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tARTICOLI DEL 13-23 settembre 2008
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Articoli
Burocrazia (150)
Tagli al personale, solo uno spot elettorale
( da "Alto
Adige" del 13-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Contrari ai tagli anche gli Arbeitnehmer: "Snellire la burocrazia è cosa buona, ma non sulle spalle dei lavoratori". Non solo caccia ai furbetti del cartellino e licenziamento dei fannulloni, ma una più ampia operazione per smagrire l'apparato provinciale. è l'intento di Widmann. "Abbiamo istituito la commissione "modello standard" per ridurre le assunzioni",
Un
parco agro-tecnologicoper mettere ordine nel settore
( da "Secolo
XIX, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Prevede l'ottimizzazione di una serie di servizi che vanno dall' energia alla telefonia, dalla burocrazia al fisco, senza dimenticare dogane, commercialisti, certificazioni socio-sanitarie, consulenze legali e messa in rete delle conoscenze. Mario Schenone .x/13/0809.
Letizia
striglia la giunta "voglio risultati visibili" - giuseppina piano
( da "Repubblica,
La" del 13-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: E per una burocrazia comunale che oggi, in realtà, viaggia con il freno a mano tirato per i buchi in organico non ancora tappati, a partire dal posto numero uno del direttore generale dopo le dimissioni dell'ex city manager Giampiero Borghini. Sono in molti a pensare che, dietro a quel telegramma spedito ieri agli assessori,
Le
spese per i permessi bloccano la "pina d'oro" così la manifestazione
è stata annullata ( da "Tirreno, Il"
del 13-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: I costi della burocrazia tecnica bloccano la Pina d'oro. Era prevista in calendario per questo weekend a Tirrenia la nuova edizione del prestigioso appuntamento, ma le spese per l'organizzazione hanno raggiunto dei livelli insostenibili; perciò la Pro-loco del Litorale pisano, che vanta da sempre la paternità sull'iniziativa,
Maroni
sblocca la jeep dal pantano burocratico
( da "Eco
di Bergamo, L'" del 13-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ordinaria burocrazia era stata presentata da alcuni amici dei pompieri volontari di Romano. Questi, nel dicembre scorso, in occasione della festa di Santa Barbara, avevano presentato un loro nuovo mezzo attrezzato poi dal Comando provinciale di Bergamo dei vigili del fuoco e particolarmente indicato per gli incendi boschivi e per interventi in aree agricole e fuori dai centri abitati.
La
ricerca ha la priorità sulla burocrazia
( da "Corriere
della Sera" del 13-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: REDAZIONALE Perché sì La ricerca ha la priorità sulla burocrazia Innanzitutto, parlare di comitato etico, con lo stesso termine utilizzato per l'uomo, mi sembra eccessivo; per me l'uomo ha un primato sugli animali. Anch'io, come i colleghi belgi, ritengo che la ricerca per scopi cosmetici o per il tabacco non abbiano molta importanza;
Crolla
il mito americano dei controlli sui cibi: affidati a società private
( da "Corriere
della Sera" del 13-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: da lui giudicata una burocrazia inutile visto che, a suo avviso, industrie alimentari e farmaceutiche non avevano alcun interesse a mettere sul mercato prodotti nocivi per la salute. La ricetta di Friedman (nel frattempo scomparso) è di qualche decennio fa, ma solo ora arriva alla prova dei fatti: la Fda non è scomparsa, ma,
Fabio
Benvenuti Un dossier sulle criticità del sistema
( da "Tempo,
Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: dalla elefantiaca macchina della burocrazia ai temi della fiscalità e della sicurezza. Si, la sicurezza; per chi non ne fosse ancora convinto anche criminalità e ordine pubblico influiscono sulle decisioni di investire su un territorio e proprio come accade nel profondo sud a Latina scatta il bollino rosso.
Non
è una soluzione ma speriamo ci aiuti a trovarla . Fabio Mazzenga, presidente di
( da "Messaggero,
Il (Latina)" del 13-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: dalle infrastrutture alla burocrazia, dal costo del lavoro all'energia, fino alla sicurezza e legalità. "Vogliamo affrontare la situazione con realismo - dice ancora Mazzenga - purtroppo non ci sono segnali di miglioramento e i protocolli firmati in questi anni possono essere fotocopiati e riproposti, non è cambiato nulla".
Scusi,
ma lei dovrebbe essere morto! . Quando nei giorni scor
( da "Messaggero,
Il (Frosinone)" del 13-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia si è conclusa, così, con una risata liberatoria che ha sghiacciato l'imbarazzante clima che, facile immaginarlo, si era istaurato negli attimi immediatamente successivi all'inizio della conversazione tra i due. Di qui a pochi giorni il famoso tesserino sanitario che da un po' di tempo è diventato necessario per acquistare le medicine e per accedere agli accertamenti diagnostici
La
ristrutturazione del palazzetto di Scapriano non sarà ultimata per l'inizio del
campion ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)"
del 13-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: E per il palazzetto di San Nicolò quello che dovrebbe ospitare la gare casalinghe della Tekno la quadra di pallamano che disputerà il campionato di Elite? Di Giovangiacomo: "Laggiù il discorso è diverso, manca il pavimento per il resto è tutto a posto. Solo che dopo l'ultimazione dei lavori dovremo attendere l'omologazione e si sa che la burocrazia in questi ha i suoi tempi".
Non
sempre si riesce ad andare oltre lo spazio chiuso di Manuel Orazi Alla Biennale
irrompe il politicamente corretto di Rifkin
( da "Riformista,
Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: efficiente burocrazia della "Istituzione Parco della Laguna di Venezia" ha messo i bastoni tra le ruote ai catalani, pretendendo di inserire i progettini del proprio ufficio tecnico. Risultato: mostra saltata, però l'editore Gili, amando Venezia nonostante tutto, ha affittato un vaporetto che presenta libri e offre spritz gratis a tutti i visitatori.
Per
la prima volta una festa "insieme" per Mondovì e Ceva
( da "Stampa,
La" del 13-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Poi i presidenti dei due direttivi procederanno alla premiazione dell' "artigiano dell'anno" e degli "artigiani benemeriti". Ganzinelli: "Gli artigiani hanno bisogno di ridurre i costi dell'aprovvigionamento energetico e delle tasse". Amerio, responsabile di zona da 23 anni: "Uno degli obiettivi di sempre: ridurre la burocrazia".
Innovazione:
meno burocrazia ( da "Denaro, Il"
del 13-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: meno burocrazia Così si potenziano gli investimenti nell'hi tech secondo il Parlamento Ue francesco fracasso Tagliare la burocrazia per potenziare l'efficienza della ricerca europea sull'High-tech. E' quanto chiede la Commissione europea a Parlamento e Consiglio dopo la presentazione del rapporto preparato dal gruppo di lavoro presieduto da Esko Aho,
Spazio
2009: ecco i progetti ( da "Denaro, Il"
del 13-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: istituzioni con manovre che snelliscano la pesante burocrazia nostrana." Sottolineando l'importanza dell'evento interviene l'assessore Regionale Mazzocca: "Ci è offerta la possibilità di candidare la nostra regione a distretto industriale europeo, dando un netto taglio con il passato attraverso una forte presenza delle nostre imprese a livelli di qualità e specializzazione internazionali.
Burocrazia
soffocante, Mezzogiorno al palo ( da "Denaro, Il"
del 13-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Campania Burocrazia soffocante, Mezzogiorno al palo Esperti a dibattito sul tema "Città e territorio nella competizione globale" Incapacità di scegliere ma soprattutto di decidere e realizzare in tempi brevi progetti attrattivi di capitali internazionali.
Bio-tech,
copiate il Nord Carolina ( da "Denaro, Il"
del 13-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Quanto pesa da voi la burocrazia? La burocrazia esiste anche da noi. Ma abbiamo la fortuna di essere governati da persone che credono nell'investimento tecnologico e s'impegnano direttamente a favorire il buon esito delle iniziative. Come interviene il livello federale?
MIA
FIGLIA è AUTISTICA, AIUTATELA ( da "Mattino, Il (Circondario Nord)"
del 13-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Quando la burocrazia si ferma nell'ufficio protocollo del Comune di Frattamaggiore. È quello che è accaduto a Rosaria Capasso e Antonio Liguori, genitori di una bimba autistica, affetta dalla sindrome di Rett dall'età di due anni. Cosa è accaduto? Il 15 maggio scorso la signora Capasso ha sottoscritto una richiesta al Comune per avere un incontro con il sindaco,
I
luoghi del turismo descritti da Ramsay inglese di nascita e modicano di
adozione ( da "Sicilia, La"
del 13-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La burocrazia. E' assurdo che un non residente in Italia non possa acquistare un'automobile, che ci vogliano cinque mesi per autorizzare l'apposizione di una tabella fuori dal proprio ufficio, che sia più facile per un extracomunitario ricevere assistenza sanitaria in Italia che non per un europeo dell'area di Schengen.
Era
stato querelato dal sindacoL'avv. Cardella è stato assolto
( da "Sicilia,
La" del 13-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: infiltrato nella burocrazia del comune di Licata". Lo scritto riguardava e criticava l'iter seguito dall'allora sindaco Biondi, relativa alla nomina dell'attuale avvocato assunto a tempo determinato presso l'avvocatura comunale. L'amministrazione comunale per l'assunzione a tempo determinato di un legale, bandì un concorso per titoli a cui parteciparono alcuni avvocati del luogo.
Dall'attrezzatura
alla burocrazia ( da "Stampa, La"
del 13-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Quanto si spende Dall'attrezzatura alla burocrazia Diventare cacciatore è molto costoso. Se per il fucile si spendono dai 500 euro in sù, ma poi la spesa si ammortizza negli anni, l'acquisto delle cartucce, dei gambali e di altre attrezzature da rinnovare ogni anno si aggira sui 350 euro.
Rio
Camera, lavori mai finiti L'impresa appare poi sparisce
( da "Stampa,
La" del 13-09-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ma l'impresa appaltatrice e la burocrazia tengono sotto scacco l'amministrazione comunale. Alcuni mesi fa la ditta era sparita senza dare più notizie, poi all'improvviso era tornata a farsi viva dicendo di voler terminare l'intervento, mentre ora nuovamente ha fatto marcia indietro decidendo di rinunciare all'incarico.
Il
modello Südtirol esempio per tutti
( da "Alto
Adige" del 14-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: federalismo fiscale e vogliamo partecipare alla raccolta delle risorse per garantire una distribuzione equa così come riteniamo che la burocrazia sia un aggravio per la nostra autonomia. Tuttavia vogliamo avere gli strumenti per poter collaborare sempre più con Nord e Sud, per poter avere i giusti collegamenti per garantire i finanziamenti per l'eurotunnel e per assumere nuove competenze".
Osservatorio
e casa soggiorno i temi dei Piani degli interventi
( da "Corriere
delle Alpi" del 14-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia e messo in difficoltà il privato cittadino". Puntando "alla cultura federalista dell'attuale esecutivo", Gorza chiede "al governo italiano di decretare l'immediata abolizione del vincolo paesaggistico in vigore sul comune di Feltre, di inoltrare l'ordine del giorno ai parlamentari della provincia di Belluno affinché si attivino a sostenere la presente richiesta e ad esercitare
Salvate
Mondeval ( da "Corriere delle Alpi"
del 14-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Un'operazione apparentemente logica in caso di ritrovamenti di tale portata, ma che evidentemente la burocrazia (o quant'altro) rende spesso quanto mai difficoltosa. La speranza degli appasionati di archegologia è ora quella che la denuncia del professor Italo Menicucci serva per lo meno a smuovere le acque.
<non
mandomia figliaa scuola> ( da "Secolo XIX, Il"
del 14-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la burocrazia e il regolamento dell'istituto. Il regolamento dà diritto di precedenza, in sede di iscrizione, ai bambini di quelle famiglie che risiedono più vicine all'edificio scolastico di riferimento. "Per i fratelli di bambini già iscritti non esiste alcun vantaggio - sostiene - ho scongiurato il direttore della scuola di semplificarmi la vita.
Vittima
di una guerra alla quale era estraneo
( da "Arena,
L'" del 14-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la grande distanza tra Zevio e la Sierra Nevada e la burocrazia hanno reso più lenta l'ufficialità della macabra scoperta da parte del governo di Bogotà, che ha comunicato il ritrovamento ai parenti solo il 15 agosto scorso. Prima, grazie agli accertamenti sull'apparato dentario, era stata appurata l'identità dei resti dei due amici colombiani con cui Marco era stato visto per l'
Oggi
cresce una cultura d'impresa che rompe con l'illegalità
( da "Unita,
L'" del 14-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: con la sua mafia e la sua burocrazia, il problema con il quale la nuova imprenditoria si deve confrontare. E qui, per dirla con Marco Venturi, presidente regionale delle piccole imprese, "gli imprenditori, anche con i loro comportamenti individuali, devono determinare una linea netta di demarcazione tra quello che è legale e quello che legale non è"
Bruni
tra i figli soli degli immigrati nella Bergamasca
( da "Eco
di Bergamo, L'" del 14-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Da una parte snellire la burocrazia di anagrafe ? ricongiungimenti e riconoscimenti dei titoli di studio ? e dall'altra vincere la disgregazione familiare spiegano in uno degli incontri più significativi della visita a Cochabamba dell'Amministrazione comunale. Un appuntamento vissuto subito dopo l'accoglienza alla "Ciudad de los ninos",
Allarme
a filicudi, saccheggio nei fondali "col batiscafo depredano le navi
romane" - luigi barrica ( da "Repubblica, La"
del 14-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ma ostacoli e burocrazia frenano le procedure". "è stato chiesto - è la replica negli uffici dell'Assessorato dei Beni culturali di Palermo - l'intervento del ministero competente". Finora nessuna risposta. Ma non aspettano i tombaroli, che rivendono quanto hanno trafugato realizzando ingenti affari: una sola anfora al mercato nero viene venduta tra i 2000-
HA
AVUTO il suo momento di gloria sul Web la lezione di quel giovane manager che
incitava all'or ( da "Messaggero, Il"
del 14-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Realtà di una burocrazia impazzita, con taglio di fondi e aumenti di sprechi. Dove può accadere che a Napoli, tra 13mila dipendenti, non si riescano a trovare i due bidelli necessari a far andare avanti una scuola. E che nel Friuli ci sia un turnover di professori (precari) per cui in una scuola i docenti cambino ogni anno.
La
prima Giornata per i malati di Sla
( da "Corriere
della Sera" del 14-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: eccesso di burocrazia e dei tempi lunghi per ottenere il riconoscimento di invalidità: sono gli "ostacoli"che i malati di Sla vorrebbero abbattere. Da domani a domenica 21 si potrà aiutare la ricerca, inviando sms (del valore di 1 euro) o effettuando una chiamata da rete fissa Telecom Italia (del valore di 2 euro) al numero 48589.
Un
bambino di 3 anni, affetto da un morbo raro, che non trova posto nella scuola
dell'infanzia frequ ( da "Messaggero, Il (Rieti)"
del 14-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Una mamma che ha deciso di non arrendersi davanti alla "burocrazia cieca" e tra mille difficoltà sta lottando per ottenere un dignitoso e meno traumatico percorso d'inserimento scolastico per suo figlio, affetto da sindrome di Dandy-Walker. E' questa la difficile storia di Simone. ANNIBALDI a pag.
Storia
di Simone, vittima della burocrazia
( da "Messaggero,
Il (Rieti)" del 14-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La famiglia risiede a Borgo Quinzio: la madre non si arrende e lotta per avere un posto nello stesso plesso della sorellina Storia di Simone, vittima della burocrazia Il bimbo di 3 anni affetto da una sindrome rara, in lista d'attesa per la materna.
Aziende
senza telefono, luce e cassonetti
( da "Tirreno,
Il" del 14-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Burocrazia, ritardi, rimpalli di competenze, inefficienza, carte da riempire: certo è che le numerose aziende che hanno costruito il nuovo capannone in quell'area sono all'esasperazione. La via, da qualche settimana, è stata finalmente battezzata, si chiama "via Vittime del fascismo".
<Vittima
di una guerra alla quale era estraneo>
( da "Arena.it,
L'" del 14-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la grande distanza tra Zevio e la Sierra Nevada e la burocrazia hanno reso più lenta l'ufficialità della macabra scoperta da parte del governo di Bogotà, che ha comunicato il ritrovamento ai parenti solo il 15 agosto scorso. Prima, grazie agli accertamenti sull'apparato dentario, era stata appurata l'identità dei resti dei due amici colombiani con cui Marco era stato visto per l'
Asili
nido<salvati> ( da "Sicilia, La"
del 14-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: cattiva gestione e burocrazia sorda, il pericolo di non aprire gli asili nido sembra proprio scongiurato, almeno per ora. "In tal modo - prosegue l'assessore alle Politiche Scolastiche - non perderanno giornate di lavoro le operatrici socio-assistenziali che ringrazio pubblicamente poiché nonostante senza stipendio da parecchi mesi continuano a lavorare con serietà e abnegazione.
Operai
al lavoro no stop: scalo aperto in venti ore
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del 14-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Tutto era pronto fin dalle 12 ma la burocrazia ha fatto slittare di un'ora la piena operatività dello scalo. "Il problema non è certamente in quell'ora di ritardo - ha detto Umberto Borlotti, direttore della Sogeaal - ma nel disimpegno di Air One che ha rifiutato venerdì sera di riproteggere i passeggeri di Alghero sull'aeroporto Olbia-Costa Smeralda.
Burocrazia
più semplice per fare le infrastrutture
( da "Arena,
L'" del 15-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Burocrazia più semplice per fare le infrastrutture" di Ilaria Noro All'avanguardia e a basso impatto ambientale. Ma soprattutto in grado di passare in breve tempo dal progetto su carta alla fase di realizzazione. Si tratta delle infrastrutture e delle grandi opere di cui si è fatto il punto ieri in Fiera durante il simposio "
Il
bene di una cittànon dipende dalle dimensionima dalla politica
( da "Secolo
XIX, Il" del 15-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: i piccoli problemi non si lasciano incancrenire tra burocrazia ed inefficienza, come nelle megalopoli. Perché ripetere gli stessi errori? Il governo sta iniziando a parlare con gli enti locali di federalismo: ci sarà anche quel suo ministro un po' naif, che causò un bel po' di problemi per la sua maglietta irridente, che ci propinò una legge da lui stesso definita "porcata"
Google,
un'emeroteca ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 15-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
identificando
sei aree critiche (dall'eccesso di burocrazia alla difficoltà di coniugare
impegni privati e impegni professionali) con il coinvolgimento dei lettori,
quindi interpellando alcuni super esperti. All'insegna
del principio: "You identified your problems at work. Together we found
the answers".
Solbes:
La crisi si supera con riforme strutturali
( da "Sole
24 Ore, Il (Del Lunedi)" del
15-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: di un Paese maggiormente orientato verso la Ricerca e sviluppo e l'economia delle conoscenze, di un Paese con meno burocrazia, maggiore concorrenza e liberalizzazioni. E questo significa riforme strutturali. Avete ancora ambizioni di superare l'Italia e la Francia in termini di ricchezza pro capite? Mi creda, non si tratta di un beauty contest, anche se l'obiettivo rimane fissato.
L'inventore
del Pinguino tiene in caldo nuove idee
( da "Sole
24 Ore, Il (Del Lunedi)" del
15-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: sono la burocrazia e le chiacchiere al vento il nostro male oscuro" e che in ogni caso a salvare il suo gruppo "è stata la Cina". Insomma, un protagonista fuori dalle righe che ama ascoltare i suoi manager, benché decida sempre di testa sua. Per questo sorprende che negli ultimi anni abbia lasciato ampi spazi all'operatività del figlio Fabio.
Pmi,
aiuti Ue all'eco-efficienza ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)"
del 15-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: legiferare meglio per ridurre la burocrazia e facilitare l'adeguamento alle norme ambientali da parte delle Pmi; sviluppare sistemi di gestione ambientale su misura e più accessibili alle piccole imprese; fornire assistenza finanziaria mirata per incoraggiare le autorità o le reti di sostegno delle imprese ad attuare iniziative afavore della produzione sostenibile;
Le
Camere ripartono da Alitalia e giustizia
( da "Sole
24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 15-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Roberto Turno La riforma della burocrazia con tanto di guerra agli assenteisti e la vicenda Alitalia, i conti pubblici e la giustizia, il federalismo fiscale e la scuola. E in prospettiva la legge elettorale, le riforme istituzionali, la Rai, il testamento biologico. Diciotto leggi dopo e con quaranta giorni di vacanze estive ormai consumate,
PERUGIA
- La pensione? Può diventare un incubo anche quando è già arrivata e
( da "Messaggero,
Il (Umbria)" del 15-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ma, nel gioco della burocrazia e di qualche nuova interpretazione, la Asl ha fatto un passo indietro. La sede provinciale dell'Inpdap di Perugia (Area previdenza), ha ricevuto un nuovo modello di calcolo e ha scoperto che l'assegno della liquidazione era tropo alto.
GRANDI
OPERE. Il sottosegretario Alberto Giorgetti al convegno dei geometri:
<Procedure agevolate per gli enti locali>
( da "Arena.it,
L'" del 15-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Il sottosegretario Alberto Giorgetti al convegno dei geometri: "Procedure agevolate per gli enti locali" "Burocrazia più semplice per fare le infrastrutture" Romanelli: "Basta parole, i progetti vanno realizzati" Ilaria Noro All'avanguardia e a basso impatto ambientale. Ma soprattutto in grado di passare in breve tempo dal progetto su carta alla fase di realizzazione.
Cdc
Pordenone: cresce il Pil di Serbia e Russia
( da "Sestopotere.com"
del 15-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: altro tasso di burocrazia e di inflazione, per giungere alle opportunità. Dalle risorse naturali alla forte crescita della domanda interna per i beni di consumo, dal quadro politico orientato alla continuità nelle scelte politiche e nei rapporti di collaborazione con l'Italia al grosso piano di investimenti promosso dal Governo.
Scena:
sabato, interno sera all'aeroporto di Fiumicino. Personaggi e interpreti:
duecento adult ( da "Stampa, La"
del 15-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: incaglia nella burocrazia sgangherata di telefoni che non rispondono, responsabili fuori ufficio ("Sapete, è sabato anche per loro". Ah, grazie). Protagonista assoluto della serata, un funzionario che deve occuparsi delle prenotazioni alberghiere: d'accordo, la sua sede è a Milano Malpensa, ma avrà pure un piano anche per Roma e,
Sardara,
c'è un granaio da salvare ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 15-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: nell'intricata burocrazia regionale, con procedure costose e complicate". Affermazione non condivisa da Gianni Ibba, direttore generale dell'Argea. "Il problema vero- ha puntualizzato il tecnico- è che da noi non si coltiva più. La campagna è morta. Mentre nel resto dell'Italia i seminativi sono cresciuti del 700 per cento,
Imminente
federalismo che permette al Carroccio di presentarsi per la prima volta ai suoi
( da "Alto
Adige" del 16-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Uno sbocco che non piacerà né alle burocrazie né ai corpi di sicurezza nazionali Anche perché, se davvero perseguito sino in fondo, questo modello implica inevitabilmente la trasformazione di almeno uno dei corpi a competenza generale in forza locale dipendente dalle regioni o dai sindaci.
Di
Franco Pasqualetti Il pagamento delle multe? Somiglia sempre più al gi
( da "Leggo"
del 16-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Un meccanismo infernale dove la parola più in voga è "burocrazia". Un valzer di rinvii da un ufficio all'altro a caccia dell'"arrivo". Fino a qualche settimana fa, infatti, il verbale per un'infrazione arrivava a casa con una raccomandata. Il postino (o il vigile) o la recapitava al portiere o all'intestatario della multa.
Presente!
, e il consigliere becca il gettone - pietro lambertini
( da "Centro,
Il" del 16-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Il meccanismo della prima e seconda convocazione è l'espressione della burocrazia: la prima convocazione è una formalità, quindi, il giorno dopo si passa direttamente alla seconda. è questo il consiglio comunale solenne dove si discutono i punti all'ordine del giorno. Ma chi sono i più assidui frequentatori delle prime convocazioni del consiglio comunale?
L'archistar
hadid: "la mia creatura perfetta" - rory cappelli
( da "Repubblica,
La" del 16-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: problemi, permessi e burocrazia varia furono varati il 20 marzo del 2003, proprio il giorno in cui iniziava anche la guerra Usa Iraq (e la Hadid è di origine irachena). "Ora passaremo alla seconda fase" spiega. Quella, cioè, della chiusura delle coperture, delle sistemazioni esterne, delle finiture interne.
Dalla
procura al ministero: due pm nello staff di alfano
( da "Repubblica,
La" del 16-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Angeli custodi nei meandri della burocrazia ministeriale. I prescelti sono Sergio Barbiera e Roberto Piscitello, rispettivamente 44 e 41 anni, esponenti della nouvelle vague che si è affermata in Procura dopo le stragi del '92. Entrambi hanno già dato la loro disponibilità ad Alfano: perché il trasferimento divenga operativo, manca il parere del consiglio giudiziario.
Da
un anno aspetta un posto di lavoro
( da "Tirreno,
Il" del 16-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Pisa Da un anno aspetta un posto di lavoro La guerra con la burocrazia di una giovane madre cieca CASCIAVOLA. La burocrazia non conosce ragioni. Deve compiere il suo lungo iter anche quando si trova davanti a una giovane madre, quasi cieca a causa di una malattia agli occhi, vedova e con una figlia di 12 anni.
Nuove
potenze sul piede della cyberguerra
( da "Stampaweb,
La" del 16-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: snellire sin dal 2001 la burocrazia, grazie all'Information Technology - l'accesso ai servizi di rete ha significato, letteralmente, mettere in ginocchio un'intera nazione. La responsabile della sicurezza informatica della seconda banca per ordine di importanza della Georgia ha descritto in dettaglio, giorno per giorno, l'escalation avvenuta tra il 18 luglio e 10 agosto di quest'
Carinzia,
là dove il fisco è al 25% ( da "Alto Adige"
del 17-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Per non parlare poi della rapidità della burocrazia: licenze in pochi giorni. Infine due dati prettamente economici. L'Italia è il secondo partner commerciale dell'Austria dopo la Germania. L'Alto Adige assorbe l'1% dell'intero export austriaco per una somma di 1,3 miliardi di euro pari a quanto Vienna esporta in tutto il Sud America o in Giappone.
Uffici
comunali sotto la vela ( da "Italia Oggi"
del 17-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: far dimenticare lo stereotipo della burocrazia buia e polverosa. L'efficienza, almeno per ora, si è vista nel rispetto dei tempi di costruzione e consegna dell'immobile: cinque anni, due per la progettazione e tre per l'esecuzione, con neanche un giorno di ritardo da parte del consorzio di imprese (dal Cesi alla Cogei passando per l'Adanti che gestiranno la struttura per 27 anni)
Promesse
vane, il muro è ancora lì - donatella francesconi
( da "Tirreno,
Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Burocrazia, dissapori, ripicche: ecco gli ostacoli alla volontà espressa da centinaia di cittadini Promesse vane, il muro è ancora lì L'assessore Bucciarelli: ne parlo proprio oggi con la Sovrintendenza I genitori: "Dimostrato che era una ragazza pulita e intelligente" DONATELLA FRANCESCONI VIAREGGIO.
Le
agenzie trovano 205mila posti ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 17-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Il confronto privatopubblico assomiglia al confronto tra burocrazia ed efficienza. Gli operatori privati hanno 11mila dipendenti contro i 15mila del pubblico, ma hanno 2.500 sportelli ossia 5 volte di più del pubblico. "Abbiamo cablato tutto il territorio nazionale – dice Di Maio – e questo ci consente di raggiungere più facilmente gli utenti".
Trent'anni
di ricorsi, calvario per un anziano - fabio casmirro
( da "Centro,
Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ritrovare un filo logico tra un coacervo di leggi e burocrazia, prassi disapplicate da tempo, cambi di enti previdenziali disseminati in una costellazione di acronimi: Cpdel, Inpdap, Inps. Un inferno. Ma quale può essere la soluzione per dare a Livio Giuliani la soddisfazione di non aver lavorato invano?
STATALI,
VINCE LA VIGNETTA DI BRUNETTA FORMATO MAO
( da "Mattino,
Il (Benevento)" del 17-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: concorso per la più graffiante vignetta contro il ministro Renato Brunetta e la sua politica di riforma della burocrazia. La vignetta, disegnata da Gianfranco Uber, genovese, pensionato ex bancario di 65 anni, è stata scelta da una commissione. La più votata via internet sul sito del ministero è stata invece quella di Luca Ortello, giovane studente romano di famiglia napoletana.
Alla
Regione non c'era una stampante ( da "Sicilia, La"
del 17-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ma i tempi della burocrazia sono noti per essere atavici, tanto che "per mettere il palo di segnalazione sull'isola di cani - aggiunge Lo Monaco - ci vollero 20 anni". Ma la politica fa mea culpa. "I ritardi non sono solo dell'amministrazione Bufardeci - prosegue - e la I commissione Urbanistica ci ha preso di mira per tutto il tempo.
Investire
sul fotovoltaico per risparmiare nel tempo
( da "Stampa,
La" del 17-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: non si sa che gli incentivi statali superano notevolmente i costi di qualsiasi impianto, e la burocrazia si è alleggerita" fa notare il titolare della "Skema". Le modalità di incentivazione per gli impianti connessi alla rete elettrica sono stabilite da un decreto ministeriale del 2007: "La tariffa riconosciuta si applica all'energia prodotta dal sistema fotovoltaico per 20 anni".
In
attesa delle strategie d'autunno ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 17-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: dalla riforma federale a quella della burocrazia, dalla scuola alla giustizia, al contenimento della criminalità, in particolare di quella legata all'immigrazione clandestina e al nomadismo. Se c'è una differenza che si presenta di carattere meno tattico, questa riguarda l'intenzione della Lega di tallonare il Partito democratico su tematiche specifiche,
Si
vendemmia e i "buoni" sono già 40 mila
( da "Stampa,
La" del 17-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La "corsa" ai voucher è dunque una dimostrazione, secondo il direttore regionale Inps Rosario Bontempi, di come "la semplificazione degli adempimenti burocratici produca più comportamenti corretti". Come dire meno burocrazia e meno lavoro nero.
"Grazie
a patate e miele la mia vita è cambiata"
( da "Stampa,
La" del 17-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Gli altri
soldi li ha impiegati per la burocrazia: sei mesi a correre dietro alle
pratiche per aprire un'azienda agricola tutta sua nella borgata dove è venuto
ad abitare, Boetti, a due passi dalla ex statale
Un
lungo flash back tra i temi della storia
( da "Cittadino,
Il" del 18-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la fredda burocrazia, l'abbandono della lingua madre, l'adeguamento ai modelli di vita occidentali e l'amarezza per l'omologazione. In crescendo, una condizione di perenne inadeguatezza, di estraneo tra estranei. "Flash back color seppia con un effetto altamente autentico" dice Tolik adulto, guardando a ritroso la sua vita di bambino,
A
scuola dai colleghi europeiecco l'erasmus per i politici
( da "Secolo
XIX, Il" del 18-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia evitando così molti sprechi che pesano sul bilancio comunitario". Costo previsto per questa iniziativa pilota, 7 milioni di euro. L'eurodeputato francese Beaupuy, nell'avanzare la sua idea del politico-studente e felice in giro per il Vecchio Continente, ha sottolineato come sia "la scarsa formazione degli amministratori pubblici locali la principale causa di un cattivo
Pace
authority-trasportatori "meno burocrazia, più sicurezza pronti i nuovi
investimenti" ( da "Repubblica, La"
del 18-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Meno burocrazia, più sicurezza pronti i nuovi investimenti" Accordo raggiunto tra autorità portuale e autotrasportatori: i rappresentanti delle associazioni di categoria e il presidente Luigi Merlo hanno sottoscritto un protocollo di intesa che pone l'attenzione, in particolare, sugli investimenti, sulla sicurezza e sullo snellimento burocratico.
<Sul
divieto di caccia un tavolo congiunto>
( da "Eco
di Bergamo, L'" del 18-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: senza trincerarsi dietro alla macchina della burocrazia, e per evitare il ricorso al Tar". "L'attuale posizione dell'assemblea del parco, contraria alla caccia solo in alcune aree del parco ? spiega il presidente Gianluigi Cortinovis ? fa riferimento non all'intero perimetro del parco dei Colli ma in particolare alla piana di Almé e al parere degli agenti di vigilanza,
L'EUROPA
SEGUE DA VICINO LO SVILUPPO DELL'ENERGIA EOLICA
( da "marketpress.info"
del 18-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: accesso a griglie energetiche e applicare tagli alla burocrazia. "La visione di Tpwind e il piano d'azione per la ricerca, come presentati nella Sra, sono importantissimi passi avanti per l'espansione dell'energia eolica in Europa," ha commentato il presidente della Tpwind, Henning Kruse. "Adesso è il momento di cominciare a mettere in pratica il piano d'azione,
E'
iniziata la corsa per il rilancio concreto del Piceno. Il tavolo di
programmazione economica dell ( da "Messaggero, Il (Marche)"
del 18-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: tempi sono da record per la burocrazia. La data utile per presentare le schede in Regione, che verranno poi inoltrate a Roma, è il 30 settembre. Il presidente della Provincia Massimo Rossi ha fatto appello allo sforzo corale di tutti gli attori del territorio per vincere la sfida e far arrivare ad Ascoli 20 milioni di euro nell'area Carbon per la riqualificazione dei siti inquinati.
Roma,
con i vigili a caccia di lucciole - massimo lugli
( da "Repubblica,
La" del 18-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Perché dietro la nuova linea dura contro la prostituzione di strada c'è anche questo: corse, zuffe, inseguimenti e tantissima burocrazia. I vigili tornano alla base per identificare una pattuglia di romene e bulgare senza documenti. Ne avranno fino a sera inoltrata e domani si ricomincia. Funzionerà?.
Pasolini
al rialto con "machan" oggi gli inviti
( da "Repubblica,
La" del 18-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Il miraggio di un futuro migliore che si infrange contro la burocrazia dei consolati, la difficoltà di abbandonare le famiglie, la fiammella della speranza che non si spegne. Bastano poche ore di volo, o film come questi, per capire quanto siamo fortunati. (a. d. o.).
Roma,
con i vigili a caccia di lucciole Ragazze in fuga, clienti impauriti
( da "Repubblica.it"
del 18-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Perché dietro la nuova linea dura contro la prostituzione di strada c'è anche questo: corse, zuffe, inseguimenti e tantissima burocrazia. I vigili tornano alla base per identificare una pattuglia di romene e bulgare senza documenti. Ne avranno fino a sera inoltrata e domani si ricomincia. Funzionerà? (18 settembre 2008.
"Abbiamo
aperto una nuova stagione" ( da "Corriere Adriatico"
del 18-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: A progetti seri di solito ci sono risposte serie. I ricorsi? Ci penserà la burocrazia". Mezzolani non parla di tempi, dice che però vuole arrivare a costruire entro due anni. Più quattro di cantiere. Facciamo 8 anni. Sono aperte le scommesse. ANDREA TAFFI,.
DISCUTIAMO
PER RECUPERARE LE RISORSE, HO SCRITTO ANCHE A BERLUSCONI
( da "Mattino,
Il (Circondario Sud1)" del
18-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: "Colpa della burocrazia, di passaggi infiniti. Noi volevamo applicare il contratto d'area che snellisce tutti i passaggi, però in Regione si era di diverso avviso e quindi abbiamo fatto tutto l'iter biblico". E sono passati i mesi... "Gli anni. Di Pompei 2000 se ne parla dal '97.
Tempi
lunghi per l'avviodella refezione scolastica
( da "Sicilia,
La" del 18-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: I genitori hanno più volte lamentato la lunga burocrazia che ha lasciato i ragazzini "senza fissa dimora e con locali presi in prestito". Il sindaco Rosario Crocetta li aveva fin da subito tranquillizzati ed aveva rinviato l'incontro ad oggi pomeriggio. Ma ieri pomeriggio c'è stato un cambiamento di programma improvviso.
Manca
la gara, contratto di quartiere fermo
( da "Sicilia,
La" del 18-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: si dice che le lentezze della burocrazia a volte ci mettono più di uno zampino. Il motivo del ritardo è stato causato dalla protesta e dal ricorso che il sindaco Rosario Gallo decise di intraprendere per contestare il taglio di oltre 1 milione e 300 mila euro che la commissione paritetica, istituita presso la Regione e formata da tecnici del Ministero delle Infrastrutture e dell'
Corriere
dell'ndrangheta assistito dal Comune
( da "Stampa,
La" del 18-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Personaggio I paradossi della burocrazia a Moncalieri Corriere dell'ndrangheta assistito dal Comune GIUSEPPE LEGATO Industrioso. E pure convincente. E' stato arrestato per traffico di droga a novembre del 2007 nell'ambito di un'operazione antimafia dei carabinieri del comando provinciale di Torino.
Agricoltura,
imprenditori in attesa da due anni
( da "Corriere
delle Alpi" del 19-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Siamo molto preoccupati, c'è una burocrazia che uccide l'impresa e lavorare qui, in zone disagiate, diventa impossibile. Da oltre un anno e mezzo stiamo aspettando, senza esito, mentre tutti i costi crescono del 30-40%. Gasolio, foraggi, manodopera, servizi lievitano ancora di più in montagna, ma l'Avepa non dà risposte.
Ideacasabagno
lavori perfetti ( da "Alto Adige"
del 19-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: dalla burocrazia, dalla necessità di fornire un supporto logistico durante i lavori stessi. Ideacasabagno, a conferma della sua qualità, può fregiarsi della certificazione Iso 9001 (che certifica lo standard di qualità sia a livello di materiali utilizzati, sia di modulistica adoperata, sia di soddisfazione finale del cliente)
San
Giulianon Il futuro del borgo prevede un insediamento di 150 abitanti
( da "Cittadino,
Il" del 19-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Dopo due progetti andati in fumo, il borgo e i suoi gioielli si preparano così a un rilancio, nel rispetto della tradizione, con una nuova proposta, già definita in tutti gli aspetti, che si appresta ad affrontare gli ingranaggi della burocrazia. Giulia Cerboni.
Acquasola,
riparte la protesta ( da "Secolo XIX, Il"
del 19-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la burocrazia degli atti già approvati ha avuto la meglio sulla politica. Salvo sorprese dal Tar, certo. Il sì definitivo della giunta comunale al contestato parcheggio (che prevede nella sua ultima revisione, al ribasso, 320 posti auto a rotazione più un'ottantina di box) aveva d'altra parte costituito la resa del Comune.
Ledo
mangini ( da "Tirreno, Il"
del 19-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ma, anche in questo caso, gli obblighi della burocrazia sono stati troppi. Le serate sono state organizzate a Villa Bondi a Marina dove è stato chiesto di adeguare gli accessi, realizzare una toilette per handicappati, l'impianto elettrico a norma di legge, il rispetto delle norme del Parco.
Meno
burocrazia, più pattuglie ( da "Stampa, La"
del 19-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: POLIZIA LOCALE Meno burocrazia, più pattuglie Scelta la Maggioli spa azienda leader in Italia In un anno "staccate" 37 mila contravvenzioni [FIRMA]SANDRA LUCCHINI AOSTA Il Comune ha deciso di provare ad "esternalizzare", fino al prossimo anno, la riscossione delle multe.
Edilizia,
le infrastrutture spingeranno il rilancio
( da "Sole
24 Ore, Il (Nord Ovest)" del
19-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: lunghi della burocrazia". Nell'immediato, sottolinea Provvisiero, l'impegno sarà anche su altri due fronti: "Quello della legge urbanistica regionale, che ci sembra priva dei requisiti di semplicità delle procedure e di rapidità di attuazione, e quello delle norme sul contenimento energetico negli edifici, che impongono parametri ben più restrittivi della normativa quadro nazionale"
"Sanita,
nessuna tensione con il Governo"
( da "Italia
Sera" del 19-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Il Presidente ha poi annunciato che sul piano della semplificazione è a buon punto una "grandissima riforma che cambierà la vita di migliaia di persone: fino ad oggi - ha detto - i medici sono stati stritolati da troppa burocrazia, e nessuno vuole rendere difficile o intralciare il lavoro dei farmacisti e la vita dei cittadini". Edizione n. 1000 del 19/09/2008.
Ricatti,
tradimenti e paranoie in un girotondo di stupidità
( da "Italia
Sera" del 19-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Oggi è tutta burocrazia non è più una missione" confessa Malkovich al vecchio padre in barca) e segreti venduti al nemico. Satira al vetriolo che si tinge di rosso con morti ammazzati (casualmente e no), "Burn after reading" regala sequenze irresistibili (la telefonata ricattatoria in piena notte dell'accoppiata Pitt-McDormand all'incredulo Malkovich,
Banca
Tecnolocal, lo sportello bancario è web based
( da "Denaro,
Il" del 19-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: in banca oggi esiste ancora "troppa carta" e "troppa burocrazia", si perde troppo tempo in "operazioni inutili" e di poco valore aggiunto. Pur nella sua complessità la mia visione sull'argomento è relativamente semplice: non mi reputo un "pazzo" nell'affermare che attuare una strategia Local con l'offerta di Tecno è quella giusta.
Fondazione,
i punti deboli di una riforma ( da "Arena.it, L'"
del 19-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: del legislatore che pensava di risolvere le inefficienze di quei carrozzoni immobilizzati da burocrazie e spese fisse, aprendo le porte ai privati. I quali, portando capitali freschi, avrebbero dovuto introdurre anche la cultura d'impresa, la filosofia aziendale, la progettualità accompagnata dal controllo dei risultati e dei conti, secondo principi di razionalità ed efficienza.
LEO
NUCCI ( da "Arena.it, L'"
del 19-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: del legislatore che pensava di risolvere le inefficienze di quei carrozzoni immobilizzati da burocrazie e spese fisse, aprendo le porte ai privati. I quali, portando capitali freschi, avrebbero dovuto introdurre anche la cultura d'impresa, la filosofia aziendale, la progettualità accompagnata dal controllo dei risultati e dei conti, secondo principi di razionalità ed efficienza.
LUTTO.
Ancora silenzio a Zevio dove i familiari aspettano una convocazione dalla
Colombia ( da "Arena.it, L'"
del 19-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Burocrazia e distanza rendono ancora più lunga e spasmodica l'attesa della famiglia sulla sorte del congiunto, 30 anni all'epoca della scomparsa, volato oltreoceano per sposare Ana Maria Hidalgo, la ragazza colombiana che aveva conosciuto in una precedente vacanza, e impiantare un'azienda agricola che avrebbe prodotto piccoli frutti e trote.
Stilox,
l'incredibile odissea ( da "Corriere Adriatico"
del 19-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La battaglia del titolare contro la burocrazia. "In questi giorni ci hanno comunicato che dobbiamo ripresentare la domanda: incredibile" La vicenda dell'azienda che da un anno aspetta l'allaccio del gas Stilox, l'incredibile odissea FABRIANO Un'azienda che lavora al freddo e al gelo.
Banche
salve solo con un partner ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 19-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: of America hanno una notevole dose di burocrazia che non va d'accordo bene con l'investment banking. Non so se riusciranno ad avere un ruolo leader nel settore. Ma che cosa ha fatto precipitare il tutto? Non è che non fosse prevedibile. Solo che una notevole compiacenza ha fatto pensare che, dopo il salvataggio Bear Sterns a marzo, e con la sola ipotesi - in realtà era fin dall'
Sindaci:
al voto in 37 Comuni ( da "Stampa, La"
del 19-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: potrebbe essere legato anche alla burocrazia e in particolare a quel "valzer" di competenze che aveva visto palleggiarsi la struttura tra Comune e Asl prima di arrivare al nuovo status normativo della "Fondazione Onlus". Dal "San Giuseppe" non arriva alcun commento. Bocche cucite, a riprova che devono esserci rimasti tutt'altro che bene di fronte alla notifica.
Questa
malapolitica allontana le aziende
( da "Sole
24 Ore, Il (Sud)" del 19-09-2008) + 1 altra
fonte
Argomenti: Burocrazia
Abstract: In Calabria i peggiori nemici delle imprese sono la burocrazia e la mancanza di trasparenza nelle politiche pubbliche ". A parlare è il presidente di Confindustria Reggio Calabria, Franco Femia. Imprenditore del settore editoriale, che ad aprile scorso è stato eletto al vertice dell'associazione reggina degli industriali dopo averne retto le sorti da commissario,
Cresce
il costo della burocrazia ( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)"
del 19-09-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Cgil entra nel dibattito sul Federalismo fiscale e l'autonomia dei Comuni Cresce il costo della burocrazia Nei capoluoghi il funzionamento della Pa assorbe più dei servizi sociali di base Francesco Montemurro Da settimane il dibattito politico nazionale s'impernia su come garantire ai Comuni più risorse per i servizi ai cittadini e si pensa a una nuova tassa.
"Noi
medici costretti a fare una vita da cani"
( da "Stampa,
La" del 19-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Un mare di burocrazia senza un briciolo di meritocrazia". È impietosa l'analisi della professione fatta da un cardiologo che ha abbandonato l'ospedale pubblico per andare nel privato. Il dottor Guido Collo si sfoga: "Medici anche validi, in genere a scadenza di mandato e insoddisfatti della carriera perché scavalcati da troppi raccomandati incapaci,
Buzzi
del Pdl si schiera con i cacciatori: <La provincia ha snobbato la
categoria> ( da "Cittadino, Il"
del 20-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: i cacciatori sono schiavi della burocrazia, sul fronte del rilascio dei tesserini venatori ci sono stati dei problemi con il cambio di sede, ora ci si deve rivolgere agli uffici di palazzo San Cristoforo ma non è il massimo della comodità".L'aspetto più importante, però, sembra essere quello che riguarda l'area in cui sparare: "Molti auspicherebbero l'
Il
caso Alitalia ( da "Alto Adige"
del 20-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia che li vorrebbe forse sedati per legge. Il personale è sempre disponibile, di buon umore e a servizio dell'anziano. Per quanto riguarda le perplessità dell'assessore provinciale della sanità lo invito a riflettere sulle difficoltà enormi che i cittadini hanno nel trovare una sistemazione per i loro cari non autosufficienti in strutture pubbliche che rispondano pienamente
Buoni
pasto per tutti ( da "Alto Adige"
del 20-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: eseguita con cieca burocrazia dell'Ufficio demanio acque". DA VODAFONE Ruba 4 cellulari ucraino denunciato Ha rubato quattro cellulari dal negozio Vodafone di piazza Walther, il titolare lo ha individuato visionando il filmato delle telecamere interne. Il giovane, 20 anni ucraino, era ancora nel negozio e il titolare ha chiesto l'intervento della Volante che ha denunciato l'
Ecco
la casa dei nostri sogni ( da "Corriere delle Alpi"
del 20-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: casa Ecco la casa dei nostri sogni Comprare e vendere immobili più semplice grazie a internet Se avete poco tempo a disposizione, se la burocrazia non fa per voi se non avete voglia di essere soli in un passo così importante...allora l'agenzia immobiliare è quello che fa per voi. Le agenzie immobiliari si occupano di fare incontrare la domanda e l'offerta nel settore immobiliare.
Chi
non ricorda la storia di Massimo Coluzzi, il bimbo di Scai di Amatrice affetto
da amiotrofia spi ( da "Messaggero, Il (Rieti)"
del 20-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: i conti con la burocrazia: la mamma, Maria Pia, ha ricevuto proprio ieri un telegramma dove veniva informata che dal prossimo ottobre la stessa Asl RM D, è costretta a ritirare l'assistenza domiciliare per carenza di fondi regionali. "Unica possibilità - si sfoga la donna - resta quella di inserire Massimo in una casa famiglia.
La
scomparsa del bambino afgano dal centro di accoglienza L'Ancora potrebbe
costare la recessione de ( da "Messaggero, Il (Pesaro)"
del 20-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Se i due fuggitivi venissero ritrovati scatterebbe di nuovo la separazione tra zia e nipote, nonostante il dna abbia accertato che i due siano parenti, perché la donna ha agito comunque contro la legge. Se avesse atteso i tempi della burocrazia ora sarebbero potuti stare insieme e senza il bisogno di scappare. M.Ver.
DUE
FUNZIONARI DELLA REGIONE DENUNCIATI DA UN ASSESSORE DI VICO EQUENSE, SONO
ACCUSATI DI CONCUSSIONE ( da "Mattino, Il (Circondario Sud1)"
del 20-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: È la tangentopoli della burocrazia, quella tiene fuori dalla gestione dei soldi pubblici la componente politica e che assegna un ruolo centrale a dirigenti e funzionari. In questo caso, il progetto di recupero di Vico aveva inizialmente beneficiato di un finanziamento di circa 700mila euro da parte della Regione.
LE
SPIGHE SI FLETTONO, MA POI RITORNANO ALLA LORO POSIZIONE INIZIALE. COSì DURANTE
IL MOTO ONDO ( da "Mattino, Il (Circondario Sud1)"
del 20-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia o per inefficienza di qualcuno degli attori del processo. La verità è che ancora una volta si aggiunge un filo a quella maglia nera che troppe volte veste la Campania nelle classifiche nazionali. In ultimo. Il 30 settembre prossimo scade il termine per la presentazione delle proposte per l'impiego dei 220 milioni di euro da destinare alla riqualificazione del centro storico
Interpellanza
di Oliva sui pannelli antirumore ( da "Stampa, La"
del 20-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: scontrarsi quotidianamente con una burocrazia muta e cieca e completamente insensibile alle loro necessità. La qualità della vita e della salute è fondamentale. Non ci sono cittadini di serie A e di serie B. Auspico che la mia richiesta incontri la sensibilità dell'assessore competente, e che egli si faccia al più presto interlocutore credibile nei confronti della società Autostrade,
<Vogliamo
i nostri soldi>Scandalo espropri
( da "Sicilia,
La" del 20-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: se è successo tutto questo può essere successo di tutto, in questo come in altri settori della burocrazia municipale. Già sarebbe da solo un fatto negativo la mancata o la scarsa resistenza in giudizio di fronte alle richieste avanzate dai privati, ma la duplicazione dei pagamenti per uno stesso terreno appare quanto meno imbarazzante.
Convocato
per lunedìil Consiglio comunale ( da "Sicilia, La"
del 20-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: che si trascina tra burocrazia, aule di tribunali, danni vandalici e promesse varie, da un decennio e mezzo. Uno stabile, grande, moderno, funzionale, che è costato diversi miliardi di vecchie lire e che ha perfino un luogo di culto nell'area interna, è stato lasciato per tanti anni abbandonato, senza custodi, alla mercé delle ripetute azioni vandaliche e degli agenti atmosferici.
Un
nido caldo e accoglientema le strutture sono ancora poche
( da "Sicilia,
La" del 20-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: bloccato nelle maglie della burocrazia. I fondi stanziati dallo Stato e dalle Regioni (con il sostegno dell'Ue) per aumentare i posti dei nidi non decolla; e così mentre si rischia di vanificare i benefici derivanti dai fondi erogati dall'Unione europea (fondi che peraltro andranno persi se entro due anni l'Italia non garantirà il posto al nido almeno al 33 per cento dei bambini)
Mezzi
non revisionatiimprenditore prosciolto
( da "Sicilia,
La" del 20-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ecco che sulla scena irrompe la burocrazia. I vertici provinciali dell'Anas, a onore del vero, hanno già attivato le pratiche, producendo una serie di documenti inviati a chi di dovere. Come dire che la macchina burocratica è già in viaggio. Come in viaggio sono le auto di coloro i quali, partendo ad esempio da Largo Aosta per arrivare in via Atenea ad Agrigento,
Finanza,
cantiere infinito elicotteristi senza caserma
( da "Alto
Adige" del 21-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Una matassa difficile da sgarbugliare, perché c'è di mezzo l'italica burocrazia, e perché pure i diretti interessati non sono stati informati a dovere sui particolari, tanto che non si conosce la data del riinizio lavori, né quella di consegna. Siamo sul lato ovest dell'aeroporto, al confine col maneggio. Due scheletri d'edificio;
NE
LA PERVERSA ALLEANZA TRA POLITICA E BUROCRAZIA CHE HA FIN QUI TENUTO IN
OSTAGGIO OGNI VERO ( da "Corriere delle Alpi"
del 21-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: politica e burocrazia che ha fin qui tenuto in ostaggio ogni vero cambiamento. Senza dimenticare che non si potrà parlare di federalismo pieno fino a che non si metterà mano anche alla parte istituzionale (cioè a chi quel diverso fisco dovrà gestire), scardinando l'impianto saldamente centralista di pesi e contrappesi che da anni sta paralizzando qualsiasi autentico rinnovamento.
Una
vita spesa per i propri connazionali
( da "Libertà"
del 21-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia troppo lenta" "Come può il portavoce del questore affermare che la questura sta facendo tutto secondo legge, quando si consegnano permessi di soggiorno scaduti?". Se lo chiedeva alla fine del 2005 la presidente dell'associazione Esperanza, Luisa Fasano, alla vigilia della manifestazione davanti alla questura indetta per protestare contro le difficoltà incontrate dagli
Abruzzo,
nel turismo il rilancio economico
( da "Centro,
Il" del 21-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia. Un maggior coinvolgimento del privato consente di superare il problema delle risorse, purché ciò avvenga in un quadro chiaro di tutela degli interessi della collettività e di valorizzazione dei beni culturali. Il successo nel turismo dipende soprattutto dalla capacità di identificare i bisogni della clientela,
"nel
pubblico la salute non è un costo"
( da "Repubblica,
La" del 21-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
con la
burocrazia di un apparato sanitario che spesso non agevola il lavoro.
Nonostante questo sono molti i medici che difendono la scelta del pubblico.
Guido Gulisano è responsabile dell'ambulatorio per stranieri dell'ospedale
Civico di Palermo. Quando si è laureato, nel
Alleva
api a San Siro Comune: sono pericolose Guerra di ricorsi al Tar
( da "Corriere
della Sera" del 21-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Burocrazia, tradizione e salvaguardia della specie. Dove osano le api. Via Leopoldo Pollak, casa bassa al 3, strada all'incrocio con via Novara. Quartiere residenziale, San Siro alto-borghese con uno spigolo di Meazza sullo sfondo, l'insegna di una farmacia e l'Esselunga davanti, il cartello di un'agenzia che affitta trilocali arredati nel palazzo con campetto da calcio sintetico
<Industria
e innovazione, assessore unico>
( da "Corriere
Alto Adige" del 21-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: creano solo un eccesso di burocrazia, inoltre ho una visione liberale del mercato, la mano pubblica piace solo fino ad un certo punto" dichiara Janes. Lo slogan di Artioli, mutuato dalla Lega è "Più privato e meno pubblico", mentre Barbara Repetto interviene su un altro tema centrale della politica economica locale: il ruolo di Business location SÜdtirol.
<No
ad aziende poco qualificate> ( da "Corriere Alto Adige"
del 21-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ostacolando di fatto la sopravvivenza degli imprenditori con leggi insensate, avulse dalla realtà, con una burocrazia eccessiva che è sfuggita di mano". Pungente Hanspeter Munter, direttore dell'Apa, che prova a caricare gli artigiani: "Siamo al vitamina C dell'Alto Adige, ma i momenti bui che ciascuno di noi attraversa sono tanti. Cosa ci opprime?
OTTAVO
COLLE Una selva oscura Scr ( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)"
del 21-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Vincenzo Leuter BUROCRAZIA LUMACA Rinnovo patente, odissea per i disabili Sono un trapiantato di rene e pertanto portatore di handicap e volevo segnalarvi un disservizio che vivono sulla loro pelle tutti coloro che, loro malgrado, sono costretti come me a rinnovare la patente di guida ogni due anni.
Federalismo
il gioco si fa duro - francesco jori
( da "Mattino
di Padova, Il" del 21-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: quando entrerà in funzione la perversa alleanza tra politica e burocrazia che ha fin qui tenuto in ostaggio ogni vero cambiamento. Senza dimenticare che non si potrà parlare di federalismo pieno, fino a che non si metterà mano anche alla parte istituzionale (cioè a chi quel diverso fisco dovrà gestire). SEGUE A PAGINA 12.
Asta
annullata per 0,4 centesimi ( da "Stampa, La"
del 21-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: quattro millesimi di euro sono stati capaci di infilarsi negli ingranaggi della burocrazia nostrana e bloccarla: hanno fatto saltare un appalto da 883.650 euro, hanno foraggiato diversi studi legali, hanno impegnato i giudici del Tar (mentre lo Stato pagava i loro stipendi) e lasciato famiglie di custodi e guardie giurate appese a un filo.
Il
gruppo di Protezione civile evitala caduta di un albero in fiamme
( da "Sicilia,
La" del 21-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: a causa dei tempi lunghi della burocrazia e le ferie estive, i lavori sono iniziati in settimana e dovrebbero essere conclusi entro tre mesi, anche se l'impresa potrebbe completarli in anticipo. I lavori, come detto, riguardano il ripristino del muro di sostegno della gradinata, crollato nell'estate dello scorso anno a seguito delle piogge torrenziali con la conseguenza che l'
"Una
cabina di regia al servizio dell'intero territorio"
( da "RomagnaOggi.it"
del 21-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Le istituzioni devono fare uno sforzo vero per semplificare la burocrazia, che rappresenta un serio freno allo sviluppo, e facilitare la nascita di nuove imprese, soprattutto nei settori innovativi. Le banche, dal canto loro, dovrebbero fare nuovi sforzi per valutare e premiare i progetti imprenditoriali qualitativi, in virtù di una ricaduta sullo sviluppo del territorio.
Due
ministri aiuteranno l'olimpionica di San Martino
( da "Cittadino,
Il" del 22-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
La nuotatrice
di San Martino, medaglia d'oro alle Paralimpiadi, per colpa della burocrazia
ogni giorno deve fare
Segue
dalla prima pagina Regione che vai, scuola che trovi, in
( da "Leggo"
del 22-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La burocrazia sta bloccando tutto: il sistema nomine è così complicato - spiegano le mamme - da negare un diritto fondamentale a 15 bambini, la cui unica colpa è vivere in un'isola minore del Mediterraneo". Problemi diametralmente opposti nella scuola "IV Novembre" di Albate, una frazione di Como, dove i genitori e gli insegnanti hanno segnalato al Provveditorato che la preside,
Come
cambia l'esistenza nel xxi secolo - ulrich beck
( da "Repubblica,
La" del 22-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia e capitalismo trasforma il Moderno in una sorta di "prigione". Questa minaccia non emerge come un fenomeno marginale, ma come conseguenza logica della razionalizzazione del rischio riuscita: se tutto va bene, sarà sempre peggio. La razionalità strumentale depoliticizza la politica e mina la libertà degli individui.
Se
gli immigrati chiedono più legalità
( da "Eco
di Bergamo, L'" del 22-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: sulla quale pesano sempre di più la crisi economica e le complicazioni di una burocrazia spesso sadicamente vessatoria. Come ricordava ieri a un quotidiano un immigrato di Castelvolturno (peraltro cattolico praticante: "Prego accanto a voi in chiesa"): "Perché per avere il permesso di soggiorno si deve attendere due anni?
Quando,
due anni fa, provarono a trasferirlo a Cittaducale, si ribellarono tutti. In
testa il Comune ( da "Messaggero, Il (Rieti)"
del 22-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Semmai a non interpretarlo bene è stato il ministero. Tempo addietro ha chiesto all'avvocato la restituzione dell'indennità di carica e coordinamento che egli aveva percepito durante la malattia. Come dire, la burocrazia non ammette conciliazioni. M.Cav.
Al
via l'assemblea ( da "Cittadino, Il"
del 23-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: una cronica incapacità di sconfiggere una burocrazia pesante e di essere protagoniste concrete nei tanti problemi e nelle tante sfide del mondo di inizio millennio.Così, la ripetitiva liturgia con cui, ogni settembre, i leader del mondo si danno appuntamento al Palazzo di Vetro quest'anno sembra ancora più stanca del solito.
Ciao
"Mistro", compagno ( da "Corriere delle Alpi"
del 23-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Se alla peculiarità territoriale bellunese e alle ferree regole della burocrazia aggiungiamo difficoltà di ordine giudiziario, diventa molto difficile amministrare in montagna e molto poco attraente per i giovani avvicinarsi alla gestione della cosa pubblica. Poiché la politica non può normare tutto, in moltissimi casi deve prevalere il principio del buon padre di famiglia.
Un
collegato alla Finanziaria per ridurre al 6-7% l'Iva di settore
( da "Italia
Oggi (Turismo Oggi)" del 23-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: e ancora l'istituzione della polizia turistica e lo snellimento della burocrazia per le autorizzazioni della p.a. nei progetti di sviluppo di aree a vocazione turistica: questa la mossa alla quale sta lavorando la sottosegretaria con delega al turismo, Michela Vittoria Brambilla, per dare una scossa benefica al settore.
Contrarian
( da "Milano
Finanza (MF)" del 23-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: più burocrazia: stessi profitti di prima? Equazione difficile da risolvere. Ma in casi come questi, primum vivere deinde philosophare. Chi prenderà il posto delle investment bank defunte? Due i candidati: gli hedge fund e i private equity. I primi sono azzoppati mica poco, proprio perché è venuto meno l'ossigeno della leva finanziaria assicurata loro dalle investment bank .
Matta
voucher rallen vendemm 22 Vendemmia, tutticontro il "bonus"
( da "Secolo
XIX, Il" del 23-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: per troppa burocrazia e per troppi controlli collaterali) le operazioni di raccolta dell'uva ed esplode la polemica. Nell'Alto Monferrato Ovadese è in ritardo la raccolta delle uve Dolcetto. "Non siamo arrivati nemmeno alla metà del raccolto - spiega il presidente della cantina cooperativa "Tre Castelli" di Montaldo Bormida,
Gli
intoccabili di India Inc ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 23-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Viaggio nei dedali dell'onnipotente burocrazia tra faldoni, corruzione e ostilità al nuovo Gli intoccabili di India Inc Così la casta dei funzionari pubblici tiene in ostaggio l'economia Marco Masciaga CALCUTTA "Work is our eligion", ovvero "Il lavoro è la nostra eligione", scritto così,senza la "r".
Delhi:
la crescita in calo dal 9 al 7% ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 23-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ormai passata all'opposizione) e quella della trasformazione di una burocrazia che troppo spesso dà l'impressione di non saper comprendere i bisogni del settore privato. Ma.Mas. IN VISTA ANNI DIFFICILI Dietro la flessione c'è soprattutto la diminuzione degli investimenti Se i prezzi saranno domati, il gigante potrà ripartire.
I
mille rebus del nuovo mondo ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 23-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Nel tentativo di capire che cosa oggi può mettere in discussione una corsa che sembrava inarrestabile. E quali ritardi nel fronte delle riforme possono mettere a rischio, o meno, lo sviluppo futuro. Come nel caso dell'India e della zavorra della sua burocrazia, di cui parliamo nel Focus di questa pagina. sara.cristaldi@ilsole24ore.com.
BUROCRAZIA
( da "Corriere
della Sera" del 23-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: - pag: 49 categoria: BREVI BUROCRAZIA La multa aumentata Il 19 luglio ricevevo una multa di 70€. Il 19 settembre mi apprestavo, presso l'ufficio postale di residenza, dopo due mesi di risparmi, a pagare quanto dovuto, ma non mi è stato permesso di pagare in quanto, scaduti i 60 giorni, l'importo aumentava a €
MOSCA:
LA BANDA DEGLI OTTO E IL FIASCO DELL'AGOSTO 1991
( da "Corriere
della Sera" del 23-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia ministeriale, ufficiali delle forze armate e della polizia, agenti del Kgb, magistrati, intelligencija di regime - da cui dipendeva in ultima analisi l'amministrazione del Paese. Questi apparatciki, che erano stati sino ad allora l'indispensabile massa critica dello Stato, reagirono in modo inatteso.
Nucleare,
ritorno a Caorso ( da "Corriere della Sera"
del 23-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: quello che fino agli anni Ottanta era un concentrato di inutile burocrazia chiuso a chiave in prefettura e che è stato riscritto, reinventato da Comune, Provincia e Regione. "State calmi, non è successo niente di grave", si leggeva in un ridicolo volantino da distribuire alla popolazione nel 1979, quando il prefetto rispondeva così a chi gli chiedeva notizie: "Un incidente a Caorso?
Nucleare,
l'Italia ritorna a Caorso ( da "Corriere.it"
del 23-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: quello che fino agli anni Ottanta era un concentrato di inutile burocrazia chiuso a chiave in prefettura e che è stato riscritto, reinventato da Comune, Provincia e Regione. "State calmi, non è successo niente di grave", si leggeva in un ridicolo volantino da distribuire alla popolazione, quando un prefetto a chi gli chiedeva particolari rispondeva così: "Un incidente a Caorso?
FAMIGLIE
POVERE, SCATTA L'SOS ( da "Mattino, Il (Salerno)"
del 23-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: e ora che la macchina comunale si sta rimetta in moto e dia una risposta al signor Lucio che ormai è arrivato allo stremo. Nel groviglio della burocrazia c'è una richiesta di aiuto che si formalizza in una domanda, protocollata al Comune. Ora la speranza è che il caso venga esaminato dal commissario prefettizo la dovuta celerità. g.p.p.
Crisi,
oggi ennesimo verticeMUSSOMELI ( da "Sicilia, La"
del 23-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: sempre vissuta in prima persona ed a muso duro contro i limiti a volte assurdi della burocrazia. Avrebbe compiuto 37 anni a novembre. Due pallottole le bruciarono sogni, gettando nello sconforto la famiglia, i colleghi di lavoro, i suoi assistiti e l'intera cittadinanza. Due colpi per stroncare una giovane vita. R. M.
QUEI
FRAGILI ALLEATI ( da "Stampa, La"
del 23-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: sia in termini di accessibilità sia in termini di efficacia, non ha però impedito che una burocrazia corrotta e famelica si consolidasse e appropriasse delle cariche pubbliche. Producendo un duplice effetto negativo: da un lato, l'aumento del malcontento e il peggioramento delle condizioni di vita di larghe fasce della popolazione;
Riflettori
sui distretti agroalimentari ( da "Sicilia, La"
del 23-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: perdendosi nei meandri della burocrazia, impedisce di concretizzare il diritto allo studio a tanti giovani che vivono in silenzio il proprio disagio divisi fra le cure dolorose e il desiderio di tornare a scuola fra i compagni. In un periodo di tagli dei fondi alle scuole, il libro di Lucia si presenta più che mai attuale perché offre la possibilità di esaminare il problema dell'
Sciopero
per De Angelis, si rimanda ( da "AprileOnline.info"
del 23-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La burocrazia, la Commissione di garanzia sullo sciopero, il ministero dei Trasporti si sono messi di traverso, chiedendo prima di differirlo, minacciando poi la precettazione in caso contrario. Sul sito di Trenitalia la notizia ha avuto molto spazio.
