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DOSSIER “BUROCRAZIA”

 

 

 

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Report "Burocrazia"   15-17 marzo 2009


Indice degli articoli

Sezione principale: Burocrazia

La solidarietà di 25 Comuni a chi non lavora ( da "Stampa, La" del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: i Comuni si impegneranno a sveltire la burocrazia che troppo spesso è un ostacolo alla creazione di infrastrutture per le aziende. «In un momento così delicato, quando anche la Regione e la Provincia si fanno attendere, serve l'impegno concreto delle amministrazioni comunali, che hanno gli strumenti per agire su alcuni aspetti sociali e di natura produttiva»,

Sermide, bilancio: allarme del sindaco ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Gli interventi strategici vertono sullo snellimento della burocrazia amministrativa: realizzazione di sportello unico delle attività produttive, ufficio relazioni con il pubblico e ritorno della Polizia Municipale nella struttura comunale. Poi «allacciare il Sermidese alla viabilità delle province limitrofe con infrastrutture correlate alla costruenda autostrada Cispadana,

Pane, salame e vin brulé contro la strada chiusa ( da "Stampa, La" del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: E anche chi ha qualche capello grigio è stanco di una burocrazia penalizzante. Walter Sormani ha una locanda a Riale: «E' dal 1986 che non vediamo una valanga. Quando scese dal pizzo Martello era aprile, oggi la temperatura è sotto zero. Chi abita qui convive con le valanghe: teniamo sotto controllo la montagna meglio di chi non ci vive».

Palazzi paga le multe dei clienti ( da "Tribuna di Treviso, La" del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Palazzi conferma di avere un sogno per la città: «In generale che la burocrazia non blocchi più nessuno senza motivi reali. In particolare obbligherei tutti i proprietari delle case di Serravalle a mettere a posto l'esterno. Dentro facciano quello che vogliono, ma fuori mettano a posto. Se non vogliono, vendano.

Parafarmacie, scommessa ad ostacoli ( da "Trentino" del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Frenate da burocrazia e incertezza legislativa Parafarmacie, scommessa ad ostacoli Una a Cavalese e una a Canazei, ma molti non le conoscono ancora FIEMME E FASSA. In soli sei mesi nelle valli dell'Avisio ne sono "spuntate" due: la prima a Canazei, la seconda a Cavalese.

Servizio civile in Caritas, 30 anni vicino agli ultimi ( da "Arena, L'" del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: 30 anni vicino agli ultimi Barin, che lottò contro la burocrazia ministeriale: «Era una scelta di vita» Perego: «Farlo tornare obbligatorio? No, servono più risorse e progetti» Imbracciare le armi non è l'unico modo per difendere la patria. Ne esistono molti altri, che passano attraverso la solidarietà e il volontariato.

Investimenti subito o aeroporti in crisi ( da "Arena, L'" del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: oca» delle burocrazie. Servono una revisione delle tariffe e la firma dei nuovi contratti di programma per garantire la remunerazione degli investimenti delle società di gestione. Bisogna accelerare su progetti chiave: fare di Viterbo il secondo aeroporto del Lazio e di Grazzanise la «naturale integrazione» di Capodichino.

Migliorare l'ambiente col piano casa ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: affrontare il caso dello snellimento della burocrazia nel settore edilizio. Le indicazioni del governo sono chiare: abolizione del permesso di costruire che sarà sostituito da una nuova certificazione firmata dal progettista. E in Sardegna abbiamo tantissimi geometri, ingegneri, architetti, periti di buona qualità in grado di documentare la corrispondenza dei progetti con le norme.

ventura: burocrazia esasperante migliaia di famiglie senza soldi - vera schiavazzi ( da "Repubblica, La" del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Torino Ventura: burocrazia esasperante migliaia di famiglie senza soldi La segretaria Cisl: serve una corsia privilegiata per i 10 milioni della cassa già assegnati VERA SCHIAVAZZI «Siamo arrabbiati, arrabbiatissimi con le pastoie burocratiche che impediscono perfino ai soldi già stanziati di essere usati per il loro scopo.

Servizio veterinario la palla passa al Tar ( da "Arena, L'" del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Tuttavia, non pretendiamo di avere la verità in tasca e stiamo testando giorno per giorno se la nuova gestione, improntata sul gioco di squadra e sullo snellimento della burocrazia, funziona». «In quest'ottica», conclude, «siamo pronti a confrontarci con i sindacati».

Polo tecnologico, un sogno sempre più lontano ( da "Provincia Pavese, La" del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: un sogno sempre più lontano Troppa burocrazia e minore disponibilità di soldi Poma: «Bisogna ricapitalizzare la società» Il patto di stabilità potrebbe paralizzare nuovi investimenti PAVIA. Il polo tecnologico rischia di diventare, sempre più, una chimera. Un sogno irraggiungibile, ostacolato da mille problemi che vanno dalla burocrazia ai quattrini.

Allarme dell'Enac: aeroporti italiani a rischio emergenza ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: delle burocrazie. Servono una revisione delle tariffe aeroportuali e la firma dei nuovi contratti di programma per garantire la remunerazione degli investimenti delle società di gestione. Bisogna poi accelerare su progetti chiave: fare di Viterbo il secondo aeroporto del Lazio e di Grazzanise la «naturale integrazione» di Capodichino in Campania.

Pavia non sia ostile ai tanti anziani ( da "Provincia Pavese, La" del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della burocrazia (con spirito vitale che le invidio) e armata di nulla parla con tecnici ed ingegneri. Ho ammirato soprattutto la lungimiranza di uno spirito giovane che guarda al futuro e trova l'energia per condividere pubblicamente sul quotidiano il suo successo affinché si radichi la spirale virtuosa di condivisione diretta tra cittadino e apparato tecnico comunale di problemi,

"sessantamila posti di lavoro in 5 anni sarà il nostro new deal ecologico" - simona poli ( da "Repubblica, La" del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: risponde con maggiore velocità rispetto alla politica e alla burocrazia: in Toscana le domande di accesso agli incentivi per il fotovoltaico stanno esplodendo e nel 2008 la Regione ha finanziato oltre 2.100 richieste». Convinto che la risposta alle difficoltà economiche passi anche attraverso le rinnovabili è segretario regionale del Pd Andrea Manciulli, che fa un esempio pratico:

Marcegaglia, il giorno dell'ira ( da "Secolo XIX, Il" del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: serve anche un taglio secco alla burocrazia odiosa e costosa, bisogna abolire le Province e gli enti inutili». Il governo dovrebbe evitare inoltre di alimentare scontri con altre istituzioni, come Bankitalia, perché così rischia di aggiungere incertezza all'incertezza «Non vogliamo vedere i conflitti istituzionali ai quali assistiamo oggi».

Villa d'Ogna, le aree industriali non si toccano ( da "Eco di Bergamo, L'" del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: snellimento della burocrazia e maggiore apertura al credito dalle banche. Giovanni Pezzoli, per il gruppo Zambaiti attivo a Villa d'Ogna con il «Cotonificio», ex Festi Rasini, (56 addetti, 50 cassintegrati per 8 giorni, ma in fase di rientro) ha sottolineato come di fronte a tante difficoltà, tali da mettere in forse il futuro,

brandolin: troppi 25 comuni ( da "Messaggero Veneto, Il" del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ha puntato sui costi della burocrazia, ma anche sugli strumenti di concertazione, come il Patto per lo sviluppo, altri intervenuti, come il presidente degli artigiani, Ariano Medeot, hanno lanciato un vero e proprio grido d'aiuto, affrontando uno dei temi più dibattuti di questi giorni, ovvero la concessione del credito da parte della banche.

SULMONA - Miliardi di lire che si trasformano in milioni di euro: un fiume di denaro buttato... ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: i danni fatti dalla burocrazia e dai ripensamenti. Una classica storia all'italiana quella su cui sta indagando il corpo Forestale dello Stato che ipotizza un danno erariale da quasi quattro milioni di euro. Il tutto inizia nel lontano 1979 quando l'allora Cassa per il Mezzogiorno concede un finanziamento di oltre quattro miliardi e mezzo di lire al Consorzio di bonifica Aterno-

ARRIVA la bella stagione e un angolo del porto di Fano, quello per intenderci che... ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia pubblica non è riuscita a mettere in moto il processo per la sua urbanizzazione. C'è dunque la necessità di eliminare questo brutto «biglietto da visita», anche perché con il completamento della passeggiata a mare sopraelevata, chiunque fanesi o turisti dall'alto può rendersi conto dell'indecenza dell'area,

Tangenziale infinita Arriva un nuovo stop ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia ci mette lo zampino e ritarda l'iter di bonifica, perché i siti, previsti nel piano urbanistico comunale, non avrebbero le caratteristiche idonee richieste. «IL RISCHIO maggiore - fa sapere la Provincia - è che il Comune di Mirandola non riesca a trovare siti di stoccaggio adeguati e che i tempi si allunghino a dismisura,

i produttori contro l'avepa ( da "Mattino di Padova, Il" del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia non aiuta i piccoli agricoltori, costretti ad aprire un conto corrente anche per incassare poche decine di euro l'anno. L'Avepa, l'agenzia regionale che eroga agli imprenditori agricoli i contributi comunitari del piano di sviluppo rurale o di altre misure a sostegno del settore primario, ha rivisto le modalità di pagamento prevedendo esclusivamente il bonifico bancario.

Nuova puntata della rubrica della voce degli industriali I ( da "Nazione, La (Prato)" del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: economia e quelli della politica e della burocrazia. Da una parte un'accelerazione continua sotto la spinta di sollecitazioni, quasi sempre ben poco negoziabili, di mercati schizofrenici e di necessità di liquidità non rimandabili; dall'altro lato le ingessature di procedure decisionali ridondanti, di tatticismi fuori luogo, di inefficienze operative deleterie.

Politici assenti all'anno accademico <Avevamo impegni>. <Ci daremo da fare> ( da "Corriere del Veneto" del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: C'è invece un processo serio per diminuire i costi della burocrazia, un problema grave da cui il sistema pubblico, università compresa, è sicuramente afflitta. Il futuro per Verona è proprio quello di continuare a far valere le proprie eccellenze usando ancora meglio i fondi che ha a disposizione».

<Romeo non pagava per salire sul balcone di Giulietta> E la Bbc ironizza: <Ma quel matrimonio finì in tragedia> ( da "Corriere del Veneto" del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dalla burocrazia, che a volte potrebbe essere complessa». Il Telegraph ricorda che l'edificio venne chiuso «in modo da poter ripulire i graffiti e le macchie lasciate dalle gomme da masticare affisse alle mura dai turisti». L'articolo pubblicato dal quotidiano inglese precisa che «il balcone è un grande richiamo per i turisti di Verona ma,

Il silenzio dei controllori ( da "Stampa, La" del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Resta la burocrazia: il direttore Vanelli e la dirigente del settore Biblioteche, Erica Gai. A partire dal 2001, però, Soria cerca di nuovo di allargare la sua attività e di farsi finanziare dalla Regione. Bussa a varie porte fino a quando trova una sponda nell'allora assessore allo Sport e al Turismo, Ettore Rachelli (Forza Italia)

C'è chi ha parlato di sonno della Regione che genera mostri . Una sintesi giorn... ( da "Stampa, La" del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Resta la burocrazia: il direttore Vanelli e la dirigente del settore Biblioteche, Erica Gai. A partire dal 2001, però, Soria cerca di nuovo di allargare la sua attività e di farsi finanziare dalla Regione. Bussa a varie porte fino a quando trova una sponda nell'allora assessore allo Sport e al Turismo, Ettore Rachelli (Forza Italia)

Lo Stato spreca il tesoro della mafia ( da "Stampa, La" del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: scontro di competenze tra gli uffici TROPPA BUROCRAZIA I POCHI SUCCESSI Lo Stato spreca il tesoro della mafia Falliscono le imprese confiscate. I dipendenti: ridateci i boss FRANCESCO GRIGNETTI Gran parte delle aziende sequestrate nel 2008 sono ferme nelle paludi dei tribunali L'ultimo qualche settimana fa: «Libera» fa rinascere la Calcestruzzi Ericina ROMA Era qualche settimana fa.

la pesca ha bisogno di nuove leggi ( da "Nuova Venezia, La" del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: risulta inadeguata alle necessità dei lavoratori, la burocrazia è di ostacolo e dove l'unica vera forma di solidarietà e assistenza viene dai colleghi. Il ritratto del mondo della pesca, così come è emerso dal convegno organizzato ieri dalla Flai Cgil, al mercato ittico, è sconsolante ma, in realtà, i motivi di disagio sono davvero molti.

Bollette Cifra sbagliata gli costa la vita ( da "Giornale.it, Il" del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: mentre la vittima della burocrazia veniva raggiunto da un altro avviso di pagamento. Questa volta una multa per un'infrazione stradale presa a Como, città nella quale il malcapitato non era mai stato peraltro non possedendo neppure un'automobile, ma solo un'ape. Così, proprio nel giorno in cui il giudice di Pace di Genova stava discutendo e decidendo sulla sua bolletta gonfiata,

Carpenedolo Sicurezza, la polizia locale punta sulla prevenzione ( da "Giornale di Brescia" del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: molteplicità delle sempre crescenti incombenze giornaliere e della burocrazia, il comandante Dario Ghisini ha a disposizione solo 4 agenti sul territorio (a volte solo 3 per i turni) ed un applicato d'ufficio part-time. Le zone d'espansione edilizia si sono ampliate a dismisura, con centinaia di alloggi vuoti, per cui i cittadini segnalano «anomalie» che richiedono sopralluoghi d'urgenza.

Come vedove inconsolabili del buon gusto ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: liberando i cittadini dalle pastoie e dalle insensatezze della burocrazia. L'appello contro il piano-casa del governo presentato su Repubblica qualche giorno fa da Gregotti, Gae Aulenti e Massimiliano Fuksas - la trimurti della sinistra architettonica italiana, quella che si è battuta anche contro l'Expo 2015 di Milano - chiede addirittura un "sussulto civile delle coscienze",

Bonifica ambientale: appello alla Regione dai disoccupati ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: così come altre grandi opere fermate dalla burocrazia. In questa fase di grave crisi occupazionale ed ambientale se si sbloccassero questi grandi progetti già finanziati, si permetterebbe a diverse centinaia di disoccupati di lavorare per diversi anni, in attesa che si crei un'alternativa all'apparato industriale in crisi, che a breve potrebbe chiudere definitivamente»

zona franca? sì, purché sia basata sul merito ( da "Messaggero Veneto, Il" del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: per il merito e poi dare le colpe al sistema, liberali e poi chiedere interventi assistenzialisti. Piu' liberta' e meno burocrazia, meno zona franca e piu' competizione: Gorizia deve trovare la forza di progettare il suo futuro con una zona franca basata su merito, innovazione, cultura e sostenibilita' ambientale. Pietro Pipi

Aeroporti già verso la saturazione ( da "Giornale di Brescia" del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: delle burocrazie. Servono una revisione delle tariffe aeroportuali e la firma dei nuovi contratti di programma per garantire la remunerazione degli investimenti delle società di gestione. Bisogna poi accelerare su progetti chiave: fare di Viterbo il secondo aeroporto del Lazio e di Grazzanise la «naturale integrazione» di Capodichino in Campania.

Fuori dal terremoto c'è buon vento e il sole guarisce ( da "Giornale di Brescia" del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la rapidità e la gentilezza di una burocrazia stupenda e le palestre con dentro i materassi, senza nessuno che desse un'importanza fondativa al suo pianto. Più solitamente si pianse dentro e ci si aiutò. Salò fu meravigliosa e ieri, in una mattinata di sole leggero, esponeva i panni dei primi forestieri, il cammino di molte coppie lungo una passeggiata strategica,

La guerra della neve finisce in tribunale ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: combattere una battaglia incredibile contro la burocrazia. "Come è possibile che si decida di chiudere una strada per la neve quando sono aperte in tutto l'arco alpino. Viabilità si nasconde dietro al problema slavine quando il loro compito è proprio quello di eliminarle. Sono 40 giorni che non fanno nulla per toglierle mentre noi portiamo le cose necessarie in rifugio con la slitta;

"Cultura e gastronomia Da Ghigo a Bresso troppi errori bipartisan" ( da "Stampa, La" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: chiede alla politica di non «nascondersi dietro il paravento della burocrazia» e di «far tesoro di questa situazione per allargare le verifiche anche a tutte le associazioni e gli enti che operano nel campo culturale e dell'enogastronomia che in questi anni hanno ricevuto contributi milionari da parte degli enti pubblici».

La banda DEI RIFIUTI UN AFFARE MILIONARIO GRAZIE AGLI INCENERITORI ( da "Manifesto, Il" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: senza tanta burocrazia. La guardia di finanza di Colleferro ricostruì con cura il presunto giro di fatturazioni false e di buchi di bilancio, denunciando nove ex amministratori e sequestrando 52 milioni di euro. E' bene tenere a mente il quadro descritto nell'indagine dei carabinieri del Noe di Roma.

FRANCIA Torna la violenza nelle banlieue, 10 feriti Dopo mesi di relativa tranquillità è... ( da "Giornale di Brescia" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: cibi importati è riservata ad una piccola casta appartenente alla burocrazia amanti della buona cucina. Lo stesso leader Kim Jong Il - precisa la Coldiretti - è noto per essere un buon gourmet che apprezza particolarmente cognac, vino sushi e caviale». STATI UNITI Panico e risse ai provini per il reality, 6 feriti Caos e panico a New York ai provini per «Americas next top model»,

Alla prima Conferenza regionale promossa dal Pd non solo timori per il settore, ma suggerimenti sulle iniziative da promuovere ( da "Cittadino, Il" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ad esso bisogna aggiungere anche una burocrazia insopportabile, farraginosa, lenta e invadente e la pesante questione delle quote latte, che ha messo in ginocchio l'intero settore». Dello stesso parere si è detta anche l'assessore all'agricoltura della provincia di Milano Bruna Brembilla: «La filiera va accorciata.

berlusconi: cara emma, da noi soldi veri - dall'inviato vindice lecis ( da "Centro, Il" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma la colpa è della burocrazia. Berlusconi ha spiegato le difficoltà incontrate sul piano casa annunciando comunque il decreto: «Bossi aveva capito che fosse fatto per privilegiare gli immigrati rispetto agli italiani ma era tutt'altro capitolo. Quando gli è stato spiegato, abbiamo avuto un'adesione entusiastica dalla Lega».

porto, dragaggio bloccato ( da "Centro, Il" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma è davvero colpa della burocrazia se i lavori di escavo nel porto non sono ancora partiti? Sta di fatto che sono passati oltre due anni, da quando l'allora ministro alle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, accolse la richiesta della Regione e stanziò 800mila euro per il dragaggio a Pescara.

il simbolo delle incompiute ( da "Nuova Sardegna, La" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: I 200 metri di via delle Terme sono un monumento alla burocrazia. L'impresa che li portava avanti, la Pana, è fallita quattro mesi fa. Da allora il Comune ha lottato contro le contorte leggi dello Stato per far subentrare nei lavori la seconda classificata nella gara d'appalto. I soldi ci sono, l'accordo quasi.

troppi errori medici e liste d'attesa lunghe ( da "Repubblica, La" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Un altro problema molto sentito è quello dell´assistenza domiciliare, un servizio sempre promesso che stenta a decollare. Disagi anche per i ticket sui quali pesa la burocrazia. L´assessore regionale Eleonora Artesio replica: "Alcune critiche sono giuste ma il sistema sta cambiando". STRIPPOLI A PAGINA

negli ospedali troppi errori medici - sara strippoli ( da "Repubblica, La" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Sulla questione ticket incide il peso della burocrazia" Tra i problemi più sentiti le liste d´attesa e i ritardi nell´assistenza domiciliare SARA STRIPPOLI Ci sono donne mutilate inutilmente, costrette ad affrontare il trauma psicologico di una mastectomia totale, quando in alcuni casi sarebbe sufficiente una cura di chemioterapia o una meno invasiva quadrectomia.

berlusconi: ho dato soldi verissimi ( da "Messaggero Veneto, Il" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma la colpa è della burocrazia. Berlusconi ha spiegato le difficoltà incontrate sul piano casa annunciando comunque il decreto: «Bossi aveva capito che fosse fatto per privilegiare gli immigrati rispetto agli italiani ma era tutt'altro capitolo. Quando gli è stato spiegato, abbiamo avuto un'adesione entusiastica dalla Lega».

strisce blu e piste ciclabili, tutto fermo - alessia gallione ( da "Repubblica, La" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: tutto fermo La burocrazia paralizza l´Ama, l´agenzia comunale che deve fare i progetti Bloccati anche piano sosta, parcheggi e gli studi sull´Ecopass. I Verdi: vogliono trasformare l´Agenzia della mobilità in un carrozzone ALESSIA GALLIONE I primi 26mila posti dovevano essere disegnati in queste settimane, con l´arrivo della primavera:

Gli striscioni al Rigamonti ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che si occupa di seguire tutta la burocrazia legata alla richiesta per l'esposizione degli striscioni allo stadio Rigamonti, non lascerà esporre a tutti gli striscioni (innocenti) senza richiesta alcuna. Come dimostrazione che i Clubs agiscono in buona fede e con un assoluto rispetto nei confronti delle Curve (che in materia di tifo organizzato ci possono dare solo insegnamenti)

"nelle nostre periferie rischiamo l'apartheid" ( da "Repubblica, La" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Colpa della burocrazia, dice lei. Colpa della mancanza di fondi, dicono altri. Gli obiettivi fissati sono lontani: lo Stato non ha ancora nominato tutti i 350 delegati prefettizi che devono coordinare le diverse azioni del piano; i contratti di lavoro per combattere la disoccupazione giovanile nelle borgate (40 per cento) sono in ritardo e ne sono stati firmati la metà del previsto;

"è sempre più difficile investire in italia" - eugenio occorsio ( da "Repubblica, La" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia e sicurezza, in classifica peggio di Giamaica e Samoa Lo studio EUGENIO OCCORSIO ROMA - L´Italia continua ad affondare nella classifica dei Paesi in cui conviene investire. Almeno di questo è sicura la Banca Mondiale, che ha pubblicato l´edizione 2009, la sesta della serie, del suo rapporto "Doing business": al nostro Paese viene riservata la poco lusinghiera posizione

un decreto per il piano casa "al via lavori per 60 miliardi" - paola coppola ( da "Repubblica, La" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: per gli edifici costruiti prima del 1989: potranno essere ampliati del 30% e fino al 35% se si usano tecniche di bioedilizia o risparmio energetico. Sconti fiscali sul contributo di costruzione. Il piano promette anche di sfoltire la burocrazia (il permesso di costruire dovrebbe essere sostituito con una certificazione di conformità).

il thriller preferito da obama ( da "Repubblica, La" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dalla burocrazia al sistema scolastico e ai mezzi di comunicazione, la serie propone un affresco realistico della lotta tra cittadini e istituzioni a Baltimora, raccontando il punto di vista dei poliziotti ma anche quello delle gang. The wire segue gli spacciatori di droga nelle loro case, parla il loro linguaggio e mostra come vengano utilizzati come semplice carne da macello.

Pauliara, il nuovo ponte resta un sogno ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Siamo grati per lo stanziamento del milione di euro, ma se la burocrazia avesse tenuto conto dell'emergenza allora il finanziamento sarebbe stato meglio affidarlo direttamente al Genio civile o alla stesa Regione per velocizzare gli interventi. Ecco, forse ora il progetto per il ponte sul rio San Girolamo sarebbe già a buon punto.

PASSAPORTO equino troppo caro per i piccoli allevatori della Lunigiana. Solo il 5... ( da "Nazione, La (La Spezia)" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: In tempo di crisi la burocrazia e i regolamenti discriminatori possono essere un costo fatale». L'Apa sostiene Coldiretti. «Non è un costo imputabile a noi spiega Achille Guastalli, direttore provinciale o al servizio da noi svolto di semplice tenuta del registro.

berlusconi: abbiamo dato soldi veri ( da "Mattino di Padova, Il" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma la colpa è della burocrazia. Berlusconi ha spiegato le difficoltà sul piano casa: «Bossi aveva capito che fosse fatto per privilegiare gli immigrati. Quando gli è stato spiegato, abbiamo avuto un'adesione entusiastica dalla Lega». Berlusconi ha giustificato l'atteggiamento prudente delle banche verso le imprese: «Mettiamoci nei loro panni.

PIÙ REGOLE per mettere ordine nel caos economico o più stimoli per fronteggiare la... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 16-03-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia

Abstract: per il primo ministro ceco Topolanek burocrazia, errori e uso perverso sono detriti portati dalla marea di denaro pubblico. Intanto, come un giocatore del team Sarkozy, ha varato un consistente pacchetto di stimoli. Chi vincesse tra la Merkel o Sarkozy non dovrebbe lasciare spazio a politiche corporative che rimpiazzino le forze del mercato coi negoziati tra lobby sindacali,

C'ERA ANCHE Riccardo Ziosi, ex azzurro oggi candidato sindaco ... ( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sulla carenza di lavoro, sui lunghi tempi della burocrazia che penalizzano le aziende, sul turismo che stenta a decollare Verri ha sintetizzato: «Soluzioni immediate e perfette non esistono. L'unica ricetta è lavorare con continuità e trasparenza, dando al cittadino la possibilità di valutare il nostro operato».

Mancano le aree per Fido È colpa della burocrazia ( da "Giorno, Il (Milano)" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: 2 Mancano le aree per Fido È colpa della burocrazia NEI PARCHI E NEI GIARDINI di ALBINA OLIVATI MILANO MANCANO 91 aree per cani e da otto mesi non se ne realizza una. Il problema diventerà sempre più evidente col passare delle settimane e l'arrivo della bella stagione. Pochi spazi per fido significano infatti più conflitti tra proprietari e resto del mondo.

cara emma, abbiamo già dato soldi veri - dall'inviato vindice lecis ( da "Tirreno, Il" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma la colpa è della burocrazia. Berlusconi ha spiegato le difficoltà incontrate sul piano casa annunciando comunque il decreto. Il pacchetto-casa è pronto e «venerdì pensiamo di portarlo al Consiglio dei ministri». Domani o mercoledì il capo del governo ne parlerà con il presidente della Repubblica, e, sempre in settimana,

L'emergenza è reale, imprese a rischio ( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: i tagli alla spesa improduttiva, dalla burocrazia all'abolizione di enti inutili e delle province, «continuando sulla strada imboccata dai ministri Brunetta e Alfano». Bene la decisione di aumentare l'indennità di disoccupazione ai cocopro. «Gli ammortizzatori sociali devono essere finanziati subito ».

L'Eldorado di internet, così vulnerabile ( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: migliaia di alberi in meno da tagliare e una burocrazia ridotta al minimo. «Certamente internet è un vantaggio - sintetizza Tamel Tammet, docente di informatica all'Università di tecnologia di Tallinn – ma una società così profondamente integrata alla rete può essere un rischio». è il motivo che ha spinto l'Università a organizzare un master sulla sicurezza informatica,

Parchi <vittime> della burocrazia Bloccate 90 nuove aree cani ( da "Corriere della Sera" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: «Intervenga il Comune» Parchi «vittime» della burocrazia Bloccate 90 nuove aree cani Tempi lunghi per le aree cani. «L'iter per ottenere il via libera è passato da due a otto mesi», denuncia il consigliere comunale di Forza Italia, Fabrizio De Pasquale. Il motivo? «Sono cambiate le procedure.

Fuori dalla crisi puntando su meriti e sviluppo ( da "Tempo, Il" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: le comunicazioni, la burocrazia, il controllo della legalità, l'affarismo ed il nepotismo. Tutti elementi contrari allo sviluppo e alla crescita dell'economia di una società civile. È logico, allora, intervenire in tale situazione agendo sul ricambio generazionale, valorizzando il merito e lo sviluppo.

<Impiegare nell'agricoltura chi è in cassa integrazione> ( da "Secolo XIX, Il" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: liberalizzando la burocrazia, finalizzate a interventi fondamentali, per veder rifiorire questa parte della liguria costiera. Malgrado la carenza legislativa, molte di queste cose stanno già avvenendo a causa della crisi in atto: la poderosa partecipazione alla raccolta stagionale e la potatura che sta iniziando ovunque lo dimostra in maniera chiara.

Edilizia, il governoprepara il decreto ( da "Secolo XIX, Il" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Quanto alla burocrazia, le attuali autorizzazioni dovrebbero essere sostituite da una perizia giurata, che sarà però accompagnata da maggiori controlli sugli abusi e pene più severe per chi certifica il falso. Michele Lombardi lombardi@ilsecoloxix.it 16/03/2009 il lungo confrontoIl testo, prima di essere approvato,

Albergo affossato dalla burocrazia ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: letto in via Umberto Albergo affossato dalla burocrazia S. Gavino.. Il progetto iniziale prevedeva un hotel con 24 posti letto in via Umberto I fratelli Lixi: manca la licenza, ne apriremo uno più piccolo --> I fratelli Lixi: manca la licenza, ne apriremo uno più piccolo I titolari, fratelli Lixi: «In altri Comuni del circondario come Sardara e Guspini i vincoli sono stati superati»

La trappola burocratica scatta dopo la laurea ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: attenzione riservata dalla burocrazia a questo segmento "di qualità" dell'universo immigrato:laureati stranieri di lingua italiana che, inseriti nel mondo del lavoro, potrebbero dare un contributo importante ad aziende e imprese commerciali. Secondo la segreteria studenti stranieri dell'Università La Sapienza di Roma, che si occupa di alcune migliaia di universitari non italiani,

Uffici giudiziari, prove di efficienza ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: perché Via Arenula non sfugge alle logiche della burocrazia più pletorica, dello spoils system a volte insensato, delle poltrone assegnate per appartenenze (politiche, geografiche) invece che per competenze. Non che al ministero vi siano solo sordi e ciechi, tanto che una serie di impegni li ha assunti,come l'avvio del progetto best practiceso lo sforzo sull'informatica.

Soru, la solitudine e la voglia di ripartire dopo la sconfitta IL PERSONAGGIO/ Si è chiuso nella sua villa di Cagliari e non parla con nessuno: vuole almeno che gli siano riconosci ( da "Affari e Finanza (La Repubblica)" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ha riorganizzato la burocrazia locale, ha investito nella sanità pubblica, ha liberato La Maddalena dai sommergibili americani, ha difeso le coste dall'ulteriore cemento. Ciò che tuttavia gli ha procurato il fuoco amico elettorale anche a Carbonia, a Iglesias, a Villasimius, a Quartu Sant'Elena, terre degli eterni feudatari,

Hitech, innovazione e distribuzione cosi nasce la filiera del made in Italy LO SCENARIO/ A ManiFutura, che apre i battenti il 17 marzo a Pisa, si delineano gli scenari delle politi ( da "Affari e Finanza (La Repubblica)" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: si scontrano con la burocrazia, eppure riescono a tenere testa alla concorrenza asiatica a basso costo. Tutto e sempre da soli. In modo spontaneo. Inevitabile la fragilità di questo sistema. Tanto più debole in fase di forte crisi, come quella attuale. Dopo la bolla della new economy, la bolla immobiliare che il con credit crunch ha scatenato la tempesta finanziaria,

Investire nelle "rinnovabili" è anche un business ( da "Affari e Finanza (La Repubblica)" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ancora troppo penalizzati dalla burocrazia. «Di fatto per realizzare un impianto eolico a terra occorre un anno, ma ne servono in media quattro per ottenere i necessari permessi» conclude Vai. Problemi legislativi a parte resta il fatto che, attualmente, lo sfruttamento del vento è il sistema più vantaggioso per produrre energia in grande quantità eliminando le emissioni inquinanti.

Made in Italy, Nord Corea Apre prrimo ristorante italiano ( da "KataWebFinanza" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: una piccola casta appartenete alla burocrazia amanti della buona cucina. Lo stesso leader Kim Jong IL - precisa la Coldiretti - noto per essere un buon gourmet che apprezza particolarmente cognac, vino sushi e caviale. Il fatturato dei prodotti alimentari Made in Italy taroccati supera nel mondo i 50 miliardi di euro e se i Paesi dove sono piu' diffuse le imitazioni sono Australia,

Forlì, elezioni: cominciato il tour de force di Alessandro Rondoni ( da "RomagnaOggi.it" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: diminuiscano la burocrazia e i tempi lunghi, avendo sempre come riferimento la centralità della persona". Il candidato sindaco Rondoni nelle ultime settimane ha già incontrato centinaia di cittadini in diversi momenti, assemblee con giovani e universitari, riunioni nelle sedi di partito e di associazioni, incontrando la gente per strada,

La banda DEI RIFIUTI ( da "Manifesto, Il" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: senza tanta burocrazia. La guardia di finanza di Colleferro ricostruì con cura il presunto giro di fatturazioni false e di buchi di bilancio, denunciando nove ex amministratori e sequestrando 52 milioni di euro. E' bene tenere a mente il quadro descritto nell'indagine dei carabinieri del Noe di Roma.

Incarichi e consulenze d'oro, la Moratti di nuovo sotto indagine ( da "Corriere.it" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: in spregio alle direttive del governo sul contenimento della spesa e dei costi della burocrazia». Inoltre, il nuovo regolamento del Comune varato dalla Moratti prescinde dalla necessità di laurea per le funzioni dirigenziali. E così, si trovano dirigenti non soltanto non dottori, ma anche in «assoluta insufficienza dei requisiti professionali».

GIUSEPPE MONTESANO IL GRANDE, RIPUGNANTE, DURO, GLACIALE, CRUDELE, CONTROVERSO LIBRO DI CURZIO MA... ( da "Mattino, Il (Circondario Sud1)" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: siedono nei luoghi che amministrano e gestiscono, allignano nelle burocrazie e nei posti di controllo, e coprendosi ipocriti con le parole nobili della «cultura» e dello «sviluppo» hanno distrutto una terra e si preparano a distruggere il futuro a figli e nipoti: e non c'è alcun esercito di liberazione in vista.

PIETRO TRECCAGNOLI MASCHIO, TRA I VENTI E I QUARANT'ANNI, NON ABITUATO A PERDERE O A RINUNCI... ( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: si perdevano nelle nebbie della burocrazia». Anche il procuratore aggiunto Camillo Trapuzzano, già a capo del pool «fasce deboli» della Procura di Napoli, elogia la legge: «Ci voleva». Ed entra nello specifico: «Prima, per perseguire questo tipo di reati dovevamo sforzarci a trovarne uno assimilabile, come, per esempio, i maltrattamenti.

Crisi: Morandini, sistema paese può farcela ma agire in fretta ( da "01net" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Solo intervenendo su burocrazia, infrastrutture e istruzione si avrebbero quasi ottomila euro di reddito aggiuntivo in più per famiglia". Per il presidente della Piccola Industria, occorre "dare fiducia alla piccola industria, ai suoi imprenditori, a chi lavora nelle nostre aziende" perché la "tenuta sociale del paese passa dalla tenuta della piccola impresa"

La burocrazia non frena il fotovoltaico italiano ( da "Affari Italiani (Online)" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Economia Rinnovabili/ La burocrazia non frena il fotovoltaico italiano Lunedí 16.03.2009 15:12 Ben 630 imprese per un fatturato che si aggira intorno a 1,1 miliardi di euro, con un incremento del 140% rispetto al 2007, diviso in maniera pressoché equanime fra residenziale (420 milioni

L'Inps chiede il reddito ad una donna in coma vegetativo da 16 anni ( da "Italia Sera" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: assiste una donna in coma vegetativo permanente vedersi recapitare una richiesta di reddito annuale da una burocrazia sorda e cieca di fronte all?evidenza di una tragedia?. Stillo, esprimendo solidarietà alla famiglia, chiede all?Inps ?di adeguare le procedure di fronte a casi come quelli di coma vegetativo permanente evitando così ridicole quanto offensive richieste burocratiche?

Consulenze d'oro al Comune, la Moratti di nuovo sotto indagine ( da "Corriere.it" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: in spregio alle direttive del governo sul contenimento della spesa e dei costi della burocrazia». Inoltre, il nuovo regolamento del Comune varato dalla Moratti prescinde dalla necessità di laurea per le funzioni dirigenziali. E così, si trovano dirigenti non soltanto non dottori, ma anche in «assoluta insufficienza dei requisiti professionali».

## Incarichi d'oro/ Gip: nuove indagini su Letizia Moratti ( da "Virgilio Notizie" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: in spregio alle direttive del governo sul contenimento della spesa e dei costi della burocrazia". Inoltre, il nuovo regolamento del Comune varato dalla Moratti prescinde dalla necessità di laurea per le funzioni dirigenziali. E così, si trovano dirigenti non soltanto non dottori, ma anche in "assoluta insufficienza dei requisiti professionali".

Consorzio unirà le Pro loco di due valli ( da "Stampa, La" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Così abbiamo conquistato più potere d'acquisto e snellito la burocrazia». La stessa iniziativa sta prendendo una forma definitiva anche in valle Po, e diventerà il «Coordinamento delle Pro loco del Monviso», che conta dodici Comuni. Dai due consorzi, adesso nascerà un coordinamento unico, che raggrupperà le Pro loco delle due valli.

In tempi di crisi a vincere è la fantasia ( da "Corriere delle Alpi" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: a questo punto il presidente della Consulta spezza una lancia in favore del commercio, alle prese con l'ingessante burocrazia e i famigerati studi di settore. «Sono le attività imprenditoriali che mandano avanti l'Italia. Non voglio peccare di immodestia, ma è così. Secondo me la crisi contribuisce a sensibilizzare il cliente, che si rende conto che il prezzo diventa importante.

Bonus energia, più di mille i sangiulianesi aventi diritto ( da "Cittadino, Il" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, rischiando così di farsi sfuggire l'occasione. Ulteriori informazioni sul servizio, possono in ogni caso essere richieste presso gli uffici competenti del municipio. Intanto, il calcolo dei potenziali utenti conferma ancora una volta l'incremento delle situazioni di difficoltà con una crescita del numero dei modelli Isee che vengono presentati in municipio e una sempre

consulenze, la moratti resta indagata ( da "Messaggero Veneto, Il" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: in spregio alle direttive del governo sul contenimento della spesa e dei costi della burocrazia». Inoltre, il nuovo regolamento del Comune varato da Letizia Moratti prescinde dalla necessità di laurea per le funzioni dirigenziali. E così, si trovano dirigenti non soltanto non dottori, ma anche in «assoluta insufficienza dei requisiti professionali».

un solo autovelox. e neppure funziona ( da "Tirreno, Il" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: eccessiva burocrazia che c'è dietro un semplice verbale di constatazione dell'eccesso di velocità: cartelli per avvisare della postazione mobile da mettere a una certa distanza, di un colore predeterminato, coi caratteri di certe dimensioni. Per non parlare dei ricorsi che i verbali producono e del successivo annullamento,

carbonile, l'ambiente blocca il trasloco ( da "Nuova Sardegna, La" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Una burocrazia lumaca sta aggravando ulteriormente la crisi economica e occupazionale del territorio. La conferma arriva dall'Enel che, messa sotto accusa per la polverosità del carbonile della centrale Sulcis "Grazia Deledda", manifesta insofferenza e giustifica la propria posizione con una nota del direttore dell'impianto termoelettrico,

consulenze, moratti resta indagata il pd: accuse gravi, c'era un sistema - stefano rossi ( da "Repubblica, La" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: operato del sindaco e di quattro dirigenti apicali della burocrazia comunale. Malgrado ciò, Letizia Moratti affida allo staff il compito di far trapelare la propria tranquillità: «Attendiamo sereni anche questo supplemento di indagini, sicuri che farà completa luce sulla vicenda». I suoi collaboratori riportano la «totale fiducia nella magistratura» da parte del sindaco.

il piano casa non risolve i problemi della città - luca beltrami gadola ( da "Repubblica, La" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: affonda il coltello nel burro quando si promette di togliere di mezzo la burocrazia � non più permessi o licenze di costruire, lunghe da ottenere, ma solo semplici autocertificazioni � e si annuncia un fantomatico rilancio della professione di architetto, oggi depressa dalla crisi dell´edilizia. C´è un piccolo neo: l´edilizia è ferma perché non ci sono soldi per comprare casa.

stop all'ufficio protocollo così si sperpera denaro ( da "Centro, Il" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: mirata a far perdere «le lettere ostili nei meandri della burocrazia. Da quando il centrodestra si è insediato, alcuni degli uffici sensibili sono in condizione di non funzionare e, nel frattempo, si sperpera il denaro pubblico». Per Di Stefano, il blocco dell'ufficio Protocollo è il sintomo della paralisi dell'amministrazione comunale.

ecco il terzo veneto del fasso tùto mi - bepi contin ( da "Mattino di Padova, Il" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: si sia bloccato per la troppa burocrazia che ha frenato la potenzialità del corpo economico e sociale del Veneto; e per questo venuto il momento di dare una spallata a ciò che ostacola di più cioè agli uffici tecnici. Invece, per la parte tecnologica, della bioedilizia, del risparmio energetico e l'adeguamento culturale alle fonti rinnovabili,

l'assessore gelsi esclude il secondo casello ( da "Mattino di Padova, Il" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Intervento che dovrebbe alleggerire la congestionata «I tempi della burocrazia sono questi», anticipa l'assessore. Quanto alla discussione sul secondo casello autostradale, la scelta dell'amministrazione è chiara: «Il casello di via Orti rimane dov'è. Di un eventuale secondo casello se ne parlerà più avanti, deciderà la prossima amministrazione».

Pratiche snellite tra Dogane e Confindustria ( da "Arena, L'" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: BUROCRAZIA. Siglata una convenzione Pratiche snellite tra Dogane e Confindustria Canale privilegiato per analisi di laboratorio veloci A poco più di un mese dalla firma dell'accordo, il dialogo tra Confindustria Verona e direzione regionale del Veneto dell'Agenzia delle Dogane ha portato all'apertura di un canale privilegiato che consentirà alle aziende veronesi un maggiore rispetto

Anticipo cig, l'accordo non decolla ( da "Giornale di Brescia" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: anche perché la burocrazia (come sempre in Italia) appesantisce non poco l'accesso a questo accordo. E, in effetti, una parte consistente dei sindacalisti interpellati definisce l'intesa «di difficile applicazione», senza nulla togliere al valore della stessa e alla disponibilità delle banche firmatarie.

Il gruppo Evit: via al centro prove per autoveicoli ( da "Arena, L'" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Un servizio al sistema Automotive per tagliare tempi e burocrazia» Verona a breve potrà contare su un secondo Centro prove autoveicoli. Ad affiancare il centro del ministero dei Trasporti sarà la nuova struttura che due esperti del settore come i fratelli Gabriele e Maurizio Zivelonghi, fondatori del gruppo Evit, stanno allestendo a Verona - Strada dell'Alpo,

Pmi e crisi: Tagliare fisco e burocrazia ( da "Arena, L'" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Tagliare fisco e burocrazia» Oltre il 50% delle aziende chiede la semplificazione amministrativa e fiscale e più «decentramento» Un dato contraddittorio - se rapportato alla soluzione adottata da Obama negli Usa, con i finanziamenti pubblici - ma reale, quello che emerge dal rapporto 2009 della Fondazione per la sussidiarietà,

Tutela per le piccole imprese ( da "Tribuna di Treviso, La" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: serve meno burocrazia «Tutela per le piccole imprese» Contro la crisi attuale serve una maggior tutela per le piccole e medie imprese. La richiesta parte dalla vicepresidente di Unindustria Treviso, Alessandra Pegorer. «Il forte appello della presidente Emma Marcegaglia dall'assise delle pmi per sostegni immediati alle pmi - dice Pegorer -

Guerra all'Inpdap per la pensione di reversibilità ( da "Secolo XIX, Il" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: limite massimo di sopportazione di fronte ad una burocrazia che sembra impassibile. G. Cio. 17/03/2009 L'Accademia Musicale di Savona Ferrato-Cilea e l'Orchestra Sinfonica di Savona esprimono il loro cordoglio per la scomparsa del MAESTRO Lorenzo Marchelli Profondamente addolorati siamo vicini alla famiglia Buccheri per perdita del caro Vincenzo Il condominio di via Paleocapa 18,

incarichi d'oro, nuove indagini sulla moratti - roberta rizzo ( da "Tirreno, Il" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: intrecciano con le accuse che vedono persone nominate senza titolo professionale adeguato e contratti stipulati per un danno di 11 milioni di euro. Secondo la Corte dei Conti, dal 2006 al 2007, l'amministrazione ha «raddoppiato il numero delle direzioni centrali, portate da 13 a 23, in spregio alle direttive del governo sul contenimento della spesa e dei costi della burocrazia».

Una cabina di regia unica fra i Comuni e la Rho-Gallarate trasformata in metrò ( da "Giorno, Il (Legnano)" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è un fenomeno tipico italiano dove la burocrazia riesce a bloccare tutto per un tempo infinito. Anche una buona idea con il trascorrere del tempo si trasforma in qualcosa di superato quando si passa alla fase esecutiva. Eppure, l'asse del Sempione ha necessità, come buona parte della Lombardia, di interventi concreti a beneficio del cittadino.

La riflessione Disabili Vip (very invisible people) Spettabile redazione, i disabili ( da "Eco di Bergamo, L'" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma anche preoccupata per come rapportarmi con la struttura, la sua burocrazia, precarietà più che pubblicizzata e distacco. Invece, piacevolmente, nulla di tutto questo sin dal primo contatto telefonico, visite, prericovero, accettazione nel reparto di chirurgia, preparazione, assistenza, intervento chirurgico e dimissione;

Permessi in stallo, la burocrazia tiene alla porta 32 anziani ( da "Giorno, Il (Brianza)" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: 17 Permessi in stallo, la burocrazia tiene alla porta 32 anziani DUE ANNI DOPO L'INAUGURAZIONE DELLA CASA DI RIPOSO DON OLGIATI di ELEONORA PISANIELLO SESTO SAN GIOVANNI L'APERTURA completa della nuova casa di riposo Don Olgiati di via Boccaccio fa un passo avanti, anche se corto.

Crisi, i funerali sono in saldo ( da "Provincia Pavese, La" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Oneri e burocrazia di certo non aiutano - aggiunge Francesco Gea -. Un esempio banale? Ieri per una cremazione, oltre a tutto il resto, è stato necessario procurare anche tre marche da bollo da 15 euro l'una. Che senso ha?». E così chi è colpito da un lutto se prima si affidava all'impresa di onoranze funebri vicina a casa o "di fiducia"

La burocrazia blocca la tangenziale ( da "Provincia Pavese, La" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: intanto i tempi si allungano a dismisura La burocrazia blocca la tangenziale Un palo da spostare e il sottopasso, ecco le questioni ancora da risolvere STRADELLA. La tangenziale est di Stradella bloccata da un palo della luce che l'Enel non ha ancora spostato e dalle decisioni, sin qui non pervenute, delle Ferrovie per quanto concerne la modalità del cavalcavia in regione Previano,

Sprint finale per la Scuola di magistratura ( da "Eco di Bergamo, L'" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Le difficoltà e i tempi della burocrazia romana - «la scuola è un'istituzione autonoma», ha precisato lo stesso capo del Dipartimento ministeriale Giuseppe Birritteri - potrebbero essere aggirati, per così dire, alla bergamasca: l'ipotesi avanzata ieri è infatti quella di un ulteriore sforzo da parte di Comune e Provincia per far fronte a un rapido allestimento di mobili e arredi.

LA RESPONSABILITA' SOCIALE DI IMPRESA SIGNIFICA IL MANTENIMENTO DEI POSTI DI LAVORO ( da "marketpress.info" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: rapporto con la burocrazia?. L?appuntamento di stamattina conclude le attività realizzate nel corso del 2008 nell?ambito del ?Progetto Veneto Csr? che è nato con la firma del Protocollo d?Intesa del 2006 tra Regione del Veneto e Unioncamere del Veneto e che ha offerto una panoramica dei diversi punti di vista degli stakeholder sulla responsabilità sociale e sulle future linee d?

Pd, tre volti per l'assalto alla Provincia ( da "Corriere del Veneto" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Meno burocrazia, più risposte per i cittadini annuncia in quello che pare quasi uno slogan - , occorrono decisioni rapide, efficaci, efficienti. Bisogna restituire dignità alla Provincia, che deve riappropriarsi della propria autonomia». Allegri ci tiene a precisare che «questo è un meccanismo aperto, in cui ci siamo dati delle regole.

Il made in Italy va in Russia ( da "Sole 24 Ore, Il" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: anche se la Russia è un Paese che presenta ancora una serie di problemi, per esempio la burocrazia. Lo dimostra l'eterogeneità delle aziende che partecipano alla missione, dalla meccanica alle infrastrutture, ai beni di consumo. In questa fase c'è bisogno di spingere: gli ordini dalla Russia sono calati in media del 40% dall'inizio dell'anno.

Edilizia, verso la liberalizzazione ( da "AudioNews.it" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ieri le prime indiscrezioni, in consiglio dei ministri: saprirebbero le licenze, al loro posto perizie giurate di un tecnico e ci sarebbero meno vincoli per costruire. Secondo Berlusconi il piano snellirebbe la burocrazia e rilancerebbe l'economia.

Edilizia: verso liberalizzazione ( da "AudioNews.it" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Secondo le prime indiscrezioni sulla riforma del settore edile, anticipate ieri in consiglio dei ministri, sparirebbero le licenze, per lasciare il posto a perizie giurate di un tecnico.'Il piano -sostiene Berlusconi- sarebbe un colpo al cuore della burocrazia inutile e un volàno per l'economia'.

Disavventure del bollo auto ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Burocrazia - Nella giungla del bollo auto», chiediamo scusa al signor Giorgio Natale di Brescia per il disguido che ha subito (e che ci risulta sia stato sanato dal nostro call center il 10 marzo scorso). Lei comunque ha ragione: nell'era di internet, basta ricevute di carta e code da fare per dimostrare di essere in regola.

PER GLI OSPITI residenti al Centro Servizi Sociali Resemini, nell'ultima... ( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sottolineato che in accordo con la Prefettura si è deciso finalmente di regolamentare la situazione e quindi con la prossima tornata elettorale la burocrazia legata allo spotamento momentaneo della sezione elettorale sarà snellita e nel contempo agevolata. Naturalmente anche le famiglie degli ospiti hanno preso con notevole soddisfazione il provvedimento adottato. Gianpietro Valarini

Boom delle imprese made in China. <A Milano sono 4 mila> ( da "Corriere della Sera" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: intendono la fastidiosa e malefica lentezza della burocrazia, e citano come esempi i tempi lunghi per il permesso di soggiorno, un visto, i ricongiungimenti famigliari. Vabbè, ribatterà qualcheduno, bella scoperta. Comunque, alla fine, semplicemente, non sarà che son loro che vanno (molto) più forte di noi?

Niente luce alla famiglia disabile ( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: proprio lei la prima vittima di quella burocrazia che rende ognuno di noi numeri, codici da digitare. Un cambio di banca, con le domiciliazioni delle bollette che vengono annullate, ed un ritardo nel pagamento all'Enel, causa una dimenticanza. Un mix che rischia di costare caro ad Antonella, madre di un ragazzo gravemente disabile a seguito di un incidente patito qualche anno fa.

In Italia l'assegno d'oro scompare dal sito ( da "Corriere della Sera" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: intera prima linea della burocrazia statale e dei principali enti locali erano ampiamente sopra quel tetto. Ma Villone e Salvi riuscirono comunque a far ingoiare il pillolone ai loro riluttanti colleghi della maggioranza. E l'emendamento è passato. Con il decreto legge di giugno il governo Berlusconi ha deciso di congelare il tetto,

All'artigiano spunta la voglia di Tunisia ( da "Giorno, Il (Milano)" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: risponde mettendo sul piatto una serie di facilitazioni: burocrazia ridotta ai minimi termini, mano d'opera a 400 euro al mese, zero tasse per dieci anni sulle esportazioni, massima sicurezza, infrastrutture. IN CAMBIO CHIEDE che il «Made in Lombardy» si trasferisca in Tunisia per creare aziende miste e formare la mano d'opera locale.

Salario, i convegni <negati> ai disabili ( da "Corriere della Sera" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: e una in Burocrazia presa direttamente sul campo. Cita a memoria leggi e regolamenti, «perché quando non cammini sono le carte che si muovono per te. E tu devi sapere dove farle andare ». è conosciuta per il suo impegno politico e sociale. è stata la prima presidente della Consulta handicap del II Municipio (quando la De Angelis era assessore alle Politiche sociali)

Benelli e Tacchini, la carica dei 30 mila cinesi made in Italy ( da "Corriere della Sera" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: 27 categoria: REDAZIONALE La storia I paradossi della burocrazia e dei permessi di soggiorno Benelli e Tacchini, la carica dei 30 mila cinesi made in Italy Yan Haimei: investiremo altri 20 milioni sul marchio di moto I piani di Bank of China per aiutare le imprese che vogliono espandersi sui mercati asiatici MILANO —

Il sogno è una carta d'identità in tasca ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: riuscito a conquistarla dopo 5 anni di battaglie con la burocrazia, con le leggi italiane, con la miseria e con un certo tipo di neorazzismo tutto italico. Ma Antòn non è uno che ce l'ha fatta. Tutt'altro. Lavora in una impresa edile gallurese, ha il suo documento di riconoscimento. Ma lavora il triplo dei suoi nuovi concittadini, lavora in nero quindi si può scordare la pensione,

Pmi e crisi: <Tagliare fisco e burocrazia> ( da "Arena.it, L'" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Tagliare fisco e burocrazia» ANALISI. Rapporto sulla sussidiarità 2009: le imprese del Nordest vogliono servizi e autonomia prima dei soldi statali Oltre il 50% delle aziende chiede la semplificazione amministrativa e fiscale e più «decentramento» 17/03/2009 rss e-mail print Pmi e crisi: «Tagliare fisco e burocrazia» Un dato contraddittorio -

Banche, Draghi: ''Evitato il collasso ma manca la chiarezza nei bilanci'' ( da "Adnkronos" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: E sottolinea: ''I tremonti bond utili per rafforzare l'erogazione del credito''. Sul piano casa: ''Meno burocrazia potrebbe avere effetto stimolo''. Segui la diretta commenta 0 vota 0 tutte le notizie di ECONOMIA ultimo aggiornamento: 17 marzo, ore 12:53

CASA: DRAGHI, MENO BUROCRAZIA POTREBBE AVERE EFFETTO STIMOLO ( da "Adnkronos" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: CASA: DRAGHI, MENO BUROCRAZIA POTREBBE AVERE EFFETTO STIMOLO MA E' INCERTA PORTATA CONGIUNGURALE commenta 0 vota 0 tutte le notizie di ECONOMIA ultimo aggiornamento: 17 marzo, ore 12:45

Draghi: <Prefetti? No a pressioni e interferenze della politica> ( da "KataWeb News" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Draghi: «Prefetti? No a pressioni e interferenze della politica» 17 marzo 2009 alle 12:43 — Fonte: corriere.it — 0 commenti Il governatore di Bankitalia: «Utili i Tremonti Bond». Sul piano casa: «Meno burocrazia potrebbe aiutare»

Crisi, l'allarme di Draghi: la recessione continuerà ( da "Corriere.it" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Sul piano casa: «Meno burocrazia potrebbe aiutare» Il Governatore di Banca d'Italia Mario Draghi (LaPresse) ROMA - Problematiche del sistema bancario e finanziario. Su questi temi il Governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi ha parlato presso la Commissione Finanze di Montecitorio.

Un quartieretrasformatoin discarica ( da "Sicilia, La" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: presto avviata per accelerare i tempi di erogazione della Cassa integrazione alle piccole aziende senza aspettare i tempi della burocrazia regionale. Forze sindacali, imprenditoriali e istituzioni devono lavorare insieme nell'interesse di quanti a Catania hanno bisogno di sollevarsi dal disagio e vogliono farlo nel rispetto della legge». «Aspettiamo risposte che ancora non arrivano ?

<Aiutatemi a riavere un tetto> ( da "Sicilia, La" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: secondi un uomo da poco uscito dal precariato in un senzatetto condannato dalla burocrazia a smembrare la famiglia e a vedersi sempre le porte chiuse. Eppure Simone Tarantino ha vissuto l'ultimo anno di vita in silenzio, subendo le mortificazioni con uno stoico spirito di rassegnazione. Se il mondo sta apprendendo ora la sua assurda storia, è grazie ai suoi colleghi di lavoro che,

MARIO FORTUNATO SAPRI. IL CALVARIO DI UN 52ENNE DI BOSCO VISSUTO IN SEGUITO A UNA GRAVE MALATTIA ... ( da "Mattino, Il (Salerno)" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: chiama in causa la burocrazia e i ritardi dell'Asl Sa3 e dell'Inps di Salerno che non gli avrebbero permesso di avere la necessaria assistenza. A distanza di circa otto mesi, sua moglie affetta da una grave neoplasia, non ha avuto risposta sulle domande inoltrate agli uffici competenti, per il riconoscimento dell'invalidità e della legge 104;

Vicenza Demetrio Volcic è stato testimone almeno di due Russie, quella sovietica e la “... ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Si accorge che la vecchia burocrazia non funziona più e punta a un rinnovamento. La sua ascesa è fulminante. Dal 1996 ogni hanno fa un passo avanti. Nel 1999 è primo ministro, poi capo di Stato. Nel frattempo il petrolio riempie le casse della Russia. Putin piace al suo popolo perché ha ridato dignità alla nazione, ha ristabilito l'ordine,

Sicurezza, pescatori scettici sul decreto ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Vanno poi risolti problemi riguardanti la burocrazia, spesso asfissiante, come ha denunciato Denis Padoan, armatore-capobarca, e rilanciata la politica della salvaguardia ambientale. I cantieri del Mose hanno provocato una enorme dispersione in mare di massi anche assai pesanti che, quando va bene, danneggiano solo le reti.

Il forte appello della Presidente Emma Marcegaglia dall'assise delle Pmi di Palermo per sostegn... ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia rischia quindi, in questa difficile fase congiunturale, di essere un freno alle iniziative che puntano a creare nuove opportunità di crescita e quindi ad anticipare la ripresa che attendiamo. Nostro obiettivo come Piccola Industria è di mantenere sempre nell'agenda l'esigenza di semplificare la burocrazia italiana.

LE IMPRESE E LA CRISI Una burocrazia più leggera per favorire la ripresa di Alessandra Pegorer * ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: LE IMPRESE E LA CRISI Una burocrazia più leggera per favorire la ripresa di Alessandra Pegorer * Martedì 17 Marzo 2009,

Banche, Draghi: ''Evitato il collasso ma manca la chiarezza nei bilanci. La recessione continuerà'' ( da "Adnkronos" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: E sottolinea: ''I tremonti bond utili per rafforzare l'erogazione del credito''. Ma avverte: ''No a interferenze dei prefetti''. Sul piano casa: ''Meno burocrazia potrebbe avere effetto stimolo'' leggi i commenti commenta 1 vota 0 tutte le notizie di ECONOMIA ultimo aggiornamento: 17 marzo, ore 15:14

E Draghi avverte: <La recessione continuerà. No a ingerenze e pressioni politiche sul credito> ( da "Corriere.it" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Sul piano casa: «Meno burocrazia potrebbe aiutare» Il Governatore di Banca d'Italia Mario Draghi (LaPresse) ROMA - Problematiche del sistema bancario e finanziario. Su questi temi il Governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi ha parlato presso la Commissione Finanze di Montecitorio.

Alitalia e call center Alicos, Fortunato (Ugl): "Sbloccare immediatamente fondi previsti" ( da "Sestopotere.com" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: industriale del Paese e di tutela dei livelli occupazionali si infrangono contro le lungaggini della burocrazia”. Lo dichiara il segretario nazionale Ugl Telecomunicazioni, Gianni Fortunato, invitando “ancora una volta il Ministero dell?Economia e Finanze e gli altri dicasteri coinvolti nella vicenda a sbloccare immediatamente i fondi già previsti, così da evitare che 1.

Durban 2/ Frattini: Serviva un apripista perché l'Ue fosse ( da "Virgilio Notizie" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: non voglio dire della burocrazia europea, spesso sono impermeabili a delle forti scosse politiche. Allora ci vuole una scossa politica molto forte, non semplicemente forte". "La scossa politica c'è stata - ha detto ancora Frattini - e credo che ci dovremmo rallegrare che per una volta l'Europa ha parlato oggi con una voce sola".


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La solidarietà di 25 Comuni a chi non lavora (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 15-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

ALTO CANAVESE LA «CARTA DELLE EMERGENZE» NELL'EX PICCOLA RUHR La solidarietà di 25 Comuni a chi non lavora [FIRMA]ALESSANDRO BALLESIO L'hanno chiamata «carta delle emergenze» e il nome già la dice lunga sulla situazione in cui versa una zona conosciuta come «la piccola Ruhr», per le sue aziende meccaniche e di stampaggio. È la ricetta dell'Asco - l'associazione dell'Alto Canavese che comprende 25 Comuni e 130 imprese - per proteggere e aiutare chi più è toccato dalla crisi: in particolar modo operai in mobilità e cassintegrati (negli ultimi mesi hanno superato quota 2600, in questa zona), così come le loro famiglie. Ma non solo: approvandola, i Comuni si impegneranno a sveltire la burocrazia che troppo spesso è un ostacolo alla creazione di infrastrutture per le aziende. «In un momento così delicato, quando anche la Regione e la Provincia si fanno attendere, serve l'impegno concreto delle amministrazioni comunali, che hanno gli strumenti per agire su alcuni aspetti sociali e di natura produttiva», dice Giancarlo Buffo, che è imprenditore e componente dell'esecutivo di Asco. Saranno proprio loro, i Comuni, a dover sposare le iniziative «anti crisi» convocando i rispettivi consigli. Domani alle 21 il progetto sarà presentato nella sala conferenze dell'area ex Obert, a Forno Canavese. I punti della ricetta? La creazione di fondi comunali di solidarietà (mettendo mano al bilancio) e di temporanea riduzione o esenzione dei servizi a domanda individuale. Questo, per chi è stato coinvolto nella crisi e ha difficoltà a pagare il trasporto scolastico, la mensa, il dopo scuola dei figli. Destinare il 5 per mille dell'Irpef al finanziamento di attività di carattere sociale rivolte alle fasce deboli, dai disoccupati ai cassintegrati. Impiegare queste persone in difficoltà in attività lavorative legate al Comune, creando appositi consorzi. E ancora: le amministrazioni dovranno impegnarsi, ad esempio, ad accorciare i tempi di convocazioni delle commissioni edilizie per evitare fasi di stallo nella concessione dei permessi edilizi per imprese e privati. Per favorire gli investimenti. «È un piano che in altre realtà ha funzionato a dovere, unendo le forze sarà ancora più efficace - osserva l'assessore alle attività produttive di Busano, Lauro Faletto - e poi qui, grazie al connubio Comuni-imprese, abbiamo potuto avvertire la crisi in tempo reale». Per il sindaco di Forno (località in cui il 30 per cento degli occupati è in cassa integrazione), Cesare Mondino, «le proposte sono interessanti, ma dovranno essere coinvolti anche enti quali l'Inps e il centro per l'impiego».

