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PRIVILEGIA NE IRROGANTO  di  Mauro Novelli         

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DOSSIER “BUROCRAZIA”

 

 

 

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Report "Burocrazia"   18-3-2009


Indice degli articoli

Sezione principale: Burocrazia

"Troppa burocrazia nel Piano regolatore" ( da "Stampa, La" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: AMMINISTRAZIONE VUOLE CAMBIARE "Troppa burocrazia nel Piano regolatore" A Coggiola è partito il procedimento per la variante strutturale del piano regolato sulla base del confronto tra Comune e residenti. «E' un passaggio in più che rappresenta una vera e propria novità e che abbiamo voluto inserire proprio per comprendere meglio le esigenze,

Errani e Torreggiani: piccola e media impresa da sostenere ( da "Gazzetta di Modena,La" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la riduzione delle inefficienze del sistema Paese: infrastrutture, sostegno al made in Italy e burocrazia». Modena può vantare da tempo diverse esperienze positive, come lo scalo merci di Marzaglia, per il quale Camera di Commercio e associazioni imprenditoriali costituiranno una società di progettazione e gestione, in sinergia con la Camera reggiana.

In Italia l'assegno d'oro scompare dal sito ( da "Corriere.it" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: intera prima linea della burocrazia statale e dei principali enti locali erano ampiamente sopra quel tetto. Ma Villone e Salvi riuscirono comunque a far ingoiare il pillolone ai loro riluttanti colleghi della maggioranza. E l'emendamento è passato. Con il decreto legge di giugno il governo Berlusconi ha deciso di congelare il tetto,

Furlani lascia ma diventa presidente onorario ( da "Arena, L'" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: poter contare su un punto di riferimento organizzato per districarsi in una burocrazia sempre più farraginosa. Ma, come ha sottolineato il neo presidente onorario, «c'è ancora tanto da lavorare per promuovere innovazione e qualità, le uniche armi per vincere la sfida internazionale di una concorrenza agguerrita». Si preannuncia, quindi, un compito impegnativo per il suo successore,

di notte il quartiere è al buio da un anno ( da "Tirreno, Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: «Ma i mesi sono ormai trascorsi infruttuosamente - spiega Emanuel Ducci, amministratore di uno dei condomini di via Messico - e non rimane che rivolgersi alla stampa per cercare di sensibilizzare le autorità con la speranza che non accadano incidenti a causa della burocrazia». Francesca Ferri

Piano casa: <La Sardegna è pronta> ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: invalicabile muro di burocrazia e invogliando i privati a dare una rinfrescata alle proprie abitazioni. Volumetrie (in più) comprese. Venerdì scorso, il Piano casa ha incassato il via libera di Regioni e Comuni, da venerdì prossimo i presidenti delle Regioni saranno chiamati a decidere se adottare il Piano e soprattutto come rimodellarlo sulle diverse esigenze del proprio territorio.

Pieve, San Pietro Apostolo sarà salvato ( da "Provincia Pavese, La" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: affidandosi alla speranza che la burocrazia non rallenti più di tanto l'erogazione di quel determinante contributo». In effetti, i lavori alla parrocchiale sono partiti a tempo di record. «Del resto - aggiunge don Massimo - non si poteva attendere oltre. Era necessario correre ai ripari e mettere in sicurezza la copertura centrale della parrocchiale e le relative cappelle laterali.

Salame d'oca di Mortara tutelato per statuto ( da "Provincia Pavese, La" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Una storia di ordinaria burocrazia che dura da 4 anni: tanti sono infatti gli anni necessari per avere il parere favorevole dal ministero, che qualche tempo fa ha ribadito che le modifiche erano consone alla richiesta iniziale. La riunione del consiglio del Consorzio, che si è riunito a inizio marzo, ha preso atto dell'ulteriore passo fatto da Roma:

la sla avanza, altri due malati anche a camino ( da "Messaggero Veneto, Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia che circonda ogni richiesta - dice Concilio -. Per la richiesta del "mytobii" ci sono voluti mesi di moduli compilati, dichiarazione di medici, e autocertificazioni». Anche le cose più semplici diventano complicate e snervanti. Per richiedere un contributo sulla bolletta dell'energia elettrica bisogna seguire una trafila complicata e spesso le famiglie lascino perdere

La caserma bloccata dalla burocrazia ( da "Tribuna di Treviso, La" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sede terminata già da sei mesi ma la mancanza di un semplice permesso crea un paradosso La caserma bloccata dalla burocrazia Manca un'autorizzazione dell'agenzia del demanio: l'edificio resta chiuso PAESE. La burocrazia blocca la caserma dei carabinieri. La nuova struttura è pronta ormai da settembre, ma un'autorizzazione dell'agenzia del demanio continua ad impedirne l'apertura.

il parco pubblico non ha vie d'accesso ( da "Nuova Venezia, La" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: 2 per la burocrazia comunale), si arricchisce di un nuovo particolare. Se solo una settimana fa il consiglio di Municipalità di Chirignago aveva dato il via libera a 88.2 piazzando un paletto netto, ovvero la possibilità di iniziare a costruire solo dopo la realizzazione di una nuova viabilità e del rispetto delle indicazioni riguardanti l'

il cimitero di campalto sarà ampliato ( da "Nuova Venezia, La" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Campalto sarà ampliato Superato il problema di burocrazia, cambieranno le fasce di rispetto La vicinanza di un deposito militare ha impedito per 25 anni l'esatto censimento CAMPALTO. Il cimitero di Campalto verrà ampliato. Gli abitanti lo chiedono da anni per avere la possibilità di seppellire i propri cari vicino casa, senza dover per forza optare per un camposanto più lontano,

tempi brevi per il recupero di fertilia - gianni olandi ( da "Nuova Sardegna, La" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazio pubblica. Il sindaco Marco Tedde lo esclude categoricamente. «Su questa partita non intendiamo perdere tempo, ci rendiamo conto dell'attualità dell'intervento e siamo convinti delle serie prospettive di sviluppo che contiene. Ritengo - sostiene Marco Tedde - che qualche settimana sia necessaria per una valutazione approfondita delle proposte pervenute in Comune ma ritengo

partono i lavori per i nuovi marciapiedi in viale europa ( da "Centro, Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Per accorciare i tempi della burocrazia, quindi, è stato l'assessore Tereo de Landerset ad andare a L'Aquila per prendere il nulla-osta e dare il via ai lavori senza aspettare il passaggio all'ufficio Protocollo. «L'attività amministrativa è in fermento, non è vero che non si fa niente», ha affermato, rispondendo alle critiche piovute sull'amministrazione.

Brescia capitale dell'acciaio rilancia la sfida ( da "Giornale di Brescia" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia ostacolino in questo momento lo sviluppo del territorio. Dobbiamo ridare fiato all'intero tessuto imprenditoriale italiano, soprattutto alle piccole e medie imprese. Con la concretezza che contraddistingue gli imprenditori bresciani, di certo non mancheremo di fare la nostra parte, consapevoli del fatto che solo con uno sforzo condiviso da parte di tutti gli attori in

lorenzini eletto nuovo presidente della zona pistoiese ( da "Tirreno, Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: snellimento della burocrazia (ovvero facilitare i processi normativi nel concedere nulla osta per l'occupazione del suolo pubblico, installazione di insegne, produzione di energia in proprio, permessi, autorizzazioni e certificazioni necessarie per lo svolgimento della propria attività);

Edilizia: ritardi insostenibili ( da "Tempo, Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia non può bloccare un settore vitale come l'edilizia. «Per quanto riguarda il Comune di Pescara - questo è l'appello di Volpe - ci auguriamo che chi aspira a governare la città nella prossima legislatura voglia affrontare il problema: se l'edilizia è ferma ci perdono tutti».

Tursi riduce in segaturale falegnamerie del centro ( da "Secolo XIX, Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma si è scontrato con la burocrazia genovese. «Sono in regola sia con l'Inps sia con l'Inail. Fatturo sedicimila euro l'anno e pago le tasse. Ma per il Comune di Genova sono un clandestino». Secondo il regolamento comunale ogni "nuova attività di falegnameria può essere installata (soltanto) in zona definita dal Piano urbanistico comunale come Industria e Artigianato"

Con l'Alcli contro leucemie e tumori ( da "Tempo, Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: «Siamo partiti tre anni fa con il progetto, ma la burocrazia e le difficoltà d'esproprio del terreno (proprio dietro l'ospedale de' Lellis ndr), ci hanno rallentato moltissimo – critica la Proietti - Ora dovremmo aver superato gli scogli più duri e abbiamo la speranza di riuscire ad aprire a fine 2010».

bocciato il piano casa del governo. avrà pochi effetti ( da "Tirreno, Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Servono meno burocrazia e l'aiuto delle banche» PRATO. L'idea del Governo Berlusconi di risollevare l'economia del settore edile con un via libera alla possibilità di ampliare le proprie case rischia di risolversi in una bolla mediatica. Almeno in Toscana, dove esiste già una disciplina urbanistica che non lascia molto spazio a libere interpretazioni.

L'ecatombe senza fine dei bagagli smarriti ( da "Stampa, La" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: errori e approssimazioni e aggiungendoci anche inutili e umilianti stoccate di burocrazia. Piccola consolazione: tante vittime si sono scoperte involontarie protagoniste di storie tragicomiche, buone da essere raccontate e ri-raccontate. Trasformandosi, così, da tapini in mini-eroi. E' bene sapere - per chi non se ne fosse ancora accorto - che le compagnie sono sempre più spilorce.

Agricoltura e truffe all'Ue Castelli chiede chiarimenti ( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Perché tutto ciò possa accadere è necessario che si radichi un meccanismo di fiducia nel sistema delle incentivazione al settore agricolo. Una fiducia che potrebbe essere menomata dalla (ancora) diffusa illegalità che sembra permeare parte della burocrazia».

Un grande cantiere a Pescara: la crisi del mattone danneggia l'economia cittadina, colpa ... ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Mercoledì 18 Marzo 2009 Chiudi Un grande cantiere a Pescara: la crisi del mattone danneggia l'economia cittadina, colpa anche della burocrazia negli uffici

Troppi casi di omonimia Soprannome anche in banca ( da "Giorno, Il (Como)" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Anche nei documenti custoditi all'anagrafe del Comune di Bellagio il nome e il cognome dei residenti spesso sono seguiti da «detto Frisa», oppure magari «detto Mion». Le banche ed altri istituti che devono fare i conti con la burocrazia, hanno dovuto accettare i soprannomi accanto ai cognomi.

Cambiale federalista ( da "Sole 24 Ore, Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: tasse e burocrazie. Certamente mancano passione e consapevolezza che, comunque, si volta pagina.Il nuovo assetto scivola nella routine. Dovrebbe essere una rivoluzione da condividere. Si configura come una cambiale da pagare. • I radicali e le pensioni Gli obiettivi proposti da Alberto Alesina sul Sole 24 Ore del 14 marzo in merito alla riforma delle pensioni attraverso l'

Patente e rinnovo: <Mesi d'attesa per una visita> ( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: come il fatto banale, ma significativo, che nemmeno si razionalizzino le code d'accesso con una numerazione. La mobilità, spostarsi, è una necessità in una società come la nostra e credo che renderlo agevole fin dal disbrigo della burocrazia in modo celere sia fondamentale». Image: 20090318/foto/10442.jpg

CONTINUANO le schermaglie tra l'Italia dei Valori e il Partito... ( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma forse qualcuno pensava che si potesse fare a meno delle regole, pensava che bastasse essere amico del padrino politico di turno per godere di facilitazioni. Mi spiace, ma io ho sempre creduto che la trasparenza delle regole chiare ed uguali per tutti sia l'unica garanzia per la gestione limpida di ciò che appartiene a tuttiAltro che burocrazia!». a.p.

CARRARA E' L'ANNO TER... ( da "Nazione, La (Massa - Carrara)" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: di tutto quello che è burocrazia come la concessione di licenze e «dia», oltre all'attivazione di sgravi e sconti per esempio nell'occupazione del suolo pubblico e dei ponteggi, al blocco di tutte quelle che sono le imposte, dirette ed indirette. Ma la chiave di volta sarebbero, a parere di Cna, i centri storici e i borghi della Lunigiana,

DATO stabile per le imprese artigiane nel circondario, nonostante la crisi e la s... ( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: leggi di settore e burocrazia oppressiva, concorrenza a volte purtroppo sleale, una sempre elevata pressione fiscale e risorse economiche insufficienti». Nei comuni del circondario però ci sono andamenti diversificati che vedono in leggera flessione Castel San Pietro, che registra 747 imprese contro le 753 dell'anno precedente,

Eliminare la burocrazia è l'obiettivo delle Pmi ( da "Corriere del Veneto" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sezione: PRIMAPAGINA - data: 2009-03-18 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE L'intervento Eliminare la burocrazia è l'obiettivo delle Pmi di ALESSANDRA PEGORER Il forte appello della Presidente Emma Marcegaglia dalle assise delle Pmi di Palermo per sostegni immediati alle piccole e medie imprese è il segnale che... A PAGINA 14

Semplificare la burocrazia è l'obiettivo delle Pmi ( da "Corriere del Veneto" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: REDAZIONALE L'intervento Semplificare la burocrazia è l'obiettivo delle Pmi di ALESSANDRA PEGORER I l forte appello della Presidente Emma Marcegaglia dalle assise delle Pmi di Palermo per sostegni immediati alle piccole e medie imprese è il segnale che Confindustria ha ascoltato e fatto proprie le esigenze delle nostre aziende.

I sindacati: <Misure anti-crisi inadeguate> ( da "Corriere Alto Adige" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia BOLZANO — «In una fase di recessione come questa è quantomeno immorale stanziare ben 220 milioni di euro per l'aumento di capitale della Sel e non pensare invece alle aziende in crisi e ai lavoratori in difficoltà». Con queste parole Michele Buonerba della Cisl invita la Provincia a rivedere alcuni articoli della legge finanziaria per migliorare le misure anticrisi.

DOPO anni passati tra uffici e tribunali per dimostrare le sue ragioni, finalment... ( da "Nazione, La (Pistoia)" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ha vinto la sua battaglia con la burocrazia. «Finalmente ho ricevuto una lettera che annuncia l'annullamento del contenzioso dall'Agenzia delle entrate locale racconta . Mi è stato sbloccato il fermo amministrativo che era stato posto sull'auto e le pratiche per annullare l'ipoteca sulla casa sono in fase di attuazione.

Natale Rigotti: per noi c'è futuro ( da "Corriere Alto Adige" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ha aggiunto: «Parleremo solo di costi e di come riuscire a migliorare riducendoli. Una grossa mano sarebbe per noi la riduzione del costo dei servizi come luce, acqua, gasolio, e del costo della burocrazia, e soprattutto dell'Ici che non comprendiamo come mai siamo rimasti quasi i soli a pagarla». E. C.

Lorenzini nuovo presidente della Confesercenti Priorità: meno burocrazia, tariffe, centro storico ( da "Nazione, La (Pistoia)" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: meno burocrazia, tariffe, centro storico COMMERCIO ELEZIONE DEGLI ORGANI DIRIGENTI COMUNALI LE IMPRESE associate alla Confesercenti del comune hanno eletto Pierluigi Lorenzini quale presidente di zona. Al suo fianco, nel gruppo dirigente, troviamo Alessandro Olmi, Maurizio Niccolai, Marzio Luchetti, Moreno Beccaccini ed Edoardo Ottaviano.

L'AGRICOLTURA sta diventando una specie' in via d&#... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: crisi e burocrazia: tre temi su cui Cia, Confagricotura e Copagri chiedono risposte alla Provincia. «Se non arriveranno promettono seguiranno presto sul territorio manifestazioni di protesta». E' l'avvertimento che le tre organizzazioni lanciano alla vigilia di un incontro che avranno oggi con la presidente di Palazzo Malvezzi,

Il blocco dei fondi affossa l'edilizia ( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Termini Imerese PAGINA A CURA DI Gioia Sgarlata Quasi 7 miliardi bloccati dalla burocrazia e dalla politica. Sei miliardi e mezzo solo per le grandi opere, secondo i calcoli della Fillea, il sindacato degli edili della Cgil. Poco meno di un miliardo ( 750 milioni di euro) se si guarda all'elenco di opere medio – piccole e immediatamente cantierabili stilato dall'Ance Sicilia.

A rischio l'avvio della stagione turistica ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: LA BUROCRAZIA Ma nell'uovo pasquale potrebbero nascondersi amare sorprese per tutti gli operatori stagionali di Dorgali e Cala Gonone nel rinnovo delle licenze che passeranno per lo Sportello Suap. «Contrariamente a quanto è stato pubblicizzato - afferma Salvatore Mele - sarà impossibile rilasciare contestualmente in venti giorni tutte le autorizzazioni necessarie.

Un tesoretto-beffa di mezzo miliardo ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: bloccati per mille motivi nelle tortuose vie della burocrazia. LE RISORSE «Nessuna filosofia keynesiana in salsa provinciale», precisa Deriu, seduto accanto sindaco di Nuoro Mario Zidda e al presidente della Camera di commercio Romolo Pisano. Nella platea non mancano le assenze, a iniziare dal sindaco di Macomer, terzo Comune della provincia, che diserta l'incontro.

Banca Caritas: cuore a interessi zero ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma di un prestito fatto di collaborazione senza eccessiva burocrazia, con rapporto interpersonale. Il prestito dovrà essere restituito con un numero di rate che sarà concordato, e mano a mano che i soldi rientrano nel fondo si potrà far fronte, con lo stesso sistema, alle necessità di altre persone che potranno fruirne senza pagare alcun interesse».

Banchina inagibile, il carbonile resta dov'è ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: L'Enel ha comunicato di avere in progetto lo spostamento del deposito in un'area vicina alla nuova banchina, ma che questo non potrà essere realizzato perché serve il dragaggio del porto. «È vergognoso che la burocrazia blocchi opere fondamentali anche per migliorare l'ambiente e la salute», dice Angelo Cremone. (a. s.)

edilizia bloccata, colpa dei permessi lumaca ( da "Centro, Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: risorse deve permettere ai privati di lavorare e snellire la burocrazia». Con i permessi fermi «vengono lesi i diritti dei consumatori», aggiunge Franco Leone (Federconsumatori) che parla di un «crollo dei mutui del 132 per cento, in Abruzzo». Pescara «vive di edilizia e rimettendola in moto si risolleva l'economia», dicono Camillo Antonucci (Cisl) e Bruno Santori (Confesercenti),

È la camorra il nuovo terrorismo ( da "Repubblica.it" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: privo però di burocrazia e d'intermediari che sono la piaga dello Stato legale. L'inefficienza delle politiche occupazionali, della sanità, ecc; non possono che creare sfiducia negli abitanti dei nostri paesi; un preoccupato senso di rischio che si va facendo più forte ogni giorno che passa, l'inadeguata tutela dei legittimi interessi e diritti dei liberi cittadini;

L'ecatombe dei bagagli smarriti ( da "Stampaweb, La" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: errori e approssimazioni e aggiungendoci anche inutili e umilianti stoccate di burocrazia. Piccola consolazione: tante vittime si sono scoperte involontarie protagoniste di storie tragicomiche, buone da essere raccontate e ri-raccontate. Trasformandosi, così, da tapini in mini-eroi. E? bene sapere - per chi non se ne fosse ancora accorto - che le compagnie sono sempre più spilorce.

stranieri senza permesso per colpa della burocrazia ( da "Repubblica, La" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: impiegati di dieci anni fa Stranieri senza permesso per colpa della burocrazia La città «epicentro del fenomeno immigratorio», con circa 300mila stranieri, il triplo della media nazionale, è al 95esimo posto tra le province per efficienza nel rilascio dei nulla osta. Prefettura, questura e Comune hanno oggi gli stessi dipendenti impegnati negli uffici Immigrazione di dieci anni fa,

è la camorra il nuovo terrorismo - don giuseppe diana ( da "Repubblica, La" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: privo però di burocrazia e d´intermediari che sono la piaga dello Stato legale. L´inefficienza delle politiche occupazionali, della sanità, ecc; non possono che creare sfiducia negli abitanti dei nostri paesi; un preoccupato senso di rischio che si va facendo più forte ogni giorno che passa, l´inadeguata tutela dei legittimi interessi e diritti dei liberi cittadini;

(ACR) MOLLICA SUL TURISMO BALNEARE ( da "Basilicanet.it" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: nei fatti e nella realtà tutto ciò² viene smentito dalla burocrazia o, peggio, da una sorta di occulta volontà politica che sembra tarpare le ali al settore del turismo balneare, ancora in crescita e che, con gli strumenti giusti, potrebbe far crescere ??intera regioneâ?. â??Bisogna infatti considerare â?

Quando non tutte le crisi vengono per nuocere pag.2 ( da "Trend-online" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ha solo bisogno di meno burocrazia, di una maggiore solidità patrimoniale, sostenuta anche da istituzioni finanziarie all?altezza, e di un management formato in università dove si insegni a guardare la realtà, che non si può certo creare in laboratorio ma solo servire.

Un nuovo modello contro la crisi ( da "Denaro, Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: vogliono libertà: meno vincoli con la burocrazia, più spazio alla contrattazione decentrata, taglio di tassazioni inique. In secondo luogo, il 73 per cento delle Pmi è aperto al confronto con dipendenti e collaboratori e il 95 per cento sente fortemente la coincidenza fra interessi dei lavoratori e interessi dell'imprenditore.

Cinque reati in un colpo soloundici mesi a Salvatore Strano ( da "Sicilia, La" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia impiega oltre due anni per realizzare un accesso all'ambulatorio. I ritardi sono stati oggetto di critica da parte del consigliere socialista Paolo Mandracchia, autore di diverse interrogazioni con cui metteva il risalto il problema e sollecitava l'amministrazione comunale a realizzare in tempi decenti l'ingresso laterale al mattatoio.

L'obesità infantile<Male da prevenire> ( da "Sicilia, La" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: estenuante burocrazia elettorale e dalle pesanti critiche che la nomina accompagna. Rimangono aspiranti alla carica di difensore della comunità civica dinnanzi ai cavilli e alle sperequazione dei "bureau" gli avvocati Enrico Di Martino e Daniele Scrofani e il sociologo Giovanni Lucifora, con un passato in tasca anche da ex sindaco della città.

L'Ascom chiede più trasparenza al Comune: Ci sono venti autorizzazioni ancora giacenti ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: insorge una parte consistente dei trasportatori acquei, che si sentono sempre più vessati dalla burocrazia e da interpretazioni restrittive delle norme. Dopo un gruppo di operatori indipendenti che da tempo chiedono al Comune di mettere in circolo la ventina di autorizzazioni al trasporto conto tersi mai assegnate, interviene anche l'Ascom.

Il sistema del welfare italiano è insufficiente, la burocrazia è un impedimento insormonta... ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il sistema del welfare italiano è insufficiente, la burocrazia è un impedimento insormontabile e la tanto agognata semplificazione amministrativa resta una chimera. Più che una tirata d'orecchie, quello della Confederazione Italiana Agricoltori della provincia di Venezia è un vero e proprio affondo.

Come succede spesso da noi, i problemi diventato in fretta emergenze e non si sa più... ( da "Gazzettino, Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Abbiamo una burocrazia folle che distingue mille rivoli, ma quando deve attribuire responsabilità è grottesca nella sua essenzialità: ai matti e ai cani randagi deve pensarci il sindaco! Gli strumenti sono assurdamente gli stessi. Esiste una popolazione canina randagia attorno alle città, non ha niente a che vedere con gli animali domestici.

