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PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro
Novelli |
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DOSSIER “BUROCRAZIA” |
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La
solidarietà di 25 Comuni a chi non lavora
( da "Stampa,
La" del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
i Comuni si
impegneranno a sveltire la burocrazia che troppo spesso è un ostacolo alla
creazione di infrastrutture per le aziende. «In un momento così delicato,
quando anche la Regione e la Provincia si fanno attendere, serve l'impegno
concreto delle amministrazioni comunali, che hanno gli strumenti per agire su
alcuni aspetti sociali e di natura produttiva»,
Sermide,
bilancio: allarme del sindaco ( da "Gazzetta di Mantova, La"
del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Gli
interventi strategici vertono sullo snellimento della burocrazia
amministrativa: realizzazione di sportello unico delle attività produttive,
ufficio relazioni con il pubblico e ritorno della Polizia Municipale nella
struttura comunale. Poi «allacciare il Sermidese alla viabilità delle province
limitrofe con infrastrutture correlate alla costruenda autostrada Cispadana,
Pane,
salame e vin brulé contro la strada chiusa
( da "Stampa,
La" del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
E anche chi
ha qualche capello grigio è stanco di una burocrazia penalizzante. Walter
Sormani ha una locanda a Riale: «E' dal 1986 che non vediamo una valanga.
Quando scese dal pizzo Martello era aprile, oggi la temperatura è sotto zero.
Chi abita qui convive con le valanghe: teniamo sotto controllo la montagna
meglio di chi non ci vive».
Palazzi
paga le multe dei clienti ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Palazzi
conferma di avere un sogno per la città: «In generale che la burocrazia non
blocchi più nessuno senza motivi reali. In particolare obbligherei tutti i
proprietari delle case di Serravalle a mettere a posto l'esterno. Dentro
facciano quello che vogliono, ma fuori mettano a posto. Se non vogliono,
vendano.
Parafarmacie,
scommessa ad ostacoli ( da "Trentino"
del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Frenate da
burocrazia e incertezza legislativa Parafarmacie, scommessa ad ostacoli Una a
Cavalese e una a Canazei, ma molti non le conoscono ancora FIEMME E FASSA. In
soli sei mesi nelle valli dell'Avisio ne sono "spuntate" due: la
prima a Canazei, la seconda a Cavalese.
Servizio
civile in Caritas, 30 anni vicino agli ultimi
( da "Arena,
L'" del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
30 anni
vicino agli ultimi Barin, che lottò contro la burocrazia ministeriale: «Era una
scelta di vita» Perego: «Farlo tornare obbligatorio? No, servono più risorse e
progetti» Imbracciare le armi non è l'unico modo per difendere la patria. Ne
esistono molti altri, che passano attraverso la solidarietà e il volontariato.
Investimenti
subito o aeroporti in crisi ( da "Arena, L'"
del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
oca» delle
burocrazie. Servono una revisione delle tariffe e la firma dei nuovi contratti
di programma per garantire la remunerazione degli investimenti delle società di
gestione. Bisogna accelerare su progetti chiave: fare di Viterbo il secondo
aeroporto del Lazio e di Grazzanise la «naturale integrazione» di Capodichino.
Migliorare
l'ambiente col piano casa ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
affrontare il
caso dello snellimento della burocrazia nel settore edilizio. Le indicazioni
del governo sono chiare: abolizione del permesso di costruire che sarà
sostituito da una nuova certificazione firmata dal progettista. E in Sardegna
abbiamo tantissimi geometri, ingegneri, architetti, periti di buona qualità in
grado di documentare la corrispondenza dei progetti con le norme.
ventura:
burocrazia esasperante migliaia di famiglie senza soldi - vera schiavazzi
( da "Repubblica,
La" del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Torino
Ventura: burocrazia esasperante migliaia di famiglie senza soldi La segretaria
Cisl: serve una corsia privilegiata per i 10 milioni della cassa già assegnati
VERA SCHIAVAZZI «Siamo arrabbiati, arrabbiatissimi con le pastoie burocratiche
che impediscono perfino ai soldi già stanziati di essere usati per il loro
scopo.
Servizio
veterinario la palla passa al Tar
( da "Arena,
L'" del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Tuttavia, non
pretendiamo di avere la verità in tasca e stiamo testando giorno per giorno se
la nuova gestione, improntata sul gioco di squadra e sullo snellimento della
burocrazia, funziona». «In quest'ottica», conclude, «siamo pronti a
confrontarci con i sindacati».
Polo
tecnologico, un sogno sempre più lontano
( da "Provincia
Pavese, La" del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
un sogno
sempre più lontano Troppa burocrazia e minore disponibilità di soldi Poma:
«Bisogna ricapitalizzare la società» Il patto di stabilità potrebbe paralizzare
nuovi investimenti PAVIA. Il polo tecnologico rischia di diventare, sempre più,
una chimera. Un sogno irraggiungibile, ostacolato da mille problemi che vanno
dalla burocrazia ai quattrini.
Allarme
dell'Enac: aeroporti italiani a rischio emergenza
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
delle
burocrazie. Servono una revisione delle tariffe aeroportuali e la firma dei
nuovi contratti di programma per garantire la remunerazione degli investimenti
delle società di gestione. Bisogna poi accelerare su progetti chiave: fare di
Viterbo il secondo aeroporto del Lazio e di Grazzanise la «naturale
integrazione» di Capodichino in Campania.
Pavia
non sia ostile ai tanti anziani ( da "Provincia Pavese, La"
del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
della burocrazia
(con spirito vitale che le invidio) e armata di nulla parla con tecnici ed
ingegneri. Ho ammirato soprattutto la lungimiranza di uno spirito giovane che
guarda al futuro e trova l'energia per condividere pubblicamente sul quotidiano
il suo successo affinché si radichi la spirale virtuosa di condivisione diretta
tra cittadino e apparato tecnico comunale di problemi,
"sessantamila
posti di lavoro in 5 anni sarà il nostro new deal ecologico" - simona poli
( da "Repubblica,
La" del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
risponde con
maggiore velocità rispetto alla politica e alla burocrazia: in Toscana le
domande di accesso agli incentivi per il fotovoltaico stanno esplodendo e nel
2008 la Regione ha finanziato oltre 2.100 richieste». Convinto che la risposta
alle difficoltà economiche passi anche attraverso le rinnovabili è segretario
regionale del Pd Andrea Manciulli, che fa un esempio pratico:
Marcegaglia,
il giorno dell'ira ( da "Secolo XIX, Il"
del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
serve anche
un taglio secco alla burocrazia odiosa e costosa, bisogna abolire le Province e
gli enti inutili». Il governo dovrebbe evitare inoltre di alimentare scontri
con altre istituzioni, come Bankitalia, perché così rischia di aggiungere
incertezza all'incertezza «Non vogliamo vedere i conflitti istituzionali ai
quali assistiamo oggi».
Villa
d'Ogna, le aree industriali non si toccano
( da "Eco
di Bergamo, L'" del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
snellimento
della burocrazia e maggiore apertura al credito dalle banche. Giovanni Pezzoli,
per il gruppo Zambaiti attivo a Villa d'Ogna con il «Cotonificio», ex Festi
Rasini, (56 addetti, 50 cassintegrati per 8 giorni, ma in fase di rientro) ha
sottolineato come di fronte a tante difficoltà, tali da mettere in forse il
futuro,
brandolin:
troppi 25 comuni ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ha puntato
sui costi della burocrazia, ma anche sugli strumenti di concertazione, come il
Patto per lo sviluppo, altri intervenuti, come il presidente degli artigiani,
Ariano Medeot, hanno lanciato un vero e proprio grido d'aiuto, affrontando uno
dei temi più dibattuti di questi giorni, ovvero la concessione del credito da parte
della banche.
SULMONA
- Miliardi di lire che si trasformano in milioni di euro: un fiume di denaro
buttato... ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)"
del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
i danni fatti
dalla burocrazia e dai ripensamenti. Una classica storia all'italiana quella su
cui sta indagando il corpo Forestale dello Stato che ipotizza un danno erariale
da quasi quattro milioni di euro. Il tutto inizia nel lontano 1979 quando
l'allora Cassa per il Mezzogiorno concede un finanziamento di oltre quattro
miliardi e mezzo di lire al Consorzio di bonifica Aterno-
ARRIVA
la bella stagione e un angolo del porto di Fano, quello per intenderci che...
( da "Resto
del Carlino, Il (Ancona)" del
15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
la burocrazia
pubblica non è riuscita a mettere in moto il processo per la sua
urbanizzazione. C'è dunque la necessità di eliminare questo brutto «biglietto
da visita», anche perché con il completamento della passeggiata a mare
sopraelevata, chiunque fanesi o turisti dall'alto può rendersi conto
dell'indecenza dell'area,
Tangenziale
infinita Arriva un nuovo stop ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)"
del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
la burocrazia
ci mette lo zampino e ritarda l'iter di bonifica, perché i siti, previsti nel
piano urbanistico comunale, non avrebbero le caratteristiche idonee richieste.
«IL RISCHIO maggiore - fa sapere la Provincia - è che il Comune di Mirandola
non riesca a trovare siti di stoccaggio adeguati e che i tempi si allunghino a
dismisura,
i
produttori contro l'avepa ( da "Mattino di Padova, Il"
del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia
non aiuta i piccoli agricoltori, costretti ad aprire un conto corrente anche
per incassare poche decine di euro l'anno. L'Avepa, l'agenzia regionale che
eroga agli imprenditori agricoli i contributi comunitari del piano di sviluppo
rurale o di altre misure a sostegno del settore primario, ha rivisto le
modalità di pagamento prevedendo esclusivamente il bonifico bancario.
Nuova
puntata della rubrica della voce degli industriali I
( da "Nazione,
La (Prato)" del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
economia e
quelli della politica e della burocrazia. Da una parte un'accelerazione
continua sotto la spinta di sollecitazioni, quasi sempre ben poco negoziabili,
di mercati schizofrenici e di necessità di liquidità non rimandabili;
dall'altro lato le ingessature di procedure decisionali ridondanti, di
tatticismi fuori luogo, di inefficienze operative deleterie.
Politici
assenti all'anno accademico <Avevamo impegni>. <Ci daremo da fare>
( da "Corriere
del Veneto" del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
C'è invece un
processo serio per diminuire i costi della burocrazia, un problema grave da cui
il sistema pubblico, università compresa, è sicuramente afflitta. Il futuro per
Verona è proprio quello di continuare a far valere le proprie eccellenze usando
ancora meglio i fondi che ha a disposizione».
<Romeo
non pagava per salire sul balcone di Giulietta> E la Bbc ironizza: <Ma
quel matrimonio finì in tragedia>
( da "Corriere
del Veneto" del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
dalla
burocrazia, che a volte potrebbe essere complessa». Il Telegraph ricorda che
l'edificio venne chiuso «in modo da poter ripulire i graffiti e le macchie
lasciate dalle gomme da masticare affisse alle mura dai turisti». L'articolo
pubblicato dal quotidiano inglese precisa che «il balcone è un grande richiamo
per i turisti di Verona ma,
Il
silenzio dei controllori ( da "Stampa, La"
del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Resta la
burocrazia: il direttore Vanelli e la dirigente del settore Biblioteche, Erica
Gai. A partire dal 2001, però, Soria cerca di nuovo di allargare la sua
attività e di farsi finanziare dalla Regione. Bussa a varie porte fino a quando
trova una sponda nell'allora assessore allo Sport e al Turismo, Ettore Rachelli
(Forza Italia)
C'è
chi ha parlato di sonno della Regione che genera mostri . Una sintesi giorn...
( da "Stampa,
La" del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Resta la
burocrazia: il direttore Vanelli e la dirigente del settore Biblioteche, Erica
Gai. A partire dal 2001, però, Soria cerca di nuovo di allargare la sua
attività e di farsi finanziare dalla Regione. Bussa a varie porte fino a quando
trova una sponda nell'allora assessore allo Sport e al Turismo, Ettore Rachelli
(Forza Italia)
Lo
Stato spreca il tesoro della mafia
( da "Stampa,
La" del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
scontro di
competenze tra gli uffici TROPPA BUROCRAZIA I POCHI SUCCESSI Lo Stato spreca il
tesoro della mafia Falliscono le imprese confiscate. I dipendenti: ridateci i
boss FRANCESCO GRIGNETTI Gran parte delle aziende sequestrate nel 2008 sono ferme
nelle paludi dei tribunali L'ultimo qualche settimana fa: «Libera» fa rinascere
la Calcestruzzi Ericina ROMA Era qualche settimana fa.
la
pesca ha bisogno di nuove leggi ( da "Nuova Venezia, La"
del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
risulta
inadeguata alle necessità dei lavoratori, la burocrazia è di ostacolo e dove
l'unica vera forma di solidarietà e assistenza viene dai colleghi. Il ritratto
del mondo della pesca, così come è emerso dal convegno organizzato ieri dalla
Flai Cgil, al mercato ittico, è sconsolante ma, in realtà, i motivi di disagio
sono davvero molti.
Bollette
Cifra sbagliata gli costa la vita
( da "Giornale.it,
Il" del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
mentre la
vittima della burocrazia veniva raggiunto da un altro avviso di pagamento.
Questa volta una multa per un'infrazione stradale presa a Como, città nella
quale il malcapitato non era mai stato peraltro non possedendo neppure
un'automobile, ma solo un'ape. Così, proprio nel giorno in cui il giudice di
Pace di Genova stava discutendo e decidendo sulla sua bolletta gonfiata,
Carpenedolo
Sicurezza, la polizia locale punta sulla prevenzione
( da "Giornale
di Brescia" del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
molteplicità
delle sempre crescenti incombenze giornaliere e della burocrazia, il comandante
Dario Ghisini ha a disposizione solo 4 agenti sul territorio (a volte solo 3
per i turni) ed un applicato d'ufficio part-time. Le zone d'espansione edilizia
si sono ampliate a dismisura, con centinaia di alloggi vuoti, per cui i
cittadini segnalano «anomalie» che richiedono sopralluoghi d'urgenza.
Come
vedove inconsolabili del buon gusto
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
liberando i
cittadini dalle pastoie e dalle insensatezze della burocrazia. L'appello contro
il piano-casa del governo presentato su Repubblica qualche giorno fa da
Gregotti, Gae Aulenti e Massimiliano Fuksas - la trimurti della sinistra
architettonica italiana, quella che si è battuta anche contro l'Expo 2015 di
Milano - chiede addirittura un "sussulto civile delle coscienze",
Bonifica
ambientale: appello alla Regione dai disoccupati
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
così come
altre grandi opere fermate dalla burocrazia. In questa fase di grave crisi
occupazionale ed ambientale se si sbloccassero questi grandi progetti già
finanziati, si permetterebbe a diverse centinaia di disoccupati di lavorare per
diversi anni, in attesa che si crei un'alternativa all'apparato industriale in
crisi, che a breve potrebbe chiudere definitivamente»
zona
franca? sì, purché sia basata sul merito
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
per il merito
e poi dare le colpe al sistema, liberali e poi chiedere interventi
assistenzialisti. Piu' liberta' e meno burocrazia, meno zona franca e piu'
competizione: Gorizia deve trovare la forza di progettare il suo futuro con una
zona franca basata su merito, innovazione, cultura e sostenibilita' ambientale.
Pietro Pipi
Aeroporti
già verso la saturazione ( da "Giornale di Brescia"
del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
delle
burocrazie. Servono una revisione delle tariffe aeroportuali e la firma dei
nuovi contratti di programma per garantire la remunerazione degli investimenti
delle società di gestione. Bisogna poi accelerare su progetti chiave: fare di
Viterbo il secondo aeroporto del Lazio e di Grazzanise la «naturale
integrazione» di Capodichino in Campania.
Fuori
dal terremoto c'è buon vento e il sole guarisce (
da "Giornale
di Brescia" del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
la rapidità e
la gentilezza di una burocrazia stupenda e le palestre con dentro i materassi,
senza nessuno che desse un'importanza fondativa al suo pianto. Più solitamente
si pianse dentro e ci si aiutò. Salò fu meravigliosa e ieri, in una mattinata
di sole leggero, esponeva i panni dei primi forestieri, il cammino di molte
coppie lungo una passeggiata strategica,
La
guerra della neve finisce in tribunale
( da "Gazzettino,
Il (Treviso)" del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
combattere
una battaglia incredibile contro la burocrazia. "Come è possibile che si
decida di chiudere una strada per la neve quando sono aperte in tutto l'arco
alpino. Viabilità si nasconde dietro al problema slavine quando il loro compito
è proprio quello di eliminarle. Sono 40 giorni che non fanno nulla per
toglierle mentre noi portiamo le cose necessarie in rifugio con la slitta;
"Cultura
e gastronomia Da Ghigo a Bresso troppi errori bipartisan"
( da "Stampa,
La" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
chiede alla
politica di non «nascondersi dietro il paravento della burocrazia» e di «far
tesoro di questa situazione per allargare le verifiche anche a tutte le
associazioni e gli enti che operano nel campo culturale e dell'enogastronomia
che in questi anni hanno ricevuto contributi milionari da parte degli enti
pubblici».
La
banda DEI RIFIUTI UN AFFARE MILIONARIO GRAZIE AGLI INCENERITORI
( da "Manifesto,
Il" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
senza tanta
burocrazia. La guardia di finanza di Colleferro ricostruì con cura il presunto
giro di fatturazioni false e di buchi di bilancio, denunciando nove ex
amministratori e sequestrando 52 milioni di euro. E' bene tenere a mente il
quadro descritto nell'indagine dei carabinieri del Noe di Roma.
FRANCIA
Torna la violenza nelle banlieue, 10 feriti Dopo mesi di relativa tranquillità
è... ( da "Giornale di Brescia"
del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
cibi
importati è riservata ad una piccola casta appartenente alla burocrazia amanti
della buona cucina. Lo stesso leader Kim Jong Il - precisa la Coldiretti - è
noto per essere un buon gourmet che apprezza particolarmente cognac, vino sushi
e caviale». STATI UNITI Panico e risse ai provini per il reality, 6 feriti Caos
e panico a New York ai provini per «Americas next top model»,
Alla
prima Conferenza regionale promossa dal Pd non solo timori per il settore, ma
suggerimenti sulle iniziative da promuovere
( da "Cittadino,
Il" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ad esso
bisogna aggiungere anche una burocrazia insopportabile, farraginosa, lenta e
invadente e la pesante questione delle quote latte, che ha messo in ginocchio
l'intero settore». Dello stesso parere si è detta anche l'assessore
all'agricoltura della provincia di Milano Bruna Brembilla: «La filiera va
accorciata.
berlusconi:
cara emma, da noi soldi veri - dall'inviato vindice lecis
( da "Centro,
Il" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ma la colpa è
della burocrazia. Berlusconi ha spiegato le difficoltà incontrate sul piano
casa annunciando comunque il decreto: «Bossi aveva capito che fosse fatto per
privilegiare gli immigrati rispetto agli italiani ma era tutt'altro capitolo.
Quando gli è stato spiegato, abbiamo avuto un'adesione entusiastica dalla
Lega».
porto,
dragaggio bloccato ( da "Centro, Il"
del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Ma è davvero
colpa della burocrazia se i lavori di escavo nel porto non sono ancora partiti?
Sta di fatto che sono passati oltre due anni, da quando l'allora ministro alle
Infrastrutture, Antonio Di Pietro, accolse la richiesta della Regione e stanziò
800mila euro per il dragaggio a Pescara.
il
simbolo delle incompiute ( da "Nuova Sardegna, La"
del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
I
troppi
errori medici e liste d'attesa lunghe
( da "Repubblica,
La" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Un altro
problema molto sentito è quello dell´assistenza domiciliare, un servizio sempre
promesso che stenta a decollare. Disagi anche per i ticket sui quali pesa la
burocrazia. L´assessore regionale Eleonora Artesio replica: "Alcune
critiche sono giuste ma il sistema sta cambiando". STRIPPOLI A PAGINA
negli
ospedali troppi errori medici - sara strippoli
( da "Repubblica,
La" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Sulla
questione ticket incide il peso della burocrazia" Tra i problemi più sentiti
le liste d´attesa e i ritardi nell´assistenza domiciliare SARA STRIPPOLI Ci
sono donne mutilate inutilmente, costrette ad affrontare il trauma psicologico
di una mastectomia totale, quando in alcuni casi sarebbe sufficiente una cura
di chemioterapia o una meno invasiva quadrectomia.
berlusconi:
ho dato soldi verissimi ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ma la colpa è
della burocrazia. Berlusconi ha spiegato le difficoltà incontrate sul piano
casa annunciando comunque il decreto: «Bossi aveva capito che fosse fatto per
privilegiare gli immigrati rispetto agli italiani ma era tutt'altro capitolo.
Quando gli è stato spiegato, abbiamo avuto un'adesione entusiastica dalla Lega».
strisce
blu e piste ciclabili, tutto fermo - alessia gallione
( da "Repubblica,
La" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
tutto fermo
La burocrazia paralizza l´Ama, l´agenzia comunale che deve fare i progetti
Bloccati anche piano sosta, parcheggi e gli studi sull´Ecopass. I Verdi:
vogliono trasformare l´Agenzia della mobilità in un carrozzone ALESSIA GALLIONE
I primi 26mila posti dovevano essere disegnati in queste settimane, con
l´arrivo della primavera:
Gli
striscioni al Rigamonti ( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
che si occupa
di seguire tutta la burocrazia legata alla richiesta per l'esposizione degli
striscioni allo stadio Rigamonti, non lascerà esporre a tutti gli striscioni
(innocenti) senza richiesta alcuna. Come dimostrazione che i Clubs agiscono in
buona fede e con un assoluto rispetto nei confronti delle Curve (che in materia
di tifo organizzato ci possono dare solo insegnamenti)
"nelle
nostre periferie rischiamo l'apartheid"
( da "Repubblica,
La" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Colpa della
burocrazia, dice lei. Colpa della mancanza di fondi, dicono altri. Gli
obiettivi fissati sono lontani: lo Stato non ha ancora nominato tutti i 350
delegati prefettizi che devono coordinare le diverse azioni del piano; i
contratti di lavoro per combattere la disoccupazione giovanile nelle borgate
(40 per cento) sono in ritardo e ne sono stati firmati la metà del previsto;
"è
sempre più difficile investire in italia" - eugenio occorsio
( da "Repubblica,
La" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia e
sicurezza, in classifica peggio di Giamaica e Samoa Lo studio EUGENIO OCCORSIO
ROMA - L´Italia continua ad affondare nella classifica dei Paesi in cui
conviene investire. Almeno di questo è sicura la Banca Mondiale, che ha
pubblicato l´edizione 2009, la sesta della serie, del suo rapporto "Doing
business": al nostro Paese viene riservata la poco lusinghiera posizione
un
decreto per il piano casa "al via lavori per 60 miliardi" - paola
coppola ( da "Repubblica, La"
del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
per gli
edifici costruiti prima del 1989: potranno essere ampliati del 30% e fino al
35% se si usano tecniche di bioedilizia o risparmio energetico. Sconti fiscali
sul contributo di costruzione. Il piano promette anche di sfoltire la
burocrazia (il permesso di costruire dovrebbe essere sostituito con una
certificazione di conformità).
il
thriller preferito da obama ( da "Repubblica, La"
del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
dalla
burocrazia al sistema scolastico e ai mezzi di comunicazione, la serie propone
un affresco realistico della lotta tra cittadini e istituzioni a Baltimora,
raccontando il punto di vista dei poliziotti ma anche quello delle gang. The
wire segue gli spacciatori di droga nelle loro case, parla il loro linguaggio e
mostra come vengano utilizzati come semplice carne da macello.
Pauliara,
il nuovo ponte resta un sogno ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Siamo grati
per lo stanziamento del milione di euro, ma se la burocrazia avesse tenuto
conto dell'emergenza allora il finanziamento sarebbe stato meglio affidarlo
direttamente al Genio civile o alla stesa Regione per velocizzare gli
interventi. Ecco, forse ora il progetto per il ponte sul rio San Girolamo
sarebbe già a buon punto.
PASSAPORTO
equino troppo caro per i piccoli allevatori della Lunigiana. Solo il 5...
( da "Nazione,
La (La Spezia)" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
In tempo di
crisi la burocrazia e i regolamenti discriminatori possono essere un costo
fatale». L'Apa sostiene Coldiretti. «Non è un costo imputabile a noi spiega
Achille Guastalli, direttore provinciale o al servizio da noi svolto di
semplice tenuta del registro.
berlusconi:
abbiamo dato soldi veri ( da "Mattino di Padova, Il"
del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ma la colpa è
della burocrazia. Berlusconi ha spiegato le difficoltà sul piano casa: «Bossi
aveva capito che fosse fatto per privilegiare gli immigrati. Quando gli è stato
spiegato, abbiamo avuto un'adesione entusiastica dalla Lega». Berlusconi ha
giustificato l'atteggiamento prudente delle banche verso le imprese:
«Mettiamoci nei loro panni.
PIÙ
REGOLE per mettere ordine nel caos economico o più stimoli per fronteggiare
la... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 16-03-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
per il primo
ministro ceco Topolanek burocrazia, errori e uso perverso sono detriti portati
dalla marea di denaro pubblico. Intanto, come un giocatore del team Sarkozy, ha
varato un consistente pacchetto di stimoli. Chi vincesse tra la Merkel o
Sarkozy non dovrebbe lasciare spazio a politiche corporative che rimpiazzino le
forze del mercato coi negoziati tra lobby sindacali,
C'ERA
ANCHE Riccardo Ziosi, ex azzurro oggi candidato sindaco ...
( da "Resto
del Carlino, Il (Ferrara)" del
16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
sulla carenza
di lavoro, sui lunghi tempi della burocrazia che penalizzano le aziende, sul
turismo che stenta a decollare Verri ha sintetizzato: «Soluzioni immediate e
perfette non esistono. L'unica ricetta è lavorare con continuità e trasparenza,
dando al cittadino la possibilità di valutare il nostro operato».
Mancano
le aree per Fido È colpa della burocrazia
( da "Giorno,
Il (Milano)" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
2 Mancano le
aree per Fido È colpa della burocrazia NEI PARCHI E NEI GIARDINI di ALBINA
OLIVATI MILANO MANCANO 91 aree per cani e da otto mesi non se ne realizza una.
Il problema diventerà sempre più evidente col passare delle settimane e
l'arrivo della bella stagione. Pochi spazi per fido significano infatti più
conflitti tra proprietari e resto del mondo.
cara
emma, abbiamo già dato soldi veri - dall'inviato vindice lecis
( da "Tirreno,
Il" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ma la colpa è
della burocrazia. Berlusconi ha spiegato le difficoltà incontrate sul piano
casa annunciando comunque il decreto. Il pacchetto-casa è pronto e «venerdì
pensiamo di portarlo al Consiglio dei ministri». Domani o mercoledì il capo del
governo ne parlerà con il presidente della Repubblica, e, sempre in settimana,
L'emergenza
è reale, imprese a rischio ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
i tagli alla
spesa improduttiva, dalla burocrazia all'abolizione di enti inutili e delle
province, «continuando sulla strada imboccata dai ministri Brunetta e Alfano».
Bene la decisione di aumentare l'indennità di disoccupazione ai cocopro. «Gli
ammortizzatori sociali devono essere finanziati subito ».
L'Eldorado
di internet, così vulnerabile ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
migliaia di
alberi in meno da tagliare e una burocrazia ridotta al minimo. «Certamente
internet è un vantaggio - sintetizza Tamel Tammet, docente di informatica
all'Università di tecnologia di Tallinn – ma una società così profondamente
integrata alla rete può essere un rischio». è il motivo che ha spinto
l'Università a organizzare un master sulla sicurezza informatica,
Parchi
<vittime> della burocrazia Bloccate 90 nuove aree cani
( da "Corriere
della Sera" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
«Intervenga
il Comune» Parchi «vittime» della burocrazia Bloccate 90 nuove aree cani Tempi
lunghi per le aree cani. «L'iter per ottenere il via libera è passato da due a
otto mesi», denuncia il consigliere comunale di Forza Italia, Fabrizio De
Pasquale. Il motivo? «Sono cambiate le procedure.
Fuori
dalla crisi puntando su meriti e sviluppo
( da "Tempo,
Il" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
le
comunicazioni, la burocrazia, il controllo della legalità, l'affarismo ed il
nepotismo. Tutti elementi contrari allo sviluppo e alla crescita dell'economia
di una società civile. È logico, allora, intervenire in tale situazione agendo
sul ricambio generazionale, valorizzando il merito e lo sviluppo.
<Impiegare
nell'agricoltura chi è in cassa integrazione>
( da "Secolo
XIX, Il" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
liberalizzando
la burocrazia, finalizzate a interventi fondamentali, per veder rifiorire
questa parte della liguria costiera. Malgrado la carenza legislativa, molte di
queste cose stanno già avvenendo a causa della crisi in atto: la poderosa
partecipazione alla raccolta stagionale e la potatura che sta iniziando ovunque
lo dimostra in maniera chiara.
Edilizia,
il governoprepara il decreto ( da "Secolo XIX, Il"
del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Quanto alla
burocrazia, le attuali autorizzazioni dovrebbero essere sostituite da una
perizia giurata, che sarà però accompagnata da maggiori controlli sugli abusi e
pene più severe per chi certifica il falso. Michele Lombardi
lombardi@ilsecoloxix.it 16/03/2009 il lungo confrontoIl testo, prima di essere
approvato,
Albergo
affossato dalla burocrazia ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
letto in via
Umberto Albergo affossato dalla burocrazia S. Gavino.. Il progetto iniziale
prevedeva un hotel con 24 posti letto in via Umberto I fratelli Lixi: manca la
licenza, ne apriremo uno più piccolo --> I fratelli Lixi: manca la licenza,
ne apriremo uno più piccolo I titolari, fratelli Lixi: «In altri Comuni del
circondario come Sardara e Guspini i vincoli sono stati superati»
La
trappola burocratica scatta dopo la laurea
( da "Sole
24 Ore, Il (Del Lunedi)" del
16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
attenzione
riservata dalla burocrazia a questo segmento "di qualità"
dell'universo immigrato:laureati stranieri di lingua italiana che, inseriti nel
mondo del lavoro, potrebbero dare un contributo importante ad aziende e imprese
commerciali. Secondo la segreteria studenti stranieri dell'Università La
Sapienza di Roma, che si occupa di alcune migliaia di universitari non
italiani,
Uffici
giudiziari, prove di efficienza ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)"
del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
perché Via
Arenula non sfugge alle logiche della burocrazia più pletorica, dello spoils
system a volte insensato, delle poltrone assegnate per appartenenze (politiche,
geografiche) invece che per competenze. Non che al ministero vi siano solo
sordi e ciechi, tanto che una serie di impegni li ha assunti,come l'avvio del
progetto best practiceso lo sforzo sull'informatica.
Soru,
la solitudine e la voglia di ripartire dopo la sconfitta IL PERSONAGGIO/ Si è
chiuso nella sua villa di Cagliari e non parla con nessuno: vuole almeno che
gli siano riconosci ( da "Affari e Finanza (La Repubblica)"
del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ha
riorganizzato la burocrazia locale, ha investito nella sanità pubblica, ha
liberato La Maddalena dai sommergibili americani, ha difeso le coste
dall'ulteriore cemento. Ciò che tuttavia gli ha procurato il fuoco amico
elettorale anche a Carbonia, a Iglesias, a Villasimius, a Quartu Sant'Elena,
terre degli eterni feudatari,
Hitech,
innovazione e distribuzione cosi nasce la filiera del made in Italy LO
SCENARIO/ A ManiFutura, che apre i battenti il 17 marzo a Pisa, si delineano
gli scenari delle politi ( da "Affari e Finanza (La Repubblica)"
del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
si scontrano
con la burocrazia, eppure riescono a tenere testa alla concorrenza asiatica a
basso costo. Tutto e sempre da soli. In modo spontaneo. Inevitabile la
fragilità di questo sistema. Tanto più debole in fase di forte crisi, come
quella attuale. Dopo la bolla della new economy, la bolla immobiliare che il
con credit crunch ha scatenato la tempesta finanziaria,
Investire
nelle "rinnovabili" è anche un business
( da "Affari
e Finanza (La Repubblica)" del
16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ancora troppo
penalizzati dalla burocrazia. «Di fatto per realizzare un impianto eolico a
terra occorre un anno, ma ne servono in media quattro per ottenere i necessari
permessi» conclude Vai. Problemi legislativi a parte resta il fatto che,
attualmente, lo sfruttamento del vento è il sistema più vantaggioso per
produrre energia in grande quantità eliminando le emissioni inquinanti.
Made
in Italy, Nord Corea Apre prrimo ristorante italiano
( da "KataWebFinanza"
del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
una piccola
casta appartenete alla burocrazia amanti della buona cucina. Lo stesso leader
Kim Jong IL - precisa la Coldiretti - noto per essere un buon gourmet che
apprezza particolarmente cognac, vino sushi e caviale. Il fatturato dei
prodotti alimentari Made in Italy taroccati supera nel mondo i 50 miliardi di
euro e se i Paesi dove sono piu' diffuse le imitazioni sono Australia,
Forlì,
elezioni: cominciato il tour de force di Alessandro Rondoni
( da "RomagnaOggi.it"
del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
diminuiscano
la burocrazia e i tempi lunghi, avendo sempre come riferimento la centralità
della persona". Il candidato sindaco Rondoni nelle ultime settimane ha già
incontrato centinaia di cittadini in diversi momenti, assemblee con giovani e
universitari, riunioni nelle sedi di partito e di associazioni, incontrando la
gente per strada,
La
banda DEI RIFIUTI ( da "Manifesto, Il"
del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
senza tanta
burocrazia. La guardia di finanza di Colleferro ricostruì con cura il presunto
giro di fatturazioni false e di buchi di bilancio, denunciando nove ex amministratori
e sequestrando 52 milioni di euro. E' bene tenere a mente il quadro descritto
nell'indagine dei carabinieri del Noe di Roma.
Incarichi
e consulenze d'oro, la Moratti di nuovo sotto indagine
( da "Corriere.it"
del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
in spregio
alle direttive del governo sul contenimento della spesa e dei costi della
burocrazia». Inoltre, il nuovo regolamento del Comune varato dalla Moratti
prescinde dalla necessità di laurea per le funzioni dirigenziali. E così, si
trovano dirigenti non soltanto non dottori, ma anche in «assoluta insufficienza
dei requisiti professionali».
GIUSEPPE
MONTESANO IL GRANDE, RIPUGNANTE, DURO, GLACIALE, CRUDELE, CONTROVERSO LIBRO DI
CURZIO MA... ( da "Mattino, Il (Circondario Sud1)"
del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
siedono nei
luoghi che amministrano e gestiscono, allignano nelle burocrazie e nei posti di
controllo, e coprendosi ipocriti con le parole nobili della «cultura» e dello
«sviluppo» hanno distrutto una terra e si preparano a distruggere il futuro a
figli e nipoti: e non c'è alcun esercito di liberazione in vista.
PIETRO
TRECCAGNOLI MASCHIO, TRA I VENTI E I QUARANT'ANNI, NON ABITUATO A PERDERE O A
RINUNCI... ( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)"
del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
si perdevano
nelle nebbie della burocrazia». Anche il procuratore aggiunto Camillo
Trapuzzano, già a capo del pool «fasce deboli» della Procura di Napoli, elogia
la legge: «Ci voleva». Ed entra nello specifico: «Prima, per perseguire questo
tipo di reati dovevamo sforzarci a trovarne uno assimilabile, come, per
esempio, i maltrattamenti.
Crisi:
Morandini, sistema paese può farcela ma agire in fretta
( da "01net"
del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Solo
intervenendo su burocrazia, infrastrutture e istruzione si avrebbero quasi
ottomila euro di reddito aggiuntivo in più per famiglia". Per il
presidente della Piccola Industria, occorre "dare fiducia alla piccola
industria, ai suoi imprenditori, a chi lavora nelle nostre aziende" perché
la "tenuta sociale del paese passa dalla tenuta della piccola
impresa"
La
burocrazia non frena il fotovoltaico italiano
( da "Affari
Italiani (Online)" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Economia
Rinnovabili/ La burocrazia non frena il fotovoltaico italiano Lunedí 16.03.2009
15:12 Ben 630 imprese per un fatturato che si aggira intorno a 1,1 miliardi di
euro, con un incremento del 140% rispetto al 2007, diviso in maniera pressoché
equanime fra residenziale (420 milioni
L'Inps
chiede il reddito ad una donna in coma vegetativo da 16 anni
( da "Italia
Sera" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
assiste una
donna in coma vegetativo permanente vedersi recapitare una richiesta di reddito
annuale da una burocrazia sorda e cieca di fronte all?evidenza di una
tragedia?. Stillo, esprimendo solidarietà alla famiglia, chiede all?Inps ?di
adeguare le procedure di fronte a casi come quelli di coma vegetativo
permanente evitando così ridicole quanto offensive richieste burocratiche?
Consulenze
d'oro al Comune, la Moratti di nuovo sotto indagine
( da "Corriere.it"
del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
in spregio
alle direttive del governo sul contenimento della spesa e dei costi della
burocrazia». Inoltre, il nuovo regolamento del Comune varato dalla Moratti
prescinde dalla necessità di laurea per le funzioni dirigenziali. E così, si trovano
dirigenti non soltanto non dottori, ma anche in «assoluta insufficienza dei
requisiti professionali».
##
Incarichi d'oro/ Gip: nuove indagini su Letizia Moratti
( da "Virgilio
Notizie" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
in spregio
alle direttive del governo sul contenimento della spesa e dei costi della
burocrazia". Inoltre, il nuovo regolamento del Comune varato dalla Moratti
prescinde dalla necessità di laurea per le funzioni dirigenziali. E così, si
trovano dirigenti non soltanto non dottori, ma anche in "assoluta
insufficienza dei requisiti professionali".
Consorzio
unirà le Pro loco di due valli ( da "Stampa, La"
del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Così abbiamo
conquistato più potere d'acquisto e snellito la burocrazia». La stessa
iniziativa sta prendendo una forma definitiva anche in valle Po, e diventerà il
«Coordinamento delle Pro loco del Monviso», che conta dodici Comuni. Dai due
consorzi, adesso nascerà un coordinamento unico, che raggrupperà le Pro loco
delle due valli.
In
tempi di crisi a vincere è la fantasia
( da "Corriere
delle Alpi" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
a questo
punto il presidente della Consulta spezza una lancia in favore del commercio,
alle prese con l'ingessante burocrazia e i famigerati studi di settore. «Sono
le attività imprenditoriali che mandano avanti l'Italia. Non voglio peccare di
immodestia, ma è così. Secondo me la crisi contribuisce a sensibilizzare il
cliente, che si rende conto che il prezzo diventa importante.
Bonus
energia, più di mille i sangiulianesi aventi diritto
( da "Cittadino,
Il" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia,
rischiando così di farsi sfuggire l'occasione. Ulteriori informazioni sul
servizio, possono in ogni caso essere richieste presso gli uffici competenti
del municipio. Intanto, il calcolo dei potenziali utenti conferma ancora una
volta l'incremento delle situazioni di difficoltà con una crescita del numero
dei modelli Isee che vengono presentati in municipio e una sempre
consulenze,
la moratti resta indagata ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
in spregio
alle direttive del governo sul contenimento della spesa e dei costi della
burocrazia». Inoltre, il nuovo regolamento del Comune varato da Letizia Moratti
prescinde dalla necessità di laurea per le funzioni dirigenziali. E così, si
trovano dirigenti non soltanto non dottori, ma anche in «assoluta insufficienza
dei requisiti professionali».
un
solo autovelox. e neppure funziona
( da "Tirreno,
Il" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
eccessiva
burocrazia che c'è dietro un semplice verbale di constatazione dell'eccesso di
velocità: cartelli per avvisare della postazione mobile da mettere a una certa
distanza, di un colore predeterminato, coi caratteri di certe dimensioni. Per
non parlare dei ricorsi che i verbali producono e del successivo annullamento,
carbonile,
l'ambiente blocca il trasloco ( da "Nuova Sardegna, La"
del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Una
burocrazia lumaca sta aggravando ulteriormente la crisi economica e
occupazionale del territorio. La conferma arriva dall'Enel che, messa sotto
accusa per la polverosità del carbonile della centrale Sulcis "Grazia
Deledda", manifesta insofferenza e giustifica la propria posizione con una
nota del direttore dell'impianto termoelettrico,
consulenze,
moratti resta indagata il pd: accuse gravi, c'era un sistema - stefano rossi
( da "Repubblica,
La" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
operato del
sindaco e di quattro dirigenti apicali della burocrazia comunale. Malgrado ciò,
Letizia Moratti affida allo staff il compito di far trapelare la propria
tranquillità: «Attendiamo sereni anche questo supplemento di indagini, sicuri
che farà completa luce sulla vicenda». I suoi collaboratori riportano la
«totale fiducia nella magistratura» da parte del sindaco.
il
piano casa non risolve i problemi della città - luca beltrami gadola
( da "Repubblica,
La" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
affonda il
coltello nel burro quando si promette di togliere di mezzo la burocrazia �
non più permessi o licenze di costruire, lunghe da ottenere, ma solo semplici
autocertificazioni � e si annuncia un fantomatico rilancio della professione
di architetto, oggi depressa dalla crisi dell´edilizia. C´è un piccolo neo:
l´edilizia è ferma perché non ci sono soldi per comprare casa.
stop
all'ufficio protocollo così si sperpera denaro
( da "Centro,
Il" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
mirata a far
perdere «le lettere ostili nei meandri della burocrazia. Da quando il
centrodestra si è insediato, alcuni degli uffici sensibili sono in condizione
di non funzionare e, nel frattempo, si sperpera il denaro pubblico». Per Di
Stefano, il blocco dell'ufficio Protocollo è il sintomo della paralisi
dell'amministrazione comunale.
ecco
il terzo veneto del fasso tùto mi - bepi contin
( da "Mattino
di Padova, Il" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
si sia
bloccato per la troppa burocrazia che ha frenato la potenzialità del corpo
economico e sociale del Veneto; e per questo venuto il momento di dare una
spallata a ciò che ostacola di più cioè agli uffici tecnici. Invece, per la
parte tecnologica, della bioedilizia, del risparmio energetico e l'adeguamento
culturale alle fonti rinnovabili,
l'assessore
gelsi esclude il secondo casello ( da "Mattino di Padova, Il"
del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Intervento
che dovrebbe alleggerire la congestionata «I tempi della burocrazia sono
questi», anticipa l'assessore. Quanto alla discussione sul secondo casello
autostradale, la scelta dell'amministrazione è chiara: «Il casello di via Orti
rimane dov'è. Di un eventuale secondo casello se ne parlerà più avanti,
deciderà la prossima amministrazione».
Pratiche
snellite tra Dogane e Confindustria
( da "Arena,
L'" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
BUROCRAZIA.
Siglata una convenzione Pratiche snellite tra Dogane e Confindustria Canale
privilegiato per analisi di laboratorio veloci A poco più di un mese dalla
firma dell'accordo, il dialogo tra Confindustria Verona e direzione regionale
del Veneto dell'Agenzia delle Dogane ha portato all'apertura di un canale
privilegiato che consentirà alle aziende veronesi un maggiore rispetto
Anticipo
cig, l'accordo non decolla ( da "Giornale di Brescia"
del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
anche perché
la burocrazia (come sempre in Italia) appesantisce non poco l'accesso a questo
accordo. E, in effetti, una parte consistente dei sindacalisti interpellati
definisce l'intesa «di difficile applicazione», senza nulla togliere al valore
della stessa e alla disponibilità delle banche firmatarie.
Il
gruppo Evit: via al centro prove per autoveicoli
( da "Arena,
L'" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Un servizio
al sistema Automotive per tagliare tempi e burocrazia» Verona a breve potrà
contare su un secondo Centro prove autoveicoli. Ad affiancare il centro del
ministero dei Trasporti sarà la nuova struttura che due esperti del settore
come i fratelli Gabriele e Maurizio Zivelonghi, fondatori del gruppo Evit,
stanno allestendo a Verona - Strada dell'Alpo,
Pmi
e crisi: Tagliare fisco e burocrazia
( da "Arena,
L'" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Tagliare
fisco e burocrazia» Oltre il 50% delle aziende chiede la semplificazione
amministrativa e fiscale e più «decentramento» Un dato contraddittorio - se
rapportato alla soluzione adottata da Obama negli Usa, con i finanziamenti
pubblici - ma reale, quello che emerge dal rapporto 2009 della Fondazione per
la sussidiarietà,
Tutela
per le piccole imprese ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
serve meno
burocrazia «Tutela per le piccole imprese» Contro la crisi attuale serve una
maggior tutela per le piccole e medie imprese. La richiesta parte dalla
vicepresidente di Unindustria Treviso, Alessandra Pegorer. «Il forte appello
della presidente Emma Marcegaglia dall'assise delle pmi per sostegni immediati
alle pmi - dice Pegorer -
Guerra
all'Inpdap per la pensione di reversibilità
( da "Secolo
XIX, Il" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
limite
massimo di sopportazione di fronte ad una burocrazia che sembra impassibile. G.
Cio. 17/03/2009 L'Accademia Musicale di Savona Ferrato-Cilea e l'Orchestra
Sinfonica di Savona esprimono il loro cordoglio per la scomparsa del MAESTRO
Lorenzo Marchelli Profondamente addolorati siamo vicini alla famiglia Buccheri
per perdita del caro Vincenzo Il condominio di via Paleocapa 18,
incarichi
d'oro, nuove indagini sulla moratti - roberta rizzo
( da "Tirreno,
Il" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
intrecciano
con le accuse che vedono persone nominate senza titolo professionale adeguato e
contratti stipulati per un danno di 11 milioni di euro. Secondo la Corte dei
Conti, dal 2006 al
Una
cabina di regia unica fra i Comuni e la Rho-Gallarate trasformata in metrò
( da "Giorno,
Il (Legnano)" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
è un fenomeno
tipico italiano dove la burocrazia riesce a bloccare tutto per un tempo
infinito. Anche una buona idea con il trascorrere del tempo si trasforma in
qualcosa di superato quando si passa alla fase esecutiva. Eppure, l'asse del
Sempione ha necessità, come buona parte della Lombardia, di interventi concreti
a beneficio del cittadino.
La
riflessione Disabili Vip (very invisible people) Spettabile redazione, i
disabili ( da "Eco di Bergamo, L'"
del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ma anche
preoccupata per come rapportarmi con la struttura, la sua burocrazia,
precarietà più che pubblicizzata e distacco. Invece, piacevolmente, nulla di
tutto questo sin dal primo contatto telefonico, visite, prericovero,
accettazione nel reparto di chirurgia, preparazione, assistenza, intervento
chirurgico e dimissione;
Permessi
in stallo, la burocrazia tiene alla porta 32 anziani
( da "Giorno,
Il (Brianza)" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
17 Permessi
in stallo, la burocrazia tiene alla porta 32 anziani DUE ANNI DOPO
L'INAUGURAZIONE DELLA CASA DI RIPOSO DON OLGIATI di ELEONORA PISANIELLO SESTO
SAN GIOVANNI L'APERTURA completa della nuova casa di riposo Don Olgiati di via
Boccaccio fa un passo avanti, anche se corto.
Crisi,
i funerali sono in saldo ( da "Provincia Pavese, La"
del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Oneri e
burocrazia di certo non aiutano - aggiunge Francesco Gea -. Un esempio banale?
Ieri per una cremazione, oltre a tutto il resto, è stato necessario procurare
anche tre marche da bollo da 15 euro l'una. Che senso ha?». E così chi è
colpito da un lutto se prima si affidava all'impresa di onoranze funebri vicina
a casa o "di fiducia"
La
burocrazia blocca la tangenziale ( da "Provincia Pavese, La"
del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
intanto i
tempi si allungano a dismisura La burocrazia blocca la tangenziale Un palo da
spostare e il sottopasso, ecco le questioni ancora da risolvere STRADELLA. La
tangenziale est di Stradella bloccata da un palo della luce che l'Enel non ha
ancora spostato e dalle decisioni, sin qui non pervenute, delle Ferrovie per
quanto concerne la modalità del cavalcavia in regione Previano,
Sprint
finale per la Scuola di magistratura
( da "Eco
di Bergamo, L'" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Le difficoltà
e i tempi della burocrazia romana - «la scuola è un'istituzione autonoma», ha
precisato lo stesso capo del Dipartimento ministeriale Giuseppe Birritteri -
potrebbero essere aggirati, per così dire, alla bergamasca: l'ipotesi avanzata
ieri è infatti quella di un ulteriore sforzo da parte di Comune e Provincia per
far fronte a un rapido allestimento di mobili e arredi.
LA
RESPONSABILITA' SOCIALE DI IMPRESA SIGNIFICA IL MANTENIMENTO DEI POSTI DI
LAVORO ( da "marketpress.info"
del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
rapporto con
la burocrazia?. L?appuntamento di stamattina conclude le attività realizzate
nel corso del 2008 nell?ambito del ?Progetto Veneto Csr? che è nato con la
firma del Protocollo d?Intesa del 2006 tra Regione del Veneto e Unioncamere del
Veneto e che ha offerto una panoramica dei diversi punti di vista degli
stakeholder sulla responsabilità sociale e sulle future linee d?
Pd,
tre volti per l'assalto alla Provincia
( da "Corriere
del Veneto" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Meno
burocrazia, più risposte per i cittadini annuncia in quello che pare quasi uno
slogan - , occorrono decisioni rapide, efficaci, efficienti. Bisogna restituire
dignità alla Provincia, che deve riappropriarsi della propria autonomia».
Allegri ci tiene a precisare che «questo è un meccanismo aperto, in cui ci
siamo dati delle regole.
Il
made in Italy va in Russia ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
anche se la
Russia è un Paese che presenta ancora una serie di problemi, per esempio la
burocrazia. Lo dimostra l'eterogeneità delle aziende che partecipano alla
missione, dalla meccanica alle infrastrutture, ai beni di consumo. In questa
fase c'è bisogno di spingere: gli ordini dalla Russia sono calati in media del
40% dall'inizio dell'anno.
Edilizia,
verso la liberalizzazione ( da "AudioNews.it"
del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Ieri le prime
indiscrezioni, in consiglio dei ministri: saprirebbero le licenze, al loro
posto perizie giurate di un tecnico e ci sarebbero meno vincoli per costruire.
Secondo Berlusconi il piano snellirebbe la burocrazia e rilancerebbe
l'economia.
Edilizia:
verso liberalizzazione ( da "AudioNews.it"
del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Secondo le
prime indiscrezioni sulla riforma del settore edile, anticipate ieri in
consiglio dei ministri, sparirebbero le licenze, per lasciare il posto a
perizie giurate di un tecnico.'Il piano -sostiene Berlusconi- sarebbe un colpo
al cuore della burocrazia inutile e un volàno per l'economia'.
Disavventure
del bollo auto ( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Burocrazia -
Nella giungla del bollo auto», chiediamo scusa al signor Giorgio Natale di
Brescia per il disguido che ha subito (e che ci risulta sia stato sanato dal
nostro call center il 10 marzo scorso). Lei comunque ha ragione: nell'era di
internet, basta ricevute di carta e code da fare per dimostrare di essere in
regola.
PER
GLI OSPITI residenti al Centro Servizi Sociali Resemini, nell'ultima...
( da "Resto
del Carlino, Il (Rovigo)" del
17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
sottolineato
che in accordo con la Prefettura si è deciso finalmente di regolamentare la
situazione e quindi con la prossima tornata elettorale la burocrazia legata
allo spotamento momentaneo della sezione elettorale sarà snellita e nel
contempo agevolata. Naturalmente anche le famiglie degli ospiti hanno preso con
notevole soddisfazione il provvedimento adottato. Gianpietro Valarini
Boom
delle imprese made in China. <A Milano sono 4 mila>
( da "Corriere
della Sera" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
intendono la
fastidiosa e malefica lentezza della burocrazia, e citano come esempi i tempi
lunghi per il permesso di soggiorno, un visto, i ricongiungimenti famigliari.
Vabbè, ribatterà qualcheduno, bella scoperta. Comunque, alla fine,
semplicemente, non sarà che son loro che vanno (molto) più forte di noi?
Niente
luce alla famiglia disabile ( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)"
del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
proprio lei
la prima vittima di quella burocrazia che rende ognuno di noi numeri, codici da
digitare. Un cambio di banca, con le domiciliazioni delle bollette che vengono
annullate, ed un ritardo nel pagamento all'Enel, causa una dimenticanza. Un mix
che rischia di costare caro ad Antonella, madre di un ragazzo gravemente
disabile a seguito di un incidente patito qualche anno fa.
In
Italia l'assegno d'oro scompare dal sito
( da "Corriere
della Sera" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
intera prima
linea della burocrazia statale e dei principali enti locali erano ampiamente
sopra quel tetto. Ma Villone e Salvi riuscirono comunque a far ingoiare il
pillolone ai loro riluttanti colleghi della maggioranza. E l'emendamento è
passato. Con il decreto legge di giugno il governo Berlusconi ha deciso di
congelare il tetto,
All'artigiano
spunta la voglia di Tunisia ( da "Giorno, Il (Milano)"
del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
risponde
mettendo sul piatto una serie di facilitazioni: burocrazia ridotta ai minimi
termini, mano d'opera a 400 euro al mese, zero tasse per dieci anni sulle
esportazioni, massima sicurezza, infrastrutture. IN CAMBIO CHIEDE che il «Made
in Lombardy» si trasferisca in Tunisia per creare aziende miste e formare la
mano d'opera locale.
Salario,
i convegni <negati> ai disabili
( da "Corriere
della Sera" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
e una in
Burocrazia presa direttamente sul campo. Cita a memoria leggi e regolamenti,
«perché quando non cammini sono le carte che si muovono per te. E tu devi
sapere dove farle andare ». è conosciuta per il suo impegno politico e sociale.
è stata la prima presidente della Consulta handicap del II Municipio (quando la
De Angelis era assessore alle Politiche sociali)
Benelli
e Tacchini, la carica dei 30 mila cinesi made in Italy
( da "Corriere
della Sera" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
27 categoria:
REDAZIONALE La storia I paradossi della burocrazia e dei permessi di soggiorno
Benelli e Tacchini, la carica dei 30 mila cinesi made in Italy Yan Haimei:
investiremo altri 20 milioni sul marchio di moto I piani di Bank of China per aiutare
le imprese che vogliono espandersi sui mercati asiatici MILANO —
Il
sogno è una carta d'identità in tasca
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
riuscito a
conquistarla dopo 5 anni di battaglie con la burocrazia, con le leggi italiane,
con la miseria e con un certo tipo di neorazzismo tutto italico. Ma Antòn non è
uno che ce l'ha fatta. Tutt'altro. Lavora in una impresa edile gallurese, ha il
suo documento di riconoscimento. Ma lavora il triplo dei suoi nuovi
concittadini, lavora in nero quindi si può scordare la pensione,
Pmi
e crisi: <Tagliare fisco e burocrazia>
( da "Arena.it,
L'" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Tagliare
fisco e burocrazia» ANALISI. Rapporto sulla sussidiarità 2009: le imprese del
Nordest vogliono servizi e autonomia prima dei soldi statali Oltre il 50% delle
aziende chiede la semplificazione amministrativa e fiscale e più
«decentramento» 17/03/2009 rss e-mail print Pmi e crisi: «Tagliare fisco e
burocrazia» Un dato contraddittorio -
Banche,
Draghi: ''Evitato il collasso ma manca la chiarezza nei bilanci''
( da "Adnkronos"
del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
E sottolinea:
''I tremonti bond utili per rafforzare l'erogazione del credito''. Sul piano
casa: ''Meno burocrazia potrebbe avere effetto stimolo''. Segui la diretta
commenta 0 vota 0 tutte le notizie di ECONOMIA ultimo aggiornamento: 17 marzo,
ore 12:53
CASA:
DRAGHI, MENO BUROCRAZIA POTREBBE AVERE EFFETTO STIMOLO
( da "Adnkronos"
del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
CASA: DRAGHI,
MENO BUROCRAZIA POTREBBE AVERE EFFETTO STIMOLO MA E' INCERTA PORTATA CONGIUNGURALE
commenta 0 vota 0 tutte le notizie di ECONOMIA ultimo aggiornamento: 17 marzo,
ore 12:45
Draghi:
<Prefetti? No a pressioni e interferenze della politica>
( da "KataWeb
News" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Draghi:
«Prefetti? No a pressioni e interferenze della politica» 17 marzo 2009 alle
12:43 — Fonte: corriere.it — 0 commenti Il governatore di Bankitalia: «Utili i
Tremonti Bond». Sul piano casa: «Meno burocrazia potrebbe aiutare»
Crisi,
l'allarme di Draghi: la recessione continuerà
( da "Corriere.it"
del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Sul piano
casa: «Meno burocrazia potrebbe aiutare» Il Governatore di Banca d'Italia Mario
Draghi (LaPresse) ROMA - Problematiche del sistema bancario e finanziario. Su
questi temi il Governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi ha parlato presso
la Commissione Finanze di Montecitorio.
Un
quartieretrasformatoin discarica ( da "Sicilia, La"
del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
presto
avviata per accelerare i tempi di erogazione della Cassa integrazione alle
piccole aziende senza aspettare i tempi della burocrazia regionale. Forze
sindacali, imprenditoriali e istituzioni devono lavorare insieme nell'interesse
di quanti a Catania hanno bisogno di sollevarsi dal disagio e vogliono farlo
nel rispetto della legge». «Aspettiamo risposte che ancora non arrivano ?
<Aiutatemi
a riavere un tetto> ( da "Sicilia, La"
del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
secondi un
uomo da poco uscito dal precariato in un senzatetto condannato dalla burocrazia
a smembrare la famiglia e a vedersi sempre le porte chiuse. Eppure Simone
Tarantino ha vissuto l'ultimo anno di vita in silenzio, subendo le
mortificazioni con uno stoico spirito di rassegnazione. Se il mondo sta
apprendendo ora la sua assurda storia, è grazie ai suoi colleghi di lavoro che,
MARIO
FORTUNATO SAPRI. IL CALVARIO DI UN 52ENNE DI BOSCO VISSUTO IN SEGUITO A UNA
GRAVE MALATTIA ... ( da "Mattino, Il (Salerno)"
del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
chiama in
causa la burocrazia e i ritardi dell'Asl Sa3 e dell'Inps di Salerno che non gli
avrebbero permesso di avere la necessaria assistenza. A distanza di circa otto
mesi, sua moglie affetta da una grave neoplasia, non ha avuto risposta sulle
domande inoltrate agli uffici competenti, per il riconoscimento dell'invalidità
e della legge 104;
Vicenza
Demetrio Volcic è stato testimone almeno di due Russie, quella sovietica e la
“... ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)"
del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Si accorge
che la vecchia burocrazia non funziona più e punta a un rinnovamento. La sua
ascesa è fulminante. Dal 1996 ogni hanno fa un passo avanti. Nel 1999 è primo
ministro, poi capo di Stato. Nel frattempo il petrolio riempie le casse della
Russia. Putin piace al suo popolo perché ha ridato dignità alla nazione, ha
ristabilito l'ordine,
Sicurezza,
pescatori scettici sul decreto ( da "Gazzettino, Il (Venezia)"
del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Vanno poi
risolti problemi riguardanti la burocrazia, spesso asfissiante, come ha
denunciato Denis Padoan, armatore-capobarca, e rilanciata la politica della
salvaguardia ambientale. I cantieri del Mose hanno provocato una enorme
dispersione in mare di massi anche assai pesanti che, quando va bene,
danneggiano solo le reti.
