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DOSSIER “BUROCRAZIA”

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tARTICOLI DEL 13-23 settembre 2008       #TOP



Report "Burocrazia"

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Indice delle sezioni

Burocrazia (150)


Indice degli articoli

Sezione principale: Burocrazia

Tagli al personale, solo uno spot elettorale ( da "Alto Adige" del 13-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Contrari ai tagli anche gli Arbeitnehmer: "Snellire la burocrazia è cosa buona, ma non sulle spalle dei lavoratori". Non solo caccia ai furbetti del cartellino e licenziamento dei fannulloni, ma una più ampia operazione per smagrire l'apparato provinciale. è l'intento di Widmann. "Abbiamo istituito la commissione "modello standard" per ridurre le assunzioni",

Un parco agro-tecnologicoper mettere ordine nel settore ( da "Secolo XIX, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Prevede l'ottimizzazione di una serie di servizi che vanno dall' energia alla telefonia, dalla burocrazia al fisco, senza dimenticare dogane, commercialisti, certificazioni socio-sanitarie, consulenze legali e messa in rete delle conoscenze. Mario Schenone .x/13/0809.

Letizia striglia la giunta "voglio risultati visibili" - giuseppina piano ( da "Repubblica, La" del 13-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: E per una burocrazia comunale che oggi, in realtà, viaggia con il freno a mano tirato per i buchi in organico non ancora tappati, a partire dal posto numero uno del direttore generale dopo le dimissioni dell'ex city manager Giampiero Borghini. Sono in molti a pensare che, dietro a quel telegramma spedito ieri agli assessori,

Le spese per i permessi bloccano la "pina d'oro" così la manifestazione è stata annullata ( da "Tirreno, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: I costi della burocrazia tecnica bloccano la Pina d'oro. Era prevista in calendario per questo weekend a Tirrenia la nuova edizione del prestigioso appuntamento, ma le spese per l'organizzazione hanno raggiunto dei livelli insostenibili; perciò la Pro-loco del Litorale pisano, che vanta da sempre la paternità sull'iniziativa,

Maroni sblocca la jeep dal pantano burocratico ( da "Eco di Bergamo, L'" del 13-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ordinaria burocrazia era stata presentata da alcuni amici dei pompieri volontari di Romano. Questi, nel dicembre scorso, in occasione della festa di Santa Barbara, avevano presentato un loro nuovo mezzo attrezzato poi dal Comando provinciale di Bergamo dei vigili del fuoco e particolarmente indicato per gli incendi boschivi e per interventi in aree agricole e fuori dai centri abitati.

La ricerca ha la priorità sulla burocrazia ( da "Corriere della Sera" del 13-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: REDAZIONALE Perché sì La ricerca ha la priorità sulla burocrazia Innanzitutto, parlare di comitato etico, con lo stesso termine utilizzato per l'uomo, mi sembra eccessivo; per me l'uomo ha un primato sugli animali. Anch'io, come i colleghi belgi, ritengo che la ricerca per scopi cosmetici o per il tabacco non abbiano molta importanza;

Crolla il mito americano dei controlli sui cibi: affidati a società private ( da "Corriere della Sera" del 13-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: da lui giudicata una burocrazia inutile visto che, a suo avviso, industrie alimentari e farmaceutiche non avevano alcun interesse a mettere sul mercato prodotti nocivi per la salute. La ricetta di Friedman (nel frattempo scomparso) è di qualche decennio fa, ma solo ora arriva alla prova dei fatti: la Fda non è scomparsa, ma,

Fabio Benvenuti Un dossier sulle criticità del sistema ( da "Tempo, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dalla elefantiaca macchina della burocrazia ai temi della fiscalità e della sicurezza. Si, la sicurezza; per chi non ne fosse ancora convinto anche criminalità e ordine pubblico influiscono sulle decisioni di investire su un territorio e proprio come accade nel profondo sud a Latina scatta il bollino rosso.

Non è una soluzione ma speriamo ci aiuti a trovarla . Fabio Mazzenga, presidente di ( da "Messaggero, Il (Latina)" del 13-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dalle infrastrutture alla burocrazia, dal costo del lavoro all'energia, fino alla sicurezza e legalità. "Vogliamo affrontare la situazione con realismo - dice ancora Mazzenga - purtroppo non ci sono segnali di miglioramento e i protocolli firmati in questi anni possono essere fotocopiati e riproposti, non è cambiato nulla".

Scusi, ma lei dovrebbe essere morto! . Quando nei giorni scor ( da "Messaggero, Il (Frosinone)" del 13-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia si è conclusa, così, con una risata liberatoria che ha sghiacciato l'imbarazzante clima che, facile immaginarlo, si era istaurato negli attimi immediatamente successivi all'inizio della conversazione tra i due. Di qui a pochi giorni il famoso tesserino sanitario che da un po' di tempo è diventato necessario per acquistare le medicine e per accedere agli accertamenti diagnostici

La ristrutturazione del palazzetto di Scapriano non sarà ultimata per l'inizio del campion ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 13-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: E per il palazzetto di San Nicolò quello che dovrebbe ospitare la gare casalinghe della Tekno la quadra di pallamano che disputerà il campionato di Elite? Di Giovangiacomo: "Laggiù il discorso è diverso, manca il pavimento per il resto è tutto a posto. Solo che dopo l'ultimazione dei lavori dovremo attendere l'omologazione e si sa che la burocrazia in questi ha i suoi tempi".

Non sempre si riesce ad andare oltre lo spazio chiuso di Manuel Orazi Alla Biennale irrompe il politicamente corretto di Rifkin ( da "Riformista, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: efficiente burocrazia della "Istituzione Parco della Laguna di Venezia" ha messo i bastoni tra le ruote ai catalani, pretendendo di inserire i progettini del proprio ufficio tecnico. Risultato: mostra saltata, però l'editore Gili, amando Venezia nonostante tutto, ha affittato un vaporetto che presenta libri e offre spritz gratis a tutti i visitatori.

Per la prima volta una festa "insieme" per Mondovì e Ceva ( da "Stampa, La" del 13-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Poi i presidenti dei due direttivi procederanno alla premiazione dell' "artigiano dell'anno" e degli "artigiani benemeriti". Ganzinelli: "Gli artigiani hanno bisogno di ridurre i costi dell'aprovvigionamento energetico e delle tasse". Amerio, responsabile di zona da 23 anni: "Uno degli obiettivi di sempre: ridurre la burocrazia".

Innovazione: meno burocrazia ( da "Denaro, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: meno burocrazia Così si potenziano gli investimenti nell'hi tech secondo il Parlamento Ue francesco fracasso Tagliare la burocrazia per potenziare l'efficienza della ricerca europea sull'High-tech. E' quanto chiede la Commissione europea a Parlamento e Consiglio dopo la presentazione del rapporto preparato dal gruppo di lavoro presieduto da Esko Aho,

Spazio 2009: ecco i progetti ( da "Denaro, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: istituzioni con manovre che snelliscano la pesante burocrazia nostrana." Sottolineando l'importanza dell'evento interviene l'assessore Regionale Mazzocca: "Ci è offerta la possibilità di candidare la nostra regione a distretto industriale europeo, dando un netto taglio con il passato attraverso una forte presenza delle nostre imprese a livelli di qualità e specializzazione internazionali.

Burocrazia soffocante, Mezzogiorno al palo ( da "Denaro, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Campania Burocrazia soffocante, Mezzogiorno al palo Esperti a dibattito sul tema "Città e territorio nella competizione globale" Incapacità di scegliere ma soprattutto di decidere e realizzare in tempi brevi progetti attrattivi di capitali internazionali.

Bio-tech, copiate il Nord Carolina ( da "Denaro, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Quanto pesa da voi la burocrazia? La burocrazia esiste anche da noi. Ma abbiamo la fortuna di essere governati da persone che credono nell'investimento tecnologico e s'impegnano direttamente a favorire il buon esito delle iniziative. Come interviene il livello federale?

MIA FIGLIA è AUTISTICA, AIUTATELA ( da "Mattino, Il (Circondario Nord)" del 13-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Quando la burocrazia si ferma nell'ufficio protocollo del Comune di Frattamaggiore. È quello che è accaduto a Rosaria Capasso e Antonio Liguori, genitori di una bimba autistica, affetta dalla sindrome di Rett dall'età di due anni. Cosa è accaduto? Il 15 maggio scorso la signora Capasso ha sottoscritto una richiesta al Comune per avere un incontro con il sindaco,

I luoghi del turismo descritti da Ramsay inglese di nascita e modicano di adozione ( da "Sicilia, La" del 13-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia. E' assurdo che un non residente in Italia non possa acquistare un'automobile, che ci vogliano cinque mesi per autorizzare l'apposizione di una tabella fuori dal proprio ufficio, che sia più facile per un extracomunitario ricevere assistenza sanitaria in Italia che non per un europeo dell'area di Schengen.

Era stato querelato dal sindacoL'avv. Cardella è stato assolto ( da "Sicilia, La" del 13-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: infiltrato nella burocrazia del comune di Licata". Lo scritto riguardava e criticava l'iter seguito dall'allora sindaco Biondi, relativa alla nomina dell'attuale avvocato assunto a tempo determinato presso l'avvocatura comunale. L'amministrazione comunale per l'assunzione a tempo determinato di un legale, bandì un concorso per titoli a cui parteciparono alcuni avvocati del luogo.

Dall'attrezzatura alla burocrazia ( da "Stampa, La" del 13-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Quanto si spende Dall'attrezzatura alla burocrazia Diventare cacciatore è molto costoso. Se per il fucile si spendono dai 500 euro in sù, ma poi la spesa si ammortizza negli anni, l'acquisto delle cartucce, dei gambali e di altre attrezzature da rinnovare ogni anno si aggira sui 350 euro.

Rio Camera, lavori mai finiti L'impresa appare poi sparisce ( da "Stampa, La" del 13-09-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma l'impresa appaltatrice e la burocrazia tengono sotto scacco l'amministrazione comunale. Alcuni mesi fa la ditta era sparita senza dare più notizie, poi all'improvviso era tornata a farsi viva dicendo di voler terminare l'intervento, mentre ora nuovamente ha fatto marcia indietro decidendo di rinunciare all'incarico.

Il modello Südtirol esempio per tutti ( da "Alto Adige" del 14-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: federalismo fiscale e vogliamo partecipare alla raccolta delle risorse per garantire una distribuzione equa così come riteniamo che la burocrazia sia un aggravio per la nostra autonomia. Tuttavia vogliamo avere gli strumenti per poter collaborare sempre più con Nord e Sud, per poter avere i giusti collegamenti per garantire i finanziamenti per l'eurotunnel e per assumere nuove competenze".

Osservatorio e casa soggiorno i temi dei Piani degli interventi ( da "Corriere delle Alpi" del 14-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia e messo in difficoltà il privato cittadino". Puntando "alla cultura federalista dell'attuale esecutivo", Gorza chiede "al governo italiano di decretare l'immediata abolizione del vincolo paesaggistico in vigore sul comune di Feltre, di inoltrare l'ordine del giorno ai parlamentari della provincia di Belluno affinché si attivino a sostenere la presente richiesta e ad esercitare

Salvate Mondeval ( da "Corriere delle Alpi" del 14-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Un'operazione apparentemente logica in caso di ritrovamenti di tale portata, ma che evidentemente la burocrazia (o quant'altro) rende spesso quanto mai difficoltosa. La speranza degli appasionati di archegologia è ora quella che la denuncia del professor Italo Menicucci serva per lo meno a smuovere le acque.

<non mandomia figliaa scuola> ( da "Secolo XIX, Il" del 14-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia e il regolamento dell'istituto. Il regolamento dà diritto di precedenza, in sede di iscrizione, ai bambini di quelle famiglie che risiedono più vicine all'edificio scolastico di riferimento. "Per i fratelli di bambini già iscritti non esiste alcun vantaggio - sostiene - ho scongiurato il direttore della scuola di semplificarmi la vita.

Vittima di una guerra alla quale era estraneo ( da "Arena, L'" del 14-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la grande distanza tra Zevio e la Sierra Nevada e la burocrazia hanno reso più lenta l'ufficialità della macabra scoperta da parte del governo di Bogotà, che ha comunicato il ritrovamento ai parenti solo il 15 agosto scorso. Prima, grazie agli accertamenti sull'apparato dentario, era stata appurata l'identità dei resti dei due amici colombiani con cui Marco era stato visto per l'

Oggi cresce una cultura d'impresa che rompe con l'illegalità ( da "Unita, L'" del 14-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: con la sua mafia e la sua burocrazia, il problema con il quale la nuova imprenditoria si deve confrontare. E qui, per dirla con Marco Venturi, presidente regionale delle piccole imprese, "gli imprenditori, anche con i loro comportamenti individuali, devono determinare una linea netta di demarcazione tra quello che è legale e quello che legale non è"

Bruni tra i figli soli degli immigrati nella Bergamasca ( da "Eco di Bergamo, L'" del 14-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Da una parte snellire la burocrazia di anagrafe ? ricongiungimenti e riconoscimenti dei titoli di studio ? e dall'altra vincere la disgregazione familiare spiegano in uno degli incontri più significativi della visita a Cochabamba dell'Amministrazione comunale. Un appuntamento vissuto subito dopo l'accoglienza alla "Ciudad de los ninos",

Allarme a filicudi, saccheggio nei fondali "col batiscafo depredano le navi romane" - luigi barrica ( da "Repubblica, La" del 14-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma ostacoli e burocrazia frenano le procedure". "è stato chiesto - è la replica negli uffici dell'Assessorato dei Beni culturali di Palermo - l'intervento del ministero competente". Finora nessuna risposta. Ma non aspettano i tombaroli, che rivendono quanto hanno trafugato realizzando ingenti affari: una sola anfora al mercato nero viene venduta tra i 2000-

HA AVUTO il suo momento di gloria sul Web la lezione di quel giovane manager che incitava all'or ( da "Messaggero, Il" del 14-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Realtà di una burocrazia impazzita, con taglio di fondi e aumenti di sprechi. Dove può accadere che a Napoli, tra 13mila dipendenti, non si riescano a trovare i due bidelli necessari a far andare avanti una scuola. E che nel Friuli ci sia un turnover di professori (precari) per cui in una scuola i docenti cambino ogni anno.

La prima Giornata per i malati di Sla ( da "Corriere della Sera" del 14-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: eccesso di burocrazia e dei tempi lunghi per ottenere il riconoscimento di invalidità: sono gli "ostacoli"che i malati di Sla vorrebbero abbattere. Da domani a domenica 21 si potrà aiutare la ricerca, inviando sms (del valore di 1 euro) o effettuando una chiamata da rete fissa Telecom Italia (del valore di 2 euro) al numero 48589.

Un bambino di 3 anni, affetto da un morbo raro, che non trova posto nella scuola dell'infanzia frequ ( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 14-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Una mamma che ha deciso di non arrendersi davanti alla "burocrazia cieca" e tra mille difficoltà sta lottando per ottenere un dignitoso e meno traumatico percorso d'inserimento scolastico per suo figlio, affetto da sindrome di Dandy-Walker. E' questa la difficile storia di Simone. ANNIBALDI a pag.

Storia di Simone, vittima della burocrazia ( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 14-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La famiglia risiede a Borgo Quinzio: la madre non si arrende e lotta per avere un posto nello stesso plesso della sorellina Storia di Simone, vittima della burocrazia Il bimbo di 3 anni affetto da una sindrome rara, in lista d'attesa per la materna.

Aziende senza telefono, luce e cassonetti ( da "Tirreno, Il" del 14-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Burocrazia, ritardi, rimpalli di competenze, inefficienza, carte da riempire: certo è che le numerose aziende che hanno costruito il nuovo capannone in quell'area sono all'esasperazione. La via, da qualche settimana, è stata finalmente battezzata, si chiama "via Vittime del fascismo".

<Vittima di una guerra alla quale era estraneo> ( da "Arena.it, L'" del 14-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la grande distanza tra Zevio e la Sierra Nevada e la burocrazia hanno reso più lenta l'ufficialità della macabra scoperta da parte del governo di Bogotà, che ha comunicato il ritrovamento ai parenti solo il 15 agosto scorso. Prima, grazie agli accertamenti sull'apparato dentario, era stata appurata l'identità dei resti dei due amici colombiani con cui Marco era stato visto per l'

Asili nido<salvati> ( da "Sicilia, La" del 14-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: cattiva gestione e burocrazia sorda, il pericolo di non aprire gli asili nido sembra proprio scongiurato, almeno per ora. "In tal modo - prosegue l'assessore alle Politiche Scolastiche - non perderanno giornate di lavoro le operatrici socio-assistenziali che ringrazio pubblicamente poiché nonostante senza stipendio da parecchi mesi continuano a lavorare con serietà e abnegazione.

Operai al lavoro no stop: scalo aperto in venti ore ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 14-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Tutto era pronto fin dalle 12 ma la burocrazia ha fatto slittare di un'ora la piena operatività dello scalo. "Il problema non è certamente in quell'ora di ritardo - ha detto Umberto Borlotti, direttore della Sogeaal - ma nel disimpegno di Air One che ha rifiutato venerdì sera di riproteggere i passeggeri di Alghero sull'aeroporto Olbia-Costa Smeralda.

Burocrazia più semplice per fare le infrastrutture ( da "Arena, L'" del 15-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Burocrazia più semplice per fare le infrastrutture" di Ilaria Noro All'avanguardia e a basso impatto ambientale. Ma soprattutto in grado di passare in breve tempo dal progetto su carta alla fase di realizzazione. Si tratta delle infrastrutture e delle grandi opere di cui si è fatto il punto ieri in Fiera durante il simposio "

Il bene di una cittànon dipende dalle dimensionima dalla politica ( da "Secolo XIX, Il" del 15-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: i piccoli problemi non si lasciano incancrenire tra burocrazia ed inefficienza, come nelle megalopoli. Perché ripetere gli stessi errori? Il governo sta iniziando a parlare con gli enti locali di federalismo: ci sarà anche quel suo ministro un po' naif, che causò un bel po' di problemi per la sua maglietta irridente, che ci propinò una legge da lui stesso definita "porcata"

Google, un'emeroteca ( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: identificando sei aree critiche (dall'eccesso di burocrazia alla difficoltà di coniugare impegni privati e impegni professionali) con il coinvolgimento dei lettori, quindi interpellando alcuni super esperti. All'insegna del principio: "You identified your problems at work. Together we found the answers".

Solbes: La crisi si supera con riforme strutturali ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 15-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: di un Paese maggiormente orientato verso la Ricerca e sviluppo e l'economia delle conoscenze, di un Paese con meno burocrazia, maggiore concorrenza e liberalizzazioni. E questo significa riforme strutturali. Avete ancora ambizioni di superare l'Italia e la Francia in termini di ricchezza pro capite? Mi creda, non si tratta di un beauty contest, anche se l'obiettivo rimane fissato.

L'inventore del Pinguino tiene in caldo nuove idee ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 15-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sono la burocrazia e le chiacchiere al vento il nostro male oscuro" e che in ogni caso a salvare il suo gruppo "è stata la Cina". Insomma, un protagonista fuori dalle righe che ama ascoltare i suoi manager, benché decida sempre di testa sua. Per questo sorprende che negli ultimi anni abbia lasciato ampi spazi all'operatività del figlio Fabio.

Pmi, aiuti Ue all'eco-efficienza ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 15-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: legiferare meglio per ridurre la burocrazia e facilitare l'adeguamento alle norme ambientali da parte delle Pmi; sviluppare sistemi di gestione ambientale su misura e più accessibili alle piccole imprese; fornire assistenza finanziaria mirata per incoraggiare le autorità o le reti di sostegno delle imprese ad attuare iniziative afavore della produzione sostenibile;

Le Camere ripartono da Alitalia e giustizia ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 15-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Roberto Turno La riforma della burocrazia con tanto di guerra agli assenteisti e la vicenda Alitalia, i conti pubblici e la giustizia, il federalismo fiscale e la scuola. E in prospettiva la legge elettorale, le riforme istituzionali, la Rai, il testamento biologico. Diciotto leggi dopo e con quaranta giorni di vacanze estive ormai consumate,

PERUGIA - La pensione? Può diventare un incubo anche quando è già arrivata e ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 15-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma, nel gioco della burocrazia e di qualche nuova interpretazione, la Asl ha fatto un passo indietro. La sede provinciale dell'Inpdap di Perugia (Area previdenza), ha ricevuto un nuovo modello di calcolo e ha scoperto che l'assegno della liquidazione era tropo alto.

GRANDI OPERE. Il sottosegretario Alberto Giorgetti al convegno dei geometri: <Procedure agevolate per gli enti locali> ( da "Arena.it, L'" del 15-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il sottosegretario Alberto Giorgetti al convegno dei geometri: "Procedure agevolate per gli enti locali" "Burocrazia più semplice per fare le infrastrutture" Romanelli: "Basta parole, i progetti vanno realizzati"     Ilaria Noro All'avanguardia e a basso impatto ambientale. Ma soprattutto in grado di passare in breve tempo dal progetto su carta alla fase di realizzazione.

Cdc Pordenone: cresce il Pil di Serbia e Russia ( da "Sestopotere.com" del 15-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: altro tasso di burocrazia e di inflazione, per giungere alle opportunità. Dalle risorse naturali alla forte crescita della domanda interna per i beni di consumo, dal quadro politico orientato alla continuità nelle scelte politiche e nei rapporti di collaborazione con l'Italia al grosso piano di investimenti promosso dal Governo.

Scena: sabato, interno sera all'aeroporto di Fiumicino. Personaggi e interpreti: duecento adult ( da "Stampa, La" del 15-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: incaglia nella burocrazia sgangherata di telefoni che non rispondono, responsabili fuori ufficio ("Sapete, è sabato anche per loro". Ah, grazie). Protagonista assoluto della serata, un funzionario che deve occuparsi delle prenotazioni alberghiere: d'accordo, la sua sede è a Milano Malpensa, ma avrà pure un piano anche per Roma e,

Sardara, c'è un granaio da salvare ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 15-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: nell'intricata burocrazia regionale, con procedure costose e complicate". Affermazione non condivisa da Gianni Ibba, direttore generale dell'Argea. "Il problema vero- ha puntualizzato il tecnico- è che da noi non si coltiva più. La campagna è morta. Mentre nel resto dell'Italia i seminativi sono cresciuti del 700 per cento,

Imminente federalismo che permette al Carroccio di presentarsi per la prima volta ai suoi ( da "Alto Adige" del 16-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Uno sbocco che non piacerà né alle burocrazie né ai corpi di sicurezza nazionali Anche perché, se davvero perseguito sino in fondo, questo modello implica inevitabilmente la trasformazione di almeno uno dei corpi a competenza generale in forza locale dipendente dalle regioni o dai sindaci.

Di Franco Pasqualetti Il pagamento delle multe? Somiglia sempre più al gi ( da "Leggo" del 16-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Un meccanismo infernale dove la parola più in voga è "burocrazia". Un valzer di rinvii da un ufficio all'altro a caccia dell'"arrivo". Fino a qualche settimana fa, infatti, il verbale per un'infrazione arrivava a casa con una raccomandata. Il postino (o il vigile) o la recapitava al portiere o all'intestatario della multa.

Presente! , e il consigliere becca il gettone - pietro lambertini ( da "Centro, Il" del 16-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il meccanismo della prima e seconda convocazione è l'espressione della burocrazia: la prima convocazione è una formalità, quindi, il giorno dopo si passa direttamente alla seconda. è questo il consiglio comunale solenne dove si discutono i punti all'ordine del giorno. Ma chi sono i più assidui frequentatori delle prime convocazioni del consiglio comunale?

L'archistar hadid: "la mia creatura perfetta" - rory cappelli ( da "Repubblica, La" del 16-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: problemi, permessi e burocrazia varia furono varati il 20 marzo del 2003, proprio il giorno in cui iniziava anche la guerra Usa Iraq (e la Hadid è di origine irachena). "Ora passaremo alla seconda fase" spiega. Quella, cioè, della chiusura delle coperture, delle sistemazioni esterne, delle finiture interne.

Dalla procura al ministero: due pm nello staff di alfano ( da "Repubblica, La" del 16-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Angeli custodi nei meandri della burocrazia ministeriale. I prescelti sono Sergio Barbiera e Roberto Piscitello, rispettivamente 44 e 41 anni, esponenti della nouvelle vague che si è affermata in Procura dopo le stragi del '92. Entrambi hanno già dato la loro disponibilità ad Alfano: perché il trasferimento divenga operativo, manca il parere del consiglio giudiziario.

Da un anno aspetta un posto di lavoro ( da "Tirreno, Il" del 16-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Pisa Da un anno aspetta un posto di lavoro La guerra con la burocrazia di una giovane madre cieca CASCIAVOLA. La burocrazia non conosce ragioni. Deve compiere il suo lungo iter anche quando si trova davanti a una giovane madre, quasi cieca a causa di una malattia agli occhi, vedova e con una figlia di 12 anni.

Nuove potenze sul piede della cyberguerra ( da "Stampaweb, La" del 16-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: snellire sin dal 2001 la burocrazia, grazie all'Information Technology - l'accesso ai servizi di rete ha significato, letteralmente, mettere in ginocchio un'intera nazione. La responsabile della sicurezza informatica della seconda banca per ordine di importanza della Georgia ha descritto in dettaglio, giorno per giorno, l'escalation avvenuta tra il 18 luglio e 10 agosto di quest'

Carinzia, là dove il fisco è al 25% ( da "Alto Adige" del 17-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Per non parlare poi della rapidità della burocrazia: licenze in pochi giorni. Infine due dati prettamente economici. L'Italia è il secondo partner commerciale dell'Austria dopo la Germania. L'Alto Adige assorbe l'1% dell'intero export austriaco per una somma di 1,3 miliardi di euro pari a quanto Vienna esporta in tutto il Sud America o in Giappone.

Uffici comunali sotto la vela ( da "Italia Oggi" del 17-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: far dimenticare lo stereotipo della burocrazia buia e polverosa. L'efficienza, almeno per ora, si è vista nel rispetto dei tempi di costruzione e consegna dell'immobile: cinque anni, due per la progettazione e tre per l'esecuzione, con neanche un giorno di ritardo da parte del consorzio di imprese (dal Cesi alla Cogei passando per l'Adanti che gestiranno la struttura per 27 anni)

Promesse vane, il muro è ancora lì - donatella francesconi ( da "Tirreno, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Burocrazia, dissapori, ripicche: ecco gli ostacoli alla volontà espressa da centinaia di cittadini Promesse vane, il muro è ancora lì L'assessore Bucciarelli: ne parlo proprio oggi con la Sovrintendenza I genitori: "Dimostrato che era una ragazza pulita e intelligente" DONATELLA FRANCESCONI VIAREGGIO.

Le agenzie trovano 205mila posti ( da "Sole 24 Ore, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il confronto privatopubblico assomiglia al confronto tra burocrazia ed efficienza. Gli operatori privati hanno 11mila dipendenti contro i 15mila del pubblico, ma hanno 2.500 sportelli ossia 5 volte di più del pubblico. "Abbiamo cablato tutto il territorio nazionale – dice Di Maio – e questo ci consente di raggiungere più facilmente gli utenti".

Trent'anni di ricorsi, calvario per un anziano - fabio casmirro ( da "Centro, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ritrovare un filo logico tra un coacervo di leggi e burocrazia, prassi disapplicate da tempo, cambi di enti previdenziali disseminati in una costellazione di acronimi: Cpdel, Inpdap, Inps. Un inferno. Ma quale può essere la soluzione per dare a Livio Giuliani la soddisfazione di non aver lavorato invano?

STATALI, VINCE LA VIGNETTA DI BRUNETTA FORMATO MAO ( da "Mattino, Il (Benevento)" del 17-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: concorso per la più graffiante vignetta contro il ministro Renato Brunetta e la sua politica di riforma della burocrazia. La vignetta, disegnata da Gianfranco Uber, genovese, pensionato ex bancario di 65 anni, è stata scelta da una commissione. La più votata via internet sul sito del ministero è stata invece quella di Luca Ortello, giovane studente romano di famiglia napoletana.

Alla Regione non c'era una stampante ( da "Sicilia, La" del 17-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma i tempi della burocrazia sono noti per essere atavici, tanto che "per mettere il palo di segnalazione sull'isola di cani - aggiunge Lo Monaco - ci vollero 20 anni". Ma la politica fa mea culpa. "I ritardi non sono solo dell'amministrazione Bufardeci - prosegue - e la I commissione Urbanistica ci ha preso di mira per tutto il tempo.

Investire sul fotovoltaico per risparmiare nel tempo ( da "Stampa, La" del 17-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: non si sa che gli incentivi statali superano notevolmente i costi di qualsiasi impianto, e la burocrazia si è alleggerita" fa notare il titolare della "Skema". Le modalità di incentivazione per gli impianti connessi alla rete elettrica sono stabilite da un decreto ministeriale del 2007: "La tariffa riconosciuta si applica all'energia prodotta dal sistema fotovoltaico per 20 anni".

In attesa delle strategie d'autunno ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 17-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dalla riforma federale a quella della burocrazia, dalla scuola alla giustizia, al contenimento della criminalità, in particolare di quella legata all'immigrazione clandestina e al nomadismo. Se c'è una differenza che si presenta di carattere meno tattico, questa riguarda l'intenzione della Lega di tallonare il Partito democratico su tematiche specifiche,

Si vendemmia e i "buoni" sono già 40 mila ( da "Stampa, La" del 17-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La "corsa" ai voucher è dunque una dimostrazione, secondo il direttore regionale Inps Rosario Bontempi, di come "la semplificazione degli adempimenti burocratici produca più comportamenti corretti". Come dire meno burocrazia e meno lavoro nero.

"Grazie a patate e miele la mia vita è cambiata" ( da "Stampa, La" del 17-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Gli altri soldi li ha impiegati per la burocrazia: sei mesi a correre dietro alle pratiche per aprire un'azienda agricola tutta sua nella borgata dove è venuto ad abitare, Boetti, a due passi dalla ex statale 460. L'ha chiamata "Poc ma bun", poco ma buono. "Perché sono partito con un piccolo terreno, ma qui coltivo tutto senza insetticidi,

Un lungo flash back tra i temi della storia ( da "Cittadino, Il" del 18-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la fredda burocrazia, l'abbandono della lingua madre, l'adeguamento ai modelli di vita occidentali e l'amarezza per l'omologazione. In crescendo, una condizione di perenne inadeguatezza, di estraneo tra estranei. "Flash back color seppia con un effetto altamente autentico" dice Tolik adulto, guardando a ritroso la sua vita di bambino,

A scuola dai colleghi europeiecco l'erasmus per i politici ( da "Secolo XIX, Il" del 18-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia evitando così molti sprechi che pesano sul bilancio comunitario". Costo previsto per questa iniziativa pilota, 7 milioni di euro. L'eurodeputato francese Beaupuy, nell'avanzare la sua idea del politico-studente e felice in giro per il Vecchio Continente, ha sottolineato come sia "la scarsa formazione degli amministratori pubblici locali la principale causa di un cattivo

Pace authority-trasportatori "meno burocrazia, più sicurezza pronti i nuovi investimenti" ( da "Repubblica, La" del 18-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Meno burocrazia, più sicurezza pronti i nuovi investimenti" Accordo raggiunto tra autorità portuale e autotrasportatori: i rappresentanti delle associazioni di categoria e il presidente Luigi Merlo hanno sottoscritto un protocollo di intesa che pone l'attenzione, in particolare, sugli investimenti, sulla sicurezza e sullo snellimento burocratico.

<Sul divieto di caccia un tavolo congiunto> ( da "Eco di Bergamo, L'" del 18-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: senza trincerarsi dietro alla macchina della burocrazia, e per evitare il ricorso al Tar". "L'attuale posizione dell'assemblea del parco, contraria alla caccia solo in alcune aree del parco ? spiega il presidente Gianluigi Cortinovis ? fa riferimento non all'intero perimetro del parco dei Colli ma in particolare alla piana di Almé e al parere degli agenti di vigilanza,

L'EUROPA SEGUE DA VICINO LO SVILUPPO DELL'ENERGIA EOLICA ( da "marketpress.info" del 18-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: accesso a griglie energetiche e applicare tagli alla burocrazia. "La visione di Tpwind e il piano d'azione per la ricerca, come presentati nella Sra, sono importantissimi passi avanti per l'espansione dell'energia eolica in Europa," ha commentato il presidente della Tpwind, Henning Kruse. "Adesso è il momento di cominciare a mettere in pratica il piano d'azione,

E' iniziata la corsa per il rilancio concreto del Piceno. Il tavolo di programmazione economica dell ( da "Messaggero, Il (Marche)" del 18-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: tempi sono da record per la burocrazia. La data utile per presentare le schede in Regione, che verranno poi inoltrate a Roma, è il 30 settembre. Il presidente della Provincia Massimo Rossi ha fatto appello allo sforzo corale di tutti gli attori del territorio per vincere la sfida e far arrivare ad Ascoli 20 milioni di euro nell'area Carbon per la riqualificazione dei siti inquinati.

Roma, con i vigili a caccia di lucciole - massimo lugli ( da "Repubblica, La" del 18-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Perché dietro la nuova linea dura contro la prostituzione di strada c'è anche questo: corse, zuffe, inseguimenti e tantissima burocrazia. I vigili tornano alla base per identificare una pattuglia di romene e bulgare senza documenti. Ne avranno fino a sera inoltrata e domani si ricomincia. Funzionerà?.

Pasolini al rialto con "machan" oggi gli inviti ( da "Repubblica, La" del 18-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il miraggio di un futuro migliore che si infrange contro la burocrazia dei consolati, la difficoltà di abbandonare le famiglie, la fiammella della speranza che non si spegne. Bastano poche ore di volo, o film come questi, per capire quanto siamo fortunati. (a. d. o.).

Roma, con i vigili a caccia di lucciole Ragazze in fuga, clienti impauriti ( da "Repubblica.it" del 18-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Perché dietro la nuova linea dura contro la prostituzione di strada c'è anche questo: corse, zuffe, inseguimenti e tantissima burocrazia. I vigili tornano alla base per identificare una pattuglia di romene e bulgare senza documenti. Ne avranno fino a sera inoltrata e domani si ricomincia. Funzionerà? (18 settembre 2008.

"Abbiamo aperto una nuova stagione" ( da "Corriere Adriatico" del 18-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: A progetti seri di solito ci sono risposte serie. I ricorsi? Ci penserà la burocrazia". Mezzolani non parla di tempi, dice che però vuole arrivare a costruire entro due anni. Più quattro di cantiere. Facciamo 8 anni. Sono aperte le scommesse. ANDREA TAFFI,.

DISCUTIAMO PER RECUPERARE LE RISORSE, HO SCRITTO ANCHE A BERLUSCONI ( da "Mattino, Il (Circondario Sud1)" del 18-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "Colpa della burocrazia, di passaggi infiniti. Noi volevamo applicare il contratto d'area che snellisce tutti i passaggi, però in Regione si era di diverso avviso e quindi abbiamo fatto tutto l'iter biblico". E sono passati i mesi... "Gli anni. Di Pompei 2000 se ne parla dal '97.

Tempi lunghi per l'avviodella refezione scolastica ( da "Sicilia, La" del 18-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: I genitori hanno più volte lamentato la lunga burocrazia che ha lasciato i ragazzini "senza fissa dimora e con locali presi in prestito". Il sindaco Rosario Crocetta li aveva fin da subito tranquillizzati ed aveva rinviato l'incontro ad oggi pomeriggio. Ma ieri pomeriggio c'è stato un cambiamento di programma improvviso.

Manca la gara, contratto di quartiere fermo ( da "Sicilia, La" del 18-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: si dice che le lentezze della burocrazia a volte ci mettono più di uno zampino. Il motivo del ritardo è stato causato dalla protesta e dal ricorso che il sindaco Rosario Gallo decise di intraprendere per contestare il taglio di oltre 1 milione e 300 mila euro che la commissione paritetica, istituita presso la Regione e formata da tecnici del Ministero delle Infrastrutture e dell'

Corriere dell'ndrangheta assistito dal Comune ( da "Stampa, La" del 18-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Personaggio I paradossi della burocrazia a Moncalieri Corriere dell'ndrangheta assistito dal Comune GIUSEPPE LEGATO Industrioso. E pure convincente. E' stato arrestato per traffico di droga a novembre del 2007 nell'ambito di un'operazione antimafia dei carabinieri del comando provinciale di Torino.

Agricoltura, imprenditori in attesa da due anni ( da "Corriere delle Alpi" del 19-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Siamo molto preoccupati, c'è una burocrazia che uccide l'impresa e lavorare qui, in zone disagiate, diventa impossibile. Da oltre un anno e mezzo stiamo aspettando, senza esito, mentre tutti i costi crescono del 30-40%. Gasolio, foraggi, manodopera, servizi lievitano ancora di più in montagna, ma l'Avepa non dà risposte.

Ideacasabagno lavori perfetti ( da "Alto Adige" del 19-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dalla burocrazia, dalla necessità di fornire un supporto logistico durante i lavori stessi. Ideacasabagno, a conferma della sua qualità, può fregiarsi della certificazione Iso 9001 (che certifica lo standard di qualità sia a livello di materiali utilizzati, sia di modulistica adoperata, sia di soddisfazione finale del cliente)

San Giulianon Il futuro del borgo prevede un insediamento di 150 abitanti ( da "Cittadino, Il" del 19-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Dopo due progetti andati in fumo, il borgo e i suoi gioielli si preparano così a un rilancio, nel rispetto della tradizione, con una nuova proposta, già definita in tutti gli aspetti, che si appresta ad affrontare gli ingranaggi della burocrazia. Giulia Cerboni.

Acquasola, riparte la protesta ( da "Secolo XIX, Il" del 19-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia degli atti già approvati ha avuto la meglio sulla politica. Salvo sorprese dal Tar, certo. Il sì definitivo della giunta comunale al contestato parcheggio (che prevede nella sua ultima revisione, al ribasso, 320 posti auto a rotazione più un'ottantina di box) aveva d'altra parte costituito la resa del Comune.

Ledo mangini ( da "Tirreno, Il" del 19-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma, anche in questo caso, gli obblighi della burocrazia sono stati troppi. Le serate sono state organizzate a Villa Bondi a Marina dove è stato chiesto di adeguare gli accessi, realizzare una toilette per handicappati, l'impianto elettrico a norma di legge, il rispetto delle norme del Parco.

Meno burocrazia, più pattuglie ( da "Stampa, La" del 19-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: POLIZIA LOCALE Meno burocrazia, più pattuglie Scelta la Maggioli spa azienda leader in Italia In un anno "staccate" 37 mila contravvenzioni [FIRMA]SANDRA LUCCHINI AOSTA Il Comune ha deciso di provare ad "esternalizzare", fino al prossimo anno, la riscossione delle multe.

Edilizia, le infrastrutture spingeranno il rilancio ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 19-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: lunghi della burocrazia". Nell'immediato, sottolinea Provvisiero, l'impegno sarà anche su altri due fronti: "Quello della legge urbanistica regionale, che ci sembra priva dei requisiti di semplicità delle procedure e di rapidità di attuazione, e quello delle norme sul contenimento energetico negli edifici, che impongono parametri ben più restrittivi della normativa quadro nazionale"

"Sanita, nessuna tensione con il Governo" ( da "Italia Sera" del 19-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il Presidente ha poi annunciato che sul piano della semplificazione è a buon punto una "grandissima riforma che cambierà la vita di migliaia di persone: fino ad oggi - ha detto - i medici sono stati stritolati da troppa burocrazia, e nessuno vuole rendere difficile o intralciare il lavoro dei farmacisti e la vita dei cittadini". Edizione n. 1000 del 19/09/2008.

Ricatti, tradimenti e paranoie in un girotondo di stupidità ( da "Italia Sera" del 19-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Oggi è tutta burocrazia non è più una missione" confessa Malkovich al vecchio padre in barca) e segreti venduti al nemico. Satira al vetriolo che si tinge di rosso con morti ammazzati (casualmente e no), "Burn after reading" regala sequenze irresistibili (la telefonata ricattatoria in piena notte dell'accoppiata Pitt-McDormand all'incredulo Malkovich,

Banca Tecnolocal, lo sportello bancario è web based ( da "Denaro, Il" del 19-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: in banca oggi esiste ancora "troppa carta" e "troppa burocrazia", si perde troppo tempo in "operazioni inutili" e di poco valore aggiunto. Pur nella sua complessità la mia visione sull'argomento è relativamente semplice: non mi reputo un "pazzo" nell'affermare che attuare una strategia Local con l'offerta di Tecno è quella giusta.

Fondazione, i punti deboli di una riforma ( da "Arena.it, L'" del 19-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: del legislatore che pensava di risolvere le inefficienze di quei carrozzoni immobilizzati da burocrazie e spese fisse, aprendo le porte ai privati. I quali, portando capitali freschi, avrebbero dovuto introdurre anche la cultura d'impresa, la filosofia aziendale, la progettualità accompagnata dal controllo dei risultati e dei conti, secondo principi di razionalità ed efficienza.

LEO NUCCI ( da "Arena.it, L'" del 19-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: del legislatore che pensava di risolvere le inefficienze di quei carrozzoni immobilizzati da burocrazie e spese fisse, aprendo le porte ai privati. I quali, portando capitali freschi, avrebbero dovuto introdurre anche la cultura d'impresa, la filosofia aziendale, la progettualità accompagnata dal controllo dei risultati e dei conti, secondo principi di razionalità ed efficienza.

LUTTO. Ancora silenzio a Zevio dove i familiari aspettano una convocazione dalla Colombia ( da "Arena.it, L'" del 19-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Burocrazia e distanza rendono ancora più lunga e spasmodica l'attesa della famiglia sulla sorte del congiunto, 30 anni all'epoca della scomparsa, volato oltreoceano per sposare Ana Maria Hidalgo, la ragazza colombiana che aveva conosciuto in una precedente vacanza, e impiantare un'azienda agricola che avrebbe prodotto piccoli frutti e trote.

Stilox, l'incredibile odissea ( da "Corriere Adriatico" del 19-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La battaglia del titolare contro la burocrazia. "In questi giorni ci hanno comunicato che dobbiamo ripresentare la domanda: incredibile" La vicenda dell'azienda che da un anno aspetta l'allaccio del gas Stilox, l'incredibile odissea FABRIANO Un'azienda che lavora al freddo e al gelo.

Banche salve solo con un partner ( da "Sole 24 Ore, Il" del 19-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: of America hanno una notevole dose di burocrazia che non va d'accordo bene con l'investment banking. Non so se riusciranno ad avere un ruolo leader nel settore. Ma che cosa ha fatto precipitare il tutto? Non è che non fosse prevedibile. Solo che una notevole compiacenza ha fatto pensare che, dopo il salvataggio Bear Sterns a marzo, e con la sola ipotesi - in realtà era fin dall'

Sindaci: al voto in 37 Comuni ( da "Stampa, La" del 19-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: potrebbe essere legato anche alla burocrazia e in particolare a quel "valzer" di competenze che aveva visto palleggiarsi la struttura tra Comune e Asl prima di arrivare al nuovo status normativo della "Fondazione Onlus". Dal "San Giuseppe" non arriva alcun commento. Bocche cucite, a riprova che devono esserci rimasti tutt'altro che bene di fronte alla notifica.

Questa malapolitica allontana le aziende ( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 19-09-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia

Abstract: In Calabria i peggiori nemici delle imprese sono la burocrazia e la mancanza di trasparenza nelle politiche pubbliche ". A parlare è il presidente di Confindustria Reggio Calabria, Franco Femia. Imprenditore del settore editoriale, che ad aprile scorso è stato eletto al vertice dell'associazione reggina degli industriali dopo averne retto le sorti da commissario,

Cresce il costo della burocrazia ( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 19-09-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Cgil entra nel dibattito sul Federalismo fiscale e l'autonomia dei Comuni Cresce il costo della burocrazia Nei capoluoghi il funzionamento della Pa assorbe più dei servizi sociali di base Francesco Montemurro Da settimane il dibattito politico nazionale s'impernia su come garantire ai Comuni più risorse per i servizi ai cittadini e si pensa a una nuova tassa.

"Noi medici costretti a fare una vita da cani" ( da "Stampa, La" del 19-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Un mare di burocrazia senza un briciolo di meritocrazia". È impietosa l'analisi della professione fatta da un cardiologo che ha abbandonato l'ospedale pubblico per andare nel privato. Il dottor Guido Collo si sfoga: "Medici anche validi, in genere a scadenza di mandato e insoddisfatti della carriera perché scavalcati da troppi raccomandati incapaci,

Buzzi del Pdl si schiera con i cacciatori: <La provincia ha snobbato la categoria> ( da "Cittadino, Il" del 20-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: i cacciatori sono schiavi della burocrazia, sul fronte del rilascio dei tesserini venatori ci sono stati dei problemi con il cambio di sede, ora ci si deve rivolgere agli uffici di palazzo San Cristoforo ma non è il massimo della comodità".L'aspetto più importante, però, sembra essere quello che riguarda l'area in cui sparare: "Molti auspicherebbero l'

Il caso Alitalia ( da "Alto Adige" del 20-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia che li vorrebbe forse sedati per legge. Il personale è sempre disponibile, di buon umore e a servizio dell'anziano. Per quanto riguarda le perplessità dell'assessore provinciale della sanità lo invito a riflettere sulle difficoltà enormi che i cittadini hanno nel trovare una sistemazione per i loro cari non autosufficienti in strutture pubbliche che rispondano pienamente

Buoni pasto per tutti ( da "Alto Adige" del 20-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: eseguita con cieca burocrazia dell'Ufficio demanio acque". DA VODAFONE Ruba 4 cellulari ucraino denunciato Ha rubato quattro cellulari dal negozio Vodafone di piazza Walther, il titolare lo ha individuato visionando il filmato delle telecamere interne. Il giovane, 20 anni ucraino, era ancora nel negozio e il titolare ha chiesto l'intervento della Volante che ha denunciato l'

Ecco la casa dei nostri sogni ( da "Corriere delle Alpi" del 20-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: casa Ecco la casa dei nostri sogni Comprare e vendere immobili più semplice grazie a internet Se avete poco tempo a disposizione, se la burocrazia non fa per voi se non avete voglia di essere soli in un passo così importante...allora l'agenzia immobiliare è quello che fa per voi. Le agenzie immobiliari si occupano di fare incontrare la domanda e l'offerta nel settore immobiliare.

Chi non ricorda la storia di Massimo Coluzzi, il bimbo di Scai di Amatrice affetto da amiotrofia spi ( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 20-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: i conti con la burocrazia: la mamma, Maria Pia, ha ricevuto proprio ieri un telegramma dove veniva informata che dal prossimo ottobre la stessa Asl RM D, è costretta a ritirare l'assistenza domiciliare per carenza di fondi regionali. "Unica possibilità - si sfoga la donna - resta quella di inserire Massimo in una casa famiglia.

La scomparsa del bambino afgano dal centro di accoglienza L'Ancora potrebbe costare la recessione de ( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 20-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Se i due fuggitivi venissero ritrovati scatterebbe di nuovo la separazione tra zia e nipote, nonostante il dna abbia accertato che i due siano parenti, perché la donna ha agito comunque contro la legge. Se avesse atteso i tempi della burocrazia ora sarebbero potuti stare insieme e senza il bisogno di scappare. M.Ver.

DUE FUNZIONARI DELLA REGIONE DENUNCIATI DA UN ASSESSORE DI VICO EQUENSE, SONO ACCUSATI DI CONCUSSIONE ( da "Mattino, Il (Circondario Sud1)" del 20-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: È la tangentopoli della burocrazia, quella tiene fuori dalla gestione dei soldi pubblici la componente politica e che assegna un ruolo centrale a dirigenti e funzionari. In questo caso, il progetto di recupero di Vico aveva inizialmente beneficiato di un finanziamento di circa 700mila euro da parte della Regione.

LE SPIGHE SI FLETTONO, MA POI RITORNANO ALLA LORO POSIZIONE INIZIALE. COSì DURANTE IL MOTO ONDO ( da "Mattino, Il (Circondario Sud1)" del 20-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia o per inefficienza di qualcuno degli attori del processo. La verità è che ancora una volta si aggiunge un filo a quella maglia nera che troppe volte veste la Campania nelle classifiche nazionali. In ultimo. Il 30 settembre prossimo scade il termine per la presentazione delle proposte per l'impiego dei 220 milioni di euro da destinare alla riqualificazione del centro storico

Interpellanza di Oliva sui pannelli antirumore ( da "Stampa, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: scontrarsi quotidianamente con una burocrazia muta e cieca e completamente insensibile alle loro necessità. La qualità della vita e della salute è fondamentale. Non ci sono cittadini di serie A e di serie B. Auspico che la mia richiesta incontri la sensibilità dell'assessore competente, e che egli si faccia al più presto interlocutore credibile nei confronti della società Autostrade,

<Vogliamo i nostri soldi>Scandalo espropri ( da "Sicilia, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: se è successo tutto questo può essere successo di tutto, in questo come in altri settori della burocrazia municipale. Già sarebbe da solo un fatto negativo la mancata o la scarsa resistenza in giudizio di fronte alle richieste avanzate dai privati, ma la duplicazione dei pagamenti per uno stesso terreno appare quanto meno imbarazzante.