NANDO SANTONASTASO UN FONDO DI GARANZIA DA 1,3 MILIARDI PER LE PMI: SODDISFATTO PRESIDENTE? &#... ( da "Mattino, Il (Benevento)" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma se dovessimo aspettare tutta la burocrazia europea i soldi arriverebbero quando ormai sarà troppo tardi». Non c'è troppo pessimismo, presidente? «Altro che. La verità è che ormai l'Italia è rimasta scottata dalla crisi. E oggi c'è un'Italia a due marce, con quella delle piccole aziende, la fascia del 96% appunto, che continua a chiedere,

Più ossigeno alle Pmi: la terapia d'urto degli artigiani contro la crisi ( da "Panorama.it" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: impresa pensiamo alla nomina di un Commissario straordinario anti-burocrazia, delegato per la deregolazione e la semplificazione amministrativa". [4] Quindi 7 capitoli in cui si articolano le proposte di Confartigianato: credito e incentivi; misure per incentivare la domanda (in particolare una riserva di appalti per le Mpi, la riqualificazione del patrimonio edilizio pubblico,

Istituto Fellini e fito-depurazione", la risposta dell'assessore Santi alla Consigliera Pdl Angelotti ( da "Sestopotere.com" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: problemi vanno aggrediti e la burocrazia va sconfitta. Ringrazio perciò il Consiglio provinciale di avere approvato la variazione di bilancio proposta con l?emendamento della Giunta. In quanto alla situazione dell?edilizia scolastica ho di recente relazionato al Consiglio sulle condizioni, una ad una, delle scuole provinciali, rappresentando una situazione generale molto positiva,

L'aggressione a B-XVI ( da "Foglio, Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Parliamo di burocrazie, naturalmente, non di popoli. Burocrazie e diplomazie che si mettono al servizio di piccole ma insidiose crociate ultrasecolariste contro un Papa che ha avuto la sfacciataggine, come il suo predecessore, di impugnare la ragione per affermare nello spazio pubblico europeo e mondiale il contenuto e il significato della fede cristiana,


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"Troppa burocrazia nel Piano regolatore" (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 18-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

COGGIOLA. L'AMMINISTRAZIONE VUOLE CAMBIARE "Troppa burocrazia nel Piano regolatore" A Coggiola è partito il procedimento per la variante strutturale del piano regolato sulla base del confronto tra Comune e residenti. «E' un passaggio in più che rappresenta una vera e propria novità e che abbiamo voluto inserire proprio per comprendere meglio le esigenze, un modo per andare incontro alla popolazione - spiega l'assessore ai lavori pubblici Vanni Capri -. Sono giunte oltre una ventina di domande che saranno prese in considerazione e, se conformi alle direttive, saranno inserite tra le linee guida del documento». L'obiettivo è chiaro: dare risposte a un paese che negli ultimi anni ha fatto segnare un passo indietro sul numero di abitanti. I dati dell'andamento della popolazione negli ultimi anni parlano chiaro: nel 1991 Coggiola aveva 2579 abitanti e in 17 anni ne ha persi 421. A complicare le cose anche il fatto che il piano regolatore prevede una serie di misure molto restrittive. «Attualmente chi vuole programmare anche un semplice ampliamento si trova davanti a problemi difficili che scoraggiano chi vuole investire - riprende l'assessore -. Come amministrazione chiederemo un documento il più semplice possibile in modo da snellire le procedure». Ma quali saranno le linee-guida? «Una delle idee che inseriremo riguarda il cambiamento della destinazione urbanistica dell'area vicina all'ex stabilimento Fila - conclude Capri -. Anni fa era stato presentato dall'azienda un progetto di ampliamento e per questo motivo parte del vecchio campo sportivo era stato trasformato in area industriale; con il trasferimento dell'azienda a Vallemosso è caduto il progetto di ampliamento e quindi chiediamo che l'area torni ad uso pubblico in modo da sfruttarla al meglio».

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Errani e Torreggiani: piccola e media impresa da sostenere (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Modena,La" del 18-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Errani e Torreggiani: piccola e media impresa da sostenere MODENA. «C'è un problema in questo Paese: le politiche nazionali non "vedono" la piccola e media impresa. Al contrario di quello che abbiamo messo in atto con il tavolo delle forze economiche e sociali in regione». Il presidente regionale Vasco Errani ha delineato questo scenario intervenendo ieri alla seduta straordinaria del consiglio della Camera di Commercio di Modena. L'incontro è stato caratterizzato da un confronto fra gli imprenditori e il presidente della Giunta regionale sul tema della crisi dei mercati. «Chiediamo al presidente Errani di farsi maestro d'orchestra, di coordinare con la Camera gli interventi del pubblico utili a sostegno delle imprese», ha sottolineato Maurizio Torreggiani, presidente della Camera. Nel suo intervento introduttivo, il presidente della Camera di Commercio Maurizio Torreggiani aveva illustrato i dati più recenti relativi alla situazione economica della provincia di Modena in relazione alla grave crisi in atto. Torreggiani ha anche evidenziato alcune possibili soluzioni per fronteggiare la crisi, partendo dall'indispensabile potenziamento degli interventi finalizzati a radicare ulteriormente sul territorio le conoscenze che ne hanno permesso lo sviluppo. «Ciò che serve - ha detto Torreggiani - per rafforzare la competitività di tutto il sistema è l'innalzamento del capitale tecnologico quale motore della crescita, l'incentivazione del processo di internazionalizzazione delle imprese, la riduzione delle inefficienze del sistema Paese: infrastrutture, sostegno al made in Italy e burocrazia». Modena può vantare da tempo diverse esperienze positive, come lo scalo merci di Marzaglia, per il quale Camera di Commercio e associazioni imprenditoriali costituiranno una società di progettazione e gestione, in sinergia con la Camera reggiana. Alla relazione di Torreggiani è seguito un dibattito e in conclusione il presidente regionale Vasco Errani ha precisato che le azioni per fronteggiare la congiuntura economica richiedono interventi urgenti unitamente ad altri a carattere più strutturale. Sotto il primo profilo il presidente Errani ha illustrato quali sono i programmi che la Regione Emilia Romagna sta attuando, a cominciare dalla previsione, per il 2009, di un aumento degli investimenti del 10%, poi lo stanziamento di ingenti risorse sui temi dell'innovazione e della ricerca, dell'internazionalizzazione e della formazione. Sul tema del credito Errani ha inoltre sottolineato come la Regione Emilia Romagna sia intervenuta con oltre 60 milioni di Euro nel rapporto con i Confidi, attuando anche azioni per fluidificare il rapporto con il sistema bancario. Sempre con riferimento ai problemi della liquidità delle imprese, Errani si è soffermato sulla questione dei pagamenti del settore pubblico alle imprese private, sottolineando che l'erogazione, da parte della Regione, di oltre 180 milioni di "anticipi'' alle aziende per cercare di compensare gli effetti dei ritardi dei pagamenti a queste ultime, sottolineando come al riguardo sarebbe comunque necessario definire una strategia comune tra tutti soggetti coinvolti. Sull'incontro è intervenuto con una nota Andrea Leoni, consigliere regionale del Pdl: «Errani gioca al massacro - ha detto Leoni - Predica bene e razzola male. Faccia la sua parte pagando i debiti della Regione con le imprese».

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In Italia l'assegno d'oro scompare dal sito (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere.it" del 18-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Società pubbliche|In attesa delle regole sul tetto agli stipendi, I casi Fincantieri e Anas In Italia l'assegno d'oro scompare dal sito Il tetto agli stipendi nessuno lo vuole Ma nessuno ha il coraggio di dirlo apertamente ROMA Il Carroccio ha rovesciato sul decreto per gli incentivi alle imprese una valanga di 115 emendamenti. In mezzo, il più peloso di tutti: il tetto agli stipendi dei manager pubblici. Se passerà, nessuno di loro potrà guadagnare più di quanto guadagna un parlamentare. Anche ai banchieri i leghisti vorrebbero imporre provocatoriamente il limite di 350 mila euro l'anno. C'è solo un dettaglio. Il tetto c'era già, ma uno dei primi atti del governo di cui la Lega Nord è un pilastro decisivo, è stato metterlo in frigorifero. Ricordate la storia? I senatori della sinistra Massimo Villone e Cesare Salvi presentarono un emendamento all'ultima finanziaria di Romano Prodi che imponeva agli stipendi di tutti i dipendenti pubblici, manager aziendali compresi, un limite massimo pari alla retribuzione del primo presidente della Corte di Cassazione. In cifre, 289 mila euro. L'emendamento provocò feroci mal di pancia. Praticamente tutti i manager pubblici e l'intera prima linea della burocrazia statale e dei principali enti locali erano ampiamente sopra quel tetto. Ma Villone e Salvi riuscirono comunque a far ingoiare il pillolone ai loro riluttanti colleghi della maggioranza. E l'emendamento è passato. Con il decreto legge di giugno il governo Berlusconi ha deciso di congelare il tetto, per la soddisfazione di molti. Ma soltanto per tre mesi. Giusto il tempo per fare un Dpr con cui il ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta di concerto con il suo collega dell'Economia Giulio Tremonti avrebbero dovuto stabilire a chi e in che modo applicare il limite. Ma al 31 ottobre 2008, data fissata per la sua emanazione, di quel provvedimento nemmeno l'ombra. L'offensiva contro i fannulloni aveva assorbito le energie della Funzione pubblica, che prometteva comunque di risolvere il problema entro fine anno. I mesi però sono passati invano e si è arrivati a metà marzo, per avere notizia che solo nelle scorse settimane è stato costituito un gruppo di lavoro misto fra gli esperti di Brunetta e quelli di Tremonti per venire a capo della questione. Una faccenda che però a quanto pare è piuttosto complicata per le spinte e le controspinte: che cosa si può cumulare, quali redditi si possono escludere dal calcolo, chi deve controllare. Fatto sta che non si sa quando il regolamento sarà emanato. Inutile girarci intorno. Il tetto agli stipendi nessuno lo vuole, come dimostrano anche i tentativi di aggirare anche in sede locale le disposizioni tese a calmierare le indennità degli amministratori delle municipalizzate. Ma nessuno ha il coraggio di dirlo apertamente. Soprattutto, come si può pretendere di far decidere le dimensioni della tagliola a chi ne dovrà essere vittima? Senza considerare un clamoroso effetto collaterale. Diverse imprese pubbliche hanno interpretato il congelamento del tetto come l'autorizzazione a congelare anche la trasparenza. Da alcuni siti internet aziendali sono spariti gli elenchi dei consulenti e i relativi compensi. Un paio di casi per tutti, quelli della Fincantieri e dell'Anas. Questa la spiegazione fornita dalla società delle strade: «Per la pubblicazione di tali dati l'Anas è in attesa dell'apposito decreto, così come stabilito dalla legge 129/08 del 2 agosto 2008 che converte in legge il decreto legge 97 del 3 giugno 2008. Al momento l'Anas, come tutte le altre società pubbliche, è tenuta a pubblicare sul sito internet solo gli incarichi, non rientranti nei contratti d'opera, superiori a 289.984 euro». Quanti? Uno: quello del presidente Pietro Ciucci. 750 mila euro l'anno, compresa la parte variabile dello stipendio. Sergio Rizzo stampa |

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Furlani lascia ma diventa presidente onorario (sezione: Burocrazia)

( da "Arena, L'" del 18-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Mercoledì 18 Marzo 2009 PROVINCIA Pagina 30 APINDUSTRIA Furlani lascia ma diventa presidente onorario Apindustria Legnago rinnova il suo direttivo e congeda Pierino Furlani, rimasto per 12 anni al timone dell'Associazione piccole e medie imprese della Bassa, nominandolo presidente onorario. L'assemblea territoriale - ospitata nei giorni scorsi al castello di Bevilacqua dove si sono date appuntamento 80 delle 430 aziende associate - ha gettato le basi per nominare i nuovi vertici operativi del mandamento della Pianura veronese. E, per l'occasione, ha tributato all'unanimità un omaggio all'imprenditore di Minerbe, che nel corso del suo lungo mandato ha permesso ad Apindustria di rafforzarsi e di coinvolgere attivamente un maggior numero di soci. Furlani - oltre ad aver tagliato nel 2003 il nastro del centro direzionale ospitato in via del Pontiere - solo nell'ultimo triennio ha favorito, infatti, l'adesione di altre 120 imprese consentendo all'associazione di superare i 10mila addetti rappresentati. Un ruolo strategico, quindi, il suo che ha dato l'opportunità a molte aziende di confrontarsi e di poter contare su un punto di riferimento organizzato per districarsi in una burocrazia sempre più farraginosa. Ma, come ha sottolineato il neo presidente onorario, «c'è ancora tanto da lavorare per promuovere innovazione e qualità, le uniche armi per vincere la sfida internazionale di una concorrenza agguerrita». Si preannuncia, quindi, un compito impegnativo per il suo successore, che sarà designato entro la fine di aprile con i delegati comunali dal consiglio direttivo di cui fanno parte 28 imprenditori. S.N.  

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di notte il quartiere è al buio da un anno (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 18-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 1 - Grosseto Di notte il quartiere è al buio da un anno Cento famiglie sono costrette a rientrare a casa entro le sette ogni giorno I residenti della zona sono esasperati: le vie intorno sono molto trafficate e di sera c'è sempre il rischio incidenti GROSSETO. Coprifuoco al tramonto. Succede a Grosseto e per giunta in uno dei quartieri nuovi di zecca della città, quello di via Messico, traversa di via Senese, dove da circa un anno abitano un centinaio di famiglie. «La zona è completamente al buio dall'inizio dell'anno - spiega uno degli inquilini delle nuove case - e quando tramonta il sole noi abitanti abbiamo paura». Paura che con il buio qualche malintenzionato possa approfittarne, ma anche paura che, a visibilità zero, possa succedere qualche incidente, basta una distrazione certe volte per fare un incidente. «La zona è molto trafficata - spiega l'uomo - con tutto il traffico della Senese, i continui movimenti intorno alla caserma del Savoia Cavalleria, l'ospedale e lo svincolo di accesso alla città. E in più c'è la pista ciclabile, dove è pericolosissimo avventurarsi quando è buio, perché si è completamente invisibili alle auto. Per questo molti degli abitanti di questo quartiere rientrano a casa al massimo alle sette di sera e poi non si muovono da casa fino all'alba, quando con la luce del sole si torna a vedere». Anche sul tratto di Senese in prossimità di via Messico, infatti, i lampioni sono spenti; chi dal centro cittadino deve svoltare nella traversa per raggiungere casa a volte è costretto a rimanere con l'auto ferma nel centro della carreggiata in attesa che le macchine in direzione opposta siano passate. «Presto costruiranno un rondò - spiega l'abitante della via - ma per ora la situazione è questa e di notte, quando è buio, la manovra diventa molto pericolosa». L'impianto di illuminazione c'è ed è funzionante; la luce artificiale della zona è stata garantita da marzo 2008 fino allo scorso gennaio dalla ditta di costruzioni che ha realizzato gli appartamenti. Ma la somministrazione di energia elettrica è stata sospesa all'inizio dell'anno in attesa che il servizio venga preso in carico dal Comune. «Ma i mesi sono ormai trascorsi infruttuosamente - spiega Emanuel Ducci, amministratore di uno dei condomini di via Messico - e non rimane che rivolgersi alla stampa per cercare di sensibilizzare le autorità con la speranza che non accadano incidenti a causa della burocrazia». Francesca Ferri

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Piano casa: <La Sardegna è pronta> (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 18-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Primo Piano Pagina 103 Piano casa: «La Sardegna è pronta» Cappellacci: così riparte l'edilizia. E l'ambiente sarà rispettato --> Cappellacci: così riparte l'edilizia. E l'ambiente sarà rispettato Il presidente della Giunta: pronti a recepire il Piano casa del Governo, nel rispetto dell'ambiente. La crisi è una morsa che minaccia il Paese. E al grido di «l'economia deve ripartire», il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha innalzato il cartello di Lavori in corso , lanciando il Piano casa nazionale. Nei prossimi giorni il progetto passerà l'esame del Consiglio dei ministri, ma già si conoscono obiettivi e dettagli. Un piano di ?ricostruzione?, nel senso tecnico del termine, pensato per rimettere in moto l'economia nazionale, abbattendo un invalicabile muro di burocrazia e invogliando i privati a dare una rinfrescata alle proprie abitazioni. Volumetrie (in più) comprese. Venerdì scorso, il Piano casa ha incassato il via libera di Regioni e Comuni, da venerdì prossimo i presidenti delle Regioni saranno chiamati a decidere se adottare il Piano e soprattutto come rimodellarlo sulle diverse esigenze del proprio territorio. Come, dove e quanto poter ricostruire, i cittadini vogliono sapere soprattutto questo. Nel suo editoriale di domenica scorsa, il direttore de L'Unione Sarda ha rilanciato il tema, sottolineando «le enormi possibilità di sviluppo» del Piano casa del Governo: «l'edilizia permette di creare posti di lavoro con investimenti di capitale per addetto più basso rispetto a qualsiasi altra attività», ma questo rilancio «può concretizzarsi solo se si coniuga con la tutela del territorio». E un consiglio alla nuova Giunta: «Questa opportunità deve essere ripresa dalla Regione, che deve adattare il Piano alle esigenze della Sardegna, favorendo l'abbellimento di città e paesi». Presidente Cappellacci, conosce i contenuti del Piano casa del Governo? «Certamente, lo sto esaminando con i miei collaboratori. Penso sia lo strumento ideale, in un momento come questo, per disegnare un rilancio vero della nostra economia». In Sardegna, l'edilizia è uno dei tasselli che sostengono un già fragile tessuto economico. «Senza dubbio. Ma questo Piano, prima di essere recepito dalla nostra Regione, dovrà essere esaminato con attenzione per valutare tutte le sue possibilità di applicazione». L'ultima decisione spetta a voi. «La Regione ha competenza primaria sulle norme urbanistiche e di tutela del paesaggio. E uno dei principi della mia amministrazione sarà quello del rispetto dell'ambiente, soprattutto della massima tutela delle norme che regolano la inedificabilità nelle fascia dei 300 metri dal mare. E non applicheremo questa riforma nelle zone F e in quelle agricole, dove staremo molto attenti ai tentativi di speculazione». La Giunta che vi ha preceduto ha portato avanti una politica sull'ambiente che non ha mai trovato d'accordo il centrodestra. Ma ambiente e sviluppo possono procedere a braccetto? «Devono farlo, ma nel massimo rispetto del paesaggio. La politica estremista del centrosinistra ha vietato tutto, ma apparentemente, perché con il meccanismo dell'intesa qualcuno ha evitato la rete del Ppr. Noi modificheremo il Piano paesaggistico attraverso conferenze nei territori, rimuovendo quei passaggi che hanno generato solo problemi ai cittadini, ai Comuni e alle imprese. L'ambiente non è di destra né di sinistra, il paesaggio è di tutti. Sta mutando la sensibilità della gente, ecco perché i sardi hanno voluto cambiare». Cosa recepirete del Piano casa? Cosa si potrà fare, secondo la nuova legge? «Intanto, daremo regole certe a tutti, senza quei dubbi interpretativi che hanno portato il caos fra i proprietari delle case e la paura negli uffici comunali di tutta l'Isola. Una colossale operazione di semplificazione delle norme non può che portare vantaggi a tutto il sistema. Nel Piano casa del Governo che stiamo esaminando (e del quale adotteremo le linee generali), dopo l'abbattimento delle vecchi abitazioni la certificazione del progettista sostituirà il permesso di costruire. La stessa fungerà da autorizzazione per effettuare interventi di ristrutturazione. Saranno inasprite, nello stesso tempo, le sanzioni per chi commette abusi edilizi. Le abitazioni private potranno essere ampliate fino al 20 per cento del volume, mentre mi trova particolarmente favorevole la norma sulla ?rottamazione? dei vecchi edifici». Si spieghi meglio. «Gli edifici costruiti prima del 1989, e non sottoposti a tutela, potranno essere abbattuti e ricostruiti interamente, con la concessione di un aumento della cubatura fino al 30 per cento. Per chi utilizzerà tecniche innovative come la bioedilizia e l'utilizzo di fonti alternative di energia, sarà concesso un ulteriore aumento di cubatura fino al 35 per cento del totale. Puntiamo a diventare un polo nazionale per l'energia alternativa, ma non solo, perché pensiamo a istituire meccanismi di premialità per chi utilizza, nelle ristruttrazioni, materiali prodotti in Sardegna». Presidente, siete sicuri che questo passaggio possa rimettere in moto un'economia che mostra segnali preoccupanti? «Io non ho dubbi, l'edilizia non è solo la realizzazione di un'opera o il rifacimento di una facciata, ma rappresenta soprattutto un indotto di straordinaria portata. L'investimento si moltiplica, favorendo la circolazione di denaro, rimettendo in moto il mercato. Perché il miglioramento delle abitazioni, degli impianti, delle strutture, utilizzando materiali prodotti in Sardegna, porterà senza dubbio vantaggi all'economia sarda e una migliore qualità della vita: quindi maggiore coesione sociale. Il recupero del patrimonio edilizio nelle città e nei piccoli paesi porterà anche a un reale abbellimento dei centri urbani». Edilizia residenziale pubblica, la campagna di dismissioni del patrimonio immobiliare degli enti locali. Qual è la valutazione? «Anche questo servirà al rilancio del settore edile. Sono previsti incentivi, in questo caso mutui a tasso agevolato, per favorire il riscatto degli immobili da parte dei cittadini che oggi sono in affitto. Chi diventa proprietario, aumenta la sua ricchezza. Ci proveremo». ENRICO PILIA

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Pieve, San Pietro Apostolo sarà salvato (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia Pavese, La" del 18-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pieve, San Pietro Apostolo sarà salvato I lavori di restauro sono cominciati, 90mila euro finanziati dalla Cei PIEVE ALBIGNOLA Per fortuna l'impresa appaltatrice si è accontentata della conferma che la Cei, attraverso l'otto per mille, ha varato un intervento finanziario di 90mila euro. In attesa che quei soldi, indispensabili al recupero delle coperture gravemente ammalorate della chiesa parrocchiale si San Pietro Apostolo arrivino nelle casse parrocchiali, i lavori di restauro sono fortunatamente partiti. Il parroco don Massimo Fusari ammette: «Dopo un inverno così pesante, approfittiamo di queste belle giornate per recuperare il tempo perduto. Certo è che le nostre casse parrocchiali dispongono di 10mila euro; i restanti 90mila, già ufficializzati dalla Cei nel 2008, arriveranno. Devo ringraziare l'impresa che si è messa subito al lavoro affidandosi alla speranza che la burocrazia non rallenti più di tanto l'erogazione di quel determinante contributo». In effetti, i lavori alla parrocchiale sono partiti a tempo di record. «Del resto - aggiunge don Massimo - non si poteva attendere oltre. Era necessario correre ai ripari e mettere in sicurezza la copertura centrale della parrocchiale e le relative cappelle laterali. Quindi la posa di nuovi pluviali per evitare che l'acqua piovana vada a contatto con le mura perimetrali, così come accadeva da tanto tempo. Infine il nuovo impianto elettrico. Tutto questo per evitare il peggio a un tetto gravemente compromesso, deteriorato dall'umidità». In attesa dei 90mila euro in arrivo dall'otto per mille, i lavori hanno consentito lo smantellamento delle vecchie coperture, il posizionamento di nuove travi in legno, la posa di sotto-coppi in fibrocemento e dei coppi stessi. Le opere hanno riguardato le coperture delle cappelle laterali; ora si passa alla copertura centrale della chiesa con un'operazione analoga. Quindi toccherà alla posa dei pluviali e al consolidamento delle mura perimetrali. Ci sarà poi una seconda fase. Conclude don Fusari: «In futuro dovremo risanare le mura interne e alcuni affreschi semidistrutti». (p.c.)

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Salame d'oca di Mortara tutelato per statuto (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia Pavese, La" del 18-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

In arrivo il documento Salame d'oca di Mortara tutelato per statuto MORTARA. E' in dirittura d'arrivo lo statuto del Consorzio di tutela del Salame d'oca di Mortara, quattro anni dopo la richiesta di modifica da parte del Ministero competente: la stesura precedente risale al 2002, ma nel 2005 erano state richieste alcune modifiche, aggiunte al documento, che è stato di nuovo rinviato a Roma, per ottenere l'ok definitivo. Una storia di ordinaria burocrazia che dura da 4 anni: tanti sono infatti gli anni necessari per avere il parere favorevole dal ministero, che qualche tempo fa ha ribadito che le modifiche erano consone alla richiesta iniziale. La riunione del consiglio del Consorzio, che si è riunito a inizio marzo, ha preso atto dell'ulteriore passo fatto da Roma: ma a questo punto, per poter passare all'approvazione definitiva, mancano ancora due passaggi e un ultimo parere, quello della Regione, che deve confermare il recepimento delle modifiche effettuate dal Consorzio e approvate in prima battuta dal Ministero, che dovrà poi prendere atto dell'ok del Pirellone. «Solo allora - spiega il segretario del consorzio, Fabio Boggiani - potrà essere approvata quella che fino ad ora resta una bozza di statuto: acquisiti tutti i pareri potremo convocare un'assemblea straordinaria per adottare lo statuto rivisto».