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Sermide, bilancio: allarme del sindaco (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 15-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Sermide, bilancio: allarme del sindaco «Impossibile far quadrare i conti». Critica anche la minoranza SERMIDE. Nella relazione del sindaco al bilancio di previsione emergono le difficoltà dovute alla mancata conoscenza dei dati per il rispetto del patto di stabilità e dei rimborsi dell'Ici abolita: «sarà sempre più faticoso assicurare qualità e quantità dei servizi» dice Reggiani. Posizione geografica, estensione territoriale e invecchiamento della popolazione incidono pesantemente sulla crescita. Gli interventi strategici vertono sullo snellimento della burocrazia amministrativa: realizzazione di sportello unico delle attività produttive, ufficio relazioni con il pubblico e ritorno della Polizia Municipale nella struttura comunale. Poi «allacciare il Sermidese alla viabilità delle province limitrofe con infrastrutture correlate alla costruenda autostrada Cispadana, alla Transpolesana e alle autostrade del Brennero e A 13». Buoni sviluppi si prospettano per le grandi officine Fer, con Sermide sede di deposito e manutenzione del macchinario elettrico. Ex-zuccherificio: dopo il documento di inquadramento, si attende dal Politecnico di Milano il piano attuativo per poterlo promuovere. «Continua la sensibilizzazione verso le istituzioni sociosanitarie regionali e locali per concretizzare nell'ex ospedale una sede di riabilitazione di 60 posti letto». Da segnalare l'aggiornamento delle tariffe degli oneri di urbanizzazione, ferme da trent'anni, così adeguate a quelle del Destra Secchia. Per Mantovani e Bianchini, consiglieri di centrosinistra, «dalla relazione emerge l'assetto drasticamente ridotto a quattro grandi aree dell'organigramma organizzativo dell'ente; ci auguriamo possa funzionare perché, oltre al risparmio, è importante la funzionalità. L'Unione dei comuni sarebbe servita ad economizzare, condividendo i servizi, ma voi l'avete sostituita con il Consorzio Oltrepò. Sull'ex zuccherificio manca il coordinamento così si è perso tempo. Dopo due anni non avete risolto le problematiche relative all'occupazione: ex ospedale e Bonlat sono state liquidate in 2 righe. Il 99% della relazione è ordinaria amministrazione e dichiarazioni d'intenti». (s.m.)

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Pane, salame e vin brulé contro la strada chiusa (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 15-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pane, salame e vin brulé contro la strada chiusa Presidio dei formazzini a Premia: isolati da settimane, chi ci ripaga? Hanno atteso che la situazione si risolvesse. Giorno dopo giorno. Settimane, una dopo l'altra. L'isolamento parla con numeri impietosi: la strada da Canza a Riale è chiusa da 48 giorni, quella da Cadarese a Ponte da tredici. E a Formazza hanno esaurito le scorte di pazienza. Alle 7,30, ieri, una quarantina di abitanti ha percorso la statale, che nella parte alta della valle è «ufficialmente» chiusa, ed è scesa a Cadarese. La frazione di Premia è diventata il loro «fronte»: hanno montato panchine e tavoli, messo di traverso un pick-up e hanno presidiato la strada sino a mezzogiorno. Tanto era già chiusa da martedì 3 marzo, per il pericolo di valanghe. Ma i discendenti dei walser con la neve convivono da sempre. E' una «compagna» che sanno tenere sotto controllo. Sui tavoli appena montati, un volantino eloquente: «E' inaccettabile sequestrare per così tanti giorni un'intera popolazione senza garantire approvvigionamenti, sgombero dell'immondizia e altri servizi. L'Anas ritiene di aver assolto le proprie responsabilità mettendo due cartelli per chiudere la strada?». Un presidio composto, nessuno alza mai la voce. Spiegano le loro motivazioni ai turisti che arrivano a Cadarese: «Il 70% di noi vive di turismo. Formazza ha trenta attività commerciali, non possono tenere chiuso un paese» dice Danilo Anderlini, presidente dell'Associazione che raggruppa gli operatori turistici. «Nei week-end ho una media di 350 presenze, chi mi paga i danni e le spese?» sbotta il giovane Marco Valci, della pista di fondo di Riale. Sono undici le giovani famiglie che hanno scommesso sul rilancio di Formazza. E anche chi ha qualche capello grigio è stanco di una burocrazia penalizzante. Walter Sormani ha una locanda a Riale: «E' dal 1986 che non vediamo una valanga. Quando scese dal pizzo Martello era aprile, oggi la temperatura è sotto zero. Chi abita qui convive con le valanghe: teniamo sotto controllo la montagna meglio di chi non ci vive». Formazza, insomma, chiede attenzione. Luigino Falzone, consigliere comunale, sbotta: «Diamo molto all'Italia, come l'energia elettrica prodotta qui, dove passa anche il metanodotto della Snam. Vogliamo rispetto». Voci che si perdono nel freddo di Cadarese. Per scaldarsi c'è la bombola a gas usata per fare il vin brulé, offerto con fette di pane e salame ai turisti che ascoltano le lamentele e poi risalgono in auto per tornare a casa. Il sole arriva solo alle 10,30. Nessuno forza il blocco, ad eccezione di un cuoco che lavora a Ponte. Una manovra spericolata: supera l'ostacolo ma non la disapprovazione dei formazzini. «E' incredibile che sia Torino a stabilire se in Formazza c'è pericolo. Si parla tanto della politica per la montagna, di far restare la gente e poi non ci garantiscono la viabilità?» sbotta Ivan Bignami, consigliere comunale e albergatore. Ma c'è effettivamente pericolo? «Nessuno di noi è così pazzo da rischiare la pelle - dice Gian Paolo Pennati -. I timori sono esagerati, basterebbe aprire la strada a fasce oraria e seguire durante la giornata l'andamento della temperatura. In altre località sono stati attuati sistemi artificiali per far staccare le valanghe, perché da noi non si fa nulla?». Alfiero Bacher allarga le braccia: «Abbiamo sul posto l'Enel che misura più volte al giorno neve e temperatura, basterebbe usare questi dati. In questi giorni il termometro è stato sotto lo zero: di pericolo non ce n'era». Armando Bertolacci di Villadossola aiuta i parenti in un'attività agricola e commerciale a Ponte. Si guarda in giro: «Sbaglio o non vedo i nostri parlamentari?». Non sbaglia, ma ormai sono le 11 e chi scende da Formazza preme per passare. Permesso consentito a pochi: una donna incinta, un anziano che ha prenotato una visita medica, una famiglia col bambino febbricitante. E da domani il blocco potrebbe diventare più stretto.

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Palazzi paga le multe dei clienti (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 15-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Palazzi paga le multe dei clienti Il ristoratore: «Vorrei un sindaco con le mani libere» VITTORIO VENETO. Il ristoratore che paga la multa dei clienti comminata dal Comune. E' anche questo Tonino Palazzi, gestore del Terme. «Io ho perso clienti che hanno pagato la multa fuori dal ristorante: ci ho rimesso io, ma anche la città. Perché i turisti portano vantaggio a tutti, non solo al ristorante dove vanno», ammette conversando con il settimanale diocesano sulla situazione della città ed il sindaco che vorrebbe. «Ho avuto buoni rapporti con tutti i sindaci che ho conosciuto. Ciò non toglie che ho conosciuto anche industriali che mi hanno confessato di aver avuto difficoltà quando hanno voluto venire nella nostra città» ha detto ancora, auspicando più libertà per l'iniziativa privata. Oggi, con le primarie, il Pd sceglierà il proprio candidato a sindaco tra Giovanni Napol, Alessandro De Bastiani e Giuseppe Costa. A seguire lo farà la Lega, tra Gianantonio Da Re e Giovanni Braido. Ma Palazzi è un autorevole rappresentante della società civile e a chi gli chiede quale sindaco vorrebbe, risponde: «Un sindaco che abbia autorità e mani libere». Un sindaco che «faccia quel che ha detto. Poi se non fa bene se ne andrà a casa. Ma non si può tollerare un sindaco che abbia le mani legate dai funzionari». Palazzi conferma di avere un sogno per la città: «In generale che la burocrazia non blocchi più nessuno senza motivi reali. In particolare obbligherei tutti i proprietari delle case di Serravalle a mettere a posto l'esterno. Dentro facciano quello che vogliono, ma fuori mettano a posto. Se non vogliono, vendano. Poi si favorisca la riapertura dei negozi (per esempio il Comune incentivi sgravando dai tributi locali per i primi anni). Poi magari si costruisca pure una strada alternativa a quella che c'è... Se riparte Serravalle, diventa un volano per la città. Guardate Asolo cosa è riuscita a fare». Palazzi rimprovera alla Fondazione Cassamarca di non essere andata avanti con l'acquisto e la trasformazione di villa Papadopoli in un centro termale, del benessere. «Oggi magari la nostra zona industriale sarebbe piena di alberghi, come Abano. H dimostrato che il turismo del benessere (o del wellness, come si chiama oggi, ndr) funziona bene: in tutti gli alberghi, anche a 2 stelle, chiedono subito se c'è la zona benessere, sauna, piscina». (f.d.m.)

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Parafarmacie, scommessa ad ostacoli (sezione: Burocrazia)

( da "Trentino" del 15-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Dopo il decreto Bersani del 2006, nelle valli dell'Avisio ne sono spuntate due. Frenate da burocrazia e incertezza legislativa Parafarmacie, scommessa ad ostacoli Una a Cavalese e una a Canazei, ma molti non le conoscono ancora FIEMME E FASSA. In soli sei mesi nelle valli dell'Avisio ne sono "spuntate" due: la prima a Canazei, la seconda a Cavalese. Sono le parafarmacie nate nel 2006, col decreto Bersani. Una liberalizzazione che ha permesso a tanti farmacisti di aprire punti vendita per i "farmaci da banco", ovvero prodotti che non necessitano di prescrizione medica. E benché, in questi anni, si sia sentito parlare di questi nuovi negozi, in Fiemme e Fassa molti non li conoscono. «Ho inaugurato il negozio a dicembre - dice Valeria Mangiafico, titolare del punto vendita di Cavalese - e mi capita spesso di dover spiegare cosa sia una parafarmacia». Mangiafico, originaria di Modena, ha deciso di aprire l'attività nonostante lo scorso settembre i parlamentari Maurizio Gasparri e Antonio Tomassini abbiano proposto un disegno di legge che darebbe la possibilità a tutti gli esercizi commerciali di vendere confezioni starter (2-4 compresse) di farmaci da banco. Nessun obbligo di presenza del farmacista, dunque, ma solo un angolo del negozio dedicato a questi prodotti. «La decisione di trasferirmi con mio figlio lontano dalla città l'avevo già presa - afferma Mangiafico - perciò non ho desistito. Certo, se il ddl venisse approvato, dovrebbero concedere alla parafarmacie anche la vendita dei farmaci di fascia C, quelli prescritti dal medico ma non rimborsabili dal servizio sanitario». Con l'avanzare della crisi economica, però, il ddl sembra chiuso in un cassetto anche perché metterebbe a rischio quasi cinquemila posti di lavoro. «Oggi aprire un'attività è un atto di coraggio - sottolinea Mangiafico - il Comune non mi ha concesso l'autorizzazione per installare un'insegna luminosa, il che è penalizzante soprattutto per i clienti stranieri che riconoscendo il simbolo entrerebbero più numerosi nel mio negozio. Inoltre, ho difficoltà ad essere rifornita dal magazzino di Trento che distribuisce i farmaci. Per fortuna c'è una legge antitrust che impone l'approvvigionamento sia alle farmacie sia alle parafarmacie. Spero che a breve la situazione si sblocchi». Ma, oltre ai medicinali da banco, la parafarmacia di Cavalese propone altri prodotti per la salute e il benessere. In particolare i cosmetici che trovano ampio consenso perché, secondo Mangiafico, le persone si affidano volentieri ai consigli del farmacista. Affatto preoccupata delle eventuali normative, invece, è Marzia Biancardi, farmacista originaria di Rapallo ma da nove anni in Fiemme e Fassa, che a giugno 2008 ha aperto la prima parafarmacia delle valli nel cuore di Canazei. «La mia attività va bene - dice Biancardi - e non temo la commercializzazione degli starter. Tanto più che non credo che le case farmaceutiche siano disposte a creare confezioni da vendere ovunque». E Biancardi non sente nemmeno la "concorrenza" con la farmacia. «Non mi interessano i farmaci su prescrizione - sostiene - io propongo con competenza soprattutto prodotti omeopatici, cosmetici e solari che mi danno grandi soddisfazioni perché vanno incontro alle principali esigenze della clientela di una località turistica». E così come quasi tutti i negozi dell'alta Fassa, a fine stagione la parafarmacia di Canazei chiude. «In primavera e in autunno qui il mercato langue - conclude Biancardi - meglio tornare a casa nella farmacia che gestisco a Rapallo».

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Servizio civile in Caritas, 30 anni vicino agli ultimi (sezione: Burocrazia)

( da "Arena, L'" del 15-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Domenica 15 Marzo 2009 CRONACA Pagina 15 RICORRENZA. Obiettori di coscienza e ragazze dell'Anno di volontariato sociale: un esercito pacifico di 2.000 giovani Servizio civile in Caritas, 30 anni vicino agli ultimi Barin, che lottò contro la burocrazia ministeriale: «Era una scelta di vita» Perego: «Farlo tornare obbligatorio? No, servono più risorse e progetti» Imbracciare le armi non è l'unico modo per difendere la patria. Ne esistono molti altri, che passano attraverso la solidarietà e il volontariato. Primi ad averlo capito e messo in pratica sono stati gli obiettori di coscienza. E al Centro unitario missionario, a San Massimo, per raccontare le loro esperienze di vita si sono incontrati alcuni degli oltre 2.000 giovani, tra obiettori di coscienza e ragazze dell'Anno di volontariato sociale prima e giovani impegnati nel Servizio civile nazionale poi, alternatisi nella Caritas diocesana negli ultimi 30 anni. Tanto è trascorso da quando, a cinque anni dalla legge sull'obiezione di coscienza, il primo obiettore Lorenzo Delaini ha prestato servizio nell'ente veronese. E Caritas ha voluto festeggiare la ricorrenza promuovendo una rimpatriata e facendo il punto della situazione sul tema, «Giustizia e pace si abbracceranno». «Per me fare l'obiettore, anziché chiudermi in una caserma militare, è stata una scelta di carattere religioso e filosofico, una scelta di vita», spiega Giovanni Barin, obiettore 23 anni fa, che oggi lavora alla Comunità dei Giovani. «Volevo lavorare con i giovani tossicodipendenti rinchiusi nel carcere di Montorio, con l'associazione La Fraternità che mi aveva anche formato in modo adeguato. E così è stato, alla fine. Inizialmente, invece, il ministero della Difesa, cui allora era affidata la gestione degli obiettori, mi aveva mandato a Padova, come obiettore in un centro per minori», racconta Barin, parlando anche del processo penale sostenuto per non aver atteso la risposta del ministero alla richiesta di trasferimento alla Fraternità e aver deciso di "autotrasferirsi". «La burocrazia era lentissima e la vicenda si chiuse solo due anni dopo con il proscioglimento delle accuse in quanto il fatto non costituiva reato». Nel 2000 la svolta. Il servizio di leva, e quindi la possibilità di opporre l'obiezione di coscienza, non è più obbligatorio. Una rivoluzione che però non ha intaccato nei giovani la voglia di rendersi utili ai più deboli. E ha sdoganato la possibilità di vivere un anno a servizio del prossimo anche alle ragazze, che peraltro alla Caritas già da un ventennio erano impegnate nell'Anno di volontariato sociale (Avs), del tutto volontario visto che le donne non dovevano svolgere il servizio di leva. «Avevo appena conseguito una laurea in lingue e desideravo mettere le mie competenze al servizio del prossimo, in una cooperativa internazionale», racconta Stefania Croce, che con Caritas ha trascorso nel 2005 il servizio civile all'estero, in Rwanda, come Casco bianco. «Lavoravo con donne abbandonate o malate di Aids e con bimbi di strada», ricorda Stefania, che grazie a questa esperienza ha trovato lavoro, gestendo l'area internazionale di Caritas. All'incontro, moderato dal giornalista de L'Arena Enrico Giardini, sono intervenuti il direttore della Caritas diocesana don Giuliano Ceschi, don Giancarlo Perego di Caritas italiana, il vicario generale del vescovo monsignor Giuseppe Pellegrini, Vallì Giorio, dirigente dei Servizi sociali della Regione e suor Carmen Venturelli, formatrice delle ragazze Avs in Caritas dal 1992 al 2002. «La realtà del servizio civile non è cambiata. Anche se si è trasformato il modo di accesso, la domanda dei ragazzi c'è», spiega Ceschi. Sono otto, cinque maschi e tre femmine, i giovani ora impegnati nel servizio civile nella Caritas diocesana, e 20 i posti disponibili per il prossimo anno. Tuttavia, «oggi solo un ragazzo su quattro che fa richiesta di Servizio civile riesce davvero a trascorrere un anno all'interno di un'associazione di volontariato», dice Perego. In questo quadro, ripristinare l'obbligatorietà, estendendola a tutti i giovani e non solo ai maschi, di impiegare un anno a disposizione della società non è una scelta che i vertici Caritas ritengono auspicabile. «Piuttosto sensibilizzerei di più i giovani sui valori che implica la scelta del volontariato e aumenterei risorse e progetti», spiega Perego. «Inoltre, aprirei l'anno di servizio civile anche ai ragazzi stranieri, ora esclusi. Sarebbe un grande strumento d'integrazione».  

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Investimenti subito o aeroporti in crisi (sezione: Burocrazia)

( da "Arena, L'" del 15-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Domenica 15 Marzo 2009 ECONOMIA Pagina 41 TRASPORTI. Allarme del presidente dell'Enac Riggio in Commissione alla Camera «Investimenti subito o aeroporti in crisi» ROMA Milano Linate non ha spazi di crescita. L'aeroporto di Malpensa se resta a due piste sarà saturo intorno al 2015. Napoli Capodichino è tra le case, può accogliere 1 o 2 milioni di passeggeri in più ma non oltre. Roma Fiumicino ha cantieri aperti per crescere e accogliere 50 milioni di passeggeri del 2017, ma vanno garantite le condizioni per tutelare gli investimenti, risorse private. E se il piano di sviluppo si dovesse fermare il sistema degli aeroporti romani potrebbe non essere in grado di accogliere 4-5 milioni di potenziali passeggeri già nel 2012. La crisi frena il traffico aereo, ma quando l'economia tornerà a crescere l'Italia potrebbe piombare in piena emergenza aeroporti. «Servono investimenti subito, non si può aspettare», avverte L'Enac, ente per l'aviazione civile: il presidente, Vito Riggio, ha presentato alla Commissione Trasporti della Camera un rapporto che evidenzia «criticità di copertura» del sistema aeroportuale in relazione alle stime sull'aumento dei potenziali passeggeri. Diversi i nodi da sciogliere, spiega Riggio. Serve il nuovo piano nazionale come quadro di indirizzo. Va individuata «una sola Autorità che decida» per uscire dal «gioco dell'oca» delle burocrazie. Servono una revisione delle tariffe e la firma dei nuovi contratti di programma per garantire la remunerazione degli investimenti delle società di gestione. Bisogna accelerare su progetti chiave: fare di Viterbo il secondo aeroporto del Lazio e di Grazzanise la «naturale integrazione» di Capodichino. Il traffico aereo «diminuirà tra il -3,4 e il -4,5% nel 2009. Nel 2010 sarà stagnazione». La crisi «cambia scenario e prospettive», dice Riggio: «Impone un'accelerazione» perché «dopo il ritardo accumulato se ora non si fanno investimenti, alla ripresa il sistema italiano sarà perdente» e nel caos «tra aeroporti saturi e altri vuoti». Si spendono «2,5 euro a passeggero l'anno, a fronte dei 12 in Europa»: dato che «dimostra che stiamo fermando gli investimenti». Il piano aeroportuale più recente è del 1986, «ormai obsoleto». Senza una regia il sistema cresce reagendo a singoli «impulsi di mercato», degli enti locali e di gestori aeroportuali, senza logica di sistema. L'Italia deve prepararsi per accogliere 237 milioni di passeggeri l'anno nel 2020, 334 nel 2030, 427 nel 2040.  

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Migliorare l'ambiente col piano casa (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 15-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Primo Piano Pagina 105 Migliorare l'ambiente col piano casa --> Un'altra decisione del Governo che potrebbe essere accolta dalla Regione Sardegna riguarda il patrimonio pubblico degli Enti. Ci sono, nella nostra isola, migliaia e migliaia di appartamenti pubblici in affitto: questi appartamenti potrebbero essere venduti agli attuali inquilini ad un prezzo scontato proprio perché occupati, e finanziare l'acquisto - dopo un accordo con le banche - in modo che i canoni attualmente pagati si trasformino in rate di mutuo. Altri esempi. Prendiamo gli alberghi, che dovrebbero avere la possibilità di riqualificare e migliorare l'offerta sia attraverso la ristrutturazione e l'ampliamento delle camere esistenti, che la realizzazione di beauty farm, centri congressi e attività che possano allungare la stagione turistica. E la Regione dovrà affrontare il caso dello snellimento della burocrazia nel settore edilizio. Le indicazioni del governo sono chiare: abolizione del permesso di costruire che sarà sostituito da una nuova certificazione firmata dal progettista. E in Sardegna abbiamo tantissimi geometri, ingegneri, architetti, periti di buona qualità in grado di documentare la corrispondenza dei progetti con le norme. Si eviterebbe così una burocrazia borbonica fatta di decine di timbri e di attese lunghe mesi se non anni che non ha esempi negli altri Paesi europei. E l'amministrazione pubblica deve intervenire contro i professionisti che sbagliano (o barano) anche con la radiazione dall'albo. Abbiamo fatto solo alcuni esempi, ma sono mille i modi per rimettere in moto un'economia che muore, statica e che non trova sbocchi, un'occasione da sfruttare. Fermo restando che (per non spaventare i komeinisti del paesaggio) sulle coste deve essere confermato il vincolo dei trecento metri. Cioè niente nuove seconde case a un passo dal mare: sarebbe un controsenso per chi invece ipotizza un rilancio economico basato sulla difesa del territorio, arma in più della Sardegna da non disperdere. PAOLO FIGUS

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ventura: burocrazia esasperante migliaia di famiglie senza soldi - vera schiavazzi (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 15-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina XVII - Torino Ventura: burocrazia esasperante migliaia di famiglie senza soldi La segretaria Cisl: serve una corsia privilegiata per i 10 milioni della cassa già assegnati VERA SCHIAVAZZI «Siamo arrabbiati, arrabbiatissimi con le pastoie burocratiche che impediscono perfino ai soldi già stanziati di essere usati per il loro scopo. In Piemonte ci sono migliaia di famiglie che rischiano non solo di veder precipitare i propri redditi, ma di restare a zero euro». Giovanna Ventura, segretario regionale della Cisl, lancia l´allarme e attacca a fondo. Ventura, il governo sta facendo tutto ciò che è possibile per aiutare le regioni industriali a affrontare la crisi? «Nelle dichiarazioni politiche del presidente Berlusconi o del ministro Tremonti sì, poi però nei fatti non si riescono a eliminare le lungaggini. Occorre immediatamente una corsia privilegiata che serva, ad esempio, a utilizzare i 10 milioni di euro già assegnati in acconto al Piemonte per anticipare la cassa integrazione in deroga. Siamo a marzo, e ancora non si vedono». Che cosa accadrà se questi soldi non verranno resi disponibili? «Le aziende attraversano la crisi di liquidità che tutti conosciamo. Da noi la crisi è arrivata prima che altrove, ha colpito già dall´autunno scorso, e non ci sono più residui per affrontare la situazione. A Torino e a Novara ci sono ormai molte aziende anche piccole, sotto o appena sopra ai quindici dipendenti, sull´orlo del tracollo». Che cos´altro chiedete al governo? «Sosteniamo la protesta dei sindaci: occorre consentire ai Comuni di sforare il patto di stabilità, del quale pure confermiamo la validità generale, per tutti quei cantieri che possono aprire immediatamente: si parla molto di sicurezza nelle scuole, ed è sacrosanto, ma si dimentica che anche in molti, troppi uffici e edifici pubblici dove lavorano centinaia di dipendenti mancano requisiti essenziali, si lavora negli scantinati o in condizioni non adeguate. Per questo genere di interventi e manutenzioni i soldi ci sono, basta che il governo permetta di spenderli». A livello regionale, invece, che risultati avete ottenuto finora? «Avevamo chiesto alla presidente Bresso, che aveva risposto positivamente, di aprire un tavolo col sistema del credito piemontese per consentire un po´ di respiro alle imprese che dimostrano di voler restare su questo territorio e di voler continuare a investire. Qualcosa è stato fatto, ma siamo molto lontani da ciò che sarebbe necessario. Se non si provvede, le imprese, a cominciare dalle piccole, chiuderanno strangolate dalla mancanza di liquidità. E non rinasceranno. La Regione può e deve chiedere alle banche, che hanno ricevuto sostegno dal governo, un maggiore senso di responsabilità». Gli imprenditori e le loro associazioni stanno facendo la loro parte? «Non del tutto. Una parte di loro sembra pensare che è più facile utilizzare la cassa, la mobilità o addirittura chiudere senza prendere neppure in considerazione strumenti come i contratti di solidarietà. E´ un atteggiamento che va combattuto, e che si collega alla tragica perdita di tradizione imprenditoriale del Piemonte: sono ormai troppo pochi quelli davvero attaccati a questa regione, per gli altri stare qui o altrove pare indifferente».

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Servizio veterinario la palla passa al Tar (sezione: Burocrazia)

( da "Arena, L'" del 15-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Domenica 15 Marzo 2009 PROVINCIA Pagina 38 LEGNAGO. Ricorso firmato dai sindacati contro il riordino deciso dalla dirigenza dell'Ulss 21 Servizio veterinario la palla passa al Tar Contestati soprattutto incarichi esterni e mobilità semestrale perché «vanno a discapito del servizio» Il servizio veterinario dell'Ulss 21 è finito di nuovo nell'occhio del ciclone. A trascinarcelo - a distanza di sei mesi mesi dalla riorganizzazione varata dal direttore generale Daniela Carraro «per avviare un sistema di qualità e risolvere alcune difficolta operative» alla luce anche delle inchieste avviate da Azienda e Regione per far luce su presunte irregolarità commesse da due dipendenti - è stato il ricorso al Tar presentato da Roberto Poggiani, segretario regionale del Sindacato italiano veterinari di medicina pubblica (Sivemp). Un atto che punta l'indice, «oltre che sull'incarico affidato ad un esperto esterno, il dottor Giulio Cristiani, per promuovere un sistema di qualità con costi non indifferenti per le casse dell'Ulss 21», soprattutto «sull'introduzione della mobilità per tutti i veterinari sull'intero territorio, in barba a qualsiasi norma contrattuale». Ossia sulla rotazione semestrale dei capi delle cinque unità, che è stata giustificata dai vertici aziendali con l'esigenza «di spersonalizzare il rapporto con l'utenza e migliorare le prestazioni grazie allo scambio di competenze». Oltre che «sulla turnazione degli altri colleghi a discrezione della dirigenza». Ma il Sivemp non ha condiviso la rivoluzione che ha stravolto i vecchi assetti organizzativi e gestionali. Da qui la decisione di rivolgersi al Tar per chiedere «l'annullamento delle delibere che lo scorso novembre hanno deciso il riordino dei servizi veterinari». «Gli atti in questione», afferma Poggiani, «sono illeggittimi nella forma e nella sostanza, contrari alle norme vigenti e basati su presupposti inesistenti. Non solo: la loro applicazione ha peggiorato l'organizzazione del lavoro, appesantendola rispetto al passato, con l'aumento degli adempimenti burocratici e dei tempi morti per spostamenti e passaggi di consegne tra i veterinari. Col risultato di dover incrementare gli orari lavorativi dei professionisti convenzionati per svolgere le stesse mansioni di prima». Per il sindacalista quella del ricorso «è perciò l'unica strada rimasta per bloccare un disegno irrazionale che ha conseguenze negative». «Nell'autunno scorso», sottolinea Poggiani, «avevamo espresso infatti la nostra contrarietà ad una riorganizzazione così concepita specie riguardo l'utilizzo della mobilità ma le nostre osservazioni sono state purtroppo ignorate». Daniela Carraro, in attesa di valutare il ricorso, difende invece le sue scelte ed apre al dialogo con i sindacati. «Capisco che la rotazione non sia facile da digerire ma la ritengo», afferma il dg, « un principio organizzativo necessario per implementare la qualità con vantaggi sia per i professionisti che per gli utenti del territorio. Tuttavia, non pretendiamo di avere la verità in tasca e stiamo testando giorno per giorno se la nuova gestione, improntata sul gioco di squadra e sullo snellimento della burocrazia, funziona». «In quest'ottica», conclude, «siamo pronti a confrontarci con i sindacati».  

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Polo tecnologico, un sogno sempre più lontano (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia Pavese, La" del 15-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

di Fabrizio Merli Polo tecnologico, un sogno sempre più lontano Troppa burocrazia e minore disponibilità di soldi Poma: «Bisogna ricapitalizzare la società» Il patto di stabilità potrebbe paralizzare nuovi investimenti PAVIA. Il polo tecnologico rischia di diventare, sempre più, una chimera. Un sogno irraggiungibile, ostacolato da mille problemi che vanno dalla burocrazia ai quattrini. Un sogno che, tuttavia, viene evocato con incredibile frequenza in questa campagna elettorale, e in modo trasversale. Un po' tutti, destra, sinistra e centro, convengono sul fatto che lo sviluppo di Pavia debba passare attraverso l'insediamento di imprese ad alto contenuto tecnologico. Ma il progetto di trasformare il Cravino nella "Silicon valley" locale, per il momento, porta un certo ritardo. Al momento, l'unico dato tangibile è lo scheletro metallico, realizzato appunto al Cravino, e che dovrebbe ospitare la struttura. Quanto al resto, l'ultimo ostacolo in ordine di tempo è stata la fine anticipata della giunta Capitelli. L'amministrazione, infatti, era pronta per portare alla discussione del consiglio comunale lo statuto di una delle due società dalle quali dovrà nascere il polo tecnologico. Secondo gli accordi tra i quattro partner (Comune, Provincia, Università e Camera di Commercio) una società, già costituita e operativa, si deve occupare del progetto di sviluppo, una seconda società, in corso di costituzione, curerà gli aspetti immobiliari. E' su questo secondo aspetto che è intervenuta la crisi di giunta, poichè il nuovo statuto da approvare riguardava proprio la società immobiliare. Ma prima ancora di giungere a questo passaggio, altri problemi sono sorti. Il principale riguarda gli investimenti. Il costo iniziale dell'operazione, stimato in 12 milioni di euro, è nel frattempo salito a 16 milioni. I due partner forti, ossia Comune e Provincia, dovrebbero versare ciascuno una somma compresa fra i 3 e i 4 milioni di euro. Il Mezzabarba, prima della crisi, aveva incontrato problemi legati al ritardo del recupero dell'area ex Marelli. Da questo intervento, infatti, sarebbero dovuti arrivare i soldi del Comune. Ma un imprevisto nella bonifica della zona ha fatto slittare in avanti i tempi. Piazza Italia, a sua volta, dovrebbe ricavare il denaro necessario ad avviare l'operazione grazie alla vendida dei titoli azionari che compongono la sua partecipazione nella società Milano-Serravalle. E pure in questo caso le cose non vanno lisce. Spiega, infatti, il presidente dell'amministrazione provinciale, Vittorio Poma: «Dobbiamo valutare i limiti connessi al rispetto del patto di stabilità. Secondo l'ultima Finanziaria, infatti, chi vende partecipazioni societarie non può reimpiegare i soldi entro il patto». In sostanza, l'ente ha i soldi in cassa, ma non li può spendere. Inoltre, pare che una versione preliminare del piano di fattibilità abbia prospettato costi di gestione tanto elevati da non poter essere coperti con il ricavato derivante dalle eventuali aziende. Che fare allora? Poma, pur non nascondendo le preoccupazioni, è moderatamente ottimista: «Rispetto a un anno fa, i problemi sono aumentati. Ma sarebbero risolvibili se Comune e Provincia aumentassero il capitale della società di investimenti». Il tempo, però, corre.

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Allarme dell'Enac: aeroporti italiani a rischio emergenza (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 15-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Economia Pagina 217 trasporto aereo Riggio: sistema obsoleto Allarme dell'Enac: aeroporti italiani a rischio emergenza Trasporto aereo. Riggio: sistema obsoleto --> Milano Linate non ha spazi di crescita. L'aeroporto di Malpensa se resta a due piste sarà saturo intorno al 2015. Napoli Capodichino è tra le case, può accogliere 1 o 2 milioni di passeggeri in più, ma non oltre. Roma Fiumicino ha cantieri aperti per crescere e accogliere 50 milioni di passeggeri del 2017, ma vanno garantite le condizioni necessarie per tutelare gli investimenti, risorse private. E se il piano di sviluppo si dovesse fermare il sistema degli aeroporti romani potrebbe non essere in grado di accogliere 4-5 milioni di potenziali passeggeri già nel 2012. IL PIANO La crisi frena il traffico aereo, ma quando l'economia tornerà a crescere l'Italia potrebbe piombare in piena emergenza aeroporti. «Servono investimenti subito, non si può più aspettare», avverte l'Enac, l'ente per l'aviazione civile: il presidente, Vito Riggio, ha presentato alla Commissione Trasporti della Camera un rapporto che evidenzia le «criticità di copertura» del sistema aeroportuale in relazione alle stime sull'aumento dei potenziali passeggeri. Diversi i nodi da sciogliere, spiega Riggio. Serve il nuovo piano nazionale degli aeroporti come quadro di indirizzo. Va individuata «una sola Autorità che decida» per uscire dal «gioco dell'oca» delle burocrazie. Servono una revisione delle tariffe aeroportuali e la firma dei nuovi contratti di programma per garantire la remunerazione degli investimenti delle società di gestione. Bisogna poi accelerare su progetti chiave: fare di Viterbo il secondo aeroporto del Lazio e di Grazzanise la «naturale integrazione» di Capodichino in Campania. I NUMERI Il traffico aereo «diminuirà tra il -3,4% e il -4,5% nel 2009. Nel 2010 sarà stagnazione». La crisi «cambia scenario e prospettive», dice Riggio: «Impone una accelerazione» perché «dopo il ritardo che si è accumulato se ora non si fanno investimenti alla ripresa il sistema italiano sarà perdente», e nel caos «tra aeroporti saturi ed altri vuoti». Si spendono «2,5 euro a passeggero l'anno, a fronte dei 12 in Europa»: dato che «dimostra che stiamo fermando gli investimenti». Il piano aeroportuale più recente è del 1986, «ormai obsoleto». E senza una regia il sistema cresce reagendo a singoli «impulsi di mercato», qui degli enti locali, qui di gestori aeroportuali, senza alcuna logica di sistema. È poi «fondamentale» sciogliere il nodo delle tariffe aeroportuali, «le più basse di Europa». Non adeguarle potrebbe frenare, per esempio, l'importante piano di sviluppo di Aeroporti di Roma. L'Italia deve prepararsi per accogliere 237 milioni di passeggeri l'anno nel 2020, 334 nel 2030, 427 nel 2040.

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Pavia non sia ostile ai tanti anziani (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia Pavese, La" del 15-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

TROPPE DIFFICOLTA' Pavia non sia ostile ai tanti anziani Non molti giorni fa la gentile signora Cattaneo pubblicava sulla Provincia pavese una lettera di ringraziamento al Comune di Pavia per le nuove strisce pedonali in viale Campari. La stessa tra l'altro accennava con estrema grazia le reali difficoltà sue e di suo marito nel vivere gli spazi pubblici. Nel leggere ho pensato a questa generazione di nostri genitori e parenti che ci precedono (di poco) nell'avventura della vita e condividono con noi l'uso di questa città e dei suoi servizi. Ho pensato alle difficoltà che tutti i giorni devono affrontare per ottenere le cose più semplici come fare la spesa oppure andare ai giardinetti o visitare un'amica dovendo attraversare una strada nel traffico caotico e impaziente con il marito in difficoltà. Mi sono immaginato questi ed altri che camminano o guidano non più nel pieno delle forze in un traffico ostile e strombazzante e mi sono vergognato perché certamente, se la nostra società è ridotta così, un po' tutti abbiamo fallito. Ho pensato a queste persone e al loro diritto a vivere una vita sociale e a non essere relegate in casa. Ho pensato poi, con ammirazione e simpatia, a questa signora che vedendo le difficoltà quotidiane del «suo uomo», se ne fa carico e inizia una battaglia personale, sale le scale della burocrazia (con spirito vitale che le invidio) e armata di nulla parla con tecnici ed ingegneri. Ho ammirato soprattutto la lungimiranza di uno spirito giovane che guarda al futuro e trova l'energia per condividere pubblicamente sul quotidiano il suo successo affinché si radichi la spirale virtuosa di condivisione diretta tra cittadino e apparato tecnico comunale di problemi, difficoltà, soluzioni e successi al di là del sistema delle anticamere dei politici, almeno per i problemi quotidiani. Credo che a partire da persone così ci siano possibilità anche per la nostra città di migliorare un po' per volta. Ringrazio la signora Cattaneo e auguro a lei e a suo marito cent'anni in buona salute. Sandro Assanelli Pavia Il Pd torna a far politica anche in provincia Siamo ripartiti di gran carriera. Dopo l'assemblea nazionale che ha sancito l'elezione di Dario Franceschini nuovo segretario, il Pd ha ripreso a «fare politica». Non è un caso che si utilizzi questa perifrasi: «Fare politica». L'assegno agli oltre quattro milioni di precari che rischiano di rimanere senza reddito sono una prima grande battaglia politica di civiltà che intendiamo intraprendere con forza. Accanto a questo si inserisce la regolamentazione del testamento biologico, la sfida sulle energie rinnovabili, il tema economico in generale di fronte alla più grave crisi degli ultimi anni. Il tutto, mentre ci si avvicina alle elezioni amministrative ed europee. Il passaggio elettorale non è solo il modo di «misurare» il consenso. Per noi, è l'occasione di proporre un modo nuovo di approcciare la politica. In provincia di Pavia abbiamo mosso esattamente in questa direzione. Abbiamo scombinato le carte. Non ci siamo limitati a interloquire con le forze politiche, al chiuso delle stanze, per fare una mera sommatoria dei possibili consensi preventivi. Piuttosto, abbiamo inteso promuovere il dialogo con le comunità, partendo dalle esigenze specifiche, dai bisogni reali, dalle richieste effettive. Ciò significa che il nostro obiettivo nei 142 Comuni della nostra provincia ove si voterà non è quello di porre «bandierine» colorate per marcare un territorio, bensì creare progetti amministrativi ampi, ambiziosi di largo respiro. Che facciano sentire parte di questa strategia tutti i cittadini, quale che sia la provenienza politica. Perché in gioco non c'è semplicemente una «vittoria elettorale», pur importante, per carità, ma proprio il senso del governo del nostro territorio. E a fronte di una Amministrazione provinciale molto debole, i Comuni hanno un ruolo decisivo. E se, in questo ruolo, non si rendono effettivamente partecipi coloro che vivono la realtà quotidiana, rischiamo di lanciare un programma monco. Da queste considerazioni abbiamo aperto ovunque un canale di ascolto e di dialogo con le persone. Solo stando tutti sulla stessa barca e solo prendendo ciascuno i propri remi possiamo giungere presto in porto. Puntiamo a quello. Puntiamo ad arrivare nel «porto della buona amministrazione». Puntiamo a posizioni chiare. Mai pretestualmente ideologiche, ma chiare. Questo ci chiede la gente. Questo faremo. Con convinzione e onestà intellettuale. Giuseppe Villani segretario provinciale del Pd, Pavia Addio Sabrei, il Borgo non lo dimenticherà mai Ciao Sabrei. Giorni tristi questi per i borghigiani, quella figura simpatica e amica di tutti noi che viaggiava a bordo del suo scooter ammaccato, col casco sempre aperto con i laccetti al vento, l'amico Bruno Zanoli, «Sabrei» per gli amici, purtroppo ci ha lasciato. Penso che sia entrato in ogni casa del Borgo col suo lavoro (al tubat), sempre disponibile, a prezzi popolari, per lui era più importante l'amicizia che il farsi pagare: «Dam des euro, quel ca l'ho pagà mi», poi lo trovavi per il Borgo e gli offrivi un cicchetto in compagnia e al disturb l'er bèle pagà. Uno di noi, di quei personaggi per cui il Borgo è ancora vivo, un quartiere ricco di quelle caratteristiche famose nei borghigiani, gente schietta, sincera, onesta, un po' musoni ma simpaticissimi. Ciao Bruno, mi hai fatto piaceri, mi hai fatto ridere tanto, ci siamo scambiati tante battute a volte in cubano, ma adesso non riesco a sorridere... Un altro vuoto nella nostra piccola comunità, colmato però dal tuo ricordo, indelebile. Sei stato e sarai uno dei mitici e immortali personaggi borghigiani... per sempre. Lettera firmata Pavia

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"sessantamila posti di lavoro in 5 anni sarà il nostro new deal ecologico" - simona poli (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 15-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina V - Firenze La sfida del Pd: dai parchi eolici alle bonifiche, tutti i progetti della "Green economy" "Sessantamila posti di lavoro in 5 anni sarà il nostro new deal ecologico" SIMONA POLI Tanti progetti, idee, speranze per il verde futuro che dovrebbe fare da motore pulito dello sviluppo economico in Toscana. Tra impianti fotovoltaici, pannelli solari, parchi eolici, cantieri per ampliare la rete ferroviaria locale, risanare gli acquedotti, costruire scolmatori e depuratori, mettere l´Arno in sicurezza, bonificare le aree inquinate si possono creare nei prossimi cinque anni 60 mila posti di lavoro. Un´opportunità da non sprecare secondo l´associazione degli ambientalisti del Pd Ecodem riunita a Firenze per discutere di "Green economy". «Se c´è una via d´uscita alla crisi è nel new deal ecologico», dice il presidente della commissione Ambiente del consiglio regionale Erasmo D´Angelis, che è stato eletto all´unanimità presidente regionale degli Ecologisti Democratici della Toscana. «Sulla scia di quanto sta facendo Obama in America è arrivato il momento di avviare un piano di investimenti che metta la sostenibilità ambientale al centro dello sforzo per sostenere lavoro, famiglie, imprese. Nel solo settore delle energie rinnovabili abbiamo punti di forza, leggi, piani e normative per coprire il 50 per cento del nostro fabbisogno elettrico. La gente risponde con maggiore velocità rispetto alla politica e alla burocrazia: in Toscana le domande di accesso agli incentivi per il fotovoltaico stanno esplodendo e nel 2008 la Regione ha finanziato oltre 2.100 richieste». Convinto che la risposta alle difficoltà economiche passi anche attraverso le rinnovabili è segretario regionale del Pd Andrea Manciulli, che fa un esempio pratico: «Pensiamo a quanto è successo allo stabilimento della Electrolux di Scandicci, l´azienda ne aveva deciso la chiusura ed è poi stato trovato un nuovo soggetto che acquisisse l´impianto per produrre pannelli solari». Il responsabile ambiente del Pd Ermete Realacci ricorda che «gli eco-incentivi in Italia sono tra i migliori d´Europa ma i vincoli energetici e ambientali rischiano ancora di soffocare il mercato emergente. Per rilanciare l´economia», aggiunge, «bisogna favorire il ricambio dei beni durevoli, nel settore dell´auto per favorire veicoli a minori consumi e in quello degli elettrodomestici per la sostituzione con modelli più efficienti». L´altro grande settore di intervento è l´edilizia pubblica. Ma qui i fondi a disposizione scarseggiano: «In Toscana nessun edificio scolastico rischia di crollare in caso di terremoto - spiega il dirigente della Regione Mauro Grassi - ma moltissimi avrebbero bisogno di interventi per il completo adeguamento alla normativa antisismica: per fare questo occorrono 1 miliardo e 200 milioni di euro, noi abbiamo 6 milioni l´anno».

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Marcegaglia, il giorno dell'ira (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 15-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Marcegaglia, il giorno dell'ira «La crisi è vera, servono soldi veri. Basta con gli scontri istituzionali». Martedì summit con Berlusconi michele lombardi roma. Per salvare le aziende dalla crisi bisogna agire «in fretta» e mettere in campo «soldi veri». Davanti a una platea di piccoli imprenditori, quelli che rischiano di chiudere i battenti per colpa della recessione, il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, ha chiesto a Silvio Berlusconi di non perdere altro tempo perché la situazione è ormai da stato di emergenza per molte aziende. «È il momento di usare il linguaggio della verità? ha detto - perché rischiamo di perdere i veri campioni del made in Italy». Quello di Marcegaglia è stato un appello accorato, quasi da ultima spiaggia: il leader degli imprenditori ha usato toni gravi e preoccupati come non era successo da quando l'economia ha cominciato la discesa agli inferi. «La crisi si sta aggravando, è un'emergenza vera, non è una boutade mediatica. Servono soldi veri, su alcuni punti essenziali», ha detto Marcegaglia. Una richiesta di aiuto rivolta direttamente al premier, che ha dato subito appuntamento a Confindustria per martedì pomeriggio. Mentre gli imprenditori bussavano al portone di palazzo Chigi, i ministri finanziari del G20 erano riuniti in un grande hotel di campagna inglese del West Sussex, da dove sono usciti con un documento comune destinato ai capi di Stati e di governo mondiali, che si troveranno a Londra il 2 aprile. L'obiettivo confermato è di approdare a nuove regole globali (il cosiddetto legal standard) per ripristinare la fiducia nei mercati finanziari, che hanno acceso la miccia della crisi. Molto è stato fatto finora ma la recessione non molla: le potenze economiche, affermate ed emergenti, si sono impegnati a fare fronte comune: «Siamo preparati a prendere - c'è scritto nel documento finale - qualunque misura necessaria fino a quando non ripartirà la crescita». Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, ha espresso il suo punto di vista a fine vertice: «Il problema dei problemi, oggi, è l'export, che è connesso con la fiducia. Ci sono margini buoni per il commercio, ma ora c'è un problema di fiducia. Se il fax degli ordini canta, tutto tira; se il fax è muto, tutto cambia», ha detto il ministro. La parola d'ordine per tutti è: riportare la fiducia sui mercati. Un obiettivo che trova d'accordo anche il governatore di Bankitalia, Mario Draghi, che ha spiegato come per arrivare alla ripresa tre sono in «passi necessari», e cioè«la ricostruzione del sistema bancario», l'adozione di «valori certi e coerenti» controllare gli asset tossici e «le politiche di bilancio» a sostegno di chi perde il posto di lavoro. «Bisogna fare in modo - ha detto Draghi - che la disoccupazione non cresca vorticosamente e che questo si traduca in un calo ulteriore della domanda». Anche Marcegaglia è convinta che dalla crisi si esca solo con «cambiamenti profondi delle regole finanziarie», ma il leader di Confindustria ha chiesto ai governanti di ascoltare il «punto di vista delle imprese». E dopodomani spiegherà a Berlusconi cosa serve per impedire il collasso del sistema produttivo perché molte aziende rischiano il fallimento: ci vogliono «soldi veri», decisioni rapide e il pagamento dei sospesi da parte dello Stato. Fra le richieste di Confindustria, c'è un fondo di garanzia da 5 miliardi per le piccole e medie imprese, che soffrono per i rubinetti del credito stretti dalle banche: sarebbe uno strumento, secondo le stime degli imprenditori, in grado di pompare qualcosa come 80 miliardi di euro nelle vene secche del sistema economico. Questo è un punto. Ma sul tavolo di Berlusconi arriverà anche un'altra richiesta: bisogna dare il via ai cantieri che «possono partire subito» evitando di bloccare molti miliardi di euro su grandi opere come il Ponte sullo Stretto, che è ancora allo stadio di progetto: «Il Ponte è un'opera importante che partirà come minimo tra uno o due anni. Noi vorremmo stanziamenti - ha spiegato Marcegaglia - anche su piccoli cantieri che possono aiutare la filiera dell'edilizia». Il terzo nodo in agenda è quello degli sgravi fiscali per le imprese che fanno «uno sforzo importante» e si ricapitalizzano perché«non c'è dubbio che le aziende con poco capitale non riusciranno a sopravvivere». E infine al Confindustria ha ribadite l'esigenza di riforme strutturali: «Servono tagli alla spesa pubblica improduttiva, serve anche un taglio secco alla burocrazia odiosa e costosa, bisogna abolire le Province e gli enti inutili». Il governo dovrebbe evitare inoltre di alimentare scontri con altre istituzioni, come Bankitalia, perché così rischia di aggiungere incertezza all'incertezza «Non vogliamo vedere i conflitti istituzionali ai quali assistiamo oggi». Ma, al di là delle richieste di aiuto, spicca su tutto il richiamo alla dura realtà rivolto al presidente del Consiglio ostinatamente ottimista: «Se si vuole avere fiducia nel futuro -è stato il messaggio - bisogna dire in modo chiaro la verità. Bisogna usare la parola giusta, cioè emergenza». Un invito che forse più di tutto il resto ha spinto Berlusconi a telefonare subito per invitare gli imprenditori a palazzo Chigi. lombardi@ilsecoloxix.it 15/03/2009 ' 15/03/2009 APPELLO ALLARESPONSABILITàÈ arrivato il momento di usare il linguaggio della verità per salvare il made in Italy 15/03/2009 ' 15/03/2009 bacchettateal premierLa crisi si sta aggravando: è un'emergenza vera e non una boutade mediatica 15/03/2009

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Villa d'Ogna, le aree industriali non si toccano (sezione: Burocrazia)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 15-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Villa d'Ogna, le aree industriali non si toccano --> Domenica 15 Marzo 2009 ECONOMIA, pagina 32 e-mail print L´incontro di Villa d´Ogna foto Studio Alfa Bisogna «fare squadra" per analizzare la crisi industriale e artigianale dell'alta Valle Seriana e avviare iniziative per aiutare a superarla. È lo spirito del Consiglio comunale straordinario di Villa d'Ogna dove - con l'apporto di idee dei rappresentanti delle industrie locali, del sindacato e delle organizzazioni di categoria - si è cercato "un contributo locale ad una crisi globale". Al termine dell'incontro, è stato approvato all'unanimità il documento posto in votazione dal sindaco Angelo Bosatelli (Lega Nord) che esprime l'impegno a mantenere industriali e artigianali le aree designate come tali nel Prg e nel Pgt, non concedere riqualificazioni di tali aree con destinazione a centri commerciali o residenziali; ricercare la collaborazione con enti superiori, industrie, attività artigianali e commerciali per nuove idee atte a favorire la creazione di posti di lavoro; mettere a disposizione le strutture comunali per reperire opportunità lavorative derivanti da fonti energetiche fotovoltaiche e alternative; istituire un primo fondo di 6.000 euro da ripartire a famiglie in condizioni di disagio a seguito di cassa integrazione o mobilità, valutando anche la possibilità di sostenere operatori che intendono avviare nuove attività e assumere lavoratori e impegnarsi, infine, ad integrare il fondo con eventuali altri contributi di privati e, in primis, coi fondi solitamente stanziati per lo spettacolo pirotecnico della festa del Beato Alberto. Alla riunione che il sindaco Bosatelli ha ricordato sollecitata da un'interpellanza da rappresentanti del Pd, hanno portato la loro testimonianza le principali imprese del paese. Gabriele Cossali, amministratore delegato della Poly Pool, produttore di piccolo materiale elettrico con sede a Parre e polo logistico a Villa d'Ogna (dove si trovano 30 degli 85 addetti) ha segnalato un fatturato nel primo bimestre inferiore alla media del 20%. Non sta ricorrendo a cassa integrazione, ma ad anticipo ferie e chiede flessibilità nei sindacati, snellimento della burocrazia e maggiore apertura al credito dalle banche. Giovanni Pezzoli, per il gruppo Zambaiti attivo a Villa d'Ogna con il «Cotonificio», ex Festi Rasini, (56 addetti, 50 cassintegrati per 8 giorni, ma in fase di rientro) ha sottolineato come di fronte a tante difficoltà, tali da mettere in forse il futuro, sia necessario far squadra per soluzioni che portino alla ripresa. Filippo Servalli, del Radici Group, presente in paese con 500 addetti tra «Yarn» (filo in nylon) e «Novacips» (materie plastiche), con ricorso a cassa integrazione a rotazione, ha confermato un calo della produzione italiana intorno al 30%. Severo Legrenzi (Cisl), Oscar Fusini (Ascom) e Severo Gonella (Associazione artigiani) hanno rilevato come la viabilità penalizzi le industrie locali e la necessità di una seria preparazione della scuola all'ingresso nel mondo del lavoro. Antonello Pezzini, consigliere del Comitato economico e sociale europeo e rappresentante di Confindustria a Bruxelles, ha indicato alle aziende settori-opportunità (energie rinnovabili, riciclaggio, bioprodotti) per superare la crisi. Gianluigi Pecis Cavagna, consigliere di minoranza (Villa d'Ogna Guarda Oltre) e vicepresidente della BCC Valle Seriana ha infine sottolineato il ruolo delle banche locali. Enzo Valenti 15/03/2009 nascosto-->

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brandolin: troppi 25 comuni (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 15-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 3 - Gorizia Brandolin: troppi 25 comuni La provocazione al convegno Pd: «Ne basterebbero 5» Molti spunti d'interesse alla tavola rotonda sull'economia "Il miglioramento del sistema economico passa anche attraverso un ridimensionamento degli enti pubblici, compresi alcuni livelli istituzionali. Non vi sembra, ad esempio che 25 comuni in provincia di Gorizia siano troppi? Non ne basterebbero cinque?". Lo spirito provocatorio ma quanto mai efficace di Giorgio Brandolin, consigliere regionale del Partito democratico, è tornato a farsi sentire durante la conferenza economica "Nuovi scenari, nuove sfide", organizzata dal Pd provinciale e svoltasi ieri a Gradisca. Tanti sono stati gli interventi che, oltre ad offrire spunti interessanti, sono serviti a delineare un quadro della situazione attuale, nell'Isontino ma anche, più in generale, in regione, con puntate al livello nazionale se non anche internazionale, visto che questa è davvero una crisi globale. Se Brandolin, che ha coordinato la sessione pomeridiana della conferenza, ha puntato sui costi della burocrazia, ma anche sugli strumenti di concertazione, come il Patto per lo sviluppo, altri intervenuti, come il presidente degli artigiani, Ariano Medeot, hanno lanciato un vero e proprio grido d'aiuto, affrontando uno dei temi più dibattuti di questi giorni, ovvero la concessione del credito da parte della banche. Medeot ha evidenziato le pesanti difficoltà che diverse aziende si trovano ad avere proprio per gli interessi ancora alti praticati da molti istituti di credito e per la mancanza di flessibilità da parte di questi ultimi. Ha anche riferito che si sta cercando comunque di reagire e che, a breve, dovrebbe essere completata la riqualificazione dell'ex Olimpias di Piedimonte, per l'insediamento di una ventina di nuove aziende. Fra gli intervenuti anche il presidente della Provincia Gherghetta e i sindaci di Gorizia, Romoli e di Monfalcone, Pizzolitto, i quali hanno messo in evidenza la necessità di velocizzare l'iter dei lavori pubblici, sottolineando peraltro, per quanto riguarda l'Isontino, la diversità, a livello economico, che comunque caratterizza le due aree. Alla tavola rotonda hanno partecipato anche i sindacati, le categorie economiche, parlamentari e consiglieri regionali. La conferenza, che nella sessione mattutina è stata coordinata dal consigliere regionale del Pd, Franco Brussa, è stata introdotta dal segretario provinciale del Pd, Omar Greco, il quale ha evidenziato che "l'Isontino deve ripartire aprendo una fase permanente di confronto e collaborazione tra i soggetti protagonisti delle scelte politiche ed economiche di questo territorio e istituzioni, partiti politici, forze economiche, sociali e sindacali devono essere protagonisti di questo nuovo processo che deve ripartire dalla sede del Patto per lo sviluppo». Patrizia Artico

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SULMONA - Miliardi di lire che si trasformano in milioni di euro: un fiume di denaro buttato... (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 15-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Domenica 15 Marzo 2009 Chiudi di PATRIZIO IAVARONE SULMONA - Miliardi di lire che si trasformano in milioni di euro: un fiume di denaro buttato al vento per un'opera mai realizzata e che vedrà, anzi, giovedì prossimo 19 marzo, scadere i termini di una gara d'appalto destinata a rimuovere i danni fatti dalla burocrazia e dai ripensamenti. Una classica storia all'italiana quella su cui sta indagando il corpo Forestale dello Stato che ipotizza un danno erariale da quasi quattro milioni di euro. Il tutto inizia nel lontano 1979 quando l'allora Cassa per il Mezzogiorno concede un finanziamento di oltre quattro miliardi e mezzo di lire al Consorzio di bonifica Aterno-Sagittario per realizzare opere per l'irrigazione su circa 500 ettari di terreno nei Comuni di Introdacqua e Bugnara. I lavori vengono appaltati, ma presto dal Comune di Introdacqua prima, e poi dalle Sovrintendenze Archeologica e ai Baas, si sollevano obiezioni e veti. Una lunga battaglia a colpi di carta bollata, fatta di accordi e perizie, che sembrava essere stata superata quando, nove anni dopo lo stanziamento dei fondi, nel 1988, è la popolazione ad opporsi all'esproprio dei terreni per utilità pubblica. Trecento persone occupano il cantiere e, nei fatti, l'opera viene sospesa per ragioni di ordine pubblico. Sui campi, però, restano migliaia di tubi, una consistente parte dei quali, corrispondenti a circa quaranta chilometri lineari, sono fatti di cemento e amianto: materiale che nel corso degli anni è stato dichiarato fuori legge. Di qui, dopo aver dovuto pagare comunque in buona parte la ditta appaltatrice (tre miliardi e settecento milioni di lire riconosciuti dalla Cassazione alla ditta), la necessità di smaltire questo materiale pericoloso: un altro milione e duecentomila euro di spesa, in appalto entro giovedì 19 marzo, che saranno in pratica impiegati per rimuovere i resti di uno scandalo all'italiana che dura ormai da quaranta anni.

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ARRIVA la bella stagione e un angolo del porto di Fano, quello per intenderci che... (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 15-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

FANO pag. 21 ARRIVA la bella stagione e un angolo del porto di Fano, quello per intenderci che... ARRIVA la bella stagione e un angolo del porto di Fano, quello per intenderci che sta a stretto ridosso del porto turistico Marina dei Cesari, si presenta come una zona lasciata all'abbandono, in maniera assolutamente incompatibili con il contesto estetico che lo circonda.Si tratta, tanto per capirci di una parte dell'area dove dovranno sorgere i capannoni per la cantieristica secondo il progetto ormai definitivo di Marina Group approvato anche dalla Regione, dove però attualmente risultano stoccati una parte dei fanghi non inquinanti derivanti dall'escavazione dell'imboccatura del porto. Alcuni cittadini hanno segnalato (anche con foto n.d.r.) che oltre alla «bruttura» di queste montagnole di terriccio, specie quando piove si formano pure allagamenti che nel tempo diventano stagni dove possono proliferare andando verso l'estate soprattutto zanzare che rappresentano un fastidio per l'uomo. MA QUELLO che più colpisce è l'inciviltà di coloro che hanno utilizzato l'area per farne una discarica a cielo aperto dove gettare di tutto. Tra meno di un mese a Marina dei Cesari si aprirà la 5° edizione del Fano Yacht Festival ed ancora una volta la più importante manifestazione della nautica fanese sarà costretta a convivere, gomito a gomito, con un'area di sviluppo dove però di infrastrutture portuali non ce n'è neppure l'ombra. Ancora una volta si cercherà di mascherare, speriamo, con opportune barriere la vista di un'area che dovrebbe essere dedicata alla nautica e quindi contribuire idnirettamente all'evento stesso, ma che dopo cinque anni e passa dalla sua concessione, la burocrazia pubblica non è riuscita a mettere in moto il processo per la sua urbanizzazione. C'è dunque la necessità di eliminare questo brutto «biglietto da visita», anche perché con il completamento della passeggiata a mare sopraelevata, chiunque fanesi o turisti dall'alto può rendersi conto dell'indecenza dell'area, oltretutto frequentata da ragazzini che corrono il serio rischio di farsi male e di procurarsi infezioni. Sarebbe auspicabile quindi che l'amministrazione comunale provveda ad un esame dei fanghi decidendo, una volta conosciuti i risultati, se gli stessi debbano essere trasferiti in discarica per lo smaltimento oppure se possano essere spianati in loco. In questo caso l'area potrebbe essere utilizzata come parcheggio provvisorio proprio il Fano Yacht Festival. Ma occorre far presto perché di tempo ce n'è rimasto poco.

