sommario e deviante ? è entrato nel lessico comune. Con danni gravi per una
corretta comprensione della questione. L'amministrazione pubblica ha, da tempo
immemorabile, una pessima fama. In parte meritata, se si guarda alla
qualità complessiva dei servizi resi ai cittadini. In parte ingiustificata, se
si pensa ai tanti dipendenti pubblici che lavorano con grande dedizione e
indiscutibile competenza in condizioni spesso obiettivamente difficili.
Inoltre, vi è un altro problema, regolarmente sottovalutato: le istituzioni
pubbliche (con le dovute eccezioni) non sanno comunicare. Lo fanno normalmente
male, non sanno tenere un'adeguata rete relazionale né con gli utenti, né con i
media. Giocano costantemente in difesa. Al riguardo si potrebbe concludere che
non comunicano perché non hanno niente da dire. Ovvero che qualunque azione di
'marketing' finirebbe per rivelarsi una pura e semplice operazione di lifting
rispetto alla scadente qualità dei servizi. Ciò, però, non è sempre vero: molte
amministrazioni (o pezzi di esse) offrono servizi di notevole qualità. Le
amministrazioni pubbliche italiane sono molto cambiate negli ultimi quindici
anni. Non si è modificata di pari passo la percezione dei cittadini. Un po'
perché i luoghi comuni sono duri a morire, un po' perché le amministrazioni
credono ancora poco nella dimensione strategica dell'informazione e della comunicazione
di pubblica utilità. Colpa anche dei politici, che preferiscono puntare, nella
maggioranza dei casi, su attività ed eventi che valorizzino i vertici
istituzionali e non i servizi resi dalle amministrazioni. Occorre modificare la
rotta. Far bene e farlo sapere ? tenere, in altre parole, elevato il legame tra
qualità delle prestazioni e azioni di informazione e promozione ? non è
propaganda, ma un aspetto indispensabile dell'attività svolta quotidianamente
dai poteri pubblici. Fare comunicazione di pubblica utilità significa
illustrare le leggi, spiegare le opportunità offerte ai cittadini, analizzarne
le esigenze (ascoltare prima di parlare). Soltanto così si potrà creare un
clima di fiducia tra istituzioni e cittadini. Di tutto ciò si parlerà da oggi a
Milano al salone della Comunicazione pubblica. Con l'auspicio che una migliore
comunicazione sia il riflesso di prestazioni più soddisfacenti.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 21-10-2008)
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Il Sole-24 Ore
sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-10-21 - pag: 2 autore: Fonti rinnovabili.
Oneri d'installazione inferiori di tre volte rispetto al fotovoltaico Eolico
più competitivo del solare Laura Squillaci ROMA L'eolico ha ormai raggiunto il
punto di competitività assoluto, anche rispetto alle altre energie
"pulite". Con costi per l'installazione che si fanno sempre più
bassi. Più bassi di tre volte, ad esempio, rispetto al fotovoltaico. E con gli
alti livelli tecnologici raggiunti, investire "nel vento" è quanto
mai vantaggioso. Lo sa bene la GE Energy, leader mondiale: dal
( da "Sole 24 Ore, Il" del 21-10-2008)
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Il Sole-24 Ore sezione:
ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-10-21 - pag: 23 autore: Sviluppo. Marcegaglia: se
in 15 anni faremo crescere il Pil del Sud più del Nord potrebbero essere creati
tre milioni di posti Tavolo nazionale sulla Calabria Imprese,sindacati e
Governo presentano una strategia comune contro le 'ndrine Roberto Galullo
CATANZARO. Dal nostro inviato Il Porto di Gioia Tauro, ovvero l'ombelico
calabrese in cui sperimentare sviluppo, legalità e sicurezza. Esattamente dieci
anni dopo l'operazione della Dda di Reggio Calabria che portò alla condanna di
molti boss locali e pochi giorni dopo l'arresto di sindaci e capicosca nella
Piana, tutto ancora ruota intorno a questo scalo. Ieri a Catanzaro il ministro
dell'Interno Roberto Maroni e le associazioni degli industriali, nel corso del
convegno sullo sviluppo e la sicurezza al Sud, hanno menato fendenti a chi
ancora pensa che la rinascita del Mezzogiorno passa attraverso le connivenze e
i silenzi del passato e hanno calato sul tavolo di Gioia le carte del rilancio
economico. Maroni nel fornire le dimensioni del business mafioso - 45 miliardi
di euro, quasi tre punti di Pil nazionale - ha innanzitutto annunciato
drastiche misure per garantire trasparenza. "Nel ddl sulla sicurezza – ha
annunciato – stiamo studiando l'obbligo di denuncia per le imprese che hanno
vinto appalti pubblici. La sanzione non può che essere l'esclusione dai lavori
pubblici per un certo periodo ". Per Maroni la sicurezza al Sud, più che
una questionedi uomini –anche se sul punto il presidente di Confindustria
Catanzaro, Giuseppe Speziali, e di Confindustria Calabria Umberto De Rose
avevano poco prima espresso un parere diverso sollecitando il Governo a
riempire i vuoti in organico delle Procure e nelle Forze dell'Ordine – è un
problema di capacità di spesa. "Nel Pon sicurezza 2007/ 2013 –ha detto –ci
sono 1,2 miliardi a disposizione. Le risorse non mancano ma vanno spese in
maniera oculata e sistemica. Lo Stato farà la sua parte anche con nuovi
strumenti di aggressione ai patrimoni dei mafiosi, sul modello di quanto sta
facendo l'Fbi". Subito dopo l'attenzione è caduta sull'area di Gioia
Tauro, che continua a rappresentare un punto sensibile per le infiltrazioni
della 'ndrangheta. "Dovremo riunirci con il presidente De Rose e con il
Governatore Agazio Loiero – ha affermato Maroni – per ridiscutere la messa in
sicurezza dello scalo, attraverso il quale passano i traffici internazionali di
droga gestiti dalle cosche ". Emma Marcegaglia, presidente di
Confindustria, ha colto l'occasione per invitare lo Stato a non lasciare la
Calabria al suo destino. Qualche minuto prima il segretario generale della
Cgil, Guglielmo Epifani, si era spinto a chiedere al Governo un tavolo a Roma
per la sola Calabria, "regione i cui drammi economici e sociali – ha
scandito - sono unici nel panorama italiano". Marcegaglia ha raccolto
questo invito al dialogo spingendo sindacati e Governo a remare nell'unica
direzione possibile: quella dello sviluppo che al Sud passa da infrastrutture,
energia, ricerca, innovazione e da un taglio netto all'illegalità. "Se in
15 anni – ha detto – riusciremo a garantire al Pil del Sud un livello di
crescita superiore rispetto al Nord, sarà possibile creare tre milioni di posti
di lavoro. Ma i fondi a disposizione vanno spesi bene e
anche burocrazia e credito
devono fare la loro parte". Senza essere citata direttamente, Gioia Tauro
è stata tirata ancora in ballo. "Dobbiamo semplificare e sbloccare gli
investimenti – ha affermato Marcegaglia a conclusione dei lavori – e in
un momento come questo non sono ammissibili moratorie sull'energia e sulle sue
fonti alternative". Gioia Tauro, appunto, dove ancora manca un piano
regolatore perché l'Autorità portuale e il consorzio Asi per lo sviluppo
industriale litigano da anni sulla proprietà e sulla destinazione delle aree e
dove le scelte per la piastra del freddo e per il rigassificatore sono
annunciate da tempo da Governo e Regione ma continuamente rinviate. Gioia e il
suo Porto sono risuonati anche nel discorso di De Rose. Rivolgendosi a Loiero,
che nel suo intervento aveva sottolineato il rischio che le grandi imprese
abbandonino la Calabria per lo stato insoddisfacente delle infrastrutture, a
partire da quelle viarie, non ha usato scorciatoie. "Non preoccupiamoci –
ha ribadito De Rose – solo delle grandi imprese ma anche di piccole e medie,
come quelle riunite intorno al Consorzio Oil&Gas di Gioia Tauro, pronte a
garantire una filiera dei lavori sana e trasparente. Interporto, collegamenti e
infrastrutture energetiche sono vitali e su questo dovremo confrontarci al più
presto". roberto.galullo@ilsole24ore.com
http://robertogalullo.blog.ilsole24ore.com DDL SICUREZZA Maroni annuncia: allo
studio sanzioni per le imprese vincitrici di appalti che non segnalano le
richieste degli estorsori ANSA Legalità. Roberto Maroni con Emma Marcegaglia
ieri a Catanzaro.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 21-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore sezione:
ECONOMIA E IMPRESE MERCATI IT data: 2008-10-21 - pag: 26 autore: INTERVENTO Le
imprese del lusso: ora misure drastiche di Leonardo Ferragamo * è passato un
anno da quando le aziende riunite in Altagamma, insieme a quelle di
IntesaInterAssociativa, hanno presentato al Governo i problemi e le opportunità
per il settore dell'alto di gamma. Si chiesero all'Esecutivo interventi
necessari a rafforzare questo settore, punta di diamante dell'industria
italiana nel mondo. Da allora le imprese del cosiddetto luxury non hanno avuto
alcuna attenzione da parte del Governo. La grave crisi in atto oggi, unita al
progressivo trasferimento del potere economico verso altre aree del mondo, deve
indurci a riflettere bene su come valorizzare i nostri punti di forza. La difficile
fase che stiamo attraversando potrebbe essere anche un'opportunità. L'urgenza
infatti impone misure drastiche e riforme strutturali, cambiamenti coraggiosi
che possono potenziare le capacità competitive dell'industria del lusso. Un
deciso intervento delle istituzioni che le imprese, altrimenti, non potrebbero
realizzare solo con le proprie forze. Il settore dell'alto di gamma, pur
risentendo della congiuntura generale, per fortuna non sta regredendo come gran
parte dell'economia.Il
( da "Sole 24 Ore, Il" del 21-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore sezione:
IN PRIMO PIANO data: 2008-10-21 - pag: 10 autore: INTERVISTA Gary Becker Premio
Nobel per l'Economia "Non ci sarà una nuova depressione" Mario
Platero NEW YORK. Dal nostro corrispondente è la roccaforte del pensiero
neoclassico e del mercato. La culla da dove sono nati un po' tutti i rivoli del
pensiero economico più moderno, incluso quello che ci ha dato le teorie più
pericolose della finanza: derivati e dintorni. La Chicago School of Economics,
che ha vinto più premi Nobel in economia di qualunque altra università
americana, oggi è stretta nell'angolo.Sente fischiare il vento dell'isolamento.
Come capitò nel periodo più difficile della sua storia,negli anni 50,quando
dominavano i keynesiani e quando diede rifugio al disoccupato Friedrick von Hayek,
uno dei capostipiti del pensiero neoclassico moderno. Da Hayek al monetarismo
di Milton Friedman, alle aspettative razionali di Bob Lucas, alle ipotesi del
mercato efficiente di Eugene Fama, fino a George Stiglitz e Gary Becker, è alla
scuola di Chicago che si sono ispirati Margaret Thatcher e Ronald Reagan. è là
che sono stati costruiti i pilastri del liberalismo e della deregolamentazione
su cui ha poggiato, a partire dagli anni 80, il ciclo economico. E ora, con la
Grande Crisi del 2008, con i crolli di Borsa, con mercati monetari e banche
senza liquidità, con l'intervento dello Stato per salvare le grandi istituzioni
finanziarie, con gli eccessi di chi è andato oltre il mercato approfittandone,
la scuola di Chicago sembra improvvisamente relegata nel passato. I suoi
economisti sono sul banco degli imputati per aver incoraggiato gli eccessi che
hanno portato alla catastrofe finanziaria dei nostri giorni. Uno di loro, ormai
il più anziano, uno dei simboli stessi della Scuola è Becker, 77 anni, premio
Nobel nel 1992 per le relazioni tra l'economia e certi comportamenti sociali
come la criminalità. Lo abbiamo intervistato a una settimana da una decisione
che segna simbolicamente la fine di un'epoca: il Premio Nobel per l'economia a
Paul Krugman, il neokeynesianopiù appassionato e aggressivo del nostro tempo.
Professore, con il premio Nobel a Krugman, alla fine hanno vinto i keynesiani?
La motivazione del Nobel a Krugman è per il suo lavoro sul commercio
internazionale. è buon lavoro,ma non affronta questioni macro, è neutro, non è
né keynesiano né anti keynesiano. Che poi il premio abbia un significato
politico è plausibile. Comunque sia, Krugman a parte, c'è una reazione popolare
contro il mercato, è preoccupato? Oggi non sappiamo se entreremo in una severa
depressione economica o in una recessione. Io credo più nella seconda ipotesi:
da qui al 2009 avremo una recessione, magari lunga e dura, ma pur sempre una
recessione.In quel casonon avremo uno scardinamento del mercato. Dopo la crisi
ci saranno più regole nella finanza, ma il parametro di fondo su cui poggerà
l'economia americana resterà il mercato. Ma la crisi non viene forse da
innovazioni del mercato, come i derivati? Io credo che l'elemento più serio che
ha portato alla crisi sia stato l'enorme indebitamento delle istituzioni
finanziarie. Pensi al 1929, abbiamo visto il panico e la Borsa è crollata anche
senza derivati. Forte indebitamento e valutazione del rischio vanno a braccetto
e l'arroganza a volte più giocare brutti tiri. Resta il fatto che voi liberisti
siete oggi sul banco degli accusati. Come nel 1929, la crisi è venutain un
contesto di totale laissezfaire. Ripeto, non credo che finiremo come negli anni
30. Ma è importante distinguere. Il mercato libero ha un impatto nel mondo
industriale, non solo su quello finanziario. E se dobbiamo valutare il
prestigio del mercato libero dovremo vedere se negli ultimi 30 anni,al netto
della crisi,c'è statoo no un aumento forte del benessere. Io credo di sì. E non
credo che avremmo avuto i progressi avuti con uno statalismo rigido,
protezionista e assistenzialista. Diminuirà la leadership americana nel mondo?
Non credo. Oggi l'America è più debole, ma anche la Russia. E il mercato
giapponese è sceso quanto il mercato americano. Torno al primo punto: se entreremo
in depressione e il libero mercato avrà difficoltà, allora potrà esserci una
crisi della leadership americana. Che ricetta prescrive? Più regole,
trasparenza per il mercato finanziario, più capitale per le banche, eliminare
Freddie Mac e Fannie Mae: non hanno causato,ma hanno contribuito alla crisi.
Ricordare un principio: un'azienda non è mai troppo grande per fallire, ma il
sistema è troppo grande per fallire. Chi vincerà la elezioni? Barack Obama è
chiaramente in vantaggio. Mi preoccupa avere Casa Bianca e Congresso dello
stesso colore.è contro il nostro innato principio dei check-and-balances. Lo
dico anche per i repubblicani. Con Bush alla Casa Bianca e con un Congresso
repubblicano sono stati commessi errori gravi, troppe spese, troppi favoritismi
locali. E se vince Obama? Il Congresso è controllato dalla sinistra democratica
e Obama è anche lui nella sinistra del partito. Questa combinazione mi
preoccupa. Rischiamo un contraccolpo sul libero commercio, avremo un pericolo
di tasse più alte e di nuove spese pubbliche, di interventismo e di nuove
regole a tutto campo.E il costo sull'economia di questi sviluppi, se ci
saranno, lo vedremo solo molto più in là. Presto ci sarà un G-8 allargato per
discutere di architettura mondiale. Si parla di una Bretton Woods 2: non credo
ci voglia un ritornoa un sistema di cambi fissi. Non vedo
una nuova centralità del Fondo monetario, è una grande burocrazia che ha commesso molti errori,
pensi al Sud America. Meglio l'idea di un G 8 allargato. LAISSEZ-FAIRE SOTTO
ACCUSA "Ci saranno più regole, ma non contro il mercato. Freddie Mac e
Fannie Mae devono essere eliminate".
( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del
21-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
ROVIGO pag. 6 UN
CONVEGNO per fare il punto sulla nuova normativa che regola la sicurezza negli
ambienti di lavoro... UN CONVEGNO per fare il punto sulla nuova normativa che
regola la sicurezza negli ambienti di lavoro. Ieri, alla sala Rigolin del
Cen.Ser gli esperti hanno acceso i riflettori su vantaggi e problemi della
legge 81 del 2008. Sono stati Giacomo Prandini, presidente dell'Ente Bilaterale
della provincia di Rovigo e Gianpietro Pizzo, presidente di Ascon Confcommercio
ad introdurre i relatori. Prandini ha sottolineato quanto la spesa per la
sicurezza sia anche un investimento per le imprese e ha annunciato che il
convegno è il primo di una serie di iniziative dell'Ente Bicamerale. Pizzo si è
detto orgoglioso di essere residente di un ente che non è "soltanto
datoriale ma che fa parte del tessuto sociale". Dopo l'introduzione i
relatori hanno approfondito la nuova legge. In particolare Pierpaolo
Masciocchi, responsabile di Confcommercio nazionale, ha bollato il decreto 81
del 2008 come viziato "da formalismo". Ha spiegato che, a fronte di
aspetti positivi, come l'aver dato organicità a leggi vecchie e non omogene, ha però introdotto nuova burocrazia e pesanti sanzioni. I lavori sono proseguiti con gli interventi
di Maurizia Rizzo, vice presidente dell'Ente Bilaterale, di Marco Nadalini,
responsabile Dpl Rovigo, Giancarlo Masiero, responsabile Spisal di Rovigo,
Denis Marzolla, responsabile normativa sul lavoro di Servizi Imprese.
( da "Repubblica, La" del 21-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cronaca C'è l'infermiere
che ha lasciato l'ospedale per il mare: ora fa lo skipper Gli insegnanti che
hanno detto addio alla scuola per aprire un agriturismo e il commerciante di
articoli sanitari che ristruttura appartamenti di lusso Se in Italia sono 900
mila gli ex occupati con i capelli grigi, non tutti aspettano di perdere il
posto. C'è chi rischia. Inventandosi un nuovo mestiere e un nuovo reddito. Che,
in tempo di crisi, è garantirsi una speranza in più "Meglio studiare delle
soluzioni che passare le giornate chiusi in casa depressi" "Svoltare
si deve, se non lo avessi fatto oggi sarei una persona meno completa" Un
ex bancario ha brevettato un congegno per risparmiare con il motore diesel
(SEGUE DALLA COPERTINA) MAURIZIO CROSETTI paolo griseri Non sempre, naturalmente:
"Per gran parte del milione di ultraquarantenni italiani che hanno perso
il posto - dice Giuseppe Zaffarano - il salto è stato obbligato. E il cambio,
almeno nell'immediato, è coinciso con la disoccupazione". è indubbio che
per imposizione delle aziende o per scelta dei dipendenti, quella compresa tra
i quaranta e i cinquant'anni è un'età cruciale nel mondo del lavoro. Imparare a
cambiare anche in età non più verde, può essere la ricetta vincente per
superare la crisi del quarantacinquesimo anno. Quando Zaffarano ha fondato
"l'associazione lavoro over 40" lo ha fatto per "aiutare chi si
è trovato nella mia situazione". Da responsabile marketing di una media
azienda Giuseppe era finito tra i disoccupati nel giro di pochi giorni: "Avevo
più di quarant'anni. Per sopravvivere avevo trovato un lavoro autonomo: vendevo
servizi e mailing list. è andata bene per dieci anni. Poi è arrivata la legge
sulla privacy che mi ha fatto perdere l'attività la seconda volta". Così è
nata l'idea dell'associazione: "Ho pensato che potevo spendere gli ultimi
anni prima della pensione provando a dare una mano a chi doveva ricominciare.