Il
forte appello della Presidente Emma Marcegaglia dall'assise delle Pmi di
Palermo per sostegn... ( da "Gazzettino, Il (Treviso)"
del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
La burocrazia
rischia quindi, in questa difficile fase congiunturale, di essere un freno alle
iniziative che puntano a creare nuove opportunità di crescita e quindi ad
anticipare la ripresa che attendiamo. Nostro obiettivo come Piccola Industria è
di mantenere sempre nell'agenda l'esigenza di semplificare la burocrazia
italiana.
LE
IMPRESE E LA CRISI Una burocrazia più leggera per favorire la ripresa di
Alessandra Pegorer * ( da "Gazzettino, Il (Treviso)"
del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
LE IMPRESE E
LA CRISI Una burocrazia più leggera per favorire la ripresa di Alessandra
Pegorer * Martedì 17 Marzo 2009,
Banche,
Draghi: ''Evitato il collasso ma manca la chiarezza nei bilanci. La recessione
continuerà'' ( da "Adnkronos"
del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
E sottolinea:
''I tremonti bond utili per rafforzare l'erogazione del credito''. Ma avverte:
''No a interferenze dei prefetti''. Sul piano casa: ''Meno burocrazia potrebbe
avere effetto stimolo'' leggi i commenti commenta 1 vota 0 tutte le notizie di
ECONOMIA ultimo aggiornamento: 17 marzo, ore 15:14
E
Draghi avverte: <La recessione continuerà. No a ingerenze e pressioni
politiche sul credito> ( da "Corriere.it"
del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Sul piano
casa: «Meno burocrazia potrebbe aiutare» Il Governatore di Banca d'Italia Mario
Draghi (LaPresse) ROMA - Problematiche del sistema bancario e finanziario. Su
questi temi il Governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi ha parlato presso
la Commissione Finanze di Montecitorio.
Alitalia
e call center Alicos, Fortunato (Ugl): "Sbloccare immediatamente fondi
previsti" ( da "Sestopotere.com"
del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
industriale
del Paese e di tutela dei livelli occupazionali si infrangono contro le
lungaggini della burocrazia”. Lo dichiara il segretario nazionale Ugl
Telecomunicazioni, Gianni Fortunato, invitando “ancora una volta il Ministero
dell?Economia e Finanze e gli altri dicasteri coinvolti nella vicenda a
sbloccare immediatamente i fondi già previsti, così da evitare che 1.
Durban
2/ Frattini: Serviva un apripista perché l'Ue fosse
( da "Virgilio
Notizie" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
non voglio
dire della burocrazia europea, spesso sono impermeabili a delle forti scosse
politiche. Allora ci vuole una scossa politica molto forte, non semplicemente
forte". "La scossa politica c'è stata - ha detto ancora Frattini - e
credo che ci dovremmo rallegrare che per una volta l'Europa ha parlato oggi con
una voce sola".
( da "Stampa, La" del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
ALTO CANAVESE LA
«CARTA DELLE EMERGENZE» NELL'EX PICCOLA RUHR La solidarietà di 25 Comuni a chi
non lavora [FIRMA]ALESSANDRO BALLESIO L'hanno chiamata «carta delle emergenze»
e il nome già la dice lunga sulla situazione in cui versa una zona conosciuta
come «la piccola Ruhr», per le sue aziende meccaniche e di stampaggio. È la
ricetta dell'Asco - l'associazione dell'Alto Canavese che comprende 25 Comuni e
130 imprese - per proteggere e aiutare chi più è toccato dalla crisi: in
particolar modo operai in mobilità e cassintegrati (negli ultimi mesi hanno
superato quota
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Sermide, bilancio:
allarme del sindaco «Impossibile far quadrare i conti». Critica anche la
minoranza SERMIDE. Nella relazione del sindaco al bilancio di previsione
emergono le difficoltà dovute alla mancata conoscenza dei dati per il rispetto
del patto di stabilità e dei rimborsi dell'Ici abolita: «sarà sempre più
faticoso assicurare qualità e quantità dei servizi» dice Reggiani. Posizione
geografica, estensione territoriale e invecchiamento della popolazione incidono
pesantemente sulla crescita. Gli interventi strategici
vertono sullo snellimento della burocrazia amministrativa: realizzazione di sportello unico delle attività
produttive, ufficio relazioni con il pubblico e ritorno della Polizia
Municipale nella struttura comunale. Poi «allacciare il Sermidese alla
viabilità delle province limitrofe con infrastrutture correlate alla costruenda
autostrada Cispadana, alla Transpolesana e alle autostrade del Brennero
e A 13». Buoni sviluppi si prospettano per le grandi officine Fer, con Sermide
sede di deposito e manutenzione del macchinario elettrico. Ex-zuccherificio:
dopo il documento di inquadramento, si attende dal Politecnico di Milano il
piano attuativo per poterlo promuovere. «Continua la sensibilizzazione verso le
istituzioni sociosanitarie regionali e locali per concretizzare nell'ex ospedale
una sede di riabilitazione di 60 posti letto». Da segnalare l'aggiornamento
delle tariffe degli oneri di urbanizzazione, ferme da trent'anni, così adeguate
a quelle del Destra Secchia. Per Mantovani e Bianchini, consiglieri di
centrosinistra, «dalla relazione emerge l'assetto drasticamente ridotto a
quattro grandi aree dell'organigramma organizzativo dell'ente; ci auguriamo
possa funzionare perché, oltre al risparmio, è importante la funzionalità.
L'Unione dei comuni sarebbe servita ad economizzare, condividendo i servizi, ma
voi l'avete sostituita con il Consorzio Oltrepò. Sull'ex zuccherificio manca il
coordinamento così si è perso tempo. Dopo due anni non avete risolto le
problematiche relative all'occupazione: ex ospedale e Bonlat sono state
liquidate in 2 righe. Il 99% della relazione è ordinaria amministrazione e
dichiarazioni d'intenti». (s.m.)
( da "Stampa, La" del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pane, salame e vin
brulé contro la strada chiusa Presidio dei formazzini a Premia: isolati da
settimane, chi ci ripaga? Hanno atteso che la situazione si risolvesse. Giorno
dopo giorno. Settimane, una dopo l'altra. L'isolamento parla con numeri
impietosi: la strada da Canza a Riale è chiusa da 48 giorni, quella da Cadarese
a Ponte da tredici. E a Formazza hanno esaurito le scorte di pazienza. Alle
7,30, ieri, una quarantina di abitanti ha percorso la statale, che nella parte
alta della valle è «ufficialmente» chiusa, ed è scesa a Cadarese. La frazione
di Premia è diventata il loro «fronte»: hanno montato panchine e tavoli, messo
di traverso un pick-up e hanno presidiato la strada sino a mezzogiorno. Tanto
era già chiusa da martedì 3 marzo, per il pericolo di valanghe. Ma i
discendenti dei walser con la neve convivono da sempre. E' una «compagna» che
sanno tenere sotto controllo. Sui tavoli appena montati, un volantino
eloquente: «E' inaccettabile sequestrare per così tanti giorni un'intera
popolazione senza garantire approvvigionamenti, sgombero dell'immondizia e
altri servizi. L'Anas ritiene di aver assolto le proprie responsabilità
mettendo due cartelli per chiudere la strada?». Un presidio composto, nessuno
alza mai la voce. Spiegano le loro motivazioni ai turisti che arrivano a
Cadarese: «Il 70% di noi vive di turismo. Formazza ha trenta attività
commerciali, non possono tenere chiuso un paese» dice Danilo Anderlini,
presidente dell'Associazione che raggruppa gli operatori turistici. «Nei
week-end ho una media di 350 presenze, chi mi paga i danni e le spese?» sbotta
il giovane Marco Valci, della pista di fondo di Riale. Sono undici le giovani
famiglie che hanno scommesso sul rilancio di Formazza. E
anche chi ha qualche capello grigio è stanco di una burocrazia penalizzante. Walter Sormani ha una locanda a Riale: «E' dal
1986 che non vediamo una valanga. Quando scese dal pizzo Martello era aprile,
oggi la temperatura è sotto zero. Chi abita qui convive con le valanghe:
teniamo sotto controllo la montagna meglio di chi non ci vive».
Formazza, insomma, chiede attenzione. Luigino Falzone, consigliere comunale,
sbotta: «Diamo molto all'Italia, come l'energia elettrica prodotta qui, dove
passa anche il metanodotto della Snam. Vogliamo rispetto». Voci che si perdono
nel freddo di Cadarese. Per scaldarsi c'è la bombola a gas usata per fare il
vin brulé, offerto con fette di pane e salame ai turisti che ascoltano le
lamentele e poi risalgono in auto per tornare a casa. Il sole arriva solo alle
10,30. Nessuno forza il blocco, ad eccezione di un cuoco che lavora a Ponte.
Una manovra spericolata: supera l'ostacolo ma non la disapprovazione dei
formazzini. «E' incredibile che sia Torino a stabilire se in Formazza c'è
pericolo. Si parla tanto della politica per la montagna, di far restare la
gente e poi non ci garantiscono la viabilità?» sbotta Ivan Bignami, consigliere
comunale e albergatore. Ma c'è effettivamente pericolo? «Nessuno di noi è così
pazzo da rischiare la pelle - dice Gian Paolo Pennati -. I timori sono
esagerati, basterebbe aprire la strada a fasce oraria e seguire durante la
giornata l'andamento della temperatura. In altre località sono stati attuati
sistemi artificiali per far staccare le valanghe, perché da noi non si fa
nulla?». Alfiero Bacher allarga le braccia: «Abbiamo sul posto l'Enel che
misura più volte al giorno neve e temperatura, basterebbe usare questi dati. In
questi giorni il termometro è stato sotto lo zero: di pericolo non ce n'era».
Armando Bertolacci di Villadossola aiuta i parenti in un'attività agricola e
commerciale a Ponte. Si guarda in giro: «Sbaglio o non vedo i nostri
parlamentari?». Non sbaglia, ma ormai sono le 11 e chi scende da Formazza preme
per passare. Permesso consentito a pochi: una donna incinta, un anziano che ha
prenotato una visita medica, una famiglia col bambino febbricitante. E da
domani il blocco potrebbe diventare più stretto.
( da "Tribuna di Treviso, La" del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Palazzi paga le
multe dei clienti Il ristoratore: «Vorrei un sindaco con le mani libere»
VITTORIO VENETO. Il ristoratore che paga la multa dei clienti comminata dal
Comune. E' anche questo Tonino Palazzi, gestore del Terme. «Io ho perso clienti
che hanno pagato la multa fuori dal ristorante: ci ho rimesso io, ma anche la
città. Perché i turisti portano vantaggio a tutti, non solo al ristorante dove vanno»,
ammette conversando con il settimanale diocesano sulla situazione della città
ed il sindaco che vorrebbe. «Ho avuto buoni rapporti con tutti i sindaci che ho
conosciuto. Ciò non toglie che ho conosciuto anche industriali che mi hanno
confessato di aver avuto difficoltà quando hanno voluto venire nella nostra
città» ha detto ancora, auspicando più libertà per l'iniziativa privata. Oggi,
con le primarie, il Pd sceglierà il proprio candidato a sindaco tra Giovanni
Napol, Alessandro De Bastiani e Giuseppe Costa. A seguire lo farà la Lega, tra
Gianantonio Da Re e Giovanni Braido. Ma Palazzi è un autorevole rappresentante
della società civile e a chi gli chiede quale sindaco vorrebbe, risponde: «Un
sindaco che abbia autorità e mani libere». Un sindaco che «faccia quel che ha
detto. Poi se non fa bene se ne andrà a casa. Ma non si può tollerare un
sindaco che abbia le mani legate dai funzionari». Palazzi
conferma di avere un sogno per la città: «In generale che la burocrazia non blocchi più nessuno senza
motivi reali. In particolare obbligherei tutti i proprietari delle case di
Serravalle a mettere a posto l'esterno. Dentro facciano quello che vogliono, ma
fuori mettano a posto. Se non vogliono, vendano. Poi si favorisca la
riapertura dei negozi (per esempio il Comune incentivi sgravando dai tributi
locali per i primi anni). Poi magari si costruisca pure una strada alternativa
a quella che c'è... Se riparte Serravalle, diventa un volano per la città.
Guardate Asolo cosa è riuscita a fare». Palazzi rimprovera alla Fondazione
Cassamarca di non essere andata avanti con l'acquisto e la trasformazione di
villa Papadopoli in un centro termale, del benessere. «Oggi magari la nostra
zona industriale sarebbe piena di alberghi, come Abano. H dimostrato che il
turismo del benessere (o del wellness, come si chiama oggi, ndr) funziona bene:
in tutti gli alberghi, anche a 2 stelle, chiedono subito se c'è la zona
benessere, sauna, piscina». (f.d.m.)
( da "Trentino" del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Dopo il decreto
Bersani del 2006, nelle valli dell'Avisio ne sono spuntate due. Frenate da burocrazia e incertezza legislativa Parafarmacie, scommessa ad ostacoli Una
a Cavalese e una a Canazei, ma molti non le conoscono ancora FIEMME E FASSA. In
soli sei mesi nelle valli dell'Avisio ne sono "spuntate" due: la
prima a Canazei, la seconda a Cavalese. Sono le parafarmacie nate nel
2006, col decreto Bersani. Una liberalizzazione che ha permesso a tanti
farmacisti di aprire punti vendita per i "farmaci da banco", ovvero
prodotti che non necessitano di prescrizione medica. E benché, in questi anni,
si sia sentito parlare di questi nuovi negozi, in Fiemme e Fassa molti non li
conoscono. «Ho inaugurato il negozio a dicembre - dice Valeria Mangiafico,
titolare del punto vendita di Cavalese - e mi capita spesso di dover spiegare
cosa sia una parafarmacia». Mangiafico, originaria di Modena, ha deciso di
aprire l'attività nonostante lo scorso settembre i parlamentari Maurizio
Gasparri e Antonio Tomassini abbiano proposto un disegno di legge che darebbe
la possibilità a tutti gli esercizi commerciali di vendere confezioni starter
(2-4 compresse) di farmaci da banco. Nessun obbligo di presenza del farmacista,
dunque, ma solo un angolo del negozio dedicato a questi prodotti. «La decisione
di trasferirmi con mio figlio lontano dalla città l'avevo già presa - afferma
Mangiafico - perciò non ho desistito. Certo, se il ddl venisse approvato,
dovrebbero concedere alla parafarmacie anche la vendita dei farmaci di fascia
C, quelli prescritti dal medico ma non rimborsabili dal servizio sanitario».
Con l'avanzare della crisi economica, però, il ddl sembra chiuso in un cassetto
anche perché metterebbe a rischio quasi cinquemila posti di lavoro. «Oggi
aprire un'attività è un atto di coraggio - sottolinea Mangiafico - il Comune
non mi ha concesso l'autorizzazione per installare un'insegna luminosa, il che
è penalizzante soprattutto per i clienti stranieri che riconoscendo il simbolo
entrerebbero più numerosi nel mio negozio. Inoltre, ho difficoltà ad essere
rifornita dal magazzino di Trento che distribuisce i farmaci. Per fortuna c'è
una legge antitrust che impone l'approvvigionamento sia alle farmacie sia alle
parafarmacie. Spero che a breve la situazione si sblocchi». Ma, oltre ai
medicinali da banco, la parafarmacia di Cavalese propone altri prodotti per la
salute e il benessere. In particolare i cosmetici che trovano ampio consenso
perché, secondo Mangiafico, le persone si affidano volentieri ai consigli del
farmacista. Affatto preoccupata delle eventuali normative, invece, è Marzia
Biancardi, farmacista originaria di Rapallo ma da nove anni in Fiemme e Fassa,
che a giugno
( da "Arena, L'" del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Domenica 15 Marzo
2009 CRONACA Pagina 15 RICORRENZA. Obiettori di coscienza e ragazze dell'Anno
di volontariato sociale: un esercito pacifico di 2.000 giovani Servizio civile
in Caritas, 30 anni vicino agli ultimi Barin, che lottò
contro la burocrazia
ministeriale: «Era una scelta di vita» Perego: «Farlo tornare obbligatorio? No,
servono più risorse e progetti» Imbracciare le armi non è l'unico modo per
difendere la patria. Ne esistono molti altri, che passano attraverso la
solidarietà e il volontariato. Primi ad averlo capito e messo in pratica
sono stati gli obiettori di coscienza. E al Centro unitario missionario, a San
Massimo, per raccontare le loro esperienze di vita si sono incontrati alcuni
degli oltre 2.000 giovani, tra obiettori di coscienza e ragazze dell'Anno di
volontariato sociale prima e giovani impegnati nel Servizio civile nazionale
poi, alternatisi nella Caritas diocesana negli ultimi 30 anni. Tanto è
trascorso da quando, a cinque anni dalla legge sull'obiezione di coscienza, il
primo obiettore Lorenzo Delaini ha prestato servizio nell'ente veronese. E
Caritas ha voluto festeggiare la ricorrenza promuovendo una rimpatriata e
facendo il punto della situazione sul tema, «Giustizia e pace si
abbracceranno». «Per me fare l'obiettore, anziché chiudermi in una caserma
militare, è stata una scelta di carattere religioso e filosofico, una scelta di
vita», spiega Giovanni Barin, obiettore 23 anni fa, che oggi lavora alla
Comunità dei Giovani. «Volevo lavorare con i giovani tossicodipendenti
rinchiusi nel carcere di Montorio, con l'associazione La Fraternità che mi
aveva anche formato in modo adeguato. E così è stato, alla fine. Inizialmente,
invece, il ministero della Difesa, cui allora era affidata la gestione degli
obiettori, mi aveva mandato a Padova, come obiettore in un centro per minori»,
racconta Barin, parlando anche del processo penale sostenuto per non aver
atteso la risposta del ministero alla richiesta di trasferimento alla
Fraternità e aver deciso di "autotrasferirsi". «La burocrazia
era lentissima e la vicenda si chiuse solo due anni dopo con il proscioglimento
delle accuse in quanto il fatto non costituiva reato». Nel 2000 la svolta. Il
servizio di leva, e quindi la possibilità di opporre l'obiezione di coscienza,
non è più obbligatorio. Una rivoluzione che però non ha intaccato nei giovani
la voglia di rendersi utili ai più deboli. E ha sdoganato la possibilità di
vivere un anno a servizio del prossimo anche alle ragazze, che peraltro alla
Caritas già da un ventennio erano impegnate nell'Anno di volontariato sociale
(Avs), del tutto volontario visto che le donne non dovevano svolgere il
servizio di leva. «Avevo appena conseguito una laurea in lingue e desideravo
mettere le mie competenze al servizio del prossimo, in una cooperativa
internazionale», racconta Stefania Croce, che con Caritas ha trascorso nel 2005
il servizio civile all'estero, in Rwanda, come Casco bianco. «Lavoravo con
donne abbandonate o malate di Aids e con bimbi di strada», ricorda Stefania,
che grazie a questa esperienza ha trovato lavoro, gestendo l'area
internazionale di Caritas. All'incontro, moderato dal giornalista de L'Arena
Enrico Giardini, sono intervenuti il direttore della Caritas diocesana don
Giuliano Ceschi, don Giancarlo Perego di Caritas italiana, il vicario generale
del vescovo monsignor Giuseppe Pellegrini, Vallì Giorio, dirigente dei Servizi
sociali della Regione e suor Carmen Venturelli, formatrice delle ragazze Avs in
Caritas dal 1992 al 2002. «La realtà del servizio civile non è cambiata. Anche
se si è trasformato il modo di accesso, la domanda dei ragazzi c'è», spiega
Ceschi. Sono otto, cinque maschi e tre femmine, i giovani ora impegnati nel
servizio civile nella Caritas diocesana, e 20 i posti disponibili per il
prossimo anno. Tuttavia, «oggi solo un ragazzo su quattro che fa richiesta di
Servizio civile riesce davvero a trascorrere un anno all'interno di
un'associazione di volontariato», dice Perego. In questo quadro, ripristinare
l'obbligatorietà, estendendola a tutti i giovani e non solo ai maschi, di
impiegare un anno a disposizione della società non è una scelta che i vertici
Caritas ritengono auspicabile. «Piuttosto sensibilizzerei di più i giovani sui
valori che implica la scelta del volontariato e aumenterei risorse e progetti»,
spiega Perego. «Inoltre, aprirei l'anno di servizio civile anche ai ragazzi
stranieri, ora esclusi. Sarebbe un grande strumento d'integrazione».
( da "Arena, L'" del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Domenica 15 Marzo
2009 ECONOMIA Pagina 41 TRASPORTI. Allarme del presidente dell'Enac Riggio in
Commissione alla Camera «Investimenti subito o aeroporti in crisi» ROMA Milano
Linate non ha spazi di crescita. L'aeroporto di Malpensa se resta a due piste
sarà saturo intorno al 2015. Napoli Capodichino è tra le case, può accogliere 1
o 2 milioni di passeggeri in più ma non oltre. Roma Fiumicino ha cantieri
aperti per crescere e accogliere 50 milioni di passeggeri del 2017, ma vanno
garantite le condizioni per tutelare gli investimenti, risorse private. E se il
piano di sviluppo si dovesse fermare il sistema degli aeroporti romani potrebbe
non essere in grado di accogliere 4-5 milioni di potenziali passeggeri già nel
2012. La crisi frena il traffico aereo, ma quando l'economia tornerà a crescere
l'Italia potrebbe piombare in piena emergenza aeroporti. «Servono investimenti
subito, non si può aspettare», avverte L'Enac, ente per l'aviazione civile: il
presidente, Vito Riggio, ha presentato alla Commissione Trasporti della Camera
un rapporto che evidenzia «criticità di copertura» del sistema aeroportuale in
relazione alle stime sull'aumento dei potenziali passeggeri. Diversi i nodi da
sciogliere, spiega Riggio. Serve il nuovo piano nazionale come quadro di
indirizzo. Va individuata «una sola Autorità che decida» per uscire dal «gioco
dell'oca» delle burocrazie. Servono una revisione delle
tariffe e la firma dei nuovi contratti di programma per garantire la
remunerazione degli investimenti delle società di gestione. Bisogna accelerare
su progetti chiave: fare di Viterbo il secondo aeroporto del Lazio e di
Grazzanise la «naturale integrazione» di Capodichino. Il traffico aereo
«diminuirà tra il -3,4 e il -4,5% nel 2009. Nel 2010 sarà stagnazione». La
crisi «cambia scenario e prospettive», dice Riggio: «Impone un'accelerazione»
perché «dopo il ritardo accumulato se ora non si fanno investimenti, alla
ripresa il sistema italiano sarà perdente» e nel caos «tra aeroporti saturi e
altri vuoti». Si spendono «2,5 euro a passeggero l'anno, a fronte dei
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Primo Piano Pagina
105 Migliorare l'ambiente col piano casa --> Un'altra decisione del Governo
che potrebbe essere accolta dalla Regione Sardegna riguarda il patrimonio
pubblico degli Enti. Ci sono, nella nostra isola, migliaia e migliaia di
appartamenti pubblici in affitto: questi appartamenti potrebbero essere venduti
agli attuali inquilini ad un prezzo scontato proprio perché occupati, e
finanziare l'acquisto - dopo un accordo con le banche - in modo che i canoni
attualmente pagati si trasformino in rate di mutuo. Altri esempi. Prendiamo gli
alberghi, che dovrebbero avere la possibilità di riqualificare e migliorare
l'offerta sia attraverso la ristrutturazione e l'ampliamento delle camere
esistenti, che la realizzazione di beauty farm, centri congressi e attività che
possano allungare la stagione turistica. E la Regione dovrà affrontare il caso dello snellimento della burocrazia nel settore edilizio. Le
indicazioni del governo sono chiare: abolizione del permesso di costruire che
sarà sostituito da una nuova certificazione firmata dal progettista. E in
Sardegna abbiamo tantissimi geometri, ingegneri, architetti, periti di buona
qualità in grado di documentare la corrispondenza dei progetti con le norme.
Si eviterebbe così una burocrazia borbonica fatta di
decine di timbri e di attese lunghe mesi se non anni che non ha esempi negli
altri Paesi europei. E l'amministrazione pubblica deve intervenire contro i
professionisti che sbagliano (o barano) anche con la radiazione dall'albo.
Abbiamo fatto solo alcuni esempi, ma sono mille i modi per rimettere in moto
un'economia che muore, statica e che non trova sbocchi, un'occasione da
sfruttare. Fermo restando che (per non spaventare i komeinisti del paesaggio)
sulle coste deve essere confermato il vincolo dei trecento metri. Cioè niente
nuove seconde case a un passo dal mare: sarebbe un controsenso per chi invece
ipotizza un rilancio economico basato sulla difesa del territorio, arma in più
della Sardegna da non disperdere. PAOLO FIGUS
( da "Repubblica, La" del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina XVII - Torino Ventura: burocrazia esasperante migliaia di famiglie senza soldi La segretaria Cisl:
serve una corsia privilegiata per i 10 milioni della cassa già assegnati VERA
SCHIAVAZZI «Siamo arrabbiati, arrabbiatissimi con le pastoie burocratiche che
impediscono perfino ai soldi già stanziati di essere usati per il loro scopo.
In Piemonte ci sono migliaia di famiglie che rischiano non solo di veder
precipitare i propri redditi, ma di restare a zero euro». Giovanna Ventura,
segretario regionale della Cisl, lancia l´allarme e attacca a fondo. Ventura,
il governo sta facendo tutto ciò che è possibile per aiutare le regioni
industriali a affrontare la crisi? «Nelle dichiarazioni politiche del
presidente Berlusconi o del ministro Tremonti sì, poi però nei fatti non si
riescono a eliminare le lungaggini. Occorre immediatamente una corsia
privilegiata che serva, ad esempio, a utilizzare i 10 milioni di euro già
assegnati in acconto al Piemonte per anticipare la cassa integrazione in
deroga. Siamo a marzo, e ancora non si vedono». Che cosa accadrà se questi
soldi non verranno resi disponibili? «Le aziende attraversano la crisi di
liquidità che tutti conosciamo. Da noi la crisi è arrivata prima che altrove,
ha colpito già dall´autunno scorso, e non ci sono più residui per affrontare la
situazione. A Torino e a Novara ci sono ormai molte aziende anche piccole,
sotto o appena sopra ai quindici dipendenti, sull´orlo del tracollo». Che
cos´altro chiedete al governo? «Sosteniamo la protesta dei sindaci: occorre
consentire ai Comuni di sforare il patto di stabilità, del quale pure
confermiamo la validità generale, per tutti quei cantieri che possono aprire
immediatamente: si parla molto di sicurezza nelle scuole, ed è sacrosanto, ma
si dimentica che anche in molti, troppi uffici e edifici pubblici dove lavorano
centinaia di dipendenti mancano requisiti essenziali, si lavora negli
scantinati o in condizioni non adeguate. Per questo genere di interventi e
manutenzioni i soldi ci sono, basta che il governo permetta di spenderli». A
livello regionale, invece, che risultati avete ottenuto finora? «Avevamo
chiesto alla presidente Bresso, che aveva risposto positivamente, di aprire un
tavolo col sistema del credito piemontese per consentire un po´ di respiro alle
imprese che dimostrano di voler restare su questo territorio e di voler
continuare a investire. Qualcosa è stato fatto, ma siamo molto lontani da ciò
che sarebbe necessario. Se non si provvede, le imprese, a cominciare dalle
piccole, chiuderanno strangolate dalla mancanza di liquidità. E non rinasceranno.
La Regione può e deve chiedere alle banche, che hanno ricevuto sostegno dal
governo, un maggiore senso di responsabilità». Gli imprenditori e le loro
associazioni stanno facendo la loro parte? «Non del tutto. Una parte di loro
sembra pensare che è più facile utilizzare la cassa, la mobilità o addirittura
chiudere senza prendere neppure in considerazione strumenti come i contratti di
solidarietà. E´ un atteggiamento che va combattuto, e che si collega alla
tragica perdita di tradizione imprenditoriale del Piemonte: sono ormai troppo
pochi quelli davvero attaccati a questa regione, per gli altri stare qui o
altrove pare indifferente».
( da "Arena, L'" del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Domenica 15 Marzo
2009 PROVINCIA Pagina 38 LEGNAGO. Ricorso firmato dai sindacati contro il
riordino deciso dalla dirigenza dell'Ulss 21 Servizio veterinario la palla
passa al Tar Contestati soprattutto incarichi esterni e mobilità semestrale
perché «vanno a discapito del servizio» Il servizio veterinario dell'Ulss 21 è
finito di nuovo nell'occhio del ciclone. A trascinarcelo - a distanza di sei
mesi mesi dalla riorganizzazione varata dal direttore generale Daniela Carraro
«per avviare un sistema di qualità e risolvere alcune difficolta operative»
alla luce anche delle inchieste avviate da Azienda e Regione per far luce su
presunte irregolarità commesse da due dipendenti - è stato il ricorso al Tar
presentato da Roberto Poggiani, segretario regionale del Sindacato italiano
veterinari di medicina pubblica (Sivemp). Un atto che punta l'indice, «oltre
che sull'incarico affidato ad un esperto esterno, il dottor Giulio Cristiani,
per promuovere un sistema di qualità con costi non indifferenti per le casse
dell'Ulss 21», soprattutto «sull'introduzione della mobilità per tutti i
veterinari sull'intero territorio, in barba a qualsiasi norma contrattuale».
Ossia sulla rotazione semestrale dei capi delle cinque unità, che è stata
giustificata dai vertici aziendali con l'esigenza «di spersonalizzare il
rapporto con l'utenza e migliorare le prestazioni grazie allo scambio di
competenze». Oltre che «sulla turnazione degli altri colleghi a discrezione
della dirigenza». Ma il Sivemp non ha condiviso la rivoluzione che ha stravolto
i vecchi assetti organizzativi e gestionali. Da qui la decisione di rivolgersi
al Tar per chiedere «l'annullamento delle delibere che lo scorso novembre hanno
deciso il riordino dei servizi veterinari». «Gli atti in questione», afferma
Poggiani, «sono illeggittimi nella forma e nella sostanza, contrari alle norme
vigenti e basati su presupposti inesistenti. Non solo: la loro applicazione ha
peggiorato l'organizzazione del lavoro, appesantendola rispetto al passato, con
l'aumento degli adempimenti burocratici e dei tempi morti per spostamenti e
passaggi di consegne tra i veterinari. Col risultato di dover incrementare gli
orari lavorativi dei professionisti convenzionati per svolgere le stesse
mansioni di prima». Per il sindacalista quella del ricorso «è perciò l'unica
strada rimasta per bloccare un disegno irrazionale che ha conseguenze
negative». «Nell'autunno scorso», sottolinea Poggiani, «avevamo espresso
infatti la nostra contrarietà ad una riorganizzazione così concepita specie
riguardo l'utilizzo della mobilità ma le nostre osservazioni sono state
purtroppo ignorate». Daniela Carraro, in attesa di valutare il ricorso, difende
invece le sue scelte ed apre al dialogo con i sindacati. «Capisco che la
rotazione non sia facile da digerire ma la ritengo», afferma il dg, « un
principio organizzativo necessario per implementare la qualità con vantaggi sia
per i professionisti che per gli utenti del territorio. Tuttavia,
non pretendiamo di avere la verità in tasca e stiamo testando giorno per giorno
se la nuova gestione, improntata sul gioco di squadra e sullo snellimento della
burocrazia, funziona». «In
quest'ottica», conclude, «siamo pronti a confrontarci con i sindacati».
( da "Provincia Pavese, La" del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
di Fabrizio Merli
Polo tecnologico, un sogno sempre più lontano Troppa burocrazia e minore disponibilità di
soldi Poma: «Bisogna ricapitalizzare la società» Il patto di stabilità potrebbe
paralizzare nuovi investimenti PAVIA. Il polo tecnologico rischia di diventare,
sempre più, una chimera. Un sogno irraggiungibile, ostacolato da mille problemi
che vanno dalla burocrazia
ai quattrini. Un sogno che, tuttavia, viene evocato con incredibile
frequenza in questa campagna elettorale, e in modo trasversale. Un po' tutti,
destra, sinistra e centro, convengono sul fatto che lo sviluppo di Pavia debba
passare attraverso l'insediamento di imprese ad alto contenuto tecnologico. Ma
il progetto di trasformare il Cravino nella "Silicon valley" locale,
per il momento, porta un certo ritardo. Al momento, l'unico dato tangibile è lo
scheletro metallico, realizzato appunto al Cravino, e che dovrebbe ospitare la
struttura. Quanto al resto, l'ultimo ostacolo in ordine di tempo è stata la
fine anticipata della giunta Capitelli. L'amministrazione, infatti, era pronta
per portare alla discussione del consiglio comunale lo statuto di una delle due
società dalle quali dovrà nascere il polo tecnologico. Secondo gli accordi tra
i quattro partner (Comune, Provincia, Università e Camera di Commercio) una
società, già costituita e operativa, si deve occupare del progetto di sviluppo,
una seconda società, in corso di costituzione, curerà gli aspetti immobiliari.
E' su questo secondo aspetto che è intervenuta la crisi di giunta, poichè il
nuovo statuto da approvare riguardava proprio la società immobiliare. Ma prima
ancora di giungere a questo passaggio, altri problemi sono sorti. Il principale
riguarda gli investimenti. Il costo iniziale dell'operazione, stimato in 12
milioni di euro, è nel frattempo salito a 16 milioni. I due partner forti,
ossia Comune e Provincia, dovrebbero versare ciascuno una somma compresa fra i
3 e i 4 milioni di euro. Il Mezzabarba, prima della crisi, aveva incontrato
problemi legati al ritardo del recupero dell'area ex Marelli. Da questo
intervento, infatti, sarebbero dovuti arrivare i soldi del Comune. Ma un
imprevisto nella bonifica della zona ha fatto slittare in avanti i tempi.
Piazza Italia, a sua volta, dovrebbe ricavare il denaro necessario ad avviare
l'operazione grazie alla vendida dei titoli azionari che compongono la sua
partecipazione nella società Milano-Serravalle. E pure in questo caso le cose
non vanno lisce. Spiega, infatti, il presidente dell'amministrazione
provinciale, Vittorio Poma: «Dobbiamo valutare i limiti connessi al rispetto
del patto di stabilità. Secondo l'ultima Finanziaria, infatti, chi vende
partecipazioni societarie non può reimpiegare i soldi entro il patto». In
sostanza, l'ente ha i soldi in cassa, ma non li può spendere. Inoltre, pare che
una versione preliminare del piano di fattibilità abbia prospettato costi di
gestione tanto elevati da non poter essere coperti con il ricavato derivante
dalle eventuali aziende. Che fare allora? Poma, pur non nascondendo le
preoccupazioni, è moderatamente ottimista: «Rispetto a un anno fa, i problemi
sono aumentati. Ma sarebbero risolvibili se Comune e Provincia aumentassero il
capitale della società di investimenti». Il tempo, però, corre.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Economia Pagina 217
trasporto aereo Riggio: sistema obsoleto Allarme dell'Enac: aeroporti italiani
a rischio emergenza Trasporto aereo. Riggio: sistema obsoleto --> Milano
Linate non ha spazi di crescita. L'aeroporto di Malpensa se resta a due piste
sarà saturo intorno al 2015. Napoli Capodichino è tra le case, può accogliere 1
o 2 milioni di passeggeri in più, ma non oltre. Roma Fiumicino ha cantieri
aperti per crescere e accogliere 50 milioni di passeggeri del 2017, ma vanno
garantite le condizioni necessarie per tutelare gli investimenti, risorse
private. E se il piano di sviluppo si dovesse fermare il sistema degli
aeroporti romani potrebbe non essere in grado di accogliere 4-5 milioni di
potenziali passeggeri già nel 2012. IL PIANO La crisi frena il traffico aereo,
ma quando l'economia tornerà a crescere l'Italia potrebbe piombare in piena
emergenza aeroporti. «Servono investimenti subito, non si può più aspettare»,
avverte l'Enac, l'ente per l'aviazione civile: il presidente, Vito Riggio, ha
presentato alla Commissione Trasporti della Camera un rapporto che evidenzia le
«criticità di copertura» del sistema aeroportuale in relazione alle stime
sull'aumento dei potenziali passeggeri. Diversi i nodi da sciogliere, spiega
Riggio. Serve il nuovo piano nazionale degli aeroporti come quadro di
indirizzo. Va individuata «una sola Autorità che decida» per uscire dal «gioco
dell'oca» delle burocrazie. Servono una revisione delle
tariffe aeroportuali e la firma dei nuovi contratti di programma per garantire
la remunerazione degli investimenti delle società di gestione. Bisogna poi
accelerare su progetti chiave: fare di Viterbo il secondo aeroporto del Lazio e
di Grazzanise la «naturale integrazione» di Capodichino in Campania. I
NUMERI Il traffico aereo «diminuirà tra il -3,4% e il -4,5% nel 2009. Nel 2010
sarà stagnazione». La crisi «cambia scenario e prospettive», dice Riggio:
«Impone una accelerazione» perché «dopo il ritardo che si è accumulato se ora
non si fanno investimenti alla ripresa il sistema italiano sarà perdente», e
nel caos «tra aeroporti saturi ed altri vuoti». Si spendono «2,5 euro a
passeggero l'anno, a fronte dei
( da "Provincia Pavese, La" del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
TROPPE DIFFICOLTA'
Pavia non sia ostile ai tanti anziani Non molti giorni fa la gentile signora
Cattaneo pubblicava sulla Provincia pavese una lettera di ringraziamento al
Comune di Pavia per le nuove strisce pedonali in viale Campari. La stessa tra
l'altro accennava con estrema grazia le reali difficoltà sue e di suo marito
nel vivere gli spazi pubblici. Nel leggere ho pensato a questa generazione di
nostri genitori e parenti che ci precedono (di poco) nell'avventura della vita
e condividono con noi l'uso di questa città e dei suoi servizi. Ho pensato alle
difficoltà che tutti i giorni devono affrontare per ottenere le cose più
semplici come fare la spesa oppure andare ai giardinetti o visitare un'amica
dovendo attraversare una strada nel traffico caotico e impaziente con il marito
in difficoltà. Mi sono immaginato questi ed altri che camminano o guidano non
più nel pieno delle forze in un traffico ostile e strombazzante e mi sono
vergognato perché certamente, se la nostra società è ridotta così, un po' tutti
abbiamo fallito. Ho pensato a queste persone e al loro diritto a vivere una
vita sociale e a non essere relegate in casa. Ho pensato poi, con ammirazione e
simpatia, a questa signora che vedendo le difficoltà quotidiane del «suo uomo»,
se ne fa carico e inizia una battaglia personale, sale le scale della burocrazia (con spirito vitale che le invidio) e armata di nulla parla con
tecnici ed ingegneri. Ho ammirato soprattutto la lungimiranza di uno spirito
giovane che guarda al futuro e trova l'energia per condividere pubblicamente
sul quotidiano il suo successo affinché si radichi la spirale virtuosa di
condivisione diretta tra cittadino e apparato tecnico comunale di problemi,
difficoltà, soluzioni e successi al di là del sistema delle anticamere dei
politici, almeno per i problemi quotidiani. Credo che a partire da persone così
ci siano possibilità anche per la nostra città di migliorare un po' per volta.
Ringrazio la signora Cattaneo e auguro a lei e a suo marito cent'anni in buona
salute. Sandro Assanelli Pavia Il Pd torna a far politica anche in provincia
Siamo ripartiti di gran carriera. Dopo l'assemblea nazionale che ha sancito
l'elezione di Dario Franceschini nuovo segretario, il Pd ha ripreso a «fare
politica». Non è un caso che si utilizzi questa perifrasi: «Fare politica».
L'assegno agli oltre quattro milioni di precari che rischiano di rimanere senza
reddito sono una prima grande battaglia politica di civiltà che intendiamo
intraprendere con forza. Accanto a questo si inserisce la regolamentazione del
testamento biologico, la sfida sulle energie rinnovabili, il tema economico in
generale di fronte alla più grave crisi degli ultimi anni. Il tutto, mentre ci
si avvicina alle elezioni amministrative ed europee. Il passaggio elettorale
non è solo il modo di «misurare» il consenso. Per noi, è l'occasione di
proporre un modo nuovo di approcciare la politica. In provincia di Pavia
abbiamo mosso esattamente in questa direzione. Abbiamo scombinato le carte. Non
ci siamo limitati a interloquire con le forze politiche, al chiuso delle
stanze, per fare una mera sommatoria dei possibili consensi preventivi.
Piuttosto, abbiamo inteso promuovere il dialogo con le comunità, partendo dalle
esigenze specifiche, dai bisogni reali, dalle richieste effettive. Ciò significa
che il nostro obiettivo nei 142 Comuni della nostra provincia ove si voterà non
è quello di porre «bandierine» colorate per marcare un territorio, bensì creare
progetti amministrativi ampi, ambiziosi di largo respiro. Che facciano sentire
parte di questa strategia tutti i cittadini, quale che sia la provenienza
politica. Perché in gioco non c'è semplicemente una «vittoria elettorale», pur
importante, per carità, ma proprio il senso del governo del nostro territorio.
E a fronte di una Amministrazione provinciale molto debole, i Comuni hanno un
ruolo decisivo. E se, in questo ruolo, non si rendono effettivamente partecipi
coloro che vivono la realtà quotidiana, rischiamo di lanciare un programma
monco. Da queste considerazioni abbiamo aperto ovunque un canale di ascolto e
di dialogo con le persone. Solo stando tutti sulla stessa barca e solo
prendendo ciascuno i propri remi possiamo giungere presto in porto. Puntiamo a
quello. Puntiamo ad arrivare nel «porto della buona amministrazione». Puntiamo
a posizioni chiare. Mai pretestualmente ideologiche, ma chiare. Questo ci
chiede la gente. Questo faremo. Con convinzione e onestà intellettuale.
Giuseppe Villani segretario provinciale del Pd, Pavia Addio Sabrei, il Borgo
non lo dimenticherà mai Ciao Sabrei. Giorni tristi questi per i borghigiani,
quella figura simpatica e amica di tutti noi che viaggiava a bordo del suo
scooter ammaccato, col casco sempre aperto con i laccetti al vento, l'amico
Bruno Zanoli, «Sabrei» per gli amici, purtroppo ci ha lasciato. Penso che sia
entrato in ogni casa del Borgo col suo lavoro (al tubat), sempre disponibile, a
prezzi popolari, per lui era più importante l'amicizia che il farsi pagare:
«Dam des euro, quel ca l'ho pagà mi», poi lo trovavi per il Borgo e gli offrivi
un cicchetto in compagnia e al disturb l'er bèle pagà. Uno di noi, di quei
personaggi per cui il Borgo è ancora vivo, un quartiere ricco di quelle
caratteristiche famose nei borghigiani, gente schietta, sincera, onesta, un po'
musoni ma simpaticissimi. Ciao Bruno, mi hai fatto piaceri, mi hai fatto ridere
tanto, ci siamo scambiati tante battute a volte in cubano, ma adesso non riesco
a sorridere... Un altro vuoto nella nostra piccola comunità, colmato però dal
tuo ricordo, indelebile. Sei stato e sarai uno dei mitici e immortali
personaggi borghigiani... per sempre. Lettera firmata Pavia
( da "Repubblica, La" del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina V - Firenze
La sfida del Pd: dai parchi eolici alle bonifiche, tutti i progetti della
"Green economy" "Sessantamila posti di lavoro in 5 anni sarà il
nostro new deal ecologico" SIMONA POLI Tanti progetti, idee, speranze per
il verde futuro che dovrebbe fare da motore pulito dello sviluppo economico in
Toscana. Tra impianti fotovoltaici, pannelli solari, parchi eolici, cantieri
per ampliare la rete ferroviaria locale, risanare gli acquedotti, costruire
scolmatori e depuratori, mettere l´Arno in sicurezza, bonificare le aree
inquinate si possono creare nei prossimi cinque anni 60 mila posti di lavoro.
Un´opportunità da non sprecare secondo l´associazione degli ambientalisti del
Pd Ecodem riunita a Firenze per discutere di "Green economy". «Se c´è
una via d´uscita alla crisi è nel new deal ecologico», dice il presidente della
commissione Ambiente del consiglio regionale Erasmo D´Angelis, che è stato
eletto all´unanimità presidente regionale degli Ecologisti Democratici della
Toscana. «Sulla scia di quanto sta facendo Obama in America è arrivato il
momento di avviare un piano di investimenti che metta la sostenibilità
ambientale al centro dello sforzo per sostenere lavoro, famiglie, imprese. Nel
solo settore delle energie rinnovabili abbiamo punti di forza, leggi, piani e
normative per coprire il 50 per cento del nostro fabbisogno elettrico. La gente
risponde con maggiore velocità rispetto alla politica e alla
burocrazia: in Toscana le
domande di accesso agli incentivi per il fotovoltaico stanno esplodendo e nel
2008 la Regione ha finanziato oltre 2.100 richieste». Convinto che la risposta
alle difficoltà economiche passi anche attraverso le rinnovabili è segretario
regionale del Pd Andrea Manciulli, che fa un esempio pratico: «Pensiamo
a quanto è successo allo stabilimento della Electrolux di Scandicci, l´azienda
ne aveva deciso la chiusura ed è poi stato trovato un nuovo soggetto che
acquisisse l´impianto per produrre pannelli solari». Il responsabile ambiente
del Pd Ermete Realacci ricorda che «gli eco-incentivi in Italia sono tra i
migliori d´Europa ma i vincoli energetici e ambientali rischiano ancora di
soffocare il mercato emergente. Per rilanciare l´economia», aggiunge, «bisogna
favorire il ricambio dei beni durevoli, nel settore dell´auto per favorire
veicoli a minori consumi e in quello degli elettrodomestici per la sostituzione
con modelli più efficienti». L´altro grande settore di intervento è l´edilizia
pubblica. Ma qui i fondi a disposizione scarseggiano: «In Toscana nessun
edificio scolastico rischia di crollare in caso di terremoto - spiega il
dirigente della Regione Mauro Grassi - ma moltissimi avrebbero bisogno di
interventi per il completo adeguamento alla normativa antisismica: per fare
questo occorrono 1 miliardo e 200 milioni di euro, noi abbiamo 6 milioni
l´anno».
( da "Secolo XIX, Il" del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Marcegaglia, il
giorno dell'ira «La crisi è vera, servono soldi veri. Basta con gli scontri
istituzionali». Martedì summit con Berlusconi michele lombardi roma. Per
salvare le aziende dalla crisi bisogna agire «in fretta» e mettere in campo
«soldi veri». Davanti a una platea di piccoli imprenditori, quelli che
rischiano di chiudere i battenti per colpa della recessione, il presidente di
Confindustria, Emma Marcegaglia, ha chiesto a Silvio Berlusconi di non perdere
altro tempo perché la situazione è ormai da stato di emergenza per molte
aziende. «È il momento di usare il linguaggio della verità? ha detto - perché
rischiamo di perdere i veri campioni del made in Italy». Quello di Marcegaglia
è stato un appello accorato, quasi da ultima spiaggia: il leader degli
imprenditori ha usato toni gravi e preoccupati come non era successo da quando
l'economia ha cominciato la discesa agli inferi. «La crisi si sta aggravando, è
un'emergenza vera, non è una boutade mediatica. Servono soldi veri, su alcuni
punti essenziali», ha detto Marcegaglia. Una richiesta di aiuto rivolta
direttamente al premier, che ha dato subito appuntamento a Confindustria per
martedì pomeriggio. Mentre gli imprenditori bussavano al portone di palazzo
Chigi, i ministri finanziari del G20 erano riuniti in un grande hotel di
campagna inglese del West Sussex, da dove sono usciti con un documento comune
destinato ai capi di Stati e di governo mondiali, che si troveranno a Londra il
2 aprile. L'obiettivo confermato è di approdare a nuove regole globali (il
cosiddetto legal standard) per ripristinare la fiducia nei mercati finanziari,
che hanno acceso la miccia della crisi. Molto è stato fatto finora ma la
recessione non molla: le potenze economiche, affermate ed emergenti, si sono
impegnati a fare fronte comune: «Siamo preparati a prendere - c'è scritto nel
documento finale - qualunque misura necessaria fino a quando non ripartirà la
crescita». Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, ha espresso il suo punto
di vista a fine vertice: «Il problema dei problemi, oggi, è l'export, che è
connesso con la fiducia. Ci sono margini buoni per il commercio, ma ora c'è un
problema di fiducia. Se il fax degli ordini canta, tutto tira; se il fax è
muto, tutto cambia», ha detto il ministro. La parola d'ordine per tutti è:
riportare la fiducia sui mercati. Un obiettivo che trova d'accordo anche il
governatore di Bankitalia, Mario Draghi, che ha spiegato come per arrivare alla
ripresa tre sono in «passi necessari», e cioè«la ricostruzione del sistema
bancario», l'adozione di «valori certi e coerenti» controllare gli asset
tossici e «le politiche di bilancio» a sostegno di chi perde il posto di
lavoro. «Bisogna fare in modo - ha detto Draghi - che la disoccupazione non
cresca vorticosamente e che questo si traduca in un calo ulteriore della
domanda». Anche Marcegaglia è convinta che dalla crisi si esca solo con
«cambiamenti profondi delle regole finanziarie», ma il leader di Confindustria
ha chiesto ai governanti di ascoltare il «punto di vista delle imprese». E
dopodomani spiegherà a Berlusconi cosa serve per impedire il collasso del
sistema produttivo perché molte aziende rischiano il fallimento: ci vogliono
«soldi veri», decisioni rapide e il pagamento dei sospesi da parte dello Stato.
Fra le richieste di Confindustria, c'è un fondo di garanzia da 5 miliardi per
le piccole e medie imprese, che soffrono per i rubinetti del credito stretti
dalle banche: sarebbe uno strumento, secondo le stime degli imprenditori, in grado
di pompare qualcosa come 80 miliardi di euro nelle vene secche del sistema
economico. Questo è un punto. Ma sul tavolo di Berlusconi arriverà anche
un'altra richiesta: bisogna dare il via ai cantieri che «possono partire
subito» evitando di bloccare molti miliardi di euro su grandi opere come il
Ponte sullo Stretto, che è ancora allo stadio di progetto: «Il Ponte è un'opera
importante che partirà come minimo tra uno o due anni. Noi vorremmo
stanziamenti - ha spiegato Marcegaglia - anche su piccoli cantieri che possono
aiutare la filiera dell'edilizia». Il terzo nodo in agenda è quello degli
sgravi fiscali per le imprese che fanno «uno sforzo importante» e si
ricapitalizzano perché«non c'è dubbio che le aziende con poco capitale non
riusciranno a sopravvivere». E infine al Confindustria ha ribadite l'esigenza
di riforme strutturali: «Servono tagli alla spesa pubblica improduttiva, serve anche un taglio secco alla burocrazia odiosa e costosa, bisogna abolire le Province e gli enti
inutili». Il governo dovrebbe evitare inoltre di alimentare scontri con altre
istituzioni, come Bankitalia, perché così rischia di aggiungere incertezza
all'incertezza «Non vogliamo vedere i conflitti istituzionali ai quali
assistiamo oggi». Ma, al di là delle richieste di aiuto, spicca su tutto
il richiamo alla dura realtà rivolto al presidente del Consiglio ostinatamente
ottimista: «Se si vuole avere fiducia nel futuro -è stato il messaggio -
bisogna dire in modo chiaro la verità. Bisogna usare la parola giusta, cioè
emergenza». Un invito che forse più di tutto il resto ha spinto Berlusconi a
telefonare subito per invitare gli imprenditori a palazzo Chigi.
lombardi@ilsecoloxix.it 15/03/2009 ' 15/03/2009 APPELLO ALLARESPONSABILITàÈ
arrivato il momento di usare il linguaggio della verità per salvare il made in
Italy 15/03/2009 ' 15/03/2009 bacchettateal premierLa crisi si sta aggravando:
è un'emergenza vera e non una boutade mediatica 15/03/2009
( da "Eco di Bergamo, L'" del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Villa d'Ogna, le
aree industriali non si toccano --> Domenica 15 Marzo 2009 ECONOMIA, pagina
32 e-mail print L´incontro di Villa d´Ogna foto Studio Alfa Bisogna «fare
squadra" per analizzare la crisi industriale e artigianale dell'alta Valle
Seriana e avviare iniziative per aiutare a superarla. È lo spirito del
Consiglio comunale straordinario di Villa d'Ogna dove - con l'apporto di idee
dei rappresentanti delle industrie locali, del sindacato e delle organizzazioni
di categoria - si è cercato "un contributo locale ad una crisi
globale". Al termine dell'incontro, è stato approvato all'unanimità il
documento posto in votazione dal sindaco Angelo Bosatelli (Lega Nord) che
esprime l'impegno a mantenere industriali e artigianali le aree designate come
tali nel Prg e nel Pgt, non concedere riqualificazioni di tali aree con
destinazione a centri commerciali o residenziali; ricercare la collaborazione
con enti superiori, industrie, attività artigianali e commerciali per nuove
idee atte a favorire la creazione di posti di lavoro; mettere a disposizione le
strutture comunali per reperire opportunità lavorative derivanti da fonti
energetiche fotovoltaiche e alternative; istituire un primo fondo di 6.000 euro
da ripartire a famiglie in condizioni di disagio a seguito di cassa
integrazione o mobilità, valutando anche la possibilità di sostenere operatori
che intendono avviare nuove attività e assumere lavoratori e impegnarsi,
infine, ad integrare il fondo con eventuali altri contributi di privati e, in
primis, coi fondi solitamente stanziati per lo spettacolo pirotecnico della
festa del Beato Alberto. Alla riunione che il sindaco Bosatelli ha ricordato
sollecitata da un'interpellanza da rappresentanti del Pd, hanno portato la loro
testimonianza le principali imprese del paese. Gabriele Cossali, amministratore
delegato della Poly Pool, produttore di piccolo materiale elettrico con sede a
Parre e polo logistico a Villa d'Ogna (dove si trovano 30 degli 85 addetti) ha
segnalato un fatturato nel primo bimestre inferiore alla media del 20%. Non sta
ricorrendo a cassa integrazione, ma ad anticipo ferie e chiede flessibilità nei
sindacati, snellimento della burocrazia e maggiore apertura al credito dalle banche. Giovanni Pezzoli,
per il gruppo Zambaiti attivo a Villa d'Ogna con il «Cotonificio», ex Festi
Rasini, (56 addetti, 50 cassintegrati per 8 giorni, ma in fase di rientro) ha
sottolineato come di fronte a tante difficoltà, tali da mettere in forse il
futuro, sia necessario far squadra per soluzioni che portino alla
ripresa. Filippo Servalli, del Radici Group, presente in paese con 500 addetti
tra «Yarn» (filo in nylon) e «Novacips» (materie plastiche), con ricorso a
cassa integrazione a rotazione, ha confermato un calo della produzione italiana
intorno al 30%. Severo Legrenzi (Cisl), Oscar Fusini (Ascom) e Severo Gonella
(Associazione artigiani) hanno rilevato come la viabilità penalizzi le
industrie locali e la necessità di una seria preparazione della scuola
all'ingresso nel mondo del lavoro. Antonello Pezzini, consigliere del Comitato
economico e sociale europeo e rappresentante di Confindustria a Bruxelles, ha
indicato alle aziende settori-opportunità (energie rinnovabili, riciclaggio,
bioprodotti) per superare la crisi. Gianluigi Pecis Cavagna, consigliere di
minoranza (Villa d'Ogna Guarda Oltre) e vicepresidente della BCC Valle Seriana
ha infine sottolineato il ruolo delle banche locali. Enzo Valenti 15/03/2009
nascosto-->
( da "Messaggero Veneto, Il" del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 3 - Gorizia
Brandolin: troppi 25 comuni La provocazione al convegno Pd: «Ne basterebbero 5»
Molti spunti d'interesse alla tavola rotonda sull'economia "Il
miglioramento del sistema economico passa anche attraverso un ridimensionamento
degli enti pubblici, compresi alcuni livelli istituzionali. Non vi sembra, ad
esempio che 25 comuni in provincia di Gorizia siano troppi? Non ne basterebbero
cinque?". Lo spirito provocatorio ma quanto mai efficace di Giorgio Brandolin,
consigliere regionale del Partito democratico, è tornato a farsi sentire
durante la conferenza economica "Nuovi scenari, nuove sfide",
organizzata dal Pd provinciale e svoltasi ieri a Gradisca. Tanti sono stati gli
interventi che, oltre ad offrire spunti interessanti, sono serviti a delineare
un quadro della situazione attuale, nell'Isontino ma anche, più in generale, in
regione, con puntate al livello nazionale se non anche internazionale, visto
che questa è davvero una crisi globale. Se Brandolin, che ha coordinato la
sessione pomeridiana della conferenza, ha puntato sui costi
della burocrazia, ma anche
sugli strumenti di concertazione, come il Patto per lo sviluppo, altri
intervenuti, come il presidente degli artigiani, Ariano Medeot, hanno lanciato
un vero e proprio grido d'aiuto, affrontando uno dei temi più dibattuti di
questi giorni, ovvero la concessione del credito da parte della banche.
Medeot ha evidenziato le pesanti difficoltà che diverse aziende si trovano ad
avere proprio per gli interessi ancora alti praticati da molti istituti di
credito e per la mancanza di flessibilità da parte di questi ultimi. Ha anche
riferito che si sta cercando comunque di reagire e che, a breve, dovrebbe
essere completata la riqualificazione dell'ex Olimpias di Piedimonte, per
l'insediamento di una ventina di nuove aziende. Fra gli intervenuti anche il
presidente della Provincia Gherghetta e i sindaci di Gorizia, Romoli e di
Monfalcone, Pizzolitto, i quali hanno messo in evidenza la necessità di
velocizzare l'iter dei lavori pubblici, sottolineando peraltro, per quanto
riguarda l'Isontino, la diversità, a livello economico, che comunque
caratterizza le due aree. Alla tavola rotonda hanno partecipato anche i
sindacati, le categorie economiche, parlamentari e consiglieri regionali. La
conferenza, che nella sessione mattutina è stata coordinata dal consigliere
regionale del Pd, Franco Brussa, è stata introdotta dal segretario provinciale
del Pd, Omar Greco, il quale ha evidenziato che "l'Isontino deve ripartire
aprendo una fase permanente di confronto e collaborazione tra i soggetti
protagonisti delle scelte politiche ed economiche di questo territorio e
istituzioni, partiti politici, forze economiche, sociali e sindacali devono
essere protagonisti di questo nuovo processo che deve ripartire dalla sede del
Patto per lo sviluppo». Patrizia Artico
( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Domenica 15 Marzo
2009 Chiudi di PATRIZIO IAVARONE SULMONA - Miliardi di lire che si trasformano
in milioni di euro: un fiume di denaro buttato al vento per un'opera mai realizzata
e che vedrà, anzi, giovedì prossimo 19 marzo, scadere i termini di una gara
d'appalto destinata a rimuovere i danni fatti dalla burocrazia e dai ripensamenti. Una
classica storia all'italiana quella su cui sta indagando il corpo Forestale
dello Stato che ipotizza un danno erariale da quasi quattro milioni di euro. Il
tutto inizia nel lontano 1979 quando l'allora Cassa per il Mezzogiorno concede
un finanziamento di oltre quattro miliardi e mezzo di lire al Consorzio di
bonifica Aterno-Sagittario per realizzare opere per l'irrigazione su
circa
( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del
15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
FANO pag. 21 ARRIVA
la bella stagione e un angolo del porto di Fano, quello per intenderci che...