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Tangenziale infinita Arriva un nuovo stop (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 15-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

CARPI, MIRANDOLA, FINALE E BASSA pag. 14 Tangenziale infinita Arriva un nuovo stop Il Comune frena, la Provincia lo incalza MIRANDOLA LA PROVINCIA CONVOCA la Conferenza dei servizi per la valutazione d'impatto ambientale del sito di stoccaggio, adibito a discarica, dove riversare il materiale proveniente dalla bonifica del tracciato della tangenziale, ma il richiedente, il Comune di Mirandola, chiede il rinvio e salta l'incontro. Il sito non è ancora stato individuato, ma l'area deve essere bonificata da depositi di materiale potenzialmente inquinante. Dalla Provincia fanno sapere che «poiché è obbligatorio il parere del Comune di Mirandola, la seduta dello scorso mercoledì è stata annullata ed è incerta la data della prossima. Il rischio - fanno sapere - è che la procedura vada a rilento» per ragioni che la Provincia indica «di carattere puramente burocratico». La vicenda sembra tutta all'italiana, perché dopo oltre un decennio di attesa per i lavori di ripresa della tangenziale ovest di Mirandola, o variante alla SS 12, la burocrazia ci mette lo zampino e ritarda l'iter di bonifica, perché i siti, previsti nel piano urbanistico comunale, non avrebbero le caratteristiche idonee richieste. «IL RISCHIO maggiore - fa sapere la Provincia - è che il Comune di Mirandola non riesca a trovare siti di stoccaggio adeguati e che i tempi si allunghino a dismisura, anche perché al momento sembra brancolare nel buio. Certo è che il problema, dal nostro punto di vista, potrebbe essere risolto in tempi assai rapidi, ma poiché non compete a noi la soluzione del caso ci limiteremo a indicare all'amministrazione mirandolese la possibilità di uscire dal vicolo cieco, di carattere burocratico, rivedendo la classificazione' dei siti inseriti nel Piano regolare generale, o comunque trovando escamotage più che leciti per fronteggiare l'emergenza di bonifica». TUTTAVIA, l'ufficio urbanistico del Comune non avrebbe alcuna intenzione di sciogliere le riserve di carattere burocratico e quindi i tempi, al momento, oltre che lunghi si annunciano densi di decisioni da prendere. Mesi fa l'Anas ha stanziato un finanziamento di due milioni e mezzo di euro all'amministrazione comunale di Mirandola finalizzato alla bonifica delle aree interessate dal primo cantiere bloccato della tangenziale. L'impresa aggiudicataria dei lavori è l'ACR di Albertino Reggiani che ha assicurato, tempo permettendo, lo svolgimento dei lavori in novanta giorni. Viviana Bruschi

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i produttori contro l'avepa (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino di Padova, Il" del 15-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 20 - Cronaca I produttori contro l'Avepa «Impone il conto corrente per incassare pochi euro dall'Ue» La burocrazia non aiuta i piccoli agricoltori, costretti ad aprire un conto corrente anche per incassare poche decine di euro l'anno. L'Avepa, l'agenzia regionale che eroga agli imprenditori agricoli i contributi comunitari del piano di sviluppo rurale o di altre misure a sostegno del settore primario, ha rivisto le modalità di pagamento prevedendo esclusivamente il bonifico bancario. Una forma senz'altro più veloce ed affidabile rispetto al classico assegno ma non sempre alla portata di tutti. In particolare di pensionati o piccoli imprenditori che si dedicano all'agricoltura. I quali, anche per incassare pochi spiccioli, sono costretti ad aprire un conto corrente bancario o postale che potrebbe costare più del contributo erogato. I più economici conti on line o telefonici infatti non sempre sono alla portata di tutti, in particolare di chi non ha dimestichezza con il computer o non fa uso di internet. A denunciarlo, anche a nome anche di altri agricoltori che si trovano nella sua stessa condizione, è Pietro Pietrobon di Monselice: «Sono un piccolo coltivatore pensionato che - racconta - come tanti altri è stato costretto ad aprire un conto corrente bancario. Inspiegabilmente l'Avepa ha tolto dal regolamento la clausola che prevedeva, in alternativa al conto corrente bancario, il versamento dei contributi tramite bonifico domiciliato postale. Sistema che l'Agenzia regionale non ha mai usato, visto che pagava con assegno. Invece gli uffici postali sono presenti in ogni Comune e il bonifico domiciliato non costringe ad aprire un conto che, nella migliore delle ipotesi, costa almeno 50 euro l'anno. Anche le associazioni di categoria degli agricoltori dovrebbero attivarsi per dare una risposta i piccoli coltivatori che non hanno i mezzi e le risorse di un'azienda. E' assurdo aprire un conto esclusivamente per incassare il contributo dell'Avepa. Così si fanno solo gli interessi delle banche, ovviamente a nostre spese». Stesso problema per Mario Costanzo, agricoltore pensionato di Vigonovo: «Non posso permettermi il lusso di un conto corrente - spiega -. Il Banco BancoPosta mi è costato un centinaio di euro in pochi mesi e l'ho chiuso. I modesti guadagni dell'attività agricola vanno ad integrare la pensione e mi servono per vivere». (Nicola Stievano)

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Nuova puntata della rubrica della voce degli industriali I (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Prato)" del 15-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

LETTERE E RUBRICHE pag. 13 Nuova puntata della rubrica della voce degli industriali I L PRESIDENTE del Consiglio va a cena con i banchieri ed esercita nei loro confronti un'azione di moral suasion, invitandoli a non far mancare gli affidamenti alle imprese: bene. Lo stesso Governo si appresta (forse) a sbloccare i cosiddetti Tremonti-bond: buona cosa. Ancora il Governo pensa ad osservatori sul credito gestiti dalla Prefetture: un'idea controversa ma interessante. La Regione Toscana assegna risorse ai fondi di garanzia: molto opportuno. Su tutte queste confortanti iniziative aleggia però una variabile decisiva: le tempistiche. La moral suasion non fa pensare ad istantanei cambiamenti di rotta. Dei Tremonti-bond si parla da tempo: ora dovremmo essere non lontani dall'arrivo, ma comunque anche questa misura non potrà avere effetti immediati e generalizzati. Per gli osservatori sul credito si parla di un mese solo per la loro attivazione. L'accesso ai fondi regionali è possibile previa esibizione di documenti che richiedono alcune settimane per essere acquisiti. Anche per l'emergenza credito valgono le considerazioni fatte tante volte sull'incoerenza, per non dire incompatibilità, fra i tempi dell'economia e quelli della politica e della burocrazia. Da una parte un'accelerazione continua sotto la spinta di sollecitazioni, quasi sempre ben poco negoziabili, di mercati schizofrenici e di necessità di liquidità non rimandabili; dall'altro lato le ingessature di procedure decisionali ridondanti, di tatticismi fuori luogo, di inefficienze operative deleterie. E' vero che in una democrazia i processi deliberativi sono complessi; è vero che la politica ha le sue esigenze di rispettare equilibri; è vero che siamo rassegnati a prestazioni degli uffici pubblici. E' vero tutto questo. Però care banche, caro Governo, cara Regione, cari burocrati, c'è la crisi: le aziende hanno bisogno di credito. Ne hanno bisogno qui e ora, e non quando avranno già chiuso: chiuso anche per mancanza di liquidità.

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Politici assenti all'anno accademico <Avevamo impegni>. <Ci daremo da fare> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 15-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - VERONA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2009-03-15 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Politici assenti all'anno accademico «Avevamo impegni». «Ci daremo da fare» I parlamentari giustificano i banchi vuoti: «Siamo vicini a palazzo Giuliari» Incontri, commissioni a Roma o appuntamenti già presi, così è stato disertato il polo Zanotto VERONA — «C'è evidentemente chi ritiene che l'inaugurazione ufficiale delle attività della seconda università del Nord Est non sia una priorità e non meriti la partecipazione». Le parole del Magnifico Rettore, Alessandro Mazzucco, all'inaugurazione dell'Anno Accademico dell'Università di Verona, hanno fatto fischiare le orecchie a molti politici, cui erano chiaramente indirizzate. Molti vuoti in sala, molte assenze eccellenti, tra parlamentari ed esponenti regionali. Segno di scarso interesse? Gli interessati negano con forza. L'onorevole Matteo Bragantini (Lega Nord) spiega: «Personalmente ero in commissione a Roma, sul tema fondamentale del federalismo. Ovvio che non potessi muovermi. Ma non esiste alcuna sottovalutazione, da parte mia, del tema Università, anche come ex iscritto proprio a Verona...». Sul tema dei tagli agli Atenei, Bragantini spiega che «sono stati a suo tempo stabiliti per tutti i ministeri nella misura del 45 per cento; poi all'interno di ogni dicastero, il ministro fa ovviamente le sue scelte ». La sua opinione in materia? «Mi pare assodato che ci sono Università che sprecano troppo, con corsi frequentati solo da uno o due studenti, o che programmano viaggi di studio dai costi esorbitanti, o moltiplicano le facoltà, che sono passate mi pare da 2700 a cinquemila. Ma non è il caso di Verona, ovviamente». Ma i tagli hanno colpito un po' tutti. «E questo - ammette Bragantini - è un vecchio problema, in questo Stato in cui spesso non si riesce ad agire come si vorrebbe. Vale anche per i Comuni, con la scure della Finanziaria che è calata anche su quelli virtuosi. Questo è un problema serio, cui va posto rimedio ». La senatrice Cinzia Bonfrisco (Forza Italia) spiega: «L'altro giorno ho partecipato al convegno del pomeriggio con il professor De Cecco, e l'ho trovato interessante. Quanto alla collaborazione con l'Università, credo abbia bisogno di essere rinnovata e rilanciata su nuove basi. Dobbiamo fare tutti uno sforzo per difendere e sostenere un Ateneo che sia vicino alle imprese e che con le imprese crei un rapporto ravvicinato e forte, per dar modo ai nostri giovani, terminati gli studi, di inserirsi nel mondo del lavoro». Il Rettore ha parlato di riduzioni del «finanziamento universitario, nel modo indiscriminato che è proprio delle catastrofi atmosferiche», ma la senatrice non ci sta. «Tagli indiscriminati? Non ce ne sono e certo non ce ne sono per l'Università di Verona. C'è invece un processo serio per diminuire i costi della burocrazia, un problema grave da cui il sistema pubblico, università compresa, è sicuramente afflitta. Il futuro per Verona è proprio quello di continuare a far valere le proprie eccellenze usando ancora meglio i fondi che ha a disposizione». L'onorevole Alessandro Montagnoli (Lega Nord) spiega che l'altro giorno aveva «impegni presi da tempo, nel ritmo frenetico di lavoro che abbiamo. Ma - aggiunge - non è stato certo un segno di disinteresse, anzi. I tagli? Sono un problema, ma occorre dire che anche le Università devono prendere la strada di una vera meritocrazia. Sono stati posti degli stop, ad esempio, a chi ha una spesa destinata quasi al 100 per cento al personale. Su Verona però l'attenzione c'è, soprattutto adesso che si comincia a discutere del nuovo Polo. Qui, a differenza da altre realtà come ad esempio Siena, si è sempre lavorato bene. E bisogna continuare così». Dal fronte della Regione Veneto, il presidente della Commissione Sanità, Raffaele Bazzoni (Forza Italia) spiega che avrebbe voluto essere presente e che «la stessa segreteria del presidente Galan mi aveva telefonato per chiedermi di non mancare: ma nelle stese ore c'era un importante CdA della Serenissima, e purtroppo, a volte, occorre scegliere ». Anche per Bazzoni, peraltro, «nessun problema di disinteresse, anzi. Proprio questa settimana ho guidato una visita dell'intera commissione regionale Sanità in Borgo Roma, per valutare a fondo i bisogni formativi, le necessità strutturali, le strategie migliori per il futuro. Magari anche pensando a finanziamenti nuovi e alternativi ». L.A. Sedie vuote L'assenza al polo Zanotto dei politici. Un particolare che non è sfuggito al Rettore: «C'è chi ritiene che l'inaugurazione ufficiale delle attività della seconda università del Nord Est non sia una priorità» \\ Matteo Bragantini (Lega) Ero in commissione sul federalismo. Ovvio che non potessi muovermi Cinzia Bonfrisco (F.I.) La collaborazione con l'Università deve essere rilanciata su nuove basi

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<Romeo non pagava per salire sul balcone di Giulietta> E la Bbc ironizza: <Ma quel matrimonio finì in tragedia> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 15-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - VERONA - sezione: CRONACAVERONA - data: 2009-03-15 num: - pag: 8 categoria: REDAZIONALE Sposarsi in casa Capuleti La notizia ha fatto il giro del mondo. Usa-Today: «Anche il romanticismo ha un prezzo» «Romeo non pagava per salire sul balcone di Giulietta» E la Bbc ironizza: «Ma quel matrimonio finì in tragedia» VERONA — C'è chi sottolinea che «purtroppo» occorre pagare. E chi invece ricorda che il matrimonio tra Giulietta e Romeo non è finito affatto bene. La notizia che Verona aprirà il balcone e il cortile della casa di via Cappello ai fidanzati che vorranno pronunciare il fatidico «Sì» nello scenario più romantico della città, ha fatto rapidamente il giro del mondo. Tutti i più importanti quotidiani e le grandi reti televisive ne parlano, dagli Stati Uniti all'Australia. E c'è chi non rinuncia alla tentazione di «fare le pulci» all'iniziativa, spesso sul filo dell'ironia. Come la Bbc-News, che avverte i lettori attraverso il suo sito internet: «Prima di accorrere a questa romantica iniziativa considerate il prezzo, 1.300 dollari per i non residenti nell'Unione Europea». E poi aggiunge: «Ricordatevi due cose. Numero uno: le leggi italiane sulla salute e sulla sicurezza tendono a vietare ai novelli Romeo di scalare i balconi per corteggiare le loro spose. Numero due: che l'immortale opera di Shakespeare finisce con una tragedia ». Anche il New York Times si lascia sfuggire una battuta che riguarda le tariffe, che comprendono l'affitto della casa, il servizio dei dipendenti comunali e le pratiche. «Romeo non ha dovuto sborsare per scalare il balcone dei Capuleti scrive il quotidiano statunitense purtroppo i giovani amanti dei giorni d'oggi dovranno invece pagare ». Serafico, Usa-Today sentenzia che «anche il romanticismo ha un prezzo». The Indipendent ha intervistato Mary Handley, una donna d'affari inglese che organizza matrimoni tra stranieri in Italia, che mette in guardia «dalla burocrazia, che a volte potrebbe essere complessa». Il Telegraph ricorda che l'edificio venne chiuso «in modo da poter ripulire i graffiti e le macchie lasciate dalle gomme da masticare affisse alle mura dai turisti». L'articolo pubblicato dal quotidiano inglese precisa che «il balcone è un grande richiamo per i turisti di Verona ma, dicono gli storici, vi sono poche prove che lo colleghino al tragico amore raccontato da Shakespeare. Nonostante la mancanza del dato storico, il cortile sotto il balcone contiene una statua in bronzo di Giulietta. E l'usanza dei visitatori che sperano di avere fortuna in amore, è posare la mano destra sul seno, che ora - tiene a sottolineare il Telegraph - è molto lucido». Anche il sito internet dell'Examiner, dedica un lungo articolo all'iniziativa. «La vicenda di Giulietta e Romeo è romantica - conviene la giornalista - ma non proprio di buon auspicio per matrimoni felici e beati, di lunga durata. In realtà, mi sembra di ricordare che si conclude con un bagno di sangue e un sacco di pianto, senso di colpa e vergogna». Andrea Priante Innamorati Due giovani si baciano nella casa di Giulietta \\ New York Times Romeo non ha dovuto sborsare per scalare il balcone dei Capuleti, i giovani amanti di oggi dovranno invece pagare

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Il silenzio dei controllori (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 15-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il silenzio dei controllori C'è chi ha parlato di «sonno della Regione che genera mostri». Una sintesi giornalistica che riassume la domanda che in tanti si sono fatti in questi anni: chi doveva fare i controlli sul presidente dell'associazione Premio Grinzane di Cavour che da 28 anni riceve cospicui finanziamenti pubblici? Già i controlli. L'attuale presidente, Mercedes Bresso, si sforza di ripetere che «un'amministrazione pubblica non ha compiti di polizia» anche se per quanto «nei nostri poteri i controlli dovuti li abbiamo svolti. Chissà se il governo avrà fatto lo stesso». Già, perché i fondi per il Grinzane sono arrivati anche da Roma (dalla presidenza del Consiglio e dai ministeri dei Beni culturali e della Sanità) da altre regioni come Liguria, Puglia e Molise. E poi da province e comuni e da Fondazioni bancarie, la Crt di Torino in primis. Insomma tanti «mecenati», così li definiva Soria, ma pochi controllori perché l'Associazione senza fini di lucro non è sottoposta al controllo pubblico e «nessuno poteva sapere quanti contributi venivano dati da altri enti», spiega la Bresso. Soprattutto solo «gli investigatori possono capire se una fattura è falsa oppure no». Detto questo però, c'è da chiedersi, e lo fa Stefano Lepri, vicepresidente del gruppo regionale del Pd, «perché in questi anni siano lievitati i premi e i relativi contributi. E perché gli uffici non siano stati in grado di verificare la congruità dei ricchi proventi e dei consuntivi riconosciuti». Bresso spiega: «Se io avessi deciso di cancellarlo ci sarebbe stata la rivolta dei territori e del mondo della cultura. Il problema è che nessuno aveva sollevato critiche sui conti o sul gigantismo del Premio. Non lo ha fatto il nostro revisore dei conti e non lo hanno fatto scrittori e giornalisti». Dal novembre 2006 la Regione nomina un revisore dei conti che può analizzare il bilancio dell'associazione. Si chiama Vittorio Moro, commercialista in Tortona. Moro affianca il professor Luigi Carosso indicato dall'Associazione. I due revisori firmano la relazione al bilancio 2007/ 2008 dove si sottolinea che le «spese, dalla verifica analitica, risultano correlate alle attività di questa Associazione». Il compito dei revisori non è quello di «entrare nel merito dei progetti e della congruità o meno delle spese sostenute», spiegherà Moro ai giornalisti. I sindaci devono accertare la corrispondenza sulla documentazione contabile fornita. Tra le pezze giustificative ci sono anche «autocertificazioni del presidente che elenca analiticamente le spese sostenute». La convenzione Del resto nella convenzione madre firmata nel 1997 tra la Regione e l'associazione per l'organizzazione del premio e la promozione territoriale la verifica dei contributi si base sulla presentazione di una relazione finale sull'attività dell'associazione e sulla presentazione di un bilancio certificato. Allora, alla guida del Piemonte c'era il forzista Enzo Ghigo, l'assessore alla Cultura era Giampiero Leo, anche lui di Forza Italia e vicino a Cl. Il direttore responsabile è Alberto Vanelli, storico dirigente del settore. La convenzione nasce con l'obiettivo di mettere ordine alla mole di richieste di contributi e attività portate avanti dal vulcanico Soria. La convenzione ha durata triennale e sarà rinnovata nel corso degli anni. All'inizio vale 500 mila euro che nel 2005 con il centrosinistra diventeranno 650. Cambiano i politici: presidente Bresso, assessore alla Cultura, Gianni Oliva. Resta la burocrazia: il direttore Vanelli e la dirigente del settore Biblioteche, Erica Gai. A partire dal 2001, però, Soria cerca di nuovo di allargare la sua attività e di farsi finanziare dalla Regione. Bussa a varie porte fino a quando trova una sponda nell'allora assessore allo Sport e al Turismo, Ettore Rachelli (Forza Italia), lancia il progetto di Piemonte Noir (100 mila euro). Il rapporto con il Turismo si consolida nel corso degli anni. Nel 2007 la direzione turismo sport e parchi stanzia 250 mila euro per la compartecipazione alle manifestazioni organizzate dall'Associazione. Firma la determina la dirigente Paola Casagrande. L'assessore è Giuliana Manica. Un capitolo a parte meritano i contributi al recupero del Castello di Castigliole d'Asti. Dalla Regione arrivano 4,7 milioni in 13 anni. Il 2 agosto 1995 per la realizzazione del progetto la Regione stanzia 300 milioni di lire a favore dell'associazione. A cavallo tra il 1995 e il 1996 la Regione, il comune e l'associazione Grinzane Cavour firmano un protocollo d'intenti per la valorizzazione della struttura. Alla guida dell'assessorato c'è Leo. L'applicazione del protocollo è affidata al direttore Vanelli. Il centrosinistra completa il piano di finanziamento ma a partire dal 2007 chiede di allegare copia delle fatture. Nel 2001 arrivano i fondi del ministero dei Beni Culturali. In tutto circa 3,8 milioni. E poi c'è la questione di Angelo Soria. Fratello di Giuliano e dirigente della Regione. Fino al 1997 è all'assessorato al Turismo poi approda in piazza Castello alla comunicazione istituzionale dove risponde politicamente al presidente Ghigo. Sopra di lui c'è il direttore, Roberto Salvio. Quando il centrosinsitra vince le elezioni Soria risponderà alla Bresso e dal 2007, come capo gerarchico, a Roberto Moisio.

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C'è chi ha parlato di sonno della Regione che genera mostri . Una sintesi giorn... (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 15-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

C'è chi ha parlato di «sonno della Regione che genera mostri». Una sintesi giornalistica che riassume la domanda che in tanti si sono fatti in questi anni: chi doveva fare i controlli sul presidente dell'associazione Premio Grinzane di Cavour che da 28 anni riceve cospicui finanziamenti pubblici? Già i controlli. L'attuale presidente, Mercedes Bresso, si sforza di ripetere che «un'amministrazione pubblica non ha compiti di polizia» anche se per quanto «nei nostri poteri i controlli dovuti li abbiamo svolti. Chissà se il governo avrà fatto lo stesso». Già, perché i fondi per il Grinzane sono arrivati anche da Roma (dalla presidenza del Consiglio e dai ministeri dei Beni culturali e della Sanità) da altre regioni come Liguria, Puglia e Molise. E poi da province e comuni e da Fondazioni bancarie, la Crt di Torino in primis. Insomma tanti «mecenati», così li definiva Soria, ma pochi controllori perché l'Associazione senza fini di lucro non è sottoposta al controllo pubblico e «nessuno poteva sapere quanti contributi venivano dati da altri enti», spiega la Bresso. Soprattutto solo «gli investigatori possono capire se una fattura è falsa oppure no». Detto questo però, c'è da chiedersi, e lo fa Stefano Lepri, vicepresidente del gruppo regionale del Pd, «perché in questi anni siano lievitati i premi e i relativi contributi. E perché gli uffici non siano stati in grado di verificare la congruità dei ricchi proventi e dei consuntivi riconosciuti». Bresso spiega: «Se io avessi deciso di cancellarlo ci sarebbe stata la rivolta dei territori e del mondo della cultura. Il problema è che nessuno aveva sollevato critiche sui conti o sul gigantismo del Premio. Non lo ha fatto il nostro revisore dei conti e non lo hanno fatto scrittori e giornalisti». Dal novembre 2006 la Regione nomina un revisore dei conti che può analizzare il bilancio dell'associazione. Si chiama Vittorio Moro, commercialista in Tortona. Moro affianca il professor Luigi Carosso indicato dall'Associazione. I due revisori firmano la relazione al bilancio 2007/ 2008 dove si sottolinea che le «spese, dalla verifica analitica, risultano correlate alle attività di questa Associazione». Il compito dei revisori non è quello di «entrare nel merito dei progetti e della congruità o meno delle spese sostenute», spiegherà Moro ai giornalisti. I sindaci devono accertare la corrispondenza sulla documentazione contabile fornita. Tra le pezze giustificative ci sono anche «autocertificazioni del presidente che elenca analiticamente le spese sostenute». La convenzione Del resto nella convenzione madre firmata nel 1997 tra la Regione e l'associazione per l'organizzazione del premio e la promozione territoriale la verifica dei contributi si base sulla presentazione di una relazione finale sull'attività dell'associazione e sulla presentazione di un bilancio certificato. Allora, alla guida del Piemonte c'era il forzista Enzo Ghigo, l'assessore alla Cultura era Giampiero Leo, anche lui di Forza Italia e vicino a Cl. Il direttore responsabile è Alberto Vanelli, storico dirigente del settore. La convenzione nasce con l'obiettivo di mettere ordine alla mole di richieste di contributi e attività portate avanti dal vulcanico Soria. La convenzione ha durata triennale e sarà rinnovata nel corso degli anni. All'inizio vale 500 mila euro che nel 2005 con il centrosinistra diventeranno 650. Cambiano i politici: presidente Bresso, assessore alla Cultura, Gianni Oliva. Resta la burocrazia: il direttore Vanelli e la dirigente del settore Biblioteche, Erica Gai. A partire dal 2001, però, Soria cerca di nuovo di allargare la sua attività e di farsi finanziare dalla Regione. Bussa a varie porte fino a quando trova una sponda nell'allora assessore allo Sport e al Turismo, Ettore Rachelli (Forza Italia), lancia il progetto di Piemonte Noir (100 mila euro). Il rapporto con il Turismo si consolida nel corso degli anni. Nel 2007 la direzione turismo sport e parchi stanzia 250 mila euro per la compartecipazione alle manifestazioni organizzate dall'Associazione. Firma la determina la dirigente Paola Casagrande. L'assessore è Giuliana Manica. Un capitolo a parte meritano i contributi al recupero del Castello di Castigliole d'Asti. Dalla Regione arrivano 4,7 milioni in 13 anni. Il 2 agosto 1995 per la realizzazione del progetto la Regione stanzia 300 milioni di lire a favore dell'associazione. A cavallo tra il 1995 e il 1996 la Regione, il comune e l'associazione Grinzane Cavour firmano un protocollo d'intenti per la valorizzazione della struttura. Alla guida dell'assessorato c'è Leo. L'applicazione del protocollo è affidata al direttore Vanelli. Il centrosinistra completa il piano di finanziamento ma a partire dal 2007 chiede di allegare copia delle fatture. Nel 2001 arrivano i fondi del ministero dei Beni Culturali. In tutto circa 3,8 milioni. E poi c'è la questione di Angelo Soria. Fratello di Giuliano e dirigente della Regione. Fino al 1997 è all'assessorato al Turismo poi approda in piazza Castello alla comunicazione istituzionale dove risponde politicamente al presidente Ghigo. Sopra di lui c'è il direttore, Roberto Salvio. Quando il centrosinsitra vince le elezioni Soria risponderà alla Bresso e dal 2007, come capo gerarchico, a Roberto Moisio.

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Lo Stato spreca il tesoro della mafia (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 15-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

il caso Lo scontro di competenze tra gli uffici TROPPA BUROCRAZIA I POCHI SUCCESSI Lo Stato spreca il tesoro della mafia Falliscono le imprese confiscate. I dipendenti: ridateci i boss FRANCESCO GRIGNETTI Gran parte delle aziende sequestrate nel 2008 sono ferme nelle paludi dei tribunali L'ultimo qualche settimana fa: «Libera» fa rinascere la Calcestruzzi Ericina ROMA Era qualche settimana fa. A Erice, in Sicilia, don Ciotti e l'associazione Libera festeggiavano la rinascita di un'azienda, la Calcestruzzi Ericina, trasformata in cooperativa, con macchinari nuovi di zecca e una bella missione: macinare i calcinacci per riutilizzarli nelle costruzioni. La società era stata confiscata a un boss della mafia trapanese, Vincenzo Virga, e per molti anni è sempre stata in bilico perché le difficoltà sembravano insormontabili. Per fortuna c'è stato un prefetto, Fulvio Sodano, che ci ha creduto fino in fondo e che peraltro è stato osteggiato per questa battaglia. Da ultimo, sono arrivati i finanziamenti dell'Unipol. Così ora si festeggia un successo. Più unico che raro. La strada delle aziende confiscate alla criminalità è infatti lunga e costellata di catastrofi. Solo per stare agli ultimi dati: nel corso del 2008 sono state sequestrate 59 aziende: solo 12 risultano affidate in gestione all'Agenzia del Demanio, le altre sono ancora incagliate nei tribunali. E intanto non possono che deperire. Da quando esiste la legge Rognoni-La Torre sono 1130 le aziende confiscate. Di queste 315 sono state liquidate; 271 chiuse e cancellate dagli elenchi; 175 dichiarate fallite; 33 vendute e 34 cedute in fase giudiziaria. Risultano in carico all'Agenzia del Demanio altre 287 aziende, ma solo una su 10 ha ancora personale e porta avanti un'attività. Troppe chiudono i battenti, molti perdono il lavoro e c'è qualcuno che pensa che si stava meglio quando si stava sotto la mafia. «Il fatturato della Mafia spa è superiore ai 100 miliardi all'anno - dice il ministro dell'Interno, Maroni - però l'azione dello Stato è pressante: nel 2007 sono stati sequestrati beni per 1,5 miliardi, nel 2008 per 4,8». L'incremento è impressionante. Ma ciò significa che c'è una mole immensa di soldi, immobili, aziende, persino auto, da gestire. E qui lo Stato si mostra il pachiderma che è. Passi per le case, che bene o male potranno finire all'asta, ma che dire delle aziende sottratte alla mafia? Ad addentrarsi nelle loro storie s'incontra un coacervo di competenze, una guerra tra istituzioni dove si scontrano procure della Repubblica, Agenzia del Demanio, presidenti di tribunale, sezioni fallimentari, Commissario straordinario di governo presso la presidenza del Consiglio. E non basta. Il ddl sulla sicurezza, approvato al Senato e in discussione in questi giorni alla Camera, dà una porzione di competenza pure ai prefetti. Il villaggio conteso Intanto è il caos. Qualche esempio. C'è un albergo a Siziano (Pavia), il «Moon Light», che era di Salvatore Giacco di Marineo, Palermo. Ultima perdita conosciuta, nel 2006: 105 mila euro. Dalle carte risulta essere un motel con 12 dipendenti e un custode giudiziario. La confisca risale al 1998. Nel frattempo il tribunale civile di Pavia ha dato ragione a una banca che aveva iscritto in tempi non sospetti un'ipoteca sull'immobile e ora ha avviato una procedura di controsequestro. La scommessa dello Stato, di trasformarsi in gestore di un bene confiscato, è difficile. A volte ci si fa del male da soli. Quattro anni fa ecco la confisca del patrimonio di Vincenzo Marcianò. Lo Stato acquisisce metà di un insediamento turistico, il Villaggio Himera, nel Palermitano: un residence con 99 abitazioni, un camping e una multiproprietà. Valore 8 milioni, 21 dipendenti. Per chi ci vive inizia un calvario. C'erano già debiti, nel frattempo parte un'azione esecutiva sugli immobili da parte di Sicilcassa. Tutto è bloccato. Si scopre che mancano alcune licenze e nullaosta igienici, addio attività alberghiera. La Hymera, in mano all'ex socio di Marcianò, propone di gestire la situazione ma non se fa nulla. Nell'ottobre 2007 la società stacca luce e acqua a tutti, anche agli appartamenti non sequestrati. Alla fine gli abitanti, riuniti in associazione, ottengono di occuparsi dell'allacciamento Enel. Aspettando tempi migliori.

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la pesca ha bisogno di nuove leggi (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Venezia, La" del 15-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

L'ECONOMIA ITTICA La pesca ha bisogno di nuove leggi Dal naufragio del «Maria Crocifissa» ai ruoli: troppe pastoie burocratiche CHIOGGIA. Un lavoro duro, in cui si rischiano vita e salute per un pugno di soldi, ma in cui la legislazione, anche quando vuole tutelare, risulta inadeguata alle necessità dei lavoratori, la burocrazia è di ostacolo e dove l'unica vera forma di solidarietà e assistenza viene dai colleghi. Il ritratto del mondo della pesca, così come è emerso dal convegno organizzato ieri dalla Flai Cgil, al mercato ittico, è sconsolante ma, in realtà, i motivi di disagio sono davvero molti. Il convegno, che aveva come tema la sicurezza sul lavoro, è stato aperto da una relazione di Fabio Borgacci, responsabile del «Progetto pesca» della Cgil, ma la scaletta degli interventi non ha retto all'urgenza dei problemi. La ferita ancora aperta del naufragio della Maria Crocifissa si è fatta sentire. E se il vice comandante dalla capitaneria di porto, Giovanni Baici, ha parlato di «equivoco» nell'organizzazione dei soccorsi (che pure spettava alla Croazia), i pescatori hanno evidenziato la mancanza di un protocollo che, oltre alle vite umane, salvaguardi anche le barche, ovvero le imprese di pesca e, in ultima analisi, il lavoro delle persone. Del resto le risorse tecniche necessarie per salvare la Maria Crocifissa c'erano, ha detto Denis Padoan di Federpesca, a cominciare dai tre rimorchiatori con base al rigassificatore che avrebbero potuto giungere in tempo. Sempre Padoan ha evidenziato le pastoie burocratiche che obbligano i singoli pescatori, ad esempio, a far passare 24 ore tra sbarco e imbarco su pescherecci diversi. Ciò si traduce, infatti, in una settimana di lavoro persa, visto che si smette il lavoro al sabato e si riparte a pescare la domenica notte. Un problema è anche l'insostituibilità del comandante che, se viene a mancare, obbliga al fermo della barca anche se l'equipaggio dispone di altri comandanti col brevetto. Quanto ai dispositivi di protezione individuale (casco, certa, stivali, cuffie) è emerso come siano stati mutuati da altri ambienti di lavoro ma non studiati specificamente per la pesca. E questo li fa risultare spesso inadatti allo scopo. Sergio De Antoni di Legapesca e Franco Muccio di Uil pesca, hanno prospettato la futura creazione di un ente bilaterale specifico, visto che, a Chioggia, gli armatori lavorano, in realtà, esattamente come i loro «dipendenti». (Diego Degan)

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Bollette Cifra sbagliata gli costa la vita (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 15-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

n. 64 del 2009-03-15 pagina 1 Bollette Cifra sbagliata gli costa la vita di Redazione Milleduecento euro in bolletta gli sono costati una crisi depressiva che lo ha portato addirittura al suicidio. È finita tristemente una vicenda di carattere burocratico che stava venendo sanata dall'intervento del giudice di pace e che ha visto Enrico Pescio, un uomo di 80 anni residente nella provincia di Savona, togliersi la vita perché non riusciva a sopportare quell'affronto. Pescio aveva ricevuto qualche mese fa una bolletta del telefono di casa da Telecom, pari a milleduecento euro. Cifra sconsiderata per l'utilizzo della linea telefonica che veniva fatta dall'anziano signore. Un probabile malinteso dell'operatore oppure la linea clonata, come spesso succede, che aveva fatto lievitare la tariffa ad una cifra da capogiro. 40, 50 euro al massimo quello che l'ottantenne pagava bimestralmente, giusto i soldi per il canone fisso e le chiamate ai due figli. Poi, improvvisamente, quella cifra in busta che lo aveva portato a fare ricorso rivolgendosi al tribunale per risolvere la vertenza aperta con il gestore. Un affronto talmente grande per l'uomo, per cui, visti i tempi in cui la causa doveva discutersi, lo aveva quasi portato a sanare il presunto debito per chiudere la storia ed evitare qualsiasi affronto. Tutto mentre la vittima della burocrazia veniva raggiunto da un altro avviso di pagamento. Questa volta una multa per un'infrazione stradale presa a Como, città nella quale il malcapitato non era mai stato peraltro non possedendo neppure un'automobile, ma solo un'ape. Così, proprio nel giorno in cui il giudice di Pace di Genova stava discutendo e decidendo sulla sua bolletta gonfiata, Emilio Pescio è uscito dalla sua casa in campagna, ha preso il fucile e si è nascosto nel bosco dietro la sua abitazione sparandosi tra gli alberi di castagno perché non riusciva più a reggere la tensione. Emilio non è riuscito neanche a sapere quale esito abbia avuto la vicenda perché, mentre i figli cercavano di rintracciarlo per dirgli: «Papà è finita, abbiamo vinto noi. Non devi pagare nulla», lui era già nel bosco deciso a togliersi la vita. Tutto questo perché il dolore di perdere la causa e, quindi vedere macchiata la sua onestà, è stato troppo forte per poter essere digerito senza traumi. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Carpenedolo Sicurezza, la polizia locale punta sulla prevenzione (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Brescia" del 15-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Edizione: 15/03/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:bassa bresciana Carpenedolo Sicurezza, la polizia locale punta sulla prevenzione CARPENEDOLOLa cittadina dei carpini, con i suoi 12mila e 300 abitanti (17% stranieri) offre uno spaccato di vita quotidiana anche attraverso la relazione annuale della Polizia locale. Per rispondere alla molteplicità delle sempre crescenti incombenze giornaliere e della burocrazia, il comandante Dario Ghisini ha a disposizione solo 4 agenti sul territorio (a volte solo 3 per i turni) ed un applicato d'ufficio part-time. Le zone d'espansione edilizia si sono ampliate a dismisura, con centinaia di alloggi vuoti, per cui i cittadini segnalano «anomalie» che richiedono sopralluoghi d'urgenza. Carpenedolo, poi, sta crescendo ad un ritmo del 2% annuo (vale a dire 200-250 residenti). Ecco il tasto della prevenzione, costosa in termini di risorse e personale: la Polizia locale, con la collaborazione dei «vigili nonni», è sempre presente all'entrata ed uscita delle scuole; intensificati i controlli ai parchi con ispezioni di giorno e anche serali-notturne; intensificati i controlli degli utenti in biblioteca per prevenire comportamenti scorretti. I controlli sono stati garantiti anche grazie alla videosorveglianza. Vengono presidiati, tra l'altro, la zona cimiteriale (furti-furtarelli), la piazzola ecologica (sacchetti lasciati fuori dalla recinzione), il mercato settimanale (anti-abusivismo e anti-truffe), i luoghi di attraversamento più trafficati, la zona impianti sportivi... Nel lavoro di prevenzione rientrano i mille veicoli controllati. Sono state accertate infrazioni per 175mila euro; sul fronte verbali 396 sono stati quelli del rosso-stop, 721 quelli per le altre infrazioni stradali. Sono state messe a ruolo le mancate riscossioni degli anni 2005/6/7 per circa 400mila euro. Poi il comandante Ghisini snocciola le altre cifre del 2008: 30 carte di circolazione ritirate, 10 patenti ritirate, 17 i sequestri dei veicoli.

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Come vedove inconsolabili del buon gusto (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 15-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Commenti Pagina 354 architetti star contro il piano-casa Come vedove inconsolabili del buon gusto Architetti star contro il piano-casa di Maurizio Crippa --> di Maurizio Crippa Finché "siamo in mano ad architetti come Vittorio Gregotti che ancora difende lo Zen di Palermo sostenendo che è bellissimo, stiamo freschi". Parola di Franco La Cecla, saggista col gusto della sana provocazione intellettuale, autore lo scorso anno di un libro polemico, Contro l'architettura (Bollati-Boringhieri), in cui sosteneva che oggi il paesaggio e l'urbanistica sono troppo spesso lasciati nelle mani di "archi-star" malate di narcisismo, il cui unico scopo è quello di firmare progetti a propria immagine e somiglianza e a propria imperitura gloria. E se il territorio - cittadino o naturale - o la pianificazione urbanistica complessiva fanno a pugni con il geniale progetto, tanto peggio per loro. Di esempi, purtroppo, in Italia ne abbiamo a dozzine. Ma la cosa peggiore, da ridere per non piangere, è che quei soloni dell'architettura che hanno prodotto disastri a raffica sono gli stessi che ora gridano allo scandalo, anzi quasi al "golpe edilizio" di fronte a un progetto di legge-quadro del governo per rilanciare e risanare il settore edilizio, liberando i cittadini dalle pastoie e dalle insensatezze della burocrazia. L'appello contro il piano-casa del governo presentato su Repubblica qualche giorno fa da Gregotti, Gae Aulenti e Massimiliano Fuksas - la trimurti della sinistra architettonica italiana, quella che si è battuta anche contro l'Expo 2015 di Milano - chiede addirittura un "sussulto civile delle coscienze", manco fossimo in presenza di un'invasione di barbari armati di ruspe e betoniere. Per fortuna, anche l'ideologia degli architetti ha un limite. E molti di loro hanno espresso una posizione diversa. Con realismo, e magari anche con legittime critiche sul piano del governo. Ma senza impalcarsi a vedove inconsolabili del buon gusto e del Progetto Divino (il loro, ovviamente). Ad esempio Paolo Portoghesi: "Trovo molto giusta la questione dell'allargamento della casa perché va incontro a un effettivo bisogno delle famiglie". O l'urbanista Franco Keller, docente alla Sapienza, che ha spiegato sul Foglio come il cosiddetto "premio cubatura" sia in realtà "già previsto in quasi tutti i piani regolatori" allo scopo di "superare questioni che da secoli bloccano i condomini, per dinamizzare e migliorare la situazione". E un ambientalista doc come Carlo Ripa di Meana, presidente romano di Legambiente e strenuo oppositore del parcheggio che la giunta Veltroni voleva edificare in cima al Pincio, ha detto al Corriere della Sera che gli architetti demonizzatori "sono pigri" e "andrebbero puniti per la loro superficialità". Certo, ha scritto, bisogna "stare attenti che non si faccia un uso fraudolento delle licenze e non si commettano scempi". Ma non è certo questa ovvia preoccupazione che può "far dire sempre no". Che succederà ora a questi "reprobi", che hanno osato sfidare il pensiero unico degli architetti à la page e soprattutto il sacro totem del Piano Regolatore, parente antiquato dei piani quinquennali di staliniana memoria, che il più delle volte ha prodotto solo inefficienze e sprechi sul territorio? Forse dalle colonne di Repubblica verranno additati come complici dei nuovi vandali, ma le cose non stanno per nulla così. E basterebbe guardare i fatti per rendersene conto. La legge-quadro non è certo una semplice deregulation , come è stato detto, ma molto sensatamente demanda alle Regioni e ai Comuni, in un'ottica di effettivo federalismo, la responsabilità di fissare criteri rispondenti alle necessità locali. Non sono aboliti i regolamenti condominiali e comunali e a nessuno verrà concessa licenza di "veranda selvaggia" o di fabbricare box che invadano l'orto del vicino (che è sempre più verde). Basta leggere il testo in discussione. Inoltre, basterebbe visionare la legge a sostegno dell'edilizia appena approvata dalla regione Veneto, che rispecchia gli intendimenti di quella nazionale, per rendersene conto: c'è la possibilità di ampliare fino al 20 per cento la cubatura di immobili costruiti prima del 1989 e di ricostruire ex novo, con incrementi di cubatura dal 30 al 35 per cento, edifici abbattuti, ma "solo" se verranno utilizzate tecniche di bioedilizia e che prevedono il ricorso a energie rinnovabili. Mentre restano esclusi gli edifici storici o sottoposti a tutela nonché, ovviamente, quelli originariamente abusivi. Stessa attenzione per gli stabili industriali e commerciali: l'industrializzatissimo (ma molto colpito dalla crisi) Veneto intende aiutare a ricostruire meglio e con meno rischi ambientali fabbriche e capannoni vecchi e abbandonati. Dove sarebbe lo scempio del territorio? Persino il Consiglio nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori ha accolto "positivamente la notizia di un atto legislativo che semplificherebbe l'attività edilizia privata". Metteranno alla gogna pure loro?

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Bonifica ambientale: appello alla Regione dai disoccupati (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 15-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Prov Sulcis Pagina 2043 portovesme Piano di risanamento Bonifica ambientale: appello alla Regione dai disoccupati Portovesme. Piano di risanamento --> «Sbloccare subito le bonifiche ambientali per dare nuove opportunità ai disoccupati». Giovedì si sono riuniti in assemblea nell'aula consiliare di Portoscuso e da lì, i disoccupati locali, hanno costituito il Comitato per il Lavoro. Ieri l'appello al Presidente della Regione Ugo Cappellacci. «Chiediamo un suo autorevole intervento - si legge in un comunicato - per sbloccare ed avviare in tempi rapidi i lavori previsti nel piano di risanamento dell'Area ad Alto Rischio, così come altre grandi opere fermate dalla burocrazia. In questa fase di grave crisi occupazionale ed ambientale se si sbloccassero questi grandi progetti già finanziati, si permetterebbe a diverse centinaia di disoccupati di lavorare per diversi anni, in attesa che si crei un'alternativa all'apparato industriale in crisi, che a breve potrebbe chiudere definitivamente». Insomma troppa disoccupazione ed occasioni di lavoro praticamente nulle, in un territorio in cui anche chi già lavora rischia perdere tutto da un momento all'altro. E visto che ci sono ancora tanti soldi da spendere per bonifiche ambientali e altre opere importanti, la proposta è quella di coniugare ambiente e lavoro. Giovedì mattina un gruppo di disoccupati di Portoscuso si è riunito in assemblea permanente nell'aula consiliare del Municipio; lì è stato costituito il Comitato per il Lavoro, che poi ha deciso di puntare verso Cagliari, chiedendo l'intervento del Presidente della Regione. Sono diversi i progetti già finanziati che i disoccupati citano come opportunità di lavoro: il risanamento delle falde inquinate, il dragaggio del porto industriale, il parco eolico dell'Enel, la bonifica della discarica Alumix, la bonifica delle strade Waelz, strade di penetrazione agraria disseminate di scorie tossiche. Da questi progetti, necessari per migliorare l'ambiente, potrebbero nascere tante opportunità lavorative. «La prossima settimana - dice Angelo Cremone, consigliere comunale dei Verdi - i disoccupati del Comitato per il Lavoro sarà a Cagliari, per chiedere un incontro al Presidente della Regione e, vista la disperazione che c'è, non escludo che qualcuno possa prendere iniziative eclatanti. Sono tutte persone che non sanno più come vivere, senza lavoro». E così proprio quando tutta l'attenzione è puntata sugli operai che stanno perdendo il lavoro, torna alla ribalta il dramma non secondario di chi il lavoro non ce l'ha proprio, perché l'ha già perso o non ce l'ha mai avuto: nel Sulcis Iglesiente una cifra che si avvicina alle 30 mila persone. ANTONELLA PANI

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zona franca? sì, purché sia basata sul merito (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 15-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pipi (Radicali): quella sulla benzina è stata un suk arabo che ha arricchito pochi e danneggiato molti «Zona franca? Sì, purché sia basata sul merito» L'OPINIONE "Meglio essere impopolari che antipopolari": così ci ha spiegato il vecchio leader radicale Marco Pannella. Il consenso e' un aspetto importante per qualsiasi partito ed oggi a Gorizia per non perdere consenso bisogna dirsi a favore della zona franca per la benzina. Anzi i piu' illuminati ora vorrebbero estenderla a tutto, ai fiori, alla frutta, alla carne. Non e' piu' un problema di accise, ora dobbiamo difenderci dalla crisi. E cosi' vogliamo difenderci? Tirando su muri??? I Radicali di Gorizia sono contrari. Una classe politica seria in questi anni avrebbe dovuto accompagnare tutti i soggetti interessati da questo passaggio obbligato e previsto con un percorso di fasi intermedie e ammortizzatori ma fino all'ultimo I politici hanno preferito prendere in giro ed approfittare della paura della gente. "Vi salveremo noi! Non abbiate paura ci siamo noi... Ecco il risultato! Trovo ridicola oggi questa corsa a dare pacche ai benzinai, a "fare il benzinaio con la fascia" o giurare che " io non faro' mai benzina di la'"... Troppo facile per chi non sa cosa vuol dire avere uno stipendio da 1000 euro al mese! Noi Radicali difendiamo piuttosto il diritto dei piu' poveri ad avere il miglior prodotto/servizio al miglior costo possibile. Perche' il problema non e' solo il prezzo perche' "di là" se vado alle 3 di notte trovo aperto, faccio benzina, compro l'aspirina e la pizzetta. Non per niente gia' nel 1995 i Radicali proposero al Paese un referendum per la liberalizzazione degli orari dei negozi. Altro che chiudere i bar alle 24! Altro che provvedimento antischiamazzi, Gorizia ha bisogno di togliere tutti questi vincoli. Se i benzinai credono ancora a questi politici e' frutto della loro disperazione. Bisogna pero' avere il coraggio di dire che la zona franca e' stato un souk arabo che ha arricchito pochi, tra cui politici e burocrati della regione e delle Camere di Commercio, ma danneggiato molti e molto, ambiente in primis: gran macchinoni, gran cilindrate "tanto la benzina costa nulla!". Ma anche se i politici riuscissero a riportare la zona franca noi Radicali saremmo comunque contrari. Non si puo' essere un giorno per il libero mercato e l'altro per il protezionismo, europeisti ma anche nazionalisti, per il merito e poi dare le colpe al sistema, liberali e poi chiedere interventi assistenzialisti. Piu' liberta' e meno burocrazia, meno zona franca e piu' competizione: Gorizia deve trovare la forza di progettare il suo futuro con una zona franca basata su merito, innovazione, cultura e sostenibilita' ambientale. Pietro Pipi

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Aeroporti già verso la saturazione (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Brescia" del 15-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Edizione: 15/03/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:interno Aeroporti già verso la saturazione Secondo l'Enac, Malpensa raggiungerà il massimo della sua capacità già nel 2015, Linate non ha spazi e Fiumicino deve essere ampliato entro il 2017, quando dovrà accogliere 50 milioni di passeggeri di velivoli Alitalia su un piazzale di Fiumicino" title="In un'immagine d'archivio, schieramento di velivoli Alitalia su un piazzale di Fiumicino" onClick="showImage('http://www.giornaledibrescia.it/gdbonline/contenuti/20090315/foto/full_brescia_97.jpg',600,665)"> In un'immagine d'archivio, schieramento di velivoli Alitalia su un piazzale di Fiumicino ROMAMilano Linate non ha spazi di crescita. L'aeroporto di Malpensa se resta a due piste sarà saturo intorno al 2015. Napoli Capodichino è tra le case, può accogliere 1 o 2 milioni di passeggeri in più ma non oltre. Roma Fiumicino ha cantieri aperti per crescere ed accogliere 50 milioni di passeggeri del 2017, ma vanno garantite le condizioni necessarie per tutelare gli investimenti, risorse private. E se il piano di sviluppo si dovesse fermare il sistema degli aeroporti romani potrebbe non essere in grado di accogliere 4-5 milioni di potenziali passeggeri già nel 2012. Oggi la crisi globale sta frenando il traffico aereo, ma quando l'economia tornerà a crescere l'Italia potrebbe piombare in piena emergenza aeroporti. «Non c'è tempo da perdere» «Servono investimenti subito, non si può più aspettare», avverte L'Enac, l'ente per l'aviazione civile: il presidente, Vito Riggio, ha presentato alla Commissione Trasporti della Camera un rapporto che evidenzia le «criticità di copertura» del sistema aeroportuale in relazione alle stime sull'aumento dei potenziali passeggeri. Diversi i nodi da sciogliere, spiega Riggio. Serve il nuovo piano nazionale degli aeroporti come quadro di indirizzo. Va individuata «una sola Autorità che decida» per uscire dal «gioco dell'oca» delle burocrazie. Servono una revisione delle tariffe aeroportuali e la firma dei nuovi contratti di programma per garantire la remunerazione degli investimenti delle società di gestione. Bisogna poi accelerare su progetti chiave: fare di Viterbo il secondo aeroporto del Lazio e di Grazzanise la «naturale integrazione» di Capodichino in Campania. Il traffico aereo «diminuirà tra il 3,4% ed il 4,5% nel 2009. Nel 2010 sarà stagnazione». La crisi «cambia scenario e prospettive», dice Riggio: «Impone una accelerazione» perché «dopo il ritardo che si è accumulato se ora non si fanno investimenti alla ripresa il sistema italiano sarà perdente», e nel caos «tra aeroporti saturi ed altri vuoti». Si spendono «2,5 euro a passeggero l'anno, a fronte dei 12 in Europa»: dato che «dimostra che stiamo fermando gli investimenti». Il piano aeroportuale più recente è del 1986, «ormai obsoleto». E senza una regia il sistema cresce reagendo a singoli «impulsi di mercato», qui degli enti locali, qui di gestori aeroportuali, senza alcuna logica di sistema. È poi «fondamentale» sciogliere il nodo delle tariffe aeroportuali, «le più basse di Europa». Non adeguarle potrebbe frenare, per esempio, l'importante piano di sviluppo di Aeroporti di Roma. «Decide il Cipe. Ma possiamo considerare ragionevole la posizione di AdR - indica Riggio -: se il più grande aeroporto sostiene che con le attuali tariffe non ce la fa a fare gli investimenti forse è più opportuno fare una revisione e ottenere strutture e servizi assolutamente necessari, piuttosto che impuntarsi». Passeggeri: 237 milioni nel 2020 L'Italia deve prepararsi per accogliere 237 milioni di passeggeri l'anno nel 2020, 334 nel 2030, 427 nel 2040. Sotto esame l'impatto per i tre principali poli aeroportuali del Paese. Al nord la domanda può salire a 125 milioni di passeggeri nel 2025 (49 milioni per Malpensa), e potrebbe restare «insoddisfatta per circa 19 milioni». Malpensa rischia la saturazione nel 2015, a quota 30 milioni di passeggeri: «Appare indispensabile» realizzare una terza pista o in alternativa rafforzare altri scali a nord-est e nord-ovest. Al Centro, nel Lazio sono attesi «al 2020 circa 60 milioni di passeggeri» e per l'Enac c'è il rischio di «una domanda inevasa per circa 10 milioni», di cui «il 50% già al 2012». Per il Sud l'attenzione è sulla Campania, dove «la domanda è stimata al 2020 in 10,5 milioni di passeggeri»: servono «altre infrastrutture», vale a dire Grazzanise, perché l'Enac giudica non opportuna per le caratteristiche di Capodichino una capacità oltre i 6-7 milioni di passeggeri l'anno.

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Fuori dal terremoto c'è buon vento e il sole guarisce (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Brescia" del 15-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Edizione: 15/03/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:PRONTO GDB TOUR Fuori dal terremoto c'è buon vento e il sole guarisce di Tonino Zana Un amico-collega del giornale, gardesano, mi istruisce sugli stemmi delle storie benacensi. Vedi, dice, le strade spesso feriscono la storia dei paesi e ne alterano la statura. Desenzano è una capitale soprattutto per la fortuna delle autostrade. Salò, fino ad alcuni anni fa è stata punita in questo senso, il rimedio è arrivato lentamente e la ripresa della centralità salodiana è rimasta ferita. Però, la bellezza generale di Salò la ripropongono come capitale del lago rispetto all'estetica, al clima, all'ambiente. Salò è il profilo montano, il golfo dal ventre materno, mediterraneo, la passeggiata superiore ad ogni altra passeggiata. Salò, al di là di ogni intervento amministrativo, è un paese cartolina, pacchetto giornaliero di sorprese ambientali. Salò, sul piano dei rimbalzi storici è la Repubblica nefasta, la strabiliante magnifica patria, la capitale del lago per intelligenza commerciale di tipo veneziano e per aristocrazia di acque, di insenature e di rapporto combinato tra la severità montana, una specie di periferia salodiana raccolta verso la provinciale di San Felice e il porto. Salò è la reminiscenza del terremoto e il modo con cui è stato sconfitto. L'altra notte, stanziavamo nel teatro Corallo di Villanuova Sul Clisi e prima di entrarci abbiamo contato, a spanna, i metri cubi del municipio ancora in fase di ristrutturazione. Abbiamo stimato il sindaco Comincioli, colpito sopra e sotto dal terremoto. Siccome Villanuova non ha fatto subito copertina e titolo, secondo la magna usanza del nostro nord longobardo, il quale né fotte né chiagne, anzi sta dentro il patto di stabilità nonostante la più orrenda delle instabilità, che rimane il terremoto del 24 novembre 2004. I sindaci del terremoto dovrebbero essere onorati per la dignità e il coraggio con cui hanno affrontato una calamità pesante, ancora adesso sottovalutata dalla nazione. Chi non entrò nelle case di Salò, nel municipio di Villanuova e poi nelle gallerie, nelle stradine di Pompegnino e nel cuore storico di Vobarno, nei paesi pugnalati da un terremoto grave dentro e esteriormente falso, non può capire cosa sia stato il colpo di frusta ricevuto da ogni mente e da ogni spirito, il vigore fisico e morale della reazione dei bresciani, il polso fermo e il cuore fedele alle istituzioni per le celerità e per le lentezze mescolate nella ricostruzione. Ricordo quel mattino nello stadio di Salò. Una fila lunga centinaia di metri, di donne e di uomini, avanzava al passo della ritirata di Russia e alla tenda delle informazioni esponeva i danni con tono equilibrato. Poi ho visto un municipio portato fuori, la rapidità e la gentilezza di una burocrazia stupenda e le palestre con dentro i materassi, senza nessuno che desse un'importanza fondativa al suo pianto. Più solitamente si pianse dentro e ci si aiutò. Salò fu meravigliosa e ieri, in una mattinata di sole leggero, esponeva i panni dei primi forestieri, il cammino di molte coppie lungo una passeggiata strategica, la guarigione perfetta dal terremoto. Noi siamo davanti al vecchio ospedale e non fatichiamo a vedere la profondità della pugnalata regionale, lo svuotamento di un servizio che avrebbe potuto rimanere diverso. Potete dire quello che volete, ma i cittadini-pazienti non finiscono a Gavardo e a Desenzano, spingono l'acceleratore subito verso il Civile di Brescia. E allora, cosa abbiamo guadagnato, noi bresciani, nel sistema fondamentale di decentramento dei servizio socio-sanitari sul territorio, cancellando i vecchi ospedali? Ora, spiega il sindaco Cipani, si punta a una settantina di posti di riabilitazione. Obbiettivo naturale, dato l'invecchiamento e la salubrità rinforzante del clima salodiano. Prima degli alberghi, dalle Austrie di fine Ottocento non giunsero le cliniche e le case della salute? Non sente di corsia la completezza degli alberghi presenti e futuri, in verità pochini? Limone, su «servizi salubrità», sulla promessa di lunghi anni sereni ce l'ha fatta e una parte di Salò potrebbe puntarvi meglio e più a fondo. Per il resto, pensando alla competizione del turismo globale, è perfino banale mettere in formazione il tridente formato da "acqua pulita, bellezza ambientale e offerta dei segni culturali", dal Duomo all'Ateneo, dai musei al futuro Teatro, dalla storicità del centro alla attrazione comprensoriale. Ma per attrarre il comprensorio serve l'unità politica. Ha una ragione semplice e magica, il parroco, don Francesco Andreis: «La gente non vuole la discordia. Sulla pace nascono i testimoni...». Occorre una sintesi ampia e trasversale nel segno del recupero dell'identità, della difesa sociale e della competizione turistica. Parola d'ordine della magnifica patria: unità politica, volontà di ferro, più qualità a minor costo. Salodiani nella nuova formula di veneti e cinesi. Appena ci si allontana dal centro e si pongono le spalle alla strada zigzagante verso la Valtenesi, Salò si ferma in una fotografia di lieve nobiltà veneta e di buona eco bresciana. Salò è il patto centrale tra Brescia e Venezia con l'uso autonomo di una parlata e di una lentezza calcolata sul complesso di superiorità e sulla coscienza di essere belli e sani, per storia di acque, di piante e per bontà dei venti e dell'inclinazione solare. Il golfo di Salò è bello come un golfo nazionale. Si vedono una decina di gru. È un buon segno, l'idea di un persistente riadattamento alla ricostruzione. L'idea di un rinascimento lento come la furbizia del commercio veneta, come la ricchezza divisa della politica salodiana e delle capitali intorno. Parte Cipani e arrivano gli ex sindaci Marchioro e Mongiello. Don Francesco Andreis, parroco di 13 o 14 chiese, ricorda che c'è anche una Messa alle 7 e un quarto per gli operai ed è convinto che l'acqua del lago sia conciliante con la preghiera. Intanto ripassiamo i prezzi dei metri quadri nel centro storico: 4, 5mila euro al metroquadro. Siamo fuori dal mondo. Siamo a Salò.