Convocato per lunedìil Consiglio comunale ( da "Sicilia, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che si trascina tra burocrazia, aule di tribunali, danni vandalici e promesse varie, da un decennio e mezzo. Uno stabile, grande, moderno, funzionale, che è costato diversi miliardi di vecchie lire e che ha perfino un luogo di culto nell'area interna, è stato lasciato per tanti anni abbandonato, senza custodi, alla mercé delle ripetute azioni vandaliche e degli agenti atmosferici.

Un nido caldo e accoglientema le strutture sono ancora poche ( da "Sicilia, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: bloccato nelle maglie della burocrazia. I fondi stanziati dallo Stato e dalle Regioni (con il sostegno dell'Ue) per aumentare i posti dei nidi non decolla; e così mentre si rischia di vanificare i benefici derivanti dai fondi erogati dall'Unione europea (fondi che peraltro andranno persi se entro due anni l'Italia non garantirà il posto al nido almeno al 33 per cento dei bambini)

Mezzi non revisionatiimprenditore prosciolto ( da "Sicilia, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ecco che sulla scena irrompe la burocrazia. I vertici provinciali dell'Anas, a onore del vero, hanno già attivato le pratiche, producendo una serie di documenti inviati a chi di dovere. Come dire che la macchina burocratica è già in viaggio. Come in viaggio sono le auto di coloro i quali, partendo ad esempio da Largo Aosta per arrivare in via Atenea ad Agrigento,

Finanza, cantiere infinito elicotteristi senza caserma ( da "Alto Adige" del 21-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Una matassa difficile da sgarbugliare, perché c'è di mezzo l'italica burocrazia, e perché pure i diretti interessati non sono stati informati a dovere sui particolari, tanto che non si conosce la data del riinizio lavori, né quella di consegna. Siamo sul lato ovest dell'aeroporto, al confine col maneggio. Due scheletri d'edificio;

NE LA PERVERSA ALLEANZA TRA POLITICA E BUROCRAZIA CHE HA FIN QUI TENUTO IN OSTAGGIO OGNI VERO ( da "Corriere delle Alpi" del 21-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: politica e burocrazia che ha fin qui tenuto in ostaggio ogni vero cambiamento. Senza dimenticare che non si potrà parlare di federalismo pieno fino a che non si metterà mano anche alla parte istituzionale (cioè a chi quel diverso fisco dovrà gestire), scardinando l'impianto saldamente centralista di pesi e contrappesi che da anni sta paralizzando qualsiasi autentico rinnovamento.

Una vita spesa per i propri connazionali ( da "Libertà" del 21-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia troppo lenta" "Come può il portavoce del questore affermare che la questura sta facendo tutto secondo legge, quando si consegnano permessi di soggiorno scaduti?". Se lo chiedeva alla fine del 2005 la presidente dell'associazione Esperanza, Luisa Fasano, alla vigilia della manifestazione davanti alla questura indetta per protestare contro le difficoltà incontrate dagli

Abruzzo, nel turismo il rilancio economico ( da "Centro, Il" del 21-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia. Un maggior coinvolgimento del privato consente di superare il problema delle risorse, purché ciò avvenga in un quadro chiaro di tutela degli interessi della collettività e di valorizzazione dei beni culturali. Il successo nel turismo dipende soprattutto dalla capacità di identificare i bisogni della clientela,

"nel pubblico la salute non è un costo" ( da "Repubblica, La" del 21-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: con la burocrazia di un apparato sanitario che spesso non agevola il lavoro. Nonostante questo sono molti i medici che difendono la scelta del pubblico. Guido Gulisano è responsabile dell'ambulatorio per stranieri dell'ospedale Civico di Palermo. Quando si è laureato, nel 1975, ha scelto la specializzazione in Dermatologia e ha cominciato un tirocinio al pronto soccorso del Civico.

Alleva api a San Siro Comune: sono pericolose Guerra di ricorsi al Tar ( da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Burocrazia, tradizione e salvaguardia della specie. Dove osano le api. Via Leopoldo Pollak, casa bassa al 3, strada all'incrocio con via Novara. Quartiere residenziale, San Siro alto-borghese con uno spigolo di Meazza sullo sfondo, l'insegna di una farmacia e l'Esselunga davanti, il cartello di un'agenzia che affitta trilocali arredati nel palazzo con campetto da calcio sintetico

<Industria e innovazione, assessore unico> ( da "Corriere Alto Adige" del 21-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: creano solo un eccesso di burocrazia, inoltre ho una visione liberale del mercato, la mano pubblica piace solo fino ad un certo punto" dichiara Janes. Lo slogan di Artioli, mutuato dalla Lega è "Più privato e meno pubblico", mentre Barbara Repetto interviene su un altro tema centrale della politica economica locale: il ruolo di Business location SÜdtirol.

<No ad aziende poco qualificate> ( da "Corriere Alto Adige" del 21-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ostacolando di fatto la sopravvivenza degli imprenditori con leggi insensate, avulse dalla realtà, con una burocrazia eccessiva che è sfuggita di mano". Pungente Hanspeter Munter, direttore dell'Apa, che prova a caricare gli artigiani: "Siamo al vitamina C dell'Alto Adige, ma i momenti bui che ciascuno di noi attraversa sono tanti. Cosa ci opprime?

OTTAVO COLLE Una selva oscura Scr ( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)" del 21-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Vincenzo Leuter BUROCRAZIA LUMACA Rinnovo patente, odissea per i disabili Sono un trapiantato di rene e pertanto portatore di handicap e volevo segnalarvi un disservizio che vivono sulla loro pelle tutti coloro che, loro malgrado, sono costretti come me a rinnovare la patente di guida ogni due anni.

Federalismo il gioco si fa duro - francesco jori ( da "Mattino di Padova, Il" del 21-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: quando entrerà in funzione la perversa alleanza tra politica e burocrazia che ha fin qui tenuto in ostaggio ogni vero cambiamento. Senza dimenticare che non si potrà parlare di federalismo pieno, fino a che non si metterà mano anche alla parte istituzionale (cioè a chi quel diverso fisco dovrà gestire). SEGUE A PAGINA 12.

Asta annullata per 0,4 centesimi ( da "Stampa, La" del 21-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: quattro millesimi di euro sono stati capaci di infilarsi negli ingranaggi della burocrazia nostrana e bloccarla: hanno fatto saltare un appalto da 883.650 euro, hanno foraggiato diversi studi legali, hanno impegnato i giudici del Tar (mentre lo Stato pagava i loro stipendi) e lasciato famiglie di custodi e guardie giurate appese a un filo.

Il gruppo di Protezione civile evitala caduta di un albero in fiamme ( da "Sicilia, La" del 21-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: a causa dei tempi lunghi della burocrazia e le ferie estive, i lavori sono iniziati in settimana e dovrebbero essere conclusi entro tre mesi, anche se l'impresa potrebbe completarli in anticipo. I lavori, come detto, riguardano il ripristino del muro di sostegno della gradinata, crollato nell'estate dello scorso anno a seguito delle piogge torrenziali con la conseguenza che l'

"Una cabina di regia al servizio dell'intero territorio" ( da "RomagnaOggi.it" del 21-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Le istituzioni devono fare uno sforzo vero per semplificare la burocrazia, che rappresenta un serio freno allo sviluppo, e facilitare la nascita di nuove imprese, soprattutto nei settori innovativi. Le banche, dal canto loro, dovrebbero fare nuovi sforzi per valutare e premiare i progetti imprenditoriali qualitativi, in virtù di una ricaduta sullo sviluppo del territorio.

Due ministri aiuteranno l'olimpionica di San Martino ( da "Cittadino, Il" del 22-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La nuotatrice di San Martino, medaglia d'oro alle Paralimpiadi, per colpa della burocrazia ogni giorno deve fare 85 chilometri per andare al lavoro da Bergamo a Lodi nonostante sia non vedente. A protestare sono i suoi colleghi della Ragioneria territoriale.a pagina 7.

Segue dalla prima pagina Regione che vai, scuola che trovi, in ( da "Leggo" del 22-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia sta bloccando tutto: il sistema nomine è così complicato - spiegano le mamme - da negare un diritto fondamentale a 15 bambini, la cui unica colpa è vivere in un'isola minore del Mediterraneo". Problemi diametralmente opposti nella scuola "IV Novembre" di Albate, una frazione di Como, dove i genitori e gli insegnanti hanno segnalato al Provveditorato che la preside,

Come cambia l'esistenza nel xxi secolo - ulrich beck ( da "Repubblica, La" del 22-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia e capitalismo trasforma il Moderno in una sorta di "prigione". Questa minaccia non emerge come un fenomeno marginale, ma come conseguenza logica della razionalizzazione del rischio riuscita: se tutto va bene, sarà sempre peggio. La razionalità strumentale depoliticizza la politica e mina la libertà degli individui.

Se gli immigrati chiedono più legalità ( da "Eco di Bergamo, L'" del 22-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sulla quale pesano sempre di più la crisi economica e le complicazioni di una burocrazia spesso sadicamente vessatoria. Come ricordava ieri a un quotidiano un immigrato di Castelvolturno (peraltro cattolico praticante: "Prego accanto a voi in chiesa"): "Perché per avere il permesso di soggiorno si deve attendere due anni?

Quando, due anni fa, provarono a trasferirlo a Cittaducale, si ribellarono tutti. In testa il Comune ( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 22-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Semmai a non interpretarlo bene è stato il ministero. Tempo addietro ha chiesto all'avvocato la restituzione dell'indennità di carica e coordinamento che egli aveva percepito durante la malattia. Come dire, la burocrazia non ammette conciliazioni. M.Cav.

Al via l'assemblea ( da "Cittadino, Il" del 23-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: una cronica incapacità di sconfiggere una burocrazia pesante e di essere protagoniste concrete nei tanti problemi e nelle tante sfide del mondo di inizio millennio.Così, la ripetitiva liturgia con cui, ogni settembre, i leader del mondo si danno appuntamento al Palazzo di Vetro quest'anno sembra ancora più stanca del solito.

Ciao "Mistro", compagno ( da "Corriere delle Alpi" del 23-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Se alla peculiarità territoriale bellunese e alle ferree regole della burocrazia aggiungiamo difficoltà di ordine giudiziario, diventa molto difficile amministrare in montagna e molto poco attraente per i giovani avvicinarsi alla gestione della cosa pubblica. Poiché la politica non può normare tutto, in moltissimi casi deve prevalere il principio del buon padre di famiglia.

Un collegato alla Finanziaria per ridurre al 6-7% l'Iva di settore ( da "Italia Oggi (Turismo Oggi)" del 23-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: e ancora l'istituzione della polizia turistica e lo snellimento della burocrazia per le autorizzazioni della p.a. nei progetti di sviluppo di aree a vocazione turistica: questa la mossa alla quale sta lavorando la sottosegretaria con delega al turismo, Michela Vittoria Brambilla, per dare una scossa benefica al settore.

Contrarian ( da "Milano Finanza (MF)" del 23-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: più burocrazia: stessi profitti di prima? Equazione difficile da risolvere. Ma in casi come questi, primum vivere deinde philosophare. Chi prenderà il posto delle investment bank defunte? Due i candidati: gli hedge fund e i private equity. I primi sono azzoppati mica poco, proprio perché è venuto meno l'ossigeno della leva finanziaria assicurata loro dalle investment bank .

Matta voucher rallen vendemm 22 Vendemmia, tutticontro il "bonus" ( da "Secolo XIX, Il" del 23-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: per troppa burocrazia e per troppi controlli collaterali) le operazioni di raccolta dell'uva ed esplode la polemica. Nell'Alto Monferrato Ovadese è in ritardo la raccolta delle uve Dolcetto. "Non siamo arrivati nemmeno alla metà del raccolto - spiega il presidente della cantina cooperativa "Tre Castelli" di Montaldo Bormida,

Gli intoccabili di India Inc ( da "Sole 24 Ore, Il" del 23-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Viaggio nei dedali dell'onnipotente burocrazia tra faldoni, corruzione e ostilità al nuovo Gli intoccabili di India Inc Così la casta dei funzionari pubblici tiene in ostaggio l'economia Marco Masciaga CALCUTTA "Work is our eligion", ovvero "Il lavoro è la nostra eligione", scritto così,senza la "r".

Delhi: la crescita in calo dal 9 al 7% ( da "Sole 24 Ore, Il" del 23-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ormai passata all'opposizione) e quella della trasformazione di una burocrazia che troppo spesso dà l'impressione di non saper comprendere i bisogni del settore privato. Ma.Mas. IN VISTA ANNI DIFFICILI Dietro la flessione c'è soprattutto la diminuzione degli investimenti Se i prezzi saranno domati, il gigante potrà ripartire.

I mille rebus del nuovo mondo ( da "Sole 24 Ore, Il" del 23-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Nel tentativo di capire che cosa oggi può mettere in discussione una corsa che sembrava inarrestabile. E quali ritardi nel fronte delle riforme possono mettere a rischio, o meno, lo sviluppo futuro. Come nel caso dell'India e della zavorra della sua burocrazia, di cui parliamo nel Focus di questa pagina. sara.cristaldi@ilsole24ore.com.

BUROCRAZIA ( da "Corriere della Sera" del 23-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: - pag: 49 categoria: BREVI BUROCRAZIA La multa aumentata Il 19 luglio ricevevo una multa di 70€. Il 19 settembre mi apprestavo, presso l'ufficio postale di residenza, dopo due mesi di risparmi, a pagare quanto dovuto, ma non mi è stato permesso di pagare in quanto, scaduti i 60 giorni, l'importo aumentava a €

MOSCA: LA BANDA DEGLI OTTO E IL FIASCO DELL'AGOSTO 1991 ( da "Corriere della Sera" del 23-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia ministeriale, ufficiali delle forze armate e della polizia, agenti del Kgb, magistrati, intelligencija di regime - da cui dipendeva in ultima analisi l'amministrazione del Paese. Questi apparatciki, che erano stati sino ad allora l'indispensabile massa critica dello Stato, reagirono in modo inatteso.

Nucleare, ritorno a Caorso ( da "Corriere della Sera" del 23-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: quello che fino agli anni Ottanta era un concentrato di inutile burocrazia chiuso a chiave in prefettura e che è stato riscritto, reinventato da Comune, Provincia e Regione. "State calmi, non è successo niente di grave", si leggeva in un ridicolo volantino da distribuire alla popolazione nel 1979, quando il prefetto rispondeva così a chi gli chiedeva notizie: "Un incidente a Caorso?

Nucleare, l'Italia ritorna a Caorso ( da "Corriere.it" del 23-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: quello che fino agli anni Ottanta era un concentrato di inutile burocrazia chiuso a chiave in prefettura e che è stato riscritto, reinventato da Comune, Provincia e Regione. "State calmi, non è successo niente di grave", si leggeva in un ridicolo volantino da distribuire alla popolazione, quando un prefetto a chi gli chiedeva particolari rispondeva così: "Un incidente a Caorso?

FAMIGLIE POVERE, SCATTA L'SOS ( da "Mattino, Il (Salerno)" del 23-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: e ora che la macchina comunale si sta rimetta in moto e dia una risposta al signor Lucio che ormai è arrivato allo stremo. Nel groviglio della burocrazia c'è una richiesta di aiuto che si formalizza in una domanda, protocollata al Comune. Ora la speranza è che il caso venga esaminato dal commissario prefettizo la dovuta celerità. g.p.p.

Crisi, oggi ennesimo verticeMUSSOMELI ( da "Sicilia, La" del 23-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sempre vissuta in prima persona ed a muso duro contro i limiti a volte assurdi della burocrazia. Avrebbe compiuto 37 anni a novembre. Due pallottole le bruciarono sogni, gettando nello sconforto la famiglia, i colleghi di lavoro, i suoi assistiti e l'intera cittadinanza. Due colpi per stroncare una giovane vita. R. M.

QUEI FRAGILI ALLEATI ( da "Stampa, La" del 23-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sia in termini di accessibilità sia in termini di efficacia, non ha però impedito che una burocrazia corrotta e famelica si consolidasse e appropriasse delle cariche pubbliche. Producendo un duplice effetto negativo: da un lato, l'aumento del malcontento e il peggioramento delle condizioni di vita di larghe fasce della popolazione;

Riflettori sui distretti agroalimentari ( da "Sicilia, La" del 23-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: perdendosi nei meandri della burocrazia, impedisce di concretizzare il diritto allo studio a tanti giovani che vivono in silenzio il proprio disagio divisi fra le cure dolorose e il desiderio di tornare a scuola fra i compagni. In un periodo di tagli dei fondi alle scuole, il libro di Lucia si presenta più che mai attuale perché offre la possibilità di esaminare il problema dell'

Sciopero per De Angelis, si rimanda ( da "AprileOnline.info" del 23-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia, la Commissione di garanzia sullo sciopero, il ministero dei Trasporti si sono messi di traverso, chiedendo prima di differirlo, minacciando poi la precettazione in caso contrario. Sul sito di Trenitalia la notizia ha avuto molto spazio.

Criminalizare: ecco la ricetta Maroni ( da "AprileOnline.info" del 23-09-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: vite che si scontrano con una burocrazia intasata e lenta che rende la loro esistenza impossibile. Ci sono le domande di ingresso per lavoro del 2006 (520mila) ancora non esaminate completamente, come denuncia la Corte dei Conti, e quelle del 2007 (740mila) di cui la maggioranza non è stata ancora vagliata.


Articoli

Tagli al personale, solo uno spot elettorale (sezione: Burocrazia)

( da "Alto Adige" del 13-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Tagli al personale, solo uno spot elettorale" I sindacati attaccano Widmann: assessore fantasma, se la prende con i più deboli BOLZANO. "Pura demagogia, una boutade elettorale". Sono inviperite con l'assessore Widmann, Cornelia Brugger (Cgil, funzione pubblica) e Fernanda Brasolin (sindacato lavoratori provinciali). I tagli al personale prospettati dall'assessore - 3.500 posti in 5 anni - "non hanno senso, perché la Provincia assume sempre più competenze e continua a legiferare facendo aumentare i carichi di lavoro". Contrari ai tagli anche gli Arbeitnehmer: "Snellire la burocrazia è cosa buona, ma non sulle spalle dei lavoratori". Non solo caccia ai furbetti del cartellino e licenziamento dei fannulloni, ma una più ampia operazione per smagrire l'apparato provinciale. è l'intento di Widmann. "Abbiamo istituito la commissione "modello standard" per ridurre le assunzioni", ha dichiarato ieri l'assessore, che lavora per ridurre l'apparato burocratico sotto la guida del capo del personale, Engelbert Schaller. L'obiettivo? Ridurre il personale di 3500 unità in 5 anni. "L'operazione smagrimento non comincia solo ora, considerato che negli ultimi tre anni sono stati tagliati già 200 posti, partendo con un criterio che inizialmente prevedeva un'assunzione ogni tre dimissioni. Questa nuova commissione è incaricata di esaminare con criteri più accurati le effettive esigenze dei vari comparti, per procedere a tagli razionali". "Il signor Widmann - commenta Fernanda Brasolin - sa che non prenderà voti dai provinciali e quindi ne cerca altrove. Per questo lancia fulmini e saette contro i più deboli. Ma se vuole mandare a casa così tanta gente, non potrà più partecipare a party e inaugurazioni varie. Sarà costretto a stare in ufficio per evadere le pratiche". "Widmann è a caccia di voti - fa eco Cornelia Brugger - e in questi casi nulla è troppo sporco. Ce la si prende con i più piccoli, con i più deboli; maltrattarli è la cosa più facile. Widmann è assessore al personale solo sulla carta, ma in realtà, per noi, è sempre stato un fantasma. Adesso invece, a poco dalle elezioni, spara le sue buttate, con demagogia e arroganza". Parole pesanti, ma i sindacati, a sostegno delle loro dichiarazioni, portano numerose motivazioni. Brasolin: "In sé, il progetto di snellire il personale non mi fa tanto spavento. Ma non si può parlare di numeri, senza prendere in considerazione incarichi e funzioni. Che senso ha dire tagliamo, senza spiegare dove? Il problema maggiore è che in Provincia gli incarichi sono eccessivamente parcellizzati, nel senso che ogni lavoratore viene messo a curare il suo piccolo orticello, senza poter avere una visione complessiva dell'ufficio. Ciò significa che se qualcuno se ne va in pensione e non viene sostituito, nessuno degli altri, nel suo ufficio, sarà in grado di fare il lavoro di cui era esperto lui. Sarebbe molto meglio coinvolgere tutti su tutte le funzioni, in questo modo si creerebbero sinergie e al limite sarebbe forse possibile tagliare il personale. Ma così com'è stata formulata dall'assessore, la proposta di tagli non va, troppo superficiale. Occorre un approfondimento ben diverso". Brugger invece dice: "Come farà? La Provincia continua ad assumere sempre più competenze, basti pensare alla recente richiesta di accollarsi le Poste. La gente non lo sa, ma se le competenze aumentano, i carichi di lavoro crescono. E poi, dove avrebbero intenzione di tagliare? Di sicuro non saranno i settimi o ottavi livelli; si elimineranno i terzi o i quarti. I dirigenti, di sicuro, non li taglieranno. Nel quadro politico nazionale, le intenzioni di Widmann ci stanno benissimo; ma, d'altra parte, lui è sempre stato un "americano"". Insomma, proposta di tagli bocciata in toto. (da.pa).

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Un parco agro-tecnologicoper mettere ordine nel settore (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 13-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Albenga ' .x/13/0809 IL COMUNE ha presentato al distretto floricolo la proposta di realizzazione di un parco agro-tecnologico ingauno per poter usufruire dei finanziamenti per i "Progetti integrati" nel piano di sviluppo rurale regionale. Si tratta di una decisione presa dal sindaco Antonello Tabbò e dal consigliere delegato all'agricoltura, Marco Bregoli, che era già stata presentata un mese e mezzo fa alle associazioni di categoria, Cia, Coldiretti e Confagricoltura, dei produttori (Floras) e dei commercianti esportatori (Acea). L'obiettivo è mettere a sistema il mondo agricolo, che insieme al suo indotto dà lavoro a circa ottomila persone. Il settore primario ingauno si muove infatti spesso in ordine sparso, vanificando gli sforzi per creare una forte identità locale, con un territorio certificato come "di alta qualità". "Stiamo concretizzando un'idea che ho cercato di realizzare quando ero assessore provinciale - afferma il sindaco Tabbò - L'agricoltura albenganese non ha un procedimento operativo ottimale, che deve invece essere creato. Ora attendiamo la risposta della Regione per il finanziamento dello studio di fattibilità. Va ricordato che Albenga è la capitale dell'agricoltura ligure, sia per quanto riguarda la floricoltura in vaso che per i prodotti orticoli. In questo discorso rientra anche la razionalizzazione dei trasporti e di altri servizi, grazie alla creazione di una piattaforma logistica". La proposta, il cui costo complessivo è di 350mila euro, è stata illustrata al Distretto floricolo dal consigliere Marco Bregoli e dall'agronomo Paolo Caviglia ed è stata curata dallo studio Caire dell'architetto Baldini, lo stesso studio che cura il Puc ingauno. Prevede l'ottimizzazione di una serie di servizi che vanno dall' energia alla telefonia, dalla burocrazia al fisco, senza dimenticare dogane, commercialisti, certificazioni socio-sanitarie, consulenze legali e messa in rete delle conoscenze. Mario Schenone .x/13/0809.

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Letizia striglia la giunta "voglio risultati visibili" - giuseppina piano (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 13-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina V - Milano Il sindaco chiede concretezza e incisività alla squadra ormai a metà del mandato Letizia striglia la giunta "Voglio risultati visibili" Terzi "Adesso è tempo di finire i progetti iniziati" GIUSEPPINA PIANO (segue dalla prima di Milano) Un annuncio che ha preso un po' in contropiede gli uomini della squadra. Là dove, da ieri, in molti si interrogano e si tormentano su cosa ci sia di non detto, dietro a quella frase telegrafica lasciata cadere nel silenzio generale. In chiaro, per dirla con Giovanni Terzi, il capodelegazione di Forza Italia in giunta, la lezione sarebbe questa: "Terminato il momento della visione generale, adesso abbiamo tre anni di tempo per concludere una serie di progetti e portare a resa ciò che abbiamo cominciato". Un cambio di passo per una giunta che ormai è vicinissima alla metà del mandato. E per una burocrazia comunale che oggi, in realtà, viaggia con il freno a mano tirato per i buchi in organico non ancora tappati, a partire dal posto numero uno del direttore generale dopo le dimissioni dell'ex city manager Giampiero Borghini. Sono in molti a pensare che, dietro a quel telegramma spedito ieri agli assessori, ci sia la volontà del sindaco di chiedere di più ai suoi. E di mostrare almeno un po' che lei non è poi troppo soddisfatta di come sta andando. Lei, da ex manager, ha spiegato che è di "customer satisfaction" che si sta parlando. Bisogna dare di più la caccia al gradimento quotidiano dei milanesi. "Non basta la vittoria dell'Expo, le persone devono vedere risultati concreti, cantieri", ragiona un assessore dietro il ferreo anonimato. E il sindaco sembra sottoscrivere, ieri, il riassunto quando evoca "visibilità". L'occasione per impostare la sterzata è stata l'approvazione in giunta del cosiddetto piano-obiettivi dell'amministrazione per il 2007, un passaggio formale che ogni anno porta tutti gli assessorati, dopo avere fissato dei progetti-traguardo per i propri uffici, a valutare, alla fine, se siano stati raggiunti. Passaggio necessario perché è in base a quello che i dipendenti comunali percepiscono parte del proprio premio di produttività. Ebbene, la burocrazia comunale per il 2007 si è auto-promossa stabilendo che gli obiettivi dell'anno scorso sono stati raggiunti al 95 per cento. La giunta ieri ha approvato il documento e, dunque, i 19mila dipendenti comunali riceveranno nella busta paga di ottobre il saldo dell'integrativo. Ma qui il sindaco è stato chiaro parlando del nuovo piano che si dovrà preparare per il 2009, invitando tutti gli assessori a riflettere per trovare nuovi criteri su obiettivi "visibili all'esterno", appunto. Facendo del piano "uno strumento" perché la macchina viaggi più vicina ai traguardi che i politici si pongono. Sono gli assessori a dare gli obiettivi ai propri burocrati. E, dunque, la chiamata del sindaco è per loro.

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Le spese per i permessi bloccano la "pina d'oro" così la manifestazione è stata annullata (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 13-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Era in calendario per questo weekend Le spese per i permessi bloccano la "Pina d'oro" così la manifestazione è stata annullata PISA. I costi della burocrazia tecnica bloccano la Pina d'oro. Era prevista in calendario per questo weekend a Tirrenia la nuova edizione del prestigioso appuntamento, ma le spese per l'organizzazione hanno raggiunto dei livelli insostenibili; perciò la Pro-loco del Litorale pisano, che vanta da sempre la paternità sull'iniziativa, ha deciso di annullare tutto. Luigi Zucchelli, consigliere della Pro-loco e responsabile della manifestazione, punta il dito contro gli oneri che la regolarizzazione delle strutture necessarie all'appuntamento avrebbero portato. La Pina d'oro ha una tradizione storica: dal '63 al '69 raccolse attenzione a livello nazionale, tanto che il suo ultimo presentatore fu nientemeno che Mike Bongiorno. Da tre anni è stata ripresa, con l'idea di continuare e innovare la tradizione. La Provincia, nel 2005, accolse il progetto di Zucchelli con entusiasmo, e si ottenne dall'Apt un contributo importante per il finanziamento. Poi la politica della Provincia è cambiata, e così si è perduto quella fonte che, insieme ai grandi e piccoli sponsor, costituiva il finanziamento necessario alla copertura dei costi d'organizzazione. La manifestazione si sarebbe tenuta tra la piazza centrale di Tirrenia e Largo Belvedere; la scuderia Kinzica avrebbe presentato dieci Ferrari degli anni 80, e in mostra sarebbero sfilate alcune macchine storiche americane. M.V.

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Maroni sblocca la jeep dal pantano burocratico (sezione: Burocrazia)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 13-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il nuovo mezzo dei vigili del fuoco era fermo in garage da dicembre: mancava la targa. È intervenuto il ministro romano Otto mesi per una targa. È intervenuto il ministro dell'Interno Roberto Maroni per fare avere ai pompieri volontari di Romano la targa di un nuovo mezzo da loro acquistato con autofinanziamento, ma che era fermo in garage e non si poteva usare. Al titolare del Viminale la questione di ordinaria burocrazia era stata presentata da alcuni amici dei pompieri volontari di Romano. Questi, nel dicembre scorso, in occasione della festa di Santa Barbara, avevano presentato un loro nuovo mezzo attrezzato poi dal Comando provinciale di Bergamo dei vigili del fuoco e particolarmente indicato per gli incendi boschivi e per interventi in aree agricole e fuori dai centri abitati. È un pick up Toyota 4x4 fuoristrada che può portare una riserva di 400 litri d'acqua a forte pressione; con forme di autofinanziamento i vigili del fuoco volontari di Romano hanno reperito i 35 mila euro necessari a pagarlo. Come tutti i nuovi veicoli, serviva però la targa per la circolazione, e quindi diventare operativo dopo averlo donato al ministero dell'Interno, da cui dipendono i vigili del fuoco e che provvede alla sua immatricolazione. I tempi della burocrazia sono quelli che sono: sta di fatto che, per alcuni mesi, da dicembre 2007 ad agosto 2008 , la nuova targa da Roma è stata una chimera e il nuovo è rimasto chiuso nella rimessa della caserma. Fino all'intervento risolutivo del ministro Maroni. "Ero in ferie quando ho ricevuto nei primi giorni dello scorso mese di agosto una telefonata dalla segreteria del ministro che mi chiedeva di andare a Roma a ritirare la targa nuova ? dice il comandante del distaccamento volontari di Romano, Sandro Beretta ?. Sono stato a Roma il 12 agosto portando a casa la targa VF 25245 per il nostro nuovo mezzo che ha potuto così essere messo in servizio operativo. Siamo grati al ministro per il suo fattivo interessamento e a tutti quelli che ci hanno dato una mano a superare l'impasse relativa alla nuova targa". Ma c'è un'altra nuova bella notizia per i pompieri volontari di Romano, ed è quella dell'acquisto della nuova autobotte, in sostituzione di un'altra ultraventicinquenne che era stata praticamente distrutta in un incidente pochi mesi fa; era un mezzo che andava comunque rottamato dopo tanti anni di servizio. La nuova autobotte che ha una capacità di quasi 8 mila litri d'acqua sarà consegnata a fine 2008 o all'inizio del 2009; attualmente l'autobotte in servizio a Romano è un mezzo prestato dal comando di vigili del fuoco di Milano coetanea se non più vecchia di quella prima utilizzata. La nuova autobotte costa 160 mila euro al netto dell'Iva, e ha visto l'impegno di alcuni comuni del territorio che hanno deciso di dare un contributo di 0,50 euro per residente, per 5 anni di fila, per coprire la spesa per l'acquisto. "L'arrivo della nuova autobotte è fondamentale per il parco mezzi del nostro distaccamento ? continua il comandante Beretta ?: a questo punto sarebbe bello poter avere un'autoscala, in futuro, per le necessità operative del nostro territorio, che ha 18 Comuni e oltre 75 mila abitanti". Per la nuova autobotte dei pompieri volontari di Romano sono stati raccolti fondi anche alla locale festa dell'Atalanta: ci sono stati contributi di privati, di banche locali; si possono ancora fare donazioni contattando la caserma di Romano al numero 0363-910222. Gian Battista Rodolfi.

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La ricerca ha la priorità sulla burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 13-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-09-13 num: - pag: 29 categoria: REDAZIONALE Perché sì La ricerca ha la priorità sulla burocrazia Innanzitutto, parlare di comitato etico, con lo stesso termine utilizzato per l'uomo, mi sembra eccessivo; per me l'uomo ha un primato sugli animali. Anch'io, come i colleghi belgi, ritengo che la ricerca per scopi cosmetici o per il tabacco non abbiano molta importanza; ma solo finché si usano sostanze di cui è nota la tossicità. La sperimentazione animale è ancora oggi una necessità e non può essere ritenuta una semplice opzione; credo che nessuno possa pensare di portare un nuovo farmaco direttamente alla sperimentazione sull'uomo. Gli animali, nei laboratori odierni, sono tutelati a sufficienza. Anche i test sul dolore sono minimali: riguardano, ad esempio, la pressione, e non appena l'animale ritrae la zampa vengono sospesi. Certo, non possiamo fare a meno di avere cavie portatrici di tumore, ma in questo caso si ricorre agli anestetici. L'importante è non mettere troppi limiti burocratici, che rallenterebbero quella che rimane un'urgenza per molti malati; chi è sano può concedersi il lusso di porre problemi sulla sperimentazione animale, ma se chiediamo ai pazienti, la risposta sarà inevitabilmente diversa. Silvio Garattini Direttore dell'Istituto Mario Negri.

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Crolla il mito americano dei controlli sui cibi: affidati a società private (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 13-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-09-13 num: - pag: 27 categoria: REDAZIONALE Sanità L'Agenzia federale costretta a ridurre la propria attività Crolla il mito americano dei controlli sui cibi: affidati a società private Fda senza fondi. Analisi sull'1% dei prodotti Mille scienziati e analisti di laboratorio in meno rispetto a dieci anni fa. Nel bilancio 2009 nuovi tagli DAL NOSTRO INVIATO NEW YORK - Prima le confezioni di spinaci infettate da batteri fecali, poi i mangimi adulterati provenienti dalla Cina che hanno avvelenato migliaia di animali domestici, il dentifricio all'antigelo, il burro di arachidi trattato con agenti cancerogeni e l'epidemia di salmonella provocata da pomodori statunitensi e, successivamente, dai peperoncini importati dal Messico. Da più di un anno, quando si mettono a tavola, le famiglie americane tremano: non solo per l'aumento dei prezzi, ma anche per i buchi sempre più larghi nella rete della " food safety ", la sicurezza del cibo. "Oggi ho fatto una cosa rischiosa: ho mangiato un'insalata " ironizzava tempo fa sul New York Times l'economista liberal Paul Krugman, denunciando l'inadeguatezza dei controlli della Food and Drug Administration, l'Agenzia federale che dovrebbe controllare, oltre ai farmaci, che i cibi importati o prodotti in America non contengano sostanze nocive. In realtà la Fda, a corto di fondi e professionalità, è costretta da anni a restringere il suo perimetro di attività proprio quando la globalizzazione richiederebbe un aumento della sorveglianza su prodotti che vengono dagli angoli più sperduti del mondo. Carenze che non nascono dalle pressioni lobbistiche delle aziende. Quando esplode un caso come quello della salmonella, sono tutti i produttori a subirne le conseguenze: mercato fermo per settimane, danni enormi. Le aziende alimentari sono le prime a chiedere controlli capillari. Il problema è quasi tutto nell'inerzia dell'Amministrazione Bush: insipienza amministrativa condita con una buona dose di pregiudizio ideologico. Per anni, infatti, Milton Friedman, il grande economista ispiratore delle politiche liberiste di Ronald Reagan, ha proposto di smantellare la Fda, da lui giudicata una burocrazia inutile visto che, a suo avviso, industrie alimentari e farmaceutiche non avevano alcun interesse a mettere sul mercato prodotti nocivi per la salute. La ricetta di Friedman (nel frattempo scomparso) è di qualche decennio fa, ma solo ora arriva alla prova dei fatti: la Fda non è scomparsa, ma, avendo compiti crescenti e 1.000 scienziati e analisti di laboratorio in meno rispetto a dieci anni fa, controlla ormai solo l'1% di quello che arriva sul mercato (si concentra soprattutto su pesce e succhi, i settori più a rischio). Nelle altre aree sono le aziende, soprattutto le catene dei supermercati, a reclutare società private - i cosiddetti " food safety consultants " - per cercare di individuare ed eliminare i prodotti a rischio. Una specie di sicurezza alimentare "privatizzata ". Solo che, nella pratica, queste agenzie, dotate di strumenti assai limitati, non sono in gradi di confrontarsi con la complessità dei processi di trasformazione del cibo né con catene commerciali ramificate in tutto il mondo. I controlli sono, così, lacunosi e le epidemie si moltiplicano. Dopo quelle di salmonella, ad esempio, adesso le produzioni di pomodori e spinaci sono attentamente sorvegliate. Ma quasi nessuno di occupa di broccoli e cavolfiori, che sono altrettanto vulnerabili ai batteri. Alla fine, il governo ha deciso di agire: dopo aver prestentato un bilancio 2009 che avrebbe costretto la Fda a tagliare ulteriormente la sua attività, in estate ha deciso di aumentare lo stanziamento di 275 milioni di dollari e di chiedere all'Agenzia di aprire uffici in Cina, India e in America Centrale, per cominciare a ispezionare anche gli impianti dai quali escono i prodotti che vengono venduti negli Usa. Il Congresso, intanto, ha allo studio nuove leggi per la protezione dei consumatori, ma ormai le elezioni del 4 novembre sono dietro l'angolo. Quello della sicurezza alimentare è un problema per il prossimo presidente. Una sfida soprattutto per il repubblicano McCain: si dichiara grande liberista e minaccia di smantellare i settori dell'Amministrazione che non funzionano, ma afferma anche di ispirarsi a Theodore Roosevelt, il presidente repubblicano "riformista" che un secolo fa diede un grande impulso al ruolo regolatore dello Stato creando, tra l'altro, il sistema dei parchi nazionali. Fu proprio lui a istituire nel 1906 la Fda sull'onda dello scalpore creato da The Jungle, un libro nel quale lo scrittore Upton Sinclair descrisse le disastrose condizioni sanitarie degli stabilimenti nei quali la carne veniva macellata e inscatolata. Cento anni dopo i problemi sono ancora quelli. Massimo Gaggi Rischi Le piccole agenzie hanno strumenti limitati e inadatti per verifiche accurate Oregon Controlli sulla merce in vendita dopo lo scandalo della verdura infettata da batteri fecali.

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Fabio Benvenuti Un dossier sulle criticità del sistema (sezione: Burocrazia)

( da "Tempo, Il" del 13-09-2008)

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Stampa Fabio Benvenuti Un dossier sulle criticità del sistema ... Fabio Benvenuti Un dossier sulle criticità del sistema industriale pontino da inviare al ministro Scajola e a tutti i livelli istituzionali locali e e nazionali. è il frutto concreto emerso ieri mattina nel corso del summit convocato da Confindustria Latina con le aziende straniere che operano nel nostro territorio. All'incontro, coordinato dal presidente di Confindustria Latina, Fabio Mazzenga, e dal direttore dell'associazione di via Montesanto, Sergio Viceconte, hanno preso parte i rappresentanti di tutte le multinazionali, in prima istanza il chimico-farmaceutico. Se la situazione esterna al sistema industriale pontino non andrà a migliorare, per le multinazionali operanti sul territorio si apriranno situazioni di crisi dagli esiti imprevedibili. è per questo che gli industriali si stanno organizzando per uscire dall'isolamento e avviare una inversione di tendenza rispetto ad una deindustrializzazione che appare costante. "Abbiamo voluto anticipare un dialogo sulle problematiche reali del sistema industriale - ha detto il presidente Mazzenga - agendo in maniera preventiva così da poter far fronte con prontezza ad eventuali situazioni di crisi". In concreto, nel vertice di ieri è stata decisa la costituzione di un comitato coordinato da Confindustria e che rappresenterà le multinazionali presenti in provincia di Latina. L'obiettivo è quello di raccogliere le istanze delle varie realtà per poi comporre un documento dettagliato, infarcito di dati e cifre, da inviare, appunto al ministro dello sviluppo economico, Claudio Scajola. Sarà fornito, soprattutto, un quadro prospettico: vale a dire la previsione da qui a dieci anni sul futuro delle aziende nel caso in cui non dovessero migliorare quelle condizioni esterne che sono elemento essenziale per la crescita economica. Entro settembre il comitato sarà operativo, quindi entro ottobre sarà stilato il documento. "Non c'è allarmismo - ha voluto tranquillizzare Mazzenga - preoccupazione si, perché se il sistema non reagisce le conseguenze possono essere gravi. L'economia locale non può prescindere da un sistema produttivo costruito in cinquanta anni, rischiamo un crollo verticale". E il decalogo delle criticità delle multinazionali, peraltro già stilato, è infarcito di una decina di punti: dalla carenza di infrastrutture, ai costi dell'energia, dalla elefantiaca macchina della burocrazia ai temi della fiscalità e della sicurezza. Si, la sicurezza; per chi non ne fosse ancora convinto anche criminalità e ordine pubblico influiscono sulle decisioni di investire su un territorio e proprio come accade nel profondo sud a Latina scatta il bollino rosso. "Per esempio - ha detto Mazzenga - su un'opera come la "Superpontina" non abbiamo una data certa sull'inizio dei lavori, o meglio noi non siamo convinti che sia quella annunciata dalla Regione, cioè metà 2009. Il direttore di Confindustria, Sergio Viceconte, ha rilevato come l'indotto delle multinazionali sia davvero notevole per il sistema economico pontino, tanto che l'intero settore produce circa il 40% del Pil locale: "Non vogliamo più fare tavole rotonde ma proposte di carattere concreto - ha detto Viceconte - Le aziende sono sensibili sulla questione e hanno risposto molto bene".

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Non è una soluzione ma speriamo ci aiuti a trovarla . Fabio Mazzenga, presidente di (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Latina)" del 13-09-2008)

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"Non è una soluzione ma speriamo ci aiuti a trovarla". Fabio Mazzenga, presidente di Confindustria Latina, ha da poco lasciato i rappresentanti delle 40 aziende a capitale estero che operano in provincia. Conosceva già i problemi che gli avrebbero prospettato ma stavolta si parte da un'angolazione diversa. Intanto con la costituzione di un Comitato delle imprese a capitale estero, quindi con la realizzazione di un "master plan" relativo alla situazione da qui a dieci anni del territorio. "Sono analisi - spiega Mazzenga - che le industrie già fanno, le metteremo insieme e sottoporremo i risultati alle istituzioni, indicheremo le priorità principali, non vogliamo soluzioni tutte e subito ma ribaltare l'ottica. Oggi si intrviene quando c'è una difficoltà e ormai è troppo tardi. Esponendo le problematiche che arrivano dall'interno del sistema - aggiunge - puntiamo ad avere le soluzioni in anticipo". Una decina i punti, molti ampiamente noti: dalle infrastrutture alla burocrazia, dal costo del lavoro all'energia, fino alla sicurezza e legalità. "Vogliamo affrontare la situazione con realismo - dice ancora Mazzenga - purtroppo non ci sono segnali di miglioramento e i protocolli firmati in questi anni possono essere fotocopiati e riproposti, non è cambiato nulla". La Confindustria ha un obiettivo minimo: "Se non attirare nuovi investimenti, fare in modo che restino le industrie che ci sono". Quelle a capitale estero che occupano a Latina 11.000 addetti, hanno investito nel 2007 200 milioni di euro e registrano un fatturato stimato di 4 miliardi. "Le aziende hanno risposto, ora occorre lavorare - spiega il direttore, Sergio Viceconte - sono stati individuati dei punti di debolezza e lo ha fatto chi affronta problemi tutti i giorni, non chi si limita ad analisi dall'esterno". Chi affronta problemi, per esempio, come i sei mesi necessari per aumentare la potenza elettrica perché i cavi passano in Comuni diversi, le competenze si intrecciano e... Il Comitato sarà operativo entro settembre, subito dopo il "master plan". La buona notizia? Esclusa la Pfizer che lascia, dagli altri non sono arrivate avvisaglie di smobilitazione. G.D.G.

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Scusi, ma lei dovrebbe essere morto! . Quando nei giorni scor (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Frosinone)" del 13-09-2008)

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Di MARIALUISA LANCIA "Scusi, ma lei dovrebbe essere. morto!". Quando nei giorni scorsi si è recato allo sportello dell'ex Saub per sollecitare il rilascio del tesserino sanitario magnetico, tra una serie di reazioni emotive antitetiche e contrastanti, si è sentito rispondere così da una delle impiegate in servizio presso la Asl di Isola del Liri. Protagonista dell'equivoco tanto singolare, quanto inquietante, un noto politico di Santopadre - attualmente in amministrazione tra le fila della maggioranza - che dopo qualche istante di fastidiosa incredulità, ha deciso di approfondire la questione che, inutile nasconderlo, gli aveva provocato un certo fastidio. "E' stato a quel punto - ha spiegato l'uomo - che l'impiegata, peraltro molto gentile, mi ha chiesto il codice fiscale. Attraverso tale documento è stato possibile risalire all'elenco degli assistiti del 2007. Lì abbiamo ritrovato il mio nome. Mi è stato confermato quindi che ero vivo. E sono stato reinserito nella lista dell'anno corrente". L'ennesima beffa della burocrazia si è conclusa, così, con una risata liberatoria che ha sghiacciato l'imbarazzante clima che, facile immaginarlo, si era istaurato negli attimi immediatamente successivi all'inizio della conversazione tra i due. Di qui a pochi giorni il famoso tesserino sanitario che da un po' di tempo è diventato necessario per acquistare le medicine e per accedere agli accertamenti diagnostici e strumentali arriverà per posta. Mentre il "falso deceduto" tornerà ufficialmente tra i pazienti da curare e da assistere in caso di necessità. E poi dicono che la Sanità italiana non . risana. Un equivoco di carattere burocratico, dunque, che si è risolto nel giro di pochi minuti. A breve l'uomo riceverà il tesserino magnetico e non gli resterà altro che raccontare lo spiacevole imprevisto.

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La ristrutturazione del palazzetto di Scapriano non sarà ultimata per l'inizio del campion (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 13-09-2008)

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Di GUSTAVO BRUNO La ristrutturazione del palazzetto di Scapriano non sarà ultimata per l'inizio del campionato nazionale di serie A di basket (5 ottobre contesa fra Banca Tercas ed Armani Milano). Non è una buona notizia. Come conseguenza primaria c'è da registrare che i lavori che interessano l'ampliamento della tribuna Vip con la realizzazione di altri due gradoni per portare la capienza dagli attuali 3.252 ai 3.500 richiesti espressamente dalla Lega Basket slitteranno. "Non ce la facciamo proprio - ha detto l'ormai ex assessore allo Sport del comune di Teramo, Giorgio Di Giovangiacomo- perché ci sono stati innegabili ritardi e perché oltre all'ampliamento c'è stato pure imposto la realizzazione di altre due uscite di sicurezza da parte della commissione. Le stiamo realizzando proprio sotto gli ingressi principale, ma questa ulteriore prescrizione ci ha costretto a modificare gli interventi che avevamo pianificato". Al ritardi legati alle modifiche degli interventi strutturali si è aggiunto un altro ritardo perché c'era pure stato uno slittamento da parte del comitato organizzatore dei Giochi del Mediterraneo per l'erogazione di un corposo contributo mirato proprio alla realizzazione del progetto di ampliamento del palazzetto. "Ritardo sì c'è stato- ha aggiunto l'assessore- e non poche trasferte a Pescara mi sono dovuto sobbarcare proprio per sollecitare l'approvazione del contributo. Adesso la questione l'abbiamo risolta, solo che materialmente non ce la faremo a rendere fruibile la tribuna vip per la prima di campionato". Ci saranno problemi per quanto riguarda l'ordine pubblico? "Non credo- ha aggiunto Di Giovangiacomo- perché a Scapriano non abbiamo mai registrato episodi di tifo violento, certo qualche problema di posizionamento per i tifosi della tribuna vip ci sarà ma sarà questione di pochi giorni perché noi nel frattempo stiamo lavorando". E per il palazzetto di San Nicolò quello che dovrebbe ospitare la gare casalinghe della Tekno la quadra di pallamano che disputerà il campionato di Elite? Di Giovangiacomo: "Laggiù il discorso è diverso, manca il pavimento per il resto è tutto a posto. Solo che dopo l'ultimazione dei lavori dovremo attendere l'omologazione e si sa che la burocrazia in questi ha i suoi tempi".