Abbiamo provato a riunirci per mettere insieme le idee. Da allora il metodo è
sempre lo stesso: chi ha proposte le lancia, tutti verifichiamo se sono
realizzabili e poi le proponiamo alle aziende". Funziona? "Non
sempre, ma in molti casi sì. Uno di noi, un ex bancario, è riuscito a
brevettare un congegno per risparmiare sui consumi dei motori diesel". E
se l'idea non funziona? "Meglio utilizzare il tempo cercando nuove idee
piuttosto che deprimersi chiusi in casa. Molto spesso chi perde il lavoro
riesce a compiere il salto trasformando in mestiere quello che un tempo era
solo un hobby". Come è capitato a Gigi. L'Arca di Gigi aveva cominciato a prendere
forma nel 1981 nell'aia della sua casa ad Alpignano, hinterland ovest di
Torino. Prima un mucchio di assi poi la curiosità e, perché no?, lo scetticismo
dei vicini. Del resto, anche a Noè era toccata la via crucis del sarcasmo
pubblico. "Presto però - racconta oggi - alle perplessità era subentrata
la curiosità. E qualcuno veniva al pomeriggio ad aiutarmi". Gigi lavorava
nei ritagli di tempo che il mestiere di infermiere gli lasciava. Ogni giorno
tornava dalla comunità per disabili e inseriva un nuovo cavicchio, verniciava
un pezzo del ponte, fissava una fune. "L'idea mi era venuta qualche anno
prima - racconta - quando ancora lavoravo all'ospedale psichiatrico di
Collegno", prima che la legge Basaglia chiudesse i manicomi. E pensare che
Gigi, in manicomio ci era entrato per caso, per passione politica. Perché i
politici sono un po' matti? "No, perché era il �68. Io mi ero diplomato
perito meccanico e lavoravo nelle officine. Ero iscritto al Pci e fu il partito
a dirmi di diventare infermiere per aprire una cellula nella casa dei
matti". Un'esperienza di breve durata: "Io nell'ospedale psichiatrico
sono entrato, la cellula l'ho aperta ma dopo due mesi sono stato espulso dal
partito. Non ero in linea". Fuori dal Pci sì, ma ormai dentro il manicomio:
"Il posto era cupo ma quel lavoro mi piaceva. Forse lì avevo imparato a
non lasciarmi prendere dallo sconforto, a reagire alle situazioni negative.
Quanti pazienti erano entrati in ospedale perché non avevano saputo farlo.
Gente che aveva perso il lavoro e non si era più tirata fuori". Così Gigi
aveva cominciato a costruire l'Arca per fuggire dal suo orizzonte chiuso, dalla
pianura che solo qualche anno dopo altri avrebbero chiamato Padania: "Nel
1984 la barca era finita, io avevo più di quarant'anni ed ero diventato un baby
pensionato. Anche mia moglie ha smesso di lavorare nello stesso periodo.
Abbiamo caricato la barca su un camion e siamo andati a vararla a Pesaro. Da
allora, per sei mesi all'anno, viviamo sul mare. Facciamo gli skipper, in
genere con persone che conosciamo". Vivono così da più di vent'anni: da
aprile a ottobre in mare, da novembre a marzo ad Alpignano. E non rimpiangono
quel cambio radicale di vita: "Sempre meglio che lavorare in fonderia. Non
siamo gli unici: a settembre ci ritroviamo tutti vicino a Corinto, a tirare le
barche in secco per l'inverno. E nelle cene in trattoria scopriamo che molti
pensionati italiani hanno fatto la nostra scelta". Insomma, cambiare si
può. Riccardo, 57 anni, si spinge oltre: "Cambiare si deve. Se non lo
avessi fatto, o non lo avessi dovuto fare, oggi mi sentirei una persona meno
completa". Riccardo di salti ne ha fatti molti. Famiglia di operai e
impiegati: "Avrei potuto rimanere in fabbrica per molti anni. Mi avevano
mandato a scuola per quello: appena diplomato, ero finito a montare gli
impianti elettrici in una fabbrica di autobus". A interrompere il
tranquillo tran tran dell'operaio specializzato arriva l'amore: "A 24 anni
mi sono sposato e mi sono trasferito al paese di mia moglie", cioè a Saint
Vincent, sede di un dei quattro casinò italiani. In poche settimane Riccardo è
passato all'atmosfera soffusa dei tavoli verdi: "Prima mi occupavo di
amministrazione, poi sono passato all'ufficio pubbliche relazioni del
Casinò". Il lavoro definitivo? Niente affatto: per Riccardo la roulette
non si ferma in val d'Aosta: "A 33 anni ho deciso di uscire da Saint
Vincent e di provare a vivere da free lance nel giornalismo". Un mestiere
che lo porta a realizzare i tg per le tv private: "Ci arrangiavamo con i
pochi mezzi a disposizione. Seguivamo i fatti con immagini fisse e collegamenti
per telefono. Avevo trovato un politico del Pds che era disponibile a
raccontarci in diretta gli avvenimenti del suo partito. Andavo in studio e
dicevo: "Ci colleghiamo ora con l'onorevole Chiamparino che si trova al
Congresso della Quercia". L'ho conosciuto così". Oggi Riccardo è il
portavoce del sindaco di Torino. I tempi degli impianti elettrici degli autobus
sono lontani anni luce: "Ma non rimpiango nulla. Anzi, ora mi preparo al
nuovo salto. Nel 2011 Chiamparino concluderà il suo mandato". Cambiare si
deve, e qualche volta si può. Per forza, o perché si ha il privilegio della
scelta. "Io vendevo materiale idraulico e sanitario, ma dopo trentasei
anni mi ero stufato: il mercato in flessione, ritardi nei pagamenti, grane a
non finire. Così ho fatto il gran salto e mi sono messo a ristrutturare
appartamenti e case di lusso". Giorgio Reina aveva già cinquant'anni,
quando ha svoltato. "E adesso ne ho 58. Sono considerato, stimato, è il lavoro
che viene a cercare me: prima era l'esatto contrario. Le soddisfazioni non
mancano, ho anche restaurato le ville di Giugiaro e Pininfarina. La qualità
paga a qualunque età. E quando si cambia, le motivazioni raddoppiano: ti senti
dentro un'energia pazzesca". La stessa energia, probabilmente, di Maria
Teresa Fabbiani (58 anni) e del marito Aldo Benetollo (60). Insegnanti alle
superiori per una vita, lei di educazione fisica, lui di pedagogia, in
prossimità della pensione hanno realizzato il loro sogno: "Lasciare la
scuola e aprire un piccolo agriturismo", racconta Maria Teresa.
"Abbiamo investito le due liquidazioni statali e tutti i risparmi, e con
un bel mutuo abbiamo acquistato un rudere sulle colline padovane, ad Arquà
Petrarca". Così è nata "La luna", tre graziose camere e prima
colazione a Valle San Giorgio, località Baone. "Avevamo paura
dell'isolamento della pensione, della chiusura, invece l'agriturismo ci
permette di stare in mezzo agli altri e di vivere nella natura dopo tanti anni
di città. La scuola ci ha scoraggiato poco a poco: agli
entusiasmi e agli idealismi si sono sostituiti la burocrazia, i dirigenti scolastici impreparati, le noie dei genitori
criticoni, le tonnellate di carta e moduli da riempire. Così ci è passata la
voglia: molto meglio la campagna. Certo, i ragazzi un po' ci mancano, la scuola
neanche un po'". Sono tanti i motivi per cui si rivoluziona la vita
nella maturità. Certo, accade sempre più spesso: "Lo schema per cui si è
flessibili a vent'anni e si diventa inamovibili a cinquanta è ormai
superato", scrivono i ricercatori dell'Ires Piemonte che nei giorni scorsi
hanno presentato uno studio su vecchi e nuovi cinquantenni. Anche a "una
certa", come direbbe la Littizzetto, la rana deve imparare a saltare.
( da "Opinione, L'" del 21-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Oggi è Mar, 21 Ott
2008 Edizione 224 del 21-10-2008 Meno burocrazia Confindustria: "La Regione riduca le tasse" di Daniele
Palombi La Giunta e il Consiglio direttivo di Confidustria Marche hanno stilato
un documento sulla crisi economica in atto. "Senza nascondere le presenti
tensioni ma contemporaneamente senza formulare penalizzanti allarmismi - si
legge nel testo - Confindustria fa appello a tutti i protagonisti attivi sullo
scenario socio-economico affinché si operi fattivamente per sostenere il
sistema produttivo". Alla Regione e agli enti locali, in particolare, si
chiede di "attenuare il prelievo fiscale e parafiscale sulle imprese e
ridurre i pesi burocratici", ai sindacati "di promuovere un nuovo
modello di relazioni industriali per sviluppare la crescita della
produttività", alle banche di "non far mancare risorse non solo per
la quotidianità ma anche per gli investimenti". "Confindustria -
chiude la nota - auspica che la Regione attivi urgentemente uno strumento di
monitoraggio e confronto tra i soggetti maggiormente interessati alle attuali
problematiche al fine di sostenere gli investimenti e promuovere interventi
mirati per il sostegno al credito delle Pmi, anche attraverso il potenziamento
degli strumenti di garanzia". Sulla richiesta, duro il commento di
Giuliano Brandoni, segretario regionale di Rc: "Uno tsunami così grande
richiederebbe proposte più articolate. Per affrontare la crisi è necessario un
intervento pubblico importante e l'introduzione di strumenti di controllo più
seri nel sistema economico, un ruolo delle istituzioni più forte per
riequilibrare la distanza tra ricchi e poveri. In questo senso Confindustria
può fare molto, agendo sulle politiche salariali, verificando la possibilità di
ridurre le sacche di precarietà". Diverso il commento di Franco Capponi
(FI): "Anche il centrodestra si è battuto in questi anni per chiedere una
riduzione della tassazione proprio perché intravedeva all'orizzonte una crisi
di competitività del cosiddetto 'modello Marche'. Da anni chiediamo tagli ai
costi superflui: dall'eccesso di pubblicità a pagamento della Giunta alla riduzione
delle consulenze ma anche la riorganizzazione della macchina burocratica".
( da "Brescia Oggi" del 21-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
IL SINDACO. In
attesa della variante alla 45bis, Angiolino Serpelloni
punta al riordino della viabilità interna "I progetti non mancano ma la burocrazia frena" Il sottopasso
ferroviario di via Roma: "Trenitalia non ha ancora risposto"
"Non sappiamo perchè Brescia Mobilità ci ha esclusi dal trasporto
urbano" "Siamo un paese tranquillo e non diventeremo molti di più. Il
commercio è vitale" .
( da "Mattino, Il (Benevento)" del 21-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
CRISTINA MARCONI
Bruxelles. Se il pacchetto europeo di misure per l'ambiente non verrà
modificato, a dicembre non ci sarà nessun accordo. Il ministro dell'Ambiente
Stefania Prestigiacomo non ha lasciato margini di dubbio sulla linea che
intende portare avanti l'Italia per scongiurare l'ipotesi che le misure,
ritenute "insostenibili" per il sistema industriale, vengano
applicate. E nel corso del consiglio Ambiente che si è svolto ieri a
Lussemburgo ha spiegato: "L'Italia lavora per arrivare a un'intesa
condivisa all'unanimità, ma è chiaro che se non ci saranno modifiche importanti
del pacchetto clima, a dicembre non ci potrà essere un accordo". La
posizione del governo italiano trova d'accordo il presidente di Confindustria
Emma Marcegaglia che rilancia la necessità di rivedere le norme Ue: "È giusto"
rivedere l'accordo sulle misure di lotta ai gas ad effetto serra in Europa, che
non vuol dire non rispettarlo, ma che ci deve essere maggiore
flessibilità", afferma. Spiega il numero uno di Viale dell'Astronomia:
"Anche noi vogliamo assolutamente tutelare l'ambiente e vogliamo che ci
sia una riduzione di Co2, ma questo non può essere deciso con vincoli
burocratici e tempi che vengono dettati dalla burocrazia e che, invece, prescindono
dai tempi della tecnologia". Un primo passo avanti è stato fatto dal
commissario per l'Ambiente, Stavros Dimas, che dopo essersi detto
"allibito", venerdì scorso, dai costi stimati dal governo italiano,
ha accettato la proposta italiana di istituire un tavolo tecnico per verificare
le cifre insieme ad esperti del governo italiano. La gelata dell'Ue
comunque c'era stata, prova ne siano le parole del commissario Dimas:
"Tutti i leader hanno ribadito la loro determinazione per arrivare ad un
accordo sul pacchetto clima entro l'anno. Non vedo quindi come sia sorta la
questione di un suo eventuale rinvio". Poi l'apertura con il sì alla
proposta del tavolo tecnico per verificare le cifre, proposta che era stata
preannunciata in mattinata dalla stessa Prestigiacomo. I funzionari della
Commissione Ue e del governo daranno il via alle consultazioni nei prossimi
giorni. Il margine di trattativa con la verifica incrociata dei costi giunge
comunque al termine di una giornata contrassegnata da un braccio di ferro in
piena regola tra Italia e Ue. Quanto basta a infiammare lo scontro politico. Il
partito democratico accusa infatti il centrodestra di "ecoscetticismo e di
aver fatto "l'ennesima brutta figura". Di rimando il Pdl respinge
ogni critica e definisce l'opposizione "irresponsabile".
"Putroppo il nostro paese non ha fatto ancora una bella figura",
afferma il segretario del Pd, Walter Veltroni. E Francesco Rutelli incalza:
"Una cosa è mettersi a un tavolo a negoziare, altra è mettersi su una
linea di ecoscetticismo, come ha fatto il ministro Brunetta. L'Italia non può
tirarsi fuori dalla condivisione di quello che è stato per l'Europa l'unico
passo politico degli ultimi anni". Per Ermete Realacci, ministro
dell'Ambiente del governo ombra del Pd è ora di dire "basta con il gioco
delle tre carte. L'obiettivo difficile da raggiungere - aggiunge - è quello di
Kyoto al 2012, non quello per il
( da "Velino.it, Il" del 21-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Velino presenta,
in esclusiva per gli abbonati, le notizie via via che vengono inserite. ECO -
Se le banche investono nell'agricoltura per “guardare lontano” Roma, 21 ott
(Velino) - D'ora in poi il rapporto tra le banche e le imprese agricole sarà
più immediato. è stato firmato il protocollo di intesa tra Pattichiari, la
Confederazione italiana agricoltori e Confagricoltura con lo scopo di
diffondere l'educazione finanziaria e gli strumenti messi a disposizione dal
consorzio Pattichiari per la piccola e media impresa, con una particolare
attenzione al settore agricolo. Anche perché il settore primario si trova
sempre di più ad affrontare nuovi scenari economico-sociali al fine di
pianificare al meglio la propria attività nel tempo. Un impegno nuovo da parte
del sistema bancario dunque, ma anche un segnale positivo che testimonia
l'attenzione nei confronti di un settore che è alla base dell'economia italiana
e che spesso si trova in situazioni di emergenza economica. “Un passo ulteriore
nella strategia di costruzione e veicolazione sul territorio di strumenti di
educazione finanziaria per le piccole impresse dal business plan che insegna
come poter finanziare un piano di impresa per lo sviluppo delle imprese
agricole fino ai tempi di ricorso al credito in modo comparato a livello
regionale. In modo che si possa scegliere la banca più veloce”, dichiara al
VELINO il direttore centrale Associazione bancaria italiana (Abi) e segretario
generale del Consorzio Patti Chiari Massimo Roccia. D'ora in poi il rapporto
tra le banche e le imprese agricole sarà più immediato. è stato firmato il
protocollo di intesa tra Pattichiari, la Confederazione italiana agricoltori e
Confagricoltura con lo scopo di diffondere l'educazione finanziaria e gli
strumenti messi a disposizione dal consorzio Pattichiari per la piccola e media
impresa, con una particolare attenzione al settore agricolo. Anche perché il
settore primario si trova sempre di più ad affrontare nuovi scenari
economico-sociali al fine di pianificare al meglio la propria attività nel
tempo. Un impegno nuovo da parte del sistema bancario dunque, ma anche un
segnale positivo che testimonia l'attenzione nei confronti di un settore che è
alla base dell'economia italiana e che spesso si trova in situazioni di
emergenza economica. “Un passo ulteriore nella strategia di costruzione e veicolazione
sul territorio di strumenti di educazione finanziaria per le piccole impresse
dal business plan che insegna come poter finanziare un piano di impresa per lo
sviluppo delle imprese agricole fino ai tempi di ricorso al credito in modo
comparato a livello regionale. In modo che si possa scegliere la banca più
veloce”, dichiara al VELINO il direttore centrale Associazione bancaria
italiana (Abi) e segretario generale del Consorzio Patti Chiari Massimo Roccia.
“La nostra strategia - prosegue Roccia - è quella di promuovere strumenti che
diano semplicità e velocità ma soprattutto comprensibilità nel rapporto tra le
piccole imprese e i consumatori da un lato e la banche dall'altro”. Anche
perché quello del primario è un settore spesso oberato da una serie di passaggi
burocratici a volte legati prorprio alle banche. Ma Roccia non ha dubbi: “Credo che la fornitura del capitale di credito non sia burocrazia ma piuttosto un investimento.
Quello agricolo oggi è un settore che ha bisogno di una grande modifica strategica
del suo modo di porsi sul mercato, e credo che avere un partner finanziario
eccellente sia un grosso valore aggiunto per guardare lontano”. “La
nostra strategia - prosegue Roccia - è quella di promuovere strumenti che diano
semplicità e velocità ma soprattutto comprensibilità nel rapporto tra le
piccole imprese e i consumatori da un lato e la banche dall'altro”. Anche
perché quello del primario è un settore spesso oberato da una serie di passaggi
burocratici a volte legati prorprio alle banche. Ma Roccia non ha dubbi: “Credo che la fornitura del capitale di credito non sia burocrazia ma piuttosto un investimento.
Quello agricolo oggi è un settore che ha bisogno di una grande modifica
strategica del suo modo di porsi sul mercato, e credo che avere un partner
finanziario eccellente sia un grosso valore aggiunto per guardare lontano”.