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La guerra della neve finisce in tribunale (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 15-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

La guerra della neve finisce in tribunale Domenica 15 Marzo 2009, Crespano del Grappa La "guerra della neve" avrà sicuramente un risvolto legale. Infatti ieri il presidente del Consorzio GrappaPrealpi nonché gestore del Rifugio Scarpon ha inviato passato tutta la pratica relativa alla strada chiusa per neve, al suo legale che ora prenderà i provvedimenti del caso. "Siamo rimasti con la strada chiusa per 40 giorni-spiega Brunello-abbiamo inviato una lettera alla Società Viabilità, chiedendo spiegazioni e non ci hanno dato alcuna risposta; ora basta. Ho informato il mio avvocato, ho trasmesso tutti i documenti per adire a vie legali contro Viabilità". Brunello è passato alle vie di fatto dopo che per quasi due mesi ha dovuto combattere una battaglia incredibile contro la burocrazia. "Come è possibile che si decida di chiudere una strada per la neve quando sono aperte in tutto l'arco alpino. Viabilità si nasconde dietro al problema slavine quando il loro compito è proprio quello di eliminarle. Sono 40 giorni che non fanno nulla per toglierle mentre noi portiamo le cose necessarie in rifugio con la slitta; ora basta". Ed a sporgere denuncia contro Viabilità, la società vicentina che ha preso l'appalto per la pulizia della strada Cadorna, ci sta pensando anche il sindaco di Crespano del Grappa, Nico Cunial, stanco di questa situazione che sfiora l'assurdo. "E' impensabile che questi prendano i soldi dell'appalto, soldi dei cittadini per poi mettere un cartello di strada chiusa e basta-ha tuonato il primo cittadino crespanese-ora vado fino in fondo perché voglio capire dove stanno le responsabilità. Si doveva intervenire per liberare la neve sul tetto del Rifugio Bassano e non ci hanno assicurato il passaggio per la strada Cadorna, tanto che sono stati i volontari della protezione civile a prendersi le responsabilità: incredibile". E così è stato, perché in questo gioco dell'assurdo che è la situazione neve in cima Grappa, ci sta anche che chi è pagato per intervenire non intervenga mentre chi lo fa gratuitamente, per volontariato, rischi ed anche parecchio, di suo. Gabriele Zanchin

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"Cultura e gastronomia Da Ghigo a Bresso troppi errori bipartisan" (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 16-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

"Cultura e gastronomia Da Ghigo a Bresso troppi errori bipartisan" Lasciamo lavorare la magistratura ma credo che la politica non possa scaricare sui dirigenti la responsabilità dei controlli sui fondi pubblici. Certo, lo prevede la legge ma è evidente che in questi 15 anni c'è stata una folgorazione trasversale verso la gestione della cultura portata avanti da Giuliano Soria». Michele Vietti, presidente vicario dei deputati dell'Udc, chiede alla politica di non «nascondersi dietro il paravento della burocrazia» e di «far tesoro di questa situazione per allargare le verifiche anche a tutte le associazioni e gli enti che operano nel campo culturale e dell'enogastronomia che in questi anni hanno ricevuto contributi milionari da parte degli enti pubblici». E aggiunge: «E' un nostro dovere di fronte ad una crisi economica che non tollera più gli sprechi». Onorevole, quali politici hanno avuto questa folgorazione nei confronti del Soria imprenditore culturale? «Diciamo che in Piemonte, a partire dal 1995 e fino ai nostri giorni, la politica ha assecondato la nascita e la carriera del fenomeno del patron, cioè del singolo imprenditore culturale che gestisce premi, manifestazioni, fiere. E' uno sbaglio che prima ha fatto la giunta Ghigo con il centrodestra e poi ha ripetuto la giunta Bresso con il centrosinistra». Beh, dal 1995 al 2005 anche l'Udc era al governo nella giunta Ghigo? «Sì, ma noi ci occupavamo di urbanistica, dove le procedure sono minuziose definite, e poi siamo un piccolo partito. I due grandi partiti hanno scelto consapevolmente di affidarsi ad un imprenditore culturale. In questo non c'è niente di sbagliato ma si può fare solo se esiste un sistema di governance in grado di evitare che con un sistema di scatole cinesi i contributi si perdano per strada». Ma come si fanno a controllare fatture false? «Sono d'accordo nel dire che un amministratore pubblico non può avere compiti di polizia ma è evidente che quando un dirigente regionale che gestisce milioni di euro ha lo stesso cognome del patron culturale qualche domanda bisogna pur farsela. Soprattutto quando ci si trova di fronte ad un meccanismo totalmente discrezionale nell'erogazione delle risorse». Facile dirlo adesso. Lei e il suo partito non potevate intervenire prima? «Noi non conoscevamo l'entità delle risorse pubbliche stanziate, altri sì. Oggi depositerò un'interpellanza per sapere quanti contributi sono arrivati dal governo, come sono stati utilizzati e quali controlli siano stati fatti. La discrezionalità nell'assegnazione dei contributi crea tra il soggetto finanziatore e il beneficiario un legame di tipo feudale. E così nasce la corte di Soria dove pranzi, viaggi, cene servono per stringere un legame sempre più forte tra controllore e controllato». Onorevole, ha mai partecipato a questi appuntamenti? «Mai, neanche un aperitivo. Non c'è niente di male a partecipare ad una cena ma l'importante e che i salotti non prendano il posto delle istituzioni per le scelte di politica culturale e per i relativi finanziamenti. E guardi che non c'è solo la corte di Soria». Quali sono le altri corti feudali? «Il compito della politica è quello di fare tesoro di quanto è successo e mettere in pratica tutte le azioni possibili per evitare che questo accada in futuro anche in altri campi. Io credo che sia meglio prevenire perché non vorrei che passasse la tesi che Soria e l'uomo nero in un mondo culturale fatto di cavalieri bianchi. Per questo è necessario che la commissione d'indagine della Regione ricostruisca il percorso del denaro pubblico assegnato, in forma copiosa, a tutte le associazioni che operano nel settore culturale ed enogastronomico. Non vorrei che altre condutture avessero falle o deviazioni». \

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FRANCIA Torna la violenza nelle banlieue, 10 feriti Dopo mesi di relativa tranquillità è... (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Brescia" del 16-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Edizione: 16/03/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:estero brevi dall'Estero FRANCIA Torna la violenza nelle banlieue, 10 feriti Dopo mesi di relativa tranquillità è esplosa nuovamente la violenza nelle banlieue francesi: 10 agenti sono stati feriti nel corso di un vero e proprio agguato nel quartiere di Les Mureaux, nei pressi di Parigi. L'altro ieri le volanti sono state attirate in una trappola e qualcuno ha esploso pallini di piombo che hanno investito gli agenti. Poco prima dell'alba, invece, a Montgeron nell'Ile-de-France una raffica di colpi di fucile ha investito un commissariato di Polizia causando solo limitati danni materiali alla facciata dell'edificio. Le violenze dell'altro ieri sembrano essere collegate alla morte di un giovane pregiudicato ucciso dalla polizia il 7 marzo scorso. L'inchiesta ha stabilito che si è trattata di «legittima difesa». Il governo è preoccupato del possibile ripetersi delle campagne di violenze degli anni scorsi. YEMEN Quattro turisti uccisi nella Manhattan del deserto Quattro turisti sudcoreani sono rimasti uccisi da una esplosione a Shibam, città turistica sudorientale dello Yemen. Lo ha riferito la polizia locale. Fonti ufficiali hanno aggiunto che secondo una prima ricostruzione si tratterebbe di un attentato suicida. I quattro turisti viaggiavano a bordo di un veicolo, che è stato investito dall'esplosione. Shibam, città dello Hadramawt patrimonio dell'Unesco, è famosa per il particolare stile architettonico: le case, costruite in mattoni di fango, raggiungono anche i nove piani e le più vecchie risalgono al XVI secolo, tanto che Shibam è considerata la più vecchia città-grattacielo, o anche la Manhattan del deserto. COREA DEL NORD Apre il primo ristorante italiano L'apertura in Corea del Nord del primo ristorante italiano, su richiesta del leader Kim Jong Il, «se da un lato evidenzia le contraddizioni di un Paese dove 24 milioni di persone soffrono la fame, dall'altro conferma il prestigio conquistato dal cibo Made in Italy nel mondo». Così la Coldiretti commenta la notizia diffusa dal quotidiano nipponico e filonordcoreano Choson Sinbo. Il ristorante aperto da dicembre nella capitale Pyongyang, continua la Coldiretti, sarebbe molto affollato di clienti che non avevano mai avuto modo prima di assaggiare i piatti della cucina italiana, ben conosciuti tuttavia nel Paese attraverso giornali e Tv. Considerato lo stato di povertà del Paese dove il reddito medio annuo era di 1.150 dollari nel 2007, «la possibilità di gustare cibi importati è riservata ad una piccola casta appartenente alla burocrazia amanti della buona cucina. Lo stesso leader Kim Jong Il - precisa la Coldiretti - è noto per essere un buon gourmet che apprezza particolarmente cognac, vino sushi e caviale». STATI UNITI Panico e risse ai provini per il reality, 6 feriti Caos e panico a New York ai provini per «Americas next top model», il reality televisivo dell'ex modella Tyra Banks. Sei donne, in coda davanti all'hotel di Manhattan in attesa di accedere all'audizione, si sono sentite male l'altra sera e sono state portate in ospedale, mentre tre persone sono state arrestate per turbativa dell'ordine pubblico e incitamento alla rissa. Secondo una radio locale, a scatenare il panico sarebbe stato l'eccessivo fumo prodotto da un'automobile in sosta davanti all'hotel Park Central e le successive grida di qualcuno che ha lanciato l'allarme incendio, poi rivelatosi falso. La polizia ha riferito che sei donne sono state portate in ospedale: alcune di loro erano state in fila tutta la notte per essere certe di partecipare all'audizione. Davanti all'albergo sono rimaste le sedie, i vestiti, le scarpe e i sacchi a pelo di quelle che sono riuscite a scappare, in preda al panico.

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Alla prima Conferenza regionale promossa dal Pd non solo timori per il settore, ma suggerimenti sulle iniziative da promuovere (sezione: Burocrazia)

( da "Cittadino, Il" del 16-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

L'agricoltura è la nuova Cenerentola La soluzione alla crisi sono filiera corta e progetti sulla qualità n L'agricoltura come cuore pulsante dell'economia lombarda, soprattutto qui in pianura. L'agricoltura come settore in sofferenza, lasciato a sé stesso, dimenticato, trascurato. L'agricoltura come patrimonio, non solo economico, ma anche culturale e di tradizione, da difendere e proteggere. Di questo si è parlato nel corso della prima Conferenza regionale dell'agricoltura, organizzata dal Partito Democratico della Lombardia a cui hanno preso parte politici locali (tra i quali Maurizio Martina, segretario regionale Pd, Fabrizio Santantonio, assessore al territorio della provincia di Lodi, Gianfranco Concordati, consigliere regionale), tecnici (Professor Roberto Pretolani del dipartimento studi e politica agraria dell'università di Milano), e rappresentanti di categoria (Nino Andena, presidente regionale Coldiretti, Giovanni Trerotola, direttore regionale di Confagricoltura e Mario Lanzi Presidente regionale Cia). Parlare di agricoltura è un'esigenza che nasce dalla crisi endemica che, da tempo, affligge il settore. «Occuparsi del settore primario - ha introdotto il segretario regionale Maurizio Martina - significa, soprattutto qui in pianura, riflettere su una parte consistente dell'economia locale». Sì, perchè il contributo agricolo al Pil lombardo è di 11 miliardi di euro. Un dato enorme, che pesa per circa il 15 per cento sul Pil nazionale. ll settore, per quanto vitale, oggi è afflitto da gravi problemi: «Primo fra tutti - ha detto Concordati - il differenziale tra prezzi di produzione e consumo, che soffoca il settore, e, insieme i consumatori. Ma, ad esso bisogna aggiungere anche una burocrazia insopportabile, farraginosa, lenta e invadente e la pesante questione delle quote latte, che ha messo in ginocchio l'intero settore». Dello stesso parere si è detta anche l'assessore all'agricoltura della provincia di Milano Bruna Brembilla: «La filiera va accorciata. Non per danneggiare la grande distribuzione, ma per offrire, ai consumatori, un'alternativa. È ora di smetterla di credere che alta qualità e alto prezzo siano un binomio inscindibile». Pesa, e molto, sull'intero settore agricolo, la concorrenza straniera, che paradossalmente non trova ostacoli da parte delle istituzioni. «Non c'è protezione rispetto ai prodotti che arrivano da oltre confine: si commettono vere e proprie truffe ai danni dei consumatori cui vengono rifilati prodotti stranieri, spacciandoli per italiani, quando magari sono fatti con latte o carni straniere e sono solo stati trasformati in Italia. «Il consumatore - ha tuonato dal palco il presidente della Santangiolina Antonio Baietta - ha il diritto di sapere cosa mangia». Se, come ha detto Concordati, «il Pd è convinto che per superare i problemi che affliggono il settore sia necessario porre l'agricoltura al centro della politica regionale» è altrettanto necessario un lavoro comune di politica e associazioni di categoria «perché l'unità, non l'omologazione» ha concluso l'ex ministro ombra dell'agricoltura Alfonso Andria «è la chiave per poter portare avanti le istanze del settore e per sollecitare, di continuo, il territorio». Luciana Grosso

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berlusconi: cara emma, da noi soldi veri - dall'inviato vindice lecis (sezione: Burocrazia)

( da "Centro, Il" del 16-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 3 - Attualità Berlusconi: «Cara Emma, da noi soldi veri» Il premier replica alla Confindustria e annuncia un decreto sul pacchetto casa Alle critiche della Marcegaglia un lungo elenco delle cose fatte La Brambilla diventerà ministro del Turismo DALL'INVIATO VINDICE LECIS CERNOBBIO.Un discorso di oltre un'ora dedicato quasi esclusivamente alla puntigliosa elencazione del lavoro del governo e rivendicando successi personali in politica estera. Al forum della Confcommercio, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, reagendo alle sollecitazioni di Confindustria e alle critiche dell'opposizione, ha comunque sottolineato che il suo gabinetto ha «fatto tutto quello che doveva fare con tempestività». Anzi «più degli altri Paesi». Il premier ha confermato che domani incontrerà la presidente di Confindustria Marcegaglia e alle sue richieste «di soldi veri», confermerà di averli già versati: «Spendo i soldi pubblici esattamente come se fosero miei», perché «bisogna stare assolutamente attenti» quando si parla di conti pubblici. «Voglio dire a Emma Marcegaglia - ha aggiunto - che abbiamo dato soldi veri per sostenere interi settori industriali, come per esempio l'automobile. Abbiamo messo da parte nove miliardi di euro per gli ammortizzatori sociali. Abbiamo fatto interventi per le banche, in modo che possano continuare a fare il loro lavoro e consentire alle imprese di continuare ad investire». Al decimo forum di Cernobbio, davanti alla platea non certo ostile della Confcommercio di Carlo Sangalli, Berlusconi alle richieste delle categorie sociali ha risposto con rassicurazioni e impegni. «Sono bloccato - ha ammesso - da un 106% di debito rispetto al pil e non sappiamo quanto dobbiamo pagare in più di interessi». Anche sui ritardi dei pagamenti del pubblico verso le imprese ha confermato che «stiamo urlando per accelerarli» ma la colpa è della burocrazia. Berlusconi ha spiegato le difficoltà incontrate sul piano casa annunciando comunque il decreto: «Bossi aveva capito che fosse fatto per privilegiare gli immigrati rispetto agli italiani ma era tutt'altro capitolo. Quando gli è stato spiegato, abbiamo avuto un'adesione entusiastica dalla Lega». Ha anche aggiunto che non si «imbarbarisce un Paese solo per aver concesso un 20-30% di cubatura in più» per i proprietari «che hanno visto crescere la famiglia» e che vogliono ingrandire la propria casa. Berlusconi ha giustificato l'atteggiamnto prudente delle banche verso le imprese: «Mettiamoci nei loro panni. Se devono dare una linea di credito, ci deve essere una possibilità vicina al cento per cento che chi lo riceve lo restituisca». Ha, succesivamente, lodato Cisl e Uil «che stanno dando veramente un forte sostegno, responsabile e razionale all'azione del governo». Ma al presidente del consiglio premeva mettere in evidenza la sua «soddisfazione assoluta verso il governo, fatta di ministri giovani, appassionati e intelligenti». Su tutti svetta il ministro Alfano per la riforma della giustizia civile e per la questione delle intercettazioni. «Dobbiamo purtroppo fare i conti con la politicizzazione di una parte della magistratura» che, anche per alcune inchieste su maxi cantieri, ha superato «ogni limite ragionevole. Ma modificheremo questa situazione patologica». Tra i promossi del governo c'è Maria Vittoria Brambilla che, da sottosegretario, diventerà ministro del Turismo. Anche per Maria Stella Gelmini ci sono state parole di forte elogio «perché sta cambiando l'università diventata ormai un sistema di ammortizzatori sociali in cui ogni professore ha il figlio, il cugino, l'amico del figlio, il cognato che ha la cattedra con l'invenzione di un corso di laurea». A proposito nel voto parlamentare ai soli capigruppo, bocciato dall' opposizione e da Fini, ha spiegato che si trattava «solo una provocazione, un paradosso» rspingendo le accuse di essere «un nemico della democrazia». Berlusconi però ha riproposto un suo cavallo di battaglia: «Oggi chi va al governo si trova nell'impossibilità di intervenire» confermando l'utilizzo frequente dei decreti. Grande spazio ha dedicato alle sue attività in politica estera. «Ho giocato un ruolo assolutamente fondamentale», ha detto, per evitare che le truppe russe entrassero a Tiblisi in Georgia quest'estate e per aver evitato «una nuova guerra fredda». Ha raccontato di aver convinto anche Bush a salvare le prime banche quando cominciavano a fallire negli Usa.

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porto, dragaggio bloccato (sezione: Burocrazia)

( da "Centro, Il" del 16-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 11 - Cronaca Porto, dragaggio bloccato Lavori attesi da due anni, ma la Regione non dà l'ok L'EMERGENZA Sabato la collisione tra 2 pescherecci PESCARA. Due anni di attesa per avviare il dragaggio nel porto canale, per eliminare tonnellate di sabbia che ostruiscono il passaggio delle barche e rendono pericolosissime le manovre. E adesso che i lavori potrebbero finalmente partire, l'assessorato regionale all'ambiente non dà il via libera. Il documento che autorizza l'intervento sarebbe fermo da dieci giorni, in attesa della firma. Così tutto resta bloccato, mentre i pescatori che entrano ed escono dal porto con i loro pescherecchi continuano a rischiare la vita. Sabato scorso, si è sfiorata ancora una volta la tragedia. Due motopescherecci, il «Maria Teresa» e l'«Aldo padre», si sono scontrati durante le manovre nel porto canale a causa dei bassi fondali e i due equipaggi si sono salvati per miracolo. Armatori e pescatori sono preoccupatissimi. Intanto, sempre a causa dei fondali bassi, Pescara ha già perso i collegamenti con la Croazia, effettuati dalla nave Ivan Zajc, della Jadrolinija. ALLARME DEI PESCATORI. «La situazione dei fondali del porto è diventata drammatica» dice Giuseppe Gasparroni, responsabile della cooperativa Sciarra e componente della Commissione permanente marittima istituita dalla Camera di commercio «le barche in manovra nel porto si muovono in mezzo al fango e alla sabbia. I fondali sono talmente bassi, in alcuni punti, che è quasi impossibile raggiungere le banchine». «All'altezza del Ponte del mare in costruzione» fa presente «il passaggio delle imbarcazioni è diventato arduo, soprattutto in questi giorni che c'è la bassa marea. Mio figlio, che guida il mio motopeschereccio, racconta di trovarsi spesso in difficoltà». L'acqua in alcuni punti non supera mezzo metro. Gasparroni non ha dubbi sul fatto che l'incidente tra i due pescherecci sia stato causato dai fondali troppo bassi. «La marineria si sente presa in giro» afferma «il dragaggio non parte, mentre lo Stato non versa nemmeno i contributi per il fermo pesca del 2008». RIUNIONE ALL'ANMI. Ieri mattina, si è svolta una riunione nella sede dell'Associazione nazionale marinai d'Italia. L'incontro si è acceso, quando è stato affrontato il problema dei fondali del porto. Tra i pescatori è cominciata a serpeggiare l'idea di organizzare qualche protesta, se il dragaggio non partirà immediatamente. PRATICA BLOCCATA. Ma è davvero colpa della burocrazia se i lavori di escavo nel porto non sono ancora partiti? Sta di fatto che sono passati oltre due anni, da quando l'allora ministro alle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, accolse la richiesta della Regione e stanziò 800mila euro per il dragaggio a Pescara. Tutto questo tempo è servito poi per fare le analisi dei fanghi e per avviare l'appalto, ora bloccato per mancanza di un'autorizzazione. «Ma questi soldi non basteranno» avverte il consigliere comunale Enzo Del Vecchio, che si occupa dei problemi della pesca «il porto è tutto insabbiato, perché sono 3 anni che non si draga. Servirebbero altri 1,2 milioni di euro per garantire un escavo adeguato». Il consigliere, Riccardo Padovano, chiede alla Regione di stanziare subito la somma necessaria. (a.ben.)

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il simbolo delle incompiute (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 16-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 14 - Cronaca Il simbolo delle incompiute VIA DELLE TERME OLBIA. In questi mesi ha scalato la classifica delle incompiute fino a diventarene un simbolo. I 200 metri di via delle Terme sono un monumento alla burocrazia. L'impresa che li portava avanti, la Pana, è fallita quattro mesi fa. Da allora il Comune ha lottato contro le contorte leggi dello Stato per far subentrare nei lavori la seconda classificata nella gara d'appalto. I soldi ci sono, l'accordo quasi.

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troppi errori medici e liste d'attesa lunghe (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 16-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina I - Torino La relazione annuale evidenzia anche le carenze nell´assistenza domiciliare. L´assessore Artesio: "Stiamo cambiando" Troppi errori medici e liste d´attesa lunghe La denuncia del Tribunale del malato: molti i diritti non tutelati La pagella di Cittadinanza attiva-Tribunale del malato sulla sanità piemontese è abbastanza severa. In testa alle lamentele ci sono gli errori medici, seguiti dalla liste d´attesa troppo lunghe. Per un esame di nefrologia si aspettano anche dieci mesi. Un altro problema molto sentito è quello dell´assistenza domiciliare, un servizio sempre promesso che stenta a decollare. Disagi anche per i ticket sui quali pesa la burocrazia. L´assessore regionale Eleonora Artesio replica: "Alcune critiche sono giuste ma il sistema sta cambiando". STRIPPOLI A PAGINA V

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negli ospedali troppi errori medici - sara strippoli (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 16-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina V - Torino Negli ospedali troppi errori medici La denuncia del Tribunale del malato: interventi spesso inutili La coordinatrice Sasso: "Sulla questione ticket incide il peso della burocrazia" Tra i problemi più sentiti le liste d´attesa e i ritardi nell´assistenza domiciliare SARA STRIPPOLI Ci sono donne mutilate inutilmente, costrette ad affrontare il trauma psicologico di una mastectomia totale, quando in alcuni casi sarebbe sufficiente una cura di chemioterapia o una meno invasiva quadrectomia. C´è il racconto di un uomo che ha subito un intervento alla vescica finito con una perforazione dell´intestino che si è tradotta in un lungo calvario: due operazioni successive per riparare il danno fatto e una lunga degenza per la ripresa. C´è un uomo finito in coma temporaneo all´ospedale di Chivasso in seguito ad un errore medico, un coma dal quale è uscito con conseguenze sull´udito e la vista. Tutti contenziosi ancora aperti che aspettano un chiarimento e un eventuale risarcimento. C´è poi l´eterno problema delle dimissioni forzate che tocca in prima persona gli anziani. C´è ancora e sempre il problema delle liste di attesa, anche dieci mesi per una visita di nefrologia e reumatologia al San Giovanni Battista. L´assistenza domiciliare è un altro punto critico. Lo scollamento è evidente e checché ne dicano aziende e ospedali secondo i quali il servizio sarebbe attivato entro 48 ore dalle dimissioni, la realtà segnalata dai pazienti è molto diversa e racconta di decisioni comunicate un giorno per l´altro senza che la famiglia abbia il tempo di organizzarsi. E sempre in tema di liste d´attesa e di Sovracup, una soluzione dovrebbe forse essere trovata per chi si sente prescrivere una visita oncologica di controllo dopo se mesi e quando poi si rivolge al Sovracup per prenotare scopre che quei tempi non potranno essere rispettati: non esiste un percorso preferenziale per i pazienti malati di tumore. Questa la fotografia della sanità piemontese come appare dalle segnalazioni arrivate nel 2008 da Cittadinanzattiva-Tribunale dei diritti del malato che presenta la sua relazione. La maggioranza dei casi (il 18,7 per cento) riguarda gli errori medici, diagnosi sbagliate o cure inappropriate. In ascesa compare al secondo posto il tema dell´accesso alle prestazioni, con il problema mai superato delle liste d´attesa. Un altro punto critico riguarda i comportamenti degli operatori sanitari, medici o infermieri, il 15,1 per cento delle segnalazioni totali. I pazienti piemontesi lamentano poi la difficoltà di continuità assistenziale, un disagio che colpisce in particolare la popolazione anziana. L´accesso alle informazioni è un altro aspetto sottolineato dal Tribunale dei diritti del malato: l´odissea dei familiari costretti a lunghe peregrinazioni per risolvere i problemi, dall´esenzione dal pagamento dei ticket alle modalità per il ricovero nelle residenze sanitarie. Permane un nucleo di diritti non tutelati, che sono sempre gli stessi, il diritto alla sicurezza, al tempo, alla certezza, all´informazione, è la sintesi del vicesegretario regionale di Cittadinanzattiva Beppe Paletto, che tuttavia giudica nel complesso buono il sistema sanitario piemontese: «Il problema è la distanza fra la teoria e la pratica. Facciamo un esempio: nonostante si stia lavorando nelle strutture sanitarie per aumentare la sicurezza della pratica medica, il sistema degli operatori sembra non credere a questa opportunità e spesso non modifica le sue abitudini, finendo con il ripetere errori che sono spesso evitabili». La coordinatrice regionale dell´associazione Elisabetta Sasso mette l´accento sulla medicina preventiva, il fenomeno per i quali i medici, temendo di essere accusati di negligenza in caso di complicazioni, prescrivono esami, controlli e terapie in misura eccessiva: «un elemento molto dannoso perché sottrae risorse al sistema senza produrre benefici per la cura dei malati». Rimane un punto critico la questione dei ticket: avere informazioni esaustive sull´esenzione e sul pagamento non sempre è facile, spiega Sasso «e sono in molti a lamentarsi per il peso della burocrazia nelle pratiche per ottenere l´esenzione».

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berlusconi: ho dato soldi verissimi (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 16-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 2 - Pordenone Berlusconi: ho dato soldi verissimi Il premier replica alla Marcegaglia. «Il governo ha fatto tutto con tempestività» LA CRISI Il Cavaliere dal forum di Confcommercio a Cernobbio difende l'operato dell'esecutivo «Sono bloccato da un 106 per cento di debito». Venerdì arriva il decreto per la casa di VINDICE LECIS COMO. Un discorso di oltre un'ora dedicato quasi esclusivamente alla puntigliosa elencazione del lavoro del governo e rivendicando successi personali in politica estera. Al forum di Confcommercio, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, reagendo alle sollecitazioni di Confindustria e alle critiche dell'opposizione, ha sottolineato che il governo ha «fatto tutto quello che doveva fare con tempestività». Anzi, «più degli altri paesi». Il premier ha confermato che domani incontrerà la presidente di Confindustria Marcegaglia e alle sue richieste «di soldi verissimi», confermerà di averli già versati: «Spendo i soldi pubblici esattamente come se fossero miei», perché «bisogna stare assolutamente attenti» quando si parla di conti pubblici. «Voglio dire ad Emma Marcegaglia - ha aggiunto - che abbiamo dato soldi veri per sostenere interi settori industriali, come per esempio l'automobile. Abbiamo messo da parte nove miliardi di euro per gli ammortizzatori sociali. Abbiamo fatto interventi per le banche, in modo che possano continuare a fare il loro lavoro e consentire alle imprese di continuare ad investire». Al decimo forum di Cernobbio, davanti alla platea non certo ostile della Confcommercio di Carlo Sangalli, Berlusconi alle richieste delle categorie sociali ha risposto con rassicurazioni e impegni. «Sono bloccato - ha ammesso - da un 106 per cento di debito rispetto al Pil e non sappiamo quanto dobbiamo pagare in più di interessi». Anche sui ritardi dei pagamenti del pubblico verso le imprese ha confermato che «stiamo urlando per accelerarli», ma la colpa è della burocrazia. Berlusconi ha spiegato le difficoltà incontrate sul piano casa annunciando comunque il decreto: «Bossi aveva capito che fosse fatto per privilegiare gli immigrati rispetto agli italiani ma era tutt'altro capitolo. Quando gli è stato spiegato, abbiamo avuto un'adesione entusiastica dalla Lega». Ha anche aggiunto che non si «imbarbarisce un Paese solo per aver concesso un 20-30 per cento di cubatura in più» per i proprietari «che hanno visto crescere la famiglia» e che vogliono ingrandire la propria casa. Berlusconi ha giustificato l'atteggiamnto prudente delle banche verso le imprese: «Mettiamoci nei loro panni. Se devono dare una linea di credito, ci deve essere una possibilità vicina al cento per cento che chi lo riceve lo restituisca». Ha, successivamente, lodato Cisl e Uil «che stanno dando veramente un forte sostegno, responsabile e razionale all'azione del governo». Ma al presidente del consiglio premeva mettere in evidenza la sua «soddisfazione assoluta verso il governo, fatta di ministri giovani, appassionati e intelligenti». Su tutti svetta il ministro Alfano per la riforma della giustizia civile e per la questione delle intercettazioni. «Dobbiamo purtroppo fare i conti con la politicizzazione di una parte della magistratura» che, anche per alcune inchieste su maxi-cantieri, ha superato «ogni limite ragionevole. Ma modificheremo questa situazione patologica». Tra i promossi del governo c'è Maria Vittoria Brambilla che, da sottosegretario, diventerà ministro del Turismo. Anche per Maria Stella Gelmini ci sono state parole di forte elogio «perché sta cambiando l'università diventata ormai un sistema di ammortizzatori sociali in cui ogni professore ha il figlio, il cugino, l'amico del figlio, il cognato che ha la cattedra con l'invenzione di un corso di laurea». A proposito nel voto parlamentare ai soli capigruppo, bocciato dall' opposizione e da Fini, ha spiegato che si trattava «solo una provocazione, un paradosso» rspingendo le accuse di essere «un nemico della democrazia». Berlusconi però ha riproposto un suo cavallo di battaglia: «Oggi chi va al governo si trova nell'impossibilità di intervenire» confermando l'utilizzo frequente dei decreti. Grande spazio ha dedicato alle sue attività in politica estera. «Ho giocato un ruolo assolutamente fondmentale», ha detto, per evitare che le truppe russe entrassero a Tiblisi in Georgia quest'estate e per aver evitato «una nuova guerra fredda». Ha raccontato di aver convinto anche Bush a salvare le prime banche quando cominciavano a fallire negli Usa.

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strisce blu e piste ciclabili, tutto fermo - alessia gallione (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 16-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina XVIII - Milano Strisce blu e piste ciclabili, tutto fermo La burocrazia paralizza l´Ama, l´agenzia comunale che deve fare i progetti Bloccati anche piano sosta, parcheggi e gli studi sull´Ecopass. I Verdi: vogliono trasformare l´Agenzia della mobilità in un carrozzone ALESSIA GALLIONE I primi 26mila posti dovevano essere disegnati in queste settimane, con l´arrivo della primavera: nuove strisce blu lungo la linea 1 della metropolitana, da viale Monza a Molino Dorino, da Bisceglie a Pagano, dove i residenti avrebbero parcheggiato gratuitamente. Ma gli operai non inizieranno a lavorare, nella migliore delle ipotesi, almeno fino alla prossima estate. Lo studio per tradurre concretamente il piano della sosta è fermo. Così come sono fermi il nuovo piano urbano dei parcheggi, che dovrà dire qual è il fabbisogno in città, gli studi su Ecopass, l´analisi dell´impatto sulla viabilità dei piani urbanistici, la programmazione delle corsie riservate ai mezzi pubblici, i tracciati delle piste ciclabili. Tutti progetti bloccati in attesa che l´Agenzia mobilità e ambiente, il braccio tecnico del Comune che deve svilupparli, esca dalla paralisi in cui si trova da mesi. è nata con il sindaco Gabriele Albertini, l´Ama. Un´agenzia controllata dall´amministrazione che ha il compito di studiare e progettare le politiche che riguardano il traffico e l´ambiente. Tecnici e consulenti che da gennaio, ormai, si limitano a svolgere un´attività ordinaria, con la metà del personale e senza la possibilità di dedicarsi ai piani futuri. Il motivo? L´Agenzia diventerà Amat, con quella "t" finale che sta per territorio: d´ora in poi, non si occuperà solo di traffico, ma anche di urbanistica. Per questo serve un nuovo contratto di servizio, che rimane nei cassetti dell´amministrazione da dicembre. A gennaio era stata convocata anche una commissione comunale per discutere delle competenze aggiuntive, annullata dopo uno stop della direzione generale. Da allora, più niente. Tanto che l´assessore all´Ambiente Edoardo Croci avrebbe scritto ai dirigenti per far partire subito i progetti urgenti e non accumulare ulteriore ritardo. E così, a rimanere sulla carta sono i gratta e sosta che, da qui al 2011, dovranno creare 68mila nuovi posti periferici, ma anche l´estensione della possibilità per i residenti di parcheggiare sulle strisce blu. In generale, tutti i nuovi piani di mobilità sostenibile, rimangono al palo e dagli uffici esce solo uno scarno bollettino dei dati Ecopass. Un giallo, che per il consigliere comunale dei Verdi Enrico Fedrighini, però, nasconde più di un intoppo burocratico. La spiegazione sarebbe «politica» legata allo scontro in giunta sulla visione delle competenze dell´agenzia e al cambio dei vertici interni: «Oggi Ama è un ente indipendente e autorevole capace di dire no alla politica quando certi progetti non giustificano l´uso di risorse pubbliche. Non vorrei che diventasse un carrozzone sotto il controllo dei partiti». Il primo banco di prova ci sarebbe già: «Il sindaco deve nominare un nuovo amministratore - continua - e parte della maggioranza vorrebbe Adolfo Colombo, uno dei candidati. Oggi è il presidente della "Società italiana gallerie", che per alcune opere ha collaborato con Torno, capofila dei privati che vogliono realizzare il tunnel da Linate all´area Expo. Non metto in discussione le competenze di Colombo, ma mi chiedo se sia una coincidenza che Ama abbia dato una valutazione tecnica negativa sulla galleria».

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Gli striscioni al Rigamonti (sezione: Burocrazia)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 16-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

BRESCIA CLUBS Gli striscioni al Rigamonti In merito all'iniziativa organizzata dal Centro Coordinamento Brescia Clubs sabato 7 marzo in occasione della partita casalinga tra Brescia e Rimini, sono state avanzate critiche negative da alcuni gruppi della tifoseria organizzata. A tale merito è a nome dei direttivi di tutti i clubs che posso garantire che i nostri gruppi (essendo composti da persone di tutte le età e di entrambi i sessi) hanno organizzato la manifestazione e l'esposizione degli striscioni in gradinata senza malafede e senza voler prevaricare su nessuna delle tifoserie, ma solo con l'intento di dare visibilità agli stessi club facendone conoscere l'esistenza, abbiamo inoltre voluto dare più colore ad uno stadio un po' tetro e vuoto (come era ormai da troppo tempo) in modo da convincere i tifosi (non quelli che sono sempre vicini alla squadra, ma a quelli che rimangono seduti davanti a un televisore o si interessano del Brescia solo tramite i giornali) che è bello ancora andare al Rigamonti. Si è inoltre fatto sfilare i bambini (risultati poi molto felici dell'esperienza fatta) per trasmettere alla gente un messaggio molto chiaro: "Allo stadio non c'è pericolo e ci si può anche divertire", invogliando così le famiglie a tornare allo stadio con i propri figli. Non eravamo informati, ne siamo venuti a conoscenza in questi giorni, anche del fatto che i gruppi organizzati non espongo striscioni di nessun genere allo stadio per protesta contro le nuove normative che vengono applicate in questo contesto. Anche i clubs sono convinti che in materia di striscioni si sia passati da un estremo all'altro, dunque, dalla prossima partita anche i nostri striscioni non verranno più esposti, appoggiando in questo modo la linea adottata dalla Curva Nord e dalla Curva Sud, questo finché la questura di Brescia, organo che si occupa di seguire tutta la burocrazia legata alla richiesta per l'esposizione degli striscioni allo stadio Rigamonti, non lascerà esporre a tutti gli striscioni (innocenti) senza richiesta alcuna. Come dimostrazione che i Clubs agiscono in buona fede e con un assoluto rispetto nei confronti delle Curve (che in materia di tifo organizzato ci possono dare solo insegnamenti), nella prossima riunione del Centro di Coordinamento dei Brescia Clubs inviteremo i vertici di tutti i gruppi delle tifoserie organizzate, per far sì che conoscano persone e intenti dei Clubs stessi. Beppe Zubani PORTAVOCE DEL CENTRO COORDINAMENTO BRESCIA CLUBS

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"nelle nostre periferie rischiamo l'apartheid" (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 16-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 15 - Esteri Per il commissario Sabel "la crisi aggrava la frattura" "Nelle nostre periferie rischiamo l´apartheid" "Per gli immigrati in Francia stiamo costruendo delle frontiere interne" DAL NOSTRO CORRISPONDENTE PARIGI - «Stiamo scavando un solco che ci porta dritti dritti verso l´apartheid sociale e territoriale». A parlare così non è un sindacalista o un rappresentante dell´estrema sinistra, ma l´Alto Commissario alla Diversità, nominato tre mesi fa da Nicolas Sarkozy. Yazid Sabeg è praticamente l´unico imprenditore di successo di origini extracomunitarie (è nato in Algeria) ed è uno dei pochi a parlare senza peli sulla lingua dei problemi legati all´immigrazione. E sulla situazione della popolazione di origini straniere ha le idee chiare: «In Francia stiamo costruendo delle frontiere interne. L´apartheid non esiste nella legge, ma esiste nei fatti. Le cose si aggravano e la crisi rischia di aggravare ancora questa frattura. In questo caso, sono queste popolazioni, le più fragili, che soffriranno di più. Dobbiamo fare presto». Difficile dire se Sabeg saprà dare una scossa. Per il momento, i piani per aiutare le banlieue hanno dato scarsi risultati. L´ultimo in ordine di tempo è stato lanciato dallo stesso Sarkozy all´inizio del 2008, ma i risultati, ha ammesso la responsabile del progetto, il sottosegretario Fadela Amara, sono poco consistenti. Colpa della burocrazia, dice lei. Colpa della mancanza di fondi, dicono altri. Gli obiettivi fissati sono lontani: lo Stato non ha ancora nominato tutti i 350 delegati prefettizi che devono coordinare le diverse azioni del piano; i contratti di lavoro per combattere la disoccupazione giovanile nelle borgate (40 per cento) sono in ritardo e ne sono stati firmati la metà del previsto; il programma per mandare i bambini in scuole migliori e favorirne l´integrazione stenta a decollare. Solo i soldi per riabilitare l´edilizia sono arrivati, ma secondo i sindaci i costi sono stati largamente sottovalutati. Oltretutto, il piano è criticato dalle fondamenta e Sabeg è in competizione con chi lo deve applicare: «Secondo me non è abbastanza ambizioso. Bisogna andare più lontano. L´occupazione e l´educazione sono centrali. Le pari opportunità, la diversita e la banlieue sono problematiche che richiedono risposte all´altezza». (g.mar.)

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"è sempre più difficile investire in italia" - eugenio occorsio (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 16-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 5 - Economia "è sempre più difficile investire in Italia" La Banca Mondiale: male burocrazia e sicurezza, in classifica peggio di Giamaica e Samoa Lo studio EUGENIO OCCORSIO ROMA - L´Italia continua ad affondare nella classifica dei Paesi in cui conviene investire. Almeno di questo è sicura la Banca Mondiale, che ha pubblicato l´edizione 2009, la sesta della serie, del suo rapporto "Doing business": al nostro Paese viene riservata la poco lusinghiera posizione numero 65, un peggioramento rispetto alla già umiliante piazza 59 dell´anno scorso. Ci precedono, a parte ovviamente Stati Uniti, Singapore, Svizzera e tutta l´Europa e l´area Ocse in blocco, anche la Namibia, il Messico, il Perù, perfino Giamaica, Colombia, Botswana, Samoa. Com´è possibile? La Banca Mondiale, come se prevedesse le critiche, spiega nel suo rapporto che un gran numero di Paesi, sull´esempio della Cina (quarta in classifica), sta prepotentemente inseguendo uno sviluppo a lungo atteso e quindi fa il possibile per attrarre investimenti stranieri. E poi c´è il blocco ex-comunista dell´Europa centrale (i cui Paesi infatti ci precedono tutti) che ha scoperto le virtù del libero mercato e fa il possibile per dotarsi di un tessuto imprenditoriale privato. Ma il responso è imbarazzante, e lo diventa ancor di più se andiamo a vedere i singoli parametri di cui si compone l´attrattività di un Paese, dalla cui media ponderata la Banca ha ricavato la classifica. L´Italia scende all´83° posto sotto la voce "permessi di costruzione". La Banca analizza tempi e procedure di ottenimento delle licenze, registrazione edilizia, allacci alle utenze, ispezioni varie. Risultato: per costruire un capannone di due piani ci vogliono in media 257 giorni, in Spagna 86 e in Gran Bretagna 54. La rigidità del mercato del lavoro (e anche il fatto che, secondo la Banca, licenziare un lavoratore costerebbe in media 11 settimane di paga contro le 2 degli Stati Uniti) ci relega poi al 75° posto sotto la voce "employing workers", ben 15 posizioni peggio dell´anno scorso. In caduta libera anche le voci "accesso al credito", dove scendiamo dal numero 79 a quello 84, e "protezione degli investitori" (che comprende per esempio le difficoltà dei piccoli azionisti truffati a rivalersi) dove dalla piazza 49 si scende alla 54. Pesantissima la posizione (156) sotto la voce "enforcing contracts", cioè far valere i propri diritti in giudizio. Perfino chiudere un´azienda e registrare marchi e brevetti è diventato più difficile in Italia rispetto al 2008. Nessuna differenza, ma un´immutata preoccupante posizione 128 nella classifica mondiale, sotto la voce "tasse". E´ l´unico argomento che vedrà tutti d´accordo anche in Italia.

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un decreto per il piano casa "al via lavori per 60 miliardi" - paola coppola (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 16-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 4 - Economia Un decreto per il piano casa "Al via lavori per 60 miliardi" Il Cavaliere: ne parlerò con Napolitano, ho convinto Bossi Il progetto Il leader del Pd: è solo una norma demagogica. Per l´Italia dei Valori sarà devastazione PAOLA COPPOLA ROMA - Il piano straordinario per stimolare l´edilizia è in dirittura d´arrivo. Si va verso il decreto legge per il progetto voluto da Berlusconi. Il testo approderà venerdì in Consiglio dei ministri, dopo un esame del Quirinale. «Ho il testo ormai pronto, ne parlerò con il Capo dello Stato martedì o mercoledì», annuncia il premier a margine del forum di Confcommercio a Cernobbio. Sembrano acqua passata i contrasti nella maggioranza sul piano che darà la possibilità di ampliare le case e snellirà le procedure per l´approvazione dei lavori. Sciolte le obiezioni del leader del Carroccio: il premier chiarisce che «Bossi aveva capito che il piano fosse fatto per privilegiare gli immigrati rispetto agli italiani, ma era tutt´altro capitolo. Quando gli è stato spiegato, abbiamo avuto un´adesione entusiastica da Umberto e dai suoi». Quanto agli effetti del progetto, già discusso con i governatori di Veneto e Sardegna, «si vedranno non appena le Regioni produrranno i provvedimenti di loro spettanza, perché l´edilizia è una loro competenza». Nei prossimi giorni dovrebbe essere convocata la conferenza Stato-Regioni proprio per ascoltare le osservazioni e ottenere un consenso preliminare. E sui risultati, Berlusconi non ha dubbi: sarà «una misura molto efficace» in grado di far partire subito «60 miliardi di lavori». Sostiene che il 30% degli italiani vuole usufruire del provvedimento che consentirà di allargare del 20% la cubatura delle case, e avrebbe già detto «lo faccio subito». A chi ripete che potrebbe favorire abusi e cementificazione assicura che non succederà perché gli italiani «non vorranno ridurre l´estetica e quindi il valore delle loro abitazioni» e aggiunge di confidare nel loro «senso estetico» e in quello dei professionisti che firmeranno il progetto. Resta critica l´opposizione: è «una norma demagogica», ribadisce il segretario del Pd, Franceschini. «Può dare il via a una stagione di devastazioni», rincara il capogruppo Idv alla Camera, Donadi. Pensato per le famiglie che hanno bisogno di una o due stanze in più, il piano prevede due livelli: modifiche al Testo unico in materia edilizia e al Codice dei beni culturali, oltre a una legge che le Regioni dovranno adottare, visto che l´urbanistica - come detto - resta materia di loro competenza. Tra le novità prevede l´ampliamento delle abitazioni private del 20% del volume, villette o condomini. Fino al 20% in più anche per capannoni e edifici non residenziali; via libera, in alcuni casi, anche alla costruzione di garage o dépendance. "Rottamazione" per gli edifici costruiti prima del 1989: potranno essere ampliati del 30% e fino al 35% se si usano tecniche di bioedilizia o risparmio energetico. Sconti fiscali sul contributo di costruzione. Il piano promette anche di sfoltire la burocrazia (il permesso di costruire dovrebbe essere sostituito con una certificazione di conformità).

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il thriller preferito da obama (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 16-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 37 - Spettacoli Da oggi su Cult "The wire" che racconta la vita a Baltimora, tra poliziotti e spacciatori Il thriller preferito da Obama Barack Obama l´ha definita la migliore serie di sempre, e la critica - da Time a Newsweek - l´ha osannata. Da stasera, dal lunedì al venerdì alle 19 Cult (canale 131 di SKY) proporrà per la prima volta in Italia, dalla prima all´ultima stagione, The Wire. Scritto da Simon David, ex giornalista di cronaca nera del Baltimora Sun e autore televisivo, e Edward Burns, ex detective della squadra omicidi, il telefilm prende il titolo dalle cimici elettroniche e dagli strumenti di sorveglianza usati dalla polizia per indagare i boss del narcotraffico. Ogni stagione racconta un aspetto diverso della città di Baltimora, tristemente famosa per il suo alto tasso di criminalità. Dal traffico di droga alla vita nei sobborghi, dalla burocrazia al sistema scolastico e ai mezzi di comunicazione, la serie propone un affresco realistico della lotta tra cittadini e istituzioni a Baltimora, raccontando il punto di vista dei poliziotti ma anche quello delle gang. The wire segue gli spacciatori di droga nelle loro case, parla il loro linguaggio e mostra come vengano utilizzati come semplice carne da macello. Nel cast Andre Royo, Dominic West e Michael Kenneth Williams.

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Pauliara, il nuovo ponte resta un sogno (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 16-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Provincia di Cagliari Pagina 1016 Capoterra. Appello alla Regione anche per avviare il piano di sicurezza idrogeologica Pauliara, il nuovo ponte resta un sogno Capoterra.. Appello alla Regione anche per avviare il piano di sicurezza idrogeologica Serve il decreto per spendere il milione assegnato al Comune --> Serve il decreto per spendere il milione assegnato al Comune Il milione di euro affidato al Comune dalla Regione non può essere speso: manca la firma del decreto da parte della Regione. I soldi ci sono già da tempo. Un milione di euro affidati dalla giunta regionale al Comune di Capoterra. Manca però la possibilità di spenderli non essendo mai stato firmato il decreto che consenta all'amministrazione municipale di affidare la progettazione delle opere (ponte di Pauliara e viabilità) e individuare, attraverso una gara d'appalto, l'impresa che dovrà poi eseguire i lavori. Così non resta che aspettare. Ancora, nonostante siano trascorsi più di quattro mesi dall'alluvione del 22 ottobre. A Poggio dei Pini non è che se li stiano vivendo bene questi ritardi. Anzi, gli animi cominciano proprio a scaldarsi, in particolare a Pauliara, il ?rione? rimasto isolato dopo il crollo del ponte sul rio San Girolamo. Così ora, per poter raggiungere le loro abitazioni o inversamente spostarsi verso il resto della lottizzazione e la strada che poi porta verso la statale Sulcitana, i residenti devono fare i salti mortali. E non è certo il ?guado? sistemato più a valle del ponte distrutto dal Genio civile e dalla Protezione civile della Provincia di Cagliari che potrà risolvere l'emergenza e annullare il disagio. «Comprendiamo tutto, a cominciare dai ritardi dovuti alla caduta anticipata della Giunta Soru, ma ancora ci chiediamo perché il piano di ricostruzione del ponte e della viabilità squassata di Poggio non sia stata vista in un'ottica di straordinarietà. Siamo grati per lo stanziamento del milione di euro, ma se la burocrazia avesse tenuto conto dell'emergenza allora il finanziamento sarebbe stato meglio affidarlo direttamente al Genio civile o alla stesa Regione per velocizzare gli interventi. Ecco, forse ora il progetto per il ponte sul rio San Girolamo sarebbe già a buon punto. Insomma, forse bisognava pensare ad un'altra forma per risolvere questi problemi a Poggio dei Pini», spiega l'assessore ai Lavori pubblici di Capoterra, Efisio Demuru. «Purtroppo dobbiamo fare i conti anche con altri ritardi, quelli sull'affidamento all'Università e ai Dipartimenti competenti del piano di messa in sicurezza idrogeologica». Quel territorio sconquassato dal violentissimo nubifragio di fine ottobre che ha scaraventato tra Poggio dei Pini, Frutti d'Oro e San Girolamo una quantità incredibile d'acqua da far saltare tutte le stime fatte fino ad allora dagli esperti e dai rilevamenti pluviometrici. «Quei quatto milioni e mezzo d'acqua, corrispondenti a 372 millimetri di pioggia, caduti sul centro residenziale sono ben altra cosa rispetto ai dati fino ad allora conosciuti. Ciò vuol dire che bisognerà fare i conti con questi numeri, ricostruendo le infrastrutture in relazione a questa pur eccezionale piovosità», dice ancora l'assessore ai Lavori pubblici. «Mi auguro che la nuova giunta regionale velocizzi le procedure per poter non solo utilizzare immediatamente il milione per ponte e viabilità, ma anche per l'affidamento del programma di messa in sicurezza idrogeologica». Spiega il presidente della commissione urbanistica, Dino Boero: «Insieme alla commissione Vigilanza sui servizi presieduta da Pino Baire abbiamo approvato a suo tempo un documento elencando i motivi che hanno causato i gravissimi danni e soprattutto i punti critici del nostro territorio. Che poi sono diversi: il bacino del rio San Girolamo, certo, ma anche quello del Santa Lucia e del Masoni Ollastu. Con le loro dighe e i loro ponti e le sezioni fluviali da ridisegnare. Non va tralasciato nulla, neppure alcune situazioni critiche come la foce del santa Lucia ?interrotta? dalla statale o a Capoterra centro nella zona del cimitero e dello stadio di Santa Rosa». ANDREA PIRAS

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PASSAPORTO equino troppo caro per i piccoli allevatori della Lunigiana. Solo il 5... (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (La Spezia)" del 16-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

LUNIGIANA pag. 7 PASSAPORTO equino troppo caro per i piccoli allevatori della Lunigiana. Solo il 5... PASSAPORTO equino troppo caro per i piccoli allevatori della Lunigiana. Solo il 5% delle 700 aziende agricole registrate in provincia di Massa (80% è in Lunigiana) che hanno detto di possedere un equide, possono godere dell'agevolazione per ottenere il «passaporto» (una sorta di carta d'identità) che gli permette di pagare 18 euro (15+Iva) per ogni cavallo, mulo, asino, al posto dei 66 (55+Iva) per equini e i 48 (40+Iva) per asini e muli. Una bella differenza. Poco importa se si tratta di un cavallo destinato al maneggio, di un puledro destinato al macellaio, o di un asino impiegato per arare i campi e portare legna. La discriminazione arriva dal regolamento sull'anagrafe equina attivo dal 1 luglio 2007 che prevede che cavalli, asini, muli e bardotti siano iscritti a un registro gestito dall'Associazione italiana allevatori attraverso le Apa provinciali. E fino a qui nulla di strano. Il censimento permetterà di conoscere quanti e quali cavalli e animali, agricoli e da macello, sono presenti così da avere un quadro completo. Censimento che sarà migliorato con l'arrivo, dal 1 gennaio 2010, del microchip applicato a ogni equide destinato alla produzione di alimenti. Sono oltre cento gli allevatori equini tra Massa, Carrara e la Lunigiana (dove si trova il grosso dell'allevamento) con oltre 2000 capi destinati alla produzione di carne. E i numeri variano sempre con il progressivo censimento e il reinserimento dell'asino nelle attività agricole in sostituzione di altri animali. Il problema evidenzia Coldiretti nasce nell'applicazione di un regolamento che penalizza i piccoli allevatori. C'è agevolazione dove sono presenti più di dieci fattrici, mentre nelle aziende dove sono presenti da uno a nove cavalli da macello o da uno a nove asinelli, il costo del passaporto è di 66 euro. In Lunigiana ci sono aziende con uno, due animali e questo significa tagliare le gambe alla micro-impresa, incentivarne la chiusura o scoraggiarne di nuove. Dove ci sono grandi allevamenti è, al contrario, un vantaggio. Chi ha i numeri analizza Vincenzo Tongiani, presidente provinciale Coldiretti risparmia, chi non lì ha, come i piccoli agricoltori, ci perde». Per Coldiretti basterebbe abbassare il tetto del numero di equidi-fattrici per ottenere l'agevolazione a cinque. «In questo caso oltre il 50% delle imprese della Lunigiana potrebbero risparmiare. In tempo di crisi la burocrazia e i regolamenti discriminatori possono essere un costo fatale». L'Apa sostiene Coldiretti. «Non è un costo imputabile a noi spiega Achille Guastalli, direttore provinciale o al servizio da noi svolto di semplice tenuta del registro. Ma c'è da tenere conto anche del fatto che il passaporto si paga una sola volta nel corso della vita dell'equide. Di contro è vero che in Lunigiana solo una decina di aziende possono ora godere delle agevolazioni. Il resto resta fuori».

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berlusconi: abbiamo dato soldi veri (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino di Padova, Il" del 16-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

dall'inviato Vendice Lecis Berlusconi: «Abbiamo dato soldi veri» Il Cavaliere replica alle richieste della Marcegaglia Domani l'incontro: fatto tutto quello che serviva «Siamo intervenuti con tempestività Ho sempre speso i fondi pubblici come se fossero i miei» CERNOBBIO. Un discorso di oltre un'ora dedicato quasi esclusivamente alla puntigliosa elencazione del lavoro del governo e rivendicando successi personali in politica estera. Al forum della Confcommercio, Silvio Berlusconi, reagendo alle sollecitazioni di Confindustria e alle critiche dell'opposizione, ha comunque sottolineato che il suo gabinetto ha «fatto tutto quello che doveva fare con tempestività». Anzi «più degli altri paesi». Il premier ha confermato che domani incontrerà la presidente di Confindustria Marcegaglia e alle sue richieste «di soldi veri», confermerà di averli già versati: «Spendo i soldi pubblici esattamente come se fossero miei», perché «bisogna stare assolutamente attenti» quando si parla di conti pubblici. «Voglio dire ad Emma Marcegaglia - ha aggiunto - che abbiamo dato soldi veri per sostenere interi settori industriali, come l'automobile. Abbiamo messo da parte nove miliardi di euro per gli ammortizzatori sociali. Fatto interventi per le banche, in modo che possano continuare a fare il loro lavoro e consentire alle imprese di continuare ad investire». Al decimo forum di Cernobbio, davanti alla platea della Confcommercio di Carlo Sangalli, Berlusconi alle richieste delle categorie sociali ha risposto con rassicurazioni e impegni. «Sono bloccato - ha ammesso - da un 106% di debito rispetto al pil e non sappiamo quanto dobbiamo pagare in più di interessi». Anche sui ritardi dei pagamenti del pubblico verso le imprese ha confermato che «stiamo urlando per accelerarli» ma la colpa è della burocrazia. Berlusconi ha spiegato le difficoltà sul piano casa: «Bossi aveva capito che fosse fatto per privilegiare gli immigrati. Quando gli è stato spiegato, abbiamo avuto un'adesione entusiastica dalla Lega». Berlusconi ha giustificato l'atteggiamento prudente delle banche verso le imprese: «Mettiamoci nei loro panni. Se devono dare una linea di credito, ci deve essere una possibilità vicina al cento per cento che chi lo riceve lo restituisca». Ha, successivamente, lodato Cisl e Uil «che stanno dando veramente un forte sostegno, responsabile e razionale all'azione del governo». Ma al presidente del consiglio premeva mettere in evidenza la sua «soddisfazione assoluta verso il governo, fatta di ministri giovani, appassionati e intelligenti». Su tutti svetta il ministro Alfano per la riforma della giustizia civile e per la questione delle intercettazioni. «Dobbiamo purtroppo fare i conti con la politicizzazione di una parte della magistratura» che, anche per alcune inchieste su maxi cantieri, ha superato «ogni limite ragionevole. Ma modificheremo questa situazione patologica». Tra i promossi del governo c'è Maria Vittoria Brambilla che, da sottosegretario, diventerà ministro del Turismo. Anche per Maria Stella Gelmini ci sono state parole di forte elogio «perché sta cambiando l'università diventata ormai un sistema di ammortizzatori sociali in cui ogni professore ha un parente». A proposito nel voto parlamentare ai soli capigruppo, ha spiegato che si trattava «solo una provocazione, un paradosso». Berlusconi però ha riproposto un suo cavallo di battaglia: «Oggi chi va al governo si trova nell'impossibilità di intervenire» confermando l'utilizzo frequente dei decreti.

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PIÙ REGOLE per mettere ordine nel caos economico o più stimoli per fronteggiare la... (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 16-03-2009)
Pubblicato anche in: (Giorno, Il (Milano))

Argomenti: Burocrazia

PRIMO PIANO pag. 2 PIÙ REGOLE per mettere ordine nel caos economico o più stimoli per fronteggiare la... PIÙ REGOLE per mettere ordine nel caos economico o più stimoli per fronteggiare la crisi? Su questo interrogativo poggiano le divisioni nel G20, le 20 nazioni che rappresentano circa l'85% dell'economia mondiale. Chi, come Tremonti, propende per le regole, non vuole che finiscano in soffitta princìpi e pratiche di governo per accorciare la mano pubblica e allungare il collo alla crescita economica. Gli interventisti, invece, puntano ad aprire le dighe delle casse statali per inondare con pacchetti di stimolo i terreni dell'economia arsi dalla crisi. Nel 2009, la Cina metterebbe in moto interventi pubblici pari al 7% del Pil. Gli stimoli portati dal vento fresco di Obama varrebbero il 2,9%. Per l'Unione Europea, l'impegno parrebbe più modesto: 0,9% rispetto all'1,2-1,5% auspicato dalla Commissione europea. Nell'Ue, sul campo della Grande Recessione giocano due squadre. La prima, allenata dal Cancelliere tedesco, allinea i paesi nordici e due dell'Est: Polonia e Repubblica Ceca. Tutti intenzionati a mantenere una mano ferma sulla politica fiscale e monetaria. L'allenatore tedesco con un debito per il 2009 nell'ordine del 69,8% del Pil e un deficit del 2,9% somiglia al mitico Nereo Rocco del Milan: tattica di difesa e contropiede. L'altra équipe, allenata dal Presidente francese, è formata dagli spendaccioni pubblici d'Europa: Portogallo, Grecia e Spagna, con la new entry Irlanda e un punto di domanda sull'Italia. L'allenatore francese è per una squadra d'attacco: spesa pubblica di vasta portata. In Italia, lo stile del ministro dell'economia Tremonti ricorda quello di Lewis Douglas, il primo direttore del bilancio dell'era roosveltiana, che teneva ferma la spesa federale mentre la nazione si arrotolava nella depressione. Tremonti potrebbe entrare nell'équipe Merkel. In campo avverso, per il primo ministro ceco Topolanek burocrazia, errori e uso perverso sono detriti portati dalla marea di denaro pubblico. Intanto, come un giocatore del team Sarkozy, ha varato un consistente pacchetto di stimoli. Chi vincesse tra la Merkel o Sarkozy non dovrebbe lasciare spazio a politiche corporative che rimpiazzino le forze del mercato coi negoziati tra lobby sindacali, professionali e industriali. Non dimentichiamoci che il corporativismo ha paralizzato l'economia italiana.

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C'ERA ANCHE Riccardo Ziosi, ex azzurro oggi candidato sindaco ... (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 16-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

FERRARA PROVINCIA pag. 7 C'ERA ANCHE Riccardo Ziosi, ex azzurro oggi candidato sindaco ... C'ERA ANCHE Riccardo Ziosi, ex azzurro oggi candidato sindaco con la lista civica Copparo Nuova', alla pizzata' copparese di Davide Verri, candidato con Per Noi' alla presidenza della Provincia di Ferrara. «La presenza di tanta gente, qui, in questa sorta di Bulgaria ha affermato Ziosi - , significa che qualcosa si sta veramente muovendo, che c'è entusiasmo per un cambiamento capace di portare realmente la politica a diretto contatto con la gente e con i suoi problemi, al di là dei giochi di partito». Ma alla pizzata' c'era pure Giovanni Cavicchi, che ha ribadito così il suo appoggio a Davide Verri. Tante le domande fatte a Verri su infrastrutture, sanità, volontariato. Verri ha chiarito che sul fronte viabilità «la Provincia, oggi e per i prossimi anni, non ha le risorse per fare grandi investimenti. Si dovrà garantire la sicurezza e la manutenzione delle strade, questa sarà la priorità, senza sperperare in progetti irrealizzabili». Per la sanità Verri si è concentrato sul realizzando ospedale di Cona, affermando che una volta che la struttura sarà terminata - «deve essere compiuta per non lasciare un'altra cattedrale nel deserto» - , il problema vero sarà «la riorganizzazione e la distribuzione di tutti i servizi». Con riferimento alle prerogative della Provincia sulla crisi economica, sulla carenza di lavoro, sui lunghi tempi della burocrazia che penalizzano le aziende, sul turismo che stenta a decollare Verri ha sintetizzato: «Soluzioni immediate e perfette non esistono. L'unica ricetta è lavorare con continuità e trasparenza, dando al cittadino la possibilità di valutare il nostro operato». Alla pizzata' erano presenti anche il capogruppo in Provincia di An, Fausto Balboni, e il collega de La Destra, Stefano Gargioni.