Criminalizare:
ecco la ricetta Maroni ( da "AprileOnline.info"
del 23-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: vite che si scontrano con una burocrazia intasata e lenta che rende la loro esistenza impossibile. Ci sono le domande di ingresso per lavoro del 2006 (520mila) ancora non esaminate completamente, come denuncia la Corte dei Conti, e quelle del 2007 (740mila) di cui la maggioranza non è stata ancora vagliata.
( da "Alto Adige" del 13-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Tagli al
personale, solo uno spot elettorale" I sindacati attaccano Widmann:
assessore fantasma, se la prende con i più deboli BOLZANO. "Pura demagogia,
una boutade elettorale". Sono inviperite con l'assessore Widmann, Cornelia
Brugger (Cgil, funzione pubblica) e Fernanda Brasolin (sindacato lavoratori
provinciali). I tagli al personale prospettati dall'assessore - 3.500 posti in
5 anni - "non hanno senso, perché la Provincia assume sempre più
competenze e continua a legiferare facendo aumentare i carichi di lavoro".
Contrari ai tagli anche gli Arbeitnehmer: "Snellire la
burocrazia è cosa buona, ma
non sulle spalle dei lavoratori". Non solo caccia ai furbetti del
cartellino e licenziamento dei fannulloni, ma una più ampia operazione per
smagrire l'apparato provinciale. è l'intento di Widmann. "Abbiamo
istituito la commissione "modello standard" per ridurre le
assunzioni", ha dichiarato ieri l'assessore, che lavora per ridurre
l'apparato burocratico sotto la guida del capo del personale, Engelbert
Schaller. L'obiettivo? Ridurre il personale di 3500 unità in 5 anni.
"L'operazione smagrimento non comincia solo ora, considerato che negli
ultimi tre anni sono stati tagliati già 200 posti, partendo con un criterio che
inizialmente prevedeva un'assunzione ogni tre dimissioni. Questa nuova
commissione è incaricata di esaminare con criteri più accurati le effettive
esigenze dei vari comparti, per procedere a tagli razionali". "Il
signor Widmann - commenta Fernanda Brasolin - sa che non prenderà voti dai
provinciali e quindi ne cerca altrove. Per questo lancia fulmini e saette
contro i più deboli. Ma se vuole mandare a casa così tanta gente, non potrà più
partecipare a party e inaugurazioni varie. Sarà costretto a stare in ufficio
per evadere le pratiche". "Widmann è a caccia di voti - fa eco
Cornelia Brugger - e in questi casi nulla è troppo sporco. Ce la si prende con
i più piccoli, con i più deboli; maltrattarli è la cosa più facile. Widmann è
assessore al personale solo sulla carta, ma in realtà, per noi, è sempre stato
un fantasma. Adesso invece, a poco dalle elezioni, spara le sue buttate, con
demagogia e arroganza". Parole pesanti, ma i sindacati, a sostegno delle
loro dichiarazioni, portano numerose motivazioni. Brasolin: "In sé, il
progetto di snellire il personale non mi fa tanto spavento. Ma non si può
parlare di numeri, senza prendere in considerazione incarichi e funzioni. Che
senso ha dire tagliamo, senza spiegare dove? Il problema maggiore è che in
Provincia gli incarichi sono eccessivamente parcellizzati, nel senso che ogni
lavoratore viene messo a curare il suo piccolo orticello, senza poter avere una
visione complessiva dell'ufficio. Ciò significa che se qualcuno se ne va in
pensione e non viene sostituito, nessuno degli altri, nel suo ufficio, sarà in
grado di fare il lavoro di cui era esperto lui. Sarebbe molto meglio
coinvolgere tutti su tutte le funzioni, in questo modo si creerebbero sinergie
e al limite sarebbe forse possibile tagliare il personale. Ma così com'è stata
formulata dall'assessore, la proposta di tagli non va, troppo superficiale.
Occorre un approfondimento ben diverso". Brugger invece dice: "Come
farà? La Provincia continua ad assumere sempre più competenze, basti pensare
alla recente richiesta di accollarsi le Poste. La gente non lo sa, ma se le
competenze aumentano, i carichi di lavoro crescono. E poi, dove avrebbero
intenzione di tagliare? Di sicuro non saranno i settimi o ottavi livelli; si
elimineranno i terzi o i quarti. I dirigenti, di sicuro, non li taglieranno.
Nel quadro politico nazionale, le intenzioni di Widmann ci stanno benissimo;
ma, d'altra parte, lui è sempre stato un "americano"". Insomma,
proposta di tagli bocciata in toto. (da.pa).
( da "Secolo XIX, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Albenga ' .x/13/0809
IL COMUNE ha presentato al distretto floricolo la proposta di realizzazione di
un parco agro-tecnologico ingauno per poter usufruire dei finanziamenti per i
"Progetti integrati" nel piano di sviluppo rurale regionale. Si
tratta di una decisione presa dal sindaco Antonello Tabbò e dal consigliere
delegato all'agricoltura, Marco Bregoli, che era già stata presentata un mese e
mezzo fa alle associazioni di categoria, Cia, Coldiretti e Confagricoltura, dei
produttori (Floras) e dei commercianti esportatori (Acea). L'obiettivo è
mettere a sistema il mondo agricolo, che insieme al suo indotto dà lavoro a
circa ottomila persone. Il settore primario ingauno si muove infatti spesso in
ordine sparso, vanificando gli sforzi per creare una forte identità locale, con
un territorio certificato come "di alta qualità". "Stiamo
concretizzando un'idea che ho cercato di realizzare quando ero assessore
provinciale - afferma il sindaco Tabbò - L'agricoltura albenganese non ha un
procedimento operativo ottimale, che deve invece essere creato. Ora attendiamo
la risposta della Regione per il finanziamento dello studio di fattibilità. Va
ricordato che Albenga è la capitale dell'agricoltura ligure, sia per quanto
riguarda la floricoltura in vaso che per i prodotti orticoli. In questo discorso
rientra anche la razionalizzazione dei trasporti e di altri servizi, grazie
alla creazione di una piattaforma logistica". La proposta, il cui costo
complessivo è di 350mila euro, è stata illustrata al Distretto floricolo dal
consigliere Marco Bregoli e dall'agronomo Paolo Caviglia ed è stata curata
dallo studio Caire dell'architetto Baldini, lo stesso studio che cura il Puc
ingauno. Prevede l'ottimizzazione di una serie di servizi
che vanno dall' energia alla telefonia, dalla burocrazia al fisco, senza dimenticare dogane, commercialisti,
certificazioni socio-sanitarie, consulenze legali e messa in rete delle
conoscenze. Mario Schenone .x/13/0809.
( da "Repubblica, La" del 13-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina V - Milano Il
sindaco chiede concretezza e incisività alla squadra ormai a metà del mandato
Letizia striglia la giunta "Voglio risultati visibili" Terzi
"Adesso è tempo di finire i progetti iniziati" GIUSEPPINA PIANO
(segue dalla prima di Milano) Un annuncio che ha preso un po' in contropiede
gli uomini della squadra. Là dove, da ieri, in molti si interrogano e si
tormentano su cosa ci sia di non detto, dietro a quella frase telegrafica
lasciata cadere nel silenzio generale. In chiaro, per dirla con Giovanni Terzi,
il capodelegazione di Forza Italia in giunta, la lezione sarebbe questa:
"Terminato il momento della visione generale, adesso abbiamo tre anni di
tempo per concludere una serie di progetti e portare a resa ciò che abbiamo
cominciato". Un cambio di passo per una giunta che ormai è vicinissima
alla metà del mandato. E per una burocrazia comunale che oggi, in realtà, viaggia con il freno a mano tirato
per i buchi in organico non ancora tappati, a partire dal posto numero uno del
direttore generale dopo le dimissioni dell'ex city manager Giampiero Borghini.
Sono in molti a pensare che, dietro a quel telegramma spedito ieri agli
assessori, ci sia la volontà del sindaco di chiedere di più ai suoi. E
di mostrare almeno un po' che lei non è poi troppo soddisfatta di come sta
andando. Lei, da ex manager, ha spiegato che è di "customer
satisfaction" che si sta parlando. Bisogna dare di più la caccia al
gradimento quotidiano dei milanesi. "Non basta la vittoria dell'Expo, le
persone devono vedere risultati concreti, cantieri", ragiona un assessore
dietro il ferreo anonimato. E il sindaco sembra sottoscrivere, ieri, il
riassunto quando evoca "visibilità". L'occasione per impostare la
sterzata è stata l'approvazione in giunta del cosiddetto piano-obiettivi
dell'amministrazione per il 2007, un passaggio formale che ogni anno porta
tutti gli assessorati, dopo avere fissato dei progetti-traguardo per i propri
uffici, a valutare, alla fine, se siano stati raggiunti. Passaggio necessario
perché è in base a quello che i dipendenti comunali percepiscono parte del
proprio premio di produttività. Ebbene, la burocrazia
comunale per il 2007 si è auto-promossa stabilendo che gli obiettivi dell'anno
scorso sono stati raggiunti al 95 per cento. La giunta ieri ha approvato il
documento e, dunque, i 19mila dipendenti comunali riceveranno nella busta paga
di ottobre il saldo dell'integrativo. Ma qui il sindaco è stato chiaro parlando
del nuovo piano che si dovrà preparare per il 2009, invitando tutti gli
assessori a riflettere per trovare nuovi criteri su obiettivi "visibili
all'esterno", appunto. Facendo del piano "uno strumento" perché
la macchina viaggi più vicina ai traguardi che i politici si pongono. Sono gli
assessori a dare gli obiettivi ai propri burocrati. E, dunque, la chiamata del
sindaco è per loro.
( da "Tirreno, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Era in calendario
per questo weekend Le spese per i permessi bloccano la "Pina d'oro"
così la manifestazione è stata annullata PISA. I costi
della burocrazia tecnica
bloccano la Pina d'oro. Era prevista in calendario per questo weekend a
Tirrenia la nuova edizione del prestigioso appuntamento, ma le spese per
l'organizzazione hanno raggiunto dei livelli insostenibili; perciò la Pro-loco
del Litorale pisano, che vanta da sempre la paternità sull'iniziativa,
ha deciso di annullare tutto. Luigi Zucchelli, consigliere della Pro-loco e
responsabile della manifestazione, punta il dito contro gli oneri che la
regolarizzazione delle strutture necessarie all'appuntamento avrebbero portato.
La Pina d'oro ha una tradizione storica: dal '63 al '69 raccolse attenzione a
livello nazionale, tanto che il suo ultimo presentatore fu nientemeno che Mike
Bongiorno. Da tre anni è stata ripresa, con l'idea di continuare e innovare la
tradizione. La Provincia, nel 2005, accolse il progetto di Zucchelli con
entusiasmo, e si ottenne dall'Apt un contributo importante per il
finanziamento. Poi la politica della Provincia è cambiata, e così si è perduto
quella fonte che, insieme ai grandi e piccoli sponsor, costituiva il
finanziamento necessario alla copertura dei costi d'organizzazione. La
manifestazione si sarebbe tenuta tra la piazza centrale di Tirrenia e Largo
Belvedere; la scuderia Kinzica avrebbe presentato dieci Ferrari degli anni 80,
e in mostra sarebbero sfilate alcune macchine storiche americane. M.V.
( da "Eco di Bergamo, L'" del 13-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il nuovo mezzo dei
vigili del fuoco era fermo in garage da dicembre: mancava la targa. È
intervenuto il ministro romano Otto mesi per una targa. È intervenuto il ministro
dell'Interno Roberto Maroni per fare avere ai pompieri volontari di Romano la
targa di un nuovo mezzo da loro acquistato con autofinanziamento, ma che era
fermo in garage e non si poteva usare. Al titolare del Viminale la questione di
ordinaria burocrazia era stata presentata da alcuni amici dei pompieri volontari di
Romano. Questi, nel dicembre scorso, in occasione della festa di Santa Barbara,
avevano presentato un loro nuovo mezzo attrezzato poi dal Comando provinciale
di Bergamo dei vigili del fuoco e particolarmente indicato per gli incendi
boschivi e per interventi in aree agricole e fuori dai centri abitati. È
un pick up Toyota 4x4 fuoristrada che può portare una riserva di
( da "Corriere della Sera" del 13-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-09-13 num: - pag: 29 categoria: REDAZIONALE Perché sì La ricerca ha la priorità sulla burocrazia Innanzitutto, parlare di
comitato etico, con lo stesso termine utilizzato per l'uomo, mi sembra
eccessivo; per me l'uomo ha un primato sugli animali. Anch'io, come i colleghi
belgi, ritengo che la ricerca per scopi cosmetici o per il tabacco non abbiano
molta importanza; ma solo finché si usano sostanze di cui è nota la
tossicità. La sperimentazione animale è ancora oggi una necessità e non può
essere ritenuta una semplice opzione; credo che nessuno possa pensare di
portare un nuovo farmaco direttamente alla sperimentazione sull'uomo. Gli
animali, nei laboratori odierni, sono tutelati a sufficienza. Anche i test sul
dolore sono minimali: riguardano, ad esempio, la pressione, e non appena
l'animale ritrae la zampa vengono sospesi. Certo, non possiamo fare a meno di
avere cavie portatrici di tumore, ma in questo caso si ricorre agli anestetici.
L'importante è non mettere troppi limiti burocratici, che rallenterebbero
quella che rimane un'urgenza per molti malati; chi è sano può concedersi il
lusso di porre problemi sulla sperimentazione animale, ma se chiediamo ai
pazienti, la risposta sarà inevitabilmente diversa. Silvio Garattini Direttore
dell'Istituto Mario Negri.
( da "Corriere della Sera" del 13-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-09-13 num: - pag: 27 categoria:
REDAZIONALE Sanità L'Agenzia federale costretta a ridurre la propria attività
Crolla il mito americano dei controlli sui cibi: affidati a società private Fda
senza fondi. Analisi sull'1% dei prodotti Mille scienziati e analisti di
laboratorio in meno rispetto a dieci anni fa. Nel bilancio 2009 nuovi tagli DAL
NOSTRO INVIATO NEW YORK - Prima le confezioni di spinaci infettate da batteri
fecali, poi i mangimi adulterati provenienti dalla Cina che hanno avvelenato
migliaia di animali domestici, il dentifricio all'antigelo, il burro di
arachidi trattato con agenti cancerogeni e l'epidemia di salmonella provocata
da pomodori statunitensi e, successivamente, dai peperoncini importati dal
Messico. Da più di un anno, quando si mettono a tavola, le famiglie americane
tremano: non solo per l'aumento dei prezzi, ma anche per i buchi sempre più
larghi nella rete della " food safety ", la sicurezza del cibo.
"Oggi ho fatto una cosa rischiosa: ho mangiato un'insalata "
ironizzava tempo fa sul New York Times l'economista liberal Paul Krugman,
denunciando l'inadeguatezza dei controlli della Food and Drug Administration,
l'Agenzia federale che dovrebbe controllare, oltre ai farmaci, che i cibi
importati o prodotti in America non contengano sostanze nocive. In realtà la
Fda, a corto di fondi e professionalità, è costretta da anni a restringere il
suo perimetro di attività proprio quando la globalizzazione richiederebbe un
aumento della sorveglianza su prodotti che vengono dagli angoli più sperduti
del mondo. Carenze che non nascono dalle pressioni lobbistiche delle aziende.
Quando esplode un caso come quello della salmonella, sono tutti i produttori a
subirne le conseguenze: mercato fermo per settimane, danni enormi. Le aziende
alimentari sono le prime a chiedere controlli capillari. Il problema è quasi
tutto nell'inerzia dell'Amministrazione Bush: insipienza amministrativa condita
con una buona dose di pregiudizio ideologico. Per anni, infatti, Milton
Friedman, il grande economista ispiratore delle politiche liberiste di Ronald
Reagan, ha proposto di smantellare la Fda, da lui giudicata
una burocrazia inutile
visto che, a suo avviso, industrie alimentari e farmaceutiche non avevano alcun
interesse a mettere sul mercato prodotti nocivi per la salute. La ricetta di
Friedman (nel frattempo scomparso) è di qualche decennio fa, ma solo ora arriva
alla prova dei fatti: la Fda non è scomparsa, ma, avendo compiti
crescenti e 1.000 scienziati e analisti di laboratorio in meno rispetto a dieci
anni fa, controlla ormai solo l'1% di quello che arriva sul mercato (si
concentra soprattutto su pesce e succhi, i settori più a rischio). Nelle altre
aree sono le aziende, soprattutto le catene dei supermercati, a reclutare
società private - i cosiddetti " food safety consultants " - per
cercare di individuare ed eliminare i prodotti a rischio. Una specie di
sicurezza alimentare "privatizzata ". Solo che, nella pratica, queste
agenzie, dotate di strumenti assai limitati, non sono in gradi di confrontarsi
con la complessità dei processi di trasformazione del cibo né con catene
commerciali ramificate in tutto il mondo. I controlli sono, così, lacunosi e le
epidemie si moltiplicano. Dopo quelle di salmonella, ad esempio, adesso le
produzioni di pomodori e spinaci sono attentamente sorvegliate. Ma quasi
nessuno di occupa di broccoli e cavolfiori, che sono altrettanto vulnerabili ai
batteri. Alla fine, il governo ha deciso di agire: dopo aver prestentato un
bilancio 2009 che avrebbe costretto la Fda a tagliare ulteriormente la sua
attività, in estate ha deciso di aumentare lo stanziamento di 275 milioni di
dollari e di chiedere all'Agenzia di aprire uffici in Cina, India e in America
Centrale, per cominciare a ispezionare anche gli impianti dai quali escono i
prodotti che vengono venduti negli Usa. Il Congresso, intanto, ha allo studio
nuove leggi per la protezione dei consumatori, ma ormai le elezioni del 4
novembre sono dietro l'angolo. Quello della sicurezza alimentare è un problema
per il prossimo presidente. Una sfida soprattutto per il repubblicano McCain:
si dichiara grande liberista e minaccia di smantellare i settori
dell'Amministrazione che non funzionano, ma afferma anche di ispirarsi a
Theodore Roosevelt, il presidente repubblicano "riformista" che un
secolo fa diede un grande impulso al ruolo regolatore dello Stato creando, tra
l'altro, il sistema dei parchi nazionali. Fu proprio lui a istituire nel 1906
la Fda sull'onda dello scalpore creato da The Jungle, un libro nel quale lo
scrittore Upton Sinclair descrisse le disastrose condizioni sanitarie degli
stabilimenti nei quali la carne veniva macellata e inscatolata. Cento anni dopo
i problemi sono ancora quelli. Massimo Gaggi Rischi Le piccole agenzie hanno
strumenti limitati e inadatti per verifiche accurate Oregon Controlli sulla
merce in vendita dopo lo scandalo della verdura infettata da batteri fecali.
( da "Tempo, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Stampa Fabio
Benvenuti Un dossier sulle criticità del sistema ... Fabio Benvenuti Un dossier
sulle criticità del sistema industriale pontino da inviare al ministro Scajola
e a tutti i livelli istituzionali locali e e nazionali. è il frutto concreto
emerso ieri mattina nel corso del summit convocato da Confindustria Latina con
le aziende straniere che operano nel nostro territorio. All'incontro, coordinato
dal presidente di Confindustria Latina, Fabio Mazzenga, e dal direttore
dell'associazione di via Montesanto, Sergio Viceconte, hanno preso parte i
rappresentanti di tutte le multinazionali, in prima istanza il
chimico-farmaceutico. Se la situazione esterna al sistema industriale pontino
non andrà a migliorare, per le multinazionali operanti sul territorio si
apriranno situazioni di crisi dagli esiti imprevedibili. è per questo che gli
industriali si stanno organizzando per uscire dall'isolamento e avviare una
inversione di tendenza rispetto ad una deindustrializzazione che appare
costante. "Abbiamo voluto anticipare un dialogo sulle problematiche reali
del sistema industriale - ha detto il presidente Mazzenga - agendo in maniera
preventiva così da poter far fronte con prontezza ad eventuali situazioni di
crisi". In concreto, nel vertice di ieri è stata decisa la costituzione di
un comitato coordinato da Confindustria e che rappresenterà le multinazionali
presenti in provincia di Latina. L'obiettivo è quello di raccogliere le istanze
delle varie realtà per poi comporre un documento dettagliato, infarcito di dati
e cifre, da inviare, appunto al ministro dello sviluppo economico, Claudio
Scajola. Sarà fornito, soprattutto, un quadro prospettico: vale a dire la previsione
da qui a dieci anni sul futuro delle aziende nel caso in cui non dovessero
migliorare quelle condizioni esterne che sono elemento essenziale per la
crescita economica. Entro settembre il comitato sarà operativo, quindi entro
ottobre sarà stilato il documento. "Non c'è allarmismo - ha voluto
tranquillizzare Mazzenga - preoccupazione si, perché se il sistema non reagisce
le conseguenze possono essere gravi. L'economia locale non può prescindere da
un sistema produttivo costruito in cinquanta anni, rischiamo un crollo
verticale". E il decalogo delle criticità delle multinazionali, peraltro
già stilato, è infarcito di una decina di punti: dalla carenza di
infrastrutture, ai costi dell'energia, dalla elefantiaca
macchina della burocrazia
ai temi della fiscalità e della sicurezza. Si, la sicurezza; per chi non ne
fosse ancora convinto anche criminalità e ordine pubblico influiscono sulle
decisioni di investire su un territorio e proprio come accade nel profondo sud
a Latina scatta il bollino rosso. "Per esempio - ha detto Mazzenga
- su un'opera come la "Superpontina" non abbiamo una data certa
sull'inizio dei lavori, o meglio noi non siamo convinti che sia quella
annunciata dalla Regione, cioè metà 2009. Il direttore di Confindustria, Sergio
Viceconte, ha rilevato come l'indotto delle multinazionali sia davvero notevole
per il sistema economico pontino, tanto che l'intero settore produce circa il
40% del Pil locale: "Non vogliamo più fare tavole rotonde ma proposte di
carattere concreto - ha detto Viceconte - Le aziende sono sensibili sulla
questione e hanno risposto molto bene".
( da "Messaggero, Il (Latina)" del 13-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Non è una
soluzione ma speriamo ci aiuti a trovarla". Fabio Mazzenga, presidente di
Confindustria Latina, ha da poco lasciato i rappresentanti delle 40 aziende a capitale
estero che operano in provincia. Conosceva già i problemi che gli avrebbero
prospettato ma stavolta si parte da un'angolazione diversa. Intanto con la
costituzione di un Comitato delle imprese a capitale estero, quindi con la
realizzazione di un "master plan" relativo alla situazione da qui a
dieci anni del territorio. "Sono analisi - spiega Mazzenga - che le
industrie già fanno, le metteremo insieme e sottoporremo i risultati alle
istituzioni, indicheremo le priorità principali, non vogliamo soluzioni tutte e
subito ma ribaltare l'ottica. Oggi si intrviene quando c'è una difficoltà e
ormai è troppo tardi. Esponendo le problematiche che arrivano dall'interno del
sistema - aggiunge - puntiamo ad avere le soluzioni in anticipo". Una
decina i punti, molti ampiamente noti: dalle infrastrutture
alla burocrazia, dal costo
del lavoro all'energia, fino alla sicurezza e legalità. "Vogliamo
affrontare la situazione con realismo - dice ancora Mazzenga - purtroppo non ci
sono segnali di miglioramento e i protocolli firmati in questi anni possono
essere fotocopiati e riproposti, non è cambiato nulla". La
Confindustria ha un obiettivo minimo: "Se non attirare nuovi investimenti,
fare in modo che restino le industrie che ci sono". Quelle a capitale
estero che occupano a Latina 11.000 addetti, hanno investito nel 2007 200
milioni di euro e registrano un fatturato stimato di 4 miliardi. "Le
aziende hanno risposto, ora occorre lavorare - spiega il direttore, Sergio
Viceconte - sono stati individuati dei punti di debolezza e lo ha fatto chi
affronta problemi tutti i giorni, non chi si limita ad analisi
dall'esterno". Chi affronta problemi, per esempio, come i sei mesi
necessari per aumentare la potenza elettrica perché i cavi passano in Comuni
diversi, le competenze si intrecciano e... Il Comitato sarà operativo entro
settembre, subito dopo il "master plan". La buona notizia? Esclusa la
Pfizer che lascia, dagli altri non sono arrivate avvisaglie di smobilitazione.
G.D.G.
( da "Messaggero, Il (Frosinone)" del
13-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di MARIALUISA LANCIA
"Scusi, ma lei dovrebbe essere. morto!". Quando nei giorni scorsi si
è recato allo sportello dell'ex Saub per sollecitare il rilascio del tesserino
sanitario magnetico, tra una serie di reazioni emotive antitetiche e
contrastanti, si è sentito rispondere così da una delle impiegate in servizio
presso la Asl di Isola del Liri. Protagonista dell'equivoco tanto singolare,
quanto inquietante, un noto politico di Santopadre - attualmente in
amministrazione tra le fila della maggioranza - che dopo qualche istante di
fastidiosa incredulità, ha deciso di approfondire la questione che, inutile
nasconderlo, gli aveva provocato un certo fastidio. "E' stato a quel punto
- ha spiegato l'uomo - che l'impiegata, peraltro molto gentile, mi ha chiesto
il codice fiscale. Attraverso tale documento è stato possibile risalire all'elenco
degli assistiti del 2007. Lì abbiamo ritrovato il mio nome. Mi è stato
confermato quindi che ero vivo. E sono stato reinserito nella lista dell'anno
corrente". L'ennesima beffa della burocrazia si è conclusa, così, con una risata liberatoria che ha
sghiacciato l'imbarazzante clima che, facile immaginarlo, si era istaurato
negli attimi immediatamente successivi all'inizio della conversazione tra i
due. Di qui a pochi giorni il famoso tesserino sanitario che da un po' di tempo
è diventato necessario per acquistare le medicine e per accedere agli
accertamenti diagnostici e strumentali arriverà per posta. Mentre il
"falso deceduto" tornerà ufficialmente tra i pazienti da curare e da
assistere in caso di necessità. E poi dicono che la Sanità italiana non .
risana. Un equivoco di carattere burocratico, dunque, che si è risolto nel giro
di pochi minuti. A breve l'uomo riceverà il tesserino magnetico e non gli
resterà altro che raccontare lo spiacevole imprevisto.
( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 13-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di GUSTAVO BRUNO La
ristrutturazione del palazzetto di Scapriano non sarà ultimata per l'inizio del
campionato nazionale di serie A di basket (5 ottobre contesa fra Banca Tercas
ed Armani Milano). Non è una buona notizia. Come conseguenza primaria c'è da
registrare che i lavori che interessano l'ampliamento della tribuna Vip con la
realizzazione di altri due gradoni per portare la capienza dagli attuali 3.252
ai 3.500 richiesti espressamente dalla Lega Basket slitteranno. "Non ce la
facciamo proprio - ha detto l'ormai ex assessore allo Sport del comune di
Teramo, Giorgio Di Giovangiacomo- perché ci sono stati innegabili ritardi e
perché oltre all'ampliamento c'è stato pure imposto la realizzazione di altre
due uscite di sicurezza da parte della commissione. Le stiamo realizzando
proprio sotto gli ingressi principale, ma questa ulteriore prescrizione ci ha
costretto a modificare gli interventi che avevamo pianificato". Al ritardi
legati alle modifiche degli interventi strutturali si è aggiunto un altro
ritardo perché c'era pure stato uno slittamento da parte del comitato
organizzatore dei Giochi del Mediterraneo per l'erogazione di un corposo
contributo mirato proprio alla realizzazione del progetto di ampliamento del
palazzetto. "Ritardo sì c'è stato- ha aggiunto l'assessore- e non poche
trasferte a Pescara mi sono dovuto sobbarcare proprio per sollecitare
l'approvazione del contributo. Adesso la questione l'abbiamo risolta, solo che
materialmente non ce la faremo a rendere fruibile la tribuna vip per la prima
di campionato". Ci saranno problemi per quanto riguarda l'ordine pubblico?
"Non credo- ha aggiunto Di Giovangiacomo- perché a Scapriano non abbiamo
mai registrato episodi di tifo violento, certo qualche problema di
posizionamento per i tifosi della tribuna vip ci sarà ma sarà questione di pochi
giorni perché noi nel frattempo stiamo lavorando". E
per il palazzetto di San Nicolò quello che dovrebbe ospitare la gare casalinghe
della Tekno la quadra di pallamano che disputerà il campionato di Elite? Di
Giovangiacomo: "Laggiù il discorso è diverso, manca il pavimento per il
resto è tutto a posto. Solo che dopo l'ultimazione dei lavori dovremo attendere
l'omologazione e si sa che la burocrazia in questi ha i suoi tempi".
( da "Riformista, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Architettura non
sempre si riesce ad andare oltre lo spazio chiuso di Manuel Orazi Alla Biennale
irrompe il politicamente corretto di Rifkin L'ambiguo titolo "Là fuori.
Architettura oltre il costruire" lascerebbe supporre che il centro della
scena sarebbe stato occupato dalla vita nelle città, mettendo a fuoco il
potenziale espressivo dei periodi abitualmente definiti di
"decadenza" come il nostro, scardinando dalle fondamenta ogni vulgata
in cui fanno da guida il culto per il "classico" o per la creatività
autoriale. Sarebbe stata di certo una Biennale diversa dal solito. E invece chi
entra all'Arsenale viene accolto da un fuoco di fila di sontuose installazioni
d'autore opera dei "soliti sospetti": Frank Gehry, i Fuksas, Zaha
Hadid, Coop Himmelb(l)au, e tanti altri: Oggetti firmati, sublimi virtuosismi
estetici degli architetti più potenti della terra. Così nuove proposte che
aprano squarci sulla realtà urbana o sulla trasformazione del ruolo
dell'architetto bisogna andarsele a cercare nelle pieghe di questa esposizione,
nella rassegna povera ma bella curata da Emiliano Gandolfi al padiglione
Italia, "Experimental Architecture", o nei padiglioni nazionali.
Quello italiano curato da Francesco Garofalo, è un'onesta ricognizione sul tema
dell'abitare in tre momenti (storico, documentario, progettuale) che non
prescinde dall'architettura, che dunque non va "oltre" ma piuttosto
le gira intorno in un allestimento un po' scialbo - da segnalare il progetto
del gruppo Baukuh che propone di risolvere l'emergenza abitativa milanese
riempiendo ottanta vuoti urbani del centro storico con altrettanti progetti
didascalici. Ieri poi il palinsesto è stato movimentato da Jeremy Rifkin, il
celebre economista vegetariano-americano, che ha presentato la "Carta per
l'architettura del prossimo millennio", sorta di manifesto della
cosiddetta architettura sostenibile che ricicla le acque di scarico e tende a
rendere totalmente autonomi gli edifici dal punto di vista energetico. Insomma,
il trionfo del politically correct ospitato laicamente dalla Biennale a fianco
dei prototipi milionari di edifici aerodinamici opera dei newyorchesi Asymptote
- gruppo futuribile che lavora "nell'era digitale" ma ha la sua bella
seconda casa di pietra nel verde a Urbania. Infine per la serie
"facciamoci riconoscere" segnaliamo l'ennesimo caso di volgare
provincialismo italiota: per festeggiare il proprio decennale, la raffinata
rivista 2G di Barcellona ha organizzato un concorso internazionale d'idee per
ripopolare la laguna veneziana e ripensarne il futuro. Rispettosamente informa
e coinvolge tutti gli enti locali del caso e, a sue spese, organizza una mostra
dei migliori progetti nell'isola di Sant'Erasmo, per la gioia anche della
Biennale che avrebbe così arricchito l'offerta della manifestazione. Solo che
l'efficiente burocrazia della "Istituzione Parco della Laguna di Venezia" ha
messo i bastoni tra le ruote ai catalani, pretendendo di inserire i progettini
del proprio ufficio tecnico. Risultato: mostra saltata, però l'editore Gili,
amando Venezia nonostante tutto, ha affittato un vaporetto che presenta libri e
offre spritz gratis a tutti i visitatori. Aridatece i fannulloni.
13/09/2008.
( da "Stampa, La" del 13-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
CONFARTIGIANATO. A
VICOFORTE Per la prima volta una festa "insieme" per Mondovì e Ceva
La data di oggi sarà ricordata da Confartigianato non solo perché c'è una festa
in cui colleghi, amici, familiari e simpatizzanti dell'associazione si
ritrovano, ma soprattutto perché per la prima volta le zone di Ceva e Mondovì
si uniscono nell'organizzazione della manifestazione, da sempre momento
importante nella vita associativa. Artefici dell'operazione sono i due
responsabili di zona: Roberto Ganzinelli (vicepresidente provinciale) e
Vincenzo Amerio, con la "benedizione" del presidente provinciale
Sebastiano Dutto. Così, dopo la messa al Santuario di Vicoforte (alle 16,30),
dalle 18, alla Casa Regina Montis Regalis si aprirà una fase di nuova
collaborazione che dovrebbe andare nelle intenzioni oltre la festa, con uno
sguardo rivolto al futuro. "Siamo orgogliosi - sottolineano i presidenti
Amerio e Ganzinelli - di celebrare insieme quest'appuntamento annuale". Le
zone di Ceva (33 Comuni) e Mondovì (21) costituiscono un'importante realtà
economica dell'artigianato cuneese. Lo dicono i numeri, gli associati alla
Confartigianato Cuneo sono 13.300: Mondovì ne conta 980, Ceva
( da "Denaro, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Soldi & Imprese
qui bruxelles Innovazione: meno burocrazia Così si potenziano gli investimenti nell'hi tech secondo il
Parlamento Ue francesco fracasso Tagliare la burocrazia per potenziare l'efficienza della ricerca europea
sull'High-tech. E' quanto chiede la Commissione europea a Parlamento e
Consiglio dopo la presentazione del rapporto preparato dal gruppo di lavoro
presieduto da Esko Aho, già primo ministro finlandese. La relazione
mette in evidenza la necessità di eliminare gli ostacoli burocratici che
impediscono alle Pmi di partecipare alle ricerca Ue sulle nuove tecnologie. La
promozione di partenariati pubblico-privati, come le iniziative tecnologiche
congiunte per la nanoelettronica e i sistemi integrati finanziate per 5
miliardi di euro dalla Commissione, rappresenta una priorità per assicurare la
commercializzazione dei risultati della ricerca. La Commissione invita le altre
due istituzioni Ue a sviluppare un approccio congiunto per il finanziamento
della ricerca nell'Ue, creando cosi' un clima più favorevole verso
l'innovazione e più attrattivo nei confronti delle Pmi. Favorire l'accesso
delle imprese ai capitali di rischio e sviluppare standard per nuovi prodotti
innovativi rappresentano gli obiettivi che si intende raggiungere con le azioni
proposte dal rapporto : fra questa la riduzione delle formalità amministrative
per la partecipazione alla ricerca Ue da parte delle imprese, che in futuro
potranno avvalersi di procedure di partecipazione più semplici e più brevi.
"La ricerca europea nelle nuove tecnologie ha conquistato una posizione di
leader mondiale nelle telecomunicazioni e nei sistemi audiovisivi nonché in
settori quali le automobili intelligenti e la medicina - commenta il
commissario alla società del'informazione e ai media Viviane Reding - Tuttavia,
stiamo perdendo terreno per quanto riguarda il livello e l'intensità di
investimenti a favore della ricerca nel settore ed è un dato di fatto che non
riusciamo a commercializzare i risultati della ricerca". La Commissione
punta a tradurre la ricerca dell'Ue in crescita, posti di lavoro e
competitività. " Per questo motivo abbiamo bisogno di un approccio alla
ricerca e all'innovazione nelle TIC all'insegna del mercato unico- continua
Reding- Occorre ridurre le formalità amministrative e superare la paura del
rischio, incentivando al tempo stesso un clima politico più proattivo. Lo
abbiamo già fatto con i telefoni cellulari: oggi sono 3 miliardi i cellulari
che in tutto il mondo utilizzano lo standard europeo Gsm. Possiamo riuscirci di
nuovo". La Commissione intende stanziare oltre 9 miliardi di euro nel
programma di ricerca sulle telecomunicazioni nel periodo 2007-2013, con un
finanziamento che ammonta ad oltre il doppio di quanto stanziato fra il 2003 e
il 2006 (4 miliardi di euro). Proposte e obiettivi della Commissione Definire
procedure amministrative più rapide per le Pmi che partecipano a progetti
europei di ricerca Favorire l'accesso delle imprese ai capitali di rischio
Sviluppare standard per nuovi prodotti innovativi Dotazione finanziaria del
programma di ricerca sulle TIC 2007-2013 : 9 miliardi di euro Tra le proposte
della Commissione Ue: favorire l'accesso delle imprese ai capitali di rischio e
sviluppare standard per nuovi prodotti innovativi. del 13-09-2008 num.
( da "Denaro, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Soldi & Imprese
incentivi Spazio 2009: ecco i progetti Technapoli e l'agenzia Apre presentano
le agevolazioni per la ricerca Un miliardo e 430 milioni di euro stanziati
dalla Comunità Europea per l'innovazione tecnologica e la ricerca nel settore
aereo spaziale con ripartizione settennale. L'iniziativa, presentata alla
Camera di Commercio di Napoli durante il lancio del progetto organizzato
dall'Apre Agenzia per la promozione della ricerca europea dal consorzio
TechNapoli del Parco scientifico e tecnologico dell'area metropolitana di
Napoli e Caserta, e dall'Asi Agenzia Spaziale Italiana rientra nel più ampio
progetto del 7pq, settimo programma quadro per la ricerca e lo sviluppo
tecnologico, organizzato e promosso dalla Comunità europea. Fabio De Marco Al
lancio del progetto, presso la Camera di Commercio di Napoli, organizzato dall'
Asi, dall'Apre e dal consorzio TechNapoli, intervengono esponenti delle
istituzioni, della ricerca, della formazione e dell'imprenditoria campana,
nazionale ed europea, al fine di dare una struttura ed un' organizzazione
integrata e coordinata per sfruttare al meglio i fondi stanziati. Presenti al
convegno il presidente di TechNapoli, Luigi Iavarone, l'assessore alla ricerca
della Regione Campania, Nicola Mazzocca; Francesco Capobianco, assessore alle
Attività Economiche della Provincia di Caserta, il direttore dell'Apre -
Diassina Di Maggio, e Marco Pascucci, delegato nazionale settimo programma
quadro, tema spazio, e il presidente del Carn Campania Aereospace network -
Luigi Carrino. Ad introdurre la presentazione del progetto il presidente di
TechNapoli, Iavarone: "Con lo stanziamento di questi fondi abbiamo la
possibilità di misurare la validità dei nostri progetti in un contesto
internazionale. Per aggiudicarsi una quota dei finanziamenti messi a
disposizione dalla Comunità europea, sarà fondamentale la collaborazione di
istituti bancari che sostengano il restante 50 per cento non finanziato dal
progetto, e un sostegno delle istituzioni con manovre che
snelliscano la pesante burocrazia nostrana." Sottolineando l'importanza dell'evento
interviene l'assessore Regionale Mazzocca: "Ci è offerta la possibilità di
candidare la nostra regione a distretto industriale europeo, dando un netto taglio
con il passato attraverso una forte presenza delle nostre imprese a livelli di
qualità e specializzazione internazionali." Mettendo in evidenza le
attuali carenze del sistema economico campano prende la parola l'Assessore
Provinciale Capobianco: "Bisogna rispondere prontamente all'esigenza di
modernizzazione delle imprese. Attualmente la Campania è in ritardo sia nelle
politiche di settorializzazione sia nella valorizzazione dei marchi."
Individua delle possibili soluzioni alle problematiche esposte da Capobianco,
il Presidente Diassina Di Maggio: "La nostra attenzione va focalizzata
nella ricerca del triangolo virtuoso, ovvero la collaborazione tra i settori
della ricerca, delle istituzioni e della finanza." Smorza un po'
l'entusiasmo generale per il progetto il Professor Pascucci precisando: "I
fondi stanziati per i prossimi sette anni sono notevoli, ma nel bando attuale
si tratta di 50 milioni totali e noi puntiamo ad ottenere al più il solo 10 per
cento." Rilancia con entusiasmo il Presidente del Carn, Luigi Carrino:
" Dobbiamo profondere grande impegno per utilizzare al meglio questa
grande possibilità dataci dall'Europa, concentrandoci sulla necessità di una
politica di sviluppo integrata e sulla costituzione di grandi strutture di
ricerca, frutto di politiche di aggregazione e coesione per essere competitivi
nel mercato globale." I numeri Progetti presentati 12 Progetti approvati 4
Finanziamenti Richiesti 37,6 milioni Finanziamenti Stanziati 18,3 milioni Sono
dodici i progetti presentati all'interno di Spazio 2009 del 13-09-2008 num.
( da "Denaro, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Campania
Burocrazia soffocante, Mezzogiorno al palo Esperti a dibattito sul tema
"Città e territorio nella competizione globale" Incapacità di
scegliere ma soprattutto di decidere e realizzare in tempi brevi progetti
attrattivi di capitali internazionali. Incapacità di spesa e farraginosità burocratiche e
istituzionali, questi i limiti di Napoli: tanti cantieri, ma solo per allargare
marciapiedi. Una battuta che sintetizza bene il seminario del Premio Sele d'Oro
Mezzogiorno sul tema "Città e territorio nella competizione globale".
Dagli interventi emerge come le incertezze e la mancanza di politiche
finalizzate all'attrazione degli investimenti frenino non solo Napoli, ma
l'intero Mezzogiorno. Il dibattito ha offerto lo spunto per un confrono tra il
capoluogo campano e Berlino, tra gli ospiti del premio, infatti c'è Hans
Stimman, l'architetto che ha ripensato e ricostruito la capitale edesca. Napoli
è la metafora dei problemi del Sud, una città che storicamente è stata una
grande capitale europea, che nel nuovo scenario globale non riesce a decollare,
né ad avere un mercato attrattivo per nuovi investimenti. Criticità di Napoli e
del Sud e soluzioni sono state al centro del dibattito del secondo seminario in
programma per la XXIV edizione del Premio Sele d'Oro Mezzogiorno, dal titolo
Città e territorio nella competizione globale. Tra gli ospiti anche una
personalità di valore internazionale, come Hans Stimmann, che riceve oggi il
premio speciale Sele d'Oro 2008, come riconoscimento della sua attività di
Direttore dell'Ufficio per lo sviluppo urbano di Berlino. "Se guardiamo
agli indicatori, il successo e la competitività di una città - dice Massimo
Marrelli, ordinario di Scienze delle Finanze all'Università Fdereico II -
dipendono da quattro elementi: struttura economica, risorse umane, dotazioni
del territorio e contesto istituzionale. In un paese dove ci sono 100 mila
leggi, il punto centrale è la semplificazione istituzionale, lo snellimento
delle procedure, altrimenti gli investimenti esteri non arriveranno mai".
Confrontando Napoli e Berlino, infatti, il docente rileva come le due città
abbiano vissuto la medesima deindustrializzaione. Punto ulteriore è la visione
della città: "per essere attrattiva" rileva l'urbanista Fabrizio
Mangoni, "bisogna che possa rispondere tre domande: che cosa può fare un
investitore, in quanto tempo e con chi", e soprattutto, aggiunge,
"occorre una nuova visione di città cooperativa, dove possa realizzarsi un
vero scambio tra gli individui e le intelligenze". L'urbanista, poi, pone
l'accento sul grave problema dei ritardi delle procedure e delle concessioni
edilizie, a fronte di una domanda esponenziale di immobili, che la malavita
"potrebbe intercettare". I ritardi nell'implementazione delle misure
decise, quindi delle politiche del territorio, sono realtà emblematiche, come
spiega Marrelli, "a Napoli si impiegano mediamente un anno e otto mesi,
nei Paesi Ocse, bastano solo otto mesi". "A differenza di Berlino, a
Napoli il Governo non ha affatto investito", sostiene l'architetto Giovanni
Cafiero, che ha rilanciato la proposta di Svimez, "di un cambiamento
istituzionale attraverso l'autorità metropolitana". La questione, però non
interessa soltanto la città capoluogo, ma tutto il territorio campano. Come fa
notare Giuseppe Soriero, presidente dell'Associazione "Il Campo",
"Napoli deve essere riconsiderata come una delle grandi capitali europee,
ma tutto il Sud soffre pesantemente di una grave carenza d'integrazione
territoriale". In conclusione, i suggerimenti di Hans Stimmann per il rilancio
del capoluogo campano, "Napoli deve rimodulare i suoi spazi, crearne di
vuoti per riempirli con arte, cultura e attrazioni per i giovani. Il Governo
centrale - conclude Stimmann - dovrebbe intervenire sulla rete
infrastrutturale, in particolare sulle reti ferroviarie. Inoltre si colpiti dal
fatto che su tre aeroporti, nessuno sia internazionale". ELE. TED. del
13-09-2008 num.
( da "Denaro, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Napoli ricerca
Bio-tech, copiate il Nord Carolina Esperti Usa ospiti del console Thrun: Dalla
crisi al boom, noi abbiamo fatto così Ospite del console americano a Napoli
Patrick Thrun, una delegazione del Dipartimento del commercio statunitense
(Paul Corson, Lynn Costa) e dell'Università della Carolina del Nord (Leslie
Alexandre) ha avuto modo di approfondire la conoscenza del sistema campano
della ricerca al quale propone di adottare la formula che ha trasformato il North
Carolina da stato povero, con un indice della disoccupazione doppio rispetto
alla media federale, in uno stato ricco. Il segreto è stato puntare con
decisione e perseveranza sul settore delle biotecnologie orientando tutte le
scelte fondamentali del paese in quella direzione. I risultati non si sono
fatti attendere. L'intervista che segue è il frutto di una conversazione
collettiva alla quale ha preso parte anche Zaira Burlo di Finmeccanica. alfonso
ruffo Che relazione c'è tra il progetto per lo sviluppo economico della
Carolina del Nord e quello molto caro all'ambasciatore statunitense in Italia,
Ronald Spogli, denominato Partnership for Growth? Il primo è parte del secondo.
L'intenzione è trasferire la cultura dell'innovazione, e di un ambiente che la
sostenga, perchè diventi in Italia patrimonio del Mezzogiorno dove ci sono
enormi possibilità di miglioramento Che cosa vi ha fatto decidere di puntare a
Sud per la vostra missione? A Napoli, in Campania, in tutte le regioni
meridionali, ci sono incredibili talenti nelle università e nei centri di
ricerca. Ma occorre potenziare il rapporto con il mondo delle imprese e mettere
a frutto i risultati del lavoro. Che parte ha, da voi, il sistema universitario
nella capacità di creare ricchezza? Una parte centrale, soprattutto nella fase
delicata del trasferimento tecnologico che viene assistita da un robusto
sistema finanziario. Quanto robusto? Venti anni fa in tutto lo stato della
Carolina del Nord operava una sola società di venture capital. Ora i venture
capitalist sono venticinque; dieci nel solo comparto della ricerca tecnologica.
E' diffuso il fenomeno dei business angels? Molto. Siamo davvero fortunati ad
avere tanti soggetti impegnati a sviluppare idee e applicazioni
imprenditoriali. Come nasce la decisione di puntare sulle biotecnologie? La
Carolina del Nord aveva un sistema industriale vecchio, non più competitivo.
Obiettivo comune è stato scegliere un settore rivolto al futuro e dotarlo di
tutti gli strumenti capitali, ricerca, modello di rapporto con le imprese in
grado di assicurare il successo. E' stato sufficiente? Naturalmente il processo
ha determinato la nascita di una formidabile rete di fornitori anche nel campo
delle professioni. L'intera comunità ha risposto alla sfida. Che ruolo ha avuto
lo Stato? All'inizio avrebbe voluto interessarsi di tutto. Poi ha capito che
non sarebbe stato possibile e ha creato un istituto indipendente che non fa
politica, non è un banchiere, non si occupa di ricerca ma garantisce che gli
altri facciano il proprio dovere. Tutto qui? La cosa più utile è assicurare un
ambiente favorevole alla crescita. In particolare, c'è grande attenzione
intorno alle regole che proteggono la proprietà intellettuale. Godono le vostre
imprese tecnologiche di un'offerta fiscale favorevole? La politica fiscale è
incentivante ma si può sempre migliorare. In più, lo stato ha sostenuto grandi
investimenti in programmi di formazione (60 milioni di dollari nella sola
industria farmaceutica) oltre che nella costruzione e nel mantenimento di
centri di eccellenza. Avete avuto modo di conoscere la realtà dei centri di
competenza campani? Purtroppo non siamo riusciti a organizzare visite sul posto
ma abbiamo incontrato alcuni tra i responsabili con l'obiettivo di avviare
rapporti di ricerca e agevolare intese commerciali. Siamo stati ben
impressionati dall'incubatore di Città della Scienza. Quanto
pesa da voi la burocrazia?
La burocrazia esiste anche
da noi. Ma abbiamo la fortuna di essere governati da persone che credono
nell'investimento tecnologico e s'impegnano direttamente a favorire il buon
esito delle iniziative. Come interviene il livello federale? Con una
legge unica sul trasferimento tecnologico che disciplina con chiarezza e
trasparenza diritti e doveri della proprietà intellettuale. Lo sviluppo
economico è compito del governo locale, dello stato ma anche dei comuni. Il
perseguimento degli obiettivi riguarda tutti i livelli. Nei vent'anni in cui si
è materializzata la crescita, c'è stata alternanza alla guida dello Stato? Sì,
certo, nella Carolina del Nord abbiamo avuto governatori democratici e
repubblicani. In entrambi i casi fortemente impegnati a promuovere la scienza e
le sue applicazioni economiche. del 13-09-2008 num.
( da "Mattino, Il (Circondario Nord)" del
13-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
FRATTAMAGGIORE.
APPELLO AL COMUNE "Mia figlia è autistica, aiutatela" ROSALBA AVITABILE
Frattamaggiore. Quando la burocrazia si ferma nell'ufficio protocollo del Comune di Frattamaggiore. È
quello che è accaduto a Rosaria Capasso e Antonio Liguori, genitori di una
bimba autistica, affetta dalla sindrome di Rett dall'età di due anni. Cosa è
accaduto? Il 15 maggio scorso la signora Capasso ha sottoscritto una richiesta
al Comune per avere un incontro con il sindaco, Francesco Russo. Nella
missiva che porta il numero di procollo numero 9375 si legge: "Visto le
condizioni fisiche di mia figlia, chiedo di poter ricevere attraverso i
responsabili dell'ufficio assistenza sociale del Comune un aiuto materiale da
parte di un operatore a domicilio". Sono trascorsi quattro mesi ma fino a
oggi nessuno ha convocato la signora Capasso per darle una risposta. Poichè a
Frattamaggiore - stando a quanto denunciano le associazioni di portatori di
handicap - c'è poca attenzione da parte delle istituzioni verso le fasce più
sfortunate, per non parlare delle barriere architettoniche che sono evidenti in
ogni angolo della città, la mamma della bimba disabile lancia ora un disperato
appello anche agli altri sindaci dell'area frattese. "Non abbiamo bisogno
di soldi ma solo di assistenza materiale a domicilio, che tra l'altro è un
diritto. Quest'estate ho dovuto autotassarmi per avere un aiuto in casa".
Il primo cittadino, Francesco Russo, spiega: "Mi dispiace per l'accaduto,
non ho mai ricevuto nessuna richiesta da parte di questa famiglia. È anche
probabile che mi sia sfuggita, ma sono disponibile a risolvere il
problema".
( da "Sicilia, La" del 13-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Segue dalla
copertina l'intervista a Ramsay Gilderdale. E come si interpreta? Chi viene a
Noto, Ragusa, Modica, Scicli ha una cultura alta, e palato raffinatissimo. Ha
tra i quaranta e i sessanta anni, e buona disponibilità economica. Ad attrarre
non è solo o tanto il mare, e neanche il barocco. E cosa, allora? Il vostro
stile di vita, slow, lento, la vostra gastronomia, la vostra luce e il vostro
clima. Mi commuove il modo in cui i miei concittadini modicani accolgono i
turisti, come un figliuol prodigo. Qual è il pregiudizio che hanno, se ne
hanno, gli inglesi nei nostri confronti? Tutti hanno visto "Il
Padrino", per loro la Sicilia è quella di quel film. Montalbano in
Inghilterra non è arrivato, perché non abbiamo doppiatori. O un film è girato
in madrelingua oppure non viene doppiato, tranne che non sia "Il
Postino" o "La vita è bella". Io spiego che qui non c'è Cosa
Nostra, e neanche una microcriminalità paragonabile, che so, a quella
napoletana. Dopo Taormina, Palermo, Agrigento, l'Etna e Ortigia, da breve tempo
negli itinerari turistici vengono inclusi anche i Comuni Unesco del Val di
Noto. Un caso a parte è Scicli. Perché? Perché Scicli è famosa da tempo, di
Scicli parlò Anthony Blunt, nel
( da "Sicilia, La" del 13-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Sentenza del
Tribunale di Ragusa Era stato querelato dal sindaco L'avv. Cardella è stato
assolto a.c.) Si è concluso nella mattinata di ieri il procedimento penale
davanti al giudice monocratico del Tribunale di Ragusa, per competenza
territoriale, con l'assoluzione dell'Avvocato Cardella finito sul banco degli
imputati con l'accusa di diffamazione a mezzo stampa. Come si ricorderà nel
2005 il legale Cardella, difeso dall'avvocato Angelo Trigona del foro di
Licata, fu querelato dall'allora sindaco Angelo Biondi a seguito di un articolo
a firma dello stesso Cardella apparso su mensile locale "La Vedetta"
dal titolo: "Io clandestino infiltrato nella burocrazia del comune di Licata".
Lo scritto riguardava e criticava l'iter seguito dall'allora sindaco Biondi,
relativa alla nomina dell'attuale avvocato assunto a tempo determinato presso
l'avvocatura comunale. L'amministrazione comunale per l'assunzione a tempo
determinato di un legale, bandì un concorso per titoli a cui parteciparono
alcuni avvocati del luogo. Il sindaco con "Intuito personam"
assunse l'avvocato Michele Burgio. "La querela del Biondi mi indusse - a
parlare è l'Avvocato Cardella - a denunciare il sindaco protempore presso la
Procura di Agrigento per l'ipotesi d'abuso d'ufficio in quanto a mio parere,
l'avvocato comunale era stato nominato in maniera illegittima. Su questa
vicenda si aspetta la chiusura dell'indagine per un eventuale rinvio a giudizio
o meno di Biondi".
( da "Stampa, La" del 13-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Quanto
si spende Dall'attrezzatura alla burocrazia Diventare
cacciatore è molto costoso. Se per il fucile si spendono dai 500 euro in sù, ma
poi la spesa si ammortizza negli anni, l'acquisto delle cartucce, dei gambali e
di altre attrezzature da rinnovare ogni anno si aggira sui 350 euro. Altri 400 euro si spendono per i
tutti i permessi necessari. Prima di imbracciare la doppietta, bisogna
presentare una domanda alla Provincia (i moduli sono sul sito
www.provincia.cuneo.it/tutela_fauna/caccia/index.jsp) e sostenere un esame.
L'ultima sessione disponibile per quest'anno è quella fissata per il 2 ottobre.
Superata questa (e pagati 77 euro) bisogna anche pensare a rinnovare il porto
d'armi in Questura a Cuneo. Qui la tassa governativa è di 176 euro, a cui si
aggiungono altri balzelli vari per l'assicurazione, le tessere di adesione alle
associazioni di cacciatori, i contributi da versare al proprio ambito
territoriale di caccia per la gestione corrente e la creazione dei fondi
necessari a pagare i danni (nel caso si scelga la caccia agli ungulati, così
come i cinghiali).
( da "Stampa, La" del 13-09-2008)
Pubblicato anche in: (Stampa, La)
Argomenti: Burocrazia
COGGIOLA. POLEMICA Rio
Camera, lavori mai finiti L'impresa appare poi sparisce [FIRMA]MATTEO PRIA
COGGIOLA Continua la telenovela sul rio Camera. L'opera è terminata per il 90
per cento, ma l'impresa appaltatrice e la burocrazia tengono sotto scacco
l'amministrazione comunale. Alcuni mesi fa la ditta era sparita senza dare più
notizie, poi all'improvviso era tornata a farsi viva dicendo di voler terminare
l'intervento, mentre ora nuovamente ha fatto marcia indietro decidendo di
rinunciare all'incarico. Un comportamento che continua a vincolare
l'amministrazione comunale al contratto d'appalto. La questione del rio Camera
era stata sollevata durante l'ultimo consiglio comunale dal gruppo di
opposizione "Coggiola domani" che aveva evidenziato le difficoltà. Il
sindaco Gianluca Foglia Barbisin spiega l'evoluzione della situazione:
"Era mesi che l'azienda non si faceva sentire e come amministrazione ci
eravamo già interessati al problema: eravamo riusciti a incontrare un loro
rappresentante, ma non avevamo ricevuto risposte alle nostre domande. Come
amministrazione avevamo avviato le procedure per sollevare l'azienda
dall'incarico. E' stata una sorpresa quando si è ripresentata appena qualche
giorno prima che si concludesse la procedura. Un loro rappresentante si era
nuovamente fatto vivo e aveva assicurato che i lavori sarebbero ripresi:
addirittura c'è stato un sopralluogo nel cantiere per capire come procedere,
invece ora registriamo l'ennesima retromarcia". I lavori sono praticamente
chiusi, come conferma il primo cittadino: "Manca veramente poco a
terminare i lavori. Al 90% il cantiere è finito da un anno, mancano i dettagli
come le ringhiere o altre cose di completamento, per fortuna l'opera principale
è in funzione, ma serve comunque ancora l'asfaltatura: il cantiere non può rimanere
aperto all'infinito". Ora però davanti alla rinuncia dell'impresa i lavori
dovranno essere nuovamente appaltati e il tutto potrebbe andare per le lunghe
seguendo il normale iter burocratico. "Siamo in attesa che ci diano una
risposta definitiva - conclude Foglia Barbisin - e successivamente decideremo
come agire". Se il contratto dovesse sciogliersi il Comune dovrà
riappaltare gli ultimi interventi e quindi la fine dei lavori dovrebbe essere
fissato per il prossimo anno.
( da "Alto Adige" del 14-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Pietro Marangoni
"Il modello SÜdtirol esempio per tutti" Il sottosegretario Martini
rassicura Durnwalder su eurotunnel e autonomia BOLZANO. Sarà stato a causa del
clima di stagnazione congiunturale che anche l'Alto Adige sta vivendo, sarà
stato a causa dell'effetto elezioni provinciali alle porte, sta di fatto che
ieri in occasione dell'inaugurazione ufficiale dell'edizione numero 61 della
Fiera d'Autunno di economia si è parlato ben poco. Si è preferito parlare di
politica. Ci si è interrogati, infatti, sugli scenari futuri di una ricca
autonomia inserita in un sistema Paese che sta voltando pagina. La presenza del
sottosegretario leghista Francesca Martini è stata l'occasione per esibire
eleganti "passi di valzer". Francesca Martini, sottosegretario al
lavoro, salute e politiche sociali che è arrivata a Bolzano per tenere a
battesimo la Fiera d'Autunno, è stata accolta - dalla non folta, ma
attentissima platea che ha seguito la cerimonia inaugurale - come una autentica
star. Non sono mancati gli applausi scroscianti. Non solo perchè la Martini,
già ex assessore regionale alla sanità della Regione Veneto, ha affascinato con
la sua eleganza e i suoi modi raffinati, ma perché ha sciorinato un lungo
intervento in un buon tedesco "in nome del rispetto della popolazione
locale", perché ha esordito affermando che "la Fiera d'Autunno è la vetrina
di un modello di economia vincente", perchè non ha mai pronunciato la
parola Alto Adige preferendo solo la dizione SÜdtirol, perché ha valorizzato il
"modello sudtirolese" (nelle sue varie declinazioni dal sociale
all'ambientale) come esempio da seguire anche a livello nazionale, perchè ha
salutato "con piacere" gli amici parlamentari della Svp presenti in
sala, perché ha promesso di "appoggiare completamente le vostre
richieste" (rassicurando così subito il presidente Durnwalder che le aveva
sottoposto una lunga serie di interrogativi). Un idillio tra sala e inviata del
governo che ha rasserenato molti dei presenti (essenzialmente vip di lingua
tedesca), che ha fatto brillare (e non solo per il suo top di paliettes
argentate) il sorriso della capolista della Lega SÜdtirol Elena Artioli e ha
fatto dimenticare - almeno per una mattinata - i problemi di un'economia
territoriale sempre più dipendente da una fondamentale manodopera
d'importazione, soffocata da una macchina burocratica "pesante" e
alle prese con problemi di produttività di aziende che se non trovano nuovi
sbocchi di mercato soffronto della sindrome di Nettuno. Quella dell'acqua alla
gola. Soddisfatto quindi il presidente Durnwalder che ha trovato indirette
risposte alle sue appena espresse preoccupazioni: "Non certo il governo,
ma qualcuno del governo - aveva infatti affermato con preoccupatzione
Durnwalder rivolgendosi alla sottosegretario Martini - vuole crearci incertezze
e per questo chiediamo di poter aver risposte. Non vogliamo aver altro che la
sicurezza che la nostra autonomia non verrà toccata. Siamo anche noi pienamente
d'accordo di collaborare al federalismo fiscale e vogliamo
partecipare alla raccolta delle risorse per garantire una distribuzione equa
così come riteniamo che la burocrazia sia un aggravio per la nostra autonomia. Tuttavia vogliamo avere
gli strumenti per poter collaborare sempre più con Nord e Sud, per poter avere
i giusti collegamenti per garantire i finanziamenti per l'eurotunnel e per
assumere nuove competenze". Un finale tutto applausi e sorrisi. E
un brindisi beneaugurante al GewÜrztraminer ha quindi "inaugurato"
ufficialmente la Fiera d'Autunno augurando all'economia locale successo e
benessere.
( da "Corriere delle Alpi" del 14-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
FELTRE. Sarà
l'urbanistica a dominare nel consiglio comunale in programma domani sera.
L'assemblea si dovrà occupare dei Piani degli interventi che riguardano Arson e
più precisamente l'ampliamento della casa soggiorno di proprietà di Augusto
Marchioro e la realizzazione del nuovo osservatorio astronomico con annesso
planetario nella zona tra il cimitero frazionale e il centro. Opere importanti,
delle quali ha già discusso il forum, che approdano in consiglio per l'adozione
dopo essere stati esaminati dalla commissione urbanistica. In particolare,
l'associazione Rheticus chiede con insistenza una sede per le osservazioni
della volta celeste. C'è poi il secondo punto all'ordine del giorno nel quale
il vincolo posto dal Ministero sulla città di Feltre torna d'attualità. E' il
capogruppo consiliare della Lega, Nunzio Gorza, ad averlo redatto. Quest'anno
il vincolo compie dieci anni. Un tempo sufficiente per Gorza per stabilire
"che non si è dimostrato uno strumento di tutela del territorio, come
avrebbe suggerito il buon senso e come pensato dall'immaginario collettivo, ma
si è rivelato solo un inutile ostacolo che ha incrementato la burocrazia e messo in difficoltà il
privato cittadino". Puntando "alla cultura federalista dell'attuale
esecutivo", Gorza chiede "al governo italiano di decretare
l'immediata abolizione del vincolo paesaggistico in vigore sul comune di
Feltre, di inoltrare l'ordine del giorno ai parlamentari della provincia di
Belluno affinché si attivino a sostenere la presente richiesta e ad esercitare
gli adempimenti necessari ad attuarla e di inviare il documento al Presidente
della commissione parlamentare e al Ministro competente, ai Presidenti di
camera e senato e al Presidente del consiglio. (r.c.).
( da "Corriere delle Alpi" del 14-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Salvate
Mondeval" Il professor Menicucci lancia l'allarme "Su quel sito anche
mucche al pascolo" Dell'incuria i giornali hanno spesso parlato Ma nulla è
successo SAN VITO. "Ignoti vandali", ha affermato il professor Italo
Menicucci, dell'Università di Ferrara, "hanno divelto una parte dello
steccato che era stato messo dai nostri ricercatori per salvare il sito di
Mondeval de Sora. Salgo regolarmente al grande masso dove è stata trovata la
sepoltura dell'Uomo di Mondeval, e quest'anno l'ho trovato piuttosto degradato.
Un abitante di Selva, che non sapeva niente di questi ultimi danni", ha
aggiunto il professore, "mi ha confermato però la diminuzione d'interesse
da parte dei responsabili del sito, che sembra sia stato visitato durante
l'estate anche da alcune mucche al pascolo". "Personalmente non sono
un archeologo e neppure uno studioso di storia", aggiunge il docente,
"ma ritengo inammissibile che un sito così importante, sia lasciato in
balia degli eventi, senza una minima sorveglianza che serva a salvaguardare un
sito così importante". La denuncia del docente ferrarese è stata fatta la
settimana scorsa a Tai, durante la presentazione di un libro ambientato a passo
Giau, suscitando nei presenti una unanime riprovazione. Dello scarso interesse
dei responsabili dell'archeologia bellunese (e veneta più in generale) verso
l'Uomo di Mondeval hanno parlato più volte i giornali per lunghi mesi. I vari
mezzi di informazione ne ha scritto specialmente per evidenziare i tempi
largamente più lunghi del previsto per l'apertura del museo comunale di Selva
di Cadore. La struttura doveva essere inaugurata durante le scorse festività
natalizie, insieme al DVD che ne raccontava la storia. Invece, per motivi
prevalentemente finanziari, la sua apertura è stata posticipata al 2009, con
grande danno per il turismo della Val Fiorentina e di Selva in particolare (ma
anche della zona di San Vito, seppur solo di riflesso). Ma perché è tanto
importante l'Uomo di Mondeval? Una quindicina di anni fa, era il
( da "Secolo XIX, Il" del 14-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
"non mandomia
figliaa scuola" la protesta di un genovese costretto a iscrivere le
bambine in due istituti diversi daniele grillo Genova. Miriam ha sei anni, e a
scuola, domani, probabilmente non ci andrà. Ha preparato la cartella, i quaderni,
le matite colorate. Nell'inconsapevolezza della sua età non gliene importa
nulla del maestro unico, del ritorno al grembiulino e del voto in condotta.