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la sla avanza, altri due malati anche a camino (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 18-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Buttrio. La testimonianza del marito di una donna affetta dalla patologia: abbiamo bisogno del computer per comunicare, ma non tutti se lo possono permettere La Sla avanza, altri due malati anche a Camino La frazione colpita da una particolare incidenza del morbo. Un nuovo caso in via di accertamento BUTTRIO. Una piaga sanitaria che miete sempre più vittime, la Sla, un male misterioso che colpisce 6 persone ogni 100 mila. I nomi più ricorrenti sono quelli dei calciatori, degli sportivi. Eppure nella comunità di Camino, che conta qualche centinaio di anime, ci sono un paio di casi conclamati e nel comune di Buttrio esisterebbe un altro caso sospetto, ancorchè non ancora censito. Sembra che la malattia stia colpendo con particolare accanimento il territorio del comune di Buttrio. A testimoniare i problemi con i quali si deve confrontare quotidianamente chi è affetto da questa terribile malattia e i suoi familiari il Roberto Concilio residente nel comune di Buttrio che da qualche anno si trova a combattere ogni giorno con i tragici effetti della Sla. Sua moglie Laura qualche anno fa ha cominciato ad avere difficoltà nell'uso della parola. Dopo diversi controlli e analisi è arrivata la terribile diagnosi. Una sentenza che da lì a poco l'avrebbe condannata alla paralisi quasi totale, alla perdita dell'uso della parola e all'impossibilità di comunicare anche le più semplice esigenze. «Le difficoltà quotidiane sono tante - dice Concilio - mia moglie deve essere accudita 24 ore al giorno. Il più grosso problema è sicuramente la comunicazione - racconta -. Con il progredire della malattia i malati non riescono più ad esprimersi. Laura parla con gli occhi, è solo dalla sua espressione che capiamo se è contenta, se sorride, se è triste se sta male. È doloroso quando lei cerca di farci capire qualcosa ma noi non riusciamo ad aiutarla». Il problema della comunicazione potrebbe esser risolto grazie a un macchinario, il "mytobii", una sorta di computer ottico che viene guidato dal solo movimento degli occhi. «Questo computer è indispensabile ma è anche molto costoso. Il prezzo supera i 20 mila euro e non tutte le famiglie se lo possono permettere. Non resta che aspettare che venga acquistato e concesso in uso dall'Azienda Sanitaria, ma i casi sono numerosi e visto il costo non tutti riusciranno ad ottenerlo. I problemi però non si riducono a questo. Il più grande e il più frustrante, è la burocrazia che circonda ogni richiesta - dice Concilio -. Per la richiesta del "mytobii" ci sono voluti mesi di moduli compilati, dichiarazione di medici, e autocertificazioni». Anche le cose più semplici diventano complicate e snervanti. Per richiedere un contributo sulla bolletta dell'energia elettrica bisogna seguire una trafila complicata e spesso le famiglie lascino perdere anche se gli aiuti sono previsti per legge. «Infatti- sottolinea il signor Roberto - visto che i malati sono attaccati ai respiratori giorno e notte, anni fa è stata prevista una legge per venire in contro alle famiglie sulle bollette. Ma l'iter è talmente complesso che il più delle volte si lascia perdere». Di persone come il signor Roberto, che si prendono cura di questi ammalati, ce n'è sempre di più: solo in ambito distrettuale ci sono 3 casi conclamati. E questo esercito di "eroi quotidiani" dimostra una determinazione e una forza d'animo non così comuni. «La speranza è nella ricerca - conclude Roberto Concilio - solo, trovando nuove cure, il destino di questi malati affetti potrà essere diverso e meno straziante". Silvia Riosa

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La caserma bloccata dalla burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 18-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

I carabinieri sono pronti a traslocare nella nuova sede terminata già da sei mesi ma la mancanza di un semplice permesso crea un paradosso La caserma bloccata dalla burocrazia Manca un'autorizzazione dell'agenzia del demanio: l'edificio resta chiuso PAESE. La burocrazia blocca la caserma dei carabinieri. La nuova struttura è pronta ormai da settembre, ma un'autorizzazione dell'agenzia del demanio continua ad impedirne l'apertura. La Prefettura da mesi ha avviato le pratiche per ottenere il permesso, ma dal demanio non è arrivata alcuna risposta. «E' un'assurdità. La burocrazia italiana fa sempre nuove sorprese», ha commentato l'assessore ai lavori pubblici del Comune di Paese, Giuseppe Biscaro. Il cantiere è chiuso, i mobili sono sistemati all'interno delle stanze, addirittura le utenze telefoniche sono allacciate. Perchè tutto funzioni manca solo l'entrata dei carabinieri in divisa. Ma anche loro sono pronti a traslocare dalla vecchia caserma. Insomma, il personale non manca. Ciò che continua a latitare, probabilmente impilata tra metri cubi di carte e documenti, è una semplice autorizzazione. Una formalità che fa arrabbiare da una parte il Comune, dall'altra la Prefettura e i carabinieri stessi. Sì, perchè altrimenti la nuova caserma, ormai annunciata da anni, sarebbe già funzionante. Dopo aver ottenuto tutte le autorizzazioni richieste, a bloccare l'operatività del nuovo edifico è l'agenzia del demanio. Una faccenda di burocrazia, che, in questo caso, più che lenta sembra completamente ferma. «Non so cosa pensare. All'inizio non capivamo cosa mancasse per l'apertura - ha spiegato l'assessore Giuseppe Biscaro - poi, parlando con la Prefettura, abbiamo scoperto la necessità di questa autorizzazione da parte dell'agenzia del demanio». Gli uffici della Prefettura hanno regolarmente e in tempo avviato le pratiche per ottenere dal demanio l'autorizzazione ad usare l'edificio. Le carte sono state inviate da mesi, ma dall'agenzia non è arrivata alcuna risposta. Nemmeno una spiegazione sui tempi necessari. E, intanto, i cittadini continuano ad aspettare. Anche perché i lavori per la costruzione della caserma hanno rispettato la cronologia prevista. All'inizio di settembre tutto era già pronto. Nelle settimane successive sono stati portati gli arredi, e sono state addirittura allacciate le utenze telefoniche. Sono arrivate anche le autorizzazioni del comando dei carabinieri di Padova, competente per il territorio di Paese, e quella del ministero dell'interno. «Siamo ancora in attesa di quella del demanio, nonostante pressanti e continui inviti tramite la Prefettura. Affermare che l'amministrazione ha colpevoli ritardi, come si è detto anche recentemente - il riferimento del primo cittadino Valerio Mardegan è dichiarazione del candidato sindaco del centrodestra Francesco Pietrobon - significa non conoscere la realtà dei fatti e voler strumentalizzare ancora una volta il tema della sicurezza per i soliti fini di propaganda, che ritengo un metodo scorretto e inaccettabile». Sono stati inoltre avviati contatti con il ministero dell'Interno per rimpolpare l'organico dei carabinieri.

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il parco pubblico non ha vie d'accesso (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Venezia, La" del 18-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 28 - Cronaca Il parco pubblico non ha vie d'accesso Un'area verde da sogno (cinque ettari) bloccata da problemi di viabilità GAZZERA Il paradosso di via Monico GAZZERA. Non ci sono le strade, ma l'area potrebbe ospitare un parco di 50 mila metri quadri. La vicenda di via Monico, dove è prevista la realizzazione di due insediamenti abitativi (C2RS 88.1 e 88.2 per la burocrazia comunale), si arricchisce di un nuovo particolare. Se solo una settimana fa il consiglio di Municipalità di Chirignago aveva dato il via libera a 88.2 piazzando un paletto netto, ovvero la possibilità di iniziare a costruire solo dopo la realizzazione di una nuova viabilità e del rispetto delle indicazioni riguardanti l'invarianza idraulica, durante il sopralluogo che le commissioni Urbanistica municipale e comunale hanno effettuato sul posto, una laterale di via Asseggiano alla Gazzera, sono emersi altri dettagli. Uno ha sorpreso parecchio: nei pressi del primo insediamento che deve sorgere in via Monico è prevista la nascita di un'area verde a uso pubblico di 50.000 metri quadri. Un parco di dimensioni notevoli, paragonabile come estensione al «Rodari», che si trova lungo la via Miranese a Chirignago e al suo interno contiene anche un bocciodromo. Una buona notizia per la Gazzera? Fino a un certo punto, visto che per l'area verde «spuntata» durante il giro delle due commissioni si ripresenta lo stesso problema dei due insediamenti che dovrebbero sorgere in via Monico: non c'è una viabilità che permetta di raggiungere il parco. «Per la prima volta abbiamo avuto modo di vedere da vicino in cosa consistono questi due insediamenti che sorgeranno in via Monico - spiega Andrea Mauceri, presidente della commissione Lavori pubblici di Chirignago-Zelarino, presente al sopralluogo - e restano le perplessità già espresse in sede di Consiglio di Municipalità giovedì scorso. Non si possono costruire nuovi insediamenti senza pensare alla viabilità necessaria per raggiungerli. In via Monico rischiamo di avere una situazione paradossale: un parco sulla carta pubblico che di fatto diventerebbe privato per l'impossibilità di essere raggiunto dai suoi potenziali utenti». Dubbi che erano stati condivisi anche dall'assessore all'Urbanistica, Gianfranco Vecchiato, che aveva ricordato come l'attuale amministrazione comunale abbia ereditato il Prg della giunta Costa, con ricadute che riguardano soprattutto aree come la Gazzera. (Maurizio Toso)

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il cimitero di campalto sarà ampliato (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Venezia, La" del 18-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il sito a ridosso di via Orlanda: notizia attesa da anni dai residenti Il cimitero di Campalto sarà ampliato Superato il problema di burocrazia, cambieranno le fasce di rispetto La vicinanza di un deposito militare ha impedito per 25 anni l'esatto censimento CAMPALTO. Il cimitero di Campalto verrà ampliato. Gli abitanti lo chiedono da anni per avere la possibilità di seppellire i propri cari vicino casa, senza dover per forza optare per un camposanto più lontano, senza magari la possibilità di andare tutti i giorni a portare un fiore al caro estinto. Il cimitero del quartiere si trova a ridosso di via Orlanda e confina con il deposito militare: la parte antica risale addirittura al 1800. Il cimitero del quartiere di gronda però non è stato censito nella maniera giusta. Negli anni si è verificato un problema di cartografia, forse causato dalla vicinanza della zona militare. Il perimetro in sostanza, da 25 anni a questa parte, non è mai stato quello reale. Ieri, dopo lunghe trafile, è finalmente giunta in municipalità la variazione delle fasce di rispetto del cimitero, primo passo per l'ampliamento. «è stata rilevata la perimetrazione esatta - spiega il delegato all'Urbanistica, Paolo Vettorello - Di seguito sono state corrette e modificate le cartografie e ripristinate le fasce di rispetto e i confini. Il fatto che fossero sbagliate è da imputare ad un'anomalia, dovuta forse alla vicinanza della caserma, tanto da far pensare che il cimitero facesse parte dell'intero compendio militare». I confini sono stati ricalibrati, una parte verso Sud-Est e due ritocchi verso Nord e le aree di espansione sono state normate. «Questo provvedimento - spiega il presidente di Favaro, Gabriele Scaramuzza - è la premessa per mettere in atto l'intervento d'ampliamento tanto necessario. La fascia di rispetto del cimitero in sostanza passa da 200 a 50 metri, consentendo di allargare il sedime. Nel penultimo bilancio avevamo chiesto di poter fermare i fondi per l'ampliamento, poi occorrerà avviare il progetto relativo alla variazione della fascia di rispetto». La rivisitazione del perimetro dell'area sacra è solo uno degli interventi che interessano la zona, che da qui a breve vedrà la costruzione della chiesa copta ortodossa e dell'albergo per gli immigrati di don Armando Trevisiol. Ma anche per quel che riguarda lo spazio interno ci sono buone notizie: oramai è in fase avanzata il progetto, in capo agli uffici del Comune, che prevede la creazione di maggiori spazi per i «cari». Da qualche tempo riuscire a trovare un posto nel cimitero del quartiere di gronda lagunare è impresa ardua. I carri funebri imboccano la strada del cimitero di Favaro, ampliato di recente, e sono in tanti ad attendere di poter spostare la salma del caro estinto nel camposanto di Campalto. Non si tratta di un intervento enorme, ma quel che basta per creare le condizioni necessarie a soddisfare le esigenze degli abitanti. Saranno ricavati circa 50 loculi e 250 ossari richiesti per le tumulazioni. Se ci sarà la possibilità, però, se ne realizzeranno anche degli altri. E sarà l'occasione per mettere finalmente mano ai bagni: attualmente i residenti utilizzano i servizi pubblici costruiti in un prefabbricato fatiscente. La cittadinanza, diversi mesi fa, ha richiesto un incontro pubblico proprio per discutere la tematica relativa ai servizi igienici e al bagno dei disabili. L'intervento di ampliamento sarà pertanto l'occasione per risistemare e migliorare una serie di servizi legati alle funzioni cimiteriali. (Marta Artico)

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tempi brevi per il recupero di fertilia - gianni olandi (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 18-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 31 - Sassari Tempi brevi per il recupero di Fertilia La commissione di tecnici già al lavoro per l'esame dei progetti Il sindaco Tedde: «Su questa partita saremo rigorosi e pronti a concedere eventuali varianti» GIANNI OLANDI ALGHERO.Una commissione formata da tecnici, dirigenti comunali e funzionari della Regione sta esaminando le 40 manifestazioni di interesse presentate da imprese, privati e associazioni, relativamente al bando pubblico per il progetto di riqualificazione strutturale e rilancio turistico ricettivo della borgata di Fertilia. Progetto voluto dalla Regione in stretta collaborazione con il Comune e per il quale sono disponibili 2 milioni di euro stanziati dal precedente esecutivo regionale. La commissione, che dovrà concludere i suoi lavori nel giro di qualche settimana, dovrà individuare, laddove possibile, quei «progetti idea» che per la loro impostazione e per le dinamiche diffuse sono in grado di determinare quel radicale cambiamento auspicato dall'iniziativa e che si ritiene indispensabile per un vero rilancio della borgata e per il suo inserimento quale polo di attrazione per tutta l'area a nord della città anche per la sua situazione logistica in un territorio interessato più di altri dall'industria delle vacanze. L'iniziativa risulta estremamente interessante e rappresenta una importante base di partenza dopo l'acquisizione al patrimonio regionale prima e comunale poi di tutti i beni immobiliari della borgata. Il timore è che il progetto venga imprigionato dai tradizionali legnosi meccanismi della politica e della burocrazio pubblica. Il sindaco Marco Tedde lo esclude categoricamente. «Su questa partita non intendiamo perdere tempo, ci rendiamo conto dell'attualità dell'intervento e siamo convinti delle serie prospettive di sviluppo che contiene. Ritengo - sostiene Marco Tedde - che qualche settimana sia necessaria per una valutazione approfondita delle proposte pervenute in Comune ma ritengo che l'aspetto più qualificante nell'esame delle progettualità sarà quello di individuare l'elaborato, e gli elaborati, che più di altri tendono a inserirsi in una visione complessiva della riqualificazione della borgata, per i servizi offerti, le opportunità economiche e occupazionali e soprattutto per la qualità degli interventi». Nell'ipotesi che le progettualità non fossero consone con le norme degli strumenti urbanistici vigenti, a cominciare dal piano particolareggiato di Fertilia, Tedde è altrettanto categorico. «In presenza di una situazione del genere e nel momento in cui dovessero sorgere ostacoli di ordine urbanistico per portare a compimento i progetti individuati - afferma - si porteranno alla attenzione del consiglio eventuali varianti che si rendessero necessarie. Sempre che nel frattempo non sia già intervenuto il piano urbanistico comunale». Il sindaco vede il progetto di riqualificazione e rilancio turistico di Fertilia e delle aree immediatamente adiacenti inserito in una direttrice di marcia tutta in rettilineo, senza curve pericolose o improvvisi ostacoli. «Crediamo fermamente in questo progetto di rilancio della borgata - conclude Marco Tedde - e faremo tutto ciò che sarà necessario per portarlo a buon fine».

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partono i lavori per i nuovi marciapiedi in viale europa (sezione: Burocrazia)

( da "Centro, Il" del 18-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 10 - Pescara Partono i lavori per i nuovi marciapiedi in viale Europa Investiti 270 mila euro. Tereo de Landerset: «Opere completate entro l'11 giugno» MONTESILVANO. Agli operai della ditta Bz Costruzioni e al direttore del cantiere Americo Di Cioccio, l'assessore ai Lavori pubblici Carlo Tereo de Landerset ha ordinato di lavorare come l'Inter in campo: «State corti per evitare disagi ai cittadini». Sono partiti senza chiudere la strada i lavori in viale Europa: «Entro l'11 giugno il cantiere per la riqualificazione del marciapiedi sarà completato», ha garantito il dirigente dei Lavori pubblici Bellafronte Taraborrelli. Il cantiere, come richiesto dai commercianti, è partito nella zona compresa tra viale Moro e via Tasso. Ma non è stato semplice: c'è voluto il nulla-osta del settore Beni ambientali della Regione Abruzzo in quanto l'area dista meno di 150 metri dal mare. Per accorciare i tempi della burocrazia, quindi, è stato l'assessore Tereo de Landerset ad andare a L'Aquila per prendere il nulla-osta e dare il via ai lavori senza aspettare il passaggio all'ufficio Protocollo. «L'attività amministrativa è in fermento, non è vero che non si fa niente», ha affermato, rispondendo alle critiche piovute sull'amministrazione. Il cantiere di viale Europa, 270 mila euro di lavori, prevede la demolizione e la ricostruzione del marciapiedi lato nord, la realizzazione di nuovi sottoservizi e lavori di riqualificazione con nuovi elementi di arredo urbano. L'obiettivo del Comune è avviare, entro l'estate, la riqualificazione del marciapiedi nel tratto compreso tra corso Umberto e il sottopasso: «Per realizzare i lavori» ha concluso Tereo de Landerset, «sarà utilizzato il ribasso d'asta presentato dalla ditta aggiudicataria». (p.l.)

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Brescia capitale dell'acciaio rilancia la sfida (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Brescia" del 18-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Edizione: 18/03/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:MADE IN STEEL Brescia capitale dell'acciaio rilancia la sfida Franco Tamburini Presidente di Made in Steel All'inizio è stata una sfida, che oggi, arrivati alla terza edizione, possiamo dire con piacere e grande soddisfazione di aver intrapreso con successo. «Made in Steel» è un evento che in questi anni ha registrato una costante crescita, in quanto a numero di aziende presenti, di visitatori e di visibilità, tanto da essere diventato il principale e più autorevole appuntamento per la filiera dell'acciaio. Un evento concepito con una formula innovativa che ne ha dettato il successo: una fiera che punta certamente sulla «vetrina» di aziende del settore, ma coniugata a incontri e seminari che sono occasioni di confronto, di approfondimento e di scambio di conoscenze su temi strategici per la siderurgia. L'edizione di quest'anno è di particolare importanza, dato il momento di crisi che l'economia e le nostre imprese stanno vivendo. La domanda generale del settore ha riscontrato, già a partire dagli ultimi mesi dello scorso anno, un progressivo indebolimento, aggravatosi nel trimestre in corso e i prezzi delle materie prime rimarranno con buona probabilità a livelli bassi nel 2009. Servono misure che ci aiutino a far fronte a questa difficile congiuntura. Serve intervenire per garantire alle imprese le risorse finanziarie necessarie per proseguire la normale attività e sostenere gli investimenti necessari per la crescita e l'innovazione. La riduzione dei margini e quindi della capacità di autofinanziamento richiedono un aumento del ricorso al credito bancario che, senza garanzie da parte dello Stato, difficilmente potrà essere concesso nella dimensione richiesta dalle imprese. Serve favorire la propensione all'investimento delle aziende, in particolare per quanto riguarda i progetti di ricerca e sviluppo. Per essere pronte a ripartire una volta superata la crisi, le imprese devono rimanere efficienti e competitive, e ciò richiede investimenti importanti nella formazione del capitale umano e nell'innovazione. Fondamentali saranno gli investimenti annunciati dal Governo in opere pubbliche. Servono ingenti e rapidi finanziamenti, perché l'Italia ha bisogno di infrastrutture e questo è uno dei motivi per cui sul nostro territorio si respira ancora fiducia nella capacità di recupero della siderurgia bresciana. Auspichiamo che i primi segnali positivi possano arrivare già nel secondo semestre 2009. Nel frattempo, manterremo alta l'attenzione sia sull'andamento di un settore così cruciale per il Paese, sia sulle misure che riteniamo imprescindibili per la ripresa. Brescia, come storica «patria dell'acciaio», ospitando non certo casualmente un appuntamento così mirato come Made in Steel, vuole inviare oggi più che mai un chiaro messaggio al mondo politico, istituzionale, economico e finanziario: l'urgenza di rilanciare l'economia del Paese, dando seguito effettivo agli interventi preannunciati. L'impegno deve essere comune; non possiamo permettere che veti e burocrazia ostacolino in questo momento lo sviluppo del territorio. Dobbiamo ridare fiato all'intero tessuto imprenditoriale italiano, soprattutto alle piccole e medie imprese. Con la concretezza che contraddistingue gli imprenditori bresciani, di certo non mancheremo di fare la nostra parte, consapevoli del fatto che solo con uno sforzo condiviso da parte di tutti gli attori in campo e facendo fronte coeso potremo superare la crisi che ci sta colpendo.

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lorenzini eletto nuovo presidente della zona pistoiese (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 18-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

CONFESERCENTI Lorenzini eletto nuovo presidente della zona pistoiese PISTOIA. Le imprese associate alla Confesercenti del comune di Pistoia hanno eletto Pierluigi Lorenzini alla presidenza di zona dell'associazione. Al suo fianco, nel gruppo dirigente, sono stati eletti Alessandro Olmi, Maurizio Niccolai, Marzio Luchetti, Moreno Beccaccini ed Edoardo Ottaviano. Durante l'incontro sono stati trattati diversi temi relativi alla città: la revisione delle tariffe dei servizi (è emersa una forte preoccupazione e una netta contrarietà sul tema degli aumenti di suolo pubblico: si chiede, pertanto, di aprire un confronto immediato con la volontà di riconsiderare tali scelte già per il 2009); snellimento della burocrazia (ovvero facilitare i processi normativi nel concedere nulla osta per l'occupazione del suolo pubblico, installazione di insegne, produzione di energia in proprio, permessi, autorizzazioni e certificazioni necessarie per lo svolgimento della propria attività); normativa pubblici esercizi (Confesercenti ha proposto al Comune l'adozione di criteri oggettivi: di sostenibilità e qualità, con adeguate localizzazioni raggiungibili solo attraverso la disponibilità di locali con destinazioni d'uso specifiche per l'apertura di nuovi esercizi); interventi strutturali per qualificare l'offerta commerciale (viabilità, arredo urbano, illuminazione pubblica, trasporti, riapertura del parcheggio Europark a sostegno delle attività del centro e della Galleria nazionale); commercio su area pubblica (si chiede una particolare attenzione al futuro piano su aree pubbliche, una maggiore concertazione degli eventi per non inflazionare il sistema, promozione e riqualificazione del mercato storico bisettimanale); programma attività (comunicazione, animazione, promozione e pubblicità del Centro commerciale naturale devono valorizzare in modo equilibrato tutta l'area del centro all'interno della terza cerchia delle mura).

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Edilizia: ritardi insostenibili (sezione: Burocrazia)

( da "Tempo, Il" del 18-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

stampa Edilizia: ritardi insostenibili Allarme di architetti, costruttori e associazioni: su 3.000 richieste all'anno ne vengono esaminate 500 Antonio Fragassi Mentre a Roma tiene banco il Piano casa di Berlusconi, a Pescara, con perfetta scelta di tempo, parte la denuncia sui ritardi degli uffici comunali nel rilasciare le licenze edilizie. Se il mattone non balla, l'economia balla la rumba e la crisi torna a mordere ferocemente. Pescara e la sua provincia non fanno eccezione, allora ci pensano architetti, ingegneri, costruttori, confederazioni artigiane e associazioni dei consumatori a dare una "sveglia" alle istituzioni, con la prima iniziativa congiunta fra i diversi soggetti in campo. «Al Comune di Pescara - denuncia Marco Volpe, presidente dell'Ordine degli architetti - vengono presentate ogni anno tremila richieste di costruzione: ma solo 500 vengono esaminate da cima a fondo, tutte le altre restano in giacenza, in attesa di nuovi esami. Se l'iter normale di un progetto edilizio, dalla presentazione all'approvazione, è di 180 giorni, a Pescara ci vogliono mediamente due anni. Siccome l'80 per cento di queste domande riguarda piccoli proprietari, gente che deve restaurare una mansarda o un piano o addirittura una misera stanza, è ora che le pratiche vengano snellite». E la situazione non è molto diversa nei Comuni più importanti della provincia. La burocrazia non può bloccare un settore vitale come l'edilizia. «Per quanto riguarda il Comune di Pescara - questo è l'appello di Volpe - ci auguriamo che chi aspira a governare la città nella prossima legislatura voglia affrontare il problema: se l'edilizia è ferma ci perdono tutti». «Ci sono responsabilità politiche ben precise - incalza Carmine Salce della Cna -: non solo problemi burocratici e carenze di organico. C'è, inoltre, una tendenza a interpretare in maniera diversa e a volte contrastante le normative in materia di edilizia». Per i costruttori, Roberto Chiola dell'Ance ha sottolineato la difficoltà del momento: «Nel 2008, il settore edile ha perso il 20 per cento, e la stessa perdita è prevista per quest'anno. Qualsiasi iniziativa seria volta a rilanciare la nostra economia è benvenuta, ma bisogna fare in fretta». Dalla parte dell'utente si è schierato Franco Leone, presidente regionale di Federconsumatori: «Voglio segnalare un solo dato: l'Abruzzo registra un crollo pazzesco dei mutui sulla casa pari al 132 per cento in più rispetto alla media nazionale. Questo significa che i diritti dei consumatori sono lesi fortemente: rispetto a questo problema politici e banche non possono restare fermi».