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Mancano le aree per Fido È colpa della burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 16-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

CRONACA MILANO pag. 2 Mancano le aree per Fido È colpa della burocrazia NEI PARCHI E NEI GIARDINI di ALBINA OLIVATI MILANO MANCANO 91 aree per cani e da otto mesi non se ne realizza una. Il problema diventerà sempre più evidente col passare delle settimane e l'arrivo della bella stagione. Pochi spazi per fido significano infatti più conflitti tra proprietari e resto del mondo. A oggi, quelli riservati a bassotti, pit bull e meticci sono 220, suddivisi nelle nove zone cittadine. Il primato per la superficie più vasta va alla 7 (Porta Vercellina-Baggio). Fabrizio De Pasquale, presidente della commissione Parchi del Comune, dà la colpa dello stallo alle lungaggini burocratiche: «Le procedure si sono appesantite, prima bastavano le indicazioni del settore Parchi e Giardini, che recuperava i pareri dei Consigli di zona e dei cittadini, adesso sembra che si debba costruire un centro commerciale». LE 91 AREE, in attesa di essere approntate, sono già progettate, ma ferme. Intanto, le richieste si fanno sempre più pressanti, anche perché la popolazione canina è in aumento (i migliori amici meneghini sono circa 120 mila). Uno spazio dedicato ai cani costa dai 40 ai 50 mila euro. Dobbiamo calcolare lo spostamento della terra, la recinzione e poi l'arredo. «Realizzare le aree significa eliminare la conflittualità tra chi ha i cani e chi porta al parco i bambini o vuole restarsene tranquillo» De Pasquale continua, spiegando che oggi, grazie all'esperienza maturata, è cambiato anche il modo di concepirle. Ad esempio, di piccole non se ne fanno più, per ovvie ragioni, mentre si è cominciato a realizzarne nei grandi parchi, quando prima passava il concetto (sbagliato) che in quei luoghi non ce ne fosse bisogno. In ultimo, si dà molta importanza al come attrezzarle, per cui deve esserci il distributore dei sacchettini e non devono mancare le panchine per i proprietari, i recinti devono essere più solidi e l'Amsa passare più spesso. Tra i quartieri che aspettano un'area nuova c'è il Feltre, poi ai parchi Alessandrini e Teramo, mentre va spostata quella di via Vigoni ormai insufficiente. Nuove aree vanno aggiunte ai giardini di via Palestro e al Parco Sempione. Avere più spazi delimitati non è solo un'esigenza di fido, ma di tutti coloro che frequentano i parchi. Anzi, a voler guardare, è più degli umani che non dei cani. Image: 20090316/foto/75.jpg

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cara emma, abbiamo già dato soldi veri - dall'inviato vindice lecis (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 16-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 5 - Attualità «Cara Emma, abbiamo già dato soldi veri» Berlusconi replica alla Marcegaglia. Piano casa: ne parlo con Napolitano, poi il decreto Di fronte alla platea della Confcommercio giustifica le banche: se prestano alle imprese devono essere quasi sicure della restituzione DALL'INVIATO VINDICE LECIS CERNOBBIO. Un discorso di oltre un'ora dedicato alla puntigliosa elencazione del lavoro del governo, rivendicando successi personali in politica estera. Al forum della Confcommercio di Cernobbio, Silvio Berlusconi ha detto che il suo gabinetto ha «fatto tutto quello che doveva fare con tempestività». Anzi, «più degli altri paesi». Il premier ha confermato che domani incontrerà la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, e alle sue richieste «di soldi veri», confermerà di averli già versati: «Spendo i soldi pubblici esattamente come se fossero miei», perché «bisogna stare assolutamente attenti» quando si parla di conti pubblici. «Voglio dire ad Emma Marcegaglia - ha aggiunto - che abbiamo dato soldi veri per sostenere interi settori industriali, come per esempio l'automobile. Abbiamo messo da parte nove miliardi di euro per gli ammortizzatori sociali. Abbiamo fatto interventi per le banche, in modo che possano continuare a fare il loro lavoro e consentire alle imprese di continuare ad investire». Al decimo forum di Cernobbio, davanti alla platea non certo ostile della Confcommercio di Carlo Sangalli, Berlusconi alle richieste delle categorie sociali ha risposto con rassicurazioni e impegni. «Sono bloccato - ha ammesso - da un 106 per cento di debito rispetto al pil e non sappiamo quanto dobbiamo pagare in più di interessi». Anche sui ritardi dei pagamenti del pubblico verso le imprese ha confermato che «stiamo urlando per accelerarli» ma la colpa è della burocrazia. Berlusconi ha spiegato le difficoltà incontrate sul piano casa annunciando comunque il decreto. Il pacchetto-casa è pronto e «venerdì pensiamo di portarlo al Consiglio dei ministri». Domani o mercoledì il capo del governo ne parlerà con il presidente della Repubblica, e, sempre in settimana, dovrebbe essere in programma un passaggio con le Regioni per incassare l'ok sul provvedimento. Le parole di Berlusconi, e in particolare l'intenzione di parlare del provvedimento con Napolitano prima del varo, sembrano accreditare la tesi che si tratterà di un decreto legge, come peraltro ipotizzato nei giorni scorsi. Il premier ha aggiunto che non si «imbarbarisce un Paese solo per aver concesso un 20-30 per cento di cubatura in più» per i proprietari «che hanno visto crescere la famiglia» e che vogliono ingrandire la propria casa. Berlusconi ha poi giustificato l'atteggiamento prudente delle banche verso le imprese: «Mettiamoci nei loro panni. Se devono dare una linea di credito, ci deve essere una possibilità vicina al cento per cento che chi lo riceve lo restituisca». Ha, successivamente lodato Cisl e Uil «che stanno dando veramente un forte sostegno, responsabile e razionale all'azione del governo». Ma al premier premeva mettere in evidenza la sua «soddisfazione assoluta verso il governo, fatta di ministri giovani, appassionati e intelligenti». Su tutti svetta il ministro Alfano per la riforma della giustizia civile e per la questione delle intercettazioni. «Dobbiamo purtroppo fare i conti con la politicizzazione di una parte della magistratura» che, anche per alcune inchieste su maxi cantieri, ha superato «ogni limite ragionevole. Ma modificheremo questa situazione patologica». Tra i promossi c'è Michela Vittoria Brambilla che, da sottosegretario, diventerà ministro del Turismo. Anche per Maria Stella Gelmini ci sono state parole di elogio «perché sta cambiando l'università diventata ormai un sistema di ammortizzatori sociali in cui ogni professore ha il figlio, il cugino, l'amico del figlio, il cognato che ha la cattedra con l'invenzione di un corso di laurea». A proposito del voto parlamentare ai soli capigruppo, bocciato dall'opposizione e da Fini, ha spiegato che si trattava «solo una provocazione, un paradosso» rspingendo le accuse di essere «un nemico della democrazia». Berlusconi però ha riproposto un suo cavallo di battaglia: «Oggi chi va al governo si trova nell'impossibilità di intervenire» confermando l'utilizzo frequente dei decreti.

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L'emergenza è reale, imprese a rischio (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2009-03-15 - pag: 3 autore: «L'emergenza è reale, imprese a rischio» Marcegaglia: no al ritorno di uno statalismo invadente - Telefonata con Berlusconi: martedì l'incontro Nicoletta Picchio PALERMO. Dal nostro inviato Si è rivolta direttamente al presidente del Consiglio: «Presidente Berlusconi, c'è bisogno che il Governo sia vicino alle imprese, che ci dia una risposta. Non possiamo aspettare, servono soldi veri». L'appello di Emma Mar-cegaglia, e la richiesta di un incontro a Palazzo Chigi, hanno avuto un seguito immediato. Una telefonata a metà pomeriggio con il premier e la data dell'appuntamento: martedì. In questi ultimi giorni l'allarme di Confindustria è diventato sempre più drammatico: siamo in «emergenza». Non è una «boutade mediatica », servono «interventi fermi, chiari e soprattutto rapidi ». Ma non «dosi massicce di regolazione pubblica, di cui non abbiamo bisogno ». Lo ha ripetuto ieri la Marcegaglia, concludendo il convegno biennale della Piccola industria: «Migliaia di aziende sono a rischio chiusura, specie quelle del Nord, che hanno esportato, hanno investito,magari indebitandosi. Imprese con crolli di fatturato del 30, 40, 50% e un aumento degli insoluti del 30% muoiono di asfissia finanziaria». E allora occorre un «patto a tre»: imprese, Governo e banche. Le imprese devono patrimonializzarsi e investire, il Governo deve dare sgravi fiscali a chi si patrimonializza e investe, le banche devono mantenere il credito. I rischi, per gli istituti di credito, aumentano: ed è per questo che secondo la Marcegaglia è indispensabile un «grande fondo di intervento di garanzia », da 5 miliardi, come aveva chiesto venerdì il presidente della Piccola, Giuseppe Morandini. Proprio perché il credito è per le aziende una «questione di sopravvivenza » Confindustria non vuole assistere all'«ennesimo conflitto tra istituzioni». Il riferimento è alle polemiche di questi giorni tra il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, e il Governatore della Banda d'Italia, Mario Draghi. «Basta conflitti», ha chiesto la Marcegaglia, insieme alla massima collaborazione tra Governo, Bankitalia, banche e imprese. Marcegaglia –che aveva avviato il suo intervento riconfermando la piena fiducia a Ferruccio de Bortoli dopo la sua decisione di rinunciare alla presidenza della Rai («è e sarà il nostro direttore del Sole 24 Ore») – ha ricordato gli altri problemi: per esempio, la restituzione dei crediti delle imprese nei confronti della Pa. «Lo Stato deve pagare, punto e basta». Su come, c'è disponibilità al dialogo, che si tratti della Sace o di anticipazioni della Cassa depositi e prestiti. Bisogna rilanciare le infrastrutture, e la Marcegaglia si è preoccu-pata di non essere fraintesa: servono le grandi opere, ma anche le piccole, quelle che possono partire subito. E si potrebbe derogare per un anno dal patto di stabilità per i Comuni virtuosi, per far aprire i cantieri. Altra misura urgente, incentivi alle aziende che investono in ricerca e innovazione, un aumento del limite di compensazione tra crediti e debiti. Non solo: servono le riforme strutturali, i tagli alla spesa improduttiva, dalla burocrazia all'abolizione di enti inutili e delle province, «continuando sulla strada imboccata dai ministri Brunetta e Alfano». Bene la decisione di aumentare l'indennità di disoccupazione ai cocopro. «Gli ammortizzatori sociali devono essere finanziati subito ». Se si faranno le cose giuste, si potrebbero vedere segnali di ripresa già a fine anno. Ma servono «soldi veri». Sì, esistono i problemi di bilancio pubblico ma c'è un'emergenza ancora più importante: «Se migliaia di imprese chiudono, i disoccupati potranno anche avere l'assegno, ma poi non avranno dove tornare a lavorare». è in gioco la tenuta sociale del Paese. Di una cosa la Marcegaglia è convinta: non sarà un «neo-statalismo disordinato e invadente » a riportare l'Italia a una crescita «sana e duratura ».I guai non sono«figli dell'eccesso di mercato ». Si devono «ai politici e ai regolatori che hanno sbagliato e che hanno portato agli eccessi della finanza». Serve un nuovo «legal standard». E la Marcegaglia rivendica un coinvolgimento delle imprese: «Abbiamo già sperimentato sulla nostra pelle la rigidità di Basilea 2». Guai se riscrivere le regole volesse dire una restrizione del credito. E comunque: «Attenzione a cambiare oggi i criteri patrimoniali delle banche quando stanno già riducendo la loro esposizione verso le imprese ». “ GLI ECCESSI DELLA FINANZA «I guai non sono figli dell'eccesso di mercato. Si devono a politici e regolatori che hanno sbagliato» PATTO A TRE «Le aziende aumentino i mezzi propri, il Governo dia sgravi fiscali a chi investe e patrimonializza, le banche diano credito» BASTA CONFLITTI «Vogliamo vedere la massima collaborazione tra Esecutivo, Banca d'Italia, istituti di credito e imprese» L'allarme delle imprese. Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, ha richiamato l'attenzione del Governo su quella che definisce «un'emergenza vera» che va affrontata con «soldi veri» IMAGOECONOMICA

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L'Eldorado di internet, così vulnerabile (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: MONDO data: 2009-03-15 - pag: 9 autore: Nel Paese dov'è nato Skype l'elettronica ha quasi totalmente soppiantato la carta L'Eldorado di internet, così vulnerabile TALLINN. Dal nostro inviato «Ecco, questa è la mia carta d'identità». Sten Tamkivi ha un'aria informale come tutti nel quartier generale di Skypea Tallinn. Lui però è il capo, il Ceo estone del gruppo informatico acquisito da e- Bay ma cheè nato in questa città, dal cervello di un gruppo di giovani studenti. Quella che porge sembra una carta di credito con un microchip incorporato, ma in realtà è molto di più: un rettangolo di plastica che spiega perché il centro della Nato sulla cyberdifesa sorge a pochi chilometri da qui e non in Germania, Gran Bretagna o Stati Uniti. L'Estonia è l'Eldorado europeo di internet. Il 66% della popolazione utilizza il web. I pc sono nel 55% delle case e il 91% è collegato alla rete. Il 98% delle transazioni bancarie viene effettuato elettronicamente. Internet è ovunque. Ma senza internet l'Estonia si ferma. Tamkivi accende un computer e sorride: «Le faccio vedere come funziona». Si collega al portale dello Stato e digita il numero della sua carta di identità, la sua firma elettronica, quella che gli aprirà decine di porte. Piazza il cellulare sulla scrivania e aggiunge: «E ora aspettiamo qualche secondo». Cinque, non di più, e un bip segnala un messaggio. «Chiedono conferma che chi ha digitato le cifre sia effettivamente io. La Sim del mio telefono ha un chip con la mia firma elettronica, che equivale in tutto e per tutto a quella della carta d'identità. Ora confermo che sono proprio io, Sten Tamkivi». Il portale si apre ed è come se si spalancasse un Paese intero, qui, nel tepore della piccola sala riunioni di Skype. Tamkivi è un fiume in piena: «Attraverso questo sito posso registrare la nascita di un figlio. Posso iscriverlo a scuola, controllare presenze e voti. Posso pagare le tasse, votare, verificare i contributi previdenziali. Dimenticavo, posso controllare anche chi ha chiesto informazioni sul mio conto perché qui tutto è tracciato e trasparente». Anche i cellulari in Estonia stanno conquistando un ruolo importante grazie alla firma elettronica presente nelle Sim card, accettata da tutti perché chi garantisce sull'identità dell'utilizzatore è il Governo. Così Tamkivi si rigira tra le mani il telefonino e lo guarda quasi con riconoscenza. «Con questo posso pagare il parcheggio. Quando vado al pub a bere una birra o quando compro il giornale non mi servono spiccioli: per cifre fino a sei euro posso pagare con il telefonino. Digito il numero del titolare del bar o dell'edicola e l'accredito è immediato. E dalle prossime elezioni, con questa scatoletta, potrò anche votare». Ma come ha fatto la piccola Estonia a bruciare le tappe? Tamkivi ha già la risposta pronta: «Quando abbiamo riconquistato l'indipendenza nel 1991 il Paese non aveva infrastrutture. Ma avevamo giovani competenti formati negli anni di occupazione sovietica. Siamo partiti da zero ed è stato un vantaggio. Quando nel resto del mondo si usavano solo gli assegni per pagare, noi avevano già l'internet banking». Anche le riunioni del Consiglio dei ministri si svolgono senza fogli carta. Tutti hanno un computer e le decisioni vengono prese utilizzando soltanto il web: migliaia di alberi in meno da tagliare e una burocrazia ridotta al minimo. «Certamente internet è un vantaggio - sintetizza Tamel Tammet, docente di informatica all'Università di tecnologia di Tallinn – ma una società così profondamente integrata alla rete può essere un rischio». è il motivo che ha spinto l'Università a organizzare un master sulla sicurezza informatica, che partirà in autunno, con la collaborazione del centro per la cyberdifesa della Nato. «Soprattutto un vantaggio», chiosa il Ceo di Skype con un sorriso sardonico. «Sa quanto impiega il Fisco estone a restituire un credito d'imposta?Due giorni». An.Mi. TRA COMPUTER E CELLULARE Si può votare o iscrivere un figlio a scuola via web, con il telefonino si pagano le piccole spese - Il rischio è la fragilità della rete

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Parchi <vittime> della burocrazia Bloccate 90 nuove aree cani (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 16-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2009-03-16 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Iter Otto mesi per il via libera ai progetti. «Intervenga il Comune» Parchi «vittime» della burocrazia Bloccate 90 nuove aree cani Tempi lunghi per le aree cani. «L'iter per ottenere il via libera è passato da due a otto mesi», denuncia il consigliere comunale di Forza Italia, Fabrizio De Pasquale. Il motivo? «Sono cambiate le procedure. Ora per ottenere il sì è necessario elaborare piani che richiedono pareri e dati molti precisi e dettagliati. Ad esempio è richiesto il parere positivo persino del garante degli animali. Lungaggini burocratiche che rischiano di congelare i progetti giacenti». Che sono tanti. Più di novanta nuove aree che attendono il via libera. «Se non si fanno subito si rischia di perdere un anno e di slittare all'anno prossimo », spiega De Pasquale che a Palazzo Marino è anche presidente della Commissione Parchi e Giardini. A Milano sono 220 le aree già realizzate. «è un modello che funziona e che evita che nascano conflitti tra i proprietari degli oltre centomila cani milanesi e chi invece al parco ci va per farci una passeggiata o per far respirare aria buona ai propri bambini ». Precisazione d'obbligo: «L'assessore Maurizio Cadeo non è minimamente responsabile. è un problema burocratico, su cui bisogna intervenire. Entro la settimana deve arrivare una risposta che dia il via libera ai progetti». Messaggio finale chiaro: «Non ci vuole Renzo Piano per delimitare uno spazio verde». A.Se.

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Fuori dalla crisi puntando su meriti e sviluppo (sezione: Burocrazia)

( da "Tempo, Il" del 16-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

stampa Dalla prima pagina Fuori dalla crisi puntando su meriti e sviluppo Anzi, secondo le previsioni di alcuni studiosi del problema, la riduzione sarà superiore al 3%. Nel Molise, la crescita dimensionale delle piccole imprese non è stata affrontata; il complesso produttivo, per la gran parte, è rimasto vetusto, poco aggregato e carente di scelte in funzione della crescita. La scienza economica e la tecnica industriale ci suggeriscono che non può esserci sviluppo in un sistema statico, anzi in regressione, carente di riforme strutturali, dove si preferiscono le "riforme virtuali" che esistono solo in potenza e che non attuano le trasformazioni volte a dare maggiore ordine e concretezza al sistema. Il Molise, ha bisogno di investimenti straordinari ed efficaci per uscire dall'attuale situazione di crisi. Le eccessive tutele politiche hanno generato una società bloccata e priva di ricambio politico. Occorre una nuova tensione complessiva che renda più elastico l'intero sistema poiché siamo di fronte ad un bisogno collettivo di ripresa e di coordinamento maggiore degli interventi. Da noi, i problemi strutturali da risolvere sono tanti e noti, si chiamano infrastrutture; bonifica e riordino del territorio e del sistema delle acque; le comunicazioni, la burocrazia, il controllo della legalità, l'affarismo ed il nepotismo. Tutti elementi contrari allo sviluppo e alla crescita dell'economia di una società civile. È logico, allora, intervenire in tale situazione agendo sul ricambio generazionale, valorizzando il merito e lo sviluppo. Sorge allora, il bisogno di un rinnovamento sostanziale secondo il quale risulterà indispensabile rimuovere l'attuale indirizzo socio-economico e sostituirlo con riforme, e metodi legali, che siano decisivi nei contenuti e concilianti nello stile e nell'approccio. La coesione sociale che deve rappresentare, nell'ambito delle politiche pubbliche, il fattore di solidarietà e di equilibrio a garanzia di tutti i cittadini (lavoro, sicurezza sociale, diritti dei lavoratori, pari opportunità, lotta alla esclusione e alla discriminazione) in Molise non primeggia, specie nella parte relativa alla tutela dei gruppi sociali più deboli e più vulnerabili. Il Molise, come tutte le altre Regioni meridionali è gravato da problemi antichi, ripetiamo, di natura strutturale e si trova ora costretto ad affrontare una crisi di natura globale, che investe tutta l'economia mondiale. Nell'economia produttiva molisana, il problema della crescita e dello sviluppo è stato poco affrontato; tutto o quasi tutto rimane allo status "quo ante": l'economia ristagna, il complesso produttivo rimane alquanto vetusto, poco aggregato e carente di scelta in funzione dello sviluppo, nulla lascia intravedere nel breve periodo, l'inizio di un riequilibrio di "natura strutturale".

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<Impiegare nell'agricoltura chi è in cassa integrazione> (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 16-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

«Impiegare nell'agricoltura chi è in cassa integrazione» stagione record dell'olivicoltura: il presidente del consorzio lancia la proposta Centomila quintali di olive raccolti per 15 milioni di euro di olio prodotto. «Ma con altra manodopera si può fare anche meglio» 16/03/2009 «L'OLIVICOLTURA può combattere la crisi». Lo sostiene Francesco Bruzzo, presidente del Consorzio di tutela dell'olio extravergine Dop Riviera ligure, entrando nel dibattito sulla difficile congiuntura economica che si è abbattuta anche sulle aziende del Levante. «Con interventi mirati, ma soprattutto, una volta tanto, coraggiosi e intelligenti si potrebbe affrontare la crisi recuperando mano d'opera in cassa integrazione - dice Bruzzo - Nei recenti dibattiti promossi dalle istituzioni nel Tigullio sul monitoraggio delle difficoltà che stiamo attraversando, molto opportuno é stato il monito di chi invita a favorire gli investimenti innovativi pubblici e privati per garantire un'occupazione oggi e prepararsi al domani, a crisi risolta, con aziende e strutture rinnovate». Francesco Bruzzo parte dai numeri record della campagna olivicola 2008/2009 che si è svolta dalla fine di ottobre al mese di febbraio, con qualche residuo ancora in corso. Centomila i quintali di olive raccolti, duemila gli ettari coltivati a oliveto, da Nervi a Moneglia, 13 i frantoi che svolgono attività di servizio a terzi, imprecisato il numero di impianti privati di dimensione aziendale, 18 mila i quintali di olio ottenuti in buona parte extravergine, 15 milioni di euro il valore dell'olio prodotto («Se fossimo più bravi a commercializzarlo - precisa Bruzzo - il valore ottenuto potrebbe aumentare del 50 per cento»), 1,8 milioni di euro il prezzo pagato dai produttori per la trasformazione delle olive in olio, 100 mila le giornate destinate alla raccolta, 5 milioni di euro il costo della mano d'opera. «Questi dati servono a far capire l'importanza e il potenziale di un fenomeno, quello olivicolo, che é stato lasciato troppe volte al caso o in balia degli eventi naturali, ossia delle annate di carica e scarica e degli attacchi della mosca olearia - spiega Bruzzo - L'olivicoltura ligure, sconta 40 anni di manutenzione straordinaria, carente, che non solo ha generato scarsa produttività rispetto al potenziale, ma ha prodotto un pericoloso dissesto idrogeologico e un grave inquinamento ambientale derivante dall'abbandono di molto territorio, oggi pervaso dai rovi fonte di incendi e rifugio di insetti nocivi e incontrollabili anche dai pesticidi». Da qui l'idea di trovare una soluzione dal duplice obiettivo: sostenere l'olivicoltura di qualità, recuperare il territorio e proteggerlo dai dissesti, dare una risposta alle esigenze dei precari e delle persone escluse - o temporaneamente sospese - dal mercato del lavoro. «Con l'impiego di mano d'opera in cassa integrazione - aggiunge il presidente del Consorzio di tutela dell'olio extravergine Dop Riviera ligure - o persone socialmente assistite si recupererebbero risorse economiche. Per farlo occorre, però, attivare interventi speciali finalizzati alla manutenzione straordinaria del territorio olivetato, alla viabilità interaziendale (da rendere obbligatoria), alla potenzialità di irrigazione, alla potatura di riforma, all'acquisto di mezzi tecnologicamente avanzati per abbattere i costi futuri». Bruzzo fa riferimento a quel che accadde dopo la gelata del 1985, quando venne stanziato un contributo per ogni ettaro di coltura. «Azioni possibili - aggiunge Francesco Bruzzo - liberalizzando la burocrazia, finalizzate a interventi fondamentali, per veder rifiorire questa parte della liguria costiera. Malgrado la carenza legislativa, molte di queste cose stanno già avvenendo a causa della crisi in atto: la poderosa partecipazione alla raccolta stagionale e la potatura che sta iniziando ovunque lo dimostra in maniera chiara. Proprio per questo un incentivo al settore creerebbe un volano importantissimo di cui beneficeremmo tutti per i prossimi 20 anni». La crescente attenzione verso l'agricoltura e un parziale ritorno dei giovani alle attività rurali è testimoniato anche dalle aperture di nuovi frantoi, come quello di Mezzanego, inaugurato nel pieno della stagione olivicola. DEBORA BADINELLI badinelli@ilsecoloxix.it 16/03/2009

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Edilizia, il governoprepara il decreto (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 16-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Edilizia, il governoprepara il decreto Domani la presentazione a Napolitano, venerdì il voto in Consiglio Roma. Arriva il piano casa per decreto. L'annuncio è di Silvio Berlusconi, che ha vinto le ultime resistenze tra i ministri: «Il provvedimento è ormai pronto. E venerdì pensiamo di portarlo al Consiglio dei ministri». Tutto è pronto quindi per un decreto, che domani o mercoledì sarà illustrato preventivamente al Capo dello Stato per evitare i problemi che potrebbero sorgere sulla natura del provvedimento d'urgenza utilizzato per mettere in campo le misure sulle ristrutturazioni edilizie. Una scelta, il decreto, che è stata molto caldeggiata da Berlusconi, convinto che il piano casa sia un formidabile antidoto contro la crisi. Da qui l'urgenza e l'accelerazione impressa dal premier: «Non serve una legge approvata tra un anno», ha spiegato il Cavaliere ai ministri. «Secondo i nostri dati, il 30%dei proprietari di casa usufruirà del piano», ha detto Berlusconi. Il che dovrebbe portare «60 miliardi di lavori». Dopo l'avvio dell'esame al Consiglio dei ministri di venerdì scorso, il governo procederà ora a tappe forzate: la bozza del decreto salirà al Quirinale, approderà sul tavolo delle Regioni (si tratta, infatti, di una legge quadro) e infine riceverà il via libera del governo. Appianati anche i problemi posti, in un primo momento, dalla Lega: «Da Bossi e dai suoi abbiamo avuto un'adesione entusiastica. Bossi aveva capito che piano rischiasse di privilegiare gli immigrati rispetto agli italiani ma era tutto un altro capitolo», ha sostenuto il premier. Se il Capo dello Stato non solleverà obiezioni, non ci saranno quindi altri ostacoli e il piano decollerà in settimana. Resta duro il giudizio del Pd: «È una norma demagogica, fatta per devastare il paesaggio», per Dario Franceschini. «Siamo d'accordo sulla semplificazione delle procedure ed è vero che, nelle città, ci sono edifici brutti che potrebbero essere demoliti e ricostruiti più belli e con criteri ecosostenibili. Ma non possiamo accettare una norma demagogica che consente automaticamente a tutti gli edifici un ampliamento del 20 per cento», ha spiegato il leader del Pd. Di fronte alle accuse di spinare la strada agli abusi, Berlusconi ha difeso il suo piano di rilancio dei cantieri privati «Ho molta fiducia -ha detto il Cavaliere - nel senso estetico degli italiani, che non è quello degli anni 40 o 50. È molto migliorato. Ho molta fiducia nel senso di responsabilità dei professionisti che saranno chiamati a firmare i relativi progetti». In ogni caso, prima del via libera, il governo «sta andando molto in profondità per essere certo che non si favorisca l'abusivismo». Preceduto da polemiche e sospetti, il testo di legge farà ancora discutere nei prossimi giorni, anche perché si tratta di un testo quadro che dovrà essere adottato dalle Regioni favorevoli. I punti cardine della bozza di nove articoli sono due: l'ampliamento fino al 20% di edifici esistenti e la possibilità di demolire le case edificate prima del 1989 ricostruendole anche su un'area diversa con la facoltà di ampliare l'edificio del 30% arrivando al 35% se si usano tecniche di bioedilizia o si impiegano energie rinnovabili. Il governo concederà sconti fiscali prevedendo una riduzione delle imposte del 20%, che potrà arrivare al 60% per i proprietari di prime case e per i parenti fino al terzo grado. Il testo in arrivo dovrebbe consentire lavori di ampliamento in deroga ai vincoli urbanistici e ai piani regolatori, se c'è l'autorizzazione da parte delle Regioni. E c'è di più. Nel caso in cui l'ampliamento del 20% del fabbricato risulti materialmente e giuridicamente impossibile, il rimedio c'è: in base all'articolo 2, «potrà anche concedersi la costruzione di un corpo edilizio separato, avente però carattere accessorio». Non solo sarà possibile realizzare verande sui balconi e stanze aggiuntive ma anche casette o garage separati dall'edificio centrale si potranno costruire con il solo vincolo del 20% di aumento volumetrico concesso. Gli sconti fiscali sui contributi di costruzione sono corposi: arriveranno fino al 60% se l'edificio o l'appartamento è la prima abitazione del proprietario o di un partente o affine fino al terzo grado. Quanto alla burocrazia, le attuali autorizzazioni dovrebbero essere sostituite da una perizia giurata, che sarà però accompagnata da maggiori controlli sugli abusi e pene più severe per chi certifica il falso. Michele Lombardi lombardi@ilsecoloxix.it 16/03/2009 il lungo confrontoIl testo, prima di essere approvato, dovrà essere sottoposto alle Regioni. Ammesso che il Capo di Stato sia favorevole 16/03/2009

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Albergo affossato dalla burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 16-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Prov Medio Camp Pagina 3051 S. Gavino. Il progetto iniziale prevedeva un hotel con 24 posti letto in via Umberto Albergo affossato dalla burocrazia S. Gavino.. Il progetto iniziale prevedeva un hotel con 24 posti letto in via Umberto I fratelli Lixi: manca la licenza, ne apriremo uno più piccolo --> I fratelli Lixi: manca la licenza, ne apriremo uno più piccolo I titolari, fratelli Lixi: «In altri Comuni del circondario come Sardara e Guspini i vincoli sono stati superati». Realizzare un hotel nel cuore del paese. È questo il sogno dei fratelli Adriano e Mauro Lixi che ha preso piede nel 2005, ma che ad oggi non si è ancora concretizzato. Il motivo? Non la mancanza di buona volontà e la voglia di fare dei due imprenditori (ne apriranno uno più piccolo), ma le assurde lungaggini della burocrazia e le tante promesse della politica. «Abbiamo avuto questa idea nel 2005», spiega Mauro Lixi, di professione muratore, «e nell'agosto del 2006 ho presentato al Comune la richiesta per una concessione edilizia. Il progetto è stato approvato dalla commissione edilizia, ma non è arrivata subito una risposta. Poi a novembre dello stesso anno è entrato in vigore il piano paesaggistico regionale ed è stato sospeso tutto, ma in tre mesi la domanda è rimasta ferma e non è arrivata nessuna risposta. In altri Comuni del circondario come Sardara e Guspini i vincoli sono stati superati». Di qui l'inizio di un incubo tra la speranza che la situazione si risolvesse al più presto e la determinazione dei due fratelli. «Mi sono rivolto direttamente al Consiglio di Stato nel 2007 anche se non ho avuto ancora una risposta. Il ricorso fino ad oggi», rimarca Mauro Lixi, «mi è costato più di 20 mila euro e il legale sta ancora seguendo la vicenda». Il progetto iniziale prevedeva la nascita di un albergo con 24 posti letto in via Umberto all'angolo con via Monreale. «Questa idea», aggiunge Adriano Lixi, dipendente di un'agenzia viaggi, «è nata partendo dalla convinzione della centralità geografica di San Gavino per tutto il circondario. Avremo potuto ospitare i dipendenti di aziende come la Keller, i lavoratori delle ditte del cantiere ferroviario che hanno dovuto cercare alloggio altrove, le compagnie teatrali a cui si aggiungono gli immigrati. Ma l'allora responsabile dell'ufficio tecnico ha fatto di tutto per creare intoppi burocratici. È stato infranto il nostro sogno di far soggiornare le piccole comitive. Anche ad aprile è arrivato un gruppo di svedesi venuti in Sardegna per vedere le erbe botaniche». Il danno è stato enorme e ha comportato anche la perdita di un finanziamento regionale destinato all'edilizia alberghiera di 1 milione e 200 mila euro. «Non ci è stato assegnato», spiega Mauro Lixi, «perché mancava la concessione edilizia. Adesso, nonostante tutto, abbiamo rinunciato al progetto iniziale e con la dichiarazione di inizio attività (Dia) ho potuto ristrutturare l'edificio esistente. Tra pochi mesi apriremo l'albergo che avrà meno stanze (18 posti letto) rispetto a quelle previste. È stato creato un danno anche all'economia del paese perché avremo investito tutti quei soldi». La rabbia è tanta e, oltre ai danni economici, ci sono anche quelli psicologici e sociali. «Gli amministratori locali ci hanno sempre promesso un loro intervento: ma che fine hanno fatto? La politica ci ha ammazzato. Adesso quando la struttura aprirà lavoreranno a regime tre persone. Abbiamo già pagato al Comune 17.500 euro per la monetizzazione del parcheggio destinato all'hotel». Insomma solo la testardaggine ha permesso ai due fratelli di andare avanti: «L'hotel si chiamerà Crocus, con un riferimento allo zafferano, e metteremo nella struttura anche una esposizione di prodotti locali». GIGI PITTAU

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La trappola burocratica scatta dopo la laurea (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 16-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore del lunedì sezione: IMMIGRAZIONE data: 2009-03-16 - pag: 12 autore: Seconde generazioni La trappola burocratica scatta dopo la laurea di Carlo Giorgi I l master di studi all'estero gli è negato. Come prendere la patente o andare in vacanza oltre confine, attività consuete per i loro coetanei. Mentre, per trovare la prima occupazione, devono affrontare una vera e propria corsa a ostacoli. è la sorte di migliaia di studenti universitari immigrati alle prese, in Italia, con il rinnovo del permesso di soggiorno. Nell'anno accademico 2007/08 sono stati 51.790 gli iscritti stranieri alle nostre università, di cui 11.498 le matricole. Se gli universitari stranieri sono in aumento (più 9% rispetto all'anno precedente), non lo è, però, l'attenzione riservata dalla burocrazia a questo segmento "di qualità" dell'universo immigrato:laureati stranieri di lingua italiana che, inseriti nel mondo del lavoro, potrebbero dare un contributo importante ad aziende e imprese commerciali. Secondo la segreteria studenti stranieri dell'Università La Sapienza di Roma, che si occupa di alcune migliaia di universitari non italiani, circa il 30% di loro studia, frequenta e dà esami, vivendo in un limbo amministrativo, in attesa del rinnovo del permesso. E sono molti gli studenti stranieri che stanno segnalando la propria vicenda all'indirizzo messo a disposizione del Sole 24 Ore. «Sono laureata in Scienze politiche presso l'Università Roma Tre e frequento il secondo biennio – racconta Elena Lyemeyeskho, 24 anni e dall'età di 7 in Italia coi genitori, emigrati dall'Ucraina –. Fino a oggi ho dovuto fare i conti con il permesso di soggiorno per motivi di studio. è un documento della validità di un anno e per rinnovarlo ci mettono 8-9 mesi, neanche fosse una gravidanza! Il mio scade a gennaio e il rinnovo mi arriva ad ottobre; così, posso godere solo di tre mesi di validità: cerco di concentrare tutte le attività che mi sono negate nelresto dell'anno in quella finestra di tempo, come le vacanze all'estero. Ma è difficile perché già gennaio è periodo di esami». Elena lavora per mantenersi agli studi e come molti studenti sta attenta alle spese superflue: «Prima spendevamo solo 14 euro per avere il documento – racconta –; adesso con il permesso elettronico ne devo spendere 72 e non vedo nessun vantaggio, perché i tempi si sono molto allungati. Se poi dovremo pagarne altri 200, come discusso in Parlamento recentemente, per uno studente la vita diventa davvero difficile». Enda Zohu, 25 anni, iscritto a Economia e legislazione d'impresa all'Universitàdi Verona, vive in Italia dall'87. è di origini cinesi ma, per cultura, si sente così "italiano" che per riuscire a parlare la lingua dei genitori ha dovuto trascorrere, nel 2007, un lungo periodo all'università di Shangai. «Nei tempi di rinnovo ho visto solo peggioramenti – racconta Enda –: il primo documento l'ho rinnovato appena maggiorenne, mi è arrivato dopo sei mesi di attesa; il secondo, nel 2005, ci ha messo 8-9 mesi. Il terzo è stato il peggiore: aspetto da dicembre 2007 e forse a maggio 2009 avrò il documento. Senzadocumento non riesco a specializzarmi come vorrei: il master in Economia in Inghilterra rimane un miraggio perché per ottenere il visto ho bisogno del permesso valido». Un problema concreto è, poi, il rinnovo del permesso quando lo studente laureato finalmente affronta il mondo del lavoro. Albi Kospiri è un giovane ingegnere albanese, laureatosi al politecnico di Mi-lano lo scorso ottobre. «Ho trovato un posto in una piccola ditta nel campo dell'automazione industriale – racconta Kospiri – e mi hanno fatto un contratto a progetto, come è ormai normale alla prima occupazione. Così, ho fatto la richiesta online in prefettura per ottenere il nullaosta al lavoro. Dopo due mesi mi convocano e mi dicono che con un contratto a progetto non si può fare la conversione del permesso per motivi di studio in quello di lavoro. Sono andato dal mio datore di lavoro, disperato, chiedendogli un contratto di assunzione. So di avere avuto una grande fortuna, perché ha accettato. Sto per spedire il kit con il rinnovo e in cambio riceverò il cedolino. Se tutto va bene avrò il nuovo permesso tra un anno e mezzo. Il mio titolare sa che, in tutto questo tempo, non potrò fare nessun viaggio di lavoro all'estero&».

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Uffici giudiziari, prove di efficienza (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 16-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore del lunedì sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2009-03-16 - pag: 10 autore: Giustizia. Si stanno diffondendo sperimentazioni e nuovi progetti per migliorare la qualità del servizio Uffici giudiziari, prove di efficienza Il Fondo sociale europeo mette a disposizione 20 milioni per le «best practices» Uffici giudiziari, Csm, ministero. Eccolo il "triangolo delle Bermude" della giustizia italiana, quell'area politico-burocratica che- come si vuole per il mare caraibico in cui svanirebbero aerei e navi - per decenni ha inghiottito ogni sforzo di rinnovamento. La raffigurazione di questo fenomeno è stata evocata in un recente convegno milanese, in cui pure si confrontavano i protagonisti più attivi dei numerosi esperimenti di cambiamento in corso. I tre vertici che delineano quest'area dagli influssi tanto perversi sono dunque la rete delle migliaia di Uffici giudiziari del front office del servizio; il Consiglio superiore della magistratura, che regola la vita delle circa 10mila toghe in servizio; infine il ministero della Giu-stizia, che domina le risorse e governa le circa 40mila unità del personale amministrativo. Fino a oggi, espressioni come "analisi condivise", "decisioni concordate", "programmazione", "obiettivi" sono rimaste vuote di significato, nonostante i tre protagonisti tentino di muovere i passi che sembrano loro (spesso separatamente) i più giusti. La crisi economica e l'urgenza di risposte da parte degli utenti ha fatto il resto, interrompendo la spirale spese-rimborsi a pie' di lista- debito che ha portato alle auto senza benzina, alle fotocopiatrici senza carta, al taglio del personale,all'emergenza continua che produce ulteriore inefficienza. Oggi qualcosa sta cambiando, grazie all'ostinazione di (ancora troppo poche) persone che, spezzati antichi tabù e snobistiche autoreferenzialità, stanno riportando la giustizia in un ambito più moderno, meno sacerdotale, più aderente ai problemi dei cittadini. Negli Uffici - Tribunali, Procure, cancellerie- si cercano soluzioni per dare efficienza a strutture obsolete, per capire quali e dove sono i nodi da sciogliere; sempre meno si dice "Non è un mio problema", mentre volti nuovi si mettono in gioco assumendosi responsabilità ben oltre orari, funzioni e stipendi; vengono così elaborati progetti e avviate sperimentazioni, si cercano risorse finanziarie come i 20 milioni del Fondo sociale europeo per diffondere le best practices; si ritrova l'orgoglio di un servizio pubblico che reagisca al degrado. Il Csm, spinto controvoglia da una radicale riforma dell'ordinamento giudiziario osteggiata in ogni modo, ha finalmente accantonato le nomine-premio di fine carriera e sceglie ormai dirigenti intorno ai 60 anni, la quota di donne cresce, i candidati presentano progetti su come organizzeranno l'ufficio. Siamo agli inizi, le logiche correntizie ancora impazzano, il girare a vuoto non cessa, ma le nuove linee sono tracciate. Un esempio: al Tribunale di Milano (diretto da Livia Pomodoro), sei posti di presidente di sezione sui sette a concorso sono andati a magistrate. Il ministero è al momento il "vertice" in cui è più difficile scorgere i segni del fermento. Forse è ovvio che sia così, perché Via Arenula non sfugge alle logiche della burocrazia più pletorica, dello spoils system a volte insensato, delle poltrone assegnate per appartenenze (politiche, geografiche) invece che per competenze. Non che al ministero vi siano solo sordi e ciechi, tanto che una serie di impegni li ha assunti,come l'avvio del progetto best practiceso lo sforzo sull'informatica. Però è forte la tentazione di dedicarsi solo alle emergenze, si coglie la freddezza verso i protagonisti dei cantieri innovativi, alimentata da antiche e reiterate delusioni. I soldi sono pochi, tanti gli errori commessi, pretestuose talune contrapposizioni. Ma se il ministero resta inchiodato al passato, senza sforzarsi di cogliere il nuovo nel mondo di cui governa le risorse, rischia di riproporre all'infinito l'immagine del triangolo delle Bermude. Dove continueranno a inabissarsi la fiducia e il denaro dei cittadini vittime dei ritardi della giustizia. L.Man. CASO VIRTUOSO Al Tribunale di Milano sono andati a donne sei dei sette posti messi a concorso per magistrati presidenti di sezione

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Soru, la solitudine e la voglia di ripartire dopo la sconfitta IL PERSONAGGIO/ Si è chiuso nella sua villa di Cagliari e non parla con nessuno: vuole almeno che gli siano riconosci (sezione: Burocrazia)

( da "Affari e Finanza (La Repubblica)" del 16-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

PERSONAGGIO pag. 9 Soru, la solitudine e la voglia di ripartire dopo la sconfitta IL PERSONAGGIO/ Si è chiuso nella sua villa di Cagliari e non parla con nessuno: vuole almeno che gli siano riconosciuti i suoi meriti da Governatore ALBERTO STATERA Recluso negli spazi bianchi ed essenziali della sua villa cagliaritana ristrutturata dall'architetto Aldo Rossi, Renato Soru intravede il santuario della Madonna di Bonaria, proclamata da Pio X nel 1907 patrona della Sardegna. Ma la vista non gli apre il cuore. Anzi gli rinnovella quel misto di ira fredda, sfiducia, ansia e persino autofustigazione che lo accompagnano fin dalla sconfitta alle elezioni regionali del 15 febbraio. Una sconfitta nella quale ha trascinato il segretario del Partito democratico Walter Veltroni, seguita dalla crisi della sua creatura Tiscali, con la sgradevole impressione che vogliano portargliela via per un pezzo di pane, e dell'Unità, comprata pochi mesi fa sborsando due milioni di euro. Come se non bastasse, la procura di Cagliari ha chiesto il suo rinvio a giudizio per un appalto pubblicitario alla Saatchi&Saatchi per la Regione, che non sarebbe stato gestito con adeguata trasparenza. Un mese di passione dopo il quale non lo conforta la vista del santuario, perché è lì che si annida uno dei tanti nemici che sa di aver sottovalutato nella sua corsa solitaria, un azzardo quantomeno velleitario quando si ha di fronte Berlusconi, alleato con tutti i poteri consolidati, persino quelli democrat, di un sistema isolano fondato sulla logica parentale. Il dirimpettaio dell'ex governatore è Giuseppe Mani, arcivescovo di Cagliari, ex arcivescovo ordinario militare e, in virtù del Concordato, generale di corpo d'armata dell'esercito italiano. Ha fatto esplicita campagna elettorale per Ugo Cappellacci, il figlio del commercialista sardo di Berlusconi eletto governatore con un distacco imprevisto, portandosi dietro gran parte delle gerarchie ecclesiastiche regionali, dal vescovo di Tempio Pausania a quelli di Alghero e Sassari. Protestarono per l'intervento indebito della chiesa lo storico sassarese Manlio Brigaglia e lo scrittore ed ex parlamentare comunista Salvatore Mannuzzu. Ma invano. Ora Soru, chiuso nella villa bianca di fronte al santuario, sa qual è stata l'ennesima sottovalutazione di una campagna elettorale solitaria, condotta come un capo azienda che si ritiene sempre nel giusto, ma privo dell'appeal mediatico e della potenza di fuoco di Berlusconi. Avrebbe dovuto capire e con lui gli spin doctor incapaci di farsi ascoltare l'aria che tirava già il 7 settembre 2008, quando papa Ratzinger sbarcò in pompa magna in Sardegna. Il generale di corpo d'armata aveva chiesto un contributo regionale per finanziare i costi della visita. Dopo molti tira e molla, mister Tiscali concesse 1,6 milioni di fondi regionali. Non proprio un'elemosina. Ma troppo pochi per l'arcivescovo in divisa Giuseppe Mani, che quando Berlusconi sbarcò a ricevere il papa, fece finta persino di non vedere il governatore, che era lì rigido a un metro da lui, in attesa di essere presentato al Santo Padre, come il cerimoniale prevede. L'arcivescovo ha avuto adesso il suo nella giunta Cappellacci. Tra gli undici assessori spicca Maria Lucia Baire, ingegnere e pia donna, nominata alla Pubblica istruzione. Un mix di alta scuola culinaria quello del neogovernatore, che è riuscito a sfornare una pietanza non solo con gli ingredienti fondamentali del potere cagliaritano delle tre M, Medicina, Massoneria e Mattoni, ma anche con l'aggiunta della C di Chiesa. Una C che, ultimo paradosso, potrebbe simboleggiare anche Corona, Armandino, il novantenne ex Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia, a suo tempo interlocutore privilegiato di Ugo La Malfa e di Giovanni Spadolini, che nella nuova giunta vede come assessore agli Affari generali sua figlia Ketty, con la quale ha avuto qualche dissapore, ma che è ormai titolare di tutte le antiche attività immobiliari paterne avendo costruito le città mercato di Cagliari e di Olbia. Soru, nel suo bunker bianco di fronte al santuario, legge in filigrana i nomi del "governicchio Cappellacci" e non si dà pace: Sergio Zuncheddu, il palazzinaro proprietario dell'Unione Sarda e del Foglio di Giuliano Ferrara e Veronica Berlusconi, Gualtiero Cualbu, quello che costruisce sul colle di Tuvixeddu, sulla più importante necropoli punica del Mediterraneo. Son tutti lì dentro con i loro famigli e forse non avranno bisogno neanche di modificare il suo piano paesaggistico sulla difesa delle coste e dell'agro, perché nel frattempo sarà arrivato il decreto berlusconiano sulla libertà di mattone per tutti. Tanto per gradire, in giunta c'è anche l'uomo di Umberto Bossi, anzi del suo ministro dell'Agricoltura veneto Luca Zaia. E' tale Andrea Prato, neoassessore all'Agricoltura, avanguardia dello sbarco leghista nell'isola, con un piano che prevede l'apertura di decine di sezioni del partito sul modello di quella già in funzione a Trinità d'Agultu, magari nei locali lasciati deserti dal Partito Sardo d'Azione. Povero Emilio Lussu, cavaliere dei Rossomori. Del resto non venivano dal Veneto ai tempi di Mussolini i coloni per bonificare le paludi algheresi? Difficile strappare qualche parola all'uomo sconfitto delle valli interne del nuorese, chiuso nella villa cagliaritana in tenuta pastorale di velluto verdastro. Salvo un autoironico "politici alla deriva!", che si presume valga per lui e per Veltroni. Il commissario del partito Achille Passoni è andato a offrirgli un seggio al Parlamento europeo ma lui ha detto di no. Altri gli hanno proposto di creare una fondazione di cultura politica. E ha taciuto. Pietro Soddu, padre nobile della sinistra democristiana, per sette volte presidente della regione, gli ha mandato a dire con un'intervista alla Nuova Sardegna che con lui è caduto il modello dello stratega solitario, dell?uomo senza coalizione, che ha pagato il fatto che i sardi stanno diventando uguali agli altri italiani. Secondo Soddu, Soru è vittima di tutte le possibili specie di sconfitte sul campo, sia sul modello Waterloo che sul modello Caporetto. L'ex governatore è andato su tutte le furie. Non lo dirà mai pubblicamente, ma è forse sua la colpa dei castosauri del Partito democratico sardo, in realtà mai nato, che hanno lavorato contro di lui perché sono pars magna dei business sanitari e delle speculazioni sulle coste? Io rivendica ora, recluso dinanzi alla madonna di Bonaria sarei un imprenditore di successo se non mi fossi candidato. Mentre il titolo Tiscali, che all'epoca della new economy capitalizzava come la Fiat, va ai minimi sotto la pressione del debito di 600 milioni, e l'Unità fondata da Antonio Gramsci nel 1924, come rivendica la scritta stampata sotto la testata, dovrà chiudere se nessun cavaliere bianco accorrerà. Difficile, a corsa finita, dire quanto le ragioni di mister Tiscali siano autoreferenziali e quanto siano reali. Certo, l'analisi del voto lascia intendere che quel governatore arrogante e semiautistico, qualcosa di buono l'ha lasciato: ha disboscato la pletora degli enti pubblici, ha riorganizzato la burocrazia locale, ha investito nella sanità pubblica, ha liberato La Maddalena dai sommergibili americani, ha difeso le coste dall'ulteriore cemento. Ciò che tuttavia gli ha procurato il fuoco amico elettorale anche a Carbonia, a Iglesias, a Villasimius, a Quartu Sant'Elena, terre degli eterni feudatari, ex comunisti, ex socialisti ed ex democristiani, oggi confluiti nel Partito democratico. Depresso?, chiediamo per Sms all'algido ex governatore. "Macché risponde, deo gratias in questo momento non me lo posso proprio permettere". Scopri come ricevere sul tuo cellulare Repubblica Gold condividi

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Hitech, innovazione e distribuzione cosi nasce la filiera del made in Italy LO SCENARIO/ A ManiFutura, che apre i battenti il 17 marzo a Pisa, si delineano gli scenari delle politi (sezione: Burocrazia)

( da "Affari e Finanza (La Repubblica)" del 16-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Hitech, innovazione e distribuzione cosi nasce la filiera del made in Italy LO SCENARIO/ A ManiFutura, che apre i battenti il 17 marzo a Pisa, si delineano gli scenari delle politiche di sviluppo, un tema al centro del dibattito europeo PAOLA JADELUCA Sulla copertina del numero della settimana scorsa di Jasc, il Journal of the American Chemical Society, prestigiosa rivista scientifica, campeggia "il catalizzatore alla moviola", scoperto dal Tasc dell?InfmCnr e dal Dipartimento di Fisica dell?Università di Trieste, in collaborazione con l?università di Vienna. Innovazione rivoluzionaria, che consente di sfruttare le geometrie atomiche della materia per realizzare catalizzatori più efficienti e meno costosi, rispetto al rodio, oggi alle stelle, e destinata in futuro ad avere ricadute positive in termini di applicazioni nel mondo produttivo. Nonostante la fuga di cervelli e i tagli alla ricerca, il nostro paese vanta ancora laboratori d?avanguardia. Fucine d?idee che competono con istituti esteri, tenendo alto il livello della ricerca italiana. Corrono in parallelo con le aziende del Made in Italy che competono sui mercati globali in termini di produttività. I gioielli hitech dell?aeronautica e dello spazio del gruppo Finmeccanica, la griffe dei megayacht mondiali, la Piaggio, brand internazionale delle due ruote. Ma non solo big. Come l?artigiano che realizza le scarpe per Obama, anche tanti "piccoli" si sono fatti strada nel mondo. Istituti e imprese pilota. La punta dell?iceberg di una realtà che per il resto è completamente sommersa. «Abbiamo 570 mila imprese manifatturiere, di queste 3.800 hanno dimensioni medie di livello internazionale, le altre sono tutte piccolissime realtà all?interno delle quali solo 50 mila hanno raggiunto lo status di "middle class produttiva", come vengono definite le imprese minori, anche con meno di 50 dipendenti, che hanno strategie competitive di respiro internazionale», racconta Giuseppe Capuano, responsabile del Centro Studi dell?Istituto Tagliacarne. Cinquantamila, su 570 mila: una nicchia, nel vasto tessuto produttivo del nostro paese che pure ha forte vocazione manifatturiera, con impianti storici che in molti casi si tramandano di generazione in generazione. Mobilieri, fabbricatori di macchine industriali, tessili, calzaturieri, trasformatori di metalli: migliaia di piccoli produttori ogni giorno combattono la loro battaglia con il mercato: non hanno laboratori di ricerca, fanno fatica a trovare credito, si scontrano con la burocrazia, eppure riescono a tenere testa alla concorrenza asiatica a basso costo. Tutto e sempre da soli. In modo spontaneo. Inevitabile la fragilità di questo sistema. Tanto più debole in fase di forte crisi, come quella attuale. Dopo la bolla della new economy, la bolla immobiliare che il con credit crunch ha scatenato la tempesta finanziaria, si torna a guardare allo zoccolo duro industriale. E la sfida, oggi, è quella di trasformare questo esercito di imprese nelle"middle class" del futuro. Ma come? Con l?innovazione, si ripete da anni. Ma non intesa nel senso di cambiare mestiere. «E? sbagliato chiedere loro un riposizionamento su nuovi settori, come il turismo, la cura della persona; il nostro sistema industriale è posizionato sui settori tradizionali e su questi bisogna fare perno con strategie di sistema che mettano le imprese in grado di competere. La tecnologia, per esempio, potrebbe diventare uno dei fattori di contaminazione delle imprese tradizionali che potrebbe fare la differenza», incalza Luigi Scarola, responsabile laboratorio politiche industriali di Nomisma. Gli istituti di ricerca creano alleanze internazionali, i brand del made in Italy fanno network globali. Perché allora non creare reti domestiche? Si puo? gettare un ponte istituzionale tra centri di ricerca e piccole imprese, dando loro un accesso diretto alle fonti di innovazione. E ancora: perché non mettere in rete le imprese tra di loro, innescando quei processi di crossfertilitation decantati dai guru del management? «E? un processo già in atto, come emerge dagli studi della Fondazione Nord Est. All?interno delle fabbriche diminuiscono gli operai e aumentano gli addetti alle nuove funzioni strategiche delle imprese, dalla ricerca al design, dalla valorizzazione del brand fino alla commercializzazione. Ora bisogna accelerare questo processo aiutando le imprese a mettersi in rete per gestire nuove funzioni aziendali integrando il tradizionale "saper fare" dei nostri artigiani con nuove competenze». è l?analisi di Andrea Bianchi, direttore generale ministero dell?Economia, già a capo del dipartimento industria e competitività con il ministro Pier Luigi Bersani nel governo Prodi, tra i fautori di Industria 2015, il piano che stabilisce le linee strategiche per lo sviluppo e la competitività del sistema industriale italiano. Un piano concepito in un?ottica europea, sulla scia di interventi simili in via di attuazione negli altri Stati membri. Indipendentemente dai differenti modelli, infatti, l?industria del Vecchio continente perde colpi rispetto a Usa e Asia. E? il tema al centro del dibattito e dello Small Business Act di Bruxelles, e di cui si parlerà nel corso di ManiFutura, il Festival dell?economia che si terrà a Pisa a partire dal 17 marzo, è proprio quello di superare la crisi. A partire dalla metà degli anni 90, Usa e Cina, dice l?Ocse, hanno sorpassato l?Europa per tassi di produttività grazie agli investimenti, soprattutto in quelli Ict, information and communicatin technology, che consentono di integrare i processi e abbattere i costi. «Il punto di partenza per superare il divario competitivo è estendere il concetto di industria alle nuove filiere produttive che integrano servizi avanzati, manifatture, nuove tecnologie», commenta Bianchi. La crisi, con i ripensamenti in atto anche in termini di modelli econometrici, può essere l?opportunità per creare un nuovo modello di sviluppo: una filiera del "Made in Italy", che lega insieme i campioni dell?hitech all?intera classe produttiva. Scopri come ricevere sul tuo cellulare Repubblica Gold condividi

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Investire nelle "rinnovabili" è anche un business (sezione: Burocrazia)

( da "Affari e Finanza (La Repubblica)" del 16-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Investire nelle "rinnovabili" è anche un business BRUNO PAMPALONI Non solo rispetto per l?ambiente. Investire in energie rinnovabili può diventare attraente anche da un punto di vista economico. E? quanto è emerso di recente in una ricerca presentata alla Bocconi e coordinata da Alessandro Nova ("Investire in energie rinnovabili ? La convenienza economica per le imprese"). Grazie infatti agli incentivi della legislazione italiana, puntare sulla produzione da energie rinnovabili sembra essere davvero vantaggioso. Un impianto idroelettrico da 2 milioni di kwh l?anno e con una vita utile di 30 anni, per esempio, potrebbe «assicurare un tasso interno di rendimento superiore al costo del capitale investito, sia che l?energia venga completamente utilizzata per i processi produttivi industriali, sia che parte di essa venga venduta alla rete nazionale». Senza contare che «nel caso del 100% di autoconsumo, il tasso interno di rendimento raggiungerebbe il 18,3%, rispetto al 7,5% del costo del capitale, con una rilevante generazione di valore per gli investitori». Per "rientrare" dell?investimento servirebbero 8 anni qualora venga utilizzata completamente «l?energia prodotta all?interno dei propri processi produttivi». Periodo che si allunga di un anno se «metà dell?energia prodotta fosse venduta alla rete». L?Italia è il secondo importatore mondiale di energia elettrica mentre il fabbisogno elettrico italiano è vincolato per il 73% ai combustibili fossili. Ridurre la dipendenza petrolifera non solo è necessario ma è anche possibile. Ne è convinto Stefano De Benedetti, a. d. della valdostana "Seva", nata all?inizio degli anni Novanta proprio grazie a investimenti in alcune piccole centrali idroelettriche sparse sul territorio italiano e che ora punta sull?eolico. «Liberarsi dal fossile è una scommessa da vincere. Per questo abbiamo in progetto di produrre, entro 5 anni, circa 700 MW elettrici da impianti eolici offshore lungo le coste dell?Adriatico». Realizzare un impianto eolico in mare consente in effetti di minimizzare i problemi di impatto ambientale. «E? certamente vero ? aggiunge Felice Vai, direttore commerciale della torinese "Asja. biz" ? Tuttavia per il momento noi puntiamo sull?eolico terrestre che consideriamo più consolidato e conosciuto a livello tecnico». Questi impianti sono però ancora troppo penalizzati dalla burocrazia. «Di fatto per realizzare un impianto eolico a terra occorre un anno, ma ne servono in media quattro per ottenere i necessari permessi» conclude Vai. Problemi legislativi a parte resta il fatto che, attualmente, lo sfruttamento del vento è il sistema più vantaggioso per produrre energia in grande quantità eliminando le emissioni inquinanti. Che possono però essere ridotte anche applicando alle costruzioni speciali pitture per l?edilizia capaci di sfruttare l?energia solare, l?aria che crea ricircolo e catalizzatori al nano titanio. E che ? come quelle della Steikos di Racconigi ? possono essere utilizzate su muri esterni o interni, esistenti o nuovi. «Il principio delle nostre speciali resine protettive riproduce la sintesi clorofilliana. In tal modo riduciamo anche gli odori ed i batteri, attraverso la rottura di catene organiche presenti in Natura», spiega il direttore commerciale Daniele Grosso. Un caso particolare che mostra come risultino assai diversificate le soluzioni applicabili alle fonti rinnovabili. Per questo, secondo Nova, la realizzazione di impianti "verdi" è conveniente là dove vi sono industrie a grande assorbimento di energia. C?è anche una classifica delle 100 combinazioni provincia/settore industriale caratterizzate dalla maggiore attrattività sia per i produttori di impianti ad energia rinnovabile sia per attività di finanziamento delle iniziative. Guida la lista Milano (13 citazioni), seguita da Torino (7), Bergamo, Brescia e Vicenza (6). D?altra parte nella produzione da rinnovabili l?Europa ha l?obbligo di raggiungere «il 20% di quote di mercato entro il 2020». Inoltre, aggiunge Nova, «una serie di condizioni spingono il nostro Paese verso tali investimenti. L?Italia non figura tra i primi 10 produttori di energia elettrica e il prezzo medio per kwh è tra i più alti in Europa». Oggi sono i contribuenti, tramite le sovvenzioni statali, a pagare l?"economicità" di alcune produzioni "pulite", come l?eolico. Solo una corretta informazione sul rapporto costibenefici saprà dunque creare un consenso duraturo verso queste fonti di energia. Scopri come ricevere sul tuo cellulare Repubblica Gold condividi

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Made in Italy, Nord Corea Apre prrimo ristorante italiano (sezione: Burocrazia)

( da "KataWebFinanza" del 16-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Made in Italy, Nord Corea Apre prrimo ristorante italiano (Teleborsa) - Roma, 16 mar - L'apertura in Corea del Nord del primo ristorante italiano su richiesta del leader Kim Jong IL se da lato evidenzia le contraddizioni di un Paese dove 24 milioni di persone soffrono la fame dall'altro conferma il prestigio conquistato dal cibo Made in Italy nel mondo. E' quanto afferma la Coldiretti che, nel commentare la notizia diffusa dal quotidiano nipponico e filonordcoreano Choson Sinbo, sottolinea il forte rischio delle falsificazioni che nel mondo interessa due piatti di tipo italiani su tre. Cuochi nordcoreani - sottolinea la Coldiretti - sarebbero stati inviati in missione a Napoli e Roma lo scorso anno per apprendere i segreti della pasta e della pizza dopo diversi tentativi ed errori nella preparazione dei tipici piatti italiani. Mentre appare poco credibile - secodo la Coldiretti - la notizia che grano, farina, burro e formaggi sarebbero stati acquistati dall'Italia per garantire l'autenticit degli ingredienti. Il ristorante aperto da dicembre nella capitale Pyongyang - continua la Coldiretti - sarebbe molto affollato di clienti che non avevano mai avuto modo prima di assaggiare i piatti della cucina italiana ben conosciuti tuttavia nel paese attraverso i giornali e la televisione. Considerato lo stato di povert del paese dove il reddito medio annuo era di 1150 dollari nel 2007 la possibilit di gustare cibi importati riservata ad una piccola casta appartenete alla burocrazia amanti della buona cucina. Lo stesso leader Kim Jong IL - precisa la Coldiretti - noto per essere un buon gourmet che apprezza particolarmente cognac, vino sushi e caviale. Il fatturato dei prodotti alimentari Made in Italy taroccati supera nel mondo i 50 miliardi di euro e se i Paesi dove sono piu' diffuse le imitazioni sono Australia, Nuova Zelanda e Stati Uniti a preoccupare - sottolinea la Coldiretti - sono anche le tendenze di Paesi emergenti come la Cina dove il falso Made in Italy arrivato prima di quello originale e rischia di comprometterne la crescita. In alcuni casi l'"inganno" particolarmente evidente con l'offerta nei menu di "specialit italiane" come gli spaghetti alla bolognese completamente sconosciuti nella citt emiliana o le fettuccine Alfredo che niente hanno a che fare con quelle del noto ristorante romano, in altri piu' difficile da scovare perch riguarda gli ingredienti di piatti dal richiamo familiare. Le imitazioni del parmigiano reggiano e del grano padano sono con il Parmesan la punta dell'iceberg diffuso in tutto il mondo, ma c' anche - sottolinea la Coldiretti - il Pecorino prodotto in Cina con latte di mucca anzich di pecora, o la Fontina danese e svedese molto diverse da quella della Val d'Aosta, l'Asiago e il Gorgonzola statunitensi o il Cambozola tedesco imitazione grossolana del formaggio con la goccia. Spaghetti napoletana, pasta milanesa, tagliatelle e capellini milaneza prodotti in Portogallo, linguine Ronzoni, risotto tuscan e polenta dagli Usa e penne e fusilli tricolore Di Peppino prodotti in Austria sono alcuni esempi di primi piatti taroccati mentre tra i condimenti risaltano i San Marzano: pomodori pelati "grown domestically in the Usa" o i pomodorini di collina cinesi e la salsa Bolognese dall'Australia. Non sfugge al tarocco - conclude la Coldiretti - anche il vino simbolo del Made in Italy come il Chianti "clonato" nella Napa Valley in California. 16/03/2009 - 08:39

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Forlì, elezioni: cominciato il tour de force di Alessandro Rondoni (sezione: Burocrazia)

( da "RomagnaOggi.it" del 16-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

16 marzo 2009 - 0.43 (Ultima Modifica: 16 marzo 2009) FORLI' - Alessandro Rondoni, candidato sindaco indipendente sostenuto da Pdl e Udc, ha partecipato sabato mattina ad un incontro cui erano presenti il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, il vicepresidente della Camera dei Deputati, Maurizio Lupi, l'assessore della Regione Lombardia, Romano Colozzi, per confrontarsi sui temi dello sviluppo economico, del federalismo, della sicurezza e della sussidiarietà come nuovo modello di società e governo delle istituzioni. "Anche a livello comunale - afferma il candidato sindaco - è possibile essere più vicini ai cittadini con politiche che valorizzino le risorse che ci sono, contengano le spese, diminuiscano la burocrazia e i tempi lunghi, avendo sempre come riferimento la centralità della persona". Il candidato sindaco Rondoni nelle ultime settimane ha già incontrato centinaia di cittadini in diversi momenti, assemblee con giovani e universitari, riunioni nelle sedi di partito e di associazioni, incontrando la gente per strada, in piazza, nei negozi, anche invitato a momenti conviviali, aperitivi nei bar e cene elettorali. "E' un impegno che richiede tempo e fatica - spiega Rondoni - ma lo faccio volentieri per ascoltare dalla viva voce dei cittadini i loro bisogni, problemi e le loro proposte". Il candidato sindaco Rondoni accenna anche ai punti programmatici della Lega nord aggiunge: "C'è grande disponibilità da parte mia, anche ad approfondirli. Aspetto un incontro con loro, sanno dove trovarmi, per chiarire i vari punti nel merito e nel metodo da proporre". Rondoni domenica ha partecipato all'assemblea di Confedilizia presso il Teatro Pullini della Residenza "Pietro Zangheri" e ad una cena elettorale al Ristorante Al Duomo invitato da un gruppo di amici ed elettori. Lunedì 16, invitato da un gruppo di elettori, sarà ad un pranzo al Bar Catering nella zona industriale di Coriano dove incontrerà anche operai ed impiegati.