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Non sempre si riesce ad andare oltre lo spazio chiuso di Manuel Orazi Alla Biennale irrompe il politicamente corretto di Rifkin (sezione: Burocrazia)

( da "Riformista, Il" del 13-09-2008)

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Architettura non sempre si riesce ad andare oltre lo spazio chiuso di Manuel Orazi Alla Biennale irrompe il politicamente corretto di Rifkin L'ambiguo titolo "Là fuori. Architettura oltre il costruire" lascerebbe supporre che il centro della scena sarebbe stato occupato dalla vita nelle città, mettendo a fuoco il potenziale espressivo dei periodi abitualmente definiti di "decadenza" come il nostro, scardinando dalle fondamenta ogni vulgata in cui fanno da guida il culto per il "classico" o per la creatività autoriale. Sarebbe stata di certo una Biennale diversa dal solito. E invece chi entra all'Arsenale viene accolto da un fuoco di fila di sontuose installazioni d'autore opera dei "soliti sospetti": Frank Gehry, i Fuksas, Zaha Hadid, Coop Himmelb(l)au, e tanti altri: Oggetti firmati, sublimi virtuosismi estetici degli architetti più potenti della terra. Così nuove proposte che aprano squarci sulla realtà urbana o sulla trasformazione del ruolo dell'architetto bisogna andarsele a cercare nelle pieghe di questa esposizione, nella rassegna povera ma bella curata da Emiliano Gandolfi al padiglione Italia, "Experimental Architecture", o nei padiglioni nazionali. Quello italiano curato da Francesco Garofalo, è un'onesta ricognizione sul tema dell'abitare in tre momenti (storico, documentario, progettuale) che non prescinde dall'architettura, che dunque non va "oltre" ma piuttosto le gira intorno in un allestimento un po' scialbo - da segnalare il progetto del gruppo Baukuh che propone di risolvere l'emergenza abitativa milanese riempiendo ottanta vuoti urbani del centro storico con altrettanti progetti didascalici. Ieri poi il palinsesto è stato movimentato da Jeremy Rifkin, il celebre economista vegetariano-americano, che ha presentato la "Carta per l'architettura del prossimo millennio", sorta di manifesto della cosiddetta architettura sostenibile che ricicla le acque di scarico e tende a rendere totalmente autonomi gli edifici dal punto di vista energetico. Insomma, il trionfo del politically correct ospitato laicamente dalla Biennale a fianco dei prototipi milionari di edifici aerodinamici opera dei newyorchesi Asymptote - gruppo futuribile che lavora "nell'era digitale" ma ha la sua bella seconda casa di pietra nel verde a Urbania. Infine per la serie "facciamoci riconoscere" segnaliamo l'ennesimo caso di volgare provincialismo italiota: per festeggiare il proprio decennale, la raffinata rivista 2G di Barcellona ha organizzato un concorso internazionale d'idee per ripopolare la laguna veneziana e ripensarne il futuro. Rispettosamente informa e coinvolge tutti gli enti locali del caso e, a sue spese, organizza una mostra dei migliori progetti nell'isola di Sant'Erasmo, per la gioia anche della Biennale che avrebbe così arricchito l'offerta della manifestazione. Solo che l'efficiente burocrazia della "Istituzione Parco della Laguna di Venezia" ha messo i bastoni tra le ruote ai catalani, pretendendo di inserire i progettini del proprio ufficio tecnico. Risultato: mostra saltata, però l'editore Gili, amando Venezia nonostante tutto, ha affittato un vaporetto che presenta libri e offre spritz gratis a tutti i visitatori. Aridatece i fannulloni. 13/09/2008.

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Per la prima volta una festa "insieme" per Mondovì e Ceva (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 13-09-2008)

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CONFARTIGIANATO. A VICOFORTE Per la prima volta una festa "insieme" per Mondovì e Ceva La data di oggi sarà ricordata da Confartigianato non solo perché c'è una festa in cui colleghi, amici, familiari e simpatizzanti dell'associazione si ritrovano, ma soprattutto perché per la prima volta le zone di Ceva e Mondovì si uniscono nell'organizzazione della manifestazione, da sempre momento importante nella vita associativa. Artefici dell'operazione sono i due responsabili di zona: Roberto Ganzinelli (vicepresidente provinciale) e Vincenzo Amerio, con la "benedizione" del presidente provinciale Sebastiano Dutto. Così, dopo la messa al Santuario di Vicoforte (alle 16,30), dalle 18, alla Casa Regina Montis Regalis si aprirà una fase di nuova collaborazione che dovrebbe andare nelle intenzioni oltre la festa, con uno sguardo rivolto al futuro. "Siamo orgogliosi - sottolineano i presidenti Amerio e Ganzinelli - di celebrare insieme quest'appuntamento annuale". Le zone di Ceva (33 Comuni) e Mondovì (21) costituiscono un'importante realtà economica dell'artigianato cuneese. Lo dicono i numeri, gli associati alla Confartigianato Cuneo sono 13.300: Mondovì ne conta 980, Ceva 467. A livello monregalese: 305 aziende sono nel campo dell'edilizia, 200 dei metalli, 169 impiantisti, 99 settore legno, 77 trasporti. Nel Cebano: 172 edilizia, 88 metalli, 78 impiantisti, 50 legno, 48 trasporto. I temi oggi saranno tanti: non ultimo, le energie rinnovabili sulle quali, alle 18, si aprirà un convegno, dal sottotitolo "come accedere ai contributi e sgravi di imposte". Poi i presidenti dei due direttivi procederanno alla premiazione dell' "artigiano dell'anno" e degli "artigiani benemeriti". Ganzinelli: "Gli artigiani hanno bisogno di ridurre i costi dell'aprovvigionamento energetico e delle tasse". Amerio, responsabile di zona da 23 anni: "Uno degli obiettivi di sempre: ridurre la burocrazia".

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Innovazione: meno burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Denaro, Il" del 13-09-2008)

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Soldi & Imprese qui bruxelles Innovazione: meno burocrazia Così si potenziano gli investimenti nell'hi tech secondo il Parlamento Ue francesco fracasso Tagliare la burocrazia per potenziare l'efficienza della ricerca europea sull'High-tech. E' quanto chiede la Commissione europea a Parlamento e Consiglio dopo la presentazione del rapporto preparato dal gruppo di lavoro presieduto da Esko Aho, già primo ministro finlandese. La relazione mette in evidenza la necessità di eliminare gli ostacoli burocratici che impediscono alle Pmi di partecipare alle ricerca Ue sulle nuove tecnologie. La promozione di partenariati pubblico-privati, come le iniziative tecnologiche congiunte per la nanoelettronica e i sistemi integrati finanziate per 5 miliardi di euro dalla Commissione, rappresenta una priorità per assicurare la commercializzazione dei risultati della ricerca. La Commissione invita le altre due istituzioni Ue a sviluppare un approccio congiunto per il finanziamento della ricerca nell'Ue, creando cosi' un clima più favorevole verso l'innovazione e più attrattivo nei confronti delle Pmi. Favorire l'accesso delle imprese ai capitali di rischio e sviluppare standard per nuovi prodotti innovativi rappresentano gli obiettivi che si intende raggiungere con le azioni proposte dal rapporto : fra questa la riduzione delle formalità amministrative per la partecipazione alla ricerca Ue da parte delle imprese, che in futuro potranno avvalersi di procedure di partecipazione più semplici e più brevi. "La ricerca europea nelle nuove tecnologie ha conquistato una posizione di leader mondiale nelle telecomunicazioni e nei sistemi audiovisivi nonché in settori quali le automobili intelligenti e la medicina - commenta il commissario alla società del'informazione e ai media Viviane Reding - Tuttavia, stiamo perdendo terreno per quanto riguarda il livello e l'intensità di investimenti a favore della ricerca nel settore ed è un dato di fatto che non riusciamo a commercializzare i risultati della ricerca". La Commissione punta a tradurre la ricerca dell'Ue in crescita, posti di lavoro e competitività. " Per questo motivo abbiamo bisogno di un approccio alla ricerca e all'innovazione nelle TIC all'insegna del mercato unico- continua Reding- Occorre ridurre le formalità amministrative e superare la paura del rischio, incentivando al tempo stesso un clima politico più proattivo. Lo abbiamo già fatto con i telefoni cellulari: oggi sono 3 miliardi i cellulari che in tutto il mondo utilizzano lo standard europeo Gsm. Possiamo riuscirci di nuovo". La Commissione intende stanziare oltre 9 miliardi di euro nel programma di ricerca sulle telecomunicazioni nel periodo 2007-2013, con un finanziamento che ammonta ad oltre il doppio di quanto stanziato fra il 2003 e il 2006 (4 miliardi di euro). Proposte e obiettivi della Commissione Definire procedure amministrative più rapide per le Pmi che partecipano a progetti europei di ricerca Favorire l'accesso delle imprese ai capitali di rischio Sviluppare standard per nuovi prodotti innovativi Dotazione finanziaria del programma di ricerca sulle TIC 2007-2013 : 9 miliardi di euro Tra le proposte della Commissione Ue: favorire l'accesso delle imprese ai capitali di rischio e sviluppare standard per nuovi prodotti innovativi. del 13-09-2008 num.

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Spazio 2009: ecco i progetti (sezione: Burocrazia)

( da "Denaro, Il" del 13-09-2008)

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Soldi & Imprese incentivi Spazio 2009: ecco i progetti Technapoli e l'agenzia Apre presentano le agevolazioni per la ricerca Un miliardo e 430 milioni di euro stanziati dalla Comunità Europea per l'innovazione tecnologica e la ricerca nel settore aereo spaziale con ripartizione settennale. L'iniziativa, presentata alla Camera di Commercio di Napoli durante il lancio del progetto organizzato dall'Apre Agenzia per la promozione della ricerca europea dal consorzio TechNapoli del Parco scientifico e tecnologico dell'area metropolitana di Napoli e Caserta, e dall'Asi Agenzia Spaziale Italiana rientra nel più ampio progetto del 7pq, settimo programma quadro per la ricerca e lo sviluppo tecnologico, organizzato e promosso dalla Comunità europea. Fabio De Marco Al lancio del progetto, presso la Camera di Commercio di Napoli, organizzato dall' Asi, dall'Apre e dal consorzio TechNapoli, intervengono esponenti delle istituzioni, della ricerca, della formazione e dell'imprenditoria campana, nazionale ed europea, al fine di dare una struttura ed un' organizzazione integrata e coordinata per sfruttare al meglio i fondi stanziati. Presenti al convegno il presidente di TechNapoli, Luigi Iavarone, l'assessore alla ricerca della Regione Campania, Nicola Mazzocca; Francesco Capobianco, assessore alle Attività Economiche della Provincia di Caserta, il direttore dell'Apre - Diassina Di Maggio, e Marco Pascucci, delegato nazionale settimo programma quadro, tema spazio, e il presidente del Carn Campania Aereospace network - Luigi Carrino. Ad introdurre la presentazione del progetto il presidente di TechNapoli, Iavarone: "Con lo stanziamento di questi fondi abbiamo la possibilità di misurare la validità dei nostri progetti in un contesto internazionale. Per aggiudicarsi una quota dei finanziamenti messi a disposizione dalla Comunità europea, sarà fondamentale la collaborazione di istituti bancari che sostengano il restante 50 per cento non finanziato dal progetto, e un sostegno delle istituzioni con manovre che snelliscano la pesante burocrazia nostrana." Sottolineando l'importanza dell'evento interviene l'assessore Regionale Mazzocca: "Ci è offerta la possibilità di candidare la nostra regione a distretto industriale europeo, dando un netto taglio con il passato attraverso una forte presenza delle nostre imprese a livelli di qualità e specializzazione internazionali." Mettendo in evidenza le attuali carenze del sistema economico campano prende la parola l'Assessore Provinciale Capobianco: "Bisogna rispondere prontamente all'esigenza di modernizzazione delle imprese. Attualmente la Campania è in ritardo sia nelle politiche di settorializzazione sia nella valorizzazione dei marchi." Individua delle possibili soluzioni alle problematiche esposte da Capobianco, il Presidente Diassina Di Maggio: "La nostra attenzione va focalizzata nella ricerca del triangolo virtuoso, ovvero la collaborazione tra i settori della ricerca, delle istituzioni e della finanza." Smorza un po' l'entusiasmo generale per il progetto il Professor Pascucci precisando: "I fondi stanziati per i prossimi sette anni sono notevoli, ma nel bando attuale si tratta di 50 milioni totali e noi puntiamo ad ottenere al più il solo 10 per cento." Rilancia con entusiasmo il Presidente del Carn, Luigi Carrino: " Dobbiamo profondere grande impegno per utilizzare al meglio questa grande possibilità dataci dall'Europa, concentrandoci sulla necessità di una politica di sviluppo integrata e sulla costituzione di grandi strutture di ricerca, frutto di politiche di aggregazione e coesione per essere competitivi nel mercato globale." I numeri Progetti presentati 12 Progetti approvati 4 Finanziamenti Richiesti 37,6 milioni Finanziamenti Stanziati 18,3 milioni Sono dodici i progetti presentati all'interno di Spazio 2009 del 13-09-2008 num.

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Burocrazia soffocante, Mezzogiorno al palo (sezione: Burocrazia)

( da "Denaro, Il" del 13-09-2008)

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Campania Burocrazia soffocante, Mezzogiorno al palo Esperti a dibattito sul tema "Città e territorio nella competizione globale" Incapacità di scegliere ma soprattutto di decidere e realizzare in tempi brevi progetti attrattivi di capitali internazionali. Incapacità di spesa e farraginosità burocratiche e istituzionali, questi i limiti di Napoli: tanti cantieri, ma solo per allargare marciapiedi. Una battuta che sintetizza bene il seminario del Premio Sele d'Oro Mezzogiorno sul tema "Città e territorio nella competizione globale". Dagli interventi emerge come le incertezze e la mancanza di politiche finalizzate all'attrazione degli investimenti frenino non solo Napoli, ma l'intero Mezzogiorno. Il dibattito ha offerto lo spunto per un confrono tra il capoluogo campano e Berlino, tra gli ospiti del premio, infatti c'è Hans Stimman, l'architetto che ha ripensato e ricostruito la capitale edesca. Napoli è la metafora dei problemi del Sud, una città che storicamente è stata una grande capitale europea, che nel nuovo scenario globale non riesce a decollare, né ad avere un mercato attrattivo per nuovi investimenti. Criticità di Napoli e del Sud e soluzioni sono state al centro del dibattito del secondo seminario in programma per la XXIV edizione del Premio Sele d'Oro Mezzogiorno, dal titolo Città e territorio nella competizione globale. Tra gli ospiti anche una personalità di valore internazionale, come Hans Stimmann, che riceve oggi il premio speciale Sele d'Oro 2008, come riconoscimento della sua attività di Direttore dell'Ufficio per lo sviluppo urbano di Berlino. "Se guardiamo agli indicatori, il successo e la competitività di una città - dice Massimo Marrelli, ordinario di Scienze delle Finanze all'Università Fdereico II - dipendono da quattro elementi: struttura economica, risorse umane, dotazioni del territorio e contesto istituzionale. In un paese dove ci sono 100 mila leggi, il punto centrale è la semplificazione istituzionale, lo snellimento delle procedure, altrimenti gli investimenti esteri non arriveranno mai". Confrontando Napoli e Berlino, infatti, il docente rileva come le due città abbiano vissuto la medesima deindustrializzaione. Punto ulteriore è la visione della città: "per essere attrattiva" rileva l'urbanista Fabrizio Mangoni, "bisogna che possa rispondere tre domande: che cosa può fare un investitore, in quanto tempo e con chi", e soprattutto, aggiunge, "occorre una nuova visione di città cooperativa, dove possa realizzarsi un vero scambio tra gli individui e le intelligenze". L'urbanista, poi, pone l'accento sul grave problema dei ritardi delle procedure e delle concessioni edilizie, a fronte di una domanda esponenziale di immobili, che la malavita "potrebbe intercettare". I ritardi nell'implementazione delle misure decise, quindi delle politiche del territorio, sono realtà emblematiche, come spiega Marrelli, "a Napoli si impiegano mediamente un anno e otto mesi, nei Paesi Ocse, bastano solo otto mesi". "A differenza di Berlino, a Napoli il Governo non ha affatto investito", sostiene l'architetto Giovanni Cafiero, che ha rilanciato la proposta di Svimez, "di un cambiamento istituzionale attraverso l'autorità metropolitana". La questione, però non interessa soltanto la città capoluogo, ma tutto il territorio campano. Come fa notare Giuseppe Soriero, presidente dell'Associazione "Il Campo", "Napoli deve essere riconsiderata come una delle grandi capitali europee, ma tutto il Sud soffre pesantemente di una grave carenza d'integrazione territoriale". In conclusione, i suggerimenti di Hans Stimmann per il rilancio del capoluogo campano, "Napoli deve rimodulare i suoi spazi, crearne di vuoti per riempirli con arte, cultura e attrazioni per i giovani. Il Governo centrale - conclude Stimmann - dovrebbe intervenire sulla rete infrastrutturale, in particolare sulle reti ferroviarie. Inoltre si colpiti dal fatto che su tre aeroporti, nessuno sia internazionale". ELE. TED. del 13-09-2008 num.

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Bio-tech, copiate il Nord Carolina (sezione: Burocrazia)

( da "Denaro, Il" del 13-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Napoli ricerca Bio-tech, copiate il Nord Carolina Esperti Usa ospiti del console Thrun: Dalla crisi al boom, noi abbiamo fatto così Ospite del console americano a Napoli Patrick Thrun, una delegazione del Dipartimento del commercio statunitense (Paul Corson, Lynn Costa) e dell'Università della Carolina del Nord (Leslie Alexandre) ha avuto modo di approfondire la conoscenza del sistema campano della ricerca al quale propone di adottare la formula che ha trasformato il North Carolina da stato povero, con un indice della disoccupazione doppio rispetto alla media federale, in uno stato ricco. Il segreto è stato puntare con decisione e perseveranza sul settore delle biotecnologie orientando tutte le scelte fondamentali del paese in quella direzione. I risultati non si sono fatti attendere. L'intervista che segue è il frutto di una conversazione collettiva alla quale ha preso parte anche Zaira Burlo di Finmeccanica. alfonso ruffo Che relazione c'è tra il progetto per lo sviluppo economico della Carolina del Nord e quello molto caro all'ambasciatore statunitense in Italia, Ronald Spogli, denominato Partnership for Growth? Il primo è parte del secondo. L'intenzione è trasferire la cultura dell'innovazione, e di un ambiente che la sostenga, perchè diventi in Italia patrimonio del Mezzogiorno dove ci sono enormi possibilità di miglioramento Che cosa vi ha fatto decidere di puntare a Sud per la vostra missione? A Napoli, in Campania, in tutte le regioni meridionali, ci sono incredibili talenti nelle università e nei centri di ricerca. Ma occorre potenziare il rapporto con il mondo delle imprese e mettere a frutto i risultati del lavoro. Che parte ha, da voi, il sistema universitario nella capacità di creare ricchezza? Una parte centrale, soprattutto nella fase delicata del trasferimento tecnologico che viene assistita da un robusto sistema finanziario. Quanto robusto? Venti anni fa in tutto lo stato della Carolina del Nord operava una sola società di venture capital. Ora i venture capitalist sono venticinque; dieci nel solo comparto della ricerca tecnologica. E' diffuso il fenomeno dei business angels? Molto. Siamo davvero fortunati ad avere tanti soggetti impegnati a sviluppare idee e applicazioni imprenditoriali. Come nasce la decisione di puntare sulle biotecnologie? La Carolina del Nord aveva un sistema industriale vecchio, non più competitivo. Obiettivo comune è stato scegliere un settore rivolto al futuro e dotarlo di tutti gli strumenti capitali, ricerca, modello di rapporto con le imprese in grado di assicurare il successo. E' stato sufficiente? Naturalmente il processo ha determinato la nascita di una formidabile rete di fornitori anche nel campo delle professioni. L'intera comunità ha risposto alla sfida. Che ruolo ha avuto lo Stato? All'inizio avrebbe voluto interessarsi di tutto. Poi ha capito che non sarebbe stato possibile e ha creato un istituto indipendente che non fa politica, non è un banchiere, non si occupa di ricerca ma garantisce che gli altri facciano il proprio dovere. Tutto qui? La cosa più utile è assicurare un ambiente favorevole alla crescita. In particolare, c'è grande attenzione intorno alle regole che proteggono la proprietà intellettuale. Godono le vostre imprese tecnologiche di un'offerta fiscale favorevole? La politica fiscale è incentivante ma si può sempre migliorare. In più, lo stato ha sostenuto grandi investimenti in programmi di formazione (60 milioni di dollari nella sola industria farmaceutica) oltre che nella costruzione e nel mantenimento di centri di eccellenza. Avete avuto modo di conoscere la realtà dei centri di competenza campani? Purtroppo non siamo riusciti a organizzare visite sul posto ma abbiamo incontrato alcuni tra i responsabili con l'obiettivo di avviare rapporti di ricerca e agevolare intese commerciali. Siamo stati ben impressionati dall'incubatore di Città della Scienza. Quanto pesa da voi la burocrazia? La burocrazia esiste anche da noi. Ma abbiamo la fortuna di essere governati da persone che credono nell'investimento tecnologico e s'impegnano direttamente a favorire il buon esito delle iniziative. Come interviene il livello federale? Con una legge unica sul trasferimento tecnologico che disciplina con chiarezza e trasparenza diritti e doveri della proprietà intellettuale. Lo sviluppo economico è compito del governo locale, dello stato ma anche dei comuni. Il perseguimento degli obiettivi riguarda tutti i livelli. Nei vent'anni in cui si è materializzata la crescita, c'è stata alternanza alla guida dello Stato? Sì, certo, nella Carolina del Nord abbiamo avuto governatori democratici e repubblicani. In entrambi i casi fortemente impegnati a promuovere la scienza e le sue applicazioni economiche. del 13-09-2008 num.

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MIA FIGLIA è AUTISTICA, AIUTATELA (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Circondario Nord)" del 13-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

FRATTAMAGGIORE. APPELLO AL COMUNE "Mia figlia è autistica, aiutatela" ROSALBA AVITABILE Frattamaggiore. Quando la burocrazia si ferma nell'ufficio protocollo del Comune di Frattamaggiore. È quello che è accaduto a Rosaria Capasso e Antonio Liguori, genitori di una bimba autistica, affetta dalla sindrome di Rett dall'età di due anni. Cosa è accaduto? Il 15 maggio scorso la signora Capasso ha sottoscritto una richiesta al Comune per avere un incontro con il sindaco, Francesco Russo. Nella missiva che porta il numero di procollo numero 9375 si legge: "Visto le condizioni fisiche di mia figlia, chiedo di poter ricevere attraverso i responsabili dell'ufficio assistenza sociale del Comune un aiuto materiale da parte di un operatore a domicilio". Sono trascorsi quattro mesi ma fino a oggi nessuno ha convocato la signora Capasso per darle una risposta. Poichè a Frattamaggiore - stando a quanto denunciano le associazioni di portatori di handicap - c'è poca attenzione da parte delle istituzioni verso le fasce più sfortunate, per non parlare delle barriere architettoniche che sono evidenti in ogni angolo della città, la mamma della bimba disabile lancia ora un disperato appello anche agli altri sindaci dell'area frattese. "Non abbiamo bisogno di soldi ma solo di assistenza materiale a domicilio, che tra l'altro è un diritto. Quest'estate ho dovuto autotassarmi per avere un aiuto in casa". Il primo cittadino, Francesco Russo, spiega: "Mi dispiace per l'accaduto, non ho mai ricevuto nessuna richiesta da parte di questa famiglia. È anche probabile che mi sia sfuggita, ma sono disponibile a risolvere il problema".

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I luoghi del turismo descritti da Ramsay inglese di nascita e modicano di adozione (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 13-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Segue dalla copertina l'intervista a Ramsay Gilderdale. E come si interpreta? Chi viene a Noto, Ragusa, Modica, Scicli ha una cultura alta, e palato raffinatissimo. Ha tra i quaranta e i sessanta anni, e buona disponibilità economica. Ad attrarre non è solo o tanto il mare, e neanche il barocco. E cosa, allora? Il vostro stile di vita, slow, lento, la vostra gastronomia, la vostra luce e il vostro clima. Mi commuove il modo in cui i miei concittadini modicani accolgono i turisti, come un figliuol prodigo. Qual è il pregiudizio che hanno, se ne hanno, gli inglesi nei nostri confronti? Tutti hanno visto "Il Padrino", per loro la Sicilia è quella di quel film. Montalbano in Inghilterra non è arrivato, perché non abbiamo doppiatori. O un film è girato in madrelingua oppure non viene doppiato, tranne che non sia "Il Postino" o "La vita è bella". Io spiego che qui non c'è Cosa Nostra, e neanche una microcriminalità paragonabile, che so, a quella napoletana. Dopo Taormina, Palermo, Agrigento, l'Etna e Ortigia, da breve tempo negli itinerari turistici vengono inclusi anche i Comuni Unesco del Val di Noto. Un caso a parte è Scicli. Perché? Perché Scicli è famosa da tempo, di Scicli parlò Anthony Blunt, nel 1967, in "Sicilian Baroque", descrivendola come una città conservata nella gelatina. E di palazzo Beneventano scrisse: "Il più bello della Sicilia, di un pallido colore giallo-oro che al sole acquista un'indescrivibile opulenza. Blunt era il Conservatore della collezione privata dei gioielli della Regina. Poi si scoprì che sottobanco lavorava per i servizi segreti sovietici. Cosa non funziona in Sicilia? La burocrazia. E' assurdo che un non residente in Italia non possa acquistare un'automobile, che ci vogliano cinque mesi per autorizzare l'apposizione di una tabella fuori dal proprio ufficio, che sia più facile per un extracomunitario ricevere assistenza sanitaria in Italia che non per un europeo dell'area di Schengen. Esempio: se io sono un inglese, soffro di diabete, in patria non mi fanno l'assicurazione sanitaria perché diabetico, giungo in Italia, non posso fruire delle cure della sanità pubblica italiana e non sarò coperto neanche dall'assicurazione inglese. In Italia non potrò avere l'assicurazione volontaria, perchè è solo per gli extracomunitari, e senza assicurazione non potrò avere neanche la residenza. Se sto male, devo andare in una clinica privata italiana. Pagando. Cosa vorrebbe suggerire ai nostri amministratori? Sento dire che lungo la fascia costiera volete togliere le serre e fare villaggi turistici. Avete provato a chiedere a un straniero cosa ne pensa? Ok per l'eliminazione delle serre, ma nessuno sarà contento di vedere altro cemento. Meglio lasciare le serre piuttosto che veder colare nuovo cemento dietro le dune. Serve uno sviluppo turistico sostenibile e per il lungo termine, non per solo i prossimi dieci anni.

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Era stato querelato dal sindacoL'avv. Cardella è stato assolto (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 13-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sentenza del Tribunale di Ragusa Era stato querelato dal sindaco L'avv. Cardella è stato assolto a.c.) Si è concluso nella mattinata di ieri il procedimento penale davanti al giudice monocratico del Tribunale di Ragusa, per competenza territoriale, con l'assoluzione dell'Avvocato Cardella finito sul banco degli imputati con l'accusa di diffamazione a mezzo stampa. Come si ricorderà nel 2005 il legale Cardella, difeso dall'avvocato Angelo Trigona del foro di Licata, fu querelato dall'allora sindaco Angelo Biondi a seguito di un articolo a firma dello stesso Cardella apparso su mensile locale "La Vedetta" dal titolo: "Io clandestino infiltrato nella burocrazia del comune di Licata". Lo scritto riguardava e criticava l'iter seguito dall'allora sindaco Biondi, relativa alla nomina dell'attuale avvocato assunto a tempo determinato presso l'avvocatura comunale. L'amministrazione comunale per l'assunzione a tempo determinato di un legale, bandì un concorso per titoli a cui parteciparono alcuni avvocati del luogo. Il sindaco con "Intuito personam" assunse l'avvocato Michele Burgio. "La querela del Biondi mi indusse - a parlare è l'Avvocato Cardella - a denunciare il sindaco protempore presso la Procura di Agrigento per l'ipotesi d'abuso d'ufficio in quanto a mio parere, l'avvocato comunale era stato nominato in maniera illegittima. Su questa vicenda si aspetta la chiusura dell'indagine per un eventuale rinvio a giudizio o meno di Biondi".

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Dall'attrezzatura alla burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 13-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Quanto si spende Dall'attrezzatura alla burocrazia Diventare cacciatore è molto costoso. Se per il fucile si spendono dai 500 euro in sù, ma poi la spesa si ammortizza negli anni, l'acquisto delle cartucce, dei gambali e di altre attrezzature da rinnovare ogni anno si aggira sui 350 euro. Altri 400 euro si spendono per i tutti i permessi necessari. Prima di imbracciare la doppietta, bisogna presentare una domanda alla Provincia (i moduli sono sul sito www.provincia.cuneo.it/tutela_fauna/caccia/index.jsp) e sostenere un esame. L'ultima sessione disponibile per quest'anno è quella fissata per il 2 ottobre. Superata questa (e pagati 77 euro) bisogna anche pensare a rinnovare il porto d'armi in Questura a Cuneo. Qui la tassa governativa è di 176 euro, a cui si aggiungono altri balzelli vari per l'assicurazione, le tessere di adesione alle associazioni di cacciatori, i contributi da versare al proprio ambito territoriale di caccia per la gestione corrente e la creazione dei fondi necessari a pagare i danni (nel caso si scelga la caccia agli ungulati, così come i cinghiali).

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Rio Camera, lavori mai finiti L'impresa appare poi sparisce (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 13-09-2008)
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Argomenti: Burocrazia

COGGIOLA. POLEMICA Rio Camera, lavori mai finiti L'impresa appare poi sparisce [FIRMA]MATTEO PRIA COGGIOLA Continua la telenovela sul rio Camera. L'opera è terminata per il 90 per cento, ma l'impresa appaltatrice e la burocrazia tengono sotto scacco l'amministrazione comunale. Alcuni mesi fa la ditta era sparita senza dare più notizie, poi all'improvviso era tornata a farsi viva dicendo di voler terminare l'intervento, mentre ora nuovamente ha fatto marcia indietro decidendo di rinunciare all'incarico. Un comportamento che continua a vincolare l'amministrazione comunale al contratto d'appalto. La questione del rio Camera era stata sollevata durante l'ultimo consiglio comunale dal gruppo di opposizione "Coggiola domani" che aveva evidenziato le difficoltà. Il sindaco Gianluca Foglia Barbisin spiega l'evoluzione della situazione: "Era mesi che l'azienda non si faceva sentire e come amministrazione ci eravamo già interessati al problema: eravamo riusciti a incontrare un loro rappresentante, ma non avevamo ricevuto risposte alle nostre domande. Come amministrazione avevamo avviato le procedure per sollevare l'azienda dall'incarico. E' stata una sorpresa quando si è ripresentata appena qualche giorno prima che si concludesse la procedura. Un loro rappresentante si era nuovamente fatto vivo e aveva assicurato che i lavori sarebbero ripresi: addirittura c'è stato un sopralluogo nel cantiere per capire come procedere, invece ora registriamo l'ennesima retromarcia". I lavori sono praticamente chiusi, come conferma il primo cittadino: "Manca veramente poco a terminare i lavori. Al 90% il cantiere è finito da un anno, mancano i dettagli come le ringhiere o altre cose di completamento, per fortuna l'opera principale è in funzione, ma serve comunque ancora l'asfaltatura: il cantiere non può rimanere aperto all'infinito". Ora però davanti alla rinuncia dell'impresa i lavori dovranno essere nuovamente appaltati e il tutto potrebbe andare per le lunghe seguendo il normale iter burocratico. "Siamo in attesa che ci diano una risposta definitiva - conclude Foglia Barbisin - e successivamente decideremo come agire". Se il contratto dovesse sciogliersi il Comune dovrà riappaltare gli ultimi interventi e quindi la fine dei lavori dovrebbe essere fissato per il prossimo anno.

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Il modello Südtirol esempio per tutti (sezione: Burocrazia)

( da "Alto Adige" del 14-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Pietro Marangoni "Il modello SÜdtirol esempio per tutti" Il sottosegretario Martini rassicura Durnwalder su eurotunnel e autonomia BOLZANO. Sarà stato a causa del clima di stagnazione congiunturale che anche l'Alto Adige sta vivendo, sarà stato a causa dell'effetto elezioni provinciali alle porte, sta di fatto che ieri in occasione dell'inaugurazione ufficiale dell'edizione numero 61 della Fiera d'Autunno di economia si è parlato ben poco. Si è preferito parlare di politica. Ci si è interrogati, infatti, sugli scenari futuri di una ricca autonomia inserita in un sistema Paese che sta voltando pagina. La presenza del sottosegretario leghista Francesca Martini è stata l'occasione per esibire eleganti "passi di valzer". Francesca Martini, sottosegretario al lavoro, salute e politiche sociali che è arrivata a Bolzano per tenere a battesimo la Fiera d'Autunno, è stata accolta - dalla non folta, ma attentissima platea che ha seguito la cerimonia inaugurale - come una autentica star. Non sono mancati gli applausi scroscianti. Non solo perchè la Martini, già ex assessore regionale alla sanità della Regione Veneto, ha affascinato con la sua eleganza e i suoi modi raffinati, ma perché ha sciorinato un lungo intervento in un buon tedesco "in nome del rispetto della popolazione locale", perché ha esordito affermando che "la Fiera d'Autunno è la vetrina di un modello di economia vincente", perchè non ha mai pronunciato la parola Alto Adige preferendo solo la dizione SÜdtirol, perché ha valorizzato il "modello sudtirolese" (nelle sue varie declinazioni dal sociale all'ambientale) come esempio da seguire anche a livello nazionale, perchè ha salutato "con piacere" gli amici parlamentari della Svp presenti in sala, perché ha promesso di "appoggiare completamente le vostre richieste" (rassicurando così subito il presidente Durnwalder che le aveva sottoposto una lunga serie di interrogativi). Un idillio tra sala e inviata del governo che ha rasserenato molti dei presenti (essenzialmente vip di lingua tedesca), che ha fatto brillare (e non solo per il suo top di paliettes argentate) il sorriso della capolista della Lega SÜdtirol Elena Artioli e ha fatto dimenticare - almeno per una mattinata - i problemi di un'economia territoriale sempre più dipendente da una fondamentale manodopera d'importazione, soffocata da una macchina burocratica "pesante" e alle prese con problemi di produttività di aziende che se non trovano nuovi sbocchi di mercato soffronto della sindrome di Nettuno. Quella dell'acqua alla gola. Soddisfatto quindi il presidente Durnwalder che ha trovato indirette risposte alle sue appena espresse preoccupazioni: "Non certo il governo, ma qualcuno del governo - aveva infatti affermato con preoccupatzione Durnwalder rivolgendosi alla sottosegretario Martini - vuole crearci incertezze e per questo chiediamo di poter aver risposte. Non vogliamo aver altro che la sicurezza che la nostra autonomia non verrà toccata. Siamo anche noi pienamente d'accordo di collaborare al federalismo fiscale e vogliamo partecipare alla raccolta delle risorse per garantire una distribuzione equa così come riteniamo che la burocrazia sia un aggravio per la nostra autonomia. Tuttavia vogliamo avere gli strumenti per poter collaborare sempre più con Nord e Sud, per poter avere i giusti collegamenti per garantire i finanziamenti per l'eurotunnel e per assumere nuove competenze". Un finale tutto applausi e sorrisi. E un brindisi beneaugurante al GewÜrztraminer ha quindi "inaugurato" ufficialmente la Fiera d'Autunno augurando all'economia locale successo e benessere.

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Osservatorio e casa soggiorno i temi dei Piani degli interventi (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere delle Alpi" del 14-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

FELTRE. Sarà l'urbanistica a dominare nel consiglio comunale in programma domani sera. L'assemblea si dovrà occupare dei Piani degli interventi che riguardano Arson e più precisamente l'ampliamento della casa soggiorno di proprietà di Augusto Marchioro e la realizzazione del nuovo osservatorio astronomico con annesso planetario nella zona tra il cimitero frazionale e il centro. Opere importanti, delle quali ha già discusso il forum, che approdano in consiglio per l'adozione dopo essere stati esaminati dalla commissione urbanistica. In particolare, l'associazione Rheticus chiede con insistenza una sede per le osservazioni della volta celeste. C'è poi il secondo punto all'ordine del giorno nel quale il vincolo posto dal Ministero sulla città di Feltre torna d'attualità. E' il capogruppo consiliare della Lega, Nunzio Gorza, ad averlo redatto. Quest'anno il vincolo compie dieci anni. Un tempo sufficiente per Gorza per stabilire "che non si è dimostrato uno strumento di tutela del territorio, come avrebbe suggerito il buon senso e come pensato dall'immaginario collettivo, ma si è rivelato solo un inutile ostacolo che ha incrementato la burocrazia e messo in difficoltà il privato cittadino". Puntando "alla cultura federalista dell'attuale esecutivo", Gorza chiede "al governo italiano di decretare l'immediata abolizione del vincolo paesaggistico in vigore sul comune di Feltre, di inoltrare l'ordine del giorno ai parlamentari della provincia di Belluno affinché si attivino a sostenere la presente richiesta e ad esercitare gli adempimenti necessari ad attuarla e di inviare il documento al Presidente della commissione parlamentare e al Ministro competente, ai Presidenti di camera e senato e al Presidente del consiglio. (r.c.).

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Salvate Mondeval (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere delle Alpi" del 14-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Salvate Mondeval" Il professor Menicucci lancia l'allarme "Su quel sito anche mucche al pascolo" Dell'incuria i giornali hanno spesso parlato Ma nulla è successo SAN VITO. "Ignoti vandali", ha affermato il professor Italo Menicucci, dell'Università di Ferrara, "hanno divelto una parte dello steccato che era stato messo dai nostri ricercatori per salvare il sito di Mondeval de Sora. Salgo regolarmente al grande masso dove è stata trovata la sepoltura dell'Uomo di Mondeval, e quest'anno l'ho trovato piuttosto degradato. Un abitante di Selva, che non sapeva niente di questi ultimi danni", ha aggiunto il professore, "mi ha confermato però la diminuzione d'interesse da parte dei responsabili del sito, che sembra sia stato visitato durante l'estate anche da alcune mucche al pascolo". "Personalmente non sono un archeologo e neppure uno studioso di storia", aggiunge il docente, "ma ritengo inammissibile che un sito così importante, sia lasciato in balia degli eventi, senza una minima sorveglianza che serva a salvaguardare un sito così importante". La denuncia del docente ferrarese è stata fatta la settimana scorsa a Tai, durante la presentazione di un libro ambientato a passo Giau, suscitando nei presenti una unanime riprovazione. Dello scarso interesse dei responsabili dell'archeologia bellunese (e veneta più in generale) verso l'Uomo di Mondeval hanno parlato più volte i giornali per lunghi mesi. I vari mezzi di informazione ne ha scritto specialmente per evidenziare i tempi largamente più lunghi del previsto per l'apertura del museo comunale di Selva di Cadore. La struttura doveva essere inaugurata durante le scorse festività natalizie, insieme al DVD che ne raccontava la storia. Invece, per motivi prevalentemente finanziari, la sua apertura è stata posticipata al 2009, con grande danno per il turismo della Val Fiorentina e di Selva in particolare (ma anche della zona di San Vito, seppur solo di riflesso). Ma perché è tanto importante l'Uomo di Mondeval? Una quindicina di anni fa, era il 1987, in località Mondevàl De Sora, posta a 2150 metri, nel Comune di San Vito di Cadore, fu rinvenuta una sepoltura mesolitica conservata quasi intatta. Al riparo di un grosso masso, questo sito mesolitico di alta quota (che era già stato oggetto di attenzione da parte degli studiosi sin dal 1985), svelò inaspettatamente uno scheletro intatto di un cacciatore dell'età della pietra risalente a circa 7000 anni fa. In ambito scientifico fu una scoperta di portata mondiale, in ragione del perfetto stato di conservazione dei reperti di origine organica, soprattutto a causa dell'alta quota in cui fu rinvenuta una sepoltura così antica. Nonostante l'importanza della scoperta, la provincia di Belluno non è riuscita ancora oggi a sistemare in un museo adeguato il materiale rinvenuto. Un'operazione apparentemente logica in caso di ritrovamenti di tale portata, ma che evidentemente la burocrazia (o quant'altro) rende spesso quanto mai difficoltosa. La speranza degli appasionati di archegologia è ora quella che la denuncia del professor Italo Menicucci serva per lo meno a smuovere le acque.

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<non mandomia figliaa scuola> (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 14-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

"non mandomia figliaa scuola" la protesta di un genovese costretto a iscrivere le bambine in due istituti diversi daniele grillo Genova. Miriam ha sei anni, e a scuola, domani, probabilmente non ci andrà. Ha preparato la cartella, i quaderni, le matite colorate. Nell'inconsapevolezza della sua età non gliene importa nulla del maestro unico, del ritorno al grembiulino e del voto in condotta. Paolo, il suo papà, come ogni anno scolastico porterà l'altra figlia Eleonora, più grande di un paio di anni, nella scuola dove ha iniziato la sua carriera di alunna. Poi, "col cuore deluso", andrà dai carabinieri per autodenunciarsi: sua figlia minore, quest'anno, non frequenterà la scuola dell'obbligo. "Non posso fare altrimenti - racconta - ho solo chiesto che le mie due bambine fossero inserite nella stessa scuola elementare. Non sono stato accontentato, e io una delle due ad aspettare da sola il mio arrivo ogni giorno dell'anno non ce la lascio. Non manderò la più piccola a scuola, poi andrò a denunciarmi". Genova, direzione didattica di Quarto, scuole primarie "Fabrizi" e "Palli". Tra le strade che ospitano le due scuole, via Fabrizi e via Vecchi, non si può dire che ci siano distanze impercorribili. Ma quotidianamente, con un'attività in proprio sulle spalle e la necessità di far quadrare orari di ingresso esattamente coincidenti, ciò che agli occhi di chiunque potrebbe sembrare una sciocchezza diventa una vera e propria impresa. Di qui la scelta di non provare neppure a sostenerla. La provocazione di Paolo Olcese, che ha scritto una e-mail al Secolo XIX annunciando la sua intenzione di non portare la figlia a scuola, nasce da due motivi: la burocrazia e il regolamento dell'istituto. Il regolamento dà diritto di precedenza, in sede di iscrizione, ai bambini di quelle famiglie che risiedono più vicine all'edificio scolastico di riferimento. "Per i fratelli di bambini già iscritti non esiste alcun vantaggio - sostiene - ho scongiurato il direttore della scuola di semplificarmi la vita. Non c'è stato verso. Così Miriam è stata iscritta alla Palli, mentre Eleonora continuerà ad andare alla Fabrizi". Ma una delle due, è la minaccia messa nero su bianco, rimarrà a casa. segue >> 10 14/09/2008.

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Vittima di una guerra alla quale era estraneo (sezione: Burocrazia)

( da "Arena, L'" del 14-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

IL GIALLO. Le reazioni dopo il ritrovamento in Colombia dei presunti resti del giovane di Zevio scomparso 10 anni fa "Vittima di una guerra alla quale era estraneo" di Piero Taddei La famiglia Micheletti sapeva già da febbraio che in Colombia erano stati dissepolti resti umani che potevano essere quelli del congiunto Marco, il giovane che per amore di Ana Maria, incontrata durante una vacanza, era tornato nel Paese sudamericano per coronare il suo sogno: sposare la ragazza e impiantare un'azienda agricola. Ma la grande distanza tra Zevio e la Sierra Nevada e la burocrazia hanno reso più lenta l'ufficialità della macabra scoperta da parte del governo di Bogotà, che ha comunicato il ritrovamento ai parenti solo il 15 agosto scorso. Prima, grazie agli accertamenti sull'apparato dentario, era stata appurata l'identità dei resti dei due amici colombiani con cui Marco era stato visto per l'ultima volta - si tratta di Eduardo Andrés Delgado Torres e di Josè Carlos Hidalgo Brena, fratello della fidanzata di Micheletti - ammazzati da paramilitari che si presume abbiano fatto lo stesso con il giovane di Zevio. All'epoca i rapimenti a scopo estorsivo per finanziare il mercato delle armi erano il pane quotidiano in Colombia. La famiglia, la mamma Agnese, il papà Alessio e i fratelli Paolo, Maria Grazia e Roberto, tuttavia, non si arrende all'ipotesi che il ragazzo, scomparso nel giugno del 1998 a 30 anni, sia finito sepolto in una buca sulle pendici della Sierra Nevada. Attende certezze attraverso la comparazione del Dna, ma le pratiche ancora non sono state avviate. "Marco diceva sempre che non parteggiava per nessuna delle fazioni colombiane in lotta tra loro. A lui interessava solo realizzare il suo sogno", rimarcano i famigliari. La notizia della probabile morte di Micheletti dopo dieci anni di angosciante silenzio, ha scosso il paese, dove la famiglia di Marco è conosciuta, anche se nel 1983 in parte si è trasferita a San Pietro di Lavagno e in parte a San Martino. Il ragazzo si era innamorato di Ana Maria nel 1994, durante una vacanza in Sud America. Tornato in Italia si trasferì nuovamente oltreoceano, dove maturò l'idea di allestire un allevamento di trote e coltivare fragole e lamponi alla latitudine equatoriana. Marco già sognava di esportare in Italia i frutti del suo sudore. L'ultimo ritorno a Zevio risale alla fine del '97. Si fermò per alcuni mesi e quindi ripartì. I suoi genitori appoggiavano il progetto. Poi più nulla. I famigliari hanno inutilmente tentato, fino a pochi mesi fa, di battere tutte le strade per dissipare il mistero. Tra le tante congetture, si era ipotizzato che la volontà di Marco di acquistare alcuni terreni avrebbe disturbato qualcuno che su quelle aree aveva già messo gli occhi. Ma si è parlato anche di rapimento per riscatto. Sembra anche che ad un certo punto delle trattative pervenne perfino la richiesta, inutilmente esaudita, di far trovare un aereo per rimpatriare Marco. Il presunto assassino, Rigoberto Rojas Mendoza, membro di un gruppo paramilitare, ha affermato che il giovane veronese venne eliminato insieme ad un amico colombiano, i cui resti sono stati trovati nella stessa fossa, perché testimone di un omicidio. Alla famiglia ora non resta che attendere l'esito dell'esame del Dna. Se sarà positivo almeno avrà una tomba su cui mettere un fiore.