Un tema su cui pone l'accento anche il presidente dell'Abi Corrado Faissola
secondo il quale l'intero settore bancario si è sempre dimostrato particolarmente
attento alle esigenze delle imprese agricole. “Riteniamo che sia vitale –
spiega – per i processi di sviluppo economico attuali, attivare una
comunicazione sempre più immediata tra azienda agricola e banca, esigenza
determinata anche dalle procedure di valutazione del mercato creditizio
introdotte dall'accordo Basilea2 per ridurre i rischi connessi alle attività di
finanziamento. Le normative attuali – prosegue il presidente Abi - impongono
un'elevata qualità delle informazioni e l'obiettivo di questa collaborazione è
fornire agli imprenditori del settore agricolo informazioni di carattere
operativo e momenti di formazione per contribuire ad attualizzare e ottimizzare
la relazione con la propria banca di riferimento”. Poi Faissola apre una parentesi
rassicurante sulla crisi finanziaria in corso. E su eventuali speculazioni da
parte di paesi stranieri. “Anche le banche possono essere un soggetto a rischio
Opa – spiega - però la struttura dell'azionariato delle principali banche
quotate è molto solida perciò al momento il rischio è solo ipotetico”. Un passo
avanti, quello fatto attraverso la firma Pattichiari e gli agricoltori, anche
per il presidente di Confagricoltura Federico Vecchioni. “Si va nella direzione
di un'informazione più dettagliata, più capillare”, spiega al VELINO. Ma è
anche la possibilità per il mondo bancario di conoscere in maniera più
approfondita il cammino di modernizzazione che è avvenuto all'interno del mondo
agricolo. “La logica del business plan – spiega - va a sosituire quella della
garanzia reale in una valutazione legata più al progetto dell'imprenditore che
al patrimonio stesso dell'impresa. Partendo dalla considerazione che abbiamo
comunque a che fare con imprese a forte capitalizzazione che in questo periodo
hanno dato una risposta positiva sugli impieghi e sul calo delle sofferenze”.
Non solo non ci si dimentica degli agricoltori quindi ma si alleggerisce
l'accesso al credito “rendendolo più agevole e creando un maggiore dialogo tra
banche e organizzazioni agricole in un sistema produttivo che è certamente
mutato e che richiede strumenti nuovi”. “Di particolare importanza – spiega
Enzo Pierangioli, vicepresidente Cia – è la possibliltà di analizzare
costantemente una serie di informazioni, indicatori del livello di efficienza
degli istituti di credito, quali i tempi medi di risposta sul credito alle
imprese, le condizioni di apertura e tenuta dei conti correnti”. Accanto al
monitoraggio dei tempi medi di risposta infatti, gli imprenditori del settore
primario avranno accesso alle informazioni per poter confrontare l'offerta sui
500 conti correnti presenti nel database di Pattichiari che, grazie
all'indicatore sintetico di prezzo, permette di individuare il prodotto di
conto corrente che meglio risponde alle esigenze del cliente. Il protocollo di
intesa, intende dare vita a una serie di iniziative congiunte per valorizzare
“Conti correnti a confronto”, “Cambio conto” e “Tempi certi di disponibilità
delle somme versate con assegno” per quanto riguarda il cantiere Servizi. Per
l'area di credito si procederà alla valorizzazione di “Criteri generali di
valutazione della capacità di credito delle Pmi” e di “Tempi medi di risposta
sul credito”. Inoltre, sarà istituito un comitato tecnico operativo con
l'obiettivo di coinvolgere tutte le parti attive nelle rispttive iniziative
“per monitorare, promuovere e sviluppare – si legge nel protocollo - gli
obiettivi comuni identificati”. Il comitato provvederà infione a lla
costituzione di grupi di lavoro che predispongano le proposte di intevento in
termini di obiettivi, tempi, soggetti coinvolti, modalità e strumenti
d'intervento e budget. “Tali proposte dovranno essere redatte – si legge ancora
nel documento - con cadenza semestrale e le decisioni per la loro esecuzione
prese entro 60 giorni dalla ricezione della proposta stessa”. (esp) 21 ott 2008
16:22.
( da "Adige, L'" del 21-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
CIVEZZANO/FORNACE -
Due comunità vicine, confinanti, quelle di Civezzano e Fornace. Con le
rispettive amministrazioni a dibattere su prospettive ed interessi comuni. Per
fare qualche esempio, da anni sono in atto delle sinergie su biblioteca, scuole
e anche asilo nido. Quest'ultimo è al centro delle attenzioni per una nuova
struttura da 50 posti in fase di progettazione sull'area di Maso Zandonà.
Civezzano (3.760) e Fornace (1.300) che, assieme, fanno poco più 5.000
abitanti, offrono ben 8 candidati (scesi a 7 dopo l'esclusione dell'Udc) alla
tornata elettorale per il consiglio provinciale del 9 novembre prossimo. In
verità, uno solo è di Fornace, ma di peso, quale il vicesindaco Ezio
Cristofolini . Il geometra prestato alla politica, dopo 5 anni di segreteria al
fianco di Marco Benedetti, con i Leali ci riprova nella coalizione per Dellai
presidente. "Ho acquisito nuove esperienze nel comparto industriale ed in
particolare nel settore del porfido, del quale mi sento il
rappresentante", afferma Cristofolini, che "con il mal di
pancia" ha votato lo statuto della Comunità di valle, che non lo convince
soprattutto per la mancanza di chiarezza su future competenze e deleghe. Con il
sindaco Michele Dallapiccola (Patt) per Lorenzo Dellai, a Civezzano sono in
lizza, a sostenere la stessa coalizione, Fabrizia Bort , per la verità
residente a Bedollo ma per l'attività "prestata" a Civezzano. Dopo la
rottura con i Leali dei quali era stata segretaria, la Bort ora ci riprova con
i Verdi e democratici del Trentino. Quindi, un altro personaggio noto alla
politica locale, quale l'avvocato 64enne Francesco Romano , già consigliere
provinciale, che è in corsa con l'Udc. O meglio, lo era fino alla recente
definitiva esclusione del suo gruppo sentenziata dal Consiglio di Stato. E
pensare che - ironia della sorte - l'avvocato che abita a Bosco, era tolto
dalla competizione proprio mente, con una lettera, si stava proponendo ai
compaesani dicendo: "Civezzano ha un candidato in più". In corsa
rimane invece il fotografo Ivo Gentilini , accasato con l'Italia dei valori
targata Di Pietro. Nella lista dei Giovani per il Trentino, a sostenere la
candidatura di Nerio Giovanazzi, troviamo poi l'impiegata Sara Giuliani . In
favore di Sergio Divina presidente, a Civezzano si schiera il pensionato
Alessandro Ciola (classe 1941), che vede riammessa la sua lista di Autonomia
popolare. Quindi la giovanissima Valentina Paoli , che sostiene la Lega nord.
Studentessa al quinto anno ai Geometri "Pozzo" di Trento, Valentina
abita nella frazione di Sant'Agnese. Nata il 3 marzo del 1989 è fra i più
giovani candidati. Valentina, le piace la politica? "A casa mia, con papà
imprenditore, ne ho sempre sentito parlare. Bisogna dare
una mano a sollevare le imprese dalla troppa burocrazia. E per cambiarla, questa politica, non basta che i giovani
sbandierino slogan quali "Siamo noi il futuro"". Quindi,
Valentina Paoli ritiene, non solo giusto, ma pure doveroso e necessario che i
giovani si impegnino in politica come fa lei. E sulla scelta della Lega
nord? Pur ammettendo di essere stata influenzata dai genitori, la Paoli
condivide lo "stare fra la gente", perché - dice - si possono
conoscere le problematiche della società e cercare di risolverle. E per quanto
riguarda la questione dell'immigrazione? "Su queste cose sono
cattiva". Può spiegarsi meglio? "Se i posti di lavoro sono 5, non
possono venire in 10". Anche perché - la giovane candidata ne è convinta -
l'alternativa al lavoro sono il delinquere, le rapine. "A prendere la
corriera dopo le lezioni, al pomeriggio per tornare a casa - conclude Valentina
- c'è da avere paura". U. Ca. 21/10/2008.
( da "Adige, L'" del 21-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Nicola guarnieri n
nicola guarnieri n.guarnieri@ladige.it Una prima candidatura recente e anche di
quelle importanti: il Senato. Mario Bortot, giornalista e docente, torna in
pista e lo fa con la lista "Civica per Divina". Dalla Destra di
aprile, alla Civica di Divina adesso. Un cambio di vedute? "Affatto. Io
sono un uomo di orientamento moderno che guarda all'Europa e alla destra
europea. Nelle cose che faccio ho dei solidi riferimenti: determinazione,
rispetto degli altri, generosità". Oltre il 4% di voti per il Senato
all'esordio, quasi il 6% in città, sono un ottimo risultato. Come è stata
quella prima esperienza elettorale? "Faticosa e gratificante, anche se il
progetto della Destra di Storace si è esaurito ancora prima di maturare perché
troppo riferito al passato e non al futuro. Nello scenario provinciale, invece,
ho deciso di appoggiare direttamente e con ogni mezzo, anche la bici, la
proposta innovatrice di Sergio Divina". Un candidato affidabile, quindi? "Lo
spero. Mi permetta un paragone: vorrei garantire l'affidabilità di un pilota da
guerra al comando di un aereo civile". Se il centrodestra vincerà, sarà in
grado di governare? "Il centrodestra non è perfetto, per carità. Ma
addirittura il centrosinistra presenta quattro candidati governatori ed è
agonizzante come il drago di San Giorgio causa vicende di malgoverno, tangenti
e porcherie varie. Il centrodestra, col Pdl in attesa di una visita di
Berlusconi e non ancora al massimo dei giri, saprà comunque governare con uno
stile più rivolto alla gente". In che modo? "Scegliendo dirigenti e
funzionari per competenza e non secondo criteri clientelari, riducendo sprechi e burocrazia. I grafici dell'andamento del voto degli ultimi 15 anni e
l'umore della gente dicono che il 9 novembre potrà esserci il sorpasso a favore
del centrodestra". Quali problemi urgenti da risolvere ha, secondo lei,
Rovereto? "Ci sono due problemi urgenti: il decadimento assoluto della
città, nonostante gli asfalti nuovi, e l'assoluto abbandono di intere
categorie di persone soprattutto nelle periferie: giovani disoccupati e anziani
in testa. A fronte di una Treno-Londra c'è una Rovereto-Liverpool, insomma la
"city" contro la città del popolo. Ci deve essere subito il rilancio
di una università collegata alla produzione industriale qualificata: penso a
domotica, automazione industriale, meccatronica. Un'università che rilanci il
settore degli esercizi pubblici e sblocchi il mercato immobiliare con la
presenza, a regime, di almeno duemila studenti. E che potrà portare anche nuova
linfa per il Mart". Un progetto segreto nel cassetto ce l'ha? "Penso
a un intervento pubblico-privato per un grande "parco dei dinosauri"
che valorizzi anche scientificamente una scoperta di valenza mondiale fino ad
oggi scandalosamente ignorata. E poi, naturalmente non solo per Rovereto,
investire nel recupero delle competenze delle persone sopra i 40 anni e senza
un lavoro. Le risorse si troverebbero evitando di realizzare qualche inutile
opera pubblica". Si dice che la solidarietà sia solo di sinistra. Ma la
destra fa davvero a pugni con la solidarietà? "Parlare di solidarietà è
sempre paradossale perché bisogna praticarla senza clamore. Tuttavia, poiché si
tenta di dipingere il centrodestra come poco solidale, per una volta lasciatemi
indicare alcune attività che ho svolto e svolgo con passione: barelliere a
Lourdes, assistente parrocchiale, assistente volontario ad anziani e disabili,
insegnante ed educatore in riformatori e carceri... quanto basta per essere
tranquillamente considerato anche in un partito di centrosinistra". Perché
sta conducendo una campagna elettorale in bicicletta? "L'idea nasce da una
predilezione per la bici e dalla passione per il contatto con la gente, a
partire da quella che vive più lontana da Trento-potere. Attraverso la fatica,
che è stata e sarà tanta, voglio portare un messaggio di normalità e di
speranza direttamente nei vari paesi mettendoci la faccia... e le gambe.
Naturalmente lo spirito di scarsa considerazione per le periferie è stato uno
dei peccati più gravi commessi dal governo Dellai". 21/10/2008.
( da "Stampa, La" del 21-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il caso Superstite di guerra adesso combatte contro la burocrazia S'incatena in Comune perché
da 28 anni gli blocca un terreno GIANNI MICALETTO SANREMO E'sopravvissuto alla
tragedia della corazzata "Roma", orgoglio della Marina Militare
affondata dai bombardieri nazisti al largo della Sardegna il 9 settembre del
'43, e mai avrebbe immaginato di dover poi affrontare una prova più difficile.
Ma con un nemico che si chiama burocrazia. Più subdolo
e resistente. Così, stanco di aspettare una soluzione al suo problema, Giovanni
Vittani, 85 anni, ieri mattina si è incatenato a un divanetto al primo di
Palazzo Bellevue, vicino all'ufficio del sindaco. Per protestare contro il
Comune che, da ben 28 anni, gli impedisce di utilizzare un terreno di sua
proprietà in Valle Armea. Circa 13 mila mq vincolati a pubblici servizi, a
ridosso del vecchio impianto per i rifiuti in località S. Pietro. "Da anni
chiediamo di poter edificare su questo terreno - ha spiegato con la moglie al
suo fianco -, per lasciare qualcosa ai nostri figli. Ma ci viene impedito di
farlo da un vincolo d'inedificabilità, che, però, non ha portato a nulla. Ora
vogliamo che la situazioni si sblocchi". In tutti questi anni Vittani ha
anche provato a ottenere un indennizzo, ma senza successo. Ieri, almeno, è
riuscito ad attirare l'attenzione sul suo caso, costringendo il sindaco Claudio
Borea a uscire dal suo ufficio per parlargli. Poi la palla è passata
all'assessore all'urbanistica Andrea Gorlero. Che ha spiegato: "Vittani sa
che da tempo stiamo affrontando l'argomento, attraverso la predisposizione di
una serie di provvedimenti di carattere generale, mentre lui ne chiede uno
"ad personam", che non possiamo adottare. Perché nella sua situazione
ci sono tantissimi cittadini con vincolo decaduto per aree a servizi. Abbiamo
incaricato un tecnico (l'arch. Greppi) di effettuare una ricognizione sul
territorio ed a breve dovremmo essere in grado di proporre una variante
urbanistica, per ridefinire le aree in questione e per un senso di
giustizia".
( da "Nuova Venezia, La" del 22-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cronaca Sequestrati
i banchi di frutta Il Comune mostra i muscoli A Rialto 15 vigili portano via le
cassette "E' tempo di agire" ROBERTA DE ROSSI Uno stuolo di vigili
urbani, una dozzina (ma c'è chi ne ha contati fino a quindici) dall'alba all'ora
di pranzo in Erbaria, a stendere metri di nastro rosso e bianco, porre sigilli,
cartelli di "sequestro amministrativo", tutti affaccendati attorno a
un unico banco di frutta e verdura, passandosi di mano in mano cassette
d'insalata e mele, caricandole (per il sequestro) a bordo di un motoscafo della
Polizia municipale. Un intervento degno di un'inchiesta per traffico di droga
tra cipolle e fagioli: niente di più lontano dalla realtà. Non riuscendo a
mostrare i muscoli con i banchetti di frutta che da tempo intende allontanare
da San Giacometto per restituire il campo al libero transito - ambulanti che
dal Tar hanno ottenuto una sospensiva del provvedimento di trasferimento coatto
in Casaria, almeno fino al 29 ottobre - il Comune fa la voce eccezionalmente
grossa con Cristina Pagnin e il marito Maurizio Coda, titolari di due dei
banchi di frutta più famosi e frequentati del mercato di Rialto,
"rei" di non aver accettato di trasferirsi in Casaria: fanno parte di
una striscia di 8 banchi, dai tempi dell'attentato al Tribunale di Rialto (con
l'allontanamento da campo Bella Vienna) posizionata
"provvisoriamente" lungo il Canal Grande e destinata ad essere
trasferita nelle nuove postazioni in Casaria, per allontanare frutta e verdura
dalla piattaforma della raccolta immondizie di Veritas. Così hanno fatto in
sei, non loro. Al "no" dei commercianti al trasferimento nei nuovi
banchi - giudicati troppo piccoli, senza tende e assegnati senza tenere conto
dell'anzianità di presenza al mercato, sostengono i titolari - il Comune ha
replicato con una parata di divise: un segnale agli altri ambulanti.
"Quindici vigili, una cosa da non credere: come fossimo trafficanti di
droga o incappati in chissà quali controlli dei Nas. Ma si rendono conto del
danno d'immagine che ci hanno provocato con i nostri clienti? Lavoriamo qui dal
1984, tutti ci conoscono, sanno che siamo seri commercianti, un intervento del
genere non ha senso", si sfoga Maurizio Coda, marito di Cristina Pagnin,
la titolare della licenza per due banchi proprio accanto a quelli del fratello.
"Noi non ci siamo voluti trasferire", spiega, "perché i nuovi
banchi sono un metro l'uno più piccoli di quelli precedenti, senza tende
sufficienti, non ci si riesce neppure a muovere. Noi ci siamo ritrovati per
caso in quelle postazioni lungo il Canal Grande, abbiamo dovuto vivere accanto
ai barconi Veritas per anni: l'assegnazione in Casaria avrebbe dovuto
coinvolgere tutti i 22 ambulanti dell'Erbaria, secondo una graduatoria di
anzianità che riassegnasse le postazioni. Niente da fare, non ci hanno neppure
ascoltato, ma sono intervenuti con un esercito di vigili: non siamo
criminali". "Mi dispiace di quanto accaduto", replica
l'assessore alle Attività produttive, Giuseppe Bortolussi, "ma se una
persona si oppone ad un preciso provvedimento dell'amministrazione comunale,
quel provvedimento va eseguito, non c'è alternativa. Siamo molto decisi a
portare a termine il riordino dell'area mercatale di Rialto e il ripristino
dell'igiene, decoro e della viabilità in tutta la zona". Ma se per un
banco si mobilitano due, tre pattuglie di vigili, cosa accadrà per il
trasferimento dei banchetti da campo San Giacometto (che hanno già annunciato
che non se ne andranno volontariamente) e di quelli di souvenirs dalla Ruga?
"Ripeto, spiace per l'episodio, ma non c'è alternativa: c'è stato il tempo delle discussioni e del confronto e ora è quello
dell'agire", conclude Bortolussi, "per i banchi di frutta di San
Giacometto restiamo in attesa dei giudici amministrativi, per il chiosco e
quelli in Ruga, invece, trascorsi i tempi della burocrazia, massimo i primi di novembre ci sarà il trasferimento in Bella
Vienna: non m'aspetto resistenze".
( da "Nuova Venezia, La" del 22-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
LA SOVRINTENDENTE
"Venezia cade a pezzi Mega-pubblicità necessarie per i restauri"
Fioccano le critiche per le pubblicità affisse sulle facciate dei monumenti più
importanti di Venezia, ma arriva l'ennesimo appello della sovrintendente Renata
Codello: "La città cade a pezzi". Una frase che non è certo un
eufemismo visti i balconi pericolanti del Palazzo delle prigioni e il pezzo di
marmo caduto l'anno scorso da Palazzo Ducale. La Codello scansa le critiche
contro l'affissione di mega-pubblicità sulla facciata di Palazzo Ducale:
"Preferisco essere accusata d'aver permesso l'affissione di pubblicità,
piuttosto che essere denunciata per non aver fatto di tutto per mettere in
sicurezza i palazzi veneziani". La questione di come coniugare pubblicità
e spazi della città è emersa durante un convegno organizzato dall'associazione
Venezia Città Anfibia, moderato dalla presidentessa Nelly Vanzan Marchini. Il
capo di gabinetto del sindaco, Maurizio Calligaro, ha fatto quadrato sullla
mancanza di bandi per l'affissione delle pubblicità: "I bandi andavano
deserti e a noi i soldi per i restauri servono subito: sono
opere che non possono aspettare i tempi della burocrazia e quindi abbiamo deciso diversamente in pieno accordo con la
Sovrintendente". Le tanto contestate pubblicità affisse sulla facciata di
Palazzo Ducale e sul lato delle Prigioni a breve spariranno, poiché il
contratto pubblicitario è scaduto: "Non si riesce a vendere dei pacchetti
pubblicitari di lungo termine, ma viviamo su sponsorizzazioni mediamente
brevi, anche perché non possiamo fare altrimenti: a dicembre e gennaio non c'è
nessuno interessato e quindi non ci saranno pubblicità", conclude Calligaro.
