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PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro
Novelli |
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DOSSIER “BUROCRAZIA” |
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"Troppa
burocrazia nel Piano regolatore"
( da "Stampa,
La" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: AMMINISTRAZIONE VUOLE CAMBIARE
"Troppa burocrazia nel Piano regolatore" A Coggiola
è partito il procedimento per la variante strutturale del piano regolato sulla
base del confronto tra Comune e residenti. «E' un passaggio in più che
rappresenta una vera e propria novità e che abbiamo voluto inserire proprio per
comprendere meglio le esigenze,
Errani
e Torreggiani: piccola e media impresa da sostenere
( da "Gazzetta
di Modena,La" del
18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la riduzione delle inefficienze del
sistema Paese: infrastrutture, sostegno al made in
Italy e burocrazia».
Modena può vantare da tempo diverse esperienze positive, come lo scalo merci di
Marzaglia, per il quale Camera di Commercio e
associazioni imprenditoriali costituiranno una società di progettazione e
gestione, in sinergia con la Camera reggiana.
In
Italia l'assegno d'oro scompare dal sito
( da "Corriere.it"
del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: intera prima linea della burocrazia
statale e dei principali enti locali erano ampiamente sopra quel tetto. Ma Villone e Salvi riuscirono comunque a far ingoiare il pillolone ai loro riluttanti colleghi della maggioranza. E
l'emendamento è passato. Con il decreto legge di giugno il governo Berlusconi
ha deciso di congelare il tetto,
Furlani
lascia ma diventa presidente onorario
( da "Arena,
L'" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: poter contare su un punto di
riferimento organizzato per districarsi in una burocrazia sempre più
farraginosa. Ma, come ha sottolineato il neo presidente onorario, «c'è ancora
tanto da lavorare per promuovere innovazione e qualità, le uniche armi per
vincere la sfida internazionale di una concorrenza agguerrita». Si preannuncia,
quindi, un compito impegnativo per il suo successore,
di
notte il quartiere è al buio da un anno
( da "Tirreno,
Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: «Ma i mesi sono ormai trascorsi
infruttuosamente - spiega Emanuel Ducci,
amministratore di uno dei condomini di via Messico - e non rimane che
rivolgersi alla stampa per cercare di sensibilizzare le autorità con la
speranza che non accadano incidenti a causa della burocrazia». Francesca Ferri
Piano casa:
<La Sardegna è pronta> ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: invalicabile muro di burocrazia e
invogliando i privati a dare una rinfrescata alle proprie abitazioni.
Volumetrie (in più) comprese. Venerdì scorso, il Piano casa ha incassato il via
libera di Regioni e Comuni, da venerdì prossimo i presidenti delle Regioni
saranno chiamati a decidere se adottare il Piano e soprattutto come
rimodellarlo sulle diverse esigenze del proprio territorio.
Pieve,
San Pietro Apostolo sarà salvato ( da "Provincia Pavese, La"
del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: affidandosi alla speranza che la
burocrazia non rallenti più di tanto l'erogazione di quel determinante
contributo». In effetti, i lavori alla parrocchiale sono partiti a tempo di
record. «Del resto - aggiunge don Massimo - non si
poteva attendere oltre. Era necessario correre ai ripari e mettere in sicurezza
la copertura centrale della parrocchiale e le relative cappelle laterali.
Salame
d'oca di Mortara tutelato per statuto
( da "Provincia
Pavese, La" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Una storia di ordinaria burocrazia
che dura da 4 anni: tanti sono infatti gli anni
necessari per avere il parere favorevole dal ministero, che qualche tempo fa ha
ribadito che le modifiche erano consone alla richiesta iniziale. La riunione
del consiglio del Consorzio, che si è riunito a inizio marzo, ha preso atto
dell'ulteriore passo fatto da Roma:
la
sla avanza, altri due malati
anche a camino ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia che circonda ogni
richiesta - dice Concilio -. Per la richiesta del "mytobii"
ci sono voluti mesi di moduli compilati, dichiarazione di medici, e
autocertificazioni». Anche le cose più semplici diventano complicate e
snervanti. Per richiedere un contributo sulla bolletta dell'energia elettrica
bisogna seguire una trafila complicata e spesso le famiglie lascino perdere
La
caserma bloccata dalla burocrazia
( da "Tribuna
di Treviso, La" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: sede terminata già da sei mesi ma
la mancanza di un semplice permesso crea un paradosso La caserma bloccata dalla
burocrazia Manca un'autorizzazione dell'agenzia del demanio: l'edificio resta
chiuso PAESE.
La burocrazia blocca la caserma dei carabinieri. La nuova struttura è pronta
ormai da settembre, ma un'autorizzazione dell'agenzia del demanio continua ad
impedirne l'apertura.
il
parco pubblico non ha vie d'accesso
( da "Nuova
Venezia, La" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: 2 per la burocrazia comunale), si
arricchisce di un nuovo particolare. Se solo una settimana fa il consiglio di
Municipalità di Chirignago aveva dato il via libera a
88.2 piazzando un paletto netto, ovvero la possibilità di iniziare a costruire
solo dopo la realizzazione di una nuova viabilità e del rispetto delle
indicazioni riguardanti l'
il
cimitero di campalto sarà ampliato
( da "Nuova
Venezia, La" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Campalto sarà ampliato Superato il problema
di burocrazia, cambieranno le fasce di rispetto La vicinanza di un deposito
militare ha impedito per 25 anni l'esatto censimento CAMPALTO. Il cimitero di Campalto verrà ampliato. Gli abitanti lo chiedono da anni
per avere la possibilità di seppellire i propri cari vicino
casa, senza dover per forza optare per un camposanto più lontano,
tempi
brevi per il recupero di fertilia - gianni olandi ( da "Nuova Sardegna, La"
del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazio pubblica. Il sindaco Marco Tedde lo esclude categoricamente. «Su
questa partita non intendiamo perdere tempo, ci rendiamo conto dell'attualità
dell'intervento e siamo convinti delle serie prospettive di sviluppo che
contiene. Ritengo - sostiene Marco Tedde - che
qualche settimana sia necessaria per una valutazione approfondita delle
proposte pervenute in Comune ma ritengo
partono
i lavori per i nuovi marciapiedi in viale europa
( da "Centro,
Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Per accorciare i tempi della burocrazia,
quindi, è stato l'assessore Tereo de Landerset ad andare a L'Aquila per prendere il nulla-osta e
dare il via ai lavori senza aspettare il passaggio all'ufficio Protocollo.
«L'attività amministrativa è in fermento, non è vero che non si fa niente», ha
affermato, rispondendo alle critiche piovute sull'amministrazione.
Brescia
capitale dell'acciaio rilancia la sfida ( da "Giornale di Brescia"
del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia ostacolino in questo
momento lo sviluppo del territorio. Dobbiamo ridare fiato all'intero tessuto
imprenditoriale italiano, soprattutto alle piccole e medie imprese. Con la
concretezza che contraddistingue gli imprenditori bresciani, di certo non
mancheremo di fare la nostra parte, consapevoli del fatto che solo con uno
sforzo condiviso da parte di tutti gli attori in
lorenzini
eletto nuovo presidente della zona pistoiese
( da "Tirreno,
Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: snellimento della burocrazia
(ovvero facilitare i processi normativi nel concedere nulla osta per
l'occupazione del suolo pubblico, installazione di insegne, produzione di
energia in proprio, permessi, autorizzazioni e certificazioni necessarie per lo
svolgimento della propria attività);
Edilizia:
ritardi insostenibili ( da "Tempo, Il"
del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La burocrazia non può bloccare un
settore vitale come l'edilizia. «Per quanto riguarda il Comune di Pescara -
questo è l'appello di Volpe - ci auguriamo che chi aspira a governare la città
nella prossima legislatura voglia affrontare il problema: se l'edilizia è ferma
ci perdono tutti».
Tursi
riduce in segaturale falegnamerie del centro
( da "Secolo
XIX, Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ma si è scontrato con la burocrazia
genovese. «Sono in regola sia con l'Inps sia con
l'Inail. Fatturo sedicimila euro l'anno e pago le tasse. Ma per il Comune di
Genova sono un clandestino». Secondo il regolamento comunale ogni "nuova
attività di falegnameria può essere installata (soltanto) in zona definita dal
Piano urbanistico comunale come Industria e Artigianato"
Con
l'Alcli contro leucemie e tumori
( da "Tempo,
Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: «Siamo partiti tre anni fa con il
progetto, ma la burocrazia e le difficoltà d'esproprio del terreno (proprio
dietro l'ospedale de' Lellis ndr), ci hanno
rallentato moltissimo – critica la Proietti - Ora dovremmo aver superato gli
scogli più duri e abbiamo la speranza di riuscire ad aprire a fine 2010».
bocciato
il piano casa del governo. avrà pochi effetti
( da "Tirreno,
Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Servono meno burocrazia e l'aiuto
delle banche» PRATO. L'idea del Governo Berlusconi di
risollevare l'economia del settore edile con un via libera alla possibilità di
ampliare le proprie case rischia di risolversi in una bolla mediatica. Almeno
in Toscana, dove esiste già una disciplina urbanistica che non lascia molto
spazio a libere interpretazioni.
L'ecatombe
senza fine dei bagagli smarriti ( da "Stampa, La"
del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: errori e approssimazioni e
aggiungendoci anche inutili e umilianti stoccate di burocrazia. Piccola
consolazione: tante vittime si sono scoperte involontarie protagoniste di
storie tragicomiche, buone da essere raccontate e ri-raccontate.
Trasformandosi, così, da tapini in mini-eroi. E' bene sapere - per chi non se
ne fosse ancora accorto - che le compagnie sono sempre più spilorce.
Agricoltura
e truffe all'Ue Castelli chiede chiarimenti
( da "Resto
del Carlino, Il (Ascoli)" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Perché tutto ciò possa accadere è
necessario che si radichi un meccanismo di fiducia nel sistema delle incentivazione al settore agricolo. Una fiducia che
potrebbe essere menomata dalla (ancora) diffusa illegalità che sembra permeare
parte della burocrazia».
Un
grande cantiere a Pescara: la crisi del mattone danneggia l'economia cittadina,
colpa ... ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)"
del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Mercoledì 18 Marzo
2009 Chiudi Un grande cantiere a Pescara: la crisi del mattone danneggia
l'economia cittadina, colpa anche della burocrazia negli uffici
Troppi
casi di omonimia Soprannome anche in banca
( da "Giorno,
Il (Como)" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Anche nei documenti custoditi
all'anagrafe del Comune di Bellagio il nome e il
cognome dei residenti spesso sono seguiti da «detto Frisa», oppure magari
«detto Mion». Le banche ed altri istituti che devono
fare i conti con la burocrazia, hanno dovuto accettare i soprannomi accanto ai
cognomi.
Cambiale
federalista ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: tasse e burocrazie. Certamente
mancano passione e consapevolezza che, comunque, si volta pagina.Il nuovo assetto scivola nella routine. Dovrebbe
essere una rivoluzione da condividere. Si configura come una cambiale da
pagare. • I radicali e le pensioni Gli obiettivi proposti da Alberto Alesina sul Sole 24 Ore del 14 marzo in merito alla riforma
delle pensioni attraverso l'
Patente
e rinnovo: <Mesi d'attesa per una visita>
( da "Resto
del Carlino, Il (Rovigo)" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: come il fatto banale,
ma significativo, che nemmeno si razionalizzino le code d'accesso con
una numerazione. La mobilità, spostarsi, è una necessità in una società come la
nostra e credo che renderlo agevole fin dal disbrigo della burocrazia in modo
celere sia fondamentale». Image:
20090318/foto/10442.jpg
CONTINUANO
le schermaglie tra l'Italia dei Valori e il Partito...
( da "Resto
del Carlino, Il (Rovigo)" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ma forse qualcuno pensava che si
potesse fare a meno delle regole, pensava che bastasse essere amico del padrino
politico di turno per godere di facilitazioni. Mi spiace, ma io ho sempre
creduto che la trasparenza delle regole chiare ed uguali per tutti sia l'unica
garanzia per la gestione limpida di ciò che appartiene a tuttiAltro che burocrazia!». a.p.
CARRARA
E' L'ANNO TER... ( da "Nazione, La (Massa - Carrara)"
del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: di tutto quello che è burocrazia
come la concessione di licenze e «dia», oltre all'attivazione di sgravi e
sconti per esempio nell'occupazione del suolo pubblico e dei ponteggi, al
blocco di tutte quelle che sono le imposte, dirette ed indirette. Ma la chiave
di volta sarebbero, a parere di Cna, i centri storici
e i borghi della Lunigiana,
DATO
stabile per le imprese artigiane nel circondario, nonostante la crisi e la s...
( da "Resto
del Carlino, Il (Imola)" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: leggi di settore e burocrazia
oppressiva, concorrenza a volte purtroppo sleale, una sempre elevata pressione
fiscale e risorse economiche insufficienti». Nei comuni del circondario però ci
sono andamenti diversificati che vedono in leggera flessione Castel San Pietro, che registra 747 imprese contro le 753
dell'anno precedente,
Eliminare
la burocrazia è l'obiettivo delle Pmi
( da "Corriere
del Veneto" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: sezione: PRIMAPAGINA - data:
2009-03-18 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE
L'intervento Eliminare la burocrazia è l'obiettivo delle Pmi
di ALESSANDRA PEGORER Il forte appello della Presidente Emma Marcegaglia dalle
assise delle Pmi di Palermo per sostegni immediati
alle piccole e medie imprese è il segnale che... A PAGINA 14
Semplificare
la burocrazia è l'obiettivo delle Pmi
( da "Corriere
del Veneto" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: REDAZIONALE L'intervento
Semplificare la burocrazia è l'obiettivo delle Pmi di
ALESSANDRA PEGORER I l forte appello della Presidente
Emma Marcegaglia dalle assise delle Pmi di Palermo
per sostegni immediati alle piccole e medie imprese è il segnale che
Confindustria ha ascoltato e fatto proprie le esigenze delle nostre aziende.
I
sindacati: <Misure anti-crisi inadeguate>
( da "Corriere
Alto Adige" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia BOLZANO — «In una fase
di recessione come questa è quantomeno immorale stanziare ben 220 milioni di
euro per l'aumento di capitale della Sel e non
pensare invece alle aziende in crisi e ai lavoratori in difficoltà». Con queste
parole Michele Buonerba della Cisl invita la
Provincia a rivedere alcuni articoli della legge finanziaria per migliorare le
misure anticrisi.
DOPO
anni passati tra uffici e tribunali per dimostrare le sue ragioni, finalment... ( da "Nazione, La (Pistoia)"
del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ha vinto la sua battaglia con la
burocrazia. «Finalmente ho ricevuto una lettera che annuncia l'annullamento del
contenzioso dall'Agenzia delle entrate locale racconta .
Mi è stato sbloccato il fermo amministrativo che era stato posto sull'auto e le
pratiche per annullare l'ipoteca sulla casa sono in fase di attuazione.
Natale
Rigotti: per noi c'è futuro
( da "Corriere
Alto Adige" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ha aggiunto: «Parleremo solo di
costi e di come riuscire a migliorare riducendoli. Una grossa mano sarebbe per noi la
riduzione del costo dei servizi come luce, acqua, gasolio, e del costo della
burocrazia, e soprattutto dell'Ici che non comprendiamo come mai siamo rimasti
quasi i soli a pagarla». E. C.
Lorenzini
nuovo presidente della Confesercenti Priorità: meno
burocrazia, tariffe, centro storico
( da "Nazione,
La (Pistoia)" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: meno burocrazia, tariffe, centro
storico COMMERCIO ELEZIONE DEGLI ORGANI DIRIGENTI COMUNALI LE IMPRESE associate
alla Confesercenti del comune hanno eletto Pierluigi Lorenzini quale presidente di zona. Al suo fianco, nel
gruppo dirigente, troviamo Alessandro Olmi, Maurizio Niccolai,
Marzio Luchetti, Moreno Beccaccini ed Edoardo
Ottaviano.
L'AGRICOLTURA
sta diventando una specie' in via d&#...
( da "Resto
del Carlino, Il (Bologna)" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: crisi e burocrazia: tre temi su cui
Cia, Confagricotura e Copagri
chiedono risposte alla Provincia. «Se non arriveranno promettono seguiranno presto sul
territorio manifestazioni di protesta». E' l'avvertimento che le tre
organizzazioni lanciano alla vigilia di un incontro che avranno oggi con la
presidente di Palazzo Malvezzi,
Il
blocco dei fondi affossa l'edilizia
( da "Sole
24 Ore, Il (Sud)" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Termini Imerese
PAGINA A CURA DI Gioia Sgarlata
Quasi 7 miliardi bloccati dalla burocrazia e dalla politica. Sei miliardi e
mezzo solo per le grandi opere, secondo i calcoli della Fillea,
il sindacato degli edili della Cgil. Poco meno di un miliardo ( 750 milioni di
euro) se si guarda all'elenco di opere medio – piccole e immediatamente cantierabili stilato dall'Ance Sicilia.
A
rischio l'avvio della stagione turistica
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: LA BUROCRAZIA Ma nell'uovo pasquale
potrebbero nascondersi amare sorprese per tutti gli operatori stagionali di Dorgali e Cala Gonone nel rinnovo
delle licenze che passeranno per lo Sportello Suap. «Contrariamente a quanto è stato pubblicizzato - afferma
Salvatore Mele - sarà impossibile rilasciare contestualmente in venti giorni
tutte le autorizzazioni necessarie.
Un
tesoretto-beffa di mezzo miliardo
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: bloccati per mille motivi nelle
tortuose vie della burocrazia. LE RISORSE «Nessuna filosofia keynesiana in
salsa provinciale», precisa Deriu, seduto accanto
sindaco di Nuoro Mario Zidda e al presidente della
Camera di commercio Romolo Pisano. Nella platea non mancano le assenze, a
iniziare dal sindaco di Macomer, terzo Comune della provincia, che diserta
l'incontro.
Banca
Caritas: cuore a interessi zero ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ma di un prestito fatto di
collaborazione senza eccessiva burocrazia, con rapporto interpersonale. Il
prestito dovrà essere restituito con un numero di rate che sarà concordato, e
mano a mano che i soldi rientrano nel fondo si potrà far fronte, con lo stesso
sistema, alle necessità di altre persone che potranno fruirne senza pagare
alcun interesse».
Banchina
inagibile, il carbonile resta dov'è
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: L'Enel ha comunicato di avere in
progetto lo spostamento del deposito in un'area vicina alla nuova banchina, ma
che questo non potrà essere realizzato perché serve il dragaggio del porto. «È
vergognoso che la burocrazia blocchi opere fondamentali anche per migliorare
l'ambiente e la salute», dice Angelo Cremone. (a. s.)
edilizia
bloccata, colpa dei permessi lumaca
( da "Centro,
Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: risorse deve permettere ai privati
di lavorare e snellire la burocrazia». Con i permessi fermi «vengono lesi i
diritti dei consumatori», aggiunge Franco Leone (Federconsumatori) che parla di
un «crollo dei mutui del 132 per cento, in Abruzzo». Pescara «vive di edilizia
e rimettendola in moto si risolleva l'economia», dicono Camillo Antonucci (Cisl) e Bruno Santori
(Confesercenti),
È
la camorra il nuovo terrorismo ( da "Repubblica.it"
del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: privo però di burocrazia e
d'intermediari che sono la piaga dello Stato legale. L'inefficienza delle
politiche occupazionali, della sanità, ecc; non possono che creare sfiducia
negli abitanti dei nostri paesi; un preoccupato senso di rischio che si va
facendo più forte ogni giorno che passa, l'inadeguata tutela dei legittimi
interessi e diritti dei liberi cittadini;
L'ecatombe
dei bagagli smarriti ( da "Stampaweb, La"
del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: errori e approssimazioni e
aggiungendoci anche inutili e umilianti stoccate di burocrazia. Piccola
consolazione: tante vittime si sono scoperte involontarie protagoniste di
storie tragicomiche, buone da essere raccontate e ri-raccontate.
Trasformandosi, così, da tapini in mini-eroi. E? bene
sapere - per chi non se ne fosse ancora accorto - che le compagnie sono sempre
più spilorce.
stranieri
senza permesso per colpa della burocrazia
( da "Repubblica,
La" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: impiegati di dieci anni fa
Stranieri senza permesso per colpa della burocrazia La città «epicentro del
fenomeno immigratorio», con circa 300mila stranieri, il triplo della media
nazionale, è al 95esimo posto tra le province per efficienza nel rilascio dei
nulla osta. Prefettura, questura e Comune hanno oggi gli stessi dipendenti
impegnati negli uffici Immigrazione di dieci anni fa,
è
la camorra il nuovo terrorismo - don giuseppe diana
( da "Repubblica,
La" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: privo però di burocrazia e
d´intermediari che sono la piaga dello Stato legale. L´inefficienza delle
politiche occupazionali, della sanità, ecc; non possono che creare sfiducia
negli abitanti dei nostri paesi; un preoccupato senso di rischio che si va
facendo più forte ogni giorno che passa, l´inadeguata tutela dei legittimi
interessi e diritti dei liberi cittadini;
(ACR)
MOLLICA SUL TURISMO BALNEARE ( da "Basilicanet.it"
del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: nei fatti e nella realtà tutto ciò² viene smentito dalla burocrazia o, peggio, da una
sorta di occulta volontà politica che sembra tarpare le ali al settore del
turismo balneare, ancora in crescita e che, con gli strumenti giusti, potrebbe
far crescere lâ??intera regioneâ?. â??Bisogna infatti considerare â?
Quando
non tutte le crisi vengono per nuocere pag.2
( da "Trend-online"
del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ha solo bisogno di meno burocrazia,
di una maggiore solidità patrimoniale, sostenuta anche da istituzioni
finanziarie all?altezza, e di un management formato
in università dove si insegni a guardare la realtà, che non si può certo creare
in laboratorio ma solo servire.
Un
nuovo modello contro la crisi ( da "Denaro, Il"
del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: vogliono libertà: meno vincoli con
la burocrazia, più spazio alla contrattazione decentrata, taglio di tassazioni
inique. In
secondo luogo, il 73 per cento delle Pmi è aperto al
confronto con dipendenti e collaboratori e il 95 per cento sente fortemente la
coincidenza fra interessi dei lavoratori e interessi dell'imprenditore.
Cinque
reati in un colpo soloundici mesi a Salvatore Strano
( da "Sicilia,
La" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la burocrazia impiega oltre due
anni per realizzare un accesso all'ambulatorio. I ritardi sono stati oggetto di
critica da parte del consigliere socialista Paolo Mandracchia,
autore di diverse interrogazioni con cui metteva il risalto il problema e
sollecitava l'amministrazione comunale a realizzare in tempi decenti l'ingresso
laterale al mattatoio.