Paolo, il suo papà, come ogni anno scolastico porterà l'altra figlia Eleonora,
più grande di un paio di anni, nella scuola dove ha iniziato la sua carriera di
alunna. Poi, "col cuore deluso", andrà dai carabinieri per
autodenunciarsi: sua figlia minore, quest'anno, non frequenterà la scuola
dell'obbligo. "Non posso fare altrimenti - racconta - ho solo chiesto che
le mie due bambine fossero inserite nella stessa scuola elementare. Non sono
stato accontentato, e io una delle due ad aspettare da sola il mio arrivo ogni
giorno dell'anno non ce la lascio. Non manderò la più piccola a scuola, poi
andrò a denunciarmi". Genova, direzione didattica di Quarto, scuole
primarie "Fabrizi" e "Palli". Tra le strade che ospitano le
due scuole, via Fabrizi e via Vecchi, non si può dire che ci siano distanze
impercorribili. Ma quotidianamente, con un'attività in proprio sulle spalle e
la necessità di far quadrare orari di ingresso esattamente coincidenti, ciò che
agli occhi di chiunque potrebbe sembrare una sciocchezza diventa una vera e
propria impresa. Di qui la scelta di non provare neppure a sostenerla. La
provocazione di Paolo Olcese, che ha scritto una e-mail al Secolo XIX
annunciando la sua intenzione di non portare la figlia a scuola, nasce da due
motivi: la burocrazia e il regolamento dell'istituto. Il regolamento dà diritto di
precedenza, in sede di iscrizione, ai bambini di quelle famiglie che risiedono
più vicine all'edificio scolastico di riferimento. "Per i fratelli di
bambini già iscritti non esiste alcun vantaggio - sostiene - ho scongiurato il
direttore della scuola di semplificarmi la vita. Non c'è stato verso.
Così Miriam è stata iscritta alla Palli, mentre Eleonora continuerà ad andare
alla Fabrizi". Ma una delle due, è la minaccia messa nero su bianco,
rimarrà a casa. segue >> 10 14/09/2008.
( da "Arena, L'" del 14-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
IL GIALLO. Le
reazioni dopo il ritrovamento in Colombia dei presunti resti del giovane di
Zevio scomparso 10 anni fa "Vittima di una guerra alla quale era
estraneo" di Piero Taddei La famiglia Micheletti sapeva già da febbraio
che in Colombia erano stati dissepolti resti umani che potevano essere quelli
del congiunto Marco, il giovane che per amore di Ana Maria, incontrata durante
una vacanza, era tornato nel Paese sudamericano per coronare il suo sogno:
sposare la ragazza e impiantare un'azienda agricola. Ma la
grande distanza tra Zevio e la Sierra Nevada e la burocrazia hanno reso più lenta l'ufficialità della macabra scoperta da
parte del governo di Bogotà, che ha comunicato il ritrovamento ai parenti solo
il 15 agosto scorso. Prima, grazie agli accertamenti sull'apparato dentario,
era stata appurata l'identità dei resti dei due amici colombiani con cui Marco
era stato visto per l'ultima volta - si tratta di Eduardo Andrés Delgado
Torres e di Josè Carlos Hidalgo Brena, fratello della fidanzata di Micheletti -
ammazzati da paramilitari che si presume abbiano fatto lo stesso con il giovane
di Zevio. All'epoca i rapimenti a scopo estorsivo per finanziare il mercato
delle armi erano il pane quotidiano in Colombia. La famiglia, la mamma Agnese,
il papà Alessio e i fratelli Paolo, Maria Grazia e Roberto, tuttavia, non si
arrende all'ipotesi che il ragazzo, scomparso nel giugno del
( da "Unita, L'" del 14-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Oggi cresce
una cultura d'impresa che rompe con l'illegalità" di Ninni Andriolo
inviato a Ragusa "Una quindicina di anni fa in Sicilia c'era un'imprenditoria
molto elitaria. Chi era iscritto a Confindustria pensava di appartenere
all'antico circolo dei nobili. Oggi è diverso. È emersa una realtà consapevole
della propria funzione sociale, convinta che senza legalità non c'è
sviluppo". Andrea Vecchio, 69 anni oggi, guida l'Associazione dei
costruttori edili catanesi ed è uno dei simboli della Sicilia che si oppone al
racket. Lo incontriamo a Catania per capire meglio i cambiamenti che maturano
nell'imprenditoria dell'isola. Da lì poi raggiungeremo Ragusa e l'azienda di
Giorgio Cappello, un trentottenne che presiede l'Associazione regionale dei
giovani imprenditori. Vecchio e Cappello, due generazioni distanti e diverse,
condividono "senza tentennamenti" la linea tracciata da Ivan Lo Bello
e dai "quarantenni" della squadra che guida Confindustria Sicilia:
espulsione degli iscritti che pagano il pizzo e di coloro che colludono con la
mafia. "Negli ultimi anni le imprese sono state "occupate" da un
ceto medio che man mano è cresciuto - spiega Vecchio - Operai e impiegati della
prima generazione, che si erano fatti le ossa come piccoli imprenditori, hanno
investito sulla formazione dei figli, li hanno fatti studiare anche all'estero
e, alla fine, li hanno impegnati nelle proprie aziende. È maturata così una
cultura d'impresa che rompe con l'illegalità del passato. Una vera e propria
democratizzazione, la casta dei privilegiati di un tempo oggi non c'è
più". Incontriamo il presidente nella sede provinciale dell'Ance. Varcando
la soglia del suo ufficio speriamo di sfuggire allo scirocco che tormenta la
città, ma invano. "Le dispiace se spegniamo l'aria condizionata?",
esordisce Vecchio, sicuro che non oseremo opporci. E, infatti, pagheremo la
cortesia che mostriamo con il martirio di una lunga ora di afa. La stessa che,
al contrario, lascia del tutto indifferente il nostro interlocutore. Le pareti
della presidenza sono zeppe di manifesti dell'ultima campagna pubblicitaria
contro le morti bianche: "vietato rischiare la vita sul posto di
lavoro". Vecchio ci indica due sagome di cartone che raffigurano operai
che precipitano da un'impalcatura. "Le abbiamo istallate sui ponteggi dei
cantieri edili, una provocazione per sollecitare attenzione maggiore ai temi
della sicurezza. La gente non può continuare a morire per portare a casa un
salario". Qualche giorno fa questo energico settantenne che ci racconta
con ironia la sua storia di imprenditore anti racket, ha indossato una
maglietta verde e ha partecipato all'iniziativa contro la mafia promossa dal
Teatro Bellini della città: mille ballerini in piazza contro la criminalità
organizzata. La prima volta gli chiesero il pizzo nell'82, quando la sua
impresa era appena nata. I tentativi di estorsione, poi, si moltiplicarono.
Vecchio li ha sempre rispediti al mittente e regolarmente denunciati.
Nell'estate del 2007 quattro attentati gli danneggiarono gravemente i cantieri,
uno al giorno, dal 27 e il 31 agosto. "Un conoscente che fa il mio stesso
mestiere, pochi giorni dopo quegli episodi, mi bloccò per strada e mi chiese conto
delle mie denunce pubbliche - ricorda il costruttore - "ma cosa ti
succede?", apostrofò, "con cinque o diecimila euro avresti sistemato
tutto, invece hai fatto succedere questo pandemonio". È questo
l'atteggiamento di molti, una quasi assuefazione.". Al contrario "dei
campioni di una vecchia mentalità imprenditoriale dura a morire", le nuove
generazioni delle quali parla il presidente dell'Ance Catania "avvertono
un bisogno di associarsi che ricorda quello dell'antica classe operaia".
La sua impresa conta duecento dipendenti e una ventina di cantieri sparsi per
la Sicilia. "I miei tre figli hanno studiato a Catania - racconta Vecchio
- Poi si sono perfezionati all'estero e hanno lavorato in altre imprese. Il
figlio dell'imprenditore non può entrare nell'azienda di famiglia appena
laureato, perché viene considerato da tutti come una recluta alla quale
affidare le fotocopie. Perde l'autorità e il prestigio indispensabili per
prendere in mano le redini". A Catania sono pochissimi gli operatori
economici che denunciano il racket. E in questi giorni una dura polemica oppone
Vecchio ai vertici di Confindustria etnea, gli stessi che contestano la
gestione Lo Bello e che hanno fatto balenare, addirittura, la possibilità di
deferire il presidente dell'Ance ai probiviri. "La richiesta di pizzo
squilibra l'impresa e l'imprenditore - spiega Vecchio - Se una persona ha
carattere reagisce e non si piega, se è debole si impaurisce e va a cercare
l'amico. Se questo è onesto lo accompagna dalle forze dell'ordine, gli sta vicino
moralmente ed evita che cada nel tranello. Se l'amico, al contrario, ha già
ceduto per conto suo al racket, gli consiglia di rivolgersi a chi, con poche
migliaia di euro, sistema la cosa. Due mesi dopo, però, gli esattori si
ripresentano e così si entra nella spirale...". La stessa che vuole
spezzare la Confindustria di Lo Bello con il codice etico anti estorsioni che
suscita consensi, ma anche resistenze imprenditoriali più o meno sotterranee. I
"quarantenni" del nuovo gruppo dirigente confindustriale siciliano?
Vecchio li considera "boccioli" nati dalla sua pianta. "In
Sicilia bisogna fare spazio alle nuove generazioni - insiste - la classe
dirigente di quest'isola è ormai superata...". Con in tasca le frasi del
presidente annotate con puntiglio lasciamo la sede dell'Ance etnea e
imbocchiamo la Catania-Ragusa per raggiungere il leader dei giovani industriali
siciliani. Giorgio Cappello, 38 anni, è il presidente del Consiglio di
amministrazione di un'impresa che si occupa di trattamenti superficiali dei
metalli e di verniciature industriali su profilati in alluminio. Un centinaio
di dipendenti nelle tre aziende di famiglia, dove lavorano anche il fratello
Giovanni e la sorella Ivana. "Mio padre Giuseppe era un artigiano -
racconta Cappello - Finiti gli studi al tecnico industriale di Modica, lasciò
Giarratana, un paesino dei monti Iblei di 3500 abitanti, e partì per Milano
dove trovò lavoro in una fabbrica. Era figlio unico e per farlo ritornare in
Sicilia i miei nonni misero in vendita alcuni terreni, mucche e pecore. Con
quei soldi comprarono un'incudine, una saldatrice e un tornio, poi sistemarono
un locale di
( da "Eco di Bergamo, L'" del 14-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
La delegazione del
Comune alla Ciudad de los ninos Il sindaco: ci impegniamo a riunire le vostre
famiglie dall'inviato Elena Catalfamo COCHABAMBA In una stanzetta un po'
discosta dall'aula magna dell'Università Mayor di San Simon, mentre si celebra
uno degli atti più importanti del gemellaggio tra Bergamo e Cochabamba, il
console onorario di Bolivia a Bergamo, Giuseppe Crippa, e l'assessore alle
Politiche sociali del Comune, Elena Carnevali, se ne stanno davanti a una
cholita con un grembiule blu e un golf di cotone bianco. La campesina sarà alta
un metro e poco più, curva, i capelli grigi, si stringe la borsa di jeans al
petto quasi a farsi coraggio. Suo figlio, un giovane di 29 anni giunto in
Italia per lavorare, è morto in un incidente stradale a Bagnatica. Il console
si è fatto in quattro per cercare di avere almeno i soldi dell'assicurazione di
quello scontro costato la vita a uno dei 17 mila boliviani presenti nella
nostra provincia, la maggior parte senza documenti. Consegna alla madre la
busta e le parole escono piano, poca cosa una busta di denaro per una donna che
ha perso il figlio in quella città così lontana e sconosciuta. Le lacrime
sgorgano e le parole si bloccano quando chiede di fare giustizia e ascolta il
console che racconta di quanto quel ragazzo si fosse prodigato per i suoi
connazionali immigrati. Poi si torna nell'aula magna portando nel cuore
un'altra di queste storie di vita divise tra Bergamo e Cochabamba, vissuti che
raccontano di affetti lontani, per i quali non si riesce a condividere la gioia
di una nascita e neppure riabbracciare un figlio. Sono una ventina i famigliari
di boliviani a Bergamo che hanno voluto incontrare la delegazione bergamasca
guidata dal sindaco Roberto Bruni a Cochabamba per firmare il protocollo del
gemellaggio tra le due città. Si alzano in piedi e con tono rispettoso
raccontano di sorelle, ma anche di madri, di figlie, che vivono lontane lontane.
La storia della migrazione da Cochabamba a Bergamo è quasi tutta al femminile,
donne che lavorano con gli anziani o come domestiche, madri che hanno affidato
i loro figli ai nonni o agli zii, ma anche a un vicino di casa, prima di
partire. Storie di famiglie disgregate, separate dall'oceano, e dalla speranza
di trovare opportunità di lavoro che in Patria non ci sono. "Vogliamo
guardare soprattutto a queste famiglie e cercare di contribuire per quanto
possibile alla loro unità" ribadisce il sindaco Bruni a proposito del
gemellaggio che ha assunto da subito una forte connotazione sociale. E le
direzioni sono due, spiegano l'assessore Carnevali e il console Crippa. Da una parte snellire la burocrazia di anagrafe ? ricongiungimenti e riconoscimenti dei titoli di
studio ? e dall'altra vincere la disgregazione familiare spiegano in uno degli
incontri più significativi della visita a Cochabamba dell'Amministrazione
comunale. Un appuntamento vissuto subito dopo l'accoglienza alla "Ciudad
de los ninos", fondata da padre Antonio Berta, e al Centro
educativo ricreativo del Ticti Norte del bergamasco Massimo Casari, alcune
delle opere realizzate dai bergamaschi in Bolivia. "La maggior parte degli
orfani che ospitiamo alla Ciudad e degli studenti che frequentano le nostre
scuole ? spiega Luciano Invernizzi, direttore della Ciudad ? hanno almeno un
genitore che vive all'estero: negli Usa, in Argentina, ma anche in Spagna e
Italia. I bambini vengono affidati nei casi più fortunati ai nonni, agli zii,
ma anche ai fratelli maggiori e ai vicini. Alcuni bambini non ricordano neppure
come è la mamma. Altri vengono abbandonati dai parenti cui sono stati affidati
se la situazione economica peggiora. Ormai rappresentano la casistica più
frequente". E alla Ciudad le accoglienze aumentano di giorno in giorno,
ormai sono un migliaio gli studenti, 160 residenti, e gli altri suddivisi dalla
materna alla scuola tecnica superiore. Al Ticti Norte, uno dei quartieri più
poveri di Cochabamba, si arriva per una strada polverosa, battuta solo dai cani
randagi. In questo grande oratorio a cielo aperto, fondato da un altro
bergamasco, alza la mano una cinquantina di bambini dei 200 presenti su 500
circa che fanno il doposcuola da Massimo e Veronica Casari nel Centro educativo
ricreativo. Sono i figli dei migranti. Una decina vivono anche in Italia.
"C'è un bimbo qui che chiamano l'italiano, viveva in via San Bernardino e
ora è rientrato" spiega Massimo Casari che racconta di quel centro
costruito grazie alla solidarietà dei bergamaschi su un terreno messo a
disposizione dall'alcaldia locale. I programmi che dal gemellaggio in avanti
prenderanno corpo partiranno proprio da questi incontri e dall'analisi degli
effetti di queste famiglie vissute a distanza come hanno ribadito
all'Università Mayor di San Simon.
( da "Repubblica, La" del 14-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cronaca I tesori
antichi del mare Allarme a Filicudi, saccheggio nei fondali "Col batiscafo
depredano le navi romane" Allarme del museo archeologico e della
Sovrintendenza del mare le antiche anfore vendute a 2000-2500 euro LUIGI
BARRICA FILICUDI - Il Museo archeologico di Lipari lancia l'allarme: sub
"tombaroli" saccheggiano le navi romane e greche che costituiscono
uno dei giacimenti archeologici più preziosi del Mediterraneo, nel mare di
Filicudi. Un colpo - l'ennesimo - alla fama turistica e storica delle isole
Eolie, sulle quali già pende la minaccia dell'Unesco di revocare la qualifica
di Patrimonio dell'umanità. I fondali di Filicudi nascondono decine di
imbarcazioni che risalgono al IV-III secolo a. C., colate a picco sulle secche:
migliaia di anfore e suppellettili costituiscono un richiamo irresistibile per
i ladri di reperti, i quali, quasi indisturbati, raggiungono i 35-
( da "Messaggero, Il" del 14-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di RENATO MINORE HA
AVUTO il suo momento di gloria sul Web la lezione di quel giovane manager che
incitava all'orgoglio aziendale nel nome di Waterloo, da lui giudicata la più
grande vittoria di Napoleone. Può capitare che a un esame giornalistico ci sia
chi, interrogato su Garibaldi, se la sbrighi dicendo che "vestiva la
camicia rossa". Può capitare per un onorevole l'America sia stata scoperta
nel 1892. Storie di ordinaria ignoranza che riguarda la classe manageriale,
quella politica, certo giornalismo. Per Giovanni Floris gli esempi non
riguardano solo il decadimento della nostra classe dirigente. Sono
l'espressione di uno scadimento generale dei nostri standard educativi, in un
Paese dove il 19% dei laureati scrive a fatica due righe in italiano e non è in
grado di comprendere le indicazioni per l'uso di un'aspirina. Il dolente
pellegrinaggio di Floris è anche la mappatura fedelissima e impietosa de La
fabbrica degli ignoranti (Rizzoli), cioè la scuola e l'Università valutate per
ciò che costano e producono, per il modo con cui gestiscono le risorse. Cosa ha
dietro di sé l'ignoranza diffusa, cioè "l'incapacità di maneggiare gli
strumenti della conoscenza, della cultura, la fatica nel capire e farsi
capire"? Un esercito di docenti senza alcuna prospettiva, carriere
immobili e nessun riconoscimento del merito in una professione che è la più
itinerante, "siamo diventati tappabuchi, low cost, badanti di
studenti". Realtà di una burocrazia impazzita, con taglio di fondi e aumenti di sprechi. Dove può
accadere che a Napoli, tra 13mila dipendenti, non si riescano a trovare i due
bidelli necessari a far andare avanti una scuola. E che nel Friuli ci sia un turnover
di professori (precari) per cui in una scuola i docenti cambino ogni anno.
Il tutto in una situazione dove la mancanza di orientamento per gli studenti è
una vergogna nazionale, con intere generazioni allo sbando, in una comunità
scolastica "non selettiva, ma cinica". Essa premia i figli dei ricchi
e penalizza quelli dei poveri che magari "sono bravi, ma sono soli, senza
aiuto", senza sostegno e così a laurearsi sono i figli dei ricchi i cui
studi sono pagati dagli altri, che si perdono per strada dopo essersi iscritti.
La denunzia di Floris è davvero incalzante e intransigente, straordinariamente
ricca di "documenti" distribuiti tra l'antologia di articoli, lo
scavo intelligente sulle "sorprese" di Internet, le selezionate opinioni
di esperti sulla paralisi della scuola e le cure necessarie. E tutto converge
in una "emergenza sociale" e riguarda, attraverso il modello
dell'esperienza scolastica, il declino di convivenza civile, prassi politica,
innovazione culturale. Floris sa bene che quello sulla scuola è un investimento
a lungo termine: spendere oggi può alleggerire il presente di chi lavora nella
scuola. Ma se spendi bene, avrai i frutti tra dieci o venti anni, non puoi
incidere immediatamente. A fronte di questi grandi temi egli avanza tre proposte
"minimali". Sono la possibilità di scelta della sezione da parte
dell'alunno per "il riconoscimento del valore del singolo
insegnante". Il ripristino del voto in condotta che anticipa la riforma
della Gelmini. L'istituzione di una Carta Atena destinata ai consumi culturali
dei docenti. Piccole, provvisorie "cure" per un malato tanto grave,
gravissimo.
( da "Corriere della Sera" del 14-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Salute - data: 2008-09-14 num: - pag: 57 categoria:
REDAZIONALE Guarire insieme di Edoardo Stucchi La prima Giornata per i malati di
Sla Il 18 settembre 2006 alcuni malati di Sla (Sclerosi laterale amiotrofica)
furono protagonisti di un “sit in” a Roma, davanti al Ministero della Salute,
per sensibilizzare le istituzioni sui bisogni dei malati e per giungere,
quindi, a un'appropriata gestione della malattia e un'adeguata presa in carico
dei pazienti. Questo perché chi viene colpito dalla Sla va incontro
all'incapacità totale di movimento autonomo, comunicazione, alimentazione e
respirazione, fino all'insufficienza respiratoria terminale. A due anni di
distanza, giovedì 18 settembre, si terrà la prima Giornata nazionale della Sla,
promossa dall'Associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica, Aisla. Nei
due anni trascorsi qualche passo in avanti è stato fatto, ma molti ne restano ancora
da fare per migliorare sempre di più la qualità della vita dei malati di Sla e
dei lori familiari e per trovare al più presto, attraverso un sempre crescente
stimolo della ricerca, una terapia efficace per questa malattia. Disomogeneità
dei trattamenti assistenziali, insufficienza dell'assistenza domiciliare,
difficoltà di accesso alle sperimentazioni e ai farmaci per uso
compassionevole, per non parlare dell'eccesso di burocrazia e dei tempi lunghi per
ottenere il riconoscimento di invalidità: sono gli "ostacoli"che i
malati di Sla vorrebbero abbattere. Da domani a domenica 21 si potrà aiutare la
ricerca, inviando sms (del valore di 1 euro) o effettuando una chiamata da rete
fissa Telecom Italia (del valore di 2 euro) al numero 48589. Domenica,
quando oltre 100 volontari delle sezioni dell'Aisla allestiranno stand in circa
40 piazze italiane per distribuire materiale informativo, si potrà acquistare
una delle 6 mila bottiglie (Barbera d'Asti Docg) con un contributo minimo di 10
euro. I fondi raccolti saranno destinati a sostenere uno studio sui trattamenti
farmacologici combinati, in grado di rallentare la progressione della malattia.
A sostenere la ricerca sulla Sla contribuiscono anche altre associazioni, come
quella dei calciatori Vialli e Mauro e l'ultima nata, quella di Stefano
Borgonovo, il bomber del calcio colpito dalla malattia. L'Associazione Aisla,
via Clefi 9, Milano. Tel. 199.242466 (segreteria@aisla.it) sito internet:
www.aisla.it.
( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 14-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Entata dalla
sorellina di 5 anni. Una mamma che ha deciso di non
arrendersi davanti alla "burocrazia cieca" e tra mille difficoltà sta lottando per ottenere un
dignitoso e meno traumatico percorso d'inserimento scolastico per suo figlio,
affetto da sindrome di Dandy-Walker. E' questa la difficile storia di Simone.
ANNIBALDI a pag. 38.
( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 14-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
La
famiglia risiede a Borgo Quinzio: la madre non si arrende e lotta per avere un
posto nello stesso plesso della sorellina Storia di Simone, vittima della burocrazia Il bimbo di 3
anni affetto da una sindrome rara, in lista d'attesa per la materna.
( da "Tirreno, Il" del 14-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Guido Fiorini Aziende
senza telefono, luce e cassonetti La nuova zona industriale è nel deserto:
anche le strade sono senza nome "Siamo disperati, senza numeri civici fa
fatica anche il postino" EMPOLI. Una strada senza nome, senza numeri
civici, senza telefono, senza cassonetti per la spazzatura, senza
illuminazione. Una strada che potrebbe essere nel Sahara, o a metà percorso del
"coast to coast" negli Usa. Una strada che, invece, è nella nuova
lottizzazione del Terrafino, accanto a via Di Vittorio, in piena zona industriale.
Una zona dove le aziende sarebbero invitate ad investire ed a crescere, per far
girare l'economia. E dove quindi pensavano di trovare servizi efficienti ed un
supporto alla loro attività. Niente di tutto questo, per loro la realtà si è
rivelata ben diversa. Burocrazia, ritardi, rimpalli di
competenze, inefficienza, carte da riempire: certo è che le numerose aziende
che hanno costruito il nuovo capannone in quell'area sono all'esasperazione. La
via, da qualche settimana, è stata finalmente battezzata, si chiama "via
Vittime del fascismo". Ma anche nella vicina via "Achille
Grandi" i problemi sono stati gli stessi. In quella zona ci sono aziende
di spessore. Dalle Confezioni Gazzarrini, alla Cr, alla Cappelli, alla Dal
Conte, alla Coap Autotrasporti, alla Deltaline. Aziende che si sono spostate
investendo. Ma che da mesi combattono con problemi che sembrano cadere da un
altro mondo. O forse dal terzo mondo. "Fino a qualche tempo fa - racconta
Valeria Giacomelli, della Coap - per fare i contratti dovevamo scrivere
"prima traversa di via Di Vittorio", perché la nostra strada non
aveva neppure un nome. Adesso il nome c'è, dopo un anno di sofferenza. Ma
mancano i numeri civici. Qualcuno se l'è inventato e l'ha attaccato fuori dal
cancello, almeno il postino ci trova. Ma per mesi abbiamo perso montagne di
posta, bollette, cose importanti. Una cosa senza senso". Ma i problemi non
si fermano al nome. In tutta la zona, se non in di via Di Vittorio, non ci sono
i cassonetti per la spazzatura. Neppure uno. I rifiuti vanno portati altrove,
con sguardi poco piacevoli dei vicini. "Paghiamo regolarmente la nettezza
urbana - dicono ancora -. Ma non abbiamo dove gettare i rifiuti. Siamo al
paradosso. Eppure quando ci siamo trasferiti sono venuti subito a vedere il nuovo
capannone ed a fare i conti. Nel giro di pochi giorni li avevamo in azienda.
Abbiamo chiesto i cassonetti, ci hanno risposto: "se ne occupa un altro
ufficio". Un anno dopo non ci sono ancora". Un altro problema è
l'illuminazione. Si tratta di opere di urbanizzazione secondaria, che quindi
vengono pagate dalle aziende per costruire. E, in effetti i lampioni ci sono,
ma sono... spenti. "Li hanno accesi da poco in via Di Vittorio, per
fortuna. E quasi tutte le aziende abbiamo un po' di illuminazione privata, almeno
nei cortili. Ma la strada è buia e pericolosa. La sera c'è di tutto. Dai
ragazzi che fanno vandalismi, alle auto che si appartano. Ed è anche zona di...
incontri. Insomma, c'è di tutto. In queste condizioni lavorare è davvero
difficile". Infine il telefono. Lo stesso era successo nella prosecuzione
di via Di Vittorio: mesi e mesi di attesa. Poi la situazione si sbloccò. Adesso
le aziende di via Vittime del Fascismo sono nella stessa situazione.
"Aspettiamo da mesi il trasferimento delle linee. Ma come fa un'azienda a
lavorare senza? Non abbiamo neppure internet, siamo al collasso. Ho fatto
decine di raccomandate, telefonate, minacce. Ho fatto di tutto. Ma come possono
chiedere a noi piccoli artigiani di investire se non ci viene dato un supporto
alla nostra attività? Non abbiamo neppure i servizi essenziali".
( da "Arena.it, L'" del 14-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
IL GIALLO. Le
reazioni dopo il ritrovamento in Colombia dei presunti resti del giovane di
Zevio scomparso 10 anni fa "Vittima di una guerra alla quale era
estraneo" A casa di Marco Micheletti si sapeva della scoperta di una fossa
ma era certa l'identità di solo due corpi Piero Taddei La
famiglia Micheletti sapeva già da febbraio che in Colombia erano stati
dissepolti resti umani che potevano essere quelli del congiunto Marco, il
giovane che per amore di Ana Maria, incontrata durante una vacanza, era tornato
nel Paese sudamericano per coronare il suo sogno: sposare la ragazza e
impiantare un'azienda agricola. Ma la grande distanza tra
Zevio e la Sierra Nevada e la burocrazia hanno reso più lenta l'ufficialità della macabra scoperta da
parte del governo di Bogotà, che ha comunicato il ritrovamento ai parenti solo
il 15 agosto scorso. Prima, grazie agli accertamenti sull'apparato dentario,
era stata appurata l'identità dei resti dei due amici colombiani con cui Marco
era stato visto per l'ultima volta - si tratta di Eduardo Andrés Delgado
Torres e di Josè Carlos Hidalgo Brena, fratello della fidanzata di Micheletti -
ammazzati da paramilitari che si presume abbiano fatto lo stesso con il giovane
di Zevio. All'epoca i rapimenti a scopo estorsivo per finanziare il mercato
delle armi erano il pane quotidiano in Colombia. La famiglia, la mamma Agnese,
il papà Alessio e i fratelli Paolo, Maria Grazia e Roberto, tuttavia, non si
arrende all'ipotesi che il ragazzo, scomparso nel giugno del
( da "Sicilia, La" del 14-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Solidarietà Asili
nido "salvati" Il Comune non paga i fornitori e l'acconto stabilito
per proseguire il servizio di assistenza degli oltre 600 bambini degli asili
nido cittadini tarda ad arrivare. Così quando la sospensione dell'accoglienza e
della sussistenza dei piccoli sembrava inevitabile, un imprenditore privato che
opera nel settore della grande distribuzione, Roberto Abate Spa, ha raccolto
l'appello dell'assessore alle Politiche Scolastiche, Sebastiano Arcidiacono, e
da lunedì offrirà le derrate necessarie per non fare chiudere i battenti alle
quindici strutture comunali che ospitano i bambini dell'età di pochi mesi e
fino a tre anni. A Catania di questi tempi capita anche questo: biscotti,
yogurt, pastina, latte, parmigiano reggiano, pane bianco, uova, acqua minerale
e altro ancora, verranno portati negli asili nido come atto di liberalità e
generosità da un privato e non per via di un contratto col Comune. Gli scaffali
sono vuoti da tempo e senza questo rifornimento si sarebbe dovuto rimandare
l'apertura delle strutture fino a quando, pochi giorni si spera, la ditta
incaricata non avrà ricevuto i quindicimila euro promessi come acconto parziale
s'intende, parzialissimo rispetto al credito vantato. "Non avevamo altra
strada che appellarci alla buona volontà di un aiuto esterno - spiega
l'assessore Arcidiacono -. Per fortuna la disponibilità di Salvo Abate che
ringrazio pubblicamente ci permette di ovviare in questo modo alla gravissima
carenza. In un momento di grave difficoltà che vive la città, questa vicenda
segnala anzi come la solidarietà e la condivisione siano valori fondamentali da
collegare in sistema unitario cittadino per fronteggiare emergenze che
purtroppo di questi tempi sono tante". Lunedì gli asili nido a Catania
funzioneranno regolarmente e resta da capire come al mancato pagamento del
credito dovuto alla crisi delle casse comunali si sia potuto accumulare anche
il ritardo nella corresponsione dell'acconto stabilito con la ditta fornitrice,
visto che la carenza di derrate ammonta a diversi mesi. Comunque sia,
nonostante cattiva gestione e burocrazia sorda, il pericolo di non aprire gli asili nido sembra proprio
scongiurato, almeno per ora. "In tal modo - prosegue l'assessore alle
Politiche Scolastiche - non perderanno giornate di lavoro le operatrici
socio-assistenziali che ringrazio pubblicamente poiché nonostante senza
stipendio da parecchi mesi continuano a lavorare con serietà e abnegazione.
In attesa di tempi migliori".
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
14-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cronaca Regionale
Pagina 109 i trasporti La Sogeaal: problemi con l'Air One Operai al lavoro no
stop: scalo aperto in venti ore I trasporti. La Sogeaal: problemi con l'Air One
--> L'aeroporto di Alghero ha ripreso l'attività alle 13 di ieri dopo una
chiusura che durava dalle 17 di venerdì a causa del maltempo. Il primo decollo
è stato di un Boeing 737 di Ryan Air destinazione Francoforte. Poi arrivi e
partenze si sono susseguiti fino alla ripresa della normale attività operativa
con gli scali nazionali ed europei. È stata una lotta contro il tempo. Per
tutta la notte di venerdì e la mattinata di ieri alcune squadre di operai hanno
lavorato per ripristinare le condizioni ottimali della pista invasa da detriti
di ogni genere. Contemporaneamente la struttura Sogeaal si è dedicata
all'allestimento del check in nella zona danneggiata dall'uragano che dopo aver
sfondato una porta a vetri ha provocato lo sfondamento della volta dove si
trovano le cupole per il ricambio dell'aria. Tutto è stato fatto sotto la
stretta sorveglianza dei vigili del fuoco che hanno valutato l'esistenza delle
condizioni di sicurezza per i passeggeri. Tutto era pronto
fin dalle 12 ma la burocrazia ha fatto slittare di un'ora la piena operatività dello scalo.
"Il problema non è certamente in quell'ora di ritardo - ha detto Umberto
Borlotti, direttore della Sogeaal - ma nel disimpegno di Air One che ha
rifiutato venerdì sera di riproteggere i passeggeri di Alghero sull'aeroporto
Olbia-Costa Smeralda. Abbiamo dovuto fronteggiare la contemporanea
presenza in aeroporto di quasi 1.500 persone tenendo i bar aperti durante la
notte e rifocillando tutti. Ci sono stati vicini i vigili del fuoco e il Comune
in particolare che ha messo a disposizione i pullman per il trasporto di alcune
centinaia di persone in città". Fra i passeggeri in attesa di imbarcarsi ce
n'erano alcuni in precarie condizioni di salute. La Sogeaal li ha ospitati a
proprie spese in alcuni alberghi. Domani cominceranno le valutazioni tecniche
per accertare l'entità dei danni subiti dall'aerostazione. GIBI PUGGIONI.
( da "Arena, L'" del 15-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
GRANDI OPERE. Il
sottosegretario Alberto Giorgetti al convegno dei geometri: "Procedure
agevolate per gli enti locali" "Burocrazia più
semplice per fare le infrastrutture" di Ilaria Noro All'avanguardia e a
basso impatto ambientale. Ma soprattutto in grado di passare in breve tempo dal
progetto su carta alla fase di realizzazione. Si tratta delle infrastrutture e
delle grandi opere di cui si è fatto il punto ieri in Fiera durante il simposio
"Amministrazione e gestione del territorio: grandi opere per la
difesa del territorio", ultimo appuntamento dell'Annual Meeting della
Federazione internazionale dei Geometri, Fig, che si concluderà oggi con la
visita al cantiere del Mose, il sistema di dighe e paratoie ideato per
combattere il fenomeno dell'acqua alta a Venezia. Ad aprire la giornata di
lavori è stato Alberto Giorgetti, il veronese sottosegretario al ministero
dell'Economia, che ha legato i temi dello sviluppo delle infrastrutture a
quello del federalismo fiscale. "Andiamo verso un assetto di carattere
fiscale che terrà maggior conto dei valori realizzati sul territorio, con
rendite chiare e una maggior facilità di utilizzo dei beni. Per un'economia
meno finanziaria e più reale. Il Governo, sta agendo su più fronti per
promuovere lo sviluppo infrastrutturale che l'Italia si aspetta. Sarà prevista
una procedura agevolata per gli enti locali in modo che possano utilizzare il
patrimonio pubblico in tempi brevi e senza intralci burocratici", ha
spiegato Giorgetti aggiungendo che "occorre liberare risorse pubbliche per
realizzare le grandi opere che sono necessarie per lo sviluppo. Il tema dello
sviluppo economico è necessariamente legato al rafforzamento della rete di
infrastrutture, ma questo dipende dalle risorse pubbliche a disposizione".
"Questo convegno arriva a conclusione di un percorso lungo un anno, che ha
coinvolto professionisti non solo locali e nazionali ma anche
internazionali", ha spiegato Domenico Romanelli, presidente del collegio
scaligero che è entrato subito nel vivo della questione denunciando l'esigenza
di uscire da una situazione di completo immobilismo. "È inutile discutere
di progettazione e grandi opere, se poi di questi progetti si continua solo a
parlare", ha spiegato facendo riferimento ai grandi nodi cittadini su cui
si discute da anni ma che ancora non sono stati sciolti. "Bene i lavori
alle ex cartiere. Sono in ritardo pazzesco ma speriamo che ora si proceda
davvero". Quanto a traforo e tramvia, è ben visto il primo, mentre è
ritenuta "poco utile alla realtà veronese" la seconda. L'auspicio del
direttore è che finalmente si passi dalla teoria alla pratica. E sia aprano
finalmente i cantieri. "Non possiamo permetterci di rimanere sempre
indietro. Le amministrazioni pubbliche hanno tutti i numeri per poter gestire
le operazioni in modo efficiente, trasparente e veloce. Sono convinto, anche,
che abbiano la sensibilità necessaria, sia per le esigenze della popolazione
che per il rispetto dell'ambiente". E proprio di sviluppo nel pieno
rispetto dell'ambiente ha parlato Elisabetta Pellegrini, direttore dell'area
programmazione e sviluppo del territorio della Provincia, anticipando i
contenuti del nuovo Piano Territoriale. "Si tratta di una pianificazione
dell'area provinciale che riguarderà oltre il 47 per cento del veronese, aree
montane in primis, in cui fondamentale sarà la difesa del territorio, non solo
dal punto di vista ambientale ma anche sociale, finanziario, economico e
patrimoniale". Un occhio di riguardo all'ambiente che non si traduce però
in vincoli ambientali e divieti. "Al contrario, è uno studio mirato a
ottimizzare le infrastrutture già esistenti e a creare una rete ecologica: si
dovrà rispettare il principio "chi consuma, paga"". A fare un
quadro della situazione delle infrastrutture in Veneto e degli interventi più
urgenti, è stato Giuseppe Fasoli, dirigente del Settore infrastrutture della
Regione. Tra le emergenze da affrontare in Veneto prioritaria è quella del
trasporto su gomma, su cui ancora si basa l'80 per cento dei collegamenti sia
privati che industriali. "Le aziende nel nord-est sono efficienti fino
quando non escono dal cancello", ha spiegato Fasoli. E tra le opere in
fase di progettazione e approvazione anche quella dell'autostrada di
collegamento tra Nogara e il mare.
( da "Secolo XIX, Il" del 15-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Già il fascismo nel
1926 cambiò l'assetto cittadino creando la Grande Genova. I comuni riuniti
furono: Apparizione, Bavari, Bolzaneto, Borzoli, Cornigliano, Molassana, Nervi,
Pegli, Pontedecimo, Prà, Quarto dei Mille, Quinto al Mare, Rivarolo Ligure, San
Pier d'Arena, San Quirico, Sant'Ilario Ligure, Sestri Ponente, Struppa, Voltri.
Se si pensa all'ingloriosa fine che fecero alcune perle turistiche di fama internazionale,
tutte sommerse dal degrado, dall'incuria, dalla sporcizia, c'è da farsi
accapponare la pelle. Nessuno pensava a quei tempi che Cornigliano, con le sue
spiagge, il suo castello Raggio, con la splendida collina di Coronata ed il suo
famoso vinello bianco, finisse nelle fauci della mostruosa acciaieria, in mezzo
alle case: fumo, rumore, incidenti, polveri nere cancerogene, puzza: un inferno
sostituì il paradiso. Non è più tempo di acciaierie certo, ma la ferita inferta
alla natura ed ai suoi abitanti non è più sanabile, chi non ci vieta di pensare
che domani la grande metropoli di cui si sta parlando in questi giorni,
assetata di denaro per dirigere ed autoalimetarsi col suo già pletorico
organico - chissà come ulteriormente gonfiato - non faccia costruire una bella
centrale nucleare tra Santa Margherita e Portofino, un termovalorizzatore a
Bogliasco, delle grandi discariche dove far arrivare la "rumenta" da
tutta Europa, alle spalle di Chiavari? Tutte cose che rendono, e la politica ed
i politici costano... Sembra fantascienza, ma non è già successo a Scarpino
alle spalle di Sestri ex cittadina marinara? E che differenza climatica e
paesaggistica c'era nei tempi andati tra Cornigliano o Pegli e Santa Margherita
o Portofino? La differenza che le cittadine rivierasche a levante o a ponente
che sono rimaste autonome si sono amministrate più facilmente, i piccoli problemi non si lasciano incancrenire tra burocrazia ed inefficienza, come nelle
megalopoli. Perché ripetere gli stessi errori? Il governo sta iniziando a
parlare con gli enti locali di federalismo: ci sarà anche quel suo ministro un
po' naif, che causò un bel po' di problemi per la sua maglietta irridente, che
ci propinò una legge da lui stesso definita "porcata", il
quale sembra che qualche altra "trovata" l'abbia già espressa anche
sulle nuove metropoli. Emilio Nichele E-MAIL 15/09/2008 Non tutte le metropoli
e nemmeno le megalopoli funzionano male, lo sa? Pensi che non ci credevo
nemmeno io, poi sono stato a Bogotà - capitale della Colombia, come dire? un
Paese e una capitale difficili - e ho scoperto che ha un buon sindaco e
un'amministrazione competente che fanno cose molto importanti per la città, che
cambia in meglio anche se tende sempre più a megalopolizzarsi, come tutte le
altre grandi città del mondo. Berlino, triplicata dopo la riunificazione, è una
città dove si vive bene e dove vivere significa avere una quantità notevole di
opportunità per tutti i suoi abitanti intenzionati a sfruttare. Sao Paolo
migliora costantemente la qualità della vita pur essendo una delle megalopoli
più complicate e tribolate del mondo. Beh, non voglio convincerla di nulla
anche perché non potrei: mi pare che la sua idea della città e delle autonomie
locali sia ferrea e, basta che rifletta serenamente sopra, del tutto priva di
alcuna pur lontana possibilità di realizzazione. Sì, lei dice: approfittiamo
del ministro naif e infiliamoci dentro quello che ci sembra buono per noi.
Credo che il ministro sia troppo poco naif per infilare dentro la sua riforma
quello che lei auspica, addirittura lo smembramento di Genova nei suoi antichi
municipi. Come se Wall Street chiedesse al governo federale di tornare ad
essere comunità indipendente sotto legislazione olandese. In ogni caso dia
un'occhiata agli ecomostri d'Italia, comprese discariche e termovalorizzatori,
e scoprirà che la maggior parte delle porcate sono state realizzate in
territori di piccoli e medi comuni. 15/09/2008.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: CORRISPONDENZA E INCONTRI data: 2008-09-14 - pag: 30 autore: Cultweb
Chiara Somajni Google, un'emeroteca G oogle ha lanciato questa settimana un
nuovo servizio destinato alle case editrici di giornali per la digitalizzazione
degli archivi storici, grazie a un software simile a quello impiegato per
acquisire i testi dei libri, ma che in più riesce a "identificare" la
titolazione e ad accelerare così sensibilmente il lavoro. Questo strumento
rende dunque più abbordabile un compito così immane da sembrare irrealistico:
la salvaguardia della memoria storica (basti pensare al dilemma di tante
biblioteche che si sono ritrovate a dover decidere quale microscopica porzione
delle loro collezioni tradurre in formato digitale...). Se il passato parrebbe
consolidarsi un poco, il giornalismo contemporaneo scalpita. Un
bell'esperimento di integrazione dei due ambienti, quello fisico della carta e quello
virtuale della Rete, nonché di riconfigurazione del rapporto tra la redazione e
i lettori, l'ha compiuto negli scorsi mesi "Business Week". Il
settimanale statunitense ha costruito l'ultimo numero di agosto sul tema:
"Problemi al lavoro?", identificando sei aree
critiche (dall'eccesso di burocrazia alla difficoltà di coniugare impegni privati e impegni
professionali) con il coinvolgimento dei lettori, quindi interpellando alcuni
super esperti. All'insegna del principio: "You identified your problems at
work. Together we found the answers". L'esperimento parte da un
assunto: prima dei contenuti vengono i processi. E ha insegnato molto: non
ultimo che è difficile coinvolgere le persone e che professionalmente ripensare
il proprio mestiere di giornalista richiede un consistente surplus di lavoro
(per questo progetto la redazione ha interagito con diecimila lettori). John A
Byrne, che l'ha curato, fa un suo bilancio su "Christian Monitor"
(www.csmonitor. com/2008/0908/p09s02-coop.html). I contenuti dell'iniziativa
speciale di "Business Week", con blog, sessioni video, articoli e un
podcast a consuntivo, sono accessibili qui: www.businessweek.com/
magazine/content/ 08_34/b4097030713566.htm. c.somajni@ilsole24ore.com di.
( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del
15-09-2008)
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Il Sole-24 Ore del
lunedì sezione: MONDO data: 2008-09-15 - pag: 13 autore: Solbes: "La crisi
si supera con riforme strutturali" Le difficoltà attuali non dipendono
solo dall'immobiliare ma da fattori esterni: atteso nel 2010 un recupero rapido
di Michele Calcaterra L a sala riunioni ha un soffitto a volta affrescato con
immagini del lavoro quotidiano che simboleggiano l'agricoltura, l'industria, la
finanza. Quella Spagna operosa che il ministro dell'Economia, Pedro Solbes, ha
ora il difficile compito di rilanciare dopo oltre una decade d'ininterrotta
"bonanza". Le cose non vanno bene. Il Paese è sull'orlo della
recessione, l'inflazione galoppa al 5%, la disoccupazione si è spinta negli
ultimi mesi fino a toccare l'11%, i consumi sono fermi e il settore
immobiliare, un tempo motore trainante dell'economia, ha il fiato corto. Una crisi
profonda, che ha evidenziato i limiti del modello spagnolo, ma soprattutto ha
fatto capire che il "boom" è ormai alle spalle e che il miracolo è
finito. Come mai, signor Ministro, questo cambio di direzione così improvviso?
A causa di fattori interni, come la caduta del mercato immobiliare, che
rappresenta il 17% del Pil spagnolo, ed esterni, come la crisi subprime, quella
internazionale e la fiammata del petrolio. La Spagna è realmente a un passo
dalla recessione? Difficile dirlo, anche se, dopo anni di sviluppo molto
elevato, conosceremo nel terzo e nel quarto trimestre momenti difficili, di
crescita negativa che si ripercuoterà sull'occupazione. Comunque, per il
momento manteniamo inalterato il nostro quadro macroeconomico e le nostre
previsioni che indicano una crescita del Pil dell'1,6% quest'anno e dell'1% nel
2009. Cifre che sono di referenza, perché la realtà dipende da fattori esogeni
come petrolio, tassi d'interessi& Come mai il deterioramento è stato più
rapido del previsto? Perché nella nostra analisi iniziale la decelerazione
doveva essere la conseguenza del solo aggiustamento immobiliare. Pensavamo che
la crisi statunitense fosse solo finanziaria, legata ai problemi subprime (in
cui la Spagna non è implicata), invece ha toccato anche altre attività, creando
una crisi generalizzata di liquidità che si è rapidamente estesa all'Europa e
anche alla Spagna. Si è trattato di una sequenza anomala di fenomeni che non si
potevano prevedere e comunque non di questa intensità. Perché il Governo
spagnolo ha tardato tanto nell'utilizzare la parola crisi e ad ammettere che il
Paese era in gravi difficoltà? Forse per ragioni elettorali? è stato un
problema semantico, un dibattito un po' infantile alimentato dalla stampa.
Parlare di brusca decelerazioneo di crisi, infatti, non fa molta differenza.
Escludo però che si sia trattato di una tattica preelettorale, tenuto conto che
lo scorso gennaio, quando sono state convocate le elezioni politiche per marzo,
la situazione congiunturale non era così grave come lo è stato successivamente.
Quanto tempo pensa durerà questa fase negativa? Il 2009 sarà difficile, ma se –
come credo – il prezzo del petrolio si stabilizzerà, se non ci saranno altri
impatti negativi a livello internazionale o sorprese in ambito finanziario, se
si recupererà la fiducia dei consumatori, nel 2010 ci sarà un recupero rapido.
La Spagna, infatti, ha un potenziale di crescita superiore al 3%, ha le
imprese, le capacità imprenditoriali e la manodopera. A maggior ragione se in
questo periodo ne approfitteremo per fare le riforme strutturali necessarie.
Quasi tutti, in Spagna, danno la colpa della crisi al settore immobiliare. è
così? Il settore è importante ma, come ho già detto, non è la sola causa. C'è
stata una caduta significativa dei consumi causata dall'inflazione, oltre a un
sensibile aumento dei tassi d'interesse che ha causato problemi di
finanziamento. Se a ciò si aggiungono la stretta creditizia, la rarefazione
della liquidità ben si capisce perché il dinamismo della nostra economia sia
stato toccato così seriamente. E per quanto riguarda il settore finanziario,
vede delle difficoltà all'orizzonte? La finanza spagnola ha un importante
vantaggio rispetto ai concorrenti: è ben capitalizzata ed evidenzia un'elevata
redditività. Inoltre, conta storicamente su riserve superiori a quelle della
media Uee migliori di quelle richieste dai "ratio" di Basilea 2.
Infine, non c'è stato alcun coinvolgimento nella crisi subprime. Non vedo
quindi problemi. Quali sono stati i principi che vi hanno guidato nel varare i
recenti aiuti per tamponare la congiuntura negativa? Dapprima abbiamo deciso di
aiutare le famiglie e le imprese alleggerendo la pressione fiscale. Poi abbiamo
deciso misure per assicurare la liquidità alle Pmi e al settore immobiliare. In
totale, 40 miliardi di euro nel trienno 2008-
( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del
15-09-2008)
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Il Sole-24 Ore del lunedì
sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-09-15 - pag: 28 autore: Storie di
imprenditori. Giuseppe De' Longhi L'inventore del Pinguino tiene in caldo nuove
idee di Mauro Castelli U n numero uno riservatoe allergico ai giornalisti
("Mio nonno diceva sempre che le persone per bene finiscono sui giornali
solo quando nascono o quando muoiono"); un creativo illuminato pronto a
minimizzare il suo ruolo vincente; un pragmatico self-made man che si porta
dietro una personalità forte e articolata. Ma anche un imprenditore, Giuseppe
De' Longhi, pronto a parlare, quelle pochissime volte che lo fa, in maniera
sfacciatamente chiara. Precisando che "sono la burocrazia e le chiacchiere al vento il
nostro male oscuro" e che in ogni caso a salvare il suo gruppo "è
stata la Cina". Insomma, un protagonista fuori dalle righe che ama
ascoltare i suoi manager, benché decida sempre di testa sua. Per questo
sorprende che negli ultimi anni abbia lasciato ampi spazi all'operatività del
figlio Fabio. Ed è questo vicepresidente e amministratore delegato,
pacato e accattivante, a venire delegato dal padre a tracciare il quadro
operativo aziendale, perché lui di numeri – mente sapendo di mentire – dice di
saperne poco o niente. Di certo una gran bella realtà il Gruppo De' Longhi,che si
propone al vertice mondiale negli apparecchi portatili per il riscaldamento, la
climatizzazione e il trattamento dell'aria, ferma restando l'intenzione di
agguantare anche la leadership europea nei prodotti per la cottura, la pulizia
della casa e lo stiro. "Un settore nato per caso nel 1984, quando una nota
azienda olandese, dopo averci ordinato dei piccoli fornetti, si tirò indietro
lasciandoci alle prese con i nostri stampi e i nostri mugugni. Così facemmo di
necessità virtù e l'anno successivo nacque il primo "
Sfornatutto"". Il posizionamento di casa De Longhi a livello
internazionale – peraltro allargato, tanto per citare, alle macchine per caffè,
alle friggitrici, alle cucine a gas ed elettriche free-standing, ai piani di
cottura e ai forni da incasso – risulta legato a un complesso patrimonio di
idee e di innovazioni, supportato da robusti finanziamenti. "Il nostro
quadro aziendale – il cui azionariato fa capo per il 75% alla famiglia, mentre
il restante 25% rappresenta il flottante di Borsa – si nutre di quasi 60
società e 13 stabilimenti: otto in Italia, uno in Russia e quattro in Cina,
dove abbiamo debuttato nel 2001. Senza dimenticare le 30 filiali commerciali,
che rappresentano il nostro punto di forza in quanto controllano il 75% delle
vendite". A sua volta il giro d'affari,"che si raffronta con 8mila
dipendenti (5.800 dei quali operativi all'estero), si è attestato nel
( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del
15-09-2008)
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lunedì sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-09-15 - pag: 28 autore: Imprese.
Il programma Ecap offre finanziamenti e assistenza alla conformità ambientale
Pmi, aiuti Ue all'eco-efficienza Un portale fornisce informazioni utili sulle
leggi in vigore Maria Adele Cerizza Adottato alla fine del 2007, il Programma
di assistenza alla conformità ambientale (Environmental compliance assistance
programme, in sigla Ecap) è un quadro di riferimento operativo diretto ad
aiutare le piccole e medie imprese a rispettare le norme ambientali europee e a
ridurre al minimo l'impronta ecologica delle loro attività. Gli obiettivi di
Ecap sono quattro: aumentare il rispetto della legislazione ambientale da parte
delle Pmi; aumentare l'ecoefficienza delle piccole e medie imprese tramite
sistemi di gestione ambientale;aumentare il rapporto costi/efficacia della
politica ambientale riducendone i costi per le Pmi;rafforzare l'eco-innovazione
e la competitività delle aziende minori. Il Programma propone cinque azioni
chiave, che vanno da iniziative più strutturali a misure più puntuali: legiferare meglio per ridurre la burocrazia e facilitare l'adeguamento alle norme ambientali da parte delle
Pmi; sviluppare sistemi di gestione ambientale su misura e più accessibili alle
piccole imprese; fornire assistenza finanziaria mirata per incoraggiare le
autorità o le reti di sostegno delle imprese ad attuare iniziative afavore
della produzione sostenibile; sviluppare le competenze locali ambientali
per le Pmi così da poter sopperire alla carenza di conoscenze tecniche a
livello imprenditoriale; assicurare una migliore comunicazione e informazione.
Il sito web dedicato all'Ecap contiene tutte le informazioni di cui le piccole
e medie imprese ne-cessitano per affrontare i risvolti delle proprie attività
sull'ambiente e per ottemperare ai requisiti di legge. Il sito offre
informazioni chiare in sette lingue - tra cui l'italiano - relativamente agli
aspetti legislativi e spiega alle aziende come attivarsi e dove reperire
sostegno o accesso al know how. Offre inoltre ragguagli sul programma Ecap e
sul suo funzionamento, dati sulle aree della legislazione ambientale nazionale
e comunitaria che riguardano le Pmi e indicazioni per reperire ulteriori
informazioni. In un'altra sezione sono state inserite informazioni sulle
opportunità di finanziamento esistenti nell'Unione europea per consentire alle
imprese di migliorare il proprio rendimento ambientale e una serie di case
study di azioni di successo. Il portale fornisce, infine, un elenco aggiornato
sui seminari di formazione Ecap in tutta Europa e i riferimenti necessari per
mettersi in contatto con gli esperti ambientali e gli enti di sostegno europei.
http://ec.europa.eu/environment/sme.
( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del
15-09-2008)
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lunedì sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-09-15 - pag: 11 autore: L'agenda del
Parlamento. Ingorgo di temi caldi alla ripresa dei lavori Le Camere ripartono
da Alitalia e giustizia In Commissione al Senato arriva il "pacchetto
Brunetta" Roberto Turno La riforma della burocrazia con tanto di guerra agli
assenteisti e la vicenda Alitalia, i conti pubblici e la giustizia, il
federalismo fiscale e la scuola. E in prospettiva la legge elettorale, le
riforme istituzionali, la Rai, il testamento biologico. Diciotto leggi dopo e
con quaranta giorni di vacanze estive ormai consumate, il Parlamento
riparte quasi a pieno ritmo. Dopo i primi "assaggi" della scorsa
settimana, tra domanie mercoledì le assemblee di Camera e Senato riaprono i
battenti e si preparano a una vera e propria maratona d'autunno. L'agenda dei
lavori è praticamente già impegnata fino a dicembre e in questi giorni i
capigruppo cominceranno a delineare tutti gli appuntamenti con le leggi in
cantiere e le relative tappe. Per la XVI Legislatura, ormai alle spalle la luna
di miele dei primi cento giorni del Governo, cominciano le fatiche politiche
che neppure la granitica maggioranza di cui Palazzo Chigi dispone permettono di
trascurare. Cammino complicato Per Pdl e Lega, infatti, i mesi in arrivo non
saranno sempre e comunque in discesa in Parlamento. Anzi. Il programma e le ambizioni
della maggioranza, la voglia di "fare presto" e di dimostrare
compattezza e rapidità di decisioni e di scelte, rischiano in quanto tali di
complicare il cammino delle leggi da fare e di tutte le promesse da mantenere.
Da una parte ci sono gli impegni in arrivo: la Finanziaria 2009 (peraltro in
versione light dopo l'anticipazione della manovra estiva varata per decreto in
un mese di lavori), il federalismo fiscale, gli interventi annunciati sulla
giustizia (dalla separazione delle carriere al Csm), la legge elettorale per le
europee, ma non solo, i temi etici pronti a riesplodere con le consuete
spaccature politiche trasversali. Su Camera e Senato, insomma, nel giro di
poche settimane si riverseranno una mole di provvedimenti e di ragioni di
confronto-scontro. Per non dire di altri temi caldi che solo apparentemente
covano sotto la cenere: Rai ed emittenza, nuovo Welfare, le riforme
istituzionali pronte a tornare alla ribalta. Non è inutile ricordare che la
commissione di vigilanza sulla Rai è ancora senza presidente per il veto del Pd
al candidato dell'Idv (Leoluca Orlando) e che sulla commissione antimafia la
maggioranza prende tempo in cerca di un candidato condiviso. Ma non saranno
solo i disegni di legge che devono ancora arrivare in Parlamento a dettare i
ritmi dei lavori parlamentari. Dopo lo stop estivo, proprio in questi giorni
ripartono infatti tutti i provvedimenti già licenziati dal Governo, che ora le
commissioni di Camera e Senato sono pronte a rispolverare dai cassetti. Da
domani si riprende ufficialmente. Le prime urgenze Intanto, i motori si
riaccendono sicuramente con tre decreti legge: scuola, Alitalia e giustizia
sono già in pista e rappresentano le prime urgenze da varare entro fine
ottobre. Ma tra Montecitorio e Palazzo Madama altre ancora sono le leggi in
cantiere. Ecco così che al Senato (commissione Affari costituzionali) si
intende accelerare sulla "legge Brunetta", collegata alla
Finanziaria, per "l'ottimizzazione della produttività del lavoro
pubblico": la cosiddetta "guerra ai fannulloni", che secondo le
previsioni più ottimistiche potrebbe arrivare in aula entro ottobre. Alla
Camera invece un altro Ddl del Governo collegato alla manovra cercherà di farsi
spazio: sono le norme su sviluppo, semplificazione, competitività e stabilizzazione
della finanza pubblica, che la presidenza di Montecitorio ha spacchettato in
più provvedimenti: così, per esempio, le norme su sviluppo e
internazionalizzazione delle imprese decollano da domani in commissione
Attività produttive, mentre da mercoledì in commissione Lavoro debutta la
delega al Governo su lavori usuranti, riorganizzazione di enti, lavoro sommerso
e controversie di lavoro. Ancora premono però l'altolà alle intercettazioni
telefoniche (Camera, commissione Giustizia) o il Ddl organico sull'amministrazione
straordinaria delle grandi imprese in crisi (Senato, commissione Industria).
Aspettando le battaglie sicure su federalismo e giustizia. E magari che
maturino altre promesse: la riforma dei regolamenti parlamentari con annesso
allungamento dell'orario di lavoro di deputati e senatori.
( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 15-09-2008)
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Di LUCA BENEDETTI
PERUGIA - La pensione? Può diventare un incubo anche quando è già arrivata e
non solo quando deve essere raggiunta. Basta chiedere, per esempio, a un
pacchetto di ex dirigenti che hanno lavorato nella sanità. I casi limite si
sono materializzati nei giorni caldi delle ferie con la lettera inviata
dall'Inpdap a una decina di ex dipendenti anche della Asl 3. Il tono è
semplice, ma fa tremare le vene ai polsi. Soprattutto sui numeri perché c'è
qualcuno che deve ridare indietro anche più di diecimila euro all'ente
previdenziale. Il motivo è legato all'interpretazione della pensionabilità o
meno di un premio di risultato. Quando il dipendente era in servizio l'Azienda
sanitaria ha fatto il conto e ha dato l'indicazione di inserire nella
liquidazione il premio. Che quindi diventava un bonus da calcolare nel
trattamento di fine rapporto. Ma, nel gioco della burocrazia e di qualche nuova
interpretazione, la Asl ha fatto un passo indietro. La sede provinciale dell'Inpdap
di Perugia (Area previdenza), ha ricevuto un nuovo modello di calcolo e ha
scoperto che l'assegno della liquidazione era tropo alto. E così, con il
Ferragosto alle porte, la burocrazia ha deciso di
scrivere agli ex dipendenti della sanità per recuperare i quattrini. Una
tombola vista che qualcuno deve ridare indietro anche un quinto della
liquidazione. Possibile? Difficile dimostrare il contrario, anche se chi ha
ricevuto la comunicazione l'ha girata agli avvocati e molto difficilmente verrà
seguita l'indicazione dell'Inpdap di versare quei soldi in unica soluzione nel
conto corrente bancario che viene indicato nella lettera. Che in fondo ha una
spruzzata di zucchero. La restituzione del maggior importo non dovuto
sull'indennità del premio di servizio regala, da un punto di vista fiscale, un
credito d'imposta in favore del pensionato. Credito che il pensionato
"potrà chiedere in restituzione all'amministrazione Finanziaria".
Insomma, da una parte si deve ridare indietro, dall'altra si può richiedere lo sconto
sulla dichiarazione dei redditi. Naturalmente la lunga estate di chi ha
lasciato il lavoro e deve fare i conti con la crisi e il potere d'acquisto che
fa un passo indietro al giorno, non finisce con la strana storia degli ex
dirigenti della sanità. La battaglia si sposta nel comparto degli elettrici,
insomma i lavoratori (anzi, i pensionati) dell'Enel. Che hanno uno spiraglio
per conquistare, stavolta, pensioni più ricche grazie a un pronunciamento della
Corte di Cassazione (la numero 1444 del 23 gennaio). Spiega Marcello Barni,
responsabile del patronato Inas della Cisl: "Per le vicende dell'ex fondo
elettrici l'Inas e la Fnp-Cisl hanno già presentato numerosi ricorsi
amministrativi che l'Inps stava respingendo e che adesso, dopo il pronunciamento
della Cassazione, hanno concrete possibilità di essere accolti". E il
pacchetto di pensionati che possono aggiungere un gruzzoletto in più alla
pensione è tutt'altro che sparuto visto che riguarda gli ex lavoratori
dell'Enel dal 1996 al 2006. Con la possibilità che la vertenza possa essere
allargata ai pensionati della Telecom. I sindacati scaldano già i ricorsi, ma
fare centro non sarà facile. Una delle cause pilota messa in piedi da Inas e
Fnp-Cisl è approdata in tribunale un anno e mezzo fa, ma si è mossa soltanto
un'udienza.
( da "Arena.it, L'" del 15-09-2008)
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GRANDI OPERE. Il sottosegretario Alberto Giorgetti al convegno dei geometri:
"Procedure agevolate per gli enti locali" "Burocrazia più
semplice per fare le infrastrutture" Romanelli: "Basta parole, i progetti
vanno realizzati" Ilaria Noro All'avanguardia e a basso
impatto ambientale. Ma soprattutto in grado di passare in breve tempo dal
progetto su carta alla fase di realizzazione. Si tratta delle
infrastrutture e delle grandi opere di cui si è fatto il punto ieri in Fiera
durante il simposio "Amministrazione e gestione del territorio: grandi
opere per la difesa del territorio", ultimo appuntamento dell'Annual
Meeting della Federazione internazionale dei Geometri, Fig, che si concluderà oggi
con la visita al cantiere del Mose, il sistema di dighe e paratoie ideato per
combattere il fenomeno dell'acqua alta a Venezia. Ad aprire la giornata di
lavori è stato Alberto Giorgetti, il veronese sottosegretario al ministero
dell'Economia, che ha legato i temi dello sviluppo delle infrastrutture a
quello del federalismo fiscale. "Andiamo verso un assetto di carattere
fiscale che terrà maggior conto dei valori realizzati sul territorio, con
rendite chiare e una maggior facilità di utilizzo dei beni. Per un'economia
meno finanziaria e più reale. Il Governo, sta agendo su più fronti per
promuovere lo sviluppo infrastrutturale che l'Italia si aspetta. Sarà prevista
una procedura agevolata per gli enti locali in modo che possano utilizzare il
patrimonio pubblico in tempi brevi e senza intralci burocratici", ha
spiegato Giorgetti aggiungendo che "occorre liberare risorse pubbliche per
realizzare le grandi opere che sono necessarie per lo sviluppo. Il tema dello
sviluppo economico è necessariamente legato al rafforzamento della rete di
infrastrutture, ma questo dipende dalle risorse pubbliche a disposizione".
"Questo convegno arriva a conclusione di un percorso lungo un anno, che ha
coinvolto professionisti non solo locali e nazionali ma anche internazionali",
ha spiegato Domenico Romanelli, presidente del collegio scaligero che è entrato
subito nel vivo della questione denunciando l'esigenza di uscire da una
situazione di completo immobilismo. "È inutile discutere di progettazione
e grandi opere, se poi di questi progetti si continua solo a parlare", ha
spiegato facendo riferimento ai grandi nodi cittadini su cui si discute da anni
ma che ancora non sono stati sciolti. "Bene i lavori alle ex cartiere.
Sono in ritardo pazzesco ma speriamo che ora si proceda davvero". Quanto a
traforo e tramvia, è ben visto il primo, mentre è ritenuta "poco utile
alla realtà veronese" la seconda. L'auspicio del direttore è che
finalmente si passi dalla teoria alla pratica. E sia aprano finalmente i
cantieri. "Non possiamo permetterci di rimanere sempre indietro. Le
amministrazioni pubbliche hanno tutti i numeri per poter gestire le operazioni
in modo efficiente, trasparente e veloce. Sono convinto, anche, che abbiano la
sensibilità necessaria, sia per le esigenze della popolazione che per il rispetto
dell'ambiente". E proprio di sviluppo nel pieno rispetto dell'ambiente ha
parlato Elisabetta Pellegrini, direttore dell'area programmazione e sviluppo
del territorio della Provincia, anticipando i contenuti del nuovo Piano
Territoriale. "Si tratta di una pianificazione dell'area provinciale che
riguarderà oltre il 47 per cento del veronese, aree montane in primis, in cui
fondamentale sarà la difesa del territorio, non solo dal punto di vista
ambientale ma anche sociale, finanziario, economico e patrimoniale". Un
occhio di riguardo all'ambiente che non si traduce però in vincoli ambientali e
divieti. "Al contrario, è uno studio mirato a ottimizzare le
infrastrutture già esistenti e a creare una rete ecologica: si dovrà rispettare
il principio "chi consuma, paga"". A fare un quadro della
situazione delle infrastrutture in Veneto e degli interventi più urgenti, è
stato Giuseppe Fasoli, dirigente del Settore infrastrutture della Regione. Tra
le emergenze da affrontare in Veneto prioritaria è quella del trasporto su
gomma, su cui ancora si basa l'80 per cento dei collegamenti sia privati che
industriali. "Le aziende nel nord-est sono efficienti fino quando non
escono dal cancello", ha spiegato Fasoli. E tra le opere in fase di
progettazione e approvazione anche quella dell'autostrada di collegamento tra
Nogara e il mare.