ARRIVA la bella stagione e un angolo del porto di Fano, quello per intenderci
che sta a stretto ridosso del porto turistico Marina dei Cesari, si presenta
come una zona lasciata all'abbandono, in maniera assolutamente incompatibili
con il contesto estetico che lo circonda.Si tratta, tanto per capirci di una
parte dell'area dove dovranno sorgere i capannoni per la cantieristica secondo
il progetto ormai definitivo di Marina Group approvato anche dalla Regione,
dove però attualmente risultano stoccati una parte dei fanghi non inquinanti
derivanti dall'escavazione dell'imboccatura del porto. Alcuni cittadini hanno
segnalato (anche con foto n.d.r.) che oltre alla «bruttura» di queste montagnole
di terriccio, specie quando piove si formano pure allagamenti che nel tempo
diventano stagni dove possono proliferare andando verso l'estate soprattutto
zanzare che rappresentano un fastidio per l'uomo. MA QUELLO che più colpisce è
l'inciviltà di coloro che hanno utilizzato l'area per farne una discarica a
cielo aperto dove gettare di tutto. Tra meno di un mese a Marina dei Cesari si
aprirà la 5° edizione del Fano Yacht Festival ed ancora una volta la più
importante manifestazione della nautica fanese sarà costretta a convivere,
gomito a gomito, con un'area di sviluppo dove però di infrastrutture portuali
non ce n'è neppure l'ombra. Ancora una volta si cercherà di mascherare,
speriamo, con opportune barriere la vista di un'area che dovrebbe essere dedicata
alla nautica e quindi contribuire idnirettamente all'evento stesso, ma che dopo
cinque anni e passa dalla sua concessione, la burocrazia pubblica non è riuscita a
mettere in moto il processo per la sua urbanizzazione. C'è dunque la necessità di
eliminare questo brutto «biglietto da visita», anche perché con il
completamento della passeggiata a mare sopraelevata, chiunque fanesi o turisti
dall'alto può rendersi conto dell'indecenza dell'area, oltretutto
frequentata da ragazzini che corrono il serio rischio di farsi male e di
procurarsi infezioni. Sarebbe auspicabile quindi che l'amministrazione comunale
provveda ad un esame dei fanghi decidendo, una volta conosciuti i risultati, se
gli stessi debbano essere trasferiti in discarica per lo smaltimento oppure se
possano essere spianati in loco. In questo caso l'area potrebbe essere
utilizzata come parcheggio provvisorio proprio il Fano Yacht Festival. Ma
occorre far presto perché di tempo ce n'è rimasto poco.
( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del
15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
CARPI, MIRANDOLA,
FINALE E BASSA pag. 14 Tangenziale infinita Arriva un nuovo stop Il Comune
frena, la Provincia lo incalza MIRANDOLA LA PROVINCIA CONVOCA la Conferenza dei
servizi per la valutazione d'impatto ambientale del sito di stoccaggio, adibito
a discarica, dove riversare il materiale proveniente dalla bonifica del
tracciato della tangenziale, ma il richiedente, il Comune di Mirandola, chiede
il rinvio e salta l'incontro. Il sito non è ancora stato individuato, ma l'area
deve essere bonificata da depositi di materiale potenzialmente inquinante.
Dalla Provincia fanno sapere che «poiché è obbligatorio il parere del Comune di
Mirandola, la seduta dello scorso mercoledì è stata annullata ed è incerta la
data della prossima. Il rischio - fanno sapere - è che la procedura vada a
rilento» per ragioni che la Provincia indica «di carattere puramente
burocratico». La vicenda sembra tutta all'italiana, perché dopo oltre un
decennio di attesa per i lavori di ripresa della tangenziale ovest di
Mirandola, o variante alla SS 12, la burocrazia ci mette lo zampino e ritarda
l'iter di bonifica, perché i siti, previsti nel piano urbanistico comunale, non
avrebbero le caratteristiche idonee richieste. «IL RISCHIO maggiore - fa sapere
la Provincia - è che il Comune di Mirandola non riesca a trovare siti di
stoccaggio adeguati e che i tempi si allunghino a dismisura, anche
perché al momento sembra brancolare nel buio. Certo è che il problema, dal
nostro punto di vista, potrebbe essere risolto in tempi assai rapidi, ma poiché
non compete a noi la soluzione del caso ci limiteremo a indicare
all'amministrazione mirandolese la possibilità di uscire dal vicolo cieco, di
carattere burocratico, rivedendo la classificazione' dei siti inseriti nel
Piano regolare generale, o comunque trovando escamotage più che leciti per
fronteggiare l'emergenza di bonifica». TUTTAVIA, l'ufficio urbanistico del
Comune non avrebbe alcuna intenzione di sciogliere le riserve di carattere
burocratico e quindi i tempi, al momento, oltre che lunghi si annunciano densi
di decisioni da prendere. Mesi fa l'Anas ha stanziato un finanziamento di due
milioni e mezzo di euro all'amministrazione comunale di Mirandola finalizzato
alla bonifica delle aree interessate dal primo cantiere bloccato della
tangenziale. L'impresa aggiudicataria dei lavori è l'ACR di Albertino Reggiani
che ha assicurato, tempo permettendo, lo svolgimento dei lavori in novanta
giorni. Viviana Bruschi
( da "Mattino di Padova, Il" del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 20 - Cronaca
I produttori contro l'Avepa «Impone il conto corrente per incassare pochi euro
dall'Ue» La burocrazia non aiuta i
piccoli agricoltori, costretti ad aprire un conto corrente anche per incassare
poche decine di euro l'anno. L'Avepa, l'agenzia regionale che eroga agli
imprenditori agricoli i contributi comunitari del piano di sviluppo rurale o di
altre misure a sostegno del settore primario, ha rivisto le modalità di
pagamento prevedendo esclusivamente il bonifico bancario. Una forma
senz'altro più veloce ed affidabile rispetto al classico assegno ma non sempre
alla portata di tutti. In particolare di pensionati o piccoli imprenditori che
si dedicano all'agricoltura. I quali, anche per incassare pochi spiccioli, sono
costretti ad aprire un conto corrente bancario o postale che potrebbe costare
più del contributo erogato. I più economici conti on line o telefonici infatti
non sempre sono alla portata di tutti, in particolare di chi non ha
dimestichezza con il computer o non fa uso di internet. A denunciarlo, anche a
nome anche di altri agricoltori che si trovano nella sua stessa condizione, è
Pietro Pietrobon di Monselice: «Sono un piccolo coltivatore pensionato che -
racconta - come tanti altri è stato costretto ad aprire un conto corrente
bancario. Inspiegabilmente l'Avepa ha tolto dal regolamento la clausola che
prevedeva, in alternativa al conto corrente bancario, il versamento dei
contributi tramite bonifico domiciliato postale. Sistema che l'Agenzia
regionale non ha mai usato, visto che pagava con assegno. Invece gli uffici
postali sono presenti in ogni Comune e il bonifico domiciliato non costringe ad
aprire un conto che, nella migliore delle ipotesi, costa almeno 50 euro l'anno.
Anche le associazioni di categoria degli agricoltori dovrebbero attivarsi per
dare una risposta i piccoli coltivatori che non hanno i mezzi e le risorse di
un'azienda. E' assurdo aprire un conto esclusivamente per incassare il
contributo dell'Avepa. Così si fanno solo gli interessi delle banche,
ovviamente a nostre spese». Stesso problema per Mario Costanzo, agricoltore
pensionato di Vigonovo: «Non posso permettermi il lusso di un conto corrente -
spiega -. Il Banco BancoPosta mi è costato un centinaio di euro in pochi mesi e
l'ho chiuso. I modesti guadagni dell'attività agricola vanno ad integrare la
pensione e mi servono per vivere». (Nicola Stievano)
( da "Nazione, La (Prato)" del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
LETTERE E RUBRICHE
pag. 13 Nuova puntata della rubrica della voce degli industriali I L PRESIDENTE
del Consiglio va a cena con i banchieri ed esercita nei loro confronti
un'azione di moral suasion, invitandoli a non far mancare gli affidamenti alle
imprese: bene. Lo stesso Governo si appresta (forse) a sbloccare i cosiddetti
Tremonti-bond: buona cosa. Ancora il Governo pensa ad osservatori sul credito
gestiti dalla Prefetture: un'idea controversa ma interessante. La Regione
Toscana assegna risorse ai fondi di garanzia: molto opportuno. Su tutte queste
confortanti iniziative aleggia però una variabile decisiva: le tempistiche. La
moral suasion non fa pensare ad istantanei cambiamenti di rotta. Dei
Tremonti-bond si parla da tempo: ora dovremmo essere non lontani dall'arrivo,
ma comunque anche questa misura non potrà avere effetti immediati e
generalizzati. Per gli osservatori sul credito si parla di un mese solo per la
loro attivazione. L'accesso ai fondi regionali è possibile previa esibizione di
documenti che richiedono alcune settimane per essere acquisiti. Anche per
l'emergenza credito valgono le considerazioni fatte tante volte
sull'incoerenza, per non dire incompatibilità, fra i tempi dell'economia e quelli della politica e della burocrazia. Da una parte
un'accelerazione continua sotto la spinta di sollecitazioni, quasi sempre ben
poco negoziabili, di mercati schizofrenici e di necessità di liquidità non
rimandabili; dall'altro lato le ingessature di procedure decisionali
ridondanti, di tatticismi fuori luogo, di inefficienze operative deleterie.
E' vero che in una democrazia i processi deliberativi sono complessi; è vero
che la politica ha le sue esigenze di rispettare equilibri; è vero che siamo
rassegnati a prestazioni degli uffici pubblici. E' vero tutto questo. Però care
banche, caro Governo, cara Regione, cari burocrati, c'è la crisi: le aziende
hanno bisogno di credito. Ne hanno bisogno qui e ora, e non quando avranno già
chiuso: chiuso anche per mancanza di liquidità.
( da "Corriere del Veneto" del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del Veneto
- VERONA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2009-03-15 num: - pag: 2 categoria:
REDAZIONALE Politici assenti all'anno accademico «Avevamo impegni». «Ci daremo
da fare» I parlamentari giustificano i banchi vuoti: «Siamo vicini a palazzo
Giuliari» Incontri, commissioni a Roma o appuntamenti già presi, così è stato
disertato il polo Zanotto VERONA — «C'è evidentemente chi ritiene che
l'inaugurazione ufficiale delle attività della seconda università del Nord Est
non sia una priorità e non meriti la partecipazione». Le parole del Magnifico
Rettore, Alessandro Mazzucco, all'inaugurazione dell'Anno Accademico
dell'Università di Verona, hanno fatto fischiare le orecchie a molti politici,
cui erano chiaramente indirizzate. Molti vuoti in sala, molte assenze
eccellenti, tra parlamentari ed esponenti regionali. Segno di scarso interesse?
Gli interessati negano con forza. L'onorevole Matteo Bragantini (Lega Nord)
spiega: «Personalmente ero in commissione a Roma, sul tema fondamentale del
federalismo. Ovvio che non potessi muovermi. Ma non esiste alcuna
sottovalutazione, da parte mia, del tema Università, anche come ex iscritto
proprio a Verona...». Sul tema dei tagli agli Atenei, Bragantini spiega che
«sono stati a suo tempo stabiliti per tutti i ministeri nella misura del 45 per
cento; poi all'interno di ogni dicastero, il ministro fa ovviamente le sue
scelte ». La sua opinione in materia? «Mi pare assodato che ci sono Università
che sprecano troppo, con corsi frequentati solo da uno o due studenti, o che
programmano viaggi di studio dai costi esorbitanti, o moltiplicano le facoltà,
che sono passate mi pare da
( da "Corriere del Veneto" del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del Veneto
- VERONA - sezione: CRONACAVERONA - data: 2009-03-15 num: - pag: 8 categoria:
REDAZIONALE Sposarsi in casa Capuleti La notizia ha fatto il giro del mondo.
Usa-Today: «Anche il romanticismo ha un prezzo» «Romeo non pagava per salire
sul balcone di Giulietta» E la Bbc ironizza: «Ma quel matrimonio finì in
tragedia» VERONA — C'è chi sottolinea che «purtroppo» occorre pagare. E chi
invece ricorda che il matrimonio tra Giulietta e Romeo non è finito affatto bene.
La notizia che Verona aprirà il balcone e il cortile della casa di via Cappello
ai fidanzati che vorranno pronunciare il fatidico «Sì» nello scenario più
romantico della città, ha fatto rapidamente il giro del mondo. Tutti i più
importanti quotidiani e le grandi reti televisive ne parlano, dagli Stati Uniti
all'Australia. E c'è chi non rinuncia alla tentazione di «fare le pulci»
all'iniziativa, spesso sul filo dell'ironia. Come la Bbc-News, che avverte i
lettori attraverso il suo sito internet: «Prima di accorrere a questa romantica
iniziativa considerate il prezzo, 1.300 dollari per i non residenti nell'Unione
Europea». E poi aggiunge: «Ricordatevi due cose. Numero uno: le leggi italiane
sulla salute e sulla sicurezza tendono a vietare ai novelli Romeo di scalare i
balconi per corteggiare le loro spose. Numero due: che l'immortale opera di
Shakespeare finisce con una tragedia ». Anche il New York Times si lascia
sfuggire una battuta che riguarda le tariffe, che comprendono l'affitto della
casa, il servizio dei dipendenti comunali e le pratiche. «Romeo non ha dovuto
sborsare per scalare il balcone dei Capuleti scrive il quotidiano statunitense
purtroppo i giovani amanti dei giorni d'oggi dovranno invece pagare ».
Serafico, Usa-Today sentenzia che «anche il romanticismo ha un prezzo». The
Indipendent ha intervistato Mary Handley, una donna d'affari inglese che
organizza matrimoni tra stranieri in Italia, che mette in guardia «dalla burocrazia, che a volte potrebbe essere complessa». Il Telegraph ricorda
che l'edificio venne chiuso «in modo da poter ripulire i graffiti e le macchie
lasciate dalle gomme da masticare affisse alle mura dai turisti». L'articolo
pubblicato dal quotidiano inglese precisa che «il balcone è un grande richiamo
per i turisti di Verona ma, dicono gli storici, vi sono poche prove che
lo colleghino al tragico amore raccontato da Shakespeare. Nonostante la
mancanza del dato storico, il cortile sotto il balcone contiene una statua in
bronzo di Giulietta. E l'usanza dei visitatori che sperano di avere fortuna in
amore, è posare la mano destra sul seno, che ora - tiene a sottolineare il
Telegraph - è molto lucido». Anche il sito internet dell'Examiner, dedica un
lungo articolo all'iniziativa. «La vicenda di Giulietta e Romeo è romantica -
conviene la giornalista - ma non proprio di buon auspicio per matrimoni felici
e beati, di lunga durata. In realtà, mi sembra di ricordare che si conclude con
un bagno di sangue e un sacco di pianto, senso di colpa e vergogna». Andrea
Priante Innamorati Due giovani si baciano nella casa di Giulietta \\ New York
Times Romeo non ha dovuto sborsare per scalare il balcone dei Capuleti, i
giovani amanti di oggi dovranno invece pagare
( da "Stampa, La" del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Il silenzio dei
controllori C'è chi ha parlato di «sonno della Regione che genera mostri». Una
sintesi giornalistica che riassume la domanda che in tanti si sono fatti in
questi anni: chi doveva fare i controlli sul presidente dell'associazione
Premio Grinzane di Cavour che da 28 anni riceve cospicui finanziamenti
pubblici? Già i controlli. L'attuale presidente, Mercedes Bresso, si sforza di
ripetere che «un'amministrazione pubblica non ha compiti di polizia» anche se
per quanto «nei nostri poteri i controlli dovuti li abbiamo svolti. Chissà se
il governo avrà fatto lo stesso». Già, perché i fondi per il Grinzane sono
arrivati anche da Roma (dalla presidenza del Consiglio e dai ministeri dei Beni
culturali e della Sanità) da altre regioni come Liguria, Puglia e Molise. E poi
da province e comuni e da Fondazioni bancarie, la Crt di Torino in primis.
Insomma tanti «mecenati», così li definiva Soria, ma pochi controllori perché
l'Associazione senza fini di lucro non è sottoposta al controllo pubblico e
«nessuno poteva sapere quanti contributi venivano dati da altri enti», spiega
la Bresso. Soprattutto solo «gli investigatori possono capire se una fattura è
falsa oppure no». Detto questo però, c'è da chiedersi, e lo fa Stefano Lepri,
vicepresidente del gruppo regionale del Pd, «perché in questi anni siano
lievitati i premi e i relativi contributi. E perché gli uffici non siano stati
in grado di verificare la congruità dei ricchi proventi e dei consuntivi
riconosciuti». Bresso spiega: «Se io avessi deciso di cancellarlo ci sarebbe
stata la rivolta dei territori e del mondo della cultura. Il problema è che
nessuno aveva sollevato critiche sui conti o sul gigantismo del Premio. Non lo
ha fatto il nostro revisore dei conti e non lo hanno fatto scrittori e
giornalisti». Dal novembre 2006 la Regione nomina un revisore dei conti che può
analizzare il bilancio dell'associazione. Si chiama Vittorio Moro,
commercialista in Tortona. Moro affianca il professor Luigi Carosso indicato
dall'Associazione. I due revisori firmano la relazione al bilancio 2007/ 2008
dove si sottolinea che le «spese, dalla verifica analitica, risultano correlate
alle attività di questa Associazione». Il compito dei revisori non è quello di
«entrare nel merito dei progetti e della congruità o meno delle spese
sostenute», spiegherà Moro ai giornalisti. I sindaci devono accertare la
corrispondenza sulla documentazione contabile fornita. Tra le pezze
giustificative ci sono anche «autocertificazioni del presidente che elenca
analiticamente le spese sostenute». La convenzione Del resto nella convenzione
madre firmata nel 1997 tra la Regione e l'associazione per l'organizzazione del
premio e la promozione territoriale la verifica dei contributi si base sulla
presentazione di una relazione finale sull'attività dell'associazione e sulla
presentazione di un bilancio certificato. Allora, alla guida del Piemonte c'era
il forzista Enzo Ghigo, l'assessore alla Cultura era Giampiero Leo, anche lui
di Forza Italia e vicino a Cl. Il direttore responsabile è Alberto Vanelli,
storico dirigente del settore. La convenzione nasce con l'obiettivo di mettere
ordine alla mole di richieste di contributi e attività portate avanti dal
vulcanico Soria. La convenzione ha durata triennale e sarà rinnovata nel corso
degli anni. All'inizio vale 500 mila euro che nel 2005 con il centrosinistra
diventeranno 650. Cambiano i politici: presidente Bresso, assessore alla
Cultura, Gianni Oliva. Resta la burocrazia: il direttore Vanelli e la dirigente del settore Biblioteche,
Erica Gai. A partire dal 2001, però, Soria cerca di nuovo di allargare la sua
attività e di farsi finanziare dalla Regione. Bussa a varie porte fino a quando
trova una sponda nell'allora assessore allo Sport e al Turismo, Ettore Rachelli
(Forza Italia), lancia il progetto di Piemonte Noir (100 mila euro). Il
rapporto con il Turismo si consolida nel corso degli anni. Nel 2007 la
direzione turismo sport e parchi stanzia 250 mila euro per la compartecipazione
alle manifestazioni organizzate dall'Associazione. Firma la determina la
dirigente Paola Casagrande. L'assessore è Giuliana Manica. Un capitolo a parte
meritano i contributi al recupero del Castello di Castigliole d'Asti. Dalla
Regione arrivano 4,7 milioni in 13 anni. Il 2 agosto 1995 per la realizzazione
del progetto la Regione stanzia 300 milioni di lire a favore dell'associazione.
A cavallo tra il 1995 e il 1996 la Regione, il comune e l'associazione Grinzane
Cavour firmano un protocollo d'intenti per la valorizzazione della struttura.
Alla guida dell'assessorato c'è Leo. L'applicazione del protocollo è affidata
al direttore Vanelli. Il centrosinistra completa il piano di finanziamento ma a
partire dal 2007 chiede di allegare copia delle fatture. Nel 2001 arrivano i
fondi del ministero dei Beni Culturali. In tutto circa 3,8 milioni. E poi c'è
la questione di Angelo Soria. Fratello di Giuliano e dirigente della Regione.
Fino al 1997 è all'assessorato al Turismo poi approda in piazza Castello alla
comunicazione istituzionale dove risponde politicamente al presidente Ghigo.
Sopra di lui c'è il direttore, Roberto Salvio. Quando il centrosinsitra vince
le elezioni Soria risponderà alla Bresso e dal 2007, come capo gerarchico, a
Roberto Moisio.
( da "Stampa, La" del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
C'è chi ha parlato
di «sonno della Regione che genera mostri». Una sintesi giornalistica che
riassume la domanda che in tanti si sono fatti in questi anni: chi doveva fare
i controlli sul presidente dell'associazione Premio Grinzane di Cavour che da
28 anni riceve cospicui finanziamenti pubblici? Già i controlli. L'attuale
presidente, Mercedes Bresso, si sforza di ripetere che «un'amministrazione
pubblica non ha compiti di polizia» anche se per quanto «nei nostri poteri i
controlli dovuti li abbiamo svolti. Chissà se il governo avrà fatto lo stesso».
Già, perché i fondi per il Grinzane sono arrivati anche da Roma (dalla
presidenza del Consiglio e dai ministeri dei Beni culturali e della Sanità) da
altre regioni come Liguria, Puglia e Molise. E poi da province e comuni e da
Fondazioni bancarie, la Crt di Torino in primis. Insomma tanti «mecenati», così
li definiva Soria, ma pochi controllori perché l'Associazione senza fini di
lucro non è sottoposta al controllo pubblico e «nessuno poteva sapere quanti
contributi venivano dati da altri enti», spiega la Bresso. Soprattutto solo
«gli investigatori possono capire se una fattura è falsa oppure no». Detto
questo però, c'è da chiedersi, e lo fa Stefano Lepri, vicepresidente del gruppo
regionale del Pd, «perché in questi anni siano lievitati i premi e i relativi
contributi. E perché gli uffici non siano stati in grado di verificare la
congruità dei ricchi proventi e dei consuntivi riconosciuti». Bresso spiega:
«Se io avessi deciso di cancellarlo ci sarebbe stata la rivolta dei territori e
del mondo della cultura. Il problema è che nessuno aveva sollevato critiche sui
conti o sul gigantismo del Premio. Non lo ha fatto il nostro revisore dei conti
e non lo hanno fatto scrittori e giornalisti». Dal novembre 2006 la Regione nomina
un revisore dei conti che può analizzare il bilancio dell'associazione. Si
chiama Vittorio Moro, commercialista in Tortona. Moro affianca il professor
Luigi Carosso indicato dall'Associazione. I due revisori firmano la relazione
al bilancio 2007/ 2008 dove si sottolinea che le «spese, dalla verifica
analitica, risultano correlate alle attività di questa Associazione». Il
compito dei revisori non è quello di «entrare nel merito dei progetti e della
congruità o meno delle spese sostenute», spiegherà Moro ai giornalisti. I
sindaci devono accertare la corrispondenza sulla documentazione contabile
fornita. Tra le pezze giustificative ci sono anche «autocertificazioni del
presidente che elenca analiticamente le spese sostenute». La convenzione Del
resto nella convenzione madre firmata nel 1997 tra la Regione e l'associazione
per l'organizzazione del premio e la promozione territoriale la verifica dei
contributi si base sulla presentazione di una relazione finale sull'attività
dell'associazione e sulla presentazione di un bilancio certificato. Allora,
alla guida del Piemonte c'era il forzista Enzo Ghigo, l'assessore alla Cultura
era Giampiero Leo, anche lui di Forza Italia e vicino a Cl. Il direttore
responsabile è Alberto Vanelli, storico dirigente del settore. La convenzione
nasce con l'obiettivo di mettere ordine alla mole di richieste di contributi e
attività portate avanti dal vulcanico Soria. La convenzione ha durata triennale
e sarà rinnovata nel corso degli anni. All'inizio vale 500 mila euro che nel
2005 con il centrosinistra diventeranno 650. Cambiano i politici: presidente
Bresso, assessore alla Cultura, Gianni Oliva. Resta la burocrazia: il direttore Vanelli e la
dirigente del settore Biblioteche, Erica Gai. A partire dal 2001, però, Soria
cerca di nuovo di allargare la sua attività e di farsi finanziare dalla
Regione. Bussa a varie porte fino a quando trova una sponda nell'allora
assessore allo Sport e al Turismo, Ettore Rachelli (Forza Italia),
lancia il progetto di Piemonte Noir (100 mila euro). Il rapporto con il Turismo
si consolida nel corso degli anni. Nel 2007 la direzione turismo sport e parchi
stanzia 250 mila euro per la compartecipazione alle manifestazioni organizzate
dall'Associazione. Firma la determina la dirigente Paola Casagrande. L'assessore
è Giuliana Manica. Un capitolo a parte meritano i contributi al recupero del
Castello di Castigliole d'Asti. Dalla Regione arrivano 4,7 milioni in 13 anni.
Il 2 agosto 1995 per la realizzazione del progetto la Regione stanzia 300
milioni di lire a favore dell'associazione. A cavallo tra il 1995 e il 1996 la
Regione, il comune e l'associazione Grinzane Cavour firmano un protocollo
d'intenti per la valorizzazione della struttura. Alla guida dell'assessorato
c'è Leo. L'applicazione del protocollo è affidata al direttore Vanelli. Il
centrosinistra completa il piano di finanziamento ma a partire dal 2007 chiede
di allegare copia delle fatture. Nel 2001 arrivano i fondi del ministero dei
Beni Culturali. In tutto circa 3,8 milioni. E poi c'è la questione di Angelo
Soria. Fratello di Giuliano e dirigente della Regione. Fino al 1997 è
all'assessorato al Turismo poi approda in piazza Castello alla comunicazione
istituzionale dove risponde politicamente al presidente Ghigo. Sopra di lui c'è
il direttore, Roberto Salvio. Quando il centrosinsitra vince le elezioni Soria
risponderà alla Bresso e dal 2007, come capo gerarchico, a Roberto Moisio.
( da "Stampa, La" del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
il caso Lo scontro di competenze tra gli uffici TROPPA BUROCRAZIA I POCHI
SUCCESSI Lo Stato spreca il tesoro della mafia Falliscono le imprese
confiscate. I dipendenti: ridateci i boss FRANCESCO GRIGNETTI Gran parte delle
aziende sequestrate nel 2008 sono ferme nelle paludi dei tribunali L'ultimo
qualche settimana fa: «Libera» fa rinascere la Calcestruzzi Ericina ROMA Era
qualche settimana fa. A Erice, in Sicilia, don Ciotti e l'associazione
Libera festeggiavano la rinascita di un'azienda, la Calcestruzzi Ericina,
trasformata in cooperativa, con macchinari nuovi di zecca e una bella missione:
macinare i calcinacci per riutilizzarli nelle costruzioni. La società era stata
confiscata a un boss della mafia trapanese, Vincenzo Virga, e per molti anni è
sempre stata in bilico perché le difficoltà sembravano insormontabili. Per
fortuna c'è stato un prefetto, Fulvio Sodano, che ci ha creduto fino in fondo e
che peraltro è stato osteggiato per questa battaglia. Da ultimo, sono arrivati
i finanziamenti dell'Unipol. Così ora si festeggia un successo. Più unico che
raro. La strada delle aziende confiscate alla criminalità è infatti lunga e
costellata di catastrofi. Solo per stare agli ultimi dati: nel corso del 2008
sono state sequestrate 59 aziende: solo 12 risultano affidate in gestione
all'Agenzia del Demanio, le altre sono ancora incagliate nei tribunali. E
intanto non possono che deperire. Da quando esiste la legge Rognoni-La Torre
sono 1130 le aziende confiscate. Di queste 315 sono state liquidate; 271 chiuse
e cancellate dagli elenchi; 175 dichiarate fallite; 33 vendute e 34 cedute in
fase giudiziaria. Risultano in carico all'Agenzia del Demanio altre 287
aziende, ma solo una su
( da "Nuova Venezia, La" del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
L'ECONOMIA ITTICA La
pesca ha bisogno di nuove leggi Dal naufragio del «Maria Crocifissa» ai ruoli:
troppe pastoie burocratiche CHIOGGIA. Un lavoro duro, in cui si rischiano vita
e salute per un pugno di soldi, ma in cui la legislazione, anche quando vuole
tutelare, risulta inadeguata alle necessità dei lavoratori,
la burocrazia è di ostacolo
e dove l'unica vera forma di solidarietà e assistenza viene dai colleghi. Il
ritratto del mondo della pesca, così come è emerso dal convegno organizzato
ieri dalla Flai Cgil, al mercato ittico, è sconsolante ma, in realtà, i motivi
di disagio sono davvero molti. Il convegno, che aveva come tema la
sicurezza sul lavoro, è stato aperto da una relazione di Fabio Borgacci,
responsabile del «Progetto pesca» della Cgil, ma la scaletta degli interventi
non ha retto all'urgenza dei problemi. La ferita ancora aperta del naufragio
della Maria Crocifissa si è fatta sentire. E se il vice comandante dalla
capitaneria di porto, Giovanni Baici, ha parlato di «equivoco» nell'organizzazione
dei soccorsi (che pure spettava alla Croazia), i pescatori hanno evidenziato la
mancanza di un protocollo che, oltre alle vite umane, salvaguardi anche le
barche, ovvero le imprese di pesca e, in ultima analisi, il lavoro delle
persone. Del resto le risorse tecniche necessarie per salvare la Maria
Crocifissa c'erano, ha detto Denis Padoan di Federpesca, a cominciare dai tre
rimorchiatori con base al rigassificatore che avrebbero potuto giungere in
tempo. Sempre Padoan ha evidenziato le pastoie burocratiche che obbligano i
singoli pescatori, ad esempio, a far passare 24 ore tra sbarco e imbarco su
pescherecci diversi. Ciò si traduce, infatti, in una settimana di lavoro persa,
visto che si smette il lavoro al sabato e si riparte a pescare la domenica notte.
Un problema è anche l'insostituibilità del comandante che, se viene a mancare,
obbliga al fermo della barca anche se l'equipaggio dispone di altri comandanti
col brevetto. Quanto ai dispositivi di protezione individuale (casco, certa,
stivali, cuffie) è emerso come siano stati mutuati da altri ambienti di lavoro
ma non studiati specificamente per la pesca. E questo li fa risultare spesso
inadatti allo scopo. Sergio De Antoni di Legapesca e Franco Muccio di Uil
pesca, hanno prospettato la futura creazione di un ente bilaterale specifico,
visto che, a Chioggia, gli armatori lavorano, in realtà, esattamente come i
loro «dipendenti». (Diego Degan)
( da "Giornale.it, Il" del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
n. 64 del 2009-03-15
pagina 1 Bollette Cifra sbagliata gli costa la vita di Redazione Milleduecento
euro in bolletta gli sono costati una crisi depressiva che lo ha portato
addirittura al suicidio. È finita tristemente una vicenda di carattere
burocratico che stava venendo sanata dall'intervento del giudice di pace e che
ha visto Enrico Pescio, un uomo di 80 anni residente nella provincia di Savona,
togliersi la vita perché non riusciva a sopportare quell'affronto. Pescio aveva
ricevuto qualche mese fa una bolletta del telefono di casa da Telecom, pari a
milleduecento euro. Cifra sconsiderata per l'utilizzo della linea telefonica
che veniva fatta dall'anziano signore. Un probabile malinteso dell'operatore
oppure la linea clonata, come spesso succede, che aveva fatto lievitare la
tariffa ad una cifra da capogiro. 40, 50 euro al massimo quello che
l'ottantenne pagava bimestralmente, giusto i soldi per il canone fisso e le
chiamate ai due figli. Poi, improvvisamente, quella cifra in busta che lo aveva
portato a fare ricorso rivolgendosi al tribunale per risolvere la vertenza
aperta con il gestore. Un affronto talmente grande per l'uomo, per cui, visti i
tempi in cui la causa doveva discutersi, lo aveva quasi portato a sanare il
presunto debito per chiudere la storia ed evitare qualsiasi affronto. Tutto mentre la vittima della burocrazia veniva raggiunto da un altro avviso di pagamento. Questa volta
una multa per un'infrazione stradale presa a Como, città nella quale il
malcapitato non era mai stato peraltro non possedendo neppure un'automobile, ma
solo un'ape. Così, proprio nel giorno in cui il giudice di Pace di Genova stava
discutendo e decidendo sulla sua bolletta gonfiata, Emilio Pescio è
uscito dalla sua casa in campagna, ha preso il fucile e si è nascosto nel bosco
dietro la sua abitazione sparandosi tra gli alberi di castagno perché non
riusciva più a reggere la tensione. Emilio non è riuscito neanche a sapere
quale esito abbia avuto la vicenda perché, mentre i figli cercavano di
rintracciarlo per dirgli: «Papà è finita, abbiamo vinto noi. Non devi pagare
nulla», lui era già nel bosco deciso a togliersi la vita. Tutto questo perché
il dolore di perdere la causa e, quindi vedere macchiata la sua onestà, è stato
troppo forte per poter essere digerito senza traumi. © SOCIETà EUROPEA DI
EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Giornale di Brescia" del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Edizione: 15/03/2009
testata: Giornale di Brescia sezione:bassa bresciana Carpenedolo Sicurezza, la
polizia locale punta sulla prevenzione CARPENEDOLOLa cittadina dei carpini, con
i suoi 12mila e 300 abitanti (17% stranieri) offre uno spaccato di vita
quotidiana anche attraverso la relazione annuale della Polizia locale. Per
rispondere alla molteplicità delle sempre crescenti
incombenze giornaliere e della burocrazia, il comandante Dario Ghisini ha a disposizione solo 4 agenti sul
territorio (a volte solo 3 per i turni) ed un applicato d'ufficio part-time. Le
zone d'espansione edilizia si sono ampliate a dismisura, con centinaia di
alloggi vuoti, per cui i cittadini segnalano «anomalie» che richiedono
sopralluoghi d'urgenza. Carpenedolo, poi, sta crescendo ad un ritmo del
2% annuo (vale a dire 200-250 residenti). Ecco il tasto della prevenzione,
costosa in termini di risorse e personale: la Polizia locale, con la
collaborazione dei «vigili nonni», è sempre presente all'entrata ed uscita
delle scuole; intensificati i controlli ai parchi con ispezioni di giorno e
anche serali-notturne; intensificati i controlli degli utenti in biblioteca per
prevenire comportamenti scorretti. I controlli sono stati garantiti anche
grazie alla videosorveglianza. Vengono presidiati, tra l'altro, la zona
cimiteriale (furti-furtarelli), la piazzola ecologica (sacchetti lasciati fuori
dalla recinzione), il mercato settimanale (anti-abusivismo e anti-truffe), i
luoghi di attraversamento più trafficati, la zona impianti sportivi... Nel
lavoro di prevenzione rientrano i mille veicoli controllati. Sono state
accertate infrazioni per 175mila euro; sul fronte verbali 396 sono stati quelli
del rosso-stop, 721 quelli per le altre infrazioni stradali. Sono state messe a
ruolo le mancate riscossioni degli anni 2005/6/7 per circa 400mila euro. Poi il
comandante Ghisini snocciola le altre cifre del 2008: 30 carte di circolazione
ritirate, 10 patenti ritirate, 17 i sequestri dei veicoli.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Commenti Pagina 354
architetti star contro il piano-casa Come vedove inconsolabili del buon gusto
Architetti star contro il piano-casa di Maurizio Crippa --> di Maurizio
Crippa Finché "siamo in mano ad architetti come Vittorio Gregotti che
ancora difende lo Zen di Palermo sostenendo che è bellissimo, stiamo
freschi". Parola di Franco La Cecla, saggista col gusto della sana
provocazione intellettuale, autore lo scorso anno di un libro polemico, Contro
l'architettura (Bollati-Boringhieri), in cui sosteneva che oggi il paesaggio e
l'urbanistica sono troppo spesso lasciati nelle mani di "archi-star"
malate di narcisismo, il cui unico scopo è quello di firmare progetti a propria
immagine e somiglianza e a propria imperitura gloria. E se il territorio -
cittadino o naturale - o la pianificazione urbanistica complessiva fanno a
pugni con il geniale progetto, tanto peggio per loro. Di esempi, purtroppo, in
Italia ne abbiamo a dozzine. Ma la cosa peggiore, da ridere per non piangere, è
che quei soloni dell'architettura che hanno prodotto disastri a raffica sono
gli stessi che ora gridano allo scandalo, anzi quasi al "golpe
edilizio" di fronte a un progetto di legge-quadro del governo per
rilanciare e risanare il settore edilizio, liberando i
cittadini dalle pastoie e dalle insensatezze della burocrazia. L'appello contro il piano-casa del governo presentato su
Repubblica qualche giorno fa da Gregotti, Gae Aulenti e Massimiliano Fuksas -
la trimurti della sinistra architettonica italiana, quella che si è battuta
anche contro l'Expo 2015 di Milano - chiede addirittura un "sussulto
civile delle coscienze", manco fossimo in presenza di un'invasione
di barbari armati di ruspe e betoniere. Per fortuna, anche l'ideologia degli
architetti ha un limite. E molti di loro hanno espresso una posizione diversa.
Con realismo, e magari anche con legittime critiche sul piano del governo. Ma
senza impalcarsi a vedove inconsolabili del buon gusto e del Progetto Divino
(il loro, ovviamente). Ad esempio Paolo Portoghesi: "Trovo molto giusta la
questione dell'allargamento della casa perché va incontro a un effettivo
bisogno delle famiglie". O l'urbanista Franco Keller, docente alla
Sapienza, che ha spiegato sul Foglio come il cosiddetto "premio
cubatura" sia in realtà "già previsto in quasi tutti i piani
regolatori" allo scopo di "superare questioni che da secoli bloccano
i condomini, per dinamizzare e migliorare la situazione". E un
ambientalista doc come Carlo Ripa di Meana, presidente romano di Legambiente e
strenuo oppositore del parcheggio che la giunta Veltroni voleva edificare in
cima al Pincio, ha detto al Corriere della Sera che gli architetti
demonizzatori "sono pigri" e "andrebbero puniti per la loro
superficialità". Certo, ha scritto, bisogna "stare attenti che non si
faccia un uso fraudolento delle licenze e non si commettano scempi". Ma
non è certo questa ovvia preoccupazione che può "far dire sempre no".
Che succederà ora a questi "reprobi", che hanno osato sfidare il
pensiero unico degli architetti à la page e soprattutto il sacro totem del
Piano Regolatore, parente antiquato dei piani quinquennali di staliniana
memoria, che il più delle volte ha prodotto solo inefficienze e sprechi sul
territorio? Forse dalle colonne di Repubblica verranno additati come complici
dei nuovi vandali, ma le cose non stanno per nulla così. E basterebbe guardare
i fatti per rendersene conto. La legge-quadro non è certo una semplice
deregulation , come è stato detto, ma molto sensatamente demanda alle Regioni e
ai Comuni, in un'ottica di effettivo federalismo, la responsabilità di fissare
criteri rispondenti alle necessità locali. Non sono aboliti i regolamenti
condominiali e comunali e a nessuno verrà concessa licenza di "veranda
selvaggia" o di fabbricare box che invadano l'orto del vicino (che è
sempre più verde). Basta leggere il testo in discussione. Inoltre, basterebbe
visionare la legge a sostegno dell'edilizia appena approvata dalla regione
Veneto, che rispecchia gli intendimenti di quella nazionale, per rendersene
conto: c'è la possibilità di ampliare fino al 20 per cento la cubatura di
immobili costruiti prima del 1989 e di ricostruire ex novo, con incrementi di
cubatura dal 30 al 35 per cento, edifici abbattuti, ma "solo" se
verranno utilizzate tecniche di bioedilizia e che prevedono il ricorso a energie
rinnovabili. Mentre restano esclusi gli edifici storici o sottoposti a tutela
nonché, ovviamente, quelli originariamente abusivi. Stessa attenzione per gli
stabili industriali e commerciali: l'industrializzatissimo (ma molto colpito
dalla crisi) Veneto intende aiutare a ricostruire meglio e con meno rischi
ambientali fabbriche e capannoni vecchi e abbandonati. Dove sarebbe lo scempio
del territorio? Persino il Consiglio nazionale degli Architetti, Pianificatori,
Paesaggisti e Conservatori ha accolto "positivamente la notizia di un atto
legislativo che semplificherebbe l'attività edilizia privata". Metteranno
alla gogna pure loro?
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Prov Sulcis Pagina
2043 portovesme Piano di risanamento Bonifica ambientale: appello alla Regione
dai disoccupati Portovesme. Piano di risanamento --> «Sbloccare subito le
bonifiche ambientali per dare nuove opportunità ai disoccupati». Giovedì si
sono riuniti in assemblea nell'aula consiliare di Portoscuso e da lì, i
disoccupati locali, hanno costituito il Comitato per il Lavoro. Ieri l'appello
al Presidente della Regione Ugo Cappellacci. «Chiediamo un suo autorevole
intervento - si legge in un comunicato - per sbloccare ed avviare in tempi
rapidi i lavori previsti nel piano di risanamento dell'Area ad Alto Rischio, così come altre grandi opere fermate dalla burocrazia. In questa fase di grave
crisi occupazionale ed ambientale se si sbloccassero questi grandi progetti già
finanziati, si permetterebbe a diverse centinaia di disoccupati di lavorare per
diversi anni, in attesa che si crei un'alternativa all'apparato industriale in
crisi, che a breve potrebbe chiudere definitivamente». Insomma troppa
disoccupazione ed occasioni di lavoro praticamente nulle, in un territorio in
cui anche chi già lavora rischia perdere tutto da un momento all'altro. E visto
che ci sono ancora tanti soldi da spendere per bonifiche ambientali e altre
opere importanti, la proposta è quella di coniugare ambiente e lavoro. Giovedì
mattina un gruppo di disoccupati di Portoscuso si è riunito in assemblea
permanente nell'aula consiliare del Municipio; lì è stato costituito il
Comitato per il Lavoro, che poi ha deciso di puntare verso Cagliari, chiedendo
l'intervento del Presidente della Regione. Sono diversi i progetti già finanziati
che i disoccupati citano come opportunità di lavoro: il risanamento delle falde
inquinate, il dragaggio del porto industriale, il parco eolico dell'Enel, la
bonifica della discarica Alumix, la bonifica delle strade Waelz, strade di
penetrazione agraria disseminate di scorie tossiche. Da questi progetti,
necessari per migliorare l'ambiente, potrebbero nascere tante opportunità
lavorative. «La prossima settimana - dice Angelo Cremone, consigliere comunale
dei Verdi - i disoccupati del Comitato per il Lavoro sarà a Cagliari, per
chiedere un incontro al Presidente della Regione e, vista la disperazione che
c'è, non escludo che qualcuno possa prendere iniziative eclatanti. Sono tutte
persone che non sanno più come vivere, senza lavoro». E così proprio quando
tutta l'attenzione è puntata sugli operai che stanno perdendo il lavoro, torna
alla ribalta il dramma non secondario di chi il lavoro non ce l'ha proprio,
perché l'ha già perso o non ce l'ha mai avuto: nel Sulcis Iglesiente una cifra
che si avvicina alle 30 mila persone. ANTONELLA PANI
( da "Messaggero Veneto, Il" del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pipi (Radicali):
quella sulla benzina è stata un suk arabo che ha arricchito pochi e danneggiato
molti «Zona franca? Sì, purché sia basata sul merito» L'OPINIONE "Meglio
essere impopolari che antipopolari": così ci ha spiegato il vecchio leader
radicale Marco Pannella. Il consenso e' un aspetto importante per qualsiasi
partito ed oggi a Gorizia per non perdere consenso bisogna dirsi a favore della
zona franca per la benzina. Anzi i piu' illuminati ora vorrebbero estenderla a
tutto, ai fiori, alla frutta, alla carne. Non e' piu' un problema di accise,
ora dobbiamo difenderci dalla crisi. E cosi' vogliamo difenderci? Tirando su
muri??? I Radicali di Gorizia sono contrari. Una classe politica seria in
questi anni avrebbe dovuto accompagnare tutti i soggetti interessati da questo
passaggio obbligato e previsto con un percorso di fasi intermedie e
ammortizzatori ma fino all'ultimo I politici hanno preferito prendere in giro
ed approfittare della paura della gente. "Vi salveremo noi! Non abbiate
paura ci siamo noi... Ecco il risultato! Trovo ridicola oggi questa corsa a
dare pacche ai benzinai, a "fare il benzinaio con la fascia" o
giurare che " io non faro' mai benzina di la'"... Troppo facile per
chi non sa cosa vuol dire avere uno stipendio da 1000 euro al mese! Noi Radicali
difendiamo piuttosto il diritto dei piu' poveri ad avere il miglior
prodotto/servizio al miglior costo possibile. Perche' il problema non e' solo
il prezzo perche' "di là" se vado alle 3 di notte trovo aperto,
faccio benzina, compro l'aspirina e la pizzetta. Non per niente gia' nel 1995 i
Radicali proposero al Paese un referendum per la liberalizzazione degli orari
dei negozi. Altro che chiudere i bar alle 24! Altro che provvedimento
antischiamazzi, Gorizia ha bisogno di togliere tutti questi vincoli. Se i
benzinai credono ancora a questi politici e' frutto della loro disperazione.
Bisogna pero' avere il coraggio di dire che la zona franca e' stato un souk
arabo che ha arricchito pochi, tra cui politici e burocrati della regione e
delle Camere di Commercio, ma danneggiato molti e molto, ambiente in primis:
gran macchinoni, gran cilindrate "tanto la benzina costa nulla!". Ma
anche se i politici riuscissero a riportare la zona franca noi Radicali saremmo
comunque contrari. Non si puo' essere un giorno per il libero mercato e l'altro
per il protezionismo, europeisti ma anche nazionalisti, per
il merito e poi dare le colpe al sistema, liberali e poi chiedere interventi
assistenzialisti. Piu' liberta' e meno burocrazia, meno zona franca e piu' competizione: Gorizia deve trovare la
forza di progettare il suo futuro con una zona franca basata su merito,
innovazione, cultura e sostenibilita' ambientale. Pietro Pipi
( da "Giornale di Brescia" del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Edizione: 15/03/2009
testata: Giornale di Brescia sezione:interno Aeroporti già verso la saturazione
Secondo l'Enac, Malpensa raggiungerà il massimo della sua capacità già nel
2015, Linate non ha spazi e Fiumicino deve essere ampliato entro il 2017,
quando dovrà accogliere 50 milioni di passeggeri di velivoli Alitalia su un
piazzale di Fiumicino" title="In un'immagine d'archivio, schieramento
di velivoli Alitalia su un piazzale di Fiumicino"
onClick="showImage('http://www.giornaledibrescia.it/gdbonline/contenuti/20090315/foto/full_brescia_97.jpg',600,665)">
In un'immagine d'archivio, schieramento di velivoli Alitalia su un piazzale di
Fiumicino ROMAMilano Linate non ha spazi di crescita. L'aeroporto di Malpensa
se resta a due piste sarà saturo intorno al 2015. Napoli Capodichino è tra le
case, può accogliere 1 o 2 milioni di passeggeri in più ma non oltre. Roma
Fiumicino ha cantieri aperti per crescere ed accogliere 50 milioni di
passeggeri del 2017, ma vanno garantite le condizioni necessarie per tutelare
gli investimenti, risorse private. E se il piano di sviluppo si dovesse fermare
il sistema degli aeroporti romani potrebbe non essere in grado di accogliere
4-5 milioni di potenziali passeggeri già nel 2012. Oggi la crisi globale sta
frenando il traffico aereo, ma quando l'economia tornerà a crescere l'Italia
potrebbe piombare in piena emergenza aeroporti. «Non c'è tempo da perdere»
«Servono investimenti subito, non si può più aspettare», avverte L'Enac, l'ente
per l'aviazione civile: il presidente, Vito Riggio, ha presentato alla
Commissione Trasporti della Camera un rapporto che evidenzia le «criticità di
copertura» del sistema aeroportuale in relazione alle stime sull'aumento dei
potenziali passeggeri. Diversi i nodi da sciogliere, spiega Riggio. Serve il
nuovo piano nazionale degli aeroporti come quadro di indirizzo. Va individuata
«una sola Autorità che decida» per uscire dal «gioco dell'oca» delle burocrazie. Servono una revisione delle tariffe
aeroportuali e la firma dei nuovi contratti di programma per garantire la
remunerazione degli investimenti delle società di gestione. Bisogna poi
accelerare su progetti chiave: fare di Viterbo il secondo aeroporto del Lazio e
di Grazzanise la «naturale integrazione» di Capodichino in Campania. Il
traffico aereo «diminuirà tra il 3,4% ed il 4,5% nel 2009. Nel 2010 sarà
stagnazione». La crisi «cambia scenario e prospettive», dice Riggio: «Impone
una accelerazione» perché «dopo il ritardo che si è accumulato se ora non si
fanno investimenti alla ripresa il sistema italiano sarà perdente», e nel caos
«tra aeroporti saturi ed altri vuoti». Si spendono «2,5 euro a passeggero
l'anno, a fronte dei
( da "Giornale di Brescia" del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Edizione: 15/03/2009
testata: Giornale di Brescia sezione:PRONTO GDB TOUR Fuori dal terremoto c'è
buon vento e il sole guarisce di Tonino Zana Un amico-collega del giornale,
gardesano, mi istruisce sugli stemmi delle storie benacensi. Vedi, dice, le
strade spesso feriscono la storia dei paesi e ne alterano la statura. Desenzano
è una capitale soprattutto per la fortuna delle autostrade. Salò, fino ad
alcuni anni fa è stata punita in questo senso, il rimedio è arrivato lentamente
e la ripresa della centralità salodiana è rimasta ferita. Però, la bellezza
generale di Salò la ripropongono come capitale del lago rispetto all'estetica,
al clima, all'ambiente. Salò è il profilo montano, il golfo dal ventre materno,
mediterraneo, la passeggiata superiore ad ogni altra passeggiata. Salò, al di
là di ogni intervento amministrativo, è un paese cartolina, pacchetto
giornaliero di sorprese ambientali. Salò, sul piano dei rimbalzi storici è la
Repubblica nefasta, la strabiliante magnifica patria, la capitale del lago per intelligenza
commerciale di tipo veneziano e per aristocrazia di acque, di insenature e di
rapporto combinato tra la severità montana, una specie di periferia salodiana
raccolta verso la provinciale di San Felice e il porto. Salò è la reminiscenza
del terremoto e il modo con cui è stato sconfitto. L'altra notte, stanziavamo
nel teatro Corallo di Villanuova Sul Clisi e prima di entrarci abbiamo contato,
a spanna, i metri cubi del municipio ancora in fase di ristrutturazione.
Abbiamo stimato il sindaco Comincioli, colpito sopra e sotto dal terremoto.
Siccome Villanuova non ha fatto subito copertina e titolo, secondo la magna
usanza del nostro nord longobardo, il quale né fotte né chiagne, anzi sta
dentro il patto di stabilità nonostante la più orrenda delle instabilità, che
rimane il terremoto del 24 novembre 2004. I sindaci del terremoto dovrebbero
essere onorati per la dignità e il coraggio con cui hanno affrontato una
calamità pesante, ancora adesso sottovalutata dalla nazione. Chi non entrò
nelle case di Salò, nel municipio di Villanuova e poi nelle gallerie, nelle
stradine di Pompegnino e nel cuore storico di Vobarno, nei paesi pugnalati da
un terremoto grave dentro e esteriormente falso, non può capire cosa sia stato
il colpo di frusta ricevuto da ogni mente e da ogni spirito, il vigore fisico e
morale della reazione dei bresciani, il polso fermo e il cuore fedele alle
istituzioni per le celerità e per le lentezze mescolate nella ricostruzione.
Ricordo quel mattino nello stadio di Salò. Una fila lunga centinaia di metri,
di donne e di uomini, avanzava al passo della ritirata di Russia e alla tenda
delle informazioni esponeva i danni con tono equilibrato. Poi ho visto un
municipio portato fuori, la rapidità e la gentilezza di una
burocrazia stupenda e le
palestre con dentro i materassi, senza nessuno che desse un'importanza
fondativa al suo pianto. Più solitamente si pianse dentro e ci si aiutò. Salò
fu meravigliosa e ieri, in una mattinata di sole leggero, esponeva i panni dei
primi forestieri, il cammino di molte coppie lungo una passeggiata strategica,
la guarigione perfetta dal terremoto. Noi siamo davanti al vecchio ospedale e
non fatichiamo a vedere la profondità della pugnalata regionale, lo svuotamento
di un servizio che avrebbe potuto rimanere diverso. Potete dire quello che
volete, ma i cittadini-pazienti non finiscono a Gavardo e a Desenzano, spingono
l'acceleratore subito verso il Civile di Brescia. E allora, cosa abbiamo
guadagnato, noi bresciani, nel sistema fondamentale di decentramento dei servizio
socio-sanitari sul territorio, cancellando i vecchi ospedali? Ora, spiega il
sindaco Cipani, si punta a una settantina di posti di riabilitazione.
Obbiettivo naturale, dato l'invecchiamento e la salubrità rinforzante del clima
salodiano. Prima degli alberghi, dalle Austrie di fine Ottocento non giunsero
le cliniche e le case della salute? Non sente di corsia la completezza degli
alberghi presenti e futuri, in verità pochini? Limone, su «servizi salubrità»,
sulla promessa di lunghi anni sereni ce l'ha fatta e una parte di Salò potrebbe
puntarvi meglio e più a fondo. Per il resto, pensando alla competizione del
turismo globale, è perfino banale mettere in formazione il tridente formato da
"acqua pulita, bellezza ambientale e offerta dei segni culturali", dal
Duomo all'Ateneo, dai musei al futuro Teatro, dalla storicità del centro alla
attrazione comprensoriale. Ma per attrarre il comprensorio serve l'unità
politica. Ha una ragione semplice e magica, il parroco, don Francesco Andreis:
«La gente non vuole la discordia. Sulla pace nascono i testimoni...». Occorre
una sintesi ampia e trasversale nel segno del recupero dell'identità, della
difesa sociale e della competizione turistica. Parola d'ordine della magnifica
patria: unità politica, volontà di ferro, più qualità a minor costo. Salodiani
nella nuova formula di veneti e cinesi. Appena ci si allontana dal centro e si
pongono le spalle alla strada zigzagante verso la Valtenesi, Salò si ferma in
una fotografia di lieve nobiltà veneta e di buona eco bresciana. Salò è il
patto centrale tra Brescia e Venezia con l'uso autonomo di una parlata e di una
lentezza calcolata sul complesso di superiorità e sulla coscienza di essere
belli e sani, per storia di acque, di piante e per bontà dei venti e
dell'inclinazione solare. Il golfo di Salò è bello come un golfo nazionale. Si
vedono una decina di gru. È un buon segno, l'idea di un persistente
riadattamento alla ricostruzione. L'idea di un rinascimento lento come la
furbizia del commercio veneta, come la ricchezza divisa della politica
salodiana e delle capitali intorno. Parte Cipani e arrivano gli ex sindaci
Marchioro e Mongiello. Don Francesco Andreis, parroco di 13 o 14 chiese,
ricorda che c'è anche una Messa alle 7 e un quarto per gli operai ed è convinto
che l'acqua del lago sia conciliante con la preghiera. Intanto ripassiamo i
prezzi dei metri quadri nel centro storico: 4, 5mila euro al metroquadro. Siamo
fuori dal mondo. Siamo a Salò.
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 15-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
La guerra della neve
finisce in tribunale Domenica 15 Marzo 2009, Crespano del Grappa La "guerra
della neve" avrà sicuramente un risvolto legale. Infatti ieri il
presidente del Consorzio GrappaPrealpi nonché gestore del Rifugio Scarpon ha
inviato passato tutta la pratica relativa alla strada chiusa per neve, al suo
legale che ora prenderà i provvedimenti del caso. "Siamo rimasti con la
strada chiusa per 40 giorni-spiega Brunello-abbiamo inviato una lettera alla
Società Viabilità, chiedendo spiegazioni e non ci hanno dato alcuna risposta;
ora basta. Ho informato il mio avvocato, ho trasmesso tutti i documenti per
adire a vie legali contro Viabilità". Brunello è passato alle vie di fatto
dopo che per quasi due mesi ha dovuto combattere una
battaglia incredibile contro la burocrazia. "Come è possibile che si decida di chiudere una strada per
la neve quando sono aperte in tutto l'arco alpino. Viabilità si nasconde dietro
al problema slavine quando il loro compito è proprio quello di eliminarle. Sono
40 giorni che non fanno nulla per toglierle mentre noi portiamo le cose
necessarie in rifugio con la slitta; ora basta". Ed a sporgere
denuncia contro Viabilità, la società vicentina che ha preso l'appalto per la
pulizia della strada Cadorna, ci sta pensando anche il sindaco di Crespano del
Grappa, Nico Cunial, stanco di questa situazione che sfiora l'assurdo. "E'
impensabile che questi prendano i soldi dell'appalto, soldi dei cittadini per
poi mettere un cartello di strada chiusa e basta-ha tuonato il primo cittadino
crespanese-ora vado fino in fondo perché voglio capire dove stanno le
responsabilità. Si doveva intervenire per liberare la neve sul tetto del
Rifugio Bassano e non ci hanno assicurato il passaggio per la strada Cadorna,
tanto che sono stati i volontari della protezione civile a prendersi le
responsabilità: incredibile". E così è stato, perché in questo gioco
dell'assurdo che è la situazione neve in cima Grappa, ci sta anche che chi è
pagato per intervenire non intervenga mentre chi lo fa gratuitamente, per
volontariato, rischi ed anche parecchio, di suo. Gabriele Zanchin
( da "Stampa, La" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
"Cultura e
gastronomia Da Ghigo a Bresso troppi errori bipartisan" Lasciamo lavorare
la magistratura ma credo che la politica non possa scaricare sui dirigenti la
responsabilità dei controlli sui fondi pubblici. Certo, lo prevede la legge ma
è evidente che in questi 15 anni c'è stata una folgorazione trasversale verso
la gestione della cultura portata avanti da Giuliano Soria». Michele Vietti,
presidente vicario dei deputati dell'Udc, chiede alla
politica di non «nascondersi dietro il paravento della burocrazia» e di «far tesoro di questa
situazione per allargare le verifiche anche a tutte le associazioni e gli enti
che operano nel campo culturale e dell'enogastronomia che in questi anni hanno
ricevuto contributi milionari da parte degli enti pubblici». E aggiunge:
«E' un nostro dovere di fronte ad una crisi economica che non tollera più gli
sprechi». Onorevole, quali politici hanno avuto questa folgorazione nei
confronti del Soria imprenditore culturale? «Diciamo che in Piemonte, a partire
dal 1995 e fino ai nostri giorni, la politica ha assecondato la nascita e la
carriera del fenomeno del patron, cioè del singolo imprenditore culturale che
gestisce premi, manifestazioni, fiere. E' uno sbaglio che prima ha fatto la
giunta Ghigo con il centrodestra e poi ha ripetuto la giunta Bresso con il
centrosinistra». Beh, dal 1995 al 2005 anche l'Udc era al governo nella giunta
Ghigo? «Sì, ma noi ci occupavamo di urbanistica, dove le procedure sono
minuziose definite, e poi siamo un piccolo partito. I due grandi partiti hanno
scelto consapevolmente di affidarsi ad un imprenditore culturale. In questo non
c'è niente di sbagliato ma si può fare solo se esiste un sistema di governance
in grado di evitare che con un sistema di scatole cinesi i contributi si
perdano per strada». Ma come si fanno a controllare fatture false? «Sono
d'accordo nel dire che un amministratore pubblico non può avere compiti di
polizia ma è evidente che quando un dirigente regionale che gestisce milioni di
euro ha lo stesso cognome del patron culturale qualche domanda bisogna pur
farsela. Soprattutto quando ci si trova di fronte ad un meccanismo totalmente
discrezionale nell'erogazione delle risorse». Facile dirlo adesso. Lei e il suo
partito non potevate intervenire prima? «Noi non conoscevamo l'entità delle risorse
pubbliche stanziate, altri sì. Oggi depositerò un'interpellanza per sapere
quanti contributi sono arrivati dal governo, come sono stati utilizzati e quali
controlli siano stati fatti. La discrezionalità nell'assegnazione dei
contributi crea tra il soggetto finanziatore e il beneficiario un legame di
tipo feudale. E così nasce la corte di Soria dove pranzi, viaggi, cene servono
per stringere un legame sempre più forte tra controllore e controllato».