L'obesità
infantile<Male da prevenire>
( da "Sicilia,
La" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: estenuante burocrazia elettorale e
dalle pesanti critiche che la nomina accompagna. Rimangono aspiranti alla
carica di difensore della comunità civica dinnanzi ai cavilli e alle sperequazione dei "bureau" gli avvocati
Enrico Di Martino e Daniele Scrofani e il sociologo
Giovanni Lucifora, con un passato in tasca anche da
ex sindaco della città.
L'Ascom chiede più trasparenza al Comune: Ci sono venti
autorizzazioni ancora giacenti ( da "Gazzettino, Il (Venezia)"
del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: insorge una parte consistente dei
trasportatori acquei, che si sentono sempre più vessati dalla burocrazia e da
interpretazioni restrittive delle norme. Dopo un gruppo di operatori
indipendenti che da tempo chiedono al Comune di mettere in circolo la ventina
di autorizzazioni al trasporto conto tersi mai
assegnate, interviene anche l'Ascom.
Il
sistema del welfare italiano è insufficiente, la burocrazia è un impedimento insormonta...
( da "Gazzettino,
Il (Venezia)" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Il sistema del welfare italiano è
insufficiente, la burocrazia è un impedimento insormontabile e la tanto
agognata semplificazione amministrativa resta una chimera. Più che una tirata
d'orecchie, quello della Confederazione Italiana Agricoltori della provincia di
Venezia è un vero e proprio affondo.
Come
succede spesso da noi, i problemi diventato in fretta emergenze e non si sa
più... ( da "Gazzettino, Il"
del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Abbiamo una burocrazia folle che
distingue mille rivoli, ma quando deve attribuire responsabilità è grottesca
nella sua essenzialità: ai matti e ai cani randagi deve pensarci il sindaco! Gli strumenti sono assurdamente
gli stessi. Esiste una popolazione canina randagia attorno alle città, non ha
niente a che vedere con gli animali domestici.
NANDO
SANTONASTASO UN FONDO DI GARANZIA DA 1,3 MILIARDI PER
LE PMI: SODDISFATTO PRESIDENTE? &#...
( da "Mattino,
Il (Benevento)" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ma se dovessimo aspettare tutta la
burocrazia europea i soldi arriverebbero quando ormai sarà troppo tardi». Non
c'è troppo pessimismo, presidente? «Altro che. La
verità è che ormai l'Italia è rimasta scottata dalla crisi. E oggi c'è
un'Italia a due marce, con quella delle piccole aziende, la fascia del 96%
appunto, che continua a chiedere,
Più
ossigeno alle Pmi: la terapia d'urto degli artigiani
contro la crisi ( da "Panorama.it"
del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: impresa pensiamo alla nomina di un
Commissario straordinario anti-burocrazia, delegato per la deregolazione
e la semplificazione amministrativa". [4] Quindi 7 capitoli in
cui si articolano le proposte di Confartigianato: credito e incentivi; misure
per incentivare la domanda (in particolare una riserva di appalti per le Mpi, la riqualificazione del patrimonio edilizio pubblico,
Istituto
Fellini e fito-depurazione", la risposta dell'assessore
Santi alla Consigliera Pdl Angelotti
( da "Sestopotere.com"
del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: problemi vanno aggrediti e la
burocrazia va sconfitta. Ringrazio perciò il Consiglio provinciale di avere
approvato la variazione di bilancio proposta con l?emendamento della Giunta. In
quanto alla situazione dell?edilizia scolastica ho di
recente relazionato al Consiglio sulle condizioni, una ad una, delle scuole
provinciali, rappresentando una situazione generale molto
positiva,
L'aggressione
a B-XVI ( da "Foglio, Il"
del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Parliamo di burocrazie,
naturalmente, non di popoli. Burocrazie e diplomazie che si mettono al servizio
di piccole ma insidiose crociate ultrasecolariste
contro un Papa che ha avuto la sfacciataggine, come il suo predecessore, di
impugnare la ragione per affermare nello spazio pubblico europeo e mondiale il
contenuto e il significato della fede cristiana,
( da "Stampa,
La" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
COGGIOLA. L'AMMINISTRAZIONE
VUOLE CAMBIARE "Troppa burocrazia nel Piano regolatore" A Coggiola
è partito il procedimento per la variante strutturale del piano regolato sulla
base del confronto tra Comune e residenti. «E' un
passaggio in più che rappresenta una vera e propria novità e che abbiamo voluto
inserire proprio per comprendere meglio le esigenze, un modo per andare
incontro alla popolazione - spiega l'assessore ai lavori pubblici Vanni Capri
-. Sono giunte oltre una ventina di domande che saranno prese in considerazione
e, se conformi alle direttive, saranno inserite tra le linee guida del
documento». L'obiettivo è chiaro: dare risposte a un paese che negli ultimi
anni ha fatto segnare un passo indietro sul numero di abitanti. I dati
dell'andamento della popolazione negli ultimi anni parlano chiaro: nel 1991 Coggiola aveva 2579 abitanti e in 17 anni ne ha persi
( da "Gazzetta
di Modena,La" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Errani e Torreggiani:
piccola e media impresa da sostenere MODENA. «C'è un
problema in questo Paese: le politiche nazionali non "vedono" la
piccola e media impresa. Al contrario di quello che abbiamo messo in atto con
il tavolo delle forze economiche e sociali in regione». Il presidente regionale
Vasco Errani ha delineato questo scenario intervenendo ieri alla seduta
straordinaria del consiglio della Camera di Commercio di Modena. L'incontro è
stato caratterizzato da un confronto fra gli imprenditori e il presidente della
Giunta regionale sul tema della crisi dei mercati. «Chiediamo al presidente
Errani di farsi maestro d'orchestra, di coordinare con la Camera gli interventi
del pubblico utili a sostegno delle imprese», ha sottolineato Maurizio Torreggiani, presidente della Camera. Nel suo intervento
introduttivo, il presidente della Camera di Commercio Maurizio Torreggiani aveva illustrato i dati più recenti relativi
alla situazione economica della provincia di Modena in relazione alla grave
crisi in atto. Torreggiani ha anche evidenziato
alcune possibili soluzioni per fronteggiare la crisi, partendo
dall'indispensabile potenziamento degli interventi finalizzati a radicare
ulteriormente sul territorio le conoscenze che ne hanno permesso lo sviluppo.
«Ciò che serve - ha detto Torreggiani - per
rafforzare la competitività di tutto il sistema è l'innalzamento del capitale
tecnologico quale motore della crescita, l'incentivazione del processo di
internazionalizzazione delle imprese, la riduzione delle
inefficienze del sistema Paese: infrastrutture, sostegno al made
in Italy e burocrazia».
Modena può vantare da tempo diverse esperienze positive, come lo scalo merci di
Marzaglia, per il quale Camera di Commercio e
associazioni imprenditoriali costituiranno una società di progettazione e
gestione, in sinergia con la Camera reggiana. Alla relazione di Torreggiani è seguito un dibattito e in conclusione il
presidente regionale Vasco Errani ha precisato che le azioni per fronteggiare
la congiuntura economica richiedono interventi urgenti unitamente ad altri a
carattere più strutturale. Sotto il primo profilo il presidente Errani ha
illustrato quali sono i programmi che la Regione Emilia Romagna sta attuando, a
cominciare dalla previsione, per il 2009, di un aumento degli investimenti del
10%, poi lo stanziamento di ingenti risorse sui temi dell'innovazione e della
ricerca, dell'internazionalizzazione e della formazione. Sul tema del credito
Errani ha inoltre sottolineato come la Regione Emilia Romagna sia intervenuta
con oltre 60 milioni di Euro nel rapporto con i Confidi, attuando anche azioni
per fluidificare il rapporto con il sistema bancario. Sempre
con riferimento ai problemi della liquidità delle imprese, Errani si è
soffermato sulla questione dei pagamenti del settore pubblico alle imprese
private, sottolineando che l'erogazione, da parte della Regione, di oltre 180
milioni di "anticipi'' alle aziende per cercare di compensare gli effetti
dei ritardi dei pagamenti a queste ultime, sottolineando come al riguardo
sarebbe comunque necessario definire una strategia comune tra tutti soggetti
coinvolti. Sull'incontro è intervenuto con una nota Andrea Leoni,
consigliere regionale del Pdl: «Errani
gioca al massacro - ha detto Leoni - Predica bene e razzola male. Faccia la sua
parte pagando i debiti della Regione con le imprese».
( da "Corriere.it" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Società pubbliche|In
attesa delle regole sul tetto agli stipendi, I casi Fincantieri e Anas In
Italia l'assegno d'oro scompare dal sito Il tetto agli stipendi nessuno lo
vuole Ma nessuno ha il coraggio di dirlo apertamente ROMA Il Carroccio ha
rovesciato sul decreto per gli incentivi alle imprese una valanga di 115
emendamenti. In mezzo, il più peloso di tutti: il tetto agli stipendi dei
manager pubblici. Se passerà, nessuno di loro potrà guadagnare più di quanto
guadagna un parlamentare. Anche ai banchieri i leghisti vorrebbero imporre
provocatoriamente il limite di 350 mila euro l'anno. C'è solo un dettaglio. Il
tetto c'era già, ma uno dei primi atti del governo di cui la Lega Nord è un
pilastro decisivo, è stato metterlo in frigorifero. Ricordate la storia? I
senatori della sinistra Massimo Villone e Cesare
Salvi presentarono un emendamento all'ultima finanziaria di Romano Prodi che
imponeva agli stipendi di tutti i dipendenti pubblici, manager aziendali
compresi, un limite massimo pari alla retribuzione del primo presidente della
Corte di Cassazione. In cifre, 289 mila euro. L'emendamento provocò feroci mal
di pancia. Praticamente tutti i manager pubblici e l'intera
prima linea della burocrazia statale e dei principali enti locali erano ampiamente sopra quel
tetto. Ma Villone e Salvi riuscirono comunque a far
ingoiare il pillolone ai loro riluttanti colleghi
della maggioranza. E l'emendamento è passato. Con il decreto legge di giugno il
governo Berlusconi ha deciso di congelare il tetto, per la soddisfazione
di molti. Ma soltanto per tre mesi. Giusto il tempo per fare un Dpr con cui il ministro della Funzione pubblica Renato
Brunetta di concerto con il suo collega dell'Economia Giulio Tremonti avrebbero
dovuto stabilire a chi e in che modo applicare il limite. Ma al 31 ottobre
2008, data fissata per la sua emanazione, di quel provvedimento nemmeno
l'ombra. L'offensiva contro i fannulloni aveva assorbito le energie della
Funzione pubblica, che prometteva comunque di risolvere il problema entro fine
anno. I mesi però sono passati invano e si è arrivati a metà marzo, per avere
notizia che solo nelle scorse settimane è stato costituito un gruppo di lavoro
misto fra gli esperti di Brunetta e quelli di Tremonti per venire a capo della
questione. Una faccenda che però a quanto pare è piuttosto complicata per le
spinte e le controspinte: che cosa si può cumulare, quali redditi si possono
escludere dal calcolo, chi deve controllare. Fatto sta che non si sa quando il
regolamento sarà emanato. Inutile girarci intorno. Il tetto agli stipendi
nessuno lo vuole, come dimostrano anche i tentativi di aggirare anche in sede
locale le disposizioni tese a calmierare le indennità degli amministratori
delle municipalizzate. Ma nessuno ha il coraggio di dirlo apertamente.
Soprattutto, come si può pretendere di far decidere le dimensioni della
tagliola a chi ne dovrà essere vittima? Senza considerare un clamoroso effetto
collaterale. Diverse imprese pubbliche hanno interpretato il congelamento del
tetto come l'autorizzazione a congelare anche la trasparenza. Da alcuni siti internet aziendali sono spariti gli elenchi dei
consulenti e i relativi compensi. Un paio di casi per tutti, quelli della
Fincantieri e dell'Anas. Questa la spiegazione fornita dalla società delle
strade: «Per la pubblicazione di tali dati l'Anas è in
attesa dell'apposito decreto, così come stabilito dalla legge 129/08 del 2
agosto 2008 che converte in legge il decreto legge 97 del 3 giugno 2008. Al
momento l'Anas, come tutte le altre società pubbliche, è tenuta a pubblicare
sul sito internet solo gli incarichi, non rientranti nei contratti d'opera,
superiori a 289.984 euro». Quanti? Uno: quello del presidente Pietro Ciucci.
750 mila euro l'anno, compresa la parte variabile
dello stipendio. Sergio Rizzo stampa |
( da "Arena,
L'" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Mercoledì 18 Marzo 2009 PROVINCIA
Pagina 30 APINDUSTRIA Furlani lascia ma diventa
presidente onorario Apindustria Legnago rinnova il
suo direttivo e congeda Pierino Furlani, rimasto per
12 anni al timone dell'Associazione piccole e medie imprese della Bassa,
nominandolo presidente onorario. L'assemblea territoriale - ospitata nei giorni
scorsi al castello di Bevilacqua dove si sono date appuntamento 80 delle 430
aziende associate - ha gettato le basi per nominare i nuovi vertici operativi
del mandamento della Pianura veronese. E, per l'occasione, ha tributato
all'unanimità un omaggio all'imprenditore di Minerbe,
che nel corso del suo lungo mandato ha permesso ad Apindustria
di rafforzarsi e di coinvolgere attivamente un maggior numero di soci. Furlani - oltre ad aver tagliato nel 2003 il nastro del
centro direzionale ospitato in via del Pontiere - solo nell'ultimo triennio ha
favorito, infatti, l'adesione di altre 120 imprese consentendo all'associazione
di superare i 10mila addetti rappresentati. Un ruolo strategico, quindi, il suo
che ha dato l'opportunità a molte aziende di confrontarsi e di poter contare su un punto di riferimento organizzato per
districarsi in una burocrazia sempre più farraginosa. Ma, come ha sottolineato il neo
presidente onorario, «c'è ancora tanto da lavorare per promuovere innovazione e
qualità, le uniche armi per vincere la sfida internazionale di una concorrenza
agguerrita». Si preannuncia, quindi, un compito impegnativo per il suo
successore, che sarà designato entro la fine di aprile con i delegati
comunali dal consiglio direttivo di cui fanno parte 28 imprenditori. S.N.
( da "Tirreno,
Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 1 - Grosseto Di notte il
quartiere è al buio da un anno Cento famiglie sono costrette a rientrare a casa
entro le sette ogni giorno I residenti della zona sono esasperati: le vie
intorno sono molto trafficate e di sera c'è sempre il rischio incidenti
GROSSETO. Coprifuoco al tramonto. Succede a Grosseto e per giunta in uno dei
quartieri nuovi di zecca della città, quello di via Messico, traversa di via
Senese, dove da circa un anno abitano un centinaio di famiglie. «La zona è
completamente al buio dall'inizio dell'anno - spiega uno degli inquilini delle
nuove case - e quando tramonta il sole noi abitanti abbiamo paura». Paura che
con il buio qualche malintenzionato possa approfittarne, ma anche paura che, a
visibilità zero, possa succedere qualche incidente, basta una distrazione certe
volte per fare un incidente. «La zona è molto
trafficata - spiega l'uomo - con tutto il traffico della Senese, i continui
movimenti intorno alla caserma del Savoia Cavalleria, l'ospedale e lo svincolo
di accesso alla città. E in più c'è la pista ciclabile, dove è pericolosissimo
avventurarsi quando è buio, perché si è completamente invisibili alle auto. Per
questo molti degli abitanti di questo quartiere rientrano a casa al massimo alle
sette di sera e poi non si muovono da casa fino all'alba, quando con la luce
del sole si torna a vedere». Anche sul tratto di Senese in prossimità di via
Messico, infatti, i lampioni sono spenti; chi dal centro cittadino deve
svoltare nella traversa per raggiungere casa a volte è costretto a rimanere con
l'auto ferma nel centro della carreggiata in attesa che le macchine in
direzione opposta siano passate. «Presto costruiranno un rondò - spiega
l'abitante della via - ma per ora la situazione è questa e di notte, quando è
buio, la manovra diventa molto pericolosa». L'impianto di illuminazione c'è ed
è funzionante; la luce artificiale della zona è stata garantita da marzo 2008
fino allo scorso gennaio dalla ditta di costruzioni che ha realizzato gli appartamenti.
Ma la somministrazione di energia elettrica è stata sospesa all'inizio
dell'anno in attesa che il servizio venga preso in carico dal Comune. «Ma i mesi sono ormai trascorsi infruttuosamente - spiega Emanuel Ducci, amministratore di
uno dei condomini di via Messico - e non rimane che rivolgersi alla stampa per
cercare di sensibilizzare le autorità con la speranza che non accadano
incidenti a causa della burocrazia». Francesca Ferri
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Primo Piano
Pagina 103 Piano casa: «La Sardegna è pronta» Cappellacci: così riparte
l'edilizia. E
l'ambiente sarà rispettato --> Cappellacci: così riparte l'edilizia. E
l'ambiente sarà rispettato Il presidente della Giunta: pronti a recepire il
Piano casa del Governo, nel rispetto dell'ambiente. La crisi è una morsa che
minaccia il Paese. E al grido di «l'economia deve ripartire», il presidente del
Consiglio Silvio Berlusconi ha innalzato il cartello di Lavori in corso , lanciando il Piano casa nazionale. Nei prossimi giorni il
progetto passerà l'esame del Consiglio dei ministri,
ma già si conoscono obiettivi e dettagli. Un piano di ?ricostruzione?, nel senso tecnico del termine, pensato per rimettere in
moto l'economia nazionale, abbattendo un invalicabile muro
di burocrazia e invogliando
i privati a dare una rinfrescata alle proprie abitazioni. Volumetrie (in più)
comprese. Venerdì scorso, il Piano casa ha incassato il via libera di Regioni e
Comuni, da venerdì prossimo i presidenti delle Regioni saranno chiamati a
decidere se adottare il Piano e soprattutto come rimodellarlo sulle diverse
esigenze del proprio territorio. Come, dove e quanto poter ricostruire, i cittadini vogliono sapere soprattutto questo.
Nel suo editoriale di domenica scorsa, il direttore de L'Unione Sarda ha
rilanciato il tema, sottolineando «le enormi possibilità di sviluppo» del Piano
casa del Governo: «l'edilizia permette di creare posti di lavoro con
investimenti di capitale per addetto più basso rispetto a qualsiasi altra
attività», ma questo rilancio «può concretizzarsi solo se si coniuga con la
tutela del territorio». E un consiglio alla nuova Giunta: «Questa opportunità
deve essere ripresa dalla Regione, che deve adattare il Piano alle esigenze
della Sardegna, favorendo l'abbellimento di città e paesi». Presidente Cappellacci, conosce i contenuti del Piano casa del Governo?
«Certamente, lo sto esaminando con i miei
collaboratori. Penso sia lo strumento ideale, in un momento come questo, per
disegnare un rilancio vero della nostra economia». In Sardegna, l'edilizia è
uno dei tasselli che sostengono un già fragile tessuto economico. «Senza dubbio. Ma questo Piano, prima di essere recepito
dalla nostra Regione, dovrà essere esaminato con attenzione per valutare tutte
le sue possibilità di applicazione». L'ultima decisione spetta a voi. «La Regione ha competenza primaria sulle norme urbanistiche
e di tutela del paesaggio. E uno dei principi della mia amministrazione sarà
quello del rispetto dell'ambiente, soprattutto della massima tutela delle norme
che regolano la inedificabilità
nelle fascia dei
( da "Provincia
Pavese, La" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pieve, San Pietro Apostolo sarà
salvato I lavori di restauro sono cominciati, 90mila
euro finanziati dalla Cei PIEVE ALBIGNOLA Per fortuna l'impresa appaltatrice si
è accontentata della conferma che la Cei, attraverso l'otto per mille, ha
varato un intervento finanziario di 90mila euro. In attesa che quei soldi,
indispensabili al recupero delle coperture gravemente ammalorate
della chiesa parrocchiale si San Pietro Apostolo arrivino nelle casse
parrocchiali, i lavori di restauro sono fortunatamente partiti. Il parroco don
Massimo Fusari ammette: «Dopo
un inverno così pesante, approfittiamo di queste belle giornate per recuperare
il tempo perduto. Certo è che le nostre casse parrocchiali dispongono di 10mila
euro; i restanti 90mila, già ufficializzati dalla Cei nel 2008, arriveranno.
Devo ringraziare l'impresa che si è messa subito al lavoro affidandosi
alla speranza che la burocrazia non rallenti più di tanto l'erogazione di quel determinante
contributo». In effetti, i lavori alla parrocchiale sono partiti a tempo di
record. «Del resto - aggiunge don Massimo - non si
poteva attendere oltre. Era necessario correre ai ripari e mettere in sicurezza
la copertura centrale della parrocchiale e le relative cappelle laterali.
Quindi la posa di nuovi pluviali per evitare che l'acqua piovana vada a
contatto con le mura perimetrali, così come accadeva
da tanto tempo. Infine il nuovo impianto elettrico. Tutto questo per evitare il
peggio a un tetto gravemente compromesso, deteriorato dall'umidità». In attesa
dei 90mila euro in arrivo dall'otto per mille, i lavori hanno consentito lo
smantellamento delle vecchie coperture, il posizionamento di nuove travi in
legno, la posa di sotto-coppi in fibrocemento e dei coppi stessi. Le opere
hanno riguardato le coperture delle cappelle laterali; ora si passa alla
copertura centrale della chiesa con un'operazione analoga. Quindi toccherà alla
posa dei pluviali e al consolidamento delle mura
perimetrali. Ci sarà poi una seconda fase. Conclude don Fusari:
«In futuro dovremo risanare le mura interne e alcuni affreschi semidistrutti».
(p.c.)
( da "Provincia
Pavese, La" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
In arrivo il documento Salame d'oca
di Mortara tutelato per statuto MORTARA. E' in dirittura d'arrivo lo statuto
del Consorzio di tutela del Salame d'oca di Mortara, quattro anni dopo la
richiesta di modifica da parte del Ministero competente: la stesura precedente
risale al 2002, ma nel 2005 erano state richieste alcune modifiche, aggiunte al
documento, che è stato di nuovo rinviato a Roma, per ottenere l'ok definitivo. Una storia di ordinaria burocrazia che dura da 4 anni: tanti sono infatti
gli anni necessari per avere il parere favorevole dal ministero, che qualche
tempo fa ha ribadito che le modifiche erano consone alla richiesta iniziale. La
riunione del consiglio del Consorzio, che si è riunito a inizio marzo, ha preso
atto dell'ulteriore passo fatto da Roma: ma a questo punto, per poter
passare all'approvazione definitiva, mancano ancora due passaggi e un ultimo
parere, quello della Regione, che deve confermare il recepimento delle
modifiche effettuate dal Consorzio e approvate in prima battuta dal Ministero,
che dovrà poi prendere atto dell'ok del Pirellone. «Solo allora - spiega il
segretario del consorzio, Fabio Boggiani - potrà
essere approvata quella che fino ad ora resta una bozza di statuto: acquisiti
tutti i pareri potremo convocare un'assemblea straordinaria per adottare lo
statuto rivisto».