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Oggi cresce una cultura d'impresa che rompe con l'illegalità (sezione: Burocrazia)

( da "Unita, L'" del 14-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Oggi cresce una cultura d'impresa che rompe con l'illegalità" di Ninni Andriolo inviato a Ragusa "Una quindicina di anni fa in Sicilia c'era un'imprenditoria molto elitaria. Chi era iscritto a Confindustria pensava di appartenere all'antico circolo dei nobili. Oggi è diverso. È emersa una realtà consapevole della propria funzione sociale, convinta che senza legalità non c'è sviluppo". Andrea Vecchio, 69 anni oggi, guida l'Associazione dei costruttori edili catanesi ed è uno dei simboli della Sicilia che si oppone al racket. Lo incontriamo a Catania per capire meglio i cambiamenti che maturano nell'imprenditoria dell'isola. Da lì poi raggiungeremo Ragusa e l'azienda di Giorgio Cappello, un trentottenne che presiede l'Associazione regionale dei giovani imprenditori. Vecchio e Cappello, due generazioni distanti e diverse, condividono "senza tentennamenti" la linea tracciata da Ivan Lo Bello e dai "quarantenni" della squadra che guida Confindustria Sicilia: espulsione degli iscritti che pagano il pizzo e di coloro che colludono con la mafia. "Negli ultimi anni le imprese sono state "occupate" da un ceto medio che man mano è cresciuto - spiega Vecchio - Operai e impiegati della prima generazione, che si erano fatti le ossa come piccoli imprenditori, hanno investito sulla formazione dei figli, li hanno fatti studiare anche all'estero e, alla fine, li hanno impegnati nelle proprie aziende. È maturata così una cultura d'impresa che rompe con l'illegalità del passato. Una vera e propria democratizzazione, la casta dei privilegiati di un tempo oggi non c'è più". Incontriamo il presidente nella sede provinciale dell'Ance. Varcando la soglia del suo ufficio speriamo di sfuggire allo scirocco che tormenta la città, ma invano. "Le dispiace se spegniamo l'aria condizionata?", esordisce Vecchio, sicuro che non oseremo opporci. E, infatti, pagheremo la cortesia che mostriamo con il martirio di una lunga ora di afa. La stessa che, al contrario, lascia del tutto indifferente il nostro interlocutore. Le pareti della presidenza sono zeppe di manifesti dell'ultima campagna pubblicitaria contro le morti bianche: "vietato rischiare la vita sul posto di lavoro". Vecchio ci indica due sagome di cartone che raffigurano operai che precipitano da un'impalcatura. "Le abbiamo istallate sui ponteggi dei cantieri edili, una provocazione per sollecitare attenzione maggiore ai temi della sicurezza. La gente non può continuare a morire per portare a casa un salario". Qualche giorno fa questo energico settantenne che ci racconta con ironia la sua storia di imprenditore anti racket, ha indossato una maglietta verde e ha partecipato all'iniziativa contro la mafia promossa dal Teatro Bellini della città: mille ballerini in piazza contro la criminalità organizzata. La prima volta gli chiesero il pizzo nell'82, quando la sua impresa era appena nata. I tentativi di estorsione, poi, si moltiplicarono. Vecchio li ha sempre rispediti al mittente e regolarmente denunciati. Nell'estate del 2007 quattro attentati gli danneggiarono gravemente i cantieri, uno al giorno, dal 27 e il 31 agosto. "Un conoscente che fa il mio stesso mestiere, pochi giorni dopo quegli episodi, mi bloccò per strada e mi chiese conto delle mie denunce pubbliche - ricorda il costruttore - "ma cosa ti succede?", apostrofò, "con cinque o diecimila euro avresti sistemato tutto, invece hai fatto succedere questo pandemonio". È questo l'atteggiamento di molti, una quasi assuefazione.". Al contrario "dei campioni di una vecchia mentalità imprenditoriale dura a morire", le nuove generazioni delle quali parla il presidente dell'Ance Catania "avvertono un bisogno di associarsi che ricorda quello dell'antica classe operaia". La sua impresa conta duecento dipendenti e una ventina di cantieri sparsi per la Sicilia. "I miei tre figli hanno studiato a Catania - racconta Vecchio - Poi si sono perfezionati all'estero e hanno lavorato in altre imprese. Il figlio dell'imprenditore non può entrare nell'azienda di famiglia appena laureato, perché viene considerato da tutti come una recluta alla quale affidare le fotocopie. Perde l'autorità e il prestigio indispensabili per prendere in mano le redini". A Catania sono pochissimi gli operatori economici che denunciano il racket. E in questi giorni una dura polemica oppone Vecchio ai vertici di Confindustria etnea, gli stessi che contestano la gestione Lo Bello e che hanno fatto balenare, addirittura, la possibilità di deferire il presidente dell'Ance ai probiviri. "La richiesta di pizzo squilibra l'impresa e l'imprenditore - spiega Vecchio - Se una persona ha carattere reagisce e non si piega, se è debole si impaurisce e va a cercare l'amico. Se questo è onesto lo accompagna dalle forze dell'ordine, gli sta vicino moralmente ed evita che cada nel tranello. Se l'amico, al contrario, ha già ceduto per conto suo al racket, gli consiglia di rivolgersi a chi, con poche migliaia di euro, sistema la cosa. Due mesi dopo, però, gli esattori si ripresentano e così si entra nella spirale...". La stessa che vuole spezzare la Confindustria di Lo Bello con il codice etico anti estorsioni che suscita consensi, ma anche resistenze imprenditoriali più o meno sotterranee. I "quarantenni" del nuovo gruppo dirigente confindustriale siciliano? Vecchio li considera "boccioli" nati dalla sua pianta. "In Sicilia bisogna fare spazio alle nuove generazioni - insiste - la classe dirigente di quest'isola è ormai superata...". Con in tasca le frasi del presidente annotate con puntiglio lasciamo la sede dell'Ance etnea e imbocchiamo la Catania-Ragusa per raggiungere il leader dei giovani industriali siciliani. Giorgio Cappello, 38 anni, è il presidente del Consiglio di amministrazione di un'impresa che si occupa di trattamenti superficiali dei metalli e di verniciature industriali su profilati in alluminio. Un centinaio di dipendenti nelle tre aziende di famiglia, dove lavorano anche il fratello Giovanni e la sorella Ivana. "Mio padre Giuseppe era un artigiano - racconta Cappello - Finiti gli studi al tecnico industriale di Modica, lasciò Giarratana, un paesino dei monti Iblei di 3500 abitanti, e partì per Milano dove trovò lavoro in una fabbrica. Era figlio unico e per farlo ritornare in Sicilia i miei nonni misero in vendita alcuni terreni, mucche e pecore. Con quei soldi comprarono un'incudine, una saldatrice e un tornio, poi sistemarono un locale di 36 metri quadrati che prima veniva utilizzato per fare la ricotta". Cappello parla con orgoglio delle "radici contadine" della sua azienda: "17000 mq coperti e 50.000 scoperti" di oggi a fronte dei quaranta metri iniziali del papà fabbro "che riparava negli anni '60 attrezzi agricoli e che poi, pian pianino, dal ferro passò ai profilati in alluminio e allargò l'officina fino a raggiungeva i 600 metri quadrati...". "Nell'88, poi, quando mi diplomai, iniziai a occuparmi del settore commerciale - ricorda il presidente dei giovani industriali siciliani - No, gli studi non li ho continuati, è stata l'azienda la mia università". Giarratana, paese nel quale anche Giorgio Cappello è nato, divenne - alla fine - troppo angusto per un'impresa in piena espansione. "Nel '94 maturò la decisione di trasferire l'azienda a Ragusa, nel '95 ci assegnarono un terreno nella zona industriale della città". "Difficile oggi fare impresa in Sicilia?", chiediamo. "Mi creda - risponde l'imprenditore. Quest'isola è una terra straordinaria, se uno ha voglia di fare e tanto coraggio può emergere, come siamo emersi noi". Cappello è stato eletto lo scorso maggio alla presidenza regionale dei giovani di Confindustria, "Siamo tutti ragazzi impegnati nelle aziende, ci confrontiamo giornalmente con il mercato. Lavorano duro, non frequentiamo l'Associazione per fare politica...". Una "giovanissima generazione di imprenditori" che "condivide con grande convinzione" la svolta contro il racket. "Quella di Lo Bello è stata una scelta molto coraggiosa - insiste Cappello - Crediamo che lo sviluppo della Sicilia passi in primo luogo attraverso la legalità. La presa di posizione dei "senior" ha determinato una vera e propria rivoluzione culturale, e non solo tra gli imprenditori...". Provincia ricca quella di Ragusa: agricoltura, industria lattiero-casearia, trasformazione dei prodotti ortofrutticoli. "Un'isola nell'isola anche dal punto di vista criminale, perché solo nelle zone di confine con il Nisseno e il Siracusano si registra una presenza consistente del racket". Ma è la Sicilia nel suo complesso, con la sua mafia e la sua burocrazia, il problema con il quale la nuova imprenditoria si deve confrontare. E qui, per dirla con Marco Venturi, presidente regionale delle piccole imprese, "gli imprenditori, anche con i loro comportamenti individuali, devono determinare una linea netta di demarcazione tra quello che è legale e quello che legale non è". "Come?", chiediamo. "Le aziende, innanzitutto, devono essere in regola, deve pagare le tasse, rispettare i contratti, avere un mercato sano, rifuggire dalle zone grigie. Per questo espellere da Confindustria chi paga il pizzo rappresenta un segnale forte". Ma per "liberare" la Sicilia non bastano gli imprenditori e i commercianti che si oppongono alle estorsioni. E non bastano magistrati e forze dell'ordine, che "svolgono peraltro un enorme lavoro". "Tutti devono dare un contributo per fare avanzare la legalità - sottolinea Venturi - Noi industriali, ma anche noi professionisti, noi medici, noi professori, noi avvocati, noi politici.". Venturi, Lo Bello, Catanzaro, Montante, Vecchio e altri esponenti del nuovo corso confindustriale girano sotto tutela, una dimostrazione lampante che la "normalità" è ancora una chimera. Andrea Armaro, già portavoce dell'ex ministro della Difesa, Arturo Parisi, ha svolto un ruolo importante perché da Roma si garantisse sicurezza e scorte agli imprenditori siciliani e ha scritto diversi articoli per spiegare il significato della loro "rivoluzione culturale". "Hanno attirato l'attenzione dei media internazionali - ricorda - da Time a Newsweek, da Le Monde all'Economist, da Le Figaro al Pais, da Liberation all'Herald Tribune. Lo Bello e i suoi colleghi hanno dimostrato concretamente che è possibile un'altra Sicilia". (3 / fine. Le precedenti puntate sono uscite il 10 e il 12 settembre).

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Bruni tra i figli soli degli immigrati nella Bergamasca (sezione: Burocrazia)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 14-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

La delegazione del Comune alla Ciudad de los ninos Il sindaco: ci impegniamo a riunire le vostre famiglie dall'inviato Elena Catalfamo COCHABAMBA In una stanzetta un po' discosta dall'aula magna dell'Università Mayor di San Simon, mentre si celebra uno degli atti più importanti del gemellaggio tra Bergamo e Cochabamba, il console onorario di Bolivia a Bergamo, Giuseppe Crippa, e l'assessore alle Politiche sociali del Comune, Elena Carnevali, se ne stanno davanti a una cholita con un grembiule blu e un golf di cotone bianco. La campesina sarà alta un metro e poco più, curva, i capelli grigi, si stringe la borsa di jeans al petto quasi a farsi coraggio. Suo figlio, un giovane di 29 anni giunto in Italia per lavorare, è morto in un incidente stradale a Bagnatica. Il console si è fatto in quattro per cercare di avere almeno i soldi dell'assicurazione di quello scontro costato la vita a uno dei 17 mila boliviani presenti nella nostra provincia, la maggior parte senza documenti. Consegna alla madre la busta e le parole escono piano, poca cosa una busta di denaro per una donna che ha perso il figlio in quella città così lontana e sconosciuta. Le lacrime sgorgano e le parole si bloccano quando chiede di fare giustizia e ascolta il console che racconta di quanto quel ragazzo si fosse prodigato per i suoi connazionali immigrati. Poi si torna nell'aula magna portando nel cuore un'altra di queste storie di vita divise tra Bergamo e Cochabamba, vissuti che raccontano di affetti lontani, per i quali non si riesce a condividere la gioia di una nascita e neppure riabbracciare un figlio. Sono una ventina i famigliari di boliviani a Bergamo che hanno voluto incontrare la delegazione bergamasca guidata dal sindaco Roberto Bruni a Cochabamba per firmare il protocollo del gemellaggio tra le due città. Si alzano in piedi e con tono rispettoso raccontano di sorelle, ma anche di madri, di figlie, che vivono lontane lontane. La storia della migrazione da Cochabamba a Bergamo è quasi tutta al femminile, donne che lavorano con gli anziani o come domestiche, madri che hanno affidato i loro figli ai nonni o agli zii, ma anche a un vicino di casa, prima di partire. Storie di famiglie disgregate, separate dall'oceano, e dalla speranza di trovare opportunità di lavoro che in Patria non ci sono. "Vogliamo guardare soprattutto a queste famiglie e cercare di contribuire per quanto possibile alla loro unità" ribadisce il sindaco Bruni a proposito del gemellaggio che ha assunto da subito una forte connotazione sociale. E le direzioni sono due, spiegano l'assessore Carnevali e il console Crippa. Da una parte snellire la burocrazia di anagrafe ? ricongiungimenti e riconoscimenti dei titoli di studio ? e dall'altra vincere la disgregazione familiare spiegano in uno degli incontri più significativi della visita a Cochabamba dell'Amministrazione comunale. Un appuntamento vissuto subito dopo l'accoglienza alla "Ciudad de los ninos", fondata da padre Antonio Berta, e al Centro educativo ricreativo del Ticti Norte del bergamasco Massimo Casari, alcune delle opere realizzate dai bergamaschi in Bolivia. "La maggior parte degli orfani che ospitiamo alla Ciudad e degli studenti che frequentano le nostre scuole ? spiega Luciano Invernizzi, direttore della Ciudad ? hanno almeno un genitore che vive all'estero: negli Usa, in Argentina, ma anche in Spagna e Italia. I bambini vengono affidati nei casi più fortunati ai nonni, agli zii, ma anche ai fratelli maggiori e ai vicini. Alcuni bambini non ricordano neppure come è la mamma. Altri vengono abbandonati dai parenti cui sono stati affidati se la situazione economica peggiora. Ormai rappresentano la casistica più frequente". E alla Ciudad le accoglienze aumentano di giorno in giorno, ormai sono un migliaio gli studenti, 160 residenti, e gli altri suddivisi dalla materna alla scuola tecnica superiore. Al Ticti Norte, uno dei quartieri più poveri di Cochabamba, si arriva per una strada polverosa, battuta solo dai cani randagi. In questo grande oratorio a cielo aperto, fondato da un altro bergamasco, alza la mano una cinquantina di bambini dei 200 presenti su 500 circa che fanno il doposcuola da Massimo e Veronica Casari nel Centro educativo ricreativo. Sono i figli dei migranti. Una decina vivono anche in Italia. "C'è un bimbo qui che chiamano l'italiano, viveva in via San Bernardino e ora è rientrato" spiega Massimo Casari che racconta di quel centro costruito grazie alla solidarietà dei bergamaschi su un terreno messo a disposizione dall'alcaldia locale. I programmi che dal gemellaggio in avanti prenderanno corpo partiranno proprio da questi incontri e dall'analisi degli effetti di queste famiglie vissute a distanza come hanno ribadito all'Università Mayor di San Simon.

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Allarme a filicudi, saccheggio nei fondali "col batiscafo depredano le navi romane" - luigi barrica (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 14-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cronaca I tesori antichi del mare Allarme a Filicudi, saccheggio nei fondali "Col batiscafo depredano le navi romane" Allarme del museo archeologico e della Sovrintendenza del mare le antiche anfore vendute a 2000-2500 euro LUIGI BARRICA FILICUDI - Il Museo archeologico di Lipari lancia l'allarme: sub "tombaroli" saccheggiano le navi romane e greche che costituiscono uno dei giacimenti archeologici più preziosi del Mediterraneo, nel mare di Filicudi. Un colpo - l'ennesimo - alla fama turistica e storica delle isole Eolie, sulle quali già pende la minaccia dell'Unesco di revocare la qualifica di Patrimonio dell'umanità. I fondali di Filicudi nascondono decine di imbarcazioni che risalgono al IV-III secolo a. C., colate a picco sulle secche: migliaia di anfore e suppellettili costituiscono un richiamo irresistibile per i ladri di reperti, i quali, quasi indisturbati, raggiungono i 35-70 metri di profondità e depredano l'area. "Il fenomeno ormai ha le dimensioni di un disastro incontrollabile - è l'appello del professor Sebastiano Tusa, responsabile della Sovrintendenza del Mare di Palermo - Bisogna correre ai ripari". Per raggiungere i fondali i tombaroli del mare utilizzano ogni mezzo: hanno anche fatto ricorso a un batiscafo in grado di forare il fasciame e poi sollevare le anfore. Ostacolare i saccheggi è difficile, il presidio delle forze dell'ordine insufficiente a pattugliare l'enorme tratto di mare nel quale giacciono i relitti. "Per questo - dice Nino Terrano, responsabile di uno dei diving center di Filicudi - chiediamo l'istituzione di un'area protetta, quella all'interno della quale si trovano i relitti, vietata a tutti i natanti. Alla Regione qualcosa si sta muovendo, ma ostacoli e burocrazia frenano le procedure". "è stato chiesto - è la replica negli uffici dell'Assessorato dei Beni culturali di Palermo - l'intervento del ministero competente". Finora nessuna risposta. Ma non aspettano i tombaroli, che rivendono quanto hanno trafugato realizzando ingenti affari: una sola anfora al mercato nero viene venduta tra i 2000-2500 euro. "Un relitto contiene mediamente da mille a millecinquecento anfore. Il calcolo è presto fatto" - dice Attilio Roti, studioso di archeologia marina. Il mare delle Eolie dai tombaroli pretende un prezzo alto. Negli ultimi dieci anni, durante il saccheggio, sono morti sette subacquei ed almeno un'altra decina hanno subito invalidità permanenti. "è l'ora di creare strutture di sorveglianza capillari - chiede il professore Tusa - Abbiamo bisogno che le strutture pubbliche ci vengano incontro in ogni modo; servirebbero dei decreti legge". Filicudi non è la sola emergenza. L'altro casus belli dell'area è il porto turistico che dovrebbe essere realizzato con finanziamenti privati a Lipari, proprio fra i resti di un vecchio porto imperiale dell'età romana. "Il porto - dice il presidente della sezione di Italia Nostra, Valerio Franceschi - non va realizzato. L'area andrebbe invece salvaguardata. Ormai i predatori anche lì si tuffano e recuperano reperti d'ogni genere: anfore, piatti, monili e addirittura pezzi di colonnato che sostenevano vecchi templi dedicati alle divinità del mare".

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HA AVUTO il suo momento di gloria sul Web la lezione di quel giovane manager che incitava all'or (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il" del 14-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di RENATO MINORE HA AVUTO il suo momento di gloria sul Web la lezione di quel giovane manager che incitava all'orgoglio aziendale nel nome di Waterloo, da lui giudicata la più grande vittoria di Napoleone. Può capitare che a un esame giornalistico ci sia chi, interrogato su Garibaldi, se la sbrighi dicendo che "vestiva la camicia rossa". Può capitare per un onorevole l'America sia stata scoperta nel 1892. Storie di ordinaria ignoranza che riguarda la classe manageriale, quella politica, certo giornalismo. Per Giovanni Floris gli esempi non riguardano solo il decadimento della nostra classe dirigente. Sono l'espressione di uno scadimento generale dei nostri standard educativi, in un Paese dove il 19% dei laureati scrive a fatica due righe in italiano e non è in grado di comprendere le indicazioni per l'uso di un'aspirina. Il dolente pellegrinaggio di Floris è anche la mappatura fedelissima e impietosa de La fabbrica degli ignoranti (Rizzoli), cioè la scuola e l'Università valutate per ciò che costano e producono, per il modo con cui gestiscono le risorse. Cosa ha dietro di sé l'ignoranza diffusa, cioè "l'incapacità di maneggiare gli strumenti della conoscenza, della cultura, la fatica nel capire e farsi capire"? Un esercito di docenti senza alcuna prospettiva, carriere immobili e nessun riconoscimento del merito in una professione che è la più itinerante, "siamo diventati tappabuchi, low cost, badanti di studenti". Realtà di una burocrazia impazzita, con taglio di fondi e aumenti di sprechi. Dove può accadere che a Napoli, tra 13mila dipendenti, non si riescano a trovare i due bidelli necessari a far andare avanti una scuola. E che nel Friuli ci sia un turnover di professori (precari) per cui in una scuola i docenti cambino ogni anno. Il tutto in una situazione dove la mancanza di orientamento per gli studenti è una vergogna nazionale, con intere generazioni allo sbando, in una comunità scolastica "non selettiva, ma cinica". Essa premia i figli dei ricchi e penalizza quelli dei poveri che magari "sono bravi, ma sono soli, senza aiuto", senza sostegno e così a laurearsi sono i figli dei ricchi i cui studi sono pagati dagli altri, che si perdono per strada dopo essersi iscritti. La denunzia di Floris è davvero incalzante e intransigente, straordinariamente ricca di "documenti" distribuiti tra l'antologia di articoli, lo scavo intelligente sulle "sorprese" di Internet, le selezionate opinioni di esperti sulla paralisi della scuola e le cure necessarie. E tutto converge in una "emergenza sociale" e riguarda, attraverso il modello dell'esperienza scolastica, il declino di convivenza civile, prassi politica, innovazione culturale. Floris sa bene che quello sulla scuola è un investimento a lungo termine: spendere oggi può alleggerire il presente di chi lavora nella scuola. Ma se spendi bene, avrai i frutti tra dieci o venti anni, non puoi incidere immediatamente. A fronte di questi grandi temi egli avanza tre proposte "minimali". Sono la possibilità di scelta della sezione da parte dell'alunno per "il riconoscimento del valore del singolo insegnante". Il ripristino del voto in condotta che anticipa la riforma della Gelmini. L'istituzione di una Carta Atena destinata ai consumi culturali dei docenti. Piccole, provvisorie "cure" per un malato tanto grave, gravissimo.

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La prima Giornata per i malati di Sla (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 14-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Salute - data: 2008-09-14 num: - pag: 57 categoria: REDAZIONALE Guarire insieme di Edoardo Stucchi La prima Giornata per i malati di Sla Il 18 settembre 2006 alcuni malati di Sla (Sclerosi laterale amiotrofica) furono protagonisti di un “sit in” a Roma, davanti al Ministero della Salute, per sensibilizzare le istituzioni sui bisogni dei malati e per giungere, quindi, a un'appropriata gestione della malattia e un'adeguata presa in carico dei pazienti. Questo perché chi viene colpito dalla Sla va incontro all'incapacità totale di movimento autonomo, comunicazione, alimentazione e respirazione, fino all'insufficienza respiratoria terminale. A due anni di distanza, giovedì 18 settembre, si terrà la prima Giornata nazionale della Sla, promossa dall'Associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica, Aisla. Nei due anni trascorsi qualche passo in avanti è stato fatto, ma molti ne restano ancora da fare per migliorare sempre di più la qualità della vita dei malati di Sla e dei lori familiari e per trovare al più presto, attraverso un sempre crescente stimolo della ricerca, una terapia efficace per questa malattia. Disomogeneità dei trattamenti assistenziali, insufficienza dell'assistenza domiciliare, difficoltà di accesso alle sperimentazioni e ai farmaci per uso compassionevole, per non parlare dell'eccesso di burocrazia e dei tempi lunghi per ottenere il riconoscimento di invalidità: sono gli "ostacoli"che i malati di Sla vorrebbero abbattere. Da domani a domenica 21 si potrà aiutare la ricerca, inviando sms (del valore di 1 euro) o effettuando una chiamata da rete fissa Telecom Italia (del valore di 2 euro) al numero 48589. Domenica, quando oltre 100 volontari delle sezioni dell'Aisla allestiranno stand in circa 40 piazze italiane per distribuire materiale informativo, si potrà acquistare una delle 6 mila bottiglie (Barbera d'Asti Docg) con un contributo minimo di 10 euro. I fondi raccolti saranno destinati a sostenere uno studio sui trattamenti farmacologici combinati, in grado di rallentare la progressione della malattia. A sostenere la ricerca sulla Sla contribuiscono anche altre associazioni, come quella dei calciatori Vialli e Mauro e l'ultima nata, quella di Stefano Borgonovo, il bomber del calcio colpito dalla malattia. L'Associazione Aisla, via Clefi 9, Milano. Tel. 199.242466 (segreteria@aisla.it) sito internet: www.aisla.it.

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Un bambino di 3 anni, affetto da un morbo raro, che non trova posto nella scuola dell'infanzia frequ (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 14-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Entata dalla sorellina di 5 anni. Una mamma che ha deciso di non arrendersi davanti alla "burocrazia cieca" e tra mille difficoltà sta lottando per ottenere un dignitoso e meno traumatico percorso d'inserimento scolastico per suo figlio, affetto da sindrome di Dandy-Walker. E' questa la difficile storia di Simone. ANNIBALDI a pag. 38.

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Storia di Simone, vittima della burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 14-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

La famiglia risiede a Borgo Quinzio: la madre non si arrende e lotta per avere un posto nello stesso plesso della sorellina Storia di Simone, vittima della burocrazia Il bimbo di 3 anni affetto da una sindrome rara, in lista d'attesa per la materna.

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Aziende senza telefono, luce e cassonetti (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 14-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Guido Fiorini Aziende senza telefono, luce e cassonetti La nuova zona industriale è nel deserto: anche le strade sono senza nome "Siamo disperati, senza numeri civici fa fatica anche il postino" EMPOLI. Una strada senza nome, senza numeri civici, senza telefono, senza cassonetti per la spazzatura, senza illuminazione. Una strada che potrebbe essere nel Sahara, o a metà percorso del "coast to coast" negli Usa. Una strada che, invece, è nella nuova lottizzazione del Terrafino, accanto a via Di Vittorio, in piena zona industriale. Una zona dove le aziende sarebbero invitate ad investire ed a crescere, per far girare l'economia. E dove quindi pensavano di trovare servizi efficienti ed un supporto alla loro attività. Niente di tutto questo, per loro la realtà si è rivelata ben diversa. Burocrazia, ritardi, rimpalli di competenze, inefficienza, carte da riempire: certo è che le numerose aziende che hanno costruito il nuovo capannone in quell'area sono all'esasperazione. La via, da qualche settimana, è stata finalmente battezzata, si chiama "via Vittime del fascismo". Ma anche nella vicina via "Achille Grandi" i problemi sono stati gli stessi. In quella zona ci sono aziende di spessore. Dalle Confezioni Gazzarrini, alla Cr, alla Cappelli, alla Dal Conte, alla Coap Autotrasporti, alla Deltaline. Aziende che si sono spostate investendo. Ma che da mesi combattono con problemi che sembrano cadere da un altro mondo. O forse dal terzo mondo. "Fino a qualche tempo fa - racconta Valeria Giacomelli, della Coap - per fare i contratti dovevamo scrivere "prima traversa di via Di Vittorio", perché la nostra strada non aveva neppure un nome. Adesso il nome c'è, dopo un anno di sofferenza. Ma mancano i numeri civici. Qualcuno se l'è inventato e l'ha attaccato fuori dal cancello, almeno il postino ci trova. Ma per mesi abbiamo perso montagne di posta, bollette, cose importanti. Una cosa senza senso". Ma i problemi non si fermano al nome. In tutta la zona, se non in di via Di Vittorio, non ci sono i cassonetti per la spazzatura. Neppure uno. I rifiuti vanno portati altrove, con sguardi poco piacevoli dei vicini. "Paghiamo regolarmente la nettezza urbana - dicono ancora -. Ma non abbiamo dove gettare i rifiuti. Siamo al paradosso. Eppure quando ci siamo trasferiti sono venuti subito a vedere il nuovo capannone ed a fare i conti. Nel giro di pochi giorni li avevamo in azienda. Abbiamo chiesto i cassonetti, ci hanno risposto: "se ne occupa un altro ufficio". Un anno dopo non ci sono ancora". Un altro problema è l'illuminazione. Si tratta di opere di urbanizzazione secondaria, che quindi vengono pagate dalle aziende per costruire. E, in effetti i lampioni ci sono, ma sono... spenti. "Li hanno accesi da poco in via Di Vittorio, per fortuna. E quasi tutte le aziende abbiamo un po' di illuminazione privata, almeno nei cortili. Ma la strada è buia e pericolosa. La sera c'è di tutto. Dai ragazzi che fanno vandalismi, alle auto che si appartano. Ed è anche zona di... incontri. Insomma, c'è di tutto. In queste condizioni lavorare è davvero difficile". Infine il telefono. Lo stesso era successo nella prosecuzione di via Di Vittorio: mesi e mesi di attesa. Poi la situazione si sbloccò. Adesso le aziende di via Vittime del Fascismo sono nella stessa situazione. "Aspettiamo da mesi il trasferimento delle linee. Ma come fa un'azienda a lavorare senza? Non abbiamo neppure internet, siamo al collasso. Ho fatto decine di raccomandate, telefonate, minacce. Ho fatto di tutto. Ma come possono chiedere a noi piccoli artigiani di investire se non ci viene dato un supporto alla nostra attività? Non abbiamo neppure i servizi essenziali".

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<Vittima di una guerra alla quale era estraneo> (sezione: Burocrazia)

( da "Arena.it, L'" del 14-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

IL GIALLO. Le reazioni dopo il ritrovamento in Colombia dei presunti resti del giovane di Zevio scomparso 10 anni fa "Vittima di una guerra alla quale era estraneo" A casa di Marco Micheletti si sapeva della scoperta di una fossa ma era certa l'identità di solo due corpi     Piero Taddei La famiglia Micheletti sapeva già da febbraio che in Colombia erano stati dissepolti resti umani che potevano essere quelli del congiunto Marco, il giovane che per amore di Ana Maria, incontrata durante una vacanza, era tornato nel Paese sudamericano per coronare il suo sogno: sposare la ragazza e impiantare un'azienda agricola. Ma la grande distanza tra Zevio e la Sierra Nevada e la burocrazia hanno reso più lenta l'ufficialità della macabra scoperta da parte del governo di Bogotà, che ha comunicato il ritrovamento ai parenti solo il 15 agosto scorso. Prima, grazie agli accertamenti sull'apparato dentario, era stata appurata l'identità dei resti dei due amici colombiani con cui Marco era stato visto per l'ultima volta - si tratta di Eduardo Andrés Delgado Torres e di Josè Carlos Hidalgo Brena, fratello della fidanzata di Micheletti - ammazzati da paramilitari che si presume abbiano fatto lo stesso con il giovane di Zevio. All'epoca i rapimenti a scopo estorsivo per finanziare il mercato delle armi erano il pane quotidiano in Colombia. La famiglia, la mamma Agnese, il papà Alessio e i fratelli Paolo, Maria Grazia e Roberto, tuttavia, non si arrende all'ipotesi che il ragazzo, scomparso nel giugno del 1998 a 30 anni, sia finito sepolto in una buca sulle pendici della Sierra Nevada. Attende certezze attraverso la comparazione del Dna, ma le pratiche ancora non sono state avviate. "Marco diceva sempre che non parteggiava per nessuna delle fazioni colombiane in lotta tra loro. A lui interessava solo realizzare il suo sogno", rimarcano i famigliari. La notizia della probabile morte di Micheletti dopo dieci anni di angosciante silenzio, ha scosso il paese, dove la famiglia di Marco è conosciuta, anche se nel 1983 in parte si è trasferita a San Pietro di Lavagno e in parte a San Martino. Il ragazzo si era innamorato di Ana Maria nel 1994, durante una vacanza in Sud America. Tornato in Italia si trasferì nuovamente oltreoceano, dove maturò l'idea di allestire un allevamento di trote e coltivare fragole e lamponi alla latitudine equatoriana. Marco già sognava di esportare in Italia i frutti del suo sudore. L'ultimo ritorno a Zevio risale alla fine del '97. Si fermò per alcuni mesi e quindi ripartì. I suoi genitori appoggiavano il progetto. Poi più nulla. I famigliari hanno inutilmente tentato, fino a pochi mesi fa, di battere tutte le strade per dissipare il mistero. Tra le tante congetture, si era ipotizzato che la volontà di Marco di acquistare alcuni terreni avrebbe disturbato qualcuno che su quelle aree aveva già messo gli occhi. Ma si è parlato anche di rapimento per riscatto. Sembra anche che ad un certo punto delle trattative pervenne perfino la richiesta, inutilmente esaudita, di far trovare un aereo per rimpatriare Marco. Il presunto assassino, Rigoberto Rojas Mendoza, membro di un gruppo paramilitare, ha affermato che il giovane veronese venne eliminato insieme ad un amico colombiano, i cui resti sono stati trovati nella stessa fossa, perché testimone di un omicidio. Alla famiglia ora non resta che attendere l'esito dell'esame del Dna. Se sarà positivo almeno avrà una tomba su cui mettere un fiore.

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Asili nido<salvati> (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 14-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Solidarietà Asili nido "salvati" Il Comune non paga i fornitori e l'acconto stabilito per proseguire il servizio di assistenza degli oltre 600 bambini degli asili nido cittadini tarda ad arrivare. Così quando la sospensione dell'accoglienza e della sussistenza dei piccoli sembrava inevitabile, un imprenditore privato che opera nel settore della grande distribuzione, Roberto Abate Spa, ha raccolto l'appello dell'assessore alle Politiche Scolastiche, Sebastiano Arcidiacono, e da lunedì offrirà le derrate necessarie per non fare chiudere i battenti alle quindici strutture comunali che ospitano i bambini dell'età di pochi mesi e fino a tre anni. A Catania di questi tempi capita anche questo: biscotti, yogurt, pastina, latte, parmigiano reggiano, pane bianco, uova, acqua minerale e altro ancora, verranno portati negli asili nido come atto di liberalità e generosità da un privato e non per via di un contratto col Comune. Gli scaffali sono vuoti da tempo e senza questo rifornimento si sarebbe dovuto rimandare l'apertura delle strutture fino a quando, pochi giorni si spera, la ditta incaricata non avrà ricevuto i quindicimila euro promessi come acconto parziale s'intende, parzialissimo rispetto al credito vantato. "Non avevamo altra strada che appellarci alla buona volontà di un aiuto esterno - spiega l'assessore Arcidiacono -. Per fortuna la disponibilità di Salvo Abate che ringrazio pubblicamente ci permette di ovviare in questo modo alla gravissima carenza. In un momento di grave difficoltà che vive la città, questa vicenda segnala anzi come la solidarietà e la condivisione siano valori fondamentali da collegare in sistema unitario cittadino per fronteggiare emergenze che purtroppo di questi tempi sono tante". Lunedì gli asili nido a Catania funzioneranno regolarmente e resta da capire come al mancato pagamento del credito dovuto alla crisi delle casse comunali si sia potuto accumulare anche il ritardo nella corresponsione dell'acconto stabilito con la ditta fornitrice, visto che la carenza di derrate ammonta a diversi mesi. Comunque sia, nonostante cattiva gestione e burocrazia sorda, il pericolo di non aprire gli asili nido sembra proprio scongiurato, almeno per ora. "In tal modo - prosegue l'assessore alle Politiche Scolastiche - non perderanno giornate di lavoro le operatrici socio-assistenziali che ringrazio pubblicamente poiché nonostante senza stipendio da parecchi mesi continuano a lavorare con serietà e abnegazione. In attesa di tempi migliori".

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Operai al lavoro no stop: scalo aperto in venti ore (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 14-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cronaca Regionale Pagina 109 i trasporti La Sogeaal: problemi con l'Air One Operai al lavoro no stop: scalo aperto in venti ore I trasporti. La Sogeaal: problemi con l'Air One --> L'aeroporto di Alghero ha ripreso l'attività alle 13 di ieri dopo una chiusura che durava dalle 17 di venerdì a causa del maltempo. Il primo decollo è stato di un Boeing 737 di Ryan Air destinazione Francoforte. Poi arrivi e partenze si sono susseguiti fino alla ripresa della normale attività operativa con gli scali nazionali ed europei. È stata una lotta contro il tempo. Per tutta la notte di venerdì e la mattinata di ieri alcune squadre di operai hanno lavorato per ripristinare le condizioni ottimali della pista invasa da detriti di ogni genere. Contemporaneamente la struttura Sogeaal si è dedicata all'allestimento del check in nella zona danneggiata dall'uragano che dopo aver sfondato una porta a vetri ha provocato lo sfondamento della volta dove si trovano le cupole per il ricambio dell'aria. Tutto è stato fatto sotto la stretta sorveglianza dei vigili del fuoco che hanno valutato l'esistenza delle condizioni di sicurezza per i passeggeri. Tutto era pronto fin dalle 12 ma la burocrazia ha fatto slittare di un'ora la piena operatività dello scalo. "Il problema non è certamente in quell'ora di ritardo - ha detto Umberto Borlotti, direttore della Sogeaal - ma nel disimpegno di Air One che ha rifiutato venerdì sera di riproteggere i passeggeri di Alghero sull'aeroporto Olbia-Costa Smeralda. Abbiamo dovuto fronteggiare la contemporanea presenza in aeroporto di quasi 1.500 persone tenendo i bar aperti durante la notte e rifocillando tutti. Ci sono stati vicini i vigili del fuoco e il Comune in particolare che ha messo a disposizione i pullman per il trasporto di alcune centinaia di persone in città". Fra i passeggeri in attesa di imbarcarsi ce n'erano alcuni in precarie condizioni di salute. La Sogeaal li ha ospitati a proprie spese in alcuni alberghi. Domani cominceranno le valutazioni tecniche per accertare l'entità dei danni subiti dall'aerostazione. GIBI PUGGIONI.

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Burocrazia più semplice per fare le infrastrutture (sezione: Burocrazia)

( da "Arena, L'" del 15-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

GRANDI OPERE. Il sottosegretario Alberto Giorgetti al convegno dei geometri: "Procedure agevolate per gli enti locali" "Burocrazia più semplice per fare le infrastrutture" di Ilaria Noro All'avanguardia e a basso impatto ambientale. Ma soprattutto in grado di passare in breve tempo dal progetto su carta alla fase di realizzazione. Si tratta delle infrastrutture e delle grandi opere di cui si è fatto il punto ieri in Fiera durante il simposio "Amministrazione e gestione del territorio: grandi opere per la difesa del territorio", ultimo appuntamento dell'Annual Meeting della Federazione internazionale dei Geometri, Fig, che si concluderà oggi con la visita al cantiere del Mose, il sistema di dighe e paratoie ideato per combattere il fenomeno dell'acqua alta a Venezia. Ad aprire la giornata di lavori è stato Alberto Giorgetti, il veronese sottosegretario al ministero dell'Economia, che ha legato i temi dello sviluppo delle infrastrutture a quello del federalismo fiscale. "Andiamo verso un assetto di carattere fiscale che terrà maggior conto dei valori realizzati sul territorio, con rendite chiare e una maggior facilità di utilizzo dei beni. Per un'economia meno finanziaria e più reale. Il Governo, sta agendo su più fronti per promuovere lo sviluppo infrastrutturale che l'Italia si aspetta. Sarà prevista una procedura agevolata per gli enti locali in modo che possano utilizzare il patrimonio pubblico in tempi brevi e senza intralci burocratici", ha spiegato Giorgetti aggiungendo che "occorre liberare risorse pubbliche per realizzare le grandi opere che sono necessarie per lo sviluppo. Il tema dello sviluppo economico è necessariamente legato al rafforzamento della rete di infrastrutture, ma questo dipende dalle risorse pubbliche a disposizione". "Questo convegno arriva a conclusione di un percorso lungo un anno, che ha coinvolto professionisti non solo locali e nazionali ma anche internazionali", ha spiegato Domenico Romanelli, presidente del collegio scaligero che è entrato subito nel vivo della questione denunciando l'esigenza di uscire da una situazione di completo immobilismo. "È inutile discutere di progettazione e grandi opere, se poi di questi progetti si continua solo a parlare", ha spiegato facendo riferimento ai grandi nodi cittadini su cui si discute da anni ma che ancora non sono stati sciolti. "Bene i lavori alle ex cartiere. Sono in ritardo pazzesco ma speriamo che ora si proceda davvero". Quanto a traforo e tramvia, è ben visto il primo, mentre è ritenuta "poco utile alla realtà veronese" la seconda. L'auspicio del direttore è che finalmente si passi dalla teoria alla pratica. E sia aprano finalmente i cantieri. "Non possiamo permetterci di rimanere sempre indietro. Le amministrazioni pubbliche hanno tutti i numeri per poter gestire le operazioni in modo efficiente, trasparente e veloce. Sono convinto, anche, che abbiano la sensibilità necessaria, sia per le esigenze della popolazione che per il rispetto dell'ambiente". E proprio di sviluppo nel pieno rispetto dell'ambiente ha parlato Elisabetta Pellegrini, direttore dell'area programmazione e sviluppo del territorio della Provincia, anticipando i contenuti del nuovo Piano Territoriale. "Si tratta di una pianificazione dell'area provinciale che riguarderà oltre il 47 per cento del veronese, aree montane in primis, in cui fondamentale sarà la difesa del territorio, non solo dal punto di vista ambientale ma anche sociale, finanziario, economico e patrimoniale". Un occhio di riguardo all'ambiente che non si traduce però in vincoli ambientali e divieti. "Al contrario, è uno studio mirato a ottimizzare le infrastrutture già esistenti e a creare una rete ecologica: si dovrà rispettare il principio "chi consuma, paga"". A fare un quadro della situazione delle infrastrutture in Veneto e degli interventi più urgenti, è stato Giuseppe Fasoli, dirigente del Settore infrastrutture della Regione. Tra le emergenze da affrontare in Veneto prioritaria è quella del trasporto su gomma, su cui ancora si basa l'80 per cento dei collegamenti sia privati che industriali. "Le aziende nel nord-est sono efficienti fino quando non escono dal cancello", ha spiegato Fasoli. E tra le opere in fase di progettazione e approvazione anche quella dell'autostrada di collegamento tra Nogara e il mare.

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Il bene di una cittànon dipende dalle dimensionima dalla politica (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 15-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Già il fascismo nel 1926 cambiò l'assetto cittadino creando la Grande Genova. I comuni riuniti furono: Apparizione, Bavari, Bolzaneto, Borzoli, Cornigliano, Molassana, Nervi, Pegli, Pontedecimo, Prà, Quarto dei Mille, Quinto al Mare, Rivarolo Ligure, San Pier d'Arena, San Quirico, Sant'Ilario Ligure, Sestri Ponente, Struppa, Voltri. Se si pensa all'ingloriosa fine che fecero alcune perle turistiche di fama internazionale, tutte sommerse dal degrado, dall'incuria, dalla sporcizia, c'è da farsi accapponare la pelle. Nessuno pensava a quei tempi che Cornigliano, con le sue spiagge, il suo castello Raggio, con la splendida collina di Coronata ed il suo famoso vinello bianco, finisse nelle fauci della mostruosa acciaieria, in mezzo alle case: fumo, rumore, incidenti, polveri nere cancerogene, puzza: un inferno sostituì il paradiso. Non è più tempo di acciaierie certo, ma la ferita inferta alla natura ed ai suoi abitanti non è più sanabile, chi non ci vieta di pensare che domani la grande metropoli di cui si sta parlando in questi giorni, assetata di denaro per dirigere ed autoalimetarsi col suo già pletorico organico - chissà come ulteriormente gonfiato - non faccia costruire una bella centrale nucleare tra Santa Margherita e Portofino, un termovalorizzatore a Bogliasco, delle grandi discariche dove far arrivare la "rumenta" da tutta Europa, alle spalle di Chiavari? Tutte cose che rendono, e la politica ed i politici costano... Sembra fantascienza, ma non è già successo a Scarpino alle spalle di Sestri ex cittadina marinara? E che differenza climatica e paesaggistica c'era nei tempi andati tra Cornigliano o Pegli e Santa Margherita o Portofino? La differenza che le cittadine rivierasche a levante o a ponente che sono rimaste autonome si sono amministrate più facilmente, i piccoli problemi non si lasciano incancrenire tra burocrazia ed inefficienza, come nelle megalopoli. Perché ripetere gli stessi errori? Il governo sta iniziando a parlare con gli enti locali di federalismo: ci sarà anche quel suo ministro un po' naif, che causò un bel po' di problemi per la sua maglietta irridente, che ci propinò una legge da lui stesso definita "porcata", il quale sembra che qualche altra "trovata" l'abbia già espressa anche sulle nuove metropoli. Emilio Nichele E-MAIL 15/09/2008 Non tutte le metropoli e nemmeno le megalopoli funzionano male, lo sa? Pensi che non ci credevo nemmeno io, poi sono stato a Bogotà - capitale della Colombia, come dire? un Paese e una capitale difficili - e ho scoperto che ha un buon sindaco e un'amministrazione competente che fanno cose molto importanti per la città, che cambia in meglio anche se tende sempre più a megalopolizzarsi, come tutte le altre grandi città del mondo. Berlino, triplicata dopo la riunificazione, è una città dove si vive bene e dove vivere significa avere una quantità notevole di opportunità per tutti i suoi abitanti intenzionati a sfruttare. Sao Paolo migliora costantemente la qualità della vita pur essendo una delle megalopoli più complicate e tribolate del mondo. Beh, non voglio convincerla di nulla anche perché non potrei: mi pare che la sua idea della città e delle autonomie locali sia ferrea e, basta che rifletta serenamente sopra, del tutto priva di alcuna pur lontana possibilità di realizzazione. Sì, lei dice: approfittiamo del ministro naif e infiliamoci dentro quello che ci sembra buono per noi. Credo che il ministro sia troppo poco naif per infilare dentro la sua riforma quello che lei auspica, addirittura lo smembramento di Genova nei suoi antichi municipi. Come se Wall Street chiedesse al governo federale di tornare ad essere comunità indipendente sotto legislazione olandese. In ogni caso dia un'occhiata agli ecomostri d'Italia, comprese discariche e termovalorizzatori, e scoprirà che la maggior parte delle porcate sono state realizzate in territori di piccoli e medi comuni. 15/09/2008.

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Google, un'emeroteca (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: CORRISPONDENZA E INCONTRI data: 2008-09-14 - pag: 30 autore: Cultweb Chiara Somajni Google, un'emeroteca G oogle ha lanciato questa settimana un nuovo servizio destinato alle case editrici di giornali per la digitalizzazione degli archivi storici, grazie a un software simile a quello impiegato per acquisire i testi dei libri, ma che in più riesce a "identificare" la titolazione e ad accelerare così sensibilmente il lavoro. Questo strumento rende dunque più abbordabile un compito così immane da sembrare irrealistico: la salvaguardia della memoria storica (basti pensare al dilemma di tante biblioteche che si sono ritrovate a dover decidere quale microscopica porzione delle loro collezioni tradurre in formato digitale...). Se il passato parrebbe consolidarsi un poco, il giornalismo contemporaneo scalpita. Un bell'esperimento di integrazione dei due ambienti, quello fisico della carta e quello virtuale della Rete, nonché di riconfigurazione del rapporto tra la redazione e i lettori, l'ha compiuto negli scorsi mesi "Business Week". Il settimanale statunitense ha costruito l'ultimo numero di agosto sul tema: "Problemi al lavoro?", identificando sei aree critiche (dall'eccesso di burocrazia alla difficoltà di coniugare impegni privati e impegni professionali) con il coinvolgimento dei lettori, quindi interpellando alcuni super esperti. All'insegna del principio: "You identified your problems at work. Together we found the answers". L'esperimento parte da un assunto: prima dei contenuti vengono i processi. E ha insegnato molto: non ultimo che è difficile coinvolgere le persone e che professionalmente ripensare il proprio mestiere di giornalista richiede un consistente surplus di lavoro (per questo progetto la redazione ha interagito con diecimila lettori). John A Byrne, che l'ha curato, fa un suo bilancio su "Christian Monitor" (www.csmonitor. com/2008/0908/p09s02-coop.html). I contenuti dell'iniziativa speciale di "Business Week", con blog, sessioni video, articoli e un podcast a consuntivo, sono accessibili qui: www.businessweek.com/ magazine/content/ 08_34/b4097030713566.htm. c.somajni@ilsole24ore.com di.