( da "Sestopotere.com" del 15-09-2008)
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(15/9/2008 10:53) |
(Sesto Potere) - Pordenone - 15 settembre 2008 - Un gruppo numeroso quello
presente ieri in Camera di Commercio al seminario dedicato alle opportunità
commerciali e di investimento in Serbia nell'area di Kragujevac e nella
Federazione Russa. Sessanta, tra funzionari, operatori dello sviluppo locali ed
imprenditori, provenienti da Serbia, Croazia, Montenegro e Bosnia Erzegovina e
un secondo gruppo composto da una decina di rappresentati di aziende russe del
settore del mobile-arredo provenienti dalle regioni di Perm, Krasnodar ed
Ekaterinburg che in questi giorni hanno visitato le più significative realtà
produttive del Friuli venia Giulia. “Un coinvolgimento così importante di
soggetti esteri - ha detto il presidente camerale Giovanni Pavan - è stato
possibile grazie alla sinergia realizzatasi tra le idee progettuali dell'ente
camerale di Pordenone e lo IAL FVG, in particolare attraverso il progetto
“Friuli Venezia Giulia-Serbia: una porta verso Est” , che ha coinvolto, a partire
dal 2005, più di 500 aziende friulane nei settori produttivi prioritari quali
meccanica, legno-arredo, innovazione tecnologica e tutela ambientale, il
progetto di Promozione e sviluppo delle relazioni economiche tra la Regione FVG
e la Federazione russa, all'interno del quale più di 400 aziende regionali
hanno partecipato a missioni economiche e fiere nella Federazione russa,
accoglienza di accademici russi del settore ricerca e sviluppo e giornalisti
alla scoperta della Regione FVG, e il progetto “Acquis communautaire nelle
municipalità dei Balcani” coordinato dallo IAL FVG”. L'impegno in entrambi i
paesi viene seguito con numerose iniziative da parte della CCIAA di Pordenone,
attraverso la propria Azienda Speciale ConCentro e prossime saranno la missione
in Serbia (dal 21 al 24 settembre) con diverse aziende del settore edilizia e
meccanica e la missione a San Pietroburgo a novembre per il settore vino e
diversi incoming di delegazioni estere nei prossimi mesi. L'Assessore Elio De
Anna, delegato dal Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Renzo Tondo,
ha ribadito la volontà dell'amministrazione regionale nel voler mettersi in
rete – e già lo stanno facendo tramite progetti avviati nei Balcani – e del
cercare di mettere in rete le informazioni, perché “se così operano le
istituzioni, più facile sarà anche per le aziende di vari paesi dialogare fra
loro”. In Serbia, che negli ultimi anni ha mantenuto un ritmo di crescita del
PIL superiore al 6% e che presenta un regime fiscale tra i più vantaggiosi, si
prevede nei prossimi otto anni la realizzazione di quasi 35 miliardi di euro di
investimenti. Notevoli sono le opportunità di business offerte alle imprese del
Friuli Venezia Giulia, soprattutto nell'area di Kragujevac dove sorgeranno
nuove zone industriali a seguito dell'accordo tra la FIAT e la Zastava serba
per la produzione di autoveicoli destinati al mercato serbo e russo, grazie
agli accordi di libero scambio per l'importazione nella Federazione russa a
dazio zero di prodotti fabbricati in Serbia. Dragan Stevovic, membro del
Consiglio per l'autonomia locale, sviluppo regionale e collaborazione con il
Governo della Repubblica serba, ha parlato delle prospettive di sviluppo della
città di Kragujevac. Degne di nota alcune informazioni: con l'affitto di un
terreno per la costruzione di strutture produttive viene concessa una riduzione
del prezzo commerciale in riferimento al numero dei dipendenti: 2.500 euro e
dipendente da
( da "Stampa, La" del 15-09-2008)
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I e una dozzina di
bambini nel ruolo di ostaggi, un caposcalo che fa il fantasma, tre impiegate che
recitano la parte del parafulmine, un responsabile dell'assistenza passeggeri
calato mirabilmente nei panni del "rinco", secondo l'unanime,
risolutiva definizione delle tre suddette colleghe. E, soprattutto, un Airone
che dorme. Tutto nasce seicento chilometri a nord di questa sala con tanti
mugugni, ma neppure una sedia: l'aeroporto di Torino è bloccato, così, i tre
voli Air One per Caselle vengono, via via, cancellati. Le tre addette devono
affrontare la carica dei 200 passeggeri allo sbando: "Lasciate i vostri
nomi, la compagnia si occuperà di prenotarvi la cena e trovarvi una
sistemazione in albergo per la notte. Ma prima rifate il biglietto per
domani". A transumanza finita eccoci di nuovo tutti davanti all'ufficetto.
Quella che sembrava una formalità, a poco a poco, si affanna nell'emergenza. E
l'emergenza s'incaglia nella burocrazia sgangherata di telefoni che non rispondono, responsabili fuori
ufficio ("Sapete, è sabato anche per loro". Ah, grazie). Protagonista
assoluto della serata, un funzionario che deve occuparsi delle prenotazioni
alberghiere: d'accordo, la sua sede è a Milano Malpensa, ma avrà pure un piano
anche per Roma e, poi, che sarà mai ai tempi di comunicazioni in tempo
reale. Sarà, altrochè se sarà. Le ore passano, i bimbi piangono, le mamme
s'incavolano, ma anche i papà e gli scapoli e le nubili, nel loro piccolo.
Domanda di tutti: "E, allora, quest'albergo?". Cambia il tono -
professionale, seccato, partecipato, affranto - ma la risposta è sempre la
stessa: "Aspettiamo una risposta da Milano". Aspettiamo. Sono le 22,
c'è gente che è qui dalle 17. Anziani, neonati. Si chiede almeno un po'
d'acqua. "Non abbiamo nessuna autorizzazione". E per qualche sedia?
"Nemmeno". C'è una donna filippina con due bambini di tre e sei anni,
deve andare a ricongiungersi con il marito a Torino. Lei e i piccoli hanno
sulle spalle decine di ore di viaggio e attese. Sono sfiancati. Qualcuno li
accompagna alla saletta vip dell'Air One: li fanno allontanare come nella più
crudele delle fiabe dei fratelli Grimm. Adesso la stanchezza accende la rabbia,
volano parole grosse, insulti, promesse di denuncia. Le impiegate chiamano
l'ufficio di Malpensa ogni 10 minuti, ma la vicenda non si sblocca: "Il
fatto è che c'è un problema di fatturazione con gli alberghi", si lascia
sfuggire una. "Che cosa vuol dire "probema di
fatturazione"" domanda qualcuno con qualche sospetto. Risposta
evasiva. Il responsabile di turno dell'ente assistenza di Air One a Fiumicino,
Marcello Pera, smentisce le supposizioni maligne. Alle 23,30 finalmente si
trova una sistemazione per chi ha avuto la costanza di aspettare. Arrivano i
pullman che ci porteranno in un hotel a Ostia. Cala la tela, senza applausi.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
15-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Prov Medio Camp
Pagina 3015 Allo studio le strategie per rilanciare il settore dopo un'annata
funestata dalla siccità Sardara, c'è un granaio da salvare Allo studio le
strategie per rilanciare il settore dopo un'annata funestata dalla siccità Da
140 mila quintali, la produzione è scesa ad appena 21 --> Da 140 mila
quintali, la produzione è scesa ad appena 21 La siccità ha colpito duro i produttori
di grano del Medio Campidano: a Sardara si è discusso di strategie per evitare
il tracollo del settore. Far crescere il granaio del Medio Campidano. Idee e
strategie di mercato per ridare ossigeno a un settore che quest'anno ha
conosciuto una crisi gravissima sono state esposte a Sardara nel corso di un
convegno promosso dall'amministrazione comunale. Con un obiettivo ben preciso:
ricreare le condizioni perché il territorio di Sardara, il più colpito dalla
siccità che ha flagellato gran parte della Sardegna, superi la crisi di un
annata-no. Nel corso del convegno si è parlato della necessità di combattere il
progressivo abbandono delle superficie investite a frumento duro. Con la
garanzia di un sostegno da parte della Provincia agli agricoltori che si aggregano
per valorizzare la cerealicoltura o altri prodotti della terra. In questo modo,
si potranno essere risollevate le sorti di un settore in declino che, chiuse le
miniere e le fabbriche, rimane unica e vera importante risorsa. "La
volontà di non abbandonare la cerealicoltura - ha detto Marco Lobina,
presidente del Cosacer di Sanluri- deve muovere scelte coraggiose. Anche in una
stagione in cui le perdite sono notevoli: un raccolto preventivato di 140 mila
quintali di grano duro si è ridotto ad appena 21 mila. Inutile piangerci
addosso. Escogitiamo strategie di salvezza. Partendo dal piccolo: non
aspettiamo l'impennata dei prezzi per l'acquisto dei concimi, destiniamo le
spighe ad altro uso, non escluso quello zootecnico o seminativo per le nostre
aziende. Soprattutto collaboriamo. Il contadino da solo non oggi non
vive". Un invito condiviso dai presenti che per quattro ore hanno
ascoltato politici, sindacati e tecnici. Assenti i giovani. Un'assenza che per
Gino Deias, presidente della commissione agricoltura, trova spiegazione "nell'intricata burocrazia regionale, con procedure costose e complicate".
Affermazione non condivisa da Gianni Ibba, direttore generale dell'Argea.
"Il problema vero- ha puntualizzato il tecnico- è che da noi non si
coltiva più. La campagna è morta. Mentre nel resto dell'Italia i seminativi
sono cresciuti del 700 per cento, nell'Isola si sono ridotti del 10.
Decidiamoci: o abbandoniamo i campi o cominciamo a difenderli. Impariamo a
fronteggiare gli stessi Consorzi di difesa che a volte ci penalizzano persino
sul caro prezzo dei concimi. Gli aiuti ci sono. L'ultimo bilancio dice che la
Regione per la terra ha elargito 310 milioni di euro in contributi e
incentivi". Per il presidente provinciale della Coldiretti, Francesco Erbì,
"il cambiamento possibile è una filiera ridotta: dalla semina alla
trasformazione alla tavola. Evitare le mediazioni significa abbattere i costi e
produrre qualità". SANTINA RAVÌ.
( da "Alto Adige" del 16-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Imminente
federalismo che permette al Carroccio di presentarsi per la prima volta ai suoi
... imminente federalismo che permette al Carroccio di presentarsi per la prima
volta ai suoi militanti con un risultato tangibile: l'inizio dello
smantellamento dei poteri dello Stato centrale in materia fiscale. Prodromo di
quello, probabilmente tragico, dello Stato unitario se, come ha annunciato
Calderoli, a partire da gennaio sarà sul piatto anche il tema del federalismo
politico. E se Maroni si presenta in Riva degli Schiavoni gridando
"Padania libera", slogan quanto meno ardito per chi ricopre la delicatissima
carica di ministro dell'Interno della Repubblica Italiana. In realtà gli
intricati nodi economici e politici che devono essere sciolti perché il
federalismo si concretizzi sono ancora molti. Non solo perché nella bozza
presentata in Consiglio dei ministri da Calderoli, non si fa riferimento alle
fonti di finanziamento per le funzioni comunali, manca l'indicazione di come si
determineranno i costi standard dei servizi o come verrà sostenuta la
perequazione tra le regioni del Nord e del Sud; e si lascia nel vago quella
tassa di scopo destinata a sostituire l'Ici e destinata, probabilmente, a
trasformarsi in una serie di "molte tantum" per i contribuenti. Oltre
che, problema non certamente secondario, definire chi, e come, pagherà il colossale
debito pubblico italiano. Quisquilie, sostengono i leghisti; tecnicalità di cui
si parlerà nelle sedi opportune. Ai raduni politici non si entra nei
particolari: i riti collettivi sono fatti per autocelebrare la comunità. In
questo caso quella misteriosa e surreale dei "popoli padani". Eppure
il dubbio sulla praticabilità del progetto deve aver colto lo stesso Bossi che,
non a caso, ha affermato che il vero nemico, del federalismo, e dunque della
Lega, si vedrà nelle aule parlamentari. Il leader del Carroccio esclude,
dunque, che l'ostacolo al federalismo possa venire dalla sola opposizione, non
ostile al progetto in sé ma decisa a non comprare a scatola chiusa la verde
merce federalista. E mette chiaramente sull'avviso il Pdl. In particolare la
sua trasversale e potente anima meridionale, decisa a non lasciare che i flussi
di spesa pubblica sotto il Pò collassino, della quale è garante sia la
"Lega Sud" di Lombardo, sia l'inquieta Alleanza Nazionale. Formazioni
che nell'effettiva applicazione del progetto leghista vedono cadere il loro
ruolo di intermediazione politica e di garanti del loro copioso bacino
elettorale meridionale. *** Nel frattempo la Lega, decisa a trasformarsi in
partito regionale stile catalano o bavarese, blinda la sua nicchia di sicura
rendita elettorale elevando a paradigma il localismo securitario fondato sul
nuovo potere disciplinare dei sindaci sceriffi. Un modello, come è stato
evocato dallo stesso Maroni, all'americana, che prefigura un futuro in cui la
polizia sia comandata dai sindaci; e, dunque, competente su tutti i reati, ad
eccezione di quelli, pochi e gravi, che rimarranno "federali". Uno sbocco che non piacerà né alle burocrazie né ai corpi di
sicurezza nazionali Anche perché, se davvero perseguito sino in fondo, questo
modello implica inevitabilmente la trasformazione di almeno uno dei corpi a
competenza generale in forza locale dipendente dalle regioni o dai sindaci.
Il federalismo in salsa leghista ha dunque molti nemici, aperti e occulti,
parlamentari e non. Di questi tempi fra un anno, in politica un'era geologica
persino in un paese in cui il quadro politico appare consolidato ma in cui si
annuncia una stagione di forte conflittualità sociali, si vedrà meglio a che
punto sono le pedine sulla scacchiera di quella che il Carroccio ritiene la
"madre di tutte le battaglie". Renzo Guolo.
( da "Leggo" del 16-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Franco
Pasqualetti Il pagamento delle multe? Somiglia sempre più al gioco dell'oca. Un meccanismo infernale dove la parola più in voga è "burocrazia". Un valzer di rinvii da
un ufficio all'altro a caccia dell'"arrivo". Fino a qualche settimana
fa, infatti, il verbale per un'infrazione arrivava a casa con una raccomandata.
Il postino (o il vigile) o la recapitava al portiere o all'intestatario della
multa. Quando non trovava nessuno lasciava la cartolina di avviso e si
doveva andare alla posta a ritirare la contravvenzione e si poteva pagare
direttamente allo sportello. Passa il tempo e invece di migliorare si torna
indietro e si complica la vita dei cittadini. Già, perché oggi, quando si trova
la classica cartolina gialla di avviso nella buca delle lettere, ci si deve
recare sempre all'ufficio postale per ritirare la raccomandata, ma al posto
della multa c'è un avviso che ci avverte di recarsi al comando municipale per
ritirare il verbale. Un passaggio doppio, con doppia fila, doppio stress e
doppio tempo impiegato: una volta ritirata la multa, infatti, il cittadino deve
recarsi nuovamente alla posta stavolta per pagare il bollettino. Un giro
infernale giustificato dal Campidoglio come mossa per combattere i ricorsi: in
questo modo, infatti, il cittadino non può appellarsi al mancato recapito del
verbale o al ritiro da parte di terze persone non autorizzate. Il risultato: se
si prende una multa si rischia di perdere almeno mezza giornata per riuscire a
vederla. Ma questo scherzetto costa agli utenti, come se non bastasse il tempo
perso, un aggravio di circa 4 euro in più per le spese di spedizione e
custodia. Oltre al danno, quindi, anche la beffa. (ass).
( da "Centro, Il" del 16-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pescara
"Presente!", e il consigliere becca il gettone Trentasei euro a testa
per riscaldare solo per pochi secondi il banco dell'aula L'"affare"
della doppia convocazione e dell'appello ripetuto PIETRO LAMBERTINI
MONTESILVANO.Trentasei euro per dire "presente". La prassi, in
municipio, è semplice: il consiglio comunale viene convocato in prima e seconda
convocazione. La prima, tanto per fare un esempio, è prevista per oggi alle 9.
Ma, alle 9, il numero legale (almeno 16 consiglieri), non si raggiunge: chi
dice "presente", però, mette da parte il gettone da 36 euro. Alle 10,
un'ora dopo, il presidente del consiglio comunale, Valter Cozzi, per legge,
deve ripetere l'appello. Il numero legale non si raggiunge neanche questa volta
ma chi risponde "presente", anche solo al secondo appello, ha diritto
comunque al gettone: 36 euro. La prassi in municipio vuole anche che chi risponde
presente al primo appello marca visita al secondo. Basta dire
"presente", alle 9 oppure alle 10, per guadagnarsi i 36 euro e
assicurarsi un giorno di permesso retribuito dal lavoro. I dati sugli
stacanovisti e sugli assenteisti del consiglio comunale, pubblicati dal Centro,
svelano la consuetudine che alimenta le spese della politica. Il meccanismo della prima e seconda convocazione è l'espressione
della burocrazia: la prima
convocazione è una formalità, quindi, il giorno dopo si passa direttamente alla
seconda. è questo il consiglio comunale solenne dove si discutono i punti
all'ordine del giorno. Ma chi sono i più assidui frequentatori delle prime
convocazioni del consiglio comunale? Ovviamente i più stacanovisti,
quindi, i meno assenteisti. L'8 agosto, in prima convocazione, presenti, oltre
al presidente Cozzi, solo Paolo Cilli e Mimmo Di Giacomo. Il 22 agosto, ancora
in prima convocazione, tutti presenti tranne Gianni Bratti, Leo Brocchi (il più
assente di tutti con 19 sedute saltate), Vittorio Catone, Cilli, Giancarlo
Cipolletti, Claudio Di Emanuele, Stefania Di Nicola, Rocco Finocchio, Manola
Musa, Cristian Odoardi e Mauro Orsini. Il 3 ottobre, in prima convocazione, ci
sono tutti tranne i grandi assenti Brocchi, Catone, Stefano Di Blasio, e Maria
Rosaria Parlione. Il 6 febbraio, i presenti sono Cozzi, Caccamo, Cipolletti,
Raffaele De Leonardis, Ottavio De Martinis, Cristina Di Giovanni, Feliciano
D'Ignazio, Francesco Di Pasquale, Di Blasio, Falco e Francesco Maragno. Il 28 marzo
gli assenti sono i soliti Brocchi, Finocchio, Parlione a cui si aggiunge Cilli.
Il 15 aprile, gli assenti sono ancora Brocchi, Catone, Adriano Chiulli, Di
Blasio, Di Giovanni e Pietro Gabriele. La prassi dei consigli comunali,
convocati in prima e seconda convocazione prosegue: l'11 giugno i presenti sono
Cozzi, Oscaro Biferi, Cipolletti, De Leonardis, Di Blasio, Di Stefano, Falco e
Parlione. Il 3 luglio i presenti sono tanti: Bratti, Caccamo, Cipolletti, De
Leonardis, Di Pasquale, Falco, Gabriele e Musa. Il 30 luglio, ci sono Cozzi,
Bratti, Caccamo, Cipolletti, De Leonardis, De Martinis, Di Pasquale, Di
Stefano, Falco e Giuseppe Menè, nuovo ingresso in consiglio comunale dopo la
nomina ad assessore di Emidio Di Felice. Il 7 agosto i presenti sono Cozzi,
Bratti, Caccamo, Chiulli, Cipolletti, De Martinis, Di Pasquale, Di Stefano,
Falco, Luigi Marchegiani, Menè, Benito Olivieri, Parlione e Adriano Tocco.
"Presentarsi in prima convocazione significa prendere il gettone di
presenza senza dare in cambio niente alla città. Chi va a firmare la prima
convocazione, non è mica un virtuoso", ha tuonato Odoardi. "Censuro
il malcostume di presenziare alla seduta in prima convocazione del consiglio
comunale all'evidente e notorio scopo di percepire il gettone di presenza pur
nella consapevolezza che la seduta non avrà luogo", ha spiegato senza
mezzi termini Brocchi.
( da "Repubblica, La" del 16-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina XVII - Roma
L'archistar Hadid: "La mia creatura perfetta" Sopralluogo sul
cantiere del museo che sta nascendo nelle ex caserme in via Guido Reni al
Flaminio. Dieci anni fa la scelta del progetto. Una mostra a giugno "Qui
in Italia i tempi sono infiniti, ma ogni Paese ha i suoi problemi" RORY
CAPPELLI Arriva come una rockstar. I proverbiali capelli corvini striati di
biondo, una borsa di Prada beige cangiante con manico nero tutto curve, attillatissimi
pantaloni blu elettrico, anch'essi cangianti, maglia nera come la giacca
svasata che sulla schiena ha un alamaro. Scarpe nere di strass, collana
stroboscopica spessa due dita, anch'essa di strass, che crea intorno al collo
ipnotici giochi di luce. Scende dalla macchina ed entra nel suo cantiere
"che ha ormai superato la prima fase", l'archistar Zaha Hadid. In un
attimo le sono addosso fotografi, fan per gli autografi, varie personalità del
Maxxi - Francesco Prosperetti nuovo direttore generale della Parc, Anna
Mattirolo per Maxxi Arte, Margherita Guccione che dirigerà Maxxi Architettura -
per scortarla nella sala dove terrà il suo intervento su Che cosa ho imparato
dall'architettura, organizzato in occasione delle celebrazioni per gli 80 anni
della rivista d'architettura Casabella. Reduce dalla Biennale di Architettura
di Venezia, cammina lenta, "Sono stata male, sai? E poi Venezia!..."
spiega agitando la mano a Pio Baldi, che dirige il Progetto Fondazione Maxxi.
Si ferma per altre foto di fronte alla sua "creatura", "fatta di
disegni esplosi" dirà poi, e infine arriva nella sala conferenze. Presenta
i suoi progetti questa nomade dell'architettura - ha lasciato "la sua
impronta", come la chiama lei, a Barcellona, Singapore, Leipzig,
Wolfsburg, Cincinnati, Innsbruck, Abu Dhabi, Londra, Sapporo, ma anche in
Francia e in Messico, tra gli altri. Ed è tutto un rincorrersi di linee e spazi
che sinuosi salgono e scendono - viene in mente il ponte creato per Abu Dhabi,
una linea intervallata da quelle che sembrano dune a richiamare il deserto -
fino ad arrivare al Maxxi dove si coglie tutta l'importanza che per l'Hadid
hanno "la circolarità e il movimento". Basta fare un giro nel
cantiere, salire al primo piano, attraversare quelle che saranno la Suite 1 e la
Suite 2, cioè le sale per esposizioni temporanee, la Sala per le sculture e
quella per la collezione permanente (che sarà esposta a rotazione) per
accorgersi che lo spazio è fluido, circolare per davvero, con pannelli esterni
(un po' come all'Institute Arabe di Parigi) che serviranno a modulare la luce,
non ci sono muri che interrompono, che dividono, ma neanche piani che salgono o
scendono: è una linea continua che sale, scende, risale, riscende, una
"striatura", come la chiama lei. Un lavoro complicato alla cui
realizzazione "se devo muovere una critica", dice facendo una battuta
dallo humour britannico, "è il fatto che è totalmente aderente
all'originale". Un originale che risale al 1998, quando la Hadid vinse il
concorso per la realizzazione del "primo museo pubblico nazionale dedicato
alla creatività contemporanea". I lavori, dopo rinvii, problemi, permessi e burocrazia varia furono varati il 20 marzo del 2003, proprio il giorno in
cui iniziava anche la guerra Usa Iraq (e la Hadid è di origine irachena).
"Ora passaremo alla seconda fase" spiega. Quella, cioè, della
chiusura delle coperture, delle sistemazioni esterne, delle finiture interne.
"Il Maxxi dovrebbe inaugurarsi a giugno 2009, con una mostra"
aggiunge. Ma lei questi italici tempi dilatati e infiniti, come li ha presi?
"Beh, ogni paese ha i suoi problemi. C'è da dire che i tempi hanno
permesso alla ditta di realizzare le parti in calcestruzzo compattante in modo
praticamente perfetto": ancora humour britannico? Poi racconta della sua
ammirazione per Roma, nata quando era ancora bambina e venne qui, in visita con
i genitori: scoprì Michelangelo e Borromini, e più tardi scoprì anche i film
italiani che andava a vedere di nascosto. "è un'emozione grande lavorare
nella stessa città in cui hanno creato questi giganti". Forse perché anche
loro ne sapevano qualcosa di cantieri infiniti.
( da "Repubblica, La" del 16-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina V - Palermo
Il caso Il Guardasigilli nomina Sergio Barbiera e Roberto Piscitello vice capi
di gabinetto. Prendono il posto di un'altra toga siciliana, Luigi Birritteri
Dalla Procura al ministero: due pm nello staff di Alfano (segue dalla prima di
cronaca) E ora, forse per rimarcare il concetto, il golden boy forzista nel
frattempo spedito da Berlusconi in via Arenula, ha deciso di arruolare nel suo
staff due magistrati delle Dda di Palermo: saranno i suoi vice capi di
gabinetto. Angeli custodi nei meandri della burocrazia ministeriale. I prescelti
sono Sergio Barbiera e Roberto Piscitello, rispettivamente 44 e 41 anni,
esponenti della nouvelle vague che si è affermata in Procura dopo le stragi del
'92. Entrambi hanno già dato la loro disponibilità ad Alfano: perché il
trasferimento divenga operativo, manca il parere del consiglio giudiziario.
Poi sarà il consiglio superiore della magistratura a dire l'ultima parola.
Barbiera si è occupato di una serie di indagini sui traffici di stupefacenti e
sulle collusioni internazionali del narcotraffico sudamericano con la mafia
siciliana. Roberto Piscitello è invece stato impegnato in inchieste che
riguardano la zona di Trapani. Il suo nome finì agli onori delle cronache nazionali
alla fine di settembre del 2007, quando alcuni sconosciuti cercarono di entrare
nell'abitazione di Marsala, in cui il magistrato risiede con la famiglia.
Piscitello è uno dei pubblici ministeri che coordinano le ricerche del
superlatitante Matteo Messina Denaro, considerato il capo di Cosa nostra, dopo
la cattura di Bernardo Provenzano e Salvatore Lo Piccolo. Piscitello è amico
personale dell'assessore regionale alla Sanità Massimo Russo, altro magistrato
che, seppure con un ruolo profondamente diverso, è stato di recente folgorato
dalla politica. A meno di sorprese, Piscitello e Barbiera lasceranno presto gli
incarichi di "trincea" per sedersi sulle poltrone ministeriali.
Aprendo due nuovi vuoti negli organici di uffici giudiziari che presentano già
vistose lacune. "Nel nostro distretto - disse il 27 gennaio scorso il
procuratore capo di Palermo Francesco Messineo - ci troveremo tra sei mesi con
una carenza di organico che creerà un vuoto nelle procure ordinarie e un
sovraccarico di lavoro dei colleghi della Dda". In ogni caso, i due
giovani pm chiamati da Alfano sostituiranno un altro magistrato che ha
ricoperto in questi mesi il ruolo di vice di gabinetto vicario: l'agrigentino
Luigi Birritteri, nominato dal consiglio dei ministri capo del dipartimento
organizzazione giudiziaria del dicastero. Ma lui, Birritteri ha una
frequentazione più remota con gli ambienti della politica: nel 2003, infatti,
si candidò alla presidenza della Provincia di Agrigento. Ma per l'Ulivo.
Raggranellò il 38 per cento dei consensi, uscendo sconfitto dalla sfida con il
forzista Vincenzo Fontana. Ma i buoni rapporti con l'altro schieramento, e in
particolar modo con Alfano (originario di Sant'Angelo Muxaro), lo hanno poi
portato in via Arenula. Dove adesso avrà la compagnia di due colleghi
siciliani. e. la.
( da "Tirreno, Il" del 16-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pisa
Da un anno aspetta un posto di lavoro La guerra con la burocrazia di una giovane
madre cieca CASCIAVOLA. La burocrazia non conosce
ragioni. Deve compiere il suo lungo iter anche quando si trova davanti a una
giovane madre, quasi cieca a causa di una malattia agli occhi, vedova e con una
figlia di 12 anni.
Da mesi Patrizia Carlotti, 35 anni, di Casciavola, aspetta un lavoro da
centralinista. Ma deve superare visite, contro-visite fiscali per accertare il
grado di invalidità. Come se dopo tanti anni avesse la possibilità di
riacquistare la vista! Un glaucoma le ha lasciato solo "un residuo visivo
all'occhio sinistro", come racconta lei stessa. Nel 2005 il marito,
Emanuele, è morto e per la giovane madre sono aumentati i problemi. Negli anni
molti non vedenti hanno trovato impiego in varie amministrazioni dopo essersi
iscritti nelle liste che prevede la legge. Così ha fatto anche Patrizia. Ma
contro di lei si è frapposta la burocrazia e
l'assunzione non arriva anche il provveditorato agli studi di Pisa ha un posto
di centralinista vacante dal 2006. Patrizia, per iscriversi alle liste di
collocamento nella graduatoria dei non vedenti e per aspirare a un posto di
centralinista, ha effettuato un corso ad hoc, che ha concluso più di un anno
fa, a luglio
( da "Stampaweb, La" del 16-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'autore di questo
articolo, consulente di Cybercrime presso la Human Trafficking and Emerging
Crime Unit, era l'unico italiano invitato al superblindato workshop ISOI di
Tallinn. Le opinioni qui espresse sono a titolo personale. TALLINN Allarme
informatico dalla conferenza su sicurezza, Internet ed intelligence in Estonia:
le guerre del domani saranno digitali. E sono già iniziate. Il 10 e l'11
settembre un centinaio di persone, provenienti dal mondo delle Forze
dell'Ordine, dell'intelligence, della sicurezza informatica e del mondo
accademico, si sono incontrati a Tallinn, capitale dell'Estonia, per
partecipare al quinto workshop ISOI, Internet Security Operations and
Intelligence. Una platea estremamente particolare per un evento a porte chiuse,
cui solo chi era stato esplicitamente invitato ha avuto la possibilità di
assistere. L'uditorio - proveniente da Stati Uniti, Gran Bretagna, Canada,
Portogallo, Estonia, Lituania, Israele e Australia - era composto di direttori
tecnici e capi-ricerca di realtà internazionali, spesso molto vicini al mondo
dei servizi segreti. I relatori invece erano persone che operano in aziende e
organizzazioni come Trend-Micro, ESET, AVG, Support Intelligence, NATO,
Anti-Phishing Working Group, l'Università del New South West (Australia),
AusCERT, CERT Estonia, COLT Telecom, Verizon, Yahoo!, oltre ad alcune agenzie
di intelligence (FBI, CIA) e di lotta al terrorismo. Filo conduttore del
workshop sono stati proprio i legami, sempre più profondi, tra la sicurezza
delle informazioni e la sicurezza nazionale. L'allarme principale è
rappresentato dal connubio tra hacking, criminalità organizzata e un nuovo modo
di "fare la guerra". La raccolta di informazioni (a scopo di profitto
economico o per azioni di intelligence), la distruzione di file e archivi
digitali, l'impossibilità di accedere a sistemi informativi di rilevante
importanza, la possibilità sempre più concreta di seri attacchi verso le
"Infrastrutture Critiche Nazionali" dei diversi Paesi costituiscono
uno degli incubi peggiori per chi si occupa di sicurezza nazionale. E' una vera
e propria guerra, intrapresa da Paesi come Cina, Corea del Nord, Israele,
Russia e, naturalmente, Stati Uniti, Canada, Australia e Regno Unito. Una
guerra digitale, combattuta a suon di vulnerabilità informatiche, attacchi
elettronici, codice maligno, intercettazioni digitali, hacker e servizi
segreti. Non è un caso che la sede del meeting, quest'anno, sia stata
l'Estonia. Ex-Stato della Federazione Russa, nell'aprile del
( da "Alto Adige" del 17-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
INVESTIMENTI IN
AUSTRIA Carinzia, là dove il fisco è al 25% "E le aree costano 50
euro". Sponsor anche l'ambasciatore di Vienna in Italia BOLZANO. Come
annunciato non c'era il governatore di Carinzia JÖrg Haider, ma è arrivato a
Bolzano nientemeno che l'ambasciatore d'Austria a Roma Christian Berakovits per
sostenere i vantaggi che l'Austria (nello specifico la Carinzia) offre a chi
intende investire oltreBrennero. E il banner sul quale campeggiava la scritta
"Steuer Vorteil made in KÄrnten" (vantaggio fiscale Carinzia) era
eloquente più di tante parole. In Carinzia, come in tutta l'Austria l'aliquota
della tassazione massima per le aziende è al massimo solo del 25%. Rene Siegel,
amministratore delegato dell'ABA Austrian Business Agency l'azienda che
sostiene i nuovi insediamenti produttivi in Austria - nel corso della
"Giornata dell'Austria" inserita tra gli eventi collaterali della
Fiera d'Autunno - ha posto in evidenza i quattro motivi per i quali la
"location" austriaca è diventata interessante per gli investitori
stranieri e italiani in particolare. "Abbiamo da offrire la qualità e la
motivazione dei nostri addetti, la garanzia della stabilità normativa,
l'accesso ad un mercato ricco quale quello austriaco o emergente quale è quello
dei paesi dell'Est e una situazione fiscale che dal 2005 incentiva e agevola le
imprese". "L'ABA - ha sottolineato ancora Siegel - si offre per
seguire un'azienda a 360 gradi: dal reperimento dell'area per l'insediamento
all'asilo per le famiglie dei suoi dipenenti". Sabine SchÜtz OberlÄnder,
responsabile dell'agenzia per lo sviluppo della Carinzia (corrispettivo della
costituenda BLS Business Location SÜdtirol locale) nell'evidenziare anche la
formazione dei lavoratori austriaci ha aggiunto che in Carinzia le aree, già
infrastrutturate in parchi industriali, costano al massimo 50 euro a metro
quadro. Dieci volte meno che in Alto Adige. Per non parlare
poi della rapidità della burocrazia: licenze in pochi giorni. Infine due dati prettamente economici.
L'Italia è il secondo partner commerciale dell'Austria dopo la Germania. L'Alto
Adige assorbe l'1% dell'intero export austriaco per una somma di 1,3 miliardi
di euro pari a quanto Vienna esporta in tutto il Sud America o in Giappone.
(p.m.).
( da "Italia Oggi" del 17-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
ItaliaOggi
ItaliaOggi - Edilizia e Appalti Numero 221, pag. 17 del
17/9/2008 Autore: Pagina a cura di Antonella Cardone Visualizza la pagina in
PDF Terminato ad agosto il nuovo complesso progettato da
Mario Cucinella Uffici comunali sotto la vela Edifici alimentati con sistema
fotovoltaico integrato E' il primo dei nuovi edifici che ridisegnano un
quartiere popolare che cambia volto per diventare la nuova porta d'accesso alla
città. Nella nuova sede del Comune di Bologna, a due passi da quella che
diventerà la nuova stazione della Tav (che ha visto Arata Isozaki vincitore del
concorso di progettazione per la nuova stazione e la ricucitura con quella
esistente), negli spazi lasciati liberi dai Mercati generali spostati nell'estrema
periferia della città, è il movimento la nota che l'architetto Mario Cucinella,
allievo di Renzo Piano, ha voluto dominante fin dal tetto, coi sottilissimi
tubi di alluminio accartocciati a mo' di origami. Sotto si lascia spazio
all'idea della trasparenza, perché il contenuto altro non è che una sequela di
uffici pensati per far dimenticare lo stereotipo della burocrazia buia e polverosa.
L'efficienza, almeno per ora, si è vista nel rispetto dei tempi di costruzione
e consegna dell'immobile: cinque anni, due per la progettazione e tre per
l'esecuzione, con neanche un giorno di ritardo da parte del consorzio di
imprese (dal Cesi alla Cogei passando per l'Adanti che gestiranno la struttura
per 27 anni), che hanno tirato su tre torri di vetro dove da pochi
giorni hanno trovato casa i 1.260 dipendenti comunali prima dispersi in una
ventina di sedi. A loro disposizione, nella piazza che è stata intitolata al
Liber Paradisus, l'atto con cui Bologna nel 1256 diede libertà ai servi della
gleba, è prevista l'apertura di una pasticceria, un'agenzia di viaggi, un
parrucchiere, una farmacia, un ufficio postale, anche un asilo nido e un
parcheggio multipiano da 900 posti. Lì vicino presto, ma l'idea è del prg del
1985, saranno eretti 111 mila metri quadrati di residenze e servizi come
palestra, scuola, poliambulatorio, ostello della gioventù, centro anziani, così
come voluto dal laboratorio di urbanistica partecipata dei residenti che ha
dato contenuti al progetto di Corrado Scagliarini e Tasca Studio. Per il nuovo
comune Cucinella ha scelto di sviluppare i 33 mila metri quadrati disponibili
in verticale. Il risultato, ha sottolineato l'architetto, si contempera nel
migliore dei modi con quello che è, e quel che sarà, l'area in cui si pone.
Soprattutto Cucinella ha tenuto a raccontare come qui si sia declinato quello
che è il suo tratto distintivo: l'attenzione al risparmio energetico e alle
dotazioni tecnologiche, asset che necessariamente, quando si deve progettare un
edificio a uso uffici, fanno lievitare ad almeno 1.200 euro al metro quadro i
costi che, invece, l'architetto auspica vengano chiesti per l'edilizia civile:
1000 euro al mq. A Bologna, sul tetto dell'edificio destinato a parcheggio si
trovano installati pannelli fotovoltaici, con il preciso compito di produrre
energia elettrica destinata al consumo degli uffici comunali. Nelle altre tre
strutture la climatizzazione estiva e invernale è ottenuta grazie a un impianto
misto aria e pannelli radianti ventilati a soffitto. L'umidità relativa è
controllata dalle unità di trattamento dell'aria primaria dei singoli uffici e
assume valori pressoché costanti sui vari piani degli edifici. Appena arrivati,
però, i dipendenti comunali per i primi due giorni hanno lamentato prima un
caldo africano, poi un freddo siberianio, problemi dovuti all'inevitabile
"rodaggio". Tornando fuori, all'esterno vetro e acciaio fanno
prevalere l'idea di leggerezza, congeniale al fatto che il "peso" del
potere politico è rimasto nella centrale piazza Maggiore, nell'antichissimo
Palazzo d'Accursio dove hanno trovato casa anche musei ed esposizioni
artistiche. Così ha avuto libero sfogo il concept del progetto di Cucinella,
che ha voluto rompere una massa unica distinguendo la struttura in tre blocchi
di altezza diversa, 12, 10 e 8 piani, ma uniti da una tettoia ombreggiante
ripiegabile, un atrio d'ingresso sviluppato su quattro piani e un nuovo spazio
pubblico digradante che lascia una piazza per ingresso. Elemento
caratterizzante dell'intero progetto è proprio la vela, la tettoia unica che si
ripiega sugli edifici e sovrastante un terrazzo panoramico. La vela è formata
da tubi in alluminio dal diametro di
( da "Tirreno, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Politica&scartoffie.
Burocrazia, dissapori, ripicche: ecco gli ostacoli alla
volontà espressa da centinaia di cittadini Promesse vane, il muro è ancora lì
L'assessore Bucciarelli: ne parlo proprio oggi con la Sovrintendenza I
genitori: "Dimostrato che era una ragazza pulita e intelligente"
DONATELLA FRANCESCONI VIAREGGIO. Quel muro ancora saldo al proprio posto
lungo il tratto di via dei Lecci che vide morire Veronica Giunta due anni e
mezzo fa segna la sconfitta della politica e il trionfo della burocrazia. Non tanto perché non è stato abbattuto, come
giurato a gran voce all'indomani della tragedia, ma perché nessuno si è preso
la briga di dire una parola definitiva sul futuro di quel pezzo di strada.
Insomma, se il muro deve restare tale e quale, perché tra Comune, Parco e Sovrintendenza
(personaggi e interpreti di questa farsa) nessuno si prende la briga di dirlo?
A che punto siamo della annosa vicenda è presto detto: il nuovo assessore ai
lavori pubblici, Roberto Bucciarelli, questa mattina sarà a Lucca per un
incontro con la Sovrintendenza nel corso del quale sarà nuovamente toccato
l'argomento via dei Lecci. Quando, nel luglio 2007, il parere positivo della
Sovrintendenza sembrava ad un passo dall'arrivare, forte dell'intesa raggiunta
tra Parco e Comune, da Lucca arrivò uno stop all'ultimo tuffo: l'architetto
Galuco Borella aveva ricevuto un progetto alternativo all'abbattimento del
muro, ritrovato nei cassetti del Comune dall'associazione Italia Nostra, e
sospese il giudizio. Comune e Parco ricorsero anche al parere dei propri legali
sostenendo che compito della Sovrintendenza era approvare o respingere progetto
e intesa pervenuti dai due enti. E non sospendere il giudizio. Alla ripresa,
dopo le ferie, il clima tra i tre soggetti si fa rovente e la Sovrintendenza -
annunciò l'allora assessore Fabrizio Manfredi - girò la "palla" ai
propri vertici regionali. Sul finire del 2007, però, sembrò aprirsi un altro
spiraglio (nel frattempo, però, il milione e 700mila euro di finanziamento
dell'opera era nuovamente scomparso dal Piano operativo della Viareggio
Patrimonio): da Lucca arrivò la richiesta di una relazione, da parte del Comune
di Vierggio, che spiegasse meglio l'urgenza e la fondamentale importanza del
progetto, abbattimento del muro compreso. Ieri, preparandosi all'incontro di
oggi, il nuovo assessore Roberto Bucciarelli ha chiesto una relazione
all'ufficio lavori pubblici del Comune: "Mi è stato riferito - spiega -
che l'architetto Borella, negli ultimi incontri con l'amministrazione Marcucci,
ha espresso l'intenzione di non discuterne più fino a nuovo sindaco
insediato". Insomma, sembra di capire, i rapporti tra l'ex assessore
all'urbanistica, Manfredi, e la Sovrintendenza si era fatti così tesi da non
permettere di fare passi avanti nella vicenda. Tanto che la relazione chiesta
sui motivi dell'urgenza dei lavori, documento che avrebbe potuto far fare un
passo avanti, dagli uffici di piazza Nieri e Paolini non sarebbe mai uscito
diretto a Lucca. Eppure, spiegava l'ex assessore Manfredi sul
"Tirreno" del 10 luglio 2007, "il Comune spera di poter attivare
la gara entro la fine dell'anno. è questo l'impegno che mi sono preso quando,
qualche settimana fa, ho incontrato il padre e il nonno di Veronica Giunta. Con
i quali ho avuto una chiacchierata molto intensa e, a tratti, anche commovente.
Ma mi sembra che anche loro abbiano capito ed apprezzato l'impegno che c'è da
parte dell'amministrazione per portare a termine l'intervento".
( da "Sole 24 Ore, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: JOB 24 data: 2008-09-17 - pag: 27 autore: Collocamento privato. Ogni
addetto ha assicurato un impiego a 36 disoccupati contro i sei dei centri pubblici
Le agenzie trovano 205mila posti Nel 2007 stabilizzato un lavoratore interinale
su tre - Più tutele nel contratto Cristina Casadei Il posto fisso entra nelle
agenzie del lavoro: un lavoratore in somministrazione su tre viene infatti
stabilizzato. E così, per chi continua a identificare gli intermediari privati
come gli sportelli della precarietà, è arrivato il momento di fare i conti con
questi dati di Assolavoro: degli interinali impiegati nel periodo 2004-2006,
circa 650mila, ben 205mila risultano avere un posto stabile nel 2007. Stabile
ormai non è più una parola tabù nelle agenzie ma è una delle nuove connotazioni
del lavoro che vogliono offrire. Ed è molto più di un intento.Se dall'indagine
di Assolavoro – l'associazione cui fa capo un numero di intermediari che
rappresentano il 95%del mercato –emerge che è la direzione verso cui sta
andando il mercato, il nuovo contratto di lavoro la include come una delle più
importanti e discusse novità. "Il quadro in futuro dovrebbe migliorare
sempre di più, visto che nell'ultimo rinnovo del contratto abbiamo introdotto
una clausola per cui un lavoratore che presta lavoro per 36 mesi presso la
stessa agenzia deve essere stabilizzato ", spiega il direttore generale di
Assolavoro Agostino Di Maio. Nel biennio 2006-2007 le agenzie hanno trovato
un'occupazione a un milione e 213.603 persone ossia quasi la metà dei
richiedenti. Immaginare un Paese senza il collocamento privato oggi sembra
impossibile e fa nascere almeno una domanda: chi avrebbe fatto da intermediario
per un numero così alto di persone in cerca di un lavoro? Una risposta è certa:
non i centri per l'impiego che, dopo aver percorso un lungo tratto sulla via
dell'efficienza nel biennio 2006-2007 sono arrivati a occupare 95mila persone
ossia il 4,1% di chi vi si è rivolto in cerca di un lavoro. Il confronto privatopubblico assomiglia al confronto tra burocrazia ed efficienza. Gli operatori
privati hanno 11mila dipendenti contro i 15mila del pubblico, ma hanno 2.500
sportelli ossia 5 volte di più del pubblico. "Abbiamo cablato tutto il
territorio nazionale – dice Di Maio – e questo ci consente di raggiungere più
facilmente gli utenti". Così, in due anni, ogni impiegato delle
agenzie ha trovato un lavoro stabile a 36 persone contro le 6 dei centri per
l'impiego. Oltre ad aver garantito un'occupazione temporanea ad altre 800mila
persone. La stagione dell'interinale si è aperta dieci anni fa con 24.880
lavoratori pionieri che hanno sottoscritto uno dei nuovi contratti di impiego;
nel 2007 sono diventati quasi 600mila di cui 252.647 donne e 342.097 uomini. Il
confronto con l'Europa ci vede dietro Germania (1%), Regno Unito (5%), Francia
(4%): il lavoro temporaneo in Italia rappresenta lo 0,9% sul totale della
popolazione attiva con una distribuzione molto diversa: il 67,66% sono al Nord,
il 18,17% al Centro e il 14,46% al Sud. "Siamo più presenti nelle aree
dove il mercato del lavoro è più trasparente ed evoluto, cioè dove l'incontro
tra domanda e offerta avviene soprattutto grazie agli operatori e non con le forme
tradizionali, come le conoscenze o la raccomandazione ", osserva di Maio.
La legge prevede un trattamento retributivo e normativo paritetico fra
lavoratore temporaneo e subordinato per evitare che le agenzie si trasformino
da un'opportunità di collocamento a uno strumento per abbassare il costo del
lavoro, indipendentemente dal tipo di contratto che il lavoratore ha con
l'agenzia. "Vi è anche il divieto per le agenzie di opporsi all'assunzione
a tempo indeterminato, anche prima della scadenza del contratto. E infatti il
40% dei lavoratori che trovano impiego attraverso le agenzie viene stabilizzato
dalle imprese utilizzatrici", spiega Gennaro delli Santi Cimaglia,
presidente di Assolavoro. L'offerta, inoltre, sta andando verso una
qualificazione più alta. A dimostrarlo è il monte retributivo che nel 2007 è
stato pari a 3.395 milioni di euro e registra un incremento del 17,4% rispetto
al 2006. "Questo incremento significa che la somministrazione si sta
allargando verso attività lavorative a retribuzione più elevata e quindi più
qualificate", dice Di Maio. Fra i temporanei prevalgono gli uomini con
circa il 55,3% del totale. La quota delle donne tuttavia è in crescita ed è
passata dal 39,9% del 2002 al 44,7% del 2007. Cambiano lievemente anche i
settori in cui lavorano. Nel 2002 gli addetti nell'industria erano in netta
prevalenza con una quota del 57,2%, che oggi è scesa al 54,3%, a favore del
terziario che ha raggiunto il 42,6%, mentre rimane stabile la quota delle
costruzioni. Ma chi sono i lavoratori in somministrazione? Un'indagine Ipsos ha
messo in luce che le agenzie favoriscono le prime esperienze nel mondo del
lavoro per il 71,5% dei giovani. Nella fascia tra i 18 e i 24 anni la
percentuale si alza fino al 78,4 per cento. "L'apprezzamento maggiore si
riscontra tra i giovani, forse perché conoscono di più e hanno maggiore fiducia
verso il lavoro temporaneo a cui solo in tempi recenti hanno iniziato a
ricorrere anche gli over 40 – interpreta Di Maio –. La non conoscenza purtroppo
lo ha fatto confondere a lungo con forme di flessibilità non garantite come le
finte cooperative o gli appalti spuri. Ma la nostra è una flessibilità buona
che assicura al lavoratore sicurezze e garanzie". L'EVOLUZIONE Dieci anni
fa i dipendenti assunti con un accordo di somministrazione erano 24.880, ora
hanno raggiunto quasi quota 600mila.
( da "Centro, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Avezzano Trent'anni
di ricorsi, calvario per un anziano Vince in Cassazione per il riconoscimento
del tetto previdenziale ma non basta Il figlio racconta: neppure una sentenza
della suprema corte a sezioni riunite ha placato la sete di giustizia di mio
padre FABIO CASMIRRO CHIETI. Quasi trent'anni di contenzioso con l'Inps per
vedere riconosciute le differenze pensionistiche. Ma neppure una sentenza
favorevole della Cassazione, a sezioni riunite, riesce a placare la sete di
giustizia di un anziano arrivato alla soglia dei novant'anni. E' la storia di
Livio Giuliani che emerge da faldoni di carte, ricorsi giudiziari, un calvario
continuo tra tribunali e studi legali. A raccontarla è il figlio Giuseppe, che
non si dà pace per vedere riconosciuto un diritto che considera sacrosanto. E'
una sentenza emessa nel 2004 dalla sezione lavoro della suprema corte a
confermare la decisione di un primo verdetto pretorile. Poi una seconda
sentenza del tribunale, infine l'ultima decisione della Cassazione, questa
volta a sezioni riunite, per ribadire quel che già la Corte dei conti aveva
evidenziato: mettere fine al lungo contenzioso con l'Inps e riconoscere
all'anziano, originario di Scerni, le differenze pensionistiche. Il risultato
qual è? "Che, a oggi, nonostante l'esito positivo della vicenda sul piano
processuale, l'Inps se ne infischia di dare esecuzione all'ultima sentenza
della Cassazione". Giuseppe Giuliani, 66 anni, pensionato a sua volta,
figlio dell'anziano più bistrattato dal sistema previdenziale, non ci sta.
"Non si può trattare così un uomo che ha lavorato tutta la vita",
dice, "mio padre ha perso la vista a un occhio sul luogo di lavoro. Era un
ottimo caldaista. Ha cominciato a versare marchette sin dal 1935 e ha lavorato
sino alla fine degli anni Ottanta". Il figlio mostra documenti, l'estratto
dell'ultima sentenza favorevole, rievoca aneddoti sul padre, "grande
lavoratore". Ma tant'è. "Allo stato attuale", racconta,
"l'Inps sostiene di aver dato esecuzione a quanto disposto dal giudice, predisponendo
il cosiddetto modello 303/a e la relativa determinazione, riconoscendo pertanto
un'anzianità di servizio di 40 anni. Ciò che non si capisce, e che fa scandalo,
è che nel corso di questo contenzioso sono stati ben otto i modelli 303 inviati
a mio padre, tutti uguali e con firme diverse, ma riferiti sempre a 35 anni di
servizio. E che l'ultimo reca a penna l'aggiunta degli anni mancanti, ma con
importo pensionistico riferito a 35 anni". La determinazione modificata a
penna, prosegue Giuliani, ha fatto seguito a una sua visita negli uffici Inps.
"Ho sollecitato la pratica di mio padre", continua, "ma mi sono
visto offrire in maniera anomala una pensione di 25mila lire mensili con un
arretrato di 4-5 anni, oltre a quanto già percepito come minimo di pensione
Inpdap. Un'offerta che ho trovato inaccettabile". La famiglia Giuliani
vive come una tragedia la vicenda dell'anziano. "Anche il legale che cura
la pratica di mio padre", prosegue, "di fronte a un tale
ostruzionismo, è in seria difficoltà atteso che appare difficile trovare un
ente esterno all'Inps in grado di ricostruire con precisione i conteggi
specifici del caso". E' infatti necessario tornare indietro di diversi
decenni, ritrovare un filo logico tra un coacervo di leggi
e burocrazia, prassi disapplicate
da tempo, cambi di enti previdenziali disseminati in una costellazione di
acronimi: Cpdel, Inpdap, Inps. Un inferno. Ma quale può essere la soluzione per
dare a Livio Giuliani la soddisfazione di non aver lavorato invano?
"Solo qualche procuratore della repubblica di buona coscienza e onestà
intellettuale", dice, "può risolvere un problema che mina ogni giorno
la tranquillità della mia famiglia, intervenendo con gli strumenti opportuni
preposti al rispetto della legge".
( da "Mattino, Il (Benevento)" del 17-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Statali, vince la
vignetta di Brunetta formato Mao Un Brunetta versione Mao Zedong che brandisce
orgoglioso un libretto rosso (della mutua?) accompagnato dalla scritta
"Visitarne uno per licenziarne cento". È la vignetta vincitrice del concorso per la più graffiante vignetta contro il ministro Renato
Brunetta e la sua politica di riforma della burocrazia. La vignetta, disegnata da Gianfranco Uber, genovese, pensionato
ex bancario di 65 anni, è stata scelta da una commissione. La più votata via
internet sul sito del ministero è stata invece quella di Luca Ortello, giovane
studente romano di famiglia napoletana.
( da "Sicilia, La" del 17-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Tutta colpa di una stampante.
E di un disinteresse collettivo. In una vicenda dai contorni sfumati anni '90,
quella del piano spiagge è una mancanza che affonda le radici in molteplici
responsabilità. Ultime, pare, della Regione. "Abbiamo aspettato per un
anno e mezzo - rivela Riccardo Lo Monaco, allora assessore al Mare - che
l'amministrazione regionale emanasse la cartografia della costa. Solo su quella
si poteva preparare un piano spiagge". Ma i tempi
della burocrazia sono noti
per essere atavici, tanto che "per mettere il palo di segnalazione
sull'isola di cani - aggiunge Lo Monaco - ci vollero 20 anni". Ma la
politica fa mea culpa. "I ritardi non sono solo dell'amministrazione
Bufardeci - prosegue - e la I commissione Urbanistica ci ha preso di mira per
tutto il tempo. La vita amministrativa è complicata più dalle carte che
dalla volontà. Carte, uffici e burocrazia la
imbrigliano". Il piano spiagge è un piano regolatore a tutti gli effetti e
necessita di studi approfonditi, eppure negli ultimi anni le polemiche sulle
nuove concessioni ai privati non sono mancate. "Ma noi non abbiamo mai
dato alcun parere sulla costruzione di solarium o pontili - ammette Lo Monaco -
era la Capitaneria di porto, per competenza, a istituire la pratica per
trasmetterla alla Regione". A un certo punto, però, ci si imbatte nella
disorganizzazione amministrativa. "Ci siamo trovati - sottolinea ancora -
a non poter elaborare alcun piano spiagge perché per stampare la pianta della
costa siciliana la Regione usava una stampante piccola e un solo impiegato. Non
potevamo farlo perché l'aerofotogrammetria doveva fornirla l'assessorato
regionale all'Ambiente. Sia io che quelli prima di me, assessore Corso incluso,
avevamo approntato un piano, consegnato peraltro agli uffici del comune prima e
a Palermo, all'assessorato alle Risorse mare, poi. Lì ci hanno detto che non
dovevamo ancora presentarlo perché attendevano le nuove norme, ma certo che a
Palermo sono stato colpito dagli scarsi mezzi messi a disposizione per
elaborare queste carte. Mancava la volontà politica, non si aveva davvero a
cuore il piano spiagge". Accusato di comportamento scorretto, il
funzionario Ignazio Barone rispose più volte a tono, ferito, confermando le
difficoltà riscontrate lungo il percorso. "Non c'era ancora una legge che
diceva come farlo - spiega un ancora risentito architetto - Doveva essere fatto
sulle tavole Gis, tavole particolari". In mancanza delle carte
morfologiche di dettaglio nulla può essere neanche abbozzato perché il rischio
di dedicarsi a un lavoro poi inutile è forte. "Hanno appena mandato le
carte catastali - conclude Barone - e solo adesso si può cominciare a
redigerlo, ma non a norma di legge". lu. sig.
( da "Stampa, La" del 17-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
"SKEMA",
AZIENDA LEADER NEL SETTORE Investire sul fotovoltaico per risparmiare nel tempo
Investire subito per risparmiare nel tempo: è la filosofia che regna alla "Skema"
di San Damiano, azienda diventata leader nel settore del fotovoltaico. Un
sistema di risparmio pulito che si sta sviluppando non solo nel campo
dell'edilizia pubblica, ma anche in quella privata. E sono sempre di più le
giovani coppie che, acquistando casa, si accostano a questa nuova possibilità.
L'azienda sandamianese, nonostante la novità del settore, ha alle spalle anni
di esperienza, sia nel campo privato che in quello pubblico, dove ha già
progettato e installato gli impianti fotovoltaici nell'ex tribunale astigiano,
le scuole "Anna Frank" e "Parini". E non si parla solo di
pannelli solari: tra le soluzioni a basso impatto ambientale ci sono anche
sistemi per l'illuminazione dei lampioni, pompe per l'acqua, impianti per cancelli.
Un'ampia gamma di possibilità per avere una casa dotata di tutti i comfort
risparmiando e, allo stesso tempo, riducendo l'impatto ambientale. Molti,
spiega Paolo Gallo di "Skema", i vantaggi del fotovoltaico: "In
una società che scopre sempre di più il valore ambientale come bene reale,
economico ed etico, questa fonte di energia ha sicuramente molti validi motivi
per affermarsi. Il soddisfacimento del crescente fabbisogno di energia -
aggiunge - dovrà essere assicurato nel più rigoroso rispetto
dell'ecosistema". Tra i vantaggi, l'impianto fotovoltaico non ha parti in
movimento, per cui non ha bisogno di combustibili e funziona a temperatura
ambiente. In più, resiste agli agenti atmosferici, alle radiazioni Uv e agli
sbalzi di temperatura, i moduli sono riciclabili (le componenti non
deteriorabili possono essere riutilizzate). "Realizzare un impianto
fotovoltaico - aggiunge Gallo - fa nascere una nuova consapevolezza nei
confronti dell'utilizzo razionale dell'energia". Si tratta poi di un
investimento che conviene: "Forse non si sa che gli
incentivi statali superano notevolmente i costi di qualsiasi impianto, e la burocrazia si è alleggerita" fa
notare il titolare della "Skema". Le modalità di incentivazione per
gli impianti connessi alla rete elettrica sono stabilite da un decreto
ministeriale del 2007: "La tariffa riconosciuta si applica all'energia
prodotta dal sistema fotovoltaico per 20 anni". Con diverse
possibilità: "Lo scambio sul posto consente di scambiare l'energia
prodotta in eccesso con quella prelevata dalla rete elettrica, usata per
esempio nelle ore notturne, oppure con la cessione in rete si può vendere
l'energia non consumata al libero mercato o al gestore della rete
elettrica". In ogni caso, l'azienda sarà al fianco dei clienti: "Ci
occupiamo noi anche della richiesta dei contributi, ambito che spesso necessita
di specialisti". Nella foto, un impianto della "Skema".
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
17-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Commenti Pagina 316
panorama politico In attesa delle strategie d'autunno Panorama politico di
Sergio Soave --> di Sergio Soave Il panorama politico che si presenta alla
ripresa dell'attività dopo le ferie estive non si differenzia molto da quello
che ha caratterizzato i primi cento giorni del terzo governo di Silvio
Berlusconi. Questo significa che l'attesa e pronosticata crisi di consenso
sulla quale si fondava la strategia d'autunno annunciata da Walter Veltroni non
si è, almeno per ora, verificata. Questo ha provocato due fenomeni diversi
nella maggioranza e tra le opposizioni. Le differenze che emergono nella
maggioranza, soprattutto per l'esigenza della Lega di affermare il suo ruolo determinante
nell'alleanza, hanno l'effetto di spingere verso soluzioni rapide dei problemi
sul tappeto. L'esempio dell'attivismo del premier su varie situazioni critiche
- da quelle nostrane dei rifiuti di Napoli e della crisi di Alitalia a quelle
insorte sul piano internazionale con l'affare georgiano - provoca emulazione
nei suoi ministri, che puntano a ottenere effetti visibili e immediati sui vari
terreni, dalla riforma federale a quella della burocrazia, dalla scuola alla giustizia,
al contenimento della criminalità, in particolare di quella legata
all'immigrazione clandestina e al nomadismo. Se c'è una differenza che si
presenta di carattere meno tattico, questa riguarda l'intenzione della Lega di
tallonare il Partito democratico su tematiche specifiche, dalla
preoccupazione degli amministratori per l'abolizione dell'Ici a quella della
corporazione scolastica sull'abolizione del maestro plurale, allo scopo di
sfondare a sud del Po, estendendo gli esiti elettorali imprevistamente
incoraggianti ottenuti alle elezioni politiche dal Carroccio in Emilia Romagna.
L'aspetto più critico del contesto nazionale, la stasi economica che sta
volgendo in recessione, non solleva per ora ondate di protesta sociale
considerevoli, perché si sta diffondendo la convinzione che per uscire da
questa situazione sia necessario preliminarmente mettere un po' di ordine,
riformando radicalmente il sistema contrattuale del settore privato e
intervenendo con misure efficientistiche altrettanto, se non più decise, nel
settore pubblico. Così la maggioranza si trova a gestire un inedito blocco
d'ordine riformatore, difficile da inchiodare su posizioni meramente
conservatrici e restauratrici proprio per la sua consonanza anche con le
aspettative di trasformazione, che vengono però attese come conseguenza di una
iniziativa dall'alto, sostenuta da un consenso prevalentemente passivo e
attendista ma tuttora crescente. Sul piano delle relazioni politiche, questa
condizione della maggioranza si esprime in una forza di attrazione verso le aree
"confinanti" dell'Udc da una parte e della Destra dall'altra, che
troveranno una prima importante verifica nella tornata di elezioni
amministrative e regionali che a partire dall'autunno abruzzese arriveranno
alla primavera, con la verifica generale delle elezioni europee. Il processo
innestatosi nelle opposizioni è di segno quasi specularmente opposto.
L'attrazione che si prefiggeva di esercitare il Pd, di gran lunga la formazione
maggioritaria nella minoranza, non ha trovato modo di realizzarsi effettivamente,
né verso l'estrema sinistra che intende reagire alla sconfitta che l'ha
estromessa dalle aule parlamentari con una riaffermazione identitaria, né verso
l'area socialista e radicale che puntano, seppure per vie diverse, alla
riproposizione di temi laicisti sui quali il Partito democratico non è in grado
di esercitare un'egemonia culturale, né verso i centristi dell'Udc,
condizionati nei fatti dall'alleanza col centrodestra realizzata in Sicilia,
dove raccolgono la quota più rilevante di consenso elettorale. La vera
difficoltà, però, si è concretizzata nei rapporti con l'unico alleato
elettorale esterno (quello con i Radicali si era invece realizzato all'interno
delle liste del Pd), l'Italia dei Valori, che ha accentuato, se possibile, la
sua tradizionale caratteristica giustizialista e girotondina, mettendosi in
aperta concorrenza con il maggiore alleato, puntando a imporgli il suo stile di
opposizione, che però contraddice la sua radicalità alla vocazione
maggioritaria del Pd. In questa situazione, anche il vantaggio strutturale del
Pd, partito ancora con organismi provvisori, sul Popolo delle Libertà, tuttora
solo una sigla elettorale in attesa di trasformazione in formazione politica
organizzata, non dà il risultato di una maggiore compattezza interna,
condizione indispensabile per realizzare una tattica politica non ondeggiante e
incerta.
( da "Stampa, La" del 17-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il caso Novità per
studenti e pensionati Si vendemmia e i "buoni" sono già 40 mila
FIAMMETTA MUSSIO ASTI Esperimento dei "buoni vendemmia" riuscito,
almeno in alcune regioni. Lo dice un primo bilancio tracciato dall'Inps: in
Piemonte, si sfiora quota 40 mila voucher acquistati dalle aziende (230 mila in
Italia, con punte in Veneto ed Emilia e il Sud invece ancora da convincere ad
uscire dal lavoro nero, visto che regioni come la Puglia o la Sicilia sono
ferme sotto quota duemila buoni). Il numero di adesioni in Piemonte al 15
settembre è di 38.598: di questi 28 mila sono quelli già venduti, gli altri
sono "prenotati". Il provvedimento, introdotto da quest'anno consente
di mettere in regola lavoratori stagionali impegnati nella raccolta: è per ora
limitato alla copertura assicurativa e previdenziale di studenti (sotto i 25
anni) e pensionati. Tra i filari piemontesi, il primato va nettamente al
Cuneese: le aziende hanno richiesto quasi 24 mila buoni vendemmia. Seguono
l'Alessandrino (7600) e la provincia di Asti (5800). Fanalini di coda Torino
(900) e Novara (350). Ma al momento sono dati indicativi che si riferiscono
alla vendemmia di moscato, pinot nero e chardonnay. Deve ancora cominciare la
raccolta delle uve rosse: e quando, si cominceranno a staccare i primi grappoli
di barbera e nebbiolo il numero di voucher (paragonabile a quello delle ore
lavorate in vigna) sarà destinato a crescere ancora. "Si tratta di un
ottimo risultato, seppur ancora parziale - commenta l'assessore regionale
all'Agricoltura Mino Taricco - ci conferma la validità e l'efficacia della
scelta che abbiamo fatto, tra le prime regioni italiane. La nostra vendemmia,
per tipologia e varietà dei vitigni, è lunga e durerà fino a metà ottobre. Per
questo i dati riscontrati finora sono estremamente incoraggianti ed è possibile
prevedere che vi sia un'ulteriore richiesta di voucher nelle prossime
settimane". L'assessore fa una richiesta al governo: "Vista la
risposta positiva di aziende e lavoratori, chiedo di estendere l'utilizzo dei
voucher ad altre campagne di raccolta: penso ad alcune tipologie di frutta, che
verranno raccolte in autunno e che potrebbero già beneficiare di strumenti
analoghi". Altro problema segnalato è l'impiego di extracomunitari nei
lavori agricoli: aziende e associazioni di categoria chiedono di poter
regolarizzare stagionalmente anche la manodopera straniera in forme più
semplici. I voucher (sono nominali e costano 10 euro, di cui 7,5 è la
retribuzione netta che va al lavoratore) si prenotano nelle sedi provinciali
dell'Inps, oppure on line sul sito www.inps.it. Si riscuotono negli uffici
postali. La "corsa" ai voucher è dunque una
dimostrazione, secondo il direttore regionale Inps Rosario Bontempi, di come
"la semplificazione degli adempimenti burocratici produca più
comportamenti corretti". Come dire meno burocrazia e meno lavoro nero.