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Buttrio. La testimonianza del marito di
una donna affetta dalla patologia: abbiamo bisogno del computer per comunicare,
ma non tutti se lo possono permettere La Sla avanza,
altri due malati anche a Camino La frazione colpita da una particolare
incidenza del morbo. Un nuovo caso in via di accertamento BUTTRIO. Una piaga
sanitaria che miete sempre più vittime, la Sla, un
male misterioso che colpisce 6 persone ogni 100 mila. I nomi più ricorrenti
sono quelli dei calciatori, degli sportivi. Eppure nella comunità di Camino,
che conta qualche centinaio di anime, ci sono un paio di casi conclamati e nel
comune di Buttrio esisterebbe un altro caso sospetto,
ancorchè non ancora censito. Sembra che la malattia
stia colpendo con particolare accanimento il territorio del comune di Buttrio. A testimoniare i problemi con i quali si deve
confrontare quotidianamente chi è affetto da questa terribile malattia e i suoi
familiari il Roberto Concilio residente nel comune di Buttrio
che da qualche anno si trova a combattere ogni giorno con i tragici effetti
della Sla. Sua moglie Laura qualche anno fa ha
cominciato ad avere difficoltà nell'uso della parola. Dopo diversi controlli e
analisi è arrivata la terribile diagnosi. Una sentenza che da lì a poco
l'avrebbe condannata alla paralisi quasi totale, alla perdita dell'uso della
parola e all'impossibilità di comunicare anche le più
semplice esigenze. «Le difficoltà quotidiane
sono tante - dice Concilio - mia moglie deve essere accudita 24 ore al giorno.
Il più grosso problema è sicuramente la comunicazione - racconta -. Con il
progredire della malattia i malati non riescono più ad esprimersi. Laura parla
con gli occhi, è solo dalla sua espressione che capiamo se è contenta, se
sorride, se è triste se sta male. È doloroso quando lei cerca di farci capire
qualcosa ma noi non riusciamo ad aiutarla». Il problema della comunicazione
potrebbe esser risolto grazie a un macchinario, il "mytobii",
una sorta di computer ottico che viene guidato dal solo movimento degli occhi. «Questo computer è indispensabile ma è anche molto costoso.
Il prezzo supera i 20 mila euro e non tutte le famiglie se lo possono
permettere. Non resta che aspettare che venga acquistato e concesso in uso
dall'Azienda Sanitaria, ma i casi sono numerosi e visto
il costo non tutti riusciranno ad ottenerlo. I problemi però non si riducono a
questo. Il più grande e il più frustrante, è la burocrazia che circonda ogni richiesta - dice Concilio -. Per la richiesta
del "mytobii" ci sono voluti mesi di moduli
compilati, dichiarazione di medici, e autocertificazioni». Anche le cose più
semplici diventano complicate e snervanti. Per richiedere un contributo sulla
bolletta dell'energia elettrica bisogna seguire una trafila complicata e spesso
le famiglie lascino perdere anche se gli aiuti sono
previsti per legge. «Infatti- sottolinea il signor
Roberto - visto che i malati sono attaccati ai respiratori giorno e notte, anni
fa è stata prevista una legge per venire in contro alle famiglie sulle
bollette. Ma l'iter è talmente complesso che il più delle volte si lascia perdere». Di persone come il signor Roberto, che
si prendono cura di questi ammalati, ce n'è sempre di più: solo in ambito
distrettuale ci sono 3 casi conclamati. E questo esercito di "eroi
quotidiani" dimostra una determinazione e una forza d'animo non così
comuni. «La speranza è nella ricerca - conclude Roberto
Concilio - solo, trovando nuove cure, il destino di questi malati affetti potrà
essere diverso e meno straziante". Silvia Riosa
( da "Tribuna
di Treviso, La" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
I carabinieri sono pronti a
traslocare nella nuova sede terminata già da sei mesi ma la
mancanza di un semplice permesso crea un paradosso La caserma bloccata dalla burocrazia Manca un'autorizzazione
dell'agenzia del demanio: l'edificio resta chiuso PAESE. La burocrazia blocca la caserma dei
carabinieri. La nuova struttura è pronta ormai da settembre, ma
un'autorizzazione dell'agenzia del demanio continua ad impedirne l'apertura.
La Prefettura da mesi ha avviato le pratiche per ottenere il permesso, ma dal
demanio non è arrivata alcuna risposta. «E'
un'assurdità. La burocrazia italiana fa sempre nuove
sorprese», ha commentato l'assessore ai lavori
pubblici del Comune di Paese, Giuseppe Biscaro. Il
cantiere è chiuso, i mobili sono sistemati all'interno delle stanze,
addirittura le utenze telefoniche sono allacciate. Perchè
tutto funzioni manca solo l'entrata dei carabinieri in
divisa. Ma anche loro sono pronti a traslocare dalla vecchia caserma. Insomma,
il personale non manca. Ciò che continua a latitare, probabilmente impilata tra
metri cubi di carte e documenti, è una semplice autorizzazione. Una formalità
che fa arrabbiare da una parte il Comune, dall'altra la Prefettura e i
carabinieri stessi. Sì, perchè altrimenti la nuova
caserma, ormai annunciata da anni, sarebbe già funzionante. Dopo aver ottenuto
tutte le autorizzazioni richieste, a bloccare l'operatività del nuovo edifico è
l'agenzia del demanio. Una faccenda di burocrazia,
che, in questo caso, più che lenta sembra completamente ferma. «Non so cosa pensare. All'inizio non capivamo cosa mancasse
per l'apertura - ha spiegato l'assessore Giuseppe Biscaro
- poi, parlando con la Prefettura, abbiamo scoperto la necessità di questa
autorizzazione da parte dell'agenzia del demanio». Gli uffici della Prefettura
hanno regolarmente e in tempo avviato le pratiche per ottenere dal demanio
l'autorizzazione ad usare l'edificio. Le carte sono state inviate da mesi, ma
dall'agenzia non è arrivata alcuna risposta. Nemmeno una spiegazione sui tempi
necessari. E, intanto, i cittadini continuano ad aspettare. Anche perché i
lavori per la costruzione della caserma hanno rispettato la cronologia
prevista. All'inizio di settembre tutto era già pronto. Nelle settimane
successive sono stati portati gli arredi, e sono state addirittura allacciate
le utenze telefoniche. Sono arrivate anche le autorizzazioni del comando dei
carabinieri di Padova, competente per il territorio di Paese, e quella del
ministero dell'interno. «Siamo ancora in attesa di
quella del demanio, nonostante pressanti e continui inviti tramite la
Prefettura. Affermare che l'amministrazione ha colpevoli ritardi, come si è
detto anche recentemente - il riferimento del primo cittadino Valerio Mardegan è dichiarazione del candidato sindaco del
centrodestra Francesco Pietrobon - significa non
conoscere la realtà dei fatti e voler strumentalizzare ancora una volta il tema
della sicurezza per i soliti fini di propaganda, che ritengo un metodo
scorretto e inaccettabile». Sono stati inoltre avviati contatti con il
ministero dell'Interno per rimpolpare l'organico dei carabinieri.
( da "Nuova
Venezia, La" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 28 - Cronaca Il parco
pubblico non ha vie d'accesso Un'area verde da sogno (cinque ettari) bloccata
da problemi di viabilità GAZZERA Il paradosso di via Monico
GAZZERA. Non ci sono le strade, ma l'area potrebbe ospitare un parco di 50 mila
metri quadri. La vicenda di via Monico, dove è
prevista la realizzazione di due insediamenti abitativi (C2RS 88.1 e 88.2 per la burocrazia comunale), si arricchisce di un nuovo particolare. Se solo una
settimana fa il consiglio di Municipalità di Chirignago
aveva dato il via libera a 88.2 piazzando un paletto netto, ovvero la
possibilità di iniziare a costruire solo dopo la realizzazione di una nuova
viabilità e del rispetto delle indicazioni riguardanti l'invarianza
idraulica, durante il sopralluogo che le commissioni Urbanistica municipale e
comunale hanno effettuato sul posto, una laterale di via Asseggiano
alla Gazzera, sono emersi altri dettagli. Uno ha
sorpreso parecchio: nei pressi del primo insediamento che deve sorgere in via Monico è prevista la nascita di un'area verde a uso
pubblico di
( da "Nuova
Venezia, La" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Il sito a ridosso di via Orlanda: notizia attesa da anni dai residenti Il cimitero
di Campalto sarà ampliato Superato il problema di burocrazia, cambieranno le fasce di rispetto La vicinanza di un deposito
militare ha impedito per 25 anni l'esatto censimento CAMPALTO. Il cimitero di Campalto verrà ampliato. Gli abitanti lo chiedono da anni
per avere la possibilità di seppellire i propri cari vicino
casa, senza dover per forza optare per un camposanto più lontano, senza
magari la possibilità di andare tutti i giorni a portare un fiore al caro
estinto. Il cimitero del quartiere si trova a ridosso di via Orlanda e confina con il deposito militare: la parte antica
risale addirittura al 1800. Il cimitero del quartiere di gronda però non è
stato censito nella maniera giusta. Negli anni si è verificato un problema di
cartografia, forse causato dalla vicinanza della zona militare. Il perimetro in
sostanza, da 25 anni a questa parte, non è mai stato quello reale. Ieri, dopo
lunghe trafile, è finalmente giunta in municipalità la variazione delle fasce
di rispetto del cimitero, primo passo per l'ampliamento. «è
stata rilevata la perimetrazione esatta - spiega il
delegato all'Urbanistica, Paolo Vettorello - Di
seguito sono state corrette e modificate le cartografie e ripristinate le fasce
di rispetto e i confini. Il fatto che fossero sbagliate è da imputare ad
un'anomalia, dovuta forse alla vicinanza della caserma, tanto da far pensare
che il cimitero facesse parte dell'intero compendio militare». I confini sono
stati ricalibrati, una parte verso Sud-Est e due ritocchi verso Nord e le aree
di espansione sono state normate. «Questo
provvedimento - spiega il presidente di Favaro,
Gabriele Scaramuzza - è la premessa per mettere in atto l'intervento
d'ampliamento tanto necessario. La fascia di rispetto del cimitero in sostanza
passa da
( da "Nuova
Sardegna, La" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 31 - Sassari Tempi brevi per
il recupero di Fertilia La commissione di tecnici già al lavoro per l'esame dei
progetti Il sindaco Tedde: «Su questa partita saremo
rigorosi e pronti a concedere eventuali varianti» GIANNI OLANDI ALGHERO.Una commissione formata da tecnici, dirigenti
comunali e funzionari della Regione sta esaminando le 40 manifestazioni di
interesse presentate da imprese, privati e associazioni, relativamente al bando
pubblico per il progetto di riqualificazione strutturale e rilancio turistico
ricettivo della borgata di Fertilia. Progetto voluto dalla Regione in stretta
collaborazione con il Comune e per il quale sono disponibili 2 milioni di euro
stanziati dal precedente esecutivo regionale. La commissione, che dovrà
concludere i suoi lavori nel giro di qualche settimana, dovrà individuare,
laddove possibile, quei «progetti idea» che per la loro impostazione e per le
dinamiche diffuse sono in grado di determinare quel radicale cambiamento
auspicato dall'iniziativa e che si ritiene indispensabile per un vero rilancio
della borgata e per il suo inserimento quale polo di attrazione per tutta
l'area a nord della città anche per la sua situazione logistica in un
territorio interessato più di altri dall'industria delle vacanze. L'iniziativa
risulta estremamente interessante e rappresenta una importante
base di partenza dopo l'acquisizione al patrimonio regionale prima e comunale
poi di tutti i beni immobiliari della borgata. Il timore è che il progetto
venga imprigionato dai tradizionali legnosi meccanismi della politica e della burocrazio
pubblica. Il sindaco Marco Tedde lo esclude
categoricamente. «Su questa partita non intendiamo
perdere tempo, ci rendiamo conto dell'attualità dell'intervento e siamo
convinti delle serie prospettive di sviluppo che contiene. Ritengo - sostiene
Marco Tedde - che qualche settimana sia necessaria
per una valutazione approfondita delle proposte pervenute in Comune ma ritengo
che l'aspetto più qualificante nell'esame delle progettualità sarà quello di
individuare l'elaborato, e gli elaborati, che più di altri tendono a inserirsi
in una visione complessiva della riqualificazione della borgata, per i servizi
offerti, le opportunità economiche e occupazionali e soprattutto per la qualità
degli interventi». Nell'ipotesi che le progettualità non fossero consone con le
norme degli strumenti urbanistici vigenti, a cominciare dal piano
particolareggiato di Fertilia, Tedde è altrettanto
categorico. «In presenza di una situazione del genere e nel momento in cui
dovessero sorgere ostacoli di ordine urbanistico per portare a compimento i
progetti individuati - afferma - si porteranno alla attenzione
del consiglio eventuali varianti che si rendessero necessarie. Sempre che nel
frattempo non sia già intervenuto il piano urbanistico comunale». Il sindaco
vede il progetto di riqualificazione e rilancio turistico di Fertilia e delle
aree immediatamente adiacenti inserito in una direttrice di marcia tutta in
rettilineo, senza curve pericolose o improvvisi ostacoli. «Crediamo fermamente
in questo progetto di rilancio della borgata - conclude Marco Tedde - e faremo tutto ciò che sarà necessario per portarlo
a buon fine».
( da "Centro,
Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 10 - Pescara Partono i
lavori per i nuovi marciapiedi in viale Europa Investiti 270 mila euro. Tereo de Landerset: «Opere
completate entro l'11 giugno» MONTESILVANO. Agli operai della ditta Bz Costruzioni e al direttore del cantiere Americo Di Cioccio, l'assessore
ai Lavori pubblici Carlo Tereo de Landerset
ha ordinato di lavorare come l'Inter in campo: «State corti per evitare disagi
ai cittadini». Sono partiti senza chiudere la strada i lavori in viale Europa:
«Entro l'11 giugno il cantiere per la riqualificazione del
marciapiedi sarà completato», ha garantito il dirigente dei Lavori pubblici Bellafronte Taraborrelli. Il
cantiere, come richiesto dai commercianti, è partito nella zona compresa tra
viale Moro e via Tasso. Ma non è stato semplice: c'è voluto il nulla-osta del
settore Beni ambientali della Regione Abruzzo in quanto l'area dista meno di
( da "Giornale
di Brescia" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Edizione: 18/03/2009 testata:
Giornale di Brescia sezione:MADE IN STEEL Brescia
capitale dell'acciaio rilancia la sfida Franco Tamburini Presidente di Made in Steel All'inizio è stata una sfida, che oggi,
arrivati alla terza edizione, possiamo dire con piacere e grande soddisfazione
di aver intrapreso con successo. «Made in Steel» è un
evento che in questi anni ha registrato una costante crescita, in quanto a
numero di aziende presenti, di visitatori e di visibilità, tanto da essere
diventato il principale e più autorevole appuntamento per la filiera
dell'acciaio. Un evento concepito con una formula innovativa che ne ha dettato
il successo: una fiera che punta certamente sulla «vetrina» di aziende del settore, ma coniugata a incontri e seminari che sono
occasioni di confronto, di approfondimento e di scambio di conoscenze su temi
strategici per la siderurgia. L'edizione di quest'anno è di particolare
importanza, dato il momento di crisi che l'economia e le nostre imprese stanno
vivendo. La domanda generale del settore ha riscontrato, già a partire dagli
ultimi mesi dello scorso anno, un progressivo indebolimento, aggravatosi nel
trimestre in corso e i prezzi delle materie prime rimarranno con buona
probabilità a livelli bassi nel 2009. Servono misure che ci aiutino a far
fronte a questa difficile congiuntura. Serve intervenire per garantire alle
imprese le risorse finanziarie necessarie per proseguire la normale attività e
sostenere gli investimenti necessari per la crescita e l'innovazione. La
riduzione dei margini e quindi della capacità di autofinanziamento richiedono
un aumento del ricorso al credito bancario che, senza garanzie da parte dello
Stato, difficilmente potrà essere concesso nella dimensione richiesta dalle
imprese. Serve favorire la propensione all'investimento delle aziende, in
particolare per quanto riguarda i progetti di ricerca e sviluppo. Per essere
pronte a ripartire una volta superata la crisi, le imprese devono rimanere
efficienti e competitive, e ciò richiede investimenti importanti nella formazione
del capitale umano e nell'innovazione. Fondamentali saranno gli investimenti
annunciati dal Governo in opere pubbliche. Servono ingenti e rapidi
finanziamenti, perché l'Italia ha bisogno di infrastrutture e questo è uno dei
motivi per cui sul nostro territorio si respira ancora fiducia nella capacità
di recupero della siderurgia bresciana. Auspichiamo che i primi segnali
positivi possano arrivare già nel secondo semestre 2009. Nel frattempo,
manterremo alta l'attenzione sia sull'andamento di un settore così cruciale per
il Paese, sia sulle misure che riteniamo imprescindibili per la ripresa.
Brescia, come storica «patria dell'acciaio», ospitando non certo casualmente un
appuntamento così mirato come Made in Steel, vuole
inviare oggi più che mai un chiaro messaggio al mondo politico, istituzionale,
economico e finanziario: l'urgenza di rilanciare l'economia del Paese, dando
seguito effettivo agli interventi preannunciati. L'impegno deve essere comune;
non possiamo permettere che veti e burocrazia ostacolino in questo momento lo sviluppo del territorio.
Dobbiamo ridare fiato all'intero tessuto imprenditoriale italiano, soprattutto
alle piccole e medie imprese. Con la concretezza che contraddistingue gli
imprenditori bresciani, di certo non mancheremo di fare la nostra parte, consapevoli del fatto che solo con uno sforzo condiviso da
parte di tutti gli attori in campo e facendo fronte coeso potremo
superare la crisi che ci sta colpendo.
( da "Tirreno,
Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
CONFESERCENTI Lorenzini
eletto nuovo presidente della zona pistoiese PISTOIA. Le imprese associate alla
Confesercenti del comune di Pistoia hanno eletto
Pierluigi Lorenzini alla presidenza di zona
dell'associazione. Al suo fianco, nel gruppo dirigente, sono stati eletti
Alessandro Olmi, Maurizio Niccolai, Marzio Luchetti, Moreno Beccaccini ed Edoardo Ottaviano. Durante
l'incontro sono stati trattati diversi temi relativi alla città: la revisione
delle tariffe dei servizi (è emersa una forte preoccupazione e una netta
contrarietà sul tema degli aumenti di suolo pubblico: si chiede, pertanto, di
aprire un confronto immediato con la volontà di riconsiderare tali scelte già
per il 2009); snellimento della burocrazia (ovvero facilitare i processi normativi nel concedere nulla osta
per l'occupazione del suolo pubblico, installazione di insegne, produzione di
energia in proprio, permessi, autorizzazioni e certificazioni necessarie per lo
svolgimento della propria attività); normativa pubblici esercizi (Confesercenti ha proposto al Comune l'adozione di criteri
oggettivi: di sostenibilità e qualità, con adeguate localizzazioni raggiungibili
solo attraverso la disponibilità di locali con destinazioni d'uso specifiche
per l'apertura di nuovi esercizi); interventi strutturali per qualificare
l'offerta commerciale (viabilità, arredo urbano, illuminazione pubblica,
trasporti, riapertura del parcheggio Europark a
sostegno delle attività del centro e della Galleria nazionale); commercio su
area pubblica (si chiede una particolare attenzione al futuro piano su aree
pubbliche, una maggiore concertazione degli eventi per non inflazionare il
sistema, promozione e riqualificazione del mercato storico bisettimanale);
programma attività (comunicazione, animazione, promozione e pubblicità del
Centro commerciale naturale devono valorizzare in modo equilibrato tutta l'area
del centro all'interno della terza cerchia delle mura).
( da "Tempo,
Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
stampa Edilizia: ritardi insostenibili
Allarme di architetti, costruttori e associazioni: su 3.000 richieste all'anno
ne vengono esaminate 500 Antonio Fragassi Mentre a
Roma tiene banco il Piano casa di Berlusconi, a Pescara, con perfetta scelta di
tempo, parte la denuncia sui ritardi degli uffici comunali nel rilasciare le
licenze edilizie. Se il mattone non balla, l'economia balla la rumba e la crisi
torna a mordere ferocemente. Pescara e la sua provincia non fanno eccezione,
allora ci pensano architetti, ingegneri, costruttori, confederazioni artigiane
e associazioni dei consumatori a dare una "sveglia" alle istituzioni,
con la prima iniziativa congiunta fra i diversi soggetti in campo. «Al Comune di Pescara - denuncia Marco Volpe, presidente
dell'Ordine degli architetti - vengono presentate ogni anno tremila richieste
di costruzione: ma solo 500 vengono esaminate da cima a fondo, tutte le altre
restano in giacenza, in attesa di nuovi esami. Se l'iter normale di un progetto
edilizio, dalla presentazione all'approvazione, è di 180 giorni, a Pescara ci
vogliono mediamente due anni. Siccome l'80 per cento di queste domande riguarda
piccoli proprietari, gente che deve restaurare una mansarda o un piano o
addirittura una misera stanza, è ora che le pratiche vengano snellite». E la
situazione non è molto diversa nei Comuni più importanti della provincia. La burocrazia
non può bloccare un settore vitale come l'edilizia. «Per quanto riguarda il
Comune di Pescara - questo è l'appello di Volpe - ci auguriamo che chi aspira a
governare la città nella prossima legislatura voglia affrontare il problema: se
l'edilizia è ferma ci perdono tutti». «Ci sono
responsabilità politiche ben precise - incalza Carmine Salce
della Cna -: non solo problemi burocratici e carenze
di organico. C'è, inoltre, una tendenza a interpretare in maniera diversa e a
volte contrastante le normative in materia di edilizia». Per i costruttori,
Roberto Chiola dell'Ance ha sottolineato la
difficoltà del momento: «Nel 2008, il settore edile ha
perso il 20 per cento, e la stessa perdita è prevista per quest'anno. Qualsiasi
iniziativa seria volta a rilanciare la nostra economia è benvenuta, ma bisogna
fare in fretta». Dalla parte dell'utente si è schierato
Franco Leone, presidente regionale di Federconsumatori: «Voglio segnalare un
solo dato: l'Abruzzo registra un crollo pazzesco dei mutui sulla casa pari al
132 per cento in più rispetto alla media nazionale. Questo significa che
i diritti dei consumatori sono lesi fortemente: rispetto a questo problema
politici e banche non possono restare fermi».