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Solbes: La crisi si supera con riforme strutturali (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 15-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore del lunedì sezione: MONDO data: 2008-09-15 - pag: 13 autore: Solbes: "La crisi si supera con riforme strutturali" Le difficoltà attuali non dipendono solo dall'immobiliare ma da fattori esterni: atteso nel 2010 un recupero rapido di Michele Calcaterra L a sala riunioni ha un soffitto a volta affrescato con immagini del lavoro quotidiano che simboleggiano l'agricoltura, l'industria, la finanza. Quella Spagna operosa che il ministro dell'Economia, Pedro Solbes, ha ora il difficile compito di rilanciare dopo oltre una decade d'ininterrotta "bonanza". Le cose non vanno bene. Il Paese è sull'orlo della recessione, l'inflazione galoppa al 5%, la disoccupazione si è spinta negli ultimi mesi fino a toccare l'11%, i consumi sono fermi e il settore immobiliare, un tempo motore trainante dell'economia, ha il fiato corto. Una crisi profonda, che ha evidenziato i limiti del modello spagnolo, ma soprattutto ha fatto capire che il "boom" è ormai alle spalle e che il miracolo è finito. Come mai, signor Ministro, questo cambio di direzione così improvviso? A causa di fattori interni, come la caduta del mercato immobiliare, che rappresenta il 17% del Pil spagnolo, ed esterni, come la crisi subprime, quella internazionale e la fiammata del petrolio. La Spagna è realmente a un passo dalla recessione? Difficile dirlo, anche se, dopo anni di sviluppo molto elevato, conosceremo nel terzo e nel quarto trimestre momenti difficili, di crescita negativa che si ripercuoterà sull'occupazione. Comunque, per il momento manteniamo inalterato il nostro quadro macroeconomico e le nostre previsioni che indicano una crescita del Pil dell'1,6% quest'anno e dell'1% nel 2009. Cifre che sono di referenza, perché la realtà dipende da fattori esogeni come petrolio, tassi d'interessi& Come mai il deterioramento è stato più rapido del previsto? Perché nella nostra analisi iniziale la decelerazione doveva essere la conseguenza del solo aggiustamento immobiliare. Pensavamo che la crisi statunitense fosse solo finanziaria, legata ai problemi subprime (in cui la Spagna non è implicata), invece ha toccato anche altre attività, creando una crisi generalizzata di liquidità che si è rapidamente estesa all'Europa e anche alla Spagna. Si è trattato di una sequenza anomala di fenomeni che non si potevano prevedere e comunque non di questa intensità. Perché il Governo spagnolo ha tardato tanto nell'utilizzare la parola crisi e ad ammettere che il Paese era in gravi difficoltà? Forse per ragioni elettorali? è stato un problema semantico, un dibattito un po' infantile alimentato dalla stampa. Parlare di brusca decelerazioneo di crisi, infatti, non fa molta differenza. Escludo però che si sia trattato di una tattica preelettorale, tenuto conto che lo scorso gennaio, quando sono state convocate le elezioni politiche per marzo, la situazione congiunturale non era così grave come lo è stato successivamente. Quanto tempo pensa durerà questa fase negativa? Il 2009 sarà difficile, ma se – come credo – il prezzo del petrolio si stabilizzerà, se non ci saranno altri impatti negativi a livello internazionale o sorprese in ambito finanziario, se si recupererà la fiducia dei consumatori, nel 2010 ci sarà un recupero rapido. La Spagna, infatti, ha un potenziale di crescita superiore al 3%, ha le imprese, le capacità imprenditoriali e la manodopera. A maggior ragione se in questo periodo ne approfitteremo per fare le riforme strutturali necessarie. Quasi tutti, in Spagna, danno la colpa della crisi al settore immobiliare. è così? Il settore è importante ma, come ho già detto, non è la sola causa. C'è stata una caduta significativa dei consumi causata dall'inflazione, oltre a un sensibile aumento dei tassi d'interesse che ha causato problemi di finanziamento. Se a ciò si aggiungono la stretta creditizia, la rarefazione della liquidità ben si capisce perché il dinamismo della nostra economia sia stato toccato così seriamente. E per quanto riguarda il settore finanziario, vede delle difficoltà all'orizzonte? La finanza spagnola ha un importante vantaggio rispetto ai concorrenti: è ben capitalizzata ed evidenzia un'elevata redditività. Inoltre, conta storicamente su riserve superiori a quelle della media Uee migliori di quelle richieste dai "ratio" di Basilea 2. Infine, non c'è stato alcun coinvolgimento nella crisi subprime. Non vedo quindi problemi. Quali sono stati i principi che vi hanno guidato nel varare i recenti aiuti per tamponare la congiuntura negativa? Dapprima abbiamo deciso di aiutare le famiglie e le imprese alleggerendo la pressione fiscale. Poi abbiamo deciso misure per assicurare la liquidità alle Pmi e al settore immobiliare. In totale, 40 miliardi di euro nel trienno 2008-2010. A proposito delle ultime iniziative prese per sostenere il settore immobiliare, vale a dire una linea di credito agevolata di 3 miliardi di euroa chi affitta le case invendute e incentivi fiscali alla quotazione d'imprese di gestione immobiliare (Reits), perché avete scelto questa strada e non siete intervenuti direttamente nelle società in crisi come Martinsa-Fadesa? Si tratta di due problemi totalmente differenti. In un caso ci veniva chiesto di adottare un sistema di finanziamento pubblico di circolante delle imprese che desse capitale per disporre di maggiore liquidità. Nell'altro, le due misure varate qualche giorno fa sono invece finalizzate a rivitalizzare il mercato degli affitti con l'obiettivo di allargare questo mercato, evitando così che gli immobili restino vuoti, e di offrire liquidità per far fronte alle difficoltà delle imprese del settore. Qual è l'impatto di tutte queste misure sui conti pubblici? Nel 2009 ci sarà un disavanzo complessivo compreso tra l'1 e il 2 per cento. è favorevole a una politica di austerità? Concettualmente sono favorevole a una maggiore austerità. Ma è già un grande sforzo limitare nel 2009 l'aumento della spesa pubblica al 3,5%, tenuto conto di quanto deliberato in precedenza per gli investimenti infrastrutturali, per l'aumento delle pensioni minime e dei salari, per il finanziamento della legge sulla dipendenza. Di che cosa ha bisogno la Spagna per riprendersi? Del fatto che l'Europa vada bene. Ma anche di essere meno dipendente dall'immobiliare, dall'energia legata al petrolio. Abbiamo bisogno di un Paese maggiormente orientato verso la Ricerca e sviluppo e l'economia delle conoscenze, di un Paese con meno burocrazia, maggiore concorrenza e liberalizzazioni. E questo significa riforme strutturali. Avete ancora ambizioni di superare l'Italia e la Francia in termini di ricchezza pro capite? Mi creda, non si tratta di un beauty contest, anche se l'obiettivo rimane fissato. La verità è che bisogna cercare di fare le cose al meglio e di ottenere i migliori risultati possibili. Ciò detto, siamo contenti quando i nostri partner europei vanno bene, perché questo aiuta a migliorare anche la nostra situazione. A proposito di Europa, che cosa pensa della politica della Bce? Bisogna lasciare che la Bce faccia il suo lavoro. Sono dei professionisti che conoscono il loro mestiere e che condividono i nostri stessi obiettivi: migliorare la crescita dell'Europa a medio termine, pur tentando di mantenere l'inflazione al di sotto del 2 per cento. La loro politica risponde a questa missione. Per quanto riguarda la Spagna, ci sono stati vantaggi e inconvenienti a far parte dell'unione monetaria e certamente, in alcuni casi, la politica della Banca centrale spagnola sarebbe stata differente. Si riferisce per caso all'eventualità di svalutare? No. Sono un difensore convinto dell'euro.Certo però che una monetae una politica nazionali ti permettono decisioni e aggiustamenti più rapidi. Anche se non bisogna dimenticare i vantaggi di concorrenza, di prezzi, di liquidità ed efficienza della moneta unica. Grazie all'euro, Italia e Spagna hanno usufruito di un periodo di stabilità e di tassi d'interesse più contenuti senza precedenti. Che cosa pensa del calo del petrolio e dell'euro? La discesa è positiva. Difficile però dire quale livello di cambi sia quello ottimale. Credo che siamo di fronte a una situazione nuova che dovrebbe aiutare l'Europa a superare l'attuale fase negativa. Mi dica, se dovesse assegnare un voto ai primi 5 mesi del nuovo Governo Zapatero, darebbe la sufficienza? Date le difficoltà che stiamo vivendo direi che meritiamo una promozione comoda. Sono abbastanza soddisfatto. Un'ultima domanda: l'Italia sta imboccando la strada del federalismo. Che suggerimenti può dare al mio Paese? Di scegliere il modello che crede, ma di fare attenzione. Perché il federalismo, per essere efficiente, deve mettere in chiaro e vincolare le responsabilità dell'autorità che gestisce le entrate e le uscite. DISEGNO DI DOMENICO ROSA.

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L'inventore del Pinguino tiene in caldo nuove idee (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 15-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore del lunedì sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-09-15 - pag: 28 autore: Storie di imprenditori. Giuseppe De' Longhi L'inventore del Pinguino tiene in caldo nuove idee di Mauro Castelli U n numero uno riservatoe allergico ai giornalisti ("Mio nonno diceva sempre che le persone per bene finiscono sui giornali solo quando nascono o quando muoiono"); un creativo illuminato pronto a minimizzare il suo ruolo vincente; un pragmatico self-made man che si porta dietro una personalità forte e articolata. Ma anche un imprenditore, Giuseppe De' Longhi, pronto a parlare, quelle pochissime volte che lo fa, in maniera sfacciatamente chiara. Precisando che "sono la burocrazia e le chiacchiere al vento il nostro male oscuro" e che in ogni caso a salvare il suo gruppo "è stata la Cina". Insomma, un protagonista fuori dalle righe che ama ascoltare i suoi manager, benché decida sempre di testa sua. Per questo sorprende che negli ultimi anni abbia lasciato ampi spazi all'operatività del figlio Fabio. Ed è questo vicepresidente e amministratore delegato, pacato e accattivante, a venire delegato dal padre a tracciare il quadro operativo aziendale, perché lui di numeri – mente sapendo di mentire – dice di saperne poco o niente. Di certo una gran bella realtà il Gruppo De' Longhi,che si propone al vertice mondiale negli apparecchi portatili per il riscaldamento, la climatizzazione e il trattamento dell'aria, ferma restando l'intenzione di agguantare anche la leadership europea nei prodotti per la cottura, la pulizia della casa e lo stiro. "Un settore nato per caso nel 1984, quando una nota azienda olandese, dopo averci ordinato dei piccoli fornetti, si tirò indietro lasciandoci alle prese con i nostri stampi e i nostri mugugni. Così facemmo di necessità virtù e l'anno successivo nacque il primo " Sfornatutto"". Il posizionamento di casa De Longhi a livello internazionale – peraltro allargato, tanto per citare, alle macchine per caffè, alle friggitrici, alle cucine a gas ed elettriche free-standing, ai piani di cottura e ai forni da incasso – risulta legato a un complesso patrimonio di idee e di innovazioni, supportato da robusti finanziamenti. "Il nostro quadro aziendale – il cui azionariato fa capo per il 75% alla famiglia, mentre il restante 25% rappresenta il flottante di Borsa – si nutre di quasi 60 società e 13 stabilimenti: otto in Italia, uno in Russia e quattro in Cina, dove abbiamo debuttato nel 2001. Senza dimenticare le 30 filiali commerciali, che rappresentano il nostro punto di forza in quanto controllano il 75% delle vendite". A sua volta il giro d'affari,"che si raffronta con 8mila dipendenti (5.800 dei quali operativi all'estero), si è attestato nel 2007 a un miliardo e 491 milioni di euro, a fronte di un utile netto di 30,6 milioni. Con un 2008 in ulteriore crescita (il primo semestre si è chiuso con 685 milioni di ricavi) sia in termini di fatturato che di margini ". A completare il quadro un export superiore all'80%in un'ottantina di Paesi, mentre gli investimenti risultano attestati sui 40-50 milioni a esercizio. Insomma, numeri da multinazionale, che si confrontano con un presidente infaticabile, disposto a rincuorare quando le cose vanno male, ma anche a bacchettare quando tutto procede per il meglio, "perché non bisogna godere del presente". E di questo suo ottimismo nei momenti difficili si è nutrito quando il 18 aprile 2007 un terribile incendio ha distrutto la fabbrica che produceva macchine da caffè superautomatiche per Nespresso, l'ultima che trovava ancora spazio nel quartier generale di Treviso. "Nell'arco di un mese, sia pure a fronte di un mare di difficoltà, riprendemmo la produzione a Mignagola, a sette chilometri da qui". Giuseppe De' Longhi è nato il 24 aprile 1939 alla periferia di Treviso, dove il padre Danilo "realizzava vaschette per l'acqua delle stufe a legna. E in abbinata costruiva delle pompe a mano che servivano per dare il solfato alle vigne ". In realtà, "la nostra attività era stata avviata nel 1902 da mio nonno Giuseppe, che dopo aver smesso di fare il commesso in un negozio si era inventato battilastre. Tuttavia i primi passi volti alla diversificazione sarebbero stati compiuti a partire dagli anni Cinquanta, per poi trovare nuova linfa agli inizi del decennio successivo, quando il laboratorio lasciò il posto a una piccola fabbrica di componenti per il riscaldamento ". Sarebbe così iniziata, sempre in conto terzi, la produzione di serbatoi per stufe a cherosene e di bruciatori per stufe a gas, mentre la svolta si sarebbe identificata nei radiatori elettrici a olio, "attività che avrebbe comportato il trasferimento della sede a ridosso dell'attuale quartier generale". Ovviamente Giuseppe, sin dal suo debutto in azienda nel 1964, avrebbe portato il suo contributo non solo in termini di idee, ma anche "di manualità e sostanza". Contribuendo in seguito a dare spessore al processo di internazionalizzazione, supportato dalla produzione di convettori murali, di termoventilatori da bagno in metallo e poi del famoso "Pinguino", un prodotto di grandissimo successo che chiamò così "perché si proponeva come un combinato fra mobilità e freddo ". Inutile dire che il processo di crescita sarebbe stato supportato da una robusta campagna acquisti, iniziata nel 1979 con la Supercalor, proseguita nel 1986 con la Elba e la Sair,quindi con l'Ariagel e la Vetrella nel 1989. Per poi proseguire nel 1995 con la SimaxMicromax e nel 2001 con l'Ariete. Mentre risulta datato inizi anni Novanta lo sbarco in Turchia. E il domani? "è un argomento che mi fa pensare molto, benché si proponga in chiave positiva. Semmai è l'oggi a tenere banco con tutte le sue beghe. Incapsulati come siamo nel sistema italiano, al quale servono nuove leggi, nuovi indirizzi, nuovi stimoli. Fortuna vuole che a salvarci sia la creatività...". Coppia leader. Giuseppe De' Longhi, a destra, con il figlio Fabio.

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Pmi, aiuti Ue all'eco-efficienza (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 15-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore del lunedì sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-09-15 - pag: 28 autore: Imprese. Il programma Ecap offre finanziamenti e assistenza alla conformità ambientale Pmi, aiuti Ue all'eco-efficienza Un portale fornisce informazioni utili sulle leggi in vigore Maria Adele Cerizza Adottato alla fine del 2007, il Programma di assistenza alla conformità ambientale (Environmental compliance assistance programme, in sigla Ecap) è un quadro di riferimento operativo diretto ad aiutare le piccole e medie imprese a rispettare le norme ambientali europee e a ridurre al minimo l'impronta ecologica delle loro attività. Gli obiettivi di Ecap sono quattro: aumentare il rispetto della legislazione ambientale da parte delle Pmi; aumentare l'ecoefficienza delle piccole e medie imprese tramite sistemi di gestione ambientale;aumentare il rapporto costi/efficacia della politica ambientale riducendone i costi per le Pmi;rafforzare l'eco-innovazione e la competitività delle aziende minori. Il Programma propone cinque azioni chiave, che vanno da iniziative più strutturali a misure più puntuali: legiferare meglio per ridurre la burocrazia e facilitare l'adeguamento alle norme ambientali da parte delle Pmi; sviluppare sistemi di gestione ambientale su misura e più accessibili alle piccole imprese; fornire assistenza finanziaria mirata per incoraggiare le autorità o le reti di sostegno delle imprese ad attuare iniziative afavore della produzione sostenibile; sviluppare le competenze locali ambientali per le Pmi così da poter sopperire alla carenza di conoscenze tecniche a livello imprenditoriale; assicurare una migliore comunicazione e informazione. Il sito web dedicato all'Ecap contiene tutte le informazioni di cui le piccole e medie imprese ne-cessitano per affrontare i risvolti delle proprie attività sull'ambiente e per ottemperare ai requisiti di legge. Il sito offre informazioni chiare in sette lingue - tra cui l'italiano - relativamente agli aspetti legislativi e spiega alle aziende come attivarsi e dove reperire sostegno o accesso al know how. Offre inoltre ragguagli sul programma Ecap e sul suo funzionamento, dati sulle aree della legislazione ambientale nazionale e comunitaria che riguardano le Pmi e indicazioni per reperire ulteriori informazioni. In un'altra sezione sono state inserite informazioni sulle opportunità di finanziamento esistenti nell'Unione europea per consentire alle imprese di migliorare il proprio rendimento ambientale e una serie di case study di azioni di successo. Il portale fornisce, infine, un elenco aggiornato sui seminari di formazione Ecap in tutta Europa e i riferimenti necessari per mettersi in contatto con gli esperti ambientali e gli enti di sostegno europei. http://ec.europa.eu/environment/sme.

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Le Camere ripartono da Alitalia e giustizia (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 15-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore del lunedì sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-09-15 - pag: 11 autore: L'agenda del Parlamento. Ingorgo di temi caldi alla ripresa dei lavori Le Camere ripartono da Alitalia e giustizia In Commissione al Senato arriva il "pacchetto Brunetta" Roberto Turno La riforma della burocrazia con tanto di guerra agli assenteisti e la vicenda Alitalia, i conti pubblici e la giustizia, il federalismo fiscale e la scuola. E in prospettiva la legge elettorale, le riforme istituzionali, la Rai, il testamento biologico. Diciotto leggi dopo e con quaranta giorni di vacanze estive ormai consumate, il Parlamento riparte quasi a pieno ritmo. Dopo i primi "assaggi" della scorsa settimana, tra domanie mercoledì le assemblee di Camera e Senato riaprono i battenti e si preparano a una vera e propria maratona d'autunno. L'agenda dei lavori è praticamente già impegnata fino a dicembre e in questi giorni i capigruppo cominceranno a delineare tutti gli appuntamenti con le leggi in cantiere e le relative tappe. Per la XVI Legislatura, ormai alle spalle la luna di miele dei primi cento giorni del Governo, cominciano le fatiche politiche che neppure la granitica maggioranza di cui Palazzo Chigi dispone permettono di trascurare. Cammino complicato Per Pdl e Lega, infatti, i mesi in arrivo non saranno sempre e comunque in discesa in Parlamento. Anzi. Il programma e le ambizioni della maggioranza, la voglia di "fare presto" e di dimostrare compattezza e rapidità di decisioni e di scelte, rischiano in quanto tali di complicare il cammino delle leggi da fare e di tutte le promesse da mantenere. Da una parte ci sono gli impegni in arrivo: la Finanziaria 2009 (peraltro in versione light dopo l'anticipazione della manovra estiva varata per decreto in un mese di lavori), il federalismo fiscale, gli interventi annunciati sulla giustizia (dalla separazione delle carriere al Csm), la legge elettorale per le europee, ma non solo, i temi etici pronti a riesplodere con le consuete spaccature politiche trasversali. Su Camera e Senato, insomma, nel giro di poche settimane si riverseranno una mole di provvedimenti e di ragioni di confronto-scontro. Per non dire di altri temi caldi che solo apparentemente covano sotto la cenere: Rai ed emittenza, nuovo Welfare, le riforme istituzionali pronte a tornare alla ribalta. Non è inutile ricordare che la commissione di vigilanza sulla Rai è ancora senza presidente per il veto del Pd al candidato dell'Idv (Leoluca Orlando) e che sulla commissione antimafia la maggioranza prende tempo in cerca di un candidato condiviso. Ma non saranno solo i disegni di legge che devono ancora arrivare in Parlamento a dettare i ritmi dei lavori parlamentari. Dopo lo stop estivo, proprio in questi giorni ripartono infatti tutti i provvedimenti già licenziati dal Governo, che ora le commissioni di Camera e Senato sono pronte a rispolverare dai cassetti. Da domani si riprende ufficialmente. Le prime urgenze Intanto, i motori si riaccendono sicuramente con tre decreti legge: scuola, Alitalia e giustizia sono già in pista e rappresentano le prime urgenze da varare entro fine ottobre. Ma tra Montecitorio e Palazzo Madama altre ancora sono le leggi in cantiere. Ecco così che al Senato (commissione Affari costituzionali) si intende accelerare sulla "legge Brunetta", collegata alla Finanziaria, per "l'ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico": la cosiddetta "guerra ai fannulloni", che secondo le previsioni più ottimistiche potrebbe arrivare in aula entro ottobre. Alla Camera invece un altro Ddl del Governo collegato alla manovra cercherà di farsi spazio: sono le norme su sviluppo, semplificazione, competitività e stabilizzazione della finanza pubblica, che la presidenza di Montecitorio ha spacchettato in più provvedimenti: così, per esempio, le norme su sviluppo e internazionalizzazione delle imprese decollano da domani in commissione Attività produttive, mentre da mercoledì in commissione Lavoro debutta la delega al Governo su lavori usuranti, riorganizzazione di enti, lavoro sommerso e controversie di lavoro. Ancora premono però l'altolà alle intercettazioni telefoniche (Camera, commissione Giustizia) o il Ddl organico sull'amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi (Senato, commissione Industria). Aspettando le battaglie sicure su federalismo e giustizia. E magari che maturino altre promesse: la riforma dei regolamenti parlamentari con annesso allungamento dell'orario di lavoro di deputati e senatori.

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PERUGIA - La pensione? Può diventare un incubo anche quando è già arrivata e (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 15-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di LUCA BENEDETTI PERUGIA - La pensione? Può diventare un incubo anche quando è già arrivata e non solo quando deve essere raggiunta. Basta chiedere, per esempio, a un pacchetto di ex dirigenti che hanno lavorato nella sanità. I casi limite si sono materializzati nei giorni caldi delle ferie con la lettera inviata dall'Inpdap a una decina di ex dipendenti anche della Asl 3. Il tono è semplice, ma fa tremare le vene ai polsi. Soprattutto sui numeri perché c'è qualcuno che deve ridare indietro anche più di diecimila euro all'ente previdenziale. Il motivo è legato all'interpretazione della pensionabilità o meno di un premio di risultato. Quando il dipendente era in servizio l'Azienda sanitaria ha fatto il conto e ha dato l'indicazione di inserire nella liquidazione il premio. Che quindi diventava un bonus da calcolare nel trattamento di fine rapporto. Ma, nel gioco della burocrazia e di qualche nuova interpretazione, la Asl ha fatto un passo indietro. La sede provinciale dell'Inpdap di Perugia (Area previdenza), ha ricevuto un nuovo modello di calcolo e ha scoperto che l'assegno della liquidazione era tropo alto. E così, con il Ferragosto alle porte, la burocrazia ha deciso di scrivere agli ex dipendenti della sanità per recuperare i quattrini. Una tombola vista che qualcuno deve ridare indietro anche un quinto della liquidazione. Possibile? Difficile dimostrare il contrario, anche se chi ha ricevuto la comunicazione l'ha girata agli avvocati e molto difficilmente verrà seguita l'indicazione dell'Inpdap di versare quei soldi in unica soluzione nel conto corrente bancario che viene indicato nella lettera. Che in fondo ha una spruzzata di zucchero. La restituzione del maggior importo non dovuto sull'indennità del premio di servizio regala, da un punto di vista fiscale, un credito d'imposta in favore del pensionato. Credito che il pensionato "potrà chiedere in restituzione all'amministrazione Finanziaria". Insomma, da una parte si deve ridare indietro, dall'altra si può richiedere lo sconto sulla dichiarazione dei redditi. Naturalmente la lunga estate di chi ha lasciato il lavoro e deve fare i conti con la crisi e il potere d'acquisto che fa un passo indietro al giorno, non finisce con la strana storia degli ex dirigenti della sanità. La battaglia si sposta nel comparto degli elettrici, insomma i lavoratori (anzi, i pensionati) dell'Enel. Che hanno uno spiraglio per conquistare, stavolta, pensioni più ricche grazie a un pronunciamento della Corte di Cassazione (la numero 1444 del 23 gennaio). Spiega Marcello Barni, responsabile del patronato Inas della Cisl: "Per le vicende dell'ex fondo elettrici l'Inas e la Fnp-Cisl hanno già presentato numerosi ricorsi amministrativi che l'Inps stava respingendo e che adesso, dopo il pronunciamento della Cassazione, hanno concrete possibilità di essere accolti". E il pacchetto di pensionati che possono aggiungere un gruzzoletto in più alla pensione è tutt'altro che sparuto visto che riguarda gli ex lavoratori dell'Enel dal 1996 al 2006. Con la possibilità che la vertenza possa essere allargata ai pensionati della Telecom. I sindacati scaldano già i ricorsi, ma fare centro non sarà facile. Una delle cause pilota messa in piedi da Inas e Fnp-Cisl è approdata in tribunale un anno e mezzo fa, ma si è mossa soltanto un'udienza.

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GRANDI OPERE. Il sottosegretario Alberto Giorgetti al convegno dei geometri: <Procedure agevolate per gli enti locali> (sezione: Burocrazia)

( da "Arena.it, L'" del 15-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

GRANDI OPERE. Il sottosegretario Alberto Giorgetti al convegno dei geometri: "Procedure agevolate per gli enti locali" "Burocrazia più semplice per fare le infrastrutture" Romanelli: "Basta parole, i progetti vanno realizzati"     Ilaria Noro All'avanguardia e a basso impatto ambientale. Ma soprattutto in grado di passare in breve tempo dal progetto su carta alla fase di realizzazione. Si tratta delle infrastrutture e delle grandi opere di cui si è fatto il punto ieri in Fiera durante il simposio "Amministrazione e gestione del territorio: grandi opere per la difesa del territorio", ultimo appuntamento dell'Annual Meeting della Federazione internazionale dei Geometri, Fig, che si concluderà oggi con la visita al cantiere del Mose, il sistema di dighe e paratoie ideato per combattere il fenomeno dell'acqua alta a Venezia. Ad aprire la giornata di lavori è stato Alberto Giorgetti, il veronese sottosegretario al ministero dell'Economia, che ha legato i temi dello sviluppo delle infrastrutture a quello del federalismo fiscale. "Andiamo verso un assetto di carattere fiscale che terrà maggior conto dei valori realizzati sul territorio, con rendite chiare e una maggior facilità di utilizzo dei beni. Per un'economia meno finanziaria e più reale. Il Governo, sta agendo su più fronti per promuovere lo sviluppo infrastrutturale che l'Italia si aspetta. Sarà prevista una procedura agevolata per gli enti locali in modo che possano utilizzare il patrimonio pubblico in tempi brevi e senza intralci burocratici", ha spiegato Giorgetti aggiungendo che "occorre liberare risorse pubbliche per realizzare le grandi opere che sono necessarie per lo sviluppo. Il tema dello sviluppo economico è necessariamente legato al rafforzamento della rete di infrastrutture, ma questo dipende dalle risorse pubbliche a disposizione". "Questo convegno arriva a conclusione di un percorso lungo un anno, che ha coinvolto professionisti non solo locali e nazionali ma anche internazionali", ha spiegato Domenico Romanelli, presidente del collegio scaligero che è entrato subito nel vivo della questione denunciando l'esigenza di uscire da una situazione di completo immobilismo. "È inutile discutere di progettazione e grandi opere, se poi di questi progetti si continua solo a parlare", ha spiegato facendo riferimento ai grandi nodi cittadini su cui si discute da anni ma che ancora non sono stati sciolti. "Bene i lavori alle ex cartiere. Sono in ritardo pazzesco ma speriamo che ora si proceda davvero". Quanto a traforo e tramvia, è ben visto il primo, mentre è ritenuta "poco utile alla realtà veronese" la seconda. L'auspicio del direttore è che finalmente si passi dalla teoria alla pratica. E sia aprano finalmente i cantieri. "Non possiamo permetterci di rimanere sempre indietro. Le amministrazioni pubbliche hanno tutti i numeri per poter gestire le operazioni in modo efficiente, trasparente e veloce. Sono convinto, anche, che abbiano la sensibilità necessaria, sia per le esigenze della popolazione che per il rispetto dell'ambiente". E proprio di sviluppo nel pieno rispetto dell'ambiente ha parlato Elisabetta Pellegrini, direttore dell'area programmazione e sviluppo del territorio della Provincia, anticipando i contenuti del nuovo Piano Territoriale. "Si tratta di una pianificazione dell'area provinciale che riguarderà oltre il 47 per cento del veronese, aree montane in primis, in cui fondamentale sarà la difesa del territorio, non solo dal punto di vista ambientale ma anche sociale, finanziario, economico e patrimoniale". Un occhio di riguardo all'ambiente che non si traduce però in vincoli ambientali e divieti. "Al contrario, è uno studio mirato a ottimizzare le infrastrutture già esistenti e a creare una rete ecologica: si dovrà rispettare il principio "chi consuma, paga"". A fare un quadro della situazione delle infrastrutture in Veneto e degli interventi più urgenti, è stato Giuseppe Fasoli, dirigente del Settore infrastrutture della Regione. Tra le emergenze da affrontare in Veneto prioritaria è quella del trasporto su gomma, su cui ancora si basa l'80 per cento dei collegamenti sia privati che industriali. "Le aziende nel nord-est sono efficienti fino quando non escono dal cancello", ha spiegato Fasoli. E tra le opere in fase di progettazione e approvazione anche quella dell'autostrada di collegamento tra Nogara e il mare.

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Cdc Pordenone: cresce il Pil di Serbia e Russia (sezione: Burocrazia)

( da "Sestopotere.com" del 15-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

(15/9/2008 10:53) | (Sesto Potere) - Pordenone - 15 settembre 2008 - Un gruppo numeroso quello presente ieri in Camera di Commercio al seminario dedicato alle opportunità commerciali e di investimento in Serbia nell'area di Kragujevac e nella Federazione Russa. Sessanta, tra funzionari, operatori dello sviluppo locali ed imprenditori, provenienti da Serbia, Croazia, Montenegro e Bosnia Erzegovina e un secondo gruppo composto da una decina di rappresentati di aziende russe del settore del mobile-arredo provenienti dalle regioni di Perm, Krasnodar ed Ekaterinburg che in questi giorni hanno visitato le più significative realtà produttive del Friuli venia Giulia. “Un coinvolgimento così importante di soggetti esteri - ha detto il presidente camerale Giovanni Pavan - è stato possibile grazie alla sinergia realizzatasi tra le idee progettuali dell'ente camerale di Pordenone e lo IAL FVG, in particolare attraverso il progetto “Friuli Venezia Giulia-Serbia: una porta verso Est” , che ha coinvolto, a partire dal 2005, più di 500 aziende friulane nei settori produttivi prioritari quali meccanica, legno-arredo, innovazione tecnologica e tutela ambientale, il progetto di Promozione e sviluppo delle relazioni economiche tra la Regione FVG e la Federazione russa, all'interno del quale più di 400 aziende regionali hanno partecipato a missioni economiche e fiere nella Federazione russa, accoglienza di accademici russi del settore ricerca e sviluppo e giornalisti alla scoperta della Regione FVG, e il progetto “Acquis communautaire nelle municipalità dei Balcani” coordinato dallo IAL FVG”. L'impegno in entrambi i paesi viene seguito con numerose iniziative da parte della CCIAA di Pordenone, attraverso la propria Azienda Speciale ConCentro e prossime saranno la missione in Serbia (dal 21 al 24 settembre) con diverse aziende del settore edilizia e meccanica e la missione a San Pietroburgo a novembre per il settore vino e diversi incoming di delegazioni estere nei prossimi mesi. L'Assessore Elio De Anna, delegato dal Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Renzo Tondo, ha ribadito la volontà dell'amministrazione regionale nel voler mettersi in rete – e già lo stanno facendo tramite progetti avviati nei Balcani – e del cercare di mettere in rete le informazioni, perché “se così operano le istituzioni, più facile sarà anche per le aziende di vari paesi dialogare fra loro”. In Serbia, che negli ultimi anni ha mantenuto un ritmo di crescita del PIL superiore al 6% e che presenta un regime fiscale tra i più vantaggiosi, si prevede nei prossimi otto anni la realizzazione di quasi 35 miliardi di euro di investimenti. Notevoli sono le opportunità di business offerte alle imprese del Friuli Venezia Giulia, soprattutto nell'area di Kragujevac dove sorgeranno nuove zone industriali a seguito dell'accordo tra la FIAT e la Zastava serba per la produzione di autoveicoli destinati al mercato serbo e russo, grazie agli accordi di libero scambio per l'importazione nella Federazione russa a dazio zero di prodotti fabbricati in Serbia. Dragan Stevovic, membro del Consiglio per l'autonomia locale, sviluppo regionale e collaborazione con il Governo della Repubblica serba, ha parlato delle prospettive di sviluppo della città di Kragujevac. Degne di nota alcune informazioni: con l'affitto di un terreno per la costruzione di strutture produttive viene concessa una riduzione del prezzo commerciale in riferimento al numero dei dipendenti: 2.500 euro e dipendente da 20 a 50 operai, 5.000 euro da 51 a 200 operai e 7.000 euro oltre i 200 operai. Inoltre, il prezzo tutelato del terreno ammonta a 1 euro al metro quadrato. Di particolare interesse anche le Regioni russe di Perm, Krasnodar ed Ekaterinburg in cui si registra un aumento della domanda di prodotti del settore legno-arredo di design e qualità molto elevata, molti dei quali sono d'importazione. Ciò rappresenta un motivo di grande interesse per le aziende italiane, i cui prodotti si collocano generalmente in questa fascia di mercato. A Marilena Del Grosso, Ufficio ICE di Mosca, il compito di illustrare lo scenario del settore dell'arredamento in Russia. Un'analisi partita dai punti di forza, come una politica di contenimento delle tasse o la crescita del PIL sostenuta e duratura (previsioni del 5% fino al 2012), e dai punti di debolezza, quali l'altro tasso di burocrazia e di inflazione, per giungere alle opportunità. Dalle risorse naturali alla forte crescita della domanda interna per i beni di consumo, dal quadro politico orientato alla continuità nelle scelte politiche e nei rapporti di collaborazione con l'Italia al grosso piano di investimenti promosso dal Governo. Dall'altro lato i rischi da tenere presente e da aggirare: un sistema bancario fragile ed esposto a crisi internazionali e una normativa doganale in continua evoluzione e procedure doganali poco chiare. I rapporti economici Italia-Russia si consolidano di anno in anno: dati statistici forniti dal Comitato Statale delle Dogane russo sul commercio con i Paesi Extra CSI indicano l'Italia come il secondo Paese partner di destinazione delle esportazioni della Russia e il settimo Paese di origine delle importazioni. In particolare, per l'export di arredamento, i mobili si confermano al 4° posto nella graduatoria dei gruppi merceologici italiani di esportazione in Russia, dopo gli articoli di abbigliamento in tessuto e accessori, le macchine per impieghi speciali e le macchine di impiego generale. Nel 2007 le esportazioni italiane di mobili in Russia hanno fatto della Russia il nostro 1° mercato mondiale per i prodotti di arredamento, ponendola, seppur di un soffio, davanti agli USA. Tre province, Treviso, Pordenone e Milano, nel primo semestre del 2007 hanno esportato in Russia il 37,7% dell'intero export italiano di mobili; Due province, Treviso e Pordenone, nel 2006 hanno esportato in Russia un valore di mobili vicino ai 100 milioni di euro ciascuna. Il mercato dei mobili e dei complementi d'arredo si mantiene in piena espansione da oltre 5 anni, tanto da far prevedere fino al 2010, un aumento del 40/50% del suo valore attuale, per attestarsi intorno ai 9 miliardi di euro. Sulla base di queste buone prospettive, l'ICE sta lavorando al progetto arredamento in Russia "Arredo=Italia".

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Scena: sabato, interno sera all'aeroporto di Fiumicino. Personaggi e interpreti: duecento adult (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 15-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

I e una dozzina di bambini nel ruolo di ostaggi, un caposcalo che fa il fantasma, tre impiegate che recitano la parte del parafulmine, un responsabile dell'assistenza passeggeri calato mirabilmente nei panni del "rinco", secondo l'unanime, risolutiva definizione delle tre suddette colleghe. E, soprattutto, un Airone che dorme. Tutto nasce seicento chilometri a nord di questa sala con tanti mugugni, ma neppure una sedia: l'aeroporto di Torino è bloccato, così, i tre voli Air One per Caselle vengono, via via, cancellati. Le tre addette devono affrontare la carica dei 200 passeggeri allo sbando: "Lasciate i vostri nomi, la compagnia si occuperà di prenotarvi la cena e trovarvi una sistemazione in albergo per la notte. Ma prima rifate il biglietto per domani". A transumanza finita eccoci di nuovo tutti davanti all'ufficetto. Quella che sembrava una formalità, a poco a poco, si affanna nell'emergenza. E l'emergenza s'incaglia nella burocrazia sgangherata di telefoni che non rispondono, responsabili fuori ufficio ("Sapete, è sabato anche per loro". Ah, grazie). Protagonista assoluto della serata, un funzionario che deve occuparsi delle prenotazioni alberghiere: d'accordo, la sua sede è a Milano Malpensa, ma avrà pure un piano anche per Roma e, poi, che sarà mai ai tempi di comunicazioni in tempo reale. Sarà, altrochè se sarà. Le ore passano, i bimbi piangono, le mamme s'incavolano, ma anche i papà e gli scapoli e le nubili, nel loro piccolo. Domanda di tutti: "E, allora, quest'albergo?". Cambia il tono - professionale, seccato, partecipato, affranto - ma la risposta è sempre la stessa: "Aspettiamo una risposta da Milano". Aspettiamo. Sono le 22, c'è gente che è qui dalle 17. Anziani, neonati. Si chiede almeno un po' d'acqua. "Non abbiamo nessuna autorizzazione". E per qualche sedia? "Nemmeno". C'è una donna filippina con due bambini di tre e sei anni, deve andare a ricongiungersi con il marito a Torino. Lei e i piccoli hanno sulle spalle decine di ore di viaggio e attese. Sono sfiancati. Qualcuno li accompagna alla saletta vip dell'Air One: li fanno allontanare come nella più crudele delle fiabe dei fratelli Grimm. Adesso la stanchezza accende la rabbia, volano parole grosse, insulti, promesse di denuncia. Le impiegate chiamano l'ufficio di Malpensa ogni 10 minuti, ma la vicenda non si sblocca: "Il fatto è che c'è un problema di fatturazione con gli alberghi", si lascia sfuggire una. "Che cosa vuol dire "probema di fatturazione"" domanda qualcuno con qualche sospetto. Risposta evasiva. Il responsabile di turno dell'ente assistenza di Air One a Fiumicino, Marcello Pera, smentisce le supposizioni maligne. Alle 23,30 finalmente si trova una sistemazione per chi ha avuto la costanza di aspettare. Arrivano i pullman che ci porteranno in un hotel a Ostia. Cala la tela, senza applausi.

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Sardara, c'è un granaio da salvare (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 15-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Prov Medio Camp Pagina 3015 Allo studio le strategie per rilanciare il settore dopo un'annata funestata dalla siccità Sardara, c'è un granaio da salvare Allo studio le strategie per rilanciare il settore dopo un'annata funestata dalla siccità Da 140 mila quintali, la produzione è scesa ad appena 21 --> Da 140 mila quintali, la produzione è scesa ad appena 21 La siccità ha colpito duro i produttori di grano del Medio Campidano: a Sardara si è discusso di strategie per evitare il tracollo del settore. Far crescere il granaio del Medio Campidano. Idee e strategie di mercato per ridare ossigeno a un settore che quest'anno ha conosciuto una crisi gravissima sono state esposte a Sardara nel corso di un convegno promosso dall'amministrazione comunale. Con un obiettivo ben preciso: ricreare le condizioni perché il territorio di Sardara, il più colpito dalla siccità che ha flagellato gran parte della Sardegna, superi la crisi di un annata-no. Nel corso del convegno si è parlato della necessità di combattere il progressivo abbandono delle superficie investite a frumento duro. Con la garanzia di un sostegno da parte della Provincia agli agricoltori che si aggregano per valorizzare la cerealicoltura o altri prodotti della terra. In questo modo, si potranno essere risollevate le sorti di un settore in declino che, chiuse le miniere e le fabbriche, rimane unica e vera importante risorsa. "La volontà di non abbandonare la cerealicoltura - ha detto Marco Lobina, presidente del Cosacer di Sanluri- deve muovere scelte coraggiose. Anche in una stagione in cui le perdite sono notevoli: un raccolto preventivato di 140 mila quintali di grano duro si è ridotto ad appena 21 mila. Inutile piangerci addosso. Escogitiamo strategie di salvezza. Partendo dal piccolo: non aspettiamo l'impennata dei prezzi per l'acquisto dei concimi, destiniamo le spighe ad altro uso, non escluso quello zootecnico o seminativo per le nostre aziende. Soprattutto collaboriamo. Il contadino da solo non oggi non vive". Un invito condiviso dai presenti che per quattro ore hanno ascoltato politici, sindacati e tecnici. Assenti i giovani. Un'assenza che per Gino Deias, presidente della commissione agricoltura, trova spiegazione "nell'intricata burocrazia regionale, con procedure costose e complicate". Affermazione non condivisa da Gianni Ibba, direttore generale dell'Argea. "Il problema vero- ha puntualizzato il tecnico- è che da noi non si coltiva più. La campagna è morta. Mentre nel resto dell'Italia i seminativi sono cresciuti del 700 per cento, nell'Isola si sono ridotti del 10. Decidiamoci: o abbandoniamo i campi o cominciamo a difenderli. Impariamo a fronteggiare gli stessi Consorzi di difesa che a volte ci penalizzano persino sul caro prezzo dei concimi. Gli aiuti ci sono. L'ultimo bilancio dice che la Regione per la terra ha elargito 310 milioni di euro in contributi e incentivi". Per il presidente provinciale della Coldiretti, Francesco Erbì, "il cambiamento possibile è una filiera ridotta: dalla semina alla trasformazione alla tavola. Evitare le mediazioni significa abbattere i costi e produrre qualità". SANTINA RAVÌ.

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Imminente federalismo che permette al Carroccio di presentarsi per la prima volta ai suoi (sezione: Burocrazia)

( da "Alto Adige" del 16-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Imminente federalismo che permette al Carroccio di presentarsi per la prima volta ai suoi ... imminente federalismo che permette al Carroccio di presentarsi per la prima volta ai suoi militanti con un risultato tangibile: l'inizio dello smantellamento dei poteri dello Stato centrale in materia fiscale. Prodromo di quello, probabilmente tragico, dello Stato unitario se, come ha annunciato Calderoli, a partire da gennaio sarà sul piatto anche il tema del federalismo politico. E se Maroni si presenta in Riva degli Schiavoni gridando "Padania libera", slogan quanto meno ardito per chi ricopre la delicatissima carica di ministro dell'Interno della Repubblica Italiana. In realtà gli intricati nodi economici e politici che devono essere sciolti perché il federalismo si concretizzi sono ancora molti. Non solo perché nella bozza presentata in Consiglio dei ministri da Calderoli, non si fa riferimento alle fonti di finanziamento per le funzioni comunali, manca l'indicazione di come si determineranno i costi standard dei servizi o come verrà sostenuta la perequazione tra le regioni del Nord e del Sud; e si lascia nel vago quella tassa di scopo destinata a sostituire l'Ici e destinata, probabilmente, a trasformarsi in una serie di "molte tantum" per i contribuenti. Oltre che, problema non certamente secondario, definire chi, e come, pagherà il colossale debito pubblico italiano. Quisquilie, sostengono i leghisti; tecnicalità di cui si parlerà nelle sedi opportune. Ai raduni politici non si entra nei particolari: i riti collettivi sono fatti per autocelebrare la comunità. In questo caso quella misteriosa e surreale dei "popoli padani". Eppure il dubbio sulla praticabilità del progetto deve aver colto lo stesso Bossi che, non a caso, ha affermato che il vero nemico, del federalismo, e dunque della Lega, si vedrà nelle aule parlamentari. Il leader del Carroccio esclude, dunque, che l'ostacolo al federalismo possa venire dalla sola opposizione, non ostile al progetto in sé ma decisa a non comprare a scatola chiusa la verde merce federalista. E mette chiaramente sull'avviso il Pdl. In particolare la sua trasversale e potente anima meridionale, decisa a non lasciare che i flussi di spesa pubblica sotto il Pò collassino, della quale è garante sia la "Lega Sud" di Lombardo, sia l'inquieta Alleanza Nazionale. Formazioni che nell'effettiva applicazione del progetto leghista vedono cadere il loro ruolo di intermediazione politica e di garanti del loro copioso bacino elettorale meridionale. *** Nel frattempo la Lega, decisa a trasformarsi in partito regionale stile catalano o bavarese, blinda la sua nicchia di sicura rendita elettorale elevando a paradigma il localismo securitario fondato sul nuovo potere disciplinare dei sindaci sceriffi. Un modello, come è stato evocato dallo stesso Maroni, all'americana, che prefigura un futuro in cui la polizia sia comandata dai sindaci; e, dunque, competente su tutti i reati, ad eccezione di quelli, pochi e gravi, che rimarranno "federali". Uno sbocco che non piacerà né alle burocrazie né ai corpi di sicurezza nazionali Anche perché, se davvero perseguito sino in fondo, questo modello implica inevitabilmente la trasformazione di almeno uno dei corpi a competenza generale in forza locale dipendente dalle regioni o dai sindaci. Il federalismo in salsa leghista ha dunque molti nemici, aperti e occulti, parlamentari e non. Di questi tempi fra un anno, in politica un'era geologica persino in un paese in cui il quadro politico appare consolidato ma in cui si annuncia una stagione di forte conflittualità sociali, si vedrà meglio a che punto sono le pedine sulla scacchiera di quella che il Carroccio ritiene la "madre di tutte le battaglie". Renzo Guolo.

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Di Franco Pasqualetti Il pagamento delle multe? Somiglia sempre più al gi (sezione: Burocrazia)

( da "Leggo" del 16-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Franco Pasqualetti Il pagamento delle multe? Somiglia sempre più al gioco dell'oca. Un meccanismo infernale dove la parola più in voga è "burocrazia". Un valzer di rinvii da un ufficio all'altro a caccia dell'"arrivo". Fino a qualche settimana fa, infatti, il verbale per un'infrazione arrivava a casa con una raccomandata. Il postino (o il vigile) o la recapitava al portiere o all'intestatario della multa. Quando non trovava nessuno lasciava la cartolina di avviso e si doveva andare alla posta a ritirare la contravvenzione e si poteva pagare direttamente allo sportello. Passa il tempo e invece di migliorare si torna indietro e si complica la vita dei cittadini. Già, perché oggi, quando si trova la classica cartolina gialla di avviso nella buca delle lettere, ci si deve recare sempre all'ufficio postale per ritirare la raccomandata, ma al posto della multa c'è un avviso che ci avverte di recarsi al comando municipale per ritirare il verbale. Un passaggio doppio, con doppia fila, doppio stress e doppio tempo impiegato: una volta ritirata la multa, infatti, il cittadino deve recarsi nuovamente alla posta stavolta per pagare il bollettino. Un giro infernale giustificato dal Campidoglio come mossa per combattere i ricorsi: in questo modo, infatti, il cittadino non può appellarsi al mancato recapito del verbale o al ritiro da parte di terze persone non autorizzate. Il risultato: se si prende una multa si rischia di perdere almeno mezza giornata per riuscire a vederla. Ma questo scherzetto costa agli utenti, come se non bastasse il tempo perso, un aggravio di circa 4 euro in più per le spese di spedizione e custodia. Oltre al danno, quindi, anche la beffa. (ass).

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Presente! , e il consigliere becca il gettone - pietro lambertini (sezione: Burocrazia)

( da "Centro, Il" del 16-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pescara "Presente!", e il consigliere becca il gettone Trentasei euro a testa per riscaldare solo per pochi secondi il banco dell'aula L'"affare" della doppia convocazione e dell'appello ripetuto PIETRO LAMBERTINI MONTESILVANO.Trentasei euro per dire "presente". La prassi, in municipio, è semplice: il consiglio comunale viene convocato in prima e seconda convocazione. La prima, tanto per fare un esempio, è prevista per oggi alle 9. Ma, alle 9, il numero legale (almeno 16 consiglieri), non si raggiunge: chi dice "presente", però, mette da parte il gettone da 36 euro. Alle 10, un'ora dopo, il presidente del consiglio comunale, Valter Cozzi, per legge, deve ripetere l'appello. Il numero legale non si raggiunge neanche questa volta ma chi risponde "presente", anche solo al secondo appello, ha diritto comunque al gettone: 36 euro. La prassi in municipio vuole anche che chi risponde presente al primo appello marca visita al secondo. Basta dire "presente", alle 9 oppure alle 10, per guadagnarsi i 36 euro e assicurarsi un giorno di permesso retribuito dal lavoro. I dati sugli stacanovisti e sugli assenteisti del consiglio comunale, pubblicati dal Centro, svelano la consuetudine che alimenta le spese della politica. Il meccanismo della prima e seconda convocazione è l'espressione della burocrazia: la prima convocazione è una formalità, quindi, il giorno dopo si passa direttamente alla seconda. è questo il consiglio comunale solenne dove si discutono i punti all'ordine del giorno. Ma chi sono i più assidui frequentatori delle prime convocazioni del consiglio comunale? Ovviamente i più stacanovisti, quindi, i meno assenteisti. L'8 agosto, in prima convocazione, presenti, oltre al presidente Cozzi, solo Paolo Cilli e Mimmo Di Giacomo. Il 22 agosto, ancora in prima convocazione, tutti presenti tranne Gianni Bratti, Leo Brocchi (il più assente di tutti con 19 sedute saltate), Vittorio Catone, Cilli, Giancarlo Cipolletti, Claudio Di Emanuele, Stefania Di Nicola, Rocco Finocchio, Manola Musa, Cristian Odoardi e Mauro Orsini. Il 3 ottobre, in prima convocazione, ci sono tutti tranne i grandi assenti Brocchi, Catone, Stefano Di Blasio, e Maria Rosaria Parlione. Il 6 febbraio, i presenti sono Cozzi, Caccamo, Cipolletti, Raffaele De Leonardis, Ottavio De Martinis, Cristina Di Giovanni, Feliciano D'Ignazio, Francesco Di Pasquale, Di Blasio, Falco e Francesco Maragno. Il 28 marzo gli assenti sono i soliti Brocchi, Finocchio, Parlione a cui si aggiunge Cilli. Il 15 aprile, gli assenti sono ancora Brocchi, Catone, Adriano Chiulli, Di Blasio, Di Giovanni e Pietro Gabriele. La prassi dei consigli comunali, convocati in prima e seconda convocazione prosegue: l'11 giugno i presenti sono Cozzi, Oscaro Biferi, Cipolletti, De Leonardis, Di Blasio, Di Stefano, Falco e Parlione. Il 3 luglio i presenti sono tanti: Bratti, Caccamo, Cipolletti, De Leonardis, Di Pasquale, Falco, Gabriele e Musa. Il 30 luglio, ci sono Cozzi, Bratti, Caccamo, Cipolletti, De Leonardis, De Martinis, Di Pasquale, Di Stefano, Falco e Giuseppe Menè, nuovo ingresso in consiglio comunale dopo la nomina ad assessore di Emidio Di Felice. Il 7 agosto i presenti sono Cozzi, Bratti, Caccamo, Chiulli, Cipolletti, De Martinis, Di Pasquale, Di Stefano, Falco, Luigi Marchegiani, Menè, Benito Olivieri, Parlione e Adriano Tocco. "Presentarsi in prima convocazione significa prendere il gettone di presenza senza dare in cambio niente alla città. Chi va a firmare la prima convocazione, non è mica un virtuoso", ha tuonato Odoardi. "Censuro il malcostume di presenziare alla seduta in prima convocazione del consiglio comunale all'evidente e notorio scopo di percepire il gettone di presenza pur nella consapevolezza che la seduta non avrà luogo", ha spiegato senza mezzi termini Brocchi.