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Tursi riduce in segaturale falegnamerie del centro (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 18-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Tursi riduce in segaturale falegnamerie del centro occupazione e piano urbanistico: il confronto con il resto d'italia Dal 2000 vietate nuove botteghe. In città, in 8 anni, sono calate del 57% «QUESTO è il mio mestiere, mi piace sentirmelo addosso. Se solo me lo lasciassero fare». Dall'età di otto anni Mario Rossi, di Taranto, si guadagna da vivere come falegname. Prima in Puglia, insieme al nonno, poi a Genova. Dove abita da trent'anni e oggi è un artigiano apprezzato, ha clienti in tutta la città e qualcuno anche all'estero. Ma dove lavora come se fosse un clandestino. Dal 2000, da quando è in vigore il nuovo piano urbanistico del Comune di Genova, nessuna falegnameria può aprire in centro città. "A causa - spiega il regolamento - delle peculiarità del lavoro che causa emissioni acustiche e inquinanti nell'atmosfera". Il rumore degli arnesi e la dispersione di segatura nell'aria creerebbero danni al vicinato. Chi ha già una bottega può rimanere, ma chi inizia ora deve cercare spazio altrove. Oppure nascondersi. Mario Rossi - uno pseudonimo, il suo vero nome preferisce non rivelarlo -è un falegname controcorrente: passa la maggior parte del suo tempo chiuso in un piccolo retrobottega senza finestre in fondo a un vicolo del centro storico. Dietro a due cancelli e a un pesante tendone di plastica che non lascia filtrare all'esterno la luce al neon. E' il suo laboratorio segreto: una pialla, una squadratrice, una macchina combinata e tante tavole di legno accatastate ai muri. Prima lavorava per un mobilificio ligure, a un milione di vecchie lire al mese che la sera arrotondava facendo l'artigiano in nero. Poi ha deciso di tornare a fare l'artigiano, come a Taranto. Ma si è scontrato con la burocrazia genovese. «Sono in regola sia con l'Inps sia con l'Inail. Fatturo sedicimila euro l'anno e pago le tasse. Ma per il Comune di Genova sono un clandestino». Secondo il regolamento comunale ogni "nuova attività di falegnameria può essere installata (soltanto) in zona definita dal Piano urbanistico comunale come Industria e Artigianato", cioè in "una zona industriale, o un'altra non inserita in un'area abitata". «Mi avevano proposto un capannone in periferia - dice Rossi - nell'area industriale di Campi, a oltre mille euro al mese d'affitto. Più del doppio di quello che pago qui. Decisamente troppo per il mio reddito». Come molti artigiani, Mario Rossi non può permettersi un dipendente, neppure part-time, e deve spesso dire di no a qualche cliente. «A volte mi arrivano lavori troppo grossi, che rifiuto». Ma questo non gli ha impedito di farsi una piccola fama, anche fuori città. «Sono appena stato in Inghilterra, per conto di una ditta con cui collaboro, a montare i mobili degli uffici di una società di consulenza finanziaria, in una palazzina di quattro piani nel cuore di Londra». Secondo i dati di Unioncamere, l'unione delle camere di commercio italiane, a Genova il numero di falegnamerie è precipitato in otto anni del 57 per cento. Un andamento in linea con il trend nazionale (-57 per cento) e di molte altre città, da Bologna (-67 per cento) a Milano (-51 per cento). Un crollo inesorabile, ma che forse potrebbe essere contrastato aiutando gli artigiani, non ostacolandoli. «A Milano non c'è nessun divieto per i falegnami che vogliono aprire in centro», spiegano dall'assessorato alle Attività produttive del capoluogo lombardo. Mario Rossi ne fa ormai una questione di principio. «Attacco le mie macchine alle nove del mattino e le stacco alle cinque del pomeriggio. Chi vive qui attorno può testimoniare che non ho mai dato fastidio a nessuno. Danno molto più fastidio il chiasso la sera nei bar, o le automobili che transitano qui vicino». E l'inquinamento atmosferico? «Non mi risulta che la segatura sia tossica. Mio nonno l'ha respirata per tutta la vita ed è morto a ottantasette anni. Comunque ho due grossi aspiratori, a norma di legge, che tengo sempre accesi». E le esalazioni delle vernici? «Non uso vernici, che sono vietate per legge a tutti i falegnami come me, ma soltanto colori all'acqua». «Un'assurdità». Marco Frigerio, responsabile del settore legno alla Confartigianato, la principale organizzazione degli artigiani italiani, liquida il regolamento del Comune di Genova come «un divieto assurdo». Non ci sono, dice, validi motivi di inquinamento acustico e atmosferico che lo giustifichino: «Il falegname è uno dei mestieri più antichi e più sani del mondo». Né ci sono, sostiene Frigerio, precedenti in altre città: «Il Comune di Genova è, che io sappia, l'unico in tutta Italia ad aver adottato misure così restrittive». Nella vicina Milano ad esempio l'apertura di nuove falegnamerie in centro non solo è consentita, ma è incentivata. «Il Comune - riferisce un impiegato dell'ufficio meneghino per il sostegno alle imprese - può coprire con finanziamenti a fondo perduto, e dopo aver valutato e approvato il progetto, fino al 25 per cento delle spese di apertura del locale. E per le falegnamerie in centro città non ci sono vincoli particolari». francesco margiocco [+] www.ilsecoloxix.it commenta la notizia sul sito del Secolo XIX 18/03/2009 ' 18/03/2009 ma qualeinquinamento?Danno molto più fastidio il chiasso la sera nei bar, o le automobili che passano Mario Rossifalegname "clandestino" nel centro storico 18/03/2009

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Con l'Alcli contro leucemie e tumori (sezione: Burocrazia)

( da "Tempo, Il" del 18-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

stampa Volontariato 2 L'associazione «Giorgio e Silvia» da sempre a fianco di pazienti e famiglie Con l'Alcli contro leucemie e tumori FuturoSta per aprire la casa d'accoglienza per i bambini dietro il de' Lellis Luca Francescangeli Con la seconda associazione prosegue il nostro viaggio nel mondo del volontariato reatino. Chiunque volesse segnalarci realtà ed esp A fianco dei malati di tumore e delle loro famiglie. È questa la missione dell'Alcli «Giorgio e Silvia», la onlus reatina attiva nella lotta alle leucemie e alle neoplasie. La storia dell'Alcli sabina inizia nel 1991, da una piccola cellula che poi è cresciuta, fino a diventare sede regionale con ben 770 soci. «L'Alcli è un grande gruppo e ognuno sceglie come dare il proprio contributo – spiega la presidente Santina Proietti (nella foto) – Alcuni volontari si occupano del trasporto dei pazienti in cura negli ospedali di tutta Italia, altri si assumono l'onere di assistere i malati terminali nei loro ultimi giorni. Un gruppo gestisce lo sportello informativo oncologico aperto nel 2005 all'interno dell'ospedale di Rieti, mentre altri si occupano dell'accoglienza dei malati nel reparto di radioterapia. I più giovani, infine, si occupano del nostro giornalino associativo e della gestione del sito internet. Ogni cosa che facciamo è gratuita e siamo assolutamente trasparenti nella gestione delle donazioni». Ma l'iniziativa più grande dell'Alcli è quella della casa d'accoglienza per i malati, spesso piccoli malati, e le loro famiglie. L'obiettivo è creare un approdo sicuro e rassicurante per i pazienti in terapia. «Siamo partiti tre anni fa con il progetto, ma la burocrazia e le difficoltà d'esproprio del terreno (proprio dietro l'ospedale de' Lellis ndr), ci hanno rallentato moltissimo – critica la Proietti - Ora dovremmo aver superato gli scogli più duri e abbiamo la speranza di riuscire ad aprire a fine 2010». La sede Alcli «Giorgio e Silvia» si trova a Rieti in via Ticino 22 ed è aperta dal lunedì al venerdì dalle 16 alle 20. Per informazioni ci sono il sito www.alcli.it e il numero 0746/271672.

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bocciato il piano casa del governo. avrà pochi effetti (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 18-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 3 - Prato Bocciato il piano casa del governo. «Avrà pochi effetti» «Il 90% dei cittadini abita in condomini. Servono meno burocrazia e l'aiuto delle banche» PRATO. L'idea del Governo Berlusconi di risollevare l'economia del settore edile con un via libera alla possibilità di ampliare le proprie case rischia di risolversi in una bolla mediatica. Almeno in Toscana, dove esiste già una disciplina urbanistica che non lascia molto spazio a libere interpretazioni. «Temo che gli effetti di questo decreto non ci saranno - sostiene Luigi Scrima presidente dell'ordine degli Architetti di Prato - Qui oltre il 90% dei cittadini abita in alloggi condominiali, dove è impossibile ricavare spazi per ampliare l'abitazione, se non nel pianerottolo», conclude ironicamente. Intanto, ci si chiede se il distretto pratese, alle prese con una situazione di emergenza economica, senta davvero la necessità di investire per conquistare nuovi spazi abitativi. «Ampliare la propria casa di una piccola stanza costerà almeno 50mila euro - spiega Scrima - in più serve una tale superficie che si può ricavare solo in villette singole e libere su più lati». «Quello che servirebbe davvero - replica l'assessore all'Urbanistica Stefano Ciuoffo - è piuttosto la valorizzazione di un'edilizia sociale pubblica. Stiamo costringendo i giovani alla condivisione abitativa con i genitori negando loro un futuro». La concessione governativa del sostanzioso aumento delle cubature (si parla del 20% per gli edifici residenziali e non) è accompagnata dalla promessa di uno snellimento burocratico che sostituisce l'iter della concessione edilizia con la certificazione del progettista. Sul tema l'assessore Ciuoffo spiega che "il 90% dei tempi per l'approvazione delle pratiche sono tempi morti, ma in questo senso abbiamo già avviato per le pratiche più corpose uno sportello ad hoc: entro 60 giorni arriverà la risposta. Più di un condono libera-tutti - conclude - c'era bisogno dell'approvazione di una legge quadro che definisca e riordini tutto il sistema. Il premier sceglie la semplificazione proprio su un tema dove occorrerebbe molta responsabilità». La situazione del comparto edile soffre però delle difficoltà generali dell'economia. «Il Piano casa può svolgere una funzione anticiclica rispetto alla crisi - spiega Anselmo Potenza presidente della Cna di Prato - anche se bisogna vedere come viene applicato dalle regioni. Il rischio di abusivismo e speculazione esiste. Ma quello che servirebbe davvero - conclude - è una semplificazione complessiva dei tempi di concessione». Secondo il presidente dei Costruttori di Confindustria Prato Maurizio Brunetti, più che di un piano casa la città avrebbe bisogno di «un diverso atteggiamento delle banche, che hanno smesso di sostenere gli investimenti delle famiglie e delle imprese». Il nuovo decreto casa prevede inoltre la possibilità di rottamare edifici costruiti prima del 1989 e ricostruirli con un ampliamento del 30% che può arrivare al 35% se si utilizzano tecniche della bioedilizia. Questo è un capitolo che trova il consenso di Paolo Beghelli presidente degli edili di Confartigianato Prato: «Potrebbe essere un incentivo da usare a sostegno di un settore ancora poco sviluppato in Italia, ma che potrebbe creare lavoro e occupazione». Barbara Burzi

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L'ecatombe senza fine dei bagagli smarriti (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 18-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

L'ecatombe senza fine dei bagagli smarriti [FIRMA]GABRIELE BECCARIA Quando il proprio mondo è imbozzolato in una valigia, perderla significa impazzire di rabbia. Come si fa senza il prezioso ricambio di mutande? E lo spazzolino che funzionava alla perfezione? E il sofisticato golfino di cachemire che era un piccolo status e anche un segno d'amore natalizio? Rassegniamoci. Perdere il proprio bagaglio, sballottato da un aereo a un altro, da un nastro trasportatore a una macchina ai raggi X, e poi svanito in uno di quei non-luoghi per eccellenza che sono gli aeroporti, è diventata l'esperienza più normale del mondo. Nessun viaggiatore è più al sicuro. Ecco il dato dell'Auc inglese, che sta per «Air transport users council» ed è l'organizzazione che raccoglie i viaggiatori dei cieli: soltanto nel 2007 sono state perdute 1 milione di valigie. Altro dato: le compagnie aeree dei cinque continenti - e più di tutte le low cost - hanno fatto terribili pasticci con altri 42 milioni di bagagli, spedendoli in posti sbagliati e consegnandoli alle persone sbagliate, inanellando errori e approssimazioni e aggiungendoci anche inutili e umilianti stoccate di burocrazia. Piccola consolazione: tante vittime si sono scoperte involontarie protagoniste di storie tragicomiche, buone da essere raccontate e ri-raccontate. Trasformandosi, così, da tapini in mini-eroi. E' bene sapere - per chi non se ne fosse ancora accorto - che le compagnie sono sempre più spilorce. Ce ne sono alcune che non tirano fuori più di 20 euro, indipendentemente dai tempi di attesa, mentre un'altra si rifiuta di rimborsare i passeggeri per danni inferiori ai 45. E avete già sentito la storia del passeggero che ha denunciato la scomparsa delle proprie cose, stimando il danno a 1600 euro e vedendosene accreditare 115? E' una vicenda vera. Così come è autentica quella del surfista, che, dopo aver ritirato la sua tavola da mille euro e averla scoperta danneggiata, si è visto arrivare un assegnino da 95 euro, perché non aveva lo scontrino d'acquisto (in negozio aveva messo piede tre anni prima e - vi sembrerà strano - non aveva più il pezzetto di carta). La situazione - rivela la ricerca dell'Auc - è la peggiore di sempre e indica un trend. C'è anche il caos bagagli a pesare nella crisi attuale. Conclusione: se non ci penserà il disastro dell'economia globale a contrarre il numero dei passeggeri, dei voli e, probabilmente, anche di molte compagnie, i numeri dei «lost for ever» sono destinati ad aumentare. Trenta milioni di bagagli smarriti e ritrovati (non sempre in condizioni accettabili) nel 2005, 36 nel 2006, 42 nel 2007 e addirittura 70 milioni tra un decennio. Che fare? Mentre l'Ue apre un'inchiesta, decisa dal commissario ai Trasporti, Antonio Tajani, c'è chi chiede misure forti. «Le compagnie sono responsabili della perdita dei bagagli e, quindi, al di là delle norme sull'aviazione che prevedono i rimborsi, devono istituire un fondo per risarcire in automatico gli utenti rimasti senza valigia o che hanno subito ritardi nella riconsegna - intima il presidente del Codacons, Carlo Rienzi -. Troppo spesso gli euro restituiti sono di molto inferiori al danno». Magari succedesse, ma la speranza è l'ultima a morire. Intanto la realtà è un'altra. Crudele. Quella dei bagagli danneggiati tra un volo e l'altro è una questione da 3,8 miliardi di dollari e che colpisce ogni anno decine di milioni di individui. Secondo un'indagine Iata, la sorte del bagaglio è infatti il secondo fattore più importante per un viaggio piacevole. L'avreste mai detto?

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Agricoltura e truffe all'Ue Castelli chiede chiarimenti (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 18-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

ASCOLI PROVINCIA pag. 7 Agricoltura e truffe all'Ue Castelli chiede chiarimenti REGIONE FORSE UN CASO ANCHE NELL'ASCOLANO TRUFFE in agricoltura, Guido Castelli presenta un'interrogazione a Spacca: «Dopo l'accertamento da parte della Guardia di Finanza di Pescara, in collaborazione con i militari dell'Anna del Nucleo Antifrodi di Roma, di una presunta truffa ai danni dell'Unione Europea, sembra che una tra queste associazioni a delinquere avrebbe operato anche nel territorio marchigiano, ed in particolare nell'ascolano. Quali sono le realtà del nostro comprensorio interessate dalla vicenda? E ancora: nell'ambito dell'inchiesta sono coinvolti settori dell'amministrazione regionale?». Le domande del consigliere regionale fanno riferimento al fatto che «sempre in relazione alle notizie di stampa, le Fiamme Gialle di Pescara hanno accertato che l'associazione a delinquere faceva capo a pubblici funzionari dell'Agea (Agenzia per l'Erogazione in Agricoltura) di più regioni. Questa situazione merita di essere valutata dagli organi istituzionali della Regione. L'economia del Piceno spiega Castelli registra, proprio nel settore agricolo, una delle sue più significative risorse, anche in riferimento al potenziale che le risorse verdi' possono esprimere per l'attrattività. Perché tutto ciò possa accadere è necessario che si radichi un meccanismo di fiducia nel sistema delle incentivazione al settore agricolo. Una fiducia che potrebbe essere menomata dalla (ancora) diffusa illegalità che sembra permeare parte della burocrazia».

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Un grande cantiere a Pescara: la crisi del mattone danneggia l'economia cittadina, colpa ... (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 18-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Mercoledì 18 Marzo 2009 Chiudi Un grande cantiere a Pescara: la crisi del mattone danneggia l'economia cittadina, colpa anche della burocrazia negli uffici

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Troppi casi di omonimia Soprannome anche in banca (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Como)" del 18-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

COMO E PROVINCIA pag. 4 Troppi casi di omonimia Soprannome anche in banca L'antica usanza adottata per evitare errori di FEDERICO MAGNI BELLAGIO NELLA PERLA del Lario chiamare una persona con appellativo più o meno fantasioso non è solo un'antica usanza, tanto meno una mania: i soprannomi in un paese come Bellagio, dove c'è un vero e proprio record di casi di omonimia, servono per sbrigare le faccende di tutti i giorni. Per evitare spiacevoli errori nelle operazioni bancarie molti residenti, soprattutto i giovani, hanno deciso di affiancare ai propri dati anagrafici anche il soprannome della famiglia (rigorosamente in dialetto) così da distinguere ufficialmente il proprio estratto conto. «I COGNOMI SONO tutti Gilardoni e Gandola e così abbiamo deciso di affiancarli con i soprannomi che vengono dati alle varie famiglie - spiegano al Credito Cooperativo -. Con tutti questi omonimi si rischiava di fare confusione. Ci sono molti nuovi clienti fra i 25 e i 30 anni che ci chiedono di aggiungere il nome di fantasia». Tramandati per decenni, definiscono spesso il lavoro svolto dai membri di un nucleo familiare, con il soprannome a Bellagio ci si riconosce più facilmente che con i nomi veri e propri. Ci sono i Gilardoni detti «Maghett», quelli detti «Cilindra», oppure i «Mion»,i «Buffit» e i «Sesitt». Ci sono Grammatica detti «Piaccapedra», i Raineri detti «Buschett» e «Frisa», i Bianchi detti «Cecchett» e «Rucambul», i Gallo «Brich» e i Gandola «African». UN'USANZA che il tempo non appassisce, tanto che ancora oggi nascono nuovi soprannomi. Una persona che ritiene spesso di sapere tutto ad esempio si vede affibbiare l'appellativo di «Sotuto», oppure «Tuttascienza», mentre c'è chi lavora come elettricista e in paese è conosciuto come «Scintilla». Anche nei documenti custoditi all'anagrafe del Comune di Bellagio il nome e il cognome dei residenti spesso sono seguiti da «detto Frisa», oppure magari «detto Mion». Le banche ed altri istituti che devono fare i conti con la burocrazia, hanno dovuto accettare i soprannomi accanto ai cognomi.

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Cambiale federalista (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 18-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2009-03-18 - pag: 12 autore: Cambiale federalista Vorrei fare un plauso a Marco Vitale per l'articolo di domenica scorsa «Un federalismo troppo contabile». è un articolo fondamentale per smascherare la truffa ideologica del cosiddetto “federalismo fiscale”. Inventato ed elaborato, in perfetto stile gattopardesco, dal capopopolo Umberto Bossi per far finta di cambiare qualcosa e campare sul malcontento popolare. Il “federalismo fiscale” va preso a cannonate (in senso kantiano) prima che produca danni. Se non altro per evitare che, dopo la sua disfatta, i cittadini non vogliano più sentir parlare di federalismo, quello vero. Serve una rivoluzione culturale perché continuando così si rischia di aprire le porte a un'involuzione peronista. Leopoldo Bevilacqua Zurigo L a provenienza di questa lettera da una Confederazione mi fa tornare in mente quanto fosse stato difficile per gli Usa,all'atto della loro fondazione, accettare la prospettiva federale. In Italia non mi pare ferva un dibattito di quella portata. L'opinione pubblica appare distratta, a parte qualche manifestazione di circostanza del popolo leghista; la politica non risulta convincente nel garantire che il tutto non si risolverà in un aumento di costi, tasse e burocrazie. Certamente mancano passione e consapevolezza che, comunque, si volta pagina.Il nuovo assetto scivola nella routine. Dovrebbe essere una rivoluzione da condividere. Si configura come una cambiale da pagare. • I radicali e le pensioni Gli obiettivi proposti da Alberto Alesina sul Sole 24 Ore del 14 marzo in merito alla riforma delle pensioni attraverso l'innalzamento dell'età fanno parte integrante di una battaglia politica che i radicali conducono da molto tempo. Alesina si rivolge al Governo nella speranza, temo vana,che colga l'opportunità della crisi per fare riforme che in altri tempi nessuno ha avuto la forza di fare. Se guardasse nel campo dell'opposizione-almeno quella ufficiale,l'unica con diritto di parola- il quadro non sarebbe molto diverso,perché il Pd e l'Italia dei Valori si rifiutano di affrontare la questione,mentre l'UdC esprime posizioni senza trasformarle in proposteo iniziative. Credo perciò che chi ritiene davvero urgente realizzare questa riforma dovrebbe considerare non solo il merito dei provvedimenti necessari, ma anche il comportamento tenuto dalle forze politiche e l'effettiva possibilità dei cittadini di conoscere le diverse proposte. Non ci sarà riforma delle pensioni finché i principali organi d'informazione continuanoa cancellare la stessa nozione dell'esistenza dell'unico partito che ne fa una priorità politica. Dagli inizi degli anni 80 con Pannella denunciammo lo scandalo delle pensioni babye dell'obbligo di pensione che di fatto vige per chi è ancora nel pieno della capacità lavorativa. Contro la discriminazione in base all'età che tale obbligo rappresentava e rappresenta, iniziammo a proporre già allora un innalzamento dell'età pensionabile che avrebbe consentito di non aprire la voragine del debito pubblico e che, realizzato oggi, metterebbe nelle condizioni di contenere una spesa per interessi che assorbe risorse altrimenti destinabilia meccanismi di vero welfare come il reddito di cittadinanza. Da quando i radicali sono tornati in Parlamento, tre anni fa, hanno attivato ogni strumento possibile per ripetere la necessità non procrastinabile di una riforma volta all'elevamento dell'età pensionabile di tutti, e dell'equiparazione dell'età uomo-donna. Il titolo della campagna radicaledell'autunno 2007, guidata da Emma Boninoe rimasta del tutto sconosciuta all'opinione pubblica, era proprio: «Proteggimi di meno, includimi di più»,per equiparare non solo l'età ma, grazie alle risorse in tal modo liberate, anche l'accesso al mercato del lavoro, le condizioni di lavoro e le retribuzioni per le donne. Marco Cappato Deputato europeo radicale

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Patente e rinnovo: <Mesi d'attesa per una visita> (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 18-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

ROVIGO PRIMO PIANO pag. 2 Patente e rinnovo: «Mesi d'attesa per una visita» LA LETTERA BASTA scorrere in Internet, una qualsiasi chat con tema rinnovo patente', per capire come l'argomento sia sentito. Sarà perché pochi riescono a fare a meno dell'automobile, sarà perchè sempre di un esame si tratta. I suggerimenti sono i più disparati, le cifre snocciolate anche: ho speso circa 130 euro, l'anno scorso, alla scuola guida però devi calcolare che 70 erano solo per la patente nuova quella tipo bancomat' oppure il modo per risparmiare di più è andare direttamente da un medico militare e fare tutto presso di lui, te la cavi con 45 euro circa in tutto' o ancora consiglierei l'Aci: alcune Asl sono scrupolose, e a volte si avvalgono di aggeggi tecnologici ai quali non scappi, specie se si tratta di vista, all'Aci fissi l'appuntamento per la visita medica leggi le solite 3 lettere cubitali e nel giro di 10 minuti, hai il tuo bel rinnovo'. Così su Internet. In realtà le regole per rinnovare la patente sono semplici: occorre effettuare una visita medica presso una delle autorità sanitarie previste dall'art. 119 del Codice della strada, con modalità e costi diversi a seconda della struttura medica e della categoria di patente da rinnovare. Al momento della visita è necessario portare l'attestazione del versamento (bollettino prestampato in distribuzione presso gli uffici postali e gli uffici motorizzazione) ed una marca da bollo. Se la visita ha esito positivo, il medico rilascia all'interessato il certificato medico con la marca da bollo e invia comunicazione della conferma di validità al ministero dei Trasporti. Successivamente il ministero spedisce al domicilio dell'interessato un tagliando adesivo che attesta la validità della patente di guida. Il tagliando deve essere applicato sul documento. Ma a Rovigo c'è chi non riesce neppure a fare il primo passo per l'agognato rinnovo. Questa la testimonianza di Dennis Sambinello: «Scrivo a voi, giornali locali, per denunciare una situazione oramai intollerabile che si verifica ogni volta che un cittadino, per motivi diversi, deve prenotare una visita alla Commissione patenti di Rovigo. Ogni anno che passa infatti continuano ad aumentare le liste d'attesa per prenotare l'indispensabile visita per il mantenimento del documento di guida. Non è più sufficiente presentarsi 2-3 mesi prima che la patente scada, anzi, quasi indipendentemente dall'anticipo temporale col quale si prenota, sembra prassi consolidata che venga fissato l'inevitabile controllo oltre la data di scadenza della patente medesima. Il risultato è ovvio: numerosi cittadini che necessitano del documento per ragioni lavorative o private si trovano disagevolmente bloccate o nell'obbligo di ricorrere a terzi. La Commissione ha, oltre ai limiti dovuti al fatto che opera con orario estremamente lImitato durante la settimana, evidenti limiti organizzativi, come il fatto banale, ma significativo, che nemmeno si razionalizzino le code d'accesso con una numerazione. La mobilità, spostarsi, è una necessità in una società come la nostra e credo che renderlo agevole fin dal disbrigo della burocrazia in modo celere sia fondamentale». Image: 20090318/foto/10442.jpg

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CONTINUANO le schermaglie tra l'Italia dei Valori e il Partito... (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 18-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

VETRINA ADRIA-DELTA pag. 7 CONTINUANO le schermaglie tra l'Italia dei Valori e il Partito... CONTINUANO le schermaglie tra l'Italia dei Valori e il Partito Socialista, in merito alla gestione del Centro di Aggregazione Giovanile' nell'ex scuola elementare Anna Frank di Borgo Dolomiti . Ad intervenire è direttamente la Barzan, premettendo che è un progetto di tutta l'attuale amministrazione comunale guidata dal sindaco Antonio Lodo, approvato in consiglio comunale il 26 luglio 2004. «La gestione precisa l'ex assessore, candidato sindaco dell'IdV - è stata affidata alla cooperativa Titoli Minori', che segue centri giovanili nella diocesi di Chioggia e ad Adria si occupa anche del progetto della Fondazione Franceschetti - Di Cola, con lo scopo di proporre a ragazze e ragazzi un modo "sano" di vivere il tempo libero sotto la guida di tre giovani competenti: Rita Franzoso con il ruolo di educatrice, Valentina Prando psicologa e Nicola Braggion coordinatore». «La struttura delle ex scuole elementari prosegue - è sempre stata messa a disposizione dell'Associazione Borgo Dolomiti ogni qual volta l'ha richiesta al sindaco. Sia io che gli educatori del Centro abbiamo sempre tenuto ottimi rapporti con gli abitanti del Borgo. Ma forse qualcuno pensava che si potesse fare a meno delle regole, pensava che bastasse essere amico del padrino politico di turno per godere di facilitazioni. Mi spiace, ma io ho sempre creduto che la trasparenza delle regole chiare ed uguali per tutti sia l'unica garanzia per la gestione limpida di ciò che appartiene a tuttiAltro che burocrazia!». a.p.