( da "Secolo
XIX, Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Tursi riduce in segaturale
falegnamerie del centro occupazione e piano urbanistico: il confronto con il
resto d'italia Dal 2000 vietate nuove botteghe. In
città, in 8 anni, sono calate del 57% «QUESTO è il mio
mestiere, mi piace sentirmelo addosso. Se solo me lo lasciassero fare». Dall'età di otto anni Mario Rossi, di Taranto, si
guadagna da vivere come falegname. Prima in Puglia, insieme al nonno, poi a
Genova. Dove abita da trent'anni e oggi è un artigiano apprezzato, ha clienti
in tutta la città e qualcuno anche all'estero. Ma dove lavora come se fosse un
clandestino. Dal 2000, da quando è in vigore il nuovo piano urbanistico del
Comune di Genova, nessuna falegnameria può aprire in centro città. "A
causa - spiega il regolamento - delle peculiarità del lavoro che causa
emissioni acustiche e inquinanti nell'atmosfera". Il rumore degli arnesi e
la dispersione di segatura nell'aria creerebbero danni al vicinato. Chi ha già
una bottega può rimanere, ma chi inizia ora deve cercare spazio altrove. Oppure
nascondersi. Mario Rossi - uno pseudonimo, il suo vero nome preferisce non
rivelarlo -è un falegname controcorrente: passa la maggior parte del suo tempo
chiuso in un piccolo retrobottega senza finestre in fondo a un vicolo del
centro storico. Dietro a due cancelli e a un pesante tendone di plastica che
non lascia filtrare all'esterno la luce al neon. E' il suo laboratorio segreto:
una pialla, una squadratrice, una macchina combinata e tante tavole di legno
accatastate ai muri. Prima lavorava per un mobilificio ligure, a un milione di
vecchie lire al mese che la sera arrotondava facendo l'artigiano in nero. Poi
ha deciso di tornare a fare l'artigiano, come a Taranto. Ma
si è scontrato con la burocrazia genovese. «Sono in regola sia con
l'Inps sia con l'Inail. Fatturo sedicimila euro l'anno e pago le tasse. Ma per
il Comune di Genova sono un clandestino». Secondo il regolamento comunale ogni
"nuova attività di falegnameria può essere installata (soltanto) in zona
definita dal Piano urbanistico comunale come Industria e Artigianato",
cioè in "una zona industriale, o un'altra non inserita in un'area
abitata". «Mi avevano proposto un capannone in
periferia - dice Rossi - nell'area industriale di Campi, a oltre mille euro al
mese d'affitto. Più del doppio di quello che pago qui. Decisamente troppo per
il mio reddito». Come molti artigiani, Mario Rossi non
può permettersi un dipendente, neppure part-time, e deve spesso dire di no a
qualche cliente. «A volte mi arrivano lavori troppo grossi, che rifiuto». Ma
questo non gli ha impedito di farsi una piccola fama, anche fuori città. «Sono
appena stato in Inghilterra, per conto di una ditta con cui collaboro, a
montare i mobili degli uffici di una società di consulenza finanziaria, in una
palazzina di quattro piani nel cuore di Londra». Secondo i dati di Unioncamere,
l'unione delle camere di commercio italiane, a Genova il numero di falegnamerie
è precipitato in otto anni del 57 per cento. Un andamento in linea con il trend
nazionale (-57 per cento) e di molte altre città, da Bologna (-67 per cento) a
Milano (-51 per cento). Un crollo inesorabile, ma che forse potrebbe essere
contrastato aiutando gli artigiani, non ostacolandoli. «A Milano non c'è nessun
divieto per i falegnami che vogliono aprire in centro», spiegano
dall'assessorato alle Attività produttive del capoluogo lombardo. Mario Rossi
ne fa ormai una questione di principio. «Attacco le
mie macchine alle nove del mattino e le stacco alle cinque del pomeriggio. Chi
vive qui attorno può testimoniare che non ho mai dato fastidio a nessuno. Danno
molto più fastidio il chiasso la sera nei bar, o le automobili che transitano
qui vicino». E l'inquinamento atmosferico? «Non mi
risulta che la segatura sia tossica. Mio nonno l'ha respirata per tutta la vita
ed è morto a ottantasette anni. Comunque ho due grossi aspiratori, a norma di
legge, che tengo sempre accesi». E le esalazioni delle vernici? «Non uso
vernici, che sono vietate per legge a tutti i falegnami come me, ma soltanto
colori all'acqua». «Un'assurdità». Marco Frigerio,
responsabile del settore legno alla Confartigianato, la principale
organizzazione degli artigiani italiani, liquida il regolamento del Comune di
Genova come «un divieto assurdo». Non ci sono, dice, validi motivi di
inquinamento acustico e atmosferico che lo giustifichino: «Il falegname è uno
dei mestieri più antichi e più sani del mondo». Né ci sono, sostiene Frigerio, precedenti in altre città: «Il Comune di Genova
è, che io sappia, l'unico in tutta Italia ad aver adottato misure così
restrittive». Nella vicina Milano ad esempio l'apertura di nuove falegnamerie
in centro non solo è consentita, ma è incentivata. «Il
Comune - riferisce un impiegato dell'ufficio meneghino per il sostegno alle
imprese - può coprire con finanziamenti a fondo perduto, e dopo aver valutato e
approvato il progetto, fino al 25 per cento delle spese di apertura del locale.
E per le falegnamerie in centro città non ci sono vincoli particolari».
francesco margiocco [+] www.ilsecoloxix.it commenta
la notizia sul sito del Secolo XIX 18/03/2009 '
18/03/2009 ma qualeinquinamento?Danno molto più
fastidio il chiasso la sera nei bar, o le automobili che passano Mario Rossifalegname "clandestino" nel centro storico
18/03/2009
( da "Tempo,
Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
stampa Volontariato
( da "Tirreno,
Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 3 - Prato Bocciato il piano casa del governo. «Avrà pochi effetti» «Il 90% dei cittadini abita in condomini. Servono meno burocrazia e l'aiuto delle banche» PRATO. L'idea
del Governo Berlusconi di risollevare l'economia del settore edile con un via
libera alla possibilità di ampliare le proprie case rischia di risolversi in
una bolla mediatica. Almeno in Toscana, dove esiste già una disciplina
urbanistica che non lascia molto spazio a libere interpretazioni. «Temo
che gli effetti di questo decreto non ci saranno - sostiene Luigi Scrima presidente dell'ordine degli Architetti di Prato -
Qui oltre il 90% dei cittadini abita in alloggi condominiali, dove è
impossibile ricavare spazi per ampliare l'abitazione, se non nel pianerottolo»,
conclude ironicamente. Intanto, ci si chiede se il distretto pratese, alle
prese con una situazione di emergenza economica, senta davvero la necessità di
investire per conquistare nuovi spazi abitativi. «Ampliare la propria casa di
una piccola stanza costerà almeno 50mila euro - spiega Scrima
- in più serve una tale superficie che si può ricavare solo in villette singole
e libere su più lati». «Quello che servirebbe davvero
- replica l'assessore all'Urbanistica Stefano Ciuoffo
- è piuttosto la valorizzazione di un'edilizia sociale pubblica. Stiamo
costringendo i giovani alla condivisione abitativa con i genitori negando loro
un futuro». La concessione governativa del sostanzioso aumento delle cubature
(si parla del 20% per gli edifici residenziali e non) è accompagnata dalla
promessa di uno snellimento burocratico che sostituisce l'iter della
concessione edilizia con la certificazione del progettista. Sul
tema l'assessore Ciuoffo spiega che "il 90% dei
tempi per l'approvazione delle pratiche sono tempi morti, ma in questo senso
abbiamo già avviato per le pratiche più corpose uno sportello ad hoc: entro 60
giorni arriverà la risposta. Più di un condono libera-tutti
- conclude - c'era bisogno dell'approvazione di una legge
quadro che definisca e riordini tutto il sistema. Il premier sceglie la
semplificazione proprio su un tema dove occorrerebbe molta responsabilità». La
situazione del comparto edile soffre però delle difficoltà generali
dell'economia. «Il Piano casa può svolgere una funzione
anticiclica rispetto alla crisi - spiega Anselmo Potenza presidente della Cna di Prato - anche se bisogna vedere come viene applicato
dalle regioni. Il rischio di abusivismo e speculazione esiste. Ma quello che
servirebbe davvero - conclude - è una semplificazione complessiva dei tempi di
concessione». Secondo il presidente dei Costruttori di Confindustria Prato
Maurizio Brunetti, più che di un
piano casa la città avrebbe bisogno di «un diverso atteggiamento delle
banche, che hanno smesso di sostenere gli investimenti delle famiglie e delle
imprese». Il nuovo decreto casa prevede inoltre la possibilità di rottamare
edifici costruiti prima del 1989 e ricostruirli con un ampliamento del 30% che
può arrivare al 35% se si utilizzano tecniche della bioedilizia. Questo è un
capitolo che trova il consenso di Paolo Beghelli presidente degli edili di
Confartigianato Prato: «Potrebbe essere un incentivo da usare a sostegno di un
settore ancora poco sviluppato in Italia, ma che potrebbe creare lavoro e
occupazione». Barbara Burzi
( da "Stampa,
La" del 18-03-2009)
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L'ecatombe senza fine dei bagagli
smarriti [FIRMA]GABRIELE BECCARIA Quando il proprio mondo è imbozzolato in una
valigia, perderla significa impazzire di rabbia. Come si fa senza il prezioso
ricambio di mutande? E lo spazzolino che funzionava alla perfezione? E il
sofisticato golfino di cachemire che era un piccolo status e anche un segno
d'amore natalizio? Rassegniamoci. Perdere il proprio bagaglio, sballottato da
un aereo a un altro, da un nastro trasportatore a una macchina ai raggi X, e
poi svanito in uno di quei non-luoghi per eccellenza che sono gli aeroporti, è
diventata l'esperienza più normale del mondo. Nessun viaggiatore è più al
sicuro. Ecco il dato dell'Auc inglese, che sta per
«Air transport users council» ed è l'organizzazione che raccoglie i viaggiatori
dei cieli: soltanto nel 2007 sono state perdute 1 milione di valigie. Altro
dato: le compagnie aeree dei cinque continenti - e più di tutte le low cost - hanno fatto
terribili pasticci con altri 42 milioni di bagagli, spedendoli in posti
sbagliati e consegnandoli alle persone sbagliate, inanellando errori e approssimazioni e aggiungendoci anche inutili e
umilianti stoccate di burocrazia. Piccola consolazione: tante vittime si sono scoperte
involontarie protagoniste di storie tragicomiche, buone da essere raccontate e ri-raccontate. Trasformandosi, così, da tapini in
mini-eroi. E' bene sapere - per chi non se ne fosse ancora accorto - che le
compagnie sono sempre più spilorce. Ce ne sono alcune che non tirano
fuori più di 20 euro, indipendentemente dai tempi di attesa,
mentre un'altra si rifiuta di rimborsare i passeggeri per danni inferiori ai
45. E avete già sentito la storia del passeggero che ha denunciato la scomparsa
delle proprie cose, stimando il danno a 1600 euro e vedendosene accreditare
115? E' una vicenda vera. Così come è autentica quella del surfista, che, dopo
aver ritirato la sua tavola da mille euro e averla scoperta danneggiata, si è
visto arrivare un assegnino da 95 euro, perché non
aveva lo scontrino d'acquisto (in negozio aveva messo piede tre anni prima e -
vi sembrerà strano - non aveva più il pezzetto di carta). La situazione -
rivela la ricerca dell'Auc - è la peggiore di sempre
e indica un trend. C'è anche il caos bagagli a pesare nella crisi attuale.
Conclusione: se non ci penserà il disastro dell'economia globale a contrarre il
numero dei passeggeri, dei voli e, probabilmente, anche di molte compagnie, i
numeri dei «lost for ever» sono destinati ad aumentare. Trenta milioni di
bagagli smarriti e ritrovati (non sempre in condizioni accettabili) nel 2005,
36 nel 2006, 42 nel 2007 e addirittura 70 milioni tra un decennio. Che fare?
Mentre l'Ue apre un'inchiesta, decisa dal commissario ai Trasporti, Antonio Tajani, c'è chi chiede misure forti. «Le
compagnie sono responsabili della perdita dei bagagli e, quindi, al di là delle
norme sull'aviazione che prevedono i rimborsi, devono istituire un fondo per
risarcire in automatico gli utenti rimasti senza valigia o che hanno subito
ritardi nella riconsegna - intima il presidente del Codacons,
( da "Resto
del Carlino, Il (Ascoli)" del 18-03-2009)
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ASCOLI PROVINCIA pag. 7 Agricoltura
e truffe all'Ue Castelli chiede chiarimenti REGIONE FORSE UN CASO ANCHE
NELL'ASCOLANO TRUFFE in agricoltura, Guido Castelli presenta un'interrogazione
a Spacca: «Dopo l'accertamento da parte della Guardia
di Finanza di Pescara, in collaborazione con i militari dell'Anna del Nucleo
Antifrodi di Roma, di una presunta truffa ai danni dell'Unione Europea, sembra
che una tra queste associazioni a delinquere avrebbe operato anche nel
territorio marchigiano, ed in particolare nell'ascolano. Quali sono le realtà
del nostro comprensorio interessate dalla vicenda? E ancora: nell'ambito
dell'inchiesta sono coinvolti settori dell'amministrazione regionale?». Le
domande del consigliere regionale fanno riferimento al fatto che «sempre in relazione alle notizie di stampa, le Fiamme
Gialle di Pescara hanno accertato che l'associazione a delinquere faceva capo a
pubblici funzionari dell'Agea (Agenzia per
l'Erogazione in Agricoltura) di più regioni. Questa situazione merita di essere
valutata dagli organi istituzionali della Regione. L'economia del Piceno spiega
Castelli registra, proprio nel settore agricolo, una delle sue più
significative risorse, anche in riferimento al potenziale che le risorse verdi'
possono esprimere per l'attrattività. Perché tutto ciò possa accadere è necessario che si radichi un
meccanismo di fiducia nel sistema delle incentivazione
al settore agricolo. Una fiducia che potrebbe essere menomata dalla (ancora)
diffusa illegalità che sembra permeare parte della burocrazia».
( da "Messaggero,
Il (Abruzzo)" del 18-03-2009)
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Mercoledì 18 Marzo 2009 Chiudi Un grande cantiere a Pescara: la crisi del
mattone danneggia l'economia cittadina, colpa anche della burocrazia negli uffici
( da "Giorno,
Il (Como)" del 18-03-2009)
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COMO E PROVINCIA pag. 4 Troppi casi
di omonimia Soprannome anche in banca L'antica usanza adottata per evitare
errori di FEDERICO MAGNI BELLAGIO NELLA PERLA del Lario
chiamare una persona con appellativo più o meno fantasioso non è solo un'antica
usanza, tanto meno una mania: i soprannomi in un paese come Bellagio,
dove c'è un vero e proprio record di casi di omonimia, servono per sbrigare le
faccende di tutti i giorni. Per evitare spiacevoli errori nelle operazioni
bancarie molti residenti, soprattutto i giovani, hanno
deciso di affiancare ai propri dati anagrafici anche il soprannome della
famiglia (rigorosamente in dialetto) così da distinguere ufficialmente il
proprio estratto conto. «I COGNOMI SONO tutti Gilardoni e Gandola e così
abbiamo deciso di affiancarli con i soprannomi che vengono dati alle varie
famiglie - spiegano al Credito Cooperativo -. Con tutti questi omonimi si
rischiava di fare confusione. Ci sono molti nuovi clienti fra i 25 e i 30 anni
che ci chiedono di aggiungere il nome di fantasia». Tramandati per decenni,
definiscono spesso il lavoro svolto dai membri di un nucleo familiare, con il
soprannome a Bellagio ci si riconosce più facilmente
che con i nomi veri e propri. Ci sono i Gilardoni
detti «Maghett», quelli detti «Cilindra», oppure i «Mion»,i «Buffit»
e i «Sesitt». Ci sono Grammatica detti «Piaccapedra», i Raineri detti «Buschett» e
«Frisa», i Bianchi detti «Cecchett» e «Rucambul», i Gallo «Brich» e i Gandola «African». UN'USANZA che
il tempo non appassisce, tanto che ancora oggi nascono nuovi soprannomi. Una
persona che ritiene spesso di sapere tutto ad esempio si vede affibbiare
l'appellativo di «Sotuto», oppure «Tuttascienza», mentre c'è chi lavora come elettricista e in
paese è conosciuto come «Scintilla». Anche nei documenti
custoditi all'anagrafe del Comune di Bellagio il nome
e il cognome dei residenti spesso sono seguiti da «detto Frisa», oppure magari
«detto Mion». Le banche ed altri istituti che devono
fare i conti con la burocrazia, hanno dovuto accettare i soprannomi accanto ai cognomi.
( da "Sole
24 Ore, Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E
INCHIESTE data: 2009-03-18 - pag: 12 autore: Cambiale
federalista Vorrei fare un plauso a Marco Vitale per l'articolo di domenica
scorsa «Un federalismo troppo contabile». è un
articolo fondamentale per smascherare la truffa ideologica del cosiddetto
“federalismo fiscale”. Inventato ed elaborato, in perfetto stile gattopardesco,
dal capopopolo Umberto Bossi per far finta di cambiare qualcosa e campare sul
malcontento popolare. Il “federalismo fiscale” va preso a cannonate (in senso
kantiano) prima che produca danni. Se non altro per evitare che, dopo la sua
disfatta, i cittadini non vogliano più sentir parlare di federalismo, quello
vero. Serve una rivoluzione culturale perché continuando così si rischia di
aprire le porte a un'involuzione peronista. Leopoldo Bevilacqua Zurigo L a
provenienza di questa lettera da una Confederazione mi fa tornare in mente
quanto fosse stato difficile per gli Usa,all'atto
della loro fondazione, accettare la prospettiva federale. In Italia non mi pare
ferva un dibattito di quella portata. L'opinione
pubblica appare distratta, a parte qualche manifestazione di circostanza del
popolo leghista; la politica non risulta convincente nel garantire che il tutto
non si risolverà in un aumento di costi, tasse e burocrazie. Certamente mancano
passione e consapevolezza che, comunque, si volta pagina.Il nuovo assetto scivola nella routine. Dovrebbe
essere una rivoluzione da condividere. Si configura come una cambiale da
pagare. • I radicali e le pensioni Gli obiettivi proposti da Alberto Alesina sul Sole 24 Ore del 14 marzo in merito alla riforma
delle pensioni attraverso l'innalzamento dell'età fanno parte integrante di una
battaglia politica che i radicali conducono da molto tempo. Alesina
si rivolge al Governo nella speranza, temo vana,che
colga l'opportunità della crisi per fare riforme che in altri tempi nessuno ha
avuto la forza di fare. Se guardasse nel campo dell'opposizione-almeno quella
ufficiale,l'unica con diritto di parola- il quadro non
sarebbe molto diverso,perché il Pd e l'Italia dei Valori si rifiutano di
affrontare la questione,mentre l'UdC esprime
posizioni senza trasformarle in proposteo iniziative.
Credo perciò che chi ritiene davvero urgente
realizzare questa riforma dovrebbe considerare non solo il merito dei
provvedimenti necessari, ma anche il comportamento tenuto dalle forze politiche
e l'effettiva possibilità dei cittadini di conoscere le diverse proposte. Non
ci sarà riforma delle pensioni finché i principali organi d'informazione continuanoa cancellare la stessa nozione dell'esistenza
dell'unico partito che ne fa una priorità politica. Dagli inizi degli anni 80
con Pannella denunciammo lo scandalo delle pensioni babye
dell'obbligo di pensione che di fatto vige per chi è
ancora nel pieno della capacità lavorativa. Contro la discriminazione in base
all'età che tale obbligo rappresentava e rappresenta, iniziammo a proporre già
allora un innalzamento dell'età pensionabile che avrebbe consentito di non
aprire la voragine del debito pubblico e che, realizzato oggi, metterebbe nelle
condizioni di contenere una spesa per interessi che assorbe risorse altrimenti destinabilia meccanismi di vero welfare come il reddito di
cittadinanza. Da quando i radicali sono tornati in Parlamento, tre anni fa,
hanno attivato ogni strumento possibile per ripetere la necessità non
procrastinabile di una riforma volta all'elevamento dell'età pensionabile di
tutti, e dell'equiparazione dell'età uomo-donna. Il titolo della campagna radicaledell'autunno 2007, guidata da Emma Boninoe rimasta del tutto sconosciuta all'opinione
pubblica, era proprio: «Proteggimi di meno, includimi di più»,per
equiparare non solo l'età ma, grazie alle risorse in tal modo liberate, anche
l'accesso al mercato del lavoro, le condizioni di lavoro e le retribuzioni per
le donne. Marco Cappato Deputato europeo radicale
( da "Resto
del Carlino, Il (Rovigo)" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
ROVIGO PRIMO PIANO pag. 2 Patente e
rinnovo: «Mesi d'attesa per una visita» LA LETTERA BASTA scorrere in Internet,
una qualsiasi chat con tema rinnovo patente', per capire come l'argomento sia
sentito. Sarà perché pochi riescono a fare a meno dell'automobile, sarà perchè sempre di un esame si tratta. I suggerimenti sono i
più disparati, le cifre snocciolate anche: ho speso circa 130 euro, l'anno
scorso, alla scuola guida però devi calcolare che 70 erano solo per la patente
nuova quella tipo bancomat' oppure il modo per risparmiare di più è andare
direttamente da un medico militare e fare tutto presso di lui, te la cavi con
45 euro circa in tutto' o ancora consiglierei l'Aci: alcune Asl sono
scrupolose, e a volte si avvalgono di aggeggi tecnologici ai quali non scappi,
specie se si tratta di vista, all'Aci fissi
l'appuntamento per la visita medica leggi le solite 3 lettere cubitali e nel
giro di 10 minuti, hai il tuo bel rinnovo'. Così su
Internet. In realtà le regole per rinnovare la patente sono semplici: occorre
effettuare una visita medica presso una delle autorità sanitarie previste
dall'art. 119 del Codice della strada, con modalità e costi diversi a seconda
della struttura medica e della categoria di patente da rinnovare. Al momento
della visita è necessario portare l'attestazione del versamento (bollettino
prestampato in distribuzione presso gli uffici postali e gli uffici
motorizzazione) ed una marca da bollo. Se la visita ha esito positivo, il
medico rilascia all'interessato il certificato medico con la marca da bollo e
invia comunicazione della conferma di validità al ministero dei Trasporti.