Alvise Zorzi, storico veneziano e presidente del comitato dei privati
internazionali che finanzia restauri, pone preoccupato sulla questione: "I
tanti privati che da tutto il mondo finanziano i restauri della città da più di
40 anni non hanno mai chiesto nulla in cambio, mentre ora c'è chi per
restaurare vuole ampi spazi d'immagine. Questo di certo preoccupa il nostro
comitato, considerando che Venezia è il centro storico più restaurato al
mondo". Nuove forme di sponsorizzazione invece sono state accolte da tutti
come la via da perseguire: La Replay, che per Ca' Rezzionico ha dato 500 mila
euro, si è accontentata di uno spazio molto meno evidente di tanti altri.
Venezia intanto agli occhi della Germania "non è più una città da
proteggere, ma una città che non si sa gestire", è stato ricordato.
(Giacomo Cosua).
( da "Tirreno, Il" del 22-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Viareggio Comune, un
milione in meno per il sociale Minimo vitale e ricoveri: fondi solo per ottobre
Stop a tutti i nuovi casi, tagli a Crea e Misericordia Emergenza. Per coprire
il mese in corso è stato necessario attingere al fondo di riserva Da qui a fine
anno è ancora tutto da definire DONATELLA FRANCESCONI VIAREGGIO. Un milione di
euro in meno per il sociale su un bilancio di 6 milioni e 700mila escluse le
spese per il personale. Alla fine la cifra è saltata fuori, snocciolata nella
commissione sociale ieri mattina dalla dirigente del settore, Giuseppina
Tazzioli. Che più chiara di così non poteva essere: "A settembre per le
voci "ricoveri" (minori, Residenze sanitarie assistite e centri
diurni) e "minimo vitale" ci siamo ritrovati con risorse pari a zero.
L'unica possibilità era quella di accedere al fondo di riserva, operazione che
la giunta ha autorizzato per 200mila euro. Con i quali copriamo il mese di
ottobre, dato un fabbisogno mensile di 350mila euro per entrambe le voci insieme.
Con questa operazione si arriva alla fine del mese corrente". Per novembre
e dicembre (Tazzioli ha ricordato come la presa in carico dei minori in
difficoltà sia un obbligo di legge per i Comuni) al momento non ci sono
certezze - è stato detto chiaramente - di poter erogare i contributi.
Considerando anche che - come ha spiegato ancora Tazzioli, uno dei dirigenti
più "blindati" dal punto di vista delle dichiarazioni pubbliche nel
corso delle due amministrazioni Marcucci - "abbiamo rivisto tutte le pratiche
da gennaio a oggi, spulciandole una per una così da individuare dove
risparmiare. E, da questo mese, tutti i nuovi casi sono bloccati". Fuori
dal linguaggio della burocrazia,
significa che chiunque si trovi in improvvisa difficoltà sul fronte di una
delle tante esigenze sociali bussa in vano alla porta del Comune. Come ha
raccontato in commissione lo stesso assessore Vittorio Fantoni: "Ho due
donne viareggine sui 50 anni che attendono da me una risposta: mi hanno chiesto
di poter tirar su una baracca di legno in pineta perché sono rimaste
senza casa". Le cifre. Queste le cifre tagliate, come spiega la relazione
di Tazzioli: "I contributi ammontano a 524mila euro fino al 31 dicembre e
per i ricoveri si parla di 442mila euro, ai quali vanno sommati 46mila per
Torre del Lago". A proposito della frazione, fino a qualche mese fa
amministrata dal presidente della circoscrizione Athos Pastechi oggi in
consiglio comunale sui banchi del Pdl, Tazzioli ha lanciato ai membri della
commissione un elemento di ulteriore riflessione: "Nel trasferimento di
competenze dalla circoscrizione al Comune, la prima si è tenuta 90mila
euro". Tra le speranze per il 2009, ci sono 200mila euro che la Regione
Toscana deve ancora al Comune all'interno del Piano di zona 2008. Progetti
tagliati. Nel corso dell'audizione in commissione, Tazzioli ha confermato i
tagli ad alcuni progetti che hanno fatto infuriare, ad esempio, il presidente
della Misericordia Roberto Monciatti. "è vero - spiega la dirigente del
sociale - alla Misericordia abbiamo tagliato, da qui a dicembre, i fondi per il
doposcuola al Cam, così come è accaduto per il progetto sport gestito dalla
Crea e per il Forum giovani. Tutti provvedimenti che sono relativi, per il
momento, agli ultimi tre mesi dell'anno in corso". Il personale. Le
assistenti sociali vanno in pensione, una dopo l'altra, e non vengono
sostituite. Chi resta - è il dato fornito dalla dirigente Tazzioli -
"gestisce dalle 100 alle 150 pratiche" che riguardano persone e
bisogni espressi. "Dal 2001 quando sono arrivata - ha detto Tazzioli in
commissione - ho sentito parlare del concorso per l'assunzione di due unità. Ad
oggi di quel bando non ho più notizie e non risulta neppure nel Piano delle
assunzioni. Per le nostre esigenze ci rivolgiamo a cooperative esterne, con un
monte ore definito. Un costo che viene caricato, essendo personale esterno, sul
bilancio del sociale e non del personale". Con il paradosso che vengono
spesi soldi pubblici per pagare chi, da precario, lavora a raccogliere i
bisogni e viene incontro a chi li esprime, salvo poi non avere fondi per
l'intervento concreto. "Ed anno dopo anno - ha concluso Tazzioli - non so
mai se potrò disporre dello stesso numero di persone".
( da "Tirreno, Il" del 22-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Viareggio Nasce
l'Unione speciale dei Comuni Camaiore, Seravezza e Stazzema varano venerdì il nuovo
Ente CAMAIORE. Solo l'anno scorso gli agricoltori camaioresi hanno potuto
beneficiare di quasi due milioni di contributi, a diverso titolo, a sostegno
delle loro imprese grazie ai progetti realizzati dalla Comunità montana Alta
Versilia. La Comunità è stata cancellata dallo Stato per tagliare i costi della
politica ma ora risorge sotto veste nuova come Unione speciale dei Comuni.
Venerdì sera al centro direzionale delle Bocchette si terrà una rirunione
congiunta dei consiglio comunali di Camaiore, Seravezza e Stazzema, che saranno
gli attori di questo nuovo ente che assumerà importati deleghe non solo
comunali (avrà la funzione di spotello unico delle attività produttive) ma
anche regionalie provinciali: di qui la dizione "speciale". E' il primo
varo ufficiale in Toscana di questo tipo di enti compiuto in poco più di tre
mesi dal commissario Maurizio Verona (ex presidente della Comunità montana,
vicesindaco di Stazzema e presidente in pectore anche dell'Unione). L'Unione
non è però un semplice cambio di carta intestata. L'Ente continuerà ad
occuparsi di difesa del suolo, di sviluppo turistico della montagna, di
agricoltura, di catasto, di forestazione, di lavori sulle frane. Tante deleghe importanti ma che saranno fatte con meno burocrazia grazie anche ad un notevole
taglio delle poltrone. Da un punto di vista territoriale poi non ci sarà più
Montignoso e con esso la provincia di Massa Carrara. Il territorio da gestire
supera di 22mila ettari con 50mila abitanti. Il governo dell'Unione è ridotto
all'osso. Un presidente coadivato da due assessori nella giunta
esecutiva (per Camaiore è scontata la conferma di Michele Rugani ex assessore
all'agricoltura della Comunità montana). E poi un consiglio composto da nove
membri, tre per Comune e per ciascun comune due della maggioranza e uno
dell'opposizione. Prima, per fare un paragone, gli assessori erano sei e
l'assemblea era composta da 30 consiglieri. Un problema persino le
convocazioni. Un taglio anche alle indennità: al presidente mille euro e
spiccioli, la metà ai due assessori. Siamo a livello di rimborso spese.
"La Comunità Montana funzionava bene e dava parecchie risposte al
territorio e alle imprese. Sono certo che l'Unione dei comuni riuscirà anche a
fare meglio: la capacità progettuale, quella che serve per attirare risorse da
investire, è notevole e consolidata", assicura Michele Rugani. "Non è
una copia della Comunità montana ma qualcosa di diverso che vogliamo anche
migliore malgrado l'iniziale problema dei fondi. Debbo dire che amministrazioni
comunali di Camaiore, Seravezza e Stazzema si sono impegnate da subito e molto
per far nascere l'Unione riconoscendo il ruolo e l'impegno avuto in passato
dalla Comunità Montana - spiega Maurizio Verona - Abbiamo grandi
professionalità (10 operai e 16 impiegati ndr) che sono un punto di riferimento
regionale in tanti settori". Ar.An.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
22-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cronaca di Cagliari
Pagina 1020 Centro giovani di via Dante Un punto di ristoro nella biblioteca,
traguardo vicino Centro giovani di via Dante --> Da mesi i frequentatori
aspettavano novità sull'apertura del caffè letterario del centro giovani di via
Dante, la cui apertura era prevista tempo fa. L'attività che dovrebbe offrire
il servizio di ristorazione e coffee-break, infatti, è ancora inutilizzata
nonostante i lavori siano terminati da tempo. Ma la situazione finalmente
sembra essersi sbloccata. Nel sito del Comune di Cagliari è uscita infatti la
gara per la gestione quinquennale del punto di ristoro, che potrà essere
gestito da imprese, cooperative, associazioni e onlus. In attesa che questo
accada è stato aperto solo il servizio di biblioteca, come spiega il
responsabile del centro giovani, Giambattista Marotto: "Per adesso abbiamo
iniziato a far funzionare la biblioteca, lo spazio aperto è fruibile a tutti i
visitatori del centro, quindi chi vorrà potrà prendere i libri che
desidera". I testi a disposizione sono stati scelti direttamente dai
giovani che frequentano la struttura di via Dante: "Abbiamo fatto
compilare a tutti un questionario in cui i ragazzi hanno scritto i libri che
secondo loro dovrebbero essere presenti nella biblioteca - prosegue Marotto -
Abbiamo acquistato quelli più richiesti: fra qualche giorno sarà disponibile
anche il servizio che permetterà di prendere un libro dal centro e provarselo a
casa, in modo che possa essere letto ovunque, sono solo all'interno del
centro". Per il bar che ancora non funziona sono stati spesi diverse
migliaia di euro, utilizzate per costruire la struttura e mantenerla sana fino
a oggi visto che gli immobili sono stati messi già da tempo. Se tutto dovesse
filare liscio, la burocrazia permetterebbe al caffè di iniziare a funzionare entro uno,
massimo due mesi: "Poi saranno i gestori a decidere che tipo di servizi
offrire ai frequentatori di questo centro - conclude Marotto - Penso che
all'inizio sarà possibile fare solo il coffee-break, mentre con il passare del
tempo si potrà creare un vero e proprio servizio di ristorazione, con la
possibilità per i frequentatori della struttura di fermarsi il pomeriggio per
pranzare". La speranza è che dopo tante promesse entro poche settimane i
giovani possano finalmente usufruire di un altro servizio nella struttura di
via Dante, che già offre alcuni strumenti importanti come gli sportelli
"Informa & Orienta", "InformaDonna", l'Internet Point e
la sala prove e registrazione per tutti i gruppi musicali.
( da "Tirreno, Il" del 22-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Attualità RIFORMA GELMINI
RIFORMA GELMINI Una scuola di qualità non nasce dai tagli Siamo un gruppo di
insegnanti, di ruolo e precari, della Scuola Media dell'Istituto Comprensivo
"F.T. Baracchini" di Villafranca in Lunigiana e Bagnone (Ms). In
queste ultime settimane stiamo assistendo con sgomento e preoccupazione
crescenti all'impressionante escalation di dichiarazioni e proclami riguardanti
l'annunciata "Riforma della Scuola". è emotivamente molto difficile
riuscire a mettere nero su bianco la profonda angoscia che provocano in noi
queste dichiarazioni, in noi come persone e come insegnanti. Cercheremo,
tuttavia, di raccogliere le idee. Tagliare, tagliare, innanzitutto e soltanto
tagliare, e vendere questa scelta come una garanzia di qualità e di crescita.
Ecco quello che si sente e si legge in questi giorni. Solo chi non conosce il
mondo della scuola dal suo interno, solo chi non ha la più pallida idea di cosa
voglia dire insegnare, rapportarsi con in ragazzi, organizzare le attività, far
amare la propria materia può pronunciare frasi come quelle di queste settimane.
Aumentare il numero di alunni per ogni classe - che abbiano il coraggio di
dirlo! - non è sinonimo di qualità, ma di risparmio. Cancellare arbitrariamente
materie dal piano orario di una scuola non significa qualità, ma risparmio.
Accorpare o addirittura chiudere istituti non significa qualità, ma risparmio.
Abolire la pluralità dei maestri e imporre il maestro unico non significa
qualità, ma risparmio. Che si abbia il coraggio di dirlo, una buona volta! E
che si abbia anche il coraggio di affermare che non ha alcuna importanza se le
vittime - sì, le vittime - di questo sconvolgimento profondo e scellerato
saranno gli stessi studenti e tutti quegli insegnanti precari che perderanno il
lavoro, nonostante in questi anni abbiano garantito alle scuole un sevizio
serio e responsabile, frutto dell'entusiasmo per una professione che amano e
della speranza di arrivare, un giorno, al tanto desiderato ruolo... Come può un
Ministro, e il Governo che rappresenta, affermare in buona fede che una
rivoluzione come questa sia la soluzione di tutti i problemi della scuola
italiana? Molto da fare c'è, è vero, ma pensare di cancellare anni e anni di
lavoro, di sforzi, di fatiche consegnando ai nostri ragazzi una scuola con
classi sovraffollate e insegnanti ormai stanchi e mettendo letteralmente in
mezzo a una strada gli insegnanti precari è quanto di più ingiusto e scorretto,
se si crede davvero che la Scuola sia importante. Perché, piuttosto, non
proporre la pensione a tutti quei docenti provati da tanti anni di insegnamento
(ne conosciamo molti...) e lasciare spazio ai giovani (quando lo sono
ancora...)? Perché, invece, non valutare di creare una scuola di qualità vera,
dove la Storia e la Geografia, la Seconda Lingua e la Tecnologia continuino a
essere insegnate insieme all'Italiano e alla Matematica e dove gli insegnanti -
perché no? - abbiano un piano orario più lungo durante il quale svolgere tutte
quelle attività che ora svolgono comunque a casa e vengano pagati adeguatamente
per tutto il lavoro che hanno? L'istruzione, la cultura non hanno colore, non
dovrebbero appartenere né a questa né a quella coalizione così come dovrebbe
stare a cuore di chiunque abbia la responsabilità e l'onore di governare un
paese che i propri ragazzi abbiano una Scuola di qualità e che i propri
insegnanti (non solo precari...) possano svolgere la loro professione e non
essere accantonati per sempre. Vogliamo concludere ricordando che il livello di
civiltà di una nazione lo si misura anche dalla sua organizzazione scolastica e
dal grado di cultura o del sapere degli individui che la popolano. Elisabetta
Farina, Rosemma Cairo, Carla Pezzoni, Maria Morelli, Graziana Gussoni, Maria
Grazia Borsieri, Piera Antonioli, Miriam De Marco, Milena Federici, Pierluigi
Drovandi, Rita Zuccarelli, Rita Tonelli, Miriam Pallatroni, Rita Bertolini,
Enrico Leoncini, Lia Manganelli, Daniela Loreni, Marina Cattaneo, Francesca
Mori, Andrea Bisagno RIFORMA GELMINI Protestano ma non conoscono la legge
Egregio direttore, a quanto pare anche l'invito del Presidente della Repubblica
a "non dire solo no" è andato invano. In questi giorni non facciamo
altro che vedere magliette inneggianti al Che Guevara, pugni chiusi, striscioni
contro la scuola di classe (boh....), proteste contro "una scuola per
ricchi" (straboh....)! Insomma, un'autentica cretinata. Persone che
urlavano "Il futuro dei bambini non fa rima con Gelmini". E' vero, in
certi casi, il futuro dei bambini fa rima con cretini: cosa ci fanno i bimbi
agli scioperi? E' giusto sbugiardare il cavallo di battaglia degli scioperi.
"Ridurranno le ore del tempo pieno". Qualsiasi madre in buona fede si
è già spaventata. Può stare tranquilla perché non sarà così: a dirla tutta il
tempo pieno aumenterà. E sarà tenuto proprio da quegli insegnanti
"tagliati fuori dalla riforma del maestro unico". In poche parole: se
in classe resta un solo maestro anziché tre, gli altri due saranno destinati al
tempo pieno. Non mi sembra difficile da capire. Vado avanti. "Con il nuovo
dimensionamento saranno tagliate le scuole di montagna e dei paesini. Nemmeno
questo è vero. Le scuole resteranno aperte e operative; potrà capitare che non
avranno più ognuno il proprio preside o il personale di segreteria; non mi
sembra la fine del mondo. Vorrà dire che una volta tanto
sarà la burocrazia ad
alzare le chiappe dalla scrivania. Meglio che lo facciano i presidi e il
personale piuttosto che le famiglie, no? Ma questo meccanismo, cari signori,
era previsto in un decreto de 98 finora mai applicato (Dpr 233 del 1998, firma
Oscar Luigi Scalfaro). Altra imprecisione: il governo taglia gli
insegnanti di sostegno ai portatori di handicap; bel colpo di scena pietistico
ma privo di sostanza. Nell'ultima finanziaria del governo Prodi era scritto che
il rapporto tra disabili ed insegnanti dovesse essere di due a uno: nella
riforma Gelmini non si fa altro che applicare questo parametro. Se qualcuno si
lamenta è perché, sulle spalle dei disabili, vorrebbe assunzioni in massa;
furbi e pure sciacalli. Per concludere passiamo adesso al problema sulle ore di
inglese. Come si fa a parlare di riduzione delle ore di lingua straniera,
quando è già previsto (per effetto della riforma Moratti) che dall'anno
prossimo le ore passeranno da tre a cinque? Mistero! Allora perché tutto questo
casino? Semplice, perché dopo anni in cui la mucca del pubblico impiego
ingrassava a dismisura ruminando della mangiatoia della concertazione,
finalmente un governo sta provando ad invertire la tendenza. Un consiglio: cari
professori, bidelli, alunni, presidi leggetevi attentamente la riforma Gelimini
ed il DPR 233/1998. Solo dopo averla letta, forse, potrete tornare in piazza a
ragliare! Massimiliano Meoni Castellina Marittima (Pi) AMBIENTE Prima
sporchiamo poi accusiamo Guardate i greti dei nostri fiumi e vedrete tanta
plastica che è lì da tanto. Guardate i fossi che ci sono lungo le strade, fuori
città, vedrete che c'è tanta plastica che è lì da tanto tempo. Guardate i prati
che ci circondano dove quando vengono ripuliti dall'erba alta, si vede tanta
plastica che è li da tanto tempo. Allora? Non è questo o quel governo che è
menefreghista, siamo noi italiani, un popolo di incivili e sudicioni esseri
bipedi. Gli amanti della natura, i cosiddetti pescatori, cacciatori e
fungaioli, quando vanno a fare i propri comodi nei boschi e sponde, sporcano e
lasciano plastica dappertutto. Non hanno imparato nulla, nonostante che ogni
anno ci sia la campagna del puliamo il Mondo. Cosa pretendiamo dai politici
nostrani quando è l'intera cittadinanza a fregarsene dell'ambiente? Massimo
Castellari REPLICA Sport: azzurro, un solo colore Caro signor Massimo Calissi,
mi permetto di scriverle (sostituendomi al caro Buffon come lo chiama lei nella
sua lettera) per dirle che il nazionale-mondiale Gigi Buffon lei assolutamente
non lo conosce né tanto meno la sua famiglia, tutta gente vissuta nello sport
professionistico (calcio, pallavolo, pallacanestro e atletica) per cui non ha
avuto tempo per le ideologie politiche. Lei invece nel suo pezzo dice
apertamente di avere un orientamento politico. Si sa come la politica, spesso,
voglia inserirsi nel settore sportivo. Signor Massimo, lo sport lo lasci agli
sportivi ed ai loro organizzatori e non cerchi di tingerlo di rosso o di nero
poiché tutti gli sport hanno un solo colore... l'azzurro. E dare, quindi del
"fascista" al Gigi nazionale e come dare del comunista al Santo
Padre. A meno che lei non sia spinto da invidia perché il portierone milita
nelle file bianco-nere. Le voglio bene per questo mi sono permesso di
risponderle. Lo vuole un consiglio? Ebbene vada domenica e vedere il suo Prato
allenato dal massese Orrico che, certamente non è un fascista. Mauro Pisani
Marina di Carrara.