( da "Stampa, La" del 17-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Personaggio Da
Torino alle valli del Gran Paradiso "Grazie a patate e miele la mia vita è
cambiata" ALESSANDRO BALLESIO PONT CANAVESE A ventisette anni sei di
fronte a un bivio. "Rimanere a Torino, dove ho sempre vissuto? Mia madre e
mio fratello hanno un negozio di materiale elettrico in piazza San Giovanni, di
fronte al duomo. E mio padre ha sempre fatto l'elettricista". Alessandro
Gotta, invece, ha lasciato il suo alloggio in via Principi d'Acaja, il traffico
del centro, un impiego sicuro, magari dietro a una scrivania. Ha imboccato
l'altra strada: quella che di solito percorrono, ma al contrario, decine di
ragazzi della sua età nati e cresciuti nelle valli. Abbagliati dalle luci della
grande città. E allora eccolo qui, il sogno di Alessandro che è diventato
realtà: un orto di
( da "Cittadino, Il" del 18-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
N Come fare a
ritrovare la propria identità, a ricomporre il puzzle di una vita tormentata?
Boris Zaidman, ebreo russo, emigrato dalla Moldavia in Israele a 13 anni, per
farlo si cimenta per la prima volta con un'autobiografia in cui racconta il
disagio di un'esistenza alla continua ricerca. E in questo interessante libro
lancia anche uno sguardo nuovo sulla storia passata e su quella più recente del
suo popolo. Il viaggio in treno di un giovane studioso ebreo ormai in carriera,
che da Israele, dove con la famiglia si è rifugiato da bambino, torna nella
Federazione russa per parlare ai candidati all'emigrazione verso Israele, non è
solo un doloroso ripercorrere la memoria della deportazione nazista, dei gulag
sovietici fino all'impatto col mondo occidentale in Israele, ma è anche
l'occasione per riflettere in modo disincantato e amaro sull'assurdità dei
regimi; non è solo il racconto di vita di Anatoly Schneidermann, bambino,
ragazzo e adulto che cambia stile di vita, lingua e generalità travolto,
insieme con la famiglia, dai grandi cambiamenti della storia, ma è anche il bilancio
di un'esistenza: prima, l'antisemitismo, l'aspirazione alla libertà e il sogno,
poi, la fredda burocrazia, l'abbandono della lingua madre, l'adeguamento ai modelli di
vita occidentali e l'amarezza per l'omologazione. In crescendo, una condizione
di perenne inadeguatezza, di estraneo tra estranei. "Flash back color
seppia con un effetto altamente autentico" dice Tolik adulto, guardando a
ritroso la sua vita di bambino, quella dei genitori e del suo popolo,
dominata dalla paura e dallo sradicamento. Antonino SidotiBORIS
ZAIDMAN,Hemingway e la pioggiadi uccelli morti,Il Saggiatore, Milano 2008,pp.
192,16 euro.
( da "Secolo XIX, Il" del 18-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Obiettivo: creare
una cultura di lavoro comune I POLITICI DI OGGI devono imparare ancora molto e
per questo l'Unione europea ha pensato bene di proporre per loro l'istituzione
di un programma Erasmus, come quello previsto da diversi anni per gli studenti
universitari, con i costi a carico del contribuente Ue. E' quanto prevede una
raccomandazione approvata in questi giorni dalla Commissione per lo sviluppo
regionale del Parlamento europeo e presentata dall'europarlamentare
liberaldemocratico francese, Jean-Marie Beaupuy, in questi mesi di Presidenza
transalpina di turno dell'Unione. Il documento, va da sé, è stato approvato a
larga maggioranza e istituisce un programma di scambio fra politici locali e
dipendenti pubblici di vari Stati membri dell'Unione europea, "al fine di
condividere esperienze, creare una cultura di lavoro comune e ridurre i tempi
della burocrazia evitando così
molti sprechi che pesano sul bilancio comunitario". Costo previsto per
questa iniziativa pilota, 7 milioni di euro. L'eurodeputato francese Beaupuy,
nell'avanzare la sua idea del politico-studente e felice in giro per il Vecchio
Continente, ha sottolineato come sia "la scarsa formazione degli
amministratori pubblici locali la principale causa di un cattivo
utilizzo dei fondi europei". Un uovo di Colombo, il cui meccanismo è
alquanto curioso: per rendere i politici capaci di non sprecare i fondi
europei, costituiti con i soldi dei contribuenti, pure di quegli italiani,
perché non prevedere un tour formativo, sul modello Erasmus ma nelle
amministrazioni anziché negli atenei, anche questo a carico dei contribuenti?
Per capire meglio cosa aspetterà gli eurodeputati, una volta decollata e in
vigore la proposta Beaupuy, basta dare un'occhiata a cos'è e come funziona il
progetto Erasmus per gli studenti universitari. Varato dall'Unione Europea nel
maggio del 1987 negli intenti dovrebbe servire a rafforzare la qualità e la
dimensione europea dell'istruzione superiore incoraggiando la mobilità di
studenti e docenti universitari. Il programma permette agli studenti degli
istituti di istruzione superiore titolari di un "Erasmus University
Charter" di trascorrere un periodo di studi presso un istituto di uno dei
paesi partecipanti al programma, che abbia firmato un accordo bilaterale con
l'istituto di appartenenza. Lo studente può ricevere un contributo comunitario
ad hoc, ha la possibilità di seguire corsi e di usufruire delle strutture
disponibili presso l'istituto ospitante senza ulteriori tasse di iscrizione,
con la garanzia del riconoscimento del periodo di studio all'estero tramite il
trasferimento dei rispettivi crediti, con il supporto dell'European Credit
Transfer System (ECTS). Il programma consente soprattutto di vivere esperienze
culturali e di istruzione all'estero. Massimiliano Lenzi 18/09/2008.
( da "Repubblica, La" del 18-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina VIII - Genova
L'accordo Pace authority-trasportatori "Meno burocrazia, più sicurezza pronti i nuovi
investimenti" Accordo raggiunto tra autorità portuale e autotrasportatori:
i rappresentanti delle associazioni di categoria e il presidente Luigi Merlo
hanno sottoscritto un protocollo di intesa che pone l'attenzione, in
particolare, sugli investimenti, sulla sicurezza e sullo snellimento
burocratico. "Il documento è carico di impegni, non è un documento
generico - sottolinea Merlo - Ci sono molti impegni assunti dall'authority che
non sono più solo quelli tradizionali legati all'autoparco ma impegni, che
saranno contenuti materialmente nel piano delle opere 2009, rispetto alla viabilità,
rispetto all'organizzazione delle soste transitorie, rispetto ad una diversa
relazione con i principali terminalisti, in particolare Vte e Sech, sia per la
gestione dell'ordinario sia per la gestione dell'emergenza. Due gli obiettivi
principali del documento: la sicurezza, in ambito portuale per quel che
riguarda l'autotrasporto e non solo, l'accelerazione dei processi, e quindi ad
esempio l'interconnessione con il preclining, per ridurre i tempi di attesa e
aumentare l'efficienza anche dell'autotrasporto". In base al protocollo
d'intesa, l'authority si impegna a avviare una serie di investimenti per il
riordino della viabilità e delle aree di sosta al Vte. Al contempo, l'accordo
punta ad una maggiore sicurezza per gli autotrasportatori e alla semplificazione
delle procedure preliminari all'arrivo di una nave in porto.
( da "Eco di Bergamo, L'" del 18-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Sul divieto di
caccia un tavolo congiunto" "Rivogliamo i nostri diritti e le nostre
tradizioni", campeggia a chiare lettere sui cartelli. Il presidio
dell'Associazione cacciatori lombardi (Acl) ieri mattina in Valmarina, davanti
alla sede del parco dei Colli di Bergamo è stata una scelta obbligata.
"Siamo esasperati dal gioco dei tre cantoni ? dice il coordinatore
regionale Fortunato Busana, insieme ai cacciatori presenti ? ad opera del parco
dei Colli e della Provincia, e per questo abbiamo deciso pur malvolentieri di
organizzare questo presidio, perché siamo comunque a favore del confronto, senza trincerarsi dietro alla macchina della burocrazia, e per evitare il ricorso al
Tar". "L'attuale posizione dell'assemblea del parco, contraria alla
caccia solo in alcune aree del parco ? spiega il presidente Gianluigi
Cortinovis ? fa riferimento non all'intero perimetro del parco dei Colli ma in
particolare alla piana di Almé e al parere degli agenti di vigilanza,
che segnalano l'incompatibilità della caccia, in forma di appostamenti fissi,
con la pista ciclopedonale, evidenziata anche dall'autorizzazione pervenuta da
parte della Provincia, nella quale il nucleo ittico venatorio della polizia
provinciale segnala l'impatto negativo per gli utenti della pista".
"In seguito a questo ? conclude ?, l'assemblea del parco ha emesso la
delibera d'indirizzo alla Provincia in cui si esprime parere contrario,
comunque non vincolante, alle attività di caccia nelle aree oggetto di
segnalazione". "Una richiesta che lede profondamente i diritti dei
cacciatori ? ribatte Busana ?, poiché una delibera d'indirizzo ha appunto
valore di indirizzo e non ha valore di legge; inoltre non tiene conto di quanto
previsto dalla legge 157 del '92 che parla in modo chiaro di distanze e messa
in sicurezza, ma mai di divieto di attività di caccia". L'invito che il
presidente del parco rivolge ai cacciatori è trovare soluzioni diverse, con un
po' di buon senso da parte di tutti. "Al di là delle singole problematiche
personali ? spiega ancora il coordinatore regionale ? quello che chiediamo è un
tavolo congiunto al quale si siedano tutti gli interessati: servizio faunistico
provinciale, parco dei Colli di Bergamo e associazioni venatorie attraverso il
quale arrivare ad una soluzione. La vera delibera, decisione ultima, spetterà
poi all'ente competente, la Provincia". Laura Signorelli.
( da "marketpress.info" del 18-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Bruxelles, 18
settembre 2008 - La Piattaforma Tecnologica Europea per l'Energia Eolica
(Tpwind) ha affermato, nella sua ultima Agenda strategica per la ricerca (Sra),
che l'energia eolica ha il potenziale per coprire il 28% della richiesta di
consumo di elettricità nell'Ue entro il 2030. Secondo la segreteria della
Tpwind però, prima che tale obiettivo possa essere raggiunto, sia i
responsabili delle politiche che gli attori del settore devono stabilire ed
implementare un'azione strategica nel campo della tecnologia e della politica
di ricerca. Nella sua Sra la Tpwind descrive uno sviluppo dell'energia eolica
in tre fasi. Da adesso fino al 2020 ( Fase 1), nell'Ue l'energia eolica
potrebbe coprire quasi il 15% delle richieste di consumo, con una capacità
installata di 180 gigawatt/ore. Tale capacità potrebbe espandersi a 300
gigawatt/ore nel periodo 2020-2030 ( Fase 2). Infine, la Fase 3 si concentrerà
sul rafforzamento delle esportazioni europee di energia eolica. La Sra
sottolinea che la mobilitazione, sia della ricerca industriale che delle
risorse pubbliche in Europa, che dovrebbe essere assicurata attraverso la
coordinazione degli investimenti a livello regionale e nazionale, può aiutare
l'Europa a dimostrarsi all'altezza di affrontare le difficoltà tecnologiche e
industriali. Quest'ultima Sra offre agli europei una guida su quali priorità di
ricerca e quali azioni debbano essere realizzate in modo da garantire lo
sviluppo del settore dell'energia. Una sezione della Sra si concentra su una
strategia di sviluppo del mercato che valuta cosa si può fare per eliminare le
barriere del mercato all'uso e al funzionamento diffuso dell'energia eolica.
Sono stati proposti vari metodi, tra cui tagliare i costi di investimento,
autorizzare l'accesso a griglie energetiche e applicare
tagli alla burocrazia.
"La visione di Tpwind e il piano d'azione per la ricerca, come presentati
nella Sra, sono importantissimi passi avanti per l'espansione dell'energia
eolica in Europa," ha commentato il presidente della Tpwind, Henning
Kruse. "Adesso è il momento di cominciare a mettere in pratica il piano
d'azione, e per riuscirci il sostegno della Commissione europea e degli
Stati membri farà la differenza. " Come facilitazione, la Tpwind fornisce
sostegno per lo sviluppo di una politica dell'Ue e nazionale efficace che si
rivolge a mercati più forti e alla cooperazione per lo sviluppo tecnologico
attraverso l'innovazione, e progetti di ricerca e sviluppo nuovi e esistenti. Il
risultato finale è che il lavoro fatto porterà a prezzi più competitivi per le
tecnologie di produzione di energia alternativa. Lanciata nel 2006 e coordinata
dall'Associazione europea dell'energia eolica (Ewea), la Tpwind si propone di
individuare progetti di ricerca e di ridurre i costi dell'energia eolica.
L'energia eolica rappresenta la prima scelta in Europa rispetto all'energia
rinnovabile, in particolare a causa della crescente preoccupazione per quanto
sta succedendo al nostro pianeta. Altrettanto significativo è il fatto che
l'industria europea tiene le redini sul mercato internazionale. L'esaurimento
del petrolio e del gas, e gli effetti che i cambiamenti climatici stanno avendo
sulla Terra sono solo alcune delle questioni che continuano a preoccupare non
solo il mondo dell'industria e il mercato, ma anche la popolazione in generale.
I dati più recenti indicano che il consumo di energia eolica e lo sviluppo
industriale aiuteranno l'Europa a risparmiare 600 tonnellate cubiche di
biossido di carbonio ogni anno. Per ulteriori informazioni: http://www.
Windplatform. Eu/ . . . <<BACK.
( da "Messaggero, Il (Marche)" del 18-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
A Provincia ha posto
i punti cardine per redigere le schede progettuali sulla riconversione della
Sgl Carbon. I tempi sono da record per la burocrazia. La data utile per presentare
le schede in Regione, che verranno poi inoltrate a Roma, è il 30 settembre. Il
presidente della Provincia Massimo Rossi ha fatto appello allo sforzo corale di
tutti gli attori del territorio per vincere la sfida e far arrivare ad Ascoli
20 milioni di euro nell'area Carbon per la riqualificazione dei siti inquinati.
Per il Comune di Ascoli c'era l'assessore Francesco Viscione a rappresentare il
sindaco Celani impegnato in una conferenza di servizi. "E' importante -
dice il presidente Rossi - che siano tutti e due i nostri enti, Comune e
Provincia, a presentare insieme la scheda. Poi naturalmente quanto condiviso
dal Tavolo oggi dovrà essere sottoposto a ratifica nelle sedi
democratiche". Rossi chiede un atto di coraggio perchè un territorio in
crisi strutturale ha bisogno di un colpo di coda istituzionale che dia il senso
della credibilità ai privati e alla loro voglia di investire nella conoscenza,
nell'innovazione, nel futuro. E' Umberto Cao, preside della facoltà di Architettura
di Unicam, a dare il brivido dell'innovazione nella lettura urbanistica
dell'accessibilità all'area Carbon: "stravolge" la posizione attuale
della stazione ferroviaria "in linea" per pensarla "in
testa". Si entra insomma all'interno dell'area Carbon con il treno e
volendo si può pensare che la ferrovia attraversi anche il fiume. Intorno a
questo nucleo pensate anche il resto delle infrastrutture viarie. Si sceglie di
puntare sulle nanotecnologie nella meccanica, sul design e la realtà virtuale,
nella sensorica e sull'energia e l'ambiente. Tragitti per orientare gli
investitori privati. In questo ambito la ricerca pubblica diventa un presidio
fondamentale del sito. Le schede da presentare poggiano sulla individuazione di
obiettivi strategici: un Polo multidisciplinare per la produzione di
conoscenza. Intorno a questo nucleo centrale l'alta accessibilità favorita
dalle infrastrutture. Su un terzo dell'area Carbon si insediano i laboratori di
ricerca creati dagli enti come Tecnomarche, Cnr, università regionali e non,
l'incubatore di imprese nell'alta tecnologia, ancora gli spin off accademici, e
anche piccole aziende create da un paio d'anni anche se con un piccolo
fatturato, ma che abbiano già un progetto ingegnerizzato. Poi unità di ricerca
e progettazione di aziende competitive come può essere il Gruppo aerospaziale
Gavazzi. Complementare a queste attività di ricerca e produzione di progetti
innovativi un polo museale che divenga showroom espositiva e promozionale
permanente di quanto prodotto all'interno di questa "fucina"
tecnologica che vedrà la luce nell'area Carbon, un museo della scienza. E un
polo informativo con realtà virtuale insieme ad un auditorium per la città. Più
a breve, invece, la soluzione del problema Ahlstrom. Domani a Torino ci sarà un
incontro decisivo tra la dirigenza finlandese e i rappresentanti del fondo
sovrano cinese che da mesi ha in piedi una complessa trattativa per
l'acquisizione dello stabilimento ascolano. Lunedì. infine, videoconferenza
nella speranza che arrivino buone notizie. G.Ami.
( da "Repubblica, La" del 18-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cronaca Roma, con i
vigili a caccia di lucciole Ragazze in fuga, risse coi trans, clienti
impauriti: in 24 ore 136 multe Per tentare di aggirare l'ordinanza molte
battono alla fermata del bus MASSIMO LUGLI ROMA - Una freccia. Neanche il tempo
di inchiodare davanti alla piazzola lercia come un immondezzaio e la ragazza è
già in fuga. Uno scatto degno di Usain Bolt, una figura alta e snella che
rimpicciolisce a vista d'occhio sulle sterpaglie, incespicando nell'erba
rachitica e disseminata di rifiuti, perdendo le scarpe e la borsetta in una corsa
affannosa. Il cliente, un cinquantenne bolso alla guida di una Ritmo rugginosa,
resta come imbambolato mentre i vigili gli sventagliano il verbale sotto il
naso: "Non lo sa che c'è l'ordinanza? Sono 200 euro di multa".
Espressione incredula, poi lacrimosa: "Ma io questa cosa non la sapevo.
Non ho fatto niente". "Mi spiace, l'ignoranza della legge non è una
scusa" sentenzia implacabile una vigilessa un po' segaligna che inizia
subito a scrivere "Documenti prego". L'altro non cerca neanche di
abbozzare una delle tante scuse che sentiremo per tutto il giorno: "Mi ero
fermato a fare un bisognino" "Le ho chiesto un'informazione, a
proposito, sa per via delle Cave?" e perfino: "La conosco, è una
paesana, mi ero fermato a salutare, che male c'è?". Tutti multati, tutti
ingrugnati che maledicono, preannunciano ricorsi, chiamano in causa la
parentela stretta o remota del sindaco e del ministro. Alla fine della
giornata, tra vigili e polizia, saranno stati riempiti 136 verbali, di cui 22
ai clienti e 76 alle prostitute che, a dire il vero, sono molto più rare
rispetto a una giornata "normale". Molte cercano di salvarsi
appostandosi alle fermate degli autobus e tentando di confondersi coi
passeggeri in attesa. Quasi tutte hanno adottato un abbigliamento più castigato:
fuseau e pantaloni al ginocchio al posto delle mini e delle mutandine sul top
(anche perché la tramontana comincia a pungere) ma nessun accorgimento le salva
dalla trasferta all'ufficio stranieri o (per le pochissime che hanno i
documenti) dal verbale sul posto. Non pagheranno mai, ma perdono tempo, soldi e
clienti. Funzionerà? Via Longoni, estrema periferia est, in lontananza i
casermoni del Casilino, ai lati della strada il nulla. Un furgone bianco è
fermo su uno slargo che costeggia un tratto di forra inselvatichita. Un bel
ragazzone alto dall'aria vagamente mediorientale chiacchiera fitto fitto con un
transessuale alto e massiccio tutto istoriato di tatuaggi sbiaditi che si
lancia subito in una fuga precipitosa. Antonio Di Maggio, comandante dell'VIII
gruppo e del Gruppo sicurezza dei vigili lo insegue con quattro o cinque uomini
e due donne, tutti veterani con anni di strada alle spalle, tutti armati e
induriti mentre i più giovani stoppano il cliente che attacca subito a scusarsi
e a lagnare. Il transex s'infila come una volpe nei cespugli di spine, ma i
vigili lo inseguono come cacciatori pazienti. Qualche centinaio di metri su una
sorta di mulattiera e siamo davanti a una spaventosa catapecchia di bandone,
assi, cartongesso, fango impastato, sbarrata da una rete rugginosa. Parrucche,
mutandine, pelouche appesi dappertutto. Un vecchio generatore con un motore
marino per la luce e la tivù. Due pentole rigurgitanti di spaghetti stracotti e
carne panata. "Esci, andiamo" urla Di Maggio. "Va beh, prima mi vesto"
risponde il trans. Sono in due, Pamela e Naomi, che sanguina da un taglio
spaventoso, un ferro che le ha squarciato la coscia durante la corsa. Vivono in
quest'orrore da due anni. "Se andiamo in casa da un altro trans quello ci
sfrutta, ci chiede 150 o 200 euro a settimana, meglio qui" spiegano.
Passato lo spavento, diventano ciarliere, quasi petulanti. Il verbale?
"Chissene frega, chi lo paga?" I documenti? "Hai mai visto una
trans coi documenti?". Il rimpatrio in Brasile? "E vabbè, vorrà dire
che l'Italia ci paga il biglietto e andremo a lavorà a Londra o a Parigi".
Ambulanza per Naomi, ufficio stranieri per Pamela che si immerge in una lunga
conversazione col fotografo brasiliano sulla sua favela natia a Rio De Janeiro.
"Almeno lì c'erano le fogne". E allora chi te lo fa fare? "Mando
i soldi a casa, ho otto fratelli". Il cliente, intanto, si è beccato il
suo verbale da 200 euro e insiste sulla sua versione: "Mi ero fermato per
fare la pipì". Via Prenestina Polense, dove le ultime propaggini di Roma lambiscono
i comuni di Poli e Zagarolo ma il territorio è ancora di competenza dei 270
vigili dell'VIII gruppo. Due bulgare placide e cicciose si fanno beccare senza
una reazione. Un camionista pelato che sembra Mastrolindo scende inferocito
dalla cabina: "Ma che multa, che ordinanza? Io quella la conosco, la stavo
salutando, che è un reato? Cosa? Come si chiama? Boh. Lara, Tania, adesso non
mi ricordo". Le ragazze dell'Est, comunque, di fronte alle divise sono
sempre piuttosto remissive mentre le nigeriane, di solito, scappano e i trans
fuggono o combattono. Dalla radio di bordo arriva l'eccezione che conferma la
regola: una ragazza africana ha reagito a calci e morsi ed è stata arrestata
per lesioni mentre due vigili di un'altra pattuglia sono finiti al pronto
soccorso con l'allegra prospettiva delle analisi per l'Hiv o l'epatite ogni 6
mesi. Perché dietro la nuova linea dura contro la
prostituzione di strada c'è anche questo: corse, zuffe, inseguimenti e
tantissima burocrazia. I
vigili tornano alla base per identificare una pattuglia di romene e bulgare
senza documenti. Ne avranno fino a sera inoltrata e domani si ricomincia.
Funzionerà?.
( da "Repubblica, La" del 18-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina XXX - Bologna
Pasolini al Rialto con "Machan" oggi gli inviti QUESTA sera Uberto
Pasolini presenterà al cinema Rialto, ore 21, il suo debutto registico
"Machan", piccolo-grande film proveniente dalle Giornate degli Autori
della Mostra di Venezia ed accolto con successo all'anteprima presentata dal
nostro giornale. Sono disponibili ancora alcuni inviti per partecipare alla
serata: per ottenerli basta presentare il ritaglio di questo articolo oggi alla
nostra redazione di via S. Stefano 57, dalle ore 15. Prendendo spunto dalla
vera storia di 23 cingalesi che si fingono sportivi per espatriare, Pasolini ci
racconta di desideri, sogni e straordinarie dignità di chi vive nelle zone
povere del mondo. Il miraggio di un futuro migliore che si
infrange contro la burocrazia dei consolati, la difficoltà di abbandonare le famiglie, la
fiammella della speranza che non si spegne. Bastano poche ore di volo, o film
come questi, per capire quanto siamo fortunati. (a. d. o.).
( da "Repubblica.it" del 18-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
ROMA - Una freccia.
Neanche il tempo di inchiodare davanti alla piazzola lercia come un
immondezzaio e la ragazza è già in fuga. Uno scatto degno di Usain Bolt, una
figura alta e snella che rimpicciolisce a vista d'occhio sulle sterpaglie,
incespicando nell'erba rachitica e disseminata di rifiuti, perdendo le scarpe e
la borsetta in una corsa affannosa. Il cliente, un cinquantenne bolso alla
guida di una Ritmo rugginosa, resta come imbambolato mentre i vigili gli
sventagliano il verbale sotto il naso: "Non lo sa che c'è l'ordinanza?
Sono 200 euro di multa". Espressione incredula, poi lacrimosa: "Ma io
questa cosa non la sapevo. Non ho fatto niente". "Mi spiace,
l'ignoranza della legge non è una scusa" sentenzia implacabile una
vigilessa un po' segaligna che inizia subito a scrivere "Documenti
prego". L'altro non cerca neanche di abbozzare una delle tante scuse che
sentiremo per tutto il giorno: "Mi ero fermato a fare un bisognino"
"Le ho chiesto un'informazione, a proposito, sa per via delle Cave?"
e perfino: "La conosco, è una paesana, mi ero fermato a salutare, che male
c'è?". Tutti multati, tutti ingrugnati che maledicono, preannunciano
ricorsi, chiamano in causa la parentela stretta o remota del sindaco e del
ministro. Alla fine della giornata, tra vigili e polizia, saranno stati
riempiti 136 verbali, di cui 22 ai clienti e 76 alle prostitute che, a dire il
vero, sono molto più rare rispetto a una giornata "normale". Molte
cercano di salvarsi appostandosi alle fermate degli autobus e tentando di
confondersi coi passeggeri in attesa. Quasi tutte hanno adottato un
abbigliamento più castigato: fuseau e pantaloni al ginocchio al posto delle
mini e delle mutandine sul top (anche perché la tramontana comincia a pungere)
ma nessun accorgimento le salva dalla trasferta all'ufficio stranieri o (per le
pochissime che hanno i documenti) dal verbale sul posto. Non pagheranno mai, ma
perdono tempo, soldi e clienti. Funzionerà? Via Longoni, estrema periferia est,
in lontananza i casermoni del Casilino, ai lati della strada il nulla. Un
furgone bianco è fermo su uno slargo che costeggia un tratto di forra
inselvatichita. Un bel ragazzone alto dall'aria vagamente mediorientale
chiacchiera fitto fitto con un transessuale alto e massiccio tutto istoriato di
tatuaggi sbiaditi che si lancia subito in una fuga precipitosa. Antonio Di
Maggio, comandante dell'VIII gruppo e del Gruppo sicurezza dei vigili lo
insegue con quattro o cinque uomini e due donne, tutti veterani con anni di
strada alle spalle, tutti armati e induriti mentre i più giovani stoppano il
cliente che attacca subito a scusarsi e a lagnare. Il transex s'infila come una
volpe nei cespugli di spine, ma i vigili lo inseguono come cacciatori pazienti.
Qualche centinaio di metri su una sorta di mulattiera e siamo davanti a una
spaventosa catapecchia di bandone, assi, cartongesso, fango impastato, sbarrata
da una rete rugginosa. Parrucche, mutandine, pelouche appesi dappertutto. Un
vecchio generatore con un motore marino per la luce e la tivù. Due pentole rigurgitanti
di spaghetti stracotti e carne panata. "Esci, andiamo" urla Di
Maggio. "Va beh, prima mi vesto" risponde il trans. Sono in due,
Pamela e Naomi, che sanguina da un taglio spaventoso, un ferro che le ha
squarciato la coscia durante la corsa. Vivono in quest'orrore da due anni.
"Se andiamo in casa da un altro trans quello ci sfrutta, ci chiede 150 o
200 euro a settimana, meglio qui" spiegano. Passato lo spavento, diventano
ciarliere, quasi petulanti. Il verbale? "Chissene frega, chi lo
paga?" I documenti? "Hai mai visto una trans coi documenti?". Il
rimpatrio in Brasile? "E vabbè, vorrà dire che l'Italia ci paga il
biglietto e andremo a lavorà a Londra o a Parigi". Ambulanza per Naomi,
ufficio stranieri per Pamela che si immerge in una lunga conversazione col
fotografo brasiliano sulla sua favela natia a Rio De Janeiro. "Almeno lì
c'erano le fogne". E allora chi te lo fa fare? "Mando i soldi a casa,
ho otto fratelli". Il cliente, intanto, si è beccato il suo verbale da 200
euro e insiste sulla sua versione: "Mi ero fermato per fare la pipì".
Via Prenestina Polense, dove le ultime propaggini di Roma lambiscono i comuni
di Poli e Zagarolo ma il territorio è ancora di competenza dei 270 vigili
dell'VIII gruppo. Due bulgare placide e cicciose si fanno beccare senza una
reazione. Un camionista pelato che sembra Mastrolindo scende inferocito dalla
cabina: "Ma che multa, che ordinanza? Io quella la conosco, la stavo
salutando, che è un reato? Cosa? Come si chiama? Boh. Lara, Tania, adesso non
mi ricordo". Le ragazze dell'Est, comunque, di fronte alle divise sono
sempre piuttosto remissive mentre le nigeriane, di solito, scappano e i trans
fuggono o combattono. Dalla radio di bordo arriva l'eccezione che conferma la
regola: una ragazza africana ha reagito a calci e morsi ed è stata arrestata
per lesioni mentre due vigili di un'altra pattuglia sono finiti al pronto
soccorso con l'allegra prospettiva delle analisi per l'Hiv o l'epatite ogni 6
mesi. Perché dietro la nuova linea dura contro la
prostituzione di strada c'è anche questo: corse, zuffe, inseguimenti e
tantissima burocrazia. I
vigili tornano alla base per identificare una pattuglia di romene e bulgare
senza documenti. Ne avranno fino a sera inoltrata e domani si ricomincia.
Funzionerà? (18 settembre 2008.
( da "Corriere Adriatico" del 18-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Mezzolani vuole
tempi stretti per il progetto "Abbiamo aperto una nuova stagione"
ANCONA - "Con la decisione di martedì apriamo una nuova stagione. I
sindaci che vogliono fare i ricorsi facciano quello che ritengono opportuno e
legittimo. Capisco tutto e tutti ma se ne assumano la responsabilità. Così facendo,
magari difendono gli interessi della comunità locale ma non certo quelli della
comunità marchigiana". Almerino Mezzolani, assessore regionale alla Sanità
si carica sulle spalle anche la delega giornaliera al Bersaglio Mobile. Circa
120 mila persone della zona sud di Ancona, potenzialmente, hanno la freccetta
in una mano e la foto dell'amministratore pesarese nell'altra. In compenso da
Ancona arrivano benedizioni pesanti. Il capoluogo è sempre il capoluogo anche
se la scelta di Camerano ha naturalmente seguito i criteri stabiliti dal
ministero, i requisiti fissati e via almanaccando. E' la storia di sempre delle
decisioni importanti, Mezzolani e la giunta regionale di Spacca non sono i
primi nè gli ultimi. Ieri, per gradire, viaggio a Roma per Mezzolani.
Commissione salute in ministero. "La fanno ogni 15 giorni per i vari
problemi - spiega - il mio tecnico ha preso i contatti con gli uffici per i
piani degli investimenti. Credo per le nostre questioni ci sia una riunione
tecnica lunedì prossimo". L'agenda di Mezzolani infatti non procede per
compartimenti stagni: il polo dell'Aspio è solo uno dei gineprai nel quale
mettere le mani. Nell'ampio roveto marchigiano figurano anche Pesaro-Fano e San
Benedetto-Ascoli. "Noi abbiamo presentato - documenta l'assessore di
Spacca - la relazione generale sul progetto Sanità delle Marche e su questa si
dovrà raggiungere l'accordo di programma. E' partito con i giornali sotto
braccio, Mezzolani, sa benissimo che oltre la linea del fuoco del casello di
Ancona Sud, ci sono magma e turbolenze. "Io direi che semplicemente
abbiamo portato a compimento un percorso complesso. Ora alcune comunità sono
favorevoli, altre critiche. E' loro legittimo diritto esprimere il dissenso e
opporsi specie se dietro le spalle ci sono anni di attività burocratica e
amministrativa andata a vuoto. Però, comprendendo le ragioni delle comunità
locali, oggi abbiamo il dovere di progettare un futuro per la sanità
marchigiana che vada oltre le logiche campanilistiche. Apriamo una nuova
stagione, quella della programmazione sanitaria". Mezzolani è sereno: non
teme i ricorsi nè il problema di trovare i soldi. "Il problema delle
risorse non è un problema. Cercheremo di fare in tutta fretta il progetto, poi
l'accordo di programma, non ci fa paura nulla. A progetti
seri di solito ci sono risposte serie. I ricorsi? Ci penserà la burocrazia". Mezzolani non parla di
tempi, dice che però vuole arrivare a costruire entro due anni. Più quattro di
cantiere. Facciamo 8 anni. Sono aperte le scommesse. ANDREA TAFFI,.
( da "Mattino, Il (Circondario Sud1)" del
18-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
IL MANAGER "Discutiamo
per recuperare le risorse, ho scritto anche a Berlusconi" CRISTIANO TARSIA
"Io spero che la situazione possa aggiustarsi. Nel caso non arrivino i
soldi pubblici posso andare avanti da solo. Ovviamente si dovrà ridiscutere
tutto". Gennaro De Sena è l'amministratore delegato di Pompei 2000. Si
trova in mezzo al guado. Ora quali sono i passi... "Secondo me, ci sono i
margini per ricomporre la questione. Ma c'è la volontà? Io non l'ho
capito". Nel caso che non arrivino i 36 milioni di finanziamenti pubblici,
Pompei 2000 si farà lo stesso? "Si, ma sarà tutta privata. E dovremo
riconsiderare tutto. Rifare un progetto, il piano finanziario, capire quante
unità assumere, chi assumere, insomma lo scenario cambia. E, mi dispiace dirlo,
i tempi si allungano ancora". Ma come si è arrivati a questo punto?
"Ritardi su ritardi. Avremmo dovuto aver svolto lavori per 30 milioni di
euro per aprile scorso quando invece la conferenza dei servizi si era chiusa a
marzo 2008, dopo quasi due anni, visto che era iniziata a giugno 2006". E
perché la conferenza è durata tanto? "Per colpa del soggetto principale,
la Regione. Anche se poi devo riconoscere che non è che Palazzo Santa Lucia
fosse pregiudizialmente ostile a Pompei 2000". Però si è perso tempo... "Colpa della burocrazia, di passaggi infiniti. Noi volevamo applicare il contratto
d'area che snellisce tutti i passaggi, però in Regione si era di diverso avviso
e quindi abbiamo fatto tutto l'iter biblico". E sono passati i mesi...
"Gli anni. Di Pompei 2000 se ne parla dal '97. E sino al 2005 non è
stato fatto nulla. Io sono stato nominato allora ad, sono riuscito a far
approvare una variante urbanistica unica nel suo genere, abbiamo speso,
documenti alla mano, 12 milioni di euro per la bonifica. Insomma, tutta la
nostra parte l'abbiamo fatta. Se avessimo avuto il tempo avremmo anche fatto
questi famosi lavori per 30 milioni. Ma la proroga è scaduta e ora questi
finanziamenti sono a rischio". Ma si rischia di perdere proprio i fondi?
"Metà sono nazionali e metà europei. Per quest'ultimi, se non spesi, ci
può essere qualche rischio. Ma non è materia mia. Io dico: sediamoci ancora
intorno a un tavolo e discutiamo recuperando i fondi. Ho scritto anche una
lettera a Berlusconi. Qualcuno deve intervenire".
( da "Sicilia, La" del 18-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Una nuova gara
d'appalto Tempi lunghi per l'avvio della refezione scolastica Hanno protestato
ieri mattina in Municipio i genitori degli alunni delle quinte classi del I
circolo didattico "Luigi Pirandello" per il trasferimento dei loro
figli nei locali dell'ex convitto Pignatelli. Avevano richiesto servizi di
trasporto efficaci ed efficienti per il trasferimento dei ragazzini dal museo
regionale nei nuovi locali scolastici o il trasferimento delle due classi, cioè
la V A e la V B nei locali della scuola media "Paolo Emiliani
Giudici". Ed ogni richiesta è esaudita: le due classi sono già state
trasferite. Prima la vibrata protesta dei genitori e l'incontro con il primo
cittadino, ieri pomeriggio una buona notizia per loro. Mamme, papà e ragazzini
intorno alle 10 subito dopo il primo giorno di lezioni nei locali del
Pignatelli si sono recati in Municipio. Hanno ribadito più volte che non ci
stavano ad accompagnare tutti i giorni i ragazzini a scuola. Molti di loro sono
appiedati e d'inverno è una vera tragedia uscire di casa e percorrere circa due
chilometri a piedi. "Bisogna creare dei trasporti" era la soluzione
paventata dai genitori dei ragazzini del I circolo. "E chi li accompagna
fino a scuola? Le insegnanti sono disposte a salire sui pullman, o serve
l'assistenza di una persona?" è stata la risposta del sindaco. L'incontro
è durato circa mezz'ora. I genitori hanno più volte
lamentato la lunga burocrazia che ha lasciato i ragazzini "senza fissa dimora e con
locali presi in prestito". Il sindaco Rosario Crocetta li aveva fin da
subito tranquillizzati ed aveva rinviato l'incontro ad oggi pomeriggio. Ma ieri
pomeriggio c'è stato un cambiamento di programma improvviso. Il primo
cittadino ha chiamato il dirigente scolastico della scuola media "Paolo
Emiliani Giudici", prof. Paolo Duco ed il dirigente scolastico del I
circolo didattico "Luigi Pirandello" hanno deciso di trasferire le
due classi nei locali della scuola media di via Niscemi, presente nello stesso
bacino territoriale. Per adesso è stato risolto il problema delle due quinte
classi. Più avanti si dovrà provvedere alla sistemazione degli altri alunni
ospiti provvisoriamente nei locali del convitto Regina Margherita. Questa volta
il problema non si potrà risolvere in pochi minuti. L.M.
( da "Sicilia, La" del 18-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Palma di montechiaro
Manca la gara, contratto di quartiere fermo Palma di Montechiaro. Le opere
finanziate dal Ministero delle Infrastrutture con i fondi previsti dal
contratto di quartiere 2 ai quali sono stati ammessi anche il Comune di
Agrigento per la riqualificazione del quartiere satellite di Fontanelle e
quello di Favara sono state già appaltate dalle amministrazioni comunali delle
due città. Nel comune palmese, ammesso nel 2003 nella stessa graduatoria
nazionale, la gara d'appalto dei lavori con i quali potere risanare in parte la
zona alle spalle dell'ex stazione ferroviaria, non è stata invece ancora
espletata e si stanno quindi causando notevoli ritardi nell'adozione di
interventi di bonifica con i quali potere offrire condizioni di vita più
dignitose a centinaia di famiglie che abitano in strade prive di pavimentazione
e quindi in ambienti fangosi d'inverno e sterrati d'estate. Quando si dice che le lentezze della burocrazia a volte ci mettono più di uno zampino. Il motivo del ritardo è
stato causato dalla protesta e dal ricorso che il sindaco Rosario Gallo decise
di intraprendere per contestare il taglio di oltre 1 milione e 300 mila euro
che la commissione paritetica, istituita presso la Regione e formata da tecnici
del Ministero delle Infrastrutture e dell'Assessorato Regionale dei
Lavori Pubblici, decise di apportare all'originario finanziamento di 6 milioni
di euro, concesso all'ex giunta Falsone al comune palmese per mettere in atto
il progetto ammesso al finanziamento e con il quale, oltre alla
riqualificazione della zona denominata Pozzillo- Stazione, è prevista anche la
realizzazione di 35 alloggi da parte di una locale cooperativa con i fondi
della edilizia economica- popolare. L'assessore allo sviluppo economico Angelo
Bellanti ha assicurato che l'espletamento della gara d'appalto ormai è in
dirittura d'arrivo. Il ricorso del sindaco infatti è stato in parte accolto
poiché la commissione paritetica regionale ha impinguato di altri 500 mila euro
il finanziamento del contratto di quartiere 2, portandolo a complessivi 5
milioni e 200 mila euro. Una somma questa che rimane consistente e con cui l'amministrazione
comunale di centro- sinistra potrà nei prossimi mesi avviare l'operazione di
riqualificazione di una parte della zona che si trova alle spalle dell'ex
stazione ferroviaria e della sede centrale del liceo scientifico Odierna i cui
abitanti da diversi anni attendono di vivere nella normalità e non certo in una
situazione malsana che ricorda tanto quella esistente in tanti paesi
dell'Africa. Non resta dunque che attendere novità positive in tal senso.
FILIPPO BELLIA.
( da "Stampa, La" del 18-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Personaggio
I paradossi della burocrazia a Moncalieri Corriere
dell'ndrangheta assistito dal Comune GIUSEPPE LEGATO Industrioso. E pure
convincente. E' stato arrestato per traffico di droga a novembre del 2007
nell'ambito di un'operazione antimafia dei carabinieri del comando provinciale
di Torino. Poi,
appena ottenuti gli arresti domiciliari su istanza del suo avvocato, ha ben
pensato di bussare alla porta del consorzio socio-assistenziale di Moncalieri
(Cissa) per chiedere aiuto come indigente. E l'ha ottenuto. Non finisce qui:
dalla data dell'arresto fino a ieri aveva anche sub-affittato la sua casa
popolare concessagli di grazia dal Comune di Moncalieri a un manipolo di
cittadini extracomunitari - per giunta irregolari - andando ad abitare a Torino
da parenti evidentemente ospitali.. E' la storia di Cesare Gramuglia, 43 anni
da Bagnara Calabra, paese di pesce e di poeti. Lui, difatti, è un artista.
Tanto da riuscire a finire nell'elenco dei poveri assistiti mensilmente dal
consorzio perché indigente e senza un'occupazione. Quello che in realtà non aveva
dichiarato agli uffici dello sportello-poveri era il suo ruolo di corriere
della droga almeno secondo gli inquirenti che gli hanno messo le manette 10
mesi fa. I carabinieri di Torino lo avevano arrestato nella turbolenta
operazione contro alcuni clan calabresi della cintura sud di Torino. La prima
sezione di via Valfrè aveva chiesto più di 30 custodie cautelari, ma il gip ne
aveva rigettate venticinque. Alla clemenza e al senso pragmatico della
giustizia del giudice non era riuscito a sottrarsi proprio Cesare Gramuglia,
finito al gabbio e poi ai domiciliari. Personaggio conosciuto agli uffici delle
forze dell'ordine, Gramuglia ha avuto in concessione un alloggio di edilizia
popolare in corso in Trieste per mesi dopo il suo arresto. Nessuno si è accorto
che nel frattempo era stato arrestato. E nessuno si è accorto che lo aveva
offerto in delega ad altri, scegliendo come dimora la più centrale Torino. E
cosi, armi e bagagli aveva abbandonato la casa che aveva ottenuto tre anni e
mezzo fa: un alloggetto di
( da "Corriere delle Alpi" del 19-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'arretrato dei
pagamenti delle indennità di compensazione sfiora i due milioni L'IMPRESA IN
MONTAGNA I SOLDI PUBBLICI CHE NON ARRIVANO BELLUNO. Circa un milione e 800 mila
euro di arretrati, con il rischio concreto di compromettere l'attività di
diverse aziende agricole. E' forte la preoccupazione che emerge dal
"tavolo verde", riunito l'altro giorno per discutere di varie
problematiche, prima tra tutte quella targata Avepa. Le associazioni di
categoria lamentano il forte rallentamento delle prestazioni dell'Agenzia per i
pagamenti in agricoltura, legato anche a problemi cartografici piuttosto
assurdi. Le indennità compensative infatti vengono attribuite sulla base degli
ettari, rilevati da foto aeree che presentano un'alta percentuale di errore in
montagna e questo sembra essere diventato un cavillo insormontabile,
penalizzando ulteriormente gli imprenditori bellunesi. In montagna il margine
di guadagno si avvicina allo zero e l'attività agricola sopravvive solo grazie
al sostegno pubblico, che però non arriva da quasi due anni. Il tavolo verde ha
deciso di inviare un documento alla Regione, per chiedere che la situazione si
sblocchi prima che diventi troppo tardi. "Solo il 30% degli agricoltori
sono stati liquidati", spiega Diego Donazzolo dell'Unione agricoltori.
"Siamo molto preoccupati, c'è una burocrazia che uccide l'impresa e
lavorare qui, in zone disagiate, diventa impossibile. Da oltre un anno e mezzo
stiamo aspettando, senza esito, mentre tutti i costi crescono del 30-40%.
Gasolio, foraggi, manodopera, servizi lievitano ancora di più in montagna, ma l'Avepa
non dà risposte. Sarebbe meglio mandar via chi non ha fatto funzionare
quell'ente". Alcune domande del 2007 sono state evase, ma tutte quelle
relative all'agro ambiente non sono ancora state prese in considerazione:
"La nostra impressione", continua Donazzolo, "è che l'Avepa non
abbia attenzione per la montagna, eppure bisognerebbe partire proprio dai più
bisognosi. Il sistema va cambiato: se per distribuire un euro ne spendo due,
vuol dire che c'è qualcosa che non va e credo che ogni contribuente italiano lo
consideri inaccettabile". Nei giorni scorsi Silvano Dal Paos di Coldiretti
ha incontrato il vicepresidente della Regione con delega all'agricoltura Franco
Manzato che ha dato rassicurazioni, ora però si attende che vengano mantenute:
"Il problema sono le foto aeree", dice Dal Paos, "ma abbiamo
chiesto che si paghino subito tutte le indennità che stiamo aspettando, per poi
procedere alle verifiche sui terreni. Manzato dice che è d'accordo, speriamo
che qualcosa succeda". Anche Dal Paos evidenzia le difficoltà di
agricoltori e associazioni di categoria con l'Avepa: "L'agenzia è nata per
facilitare i pagamenti e per un po' ha funzionato, ma da due anni in qua sembra
tutto bloccato. Parte della questione sta nelle foto aeree, ma è inutile
continuare a pagare chi crea solo difficoltà. Ci sono imprenditori che hanno
ricevuto 6 euro e non si capisce perché. Noi non riusciamo ad interagire con
Avepa, che spesso scarica le sue colpe su di noi con gli agricoltori".
Irene Aliprandi.
( da "Alto Adige" del 19-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Interventi sicuri
senza problemi Ideacasabagno lavori perfetti In tema di bagni, impianti
idraulici e termici ma non solo visto che il suo impegno si estende a tutto
l'appartmaneto, la ditta Ideacasabagno non teme confronti e non è seconda a
nessuno. I vantaggi, affidandosi alla professionalità di Ideacasabagno, sono
innanzi tutto quello di avere il coordinamento di tutti i lavori, dalla
progettazione alla consegna dell'opera "chiavi in mano", affidati ad
una singola persona che si occupa di tutti i dettagli sollevando il cliente da
ogni complicazione legata al coordinamento delle varie prestazioni artigianali,
dalla burocrazia, dalla necessità di fornire un supporto logistico durante i
lavori stessi. Ideacasabagno, a conferma della sua qualità, può fregiarsi della
certificazione Iso 9001 (che certifica lo standard di qualità sia a livello di
materiali utilizzati, sia di modulistica adoperata, sia di soddisfazione finale
del cliente). Ad ulteriore riprova di ciò, i tecnici di Ideacasabagno
confermano come non abbiano mai ricevuto lamentele o disagi a consegna dei
lavori. Inoltre, il sopralluogo preliminare è gratuito come i preventivi non
vincolanti anche se particolareggiati. Novità dell'ultima ora: per coloro che
si affidano alla professionalità delle proposte di Ideacasabagno entro il 15
ottobre e decidono di affrontare la ristrutturazione del bagno o dell'appartamento,
ci sarà uno sconto speciale sull'importo dei lavori.
( da "Cittadino, Il" del 19-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Viboldone, via al
nuovo piano che piace alla soprintendenza San Giuliano Il domani di Viboldone
prevede un nucleo residenziale di circa 150 abitanti, che si insedieranno nei
complessi ristrutturati e negli edifici di nuova costruzione. Si apre così una
nuovo capitolo per il suggestivo tratto di Sudmilano che ospita l'abbazia degli
Umiliati, il cui futuro è stato tracciato in uno schema che dovrebbe
rappresentare un definitivo trampolino di lancio basato sul recupero, sul
rispetto per la storia e sulla salvaguardia del panorama rurale. Dopo una lunga
sequenza di vicissitudini, il vertice del comune di San Giuliano annuncia la
presenza di un progetto che corre sui binari imposti dalla soprintendenza che
circa un anno fa aveva posto una serie di vincoli che hanno richiesto
l'annullamento del disegno inizialmente previsto nel Programma integrato di
intervento approvato in consiglio comunale. Ora l'iter è già scattato con un
nuovo progetto completamente rivisto. "È previsto un contenuto incremento
volumetrico che si aggira intorno ai 5mila metri cubi - annuncia il sindaco
Marco Toni -: le nuove edificazioni sorgeranno dopo la roggia, in un tratto
successivo alla trattoria ancora funzionante. In totale, sono previsti tra i 150
e i 160 residenti". Come richiesto dalla soprintendenza ai beni culturali
verrà inoltre mantenuto il cannocchiale visivo che consentirà a chi transita
sulla provinciale 164 per Locate Triulzi di allargare lo sguardo verso
l'abbazia. Un ruolo di rilievo nella valorizzazione dell'antica nicchia locale,
sarà giocate dalla Corte Grande, che passerà al comune. "Verrà definito un
piano - riprende Toni -, che prevede la ristrutturazione della corte grazie a
un investimento pubblico-privato con la partecipazione di fondazioni bancarie.
Il complesso ospiterà attività congressistiche e museali, e sono in corso
valutazioni con l'Università statale di Milano riguardo l'insediamento del
dipartimento universitario". Insomma l'ingranaggio si rimette in
movimento, e questa volta rispetto al passato l'iter dovrebbe procedere
celermente, in quanto l'incremento di volumi previsto non richiede più uno
strumento complesso come il programma integrato, bensì il nuovo schema
decollerà con un piano di recupero. Ma se l'attenzione in questa fase è
soprattutto concentrata sull'aspetto edificatorio e sulle prospettive in vista
per la Corte Grande, l'operazione in corso dovrebbe apportare anche alcune
migliorie al borgo nel suo complesso. In particolare, sono già stati definiti
aspetti come "il rifacimento della fognatura, la chiusura al traffico di
via Folli il cui manto stradale sarà ricoperto di acciottolato e il piano di
illuminazione". Ingredienti che dovrebbero corredare un punto di
riferimento dall'alto valore spirituale, ma anche architettonico e storico per
tutta la zona del Sudmilano. In base a una stima infatti ogni anno si
concentrano a Viboldone circa 40mila visitatori che fanno capo all'abbazia che
ospita in uno spazio attiguo il monastero delle suore benedettine. Dopo due progetti andati in fumo, il borgo e i suoi gioielli si
preparano così a un rilancio, nel rispetto della tradizione, con una nuova
proposta, già definita in tutti gli aspetti, che si appresta ad affrontare gli
ingranaggi della burocrazia.
Giulia Cerboni.
( da "Secolo XIX, Il" del 19-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
La mobilitazione
Ambientalisti si incatenano agli alberi per impedire la consegna dell'area ai
costruttori MANIFESTANTI sui rami degli alberi, incatenati ai tronchi. Un
grande striscione, un presidio fisso, le tende già montate, che potrebbero
tornare per ospitare di notte gli ambientalisti. E il nervovismo di centinaia
di famiglie, registrato con telefonate e messaggini, che temono di perdere per
i prossimi anni la possibilità di poter portare i loro bambini al parco
dell'Acquasola. Perché il cantiere per la costruzione del nuovo parcheggio
interrato ormai incombe e proprio ieri era prevista la consegna dell'area alle
imprese. Per questo gli ambientalisti hanno inscenato l'ennesima manifestazione
di protesta, presentandosi al parco alle otto del mattino. Dei costruttori,
alla fine, nessuna traccia, salvo una rapida apparizione in tarda mattinata. Le
ruspe, quindi, non si sono ancora viste, ma da ieri una trentina di
ambientalisti annuncia una mobilitazione a oltranza. Si sono incatenati per
un'ora e mezza circa ad alcuni alberi. Alcuni di questi sono anche saliti sulle
piante e nei prossimi giorni potrebbero decidere di tornare a dormire nelle
tende. Come già fatto in passato. "Ci opponiamo alla consegna dell'area
pubblica al cantiere - dice Andrea Agostini presidente del circolo Nuova
Ecologia di Legambiente - attendiamo per oggi la sospensiva del Tar secondo il
ricorso presentato la scorsa settimana da Legambiente e Italia Nostra". E
in effetti, oggi dovrebbe essere noto il pronunciamento del tribunale
amministrativo, che si è riunito sul caso ieri. A questo proposito, ieri l'assessore
Mario Margini ha garantito ai manifestanti che l'area non sarà alla fine
consegnata prima di conoscere la "sentenza" del Tar. Tra i presenti
all'azione di protesta c'erano anche il presidente del Municipio Centro-Est
Aldo Siri, il consigliere provinciale dei Verdi Angelo Spanò, e i
rappresentanti del Comitato di villa Rosa, dei Parchi di Nervi e San Teodoro ed
esponenti del centro sociale Buridda. Gli ambientalisti fanno presente che per
usufruire dei fondi regionali la ditta concessionaria deve prendere in consegna
l'area entro il 16 ottobre e per impedirlo si dicono pronti a tutto. Eppure,
sul parcheggio nel parco più centrale della città, il sindaco Marta Vincenzi
aveva espresso più volte le sue perplessità. Alla fine, però, la burocrazia
degli atti già approvati ha avuto la meglio sulla politica. Salvo sorprese dal
Tar, certo. Il sì definitivo della giunta comunale al contestato parcheggio
(che prevede nella sua ultima revisione, al ribasso, 320 posti auto a rotazione
più un'ottantina di box) aveva d'altra parte costituito la resa del Comune.
È in corso, in ogni caso, una trattativa - delicata - con il costruttore per
evitare che il park diventi un nuovo polo d'attrazione per le auto in pieno
centro. Come? Tra le ipotesi circolate a Palazzo Tursi, quella di cancellando
un terzo dei parcheggi a rotazione previsti nel futuro autosilo e tutti i posti
auto attualmente presenti in viale Quattro Novembre in corrispondenza del parco
dell'Acquasola sotto cui sorgerà il park. Compresi i posteggi nel controviale,
su cui si affaccia il Tribunale per i minorenni, che si pensa di pedonalizzare.
"Così si eviterebbe di avere un saldo eccessivamente positivo di nuovi
posti auto nel cuore della città", aveva detto il vicesindaco Paolo
Pissarello, responsabile della Mobilità. Lo stesso schema, di fatto, è allo
studio per Villa Rosa, a Pegli, con un altro parcheggio autorizzato e
finanziato. Contro i due progetti si sono scatenati da anni le proteste dei
cittadini. Certo, proprio in questi giorni la giunta ha annunciato in consiglio
comunale una strategia diversa. Addio, in sostanza, ai parcheggi in centro e
via libera a quelli di interscambio, magari su aree dismesse della ferrovia o
di servizio dell'autostrada. È il caso della Val Bisagno e di Nervi. Tuttavia,
per l'Acquasola i giochi sembrano chiusi. Comune e "Sistema
parcheggi" avrebbero però già delineato un'intesa che subordina il via
libera al parcheggio a una serie di paletti. La speranza degli ambientalisti è
che il Comune riesca almeno a ottenere che un centinaio dei posti a rotazione
possano essere trasformati in parcheggi pertinenziali per residenti. Ma non è
facile e soprattutto non immediato. L'opera, tra l'altro, ha ricevuto 2,6
milioni di euro di contributo regionale proprio per realizzare posti a
rotazione. Giovanni Mari mari@ilsecoloxix.it 19/09/2008.
( da "Tirreno, Il" del 19-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pisa LEDO MANGINI TIRRENIA.
Ledo Mangini è presidente della Pro Loco che ha organizzato un autonomo
cartellone. Soddisfatto della stagione? "Non direi. I costi crescono di
anno in anno. E sono diventati insostenibili. Abbiamo dovuto annullare la Pina
d'Oro perché solo due case automobilistiche hanno aderito, mentre sono mancati
altri sponsor". Sarà rivisto il programma? "Qui, dobbiamo rivedere
tutto. C'è un consiglio che dovrà decidere, ma io, alle attuali condizioni, non
farei più nulla". Neanche più le miss? "Si vedrà. Al momento, neanche
quelle. I costi della finale di Miss Litorale sono alti". Per esempio?
"Abbiamo dovuto pagare 1.200 euro un consulente perché misurasse l'altezza
del palco e contasse 200 sedie. E altri soldi per un tecnico che controllasse
la parte elettrica. Il Comune potrebbe inviare dei suoi tecnici e in questo
modo ridurre le spese". Grandi costi sono giunti anche dalle serate jazz.
"Dal punto di vista finanziario ci abbiamo rimesso diverse migliaia di
euro. Ma, anche in questo caso, gli obblighi della burocrazia sono stati troppi. Le serate
sono state organizzate a Villa Bondi a Marina dove è stato chiesto di adeguare
gli accessi, realizzare una toilette per handicappati, l'impianto elettrico a
norma di legge, il rispetto delle norme del Parco. Non se ne poteva
più". Soldi dagli enti locali? "Neanche una lira dalla Provincia al
contrario di quando c'era Melani e 2.500 euro dal Comune per il punto
d'informazione con cui andrà pagata la ragazza che ha lavorato, la luce e i
vari danneggiamenti". Sarebbe disponibile a unire le forze con la
Confesercenti per un unico programma? "Si potrebbero mettere insieme
Confesercenti, Confcommercio e Pro Loco. Noi saremmo anche d'accordo, ma
dovremmo trovare un nuovo simbolo alla manifestazione. Bisognerebbe cambiare il
nome di Marenia che rappresenta il timbro della Confesercenti. Bisognerebbe
fare tabula rasa e guardare avanti". G.P.
( da "Stampa, La" del 19-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
SICUREZZA.POLIZIA LOCALE Meno burocrazia, più pattuglie Scelta la Maggioli spa azienda leader in Italia
In un anno "staccate" 37 mila contravvenzioni [FIRMA]SANDRA LUCCHINI
AOSTA Il Comune ha deciso di provare ad "esternalizzare", fino al
prossimo anno, la riscossione delle multe. Obiettivo prioritario:
permettere agli agenti di polizia municipale di svolgere la loro attività
principale, cioè la sorveglianza del territorio. Da metà ottobre, la gestione
delle sanzioni amministrative (riscossioni dirette o tramite altri dispositivi,
caricamento dati e formazione dei ruoli nei casi di insolvenza dei pagamenti)
verrà gestita dalla ditta Maggioli Spa, di Ravenna, leader italiano nel settore
e già incaricata dall'amministrazione cittadina del recapito postale delle
multe. Tre impiegati assunti dalla ditta romagnola saranno presenti nella sede
del Comando della Polizia Municipale, in via Monte Emilius. "Non tutte le
competenze verranno sottratte alla polizia municipale - ha detto l'assessore
alla mobilità Marino Guglielminotti Gaiet -. Come le controversie da risolversi
di fronte al giudice di pace, il controllo delle violazioni rilevate dalle
videocamere e altre incombenze simili saranno sempre di pertinenza della polizia
locale. Con l'esternalizzazione della parte amministrativa delle sanzioni -
ricorda Guglielminotti Gaiet - concretizziamo gli indirizzi dati dal Consiglio
comunale. Vale a dire l'esigenza di garantire una presenza più numerosa e
assidua della polizia municipale fra la gente". Nel 2007, gli agenti della
palazzina di via Monte Emilius, (l'organico è di 50 tra uomini e donne) hanno
"staccato" 37 mila 196 contravvenzioni. L'avvio
dell'esternalizzazione delle multe consentirà - nelle intenzioni del Comune -
alla polizia locale di stabilire un contatto meno formale con la popolazione,
rassicurando, soprattutto, chi chiede maggiore sorveglianza. Il "vigile di
quartiere" è una figura considerata da molti cittadini "ideale"
per la prevenzione dei reati. Una convenzione sottoscritta tra i Comuni della
piana di Aosta, approvata dal Consiglio comunale a fine
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del
19-09-2008)
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Nord-Ovest sezione:
SYSTEM (TORINO) data: 2008-09-17 - pag: 6 autore: Costruzioni. Ance Piemonte e
Collegio Torino: "Serve più dialogo con le istituzioni" Edilizia, le
infrastrutture spingeranno il rilancio In calo appalti e investimenti pubblici.
Fermo il mercato privato Filippo Bonsignore TORINO Continua la crisi
dell'edilizia piemontese. L'estate non ha portato novità positive, sul tavolo
restano i problemi evidenziati dall'Ance Piemonte nel rapporto sull'andamento
del settore presentato a giugno. Dopo il grande impulso dato dalle Olimpiadi,
diminuiscono gli investimenti in opere pubbliche (2,2 miliardi nel 2007, -2,4%
sul 2006), dinamica confermata dal calo del numero degli appalti pubblici
(-51,3% nel periodo 2003-2007 e -9,6% nel primo trimestre 2008), e le
previsioni per fine anno non sono delle migliori. Si stima infatti un'ulteriore
riduzione del 2% degli investimenti pubblici e crescita limitata allo 0,1% di
quelli complessivi in costruzioni, rispetto agli 11,6 miliardi del 2007. Uno
scenario a tinte fosche che si completa con la congiuntura economica negativa.
Servono, dunque, rimedi: occorre far ripartire la macchina di un comparto che
per anni ha sostenuto l'economia subalpina. Lo chiedono con forza le
associazioni di categoria, Ance Piemonte e Collegio costruttori di Torino, che
a luglio hanno rinnovato i vertici. La parola d'ordine dei neo-eletti è
dialogo: "Il nostro settore –afferma Giuseppe Provvisiero, 46 anni, nuovo
numero uno di Ance Piemonte – deve essere considerato strategico per lo sviluppo
della regione, bisogna rivalutarne l'immagine. Per ciò servono il dialogo, il
confronto con le istituzioni e le altre sigle. Vogliamo essere di stimolo
continuo, per far sì che le dotazioni infrastrutturali di cui il Piemonte
necessita possano decollare". Per intanto l'altro martedì c'è stata una
prima presa di contatto con i vertici della Regione Piemonte. "Ho notato
una reciproca diffidenza tra pubblico e privato – concorda Alessandro Cherio,
49 anni, neo-presidente del Collegio costruttori di Torino – e ho quindi
cercato di far capire a tutti che, soprattutto in una situazione di emergenza
come l'attuale, è necessario superare questo radicalismo di posizioni e
instaurare un dialogo costruttivo bilaterale ". In generale, spiega
Provvisiero, "le difficoltà delle imprese edili sono legate
all'impoverimento del tessuto economico e produttivo piemontese. E tra le cause
principali vi è la carenza di infrastrutture: questo è un problema di tutti
perchè un territorio sviluppato attrae investimenti. Penso alla Spagna che,
dopo le Olimpiadi di Barcellona '
( da "Italia Sera" del 19-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cronaca Roma Lo ha
puntualizzato il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo "Sanita,
nessuna tensione con il Governo" "E' mia intenzione accogliere i
suggerimenti di Federfarma" di Alessio Di Amato Nei confronti del governo
"non c'è nessuna contrapposizione. Non è una partita di calcio, una sfida.
Semmai l'incontro di ieri è servito a riannodare le fila". E' quanto
afferma il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, a margine della presentazione
del Festival della Letteratura ebraica in Campidoglio, in merito all'incontro a
Palazzo Chigi. Marrazzo annuncia infine che oggi al ministero dell'Economia si
svolgerà il tavolo tecnico sulla sanità laziale. "Con il premier
Berlusconi, tra le altre cose, abbiamo deciso che se ci saranno ricorsi sulla
compartecipazione per l'acquisto di farmaci, che immagino ci saranno, sarà
l'Avvocatura dello Stato ad affiancare la Regione Lazio". "E' mia
intenzione accogliere i suggerimenti che Federfarma e il suo presidente Caprino
mi hanno fornito nei giorni precedenti all'emanazione del decreto per la
semplificazione". Lo ha precisato il presidente della Regione Lazio e
Commissario di governo per il piano di rientro della sanità del Lazio Piero
Marrazzo a proposito dei problemi che la reintroduzione parziale del ticket
avrebbe creato nelle farmacie. Marrazzo, parlando margine della presentazione
del Festival della letteratura ebraica in Campidoglio, ha spiegato di non
essere "riuscito a modificare il decreto solo per problemi di tempo anche
perchèil provvedimento era già all'attenzione dell'Aifa". Però, ha
aggiunto, "sono assolutamente giuste le osservazioni ed ho già confermato
che semplificheremo a favore del lavoro dei farmacisti ma soprattutto dei
cittadini". Il Presidente ha poi annunciato che sul
piano della semplificazione è a buon punto una "grandissima riforma che
cambierà la vita di migliaia di persone: fino ad oggi - ha detto - i medici
sono stati stritolati da troppa burocrazia, e nessuno vuole rendere difficile o intralciare il lavoro dei
farmacisti e la vita dei cittadini". Edizione n. 1000 del 19/09/2008.