Successivamente il ministero spedisce al domicilio dell'interessato un
tagliando adesivo che attesta la validità della patente di guida. Il tagliando
deve essere applicato sul documento. Ma a Rovigo c'è chi non riesce neppure a
fare il primo passo per l'agognato rinnovo. Questa la testimonianza di Dennis Sambinello: «Scrivo a voi, giornali locali, per denunciare
una situazione oramai intollerabile che si verifica ogni volta che un
cittadino, per motivi diversi, deve prenotare una visita alla
Commissione patenti di Rovigo. Ogni anno che passa
infatti continuano ad aumentare le liste d'attesa per prenotare
l'indispensabile visita per il mantenimento del documento di guida. Non è più
sufficiente presentarsi 2-3 mesi prima che la patente
scada, anzi, quasi indipendentemente dall'anticipo temporale col quale si
prenota, sembra prassi consolidata che venga fissato l'inevitabile controllo
oltre la data di scadenza della patente medesima. Il risultato è ovvio:
numerosi cittadini che necessitano del documento per ragioni lavorative o
private si trovano disagevolmente bloccate o
nell'obbligo di ricorrere a terzi. La Commissione ha, oltre ai limiti dovuti al
fatto che opera con orario estremamente lImitato
durante la settimana, evidenti limiti organizzativi, come
il fatto banale, ma significativo, che nemmeno si razionalizzino le code
d'accesso con una numerazione. La mobilità, spostarsi, è una necessità in una
società come la nostra e credo che renderlo agevole fin dal disbrigo della burocrazia in modo celere sia
fondamentale». Image: 20090318/foto/10442.jpg
( da "Resto
del Carlino, Il (Rovigo)" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
VETRINA ADRIA-DELTA pag. 7
CONTINUANO le schermaglie tra l'Italia dei Valori e il Partito... CONTINUANO le
schermaglie tra l'Italia dei Valori e il Partito Socialista, in merito alla
gestione del Centro di Aggregazione Giovanile' nell'ex scuola elementare Anna
Frank di Borgo Dolomiti . Ad intervenire è
direttamente la Barzan, premettendo che è un progetto
di tutta l'attuale amministrazione comunale guidata dal sindaco Antonio Lodo,
approvato in consiglio comunale il 26 luglio 2004. «La gestione precisa l'ex
assessore, candidato sindaco dell'IdV - è stata
affidata alla cooperativa Titoli Minori', che segue centri giovanili nella
diocesi di Chioggia e ad Adria si occupa anche del progetto della Fondazione Franceschetti - Di Cola, con lo scopo di proporre a ragazze
e ragazzi un modo "sano" di vivere il tempo libero sotto la guida di
tre giovani competenti: Rita Franzoso con il ruolo di
educatrice, Valentina Prando psicologa e Nicola Braggion coordinatore». «La
struttura delle ex scuole elementari prosegue - è sempre stata messa a
disposizione dell'Associazione Borgo Dolomiti ogni qual volta l'ha richiesta al
sindaco. Sia io che gli educatori del Centro abbiamo sempre tenuto ottimi
rapporti con gli abitanti del Borgo. Ma forse qualcuno
pensava che si potesse fare a meno delle regole, pensava che bastasse essere
amico del padrino politico di turno per godere di facilitazioni. Mi spiace, ma
io ho sempre creduto che la trasparenza delle regole chiare ed uguali per tutti
sia l'unica garanzia per la gestione limpida di ciò che appartiene a tuttiAltro che burocrazia!». a.p.
( da "Nazione,
La (Massa - Carrara)" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
PRIMA CARRARA pag. 6 CARRARA E'
L'ANNO TER... CARRARA E' L'ANNO TERRIBILE, il peggiore degli ultimi 30, per il
comparto costruzioni (edilizia, impiantistica e lapideo).
Ed è un dato che riguarda tutta la provincia. La conferma arriva, oltre che dai
dati 2008 del rapporto dell'artigianato dell'Osservatorio Regionale diramato in
queste settimane (-8,5% regionale e -4,5% locale con il picco del 6,7% del
lapideo, e -3,2% di addetti), soprattutto dagli indicatori e sono questi i dati
da spavento relativi al 2009: il fatturato per imprese e artigiani crollerà
complessivamente e progressivamente di quasi il 40% (il 37,2% per l'esattezza).
Le perdite maggiori alla voce «costruzioni edifici» con il 47% ma anche il
settore dell'installazione (impiantistica, energie rinnovabili etc) subirà un durissimo colpo perdendo per strada il
28,5%. Intanto le richieste di cassa integrazione per il comparto delle
costruzioni sono schizzate a +300% rispetto allo stesso periodo dell'anno
scorso. Impennata da brivido anche nel mondo del lavoro sommerso con «il 50% in
più di lavoratori in nero in poco meno di cinque mesi in circolazione». I
furbetti sono in aumento per effetto della crisi. UN QUADRO choccante
quello portato alla luce dalla Cna che chiede la
convocazione urgente di un tavolo tra associazioni di categoria e i Comuni
della Provincia, Lunigiana compresa, nel tentativo di arginare e «tappare» le
falle del sistema economico in attesa degli interventi del Governo («ben
vengano si afferma Iva al 10% per le ristrutturazioni e ampliamento volumi e il piano casa») che dovrebbero riportare un po' di respiro
l'augurio. «Non vogliamo fare terrorismo dice Dino Sodini, presidente provinciale di Cna
ma questi sono i dati e siamo preoccupati. E' per questo che chiediamo e
preghiamo gli enti locali di prendere posizione di fronte a questa emergenza
attivandosi per dar vita a manovre economiche e di risveglio del settore
costruzioni. L'edilizia è il settore chiave
dell'economia. Se si fermano costruzioni e ristrutturazioni si fermano le
imprese che installano i servizi, l'idraulica, chi realizza infissi, porte, i
magazzini che vendono materiali, i laboratori del marmo, e di conseguenza le
cave. Parliamo di migliaia di posti di lavoro. Se solo il marmo produce
settemila addetti quanti ne conta tutto il comparto costruzioni?». CNA FA
PROPOSTE e suggerisce «misure che sarebbero facilmente attuabili in brevissimo
tempo». Tra le richieste «a costo zero per aiutare» l'edilizia Cna chiede l'accelerazione, più volte invocata, di tutto quello che è burocrazia come la concessione di licenze e «dia», oltre all'attivazione di
sgravi e sconti per esempio nell'occupazione del suolo pubblico e dei ponteggi,
al blocco di tutte quelle che sono le imposte, dirette ed indirette. Ma la
chiave di volta sarebbero, a parere di Cna, i centri
storici e i borghi della Lunigiana, nel «piano dei colori» atteso da
anni, e nelle ristrutturazioni. «La crisi spiega Antonio Chiappini, responsabile edili per Cna può
essere anche un'occasione per incentivare operazioni come il recupero degli
edifici del centro storico e le abitazioni dei borghi della Lunigiana
attraverso incentivi da concedere ai privati, sottoforma di contributi a fondo
perduto, agevolazioni fiscali e garanzie, previo naturalmente emissione di
bando per attestare i requisiti dell'impresa e del cittadino. Ma pensiamo anche
al "piano dei colori" fermo da anni per ridare dignità e un nuovo
volto ai punti nevralgici della città, interventi di decoro urbano, e
riqualificazione delle zone periferiche, e nelle frazioni montane lasciate al
loro destino. Abbiamo però bisogno della politica per metterle in atto».
INFINE, Cna chiede che sia la Camera di Commercio a
farsi carico di convocare i soggetti che diano vita al piano di emergenza per
l'edilizia. «La Camera di Commercio conclude Sodini è il soggetto più indicato per governare la regìa tra imprese e politica. Non vogliamo fare terrorismo,
come ho dteto, ma neanche gettare acqua sul fuoco. Tuttvia, se non ci adoperiamo al più presto, e siano già in
ritardo, vedo un 2009 catastrofico...»
( da "Resto
del Carlino, Il (Imola)" del 18-03-2009)
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IMOLA pag. 4 DATO stabile per le
imprese artigiane nel circondario, nonostante la crisi e la s... DATO stabile
per le imprese artigiane nel circondario, nonostante la crisi e la sofferenza
dell'economia: nel 2008 è stata attiva un'impresa in meno rispetto al 2007.
Sono i dati della Camera di Commercio che però forniscono anche un quadro più
complesso di quello d'insieme: Imola, Mordano e Castel
Guelfo per esempio hanno il segno più ma ci sono anche zone dove il calo è
sensibile. Le difficoltà che affronta anche il comparto artigiano in ogni modo
sono evidenti: «E' stato un anno caratterizzato da un
andamento dell'economia notevolmente rallentato nel secondo semestre afferma
Sergio Sangiorgi, responsabile dell'area
programmazione economica e finanza di Confartigianato assimprese
, questo a seguito dalla crisi dell'economia finanziaria, che ha investito
l'economia reale e determinato una riduzione delle commesse e una contrazione
dei consumi, oltre a una preoccupante tensione sul dato occupazionale e un
allungamento dei tempi di pagamento. Da un lato le imprese faticano a
incassare, dall'altro registrano una progressiva difficoltà nell'accesso al credito».
I DATI elaborati dalla Camera di Commercio indicano, che le imprese artigiane
attive nel Comune di Imola, al 31 dicembre sono 1.829 unità, contro le 1.826
dell'anno prima, così come a livello circondariale sono 4.034, una in meno
rispetto all'anno precedente. Nella provincia di Bologna il totale del 2008 è
di 29.375, rispetto alle 29.501 del 2007. Nel corso del 2008, sono nate a Imola
153 imprese artigiane, mentre 152 hanno cessato l'attività (+ 0,05%).
Leggermente meglio del dato del circondario è quello provinciale (-0,40%), con
2.252 iscrizioni contro 2370 cessazioni. «QUESTO è un segnale, insieme
all'elevato turn-over, della difficoltà che sta attraversando il sistema
produttivo e di cui il nostro territorio non è immune», continua Sangiorgi. Alla situazione non rosea si aggiungono le
difficoltà date «da normative, leggi di settore e burocrazia oppressiva, concorrenza a
volte purtroppo sleale, una sempre elevata pressione fiscale e risorse
economiche insufficienti». Nei comuni del circondario però ci sono andamenti
diversificati che vedono in leggera flessione Castel
San Pietro, che registra 747 imprese contro le 753 dell'anno precedente,
Medicina con 559 imprese (erano 567 del 2007), Dozza sostanzialmente stabile
con 264 aziende (erano 265). Bene Castel Guelfo che
vede le aziende salire da
( da "Corriere
del Veneto" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del Veneto - PADOVA - sezione: PRIMAPAGINA - data: 2009-03-18 num:
- pag: 1 categoria: REDAZIONALE L'intervento Eliminare la burocrazia è l'obiettivo delle Pmi di ALESSANDRA PEGORER Il forte appello della Presidente
Emma Marcegaglia dalle assise delle Pmi di Palermo
per sostegni immediati alle piccole e medie imprese è il segnale che... A
PAGINA 14
( da "Corriere
del Veneto" del 18-03-2009)
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Corriere del Veneto - PADOVA -
sezione: NOTTEEGIORNO - data: 2009-03-18 num: - pag: 14 categoria: REDAZIONALE L'intervento
Semplificare la burocrazia
è l'obiettivo delle Pmi di ALESSANDRA PEGORER I l
forte appello della Presidente Emma Marcegaglia dalle assise delle Pmi di Palermo per sostegni immediati alle piccole e medie
imprese è il segnale che Confindustria ha ascoltato e fatto proprie le esigenze
delle nostre aziende. Più volte, infatti, il Presidente nazionale
Giuseppe Morandini, e noi stessi, a livello regionale
e provinciale, abbiamo espresso la necessità di mantenere alta la tensione sul
sostegno alle imprese piccole e medie, tessuto fondamentale dell'economia sia
italiana che, nello specifico, trevigiana. Non ci interessano le
strumentalizzazioni politiche. Abbiamo voluto porre una priorità per il Paese:
garantire la continuità delle imprese in questi momenti di congiuntura
durissima. La Presidente Marcegaglia ha voluto lanciare un allarme Pmi e questo impegno è alla base anche dell'azione
associativa di Unindustria Treviso, sul credito, nei
servizi come nella rappresentanza. Ricordo che proprio la tutela e lo sviluppo
delle piccole imprese è una delle linee guida che il Presidente Alessandro Vardanega ha voluto dare al suo mandato alla guida degli
Industriali della provincia di Treviso. L'eccezionalità del momento rende
necessario uno sforzo altrettanto straordinario, pur consapevoli
che in questi mesi dei risultati sono stati ottenuti. Tra i provvedimenti
recenti che giudichiamo particolarmente opportuni per le nostre imprese vi sono
certamente la possibilità di rivalutazione degli immobili aziendali, la
deduzione delle spese di rappresentanza anche per le piccole aziende, il bonus
fiscale per le aggregazioni e, da ultimo, i previsti provvedimenti per la casa.
Molto ci aspettiamo, inoltre, dall'azione di modernizzazione e semplificazione
della macchina burocratica. Il sovraccarico burocratico e l'esigenza di un
rapporto più snello ed efficiente con l'Amministrazione pubblica rappresentano,
infatti, problemi prioritari per le piccole imprese. Per il piccolo
imprenditore, che ha responsabilità in prima persona nella sua azienda, questo
si traduce in tempo, costi e fatica che non può dedicare allo sviluppo della
sua azienda, con un servizio spesso scadente. La burocrazia
rischia quindi, in questa difficile fase congiunturale, di essere un freno alle
iniziative che puntano a creare nuove opportunità di crescita e quindi ad anticipare
la ripresa che attendiamo. Nostro obiettivo come Piccola Industria è di
mantenere sempre nell'agenda l'esigenza di semplificare la burocrazia
italiana. Sono certa che, anche in questo caso, l'impegno sarà condiviso da
tutta Confindustria. vicepresidente di Unindustria Treviso alla Piccola impresa
( da "Corriere
Alto Adige" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO
- sezione: PRIMOPIANO - data: 2009-03-18 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Il vertice La commissione
legislativa convoca le parti sociali. Esclusa Confesercenti.
Pavan protesta: uno sgarbo
istituzionale I sindacati: «Misure anti-crisi inadeguate» Buonerba: immorale stanziare 220 milioni per la Sel. Serafini: stabilizzare i precari Sola: aumentare gli
ammortizzatori sociali La Cna: migliorare l'accesso
al credito. Gli industriali: snellire la burocrazia
BOLZANO — «In una fase di recessione come questa è quantomeno immorale
stanziare ben 220 milioni di euro per l'aumento di capitale della Sel e non pensare invece alle aziende in crisi e ai
lavoratori in difficoltà». Con queste parole Michele Buonerba
della Cisl invita la Provincia a rivedere alcuni articoli della legge
finanziaria per migliorare le misure anticrisi. Una proposta che la Cisl
formalizzerà oggi nell'incontro di sindacati e associazioni di categoria con
Christian Egartner, presidente della terza
commissione legislativa del consiglio provinciale. è
stato lo stesso Egartner a convocare le parti sociali
per raccoglierne le valutazioni su come contrastare gli effetti della crisi
economica. Il tavolo consentirà in particolare di discutere sulle norme
contenute nella legge finanziaria che sta per approdare in consiglio, con
specifico riferimento alle ripercussioni della crisi internazionale
sull'economia e sull'occupazione altoatesina. Oltre ai sindacati confederali,
all'Asgb e all'Ugl, sono
stati invitati anche i direttori di Apa, Cna, Assoimprenditori Hgv e Unione commercio. Nell'elenco manca, ed è un'assenza
vistosa, la Confesercenti: «Prando
atto di questo vergognoso sgarbo istituzionale — commenta offesissimo il
direttore Paolo Pavan — Evidentemente non ci hanno ritenuto
degni di partecipare, nonostante rappresentiamo una parte importante del lavoro
e dell'economia ». La seduta prenderà il via alle 15 e non sarà collegiale: i
direttori di ciascuna sigla interverranno uno alla volta, fino al tardo
pomeriggio. I segretari dei sindacati hanno già le idee molto chiare sulle
richieste da avanzare: «La Provincia di Trento — ricorda Buonerba
della Cisl — ha varato un pacchetto anti-crisi da 800
milioni di euro, a favore di imprese e lavoratori. In Alto Adige non è stato
fatto altrettanto, salvo poi prevedere una spesa di 220 milioni di euro per
l'aumento di capitale della società Sel, per
consentire il finanziamento dell'acquisto di impianti di produzione e di
distribuzione di energia elettrica. Inoltre è previsto che la giunta
provinciale sia autorizzata ad acquistare e a sottoscrivere ulteriori azioni o
quote di società di capitali in cui la Provincia già detenga una
partecipazione. è il caso ad esempio dell'aeroporto —
spiega Buonerba — e con questo articolo si
autorizzano ulteriori investimenti, senza specificare gli importi. Ma non
troviamo giusto spendere proprio in questo momento ulteriori soldi per
l'aeroporto, che si è rivelata un'operazione sbagliata». Lorenzo Sola,
segretario della Cgil, così come del resto Buonerba
si dice anzitutto soddisfatto di questa audizione voluta dalla commissione
legislativa: «è un buon segnale nell'ottica di un
maggior coinvolgimento delle parti sociali. Entrando nel merito delle misure
anticrisi, crediamo che vadano potenziati gli ammortizzatori sociali ed
abbassate alcune tariffe, come ad esempio le rette degli asili. Inoltre
chiediamo di allargare la mobilità regionale ai precari ed ai contratti a tempo
determinato esclusi da altre forme di sostegno al reddito. Dove vanno
recuperati i fondi per queste misure? Credo che in questa fase — risponde Sola
— ogni assessorato provinciale abbia la possibilità di attuare dei risparmi,
oppure i fondi si possono ricavare tra le maglie del bilancio. In fondo
basterebbe una decina di milioni di euro per quanto riguarda gli ammortizzatori
sociali». Fitto l'elenco di misure proposte da Toni Serafini, segretario
generale della Uil, che sintetizza: «Anzitutto
bisognerebbe stabilizzare i lavoratori precari nel settore pubblico. In secondo
luogo chiediamo l'integrazione degli assegni di mobilità e cassintegrazione
a carico di Provincia e Regione per chi partecipa a corsi di riqualificazione
». Per le associazioni di categoria, Pino Salvadori,
direttore della Cna, propone: «Va migliorato
l'accesso al credito per le aziende, vanno aumentati i lavori pubblici
necessari, prevedendo ad esempio un adeguamento ai criteri di Casaclima, e infine vanno aumentati gli ammortizzatori
sociali». Infine i vertici di Assoimprenditori, il
direttore Udo Perkmann e il
presidente Christof Oberrauch,
riproporranno oggi il documento di due pagine che contiene le possibili
soluzioni alla crisi: la creazione di un Confidi unico, un'intesa con le banche
affinché garantiscano liquidità alle aziende in crisi, velocizzare e snellire
la burocrazia. Luigi Ruggera
Al lavoro Alcuni dipendenti all'interno di uno stabilimento industriale
( da "Nazione,
La (Pistoia)" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
MONTECATINI pag. 13 DOPO anni
passati tra uffici e tribunali per dimostrare le sue ragioni, finalment... DOPO anni passati tra uffici e tribunali per
dimostrare le sue ragioni, finalmente A.S., ex imprenditrice di Pescia, ha vinto la sua battaglia con la burocrazia. «Finalmente ho ricevuto una lettera che annuncia l'annullamento
del contenzioso dall'Agenzia delle entrate locale racconta .
Mi è stato sbloccato il fermo amministrativo che era stato posto sull'auto e le
pratiche per annullare l'ipoteca sulla casa sono in fase di attuazione.
"Tempi tecnici", dicono, ma ancora non mi sembra vero che l'inferno
sia finito. In Cassazione spero di recuperare le spese sostenute in questi
anni, anche se per me è una battaglia vinta a metà». Una vittoria di Pirro che
non cancella «il dramma e la disperazione in cui ho vissuto da quando è
iniziata questa odissea e che mi ha provocato gravi problemi di salute, oltre
che economici». UN CASO kafkiano, ai limiti dell'assurdo, che risale al 2005,
quando la donna, allora titolare di un autoscontro, si vide contestare
dall'Agenzia delle entrate locale un errato versamento dell'Iva. Aveva,
infatti, pagato un corrispondente Iva del 10%, in base alle norme in vigore
sull'autoscontro. Ma l'agenzia sosteneva che il pagamento dovesse essere del
20%. Un maxi errore, quindi, dato che l'autoscontro è ritenuto una giostra che
rientra nella categoria dello spettacolo viaggiante. Equivoco che l'imprenditrice
pensava di poter chiarire rivolgendosi al Tar. Purtroppo non vince la causa e
per lei inizia un calvario. LA SUA CASA viene ipotecata e sull'auto viene posto
il fermo ammistrativo. Oltre alla multa di quasi
20mila euro che avrebbe dovuto pagare come risarcimento per l'irregolarità
commessa. Scossa e provata dalla vicenda, la donna è anche
vittima di problemi di salute: «Ero sprofondata nello sconforto: sia io, sia la
mia famiglia avevamo perso la serenità. Sono stata costretta a ricorrere
anche a cure in cliniche specializzate per affrontare un esaurimento nervoso
(di 20 giorni il primo ricovero nel giugno 2007, di quasi due mesi il succesivo nel 2008). Nemmeno in appello aveva ottenuto
giustizia, nonostante l'ufficio dell'Agenzia delle entrate di Roma le avesse ha
dato piena ragione, chiedendo chiarimenti sull'errore. E ORA che la vicenda è
in fase di risoluzione, A. S. può tirare un sospiro di sollievo, dopo tante
tribolazioni. «Il rischio era che tutto finisse in una bolla di sapone»,
dichiara. Purtroppo come tanti cittadini, l'imprenditrice è rimasta per quattro
anni intrappolata nelle lungaggini della burocrazia e
in un incomprensibile equivoco giudiziario, perchè
come sostengono ora gli addetti ai lavori «è il primo caso in Italia in cui
l'Agenzia delle entrate di Roma si schiera contro la Commissione tributaria di
Firenze per far valere i diritti di un utente». Uno dei rari epiloghi a lieto
fine, anche se per il risarcimento dei danni morali e biologici: «Dovrò avviare
un'altra causa civile, ma voglio andare fino in fondo, perchè
mi hanno rovinato la vita». E non mancano i ringraziamenti a chi l'ha
sostenuta: «Dico grazie alla mia associazione Agis-Anesv
(associazione dei giochi e spettacoli viaggianti) per essermi stata vicino e
avermi appoggiato in questa battaglia». Letizia Lavorini
( da "Corriere
Alto Adige" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO
- sezione: 1ASPORT - data: 2009-03-18 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE Gli operatori trentini Natale Rigotti: per noi c'è futuro MERANO — Apprezzato e
applaudito il breve intervento a braccio di Natale Rigotti,
presidente degli albergatori trentini, intervenuto a Merano. Rigotti ha ricordato come l'Hgv e l'associazione trentina siano «in testa alla
classifica nazionale di questi organismi a dimostrazione dell'alto livello di
qualità che in questa regione possiamo vantare. Dobbiamo continuare a lavorare
come stiamo facendo — ha detto Rigotti — perchè quasi il 92% degli italiani ha dichiarato in un
sondaggio che non intende rinunciare alla vacanza che è ormai non un bene
voluttuario ma una necessità per ricaricarsi. Dunque c'è futuro per noi», ha detto
il presidente trentino che poi, annunciando l'assemblea generale per il 21
maggio a Trento, ha aggiunto: «Parleremo solo di costi e di
come riuscire a migliorare riducendoli. Una grossa mano sarebbe per noi la
riduzione del costo dei servizi come luce, acqua, gasolio, e del costo della burocrazia, e soprattutto dell'Ici che
non comprendiamo come mai siamo rimasti quasi i soli a pagarla». E. C.