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L'archistar hadid: "la mia creatura perfetta" - rory cappelli (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 16-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina XVII - Roma L'archistar Hadid: "La mia creatura perfetta" Sopralluogo sul cantiere del museo che sta nascendo nelle ex caserme in via Guido Reni al Flaminio. Dieci anni fa la scelta del progetto. Una mostra a giugno "Qui in Italia i tempi sono infiniti, ma ogni Paese ha i suoi problemi" RORY CAPPELLI Arriva come una rockstar. I proverbiali capelli corvini striati di biondo, una borsa di Prada beige cangiante con manico nero tutto curve, attillatissimi pantaloni blu elettrico, anch'essi cangianti, maglia nera come la giacca svasata che sulla schiena ha un alamaro. Scarpe nere di strass, collana stroboscopica spessa due dita, anch'essa di strass, che crea intorno al collo ipnotici giochi di luce. Scende dalla macchina ed entra nel suo cantiere "che ha ormai superato la prima fase", l'archistar Zaha Hadid. In un attimo le sono addosso fotografi, fan per gli autografi, varie personalità del Maxxi - Francesco Prosperetti nuovo direttore generale della Parc, Anna Mattirolo per Maxxi Arte, Margherita Guccione che dirigerà Maxxi Architettura - per scortarla nella sala dove terrà il suo intervento su Che cosa ho imparato dall'architettura, organizzato in occasione delle celebrazioni per gli 80 anni della rivista d'architettura Casabella. Reduce dalla Biennale di Architettura di Venezia, cammina lenta, "Sono stata male, sai? E poi Venezia!..." spiega agitando la mano a Pio Baldi, che dirige il Progetto Fondazione Maxxi. Si ferma per altre foto di fronte alla sua "creatura", "fatta di disegni esplosi" dirà poi, e infine arriva nella sala conferenze. Presenta i suoi progetti questa nomade dell'architettura - ha lasciato "la sua impronta", come la chiama lei, a Barcellona, Singapore, Leipzig, Wolfsburg, Cincinnati, Innsbruck, Abu Dhabi, Londra, Sapporo, ma anche in Francia e in Messico, tra gli altri. Ed è tutto un rincorrersi di linee e spazi che sinuosi salgono e scendono - viene in mente il ponte creato per Abu Dhabi, una linea intervallata da quelle che sembrano dune a richiamare il deserto - fino ad arrivare al Maxxi dove si coglie tutta l'importanza che per l'Hadid hanno "la circolarità e il movimento". Basta fare un giro nel cantiere, salire al primo piano, attraversare quelle che saranno la Suite 1 e la Suite 2, cioè le sale per esposizioni temporanee, la Sala per le sculture e quella per la collezione permanente (che sarà esposta a rotazione) per accorgersi che lo spazio è fluido, circolare per davvero, con pannelli esterni (un po' come all'Institute Arabe di Parigi) che serviranno a modulare la luce, non ci sono muri che interrompono, che dividono, ma neanche piani che salgono o scendono: è una linea continua che sale, scende, risale, riscende, una "striatura", come la chiama lei. Un lavoro complicato alla cui realizzazione "se devo muovere una critica", dice facendo una battuta dallo humour britannico, "è il fatto che è totalmente aderente all'originale". Un originale che risale al 1998, quando la Hadid vinse il concorso per la realizzazione del "primo museo pubblico nazionale dedicato alla creatività contemporanea". I lavori, dopo rinvii, problemi, permessi e burocrazia varia furono varati il 20 marzo del 2003, proprio il giorno in cui iniziava anche la guerra Usa Iraq (e la Hadid è di origine irachena). "Ora passaremo alla seconda fase" spiega. Quella, cioè, della chiusura delle coperture, delle sistemazioni esterne, delle finiture interne. "Il Maxxi dovrebbe inaugurarsi a giugno 2009, con una mostra" aggiunge. Ma lei questi italici tempi dilatati e infiniti, come li ha presi? "Beh, ogni paese ha i suoi problemi. C'è da dire che i tempi hanno permesso alla ditta di realizzare le parti in calcestruzzo compattante in modo praticamente perfetto": ancora humour britannico? Poi racconta della sua ammirazione per Roma, nata quando era ancora bambina e venne qui, in visita con i genitori: scoprì Michelangelo e Borromini, e più tardi scoprì anche i film italiani che andava a vedere di nascosto. "è un'emozione grande lavorare nella stessa città in cui hanno creato questi giganti". Forse perché anche loro ne sapevano qualcosa di cantieri infiniti.

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Dalla procura al ministero: due pm nello staff di alfano (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 16-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina V - Palermo Il caso Il Guardasigilli nomina Sergio Barbiera e Roberto Piscitello vice capi di gabinetto. Prendono il posto di un'altra toga siciliana, Luigi Birritteri Dalla Procura al ministero: due pm nello staff di Alfano (segue dalla prima di cronaca) E ora, forse per rimarcare il concetto, il golden boy forzista nel frattempo spedito da Berlusconi in via Arenula, ha deciso di arruolare nel suo staff due magistrati delle Dda di Palermo: saranno i suoi vice capi di gabinetto. Angeli custodi nei meandri della burocrazia ministeriale. I prescelti sono Sergio Barbiera e Roberto Piscitello, rispettivamente 44 e 41 anni, esponenti della nouvelle vague che si è affermata in Procura dopo le stragi del '92. Entrambi hanno già dato la loro disponibilità ad Alfano: perché il trasferimento divenga operativo, manca il parere del consiglio giudiziario. Poi sarà il consiglio superiore della magistratura a dire l'ultima parola. Barbiera si è occupato di una serie di indagini sui traffici di stupefacenti e sulle collusioni internazionali del narcotraffico sudamericano con la mafia siciliana. Roberto Piscitello è invece stato impegnato in inchieste che riguardano la zona di Trapani. Il suo nome finì agli onori delle cronache nazionali alla fine di settembre del 2007, quando alcuni sconosciuti cercarono di entrare nell'abitazione di Marsala, in cui il magistrato risiede con la famiglia. Piscitello è uno dei pubblici ministeri che coordinano le ricerche del superlatitante Matteo Messina Denaro, considerato il capo di Cosa nostra, dopo la cattura di Bernardo Provenzano e Salvatore Lo Piccolo. Piscitello è amico personale dell'assessore regionale alla Sanità Massimo Russo, altro magistrato che, seppure con un ruolo profondamente diverso, è stato di recente folgorato dalla politica. A meno di sorprese, Piscitello e Barbiera lasceranno presto gli incarichi di "trincea" per sedersi sulle poltrone ministeriali. Aprendo due nuovi vuoti negli organici di uffici giudiziari che presentano già vistose lacune. "Nel nostro distretto - disse il 27 gennaio scorso il procuratore capo di Palermo Francesco Messineo - ci troveremo tra sei mesi con una carenza di organico che creerà un vuoto nelle procure ordinarie e un sovraccarico di lavoro dei colleghi della Dda". In ogni caso, i due giovani pm chiamati da Alfano sostituiranno un altro magistrato che ha ricoperto in questi mesi il ruolo di vice di gabinetto vicario: l'agrigentino Luigi Birritteri, nominato dal consiglio dei ministri capo del dipartimento organizzazione giudiziaria del dicastero. Ma lui, Birritteri ha una frequentazione più remota con gli ambienti della politica: nel 2003, infatti, si candidò alla presidenza della Provincia di Agrigento. Ma per l'Ulivo. Raggranellò il 38 per cento dei consensi, uscendo sconfitto dalla sfida con il forzista Vincenzo Fontana. Ma i buoni rapporti con l'altro schieramento, e in particolar modo con Alfano (originario di Sant'Angelo Muxaro), lo hanno poi portato in via Arenula. Dove adesso avrà la compagnia di due colleghi siciliani. e. la.

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Da un anno aspetta un posto di lavoro (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 16-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pisa Da un anno aspetta un posto di lavoro La guerra con la burocrazia di una giovane madre cieca CASCIAVOLA. La burocrazia non conosce ragioni. Deve compiere il suo lungo iter anche quando si trova davanti a una giovane madre, quasi cieca a causa di una malattia agli occhi, vedova e con una figlia di 12 anni. Da mesi Patrizia Carlotti, 35 anni, di Casciavola, aspetta un lavoro da centralinista. Ma deve superare visite, contro-visite fiscali per accertare il grado di invalidità. Come se dopo tanti anni avesse la possibilità di riacquistare la vista! Un glaucoma le ha lasciato solo "un residuo visivo all'occhio sinistro", come racconta lei stessa. Nel 2005 il marito, Emanuele, è morto e per la giovane madre sono aumentati i problemi. Negli anni molti non vedenti hanno trovato impiego in varie amministrazioni dopo essersi iscritti nelle liste che prevede la legge. Così ha fatto anche Patrizia. Ma contro di lei si è frapposta la burocrazia e l'assunzione non arriva anche il provveditorato agli studi di Pisa ha un posto di centralinista vacante dal 2006. Patrizia, per iscriversi alle liste di collocamento nella graduatoria dei non vedenti e per aspirare a un posto di centralinista, ha effettuato un corso ad hoc, che ha concluso più di un anno fa, a luglio 2007. L'unico posto adatto a Patrizia, in provincia, sembra essere quello al provveditorato agli studi che però non aveva adempiuto agli obblighi di legge, ovvero comunicare all'ufficio disabili del centro per l'impiego tale disponibilità. Lo ha fatto, dietro forzatura dell'Uic, soltanto il 28 ottobre dell'anno scorso. Nel frattempo la donna combatteva la sua battaglia contro gli uffici dell'Asl, dell'Inps, della Provincia fino a ottenere il 10 gennaio scorso un tagliandino che avrebbe dovuto dimostrare l'inserimento nella graduatoria dei privi della vista. "Tale lista deve essere resa visibile, in tutti gli uffici del centro per l'impiego della provincia, per una settimana - racconta il compagno della donna. Quel giorno ci venne promesso che, nel giro di un mese o poco più, lei sarebbe entrata nel mondo del lavoro". Purtroppo non è stato così per un errore di interpretazione della legge. Patrizia non ha ancora un lavoro. "Prima di rendersi conto della sbagliata interpretazione della circolare, e dopo averci mischiato col resto degli invalidi, la cui graduatoria sta affissa 15 giorni e non 7, questa impiegata ci ha fatto perdere due mesi buoni, e così siamo arrivati a a marzo". In questi mesi a Patrizia è stato chiesto di sottoporsi all'ennesima visita per l'accertamento dell'invalidità. Come se potesse guarire da un momento all'altro. Presa dalla rabbia Patrizia ha protestato anche dalle pagine del nostro giornale. E il giorno a casa sua si presentarono il sindaco, con l'assessore al sociale, increduli per la questione, dimostrandosi disponibili a dare una mano. Ma come? In ogni caso la donna si è presentata alla commissione medica. Inizia la seconda parte dell'odissea non ha ancora terminata "Il dottore la invita ad alzarsi ("mi faccia vedere come cammina"). A questa cosa ci ribelliamo e Patrizia si rifiuta. Non si giudica il grado di vista da come ci si muove in una stanza - aggunge il compagno della donna -. Conosco non vedenti che all'interno di un'abitazione si comportano come un normo vedente, però sono ciechi davvero! Ce ne andiamo con la promessa che l'esito della "visita" sarà comunicato immediatamente". In realtà l'esito deve essere comunicato anche all'Inps che schiera un'altra commissione di verifica. I tempi continuano a dilatarsi anche se alla donna viene promesso che potrà entrare a lavorare al provveditore al più presto, al massimo dopo una settimana. Falso. Attraverso l'Unione ciechi la donna spedisce la documentazione anche al ministero della pubblica istruzione da cui dipende il provveditorato. Il ministero chiede che la Provincia gli segnali il nominativo della persona avente diritto al posto: si torna quindi all'inizio della storia. Anche se i mesi sono passati A fine giugno scorso Patrizia riceve una raccomandata, è la Asl. Patrizia è chiamata a visita. Una "Visita di conferma dello stato invalidante". Patrizia protesta per questo nuovo inghippo, anche se a chiederelo è il ministero della pubblica istruzione. Inizia di nuovo il ping pong con la Asl e la Provincia. Il risultato? Patrizia non ha ancora un lavoro. (s.c.).

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Nuove potenze sul piede della cyberguerra (sezione: Burocrazia)

( da "Stampaweb, La" del 16-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'autore di questo articolo, consulente di Cybercrime presso la Human Trafficking and Emerging Crime Unit, era l'unico italiano invitato al superblindato workshop ISOI di Tallinn. Le opinioni qui espresse sono a titolo personale. TALLINN Allarme informatico dalla conferenza su sicurezza, Internet ed intelligence in Estonia: le guerre del domani saranno digitali. E sono già iniziate. Il 10 e l'11 settembre un centinaio di persone, provenienti dal mondo delle Forze dell'Ordine, dell'intelligence, della sicurezza informatica e del mondo accademico, si sono incontrati a Tallinn, capitale dell'Estonia, per partecipare al quinto workshop ISOI, Internet Security Operations and Intelligence. Una platea estremamente particolare per un evento a porte chiuse, cui solo chi era stato esplicitamente invitato ha avuto la possibilità di assistere. L'uditorio - proveniente da Stati Uniti, Gran Bretagna, Canada, Portogallo, Estonia, Lituania, Israele e Australia - era composto di direttori tecnici e capi-ricerca di realtà internazionali, spesso molto vicini al mondo dei servizi segreti. I relatori invece erano persone che operano in aziende e organizzazioni come Trend-Micro, ESET, AVG, Support Intelligence, NATO, Anti-Phishing Working Group, l'Università del New South West (Australia), AusCERT, CERT Estonia, COLT Telecom, Verizon, Yahoo!, oltre ad alcune agenzie di intelligence (FBI, CIA) e di lotta al terrorismo. Filo conduttore del workshop sono stati proprio i legami, sempre più profondi, tra la sicurezza delle informazioni e la sicurezza nazionale. L'allarme principale è rappresentato dal connubio tra hacking, criminalità organizzata e un nuovo modo di "fare la guerra". La raccolta di informazioni (a scopo di profitto economico o per azioni di intelligence), la distruzione di file e archivi digitali, l'impossibilità di accedere a sistemi informativi di rilevante importanza, la possibilità sempre più concreta di seri attacchi verso le "Infrastrutture Critiche Nazionali" dei diversi Paesi costituiscono uno degli incubi peggiori per chi si occupa di sicurezza nazionale. E' una vera e propria guerra, intrapresa da Paesi come Cina, Corea del Nord, Israele, Russia e, naturalmente, Stati Uniti, Canada, Australia e Regno Unito. Una guerra digitale, combattuta a suon di vulnerabilità informatiche, attacchi elettronici, codice maligno, intercettazioni digitali, hacker e servizi segreti. Non è un caso che la sede del meeting, quest'anno, sia stata l'Estonia. Ex-Stato della Federazione Russa, nell'aprile del 2007 ha subito una impressionante serie di attacchi informatici, lanciati dalla Russia, proprio com'è successo quest'estate alla Georgia. Attacchi che sono riusciti a "spegnere" i due Paesi: bloccare - in un Paese giovane che ha deciso di snellire sin dal 2001 la burocrazia, grazie all'Information Technology - l'accesso ai servizi di rete ha significato, letteralmente, mettere in ginocchio un'intera nazione. La responsabile della sicurezza informatica della seconda banca per ordine di importanza della Georgia ha descritto in dettaglio, giorno per giorno, l'escalation avvenuta tra il 18 luglio e 10 agosto di quest'anno, con più di 10.000 attacchi, soprattutto ai principali database della nazione, 66 DDoS (una tecnica grazie che blocca un sito web, subissandolo di richieste contemporanee, sino a esaurire le risorse del server) e centinaia di Web Defacement (modifica dell'home page). In sala, lo shock maggiore è però arrivato quando i relatori hanno parlato di "botnet", un esercito fatto di decine di migliaia di PC e Server violati dagli attaccanti, per utilizzarli - in forma massiva e parallela - in attacchi mirati. Un ulteriore problema è la transnazionalità dei reati. Gli attacchi contro la Georgia provenivano infatti da Paesi usati come testa di ponte: Macedonia, Guatemala, Usa, Francia, Spagna, Romania, Indonesia, Giappone. E ovviamente Russia. Di Russia si è molto parlato anche nelle sessioni dedicate a RBN, sigla sconosciuta ai non addetti ai lavori, che significa "Russian Business Network". Si tratta di un'organizzazione criminale ormai storica, con sede a San Pietroburgo, il cui business è l'esecuzione di attacchi informatici, l'invio di spam e il furto di informazioni su richiesta. Il loro giro di affari supera i due miliardi di dollari all'anno e, anche in Italia, nel 2007 abbiamo iniziato a conoscere l'organizzazione e la mafia russa che vi si cela dietro: siti web sotto attacco DDoS, ai cui proprietari RBN ha detto, semplicemente, "Pagate e smetteremo. Non pagate, e rimarrete sconnessi da Internet sino a quando non ci stancheremo". Infine, il phishing, il furto di identità e informazioni riservate. L'APWG (Anti-Phishing Working Group, un'organizzazione di volontari che studia il fenomeno a livello internazionale) ha analizzato 51.989 domini Internet utilizzati per il phishing, riuscendo a stilare una classifica delle nazioni dove sono presenti più phishing web sites: Hong Kong, Thailandia, Liechtenstein, Romania, Cile, Belize, Taiwan, Lituania, Estonia, Repubblica Ceca.

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Carinzia, là dove il fisco è al 25% (sezione: Burocrazia)

( da "Alto Adige" del 17-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

INVESTIMENTI IN AUSTRIA Carinzia, là dove il fisco è al 25% "E le aree costano 50 euro". Sponsor anche l'ambasciatore di Vienna in Italia BOLZANO. Come annunciato non c'era il governatore di Carinzia JÖrg Haider, ma è arrivato a Bolzano nientemeno che l'ambasciatore d'Austria a Roma Christian Berakovits per sostenere i vantaggi che l'Austria (nello specifico la Carinzia) offre a chi intende investire oltreBrennero. E il banner sul quale campeggiava la scritta "Steuer Vorteil made in KÄrnten" (vantaggio fiscale Carinzia) era eloquente più di tante parole. In Carinzia, come in tutta l'Austria l'aliquota della tassazione massima per le aziende è al massimo solo del 25%. Rene Siegel, amministratore delegato dell'ABA Austrian Business Agency l'azienda che sostiene i nuovi insediamenti produttivi in Austria - nel corso della "Giornata dell'Austria" inserita tra gli eventi collaterali della Fiera d'Autunno - ha posto in evidenza i quattro motivi per i quali la "location" austriaca è diventata interessante per gli investitori stranieri e italiani in particolare. "Abbiamo da offrire la qualità e la motivazione dei nostri addetti, la garanzia della stabilità normativa, l'accesso ad un mercato ricco quale quello austriaco o emergente quale è quello dei paesi dell'Est e una situazione fiscale che dal 2005 incentiva e agevola le imprese". "L'ABA - ha sottolineato ancora Siegel - si offre per seguire un'azienda a 360 gradi: dal reperimento dell'area per l'insediamento all'asilo per le famiglie dei suoi dipenenti". Sabine SchÜtz OberlÄnder, responsabile dell'agenzia per lo sviluppo della Carinzia (corrispettivo della costituenda BLS Business Location SÜdtirol locale) nell'evidenziare anche la formazione dei lavoratori austriaci ha aggiunto che in Carinzia le aree, già infrastrutturate in parchi industriali, costano al massimo 50 euro a metro quadro. Dieci volte meno che in Alto Adige. Per non parlare poi della rapidità della burocrazia: licenze in pochi giorni. Infine due dati prettamente economici. L'Italia è il secondo partner commerciale dell'Austria dopo la Germania. L'Alto Adige assorbe l'1% dell'intero export austriaco per una somma di 1,3 miliardi di euro pari a quanto Vienna esporta in tutto il Sud America o in Giappone. (p.m.).

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Uffici comunali sotto la vela (sezione: Burocrazia)

( da "Italia Oggi" del 17-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Edilizia e Appalti Numero 221, pag. 17 del 17/9/2008 Autore: Pagina a cura di Antonella Cardone Visualizza la pagina in PDF       Terminato ad agosto il nuovo complesso progettato da Mario Cucinella Uffici comunali sotto la vela Edifici alimentati con sistema fotovoltaico integrato E' il primo dei nuovi edifici che ridisegnano un quartiere popolare che cambia volto per diventare la nuova porta d'accesso alla città. Nella nuova sede del Comune di Bologna, a due passi da quella che diventerà la nuova stazione della Tav (che ha visto Arata Isozaki vincitore del concorso di progettazione per la nuova stazione e la ricucitura con quella esistente), negli spazi lasciati liberi dai Mercati generali spostati nell'estrema periferia della città, è il movimento la nota che l'architetto Mario Cucinella, allievo di Renzo Piano, ha voluto dominante fin dal tetto, coi sottilissimi tubi di alluminio accartocciati a mo' di origami. Sotto si lascia spazio all'idea della trasparenza, perché il contenuto altro non è che una sequela di uffici pensati per far dimenticare lo stereotipo della burocrazia buia e polverosa. L'efficienza, almeno per ora, si è vista nel rispetto dei tempi di costruzione e consegna dell'immobile: cinque anni, due per la progettazione e tre per l'esecuzione, con neanche un giorno di ritardo da parte del consorzio di imprese (dal Cesi alla Cogei passando per l'Adanti che gestiranno la struttura per 27 anni), che hanno tirato su tre torri di vetro dove da pochi giorni hanno trovato casa i 1.260 dipendenti comunali prima dispersi in una ventina di sedi. A loro disposizione, nella piazza che è stata intitolata al Liber Paradisus, l'atto con cui Bologna nel 1256 diede libertà ai servi della gleba, è prevista l'apertura di una pasticceria, un'agenzia di viaggi, un parrucchiere, una farmacia, un ufficio postale, anche un asilo nido e un parcheggio multipiano da 900 posti. Lì vicino presto, ma l'idea è del prg del 1985, saranno eretti 111 mila metri quadrati di residenze e servizi come palestra, scuola, poliambulatorio, ostello della gioventù, centro anziani, così come voluto dal laboratorio di urbanistica partecipata dei residenti che ha dato contenuti al progetto di Corrado Scagliarini e Tasca Studio. Per il nuovo comune Cucinella ha scelto di sviluppare i 33 mila metri quadrati disponibili in verticale. Il risultato, ha sottolineato l'architetto, si contempera nel migliore dei modi con quello che è, e quel che sarà, l'area in cui si pone. Soprattutto Cucinella ha tenuto a raccontare come qui si sia declinato quello che è il suo tratto distintivo: l'attenzione al risparmio energetico e alle dotazioni tecnologiche, asset che necessariamente, quando si deve progettare un edificio a uso uffici, fanno lievitare ad almeno 1.200 euro al metro quadro i costi che, invece, l'architetto auspica vengano chiesti per l'edilizia civile: 1000 euro al mq. A Bologna, sul tetto dell'edificio destinato a parcheggio si trovano installati pannelli fotovoltaici, con il preciso compito di produrre energia elettrica destinata al consumo degli uffici comunali. Nelle altre tre strutture la climatizzazione estiva e invernale è ottenuta grazie a un impianto misto aria e pannelli radianti ventilati a soffitto. L'umidità relativa è controllata dalle unità di trattamento dell'aria primaria dei singoli uffici e assume valori pressoché costanti sui vari piani degli edifici. Appena arrivati, però, i dipendenti comunali per i primi due giorni hanno lamentato prima un caldo africano, poi un freddo siberianio, problemi dovuti all'inevitabile "rodaggio". Tornando fuori, all'esterno vetro e acciaio fanno prevalere l'idea di leggerezza, congeniale al fatto che il "peso" del potere politico è rimasto nella centrale piazza Maggiore, nell'antichissimo Palazzo d'Accursio dove hanno trovato casa anche musei ed esposizioni artistiche. Così ha avuto libero sfogo il concept del progetto di Cucinella, che ha voluto rompere una massa unica distinguendo la struttura in tre blocchi di altezza diversa, 12, 10 e 8 piani, ma uniti da una tettoia ombreggiante ripiegabile, un atrio d'ingresso sviluppato su quattro piani e un nuovo spazio pubblico digradante che lascia una piazza per ingresso. Elemento caratterizzante dell'intero progetto è proprio la vela, la tettoia unica che si ripiega sugli edifici e sovrastante un terrazzo panoramico. La vela è formata da tubi in alluminio dal diametro di 300 millimetri sorretti da una struttura composta da travi in acciaio e ha la specifica funzione di sottrarre carico termico alle facciate. La sua posizione è stata studiata per dare un apporto positivo alle facciate esposte a sud e con la propria ombra permette alle macchine termiche poste sopra agli edifici di non dover operare sempre al massimo delle prestazioni.

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Promesse vane, il muro è ancora lì - donatella francesconi (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 17-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Politica&scartoffie. Burocrazia, dissapori, ripicche: ecco gli ostacoli alla volontà espressa da centinaia di cittadini Promesse vane, il muro è ancora lì L'assessore Bucciarelli: ne parlo proprio oggi con la Sovrintendenza I genitori: "Dimostrato che era una ragazza pulita e intelligente" DONATELLA FRANCESCONI VIAREGGIO. Quel muro ancora saldo al proprio posto lungo il tratto di via dei Lecci che vide morire Veronica Giunta due anni e mezzo fa segna la sconfitta della politica e il trionfo della burocrazia. Non tanto perché non è stato abbattuto, come giurato a gran voce all'indomani della tragedia, ma perché nessuno si è preso la briga di dire una parola definitiva sul futuro di quel pezzo di strada. Insomma, se il muro deve restare tale e quale, perché tra Comune, Parco e Sovrintendenza (personaggi e interpreti di questa farsa) nessuno si prende la briga di dirlo? A che punto siamo della annosa vicenda è presto detto: il nuovo assessore ai lavori pubblici, Roberto Bucciarelli, questa mattina sarà a Lucca per un incontro con la Sovrintendenza nel corso del quale sarà nuovamente toccato l'argomento via dei Lecci. Quando, nel luglio 2007, il parere positivo della Sovrintendenza sembrava ad un passo dall'arrivare, forte dell'intesa raggiunta tra Parco e Comune, da Lucca arrivò uno stop all'ultimo tuffo: l'architetto Galuco Borella aveva ricevuto un progetto alternativo all'abbattimento del muro, ritrovato nei cassetti del Comune dall'associazione Italia Nostra, e sospese il giudizio. Comune e Parco ricorsero anche al parere dei propri legali sostenendo che compito della Sovrintendenza era approvare o respingere progetto e intesa pervenuti dai due enti. E non sospendere il giudizio. Alla ripresa, dopo le ferie, il clima tra i tre soggetti si fa rovente e la Sovrintendenza - annunciò l'allora assessore Fabrizio Manfredi - girò la "palla" ai propri vertici regionali. Sul finire del 2007, però, sembrò aprirsi un altro spiraglio (nel frattempo, però, il milione e 700mila euro di finanziamento dell'opera era nuovamente scomparso dal Piano operativo della Viareggio Patrimonio): da Lucca arrivò la richiesta di una relazione, da parte del Comune di Vierggio, che spiegasse meglio l'urgenza e la fondamentale importanza del progetto, abbattimento del muro compreso. Ieri, preparandosi all'incontro di oggi, il nuovo assessore Roberto Bucciarelli ha chiesto una relazione all'ufficio lavori pubblici del Comune: "Mi è stato riferito - spiega - che l'architetto Borella, negli ultimi incontri con l'amministrazione Marcucci, ha espresso l'intenzione di non discuterne più fino a nuovo sindaco insediato". Insomma, sembra di capire, i rapporti tra l'ex assessore all'urbanistica, Manfredi, e la Sovrintendenza si era fatti così tesi da non permettere di fare passi avanti nella vicenda. Tanto che la relazione chiesta sui motivi dell'urgenza dei lavori, documento che avrebbe potuto far fare un passo avanti, dagli uffici di piazza Nieri e Paolini non sarebbe mai uscito diretto a Lucca. Eppure, spiegava l'ex assessore Manfredi sul "Tirreno" del 10 luglio 2007, "il Comune spera di poter attivare la gara entro la fine dell'anno. è questo l'impegno che mi sono preso quando, qualche settimana fa, ho incontrato il padre e il nonno di Veronica Giunta. Con i quali ho avuto una chiacchierata molto intensa e, a tratti, anche commovente. Ma mi sembra che anche loro abbiano capito ed apprezzato l'impegno che c'è da parte dell'amministrazione per portare a termine l'intervento".

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Le agenzie trovano 205mila posti (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 17-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: JOB 24 data: 2008-09-17 - pag: 27 autore: Collocamento privato. Ogni addetto ha assicurato un impiego a 36 disoccupati contro i sei dei centri pubblici Le agenzie trovano 205mila posti Nel 2007 stabilizzato un lavoratore interinale su tre - Più tutele nel contratto Cristina Casadei Il posto fisso entra nelle agenzie del lavoro: un lavoratore in somministrazione su tre viene infatti stabilizzato. E così, per chi continua a identificare gli intermediari privati come gli sportelli della precarietà, è arrivato il momento di fare i conti con questi dati di Assolavoro: degli interinali impiegati nel periodo 2004-2006, circa 650mila, ben 205mila risultano avere un posto stabile nel 2007. Stabile ormai non è più una parola tabù nelle agenzie ma è una delle nuove connotazioni del lavoro che vogliono offrire. Ed è molto più di un intento.Se dall'indagine di Assolavoro – l'associazione cui fa capo un numero di intermediari che rappresentano il 95%del mercato –emerge che è la direzione verso cui sta andando il mercato, il nuovo contratto di lavoro la include come una delle più importanti e discusse novità. "Il quadro in futuro dovrebbe migliorare sempre di più, visto che nell'ultimo rinnovo del contratto abbiamo introdotto una clausola per cui un lavoratore che presta lavoro per 36 mesi presso la stessa agenzia deve essere stabilizzato ", spiega il direttore generale di Assolavoro Agostino Di Maio. Nel biennio 2006-2007 le agenzie hanno trovato un'occupazione a un milione e 213.603 persone ossia quasi la metà dei richiedenti. Immaginare un Paese senza il collocamento privato oggi sembra impossibile e fa nascere almeno una domanda: chi avrebbe fatto da intermediario per un numero così alto di persone in cerca di un lavoro? Una risposta è certa: non i centri per l'impiego che, dopo aver percorso un lungo tratto sulla via dell'efficienza nel biennio 2006-2007 sono arrivati a occupare 95mila persone ossia il 4,1% di chi vi si è rivolto in cerca di un lavoro. Il confronto privatopubblico assomiglia al confronto tra burocrazia ed efficienza. Gli operatori privati hanno 11mila dipendenti contro i 15mila del pubblico, ma hanno 2.500 sportelli ossia 5 volte di più del pubblico. "Abbiamo cablato tutto il territorio nazionale – dice Di Maio – e questo ci consente di raggiungere più facilmente gli utenti". Così, in due anni, ogni impiegato delle agenzie ha trovato un lavoro stabile a 36 persone contro le 6 dei centri per l'impiego. Oltre ad aver garantito un'occupazione temporanea ad altre 800mila persone. La stagione dell'interinale si è aperta dieci anni fa con 24.880 lavoratori pionieri che hanno sottoscritto uno dei nuovi contratti di impiego; nel 2007 sono diventati quasi 600mila di cui 252.647 donne e 342.097 uomini. Il confronto con l'Europa ci vede dietro Germania (1%), Regno Unito (5%), Francia (4%): il lavoro temporaneo in Italia rappresenta lo 0,9% sul totale della popolazione attiva con una distribuzione molto diversa: il 67,66% sono al Nord, il 18,17% al Centro e il 14,46% al Sud. "Siamo più presenti nelle aree dove il mercato del lavoro è più trasparente ed evoluto, cioè dove l'incontro tra domanda e offerta avviene soprattutto grazie agli operatori e non con le forme tradizionali, come le conoscenze o la raccomandazione ", osserva di Maio. La legge prevede un trattamento retributivo e normativo paritetico fra lavoratore temporaneo e subordinato per evitare che le agenzie si trasformino da un'opportunità di collocamento a uno strumento per abbassare il costo del lavoro, indipendentemente dal tipo di contratto che il lavoratore ha con l'agenzia. "Vi è anche il divieto per le agenzie di opporsi all'assunzione a tempo indeterminato, anche prima della scadenza del contratto. E infatti il 40% dei lavoratori che trovano impiego attraverso le agenzie viene stabilizzato dalle imprese utilizzatrici", spiega Gennaro delli Santi Cimaglia, presidente di Assolavoro. L'offerta, inoltre, sta andando verso una qualificazione più alta. A dimostrarlo è il monte retributivo che nel 2007 è stato pari a 3.395 milioni di euro e registra un incremento del 17,4% rispetto al 2006. "Questo incremento significa che la somministrazione si sta allargando verso attività lavorative a retribuzione più elevata e quindi più qualificate", dice Di Maio. Fra i temporanei prevalgono gli uomini con circa il 55,3% del totale. La quota delle donne tuttavia è in crescita ed è passata dal 39,9% del 2002 al 44,7% del 2007. Cambiano lievemente anche i settori in cui lavorano. Nel 2002 gli addetti nell'industria erano in netta prevalenza con una quota del 57,2%, che oggi è scesa al 54,3%, a favore del terziario che ha raggiunto il 42,6%, mentre rimane stabile la quota delle costruzioni. Ma chi sono i lavoratori in somministrazione? Un'indagine Ipsos ha messo in luce che le agenzie favoriscono le prime esperienze nel mondo del lavoro per il 71,5% dei giovani. Nella fascia tra i 18 e i 24 anni la percentuale si alza fino al 78,4 per cento. "L'apprezzamento maggiore si riscontra tra i giovani, forse perché conoscono di più e hanno maggiore fiducia verso il lavoro temporaneo a cui solo in tempi recenti hanno iniziato a ricorrere anche gli over 40 – interpreta Di Maio –. La non conoscenza purtroppo lo ha fatto confondere a lungo con forme di flessibilità non garantite come le finte cooperative o gli appalti spuri. Ma la nostra è una flessibilità buona che assicura al lavoratore sicurezze e garanzie". L'EVOLUZIONE Dieci anni fa i dipendenti assunti con un accordo di somministrazione erano 24.880, ora hanno raggiunto quasi quota 600mila.

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Trent'anni di ricorsi, calvario per un anziano - fabio casmirro (sezione: Burocrazia)

( da "Centro, Il" del 17-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Avezzano Trent'anni di ricorsi, calvario per un anziano Vince in Cassazione per il riconoscimento del tetto previdenziale ma non basta Il figlio racconta: neppure una sentenza della suprema corte a sezioni riunite ha placato la sete di giustizia di mio padre FABIO CASMIRRO CHIETI. Quasi trent'anni di contenzioso con l'Inps per vedere riconosciute le differenze pensionistiche. Ma neppure una sentenza favorevole della Cassazione, a sezioni riunite, riesce a placare la sete di giustizia di un anziano arrivato alla soglia dei novant'anni. E' la storia di Livio Giuliani che emerge da faldoni di carte, ricorsi giudiziari, un calvario continuo tra tribunali e studi legali. A raccontarla è il figlio Giuseppe, che non si dà pace per vedere riconosciuto un diritto che considera sacrosanto. E' una sentenza emessa nel 2004 dalla sezione lavoro della suprema corte a confermare la decisione di un primo verdetto pretorile. Poi una seconda sentenza del tribunale, infine l'ultima decisione della Cassazione, questa volta a sezioni riunite, per ribadire quel che già la Corte dei conti aveva evidenziato: mettere fine al lungo contenzioso con l'Inps e riconoscere all'anziano, originario di Scerni, le differenze pensionistiche. Il risultato qual è? "Che, a oggi, nonostante l'esito positivo della vicenda sul piano processuale, l'Inps se ne infischia di dare esecuzione all'ultima sentenza della Cassazione". Giuseppe Giuliani, 66 anni, pensionato a sua volta, figlio dell'anziano più bistrattato dal sistema previdenziale, non ci sta. "Non si può trattare così un uomo che ha lavorato tutta la vita", dice, "mio padre ha perso la vista a un occhio sul luogo di lavoro. Era un ottimo caldaista. Ha cominciato a versare marchette sin dal 1935 e ha lavorato sino alla fine degli anni Ottanta". Il figlio mostra documenti, l'estratto dell'ultima sentenza favorevole, rievoca aneddoti sul padre, "grande lavoratore". Ma tant'è. "Allo stato attuale", racconta, "l'Inps sostiene di aver dato esecuzione a quanto disposto dal giudice, predisponendo il cosiddetto modello 303/a e la relativa determinazione, riconoscendo pertanto un'anzianità di servizio di 40 anni. Ciò che non si capisce, e che fa scandalo, è che nel corso di questo contenzioso sono stati ben otto i modelli 303 inviati a mio padre, tutti uguali e con firme diverse, ma riferiti sempre a 35 anni di servizio. E che l'ultimo reca a penna l'aggiunta degli anni mancanti, ma con importo pensionistico riferito a 35 anni". La determinazione modificata a penna, prosegue Giuliani, ha fatto seguito a una sua visita negli uffici Inps. "Ho sollecitato la pratica di mio padre", continua, "ma mi sono visto offrire in maniera anomala una pensione di 25mila lire mensili con un arretrato di 4-5 anni, oltre a quanto già percepito come minimo di pensione Inpdap. Un'offerta che ho trovato inaccettabile". La famiglia Giuliani vive come una tragedia la vicenda dell'anziano. "Anche il legale che cura la pratica di mio padre", prosegue, "di fronte a un tale ostruzionismo, è in seria difficoltà atteso che appare difficile trovare un ente esterno all'Inps in grado di ricostruire con precisione i conteggi specifici del caso". E' infatti necessario tornare indietro di diversi decenni, ritrovare un filo logico tra un coacervo di leggi e burocrazia, prassi disapplicate da tempo, cambi di enti previdenziali disseminati in una costellazione di acronimi: Cpdel, Inpdap, Inps. Un inferno. Ma quale può essere la soluzione per dare a Livio Giuliani la soddisfazione di non aver lavorato invano? "Solo qualche procuratore della repubblica di buona coscienza e onestà intellettuale", dice, "può risolvere un problema che mina ogni giorno la tranquillità della mia famiglia, intervenendo con gli strumenti opportuni preposti al rispetto della legge".

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STATALI, VINCE LA VIGNETTA DI BRUNETTA FORMATO MAO (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Benevento)" del 17-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Statali, vince la vignetta di Brunetta formato Mao Un Brunetta versione Mao Zedong che brandisce orgoglioso un libretto rosso (della mutua?) accompagnato dalla scritta "Visitarne uno per licenziarne cento". È la vignetta vincitrice del concorso per la più graffiante vignetta contro il ministro Renato Brunetta e la sua politica di riforma della burocrazia. La vignetta, disegnata da Gianfranco Uber, genovese, pensionato ex bancario di 65 anni, è stata scelta da una commissione. La più votata via internet sul sito del ministero è stata invece quella di Luca Ortello, giovane studente romano di famiglia napoletana.

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Alla Regione non c'era una stampante (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 17-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Tutta colpa di una stampante. E di un disinteresse collettivo. In una vicenda dai contorni sfumati anni '90, quella del piano spiagge è una mancanza che affonda le radici in molteplici responsabilità. Ultime, pare, della Regione. "Abbiamo aspettato per un anno e mezzo - rivela Riccardo Lo Monaco, allora assessore al Mare - che l'amministrazione regionale emanasse la cartografia della costa. Solo su quella si poteva preparare un piano spiagge". Ma i tempi della burocrazia sono noti per essere atavici, tanto che "per mettere il palo di segnalazione sull'isola di cani - aggiunge Lo Monaco - ci vollero 20 anni". Ma la politica fa mea culpa. "I ritardi non sono solo dell'amministrazione Bufardeci - prosegue - e la I commissione Urbanistica ci ha preso di mira per tutto il tempo. La vita amministrativa è complicata più dalle carte che dalla volontà. Carte, uffici e burocrazia la imbrigliano". Il piano spiagge è un piano regolatore a tutti gli effetti e necessita di studi approfonditi, eppure negli ultimi anni le polemiche sulle nuove concessioni ai privati non sono mancate. "Ma noi non abbiamo mai dato alcun parere sulla costruzione di solarium o pontili - ammette Lo Monaco - era la Capitaneria di porto, per competenza, a istituire la pratica per trasmetterla alla Regione". A un certo punto, però, ci si imbatte nella disorganizzazione amministrativa. "Ci siamo trovati - sottolinea ancora - a non poter elaborare alcun piano spiagge perché per stampare la pianta della costa siciliana la Regione usava una stampante piccola e un solo impiegato. Non potevamo farlo perché l'aerofotogrammetria doveva fornirla l'assessorato regionale all'Ambiente. Sia io che quelli prima di me, assessore Corso incluso, avevamo approntato un piano, consegnato peraltro agli uffici del comune prima e a Palermo, all'assessorato alle Risorse mare, poi. Lì ci hanno detto che non dovevamo ancora presentarlo perché attendevano le nuove norme, ma certo che a Palermo sono stato colpito dagli scarsi mezzi messi a disposizione per elaborare queste carte. Mancava la volontà politica, non si aveva davvero a cuore il piano spiagge". Accusato di comportamento scorretto, il funzionario Ignazio Barone rispose più volte a tono, ferito, confermando le difficoltà riscontrate lungo il percorso. "Non c'era ancora una legge che diceva come farlo - spiega un ancora risentito architetto - Doveva essere fatto sulle tavole Gis, tavole particolari". In mancanza delle carte morfologiche di dettaglio nulla può essere neanche abbozzato perché il rischio di dedicarsi a un lavoro poi inutile è forte. "Hanno appena mandato le carte catastali - conclude Barone - e solo adesso si può cominciare a redigerlo, ma non a norma di legge". lu. sig.

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Investire sul fotovoltaico per risparmiare nel tempo (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 17-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

"SKEMA", AZIENDA LEADER NEL SETTORE Investire sul fotovoltaico per risparmiare nel tempo Investire subito per risparmiare nel tempo: è la filosofia che regna alla "Skema" di San Damiano, azienda diventata leader nel settore del fotovoltaico. Un sistema di risparmio pulito che si sta sviluppando non solo nel campo dell'edilizia pubblica, ma anche in quella privata. E sono sempre di più le giovani coppie che, acquistando casa, si accostano a questa nuova possibilità. L'azienda sandamianese, nonostante la novità del settore, ha alle spalle anni di esperienza, sia nel campo privato che in quello pubblico, dove ha già progettato e installato gli impianti fotovoltaici nell'ex tribunale astigiano, le scuole "Anna Frank" e "Parini". E non si parla solo di pannelli solari: tra le soluzioni a basso impatto ambientale ci sono anche sistemi per l'illuminazione dei lampioni, pompe per l'acqua, impianti per cancelli. Un'ampia gamma di possibilità per avere una casa dotata di tutti i comfort risparmiando e, allo stesso tempo, riducendo l'impatto ambientale. Molti, spiega Paolo Gallo di "Skema", i vantaggi del fotovoltaico: "In una società che scopre sempre di più il valore ambientale come bene reale, economico ed etico, questa fonte di energia ha sicuramente molti validi motivi per affermarsi. Il soddisfacimento del crescente fabbisogno di energia - aggiunge - dovrà essere assicurato nel più rigoroso rispetto dell'ecosistema". Tra i vantaggi, l'impianto fotovoltaico non ha parti in movimento, per cui non ha bisogno di combustibili e funziona a temperatura ambiente. In più, resiste agli agenti atmosferici, alle radiazioni Uv e agli sbalzi di temperatura, i moduli sono riciclabili (le componenti non deteriorabili possono essere riutilizzate). "Realizzare un impianto fotovoltaico - aggiunge Gallo - fa nascere una nuova consapevolezza nei confronti dell'utilizzo razionale dell'energia". Si tratta poi di un investimento che conviene: "Forse non si sa che gli incentivi statali superano notevolmente i costi di qualsiasi impianto, e la burocrazia si è alleggerita" fa notare il titolare della "Skema". Le modalità di incentivazione per gli impianti connessi alla rete elettrica sono stabilite da un decreto ministeriale del 2007: "La tariffa riconosciuta si applica all'energia prodotta dal sistema fotovoltaico per 20 anni". Con diverse possibilità: "Lo scambio sul posto consente di scambiare l'energia prodotta in eccesso con quella prelevata dalla rete elettrica, usata per esempio nelle ore notturne, oppure con la cessione in rete si può vendere l'energia non consumata al libero mercato o al gestore della rete elettrica". In ogni caso, l'azienda sarà al fianco dei clienti: "Ci occupiamo noi anche della richiesta dei contributi, ambito che spesso necessita di specialisti". Nella foto, un impianto della "Skema".

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In attesa delle strategie d'autunno (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 17-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Commenti Pagina 316 panorama politico In attesa delle strategie d'autunno Panorama politico di Sergio Soave --> di Sergio Soave Il panorama politico che si presenta alla ripresa dell'attività dopo le ferie estive non si differenzia molto da quello che ha caratterizzato i primi cento giorni del terzo governo di Silvio Berlusconi. Questo significa che l'attesa e pronosticata crisi di consenso sulla quale si fondava la strategia d'autunno annunciata da Walter Veltroni non si è, almeno per ora, verificata. Questo ha provocato due fenomeni diversi nella maggioranza e tra le opposizioni. Le differenze che emergono nella maggioranza, soprattutto per l'esigenza della Lega di affermare il suo ruolo determinante nell'alleanza, hanno l'effetto di spingere verso soluzioni rapide dei problemi sul tappeto. L'esempio dell'attivismo del premier su varie situazioni critiche - da quelle nostrane dei rifiuti di Napoli e della crisi di Alitalia a quelle insorte sul piano internazionale con l'affare georgiano - provoca emulazione nei suoi ministri, che puntano a ottenere effetti visibili e immediati sui vari terreni, dalla riforma federale a quella della burocrazia, dalla scuola alla giustizia, al contenimento della criminalità, in particolare di quella legata all'immigrazione clandestina e al nomadismo. Se c'è una differenza che si presenta di carattere meno tattico, questa riguarda l'intenzione della Lega di tallonare il Partito democratico su tematiche specifiche, dalla preoccupazione degli amministratori per l'abolizione dell'Ici a quella della corporazione scolastica sull'abolizione del maestro plurale, allo scopo di sfondare a sud del Po, estendendo gli esiti elettorali imprevistamente incoraggianti ottenuti alle elezioni politiche dal Carroccio in Emilia Romagna. L'aspetto più critico del contesto nazionale, la stasi economica che sta volgendo in recessione, non solleva per ora ondate di protesta sociale considerevoli, perché si sta diffondendo la convinzione che per uscire da questa situazione sia necessario preliminarmente mettere un po' di ordine, riformando radicalmente il sistema contrattuale del settore privato e intervenendo con misure efficientistiche altrettanto, se non più decise, nel settore pubblico. Così la maggioranza si trova a gestire un inedito blocco d'ordine riformatore, difficile da inchiodare su posizioni meramente conservatrici e restauratrici proprio per la sua consonanza anche con le aspettative di trasformazione, che vengono però attese come conseguenza di una iniziativa dall'alto, sostenuta da un consenso prevalentemente passivo e attendista ma tuttora crescente. Sul piano delle relazioni politiche, questa condizione della maggioranza si esprime in una forza di attrazione verso le aree "confinanti" dell'Udc da una parte e della Destra dall'altra, che troveranno una prima importante verifica nella tornata di elezioni amministrative e regionali che a partire dall'autunno abruzzese arriveranno alla primavera, con la verifica generale delle elezioni europee. Il processo innestatosi nelle opposizioni è di segno quasi specularmente opposto. L'attrazione che si prefiggeva di esercitare il Pd, di gran lunga la formazione maggioritaria nella minoranza, non ha trovato modo di realizzarsi effettivamente, né verso l'estrema sinistra che intende reagire alla sconfitta che l'ha estromessa dalle aule parlamentari con una riaffermazione identitaria, né verso l'area socialista e radicale che puntano, seppure per vie diverse, alla riproposizione di temi laicisti sui quali il Partito democratico non è in grado di esercitare un'egemonia culturale, né verso i centristi dell'Udc, condizionati nei fatti dall'alleanza col centrodestra realizzata in Sicilia, dove raccolgono la quota più rilevante di consenso elettorale. La vera difficoltà, però, si è concretizzata nei rapporti con l'unico alleato elettorale esterno (quello con i Radicali si era invece realizzato all'interno delle liste del Pd), l'Italia dei Valori, che ha accentuato, se possibile, la sua tradizionale caratteristica giustizialista e girotondina, mettendosi in aperta concorrenza con il maggiore alleato, puntando a imporgli il suo stile di opposizione, che però contraddice la sua radicalità alla vocazione maggioritaria del Pd. In questa situazione, anche il vantaggio strutturale del Pd, partito ancora con organismi provvisori, sul Popolo delle Libertà, tuttora solo una sigla elettorale in attesa di trasformazione in formazione politica organizzata, non dà il risultato di una maggiore compattezza interna, condizione indispensabile per realizzare una tattica politica non ondeggiante e incerta.