( da "Italia Sera" del 19-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Spettacoli cineprime
di Claudio Fontanini Ricatti, tradimenti e paranoie in un girotondo di
stupidità La divertente commedia nera dei Coen che ha aperto il Festival di
Venezia Burn after reading- A prova di spia Di Joel e Ethan Coen Con Gorge
Clooney, Frances McDormand, John Malkovich, Tilda Swinton, Brad Pitt
Distribuzione: Medusa Durata: 1h35' Genere: Commedia nera Giudizio: Buono Dalla
violenza spietata di "Non è un paese per vecchi" alla commedia
eccentrica, dalle sconfinate praterie del New Mexico alle atmosfere
metropolitane di Washington D.C. Dopo i 4 Oscar appena conquistati i fratelli
Coen con "Burn after reading" (A prova di spia), film d'apertura
dell'ultima Mostra del cinema di Venezia, mettono insieme le loro diverse anime
in un riuscito mix a tinte nere di grottesco, comico ed eccentrico. Un analista
appena estromesso dalla Cia (John Malkovich) che prepara un memoriale
riservato, una moglie (Tilda Swinton) che lo tradisce con lo sceriffo federale
sposato e sessuomane (George Clooney al terzo film coi Coen) e pensa al
divorzio, una palestra di fitness nella quale lavorano una donna che sogna un
intervento di chirurgia estetica (Frances McDormand) e un giovane istruttore un
po' tocco tutto capelli ossigenati e i-pod nelle orecchie (Brad Pitt). Quando
la CIA incontra il mondo del fitness. Col prezioso floppy contenente materiale
scottante che viene smarrito in palestra e scatena un vorticoso girotondo di
avidità e stupidità. Formaggio di capra e crisi di mezza età, intrighi e
perversioni (a cosa lavora Clooney in versione falegname e in gran segreto nel
suo scantinato?), ricatti e paranoie, appuntamenti via internet e corse nel
parco, vecchi ideali ("Lavorare per il governo? Oggi è
tutta burocrazia non è più
una missione" confessa Malkovich al vecchio padre in barca) e segreti
venduti al nemico. Satira al vetriolo che si tinge di rosso con morti ammazzati
(casualmente e no), "Burn after reading" regala sequenze
irresistibili (la telefonata ricattatoria in piena notte dell'accoppiata
Pitt-McDormand all'incredulo Malkovich, Pitt che si presenta in bici e
caschetto all'appuntamento con l'ex analista infuriato, il tenero direttore
della palestra, segretamente innamorato della McDormand, che per farsi bello le
mostra le sue vecchie foto da prete ortodosso) servite da un cast al diapason.
Scritto, diretto e prodotto dai Coen, il film, un divertissement d'autore che
fila rapido e senza pause per 95', accontenta ogni fascia di pubblico utilizzando
la parodia delle spy-story per un concentrato di battute al vetriolo e
esilaranti duetti. Quello finale, tra i due increduli funzionari CIA che
tentano di mettere ordine all'intricata situazione venutasi a creare, vale da
solo il prezzo del biglietto. Edizione n. 1000 del 19/09/2008.
( da "Denaro, Il" del 19-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Commenti innovazione
Banca Tecnolocal, lo sportello bancario è web based gaetano mastellone* Non
pensavo che il termine Banca Tecnolocal, da me usato nel mio articolo uscito su
Il Denaro del giorno 3 settembre scorso, potesse suscitare tanto interesse.
Infatti numerose sono state le telefonate che ho ricevuto e diverse mail mi
sono arrivate sull'argomento. Tutti mi richiedevano un'ampliamento sul tema,
purtroppo attraverso un'articolo si può solamente lanciare "il
messaggio", per ampliare il discorso occorre fare discussioni e confronti.
Vediamo ora di delineare meglio e di concettualizzare meglio la mia, personale
e modesta, visione del futuro del sistema delle piccole e medie banche locali
nel Tecnolocal. Iniziamo con lo "spaccare" la parola Tecnolocal, il
Tecno ed il Local. Parleremo del Tecno in quanto il Local è semplicemente la
visione di una banca territoriale ben introdotta e ben strutturata (uomini e
mezzi) per governare il territorio con capacità di analisi e di risposte
immediate. Parlando di Tecno non si può non fare un accenno alla Net Economy,
termine oramai entrato nel quotidiano, e non si può non parlare dell'enorme
sviluppo futuro del business su Internet dove l'innovazione, le idee e la
velocità sono molto importanti e dove il Cliente chiede sempre maggiore qualità
applicativa e servizi con caratteristiche d'estrema sicurezza. In banca il
Tecno è anche l'utilizzo d'Internet e lo sarà sempre di più nel prossimo
futuro. La differenza fondamentale della nuova Net Economy, rispetto a quella
implosa anni fa, è che adesso tutti gli attori sono consapevoli del fatto che
la Rete è sì un mezzo di comunicazione attraverso cui si può incrementare il
business, ma c'è la consapevolezza che i relativi "business plan"
applicativi dovranno avere una loro logica concreta, non affidarsi
"miracolisticamente" al Web. Oggi quando s'investe in un sito o si
applica una strategia Web based, si cerca di capire subito come il nuovo
investimento possa essere in grado di portare concretamente degli utili.
Pensiamo all'e-mail, pensiamo agli sms, ad un motore di ricerca, un portale
etc. etc: potremmo ormai vivere senza? Una banca, grande o piccola che sia,
oggi ha il "preciso dovere" di entrare in questo mondo Net con idee
ed innovazione. Bisogna farlo con determinazione, convinzione ed investimenti.
E' il futuro, chi arriva prima "godrà" di vantaggi enormi. Una
quindicina d'anni fa scrissi in un articolo che se le banche avessero
"investito" in un database comportamentale sulla loro Clientela
avrebbero avuto la possibilità, in futuro, di conoscere meglio i loro Clienti,
li avrebbero serviti meglio ed avrebbero avuto, come logica conseguenza, ricavi
maggiori. Non lo fecero in maniera importante, non ebbero la giusta visione ed
oggi il Cliente, in generale, risulta essere poco "fidelizzato" nel sistema
bancario. Il segreto per il successo futuro? La parola magica che occorre, da
parte del management bancario, ben capire ed interiorizzare è di una semplicità
straordinaria: è il Cliente che sceglie, è il Cliente che decide. Sintonizzarsi
al 100 per cento sul cliente è difficile, ma è il futuro. Per i loro Clienti le
Banche hanno il preciso dovere di immettere sul "piatto del mercato"
essenzialmente quattro elementi: mezzi - Uomini Qualità - Innovazione. Occorre
avere coraggio, il coraggio di fare investimenti cospicui in Information &
Communication Tecnlology Ict. Questo è il futuro, in banca
oggi esiste ancora "troppa carta" e "troppa burocrazia", si perde troppo tempo
in "operazioni inutili" e di poco valore aggiunto. Pur nella sua
complessità la mia visione sull'argomento è relativamente semplice: non mi
reputo un "pazzo" nell'affermare che attuare una strategia Local con
l'offerta di Tecno è quella giusta. Governare e servire il territorio
regionale in Italia è complicato perché gli scenari, le persone, le aziende,
gli usi ed i consumi variano da regione a regione, da provincia a provincia ed
addirittura da paese a paese. Una Banca "standardizzata" nell'offerta
di servizi e prodotti diventa una Banca che ha costi di produzione ugualmente
alti ed è una Banca che non riesce a trovare spazi facili nel mercato e nelle
preferenze dei Clienti. Gli istituti di credito italiani hanno da affrontare
l'ingresso in un nuovo ciclo di vita, con un "mercato" che richiede
una spinta all'efficienza ed all'innovazione e che richiede la costruzione di
un nuovo modello di banca: una banca proiettata alle più specifiche esigenze
della clientela e capace di coniugare la presenza nel territorio, la conoscenza
diretta e costante della Clientela con maggiori capacità di servizio facile ed
innovativo. Questa nuova sfida produrrà un'improvvisa accelerazione della
marcia verso la riarticolazione e l'estensione dei "canali di
dialogo" (gli sportelli bancari) con la clientela: le operazioni ad alto
valore aggiunto manterranno come punto di riferimento gli sportelli
tradizionali, mentre quelle più ricorrenti saranno svolti, sempre di più,
attraverso i nuovi canali telematici e self service. Il Cliente si sta
abituando al "fare le cose da solo" ed a farle in "qualsiasi
ora", 24 ore su 24 e sette giorni su sette. La Clientela andrà in banca
quindi soprattutto per chiedere la consulenza o per servizi ad alto valore
aggiunto, sia sul versante dell'impiego del risparmio che sul lato dei
finanziamenti, e necessariamente il personale bancario va "rimodellato e
riqualificato" per essere ben pronto a svolgere al meglio queste attività.
La banca del futuro deve essere quanto più possibile dalla parte del cliente,
questo vuol dire che deve essere anche veloce, facile da utilizzare e accessibile
da qualsiasi luogo, come un qualsiasi sito Internet. Il futuro è avere sì la
banca fisica, ma nello stesso tempo avere la banca a portata di computer e
facile da usare. Vi è quindi l'urgente necessità di ripensamenti organizzativi
e la necessità di aprire confronti sulla realtà della Net Economy perché nella
futura Banca Tecnolocal gli investimenti in sistemi per innovare le modalità e
gli strumenti di contatto con la clientela sono prioritari e le nuove
applicazioni di front end dovranno puntare ad integrare il supporto ai processi
operativi con quello ai processi commerciali in un'unica infrastruttura web
based. Alla fine il "valore" che servirà per attuare tutto ciò è
sempre quello di "conoscere il Cliente" e la conoscenza diretta non
può che avvenire attraverso l'elemento umano ed attraverso una "mentalità
local". * direttore centrale della Banca Popolare di Bari del 19-09-2008
num.
( da "Arena.it, L'" del 19-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Programmi a
lungo termine, come all'estero" LEO NUCCI TENORE Una di quelle
parole di moda, che tornano ogni tanto in voga, adesso anche per le Università,
come se l'etichetta fosse una garanzia di qualità. Per le Fondazioni liriche,
però, il commissariamento deciso dal ministro Sandro Bondi a Verona, Genova e
Napoli dimostra che così non è stato e ha fatto luce su una situazione
devastata ormai in tutta Italia (con qualche rara eccezione, vedi La Scala di
Milano). Si è voluto copiare dall'estero, dove lo strumento della Fondazione
culturale funziona, ma si è copiato male. Ma perché la legge Veltroni non ha
funzionato? A Verona sono emersi molti punti deboli, vere e proprie criticità
messe a fuoco negli anni e sulle quali il legislatore non è mai intervenuto né
con puntualità né con tempestività. Il ministro Bondi ha ora l'opportunità, se
vuole, di modificare le regole del gioco. Ma vediamo questi punti critici. Gli
enti lirici hanno lasciato il posto alle Fondazioni per il grande sogno
ambizioso del legislatore che pensava di risolvere le
inefficienze di quei carrozzoni immobilizzati da burocrazie e spese fisse,
aprendo le porte ai privati. I quali, portando capitali freschi, avrebbero
dovuto introdurre anche la cultura d'impresa, la filosofia aziendale, la
progettualità accompagnata dal controllo dei risultati e dei conti, secondo
principi di razionalità ed efficienza. Di fatto, però, le gestioni sono
rimaste inefficienti e i problemi irrisolti. E l'apporto dei soci privati è
arrivato in misura molto minore del previsto e non solo a Verona, ma in
tutt'Italia. Perché? Perché i criteri di fondo, sbagliati, non sono cambiati.
Il primo motivo è che a questa filosofia "privatistica" che si voleva
inserire nelle Fondazioni non è stato accompagnato uno strumento fondamentale:
l'obbligo del pareggio di bilancio. I nuovi criteri aziendali privatistici
avrebbero dovuto fare i conti con la possibilità (o ineluttabilità) di chiudere
in perdita: una contraddizione in termini. Si faceva conto, evidentemente,
sull'indotto prodotto dagli eventi delle Fondazioni liriche, che avrebbe
portato ricchezza creando un circolo virtuoso: in realtà, e questo è stato un
altro punto debole, proprio chi maggiormente beneficia dell'indotto non ha
possibilità di entrare nel pacchetto dei soci e di contribuire per la sua,
anche piccola parte. Chi può entrare infatti? Soltanto soci molto forti, che
possono permettersi di versare un contributo pari all'8 per cento del
contributo del Fus: per Verona si tratta di versare ogni anno 1 milione 200
mila euro, che quando il Fus era più consistente arrivava anche a 1 milione 600
mila euro. Questo meccanismo ha impedito di aprire facilmente la Fondazione a soci
simpatizzanti e sostenitori. Un altro delicatissimo aspetto, sul quale il
legislatore è stato insufficiente, è che i soci privati, pur versando fior di
quattrini, con questa legge non hanno la possibilità di incidere sulla
"governance" della Fondazione, che viene decisa dal potere politico,
e così restano sempre e comunque in minoranza. A meno di non ingaggiare un
braccio di ferro tale per cui non vengono erogati i contributi fino a quando
non c'è un accordo sulle nomine. E a Verona anche questo è stato fatto. Sempre
con la speranza, comunque, che dal fronte politico amministrativo vengano
designate persone che che rispondono a criteri di qualità e competenza. A
questo punto è chiaro che risulta difficile per i soci privati riuscire a
incidere nella gestione della Fondazione e infondere una cultura privatistica
rispondente a criteri di efficienza, efficacia, razionalità, riduzione dei
costi storici, budget preventivi opera per opera, eliminando incrostazioni
frutto di mal governo per ridare nuova veste ai vecchi enti lirici. Infine, le
detrazioni fiscali per i soci privati sono marginali mentre ci sono voluti fior
di pareri legali per dare la giusta interpretazione a una norma che avrebbe
potuto costringere i soci anche a ripianare le perdite di una gestione non
decisa in realtà da loro. Se il quadro generale è questo, si capisce perché i
soci si sono via via defilati e i guasti sono rimasti sempre gli stessi dei
vecchi enti lirici: è stata cambiata l'etichetta chiamandola Fondazione ma non
si è riusciti a incidere sul contenuto. Maurizio Battista Sembrava la
parola magica che avrebbe risolto tutte le difficoltà: Fondazione.
( da "Arena.it, L'" del 19-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Fondazione, i punti
deboli di una riforma "Programmi a lungo termine, come all'estero"
LEO NUCCI TENORE Una di quelle parole di moda, che tornano ogni tanto in
voga, adesso anche per le Università, come se l'etichetta fosse una garanzia di
qualità. Per le Fondazioni liriche, però, il commissariamento deciso dal
ministro Sandro Bondi a Verona, Genova e Napoli dimostra che così non è stato e
ha fatto luce su una situazione devastata ormai in tutta Italia (con qualche
rara eccezione, vedi La Scala di Milano). Si è voluto copiare dall'estero, dove
lo strumento della Fondazione culturale funziona, ma si è copiato male. Ma
perché la legge Veltroni non ha funzionato? A Verona sono emersi molti punti
deboli, vere e proprie criticità messe a fuoco negli anni e sulle quali il
legislatore non è mai intervenuto né con puntualità né con tempestività. Il
ministro Bondi ha ora l'opportunità, se vuole, di modificare le regole del
gioco. Ma vediamo questi punti critici. Gli enti lirici hanno lasciato il posto
alle Fondazioni per il grande sogno ambizioso del
legislatore che pensava di risolvere le inefficienze di quei carrozzoni
immobilizzati da burocrazie e spese fisse, aprendo le porte ai privati. I
quali, portando capitali freschi, avrebbero dovuto introdurre anche la cultura
d'impresa, la filosofia aziendale, la progettualità accompagnata dal controllo
dei risultati e dei conti, secondo principi di razionalità ed efficienza.
Di fatto, però, le gestioni sono rimaste inefficienti e i problemi irrisolti. E
l'apporto dei soci privati è arrivato in misura molto minore del previsto e non
solo a Verona, ma in tutt'Italia. Perché? Perché i criteri di fondo, sbagliati,
non sono cambiati. Il primo motivo è che a questa filosofia "privatistica"
che si voleva inserire nelle Fondazioni non è stato accompagnato uno strumento
fondamentale: l'obbligo del pareggio di bilancio. I nuovi criteri aziendali
privatistici avrebbero dovuto fare i conti con la possibilità (o
ineluttabilità) di chiudere in perdita: una contraddizione in termini. Si
faceva conto, evidentemente, sull'indotto prodotto dagli eventi delle
Fondazioni liriche, che avrebbe portato ricchezza creando un circolo virtuoso:
in realtà, e questo è stato un altro punto debole, proprio chi maggiormente beneficia
dell'indotto non ha possibilità di entrare nel pacchetto dei soci e di
contribuire per la sua, anche piccola parte. Chi può entrare infatti? Soltanto
soci molto forti, che possono permettersi di versare un contributo pari all'8
per cento del contributo del Fus: per Verona si tratta di versare ogni anno 1
milione 200 mila euro, che quando il Fus era più consistente arrivava anche a 1
milione 600 mila euro. Questo meccanismo ha impedito di aprire facilmente la
Fondazione a soci simpatizzanti e sostenitori. Un altro delicatissimo aspetto,
sul quale il legislatore è stato insufficiente, è che i soci privati, pur
versando fior di quattrini, con questa legge non hanno la possibilità di
incidere sulla "governance" della Fondazione, che viene decisa dal
potere politico, e così restano sempre e comunque in minoranza. A meno di non
ingaggiare un braccio di ferro tale per cui non vengono erogati i contributi
fino a quando non c'è un accordo sulle nomine. E a Verona anche questo è stato
fatto. Sempre con la speranza, comunque, che dal fronte politico amministrativo
vengano designate persone che che rispondono a criteri di qualità e competenza.
A questo punto è chiaro che risulta difficile per i soci privati riuscire a
incidere nella gestione della Fondazione e infondere una cultura privatistica
rispondente a criteri di efficienza, efficacia, razionalità, riduzione dei
costi storici, budget preventivi opera per opera, eliminando incrostazioni
frutto di mal governo per ridare nuova veste ai vecchi enti lirici. Infine, le
detrazioni fiscali per i soci privati sono marginali mentre ci sono voluti fior
di pareri legali per dare la giusta interpretazione a una norma che avrebbe
potuto costringere i soci anche a ripianare le perdite di una gestione non
decisa in realtà da loro. Se il quadro generale è questo, si capisce perché i
soci si sono via via defilati e i guasti sono rimasti sempre gli stessi dei
vecchi enti lirici: è stata cambiata l'etichetta chiamandola Fondazione ma non
si è riusciti a incidere sul contenuto. Maurizio Battista Sembrava la
parola magica che avrebbe risolto tutte le difficoltà: Fondazione.
( da "Arena.it, L'" del 19-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Micheletti, si
attende ancora la prova del Dna Quelli che si ritengono i resti del trentenne
scomparso 10 anni fa si trovavano in una fossa con un altro cadavere Ai
parenti ancora non è ancora pervenuta alcuna richiesta di fornire materiale
organico per la prova del Dna che appurerà se veramente i resti riesumati in
Sierra Nevada, Colombia, siano effettivamente quelli di Marco Micheletti, il
giovane zeviano scomparso 10 anni fa in America Latina. Burocrazia
e distanza rendono ancora più lunga e spasmodica l'attesa della famiglia sulla
sorte del congiunto, 30 anni all'epoca della scomparsa, volato oltreoceano per
sposare Ana Maria Hidalgo, la ragazza colombiana che aveva conosciuto in una
precedente vacanza, e impiantare un'azienda agricola che avrebbe prodotto
piccoli frutti e trote. Secondo il procuratore Luis Gonzales Leon,
tuttavia, il ragazzo zeviano sarebbe stato assassinato da paramilitari di estrema
destra, perché testimone "scomodo" di un'uccisione. Quello che viene
indicato come il corpo di Micheletti è stato ritrovato assieme a quelli di due
suoi amici colombiani con cui era stato visto l'ultima volta - Eduardo Delgado
Torres e José Carlos Hidalgo - dopo settimane di scavi in una zona boschiva
indicata dall'ex paramilitare Rigoberto Rojas, che ha confessato il triplice
delitto. Dopo anni di silenzio, con tutta probabilità il paramilitare ha
parlato perché una recente legge del governo colombiano assicura sostanziosi
sconti di pena per i membri delle Auc (Autodifese unite della Colombia) che
collaborano con gli inquirenti. I resti si trovavano in una fossa assieme a
quelli di Torres, studente di biologia marina di Bogotà. In un'altra fossa poco
distante c'era invece il cadavere di Hidalgo, fratello della fidanza di
Micheletti. L'identità di Torres e Hidalgo è certa perché appurata con il
confronto delle impronte dentali. L'esistenza di due fosse ha aperto nuovi
interrogativi sugli ultimi momenti di vita degli assassinati: i killer hanno
sepolto i tre in fosse separate dopo averli uccisi in momenti diversi? Se ciò
fosse vero, sarebbe suffragata la tesi dei famigliari: ritengono che in un
primo momento si fosse trattato di sequestro a scopo estorsivo. Chissà se da
oltreoceano arriveranno risposte precise. Certo è che Micheletti aveva
frequenti contatti telefonici con la famiglia, in particolare con mamma Agnese.
Poi più nulla, come fosse precipitato in un buco nero. La parola definitiva
dalla comparazione del Dna, con la speranza che si proceda al più presto. P.T.
.
( da "Corriere Adriatico" del 19-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
La
battaglia del titolare contro la burocrazia. "In
questi giorni ci hanno comunicato che dobbiamo ripresentare la domanda:
incredibile" La vicenda dell'azienda che da un anno aspetta l'allaccio del
gas Stilox, l'incredibile odissea FABRIANO Un'azienda che lavora al freddo e al
gelo. Questa è
la situazione che potrebbe affrontare la Stilox, impresa fabrianese che opera
nel settore della meccanica, che si avvia verso l'inverno senza avere un
riscaldamento. Il problema sta nel fatto che l'impresa guidata da Domenico
Battistoni, non riesce ad avere quell'allaccio del gas che richiede da ormai un
anno. "A settembre 2007 abbiamo fatto richiesta all'Eni per poter attivare
l'utenza. Ci eravamo spostati da poco qui e quindi risultavamo come nuovi
clienti spiega Battistoni Bè, da quella data è passato ormai un anno e proprio
in questi giorni abbiamo appreso che dobbiamo avviare la procedura di richiesta
di allaccio da capo". Alla base del problema insomma ci sono dei disguidi
e tanta tanta burocrazia. "All'inizio ci avevano
mandato un contatore sbagliato osserva il titolare poi ci chiedevano la
liberatoria dei vigili del fuoco e poi mille altre cose. Fatto sta che noi è da
maggio che non riceviamo comunicazioni dall'azienda del gas e solo negli ultimi
giorni abbiamo saputo che la pratica è scaduta e che quindi ne dobbiamo inviare
un'altra ricominciando tutto da capo". E il problema non è tanto nella
semplice erogazione del servizio, ma con l'arrivo del brutto tempo le cose
nello stabilimento potrebbero complicarsi. "Abbiamo già fatto un inverno
senza riscaldamento e sappiamo cosa significa spiega il titolare I nostri
dipendenti sono costretti a lavorare in condizioni davvero difficili. Al freddo
e con i macchinari che spesso non funzionano. Quando fuori gela riavviare il
laser è sempre un grosso problema. E anche per gli impiegati non è meglio. Ci
siamo attrezzati con stufette e quant'altro, ma rimanere seduti per tante ore
in un ambiente senza riscaldamento rimane comunque difficile". Ma i
problemi per la Stilox non finiscono qui ma l'azienda è stata protagonista di
vicende simili anche con altre aziende. "Abbiamo avuto problemi anche per
l'allaccio telefonico continua il proprietario i primi mesi di lavoro, subito
dopo il trasferimento non avevamo la linea né per le chiamate né per internet.
Vi faccio intuire quale grande problema possa essere stato per noi". Dopo
sei mesi sono però arrivati i primi squilli nell'azienda che da poco aveva
cambiato la sua sede, ma non è lo stesso per il gas. "Siamo addirittura
senza acqua calda commenta Battistoni i nostri ragazzi lavorano con delle
componenti molto grasse e lavarsi con l'acqua calda è necessario per
pulirsi". Tanti tanti inconvenienti per una piccola azienda che al momento
dà lavoro ad una ventina di dipendenti. E se le cose non migliorano alla Stilox
arrivano tempi duri con macchinari congelati e temperature proibitive. I
titolari chiedono così aiuto all'amministrazione comunale per risolvere al più
presto la questione. ROSITA FATTORE ,.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 19-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-09-19 - pag: 8 autore: INTERVISTA Kenneth Rogoff
Università di Harvard "Banche salve solo con un partner" Mario
Margiocco BOSTON. Dal nostro inviato Una inevitabile pulizia, ma ormai dai
costi pesanti. Dai mille ai duemila miliardi, per il solo sistema americano,
dice Kenneth Rogoff. Già capo economista del Fondo monetario (2001-2003),
Rogoff osserva dalla Littauer Hall di Harvard, sede del Dipartimento di
Economia, la fine, dice, di quella che fu Wall Street. Sarà diversa, molto
diversa. "Credo che fra un paio di settimane non avremo una sola banca
d'investimento in piedi sulle proprie gambe. Prima trovano un partner,meglio
è", dice delle due superstiti Goldman Sachs e Morgan Stanley. Traccia un
quadro di che cosa è stato fatto e di che cosa andrebbe fatto. Prevede problemi
anche in Europa, ma più per il settore delle imprese che per le banche;
comunque l'Europa ne uscirà assai prima e meglio. è soprattutto una storia
americana. E una storia dei protagonisti dell'investment banking americano, che
mai come negli ultimi vent'anni erano andati in giro per il mondo predicando il
loro modello "e commiserando il prossimo che ancora non riusciva- osserva
caustico Rogoff- ad essere alla loro altezza ". Nel suo ufficio di
Harvard, il solito sgabuzzino stracolmo del buon professore americano, Rogoff
ha risposto alle domande de Il Sole 24 Ore. Come sarà Wall Street? Non più come
prima. Prevedo che l'intero settore finanziario americano, cresciuto a
dismisura fino a raggiungere un quarto del Pil, verrà drasticamente
ridimensionato, e per anni. Non è affatto detto che Goldman e Morgan debbano
fallire, devono trovare un partner, la via seguita da Merrillè l'unica. Però
queste trattative di Morgan con Wachovia, la banca commerciale, mi lasciano
perplesso, perché rischia di essere l'unione di due debolezze. E cosa sarà
l'investment banking? Non lo so. Forse i cinesi diventeranno protagonisti. Le
grosse banche come Bank of America hanno una notevole dose
di burocrazia che non va
d'accordo bene con l'investment banking. Non so se riusciranno ad avere un
ruolo leader nel settore. Ma che cosa ha fatto precipitare il tutto? Non è che
non fosse prevedibile. Solo che una notevole compiacenza ha fatto pensare che,
dopo il salvataggio Bear Sterns a marzo, e con la sola ipotesi - in realtà era
fin dall'inizio una certezza della nazionalizzazione di Fannie Mae e di
Freddie Mac cioè la madre di tutti i salvataggi, ci si sarebbe salvati. C'è
stata un'ampia sottovalutazione del peso nefasto della massa di derivati,
spesso imponderabili. A un certo punto questa massa di pseudofinanza ha rotto
la diga. Io, e non sono l'unico, avevo lanciato un allarme parlando a Singapore
a metà agosto, e i mercati hanno reagito nervosamente, allora. Poi mi sono
taciuto, per non essere nell'imbarazzante posizione di chi preannunciando il
disastro viene alla fine incolpato di esserne una delle cause. Oggi la realtà è
sotto gli occhi di tutti. Che cosa si poteva fare? Essere più realisti.
Comunque, scendendo nello specifico, occorreva muoversi prima. Solo che come
spesso nelle situazioni di enorme gravità la gente resta paralizzata.
Washington sperava, alla fine, di poter lasciare la patata bollente alla
prossima amministrazione. In più, Washington invece di incentivare ha cercato
di frenare il naturale aggiustamento del mercato, non ha invogliato fusioni, acquisizioni,
perché temeva che questo desse la stura all'imponderabile. Dovranno agire ora.
Quali gli errori maggiori? Il grosse errore, la madre di tutti gli errori, non
è stato né di Ben Bernanke né di Henry Paulson, ma di chi andando indietro
negli anni ha lasciato crescere a dismisura questi derivati. Il legame tra
prodotti finanziari innovativi e mercato immobiliare impazzito è stato il
detonatore. Quindi, responsabile la Fed, gli altri regolatori, e le banche più
attive nel promuovere i nuovi strumenti al di là di ogni saggezza. Bernanke e
Paulson non hanno sbagliato? Le loro ultime mosse sono state più o meno
inevitabili. Paulson ha sbagliato quando ad agosto ha detto che Fannie e
Freddie sarebbero state lasciate così come erano, cosa palesemente impossibile.
Ma per il resto non si è mosso male. Bernanke ha sbagliato a non ridurre i
tassi nei giorni scorsi; la misura avrebbe avuto un impatto più psicologico che
pratico, ma sarebbe stata d'aiuto. Ma nelle mosse specifiche non hanno fatto
grossi errori. Sullo sfondo, hanno avuto una sottovalutazione dei rischi di
inflazione, e sono stati troppo ottimistici sulla crescita. Che sarà come,
secondo le sue stime? Pessima nel quarto trimestre e nel primo dell'anno
prossimo. Prevedo per gli Stati Uniti un meno 3% su base annua, quindi
l'azzamento di tutti i risultati del secondo trimestre. Sarà lunga e dura, per
gli Stati Uniti, peggio che negli anni 80, e quasi come gli anni '70, anche se
quello fu un decennio particolare, tutto brutto e non solo con una brutta crisi.
Prevedo un lungo periodo a bassissima crescita, attorno allo zero, ben dentro
il prossimo anno. Wall Street s'è bevuto per vari trimestri il 2-3% della
crescita americana. E per l'Europa? In Europa bisogna distinguere. Credo che
voi avrete, nel complesso, una vera crisi a V, forte, ma rapida, e con pronta
risalita. Il sistema bancario europeo ha già subito perdite,ma c'è molta
attenzione, anche se non mi meraviglierebbero problemi seri con varie banche
regionali, in particolare in Spagna. Quello che avrete, perché sono meno
attrezzate e in genere non hanno previsto tempi così difficili, saranno
difficoltà a livello corporate, di imprese. Ma l'Europa è messa assai meglio.
Ad eccezione della Gran Bretagna. Ha creduto meno nella finanza innovativa. Quali
le conseguenze di fondo per gli Stati Uniti? In campo finaziario, che conta
molto anche come immagine, è una perdita secca. Se poi a una notevole vittoria
democratica al Congresso,cosa che tutti sembrano prevedere, si aggiunge la
vittoria di Obama alla Casa Bianca, credo che per l'industria finanziaria
cambieranno molte cose. Obama in particolare e i democratici in genere sono per
una forte regolamentazione del settore. Nel complesso gli Stati Uniti ne escono
male perché la nazione leader ha subito lo schema classico delle crisi bancarie
così come ne abbiamo avute tante dal 1945. Non l'ha vista arrivare. Ha detto
“da noi non può succedere, siamo e migliori”. E invece il mix di forti afflussi
di capitali (” vengono da noi perché siamo i più bravi”), deregulation
finanziaria, indebitamento pubblico e privato, ha creato e su scala ben più
grande grazie anche ai derivati quello che era successo 20 anni fa nei paesi
scandinavi e altrove. Gli Stati Uniti non si sono dimostrati migliori. Che cosa
farà Washington? La pressione è forte per interventi massicci, su uno schema
bipartisan. Non c'è solo Wall Street, non ci sono solo le banche.C'è la GM in
bancarotta. Un ritorno agli anni '30 e agli interventi di Roosevelt
nell'economia? Non vedo alternative. Al 29 non ci siamo, data la reazione ben
diversa,ma qualcosa dagli anni 30 potremmo imparare.
mario.margiocco@ilsole24ore.com "L'operazione di Morgan e Wachovia rischia
di essere l'unione di due debolezze" Professore. Kenneth Rogoff,
capo-economista all' Fmi fino al 2003 BLOOMBERG.
( da "Stampa, La" del 19-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
ELEZIONI COMINCIATE
LE "GRANDI MANOVRE" PER LE AMMINISTRATIVE DI PRIMAVERA il caso
L'azione legale colpisce la Onlus San Giuseppe Sindaci: al voto in 37 Comuni Il
Comune di Bordighera promuove un'usucapione contro la casa di riposo GIULIO
GAVINO BORDIGHERA [FIRMA]STEFANO DELFINO IMPERIA Non soltanto il capoluogo e
Sanremo, le località più grosse: nella prossima primavera, in provincia di
Imperia, si andrà al voto in 37 Comuni e, tra questi figurano centri importanti
Camporosso, Cervo, Dolceacqua, Ospedaletti e San Bartolomeo al Mare. Otto sono i
sindaci non più ricandidabili (sempre che, nel frattempo, non venga modificata
la legge che impedisce un terzo mandato), e alcuni sono personaggi di primo
piano, nel panorama politico, come Luigi Sappa di Imperia, nel centrodestra,
Marco Bertaina di Camporosso e Vittorio Desiglioli di Cervo, che sono anche
consiglieri provinciali, nel centrosinistra. Mancano ancora otto mesi o giù di
lì ma le "grandi manovre" sono già iniziate. Il primo squillo di
tromba è venuto dal ministro Clauidio Scajola, leader del Polo delle Libertà in
Liguria, che non a caso ha già convocato a Villa Ninina, la sua residenza
imperiese, i maggiorenti regionali del partito. Una riunione durante la quale è
stato deciso di tenere in ottobre a Varazze un'assemblea generale assemblea
degli eletti, allargata ai contributi della società civile. E in quella
convention sarà proposta la costituzione dei gruppi unici a tutti i livelli
(Regione, Comuni e Province), primo passo verso la formazione di liste comuni
Fi-An. Anche il Partito Democratico si sta attrezzando: la Direzione
Provinciale ha istituito la Consulta degli Amministratori (sindaci, assessori,
consiglieri provinciali, comunali e di Circoscrizione): saranno formati grupopi
di lavoro su varie tematiche, prima di fine anno, sarà indetta una Conferenza
Programmatica. Questa sera, intanto, al Centro Culturale Polivalente, avrà
luogo un'assemblea aperta a tutti gli elettori delle Primarie e simpatizzanti
del Pd. Sarà presente anche il segretario regionale, il parlamentare Mario
Tullo. Domani, inoltre, gazebo e banchetti con raccolta di firme in tutta la
provincia per la petizione contro il governo (Salva l'Italia). Ma quali sono i
Comuni dove si andrà alle urne? Eccoli: Airole, Apricale, Aquila d'Arroscia,
Badalucco, Baiardo, Camporosso, Carpasio, Castellaro, Ceriana, Cesio, Cervo,
Chiusanico, Cosio d'Arroscia, Diano San Pietro, Dolceacqua, Dolcedo, Imperia,
Molini di Triora, Isolabona, Montalto Ligure, Montegrosso Pian Latte, Olivetta
San Michele, Ospedaletti, Perinaldo, Pigna, Pontedassio, Ranzo, Riva Ligure,
San Bartolomeo al Mare, San Biagio della Cima, San Lorenzo al Mare, Sanremo,
Soldano, Triora, Vallebona, Vasia e Vessalico. Complessivamente, le sezioni
elettorali coinvolte sono 155. I sindaci ricandidabili sono 29, e fra di essi
ci sono anche quelli di alcuni centri costieri come Ospedaletti (Eraldo
Crespi), Riva Ligure (Franco Nuvoloni), San Bartolomeo al Mare (Adriano Ragni)
e San Lorenzo al Mare (Marina Avegno). Un test politico importante, insomma,
che abbraccia oltre metà del territorio provinciale, anche perchè, oltre alle
cittadine costiere, interessa molti paesi dell'entroterra. In attesa del via
ufficiale alla campagna elettorale, tuttavia, i fari sono puntati soprattutto
sulle due città principali: Imperia, dove i nomi in circolazione per sostituire
Sappa sono molti, alcuni però forse diffusi ad arte per "bruciarli",
e Sanremo, dove il centrodestra smania dalla voglia di riconquistare Palazzo
Bellevue, "strappandolo" al sindaco Borea, intenzionato a ricandidarsi.
Il Comune di Bordighera ha avviato una causa di usucapione nei confronti della
"Fondazione Casa di Riposo San Giuseppe Onlus". Il sindaco Giovanni
Bosio, che non più tardi di dieci mesi fa aveva partecipato in pompa magna al
taglio del nastro della nuova struttura che si occupa dell'assistenza agli
anziani soli, non si è fatto troppi scrupoli. Il legale incaricato
dell'operazione da parte degli uffici ha notificato l'altro giorno l'atto che,
di fatto, ha avviato la causa ponendo Comune e Fondazione nell'indubbiamente
scomoda posizione di controparti, uno scenario al limite del paradosso se si
considera che il regolamento della Onlus San Giuseppe prevede che un
rappresentante del Comune sieda nel consiglio di amministrazione della stessa
(e quest'ultimo sarebbe stato il primo ad esserci rimasto piuttosto male). Al
centro del caso c'è un immobile che si trova in via Montegrappa a Bordighera
"bassa", un appartamento che nel lontano 1924 era stato oggetto di un
lascito all'allora istituto "San Giuseppe". La questione riguarderebbe
il fatto che da tempo quell'immobile in piena ed esclusiva proprietà
dell'attuale Fondazione sarebbe in uso ad una famiglia dopo una non meglio
precisata intercessione da parte dell'amministrazione comunale stessa. Lo
"screzio", tassello non indifferente nella vicenda, potrebbe essere legato anche alla burocrazia e in particolare a quel "valzer" di competenze che
aveva visto palleggiarsi la struttura tra Comune e Asl prima di arrivare al
nuovo status normativo della "Fondazione Onlus". Dal "San
Giuseppe" non arriva alcun commento. Bocche cucite, a riprova che devono
esserci rimasti tutt'altro che bene di fronte alla notifica. La notizia
dell'avvio della procedura legale, salvo ripensamenti, poterà ad una battaglia
davanti al giudice che si annuncia tutt'altro che semplice e dalle possibili e
spiacevoli ripercussioni per l'amministrazione comunale guidata da Bosio (che
prima di fare il sindaco, tra l'altro, era stato assessore ai Servizi Sociali e
che nella sua giunta comprende un certo Marco Sferrazza, uno degli artefici del
trasferimento dello scorso anno nella nuova sede di Villa Santa Rosa, in via
Circonvallazione). L'azione legale, infine, potrebbe innescare spiacevoli
ripercussioni anche per l'immagine di sindaco e giunta visto che i bordigotti
sono legati da sempre e non poco al "San Giuseppe", una casa di
riposo storica, fondata da quel padre Giacomo Viale che è e rimane un punto di
riferimento di etica e morale, e non soltanto per i cattolici e il mondo del
volontariato e dell'assistenza. E in barba alla trasparenza tutto è avvenuto
senza che se ne sapesse nulla, senza che il sindaco o gli uffici comunale si
preoccupassero più di tanto della delicatezza della vicenda. Quel annunciare
con tanto di carta bollata "questa è roba mia", insomma, sembra tutt'altro
che edificante. E il prossimo appuntamento, probabilmente, sarà già di fronte
al giudice.
( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 19-09-2008)
Pubblicato anche in: (Sole 24 Ore, Il (Sud))
Argomenti: Burocrazia
Sud sezione: SYSTEM
(COMPOSTA) data: 2008-09-17 - pag: 8 autore: INTERVISTA Franco Femia
Confindustria Reggio C. "Questa malapolitica allontana le aziende"
Francesco Condoluci REGGIO CALABRIA "In Calabria i
peggiori nemici delle imprese sono la burocrazia e la mancanza di trasparenza nelle politiche pubbliche ". A
parlare è il presidente di Confindustria Reggio Calabria, Franco Femia.
Imprenditore del settore editoriale, che ad aprile scorso è stato eletto al
vertice dell'associazione reggina degli industriali dopo averne retto le sorti
da commissario, sa bene che l'ingerenza dei clan nel tessuto economico,
è solo una delle tante sfaccettature del "caso Calabria" ma non
l'unico. "Prendiamo ad esempio la nostra associazione – spiega –: quando
sono arrivato a Reggio Calabria, ho trovato parecchie cose che non andavano. Ho
dovuto impegnarmi duramente per condurre la Confindustria reggina fuori dalla
bufera. E la parte più difficile non è stata operare tagli etici nei confronti
di quella trentina di aziende inadempienti nei pagamenti o prive di
certificazione antimafia, quanto piuttosto ripristinare all'interno
dell'organizzazione, il concetto di rispetto delle regole ". Femia
apprezza la nuova strategia confindustriale siciliana pur proponendo la via
calabrese della lotta al racket: "In provincia di Reggio, stiamo cercando
di fare quadrato attorno alle imprese che subiscono atti estorsivi, sostenendo
le loro denunce alla magistratura". Su quali altri aspetti si sta
concentrando dunque la linea della Confindustria reggina? Sulla ricerca di
nuovi fronti di investimento per le aziende che non riescono più ad essere
competitive, a causa dell'insostenibilità dei costi del mercato del lavoro, ma
anche del mancato sostegno della politica e degli effetti negativi
dell'elefantiasi burocratica che provoca ritardi inaccettabili e fatali per gli
imprenditori. Da alcuni mesi ci siamo posti come obiettivo
l'internazionalizzazione. A giugno, siamo riusciti a portare un centinaio di
aziende in Tunisia, avviando una serie di rapporti con le istituzioni
economiche locali che entro fine anno, si tradurranno nell'apertura, a Tunisi,
di uno sportello della Confindustria di Reggio Calabria. La delocalizzazione
delle imprese però, non è esattamente un parametro economico positivo. è la
conseguenza delle nondecisioni della politica. Basta dare un'occhiata al
Rapporto Svimez 2008 o pensare a Gioia Tauro, dove sul mancato decollo del
porto più grande del Mediterraneo, pesano più di ogni altra cosa i conflitti
tra chi detiene il potere decisionale, dalla classe politica regionale agli
enti competenti come Asi e Autorità portuale. Su Gioia Tauro, comunque,
Confindustria intende puntare molto la sua attenzione. Stiamo pensando di
proporre in Prefettura l'immediata requisizione dei capannoni dell'area
industriale, lasciati vuoti dalle truffe alle 488 perpetrate dagli imprenditori
rapaci calati dal Nord solo per frodare soldi allo Stato. Già, ma se le imprese
calabresi ormai guardano oltremare, chi rimarrà a fare economia sul territorio?
Il fatto che le aziende puntino sull'internazionalizzazione, non significa
necessariamente che smobiliteranno dal territorio. Ma, ripeto, per dare respiro
all'economia locale ci vuole un supporto maggiore da parte della politica, ad
esempio in termini di una battaglia da innescare per la fiscalità di vantaggio.
Purtroppo però la deputazione di parlamentari calabresi non sembra avere molto
potere contrattuale in questo governo. E comunque, l'imprenditoria che viene da
fuori non è fatta solo da "cacciatori di frodi". A Saline Joniche, la
Sei ha presentato, per la riconversione del sito del grande fallimento
industriale anni '70 dell'ex Liquichimica, un progetto serio da 1 miliardo per
una centrale a carbone che porterebbe come indotto 200 milioni di sbancamenti e
un porticciolo con 550 posti barca. Purtroppo l'opposizione di comitati
spontanei, amministratori locali e politici, la stanno facendo scappare, a mio
avviso, senza motivi fondati. "Assicuriamo sostegno alle imprese che
denunciano le estorsioni" Sequestrare i capannoni vuoti dell'area
industriale di Gioia Tauro" Al vertice. Franco Femia, presidente di
Confindustria Reggio Calabria.
( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 19-09-2008)
Pubblicato anche in: (Sole 24 Ore, Il (Sud))
Argomenti: Burocrazia
Sud sezione:
ISTITUZIONI data: 2008-09-17 - pag: 13 autore: Bilanci pubblici. Il rapporto
2000-2006 dello Spi-Cgil entra nel dibattito sul
Federalismo fiscale e l'autonomia dei Comuni Cresce il costo della burocrazia Nei capoluoghi il
funzionamento della Pa assorbe più dei servizi sociali di base Francesco
Montemurro Da settimane il dibattito politico nazionale s'impernia su come
garantire ai Comuni più risorse per i servizi ai cittadini e si pensa a una
nuova tassa. Ma occorrerà stabilire precisi vincoli alla destinazione
del gettito: dal 2000 al 2006 nei capoluoghi del Sud la fetta di risorse
impiegate per alcuni fondamentali servizi sociali non è cresciuta di pari passo
all'incremento delle entrate tributarie e, soprattutto, della spesa per
l'amministrazione generale e la burocrazia. Sulle
entrate, considerando le sole principali imposte, gli introiti Ici sono
lievitati dai 147,03 euro pro capite accertati nel 2000 ai 152,90 del 2006; in
base ai consuntivi,anche il gettito dell'addizionale Irpef è cresciuto (da
( da "Stampa, La" del 19-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
LA TRAGEDIA DI TORRE
PELLICE: PARLA LA MIGLIORE AMICA DELLA MAMMA LA NUOVA INIZIATIVA TORINO DESIGN PROTOTIPI
D'AUTORE A TO-EXPO GARA INTERNAZIONALE DIETRO LA DENUNCIA DI UN
CARDIOLOGOMENTRE ALLE MOLINETTE CRESCONO I DIPENDENTI IN CRISI AL GARYBALDI LA
DOTTORESSA All'interno PARLA GIANCARLO "Ilaria era tutta la loro
vita" Con Passepartout de La Stampa lettori in prima fila Ecco Dream,
mostra d'auto dedicata ad Andrea Pininfarina Impianti olimpici parte la caccia
al partner per Top "Noi medici costretti a fare una vita da cani" A
Settimo la festa del teatro dura cinquant'anni "In busta solo 380 euro
tutto il resto è pignorato" In centro arriva il tram senza fili "La
politica si svegli Maurizio Tropeano Stress, stipendi bassi e scarse
aspettative di carriera Tiziana Platzer Servizio Presentato lo studio di
fattibilità "Così libereremo il cielo di Torino dalla ragnatela di
cavi" Emanuela Minucci Se non si cambia i Murazzi chiudono" Andrea
Rossi La vita da medico? "Uno stress". Addirittura un incubo, a
volte. Gli ospedali pubblici? "Un mare di burocrazia senza un briciolo di
meritocrazia". È impietosa l'analisi della professione fatta da un
cardiologo che ha abbandonato l'ospedale pubblico per andare nel privato. Il
dottor Guido Collo si sfoga: "Medici anche validi, in genere a scadenza di
mandato e insoddisfatti della carriera perché scavalcati da troppi raccomandati
incapaci, gettano la spugna e si adagiano a sopravvivere nell'indolenza
di alcuni ambienti pubblici". Per non parlare della "crisi di
vocazione" che si aggiunge alla crisi economica. Motivo per cui, alle
Molinette, è stato creato uno sportello di aiuto finanziario e psicologico:
"Su 5400 dipendenti 30 hanno già lo stipendio pignorato e in 1391 hanno
chiesto la cessione del quinto". Marco Accossato A PAGINA 56 Gianna Busco,
la migliore amica di Lorella Magnano (la mamma della piccola Ilaria uccisa dal
padre a Luserna), racconta il calvario della vita familiare a causa della
depressione di Matteo Gliatta. "Tutta colpa del lavoro". Giaimo e
Longo ALLE PAGINE 68, 69 E IN NAZIONALETorino Esposizioni è, da oggi al 22
novembre, sfavillante vetrina di 54 vetture che hanno scandito la voglia
d'innovazione degli ultimi sessant'anni: le "miss" a quattro ruote e
le concept car espresse dalle Case, dai Centri Stile dei carrozzieri, dai
laboratori free lance del territorio torinese. La mostra intitolata, appunto,
"Dream", è realizzata dal comitato organizzatore di Torino World
Design e edicata alla memoria di Andrea Pininfarina. Rizzo A PAGINA 79Torna
Passepartout con una serie di offerte esclusive per i lettori de La Stampa.
Raccogliendo i bollini che da oggi tornano sulla copertina della Cronaca di
Torino si avrà diritto a serate speciali dal Salone del gusto al Galà del
ghiaccio.
( da "Cittadino, Il" del 20-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Buzzi del Pdl si
schiera con i cacciatori: "La provincia ha snobbato la categoria" n
La provincia di Lodi non muove un dito per i cacciatori, una categoria "snobbata"
fino a questo momento. Lo afferma il consigliere Stefano Buzzi (Pdl), che
interviene sull'argomento: "La delega sulla caccia è del presidente (Lino
Osvaldo Felissari, ndr), ma questa amministrazione è in preda all'immobilismo,
si ascolta tutti ma non si conclude niente. La categoria è stata trascurata e
ci sono stati dei momenti di tensione".Per Buzzi fra le circa 1.800
doppiette lodigiane aleggia un certo malessere, palpabile fin dalle piccole
questioni: "Per quanto riguarda gli esami di abilitazione, i cacciatori sono schiavi della burocrazia, sul fronte del rilascio dei tesserini venatori ci sono stati
dei problemi con il cambio di sede, ora ci si deve rivolgere agli uffici di
palazzo San Cristoforo ma non è il massimo della comodità".L'aspetto più
importante, però, sembra essere quello che riguarda l'area in cui sparare:
"Molti auspicherebbero l'ambito unico - sottolinea Buzzi, che non
caccia gli animali ma non è nemmeno contro all'attività -. Più dell'80 per
cento è legato al proprio ambito, non va a cacciare cioè al di fuori, per legge
oltre al proprio se ne può scegliere un altro. In ogni caso, per iscriversi si
paga, e questi soldi servono anche per il ripopolamento. Qualsiasi opinione si
abbia nei confronti della caccia, credo che chi la pratica dia il proprio
contributo, i cacciatori osservano il territorio, notano se c'è qualcosa che
non va".Per il consigliere provinciale sarebbe il caso di avere a
disposizione un unico ambito: "La provincia di Lodi potrebbe averne uno
solo, anche perché la nostra è tutta pianura. Con un solo distinguo: mentre
l'ambito a nord è stretto fra centri abitati e zone industriali, quello a sud è
più libero. Ad esempio, se nel primo la volpe è perseguitata, nel secondo ci si
comporta in modo diverso. L'unificazione potrebbe avere il suo
giovamento". Buzzi si è fatto questa idea parlando con gli addetti ai
lavori e leggendo libri e riviste specializzate."I primi a decidere sulla
possibilità di ridisegnare l'area potrebbero essere proprio i cacciatori, a patto
che poi la provincia li ascolti. L'amministrazione si è dimostrata latente
anche sul problema delle nutrie, in alcune province sono i cacciatori a sparare
a questi animali, potrebbe essere una soluzione, magari da avviare in via
sperimentale".Greta Boni.
( da "Alto Adige" del 20-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il caso Alitalia e
le bugie di Frottolo Essere imprenditori non è di per sè così grave. Essere imprenditori
e arroganti è grave. Certo essere stati aiutati a divenire imprenditori di
successo dagli amici politici è un vantaggio per se stessi, non il miglior
biglietto da visita per chi considera l'onestà un valore. O questo o niente, è
la sintesi di quello che il presidente del consiglio ha detto ai sindacati,
intervenendo da elefante all'interno della cristalleria, a proposito della
crisi dell'Alitalia. Un'Alitalia che oggi potrebbe essere saldamente nelle mani
di Air France e che invece è a rischio di chiusura. Si parla di 3.250
"esuberi", uomini e donne da licenziare. è una frottola di Frottolo.
I licenziandi sono molti di più, quasi il doppio, a cui vanno aggiunti i 3.000
con contratto a termine. Totale, quasi 9.000 persone da sbattere fuori a calci.
Sui numeri la politica gioca molto e Frottolo è poco sincero per natura, oggi
afferma ed ancora oggi smentisce. Ma è la stampa che travisa e soprattutto non
capisce. 9.000 persone, che significano almeno 27/30.000 se rapportate alle
loro famiglie, che improvvisamente potrebbero trovarsi senza lavoro, stipendio,
liquidazione. Tutto per aver voluto far fallire le trattative con chi era
seriamente intenzionato all'acquisto d'una compagnia aerea, che avrebbe
seguitato a far volare. Ma no, era importante giocare con la vita degli altri,
mostrare chi è il più forte, affermando d'essere capace di trovare imprenditori
italiani che avrebbero continuato a mantenere l'italianità di quegli arei. Ma
chi se ne frega dell'italianità. Interessa ai passeggeri se è Alitalia,
Lufthansa, British, Swiss a portarti a destinazione? No, importa il servizio,
la puntualità e il prezzo del biglietto, Ecco cosa interessa, altro che
italianità. Sarebbe stato meglio che i vecchi aerei se li prendesse qualcun
altro, non una banda di palazzinari, che già poco capiscono di mattoni, nulla
di ali e kerosene, molto di speculazione. Ma la frittata è fatta e non è
neppure riuscita, è come la maionese: "impazzita". Ora arriva
"l'uomo del destino" che minaccia di spaccare tutto e buttare fuori
tutti, se non s'adattano al suo diktat. è così che si tratta? è così che ci si
confronta? A casa sua evidentemente sì. Nelle sue aziende, evidentemente sì. Ma
quelle 9.000 persone non sono di sua proprietà, ancora, e pretendono rispetto.
Coi ricatti non si va da nessuna parte, si può fare solo gli imprenditori
rampanti e di successo per l'aiuto di alcuni amici politici. I "ghe pensi
mì" stanno bene nei film in bianco e nero del dopoguerra, non nella vita
reale d'oggi. Giorgio Zaninelli Ciclisti costretti allo slalom tra le cacche
dei cani Premetto che ho un cane. Per questo mi permetto di criticare alcuni
abitanti dei Piani di Bolzano che possiedono un cane e utilizzano il tratto di
ciclabile che porta dai Piani a Cardano. Mi capita spesso di passare su quel tratto
ed è uno schifo, bisogna fare lo slalom tra gli escrementi. Non lamentiamoci se
poi la gente non tollera i cani, la colpa è dei proprietari che non rispettano
il bene comune. Lorenza Dalla Torre Finiamola di dar ragione alle orde dei
ciclisti Leggo con fastidio la notizia della demagogica ed ecologicamente
inutile decisione del sindaco di vietare dalle 9 alle 17 di domani la
circolazione delle automobili per tutto il territorio della città, per dar
libero sfogo alle orde di ciclisti già normalmente assatanati dalla voluttà di
quella "licenza di uccidere" che pensano di aver conseguito grazie
alla benevolenza di politici in cerca di voti, alle utopie dei Verdi,
all'indifferenza (forse comandata) della polizia urbana. Mentre, giustamente, i
vigili sono sempre attenti e pronti a rilevare e punire tutte le mancanze degli
automobilisti, non lo sono altrettanto a rilevare e punire le mancanze dei
ciclisti. Ogni tanto ci scappa il morto e allora è tutto un coro di benpensanti
contro la prepotenza di chi guida le macchine, pericolosi quando non criminali.
Mai si rilevano le miriadi di pericolose trasgressioni dei "poveri"
ciclisti che si ritengono padroni della strada e quando, per esempio, devono
affrontare un incrocio non si curano mai di dare una semplice occhiata. Cito
due soli episodi di questa mattina. Intorno alle 11.30 percorrevo con la mia
auto via Firenze, quando ho incrociato una giovane signora che in bicicletta
con un bimbo nel seggiolino posteriore procedeva nell'intenso traffico
telefonando. Poco più tardi in via Maso della Pieve, in prossimità del cimitero
di San Giacomo un'altra giovane ciclista, con seggiolino vuoto per fortuna,
tagliava diagonalmente senza curarsi delle auto in arrivo né segnalando la
manovra. Fossero successi dei guai, la colpa sarebbe stata attribuita agli
automobilisti. Chiedo che i vigili prestino la massima attenzione anche ai
ciclisti e insegnino loro la buona educazione stradale con le sanzioni peraltro
previste dalla legge. Franco Marazzi LAIVES Grazie Giuseppe HÖller non ti
dimenticheremo Vorrei ricordare il signor Giuseppe HÖller, ex titolare del
negozio alimentari Emma Ladele di Vilpiano, venuto a mancare il 24 luglio.
Grazie Giuseppe, che ti sei dedicato per ben 43 anni ai tuoi clienti. Ogni
giorno portavi latte, pane, il giornale Alto Adige e diversi prodotti
alimentari, e sempre le bombole del gas, a noi sei famiglie delle case dei
ferrovieri di Vilpiano e a tutti gli altri in paese. Sapevi che noi tutti si
lavorava, e anche con i pensionati cercavi di fare tutto quello che potevi. Eri
disponibile per tutti e così anche tua moglie Burgel, in qualsiasi ora, e anche
ultimamente che non stavi bene. Grazie Giuseppe, non ti dimenticheremo mai,
sarai sempre nei nostri cuori, specialmente delle sei famiglie dei ferrovieri.
Emma Ribul Quieti VILPIANO Casa Sonnenschein la realtà è molto diversa A
proposito delle perplessità sollevate dai consiglieri provinciali di An e PdL
Mauro Minniti e Alberto Sigismondi circa la gestione della casa di cura
"Sonnenschein", perplessità che si materializzano a seguito di voci,
per sentito dire, e non confortate dalla realtà della situazione che è ben
diversa. In veste di parente di uno degli ospiti, contesto con prove di fatto,
dal momento che vivo giornalmente la gestione di detta casa che ospita mio
padre. La casa di cura "Sonnenschein" gestisce i propri ospiti
probabilmente con una filosofia diversa ma non per questo meno rispondente ai
dettagli delle normative vigenti e in una maniera più umana e meno
burocratizzata. Nessun ospite viene sedato (magari anche oltre il limite
necessario come avviene nelle strutture che piacciono ai rappresentanti di An e
PdL). Pertanto tali assistiti vivono un'esistenza senz'altro più umana e meno
consone ai dettami della burocrazia che li vorrebbe forse sedati per legge. Il personale è sempre
disponibile, di buon umore e a servizio dell'anziano. Per quanto riguarda le
perplessità dell'assessore provinciale della sanità lo invito a riflettere
sulle difficoltà enormi che i cittadini hanno nel trovare una sistemazione per
i loro cari non autosufficienti in strutture pubbliche che rispondano
pienamente ai principi di assistenza nazionali e provinciali. Invece i
cittadini non hanno nessun problema a visitare strutture (culturali) dove si dilapidano
denari pubblici lasciando alcune cooperative di assistenza agli anziani con i
centesimi contati e il disprezzo di qualche politico. Christine GÖtsch.
( da "Alto Adige" del 20-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
SINDACATI Buoni
pasto per tutti BOLZANO. Buoni pasto ai dipendenti della Sasa: la soluzione,
individuata dal cda, è contestata dai sindacati. Gianni Paparella della Rsu
chiede che venga congelata ogni decisione, in attesa di individuare una
soluzione che garantisca il buono pasto a tutti i 315 dipendenti. Anche
Gianmario Merotto (Faisa-Cisal) chiede "un'immediata revisione dei criteri
di assegnazione". BREVI UNITALIA Assb, nuovo logo e ulteriori costi
"Quanto costa il nuovo logo dell'Assb: sono vere le voci secondo cui
costerebbe 150 mila euro?". La domanda è contenuta in un'interrogazione di
Luigi Schiatti (Unitalia). SINISTRA Solidarietà al gruppo Totem Solidarietà da
Roberto Schiavo (Sinistra dell'Alto Adige) al collettivo Totem:
"Un'iniziativa di socializzazione giovanile è stata interrotta con
un'azione di rimozione, eseguita con cieca burocrazia dell'Ufficio demanio
acque". DA VODAFONE Ruba 4 cellulari ucraino denunciato Ha rubato quattro
cellulari dal negozio Vodafone di piazza Walther, il titolare lo ha individuato
visionando il filmato delle telecamere interne. Il giovane, 20 anni ucraino,
era ancora nel negozio e il titolare ha chiesto l'intervento della Volante che
ha denunciato l'extracomunitario. La Volante ha denunciato anche un
tunisino, sorpreso a nascondere sull'argine dell'Isarco un navigatore
satellitare e un I-Pod di provenienza furtiva. Sempre la questura ha denunciato
G.P., 42 anni di Nicastro, per guida in stato di ebrezza e porto abuso di armi.
( da "Corriere delle Alpi" del 20-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Nascono nuovi
servizi per i clienti delle agenzie e sono disponibili consulenze sui mutui casa Ecco la casa dei nostri sogni Comprare e vendere immobili
più semplice grazie a internet Se avete poco tempo a disposizione, se la burocrazia non fa per voi se non avete
voglia di essere soli in un passo così importante...allora l'agenzia
immobiliare è quello che fa per voi. Le agenzie immobiliari si occupano di fare
incontrare la domanda e l'offerta nel settore immobiliare. Ad oggi
proprio per le delicate fasi presenti nella compravendita di immobili risultano
essere il canale di ricerca più utilizzato. Molti agenti immobiliari sono anche
mediatori creditizi. E' una figura che si sta delineando in questo periodo. Il
mediatore è regolarmente iscritto all'albo corrispondente, e si occupa di mediare
tra il cliente ed i diversi istituti di credito per l'erogazione del mutuo
inerente l'acquisto dell'immobile. Il mediatore creditizio è sempre più diffuso
all'interno dell'agenzia immobiliare. Per capire se stiamo comprando bene
dobbiamo capire qual'è l'effettiva superficie del nostro immobile. Posto che
l'unità di misura è il metro quadrato occorre distinguere diversi tipi di
superficie. Per determinare il prezzo dell'immobile occorre capire di quanti
mq. è costituito l'appartamento che vogliamo acquistare. Esistono due
terminologie importanti da conoscere. La superficie calpestabile e quella
commerciale. La prima corrisponde alla superficie che effettivamente utiliziamo
dell'appartamento, la seconda invece concorre alla determinazione del prezzo.
Calcolarla non è sempre facile poichè in merito non esiste una legislazione
univoca ma si rimanda agli usi locali. La camera di commercio competente
provvede a fornire i dati necessariper il calcolo. Ad ogni modo esistono delle
regole comuni di facile comprensione. Vendere un immobile dovrebbe essere meno
complicato che acquistarlo: si possiede il bene oggetto della vendita e si
ricevono acconti o caparre prima della consegna del bene. Questo nella teoria,
ma nella pratica estremamente importante risulta la capacità di realizzo.
Alcuni suggerimenti. Prima di cimentarsi nella vendita della casa compito di un
attento venditore deve essere quello di capire quanto può essere valutata. Come
fare? Il mezzo più economico è quello di consultare gli annunci sui giornali locali
per rendersi conto delle quotazioni. Senza impegno si può chiedere alle agenzie
immobiliari. Un agente immobiliare verrà a visitare la casa. Non avere fretta
di vendere è la soluzione ideale. Purtroppo spesso si vende per riacquistare ed
ecco allora che anche la vendita diventa una lotta contro il tempo per
realizzare una buona vendita e per acquistare ad un prezzo competitivo, senza
contare che la nostra disponibilità monetaria è legata alla buona riuscita del
primo affare. Nel momento in cui ci viene fatta una proposta d'acquisto,
possiamo accettare con telegramma o raccomandata r/r.A questo punto è nostro
dovere fornire all'acquirente tutte le informazioni relative all'immobile, ai
fini di un sereno acquisto da parte dello stesso. Eventuali acconti versati
dallo stesso sono oggetto di restituzione in caso di mancato buon fine del
contratto. E' opportuno che l'acquirente verifichi se sono state deliberate
spese di ristrutturazione (ad. es. rifacimento della facciata) che graverebbero
su di lui. Due fasi importanti da parte del venditore: cancellare l'ipoteca
sull'immobile se esistente e chiedere l'estizione anticipata del mutuo, se
esistente, ed informarsi prima della vendita dell'ammontare della penale che va
a diminuire i guadagni. Per poter fare tutto questo con una certa serenità
occorre muoversi almeno due mesi prima.
( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 20-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di MARIA LUISA
POLIDORI Chi non ricorda la storia di Massimo Coluzzi, il bimbo di Scai di
Amatrice affetto da amiotrofia spinale, una malattia rarissima che blocca lo
sviluppo dei muscoli. Il piccolo ha vissuto per anni nel reparto pediatrico del
San Camillo de' Lellis attaccato al polmone d'acciaio. Le sue uniche
passeggiate erano per i corridoi dell'ospedale a bordo di una carrozzina
corredata da un respiratore artificiale. Massimo non può né mangiare e nè bere,
non conosce alcun tipo di sapore perché è sempre stato alimentato con le sonde.
Non parla, ma comunica con gli occhi. Maria Pia, la sua mamma, ha vissuto
accanto a lui giorno e notte per anni: è riuscita a trasformare la sua stanza
d'ospedale in un'accogliente e gradevole cameretta simile a quelle dei bambini
di una qualsiasi famiglia normale, ma poi ad un certo punto non ce l'ha fatta
più. Non poteva permettere che il corso della vita di un bambino di otto anni
si potesse svolgere in pochi metri quadri, pur riconoscendo tutta la
disponibilità da parte di quei sanitari reatini che ancora adesso non finirà
mai di ringraziare. "Dopo una serie di ostacoli, fra cui due interventi
urgenti per tracheotomia e gastrostomia, subiti dal mio sfortunato bambino -
raccontò all'epoca attraverso le pagine del Messaggero - siamo al collasso
economico e morale, mio marito ha perso anche il lavoro e possiamo contare solo
su un'entrata minima di 443 euro mensili derivanti dall'accompagno di nostro
figlio, ma noi desideriamo ricostruire la nostra famiglia. Il sogno - disse
allora - sarebbe quello di prendere in affitto un appartamentino a Palidoro,
proprio accanto alla sede distaccata del Bambin Gesù, dove potrei avere
assistenza in caso di emergenza". E così avvenne. Grazie ad una gara di
solidarietà indetta dal Messaggero e grazie alle donazioni di alcune aziende
reatine e di tre pensionati (diedero per intero il loro assegno mensile), la
famiglia Coluzzi riuscì nell'intento. E ricevette anche il supporto da parte
dell'Asl RM D, che mise a disposizione personale altamente specializzato 24 ore
su
( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 20-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
L contratto che il
Comune ha stipulato con la Coos Marche, i gestori attuali del servizio. Questo
il provvedimento più grave valutato nell'ambito dell'inchiesta interna che il
Comune ha avviato per sapere come il minore, che è stato accertato ha 7 anni,
sia riuscito a sfuggire al controllo dei 3 incaricati della cooperativa in
servizio quel giorno, allontanandosi così dalla struttura di via Grotte, a
Posatora, alla quale era stato affidato. "In alternativa - spiega Franco
Pesaresi, dirigente dei servizi sociali - c'è il pagamento di un ammenda. Al
momento abbiamo solo avviato la contestazione di addebito di responsabilità
alla cooperativa. Dobbiamo ancora leggere le giustificazioni degli incaricati
in servizio poi si deciderà che provvedimento adottare. Tra le misure c'è anche
la recessione del contratto stipulato". Intanto, dopo la fuga del bambino
avvenuta il 30 agosto scorso e programmata per ricongiungersi con la zia, il
Comune ha trovato le foto del minore e della parente che sono state consegnate
alla polizia. Questo grazie ad una macchina fotografica digitale, di proprietà
del bambino, lasciata al centro di accoglienza e trovata alcuni giorni fa.