( da "Nazione,
La (Pistoia)" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
CRONACA PISTOIA pag. 4 Lorenzini nuovo presidente della Confesercenti
Priorità: meno burocrazia, tariffe, centro storico COMMERCIO ELEZIONE DEGLI ORGANI
DIRIGENTI COMUNALI LE IMPRESE associate alla Confesercenti
del comune hanno eletto Pierluigi Lorenzini quale
presidente di zona. Al suo fianco, nel gruppo dirigente, troviamo Alessandro
Olmi, Maurizio Niccolai, Marzio Luchetti,
Moreno Beccaccini ed Edoardo Ottaviano. Durante l'incontro sono stati
trattati diversi temi relativi alla città di Pistoia. Ecco di seguito i più
rilevanti. REVISIONE tariffe dei tributi e servizi: è emersa una forte
preoccupazione e una netta contrarietà sul tema degli aumenti di suolo
pubblico, si chiede, pertanto, di aprire un confronto immediato con la volontà
di riconsiderare tali scelte già per il 2009. SNELLIMENTO della burocrazia: ovvero facilitare i processi normativi nel concedere
nulla osta per l'occupazione del suolo pubblico, installazione di insegne,
produzione di energia in proprio, permessi, autorizzazioni e certificazioni
necessarie per lo svolgimento della propria attività. NORMATIVA pubblici
esercizi: Confesercenti ha proposto al Comune
l'adozione di criteri oggettivi, di sostenibilità e qualità, con adeguate
localizzazioni raggiungibili solo attraverso la disponibilità di locali con
destinazioni d'uso specifiche per l'apertura di nuovi esercizi. Interventi
strutturali per qualificare l'offerta commerciale: viabilità, arredo urbano,
illuminazione pubblica, trasporti, riapertura del parcheggio Europarks a sostegno delle attività del centro e della
Galleria Nazionale. COMMERCIO su area pubblica: si chiede una
particolare attenzione al futuro piano su aree pubbliche, una maggiore
concertazione degli eventi per non inflazionare il sistema, promozione e
riqualificazione del mercato storico bisettimanale): PROGRAMMA attività:
comunicazione, animazione, promozione e pubblicità del Centro Commerciale
Naturale devono valorizzare in modo equilibrato tutta l'area del centro
all'interno della terza cerchia delle mura. Image:
20090318/foto/4901.jpg
( da "Resto
del Carlino, Il (Bologna)" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
PORRETTA pag.
( da "Sole
24 Ore, Il (Sud)" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Sud sezione: SICILIA data:
2009-03-18 - pag: 5 autore: Costruzioni. Secondo i
calcoli della Cgil siciliana le risorse disponibili per interventi
infrastrutturali ammontano a 7 miliardi Il blocco dei fondi affossa l'edilizia
Grandi opere ferme: dal passante di Palermo all'interporto di Termini Imerese PAGINA A CURA DI Gioia Sgarlata Quasi 7 miliardi bloccati dalla burocrazia
e dalla politica. Sei miliardi e mezzo solo per le grandi opere, secondo i
calcoli della Fillea, il sindacato degli edili della
Cgil. Poco meno di un miliardo ( 750 milioni di euro) se si guarda all'elenco
di opere medio – piccole e immediatamente cantierabili
stilato dall'Ance Sicilia. Due punti di vista diversi per un'unica battaglia,
quella contro la crisi che - dicono all'unisono imprese e lavoratori -
attanaglia l'ediliziasiciliana ormai da un anno. «Serve uno scatto forte da parte della politica – dice il
segretario regionale della Fillea Cgil, Salvo Giglio
–.E occorre sbloccare tutto ciò che è possibile». Così ai fondi per le opere
pubbliche si aggiungono quelli programmati per i porti (quasi 23 milioni per il
2009 appena riconfermati in Gazzetta ufficiale) e quelli dell'Inail per la
sicurezza nell'edilizia scolastica: oltre 6 milioni per il 2008 e 2 milioni e
mezzo per il 2009. «Il 23 marzo – annuncia Giglio – presenteremo un dossier
anche per capire quante sono le risorse disponibili per ristrutturazioni e
lavori nelle scuole». In cima alla lista dei problemi c'è la carenza e la
lentezza della progettazione. Come nel caso della strada statale 117 Nord-Sud,
Santo Stefano di Camastra – Gela. Una delle opere
strategiche sulle quali il governo regionale ha già fatto sapere di voler
puntare parte delle risorse della nuova programmazione comunitaria 2007-2013.
Il costo complessivo dell'opera è di 823 milioni di cui 240 per progetti già
finanziati, 427 per alcuni lotti da autorizzare a completamento dell'opera. Nei
fatti l'Anas ha pubblicato a fine anno un bando da 46
milioni ed entro giugno dovrebbe aggiudicare lavori per 74 milioni. A
richiedere tempo sono peròle varianti legate alla
morfologia del territorio. Ma i ritardi per l'avvio dei lavori sono una
costante di ogni provincia. Così nel palermitano a non decollare sono, per
esempio, i cantieri per l'interporto di Termini Imprese: 140 milioni il
finanziamento, e lavori bloccati per mancanza di nulla osta del Cipe. Mentre in città le opere per il passante ferroviario
- che valgono 900milioni - procedono a rilento e quelle del tram – da 245
milioni sono ferme perché mancano i soldi per rimuovere le sottoreti. A
Siracusa, secondo la Fillea, si potrebbero attivare
lavori per 782 milioni. Soltanto portando avanti le opere finanziate: dalla
bonifica delle rade e delle aree industriali (costo 700 milioni di cui 230
milioni immediatamente esigibili); al cantiere della strada statale nel tratto
Siracusa – Floridia (80 milioni); al nuovo raccordo-rotonda di Lentini (due
milioni). Ad Agrigento la grande incompiutaè invece
il completamento della strada statale 189 (l'Anas ha aggiudicato
definitivamente l'appalto da qualche settimana per un valore di quasi 5
milioni). E se per Trapani, la Fillea fa i conti che
ci sono opere per 30 milioni di euro da sbloccare solo con l'ultimazione della
banchina del porto; a Messina la burocrazia
immobilizza un'altra opera strategica: il raddoppio ferroviario con Catania. «C'è già il progetto esecutivo. Per avviare i cantieri serve
solo che la Regione convochi la conferenza dei servizi»
dice Giglio. Intanto però, Rfi (Rete ferroviaria
italiana) ha tolto il raddoppio dal piano annuale dei cantieri da finanziarie
ed ha posticipato tutto al 2011, accantonando lavori per 1, 970 milioni. Altra
grande opera bloccata è l' autostrada Catania-Ragusa, infrastruttura da realizzare in project financing- costo complessivo proposto di circa 1 miliardo
di euro – e un tempo di costruzione di circa 53 mesi a partire dalla stipula
della convenzione. A riprova dei ritardi causati dalla progettazione, arriva
anche la ridefinizione del programma regionale di spesa 2008 per i lavori
portuali. Del milione a disposizione per il 2008, sono rimasti 737 mila euro
che serviranno ai lavori dell'unico progetto definitivo approvato. Quello per
il rifiorimento dei tratti della mantellata della diga foranea di ponente nel
Comune di Licata. Per il 2009 sono previsti, invece, lavori per quasi 23
milioni. Ma solo la metà delle opere in elenco è dotata già di progetto
definitivo. Commenta l'assessore al Bilancio Michele Cimino: «I
segnali di allarme sono condivisibili. La nostra capacità come classe dirigente
deve essere quella di finanziarie opere con progetti immediatamente esecutivi
in modo da dare respiro al settore». IL DOSSIER Il sindacato presenterà il 23
marzo al governo regionale un documento su tutti gli interventi
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del 18-03-2009)
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Provincia di Nuoro Pagina 5018 Dorgali. Mentre scoppia la polemica sui gazebo nel viale Palmasera di Cala Gonone A
rischio l'avvio della stagione turistica Dorgali.. Mentre scoppia la polemica sui gazebo nel viale Palmasera di Cala Gonone
Soprintendenze senza personale, problemi per le concessioni -->
Soprintendenze senza personale, problemi per le concessioni Un operatore senza
nullaosta dell'Ufficio paesaggio accusa il Comune: «Sono l'unico ad essere
stato colpito, controllo discriminatori». Oltre allo spettro della crisi, nubi
minacciose si addensano sulla prossima stagione turistica ormai alle porte a
Cala Gonone e Dorgali.
Mentre in tutta Italia si pensa a come snellire le procedure, g li operatori infatti devono fare i conti con impreviste
lungaggini burocratiche nel rinnovo delle licenze provocate dalla mancanza di
personale nelle Sovrintendenze. RISTORATORE NEI GUAI A questo problema generale
si aggiungono situazioni particolari. Anche perché la maggior parte di
ristoranti, alberghi e locali aperti lungo il viale Palmasera
a Cala Gonone, sono dotati di gazebo sarebbero
sprovvisti dell'autorizzazione che dovrebbe essere rilasciata dall'ufficio
Tutela paesaggio per occupare il suolo pubblico. La polemica segnalazione
arriva da Paolo Sotgiu proprietario del ristorante
Snoopy, che allo scadere dei cinque anni di regolare concessione,
contrariamente ai suoi colleghi, si è visto recapitare una denuncia per il
mancato rinnovo del nullaosta: «Nell'ottobre scorso», racconta l'operatore
turistico, «mi è scaduta l'autorizzazione
paesaggistica con conseguente denuncia penale da parte dell'ufficio Tutela. Ho
dovuto smontare il mio gazebo in legno antistante al ristorante, adoperato
durante la stagione turistica per far mangiare clienti. Se non avessi disfatto
la struttura, l'alternativa sarebbe stata quella di inoltrare una richiesta di
sanatoria agli uffici competenti che se, accolta, avrebbe trasformato la
querela penale in sanzione amministrativa di sedicimila euro». DISCRIMINAZIONI
A fine febbraio, Paolo Sotgiu, una volta raccolta
tutta la documentazione necessaria, ha presentato la domanda presso il Suap (Sportello unico aziende e imprese) che si occupa
anche di rilasciare questo genere di permessi. «Contemporaneamente
- racconta sempre il ristoratore - vedevo che le altre strutture continuavano a
mantenere sul suolo pubblico analoghi ombrelloni, gazebo e chioschi senza avere
subito nessun controllo. Allora ho constatato personalmente, attraverso l'accesso
agli atti amministrativi richiesti all'ufficio Tutela e paesaggio del Comune di
Dorgali, che su otto strutture ben sei non
possedevano l'autorizzazione paesaggistica, mentre altre l'avevano
scaduta, dunque anche loro erano in una condizione di abuso. Dopo la mia
segnalazione agli uffici competenti, malgrado i
sopralluoghi della polizia municipale e del Corpo forestale, nessuno ha
smontato i gazebo. Addirittura alcune di queste secondo le dichiarazioni della
Forestale avrebbero disfatto da anni i loro gazebo pur trovandosi questi ancora
al proprio posto. Sono convinto che se nessuno dei proprietari si è preoccupato di smontare dette strutture - accusa Paolo Sotgiu - l'amministrazione comunale, abbia avuto un
atteggiamento discriminatorio solo e esclusivamente nei miei confronti».
REPLICA IL COMUNE Una tesi rigettata con forza
dall'assessore alla Viabilità Salvatore Mele: «I controlli delle autorità
competenti - dice l'amministratore di Dorgali -
stanno proseguendo lungo tutto il litorale e già qualcuno in questi giorni ha
smontato il gazebo e gli altri gestori senza regolare permesso subiranno lo
stesso trattamento». Ma Paolo Sotgiu sottolinea come
fin ora sia stato l'unico a essere stato fortemente penalizzato:
«Paradossalmente, potrò montare il gazebo, secondo i tempi previsti dalla legge
per ottenere tutte le autorizzazioni solo alla fine di maggio, perdendo così la
possibilità di avviare da Pasqua la stagione turistica, contrariamente ai miei
colleghi che continuano a esercitare l'attività serenamente». LA BUROCRAZIA Ma nell'uovo pasquale potrebbero nascondersi amare
sorprese per tutti gli operatori stagionali di Dorgali
e Cala Gonone nel rinnovo delle licenze che
passeranno per lo Sportello Suap. «Contrariamente
a quanto è stato pubblicizzato - afferma Salvatore Mele - sarà impossibile
rilasciare contestualmente in venti giorni tutte le autorizzazioni necessarie.
Gli interessati infatti dovrebbero presentare domanda
adesso e non nel mese di maggio perché rischiano di ottenere la licenza a
stagione inoltrata. Infatti la Soprintendenza alle
belle arti di Sassari chiamata per conto dello Stato a confermare il parere
paesaggistico, ha già dichiarato che per motivi di organico non potrà
partecipare a tutte le conferenze di servizio comunali organizzate dai diversi
sportelli comunali Suap. Questo comporterà che
l'operatore stagionale otterrà la sua concessione automaticamente dopo i
sessanta giorni per il silenzio assenso previsti in questi casi dalla legge,
che si andranno a sommare ai venti giorni previsti dalla tempistica Suap». SONIA MELONI
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del 18-03-2009)
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Nuoro e Provincia Pagina 5015
Provincia. Clamorosa indagine sui bilanci illustrata dal presidente Roberto Deriu: «Subito 28 milioni per lo sviluppo» Un
tesoretto-beffa di mezzo miliardo Provincia..
Clamorosa indagine sui bilanci illustrata dal presidente Roberto Deriu: «Subito 28 milioni per lo sviluppo» La crisi fa
scoprire i fondi non spesi dagli enti locali --> La crisi fa scoprire i
fondi non spesi dagli enti locali Mentre si chiedono interventi straordinari a
Stato e Regione si scopre che una cifra pari al 20 per cento del Pil nuorese è
congelata. La crisi tracima ovunque, ma fa anche venire a galla un tesoretto
inatteso. Oltre 571 milioni di euro da spendere, subito. Una cifra di tutto
rispetto: equivale al 20 per cento del Pil provinciale e anche al doppio delle
risorse che Provincia e Comuni mettono in circolazione in un'economia sempre
più asfittica. Il piano anticrisi delineato ieri dalla
Provincia parte da qui, dalla massa di euro del 2007 rimasta nelle casse
dell'ente oppure in quelle dei 52 Comuni. Il presidente Roberto Deriu riunisce i sindaci, assieme alle organizzazioni
professionali, per illustrare una proposta maturata dopo aver scandagliato
tutti i numeri che stanno dentro il bilancio degli enti locali. Contro la crisi
che divora perfino le speranze, lui affida il territorio a una ricetta facile,
quasi scontata: accelerare la spesa dei fondi disponibili, bloccati
per mille motivi nelle tortuose vie della burocrazia. LE RISORSE «Nessuna filosofia keynesiana in salsa provinciale»,
precisa Deriu, seduto accanto sindaco di Nuoro Mario Zidda e al presidente della Camera di commercio Romolo
Pisano. Nella platea non mancano le assenze, a iniziare dal sindaco di Macomer,
terzo Comune della provincia, che diserta l'incontro. Per lo più -
spiega il presidente della Provincia - le risorse non spese vengono dai lavori
pubblici, rallentati dalle mancate autorizzazioni, ma ci sono anche vecchi
residui: qualcuno risale al
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del 18-03-2009)
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Oristano e Provincia Pagina 4015 Il
nuovo servizio della diocesi arborense partirà entro
aprile. L'arcivescovo Ignazio Sanna:
siamo i primi in Sardegna Banca Caritas: cuore a interessi zero Il nuovo
servizio della diocesi arborense partirà entro
aprile. L'arcivescovo Ignazio Sanna: siamo i
primi in Sardegna Un fondo per piccoli prestiti a disposizione dei bisognosi
--> Un fondo per piccoli prestiti a disposizione dei bisognosi L'iniziativa
illustrata dall'arcivescovo in piena quaresima, il
periodo dell'anno che più di altri richiama i cristiani alla solidarietà. La
Caritas coma una banca, ma dotata di un grande cuore. Anche coloro che si
ritrovano nelle nuove povertà potranno avere accesso al credito. A loro,
seppure privi di garanzie patrimoniali personali e
considerati ?non sostenibili?, tende la mano la Caritas diocesana arborense che sta per attivare il servizio del
?microcredito?. LA PROPOSTA L'iniziativa è stata illustrata ieri mattina
dall'arcivescovo metropolita monsignor Ignazio Sanna
in piena quaresima, il periodo dell'anno che più di
qualunque altro richiama i cristiani alla solidarietà. Il presule ha ricordato
che le difficoltà, in questo particolare momento di crisi finanziaria mondiale,
«interessa specialmente le famiglie, molte delle quali non sono più in grado di
affrontare gli impegni finanziari programmati, che sembravano sostenibili, a
causa della perdita del posto di lavoro da parte di un coniuge o per altri
motivi contingenti». IL FONDO Con questo nuovo servizio, che partirà entro il
corrente mese o comunque entro aprile, l'arcidiocesi Arborense,
attraverso la Caritas diocesana, mette a disposizione dei bisognosi un fondo
che sarà utilizzato per piccoli prestiti. «È un piccolo gesto,
ma significativo», ha precisato monsignor Sanna,
«perché non si tratta di una concessione assistenziale a fondo perduto che si
esaurisce con le erogazioni, ma di un prestito fatto di
collaborazione senza eccessiva burocrazia, con rapporto interpersonale. Il prestito dovrà essere
restituito con un numero di rate che sarà concordato, e mano a mano che i soldi
rientrano nel fondo si potrà far fronte, con lo stesso sistema, alle necessità
di altre persone che potranno fruirne senza pagare alcun interesse». Per
ora il gruzzolo non è rilevante «ma potrà aumentare», ha aggiunto
l'arcivescovo, «con gli aiuti finanziari che dovessero arrivare dagli enti
pubblici e dai privati cittadini di buona volontà che potranno essere versati
sul conto corrente postale numero 12710091». E il primo invito esplicito a
collaborare in tal senso è stato fatto al Consiglio provinciale in occasione
della visita pastorale. Monsignor Sanna ha poi
precisato che «La diocesi di Oristano è probabilmente la prima in Sardegna ad
attuare questa iniziativa che invece è già attiva in una ventina di diocesi
italiane». INTERESSI ZERO La direttrice della Caritas Diocesana Giovanna Lai si
è poi soffermata nell'illustrazione di alcuni dettagli tecnici. Ha ricordato
che i prestiti, senza interessi per i beneficiari, saranno erogati dalla
Caritas attraverso una convenzione che a giorni sarà stipulata col Banco di
Sardegna. «I richiedenti», ha detto, «dovranno rivolgersi al proprio parroco o
direttamente alla Caritas diocesana che, dopo aver ascoltato le esigenze,
valuterà le situazione deciderà in tempi abbastanza
rapidi. Le restituzioni», ha precisato, «potranno avvenire anche in 24 o 36
mesi, con rate compatibili con le possibilità finanziarie di chi beneficia del
microcredito e senza alcuna spesa a loro carico». Sia l'arcivescovo, sia la
direttrice della Cartitas si sono soffermati sulle
varie forme di intervento dell'organismo diocesano aperto più che mai alle
nuove povertà. Entrambi si sono appellati alla generosità di tutti perché
collaborino con offerte (anche se piccole) e con la disponibilità ai vari
servizi a favore dei bisognosi. EMILIO FIRINU
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del 18-03-2009)
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Prov Sulcis
Pagina 2018 Portovesme Banchina inagibile, il
carbonile resta dov'è Portovesme --> L'Enel
vorrebbe tanto trasferire il carbonile nei pressi della nuova banchina del polo
industriale ma non può farlo perché l'approdo costruito e collaudato con
milioni pubblici, non è raggiungibile. Così le navi che trasportano carbone e
altre materie prime non possono attraccare nella banchina nuova di zecca. È
solo un esempio delle carenze infrastrutturali con cui da anni devono fare i
conti le aziende che operano a Portovesme. Si possono
chiamare ritardi burocratici, lungaggini politiche, ma il risultato è sempre lo
stesso: opere indispensabili per limitare le diseconomie restano al palo,
benché già finanziate. Nei giorni scorsi è stata l'Enel a sollevare il
problema-banchina in una lettera inviata tra gli altri al sindaco di Portoscuso e all'Arpas, in
risposta ad un esposto del consigliere dei Verdi Angelo Cremone
sulla polverosità del carbonile, troppo vicino al centro abitato. L'Enel ha comunicato di avere in progetto lo spostamento del
deposito in un'area vicina alla nuova banchina, ma che questo non potrà essere
realizzato perché serve il dragaggio del porto. «È vergognoso che la burocrazia blocchi opere fondamentali
anche per migliorare l'ambiente e la salute», dice Angelo Cremone.
(a. s.)
( da "Centro,
Il" del 18-03-2009)
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Ingegneri, architetti, costruttori
e sindacati: appello alle amministrazioni Edilizia bloccata, colpa dei permessi lumaca Tre anni contro i sei mesi previsti per
legge. Smaltito solo il 10 per cento delle pratiche Uffici inefficienti e tempi
di attesa troppo lunghi PESCARA. Per ottenere un permesso a costruire nel
comune di Pescara sono necessari tra i due e i tre anni, contro i sei mesi
previsti per legge. Ogni anno su circa 3.500 pratiche presentate, ne vengono
evase appena 350, il 10 per cento, mentre il resto giacce
negli uffici per un periodo pressocché infinito. Una
lentezza esasperante che rappresenta un colpo di grazia per l'edilizia privata,
già fortemente penalizzata dalla congiuntura economica negativa. Ed ecco l'appello,
alle amministrazioni pubbliche, ad invertire la rotta. La richiesta è partita
da Ordine degli architetti, Ance, Api Edil, Cna, Codici, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti, Federconsumatori, Feneal
Uil, Filca Cisl, Fillea
Cgil e Ordine degli ingegneri che, per la prima volta, hanno organizzato un
tavolo di lavoro permanente, sottoscrivendo un documento da inviare a Comuni,
Provincia e Regione. Nella lettera si parla del disagio causato dai lunghi
tempi di attesa per le pratiche edilizie che ha ricadute «sensibilmente
negative su tutta la filiera dell'edilizia», e cioè progettisti, imprese,
operai, artigiani, fornitori dei materiali e committenti-consumatori, costretti
a subire un aggravio di costi. In un momento di recessione in cui si cercano
possibili vie di uscita non è possibile assistere al «progressivo aumento di
lungaggini burocratiche, intoppi procedurali e inefficienze amministrative
degli uffici». Sarebbe sufficiente sbloccare le pratiche «per dare una boccata
di ossigeno al settore» e anche le casse del Comune ne trarrebbero giovamento,
visto che per ognuna di esse c'è un introito di circa duemila euro. A Pescara,
sostengono i protagonisti del tavolo, la questione andrebbe affrontata in
campagna elettorale ma in tutti gli altri Comuni va trovato il modo per
sbloccare le pratiche. Di certo non si può attendere oltre perché «l'edilizia
privata è in ginocchio», dice il presidente dell'Ordine degli Architetti Marco
Volpe, e si potrebbe pensare di superare la stasi «affidando all'esterno le
pratiche», come suggerisce il vice presidente Maurizio Vicaretti.