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Incarichi e consulenze d'oro, la Moratti di nuovo sotto indagine (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere.it" del 16-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

La Corte dei Conti contesta 90 incarichi «illegalmente attribuiti» Incarichi e consulenze d'oro in Comune Il sindaco Moratti di nuovo sotto indagine Il gip ha respinto la richiesta di archiviazione del pm Alfredo Robledo. Il sindaco accusato di abuso d'ufficio MILANO - Il Gip milanese Paolo Ielo ha ordinato nuove indagini nell'ambito dell'inchiesta sui cosiddetti «incarichi d'oro», scattata nel 2007, in cui è coinvolto, con l'accusa di abuso di ufficio a scopo patrimoniale, il sindaco di Milano Letizia Moratti. Il Gip, per il momento, ha rigettato la richiesta di archiviazione formulata dal Pm Alfredo Robledo, nella quale si affermava che le condotte degli indagati non apparivano penalmente rilevanti. Nell'inchiesta sono coinvolte altre quattro persone, tra le quali l'ex direttore generale del Comune di Milano ed ex sindaco Giampiero Borghini, che rispondono a vario titolo di abuso di ufficio, concussione e truffa. Il Gip ha dato al Pm tempo fino al 30 giugno prossimo per sentire testimoni e acquisire documenti. GLI INCARICHI D'ORO - La vicenda riguarda il periodo fra luglio 2006 e febbraio 2007, con il numero degli incarichi triplicati e stipendi mensili dei neodirigenti da 14 mila euro. Sui criteri di nomina, l'opposizione aveva presentato un esposto alla Corte dei Conti, e poi un esposto in procura. Nel corso dell'inchiesta sono stati ascoltati una serie di testimoni, ex dirigenti comunali a cui erano subentrati i nuovi, che avevano messo a verbale di essere stati convocati dall'amministrazione comunale e invitati ad andare in pensione, con l'obbligo di una risposta nel giro di tre giorni. In alternativa, sarebbe stata minacciata la dequalificazione del ruolo e il ridimensionamento dello stipendio. Tra le accuse della Corte dei conti, quella di 90 incarichi su 91 «illegittimamente attribuiti», regolamenti riscritti, «singolare circostanza», pochi giorni prima del conferimento degli incarichi (cosa che potrebbe configurare il dolo) e contratti stipulati in numero superiore all'ammissibile e con persone prive di titolo, per un danno totale di 11 milioni di euro. LE ACCUSE - Secono la Corte dei Conti, dal 2006 al 2007 l'amministrazione ha «pressoché raddoppiato il numero delle direzioni centrali, portate da 13 a 23, in spregio alle direttive del governo sul contenimento della spesa e dei costi della burocrazia». Inoltre, il nuovo regolamento del Comune varato dalla Moratti prescinde dalla necessità di laurea per le funzioni dirigenziali. E così, si trovano dirigenti non soltanto non dottori, ma anche in «assoluta insufficienza dei requisiti professionali». Un primo capitolo a parte riguarda l'ufficio stampa. Secondo i magistrati, «non appare comprensibile in base a quali criteri sia stato determinato» il numero degli addetti, che sono venti. BORGHINI, BONETTI, MADAFFARI - Secondo rilievo, quello riguardante il direttore generale Pietro Borghini e il capo di gabinetto del sindaco Alberto Bonetti, che sono anche consiglieri regionali. Secondo la legge, i dipendenti delle pubbliche amministrazioni, se eletti, devono scegliere uno dei due stipendi. Il doppio stipendio potrebbe «costituire danno erariale» per 152mila euro per Bonetti e 390mila euro per Borghini. Altro capitolo ancora, quello sulla responsabile del settore servizi sociali Carmela Madaffari. La dirigente ha in corso contenziosi di fronte al Tar e al giudice del lavoro dopo essere stata dichiarata decaduta «per gravi inadempienze» dalla carica di direttore generale dell'Asl di Lamezia Terme, mentre un analogo procedimento era stato disposto durante la sua dirigenza dell'Asl di Locri. stampa |

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GIUSEPPE MONTESANO IL GRANDE, RIPUGNANTE, DURO, GLACIALE, CRUDELE, CONTROVERSO LIBRO DI CURZIO MA... (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Circondario Sud1)" del 16-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Giuseppe Montesano Il grande, ripugnante, duro, glaciale, crudele, controverso libro di Curzio Malaparte su Napoli, La pelle, viene continuamente rimosso. Trasformato in film di semi-scandalo ha avuto eco proprio per ciò che in Malaparte è debole e deteriore, il folclorismo estetizzante, il neorealismo fasullo, la spettacolarità da corte dei miracoli. Ma la lucida grandezza della Pelle sta altrove: a cominciare dallo straordinario capovolgimento che si attua in Malaparte del mito della giornata di sole che a Napoli tutto cura e tutto sana. Con una mossa narrativa geniale, Malaparte ambientò tutte le scene più terribili del suo romanzo nella piena luce, dimostrando che quella luce rendeva ancora più orribile la sciagura, la vergogna, la povertà, la corruzione: e con un gesto impensabile nella città delle canzoni spezzò le corde del mandolino alla saccarina e stracciò la cartolina in technicolor del Paese del sole. Fascista eretico, poi comunista eretico, poi cattolico eretico e in realtà sempre anarchico, Malaparte vide quello che aveva sotto gli occhi, e che in forme diverse nello stile ma non nella sostanza, avevano visto il Norman Lewis di Napoli '43 e in parte il Burns della Galleria: vide una città occupata da eserciti stranieri che la trattavano come i vincitori sempre trattano i vinti; vide la rassegnazione di un popolo abituato da troppo tempo alla rassegnazione lagnosa, all'umiliazione e alla mancanza di autonomia; vide il vendere se stessi diventare quasi una nuova forma di etica, vide l'inizio di quel mondo alla rovescia in cui l'onesto è infamato come fesso e il disonesto è onorato come furbo, il mondo degradato dal denaro che anche l'Eduardo di «Napoli milionaria» seppe radiografare; e vide la cosa oscena degli occupanti che corrompono col potere gli occupati, e che dopo averli corrotti e violati li disprezzano. E proprio oggi La Pelle sarebbe inattuale? Al contrario. Oggi la grandiosa metafora dell'esercito vincitore e straniero che in Malaparte non risparmia niente e nessuno, ha solo cambiato soggetto: e davanti agli occhi di chi vuol vedere appare l'evidenza altrettanto oscena di un luogo che in tempo di pace viene occupato e fatto a pezzi dai suoi indigeni: perché, ironia suprema, oggi gli occupanti devastatori sono autoctoni, siedono nei luoghi che amministrano e gestiscono, allignano nelle burocrazie e nei posti di controllo, e coprendosi ipocriti con le parole nobili della «cultura» e dello «sviluppo» hanno distrutto una terra e si preparano a distruggere il futuro a figli e nipoti: e non c'è alcun esercito di liberazione in vista. L'uso del potere corruttore esercitato da decenni sta disgregando la psiche stessa, la corruzione è diventata l'etica corrente, e forse mai come prima «a Napoli» gli onesti sono svergognati come fessi e i corrotti sono lodati come furbi. E che dire dell'esercito della camorra raccontato da Saviano, dalla Capacchione e da tanti altri? Non è forse un esercito di occupazione feudale? E non è portatore di una cultura della degradazione diffusa dalla violenza? Malaparte non scrisse un libro folcloristico, scrisse un libro crudo, a volte esibito, ma spesso vero: vero come sono vere le visioni della letteratura. Forse Malaparte era «tremendista»? Era «apocalittico»? Era innamorato dello «sfascio»? Per niente. È troppo comodo chiamare disfattisti e tremendisti gli scrittori che hanno il coraggio disgustato di guardare le cose come sono, quelli che vedono la realtà e la dicono nelle forme della letteratura. Era malato il Céline di Viaggio al termine della notte, o era malata la società che lui raccontava e smascherava? Era innamorata dello sfascio la Serao del Ventre di Napoli, o raccontava con dolore e passione lo sfascio che c'era? Era «apocalittico» il Manzoni che vedeva l'Italia come un Paese succube di leggi fatte dai potenti per i potenti e devastato da una Peste di viltà e di corruzione, o era uno scrittore lucidissimo che sapeva leggere le costanti antropologiche di un popolo? Ognuno, dopo aver meditato a lungo, può rispondere da solo. Ascoltiamo, senza prenderli alla lettera ma senza confinarli nel folclore o nel disprezzo, i Malaparte che fanno echeggiare l'allarme del loro kaputt per la civiltà e la convivenza, a Napoli o dove che sia. Lasciamo che gli scrittori siano liberi di dire ciò che vedono in veglia e in sogno. Nel Paese del sole, nel Paese del mare, nel paese che ha inventato l'odioso ritornello «scurdammece 'o passato», ci sarà sempre abbondanza di quelli che Compagnone definiva i cantori «stabilmente commossi», gli spacciatori di oppio che celebrano l'eterna falsa gouache, l'eterna canzone falsa, la nenia della rassegnazione: ma ricordiamoci bene che il falso non può che produrre altro falso, e che l'immondizia culturale è strettamente connessa all'immondizia per le strade, in un circolo vizioso che solo un'ecologia della mente e un'estetica del cuore potrebbero rompere. Malaparte, l'esteta e il gaudente sfacciato, sapeva quello che gli aspiranti esteti e gaudenti ignorano: che solo chi corre il rischio di vedere la realtà come è, può cambiarla. E impariamo, dai Malaparte, dai Manzoni, dalle Serao, a usare le parole con precisione, e a non parlare a vanvera di apocalittici: gli apocalittici non sono quelli che si voltolano nella palude dove lo sfascio si fa ordine fasullo, gli apocalittici semmai sono quelli che vogliono ciò che Dio ha promesso: «Un nuovo cielo e una nuova terra»; e non vogliono la peste dell'ingiustizia, il dominio organizzato dei forti sui deboli, il deserto della sopraffazione e della morte, ma semmai vogliono ciò che Dio ha promesso: «L'acqua della Vita» per tutti gli uomini di buona volontà. Vadano a leggersi l'Apocalisse di San Giovanni, i cantori stabilmente commossi della malefica cartolina napoletana di ieri e di oggi. Non di canzoni per addormentare «'a criatura» ha bisogno una città messa in ginocchio dai suoi barbari interni, ma di verità. La verità fa dolere le ferite? Vuol dire che sono ancora tutte aperte. La verità è imbarazzante? Vuol dire che il Re fa finta di essere vestito ma è sempre nudo, e sempre continua a ingannare gli sciocchi e i ciechi. La verità può ferire? Può darsi, ma nel Vangelo si dice che la verità taglia come una spada. L'ottimismo che vale la pena coltivare è solo quello che sopravvive alla verità che taglia.

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PIETRO TRECCAGNOLI MASCHIO, TRA I VENTI E I QUARANT'ANNI, NON ABITUATO A PERDERE O A RINUNCI... (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)" del 16-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

PIETRO TRECCAGNOLI Maschio, tra i venti e i quarant'anni, non abituato a perdere o a rinunciare. Sono queste le caratteristiche prevalenti di chi commette stalking ovvero atti di persecuzione, molestie pesanti per allacciare o riallacciare un rapporto sentimentale o sessuale. «È un fenomeno relativamente nuovo» spiega la penalista Elena Coccia «diffuso più tra i giovani e tra coloro che hanno una relazione giovane, che non dura da molto tempo». Non sempre c'è una componente patologica: «Ha più spesso una natura culturale e sociale: non si accetta di essere rifiutato, di perdere. Ed è una modalità di comportamento tipico del maschio». Per la Coccia, che nella passata legislatura ha collaborato in commissione per definire strumenti legislativi che perseguissero questo tipo di molestie, la legge voluta dal ministro Mara Carfagna va nel segno giusto: «Prima c'erano denunce, se c'erano, per le quali non era ricostruita una linea continuativa. Erano slegate e spesso non arrivavano neanche davanti a un pubblico ministero, si perdevano nelle nebbie della burocrazia». Anche il procuratore aggiunto Camillo Trapuzzano, già a capo del pool «fasce deboli» della Procura di Napoli, elogia la legge: «Ci voleva». Ed entra nello specifico: «Prima, per perseguire questo tipo di reati dovevamo sforzarci a trovarne uno assimilabile, come, per esempio, i maltrattamenti. Si poteva intervenire efficacemente solo quando le molestie avvenivano nell'ambito familiare o quando c'era stato un legame familiare tra chi commetteva stalking e la vittima». In pratica per un caso come quello denunciato ieri, avvenuto fuori dell'ambito familiare, non ci sarebbero stati strumenti all'altezza. «È un comportamento molto diffuso» aggiunge il magistrato «poiché sono pochi coloro che riescono a gestire una separazione o un divorzio». Un punto sul quale insiste anche Coccia: «In passato spesso durante le cause di separazione scoppiano liti furibonde e i contendenti venivano accompagnati da genitori o parenti. E spesso interveniva la polizia. Ora gli animi sono meno eccitati, ma per arrivare sul terreno solido, per trovare un accordo vero, deve passare del tempo, bisogna superare il lutto della fine di una storia». Lo stalking può, però, essere anche una patologia, sebbene molto spesso ha una genesi sociale. «Alla fine dell'Ottocento veniva chiamata erotomania» commenta lo psichiatra Fausto Rossano, direttore del Dipartimento di salute mentale dell'Asl Napoli 1. «Allora fioccavano lettere e non telefonate. Non si dava lo stesso peso di oggi. Psicologicamente si conosce poco di questi fenomeni che non sempre nascondono psicopatologie. Di fatto lo stalking è l'espressione della profonda solitudine in una società che non riesce a garantire una rete di connessione sociale. Raccontare con molta enfasi questo fenomeno dà soddisfazione a chi ne è vittima, ma nasconde un rischio che non va trascurato: può scatenare il bisogno di emulazione da parte di soggetti psicologicamente deboli».

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Crisi: Morandini, sistema paese può farcela ma agire in fretta (sezione: Burocrazia)

( da "01net" del 16-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Crisi: Morandini, sistema paese può farcela ma agire in fretta Il presidente della Piccola industria di Confindustria chiede un intervento immediato da parte del governo (Il Sole 24 Ore - Radiocor) - Palermo, 13 mar - Le imprese da sole non possono superare la crisi, "questa volta è il sistema Paese che deve vincere, ma non questo. Un nuovo sistema Paese, che per primo cambi l'unità di misura del tempo". Così il presidente della Piccola Industria di Confindustria, Giuseppe Morandini, intervenendo al convegno biennale della Piccola Industria "Oltre la crisi - Pmi classe dirigente". "Basta ragionare in termini di mesi o di anni. Qui si deve ragionare in termini di giorni, al massimo di settimane. Da tempo diciamo che le spie d'allarme del nostro manifatturiero lampeggiano tutte. Ora segnano riserva fissa: o arrivano subito i rifornimenti o si resta per strada". Secondo Morandini le risorse per fronteggiare la crisi ci sono. "Basta dire che non ci sono risorse", ha sottolineato: "Solo intervenendo su burocrazia, infrastrutture e istruzione si avrebbero quasi ottomila euro di reddito aggiuntivo in più per famiglia". Per il presidente della Piccola Industria, occorre "dare fiducia alla piccola industria, ai suoi imprenditori, a chi lavora nelle nostre aziende" perché la "tenuta sociale del paese passa dalla tenuta della piccola impresa".

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La burocrazia non frena il fotovoltaico italiano (sezione: Burocrazia)

( da "Affari Italiani (Online)" del 16-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Economia Rinnovabili/ La burocrazia non frena il fotovoltaico italiano Lunedí 16.03.2009 15:12 Ben 630 imprese per un fatturato che si aggira intorno a 1,1 miliardi di euro, con un incremento del 140% rispetto al 2007, diviso in maniera pressoché equanime fra residenziale (420 milioni ¬) e industriale (330 milioni ¬) e quello delle centrali fotovoltaiche ( 340 milioni ¬). 600 milioni di ¬ è il volume d'affari associato alla produzione e vendita di silicio e wafer mentre 850 milioni circa quello legato alla vendita di celle e moduli. Mentre l'indotto generato dalla produzione e vendita di tecnologie di produzione, materiali di consumo e componenti necessari alle diverse fasi del processo produttivo ha complessivamente originato un volume d'affari di circa 1.150 milioni di ¬. Il valore dell'energia in esercizio a Dicembre 2008 è stimabile in circa 13 milioni di ¬. Queste sono solo alcune delle cifre che sono racchiuse nel primo rapporto "Solar Energy Report", preparato dal dipartimento di Energia del politecnico di Milano che si occupa specificatamente di rinnovabili. L'Energy & Strategy Group che è composto da docenti e ricercatori del Dipartimento di Ingegneria Gestionale e si avvale della collaborazione di altri Dipartimenti del Politecnico di Milano, in particolare del Dipartimento di Energia, ha infatti come obiettivo quello di censire gli operatori e le iniziative imprenditoriali nel settore delle energie rinnovabili in Italia, analizzando e interpretando strategie di business, scelte tecnologiche e dinamiche competitive. In questa ottica il gruppo di ricercatori dell'Università di Milano ha con questo primo report sulla situazione del fotovoltaico in Italia analizzare, grazie al contributo di molti importanti player del settore, censendo oltre 800 operatori attivi sul mercato italiano e con la realizzazione di oltre 100 casi studi e 130 interviste a manager ed esperti del settore, quello che è lo state dell'arte del solare nel nostro paese e quali possono essere le sue prospettive future. Da questa analisi sono venuti fuori risultati che potremo definire in chiaroscuro, perché se è vero che il giro d'affari cresce e il business continua ad interessare molti investitori esteri, attirati dai generosi incentivi ma anche dalle condizioni climatiche assolutamente favorevoli, esistono molti intoppi che rischiano di rendere l'affare molto meno appetibile. In primo luogo esiste infatti il problema dell'iter autorizzativo, considerando che in alcune regioni occorrono dai 25 ai 40 procedimenti documentali per avere una autorizzazione a realizzare un impianto, con una tempistica per poter connettersi alla rete che si aggira sui 9-12 mesi, contro i 30-40 giorni che servono in Spagna e Germania. Il secondo punto oscuro evidenziato dal report è che gli incentivi potrebbero finire prima del previsto lasciando la filiera produttiva in mano ai grandi operatori stranieri, che al momento stanno colonizzando il nostro paese (dei circa 450 milioni ¬ di margine operativo lordo generato dal settore solo 180 sono stati appannaggio di imprese italiane). La crisi finanziaria globale poi sta determinando un ritardo nel raggiungimento di quegli obiettivi fissati dal Conto energia a 1200 Mw installati che dovrebbero essere raggiunti nel 2010, considerando che nel 2008 si sono superati i 300 Mw installati, con un considerevole aumento rispetto ai 120 circa del 2007, ma ancora molto lontani dai 5.000 della Germania o dai 3.300 della Spagna o dai 2.200 del Giappone e dai 1.300 circa degli Usa. Nel 2008 il primo paese al mondo per installazioni è stata la Spagna con oltre 2.000 Mw seguita dalla Germania con 1.350. Nel mondo la potenza installata supera i 14.000 Mw, di cui ben 9.000 si trovano in Europa. Il problema però del fotovoltaico, come fa notare il report, continua ad essere l'alto costo di produzione, che continua ad essere molto superiore alle altre fonti di energia rinnovabile, se si pensa che mentre per un Kwh di solare si pagano ancora circa 40 cent per uno di idroelettrico 20 e per uno di eolico circa 13 cent. Ma la ricerca sembra che possa fare passi da gigante se qualcuno ipotizza che per il 2015 il costo a Watt possa scendere dagli attuali 3 dollari circa a 0,5 o addirittura 0,2 cent. La regione più "virtuosa" si conferma la Lombardia tallonata dalla Puglia, che però è la prima regione in assoluta per la taglia degli impianti con più di 10.000 impianti di potenza superiore ai 100Kw ( il 41% del totale). La Puglia è l'unica regione del sud ad occupare le prime posizioni, dominate da regioni del centro nord. Non a caso la regione pugliese è l'unica che ha eliminato la Via ( valutazione di impatto ambientale) lasciando al semplice Dia (denuncia inizio attività) per gli impianti sotto il Mw di potenza. Nel 2008, infine, la taglia media degli impianti si è attestata ai 4,84 Kw, un 10% in meno rispetto al 2007. Vincenzo Caccioppoli tags: rinnovabili solare fotovoltaico energia Energy & Strategy Group

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L'Inps chiede il reddito ad una donna in coma vegetativo da 16 anni (sezione: Burocrazia)

( da "Italia Sera" del 16-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Politica Interna Stillo: ?Bisogna evitare ridicole quanto offensive richieste burocratiche? L?Inps chiede il reddito ad una donna in coma vegetativo da 16 anni Recentemente abbiamo avuto notizia di casi di persone che, grazie a degli escamotage, riuscivano a frodare le casse dello Stato percependo per anni la pensione di parenti deceduti da tempo. In realtà, la questione non è affatto recente: già nel febbraio 2008 fu avviata dalla Guardia di Finanza di Torino un?inchiesta sui ?furbetti della pensione?. Pochi giorni fa, i media hanno riportato un altro caso che ha generato sdegno: a Tricase, paese della provincia di Lecce, una ragazza in coma vegetativo da 16 anni riceve periodicamente lettere da parte dell?Inps nelle quali si richiede la dichiarazione del reddito percepito nel 2008 pena la sospensione della pensione di invalidità. Come ha dichiarato il padre della donna: ?Ogni anno ci arriva questa richiesta. Mia figlia è in coma vegetativo e non vedo quale reddito possa produrre. Basterebbe censire questi ragazzi per evitare che l?invio di queste missive si trasformi in una umiliante presa in giro; credo che una dichiarazione di esistenza in vita sia sufficiente?. Sulla questione, che ha dell?incredibile, si è pronunciato anche il responsabile dell?Osservatorio per la tutela e lo sviluppo dei diritti dell?associazione ?Giuseppe Dossetti: i Valori?, Corrado Stillo. ?E? davvero umiliante per una famiglia che da 16 anni assiste una donna in coma vegetativo permanente vedersi recapitare una richiesta di reddito annuale da una burocrazia sorda e cieca di fronte all?evidenza di una tragedia?. Stillo, esprimendo solidarietà alla famiglia, chiede all?Inps ?di adeguare le procedure di fronte a casi come quelli di coma vegetativo permanente evitando così ridicole quanto offensive richieste burocratiche?. Quindi da una parte la scorrettezza dei cittadini e dall?altra una confusione burocratica da non giustificare. Roberta Picchi Edizione n. 2137 del 16/03/2009

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Consulenze d'oro al Comune, la Moratti di nuovo sotto indagine (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere.it" del 16-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

La Corte dei Conti contesta 90 incarichi «illegalmente attribuiti» Incarichi e consulenze d'oro in Comune Il sindaco Moratti di nuovo sotto indagine Il gip ha respinto la richiesta di archiviazione: «violenza privata» a dirigenti e «volontà di favorire» altri MILANO - Il Gip milanese Paolo Ielo ha ordinato nuove indagini nell'ambito dell'inchiesta sui cosiddetti «incarichi d'oro», scattata nel 2007, in cui è coinvolto, con l'accusa di abuso di ufficio a scopo patrimoniale, il sindaco di Milano Letizia Moratti. Il Gip, per il momento, ha rigettato la richiesta di archiviazione formulata dal Pm Alfredo Robledo, nella quale si affermava che le condotte degli indagati non apparivano penalmente rilevanti. Nell'inchiesta sono coinvolte altre quattro persone, tra le quali l'ex direttore generale del Comune di Milano ed ex sindaco Giampiero Borghini, che rispondono a vario titolo di abuso di ufficio, concussione e truffa. Il Gip ha dato al Pm tempo fino al 30 giugno prossimo per sentire testimoni e acquisire documenti. GLI INCARICHI D'ORO - «Il numero dei dirigenti nominati tra gli esterni non avrebbe potuto superare la decina, a fronte del numero di 51 concretamente nominati», scrive il gip Paolo Ielo nel respingere la richiesta di archiviazione. La vicenda riguarda il periodo fra luglio 2006 e febbraio 2007, con il numero degli incarichi triplicati e stipendi mensili dei neodirigenti da 14 mila euro. Sui criteri di nomina, l'opposizione aveva presentato un esposto alla Corte dei Conti, e poi un esposto in procura. Nel corso dell'inchiesta sono stati ascoltati una serie di testimoni, ex dirigenti comunali a cui erano subentrati i nuovi, che avevano messo a verbale di essere stati convocati dall'amministrazione comunale e invitati ad andare in pensione, con l'obbligo di una risposta nel giro di tre giorni. «VIOLENZA PRIVATA» - Secondo il gip, il «vernissage» della macchina comunale milanese sarebbe avvenuto «con la prospettazione di modalità umilianti nella prosecuzione del rapporto di lavoro, con minacce - credibili per la fonte da cui promanavano - di pagarla» nei confronti di decine di funzionari che sarebbero stati indotti ad andare in pensione per lasciare il posto ad altri di nuova nomina. «Modalità umilianti» che, sostiene il magistrato, integrerebbero il delitto di violenza privata, «e non quello di concussione», ipotizzato dal pm. Inoltre, il gip annota che «l'indagine appare non essere sufficientemente approfondita in ordine al livello cui sono state prese le determinazioni per l'ottenimento delle risoluzioni consensuali». E ancora: l'amministrazione comunale milanese non avrebbe dato la pubblicità, prevista dallo statuto municipale, alla possibilità di presentare domande per la selezione di nuovi dirigenti. Sarebbe, questa, «una violazione di legge conclamata». «Merita rilievo la circostanza - scrive Ielo - che, incontestabilmente, la selezione dei dirigenti nominati è intervenuta senza la preventiva pubblicità richiesta dallo statuto, senza peraltro nessuna ricerca delle professionalità maggiormente adeguate alle funzioni da ricoprire, come il pur illegittimo regolamento richiederebbe» con il risultato che (anche) ai cittadini del Comune di Milano «è stata preclusa la possibilità di accesso a funzioni poi assegnate a terzi». IL CASO MADAFFARI - Motivando la sussistenza della volontà di favorire qualcuno (uno dei presupposti dell'ipotesi di reato di abuso d'ufficio), il gip cita, tra gli altri, il caso di Carmela Madaffari, direttore della Direzione centrale famiglia del Comune di Milano, scelta «senza una preventiva ricerca» e che «nel momento della designazione aveva subito provvedimenti negativi, sia pur non definitivi, quali la sospensione dalla funzione di direttore generale e la decadenza» in occasione della «risoluzione del suo contratto di direttore generale dell'Asl di Locri». «Non rileva, com'è ovvio - annota il gip -, il merito delle scelte, ovviamente insindacabili, quanto piuttosto il metodo, che evidenzia una violazione di legge, allo stato degli atti, indice di una volontà specificamente diretta a favorire la Madaffari». LA CORTE DEI CONTI - Viaggia in parallelo l'esposto alla Corte dei Conti. Tra le accuse, quella di 90 incarichi su 91 «illegittimamente attribuiti», regolamenti riscritti, «singolare circostanza», pochi giorni prima del conferimento degli incarichi (cosa che potrebbe configurare il dolo) e contratti stipulati in numero superiore all'ammissibile e con persone prive di titolo, per un danno totale di 11 milioni di euro. Secondo la Corte dei Conti, dal 2006 al 2007 l'amministrazione ha «pressoché raddoppiato il numero delle direzioni centrali, portate da 13 a 23, in spregio alle direttive del governo sul contenimento della spesa e dei costi della burocrazia». Inoltre, il nuovo regolamento del Comune varato dalla Moratti prescinde dalla necessità di laurea per le funzioni dirigenziali. E così, si trovano dirigenti non soltanto non dottori, ma anche in «assoluta insufficienza dei requisiti professionali». Un primo capitolo a parte riguarda l'ufficio stampa. Secondo i magistrati, «non appare comprensibile in base a quali criteri sia stato determinato» il numero degli addetti, che sono venti. stampa |

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## Incarichi d'oro/ Gip: nuove indagini su Letizia Moratti (sezione: Burocrazia)

( da "Virgilio Notizie" del 16-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Milano, 16 mar. (Apcom) - Resta sotto inchiesta il sindaco di Milano Letizia Moratti accusata di abuso in atti d'ufficio a scopo patrimoniale insieme ad altre quattro persone, tra cui Giampiero Borghini, anche lui ex primo cittadino, che rispondono a vario titolo di concussione e truffa ai danni del Comune. Il gip Paolo Ielo ha rigettato la richiesta di archiviazione formulata dal pm Alfredo Robledo, ordinando nuove indagini, cioè sentire testi e indagati, acquisire documenti sulle consulenze esterne e le nomine dei dirigenti, i cosiddetti incarichi d'oro, da espletare entro il 30 giugno del 2009. A luglio poi sarà un altro giudice a esaminare il lavoro della procura perchè Ielo tra un mese lascerà il settimo piano del palazzo di giustizia per andare in procura a Roma. "Ho deciso una volta per tutte che voglio fare il pm" sono le parole con cui sintetizza la sua scelta. Ed è da ex oltre che futuro pm che evidentemente Ielo ha "censurato" le conclusioni della procura di Milano di cui fece parte ai tempi di Mani pulite. "Il numero dei dirigenti nominati tra gli esterni non avrebbe potuto superare la decina, a fronte del numero di 51 concretamente nominati" scrive il gip. La vicenda riguarda il periodo fra luglio 2006 e febbraio 2007, con incarichi triplicati e stipendi mensili dei neodirigenti da 14 mila euro. Sui criteri di nomina, l'opposizione aveva presentato un esposto alla Corte dei Conti, e poi in procura. Nel corso dell'inchiesta sono stati ascoltati una serie di testimoni, ex dirigenti comunali a cui erano subentrati i nuovi, che avevano messo a verbale di essere stati convocati dall'amministrazione e invitati ad andare in pensione, con l'obbligo di una risposta nel giro di tre giorni. Secondo il gip, la riorganizzazione sarebbe avvenuta "con la prospettazione di modalità umilianti nella prosecuzione del rapporto di lavoro, con minacce nei confronti di decine di funzionari che sarebbero stati indotti ad andare in pensione per lasciare il posto ad altri di nuova nomina". Furono "modalità umilianti" che integrerebbero il delitto di violenza privata e non quello di concussione ipotizzato dal pm. Inoltre "l'indagine appare non essere sufficientemente approfondita in ordine al livello cui sono state prese le determinazioni per l'ottenimento delle risoluzioni consensuali". E ancora: l'amministrazione comunale milanese non avrebbe dato la pubblicità, prevista dallo statuto municipale, alla possibilità di presentare domande per la selezione di nuovi dirigenti. Sarebbe, questa, "una violazione di legge conclamata". "La selezione dei dirigenti nominati è intervenuta senza la preventiva pubblicità richiesta dallo statuto, senza peraltro nessuna ricerca delle professionalità maggiormente adeguate alle funzioni da ricoprire con il risultato che (anche) ai cittadini del comune di Milano è stata preclusa la possibilità di accesso a funzioni poi assegnate a terzi" aggiunge il giudice. Secondo l'esposto alla Corte dei Conti 90 incarichi su 91 furono "illegittimamente attribuiti", i regolamenti riscritti, singolare circostanza, pochi giorni prima del conferimento degli incarichi e contratti stipulati in numero superiore all'ammissibile e con persone prive di titolo, per un danno totale di 11 milioni di euro. Dal 2006 al 2007 l'amministrazione ha "pressoché raddoppiato il numero delle direzioni centrali, portate da 13 a 23, in spregio alle direttive del governo sul contenimento della spesa e dei costi della burocrazia". Inoltre, il nuovo regolamento del Comune varato dalla Moratti prescinde dalla necessità di laurea per le funzioni dirigenziali. E così, si trovano dirigenti non soltanto non dottori, ma anche in "assoluta insufficienza dei requisiti professionali". Nell'ufficio stampa "non appare comprensibile in base a quali criteri sia stato determinato" il numero degli addetti, che sono venti. Il direttore generale Pietro Borghini e il capo di gabinetto del sindaco Alberto Bonetti sono anche consiglieri regionali. Secondo la legge, i dipendenti delle pubbliche amministrazioni, se eletti, devono scegliere uno dei due stipendi. Il doppio stipendio potrebbe costituire danno erariale per 152mila euro per Bonetti e 390mila euro per Borghini. Carmela Madaffari, dirigente di Palazzo Marino, ha in corso contenziosi di fronte al Tar e al giudice del lavoro dopo essere stata dichiarata decaduta per gravi inadempienze dalla carica di direttore generale dell'Asl di Lamezia Terme, mentre un analogo procedimento era stato disposto durante la sua dirigenza dell'Asl di Locri. La decisione di Ielo è nel periodo recente uno dei tanti provvedimenti con cui i gip hanno "criticato" il lavoro della procura di Milano. Basta ricordare il rigetto dell'archiviazione sul caso Impregilo con invito ai pm a formulare l'imputazione coatta, il no agli arresti per primari e amministratori dell'ospedale Galeazzi per i quali è stata negata anche l'interdizione dagli incarichi. Forse una conseguenza in anticipo della separazione delle carriere che dovrebbe arrivare formalmente a breve.

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Consorzio unirà le Pro loco di due valli (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 17-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

PROGETTO. PO E VARAITA Consorzio unirà le Pro loco di due valli In autunno le Comunità montane della valle Varaita e della valle Po si uniranno, per dare origine a un ente solo. E anche le Pro loco stanno per aggregarsi in un'unica associazione turistica. «Nove anni fa - dice Walter Genre, promotore del progetto - avevamo costituito l'Uniprova (di cui Genre è stato confermato presidente), ente che raggruppa le sedici Pro loco della val Varaita, da quella di Verzuolo a quella di Pontechianale. Così abbiamo conquistato più potere d'acquisto e snellito la burocrazia». La stessa iniziativa sta prendendo una forma definitiva anche in valle Po, e diventerà il «Coordinamento delle Pro loco del Monviso», che conta dodici Comuni. Dai due consorzi, adesso nascerà un coordinamento unico, che raggrupperà le Pro loco delle due valli. «Non verrà nominato un presidente, ma alcuni componenti, a rotazione, rappresenteranno il coordinamento nelle riunioni con gli altri enti locali. Non abbiamo intenzione di organizzare eventi insieme - continua Genre -: ci consorziamo per poterci avvantaggiare delle convenzioni, per difenderci dai "tagli". In Comune ci sarà il sito: quello dell'Uniprova ospiterà le Pro loco della valle Po. E anche un depliant, che proporremo a breve». La presentazione del «Coordinamento delle Pro loco delle Valli Varaita, Po, Bronda e Infernotto» è in programma il 23 marzo alle 20,30 al Consorzio Monviso Solidale di Saluzzo. \

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In tempi di crisi a vincere è la fantasia (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere delle Alpi" del 17-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

«In tempi di crisi a vincere è la fantasia» Dal Pont (Consulta Ascom): «Il commercio sostiene l'economia» BELLUNO. «In questi momenti la specializzazione e il prodotto particolare sono la forza dei piccoli negozi». A dirlo è Andrea Dal Pont, presidente della Consulta dell'Ascom, che saluta favorevolmente le due nuove aperture in via Psaro, i negozi di bigiotteria e cioccolata. «Sempre più si parla di prodotti di nicchia, di cose che non trovi ovunque», precisa. «La cioccolateria è uno di questi: sebbene tutti i bar facciano la cioccolata, un negozio che propone cioccolato a 360º non esiste. La crisi sta mettendo in risalto la fantasia dell'imprenditore». E poi, a favore della giovane Valentina Dal Mas, dice: «Ha solo vent'anni e le è sempre piaciuto questo articolo: la vedo motivata, ci crede, e questo non può che fare piacere. Anche perchè è facile aprire un negozio, ma è difficile mantenerlo. Il fatto che sia una ragazza giovane ad aver avuto un'iniziativa del genere», commenta il presidente della Consulta, «è di buon auspicio». Dal Pont quindi passa a fare alcune considerazione sul mondo del commercio. «Spesso, molti hanno preferito il posto pubblico oppure un lavoro da dipendente, e adesso si trovano a terra. E' inutile discriminare il commercio perchè guadagna. Noi non chiediamo aiuti, non abbiamo gli ammortizzatori sociali come gli operai e oggi siamo quelli su cui ricadono queste indennità. Il sistema italiano dovrebbe premiare chi crea posti di lavoro senza pesare sulle spalle dello stato». E a questo punto il presidente della Consulta spezza una lancia in favore del commercio, alle prese con l'ingessante burocrazia e i famigerati studi di settore. «Sono le attività imprenditoriali che mandano avanti l'Italia. Non voglio peccare di immodestia, ma è così. Secondo me la crisi contribuisce a sensibilizzare il cliente, che si rende conto che il prezzo diventa importante. Spesso vorremmo vendere di più a poco prezzo, ma gli studi di settore ce lo impediscono. Se lo Stato si fidasse di quello che dichiariamo, infatti, si potrebbe vendere a minor prezzo, ma così, qualunque sia il tuo guadagno, devi pagare una somma fissata ad abitrio. Su questo punto c'era l'impegno del ministro Matteoli di portare all'attenzione del governo la questione degli studi di settore al ribasso. Ma ancora non abbiamo visto nulla, anche se resta tempo prima della denuncia dei redditi». (p.d.a.)

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Bonus energia, più di mille i sangiulianesi aventi diritto (sezione: Burocrazia)

( da "Cittadino, Il" del 17-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Bonus energia, più di mille i sangiulianesi aventi diritto n Sono più di mille i sangiulianesi potenziali beneficiari del bonus energia promosso dalla Regione: da ieri il comune ha messo a disposizione un consulente per aiutare i diretti interessati a compilare la pratica. «Il nostro obiettivo - spiega l'assessore ai servizi sociali, Lucia Salvato -, è teso a far cogliere a tutti questa opportunità che offre un supporto alle fasce in situazione di maggior disagio economico. In base ad una stima sono intorno ai 1.200 i residenti aventi diritto a questo contributo. Spesso però la compilazione delle pratiche e il reperimento di tutta la documentazione necessaria rappresentano un problema, pertanto ogni richiedente potrà essere guidato da un operatore, che rimarrà a disposizione fino a fine aprile». Il contributo, che consentirà uno sconto sulle bollette della luce, è in particolare rivolto alle famiglie con reddito Isee inferiore ai 7.500 euro e ai pazienti legati ad apparecchiature elettromedicali, che a San Giuliano sono una decina, tutti già avvertiti sulla possibilità di avere un contributo di 150 euro l'anno per sostenere le spese della corrente elettrica. Mentre nelle altre situazioni, l'apporto economico varia a seconda di componenti del nucleo familiare, passando da un minimo di 60 euro ad un massimo di 135 euro annui. Gli aventi diritto, possono già presentarsi presso l'ufficio tributi del comune, dove troveranno un orientamento riguardo i documenti da presentare, nonché un aiuto nel compilare la modulistica per inoltrare correttamente la domanda. In base infatti a un meccanismo ormai consolidato con l'Ufficio casa per il contributo regionale, anche in questo caso l'ente locale ha investito risorse per affiancare i sangiulianesi, evitando che si perdano nella giungla della burocrazia, rischiando così di farsi sfuggire l'occasione. Ulteriori informazioni sul servizio, possono in ogni caso essere richieste presso gli uffici competenti del municipio. Intanto, il calcolo dei potenziali utenti conferma ancora una volta l'incremento delle situazioni di difficoltà con una crescita del numero dei modelli Isee che vengono presentati in municipio e una sempre più estesa quota di cittadini che chiedono sostegni per arrivare a fine mese. G. C.

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consulenze, la moratti resta indagata (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 17-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 5 - Attualità Consulenze, la Moratti resta indagata Milano, il gip dice no all'archiviazione: «Il Comune sperperò 11 milioni» MILANO. Resta sotto inchiesta il sindaco di Milano Letizia Moratti e quattro suoi "fedelissimi", tra cui l'ex direttore generale del Comune Giampiero Borghini e la sua vice Rita Amabile. L'indagine sulle consulenze d'oro deve proseguire. Ordine del giudice per le indagini preliminari che ha respinto la richiesta di archiviazione formulata dalla Procura. La vicenda riguarda il periodo fra luglio 2006 e febbraio 2007, con incarichi triplicati e stipendi mensili dei neodirigenti da 14 mila euro. «Il numero dei dirigenti nominati tra gli esterni non avrebbe potuto superare la decina, a fronte dei 51 nominati» scrive il gip. Sui criteri di nomina, l'opposizione aveva presentato un esposto alla Corte dei conti e in procura. Nel corso dell'inchiesta sono stati ascoltati alcuni ex dirigenti comunali che hanno dichiarato di aver subito pesanti pressioni - addirittura «minacce», scrive il gip - per andare in pensione in anticipo e lasciare libero il posto ai nuovi assunti. Assunti per chiamata diretta. Furono «modalità umilianti» che integrerebbero il delitto di violenza privata e non quello di concussione ipotizzato dal pm. Inoltre, scrive il gip, «l'amministrazione comunale milanese non avrebbe dato la pubblicità, prevista dallo statuto municipale, alla possibilità di presentare domande per la selezione di nuovi dirigenti», assunti invece per chiamata diretta. Viaggia in parallelo l'esposto alla Corte dei conti. Tra le accuse, quella di 90 incarichi su 91 «illegittimamente attribuiti», regolamenti riscritti, «singolare circostanza», pochi giorni prima del conferimento degli incarichi (cosa che potrebbe configurare il dolo) e contratti stipulati in numero superiore all'ammissibile e con persone prive di titolo, per un danno totale di 11 milioni di euro. Secondo la Corte dei conti, dal 2006 al 2007 l'amministrazione ha «pressoché raddoppiato il numero delle direzioni centrali, portate da 13 a 23, in spregio alle direttive del governo sul contenimento della spesa e dei costi della burocrazia». Inoltre, il nuovo regolamento del Comune varato da Letizia Moratti prescinde dalla necessità di laurea per le funzioni dirigenziali. E così, si trovano dirigenti non soltanto non dottori, ma anche in «assoluta insufficienza dei requisiti professionali».

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un solo autovelox. e neppure funziona (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 17-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 8 - Empoli Un solo autovelox. E neppure funziona In Alta Valdera l'attrezzatura è unica per 6 Comuni: ma ora è fuoriuso è a fare la taratura annuale. Da 2 settimane controlli impossibili sulla velocità. E qui auto e moto... sfrecciano LAJATICO. è il paradiso degli appassionati delle moto. Quaranta e poco più chilometri da Pontedera a Volterra: quasi una pista naturale, con curve più o meno impegnative, salite, discese e tornanti. E nel mezzo lunghi rettilinei che invitano a girare la manopola del "gas" a manetta. Quaranta e rotti chilometri senza una postazione fissa per misurare la velocità. Solo macchinette mobili. Anzi, nel tratto che attraversa l'Alta Valdera - proprio dove domenica si è consumata la tragedia che è costata la vita di due appassionati, Marco Bartoli, 32 anni, pontederese e Marco Cecconi, 34 anni, residente a Lajatico - un solo autovelox deve servire tutti e sei i Comuni dell'ex Consorzio, oggi Unione: Capannoli, Chianni, Lajatico, Peccioli; Terricciola e Palaia. «E in questo momento neppure quello - risponde Michele Stefanelli, comandante della polizia municipale, un unico corpo che agisce per tutta l'area - Da due settimane è stato rispedito all'azienda fornitrice, per la taratura: sa, va fatta almeno una volta l'anno, per legge. Proprio stamani (ieri per chi legge ndr) ci ha chiamato l'azienda dicendoci che era pronto. Ma poco dopo hanno richiamato: avevano sbagliato. Siamo ancora senza». E quindi niente controlli. Proprio nel periodo in cui gli appassionati delle moto cominciano a mettere i loro centauri su strada. «Sulla questione della sicurezza lungo le nostre strade - prosegue il comandante - dovremmo fare uno sforzo collettivo tutti. Penso all'intero sistema: o ci si crede oppure si lascia perdere». I problemi con i quali gli addetti ai lavori devono combattere non sono pochi: ad esempio la mancanza di strumenti necessari (che poi significa anche mancanza di risorse), l'eccessiva burocrazia che c'è dietro un semplice verbale di constatazione dell'eccesso di velocità: cartelli per avvisare della postazione mobile da mettere a una certa distanza, di un colore predeterminato, coi caratteri di certe dimensioni. Per non parlare dei ricorsi che i verbali producono e del successivo annullamento, spesso anche per curiosi cavilli. «Alla base di tutto - prosegue Stefanelli, responsabile del corpo di polizia municipale dell'Alta Valdera - c'è anche una carenza culturale del fenomeno: viviamo in una società che ci fa credere che avere l'auto più potente e più veloce accresca anche il prestigio personale. Abbiamo fatto addirittura dei corsi universitari, per analizzare e valutare il delirio di onnipotenza che ci prende, quando siamo al volante». Rimane il problema del controllo, che rischia di essere insufficiente. «Non è così - conclude Stefanelli - Anzi: con i mezzi che abbiamo a disposizione facciamo anche tanto. Nella zona dov'è avvenuto il doppio incidente mortale, domenica mattina, ad esempio, noi facciamo molti controlli. Quando arriviamo a La Steza, al contrario di altri posti, i residenti sono contenti della nostra presenza. Ci ringraziano». Segno che da quelle parti, la gente sa che - se non c'è il cartello, obbligatorio, che segnala la postazione mobile, qualche centinaio di metri dopo - può provare il brivido della velocità, senza rischiare multe e taglio dei punti. Non pensando che, forse, il rischio è assai maggiore.(ech)

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carbonile, l'ambiente blocca il trasloco (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 17-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 15 - Cagliari Carbonile, l'Ambiente blocca il trasloco L'Enel: abbiamo fatto tutto per la tutela. Cremone: il ministero tace PORTOVESME. Una burocrazia lumaca sta aggravando ulteriormente la crisi economica e occupazionale del territorio. La conferma arriva dall'Enel che, messa sotto accusa per la polverosità del carbonile della centrale Sulcis "Grazia Deledda", manifesta insofferenza e giustifica la propria posizione con una nota del direttore dell'impianto termoelettrico, Renato Giardina. Alcune settimane fa il consigliere comunale dell'opposizione, Angelo Cremone, aveva inviato un esposto all'Arpas per l'eccessiva polverosità del carbonile. «In ottemperanza e in conformità al decreto del ministero dell'Industria del 6 ottobre 1982 - scrive Renato Giardina - segnaliamo che Enel è intervenuta da allora e sino ad oggi, più volte, sulla struttura in argomento adottando diversi provvedimenti finalizzati al contenimento della polverosità. Tra questo appunto il posizionamento di una barriera di alberi ad alto fusto, l'installazione, nel tempo continuamente modificata e migliorata, di una rete antipolvere lungo tutto il perimetro del carbonile e il posizionamento di un sistema di umidificazione per l'abbattimento delle polveri. Tali provvedimenti sono stati effettuati a seguito dei provvedimenti autorizzativi ottenuti dagli enti regionali e comunali». In tal senso Enel ha predisposto la chiusura dei nastri trasportatori del carbone dal pontile di scarico e dal bunker di caricamento a parco ai gruppi termoelettrici. «Ma la notizia che provoca indignazione - aggiunge Angelo Cremone - è che Enel ha predisposto un progetto per la ricollocazione dell'attuale carbonile ma non ha potuto trovare seguito in quanto il dossier tecnico è fermo nelle scrivanie di vari ministeri. Il nuovo carbonile è condizionato, secondo quanto riferisce l'azienda elettrica, alla costruzione e all'equipaggiamento della nuova banchina per l'attracco delle navi carboniere e al dragaggio del porto. Devo dire che ceri ritardi sono insostenibili e l'amministrazione comunale deve intervenire. Il trasferimento del carbonile darebbe sollievo all'ambiente e alla salute degli abitanti di Portoscuso. Quel carbonile va rimosso e quindi devono essere accelerati i tempi autorizzativi». Insomma, tutto è bloccato perché il ministero dell'Ambiente pretende la costruzione della barriera fisica, dai costi insostenibili, prima del dragaggio del porto. (ea)

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consulenze, moratti resta indagata il pd: accuse gravi, c'era un sistema - stefano rossi (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 17-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina II - Milano Consulenze, Moratti resta indagata Il Pd: accuse gravi, c´era un sistema Il sindaco: "Fiducia nei magistrati". La Lega: fare chiarezza Majorino: "è il punto più basso di questo mandato amministrativo" Gallera, Forza Italia "Abbiamo lavorato con correttezza" STEFANO ROSSI Truffa. Violenza privata. Mobbing. Sono ipotesi di reato pesanti quelle per le quali il gip Paolo Ielo chiede alla procura, malgrado la richiesta di archiviazione del pm, di indagare ancora sull´operato del sindaco e di quattro dirigenti apicali della burocrazia comunale. Malgrado ciò, Letizia Moratti affida allo staff il compito di far trapelare la propria tranquillità: «Attendiamo sereni anche questo supplemento di indagini, sicuri che farà completa luce sulla vicenda». I suoi collaboratori riportano la «totale fiducia nella magistratura» da parte del sindaco. Davide Corritore del Pd, fustigatore della giunta sui derivati finanziari, crede invece che i prossimi tre mesi di approfondimenti da parte dei giudici potrebbero riservare delle sorprese: «Andare avanti è doveroso, di cose da verificare ce ne sono parecchie. Specialmente pensando che le imputazioni sono assai gravi e che il sistema messo in piedi era molto strutturato». Per il suo capogruppo, Pierfrancesco Majorino, «individuare le singole responsabilità penali non è nostro compito, in ogni caso la funzione che abbiamo svolto è quella giusta». Non c´è infatti solo l´esposto penale: due anni fa l´opposizione si rivolgeva anche alla Corte dei conti. «E lo scorso dicembre, nel dibattito sul bilancio � prosegue Majorino � abbiamo avanzato la proposta di rivedere tutti i contratti, abbassando il tetto massimo da 243.000 a 150.000 euro. Si ricaverebbero così 2,2 milioni per la spesa sociale. Le consulenze d´oro sono una vergogna, il punto più basso dell´esperienza Moratti, ecco perché il sindaco non si presenta in aula». Filippo Penati, presidente uscente della Provincia e ricandidato, all´apertura della campagna elettorale lascia capire che vorrebbe dire di più ma alla fine si limita a un diplomatico: «Mi auguro che il sindaco possa chiarire la sua posizione il prima possibile». Il leghista Matteo Salvini, che diplomatico non è, ne ha per tutti: «Se c´è un supplemento di indagine, viva il supplemento di indagine. Continuo a credere che non ci sia niente di penalmente rilevante ma il Comune deve essere al di sopra di ogni sospetto. è vero che si è ecceduto, assumendo gente con un curriculum buono per il Comune di Barletta, non per quello di Milano, dunque avanti. Spero solo che se alla fine si accerterà che reati non ce ne sono, qualcuno ne paghi le conseguenze». Serenità è la parola d´ordine pure in Forza Italia: «Siamo sereni � dice il capogruppo Giulio Gallera � il Comune ha immesso delle professionalità dall´esterno con stipendi inferiori a quelli di altre città, ad esempio Roma, e grazie a una legge molto buona, fatta oltre tutto dal centrosinistra. Emergerà la totale correttezza dell´operato della giunta». Non ci sono novità sostanziali, secondo la Lista Moratti. Il materiale probatorio è sul tavolo ed esaminandolo il pm aveva chiesto di mettere fine all´inchiesta, senza rinvio a giudizio. Sta dunque qui il fulcro della difesa del sindaco. Dice infatti una nota del movimento che rappresenta la Moratti in Consiglio: «Si parla di fatti non nuovi. Ogni atto della magistratura diretto alla trasparenza è il benvenuto. Una trasparenza che, peraltro, siamo convinti abbia sempre connotato il comportamento del sindaco, associato alla volontà di creare le condizioni necessarie per realizzare un rilancio della città di cui si sentiva il bisogno».

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il piano casa non risolve i problemi della città - luca beltrami gadola (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 17-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina IV - Milano IL PIANO CASA NON RISOLVE I PROBLEMI DELLA CITTà LUCA BELTRAMI GADOLA Il primo risultato sarà l´utilizzo di questa opportunità nei luoghi in cui è più facile utilizzarla: l´hinterland dove la diffusione delle case unifamiliari è più alta (sul terreno una camera o due in più ci sta sempre) e dove il recupero dei sottotetti non ha avuto l´esplosione milanese, col risultato dunque di stabilizzare e forse aumentare il pendolarismo. A Milano è più difficile fare una previsione, scontata la chiusura di logge e l´edificazione di qualche terrazzo. La possibilità invece che interi condominii imbocchino la strada dei sopralzi è remota: comunque nessuna risorsa utilizzabile per le case a basso costo. Solo i grandi proprietari pubblici di immobili potrebbero avvantaggiarsene: il Comune e l´Aler, ma sono proprio quelli che non hanno soldi. Una sola certezza invece: essere espropriati del diritto di decidere in un confronto democratico dei destini della nostra città, mascherando il tutto in un provvedimento demagogico che illude. Si affonda il coltello nel burro quando si promette di togliere di mezzo la burocrazia � non più permessi o licenze di costruire, lunghe da ottenere, ma solo semplici autocertificazioni � e si annuncia un fantomatico rilancio della professione di architetto, oggi depressa dalla crisi dell´edilizia. C´è un piccolo neo: l´edilizia è ferma perché non ci sono soldi per comprare casa. Le vendite di appartamenti sono calate del 17%, come si è letto su Repubblica, così come sono calati i consumi in generale. Questi provvedimenti per la casa sono demenziali: è come se per i beni di consumo si fosse pensato di rilanciarli aprendo nuovi centri commerciali, senza clienti. Quale è oggi invece la domanda certa di case? Quella di chi ha bisogno un aiuto. Per l´ultimo bando comunale sono arrivate 22mila domande di cui 9mila extracomunitari. Questa domanda viene soddisfatta nel migliore dei casi per l´1,4 per cento. Le esecuzioni per morosità e per insolvenza � non ci sono i soldi per pagare affitti e mutui � si contano a migliaia e crescono. Ma di questo i provvedimenti sulla casa quasi non si occupano.

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stop all'ufficio protocollo così si sperpera denaro (sezione: Burocrazia)

( da "Centro, Il" del 17-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Protesta dei consiglieri Orsini e Di Stefano Stop all'ufficio protocollo «Così si sperpera denaro» MONTESILVANO. Ufficio Protocollo bloccato. Dopo la denuncia del consigliere Francesco Maragno, anche Gabriele Di Stefano e Mauro Orsini protestano. Di Stefano fa notare «le ingerenze della politica perfino nello smistamento dello posta». Un'azione, secondo Di Stefano, mirata a far perdere «le lettere ostili nei meandri della burocrazia. Da quando il centrodestra si è insediato, alcuni degli uffici sensibili sono in condizione di non funzionare e, nel frattempo, si sperpera il denaro pubblico». Per Di Stefano, il blocco dell'ufficio Protocollo è il sintomo della paralisi dell'amministrazione comunale. «E' giunta l'ora di ridare la parola agli elettori», afferma il consigliere del Pd, «questa maggioranza deve andare a casa. L'amministrazione è in confusione totale: i dirigenti lasciano, gli assessori lamentano scelte che non condividono e cercano di defilarsi, i partiti di maggioranza chiedono verifiche e presentano al sindaco il conto. La città viene lasciata allo sbando e si litiga per gli interessi di bottega». Orsini, invece, ricorda che «agli inizi della legislatura, il gruppo Libero elaborò un progetto per l'istituzione del protocollo informatico, supportato da un'ampia relazione e pronto per essere attivato. Purtroppo, l'iniziativa venne bloccata da un assessore tuttora in carica che rivendicò la competenza a trattare la materia, ma senza dare alcun seguito all'iniziativa. Devo allora constatare con rammarico che se si fosse portato a compimento il progetto voluto da Corrado Carbani, l'amministrazione avrebbe oggi un problema in meno da affrontare». (p.l.)