( da "Unita, L'" del 22-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Renato Brunetta Caro
direttore, Vincenzo Cerami svolge un'interessante riflessione, a partire dalla
constatazione che l'azione del governo ha già notevolmente ridotto
l'assenteismo negli uffici pubblici. Egli, dunque, si chiede a cosa serva
riportare i fannulloni in ufficio, se poi non si è comunque in grado di farli
lavorare. Accetto volentieri la stimolante provocazione, cominciando con il
dire che farli tornare sul posto di lavoro non sarà sufficiente, ma è comunque
necessario. Finché se ne stavano a spasso, si accettava passivamente che la
loro inoperosità fosse un costo da scaricare sulla collettività (e sui colleghi
di ufficio). Tranquillizzo Cerami, giacché nessuno tornerà al lavoro con la
febbre a quaranta. Primo, perché si tratterebbe di un malato, e nessuna persona
sana di mente ha mai pensato di cancellare il diritto alla salute. Secondo,
perché sarebbe contagioso, quindi potenzialmente moltiplicatore di assenze. A
parte gli scherzi, il rischio che si ritrovi negli uffici chi proprio non
intende lavorare c'è, ma se si accetta questo presupposto si finisce con il
rassegnarsi ad ogni possibile disfunzione o stortura. Proviamo ad immaginare
che qualche cosa possa pure andare nel verso giusto. Proviamo a credere che la
premialità nei confronti dei meritevoli (che è l'altra faccia della nostra
azione) porti a qualche conseguenza, e che la coscienza e l'autostima dei
colleghi finisca con l'intaccare anche l'arroganza del fannullone dichiarato e
praticante. Proviamo a credere che fra tanti fannulloni ci siano anche quanti
non sono tarati alla nascita, ma persone che hanno subito il lassismo e l'abbandono dominanti nella burocrazia, che hanno cercato il far niente dopo anni di nullafacenza
coatta, che, quindi, possano ritrovare lo spirito e la volontà degli esordi.
Insomma, proviamo a credere che per tutti possa esistere redenzione, in questo
caso terreno ritorno al rispetto della legge, dei colleghi, dei cittadini e di
se stessi. Sicuro che ci sono tanti raccomandati, e non ho smesso di
ripetere che le colpe ricadono sulla cattiva politica ed il cattivo
sindacalismo. Potranno pur esserci gli irredimibili, quelli dall'incorruttibile
vocazione, ma non dobbiamo rassegnarci noi, semmai licenziamoli, come
capiterebbe in qualsiasi impresa privata o in qualsiasi giornale, l'Unità
compresa. Smettiamola di credere che il peggio sia nel nostro destino, e ci
conquisteremo il diritto al meglio. Noto che il ministro Brunetta ha preso
molto a cuore un mio pezzullo divagatorio sull'Italia dei furbi e dei
raccomandati, un'Italia brutta e sbrigativa che assumeva impiegati
scriteriatamente per ragioni elettorali. Sono convinto che quell'Italia esista
ancora. Oggi, sempre per ragioni elettorali, si fa sbrigativamente e
scriteriatamente il contrario, minacciando la mannaia. Stiamo tutti affondando
e il governo non bada alla trave ma alla pagliuzza, ci distrae con colpi di
teatro ad effetto. Caro ministro, proviamo a credere in un Paese diverso, serio
e adulto, che non separi la politica dai reali problemi dei cittadini e dalla
loro sostanza di uomini. Vincenzo Cerami.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 22-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-10-22 - pag: 2 autore: Due ruote.
Guidalberto Guidi (Ancma) "Estendere lo sconto alle moto Euro 1"
MILANO Rilanciare su bonus e incentivi per evitare "che la crisi dei
consumi e la situazione economica abbia un effetto negativo sul settore delle
due ruote, pensando anche a sicurezza, minori emissioni di anidride carbonica e
risparmio sui carburanti".è l'allarme lanciato da Guidalberto Guidi,
presidente dell'Ancma,l'Associazione del ciclo e motociclo che aderisce a
Confindustria, che ricorda come quasi 10 milioni di due ruote circolanti in
Italia sia ancora Euro zero, quindi altamente inquinante. Al ministro dello
Sviluppo economico, Claudio Scajola, l'Ancma chiederà una proroga degli
incentivi varati con il Governo Prodi nell'ultima Finanziaria, ma anche
un'estensione dei bonus sulla rottamazione di moto e motorini Euro uno, visto
che ad oggi fanno parte del pacchetto governativo solo le due ruote Euro zero.
Sempre secondo i produttori, c'è la necessità di rilanciare il piano di
contributi del ministero dell'Ambiente varato ai tempi del ministro Alfonso
Pecoraro Scanio, pari a 13,5 milioni di euro, che vale solo per
"cinquantini", bici elettriche e tradizionali, con contributi da
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del
22-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Nord-Est sezione:
NORD EST data: 2008-10-22 - pag: 1 autore: La crisi si fa sentire su ordinativi
e fatturati ma l'export resiste con dati ancora positivi - Previsioni pessime
per il 2009 Pmi aggrappate ai mercati esteri La stretta al credito riduce la
liquidità delle Piccole per pagare i fornitori Calano ordinativi e fatturati,
si ferma il Pil, i consumi delle famiglie sono in crisi e c'èariadi recessione,
mentre le previsioni per il prossimo anno sono pessime. A sostegno delle
aziende, in particolare delle piccole, rimane ma non troppo saldamente,
l'export. Con questi presupposti e su questi temi la Piccola Industria di Confindustria
aprirà i prossimi 24 e 25 ottobre a Bologna ilX Forum nazionale dal titolo
"(Ri) nati per l'export-la piccola indu-stria e l'estero". Alle
problematiche croniche del comparto – il peso di fisco e burocrazia, il calo dei consumi,la
sottocapitalizzazione e la poca strutturazione interna – si aggiunge in queste
ultime settimane il problema della stretta al credito che stanno operando le
maggiori banche del territorio. Stretta che si fa sentire in particolar modo
nella mancanza di liquidità per i pagamenti alla subfornitura. E mentre
le aziende denunciano come sia ingiustificata l'azione restrittiva delle
banche, visto che l'insolvenza delle Pmi è la stessa di 5 anni fa e nulla è
cambiato in termini di solidità o garanzia, in soccorso all'impresa arrivano le
Regioni. Il Veneto ha stanziato un fondo di 3,6 milioni di euro messo a
disposizione del consorzio di garanzia Neafidi, mentre 10 milioni, sbloccati
dal fondo rischi di Artigiancassa, sono destinati all'artigianato. Il
Friuli-Venezia Giulia creerà un fondo di garanzia per l'accesso al credito con
un contributo, ancora da stabilire, che potrebbe oscillare tra i 10 e i 20
milioni di euro. Il presidente della Provincia di Bolzano, Luis Durnwalder, ha
avviato una serie di consultazioni con categorie economiche, sindacati e
sistema bancario. Servizi u pagina
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 22-10-2008)
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Nord-Est sezione:
NORD EST data: 2008-10-22 - pag: 2 autore: Le piccole ripartono dall'export
Ancora buono il traino del commercio con l'estero - Previsioni nere per il
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del
22-10-2008)
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Nord-Ovest sezione:
PRIMA data: 2008-10-22 - pag: 1 autore: Pmi sulla via obbligata
dell'internazionalizzazione: se ne parlerà al Forum della Piccola industria da
venerdì a Bologna Export salvagente contro la crisi Allarme degli imprenditori
per la stretta del credito e i ritardi nei pagamenti L'export per tenere testa
alla crisi. Di questo si parlerà a Bologna venerdì e sabato nel corso del
decimo Forum nazionale dei comitati della Piccola industria a Bologna, dal tema
"(Ri)nati per esportare". Una definizione che calza a pennello sulle
Pmi del Nord-Ovest, reduci da un primo semestre dell'anno che ha visto l'export
crescere al ritmo dell'8% rispetto allo stesso periodo 2007, un trend superiore
di oltre due punti alla performance nazionale (+ 5,8%). Sono proprio i dati che
invitano il tessuto delle Pmi del Nord-Ovest ad aggrapparsi all'export, come
osserva Franco Tasca, presidente della Piccola industria di Torino: "Non
possiamo non pensare allo sviluppo all'estero, i due cardini fondamentali sono
l'innovazione e l'internazionalizzazione ". I problemi, tuttavia, restano.
Sono legati alla stretta del credito, all'ulteriore allungamento dei tempi di
pagamento della Pa, alla revisione degli accordi di fornitura. Come uscirne?
"Investendo ancora di più in innovazione e ricerca ", spiega la
presidente del Comitato Piccola industria ligure, Francesca Accinelli.
"Purtroppo – lamenta – abbiamo la sensazione di
trovarci da soli, di competere sui mercati internazionali gravati da troppa burocrazia e infrastrutture
insufficienti, da un fisco troppo pesante rispetto alle aziende concorrenti e
da un costo dell'energia che ormai è un'emergenza". Servizi u pagina
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del
22-10-2008)
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Nord-Ovest sezione: PRIMO
PIANO (Pmi ed export) data: 2008-10-22 - pag: 2 autore: Le Pmi si aggrappano
all'export Dalle vendite all'estero (+8% a metà anno) i rimedi contro la
stretta del credito Sarah Tavella TORINO Di fronte alla crisi dei mercati
finanziari, segnali di sofferenza arrivano anche dalle piccole e medie imprese
del NordOvest. Stretta del credito, dilazione dei pagamenti, misure poco
efficaci sono i problemi che assillano il tessuto delle Pmi, sempre più spesso
costretto a scommettere sui mercati stranieri, quelli che negli ultimi anni
hanno riservato le maggiori soddisfazioni. Non a caso il decimo Forum della
Piccola industria, in programma venerdì e sabato a Bologna, verrà dedicato al
tema "(Ri) nati per esportare". La definizione calza a pennello sulle
Pmi del Nord-Ovest, reduci da un primo semestre dell'anno che ha visto l'export
crescere al ritmo dell'8% rispetto allo stesso periodo 2007, un trend superiore
di oltre due punti alla performance nazionale (+5,8 per cento). I dati, dunque,
invitano ad aggrapparsi all'export, come osserva Franco Tasca, presidente della
Piccola industria di Torino: "Non possiamo non pensare allo sviluppo
all'estero, i due cardini fondamentali sono l'innovazione e
l'internazionalizzazione ". E incalza: "Con queste oscillazioni di
borsa isteriche ed enfatizzate si crea un clima di sfiducia che rende tutto più
difficile. Abbiamo necessità del sostegno da parte dello Stato e delle
banche". Il riferimento è ovviamente all'accesso al credito, in questi
giorni reso più difficoltoso. Benché, prosegue Tasca, non sia ancora il caso di
parlare di credit crunch dal momento che "dal giro di tavolo effettuato
tra i nostri associati (circa 2mila, ndr), a parte alcune voci preoccupate,
sembra di notare un'attenzione delle banche sufficiente, avvalorata dalle
rassicurazioni che gli stessi istituti hanno dato a favore delle imprese perché
non vengano ridotti gli investimenti. Impegno che monitoreremo con attenzione
". Il costo del credito Chi non esita a parlare di denaro troppo caro è
invece il presidente del Comitato Piccola industria del Piemonte, Riccardo
Cravero, che aggiunge: "Le banche tirano i remi in barca, hanno paura e
non si fidano l'una dell'altra. Ora qualcosa si sta muovendo, bisognerà vedere
se andrà a vantaggio delle aziende ". Cravero punta il dito anche
"sullo Stato sempre più in ritardo nei pagamenti, così come le grandi
aziende private che si guardano attorno e cercano di lesinare: non interrompono
i pagamenti per le forniture continue, ma tentennano per ciò che non è
collegato al flusso della produzione". La bilancia con l'estero La crisi
si avverte anche a Genova, dove operano 900 piccole imprese. Spiega il
presidente della Piccola di Genova, Giulio Riccardi: "Abbiamo un centinaio
di piccole aziende impegnate in produzioni di nicchia che devono oltre il 40%
del loro fatturato all'export. In questo frangente sono quelle che hanno meno
paura". In ogni caso, prosegue, "ora si fa pressante la questione dei
confidi per cercare di migliorare le condizioni bancarie ". In Liguria,
l'export segna percentuali di crescita considerevoli: +12,4% dal primo semestre
del 2007 allo stesso periodo del 2008, con punte del 24,1% in provincia della
Spezia e 14,3% nel capoluogo. Un risultato soddisfacente "che invita a
investire ancora di più in innovazione e ricerca", spiega la presidente
del Comitato Piccola industria ligure, Francesca Accinelli. "Purtroppo
però –lamenta –abbiamo la sensazione di trovarci da soli, di
competere sui mercati internazionali gravati da troppa burocrazia e infrastrutture insufficienti,
da un fisco troppo pesante rispetto alle aziende concorrenti e da un costo
dell'energia che ormai è un'emergenza per le piccole e medie imprese ".Da
qui l'imput a una maggiore flessibilità che passi anche attraverso la
prospettiva di un'integrazione territoriale con il Piemonte. Riguardo
poi ai crediti, la presidente delle Pmi liguri (sono circa 1.700) sottolinea
come "la mancanza di liquidità del mondo bancario stia mettendo in
difficoltà gli imprenditori che vedono modificare la tipologia di linee di
credito a loro concesse o addirittura subiscono riduzioni degli
affidamenti". Il ruolo della Pa Dalla Valle d'Aosta, dove il 90% delle
imprese (circa 170) aderentia Confindustria è rappresentato dalle Pmi, arriva
l'invito a non strumentalizzare la crisi monetaria a scapito delle aziende.
Commenta infatti il presidente della Piccola industria valdostana, Paolo
Musumeci: "Non comprendo perché dobbiamo pagare noi, con la chiusura dei
rubinetti del credito, il prezzo di una speculazione che non ci appartiene
". In Vallée, nelle ultime tre settimane si respira un clima di generale
frenata, con riduzione degli ordinativi e richieste di cassa integrazione.
Senza mezzi termini, Musumeci parla di "piena recessione". Tra i
settori più penalizzati il metalmeccanico, l'automotive, il siderurgico ma vi
sono contrazioni anche nei servizi. Prosegue il presidente: "Condivido il
supporto a favore dei cittadini, ma ci deve essere anche verso le piccole
aziende che sono parte importante del motore economico". Un dato positivo
in Valle d'Aosta sono però i pagamenti veloci dell'Amministrazione regionale:
"La giunta è intervenuta subito per sveltire ulteriormente i pagamenti e
c'è allo studio un fondo di garanzia di 3 milioni di euro per le imprese".
IN PIEMONTE A rischio i rapporti di fornitura con gli enti locali e con i
grandi gruppi del manifatturiero consolidati in passato IN LIGURIA Alla
provincia della Spezia la performance più elevata della macroarea con la
bilancia commerciale in salita del 21,4%.
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del
22-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Nord-Ovest sezione:
PRIMO PIANO (Pmi ed export) data: 2008-10-22 - pag: 2 autore: I COMITATI DEL
NORD-OVEST La preoccupazione principale dei presidenti dei Comitati piccola
industria della macroarea riguarda le possibili conseguenze della crisi
finanziaria sul credito alle imprese. Al contempo, però, si auspica che quanto
successo porti una maggiore attenzione nei confronti dell'economia reale e sul
valore della piccola industria in particolare, che oggi paga a caro prezzo le
diverse inefficienze del sistema Italia: dai ritardi nei pagamenti
della Pa al peso della burocrazia. RICCARDO CRAVERO (PIEMONTE) "Scontiamo il prezzo dei
pagamenti sempre più lenti da parte dello Stato" FRANCESCA ACCINELLI
(LIGURIA) DONATELLA PICCONE "è il momento di investire su R&S ma
spesso ci sentiamo non sostenuti" PAOLO MUSUMECI (VALLE D'AOSTA) "è
giusto intervenire a favore delle famiglie ma il supporto va esteso al tessuto
produttivo" FRANCO TASCA (TORINO) "Le oscillazioni di Borsa
degli ultimi giorni hanno creato un clima di sfiducia" GIULIO RICCARDI
(GENOVA) DONATELLA PICONE "Cento dei nostri soci fatturano il 40% in
Paesei stranieri: hanno timori contenuti".
( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del
22-10-2008)
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Centro-Nord sezione:
IN PRIMO PIANO (Export Pmi) data: 2008-10-22 - pag: 2 autore: LA PROMOZIONE
AIUTERà I CONTI Maggiore sostegno da parte delle banche, meno
burocrazia e più promozione
da parte delle istituzioni. Sono questi alcuni degli strumenti che –abbinatia
una riorganizzazione interna ea sinergie tra Pmi –i presidenti della Piccola
industria del Centro-Nord sollecitano per incentivare le attività oltreconfine
RICCARDO CASADEI Emilia-Romagna Potrebbero essere ancora di più, se
fossero adeguatamente sostenute, le Pmi che aprono siti produttivi all'estero
per presidiare meglio i mercati. Occorrerebbe anche rendere più attrattiva la
regione per gli investitori stranieri, semplificando la burocrazia
CESARE DE PASCALIS Toscana è necessario coordinare meglio le politiche per
l'internazionalizzazionee far sì che le banche continuino a sostenere le
imprese.Oggi non c'è un calo generalizzato delle erogazioni; se questo
accadesse, scenderebbero gli investimenti per la promozionee l'innovazione
MARIO MANCINI Marche Accanto agli sforzi del sistema produttivo per fare
aggregazioni, migliorare l'organizzazione internae fare innovazione,è
necessario l'impegno delle istituzioni, a tutti i livelli: auspichiamo che la
Regione Marche vari in tempi brevi una legge sull'internazionalizzazione
ANTONIO ALUNNI Umbria Sono da sviluppare progetti per mettere in rete le
imprese edè necessario potenziare in fretta l'aeroporto di Perugia. Ma è
necessario anche risolvere subito la storica debolezza del tessuto
imprenditoriale: la mancanza di un'adeguata patrimonializzazione.
( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del
22-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Centro-Nord sezione:
IN PRIMO PIANO (Export Pmi) data: 2008-10-22 - pag: 2 autore: Pmi aggrappate
all'export La piccola industria chiede credito per affrontare i mercati Andrea
Lanzarini Già messe a dura prova da una striscia di trimestri difficili che
continua ad allungarsi, la piccola industria del Centro-Nord deve fare i conti
anche con il rallentamento del mercato mondiale e una stretta del credito che
comincia a mordere. Due nuovi ostacoli sulla strada per la conquista dei
mercati esteri: una via che, vista la perdurante stagnazione dei consumi
interni, è sempre più strategica per le Pmi. Delle difficoltà che le Pmi
incontrano, di come rimuoverle e degli scenari futuri si parlerà al X Forum
della Piccola industria che si terrà a Bologna il 24-25 ottobre. Intanto, per contrastare
la crisi del credito scendono in campo le Regioni: lunedì - viste anche le
previsioni di crescita del Pil regionale non superiori allo 0,8% –
l'Emilia-Romagna ha deciso di aumentare per il 2009 le risorse del credito
agevolato (a 50 milioni) per garantire alle imprese tassi d'interesse inferiori
a quelli di mercato; nei giorni passati, era stata la volta della Toscana (che
ha deciso di rimpinguare i fondi di garanzia per 48 milioni) e delle Marche,
che istituiranno un Fondo di solidarietà per occupazione e Pmi. Alla fine del
secondo trimestre, per le Pmi emiliano-romagnole il barometro segnava fatturato
e produzione stabili e una crescita dell'1,8% delle vendite all'estero: un
aumento inferiore alla media regionale. "Già prima dell'esplosione della
crisi internazionale – dice Riccardo Casadei, presidente della Piccola
industria regionale – si segnalava un calo di fiducia per la seconda metà del
2008. è chiaro che un'eventuale decelerazione del mercato mondiale preoccupa,
specie un'economia che ha nell'export una delle carte vincenti. La
globalizzazione, infatti, ha spinto negli anni scorsi le imprese a
riposizionarsi e a cercare nuovi sbocchi; per continuare su questa strada,
occorre che sia garantito il credito e che si eliminino quei limiti organizzativi
che derivano dalla dimensione ". Nonostante ciò sono in aumento, anche se
sono ancora poche, le Pmi che aprono stabilimenti all'estero, anche per
presidiare meglio i mercati."E potrebbero essere ancora di più – conclude
Casadei – se fossero sostenute in questo sforzo. D'altra parte, buone
opportunità per la crescita potrebbero derivare dalla venuta di investitori
stranieri: per far questo, occorrerebbe rendere più
attrattivo il fare impresa, anche con un deciso snellimento della burocrazia ". In allarme anche le
Pmi del Granducato, vista la brusca frenata del secondo trimestre: le imprese
con meno di 50 dipendenti hanno registrato cali di produzione (-2,8%, dopo un
2007 già "avaro"), di fatturato (-2,1%) e di ordini. "è
essenziale aggredire – dice Cesare De Pascalis, presidente della Piccola
industria Toscana –i mercati stranieri, soprattutto quelli più promettenti o
quelli nei quali non abbiamo ancora osato con forza, come il Medio Oriente o il
Far East. Per farlo, è necessario coordinare meglio le politiche per
l'internazionalizzazione; ma sarà fondamentale l'impegno delle banche, che
hanno già cominciato a stringere i cordoni della borsa. Non è una situazione
generalizzata, ma se dovesse diventarlo, calerebbero gli investimenti in
promozione e l'innovazione". Da eliminare infine le inefficienze che si
scaricano sulle imprese, specie sulle piccole: "Gli alti costi energetici
e dei servizi, il prelievo fiscale sono fattori che ci rendono meno competitivi
". Decisamente negative le esportazioni marchigiane: -10,8% nel primo
semestre. "La congiuntura sfavorevole ha fatto emergere – spiega Mario
Mancini, presidente del Comitato Piccola industria Marche – situazionicritiche,
concentrate soprattutto nel Piceno e a Fabriano: difficoltà di imprese medio-grandi
che si ripercuotono sull'indotto ".Politiche per l'aggregazione, per
migliorare l'organizzazione interna e per la ricerca e l'innovazione non sono
dunque più rinviabili: "Ma accanto allo sforzo del sistema produttivo,
deve aggiungersi quello delle istituzioni: auspichiamo in tempi brevi il varo
di una legge regionale per l'internazionalizzazione, che renda coerenti
interventi e investimenti, che metta a disposizione fondi per le imprese e la
valorizzazione del territorio". "Sarebbe molto importante – conclude
Antonio Alunni, presidente Piccola Industria Umbria – avviare politiche per
rendere più solide le Pmi, eliminando una delle storiche debolezze: la mancanza
di patrimonializzazione. Magari attraverso una detassazione degli utili
investiti ". E a nuove strategie per l'internazionalizzazione: "Per
crescere ancora all'estero occorre che le banche non riducano il credito e che
si consolidino ed estendano iniziative per mettere in rete le imprese. In
questo senso, quello che si sta facendo per l'aeronautica regionale è un
modello. è necessario, infine, che si acceleri sul potenziamento dell'aeroporto
di Perugia". LA FRENATA Nei primi sei mesi dell'anno le realtà toscane con
meno di 50 dipendenti hanno perso fatturato (-2,1%) e produzione (-2,8%).
( da "Denaro, Il" del 22-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Campania Intervista.
Giovanni Di Leva Ora occorre realizzare le obbligazioni di distretto "Ho
suggerito all'assessore alle Attività produttive Andrea Cozzolino di orientare
la gestione del fondo di garanzia anche alla strutturazione di bond di
distretto, ossia alla cartolarizzazione dei portafogli crediti delle Pmi che
consentirebbe di fornire loro ulteriore denaro". Lo rivela Giovanni Di
Leva, direttore generale di Artigiancassa, che ieri ha presentato a Roma la
nuova missione aziendale. L'istituto cambia pelle: perché? Il piano di rilancio
è stata una decisione unanimemente condivisa nella consapevolezza del fatto che
l'operatività tradizionale, pur continuando a dare buoni risultati, da sola non
bastava ad assolvere al requisito principale che qualsiasi azienda di successo deve
avere: la capacità di stare sul mercato, il che significa essere attenti al
mercato e capire in anticipo come evolvono le esigenze delle imprese. Nel
nostro caso delle micro e piccole imprese, che rappresentano la stragrande
maggioranza del tessuto economico del nostro Paese e che si trovano a operare
in un mercato globale sempre più competitivo. La trasformazione è legata in
qualche modo alla crisi finanziaria? Il piano di rilancio è stato varato a
maggio, quindi prima dell'attuale crisi. Non c'è dubbio però che per le imprese
più piccole, ossia quelle maggiormente esposte ai rischi di una stretta
creditizia, poter contare su una banca vicina e attenta alle loro specifiche
esigenze sia un elemento di tranquillità e di fiducia in più. Diciamo che la
nuova Artigiancassa nasce al momento giusto. Vuole ricordare l'attività storica
dell'istituto? Dal 1952 Artigiancassa gestisce fondi pubblici di agevolazione
destinati a facilitare l'accesso al credito delle imprese artigiane. In cosa
consisterà quella futura? Continueremo a svolgere l'attività agevolativa,
puntando anche a potenziarla. Per il resto, con la collaborazione fondamentale
della rete associativa sul territorio, abbiamo individuato le principali
esigenze delle imprese e sono emersi i fondamentali su cui impostare il nuovo
modello di banca: semplicità, trasparenza, efficienza, rapidità di risposta,
vicinanza al cliente. Sulla base di questi driver abbiamo definito con Bnl una
serie di prodotti e soluzioni semplici, tagliati su misura per gli artigiani: finanziamenti
a breve, medio e lungo termine, carte di credito, conto corrente a firma
digitale, lungo noleggio, finanziamenti di leasing, Pos, etc. Quando decollerà
il nuovo "look"? Ufficialmente il 1 gennaio '09, ma la preparazione e
il collaudo sono già in fase molto avanzata. Qual è la novità più rilevante di
questo cambiamento? La principale novità sta nel fatto che ogni associazione o
Confidi che aderirà al progetto avrà al proprio interno un Artigiancassa point,
uno sportello presidiato da suoi operatori cui l'imprenditore potrà rivolgersi
per ogni sua esigenza. Dal point ci si collegherà direttamente con la banca
tramite un'area riservata del sito www.artigiancassa.it e, con poche semplici
operazioni, potrà inviare la richiesta del prodotto desiderato
e ottenere risposta in tempi rapidi con meno burocrazia. Perché questa scelta di rendere partner le associazioni e i
Confidi? Alla base del progetto c'è proprio la forte partnership con Bnl da un
lato e con le associazioni e i Confidi sul territorio dall'altro, perché in
associazione o al Confidi il cliente si ritrova maggiormente, si sente ed è
effettivamente a casa sua, perché c'è conoscenza, fiducia reciproca,
sintonia nel linguaggio, interesse verso ciò che fa e ciò che gli serve.
Artigiancassa gestisce il fondo regionale di garanzia in Campania: come procede
l'attività? Si deve e si può fare di più; lo strumento non è stato
adeguatamente utilizzato. A cosa è dovuto il basso livello di richieste da
parte delle imprese? Per capirlo, Artigiancassa già nel
( da "Denaro, Il" del 22-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Mediterraneo
fondazione mediterraneo Napoli capitale dei giovani La città sarà la sede del
prossimo Forum Euromaghrebino della Gioventù Gaia Di Michele Continua l'impegno
della Fondazione Mediterraneo per il rilancio di Napoli e della Campania in
ambito internazionale. In 15 anni di attività, la Fondazione ha organizzato a
Napoli eventi quali: 2 Forum civili euromed ; 27 Conferenze euromediterranee;
38 Cerimonie di assegnazione dei "Premi Mediterraneo" a Capi di Stato
e di Governo e a personalità del mondo politico, culturale ed economico; 3
Workshops dei giovani euromediterranei e dei Paesi Arabi; 18 Workshops sul
mondo arabo islamico; 3 master di alta formazione, ecc. La Fondazione si è
altresì impegnata affinché Napoli potesse divenire sede di importanti organismi
internazionali: infatti presso la sede di Napoli vengono periodicamente riuniti
i bureaux di organismi internazionali (Consiglio d'Europa, Assemblea
Parlamentare Euromediterranea, ecc.) e, di recente, il Consiglio Consultivo
della Fondazione "Anna Lindh" ha manifestato entusiasmo per
l'accoglienza ricevuta e per la proposta di instaurare la sua sede permanente a
Napoli. Nei giorni scorsi si è concluso a Burgos (Spagna) il "IV Forum
Euromaghrebino della Gioventù". Nel documento conclusivo (vedi pagina a
fianco) sono state presentate proposte che vedono, ancora una volta, Napoli e
la Campania al centro dell'attenzione internazionale: la creazione della Maison
des Alliances, l'organizzazione del prossimo Forum Euromaghrebino della
Gioventù, l'organizzazione nel 2010 della II Carovana Euromaghrebina dei
Giovani. Su questi temi abbiamo intervistato il presidente della Fondazione
Mediterraneo, Michele Capasso, al suo rientro dalla Spagna. Napoli sarà la nuova
capitale dei giovani? La nostra città ha nel suo Dna i semi del dialogo e della
coesistenza. I giovani sono una risorsa fondamentale per uscire dalla crisi
mondiale e per costruire un futuro i cui pilastri si chiamano solidarietà,
condivisione e sviluppo sostenibile. Fare di Napoli la capitale dei giovani è
l'impegno che la Fondazione Mediterraneo ha assunto fin dal 1995 attraverso
molteplici azioni: l'ultima è il Forum Euromaghrebino della Gioventù, svoltosi
a Burgos (Spagna) nei giorni scorsi. Qual è l'importanza della dimensione
euromaghrebina nell'ambito dell'Unione per il Mediterraneo? E' fondamentale.
Purtroppo, il Processo di Barcellona si è dimostrato inefficiente per
l'attuazione di iniziative concrete capaci di coinvolgere i giovani in azioni che
possano incidere sui loro problemi e sui loro bisogni. La dimensione
euromaghrebina, lontana dall'area di maggior conflitto (Medio Oriente,
Israelo-palestinese, ecc.) consente un miglior risultato con esempi di buona
pratica da estendere ai vari attori coinvolti. Su quali elementi si basa il
futuro dei giovani? Mobilità, transizione democratica, lotta
alla tecnocrazia e alla burocrazia, equiparazione dei titoli di studio, inserimento nel mercato del
lavoro, utilizzo delle nuove tecnologie, difesa dei diritti fondamentali:
questi sono alcuni degli elementi su cui si fondano le speranze dei giovani,
specialmente di quelli (sempre più numerosi) della Riva Sud del Mediterraneo.
Questa crisi mondiale che influenza può avere sul processo di cooperazione
euromediterranea? Negativa e positiva. Negativa per l'ampliamento delle sacche
di povertà e per la diminuzione degli aiuti alle fasce più deboli delle
popolazioni; positiva perché lo spazio euromediterraneo può costituirsi come
luogo privilegiato in cui far nascere il riscatto globale basato su un sistema
di etica e di valori e non sull'anarchia dei mercati. Se, da un lato,
l'economia non può essere separata dagli ambiti culturali e sociali, dall'altro
è indispensabile proprio in questo momento di crisi mondiale coinvolgere i
giovani in questo processo: essi devono diventare i protagonisti di una nuova
era in cui le idee, i saperi e la costruzione di una coalizione di valori e di
interessi condivisi possano costituire i pilastri fondamentali per costruire
una società euromaghrebina ed euromediterranea capace di promuovere i valori
universali della democrazia, dei diritti e del co-sviluppo sostenibile. Quali
stimoli le vengono dai giovani? Molteplici. Personalmente sono orgoglioso
dell'apprezzamento verso la Fondazione Mediterraneo e dell'adesione al nostro
organismo da parte delle principali reti di giovani. Un motivo maggiore di
soddisfazione proviene dalla scelta dei giovani: euromaghrebini hanno infatti
proposto di svolgere le loro principali azioni nella città di Napoli e in
Campania; tra esse cito la Maison des Alliances, il Forum Euromaghrebino dei
Giovani e la Carovana della Gioventù. La Maison des Alliances che obiettivi
persegue? Riunire periodicamente i responsabili della società civile, i
decisori d'istituzioni e organismi internazionali al fine di realizzare azioni
comuni evitando duplicazioni e perdita di risorse. Come sarà organizzata la
Carovana della Gioventù? Partirà da Napoli e sarà circolare. Passerà per
Tripoli (Libia), Tunisi e Sfax (Tunisia), proseguirà per Algeri e Orano
(Algeria), Oujda e Tangeri (Marocco), Siviglia, Murcia e Barcellona (Spagna)
Montpellier e Marsiglia (Francia), Genova e poi a Napoli per le conclusioni
finali. Queste tre azioni come possono interagire con il Forum Universale delle
Culture? In maniera naturale, direi. Lo spazio euromediterraneo e quello
euromaghrebino costituiscono il centro delle civiltà e i giovani sono i
protagonisti cui affidare le speranze per un futuro di pace e di sviluppo
condiviso. A condizione che si ascoltino e si attuino le loro proposte
concrete. Per questo la Fondazione ha voluto sostenere, tra l'altro, la
creazione di una radio euromaghrebina: uno strumento per promuovere la
creazione del Grande Maghreb e con essa maggior progresso. Pensi che se non ci
fossero problemi tra Algeria e Marocco e con la Libia - con la conseguente
possibilità di libero scambio di persone e merci - il PIL dei 5 Paesi
Maghrebini (Libia, Tunisia, Marocco, Algeria e Mauritania) aumenterebbe
immediatamente del 2 per cento. E' questa la strada da percorrere. del
22-10-2008 num.
( da "Asca" del 22-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
(ASCA) - Palermo, 22
ott - L'Assemblea regionale siciliana, nella seduta di ieri, ha approvato, a
scrutinio segreto, la legge sugli ''Interventi in favore dello svolgimento
dell'attivita' sportiva connessa all'esercizio del gioco del golf''.
Soddisfazione e' stata espressa da parte dell'assessore regionale al Bilancio e
Finanze, Michele Cimino, che ha affermato: ''Finalmente l'Ars ha dato il via
libera al provvedimento che consentira' di potere far diventare la Sicilia una
meta ambita per i golfisti. Anche la provincia di Agrigento cosi' ne potra'
trarre un grosso beneficio economico per la realizzazione del resort di Rocco
Forte. Si sblocca - ha concluso - questo importante investimento che
consentira' a Sciacca di far crescere la propria economia facendola diventare
un polo d'attrazione internazionale''. E' stato rinviato, invece, il disegno di
legge sulla riforma della burocrazia regionale. L'aula, difatti, ha approvato la proposta del
capogruppo dell'Udc, Rudi Maira, di approfondire in commissione il disegno di
legge dopo che la giunta regionale aveva inserito un emendamento che prevede
che bastera' un decreto del presidente della Regione e non piu' una delibera di
giunta per nominare i nuovi dirigenti generali degli assessorati. L'Ars,
inoltre, ha approvato un ordine del giorno presentato dai deputati del PD,
primo firmatario Giovanni Barbagallo, che impegna il presidente della Regione
''ad adottare le iniziative necessarie, nei confronti del governo centrale,
perche' siano adottati gli interventi necessari a favore del personale precario
delle sezioni di Palermo e Catania dell'Istituto nazionale di Vulcanologia''.
La prossima seduta dell'Assemblea regionale siciliana si terra' domani, alle
ore 12, con all'ordine del giorno l'esame di un disegno di legge sui danni
causati dal sovrappopolamento dei cinghiali nei monti siciliani. dod/map/lv
(Asca).
( da "Sestopotere.com" del 22-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
(22/10/2008 12:04) |
(Sesto Potere) - Modena - 22 ottobre 2008 - Per i modenesi amanti del caffe' al
bar non sono in vista innalzamenti di prezzo. Ad affermarlo sono Fiepet Confesercenti,
Fipe Confcommercio, Lapam Licom e Cna.Com che informano come non sia in atto
nessuna corsa verso l'alto dei prezzi dell'espresso. I dati statistici rilevati
dall'osservatorio prezzi del Comune di Modena, infatti, "evidenziano
inequivocabilmente come il prezzo della tazzina di caffe' abbia seguito negli
ultimi anni l'andamento del tasso di inflazione reale- spiega un comunicato
congiunto delle associazioni-, basti pensare che il prezzo medio rilevato
dall'osservatorio e' passato nel periodo gennaio 2005 settembre 2008 da
( da "Stampa, La" del 22-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
PUNTO DI RIFERIMENTO
PER L'INTERO SETTORE Impresa Zurlo, serietà nelle onoranze funebri Serietà e discrezione:
sono queste le caratteristiche indispensabili per organizzare un funerale.