Sviluppate le foto sono stati trovati diversi scatti che ritraevano entrambi ed
effettuati durante il viaggio dalla Turchia all'Italia. Se
i due fuggitivi venissero ritrovati scatterebbe di nuovo la separazione tra zia
e nipote, nonostante il dna abbia accertato che i due siano parenti, perché la
donna ha agito comunque contro la legge. Se avesse atteso i tempi della burocrazia ora sarebbero potuti stare
insieme e senza il bisogno di scappare. M.Ver.
( da "Mattino, Il (Circondario Sud1)" del
20-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Due funzionari della
Regione denunciati da un assessore di Vico Equense, sono accusati di
concussione LEANDRO DEL GAUDIO Presi con il denaro della tangente in tasca.
Filmati all'interno di un ristorante, mentre da una mano all'altra scivola una
(presunta) mazzetta di duemila euro, un modo rapido per sbloccare in Regione un
finanziamento atteso per il rilancio di un comune sorrentino. Poi, dopo quelle
immagini, è scattato il blitz: due funzionari della Regione finiscono così in
manette, con l'accusa di concussione, al termine di un'inchiesta dei
carabinieri della compagnia Sorrento (guidata dal capitano Federico Scarabello)
e della stazione locale (agli ordini del maresciallo Antonio Lezzi). Un
"pranzo di lavoro" che è solo l'ultima pagina di una storia di
centinaia di migliaia di euro, soldi sbloccati per la riqualificazione del
borgo antico e del porticciolo di Marina di Vico Equense. L'inchiesta è stata
coordinata dal pm Mariangela Magariello della Procura di Torre Annunziata,
guidata dal procuratore Diego Marmo, che scatta con la denuncia dell'assessore
ai lavori pubblici Matteo De Simone. In cella finiscono così i funzionari
Giacomo Mele, 48 anni di Napoli, e Stalino Valendini, 65 anni di Rende
(Cosenza), che dovranno giustificare in sede di convalida dinanzi al Gip la
provenienza dei duemila euro sequestrati e provare a dimostrare la propria
estraneità alle accuse. Per il momento, il quadro sembra chiarissimo. I due
arrestati sono impiegati nell'ufficio Por (Piani operativi regionali)
dell'assessorato al Turismo della Regione e avrebbero preteso soldi per
sbloccare la pratica di un finanziamento, a sua volta fermo dopo l'intervento
di alcuni consiglieri Verdi del municipio costiero. È la
tangentopoli della burocrazia, quella tiene fuori dalla gestione dei soldi pubblici la
componente politica e che assegna un ruolo centrale a dirigenti e funzionari.
In questo caso, il progetto di recupero di Vico aveva inizialmente beneficiato
di un finanziamento di circa 700mila euro da parte della Regione. I
soldi c'erano e stavano arrivando in costiera. Poi, dopo una prima
disponibilità, è nato un intoppo. Un esposto dei Verdi in Regione per chiedere
accertamenti su presunte irregolarità amministrative nel finanziamento. Stando
alla denuncia dell'assessore i due funzionari avrebbero sfruttato l'occasione
al volo. E avrebbero richiesto una somma di denaro per favorire lo svincolo del
finanziamento. Secondo i piani dei due funzionari, l'assessore avrebbe potuto
recuperare i soldi offerti rivalendosi poi sulla ditta appaltatrice.
Nell'inchiesta c'è anche un passaggio cartaceo, che non è sfuggito agli
inquirenti. Si tratta di un foglio in formato "A 4". Un fax, che
risale ad alcuni giorni fa, spedito da Palazzo Santa Lucia. Era una sorta di
garanzia offerta per l'impegno preso, che attestava la firma del decreto per lo
stanziamento della somma, a mo' di specchietto per le allodole. Ovviamente, su
questo documento, sono in corso accertamenti per verificarne l'autenticità.
Massima attenzione anche sulla fitta rete di comunicazioni, che gli inquirenti
hanno intercettato in questi giorni, dopo la denuncia dell'assessore comunale.
Un contenuto tutto da decifrare, dal quale emergerebbe comunque la
disponibilità offerta dai due tecnici dell'ufficio Por a rendere più rapida
l'erogazione dei soldi previsti per il rilancio dell'antico insediamento
costiero. Una vicenda nella quale interviene l'assessore regionale al Turismo
Claudio Velardi, quanto mai deciso a vederci chiaro e a dare inizio a
un'inchiesta interna.
( da "Mattino, Il (Circondario Sud1)" del
20-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Le spighe si
flettono, ma poi ritornano alla loro posizione iniziale. Così durante il moto
ondoso le particelle liquide trasmettono solo l'energia dell'onda, mentre
l'acqua non si sposta, rimane praticamente stazionaria. Ebbene le tempeste
(politiche, mediatiche, polemiche) che recentemente si sono abbattute su Napoli
sembrano non provocare alcuno "spostamento". Tutto in un dato momento
sembra sul procinto di muoversi, di evolvere, di cambiare; il giorno dopo
(settimane dopo, mesi dopo), tutto rimane come prima. È vero, piccoli segnali ogni
tanto sembrano promettere il dischiudersi di un cambiamento di rotta
relativamente ad uno dei tanti elementi di cui si compone il sistema urbano. Ma
a parte il fatto che non basta curare la singola patologia perche l'intero
organismo si sviluppi sano, è con diabolica puntualità che ad una notizia
positiva ne segue immediatamente una di segno contrario, e di portata tale da
elidere la prima. Riempie di soddisfazione il leggere che finalmente, grazie
alle sinergie tra pubblico e privato, tra enti e centri regionali di
competenza, siamo in presenza di un preciso cronoprogramma che consentirà
l'avvio della riconversione dell'area ex Itaslsider in un distretto produttivo
ecocompatibile ed ecosostenibile, il che favorirà il ripristino delle
condizioni ambientali del sito e la creazione di un sistema di sviluppo e
servizi. Ma contestualmente deprime e mortifica l'incapacità di dar vita alla
Fondazione per l'oganizzazione-gestione del Forum delle culture. La creazione
di tale ente, infatti, è requisito indispensabile perché il Comune sottragga al
commissariamento la gestione di un evento strategico sul piano economico-
occupazionale, ma anche (se non soprattutto, dopo le varie candidature mancate)
su quello dell'immagine, nel senso di dimostrare con i fatti che Napoli può e sa
fare. E ancora. Finalmente, dopo due anni di confronto, è stato approvato il
Piano territoriale Regionale che, oltre a rappresentare un passo in avanti in
quanto a sintesi normativa-legislativa, è uno strumento imprescindibile per il
governo del territorio in termini di sviluppo, tutela, regole e certezza di
procedure attuative. C'è solo da augurarsi che la Conferenza permanente di
pianificazione istituita par attuare il Piano riesca a coniugare pensiero e
azione, come osservava sul Mattino di giovedì Benedetto Gravagnuolo. Ma, anche
in questo caso, a una notizia che fa guardare in avanti, se ne accompagna
un'altra che provoca rabbia e indignazione: la perdita del finanziamento di 36
milioni di euro per il Parco Pompei Tech. Non appassiona sapere di chi è la
colpa di questa perdita. Per burocrazia o per inefficienza di qualcuno degli attori del processo. La
verità è che ancora una volta si aggiunge un filo a quella maglia nera che
troppe volte veste la Campania nelle classifiche nazionali. In ultimo. Il 30 settembre
prossimo scade il termine per la presentazione delle proposte per l'impiego dei
220 milioni di euro da destinare alla riqualificazione del centro storico
di Napoli, pena la perdita dei fondi. Dopo tanti dibattiti e proclami speriamo,
questa volta, di smentire con i fatti quanto dice Muriel Barbery nel suo bel
romanzo "L'eleganza del riccio": "Gli uomini vivono in un mondo
dove sono le parole e non le azioni ad avere il potere, dove la massima
competenza è il controllo del linguaggio". In questo siamo bravi ma,
assolutamente, non basta. Claudio Claudi.
( da "Stampa, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
SULL'A10 CHIESTO
L'INTERVENTO DELLA REGIONE Interpellanza di Oliva sui pannelli antirumore
Pannelli fonoassorbenti per combattere l'inquinamento acustico provocato a
Varazze e a Loano dall'Autostrada dei Fiori. A chiederli è il consigliere
regionale di Forza Italia Pietro Oliva. "Ho presentato un'interrogazione
urgente per fare in modo che la Regione intervenga affinché la Società
Autostrade installi pannelli fonoassorbenti a Loano, in località Meceti, e a
Varazze. E' necessario proteggere gli abitanti della zona dai gravi danni
derivanti dall'inquinamento acustico dovuto al traffico autostradale".
Prosegue: "Ho raccolto le dichiarazioni di alcuni residenti, che
denunciano la totale mancanza di barriere acustiche e accusano
l'amministrazione di trattare i cittadini con due pesi e due misure. Sono
costretti a scontrarsi quotidianamente con una burocrazia muta e cieca e completamente
insensibile alle loro necessità. La qualità della vita e della salute è
fondamentale. Non ci sono cittadini di serie A e di serie B. Auspico che la mia
richiesta incontri la sensibilità dell'assessore competente, e che egli si
faccia al più presto interlocutore credibile nei confronti della società
Autostrade, per garantire l'installazione anche a Loano e a Varazze di
pannelli fonoassorbenti". Da anni è irrisolto il problema
dell'inquinamento acustico nel tratto dell'A10 che passa sotto l'abitato di
Ranzi a Pietra. Sono stati predisposti sono alcuni accorgimenti minimi nei
pressi della galleria 5 alberi.\.
( da "Sicilia, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Vogliamo i
nostri soldi"Scandalo espropri. Il Comune intende rivalersi nelle sedi
competenti su chi ha fatto il furbo Il Comune cercherà sicuramente non solo di
recuperare le somme indebitamente erogate per la sovrapposizione di diversi
procedimenti di espropriazione sugli stessi terreni, avvenuta in sede di
attuazione dei Piani di edilizia economica a popolare di Fontanelle e, con ogni
probabilità, anche di Monserrrato, ma cercherà di farsi rimborsare dalle
numerose cooperative edilizie che sono assegnatarie del diritto di superficie
anche i soldi pagati per l'esproprio di tutti i terreni sui quali nel corso
degli anni '70 e degli anni 80 hanno edificato gli alloggi che furono assegnati
ai loro soci. Lo hanno detto all'unisono il sindaco Marco Zambuto e l'assessore
comunale al Bilancio e Patrimonio Giovanni Volpe. "Quando, a suo tempo, il
Comune ha effettuato gli espropri - ha detto quest'ultimo - ha trascurato di
chiedere alle cooperative il pagamento del terreno sul quale è stato loro
ceduto il diritto di superficie ed il conseguente diritto di potervi edificare
le abitazioni. Anche nel corso degli anni successivi questa procedura non è
stata mai attuata". Come può essere successo? "Non lo so. Certo, se è successo tutto questo può essere successo di tutto, in
questo come in altri settori della burocrazia municipale. Già sarebbe da solo un fatto negativo la mancata o
la scarsa resistenza in giudizio di fronte alle richieste avanzate dai privati,
ma la duplicazione dei pagamenti per uno stesso terreno appare quanto meno
imbarazzante. Evidentemente è mancata una efficace catena di controllo
che potesse evitare cose di questo genere. Io dico con forza che bisogna
istituire subito una struttura, anche esterna al Comune, che garantisca un
efficace controllo di gestione. Le aziende private ce l'hanno, se non
l'avessero la quasi totalità di esse fallirebbe irrimediabilmente. Bisogna
dunque procedere subito in questo senso". Chiederete alle cooperative il
pagamento di queste somme? "Certamente! Studieremo la situazione e .
cercheremo le vie d'uscita migliori. Speriamo che nel frattempo non siano
sopravvenute prescrizioni o che almeno ci siano stata la produzione di
documenti che interrompono i termini. Di sicuro in una situazione finanziaria
come quella attuale non possiamo fare a meno di procedere al recupero di queste
somme che ci darebbero una grossa boccata d'ossigeno. Se l'aggiungiamo ai
crediti che vantiamo nei confronti del ministero della Giustizia, che però sta
già cominciando a pagare, o alle anticipazioni fatte all'Ato rifiuti, o ad
altri crediti avremmo davvero una situazione finanziaria diversa. Faremo tutto
quello che si può fare, questo lo garantisco!". Gli fa eco il sindaco
Marco Zambuto che ieri mattina su questo argomento ha tra l'altro incontrato la
dirigente del settore Avvocatura ed espropri Rita Salvago. "Voglio
premettere - ha detto Zambuto - che Salvago ha il nostro pieno sostegno perché
ha lavorato seguendo l'indirizzo che l'Amministrazione ha dato a tutti i
dirigenti di fare chiarezza su tutto il patrimonio comunale". Salvatore
Fucà.
( da "Sicilia, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corposo ordine del
giorno Convocato per lunedì il Consiglio comunale Ribera. (e.m.) - "Aprite
subito la casa degli anziani di contrada Piana perché è una grande necessità
non solo per la città ma anche per la popolazione dei paesi vicini". E'
questo l'appello accorato che l'associazione della terza età Auser si appresta
a lanciare, in occasione dell'avvio delle proprie attività sociali 2008-2009,
per l'ennesima volta, alla Provincia Regionale che è proprietaria del grande
immobile costruito e mai aperto alla fruizione pubblica da circa 15 anni.
L'invito sembra maggiormente rivolto ai rappresentanti politici riberesi che
mai, come in questa legislatura, sono stati così massicciamente presenti in
seno al consiglio provinciale e alla giunta oggi guidata da D'Orsi. La
popolazione anziana di Ribera e del suo comprensorio chiede ai neo assessori
Carmelo Pace e Mariano Ragusa e ai consiglieri Matteo Ruvolo e Pellegrino
Quartararo, neo eletti e per la prima volta nell'assise provinciale, di
adoperarsi per bloccare una situazione che si trascina tra burocrazia, aule di tribunali, danni
vandalici e promesse varie, da un decennio e mezzo. Uno stabile, grande,
moderno, funzionale, che è costato diversi miliardi di vecchie lire e che ha
perfino un luogo di culto nell'area interna, è stato lasciato per tanti anni
abbandonato, senza custodi, alla mercé delle ripetute azioni vandaliche e degli
agenti atmosferici. I danni, più volte valutati, superano le 500 mila
euro e non si sa a chi accollarli. La Provincia Regionale di Agrigento - è
stato detto - potrebbe trovare il finanziamento per la ristrutturazione, ma se
non si avvia subito il servizio, con la gestione diretta pubblica o indiretta
con privati, sarebbero ancora una volta soldi spesi inutilmente. Gli anziani
sostengono che la struttura è una necessità di cui il territorio ha estremo
bisogno per cui urge trovare sia il finanziamento e sia l'impresa che deve
gestire una casa che può ospitare fino a 100 vecchietti e che potrebbe dare
occupazioni fino a 50-70 lavoratori.
( da "Sicilia, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Un nido caldo e
accogliente ma le strutture sono ancora poche Un'ottima reputazione. E' questo
il giudizio sugli asili nido italiani, al di là di ogni problema legato
all'esiguo numero di nidi dislocati sul territorio nazionale: da nord e sud. Il
"Piano nidi", infatti, il più grande investimento sugli asili
dedicati ai bambini di età compresa tra 0 e 36 mesi è rimasto bloccato nelle maglie della burocrazia. I fondi stanziati dallo Stato e dalle Regioni (con il sostegno
dell'Ue) per aumentare i posti dei nidi non decolla; e così mentre si rischia
di vanificare i benefici derivanti dai fondi erogati dall'Unione europea (fondi
che peraltro andranno persi se entro due anni l'Italia non garantirà il posto
al nido almeno al 33 per cento dei bambini), solo il 12,3 per cento dei
bimbi italiani trova accoglienza in un nido comunale. Problema che si
ripercuote anche in Sicilia dove nel 2006 il 34% delle 10.328 domande
presentate non sono state accolte (la media nazionale è del 23%) e soltanto in
un caso su dieci i genitori fanno domanda di iscrizione del proprio figlio ad
un asilo comunale. Da una recente analisi condotta da Cittadinanzattiva, sui
costi e sulle strutture dei nido italiani, è emerso che in Sicilia solo il 3,4
per cento dei bambini di età inferiore ai tre anni ha accesso ad un asilo nido
comunale, relegando l'Isola al terzo posto tra le regioni italiane con le più
lunghe liste d'attesa. Nell'analisi sono stati evidenziati anche gli alti costi
delle rette per la frequenza negli asili nido, con un incremento medio delle
tariffe pari all'1,8 per cento rispetto alle tariffe dello scorso anno. La
quota mensile da versare all'istituto - alla quale partecipa anche il Comune di
residenza con circa 1.200 euro al mese per ogni iscritto - viene differenziata
in base al reddito della famiglia. Per l'ammissione si tiene conto di diversi
titoli, esaminati da una commissione di gestione che include l'obbligo di
residenza o una stabile attività lavorativa nel Comune in cui si fa richiesta.
Al di là dei costi, il ruolo dell'asilo nido occupa una posizione di primo
piano nel campo della psicologia dell'età evolutiva, proponendo modelli
educativi all'avanguardia anche dal punto di vista ricettivo. Il programma è
attento a prestare particolare attenzione ai bambini in un'età particolare. In
ogni struttura è prevista la presenza di un educatore ogni sei bambini,
l'insegnate a sua volta viene aiutato da personale ausiliario (non di ruolo)
che accudisce circa 12 bambini. All'interno degli asili tutto è perfettamente
organizzato. Ogni struttura viene divisa in tre sezioni: lattante (che
comprende i bambini da
( da "Sicilia, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Mezzi non
revisionati imprenditore prosciolto La strada statale 640 è sempre più una via
crucis. Non solo per le decine di croci che costellano i bordi delle
carreggiate, a ricordo delle morti per incidenti succedutesi negli anni. Il
riferimento in questo caso è rivolto all'ennesima brutta notizia per chi
vorrebbe viaggiare su una strada scorrevole e senza deviazioni. Sul viadotto
Rocca Daniele inutilizzabile da quasi un anno per le rimediabili lesioni a una
trave metallica si sono scritti e detti fiumi di parole e imprecazioni, da
parte di chi è costretto a percorrere la provinciale che lambisce Favara. La
brutta notizia del giorno interessa essenzialmente i canicattinesi diretti ad
Agrigento e dintorni, abitualmente soliti immettersi sulla statale 640,
percorrendo lo svincolo Canicattì Sud, poco prima di entrare in territorio di
Castrofilippo. Dopo che venerdì scorso un camion ha urtato il cavalcavia posto
proprio a ridosso dello svincolo, la faccenda ha subito mostrato il proprio
lato peggiore. Alla luce di quanto emerso dai sopralluogo tecnici, effettuati
dai funzionari Anas, è stato deciso di demolire tale cavalcavia. Le lesioni
sono talmente evidenti da rendere indispensabile lo smantellamento dell'opera.
Niente cuciture, riparazioni, rattoppi. Ci vuole la ruspa. E siccome un
cavalcavia non si smonta in una notte come se fosse costruito con il Lego, ecco che sulla scena irrompe la burocrazia. I vertici provinciali dell'Anas, a onore del vero, hanno già
attivato le pratiche, producendo una serie di documenti inviati a chi di
dovere. Come dire che la macchina burocratica è già in viaggio. Come in viaggio
sono le auto di coloro i quali, partendo ad esempio da Largo Aosta per arrivare
in via Atenea ad Agrigento, non utilizzando l'uscita Canicattì Nord,
saranno costretti per almeno un mese a fare un tour nel centro storico di
Castrofilippo - dove il lunedì mattina c'è il mercato settimanale, occupando la
strada di transito alternativa - o a tirare diritto per Favara. Utilizzando
sempre la Statale
( da "Alto Adige" del 21-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Finanza, cantiere
"infinito" elicotteristi senza caserma La sezione aerea sta in una
casetta priva di alloggi di servizio La nuova sede sarebbe un vero toccasana
BOLZANO. Una cattedrale nel deserto, anzi, sui pratoni dell'aeroporto. Si
tratta della nuova caserma destinata alla sezione aerea della guardia di
finanza. Il ministero delle Infrastrutture avrebbe dovuto consegnarla lo scorso
marzo, ma a tutt'oggi c'è in piedi il solo scheletro di cemento armato. Lì da
anni, grigio, spoglio. Una matassa difficile da
sgarbugliare, perché c'è di mezzo l'italica burocrazia, e perché pure i diretti interessati non sono stati informati a
dovere sui particolari, tanto che non si conosce la data del riinizio lavori,
né quella di consegna. Siamo sul lato ovest dell'aeroporto, al confine col
maneggio. Due scheletri d'edificio; uno, enorme, progettato come hangar,
dovrebbe ospitare almeno quattro elicotteri della finanza, nuovi fiammanti, in
arrivo nel prossimo futuro. Forse, chissà. L'altra palazzina dovrebbe ospitare
tecnici e piloti, compresi quelli in addestramento, perché Bolzano è l'unica
base aerea dei finanzieri italiani specializzata nel volo in montagna. E prima
di arrivare nell'olimpo elicotteristico, a Pratica di Mare, la crema dei piloti
nazionali dovrebbe impratichirsi anche nel volo in alta quota. Dovrebbe. Forse,
chissà. Oggi la sezione aerea conta una trentina di uomini, serve Alto Adige,
Trentino, Veneto e Friuli Venezia Giulia. Nonostante ciò, non dispone di una
caserma, ma solo di una piccola casetta a un piano (dove si trovano gli
uffici), di un hangar non molto ampio e di una tensostruttura trasformata alla
bisogna in hangar. Niente alloggi di servizio; niente hangar per la
manutenzione; l'edificio è obsoleto e non troppo dignitoso. Non una bella situazione,
considerando quanto costano le case a Bolzano. Soprattutto se si tiene conto
che, come accade per i poliziotti, anche per le fiamme gialle non è prevista la
costruzione di alloggi di servizio sulle aeree dismesse dal demanio militare e
ora passate alla Provincia. La nuova caserma, insomma, sarebbe un vero
toccasana. I lavori, però, iniziati nell'ottobre 2004, sono stati sospesi nel
gennaio 2005, per riprendere poi nel marzo 2006. Nel marzo del 2008 si sarebbe
dovuto terminare, ma oggi tutto è fermo, "in attesa di proroga per stipula
di variante", come si legge sul tabellone all'esterno. I pochi operai
presenti al cantiere, tre in tutto, non sanno quando si ricomincerà e si dicono
annoiati, perché inattivi. Da tempo. Il capo di stato maggiore del comando
regionale, colonnello Giuseppe Puglisi, dichiara: "La ristrutturazione è
in atto, stiamo attendendo lo stanziamento dei fondi. Gli appalti pubblici
funzionano così". Tutto dipende da Roma, i fondi scarseggiano e,
probabilmente, "saranno stati destinati altrove". Un peccato perché,
mancando gli alloggi e complice il caro affitti, a Bolzano non salgono molti
assi della cloche, nonostante ce ne sia un gran bisogno. "Nella vecchia
casetta siamo stretti", ammette il comandante della sezione aerea, il
capitano Stefano Baù. "Siamo operativi dall'alba al tramonto - spiega - ma
di notte, mancando gli alloggi, non c'è nessuno. In futuro potremmo essere
abilitati al volo notturno, e allora sarebbe un problema. Nella nuova sede
avremmo a disposizione un utilissimo hangar per la manutenzione; oggi ne siamo
sprovvisti". Sui tempi di realizzazione, il comandante provinciale della
finanza, colonnello Claudio Di Gregorio, non è competente. Decidono tutto al
comando generale, a Roma. "Nemmeno io sono riuscito a sapere molto",
ammette. Un bel problema, "anche perché l'Enac preme: vorrebbero
lasciassimo libera la nostra sede, per ampliare l'aeroporto. Vogliono che ce ne
andiamo? Eccoci, pronti. Il fatto è che serviamo, perché voliamo
"gratis": controllo del traffico, sorvolo del corteo papale, soccorsi
in montagna, trasporti urgenti di bimbi in fin di vita. Chiamano noi, perché
non costiamo nulla. I nostri compiti sarebbero altri, ossia quelli di polizia
economico-finanziaria. Ma quando serve, non ci tiriamo mai indietro". Non
lo dice, ma si capisce: un aiutino servirebbe. Non è che mamma Provincia?
(da.pa).
( da "Corriere delle Alpi" del 21-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Ne la perversa
alleanza tra politica e burocrazia che ha fin qui tenuto in ostaggio ogni vero cambiamento. Senza dimenticare
che non si potrà parlare di federalismo pieno fino a che non si metterà mano
anche alla parte istituzionale (cioè a chi quel diverso fisco dovrà gestire),
scardinando l'impianto saldamente centralista di pesi e contrappesi che da anni
sta paralizzando qualsiasi autentico rinnovamento. Il Capo dello Stato
ha parlato chiaro a Venezia; con altrettanta lucidità verranno messi a fuoco i
nodi di fondo nel convegno in programma domani a Padova, grazie a studiosi
della materia di alto profilo, da Bertolissi ad Antonini, da Giarda a
Bordignon. La legittima diffidenza sta nella sincerità degli applausi che hanno
accolto e accoglieranno le loro parole. Perché se è vero che in questo Paese,
come spiegava Gramsci, il vecchio è duro a morire, lo si deve a una strategia
collaudata: anziché opporsi a viso aperto al nuovo, farlo passare per poi
affossarlo sabotandolo dall'interno. Nel caso specifico, il punto critico del
federalismo è semplice quanto delicato: riuscire a ridurre le spese dello Stato
contestualmente al trasferimento di funzioni alle Regioni e ai governi locali,
evitando duplicazioni di compiti e soprattutto di costi. Le premesse,
purtroppo, sono tutt'altro che confortanti: negli anni, anzi nei decenni,
nonostante il passaggio di competenze in periferia, sono aumentati i ministeri,
è cresciuto l'organico degli enti centrali, la spesa pubblica lievita
inesorabilmente malgrado il prelievo fiscale sia salito a livelli vergognosi
soprattutto in rapporto alla qualità dei servizi resi. E continua a mancare un
vero e severo controllo sulle uscite: è stata una fonte autorevole come il
governatore della Banca d'Italia Mario Draghi ad aver denunciato, a fine
maggio, gli imponenti flussi di spesa improduttiva che affluiscono al Sud, pari
al 13 per cento del Pil del Mezzogiorno, e al 3 per cento di quello nazionale;
a dispetto dei quali il divario rispetto al Nord oggi è superiore a quello di
trent'anni fa. E sempre Draghi, parlando di federalismo fiscale, ha insistito
sull'esigenza di legare la quantità delle risorse alla qualità dei risultati.
Se perfino un istituto di solida tradizione centralista come Bankitalia sente
il bisogno di queste sottolineature, significa che il passaggio di fase è
davvero critico, e che occorre vigilare contro i talebani del vecchio apparato,
presenti a Roma come in periferia. Non c'è bisogno di essere esperti di
politica o di finanza, d'altra parte, per prefigurare uno scenario possibile a
riforma attuata: se il cittadino vedrà l'odierno centralismo statale travasato
in venti piccoli centralismi di periferia; se resterà vittima della medesima
inefficienza dell'apparato pubblico; se pagherà più tasse per ricevere gli
stessi mediocri servizi; allora si convincerà che il federalismo è un bidone, e
proverà nostalgia del vecchio. Fenomeno non certo inedito in Italia:
"Aridàtece er puzzone", si arrivò a dire rimpiangendo perfino
Mussolini. Che non accada anche per la novità più dirompente della nostra
storia nazionale: di puzza, ne abbiamo respirata fin troppa. Francesco Jori.
( da "Libertà" del 21-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
La protesta:
"Permessi di soggiorno e cittadinanza, burocrazia troppo lenta" "Come può il portavoce del questore
affermare che la questura sta facendo tutto secondo legge, quando si consegnano
permessi di soggiorno scaduti?". Se lo chiedeva alla fine del 2005 la
presidente dell'associazione Esperanza, Luisa Fasano, alla vigilia della manifestazione
davanti alla questura indetta per protestare contro le difficoltà incontrate
dagli oriundi italo argentini nel rilascio dei permessi di soggiorno da
parte degli uffici di viale Malta. La documentazione - passaggio necessario per
iniziare le pratiche di riconoscimento di cittadinanza - arrivava con eccessivo
ritardo, ovvero quando i permessi risultano essere già scaduti. L'associazione
Esperanza, attraverso la presidente Luisa Fasano, sollecitava quindi la
soluzione, una volta per tutte, del problema, che veniva definito in una nota
consegnata alla stampa "gravemente lesivo di alcuni principi definiti a
chiare lettere nella Costituzione Italiana, ma anche un segnale politicamente
significativo, circa la disponibilità ad accogliere, in Italia, i figli di
coloro le cui rimesse hanno sanato il bilancio di questo paese". Scriveva
la Fasano preoccupata per la sorte dei suoi connazionali: "Chiediamo solo
l'applicazione della legge e regolamenti, in primis la legge 5 del 1992 (che
prevede il riconoscimento di cittadinanza per diritto di nascita) e la
convocazione di una conferenza di servizi per velocizzare le pratiche".
21/09/2008.
( da "Centro, Il" del 21-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Antonio Porto *
Abruzzo, nel turismo il rilancio economico Il Paese, nonostante quello che dice
il premier, è fermo a livello economico ed ha poche risorse per investire nel futuro.
Per il rilancio economico uno dei settori è la cultura poiché fonte di
attrazione del turismo e perché determina il valore aggiunto immateriale del
prodotto italiano. L'Italia ha il 60/70% del patrimonio culturale. La storia ci
ha lasciato un patrimonio che non si riesce a valorizzare. Per farlo occorre
coniugare il sapere, la storia, le bellezze come carta di identità. Occorre
valorizzare i beni culturali per farne un'occasione di crescita, per promuove
il turismo di qualità, che può accettare costi più elevati, rispetto ai Paesi
concorrenti, non solo perché può accedere a beni non riproducibili, ma perché
riceve servizi di qualità. Per valorizzare i nostri beni culturali, però
occorre: ridurre l'inquinamento, organizzare più razionalmente traffico e
trasposti collettivi, migliorare la qualità dei servizi e la sicurezza, evitare
gli svuotamenti dei centri storici, riqualificare le periferie. Il problema del
governo delle città, prima di essere di natura economica è di tipo
organizzativo: rimpallo di competenze, burocrazia. Un maggior coinvolgimento del privato consente di superare il
problema delle risorse, purché ciò avvenga in un quadro chiaro di tutela degli
interessi della collettività e di valorizzazione dei beni culturali. Il
successo nel turismo dipende soprattutto dalla capacità di identificare i
bisogni della clientela, di progettare e produrre beni e sevizi che
soddisfino questi bisogni, di raggiungere i consumatori in modo rapido ed
efficace, di identificare un marchio capace di attrarre. Se ogni italiano sa
localizzare il Gran Sasso e conosce il laboratorio di fisica nucleare, pochi
conoscono le nostre eccellenze storiche architettoniche, i centri pedemontani
medioevali, i trabocchi, i servizi che i Parchi offrono, le attività culturali
e gli eventi delle nostre città durante tutto l'anno, i convegni scientifici.
Occorre pertanto scoprire nuovi settori di mercato con immaginazione e
creatività, sapendo offrire nuovi beni, come quelli di tipo scientifico. La
sfida è saper essere contemporaneamente glocal: globali e locali. Globali
significa che l'offerta non si compone soltanto di mostre e concerti, ma anche
di scienza, gastronomia, sport. Indica saper lavorare con tutti gli attori
presenti in maniera efficace e senza preconcetti. Essere locali vuol dire
comprendere la specialità del territorio in cui si opera è nel sapersi adattare
promuovendo l'incontro dell'offerta con la domanda. Per ottenere questi
risultati è necessario che la politica regionale voli alto, si svincoli dalla
necessità di promuovere l'immagine di questo o quel partito o esponente
politico, progetti un percorso diverso e strumenti più funzionali rispetto a
quelli previsti dall'agenzia regionale per il turismo. Va individuato un
manager qualificato per professionalità e non per appartenenza politica. C'è
bisogno che faccia funzionare i canali nazionali ed esteri di comunicazione e
di marketing, di ciò che è ritenuto più rilevante per l'immagine culturale del
territorio abruzzese. Lo scopo finale è quello di creare una rete d'eventi che
renda l'offerta turistica competitiva nell'arco di un intero anno. *
Economista.
( da "Repubblica, La" del 21-09-2008)
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Pagina III - Palermo
"Nel pubblico la salute non è un costo" Gli ospedalieri: qui arrivano
pazienti che le cliniche non tratteranno mai "Gavette di anni contratti a
singhiozzo ma non cambiamo" Hanno a che fare tutti i giorni con tantissimi
pazienti, con i tagli previsti dal piano di rientro e con
la burocrazia di un
apparato sanitario che spesso non agevola il lavoro. Nonostante questo sono
molti i medici che difendono la scelta del pubblico. Guido Gulisano è
responsabile dell'ambulatorio per stranieri dell'ospedale Civico di Palermo.
Quando si è laureato, nel
( da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)
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Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-09-21 num: - pag: 6
categoria: REDAZIONALE La storia Via Pollak, uno sciame ha invaso il giardino
di un palazzo adiacente alle arnie Alleva api a San Siro Comune: sono
pericolose Guerra di ricorsi al Tar "Lavoro qui da 40 anni". Protesta
del quartiere Il sindaco, dopo la protesta dei residenti, ha emesso
un'ordinanza in cui obbliga l'apicoltore a spostare l'allevamento La minaccia è
in giardino, dietro una lastra di plexiglass verde sul cancello e una rete
arrugginita. Non aprite quella porta o troverete regine, fuchi e operaie.
Centinaia di api. Colonie da miele in un villaggio di sei alveari multicolore,
arnie di legno giallo-arancio. La minaccia è uno sciame frenetico come una
fabbrica, ronza e va contenuto, sempre. E invece il 30 marzo scappa e vola
sull'albero del vicino. Apriti cielo: l'amministratore chiama l'Asl e il
servizio di sanità animale riscontra "gravi inconvenienti per l'incolumità
e la salute pubblica" in un contesto "fortemente urbanizzato "
(7 aprile). Il sindaco Letizia Moratti capisce il pericolo ed emette
un'ordinanza "contingibile e urgente" (9 maggio). Tre giorni dopo
l'avvocatura notifica il provvedimento: "Rimozione permanente delle arnie".
L'ordine arriva a Salvatore Minniti, apicoltore professionale da 40 anni che
non ci pensa proprio a smettere per decreto. Lui ricorre al Tar, la giunta si
costituisce a giudizio il 27 agosto. Non c'è miele in questa storia: è una
battaglia legale vera e dura, tocca soldi e sentimenti. Burocrazia,
tradizione e salvaguardia della specie. Dove osano le api. Via Leopoldo Pollak,
casa bassa al 3, strada all'incrocio con via Novara. Quartiere residenziale,
San Siro alto-borghese con uno spigolo di Meazza sullo sfondo, l'insegna di una
farmacia e l'Esselunga davanti, il cartello di un'agenzia che affitta trilocali
arredati nel palazzo con campetto da calcio sintetico in cortile. è questo
scorcio di città la trincea di Minniti e la legge la sua difesa, già agli atti
del ricorso. La norma salvafuchi è datata 24 dicembre 2004: l'apicoltura è
"attività di interesse nazionale, utile per la conservazione dell'ambiente
naturale, dell'ecosistema e dell'agricoltura in generale ". Mica poco. E
poi l'allevamento è "regolarmente denunciato al Dipartimento di
prevenzione veterinario dell'Asl", una cinquantina di arnie che in 40 anni
ha ridotto a sei. Spostarle? Impossibile e dannoso, "un pregiudizio alla
qualità e alla produttività dell'insediamento costituito da api
genealogicamente selezionate". Maledetta primavera, quel 30 marzo. Fino ad
allora, scrive nel ricorso al Tar l'avvocato delle api, Vincenzo Blaga,
"nessuno ha mai avanzato proteste né lamentato inconvenienti". Ecco,
il 30 marzo è il giorno dello sciame e l'allarme stavolta c'è. Il vicino chiama
l'Asl e l'apicoltore Minniti denuncia il "travisamento dei fatti".
Tre i motivi. Primo: le sciamature, due o tre l'anno, sono fenomeni
"normali ". E poi: nelle 48 ore successive alla partenza, le api sono
inoffensive, non possono pungere, hanno il sacco melario pieno di provviste.
Terzo e ultimo: lui, Minniti, ci ha messo un attimo a recuperare "con
facilità" le sue api sull'albero del vicino. Tanto rumore per nulla,
forse. Il Tar si riunisce il 24 luglio: Minniti chiede di sospendere il
provvedimento del Comune ma il giudice dà ragione alla Moratti, l'apiario è
"fonte di pericolo per la salute pubblica", le arnie vanno
"trasferite altrove ", in via Pollak scatta il "divieto di
detenzione". Le casse di legno giallo-arancio, per ora, sono ancora in
giardino. Scrive ancora l'avvocato delle api: "Allarme
ingiustificato", "eccesso di potere" del sindaco, "grave ed
irreparabile pregiudizio". Non che questi siano tempi da caccia alle api.
C'è già la peste dei pesticidi in campagna a farne strage tra Milano e Lodi,
dice Armando Lazzati, di Apilombardia. è una morìa silenziosa: le colonie sono
state decimate del 40 per cento nel 2008, la produzione di miele è crollata del
30 per cento rispetto al 2007. Minniti resiste e ieri era ancora al mercato con
i suoi vasetti fatti in casa. Il pensionato Renesto Rensi vive al 5 di via
Pollak: "Ho dovuto alzare la siepe, ogni tanto mi entra un'ape in salotto,
ma non siamo mai stati punti. Per fortuna". Armando Stella Api nel
quartiere L'allevamento delle api si trova al numero 3 di via Pollak, strada
chiusa che si apre da via Novara all'altezza dello stadio di San Siro (Foto Del
Puppo).
( da "Corriere Alto Adige" del 21-09-2008)
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Corriere dell'Alto
Adige - BOLZANO - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-09-21 num: - pag: 3 categoria:
REDAZIONALE La futura giunta Calò e Repetto (Pd): "Necessaria una
leadership coraggiosa". Janes (Pdl): "Ridate quel posto agli
italiani" "Industria e innovazione, assessore unico" Candidati
concordi: "La Provincia intervenga con decisione nelle crisi
aziendali" Artioli (Lega): "Spazio ai privati in tutti i campi"
Dello Sbarba (Verdi): "L'ente pubblico legiferi e vigili, nulla di
più" BOLZANO - Il mondo politico, per contrastare la crisi dell'industria
locale, ritiene fondamentale ricreare un assessorato provinciale all'industria
runificato con il settore innovazuione, magari con un'alternanza tra gruppo
linguistico italiano e tedesco. Questo, in estrema sintesi, il pensiero comune,
e trasversale, che emerge, seppur con le debite differenze, dagli interventi
dei candidati alle Provinciali 2008 Pietro Calò (Pd), Barbara Repetto (Pd),
Alex Janes (Pdl), Sandro Repetto (Udc), Elena Artioli (Lega) e Riccardo Dello
Sbarba (Verdi). Ad aprire il dibattito è stata l'analisi sugli articoli di
fondo del Corriere dell'Alto Adige di ieri e di venerdì sull'assenza dei temi
economici dal dibattito elettorale. Se l'export altoatesino cresce ma rimane
basso rispetto alle regioni limitrofe, le aree industriali di Bolzano subiscono
dismissioni a ripetizione, se Assoimprenditori lancia l'allarme sui redditi del
ceto medio, se la Provincia continua ad essere proprietaria o azionista di
riferimento di decine di aziende è inevitabile pensare che il tema vada
affrontato politicamente. Per Pietro Calò "la crisi dell'industria a
Bolzano coincide con la crisi di un settore, il manifatturiero, che però
richiederebbe un intervento della Provincia nella fase di gestione delle
chiusure e successive reindustrializzazioni. è un diritto degli italiani
candidarsi ad assessorati di peso ". Per Barbara Repetto si tratta della
"crisi di un settore che si sta modificando, di grandi industrie destinate
a ridimensionarsi migliorando la tecnologia. Le fabbriche stanno perdendo la
propria componente industriale, ma è l'industria ad incidere sul Pil, creando
occupazione. Serve una leadership politica più coraggiosa anche del gruppo
italiano". Per Elena Artioli invece "la crisi è determinata dalla
pressione fiscale, limitando quella, e quindi detassando all'origine, si
rimette in circolo l'economia". "La crisi è determinata dalla
mancanza di idee, di un orientamento preciso. Le industrie tradizionali vanno
riconvertite, un assessore all'industria con idee chiare, capace di far tornare
la Provincia l'organo che legifera e non quello che possiede aziende è per noi
fondamentale, indipendentemente dall'appartenenza ad un gruppo linguistico o ad
un altro" interviene Riccardo Dello Sbarba. Alex Janes, senza mezzi
termini, chiede: "Qual è la politica industriale della Provincia? Non è
chiaro chi sia l'assessore all'industria , chi la gestisca. Fu sbagliato
smembrare l'assessorato, come accadde cinque anni fa, ora è giusto fare
chiarezza sulla ripartizione, và ricreato l'assessorato di riferimento e per la
prossima legislatura è giusto che la competenza sia del gruppo italiano".
Più morbido Sandro Repetto, che non ha visto negativamente in sè lo
"spacchettamento " di innovazione e industria, ma le modalità con cui
è stato effettuato: "Assessorato all'innovazione non significa nulla, il
vecchio assessorato quello precedente, andava cambiato, reinterpretato ".
Un altro interrogativo, posto ai candidati, è relativo alla necessità della
Provincia di privatizzare o consentire l'ingresso dei privati nelle
"sue" aziende. Per Sandro Repetto "sono necessari dei tagli per
alleggerire; alla Sel per esempio, era fondamentale che entrassero i privati,
ma a che prezzo?". "La Provincia deve alleggerire la sua presenza in
questo tipo di proprietà, ma non abbandonare" secondo Calò. "La
Provincia dovrebbe accorpare alcune società, ora sono troppe, creano solo un eccesso di burocrazia, inoltre ho una visione liberale del mercato, la mano pubblica
piace solo fino ad un certo punto" dichiara Janes. Lo slogan di Artioli,
mutuato dalla Lega è "Più privato e meno pubblico", mentre Barbara
Repetto interviene su un altro tema centrale della politica economica locale:
il ruolo di Business location SÜdtirol. "Creerà un raccordo fra le
aziende giocando un ruolo fondamentale". Per Dello Sbarba: "La
Provincia deve dare regole chiare, deve recuperare il dovere di legiferare,
facendosi da parte come imprenditrice, ruolo, quest'ultimo che non le spetta,
penso alle terme di Merano, pubbliche, che fanno concorrenza al privato,
inoltre deve investire nel settore ambientale". Investimenti nel settore
ambientale, con la riconversione sono il leit motiv anche dell'intervento di
Calò che aggiunge un elemento: "Crediamo nell'importanza delle energie
rinnovabili e del nucleare di quarta generazione, sui temi dell'energia
assistiamo ancora oggi a troppa demagogia ". Janes muove infine una
critica alla Svp: "Ha favorito lo sviluppo periferico dell'economia nella
valle dell'Adige, dove i territori sono vocati più ad un approccio
naturalistico meno intensivo, rischiando di peggiorarli, e si è dimenticata di
Bolzano dove l'industria è prevalentemente in mano italiana". Infine il
tema del lavoro:la maggior parte dei dipendenti messi in mobilità negli ultimi
anni si trova nel capoluogo. "Un loro riassorbimento è possibile solo con
l'aggiornamento e la formazione e premiando con contributi la nascita di nuova
imprenditoria, come le cooperative create proprio dai perdenti posto"
conclude Barbara Repetto. Marianna Bonso L'accusa "Sviluppo privilegiato
nella valle dell'Adige Bolzano penalizzata" La proposta "Lavoratori
senza posto? La formazione unica chance di reimpiego" Depauperata La Zona
produttiva di Bolzano Sud: l'industria tradizionale è in forte crisi.
( da "Corriere Alto Adige" del 21-09-2008)
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Corriere dell'Alto
Adige - BOLZANO - sezione: 1AECONOMIA - data: 2008-09-21 num: - pag: 9
categoria: REDAZIONALE Giornata dell'artigianato Fritz: tuteliamo la qualità. Munter:
rispettino le regole o vadano via "No ad aziende poco qualificate"
L'Apa: sì solo a stranieri preparati, la Provincia ponga limiti Il presidente:
"Orari flessibili e innovazione Le parti sociali dialoghino" Il
direttore: "L'autonomia fiscale è l'unica chance" BOLZANO - Gli
artigiani sono stanchi di tasse e vessazioni e chiedono impegni concreti al
governo Berlusconi e alla prossima giunta provinciale, anche sui limiti da
porre ad aziende di stranieri "poco qualificati". Tradizionale
giornata dell'artigianato, ieri, nell'ambito del programma di contorno della
Fiera d'Autunno (che si chiude oggi). Esplicito Herbert Fritz, presidente
del-l'Apa, nel suo discorso introduttivo: "Dobbiamo lottare contro una
svalutazione della formazione artigianale tradizionale e impedire che persone
sottoqualificate di altri Paesi possano abbassare l'apprezzato livello
dell'artigianato altoatesino costituendo aziende poco serie. è compito della
politica garantire le necessarie limitazioni". Fritz esamina anche la situazione
congiunturale difficile dell'Italia e dell'Alto Adige: "C'è bisogno di
modelli flessibili di orari lavorativi, di un dialogo con le parti sociali che
tengano conto delle esigenze delle Pmi, di forme moderne di finanziamento e
distribuzione dei rischi tra artigiani e banche". Richiamo perentorio agli
artigiani: "C'è bisogno di formazione lungo tutto l'arco della vita. Per
questo oggi l'artigianato è il maggior formatore a livello provinciale e dà
assistenza a oltre 30mila persone". La voglia di fare impresa viene meno?
Fritz ammette: "Forse manca la scoperta del senso della propria azione, la
realizzazione della propria creatività, la realizzazione delle proprie
visioni". Ma le colpe, secondo lui, non sono solo dei giovani e aspiranti
imprenditori: "La politica zoppica dietro le necessità del nostro tempo e
le sfide di un libero mercato, ostacolando di fatto la
sopravvivenza degli imprenditori con leggi insensate, avulse dalla realtà, con
una burocrazia eccessiva
che è sfuggita di mano". Pungente Hanspeter Munter, direttore dell'Apa,
che prova a caricare gli artigiani: "Siamo al vitamina C dell'Alto Adige,
ma i momenti bui che ciascuno di noi attraversa sono tanti. Cosa ci opprime?
I soldi. Meno ricavi, meno utili, troppi debiti. Siamo bravi, dovremmo saperlo,
ma ci vendiamo male. Dobbiamo imparare a innovare, a curare il marketing, a
cooperare con altre aziende. Sviluppare nuovi prodotti, trovare nuovi mercati,
dare sostanze alle aziende: questa è la nostra risposta alla
globalizzazione". E il ruolo della politica? Munter ha le idee chiare:
"L'autonomia fiscale all'Alto Adige sarebbe una risposta. Ho fatto quattro
conti. Oggi in Italia le tasse si pagano tra il 23 ed il 5%. Se in Alto Adige
applicassimo il 20%, con un Pil reale di 20 miliardi di euro prodotti, avremmo
4 miliardi di gettito fiscale, al quale dobbiamo aggiungere le imposte sul
valore aggiunto. Arriveremmo ai 9 miliardi di euro che sono l'attuale bilancio
provinciale". Munter torna sul tema delle aziende di stranieri: "Sono
nostri concittadini e ne abbiamo bisogno. Ma dobbiamo stabilire noi quanti
possiamo ospitarne e quali requisiti professionali devono avere per lavorare
qui. Devono rispettare le nostre regole, o è meglio che vadano via". Cauto
il Landeshauptmann Luis Durnwalder nel suo intervento: "L'autonomia
fiscale ci darà la possibilità di spiegare ai cittadini che le tasse si
aumentano solo se c'è un obiettivo da realizzare. La vostra forza? La
formazione duale, unica in Italia, della quale siamo fieri". Felice Espro
Pungente Il presidente degli artigiani dell'Apa, Herbert Fritz.
( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)" del
21-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Ivo per denunciare
lo stato indecente e vergognoso di abbandono di alcuni giardini del municipio
XI. In particolare, alludo all'ormai impenetrabile selva di via A. di Bonaiuto
(zona Ottavo Colle) nella quale le fronde dei pini e di altri alberi si spezzano
e cadono sotto il loro stesso peso. Per non parlare poi dell'incuria dei pini
che insistono nelle aree spartitraffico di via di Vigna Murata. Oltre ad una
questione estetica, si parla di sicurezza per i rami che si staccano e
piombano, all'improvviso, nell'area stradale. Sig. Catarci, presidente del
municipio, crede che i suoi uomini possano intervenire presto? Vincenzo Leuter BUROCRAZIA LUMACA Rinnovo patente, odissea per i
disabili Sono un trapiantato di rene e pertanto portatore di handicap e volevo
segnalarvi un disservizio che vivono sulla loro pelle tutti coloro che, loro
malgrado, sono costretti come me a rinnovare la patente di guida ogni due anni.
Come accade da ormai 13 anni, contatto la sede di competenza della Asl Rm in
via Arimondi (Commissione Medica Roma 3) per informarmi sulle modalità di
rinnovo della patente. Telefonicamente mi viene riferito che l'ufficio si è
trasferito in via S.Benedetto del Tronto 9, tel. 435398020 e che gli
appuntamenti si possono prendere sul posto il martedi e il giovedi dalle 14
alle 16,30. Non essendo riuscito a parlare con nessuno a questi recapiti
telefonici (il telefono risulta staccato, quando è libero non risponde nessuno)
decido di recarmici, prendendo 2 ore di permesso lavorativi, il 9 settembre. Al
mio arrivo alle 13,25 trovo una situazione di caos totale, gente che litigava
per la disputa della precedenza a ritirare i 70 numeri che, come viene scritto
sul cartello all'interno delle'edificio, "verranno distribuiti a partire
dalle ore 14". Di numeri disponibili non ve ne era traccia, il personale
era "barricato al di là della porta" e pertanto ho pensato di
limitare i danni tornando al lavoro con il proposito di tornare il giovedì in
tarda mattinata per poter sperare di rientrare nei 70 fortunati. L'11 settembre
prendo un altro permesso lavorativo e mi reco nuovamente alle ore 12
all'ufficio preposto, qui vengo a scoprire che è vero che i numeri vengono
distribuiti dalle ore 14 ma è anche vero che gli astanti sono arrivati ad ore
antelucane per organizzarsi in maniera autonoma e distribuire dei pre-biglietti
che stabilissero la precedenza per ritirare i numeretto di prenotazione. Visto
che le persone erano molto inferocite sono stato costretto mio malgrado a
tornare nuovamente al lavoro con il fermo proposito di tornare il martedì
successivo ad un'ora "notturna". Il
( da "Mattino di Padova, Il" del 21-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Prima Pagina
FEDERALISMO IL GIOCO SI FA DURO FRANCESCO JORI Non è questione di diottrìe. La
Costituzione dev'essere presbite e non miope, come suggerito giovedì a Venezia
dal presidente Napolitano parlando di federalismo? Il guaio è che non ci vede
proprio, tarpata com'è dalla benda impostale dal centralismo imperante
dall'unità d'Italia, e sopravvissuto anzi consolidato malgrado tre cambi
radicali della forma istituzionale, dalla monarchia al fascismo alla
Repubblica. E nulla autorizza a illudersi che i suoi trinariciuti pretoriani siano
disposti a consegnare le armi: al contrario, il gioco si fa duro proprio adesso
che il Parlamento sta per sdoganare la riforma della parte fiscale. Dove le
resistenze non si scateneranno certo in aula, ma nella strategica partita che
si aprirà subito dopo, con i decreti di attuazione e con i regolamenti: quando entrerà in funzione la perversa alleanza tra politica e burocrazia che ha fin qui tenuto in
ostaggio ogni vero cambiamento. Senza dimenticare che non si potrà parlare di
federalismo pieno, fino a che non si metterà mano anche alla parte
istituzionale (cioè a chi quel diverso fisco dovrà gestire). SEGUE A PAGINA 12.
( da "Stampa, La" del 21-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
IL TAR SULL'AMIAT
PARADOSSI BUROCRATICI Asta annullata per 0,4 centesimi [FIRMA]RAPHAËL ZANOTTI I
millesimi di euro, manco esistono nella realtà. A nessuno è mai passato per
l'anticamera del cervello di creare una moneta del genere. E d'altra parte,
quanto valgono quattro millesimi di euro? Meno della metà di quel pusillanime
di cent che sopravvive nascosto negli anfratti del nostro portafogli. Sette
lire. Ecco, appunto. Di che stiamo parlando? Eppure, per quanto virtuali, quattro millesimi di euro sono stati capaci di infilarsi negli
ingranaggi della burocrazia
nostrana e bloccarla: hanno fatto saltare un appalto da 883.650 euro, hanno
foraggiato diversi studi legali, hanno impegnato i giudici del Tar (mentre lo
Stato pagava i loro stipendi) e lasciato famiglie di custodi e guardie giurate
appese a un filo. Quattro millesimi. Sette lire. Un mondo che cambia.
L'anomalia nel sistema ha una sigla: 2007/S 244-297401. Per i comuni mortali,
il bando di gara dell'Amiat per l'affidamento dei servizi di vigilanza e
portierato di tutte le sedi dell'azienda multiservizi: via Germagnano, la
discarica di Basse di Stura e gli uffici di via Giordano Bruno e via Gorini. Un
affare da oltre 880 mila euro, appunto. La gara è stata esperita, come si dice
in questi casi, il 18 febbraio scorso. Due soli partecipanti: la Allsystem e la
Ive Detectives Agency. Il 7 marzo, c'era già un vincitore: la prima. La Ive
Detectives è stata esclusa per i famosi quattro millesimi. Bisogna raccontarla,
la storia di questi spiccioli virtuali. Quando la commissione dell'Amiat ha
aperto le buste delle due società, si è trovata davanti alla stessa offerta:
852.150 euro. Facile che succedesse. Le due partecipanti non potevano scendere
oltre. Un decreto prefettizio, infatti, impone un minimo tabellare per la
retribuzione delle guardie giurate, gente che comunque va in giro armata.
Pagarle meno significherebbe risparmiare sulla loro formazione, dunque sulla
sicurezza di tutti. Scendere sotto la cifra di 852.150 euro, dunque,
significava essere esclusi, fuori dai giochi. Ma quindi come ha fatto l'Amiat a
stabilire il vincitore? Semplice, ha fatto due calcoli. La Ive Detectives ha
dichiarato un ribasso d'asta del 2,5724576%. Sette cifre decimali. La Allsystem,
meno pignola, si è fermata a sei: 2,572457%. Applicando il ribasso, all'Amiat è
risultato che l'offerta della Ive Detectives fosse di 852.149,996 euro, quella
della Allsystem di 852.150 euro tondi. La Ive Detectives aveva sì offerto meno
(e dunque in teoria aveva vinto), ma è stata esclusa perché quelle virtuali
sette lire (su un appalto da un miliardo e mezzo) sforavano i limiti del
decreto prefettizio. L'appalto è andato alla Allsystem. Figuratevi come l'hanno
presa alla Ive Detectives. È subito partito un ricorso al Tar e per mesi la
società ha combattuto la sua battaglia legale su un'evidenza fin troppo
evidente per la gente della strada: non si può perdere una gara che significa
soldi e decine di posti di lavoro per quattro millesimi di euro che nessuno sa
neppure come son fatti. Alla fine la Ive Detectives ha avuto ragione. Il Tar ha
stabilito che, al di là delle cifre decimali, le due offerte erano identiche.
Ha annullato la gara, ha fatto pagare le spese legali all'Amiat (3500 euro) e
ha riportato tutti con i piedi per terra. Il che, ovviamente, significa proroga
del servizio all'azienda che lo svolgeva anche prima, nuova gara e relativi
costi. Dove son finiti i quattro millesimi di euro? Qualcuno ancora li cerca
negli ingranaggi.
( da "Sicilia, La" del 21-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Bompensiere Il gruppo
di Protezione civile evita la caduta di un albero in fiamme San Cataldo. Sono
cominciati i lavori per il ripristino dell'erogazione idrica negli spogliatoi e
di una ventina di metri del muro di sostegno tra la rete di recinzione del
terreno di gioco e la gradinata del "Valentino Mazzola", franato lo
scorso anno, costringendo l'ufficio tecnico ad emettere il provvedimento di
inagibilità dell'intera gradinata con disagi per gli sportivi. All'inizio di
quest'anno, con determinazione del sindaco Giuseppe Di Forti era stata
approvata la perizia dei lavori per la manutenzione straordinaria dello stadio
comunale, con particolare riguardo al ripristino del muro della gradinata. La
perizia, redatta dall'ufficio tecnico comunale, prevede una spesa di 54 mila euro.
I lavori, nel mese di giugno, vennero affidati all'impresa di Rosario Guarneri,
ma, a causa dei tempi lunghi della burocrazia e le ferie estive, i lavori
sono iniziati in settimana e dovrebbero essere conclusi entro tre mesi, anche
se l'impresa potrebbe completarli in anticipo. I lavori, come detto, riguardano
il ripristino del muro di sostegno della gradinata, crollato nell'estate dello
scorso anno a seguito delle piogge torrenziali con la conseguenza che l'ufficio
tecnico comunale dovette dichiarare inagibile l'intera gradinata, per cui gli
spettatori sono costretti ad assistere alle partite dalla gradinata che si
affaccia in via Pirandello e dalla tribuna coperta che è disagevole, poichè,
nel pomeriggio, è colpita dai raggi solari. Saranno sistemati, anche, gli
spogliatoi e il settore dei servizi igienici, riservati agli spettatori. A. C.
( da "RomagnaOggi.it" del 21-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
20.48 (Ultima
Modifica: 21 settembre 2008) La Camera di Commercio, si sa, è una istituzione
complessa: deve promuovere un sano sviluppo, coniugare cooperazione e
competizione, semplificazione e qualità, protagonismo dei singoli e capacità di
visione sociale, localismo e globalizzazione, specificità economiche e coesione
territoriale. Quale espressione diretta delle categorie economiche deve
rappresentare un tavolo di mediazione e concertazione per la tutela degli
interessi generali dell'economia e progettare iniziative per le imprese e le
infrastrutture per lo sviluppo dell'economia della provincia. Si tratta di un
compito non facile perché deve coniugare capacità di iniziativa propositiva
autonoma e, nello stesso tempo, collaborare con tutte le istituzioni. Deve
anche, per quel che sarà possibile, stimolare le imprese ad innovarsi e
guardare, sempre di più, alle nuove opportunità, piuttosto che alle criticità.
In questi frangenti difficili, per l'economia, pur in una realtà avanzata come
la nostra, c'è un sentire diffuso che chiede una marcia in più, alle diverse
istituzioni. In effetti oggi non si può più vivere di rendita. Occorre
introdurre elementi di innovazione che riguardino le imprese, ma anche tutti
gli altri soggetti: ad esempio le istituzioni elettive ma anche il mondo del
credito. Ognuno deve fare la propria parte. Le imprese devono investire nella
ricerca e nell'innovazione in senso lato per promuovere nuovi prodotti,
rendendoli completi e competitivi. Essendo la piccola dimensione delle imprese
un ostacolo, occorre uno sforzo, anche culturale, per operare in modo nuovo
tramite reti di imprese e filiere. Le istituzioni devono
fare uno sforzo vero per semplificare la burocrazia, che rappresenta un serio freno allo sviluppo, e facilitare la
nascita di nuove imprese, soprattutto nei settori innovativi. Le banche, dal
canto loro, dovrebbero fare nuovi sforzi per valutare e premiare i progetti
imprenditoriali qualitativi, in virtù di una ricaduta sullo sviluppo del
territorio. Dal canto mio posso assicurare il massimo impegno per
realizzare gli obiettivi che fisseremo nel programma di mandato 2008-2013. Con
l'aiuto di tutti sono certo che potremo fare un buon lavoro, a tutela degli
interessi diffusi. Tiziano Alessandrini Presidente della Camera di commercio di
Forlì-Cesena.
( da "Cittadino, Il" del 22-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
N Anche i ministri
Tremonti e Brunetta hanno promesso il loro interessamento per risolvere il caso
di Maria Poiani. La nuotatrice di San Martino, medaglia
d'oro alle Paralimpiadi, per colpa della burocrazia ogni giorno deve fare
( da "Leggo" del 22-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Segue dalla prima
pagina Regione che vai, scuola che trovi, insomma. Il caso più clamoroso è proprio
quello siciliano, dove non si riescono a trovare tre insegnanti, di cui uno di
sostegno, disposti ad accettare la cattedra di Marettimo. Oggi i genitori degli
studenti chiederanno al sindaco Lucio Antinoro di farsi promotore di un
incontro con il Provveditore agli studi di Trapani e, in segno di protesta,
porteranno i loro figli in un'altra scuola, a Favignana, mezz'ora di
navigazione da Marettimo. "La burocrazia sta bloccando tutto: il
sistema nomine è così complicato - spiegano le mamme - da negare un diritto
fondamentale a 15 bambini, la cui unica colpa è vivere in un'isola minore del
Mediterraneo". Problemi diametralmente opposti nella scuola "IV
Novembre" di Albate, una frazione di Como, dove i genitori e gli
insegnanti hanno segnalato al Provveditorato che la preside,
nell'organizzare le lezioni, dovendo gestire un parco insegnanti più che
abbondante, ha pensato di far ruotare le docenti in base alle materie, fino al
paradosso di nove maestre per una sola classe. Sul caso si stanno preparando interrogazioni
parlamentari. Joshua Evangelista.
( da "Repubblica, La" del 22-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cultura Come cambia
l'esistenza nel XXI secolo Nel nuovo saggio "Conditio Humana" il
sociologo approfondisce la tesi di una società globale esposta a minacce
impossibili da arginare D'ora in poi nulla di ciò che accade nel mondo è un
evento soltanto locale La situazione di ogni singola etnia ci riguarda e
dobbiamo farcene carico ULRICH BECK Dal nuovo saggio di , "Conditio
humana. Il rischio nell'età globale" (Laterza, pagg. 416, euro 18),
anticipiamo parte di un capitolo Viviamo in una società mondiale del rischio,
non solo nel senso che tutto si trasforma in decisioni le cui conseguenze
diventano imprevedibili, o nel senso delle società della gestione del rischio,
o in quello delle società del discorso sul rischio. Società del rischio
significa, precisamente, una costellazione nella quale l'idea che guida la
modernità, cioè l'idea della controllabilità degli effetti collaterali e dei
pericoli prodotti dalle decisioni, è diventata problematica; una costellazione
nella quale il nuovo sapere serve a trasformare i rischi imprevedibili in
rischi calcolabili, ma in questo modo a sua volta produce nuove
imprevedibilità, ciò che costringe alla riflessione sui rischi. Attraverso
questa "riflessività dell'incertezza" l'indeterminabilità del rischio
nel presente diventa per la prima volta fondamentale per l'intera società,
sicché dobbiamo ridefinire la nostra concezione della società e i nostri
concetti sociologici. Nello stesso tempo la società mondiale del rischio genera
una "spinta cosmopolitica", ad esempio nel confronto storico con
l'antico cosmopolitismo (Stoà), con lo jus cosmopoliticum dell'illuminismo
(Kant) o con i crimini contro l'umanità (Hannah Arendt, Karl Jaspers): i rischi
globali ci mettono a confronto con "l'altro", apparentemente escluso.
Essi abbattono i confini nazionali e mescolano l'indigeno con l'estraneo.(...)
Entrambe le tendenze ? la riflessività dell'incertezza e la spinta
cosmopolitica ? sono riconducibili a un meta-mutamento complessivo della
"società" nel XXI secolo: a) le messe in scena, le esperienze e i
conflitti del rischio mondiale compenetrano e modificano i fondamenti della
convivenza e dell'agire in tutti gli ambiti, a livello nazionale e a livello
globale; b) dal rischio mondiale si può evincere la nuova forma di rapporto con
le questioni aperte, il modo in cui il futuro viene integrato nel presente,
quali forme assumono le società ad opera dell'interiorizzazione del rischio,
come si trasformano le istituzioni esistenti e quali modelli organizzativi
finora sconosciuti si creano; c) ora, da un lato, vengono in primo piano i
grandi rischi (non voluti), come il mutamento climatico; dall'altro,
l'anticipazione delle minacce di nuovo tipo provenienti dagli attacchi
terroristici (voluti) crea una costante aspettativa pubblica; d) si compie un mutamento
culturale generale. Nasce un altro modo di intendere la natura e il suo
rapporto con la società, ma anche di intendere noi e gli altri, la razionalità
sociale, la libertà, la democrazia e la legittimazione ? e perfino l'individuo.
(...) Il significato onnicomprensivo del rischio mondiale ha conseguenze molto
rilevanti, poiché ad esso si lega un intero repertorio di nuove
rappresentazioni, timori, paure, speranze, norme di comportamento e conflitti
di fede. Queste paure hanno un effetto collaterale particolarmente fatale: le
persone o i gruppi che diventano (o sono fatti diventare) "persone a
rischio" o "gruppi a rischio" sono considerati come non-persone,
i cui diritti fondamentali sono minacciati. Il rischio separa, esclude, stigmatizza.
Si formano così nuovi confini della percezione e della comunicazione ? ma nello
stesso tempo vengono anche compiuti sforzi che travalicano i confini per
risolvere problemi sottoposti per la prima volta a un'influenza pubblica. Di
conseguenza, la messa in scena del rischio mondiale dà luogo a una produzione e
costruzione sociale della realtà. Il rischio diventa così la causa e il medium
della riconfigurazione della società. Ed è strettamente connesso alle nuove
forme di classificazione, interpretazione e organizzazione della nostra vita
quotidiana, al nuovo modo di mettere in scena e di organizzare, di vivere e di
configurare la società in riferimento al presente del futuro. ** * Il salto
dalla società del rischio alla società mondiale del rischio può essere chiarito
richiamandosi a due testimoni: Max Weber e John Maynard Keynes, i classici
della sociologia e dell'economia moderne. In Max Weber la logica del controllo
vince nel confronto moderno con il rischio, e vince in modo così irreversibile
che l'ottimismo culturale (Kulturoptimismus) e il pessimismo culturale
(Kulturpessimismus) vengono riconosciuti come due lati della medesima dinamica.