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ecco il terzo veneto del fasso tùto mi - bepi contin (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino di Padova, Il" del 17-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 14 - Altre ECCO IL TERZO VENETO DEL «FASSO TùTO MI» BEPI CONTIN Del Piano Casa per il Veneto l'unica cosa certa è che si tratta di un'iniziativa della giunta regionale concernente un «Intervento a sostegno del settore edilizio e per promuovere le tecniche di bioedilizia e l'utilizzo di fonti di energia alternative e rinnovabili», in otto articoli. Tecnicamente dovrebbe attuarsi con una procedura semplificata già nota: la Dia - dichiarazione inizio attività - che comporta da parte del tecnico incaricato la responsabilità dell'intero castello «della normativa statale, regionale o degli strumenti urbanistici e territoriali» (articolo 1). Con ciò si tratterebbe di incidere nel percorso burocratico al fine di accelerare le intenzioni progettuali degli operatori, in altri termini ritenere che la causa principale della crisi edilizia sia dei «lacci e laccioli» che frenerebbero l'iniziativa privata, ponendo limiti alle aspettative delle famiglie, al loro spazio vitale. Non quindi per troppo mercato, bensì per poco. Sulla convinzione che il modello di sviluppo in vigore, che risale al secondo dopoguerra, si sia bloccato per la troppa burocrazia che ha frenato la potenzialità del corpo economico e sociale del Veneto; e per questo venuto il momento di dare una spallata a ciò che ostacola di più cioè agli uffici tecnici. Invece, per la parte tecnologica, della bioedilizia, del risparmio energetico e l'adeguamento culturale alle fonti rinnovabili, si auspica un abbattimento delle catapecchie anni Cinquanta, poiché si ritiene che l'edilizia di qualità abbia oramai conquistato nuovi gradi, fino a raggiungere la consapevolezza di che cosa si intenda sia per la stessa qualità sia per «bellezza». E' stato detto che si tratta di un libro dei sogni. Vero, ma pure utile per delineare un'azione a lunga scadenza che impegni su questo argomento i tecnici, e, ancor prima, gli intellettuali, i teorici e i visionari. Del tutto opportuno poiché, per ora il taglio dato dalle istituzioni è di basso profilo, inutile negarlo, qualcuno ha scambiato il ponte di comando del Veneto, la più potente corazzata in rotta verso Est per una pilotina da bisatti cannoniera che a oggi dà lavoro a ottocentomila rumeni in patria, e forse altrettanti qui, con tanto di rischi ed esposizione finanziaria. Ma la sostanza dell'iniziativa della giunta veneta è seducente, sollecita la bravura degli operatori nel trovare quanto c'è di buono nel nuovo senza correre il rischio di buttare con l'acqua sporca anche il neonato Terzo Veneto, nel cui Dna ci dovrebbe essere anche la bellezza, cromosoma, che dovrebbe pure ritrovarsi anche in tecnici e progettisti oggi ancora più responsabili di ieri. Benissimo. Ciò comporta che il tema dell'estetica e di tutta la problematica che ne discende sia patrimonio collettivo, diffuso, memoria e coscienza al punto che il brutto si dovrebbe autoannullare per rossori, vergogna, scandalo, indignazione. Questo è possibile se vi sono a base della società parametri riconosciuti come etici che si fanno comportamentali, ovvero che fanno un tutt'uno con gli abitanti di questo territorio fino a coinvolgerli nella percezione di loro stessi in una sorta di specularità fra sentire interiore e ambiente esterno. Siamo preparati a tutto ciò? Neanche per idea. Avremo pure mosso dei passi in avanti su biotecnologie e bioediliza, su tutto quel che fa business, ma sull'estetica siamo ancora fermi al supponente e presuntuoso «tutti i gusti sono gusti». Davvero si crede che i tecnici siano preparati e ancor di più lo siano i veneti quando diventano committenti? E proprio nella terra del fasso tùto mi. Per tutelare il patrimonio del passato e per garantire la qualità nel futuro del Terzo Veneto servirà mettere in piedi una struttura a livello comunale, provinciale, regionale che si occupi di estetica. Aboliamo pure il «permesso di costruire», semplifichiamo, ma promuoviamo una riedizione della vecchia Commissione Ornato. Di che cosa si tratta? Presto detto: si tratta di quella che si occupava dell'aspetto artistico e culturale del costruito, quella che ha impedito fino agli anni Cinquanta quel che è avvenuto dopo: il disastro.

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l'assessore gelsi esclude il secondo casello (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino di Padova, Il" del 17-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 28 - Provincia L'assessore Gelsi esclude il secondo casello Già finanziata con 10,5 milioni la complanare, lavori al via nel 2010 MONSELICE. Secondo casello dell'autostrada? «Al momento non se ne parla». L'assessore ai Lavori Pubblici Romano Gelsi fa il punto sulla complanare: il cantiere partirà nei primi mesi del 2010. Il finanziamento c'è tutto: 10,5 milioni divisi tra Comune, Provincia e Veneto Strade. Per il Comune l'esborso sarà di un milione e mezzo, ripartito in tre anni: i primi 500 mila euro sono già a bilancio. «Ad aprile contiamo di portare in Consiglio la variante e il progetto preliminare per l'approvazione» fa sapere Gelsi. Si tratta dei lavori per il primo lotto del primo stralcio: l'arteria, che correrà parallela all'autostrada, congiungerà lo svincolo di San Bortolo sulla nuova strada regionale 10 e il casello autostradale. Intervento che dovrebbe alleggerire la congestionata «I tempi della burocrazia sono questi», anticipa l'assessore. Quanto alla discussione sul secondo casello autostradale, la scelta dell'amministrazione è chiara: «Il casello di via Orti rimane dov'è. Di un eventuale secondo casello se ne parlerà più avanti, deciderà la prossima amministrazione». (f.se.)

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Pratiche snellite tra Dogane e Confindustria (sezione: Burocrazia)

( da "Arena, L'" del 17-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Martedì 17 Marzo 2009 ECONOMIA Pagina 39 BUROCRAZIA. Siglata una convenzione Pratiche snellite tra Dogane e Confindustria Canale privilegiato per analisi di laboratorio veloci A poco più di un mese dalla firma dell'accordo, il dialogo tra Confindustria Verona e direzione regionale del Veneto dell'Agenzia delle Dogane ha portato all'apertura di un canale privilegiato che consentirà alle aziende veronesi un maggiore rispetto delle procedure per le esportazioni, agevolando la capacità di competere sui mercati internazionali. Lo annuncia in una nota Confindustria Verona. Grazie a una convenzione firmata da Rita Carisano, direttore di Confindustria Verona, e da Paolo Di Roma, direttore per il Veneto dell'Agenzia, le aziende potranno chiedere ai laboratori chimici doganali analisi dei prodotti, di qualunque tipologia merceologica, e ricevere un parere sul codice di nomenclatura, necessario per le procedure doganali e le esportazioni. I vantaggi per le associate a Confindustria Verona consistono nel ricevere un'indicazione qualificata del codice di nomenclatura da usare (non sempre di facile individuazione) e nel minore rischio di contestazioni e rallentamenti nelle procedure doganali. Il laboratorio chimico doganale di Verona possiede una riconosciuta specializzazione nel campo dei prodotti alimentari, afferma la nota, ma la convenzione consentirà di accedere alle competenze degli altri laboratori presenti nella struttura territoriale delle Dogane. «Confindustria Verona guarda con soddisfazione alla crescente collaborazione con la direzione regionale per il Veneto dell'Agenzia delle Dogane, che si sta sviluppando in termini concreti», ha sottolineato la Carisano, «La convenzione dimostra non soltanto che le imprese possono ricevere notevoli benefici in termini di competitività sui mercati, ma conferma anche la rinnovata disponibilità di questa fondamentale articolazione dello Stato. Grazie a questa intesa le Dogane riaffermano così la loro volontà di essere vicine alle nostre aziende per rendere sempre più efficienti e scorrevoli i flussi internazionali, un elemento di forza già durante la crisi, ma che rivelerà tutto il suo valore nel momento della ripresa». Di Roma ha sottolineato che le prestazioni del laboratorio chimico nell'ambito della convenzione rientrano nel quadro generale di benefici e opportunità offerte dai servizi che l'Agenzia delle Dogane mette a disposizione delle imprese. «Ritengo necessario che importanti articolazioni della struttura pubblica istituzionalmente deputate ad assicurare il rispetto delle regole fiscali facciano la loro parte nell'agevolare i rapporti commerciali alle imprese sane, soprattutto in un periodo di crisi globale», ha dichiarato Alberto Giorgetti, sottosegretario dell'Economia, «In questo senso mi sto impegnando perché i servizi forniti dall'Agenzia possano trovare corrispondenza con lo snellimento delle formalità legate al traffico internazionale delle merci. La convenzione, nata dall'accordo di gennaio, va in questa direzione».  

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Anticipo cig, l'accordo non decolla (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Brescia" del 17-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Edizione: 17/03/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:economia Anticipo cig, l'accordo non decolla L'intesa siglata da banche e sindacati per il pagamento degli importi di integrazione salariale prima dell'accredito Inps finora è stata utilizzata solo da 40 lavoratori ma si propone comunque come uno strumento di emergenza BRESCIANel solo mese di febbraio sono state autorizzate a Brescia quasi 3,5 milioni di ore di cassa integrazione (3,2 milioni di ordinaria). Secondo i nostri calcoli, è come se 21.025 lavoratori bresciani fossero rimasti a casa per tutto il mese. Il sistema-Brescia aveva tuttavia fatto un grande passo avanti, a fine gennaio, con l'accordo firmato dalle segreterie sindacali, dal Banco di Brescia e dalle Bcc bresciane per l'anticipo degli importi di cassa integrazione ai lavoratori di imprese in difficoltà. Un'intesa frutto del tavolo anti-crisi coordinato dal Broletto e proposto, prima di Natale, dal presidente di Aib, Franco Tamburini. Una risposta giustamente lodata dai rappresentanti dei lavoratori, delle imprese e del sistema bancario. Due mesi dopo.... Peccato che, quasi due mesi dopo, questo accordo sia rimasto sostanzialmente inutilizzato. Secondo fonti sindacali, infatti, sarebbero solo quaranta i lavoratori bresciani che, a titolo personale, avrebbero utilizzato l'intesa per ottenere l'anticipo delle spettanze cig. E, soprattutto, nessun accordo aziendale è stato raggiunto sulla base dell'intesa del Broletto. Quali i motivi? «Finora siamo sempre riusciti a ottenere gli anticipi da parte delle aziende - spiega Gianfranco Bertocchi della segreteria Cisl camuna, tra i firmatari dell'accordo - e questo è il nostro obiettivo: quando abbiamo firmato non eravamo in condizione di sapere se le imprese sarebbero state in grado di garantire l'anticipo». Per il momento, i sindacati chiedono negli accordi che sia garantito l'anticipo della cig da parte delle imprese (una soluzione immediata, efficace e priva di impicci burocratici) e le aziende preferiscono non accedere allo strumento dell'anticipo bancario, anche perché dovrebbero dichiararsi «senza liquidità», compromettendo di fatto la propria posizione agli occhi del sistema creditizio. Insomma, non conviene a nessuno, anche perché la burocrazia (come sempre in Italia) appesantisce non poco l'accesso a questo accordo. E, in effetti, una parte consistente dei sindacalisti interpellati definisce l'intesa «di difficile applicazione», senza nulla togliere al valore della stessa e alla disponibilità delle banche firmatarie. Strumento di «estrema cautela» L'accordo del Broletto, come spiega il segretario generale della Camera del Lavoro, Marco Fenaroli, «resta uno strumento utile in caso di un ulteriore peggioramento della situazione: è un accordo di estrema cautela, ma noi fin dall'inizio sapevamo che non sarebbe stato la routine». E, secondo Lorenzo Torri, della segreteria Cisl di Brescia, «l'efficacia la vedremo nei prossimi mesi e nel caso in cui aumentasse la domanda di cassa straordinaria: per la cigs, infatti, i tempi di richiesta sono lunghi e i periodi di integrazione salariale più duraturi». In ogni caso, per ora, l'intesa del Broletto è restata (quasi) lettera morta. E potrebbe restarlo anche nel futuro se davvero il Governo, come ha annunciato il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, riuscirà ad accelerare le procedure per richiedere la cassa integrazione e per versare ai lavoratori gli importi dovuti. Si tratta, in effetti, della soluzione più logica e auspicabile. Guido Lombardi g.lombardi@giornaledibrescia.it

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Il gruppo Evit: via al centro prove per autoveicoli (sezione: Burocrazia)

( da "Arena, L'" del 17-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Martedì 17 Marzo 2009 ECONOMIA Pagina 39 TRASPORTI. Fatturato di 15 milioni nel 2008 Il gruppo Evit: via al centro prove per autoveicoli I fratelli Zivelonghi: «Un servizio al sistema Automotive per tagliare tempi e burocrazia» Verona a breve potrà contare su un secondo Centro prove autoveicoli. Ad affiancare il centro del ministero dei Trasporti sarà la nuova struttura che due esperti del settore come i fratelli Gabriele e Maurizio Zivelonghi, fondatori del gruppo Evit, stanno allestendo a Verona - Strada dell'Alpo, a Sud della città, in un capannone di recente acquisto. Il centro di cui Evit si avvarrà potrà omologare veicoli e componenti di ogni tipo e provenienti da ogni Paese in collaborazione con Vca (Vehicle Certification Agency), ministero dei Trasporti inglese. «Non mancherà di certo l'attività», ricorda Gabriele Zivelonghi, «dato che andremo a fornire un servizio fondamentale al sistema Automotive accorciando la tempistica e le pratiche rese necessarie dalla burocrazia italiana». Saranno così fornite in tempi brevi - nel centro prove veicoli per omologazioni - anche le certificazioni Iso 9001, 14001 e 18001 oltre a vari corsi di formazione . Il centro, già certificato Iso 9001, sta ottenendo anche le certificazioni per laboratorio e ispezioni e occuperà prevalentemente ingegneri e tecnici specializzati. «Questo», sottolineano i fratelli Zivelonghi, «era un passo importante ed inevitabile per offrire servizi a 360 gradi ad un settore in difficoltà come quello del trasporto. Un comparto che ha da risolvere anche problemi legati alle pratiche che è chiamato a svolgere». Il gruppo, che ha chiuso il 2008 con 15 milioni di fatturato e un centinaio di occupati, conta su filiali a Napoli e Cagliari ed in Belgio, Croazia, Francia, Lituania, Repubblica Ceca, Romania, Spagna, oltre alla Cina, Brasile e India/Sri Lanka. I Zivelonghi hanno esplorato altri settori imprenditoriali, come l'immobiliare con le due società Evit Re Srl e G&F Srl, ma anche due settori di completa diversificazione. La prima è Biocosmetici Srl per la progettazione, produzione di cosmetici e formulazioni per conto terzi che ha creato anche un proprio marchio (Retro Gusto commercializzato da M&D Progetti Srl) . La seconda si chiama Fuerte -The New Island SL., una società che idea e produce abbigliamento e accessori ispirati in generale al mondo isolano di Fuerteventura. F.R.  

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Pmi e crisi: Tagliare fisco e burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Arena, L'" del 17-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Martedì 17 Marzo 2009 ECONOMIA Pagina 39 ANALISI. Rapporto sulla sussidiarità 2009: le imprese del Nordest vogliono servizi e autonomia prima dei soldi statali Pmi e crisi: «Tagliare fisco e burocrazia» Oltre il 50% delle aziende chiede la semplificazione amministrativa e fiscale e più «decentramento» Un dato contraddittorio - se rapportato alla soluzione adottata da Obama negli Usa, con i finanziamenti pubblici - ma reale, quello che emerge dal rapporto 2009 della Fondazione per la sussidiarietà, che ha raccolto le risposte di 1.600 aziende piccole e medie, di tutto il territorio nazionale, al problema crisi. Le pmi invocano forme di intervento sussidiario. Il 54,5%, del campione intervistato, chiede a gran voce più semplificazione amministrativa e fiscale per favorire lo sviluppo. Il 42,5% è abbastanza d'accordo. Maggiore adesione proviene dalle pmi del Centro Italia (63,6%), cui segue il Nordest (59,6%) e, più in generale, dalle medie imprese (71% contro il 50,2% delle piccole imprese). Il 53% delle imprese chiede più decentramento, in particolare il Nord Est (63%), cui seguono Centro, Sud e Nord-vest, anche se da una media tra i soggetti molto d'accordo e abbastanza d'accordo emergono in testa Nord-Est e Nord-Ovest, rispetto alle altre aree geografiche. Anche in tal caso più favorevoli sono le medie imprese con il 61%, contro il 50% delle piccole. Nella contrattazione salariale libera crede mediamente il 36% delle pmi, mentre un buon 58% è abbastanza d'accordo. Maggiormente propense le imprese del Nordest e del Centro, in particolare le medie imprese. Investirebbe in risorse umane, al fine di aumentare il profitto, il 43% circa delle pmi, con propensione massima nel Nordest (52%), e minima - paradossalmente - nel Nord Ovest (26%) e preponderante tra le medie imprese (56% circa). Le piccole imprese sono molto aperte, inoltre, al confronto con dipendenti e collaboratori (73%) più che le medie. E nell'ambito di un campione pari al 59%, che si mostra molto favorevole, il Nord Est è in testa (67%) rispetto al Nord Ovest (49,5%). Molto propense a una coincidenza tra interessi del lavoratore e dell'impresa è solo il 35% delle imprese, mentre il 60% si dice «abbastanza d'accordo». Tra queste ultime prevalgono le medie (40%) sulle piccole imprese (34%). La coesione aziendale prevale nel Nord Est (44%), poi al Centro e al Sud con percentuali analoghe, mentre nel Nord Ovest solo il 21% è molto d'accordo ed il 76% abbastanza d'accordo su tale rimedio. Un dato frutto di residuo storico: il Nord-Ovest risente ancora di un'economia sorta grazie ad una grande classe operaia alla base della piramide imprenditoriale, mentre il Nordest ha sviluppato la propria economia sull'attività dell'artigiano che spesso e volentieri è divenuto proprietario della sua stessa azienda. Sulla valorizzazione delle risorse umane attraverso risorse interne anzichè con il sostegno fiscale, è abbastanza d'accordo il 57%, molto il 39,5% e, in misura maggiore, le pmI del Sud e delle Isole, nonché le medie rispetto alle piccole. Solo il 32% vorrebbe condividere anche con i concorrenti attività di ricerca e sviluppo e questo avviene in maggioranza nel Nord Est (39%), con uguali percentuali nel Sud e nel Centro, meno nel Nord Ovest ( 21%). Divario tra Nord Est (33%) e Nord Ovest (17%) sussiste anche con riguardo al rimedio dell'internazionalizzazione,che, in generale, convince poco. Piuttosto, il 69% delle imprese valorizzerebbe il rapporto con il cliente.  

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Tutela per le piccole imprese (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 17-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Unindustria sposa l'appello della Marcegaglia: serve meno burocrazia «Tutela per le piccole imprese» Contro la crisi attuale serve una maggior tutela per le piccole e medie imprese. La richiesta parte dalla vicepresidente di Unindustria Treviso, Alessandra Pegorer. «Il forte appello della presidente Emma Marcegaglia dall'assise delle pmi per sostegni immediati alle pmi - dice Pegorer - è il segnale che Confindustria ha ascoltato e fatto proprie le esigenze delle nostre aziende. Più volte, infatti, il presidente nazionale Giuseppe Morandini, e noi stessi, abbiamo espresso la necessità di mantenere alta la tensione sul sostegno alle imprese piccole e medie, tessuto fondamentale dell'economia sia italiana che, nello specifico, trevigiana. Non ci interessano le strumentalizzazioni politiche, abbiamo voluto porre una priorità per il paese: garantire la continuità delle imprese in questi momenti durissimi». L'eccezionalità del momento, secondo Pegorer, «rende necessario uno sforzo altrettanto straordinario, pur consapevoli che in questi mesi dei risultati sono stati ottenuti. Ci aspettiamo un'azione di modernizzazione e semplificazione della macchina burocratica».

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Guerra all'Inpdap per la pensione di reversibilità (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 17-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Guerra all'Inpdap per la pensione di reversibilità sportello reclami Invalido civile al 100 per cento da sei mesi è in attesa di una risposta dall'istituto nonostante la visita medica effettuata 17/03/2009 Savona. Da ingegnere di prestigio per grosse aziende ad invalido civile totale per un «disturbo bipolare per il quale sono in cura al cim» al quale la pensione di reversibilità della madre diventa una necessità per andare avanti, pagare le spese d'affitto, mangiare. È il drammatico destino riservato a Roberto F. che nell'aprile del 2008 ha presentato domanda all'Inpdap per poter fruire della pensione del genitore senza però aver ancora ricevuto risposta. «Mentre all'Inps è già andato tutto a posto «puntualizza il diretto interessato. E l'attesa va avanti da parecchi mesi senza sussulti «e sentendomi dire, non più tardi di ieri che non ne sanbno nuklla. Ma come è possibile? Sono loro ad avermi fatto sottoporre a visita medica in prefettura». Controllo effettivamente effettuato il 17 settembre dello scorso anno al termine del quale il dottor Armando Musella «mi ha dichiarato inabile al lavoro». Responso che, secondo richiesta Inpdap avrebbe dovuto arrivare entro dodici giorni. «e cosìè stato, come testimoniano gli attestati di trasmissione atti ottenuti dalla Prefettura». Ancora ieri, invece, nessuno sembra essere in grado di dare una risposta a Roberto F.: «Ho parlato con la responsabile del settore, la signora Vivaldi, che non mi ha dato risposte. Ho diritto di sapere a che punto è la mia pratica. Voglio una risposta. Ho interessato anche il patronato Acli senza successo». Sembra senza fine il tunnel in cui è finito il savonese, costretto ora come ora a sopravvivere con circa 600 euro «quando ne spendo 200 per l'affitto di casa», ma soprattutto costretto con una malattia che da un'euforia sfrenata lo fa precipitare in una crisi depressiva profondissima. «Non mi arrendo. Se l'altro giorno mi hanno trattato come un elemento di fastidio, venerdì mi ripresento all'Inpdap, ma prima chiamo la guardia di finanza e chiedo ai militari di assistermi». Insomma la pazienza di Roberto F. sembra essere arrivato al limite massimo di sopportazione di fronte ad una burocrazia che sembra impassibile. G. Cio. 17/03/2009 L'Accademia Musicale di Savona Ferrato-Cilea e l'Orchestra Sinfonica di Savona esprimono il loro cordoglio per la scomparsa del MAESTRO Lorenzo Marchelli Profondamente addolorati siamo vicini alla famiglia Buccheri per perdita del caro Vincenzo Il condominio di via Paleocapa 18, Savona. 17/03/2009

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incarichi d'oro, nuove indagini sulla moratti - roberta rizzo (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 17-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 6 - Attualità Incarichi d'oro, nuove indagini sulla Moratti Comune di Milano, nel mirino i consulenti esterni. Coinvolte altre 4 persone ROBERTA RIZZO MILANO. Nomine e favoritismi, mobbing e incarichi con stipendi da mille e una notte. Il sindaco di Milano, Letizia Moratti, è ancora nel mirino della magistratura. Il giudice delle indagini preliminari Paolo Ielo ha infatti ordinato nuove indagini nell'ambito dell'inchiesta dei cosiddetti "incarichi d'oro", scattata nel 2007, nella quale il sindaco era già accusato di abuso d'ufficio a scopo patrimoniale. Il giudice ha rigettato la richiesta di archiviazione, formulata dal pubblico ministero Alfredo Robledo, dove si affermava che la condotta degli indagati non appariva penalmente rilevante. In totale risultano indagate quattro persone, tra le quali l'ex direttore generale del Comune di Milano ed ex sindaco, Giampiero Borghini. Le accuse spaziano da concussione a truffa. Il giudice Paolo Ielo ha dato tempo al pm fino al 30 giugno prossimo per sentire i testimoni e acquisire nuovi documenti. Al centro dell'inchiesta ci sono ben 51 consulenze che risulterebbero irregolari e presunti episodi di "mobbing" su alcuni funzionari costretti ad abbandonare il loro incarico a favore di persone esterne. Secondo il gip «il materiale investigativo appare idoneo a sostenere l'accusa in giudizio con ragionevoli probabilità di condanna», ma sottolinea la necessità di acquisire ulteriori documentazioni. La vicenda finita sui tavoli della giustizia milanese riguarda il periodo fra luglio 2006 e febbraio 2007, dove risulta che il numero degli incarichi sono triplicati con un aumento degli stipendi mensili dei neodirigenti fino a 14 mila euro. Sui criteri di nomina, l'opposizione aveva presentato un esposto alla Corte dei Conti e in procura. Secono il gip, è necessario approfondire i casi di mobbing, poiché la macchina comunale milanese si sarebbe mossa «con la prospettazione di modalità umilianti e minacce nella prosecuzione del rapporto di lavoro», nei confronti di decine di funzionari che sarebbero stati indotti ad andare in pensione, per lasciare il posto ad altri di nuova nomina. «Modalità umilianti» che, secondo il magistrato, integrerebbero il delitto di violenza privata «e non quello di concussione», ipotizzato dal pm. Ma non è tutto. Secondo Ielo «la selezione dei dirigenti nominati è intervenuta senza la preventiva pubblicità richiesta dallo statuto». E motivando la sussistenza della volontà di favorire qualcuno, il gip cita, tra gli altri, il caso di Carmela Madaffari, direttore della Direzione centrale famiglia del Comune di Milano, scelta «senza un preventiva ricerca» e che nel momento della designazione, aveva appena chiuso il suo contratto all'Asl di Locri. Sospetti e prove s'intrecciano con le accuse che vedono persone nominate senza titolo professionale adeguato e contratti stipulati per un danno di 11 milioni di euro. Secondo la Corte dei Conti, dal 2006 al 2007, l'amministrazione ha «raddoppiato il numero delle direzioni centrali, portate da 13 a 23, in spregio alle direttive del governo sul contenimento della spesa e dei costi della burocrazia».

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Una cabina di regia unica fra i Comuni e la Rho-Gallarate trasformata in metrò (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Legnano)" del 17-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

PRIMO PIANO pag. 2 Una cabina di regia unica fra i Comuni e la Rho-Gallarate trasformata in metrò I PROGETTI CHE ATTENDONO UNA SOLUZIONE SAN VITTORE OLONA UNA CABINA DI REGIA. La chiedono i sindaci dell'Alto Milanese i cui Comuni hanno sede lungo l'Asse del Sempione, una direttrice che, sin dal lontano passato, ha visto transitare persone e merci dando sviluppo a numerose realtà produttive e, persino, ad una propria cultura. L'asse del Sempione ha vissuto, e ancora vive, notevoli trasformazioni. Spesso, però, le idee pur valide che emergono dal territorio non riescono a realizzarsi. I sindaci avvertono di non avere una sufficiente forza contrattuale e allora allargano gli orizzonti ai Comuni del Rhodense piuttosto che a quelli del Castanese senza rendersi conto che le differenti realtà magari hanno obiettivi diversi. Si succedono, quindi, incontri e convegni e le discussioni si protaggono nel tempo senza che, nonostante la buona volontà, si riesca a concretizzare qualcosa. Purtroppo, è un fenomeno tipico italiano dove la burocrazia riesce a bloccare tutto per un tempo infinito. Anche una buona idea con il trascorrere del tempo si trasforma in qualcosa di superato quando si passa alla fase esecutiva. Eppure, l'asse del Sempione ha necessità, come buona parte della Lombardia, di interventi concreti a beneficio del cittadino. Basti pensare alle infrastrutture e alla viabilità. Ineludibile, ad esempio, è la soluzione del "terzo binario" della linea ferroviaria Rho-Gallarate, una sorta di metropolitana leggera che colleghi, in tempi rapidi, Fiera e aeroporto e la realizzazione della variante alla statale 33 del Sempione. La necessità di mobilità ad impatto zero all'interno di un territorio estremamente urbanizzato rappresenta un indice della qualità della vita. Ecco allora che Expo 2015 offre la possibilità intervenire sia sulle piste ciclabili mettendo in rete un sistema che si estende per una trentina di chilometri sia sulle vie d'acqua visto che Ticino, Naviglio grande e Villoresi possono valorizzare il territorio. Anche in un momento congiunturale difficile i fondi, tra Enti pubblici e privati, si possono anche trovare, ma è necessaria una cabina di regia che coordini gli interventi e possa farsi valere anche a livello centrale. G. R.

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La riflessione Disabili Vip (very invisible people) Spettabile redazione, i disabili (sezione: Burocrazia)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 17-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

La riflessione Disabili Vip (very invisible people) Spettabile redazione, i disabili --> Martedì 17 Marzo 2009 LETTERE, pagina 22 e-mail print La riflessione Disabili Vip (very invisible people) Spettabile redazione, i disabili... gli unici Vip, Very invisible people... Figure di invisibili stanno in cima all'elenco anonimo di ciò che ci circonda. In tutti quei giorni in cui, abitualmente, vediamo o scegliamo di vedere ben altro: tutto ciò che ha la forza di presentarsi come degno d'attenzione, tutto ciò che preferiamo guardare per allontanare paure, ipotetiche minacce, o forse solo fastidi. In una società che si vuole democratica e che, per definizione, dovrebbe rendere visibile tutto e tutti, qualcosa e qualcuno viene sistematicamente rimosso, almeno fino a che non si presenta - non viene presentato - sotto la forma drammatica e accecante dell'emergenza che rende impossibile trattare questo qualcosa e questo qualcuno per quello che sono, uomini, donne e bambini presi dal meccanismo di lunga durata della miseria, dell'esclusione, della solitudine. Questi soggetti invisibili sono, per me e per tutti coloro che operano nei luoghi più difficili della nostra precaria opulenza, i veri Vip. Sono le persone per le quali cerchiamo di costruire uno spazio pubblico nel quale esse possano narrare la loro vita ad altri che vogliano condividerne il senso, lenirne la sofferenza, cambiarne la condizione. L'augurio, per questo e per gli anni a venire, è che si accetti di vedere ciò che è davanti agli occhi di tutti, di riconoscere che tutti viviamo una comune condizione di insicurezza e fragilità, e che si voglia finalmente scegliere di costruire insieme le condizioni di una nuova convivenza civile e di una nuova speranza. Se la politica non serve a questo, a che serve? Paolo Iorio Movimento disabili italiani Coordinamento nazionale www.limid.it Campagna elettorale Da rilanciare il commercio del centro Spettabile redazione, sono una commerciante del centro di Bergamo, ho letto con interesse ed attenzione la lettera di Giuseppe Zilli, pubblicata da «L'Eco di Bergamo» in data 8 marzo 2009, dal titolo «La campagna elettorale punti su ambiente e commercio». Se mi è consentito, vorrei esprimere la mia totale condivisione su quanto espresso dallo stesso signor Giuseppe Zilli. Del resto come nascondere una realtà che è sotto gli occhi di tutti, in questo caso mi riferisco soprattutto alla condizione in cui versa il commercio di vicinato del centro città. Temo che ad oggi, i nostri amministratori comunali non si siano resi conto del tutto di cosa significhi aver lasciato impoverire una realtà che solo fino a qualche anno fa faceva del centro città un riferimento di cui andarne fieri. Per cui, la mia speranza è che chiunque sarà il prossimo sindaco di Bergamo prenda a cuore una situazione che nell'interesse di tutti necessita di un completo rilancio. Loredana Odilla Andreani Canonica, la replica Dimissioni con valenza politica Spettabile redazione, nonostante mi fossi ripromesso di non intervenire più nella disputa politica, dopo aver letto su «L'Eco di Bergamo» dell'8 marzo l'articolo dal titolo «Canonica, Pirotta scende in campo in cerca del bis», mi corre l'obbligo di alcuni chiarimenti. Sono uno dei due consiglieri che secondo la «teoria Pirottiana» si è dimesso per diversità «caratteriale» con la maggioranza. Ai tempi della formazione della lista dell'attuale sindaco «Uniti per unire», militavo nei Democratici di Sinistra, partito contattato dalla Margherita al fine di contribuire con idee per il programma e voti per la vittoria. A questo punto risulta ben chiaro che la mia partecipazione alla lista non era a titolo personale ma rappresentanza di un partito con alle spalle una storia, valori ed idee. Vinte le elezioni, mi è stato assegnato l'incarico di consigliere con delega ai parchi ed ecologia, incarico che (utilizzando ferie e cambi di turno) ho cercato di espletare al meglio, partecipando a convegni e incontri dove, insieme a tecnici, sindaci ed assessori di altri paesi si valutavano idee, proposte ed esperienze che poi riportavo immancabilmente nel gruppo. Man mano che il tempo passava e che prendevo esperienza nella gestione della cosa pubblica, incominciavo a notare incongruenze rispetto ad alcune informazioni (e comportamenti) che ci erano state fornite inizialmente. La prima riguardava l'idea, infondata ma passata alla popolazione, che l'amministrazione Cerea avesse superato, e di molto, la normale e legittima capacità di indebitamento di un comune. Essendo convinto che la politica sia sporca solo se sono le persone a renderla tale, a titolo personale, chiedo scusa al dott. Cerea ed alla sua amministrazione, restando comunque distante dalle sue politiche. Credo fermamente che, nel confronto politico, si debbano utilizzare esclusivamente idee ed argomenti accomunati, come diceva Enzo Biagi, dalla trasparenza della buona fede. La seconda, del mantenimento e per parecchio tempo da parte del sindaco Pirotta della doppia carica di sindaco e segretario della locale sezione della Margherita, nonostante la mia continua richiesta di dimissioni da segretario, nel rispetto del programma ma soprattutto dei cittadini. Preciso che ho fortemente espresso all'interno del gruppo il mio disagio e la mia contrarietà! Alla fine sono stato sottoposto a mobbing politico che, a differenza del mondo lavorativo non è illegale, moralmente discutibile ma non illegale. Questo ha fatto sì che la giunta prendesse decisioni, attinenti al mio incarico, ignorando volutamente le mie proposte, la mia funzione di delegato che, nella lingua italiana, ha un significato ben preciso e di riflesso, la forza politica che rappresentavo. Va da sé che le mie dimissioni, concordate all'interno dei Ds, non diventano così una semplice espressione di «peculiarità caratteriale» (manco fossi, a 50 anni, un ragazzino capriccioso) come asserisce il sindaco Pirotta, ma assumono una forte valenza politica, con la conseguenza logica del fallimento della lista che aveva, nel suo stesso nome «Uniti per unire», l'anima del suo programma elettorale. In molti poi mi hanno rimproverato per non essere rimasto in Consiglio a far valere le mie idee, purtroppo e per questi tempi, ho un brutto difetto, non ho nel mio Dna il sentimento della cattiveria, sentimento indispensabile per gestire forti contrapposizioni, soprattutto se rivolte ad una persona che stimavo e consideravo amica, e per la quale, di fronte ad una sua richiesta di aiuto, ho rinunciato a profonde convinzioni personali pur di non lasciarlo solo. Non sono assolutamente pentito, certi insegnamenti e valori si mettono in pratica inderogabilmente, anche se, per come è finita, lasciano poi il posto alla delusione e alla amarezza. Scusandomi per la lunghezza della lettera, ringrazio per l'ospitalità e colgo l'occasione per porgere i miei più cordiali saluti. Armando Frigeni Canonica d'Adda La protesta Rubati i fiori al monumento del Bersagliere Spettabile redazione, lo scorso novembre esprimevamo su questo quotidiano l'amarezza dei Bersaglieri per il gesto inconsulto compiuto al monumento del Bersagliere nella nostra città. Ignoti avevano asportato delle modeste piantine sempreverdi collocate in una vaschetta per la ricorrenza del 4 Novembre (ne erano comunque state lasciate alcune). Ebbene, nostro malgrado, dobbiamo oggi constatare che nel frattempo si è portata a compimento l'opera: ora la vaschetta fa misera mostra di sé, vuota. Ci complimentiamo con l'anonimo (o anonimi) che con così pervicace insistenza ha voluto manifestare il suo grado di estrema povertà di educazione, di senso civico e, soprattutto, di cuore: non vi sono altre parole per un atto di questo genere. bersagliere Attilio Salvi per i Bersaglieri di Bergamo Ospedale di Piario / 1 Gratitudine per le cure ricevute Spettabile redazione, per motivi di salute ho avuto necessità di ricovero, ospite per 42 giorni, presso il nuovo ospedale Antonio Locatelli a Piario. Ora dimesso, desidero ringraziare gli operatori del reparto di Chirurgia dove sono stato operato dal dott. Egidio Bonomi e la sua équipe. Devo lode e gratitudine al dott. Sergio Lazzaroni, ai medici, al personale addetto ai servizi, agli infermieri, al personale della Croce Rossa, alla Radiologia per la serietà, capacità professionale, il senso di responsabilità dimostratami, non ultimi la cordialità e la loro umanità nelle attenzioni alla mia persona durante la degenza, valutando in modo favorevole e positivo il lavoro di tutti. È per me doveroso esprimere un sincero e particolare ringraziamento all'amico Flaminio Rota per l'assistenza quotidiana, diurna e soprattutto notturna effettuata nei miei riguardi con spirito di sacrificio e d'amicizia. Nuovamente esprimo sentimenti di riconoscenza, stima e rispetto a tutti, medici e personale paramedico nessuno escluso, del reparto di Chirurgia, e ringraziando loro e la redazione del quotidiano «L'Eco di Bergamo» per lo spazio concessomi per la pubblicazione di quanto sopra espresso, cordialmente saluto. Claudio Rota Clusone Ospedale di Piario / 2 Dopo i timori una piacevole sorpresa Spettabile redazione, tra i lamentati disservizi e le denunciate situazioni precarie che non poco contribuiscono a diffondere l'immagine di un mondo che non funziona, mi permetto riferire la mia «realtà». Mi sono trovata nella necessità di accedere alla nuova struttura ospedaliera di Piario, per una serie di accertamenti ed intervento a causa di uno di «quei mali» che si nominano ancora con sospetto e paura, convinta di dover affrontare un percorso difficile, non solo per la situazione personale, ma anche preoccupata per come rapportarmi con la struttura, la sua burocrazia, precarietà più che pubblicizzata e distacco. Invece, piacevolmente, nulla di tutto questo sin dal primo contatto telefonico, visite, prericovero, accettazione nel reparto di chirurgia, preparazione, assistenza, intervento chirurgico e dimissione; una serie di approcci professionali, competenti e sereni con tutto il personale di qualsiasi rango e ruolo, tanto da farmi sentire veramente al centro delle attenzioni e non un semplice numero, scheda o cartella, anche se la logica della produttività prevede ciò. Con l'occasione ringrazio per avermi letto e dato spazio, esprimo grande riconoscenza all'ospedale di Piario, con un pensiero particolare al primario dott. Bonomi e all'intero reparto di Chirurgia, permettendomi di consigliare, a quanti trovano ancora troppi problemi, di rassicurarsi pensando che i più importanti, l'armonia con il paziente e l'alto livello professionale, sono, in quella struttura, ben risolti. Enestina Fattorini 17/03/2009 nascosto-->

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Permessi in stallo, la burocrazia tiene alla porta 32 anziani (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Brianza)" del 17-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

SESTO pag. 17 Permessi in stallo, la burocrazia tiene alla porta 32 anziani DUE ANNI DOPO L'INAUGURAZIONE DELLA CASA DI RIPOSO DON OLGIATI di ELEONORA PISANIELLO SESTO SAN GIOVANNI L'APERTURA completa della nuova casa di riposo Don Olgiati di via Boccaccio fa un passo avanti, anche se corto. Dopo quasi due anni dall'inaugurazione e cinque mesi dall'ingresso dei primi sedici pazienti nell'unico reparto operativo, a metà febbraio l'Asl città di Milano ha effettuato il sopralluogo nella struttura. Una visita di prassi per concedere l'accreditamento, e i conseguenti finanziamenti regionali, alla nuova residenza sanitaria per anziani gestita dalla Fondazione Pelucca. MA I TEMPI per assicurare l'ingresso ad altri 32 ospiti nei due reparti ancora chiusi e nel nucleo speciale Alzheimer, e occupare così i 48 posti complessivi di via Boccaccio, sono ancora incerti. La conferma dell'accreditamento era infatti attesa per il primo mese del nuovo anno. Invece, il passaggio della pratica dall'Asl di Monza all'Asl città di Milano è avvenuto soltanto il 19 gennaio. Nei trenta giorni successivi si è proceduto al sopralluogo di controllo della struttura e all'invio di nuova documentazione. Documenti che l'Azienda sanitaria sta valutando proprio in questi giorni. Nel frattempo devono restare ancora in lista d'attesa le 120 famiglie che hanno presentato domanda d'ingresso per i loro parenti nelle due residenze gestite dalla Fondazione Pelucca ma che possono contare, almeno finché la situazione non si sarà sbloccata, solo sulla disponibilità della storica casa di riposo di via Campanella, per il momento al completo. La questione, però, non riguarda solo le famiglie. In vista dell'apertura totale della struttura Don Olgiati, la Fondazione Pelucca aveva già avviato le procedure di selezione per il personale: a ottobre furono così assunti nove assistenti sanitari per la cura dei primi sedici ospiti e, a novembre, ad altri venti operatori era stata promessa l'assunzione entro gennaio. La mancata conferma dell'accreditamento attesa per i primi giorni dell'anno, ha fatto così sfumare anche l'inserimento dei candidati che è stato rimandato fino all'arrivo dei finanziamenti. IL CONGELAMENTO delle assunzioni, però, ha fatto raffreddare anche la polemica che aveva acceso lo scontro tra la Rsu della Pelucca e la fondazione. I sindacati, infatti, non condividevano l'applicazione del contratto Uneba per i nuovi assistenti di via Boccaccio, diverso e meno vantaggioso per i rappresentanti sindacali, del contratto di lavoro firmato dai dipendenti di via Campanella. @BORDERO:#pisaniello-eleonora #00000@#@

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Crisi, i funerali sono in saldo (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia Pavese, La" del 17-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

di Maria Grazia Piccaluga Crisi, i funerali sono in saldo L'idea lanciata da un impresario di pompe funebri «Sempre più gente non ha i duemila euro necessari» PAVIA. Funerali in saldo. Chi pensava che quello del caro estinto fosse un business sicuro non ha fatto i conti con la crisi. «Ci sono sempre più famiglie che non hanno nemmeno duemila euro per pagare un funerale» dice Francesco Gea. E così anche gli imprenditori del settore fanno sconti e promozioni. «Richiedeteci il preventivo scritto, non aspettate all'ultimo momento» recita lo slogan, che in verità suona un po' sinistro, sui manifesti blu sparsi per Pavia. «Ne ho fatti fare più di mille e li ho distribuiti tra Pavia, Casorate, Binasco e Corsico» dice Gea, classe 1937, nipote del fondatore dell'omonima impresa nata a Casorate Primo nell' 800. «Sensibili alle difficoltà della crisi economica riduciamo le tariffe di tutte le nostre prestazioni e forniture» si legge. «Siamo stati i primi, tempo fa, a pubblicare sui cartelloni anche i nostri prezzi. E adesso invitiamo la gente a pensarci per tempo, come si fa già nel resto d'Europa» chiarisce Gea. Meglio stipulare un' assicurazione, suggerisce, per non far ricadere sulle ultime generazioni - dalle finanze sempre meno floride e i conti in rosso - i costi salati dell'estremo saluto. Le famiglie da mesi ormai puntano al funerale minimal. Minimo sindacale per cofano, fiori, lapide. Possibilmente pagato a rate. In vetrina molte imprese di onoranze funebri reclamizzano la possibilità di chiedere pagamenti dilazionati. Si appoggiano alle finanziarie che gestiscono prestiti (e interessi). Perché la crisi c'è e si sente anche in questo settore. E così c'è chi diluisce anche le spese per il funerale. Come per il telefonino, la tv al plasma, le vacanze. «Ci rendiamo conto che è necessario andare incontro alle famiglie, sempre più in difficoltà - spiega Francesco Gea -. Dal canto nostro dobbiamo fare i conti con le amministrazioni pubbliche che non abbassano gli oneri. I loculi sono cari, le sepolture nella terra un tempo gratuite oggi si pagano». E i costi lievitano. Almeno tremila euro per assicurarsi un posto al cimitero, altri tremila per il funerale, magari un altro migliaio per il marmista. Il conto è presto fatto. «Oneri e burocrazia di certo non aiutano - aggiunge Francesco Gea -. Un esempio banale? Ieri per una cremazione, oltre a tutto il resto, è stato necessario procurare anche tre marche da bollo da 15 euro l'una. Che senso ha?». E così chi è colpito da un lutto se prima si affidava all'impresa di onoranze funebri vicina a casa o "di fiducia" adesso fa il giro delle sette chiese e chiede preventivi su preventivi con lo scopo di risparmiare.

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La burocrazia blocca la tangenziale (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia Pavese, La" del 17-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Stradella. Enel e Ferrovie devono pronunciarsi su due procedure. E intanto i tempi si allungano a dismisura La burocrazia blocca la tangenziale Un palo da spostare e il sottopasso, ecco le questioni ancora da risolvere STRADELLA. La tangenziale est di Stradella bloccata da un palo della luce che l'Enel non ha ancora spostato e dalle decisioni, sin qui non pervenute, delle Ferrovie per quanto concerne la modalità del cavalcavia in regione Previano, alla periferia nord-est della città. Strano, ma neppur tanto: la burocrazia, spesso e volentieri, è in grado di fermare la realizzazione di un'opera per la quale il cantiere aveva proceduto, sin qui, con millimetrica puntualità. Il palo della luce si trova esattamente nel bel mezzo del tracciato: secondo alcune indiscrezioni l'impresa che si è aggiudicata l'appalto e che sta realizzando la nuova strada ha già versato quasi 30mila euro per finanziare l'intervento di spostamento del palo, ma sin qui non è ancora avvenuto. La questione del cavalcavia, invece, è legata alle decisioni delle ferrovie: la strada è fatta, ci sono le due rampe d'accesso al nuovo sovrappasso grazie al quale verrà eliminata la «strozzatura» di un passaggio a livello, con semi barriere, situato lungo una strada classificata come povinciale, ma da Rfi (Rete Ferroviaria Italiana) non c'è ancora il parere decisivo sul cavalcavia. I guai, fra Enel e ferrovia, durano da mesi. La tangenziale est, secondo il piano lavori doveva essere pronta in 400 giorni e quindi ad aprile di quest'anno. Un'opera da 6,2 milioni di euro di cui 5,94 a carico della Provincia. I lavori di realizzazione della nuova arteria sono stati appaltati ad un'azienda della zona. La strada si innesta sulla ex statale via Emilia, alla periferia est della città, in prossimità dell'attuale sbocco della strada di collegamento con le frazioni Piane e Colombetta da un lato e con il quartiere San Zeno dall'altro. Anche qui già delineata una nuova rotatoria per smaltire più facilmente i flussi di traffico. Una volta aperta, grazie alla nuova tangenziale est, ci saranno soluzioni immediate anche su alcuni punti critici della viabilità di Stradella in zona est come ad esempio in uscita da via Bianchi, terminale del traffico proveniente dal ponte sul Po e dalla Bassa Pavese nonché da Portalbera ed Arena Po. Qui il nuovo piano generale urbano del traffico prevede l'obbligo di svolta a destra, verso Stradella, per tutto il traffico in uscita da via Bianchi. Pierangela Ravizza

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Sprint finale per la Scuola di magistratura (sezione: Burocrazia)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 17-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Sprint finale per la Scuola di magistratura --> Martedì 17 Marzo 2009 CRONACA, pagina 15 e-mail print La visita ai locali di via Sant´Alessandro Si preme sull'acceleratore per la Scuola superiore di magistratura al Sant'Alessandro. Una data d'inaugurazione vera e propria non c'è ancora, ma qualche presupposto in più per utilizzare le dodici aule ristrutturate nei mesi scorsi, sì. Ieri dal sopralluogo del capo del dipartimento dell'organizzazione giudiziaria e del personale del ministero della Giustizia Luigi Birritteri - al quale hanno partecipato anche i parlamentari Gregorio Fontana e Alessandra Gallone, il presidente del Tribunale di Bergamo Ezio Siniscalchi, il procuratore Adriano Galizzi, il sindaco di Bergamo Roberto Bruni, il presidente della Provincia Valerio Bettoni e l'assessore comunale Francesco Macario - è emersa chiaramente la volontà di evitare ulteriori ritardi, impiegando da subito gli spazi per la per la cosiddetta formazione decentrata che il Consiglio superiore della magistratura porta avanti attualmente in altre città come Brescia e Milano. «Quello di oggi - ha sottolineato lo stesso Birritteri - è un sopralluogo tecnico al fine di verificare l'ipotesi e di stimolare le amministrazioni su questa strada e in tempi brevi». Un sopralluogo, ma anche un'operazione di buon senso considerato che il varo ufficiale della Scuola superiore di magistratura è legato a un iter tuttora in corso, mentre Palafrizzoni e via Tasso, che a settembre avevano firmato in questo senso un protocollo con il ministero della Giustizia, stanno già sborsando circa 20 mila euro al mese per l'affitto dei locali sui tre piani del collegio Sant'Alessandro. Per un utilizzo concreto non serve molto di più, considerato che, dopo il lavori dei mesi scorsi, le aule sono perfettamente agibili: in pratica mancherebbero solo gli arredi. In questo senso la visita di ieri e il pressing da parte dei parlamentari bergamaschi, al quale aveva partecipato anche il senatore Roberto Castelli che nelle scorse settimane si era rivolto direttamente al ministro con una lettera, ha il sapore di una prima risposta. Le difficoltà e i tempi della burocrazia romana - «la scuola è un'istituzione autonoma», ha precisato lo stesso capo del Dipartimento ministeriale Giuseppe Birritteri - potrebbero essere aggirati, per così dire, alla bergamasca: l'ipotesi avanzata ieri è infatti quella di un ulteriore sforzo da parte di Comune e Provincia per far fronte a un rapido allestimento di mobili e arredi. «Ancora un'ipotesi» tengono a sottolineare sia Bruni che Bettoni. Ma a questo punto e visto l'andazzo, molto, ma molto, probabile. Emanuele Falchetti 17/03/2009 nascosto-->

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LA RESPONSABILITA' SOCIALE DI IMPRESA SIGNIFICA IL MANTENIMENTO DEI POSTI DI LAVORO (sezione: Burocrazia)

( da "marketpress.info" del 17-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Martedì 17 Marzo 2009 LA RESPONSABILITA? SOCIALE DI IMPRESA SIGNIFICA IL MANTENIMENTO DEI POSTI DI LAVORO Vicenza, 17 marzo 2009 - ?In un momento di crisi come l?attuale, la responsabilità sociale d?impresa significa soprattutto mantenimento di posti di lavoro: perciò deve essere favorita e ripensata perché sia quanto più diffusa sul territorio e tra i diversi soggetti istituzionali, pubblici e privati, del Veneto?. Lo ha dichiarato, il 13 marzo, Elena Donazzan, assessore alle Politiche della Formazione e del Lavoro, in occasione del convegno ?La responsabilità sociale d?impresa in Veneto: azioni e prospettive?, che si è tenuto stamattina nella sede distaccata a Valdagno di Confindustria Vicenza . ?Riflettere sulla crisi - ha aggiunto Donazzan - significa porre in campo cambiamenti e flessibilità necessari nel momento odierno di difficoltà, ma capaci di essere utili anche quando vi sarà finalmente la ripresa?. ?Il tema della flessibilità - ha concluso l?assessore - va unito, sia per le imprese che per i lavoratori, a quello della sicurezza. Sicurezza nel lavoro, nel credito, nelle relazioni e nel rapporto con la burocrazia?. L?appuntamento di stamattina conclude le attività realizzate nel corso del 2008 nell?ambito del ?Progetto Veneto Csr? che è nato con la firma del Protocollo d?Intesa del 2006 tra Regione del Veneto e Unioncamere del Veneto e che ha offerto una panoramica dei diversi punti di vista degli stakeholder sulla responsabilità sociale e sulle future linee d?azione delle istituzioni regionali e comunitarie. . <<BACK

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Pd, tre volti per l'assalto alla Provincia (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 17-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - VERONA - sezione: CRONACAVERONA - data: 2009-03-17 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Verso le elezioni Il segretario Allegri: «Una battaglia persa? Noi ci crediamo» Pd, tre volti per l'assalto alla Provincia Presentati i candidati alle primarie: Ruzzenente, Zardini e Ferrarini VERONA — «Tanti dicono che sarà una battaglia persa, ma noi ci crediamo». Lo ha detto ieri il segretario del Pd, Giandomenico Allegri, a proposito delle elezioni provinciali. Non si dà per vinto, lui, persuaso com'è di riuscire a sottrarre alla maggioranza lo scranno lasciato da Elio Mosele. Ed è con questo spirito che ha presentato ufficialmente i candidati del partito alle primarie del 5 aprile. Il più noto, almeno ai Palazzi Scaligeri, è senza dubbio Sergio Ruzzenente, capogruppo in Provincia, classe 1946, coniugato, due figli. Ci sono poi Diego Zardini, 30 anni, capogruppo in seconda circoscrizione, e Moreno Ferrarini, 35, capogruppo a Roverchiara, sposato, due figlie, ricercatore universitario al Policlinico. Se il primo dei tre è espressione della corrente della Margherita, il secondo è sostenuto dai Ds e il terzo al gruppo che fa capo all'ex senatore Luigi Viviani, (i cristiano-sociali). I candidati sono stati scelti al termine di una raccolta firme, che ha coinvolto iscritti al partito e non. «Ho voglia di mettermi in gioco, di mettere la mia faccia e la mia esperienza a disposizione della collettività - esordisce Ruzzenente -. Ho sempre creduto a un'azione di partito. Ora occorre fare qualcosa per l'ente Provincia, in particolare nei settori: scuola, ambiente, mobilità». Zardini, ambientalista convinto, si propone come interprete, data la giovane età, del «rinnovamento della politica». «è necessaria una svolta - sostiene - con chiarezza di intenti e di proposte. L'amministrazione Mosele ha abdicato al suo ruolo, compressa com'è tra il governatore Galan, da un lato, e il sindaco Tosi, dall'altro ». La ricetta di Ferrarini è semplice: «Meno burocrazia, più risposte per i cittadini annuncia in quello che pare quasi uno slogan - , occorrono decisioni rapide, efficaci, efficienti. Bisogna restituire dignità alla Provincia, che deve riappropriarsi della propria autonomia». Allegri ci tiene a precisare che «questo è un meccanismo aperto, in cui ci siamo dati delle regole. C'è assoluta disponibilità nei confronti della coalizione, in un clima improntato al confronto e non allo scontro». In proposito, per quanto riguarda la coalizione, il Pd annuncia l'accordo con Italia dei valori, Sinistra per le libertà e Unione liste civiche. Non rientrano nell'alleanza Rifondazione comunista e Comunisti italiani, mentre sul conto dell'Udc, Allegri dichiara: «Probabilmente la loro sarà una corsa solitaria, anche se noi saremmo favorevoli a un accordo». Paola Arosio Ex Margherita Ruzzenente Ex Ds Diego Zardini Cristiano-sociale Ferrarini

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Il made in Italy va in Russia (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 17-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: MONDO E MERCATI data: 2009-03-17 - pag: 28 autore: Il made in Italy va in Russia Paolo Zegna: gli ordini sono calati del 40%, occorre rilanciarli Nicoletta Picchio ROMA «Se si cerca un segnale di fiducia, il numero delle aziende che parteciperanno alla missione in Russia può essere interpretato come la volontà delle imprese italiane di non mollare ». Paolo Zegna, vicepresidente di Confindustria per l'internazionalizzazione, lo dice con orgoglio: con la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, sono più di 500 le aziendee 900 gli imprenditori che il 5 aprile partiranno per la Russia, accompagnando la missione del Governo guidata dal presidente Berlusconi. Mosca, come prima tappa, con gli incontri faccia a faccia tra imprese e il forum istituzionale. Poi altre destinazioni mirate per settori, da San Pietroburgo a Sochi, da Ekaterinburg a Krasnodar, fino al 9 di aprile. Al vertice di Horsham, sabato scorso, il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, ha detto che il problema numero uno è far ripartire il commercio mondiale. Le stime del Fondo monetario prevedono per il 2009 un andamento negativo, per la prima volta da decenni. «è vero, Tremonti ha messo in evidenza un problema importante. L'Italia in questi anni ha spinto sull'export,siamo riusciti a mantenere le quote di mercato, facendo meglio dei nostri Paesi concorrenti come Francia, Spagna e Inghilterra. Siamo secondi solo alla Germania. Abbiamo anche modificato il mix dei mercati, spingendoci su quelli emergenti. Ma certo, il mercato interno per le nostre aziende è limitativo. Deve aumentare la domanda mondiale e il fattore fiducia è fondamentale». Non giovano nemmeno le spinte protezionistiche che si avvertono di questi tempi... Alcuni segnali si avvertono. Sarebbe un messaggio positivo di fiducia riuscire a rilanciare i negoziati della Wto, chiudendo il Doha Round. è chiaro che in un grande accordo internazionale qualcosa guadagni e qualcosa lasci sul campo. Si tratta di raggiungere un equilibrio complessivo, che darebbe una spinta positiva al commercio internazionale e sarebbe un atto di grande responsabilità. Missione in Russia: è un Paese dove le nostre relazioni economiche sono già avanti. Si prevedono forti potenzialità di sviluppo? Ci sono molti settori che possono incrementare le proprie relazioni, anche se la Russia è un Paese che presenta ancora una serie di problemi, per esempio la burocrazia. Lo dimostra l'eterogeneità delle aziende che partecipano alla missione, dalla meccanica alle infrastrutture, ai beni di consumo. In questa fase c'è bisogno di spingere: gli ordini dalla Russia sono calati in media del 40% dall'inizio dell'anno.Una cifra che non corrisponde al calo dei consumi: sonoi nostri imprenditori che stanno andando cauti, magari perché non ricevono garanzie adeguate sui pagamenti, come le lettere di credito, oppure non riescono a ottenere il pagamento in anticipo. Le principali banche italiane fanno parte della missione: che supporto vi aspettate? Le banche italiane dovrebbero avere rapporti più stretti e selezionati con le grandi banche russe, dal momento che gli istituti di credito più piccoli hanno problemi di liquidità. Per le aziende italiane c'è bisogno di avere garanzie:il calo degli ordini del 40% significa che le restrizioni sulle lettere di credito, già denunciate da noi nel-le scorse settimane, persistono. La Russia arriva dopo le missioni in Vietnam e Israele: nonostante la crisi, si va avanti? Proprio per contrastare questa fase dobbiamo andare avanti, con coraggio e determinazione. Stiamo già pensando a una missione a Singapore e vogliamo anche arricchire il programma rispetto a quanto previsto, inserendo il Brasile. Bisogna spingere sull'export, su quei mercati che possono avere per noi maggiori prospettive di sviluppo, rendendo le missioni quanto più operative:molti incontri faccia a faccia, mirati. Anche in Russia la scelta di dividere le imprese in tappe diverse, a seconda dei settori, dopo quella unitaria di Mosca, corrisponde a questa esigenza di grande pragmatismo. La Cina per reagire alla crisi sta puntando sul consumo interno. Questa può essere per noi una chance importante? Sì, certamente. Proprio per questo penso che nel 2010 una missione in Cina vada fatta. Lo vedo per quanto riguarda la mia azienda: in Cina continuiamo ad avere aspettative di crescita, così come in Medio Oriente,in America Latina, a Hong Kong. Questa crisi inevitabilmente imporrà una selezione. Essere più forti sui mercati esteri sarà ancora di più un imperativo, una sfida che riguarda soprattutto le piccole imprese: cosa devono fare? è importante continuare nelle aggregazioni,cogliendo l'opportunità dei vantaggi fiscali che oggi ci sono. E occorre superare il tabù del 51%, contro la tendenza all'individualismo tipica degli imprenditori italiani. nicoletta.picchio@ilsole24ore.com «Mosca presenta ancora problemi di burocrazia Ostacoli dalle restrizioni sulle lettere di credito» «Prossime mete Singapore, Brasile e un nuovo viaggio in Cina nel 2010» Vicepresidente. Paolo Zegna IMAGOECONOMICA

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Edilizia, verso la liberalizzazione (sezione: Burocrazia)

( da "AudioNews.it" del 17-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

martedì 17 marzo 2009 09.22 Politica Il servizio di Fabrizio Condò Edilizia, verso la liberalizzazione 11.46: Il governo sarebbe al lavoro su un piano per riformare il settore dell'edilizia. Ieri le prime indiscrezioni, in consiglio dei ministri: saprirebbero le licenze, al loro posto perizie giurate di un tecnico e ci sarebbero meno vincoli per costruire. Secondo Berlusconi il piano snellirebbe la burocrazia e rilancerebbe l'economia.

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Edilizia: verso liberalizzazione (sezione: Burocrazia)

( da "AudioNews.it" del 17-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

martedì 17 marzo 2009 09.22 Politica Edilizia: verso liberalizzazione 09.34: Verso una liberalizzazione dell'edilizia. Secondo le prime indiscrezioni sulla riforma del settore edile, anticipate ieri in consiglio dei ministri, sparirebbero le licenze, per lasciare il posto a perizie giurate di un tecnico.'Il piano -sostiene Berlusconi- sarebbe un colpo al cuore della burocrazia inutile e un volàno per l'economia'.