Sotto la cupola di San Gaudenzio l'impresa dei fratelli Zurlo da sempre
rappresenta un punto di riferimento per l'intero settore. Nota per la sua
competenza, l'impresa Zurlo è anche l'unica affiliata alla Socrem, associazione
novarese senza fini di lucro che da sempre si occupa di cremazioni.
"Questo ci permette - sottolinea uno dei soci, Gianni Zurlo - di offrire i
medesimi servizi di tutte le altre imprese a prezzi concorrenziali, che
permettono ai nostri clienti di risparmiare fino al 50% sul costo dell'intera
cerimonia". Perdere una persona cara è sempre un momento difficile
dell'esistenza. Dallo stordimento dei primi momenti alla presa di coscienza
della mancanza fino all'elaborazione del lutto: è un percorso in salita che
tutti prima o poi sono chiamati ad affrontare. In quei momenti però oltre al
dolore e alla comprensibile necessità di rimanere soli per accettare quanto
accaduto, occorre trovare tempo da dedicare alle esequie, alle pratiche
burocratiche a tutto l'insieme di incombenze che forma il rito sociale
dell'addio. Ecco perché prima di tutto serve un aiuto, un professionista
qualificato che, se necessario, pensi a tutto, per liberare la famiglia del
defunto dagli obblighi della società permettendole di ritrovare l'intimità
necessaria ad elaborare il lutto. Trovare tutto questo all'interno di ciò che
comunemente viene chiamato il business del caro estinto spesso però non è
semplice. "La nostra impresa offre servizi - sottolinea Zurlo - tutti noi
soci abbiamo altre attività, questo per noi vuole essere un servizio in più,
non un modo per guadagnare". Ecco perché l'organizzazione di un funerale,
infatti, a volte non è cosa semplice: oltre alla cerimonia occorre pensare alle
paratie, ai fiori, alla burocrazia, alle foto, ai manifesti funerali, all'allestimento della camera
mortuaria. La caratteristica principale che contraddistingue poi una buona
impresa è l'attenzione nel rapportarsi con la famiglia, una dote necessaria per
lavorare in un settore tanto delicato, che prima delle cifre e dei numeri ha
bisogno soprattutto di umanità. Nonostante tutto questo però il rito
funebre sta cambiando con gli anni. "Le cremazioni stanno aumentando
notevolmente anche nel Novarese - sottolinea zurlo - soprattutto da quando la
chiesa ha dato il suo benestare". Oltre a questo poi per i funerali è
sempre più richiesta una generale sobrietà: "Sono sempre di meno le
persone pronte a spendere migliaia di euro in fiori e casse costose - aggiunge
Zurlo - sempre di più vengono organizzate raccolte fondi da destinare ad
associazioni senza fini di lucro. Le esequie diventano sobrie e intime,
raccolte. Il funerale ingombrante e sontuoso ha lasciato spazio a cerimonie
raccolte, in cui sia il ricordo ad avere un senso e non il lusso fine a se
stesso". Con la sua sede in via Dominioni, l'impresa Zurlo è una delle più
note in città. "Le cerimonie sono sempre personalizzate - sottolinea il
responsabile - e spesso le richieste della famiglia sono le più
disparate". Tanti e diversi gli oggetti che accompagnano il defunto nel
suo ultimo viaggio: "Dal giornale del giorno del decesso - evidenzia Zurlo
- ai ninnoli di famiglia, alle foto". Oggetti per ricordare e ricordarsi,
che fanno parte del rito dell'addio. E per quanto riguarda le altre confessioni
religiose? "Siamo in grado di organizzare la spedizione di salme in tutto
il mondo - racconta Zurlo - questo settore però non è che una nicchia. forse
nei prossimi anni aumenterà, ma per il monto gli immigrati che vengono in
Italia per lavorare sono tutti giovani". Il funerale quindi come rito
sociale ha bisogno di professionisti. "Fra il business del caro estinto -
conclude Zurlo - noi vogliamo essere differenti. Meno business più servizi,
questa è la nostra filosofia. Per soddisfare le richieste della famiglia in
modo professionale e serio da sempre".
( da "HelpConsumatori" del 22-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
News SALUTE. L'80%
degli italiani chiede che vengano somministrati oppiacei per il controllo del
dolore 22/10/2008 - 14:31 Non soffrire è un diritto fondamentale dei cittadini
costretti a confrontarsi con malattie lunghe e dolorose. Lo rivela un'indagine
IPSOS presentata in occasione del XV appuntamento nazionale della Società
Italiana di Cure Palliative (SICP). Lo studio rivela anche come - nonostante il
preoccupante vuoto legislativo - sia cresciuta rispetto al passato, la
notorietà, la percezione di necessità e utilità delle cure palliative. In
Italia, le cure palliative si trovano infatti in questo momento storico di
fronte a molte questioni aperte, che ne decideranno il futuro nel prossimo anno
e comunque nel corso di questa legislatura. E' ormai ventennale la storia della
SICP, un movimento creato per sostenere il diritto alla dignità dei malati
nella fase finale loro vita. Ma nonostante l'approvazione dell'opinione
pubblica, il rispetto delle famiglie dei malati terminali e delle Istituzioni,
le soddisfazioni per le conquiste ottenute da tutti gli operatori del settore
hanno oggi un retrogusto amaro. E' ancora tutta da sbrogliare, infatti, la
matassa relativa alle normative e alla prescrizione di alcuni farmaci, per non
parlare di temi sensibili, come il testamento biologico. Questa situazione di
vuoto legislativo genera una conseguente incertezza per tutti operatori
sanitari coinvolti e, soprattutto, per le oltre 250.000 famiglie di malati
terminali presenti sul territorio nazionale. L'occasione per tentare di dare
delle risposte è fornita dal XV Congresso nazionale della SICP (www.sicp.it),
un appuntamento annuale che quest'anno si terrà dal 3 al 6 novembre prossimo,
presso i Giardini Naxos di Taormina, in Sicilia. Visto il costante
invecchiamento della popolazione, la medicina palliativa è destinata ad avere
in futuro un ruolo sempre più importante, così come viene spiegato anche da un
recente rapporto del Parlamento europeo. "Non esiste però al momento una
legge nazionale unitaria che regoli l'applicazione delle cure palliative - ha
affermato il presidente della SICP Giovanni Zaninetta, direttore medico
dell'Hospice Domus Salutis di Brescia - anche se non sono mancati in passato e
neppure oggi interessanti Disegni di Legge o Decreti Legge".
"Abbiamo, infatti, salutato con favore - ha continuato Zaninetta - la
riapertura del dibattito alla Camera in commissione Affari Sociali che, secondo
le intenzioni di alcuni dei promotori dei DDL, dovrebbe portare a una legge
unitaria sulle cure palliative ma ci chiediamo, anche alla luce della lettura
dei testi, se sarà una legge che si limiterà a ribadire dei principi o se sarà
invece in grado di incidere in maniera significativa nell'evoluzione del
'movimento hospice' attivo ormai da oltre 20 anni in italia ". Durante il
Congresso è stata presentata l'indagine demoscopica IPSOS voluta dalla
Federazione Cure Palliative (FCP, www.fedcp.org) che ha replicato, nel disegno,
quella compiuta nel 2000 su un analogo campione di circa 800 persone e relativa
al livello di conoscenza e percezione degli italiani sulle cure palliative.
"Rispetto ai risultati emersi dall'indagine condotta nel 2000, la quota di
persone che ha dichiarato di sapere cosa sono le cure palliative è aumentata di
circa sette punti percentuali, passando dal 38% al 45%", ha aggiunto
Zaninetta, precisando che l'errore più frequente osservato nel campione
intervistato consiste nel confondere le cure palliative con quelle omeopatiche
(21%). È cresciuto peraltro anche il livello di informazione sulle strutture
che forniscono cure palliative, passato dall'11% al 20%. Più informate
risultano essere inoltre le persone occupate, tra i 35 e i 55 anni, residenti
nelle regioni a del nord Italia. Ma il dato più confortante è il grado di
consapevolezza dei cittadini sul diritto alle cure palliative: l'80% le ritiene
utili, necessarie e di competenza principalmente del Sistema Sanitario
Nazionale. Per quanto riguarda le strutture hospice e il loro modello
organizzativo, solo il 24% dichiara di esserne a conoscenza: la maggior parte
della popolazione, in caso di necessità, preferirebbe comunque l'assistenza
domiciliare (70%) all'hospice (21%). L'ultima e inedita domanda rivolta al
campione intervistato riguardava l'uso degli oppiacei per il controllo del
dolore severo: oltre l'80% dei cittadini intervistati ha dichiarato di
approvare l'utilizzo di questi farmaci. Il dato interessante è che questa
necessità è espressa con più forza dai soggetti che dimostrano di possedere un
elevato livello di informazione (89%) e in particolare da coloro che hanno
avuto purtroppo familiarità con il problema (88%). "Se pur è confortante
rilevare che quasi tutti i cittadini italiani ritengono le cure palliative un
diritto acquisito e l'uso degli oppiacei necessario - ha precisato Francesca
Crippa Floriani, presidente della Fondazione Crippa Floriani (FCP) - bisogna prendere atto che in gran parte del Paese questo diritto
non è fruibile e l'uso di questi farmaci è ancora ostacolato dalla burocrazia che ne ostacola la
somministrazione". Secondo Furio Zucco, presidente del Comitato
Scientifico del Congresso e direttore dell'Unità di Cure Palliative, Terapia
del dolore, Hospice e Ospedalizzazione domiciliare dell'Azienda Ospedaliera 'G.
Salvini', di Garbagnate (MI), nonostante l'ampio consenso popolare relativo
all'uso di farmaci in grado di alleviare le sofferenze e il dolore, nessun
segnale di impegno concreto è sinora arrivato dal nuovo Parlamento in merito
alla semplificazione della prescrizione degli oppiacei, necessari per una buona
terapia del dolore dei malati terminali. "Com'è possibile - chiede Zucco -
che questo Paese, nonostante il volere dei cittadini , sia ancora il fanalino
di coda nell'utilizzo di questi farmaci fondamentali per il controllo del
dolore severo e non solo di quello nei malati affetti da tumore?". È
prevista nei prossimi giorni la definizione e approvazione di nuovi parametri
LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) e l'inclusione al loro interno di
specifici interventi di cure palliative, sia al domicilio sia in hospice.
"Tutti gli operatori sanitari che si occupano di dolore si augurano che
l'iter legislativo intrapreso durante la scorsa legislatura riparta al più
presto - ha concluso infine Zucco - i nuovi LEA delle cure palliative sono
necessari per superare le disomogeneità oggi presenti tra regione e regione,
che caratterizzano uno dei più grossi limiti di questa medicina, che vede
alcune regioni offrire un servizio avanzato mentre altre sono in forte ritardo
rispetto alla loro stessa programmazione". 2008 - redattore: FC.
( da "SaluteEuropa.it" del 22-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Le Cure Palliative
in Italia si trovano in questo momento storico di fronte a molte, troppe questioni
aperte, che ne decideranno il futuro nel prossimo anno e comunque nel corso di
questa legislatura. La storia di questo movimento, nato e cresciuto per dare
dignità ai malati al termine della loro vita, approvato e rispettato non solo
dalle famiglie dei malati terminali ma anche dalle Istituzioni e dall'opinione
pubblica in genere, è ormai ventennale. Ma le soddisfazioni per le conquiste
ottenute da tutti i professionisti, i volontari e le strutture impegnate, hanno
oggi un retrogusto amaro. Ancora da sbrogliare, infatti, la matassa che
contiene le normative, la prescrizione di alcuni farmaci e temi delicati come
il testamento biologico. Con una conseguente incertezza per operatori sanitari
e, soprattutto, per le oltre 250.000 famiglie di malati terminali presenti sul
territorio nazionale. L'occasione per trovare le risposte necessarie viene
dall'appuntamento annuale del XV Congresso nazionale della Società Italiana di
Cure Palliative (SICP, www.sicp.it), che quest'anno si tiene dal 3 al 6
novembre presso i Giardini Naxos di Taormina in Sicilia. "La nostra
medicina è chiamata in futuro ad avere un ruolo sempre più importante per
l'invecchiamento della popolazione, come recita anche un recente rapporto del
Parlamento europeo", afferma il Presidente della SICP Giovanni Zaninetta,
Direttore Medico Hospice Domus Salutis di Brescia, Direttore Centro Studi Domus
Salutis di Brescia. "Non esiste però al momento una legge nazionale
unitaria che regoli l'applicazione delle cure palliative, anche se non sono
mancati in passato e non mancano nemmeno oggi degli interessanti DDL o Decreti
di Legge. Abbiamo, infatti, salutato con favore continua Zaninetta - la
riapertura del dibattito alla Camera in commissione affari sociali che, secondo
le intenzioni di alcuni dei promotori dei DDL, dovrebbe portare a una legge
unitaria sulle cure palliative ma ci chiediamo, anche alla luce della lettura
dei testi: sarà una legge che si limiterà a ribadire dei principi o sarà in
grado di incidere in maniera significativa nell'evoluzione del "movimento
hospice" italiano?". Durante il Congresso verrà presentata
un'indagine demoscopica IPSOS voluta dalla Federazione Cure Palliative (FCP,
www.fedcp.org) che ha replicato, nel disegno, quella compiuta nel 2000 su un
analogo campione di circa 800 persone e relativa al livello di conoscenza e
percezione degli italiani sulle cure palliative. Rispetto al 2000 la quota di
persone che ha dichiarato di sapere cosa sono le cure palliative è aumentata di
circa 7 punti in percentuale, passando dal 38 al 45%. L'errore più frequente è
quello di confondere le cure palliative con quelle omeopatiche (21%). È
cresciuto anche il livello di informazione sulle strutture che forniscono cure
palliative, passando dall'11 al 20%. Più informate risultano essere le persone
occupate, tra i 35 e i 55 anni, residenti al Nord. Il dato più confortante è il
grado di consapevolezza dei cittadini sul diritto alle cure palliative: l'80%
le ritiene utili, necessarie e di competenza principalmente del Sistema
Sanitario Nazionale. Per quanto riguarda le strutture hospice e il loro modello
organizzativo solo il 24% ne è a conoscenza. La maggior parte della
popolazione, in caso di necessità, preferirebbe l'assistenza domiciliare (70%)
all'hospice (21%). L'ultima e nuova domanda rivolta al campione riguardava
l'uso degli oppiacei per il controllo del dolore severo. Oltre l'80% della
popolazione ha dichiarato di approvarlo. Questa necessità è espressa con più
forza dai soggetti che dimostrano di possedere un elevato livello di informazione
(89%) e in particolare da coloro che hanno avuto familiarità con il problema
(88%). "Se da un lato è confortante rilevare che quasi tutti i cittadini
italiani ritengono le cure palliative un diritto acquisito e l'uso degli
oppiacei necessario - afferma Francesca Crippa Floriani, Presidente FCP -
dall'altro bisogna prendere atto che in gran parte del Paese questo diritto non
è fruibile e l'uso dei farmaci è ancora ostacolato dalla burocrazia che li imbriglia".
"Nonostante questo ampio consenso popolare relativo all'uso di farmaci in
grado di alleviare le sofferenze e il dolore - aggiunge Furio Zucco, Presidente
del Comitato Scientifico del Congresso e Direttore dell'Unità di Cure
Palliative, Terapia del dolore, Hospice e Ospedalizzazione domiciliare,
dell' Azienda Ospedaliera G. Salvini', Garbagnate (MI) - nessun segnale di
impegno concreto è sinora arrivato dal nuovo parlamento in merito alla
semplificazione della prescrizione degli oppiacei, necessari per una buona
terapia del dolore dei malati terminali. Come è possibile che questo Paese,
nonostante il volere della gente, sia ancora il fanalino di coda nell'utilizzo
di questi farmaci fondamentali per il controllo del dolore severo, non solo di
quello nei malati affetti da tumore?" È prevista in questi giorni la
definizione e la approvazione dei nuovi LEA e l'inclusione al loro interno di
specifici interventi di cure palliative, sia al domicilio sia in hospice,
"Tutti gli operatori sanitari che si occupano di dolore si augurano che
l'iter legislativo intrapreso durante la scorsa legislatura riparta al più
presto." afferma Zucco "I Livelli Essenziali di Assistenza delle cure
palliative sono necessari per superare le disomogeneità oggi presenti tra
regione e regione, che caratterizzano uno dei più grossi limiti di questa
medicina, che vede alcune regioni offrire un servizio avanzato ed altre essere
in forte ritardo rispetto alla loro stessa programmazione". Quest'anno il
Congresso della SICP si focalizzerà principalmente sui malati terminali che non
hanno accesso a un programma di cure palliative. Stiamo parlando in particolare
dei malati terminali non oncologici. "Ogni anno in Italia ci sono 250.000
malati terminali, di cui 160 mila oncologici e 90 mila affetti da altre
patologie cardiache, respiratorie, neurologiche, che dovrebbero avere diritto a
un'assistenza di fine vita in strutture dedicate, gli hospice, o a domicilio,
con personale adeguato e preparato - spiega Zucco - Solo il 40% dei malati
oncologici attualmente ha accesso a un programma di cure palliative ma,
purtroppo, solo meno dell'1% dei non oncologici. Tutti gli altri vengono
assistiti in maniera estemporanea e discontinua.. E questo a distanza di 10
anni dalla legge 39, la legge che ha finanziato le regioni per la realizzazione
degli hospice". Piergiorgio Welby prima, ed Eluana Englaro poi. Due storie
drammatiche che si intrecciano negli anni a formare un tessuto sociale e
culturale fatto di dolore ma anche di coraggio e rispetto e che coinvolge i
pazienti e soprattutto i familiari. La SICP si è trovata coinvolta più volte
nel dibattito con una posizione ben chiara. "Come SICP ribadiamo che gli
hospice non danno giudizi di merito rispetto alle ragioni per cui sono chiamati
ad alleviare la sofferenza delle persone. E' però chiaro il nostro concorde
diniego delle cure palliative all'eutanasia illustra Zaninetta per la natura
stessa di una medicina che dà importanza agli ultimi giorni di vita di ogni
persona, fino alla fine". Per questo la SICP accoglie positivamente
l'attuale posizione di apertura verso una legge, questa volta su iniziativa del
Senato, che regoli le Direttive Anticipate di volontà "a condizione che
vadano nella direzione del rispetto dell'interesse vero e concreto del
malato". La SICP ha già avuto modo di ribadire il proprio favore per
l'introduzione delle Direttive Anticipate in Italia, con un Documento del
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 22-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Schiavon vuole un
tribunale più moderno: "Gli atti andranno via internet" Atti
giudiziari on-line per dire addio alle lungaggini della burocrazia. È la ricetta del presidente
del Tribunale Giovanni Schiavon per risolvere i problemi organizzativi di
palazzo di giustizia, a cominciare dal settore civile. E' proprio da qui che
partirà entro la fine dell'anno la sperimentazione della posta elettronica come
strumento di comunicazione principale dal Tribunale: non appena ci si
attrezzerà, possibilmente con apparecchi in comodato d'uso, per la scansione
dei documenti, dalle sezioni civili partiranno notifiche e tutti i documenti
necessari per far andare avanti i procedimenti. Di questo è già stato avvisato,
con una lettera, l'Ordine degli avvocati. Questi ultimi sono anzi stati
sollecitati da Schiavon a dotarsi a loro volta di un indirizzo di posta
elettronica e a comunicarlo a palazzo di giustizia.La novità è emersa ieri
durante l'incontro con il personale amministrativo voluto dal nuovo presidente
del Tribunale, che lunedì si era invece confrontato con i rappresentanti
sindacali del personale. Due momenti giudicati positivi da Schiavon, che fin
dal momento del suo insediamento aveva rimarcato più volte l'importanza di
snellire le procedure, intraprendendo autonomamente prassi virtuose senza
attendere soluzioni calate dall'alto, e adottando, a livello pratico, tutti i sistemi
che la tecnologia mette ora a disposizione per rendere il lavoro più semplice e
veloce. Quello trevigiano potrebbe così diventare il quarto Tribunale italiano
a optare per gli atti on-line. A Milano e Napoli la sperimentazione via posta
elettronica delle notifiche dei processi civili è già iniziata questo mese,
mentre entro la fine del 2008 dovrebbe partire anche Verona.Uno strumento che
la legge consente, sottolinea Schiavon, l'utilizzo dell'e-mail. Perché allora
non approfittarne? In questo modo, agli ufficiali giudiziari saranno
risparmiate le lunghe e dispendiose trafile per consegnare di persona migliaia
di notifiche. Consentito, al massimo, qualche fax. Ma anche quello appartiene a
un'epoca ormai superata. Ora, dunque, basta trovare gli scanner. Ne bastano tre
fa sapere il presidente del Tribunale - Uno per ogni sezione civile e uno alle
esecuzioni e ai fallimenti. Inutile dire che soldi non ce ne sono, per
acquistarli. Meglio quindi se qualcuno si facesse avanti, offrendoli in
comodato.Lina Paronetto.