Onorevole, ha mai partecipato a questi appuntamenti? «Mai, neanche un
aperitivo. Non c'è niente di male a partecipare ad una cena ma l'importante e
che i salotti non prendano il posto delle istituzioni per le scelte di politica
culturale e per i relativi finanziamenti. E guardi che non c'è solo la corte di
Soria». Quali sono le altri corti feudali? «Il compito della politica è quello
di fare tesoro di quanto è successo e mettere in pratica tutte le azioni
possibili per evitare che questo accada in futuro anche in altri campi. Io
credo che sia meglio prevenire perché non vorrei che passasse la tesi che Soria
e l'uomo nero in un mondo culturale fatto di cavalieri bianchi. Per questo è
necessario che la commissione d'indagine della Regione ricostruisca il percorso
del denaro pubblico assegnato, in forma copiosa, a tutte le associazioni che
operano nel settore culturale ed enogastronomico. Non vorrei che altre
condutture avessero falle o deviazioni». \
( da "Manifesto, Il" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
storie Decine di
mediatori, laboratori compiacenti, certificati taroccati. L'inchiesta sul
consorzio Gaia a Colleferro svela come funziona la truffa delle ecoballe in
Italia La banda DEI RIFIUTI UN AFFARE MILIONARIO GRAZIE AGLI INCENERITORI
Andrea Palladino «Gaeta', quei certificati nun ponno cammena', hai capito?». E'
il 13 maggio del 2008. I carabinieri del Noe, seguono ormai da mesi i camion
dei monnezzari campani, ascoltano le telefonate, che in quelle ore diventano
improvvisamente concitate, allarmate. C'è un giro di certificati di laboratorio
falsi, sui quali gli investigatori stanno per mettere le mani. Qualche ora
ancora e le parole di Fabio Mazzaglia, tecnico di laboratorio di Ercolano,
diventano disperate: «Tu quel certificato lo devi fare sparire, hai capito
Gaetà?». Gaetano - che ascolta preoccupato - è il direttore tecnico della
De.Fi.Am., azienda specializzata in rifiuti, di Serino, in provincia di
Avellino. Insieme al padre si occupa di rifiuti da sempre, si può quasi dire
che sulla monnezza c'è nato. I suoi camion sono partiti da qualche ora, hanno
risalito l'autostrada, imboccato l'uscita Colleferro, a pochi chilometri da
Roma. Fanno questo percorso tutti i giorni, portando anche 24 tonnellate di
rifiuti alla volta all'inceneritore del consorzio Gaia. Quel 13 maggio, però, i
carabinieri avevano scoperto il trucco: le analisi necessarie a garantire che
nei forni non entrasse nulla di tossico non erano mai state fatte. Sono decine
i tir che arrivano nel piazzale davanti alle due torri sputafumo di Colleferro.
Scaricano balle di Cdr - combustibile da rifiuti - una sorta di carburante
ottenuto triturando la monnezza d'Italia. Balle che salgono i due nastri,
passano per una griglia ed entrano nei forni, che alimentano le turbine a
vapore. Ne escono kilowatt, energia che una norma - abolita in Europa, ma
resuscitata in Italia - chiama «pulita». Un rifiuto certificato - in teoria -
esente da cloro, da metalli, da veleni, che se bruciati possono uccidere
lentamente chi abita vicino alle due torri dell'inceneritore. Certificato
all'origine, come il vino doc, con una carta d'identità da portare sempre
appresso, pronta a dimostrare la purezza del prodotto. Quel 13 maggio del 2008
i carabinieri erano andati a mettere il naso nel laboratorio di Fabio
Mazzaglia, ad Ercolano, che preparava i certificati per le ecoballe della
De.Fi.Am. Non un controllo di routine, ma una visita mirata, perché gli
investigatori già sapevano che a Colleferro arrivavano rifiuti indifferenziati,
non Cdr, arricchiti con copertoni, amianto, metalli, lastre di alluminio e
batterie. I certificati del Cdr campano che a Colleferro bruciava erano
taroccati, «nun ponno cammenà», come spiegava bene il direttore del
laboratorio. Vera monnezza era anche quella che arrivava da altre aziende
campane, dalla romana Ama, da piccoli e grandi trasformatori di rifiuti.
L'inceneritore bruciava il talquale, inquinava e truffava lo stato, secondo
l'inchiesta che ha travolto nei giorni scorsi il consorzio Gaia. Nei forni
entravano rifiuti sicuri solo sulla carta, accompagnati da certificati fasulli
e sottoposti all'arrivo a controlli puramente formali. Tra le pieghe
dell'inchiesta si intravede il mondo dei monnezzari d'Italia. Campania, Puglia,
Lazio, Toscana, la regione, in realtà, poco importa. Nel centro del business ci
sono decine d'intraprendenti mediatori, stakeholder, affaristi, maghi della
trasformazione. Serve Cdr? Offrono il servizio completo, laboratorio d'analisi
incluso. Produzione, trasporto, certificazione in un unico pacchetto. «Io ho
dodici carichi al giorno... pronti... subito ... veloci ...». Antonio Vischi,
il mediatore tra Gaia e la De.Fi.Am., fa la sua offerta diretta a Stefania
Brida, responsabile dei rifiuti di Colleferro. «Mandameli... otto sabato...
mandameli, capito?». Ci pensa poi Antonio - secondo i magistrati - a sistemare
i certificati, a far uscire dai laboratori i risultati giusti, a contrattare il
prezzo, a far «risparmiare moltissimo sulla macinazione». Tutti sanno che di
legale c'è ben poco, sanno di lavorare sul filo del rasoio, sanno che «se i Noe
ci acchiappano ci fanno un c... così». Sanno, tacciono, trasportano, bruciano.
E' una rete fitta, fatta di contatti spesso sotterranei, di società minuscole,
ditte individuali. Come quella del socio di Antonio Vischi, Michele Rizzi, un
pugliese che di rifiuti se ne intende. Nel 2006 venne coinvolto in un'altra
inchiesta dei carabinieri del Noe, che portò a nove arresti in Puglia e in
Campania. Quella volta i mediatori si occupavano di compost, di rifiuti
organici da trasformare in concime, di rifiuti speciali che finivano in
discariche non autorizzate. Venne arrestato dai magistrati pugliesi, ma è
bastato cambiare regione per ritornare nel giro, questa volta con il Cdr e il
megainceneritore di Colleferro. Le quantità e i soldi in ballo sono enormi. Lo
stesso Antonio Vischi - oggi agli arresti - qualche giorno prima che
scattassero le manette e il sequestro degli impianti di Colleferro, cercava
clienti su un portale specializzato nella mediazione dei rifiuti. «Abbiamo la
disponibilità di 200 tonnellate al giorno di Cdr per impianto di
termovalorizzazione del centro Italia», ovvero Colleferro. Un giro d'affari che
poteva raggiungere anche i 500.000 euro al mese, solo per questo annuncio,
considerando il valore di mercato di 90 euro a tonnellata. Costi alti,
altissimi, perché - in realtà - di Cdr ce n'è poco. Secondo il piano regionale
dei rifiuti, il Lazio ne produce ogni anno 140.730 tonnellate, che a mala pena
basterebbero per l'impianto di Colleferro. Quando poi il piano di realizzazione
dei nuovi inceneritori andrà in porto, nel Lazio ci sarà una capacità di
bruciare 710.000 tonnellate l'anno di combustibile da rifiuti, con un giro d'affari
di quasi 70 milioni di euro solo per il costo del Cdr. Se già oggi il mercato
dei rifiuti laziale è straordinariamente ricco per i tanti mediatori, il futuro
immediato sarà la miniera d'oro delle ecomafie. Il Cdr è in realtà il vero
centro del business degli inceneritori. Il consorzio Gaia avrebbe dovuto
produrlo direttamente - secondo i piani di qualche anno fa - ma i soldi
sparirono. Un'altra inchiesta - sempre della Procura di Velletri - ha
ricostruito un milionario giro di finanziamenti spariti nel nulla durante la
gestione precedente il commissariamento. Milioni ottenuti dalla Cassa depositi
e prestiti, destinati - tra l'altro - alla realizzazione d'impianti Cdr
fantasma. Fu la dirigenza del consorzio a decidere che il combustibile era
meglio comprarlo sul mercato, rivolgendosi ai mediatori che rastrellano i
rifiuti ovunque. Carichi «pronti... veloci», senza tanta burocrazia. La guardia di finanza di
Colleferro ricostruì con cura il presunto giro di fatturazioni false e di buchi
di bilancio, denunciando nove ex amministratori e sequestrando 52 milioni di
euro. E' bene tenere a mente il quadro descritto nell'indagine dei carabinieri
del Noe di Roma. C'è un territorio continuo che scende da Roma fino a
Caserta, che è oggi la terra degli inceneritori, del Cdr, del movimento
frenetico di tir, della logistica della monnezza. Malagrotta, Albano,
Colleferro, San Vittore nel Lazio sono gli impianti presenti e futuri del
cartello Cerroni - Acea - Ama; Acerra è il terminale campano dell'asse del
«ciclo industriale dei rifiuti» che sta entrando in funzione proprio in queste
ore. Proprio il Cdr e gli impianti di incenerimento costruiti dalla Fibe ad
Acerra furono una delle principali cause dell'emergenza. E' difficile - se non
impossibile - trovare un combustibile da rifiuti decente da quelle parti.
Quello che Colleferro bruciava dimostra che in realtà il problema non è solo
campano. E mentre il consorzio Gaia viene messo in vendita, si inizia ad
intravedere anche nel Lazio il ricatto dell'emergenza: le discariche rischiano
la chiusura da un momento all'altro, la differenziata è ben lontana da un
livello accettabile. Sarà un'altra emergenza a far digerire la truffa degli
inceneritori?
( da "Giornale di Brescia" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Edizione: 16/03/2009
testata: Giornale di Brescia sezione:estero brevi dall'Estero FRANCIA Torna la
violenza nelle banlieue, 10 feriti Dopo mesi di relativa tranquillità è esplosa
nuovamente la violenza nelle banlieue francesi: 10 agenti sono stati feriti nel
corso di un vero e proprio agguato nel quartiere di Les Mureaux, nei pressi di
Parigi. L'altro ieri le volanti sono state attirate in una trappola e qualcuno
ha esploso pallini di piombo che hanno investito gli agenti. Poco prima
dell'alba, invece, a Montgeron nell'Ile-de-France una raffica di colpi di
fucile ha investito un commissariato di Polizia causando solo limitati danni
materiali alla facciata dell'edificio. Le violenze dell'altro ieri sembrano
essere collegate alla morte di un giovane pregiudicato ucciso dalla polizia il
7 marzo scorso. L'inchiesta ha stabilito che si è trattata di «legittima
difesa». Il governo è preoccupato del possibile ripetersi delle campagne di
violenze degli anni scorsi. YEMEN Quattro turisti uccisi nella Manhattan del deserto
Quattro turisti sudcoreani sono rimasti uccisi da una esplosione a Shibam,
città turistica sudorientale dello Yemen. Lo ha riferito la polizia locale.
Fonti ufficiali hanno aggiunto che secondo una prima ricostruzione si
tratterebbe di un attentato suicida. I quattro turisti viaggiavano a bordo di
un veicolo, che è stato investito dall'esplosione. Shibam, città dello
Hadramawt patrimonio dell'Unesco, è famosa per il particolare stile
architettonico: le case, costruite in mattoni di fango, raggiungono anche i
nove piani e le più vecchie risalgono al XVI secolo, tanto che Shibam è
considerata la più vecchia città-grattacielo, o anche la Manhattan del deserto.
COREA DEL NORD Apre il primo ristorante italiano L'apertura in Corea del Nord
del primo ristorante italiano, su richiesta del leader Kim Jong Il, «se da un
lato evidenzia le contraddizioni di un Paese dove 24 milioni di persone
soffrono la fame, dall'altro conferma il prestigio conquistato dal cibo Made in
Italy nel mondo». Così la Coldiretti commenta la notizia diffusa dal quotidiano
nipponico e filonordcoreano Choson Sinbo. Il ristorante aperto da dicembre
nella capitale Pyongyang, continua la Coldiretti, sarebbe molto affollato di
clienti che non avevano mai avuto modo prima di assaggiare i piatti della
cucina italiana, ben conosciuti tuttavia nel Paese attraverso giornali e Tv.
Considerato lo stato di povertà del Paese dove il reddito medio annuo era di
1.150 dollari nel 2007, «la possibilità di gustare cibi
importati è riservata ad una piccola casta appartenente alla burocrazia amanti della buona cucina. Lo
stesso leader Kim Jong Il - precisa la Coldiretti - è noto per essere un buon
gourmet che apprezza particolarmente cognac, vino sushi e caviale». STATI UNITI
Panico e risse ai provini per il reality, 6 feriti Caos e panico a New York ai
provini per «Americas next top model», il reality televisivo dell'ex
modella Tyra Banks. Sei donne, in coda davanti all'hotel di Manhattan in attesa
di accedere all'audizione, si sono sentite male l'altra sera e sono state
portate in ospedale, mentre tre persone sono state arrestate per turbativa
dell'ordine pubblico e incitamento alla rissa. Secondo una radio locale, a
scatenare il panico sarebbe stato l'eccessivo fumo prodotto da un'automobile in
sosta davanti all'hotel Park Central e le successive grida di qualcuno che ha
lanciato l'allarme incendio, poi rivelatosi falso. La polizia ha riferito che
sei donne sono state portate in ospedale: alcune di loro erano state in fila
tutta la notte per essere certe di partecipare all'audizione. Davanti
all'albergo sono rimaste le sedie, i vestiti, le scarpe e i sacchi a pelo di
quelle che sono riuscite a scappare, in preda al panico.
( da "Cittadino, Il" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
L'agricoltura è la
nuova Cenerentola La soluzione alla crisi sono filiera corta e progetti sulla
qualità n L'agricoltura come cuore pulsante dell'economia lombarda, soprattutto
qui in pianura. L'agricoltura come settore in sofferenza, lasciato a sé stesso,
dimenticato, trascurato. L'agricoltura come patrimonio, non solo economico, ma
anche culturale e di tradizione, da difendere e proteggere. Di questo si è
parlato nel corso della prima Conferenza regionale dell'agricoltura,
organizzata dal Partito Democratico della Lombardia a cui hanno preso parte
politici locali (tra i quali Maurizio Martina, segretario regionale Pd,
Fabrizio Santantonio, assessore al territorio della provincia di Lodi,
Gianfranco Concordati, consigliere regionale), tecnici (Professor Roberto
Pretolani del dipartimento studi e politica agraria dell'università di Milano),
e rappresentanti di categoria (Nino Andena, presidente regionale Coldiretti,
Giovanni Trerotola, direttore regionale di Confagricoltura e Mario Lanzi
Presidente regionale Cia). Parlare di agricoltura è un'esigenza che nasce dalla
crisi endemica che, da tempo, affligge il settore. «Occuparsi del settore
primario - ha introdotto il segretario regionale Maurizio Martina - significa,
soprattutto qui in pianura, riflettere su una parte consistente dell'economia
locale». Sì, perchè il contributo agricolo al Pil lombardo è di 11 miliardi di
euro. Un dato enorme, che pesa per circa il 15 per cento sul Pil nazionale. ll
settore, per quanto vitale, oggi è afflitto da gravi problemi: «Primo fra tutti
- ha detto Concordati - il differenziale tra prezzi di produzione e consumo,
che soffoca il settore, e, insieme i consumatori. Ma, ad
esso bisogna aggiungere anche una burocrazia insopportabile, farraginosa, lenta e invadente e la pesante
questione delle quote latte, che ha messo in ginocchio l'intero settore». Dello
stesso parere si è detta anche l'assessore all'agricoltura della provincia di
Milano Bruna Brembilla: «La filiera va accorciata. Non per danneggiare
la grande distribuzione, ma per offrire, ai consumatori, un'alternativa. È ora
di smetterla di credere che alta qualità e alto prezzo siano un binomio
inscindibile». Pesa, e molto, sull'intero settore agricolo, la concorrenza
straniera, che paradossalmente non trova ostacoli da parte delle istituzioni.
«Non c'è protezione rispetto ai prodotti che arrivano da oltre confine: si
commettono vere e proprie truffe ai danni dei consumatori cui vengono rifilati
prodotti stranieri, spacciandoli per italiani, quando magari sono fatti con
latte o carni straniere e sono solo stati trasformati in Italia. «Il consumatore
- ha tuonato dal palco il presidente della Santangiolina Antonio Baietta - ha
il diritto di sapere cosa mangia». Se, come ha detto Concordati, «il Pd è
convinto che per superare i problemi che affliggono il settore sia necessario
porre l'agricoltura al centro della politica regionale» è altrettanto
necessario un lavoro comune di politica e associazioni di categoria «perché
l'unità, non l'omologazione» ha concluso l'ex ministro ombra dell'agricoltura
Alfonso Andria «è la chiave per poter portare avanti le istanze del settore e
per sollecitare, di continuo, il territorio». Luciana Grosso
( da "Centro, Il" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 3 - Attualità
Berlusconi: «Cara Emma, da noi soldi veri» Il premier replica alla
Confindustria e annuncia un decreto sul pacchetto casa Alle critiche della
Marcegaglia un lungo elenco delle cose fatte La Brambilla diventerà ministro
del Turismo DALL'INVIATO VINDICE LECIS CERNOBBIO.Un discorso di oltre un'ora
dedicato quasi esclusivamente alla puntigliosa elencazione del lavoro del
governo e rivendicando successi personali in politica estera. Al forum della
Confcommercio, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, reagendo alle
sollecitazioni di Confindustria e alle critiche dell'opposizione, ha comunque
sottolineato che il suo gabinetto ha «fatto tutto quello che doveva fare con
tempestività». Anzi «più degli altri Paesi». Il premier ha confermato che
domani incontrerà la presidente di Confindustria Marcegaglia e alle sue
richieste «di soldi veri», confermerà di averli già versati: «Spendo i soldi
pubblici esattamente come se fosero miei», perché «bisogna stare assolutamente
attenti» quando si parla di conti pubblici. «Voglio dire a Emma Marcegaglia -
ha aggiunto - che abbiamo dato soldi veri per sostenere interi settori
industriali, come per esempio l'automobile. Abbiamo messo da parte nove miliardi
di euro per gli ammortizzatori sociali. Abbiamo fatto interventi per le banche,
in modo che possano continuare a fare il loro lavoro e consentire alle imprese
di continuare ad investire». Al decimo forum di Cernobbio, davanti alla platea
non certo ostile della Confcommercio di Carlo Sangalli, Berlusconi alle
richieste delle categorie sociali ha risposto con rassicurazioni e impegni.
«Sono bloccato - ha ammesso - da un 106% di debito rispetto al pil e non
sappiamo quanto dobbiamo pagare in più di interessi». Anche sui ritardi dei
pagamenti del pubblico verso le imprese ha confermato che «stiamo urlando per
accelerarli» ma la colpa è della burocrazia. Berlusconi ha spiegato le difficoltà incontrate sul piano casa
annunciando comunque il decreto: «Bossi aveva capito che fosse fatto per
privilegiare gli immigrati rispetto agli italiani ma era tutt'altro capitolo.
Quando gli è stato spiegato, abbiamo avuto un'adesione entusiastica dalla
Lega». Ha anche aggiunto che non si «imbarbarisce un Paese solo per aver
concesso un 20-30% di cubatura in più» per i proprietari «che hanno visto
crescere la famiglia» e che vogliono ingrandire la propria casa. Berlusconi ha
giustificato l'atteggiamnto prudente delle banche verso le imprese: «Mettiamoci
nei loro panni. Se devono dare una linea di credito, ci deve essere una
possibilità vicina al cento per cento che chi lo riceve lo restituisca». Ha,
succesivamente, lodato Cisl e Uil «che stanno dando veramente un forte
sostegno, responsabile e razionale all'azione del governo». Ma al presidente
del consiglio premeva mettere in evidenza la sua «soddisfazione assoluta verso
il governo, fatta di ministri giovani, appassionati e intelligenti». Su tutti
svetta il ministro Alfano per la riforma della giustizia civile e per la questione
delle intercettazioni. «Dobbiamo purtroppo fare i conti con la politicizzazione
di una parte della magistratura» che, anche per alcune inchieste su maxi
cantieri, ha superato «ogni limite ragionevole. Ma modificheremo questa
situazione patologica». Tra i promossi del governo c'è Maria Vittoria Brambilla
che, da sottosegretario, diventerà ministro del Turismo. Anche per Maria Stella
Gelmini ci sono state parole di forte elogio «perché sta cambiando l'università
diventata ormai un sistema di ammortizzatori sociali in cui ogni professore ha
il figlio, il cugino, l'amico del figlio, il cognato che ha la cattedra con
l'invenzione di un corso di laurea». A proposito nel voto parlamentare ai soli
capigruppo, bocciato dall' opposizione e da Fini, ha spiegato che si trattava
«solo una provocazione, un paradosso» rspingendo le accuse di essere «un nemico
della democrazia». Berlusconi però ha riproposto un suo cavallo di battaglia:
«Oggi chi va al governo si trova nell'impossibilità di intervenire» confermando
l'utilizzo frequente dei decreti. Grande spazio ha dedicato alle sue attività
in politica estera. «Ho giocato un ruolo assolutamente fondamentale», ha detto,
per evitare che le truppe russe entrassero a Tiblisi in Georgia quest'estate e
per aver evitato «una nuova guerra fredda». Ha raccontato di aver convinto
anche Bush a salvare le prime banche quando cominciavano a fallire negli Usa.
( da "Centro, Il" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 11 - Cronaca
Porto, dragaggio bloccato Lavori attesi da due anni, ma la Regione non dà l'ok
L'EMERGENZA Sabato la collisione tra 2 pescherecci PESCARA. Due anni di attesa
per avviare il dragaggio nel porto canale, per eliminare tonnellate di sabbia
che ostruiscono il passaggio delle barche e rendono pericolosissime le manovre.
E adesso che i lavori potrebbero finalmente partire, l'assessorato regionale
all'ambiente non dà il via libera. Il documento che autorizza l'intervento
sarebbe fermo da dieci giorni, in attesa della firma. Così tutto resta
bloccato, mentre i pescatori che entrano ed escono dal porto con i loro
pescherecchi continuano a rischiare la vita. Sabato scorso, si è sfiorata
ancora una volta la tragedia. Due motopescherecci, il «Maria Teresa» e l'«Aldo
padre», si sono scontrati durante le manovre nel porto canale a causa dei bassi
fondali e i due equipaggi si sono salvati per miracolo. Armatori e pescatori
sono preoccupatissimi. Intanto, sempre a causa dei fondali bassi, Pescara ha
già perso i collegamenti con la Croazia, effettuati dalla nave Ivan Zajc, della
Jadrolinija. ALLARME DEI PESCATORI. «La situazione dei fondali del porto è
diventata drammatica» dice Giuseppe Gasparroni, responsabile della cooperativa
Sciarra e componente della Commissione permanente marittima istituita dalla
Camera di commercio «le barche in manovra nel porto si muovono in mezzo al
fango e alla sabbia. I fondali sono talmente bassi, in alcuni punti, che è
quasi impossibile raggiungere le banchine». «All'altezza del Ponte del mare in
costruzione» fa presente «il passaggio delle imbarcazioni è diventato arduo,
soprattutto in questi giorni che c'è la bassa marea. Mio figlio, che guida il
mio motopeschereccio, racconta di trovarsi spesso in difficoltà». L'acqua in
alcuni punti non supera mezzo metro. Gasparroni non ha dubbi sul fatto che
l'incidente tra i due pescherecci sia stato causato dai fondali troppo bassi.
«La marineria si sente presa in giro» afferma «il dragaggio non parte, mentre
lo Stato non versa nemmeno i contributi per il fermo pesca del 2008». RIUNIONE
ALL'ANMI. Ieri mattina, si è svolta una riunione nella sede dell'Associazione
nazionale marinai d'Italia. L'incontro si è acceso, quando è stato affrontato
il problema dei fondali del porto. Tra i pescatori è cominciata a serpeggiare
l'idea di organizzare qualche protesta, se il dragaggio non partirà
immediatamente. PRATICA BLOCCATA. Ma è davvero colpa della burocrazia se i lavori di escavo nel
porto non sono ancora partiti? Sta di fatto che sono passati oltre due anni, da
quando l'allora ministro alle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, accolse la richiesta
della Regione e stanziò 800mila euro per il dragaggio a Pescara. Tutto
questo tempo è servito poi per fare le analisi dei fanghi e per avviare
l'appalto, ora bloccato per mancanza di un'autorizzazione. «Ma questi soldi non
basteranno» avverte il consigliere comunale Enzo Del Vecchio, che si occupa dei
problemi della pesca «il porto è tutto insabbiato, perché sono 3 anni che non
si draga. Servirebbero altri 1,2 milioni di euro per garantire un escavo
adeguato». Il consigliere, Riccardo Padovano, chiede alla Regione di stanziare
subito la somma necessaria. (a.ben.)
( da "Nuova Sardegna, La" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 14 - Cronaca
Il simbolo delle incompiute VIA DELLE TERME OLBIA. In questi mesi ha scalato la
classifica delle incompiute fino a diventarene un simbolo. I
( da "Repubblica, La" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina I - Torino La
relazione annuale evidenzia anche le carenze nell´assistenza domiciliare.
L´assessore Artesio: "Stiamo cambiando" Troppi errori medici e liste
d´attesa lunghe La denuncia del Tribunale del malato: molti i diritti non
tutelati La pagella di Cittadinanza attiva-Tribunale del malato sulla sanità
piemontese è abbastanza severa. In testa alle lamentele ci sono gli errori
medici, seguiti dalla liste d´attesa troppo lunghe. Per un esame di nefrologia
si aspettano anche dieci mesi. Un altro problema molto
sentito è quello dell´assistenza domiciliare, un servizio sempre promesso che
stenta a decollare. Disagi anche per i ticket sui quali pesa la burocrazia. L´assessore regionale
Eleonora Artesio replica: "Alcune critiche sono giuste ma il sistema sta
cambiando". STRIPPOLI A PAGINA V
( da "Repubblica, La" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina V - Torino
Negli ospedali troppi errori medici La denuncia del Tribunale del malato:
interventi spesso inutili La coordinatrice Sasso: "Sulla
questione ticket incide il peso della burocrazia" Tra i problemi più sentiti le liste d´attesa e i ritardi
nell´assistenza domiciliare SARA STRIPPOLI Ci sono donne mutilate inutilmente,
costrette ad affrontare il trauma psicologico di una mastectomia totale, quando
in alcuni casi sarebbe sufficiente una cura di chemioterapia o una meno
invasiva quadrectomia. C´è il racconto di un uomo che ha subito un
intervento alla vescica finito con una perforazione dell´intestino che si è
tradotta in un lungo calvario: due operazioni successive per riparare il danno
fatto e una lunga degenza per la ripresa. C´è un uomo finito in coma temporaneo
all´ospedale di Chivasso in seguito ad un errore medico, un coma dal quale è
uscito con conseguenze sull´udito e la vista. Tutti contenziosi ancora aperti
che aspettano un chiarimento e un eventuale risarcimento. C´è poi l´eterno
problema delle dimissioni forzate che tocca in prima persona gli anziani. C´è
ancora e sempre il problema delle liste di attesa, anche dieci mesi per una
visita di nefrologia e reumatologia al San Giovanni Battista. L´assistenza
domiciliare è un altro punto critico. Lo scollamento è evidente e checché ne
dicano aziende e ospedali secondo i quali il servizio sarebbe attivato entro 48
ore dalle dimissioni, la realtà segnalata dai pazienti è molto diversa e
racconta di decisioni comunicate un giorno per l´altro senza che la famiglia
abbia il tempo di organizzarsi. E sempre in tema di liste d´attesa e di
Sovracup, una soluzione dovrebbe forse essere trovata per chi si sente
prescrivere una visita oncologica di controllo dopo se mesi e quando poi si
rivolge al Sovracup per prenotare scopre che quei tempi non potranno essere
rispettati: non esiste un percorso preferenziale per i pazienti malati di
tumore. Questa la fotografia della sanità piemontese come appare dalle
segnalazioni arrivate nel 2008 da Cittadinanzattiva-Tribunale dei diritti del
malato che presenta la sua relazione. La maggioranza dei casi (il 18,7 per
cento) riguarda gli errori medici, diagnosi sbagliate o cure inappropriate. In
ascesa compare al secondo posto il tema dell´accesso alle prestazioni, con il
problema mai superato delle liste d´attesa. Un altro punto critico riguarda i
comportamenti degli operatori sanitari, medici o infermieri, il 15,1 per cento
delle segnalazioni totali. I pazienti piemontesi lamentano poi la difficoltà di
continuità assistenziale, un disagio che colpisce in particolare la popolazione
anziana. L´accesso alle informazioni è un altro aspetto sottolineato dal
Tribunale dei diritti del malato: l´odissea dei familiari costretti a lunghe
peregrinazioni per risolvere i problemi, dall´esenzione dal pagamento dei
ticket alle modalità per il ricovero nelle residenze sanitarie. Permane un
nucleo di diritti non tutelati, che sono sempre gli stessi, il diritto alla
sicurezza, al tempo, alla certezza, all´informazione, è la sintesi del
vicesegretario regionale di Cittadinanzattiva Beppe Paletto, che tuttavia
giudica nel complesso buono il sistema sanitario piemontese: «Il problema è la
distanza fra la teoria e la pratica. Facciamo un esempio: nonostante si stia
lavorando nelle strutture sanitarie per aumentare la sicurezza della pratica
medica, il sistema degli operatori sembra non credere a questa opportunità e
spesso non modifica le sue abitudini, finendo con il ripetere errori che sono
spesso evitabili». La coordinatrice regionale dell´associazione Elisabetta
Sasso mette l´accento sulla medicina preventiva, il fenomeno per i quali i
medici, temendo di essere accusati di negligenza in caso di complicazioni,
prescrivono esami, controlli e terapie in misura eccessiva: «un elemento molto
dannoso perché sottrae risorse al sistema senza produrre benefici per la cura
dei malati». Rimane un punto critico la questione dei ticket: avere
informazioni esaustive sull´esenzione e sul pagamento non sempre è facile, spiega
Sasso «e sono in molti a lamentarsi per il peso della burocrazia
nelle pratiche per ottenere l´esenzione».
( da "Messaggero Veneto, Il" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 2 - Pordenone
Berlusconi: ho dato soldi verissimi Il premier replica alla Marcegaglia. «Il
governo ha fatto tutto con tempestività» LA CRISI Il Cavaliere dal forum di
Confcommercio a Cernobbio difende l'operato dell'esecutivo «Sono bloccato da un
106 per cento di debito». Venerdì arriva il decreto per la casa di VINDICE
LECIS COMO. Un discorso di oltre un'ora dedicato quasi esclusivamente alla
puntigliosa elencazione del lavoro del governo e rivendicando successi
personali in politica estera. Al forum di Confcommercio, il presidente del
Consiglio Silvio Berlusconi, reagendo alle sollecitazioni di Confindustria e
alle critiche dell'opposizione, ha sottolineato che il governo ha «fatto tutto
quello che doveva fare con tempestività». Anzi, «più degli altri paesi». Il
premier ha confermato che domani incontrerà la presidente di Confindustria
Marcegaglia e alle sue richieste «di soldi verissimi», confermerà di averli già
versati: «Spendo i soldi pubblici esattamente come se fossero miei», perché
«bisogna stare assolutamente attenti» quando si parla di conti pubblici.
«Voglio dire ad Emma Marcegaglia - ha aggiunto - che abbiamo dato soldi veri
per sostenere interi settori industriali, come per esempio l'automobile.
Abbiamo messo da parte nove miliardi di euro per gli ammortizzatori sociali.
Abbiamo fatto interventi per le banche, in modo che possano continuare a fare
il loro lavoro e consentire alle imprese di continuare ad investire». Al decimo
forum di Cernobbio, davanti alla platea non certo ostile della Confcommercio di
Carlo Sangalli, Berlusconi alle richieste delle categorie sociali ha risposto
con rassicurazioni e impegni. «Sono bloccato - ha ammesso - da un 106 per cento
di debito rispetto al Pil e non sappiamo quanto dobbiamo pagare in più di
interessi». Anche sui ritardi dei pagamenti del pubblico verso le imprese ha
confermato che «stiamo urlando per accelerarli», ma la
colpa è della burocrazia.
Berlusconi ha spiegato le difficoltà incontrate sul piano casa annunciando
comunque il decreto: «Bossi aveva capito che fosse fatto per privilegiare gli
immigrati rispetto agli italiani ma era tutt'altro capitolo. Quando gli è stato
spiegato, abbiamo avuto un'adesione entusiastica dalla Lega». Ha anche
aggiunto che non si «imbarbarisce un Paese solo per aver concesso un 20-30 per
cento di cubatura in più» per i proprietari «che hanno visto crescere la
famiglia» e che vogliono ingrandire la propria casa. Berlusconi ha giustificato
l'atteggiamnto prudente delle banche verso le imprese: «Mettiamoci nei loro
panni. Se devono dare una linea di credito, ci deve essere una possibilità
vicina al cento per cento che chi lo riceve lo restituisca». Ha,
successivamente, lodato Cisl e Uil «che stanno dando veramente un forte
sostegno, responsabile e razionale all'azione del governo». Ma al presidente
del consiglio premeva mettere in evidenza la sua «soddisfazione assoluta verso
il governo, fatta di ministri giovani, appassionati e intelligenti». Su tutti
svetta il ministro Alfano per la riforma della giustizia civile e per la
questione delle intercettazioni. «Dobbiamo purtroppo fare i conti con la
politicizzazione di una parte della magistratura» che, anche per alcune
inchieste su maxi-cantieri, ha superato «ogni limite ragionevole. Ma
modificheremo questa situazione patologica». Tra i promossi del governo c'è
Maria Vittoria Brambilla che, da sottosegretario, diventerà ministro del
Turismo. Anche per Maria Stella Gelmini ci sono state parole di forte elogio
«perché sta cambiando l'università diventata ormai un sistema di ammortizzatori
sociali in cui ogni professore ha il figlio, il cugino, l'amico del figlio, il
cognato che ha la cattedra con l'invenzione di un corso di laurea». A proposito
nel voto parlamentare ai soli capigruppo, bocciato dall' opposizione e da Fini,
ha spiegato che si trattava «solo una provocazione, un paradosso» rspingendo le
accuse di essere «un nemico della democrazia». Berlusconi però ha riproposto un
suo cavallo di battaglia: «Oggi chi va al governo si trova nell'impossibilità
di intervenire» confermando l'utilizzo frequente dei decreti. Grande spazio ha
dedicato alle sue attività in politica estera. «Ho giocato un ruolo
assolutamente fondmentale», ha detto, per evitare che le truppe russe
entrassero a Tiblisi in Georgia quest'estate e per aver evitato «una nuova
guerra fredda». Ha raccontato di aver convinto anche Bush a salvare le prime
banche quando cominciavano a fallire negli Usa.
( da "Repubblica, La" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina XVIII -
Milano Strisce blu e piste ciclabili, tutto fermo La burocrazia paralizza l´Ama, l´agenzia
comunale che deve fare i progetti Bloccati anche piano sosta, parcheggi e gli
studi sull´Ecopass. I Verdi: vogliono trasformare l´Agenzia della mobilità in
un carrozzone ALESSIA GALLIONE I primi 26mila posti dovevano essere disegnati
in queste settimane, con l´arrivo della primavera: nuove strisce blu
lungo la linea 1 della metropolitana, da viale Monza a Molino Dorino, da
Bisceglie a Pagano, dove i residenti avrebbero parcheggiato gratuitamente. Ma
gli operai non inizieranno a lavorare, nella migliore delle ipotesi, almeno
fino alla prossima estate. Lo studio per tradurre concretamente il piano della
sosta è fermo. Così come sono fermi il nuovo piano urbano dei parcheggi, che
dovrà dire qual è il fabbisogno in città, gli studi su Ecopass, l´analisi
dell´impatto sulla viabilità dei piani urbanistici, la programmazione delle
corsie riservate ai mezzi pubblici, i tracciati delle piste ciclabili. Tutti
progetti bloccati in attesa che l´Agenzia mobilità e ambiente, il braccio
tecnico del Comune che deve svilupparli, esca dalla paralisi in cui si trova da
mesi. è nata con il sindaco Gabriele Albertini, l´Ama. Un´agenzia controllata
dall´amministrazione che ha il compito di studiare e progettare le politiche
che riguardano il traffico e l´ambiente. Tecnici e consulenti che da gennaio,
ormai, si limitano a svolgere un´attività ordinaria, con la metà del personale
e senza la possibilità di dedicarsi ai piani futuri. Il motivo? L´Agenzia
diventerà Amat, con quella "t" finale che sta per territorio: d´ora
in poi, non si occuperà solo di traffico, ma anche di urbanistica. Per questo
serve un nuovo contratto di servizio, che rimane nei cassetti
dell´amministrazione da dicembre. A gennaio era stata convocata anche una
commissione comunale per discutere delle competenze aggiuntive, annullata dopo
uno stop della direzione generale. Da allora, più niente. Tanto che l´assessore
all´Ambiente Edoardo Croci avrebbe scritto ai dirigenti per far partire subito
i progetti urgenti e non accumulare ulteriore ritardo. E così, a rimanere sulla
carta sono i gratta e sosta che, da qui al 2011, dovranno creare 68mila nuovi
posti periferici, ma anche l´estensione della possibilità per i residenti di
parcheggiare sulle strisce blu. In generale, tutti i nuovi piani di mobilità
sostenibile, rimangono al palo e dagli uffici esce solo uno scarno bollettino
dei dati Ecopass. Un giallo, che per il consigliere comunale dei Verdi Enrico
Fedrighini, però, nasconde più di un intoppo burocratico. La spiegazione
sarebbe «politica» legata allo scontro in giunta sulla visione delle competenze
dell´agenzia e al cambio dei vertici interni: «Oggi Ama è un ente indipendente
e autorevole capace di dire no alla politica quando certi progetti non
giustificano l´uso di risorse pubbliche. Non vorrei che diventasse un
carrozzone sotto il controllo dei partiti». Il primo banco di prova ci sarebbe
già: «Il sindaco deve nominare un nuovo amministratore - continua - e parte
della maggioranza vorrebbe Adolfo Colombo, uno dei candidati. Oggi è il presidente
della "Società italiana gallerie", che per alcune opere ha
collaborato con Torno, capofila dei privati che vogliono realizzare il tunnel
da Linate all´area Expo. Non metto in discussione le competenze di Colombo, ma
mi chiedo se sia una coincidenza che Ama abbia dato una valutazione tecnica
negativa sulla galleria».
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
BRESCIA CLUBS Gli
striscioni al Rigamonti In merito all'iniziativa organizzata dal Centro
Coordinamento Brescia Clubs sabato 7 marzo in occasione della partita casalinga
tra Brescia e Rimini, sono state avanzate critiche negative da alcuni gruppi
della tifoseria organizzata. A tale merito è a nome dei direttivi di tutti i
clubs che posso garantire che i nostri gruppi (essendo composti da persone di
tutte le età e di entrambi i sessi) hanno organizzato la manifestazione e
l'esposizione degli striscioni in gradinata senza malafede e senza voler
prevaricare su nessuna delle tifoserie, ma solo con l'intento di dare
visibilità agli stessi club facendone conoscere l'esistenza, abbiamo inoltre
voluto dare più colore ad uno stadio un po' tetro e vuoto (come era ormai da
troppo tempo) in modo da convincere i tifosi (non quelli che sono sempre vicini
alla squadra, ma a quelli che rimangono seduti davanti a un televisore o si
interessano del Brescia solo tramite i giornali) che è bello ancora andare al
Rigamonti. Si è inoltre fatto sfilare i bambini (risultati poi molto felici
dell'esperienza fatta) per trasmettere alla gente un messaggio molto chiaro:
"Allo stadio non c'è pericolo e ci si può anche divertire",
invogliando così le famiglie a tornare allo stadio con i propri figli. Non
eravamo informati, ne siamo venuti a conoscenza in questi giorni, anche del
fatto che i gruppi organizzati non espongo striscioni di nessun genere allo
stadio per protesta contro le nuove normative che vengono applicate in questo
contesto. Anche i clubs sono convinti che in materia di striscioni si sia
passati da un estremo all'altro, dunque, dalla prossima partita anche i nostri
striscioni non verranno più esposti, appoggiando in questo modo la linea
adottata dalla Curva Nord e dalla Curva Sud, questo finché la questura di
Brescia, organo che si occupa di seguire tutta la burocrazia legata alla richiesta per
l'esposizione degli striscioni allo stadio Rigamonti, non lascerà esporre a
tutti gli striscioni (innocenti) senza richiesta alcuna. Come dimostrazione che
i Clubs agiscono in buona fede e con un assoluto rispetto nei confronti delle
Curve (che in materia di tifo organizzato ci possono dare solo insegnamenti),
nella prossima riunione del Centro di Coordinamento dei Brescia Clubs
inviteremo i vertici di tutti i gruppi delle tifoserie organizzate, per far sì
che conoscano persone e intenti dei Clubs stessi. Beppe Zubani PORTAVOCE DEL
CENTRO COORDINAMENTO BRESCIA CLUBS
( da "Repubblica, La" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 15 - Esteri
Per il commissario Sabel "la crisi aggrava la frattura" "Nelle
nostre periferie rischiamo l´apartheid" "Per gli immigrati in Francia
stiamo costruendo delle frontiere interne" DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
PARIGI - «Stiamo scavando un solco che ci porta dritti dritti verso l´apartheid
sociale e territoriale». A parlare così non è un sindacalista o un rappresentante
dell´estrema sinistra, ma l´Alto Commissario alla Diversità, nominato tre mesi
fa da Nicolas Sarkozy. Yazid Sabeg è praticamente l´unico imprenditore di
successo di origini extracomunitarie (è nato in Algeria) ed è uno dei pochi a
parlare senza peli sulla lingua dei problemi legati all´immigrazione. E sulla
situazione della popolazione di origini straniere ha le idee chiare: «In
Francia stiamo costruendo delle frontiere interne. L´apartheid non esiste nella
legge, ma esiste nei fatti. Le cose si aggravano e la crisi rischia di
aggravare ancora questa frattura. In questo caso, sono queste popolazioni, le
più fragili, che soffriranno di più. Dobbiamo fare presto». Difficile dire se
Sabeg saprà dare una scossa. Per il momento, i piani per aiutare le banlieue hanno
dato scarsi risultati. L´ultimo in ordine di tempo è stato lanciato dallo
stesso Sarkozy all´inizio del 2008, ma i risultati, ha ammesso la responsabile
del progetto, il sottosegretario Fadela Amara, sono poco consistenti. Colpa della burocrazia, dice lei. Colpa della mancanza di fondi, dicono altri. Gli
obiettivi fissati sono lontani: lo Stato non ha ancora nominato tutti i 350
delegati prefettizi che devono coordinare le diverse azioni del piano; i
contratti di lavoro per combattere la disoccupazione giovanile nelle borgate
(40 per cento) sono in ritardo e ne sono stati firmati la metà del previsto;
il programma per mandare i bambini in scuole migliori e favorirne
l´integrazione stenta a decollare. Solo i soldi per riabilitare l´edilizia sono
arrivati, ma secondo i sindaci i costi sono stati largamente sottovalutati.
Oltretutto, il piano è criticato dalle fondamenta e Sabeg è in competizione con
chi lo deve applicare: «Secondo me non è abbastanza ambizioso. Bisogna andare
più lontano. L´occupazione e l´educazione sono centrali. Le pari opportunità,
la diversita e la banlieue sono problematiche che richiedono risposte
all´altezza». (g.mar.)
( da "Repubblica, La" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 5 - Economia
"è sempre più difficile investire in Italia" La Banca Mondiale: male burocrazia e sicurezza, in classifica
peggio di Giamaica e Samoa Lo studio EUGENIO OCCORSIO ROMA - L´Italia continua
ad affondare nella classifica dei Paesi in cui conviene investire. Almeno di
questo è sicura la Banca Mondiale, che ha pubblicato l´edizione 2009, la sesta
della serie, del suo rapporto "Doing business": al nostro Paese viene
riservata la poco lusinghiera posizione numero 65, un peggioramento
rispetto alla già umiliante piazza 59 dell´anno scorso. Ci precedono, a parte
ovviamente Stati Uniti, Singapore, Svizzera e tutta l´Europa e l´area Ocse in
blocco, anche la Namibia, il Messico, il Perù, perfino Giamaica, Colombia,
Botswana, Samoa. Com´è possibile? La Banca Mondiale, come se prevedesse le
critiche, spiega nel suo rapporto che un gran numero di Paesi, sull´esempio
della Cina (quarta in classifica), sta prepotentemente inseguendo uno sviluppo
a lungo atteso e quindi fa il possibile per attrarre investimenti stranieri. E
poi c´è il blocco ex-comunista dell´Europa centrale (i cui Paesi infatti ci
precedono tutti) che ha scoperto le virtù del libero mercato e fa il possibile
per dotarsi di un tessuto imprenditoriale privato. Ma il responso è
imbarazzante, e lo diventa ancor di più se andiamo a vedere i singoli parametri
di cui si compone l´attrattività di un Paese, dalla cui media ponderata la
Banca ha ricavato la classifica. L´Italia scende all´83° posto sotto la voce
"permessi di costruzione". La Banca analizza tempi e procedure di
ottenimento delle licenze, registrazione edilizia, allacci alle utenze, ispezioni
varie. Risultato: per costruire un capannone di due piani ci vogliono in media
257 giorni, in Spagna 86 e in Gran Bretagna 54. La rigidità del mercato del
lavoro (e anche il fatto che, secondo la Banca, licenziare un lavoratore
costerebbe in media 11 settimane di paga contro le 2 degli Stati Uniti) ci
relega poi al 75° posto sotto la voce "employing workers", ben 15
posizioni peggio dell´anno scorso. In caduta libera anche le voci "accesso
al credito", dove scendiamo dal numero
( da "Repubblica, La" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 4 - Economia
Un decreto per il piano casa "Al via lavori per 60 miliardi" Il
Cavaliere: ne parlerò con Napolitano, ho convinto Bossi Il progetto Il leader
del Pd: è solo una norma demagogica. Per l´Italia dei Valori sarà devastazione
PAOLA COPPOLA ROMA - Il piano straordinario per stimolare l´edilizia è in
dirittura d´arrivo. Si va verso il decreto legge per il progetto voluto da
Berlusconi. Il testo approderà venerdì in Consiglio dei ministri, dopo un esame
del Quirinale. «Ho il testo ormai pronto, ne parlerò con il Capo dello Stato
martedì o mercoledì», annuncia il premier a margine del forum di Confcommercio
a Cernobbio. Sembrano acqua passata i contrasti nella maggioranza sul piano che
darà la possibilità di ampliare le case e snellirà le procedure per
l´approvazione dei lavori. Sciolte le obiezioni del leader del Carroccio: il
premier chiarisce che «Bossi aveva capito che il piano fosse fatto per
privilegiare gli immigrati rispetto agli italiani, ma era tutt´altro capitolo. Quando
gli è stato spiegato, abbiamo avuto un´adesione entusiastica da Umberto e dai
suoi». Quanto agli effetti del progetto, già discusso con i governatori di
Veneto e Sardegna, «si vedranno non appena le Regioni produrranno i
provvedimenti di loro spettanza, perché l´edilizia è una loro competenza». Nei
prossimi giorni dovrebbe essere convocata la conferenza Stato-Regioni proprio
per ascoltare le osservazioni e ottenere un consenso preliminare. E sui
risultati, Berlusconi non ha dubbi: sarà «una misura molto efficace» in grado
di far partire subito «60 miliardi di lavori». Sostiene che il 30% degli
italiani vuole usufruire del provvedimento che consentirà di allargare del 20%
la cubatura delle case, e avrebbe già detto «lo faccio subito». A chi ripete
che potrebbe favorire abusi e cementificazione assicura che non succederà
perché gli italiani «non vorranno ridurre l´estetica e quindi il valore delle
loro abitazioni» e aggiunge di confidare nel loro «senso estetico» e in quello
dei professionisti che firmeranno il progetto. Resta critica l´opposizione: è
«una norma demagogica», ribadisce il segretario del Pd, Franceschini. «Può dare
il via a una stagione di devastazioni», rincara il capogruppo Idv alla Camera,
Donadi. Pensato per le famiglie che hanno bisogno di una o due stanze in più,
il piano prevede due livelli: modifiche al Testo unico in materia edilizia e al
Codice dei beni culturali, oltre a una legge che le Regioni dovranno adottare,
visto che l´urbanistica - come detto - resta materia di loro competenza. Tra le
novità prevede l´ampliamento delle abitazioni private del 20% del volume,
villette o condomini. Fino al 20% in più anche per capannoni e edifici non
residenziali; via libera, in alcuni casi, anche alla costruzione di garage o
dépendance. "Rottamazione" per gli edifici
costruiti prima del 1989: potranno essere ampliati del 30% e fino al 35% se si
usano tecniche di bioedilizia o risparmio energetico. Sconti fiscali sul
contributo di costruzione. Il piano promette anche di sfoltire la burocrazia (il permesso di costruire
dovrebbe essere sostituito con una certificazione di conformità).
( da "Repubblica, La" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 37 -
Spettacoli Da oggi su Cult "The wire" che racconta la vita a
Baltimora, tra poliziotti e spacciatori Il thriller preferito da Obama Barack
Obama l´ha definita la migliore serie di sempre, e la critica - da Time a
Newsweek - l´ha osannata. Da stasera, dal lunedì al venerdì alle 19 Cult
(canale 131 di SKY) proporrà per la prima volta in Italia, dalla prima
all´ultima stagione, The Wire. Scritto da Simon David, ex giornalista di
cronaca nera del Baltimora Sun e autore televisivo, e Edward Burns, ex
detective della squadra omicidi, il telefilm prende il titolo dalle cimici
elettroniche e dagli strumenti di sorveglianza usati dalla polizia per indagare
i boss del narcotraffico. Ogni stagione racconta un aspetto diverso della città
di Baltimora, tristemente famosa per il suo alto tasso di criminalità. Dal
traffico di droga alla vita nei sobborghi, dalla burocrazia al sistema scolastico e ai
mezzi di comunicazione, la serie propone un affresco realistico della lotta tra
cittadini e istituzioni a Baltimora, raccontando il punto di vista dei
poliziotti ma anche quello delle gang. The wire segue gli spacciatori di droga
nelle loro case, parla il loro linguaggio e mostra come vengano utilizzati come
semplice carne da macello. Nel cast Andre Royo, Dominic West e Michael
Kenneth Williams.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Provincia di
Cagliari Pagina 1016 Capoterra. Appello alla Regione anche per avviare il piano
di sicurezza idrogeologica Pauliara, il nuovo ponte resta un sogno Capoterra..
Appello alla Regione anche per avviare il piano di sicurezza idrogeologica
Serve il decreto per spendere il milione assegnato al Comune --> Serve il
decreto per spendere il milione assegnato al Comune Il milione di euro affidato
al Comune dalla Regione non può essere speso: manca la firma del decreto da
parte della Regione. I soldi ci sono già da tempo. Un milione di euro affidati
dalla giunta regionale al Comune di Capoterra. Manca però la possibilità di
spenderli non essendo mai stato firmato il decreto che consenta
all'amministrazione municipale di affidare la progettazione delle opere (ponte
di Pauliara e viabilità) e individuare, attraverso una gara d'appalto,
l'impresa che dovrà poi eseguire i lavori. Così non resta che aspettare.
Ancora, nonostante siano trascorsi più di quattro mesi dall'alluvione del 22
ottobre. A Poggio dei Pini non è che se li stiano vivendo bene questi ritardi.
Anzi, gli animi cominciano proprio a scaldarsi, in particolare a Pauliara, il
?rione? rimasto isolato dopo il crollo del ponte sul rio San Girolamo. Così
ora, per poter raggiungere le loro abitazioni o inversamente spostarsi verso il
resto della lottizzazione e la strada che poi porta verso la statale Sulcitana,
i residenti devono fare i salti mortali. E non è certo il ?guado? sistemato più
a valle del ponte distrutto dal Genio civile e dalla Protezione civile della
Provincia di Cagliari che potrà risolvere l'emergenza e annullare il disagio.
«Comprendiamo tutto, a cominciare dai ritardi dovuti alla caduta anticipata
della Giunta Soru, ma ancora ci chiediamo perché il piano di ricostruzione del ponte
e della viabilità squassata di Poggio non sia stata vista in un'ottica di
straordinarietà. Siamo grati per lo stanziamento del
milione di euro, ma se la burocrazia avesse tenuto conto dell'emergenza allora il finanziamento
sarebbe stato meglio affidarlo direttamente al Genio civile o alla stesa
Regione per velocizzare gli interventi. Ecco, forse ora il progetto per il
ponte sul rio San Girolamo sarebbe già a buon punto. Insomma, forse
bisognava pensare ad un'altra forma per risolvere questi problemi a Poggio dei
Pini», spiega l'assessore ai Lavori pubblici di Capoterra, Efisio Demuru.
«Purtroppo dobbiamo fare i conti anche con altri ritardi, quelli
sull'affidamento all'Università e ai Dipartimenti competenti del piano di messa
in sicurezza idrogeologica». Quel territorio sconquassato dal violentissimo
nubifragio di fine ottobre che ha scaraventato tra Poggio dei Pini, Frutti
d'Oro e San Girolamo una quantità incredibile d'acqua da far saltare tutte le
stime fatte fino ad allora dagli esperti e dai rilevamenti pluviometrici. «Quei
quatto milioni e mezzo d'acqua, corrispondenti a
( da "Nazione, La (La Spezia)" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
LUNIGIANA pag. 7
PASSAPORTO equino troppo caro per i piccoli allevatori della Lunigiana. Solo il
5... PASSAPORTO equino troppo caro per i piccoli allevatori della Lunigiana.
Solo il 5% delle 700 aziende agricole registrate in provincia di Massa (80% è
in Lunigiana) che hanno detto di possedere un equide, possono godere
dell'agevolazione per ottenere il «passaporto» (una sorta di carta d'identità)
che gli permette di pagare 18 euro (15+Iva) per ogni cavallo, mulo, asino, al
posto dei 66 (55+Iva) per equini e i 48 (40+Iva) per asini e muli. Una bella
differenza. Poco importa se si tratta di un cavallo destinato al maneggio, di
un puledro destinato al macellaio, o di un asino impiegato per arare i campi e
portare legna. La discriminazione arriva dal regolamento sull'anagrafe equina
attivo dal 1 luglio 2007 che prevede che cavalli, asini, muli e bardotti siano
iscritti a un registro gestito dall'Associazione italiana allevatori attraverso
le Apa provinciali. E fino a qui nulla di strano. Il censimento permetterà di
conoscere quanti e quali cavalli e animali, agricoli e da macello, sono
presenti così da avere un quadro completo. Censimento che sarà migliorato con
l'arrivo, dal 1 gennaio 2010, del microchip applicato a ogni equide destinato
alla produzione di alimenti. Sono oltre cento gli allevatori equini tra Massa,
Carrara e la Lunigiana (dove si trova il grosso dell'allevamento) con oltre
2000 capi destinati alla produzione di carne. E i numeri variano sempre con il
progressivo censimento e il reinserimento dell'asino nelle attività agricole in
sostituzione di altri animali. Il problema evidenzia Coldiretti nasce
nell'applicazione di un regolamento che penalizza i piccoli allevatori. C'è
agevolazione dove sono presenti più di dieci fattrici, mentre nelle aziende dove
sono presenti da uno a nove cavalli da macello o da uno a nove asinelli, il
costo del passaporto è di 66 euro. In Lunigiana ci sono aziende con uno, due
animali e questo significa tagliare le gambe alla micro-impresa, incentivarne
la chiusura o scoraggiarne di nuove. Dove ci sono grandi allevamenti è, al
contrario, un vantaggio. Chi ha i numeri analizza Vincenzo Tongiani, presidente
provinciale Coldiretti risparmia, chi non lì ha, come i piccoli agricoltori, ci
perde». Per Coldiretti basterebbe abbassare il tetto del numero di
equidi-fattrici per ottenere l'agevolazione a cinque. «In questo caso oltre il
50% delle imprese della Lunigiana potrebbero risparmiare. In
tempo di crisi la burocrazia e i regolamenti discriminatori possono essere un costo fatale».
L'Apa sostiene Coldiretti. «Non è un costo imputabile a noi spiega Achille
Guastalli, direttore provinciale o al servizio da noi svolto di semplice tenuta
del registro. Ma c'è da tenere conto anche del fatto che il passaporto
si paga una sola volta nel corso della vita dell'equide. Di contro è vero che
in Lunigiana solo una decina di aziende possono ora godere delle agevolazioni.
Il resto resta fuori».