In forza del dispiegamento e della radicalizzazione dei princìpi basilari della
modernità, e in particolare della radicalizzazione della razionalità
scientifica ed economica, incombe un regime dispotico, come conseguenza, da un
lato, dello sviluppo della democrazia moderna e, dall'altro, del trionfo del
capitalismo orientato al profitto. Speranza e preoccupazione si condizionano a vicenda:
dal momento che le incertezze e gli effetti collaterali imprevisti e non voluti
prodotti dalla razionalità del rischio non cessano di essere affrontati
"ottimisticamente" grazie a un incremento della razionalizzazione e
della logica del mercato, la preoccupazione di Weber non riguardava ? a
differenza di Comte e Durkheim ? la mancanza di ordine e integrazione sociale.
Egli non temeva il "caos delle incertezze" (come Comte). Al
contrario, egli vedeva e affermava che la sintesi tra scienza, burocrazia e capitalismo trasforma il
Moderno in una sorta di "prigione". Questa minaccia non emerge come
un fenomeno marginale, ma come conseguenza logica della razionalizzazione del
rischio riuscita: se tutto va bene, sarà sempre peggio. La razionalità
strumentale depoliticizza la politica e mina la libertà degli individui.
Allo stesso tempo, nel modello di Max Weber è contenuta un'idea che spiega
perché il rischio diventa un fenomeno globale, anche se non spiega ancora
perché esso dà luogo alla società mondiale del rischio. Secondo Weber la
globalizzazione del rischio non è legata al colonialismo o all'imperialismo,
cioè non è portata avanti con il fuoco e con la spada. Piuttosto, essa procede
lungo la via della coazione non coatta dell'argomento migliore. La marcia
trionfale della razionalizzazione si basa sulla promessa di beneficio del
rischio e sulla delimitazione a sua volta razionale degli effetti collaterali,
delle incertezze e dei pericoli ad esso collegati. è questa autoapplicazione
del rischio al rischio, finalizzata al perfezionamento dell'autocontrollo, a
globalizzare l'"universalismo". L'idea che proprio l'imprevisto,
l'indesiderato, l'incalcolabile, l'inatteso, l'incerto, reso permanente dal
rischio, possa diventare la fonte di possibilità e pericoli non anticipabili
che mettono seriamente in questione l'idea-guida della razionalità del
controllo nel modello weberiano è un'idea impensabile. Essa sta alla base della
mia teoria della società mondiale del rischio. (...) All'inizio del XXI secolo
vediamo la società moderna con occhi diversi ? e questa nascita di uno
"sguardo cosmopolita" fa parte dell'inatteso, dal quale deriva una
società mondiale del rischio ancora indeterminata. D'ora in poi nulla di ciò
che accade è più un evento soltanto locale. Tutti i pericoli essenziali sono
diventati pericoli mondiali, la situazione di ogni nazione, di ogni etnia, di
ogni religione, di ogni classe, di ogni singolo individuo è anche il risultato
e l'origine della situazione dell'umanità. Il punto decisivo è che d'ora in poi
il compito principale è la preoccupazione per il tutto. Non si tratta di
un'opzione, ma della condizione. Nessuno lo ha mai previsto, voluto o scelto,
ma è scaturito dalle decisioni, dalla somma delle loro conseguenze, ed è
diventato conditio humana. Nessuno vi si può sottrarre. Si profila così un
cambiamento della società, della politica e della storia che finora è rimasto
incompreso e che già da qualche tempo indico con il concetto di "società
mondiale del rischio". Quello che finora conosciamo è soltanto l'inizio.
( da "Eco di Bergamo, L'" del 22-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Giuseppe Frangi Provate
a fare questo test. Immaginate che qualcuno vi racconti, con dettaglio di
particolari, i due fatti accaduti la scorsa settimana a Milano e Castelvolturno
e che hanno avuto come vittime degli immigrati di colore. Immaginate che vi
venga raccontato tutto, ma non il Paese dove questi fatti sono accaduti.
Immediatamente vi verrà da pensare a un contesto di tipo americano. Oppure a
qualche regolamento di conti da banlieue parigina. Difficile pensare a priori
all'Italia, perché l'Italia in questi anni ha saputo assorbire con buona
capacità d'integrazione uno dei maggiori flussi d'immigrazione fra tutti i
Paesi occidentali. Da noi l'intolleranza si è sempre nutrita più di parole che
di atteggiamenti concreti. Siamo un Paese che, a differenza degli altri in Europa,
non ha creato, se non in rari casi, ghetti per i nuovi arrivati. La struttura
molto caleidoscopica del nostro Paese ha favorito questo processo: non ci sono
super concentrazioni di popolazione straniera, come accade in tante metropoli
europee, ma il fenomeno è cresciuto disperdendosi su tutto il territorio, con i
piccoli centri spesso in pole position nella crescita della popolazione
straniera residente. Come ha spiegato il sociologo Aldo Bonomi, uno dei più
intelligenti e appassionati osservatori dei cambiamenti sociali nell'Italia del
nuovo millennio, tutto questo è potuto avvenire perché è stata la struttura
produttiva del nostro Paese a determinare i flussi migratori e quindi anche a
seguire con attenzione e a favorire i processi di integrazione. Oggi però
qualcosa di quell'equilibrio si sta incrinando: i fatti che mai avremmo
immaginato potessero accadere in una comunità come la nostra sono allarmi che
sarebbe irresponsabile censurare. Che cosa sta accadendo? E perché questi
episodi d'intolleranza hanno come vittime la popolazione nera, quella che s'è
dimostrata sempre più pacifica e anche culturalmente omogenea? Difficile
trovare risposte generalizzate, anche perché i due episodi sono scaturiti in
circostanze del tutto anomale, con protagonisti che non sono certo un
"campione" rappresentativo degli italiani: da una parte un padre e
figlio pregiudicati, titolari di un bar-baracchino; dall'altra una banda di
feroci camorristi. Ma quello che ha più colpito, e che in un certo senso ha
spiazzato, è stata la reazione che i compagni delle vittime hanno avuto.
Manifestazioni di piazza per proclamare un malessere, per gridare in faccia a
tutti l'insopportabilità di una situazione, sulla quale
pesano sempre di più la crisi economica e le complicazioni di una burocrazia spesso sadicamente
vessatoria. Come ricordava ieri a un quotidiano un immigrato di Castelvolturno
(peraltro cattolico praticante: "Prego accanto a voi in chiesa"):
"Perché per avere il permesso di soggiorno si deve attendere due anni?
Perché nel cantiere dove lavoro non ho alcun diritto?". Paradossalmente il
suo sfogo si concludeva con una richiesta allo Stato di essere più presente, e
quindi di garantire i diritti di tutti, di prendere i responsabili della
strage, di non usare la burocrazia come arma
ricattatoria. Che sia un immigrato a chiedere una presenza più forte dello
Stato è cosa che deve farci pensare. È il paradigma rovesciato del tam tam sul
bisogno di sicurezza. Oggi scopriamo che sono gli stessi immigrati a chiedere
più legalità e maggior fermezza da parte delle autorità. Per questo tutti siamo
chiamati a rispondere a questa situazione nuova. Chi guida il Paese, trovando
il coraggio e anche il pragmatismo per sciogliere nodi che suonano sempre più
anacronistici (il meccanismo dei flussi oppure i dieci e più anni per avere la
cittadinanza). E noi semplici cittadini nel respingere quegli atteggiamenti
razzisti che spuntano con preoccupante frequenza.
( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 22-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
A ruota le altre
amministrazioni dell'alta Sabina e la Comunità montana del Turano: il giudice
di pace doveva restare a Rocca Sinibalda e il sindaco lanciò pure una contro
proposta: venga Cittaducale da noi e metteremo a disposizione un palazzetto più
grande. La rivolta, sostenuta soprattutto politicamente, ebbe successo e il
trasferimento fu bloccato. "L'illogicità stava soprattutto nel fatto che
Cittaducale ha meno lavoro di noi e poi, chi viene da paesi che confinano con
l'Abruzzo come Collalto, avrebbe dovuto affrontare un viaggio non indifferente
tra andata e ritorno. Non parliamo poi nel caso di persone anziane":
Vincenzo Matarese, 62 anni, civilista con una lunga esperienza sulle spalle, è
netto nelle sue affermazioni e nel difendere la sede dove è arrivato come
giudice di pace nel 2002 (ha già superato la verifica quadriennale del Csm)
dopo un tirocinio svolto con due magistrati del tribunale di Rieti, Cristina
Scipioni (penale) e Alessandro Arturi (civile), si affida alle cifre: "Nel
2007 abbiamo trattato 600 procedimenti, il doppio di Cittaducale, in buona
parte si è trattato di sanzioni amministrative. Ma il trend di crescita nel
carico di lavoro è costante già dal 2004. Questo significa che la fiducia dei
cittadini verso la giustizia di prossimità è aumentata, forse anche perché la
vecchia figura del pretore, che noi abbiamo sostituito in tutto e per tutto,
non è mai stata dimenticata, almeno nelle generazioni più avanti negli
anni". L'avvocato Matarese rispetto al collega di Amatrice sta un po'
meglio. Gli amministratori locali lo difendono, in ufficio il computer ce l'ha,
anche se è di vecchia generazione e non gode della navigazione veloce in rete,
e poi c'è quel rapporto ormai consolidato con la popolazione. "Punto molto
sulla conciliazione tra le parti - spiega Matarese - e ho dato alla cancelleria
precise disposizioni per informare i cittadini. Io stesso mi adopero per
questo. Prima di una causa spesso convoco gli avvocati, cerco di capire il
problema e spingo per una soluzione che metta d'accordo le parti. Devo dire che
il sistema della persuasione funziona, almeno nel 60, 70 per cento dei casi e
ritengo in questo modo di interpretare bene il ruolo del giudice di pace".
Semmai a non interpretarlo bene è stato il ministero. Tempo
addietro ha chiesto all'avvocato la restituzione dell'indennità di carica e
coordinamento che egli aveva percepito durante la malattia. Come dire, la burocrazia non ammette conciliazioni.
M.Cav.
( da "Cittadino, Il" del 23-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Guerra fredda e
secessioni, l'ora più dura dell'Onu n Tutti si affannano a ripetere che non c'é
nessun ritorno alla guerra fredda, ma l'atmosfera di forte tensione tra Stati
Uniti e Russia e l'irrisolto nodo del Caucaso fanno rivivere i tempi della
contrapposizione est-ovest con il risultato che i lavori della 63esima
assemblea generale delle Nazioni Unite, a New York, sembrano già affossati
prima ancora di cominciare. Nessuno in realtà sembra ormai aspettarsi più che
l'Onu possa davvero cambiare il mondo. Le ambizioni di qualche anno fa sembrano
appartenere ad una epoca lontana anni luce.Le Nazioni Unite pagano errori
antichi, anni di immobilismo, una cronica incapacità di
sconfiggere una burocrazia
pesante e di essere protagoniste concrete nei tanti problemi e nelle tante
sfide del mondo di inizio millennio.Così, la ripetitiva liturgia con cui, ogni
settembre, i leader del mondo si danno appuntamento al Palazzo di Vetro
quest'anno sembra ancora più stanca del solito. Come in un film visto
già più volte, i discorsi e le parole che anticipano l'inaugurazione ufficiale
di oggi lasciano un senso latente di frustrazione.D'altra parte, cosa
aspettarsi dall'Onu quando l'organo esecutivo, il cuore pulsante dell'intero
sistema, il consiglio di sicurezza è di fatto bloccato dal muro contro muro
globale tra Washington e Mosca? È uno stallo diventato chiaro e netto dopo la
guerra georgiana, ma che già da anni esisteva di fatto su molti dei maggiori
dossier internazionali, a cominciare da quello sul nucleare iraniano, dove la
comunità internazionale gira a vuoto, mentre Teheran va per la sua strada.Così,
proprio nel momento in cui al mondo ci sarebbe un bisogno estremo dell'Onu, di
un organismo internazionale di riferimento per provare a gestire le tante crisi
esistenti, le Nazioni Unite si scoprono incapaci di muoversi da quella specie
di letargo che dura da troppo tempo.
( da "Corriere delle Alpi" del 23-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Ciao
"Mistro", compagno di una splendida avventura QUEST'anno abbiamo già
salutato Piccucci "Popi" e Fiabane "Petek". Oggi con
altrettanto affetto, stima e nostalgia salutiamo il caro amico e compagno di
quella splendida avventura calcistica vissuta, in tempi diversi, ma assieme,
dell'A.C. Belluno. Miriferisco ad Alessandro Bristol "Mistro",
protagonista negli anni '40 e '50, inserito in quel famoso gruppo di giocatori
che ha portato l'A.C. Belluno nella serie "C" di allora. Perché
"Mistro", cioè "maestro": perché ha sempre improntato tutte
le sue attività al massimo impegno con generosità, modestia e capacità. Persona
intelligente, sobria, buona con grande senso dell'ironia e dell'autoironia. E'
giunto all'ultimo passaggio della vita dopo aver molto sofferto, ma andandosene
serenamente. E raccogliendo questo messaggio di serenità, noi ex giocatori e
giocatori dell'A.C. Belluno porgiamo l'ultimo saluto al caro "Mistro"
porgendo nel contempo le più sentite condoglianze alla moglie ed ai figli ed a
tutta la sua numerosa famiglia di origine. Ciao "Mistro". Mario
Svaluto Moreolo Condomino moroso: il processo riprende EGREGIO direttore, un
anno fa il Suo quotidiano dette risalto alla vicenda giudiziaria tra questa
azienda e un nostro inquilino, instaurata per ottenere lo sfratto dello stesso,
conseguente ad una sua pluriennale ed ininterrotta morosità per il mancato
pagamento di canoni di locazione ed oneri accessori. All'epoca l'azienda
ritenne doveroso formulare alcune precisazioni sulla vicenda, fornendo
informazioni sul contesto sociale nel quale la stessa è nata e si è sviluppata,
tutti elementi utili a comprendere la bontà dell'operato aziendale. Compresi
subito che il risalto dato dalla stampa alla notizia, nasceva dal particolare
non comune intervento nella vicenda giudiziaria della Corte Costituzionale,
chiamata a pronunciarsi sulla non contrarietà ai superiori dettami
costituzionali, di una norma processuale specifica da noi utilizzata nelle
procedure di sfratto per morosità, che purtroppo a volte dobbiamo
intraprendere. Ora, a distanza di un anno da quei fatti, dopo che il processo
pendente tra questa azienda e il nostro inquilino è stato sospeso in attesa
della decisione della Corte Costituzionale, apprendo che con ordinanza
inappellabile n. 175/2008, la Corte Costituzionale si è pronunciata sulla
questione, non rilevando vizi di procedura e, di conseguenza, avvalorando la
correttezza della condotta processuale tenuta dall azienda. Le conseguenze di
questo "incidente di percorso", da me previste nella citata nota
inviatale il 1º agosto 2007, si sono realizzate: il nostro inquilino ha
continuato ad occupare l'alloggio assegnatogli, senza corrispondere né i canoni
di locazione, né le spese condominiali (costi che continuano ad essere in capo
alla Azienda) e, quel che forse è peggio, l'abitazione non è ancora nella
disponibilità della collettività. Ora finalmente il processo potrà continuare,
ripartendo dal punto in cui un anno fa fu sospeso, nella speranza che senza
ulteriori arresti possa il prima possibile giungere alla sua conclusione con un
esito che auspico ovviamente in favore dell'azienda. Carlo Cavalet Direttore
Ater Basta col centralismo autoritario di Reolon STIAMO assistendo in questo
giorni a diversi colpi di coda della sinistra: commenti e giudizi personali di
scarso gusto, estrema confusione sul reale bisogno di autogoverno ed autonomia
fiscale del nostro territorio, ora anche non rispetto per i referendum per
lasciare la provincia di Belluno ed il doveroso impegno legislativo del
parlamentare locale Gidoni; tutto questo è dovuto alla conoscenza del risultato
del sondaggio che vede la sinistra decisamente sotto il centro destra ed in
continuo calo dalle precedenti elezioni del 2004 passando per le politiche di
quest'anno. Il presidente uscente Reolon oramai è nudo; la provincia ha bisogno
di un nuovo governo leggero che riconosca e valorizzi gli enti locali che
realmente rappresentano la cultura ed identità del territorio; basta quindi al
centralismo autoritario del Re: i primo atti che farà il nostro presidente
saranno lasciare la presidenza della comunità del Parco e della conferenza
delle autonomie locali a favore di un ente territoriale. Gianvittore Vaccari
Segretario provinciale Lega Nord Belluno La gente di Sossai serve soltanto a
pagare le tasse EGREGIO signore sindaco Prade: nonostante Lei si sia offerto
personalmente di effettuare un sopralluogo nella frazione di Sossai per
constatare certe situazioni in cui si trova via Rivinal, la bacheca delle
affissioni, le griglie dei tombini, i parcheggi e la pensilina per i bus (ci
aveva promesso che entro 15 giorni ci mandava l'ingegnere per provvedere alla
sistemazione di almeno le griglie dei pozzetti più necessari), dal 3 aprile
scorso ad ora non abbiamo visto nulla di fatto (ad eccetto di una sola griglia,
la meno pericolosa). Sossai deve solo pagare le tasse e basta! Quanto
all'assessore Denio Dal Pont, anche lui aveva ricevuto una raccomandata in data
09/11/2007 con 120 firme a riguardo anche dei danni provocati dalle nuove
costruzioni di vIa Rivinal. Bene, non si è nemmeno preso la briga di darci una
risposta. In quella strada passano non solo macchine, ma anche bici, carrozzine
e persone anziane e c'è il rischio che qualcuno si faccia anche male. Nonostante
avessi lasciato un appunto alla sua segretaria in modo che lei si mettesse in
contatto con il sottoscritto per fare un'ispezione dopo un acquazzone, nessuno
l'ha più sentita. Noto invece che le segnalazioni fatte dal consigliere Celeste
Balcon (minoranza), in merito alle lamentele ventennali di Gianni Reolon per la
strada di via Caleipo (Corriere delle Alpi 09/09/2008), sono state esaudite
subito dopo 2-3 giorni: come mai? Bisogna essere un consigliere o un assessore
per ottenere qualcosa per la comunità? Cosa sono i cittadini? Buoni solo al
momento del voto? Come mai in via Rivinal (ripeto Sossai) dopo anni di
lamentele il problema della strada e delle acque fluviali non è stato ancora
risolto? Vedo che per i campi di calcio, piste ciclabili o finanziamenti per i
gruppi sportivi non mancano mai, come per il Gs Sossai al quale sono stati
elargiti 5000 euro. Credo che per la strada, ne bastassero meno! Pensavo che le
120 firme raccolte su circa 200 abitanti della frazione, ragazzi compresi,
potessero bastare, comunque ne avrei potuto raccogliere molte di più! Ora spero
che anche Lei signore sindaco Prade prenda in considerazione tutto questo e lo
faccia presente in consiglio. Spero anche che alle prossime elezioni comunali
la gente di Sossai si ricordi di voi. Sisto Palman SOSSAI (BELLUNO) La mia
solidarietà a Sandro D'Agostini MI RIFACCIO alle parole del vice sindaco di
Voltago, Cherubino Miana: "Se tutti gli enti fossero come la Veneto Strade
il territorio montano ed i suoi abitanti si sentirebbero oltremodo tutelati e
protetti. A Veneto Strade l'efficienza ha il volto di D'Agostini". Mi
rammarica infatti la notizia della condanna comminata al dirigente di Veneto
Strade per reato ambientale. Una pena pesante per Sandro D'Agostini e due
impresari, 12 mila euro di ammenda e 12 giorni di reclusione, anche se
indultata, per l'asportazione di soli 60 mq di cotica erbosa eseguita per
migliorare e mettere in sicurezza una sede stradale dell'Alpago. Non intendo e
non ho le competenze per entrare nel merito della sentenza, ma mi permetto di
esprimere una riflessione da amministratore pubblico. Per tanti anni ho
amministrato una provincia come quella di Belluno dal territorio del tutto
particolare e ho dovuto combattere per superare lacci e laccioli burocratici. Se alla peculiarità territoriale bellunese e alle ferree regole
della burocrazia
aggiungiamo difficoltà di ordine giudiziario, diventa molto difficile
amministrare in montagna e molto poco attraente per i giovani avvicinarsi alla
gestione della cosa pubblica. Poiché la politica non può normare tutto, in
moltissimi casi deve prevalere il principio del buon padre di famiglia.
Il buon senso infatti obbliga tutte le istituzioni e gli organismi dello Stato
a distinguere tra azioni per creare business personale ed operato a favore del
bene comune. Sandro D'Agostini è un dirigente responsabile ed apprezzato da
tutti, dai dipendenti, dalle imprese e dalla gente comune che in Veneto Strade
vedono un gioiello di elasticità e operatività concreta. Temo pertanto che sentenze
come questa frenino una macchina che funziona e creino mortificazioni ingiuste
nei confronti di chi la sa condurre bene. Certo, sono profondamente convinto
che si debba tutelare con molta severità il patrimonio naturale della nostra
provincia. Ma credo altrettanto fermamente che interventi eseguiti per creare
sicurezza e migliorare l'ambiente, per di più effettuati da persone
responsabili, non compromettano le condizioni ambientali del territorio. Anzi,
operando con dirigenti come D'Agostini che mette in primo piano la cura del
territorio si prevengono quei dissesti ambientali che purtroppo hanno funestato
la nostra provincia. Si deve tener presente inoltre che lavorare con mezzi
meccanici voluminosi come possono essere le ruspe e gli scavatori non si può
pensare di operare con la precisione di un cesello. Ecco perché concordo con
gli amministratori bellunesi che a proposito di questo caso si sono mobilitati
scrivendo al ministro Calderoli e ad altri esponenti nazionali anche se, come
ho detto, non è ipotizzabile che la politica possa dettare regole su tutto.
Oscar De Bona.
( da "Italia Oggi (Turismo Oggi)" del
23-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
ItaliaOggi
ItaliaOggi - Turismo Numero 226, pag. 17 del 23/9/2008
Autore: di Andrea G. Lovelock Visualizza la pagina in PDF
L'annuncio alle "Giornate" di Novara. Il governo punta anche sul
poliziotto turistico Un collegato alla Finanziaria per ridurre al 6-7% l'Iva di
settore Un collegato alla Finanziaria che preveda il riallineamento dell'Iva
turistica, inclusa quella sui pacchetti di viaggio, ai livelli dei regimi
fiscali in vigore nei paesi competitor come Spagna e Francia, e ancora
l'istituzione della polizia turistica e lo snellimento della burocrazia per le autorizzazioni della p.a. nei progetti di
sviluppo di aree a vocazione turistica: questa la mossa alla quale sta lavorando
la sottosegretaria con delega al turismo, Michela Vittoria Brambilla, per dare
una scossa benefica al settore. Ne ha dato ampie anticipazioni Armando Peres,
consigliere del dipartimento turismo, intervenendo alle VIII Giornate del
turismo a Novara, promosse dall'università del Piemonte. "Ci confronteremo
con il ministro Tremonti", ha dichiarato Peres, "per poter avviare il
tanto atteso adeguamento del regime relativo all'Iva turistica, portandola e
dunque riducendola ai livelli in vigore nei paesi che sono nostri diretti
concorrenti; ipotizziamo una soglia del 6-7%. Così come proporremo un iter
semplificato per accelerare le autorizzazioni necessarie ai progetti di
sviluppo e riqualificazione di aree o strutture a forte appeal
turistico-ricettivo. Una necessità, per sollecitare così l'interesse da parte
di investitori esteri". Terzo punto destinato a suscitare polemiche
politiche è l'istituzione della polizia turistica, con funzioni di assistenza e
tutela ai visitatori, soprattutto stranieri. Dopo i vigili di quartiere,
potrebbe materializzarsi il poliziotto per il turista. "Una figura",
ha spiegato Peres, "che scaturirà da un adeguato percorso formativo, per
il quale il ruolo del mondo universitario potrà essere cruciale". Il
poliziotto turistico, infatti, dovrà conoscere le lingue e avere una profonda
conoscenza del territorio turistico di pertinenza. Non è chiaro però come
saranno inquadrati e da chi saranno pagati questi "poliziotti
turistici". Peres ha poi annunciato per fine mese la presentazione dei dati
ufficiali elaborati dall'Osservatorio nazionale del turismo e si tratterà della
prima uscita ufficiale di questo organismo; mentre sul portale Italia.it sembra
ulteriormente slittare a metà 2009 la fase di start-up, nella quale lo stesso
Peres non ha escluso un costruttivo contributo della ricerca universitaria,
come lo stesso professor Francesco Adamo, coordinatore delle Giornate del
turismo, ha sollecitato.
( da "Milano Finanza (MF)" del 23-09-2008)
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MF Numero 189
pag. 9 del 23/9/2008 | Indietro Contrarian Commenti &
Analisi I giapponesi sentono profumo di affari Chi ha deciso di investire fino
a 900 miliardi di yen in Morgan Stanley, e chi si è comprato per 225 milioni di
dollari le attività asiatiche di Lehman e punta probabilmente anche a quelle
europee? Mitsubishi e Nomura. A Wall Street i giapponesi non si vedevano da
tempo, e soprattutto non in posizioni di rilievo, sebbene in gennaio Mizuho
abbia investito 1,2 miliardi di yen in Merrill Lynch e in giugno Sumitomo abbia
investito poco meno nella britannica Barclays. Bisogna precisare che le case di
brokeraggio giapponesi negli ultimi anni avevano chiuso progressivamente quasi
tutte le sedi americane. Dopo l'euforia degli anni 80 e inizio 90 avevano
preferito mantenere un profilo più basso, complici anche le vicissitudini
dell'economia nazionale. E del resto il boom degli hedge fund e quello dei
fondi sovrani non avevano segnalato giapponesi fra i grandi protagonisti. Ora
qualcosa di rilevante è cambiato. Anzitutto l'uscita di scena, anche se
probabilmente temporanea, dei fondi sovrani dopo un anno di iperattività che ha
anche coinciso con investimenti piuttosto deludenti nelle banche americane. Poi
l'incapacità dei fondi di private equity Usa di finanziare operazioni di grandi
dimensioni anche nel settore industriale, dove i problemi già si vanno facendo
strada. Così, dopo il tentativo di Lehman di trovare un accordo con la banca
per lo sviluppo coreana, sulla scena mondiale sono tornati i giapponesi.
Inizialmente con due operazioni, ma la lista potrebbe crescere e ciò conferma
che la crisi finanziaria coincide anche con grossi cambiamenti nella schiera
dei protagonisti e delle comparse. D'altro canto, a eccezione della Barclays,
nessuna banca europea ha messo mano al portafogli per comprare a prezzi di
realizzo negli Usa, perché i rischi restano alti e non è facile valutare di
questi tempi gli asset di una banca. A Tokyo, evidentemente, c'è chi vede in
questa crisi anche grandi opportunità. Un necrologio per l'investment bank è di
ieri la notizia che il Wall Street Journal ha deciso di entrare nel mercato dei
necrologi. Il primo che potrebbe pubblicare è il seguente (l'idea non è di
Contrarian ma del mensile Portfolio): "Domenica notte, in seguito alle
gravissime ferite riportate dal credit crunch, si è spenta all'età di 75 anni
l'investment bank, dopo aver assicurato per quasi un secolo a Wall Street e
alla nazione americana la supremazia nel campo finanziario". L'ora del
decesso è quella in cui Goldman Sachs e Morgan Stanley hanno chiesto e ottenuto
di acquisire lo status di bank holding. Da quel momento, sono diventate a tutti
gli effetti degli istituti di credito e come tali sottoposti allo stretto
regime regolatorio della Fed. Conseguenza numero uno: diminuire drasticamente
la leva finanziaria con cui hanno finora operato. Secondo alcune ricostruzioni,
Morgan operava con rischi pari a più di 30 volte il capitale, mentre una banca
commerciale è già tirata se rischia 16 volte il capitale. Più capitale, più
controlli, più burocrazia: stessi profitti di prima? Equazione difficile da risolvere. Ma
in casi come questi, primum vivere deinde philosophare. Chi prenderà il posto
delle investment bank defunte? Due i candidati: gli hedge fund e i private
equity. I primi sono azzoppati mica poco, proprio perché è venuto meno
l'ossigeno della leva finanziaria assicurata loro dalle investment bank .
I secondi invece sembrano ancora in forma finanziaria invidiabile, almeno per
coloro che hanno fatto il pieno di liquidità e di impegni dalla loro clientela
prima del collasso bancario. Per ora (si veda Contrarian del 15 luglio scorso)
il credit crunch inibisce anche ai private equity un forte utilizzo della leva
per finanziare le acquisizioni. Ma restano comunque liquidi in un mondo di
assetati. E non tarderanno a farlo pesare. .
( da "Secolo XIX, Il" del 23-09-2008)
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Ovada I viticoltori:
"Il voucher ha aumentato le difficoltà burocratiche" Ovada. Il
"buono del vendemmiatore" si rivela un problema: rallenta (per troppa burocrazia e per troppi controlli collaterali) le operazioni di raccolta
dell'uva ed esplode la polemica. Nell'Alto Monferrato Ovadese è in ritardo la
raccolta delle uve Dolcetto. "Non siamo arrivati nemmeno alla metà del
raccolto - spiega il presidente della cantina cooperativa "Tre
Castelli" di Montaldo Bormida, Franco Ottolia - Rispetto agli altri
anni, siamo decisamente in ritardo con lo stacco delle uve. La colpa è anche
dei "voucher" che in molti casi tengono lontani dai vigneti i
vendemmiatori non di professione". Sul "buono Inps" per poter
vendemmiare c'è molta confusione. Amici, conoscenti, parenti, che solitamente
rappresentavano una "task force" importante, spesso decisiva, per i
vitivinicoltori del territorio, ora stanno alla larga dai filari. Non vogliono
rischiare di avere grane e subire sanzioni. Ottolia è chiaro: "Con queste
iniziative ci vogliono complicare la vita. La burocrazia
uccide la viticoltura. Siamo al punto ad esempio che se si ferma la vendemmia
per un giorno bisogna comunicarlo all'Inps. Così il problema del
"voucher" rallenta le operazioni perché c'è meno disponibilità di
manodopera". Sembra addirittura che vengano fatti controlli sui vigneti
dall'alto, utilizzando gli elicotteri. "L'ho sentito dire. Se è vero -
afferma Ottolia- siamo alla follia: mezzi aerei per controllare chi vendemmia,
mentre le auto della polizia si dice che stiano ferme per mancanza di
carburante". A parte il ritardo nella raccolta la situazione nelle vigne
del Dolcetto d'Ovada è positiva. "Si registra un calo della quantità del
25-30% - sottolineano alla "Tre Castelli" - Ma l'uva si conferma
ottima, tra i 19 e i 21 gradi zuccherini. Quindi un vino superiore, in vari
casi forse ancora meglio di quello dello scorso anno. Le condizioni meteo
dell'ultimo periodo hanno influenzato positivamente la maturazione
dell'uva". Ieri, anche la cantina consortile del vino di montagna della
Comunità montana Alto Ovadese - Alta Val Lemme di Lerma, ha iniziato a
raccogliere le uve Dolcetto. Uve che provengono in massima parte da terreni
tufacei, di alta collina. Una manna per il futuro vino. "Da ieri sono
iniziati i conferimenti - spiega la presidente Annamaria Alemanni, che è anche
presidente del Consorzio di tutela del Dolcetto d'Ovada - La situazione si
presenta ottimale. La scarsa quantità di uva ha accresciuto parecchio la
qualità. Quindi c'è stata già una selezione naturale, senza dover provvedere al
diradamento. I grappoli rimasti sono decisamente di qualità superiore, degni di
fregiarsi della Docg". Ieri, dopo la spruzzata di pioggia della notte si è
incominciato a vendemmiare anche nelle vigne dove il Dolcetto d'Ovada viene
coltivato con procedure biologiche. Da alcuni anni in questa sfida si è
impegnato con successo il viticoltore Emilio Borgatta di Tagliolo. La gestione
dei vigneti, durante tutto il ciclo produttivo, non tradisce i vecchi metodi.
"Ho solo migliorato quei sistemi - afferma Borgatta - che escludono
l'utilizzo di certi prodotti e permettono di avere poi un vino bio regolarmente
certificato. Ho aspettato a vendemmiare perché l'uva giungesse a un grado di
maturazione perfetto". Per concludere le operazioni di vendemmia 2008
bisognerà attendere la metà di ottobre. Erano anni che non sucedeva. Bruno
Mattana .x/23/0809 Ha minacciato con un coltello la cassiera e si è fatto
consegnare oltre 350 euro in contanti. Arrestato dai carabinieri .x/23/0809.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 23-09-2008)
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Il Sole-24 Ore
sezione: MONDO E MERCATI data: 2008-09-23 - pag: 27 autore: Focus. Viaggio nei dedali dell'onnipotente burocrazia tra faldoni, corruzione e ostilità al nuovo Gli intoccabili di
India Inc Così la casta dei funzionari pubblici tiene in ostaggio l'economia
Marco Masciaga CALCUTTA "Work is our eligion", ovvero "Il lavoro
è la nostra eligione", scritto così,senza la "r".Se uno
dovesse racchiudere in una sola immagine quel misto di orgoglio, prosopopea e
approssimazione che rende unica la burocrazia indiana,
il cartello sopra gli sportelli dell'Office of the registrar of assurances di
Calcutta, sarebbe perfetto. è in queste stanze caotiche e affollate, dove
decine di ventilatori tentano invano di stemperare il caldo tropicale, che ogni
giorno migliaia di persone cercano tra pile di incartamenti legati con lo spago
i titoli di proprietà della casa o dell'ufficio che vorrebbero comprare. Nella
speranza che non appartengano a quel 40% di edifici cittadini privi di
documentazione. Una volta stabilito con ragionevole certezza che il venditore è
il reale proprietario dell'immobile, non resta che procurarsi la carta della
giusta grammatura (
( da "Sole 24 Ore, Il" del 23-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: MONDO E MERCATI data: 2008-09-23 - pag: 27 autore: Outlook. Effetto
crisi mondiale e inflazione Delhi: la crescita in calo dal 9 al 7% NEW DELHI
Dopo 3 anni consecutivi di crescita del Prodotto interno lordo superiore al 9%,
l'economia indiana si avvia a registrare un rallentamento, sia nell'anno
fiscale in corso che in quello che inizierà il prossimo1 Úaprile.
Ametterenerosu bianco e quantificare ciò che in molti immaginavano sono stati
gli economisti dell'Asian Development Bank. Nel loro ultimo aggiornamento
dell'Outlook targato 2008 mettono in fila le cause che hanno scosso le economie
della regione: il crescente prezzo del petrolio e l'impennata dei costi delle
materie prime, sia alimentari che non. Due fenomeni che, assieme al
rallentamento delle economia di Usa, Uee Giappone (con buona pace dei teorici
del decoupling) incideranno in maniera sostanziale sulle prospettive di
crescita di breve termine del continente asiatico. In India l'allarme è
squillato quando sono stati resi noti i dati relativi al primo trimestre
dell'anno fiscale in corso: una crescita del Pil di "solo" il 7,9%
che impallidiva di fronte non solo al 9,2% dello stesso periodo di un anno fa,
ma anche a tutti i dati trimestrali da3 anni e mezzo a questa parte. Un
rallentamento che, a dispetto delle paure legate all'impennata estiva
dell'inflazione, è legato soprattutto a un calo negli investimenti che
nell'anno fiscale 2007-2008 avevano contribuito al Pil nella misura del 34%.
L'Outlook 2008 Update di Adb adesso parla di una crescita del 7,4% nell'anno in
corso (contro una stima dell'8% risalente allo scorso aprile) e del 7% per il
prossimo, l'1,5% in meno rispetto alle previsioni di sei mesi fa. Un
ridimensionamento che, in misura differente, coinvolgerà tutta l'Asia e non
solo New Delhi. "In un continente in cui il 55% della crescita fa capo a
due soli Paesi, Cina e India, è inevitabile che quello che succede a queste due
economie influisca su tutto ciò che vi ruota atttorno – spiega Ifzal Ali, chief
economist di Adb –. Nel caso dell'India abbiamo ridimensionato le previsioni
perché il Paese ha molto bisogno di un massiccio riaggiustamento macroeconimico
per riportare sotto controllo l'inflazione. Se accadrà, i prossimi due anni non
saranno che un interludio prima di una nuova fase di crescita sostenuta".
è in questa chiave che, secondo Adb, nei prossimi anni sarà indispensabile
trovare un equilibrio tra una politica monetaria in grado di impedire che gli
alti tassi d'inflazione diventino strutturali e una politica fiscale severa
che, pur in presenza di una crescita più moderata del gettito fiscale, contenga
i sussidi per carburanti, cibo e fertilizzanti. Un quadro complesso e bisognoso
di aggiustamenti che però rischia di non vedere interventi sostanziali, fatta
eccezione per la parte di competenza della Reserve Bank of India, a causa della
congiuntura politica. Con le elezioni attese entro maggio 2009 e una
maggioranza di Governo visibilmente preoccupata dalla lunga serie di sconfitte
subite negli ultimi voti amministrativi, molti osservatori non si attendono
scelte particolarmente coraggiose dall'Esecutivo. Prime fra tutte quelle che
potrebbero trasformare un costoso sistema di sussidi a pioggia in un più
efficace e mirato meccanismo di assistenza agli strati più bisognosi della
popolazione. Una delle tante sfide che attende il prossimo Governo, assieme a
quella infrastrutturale (per Delhi si avvicina la deadline dei Commonwealth
Games del 2010), quella delle riforme economiche (a lungo rallentate dall'ala
sinistra della maggioranza, ormai passata all'opposizione)
e quella della trasformazione di una burocrazia che troppo spesso dà l'impressione di non saper comprendere i
bisogni del settore privato. Ma.Mas. IN VISTA ANNI DIFFICILI Dietro la
flessione c'è soprattutto la diminuzione degli investimenti Se i prezzi saranno
domati, il gigante potrà ripartire.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 23-09-2008)
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Il Sole-24 Ore
sezione: MONDO E MERCATI data: 2008-09-23 - pag: 27 autore: M&M I mille
rebus del nuovo mondo di Sara Cristaldi U n vortice di insicurezza si è abbattuto
sul mondo intero. Sul fronte politico, quanto su quello economico. E, in questo
clima, forse il peggio deve ancora venire. Specie per le industrie del mondo
industrializzato, alla ricerca di nuovi mercati come antidoto alla saturazione
di quelli tradizionali. Le prime avvisaglie ci sono già. A partire dal settore
auto, che nel giro di poche settimane ha visto ribaltate le previsioni
ottimistiche sul fronte dei mercati emergenti. è il caso di quello russo, dagli
analisti dato fino a giugno in crescita vivace, al punto che nel 2009 avrebbe
dovuto superare la Germania come primo mercato europeo sull'onda degli appetiti
crescenti della nuova classe media. Ebbene in agosto (crisi georgiana
imperante) le vendite di auto in Russia sono aumentate solo del 6% anno su anno
rispetto al 22% di luglio e molto lontano dal +56,6% di febbraio. Doccia ancor
più fredda per i mercati dell'Europa centrale: -9,3% lo scorso mese, secondo le
stime dell'Associazione dei produttori europei. E in rallentamento anche le
vendite in altri due grandi mercati emergenti: Cina e Brasile. Dopo la caduta
dei totem della finanza Usa, non sono buone notizie per i giganti
dell'automotive americani, General Motors in testa. Ma la contrazione dei
consumi quali e quante conseguenze avrà anche per gli emergenti, nuove
locomotive dell'economia mondiale? O la loro crescita sarà potenziata più dai
piani di investimento interni che non dalle esportazioni verso il resto del
mondo? E quanto agirà da freno la crisi del credito internazionale? Discorsi tutti
da analizzare nel caso di Cina, India e Brasile, e cioè i Paesi più dinamici
del gruppo dei cosiddetti Bric. A partire da oggi trovare risposte a questi
interrogativi sarà uno degli obiettivi di Mondo& Mercati. Un viaggio,
settimana dopo settimana, per verificare lo stato di salute dei principali
mercati dove le imprese sono andate ad investire. Nel
tentativo di capire che cosa oggi può mettere in discussione una corsa che
sembrava inarrestabile. E quali ritardi nel fronte delle riforme possono
mettere a rischio, o meno, lo sviluppo futuro. Come nel caso dell'India e della
zavorra della sua burocrazia, di cui parliamo nel Focus di questa pagina.
sara.cristaldi@ilsole24ore.com.
( da "Corriere della Sera" del 23-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-09-23 num: - pag: 49 categoria: BREVI BUROCRAZIA La multa aumentata Il 19 luglio
ricevevo una multa di 70€. Il 19 settembre mi apprestavo, presso l'ufficio
postale di residenza, dopo due mesi di risparmi, a pagare quanto dovuto, ma non
mi è stato permesso di pagare in quanto, scaduti i 60 giorni, l'importo
aumentava a € 142,50. Sono un dipendente con stipendio di circa 1.300 €
mensili e tra alimenti (sono separato), affitto e rate in scadenza oltre le
bollette tradizionali ho spese fisse per 1250 € mensili. Mi rimangono circa 50
€ al mese per mangiare e in due anni ho perso circa dieci chili.
L'intransigenza e la ferrea applicazione delle leggi e dei regolamenti fa dei
funzionari delle PS degli onesti lavoratori ma per me 70 € corrispondono a
oltre un mese di cibo! In questa Italia piena di contraddizioni e deroghe a
leggi chiedo se sia possibile, ogni tanto, essere dalla parte dei cittadini. Ho
50 anni e non ho mai fatto incidenti stradali, non bevo, non fumo, non mi drogo
e adesso non vivo più. Riccardo Bisceglia Piedimonte Matese (Ce).
( da "Corriere della Sera" del 23-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-09-23 num: - pag: 49
categoria: REDAZIONALE Risponde Sergio Romano MOSCA: LA BANDA DEGLI OTTO E IL
FIASCO DELL'AGOSTO 1991 Faccio riferimento ad un suo articolo sul colpo di
stato in Russia dell'agosto 1991 da parte di una giunta di 8 dirigenti
sovietici e le chiedo se si può parlare di golpe fallito o, forse meglio, di
una congiura di palazzo mal riuscita e inadeguata in una società sovietica
probabilmente pronta al cambiamento e per nulla desiderosa di fare un passo
indietro nella storia. Quali sono gli eventi più significativi che portarono,
da lì a breve, all'allontanamento dalla vita politica di Gorbaciov? E, infine,
possiamo ritenere ci sia una continuità riformatrice da Gorbaciov a Eltsin?
Marco Della Porta marcodellaporta@tiscali.it Caro Della Porta, Q uello
dell'agosto 1991 fu un putsch, vale a dire un colpo di mano. Gli otto dirigenti
sovietici che si costituirono in "comitato di emergenza " e
proclamarono lo "stato di eccezione", non erano personaggi di
second'ordine o comandanti di singole formazione militari. Il gruppo
comprendeva il vice-presidente dell'Unione Sovietica, il Primo ministro, il
presidente del Comitato per la sicurezza dello Stato (Kgb), il ministro degli
Interni e il ministro della Difesa. Non volevano conquistare un potere di cui
erano già titolari. Volevano esercitarlo con maggiore fermezza e arrestare
quello che alla vecchia guardia del partito sembrava il progressivo, pericoloso
scollamento dell'intera macchina statale. Non agirono espressamente contro
Gorbaciov perché pensavano che il presidente avrebbe finito per approvare la
loro iniziativa e si sarebbe adattato a coprire con la sua immagine il nuovo
corso della politica sovietica. Aggiungo che il putsch, se giudicato con
criteri strettamente sovietici, non era privo di una certa razionalità.
Minacciata dai movimenti secessionisti delle repubbliche periferiche, l'Urss
stava diventando rapidamente un Paese ingovernabile. La natura dei congiurati e
le funzioni di cui erano investiti spiegano paradossalmente il fallimento
dell'operazione. Anziché programmare dettagliatamente la conquista del potere
(come sarebbe accaduto se avessero agito dall'esterno) gli Otto si limitarono a
diramare qualche istruzione e credettero che la macchina dello Stato e del
partito avrebbe fiutato il vento e obbedito senza fiatare. Non capirono che gli
avvenimenti dei mesi precedenti avevano provocato un diffuso stato d'incertezza
e disorientamento in quella classe politico-burocratica - funzionari del Pcus,
deputati dei Soviet, burocrazia
ministeriale, ufficiali delle forze armate e della polizia, agenti del Kgb,
magistrati, intelligencija di regime - da cui dipendeva in ultima analisi
l'amministrazione del Paese. Questi apparatciki, che erano stati sino ad allora
l'indispensabile massa critica dello Stato, reagirono in modo inatteso.
Constatarono che la vittima designata del putsch, Boris Eltsin, si era
asserragliato nella Casa Bianca, sede del Soviet Supremo della Repubblica
Russa, e non aveva alcuna intenzione di piegarsi ai diktat del Comitato di
emergenza. Anziché obbedire, quindi, preferirono stare alla finestra e
attendere l'esito della partita. Fu questo il momento in cui Boris Eltsin dette
prova di grande energia e di una straordinaria intuizione. Capì che gli Otto
erano molto più deboli di quanto non credessero e osò sfidarli parlando ai
russi da un carro armato delle forze che avrebbero dovuto piegare la sua
resistenza. E quando fu chiaro che gli ordini dei congiurati non sarebbero
stati eseguiti, sfruttò il successo costringendo Gorbaciov a sciogliere il
partito e a perdere, di fatto, qualsiasi autorità. In un regime in cui il
partito era tutto, la sua morte segnò quella dello Stato. Bruscamente
accelerato, il processo di sgretolamento del-l'Urss si consumò nel giro di
qualche settimana. Vi fu continuità tra Gorbaciov e Eltsin? Credo che la
risposta alla sua domanda, caro della Porta, sia no. Gorbaciov voleva riformare
lo Stato sovietico con qualche dose omeopatica di democrazia. Eltsin distrusse
lo Stato e fu indotto dagli avvenimenti ad accettare una svolta democratica che
egli stesso, in altri tempi, avrebbe considerato indesiderabile.
( da "Corriere della Sera" del 23-09-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Focus Vuota - data: 2008-09-23 num: - pag: 10 categoria:
REDAZIONALE I siti "Quando si parla di nuove centrali si pensa al paese
piacentino", dice Guido Possa, consigliere di Berlusconi La storia Intorno
all'impianto c'è una rete di controllo sociale già sperimentata. Bossi: in
Padania la gente è d'accordo Nucleare, ritorno a Caorso è l'area che molti
indicano per il nuovo reattore Il sindaco: sarebbe da pazzi dire no, parliamone
DAL NOSTRO INVIATO CAORSO (Piacenza) - Dicono che si riparte da qui. Da
quest'angolo di Padania dove il nucleare è sepolto tra l'autostrada e il Po. Ci
sono i canneti, le vecchie cascine, una garitta deserta. E c'è una centrale
spenta, un relitto che aspetta di essere abbattuto. Per farla funzionare,
quarant'anni fa, l'Enel ha investito 468 miliardi di lire; per tenerla ferma,
vent'anni fa, lo Stato ne ha bruciati diecimila. Impossibile dimenticare
Caorso. è il day after del nucleare all'italiana, un caso d'eutanasia su un
paziente sano. Nel 1969 doveva essere la centrale più potente d'Europa. Nel '
( da "Corriere.it" del 23-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Quando si
parla di nuove centrali si pensa al paese piacentino" Nucleare, ritorno a
Caorso È l'area che molti indicano per il nuovo reattore Il sindaco: sarebbe da
pazzi dire no, parliamone DAL NOSTRO INVIATO CAORSO (Piacenza) Dicono che si
riparte da qui. Da quest'angolo di Padania dove il nucleare è sepolto tra
l'autostrada e il Po. Ci sono i canneti, le vecchie cascine, una garitta
deserta. E c'è una centrale spenta, un relitto che aspetta di essere abbattuto.
Per farla funzionare, quarant'anni fa, l'Enel ha investito 468 miliardi di
lire; per tenerla ferma, vent'anni fa, lo Stato ne ha bruciati diecimila.
Impossibile dimenticare Caorso. È il day after del nucleare all'italiana, un
caso d'eutanasia su un paziente sano. Nel 1969 doveva essere la centrale più
potente d'Europa. Nel '
( da "Mattino, Il (Salerno)" del 23-09-2008)
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Famiglie povere,
scatta l'sos Battipaglia. Disabile e moglie bracciante agricolo con un reddito
complessivo di 800 euro mensili costretti a pagare 620 euro per il fitto di
casa. L'aumento della pigione di casa per Lucio Capacchione scatterà dal
prossimo primo gennaio e già oggi per lui e sua moglie è dura tirare avanti. Un
vero e proprio calvario. Solo da poche settimane al signor Lucio viene
corrisposta la pensione di nemmeno 300 euro senza accompagnamento. Ora ad
incrinare ancora di più le precarie condizioni economiche della famiglia
Capacchione che abita in centro in un appartamento di circa
( da "Sicilia, La" del 23-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il sindaco incontra
singolarmente i vari referenti dei partiti e poi tutti i partner insieme
Mussomeli. Il 24 ottobre del 1998 Mussomeli fu funestata da una terribile
tragedia familiare che provocò tre vittime e tra loro la giovane Francesca Sorce,
assistente sociale che ebbe il solo torto di voler salvare altre vite umane, in
particolare di due bambini, a prezzo della sua. Francesca ha ricevuto diverse
medaglie d'oro alla memoria, a lei sono stati intitolati il Centro diurno per
anziani (amministrazione Scannella) e l'aula consiliare (dietro iniziativa di
Salvuccio Bellanca, mozione votata all'unanimità dal consiglio comunale),
inoltre l'amministrazione Valenza ha istituito il premio scolastico intitolato
proprio a Francesca Sorce. E così da alcuni anni, il 24 ottobre, le
rappresentanze scolastiche di tutti gli istituti di Mussomeli si riuniscono
nell'aula consiliare e vengono premiati gli studenti meritevoli in nome di
Francesca. Quest'anno però, nel decennale della morte si vorrebbe fare qualcosa
in più per ricordare la figura di Francesca. A tale proposito, l'assessore ai
Servizi sociali Nino Lanzalaco dichiara: "E' nostra intenzione, con la
collaborazione della famiglia di Francesca, realizzare un video su dvd per fare
conoscere davvero chi era Francesca agli studenti che ogni anno sono premiati
ma in fondo non hanno piena coscienza del suo gesto eroico. Un dvd con foto e
testimonianze per dare vita e corpo a questa piccola grande eroina che nessuno
di noi ha dimenticato e tanto ci ha insegnato". Il 24 ottobre di dieci
anni fa, Francesca si era recata al lavoro come sempre, confidando in una bella
giornata che concludesse bene la settimana. Francesca era dolce e gentile, una
radiosa ragazza pronta al sorriso ed alla battuta, amante delle cose semplici e
disposta a qualunque sacrificio pur di aiutare le persone che avevano bisogno
del suo intervento. Lunghi capelli neri le incorniciavano il volto rotondo e
gli occhi ridenti. Una passione, quella per la solidarietà verso gli altri, sempre vissuta in prima persona ed a muso duro contro i limiti a
volte assurdi della burocrazia. Avrebbe compiuto 37 anni a novembre. Due pallottole le
bruciarono sogni, gettando nello sconforto la famiglia, i colleghi di lavoro, i
suoi assistiti e l'intera cittadinanza. Due colpi per stroncare una giovane
vita. R. M.
( da "Stampa, La" del 23-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Vittorio Emanuele Parsi
QUEI FRAGILI ALLEATI CONTINUA A PAGINA 39Non sono ancora chiari i moventi del
rapimento di 11 turisti occidentali avvenuto ieri nell'Alto Egitto. Fonti
ufficiali del governo lo hanno classificato come un atto di banditismo comune e
non di terrorismo. Questo lascia sperare in una felice conclusione della
vicenda che vede coinvolti anche cinque nostri connazionali. D'altra parte, in
anni non lontani, proprio in Egitto, i turisti stranieri erano stati oggetto a
più riprese di una campagna mirata da parte di formazioni che si richiamavano
ad Al Qaeda e, come il caso yemenita insegna, il confine tra banditismo e
terrorismo è spesso labile, soprattutto laddove le istituzioni politiche
statali faticano a consolidarsi e a sviluppare efficaci canali di rappresentanza.
Per lunghi anni quello egiziano è stato un regime sostanzialmente dittatoriale,
ai cui leader, più o meno carismatici, era affidata la mediazione tra le
istituzioni e la società. Pur così diversi tra loro, Nasser, Sadat, Mubarak
erano però accomunati da questa funzione di "supplenza" rispetto alla
debolezza delle istituzioni. Questa debolezza, sia in
termini di accessibilità sia in termini di efficacia, non ha però impedito che
una burocrazia corrotta e
famelica si consolidasse e appropriasse delle cariche pubbliche. Producendo un
duplice effetto negativo: da un lato, l'aumento del malcontento e il
peggioramento delle condizioni di vita di larghe fasce della popolazione;
dall'altro, la progressiva fuga del dibattito e della progettualità politica
dai canali formali a quelli informali, quando non clandestini. È a seguito
degli eventi dell'11 settembre 2001 che i Paesi occidentali hanno preso atto
dell'insostenibilità della situazione e, preoccupati che un crollo violento e
repentino del regime potesse rendere l'Egitto facile preda del messaggio
jihadista, hanno iniziato a fare pressioni su Mubarak affinché procedesse alla
graduale apertura e liberalizzazione delle istituzioni. Detto per inciso, è la
stessa politica attuata nei confronti del Pakistan di Musharraf: cioè dei due
Stati-cerniera della lotta contro la proliferazione dell'islamismo radicale.
Com'è ovvio, se l'Occidente dovesse "perdere" il Pakistan,
diventerebbe impossibile sconfiggere i taleban in Afghanistan. Ma un Pakistan
che dovesse cadere preda di una sindrome afghana, con l'autorità del governo
centrale ridotta all'area della capitale, costringerebbe l'India ad accantonare
qualunque velleità di "bilanciamento" nei confronti della Cina,
privando l'equilibrio asiatico (e quello globale) di un giocatore fondamentale.
Altrettanto vitale è il ruolo dell'Egitto, non solo nei confronti
dell'endemicamente instabile "piccolo Medio Oriente", ma anche verso
quel continente africano che dal Corno d'Africa al Darfur, all'intera fascia
sub-sahariana è sempre più campo d'azione per l'islamismo più radicale e
violento. In entrambi questi Paesi, sono innanzitutto le preoccupazioni
geopolitiche a motivare i governi occidentali verso un'opera di State building
che non può aggirare la questione di una maggiore accessibilità e
responsabilità delle istituzioni politiche nei confronti dei cittadini. Nel
lungo periodo solo Stati "forti" (autorevoli e non autoritari)
possono riuscire a rintuzzare l'offensiva politica dell'islamismo radicale. In
questo senso bisognerebbe agevolare la transizione verso istituzioni più
democratiche e incalzare i regimi a perseguire la via delle riforme. Nel breve
periodo, occorre però sostenere i governi nostri alleati, affinché il loro
tracollo non renda impossibile conseguire l'obiettivo "strategico". È
quindi necessario appoggiarli, con il rischio che tale sostegno allontani la
soluzione del problema e alimenti il consenso raccolto da quelli che vogliamo
combattere. Si tratta, per dir così, di sconfiggere la malattia senza uccidere
il paziente. Negli ultimi tempi la consapevolezza della obbligatorietà di
questa rotta sembra si sia un po' allentata. Forse questo rapimento, che
speriamo si risolva per il meglio, è un segnale che faremmo bene a cogliere
prima che anche in Egitto banditismo e terrorismo si saldino, fino a diventar
sinonimi.
( da "Sicilia, La" del 23-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Cesis in
collaborazione con Eurispes Sicilia dedica un volume ai fabbisogni del settore
agricolo Riflettori sui distretti agroalimentari libri Nel ricordo di Lucia
Sortino (g. t.) Continua ad avere un notevole successo, tant'è che è stata
curata, a settembre, la seconda edizione, "Il difficile cammino della mia
vita" di Lucia Sortino che il 5 settembre avrebbe compiuto 19 anni se il
suo terribile male non l'avesse costretta, il 18 luglio, al suo ultimo viaggio.
Inserito al n.2 della collana "Cammini" della "Libreria Editrice
Urso", il libro continua ad essere punto di riferimento non solo per i
suoi compagni di scuola ed amici della mailing list della libreria, ma anche
conforto per la madre Patrizia che ricorda l'infinito coraggio con cui Lucia ha
affrontato tutte le sue prove, compresa l'ultima, quella del suo incontro con
Dio. Non può sfuggire a chi legge questa testimonianza così drammatica, e al
tempo stesso così serena, la forza di chi soffre per la sua condizione di
malattia e combatte contro chi, perdendosi nei meandri
della burocrazia, impedisce
di concretizzare il diritto allo studio a tanti giovani che vivono in silenzio
il proprio disagio divisi fra le cure dolorose e il desiderio di tornare a
scuola fra i compagni. In un periodo di tagli dei fondi alle scuole, il libro
di Lucia si presenta più che mai attuale perché offre la possibilità di
esaminare il problema dell'assistenza agli studenti disabili.
( da "AprileOnline.info" del 23-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Matilde Giovenale ,
23 settembre 2008, 16:49 Il caso Per il 27 settembre i macchinisti del Sdl e
del Cub avevano indetto un'astensione dal lavoro per il reintegro del loro
collega licenziato da Trenitalia per aver denunciato la scarsa sicurezza. Ma il
ministero minaccia di precettarli perchè ci sarebbe una altra protesta nello
stesso giorno. Sul sito del dicastero non si fa menzione delle cause
dell'iniziativa La crisi dell'Alitalia, con il timore che ci possa essere una
drastica riduzione del servizio, e un altro sciopero già indetto dal settore
che risulterebbe troppo vicino nei tempi. Sono queste le motivazioni con cui la
Commissione di garanzia e il ministero dei Trasporti hanno scoraggiato i
macchinisti del Sdl e del Cub dalla loro iniziativa di protesta, indetta per il
27 settembre per chiedere il reintegro a lavoro del loro collega Dante De
Angelis e degli altri otto operai dell'Oml di Genova, tutti licenziati, anche
se per motivazioni diverse, da Trenitalia. A gravare sulla scelta di scioperare
o meno, che adesso pesa sulle spalle dei macchinisti, si aggiunge anche la
minaccia di precettazione annunciata dal ministro Altero Matteoli. Così le
ragioni burocratiche, oltre al rischio di venir perseguiti legalmente,
peseranno sulla scelta futura cioè se organizzare o meno l'astensione di otto
ore dall'attività. Le due vicende sono state al centro dell'attenzione mediatica
durante il mese di agosto per finire poi, già a settembre, nel dimenticatoio.
De Angelis è stato licenziato per aver sollevato critiche verso lo scarso
rispetto delle misure di sicurezza attuate da Trenitalia sui pendolini ad alta
velocità (l'occasione è stata fornita dall'incidente verificatosi alla stazione
di Milano centrale questa estate, quando si è spezzato un Etr 500), ed è stato
inoltre denunciato per procurato allarme. Misure che hanno spinto ad
intervenire criticamente verso l'azienda sia la politica che il sindacato, in
modo per altro trasversale: da Cicchitto a Epifani, tanto per intenderci, era
stato un coro di no nei confronti delle decisioni prese da Trenitalia e
giudicate eccessive. Dopo di che, il silenzio ha regnato sovrano. Quello dei
media e dell'azienda. Un buco di informazione che ha spinto i colleghi di De
Angelis e degli altri otto operai di Genova (licenziati perché accusati di
farsi timbrare il cartellino da altri lavoratori) sul piede di guerra. La prima
mossa è stata quella di lanciare una petizione per chiedere il loro reintegro
immediato (sono state raccolte 8mila firme), la seconda la convocazione di uno
sciopero, quello appunto del 26 settembre, che oggi pare sfumato. La burocrazia,
la Commissione di garanzia sullo sciopero, il ministero dei Trasporti si sono
messi di traverso, chiedendo prima di differirlo, minacciando poi la
precettazione in caso contrario. Sul sito di Trenitalia la notizia ha avuto
molto spazio. O meglio parte di essa. Si parla infatti dello sciopero,
ma soltanto dei disagi che esso potrebbe provocare, senza fare alcun accenno
alle motivazioni che lo hanno determinato. Sarà casuale?.
( da "AprileOnline.info" del 23-09-2008)
Argomenti: Burocrazia
Filippo Miraglia*,
23 settembre 2008, 18:15 Il commento Il governo per voce del responsabile del
Viminale ha annunciato un giro di vite sul diritto di asilo e il
ricongiungimento familiare prospettando anche misure crudeli (come il test del
Dna a carico dei richiedenti). Ma in Italia l'emergenza è un'altra e si chiama
"politica di accoglienza", di cui il nostro paese è ancora privo Il
governo e il ministro Maroni in particolare continuano a calcare la strada
della criminalizzazione degli immigrati e dell'immigrazione nonostante il
crescente numero di morti da frontiera causati dalle leggi Bossi-Fini,
nonostante il razzismo montante che passa per delitti di sangue. In sostanza
chi governa continua a farlo in modo irresponsabile alimentando sentimenti di
intolleranza e odio verso gli stranieri. Come tutto questo venga attuato è
semplice. Se si discute esclusivamente di costruire un numero maggiore di
centri di detenzione, se si attua una restrizione nelle possibilità di chiedere
il riconoscimento del diritto d'asilo o del ricongiungimento familiare, le
persone comuni che subiscono questo tipo di comunicazione istituzionale non
possono che accogliere in modo sempre più crescente un sentimento di diffidenza
e intolleranza verso gli stranieri. In Italia la legislazione sul diritto
d'asilo prevista nella direttiva europea Procedure è stata recepita dal
precedente governo di centrosinistra realizzando un passo avanti rispetto alla
legge Bossi-Fini. Ora l'attuale esecutivo sceglie di modificarla peggiorandola.
Si restringono le possibilità di ingresso legale nel nostro Paese, mettendo
altri e nuovi bastoni fra le ruote a quanti vorrebbero entrarvi rispettando la
legge, presentandosi ufficialmente allo Stato italiano, senza doversi
nascondere rischiando la vita, come avviene oggi a causa della lege in vigore.
Il tutto rendendo la loro vita impossibile. In proposito va segnalata anche
l'operazione crudele promossa dal ministro Maroni che prevede per il
ricongiungimento familiare, in particolare per quei Paesi con maggiori
difficoltà, come ad esempio quelli del corno d'Africa (dove a causa della
guerra in atto da anni le anagrafi sono inesistenti), il ricorso all'esame del
Dna per accertare la parentela dei richiedenti, a carico di quest'ultimi. Si
tratta di una ulteriore cattiveria contro gli immigrati che tentano di
raggiungere i propri parenti in un altro stato, spesso in fuga da difficoltà
causate dal neocolonialismo europeo e americano, da guerre civili, da
condizioni di estrema povertà o confusione politica che impedisce la presenza
di istituzioni pubbliche adeguate. Del resto già oggi le ambasciate italiane
sono collegate con "bande" di persone che producono illegittimamente
documenti per l'immigrazione, sfruttando il meccanismo delle tangenti e della
corruzione che vedono coinvolti funzionari dell'ambasciata stessa e soggetti
dei potere locali. A confermare il carattere propagandistico delle misure prese
dal responsabile del Viminale ci sono i dati relativi al fenomeno. Le domande
d'asilo in Italia, che pure sono aumentate (l'anno scorso erano 14mila), sono
sempre di gran lunga inferiori rispetto al resto dell'Europa, si pensi alla
Francia dove raggiungono il numero di 50 mila. In Italia non esiste dunque
un'emergenza, se non in senso opposto: noi siamo lo stato più esposto
all'immigrazione nel Mediterraneo, eppure riceviamo al contrario una richiesta
di asilo di molto inferiore alla media del Vecchio continente. L'abuso di
questo istituto giuridico di cui parla Maroni non ha fondamento. Alla base di
questa scarsa domanda c'è una motivazione tragica: i richiedenti asilo
piuttosto che vivere nel nostro Paese preferiscono andare altrove, perché non
siamo in grado di offrire un'accoglienza sufficiente e degna di questo nome:
mancano le strutture e una politica d'accoglienza. Un richiedente asilo in un
paese normale d'Europa viene trasferito, a poche ore dal suo arrivo, in una
struttura preposta ad accoglierlo, in Italia invece passano mesi e mesi prima
che possa accedervi, e nella maggior parte dei casi non avrà mai accesso a
nessuna struttura civile, se non a quelle detentive, dette di prima
accoglienza, al suo arrivo. E questa la vera emergenza, non quella di cui parla
il governo. Così come rappresenta un'emergenza il fronte caldo delle richieste
di rinnovo del permesso di soggiorno e di ingresso per lavoro. In Italia ci
sono più di un milione di immigrati che aspettano di vedere rinnovato il
proprio titolo di soggiorno: stranieri che hanno un lavoro e sono spesso qui da
tempo, vite che si scontrano con una burocrazia intasata e lenta che rende la
loro esistenza impossibile. Ci sono le domande di ingresso per lavoro del 2006
(520mila) ancora non esaminate completamente, come denuncia la Corte dei Conti,
e quelle del 2007 (740mila) di cui la maggioranza non è stata ancora vagliata.
Forse è questa l'emergenze a cui la macchina della burocrazia
non sa dare risposte mentre la politica si occupa d'altro. Un atteggiamento
ingiusto perché riguarda la vita di centinaia di stranieri ma anche delle
nostre famiglie e della nostra economia. Diversamente, l'attenzione è tutta
puntato su altro. Per esempio su quelli che una volta si chiamavano centri di
permanenza temporanea: ennesimo capitolo di una politica propagandistica
perseguita dal centrodestra. I Cpt infatti espellono meno del 4% degli
stranieri rintracciati illegalmente sul nostro territorio: si tratta quindi di
un sistema marginale, che non serve al controllo e alla repressione
dell'immigrazione irregolare, come dichiara il Governo e il centro destra,
perché l'espulsione o avviene nei primi giorni o non si attua proprio, spesso
perché i paese di provenienza non accettano le persone espulse e li rimandano
in Italia. Una politica inutile, ma che serve, anche questa, a criminalizzare
gli immigrati e far passare l'idea che c'è in atto una loro minacciosa
invasione. *Responsabile Immigrazione Arci.