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 22-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Troppi
laureati, pochi operai" Mancano specializzati. Manifatturiero e
artigianato ok, agricoltura senza strutture Pieve di SoligoAziende della Marca
e Quartiere del Piave organizzate e ottimiste, giovani che lasciati i libri di
greco e latino diventano tecnici specializzati, rilancio dei prodotti tipici e
delle bellezze nostrane. Ecco come rendere competitivo ed attrattivo il
territorio. La ricetta affiora a conclusione degli interventi dei quattro super
presidenti come li chiama il senatore Maurizio Castro, capogruppo del Pdl
Commissione Lavoro, seduti ai banchi del Laboratorio di Marca a sfornare un
modello integrato per lo sviluppo economico e civile della Marca e del Quartier
del Piave.Si sono riuniti a Pieve di Soligo, l'altra sera, Fulvio Brunetta
presidente Coldiretti, Guido Pomini presidente Confcommercio, Mario Pozza
presidente Confartigianato e Alessandro Vardanega presidente Unindustria.
Ciascuno portavoce delle richieste dal mondo dell'agricoltura, commercio,
artigiani e industrie della Marca. Su tutti incombe un unico denominatore: la
crisi delle banche e dei mercati. La base di partenza viene disegnata dalla
ricerca della Fondazione Nord Est e dal suo presidente Daniele Marini: una
popolazione che invecchia, infrastrutture insufficienti, settore del legno,
tessile e abbigliamento in calo. Meccanica, filiera agro alimentare e
riciclaggio dei materiali in crescita.Il numero medio di figli per famiglia è
pari a 1,3, in leggera crescita per la presenza di famiglie extra comunitarie.
"Il nostro è un territorio attrattivo soprattutto per gli immigrati
commenta Marini si pensi al lavoro nelle imprese e nelle famiglie, come colf e
badanti". Una popolazione che invecchia: i prossimi anni il numero di
ultra ottuagenari e di giovani sotto i 14 anni saranno pari. Sarà vitale fare
ricorso alle forze immigrate: "Per il 2026 si preannuncia un ingresso di
36mila persone tra i 20 e i 59 anni per sostenere l'attuale struttura sociale e
questo per la mancanza di giovani locali". Riguardo alla situazione
giovanile Marini spiega: "Servono tecnici specializzati preparati; non
solo liceali". Dalla Confartigianato Mario Pozza rilancia gli istituti
professionali: "Basta con le scuole di serie C, si tende a mandare i
propri figli nei licei, le scuole di serie A. Corsi di Scienza del paesaggio non
servono; inutile andare a studiare Filosofia o Scienze della comunicazione.
Tanto nel nostro territorio non si trova lavoro; un buon meccanico, idraulico o
posatore trova subito un impiego a differenza di un medico che mette a frutto
la laurea a 40 anni".Unindustria lancia un messaggio ottimista:
"Servono pragmatismo e trasparenza; le imprese devono organizzarsi"
puntando sulla capacità di riscatto e snocciola esempi. Il percorso di
sostenibilità Emas intrapreso dai 14 comuni dell'opitergino mottense per la
certificazione ambientale delle aziende, l'unione tra
Unindustria Treviso e Confindustria Venezia per creare nuovi servizi e ancora
alloggi per gli immigrati e asili nido aziendali. Dall'agricoltura Brunetta
lancia un appello: "Se la burocrazia nascesse nei nostri campi saremmo ricchi. Spero si inventi al
più presto un diserbante per contenerla".Erica Bet.
( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del
22-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'assessore alla
Sicurezza commenta la proposta lanciata dal gruppo consiliare del Popolo della
Libertà "La polizia regionale costa troppo" Seganti: "Meglio
puntare su una piccola task force che dipenda dal comandante di Trieste"
TriesteNOSTRO INVIATONon ci sarà alcuna polizia locale regionale. La riforma
presentata dall'assessore regionale alla Sicurezza, la leghista Federica
Seganti, avverrà su base comunale per la semplice ragione che percorrere altre
e più ampie strade sarebbe economicamente insostenibile.L'esponente della
Giunta spiega che sia il Pacchetto già presentato alla maggioranza che la
proposta consiliare avanzata dal Pdl "perseguono il medesimo obiettivo,
cioè garantire maggiore sicurezza e migliore percezione della sicurezza
medesima", tuttavia lo fanno in maniera diversa.Spese pazze. Difatti
"regionalizzare i 1.100 agenti di polizia comunale attualmente in servizio
sul territorio del Friuli Venezia Giulia significherebbe aumentare del 25,
forse anche del 30 per cento l'organico dell'Amministrazione regionale".
Come dire una spesa vertiginosa che nessuno potrebbe affrontare stanti le
difficoltà di bilancio e di debito pubblico che gravano sui conti, a meno di
non manifestare l'esplicita intenzione di "andare a Roma e rinegoziare con
il Governo il nostro patto di stabilità", cosa che non appare
credibilmente praticabile. Varare la riforma a livello comunale, però,
"significa maggiore complessità e un più deciso rigore sia da parte dei
sindaci che della Regione".Formazione globale. Tuttavia la Regione
"garantirà una formazione permanente, di alto livello e uniforme a tutte
le polizie locali", promette Federica Seganti, attraverso l'istituzione di
una scuola (che qualcuno ha già chiamato "accademia") che gestisca
corsi obbligatori anche per chi si trova già in servizio". Inoltre
"ci occuperemo noi, per conto degli enti locali, di tutta la modulistica, di molti aspetti di burocrazia e della localizzazione anno per anno in luoghi diversi dei
corsi, a seconda di dove si troverà di volta in volta il maggior numero di
frequentanti". E poi "aiuteremo ciascun Comune a predisporre il bando
per indire i concorsi e assumere nuovo personale da destinare alla
sicurezza". Volontari. Anche loro, vagliati uno per uno per
verificarne i requisiti, "saranno organizzati su base comunale e impiegati
sulla scorta di esigenze che ciascuna amministrazione municipale riterrà
opportuno o necessario affrontare". L'assessore Seganti aggiunge che "saranno
iscritti in un albo e sottoposti a loro volta a un'adeguata formazione",
sebbene in caso di ex appartenenti alle forze dell'ordine questo passaggio sarà
meno importante: si tratta di persone già esperte. Nessuno percepirà un
centesimo, trattandosi di "volontariato allo stato puro". Saranno
risorse per le ronde in stile padano? "No, questa è piuttosto un'occasione
straordinaria per diffondere la cultura civica", risponde l'assessore.
"Il massimo sarebbe che tutti i cittadini del Friuli Venezia Giulia
fossero iscritti a questo albo, così la coscienza civica raggiungerebbe sul
territorio i massimi livelli".La task force.Altra cosa era e rimane una
forza d'impiego rapido composta dagli elementi migliori delle polizie comunali
con l'opzione di poterli integrare con personale forestale nei casi in cui la
tipologia d'intervento lo renda consigliabile. Il coordinamento sarà affidato
alle mani esperte del comandante della Polizia comunale di Trieste, il più alto
in grado nella regione. Ma quali saranno i tipi d'intervento? "Grandi
eventi, esigenze di prevenzione su vasta scala". E anche disgrazie e
cataclismi? "Per quelle abbiamo un'ottima Protezione civile
regionale", taglia corto Federica Seganti. I progetti approvati. E se la
stragrande maggioranza dei progetti di videosorveglianza e formazione-sicurezza
proposti da Comuni e province sta passando la valutazione degli uffici
regionali, "lo dobbiamo alla consulenza e ai confronti quotidiani, quanto
gratuiti, che Polizia e Carabinieri hanno assicurato nella preparazione delle regole
e nella loro applicazione pratica".Maurizio Bait.
( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 22-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
API UDINE Gli
imprenditori all'assessore Savino: "Irap, premiare chi investe e ampliare
i beneficiari" UdineLe aspettative delle piccole e medie imprese friulane
per un Finanziaria 2009 orientata allo sviluppo e agli investimenti, anche
passando attraverso una politica di tagli delle spese improduttive e di
alleggerimento e semplificazione della burocrazia regionale e degli enti locali
(a cominciare dagli strumenti di promozione del sistema produttivo come la
legge "Bertossi" e quella su ricerca ed innovazione) sono state
illustrate dal presidente dell'Api di Udine, Massimo Paniccia,all'assessore
regionale alle Risorse economiche e finanziarie Sandra Savino in un incontro
con il Consiglio generale dell'Api.Savino, illustrando le linee generali
della prossima finanziaria, ha ricordato che il pareggio di bilancio sarà
raggiunto sui 5 miliardi di euro, di cui 2,2 miliardi saranno assorbiti dalle
spese sanitarie, i cui incrementi sono valutabili in circa il 6\% annuo. Sul
versante delle spese ha anticipato che saranno inevitabili tagli per almeno il
3\%, ma ha anche osservato che si sta lavorando al piano degli investimenti in
infrastrutture, senza le quali "non è possibile pensare allo sviluppo del
territorio".Una razionalizzazione riguarderà anche le partecipazioni della
Regione nelle varie finanziarie, come Friulia e Finest, sempre in una logica di
promozione dei settori economici e di sostegno delle imprese in una fase
internazionale straordinariamente critica sotto il profilo della
finanziario.Per quanto riguarda l'Irap (stimata in 50 milioni di euro) e i
criteri di riduzione delle aliquote nei confronti delle imprese l'assessore
alle Finanze, nel ricordare che essa costituisce di gran lunga la principale
fonte delle entrate regionali, ha preso atto delle posizioni espresse da
Paniccia e dagli altri rappresentanti dell'Api circa l'opportunità di premiare
attraverso questa leva fiscale chi investe sul fattore umano e sulle capacità
professionali, di allargare la platea a un maggior numero di imprese, specie
piccole e medio-piccole che in passato sono rimaste ai margini delle operazioni
di questa manovra e di rendere accessibile il beneficio della riduzione alla
generalità del settore manifatturiero, il vero elemento trainante dell'economia
nazionale e regionale.Da ultimo, da parte delle Pmi è giunta una viva
sollecitazione a tutelare la specialità della Regione - che si sa essere
osteggiata dalle Regioni a statuto ordinario - trovandosi, anche in questo in
sintonia con Savino. Anche a suo vedere, infatti, quelli che per altri
costituisce un irragionevole privilegio, è in realtà un fattore decisivo, che
origina da una determinata storia, sancita con legge costituzionale, ma anche
dalla necessità, rispondente a un interesse nazionale, di mantenere livelli
adeguati di attrazione economica verso nazioni confinanti come l'Austria e, più
ancora, la Slovenia che, a dispetto di tutto, rappresentano una diretta
concorrenza per la nostra economia.
( da "Vita non profit online" del 22-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Reading time: 3
minutes --> di Redazione - pubblicato il 22 Ottobre 2008 alle 17:23
Un'opportunità anche per il non profit è divenuto esecutivo, a seguito del
parere favorevole della Corte dei Conti, il decreto varato dal
sottosegretariato alla Presidenza del Consiglio con delega al turismo, Michela
Vittoria Brambilla, che stabilisce l'erogazione di 'buoni vacanze da destinare
alle famiglie disagiate che sarà erogato in proporzione al reddito ed al numero
dei componenti del nucleo familiare.Per l'operatività del provvedimento,
mancano i regolamenti di attuazione. L'esecutivo conta di renderli disponibili
già dal 2009. I parametri individuati dal Governo per accedere al beneficio
prevedono: per l'unità singola il bonus dello Stato sarà, per un tetto di spesa
non superiore a 500 euro, del 45, 30 e 20% per redditi che non superino
rispettivamente i 10, 15 e 20 mila euro l'anno; per due unità familiari, il
contributo avrà identiche proporzioni ma per redditi fino a 25 mila euro e per
un tetto massimo di spesa di 785 euro. Per tre unità familiari il bonus sarà
calcolato, per redditi non superiori a 30 mila euro l'anno, su un totale di
spesa di 1020 euro. Per le famiglie composte infine da quattro o più unità e
con reddito complessivo fino a 35 mila euro il contributo potrà incidere,
sempre nelle stesse proporzioni, su un tetto massimo di spesa di 1230 euro. Il
governo ha posto due clausole per l'erogazione del bonus. La prima è che il
dipartimento del turismo potrà stipulare convenzioni con soggetti che, indicati
sia dall'Anci che dal non profit, siano di comprovata affidabilità per quanto
riguarda trasparenza e funzionalità di gestione nell'erogazione di questi
fondi.La seconda è che questi bonus potranno essere utilizzati dalle famiglie
per vacanze al mare, in montagna o di carattere termale in tutto l'arco
dell'anno ad eccezione però dei periodi che vanno dalla prima settimana di
luglio all'ultima settimana di agosto e dal 20 dicembre al 6 gennaio.
"Stiamo già elaborando" - ha detto il sottosegretario Brambilla -
"i regolamenti di attuazione in modo che gli strumenti necessari per
l'erogazione di questi bonus possano essere operativi già dall'inizio del
prossimo anno e quanto prima, presso il mio dipartimento, sarà anche
disponibile un numero verde per avere tutte le informazioni del caso. Con un impegno ulteriore da parte mia perché questi fondi,
superando ogni possibile ostacolo della burocrazia, non solo vengano gestiti in modo trasparente e funzionale alle
esigenze delle famiglie ma possano anche arrivare a destinazione nel piu' breve
tempo possibile".
( da "Quotidiano.it, Il" del 22-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
San Benedetto del
Tronto | Continua la strage dei gatti e, nel giro di pochi mesi, l'associazione
l'amico fedele si è dovuta fare carico di ben 20 gattini da allattare, curare e
poi far adottare, giungendo allo stremo di risorse economiche e fisiche. (foto
d'archivio) "Il randagismo felino nella nostra zona è diventato un
problema allarmante a causa di diversi fattori. Innanzitutto la quasi totale
assenza di sterilizzazioni fino ad oggi posta in essere da parte del Servizio
Veterinario ASUR 12, deputato per legge ad erogare questo servizio in modo
gratuito al fine di prevenire e/o contrastare problemi di ordine
igienico-sanitario. Così, anche se la situazione si comincia a muovere in
questo campo, grazie al cambio di dirigenza fortunatamente sopraggiunto da
qualche mese a questa parte nel Servizio Veterinario ASUR 12, si procede ancora
con troppa lentezza e mancanza di organizzazione tenendo principalmente in
considerazione il risparmio di spesa piuttosto che la sostanziale risoluzione
del problema del randagismo felino ovvero il contenimento delle nascite. Dopo
tanti anni di omissioni è legittimo pretendere un'accellerazione nella cattura
e sterilizzazione dei gatti randagi e, per contro, è
divenuto del tutto intollerabile il modus operandi attuale fatto di troppa burocrazia e poco senso pratico. In
secondo luogo, però, la cultura della sterilizzazione stenta a essere praticata
anche dai privati detentori di gatti - nonchè cani- che, non randagi ma
vaganti, contribuiscono, poi, alla proliferazione dei randagi."
Afferma la Presidente Alice Agnelli. "E, come al solito, le associazioni
di protezione animale diventano, per coloro che sono dotati di poco senso della
realtà, il capro espiatorio di tutte le inefficienze delle Istituzioni e quindi
il bersaglio di chi non è a conoscenza di come stanno effettivamente le cose.
L'associazione l'amico fedele è dall'aprile del 2006 che opera incessantemente
sul territorio ed è riuscita ad ottenere dei grandiosi risultati con sacrifici
da parte degli attivisti che la compongono che, si badi bene, sono sempre
troppo pochi rispetto alle problematiche animaliste. Ciò nonostante diviene
anche oggetto di critiche da parte di chi ha una visione dei problemi
animalisti poco razionale e poco globale, di chi non si rende minimamente conto
di quante chiamate giungono alle associazioni che, inevitabilmente, devono
intervenire secondo una scala di priorità a volte e di conseguenza negando il
proprio aiuto. L'associazione l'amico fedele lancia un'appello nei confronti
dei lettori affinché effettuino donazioni per il sostentamento dei cani e gatti
raccolti dalla strada o tramite bonifico bancario intestato ad
"associazione l'amico fedele" - IBAN IT18 N060 5569 4700 0000 0000
715 o direttamente chiamando al num. 329/5637947 o all'email
contatti@lamicofedele.it per concordare un'incontro a fare una donazione
diretta dietro regolare ricevuta fiscale. Cogliamo anche l'occasione per
ringraziare pubblicamente E.V. E M. per aver adottato Sharon, una cagna adulta,
pur se giovane, arrivata da diversi mesi presso il canile di Ripatransone e
finalmente, dopo una miriade di annunci da parte dell'associazione, adottata da
brave e meritevoli persone. Questa è la conferma che adottare un cane in canile
è possibile così come adottare un cucciolo: in ambedue i casi ci vuole amore
indubbiamente, ma anche conoscenza dell'animale, perché solo attraverso la
conoscenza della natura dell'animale, in questo caso il cane, si possono
affrontare in modo adeguato i problemi che dovessero insorgere tanto con il
cucciolo, quanto con il cane adulto. Di cani adottabili in canile ce ne sono
molti, basta scegliere quello più adatto al proprio carattere e al proprio
contesto familiare. Invito i cittadini a visitare il Canile di Ripatransone
che, si ricordi bene, non è una discarica, pur se continua ad essere percepito
come tale, ma un luogo dove i cani stazionano in attesa di essere
adottati"info: 329/5637947". 22/10/2008.