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Si vendemmia e i "buoni" sono già 40 mila (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 17-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il caso Novità per studenti e pensionati Si vendemmia e i "buoni" sono già 40 mila FIAMMETTA MUSSIO ASTI Esperimento dei "buoni vendemmia" riuscito, almeno in alcune regioni. Lo dice un primo bilancio tracciato dall'Inps: in Piemonte, si sfiora quota 40 mila voucher acquistati dalle aziende (230 mila in Italia, con punte in Veneto ed Emilia e il Sud invece ancora da convincere ad uscire dal lavoro nero, visto che regioni come la Puglia o la Sicilia sono ferme sotto quota duemila buoni). Il numero di adesioni in Piemonte al 15 settembre è di 38.598: di questi 28 mila sono quelli già venduti, gli altri sono "prenotati". Il provvedimento, introdotto da quest'anno consente di mettere in regola lavoratori stagionali impegnati nella raccolta: è per ora limitato alla copertura assicurativa e previdenziale di studenti (sotto i 25 anni) e pensionati. Tra i filari piemontesi, il primato va nettamente al Cuneese: le aziende hanno richiesto quasi 24 mila buoni vendemmia. Seguono l'Alessandrino (7600) e la provincia di Asti (5800). Fanalini di coda Torino (900) e Novara (350). Ma al momento sono dati indicativi che si riferiscono alla vendemmia di moscato, pinot nero e chardonnay. Deve ancora cominciare la raccolta delle uve rosse: e quando, si cominceranno a staccare i primi grappoli di barbera e nebbiolo il numero di voucher (paragonabile a quello delle ore lavorate in vigna) sarà destinato a crescere ancora. "Si tratta di un ottimo risultato, seppur ancora parziale - commenta l'assessore regionale all'Agricoltura Mino Taricco - ci conferma la validità e l'efficacia della scelta che abbiamo fatto, tra le prime regioni italiane. La nostra vendemmia, per tipologia e varietà dei vitigni, è lunga e durerà fino a metà ottobre. Per questo i dati riscontrati finora sono estremamente incoraggianti ed è possibile prevedere che vi sia un'ulteriore richiesta di voucher nelle prossime settimane". L'assessore fa una richiesta al governo: "Vista la risposta positiva di aziende e lavoratori, chiedo di estendere l'utilizzo dei voucher ad altre campagne di raccolta: penso ad alcune tipologie di frutta, che verranno raccolte in autunno e che potrebbero già beneficiare di strumenti analoghi". Altro problema segnalato è l'impiego di extracomunitari nei lavori agricoli: aziende e associazioni di categoria chiedono di poter regolarizzare stagionalmente anche la manodopera straniera in forme più semplici. I voucher (sono nominali e costano 10 euro, di cui 7,5 è la retribuzione netta che va al lavoratore) si prenotano nelle sedi provinciali dell'Inps, oppure on line sul sito www.inps.it. Si riscuotono negli uffici postali. La "corsa" ai voucher è dunque una dimostrazione, secondo il direttore regionale Inps Rosario Bontempi, di come "la semplificazione degli adempimenti burocratici produca più comportamenti corretti". Come dire meno burocrazia e meno lavoro nero.

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"Grazie a patate e miele la mia vita è cambiata" (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 17-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Personaggio Da Torino alle valli del Gran Paradiso "Grazie a patate e miele la mia vita è cambiata" ALESSANDRO BALLESIO PONT CANAVESE A ventisette anni sei di fronte a un bivio. "Rimanere a Torino, dove ho sempre vissuto? Mia madre e mio fratello hanno un negozio di materiale elettrico in piazza San Giovanni, di fronte al duomo. E mio padre ha sempre fatto l'elettricista". Alessandro Gotta, invece, ha lasciato il suo alloggio in via Principi d'Acaja, il traffico del centro, un impiego sicuro, magari dietro a una scrivania. Ha imboccato l'altra strada: quella che di solito percorrono, ma al contrario, decine di ragazzi della sua età nati e cresciuti nelle valli. Abbagliati dalle luci della grande città. E allora eccolo qui, il sogno di Alessandro che è diventato realtà: un orto di 360 metri quadrati ritagliato ai piedi delle montagne, tra Pont Canavese e Sparone, all'imbocco delle valli del Gran Paradiso. Patate, zucchine, fagioli, poco più in là un frutteto con nove varietà di mele antiche del Piemonte. Lamponi e fragole. E' il suo regno: si alza con il sole delle sei del mattino e va a dormire alle undici di sera. Esausto, "senza più voglia di uscire e fare festa", ma con il cuore gonfio di gioia. Ha speso i suoi risparmi per comprarsi tutti gli attrezzi, e 15 alveari. "Eh sì, perché produco anche il miele. Ne ho venduto a chili, sta andando bene". Gli altri soldi li ha impiegati per la burocrazia: sei mesi a correre dietro alle pratiche per aprire un'azienda agricola tutta sua nella borgata dove è venuto ad abitare, Boetti, a due passi dalla ex statale 460. L'ha chiamata "Poc ma bun", poco ma buono. "Perché sono partito con un piccolo terreno, ma qui coltivo tutto senza insetticidi, è tutto naturale, anche se non ho ancora la certificazione dei prodotti biologici". Gli hanno dato dell'incosciente, del matto gli amici di Torino. Però la sua prima, piccola scommessa l'ha già vinta: quella delle patate. "Le ho seminate ad aprile e ora le ho già vendute tutte: tre quintali - gongola -. Continuano a chiedermene ma io non ne ho più. Il prossimo anno raddoppierò la produzione". Poi dicono dei giovani di qui che dovrebbero lanciarsi nell'imprenditoria, invece se ne vanno via lontano, a cercare chissà quali chimere. Lui, Alessandro, sta dimostrando che si può. Restare, anzi emigrare in queste valli: "Da ragazzo sognavo di vivere e lavorare in montagna: mio padre Mario, che adesso mi dà una mano con l'azienda, è originario di Locana. Nei fine settimana sono sempre salito in valle Orco a camminare e a praticare sci alpinismo", racconta. All'Università studia Scienze Forestali, due anni fa si laurea. Con quella passione - lasciare tutto per sposare la montagna - che non l'abbandona mai. Anzi, cresce. Alessandro riceve una borsa di studio, deve continuare a frequentare l'ateneo, ma ha già iniziato a preparare il suo progetto di vita: invece di rimanere in via Principi d'Acaja fa il pendolare da Boetti. Sveglia alle cinque del mattino, ritorno in valle Orco alle otto e mezza di sera. Una sfaticata: "Ma dovevo iniziare a pulire i boschi e il mio terreno". Papà e mamma come l'hanno presa? "Non hanno avuto niente in contrario: è stata una scelta solo mia". E le difficoltà? "L'inizio, la burocrazia". Diventa socio dell'associazione produttori della patata di montagna della Provincia (che fa parte del Paniere): la garanzia di avere a che fare con delle leccornie. Il futuro è nella promozione: nei mercatini, magari a Torino, un sito Internet dal quale poter vendere i frutti del suo lavoro.

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Un lungo flash back tra i temi della storia (sezione: Burocrazia)

( da "Cittadino, Il" del 18-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

N Come fare a ritrovare la propria identità, a ricomporre il puzzle di una vita tormentata? Boris Zaidman, ebreo russo, emigrato dalla Moldavia in Israele a 13 anni, per farlo si cimenta per la prima volta con un'autobiografia in cui racconta il disagio di un'esistenza alla continua ricerca. E in questo interessante libro lancia anche uno sguardo nuovo sulla storia passata e su quella più recente del suo popolo. Il viaggio in treno di un giovane studioso ebreo ormai in carriera, che da Israele, dove con la famiglia si è rifugiato da bambino, torna nella Federazione russa per parlare ai candidati all'emigrazione verso Israele, non è solo un doloroso ripercorrere la memoria della deportazione nazista, dei gulag sovietici fino all'impatto col mondo occidentale in Israele, ma è anche l'occasione per riflettere in modo disincantato e amaro sull'assurdità dei regimi; non è solo il racconto di vita di Anatoly Schneidermann, bambino, ragazzo e adulto che cambia stile di vita, lingua e generalità travolto, insieme con la famiglia, dai grandi cambiamenti della storia, ma è anche il bilancio di un'esistenza: prima, l'antisemitismo, l'aspirazione alla libertà e il sogno, poi, la fredda burocrazia, l'abbandono della lingua madre, l'adeguamento ai modelli di vita occidentali e l'amarezza per l'omologazione. In crescendo, una condizione di perenne inadeguatezza, di estraneo tra estranei. "Flash back color seppia con un effetto altamente autentico" dice Tolik adulto, guardando a ritroso la sua vita di bambino, quella dei genitori e del suo popolo, dominata dalla paura e dallo sradicamento. Antonino SidotiBORIS ZAIDMAN,Hemingway e la pioggiadi uccelli morti,Il Saggiatore, Milano 2008,pp. 192,16 euro.

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A scuola dai colleghi europeiecco l'erasmus per i politici (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 18-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Obiettivo: creare una cultura di lavoro comune I POLITICI DI OGGI devono imparare ancora molto e per questo l'Unione europea ha pensato bene di proporre per loro l'istituzione di un programma Erasmus, come quello previsto da diversi anni per gli studenti universitari, con i costi a carico del contribuente Ue. E' quanto prevede una raccomandazione approvata in questi giorni dalla Commissione per lo sviluppo regionale del Parlamento europeo e presentata dall'europarlamentare liberaldemocratico francese, Jean-Marie Beaupuy, in questi mesi di Presidenza transalpina di turno dell'Unione. Il documento, va da sé, è stato approvato a larga maggioranza e istituisce un programma di scambio fra politici locali e dipendenti pubblici di vari Stati membri dell'Unione europea, "al fine di condividere esperienze, creare una cultura di lavoro comune e ridurre i tempi della burocrazia evitando così molti sprechi che pesano sul bilancio comunitario". Costo previsto per questa iniziativa pilota, 7 milioni di euro. L'eurodeputato francese Beaupuy, nell'avanzare la sua idea del politico-studente e felice in giro per il Vecchio Continente, ha sottolineato come sia "la scarsa formazione degli amministratori pubblici locali la principale causa di un cattivo utilizzo dei fondi europei". Un uovo di Colombo, il cui meccanismo è alquanto curioso: per rendere i politici capaci di non sprecare i fondi europei, costituiti con i soldi dei contribuenti, pure di quegli italiani, perché non prevedere un tour formativo, sul modello Erasmus ma nelle amministrazioni anziché negli atenei, anche questo a carico dei contribuenti? Per capire meglio cosa aspetterà gli eurodeputati, una volta decollata e in vigore la proposta Beaupuy, basta dare un'occhiata a cos'è e come funziona il progetto Erasmus per gli studenti universitari. Varato dall'Unione Europea nel maggio del 1987 negli intenti dovrebbe servire a rafforzare la qualità e la dimensione europea dell'istruzione superiore incoraggiando la mobilità di studenti e docenti universitari. Il programma permette agli studenti degli istituti di istruzione superiore titolari di un "Erasmus University Charter" di trascorrere un periodo di studi presso un istituto di uno dei paesi partecipanti al programma, che abbia firmato un accordo bilaterale con l'istituto di appartenenza. Lo studente può ricevere un contributo comunitario ad hoc, ha la possibilità di seguire corsi e di usufruire delle strutture disponibili presso l'istituto ospitante senza ulteriori tasse di iscrizione, con la garanzia del riconoscimento del periodo di studio all'estero tramite il trasferimento dei rispettivi crediti, con il supporto dell'European Credit Transfer System (ECTS). Il programma consente soprattutto di vivere esperienze culturali e di istruzione all'estero. Massimiliano Lenzi 18/09/2008.

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Pace authority-trasportatori "meno burocrazia, più sicurezza pronti i nuovi investimenti" (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 18-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina VIII - Genova L'accordo Pace authority-trasportatori "Meno burocrazia, più sicurezza pronti i nuovi investimenti" Accordo raggiunto tra autorità portuale e autotrasportatori: i rappresentanti delle associazioni di categoria e il presidente Luigi Merlo hanno sottoscritto un protocollo di intesa che pone l'attenzione, in particolare, sugli investimenti, sulla sicurezza e sullo snellimento burocratico. "Il documento è carico di impegni, non è un documento generico - sottolinea Merlo - Ci sono molti impegni assunti dall'authority che non sono più solo quelli tradizionali legati all'autoparco ma impegni, che saranno contenuti materialmente nel piano delle opere 2009, rispetto alla viabilità, rispetto all'organizzazione delle soste transitorie, rispetto ad una diversa relazione con i principali terminalisti, in particolare Vte e Sech, sia per la gestione dell'ordinario sia per la gestione dell'emergenza. Due gli obiettivi principali del documento: la sicurezza, in ambito portuale per quel che riguarda l'autotrasporto e non solo, l'accelerazione dei processi, e quindi ad esempio l'interconnessione con il preclining, per ridurre i tempi di attesa e aumentare l'efficienza anche dell'autotrasporto". In base al protocollo d'intesa, l'authority si impegna a avviare una serie di investimenti per il riordino della viabilità e delle aree di sosta al Vte. Al contempo, l'accordo punta ad una maggiore sicurezza per gli autotrasportatori e alla semplificazione delle procedure preliminari all'arrivo di una nave in porto.

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<Sul divieto di caccia un tavolo congiunto> (sezione: Burocrazia)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 18-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Sul divieto di caccia un tavolo congiunto" "Rivogliamo i nostri diritti e le nostre tradizioni", campeggia a chiare lettere sui cartelli. Il presidio dell'Associazione cacciatori lombardi (Acl) ieri mattina in Valmarina, davanti alla sede del parco dei Colli di Bergamo è stata una scelta obbligata. "Siamo esasperati dal gioco dei tre cantoni ? dice il coordinatore regionale Fortunato Busana, insieme ai cacciatori presenti ? ad opera del parco dei Colli e della Provincia, e per questo abbiamo deciso pur malvolentieri di organizzare questo presidio, perché siamo comunque a favore del confronto, senza trincerarsi dietro alla macchina della burocrazia, e per evitare il ricorso al Tar". "L'attuale posizione dell'assemblea del parco, contraria alla caccia solo in alcune aree del parco ? spiega il presidente Gianluigi Cortinovis ? fa riferimento non all'intero perimetro del parco dei Colli ma in particolare alla piana di Almé e al parere degli agenti di vigilanza, che segnalano l'incompatibilità della caccia, in forma di appostamenti fissi, con la pista ciclopedonale, evidenziata anche dall'autorizzazione pervenuta da parte della Provincia, nella quale il nucleo ittico venatorio della polizia provinciale segnala l'impatto negativo per gli utenti della pista". "In seguito a questo ? conclude ?, l'assemblea del parco ha emesso la delibera d'indirizzo alla Provincia in cui si esprime parere contrario, comunque non vincolante, alle attività di caccia nelle aree oggetto di segnalazione". "Una richiesta che lede profondamente i diritti dei cacciatori ? ribatte Busana ?, poiché una delibera d'indirizzo ha appunto valore di indirizzo e non ha valore di legge; inoltre non tiene conto di quanto previsto dalla legge 157 del '92 che parla in modo chiaro di distanze e messa in sicurezza, ma mai di divieto di attività di caccia". L'invito che il presidente del parco rivolge ai cacciatori è trovare soluzioni diverse, con un po' di buon senso da parte di tutti. "Al di là delle singole problematiche personali ? spiega ancora il coordinatore regionale ? quello che chiediamo è un tavolo congiunto al quale si siedano tutti gli interessati: servizio faunistico provinciale, parco dei Colli di Bergamo e associazioni venatorie attraverso il quale arrivare ad una soluzione. La vera delibera, decisione ultima, spetterà poi all'ente competente, la Provincia". Laura Signorelli.

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L'EUROPA SEGUE DA VICINO LO SVILUPPO DELL'ENERGIA EOLICA (sezione: Burocrazia)

( da "marketpress.info" del 18-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Bruxelles, 18 settembre 2008 - La Piattaforma Tecnologica Europea per l'Energia Eolica (Tpwind) ha affermato, nella sua ultima Agenda strategica per la ricerca (Sra), che l'energia eolica ha il potenziale per coprire il 28% della richiesta di consumo di elettricità nell'Ue entro il 2030. Secondo la segreteria della Tpwind però, prima che tale obiettivo possa essere raggiunto, sia i responsabili delle politiche che gli attori del settore devono stabilire ed implementare un'azione strategica nel campo della tecnologia e della politica di ricerca. Nella sua Sra la Tpwind descrive uno sviluppo dell'energia eolica in tre fasi. Da adesso fino al 2020 ( Fase 1), nell'Ue l'energia eolica potrebbe coprire quasi il 15% delle richieste di consumo, con una capacità installata di 180 gigawatt/ore. Tale capacità potrebbe espandersi a 300 gigawatt/ore nel periodo 2020-2030 ( Fase 2). Infine, la Fase 3 si concentrerà sul rafforzamento delle esportazioni europee di energia eolica. La Sra sottolinea che la mobilitazione, sia della ricerca industriale che delle risorse pubbliche in Europa, che dovrebbe essere assicurata attraverso la coordinazione degli investimenti a livello regionale e nazionale, può aiutare l'Europa a dimostrarsi all'altezza di affrontare le difficoltà tecnologiche e industriali. Quest'ultima Sra offre agli europei una guida su quali priorità di ricerca e quali azioni debbano essere realizzate in modo da garantire lo sviluppo del settore dell'energia. Una sezione della Sra si concentra su una strategia di sviluppo del mercato che valuta cosa si può fare per eliminare le barriere del mercato all'uso e al funzionamento diffuso dell'energia eolica. Sono stati proposti vari metodi, tra cui tagliare i costi di investimento, autorizzare l'accesso a griglie energetiche e applicare tagli alla burocrazia. "La visione di Tpwind e il piano d'azione per la ricerca, come presentati nella Sra, sono importantissimi passi avanti per l'espansione dell'energia eolica in Europa," ha commentato il presidente della Tpwind, Henning Kruse. "Adesso è il momento di cominciare a mettere in pratica il piano d'azione, e per riuscirci il sostegno della Commissione europea e degli Stati membri farà la differenza. " Come facilitazione, la Tpwind fornisce sostegno per lo sviluppo di una politica dell'Ue e nazionale efficace che si rivolge a mercati più forti e alla cooperazione per lo sviluppo tecnologico attraverso l'innovazione, e progetti di ricerca e sviluppo nuovi e esistenti. Il risultato finale è che il lavoro fatto porterà a prezzi più competitivi per le tecnologie di produzione di energia alternativa. Lanciata nel 2006 e coordinata dall'Associazione europea dell'energia eolica (Ewea), la Tpwind si propone di individuare progetti di ricerca e di ridurre i costi dell'energia eolica. L'energia eolica rappresenta la prima scelta in Europa rispetto all'energia rinnovabile, in particolare a causa della crescente preoccupazione per quanto sta succedendo al nostro pianeta. Altrettanto significativo è il fatto che l'industria europea tiene le redini sul mercato internazionale. L'esaurimento del petrolio e del gas, e gli effetti che i cambiamenti climatici stanno avendo sulla Terra sono solo alcune delle questioni che continuano a preoccupare non solo il mondo dell'industria e il mercato, ma anche la popolazione in generale. I dati più recenti indicano che il consumo di energia eolica e lo sviluppo industriale aiuteranno l'Europa a risparmiare 600 tonnellate cubiche di biossido di carbonio ogni anno. Per ulteriori informazioni: http://www. Windplatform. Eu/ . . . <<BACK.

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E' iniziata la corsa per il rilancio concreto del Piceno. Il tavolo di programmazione economica dell (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Marche)" del 18-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

A Provincia ha posto i punti cardine per redigere le schede progettuali sulla riconversione della Sgl Carbon. I tempi sono da record per la burocrazia. La data utile per presentare le schede in Regione, che verranno poi inoltrate a Roma, è il 30 settembre. Il presidente della Provincia Massimo Rossi ha fatto appello allo sforzo corale di tutti gli attori del territorio per vincere la sfida e far arrivare ad Ascoli 20 milioni di euro nell'area Carbon per la riqualificazione dei siti inquinati. Per il Comune di Ascoli c'era l'assessore Francesco Viscione a rappresentare il sindaco Celani impegnato in una conferenza di servizi. "E' importante - dice il presidente Rossi - che siano tutti e due i nostri enti, Comune e Provincia, a presentare insieme la scheda. Poi naturalmente quanto condiviso dal Tavolo oggi dovrà essere sottoposto a ratifica nelle sedi democratiche". Rossi chiede un atto di coraggio perchè un territorio in crisi strutturale ha bisogno di un colpo di coda istituzionale che dia il senso della credibilità ai privati e alla loro voglia di investire nella conoscenza, nell'innovazione, nel futuro. E' Umberto Cao, preside della facoltà di Architettura di Unicam, a dare il brivido dell'innovazione nella lettura urbanistica dell'accessibilità all'area Carbon: "stravolge" la posizione attuale della stazione ferroviaria "in linea" per pensarla "in testa". Si entra insomma all'interno dell'area Carbon con il treno e volendo si può pensare che la ferrovia attraversi anche il fiume. Intorno a questo nucleo pensate anche il resto delle infrastrutture viarie. Si sceglie di puntare sulle nanotecnologie nella meccanica, sul design e la realtà virtuale, nella sensorica e sull'energia e l'ambiente. Tragitti per orientare gli investitori privati. In questo ambito la ricerca pubblica diventa un presidio fondamentale del sito. Le schede da presentare poggiano sulla individuazione di obiettivi strategici: un Polo multidisciplinare per la produzione di conoscenza. Intorno a questo nucleo centrale l'alta accessibilità favorita dalle infrastrutture. Su un terzo dell'area Carbon si insediano i laboratori di ricerca creati dagli enti come Tecnomarche, Cnr, università regionali e non, l'incubatore di imprese nell'alta tecnologia, ancora gli spin off accademici, e anche piccole aziende create da un paio d'anni anche se con un piccolo fatturato, ma che abbiano già un progetto ingegnerizzato. Poi unità di ricerca e progettazione di aziende competitive come può essere il Gruppo aerospaziale Gavazzi. Complementare a queste attività di ricerca e produzione di progetti innovativi un polo museale che divenga showroom espositiva e promozionale permanente di quanto prodotto all'interno di questa "fucina" tecnologica che vedrà la luce nell'area Carbon, un museo della scienza. E un polo informativo con realtà virtuale insieme ad un auditorium per la città. Più a breve, invece, la soluzione del problema Ahlstrom. Domani a Torino ci sarà un incontro decisivo tra la dirigenza finlandese e i rappresentanti del fondo sovrano cinese che da mesi ha in piedi una complessa trattativa per l'acquisizione dello stabilimento ascolano. Lunedì. infine, videoconferenza nella speranza che arrivino buone notizie. G.Ami.

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Roma, con i vigili a caccia di lucciole - massimo lugli (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 18-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cronaca Roma, con i vigili a caccia di lucciole Ragazze in fuga, risse coi trans, clienti impauriti: in 24 ore 136 multe Per tentare di aggirare l'ordinanza molte battono alla fermata del bus MASSIMO LUGLI ROMA - Una freccia. Neanche il tempo di inchiodare davanti alla piazzola lercia come un immondezzaio e la ragazza è già in fuga. Uno scatto degno di Usain Bolt, una figura alta e snella che rimpicciolisce a vista d'occhio sulle sterpaglie, incespicando nell'erba rachitica e disseminata di rifiuti, perdendo le scarpe e la borsetta in una corsa affannosa. Il cliente, un cinquantenne bolso alla guida di una Ritmo rugginosa, resta come imbambolato mentre i vigili gli sventagliano il verbale sotto il naso: "Non lo sa che c'è l'ordinanza? Sono 200 euro di multa". Espressione incredula, poi lacrimosa: "Ma io questa cosa non la sapevo. Non ho fatto niente". "Mi spiace, l'ignoranza della legge non è una scusa" sentenzia implacabile una vigilessa un po' segaligna che inizia subito a scrivere "Documenti prego". L'altro non cerca neanche di abbozzare una delle tante scuse che sentiremo per tutto il giorno: "Mi ero fermato a fare un bisognino" "Le ho chiesto un'informazione, a proposito, sa per via delle Cave?" e perfino: "La conosco, è una paesana, mi ero fermato a salutare, che male c'è?". Tutti multati, tutti ingrugnati che maledicono, preannunciano ricorsi, chiamano in causa la parentela stretta o remota del sindaco e del ministro. Alla fine della giornata, tra vigili e polizia, saranno stati riempiti 136 verbali, di cui 22 ai clienti e 76 alle prostitute che, a dire il vero, sono molto più rare rispetto a una giornata "normale". Molte cercano di salvarsi appostandosi alle fermate degli autobus e tentando di confondersi coi passeggeri in attesa. Quasi tutte hanno adottato un abbigliamento più castigato: fuseau e pantaloni al ginocchio al posto delle mini e delle mutandine sul top (anche perché la tramontana comincia a pungere) ma nessun accorgimento le salva dalla trasferta all'ufficio stranieri o (per le pochissime che hanno i documenti) dal verbale sul posto. Non pagheranno mai, ma perdono tempo, soldi e clienti. Funzionerà? Via Longoni, estrema periferia est, in lontananza i casermoni del Casilino, ai lati della strada il nulla. Un furgone bianco è fermo su uno slargo che costeggia un tratto di forra inselvatichita. Un bel ragazzone alto dall'aria vagamente mediorientale chiacchiera fitto fitto con un transessuale alto e massiccio tutto istoriato di tatuaggi sbiaditi che si lancia subito in una fuga precipitosa. Antonio Di Maggio, comandante dell'VIII gruppo e del Gruppo sicurezza dei vigili lo insegue con quattro o cinque uomini e due donne, tutti veterani con anni di strada alle spalle, tutti armati e induriti mentre i più giovani stoppano il cliente che attacca subito a scusarsi e a lagnare. Il transex s'infila come una volpe nei cespugli di spine, ma i vigili lo inseguono come cacciatori pazienti. Qualche centinaio di metri su una sorta di mulattiera e siamo davanti a una spaventosa catapecchia di bandone, assi, cartongesso, fango impastato, sbarrata da una rete rugginosa. Parrucche, mutandine, pelouche appesi dappertutto. Un vecchio generatore con un motore marino per la luce e la tivù. Due pentole rigurgitanti di spaghetti stracotti e carne panata. "Esci, andiamo" urla Di Maggio. "Va beh, prima mi vesto" risponde il trans. Sono in due, Pamela e Naomi, che sanguina da un taglio spaventoso, un ferro che le ha squarciato la coscia durante la corsa. Vivono in quest'orrore da due anni. "Se andiamo in casa da un altro trans quello ci sfrutta, ci chiede 150 o 200 euro a settimana, meglio qui" spiegano. Passato lo spavento, diventano ciarliere, quasi petulanti. Il verbale? "Chissene frega, chi lo paga?" I documenti? "Hai mai visto una trans coi documenti?". Il rimpatrio in Brasile? "E vabbè, vorrà dire che l'Italia ci paga il biglietto e andremo a lavorà a Londra o a Parigi". Ambulanza per Naomi, ufficio stranieri per Pamela che si immerge in una lunga conversazione col fotografo brasiliano sulla sua favela natia a Rio De Janeiro. "Almeno lì c'erano le fogne". E allora chi te lo fa fare? "Mando i soldi a casa, ho otto fratelli". Il cliente, intanto, si è beccato il suo verbale da 200 euro e insiste sulla sua versione: "Mi ero fermato per fare la pipì". Via Prenestina Polense, dove le ultime propaggini di Roma lambiscono i comuni di Poli e Zagarolo ma il territorio è ancora di competenza dei 270 vigili dell'VIII gruppo. Due bulgare placide e cicciose si fanno beccare senza una reazione. Un camionista pelato che sembra Mastrolindo scende inferocito dalla cabina: "Ma che multa, che ordinanza? Io quella la conosco, la stavo salutando, che è un reato? Cosa? Come si chiama? Boh. Lara, Tania, adesso non mi ricordo". Le ragazze dell'Est, comunque, di fronte alle divise sono sempre piuttosto remissive mentre le nigeriane, di solito, scappano e i trans fuggono o combattono. Dalla radio di bordo arriva l'eccezione che conferma la regola: una ragazza africana ha reagito a calci e morsi ed è stata arrestata per lesioni mentre due vigili di un'altra pattuglia sono finiti al pronto soccorso con l'allegra prospettiva delle analisi per l'Hiv o l'epatite ogni 6 mesi. Perché dietro la nuova linea dura contro la prostituzione di strada c'è anche questo: corse, zuffe, inseguimenti e tantissima burocrazia. I vigili tornano alla base per identificare una pattuglia di romene e bulgare senza documenti. Ne avranno fino a sera inoltrata e domani si ricomincia. Funzionerà?.

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Pasolini al rialto con "machan" oggi gli inviti (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 18-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina XXX - Bologna Pasolini al Rialto con "Machan" oggi gli inviti QUESTA sera Uberto Pasolini presenterà al cinema Rialto, ore 21, il suo debutto registico "Machan", piccolo-grande film proveniente dalle Giornate degli Autori della Mostra di Venezia ed accolto con successo all'anteprima presentata dal nostro giornale. Sono disponibili ancora alcuni inviti per partecipare alla serata: per ottenerli basta presentare il ritaglio di questo articolo oggi alla nostra redazione di via S. Stefano 57, dalle ore 15. Prendendo spunto dalla vera storia di 23 cingalesi che si fingono sportivi per espatriare, Pasolini ci racconta di desideri, sogni e straordinarie dignità di chi vive nelle zone povere del mondo. Il miraggio di un futuro migliore che si infrange contro la burocrazia dei consolati, la difficoltà di abbandonare le famiglie, la fiammella della speranza che non si spegne. Bastano poche ore di volo, o film come questi, per capire quanto siamo fortunati. (a. d. o.).

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Roma, con i vigili a caccia di lucciole Ragazze in fuga, clienti impauriti (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica.it" del 18-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

ROMA - Una freccia. Neanche il tempo di inchiodare davanti alla piazzola lercia come un immondezzaio e la ragazza è già in fuga. Uno scatto degno di Usain Bolt, una figura alta e snella che rimpicciolisce a vista d'occhio sulle sterpaglie, incespicando nell'erba rachitica e disseminata di rifiuti, perdendo le scarpe e la borsetta in una corsa affannosa. Il cliente, un cinquantenne bolso alla guida di una Ritmo rugginosa, resta come imbambolato mentre i vigili gli sventagliano il verbale sotto il naso: "Non lo sa che c'è l'ordinanza? Sono 200 euro di multa". Espressione incredula, poi lacrimosa: "Ma io questa cosa non la sapevo. Non ho fatto niente". "Mi spiace, l'ignoranza della legge non è una scusa" sentenzia implacabile una vigilessa un po' segaligna che inizia subito a scrivere "Documenti prego". L'altro non cerca neanche di abbozzare una delle tante scuse che sentiremo per tutto il giorno: "Mi ero fermato a fare un bisognino" "Le ho chiesto un'informazione, a proposito, sa per via delle Cave?" e perfino: "La conosco, è una paesana, mi ero fermato a salutare, che male c'è?". Tutti multati, tutti ingrugnati che maledicono, preannunciano ricorsi, chiamano in causa la parentela stretta o remota del sindaco e del ministro. Alla fine della giornata, tra vigili e polizia, saranno stati riempiti 136 verbali, di cui 22 ai clienti e 76 alle prostitute che, a dire il vero, sono molto più rare rispetto a una giornata "normale". Molte cercano di salvarsi appostandosi alle fermate degli autobus e tentando di confondersi coi passeggeri in attesa. Quasi tutte hanno adottato un abbigliamento più castigato: fuseau e pantaloni al ginocchio al posto delle mini e delle mutandine sul top (anche perché la tramontana comincia a pungere) ma nessun accorgimento le salva dalla trasferta all'ufficio stranieri o (per le pochissime che hanno i documenti) dal verbale sul posto. Non pagheranno mai, ma perdono tempo, soldi e clienti. Funzionerà? Via Longoni, estrema periferia est, in lontananza i casermoni del Casilino, ai lati della strada il nulla. Un furgone bianco è fermo su uno slargo che costeggia un tratto di forra inselvatichita. Un bel ragazzone alto dall'aria vagamente mediorientale chiacchiera fitto fitto con un transessuale alto e massiccio tutto istoriato di tatuaggi sbiaditi che si lancia subito in una fuga precipitosa. Antonio Di Maggio, comandante dell'VIII gruppo e del Gruppo sicurezza dei vigili lo insegue con quattro o cinque uomini e due donne, tutti veterani con anni di strada alle spalle, tutti armati e induriti mentre i più giovani stoppano il cliente che attacca subito a scusarsi e a lagnare. Il transex s'infila come una volpe nei cespugli di spine, ma i vigili lo inseguono come cacciatori pazienti. Qualche centinaio di metri su una sorta di mulattiera e siamo davanti a una spaventosa catapecchia di bandone, assi, cartongesso, fango impastato, sbarrata da una rete rugginosa. Parrucche, mutandine, pelouche appesi dappertutto. Un vecchio generatore con un motore marino per la luce e la tivù. Due pentole rigurgitanti di spaghetti stracotti e carne panata. "Esci, andiamo" urla Di Maggio. "Va beh, prima mi vesto" risponde il trans. Sono in due, Pamela e Naomi, che sanguina da un taglio spaventoso, un ferro che le ha squarciato la coscia durante la corsa. Vivono in quest'orrore da due anni. "Se andiamo in casa da un altro trans quello ci sfrutta, ci chiede 150 o 200 euro a settimana, meglio qui" spiegano. Passato lo spavento, diventano ciarliere, quasi petulanti. Il verbale? "Chissene frega, chi lo paga?" I documenti? "Hai mai visto una trans coi documenti?". Il rimpatrio in Brasile? "E vabbè, vorrà dire che l'Italia ci paga il biglietto e andremo a lavorà a Londra o a Parigi". Ambulanza per Naomi, ufficio stranieri per Pamela che si immerge in una lunga conversazione col fotografo brasiliano sulla sua favela natia a Rio De Janeiro. "Almeno lì c'erano le fogne". E allora chi te lo fa fare? "Mando i soldi a casa, ho otto fratelli". Il cliente, intanto, si è beccato il suo verbale da 200 euro e insiste sulla sua versione: "Mi ero fermato per fare la pipì". Via Prenestina Polense, dove le ultime propaggini di Roma lambiscono i comuni di Poli e Zagarolo ma il territorio è ancora di competenza dei 270 vigili dell'VIII gruppo. Due bulgare placide e cicciose si fanno beccare senza una reazione. Un camionista pelato che sembra Mastrolindo scende inferocito dalla cabina: "Ma che multa, che ordinanza? Io quella la conosco, la stavo salutando, che è un reato? Cosa? Come si chiama? Boh. Lara, Tania, adesso non mi ricordo". Le ragazze dell'Est, comunque, di fronte alle divise sono sempre piuttosto remissive mentre le nigeriane, di solito, scappano e i trans fuggono o combattono. Dalla radio di bordo arriva l'eccezione che conferma la regola: una ragazza africana ha reagito a calci e morsi ed è stata arrestata per lesioni mentre due vigili di un'altra pattuglia sono finiti al pronto soccorso con l'allegra prospettiva delle analisi per l'Hiv o l'epatite ogni 6 mesi. Perché dietro la nuova linea dura contro la prostituzione di strada c'è anche questo: corse, zuffe, inseguimenti e tantissima burocrazia. I vigili tornano alla base per identificare una pattuglia di romene e bulgare senza documenti. Ne avranno fino a sera inoltrata e domani si ricomincia. Funzionerà? (18 settembre 2008.

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"Abbiamo aperto una nuova stagione" (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Adriatico" del 18-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Mezzolani vuole tempi stretti per il progetto "Abbiamo aperto una nuova stagione" ANCONA - "Con la decisione di martedì apriamo una nuova stagione. I sindaci che vogliono fare i ricorsi facciano quello che ritengono opportuno e legittimo. Capisco tutto e tutti ma se ne assumano la responsabilità. Così facendo, magari difendono gli interessi della comunità locale ma non certo quelli della comunità marchigiana". Almerino Mezzolani, assessore regionale alla Sanità si carica sulle spalle anche la delega giornaliera al Bersaglio Mobile. Circa 120 mila persone della zona sud di Ancona, potenzialmente, hanno la freccetta in una mano e la foto dell'amministratore pesarese nell'altra. In compenso da Ancona arrivano benedizioni pesanti. Il capoluogo è sempre il capoluogo anche se la scelta di Camerano ha naturalmente seguito i criteri stabiliti dal ministero, i requisiti fissati e via almanaccando. E' la storia di sempre delle decisioni importanti, Mezzolani e la giunta regionale di Spacca non sono i primi nè gli ultimi. Ieri, per gradire, viaggio a Roma per Mezzolani. Commissione salute in ministero. "La fanno ogni 15 giorni per i vari problemi - spiega - il mio tecnico ha preso i contatti con gli uffici per i piani degli investimenti. Credo per le nostre questioni ci sia una riunione tecnica lunedì prossimo". L'agenda di Mezzolani infatti non procede per compartimenti stagni: il polo dell'Aspio è solo uno dei gineprai nel quale mettere le mani. Nell'ampio roveto marchigiano figurano anche Pesaro-Fano e San Benedetto-Ascoli. "Noi abbiamo presentato - documenta l'assessore di Spacca - la relazione generale sul progetto Sanità delle Marche e su questa si dovrà raggiungere l'accordo di programma. E' partito con i giornali sotto braccio, Mezzolani, sa benissimo che oltre la linea del fuoco del casello di Ancona Sud, ci sono magma e turbolenze. "Io direi che semplicemente abbiamo portato a compimento un percorso complesso. Ora alcune comunità sono favorevoli, altre critiche. E' loro legittimo diritto esprimere il dissenso e opporsi specie se dietro le spalle ci sono anni di attività burocratica e amministrativa andata a vuoto. Però, comprendendo le ragioni delle comunità locali, oggi abbiamo il dovere di progettare un futuro per la sanità marchigiana che vada oltre le logiche campanilistiche. Apriamo una nuova stagione, quella della programmazione sanitaria". Mezzolani è sereno: non teme i ricorsi nè il problema di trovare i soldi. "Il problema delle risorse non è un problema. Cercheremo di fare in tutta fretta il progetto, poi l'accordo di programma, non ci fa paura nulla. A progetti seri di solito ci sono risposte serie. I ricorsi? Ci penserà la burocrazia". Mezzolani non parla di tempi, dice che però vuole arrivare a costruire entro due anni. Più quattro di cantiere. Facciamo 8 anni. Sono aperte le scommesse. ANDREA TAFFI,.

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DISCUTIAMO PER RECUPERARE LE RISORSE, HO SCRITTO ANCHE A BERLUSCONI (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Circondario Sud1)" del 18-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

IL MANAGER "Discutiamo per recuperare le risorse, ho scritto anche a Berlusconi" CRISTIANO TARSIA "Io spero che la situazione possa aggiustarsi. Nel caso non arrivino i soldi pubblici posso andare avanti da solo. Ovviamente si dovrà ridiscutere tutto". Gennaro De Sena è l'amministratore delegato di Pompei 2000. Si trova in mezzo al guado. Ora quali sono i passi... "Secondo me, ci sono i margini per ricomporre la questione. Ma c'è la volontà? Io non l'ho capito". Nel caso che non arrivino i 36 milioni di finanziamenti pubblici, Pompei 2000 si farà lo stesso? "Si, ma sarà tutta privata. E dovremo riconsiderare tutto. Rifare un progetto, il piano finanziario, capire quante unità assumere, chi assumere, insomma lo scenario cambia. E, mi dispiace dirlo, i tempi si allungano ancora". Ma come si è arrivati a questo punto? "Ritardi su ritardi. Avremmo dovuto aver svolto lavori per 30 milioni di euro per aprile scorso quando invece la conferenza dei servizi si era chiusa a marzo 2008, dopo quasi due anni, visto che era iniziata a giugno 2006". E perché la conferenza è durata tanto? "Per colpa del soggetto principale, la Regione. Anche se poi devo riconoscere che non è che Palazzo Santa Lucia fosse pregiudizialmente ostile a Pompei 2000". Però si è perso tempo... "Colpa della burocrazia, di passaggi infiniti. Noi volevamo applicare il contratto d'area che snellisce tutti i passaggi, però in Regione si era di diverso avviso e quindi abbiamo fatto tutto l'iter biblico". E sono passati i mesi... "Gli anni. Di Pompei 2000 se ne parla dal '97. E sino al 2005 non è stato fatto nulla. Io sono stato nominato allora ad, sono riuscito a far approvare una variante urbanistica unica nel suo genere, abbiamo speso, documenti alla mano, 12 milioni di euro per la bonifica. Insomma, tutta la nostra parte l'abbiamo fatta. Se avessimo avuto il tempo avremmo anche fatto questi famosi lavori per 30 milioni. Ma la proroga è scaduta e ora questi finanziamenti sono a rischio". Ma si rischia di perdere proprio i fondi? "Metà sono nazionali e metà europei. Per quest'ultimi, se non spesi, ci può essere qualche rischio. Ma non è materia mia. Io dico: sediamoci ancora intorno a un tavolo e discutiamo recuperando i fondi. Ho scritto anche una lettera a Berlusconi. Qualcuno deve intervenire".

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Tempi lunghi per l'avviodella refezione scolastica (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 18-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Una nuova gara d'appalto Tempi lunghi per l'avvio della refezione scolastica Hanno protestato ieri mattina in Municipio i genitori degli alunni delle quinte classi del I circolo didattico "Luigi Pirandello" per il trasferimento dei loro figli nei locali dell'ex convitto Pignatelli. Avevano richiesto servizi di trasporto efficaci ed efficienti per il trasferimento dei ragazzini dal museo regionale nei nuovi locali scolastici o il trasferimento delle due classi, cioè la V A e la V B nei locali della scuola media "Paolo Emiliani Giudici". Ed ogni richiesta è esaudita: le due classi sono già state trasferite. Prima la vibrata protesta dei genitori e l'incontro con il primo cittadino, ieri pomeriggio una buona notizia per loro. Mamme, papà e ragazzini intorno alle 10 subito dopo il primo giorno di lezioni nei locali del Pignatelli si sono recati in Municipio. Hanno ribadito più volte che non ci stavano ad accompagnare tutti i giorni i ragazzini a scuola. Molti di loro sono appiedati e d'inverno è una vera tragedia uscire di casa e percorrere circa due chilometri a piedi. "Bisogna creare dei trasporti" era la soluzione paventata dai genitori dei ragazzini del I circolo. "E chi li accompagna fino a scuola? Le insegnanti sono disposte a salire sui pullman, o serve l'assistenza di una persona?" è stata la risposta del sindaco. L'incontro è durato circa mezz'ora. I genitori hanno più volte lamentato la lunga burocrazia che ha lasciato i ragazzini "senza fissa dimora e con locali presi in prestito". Il sindaco Rosario Crocetta li aveva fin da subito tranquillizzati ed aveva rinviato l'incontro ad oggi pomeriggio. Ma ieri pomeriggio c'è stato un cambiamento di programma improvviso. Il primo cittadino ha chiamato il dirigente scolastico della scuola media "Paolo Emiliani Giudici", prof. Paolo Duco ed il dirigente scolastico del I circolo didattico "Luigi Pirandello" hanno deciso di trasferire le due classi nei locali della scuola media di via Niscemi, presente nello stesso bacino territoriale. Per adesso è stato risolto il problema delle due quinte classi. Più avanti si dovrà provvedere alla sistemazione degli altri alunni ospiti provvisoriamente nei locali del convitto Regina Margherita. Questa volta il problema non si potrà risolvere in pochi minuti. L.M.

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Manca la gara, contratto di quartiere fermo (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 18-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Palma di montechiaro Manca la gara, contratto di quartiere fermo Palma di Montechiaro. Le opere finanziate dal Ministero delle Infrastrutture con i fondi previsti dal contratto di quartiere 2 ai quali sono stati ammessi anche il Comune di Agrigento per la riqualificazione del quartiere satellite di Fontanelle e quello di Favara sono state già appaltate dalle amministrazioni comunali delle due città. Nel comune palmese, ammesso nel 2003 nella stessa graduatoria nazionale, la gara d'appalto dei lavori con i quali potere risanare in parte la zona alle spalle dell'ex stazione ferroviaria, non è stata invece ancora espletata e si stanno quindi causando notevoli ritardi nell'adozione di interventi di bonifica con i quali potere offrire condizioni di vita più dignitose a centinaia di famiglie che abitano in strade prive di pavimentazione e quindi in ambienti fangosi d'inverno e sterrati d'estate. Quando si dice che le lentezze della burocrazia a volte ci mettono più di uno zampino. Il motivo del ritardo è stato causato dalla protesta e dal ricorso che il sindaco Rosario Gallo decise di intraprendere per contestare il taglio di oltre 1 milione e 300 mila euro che la commissione paritetica, istituita presso la Regione e formata da tecnici del Ministero delle Infrastrutture e dell'Assessorato Regionale dei Lavori Pubblici, decise di apportare all'originario finanziamento di 6 milioni di euro, concesso all'ex giunta Falsone al comune palmese per mettere in atto il progetto ammesso al finanziamento e con il quale, oltre alla riqualificazione della zona denominata Pozzillo- Stazione, è prevista anche la realizzazione di 35 alloggi da parte di una locale cooperativa con i fondi della edilizia economica- popolare. L'assessore allo sviluppo economico Angelo Bellanti ha assicurato che l'espletamento della gara d'appalto ormai è in dirittura d'arrivo. Il ricorso del sindaco infatti è stato in parte accolto poiché la commissione paritetica regionale ha impinguato di altri 500 mila euro il finanziamento del contratto di quartiere 2, portandolo a complessivi 5 milioni e 200 mila euro. Una somma questa che rimane consistente e con cui l'amministrazione comunale di centro- sinistra potrà nei prossimi mesi avviare l'operazione di riqualificazione di una parte della zona che si trova alle spalle dell'ex stazione ferroviaria e della sede centrale del liceo scientifico Odierna i cui abitanti da diversi anni attendono di vivere nella normalità e non certo in una situazione malsana che ricorda tanto quella esistente in tanti paesi dell'Africa. Non resta dunque che attendere novità positive in tal senso. FILIPPO BELLIA.