( da "Mattino di Padova, Il" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
dall'inviato Vendice
Lecis Berlusconi: «Abbiamo dato soldi veri» Il Cavaliere replica alle richieste
della Marcegaglia Domani l'incontro: fatto tutto quello che serviva «Siamo
intervenuti con tempestività Ho sempre speso i fondi pubblici come se fossero i
miei» CERNOBBIO. Un discorso di oltre un'ora dedicato quasi esclusivamente alla
puntigliosa elencazione del lavoro del governo e rivendicando successi
personali in politica estera. Al forum della Confcommercio, Silvio Berlusconi,
reagendo alle sollecitazioni di Confindustria e alle critiche dell'opposizione,
ha comunque sottolineato che il suo gabinetto ha «fatto tutto quello che doveva
fare con tempestività». Anzi «più degli altri paesi». Il premier ha confermato
che domani incontrerà la presidente di Confindustria Marcegaglia e alle sue
richieste «di soldi veri», confermerà di averli già versati: «Spendo i soldi
pubblici esattamente come se fossero miei», perché «bisogna stare assolutamente
attenti» quando si parla di conti pubblici. «Voglio dire ad Emma Marcegaglia -
ha aggiunto - che abbiamo dato soldi veri per sostenere interi settori
industriali, come l'automobile. Abbiamo messo da parte nove miliardi di euro
per gli ammortizzatori sociali. Fatto interventi per le banche, in modo che
possano continuare a fare il loro lavoro e consentire alle imprese di
continuare ad investire». Al decimo forum di Cernobbio, davanti alla platea
della Confcommercio di Carlo Sangalli, Berlusconi alle richieste delle
categorie sociali ha risposto con rassicurazioni e impegni. «Sono bloccato - ha
ammesso - da un 106% di debito rispetto al pil e non sappiamo quanto dobbiamo
pagare in più di interessi». Anche sui ritardi dei pagamenti del pubblico verso
le imprese ha confermato che «stiamo urlando per accelerarli» ma la colpa è della burocrazia. Berlusconi ha spiegato le difficoltà sul piano casa: «Bossi
aveva capito che fosse fatto per privilegiare gli immigrati. Quando gli è stato
spiegato, abbiamo avuto un'adesione entusiastica dalla Lega». Berlusconi ha
giustificato l'atteggiamento prudente delle banche verso le imprese:
«Mettiamoci nei loro panni. Se devono dare una linea di credito, ci deve
essere una possibilità vicina al cento per cento che chi lo riceve lo
restituisca». Ha, successivamente, lodato Cisl e Uil «che stanno dando
veramente un forte sostegno, responsabile e razionale all'azione del governo».
Ma al presidente del consiglio premeva mettere in evidenza la sua
«soddisfazione assoluta verso il governo, fatta di ministri giovani,
appassionati e intelligenti». Su tutti svetta il ministro Alfano per la riforma
della giustizia civile e per la questione delle intercettazioni. «Dobbiamo
purtroppo fare i conti con la politicizzazione di una parte della magistratura»
che, anche per alcune inchieste su maxi cantieri, ha superato «ogni limite
ragionevole. Ma modificheremo questa situazione patologica». Tra i promossi del
governo c'è Maria Vittoria Brambilla che, da sottosegretario, diventerà
ministro del Turismo. Anche per Maria Stella Gelmini ci sono state parole di
forte elogio «perché sta cambiando l'università diventata ormai un sistema di
ammortizzatori sociali in cui ogni professore ha un parente». A proposito nel voto
parlamentare ai soli capigruppo, ha spiegato che si trattava «solo una
provocazione, un paradosso». Berlusconi però ha riproposto un suo cavallo di
battaglia: «Oggi chi va al governo si trova nell'impossibilità di intervenire»
confermando l'utilizzo frequente dei decreti.
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
16-03-2009)
Pubblicato anche in: (Giorno, Il (Milano))
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PRIMO PIANO pag. 2
PIÙ REGOLE per mettere ordine nel caos economico o più stimoli per fronteggiare
la... PIÙ REGOLE per mettere ordine nel caos economico o più stimoli per
fronteggiare la crisi? Su questo interrogativo poggiano le divisioni nel G20,
le 20 nazioni che rappresentano circa l'85% dell'economia mondiale. Chi, come
Tremonti, propende per le regole, non vuole che finiscano in soffitta princìpi
e pratiche di governo per accorciare la mano pubblica e allungare il collo alla
crescita economica. Gli interventisti, invece, puntano ad aprire le dighe delle
casse statali per inondare con pacchetti di stimolo i terreni dell'economia
arsi dalla crisi. Nel 2009, la Cina metterebbe in moto interventi pubblici pari
al 7% del Pil. Gli stimoli portati dal vento fresco di Obama varrebbero il
2,9%. Per l'Unione Europea, l'impegno parrebbe più modesto: 0,9% rispetto
all'1,2-1,5% auspicato dalla Commissione europea. Nell'Ue, sul campo della
Grande Recessione giocano due squadre. La prima, allenata dal Cancelliere
tedesco, allinea i paesi nordici e due dell'Est: Polonia e Repubblica Ceca.
Tutti intenzionati a mantenere una mano ferma sulla politica fiscale e
monetaria. L'allenatore tedesco con un debito per il 2009 nell'ordine del 69,8%
del Pil e un deficit del 2,9% somiglia al mitico Nereo Rocco del Milan: tattica
di difesa e contropiede. L'altra équipe, allenata dal Presidente francese, è
formata dagli spendaccioni pubblici d'Europa: Portogallo, Grecia e Spagna, con
la new entry Irlanda e un punto di domanda sull'Italia. L'allenatore francese è
per una squadra d'attacco: spesa pubblica di vasta portata. In Italia, lo stile
del ministro dell'economia Tremonti ricorda quello di Lewis Douglas, il primo direttore
del bilancio dell'era roosveltiana, che teneva ferma la spesa federale mentre
la nazione si arrotolava nella depressione. Tremonti potrebbe entrare
nell'équipe Merkel. In campo avverso, per il primo ministro
ceco Topolanek burocrazia,
errori e uso perverso sono detriti portati dalla marea di denaro pubblico.
Intanto, come un giocatore del team Sarkozy, ha varato un consistente pacchetto
di stimoli. Chi vincesse tra la Merkel o Sarkozy non dovrebbe lasciare spazio a
politiche corporative che rimpiazzino le forze del mercato coi negoziati tra
lobby sindacali, professionali e industriali. Non dimentichiamoci che il
corporativismo ha paralizzato l'economia italiana.
( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del
16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
FERRARA PROVINCIA
pag.
( da "Giorno, Il (Milano)" del 16-03-2009)
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CRONACA MILANO pag. 2 Mancano le aree per Fido È colpa della burocrazia NEI PARCHI E NEI GIARDINI di
ALBINA OLIVATI MILANO MANCANO 91 aree per cani e da otto mesi non se ne
realizza una. Il problema diventerà sempre più evidente col passare delle
settimane e l'arrivo della bella stagione. Pochi spazi per fido significano infatti
più conflitti tra proprietari e resto del mondo. A oggi, quelli
riservati a bassotti, pit bull e meticci sono 220, suddivisi nelle nove zone
cittadine. Il primato per la superficie più vasta va alla 7 (Porta
Vercellina-Baggio). Fabrizio De Pasquale, presidente della commissione Parchi
del Comune, dà la colpa dello stallo alle lungaggini burocratiche: «Le
procedure si sono appesantite, prima bastavano le indicazioni del settore
Parchi e Giardini, che recuperava i pareri dei Consigli di zona e dei cittadini,
adesso sembra che si debba costruire un centro commerciale». LE 91 AREE, in
attesa di essere approntate, sono già progettate, ma ferme. Intanto, le
richieste si fanno sempre più pressanti, anche perché la popolazione canina è
in aumento (i migliori amici meneghini sono circa 120 mila). Uno spazio
dedicato ai cani costa dai 40 ai 50 mila euro. Dobbiamo calcolare lo
spostamento della terra, la recinzione e poi l'arredo. «Realizzare le aree
significa eliminare la conflittualità tra chi ha i cani e chi porta al parco i
bambini o vuole restarsene tranquillo» De Pasquale continua, spiegando che
oggi, grazie all'esperienza maturata, è cambiato anche il modo di concepirle.
Ad esempio, di piccole non se ne fanno più, per ovvie ragioni, mentre si è
cominciato a realizzarne nei grandi parchi, quando prima passava il concetto
(sbagliato) che in quei luoghi non ce ne fosse bisogno. In ultimo, si dà molta
importanza al come attrezzarle, per cui deve esserci il distributore dei
sacchettini e non devono mancare le panchine per i proprietari, i recinti
devono essere più solidi e l'Amsa passare più spesso. Tra i quartieri che
aspettano un'area nuova c'è il Feltre, poi ai parchi Alessandrini e Teramo,
mentre va spostata quella di via Vigoni ormai insufficiente. Nuove aree vanno
aggiunte ai giardini di via Palestro e al Parco Sempione. Avere più spazi
delimitati non è solo un'esigenza di fido, ma di tutti coloro che frequentano i
parchi. Anzi, a voler guardare, è più degli umani che non dei cani. Image:
20090316/foto/75.jpg
( da "Tirreno, Il" del 16-03-2009)
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Pagina 5 - Attualità
«Cara Emma, abbiamo già dato soldi veri» Berlusconi replica alla Marcegaglia.
Piano casa: ne parlo con Napolitano, poi il decreto Di fronte alla platea della
Confcommercio giustifica le banche: se prestano alle imprese devono essere
quasi sicure della restituzione DALL'INVIATO VINDICE LECIS CERNOBBIO. Un
discorso di oltre un'ora dedicato alla puntigliosa elencazione del lavoro del
governo, rivendicando successi personali in politica estera. Al forum della
Confcommercio di Cernobbio, Silvio Berlusconi ha detto che il suo gabinetto ha
«fatto tutto quello che doveva fare con tempestività». Anzi, «più degli altri
paesi». Il premier ha confermato che domani incontrerà la presidente di
Confindustria, Emma Marcegaglia, e alle sue richieste «di soldi veri»,
confermerà di averli già versati: «Spendo i soldi pubblici esattamente come se
fossero miei», perché «bisogna stare assolutamente attenti» quando si parla di
conti pubblici. «Voglio dire ad Emma Marcegaglia - ha aggiunto - che abbiamo
dato soldi veri per sostenere interi settori industriali, come per esempio
l'automobile. Abbiamo messo da parte nove miliardi di euro per gli
ammortizzatori sociali. Abbiamo fatto interventi per le banche, in modo che
possano continuare a fare il loro lavoro e consentire alle imprese di
continuare ad investire». Al decimo forum di Cernobbio, davanti alla platea non
certo ostile della Confcommercio di Carlo Sangalli, Berlusconi alle richieste
delle categorie sociali ha risposto con rassicurazioni e impegni. «Sono
bloccato - ha ammesso - da un 106 per cento di debito rispetto al pil e non
sappiamo quanto dobbiamo pagare in più di interessi». Anche sui ritardi dei
pagamenti del pubblico verso le imprese ha confermato che «stiamo urlando per
accelerarli» ma la colpa è della burocrazia. Berlusconi ha spiegato le difficoltà incontrate sul piano casa
annunciando comunque il decreto. Il pacchetto-casa è pronto e «venerdì pensiamo
di portarlo al Consiglio dei ministri». Domani o mercoledì il capo del governo
ne parlerà con il presidente della Repubblica, e, sempre in settimana,
dovrebbe essere in programma un passaggio con le Regioni per incassare l'ok sul
provvedimento. Le parole di Berlusconi, e in particolare l'intenzione di
parlare del provvedimento con Napolitano prima del varo, sembrano accreditare
la tesi che si tratterà di un decreto legge, come peraltro ipotizzato nei
giorni scorsi. Il premier ha aggiunto che non si «imbarbarisce un Paese solo
per aver concesso un 20-30 per cento di cubatura in più» per i proprietari «che
hanno visto crescere la famiglia» e che vogliono ingrandire la propria casa.
Berlusconi ha poi giustificato l'atteggiamento prudente delle banche verso le
imprese: «Mettiamoci nei loro panni. Se devono dare una linea di credito, ci
deve essere una possibilità vicina al cento per cento che chi lo riceve lo
restituisca». Ha, successivamente lodato Cisl e Uil «che stanno dando veramente
un forte sostegno, responsabile e razionale all'azione del governo». Ma al
premier premeva mettere in evidenza la sua «soddisfazione assoluta verso il
governo, fatta di ministri giovani, appassionati e intelligenti». Su tutti
svetta il ministro Alfano per la riforma della giustizia civile e per la
questione delle intercettazioni. «Dobbiamo purtroppo fare i conti con la
politicizzazione di una parte della magistratura» che, anche per alcune
inchieste su maxi cantieri, ha superato «ogni limite ragionevole. Ma
modificheremo questa situazione patologica». Tra i promossi c'è Michela
Vittoria Brambilla che, da sottosegretario, diventerà ministro del Turismo.
Anche per Maria Stella Gelmini ci sono state parole di elogio «perché sta
cambiando l'università diventata ormai un sistema di ammortizzatori sociali in
cui ogni professore ha il figlio, il cugino, l'amico del figlio, il cognato che
ha la cattedra con l'invenzione di un corso di laurea». A proposito del voto
parlamentare ai soli capigruppo, bocciato dall'opposizione e da Fini, ha
spiegato che si trattava «solo una provocazione, un paradosso» rspingendo le
accuse di essere «un nemico della democrazia». Berlusconi però ha riproposto un
suo cavallo di battaglia: «Oggi chi va al governo si trova nell'impossibilità
di intervenire» confermando l'utilizzo frequente dei decreti.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: IN PRIMO PIANO data: 2009-03-15 - pag: 3 autore: «L'emergenza è reale,
imprese a rischio» Marcegaglia: no al ritorno di uno statalismo invadente -
Telefonata con Berlusconi: martedì l'incontro Nicoletta Picchio PALERMO. Dal
nostro inviato Si è rivolta direttamente al presidente del Consiglio:
«Presidente Berlusconi, c'è bisogno che il Governo sia vicino alle imprese, che
ci dia una risposta. Non possiamo aspettare, servono soldi veri». L'appello di
Emma Mar-cegaglia, e la richiesta di un incontro a Palazzo Chigi, hanno avuto
un seguito immediato. Una telefonata a metà pomeriggio con il premier e la data
dell'appuntamento: martedì. In questi ultimi giorni l'allarme di Confindustria
è diventato sempre più drammatico: siamo in «emergenza». Non è una «boutade
mediatica », servono «interventi fermi, chiari e soprattutto rapidi ». Ma non
«dosi massicce di regolazione pubblica, di cui non abbiamo bisogno ». Lo ha
ripetuto ieri la Marcegaglia, concludendo il convegno biennale della Piccola
industria: «Migliaia di aziende sono a rischio chiusura, specie quelle del
Nord, che hanno esportato, hanno investito,magari indebitandosi. Imprese con
crolli di fatturato del 30, 40, 50% e un aumento degli insoluti del 30% muoiono
di asfissia finanziaria». E allora occorre un «patto a tre»: imprese, Governo e
banche. Le imprese devono patrimonializzarsi e investire, il Governo deve dare
sgravi fiscali a chi si patrimonializza e investe, le banche devono mantenere
il credito. I rischi, per gli istituti di credito, aumentano: ed è per questo
che secondo la Marcegaglia è indispensabile un «grande fondo di intervento di
garanzia », da 5 miliardi, come aveva chiesto venerdì il presidente della
Piccola, Giuseppe Morandini. Proprio perché il credito è per le aziende una
«questione di sopravvivenza » Confindustria non vuole assistere all'«ennesimo
conflitto tra istituzioni». Il riferimento è alle polemiche di questi giorni
tra il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, e il Governatore della Banda
d'Italia, Mario Draghi. «Basta conflitti», ha chiesto la Marcegaglia, insieme
alla massima collaborazione tra Governo, Bankitalia, banche e imprese.
Marcegaglia –che aveva avviato il suo intervento riconfermando la piena fiducia
a Ferruccio de Bortoli dopo la sua decisione di rinunciare alla presidenza
della Rai («è e sarà il nostro direttore del Sole 24 Ore») – ha ricordato gli
altri problemi: per esempio, la restituzione dei crediti delle imprese nei
confronti della Pa. «Lo Stato deve pagare, punto e basta». Su come, c'è
disponibilità al dialogo, che si tratti della Sace o di anticipazioni della
Cassa depositi e prestiti. Bisogna rilanciare le infrastrutture, e la
Marcegaglia si è preoccu-pata di non essere fraintesa: servono le grandi opere,
ma anche le piccole, quelle che possono partire subito. E si potrebbe derogare
per un anno dal patto di stabilità per i Comuni virtuosi, per far aprire i
cantieri. Altra misura urgente, incentivi alle aziende che investono in ricerca
e innovazione, un aumento del limite di compensazione tra crediti e debiti. Non
solo: servono le riforme strutturali, i tagli alla spesa
improduttiva, dalla burocrazia all'abolizione di enti inutili e delle province, «continuando
sulla strada imboccata dai ministri Brunetta e Alfano». Bene la decisione di
aumentare l'indennità di disoccupazione ai cocopro. «Gli ammortizzatori sociali
devono essere finanziati subito ». Se si faranno le cose giuste, si
potrebbero vedere segnali di ripresa già a fine anno. Ma servono «soldi veri».
Sì, esistono i problemi di bilancio pubblico ma c'è un'emergenza ancora più
importante: «Se migliaia di imprese chiudono, i disoccupati potranno anche
avere l'assegno, ma poi non avranno dove tornare a lavorare». è in gioco la
tenuta sociale del Paese. Di una cosa la Marcegaglia è convinta: non sarà un
«neo-statalismo disordinato e invadente » a riportare l'Italia a una crescita
«sana e duratura ».I guai non sono«figli dell'eccesso di mercato ». Si devono
«ai politici e ai regolatori che hanno sbagliato e che hanno portato agli
eccessi della finanza». Serve un nuovo «legal standard». E la Marcegaglia
rivendica un coinvolgimento delle imprese: «Abbiamo già sperimentato sulla
nostra pelle la rigidità di Basilea 2». Guai se riscrivere le regole volesse
dire una restrizione del credito. E comunque: «Attenzione a cambiare oggi i
criteri patrimoniali delle banche quando stanno già riducendo la loro esposizione
verso le imprese ». “ GLI ECCESSI DELLA FINANZA «I guai non sono figli
dell'eccesso di mercato. Si devono a politici e regolatori che hanno sbagliato»
PATTO A TRE «Le aziende aumentino i mezzi propri, il Governo dia sgravi fiscali
a chi investe e patrimonializza, le banche diano credito» BASTA CONFLITTI
«Vogliamo vedere la massima collaborazione tra Esecutivo, Banca d'Italia,
istituti di credito e imprese» L'allarme delle imprese. Emma Marcegaglia,
presidente di Confindustria, ha richiamato l'attenzione del Governo su quella
che definisce «un'emergenza vera» che va affrontata con «soldi veri»
IMAGOECONOMICA
( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: MONDO data: 2009-03-15 - pag: 9 autore: Nel Paese dov'è nato Skype
l'elettronica ha quasi totalmente soppiantato la carta L'Eldorado di internet,
così vulnerabile TALLINN. Dal nostro inviato «Ecco, questa è la mia carta
d'identità». Sten Tamkivi ha un'aria informale come tutti nel quartier generale
di Skypea Tallinn. Lui però è il capo, il Ceo estone del gruppo informatico
acquisito da e- Bay ma cheè nato in questa città, dal cervello di un gruppo di
giovani studenti. Quella che porge sembra una carta di credito con un microchip
incorporato, ma in realtà è molto di più: un rettangolo di plastica che spiega
perché il centro della Nato sulla cyberdifesa sorge a pochi chilometri da qui e
non in Germania, Gran Bretagna o Stati Uniti. L'Estonia è l'Eldorado europeo di
internet. Il 66% della popolazione utilizza il web. I pc sono nel 55% delle
case e il 91% è collegato alla rete. Il 98% delle transazioni bancarie viene
effettuato elettronicamente. Internet è ovunque. Ma senza internet l'Estonia si
ferma. Tamkivi accende un computer e sorride: «Le faccio vedere come funziona».
Si collega al portale dello Stato e digita il numero della sua carta di
identità, la sua firma elettronica, quella che gli aprirà decine di porte.
Piazza il cellulare sulla scrivania e aggiunge: «E ora aspettiamo qualche
secondo». Cinque, non di più, e un bip segnala un messaggio. «Chiedono conferma
che chi ha digitato le cifre sia effettivamente io. La Sim del mio telefono ha
un chip con la mia firma elettronica, che equivale in tutto e per tutto a
quella della carta d'identità. Ora confermo che sono proprio io, Sten Tamkivi».
Il portale si apre ed è come se si spalancasse un Paese intero, qui, nel tepore
della piccola sala riunioni di Skype. Tamkivi è un fiume in piena: «Attraverso
questo sito posso registrare la nascita di un figlio. Posso iscriverlo a
scuola, controllare presenze e voti. Posso pagare le tasse, votare, verificare
i contributi previdenziali. Dimenticavo, posso controllare anche chi ha chiesto
informazioni sul mio conto perché qui tutto è tracciato e trasparente». Anche i
cellulari in Estonia stanno conquistando un ruolo importante grazie alla firma
elettronica presente nelle Sim card, accettata da tutti perché chi garantisce
sull'identità dell'utilizzatore è il Governo. Così Tamkivi si rigira tra le
mani il telefonino e lo guarda quasi con riconoscenza. «Con questo posso pagare
il parcheggio. Quando vado al pub a bere una birra o quando compro il giornale
non mi servono spiccioli: per cifre fino a sei euro posso pagare con il
telefonino. Digito il numero del titolare del bar o dell'edicola e l'accredito
è immediato. E dalle prossime elezioni, con questa scatoletta, potrò anche votare».
Ma come ha fatto la piccola Estonia a bruciare le tappe? Tamkivi ha già la
risposta pronta: «Quando abbiamo riconquistato l'indipendenza nel 1991 il Paese
non aveva infrastrutture. Ma avevamo giovani competenti formati negli anni di
occupazione sovietica. Siamo partiti da zero ed è stato un vantaggio. Quando
nel resto del mondo si usavano solo gli assegni per pagare, noi avevano già
l'internet banking». Anche le riunioni del Consiglio dei ministri si svolgono
senza fogli carta. Tutti hanno un computer e le decisioni vengono prese
utilizzando soltanto il web: migliaia di alberi in meno da tagliare e una burocrazia ridotta al minimo. «Certamente internet è un
vantaggio - sintetizza Tamel Tammet, docente di informatica all'Università di
tecnologia di Tallinn – ma una società così profondamente integrata alla rete
può essere un rischio». è il motivo che ha spinto l'Università a organizzare un
master sulla sicurezza informatica, che partirà in autunno, con la
collaborazione del centro per la cyberdifesa della Nato. «Soprattutto un
vantaggio», chiosa il Ceo di Skype con un sorriso sardonico. «Sa quanto impiega
il Fisco estone a restituire un credito d'imposta?Due giorni». An.Mi. TRA
COMPUTER E CELLULARE Si può votare o iscrivere un figlio a scuola via web, con
il telefonino si pagano le piccole spese - Il rischio è la fragilità della rete
( da "Corriere della Sera" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2009-03-16 num: - pag: 5
categoria: REDAZIONALE Iter Otto mesi per il via libera ai progetti. «Intervenga il Comune» Parchi «vittime» della burocrazia Bloccate 90 nuove aree cani
Tempi lunghi per le aree cani. «L'iter per ottenere il via libera è passato da
due a otto mesi», denuncia il consigliere comunale di Forza Italia, Fabrizio De
Pasquale. Il motivo? «Sono cambiate le procedure. Ora per ottenere il sì
è necessario elaborare piani che richiedono pareri e dati molti precisi e
dettagliati. Ad esempio è richiesto il parere positivo persino del garante
degli animali. Lungaggini burocratiche che rischiano di congelare i progetti
giacenti». Che sono tanti. Più di novanta nuove aree che attendono il via
libera. «Se non si fanno subito si rischia di perdere un anno e di slittare
all'anno prossimo », spiega De Pasquale che a Palazzo Marino è anche presidente
della Commissione Parchi e Giardini. A Milano sono 220 le aree già realizzate.
«è un modello che funziona e che evita che nascano conflitti tra i proprietari
degli oltre centomila cani milanesi e chi invece al parco ci va per farci una
passeggiata o per far respirare aria buona ai propri bambini ». Precisazione
d'obbligo: «L'assessore Maurizio Cadeo non è minimamente responsabile. è un
problema burocratico, su cui bisogna intervenire. Entro la settimana deve
arrivare una risposta che dia il via libera ai progetti». Messaggio finale
chiaro: «Non ci vuole Renzo Piano per delimitare uno spazio verde». A.Se.
( da "Tempo, Il" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
stampa Dalla prima
pagina Fuori dalla crisi puntando su meriti e sviluppo Anzi, secondo le
previsioni di alcuni studiosi del problema, la riduzione sarà superiore al 3%.
Nel Molise, la crescita dimensionale delle piccole imprese non è stata affrontata;
il complesso produttivo, per la gran parte, è rimasto vetusto, poco aggregato e
carente di scelte in funzione della crescita. La scienza economica e la tecnica
industriale ci suggeriscono che non può esserci sviluppo in un sistema statico,
anzi in regressione, carente di riforme strutturali, dove si preferiscono le
"riforme virtuali" che esistono solo in potenza e che non attuano le
trasformazioni volte a dare maggiore ordine e concretezza al sistema. Il
Molise, ha bisogno di investimenti straordinari ed efficaci per uscire
dall'attuale situazione di crisi. Le eccessive tutele politiche hanno generato
una società bloccata e priva di ricambio politico. Occorre una nuova tensione
complessiva che renda più elastico l'intero sistema poiché siamo di fronte ad
un bisogno collettivo di ripresa e di coordinamento maggiore degli interventi.
Da noi, i problemi strutturali da risolvere sono tanti e noti, si chiamano
infrastrutture; bonifica e riordino del territorio e del sistema delle acque; le comunicazioni, la burocrazia, il controllo della legalità, l'affarismo ed il nepotismo. Tutti
elementi contrari allo sviluppo e alla crescita dell'economia di una società
civile. È logico, allora, intervenire in tale situazione agendo sul ricambio
generazionale, valorizzando il merito e lo sviluppo. Sorge allora, il
bisogno di un rinnovamento sostanziale secondo il quale risulterà
indispensabile rimuovere l'attuale indirizzo socio-economico e sostituirlo con
riforme, e metodi legali, che siano decisivi nei contenuti e concilianti nello
stile e nell'approccio. La coesione sociale che deve rappresentare, nell'ambito
delle politiche pubbliche, il fattore di solidarietà e di equilibrio a garanzia
di tutti i cittadini (lavoro, sicurezza sociale, diritti dei lavoratori, pari
opportunità, lotta alla esclusione e alla discriminazione) in Molise non
primeggia, specie nella parte relativa alla tutela dei gruppi sociali più
deboli e più vulnerabili. Il Molise, come tutte le altre Regioni meridionali è
gravato da problemi antichi, ripetiamo, di natura strutturale e si trova ora
costretto ad affrontare una crisi di natura globale, che investe tutta
l'economia mondiale. Nell'economia produttiva molisana, il problema della
crescita e dello sviluppo è stato poco affrontato; tutto o quasi tutto rimane
allo status "quo ante": l'economia ristagna, il complesso produttivo
rimane alquanto vetusto, poco aggregato e carente di scelta in funzione dello
sviluppo, nulla lascia intravedere nel breve periodo, l'inizio di un
riequilibrio di "natura strutturale".
( da "Secolo XIX, Il" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
«Impiegare
nell'agricoltura chi è in cassa integrazione» stagione record
dell'olivicoltura: il presidente del consorzio lancia la proposta Centomila
quintali di olive raccolti per 15 milioni di euro di olio prodotto. «Ma con
altra manodopera si può fare anche meglio» 16/03/2009 «L'OLIVICOLTURA può
combattere la crisi». Lo sostiene Francesco Bruzzo, presidente del Consorzio di
tutela dell'olio extravergine Dop Riviera ligure, entrando nel dibattito sulla
difficile congiuntura economica che si è abbattuta anche sulle aziende del
Levante. «Con interventi mirati, ma soprattutto, una volta tanto, coraggiosi e
intelligenti si potrebbe affrontare la crisi recuperando mano d'opera in cassa
integrazione - dice Bruzzo - Nei recenti dibattiti promossi dalle istituzioni
nel Tigullio sul monitoraggio delle difficoltà che stiamo attraversando, molto
opportuno é stato il monito di chi invita a favorire gli investimenti
innovativi pubblici e privati per garantire un'occupazione oggi e prepararsi al
domani, a crisi risolta, con aziende e strutture rinnovate». Francesco Bruzzo
parte dai numeri record della campagna olivicola 2008/2009 che si è svolta
dalla fine di ottobre al mese di febbraio, con qualche residuo ancora in corso.
Centomila i quintali di olive raccolti, duemila gli ettari coltivati a oliveto,
da Nervi a Moneglia, 13 i frantoi che svolgono attività di servizio a terzi,
imprecisato il numero di impianti privati di dimensione aziendale, 18 mila i
quintali di olio ottenuti in buona parte extravergine, 15 milioni di euro il
valore dell'olio prodotto («Se fossimo più bravi a commercializzarlo - precisa
Bruzzo - il valore ottenuto potrebbe aumentare del 50 per cento»), 1,8 milioni
di euro il prezzo pagato dai produttori per la trasformazione delle olive in
olio, 100 mila le giornate destinate alla raccolta, 5 milioni di euro il costo
della mano d'opera. «Questi dati servono a far capire l'importanza e il
potenziale di un fenomeno, quello olivicolo, che é stato lasciato troppe volte
al caso o in balia degli eventi naturali, ossia delle annate di carica e scarica
e degli attacchi della mosca olearia - spiega Bruzzo - L'olivicoltura ligure,
sconta 40 anni di manutenzione straordinaria, carente, che non solo ha generato
scarsa produttività rispetto al potenziale, ma ha prodotto un pericoloso
dissesto idrogeologico e un grave inquinamento ambientale derivante
dall'abbandono di molto territorio, oggi pervaso dai rovi fonte di incendi e
rifugio di insetti nocivi e incontrollabili anche dai pesticidi». Da qui l'idea
di trovare una soluzione dal duplice obiettivo: sostenere l'olivicoltura di
qualità, recuperare il territorio e proteggerlo dai dissesti, dare una risposta
alle esigenze dei precari e delle persone escluse - o temporaneamente sospese -
dal mercato del lavoro. «Con l'impiego di mano d'opera in cassa integrazione -
aggiunge il presidente del Consorzio di tutela dell'olio extravergine Dop
Riviera ligure - o persone socialmente assistite si recupererebbero risorse
economiche. Per farlo occorre, però, attivare interventi speciali finalizzati
alla manutenzione straordinaria del territorio olivetato, alla viabilità
interaziendale (da rendere obbligatoria), alla potenzialità di irrigazione,
alla potatura di riforma, all'acquisto di mezzi tecnologicamente avanzati per
abbattere i costi futuri». Bruzzo fa riferimento a quel che accadde dopo la
gelata del 1985, quando venne stanziato un contributo per ogni ettaro di
coltura. «Azioni possibili - aggiunge Francesco Bruzzo - liberalizzando
la burocrazia, finalizzate
a interventi fondamentali, per veder rifiorire questa parte della liguria
costiera. Malgrado la carenza legislativa, molte di queste cose stanno già
avvenendo a causa della crisi in atto: la poderosa partecipazione alla raccolta
stagionale e la potatura che sta iniziando ovunque lo dimostra in maniera
chiara. Proprio per questo un incentivo al settore creerebbe un volano
importantissimo di cui beneficeremmo tutti per i prossimi 20 anni». La
crescente attenzione verso l'agricoltura e un parziale ritorno dei giovani alle
attività rurali è testimoniato anche dalle aperture di nuovi frantoi, come
quello di Mezzanego, inaugurato nel pieno della stagione olivicola. DEBORA
BADINELLI badinelli@ilsecoloxix.it 16/03/2009
( da "Secolo XIX, Il" del 16-03-2009)
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Edilizia, il
governoprepara il decreto Domani la presentazione a Napolitano, venerdì il voto
in Consiglio Roma. Arriva il piano casa per decreto. L'annuncio è di Silvio
Berlusconi, che ha vinto le ultime resistenze tra i ministri: «Il provvedimento
è ormai pronto. E venerdì pensiamo di portarlo al Consiglio dei ministri».
Tutto è pronto quindi per un decreto, che domani o mercoledì sarà illustrato
preventivamente al Capo dello Stato per evitare i problemi che potrebbero
sorgere sulla natura del provvedimento d'urgenza utilizzato per mettere in
campo le misure sulle ristrutturazioni edilizie. Una scelta, il decreto, che è
stata molto caldeggiata da Berlusconi, convinto che il piano casa sia un
formidabile antidoto contro la crisi. Da qui l'urgenza e l'accelerazione
impressa dal premier: «Non serve una legge approvata tra un anno», ha spiegato
il Cavaliere ai ministri. «Secondo i nostri dati, il 30%dei proprietari di casa
usufruirà del piano», ha detto Berlusconi. Il che dovrebbe portare «60 miliardi
di lavori». Dopo l'avvio dell'esame al Consiglio dei ministri di venerdì
scorso, il governo procederà ora a tappe forzate: la bozza del decreto salirà
al Quirinale, approderà sul tavolo delle Regioni (si tratta, infatti, di una
legge quadro) e infine riceverà il via libera del governo. Appianati anche i
problemi posti, in un primo momento, dalla Lega: «Da Bossi e dai suoi abbiamo
avuto un'adesione entusiastica. Bossi aveva capito che piano rischiasse di
privilegiare gli immigrati rispetto agli italiani ma era tutto un altro
capitolo», ha sostenuto il premier. Se il Capo dello Stato non solleverà
obiezioni, non ci saranno quindi altri ostacoli e il piano decollerà in
settimana. Resta duro il giudizio del Pd: «È una norma demagogica, fatta per
devastare il paesaggio», per Dario Franceschini. «Siamo d'accordo sulla
semplificazione delle procedure ed è vero che, nelle città, ci sono edifici
brutti che potrebbero essere demoliti e ricostruiti più belli e con criteri
ecosostenibili. Ma non possiamo accettare una norma demagogica che consente
automaticamente a tutti gli edifici un ampliamento del 20 per cento», ha
spiegato il leader del Pd. Di fronte alle accuse di spinare la strada agli
abusi, Berlusconi ha difeso il suo piano di rilancio dei cantieri privati «Ho
molta fiducia -ha detto il Cavaliere - nel senso estetico degli italiani, che
non è quello degli anni 40 o 50. È molto migliorato. Ho molta fiducia nel senso
di responsabilità dei professionisti che saranno chiamati a firmare i relativi
progetti». In ogni caso, prima del via libera, il governo «sta andando molto in
profondità per essere certo che non si favorisca l'abusivismo». Preceduto da
polemiche e sospetti, il testo di legge farà ancora discutere nei prossimi
giorni, anche perché si tratta di un testo quadro che dovrà essere adottato
dalle Regioni favorevoli. I punti cardine della bozza di nove articoli sono
due: l'ampliamento fino al 20% di edifici esistenti e la possibilità di
demolire le case edificate prima del 1989 ricostruendole anche su un'area
diversa con la facoltà di ampliare l'edificio del 30% arrivando al 35% se si
usano tecniche di bioedilizia o si impiegano energie rinnovabili. Il governo
concederà sconti fiscali prevedendo una riduzione delle imposte del 20%, che
potrà arrivare al 60% per i proprietari di prime case e per i parenti fino al
terzo grado. Il testo in arrivo dovrebbe consentire lavori di ampliamento in
deroga ai vincoli urbanistici e ai piani regolatori, se c'è l'autorizzazione da
parte delle Regioni. E c'è di più. Nel caso in cui l'ampliamento del 20% del
fabbricato risulti materialmente e giuridicamente impossibile, il rimedio c'è:
in base all'articolo 2, «potrà anche concedersi la costruzione di un corpo
edilizio separato, avente però carattere accessorio». Non solo sarà possibile
realizzare verande sui balconi e stanze aggiuntive ma anche casette o garage
separati dall'edificio centrale si potranno costruire con il solo vincolo del
20% di aumento volumetrico concesso. Gli sconti fiscali sui contributi di
costruzione sono corposi: arriveranno fino al 60% se l'edificio o
l'appartamento è la prima abitazione del proprietario o di un partente o affine
fino al terzo grado. Quanto alla burocrazia, le attuali autorizzazioni dovrebbero essere sostituite da una
perizia giurata, che sarà però accompagnata da maggiori controlli sugli abusi e
pene più severe per chi certifica il falso. Michele Lombardi
lombardi@ilsecoloxix.it 16/03/2009 il lungo confrontoIl testo, prima di essere
approvato, dovrà essere sottoposto alle Regioni. Ammesso che il Capo di
Stato sia favorevole 16/03/2009
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
16-03-2009)
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Prov Medio Camp
Pagina 3051 S. Gavino. Il progetto iniziale prevedeva un hotel con 24 posti
letto in via Umberto Albergo affossato dalla burocrazia
S. Gavino.. Il progetto iniziale prevedeva un hotel con 24 posti letto in via
Umberto I fratelli Lixi: manca la licenza, ne apriremo uno più piccolo --> I
fratelli Lixi: manca la licenza, ne apriremo uno più piccolo I titolari,
fratelli Lixi: «In altri Comuni del circondario come Sardara e Guspini i
vincoli sono stati superati». Realizzare un hotel nel cuore del paese. È questo
il sogno dei fratelli Adriano e Mauro Lixi che ha preso piede nel 2005, ma che
ad oggi non si è ancora concretizzato. Il motivo? Non la mancanza di buona
volontà e la voglia di fare dei due imprenditori (ne apriranno uno più
piccolo), ma le assurde lungaggini della burocrazia e
le tante promesse della politica. «Abbiamo avuto questa idea nel 2005», spiega
Mauro Lixi, di professione muratore, «e nell'agosto del 2006 ho presentato al
Comune la richiesta per una concessione edilizia. Il progetto è stato approvato
dalla commissione edilizia, ma non è arrivata subito una risposta. Poi a
novembre dello stesso anno è entrato in vigore il piano paesaggistico regionale
ed è stato sospeso tutto, ma in tre mesi la domanda è rimasta ferma e non è
arrivata nessuna risposta. In altri Comuni del circondario come Sardara e
Guspini i vincoli sono stati superati». Di qui l'inizio di un incubo tra la
speranza che la situazione si risolvesse al più presto e la determinazione dei
due fratelli. «Mi sono rivolto direttamente al Consiglio di Stato nel 2007
anche se non ho avuto ancora una risposta. Il ricorso fino ad oggi», rimarca
Mauro Lixi, «mi è costato più di 20 mila euro e il legale sta ancora seguendo
la vicenda». Il progetto iniziale prevedeva la nascita di un albergo con 24
posti letto in via Umberto all'angolo con via Monreale. «Questa idea», aggiunge
Adriano Lixi, dipendente di un'agenzia viaggi, «è nata partendo dalla
convinzione della centralità geografica di San Gavino per tutto il circondario.
Avremo potuto ospitare i dipendenti di aziende come la Keller, i lavoratori
delle ditte del cantiere ferroviario che hanno dovuto cercare alloggio altrove,
le compagnie teatrali a cui si aggiungono gli immigrati. Ma l'allora
responsabile dell'ufficio tecnico ha fatto di tutto per creare intoppi
burocratici. È stato infranto il nostro sogno di far soggiornare le piccole
comitive. Anche ad aprile è arrivato un gruppo di svedesi venuti in Sardegna
per vedere le erbe botaniche». Il danno è stato enorme e ha comportato anche la
perdita di un finanziamento regionale destinato all'edilizia alberghiera di 1
milione e 200 mila euro. «Non ci è stato assegnato», spiega Mauro Lixi, «perché
mancava la concessione edilizia. Adesso, nonostante tutto, abbiamo rinunciato
al progetto iniziale e con la dichiarazione di inizio attività (Dia) ho potuto
ristrutturare l'edificio esistente. Tra pochi mesi apriremo l'albergo che avrà
meno stanze (18 posti letto) rispetto a quelle previste. È stato creato un
danno anche all'economia del paese perché avremo investito tutti quei soldi».
La rabbia è tanta e, oltre ai danni economici, ci sono anche quelli psicologici
e sociali. «Gli amministratori locali ci hanno sempre promesso un loro
intervento: ma che fine hanno fatto? La politica ci ha ammazzato. Adesso quando
la struttura aprirà lavoreranno a regime tre persone. Abbiamo già pagato al
Comune 17.500 euro per la monetizzazione del parcheggio destinato all'hotel».
Insomma solo la testardaggine ha permesso ai due fratelli di andare avanti:
«L'hotel si chiamerà Crocus, con un riferimento allo zafferano, e metteremo
nella struttura anche una esposizione di prodotti locali». GIGI PITTAU
( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del
16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore del
lunedì sezione: IMMIGRAZIONE data: 2009-03-16 - pag: 12 autore: Seconde
generazioni La trappola burocratica scatta dopo la laurea di Carlo Giorgi I l
master di studi all'estero gli è negato. Come prendere la patente o andare in
vacanza oltre confine, attività consuete per i loro coetanei. Mentre, per
trovare la prima occupazione, devono affrontare una vera e propria corsa a
ostacoli. è la sorte di migliaia di studenti universitari immigrati alle prese,
in Italia, con il rinnovo del permesso di soggiorno. Nell'anno accademico
2007/08 sono stati 51.790 gli iscritti stranieri alle nostre università, di cui
11.498 le matricole. Se gli universitari stranieri sono in aumento (più 9%
rispetto all'anno precedente), non lo è, però, l'attenzione
riservata dalla burocrazia
a questo segmento "di qualità" dell'universo immigrato:laureati
stranieri di lingua italiana che, inseriti nel mondo del lavoro, potrebbero
dare un contributo importante ad aziende e imprese commerciali. Secondo la
segreteria studenti stranieri dell'Università La Sapienza di Roma, che si
occupa di alcune migliaia di universitari non italiani, circa il 30% di
loro studia, frequenta e dà esami, vivendo in un limbo amministrativo, in
attesa del rinnovo del permesso. E sono molti gli studenti stranieri che stanno
segnalando la propria vicenda all'indirizzo messo a disposizione del Sole 24
Ore. «Sono laureata in Scienze politiche presso l'Università Roma Tre e
frequento il secondo biennio – racconta Elena Lyemeyeskho, 24 anni e dall'età
di
( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del
16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore del
lunedì sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2009-03-16 - pag: 10 autore:
Giustizia. Si stanno diffondendo sperimentazioni e nuovi progetti per
migliorare la qualità del servizio Uffici giudiziari, prove di efficienza Il
Fondo sociale europeo mette a disposizione 20 milioni per le «best practices»
Uffici giudiziari, Csm, ministero. Eccolo il "triangolo delle Bermude"
della giustizia italiana, quell'area politico-burocratica che- come si vuole
per il mare caraibico in cui svanirebbero aerei e navi - per decenni ha
inghiottito ogni sforzo di rinnovamento. La raffigurazione di questo fenomeno è
stata evocata in un recente convegno milanese, in cui pure si confrontavano i
protagonisti più attivi dei numerosi esperimenti di cambiamento in corso. I tre
vertici che delineano quest'area dagli influssi tanto perversi sono dunque la
rete delle migliaia di Uffici giudiziari del front office del servizio; il
Consiglio superiore della magistratura, che regola la vita delle circa 10mila
toghe in servizio; infine il ministero della Giu-stizia, che domina le risorse
e governa le circa 40mila unità del personale amministrativo. Fino a oggi, espressioni
come "analisi condivise", "decisioni concordate",
"programmazione", "obiettivi" sono rimaste vuote di
significato, nonostante i tre protagonisti tentino di muovere i passi che
sembrano loro (spesso separatamente) i più giusti. La crisi economica e l'urgenza
di risposte da parte degli utenti ha fatto il resto, interrompendo la spirale
spese-rimborsi a pie' di lista- debito che ha portato alle auto senza benzina,
alle fotocopiatrici senza carta, al taglio del personale,all'emergenza continua
che produce ulteriore inefficienza. Oggi qualcosa sta cambiando, grazie
all'ostinazione di (ancora troppo poche) persone che, spezzati antichi tabù e
snobistiche autoreferenzialità, stanno riportando la giustizia in un ambito più
moderno, meno sacerdotale, più aderente ai problemi dei cittadini. Negli Uffici
- Tribunali, Procure, cancellerie- si cercano soluzioni per dare efficienza a
strutture obsolete, per capire quali e dove sono i nodi da sciogliere; sempre
meno si dice "Non è un mio problema", mentre volti nuovi si mettono
in gioco assumendosi responsabilità ben oltre orari, funzioni e stipendi;
vengono così elaborati progetti e avviate sperimentazioni, si cercano risorse
finanziarie come i 20 milioni del Fondo sociale europeo per diffondere le best
practices; si ritrova l'orgoglio di un servizio pubblico che reagisca al
degrado. Il Csm, spinto controvoglia da una radicale riforma dell'ordinamento
giudiziario osteggiata in ogni modo, ha finalmente accantonato le nomine-premio
di fine carriera e sceglie ormai dirigenti intorno ai 60 anni, la quota di
donne cresce, i candidati presentano progetti su come organizzeranno l'ufficio.
Siamo agli inizi, le logiche correntizie ancora impazzano, il girare a vuoto
non cessa, ma le nuove linee sono tracciate. Un esempio: al Tribunale di Milano
(diretto da Livia Pomodoro), sei posti di presidente di sezione sui sette a
concorso sono andati a magistrate. Il ministero è al momento il
"vertice" in cui è più difficile scorgere i segni del fermento. Forse
è ovvio che sia così, perché Via Arenula non sfugge alle
logiche della burocrazia
più pletorica, dello spoils system a volte insensato, delle poltrone assegnate
per appartenenze (politiche, geografiche) invece che per competenze. Non che al
ministero vi siano solo sordi e ciechi, tanto che una serie di impegni li ha
assunti,come l'avvio del progetto best practiceso lo sforzo sull'informatica.
Però è forte la tentazione di dedicarsi solo alle emergenze, si coglie la
freddezza verso i protagonisti dei cantieri innovativi, alimentata da antiche e
reiterate delusioni. I soldi sono pochi, tanti gli errori commessi, pretestuose
talune contrapposizioni. Ma se il ministero resta inchiodato al passato, senza
sforzarsi di cogliere il nuovo nel mondo di cui governa le risorse, rischia di
riproporre all'infinito l'immagine del triangolo delle Bermude. Dove
continueranno a inabissarsi la fiducia e il denaro dei cittadini vittime dei
ritardi della giustizia. L.Man. CASO VIRTUOSO Al Tribunale di Milano sono
andati a donne sei dei sette posti messi a concorso per magistrati presidenti
di sezione
( da "Affari e Finanza (La Repubblica)" del
16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
PERSONAGGIO pag. 9
Soru, la solitudine e la voglia di ripartire dopo la sconfitta IL PERSONAGGIO/
Si è chiuso nella sua villa di Cagliari e non parla con nessuno: vuole almeno
che gli siano riconosciuti i suoi meriti da Governatore ALBERTO STATERA Recluso
negli spazi bianchi ed essenziali della sua villa cagliaritana ristrutturata
dall'architetto Aldo Rossi, Renato Soru intravede il santuario della Madonna di
Bonaria, proclamata da Pio X nel 1907 patrona della Sardegna. Ma la vista non
gli apre il cuore. Anzi gli rinnovella quel misto di ira fredda, sfiducia,
ansia e persino autofustigazione che lo accompagnano fin dalla sconfitta alle
elezioni regionali del 15 febbraio. Una sconfitta nella quale ha trascinato il
segretario del Partito democratico Walter Veltroni, seguita dalla crisi della
sua creatura Tiscali, con la sgradevole impressione che vogliano portargliela
via per un pezzo di pane, e dell'Unità, comprata pochi mesi fa sborsando due
milioni di euro. Come se non bastasse, la procura di Cagliari ha chiesto il suo
rinvio a giudizio per un appalto pubblicitario alla Saatchi&Saatchi per la
Regione, che non sarebbe stato gestito con adeguata trasparenza. Un mese di
passione dopo il quale non lo conforta la vista del santuario, perché è lì che
si annida uno dei tanti nemici che sa di aver sottovalutato nella sua corsa
solitaria, un azzardo quantomeno velleitario quando si ha di fronte Berlusconi,
alleato con tutti i poteri consolidati, persino quelli democrat, di un sistema
isolano fondato sulla logica parentale. Il dirimpettaio dell'ex governatore è
Giuseppe Mani, arcivescovo di Cagliari, ex arcivescovo ordinario militare e, in
virtù del Concordato, generale di corpo d'armata dell'esercito italiano. Ha
fatto esplicita campagna elettorale per Ugo Cappellacci, il figlio del
commercialista sardo di Berlusconi eletto governatore con un distacco
imprevisto, portandosi dietro gran parte delle gerarchie ecclesiastiche
regionali, dal vescovo di Tempio Pausania a quelli di Alghero e Sassari.
Protestarono per l'intervento indebito della chiesa lo storico sassarese Manlio
Brigaglia e lo scrittore ed ex parlamentare comunista Salvatore Mannuzzu. Ma
invano. Ora Soru, chiuso nella villa bianca di fronte al santuario, sa qual è
stata l'ennesima sottovalutazione di una campagna elettorale solitaria,
condotta come un capo azienda che si ritiene sempre nel giusto, ma privo
dell'appeal mediatico e della potenza di fuoco di Berlusconi. Avrebbe dovuto
capire e con lui gli spin doctor incapaci di farsi ascoltare l'aria che tirava
già il 7 settembre 2008, quando papa Ratzinger sbarcò in pompa magna in
Sardegna. Il generale di corpo d'armata aveva chiesto un contributo regionale
per finanziare i costi della visita. Dopo molti tira e molla, mister Tiscali
concesse 1,6 milioni di fondi regionali. Non proprio un'elemosina. Ma troppo
pochi per l'arcivescovo in divisa Giuseppe Mani, che quando Berlusconi sbarcò a
ricevere il papa, fece finta persino di non vedere il governatore, che era lì
rigido a un metro da lui, in attesa di essere presentato al Santo Padre, come
il cerimoniale prevede. L'arcivescovo ha avuto adesso il suo nella giunta
Cappellacci. Tra gli undici assessori spicca Maria Lucia Baire, ingegnere e pia
donna, nominata alla Pubblica istruzione. Un mix di alta scuola culinaria quello
del neogovernatore, che è riuscito a sfornare una pietanza non solo con gli
ingredienti fondamentali del potere cagliaritano delle tre M, Medicina,
Massoneria e Mattoni, ma anche con l'aggiunta della C di Chiesa. Una C che,
ultimo paradosso, potrebbe simboleggiare anche Corona, Armandino, il novantenne
ex Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia, a suo tempo interlocutore
privilegiato di Ugo La Malfa e di Giovanni Spadolini, che nella nuova giunta
vede come assessore agli Affari generali sua figlia Ketty, con la quale ha
avuto qualche dissapore, ma che è ormai titolare di tutte le antiche attività
immobiliari paterne avendo costruito le città mercato di Cagliari e di Olbia.
Soru, nel suo bunker bianco di fronte al santuario, legge in filigrana i nomi del
"governicchio Cappellacci" e non si dà pace: Sergio Zuncheddu, il
palazzinaro proprietario dell'Unione Sarda e del Foglio di Giuliano Ferrara e
Veronica Berlusconi, Gualtiero Cualbu, quello che costruisce sul colle di
Tuvixeddu, sulla più importante necropoli punica del Mediterraneo. Son tutti lì
dentro con i loro famigli e forse non avranno bisogno neanche di modificare il
suo piano paesaggistico sulla difesa delle coste e dell'agro, perché nel
frattempo sarà arrivato il decreto berlusconiano sulla libertà di mattone per
tutti. Tanto per gradire, in giunta c'è anche l'uomo di Umberto Bossi, anzi del
suo ministro dell'Agricoltura veneto Luca Zaia. E' tale Andrea Prato,
neoassessore all'Agricoltura, avanguardia dello sbarco leghista nell'isola, con
un piano che prevede l'apertura di decine di sezioni del partito sul modello di
quella già in funzione a Trinità d'Agultu, magari nei locali lasciati deserti
dal Partito Sardo d'Azione. Povero Emilio Lussu, cavaliere dei Rossomori. Del
resto non venivano dal Veneto ai tempi di Mussolini i coloni per bonificare le
paludi algheresi? Difficile strappare qualche parola all'uomo sconfitto delle
valli interne del nuorese, chiuso nella villa cagliaritana in tenuta pastorale
di velluto verdastro. Salvo un autoironico "politici alla deriva!",
che si presume valga per lui e per Veltroni. Il commissario del partito Achille
Passoni è andato a offrirgli un seggio al Parlamento europeo ma lui ha detto di
no. Altri gli hanno proposto di creare una fondazione di cultura politica. E ha
taciuto. Pietro Soddu, padre nobile della sinistra democristiana, per sette
volte presidente della regione, gli ha mandato a dire con un'intervista alla
Nuova Sardegna che con lui è caduto il modello dello stratega solitario,
dell?uomo senza coalizione, che ha pagato il fatto che i sardi stanno
diventando uguali agli altri italiani. Secondo Soddu, Soru è vittima di tutte
le possibili specie di sconfitte sul campo, sia sul modello Waterloo che sul
modello Caporetto. L'ex governatore è andato su tutte le furie. Non lo dirà mai
pubblicamente, ma è forse sua la colpa dei castosauri del Partito democratico
sardo, in realtà mai nato, che hanno lavorato contro di lui perché sono pars
magna dei business sanitari e delle speculazioni sulle coste? Io rivendica ora,
recluso dinanzi alla madonna di Bonaria sarei un imprenditore di successo se
non mi fossi candidato. Mentre il titolo Tiscali, che all'epoca della new
economy capitalizzava come la Fiat, va ai minimi sotto la pressione del debito
di 600 milioni, e l'Unità fondata da Antonio Gramsci nel 1924, come rivendica
la scritta stampata sotto la testata, dovrà chiudere se nessun cavaliere bianco
accorrerà. Difficile, a corsa finita, dire quanto le ragioni di mister Tiscali
siano autoreferenziali e quanto siano reali. Certo, l'analisi del voto lascia
intendere che quel governatore arrogante e semiautistico, qualcosa di buono
l'ha lasciato: ha disboscato la pletora degli enti pubblici, ha riorganizzato la burocrazia locale, ha investito nella sanità pubblica, ha liberato La
Maddalena dai sommergibili americani, ha difeso le coste dall'ulteriore
cemento. Ciò che tuttavia gli ha procurato il fuoco amico elettorale anche a
Carbonia, a Iglesias, a Villasimius, a Quartu Sant'Elena, terre degli eterni
feudatari, ex comunisti, ex socialisti ed ex democristiani, oggi
confluiti nel Partito democratico. Depresso?, chiediamo per Sms all'algido ex
governatore. "Macché risponde, deo gratias in questo momento non me lo
posso proprio permettere". Scopri come ricevere sul tuo cellulare Repubblica
Gold condividi
( da "Affari e Finanza (La Repubblica)" del
16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Hitech, innovazione
e distribuzione cosi nasce la filiera del made in Italy LO SCENARIO/ A
ManiFutura, che apre i battenti il 17 marzo a Pisa, si delineano gli scenari
delle politiche di sviluppo, un tema al centro del dibattito europeo PAOLA
JADELUCA Sulla copertina del numero della settimana scorsa di Jasc, il Journal
of the American Chemical Society, prestigiosa rivista scientifica, campeggia
"il catalizzatore alla moviola", scoperto dal Tasc dell?InfmCnr e dal
Dipartimento di Fisica dell?Università di Trieste, in collaborazione con
l?università di Vienna. Innovazione rivoluzionaria, che consente di sfruttare
le geometrie atomiche della materia per realizzare catalizzatori più efficienti
e meno costosi, rispetto al rodio, oggi alle stelle, e destinata in futuro ad
avere ricadute positive in termini di applicazioni nel mondo produttivo.
Nonostante la fuga di cervelli e i tagli alla ricerca, il nostro paese vanta
ancora laboratori d?avanguardia. Fucine d?idee che competono con istituti
esteri, tenendo alto il livello della ricerca italiana. Corrono in parallelo
con le aziende del Made in Italy che competono sui mercati globali in termini
di produttività. I gioielli hitech dell?aeronautica e dello spazio del gruppo
Finmeccanica, la griffe dei megayacht mondiali, la Piaggio, brand
internazionale delle due ruote. Ma non solo big. Come l?artigiano che realizza
le scarpe per Obama, anche tanti "piccoli" si sono fatti strada nel
mondo. Istituti e imprese pilota. La punta dell?iceberg di una realtà che per
il resto è completamente sommersa. «Abbiamo 570 mila imprese manifatturiere, di
queste 3.800 hanno dimensioni medie di livello internazionale, le altre sono
tutte piccolissime realtà all?interno delle quali solo 50 mila hanno raggiunto
lo status di "middle class produttiva", come vengono definite le
imprese minori, anche con meno di 50 dipendenti, che hanno strategie
competitive di respiro internazionale», racconta Giuseppe Capuano, responsabile
del Centro Studi dell?Istituto Tagliacarne. Cinquantamila, su 570 mila: una
nicchia, nel vasto tessuto produttivo del nostro paese che pure ha forte
vocazione manifatturiera, con impianti storici che in molti casi si tramandano
di generazione in generazione. Mobilieri, fabbricatori di macchine industriali,
tessili, calzaturieri, trasformatori di metalli: migliaia di piccoli produttori
ogni giorno combattono la loro battaglia con il mercato: non hanno laboratori
di ricerca, fanno fatica a trovare credito, si scontrano
con la burocrazia, eppure
riescono a tenere testa alla concorrenza asiatica a basso costo. Tutto e sempre
da soli. In modo spontaneo. Inevitabile la fragilità di questo sistema. Tanto
più debole in fase di forte crisi, come quella attuale. Dopo la bolla della new
economy, la bolla immobiliare che il con credit crunch ha scatenato la tempesta
finanziaria, si torna a guardare allo zoccolo duro industriale. E la
sfida, oggi, è quella di trasformare questo esercito di imprese
nelle"middle class" del futuro. Ma come? Con l?innovazione, si ripete
da anni. Ma non intesa nel senso di cambiare mestiere. «E? sbagliato chiedere
loro un riposizionamento su nuovi settori, come il turismo, la cura della
persona; il nostro sistema industriale è posizionato sui settori tradizionali e
su questi bisogna fare perno con strategie di sistema che mettano le imprese in
grado di competere. La tecnologia, per esempio, potrebbe diventare uno dei
fattori di contaminazione delle imprese tradizionali che potrebbe fare la
differenza», incalza Luigi Scarola, responsabile laboratorio politiche
industriali di Nomisma. Gli istituti di ricerca creano alleanze internazionali,
i brand del made in Italy fanno network globali. Perché allora non creare reti
domestiche? Si puo? gettare un ponte istituzionale tra centri di ricerca e
piccole imprese, dando loro un accesso diretto alle fonti di innovazione. E
ancora: perché non mettere in rete le imprese tra di loro, innescando quei
processi di crossfertilitation decantati dai guru del management? «E? un
processo già in atto, come emerge dagli studi della Fondazione Nord Est.
All?interno delle fabbriche diminuiscono gli operai e aumentano gli addetti
alle nuove funzioni strategiche delle imprese, dalla ricerca al design, dalla
valorizzazione del brand fino alla commercializzazione. Ora bisogna accelerare
questo processo aiutando le imprese a mettersi in rete per gestire nuove
funzioni aziendali integrando il tradizionale "saper fare" dei nostri
artigiani con nuove competenze». è l?analisi di Andrea Bianchi, direttore
generale ministero dell?Economia, già a capo del dipartimento industria e
competitività con il ministro Pier Luigi Bersani nel governo Prodi, tra i
fautori di Industria 2015, il piano che stabilisce le linee strategiche per lo
sviluppo e la competitività del sistema industriale italiano. Un piano
concepito in un?ottica europea, sulla scia di interventi simili in via di
attuazione negli altri Stati membri. Indipendentemente dai differenti modelli,
infatti, l?industria del Vecchio continente perde colpi rispetto a Usa e Asia.