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CARRARA E' L'ANNO TER... (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Massa - Carrara)" del 18-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

PRIMA CARRARA pag. 6 CARRARA E' L'ANNO TER... CARRARA E' L'ANNO TERRIBILE, il peggiore degli ultimi 30, per il comparto costruzioni (edilizia, impiantistica e lapideo). Ed è un dato che riguarda tutta la provincia. La conferma arriva, oltre che dai dati 2008 del rapporto dell'artigianato dell'Osservatorio Regionale diramato in queste settimane (-8,5% regionale e -4,5% locale con il picco del 6,7% del lapideo, e -3,2% di addetti), soprattutto dagli indicatori e sono questi i dati da spavento relativi al 2009: il fatturato per imprese e artigiani crollerà complessivamente e progressivamente di quasi il 40% (il 37,2% per l'esattezza). Le perdite maggiori alla voce «costruzioni edifici» con il 47% ma anche il settore dell'installazione (impiantistica, energie rinnovabili etc) subirà un durissimo colpo perdendo per strada il 28,5%. Intanto le richieste di cassa integrazione per il comparto delle costruzioni sono schizzate a +300% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Impennata da brivido anche nel mondo del lavoro sommerso con «il 50% in più di lavoratori in nero in poco meno di cinque mesi in circolazione». I furbetti sono in aumento per effetto della crisi. UN QUADRO choccante quello portato alla luce dalla Cna che chiede la convocazione urgente di un tavolo tra associazioni di categoria e i Comuni della Provincia, Lunigiana compresa, nel tentativo di arginare e «tappare» le falle del sistema economico in attesa degli interventi del Governo («ben vengano si afferma Iva al 10% per le ristrutturazioni e ampliamento volumi e il piano casa») che dovrebbero riportare un po' di respiro l'augurio. «Non vogliamo fare terrorismo dice Dino Sodini, presidente provinciale di Cna ma questi sono i dati e siamo preoccupati. E' per questo che chiediamo e preghiamo gli enti locali di prendere posizione di fronte a questa emergenza attivandosi per dar vita a manovre economiche e di risveglio del settore costruzioni. L'edilizia è il settore chiave dell'economia. Se si fermano costruzioni e ristrutturazioni si fermano le imprese che installano i servizi, l'idraulica, chi realizza infissi, porte, i magazzini che vendono materiali, i laboratori del marmo, e di conseguenza le cave. Parliamo di migliaia di posti di lavoro. Se solo il marmo produce settemila addetti quanti ne conta tutto il comparto costruzioni?». CNA FA PROPOSTE e suggerisce «misure che sarebbero facilmente attuabili in brevissimo tempo». Tra le richieste «a costo zero per aiutare» l'edilizia Cna chiede l'accelerazione, più volte invocata, di tutto quello che è burocrazia come la concessione di licenze e «dia», oltre all'attivazione di sgravi e sconti per esempio nell'occupazione del suolo pubblico e dei ponteggi, al blocco di tutte quelle che sono le imposte, dirette ed indirette. Ma la chiave di volta sarebbero, a parere di Cna, i centri storici e i borghi della Lunigiana, nel «piano dei colori» atteso da anni, e nelle ristrutturazioni. «La crisi spiega Antonio Chiappini, responsabile edili per Cna può essere anche un'occasione per incentivare operazioni come il recupero degli edifici del centro storico e le abitazioni dei borghi della Lunigiana attraverso incentivi da concedere ai privati, sottoforma di contributi a fondo perduto, agevolazioni fiscali e garanzie, previo naturalmente emissione di bando per attestare i requisiti dell'impresa e del cittadino. Ma pensiamo anche al "piano dei colori" fermo da anni per ridare dignità e un nuovo volto ai punti nevralgici della città, interventi di decoro urbano, e riqualificazione delle zone periferiche, e nelle frazioni montane lasciate al loro destino. Abbiamo però bisogno della politica per metterle in atto». INFINE, Cna chiede che sia la Camera di Commercio a farsi carico di convocare i soggetti che diano vita al piano di emergenza per l'edilizia. «La Camera di Commercio conclude Sodini è il soggetto più indicato per governare la regìa tra imprese e politica. Non vogliamo fare terrorismo, come ho dteto, ma neanche gettare acqua sul fuoco. Tuttvia, se non ci adoperiamo al più presto, e siano già in ritardo, vedo un 2009 catastrofico...»

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DATO stabile per le imprese artigiane nel circondario, nonostante la crisi e la s... (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del 18-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

IMOLA pag. 4 DATO stabile per le imprese artigiane nel circondario, nonostante la crisi e la s... DATO stabile per le imprese artigiane nel circondario, nonostante la crisi e la sofferenza dell'economia: nel 2008 è stata attiva un'impresa in meno rispetto al 2007. Sono i dati della Camera di Commercio che però forniscono anche un quadro più complesso di quello d'insieme: Imola, Mordano e Castel Guelfo per esempio hanno il segno più ma ci sono anche zone dove il calo è sensibile. Le difficoltà che affronta anche il comparto artigiano in ogni modo sono evidenti: «E' stato un anno caratterizzato da un andamento dell'economia notevolmente rallentato nel secondo semestre afferma Sergio Sangiorgi, responsabile dell'area programmazione economica e finanza di Confartigianato assimprese , questo a seguito dalla crisi dell'economia finanziaria, che ha investito l'economia reale e determinato una riduzione delle commesse e una contrazione dei consumi, oltre a una preoccupante tensione sul dato occupazionale e un allungamento dei tempi di pagamento. Da un lato le imprese faticano a incassare, dall'altro registrano una progressiva difficoltà nell'accesso al credito». I DATI elaborati dalla Camera di Commercio indicano, che le imprese artigiane attive nel Comune di Imola, al 31 dicembre sono 1.829 unità, contro le 1.826 dell'anno prima, così come a livello circondariale sono 4.034, una in meno rispetto all'anno precedente. Nella provincia di Bologna il totale del 2008 è di 29.375, rispetto alle 29.501 del 2007. Nel corso del 2008, sono nate a Imola 153 imprese artigiane, mentre 152 hanno cessato l'attività (+ 0,05%). Leggermente meglio del dato del circondario è quello provinciale (-0,40%), con 2.252 iscrizioni contro 2370 cessazioni. «QUESTO è un segnale, insieme all'elevato turn-over, della difficoltà che sta attraversando il sistema produttivo e di cui il nostro territorio non è immune», continua Sangiorgi. Alla situazione non rosea si aggiungono le difficoltà date «da normative, leggi di settore e burocrazia oppressiva, concorrenza a volte purtroppo sleale, una sempre elevata pressione fiscale e risorse economiche insufficienti». Nei comuni del circondario però ci sono andamenti diversificati che vedono in leggera flessione Castel San Pietro, che registra 747 imprese contro le 753 dell'anno precedente, Medicina con 559 imprese (erano 567 del 2007), Dozza sostanzialmente stabile con 264 aziende (erano 265). Bene Castel Guelfo che vede le aziende salire da 151 a 156 e Mordano, che passa da 141 a 145. Per quanto riguarda l'asse della via Montanara riscontriamo 115 aziende (erano 110) a Casalfiumanese, 118 (erano 122) a Borgo Tossignano. Stabili Fontanelice (73 imprese contro le 72 del 2007) e Castel Del Rio (28 aziende, invariato).

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Eliminare la burocrazia è l'obiettivo delle Pmi (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 18-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - PADOVA - sezione: PRIMAPAGINA - data: 2009-03-18 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE L'intervento Eliminare la burocrazia è l'obiettivo delle Pmi di ALESSANDRA PEGORER Il forte appello della Presidente Emma Marcegaglia dalle assise delle Pmi di Palermo per sostegni immediati alle piccole e medie imprese è il segnale che... A PAGINA 14

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Semplificare la burocrazia è l'obiettivo delle Pmi (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 18-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - PADOVA - sezione: NOTTEEGIORNO - data: 2009-03-18 num: - pag: 14 categoria: REDAZIONALE L'intervento Semplificare la burocrazia è l'obiettivo delle Pmi di ALESSANDRA PEGORER I l forte appello della Presidente Emma Marcegaglia dalle assise delle Pmi di Palermo per sostegni immediati alle piccole e medie imprese è il segnale che Confindustria ha ascoltato e fatto proprie le esigenze delle nostre aziende. Più volte, infatti, il Presidente nazionale Giuseppe Morandini, e noi stessi, a livello regionale e provinciale, abbiamo espresso la necessità di mantenere alta la tensione sul sostegno alle imprese piccole e medie, tessuto fondamentale dell'economia sia italiana che, nello specifico, trevigiana. Non ci interessano le strumentalizzazioni politiche. Abbiamo voluto porre una priorità per il Paese: garantire la continuità delle imprese in questi momenti di congiuntura durissima. La Presidente Marcegaglia ha voluto lanciare un allarme Pmi e questo impegno è alla base anche dell'azione associativa di Unindustria Treviso, sul credito, nei servizi come nella rappresentanza. Ricordo che proprio la tutela e lo sviluppo delle piccole imprese è una delle linee guida che il Presidente Alessandro Vardanega ha voluto dare al suo mandato alla guida degli Industriali della provincia di Treviso. L'eccezionalità del momento rende necessario uno sforzo altrettanto straordinario, pur consapevoli che in questi mesi dei risultati sono stati ottenuti. Tra i provvedimenti recenti che giudichiamo particolarmente opportuni per le nostre imprese vi sono certamente la possibilità di rivalutazione degli immobili aziendali, la deduzione delle spese di rappresentanza anche per le piccole aziende, il bonus fiscale per le aggregazioni e, da ultimo, i previsti provvedimenti per la casa. Molto ci aspettiamo, inoltre, dall'azione di modernizzazione e semplificazione della macchina burocratica. Il sovraccarico burocratico e l'esigenza di un rapporto più snello ed efficiente con l'Amministrazione pubblica rappresentano, infatti, problemi prioritari per le piccole imprese. Per il piccolo imprenditore, che ha responsabilità in prima persona nella sua azienda, questo si traduce in tempo, costi e fatica che non può dedicare allo sviluppo della sua azienda, con un servizio spesso scadente. La burocrazia rischia quindi, in questa difficile fase congiunturale, di essere un freno alle iniziative che puntano a creare nuove opportunità di crescita e quindi ad anticipare la ripresa che attendiamo. Nostro obiettivo come Piccola Industria è di mantenere sempre nell'agenda l'esigenza di semplificare la burocrazia italiana. Sono certa che, anche in questo caso, l'impegno sarà condiviso da tutta Confindustria. vicepresidente di Unindustria Treviso alla Piccola impresa

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I sindacati: <Misure anti-crisi inadeguate> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Alto Adige" del 18-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: PRIMOPIANO - data: 2009-03-18 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Il vertice La commissione legislativa convoca le parti sociali. Esclusa Confesercenti. Pavan protesta: uno sgarbo istituzionale I sindacati: «Misure anti-crisi inadeguate» Buonerba: immorale stanziare 220 milioni per la Sel. Serafini: stabilizzare i precari Sola: aumentare gli ammortizzatori sociali La Cna: migliorare l'accesso al credito. Gli industriali: snellire la burocrazia BOLZANO — «In una fase di recessione come questa è quantomeno immorale stanziare ben 220 milioni di euro per l'aumento di capitale della Sel e non pensare invece alle aziende in crisi e ai lavoratori in difficoltà». Con queste parole Michele Buonerba della Cisl invita la Provincia a rivedere alcuni articoli della legge finanziaria per migliorare le misure anticrisi. Una proposta che la Cisl formalizzerà oggi nell'incontro di sindacati e associazioni di categoria con Christian Egartner, presidente della terza commissione legislativa del consiglio provinciale. è stato lo stesso Egartner a convocare le parti sociali per raccoglierne le valutazioni su come contrastare gli effetti della crisi economica. Il tavolo consentirà in particolare di discutere sulle norme contenute nella legge finanziaria che sta per approdare in consiglio, con specifico riferimento alle ripercussioni della crisi internazionale sull'economia e sull'occupazione altoatesina. Oltre ai sindacati confederali, all'Asgb e all'Ugl, sono stati invitati anche i direttori di Apa, Cna, Assoimprenditori Hgv e Unione commercio. Nell'elenco manca, ed è un'assenza vistosa, la Confesercenti: «Prando atto di questo vergognoso sgarbo istituzionale — commenta offesissimo il direttore Paolo Pavan — Evidentemente non ci hanno ritenuto degni di partecipare, nonostante rappresentiamo una parte importante del lavoro e dell'economia ». La seduta prenderà il via alle 15 e non sarà collegiale: i direttori di ciascuna sigla interverranno uno alla volta, fino al tardo pomeriggio. I segretari dei sindacati hanno già le idee molto chiare sulle richieste da avanzare: «La Provincia di Trento — ricorda Buonerba della Cisl — ha varato un pacchetto anti-crisi da 800 milioni di euro, a favore di imprese e lavoratori. In Alto Adige non è stato fatto altrettanto, salvo poi prevedere una spesa di 220 milioni di euro per l'aumento di capitale della società Sel, per consentire il finanziamento dell'acquisto di impianti di produzione e di distribuzione di energia elettrica. Inoltre è previsto che la giunta provinciale sia autorizzata ad acquistare e a sottoscrivere ulteriori azioni o quote di società di capitali in cui la Provincia già detenga una partecipazione. è il caso ad esempio dell'aeroporto — spiega Buonerba — e con questo articolo si autorizzano ulteriori investimenti, senza specificare gli importi. Ma non troviamo giusto spendere proprio in questo momento ulteriori soldi per l'aeroporto, che si è rivelata un'operazione sbagliata». Lorenzo Sola, segretario della Cgil, così come del resto Buonerba si dice anzitutto soddisfatto di questa audizione voluta dalla commissione legislativa: «è un buon segnale nell'ottica di un maggior coinvolgimento delle parti sociali. Entrando nel merito delle misure anticrisi, crediamo che vadano potenziati gli ammortizzatori sociali ed abbassate alcune tariffe, come ad esempio le rette degli asili. Inoltre chiediamo di allargare la mobilità regionale ai precari ed ai contratti a tempo determinato esclusi da altre forme di sostegno al reddito. Dove vanno recuperati i fondi per queste misure? Credo che in questa fase — risponde Sola — ogni assessorato provinciale abbia la possibilità di attuare dei risparmi, oppure i fondi si possono ricavare tra le maglie del bilancio. In fondo basterebbe una decina di milioni di euro per quanto riguarda gli ammortizzatori sociali». Fitto l'elenco di misure proposte da Toni Serafini, segretario generale della Uil, che sintetizza: «Anzitutto bisognerebbe stabilizzare i lavoratori precari nel settore pubblico. In secondo luogo chiediamo l'integrazione degli assegni di mobilità e cassintegrazione a carico di Provincia e Regione per chi partecipa a corsi di riqualificazione ». Per le associazioni di categoria, Pino Salvadori, direttore della Cna, propone: «Va migliorato l'accesso al credito per le aziende, vanno aumentati i lavori pubblici necessari, prevedendo ad esempio un adeguamento ai criteri di Casaclima, e infine vanno aumentati gli ammortizzatori sociali». Infine i vertici di Assoimprenditori, il direttore Udo Perkmann e il presidente Christof Oberrauch, riproporranno oggi il documento di due pagine che contiene le possibili soluzioni alla crisi: la creazione di un Confidi unico, un'intesa con le banche affinché garantiscano liquidità alle aziende in crisi, velocizzare e snellire la burocrazia. Luigi Ruggera Al lavoro Alcuni dipendenti all'interno di uno stabilimento industriale

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DOPO anni passati tra uffici e tribunali per dimostrare le sue ragioni, finalment... (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Pistoia)" del 18-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

MONTECATINI pag. 13 DOPO anni passati tra uffici e tribunali per dimostrare le sue ragioni, finalment... DOPO anni passati tra uffici e tribunali per dimostrare le sue ragioni, finalmente A.S., ex imprenditrice di Pescia, ha vinto la sua battaglia con la burocrazia. «Finalmente ho ricevuto una lettera che annuncia l'annullamento del contenzioso dall'Agenzia delle entrate locale racconta . Mi è stato sbloccato il fermo amministrativo che era stato posto sull'auto e le pratiche per annullare l'ipoteca sulla casa sono in fase di attuazione. "Tempi tecnici", dicono, ma ancora non mi sembra vero che l'inferno sia finito. In Cassazione spero di recuperare le spese sostenute in questi anni, anche se per me è una battaglia vinta a metà». Una vittoria di Pirro che non cancella «il dramma e la disperazione in cui ho vissuto da quando è iniziata questa odissea e che mi ha provocato gravi problemi di salute, oltre che economici». UN CASO kafkiano, ai limiti dell'assurdo, che risale al 2005, quando la donna, allora titolare di un autoscontro, si vide contestare dall'Agenzia delle entrate locale un errato versamento dell'Iva. Aveva, infatti, pagato un corrispondente Iva del 10%, in base alle norme in vigore sull'autoscontro. Ma l'agenzia sosteneva che il pagamento dovesse essere del 20%. Un maxi errore, quindi, dato che l'autoscontro è ritenuto una giostra che rientra nella categoria dello spettacolo viaggiante. Equivoco che l'imprenditrice pensava di poter chiarire rivolgendosi al Tar. Purtroppo non vince la causa e per lei inizia un calvario. LA SUA CASA viene ipotecata e sull'auto viene posto il fermo ammistrativo. Oltre alla multa di quasi 20mila euro che avrebbe dovuto pagare come risarcimento per l'irregolarità commessa. Scossa e provata dalla vicenda, la donna è anche vittima di problemi di salute: «Ero sprofondata nello sconforto: sia io, sia la mia famiglia avevamo perso la serenità. Sono stata costretta a ricorrere anche a cure in cliniche specializzate per affrontare un esaurimento nervoso (di 20 giorni il primo ricovero nel giugno 2007, di quasi due mesi il succesivo nel 2008). Nemmeno in appello aveva ottenuto giustizia, nonostante l'ufficio dell'Agenzia delle entrate di Roma le avesse ha dato piena ragione, chiedendo chiarimenti sull'errore. E ORA che la vicenda è in fase di risoluzione, A. S. può tirare un sospiro di sollievo, dopo tante tribolazioni. «Il rischio era che tutto finisse in una bolla di sapone», dichiara. Purtroppo come tanti cittadini, l'imprenditrice è rimasta per quattro anni intrappolata nelle lungaggini della burocrazia e in un incomprensibile equivoco giudiziario, perchè come sostengono ora gli addetti ai lavori «è il primo caso in Italia in cui l'Agenzia delle entrate di Roma si schiera contro la Commissione tributaria di Firenze per far valere i diritti di un utente». Uno dei rari epiloghi a lieto fine, anche se per il risarcimento dei danni morali e biologici: «Dovrò avviare un'altra causa civile, ma voglio andare fino in fondo, perchè mi hanno rovinato la vita». E non mancano i ringraziamenti a chi l'ha sostenuta: «Dico grazie alla mia associazione Agis-Anesv (associazione dei giochi e spettacoli viaggianti) per essermi stata vicino e avermi appoggiato in questa battaglia». Letizia Lavorini

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Natale Rigotti: per noi c'è futuro (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Alto Adige" del 18-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: 1ASPORT - data: 2009-03-18 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE Gli operatori trentini Natale Rigotti: per noi c'è futuro MERANO — Apprezzato e applaudito il breve intervento a braccio di Natale Rigotti, presidente degli albergatori trentini, intervenuto a Merano. Rigotti ha ricordato come l'Hgv e l'associazione trentina siano «in testa alla classifica nazionale di questi organismi a dimostrazione dell'alto livello di qualità che in questa regione possiamo vantare. Dobbiamo continuare a lavorare come stiamo facendo — ha detto Rigottiperchè quasi il 92% degli italiani ha dichiarato in un sondaggio che non intende rinunciare alla vacanza che è ormai non un bene voluttuario ma una necessità per ricaricarsi. Dunque c'è futuro per noi», ha detto il presidente trentino che poi, annunciando l'assemblea generale per il 21 maggio a Trento, ha aggiunto: «Parleremo solo di costi e di come riuscire a migliorare riducendoli. Una grossa mano sarebbe per noi la riduzione del costo dei servizi come luce, acqua, gasolio, e del costo della burocrazia, e soprattutto dell'Ici che non comprendiamo come mai siamo rimasti quasi i soli a pagarla». E. C.