Con gli appalti pubblici fermi «vanno rimesse in moto le risorse private»,
commenta Carmine Salce (Cna),
ma «le amministrazioni devono darci una mano sbloccando le pratiche», specie
per gli interventi minori, che sono l'80 per cento, come sottolinea Antongiulio Ciaramellano. E
d'altronde, aggiunge Luca Di Tecco (Confartigiani), «se il Comune non ha le risorse deve permettere ai privati di lavorare e snellire la burocrazia». Con i permessi fermi
«vengono lesi i diritti dei consumatori», aggiunge Franco Leone
(Federconsumatori) che parla di un «crollo dei mutui del 132 per cento, in
Abruzzo». Pescara «vive di edilizia e rimettendola in moto si risolleva
l'economia», dicono Camillo Antonucci (Cisl) e Bruno Santori (Confesercenti),
ma ora il settore è bloccato, ha perso il 20 per cento della forza lavoro e
altri 6.000 posti sono a rischio. «Meno demagogia e più azione», esorta Roberto
Chiola (Ance). Flavia Buccilli
( da "Repubblica.it" del
18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
ASSISTIAMO impotenti al dolore di
tante famiglie che vedono i loro figli finire miseramente vittime o mandanti
delle organizzazioni della camorra (...) La Camorra oggi é una forma di
terrorismo che incute paura, impone le sue leggi e tenta di diventare
componente endemica nella società campana. I camorristi impongono con la
violenza, armi in pugno, regole inaccettabili: estorsioni che hanno visto le
nostre zone diventare sempre più aree sussidiate, assistite senza alcuna
autonoma capacità di sviluppo; tangenti al venti per cento e oltre sui lavori
edili, che scoraggerebbero l'imprenditore più temerario; traffici illeciti per
l'acquisto e lo spaccio delle sostanze stupefacenti il cui uso produce a schiere giovani emarginati, e manovalanza a disposizione
delle organizzazioni criminali; scontri tra diverse fazioni che si abbattono
come veri flagelli devastatori sulle famiglie delle nostre zone; esempi
negativi per tutta la fascia adolescenziale della popolazione, veri e propri
laboratori di violenza e del crimine organizzato. E' oramai chiaro che il
disfacimento delle istituzioni civili ha consentito l'infiltrazione del potere
camorristico a tutti i livelli. La Camorra riempie un vuoto di potere dello
Stato che nelle amministrazioni periferiche é caratterizzato da corruzione,
lungaggini e favoritismi. La Camorra rappresenta uno Stato deviante parallelo
rispetto a quello ufficiale, privo però di burocrazia e d'intermediari che sono la
piaga dello Stato legale. L'inefficienza delle politiche occupazionali, della
sanità, ecc; non possono che creare sfiducia negli abitanti dei nostri paesi;
un preoccupato senso di rischio che si va facendo più forte ogni giorno che
passa, l'inadeguata tutela dei legittimi interessi e diritti dei liberi
cittadini; le carenze anche della nostra azione pastorale ci devono
convincere che l'Azione di tutta la Chiesa deve farsi più tagliente e meno
neutrale per permettere alle parrocchie di riscoprire quegli spazi per una
"ministerialità" di liberazione, di
promozione umana e di servizio. OAS_RICH('Middle'); Forse le nostre comunità avranno bisogno di
nuovi modelli di comportamento: certamente di realtà, di testimonianze, di
esempi, per essere credibili. Il nostro impegno profetico di denuncia non deve
e non può venire meno. Dio ci chiama ad essere profeti (...) Ai preti nostri
pastori e confratelli chiediamo di parlare chiaro nelle omelie ed in tutte
quelle occasioni in cui si richiede una testimonianza coraggiosa; alla Chiesa
che non rinunci al suo ruolo "profetico" affinché gli strumenti della
denuncia e dell'annuncio si concretizzino nella capacità di produrre nuova
coscienza nel segno della giustizia, della solidarietà, dei valori etici e
civili. Tra qualche anno, non vorremmo batterci il petto colpevoli e dire con
Geremia: "Siamo rimasti lontani dalla pace... abbiamo dimenticato il
benessere... La continua esperienza del nostro incerto vagare, in alto ed in
basso,... dal nostro penoso disorientamento circa
quello che bisogna decidere e fare... sono come assenzio e veleno". (18 marzo 2009
( da "Stampaweb, La"
del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Quando il proprio mondo è
imbozzolato in una valigia, perderla significa impazzire di rabbia. Come si fa
senza il prezioso ricambio di mutande? E lo spazzolino che funzionava alla
perfezione? E il sofisticato golfino di cachemire che era un piccolo status e
anche un segno d?amore natalizio? Rassegniamoci. Perdere il proprio bagaglio,
sballottato da un aereo a un altro, da un nastro trasportatore a una macchina
ai raggi X, e poi svanito in uno di quei non-luoghi per eccellenza che sono gli
aeroporti, è diventata l?esperienza più normale del mondo. Nessun viaggiatore è
più al sicuro. Ecco il dato dell?Auc
inglese, che sta per «Air transport users council» ed è
l?organizzazione che raccoglie i viaggiatori dei cieli: soltanto nel 2007 sono
state perdute 1 milione di valigie. § Altro dato: le compagnie aeree dei cinque
continenti - e più di tutte le low cost
- hanno fatto terribili pasticci con altri 42 milioni di bagagli, spedendoli in
posti sbagliati e consegnandoli alle persone sbagliate, inanellando errori e
approssimazioni e aggiungendoci anche inutili e umilianti stoccate di burocrazia. Piccola consolazione: tante vittime si sono
scoperte involontarie protagoniste di storie tragicomiche, buone da essere
raccontate e ri-raccontate. Trasformandosi, così, da
tapini in mini-eroi. E? bene sapere - per chi non se
ne fosse ancora accorto - che le compagnie sono sempre più spilorce. Ce ne sono
alcune che non tirano fuori più di 20 euro, indipendentemente dai tempi di attesa, mentre un?altra si rifiuta di
rimborsare i passeggeri per danni inferiori ai 45. E avete già sentito la
storia del passeggero che ha denunciato la scomparsa delle proprie cose,
stimando il danno a 1600 euro e vedendosene accreditare 115? E? una vicenda vera. Così come è autentica quella del surfista,
che, dopo aver ritirato la sua tavola da mille euro e averla scoperta
danneggiata, si è visto arrivare un assegnino da 95
euro, perché non aveva lo scontrino d?acquisto (in negozio aveva messo piede
tre anni prima e - vi sembrerà strano - non aveva più il pezzetto di carta). La
situazione - rivela la ricerca dell?Auc - è la peggiore di sempre e indica un trend. C?è anche
il caos bagagli a pesare nella crisi attuale. Conclusione: se non ci penserà il
disastro dell?economia globale a contrarre il numero
dei passeggeri, dei voli e, probabilmente, anche di molte compagnie, i numeri
dei «lost for ever» sono destinati ad aumentare. Trenta milioni di
bagagli smarriti e ritrovati (non sempre in condizioni accettabili) nel 2005,
36 nel 2006, 42 nel 2007 e addirittura 70 milioni tra un decennio. Che fare?
Mentre l?Ue apre un?inchiesta, decisa dal commissario ai Trasporti, Antonio Tajani, c?è chi chiede misure forti. «Le
compagnie sono responsabili della perdita dei bagagli e, quindi, al di là delle
norme sull?aviazione che prevedono i rimborsi, devono
istituire un fondo per risarcire in automatico gli utenti rimasti senza valigia
o che hanno subito ritardi nella riconsegna - intima il presidente del
Codacons,
( da "Repubblica,
La" del 18-03-2009)
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Pagina XI - Milano La Cgil: negli
uffici immigrazione gli stessi impiegati di dieci anni fa
Stranieri senza permesso per colpa della burocrazia La città «epicentro del fenomeno immigratorio», con circa
300mila stranieri, il triplo della media nazionale, è al 95esimo posto tra le
province per efficienza nel rilascio dei nulla osta. Prefettura, questura e
Comune hanno oggi gli stessi dipendenti impegnati negli uffici Immigrazione di
dieci anni fa, quando gli extracomunitari erano 30mila. Cosicché, in due
anni, su 80.389 domande di regolarizzazione presentate da stranieri poco più
della metà - 57,5% - si sono tramutate in nulla osta. In base a questi dati, la
Cgil parla oggi di «una situazione al limite dell´insostenibile» con la
«legalità negata dalla burocrazia che spinge migliaia
di immigrati nelle mani della criminalità». Nel 2008 i regolari in città sono
passati da
( da "Repubblica,
La" del 18-03-2009)
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Pagina 37 - Cronaca è la camorra il
nuovo terrorismo DON GIUSEPPE DIANA Assistiamo impotenti al dolore di tante
famiglie che vedono i loro figli finire miseramente vittime o mandanti delle
organizzazioni della camorra (...) La Camorra oggi é una forma di terrorismo
che incute paura, impone le sue leggi e tenta di diventare componente endemica
nella società campana. I camorristi impongono con la violenza, armi in pugno,
regole inaccettabili: estorsioni che hanno visto le nostre zone diventare
sempre più aree sussidiate, assistite senza alcuna autonoma capacità di
sviluppo; tangenti al venti per cento e oltre sui lavori edili, che
scoraggerebbero l´imprenditore più temerario; traffici illeciti per l´acquisto
e lo spaccio delle sostanze stupefacenti il cui uso produce a schiere giovani emarginati, e manovalanza a disposizione
delle organizzazioni criminali; scontri tra diverse fazioni che si abbattono
come veri flagelli devastatori sulle famiglie delle nostre zone; esempi
negativi per tutta la fascia adolescenziale della popolazione, veri e propri
laboratori di violenza e del crimine organizzato. E´ oramai chiaro che il
disfacimento delle istituzioni civili ha consentito l´infiltrazione del potere
camorristico a tutti i livelli. La Camorra riempie un vuoto di potere dello
Stato che nelle amministrazioni periferiche é caratterizzato da corruzione,
lungaggini e favoritismi. La Camorra rappresenta uno Stato deviante parallelo
rispetto a quello ufficiale, privo però di burocrazia e d´intermediari che sono la
piaga dello Stato legale. L´inefficienza delle politiche occupazionali, della
sanità, ecc; non possono che creare sfiducia negli abitanti dei nostri paesi;
un preoccupato senso di rischio che si va facendo più forte ogni giorno che
passa, l´inadeguata tutela dei legittimi interessi e diritti dei liberi
cittadini; le carenze anche della nostra azione pastorale ci devono
convincere che l´Azione di tutta la Chiesa deve farsi più tagliente e meno
neutrale per permettere alle parrocchie di riscoprire quegli spazi per una
"ministerialità" di liberazione, di
promozione umana e di servizio. Forse le nostre comunità avranno bisogno di
nuovi modelli di comportamento: certamente di realtà, di testimonianze, di
esempi, per essere credibili. Il nostro impegno profetico di denuncia non deve
e non può venire meno. Dio ci chiama ad essere profeti (...) Ai preti nostri
pastori e confratelli chiediamo di parlare chiaro nelle omelie ed in tutte
quelle occasioni in cui si richiede una testimonianza coraggiosa; Alla Chiesa
che non rinunci al suo ruolo "profetico" affinché gli strumenti della
denuncia e dell´annuncio si concretizzino nella capacità di produrre nuova
coscienza nel segno della giustizia, della solidarietà, dei valori etici e
civili. Tra qualche anno, non vorremmo batterci il petto colpevoli e dire con
Geremia: "Siamo rimasti lontani dalla pace�
abbiamo dimenticato il benessere� La continua
esperienza del nostro incerto vagare, in alto ed in basso,� dal nostro penoso disorientamento circa quello che
bisogna decidere e fare� sono come assenzio e
veleno".
( da "Basilicanet.it" del
18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
MOLLICA SUL
TURISMO BALNEARE 18/03/2009 12.19.39 [Basilicata] (ACR) - "Chiedo scusa al
settore balneare.
Una dichiarazione, la mia, che scaturisce dopo aver appreso che quanto fatto in
sede di finanziaria con lâ??introduzione
nella stessa dellâ??art. 47, piuttosto che snellire
le procedure ed agevolare lo svolgimento dellâ??attività , va ad aggravare lâ??intero
procedimento per eccesso di burocratizzazioneâ?. Ad
affermarlo il Consigliere
regionale del gruppo Federazione di Centro, Francesco Mollica, il quale ricorda
che â??lo scorso dicembre, in sede di finanziaria,
accogliendo le richieste che pervenivano dal settore balneare, ho presentato un
emendamento con cui si confermavano le concessioni stagionali, di cui allâ??art. 34 della L.R. n. 1/06,
con provvedimenti di durata quadriennale. Lâ??individuazione di soluzioni alternative alla proroga
annuale delle concessioni, trovava fondamento nella necessità di porre
gli operatori del settore turistico balneare nella condizione di programmare le
proprie attività e i propri interventi in un periodo di tempo più¹ ampioâ?.
â??Purtroppo â?? sottolinea il consigliere -
nonostante da più¹ parti provengano i buoni propositi
per implementare ed aiutare lâ??unico settore che
sembra reggere lâ??urto con la dilagante crisi
economica e nonostante si continui a parlare di allungamento della
stagionalità , nei fatti e nella realtà tutto ciò²
viene smentito dalla burocrazia o, peggio, da una
sorta di occulta volontà politica che sembra tarpare le ali al settore
del turismo balneare, ancora in crescita e che, con gli strumenti giusti,
potrebbe far crescere lâ??intera regioneâ?.
â??Bisogna infatti considerare â?? continua il
consigliere - che i ritardi in questo settore vengono da lontano, nel senso che già nel
momento in cui si è¨ approvato il Piano dei Lidi, lo
si faceva in maniera parziale, lasciando fuori alcune concessioni, per le quali
si paventava e si programmava la necessità di disporre una Variante allo
stesso piano regionale che, ad oggi, continua a scontare un iter formativo
molto lungo ed impegnativo. La previsione normativa dellâ??art. 47 poteva dar respiro allâ??intero settore ma, ancora una volta, la farraginosità
della macchina amministrativa crea ritardi e lungaggini che mal si conciliano
con lâ??avvicinarsi della stagione primaverile ed
estiva. Infatti in Giunta regionale, ormai da tempo, è¨ allâ??esame la delibera per
dare concreta attuazione alla predetta previsione normativa ma sembra che la
stessa si sia â??incagliataâ?? in
uno scoglio insormontabile, o peggio, qualcuno lâ??abbia
voluto far arenareâ?. â??Tale situazione
â?? conclude Mollica - non può² essere ulteriormente tollerata perché© non ha senso da un lato parlare di aiuti ai settori
in crisi e dallâ??altro agire, o meglio non agire,
penalizzando settori trainanti della nostra economiaâ?.
( da "Trend-online" del
18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Quando non tutte le crisi vengono
per nuocere PRIMO PIANO, clicca qui per leggere la rassegna di
ilsussidiario.net , 18.03.2009 13:28 Scopri le
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solo bisogno di meno burocrazia, di una maggiore
solidità patrimoniale, sostenuta anche da istituzioni finanziarie all?altezza, e di un management formato in università dove
si insegni a guardare la realtà, che non si può certo creare in laboratorio ma
solo servire. Per gentile concessione de ilsussidiario.net - ®Tutti i diritti riservati
( da "Denaro,
Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Campania sviluppo
Un nuovo modello contro la crisi Domani convegno della Compagnia delle Opere:
Come rilanciare le Pmi Sussidiarietà e piccole e
medie imprese: un nuovo modello di sviluppo. E' uno dei temi che saranno
affrontati domani a Napoli nel corso del convegno intitolato "Affrontare
la crisi, rilanciare l'impresa", organizzato da Compagnia delle Opere. Nel
corso del convegno sarà presentato il volume "Sussidiarietà e... piccole e
medie imprese", rapporto a cura della Fondazione per la Sussidiarietà. Tra
i risultati del rapporto va sottolineato come in tempi di crisi le Pmi chiedono più libertà e decentramento, sono pronte a
mettersi insieme per contare di più sia nel favorire gli investimenti in
ricerca e sviluppo sia per migliorare le relazioni con le istituzioni
pubbliche, da cui molto probabilmente si sentono un po' lontane e trascurate.
Di seguito un articolo di presentazione del rapporto a cura di Carlo Lauro,
responsabile del Dipartimento Ricerca della Fondazione per la Sussidiarietà. carlo lauro* L'indagine del 2009
"Sussidiarietà e... piccole e medie imprese", effettuata dalla
Fondazione per la sussidiarietà su un campione di 1.600 aziende manifatturiere
rappresentativo delle dimensioni piccole e medie e per macro regione, si è
proposta in particolare di esaminare quali siano i fattori capaci di rendere
competitiva una piccola impresa. I recenti avvenimenti hanno dimostrato,
qualora ce ne fosse ancora bisogno, che il paradigma della massimizzazione del
profitto di breve periodo (trimestrale), tipico della grande impresa quotata in
Borsa, può talvolta condurre a risultati perversi e comunque risulta essere
riduttivo se applicato alla realtà delle piccole e medie imprese. L'ipotesi del
lavoro è invece che alla base dell'attività imprenditoriale vi sia uno slancio,
una vitalità e uno spirito che non si possono in alcun modo ridurre alla mera
ricerca del massimo profitto. In accordo con questa ipotesi
"antropologica", la competitività della piccola impresa deve essere
collocata all'interno di una concezione "sussidiaria" che in questo
contesto si esprime secondo due dimensioni tra loro complementari: - la
sussidiarietà interna che fa riferimento alla centralità e crescita della persona,
(imprenditore, manager, personale); - la sussidiarietà esterna che fa
riferimento alla libertà di azione (intrapresa) e allo sviluppo di relazioni
significative sia con altre imprese sia con portatori di interessi (azionisti,
clienti, fornitori, istituzioni, società civile). Tra i risultati del rapporto
va sottolineato come in tempi di crisi le Pmi
chiedono più libertà e decentramento, sono pronte a mettersi insieme per
contare di più sia nel favorire gli investimenti in ricerca e sviluppo (uno
sforzo da condividere anche con i concorrenti) sia per migliorare le relazioni
con le istituzioni pubbliche, da cui molto probabilmente si sentono un po'
lontane e trascurate. Sul fronte dei rapporti sindacali, invece, promuovono a
pieni voti la contrattazione decentrata e la valorizzazione dei lavoratori,
sfruttando soprattutto le risorse interne. E a fare da battistrada a queste
richieste anti-recessione sono le Pmi del Nord-Est,
che negli anni hanno dato vita a forme, anche impetuose, di sviluppo autonomo.
Accanto ai tradizionali ma pressanti richiami all'alleggerimento delle trafile
burocratiche e alla maggiore collaborazione con clienti e fornitori, più del 90
per cento delle Pmi italiane, chiamate a fronteggiare
la una crisi aprono le porte a misure improntate alla
sussidiarietà e alla capacità di condividere, di fare rete, di associarsi.
Basti pensare che quattro su dieci sono iscritte ad
associazioni di categoria o appartengono a un polo distrettuale e un altro 15
per cento fa parte di consorzi di imprese. Il Rapporto 2009 "Sussidiarietà
e... piccole e medie imprese", effettuato dalla Fondazione per la
sussidiarietà su un campione di 1.600 aziende (all'80 per cento di piccole
dimensioni, perlopiù concentrate nel Nord-Est e nel Nord-Ovest e per metà
società di capitali), mette in luce che le Pmi non
chiedono privilegi, ma la possibilità di esprimere appieno le proprie
potenzialità e la propria forza, a partire da una robusta semplificazione
amministrativa e fiscale, base irrinunciabile (a ribadirlo è il 55 per cento
delle imprese) per favorire lo sviluppo. La prima evidenza che emerge dal
Rapporto è che, mentre oggi si discute molto di aiuti alle grandi imprese, le Pmi, che sono il nerbo del nostro tessuto produttivo e
della nostra capacità di reggere sui mercati internazionali, vogliono libertà: meno vincoli con la burocrazia, più spazio alla contrattazione decentrata, taglio di tassazioni
inique. In secondo luogo, il 73 per cento delle Pmi è
aperto al confronto con dipendenti e collaboratori e il 95 per cento sente
fortemente la coincidenza fra interessi dei lavoratori e interessi
dell'imprenditore. Infine, il Rapporto mette in luce il valore delle
alleanze, con altre imprese e con le istituzioni per far sentire la propria
voce Un ultima risultanza della ricerca legata ai due elementi di
stratificazione del campione porta alle seguenti conclusioni: la dimensione ha
effetti sugli atteggiamenti sussidiari (mediamente più elevati nelle imprese
medie rispetto alle piccole); parimenti l'area geografica evidenzia differenti
comportamenti rispetto alla sussidiarietà: il Nord-est si manifesta come l'area
a maggior potenziale di sussidiarietà, seguita dal Centro, laddove il Sud e il
Nord-Ovest rivelano una minore propensione alla sussidiarietà seppure
giudicabile come sufficiente. L' indagine indica
chiaramente come la sussidiarietà e in particolare l'attenzione al capitale
umano siano concetti profondamente avvertiti dalle nostre Pmi.
Allo stesso tempo i risultati mostrano anche le strade da percorrere per far
emergere in modo consapevole e operativo l'importanza di questo principio così
da superare l'attuale crisi e favorire uno sviluppo alternativo del nostro
territorio. Si tratta a ben vedere di un modello di sviluppo che non può che
nascere dal basso date le peculiarità del nostro sistema imprenditoriale
incentrato su dimensioni aziendali decisamente piccole e pertanto molto
flessibili. Il modello che si propone, incentrato sui principi della
sussidiarietà, non sarà orientato alla sola logica neoclassica del profitto, ma
basato sulla massimizzazione di un welfare diffuso e stabile nel lungo periodo
(anche in senso non economico), attraverso la valorizzazione della persona e la
creazione di relazioni con gli stakeholders, in
termini di reti verticali e orizzontali di imprese e non. A tal fine andranno
realizzate riforme idonee a favorire maggiormente la libertà di intrapresa non
prescindendo da valori come la responsabilità sociale d'impresa, in un contesto
in cui il ruolo dello stato sia quello di fare le regole e controllarne il rispetto.
In questo scenario le nostre imprese faranno certamente la loro parte. Anzi
saranno finalmente messe in condizione di fare di più e meglio. *responsabile
Dipartimento Ricerca Fondazione per la Sussidiarietà Il rapporto e le
testimonianze Domani, ore 18,30 Expo Napoli, Palazzo dei Congressi, Molo
Angioino Stazione Marittima Interviene Giorgio Vittadini
presidente Fondazione per la Sussidiarietà Testimonianze di imprenditori:
Giovanni Mannara vice presidente Strago Antonio Forino amministratore Gloves dei F.lli Forino Salvatore Strano presidente
Cooperativa Rione Sanità Sabato Manzo amministratore unico Monzurò
Conclusioni Bernard Scholz presidente Compagnia delle
Opere (Cdo) Modera Felice Siciliano direttore Cdo Campania Nel corso del convegno verrà presentato il
volume "Sussidiarietà e... Piccole imprese" del 18-03-2009
num.