E? il tema al centro del dibattito e dello Small Business Act di Bruxelles, e
di cui si parlerà nel corso di ManiFutura, il Festival dell?economia che si
terrà a Pisa a partire dal 17 marzo, è proprio quello di superare la crisi. A
partire dalla metà degli anni 90, Usa e Cina, dice l?Ocse, hanno sorpassato
l?Europa per tassi di produttività grazie agli investimenti, soprattutto in
quelli Ict, information and communicatin technology, che consentono di
integrare i processi e abbattere i costi. «Il punto di partenza per superare il
divario competitivo è estendere il concetto di industria alle nuove filiere
produttive che integrano servizi avanzati, manifatture, nuove tecnologie»,
commenta Bianchi. La crisi, con i ripensamenti in atto anche in termini di
modelli econometrici, può essere l?opportunità per creare un nuovo modello di
sviluppo: una filiera del "Made in Italy", che lega insieme i
campioni dell?hitech all?intera classe produttiva. Scopri come ricevere sul tuo
cellulare Repubblica Gold condividi
( da "Affari e Finanza (La Repubblica)" del
16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Investire nelle
"rinnovabili" è anche un business BRUNO PAMPALONI Non solo rispetto
per l?ambiente. Investire in energie rinnovabili può diventare attraente anche
da un punto di vista economico. E? quanto è emerso di recente in una ricerca
presentata alla Bocconi e coordinata da Alessandro Nova ("Investire in
energie rinnovabili ? La convenienza economica per le imprese"). Grazie
infatti agli incentivi della legislazione italiana, puntare sulla produzione da
energie rinnovabili sembra essere davvero vantaggioso. Un impianto
idroelettrico da 2 milioni di kwh l?anno e con una vita utile di 30 anni, per
esempio, potrebbe «assicurare un tasso interno di rendimento superiore al costo
del capitale investito, sia che l?energia venga completamente utilizzata per i
processi produttivi industriali, sia che parte di essa venga venduta alla rete
nazionale». Senza contare che «nel caso del 100% di autoconsumo, il tasso
interno di rendimento raggiungerebbe il 18,3%, rispetto al 7,5% del costo del
capitale, con una rilevante generazione di valore per gli investitori». Per
"rientrare" dell?investimento servirebbero 8 anni qualora venga
utilizzata completamente «l?energia prodotta all?interno dei propri processi
produttivi». Periodo che si allunga di un anno se «metà dell?energia prodotta
fosse venduta alla rete». L?Italia è il secondo importatore mondiale di energia
elettrica mentre il fabbisogno elettrico italiano è vincolato per il 73% ai
combustibili fossili. Ridurre la dipendenza petrolifera non solo è necessario
ma è anche possibile. Ne è convinto Stefano De Benedetti, a. d. della
valdostana "Seva", nata all?inizio degli anni Novanta proprio grazie
a investimenti in alcune piccole centrali idroelettriche sparse sul territorio
italiano e che ora punta sull?eolico. «Liberarsi dal fossile è una scommessa da
vincere. Per questo abbiamo in progetto di produrre, entro 5 anni, circa 700 MW
elettrici da impianti eolici offshore lungo le coste dell?Adriatico».
Realizzare un impianto eolico in mare consente in effetti di minimizzare i
problemi di impatto ambientale. «E? certamente vero ? aggiunge Felice Vai,
direttore commerciale della torinese "Asja. biz" ? Tuttavia per il
momento noi puntiamo sull?eolico terrestre che consideriamo più consolidato e
conosciuto a livello tecnico». Questi impianti sono però ancora
troppo penalizzati dalla burocrazia. «Di fatto per realizzare un impianto eolico a terra occorre un
anno, ma ne servono in media quattro per ottenere i necessari permessi»
conclude Vai. Problemi legislativi a parte resta il fatto che, attualmente, lo
sfruttamento del vento è il sistema più vantaggioso per produrre energia in
grande quantità eliminando le emissioni inquinanti. Che possono però
essere ridotte anche applicando alle costruzioni speciali pitture per
l?edilizia capaci di sfruttare l?energia solare, l?aria che crea ricircolo e
catalizzatori al nano titanio. E che ? come quelle della Steikos di Racconigi ?
possono essere utilizzate su muri esterni o interni, esistenti o nuovi. «Il
principio delle nostre speciali resine protettive riproduce la sintesi
clorofilliana. In tal modo riduciamo anche gli odori ed i batteri, attraverso
la rottura di catene organiche presenti in Natura», spiega il direttore commerciale
Daniele Grosso. Un caso particolare che mostra come risultino assai
diversificate le soluzioni applicabili alle fonti rinnovabili. Per questo,
secondo Nova, la realizzazione di impianti "verdi" è conveniente là
dove vi sono industrie a grande assorbimento di energia. C?è anche una
classifica delle 100 combinazioni provincia/settore industriale caratterizzate
dalla maggiore attrattività sia per i produttori di impianti ad energia
rinnovabile sia per attività di finanziamento delle iniziative. Guida la lista
Milano (13 citazioni), seguita da Torino (7), Bergamo, Brescia e Vicenza (6).
D?altra parte nella produzione da rinnovabili l?Europa ha l?obbligo di
raggiungere «il 20% di quote di mercato entro il 2020». Inoltre, aggiunge Nova,
«una serie di condizioni spingono il nostro Paese verso tali investimenti.
L?Italia non figura tra i primi 10 produttori di energia elettrica e il prezzo
medio per kwh è tra i più alti in Europa». Oggi sono i contribuenti, tramite le
sovvenzioni statali, a pagare l?"economicità" di alcune produzioni
"pulite", come l?eolico. Solo una corretta informazione sul rapporto
costibenefici saprà dunque creare un consenso duraturo verso queste fonti di
energia. Scopri come ricevere sul tuo cellulare Repubblica Gold condividi
( da "KataWebFinanza" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Made in Italy, Nord
Corea Apre prrimo ristorante italiano (Teleborsa) - Roma, 16 mar - L'apertura
in Corea del Nord del primo ristorante italiano su richiesta del leader Kim
Jong IL se da lato evidenzia le contraddizioni di un Paese dove 24 milioni di
persone soffrono la fame dall'altro conferma il prestigio conquistato dal cibo
Made in Italy nel mondo. E' quanto afferma la Coldiretti che, nel commentare la
notizia diffusa dal quotidiano nipponico e filonordcoreano Choson Sinbo,
sottolinea il forte rischio delle falsificazioni che nel mondo interessa due
piatti di tipo italiani su tre. Cuochi nordcoreani - sottolinea la Coldiretti -
sarebbero stati inviati in missione a Napoli e Roma lo scorso anno per
apprendere i segreti della pasta e della pizza dopo diversi tentativi ed errori
nella preparazione dei tipici piatti italiani. Mentre appare poco credibile -
secodo la Coldiretti - la notizia che grano, farina, burro e formaggi sarebbero
stati acquistati dall'Italia per garantire l'autenticit degli ingredienti. Il
ristorante aperto da dicembre nella capitale Pyongyang - continua la Coldiretti
- sarebbe molto affollato di clienti che non avevano mai avuto modo prima di
assaggiare i piatti della cucina italiana ben conosciuti tuttavia nel paese
attraverso i giornali e la televisione. Considerato lo stato di povert del
paese dove il reddito medio annuo era di 1150 dollari nel 2007 la possibilit di
gustare cibi importati riservata ad una piccola casta
appartenete alla burocrazia
amanti della buona cucina. Lo stesso leader Kim Jong IL - precisa la Coldiretti
- noto per essere un buon gourmet che apprezza particolarmente cognac, vino
sushi e caviale. Il fatturato dei prodotti alimentari Made in Italy taroccati
supera nel mondo i 50 miliardi di euro e se i Paesi dove sono piu' diffuse le
imitazioni sono Australia, Nuova Zelanda e Stati Uniti a preoccupare -
sottolinea la Coldiretti - sono anche le tendenze di Paesi emergenti come la
Cina dove il falso Made in Italy arrivato prima di quello originale e rischia
di comprometterne la crescita. In alcuni casi l'"inganno"
particolarmente evidente con l'offerta nei menu di "specialit
italiane" come gli spaghetti alla bolognese completamente sconosciuti
nella citt emiliana o le fettuccine Alfredo che niente hanno a che fare con quelle
del noto ristorante romano, in altri piu' difficile da scovare perch riguarda
gli ingredienti di piatti dal richiamo familiare. Le imitazioni del parmigiano
reggiano e del grano padano sono con il Parmesan la punta dell'iceberg diffuso
in tutto il mondo, ma c' anche - sottolinea la Coldiretti - il Pecorino
prodotto in Cina con latte di mucca anzich di pecora, o la Fontina danese e
svedese molto diverse da quella della Val d'Aosta, l'Asiago e il Gorgonzola
statunitensi o il Cambozola tedesco imitazione grossolana del formaggio con la
goccia. Spaghetti napoletana, pasta milanesa, tagliatelle e capellini milaneza
prodotti in Portogallo, linguine Ronzoni, risotto tuscan e polenta dagli Usa e
penne e fusilli tricolore Di Peppino prodotti in Austria sono alcuni esempi di
primi piatti taroccati mentre tra i condimenti risaltano i San Marzano:
pomodori pelati "grown domestically in the Usa" o i pomodorini di
collina cinesi e la salsa Bolognese dall'Australia. Non sfugge al tarocco -
conclude la Coldiretti - anche il vino simbolo del Made in Italy come il
Chianti "clonato" nella Napa Valley in California. 16/03/2009 - 08:39
( da "RomagnaOggi.it" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
16 marzo 2009 - 0.43
(Ultima Modifica: 16 marzo 2009) FORLI' - Alessandro Rondoni, candidato sindaco
indipendente sostenuto da Pdl e Udc, ha partecipato sabato mattina ad un
incontro cui erano presenti il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, il
presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, il vicepresidente della
Camera dei Deputati, Maurizio Lupi, l'assessore della Regione Lombardia, Romano
Colozzi, per confrontarsi sui temi dello sviluppo economico, del federalismo,
della sicurezza e della sussidiarietà come nuovo modello di società e governo
delle istituzioni. "Anche a livello comunale - afferma il candidato
sindaco - è possibile essere più vicini ai cittadini con politiche che
valorizzino le risorse che ci sono, contengano le spese, diminuiscano
la burocrazia e i tempi
lunghi, avendo sempre come riferimento la centralità della persona". Il
candidato sindaco Rondoni nelle ultime settimane ha già incontrato centinaia di
cittadini in diversi momenti, assemblee con giovani e universitari, riunioni
nelle sedi di partito e di associazioni, incontrando la gente per strada,
in piazza, nei negozi, anche invitato a momenti conviviali, aperitivi nei bar e
cene elettorali. "E' un impegno che richiede tempo e fatica - spiega
Rondoni - ma lo faccio volentieri per ascoltare dalla viva voce dei cittadini i
loro bisogni, problemi e le loro proposte". Il candidato sindaco Rondoni
accenna anche ai punti programmatici della Lega nord aggiunge: "C'è grande
disponibilità da parte mia, anche ad approfondirli. Aspetto un incontro con
loro, sanno dove trovarmi, per chiarire i vari punti nel merito e nel metodo da
proporre". Rondoni domenica ha partecipato all'assemblea di Confedilizia
presso il Teatro Pullini della Residenza "Pietro Zangheri" e ad una
cena elettorale al Ristorante Al Duomo invitato da un gruppo di amici ed
elettori. Lunedì 16, invitato da un gruppo di elettori, sarà ad un pranzo al
Bar Catering nella zona industriale di Coriano dove incontrerà anche operai ed
impiegati.
( da "Manifesto, Il" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
storie La banda DEI
RIFIUTI UN AFFARE MILIONARIO GRAZIE AGLI INCENERITORI Decine di mediatori,
laboratori compiacenti, certificati taroccati. L'inchiesta sul consorzio Gaia a
Colleferro svela come funziona la truffa delle ecoballe in Italia Andrea Palladino
«Gaeta', quei certificati nun ponno cammena', hai capito?». E' il 13 maggio del
2008. I carabinieri del Noe, seguono ormai da mesi i camion dei monnezzari
campani, ascoltano le telefonate, che in quelle ore diventano improvvisamente
concitate, allarmate. C'è un giro di certificati di laboratorio falsi, sui
quali gli investigatori stanno per mettere le mani. Qualche ora ancora e le
parole di Fabio Mazzaglia, tecnico di laboratorio di Ercolano, diventano
disperate: «Tu quel certificato lo devi fare sparire, hai capito Gaetà?».
Gaetano - che ascolta preoccupato - è il direttore tecnico della De.Fi.Am.,
azienda specializzata in rifiuti, di Serino, in provincia di Avellino. Insieme
al padre si occupa di rifiuti da sempre, si può quasi dire che sulla monnezza c'è
nato. I suoi camion sono partiti da qualche ora, hanno risalito l'autostrada,
imboccato l'uscita Colleferro, a pochi chilometri da Roma. Fanno questo
percorso tutti i giorni, portando anche 24 tonnellate di rifiuti alla volta
all'inceneritore del consorzio Gaia. Quel 13 maggio, però, i carabinieri
avevano scoperto il trucco: le analisi necessarie a garantire che nei forni non
entrasse nulla di tossico non erano mai state fatte. Sono decine i tir che
arrivano nel piazzale davanti alle due torri sputafumo di Colleferro. Scaricano
balle di Cdr - combustibile da rifiuti - una sorta di carburante ottenuto
triturando la monnezza d'Italia. Balle che salgono i due nastri, passano per
una griglia ed entrano nei forni, che alimentano le turbine a vapore. Ne escono
kilowatt, energia che una norma - abolita in Europa, ma resuscitata in Italia -
chiama «pulita». Un rifiuto certificato - in teoria - esente da cloro, da
metalli, da veleni, che se bruciati possono uccidere lentamente chi abita
vicino alle due torri dell'inceneritore. Certificato all'origine, come il vino
doc, con una carta d'identità da portare sempre appresso, pronta a dimostrare
la purezza del prodotto. Quel 13 maggio del 2008 i carabinieri erano andati a
mettere il naso nel laboratorio di Fabio Mazzaglia, ad Ercolano, che preparava
i certificati per le ecoballe della De.Fi.Am. Non un controllo di routine, ma
una visita mirata, perché gli investigatori già sapevano che a Colleferro
arrivavano rifiuti indifferenziati, non Cdr, arricchiti con copertoni, amianto,
metalli, lastre di alluminio e batterie. I certificati del Cdr campano che a
Colleferro bruciava erano taroccati, «nun ponno cammenà», come spiegava bene il
direttore del laboratorio. Vera monnezza era anche quella che arrivava da altre
aziende campane, dalla romana Ama, da piccoli e grandi trasformatori di
rifiuti. L'inceneritore bruciava il talquale, inquinava e truffava lo stato,
secondo l'inchiesta che ha travolto nei giorni scorsi il consorzio Gaia. Nei
forni entravano rifiuti sicuri solo sulla carta, accompagnati da certificati
fasulli e sottoposti all'arrivo a controlli puramente formali. Tra le pieghe
dell'inchiesta si intravede il mondo dei monnezzari d'Italia. Campania, Puglia,
Lazio, Toscana, la regione, in realtà, poco importa. Nel centro del business ci
sono decine d'intraprendenti mediatori, stakeholder, affaristi, maghi della
trasformazione. Serve Cdr? Offrono il servizio completo, laboratorio d'analisi
incluso. Produzione, trasporto, certificazione in un unico pacchetto. «Io ho
dodici carichi al giorno... pronti... subito ... veloci ...». Antonio Vischi,
il mediatore tra Gaia e la De.Fi.Am., fa la sua offerta diretta a Stefania
Brida, responsabile dei rifiuti di Colleferro. «Mandameli... otto sabato...
mandameli, capito?». Ci pensa poi Antonio - secondo i magistrati - a sistemare
i certificati, a far uscire dai laboratori i risultati giusti, a contrattare il
prezzo, a far «risparmiare moltissimo sulla macinazione». Tutti sanno che di
legale c'è ben poco, sanno di lavorare sul filo del rasoio, sanno che «se i Noe
ci acchiappano ci fanno un c... così». Sanno, tacciono, trasportano, bruciano.
E' una rete fitta, fatta di contatti spesso sotterranei, di società minuscole,
ditte individuali. Come quella del socio di Antonio Vischi, Michele Rizzi, un
pugliese che di rifiuti se ne intende. Nel 2006 venne coinvolto in un'altra
inchiesta dei carabinieri del Noe, che portò a nove arresti in Puglia e in
Campania. Quella volta i mediatori si occupavano di compost, di rifiuti
organici da trasformare in concime, di rifiuti speciali che finivano in
discariche non autorizzate. Venne arrestato dai magistrati pugliesi, ma è
bastato cambiare regione per ritornare nel giro, questa volta con il Cdr e il
megainceneritore di Colleferro. Le quantità e i soldi in ballo sono enormi. Lo
stesso Antonio Vischi - oggi agli arresti - qualche giorno prima che
scattassero le manette e il sequestro degli impianti di Colleferro, cercava
clienti su un portale specializzato nella mediazione dei rifiuti. «Abbiamo la
disponibilità di 200 tonnellate al giorno di Cdr per impianto di
termovalorizzazione del centro Italia», ovvero Colleferro. Un giro d'affari che
poteva raggiungere anche i 500.000 euro al mese, solo per questo annuncio,
considerando il valore di mercato di 90 euro a tonnellata. Costi alti,
altissimi, perché - in realtà - di Cdr ce n'è poco. Secondo il piano regionale
dei rifiuti, il Lazio ne produce ogni anno 140.730 tonnellate, che a mala pena
basterebbero per l'impianto di Colleferro. Quando poi il piano di realizzazione
dei nuovi inceneritori andrà in porto, nel Lazio ci sarà una capacità di
bruciare 710.000 tonnellate l'anno di combustibile da rifiuti, con un giro
d'affari di quasi 70 milioni di euro solo per il costo del Cdr. Se già oggi il
mercato dei rifiuti laziale è straordinariamente ricco per i tanti mediatori,
il futuro immediato sarà la miniera d'oro delle ecomafie. Il Cdr è in realtà il
vero centro del business degli inceneritori. Il consorzio Gaia avrebbe dovuto
produrlo direttamente - secondo i piani di qualche anno fa - ma i soldi
sparirono. Un'altra inchiesta - sempre della Procura di Velletri - ha
ricostruito un milionario giro di finanziamenti spariti nel nulla durante la
gestione precedente il commissariamento. Milioni ottenuti dalla Cassa depositi
e prestiti, destinati - tra l'altro - alla realizzazione d'impianti Cdr
fantasma. Fu la dirigenza del consorzio a decidere che il combustibile era
meglio comprarlo sul mercato, rivolgendosi ai mediatori che rastrellano i
rifiuti ovunque. Carichi «pronti... veloci», senza tanta burocrazia. La guardia di finanza di
Colleferro ricostruì con cura il presunto giro di fatturazioni false e di buchi
di bilancio, denunciando nove ex amministratori e sequestrando 52 milioni di
euro. E' bene tenere a mente il quadro descritto nell'indagine dei carabinieri
del Noe di Roma. C'è un territorio continuo che scende da Roma fino a
Caserta, che è oggi la terra degli inceneritori, del Cdr, del movimento
frenetico di tir, della logistica della monnezza. Malagrotta, Albano,
Colleferro, San Vittore nel Lazio sono gli impianti presenti e futuri del
cartello Cerroni - Acea - Ama; Acerra è il terminale campano dell'asse del
«ciclo industriale dei rifiuti» che sta entrando in funzione proprio in queste
ore. Proprio il Cdr e gli impianti di incenerimento costruiti dalla Fibe ad
Acerra furono una delle principali cause dell'emergenza. E' difficile - se non
impossibile - trovare un combustibile da rifiuti decente da quelle parti.
Quello che Colleferro bruciava dimostra che in realtà il problema non è solo
campano. E mentre il consorzio Gaia viene messo in vendita, si inizia ad
intravedere anche nel Lazio il ricatto dell'emergenza: le discariche rischiano
la chiusura da un momento all'altro, la differenziata è ben lontana da un
livello accettabile. Sarà un'altra emergenza a far digerire la truffa degli
inceneritori?
( da "Corriere.it" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
La Corte dei Conti
contesta 90 incarichi «illegalmente attribuiti» Incarichi e consulenze d'oro in
Comune Il sindaco Moratti di nuovo sotto indagine Il gip ha respinto la
richiesta di archiviazione del pm Alfredo Robledo. Il sindaco accusato di abuso
d'ufficio MILANO - Il Gip milanese Paolo Ielo ha ordinato nuove indagini
nell'ambito dell'inchiesta sui cosiddetti «incarichi d'oro», scattata nel
( da "Mattino, Il (Circondario Sud1)" del
16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Giuseppe Montesano
Il grande, ripugnante, duro, glaciale, crudele, controverso libro di Curzio
Malaparte su Napoli, La pelle, viene continuamente rimosso. Trasformato in film
di semi-scandalo ha avuto eco proprio per ciò che in Malaparte è debole e
deteriore, il folclorismo estetizzante, il neorealismo fasullo, la
spettacolarità da corte dei miracoli. Ma la lucida grandezza della Pelle sta
altrove: a cominciare dallo straordinario capovolgimento che si attua in
Malaparte del mito della giornata di sole che a Napoli tutto cura e tutto sana.
Con una mossa narrativa geniale, Malaparte ambientò tutte le scene più
terribili del suo romanzo nella piena luce, dimostrando che quella luce rendeva
ancora più orribile la sciagura, la vergogna, la povertà, la corruzione: e con
un gesto impensabile nella città delle canzoni spezzò le corde del mandolino
alla saccarina e stracciò la cartolina in technicolor del Paese del sole. Fascista
eretico, poi comunista eretico, poi cattolico eretico e in realtà sempre
anarchico, Malaparte vide quello che aveva sotto gli occhi, e che in forme
diverse nello stile ma non nella sostanza, avevano visto il Norman Lewis di
Napoli '43 e in parte il Burns della Galleria: vide una città occupata da
eserciti stranieri che la trattavano come i vincitori sempre trattano i vinti;
vide la rassegnazione di un popolo abituato da troppo tempo alla rassegnazione
lagnosa, all'umiliazione e alla mancanza di autonomia; vide il vendere se
stessi diventare quasi una nuova forma di etica, vide l'inizio di quel mondo
alla rovescia in cui l'onesto è infamato come fesso e il disonesto è onorato
come furbo, il mondo degradato dal denaro che anche l'Eduardo di «Napoli milionaria»
seppe radiografare; e vide la cosa oscena degli occupanti che corrompono col
potere gli occupati, e che dopo averli corrotti e violati li disprezzano. E
proprio oggi La Pelle sarebbe inattuale? Al contrario. Oggi la grandiosa
metafora dell'esercito vincitore e straniero che in Malaparte non risparmia
niente e nessuno, ha solo cambiato soggetto: e davanti agli occhi di chi vuol
vedere appare l'evidenza altrettanto oscena di un luogo che in tempo di pace
viene occupato e fatto a pezzi dai suoi indigeni: perché, ironia suprema, oggi
gli occupanti devastatori sono autoctoni, siedono nei
luoghi che amministrano e gestiscono, allignano nelle burocrazie e nei posti di
controllo, e coprendosi ipocriti con le parole nobili della «cultura» e dello
«sviluppo» hanno distrutto una terra e si preparano a distruggere il futuro a
figli e nipoti: e non c'è alcun esercito di liberazione in vista. L'uso
del potere corruttore esercitato da decenni sta disgregando la psiche stessa,
la corruzione è diventata l'etica corrente, e forse mai come prima «a Napoli»
gli onesti sono svergognati come fessi e i corrotti sono lodati come furbi. E
che dire dell'esercito della camorra raccontato da Saviano, dalla Capacchione e
da tanti altri? Non è forse un esercito di occupazione feudale? E non è
portatore di una cultura della degradazione diffusa dalla violenza? Malaparte
non scrisse un libro folcloristico, scrisse un libro crudo, a volte esibito, ma
spesso vero: vero come sono vere le visioni della letteratura. Forse Malaparte
era «tremendista»? Era «apocalittico»? Era innamorato dello «sfascio»? Per
niente. È troppo comodo chiamare disfattisti e tremendisti gli scrittori che
hanno il coraggio disgustato di guardare le cose come sono, quelli che vedono
la realtà e la dicono nelle forme della letteratura. Era malato il Céline di
Viaggio al termine della notte, o era malata la società che lui raccontava e
smascherava? Era innamorata dello sfascio la Serao del Ventre di Napoli, o
raccontava con dolore e passione lo sfascio che c'era? Era «apocalittico» il
Manzoni che vedeva l'Italia come un Paese succube di leggi fatte dai potenti
per i potenti e devastato da una Peste di viltà e di corruzione, o era uno
scrittore lucidissimo che sapeva leggere le costanti antropologiche di un
popolo? Ognuno, dopo aver meditato a lungo, può rispondere da solo. Ascoltiamo,
senza prenderli alla lettera ma senza confinarli nel folclore o nel disprezzo,
i Malaparte che fanno echeggiare l'allarme del loro kaputt per la civiltà e la
convivenza, a Napoli o dove che sia. Lasciamo che gli scrittori siano liberi di
dire ciò che vedono in veglia e in sogno. Nel Paese del sole, nel Paese del
mare, nel paese che ha inventato l'odioso ritornello «scurdammece 'o passato»,
ci sarà sempre abbondanza di quelli che Compagnone definiva i cantori
«stabilmente commossi», gli spacciatori di oppio che celebrano l'eterna falsa
gouache, l'eterna canzone falsa, la nenia della rassegnazione: ma ricordiamoci
bene che il falso non può che produrre altro falso, e che l'immondizia
culturale è strettamente connessa all'immondizia per le strade, in un circolo
vizioso che solo un'ecologia della mente e un'estetica del cuore potrebbero
rompere. Malaparte, l'esteta e il gaudente sfacciato, sapeva quello che gli
aspiranti esteti e gaudenti ignorano: che solo chi corre il rischio di vedere
la realtà come è, può cambiarla. E impariamo, dai Malaparte, dai Manzoni, dalle
Serao, a usare le parole con precisione, e a non parlare a vanvera di
apocalittici: gli apocalittici non sono quelli che si voltolano nella palude
dove lo sfascio si fa ordine fasullo, gli apocalittici semmai sono quelli che
vogliono ciò che Dio ha promesso: «Un nuovo cielo e una nuova terra»; e non
vogliono la peste dell'ingiustizia, il dominio organizzato dei forti sui
deboli, il deserto della sopraffazione e della morte, ma semmai vogliono ciò
che Dio ha promesso: «L'acqua della Vita» per tutti gli uomini di buona
volontà. Vadano a leggersi l'Apocalisse di San Giovanni, i cantori stabilmente
commossi della malefica cartolina napoletana di ieri e di oggi. Non di canzoni
per addormentare «'a criatura» ha bisogno una città messa in ginocchio dai suoi
barbari interni, ma di verità. La verità fa dolere le ferite? Vuol dire che
sono ancora tutte aperte. La verità è imbarazzante? Vuol dire che il Re fa
finta di essere vestito ma è sempre nudo, e sempre continua a ingannare gli
sciocchi e i ciechi. La verità può ferire? Può darsi, ma nel Vangelo si dice
che la verità taglia come una spada. L'ottimismo che vale la pena coltivare è
solo quello che sopravvive alla verità che taglia.
( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)" del
16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
PIETRO TRECCAGNOLI
Maschio, tra i venti e i quarant'anni, non abituato a perdere o a rinunciare.
Sono queste le caratteristiche prevalenti di chi commette stalking ovvero atti
di persecuzione, molestie pesanti per allacciare o riallacciare un rapporto
sentimentale o sessuale. «È un fenomeno relativamente nuovo» spiega la
penalista Elena Coccia «diffuso più tra i giovani e tra coloro che hanno una
relazione giovane, che non dura da molto tempo». Non sempre c'è una componente
patologica: «Ha più spesso una natura culturale e sociale: non si accetta di
essere rifiutato, di perdere. Ed è una modalità di comportamento tipico del
maschio». Per la Coccia, che nella passata legislatura ha collaborato in
commissione per definire strumenti legislativi che perseguissero questo tipo di
molestie, la legge voluta dal ministro Mara Carfagna va nel segno giusto:
«Prima c'erano denunce, se c'erano, per le quali non era ricostruita una linea
continuativa. Erano slegate e spesso non arrivavano neanche davanti a un
pubblico ministero, si perdevano nelle nebbie della burocrazia». Anche il procuratore
aggiunto Camillo Trapuzzano, già a capo del pool «fasce deboli» della Procura
di Napoli, elogia la legge: «Ci voleva». Ed entra nello specifico: «Prima, per
perseguire questo tipo di reati dovevamo sforzarci a trovarne uno assimilabile,
come, per esempio, i maltrattamenti. Si poteva intervenire efficacemente
solo quando le molestie avvenivano nell'ambito familiare o quando c'era stato
un legame familiare tra chi commetteva stalking e la vittima». In pratica per
un caso come quello denunciato ieri, avvenuto fuori dell'ambito familiare, non
ci sarebbero stati strumenti all'altezza. «È un comportamento molto diffuso»
aggiunge il magistrato «poiché sono pochi coloro che riescono a gestire una
separazione o un divorzio». Un punto sul quale insiste anche Coccia: «In
passato spesso durante le cause di separazione scoppiano liti furibonde e i
contendenti venivano accompagnati da genitori o parenti. E spesso interveniva
la polizia. Ora gli animi sono meno eccitati, ma per arrivare sul terreno
solido, per trovare un accordo vero, deve passare del tempo, bisogna superare
il lutto della fine di una storia». Lo stalking può, però, essere anche una
patologia, sebbene molto spesso ha una genesi sociale. «Alla fine
dell'Ottocento veniva chiamata erotomania» commenta lo psichiatra Fausto
Rossano, direttore del Dipartimento di salute mentale dell'Asl Napoli 1.
«Allora fioccavano lettere e non telefonate. Non si dava lo stesso peso di
oggi. Psicologicamente si conosce poco di questi fenomeni che non sempre
nascondono psicopatologie. Di fatto lo stalking è l'espressione della profonda
solitudine in una società che non riesce a garantire una rete di connessione
sociale. Raccontare con molta enfasi questo fenomeno dà soddisfazione a chi ne
è vittima, ma nasconde un rischio che non va trascurato: può scatenare il
bisogno di emulazione da parte di soggetti psicologicamente deboli».
( da "01net" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Crisi: Morandini,
sistema paese può farcela ma agire in fretta Il presidente della Piccola
industria di Confindustria chiede un intervento immediato da parte del governo
(Il Sole 24 Ore - Radiocor) - Palermo, 13 mar - Le imprese da sole non possono
superare la crisi, "questa volta è il sistema Paese che deve vincere, ma
non questo. Un nuovo sistema Paese, che per primo cambi l'unità di misura del
tempo". Così il presidente della Piccola Industria di Confindustria,
Giuseppe Morandini, intervenendo al convegno biennale della Piccola Industria
"Oltre la crisi - Pmi classe dirigente". "Basta ragionare in
termini di mesi o di anni. Qui si deve ragionare in termini di giorni, al
massimo di settimane. Da tempo diciamo che le spie d'allarme del nostro
manifatturiero lampeggiano tutte. Ora segnano riserva fissa: o arrivano subito
i rifornimenti o si resta per strada". Secondo Morandini le risorse per
fronteggiare la crisi ci sono. "Basta dire che non ci sono risorse",
ha sottolineato: "Solo intervenendo su burocrazia, infrastrutture e istruzione
si avrebbero quasi ottomila euro di reddito aggiuntivo in più per
famiglia". Per il presidente della Piccola Industria, occorre "dare
fiducia alla piccola industria, ai suoi imprenditori, a chi lavora nelle nostre
aziende" perché la "tenuta sociale del paese passa dalla tenuta della
piccola impresa".
( da "Affari Italiani (Online)" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Economia
Rinnovabili/ La burocrazia non frena il fotovoltaico italiano
Lunedí 16.03.2009 15:12 Ben 630 imprese per un fatturato che si aggira intorno
a 1,1 miliardi di euro, con un incremento del 140% rispetto al 2007, diviso in
maniera pressoché equanime fra residenziale (420 milioni ¬) e industriale (330 milioni ¬) e
quello delle centrali fotovoltaiche ( 340 milioni ¬). 600 milioni di ¬ è il
volume d'affari associato alla produzione e vendita di silicio e wafer mentre
850 milioni circa quello legato alla vendita di celle e moduli. Mentre
l'indotto generato dalla produzione e vendita di tecnologie di produzione,
materiali di consumo e componenti necessari alle diverse fasi del processo
produttivo ha complessivamente originato un volume d'affari di circa 1.150
milioni di ¬. Il valore dell'energia in esercizio a Dicembre 2008 è stimabile
in circa 13 milioni di ¬. Queste sono solo alcune delle cifre che sono
racchiuse nel primo rapporto "Solar Energy Report", preparato dal
dipartimento di Energia del politecnico di Milano che si occupa
specificatamente di rinnovabili. L'Energy & Strategy Group che è composto
da docenti e ricercatori del Dipartimento di Ingegneria Gestionale e si avvale
della collaborazione di altri Dipartimenti del Politecnico di Milano, in particolare
del Dipartimento di Energia, ha infatti come obiettivo quello di censire gli
operatori e le iniziative imprenditoriali nel settore delle energie rinnovabili
in Italia, analizzando e interpretando strategie di business, scelte
tecnologiche e dinamiche competitive. In questa ottica il gruppo di ricercatori
dell'Università di Milano ha con questo primo report sulla situazione del
fotovoltaico in Italia analizzare, grazie al contributo di molti importanti
player del settore, censendo oltre 800 operatori attivi sul mercato italiano e
con la realizzazione di oltre 100 casi studi e 130 interviste a manager ed
esperti del settore, quello che è lo state dell'arte del solare nel nostro
paese e quali possono essere le sue prospettive future. Da questa analisi sono
venuti fuori risultati che potremo definire in chiaroscuro, perché se è vero
che il giro d'affari cresce e il business continua ad interessare molti
investitori esteri, attirati dai generosi incentivi ma anche dalle condizioni
climatiche assolutamente favorevoli, esistono molti intoppi che rischiano di
rendere l'affare molto meno appetibile. In primo luogo esiste infatti il
problema dell'iter autorizzativo, considerando che in alcune regioni occorrono
dai 25 ai 40 procedimenti documentali per avere una autorizzazione a realizzare
un impianto, con una tempistica per poter connettersi alla rete che si aggira
sui 9-12 mesi, contro i 30-40 giorni che servono in Spagna e Germania. Il
secondo punto oscuro evidenziato dal report è che gli incentivi potrebbero finire
prima del previsto lasciando la filiera produttiva in mano ai grandi operatori
stranieri, che al momento stanno colonizzando il nostro paese (dei circa 450
milioni ¬ di margine operativo lordo generato dal settore solo 180 sono stati
appannaggio di imprese italiane). La crisi finanziaria globale poi sta
determinando un ritardo nel raggiungimento di quegli obiettivi fissati dal
Conto energia a 1200 Mw installati che dovrebbero essere raggiunti nel 2010,
considerando che nel 2008 si sono superati i 300 Mw installati, con un
considerevole aumento rispetto ai 120 circa del 2007, ma ancora molto lontani
dai 5.000 della Germania o dai 3.300 della Spagna o dai 2.200 del Giappone e
dai 1.300 circa degli Usa. Nel 2008 il primo paese al mondo per installazioni è
stata la Spagna con oltre 2.000 Mw seguita dalla Germania con 1.350. Nel mondo
la potenza installata supera i 14.000 Mw, di cui ben 9.000 si trovano in
Europa. Il problema però del fotovoltaico, come fa notare il report, continua
ad essere l'alto costo di produzione, che continua ad essere molto superiore
alle altre fonti di energia rinnovabile, se si pensa che mentre per un Kwh di
solare si pagano ancora circa 40 cent per uno di idroelettrico 20 e per uno di
eolico circa 13 cent. Ma la ricerca sembra che possa fare passi da gigante se
qualcuno ipotizza che per il 2015 il costo a Watt possa scendere dagli attuali
3 dollari circa a 0,5 o addirittura 0,2 cent. La regione più
"virtuosa" si conferma la Lombardia tallonata dalla Puglia, che però
è la prima regione in assoluta per la taglia degli impianti con più di 10.000
impianti di potenza superiore ai 100Kw ( il 41% del totale). La Puglia è
l'unica regione del sud ad occupare le prime posizioni, dominate da regioni del
centro nord. Non a caso la regione pugliese è l'unica che ha eliminato la Via (
valutazione di impatto ambientale) lasciando al semplice Dia (denuncia inizio
attività) per gli impianti sotto il Mw di potenza. Nel 2008, infine, la taglia
media degli impianti si è attestata ai 4,84 Kw, un 10% in meno rispetto al
2007. Vincenzo Caccioppoli tags: rinnovabili solare fotovoltaico energia Energy
& Strategy Group
( da "Italia Sera" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Politica Interna
Stillo: ?Bisogna evitare ridicole quanto offensive richieste burocratiche?
L?Inps chiede il reddito ad una donna in coma vegetativo da 16 anni
Recentemente abbiamo avuto notizia di casi di persone che, grazie a degli
escamotage, riuscivano a frodare le casse dello Stato percependo per anni la
pensione di parenti deceduti da tempo. In realtà, la questione non è affatto
recente: già nel febbraio 2008 fu avviata dalla Guardia di Finanza di Torino
un?inchiesta sui ?furbetti della pensione?. Pochi giorni fa, i media hanno
riportato un altro caso che ha generato sdegno: a Tricase, paese della
provincia di Lecce, una ragazza in coma vegetativo da 16 anni riceve periodicamente
lettere da parte dell?Inps nelle quali si richiede la dichiarazione del reddito
percepito nel 2008 pena la sospensione della pensione di invalidità. Come ha
dichiarato il padre della donna: ?Ogni anno ci arriva questa richiesta. Mia
figlia è in coma vegetativo e non vedo quale reddito possa produrre. Basterebbe
censire questi ragazzi per evitare che l?invio di queste missive si trasformi
in una umiliante presa in giro; credo che una dichiarazione di esistenza in
vita sia sufficiente?. Sulla questione, che ha dell?incredibile, si è
pronunciato anche il responsabile dell?Osservatorio per la tutela e lo sviluppo
dei diritti dell?associazione ?Giuseppe Dossetti: i Valori?, Corrado Stillo.
?E? davvero umiliante per una famiglia che da 16 anni assiste una donna in coma
vegetativo permanente vedersi recapitare una richiesta di reddito annuale da
una burocrazia sorda e cieca di fronte all?evidenza di
una tragedia?. Stillo, esprimendo solidarietà alla famiglia, chiede all?Inps
?di adeguare le procedure di fronte a casi come quelli di coma vegetativo
permanente evitando così ridicole quanto offensive richieste burocratiche?.
Quindi da una parte la scorrettezza dei cittadini e dall?altra una confusione
burocratica da non giustificare. Roberta Picchi Edizione n. 2137 del 16/03/2009
( da "Corriere.it" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
La Corte dei Conti
contesta 90 incarichi «illegalmente attribuiti» Incarichi e consulenze d'oro in
Comune Il sindaco Moratti di nuovo sotto indagine Il gip ha respinto la
richiesta di archiviazione: «violenza privata» a dirigenti e «volontà di
favorire» altri MILANO - Il Gip milanese Paolo Ielo ha ordinato nuove indagini
nell'ambito dell'inchiesta sui cosiddetti «incarichi d'oro», scattata nel
( da "Virgilio Notizie" del 16-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Milano, 16 mar.
(Apcom) - Resta sotto inchiesta il sindaco di Milano Letizia Moratti accusata
di abuso in atti d'ufficio a scopo patrimoniale insieme ad altre quattro
persone, tra cui Giampiero Borghini, anche lui ex primo cittadino, che
rispondono a vario titolo di concussione e truffa ai danni del Comune. Il gip
Paolo Ielo ha rigettato la richiesta di archiviazione formulata dal pm Alfredo
Robledo, ordinando nuove indagini, cioè sentire testi e indagati, acquisire
documenti sulle consulenze esterne e le nomine dei dirigenti, i cosiddetti
incarichi d'oro, da espletare entro il 30 giugno del
( da "Stampa, La" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
PROGETTO. PO E
VARAITA Consorzio unirà le Pro loco di due valli In autunno le Comunità montane
della valle Varaita e della valle Po si uniranno, per dare origine a un ente
solo. E anche le Pro loco stanno per aggregarsi in un'unica associazione
turistica. «Nove anni fa - dice Walter Genre, promotore del progetto - avevamo
costituito l'Uniprova (di cui Genre è stato confermato presidente), ente che raggruppa
le sedici Pro loco della val Varaita, da quella di Verzuolo a quella di
Pontechianale. Così abbiamo conquistato più potere
d'acquisto e snellito la burocrazia». La stessa iniziativa sta prendendo una forma definitiva anche
in valle Po, e diventerà il «Coordinamento delle Pro loco del Monviso», che
conta dodici Comuni. Dai due consorzi, adesso nascerà un coordinamento unico,
che raggrupperà le Pro loco delle due valli. «Non verrà nominato un
presidente, ma alcuni componenti, a rotazione, rappresenteranno il
coordinamento nelle riunioni con gli altri enti locali. Non abbiamo intenzione
di organizzare eventi insieme - continua Genre -: ci consorziamo per poterci
avvantaggiare delle convenzioni, per difenderci dai "tagli". In
Comune ci sarà il sito: quello dell'Uniprova ospiterà le Pro loco della valle
Po. E anche un depliant, che proporremo a breve». La presentazione del
«Coordinamento delle Pro loco delle Valli Varaita, Po, Bronda e Infernotto» è
in programma il 23 marzo alle 20,30 al Consorzio Monviso Solidale di Saluzzo. \
( da "Corriere delle Alpi" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
«In tempi di crisi a
vincere è la fantasia» Dal Pont (Consulta Ascom): «Il commercio sostiene
l'economia» BELLUNO. «In questi momenti la specializzazione e il prodotto
particolare sono la forza dei piccoli negozi». A dirlo è Andrea Dal Pont,
presidente della Consulta dell'Ascom, che saluta favorevolmente le due nuove
aperture in via Psaro, i negozi di bigiotteria e cioccolata. «Sempre più si
parla di prodotti di nicchia, di cose che non trovi ovunque», precisa. «La
cioccolateria è uno di questi: sebbene tutti i bar facciano la cioccolata, un
negozio che propone cioccolato a 360º non esiste. La crisi sta mettendo in
risalto la fantasia dell'imprenditore». E poi, a favore della giovane Valentina
Dal Mas, dice: «Ha solo vent'anni e le è sempre piaciuto questo articolo: la
vedo motivata, ci crede, e questo non può che fare piacere. Anche perchè è
facile aprire un negozio, ma è difficile mantenerlo. Il fatto che sia una
ragazza giovane ad aver avuto un'iniziativa del genere», commenta il presidente
della Consulta, «è di buon auspicio». Dal Pont quindi passa a fare alcune
considerazione sul mondo del commercio. «Spesso, molti hanno preferito il posto
pubblico oppure un lavoro da dipendente, e adesso si trovano a terra. E'
inutile discriminare il commercio perchè guadagna. Noi non chiediamo aiuti, non
abbiamo gli ammortizzatori sociali come gli operai e oggi siamo quelli su cui
ricadono queste indennità. Il sistema italiano dovrebbe premiare chi crea posti
di lavoro senza pesare sulle spalle dello stato». E a
questo punto il presidente della Consulta spezza una lancia in favore del
commercio, alle prese con l'ingessante burocrazia e i famigerati studi di settore. «Sono le attività
imprenditoriali che mandano avanti l'Italia. Non voglio peccare di immodestia,
ma è così. Secondo me la crisi contribuisce a sensibilizzare il cliente, che si
rende conto che il prezzo diventa importante. Spesso vorremmo vendere di
più a poco prezzo, ma gli studi di settore ce lo impediscono. Se lo Stato si
fidasse di quello che dichiariamo, infatti, si potrebbe vendere a minor prezzo,
ma così, qualunque sia il tuo guadagno, devi pagare una somma fissata ad
abitrio. Su questo punto c'era l'impegno del ministro Matteoli di portare
all'attenzione del governo la questione degli studi di settore al ribasso. Ma
ancora non abbiamo visto nulla, anche se resta tempo prima della denuncia dei
redditi». (p.d.a.)
( da "Cittadino, Il" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Bonus energia, più
di mille i sangiulianesi aventi diritto n Sono più di mille i sangiulianesi
potenziali beneficiari del bonus energia promosso dalla Regione: da ieri il
comune ha messo a disposizione un consulente per aiutare i diretti interessati
a compilare la pratica. «Il nostro obiettivo - spiega l'assessore ai servizi
sociali, Lucia Salvato -, è teso a far cogliere a tutti questa opportunità che
offre un supporto alle fasce in situazione di maggior disagio economico. In
base ad una stima sono intorno ai 1.200 i residenti aventi diritto a questo
contributo. Spesso però la compilazione delle pratiche e il reperimento di
tutta la documentazione necessaria rappresentano un problema, pertanto ogni
richiedente potrà essere guidato da un operatore, che rimarrà a disposizione
fino a fine aprile». Il contributo, che consentirà uno sconto sulle bollette
della luce, è in particolare rivolto alle famiglie con reddito Isee inferiore
ai 7.500 euro e ai pazienti legati ad apparecchiature elettromedicali, che a
San Giuliano sono una decina, tutti già avvertiti sulla possibilità di avere un
contributo di 150 euro l'anno per sostenere le spese della corrente elettrica.
Mentre nelle altre situazioni, l'apporto economico varia a seconda di
componenti del nucleo familiare, passando da un minimo di 60 euro ad un massimo
di 135 euro annui. Gli aventi diritto, possono già presentarsi presso l'ufficio
tributi del comune, dove troveranno un orientamento riguardo i documenti da
presentare, nonché un aiuto nel compilare la modulistica per inoltrare
correttamente la domanda. In base infatti a un meccanismo ormai consolidato con
l'Ufficio casa per il contributo regionale, anche in questo caso l'ente locale
ha investito risorse per affiancare i sangiulianesi, evitando che si perdano
nella giungla della burocrazia,
rischiando così di farsi sfuggire l'occasione. Ulteriori informazioni sul
servizio, possono in ogni caso essere richieste presso gli uffici competenti
del municipio. Intanto, il calcolo dei potenziali utenti conferma ancora una
volta l'incremento delle situazioni di difficoltà con una crescita del numero
dei modelli Isee che vengono presentati in municipio e una sempre più
estesa quota di cittadini che chiedono sostegni per arrivare a fine mese. G. C.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 5 - Attualità
Consulenze, la Moratti resta indagata Milano, il gip dice no all'archiviazione:
«Il Comune sperperò 11 milioni» MILANO. Resta sotto inchiesta il sindaco di
Milano Letizia Moratti e quattro suoi "fedelissimi", tra cui l'ex
direttore generale del Comune Giampiero Borghini e la sua vice Rita Amabile.
L'indagine sulle consulenze d'oro deve proseguire. Ordine del giudice per le
indagini preliminari che ha respinto la richiesta di archiviazione formulata
dalla Procura. La vicenda riguarda il periodo fra luglio 2006 e febbraio 2007,
con incarichi triplicati e stipendi mensili dei neodirigenti da 14 mila euro.
«Il numero dei dirigenti nominati tra gli esterni non avrebbe potuto superare
la decina, a fronte dei 51 nominati» scrive il gip. Sui criteri di nomina,
l'opposizione aveva presentato un esposto alla Corte dei conti e in procura.
Nel corso dell'inchiesta sono stati ascoltati alcuni ex dirigenti comunali che
hanno dichiarato di aver subito pesanti pressioni - addirittura «minacce»,
scrive il gip - per andare in pensione in anticipo e lasciare libero il posto
ai nuovi assunti. Assunti per chiamata diretta. Furono «modalità umilianti» che
integrerebbero il delitto di violenza privata e non quello di concussione
ipotizzato dal pm. Inoltre, scrive il gip, «l'amministrazione comunale milanese
non avrebbe dato la pubblicità, prevista dallo statuto municipale, alla
possibilità di presentare domande per la selezione di nuovi dirigenti», assunti
invece per chiamata diretta. Viaggia in parallelo l'esposto alla Corte dei
conti. Tra le accuse, quella di 90 incarichi su 91 «illegittimamente
attribuiti», regolamenti riscritti, «singolare circostanza», pochi giorni prima
del conferimento degli incarichi (cosa che potrebbe configurare il dolo) e
contratti stipulati in numero superiore all'ammissibile e con persone prive di
titolo, per un danno totale di 11 milioni di euro. Secondo la Corte dei conti,
dal 2006 al
( da "Tirreno, Il" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 8 - Empoli Un
solo autovelox. E neppure funziona In Alta Valdera l'attrezzatura è unica per 6
Comuni: ma ora è fuoriuso è a fare la taratura annuale. Da 2 settimane
controlli impossibili sulla velocità. E qui auto e moto... sfrecciano LAJATICO.
è il paradiso degli appassionati delle moto. Quaranta e poco più chilometri da
Pontedera a Volterra: quasi una pista naturale, con curve più o meno
impegnative, salite, discese e tornanti. E nel mezzo lunghi rettilinei che
invitano a girare la manopola del "gas" a manetta. Quaranta e rotti
chilometri senza una postazione fissa per misurare la velocità. Solo
macchinette mobili. Anzi, nel tratto che attraversa l'Alta Valdera - proprio
dove domenica si è consumata la tragedia che è costata la vita di due
appassionati, Marco Bartoli, 32 anni, pontederese e Marco Cecconi, 34 anni,
residente a Lajatico - un solo autovelox deve servire tutti e sei i Comuni
dell'ex Consorzio, oggi Unione: Capannoli, Chianni, Lajatico, Peccioli;
Terricciola e Palaia. «E in questo momento neppure quello - risponde Michele
Stefanelli, comandante della polizia municipale, un unico corpo che agisce per
tutta l'area - Da due settimane è stato rispedito all'azienda fornitrice, per
la taratura: sa, va fatta almeno una volta l'anno, per legge. Proprio stamani
(ieri per chi legge ndr) ci ha chiamato l'azienda dicendoci che era pronto. Ma
poco dopo hanno richiamato: avevano sbagliato. Siamo ancora senza». E quindi
niente controlli. Proprio nel periodo in cui gli appassionati delle moto
cominciano a mettere i loro centauri su strada. «Sulla questione della
sicurezza lungo le nostre strade - prosegue il comandante - dovremmo fare uno
sforzo collettivo tutti. Penso all'intero sistema: o ci si crede oppure si
lascia perdere». I problemi con i quali gli addetti ai lavori devono combattere
non sono pochi: ad esempio la mancanza di strumenti necessari (che poi
significa anche mancanza di risorse), l'eccessiva burocrazia che c'è dietro un semplice
verbale di constatazione dell'eccesso di velocità: cartelli per avvisare della
postazione mobile da mettere a una certa distanza, di un colore predeterminato,
coi caratteri di certe dimensioni. Per non parlare dei ricorsi che i verbali
producono e del successivo annullamento, spesso anche per curiosi
cavilli. «Alla base di tutto - prosegue Stefanelli, responsabile del corpo di
polizia municipale dell'Alta Valdera - c'è anche una carenza culturale del
fenomeno: viviamo in una società che ci fa credere che avere l'auto più potente
e più veloce accresca anche il prestigio personale. Abbiamo fatto addirittura
dei corsi universitari, per analizzare e valutare il delirio di onnipotenza che
ci prende, quando siamo al volante». Rimane il problema del controllo, che
rischia di essere insufficiente. «Non è così - conclude Stefanelli - Anzi: con
i mezzi che abbiamo a disposizione facciamo anche tanto. Nella zona dov'è
avvenuto il doppio incidente mortale, domenica mattina, ad esempio, noi
facciamo molti controlli. Quando arriviamo a La Steza, al contrario di altri
posti, i residenti sono contenti della nostra presenza. Ci ringraziano». Segno
che da quelle parti, la gente sa che - se non c'è il cartello, obbligatorio,
che segnala la postazione mobile, qualche centinaio di metri dopo - può provare
il brivido della velocità, senza rischiare multe e taglio dei punti. Non
pensando che, forse, il rischio è assai maggiore.(ech)
( da "Nuova Sardegna, La" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 15 - Cagliari
Carbonile, l'Ambiente blocca il trasloco L'Enel: abbiamo fatto tutto per la
tutela. Cremone: il ministero tace PORTOVESME. Una burocrazia lumaca sta aggravando
ulteriormente la crisi economica e occupazionale del territorio. La conferma
arriva dall'Enel che, messa sotto accusa per la polverosità del carbonile della
centrale Sulcis "Grazia Deledda", manifesta insofferenza e giustifica
la propria posizione con una nota del direttore dell'impianto termoelettrico,
Renato Giardina. Alcune settimane fa il consigliere comunale dell'opposizione,
Angelo Cremone, aveva inviato un esposto all'Arpas per l'eccessiva polverosità
del carbonile. «In ottemperanza e in conformità al decreto del ministero
dell'Industria del 6 ottobre 1982 - scrive Renato Giardina - segnaliamo che
Enel è intervenuta da allora e sino ad oggi, più volte, sulla struttura in
argomento adottando diversi provvedimenti finalizzati al contenimento della
polverosità. Tra questo appunto il posizionamento di una barriera di alberi ad
alto fusto, l'installazione, nel tempo continuamente modificata e migliorata,
di una rete antipolvere lungo tutto il perimetro del carbonile e il
posizionamento di un sistema di umidificazione per l'abbattimento delle
polveri. Tali provvedimenti sono stati effettuati a seguito dei provvedimenti
autorizzativi ottenuti dagli enti regionali e comunali». In tal senso Enel ha
predisposto la chiusura dei nastri trasportatori del carbone dal pontile di
scarico e dal bunker di caricamento a parco ai gruppi termoelettrici. «Ma la
notizia che provoca indignazione - aggiunge Angelo Cremone - è che Enel ha
predisposto un progetto per la ricollocazione dell'attuale carbonile ma non ha
potuto trovare seguito in quanto il dossier tecnico è fermo nelle scrivanie di
vari ministeri. Il nuovo carbonile è condizionato, secondo quanto riferisce
l'azienda elettrica, alla costruzione e all'equipaggiamento della nuova
banchina per l'attracco delle navi carboniere e al dragaggio del porto. Devo
dire che ceri ritardi sono insostenibili e l'amministrazione comunale deve
intervenire. Il trasferimento del carbonile darebbe sollievo all'ambiente e
alla salute degli abitanti di Portoscuso. Quel carbonile va rimosso e quindi
devono essere accelerati i tempi autorizzativi». Insomma, tutto è bloccato
perché il ministero dell'Ambiente pretende la costruzione della barriera
fisica, dai costi insostenibili, prima del dragaggio del porto. (ea)
( da "Repubblica, La" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina II - Milano
Consulenze, Moratti resta indagata Il Pd: accuse gravi, c´era un sistema Il
sindaco: "Fiducia nei magistrati". La Lega: fare chiarezza Majorino:
"è il punto più basso di questo mandato amministrativo" Gallera,
Forza Italia "Abbiamo lavorato con correttezza" STEFANO ROSSI Truffa.
Violenza privata. Mobbing. Sono ipotesi di reato pesanti quelle per le quali il
gip Paolo Ielo chiede alla procura, malgrado la richiesta di archiviazione del
pm, di indagare ancora sull´operato del sindaco e di quattro
dirigenti apicali della burocrazia comunale. Malgrado ciò, Letizia Moratti affida allo staff il
compito di far trapelare la propria tranquillità: «Attendiamo sereni anche
questo supplemento di indagini, sicuri che farà completa luce sulla vicenda». I
suoi collaboratori riportano la «totale fiducia nella magistratura» da parte
del sindaco. Davide Corritore del Pd, fustigatore della giunta sui
derivati finanziari, crede invece che i prossimi tre mesi di approfondimenti da
parte dei giudici potrebbero riservare delle sorprese: «Andare avanti è
doveroso, di cose da verificare ce ne sono parecchie. Specialmente pensando che
le imputazioni sono assai gravi e che il sistema messo in piedi era molto
strutturato». Per il suo capogruppo, Pierfrancesco Majorino, «individuare le
singole responsabilità penali non è nostro compito, in ogni caso la funzione
che abbiamo svolto è quella giusta». Non c´è infatti solo l´esposto penale: due
anni fa l´opposizione si rivolgeva anche alla Corte dei conti. «E lo scorso
dicembre, nel dibattito sul bilancio � prosegue Majorino � abbiamo avanzato
la proposta di rivedere tutti i contratti, abbassando il tetto massimo da
( da "Repubblica, La" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina IV - Milano
IL PIANO CASA NON RISOLVE I PROBLEMI DELLA CITTà LUCA BELTRAMI GADOLA Il primo
risultato sarà l´utilizzo di questa opportunità nei luoghi in cui è più facile
utilizzarla: l´hinterland dove la diffusione delle case unifamiliari è più alta
(sul terreno una camera o due in più ci sta sempre) e dove il recupero dei
sottotetti non ha avuto l´esplosione milanese, col risultato dunque di
stabilizzare e forse aumentare il pendolarismo. A Milano è più difficile fare
una previsione, scontata la chiusura di logge e l´edificazione di qualche
terrazzo. La possibilità invece che interi condominii imbocchino la strada dei
sopralzi è remota: comunque nessuna risorsa utilizzabile per le case a basso
costo. Solo i grandi proprietari pubblici di immobili potrebbero
avvantaggiarsene: il Comune e l´Aler, ma sono proprio quelli che non hanno
soldi. Una sola certezza invece: essere espropriati del diritto di decidere in
un confronto democratico dei destini della nostra città, mascherando il tutto
in un provvedimento demagogico che illude. Si affonda il
coltello nel burro quando si promette di togliere di mezzo la burocrazia � non più permessi o
licenze di costruire, lunghe da ottenere, ma solo semplici autocertificazioni
� e si annuncia un fantomatico rilancio della professione di architetto, oggi
depressa dalla crisi dell´edilizia. C´è un piccolo neo: l´edilizia è ferma
perché non ci sono soldi per comprare casa. Le vendite di appartamenti
sono calate del 17%, come si è letto su Repubblica, così come sono calati i
consumi in generale. Questi provvedimenti per la casa sono demenziali: è come
se per i beni di consumo si fosse pensato di rilanciarli aprendo nuovi centri
commerciali, senza clienti. Quale è oggi invece la domanda certa di case?
Quella di chi ha bisogno un aiuto. Per l´ultimo bando comunale sono arrivate
22mila domande di cui 9mila extracomunitari. Questa domanda viene soddisfatta
nel migliore dei casi per l´1,4 per cento. Le esecuzioni per morosità e per
insolvenza � non ci sono i soldi per pagare affitti e mutui � si contano a
migliaia e crescono. Ma di questo i provvedimenti sulla casa quasi non si
occupano.