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Disavventure del bollo auto (sezione: Burocrazia)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 17-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

RISPOSTE Disavventure del bollo auto In relazione alla lettera «Burocrazia - Nella giungla del bollo auto», chiediamo scusa al signor Giorgio Natale di Brescia per il disguido che ha subito (e che ci risulta sia stato sanato dal nostro call center il 10 marzo scorso). Lei comunque ha ragione: nell'era di internet, basta ricevute di carta e code da fare per dimostrare di essere in regola. Appunto: proprio per questo Regione Lombardia ha messo a punto i nuovi sistemi di pagamento informatizzato a prova di errore. Caro signor Giorgio, faccia così: non usi più il pagamento (da noi esplicitamente sconsigliato) con il vecchio conto corrente postale, che poi va passato di mano, registrato, ricopiato con tutti i rischi del caso. Utilizzi invece una delle modalità che esplicitamente la Regione indica: tabaccherie, ricevitorie Sisal, delegazioni Aci autorizzate e pagamenti online presso Poste Italiane, Intesa San Paolo e Banca Popolare di Sondrio (scrivendolo anche nelle comunicazione che invia) insieme al Portale dei Tributi regionali (www.tributi.regione.lombardia.it). Vedrà che non avrà più seccature. Ufficio Stampa Regione Lombardia

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PER GLI OSPITI residenti al Centro Servizi Sociali Resemini, nell'ultima... (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 17-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

OCCHIOBELLO pag. 9 PER GLI OSPITI residenti al Centro Servizi Sociali Resemini, nell'ultima... PER GLI OSPITI residenti al Centro Servizi Sociali Resemini, nell'ultima seduta del consiglio comunale rivierasco, è stata deliberata l'istituzione di un ufficio elettorale distaccato di sezione (cosidetto seggio volante) che sarà in uso per le prossime elezioni amministrative, provinciali ed europee del 6 e 7 giugno. Si tratta senza dubbio di una comodità consolidata per gli ospiti della struttura socio-sanitaria stientese, soprattutto per coloro che hanno difficoltà di carattere deambulativo. Infatti il sindaco Fabrizio Fenzi nel presentare l'argomento ai colleghi consiglieri ha sottolineato che in accordo con la Prefettura si è deciso finalmente di regolamentare la situazione e quindi con la prossima tornata elettorale la burocrazia legata allo spotamento momentaneo della sezione elettorale sarà snellita e nel contempo agevolata. Naturalmente anche le famiglie degli ospiti hanno preso con notevole soddisfazione il provvedimento adottato. Gianpietro Valarini

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Boom delle imprese made in China. <A Milano sono 4 mila> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 17-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2009-03-17 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Dibattito al Giureconsulti. Romiti: «Un Paese strategico» Boom delle imprese made in China. «A Milano sono 4 mila» Dicono di noi che, insomma, siamo un po' lenti. Per lentezza, intendono la fastidiosa e malefica lentezza della burocrazia, e citano come esempi i tempi lunghi per il permesso di soggiorno, un visto, i ricongiungimenti famigliari. Vabbè, ribatterà qualcheduno, bella scoperta. Comunque, alla fine, semplicemente, non sarà che son loro che vanno (molto) più forte di noi? Gli imprenditori cinesi, sui quali ieri s'è sviluppato un forum-convegno ( nella foto) a Palazzo dei Giureconsulti, in Italia hanno aperto 23mila imprese, e tra Milano e provincia le imprese sono 4mila, con sì il commercio quale settore principale, ma poi anche altri settori, come il manufatturiero e l'alberghiero, a tener botta. Le presenze sono in aumento. In forte aumento. Non è un caso che nel 2010 cadrà questa speciale ricorrenza, l'anno «della Cina in Italia», un'occasione che per il presidente della Fondazione Italia-Cina Cesare Romiti è «un'opportunità per solidificare un rapporto con un Paese sempre più strategico». Da là a qui. Però anche da qui a là. Nell'ascoltare Giuseppe Castelli, vicepresidente di Promos, l'azienda speciale per l'estero della Camera di commercio, dire che «è importante per noi constatare che l'Italia ha sempre più appeal sulla realtà cinese», diamo un'occhiata ai dati della nostra emigrazione. Leggiamo che in Cina le ditte italiane sono oltre duemila, e che da Pechino a Shangai vengono aperti studi legali, società di spedizione, banche, aziende di meccanica, tessile, chimica. Del resto, dice il sottosegretario agli Affari esteri Stefania Craxi «le intese tra Italia e Cina sono improntati a una collaborazione che si ispira a una grande concretezza». Dice il governatore Roberto Formigoni che «guardiamo con grande attenzione alla Cina». Della Cina, a Formigoni piacciono «il dinamismo e la rapida crescita». Al forum-convegno sono sfilati alcuni cinesi in Italia da un pezzo, e molto integrati, e molto prolifici per numero di aziende aperte e di affari fatti. Tra loro, Yang Xuepeng, amministratore delegato di Bank of China. Dice: «Il Governo dovrebbe migliorare le cose. La burocrazia ostacola il nostro lavoro».

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Niente luce alla famiglia disabile (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 17-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

RUBIERA, SCANDIANO E CERAMICHE pag. 13 Niente luce alla famiglia disabile Banale disguido sulla bolletta, Enel implacabile: stop a un sollevatore CONTROLLI Il problema è nato dal cambio della domiciliazione bancaria SCANDIANO QUANDO Antonella Margini ha accettato di compilare il programma sociale per la lista civica Scandiano Democratica' promossa da Angelo Santoro mai pensava di essere proprio lei la prima vittima di quella burocrazia che rende ognuno di noi numeri, codici da digitare. Un cambio di banca, con le domiciliazioni delle bollette che vengono annullate, ed un ritardo nel pagamento all'Enel, causa una dimenticanza. Un mix che rischia di costare caro ad Antonella, madre di un ragazzo gravemente disabile a seguito di un incidente patito qualche anno fa. Ora si vede momentaneamente inutilizzabile il "sollevatore" che le permette di collocare il suo ragazzo in carrozzina e quindi nell'ascensore (anche questo ora bloccato) per trasferirlo dal piano terra all'abitazione. Ieri mattina tutto funzionava ed è riuscita a trasferire il suo ragazzo presso il centro di assistenza, poi verso le 9 lo "stacco" della corrente. «Alla chiamata mi hanno detto che c'era il problema della bolletta racconta Antonella me ne ero dimenticata e sono corsa a pagarla». Poi la doccia fredda: «Devono passare 24 ore prima che le venga nuovamente erogata la corrente». Una beffa. «Come farò si è chiesta quando mio figlio ritorna a portarlo in casa? Fin che non arriva corrente lo devo lasciare al piano terra, dove però non ho un letto dove poterlo coricare». «Purtroppo commenta Angelo Santoro viviamo in una società dove siamo tutti numeri, con regole che spersonalizzano la società. Dieci anni fa Enel non si sarebbe mai sognata di staccare la corrente ad una famiglia con un disabile o un anziano in casa. Perché conoscevano la situazione, gli utenti erano persone non codici a barre». «Beninteso continua la dimenticanza c'è stata ed Enel ha fatto il suo lavoro, ma tra le carte avevano la dichiarazione che si trattava di una utenza dove vi era un disabile. Purtroppo non riescono più a transigere. Antonella ha pagato subito alla contestazione e la fornitura va riattivata immediatamente, viste le evidenti esigenze». Image: 20090317/foto/8158.jpg

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In Italia l'assegno d'oro scompare dal sito (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 17-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2009-03-17 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Società pubbliche In attesa delle regole sul tetto agli stipendi chiesto dalla Lega Nord. I casi Fincantieri e Anas In Italia l'assegno d'oro scompare dal sito ROMA — Il Carroccio ha rovesciato sul decreto per gli incentivi alle imprese una valanga di 115 emendamenti. In mezzo, il più peloso di tutti: il tetto agli stipendi dei manager pubblici. Se passerà, nessuno di loro potrà guadagnare più di quanto guadagna un parlamentare. Anche ai banchieri i leghisti vorrebbero imporre provocatoriamente il limite di 350 mila euro l'anno. C'è solo un dettaglio. Il tetto c'era già, ma uno dei primi atti del governo di cui la Lega Nord è un pilastro decisivo, è stato metterlo in frigorifero. Ricordate la storia? I senatori della sinistra Massimo Villone e Cesare Salvi presentarono un emendamento all'ultima finanziaria di Romano Prodi che imponeva agli stipendi di tutti i dipendenti pubblici, manager aziendali compresi, un limite massimo pari alla retribuzione del primo presidente della Corte di Cassazione. In cifre, 289 mila euro. L'emendamento provocò feroci mal di pancia. Praticamente tutti i manager pubblici e l'intera prima linea della burocrazia statale e dei principali enti locali erano ampiamente sopra quel tetto. Ma Villone e Salvi riuscirono comunque a far ingoiare il pillolone ai loro riluttanti colleghi della maggioranza. E l'emendamento è passato. Con il decreto legge di giugno il governo Berlusconi ha deciso di congelare il tetto, per la soddisfazione di molti. Ma soltanto per tre mesi. Giusto il tempo per fare un Dpr con cui il ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta di concerto con il suo collega dell'Economia Giulio Tremonti avrebbero dovuto stabilire a chi e in che modo applicare il limite. Ma al 31 ottobre 2008, data fissata per la sua emanazione, di quel provvedimento nemmeno l'ombra. L'offensiva contro i fannulloni aveva assorbito le energie della Funzione pubblica, che prometteva comunque di risolvere il problema entro fine anno. I mesi però sono passati invano e si è arrivati a metà marzo, per avere notizia che solo nelle scorse settimane è stato costituito un gruppo di lavoro misto fra gli esperti di Brunetta e quelli di Tremonti per venire a capo della questione. Una faccenda che però a quanto pare è piuttosto complicata per le spinte e le controspinte: che cosa si può cumulare, quali redditi si possono escludere dal calcolo, chi deve controllare. Fatto sta che non si sa quando il regolamento sarà emanato. Inutile girarci intorno. Il tetto agli stipendi nessuno lo vuole, come dimostrano anche i tentativi di aggirare anche in sede locale le disposizioni tese a calmierare le indennità degli amministratori delle municipalizzate. Ma nessuno ha il coraggio di dirlo apertamente. Soprattutto, come si può pretendere di far decidere le dimensioni della tagliola a chi ne dovrà essere vittima? Senza considerare un clamoroso effetto collaterale. Diverse imprese pubbliche hanno interpretato il congelamento del tetto come l'autorizzazione a congelare anche la trasparenza. Da alcuni siti internet aziendali sono spariti gli elenchi dei consulenti e i relativi compensi. Un paio di casi per tutti, quelli della Fincantieri e dell'Anas. Questa la spiegazione fornita dalla società delle strade: «Per la pubblicazione di tali dati l'Anas è in attesa dell'apposito decreto, così come stabilito dalla legge 129/08 del 2 agosto 2008 che converte in legge il decreto legge 97 del 3 giugno 2008. Al momento l'Anas, come tutte le altre società pubbliche, è tenuta a pubblicare sul sito internet solo gli incarichi, non rientranti nei contratti d'opera, superiori a 289.984 euro». Quanti? Uno: quello del presidente Pietro Ciucci. 750 mila euro l'anno, compresa la parte variabile dello stipendio. Sergio Rizzo

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All'artigiano spunta la voglia di Tunisia (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 17-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

ECONOMIA & FINANZA pag. 25 All'artigiano spunta la voglia di Tunisia Obiettivo: creare delle società miste e formare la mano d'opera locale MISSIONE LOMBARDA NEL MAGHREB dal nostro inviato GRAZIELLA LEPORATI TUNISI IL PRAGMATISMO, la politica del fare, la concretezza: queste le linee guida della missione tesa a rafforzare una partnership con la Tunisia organizzata e guidata dall'assessore all'Artigianato e Servizi di Regione Lombardia, Domenico Zambetti, nell'ambito di un progetto realizzato con Promos, azienda speciale della Camera di commercio di Milano. Tre giorni di incontri con le leve del potere magrebino, con Zambetti impegnato a fare da apripista e a costruire le cornici per gli accordi bilaterali che consentiranno alle piccole e medie imprese e agli artigiani lombardi (270mila con 640mila addetti) di concludere delle joint venture con i loro colleghi tunisini. «Non siamo qui in gita turistica», è stato il leit motiv di Zambetti negli incontri ai ministeri, all'ambasciata e nella sede di Apreime (Agenzia di cooperazione italo-mediterranea), facendo capire a chiare lettere che la delegazione d'imprenditori (una trentina fra quelli presenti e quelli rappresentati) non aveva attraversato il Mediterraneo per una vacanza. E i rappresentanti del governo tunisino l'hanno recepito al volo, a cominciare dal primo ministro Mohamed Ghannouci, che ha tagliato il nastro all'inaugurazione dello stand di Regione Lombardia e Promos al Salon de la Creation Artisanale di Tunisi dove le imprese lombarde espongono il meglio della loro creatività, per continuare con il segretario di stato al dicastero dell' artigianato, Chokri Mamoghli. Alla missione italiana in cerca di nuove nicchie di mercato, la Tunisia (ottimo ponte per il resto dell'Africa) risponde mettendo sul piatto una serie di facilitazioni: burocrazia ridotta ai minimi termini, mano d'opera a 400 euro al mese, zero tasse per dieci anni sulle esportazioni, massima sicurezza, infrastrutture. IN CAMBIO CHIEDE che il «Made in Lombardy» si trasferisca in Tunisia per creare aziende miste e formare la mano d'opera locale. Un'offerta che ha trovato orecchie sensibili negli imprenditori lombardi pronti a esportare know-how, tecnologia e designer. A cominciare da Edilcassa di Bergamo che ha avviato la trattativa per la ristrutturazione della Medina. Imprenditori interessati al business e soddisfatti «dell'efficacia e vitalità» della Regione Lombardia. E l'assessore Zambetti torna a casa con la consapevolezza di aver centrato l'individuazione delle chances per la cooperazione economica con la Tunisia. Image: 20090317/foto/5497.jpg

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Salario, i convegni <negati> ai disabili (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 17-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2009-03-17 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Secondo Municipio La denuncia di Vittoria Hassan (Consulta handicap). La presidente De Angelis: accuse strumentali Salario, i convegni «negati» ai disabili Assemblee pubbliche su «Libertà è partecipazione» organizzate in luoghi inaccessibili I convegni su «Libertà è partecipazione» in luoghi inaccessibili ai disabili. Botta e risposta nel II Municipio Quattro rampe, trentaquattro gradini. Roba da venti secondi al massimo. Se sei su una sedia a rotelle, però, il tempo si ferma e quelle scale puoi solo guardarle dall'alto. Vittoria Hassan ride sconsolata all'ingresso del Teatro Tirso: «Il mio tragitto finisce qui». Di fronte a lei, i ripidi scalini che portano alla sala dove, il 31 marzo, è fissato l'ultima assemblea pubblica del ciclo «Libertà è partecipazione» organizzato dal presidente del II Municipio, Sara De Angelis. «Bel verso, metricamente molto valido – dice canticchiando la canzone di Gaber che dà il titolo alla manifestazione - . Ma la partecipazione è davvero libera? Su cinque incontri, tre sono stati organizzati in luoghi non accessibili ai disabili. La parrocchia di Santa Maria Goretti, la stanza sotterranea dell'Hotel Polo non servita da ascensore. Il prossimo è il teatro di Via Tirso: ho chiamato e mi hanno detto che qualcuno sarebbe venuto ad aiutarmi a scendere le scale. Ma voglio essere autonoma, è un mio diritto. E il problema non riguarda soltanto chi sta su una sedia a rotelle, visto che questo è il municipio con la più alta percentuale di anziani di Roma ». Quarant'anni ben portati, Vittoria ha due lauree (in Lettere e Biblioteconomia alla Sapienza) e una in Burocrazia presa direttamente sul campo. Cita a memoria leggi e regolamenti, «perché quando non cammini sono le carte che si muovono per te. E tu devi sapere dove farle andare ». è conosciuta per il suo impegno politico e sociale. è stata la prima presidente della Consulta handicap del II Municipio (quando la De Angelis era assessore alle Politiche sociali) e oggi fa parte anche di quella cittadina. «Mi occupo proprio di barriere architettoniche e di mobilità – spiega - . Nella sede del II Municipio ho fatto mettere pedane e percorsi tattili, trovando pieno accordo con l'allora presidente Saccone. Noi disabili contiamo, siamo elettorato attivo e passivo». Con la presidente De Angelis, invece, i rapporti non sono altrettanto idilliaci. «Se avesse chiesto il mio parere – afferma Vittoria – le avrei consigliato i tre centri anziani del Municipio, accessibili a tutti. C'è ancora qualche giorno prima della riunione di via Tirso, perché non cambiare?». Attacca anche Giuseppe Gerace, capogruppo del Pd al II Municipio: «Le scelte rispecchiano la scarsa attenzione alla disabilità. Hanno ridotto del 20 % i fondi per i servizi sociali e non hanno rifinanziato il centro Alzheimer». Sara De Angelis, però, parla di accuse strumentali. «Le assemblee – spiega – erano strapiene di cittadini e tutti, da destra e sinistra, hanno plaudito all'iniziativa. Abbiamo raccolto lamentele e qualche problema è già risolto. Mi spiace per il problema di via Tirso, ma non mi risulta che la signora Hassan si sia presentata alle precedenti riunioni. L'avremo fatta entrare: all'Hotel Polo c'erano gli operatori per aiutarla a scendere i gradini». Non si può scegliere un altro luogo per l'ultima riunione? «Ormai le locandine sono stampate. E poi abbiamo avuto difficoltà a trovare uno spazio poco costoso in zona Pinciano – aggiunge la De Angelis -. Non abbiamo scelto i centri anziani perché volevamo la massima attenzione e partecipazione ». Carlotta De Leo

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Benelli e Tacchini, la carica dei 30 mila cinesi made in Italy (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 17-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2009-03-17 num: - pag: 27 categoria: REDAZIONALE La storia I paradossi della burocrazia e dei permessi di soggiorno Benelli e Tacchini, la carica dei 30 mila cinesi made in Italy Yan Haimei: investiremo altri 20 milioni sul marchio di moto I piani di Bank of China per aiutare le imprese che vogliono espandersi sui mercati asiatici MILANO — «Siamo qui per restare». Yan Haimei, general manager di Benelli Qianjiang, una signora sorridente che illustra con ottimismo risultati e progetti della storica industria pesarese, acquistata dal primo gruppo motociclistico cinese nel 2005, è la sintesi della fiducia nelle doti italiane. «Noi ci mettiamo nuovi capitali e la nostra esperienza nella programmazione. Qui troviamo inventiva e abilità nel design». L'Italia vista dalla Cina: opportunità da cogliere, ma con pazienza tutta orientale. Al convegno «Storie di successo cinesi in Italia», organizzato tra gli altri dalla Fondazione Italia-Cina, dalla Camera di Commercio di Milano, dalla Regione Lombardia e dal ministero degli Affari Esteri, sfilano grandi e piccoli manager della Repubblica popolare. Ognuno illustra la sua «eccellenza» e — con garbata ironia — fa presente gli ostacoli che la burocrazia italiana («Una spada di Damocle per tutti, italiani compresi», come nota Cesare Romiti, presidente della Fondazione) impone a chi voglia investire da noi: difficoltà nella concessione dei visti, farraginosità delle pratiche per avviare un'impresa, eccessiva tassazione. Ciononostante, gli investimenti cinesi in Italia sono in aumento e le aziende targate Repubblica popolare sono sempre più numerose: a oggi sono circa 30 mila le imprese guidate da manager che parlano mandarino (trenta i grandi gruppi come, ad esempio, Haier, Qianjiang, Huawei, Cosco), con investimenti che a settembre 2008 hanno raggiunto i 237 milioni di euro. Spesso salvando realtà a un passo dal fallimento. Il sottosegretario agli Esteri Stefania Craxi nota come «la Tacchini e poi la Benelli» siano state «riportate in carreggiata da aziende cinesi». Ecco: il «coraggio» di affrontare rischi che la recente crisi ha sicuramente ingigantito (senza peraltro spaventare i partner orientali). «Non abbiamo ancora chiuso un bilancio in attivo — conferma al Corriere Yan Haimei di Benelli Qianjiang —. Ma crediamo nel nostro progetto. Al punto che intendiamo investire altri 20 milioni di euro per portare in produzione nuovi modelli. Nel giro di un paio d'anni sono sicura che riusciremo ad avere profitti ». Nel loro lavoro, i manager cinesi sono assistiti da Bank of China «uno dei più grandi istituti finanziari dello Stato cinese, impegnato nel processo di internazionalizzazione delle imprese di Pechino », come spiega il direttore della filiale di Milano, Yang Xuepeng. Che rilancia: «Il nostro è un sistema sostanzialmente sano e offriamo aiuto per traghettare le imprese fuori dal guado. Ma anche l'Italia deve aiutarci». Bank of China è pronta ad assistere con consulenze e linee di credito le aziende che vogliano entrare nel mercato cinese. Ma Yang e gli altri manager concordano su un punto nodale per quanto riguarda il nostro Paese: gli investimenti non potranno raggiungere un livello analogo a quelli verso gli altri Paesi europei se «la burocrazia, il sistema dei permessi di soggiorno non saranno semplificati». Romiti, dal canto suo, chiede all'ambasciatore di Pechino, Sun Yuxi, che la delegazione del ministero del Commercio, in Europa per «fare shopping», non ignori l'Italia come «purtroppo sta avvenendo». Paolo Salom Qui sopra la responsabile di Benelli, Yan Haimei. Foto a a sinistra, l'ambasciatore cinese in Italia Sun Yuxi

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Il sogno è una carta d'identità in tasca (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 17-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Prov Gallura Pagina 8033 Olbia. Ieri mattina la prima assemblea regionale del dipartimento immigrati Fillea Cgil Il sogno è una carta d'identità in tasca Olbia.. Ieri mattina la prima assemblea regionale del dipartimento immigrati Fillea Cgil Le storie degli stranieri al lavoro in cave e cantieri edili --> Le storie degli stranieri al lavoro in cave e cantieri edili Si è parlato soprattutto di lavoro nei cantieri edili nella prima assemblea regionale del dipartimento immigrati della Fillea Cgil. Antòn ha 34 anni ed è bulgaro. Adesso ha ottenuto la residenza, ha in tasca una carta d'identità. La mostra orgoglioso, trionfante fa vedere la sua fotografia, la sua firma. È riuscito a conquistarla dopo 5 anni di battaglie con la burocrazia, con le leggi italiane, con la miseria e con un certo tipo di neorazzismo tutto italico. Ma Antòn non è uno che ce l'ha fatta. Tutt'altro. Lavora in una impresa edile gallurese, ha il suo documento di riconoscimento. Ma lavora il triplo dei suoi nuovi concittadini, lavora in nero quindi si può scordare la pensione, i contributi, le ferie. «Cosa sono?» chiede ironicamente. E naturalmente viene pagato molto meno degli operai italiani. Se si è nati in un paese dell'est Europa, del nord Africa o dell'Asia la prassi è questa: si lavora tanto, si guadagna poco. La carta d'identità in realtà è un gioiello prezioso per Antòn, perché gli consentirà comunque di accedere alle pratiche per la prossima conquista: una casa per la sua famiglia. Quando e come riuscirà a comprarla non lo sa, ma ce la farà, perché è abituato ai sacrifici: «Ho lavorato in una cava di granito, in una azienda agricola, in tanti cantieri. Con mia moglie e mio figlio abbiamo dormito in una stanza di 15 metri quadri con bagno, lo facevamo per risparmiare sull'affitto. Ma è stata dura. Ai tempi prendevo 550 euro. Mia moglie faceva volantinaggio ogni tanto e quando guadagnava 200 euro al mese festeggiavamo. Ora non prendiamo molto di più ma siamo riusciti a mettere da parte duemila euro, risparmiando tutto quello che si poteva. Abbiamo sofferto la fame, abbiamo subito tanti insulti. Ma ci stiamo riuscendo». Per lui e per tutti gli altri presenti alla prima assemblea regionale del dipartimento immigrati della Fillea Cgil, c'è stata sofferenza e altra ne arriverà negli anni a venire. A pugni stretti, ma senza odio tra i denti. «Sarebbe stato più semplice spaccare qualche casa o qualche negozio - racconta Matei, operaio rumeno - ma provengo da una famiglia onesta. Però la tentazione è stata forte». Al riguardo, il segretario regionale della Cgil, Enzo Costa, ha detto: "Il Governo non deve adottare provvedimenti troppo drastici contro gli immigrati, perché si favorirebbe un proliferare dell'illegalità". All'assemblea hanno partecipato anche l'ispettore Spresal Miuccio Demontis e il responsabile settoriale, Pietro Masia, che hanno presentato alcuni dati sui cantieri edili galluresi nel 2008. I risultati non stupiscono, perché ricalcano quelli registrati negli anni passati: su 120 cantieri edili controllati dagli ispettori, erano regolari sono 30. L'anno scorso nei cantieri della Gallura si è verificato un incidente mortale sul lavoro e altri 60 feriti. CLAUDIO CHISU

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Pmi e crisi: <Tagliare fisco e burocrazia> (sezione: Burocrazia)

( da "Arena.it, L'" del 17-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pmi e crisi: «Tagliare fisco e burocrazia» ANALISI. Rapporto sulla sussidiarità 2009: le imprese del Nordest vogliono servizi e autonomia prima dei soldi statali Oltre il 50% delle aziende chiede la semplificazione amministrativa e fiscale e più «decentramento» 17/03/2009 rss e-mail print Pmi e crisi: «Tagliare fisco e burocrazia» Un dato contraddittorio - se rapportato alla soluzione adottata da Obama negli Usa, con i finanziamenti pubblici - ma reale, quello che emerge dal rapporto 2009 della Fondazione per la sussidiarietà, che ha raccolto le risposte di 1.600 aziende piccole e medie, di tutto il territorio nazionale, al problema crisi. Le pmi invocano forme di intervento sussidiario. Il 54,5%, del campione intervistato, chiede a gran voce più semplificazione amministrativa e fiscale per favorire lo sviluppo. Il 42,5% è abbastanza d'accordo. Maggiore adesione proviene dalle pmi del Centro Italia (63,6%), cui segue il Nordest (59,6%) e, più in generale, dalle medie imprese (71% contro il 50,2% delle piccole imprese). Il 53% delle imprese chiede più decentramento, in particolare il Nord Est (63%), cui seguono Centro, Sud e Nord-vest, anche se da una media tra i soggetti molto d'accordo e abbastanza d'accordo emergono in testa Nord-Est e Nord-Ovest, rispetto alle altre aree geografiche. Anche in tal caso più favorevoli sono le medie imprese con il 61%, contro il 50% delle piccole. Nella contrattazione salariale libera crede mediamente il 36% delle pmi, mentre un buon 58% è abbastanza d'accordo. Maggiormente propense le imprese del Nordest e del Centro, in particolare le medie imprese. Investirebbe in risorse umane, al fine di aumentare il profitto, il 43% circa delle pmi, con propensione massima nel Nordest (52%), e minima - paradossalmente - nel Nord Ovest (26%) e preponderante tra le medie imprese (56% circa). Le piccole imprese sono molto aperte, inoltre, al confronto con dipendenti e collaboratori (73%) più che le medie. E nell'ambito di un campione pari al 59%, che si mostra molto favorevole, il Nord Est è in testa (67%) rispetto al Nord Ovest (49,5%). Molto propense a una coincidenza tra interessi del lavoratore e dell'impresa è solo il 35% delle imprese, mentre il 60% si dice «abbastanza d'accordo». Tra queste ultime prevalgono le medie (40%) sulle piccole imprese (34%). La coesione aziendale prevale nel Nord Est (44%), poi al Centro e al Sud con percentuali analoghe, mentre nel Nord Ovest solo il 21% è molto d'accordo ed il 76% abbastanza d'accordo su tale rimedio. Un dato frutto di residuo storico: il Nord-Ovest risente ancora di un'economia sorta grazie ad una grande classe operaia alla base della piramide imprenditoriale, mentre il Nordest ha sviluppato la propria economia sull'attività dell'artigiano che spesso e volentieri è divenuto proprietario della sua stessa azienda. Sulla valorizzazione delle risorse umane attraverso risorse interne anzichè con il sostegno fiscale, è abbastanza d'accordo il 57%, molto il 39,5% e, in misura maggiore, le pmI del Sud e delle Isole, nonché le medie rispetto alle piccole. Solo il 32% vorrebbe condividere anche con i concorrenti attività di ricerca e sviluppo e questo avviene in maggioranza nel Nord Est (39%), con uguali percentuali nel Sud e nel Centro, meno nel Nord Ovest ( 21%). Divario tra Nord Est (33%) e Nord Ovest (17%) sussiste anche con riguardo al rimedio dell'internazionalizzazione,che, in generale, convince poco. Piuttosto, il 69% delle imprese valorizzerebbe il rapporto con il cliente. Francesca Saglimbeni Francesca Saglimbeni

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Banche, Draghi: ''Evitato il collasso ma manca la chiarezza nei bilanci'' (sezione: Burocrazia)

( da "Adnkronos" del 17-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Banche, Draghi: ''Evitato il collasso ma manca la chiarezza nei bilanci'' Il Governatore della Banca d'Italia: ''Essenziale migliorare la vigilanza a livello Ue''. E sottolinea: ''I tremonti bond utili per rafforzare l'erogazione del credito''. Sul piano casa: ''Meno burocrazia potrebbe avere effetto stimolo''. Segui la diretta commenta 0 vota 0 tutte le notizie di ECONOMIA ultimo aggiornamento: 17 marzo, ore 12:53

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CASA: DRAGHI, MENO BUROCRAZIA POTREBBE AVERE EFFETTO STIMOLO (sezione: Burocrazia)

( da "Adnkronos" del 17-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

CASA: DRAGHI, MENO BUROCRAZIA POTREBBE AVERE EFFETTO STIMOLO MA E' INCERTA PORTATA CONGIUNGURALE commenta 0 vota 0 tutte le notizie di ECONOMIA ultimo aggiornamento: 17 marzo, ore 12:45

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Draghi: <Prefetti? No a pressioni e interferenze della politica> (sezione: Burocrazia)

( da "KataWeb News" del 17-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Draghi: «Prefetti? No a pressioni e interferenze della politica» 17 marzo 2009 alle 12:43 — Fonte: corriere.it — 0 commenti Il governatore di Bankitalia: «Utili i Tremonti Bond». Sul piano casa: «Meno burocrazia potrebbe aiutare»

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Crisi, l'allarme di Draghi: la recessione continuerà (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere.it" del 17-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

in un'audizione davanti alla commissione finanze della Camera Draghi: «Prefetti? No a pressioni e interferenze della politica» Il governatore di Bankitalia: «Utili i Tremonti Bond». Sul piano casa: «Meno burocrazia potrebbe aiutare» Il Governatore di Banca d'Italia Mario Draghi (LaPresse) ROMA - Problematiche del sistema bancario e finanziario. Su questi temi il Governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi ha parlato presso la Commissione Finanze di Montecitorio. In merito all''intervento dei prefetti sul controllo dell'assegnazione dei crediti bancari alle imprese, il governatore è stato chiaro: «No a pressioni e interferenze della politica». Draghi chiede dunque di evitare «interferenze politico-amministrative nelle valutazioni del merito di credito di singoli casi». Quindi che le analisi delle condizioni del credito a livello locale stabilita dal governo con gli osservatori sulle prefetture non sconfini «in un ruolo di pressione sulle banche che spinga ad allentare i criteri di sana e prudente gestione nella selezione delle clientela». LA VIGILANZA - Il governatore ritiene necessario il miglioramento del coordinamento della vigilanza bancaria a livello europeo e afferma che una soluzione per la sua riforma non «rinuncerà al patrimonio di conoscenze, professionalità, vicinanza al mercato disponibili nelle autorità nazionali». Draghi ha spiegato come «l'esperienza del sistema europeo di banche centrali mostra che questa è una strada che si può percorrere con successo». Draghi ha poi rivendicato che la Banca d'Italia «non ha mancato» nel suo lavoro di vigilanza e in Italia non ci sono stati casi di banche che «sono saltate come in altri paesi». Già al suo arrivo nel febbraio 2006 aveva denunciato i rischi dei derivati e il sistema della vigilanza di via Nazionale ha funzionato tenendo a mente «non i prodotti ma gli intermediari» TREMONTI BOND - Poi dal governatore è arrivato un invito alle banche ad utilizzare i Tremonti Bond per rafforzare il capitale: «L'irrobustimento del capitale - ha detto il governatore - anche con gli strumenti messi a disposizione dello Stato, è condizione per sostenere la capacità del sistema bancario di fornire credito all'economia». «SCELTE LUNGIMIRANTI» - Il governatore chiede agli istituti di credito «scelte lungimiranti» di fronte alla crisi che chiede di «sapere essere bravi banchieri anche quando l'economia va male». Nel corso dell'audizione alla Commissione Finanza della Camera, Draghi ha spiegato come «di fronte all'inevitabile peggioramento della qualità del credito dovuta alla recessione occorrono scelte lungimiranti, non basta tenere i conti in ordine». Per questo il Governatore invita a realizzare un «fermo sostegno ai clienti con buon merito di credito» per evitare «una stretta creditizia eccessiva che aggravi la recessione e quindi peggiori la posizione degli stessi clienti delle banche». Le banche e gli altri intermediari finanziari italiani scontano trattamenti fiscali che «determinano svantaggi competitivi nei confronti di altri paesi» ha aggiunto poiché «imposte elevate si traducono in meno autofinanziamento, meno patrimonio, minor capacità di far credito». TITOLI TOSSICI - Gli interventi adottati dalle banche centrali e dallo Stato «hanno evitato il collasso del sistema ma non ancora portato chiarezza nei bilanci di quelle banche che più hanno investito nei titoli che chiamiamo tossici», ha affermato Draghi spiegando che «permane incertezza sull'entità e la distribuzione delle perdite nei bilanci di quelle che erano le più grandi banche mondiali». PIL - Poi parlando della situazione italiana ha affermato: «Tutti gli indicatori (produzione, ordinativi e giacenze di magazzino) continuano a segnalare ritmi produttivi molto bassi. Nel primo trimestre di quest'anno il prodotto interno lordo si contrarrebbe per la quarta volta consecutiva. È verosimile - ha aggiunto - che l'intero 2009 si chiuda con un nuovo, significativo calo dell'attività economica, concentrato soprattutto nel settore privato». PIANO CASA - Il piano casa annunciato dal governo, con una semplificazionme degli adempimenti e una riduzione degli oneri, «potrebbe avere effetti di stimolo». Tuttavia, ha spiegato il governatore, «la complessità della materia, la presenza di competenze concorrenti fra Stato e Regioni, la necessità di congegnare l'intervento in modo da preservare l'ambiente naturale ed equilibrio urbanistico ne rendono incerta la portata da un punto di vista congiunturale». Draghi ha sottolineato però che «modalità, contenuti e tempi di eventuali interventi non sono ancora noti». AMMORTIZZATORI - I provvedimenti del governo per finanziarie gli ammortizzatori sociali «sono opportuni»; «resta però l'esigenza di impostare fin da ora una riforma complessiva». Nella sua audizione in commissione Draghi ha ricordato che «il governo ha esteso temporaneamente a gran parte delle tipologie di lavoratori atipici la possibilità di accedere agli ammortizzatori sociali», «ulteriori miglioramenti sono stati definiti la scorsa settimana» e «il finanziamento di questi interventi è stato di recente ampliato grazie all'intesa tra Stato e Regioni». LO STATO ACCELERI PAGAMENTI FORNITORI - Lo Stato però è debitore nei confronti delle imprese per un importo pari a 2,5 punti percentuali di Pil, così «un'accelerazione dei pagamenti darebbe sostegno alle imprese senza appesantire strutturalmente i conti pubblici», ha detto il governatore. «I crediti commerciali che le imprese vantano nei confronti delle amministrazioni pubbliche, concessi con dilazioni e ritardi nel pagamento di beni e servizi sono molto elevati: circa il 2,5 per cento del prodotto interno lordo, oltre il 30 per cento della spesa annua delle amministrazioni per consumi e investimenti». stampa |

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Un quartieretrasformatoin discarica (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 17-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Un quartiere trasformato in discarica «Avviare subito a Catania una cabina di regia provinciale per non perdere l'ultima occasione storica rappresentata dai fondi di Agenda 2007-2013». Lo ha detto Alfio Giulio, segretario generale della Cisl di Catania, al margine della presentazione del piano regionale anticrisi della Cisl siciliana, avvenuta ieri a Palermo. Nel corso dell'assemblea sindacale, il segretario regionale Maurizio Bernava ha individuato 18 provvedimenti anti-crisi e otto assi di crescita inseriti in un piano straordinario anti-recessione, in vista della manovra finanziaria che il governo regionale dovrà varare entro il mese di marzo. «La Cisl etnea ? ha aggiunto Giulio, che ha partecipato all'incontro con tutta la segreteria di Catania ? si riconosce in pieno nella posizione del segretario regionale Bernava e nella sua azione nei confronti del governo regionale. Per la gestione dei fondi europei, la Cisl vuole creare una cabina regionale di regia e nove unità strategiche provinciali. Anche a Catania stiamo lavorando in tal senso, proponendo da tempo un ?patto? tra le forze sane del territorio per affrontare la crisi del Comune e dell'economia catanese, per creare lavoro di qualità e sviluppo nella legalità». «Una cabina di regia provinciale ? ha continuato ? dovrebbe essere presto avviata per accelerare i tempi di erogazione della Cassa integrazione alle piccole aziende senza aspettare i tempi della burocrazia regionale. Forze sindacali, imprenditoriali e istituzioni devono lavorare insieme nell'interesse di quanti a Catania hanno bisogno di sollevarsi dal disagio e vogliono farlo nel rispetto della legge». «Aspettiamo risposte che ancora non arrivano ? conclude Giulio ? ma classe imprenditoriale e politica sappiano che il tempo delle chiacchiere è finito, occorre agire presto e bene per il futuro dei nostri territori».

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<Aiutatemi a riavere un tetto> (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 17-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il fatto. Crolla la casa, prestito negato per ricostruirla, i figli dormono in un garage «Aiutatemi a riavere un tetto» Sfortuna? Eccesso di piogge? Nessuno potrà stabilire con certezza cosa ha trasformato in pochi secondi un uomo da poco uscito dal precariato in un senzatetto condannato dalla burocrazia a smembrare la famiglia e a vedersi sempre le porte chiuse. Eppure Simone Tarantino ha vissuto l'ultimo anno di vita in silenzio, subendo le mortificazioni con uno stoico spirito di rassegnazione. Se il mondo sta apprendendo ora la sua assurda storia, è grazie ai suoi colleghi di lavoro che, dopo avere cercato di aiutarlo come hanno potuto, hanno rivolto un appello attraverso il settimanale gratuito "nell'attesa..." in distribuzione da ieri nelle farmacie e nelle sale d'attesa di medici, cliniche e ospedali di Palermo e provincia. Simone Tarantino nel 2003 riuscì a fatica a comprare casa in via Taranto, in zona Montepellegrino, nei pressi di via Ammiraglio Rizzo, e nel 2007 passò di ruolo come collaboratore scolastico. Il pomeriggio del 17 gennaio 2008, esattamente alle 18, uscì di casa con la moglie per andare a fare la spesa, e la sua vita andò in fumo: l'edificio di tre piani crollò, al suo posto rimase solo una nuvola di polvere. Senza soldi e senza più nulla (vestiti, mobili, effetti personali), ricevette l'ingiunzione di rimuovere a sue spese le macerie e di mettere in sicurezza le case limitrofe. Si rivolse agli amici e poi ebbe prestito bancario di 30 mila euro. Da allora lui e la moglie dormono a casa della figlia a Belmonte Mezzagno, mentre i due figli dormono in un garage. Il Comune si è detto incompetente ad aiutarlo e lo ha inserito in una graduatoria per una eventuale futura assegnazione di un bene confiscato alla mafia. Simone Tarantino vorrebbe ricostruire l'immobile, ma la banca gli ha negato un prestito «per mancanza di garanzie»: lo stipendio è già gravato dal prestito in corso. I suoi colleghi di lavoro chiedono che ottenga un prestito di 70 mila euro con cui ricostruire la struttura e parte della casa.

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MARIO FORTUNATO SAPRI. IL CALVARIO DI UN 52ENNE DI BOSCO VISSUTO IN SEGUITO A UNA GRAVE MALATTIA ... (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Salerno)" del 17-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

MARIO FORTUNATO Sapri. Il calvario di un 52enne di Bosco vissuto in seguito a una grave malattia della moglie. Ulisse Grizzuti (nella foto), invalido, residente a S.Giovanni a Piro, impiegato nel vecchio Ufficio di collocamento di Sapri, chiama in causa la burocrazia e i ritardi dell'Asl Sa3 e dell'Inps di Salerno che non gli avrebbero permesso di avere la necessaria assistenza. A distanza di circa otto mesi, sua moglie affetta da una grave neoplasia, non ha avuto risposta sulle domande inoltrate agli uffici competenti, per il riconoscimento dell'invalidità e della legge 104; quest'ultima gli avrebbe permesso di risparmiare le ferie per assistere la propria consorte. «Sono otto mesi che vivo un vero e proprio calvario burocratico- racconta - mia moglie si è ammalata nel mese di luglio e ha dovuto subire un intervento di mastectomia nell'ospedale di Oliveto Citra. Abbiamo inoltrato domanda d'invalidità e dopo circa un mese è stata chiamata a visita a Sapri. Non avendo ricevuto alcuna risposta, nel mese di ottobre abbiamo inoltrato anche la domanda per ottenere i benefici previsti dalla 104 e in modo specifico in base alla legge 80/06 per i problemi oncologici. Mi sono recato personalmente negli uffici dell'Asl e mi hanno risposto di avere pazienza. Ho inviato un sollecito scritto, senza ottenere risposta. A febbraio mi sono recato a Salerno e ho appurato che la pratica di mia moglie giaceva ancora presso gli uffici dell'Inps. Sono mortificato e rammaricato, soprattutto nei confronti dell'Asl locale. A tutt'oggi non ci vengono riconosciuti sacrosanti diritti. Nutro quindi seri dubbi su come vengono espletate le pratiche e mi sento del tutto abbandonato dalle istituzioni», conclude Ulisse Grizzuti.

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Vicenza Demetrio Volcic è stato testimone almeno di due Russie, quella sovietica e la “... (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 17-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Martedì 17 Marzo 2009, Vicenza Demetrio Volcic è stato testimone almeno di due Russie, quella sovietica e la "democrazia controllata" nata dopo il crollo del muro di Berlino, la deposizione di Gorbaciov, l'abdicazione di Eltsin e l'ascesa, all'apparenza inarrestabile, di Vladimir Putin. Giornalista poliglotta, acuto osservatore dell'Est Europa (ha vissuto tra l'altro a Vienna, Praga e Bonn), corrispondente da Mosca e, per un breve periodo, direttore del TG1, Volcic è stato anche senatore ed europarlamentare dei democratici di sinistra, oltre che docente all'Università degli studi di Trieste dove si era laureato in economia. Venerdì sera al Palazzo delle Opere Sociali di Vicenza, ha presentato le sue ultime fatiche letterarie "Il piccolo zar" (Laterza, p. 196) dedicato a Putin e "1968. L'autunno di Praga" (Sellerio, p. 114) sulla repressione, ad opera del Patto di Varsavia, della rivoluzione di primavera. All'incontro, organizzato dalla Fondazione Masi (di cui Volcic è presidente onorario) e dalla Biblioteca La Vigna, era presente anche Marzio Breda, quirinalista del Corriere. I volumi, ricchi di aneddoti e di "vita vissuta", rimandano alle due Russie di cui si diceva. "Per i Russi - racconta il giornalista di Lubiana - il 1968 non era tempo di rinnovamento. I fatti della primavera di Praga divisero il partito. La Russia poi già accusava ritardi nei confronti dell'occidente: i piani quinquennali non stavano andando bene. Occorreva mobilitare la gente. I cinquecentomila soldati del Patto di Varsavia inviati a Praga per sedare la rivolta erano convinti che sarebbero stati accolti come liberatori, invece vennero salutati dalle bombe. Il capo dell'esercito ceco decise di non combattere: la sproporzione di forze era soverchiante. Ordinò piuttosto di non collaborare: quindi gli invasori si videro negate le caserme dove alloggiare o i viveri per rifocillarsi". "Dubcek - continua Volcic - voleva realizzare una terza via. Pensava, come avrebbe fatto poi Gorbaciov, di poter dirigere l'opinione pubblica. Ma non funziona così. La gente prima è scettica, poi si incuriosisce e infine si infervora". A quel punto diventa difficile venire a patti. La repressione insomma era inevitabile, o meglio, "era troppo presto per pensare di rifondare il comunismo". L'attitudine a esercitare un controllo sulla popolazione non pare essere estranea neanche alla Russia di Vladimir Putin. "Le biografie ufficiali di Putin - continua l'ex corrispondente oltre cortina - lo descrivono come un ragazzo che viveva in una casa popolare nei dintorni dell'allora Leningrado. Suo nonno era il cuoco di Lenin, suo padre era stato paracadutato dietro le linee tedesche riportandone gravi ferite. Anche se Putin tende a negarlo la sua famiglia con tutta probabilità era lealmente comunista. Il giovane Putin vuole arruolarsi nella polizia segreta. Studia il tedesco, si laurea in legge e a ventitré anni entra nell'ufficio studi del KGB. Si accorge che la vecchia burocrazia non funziona più e punta a un rinnovamento. La sua ascesa è fulminante. Dal 1996 ogni hanno fa un passo avanti. Nel 1999 è primo ministro, poi capo di Stato. Nel frattempo il petrolio riempie le casse della Russia. Putin piace al suo popolo perché ha ridato dignità alla nazione, ha ristabilito l'ordine, perché rappresenta un padre autorevole, perché si è organizzato un partito tutto da solo che ha praticamente annullato l'opposizione. Controlla tutto, sa usare i mezzi di comunicazione. Si considera un uomo della Provvidenza." E, a quanto sembra, la crisi economica gli sta dando una mano, fatti salvi i disordini di cui si legge in questi giorni. "Con la crisi - continua Volcic - dovrebbero sparire tutti gli oligarchi che hanno derubato il paese. Inoltre la Russia, che pure è stata duramente colpita, sarà tra i primi stati a riprendersi perché ha immense ricchezze naturali e non ha debito pubblico. Gli stessi Stati Uniti usciranno ridimensionati dalla recessione. Il capitalismo liberale è crollato e in questi tempi viene giustificato l'intervento dello stato nell'economia, quindi, indirettamente, anche la politica di Putin. In più il popolo russo è in grado di sopportare meglio la recessione: i russi, non si attendono molto dal futuro, sono preparati alla tragedia. Per questo esiste una radicata solidarietà familiare." Molti considerano il regime russo come un passaggio intermedio tra il totalitarismo e la democrazia liberale. Volcic non sembra di questo avviso. Domanda Breda: "Quanto ci vorrà per normalizzare il paese ?" Risponde Volcic: "E se fosse questa la normalità ?". Filippo Lovato

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Sicurezza, pescatori scettici sul decreto (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 17-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Sicurezza, pescatori scettici sul decreto Martedì 17 Marzo 2009, Chioggia Stivali antiscivolo, elmetto, guanti di varia foggia a seconda delle operazioni - cernita del pesce o recupero della rete col verricello - cuffie antirumore, incerata dalla testa ai piedi: molto simile ad un palombaro con visibilità limitata e impedito nei movimenti, il pescatore dovrebbe essere agghindato così per lavorare in sicurezza. Questo stando al testo del decreto legge n. 81 dell'anno scorso, che andrà però a regime entro il maggio del prossimo anno. Il convegno organizzato da Cgil, Progetto mare e dal ministero per le Politiche agricole e forestali ha portato in primo piano la contestazione dei pescatori, convinti che l'armamentario di cui sopra contribuirebbe piuttosto a intensificare la serie degli infortuni sul lavoro. Fabio Borgacci, responsabile del Progetto mare di Cgil e gli esponenti del settore Flai di questo sindacato (rappresentato il livello regionale e nazionale) insieme anche a Uila-Uil, hanno portato in primo piano altri aspetti che appartengono alla storia della pesca, ma contribuiscono a rendere precaria se non pericolosa questa attività. Il contratto "alla parte" (si divide il monte guadagni solo quando si esce a pescare), i turni stressanti, in genere più di 100 ore dal lunedì al venerdì, sono alla base di un logoramento fisico costante, causa prima di disattenzioni che possono risultare fatali. D'altronde per il settore della pesca, non si sa perché, non sono previsti ammortizzatori sociali. C'è stata la cassa integrazione in deroga legata però all'episodio del caro gasolio. La cassa integrazione deve diventare "normale", chiede il sindacato, come succede per molte altre categorie di lavoratori. Vanno poi risolti problemi riguardanti la burocrazia, spesso asfissiante, come ha denunciato Denis Padoan, armatore-capobarca, e rilanciata la politica della salvaguardia ambientale. I cantieri del Mose hanno provocato una enorme dispersione in mare di massi anche assai pesanti che, quando va bene, danneggiano solo le reti. Serve poi risolvere il problema di un Ente bilaterale che rappresenti tutta la pesca e garantisca le condizioni di interventi efficaci anche quando si verificano incidenti gravi. Utile soprattutto il confronto tra vertici sindacali ed operatori della pesca per mettere a segno una normativa finalmente adeguata. Giorgio Boscolo

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Il forte appello della Presidente Emma Marcegaglia dall'assise delle Pmi di Palermo per sostegn... (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 17-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Martedì 17 Marzo 2009, Il forte appello della Presidente Emma Marcegaglia dall'assise delle Pmi di Palermo per sostegni immediati alle piccole e medie imprese è il segnale che Confindustria ha ascoltato e fatto proprie le esigenze delle nostre aziende. Più volte, infatti, il Presidente nazionale Giuseppe Morandini, e noi stessi, a livello regionale e provinciale, abbiamo espresso la necessità di mantenere alta la tensione sul sostegno alle imprese piccole e medie, tessuto fondamentale dell'economia sia italiana che, nello specifico, trevigiana. Non ci interessano le strumentalizzazioni politiche. Abbiamo voluto porre una priorità per il Paese: garantire la continuità delle imprese in questi momenti di congiuntura durissima. La Presidente Marcegaglia ha voluto lanciare un allarme Pmi e questo impegno è alla base anche dell'azione associativa di Unindustria Treviso, sul credito, nei servizi come nella rappresentanza. Ricordo che proprio la tutela e lo sviluppo delle piccole imprese è una delle linee guida che il Presidente Alessandro Vardanega ha voluto dare al suo mandato alla guida degli Industriali della provincia di Treviso. L'eccezionalità del momento rende necessario uno sforzo altrettanto straordinario, pur consapevoli che in questi mesi dei risultati sono stati ottenuti. Tra i provvedimenti recenti che giudichiamo particolarmente opportuni per le nostre imprese vi sono certamente la possibilità di rivalutazione degli immobili aziendali, la deduzione delle spese di rappresentanza anche per le piccole aziende, il bonus fiscale per le aggregazioni e, da ultimo, i previsti provvedimenti per la casa. Molto ci aspettiamo, inoltre, dall'azione di modernizzazione e semplificazione della macchina burocratica. Il sovraccarico burocratico e l'esigenza di un rapporto più snello ed efficiente con l'Amministrazione pubblica rappresentano, infatti, problemi prioritari per le piccole imprese. Per il piccolo imprenditore, che ha responsabilità in prima persona nella sua azienda, questo si traduce in tempo, costi e fatica che non può dedicare allo sviluppo della sua azienda, con un servizio spesso scadente. La burocrazia rischia quindi, in questa difficile fase congiunturale, di essere un freno alle iniziative che puntano a creare nuove opportunità di crescita e quindi ad anticipare la ripresa che attendiamo. Nostro obiettivo come Piccola Industria è di mantenere sempre nell'agenda l'esigenza di semplificare la burocrazia italiana. Sono certa che, anche in questo caso, l'impegno sarà condiviso da tutta Confindustria. (* Vicepresidente Unindustria Treviso per la Piccola impresa)

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LE IMPRESE E LA CRISI Una burocrazia più leggera per favorire la ripresa di Alessandra Pegorer * (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 17-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

LE IMPRESE E LA CRISI Una burocrazia più leggera per favorire la ripresa di Alessandra Pegorer * Martedì 17 Marzo 2009,

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Banche, Draghi: ''Evitato il collasso ma manca la chiarezza nei bilanci. La recessione continuerà'' (sezione: Burocrazia)

( da "Adnkronos" del 17-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Banche, Draghi: ''Evitato il collasso ma manca la chiarezza nei bilanci. La recessione continuerà'' Il Governatore della Banca d'Italia: ''Essenziale migliorare la vigilanza a livello Ue''. E sottolinea: ''I tremonti bond utili per rafforzare l'erogazione del credito''. Ma avverte: ''No a interferenze dei prefetti''. Sul piano casa: ''Meno burocrazia potrebbe avere effetto stimolo'' leggi i commenti commenta 1 vota 0 tutte le notizie di ECONOMIA ultimo aggiornamento: 17 marzo, ore 15:14

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E Draghi avverte: <La recessione continuerà. No a ingerenze e pressioni politiche sul credito> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere.it" del 17-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

in un'audizione davanti alla commissione finanze della Camera Draghi: «Prefetti? No a pressioni e interferenze della politica» Il governatore di Bankitalia: «Utili i Tremonti Bond». Sul piano casa: «Meno burocrazia potrebbe aiutare» Il Governatore di Banca d'Italia Mario Draghi (LaPresse) ROMA - Problematiche del sistema bancario e finanziario. Su questi temi il Governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi ha parlato presso la Commissione Finanze di Montecitorio. In merito all''intervento dei prefetti sul controllo dell'assegnazione dei crediti bancari alle imprese, il governatore è stato chiaro: «No a pressioni e interferenze della politica». Draghi chiede dunque di evitare «interferenze politico-amministrative nelle valutazioni del merito di credito di singoli casi». Quindi che le analisi delle condizioni del credito a livello locale stabilita dal governo con gli osservatori sulle prefetture non sconfini «in un ruolo di pressione sulle banche che spinga ad allentare i criteri di sana e prudente gestione nella selezione delle clientela». LA VIGILANZA - Il governatore ritiene necessario il miglioramento del coordinamento della vigilanza bancaria a livello europeo e afferma che una soluzione per la sua riforma non «rinuncerà al patrimonio di conoscenze, professionalità, vicinanza al mercato disponibili nelle autorità nazionali». Draghi ha spiegato come «l'esperienza del sistema europeo di banche centrali mostra che questa è una strada che si può percorrere con successo». Draghi ha poi rivendicato che la Banca d'Italia «non ha mancato» nel suo lavoro di vigilanza e in Italia non ci sono stati casi di banche che «sono saltate come in altri paesi». Già al suo arrivo nel febbraio 2006 aveva denunciato i rischi dei derivati e il sistema della vigilanza di via Nazionale ha funzionato tenendo a mente «non i prodotti ma gli intermediari» TREMONTI BOND - Poi dal governatore è arrivato un invito alle banche ad utilizzare i Tremonti Bond per rafforzare il capitale: «L'irrobustimento del capitale - ha detto il governatore - anche con gli strumenti messi a disposizione dello Stato, è condizione per sostenere la capacità del sistema bancario di fornire credito all'economia». «SCELTE LUNGIMIRANTI» - Il governatore chiede agli istituti di credito «scelte lungimiranti» di fronte alla crisi che chiede di «sapere essere bravi banchieri anche quando l'economia va male». Nel corso dell'audizione alla Commissione Finanza della Camera, Draghi ha spiegato come «di fronte all'inevitabile peggioramento della qualità del credito dovuta alla recessione occorrono scelte lungimiranti, non basta tenere i conti in ordine». Per questo il Governatore invita a realizzare un «fermo sostegno ai clienti con buon merito di credito» per evitare «una stretta creditizia eccessiva che aggravi la recessione e quindi peggiori la posizione degli stessi clienti delle banche». Le banche e gli altri intermediari finanziari italiani scontano trattamenti fiscali che «determinano svantaggi competitivi nei confronti di altri paesi» ha aggiunto poiché «imposte elevate si traducono in meno autofinanziamento, meno patrimonio, minor capacità di far credito». TITOLI TOSSICI - Gli interventi adottati dalle banche centrali e dallo Stato «hanno evitato il collasso del sistema ma non ancora portato chiarezza nei bilanci di quelle banche che più hanno investito nei titoli che chiamiamo tossici», ha affermato Draghi spiegando che «permane incertezza sull'entità e la distribuzione delle perdite nei bilanci di quelle che erano le più grandi banche mondiali». Poi il governatore si è soffermato sui maxi finanziamenti erogati dalle banche su singole partite finanziarie come quella Alitalia o il finanziere Romain Zaleski: «non sottrae credito alle Pmi». Per Draghi infatti «le banche non è che difettano di liquidità, poiché il sistema ne è stato inondato» da parte delle autorità monetarie europee. PIL - Poi parlando della situazione italiana ha affermato: «Tutti gli indicatori (produzione, ordinativi e giacenze di magazzino) continuano a segnalare ritmi produttivi molto bassi. Nel primo trimestre di quest'anno il prodotto interno lordo si contrarrebbe per la quarta volta consecutiva. È verosimile - ha aggiunto - che l'intero 2009 si chiuda con un nuovo, significativo calo dell'attività economica, concentrato soprattutto nel settore privato». E poi ha proseguito: «In Italia, come nel resto dell'area, la recessione aggravatasi a metà del 2008 dovrebbe proseguire nel corso dell'anno. Tutti gli indicatori (produzione, ordinativi e giacenze di magazzino) continuano a segnalare ritmi produttivi molto bassi». PIANO CASA - Il piano casa annunciato dal governo, con una semplificazionme degli adempimenti e una riduzione degli oneri, «potrebbe avere effetti di stimolo». Tuttavia, ha spiegato il governatore, «la complessità della materia, la presenza di competenze concorrenti fra Stato e Regioni, la necessità di congegnare l'intervento in modo da preservare l'ambiente naturale ed equilibrio urbanistico ne rendono incerta la portata da un punto di vista congiunturale». Draghi ha sottolineato però che «modalità, contenuti e tempi di eventuali interventi non sono ancora noti». AMMORTIZZATORI - I provvedimenti del governo per finanziarie gli ammortizzatori sociali «sono opportuni»; «resta però l'esigenza di impostare fin da ora una riforma complessiva». Nella sua audizione in commissione Draghi ha ricordato che «il governo ha esteso temporaneamente a gran parte delle tipologie di lavoratori atipici la possibilità di accedere agli ammortizzatori sociali», «ulteriori miglioramenti sono stati definiti la scorsa settimana» e «il finanziamento di questi interventi è stato di recente ampliato grazie all'intesa tra Stato e Regioni». LO STATO ACCELERI PAGAMENTI FORNITORI - Lo Stato però è debitore nei confronti delle imprese per un importo pari a 2,5 punti percentuali di Pil, così «un'accelerazione dei pagamenti darebbe sostegno alle imprese senza appesantire strutturalmente i conti pubblici», ha detto il governatore. «I crediti commerciali che le imprese vantano nei confronti delle amministrazioni pubbliche, concessi con dilazioni e ritardi nel pagamento di beni e servizi sono molto elevati: circa il 2,5 per cento del prodotto interno lordo, oltre il 30 per cento della spesa annua delle amministrazioni per consumi e investimenti». stampa |

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Alitalia e call center Alicos, Fortunato (Ugl): "Sbloccare immediatamente fondi previsti" (sezione: Burocrazia)

( da "Sestopotere.com" del 17-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Alitalia e call center Alicos, Fortunato (Ugl): ?Sbloccare immediatamente fondi previsti? (17/3/2009 18:50) | (Sesto Potere) - Palermo - 17 marzo 2009 - "La vicenda Alicos, con il ritardo nella corresponsione degli stipendi ai lavoratori del call center di Palermo, è l?esempio di cosa accade quando le buone intenzioni in materia di rilancio industriale del Paese e di tutela dei livelli occupazionali si infrangono contro le lungaggini della burocrazia”. Lo dichiara il segretario nazionale Ugl Telecomunicazioni, Gianni Fortunato, invitando “ancora una volta il Ministero dell?Economia e Finanze e gli altri dicasteri coinvolti nella vicenda a sbloccare immediatamente i fondi già previsti, così da evitare che 1.600 lavoratori e le loro famiglie siano privati del reddito”.

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Durban 2/ Frattini: Serviva un apripista perché l'Ue fosse (sezione: Burocrazia)

( da "Virgilio Notizie" del 17-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Roma, 17 mar. (Apcom) - La decisione europea di sfidare l'Onu sulla conferenza contro il razzismo (Durban II) "segue un'azione italiana che era stata una reazione politica per smuovere le acque in maniera forte". Lo ha ribadito il ministro degli Esteri Franco Frattini in un'intervista a Repubblica.it. "Questo lo dico - ha precisato - con grande amore per l'Europa, ma l'Europa ogni tanto ha bisogno di un apripista che smuova le acque". A chi ha criticato l'unilateralismo italiano nell'annuncio del boicottaggio dei lavori preparatori della riunione - che si terrà a Ginevra a partire dal 20 aprile - Frattini ha ribattuto di aver "tentato" e "cercato" una posizione fin da subito condivisa dall'Ue, "ma tutti coloro che conoscono l'Europa - ha fatto notare - sanno che i meandri dell'Europa, non voglio dire della burocrazia europea, spesso sono impermeabili a delle forti scosse politiche. Allora ci vuole una scossa politica molto forte, non semplicemente forte". "La scossa politica c'è stata - ha detto ancora Frattini - e credo che ci dovremmo rallegrare che per una volta l'Europa ha parlato oggi con una voce sola". "Sono ben contento di avere smosso le acque - ha proseguito - se questo è stato in grado di portare alla soluzione che io volevo, cioè un'Europa unita sotto un messaggio forte. Ora resta il "rischio" che l'Europa vada avanti in ordine sparso sul dossier: "Non sono in grado di dire quello che accadrà - ha osservato il titolare della Farnesina - Credo che dovrebbe prevalere la voce di chi, come l'Italia ma direi anche come la presidenza Ue, dicono o stiamo tutti dentro con questo testo oppure stiamo tutti fuori". Quanto alla valutazione della Commissione Ue sul fatto che la proposta italiana di boicottare la conferenza fosse 'non annunciata' e 'non concordata' con i partner, Frattini ha commentato che "purtroppo la Commissione Ue si muove talvolta con dei meccanismi che hanno un cortocircuito, tra il lavoro burocratico delle strutture che sono molto capaci ma non sono politiche, e il livello politico". "Ieri - ha raccontato il ministro - era davvero kafkiana la situazione della signora Benita Ferrero Waldner (Commissario europeo per le Relazioni Esterne, ndr) seduta con noi al tavolo della colazione, che condivideva la scelta europea mentre i suoi funzionari" esprimevano perplessità dalle modalità seguite dall'Italia. "C'è stato un cortocircuito - ha concluso Frattini - ma la Commissione era anch'essa pronta a condividere questa opzione, ivi inclusa quella dell'abbandono del negoziato se la proposta, oggi europea e condivisa, non verrà accolta".

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