( da "Sicilia,
La" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Cinque reati in un colpo solo
undici mesi a Salvatore Strano Accesissimo scontro politico sulla
problematica randagismo. Saranno gli effetti emotivi della tragedia di
Modica o una campagna elettorale ormai avviata, sta di fatto che lunedì sera in
occasione di una seduta del Consiglio comunale, si è consumata l'ennesima
polemica tra amministrazione comunale ed opposizione consiliare. Terreno di
scontro la mancata riapertura dell'ambulatorio veterinario comunale adibito a
servizio di sterilizzazione, microcippatura e di
anagrafe canina. E' chiuso dall'ottobre del 2006, sono trascorsi oltre due anni
e non è stato ancora riattivato nonostante l'ostacolo da superare fosse la
realizzazione di un ingresso laterale. Il laboratorio era stato aperto nella
stessa area che ospita il mattatoio e non sarebbe compatibile dalla normativa
un ingresso unico per animali da macellare e cani da sterilizzare. Le autorità
sanitarie provinciali hanno richiesto l'apertura del secondo ingresso, ma per fare
ciò il Comune ha dovuto affrontare l'intricato iter burocratico fatto di
autorizzazioni al Genio civile ed alla Soprintendenza, trattandosi di un
immobile che ricade nell'ambito delle mura medievali della città. In sostanza,
mentre in città imperversano cani randagi in tutti i quartieri, la burocrazia
impiega oltre due anni per realizzare un accesso all'ambulatorio. I ritardi
sono stati oggetto di critica da parte del consigliere socialista Paolo Mandracchia, autore di diverse interrogazioni con cui metteva
il risalto il problema e sollecitava l'amministrazione comunale a realizzare in
tempi decenti l'ingresso laterale al mattatoio. Dotato di sala
operatoria, sala visite, apparecchio radiografico, l'ambulatorio sarebbe
strumento utile a limitare il randagismo e fare in modo che i cani senza
padrone in giro per i quartieri siano in numero inferiore ad oggi. «La
situazione è drammatica - afferma Mandracchia - ci
sono evidenti responsabilità politiche, ai quali si
aggiunge il mancato accesso del Comune di Sciacca ai bandi regionali che
finanziano la realizzazione di canili pubblici». L'assessore Gianluca Guardino
replica: «Da anni facciamo avvisi pubblici per trovare un'area adeguata al fare
un canile - dice - ma non riusciamo a trovare quella che rispecchia le regole
dettate dalla normativa, ecco perché non abbiamo partecipato ai bandi
regionali». Intanto, il Comune impiega fondi del proprio bilancio per garantire
il mantenimento di cani ospitati in canili privati a Sciacca, Ribera e Santa
Margherita Belice. Giuseppe Recca
( da "Sicilia,
La" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
vittoria L'obesità infantile «Male da
prevenire» Vittoria. d.c.) La lista delle candidature
a difensore civico diventa una terna. L'avvocato Tano Foti
sceglie l'Aventino, infastidito dai tempi d'attesa di un'estenuante
burocrazia elettorale e
dalle pesanti critiche che la nomina accompagna. Rimangono aspiranti alla
carica di difensore della comunità civica dinnanzi ai cavilli e alle sperequazione dei "bureau" gli avvocati
Enrico Di Martino e Daniele Scrofani e il sociologo
Giovanni Lucifora, con un passato in tasca anche da
ex sindaco della città. Il sindaco coglie l'occasione anche per ribadire
il suo rammarico per la rinuncia di Foti, invitando
il professionista a ritornare su suoi passi. "Si perde una figura di
prestigio che avrebbe sicuramente ben figurato fra i competitori per la carica
" ha dichiarato Nicosia.
( da "Gazzettino,
Il (Venezia)" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
L'Ascom
chiede più trasparenza al Comune: «Ci sono venti autorizzazioni ancora
giacenti» Mercoledì 18 Marzo 2009, Dopo i ripetuti
sequestri di imbarcazioni da parte della polizia municipale, insorge una parte consistente dei trasportatori acquei, che si
sentono sempre più vessati dalla burocrazia e da interpretazioni restrittive delle norme. Dopo un gruppo di
operatori indipendenti che da tempo chiedono al Comune di mettere in circolo la
ventina di autorizzazioni al trasporto conto tersi mai
assegnate, interviene anche l'Ascom. «Colgo
l'occasione del sequestro dell'ennesima imbarcazione da trasporto merci perché
priva dell'autorizzazione in conto terzi - dichiara Francesco Tagliapietra, responsabile Provinciale del settore
trasporti di Confcommercio - per tornare a chiedere all'amministrazione
comunale di assegnare le autorizzazioni al trasporto merci in conto terzi
deliberate ma mai assegnate». Per Tagliapietra,
queste autorizzazioni permetterebbero di regolarizzare la posizione di
altrettante attività che da sempre si occupano di trasporti via acqua ma che,
per vari motivi, sono rimaste escluse ai bandi. «In un
momento economico come questo prosegue - dare la possibilità di regolarizzarsi
a chi ha già i requisiti, vuol dire contribuire a dare certezze ad un comparto
tra quelli che sta patendo di più la crisi e salvaguardare posti di lavoro.
Bene farebbe l'attuale amministrazione a risolvere il problema assegnando con
un apposito bando e regole certe e uguali per tutti, queste autorizzazioni che
giacciono nei cassetti di qualche ufficio e che gli operatori stanno chiedendo
ormai da troppi anni».
( da "Gazzettino,
Il (Venezia)" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Mercoledì 18 Marzo
2009, Il sistema del welfare italiano è insufficiente, la burocrazia è un impedimento
insormontabile e la tanto agognata semplificazione amministrativa resta una
chimera. Più che una tirata d'orecchie, quello della Confederazione Italiana
Agricoltori della provincia di Venezia è un vero e proprio affondo.
Quintali di complicatissimi moduli, autodichiarazioni ripetitive, documenti
ministeriali che non mirano all'accertamento dei diritti degli utenti, quanto a
mettere al riparo la stessa struttura pubblica da possibili frodi. Da qui
l'iniziativa della Cia Venezia che, per tutelare i 16.410 associati e tutti
coloro che desiderino rivolgersi ai sei uffici provinciali, ha istituito la
figura del "Garante degli utenti": chiunque potrà rivolgersi
gratuitamente per chiedere spiegazioni e dare suggerimenti sui servizi della
Cia, perché l'agricoltura, come ha spiegato il vicepresidente nazionale Enzo Pierangioli, «non è solo un settore economico, ma un
sistema di valori sociali, territoriali ed ambientali». Nel 2008 sono state
oltre 30mila le persone che a Venezia si sono rivolte ai Caf Cia e al Patronato
Inac per compilare modelli, pratiche previdenziali,
dichiarazione dei redditi, infortuni sul lavoro, calcolo dell'Isee. Cifra che ha spinto l'associazione, in collaborazione
con la Fondazione Humus, a elaborare l'indagine "Ascoltare per
Conoscere" su un campione di 1.295 contatti. Ne è risultato che gli utenti,
e non solo gli iscritti, chiedono maggior considerazione, minor burocrazia e, soprattutto, esigono veder rispettati i propri
diritti. Da qui il provocatorio slogan dell'incontro "Meno solidarietà e
più diritti", tenutosi ieri pomeriggio per presentare Sandro De Toffol, "Garante degli Utenti" ed ex dirigente
Cia. «Senza disconoscere l'importanza della
solidarietà, noi siamo per l'affermazione dei diritti perché un uomo è
veramente libero quando ha la certezza che i suoi diritti vengono rispettati.
Chi vive di solidarietà ha sempre qualcuno da ringraziare - ha sottolineato
Mario Quaresimin, presidente Cia Venezia -. Non
vogliamo confonderci con chi prende le decisioni, siamo solo un soggetto terzo
che offre consulenza, ma è indubbio che il sistema del welfare italiano è incapace di garantire i diritti dei cittadini». Esempio ne
è la social card, concessa, secondo Quaresimin, come
un'elargizione ed erogata in modo burocraticamente complicato e mortificante.
Per contattare il garante 340.1786079 o utenticia@ciavenezia.it, per tutti una
risposta entro 15 giorni. Giacomo Garbisa
( da "Gazzettino,
Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Mercoledì 18 Marzo
2009, Come succede spesso da noi, i problemi diventato in fretta emergenze e
non si sa più come affrontarle. Adesso siamo alla caccia aperta ai randagi da
parte di ronde armate. Nessuno, però, si era posto prima il problema dei troppi
cani randagi, dell'abbandono di un numero sempre crescente di animali
domestici, dell'insufficienza di una legge. Ci si è posti quello delle razze
pericolose e sempre dopo che c'era scappato il morto. Soltanto allora si è
arrivati a stilare un elenco delle razze da evitare e delle protezioni
necessarie. Adesso, si scopre l'emergenza randagi. C'è
stato un bambino azzannato e ucciso e, proprio nel giorno del suo funerale,
l'aggressione a una turista tedesca ricoverata in gravi condizioni. Nel
frattempo, si è scoperto che ci sono stati altri feriti e tutti nella stessa
zona, alla periferia di Ragusa. Una prima indagine sommaria ha messo in
evidenza responsabilità precise di chi doveva
custodire gli animali selvatici e per quella custodia veniva pagato dall'ente
pubblico. I venti cani che hanno aggredito il bambino, per esempio, non
venivano più considerati randagi: erano stati affidati a un custode. C'è gente
che intasca il compenso riconosciuto dai Comuni a chi si fa carico dei cani
senza padrone. Un giro d'affari che in Italia tocca i sette milioni di euro
l'anno e che non raramente è all'origine dei cosiddetti
"canili-lager". Esistono strutture create appositamente per
riscuotere finanziamenti comunali e incassano un tanto a cane. Il Comune, poi,
non controlla se gli animali sono nutriti e custoditi; spesso basta lasciarli
sopravvivere nella sporcizia per non perdere i finanziamenti. Il responsabile
dei randagi è il sindaco. Abbiamo una burocrazia folle che distingue mille
rivoli, ma quando deve attribuire responsabilità è grottesca nella sua
essenzialità: ai matti e ai cani randagi deve pensarci il sindaco! Gli
strumenti sono assurdamente gli stessi. Esiste una popolazione canina randagia
attorno alle città, non ha niente a che vedere con gli animali domestici.
Sono cani abbandonati che rubano e aggrediscono per procurarsi cibo, vivono in
branco. E sono tanti, più di quanti possiamo immaginarne. Le associazioni degli
animali calcolano che siano non meno di 700 mila in Italia. I cani domestici
regolarmente denunciati sono 6 milioni e mezzo, più di uno ogni dieci abitanti.
Gli italiani ogni anno ne comprano 150 mila e ne abbandonano altrettanti nello
stesso periodo. L'80% dei cani abbandonati muore per fame o per sete o sotto
un'auto; non pochi vengono utilizzati nei combattimenti clandestini; altri
ancora finiscono nei laboratori dove si pratica la vivisezione. Un cane abbandonato ogni cinque incrementa il randagismo.
Non è un fenomeno solo italiano, è anche questo un effetto della società
postindustriale e della crisi: negli Usa i randagi provocano danni per 80
milioni di dollari e causano 800 mila feriti, metà sono bambini. In Inghilterra
uno dei primi segnali della recessione è stato l'abbandono di moltissimi
animali domestici. In Italia tutti amano i cani e, soprattutto, dicono di
amarli; poi li abbandonano senza scrupoli, d'estate e d'inverno. C'è chi si
stanca del suo cane, chi avrebbe fatto meglio a non allevarlo, chi non ama
nemmeno i figli, figurarsi un animale. Poi ci stupiamo del randagismo e delle
aggressioni. E davanti al morto non si fa altro che ordinare di prendere il
fucile. Così la gente sta zitta, ma il problema ancora una volta non viene
risolto.
( da "Mattino, Il (Benevento)" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
NANDO SANTONASTASO Un fondo di
garanzia da 1,3 miliardi per le pmi: soddisfatto
presidente? «Non è una novità, ce l'avevano già
promesso. Mi fa piacere, certo, ma spero che l'annuncio si tramuti in un
intervento concreto subito: non tra 6 o 12 mesi, quando le imprese non ne
avranno più bisogno perché saranno già saltate». Paolo Galassi,
presidente di Confapi, la Confederazione delle piccole imprese che conta circa
50mila associati, attende il governo alla prova dei fatti. È scettico dopo
promesse rimaste tali, ma non rassegnato: «Noi imprenditori ci siamo sempre»,
assicura. Secondo lei le pmi che pure sono il 96% del
tessuto produttivo del Paese non ricevono la giusta attenzione dal governo?
«Guardi, se parliamo di soldi io le dico che ho fatto di recente un accordo con
una banca per 5 miliardi da destinare alle imprese Confapi di tutta Italia». Il
governo, cioè, ci ha messo troppo poco? «È che non
bastano i progetti, tutti belli ed efficienti, se poi restano sulla carta.
Oggi, ad esempio, noi incontreremo il ministro Scajola per parlare dello Small Business Act, un tavolo di
iniziativa per le piccole e medie imprese varato dall'Ue: ma
se dovessimo aspettare tutta la burocrazia europea i soldi arriverebbero quando ormai sarà troppo tardi».
Non c'è troppo pessimismo, presidente? «Altro che. La
verità è che ormai l'Italia è rimasta scottata dalla crisi. E oggi c'è
un'Italia a due marce, con quella delle piccole aziende, la fascia del 96%
appunto, che continua a chiedere, inascoltata, provvedimenti semplici
per sopravvivere e non lasciare a casa le persone. Quella che, per
esemplificare, vorrebbe posticipare a dicembre il pagamento delle tasse sui
redditi presunti del 2009 e avere una legge che impedisca alle banche di
continuare a tartassare gli imprenditori». Anche lei contro le banche? «Giudichi lei: la speculazione sui tassi applicati ai
prestiti è sotto gli occhi di tutti. In periodi normali, le banche si acocntentavano di praicare un
margine, il cosiddetto spread, tra lo 0,6% e l'1,2%. Ora che siamo in piena
recessione lo spread è salito al 2,5%-3%. E le imprese continuano a pagare il
denaro allo stesso prezzo. Sospetto che vogliano far pagare i loro debiti solo
all'impresa manifatturiera. Evidentemente è l'anello debole della catena». Il
governo e in particolare il ministro Tremonti hanno puntato l'indice sul
credito. Così come un altro ministro, Bossi, ha preso le vostre difese... «Guardi, io voglio essere realista. Dico a Berlusconi e a
Bossi: se ci siete, battete un colpo. In fondo servono interventi semplici e
soprattutto tempestivi, non svolte epocali. Purtroppo a certi tavoli sembra di
assistere a un copione già scritto, con documenti preordinati sui quali credo
che ci sia spesso lo zampino delle banche». Le banche? «A
me dà fastidio soprattutto che finiscano per premiare quasi sempre le imprese
che hanno innovato poco. Loro chiedono i fidi e subito li ottengono. Quelle che
invece hanno investito fior di denari sull'innovazione restano al palo: è
assurdo. Penso soprattutto alle imprese di quel 5-6% che esportavano il 60-70%
e che in pochi mesi sono passate da una crescita fortissima al crollo quasi
verticale: vivono oggi in una stretta creditizia drammatica ma se falliscono
loro si portano appresso tutto il sistema delle pmi,
inutile far finta di nulla. Perché allora non intervenire sull'Iva da
esportazione? I soldi che anticipiamo allo Stato ci rientrano doipo due anni: ce li diano subito». Ma è sensato sperare
di salvare tutto in queste condizioni? «No e non siamo
noi a pretenderlo. Ma mi chiedo: perché si sono dati soldi all'auto e agli elettrodomestici
senza pretendere che le aziende di settore non vadano a portare lavoro e
occupazione fuori dai nostri confini? Noi chiediamo interventi selettivi, premiando chi garantisce il mantenimento delle risorse
umane. Tremonti dice che i soldi sono pochi? Bene: se li orientasse sul
manifatturiero e sulle piccole imprese l'emorragia si arresterebbe».
( da "Panorama.it" del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
- Economia - http://blog.panorama.it/economia - Più ossigeno alle Pmi: la terapia
d'urto degli artigiani contro la crisi Posted By vasco_pirri_ardizzone On 17/3/2009 @ 18:43 In Headlines, NotiziaHome | No Comments "La necessità fondamentale per affrontare la
crisi in questo momento è che non manchi il credito. Le
piccole imprese riusciranno a sopravvivere solo se il Parlamento saprà ridare
ossigeno alle Pmi attraverso interventi strutturali
per semplificare l'attività imprenditoriale". Eccola la terapia
d'urto utile per [1] Confartigianato, che questa mattina a [2] palazzo San Macuto alla Camera dei Deputati, ha presentato un pacchetto
di misure economiche composto di 38 proposte, per combattere il momento
economico negativo del Paese. [3] Il presidente degli
artigiani, Giorgio Guerrini si è rivolto a
"maggioranza e opposizione, affinché insieme ci aiutino a fronteggiare la
crisi e a rilanciare la crescita e la competitività del Paese". Confartigianato
e il mondo delle piccole imprese che è composto da 4,3 milioni di imprese, che
dà lavoro a 11 mln e 300 mila persone e genera un
valore aggiunto di 380 mld di euro - non chiedono
aiuti, sconti o assistenzialismo, ma vogliono riforme tante volte annunciate,
ma finora mai attuate. Quali? Guerrini davanti ai
convegnisti ha spiegato: "Per semplificare l'attività d'impresa pensiamo alla nomina di un Commissario straordinario
anti-burocrazia, delegato
per la deregolazione e la semplificazione amministrativa".
[4] Quindi 7 capitoli in cui si articolano le proposte
di Confartigianato: credito e incentivi; misure per incentivare la domanda (in
particolare una riserva di appalti per le Mpi, la
riqualificazione del patrimonio edilizio pubblico, i servizi locali
gestiti dalle Mpi, lo sviluppo della green economy
che potrebbe dare lavoro ad oltre 1 mln di addetti, e
il comparto della manutenzione dei veicoli); incentivi fiscali; misure per la
crescita e la competività; misure per il sostegno del
lavoro e l'occupazione; energia; istituzione dell'Agenzia per la piccola
impresa (una proposta lanciata da Confartigianato al presidente del Consiglio
nei mesi scorsi). Per ciascuno di questi capitoli gli
artigiani propongono interventi finalizzati a potenziare strumenti già
esistenti (come i consorzi fidi per favorire l'accesso al credito o misure che
sciolgano il nodo dei pagamenti della Pa): "Si tratta ha detto il [5]
segretario generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli
di misure che per imprese sarebbero molto importanti. Basti pensare che
la crisi del credito è già costata alle imprese 12,5 mld di euro e che i ritardi dei pagamenti della Pa costano
alle nostre imprese 1,7 mld di oneri
finanziari". Tra le proposte in materia fiscale Confratigianato
chiede anche lo slittamento a novembre del pagamento delle imposte. "In
questo caso ha aggiunto Fumagalli non chiediamo
nessun regalo', ma un semplice differimento che
avrebbe il vantaggio di lasciare liquidità alle imprese". Il presidente di
Confartigianto ha concluso il suo ragionamento
sottolineando che "queste proposte, che sono il frutto di chi in mezzo
alle imprese vive tutti i giorni, servono per valorizzare le piccole imprese e
quindi far ripartire l'economia". Prima di chiudere il convegno di Confartigianato
è intervenuta la deputata Pd, [6] Maria Leddi Maiola, a nome dell'intergruppo
parlamentare per il sostegno alle Pmi, che ha
sostenuto l'importanza delle proposte di Confartigianato e per questo ha
invitato i vertici dell'associazione ad un incontro con i parlamentari di tutti
i gruppi per presentare il pacchetto economico anticrisi.
( da "Sestopotere.com"
del 18-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Istituto Fellini e fito-depurazione", la risposta dell'assessore Santi
alla Consigliera Pdl Angelotti
(18/3/2009 15:27) | (Sesto Potere) - Rimini - 18 marzo 2009 - "Ciò che è
apparso sui giornali in questi giorni riguardo gli
interventi al polo scolastico di Riccione non sono “enfatici annunci”, come
vorrebbe la consigliera del Pdl laura Angelotti, ma corrette informazioni ai cittadini sugli
interventi, nemmeno previsti, ma in atto proprio in questi giorni. Si tratta dell?appalto dei lavori per
l?ampliamento dell?Istituto alberghiero “Savioli”, per un investimento di 6milioni di euro (rendering in mostra al “Savioli”),
e dello spostamento dell?Istituto d?arte “Fellini,
per un investimento di 900mila euro. Riguardo alle risorse di 900mila
euro reperite per il trasferimento dell?Istituto
“Fellini” dal capitolo della fitodepurazione, in
realtà non tolgono nulla in quanto si tratta di una semplice manovra di
bilancio che rimodula risorse in base allo stato di avanzamento dei progetti.
In pratica mentre per il Fellini c?è un progetto in corso di cantierizzazione
per la fito-depurazione, come ho concordato con il
collega Romagni, le risorse rimangono a disposizione,
ma tarate alla tempistica di messa in esecuzione del progetto stesso, che vede
anche un contributo regionale. La Consigliera Angelotti
ha tuttavia ragione quando afferma che il trasferimento del Fellini non era
previsto nel piano triennale e che ho dovuto proporre un emendamento a tambur battente per ottenere le risorse necessarie, pari a
900mila euro. Per fare un intervento ritenuto da tutti necessario ed
improrogabile non ci si può pensare sopra per anni, i problemi vanno aggrediti
e la burocrazia va sconfitta. Ringrazio perciò il
Consiglio provinciale di avere approvato la variazione di bilancio proposta con
l?emendamento della Giunta. In quanto alla situazione dell?edilizia
scolastica ho di recente relazionato al Consiglio sulle condizioni, una ad una,
delle scuole provinciali, rappresentando una situazione
generale molto positiva, con l?eccezione dell?Istituto
Fellini per il quale avevo detto anche in quella occasione, ricordo le parole
precise: “…si tratta di una struttura garantita dal punto di vista della
sicurezza, ma è anche la struttura più vecchia ed inadeguata delle nostre
scuole provinciali, per la quale abbiamo già in previsione il trasferimento all?attuale scuola media Pascoli/Manfroni”.
Poi l?emergenza topi dello scorso gennaio, dovuta all?abbandono
dei locali della colonia Mater Dei da parte delle Suore, e quindi la decisione
di intervenire tempestivamente per fare trovare la nuova situazione pronta per
il prossimo settembre 2009. Tutto questo mi pare un esempio di efficienza e di
buona amministrazione. Studenti ed insegnanti apprezzano, i cittadini
giudicheranno."
( da "Foglio,
Il" del 18-03-2009)
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18 marzo