( da "Centro, Il" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Protesta dei
consiglieri Orsini e Di Stefano Stop all'ufficio protocollo «Così si sperpera
denaro» MONTESILVANO. Ufficio Protocollo bloccato. Dopo la denuncia del
consigliere Francesco Maragno, anche Gabriele Di Stefano e Mauro Orsini
protestano. Di Stefano fa notare «le ingerenze della politica perfino nello
smistamento dello posta». Un'azione, secondo Di Stefano, mirata
a far perdere «le lettere ostili nei meandri della burocrazia. Da quando il centrodestra si è insediato, alcuni degli uffici
sensibili sono in condizione di non funzionare e, nel frattempo, si sperpera il
denaro pubblico». Per Di Stefano, il blocco dell'ufficio Protocollo è il
sintomo della paralisi dell'amministrazione comunale. «E' giunta l'ora
di ridare la parola agli elettori», afferma il consigliere del Pd, «questa
maggioranza deve andare a casa. L'amministrazione è in confusione totale: i
dirigenti lasciano, gli assessori lamentano scelte che non condividono e
cercano di defilarsi, i partiti di maggioranza chiedono verifiche e presentano
al sindaco il conto. La città viene lasciata allo sbando e si litiga per gli
interessi di bottega». Orsini, invece, ricorda che «agli inizi della
legislatura, il gruppo Libero elaborò un progetto per l'istituzione del
protocollo informatico, supportato da un'ampia relazione e pronto per essere
attivato. Purtroppo, l'iniziativa venne bloccata da un assessore tuttora in
carica che rivendicò la competenza a trattare la materia, ma senza dare alcun
seguito all'iniziativa. Devo allora constatare con rammarico che se si fosse
portato a compimento il progetto voluto da Corrado Carbani, l'amministrazione
avrebbe oggi un problema in meno da affrontare». (p.l.)
( da "Mattino di Padova, Il" del 17-03-2009)
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Pagina 14 - Altre
ECCO IL TERZO VENETO DEL «FASSO TùTO MI» BEPI CONTIN Del Piano Casa per il
Veneto l'unica cosa certa è che si tratta di un'iniziativa della giunta
regionale concernente un «Intervento a sostegno del settore edilizio e per
promuovere le tecniche di bioedilizia e l'utilizzo di fonti di energia
alternative e rinnovabili», in otto articoli. Tecnicamente dovrebbe attuarsi
con una procedura semplificata già nota: la Dia - dichiarazione inizio attività
- che comporta da parte del tecnico incaricato la responsabilità dell'intero
castello «della normativa statale, regionale o degli strumenti urbanistici e
territoriali» (articolo 1). Con ciò si tratterebbe di incidere nel percorso
burocratico al fine di accelerare le intenzioni progettuali degli operatori, in
altri termini ritenere che la causa principale della crisi edilizia sia dei
«lacci e laccioli» che frenerebbero l'iniziativa privata, ponendo limiti alle
aspettative delle famiglie, al loro spazio vitale. Non quindi per troppo mercato,
bensì per poco. Sulla convinzione che il modello di sviluppo in vigore, che
risale al secondo dopoguerra, si sia bloccato per la troppa
burocrazia che ha frenato
la potenzialità del corpo economico e sociale del Veneto; e per questo venuto
il momento di dare una spallata a ciò che ostacola di più cioè agli uffici
tecnici. Invece, per la parte tecnologica, della bioedilizia, del risparmio
energetico e l'adeguamento culturale alle fonti rinnovabili, si auspica
un abbattimento delle catapecchie anni Cinquanta, poiché si ritiene che
l'edilizia di qualità abbia oramai conquistato nuovi gradi, fino a raggiungere
la consapevolezza di che cosa si intenda sia per la stessa qualità sia per
«bellezza». E' stato detto che si tratta di un libro dei sogni. Vero, ma pure utile
per delineare un'azione a lunga scadenza che impegni su questo argomento i
tecnici, e, ancor prima, gli intellettuali, i teorici e i visionari. Del tutto
opportuno poiché, per ora il taglio dato dalle istituzioni è di basso profilo,
inutile negarlo, qualcuno ha scambiato il ponte di comando del Veneto, la più
potente corazzata in rotta verso Est per una pilotina da bisatti cannoniera che
a oggi dà lavoro a ottocentomila rumeni in patria, e forse altrettanti qui, con
tanto di rischi ed esposizione finanziaria. Ma la sostanza dell'iniziativa
della giunta veneta è seducente, sollecita la bravura degli operatori nel
trovare quanto c'è di buono nel nuovo senza correre il rischio di buttare con
l'acqua sporca anche il neonato Terzo Veneto, nel cui Dna ci dovrebbe essere
anche la bellezza, cromosoma, che dovrebbe pure ritrovarsi anche in tecnici e
progettisti oggi ancora più responsabili di ieri. Benissimo. Ciò comporta che
il tema dell'estetica e di tutta la problematica che ne discende sia patrimonio
collettivo, diffuso, memoria e coscienza al punto che il brutto si dovrebbe
autoannullare per rossori, vergogna, scandalo, indignazione. Questo è possibile
se vi sono a base della società parametri riconosciuti come etici che si fanno
comportamentali, ovvero che fanno un tutt'uno con gli abitanti di questo
territorio fino a coinvolgerli nella percezione di loro stessi in una sorta di
specularità fra sentire interiore e ambiente esterno. Siamo preparati a tutto
ciò? Neanche per idea. Avremo pure mosso dei passi in avanti su biotecnologie e
bioediliza, su tutto quel che fa business, ma sull'estetica siamo ancora fermi
al supponente e presuntuoso «tutti i gusti sono gusti». Davvero si crede che i
tecnici siano preparati e ancor di più lo siano i veneti quando diventano
committenti? E proprio nella terra del fasso tùto mi. Per tutelare il
patrimonio del passato e per garantire la qualità nel futuro del Terzo Veneto
servirà mettere in piedi una struttura a livello comunale, provinciale,
regionale che si occupi di estetica. Aboliamo pure il «permesso di costruire»,
semplifichiamo, ma promuoviamo una riedizione della vecchia Commissione Ornato.
Di che cosa si tratta? Presto detto: si tratta di quella che si occupava
dell'aspetto artistico e culturale del costruito, quella che ha impedito fino
agli anni Cinquanta quel che è avvenuto dopo: il disastro.
( da "Mattino di Padova, Il" del 17-03-2009)
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Pagina 28 -
Provincia L'assessore Gelsi esclude il secondo casello Già finanziata con 10,5
milioni la complanare, lavori al via nel 2010 MONSELICE. Secondo casello
dell'autostrada? «Al momento non se ne parla». L'assessore ai Lavori Pubblici
Romano Gelsi fa il punto sulla complanare: il cantiere partirà nei primi mesi
del 2010. Il finanziamento c'è tutto: 10,5 milioni divisi tra Comune, Provincia
e Veneto Strade. Per il Comune l'esborso sarà di un milione e mezzo, ripartito in
tre anni: i primi 500 mila euro sono già a bilancio. «Ad aprile contiamo di
portare in Consiglio la variante e il progetto preliminare per l'approvazione»
fa sapere Gelsi. Si tratta dei lavori per il primo lotto del primo stralcio:
l'arteria, che correrà parallela all'autostrada, congiungerà lo svincolo di San
Bortolo sulla nuova strada regionale 10 e il casello autostradale. Intervento che dovrebbe alleggerire la congestionata «I tempi
della burocrazia sono
questi», anticipa l'assessore. Quanto alla discussione sul secondo casello
autostradale, la scelta dell'amministrazione è chiara: «Il casello di via Orti
rimane dov'è. Di un eventuale secondo casello se ne parlerà più avanti,
deciderà la prossima amministrazione». (f.se.)
( da "Arena, L'" del 17-03-2009)
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Martedì 17 Marzo
2009 ECONOMIA Pagina 39 BUROCRAZIA. Siglata una convenzione
Pratiche snellite tra Dogane e Confindustria Canale privilegiato per analisi di
laboratorio veloci A poco più di un mese dalla firma dell'accordo, il dialogo
tra Confindustria Verona e direzione regionale del Veneto dell'Agenzia delle
Dogane ha portato all'apertura di un canale privilegiato che consentirà alle
aziende veronesi un maggiore rispetto delle procedure per le
esportazioni, agevolando la capacità di competere sui mercati internazionali.
Lo annuncia in una nota Confindustria Verona. Grazie a una convenzione firmata
da Rita Carisano, direttore di Confindustria Verona, e da Paolo Di Roma,
direttore per il Veneto dell'Agenzia, le aziende potranno chiedere ai
laboratori chimici doganali analisi dei prodotti, di qualunque tipologia
merceologica, e ricevere un parere sul codice di nomenclatura, necessario per
le procedure doganali e le esportazioni. I vantaggi per le associate a
Confindustria Verona consistono nel ricevere un'indicazione qualificata del
codice di nomenclatura da usare (non sempre di facile individuazione) e nel
minore rischio di contestazioni e rallentamenti nelle procedure doganali. Il
laboratorio chimico doganale di Verona possiede una riconosciuta
specializzazione nel campo dei prodotti alimentari, afferma la nota, ma la
convenzione consentirà di accedere alle competenze degli altri laboratori
presenti nella struttura territoriale delle Dogane. «Confindustria Verona
guarda con soddisfazione alla crescente collaborazione con la direzione
regionale per il Veneto dell'Agenzia delle Dogane, che si sta sviluppando in
termini concreti», ha sottolineato la Carisano, «La convenzione dimostra non
soltanto che le imprese possono ricevere notevoli benefici in termini di
competitività sui mercati, ma conferma anche la rinnovata disponibilità di
questa fondamentale articolazione dello Stato. Grazie a questa intesa le Dogane
riaffermano così la loro volontà di essere vicine alle nostre aziende per
rendere sempre più efficienti e scorrevoli i flussi internazionali, un elemento
di forza già durante la crisi, ma che rivelerà tutto il suo valore nel momento
della ripresa». Di Roma ha sottolineato che le prestazioni del laboratorio
chimico nell'ambito della convenzione rientrano nel quadro generale di benefici
e opportunità offerte dai servizi che l'Agenzia delle Dogane mette a
disposizione delle imprese. «Ritengo necessario che importanti articolazioni
della struttura pubblica istituzionalmente deputate ad assicurare il rispetto
delle regole fiscali facciano la loro parte nell'agevolare i rapporti
commerciali alle imprese sane, soprattutto in un periodo di crisi globale», ha
dichiarato Alberto Giorgetti, sottosegretario dell'Economia, «In questo senso
mi sto impegnando perché i servizi forniti dall'Agenzia possano trovare
corrispondenza con lo snellimento delle formalità legate al traffico
internazionale delle merci. La convenzione, nata dall'accordo di gennaio, va in
questa direzione».
( da "Giornale di Brescia" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Edizione: 17/03/2009
testata: Giornale di Brescia sezione:economia Anticipo cig, l'accordo non
decolla L'intesa siglata da banche e sindacati per il pagamento degli importi
di integrazione salariale prima dell'accredito Inps finora è stata utilizzata
solo da 40 lavoratori ma si propone comunque come uno strumento di emergenza
BRESCIANel solo mese di febbraio sono state autorizzate a Brescia quasi 3,5
milioni di ore di cassa integrazione (3,2 milioni di ordinaria). Secondo i
nostri calcoli, è come se 21.025 lavoratori bresciani fossero rimasti a casa
per tutto il mese. Il sistema-Brescia aveva tuttavia fatto un grande passo
avanti, a fine gennaio, con l'accordo firmato dalle segreterie sindacali, dal
Banco di Brescia e dalle Bcc bresciane per l'anticipo degli importi di cassa
integrazione ai lavoratori di imprese in difficoltà. Un'intesa frutto del
tavolo anti-crisi coordinato dal Broletto e proposto, prima di Natale, dal
presidente di Aib, Franco Tamburini. Una risposta giustamente lodata dai
rappresentanti dei lavoratori, delle imprese e del sistema bancario. Due mesi
dopo.... Peccato che, quasi due mesi dopo, questo accordo sia rimasto
sostanzialmente inutilizzato. Secondo fonti sindacali, infatti, sarebbero solo
quaranta i lavoratori bresciani che, a titolo personale, avrebbero utilizzato
l'intesa per ottenere l'anticipo delle spettanze cig. E, soprattutto, nessun
accordo aziendale è stato raggiunto sulla base dell'intesa del Broletto. Quali
i motivi? «Finora siamo sempre riusciti a ottenere gli anticipi da parte delle
aziende - spiega Gianfranco Bertocchi della segreteria Cisl camuna, tra i
firmatari dell'accordo - e questo è il nostro obiettivo: quando abbiamo firmato
non eravamo in condizione di sapere se le imprese sarebbero state in grado di
garantire l'anticipo». Per il momento, i sindacati chiedono negli accordi che
sia garantito l'anticipo della cig da parte delle imprese (una soluzione
immediata, efficace e priva di impicci burocratici) e le aziende preferiscono
non accedere allo strumento dell'anticipo bancario, anche perché dovrebbero
dichiararsi «senza liquidità», compromettendo di fatto la propria posizione
agli occhi del sistema creditizio. Insomma, non conviene a nessuno, anche perché la burocrazia (come sempre in Italia) appesantisce non poco l'accesso a questo
accordo. E, in effetti, una parte consistente dei sindacalisti interpellati
definisce l'intesa «di difficile applicazione», senza nulla togliere al valore
della stessa e alla disponibilità delle banche firmatarie. Strumento di
«estrema cautela» L'accordo del Broletto, come spiega il segretario generale
della Camera del Lavoro, Marco Fenaroli, «resta uno strumento utile in caso di
un ulteriore peggioramento della situazione: è un accordo di estrema cautela,
ma noi fin dall'inizio sapevamo che non sarebbe stato la routine». E, secondo
Lorenzo Torri, della segreteria Cisl di Brescia, «l'efficacia la vedremo nei
prossimi mesi e nel caso in cui aumentasse la domanda di cassa straordinaria:
per la cigs, infatti, i tempi di richiesta sono lunghi e i periodi di
integrazione salariale più duraturi». In ogni caso, per ora, l'intesa del
Broletto è restata (quasi) lettera morta. E potrebbe restarlo anche nel futuro
se davvero il Governo, come ha annunciato il ministro del Lavoro, Maurizio
Sacconi, riuscirà ad accelerare le procedure per richiedere la cassa
integrazione e per versare ai lavoratori gli importi dovuti. Si tratta, in
effetti, della soluzione più logica e auspicabile. Guido Lombardi
g.lombardi@giornaledibrescia.it
( da "Arena, L'" del 17-03-2009)
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Martedì 17 Marzo
2009 ECONOMIA Pagina 39 TRASPORTI. Fatturato di 15 milioni nel 2008 Il gruppo
Evit: via al centro prove per autoveicoli I fratelli Zivelonghi: «Un servizio al sistema Automotive per tagliare tempi e burocrazia» Verona a breve potrà contare
su un secondo Centro prove autoveicoli. Ad affiancare il centro del ministero
dei Trasporti sarà la nuova struttura che due esperti del settore come i
fratelli Gabriele e Maurizio Zivelonghi, fondatori del gruppo Evit, stanno
allestendo a Verona - Strada dell'Alpo, a Sud della città, in un
capannone di recente acquisto. Il centro di cui Evit si avvarrà potrà omologare
veicoli e componenti di ogni tipo e provenienti da ogni Paese in collaborazione
con Vca (Vehicle Certification Agency), ministero dei Trasporti inglese. «Non
mancherà di certo l'attività», ricorda Gabriele Zivelonghi, «dato che andremo a
fornire un servizio fondamentale al sistema Automotive accorciando la
tempistica e le pratiche rese necessarie dalla burocrazia
italiana». Saranno così fornite in tempi brevi - nel centro prove veicoli per
omologazioni - anche le certificazioni Iso 9001, 14001 e 18001 oltre a vari
corsi di formazione . Il centro, già certificato Iso 9001, sta ottenendo anche
le certificazioni per laboratorio e ispezioni e occuperà prevalentemente
ingegneri e tecnici specializzati. «Questo», sottolineano i fratelli
Zivelonghi, «era un passo importante ed inevitabile per offrire servizi a 360
gradi ad un settore in difficoltà come quello del trasporto. Un comparto che ha
da risolvere anche problemi legati alle pratiche che è chiamato a svolgere». Il
gruppo, che ha chiuso il 2008 con 15 milioni di fatturato e un centinaio di
occupati, conta su filiali a Napoli e Cagliari ed in Belgio, Croazia, Francia,
Lituania, Repubblica Ceca, Romania, Spagna, oltre alla Cina, Brasile e
India/Sri Lanka. I Zivelonghi hanno esplorato altri settori imprenditoriali,
come l'immobiliare con le due società Evit Re Srl e G&F Srl, ma anche due
settori di completa diversificazione. La prima è Biocosmetici Srl per la
progettazione, produzione di cosmetici e formulazioni per conto terzi che ha
creato anche un proprio marchio (Retro Gusto commercializzato da M&D
Progetti Srl) . La seconda si chiama Fuerte -The New Island SL., una società
che idea e produce abbigliamento e accessori ispirati in generale al mondo
isolano di Fuerteventura. F.R.
( da "Arena, L'" del 17-03-2009)
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Martedì 17 Marzo
2009 ECONOMIA Pagina 39 ANALISI. Rapporto sulla sussidiarità 2009: le imprese
del Nordest vogliono servizi e autonomia prima dei soldi statali Pmi e crisi: «Tagliare fisco e burocrazia» Oltre il 50% delle aziende chiede la semplificazione
amministrativa e fiscale e più «decentramento» Un dato contraddittorio - se
rapportato alla soluzione adottata da Obama negli Usa, con i finanziamenti
pubblici - ma reale, quello che emerge dal rapporto 2009 della Fondazione per
la sussidiarietà, che ha raccolto le risposte di 1.600 aziende piccole e
medie, di tutto il territorio nazionale, al problema crisi. Le pmi invocano
forme di intervento sussidiario. Il 54,5%, del campione intervistato, chiede a gran
voce più semplificazione amministrativa e fiscale per favorire lo sviluppo. Il
42,5% è abbastanza d'accordo. Maggiore adesione proviene dalle pmi del Centro
Italia (63,6%), cui segue il Nordest (59,6%) e, più in generale, dalle medie
imprese (71% contro il 50,2% delle piccole imprese). Il 53% delle imprese
chiede più decentramento, in particolare il Nord Est (63%), cui seguono Centro,
Sud e Nord-vest, anche se da una media tra i soggetti molto d'accordo e
abbastanza d'accordo emergono in testa Nord-Est e Nord-Ovest, rispetto alle
altre aree geografiche. Anche in tal caso più favorevoli sono le medie imprese
con il 61%, contro il 50% delle piccole. Nella contrattazione salariale libera
crede mediamente il 36% delle pmi, mentre un buon 58% è abbastanza d'accordo.
Maggiormente propense le imprese del Nordest e del Centro, in particolare le
medie imprese. Investirebbe in risorse umane, al fine di aumentare il profitto,
il 43% circa delle pmi, con propensione massima nel Nordest (52%), e minima -
paradossalmente - nel Nord Ovest (26%) e preponderante tra le medie imprese
(56% circa). Le piccole imprese sono molto aperte, inoltre, al confronto con
dipendenti e collaboratori (73%) più che le medie. E nell'ambito di un campione
pari al 59%, che si mostra molto favorevole, il Nord Est è in testa (67%)
rispetto al Nord Ovest (49,5%). Molto propense a una coincidenza tra interessi
del lavoratore e dell'impresa è solo il 35% delle imprese, mentre il 60% si
dice «abbastanza d'accordo». Tra queste ultime prevalgono le medie (40%) sulle
piccole imprese (34%). La coesione aziendale prevale nel Nord Est (44%), poi al
Centro e al Sud con percentuali analoghe, mentre nel Nord Ovest solo il 21% è
molto d'accordo ed il 76% abbastanza d'accordo su tale rimedio. Un dato frutto di
residuo storico: il Nord-Ovest risente ancora di un'economia sorta grazie ad
una grande classe operaia alla base della piramide imprenditoriale, mentre il
Nordest ha sviluppato la propria economia sull'attività dell'artigiano che
spesso e volentieri è divenuto proprietario della sua stessa azienda. Sulla
valorizzazione delle risorse umane attraverso risorse interne anzichè con il
sostegno fiscale, è abbastanza d'accordo il 57%, molto il 39,5% e, in misura
maggiore, le pmI del Sud e delle Isole, nonché le medie rispetto alle piccole.
Solo il 32% vorrebbe condividere anche con i concorrenti attività di ricerca e
sviluppo e questo avviene in maggioranza nel Nord Est (39%), con uguali
percentuali nel Sud e nel Centro, meno nel Nord Ovest ( 21%). Divario tra Nord
Est (33%) e Nord Ovest (17%) sussiste anche con riguardo al rimedio
dell'internazionalizzazione,che, in generale, convince poco. Piuttosto, il 69%
delle imprese valorizzerebbe il rapporto con il cliente.
( da "Tribuna di Treviso, La" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Unindustria sposa
l'appello della Marcegaglia: serve meno burocrazia «Tutela per le piccole
imprese» Contro la crisi attuale serve una maggior tutela per le piccole e
medie imprese. La richiesta parte dalla vicepresidente di Unindustria Treviso,
Alessandra Pegorer. «Il forte appello della presidente Emma Marcegaglia
dall'assise delle pmi per sostegni immediati alle pmi - dice Pegorer - è
il segnale che Confindustria ha ascoltato e fatto proprie le esigenze delle
nostre aziende. Più volte, infatti, il presidente nazionale Giuseppe Morandini,
e noi stessi, abbiamo espresso la necessità di mantenere alta la tensione sul
sostegno alle imprese piccole e medie, tessuto fondamentale dell'economia sia
italiana che, nello specifico, trevigiana. Non ci interessano le
strumentalizzazioni politiche, abbiamo voluto porre una priorità per il paese:
garantire la continuità delle imprese in questi momenti durissimi».
L'eccezionalità del momento, secondo Pegorer, «rende necessario uno sforzo
altrettanto straordinario, pur consapevoli che in questi mesi dei risultati
sono stati ottenuti. Ci aspettiamo un'azione di modernizzazione e
semplificazione della macchina burocratica».
( da "Secolo XIX, Il" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Guerra all'Inpdap
per la pensione di reversibilità sportello reclami Invalido civile al 100 per
cento da sei mesi è in attesa di una risposta dall'istituto nonostante la
visita medica effettuata 17/03/2009 Savona. Da ingegnere di prestigio per
grosse aziende ad invalido civile totale per un «disturbo bipolare per il quale
sono in cura al cim» al quale la pensione di reversibilità della madre diventa
una necessità per andare avanti, pagare le spese d'affitto, mangiare. È il
drammatico destino riservato a Roberto F. che nell'aprile del
( da "Tirreno, Il" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 6 - Attualità
Incarichi d'oro, nuove indagini sulla Moratti Comune di Milano, nel mirino i
consulenti esterni. Coinvolte altre 4 persone ROBERTA RIZZO MILANO. Nomine e
favoritismi, mobbing e incarichi con stipendi da mille e una notte. Il sindaco
di Milano, Letizia Moratti, è ancora nel mirino della magistratura. Il giudice
delle indagini preliminari Paolo Ielo ha infatti ordinato nuove indagini
nell'ambito dell'inchiesta dei cosiddetti "incarichi d'oro", scattata
nel 2007, nella quale il sindaco era già accusato di abuso d'ufficio a scopo
patrimoniale. Il giudice ha rigettato la richiesta di archiviazione, formulata
dal pubblico ministero Alfredo Robledo, dove si affermava che la condotta degli
indagati non appariva penalmente rilevante. In totale risultano indagate quattro
persone, tra le quali l'ex direttore generale del Comune di Milano ed ex
sindaco, Giampiero Borghini. Le accuse spaziano da concussione a truffa. Il
giudice Paolo Ielo ha dato tempo al pm fino al 30 giugno prossimo per sentire i
testimoni e acquisire nuovi documenti. Al centro dell'inchiesta ci sono ben 51
consulenze che risulterebbero irregolari e presunti episodi di
"mobbing" su alcuni funzionari costretti ad abbandonare il loro
incarico a favore di persone esterne. Secondo il gip «il materiale investigativo
appare idoneo a sostenere l'accusa in giudizio con ragionevoli probabilità di
condanna», ma sottolinea la necessità di acquisire ulteriori documentazioni. La
vicenda finita sui tavoli della giustizia milanese riguarda il periodo fra
luglio 2006 e febbraio 2007, dove risulta che il numero degli incarichi sono
triplicati con un aumento degli stipendi mensili dei neodirigenti fino a 14
mila euro. Sui criteri di nomina, l'opposizione aveva presentato un esposto
alla Corte dei Conti e in procura. Secono il gip, è necessario approfondire i
casi di mobbing, poiché la macchina comunale milanese si sarebbe mossa «con la
prospettazione di modalità umilianti e minacce nella prosecuzione del rapporto
di lavoro», nei confronti di decine di funzionari che sarebbero stati indotti
ad andare in pensione, per lasciare il posto ad altri di nuova nomina.
«Modalità umilianti» che, secondo il magistrato, integrerebbero il delitto di
violenza privata «e non quello di concussione», ipotizzato dal pm. Ma non è
tutto. Secondo Ielo «la selezione dei dirigenti nominati è intervenuta senza la
preventiva pubblicità richiesta dallo statuto». E motivando la sussistenza
della volontà di favorire qualcuno, il gip cita, tra gli altri, il caso di
Carmela Madaffari, direttore della Direzione centrale famiglia del Comune di
Milano, scelta «senza un preventiva ricerca» e che nel momento della
designazione, aveva appena chiuso il suo contratto all'Asl di Locri. Sospetti e
prove s'intrecciano con le accuse che vedono persone
nominate senza titolo professionale adeguato e contratti stipulati per un danno
di 11 milioni di euro. Secondo la Corte dei Conti, dal 2006 al
( da "Giorno, Il (Legnano)" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
PRIMO PIANO pag. 2
Una cabina di regia unica fra i Comuni e la Rho-Gallarate trasformata in metrò
I PROGETTI CHE ATTENDONO UNA SOLUZIONE SAN VITTORE OLONA UNA CABINA DI REGIA.
La chiedono i sindaci dell'Alto Milanese i cui Comuni hanno sede lungo l'Asse
del Sempione, una direttrice che, sin dal lontano passato, ha visto transitare
persone e merci dando sviluppo a numerose realtà produttive e, persino, ad una
propria cultura. L'asse del Sempione ha vissuto, e ancora vive, notevoli
trasformazioni. Spesso, però, le idee pur valide che emergono dal territorio
non riescono a realizzarsi. I sindaci avvertono di non avere una sufficiente
forza contrattuale e allora allargano gli orizzonti ai Comuni del Rhodense piuttosto
che a quelli del Castanese senza rendersi conto che le differenti realtà magari
hanno obiettivi diversi. Si succedono, quindi, incontri e convegni e le
discussioni si protaggono nel tempo senza che, nonostante la buona volontà, si
riesca a concretizzare qualcosa. Purtroppo, è un fenomeno
tipico italiano dove la burocrazia riesce a bloccare tutto per un tempo infinito. Anche una buona
idea con il trascorrere del tempo si trasforma in qualcosa di superato quando
si passa alla fase esecutiva. Eppure, l'asse del Sempione ha necessità, come
buona parte della Lombardia, di interventi concreti a beneficio del cittadino.
Basti pensare alle infrastrutture e alla viabilità. Ineludibile, ad esempio, è
la soluzione del "terzo binario" della linea ferroviaria Rho-Gallarate,
una sorta di metropolitana leggera che colleghi, in tempi rapidi, Fiera e
aeroporto e la realizzazione della variante alla statale 33 del Sempione. La
necessità di mobilità ad impatto zero all'interno di un territorio estremamente
urbanizzato rappresenta un indice della qualità della vita. Ecco allora che
Expo 2015 offre la possibilità intervenire sia sulle piste ciclabili mettendo
in rete un sistema che si estende per una trentina di chilometri sia sulle vie
d'acqua visto che Ticino, Naviglio grande e Villoresi possono valorizzare il
territorio. Anche in un momento congiunturale difficile i fondi, tra Enti
pubblici e privati, si possono anche trovare, ma è necessaria una cabina di
regia che coordini gli interventi e possa farsi valere anche a livello
centrale. G. R.
( da "Eco di Bergamo, L'" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
La riflessione
Disabili Vip (very invisible people) Spettabile redazione, i disabili -->
Martedì 17 Marzo 2009 LETTERE, pagina 22 e-mail print La riflessione Disabili
Vip (very invisible people) Spettabile redazione, i disabili... gli unici Vip,
Very invisible people... Figure di invisibili stanno in cima all'elenco anonimo
di ciò che ci circonda. In tutti quei giorni in cui, abitualmente, vediamo o
scegliamo di vedere ben altro: tutto ciò che ha la forza di presentarsi come
degno d'attenzione, tutto ciò che preferiamo guardare per allontanare paure,
ipotetiche minacce, o forse solo fastidi. In una società che si vuole
democratica e che, per definizione, dovrebbe rendere visibile tutto e tutti,
qualcosa e qualcuno viene sistematicamente rimosso, almeno fino a che non si
presenta - non viene presentato - sotto la forma drammatica e accecante
dell'emergenza che rende impossibile trattare questo qualcosa e questo qualcuno
per quello che sono, uomini, donne e bambini presi dal meccanismo di lunga durata
della miseria, dell'esclusione, della solitudine. Questi soggetti invisibili
sono, per me e per tutti coloro che operano nei luoghi più difficili della
nostra precaria opulenza, i veri Vip. Sono le persone per le quali cerchiamo di
costruire uno spazio pubblico nel quale esse possano narrare la loro vita ad
altri che vogliano condividerne il senso, lenirne la sofferenza, cambiarne la
condizione. L'augurio, per questo e per gli anni a venire, è che si accetti di
vedere ciò che è davanti agli occhi di tutti, di riconoscere che tutti viviamo
una comune condizione di insicurezza e fragilità, e che si voglia finalmente
scegliere di costruire insieme le condizioni di una nuova convivenza civile e
di una nuova speranza. Se la politica non serve a questo, a che serve? Paolo
Iorio Movimento disabili italiani Coordinamento nazionale www.limid.it Campagna
elettorale Da rilanciare il commercio del centro Spettabile redazione, sono una
commerciante del centro di Bergamo, ho letto con interesse ed attenzione la
lettera di Giuseppe Zilli, pubblicata da «L'Eco di Bergamo» in data 8 marzo
2009, dal titolo «La campagna elettorale punti su ambiente e commercio». Se mi
è consentito, vorrei esprimere la mia totale condivisione su quanto espresso
dallo stesso signor Giuseppe Zilli. Del resto come nascondere una realtà che è
sotto gli occhi di tutti, in questo caso mi riferisco soprattutto alla
condizione in cui versa il commercio di vicinato del centro città. Temo che ad
oggi, i nostri amministratori comunali non si siano resi conto del tutto di
cosa significhi aver lasciato impoverire una realtà che solo fino a qualche
anno fa faceva del centro città un riferimento di cui andarne fieri. Per cui,
la mia speranza è che chiunque sarà il prossimo sindaco di Bergamo prenda a
cuore una situazione che nell'interesse di tutti necessita di un completo
rilancio. Loredana Odilla Andreani Canonica, la replica Dimissioni con valenza
politica Spettabile redazione, nonostante mi fossi ripromesso di non
intervenire più nella disputa politica, dopo aver letto su «L'Eco di Bergamo»
dell'8 marzo l'articolo dal titolo «Canonica, Pirotta scende in campo in cerca
del bis», mi corre l'obbligo di alcuni chiarimenti. Sono uno dei due
consiglieri che secondo la «teoria Pirottiana» si è dimesso per diversità «caratteriale»
con la maggioranza. Ai tempi della formazione della lista dell'attuale sindaco
«Uniti per unire», militavo nei Democratici di Sinistra, partito contattato
dalla Margherita al fine di contribuire con idee per il programma e voti per la
vittoria. A questo punto risulta ben chiaro che la mia partecipazione alla
lista non era a titolo personale ma rappresentanza di un partito con alle
spalle una storia, valori ed idee. Vinte le elezioni, mi è stato assegnato
l'incarico di consigliere con delega ai parchi ed ecologia, incarico che
(utilizzando ferie e cambi di turno) ho cercato di espletare al meglio,
partecipando a convegni e incontri dove, insieme a tecnici, sindaci ed
assessori di altri paesi si valutavano idee, proposte ed esperienze che poi riportavo
immancabilmente nel gruppo. Man mano che il tempo passava e che prendevo
esperienza nella gestione della cosa pubblica, incominciavo a notare
incongruenze rispetto ad alcune informazioni (e comportamenti) che ci erano
state fornite inizialmente. La prima riguardava l'idea, infondata ma passata
alla popolazione, che l'amministrazione Cerea avesse superato, e di molto, la
normale e legittima capacità di indebitamento di un comune. Essendo convinto
che la politica sia sporca solo se sono le persone a renderla tale, a titolo
personale, chiedo scusa al dott. Cerea ed alla sua amministrazione, restando
comunque distante dalle sue politiche. Credo fermamente che, nel confronto
politico, si debbano utilizzare esclusivamente idee ed argomenti accomunati, come
diceva Enzo Biagi, dalla trasparenza della buona fede. La seconda, del
mantenimento e per parecchio tempo da parte del sindaco Pirotta della doppia
carica di sindaco e segretario della locale sezione della Margherita,
nonostante la mia continua richiesta di dimissioni da segretario, nel rispetto
del programma ma soprattutto dei cittadini. Preciso che ho fortemente espresso
all'interno del gruppo il mio disagio e la mia contrarietà! Alla fine sono
stato sottoposto a mobbing politico che, a differenza del mondo lavorativo non
è illegale, moralmente discutibile ma non illegale. Questo ha fatto sì che la
giunta prendesse decisioni, attinenti al mio incarico, ignorando volutamente le
mie proposte, la mia funzione di delegato che, nella lingua italiana, ha un significato
ben preciso e di riflesso, la forza politica che rappresentavo. Va da sé che le
mie dimissioni, concordate all'interno dei Ds, non diventano così una semplice
espressione di «peculiarità caratteriale» (manco fossi, a 50 anni, un ragazzino
capriccioso) come asserisce il sindaco Pirotta, ma assumono una forte valenza
politica, con la conseguenza logica del fallimento della lista che aveva, nel
suo stesso nome «Uniti per unire», l'anima del suo programma elettorale. In
molti poi mi hanno rimproverato per non essere rimasto in Consiglio a far
valere le mie idee, purtroppo e per questi tempi, ho un brutto difetto, non ho
nel mio Dna il sentimento della cattiveria, sentimento indispensabile per
gestire forti contrapposizioni, soprattutto se rivolte ad una persona che
stimavo e consideravo amica, e per la quale, di fronte ad una sua richiesta di
aiuto, ho rinunciato a profonde convinzioni personali pur di non lasciarlo
solo. Non sono assolutamente pentito, certi insegnamenti e valori si mettono in
pratica inderogabilmente, anche se, per come è finita, lasciano poi il posto
alla delusione e alla amarezza. Scusandomi per la lunghezza della lettera,
ringrazio per l'ospitalità e colgo l'occasione per porgere i miei più cordiali
saluti. Armando Frigeni Canonica d'Adda La protesta Rubati i fiori al monumento
del Bersagliere Spettabile redazione, lo scorso novembre esprimevamo su questo
quotidiano l'amarezza dei Bersaglieri per il gesto inconsulto compiuto al
monumento del Bersagliere nella nostra città. Ignoti avevano asportato delle
modeste piantine sempreverdi collocate in una vaschetta per la ricorrenza del 4
Novembre (ne erano comunque state lasciate alcune). Ebbene, nostro malgrado,
dobbiamo oggi constatare che nel frattempo si è portata a compimento l'opera: ora
la vaschetta fa misera mostra di sé, vuota. Ci complimentiamo con l'anonimo (o
anonimi) che con così pervicace insistenza ha voluto manifestare il suo grado
di estrema povertà di educazione, di senso civico e, soprattutto, di cuore: non
vi sono altre parole per un atto di questo genere. bersagliere Attilio Salvi
per i Bersaglieri di Bergamo Ospedale di Piario / 1 Gratitudine per le cure
ricevute Spettabile redazione, per motivi di salute ho avuto necessità di
ricovero, ospite per 42 giorni, presso il nuovo ospedale Antonio Locatelli a
Piario. Ora dimesso, desidero ringraziare gli operatori del reparto di
Chirurgia dove sono stato operato dal dott. Egidio Bonomi e la sua équipe. Devo
lode e gratitudine al dott. Sergio Lazzaroni, ai medici, al personale addetto
ai servizi, agli infermieri, al personale della Croce Rossa, alla Radiologia
per la serietà, capacità professionale, il senso di responsabilità
dimostratami, non ultimi la cordialità e la loro umanità nelle attenzioni alla
mia persona durante la degenza, valutando in modo favorevole e positivo il
lavoro di tutti. È per me doveroso esprimere un sincero e particolare
ringraziamento all'amico Flaminio Rota per l'assistenza quotidiana, diurna e
soprattutto notturna effettuata nei miei riguardi con spirito di sacrificio e
d'amicizia. Nuovamente esprimo sentimenti di riconoscenza, stima e rispetto a
tutti, medici e personale paramedico nessuno escluso, del reparto di Chirurgia,
e ringraziando loro e la redazione del quotidiano «L'Eco di Bergamo» per lo
spazio concessomi per la pubblicazione di quanto sopra espresso, cordialmente
saluto. Claudio Rota Clusone Ospedale di Piario / 2 Dopo i timori una piacevole
sorpresa Spettabile redazione, tra i lamentati disservizi e le denunciate
situazioni precarie che non poco contribuiscono a diffondere l'immagine di un
mondo che non funziona, mi permetto riferire la mia «realtà». Mi sono trovata
nella necessità di accedere alla nuova struttura ospedaliera di Piario, per una
serie di accertamenti ed intervento a causa di uno di «quei mali» che si
nominano ancora con sospetto e paura, convinta di dover affrontare un percorso
difficile, non solo per la situazione personale, ma anche
preoccupata per come rapportarmi con la struttura, la sua burocrazia, precarietà più che pubblicizzata
e distacco. Invece, piacevolmente, nulla di tutto questo sin dal primo contatto
telefonico, visite, prericovero, accettazione nel reparto di chirurgia,
preparazione, assistenza, intervento chirurgico e dimissione; una serie
di approcci professionali, competenti e sereni con tutto il personale di
qualsiasi rango e ruolo, tanto da farmi sentire veramente al centro delle
attenzioni e non un semplice numero, scheda o cartella, anche se la logica
della produttività prevede ciò. Con l'occasione ringrazio per avermi letto e
dato spazio, esprimo grande riconoscenza all'ospedale di Piario, con un
pensiero particolare al primario dott. Bonomi e all'intero reparto di
Chirurgia, permettendomi di consigliare, a quanti trovano ancora troppi
problemi, di rassicurarsi pensando che i più importanti, l'armonia con il
paziente e l'alto livello professionale, sono, in quella struttura, ben
risolti. Enestina Fattorini 17/03/2009 nascosto-->
( da "Giorno, Il (Brianza)" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
SESTO pag. 17 Permessi in stallo, la burocrazia tiene alla porta 32 anziani DUE ANNI DOPO L'INAUGURAZIONE DELLA
CASA DI RIPOSO DON OLGIATI di ELEONORA PISANIELLO SESTO SAN GIOVANNI L'APERTURA
completa della nuova casa di riposo Don Olgiati di via Boccaccio fa un passo
avanti, anche se corto. Dopo quasi due anni dall'inaugurazione e cinque
mesi dall'ingresso dei primi sedici pazienti nell'unico reparto operativo, a
metà febbraio l'Asl città di Milano ha effettuato il sopralluogo nella
struttura. Una visita di prassi per concedere l'accreditamento, e i conseguenti
finanziamenti regionali, alla nuova residenza sanitaria per anziani gestita
dalla Fondazione Pelucca. MA I TEMPI per assicurare l'ingresso ad altri 32
ospiti nei due reparti ancora chiusi e nel nucleo speciale Alzheimer, e
occupare così i 48 posti complessivi di via Boccaccio, sono ancora incerti. La
conferma dell'accreditamento era infatti attesa per il primo mese del nuovo
anno. Invece, il passaggio della pratica dall'Asl di Monza all'Asl città di
Milano è avvenuto soltanto il 19 gennaio. Nei trenta giorni successivi si è
proceduto al sopralluogo di controllo della struttura e all'invio di nuova
documentazione. Documenti che l'Azienda sanitaria sta valutando proprio in
questi giorni. Nel frattempo devono restare ancora in lista d'attesa le 120 famiglie
che hanno presentato domanda d'ingresso per i loro parenti nelle due residenze
gestite dalla Fondazione Pelucca ma che possono contare, almeno finché la
situazione non si sarà sbloccata, solo sulla disponibilità della storica casa
di riposo di via Campanella, per il momento al completo. La questione, però,
non riguarda solo le famiglie. In vista dell'apertura totale della struttura
Don Olgiati, la Fondazione Pelucca aveva già avviato le procedure di selezione
per il personale: a ottobre furono così assunti nove assistenti sanitari per la
cura dei primi sedici ospiti e, a novembre, ad altri venti operatori era stata
promessa l'assunzione entro gennaio. La mancata conferma dell'accreditamento
attesa per i primi giorni dell'anno, ha fatto così sfumare anche l'inserimento
dei candidati che è stato rimandato fino all'arrivo dei finanziamenti. IL
CONGELAMENTO delle assunzioni, però, ha fatto raffreddare anche la polemica che
aveva acceso lo scontro tra la Rsu della Pelucca e la fondazione. I sindacati,
infatti, non condividevano l'applicazione del contratto Uneba per i nuovi
assistenti di via Boccaccio, diverso e meno vantaggioso per i rappresentanti
sindacali, del contratto di lavoro firmato dai dipendenti di via Campanella.
@BORDERO:#pisaniello-eleonora #00000@#@
( da "Provincia Pavese, La" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
di Maria Grazia
Piccaluga Crisi, i funerali sono in saldo L'idea lanciata da un impresario di
pompe funebri «Sempre più gente non ha i duemila euro necessari» PAVIA.
Funerali in saldo. Chi pensava che quello del caro estinto fosse un business
sicuro non ha fatto i conti con la crisi. «Ci sono sempre più famiglie che non
hanno nemmeno duemila euro per pagare un funerale» dice Francesco Gea. E così
anche gli imprenditori del settore fanno sconti e promozioni. «Richiedeteci il
preventivo scritto, non aspettate all'ultimo momento» recita lo slogan, che in
verità suona un po' sinistro, sui manifesti blu sparsi per Pavia. «Ne ho fatti
fare più di mille e li ho distribuiti tra Pavia, Casorate, Binasco e Corsico»
dice Gea, classe 1937, nipote del fondatore dell'omonima impresa nata a
Casorate Primo nell' 800. «Sensibili alle difficoltà della crisi economica
riduciamo le tariffe di tutte le nostre prestazioni e forniture» si legge.
«Siamo stati i primi, tempo fa, a pubblicare sui cartelloni anche i nostri
prezzi. E adesso invitiamo la gente a pensarci per tempo, come si fa già nel
resto d'Europa» chiarisce Gea. Meglio stipulare un' assicurazione, suggerisce,
per non far ricadere sulle ultime generazioni - dalle finanze sempre meno
floride e i conti in rosso - i costi salati dell'estremo saluto. Le famiglie da
mesi ormai puntano al funerale minimal. Minimo sindacale per cofano, fiori,
lapide. Possibilmente pagato a rate. In vetrina molte imprese di onoranze
funebri reclamizzano la possibilità di chiedere pagamenti dilazionati. Si
appoggiano alle finanziarie che gestiscono prestiti (e interessi). Perché la
crisi c'è e si sente anche in questo settore. E così c'è chi diluisce anche le
spese per il funerale. Come per il telefonino, la tv al plasma, le vacanze. «Ci
rendiamo conto che è necessario andare incontro alle famiglie, sempre più in
difficoltà - spiega Francesco Gea -. Dal canto nostro dobbiamo fare i conti con
le amministrazioni pubbliche che non abbassano gli oneri. I loculi sono cari,
le sepolture nella terra un tempo gratuite oggi si pagano». E i costi
lievitano. Almeno tremila euro per assicurarsi un posto al cimitero, altri
tremila per il funerale, magari un altro migliaio per il marmista. Il conto è
presto fatto. «Oneri e burocrazia di certo non aiutano - aggiunge Francesco Gea -. Un esempio
banale? Ieri per una cremazione, oltre a tutto il resto, è stato necessario
procurare anche tre marche da bollo da 15 euro l'una. Che senso ha?». E così
chi è colpito da un lutto se prima si affidava all'impresa di onoranze funebri
vicina a casa o "di fiducia" adesso fa il giro delle sette
chiese e chiede preventivi su preventivi con lo scopo di risparmiare.
( da "Provincia Pavese, La" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Stradella. Enel e
Ferrovie devono pronunciarsi su due procedure. E intanto i
tempi si allungano a dismisura La burocrazia blocca la tangenziale Un palo da spostare e il sottopasso, ecco
le questioni ancora da risolvere STRADELLA. La tangenziale est di Stradella
bloccata da un palo della luce che l'Enel non ha ancora spostato e dalle
decisioni, sin qui non pervenute, delle Ferrovie per quanto concerne la
modalità del cavalcavia in regione Previano, alla periferia nord-est
della città. Strano, ma neppur tanto: la burocrazia,
spesso e volentieri, è in grado di fermare la realizzazione di un'opera per la
quale il cantiere aveva proceduto, sin qui, con millimetrica puntualità. Il
palo della luce si trova esattamente nel bel mezzo del tracciato: secondo
alcune indiscrezioni l'impresa che si è aggiudicata l'appalto e che sta
realizzando la nuova strada ha già versato quasi 30mila euro per finanziare
l'intervento di spostamento del palo, ma sin qui non è ancora avvenuto. La
questione del cavalcavia, invece, è legata alle decisioni delle ferrovie: la
strada è fatta, ci sono le due rampe d'accesso al nuovo sovrappasso grazie al
quale verrà eliminata la «strozzatura» di un passaggio a livello, con semi
barriere, situato lungo una strada classificata come povinciale, ma da Rfi
(Rete Ferroviaria Italiana) non c'è ancora il parere decisivo sul cavalcavia. I
guai, fra Enel e ferrovia, durano da mesi. La tangenziale est, secondo il piano
lavori doveva essere pronta in 400 giorni e quindi ad aprile di quest'anno.
Un'opera da 6,2 milioni di euro di cui
( da "Eco di Bergamo, L'" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Sprint finale per la
Scuola di magistratura --> Martedì 17 Marzo 2009 CRONACA, pagina 15 e-mail
print La visita ai locali di via Sant´Alessandro Si preme sull'acceleratore per
la Scuola superiore di magistratura al Sant'Alessandro. Una data
d'inaugurazione vera e propria non c'è ancora, ma qualche presupposto in più
per utilizzare le dodici aule ristrutturate nei mesi scorsi, sì. Ieri dal
sopralluogo del capo del dipartimento dell'organizzazione giudiziaria e del
personale del ministero della Giustizia Luigi Birritteri - al quale hanno
partecipato anche i parlamentari Gregorio Fontana e Alessandra Gallone, il
presidente del Tribunale di Bergamo Ezio Siniscalchi, il procuratore Adriano
Galizzi, il sindaco di Bergamo Roberto Bruni, il presidente della Provincia
Valerio Bettoni e l'assessore comunale Francesco Macario - è emersa chiaramente
la volontà di evitare ulteriori ritardi, impiegando da subito gli spazi per la
per la cosiddetta formazione decentrata che il Consiglio superiore della
magistratura porta avanti attualmente in altre città come Brescia e Milano. «Quello
di oggi - ha sottolineato lo stesso Birritteri - è un sopralluogo tecnico al
fine di verificare l'ipotesi e di stimolare le amministrazioni su questa strada
e in tempi brevi». Un sopralluogo, ma anche un'operazione di buon senso
considerato che il varo ufficiale della Scuola superiore di magistratura è
legato a un iter tuttora in corso, mentre Palafrizzoni e via Tasso, che a
settembre avevano firmato in questo senso un protocollo con il ministero della
Giustizia, stanno già sborsando circa 20 mila euro al mese per l'affitto dei
locali sui tre piani del collegio Sant'Alessandro. Per un utilizzo concreto non
serve molto di più, considerato che, dopo il lavori dei mesi scorsi, le aule
sono perfettamente agibili: in pratica mancherebbero solo gli arredi. In questo
senso la visita di ieri e il pressing da parte dei parlamentari bergamaschi, al
quale aveva partecipato anche il senatore Roberto Castelli che nelle scorse
settimane si era rivolto direttamente al ministro con una lettera, ha il sapore
di una prima risposta. Le difficoltà e i tempi della burocrazia romana - «la scuola è
un'istituzione autonoma», ha precisato lo stesso capo del Dipartimento
ministeriale Giuseppe Birritteri - potrebbero essere aggirati, per così dire,
alla bergamasca: l'ipotesi avanzata ieri è infatti quella di un ulteriore
sforzo da parte di Comune e Provincia per far fronte a un rapido allestimento
di mobili e arredi. «Ancora un'ipotesi» tengono a sottolineare sia Bruni
che Bettoni. Ma a questo punto e visto l'andazzo, molto, ma molto, probabile.
Emanuele Falchetti 17/03/2009 nascosto-->
( da "marketpress.info" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Martedì 17 Marzo
2009 LA RESPONSABILITA? SOCIALE DI IMPRESA SIGNIFICA IL MANTENIMENTO DEI POSTI
DI LAVORO Vicenza, 17 marzo 2009 - ?In un momento di crisi come l?attuale, la
responsabilità sociale d?impresa significa soprattutto mantenimento di posti di
lavoro: perciò deve essere favorita e ripensata perché sia quanto più diffusa
sul territorio e tra i diversi soggetti istituzionali, pubblici e privati, del
Veneto?. Lo ha dichiarato, il 13 marzo, Elena Donazzan, assessore alle
Politiche della Formazione e del Lavoro, in occasione del convegno ?La
responsabilità sociale d?impresa in Veneto: azioni e prospettive?, che si è
tenuto stamattina nella sede distaccata a Valdagno di Confindustria Vicenza .
?Riflettere sulla crisi - ha aggiunto Donazzan - significa porre in campo
cambiamenti e flessibilità necessari nel momento odierno di difficoltà, ma
capaci di essere utili anche quando vi sarà finalmente la ripresa?. ?Il tema
della flessibilità - ha concluso l?assessore - va unito, sia per le imprese che
per i lavoratori, a quello della sicurezza. Sicurezza nel lavoro, nel credito,
nelle relazioni e nel rapporto con la burocrazia?.
L?appuntamento di stamattina conclude le attività realizzate nel corso del 2008
nell?ambito del ?Progetto Veneto Csr? che è nato con la firma del Protocollo
d?Intesa del 2006 tra Regione del Veneto e Unioncamere del Veneto e che ha
offerto una panoramica dei diversi punti di vista degli stakeholder sulla
responsabilità sociale e sulle future linee d?azione delle istituzioni
regionali e comunitarie. . <<BACK
( da "Corriere del Veneto" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del Veneto
- VERONA - sezione: CRONACAVERONA - data: 2009-03-17 num: - pag: 9 categoria:
REDAZIONALE Verso le elezioni Il segretario Allegri: «Una battaglia persa? Noi
ci crediamo» Pd, tre volti per l'assalto alla Provincia Presentati i candidati
alle primarie: Ruzzenente, Zardini e Ferrarini VERONA — «Tanti dicono che sarà
una battaglia persa, ma noi ci crediamo». Lo ha detto ieri il segretario del
Pd, Giandomenico Allegri, a proposito delle elezioni provinciali. Non si dà per
vinto, lui, persuaso com'è di riuscire a sottrarre alla maggioranza lo scranno
lasciato da Elio Mosele. Ed è con questo spirito che ha presentato
ufficialmente i candidati del partito alle primarie del 5 aprile. Il più noto,
almeno ai Palazzi Scaligeri, è senza dubbio Sergio Ruzzenente, capogruppo in
Provincia, classe 1946, coniugato, due figli. Ci sono poi Diego Zardini, 30
anni, capogruppo in seconda circoscrizione, e Moreno Ferrarini, 35, capogruppo
a Roverchiara, sposato, due figlie, ricercatore universitario al Policlinico.
Se il primo dei tre è espressione della corrente della Margherita, il secondo è
sostenuto dai Ds e il terzo al gruppo che fa capo all'ex senatore Luigi
Viviani, (i cristiano-sociali). I candidati sono stati scelti al termine di una
raccolta firme, che ha coinvolto iscritti al partito e non. «Ho voglia di
mettermi in gioco, di mettere la mia faccia e la mia esperienza a disposizione
della collettività - esordisce Ruzzenente -. Ho sempre creduto a un'azione di
partito. Ora occorre fare qualcosa per l'ente Provincia, in particolare nei
settori: scuola, ambiente, mobilità». Zardini, ambientalista convinto, si
propone come interprete, data la giovane età, del «rinnovamento della
politica». «è necessaria una svolta - sostiene - con chiarezza di intenti e di
proposte. L'amministrazione Mosele ha abdicato al suo ruolo, compressa com'è
tra il governatore Galan, da un lato, e il sindaco Tosi, dall'altro ». La
ricetta di Ferrarini è semplice: «Meno burocrazia, più risposte per i cittadini
annuncia in quello che pare quasi uno slogan - , occorrono decisioni rapide,
efficaci, efficienti. Bisogna restituire dignità alla Provincia, che deve
riappropriarsi della propria autonomia». Allegri ci tiene a precisare che
«questo è un meccanismo aperto, in cui ci siamo dati delle regole. C'è
assoluta disponibilità nei confronti della coalizione, in un clima improntato
al confronto e non allo scontro». In proposito, per quanto riguarda la
coalizione, il Pd annuncia l'accordo con Italia dei valori, Sinistra per le
libertà e Unione liste civiche. Non rientrano nell'alleanza Rifondazione
comunista e Comunisti italiani, mentre sul conto dell'Udc, Allegri dichiara:
«Probabilmente la loro sarà una corsa solitaria, anche se noi saremmo
favorevoli a un accordo». Paola Arosio Ex Margherita Ruzzenente Ex Ds Diego
Zardini Cristiano-sociale Ferrarini
( da "Sole 24 Ore, Il" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: MONDO E MERCATI data: 2009-03-17 - pag: 28 autore: Il made in Italy va
in Russia Paolo Zegna: gli ordini sono calati del 40%, occorre rilanciarli
Nicoletta Picchio ROMA «Se si cerca un segnale di fiducia, il numero delle
aziende che parteciperanno alla missione in Russia può essere interpretato come
la volontà delle imprese italiane di non mollare ». Paolo Zegna, vicepresidente
di Confindustria per l'internazionalizzazione, lo dice con orgoglio: con la
presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, sono più di 500 le aziendee 900
gli imprenditori che il 5 aprile partiranno per la Russia, accompagnando la
missione del Governo guidata dal presidente Berlusconi. Mosca, come prima
tappa, con gli incontri faccia a faccia tra imprese e il forum istituzionale.
Poi altre destinazioni mirate per settori, da San Pietroburgo a Sochi, da
Ekaterinburg a Krasnodar, fino al 9 di aprile. Al vertice di Horsham, sabato
scorso, il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, ha detto che il problema
numero uno è far ripartire il commercio mondiale. Le stime del Fondo monetario
prevedono per il 2009 un andamento negativo, per la prima volta da decenni. «è
vero, Tremonti ha messo in evidenza un problema importante. L'Italia in questi
anni ha spinto sull'export,siamo riusciti a mantenere le quote di mercato,
facendo meglio dei nostri Paesi concorrenti come Francia, Spagna e Inghilterra.
Siamo secondi solo alla Germania. Abbiamo anche modificato il mix dei mercati,
spingendoci su quelli emergenti. Ma certo, il mercato interno per le nostre
aziende è limitativo. Deve aumentare la domanda mondiale e il fattore fiducia è
fondamentale». Non giovano nemmeno le spinte protezionistiche che si avvertono
di questi tempi... Alcuni segnali si avvertono. Sarebbe un messaggio positivo
di fiducia riuscire a rilanciare i negoziati della Wto, chiudendo il Doha
Round. è chiaro che in un grande accordo internazionale qualcosa guadagni e
qualcosa lasci sul campo. Si tratta di raggiungere un equilibrio complessivo,
che darebbe una spinta positiva al commercio internazionale e sarebbe un atto
di grande responsabilità. Missione in Russia: è un Paese dove le nostre
relazioni economiche sono già avanti. Si prevedono forti potenzialità di
sviluppo? Ci sono molti settori che possono incrementare le proprie relazioni, anche se la Russia è un Paese che presenta ancora una serie di
problemi, per esempio la burocrazia. Lo dimostra l'eterogeneità delle aziende che partecipano alla
missione, dalla meccanica alle infrastrutture, ai beni di consumo. In questa
fase c'è bisogno di spingere: gli ordini dalla Russia sono calati in media del
40% dall'inizio dell'anno.Una cifra che non corrisponde al calo dei
consumi: sonoi nostri imprenditori che stanno andando cauti, magari perché non
ricevono garanzie adeguate sui pagamenti, come le lettere di credito, oppure
non riescono a ottenere il pagamento in anticipo. Le principali banche italiane
fanno parte della missione: che supporto vi aspettate? Le banche italiane
dovrebbero avere rapporti più stretti e selezionati con le grandi banche russe,
dal momento che gli istituti di credito più piccoli hanno problemi di
liquidità. Per le aziende italiane c'è bisogno di avere garanzie:il calo degli
ordini del 40% significa che le restrizioni sulle lettere di credito, già denunciate
da noi nel-le scorse settimane, persistono. La Russia arriva dopo le missioni
in Vietnam e Israele: nonostante la crisi, si va avanti? Proprio per
contrastare questa fase dobbiamo andare avanti, con coraggio e determinazione.
Stiamo già pensando a una missione a Singapore e vogliamo anche arricchire il
programma rispetto a quanto previsto, inserendo il Brasile. Bisogna spingere
sull'export, su quei mercati che possono avere per noi maggiori prospettive di
sviluppo, rendendo le missioni quanto più operative:molti incontri faccia a
faccia, mirati. Anche in Russia la scelta di dividere le imprese in tappe
diverse, a seconda dei settori, dopo quella unitaria di Mosca, corrisponde a
questa esigenza di grande pragmatismo. La Cina per reagire alla crisi sta
puntando sul consumo interno. Questa può essere per noi una chance importante?