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Lorenzini nuovo presidente della Confesercenti Priorità: meno burocrazia, tariffe, centro storico (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Pistoia)" del 18-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

CRONACA PISTOIA pag. 4 Lorenzini nuovo presidente della Confesercenti Priorità: meno burocrazia, tariffe, centro storico COMMERCIO ELEZIONE DEGLI ORGANI DIRIGENTI COMUNALI LE IMPRESE associate alla Confesercenti del comune hanno eletto Pierluigi Lorenzini quale presidente di zona. Al suo fianco, nel gruppo dirigente, troviamo Alessandro Olmi, Maurizio Niccolai, Marzio Luchetti, Moreno Beccaccini ed Edoardo Ottaviano. Durante l'incontro sono stati trattati diversi temi relativi alla città di Pistoia. Ecco di seguito i più rilevanti. REVISIONE tariffe dei tributi e servizi: è emersa una forte preoccupazione e una netta contrarietà sul tema degli aumenti di suolo pubblico, si chiede, pertanto, di aprire un confronto immediato con la volontà di riconsiderare tali scelte già per il 2009. SNELLIMENTO della burocrazia: ovvero facilitare i processi normativi nel concedere nulla osta per l'occupazione del suolo pubblico, installazione di insegne, produzione di energia in proprio, permessi, autorizzazioni e certificazioni necessarie per lo svolgimento della propria attività. NORMATIVA pubblici esercizi: Confesercenti ha proposto al Comune l'adozione di criteri oggettivi, di sostenibilità e qualità, con adeguate localizzazioni raggiungibili solo attraverso la disponibilità di locali con destinazioni d'uso specifiche per l'apertura di nuovi esercizi. Interventi strutturali per qualificare l'offerta commerciale: viabilità, arredo urbano, illuminazione pubblica, trasporti, riapertura del parcheggio Europarks a sostegno delle attività del centro e della Galleria Nazionale. COMMERCIO su area pubblica: si chiede una particolare attenzione al futuro piano su aree pubbliche, una maggiore concertazione degli eventi per non inflazionare il sistema, promozione e riqualificazione del mercato storico bisettimanale): PROGRAMMA attività: comunicazione, animazione, promozione e pubblicità del Centro Commerciale Naturale devono valorizzare in modo equilibrato tutta l'area del centro all'interno della terza cerchia delle mura. Image: 20090318/foto/4901.jpg

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L'AGRICOLTURA sta diventando una specie' in via d&#... (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 18-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

PORRETTA pag. 20 L'AGRICOLTURA sta diventando una specie' in via d&#... L'AGRICOLTURA sta diventando una specie' in via d'estinzione. A minacciarla sono cinghiali, crisi e burocrazia: tre temi su cui Cia, Confagricotura e Copagri chiedono risposte alla Provincia. «Se non arriveranno promettono seguiranno presto sul territorio manifestazioni di protesta». E' l'avvertimento che le tre organizzazioni lanciano alla vigilia di un incontro che avranno oggi con la presidente di Palazzo Malvezzi, Beatrice Draghetti, e con il suo vice, Giacomo Venturi. «Chiediamo alla Provincia riprendono di esprimersi con fatti concreti ed immediati su tutte le richieste messe in evidenza, un accorato ultimo appello dei cittadini e imprenditori sempre più in difficoltà a comprendere e giustificare le funzioni svolte dall'ente di via Zamboni».

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Il blocco dei fondi affossa l'edilizia (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 18-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Sud sezione: SICILIA data: 2009-03-18 - pag: 5 autore: Costruzioni. Secondo i calcoli della Cgil siciliana le risorse disponibili per interventi infrastrutturali ammontano a 7 miliardi Il blocco dei fondi affossa l'edilizia Grandi opere ferme: dal passante di Palermo all'interporto di Termini Imerese PAGINA A CURA DI Gioia Sgarlata Quasi 7 miliardi bloccati dalla burocrazia e dalla politica. Sei miliardi e mezzo solo per le grandi opere, secondo i calcoli della Fillea, il sindacato degli edili della Cgil. Poco meno di un miliardo ( 750 milioni di euro) se si guarda all'elenco di opere medio – piccole e immediatamente cantierabili stilato dall'Ance Sicilia. Due punti di vista diversi per un'unica battaglia, quella contro la crisi che - dicono all'unisono imprese e lavoratori - attanaglia l'ediliziasiciliana ormai da un anno. «Serve uno scatto forte da parte della politica – dice il segretario regionale della Fillea Cgil, Salvo Giglio –.E occorre sbloccare tutto ciò che è possibile». Così ai fondi per le opere pubbliche si aggiungono quelli programmati per i porti (quasi 23 milioni per il 2009 appena riconfermati in Gazzetta ufficiale) e quelli dell'Inail per la sicurezza nell'edilizia scolastica: oltre 6 milioni per il 2008 e 2 milioni e mezzo per il 2009. «Il 23 marzo – annuncia Giglio – presenteremo un dossier anche per capire quante sono le risorse disponibili per ristrutturazioni e lavori nelle scuole». In cima alla lista dei problemi c'è la carenza e la lentezza della progettazione. Come nel caso della strada statale 117 Nord-Sud, Santo Stefano di Camastra – Gela. Una delle opere strategiche sulle quali il governo regionale ha già fatto sapere di voler puntare parte delle risorse della nuova programmazione comunitaria 2007-2013. Il costo complessivo dell'opera è di 823 milioni di cui 240 per progetti già finanziati, 427 per alcuni lotti da autorizzare a completamento dell'opera. Nei fatti l'Anas ha pubblicato a fine anno un bando da 46 milioni ed entro giugno dovrebbe aggiudicare lavori per 74 milioni. A richiedere tempo sono peròle varianti legate alla morfologia del territorio. Ma i ritardi per l'avvio dei lavori sono una costante di ogni provincia. Così nel palermitano a non decollare sono, per esempio, i cantieri per l'interporto di Termini Imprese: 140 milioni il finanziamento, e lavori bloccati per mancanza di nulla osta del Cipe. Mentre in città le opere per il passante ferroviario - che valgono 900milioni - procedono a rilento e quelle del tram – da 245 milioni sono ferme perché mancano i soldi per rimuovere le sottoreti. A Siracusa, secondo la Fillea, si potrebbero attivare lavori per 782 milioni. Soltanto portando avanti le opere finanziate: dalla bonifica delle rade e delle aree industriali (costo 700 milioni di cui 230 milioni immediatamente esigibili); al cantiere della strada statale nel tratto Siracusa – Floridia (80 milioni); al nuovo raccordo-rotonda di Lentini (due milioni). Ad Agrigento la grande incompiutaè invece il completamento della strada statale 189 (l'Anas ha aggiudicato definitivamente l'appalto da qualche settimana per un valore di quasi 5 milioni). E se per Trapani, la Fillea fa i conti che ci sono opere per 30 milioni di euro da sbloccare solo con l'ultimazione della banchina del porto; a Messina la burocrazia immobilizza un'altra opera strategica: il raddoppio ferroviario con Catania. «C'è già il progetto esecutivo. Per avviare i cantieri serve solo che la Regione convochi la conferenza dei servizi» dice Giglio. Intanto però, Rfi (Rete ferroviaria italiana) ha tolto il raddoppio dal piano annuale dei cantieri da finanziarie ed ha posticipato tutto al 2011, accantonando lavori per 1, 970 milioni. Altra grande opera bloccata è l' autostrada Catania-Ragusa, infrastruttura da realizzare in project financing- costo complessivo proposto di circa 1 miliardo di euro – e un tempo di costruzione di circa 53 mesi a partire dalla stipula della convenzione. A riprova dei ritardi causati dalla progettazione, arriva anche la ridefinizione del programma regionale di spesa 2008 per i lavori portuali. Del milione a disposizione per il 2008, sono rimasti 737 mila euro che serviranno ai lavori dell'unico progetto definitivo approvato. Quello per il rifiorimento dei tratti della mantellata della diga foranea di ponente nel Comune di Licata. Per il 2009 sono previsti, invece, lavori per quasi 23 milioni. Ma solo la metà delle opere in elenco è dotata già di progetto definitivo. Commenta l'assessore al Bilancio Michele Cimino: «I segnali di allarme sono condivisibili. La nostra capacità come classe dirigente deve essere quella di finanziarie opere con progetti immediatamente esecutivi in modo da dare respiro al settore». IL DOSSIER Il sindacato presenterà il 23 marzo al governo regionale un documento su tutti gli interventi

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A rischio l'avvio della stagione turistica (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 18-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Provincia di Nuoro Pagina 5018 Dorgali. Mentre scoppia la polemica sui gazebo nel viale Palmasera di Cala Gonone A rischio l'avvio della stagione turistica Dorgali.. Mentre scoppia la polemica sui gazebo nel viale Palmasera di Cala Gonone Soprintendenze senza personale, problemi per le concessioni --> Soprintendenze senza personale, problemi per le concessioni Un operatore senza nullaosta dell'Ufficio paesaggio accusa il Comune: «Sono l'unico ad essere stato colpito, controllo discriminatori». Oltre allo spettro della crisi, nubi minacciose si addensano sulla prossima stagione turistica ormai alle porte a Cala Gonone e Dorgali. Mentre in tutta Italia si pensa a come snellire le procedure, g li operatori infatti devono fare i conti con impreviste lungaggini burocratiche nel rinnovo delle licenze provocate dalla mancanza di personale nelle Sovrintendenze. RISTORATORE NEI GUAI A questo problema generale si aggiungono situazioni particolari. Anche perché la maggior parte di ristoranti, alberghi e locali aperti lungo il viale Palmasera a Cala Gonone, sono dotati di gazebo sarebbero sprovvisti dell'autorizzazione che dovrebbe essere rilasciata dall'ufficio Tutela paesaggio per occupare il suolo pubblico. La polemica segnalazione arriva da Paolo Sotgiu proprietario del ristorante Snoopy, che allo scadere dei cinque anni di regolare concessione, contrariamente ai suoi colleghi, si è visto recapitare una denuncia per il mancato rinnovo del nullaosta: «Nell'ottobre scorso», racconta l'operatore turistico, «mi è scaduta l'autorizzazione paesaggistica con conseguente denuncia penale da parte dell'ufficio Tutela. Ho dovuto smontare il mio gazebo in legno antistante al ristorante, adoperato durante la stagione turistica per far mangiare clienti. Se non avessi disfatto la struttura, l'alternativa sarebbe stata quella di inoltrare una richiesta di sanatoria agli uffici competenti che se, accolta, avrebbe trasformato la querela penale in sanzione amministrativa di sedicimila euro». DISCRIMINAZIONI A fine febbraio, Paolo Sotgiu, una volta raccolta tutta la documentazione necessaria, ha presentato la domanda presso il Suap (Sportello unico aziende e imprese) che si occupa anche di rilasciare questo genere di permessi. «Contemporaneamente - racconta sempre il ristoratore - vedevo che le altre strutture continuavano a mantenere sul suolo pubblico analoghi ombrelloni, gazebo e chioschi senza avere subito nessun controllo. Allora ho constatato personalmente, attraverso l'accesso agli atti amministrativi richiesti all'ufficio Tutela e paesaggio del Comune di Dorgali, che su otto strutture ben sei non possedevano l'autorizzazione paesaggistica, mentre altre l'avevano scaduta, dunque anche loro erano in una condizione di abuso. Dopo la mia segnalazione agli uffici competenti, malgrado i sopralluoghi della polizia municipale e del Corpo forestale, nessuno ha smontato i gazebo. Addirittura alcune di queste secondo le dichiarazioni della Forestale avrebbero disfatto da anni i loro gazebo pur trovandosi questi ancora al proprio posto. Sono convinto che se nessuno dei proprietari si è preoccupato di smontare dette strutture - accusa Paolo Sotgiu - l'amministrazione comunale, abbia avuto un atteggiamento discriminatorio solo e esclusivamente nei miei confronti». REPLICA IL COMUNE Una tesi rigettata con forza dall'assessore alla Viabilità Salvatore Mele: «I controlli delle autorità competenti - dice l'amministratore di Dorgali - stanno proseguendo lungo tutto il litorale e già qualcuno in questi giorni ha smontato il gazebo e gli altri gestori senza regolare permesso subiranno lo stesso trattamento». Ma Paolo Sotgiu sottolinea come fin ora sia stato l'unico a essere stato fortemente penalizzato: «Paradossalmente, potrò montare il gazebo, secondo i tempi previsti dalla legge per ottenere tutte le autorizzazioni solo alla fine di maggio, perdendo così la possibilità di avviare da Pasqua la stagione turistica, contrariamente ai miei colleghi che continuano a esercitare l'attività serenamente». LA BUROCRAZIA Ma nell'uovo pasquale potrebbero nascondersi amare sorprese per tutti gli operatori stagionali di Dorgali e Cala Gonone nel rinnovo delle licenze che passeranno per lo Sportello Suap. «Contrariamente a quanto è stato pubblicizzato - afferma Salvatore Mele - sarà impossibile rilasciare contestualmente in venti giorni tutte le autorizzazioni necessarie. Gli interessati infatti dovrebbero presentare domanda adesso e non nel mese di maggio perché rischiano di ottenere la licenza a stagione inoltrata. Infatti la Soprintendenza alle belle arti di Sassari chiamata per conto dello Stato a confermare il parere paesaggistico, ha già dichiarato che per motivi di organico non potrà partecipare a tutte le conferenze di servizio comunali organizzate dai diversi sportelli comunali Suap. Questo comporterà che l'operatore stagionale otterrà la sua concessione automaticamente dopo i sessanta giorni per il silenzio assenso previsti in questi casi dalla legge, che si andranno a sommare ai venti giorni previsti dalla tempistica Suap». SONIA MELONI

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Un tesoretto-beffa di mezzo miliardo (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 18-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Nuoro e Provincia Pagina 5015 Provincia. Clamorosa indagine sui bilanci illustrata dal presidente Roberto Deriu: «Subito 28 milioni per lo sviluppo» Un tesoretto-beffa di mezzo miliardo Provincia.. Clamorosa indagine sui bilanci illustrata dal presidente Roberto Deriu: «Subito 28 milioni per lo sviluppo» La crisi fa scoprire i fondi non spesi dagli enti locali --> La crisi fa scoprire i fondi non spesi dagli enti locali Mentre si chiedono interventi straordinari a Stato e Regione si scopre che una cifra pari al 20 per cento del Pil nuorese è congelata. La crisi tracima ovunque, ma fa anche venire a galla un tesoretto inatteso. Oltre 571 milioni di euro da spendere, subito. Una cifra di tutto rispetto: equivale al 20 per cento del Pil provinciale e anche al doppio delle risorse che Provincia e Comuni mettono in circolazione in un'economia sempre più asfittica. Il piano anticrisi delineato ieri dalla Provincia parte da qui, dalla massa di euro del 2007 rimasta nelle casse dell'ente oppure in quelle dei 52 Comuni. Il presidente Roberto Deriu riunisce i sindaci, assieme alle organizzazioni professionali, per illustrare una proposta maturata dopo aver scandagliato tutti i numeri che stanno dentro il bilancio degli enti locali. Contro la crisi che divora perfino le speranze, lui affida il territorio a una ricetta facile, quasi scontata: accelerare la spesa dei fondi disponibili, bloccati per mille motivi nelle tortuose vie della burocrazia. LE RISORSE «Nessuna filosofia keynesiana in salsa provinciale», precisa Deriu, seduto accanto sindaco di Nuoro Mario Zidda e al presidente della Camera di commercio Romolo Pisano. Nella platea non mancano le assenze, a iniziare dal sindaco di Macomer, terzo Comune della provincia, che diserta l'incontro. Per lo più - spiega il presidente della Provincia - le risorse non spese vengono dai lavori pubblici, rallentati dalle mancate autorizzazioni, ma ci sono anche vecchi residui: qualcuno risale al 1972. C'è un capitolo aperto con la Cassa depositi e prestiti e anche da fare i conti con i paletti imposti dal rispetto del Patto di stabilità che frena le spese degli enti locali. «Forse il semplice cittadino si stupisce del fatto che Comuni e Provincia non tengano aggiornati i bilanci, ma ogni amministrazione ha tante difficoltà», sottolinea Deriu che pone un obiettivo: immettere nella fragile economia nuorese una somma equivalente a un punto percentuale del Pil. Basterebbe spendere un ventesimo di quel tesoretto, ovvero 28 milioni di euro. «Cerchiamo un metodo per incidere nel tessuto economico generale - spiega -, vorrei che l'obiettivo sia condiviso. Perciò l'argomento sarà dibattuto in consiglio provinciale». IL DIBATTITO Nel frattempo, la discussione inizia tra i sindaci che scorrono le cifre non spese nei rispettivi Comuni. Le colpe sono varie, evocate a più voci: c'è chi richiama le lungaggini burocratiche, chi i ritardi nei pagamenti regionali o statali, chi la frattura tra la struttura politica e quella burocratica, chi le incombenze sempre più pesanti degli enti locali. SINDACATI I sindacati, però, vanno al di là delle cifre, pur promettenti, del tesoretto. «Bisogna iniziare a scegliere individuando le priorità all'interno della vasta programmazione istituzionale», dice il leader della Cgil Gianfranco Mussoni che propone il modello di protesta del Sulcis con i sindaci in prima linea. «Dobbiamo riuscire a riaprire il tavolo di confronto col Governo, andiamo a Roma. Per questa crisi servono risorse straordinarie, anzitutto per le infrastrutture», sottolinea. Il segretario della Cisl Ignazio Ganga punta l'indice sulla Regione. «Negli ultimi cinque anni non ha speso 7 miliardi 237 milioni di euro, l'equivalente di una finanziaria. Qui non sta funzionando il federalismo interno: va chiesto un confronto con Regione e Governo per garantire ai sindaci la certezza nell'erogazione delle risorse che vanno veicolate con un patto per il lavoro». MARILENA ORUNESU

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Banca Caritas: cuore a interessi zero (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 18-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Oristano e Provincia Pagina 4015 Il nuovo servizio della diocesi arborense partirà entro aprile. L'arcivescovo Ignazio Sanna: siamo i primi in Sardegna Banca Caritas: cuore a interessi zero Il nuovo servizio della diocesi arborense partirà entro aprile. L'arcivescovo Ignazio Sanna: siamo i primi in Sardegna Un fondo per piccoli prestiti a disposizione dei bisognosi --> Un fondo per piccoli prestiti a disposizione dei bisognosi L'iniziativa illustrata dall'arcivescovo in piena quaresima, il periodo dell'anno che più di altri richiama i cristiani alla solidarietà. La Caritas coma una banca, ma dotata di un grande cuore. Anche coloro che si ritrovano nelle nuove povertà potranno avere accesso al credito. A loro, seppure privi di garanzie patrimoniali personali e considerati ?non sostenibili?, tende la mano la Caritas diocesana arborense che sta per attivare il servizio del ?microcredito?. LA PROPOSTA L'iniziativa è stata illustrata ieri mattina dall'arcivescovo metropolita monsignor Ignazio Sanna in piena quaresima, il periodo dell'anno che più di qualunque altro richiama i cristiani alla solidarietà. Il presule ha ricordato che le difficoltà, in questo particolare momento di crisi finanziaria mondiale, «interessa specialmente le famiglie, molte delle quali non sono più in grado di affrontare gli impegni finanziari programmati, che sembravano sostenibili, a causa della perdita del posto di lavoro da parte di un coniuge o per altri motivi contingenti». IL FONDO Con questo nuovo servizio, che partirà entro il corrente mese o comunque entro aprile, l'arcidiocesi Arborense, attraverso la Caritas diocesana, mette a disposizione dei bisognosi un fondo che sarà utilizzato per piccoli prestiti. «È un piccolo gesto, ma significativo», ha precisato monsignor Sanna, «perché non si tratta di una concessione assistenziale a fondo perduto che si esaurisce con le erogazioni, ma di un prestito fatto di collaborazione senza eccessiva burocrazia, con rapporto interpersonale. Il prestito dovrà essere restituito con un numero di rate che sarà concordato, e mano a mano che i soldi rientrano nel fondo si potrà far fronte, con lo stesso sistema, alle necessità di altre persone che potranno fruirne senza pagare alcun interesse». Per ora il gruzzolo non è rilevante «ma potrà aumentare», ha aggiunto l'arcivescovo, «con gli aiuti finanziari che dovessero arrivare dagli enti pubblici e dai privati cittadini di buona volontà che potranno essere versati sul conto corrente postale numero 12710091». E il primo invito esplicito a collaborare in tal senso è stato fatto al Consiglio provinciale in occasione della visita pastorale. Monsignor Sanna ha poi precisato che «La diocesi di Oristano è probabilmente la prima in Sardegna ad attuare questa iniziativa che invece è già attiva in una ventina di diocesi italiane». INTERESSI ZERO La direttrice della Caritas Diocesana Giovanna Lai si è poi soffermata nell'illustrazione di alcuni dettagli tecnici. Ha ricordato che i prestiti, senza interessi per i beneficiari, saranno erogati dalla Caritas attraverso una convenzione che a giorni sarà stipulata col Banco di Sardegna. «I richiedenti», ha detto, «dovranno rivolgersi al proprio parroco o direttamente alla Caritas diocesana che, dopo aver ascoltato le esigenze, valuterà le situazione deciderà in tempi abbastanza rapidi. Le restituzioni», ha precisato, «potranno avvenire anche in 24 o 36 mesi, con rate compatibili con le possibilità finanziarie di chi beneficia del microcredito e senza alcuna spesa a loro carico». Sia l'arcivescovo, sia la direttrice della Cartitas si sono soffermati sulle varie forme di intervento dell'organismo diocesano aperto più che mai alle nuove povertà. Entrambi si sono appellati alla generosità di tutti perché collaborino con offerte (anche se piccole) e con la disponibilità ai vari servizi a favore dei bisognosi. EMILIO FIRINU

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Banchina inagibile, il carbonile resta dov'è (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 18-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Prov Sulcis Pagina 2018 Portovesme Banchina inagibile, il carbonile resta dov'è Portovesme --> L'Enel vorrebbe tanto trasferire il carbonile nei pressi della nuova banchina del polo industriale ma non può farlo perché l'approdo costruito e collaudato con milioni pubblici, non è raggiungibile. Così le navi che trasportano carbone e altre materie prime non possono attraccare nella banchina nuova di zecca. È solo un esempio delle carenze infrastrutturali con cui da anni devono fare i conti le aziende che operano a Portovesme. Si possono chiamare ritardi burocratici, lungaggini politiche, ma il risultato è sempre lo stesso: opere indispensabili per limitare le diseconomie restano al palo, benché già finanziate. Nei giorni scorsi è stata l'Enel a sollevare il problema-banchina in una lettera inviata tra gli altri al sindaco di Portoscuso e all'Arpas, in risposta ad un esposto del consigliere dei Verdi Angelo Cremone sulla polverosità del carbonile, troppo vicino al centro abitato. L'Enel ha comunicato di avere in progetto lo spostamento del deposito in un'area vicina alla nuova banchina, ma che questo non potrà essere realizzato perché serve il dragaggio del porto. «È vergognoso che la burocrazia blocchi opere fondamentali anche per migliorare l'ambiente e la salute», dice Angelo Cremone. (a. s.)

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edilizia bloccata, colpa dei permessi lumaca (sezione: Burocrazia)

( da "Centro, Il" del 18-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Ingegneri, architetti, costruttori e sindacati: appello alle amministrazioni Edilizia bloccata, colpa dei permessi lumaca Tre anni contro i sei mesi previsti per legge. Smaltito solo il 10 per cento delle pratiche Uffici inefficienti e tempi di attesa troppo lunghi PESCARA. Per ottenere un permesso a costruire nel comune di Pescara sono necessari tra i due e i tre anni, contro i sei mesi previsti per legge. Ogni anno su circa 3.500 pratiche presentate, ne vengono evase appena 350, il 10 per cento, mentre il resto giacce negli uffici per un periodo pressocché infinito. Una lentezza esasperante che rappresenta un colpo di grazia per l'edilizia privata, già fortemente penalizzata dalla congiuntura economica negativa. Ed ecco l'appello, alle amministrazioni pubbliche, ad invertire la rotta. La richiesta è partita da Ordine degli architetti, Ance, Api Edil, Cna, Codici, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti, Federconsumatori, Feneal Uil, Filca Cisl, Fillea Cgil e Ordine degli ingegneri che, per la prima volta, hanno organizzato un tavolo di lavoro permanente, sottoscrivendo un documento da inviare a Comuni, Provincia e Regione. Nella lettera si parla del disagio causato dai lunghi tempi di attesa per le pratiche edilizie che ha ricadute «sensibilmente negative su tutta la filiera dell'edilizia», e cioè progettisti, imprese, operai, artigiani, fornitori dei materiali e committenti-consumatori, costretti a subire un aggravio di costi. In un momento di recessione in cui si cercano possibili vie di uscita non è possibile assistere al «progressivo aumento di lungaggini burocratiche, intoppi procedurali e inefficienze amministrative degli uffici». Sarebbe sufficiente sbloccare le pratiche «per dare una boccata di ossigeno al settore» e anche le casse del Comune ne trarrebbero giovamento, visto che per ognuna di esse c'è un introito di circa duemila euro. A Pescara, sostengono i protagonisti del tavolo, la questione andrebbe affrontata in campagna elettorale ma in tutti gli altri Comuni va trovato il modo per sbloccare le pratiche. Di certo non si può attendere oltre perché «l'edilizia privata è in ginocchio», dice il presidente dell'Ordine degli Architetti Marco Volpe, e si potrebbe pensare di superare la stasi «affidando all'esterno le pratiche», come suggerisce il vice presidente Maurizio Vicaretti. Con gli appalti pubblici fermi «vanno rimesse in moto le risorse private», commenta Carmine Salce (Cna), ma «le amministrazioni devono darci una mano sbloccando le pratiche», specie per gli interventi minori, che sono l'80 per cento, come sottolinea Antongiulio Ciaramellano. E d'altronde, aggiunge Luca Di Tecco (Confartigiani), «se il Comune non ha le risorse deve permettere ai privati di lavorare e snellire la burocrazia». Con i permessi fermi «vengono lesi i diritti dei consumatori», aggiunge Franco Leone (Federconsumatori) che parla di un «crollo dei mutui del 132 per cento, in Abruzzo». Pescara «vive di edilizia e rimettendola in moto si risolleva l'economia», dicono Camillo Antonucci (Cisl) e Bruno Santori (Confesercenti), ma ora il settore è bloccato, ha perso il 20 per cento della forza lavoro e altri 6.000 posti sono a rischio. «Meno demagogia e più azione», esorta Roberto Chiola (Ance). Flavia Buccilli

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È la camorra il nuovo terrorismo (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica.it" del 18-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

ASSISTIAMO impotenti al dolore di tante famiglie che vedono i loro figli finire miseramente vittime o mandanti delle organizzazioni della camorra (...) La Camorra oggi é una forma di terrorismo che incute paura, impone le sue leggi e tenta di diventare componente endemica nella società campana. I camorristi impongono con la violenza, armi in pugno, regole inaccettabili: estorsioni che hanno visto le nostre zone diventare sempre più aree sussidiate, assistite senza alcuna autonoma capacità di sviluppo; tangenti al venti per cento e oltre sui lavori edili, che scoraggerebbero l'imprenditore più temerario; traffici illeciti per l'acquisto e lo spaccio delle sostanze stupefacenti il cui uso produce a schiere giovani emarginati, e manovalanza a disposizione delle organizzazioni criminali; scontri tra diverse fazioni che si abbattono come veri flagelli devastatori sulle famiglie delle nostre zone; esempi negativi per tutta la fascia adolescenziale della popolazione, veri e propri laboratori di violenza e del crimine organizzato. E' oramai chiaro che il disfacimento delle istituzioni civili ha consentito l'infiltrazione del potere camorristico a tutti i livelli. La Camorra riempie un vuoto di potere dello Stato che nelle amministrazioni periferiche é caratterizzato da corruzione, lungaggini e favoritismi. La Camorra rappresenta uno Stato deviante parallelo rispetto a quello ufficiale, privo però di burocrazia e d'intermediari che sono la piaga dello Stato legale. L'inefficienza delle politiche occupazionali, della sanità, ecc; non possono che creare sfiducia negli abitanti dei nostri paesi; un preoccupato senso di rischio che si va facendo più forte ogni giorno che passa, l'inadeguata tutela dei legittimi interessi e diritti dei liberi cittadini; le carenze anche della nostra azione pastorale ci devono convincere che l'Azione di tutta la Chiesa deve farsi più tagliente e meno neutrale per permettere alle parrocchie di riscoprire quegli spazi per una "ministerialità" di liberazione, di promozione umana e di servizio. OAS_RICH('Middle'); Forse le nostre comunità avranno bisogno di nuovi modelli di comportamento: certamente di realtà, di testimonianze, di esempi, per essere credibili. Il nostro impegno profetico di denuncia non deve e non può venire meno. Dio ci chiama ad essere profeti (...) Ai preti nostri pastori e confratelli chiediamo di parlare chiaro nelle omelie ed in tutte quelle occasioni in cui si richiede una testimonianza coraggiosa; alla Chiesa che non rinunci al suo ruolo "profetico" affinché gli strumenti della denuncia e dell'annuncio si concretizzino nella capacità di produrre nuova coscienza nel segno della giustizia, della solidarietà, dei valori etici e civili. Tra qualche anno, non vorremmo batterci il petto colpevoli e dire con Geremia: "Siamo rimasti lontani dalla pace... abbiamo dimenticato il benessere... La continua esperienza del nostro incerto vagare, in alto ed in basso,... dal nostro penoso disorientamento circa quello che bisogna decidere e fare... sono come assenzio e veleno". (18 marzo 2009

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L'ecatombe dei bagagli smarriti (sezione: Burocrazia)

( da "Stampaweb, La" del 18-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Quando il proprio mondo è imbozzolato in una valigia, perderla significa impazzire di rabbia. Come si fa senza il prezioso ricambio di mutande? E lo spazzolino che funzionava alla perfezione? E il sofisticato golfino di cachemire che era un piccolo status e anche un segno d?amore natalizio? Rassegniamoci. Perdere il proprio bagaglio, sballottato da un aereo a un altro, da un nastro trasportatore a una macchina ai raggi X, e poi svanito in uno di quei non-luoghi per eccellenza che sono gli aeroporti, è diventata l?esperienza più normale del mondo. Nessun viaggiatore è più al sicuro. Ecco il dato dell?Auc inglese, che sta per «Air transport users council» ed è l?organizzazione che raccoglie i viaggiatori dei cieli: soltanto nel 2007 sono state perdute 1 milione di valigie. § Altro dato: le compagnie aeree dei cinque continenti - e più di tutte le low cost - hanno fatto terribili pasticci con altri 42 milioni di bagagli, spedendoli in posti sbagliati e consegnandoli alle persone sbagliate, inanellando errori e approssimazioni e aggiungendoci anche inutili e umilianti stoccate di burocrazia. Piccola consolazione: tante vittime si sono scoperte involontarie protagoniste di storie tragicomiche, buone da essere raccontate e ri-raccontate. Trasformandosi, così, da tapini in mini-eroi. E? bene sapere - per chi non se ne fosse ancora accorto - che le compagnie sono sempre più spilorce. Ce ne sono alcune che non tirano fuori più di 20 euro, indipendentemente dai tempi di attesa, mentre un?altra si rifiuta di rimborsare i passeggeri per danni inferiori ai 45. E avete già sentito la storia del passeggero che ha denunciato la scomparsa delle proprie cose, stimando il danno a 1600 euro e vedendosene accreditare 115? E? una vicenda vera. Così come è autentica quella del surfista, che, dopo aver ritirato la sua tavola da mille euro e averla scoperta danneggiata, si è visto arrivare un assegnino da 95 euro, perché non aveva lo scontrino d?acquisto (in negozio aveva messo piede tre anni prima e - vi sembrerà strano - non aveva più il pezzetto di carta). La situazione - rivela la ricerca dell?Auc - è la peggiore di sempre e indica un trend. C?è anche il caos bagagli a pesare nella crisi attuale. Conclusione: se non ci penserà il disastro dell?economia globale a contrarre il numero dei passeggeri, dei voli e, probabilmente, anche di molte compagnie, i numeri dei «lost for ever» sono destinati ad aumentare. Trenta milioni di bagagli smarriti e ritrovati (non sempre in condizioni accettabili) nel 2005, 36 nel 2006, 42 nel 2007 e addirittura 70 milioni tra un decennio. Che fare? Mentre l?Ue apre un?inchiesta, decisa dal commissario ai Trasporti, Antonio Tajani, c?è chi chiede misure forti. «Le compagnie sono responsabili della perdita dei bagagli e, quindi, al di là delle norme sull?aviazione che prevedono i rimborsi, devono istituire un fondo per risarcire in automatico gli utenti rimasti senza valigia o che hanno subito ritardi nella riconsegna - intima il presidente del Codacons, Carlo Rienzi -. Troppo spesso gli euro restituiti sono di molto inferiori al danno». Magari succedesse, ma la speranza è l?ultima a morire. Intanto la realtà è un?altra. Crudele. Quella dei bagagli danneggiati tra un volo e l?altro è una questione da 3,8 miliardi di dollari e che colpisce ogni anno decine di milioni di individui. Secondo un?indagine Iata, la sorte del bagaglio è infatti il secondo fattore più importante per un viaggio piacevole. L?avreste mai detto?

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stranieri senza permesso per colpa della burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 18-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina XI - Milano La Cgil: negli uffici immigrazione gli stessi impiegati di dieci anni fa Stranieri senza permesso per colpa della burocrazia La città «epicentro del fenomeno immigratorio», con circa 300mila stranieri, il triplo della media nazionale, è al 95esimo posto tra le province per efficienza nel rilascio dei nulla osta. Prefettura, questura e Comune hanno oggi gli stessi dipendenti impegnati negli uffici Immigrazione di dieci anni fa, quando gli extracomunitari erano 30mila. Cosicché, in due anni, su 80.389 domande di regolarizzazione presentate da stranieri poco più della metà - 57,5% - si sono tramutate in nulla osta. In base a questi dati, la Cgil parla oggi di «una situazione al limite dell´insostenibile» con la «legalità negata dalla burocrazia che spinge migliaia di immigrati nelle mani della criminalità». Nel 2008 i regolari in città sono passati da 175.997 a 188.980, concentrati soprattutto in periferia, nelle zone 2 e 9, con il 15,5% di stranieri. «Una situazione incredibile - commenta Giovanni Minali, responsabile del dipartimento Immigrazione della Camera del lavoro - . La gravità dei ritardi ha portato al nostro centro immigrati, nel 2008, oltre 1.200 persone al mese. E nei primi mesi del 2009 a ben 3.681 persone». (s. d. r.)

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è la camorra il nuovo terrorismo - don giuseppe diana (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 18-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 37 - Cronaca è la camorra il nuovo terrorismo DON GIUSEPPE DIANA Assistiamo impotenti al dolore di tante famiglie che vedono i loro figli finire miseramente vittime o mandanti delle organizzazioni della camorra (...) La Camorra oggi é una forma di terrorismo che incute paura, impone le sue leggi e tenta di diventare componente endemica nella società campana. I camorristi impongono con la violenza, armi in pugno, regole inaccettabili: estorsioni che hanno visto le nostre zone diventare sempre più aree sussidiate, assistite senza alcuna autonoma capacità di sviluppo; tangenti al venti per cento e oltre sui lavori edili, che scoraggerebbero l´imprenditore più temerario; traffici illeciti per l´acquisto e lo spaccio delle sostanze stupefacenti il cui uso produce a schiere giovani emarginati, e manovalanza a disposizione delle organizzazioni criminali; scontri tra diverse fazioni che si abbattono come veri flagelli devastatori sulle famiglie delle nostre zone; esempi negativi per tutta la fascia adolescenziale della popolazione, veri e propri laboratori di violenza e del crimine organizzato. E´ oramai chiaro che il disfacimento delle istituzioni civili ha consentito l´infiltrazione del potere camorristico a tutti i livelli. La Camorra riempie un vuoto di potere dello Stato che nelle amministrazioni periferiche é caratterizzato da corruzione, lungaggini e favoritismi. La Camorra rappresenta uno Stato deviante parallelo rispetto a quello ufficiale, privo però di burocrazia e d´intermediari che sono la piaga dello Stato legale. L´inefficienza delle politiche occupazionali, della sanità, ecc; non possono che creare sfiducia negli abitanti dei nostri paesi; un preoccupato senso di rischio che si va facendo più forte ogni giorno che passa, l´inadeguata tutela dei legittimi interessi e diritti dei liberi cittadini; le carenze anche della nostra azione pastorale ci devono convincere che l´Azione di tutta la Chiesa deve farsi più tagliente e meno neutrale per permettere alle parrocchie di riscoprire quegli spazi per una "ministerialità" di liberazione, di promozione umana e di servizio. Forse le nostre comunità avranno bisogno di nuovi modelli di comportamento: certamente di realtà, di testimonianze, di esempi, per essere credibili. Il nostro impegno profetico di denuncia non deve e non può venire meno. Dio ci chiama ad essere profeti (...) Ai preti nostri pastori e confratelli chiediamo di parlare chiaro nelle omelie ed in tutte quelle occasioni in cui si richiede una testimonianza coraggiosa; Alla Chiesa che non rinunci al suo ruolo "profetico" affinché gli strumenti della denuncia e dell´annuncio si concretizzino nella capacità di produrre nuova coscienza nel segno della giustizia, della solidarietà, dei valori etici e civili. Tra qualche anno, non vorremmo batterci il petto colpevoli e dire con Geremia: "Siamo rimasti lontani dalla pace� abbiamo dimenticato il benessere� La continua esperienza del nostro incerto vagare, in alto ed in basso,� dal nostro penoso disorientamento circa quello che bisogna decidere e fare� sono come assenzio e veleno".

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(ACR) MOLLICA SUL TURISMO BALNEARE (sezione: Burocrazia)

( da "Basilicanet.it" del 18-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

MOLLICA SUL TURISMO BALNEARE 18/03/2009 12.19.39 [Basilicata] (ACR) - "Chiedo scusa al settore balneare. Una dichiarazione, la mia, che scaturisce dopo aver appreso che quanto fatto in sede di finanziaria con ??introduzione nella stessa dellâ??art. 47, piuttosto che snellire le procedure ed agevolare lo svolgimento dellâ??attività , va ad aggravare ??intero procedimento per eccesso di burocratizzazioneâ?. Ad affermarlo il Consigliere regionale del gruppo Federazione di Centro, Francesco Mollica, il quale ricorda che â??lo scorso dicembre, in sede di finanziaria, accogliendo le richieste che pervenivano dal settore balneare, ho presentato un emendamento con cui si confermavano le concessioni stagionali, di cui allâ??art. 34 della L.R. n. 1/06, con provvedimenti di durata quadriennale. ??individuazione di soluzioni alternative alla proroga annuale delle concessioni, trovava fondamento nella necessità  di porre gli operatori del settore turistico balneare nella condizione di programmare le proprie attività  e i propri interventi in un periodo di tempo più¹ ampioâ?. â??Purtroppo â?? sottolinea il consigliere - nonostante da più¹ parti provengano i buoni propositi per implementare ed aiutare ??unico settore che sembra reggere ??urto con la dilagante crisi economica e nonostante si continui a parlare di allungamento della stagionalità , nei fatti e nella realtà  tutto ciò² viene smentito dalla burocrazia o, peggio, da una sorta di occulta volontà  politica che sembra tarpare le ali al settore del turismo balneare, ancora in crescita e che, con gli strumenti giusti, potrebbe far crescere ??intera regioneâ?. â??Bisogna infatti considerare â?? continua il consigliere - che i ritardi in questo settore vengono da lontano, nel senso che già  nel momento in cui si è¨ approvato il Piano dei Lidi, lo si faceva in maniera parziale, lasciando fuori alcune concessioni, per le quali si paventava e si programmava la necessità  di disporre una Variante allo stesso piano regionale che, ad oggi, continua a scontare un iter formativo molto lungo ed impegnativo. La previsione normativa dellâ??art. 47 poteva dar respiro allâ??intero settore ma, ancora una volta, la farraginosità  della macchina amministrativa crea ritardi e lungaggini che mal si conciliano con ??avvicinarsi della stagione primaverile ed estiva. Infatti in Giunta regionale, ormai da tempo, è¨ allâ??esame la delibera per dare concreta attuazione alla predetta previsione normativa ma sembra che la stessa si sia â??incagliataâ?? in uno scoglio insormontabile, o peggio, qualcuno ??abbia voluto far arenareâ?. â??Tale situazione â?? conclude Mollica - non può² essere ulteriormente tollerata perché© non ha senso da un lato parlare di aiuti ai settori in crisi e dallâ??altro agire, o meglio non agire, penalizzando settori trainanti della nostra economiaâ?.

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Quando non tutte le crisi vengono per nuocere pag.2 (sezione: Burocrazia)

( da "Trend-online" del 18-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Quando non tutte le crisi vengono per nuocere PRIMO PIANO, clicca qui per leggere la rassegna di ilsussidiario.net , 18.03.2009 13:28 Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana!! ha solo bisogno di meno burocrazia, di una maggiore solidità patrimoniale, sostenuta anche da istituzioni finanziarie all?altezza, e di un management formato in università dove si insegni a guardare la realtà, che non si può certo creare in laboratorio ma solo servire. Per gentile concessione de ilsussidiario.net - ®Tutti i diritti riservati

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Un nuovo modello contro la crisi (sezione: Burocrazia)

( da "Denaro, Il" del 18-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Campania sviluppo Un nuovo modello contro la crisi Domani convegno della Compagnia delle Opere: Come rilanciare le Pmi Sussidiarietà e piccole e medie imprese: un nuovo modello di sviluppo. E' uno dei temi che saranno affrontati domani a Napoli nel corso del convegno intitolato "Affrontare la crisi, rilanciare l'impresa", organizzato da Compagnia delle Opere. Nel corso del convegno sarà presentato il volume "Sussidiarietà e... piccole e medie imprese", rapporto a cura della Fondazione per la Sussidiarietà. Tra i risultati del rapporto va sottolineato come in tempi di crisi le Pmi chiedono più libertà e decentramento, sono pronte a mettersi insieme per contare di più sia nel favorire gli investimenti in ricerca e sviluppo sia per migliorare le relazioni con le istituzioni pubbliche, da cui molto probabilmente si sentono un po' lontane e trascurate. Di seguito un articolo di presentazione del rapporto a cura di Carlo Lauro, responsabile del Dipartimento Ricerca della Fondazione per la Sussidiarietà. carlo lauro* L'indagine del 2009 "Sussidiarietà e... piccole e medie imprese", effettuata dalla Fondazione per la sussidiarietà su un campione di 1.600 aziende manifatturiere rappresentativo delle dimensioni piccole e medie e per macro regione, si è proposta in particolare di esaminare quali siano i fattori capaci di rendere competitiva una piccola impresa. I recenti avvenimenti hanno dimostrato, qualora ce ne fosse ancora bisogno, che il paradigma della massimizzazione del profitto di breve periodo (trimestrale), tipico della grande impresa quotata in Borsa, può talvolta condurre a risultati perversi e comunque risulta essere riduttivo se applicato alla realtà delle piccole e medie imprese. L'ipotesi del lavoro è invece che alla base dell'attività imprenditoriale vi sia uno slancio, una vitalità e uno spirito che non si possono in alcun modo ridurre alla mera ricerca del massimo profitto. In accordo con questa ipotesi "antropologica", la competitività della piccola impresa deve essere collocata all'interno di una concezione "sussidiaria" che in questo contesto si esprime secondo due dimensioni tra loro complementari: - la sussidiarietà interna che fa riferimento alla centralità e crescita della persona, (imprenditore, manager, personale); - la sussidiarietà esterna che fa riferimento alla libertà di azione (intrapresa) e allo sviluppo di relazioni significative sia con altre imprese sia con portatori di interessi (azionisti, clienti, fornitori, istituzioni, società civile). Tra i risultati del rapporto va sottolineato come in tempi di crisi le Pmi chiedono più libertà e decentramento, sono pronte a mettersi insieme per contare di più sia nel favorire gli investimenti in ricerca e sviluppo (uno sforzo da condividere anche con i concorrenti) sia per migliorare le relazioni con le istituzioni pubbliche, da cui molto probabilmente si sentono un po' lontane e trascurate. Sul fronte dei rapporti sindacali, invece, promuovono a pieni voti la contrattazione decentrata e la valorizzazione dei lavoratori, sfruttando soprattutto le risorse interne. E a fare da battistrada a queste richieste anti-recessione sono le Pmi del Nord-Est, che negli anni hanno dato vita a forme, anche impetuose, di sviluppo autonomo. Accanto ai tradizionali ma pressanti richiami all'alleggerimento delle trafile burocratiche e alla maggiore collaborazione con clienti e fornitori, più del 90 per cento delle Pmi italiane, chiamate a fronteggiare la una crisi aprono le porte a misure improntate alla sussidiarietà e alla capacità di condividere, di fare rete, di associarsi. Basti pensare che quattro su dieci sono iscritte ad associazioni di categoria o appartengono a un polo distrettuale e un altro 15 per cento fa parte di consorzi di imprese. Il Rapporto 2009 "Sussidiarietà e... piccole e medie imprese", effettuato dalla Fondazione per la sussidiarietà su un campione di 1.600 aziende (all'80 per cento di piccole dimensioni, perlopiù concentrate nel Nord-Est e nel Nord-Ovest e per metà società di capitali), mette in luce che le Pmi non chiedono privilegi, ma la possibilità di esprimere appieno le proprie potenzialità e la propria forza, a partire da una robusta semplificazione amministrativa e fiscale, base irrinunciabile (a ribadirlo è il 55 per cento delle imprese) per favorire lo sviluppo. La prima evidenza che emerge dal Rapporto è che, mentre oggi si discute molto di aiuti alle grandi imprese, le Pmi, che sono il nerbo del nostro tessuto produttivo e della nostra capacità di reggere sui mercati internazionali, vogliono libertà: meno vincoli con la burocrazia, più spazio alla contrattazione decentrata, taglio di tassazioni inique. In secondo luogo, il 73 per cento delle Pmi è aperto al confronto con dipendenti e collaboratori e il 95 per cento sente fortemente la coincidenza fra interessi dei lavoratori e interessi dell'imprenditore. Infine, il Rapporto mette in luce il valore delle alleanze, con altre imprese e con le istituzioni per far sentire la propria voce Un ultima risultanza della ricerca legata ai due elementi di stratificazione del campione porta alle seguenti conclusioni: la dimensione ha effetti sugli atteggiamenti sussidiari (mediamente più elevati nelle imprese medie rispetto alle piccole); parimenti l'area geografica evidenzia differenti comportamenti rispetto alla sussidiarietà: il Nord-est si manifesta come l'area a maggior potenziale di sussidiarietà, seguita dal Centro, laddove il Sud e il Nord-Ovest rivelano una minore propensione alla sussidiarietà seppure giudicabile come sufficiente. L' indagine indica chiaramente come la sussidiarietà e in particolare l'attenzione al capitale umano siano concetti profondamente avvertiti dalle nostre Pmi. Allo stesso tempo i risultati mostrano anche le strade da percorrere per far emergere in modo consapevole e operativo l'importanza di questo principio così da superare l'attuale crisi e favorire uno sviluppo alternativo del nostro territorio. Si tratta a ben vedere di un modello di sviluppo che non può che nascere dal basso date le peculiarità del nostro sistema imprenditoriale incentrato su dimensioni aziendali decisamente piccole e pertanto molto flessibili. Il modello che si propone, incentrato sui principi della sussidiarietà, non sarà orientato alla sola logica neoclassica del profitto, ma basato sulla massimizzazione di un welfare diffuso e stabile nel lungo periodo (anche in senso non economico), attraverso la valorizzazione della persona e la creazione di relazioni con gli stakeholders, in termini di reti verticali e orizzontali di imprese e non. A tal fine andranno realizzate riforme idonee a favorire maggiormente la libertà di intrapresa non prescindendo da valori come la responsabilità sociale d'impresa, in un contesto in cui il ruolo dello stato sia quello di fare le regole e controllarne il rispetto. In questo scenario le nostre imprese faranno certamente la loro parte. Anzi saranno finalmente messe in condizione di fare di più e meglio. *responsabile Dipartimento Ricerca Fondazione per la Sussidiarietà Il rapporto e le testimonianze Domani, ore 18,30 Expo Napoli, Palazzo dei Congressi, Molo Angioino Stazione Marittima Interviene Giorgio Vittadini presidente Fondazione per la Sussidiarietà Testimonianze di imprenditori: Giovanni Mannara vice presidente Strago Antonio Forino amministratore Gloves dei F.lli Forino Salvatore Strano presidente Cooperativa Rione Sanità Sabato Manzo amministratore unico Monzurò Conclusioni Bernard Scholz presidente Compagnia delle Opere (Cdo) Modera Felice Siciliano direttore Cdo Campania Nel corso del convegno verrà presentato il volume "Sussidiarietà e... Piccole imprese" del 18-03-2009 num.

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Cinque reati in un colpo soloundici mesi a Salvatore Strano (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 18-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Cinque reati in un colpo solo undici mesi a Salvatore Strano Accesissimo scontro politico sulla problematica randagismo. Saranno gli effetti emotivi della tragedia di Modica o una campagna elettorale ormai avviata, sta di fatto che lunedì sera in occasione di una seduta del Consiglio comunale, si è consumata l'ennesima polemica tra amministrazione comunale ed opposizione consiliare. Terreno di scontro la mancata riapertura dell'ambulatorio veterinario comunale adibito a servizio di sterilizzazione, microcippatura e di anagrafe canina. E' chiuso dall'ottobre del 2006, sono trascorsi oltre due anni e non è stato ancora riattivato nonostante l'ostacolo da superare fosse la realizzazione di un ingresso laterale. Il laboratorio era stato aperto nella stessa area che ospita il mattatoio e non sarebbe compatibile dalla normativa un ingresso unico per animali da macellare e cani da sterilizzare. Le autorità sanitarie provinciali hanno richiesto l'apertura del secondo ingresso, ma per fare ciò il Comune ha dovuto affrontare l'intricato iter burocratico fatto di autorizzazioni al Genio civile ed alla Soprintendenza, trattandosi di un immobile che ricade nell'ambito delle mura medievali della città. In sostanza, mentre in città imperversano cani randagi in tutti i quartieri, la burocrazia impiega oltre due anni per realizzare un accesso all'ambulatorio. I ritardi sono stati oggetto di critica da parte del consigliere socialista Paolo Mandracchia, autore di diverse interrogazioni con cui metteva il risalto il problema e sollecitava l'amministrazione comunale a realizzare in tempi decenti l'ingresso laterale al mattatoio. Dotato di sala operatoria, sala visite, apparecchio radiografico, l'ambulatorio sarebbe strumento utile a limitare il randagismo e fare in modo che i cani senza padrone in giro per i quartieri siano in numero inferiore ad oggi. «La situazione è drammatica - afferma Mandracchia - ci sono evidenti responsabilità politiche, ai quali si aggiunge il mancato accesso del Comune di Sciacca ai bandi regionali che finanziano la realizzazione di canili pubblici». L'assessore Gianluca Guardino replica: «Da anni facciamo avvisi pubblici per trovare un'area adeguata al fare un canile - dice - ma non riusciamo a trovare quella che rispecchia le regole dettate dalla normativa, ecco perché non abbiamo partecipato ai bandi regionali». Intanto, il Comune impiega fondi del proprio bilancio per garantire il mantenimento di cani ospitati in canili privati a Sciacca, Ribera e Santa Margherita Belice. Giuseppe Recca

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L'obesità infantile<Male da prevenire> (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 18-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

vittoria L'obesità infantile «Male da prevenire» Vittoria. d.c.) La lista delle candidature a difensore civico diventa una terna. L'avvocato Tano Foti sceglie l'Aventino, infastidito dai tempi d'attesa di un'estenuante burocrazia elettorale e dalle pesanti critiche che la nomina accompagna. Rimangono aspiranti alla carica di difensore della comunità civica dinnanzi ai cavilli e alle sperequazione dei "bureau" gli avvocati Enrico Di Martino e Daniele Scrofani e il sociologo Giovanni Lucifora, con un passato in tasca anche da ex sindaco della città. Il sindaco coglie l'occasione anche per ribadire il suo rammarico per la rinuncia di Foti, invitando il professionista a ritornare su suoi passi. "Si perde una figura di prestigio che avrebbe sicuramente ben figurato fra i competitori per la carica " ha dichiarato Nicosia.