Sì, certamente. Proprio per questo penso che nel 2010 una missione in Cina vada
fatta. Lo vedo per quanto riguarda la mia azienda: in Cina continuiamo ad avere
aspettative di crescita, così come in Medio Oriente,in America Latina, a Hong
Kong. Questa crisi inevitabilmente imporrà una selezione. Essere più forti sui
mercati esteri sarà ancora di più un imperativo, una sfida che riguarda
soprattutto le piccole imprese: cosa devono fare? è importante continuare nelle
aggregazioni,cogliendo l'opportunità dei vantaggi fiscali che oggi ci sono. E
occorre superare il tabù del 51%, contro la tendenza all'individualismo tipica
degli imprenditori italiani. nicoletta.picchio@ilsole24ore.com «Mosca presenta
ancora problemi di burocrazia Ostacoli dalle
restrizioni sulle lettere di credito» «Prossime mete Singapore, Brasile e un
nuovo viaggio in Cina nel 2010» Vicepresidente. Paolo Zegna IMAGOECONOMICA
( da "AudioNews.it" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
martedì 17 marzo
2009 09.22 Politica Il servizio di Fabrizio Condò Edilizia, verso la
liberalizzazione 11.46: Il governo sarebbe al lavoro su un piano per riformare
il settore dell'edilizia. Ieri le prime indiscrezioni, in
consiglio dei ministri: saprirebbero le licenze, al loro posto perizie giurate
di un tecnico e ci sarebbero meno vincoli per costruire. Secondo Berlusconi il
piano snellirebbe la burocrazia e rilancerebbe l'economia.
( da "AudioNews.it" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
martedì 17 marzo
2009 09.22 Politica Edilizia: verso liberalizzazione 09.34: Verso una
liberalizzazione dell'edilizia. Secondo le prime
indiscrezioni sulla riforma del settore edile, anticipate ieri in consiglio dei
ministri, sparirebbero le licenze, per lasciare il posto a perizie giurate di
un tecnico.'Il piano -sostiene Berlusconi- sarebbe un colpo al cuore della burocrazia inutile e un volàno per
l'economia'.
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
RISPOSTE
Disavventure del bollo auto In relazione alla lettera «Burocrazia
- Nella giungla del bollo auto», chiediamo scusa al signor Giorgio Natale di
Brescia per il disguido che ha subito (e che ci risulta sia stato sanato dal
nostro call center il 10 marzo scorso). Lei comunque ha ragione: nell'era di
internet, basta ricevute di carta e code da fare per dimostrare di essere in
regola. Appunto: proprio per questo Regione Lombardia ha messo a punto i
nuovi sistemi di pagamento informatizzato a prova di errore. Caro signor
Giorgio, faccia così: non usi più il pagamento (da noi esplicitamente
sconsigliato) con il vecchio conto corrente postale, che poi va passato di
mano, registrato, ricopiato con tutti i rischi del caso. Utilizzi invece una
delle modalità che esplicitamente la Regione indica: tabaccherie, ricevitorie
Sisal, delegazioni Aci autorizzate e pagamenti online presso Poste Italiane,
Intesa San Paolo e Banca Popolare di Sondrio (scrivendolo anche nelle
comunicazione che invia) insieme al Portale dei Tributi regionali
(www.tributi.regione.lombardia.it). Vedrà che non avrà più seccature. Ufficio
Stampa Regione Lombardia
( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del
17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
OCCHIOBELLO pag. 9
PER GLI OSPITI residenti al Centro Servizi Sociali Resemini, nell'ultima... PER
GLI OSPITI residenti al Centro Servizi Sociali Resemini, nell'ultima seduta del
consiglio comunale rivierasco, è stata deliberata l'istituzione di un ufficio
elettorale distaccato di sezione (cosidetto seggio volante) che sarà in uso per
le prossime elezioni amministrative, provinciali ed europee del 6 e 7 giugno.
Si tratta senza dubbio di una comodità consolidata per gli ospiti della
struttura socio-sanitaria stientese, soprattutto per coloro che hanno
difficoltà di carattere deambulativo. Infatti il sindaco Fabrizio Fenzi nel
presentare l'argomento ai colleghi consiglieri ha sottolineato
che in accordo con la Prefettura si è deciso finalmente di regolamentare la
situazione e quindi con la prossima tornata elettorale la burocrazia legata allo spotamento
momentaneo della sezione elettorale sarà snellita e nel contempo agevolata.
Naturalmente anche le famiglie degli ospiti hanno preso con notevole soddisfazione
il provvedimento adottato. Gianpietro Valarini
( da "Corriere della Sera" del 17-03-2009)
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Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2009-03-17 num: - pag: 5
categoria: REDAZIONALE Dibattito al Giureconsulti. Romiti: «Un Paese
strategico» Boom delle imprese made in China. «A Milano sono 4 mila» Dicono di
noi che, insomma, siamo un po' lenti. Per lentezza, intendono
la fastidiosa e malefica lentezza della burocrazia, e citano come esempi i tempi lunghi per il permesso di
soggiorno, un visto, i ricongiungimenti famigliari. Vabbè, ribatterà qualcheduno,
bella scoperta. Comunque, alla fine, semplicemente, non sarà che son loro che
vanno (molto) più forte di noi? Gli imprenditori cinesi, sui quali ieri
s'è sviluppato un forum-convegno ( nella foto) a Palazzo dei Giureconsulti, in
Italia hanno aperto 23mila imprese, e tra Milano e provincia le imprese sono
4mila, con sì il commercio quale settore principale, ma poi anche altri
settori, come il manufatturiero e l'alberghiero, a tener botta. Le presenze
sono in aumento. In forte aumento. Non è un caso che nel 2010 cadrà questa
speciale ricorrenza, l'anno «della Cina in Italia», un'occasione che per il
presidente della Fondazione Italia-Cina Cesare Romiti è «un'opportunità per
solidificare un rapporto con un Paese sempre più strategico». Da là a qui. Però
anche da qui a là. Nell'ascoltare Giuseppe Castelli, vicepresidente di Promos,
l'azienda speciale per l'estero della Camera di commercio, dire che «è
importante per noi constatare che l'Italia ha sempre più appeal sulla realtà
cinese», diamo un'occhiata ai dati della nostra emigrazione. Leggiamo che in
Cina le ditte italiane sono oltre duemila, e che da Pechino a Shangai vengono
aperti studi legali, società di spedizione, banche, aziende di meccanica,
tessile, chimica. Del resto, dice il sottosegretario agli Affari esteri
Stefania Craxi «le intese tra Italia e Cina sono improntati a una
collaborazione che si ispira a una grande concretezza». Dice il governatore
Roberto Formigoni che «guardiamo con grande attenzione alla Cina». Della Cina,
a Formigoni piacciono «il dinamismo e la rapida crescita». Al forum-convegno
sono sfilati alcuni cinesi in Italia da un pezzo, e molto integrati, e molto
prolifici per numero di aziende aperte e di affari fatti. Tra loro, Yang
Xuepeng, amministratore delegato di Bank of China. Dice: «Il Governo dovrebbe
migliorare le cose. La burocrazia ostacola il nostro
lavoro».
( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del
17-03-2009)
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RUBIERA, SCANDIANO E
CERAMICHE pag. 13 Niente luce alla famiglia disabile Banale disguido sulla
bolletta, Enel implacabile: stop a un sollevatore CONTROLLI Il problema è nato
dal cambio della domiciliazione bancaria SCANDIANO QUANDO Antonella Margini ha
accettato di compilare il programma sociale per la lista civica Scandiano
Democratica' promossa da Angelo Santoro mai pensava di essere proprio lei la prima vittima di quella burocrazia che rende ognuno di noi numeri, codici da digitare. Un cambio di
banca, con le domiciliazioni delle bollette che vengono annullate, ed un
ritardo nel pagamento all'Enel, causa una dimenticanza. Un mix che rischia di
costare caro ad Antonella, madre di un ragazzo gravemente disabile a seguito di
un incidente patito qualche anno fa. Ora si vede momentaneamente
inutilizzabile il "sollevatore" che le permette di collocare il suo
ragazzo in carrozzina e quindi nell'ascensore (anche questo ora bloccato) per
trasferirlo dal piano terra all'abitazione. Ieri mattina tutto funzionava ed è
riuscita a trasferire il suo ragazzo presso il centro di assistenza, poi verso
le 9 lo "stacco" della corrente. «Alla chiamata mi hanno detto che
c'era il problema della bolletta racconta Antonella me ne ero dimenticata e
sono corsa a pagarla». Poi la doccia fredda: «Devono passare 24 ore prima che
le venga nuovamente erogata la corrente». Una beffa. «Come farò si è chiesta
quando mio figlio ritorna a portarlo in casa? Fin che non arriva corrente lo
devo lasciare al piano terra, dove però non ho un letto dove poterlo coricare».
«Purtroppo commenta Angelo Santoro viviamo in una società dove siamo tutti
numeri, con regole che spersonalizzano la società. Dieci anni fa Enel non si
sarebbe mai sognata di staccare la corrente ad una famiglia con un disabile o
un anziano in casa. Perché conoscevano la situazione, gli utenti erano persone
non codici a barre». «Beninteso continua la dimenticanza c'è stata ed Enel ha
fatto il suo lavoro, ma tra le carte avevano la dichiarazione che si trattava
di una utenza dove vi era un disabile. Purtroppo non riescono più a transigere.
Antonella ha pagato subito alla contestazione e la fornitura va riattivata
immediatamente, viste le evidenti esigenze». Image: 20090317/foto/8158.jpg
( da "Corriere della Sera" del 17-03-2009)
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- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2009-03-17 num: - pag: 3 categoria:
REDAZIONALE Società pubbliche In attesa delle regole sul tetto agli stipendi
chiesto dalla Lega Nord. I casi Fincantieri e Anas In Italia l'assegno d'oro
scompare dal sito ROMA — Il Carroccio ha rovesciato sul decreto per gli
incentivi alle imprese una valanga di 115 emendamenti. In mezzo, il più peloso
di tutti: il tetto agli stipendi dei manager pubblici. Se passerà, nessuno di
loro potrà guadagnare più di quanto guadagna un parlamentare. Anche ai
banchieri i leghisti vorrebbero imporre provocatoriamente il limite di 350 mila
euro l'anno. C'è solo un dettaglio. Il tetto c'era già, ma uno dei primi atti
del governo di cui la Lega Nord è un pilastro decisivo, è stato metterlo in
frigorifero. Ricordate la storia? I senatori della sinistra Massimo Villone e
Cesare Salvi presentarono un emendamento all'ultima finanziaria di Romano Prodi
che imponeva agli stipendi di tutti i dipendenti pubblici, manager aziendali
compresi, un limite massimo pari alla retribuzione del primo presidente della
Corte di Cassazione. In cifre, 289 mila euro. L'emendamento provocò feroci mal
di pancia. Praticamente tutti i manager pubblici e l'intera
prima linea della burocrazia statale e dei principali enti locali erano ampiamente sopra quel
tetto. Ma Villone e Salvi riuscirono comunque a far ingoiare il pillolone ai
loro riluttanti colleghi della maggioranza. E l'emendamento è passato. Con il
decreto legge di giugno il governo Berlusconi ha deciso di congelare il tetto,
per la soddisfazione di molti. Ma soltanto per tre mesi. Giusto il tempo per
fare un Dpr con cui il ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta di
concerto con il suo collega dell'Economia Giulio Tremonti avrebbero dovuto
stabilire a chi e in che modo applicare il limite. Ma al 31 ottobre 2008, data
fissata per la sua emanazione, di quel provvedimento nemmeno l'ombra.
L'offensiva contro i fannulloni aveva assorbito le energie della Funzione
pubblica, che prometteva comunque di risolvere il problema entro fine anno. I
mesi però sono passati invano e si è arrivati a metà marzo, per avere notizia
che solo nelle scorse settimane è stato costituito un gruppo di lavoro misto
fra gli esperti di Brunetta e quelli di Tremonti per venire a capo della questione.
Una faccenda che però a quanto pare è piuttosto complicata per le spinte e le
controspinte: che cosa si può cumulare, quali redditi si possono escludere dal
calcolo, chi deve controllare. Fatto sta che non si sa quando il regolamento
sarà emanato. Inutile girarci intorno. Il tetto agli stipendi nessuno lo vuole,
come dimostrano anche i tentativi di aggirare anche in sede locale le
disposizioni tese a calmierare le indennità degli amministratori delle
municipalizzate. Ma nessuno ha il coraggio di dirlo apertamente. Soprattutto,
come si può pretendere di far decidere le dimensioni della tagliola a chi ne
dovrà essere vittima? Senza considerare un clamoroso effetto collaterale.
Diverse imprese pubbliche hanno interpretato il congelamento del tetto come l'autorizzazione
a congelare anche la trasparenza. Da alcuni siti internet aziendali sono
spariti gli elenchi dei consulenti e i relativi compensi. Un paio di casi per
tutti, quelli della Fincantieri e dell'Anas. Questa la spiegazione fornita
dalla società delle strade: «Per la pubblicazione di tali dati l'Anas è in
attesa dell'apposito decreto, così come stabilito dalla legge 129/08 del 2
agosto 2008 che converte in legge il decreto legge 97 del 3 giugno 2008. Al
momento l'Anas, come tutte le altre società pubbliche, è tenuta a pubblicare
sul sito internet solo gli incarichi, non rientranti nei contratti d'opera,
superiori a 289.984 euro». Quanti? Uno: quello del presidente Pietro Ciucci.
750 mila euro l'anno, compresa la parte variabile dello stipendio. Sergio Rizzo
( da "Giorno, Il (Milano)" del 17-03-2009)
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ECONOMIA & FINANZA
pag. 25 All'artigiano spunta la voglia di Tunisia Obiettivo: creare delle
società miste e formare la mano d'opera locale MISSIONE LOMBARDA NEL MAGHREB
dal nostro inviato GRAZIELLA LEPORATI TUNISI IL PRAGMATISMO, la politica del
fare, la concretezza: queste le linee guida della missione tesa a rafforzare
una partnership con la Tunisia organizzata e guidata dall'assessore
all'Artigianato e Servizi di Regione Lombardia, Domenico Zambetti, nell'ambito
di un progetto realizzato con Promos, azienda speciale della Camera di
commercio di Milano. Tre giorni di incontri con le leve del potere magrebino,
con Zambetti impegnato a fare da apripista e a costruire le cornici per gli
accordi bilaterali che consentiranno alle piccole e medie imprese e agli
artigiani lombardi (270mila con 640mila addetti) di concludere delle joint
venture con i loro colleghi tunisini. «Non siamo qui in gita turistica», è
stato il leit motiv di Zambetti negli incontri ai ministeri, all'ambasciata e
nella sede di Apreime (Agenzia di cooperazione italo-mediterranea), facendo
capire a chiare lettere che la delegazione d'imprenditori (una trentina fra
quelli presenti e quelli rappresentati) non aveva attraversato il Mediterraneo
per una vacanza. E i rappresentanti del governo tunisino l'hanno recepito al
volo, a cominciare dal primo ministro Mohamed Ghannouci, che ha tagliato il
nastro all'inaugurazione dello stand di Regione Lombardia e Promos al Salon de
la Creation Artisanale di Tunisi dove le imprese lombarde espongono il meglio
della loro creatività, per continuare con il segretario di stato al dicastero
dell' artigianato, Chokri Mamoghli. Alla missione italiana in cerca di nuove
nicchie di mercato, la Tunisia (ottimo ponte per il resto dell'Africa) risponde mettendo sul piatto una serie di facilitazioni: burocrazia ridotta ai minimi termini,
mano d'opera a 400 euro al mese, zero tasse per dieci anni sulle esportazioni,
massima sicurezza, infrastrutture. IN CAMBIO CHIEDE che il «Made in Lombardy»
si trasferisca in Tunisia per creare aziende miste e formare la mano d'opera
locale. Un'offerta che ha trovato orecchie sensibili negli imprenditori
lombardi pronti a esportare know-how, tecnologia e designer. A cominciare da
Edilcassa di Bergamo che ha avviato la trattativa per la ristrutturazione della
Medina. Imprenditori interessati al business e soddisfatti «dell'efficacia e
vitalità» della Regione Lombardia. E l'assessore Zambetti torna a casa con la
consapevolezza di aver centrato l'individuazione delle chances per la
cooperazione economica con la Tunisia. Image: 20090317/foto/5497.jpg
( da "Corriere della Sera" del 17-03-2009)
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- ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2009-03-17 num: - pag: 6 categoria:
REDAZIONALE Secondo Municipio La denuncia di Vittoria Hassan (Consulta
handicap). La presidente De Angelis: accuse strumentali Salario, i convegni
«negati» ai disabili Assemblee pubbliche su «Libertà è partecipazione»
organizzate in luoghi inaccessibili I convegni su «Libertà è partecipazione» in
luoghi inaccessibili ai disabili. Botta e risposta nel II Municipio Quattro
rampe, trentaquattro gradini. Roba da venti secondi al massimo. Se sei su una
sedia a rotelle, però, il tempo si ferma e quelle scale puoi solo guardarle
dall'alto. Vittoria Hassan ride sconsolata all'ingresso del Teatro Tirso: «Il
mio tragitto finisce qui». Di fronte a lei, i ripidi scalini che portano alla
sala dove, il 31 marzo, è fissato l'ultima assemblea pubblica del ciclo
«Libertà è partecipazione» organizzato dal presidente del II Municipio, Sara De
Angelis. «Bel verso, metricamente molto valido – dice canticchiando la canzone
di Gaber che dà il titolo alla manifestazione - . Ma la partecipazione è
davvero libera? Su cinque incontri, tre sono stati organizzati in luoghi non
accessibili ai disabili. La parrocchia di Santa Maria Goretti, la stanza
sotterranea dell'Hotel Polo non servita da ascensore. Il prossimo è il teatro
di Via Tirso: ho chiamato e mi hanno detto che qualcuno sarebbe venuto ad
aiutarmi a scendere le scale. Ma voglio essere autonoma, è un mio diritto. E il
problema non riguarda soltanto chi sta su una sedia a rotelle, visto che questo
è il municipio con la più alta percentuale di anziani di Roma ». Quarant'anni
ben portati, Vittoria ha due lauree (in Lettere e Biblioteconomia alla
Sapienza) e una in Burocrazia presa direttamente sul campo.
Cita a memoria leggi e regolamenti, «perché quando non cammini sono le carte
che si muovono per te. E tu devi sapere dove farle andare ». è conosciuta per
il suo impegno politico e sociale. è stata la prima presidente della Consulta
handicap del II Municipio (quando la De Angelis era assessore alle Politiche
sociali) e oggi fa parte anche di quella cittadina. «Mi occupo proprio
di barriere architettoniche e di mobilità – spiega - . Nella sede del II
Municipio ho fatto mettere pedane e percorsi tattili, trovando pieno accordo
con l'allora presidente Saccone. Noi disabili contiamo, siamo elettorato attivo
e passivo». Con la presidente De Angelis, invece, i rapporti non sono
altrettanto idilliaci. «Se avesse chiesto il mio parere – afferma Vittoria – le
avrei consigliato i tre centri anziani del Municipio, accessibili a tutti. C'è
ancora qualche giorno prima della riunione di via Tirso, perché non cambiare?».
Attacca anche Giuseppe Gerace, capogruppo del Pd al II Municipio: «Le scelte
rispecchiano la scarsa attenzione alla disabilità. Hanno ridotto del 20 % i
fondi per i servizi sociali e non hanno rifinanziato il centro Alzheimer». Sara
De Angelis, però, parla di accuse strumentali. «Le assemblee – spiega – erano
strapiene di cittadini e tutti, da destra e sinistra, hanno plaudito
all'iniziativa. Abbiamo raccolto lamentele e qualche problema è già risolto. Mi
spiace per il problema di via Tirso, ma non mi risulta che la signora Hassan si
sia presentata alle precedenti riunioni. L'avremo fatta entrare: all'Hotel Polo
c'erano gli operatori per aiutarla a scendere i gradini». Non si può scegliere
un altro luogo per l'ultima riunione? «Ormai le locandine sono stampate. E poi
abbiamo avuto difficoltà a trovare uno spazio poco costoso in zona Pinciano –
aggiunge la De Angelis -. Non abbiamo scelto i centri anziani perché volevamo
la massima attenzione e partecipazione ». Carlotta De Leo
( da "Corriere della Sera" del 17-03-2009)
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- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2009-03-17 num: - pag: 27 categoria:
REDAZIONALE La storia I paradossi della burocrazia e
dei permessi di soggiorno Benelli e Tacchini, la carica dei 30 mila cinesi made
in Italy Yan Haimei: investiremo altri 20 milioni sul marchio di moto I piani
di Bank of China per aiutare le imprese che vogliono espandersi sui mercati
asiatici MILANO — «Siamo qui per restare». Yan Haimei, general manager di
Benelli Qianjiang, una signora sorridente che illustra con ottimismo risultati
e progetti della storica industria pesarese, acquistata dal primo gruppo
motociclistico cinese nel 2005, è la sintesi della fiducia nelle doti italiane.
«Noi ci mettiamo nuovi capitali e la nostra esperienza nella programmazione.
Qui troviamo inventiva e abilità nel design». L'Italia vista dalla Cina:
opportunità da cogliere, ma con pazienza tutta orientale. Al convegno «Storie
di successo cinesi in Italia», organizzato tra gli altri dalla Fondazione
Italia-Cina, dalla Camera di Commercio di Milano, dalla Regione Lombardia e dal
ministero degli Affari Esteri, sfilano grandi e piccoli manager della
Repubblica popolare. Ognuno illustra la sua «eccellenza» e — con garbata ironia
— fa presente gli ostacoli che la burocrazia italiana
(«Una spada di Damocle per tutti, italiani compresi», come nota Cesare Romiti,
presidente della Fondazione) impone a chi voglia investire da noi: difficoltà
nella concessione dei visti, farraginosità delle pratiche per avviare
un'impresa, eccessiva tassazione. Ciononostante, gli investimenti cinesi in
Italia sono in aumento e le aziende targate Repubblica popolare sono sempre più
numerose: a oggi sono circa 30 mila le imprese guidate da manager che parlano
mandarino (trenta i grandi gruppi come, ad esempio, Haier, Qianjiang, Huawei,
Cosco), con investimenti che a settembre 2008 hanno raggiunto i 237 milioni di
euro. Spesso salvando realtà a un passo dal fallimento. Il sottosegretario agli
Esteri Stefania Craxi nota come «la Tacchini e poi la Benelli» siano state
«riportate in carreggiata da aziende cinesi». Ecco: il «coraggio» di affrontare
rischi che la recente crisi ha sicuramente ingigantito (senza peraltro
spaventare i partner orientali). «Non abbiamo ancora chiuso un bilancio in
attivo — conferma al Corriere Yan Haimei di Benelli Qianjiang —. Ma crediamo
nel nostro progetto. Al punto che intendiamo investire altri 20 milioni di euro
per portare in produzione nuovi modelli. Nel giro di un paio d'anni sono sicura
che riusciremo ad avere profitti ». Nel loro lavoro, i manager cinesi sono
assistiti da Bank of China «uno dei più grandi istituti finanziari dello Stato
cinese, impegnato nel processo di internazionalizzazione delle imprese di
Pechino », come spiega il direttore della filiale di Milano, Yang Xuepeng. Che
rilancia: «Il nostro è un sistema sostanzialmente sano e offriamo aiuto per
traghettare le imprese fuori dal guado. Ma anche l'Italia deve aiutarci». Bank
of China è pronta ad assistere con consulenze e linee di credito le aziende che
vogliano entrare nel mercato cinese. Ma Yang e gli altri manager concordano su
un punto nodale per quanto riguarda il nostro Paese: gli investimenti non
potranno raggiungere un livello analogo a quelli verso gli altri Paesi europei
se «la burocrazia, il sistema dei permessi di
soggiorno non saranno semplificati». Romiti, dal canto suo, chiede
all'ambasciatore di Pechino, Sun Yuxi, che la delegazione del ministero del
Commercio, in Europa per «fare shopping», non ignori l'Italia come «purtroppo
sta avvenendo». Paolo Salom Qui sopra la responsabile di Benelli, Yan Haimei.
Foto a a sinistra, l'ambasciatore cinese in Italia Sun Yuxi
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Prov Gallura Pagina
8033 Olbia. Ieri mattina la prima assemblea regionale del dipartimento
immigrati Fillea Cgil Il sogno è una carta d'identità in tasca Olbia.. Ieri
mattina la prima assemblea regionale del dipartimento immigrati Fillea Cgil Le
storie degli stranieri al lavoro in cave e cantieri edili --> Le storie
degli stranieri al lavoro in cave e cantieri edili Si è parlato soprattutto di
lavoro nei cantieri edili nella prima assemblea regionale del dipartimento
immigrati della Fillea Cgil. Antòn ha 34 anni ed è bulgaro. Adesso ha ottenuto
la residenza, ha in tasca una carta d'identità. La mostra orgoglioso,
trionfante fa vedere la sua fotografia, la sua firma. È riuscito
a conquistarla dopo 5 anni di battaglie con la burocrazia, con le leggi italiane, con la miseria e con un certo tipo di
neorazzismo tutto italico. Ma Antòn non è uno che ce l'ha fatta. Tutt'altro.
Lavora in una impresa edile gallurese, ha il suo documento di riconoscimento.
Ma lavora il triplo dei suoi nuovi concittadini, lavora in nero quindi si può
scordare la pensione, i contributi, le ferie. «Cosa sono?» chiede
ironicamente. E naturalmente viene pagato molto meno degli operai italiani. Se
si è nati in un paese dell'est Europa, del nord Africa o dell'Asia la prassi è
questa: si lavora tanto, si guadagna poco. La carta d'identità in realtà è un
gioiello prezioso per Antòn, perché gli consentirà comunque di accedere alle
pratiche per la prossima conquista: una casa per la sua famiglia. Quando e come
riuscirà a comprarla non lo sa, ma ce la farà, perché è abituato ai sacrifici:
«Ho lavorato in una cava di granito, in una azienda agricola, in tanti
cantieri. Con mia moglie e mio figlio abbiamo dormito in una stanza di
( da "Arena.it, L'" del 17-03-2009)
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Pmi e crisi: «Tagliare fisco e burocrazia» ANALISI. Rapporto sulla sussidiarità 2009: le imprese del
Nordest vogliono servizi e autonomia prima dei soldi statali Oltre il 50% delle
aziende chiede la semplificazione amministrativa e fiscale e più
«decentramento» 17/03/2009 rss e-mail print Pmi e crisi: «Tagliare fisco e burocrazia» Un dato contraddittorio -
se rapportato alla soluzione adottata da Obama negli Usa, con i finanziamenti
pubblici - ma reale, quello che emerge dal rapporto 2009 della Fondazione per
la sussidiarietà, che ha raccolto le risposte di 1.600 aziende piccole e medie,
di tutto il territorio nazionale, al problema crisi. Le pmi invocano forme di
intervento sussidiario. Il 54,5%, del campione intervistato, chiede a gran voce
più semplificazione amministrativa e fiscale per favorire lo sviluppo. Il 42,5%
è abbastanza d'accordo. Maggiore adesione proviene dalle pmi del Centro Italia
(63,6%), cui segue il Nordest (59,6%) e, più in generale, dalle medie imprese
(71% contro il 50,2% delle piccole imprese). Il 53% delle imprese chiede più
decentramento, in particolare il Nord Est (63%), cui seguono Centro, Sud e
Nord-vest, anche se da una media tra i soggetti molto d'accordo e abbastanza
d'accordo emergono in testa Nord-Est e Nord-Ovest, rispetto alle altre aree
geografiche. Anche in tal caso più favorevoli sono le medie imprese con il 61%,
contro il 50% delle piccole. Nella contrattazione salariale libera crede
mediamente il 36% delle pmi, mentre un buon 58% è abbastanza d'accordo.
Maggiormente propense le imprese del Nordest e del Centro, in particolare le
medie imprese. Investirebbe in risorse umane, al fine di aumentare il profitto,
il 43% circa delle pmi, con propensione massima nel Nordest (52%), e minima -
paradossalmente - nel Nord Ovest (26%) e preponderante tra le medie imprese
(56% circa). Le piccole imprese sono molto aperte, inoltre, al confronto con
dipendenti e collaboratori (73%) più che le medie. E nell'ambito di un campione
pari al 59%, che si mostra molto favorevole, il Nord Est è in testa (67%)
rispetto al Nord Ovest (49,5%). Molto propense a una coincidenza tra interessi
del lavoratore e dell'impresa è solo il 35% delle imprese, mentre il 60% si
dice «abbastanza d'accordo». Tra queste ultime prevalgono le medie (40%) sulle
piccole imprese (34%). La coesione aziendale prevale nel Nord Est (44%), poi al
Centro e al Sud con percentuali analoghe, mentre nel Nord Ovest solo il 21% è
molto d'accordo ed il 76% abbastanza d'accordo su tale rimedio. Un dato frutto
di residuo storico: il Nord-Ovest risente ancora di un'economia sorta grazie ad
una grande classe operaia alla base della piramide imprenditoriale, mentre il
Nordest ha sviluppato la propria economia sull'attività dell'artigiano che
spesso e volentieri è divenuto proprietario della sua stessa azienda. Sulla
valorizzazione delle risorse umane attraverso risorse interne anzichè con il
sostegno fiscale, è abbastanza d'accordo il 57%, molto il 39,5% e, in misura
maggiore, le pmI del Sud e delle Isole, nonché le medie rispetto alle piccole.
Solo il 32% vorrebbe condividere anche con i concorrenti attività di ricerca e
sviluppo e questo avviene in maggioranza nel Nord Est (39%), con uguali
percentuali nel Sud e nel Centro, meno nel Nord Ovest ( 21%). Divario tra Nord
Est (33%) e Nord Ovest (17%) sussiste anche con riguardo al rimedio dell'internazionalizzazione,che,
in generale, convince poco. Piuttosto, il 69% delle imprese valorizzerebbe il
rapporto con il cliente. Francesca Saglimbeni Francesca Saglimbeni
( da "Adnkronos" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Banche, Draghi:
''Evitato il collasso ma manca la chiarezza nei bilanci'' Il Governatore della
Banca d'Italia: ''Essenziale migliorare la vigilanza a livello Ue''. E sottolinea: ''I tremonti bond utili per rafforzare l'erogazione
del credito''. Sul piano casa: ''Meno burocrazia potrebbe avere effetto stimolo''. Segui la diretta commenta 0
vota 0 tutte le notizie di ECONOMIA ultimo aggiornamento: 17 marzo, ore 12:53
( da "Adnkronos" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
CASA:
DRAGHI, MENO BUROCRAZIA POTREBBE AVERE EFFETTO STIMOLO MA E' INCERTA PORTATA
CONGIUNGURALE commenta 0 vota 0 tutte le notizie di ECONOMIA ultimo
aggiornamento: 17 marzo, ore 12:45
( da "KataWeb News" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Draghi: «Prefetti?
No a pressioni e interferenze della politica» 17 marzo 2009 alle 12:43 — Fonte:
corriere.it — 0 commenti Il governatore di Bankitalia: «Utili i Tremonti Bond».
Sul piano casa: «Meno burocrazia potrebbe aiutare»
( da "Corriere.it" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
in un'audizione
davanti alla commissione finanze della Camera Draghi: «Prefetti? No a pressioni
e interferenze della politica» Il governatore di Bankitalia: «Utili i Tremonti
Bond». Sul piano casa: «Meno burocrazia potrebbe aiutare» Il Governatore di Banca d'Italia Mario Draghi
(LaPresse) ROMA - Problematiche del sistema bancario e finanziario. Su questi
temi il Governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi ha parlato presso la
Commissione Finanze di Montecitorio. In merito all''intervento dei
prefetti sul controllo dell'assegnazione dei crediti bancari alle imprese, il
governatore è stato chiaro: «No a pressioni e interferenze della politica».
Draghi chiede dunque di evitare «interferenze politico-amministrative nelle
valutazioni del merito di credito di singoli casi». Quindi che le analisi delle
condizioni del credito a livello locale stabilita dal governo con gli
osservatori sulle prefetture non sconfini «in un ruolo di pressione sulle
banche che spinga ad allentare i criteri di sana e prudente gestione nella
selezione delle clientela». LA VIGILANZA - Il governatore ritiene necessario il
miglioramento del coordinamento della vigilanza bancaria a livello europeo e
afferma che una soluzione per la sua riforma non «rinuncerà al patrimonio di
conoscenze, professionalità, vicinanza al mercato disponibili nelle autorità
nazionali». Draghi ha spiegato come «l'esperienza del sistema europeo di banche
centrali mostra che questa è una strada che si può percorrere con successo».
Draghi ha poi rivendicato che la Banca d'Italia «non ha mancato» nel suo lavoro
di vigilanza e in Italia non ci sono stati casi di banche che «sono saltate
come in altri paesi». Già al suo arrivo nel febbraio 2006 aveva denunciato i
rischi dei derivati e il sistema della vigilanza di via Nazionale ha funzionato
tenendo a mente «non i prodotti ma gli intermediari» TREMONTI BOND - Poi dal
governatore è arrivato un invito alle banche ad utilizzare i Tremonti Bond per
rafforzare il capitale: «L'irrobustimento del capitale - ha detto il
governatore - anche con gli strumenti messi a disposizione dello Stato, è
condizione per sostenere la capacità del sistema bancario di fornire credito
all'economia». «SCELTE LUNGIMIRANTI» - Il governatore chiede agli istituti di
credito «scelte lungimiranti» di fronte alla crisi che chiede di «sapere essere
bravi banchieri anche quando l'economia va male». Nel corso dell'audizione alla
Commissione Finanza della Camera, Draghi ha spiegato come «di fronte
all'inevitabile peggioramento della qualità del credito dovuta alla recessione
occorrono scelte lungimiranti, non basta tenere i conti in ordine». Per questo
il Governatore invita a realizzare un «fermo sostegno ai clienti con buon
merito di credito» per evitare «una stretta creditizia eccessiva che aggravi la
recessione e quindi peggiori la posizione degli stessi clienti delle banche».
Le banche e gli altri intermediari finanziari italiani scontano trattamenti
fiscali che «determinano svantaggi competitivi nei confronti di altri paesi» ha
aggiunto poiché «imposte elevate si traducono in meno autofinanziamento, meno
patrimonio, minor capacità di far credito». TITOLI TOSSICI - Gli interventi
adottati dalle banche centrali e dallo Stato «hanno evitato il collasso del
sistema ma non ancora portato chiarezza nei bilanci di quelle banche che più
hanno investito nei titoli che chiamiamo tossici», ha affermato Draghi
spiegando che «permane incertezza sull'entità e la distribuzione delle perdite
nei bilanci di quelle che erano le più grandi banche mondiali». PIL - Poi
parlando della situazione italiana ha affermato: «Tutti gli indicatori
(produzione, ordinativi e giacenze di magazzino) continuano a segnalare ritmi
produttivi molto bassi. Nel primo trimestre di quest'anno il prodotto interno
lordo si contrarrebbe per la quarta volta consecutiva. È verosimile - ha
aggiunto - che l'intero 2009 si chiuda con un nuovo, significativo calo
dell'attività economica, concentrato soprattutto nel settore privato». PIANO
CASA - Il piano casa annunciato dal governo, con una semplificazionme degli
adempimenti e una riduzione degli oneri, «potrebbe avere effetti di stimolo».
Tuttavia, ha spiegato il governatore, «la complessità della materia, la
presenza di competenze concorrenti fra Stato e Regioni, la necessità di
congegnare l'intervento in modo da preservare l'ambiente naturale ed equilibrio
urbanistico ne rendono incerta la portata da un punto di vista congiunturale».
Draghi ha sottolineato però che «modalità, contenuti e tempi di eventuali
interventi non sono ancora noti». AMMORTIZZATORI - I provvedimenti del governo
per finanziarie gli ammortizzatori sociali «sono opportuni»; «resta però
l'esigenza di impostare fin da ora una riforma complessiva». Nella sua
audizione in commissione Draghi ha ricordato che «il governo ha esteso
temporaneamente a gran parte delle tipologie di lavoratori atipici la
possibilità di accedere agli ammortizzatori sociali», «ulteriori miglioramenti
sono stati definiti la scorsa settimana» e «il finanziamento di questi
interventi è stato di recente ampliato grazie all'intesa tra Stato e Regioni».
LO STATO ACCELERI PAGAMENTI FORNITORI - Lo Stato però è debitore nei confronti
delle imprese per un importo pari a 2,5 punti percentuali di Pil, così
«un'accelerazione dei pagamenti darebbe sostegno alle imprese senza appesantire
strutturalmente i conti pubblici», ha detto il governatore. «I crediti commerciali
che le imprese vantano nei confronti delle amministrazioni pubbliche, concessi
con dilazioni e ritardi nel pagamento di beni e servizi sono molto elevati:
circa il 2,5 per cento del prodotto interno lordo, oltre il 30 per cento della
spesa annua delle amministrazioni per consumi e investimenti». stampa |
( da "Sicilia, La" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Un quartiere
trasformato in discarica «Avviare subito a Catania una cabina di regia
provinciale per non perdere l'ultima occasione storica rappresentata dai fondi
di Agenda 2007-2013». Lo ha detto Alfio Giulio, segretario generale della Cisl
di Catania, al margine della presentazione del piano regionale anticrisi della
Cisl siciliana, avvenuta ieri a Palermo. Nel corso dell'assemblea sindacale, il
segretario regionale Maurizio Bernava ha individuato 18 provvedimenti
anti-crisi e otto assi di crescita inseriti in un piano straordinario
anti-recessione, in vista della manovra finanziaria che il governo regionale
dovrà varare entro il mese di marzo. «La Cisl etnea ? ha aggiunto Giulio, che
ha partecipato all'incontro con tutta la segreteria di Catania ? si riconosce in
pieno nella posizione del segretario regionale Bernava e nella sua azione nei
confronti del governo regionale. Per la gestione dei fondi europei, la Cisl
vuole creare una cabina regionale di regia e nove unità strategiche
provinciali. Anche a Catania stiamo lavorando in tal senso, proponendo da tempo
un ?patto? tra le forze sane del territorio per affrontare la crisi del Comune
e dell'economia catanese, per creare lavoro di qualità e sviluppo nella
legalità». «Una cabina di regia provinciale ? ha continuato ? dovrebbe essere
presto avviata per accelerare i tempi di erogazione della Cassa integrazione
alle piccole aziende senza aspettare i tempi della burocrazia
regionale. Forze sindacali, imprenditoriali e istituzioni devono lavorare
insieme nell'interesse di quanti a Catania hanno bisogno di sollevarsi dal
disagio e vogliono farlo nel rispetto della legge». «Aspettiamo risposte che
ancora non arrivano ? conclude Giulio ? ma classe imprenditoriale e politica
sappiano che il tempo delle chiacchiere è finito, occorre agire presto e bene
per il futuro dei nostri territori».
( da "Sicilia, La" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Il fatto. Crolla la
casa, prestito negato per ricostruirla, i figli dormono in un garage «Aiutatemi
a riavere un tetto» Sfortuna? Eccesso di piogge? Nessuno potrà stabilire con
certezza cosa ha trasformato in pochi secondi un uomo da
poco uscito dal precariato in un senzatetto condannato dalla burocrazia a smembrare la famiglia e a
vedersi sempre le porte chiuse. Eppure Simone Tarantino ha vissuto l'ultimo
anno di vita in silenzio, subendo le mortificazioni con uno stoico spirito di
rassegnazione. Se il mondo sta apprendendo ora la sua assurda storia, è grazie
ai suoi colleghi di lavoro che, dopo avere cercato di aiutarlo come
hanno potuto, hanno rivolto un appello attraverso il settimanale gratuito
"nell'attesa..." in distribuzione da ieri nelle farmacie e nelle sale
d'attesa di medici, cliniche e ospedali di Palermo e provincia. Simone
Tarantino nel 2003 riuscì a fatica a comprare casa in via Taranto, in zona
Montepellegrino, nei pressi di via Ammiraglio Rizzo, e nel 2007 passò di ruolo
come collaboratore scolastico. Il pomeriggio del 17 gennaio 2008, esattamente
alle 18, uscì di casa con la moglie per andare a fare la spesa, e la sua vita
andò in fumo: l'edificio di tre piani crollò, al suo posto rimase solo una
nuvola di polvere. Senza soldi e senza più nulla (vestiti, mobili, effetti
personali), ricevette l'ingiunzione di rimuovere a sue spese le macerie e di
mettere in sicurezza le case limitrofe. Si rivolse agli amici e poi ebbe
prestito bancario di 30 mila euro. Da allora lui e la moglie dormono a casa della
figlia a Belmonte Mezzagno, mentre i due figli dormono in un garage. Il Comune
si è detto incompetente ad aiutarlo e lo ha inserito in una graduatoria per una
eventuale futura assegnazione di un bene confiscato alla mafia. Simone
Tarantino vorrebbe ricostruire l'immobile, ma la banca gli ha negato un
prestito «per mancanza di garanzie»: lo stipendio è già gravato dal prestito in
corso. I suoi colleghi di lavoro chiedono che ottenga un prestito di 70 mila
euro con cui ricostruire la struttura e parte della casa.
( da "Mattino, Il (Salerno)" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
MARIO FORTUNATO
Sapri. Il calvario di un 52enne di Bosco vissuto in seguito a una grave
malattia della moglie. Ulisse Grizzuti (nella foto), invalido, residente a
S.Giovanni a Piro, impiegato nel vecchio Ufficio di collocamento di Sapri, chiama in causa la burocrazia e i ritardi dell'Asl Sa3 e dell'Inps di Salerno che non gli
avrebbero permesso di avere la necessaria assistenza. A distanza di circa otto
mesi, sua moglie affetta da una grave neoplasia, non ha avuto risposta sulle
domande inoltrate agli uffici competenti, per il riconoscimento dell'invalidità
e della legge 104; quest'ultima gli avrebbe permesso di risparmiare le
ferie per assistere la propria consorte. «Sono otto mesi che vivo un vero e
proprio calvario burocratico- racconta - mia moglie si è ammalata nel mese di
luglio e ha dovuto subire un intervento di mastectomia nell'ospedale di Oliveto
Citra. Abbiamo inoltrato domanda d'invalidità e dopo circa un mese è stata
chiamata a visita a Sapri. Non avendo ricevuto alcuna risposta, nel mese di
ottobre abbiamo inoltrato anche la domanda per ottenere i benefici previsti
dalla 104 e in modo specifico in base alla legge 80/06 per i problemi
oncologici. Mi sono recato personalmente negli uffici dell'Asl e mi hanno
risposto di avere pazienza. Ho inviato un sollecito scritto, senza ottenere
risposta. A febbraio mi sono recato a Salerno e ho appurato che la pratica di
mia moglie giaceva ancora presso gli uffici dell'Inps. Sono mortificato e
rammaricato, soprattutto nei confronti dell'Asl locale. A tutt'oggi non ci
vengono riconosciuti sacrosanti diritti. Nutro quindi seri dubbi su come
vengono espletate le pratiche e mi sento del tutto abbandonato dalle
istituzioni», conclude Ulisse Grizzuti.
( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Martedì 17 Marzo
2009, Vicenza Demetrio Volcic è stato testimone almeno di due Russie, quella
sovietica e la "democrazia controllata" nata dopo il crollo del muro
di Berlino, la deposizione di Gorbaciov, l'abdicazione di Eltsin e l'ascesa,
all'apparenza inarrestabile, di Vladimir Putin. Giornalista poliglotta, acuto
osservatore dell'Est Europa (ha vissuto tra l'altro a Vienna, Praga e Bonn),
corrispondente da Mosca e, per un breve periodo, direttore del TG1, Volcic è
stato anche senatore ed europarlamentare dei democratici di sinistra, oltre che
docente all'Università degli studi di Trieste dove si era laureato in economia.
Venerdì sera al Palazzo delle Opere Sociali di Vicenza, ha presentato le sue
ultime fatiche letterarie "Il piccolo zar" (Laterza, p. 196) dedicato
a Putin e "
( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Sicurezza, pescatori
scettici sul decreto Martedì 17 Marzo 2009, Chioggia Stivali antiscivolo,
elmetto, guanti di varia foggia a seconda delle operazioni - cernita del pesce
o recupero della rete col verricello - cuffie antirumore, incerata dalla testa
ai piedi: molto simile ad un palombaro con visibilità limitata e impedito nei
movimenti, il pescatore dovrebbe essere agghindato così per lavorare in
sicurezza. Questo stando al testo del decreto legge n. 81 dell'anno scorso, che
andrà però a regime entro il maggio del prossimo anno. Il convegno organizzato da
Cgil, Progetto mare e dal ministero per le Politiche agricole e forestali ha
portato in primo piano la contestazione dei pescatori, convinti che
l'armamentario di cui sopra contribuirebbe piuttosto a intensificare la serie
degli infortuni sul lavoro. Fabio Borgacci, responsabile del Progetto mare di
Cgil e gli esponenti del settore Flai di questo sindacato (rappresentato il
livello regionale e nazionale) insieme anche a Uila-Uil, hanno portato in primo
piano altri aspetti che appartengono alla storia della pesca, ma contribuiscono
a rendere precaria se non pericolosa questa attività. Il contratto "alla
parte" (si divide il monte guadagni solo quando si esce a pescare), i
turni stressanti, in genere più di 100 ore dal lunedì al venerdì, sono alla
base di un logoramento fisico costante, causa prima di disattenzioni che
possono risultare fatali. D'altronde per il settore della pesca, non si sa
perché, non sono previsti ammortizzatori sociali. C'è stata la cassa
integrazione in deroga legata però all'episodio del caro gasolio. La cassa
integrazione deve diventare "normale", chiede il sindacato, come
succede per molte altre categorie di lavoratori. Vanno poi
risolti problemi riguardanti la burocrazia, spesso asfissiante, come ha denunciato Denis Padoan, armatore-capobarca,
e rilanciata la politica della salvaguardia ambientale. I cantieri del Mose
hanno provocato una enorme dispersione in mare di massi anche assai pesanti
che, quando va bene, danneggiano solo le reti. Serve poi risolvere il
problema di un Ente bilaterale che rappresenti tutta la pesca e garantisca le
condizioni di interventi efficaci anche quando si verificano incidenti gravi.
Utile soprattutto il confronto tra vertici sindacali ed operatori della pesca
per mettere a segno una normativa finalmente adeguata. Giorgio Boscolo
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Martedì 17 Marzo
2009, Il forte appello della Presidente Emma Marcegaglia dall'assise delle Pmi
di Palermo per sostegni immediati alle piccole e medie imprese è il segnale che
Confindustria ha ascoltato e fatto proprie le esigenze delle nostre aziende.
Più volte, infatti, il Presidente nazionale Giuseppe Morandini, e noi stessi, a
livello regionale e provinciale, abbiamo espresso la necessità di mantenere
alta la tensione sul sostegno alle imprese piccole e medie, tessuto
fondamentale dell'economia sia italiana che, nello specifico, trevigiana. Non
ci interessano le strumentalizzazioni politiche. Abbiamo voluto porre una
priorità per il Paese: garantire la continuità delle imprese in questi momenti
di congiuntura durissima. La Presidente Marcegaglia ha voluto lanciare un
allarme Pmi e questo impegno è alla base anche dell'azione associativa di
Unindustria Treviso, sul credito, nei servizi come nella rappresentanza.
Ricordo che proprio la tutela e lo sviluppo delle piccole imprese è una delle
linee guida che il Presidente Alessandro Vardanega ha voluto dare al suo
mandato alla guida degli Industriali della provincia di Treviso.
L'eccezionalità del momento rende necessario uno sforzo altrettanto
straordinario, pur consapevoli che in questi mesi dei risultati sono stati
ottenuti. Tra i provvedimenti recenti che giudichiamo particolarmente opportuni
per le nostre imprese vi sono certamente la possibilità di rivalutazione degli
immobili aziendali, la deduzione delle spese di rappresentanza anche per le
piccole aziende, il bonus fiscale per le aggregazioni e, da ultimo, i previsti
provvedimenti per la casa. Molto ci aspettiamo, inoltre, dall'azione di
modernizzazione e semplificazione della macchina burocratica. Il sovraccarico burocratico
e l'esigenza di un rapporto più snello ed efficiente con l'Amministrazione
pubblica rappresentano, infatti, problemi prioritari per le piccole imprese.
Per il piccolo imprenditore, che ha responsabilità in prima persona nella sua
azienda, questo si traduce in tempo, costi e fatica che non può dedicare allo
sviluppo della sua azienda, con un servizio spesso scadente. La burocrazia
rischia quindi, in questa difficile fase congiunturale, di essere un freno alle
iniziative che puntano a creare nuove opportunità di crescita e quindi ad
anticipare la ripresa che attendiamo. Nostro obiettivo come Piccola Industria è
di mantenere sempre nell'agenda l'esigenza di semplificare la burocrazia italiana. Sono certa
che, anche in questo caso, l'impegno sarà condiviso da tutta Confindustria. (*
Vicepresidente Unindustria Treviso per la Piccola impresa)
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
LE
IMPRESE E LA CRISI Una burocrazia più leggera per favorire la
ripresa di Alessandra Pegorer * Martedì 17 Marzo 2009,
( da "Adnkronos" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Banche, Draghi:
''Evitato il collasso ma manca la chiarezza nei bilanci. La recessione
continuerà'' Il Governatore della Banca d'Italia: ''Essenziale migliorare la
vigilanza a livello Ue''. E sottolinea: ''I tremonti bond
utili per rafforzare l'erogazione del credito''. Ma avverte: ''No a
interferenze dei prefetti''. Sul piano casa: ''Meno burocrazia potrebbe avere effetto stimolo'' leggi i commenti commenta 1
vota 0 tutte le notizie di ECONOMIA ultimo aggiornamento: 17 marzo, ore 15:14
( da "Corriere.it" del 17-03-2009)
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in un'audizione
davanti alla commissione finanze della Camera Draghi: «Prefetti? No a pressioni
e interferenze della politica» Il governatore di Bankitalia: «Utili i Tremonti
Bond». Sul piano casa: «Meno burocrazia potrebbe aiutare» Il Governatore di Banca d'Italia Mario Draghi
(LaPresse) ROMA - Problematiche del sistema bancario e finanziario. Su questi
temi il Governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi ha parlato presso la
Commissione Finanze di Montecitorio. In merito all''intervento dei
prefetti sul controllo dell'assegnazione dei crediti bancari alle imprese, il
governatore è stato chiaro: «No a pressioni e interferenze della politica».
Draghi chiede dunque di evitare «interferenze politico-amministrative nelle
valutazioni del merito di credito di singoli casi». Quindi che le analisi delle
condizioni del credito a livello locale stabilita dal governo con gli
osservatori sulle prefetture non sconfini «in un ruolo di pressione sulle
banche che spinga ad allentare i criteri di sana e prudente gestione nella
selezione delle clientela». LA VIGILANZA - Il governatore ritiene necessario il
miglioramento del coordinamento della vigilanza bancaria a livello europeo e
afferma che una soluzione per la sua riforma non «rinuncerà al patrimonio di
conoscenze, professionalità, vicinanza al mercato disponibili nelle autorità
nazionali». Draghi ha spiegato come «l'esperienza del sistema europeo di banche
centrali mostra che questa è una strada che si può percorrere con successo».
Draghi ha poi rivendicato che la Banca d'Italia «non ha mancato» nel suo lavoro
di vigilanza e in Italia non ci sono stati casi di banche che «sono saltate
come in altri paesi». Già al suo arrivo nel febbraio 2006 aveva denunciato i
rischi dei derivati e il sistema della vigilanza di via Nazionale ha funzionato
tenendo a mente «non i prodotti ma gli intermediari» TREMONTI BOND - Poi dal
governatore è arrivato un invito alle banche ad utilizzare i Tremonti Bond per
rafforzare il capitale: «L'irrobustimento del capitale - ha detto il
governatore - anche con gli strumenti messi a disposizione dello Stato, è
condizione per sostenere la capacità del sistema bancario di fornire credito
all'economia». «SCELTE LUNGIMIRANTI» - Il governatore chiede agli istituti di
credito «scelte lungimiranti» di fronte alla crisi che chiede di «sapere essere
bravi banchieri anche quando l'economia va male». Nel corso dell'audizione alla
Commissione Finanza della Camera, Draghi ha spiegato come «di fronte
all'inevitabile peggioramento della qualità del credito dovuta alla recessione
occorrono scelte lungimiranti, non basta tenere i conti in ordine». Per questo
il Governatore invita a realizzare un «fermo sostegno ai clienti con buon
merito di credito» per evitare «una stretta creditizia eccessiva che aggravi la
recessione e quindi peggiori la posizione degli stessi clienti delle banche».
Le banche e gli altri intermediari finanziari italiani scontano trattamenti
fiscali che «determinano svantaggi competitivi nei confronti di altri paesi» ha
aggiunto poiché «imposte elevate si traducono in meno autofinanziamento, meno
patrimonio, minor capacità di far credito». TITOLI TOSSICI - Gli interventi adottati
dalle banche centrali e dallo Stato «hanno evitato il collasso del sistema ma
non ancora portato chiarezza nei bilanci di quelle banche che più hanno
investito nei titoli che chiamiamo tossici», ha affermato Draghi spiegando che
«permane incertezza sull'entità e la distribuzione delle perdite nei bilanci di
quelle che erano le più grandi banche mondiali». Poi il governatore si è
soffermato sui maxi finanziamenti erogati dalle banche su singole partite
finanziarie come quella Alitalia o il finanziere Romain Zaleski: «non sottrae
credito alle Pmi». Per Draghi infatti «le banche non è che difettano di
liquidità, poiché il sistema ne è stato inondato» da parte delle autorità
monetarie europee. PIL - Poi parlando della situazione italiana ha affermato:
«Tutti gli indicatori (produzione, ordinativi e giacenze di magazzino)
continuano a segnalare ritmi produttivi molto bassi. Nel primo trimestre di
quest'anno il prodotto interno lordo si contrarrebbe per la quarta volta
consecutiva. È verosimile - ha aggiunto - che l'intero 2009 si chiuda con un
nuovo, significativo calo dell'attività economica, concentrato soprattutto nel
settore privato». E poi ha proseguito: «In Italia, come nel resto dell'area, la
recessione aggravatasi a metà del 2008 dovrebbe proseguire nel corso dell'anno.
Tutti gli indicatori (produzione, ordinativi e giacenze di magazzino)
continuano a segnalare ritmi produttivi molto bassi». PIANO CASA - Il piano
casa annunciato dal governo, con una semplificazionme degli adempimenti e una
riduzione degli oneri, «potrebbe avere effetti di stimolo». Tuttavia, ha
spiegato il governatore, «la complessità della materia, la presenza di
competenze concorrenti fra Stato e Regioni, la necessità di congegnare
l'intervento in modo da preservare l'ambiente naturale ed equilibrio
urbanistico ne rendono incerta la portata da un punto di vista congiunturale».
Draghi ha sottolineato però che «modalità, contenuti e tempi di eventuali
interventi non sono ancora noti». AMMORTIZZATORI - I provvedimenti del governo
per finanziarie gli ammortizzatori sociali «sono opportuni»; «resta però
l'esigenza di impostare fin da ora una riforma complessiva». Nella sua
audizione in commissione Draghi ha ricordato che «il governo ha esteso
temporaneamente a gran parte delle tipologie di lavoratori atipici la
possibilità di accedere agli ammortizzatori sociali», «ulteriori miglioramenti
sono stati definiti la scorsa settimana» e «il finanziamento di questi
interventi è stato di recente ampliato grazie all'intesa tra Stato e Regioni».
LO STATO ACCELERI PAGAMENTI FORNITORI - Lo Stato però è debitore nei confronti
delle imprese per un importo pari a 2,5 punti percentuali di Pil, così
«un'accelerazione dei pagamenti darebbe sostegno alle imprese senza appesantire
strutturalmente i conti pubblici», ha detto il governatore. «I crediti
commerciali che le imprese vantano nei confronti delle amministrazioni
pubbliche, concessi con dilazioni e ritardi nel pagamento di beni e servizi
sono molto elevati: circa il 2,5 per cento del prodotto interno lordo, oltre il
30 per cento della spesa annua delle amministrazioni per consumi e
investimenti». stampa |
( da "Sestopotere.com" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Alitalia e call
center Alicos, Fortunato (Ugl): ?Sbloccare immediatamente fondi previsti?
(17/3/2009 18:50) | (Sesto Potere) - Palermo - 17 marzo 2009 - "La vicenda
Alicos, con il ritardo nella corresponsione degli stipendi ai lavoratori del
call center di Palermo, è l?esempio di cosa accade quando le buone intenzioni
in materia di rilancio industriale del Paese e di tutela dei livelli
occupazionali si infrangono contro le lungaggini della burocrazia”.
Lo dichiara il segretario nazionale Ugl Telecomunicazioni, Gianni Fortunato,
invitando “ancora una volta il Ministero dell?Economia e Finanze e gli altri
dicasteri coinvolti nella vicenda a sbloccare immediatamente i fondi già
previsti, così da evitare che 1.600 lavoratori e le loro famiglie siano privati
del reddito”.
( da "Virgilio Notizie" del 17-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Roma, 17 mar.
(Apcom) - La decisione europea di sfidare l'Onu sulla conferenza contro il
razzismo (Durban II) "segue un'azione italiana che era stata una reazione
politica per smuovere le acque in maniera forte". Lo ha ribadito il
ministro degli Esteri Franco Frattini in un'intervista a Repubblica.it.
"Questo lo dico - ha precisato - con grande amore per l'Europa, ma
l'Europa ogni tanto ha bisogno di un apripista che smuova le acque". A chi
ha criticato l'unilateralismo italiano nell'annuncio del boicottaggio dei
lavori preparatori della riunione - che si terrà a Ginevra a partire dal 20
aprile - Frattini ha ribattuto di aver "tentato" e
"cercato" una posizione fin da subito condivisa dall'Ue, "ma
tutti coloro che conoscono l'Europa - ha fatto notare - sanno che i meandri
dell'Europa, non voglio dire della burocrazia europea, spesso sono
impermeabili a delle forti scosse politiche. Allora ci vuole una scossa
politica molto forte, non semplicemente forte". "La scossa politica
c'è stata - ha detto ancora Frattini - e credo che ci dovremmo rallegrare che
per una volta l'Europa ha parlato oggi con una voce sola".
"Sono ben contento di avere smosso le acque - ha proseguito - se questo è
stato in grado di portare alla soluzione che io volevo, cioè un'Europa unita
sotto un messaggio forte. Ora resta il "rischio" che l'Europa vada
avanti in ordine sparso sul dossier: "Non sono in grado di dire quello che
accadrà - ha osservato il titolare della Farnesina - Credo che dovrebbe
prevalere la voce di chi, come l'Italia ma direi anche come la presidenza Ue,
dicono o stiamo tutti dentro con questo testo oppure stiamo tutti fuori".
Quanto alla valutazione della Commissione Ue sul fatto che la proposta italiana
di boicottare la conferenza fosse 'non annunciata' e 'non concordata' con i
partner, Frattini ha commentato che "purtroppo la Commissione Ue si muove
talvolta con dei meccanismi che hanno un cortocircuito, tra il lavoro
burocratico delle strutture che sono molto capaci ma non sono politiche, e il
livello politico". "Ieri - ha raccontato il ministro - era davvero
kafkiana la situazione della signora Benita Ferrero Waldner (Commissario
europeo per le Relazioni Esterne, ndr) seduta con noi al tavolo della
colazione, che condivideva la scelta europea mentre i suoi funzionari"
esprimevano perplessità dalle modalità seguite dall'Italia. "C'è stato un
cortocircuito - ha concluso Frattini - ma la Commissione era anch'essa pronta a
condividere questa opzione, ivi inclusa quella dell'abbandono del negoziato se
la proposta, oggi europea e condivisa, non verrà accolta".