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L'Ascom chiede più trasparenza al Comune: Ci sono venti autorizzazioni ancora giacenti (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 18-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

L'Ascom chiede più trasparenza al Comune: «Ci sono venti autorizzazioni ancora giacenti» Mercoledì 18 Marzo 2009, Dopo i ripetuti sequestri di imbarcazioni da parte della polizia municipale, insorge una parte consistente dei trasportatori acquei, che si sentono sempre più vessati dalla burocrazia e da interpretazioni restrittive delle norme. Dopo un gruppo di operatori indipendenti che da tempo chiedono al Comune di mettere in circolo la ventina di autorizzazioni al trasporto conto tersi mai assegnate, interviene anche l'Ascom. «Colgo l'occasione del sequestro dell'ennesima imbarcazione da trasporto merci perché priva dell'autorizzazione in conto terzi - dichiara Francesco Tagliapietra, responsabile Provinciale del settore trasporti di Confcommercio - per tornare a chiedere all'amministrazione comunale di assegnare le autorizzazioni al trasporto merci in conto terzi deliberate ma mai assegnate». Per Tagliapietra, queste autorizzazioni permetterebbero di regolarizzare la posizione di altrettante attività che da sempre si occupano di trasporti via acqua ma che, per vari motivi, sono rimaste escluse ai bandi. «In un momento economico come questo prosegue - dare la possibilità di regolarizzarsi a chi ha già i requisiti, vuol dire contribuire a dare certezze ad un comparto tra quelli che sta patendo di più la crisi e salvaguardare posti di lavoro. Bene farebbe l'attuale amministrazione a risolvere il problema assegnando con un apposito bando e regole certe e uguali per tutti, queste autorizzazioni che giacciono nei cassetti di qualche ufficio e che gli operatori stanno chiedendo ormai da troppi anni».

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Il sistema del welfare italiano è insufficiente, la burocrazia è un impedimento insormonta... (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 18-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Mercoledì 18 Marzo 2009, Il sistema del welfare italiano è insufficiente, la burocrazia è un impedimento insormontabile e la tanto agognata semplificazione amministrativa resta una chimera. Più che una tirata d'orecchie, quello della Confederazione Italiana Agricoltori della provincia di Venezia è un vero e proprio affondo. Quintali di complicatissimi moduli, autodichiarazioni ripetitive, documenti ministeriali che non mirano all'accertamento dei diritti degli utenti, quanto a mettere al riparo la stessa struttura pubblica da possibili frodi. Da qui l'iniziativa della Cia Venezia che, per tutelare i 16.410 associati e tutti coloro che desiderino rivolgersi ai sei uffici provinciali, ha istituito la figura del "Garante degli utenti": chiunque potrà rivolgersi gratuitamente per chiedere spiegazioni e dare suggerimenti sui servizi della Cia, perché l'agricoltura, come ha spiegato il vicepresidente nazionale Enzo Pierangioli, «non è solo un settore economico, ma un sistema di valori sociali, territoriali ed ambientali». Nel 2008 sono state oltre 30mila le persone che a Venezia si sono rivolte ai Caf Cia e al Patronato Inac per compilare modelli, pratiche previdenziali, dichiarazione dei redditi, infortuni sul lavoro, calcolo dell'Isee. Cifra che ha spinto l'associazione, in collaborazione con la Fondazione Humus, a elaborare l'indagine "Ascoltare per Conoscere" su un campione di 1.295 contatti. Ne è risultato che gli utenti, e non solo gli iscritti, chiedono maggior considerazione, minor burocrazia e, soprattutto, esigono veder rispettati i propri diritti. Da qui il provocatorio slogan dell'incontro "Meno solidarietà e più diritti", tenutosi ieri pomeriggio per presentare Sandro De Toffol, "Garante degli Utenti" ed ex dirigente Cia. «Senza disconoscere l'importanza della solidarietà, noi siamo per l'affermazione dei diritti perché un uomo è veramente libero quando ha la certezza che i suoi diritti vengono rispettati. Chi vive di solidarietà ha sempre qualcuno da ringraziare - ha sottolineato Mario Quaresimin, presidente Cia Venezia -. Non vogliamo confonderci con chi prende le decisioni, siamo solo un soggetto terzo che offre consulenza, ma è indubbio che il sistema del welfare italiano è incapace di garantire i diritti dei cittadini». Esempio ne è la social card, concessa, secondo Quaresimin, come un'elargizione ed erogata in modo burocraticamente complicato e mortificante. Per contattare il garante 340.1786079 o utenticia@ciavenezia.it, per tutti una risposta entro 15 giorni. Giacomo Garbisa

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Come succede spesso da noi, i problemi diventato in fretta emergenze e non si sa più... (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 18-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Mercoledì 18 Marzo 2009, Come succede spesso da noi, i problemi diventato in fretta emergenze e non si sa più come affrontarle. Adesso siamo alla caccia aperta ai randagi da parte di ronde armate. Nessuno, però, si era posto prima il problema dei troppi cani randagi, dell'abbandono di un numero sempre crescente di animali domestici, dell'insufficienza di una legge. Ci si è posti quello delle razze pericolose e sempre dopo che c'era scappato il morto. Soltanto allora si è arrivati a stilare un elenco delle razze da evitare e delle protezioni necessarie. Adesso, si scopre l'emergenza randagi. C'è stato un bambino azzannato e ucciso e, proprio nel giorno del suo funerale, l'aggressione a una turista tedesca ricoverata in gravi condizioni. Nel frattempo, si è scoperto che ci sono stati altri feriti e tutti nella stessa zona, alla periferia di Ragusa. Una prima indagine sommaria ha messo in evidenza responsabilità precise di chi doveva custodire gli animali selvatici e per quella custodia veniva pagato dall'ente pubblico. I venti cani che hanno aggredito il bambino, per esempio, non venivano più considerati randagi: erano stati affidati a un custode. C'è gente che intasca il compenso riconosciuto dai Comuni a chi si fa carico dei cani senza padrone. Un giro d'affari che in Italia tocca i sette milioni di euro l'anno e che non raramente è all'origine dei cosiddetti "canili-lager". Esistono strutture create appositamente per riscuotere finanziamenti comunali e incassano un tanto a cane. Il Comune, poi, non controlla se gli animali sono nutriti e custoditi; spesso basta lasciarli sopravvivere nella sporcizia per non perdere i finanziamenti. Il responsabile dei randagi è il sindaco. Abbiamo una burocrazia folle che distingue mille rivoli, ma quando deve attribuire responsabilità è grottesca nella sua essenzialità: ai matti e ai cani randagi deve pensarci il sindaco! Gli strumenti sono assurdamente gli stessi. Esiste una popolazione canina randagia attorno alle città, non ha niente a che vedere con gli animali domestici. Sono cani abbandonati che rubano e aggrediscono per procurarsi cibo, vivono in branco. E sono tanti, più di quanti possiamo immaginarne. Le associazioni degli animali calcolano che siano non meno di 700 mila in Italia. I cani domestici regolarmente denunciati sono 6 milioni e mezzo, più di uno ogni dieci abitanti. Gli italiani ogni anno ne comprano 150 mila e ne abbandonano altrettanti nello stesso periodo. L'80% dei cani abbandonati muore per fame o per sete o sotto un'auto; non pochi vengono utilizzati nei combattimenti clandestini; altri ancora finiscono nei laboratori dove si pratica la vivisezione. Un cane abbandonato ogni cinque incrementa il randagismo. Non è un fenomeno solo italiano, è anche questo un effetto della società postindustriale e della crisi: negli Usa i randagi provocano danni per 80 milioni di dollari e causano 800 mila feriti, metà sono bambini. In Inghilterra uno dei primi segnali della recessione è stato l'abbandono di moltissimi animali domestici. In Italia tutti amano i cani e, soprattutto, dicono di amarli; poi li abbandonano senza scrupoli, d'estate e d'inverno. C'è chi si stanca del suo cane, chi avrebbe fatto meglio a non allevarlo, chi non ama nemmeno i figli, figurarsi un animale. Poi ci stupiamo del randagismo e delle aggressioni. E davanti al morto non si fa altro che ordinare di prendere il fucile. Così la gente sta zitta, ma il problema ancora una volta non viene risolto.

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NANDO SANTONASTASO UN FONDO DI GARANZIA DA 1,3 MILIARDI PER LE PMI: SODDISFATTO PRESIDENTE? &#... (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Benevento)" del 18-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

NANDO SANTONASTASO Un fondo di garanzia da 1,3 miliardi per le pmi: soddisfatto presidente? «Non è una novità, ce l'avevano già promesso. Mi fa piacere, certo, ma spero che l'annuncio si tramuti in un intervento concreto subito: non tra 6 o 12 mesi, quando le imprese non ne avranno più bisogno perché saranno già saltate». Paolo Galassi, presidente di Confapi, la Confederazione delle piccole imprese che conta circa 50mila associati, attende il governo alla prova dei fatti. È scettico dopo promesse rimaste tali, ma non rassegnato: «Noi imprenditori ci siamo sempre», assicura. Secondo lei le pmi che pure sono il 96% del tessuto produttivo del Paese non ricevono la giusta attenzione dal governo? «Guardi, se parliamo di soldi io le dico che ho fatto di recente un accordo con una banca per 5 miliardi da destinare alle imprese Confapi di tutta Italia». Il governo, cioè, ci ha messo troppo poco? «È che non bastano i progetti, tutti belli ed efficienti, se poi restano sulla carta. Oggi, ad esempio, noi incontreremo il ministro Scajola per parlare dello Small Business Act, un tavolo di iniziativa per le piccole e medie imprese varato dall'Ue: ma se dovessimo aspettare tutta la burocrazia europea i soldi arriverebbero quando ormai sarà troppo tardi». Non c'è troppo pessimismo, presidente? «Altro che. La verità è che ormai l'Italia è rimasta scottata dalla crisi. E oggi c'è un'Italia a due marce, con quella delle piccole aziende, la fascia del 96% appunto, che continua a chiedere, inascoltata, provvedimenti semplici per sopravvivere e non lasciare a casa le persone. Quella che, per esemplificare, vorrebbe posticipare a dicembre il pagamento delle tasse sui redditi presunti del 2009 e avere una legge che impedisca alle banche di continuare a tartassare gli imprenditori». Anche lei contro le banche? «Giudichi lei: la speculazione sui tassi applicati ai prestiti è sotto gli occhi di tutti. In periodi normali, le banche si acocntentavano di praicare un margine, il cosiddetto spread, tra lo 0,6% e l'1,2%. Ora che siamo in piena recessione lo spread è salito al 2,5%-3%. E le imprese continuano a pagare il denaro allo stesso prezzo. Sospetto che vogliano far pagare i loro debiti solo all'impresa manifatturiera. Evidentemente è l'anello debole della catena». Il governo e in particolare il ministro Tremonti hanno puntato l'indice sul credito. Così come un altro ministro, Bossi, ha preso le vostre difese... «Guardi, io voglio essere realista. Dico a Berlusconi e a Bossi: se ci siete, battete un colpo. In fondo servono interventi semplici e soprattutto tempestivi, non svolte epocali. Purtroppo a certi tavoli sembra di assistere a un copione già scritto, con documenti preordinati sui quali credo che ci sia spesso lo zampino delle banche». Le banche? «A me dà fastidio soprattutto che finiscano per premiare quasi sempre le imprese che hanno innovato poco. Loro chiedono i fidi e subito li ottengono. Quelle che invece hanno investito fior di denari sull'innovazione restano al palo: è assurdo. Penso soprattutto alle imprese di quel 5-6% che esportavano il 60-70% e che in pochi mesi sono passate da una crescita fortissima al crollo quasi verticale: vivono oggi in una stretta creditizia drammatica ma se falliscono loro si portano appresso tutto il sistema delle pmi, inutile far finta di nulla. Perché allora non intervenire sull'Iva da esportazione? I soldi che anticipiamo allo Stato ci rientrano doipo due anni: ce li diano subito». Ma è sensato sperare di salvare tutto in queste condizioni? «No e non siamo noi a pretenderlo. Ma mi chiedo: perché si sono dati soldi all'auto e agli elettrodomestici senza pretendere che le aziende di settore non vadano a portare lavoro e occupazione fuori dai nostri confini? Noi chiediamo interventi selettivi, premiando chi garantisce il mantenimento delle risorse umane. Tremonti dice che i soldi sono pochi? Bene: se li orientasse sul manifatturiero e sulle piccole imprese l'emorragia si arresterebbe».

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Più ossigeno alle Pmi: la terapia d'urto degli artigiani contro la crisi (sezione: Burocrazia)

( da "Panorama.it" del 18-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

- Economia - http://blog.panorama.it/economia - Più ossigeno alle Pmi: la terapia d'urto degli artigiani contro la crisi Posted By vasco_pirri_ardizzone On 17/3/2009 @ 18:43 In Headlines, NotiziaHome | No Comments "La necessità fondamentale per affrontare la crisi in questo momento è che non manchi il credito. Le piccole imprese riusciranno a sopravvivere solo se il Parlamento saprà ridare ossigeno alle Pmi attraverso interventi strutturali per semplificare l'attività imprenditoriale". Eccola la terapia d'urto utile per [1] Confartigianato, che questa mattina a [2] palazzo San Macuto alla Camera dei Deputati, ha presentato un pacchetto di misure economiche composto di 38 proposte, per combattere il momento economico negativo del Paese. [3] Il presidente degli artigiani, Giorgio Guerrini si è rivolto a "maggioranza e opposizione, affinché insieme ci aiutino a fronteggiare la crisi e a rilanciare la crescita e la competitività del Paese". Confartigianato e il mondo delle piccole imprese che è composto da 4,3 milioni di imprese, che dà lavoro a 11 mln e 300 mila persone e genera un valore aggiunto di 380 mld di euro - non chiedono aiuti, sconti o assistenzialismo, ma vogliono riforme tante volte annunciate, ma finora mai attuate. Quali? Guerrini davanti ai convegnisti ha spiegato: "Per semplificare l'attività d'impresa pensiamo alla nomina di un Commissario straordinario anti-burocrazia, delegato per la deregolazione e la semplificazione amministrativa". [4] Quindi 7 capitoli in cui si articolano le proposte di Confartigianato: credito e incentivi; misure per incentivare la domanda (in particolare una riserva di appalti per le Mpi, la riqualificazione del patrimonio edilizio pubblico, i servizi locali gestiti dalle Mpi, lo sviluppo della green economy che potrebbe dare lavoro ad oltre 1 mln di addetti, e il comparto della manutenzione dei veicoli); incentivi fiscali; misure per la crescita e la competività; misure per il sostegno del lavoro e l'occupazione; energia; istituzione dell'Agenzia per la piccola impresa (una proposta lanciata da Confartigianato al presidente del Consiglio nei mesi scorsi). Per ciascuno di questi capitoli gli artigiani propongono interventi finalizzati a potenziare strumenti già esistenti (come i consorzi fidi per favorire l'accesso al credito o misure che sciolgano il nodo dei pagamenti della Pa): "Si tratta ha detto il [5] segretario generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli di misure che per imprese sarebbero molto importanti. Basti pensare che la crisi del credito è già costata alle imprese 12,5 mld di euro e che i ritardi dei pagamenti della Pa costano alle nostre imprese 1,7 mld di oneri finanziari". Tra le proposte in materia fiscale Confratigianato chiede anche lo slittamento a novembre del pagamento delle imposte. "In questo caso ha aggiunto Fumagalli non chiediamo nessun regalo', ma un semplice differimento che avrebbe il vantaggio di lasciare liquidità alle imprese". Il presidente di Confartigianto ha concluso il suo ragionamento sottolineando che "queste proposte, che sono il frutto di chi in mezzo alle imprese vive tutti i giorni, servono per valorizzare le piccole imprese e quindi far ripartire l'economia". Prima di chiudere il convegno di Confartigianato è intervenuta la deputata Pd, [6] Maria Leddi Maiola, a nome dell'intergruppo parlamentare per il sostegno alle Pmi, che ha sostenuto l'importanza delle proposte di Confartigianato e per questo ha invitato i vertici dell'associazione ad un incontro con i parlamentari di tutti i gruppi per presentare il pacchetto economico anticrisi.

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Istituto Fellini e fito-depurazione", la risposta dell'assessore Santi alla Consigliera Pdl Angelotti (sezione: Burocrazia)

( da "Sestopotere.com" del 18-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Istituto Fellini e fito-depurazione", la risposta dell'assessore Santi alla Consigliera Pdl Angelotti (18/3/2009 15:27) | (Sesto Potere) - Rimini - 18 marzo 2009 - "Ciò che è apparso sui giornali in questi giorni riguardo gli interventi al polo scolastico di Riccione non sono “enfatici annunci”, come vorrebbe la consigliera del Pdl laura Angelotti, ma corrette informazioni ai cittadini sugli interventi, nemmeno previsti, ma in atto proprio in questi giorni. Si tratta dell?appalto dei lavori per l?ampliamento dell?Istituto alberghiero “Savioli”, per un investimento di 6milioni di euro (rendering in mostra al “Savioli”), e dello spostamento dell?Istituto d?arte “Fellini, per un investimento di 900mila euro. Riguardo alle risorse di 900mila euro reperite per il trasferimento dell?Istituto “Fellini” dal capitolo della fitodepurazione, in realtà non tolgono nulla in quanto si tratta di una semplice manovra di bilancio che rimodula risorse in base allo stato di avanzamento dei progetti. In pratica mentre per il Fellini c?è un progetto in corso di cantierizzazione per la fito-depurazione, come ho concordato con il collega Romagni, le risorse rimangono a disposizione, ma tarate alla tempistica di messa in esecuzione del progetto stesso, che vede anche un contributo regionale. La Consigliera Angelotti ha tuttavia ragione quando afferma che il trasferimento del Fellini non era previsto nel piano triennale e che ho dovuto proporre un emendamento a tambur battente per ottenere le risorse necessarie, pari a 900mila euro. Per fare un intervento ritenuto da tutti necessario ed improrogabile non ci si può pensare sopra per anni, i problemi vanno aggrediti e la burocrazia va sconfitta. Ringrazio perciò il Consiglio provinciale di avere approvato la variazione di bilancio proposta con l?emendamento della Giunta. In quanto alla situazione dell?edilizia scolastica ho di recente relazionato al Consiglio sulle condizioni, una ad una, delle scuole provinciali, rappresentando una situazione generale molto positiva, con l?eccezione dell?Istituto Fellini per il quale avevo detto anche in quella occasione, ricordo le parole precise: “…si tratta di una struttura garantita dal punto di vista della sicurezza, ma è anche la struttura più vecchia ed inadeguata delle nostre scuole provinciali, per la quale abbiamo già in previsione il trasferimento all?attuale scuola media Pascoli/Manfroni”. Poi l?emergenza topi dello scorso gennaio, dovuta all?abbandono dei locali della colonia Mater Dei da parte delle Suore, e quindi la decisione di intervenire tempestivamente per fare trovare la nuova situazione pronta per il prossimo settembre 2009. Tutto questo mi pare un esempio di efficienza e di buona amministrazione. Studenti ed insegnanti apprezzano, i cittadini giudicheranno."

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L'aggressione a B-XVI (sezione: Burocrazia)

( da "Foglio, Il" del 18-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

18 marzo 2009 L'aggressione a B-XVI Il disgustoso paradosso franco-tedesco L?aggressione a Benedetto XVI è sempre più incalzante, grossolana, astiosa, ben orchestrata mediaticamente e male argomentata razionalmente. Ieri è stata la volta di Francia, Germania e Fondo monetario internazionale. Con un linguaggio tronfio e censorio, portavoce di Parigi, di Berlino e del Fmi di Washington hanno messo sotto accusa il capo della chiesa cattolica per le sue opinioni ben documentate sull?inutilità sostanziale del preservativo come asse strategico della lotta contro la grave epidemia di Aids in Africa. Parliamo di burocrazie, naturalmente, non di popoli. Burocrazie e diplomazie che si mettono al servizio di piccole ma insidiose crociate ultrasecolariste contro un Papa che ha avuto la sfacciataggine, come il suo predecessore, di impugnare la ragione per affermare nello spazio pubblico europeo e mondiale il contenuto e il significato della fede cristiana, una fede che assume alcuni principi liberali del tempo moderno senza sottomettersi alla sua deriva nullista. E contro un Papa che ha avuto la sapienza di impugnare la ragione occidentale ovvero il deposito laico del migliore illuminismo cristiano nel momento in cui un postmodernismo banale delegittima la nozione di verità ed esorcizza la realtà anteponendole una falsa coscienza del soggetto, un?ideologia settaria e al fondo estremamente intollerante. Stavolta è in nome della difesa della vita che muovono all?attacco i portavoce istituzionali di una cultura i cui pilastri etici globali sono gli spermicidi, l?aborto moralmente indifferente, la pianificazione familiare coatta del sesso dei nascituri, la selezione eugenetica della vita e la sua riproduzione artificiale come mezzo a scopo di ricerca, fino all?eutanasia. Si lamentano perché Benedetto XVI ha riaffermato, nel corso del viaggio in Africa, la sua convinzione: non è con i profilattici che si combatte la pandemia dell?Aids. Questa convinzione, che alla luce del senso comune regge ogni possibile prova e verifica, dal momento che il preservativo è solo il viatico della promiscuità sessuale di massa alla quale risale la responsabilità del contagio, è notoriamente condivisa in Africa dalla grande maggioranza degli operatori sanitari e sociali, non solo nella vasta rete missionaria cattolica o cristiana di altre denominazioni, ma anche tra i laici. Tutti sanno quel che molti non si azzardano a ripetere in pubblico per timore di essere sanzionati e ostracizzati come eretici del pensiero unico dominante: tutti sanno, come ripreso in un lancio della Bbc appena due giorni fa, che il tasso di infezione di Washington D.C., la capitale americana che ospita quei lumaconi del Fondo monetario che avrebbero ben altro di cui occuparsi, è pari a quello dell?Uganda (il 3 per cento della popolazione sopra i dodici anni), dimostrazione palese che la differenza la fanno i comportamenti a rischio e non la disponibilità dei profilattici (disponibilità universale nella città di Washington). Tutti sanno o dovrebbero sapere che tra i neri maschi il tasso di infezione è tre volte quello dei maschi bianchi e due volte quello degli ispanici, e che il vettore di contagio ancora di gran lunga più potente è il sesso promiscuo tra maschi. La cultura politicamente corretta ha fatto dell?Aids un?epopea angelica, ha creato la malattia da adorare idolatricamente e da esorcizzare nella mistica della solidarietà, e tutto per nascondere il fatto che la sindrome da immunodeficienza acquisita è soltanto la conseguenza di comportamenti sociali nuovi e libertari, in cui una sessualità spregiudicata e avalutativa soppianta i vecchi condizionamenti “oscurantisti” della continenza e dell?amore-eros come basamento dell?agape familiare. Chiunque la pensi diversamente viene non già messo in discussione ma irriso e censurato come retrogrado, e figuriamoci il capo di una chiesa che alla difesa della vita umana dedica il massimo delle sue energie; figuriamoci un Papa che, scandalo e follia per il pansessualismo del neopaganesimo contemporaneo, crede nell?educazione, nella sobrietà dei costumi, in una sessualità umana orientata alla costruzione di significati vitali e non alla distruzione dell?amore nella caricatura del piacere.Con grandissima boria, con infinita presunzione, con un linguaggio moralmente ricattatorio, le burocrazie che stanno al vertice delle potenze civili della vecchia Europa e le nomenclature globaliste mettono sotto accusa il Papa, dall?alto della oscena pratica di un miliardo di aborti in trent?anni, per “attentato alla vita in Africa”. Un disgustoso paradosso.

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