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Corriere dell'ndrangheta assistito dal Comune (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 18-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Personaggio I paradossi della burocrazia a Moncalieri Corriere dell'ndrangheta assistito dal Comune GIUSEPPE LEGATO Industrioso. E pure convincente. E' stato arrestato per traffico di droga a novembre del 2007 nell'ambito di un'operazione antimafia dei carabinieri del comando provinciale di Torino. Poi, appena ottenuti gli arresti domiciliari su istanza del suo avvocato, ha ben pensato di bussare alla porta del consorzio socio-assistenziale di Moncalieri (Cissa) per chiedere aiuto come indigente. E l'ha ottenuto. Non finisce qui: dalla data dell'arresto fino a ieri aveva anche sub-affittato la sua casa popolare concessagli di grazia dal Comune di Moncalieri a un manipolo di cittadini extracomunitari - per giunta irregolari - andando ad abitare a Torino da parenti evidentemente ospitali.. E' la storia di Cesare Gramuglia, 43 anni da Bagnara Calabra, paese di pesce e di poeti. Lui, difatti, è un artista. Tanto da riuscire a finire nell'elenco dei poveri assistiti mensilmente dal consorzio perché indigente e senza un'occupazione. Quello che in realtà non aveva dichiarato agli uffici dello sportello-poveri era il suo ruolo di corriere della droga almeno secondo gli inquirenti che gli hanno messo le manette 10 mesi fa. I carabinieri di Torino lo avevano arrestato nella turbolenta operazione contro alcuni clan calabresi della cintura sud di Torino. La prima sezione di via Valfrè aveva chiesto più di 30 custodie cautelari, ma il gip ne aveva rigettate venticinque. Alla clemenza e al senso pragmatico della giustizia del giudice non era riuscito a sottrarsi proprio Cesare Gramuglia, finito al gabbio e poi ai domiciliari. Personaggio conosciuto agli uffici delle forze dell'ordine, Gramuglia ha avuto in concessione un alloggio di edilizia popolare in corso in Trieste per mesi dopo il suo arresto. Nessuno si è accorto che nel frattempo era stato arrestato. E nessuno si è accorto che lo aveva offerto in delega ad altri, scegliendo come dimora la più centrale Torino. E cosi, armi e bagagli aveva abbandonato la casa che aveva ottenuto tre anni e mezzo fa: un alloggetto di 70 metri quadri a due passi dalla casa di Peppe Belfiore, principe della ndrangheta torinese arrestato dalla Mobile qualche mese fa e da Toni Musumeci, calibro medio del clan dei catanesi "posato" dal mandamento dei Miano negli anni '80 e poi ucciso e murato nelle cantine di corso Trieste nel 2002 da uno o più assassini ancora in libertà. Cesare Gramuglia fu arrestato per traffico di droga. Nelle intercettazioni telefoniche si vantava di bel altro, ma non è mai stato un boss. Men che mai un calibro di quella organizzazione. Adesso è in attesa di un processo vero e proprio e nel frattempo sono evidentemente cadute le esigenze di custodia cautelare. Quindi è fuori. E proprio il 28 gennaio scorso si presenta all'ufficio del consorzio Cissa. Si mette in coda come tanti altri poveri e disagiati e ottiene un contributo mensile di 350 euro. Ne usufruisce continuativamente da gennaio ad agosto. Pare gli sia stato concesso anche qualche contributo straordinario per l'acquisto di una lavatrice o per qualche bolletta andata in mora. Intanto sub affitta l'alloggio popolare di borgo san Pietro. E cosi il presunto corriere della droga in attesa di processo accede al virtuoso sistema assistenzialistico italiano. Lo fa indisturbato fino a quando i vicini di casa si stufano degli schiamazzi e delle risse tra gli extracomunitari "ospiti" di Gramuglia. Chiamano al comando dei vigili urbani. L'ufficio casa fa le dovute verifiche. Parte lo sgombero. Adesso quella casa tornerà ad uno dei poveri in coda nelle graduatorie comunali.

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Agricoltura, imprenditori in attesa da due anni (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere delle Alpi" del 19-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'arretrato dei pagamenti delle indennità di compensazione sfiora i due milioni L'IMPRESA IN MONTAGNA I SOLDI PUBBLICI CHE NON ARRIVANO BELLUNO. Circa un milione e 800 mila euro di arretrati, con il rischio concreto di compromettere l'attività di diverse aziende agricole. E' forte la preoccupazione che emerge dal "tavolo verde", riunito l'altro giorno per discutere di varie problematiche, prima tra tutte quella targata Avepa. Le associazioni di categoria lamentano il forte rallentamento delle prestazioni dell'Agenzia per i pagamenti in agricoltura, legato anche a problemi cartografici piuttosto assurdi. Le indennità compensative infatti vengono attribuite sulla base degli ettari, rilevati da foto aeree che presentano un'alta percentuale di errore in montagna e questo sembra essere diventato un cavillo insormontabile, penalizzando ulteriormente gli imprenditori bellunesi. In montagna il margine di guadagno si avvicina allo zero e l'attività agricola sopravvive solo grazie al sostegno pubblico, che però non arriva da quasi due anni. Il tavolo verde ha deciso di inviare un documento alla Regione, per chiedere che la situazione si sblocchi prima che diventi troppo tardi. "Solo il 30% degli agricoltori sono stati liquidati", spiega Diego Donazzolo dell'Unione agricoltori. "Siamo molto preoccupati, c'è una burocrazia che uccide l'impresa e lavorare qui, in zone disagiate, diventa impossibile. Da oltre un anno e mezzo stiamo aspettando, senza esito, mentre tutti i costi crescono del 30-40%. Gasolio, foraggi, manodopera, servizi lievitano ancora di più in montagna, ma l'Avepa non dà risposte. Sarebbe meglio mandar via chi non ha fatto funzionare quell'ente". Alcune domande del 2007 sono state evase, ma tutte quelle relative all'agro ambiente non sono ancora state prese in considerazione: "La nostra impressione", continua Donazzolo, "è che l'Avepa non abbia attenzione per la montagna, eppure bisognerebbe partire proprio dai più bisognosi. Il sistema va cambiato: se per distribuire un euro ne spendo due, vuol dire che c'è qualcosa che non va e credo che ogni contribuente italiano lo consideri inaccettabile". Nei giorni scorsi Silvano Dal Paos di Coldiretti ha incontrato il vicepresidente della Regione con delega all'agricoltura Franco Manzato che ha dato rassicurazioni, ora però si attende che vengano mantenute: "Il problema sono le foto aeree", dice Dal Paos, "ma abbiamo chiesto che si paghino subito tutte le indennità che stiamo aspettando, per poi procedere alle verifiche sui terreni. Manzato dice che è d'accordo, speriamo che qualcosa succeda". Anche Dal Paos evidenzia le difficoltà di agricoltori e associazioni di categoria con l'Avepa: "L'agenzia è nata per facilitare i pagamenti e per un po' ha funzionato, ma da due anni in qua sembra tutto bloccato. Parte della questione sta nelle foto aeree, ma è inutile continuare a pagare chi crea solo difficoltà. Ci sono imprenditori che hanno ricevuto 6 euro e non si capisce perché. Noi non riusciamo ad interagire con Avepa, che spesso scarica le sue colpe su di noi con gli agricoltori". Irene Aliprandi.

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Ideacasabagno lavori perfetti (sezione: Burocrazia)

( da "Alto Adige" del 19-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Interventi sicuri senza problemi Ideacasabagno lavori perfetti In tema di bagni, impianti idraulici e termici ma non solo visto che il suo impegno si estende a tutto l'appartmaneto, la ditta Ideacasabagno non teme confronti e non è seconda a nessuno. I vantaggi, affidandosi alla professionalità di Ideacasabagno, sono innanzi tutto quello di avere il coordinamento di tutti i lavori, dalla progettazione alla consegna dell'opera "chiavi in mano", affidati ad una singola persona che si occupa di tutti i dettagli sollevando il cliente da ogni complicazione legata al coordinamento delle varie prestazioni artigianali, dalla burocrazia, dalla necessità di fornire un supporto logistico durante i lavori stessi. Ideacasabagno, a conferma della sua qualità, può fregiarsi della certificazione Iso 9001 (che certifica lo standard di qualità sia a livello di materiali utilizzati, sia di modulistica adoperata, sia di soddisfazione finale del cliente). Ad ulteriore riprova di ciò, i tecnici di Ideacasabagno confermano come non abbiano mai ricevuto lamentele o disagi a consegna dei lavori. Inoltre, il sopralluogo preliminare è gratuito come i preventivi non vincolanti anche se particolareggiati. Novità dell'ultima ora: per coloro che si affidano alla professionalità delle proposte di Ideacasabagno entro il 15 ottobre e decidono di affrontare la ristrutturazione del bagno o dell'appartamento, ci sarà uno sconto speciale sull'importo dei lavori.

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San Giulianon Il futuro del borgo prevede un insediamento di 150 abitanti (sezione: Burocrazia)

( da "Cittadino, Il" del 19-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Viboldone, via al nuovo piano che piace alla soprintendenza San Giuliano Il domani di Viboldone prevede un nucleo residenziale di circa 150 abitanti, che si insedieranno nei complessi ristrutturati e negli edifici di nuova costruzione. Si apre così una nuovo capitolo per il suggestivo tratto di Sudmilano che ospita l'abbazia degli Umiliati, il cui futuro è stato tracciato in uno schema che dovrebbe rappresentare un definitivo trampolino di lancio basato sul recupero, sul rispetto per la storia e sulla salvaguardia del panorama rurale. Dopo una lunga sequenza di vicissitudini, il vertice del comune di San Giuliano annuncia la presenza di un progetto che corre sui binari imposti dalla soprintendenza che circa un anno fa aveva posto una serie di vincoli che hanno richiesto l'annullamento del disegno inizialmente previsto nel Programma integrato di intervento approvato in consiglio comunale. Ora l'iter è già scattato con un nuovo progetto completamente rivisto. "È previsto un contenuto incremento volumetrico che si aggira intorno ai 5mila metri cubi - annuncia il sindaco Marco Toni -: le nuove edificazioni sorgeranno dopo la roggia, in un tratto successivo alla trattoria ancora funzionante. In totale, sono previsti tra i 150 e i 160 residenti". Come richiesto dalla soprintendenza ai beni culturali verrà inoltre mantenuto il cannocchiale visivo che consentirà a chi transita sulla provinciale 164 per Locate Triulzi di allargare lo sguardo verso l'abbazia. Un ruolo di rilievo nella valorizzazione dell'antica nicchia locale, sarà giocate dalla Corte Grande, che passerà al comune. "Verrà definito un piano - riprende Toni -, che prevede la ristrutturazione della corte grazie a un investimento pubblico-privato con la partecipazione di fondazioni bancarie. Il complesso ospiterà attività congressistiche e museali, e sono in corso valutazioni con l'Università statale di Milano riguardo l'insediamento del dipartimento universitario". Insomma l'ingranaggio si rimette in movimento, e questa volta rispetto al passato l'iter dovrebbe procedere celermente, in quanto l'incremento di volumi previsto non richiede più uno strumento complesso come il programma integrato, bensì il nuovo schema decollerà con un piano di recupero. Ma se l'attenzione in questa fase è soprattutto concentrata sull'aspetto edificatorio e sulle prospettive in vista per la Corte Grande, l'operazione in corso dovrebbe apportare anche alcune migliorie al borgo nel suo complesso. In particolare, sono già stati definiti aspetti come "il rifacimento della fognatura, la chiusura al traffico di via Folli il cui manto stradale sarà ricoperto di acciottolato e il piano di illuminazione". Ingredienti che dovrebbero corredare un punto di riferimento dall'alto valore spirituale, ma anche architettonico e storico per tutta la zona del Sudmilano. In base a una stima infatti ogni anno si concentrano a Viboldone circa 40mila visitatori che fanno capo all'abbazia che ospita in uno spazio attiguo il monastero delle suore benedettine. Dopo due progetti andati in fumo, il borgo e i suoi gioielli si preparano così a un rilancio, nel rispetto della tradizione, con una nuova proposta, già definita in tutti gli aspetti, che si appresta ad affrontare gli ingranaggi della burocrazia. Giulia Cerboni.

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Acquasola, riparte la protesta (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 19-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

La mobilitazione Ambientalisti si incatenano agli alberi per impedire la consegna dell'area ai costruttori MANIFESTANTI sui rami degli alberi, incatenati ai tronchi. Un grande striscione, un presidio fisso, le tende già montate, che potrebbero tornare per ospitare di notte gli ambientalisti. E il nervovismo di centinaia di famiglie, registrato con telefonate e messaggini, che temono di perdere per i prossimi anni la possibilità di poter portare i loro bambini al parco dell'Acquasola. Perché il cantiere per la costruzione del nuovo parcheggio interrato ormai incombe e proprio ieri era prevista la consegna dell'area alle imprese. Per questo gli ambientalisti hanno inscenato l'ennesima manifestazione di protesta, presentandosi al parco alle otto del mattino. Dei costruttori, alla fine, nessuna traccia, salvo una rapida apparizione in tarda mattinata. Le ruspe, quindi, non si sono ancora viste, ma da ieri una trentina di ambientalisti annuncia una mobilitazione a oltranza. Si sono incatenati per un'ora e mezza circa ad alcuni alberi. Alcuni di questi sono anche saliti sulle piante e nei prossimi giorni potrebbero decidere di tornare a dormire nelle tende. Come già fatto in passato. "Ci opponiamo alla consegna dell'area pubblica al cantiere - dice Andrea Agostini presidente del circolo Nuova Ecologia di Legambiente - attendiamo per oggi la sospensiva del Tar secondo il ricorso presentato la scorsa settimana da Legambiente e Italia Nostra". E in effetti, oggi dovrebbe essere noto il pronunciamento del tribunale amministrativo, che si è riunito sul caso ieri. A questo proposito, ieri l'assessore Mario Margini ha garantito ai manifestanti che l'area non sarà alla fine consegnata prima di conoscere la "sentenza" del Tar. Tra i presenti all'azione di protesta c'erano anche il presidente del Municipio Centro-Est Aldo Siri, il consigliere provinciale dei Verdi Angelo Spanò, e i rappresentanti del Comitato di villa Rosa, dei Parchi di Nervi e San Teodoro ed esponenti del centro sociale Buridda. Gli ambientalisti fanno presente che per usufruire dei fondi regionali la ditta concessionaria deve prendere in consegna l'area entro il 16 ottobre e per impedirlo si dicono pronti a tutto. Eppure, sul parcheggio nel parco più centrale della città, il sindaco Marta Vincenzi aveva espresso più volte le sue perplessità. Alla fine, però, la burocrazia degli atti già approvati ha avuto la meglio sulla politica. Salvo sorprese dal Tar, certo. Il sì definitivo della giunta comunale al contestato parcheggio (che prevede nella sua ultima revisione, al ribasso, 320 posti auto a rotazione più un'ottantina di box) aveva d'altra parte costituito la resa del Comune. È in corso, in ogni caso, una trattativa - delicata - con il costruttore per evitare che il park diventi un nuovo polo d'attrazione per le auto in pieno centro. Come? Tra le ipotesi circolate a Palazzo Tursi, quella di cancellando un terzo dei parcheggi a rotazione previsti nel futuro autosilo e tutti i posti auto attualmente presenti in viale Quattro Novembre in corrispondenza del parco dell'Acquasola sotto cui sorgerà il park. Compresi i posteggi nel controviale, su cui si affaccia il Tribunale per i minorenni, che si pensa di pedonalizzare. "Così si eviterebbe di avere un saldo eccessivamente positivo di nuovi posti auto nel cuore della città", aveva detto il vicesindaco Paolo Pissarello, responsabile della Mobilità. Lo stesso schema, di fatto, è allo studio per Villa Rosa, a Pegli, con un altro parcheggio autorizzato e finanziato. Contro i due progetti si sono scatenati da anni le proteste dei cittadini. Certo, proprio in questi giorni la giunta ha annunciato in consiglio comunale una strategia diversa. Addio, in sostanza, ai parcheggi in centro e via libera a quelli di interscambio, magari su aree dismesse della ferrovia o di servizio dell'autostrada. È il caso della Val Bisagno e di Nervi. Tuttavia, per l'Acquasola i giochi sembrano chiusi. Comune e "Sistema parcheggi" avrebbero però già delineato un'intesa che subordina il via libera al parcheggio a una serie di paletti. La speranza degli ambientalisti è che il Comune riesca almeno a ottenere che un centinaio dei posti a rotazione possano essere trasformati in parcheggi pertinenziali per residenti. Ma non è facile e soprattutto non immediato. L'opera, tra l'altro, ha ricevuto 2,6 milioni di euro di contributo regionale proprio per realizzare posti a rotazione. Giovanni Mari mari@ilsecoloxix.it 19/09/2008.

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Ledo mangini (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 19-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pisa LEDO MANGINI TIRRENIA. Ledo Mangini è presidente della Pro Loco che ha organizzato un autonomo cartellone. Soddisfatto della stagione? "Non direi. I costi crescono di anno in anno. E sono diventati insostenibili. Abbiamo dovuto annullare la Pina d'Oro perché solo due case automobilistiche hanno aderito, mentre sono mancati altri sponsor". Sarà rivisto il programma? "Qui, dobbiamo rivedere tutto. C'è un consiglio che dovrà decidere, ma io, alle attuali condizioni, non farei più nulla". Neanche più le miss? "Si vedrà. Al momento, neanche quelle. I costi della finale di Miss Litorale sono alti". Per esempio? "Abbiamo dovuto pagare 1.200 euro un consulente perché misurasse l'altezza del palco e contasse 200 sedie. E altri soldi per un tecnico che controllasse la parte elettrica. Il Comune potrebbe inviare dei suoi tecnici e in questo modo ridurre le spese". Grandi costi sono giunti anche dalle serate jazz. "Dal punto di vista finanziario ci abbiamo rimesso diverse migliaia di euro. Ma, anche in questo caso, gli obblighi della burocrazia sono stati troppi. Le serate sono state organizzate a Villa Bondi a Marina dove è stato chiesto di adeguare gli accessi, realizzare una toilette per handicappati, l'impianto elettrico a norma di legge, il rispetto delle norme del Parco. Non se ne poteva più". Soldi dagli enti locali? "Neanche una lira dalla Provincia al contrario di quando c'era Melani e 2.500 euro dal Comune per il punto d'informazione con cui andrà pagata la ragazza che ha lavorato, la luce e i vari danneggiamenti". Sarebbe disponibile a unire le forze con la Confesercenti per un unico programma? "Si potrebbero mettere insieme Confesercenti, Confcommercio e Pro Loco. Noi saremmo anche d'accordo, ma dovremmo trovare un nuovo simbolo alla manifestazione. Bisognerebbe cambiare il nome di Marenia che rappresenta il timbro della Confesercenti. Bisognerebbe fare tabula rasa e guardare avanti". G.P.

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Meno burocrazia, più pattuglie (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 19-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

SICUREZZA.POLIZIA LOCALE Meno burocrazia, più pattuglie Scelta la Maggioli spa azienda leader in Italia In un anno "staccate" 37 mila contravvenzioni [FIRMA]SANDRA LUCCHINI AOSTA Il Comune ha deciso di provare ad "esternalizzare", fino al prossimo anno, la riscossione delle multe. Obiettivo prioritario: permettere agli agenti di polizia municipale di svolgere la loro attività principale, cioè la sorveglianza del territorio. Da metà ottobre, la gestione delle sanzioni amministrative (riscossioni dirette o tramite altri dispositivi, caricamento dati e formazione dei ruoli nei casi di insolvenza dei pagamenti) verrà gestita dalla ditta Maggioli Spa, di Ravenna, leader italiano nel settore e già incaricata dall'amministrazione cittadina del recapito postale delle multe. Tre impiegati assunti dalla ditta romagnola saranno presenti nella sede del Comando della Polizia Municipale, in via Monte Emilius. "Non tutte le competenze verranno sottratte alla polizia municipale - ha detto l'assessore alla mobilità Marino Guglielminotti Gaiet -. Come le controversie da risolversi di fronte al giudice di pace, il controllo delle violazioni rilevate dalle videocamere e altre incombenze simili saranno sempre di pertinenza della polizia locale. Con l'esternalizzazione della parte amministrativa delle sanzioni - ricorda Guglielminotti Gaiet - concretizziamo gli indirizzi dati dal Consiglio comunale. Vale a dire l'esigenza di garantire una presenza più numerosa e assidua della polizia municipale fra la gente". Nel 2007, gli agenti della palazzina di via Monte Emilius, (l'organico è di 50 tra uomini e donne) hanno "staccato" 37 mila 196 contravvenzioni. L'avvio dell'esternalizzazione delle multe consentirà - nelle intenzioni del Comune - alla polizia locale di stabilire un contatto meno formale con la popolazione, rassicurando, soprattutto, chi chiede maggiore sorveglianza. Il "vigile di quartiere" è una figura considerata da molti cittadini "ideale" per la prevenzione dei reati. Una convenzione sottoscritta tra i Comuni della piana di Aosta, approvata dal Consiglio comunale a fine 2007, ha sancito l'istituzione di un servizio notturno nel fine settimana, giorni in cui si registra un maggior numero di incidenti oltre che di violazioni del codice della strada. Il servizio è entrato in vigore il 4 luglio scorso. "Verrà rafforzato ancora" ha annunciato Fabio Fiore comandante della polizia municipale. Fiore ha anche sostenuto la validità della scelta varata dal Comune di delegare alla ditta Maggioli la riscossione delle multe.

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Edilizia, le infrastrutture spingeranno il rilancio (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 19-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nord-Ovest sezione: SYSTEM (TORINO) data: 2008-09-17 - pag: 6 autore: Costruzioni. Ance Piemonte e Collegio Torino: "Serve più dialogo con le istituzioni" Edilizia, le infrastrutture spingeranno il rilancio In calo appalti e investimenti pubblici. Fermo il mercato privato Filippo Bonsignore TORINO Continua la crisi dell'edilizia piemontese. L'estate non ha portato novità positive, sul tavolo restano i problemi evidenziati dall'Ance Piemonte nel rapporto sull'andamento del settore presentato a giugno. Dopo il grande impulso dato dalle Olimpiadi, diminuiscono gli investimenti in opere pubbliche (2,2 miliardi nel 2007, -2,4% sul 2006), dinamica confermata dal calo del numero degli appalti pubblici (-51,3% nel periodo 2003-2007 e -9,6% nel primo trimestre 2008), e le previsioni per fine anno non sono delle migliori. Si stima infatti un'ulteriore riduzione del 2% degli investimenti pubblici e crescita limitata allo 0,1% di quelli complessivi in costruzioni, rispetto agli 11,6 miliardi del 2007. Uno scenario a tinte fosche che si completa con la congiuntura economica negativa. Servono, dunque, rimedi: occorre far ripartire la macchina di un comparto che per anni ha sostenuto l'economia subalpina. Lo chiedono con forza le associazioni di categoria, Ance Piemonte e Collegio costruttori di Torino, che a luglio hanno rinnovato i vertici. La parola d'ordine dei neo-eletti è dialogo: "Il nostro settore –afferma Giuseppe Provvisiero, 46 anni, nuovo numero uno di Ance Piemonte – deve essere considerato strategico per lo sviluppo della regione, bisogna rivalutarne l'immagine. Per ciò servono il dialogo, il confronto con le istituzioni e le altre sigle. Vogliamo essere di stimolo continuo, per far sì che le dotazioni infrastrutturali di cui il Piemonte necessita possano decollare". Per intanto l'altro martedì c'è stata una prima presa di contatto con i vertici della Regione Piemonte. "Ho notato una reciproca diffidenza tra pubblico e privato – concorda Alessandro Cherio, 49 anni, neo-presidente del Collegio costruttori di Torino – e ho quindi cercato di far capire a tutti che, soprattutto in una situazione di emergenza come l'attuale, è necessario superare questo radicalismo di posizioni e instaurare un dialogo costruttivo bilaterale ". In generale, spiega Provvisiero, "le difficoltà delle imprese edili sono legate all'impoverimento del tessuto economico e produttivo piemontese. E tra le cause principali vi è la carenza di infrastrutture: questo è un problema di tutti perchè un territorio sviluppato attrae investimenti. Penso alla Spagna che, dopo le Olimpiadi di Barcellona '92, ha continuato a investire anche in altre città, Madrid, Bilbao, Saragozza, Valencia. Pure in Italia, dopo un grande evento, bisognerebbe dare continuità allo sviluppo". Con i Giochi sono stati colmati alcuni gap, è il ragionamento dei due presidenti, ma ci sono altri ritardi da recuperare. Lo scoglio rimane sempre quello dell'insufficienza delle risorse pubbliche da destinare agli appalti. Che non solo frena le nuove iniziative ma "si riverbera – rileva Cherio – in un allungamento dei tempi di pagamento alle aziende che realizzano opere pubbliche. Sono più lenti i trasferimenti di denaro dalla Regione ai Comuni e di conseguenza alle imprese, le quali hanno così gravissime difficoltà di cassa e di sopravvivenza. Tali situazioni ci vengono costantemente segnalate dai nostri associati. In un periodo di carenza di fondi è quindi necessario puntare su uno strumento tra i più moderni come il project financing". Priorità, dunque, alle infrastrutture, Torino-Lione in testa, e al rilancio di quei progetti da tempo bloccati. "Per il capoluogo- aggiunge Chierio –penso alla Città della Salute e alla bretella di corso Marche. E in previsione futura anche al primo lotto della linea 2 della metropolitana, all'edilizia privata, con la discussione sulle linee strategiche di sviluppo presentate dal Comune, all'housing sociale. Senza dimenticare i tempi troppo lunghi della burocrazia". Nell'immediato, sottolinea Provvisiero, l'impegno sarà anche su altri due fronti: "Quello della legge urbanistica regionale, che ci sembra priva dei requisiti di semplicità delle procedure e di rapidità di attuazione, e quello delle norme sul contenimento energetico negli edifici, che impongono parametri ben più restrittivi della normativa quadro nazionale". Presidente. Giuseppe Provvisiero di Ance Piemonte Costruttori. Alessandro Cherio a capo del Collegio di Torino.

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"Sanita, nessuna tensione con il Governo" (sezione: Burocrazia)

( da "Italia Sera" del 19-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cronaca Roma Lo ha puntualizzato il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo "Sanita, nessuna tensione con il Governo" "E' mia intenzione accogliere i suggerimenti di Federfarma" di Alessio Di Amato Nei confronti del governo "non c'è nessuna contrapposizione. Non è una partita di calcio, una sfida. Semmai l'incontro di ieri è servito a riannodare le fila". E' quanto afferma il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, a margine della presentazione del Festival della Letteratura ebraica in Campidoglio, in merito all'incontro a Palazzo Chigi. Marrazzo annuncia infine che oggi al ministero dell'Economia si svolgerà il tavolo tecnico sulla sanità laziale. "Con il premier Berlusconi, tra le altre cose, abbiamo deciso che se ci saranno ricorsi sulla compartecipazione per l'acquisto di farmaci, che immagino ci saranno, sarà l'Avvocatura dello Stato ad affiancare la Regione Lazio". "E' mia intenzione accogliere i suggerimenti che Federfarma e il suo presidente Caprino mi hanno fornito nei giorni precedenti all'emanazione del decreto per la semplificazione". Lo ha precisato il presidente della Regione Lazio e Commissario di governo per il piano di rientro della sanità del Lazio Piero Marrazzo a proposito dei problemi che la reintroduzione parziale del ticket avrebbe creato nelle farmacie. Marrazzo, parlando margine della presentazione del Festival della letteratura ebraica in Campidoglio, ha spiegato di non essere "riuscito a modificare il decreto solo per problemi di tempo anche perchèil provvedimento era già all'attenzione dell'Aifa". Però, ha aggiunto, "sono assolutamente giuste le osservazioni ed ho già confermato che semplificheremo a favore del lavoro dei farmacisti ma soprattutto dei cittadini". Il Presidente ha poi annunciato che sul piano della semplificazione è a buon punto una "grandissima riforma che cambierà la vita di migliaia di persone: fino ad oggi - ha detto - i medici sono stati stritolati da troppa burocrazia, e nessuno vuole rendere difficile o intralciare il lavoro dei farmacisti e la vita dei cittadini". Edizione n. 1000 del 19/09/2008.

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Ricatti, tradimenti e paranoie in un girotondo di stupidità (sezione: Burocrazia)

( da "Italia Sera" del 19-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Spettacoli cineprime di Claudio Fontanini Ricatti, tradimenti e paranoie in un girotondo di stupidità La divertente commedia nera dei Coen che ha aperto il Festival di Venezia Burn after reading- A prova di spia Di Joel e Ethan Coen Con Gorge Clooney, Frances McDormand, John Malkovich, Tilda Swinton, Brad Pitt Distribuzione: Medusa Durata: 1h35' Genere: Commedia nera Giudizio: Buono Dalla violenza spietata di "Non è un paese per vecchi" alla commedia eccentrica, dalle sconfinate praterie del New Mexico alle atmosfere metropolitane di Washington D.C. Dopo i 4 Oscar appena conquistati i fratelli Coen con "Burn after reading" (A prova di spia), film d'apertura dell'ultima Mostra del cinema di Venezia, mettono insieme le loro diverse anime in un riuscito mix a tinte nere di grottesco, comico ed eccentrico. Un analista appena estromesso dalla Cia (John Malkovich) che prepara un memoriale riservato, una moglie (Tilda Swinton) che lo tradisce con lo sceriffo federale sposato e sessuomane (George Clooney al terzo film coi Coen) e pensa al divorzio, una palestra di fitness nella quale lavorano una donna che sogna un intervento di chirurgia estetica (Frances McDormand) e un giovane istruttore un po' tocco tutto capelli ossigenati e i-pod nelle orecchie (Brad Pitt). Quando la CIA incontra il mondo del fitness. Col prezioso floppy contenente materiale scottante che viene smarrito in palestra e scatena un vorticoso girotondo di avidità e stupidità. Formaggio di capra e crisi di mezza età, intrighi e perversioni (a cosa lavora Clooney in versione falegname e in gran segreto nel suo scantinato?), ricatti e paranoie, appuntamenti via internet e corse nel parco, vecchi ideali ("Lavorare per il governo? Oggi è tutta burocrazia non è più una missione" confessa Malkovich al vecchio padre in barca) e segreti venduti al nemico. Satira al vetriolo che si tinge di rosso con morti ammazzati (casualmente e no), "Burn after reading" regala sequenze irresistibili (la telefonata ricattatoria in piena notte dell'accoppiata Pitt-McDormand all'incredulo Malkovich, Pitt che si presenta in bici e caschetto all'appuntamento con l'ex analista infuriato, il tenero direttore della palestra, segretamente innamorato della McDormand, che per farsi bello le mostra le sue vecchie foto da prete ortodosso) servite da un cast al diapason. Scritto, diretto e prodotto dai Coen, il film, un divertissement d'autore che fila rapido e senza pause per 95', accontenta ogni fascia di pubblico utilizzando la parodia delle spy-story per un concentrato di battute al vetriolo e esilaranti duetti. Quello finale, tra i due increduli funzionari CIA che tentano di mettere ordine all'intricata situazione venutasi a creare, vale da solo il prezzo del biglietto. Edizione n. 1000 del 19/09/2008.

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Banca Tecnolocal, lo sportello bancario è web based (sezione: Burocrazia)

( da "Denaro, Il" del 19-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Commenti innovazione Banca Tecnolocal, lo sportello bancario è web based gaetano mastellone* Non pensavo che il termine Banca Tecnolocal, da me usato nel mio articolo uscito su Il Denaro del giorno 3 settembre scorso, potesse suscitare tanto interesse. Infatti numerose sono state le telefonate che ho ricevuto e diverse mail mi sono arrivate sull'argomento. Tutti mi richiedevano un'ampliamento sul tema, purtroppo attraverso un'articolo si può solamente lanciare "il messaggio", per ampliare il discorso occorre fare discussioni e confronti. Vediamo ora di delineare meglio e di concettualizzare meglio la mia, personale e modesta, visione del futuro del sistema delle piccole e medie banche locali nel Tecnolocal. Iniziamo con lo "spaccare" la parola Tecnolocal, il Tecno ed il Local. Parleremo del Tecno in quanto il Local è semplicemente la visione di una banca territoriale ben introdotta e ben strutturata (uomini e mezzi) per governare il territorio con capacità di analisi e di risposte immediate. Parlando di Tecno non si può non fare un accenno alla Net Economy, termine oramai entrato nel quotidiano, e non si può non parlare dell'enorme sviluppo futuro del business su Internet dove l'innovazione, le idee e la velocità sono molto importanti e dove il Cliente chiede sempre maggiore qualità applicativa e servizi con caratteristiche d'estrema sicurezza. In banca il Tecno è anche l'utilizzo d'Internet e lo sarà sempre di più nel prossimo futuro. La differenza fondamentale della nuova Net Economy, rispetto a quella implosa anni fa, è che adesso tutti gli attori sono consapevoli del fatto che la Rete è sì un mezzo di comunicazione attraverso cui si può incrementare il business, ma c'è la consapevolezza che i relativi "business plan" applicativi dovranno avere una loro logica concreta, non affidarsi "miracolisticamente" al Web. Oggi quando s'investe in un sito o si applica una strategia Web based, si cerca di capire subito come il nuovo investimento possa essere in grado di portare concretamente degli utili. Pensiamo all'e-mail, pensiamo agli sms, ad un motore di ricerca, un portale etc. etc: potremmo ormai vivere senza? Una banca, grande o piccola che sia, oggi ha il "preciso dovere" di entrare in questo mondo Net con idee ed innovazione. Bisogna farlo con determinazione, convinzione ed investimenti. E' il futuro, chi arriva prima "godrà" di vantaggi enormi. Una quindicina d'anni fa scrissi in un articolo che se le banche avessero "investito" in un database comportamentale sulla loro Clientela avrebbero avuto la possibilità, in futuro, di conoscere meglio i loro Clienti, li avrebbero serviti meglio ed avrebbero avuto, come logica conseguenza, ricavi maggiori. Non lo fecero in maniera importante, non ebbero la giusta visione ed oggi il Cliente, in generale, risulta essere poco "fidelizzato" nel sistema bancario. Il segreto per il successo futuro? La parola magica che occorre, da parte del management bancario, ben capire ed interiorizzare è di una semplicità straordinaria: è il Cliente che sceglie, è il Cliente che decide. Sintonizzarsi al 100 per cento sul cliente è difficile, ma è il futuro. Per i loro Clienti le Banche hanno il preciso dovere di immettere sul "piatto del mercato" essenzialmente quattro elementi: mezzi - Uomini Qualità - Innovazione. Occorre avere coraggio, il coraggio di fare investimenti cospicui in Information & Communication Tecnlology Ict. Questo è il futuro, in banca oggi esiste ancora "troppa carta" e "troppa burocrazia", si perde troppo tempo in "operazioni inutili" e di poco valore aggiunto. Pur nella sua complessità la mia visione sull'argomento è relativamente semplice: non mi reputo un "pazzo" nell'affermare che attuare una strategia Local con l'offerta di Tecno è quella giusta. Governare e servire il territorio regionale in Italia è complicato perché gli scenari, le persone, le aziende, gli usi ed i consumi variano da regione a regione, da provincia a provincia ed addirittura da paese a paese. Una Banca "standardizzata" nell'offerta di servizi e prodotti diventa una Banca che ha costi di produzione ugualmente alti ed è una Banca che non riesce a trovare spazi facili nel mercato e nelle preferenze dei Clienti. Gli istituti di credito italiani hanno da affrontare l'ingresso in un nuovo ciclo di vita, con un "mercato" che richiede una spinta all'efficienza ed all'innovazione e che richiede la costruzione di un nuovo modello di banca: una banca proiettata alle più specifiche esigenze della clientela e capace di coniugare la presenza nel territorio, la conoscenza diretta e costante della Clientela con maggiori capacità di servizio facile ed innovativo. Questa nuova sfida produrrà un'improvvisa accelerazione della marcia verso la riarticolazione e l'estensione dei "canali di dialogo" (gli sportelli bancari) con la clientela: le operazioni ad alto valore aggiunto manterranno come punto di riferimento gli sportelli tradizionali, mentre quelle più ricorrenti saranno svolti, sempre di più, attraverso i nuovi canali telematici e self service. Il Cliente si sta abituando al "fare le cose da solo" ed a farle in "qualsiasi ora", 24 ore su 24 e sette giorni su sette. La Clientela andrà in banca quindi soprattutto per chiedere la consulenza o per servizi ad alto valore aggiunto, sia sul versante dell'impiego del risparmio che sul lato dei finanziamenti, e necessariamente il personale bancario va "rimodellato e riqualificato" per essere ben pronto a svolgere al meglio queste attività. La banca del futuro deve essere quanto più possibile dalla parte del cliente, questo vuol dire che deve essere anche veloce, facile da utilizzare e accessibile da qualsiasi luogo, come un qualsiasi sito Internet. Il futuro è avere sì la banca fisica, ma nello stesso tempo avere la banca a portata di computer e facile da usare. Vi è quindi l'urgente necessità di ripensamenti organizzativi e la necessità di aprire confronti sulla realtà della Net Economy perché nella futura Banca Tecnolocal gli investimenti in sistemi per innovare le modalità e gli strumenti di contatto con la clientela sono prioritari e le nuove applicazioni di front end dovranno puntare ad integrare il supporto ai processi operativi con quello ai processi commerciali in un'unica infrastruttura web based. Alla fine il "valore" che servirà per attuare tutto ciò è sempre quello di "conoscere il Cliente" e la conoscenza diretta non può che avvenire attraverso l'elemento umano ed attraverso una "mentalità local". * direttore centrale della Banca Popolare di Bari del 19-09-2008 num.

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Fondazione, i punti deboli di una riforma (sezione: Burocrazia)

( da "Arena.it, L'" del 19-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Programmi a lungo termine, come all'estero" LEO NUCCI TENORE   Una di quelle parole di moda, che tornano ogni tanto in voga, adesso anche per le Università, come se l'etichetta fosse una garanzia di qualità. Per le Fondazioni liriche, però, il commissariamento deciso dal ministro Sandro Bondi a Verona, Genova e Napoli dimostra che così non è stato e ha fatto luce su una situazione devastata ormai in tutta Italia (con qualche rara eccezione, vedi La Scala di Milano). Si è voluto copiare dall'estero, dove lo strumento della Fondazione culturale funziona, ma si è copiato male. Ma perché la legge Veltroni non ha funzionato? A Verona sono emersi molti punti deboli, vere e proprie criticità messe a fuoco negli anni e sulle quali il legislatore non è mai intervenuto né con puntualità né con tempestività. Il ministro Bondi ha ora l'opportunità, se vuole, di modificare le regole del gioco. Ma vediamo questi punti critici. Gli enti lirici hanno lasciato il posto alle Fondazioni per il grande sogno ambizioso del legislatore che pensava di risolvere le inefficienze di quei carrozzoni immobilizzati da burocrazie e spese fisse, aprendo le porte ai privati. I quali, portando capitali freschi, avrebbero dovuto introdurre anche la cultura d'impresa, la filosofia aziendale, la progettualità accompagnata dal controllo dei risultati e dei conti, secondo principi di razionalità ed efficienza. Di fatto, però, le gestioni sono rimaste inefficienti e i problemi irrisolti. E l'apporto dei soci privati è arrivato in misura molto minore del previsto e non solo a Verona, ma in tutt'Italia. Perché? Perché i criteri di fondo, sbagliati, non sono cambiati. Il primo motivo è che a questa filosofia "privatistica" che si voleva inserire nelle Fondazioni non è stato accompagnato uno strumento fondamentale: l'obbligo del pareggio di bilancio. I nuovi criteri aziendali privatistici avrebbero dovuto fare i conti con la possibilità (o ineluttabilità) di chiudere in perdita: una contraddizione in termini. Si faceva conto, evidentemente, sull'indotto prodotto dagli eventi delle Fondazioni liriche, che avrebbe portato ricchezza creando un circolo virtuoso: in realtà, e questo è stato un altro punto debole, proprio chi maggiormente beneficia dell'indotto non ha possibilità di entrare nel pacchetto dei soci e di contribuire per la sua, anche piccola parte. Chi può entrare infatti? Soltanto soci molto forti, che possono permettersi di versare un contributo pari all'8 per cento del contributo del Fus: per Verona si tratta di versare ogni anno 1 milione 200 mila euro, che quando il Fus era più consistente arrivava anche a 1 milione 600 mila euro. Questo meccanismo ha impedito di aprire facilmente la Fondazione a soci simpatizzanti e sostenitori. Un altro delicatissimo aspetto, sul quale il legislatore è stato insufficiente, è che i soci privati, pur versando fior di quattrini, con questa legge non hanno la possibilità di incidere sulla "governance" della Fondazione, che viene decisa dal potere politico, e così restano sempre e comunque in minoranza. A meno di non ingaggiare un braccio di ferro tale per cui non vengono erogati i contributi fino a quando non c'è un accordo sulle nomine. E a Verona anche questo è stato fatto. Sempre con la speranza, comunque, che dal fronte politico amministrativo vengano designate persone che che rispondono a criteri di qualità e competenza. A questo punto è chiaro che risulta difficile per i soci privati riuscire a incidere nella gestione della Fondazione e infondere una cultura privatistica rispondente a criteri di efficienza, efficacia, razionalità, riduzione dei costi storici, budget preventivi opera per opera, eliminando incrostazioni frutto di mal governo per ridare nuova veste ai vecchi enti lirici. Infine, le detrazioni fiscali per i soci privati sono marginali mentre ci sono voluti fior di pareri legali per dare la giusta interpretazione a una norma che avrebbe potuto costringere i soci anche a ripianare le perdite di una gestione non decisa in realtà da loro. Se il quadro generale è questo, si capisce perché i soci si sono via via defilati e i guasti sono rimasti sempre gli stessi dei vecchi enti lirici: è stata cambiata l'etichetta chiamandola Fondazione ma non si è riusciti a incidere sul contenuto.   Maurizio Battista Sembrava la parola magica che avrebbe risolto tutte le difficoltà: Fondazione.

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LEO NUCCI (sezione: Burocrazia)

( da "Arena.it, L'" del 19-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Fondazione, i punti deboli di una riforma "Programmi a lungo termine, come all'estero" LEO NUCCI TENORE   Una di quelle parole di moda, che tornano ogni tanto in voga, adesso anche per le Università, come se l'etichetta fosse una garanzia di qualità. Per le Fondazioni liriche, però, il commissariamento deciso dal ministro Sandro Bondi a Verona, Genova e Napoli dimostra che così non è stato e ha fatto luce su una situazione devastata ormai in tutta Italia (con qualche rara eccezione, vedi La Scala di Milano). Si è voluto copiare dall'estero, dove lo strumento della Fondazione culturale funziona, ma si è copiato male. Ma perché la legge Veltroni non ha funzionato? A Verona sono emersi molti punti deboli, vere e proprie criticità messe a fuoco negli anni e sulle quali il legislatore non è mai intervenuto né con puntualità né con tempestività. Il ministro Bondi ha ora l'opportunità, se vuole, di modificare le regole del gioco. Ma vediamo questi punti critici. Gli enti lirici hanno lasciato il posto alle Fondazioni per il grande sogno ambizioso del legislatore che pensava di risolvere le inefficienze di quei carrozzoni immobilizzati da burocrazie e spese fisse, aprendo le porte ai privati. I quali, portando capitali freschi, avrebbero dovuto introdurre anche la cultura d'impresa, la filosofia aziendale, la progettualità accompagnata dal controllo dei risultati e dei conti, secondo principi di razionalità ed efficienza. Di fatto, però, le gestioni sono rimaste inefficienti e i problemi irrisolti. E l'apporto dei soci privati è arrivato in misura molto minore del previsto e non solo a Verona, ma in tutt'Italia. Perché? Perché i criteri di fondo, sbagliati, non sono cambiati. Il primo motivo è che a questa filosofia "privatistica" che si voleva inserire nelle Fondazioni non è stato accompagnato uno strumento fondamentale: l'obbligo del pareggio di bilancio. I nuovi criteri aziendali privatistici avrebbero dovuto fare i conti con la possibilità (o ineluttabilità) di chiudere in perdita: una contraddizione in termini. Si faceva conto, evidentemente, sull'indotto prodotto dagli eventi delle Fondazioni liriche, che avrebbe portato ricchezza creando un circolo virtuoso: in realtà, e questo è stato un altro punto debole, proprio chi maggiormente beneficia dell'indotto non ha possibilità di entrare nel pacchetto dei soci e di contribuire per la sua, anche piccola parte. Chi può entrare infatti? Soltanto soci molto forti, che possono permettersi di versare un contributo pari all'8 per cento del contributo del Fus: per Verona si tratta di versare ogni anno 1 milione 200 mila euro, che quando il Fus era più consistente arrivava anche a 1 milione 600 mila euro. Questo meccanismo ha impedito di aprire facilmente la Fondazione a soci simpatizzanti e sostenitori. Un altro delicatissimo aspetto, sul quale il legislatore è stato insufficiente, è che i soci privati, pur versando fior di quattrini, con questa legge non hanno la possibilità di incidere sulla "governance" della Fondazione, che viene decisa dal potere politico, e così restano sempre e comunque in minoranza. A meno di non ingaggiare un braccio di ferro tale per cui non vengono erogati i contributi fino a quando non c'è un accordo sulle nomine. E a Verona anche questo è stato fatto. Sempre con la speranza, comunque, che dal fronte politico amministrativo vengano designate persone che che rispondono a criteri di qualità e competenza. A questo punto è chiaro che risulta difficile per i soci privati riuscire a incidere nella gestione della Fondazione e infondere una cultura privatistica rispondente a criteri di efficienza, efficacia, razionalità, riduzione dei costi storici, budget preventivi opera per opera, eliminando incrostazioni frutto di mal governo per ridare nuova veste ai vecchi enti lirici. Infine, le detrazioni fiscali per i soci privati sono marginali mentre ci sono voluti fior di pareri legali per dare la giusta interpretazione a una norma che avrebbe potuto costringere i soci anche a ripianare le perdite di una gestione non decisa in realtà da loro. Se il quadro generale è questo, si capisce perché i soci si sono via via defilati e i guasti sono rimasti sempre gli stessi dei vecchi enti lirici: è stata cambiata l'etichetta chiamandola Fondazione ma non si è riusciti a incidere sul contenuto.   Maurizio Battista Sembrava la parola magica che avrebbe risolto tutte le difficoltà: Fondazione.

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LUTTO. Ancora silenzio a Zevio dove i familiari aspettano una convocazione dalla Colombia (sezione: Burocrazia)

( da "Arena.it, L'" del 19-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Micheletti, si attende ancora la prova del Dna Quelli che si ritengono i resti del trentenne scomparso 10 anni fa si trovavano in una fossa con un altro cadavere   Ai parenti ancora non è ancora pervenuta alcuna richiesta di fornire materiale organico per la prova del Dna che appurerà se veramente i resti riesumati in Sierra Nevada, Colombia, siano effettivamente quelli di Marco Micheletti, il giovane zeviano scomparso 10 anni fa in America Latina. Burocrazia e distanza rendono ancora più lunga e spasmodica l'attesa della famiglia sulla sorte del congiunto, 30 anni all'epoca della scomparsa, volato oltreoceano per sposare Ana Maria Hidalgo, la ragazza colombiana che aveva conosciuto in una precedente vacanza, e impiantare un'azienda agricola che avrebbe prodotto piccoli frutti e trote. Secondo il procuratore Luis Gonzales Leon, tuttavia, il ragazzo zeviano sarebbe stato assassinato da paramilitari di estrema destra, perché testimone "scomodo" di un'uccisione. Quello che viene indicato come il corpo di Micheletti è stato ritrovato assieme a quelli di due suoi amici colombiani con cui era stato visto l'ultima volta - Eduardo Delgado Torres e José Carlos Hidalgo - dopo settimane di scavi in una zona boschiva indicata dall'ex paramilitare Rigoberto Rojas, che ha confessato il triplice delitto. Dopo anni di silenzio, con tutta probabilità il paramilitare ha parlato perché una recente legge del governo colombiano assicura sostanziosi sconti di pena per i membri delle Auc (Autodifese unite della Colombia) che collaborano con gli inquirenti. I resti si trovavano in una fossa assieme a quelli di Torres, studente di biologia marina di Bogotà. In un'altra fossa poco distante c'era invece il cadavere di Hidalgo, fratello della fidanza di Micheletti. L'identità di Torres e Hidalgo è certa perché appurata con il confronto delle impronte dentali. L'esistenza di due fosse ha aperto nuovi interrogativi sugli ultimi momenti di vita degli assassinati: i killer hanno sepolto i tre in fosse separate dopo averli uccisi in momenti diversi? Se ciò fosse vero, sarebbe suffragata la tesi dei famigliari: ritengono che in un primo momento si fosse trattato di sequestro a scopo estorsivo. Chissà se da oltreoceano arriveranno risposte precise. Certo è che Micheletti aveva frequenti contatti telefonici con la famiglia, in particolare con mamma Agnese. Poi più nulla, come fosse precipitato in un buco nero. La parola definitiva dalla comparazione del Dna, con la speranza che si proceda al più presto. P.T.  .

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Stilox, l'incredibile odissea (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Adriatico" del 19-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

La battaglia del titolare contro la burocrazia. "In questi giorni ci hanno comunicato che dobbiamo ripresentare la domanda: incredibile" La vicenda dell'azienda che da un anno aspetta l'allaccio del gas Stilox, l'incredibile odissea FABRIANO Un'azienda che lavora al freddo e al gelo. Questa è la situazione che potrebbe affrontare la Stilox, impresa fabrianese che opera nel settore della meccanica, che si avvia verso l'inverno senza avere un riscaldamento. Il problema sta nel fatto che l'impresa guidata da Domenico Battistoni, non riesce ad avere quell'allaccio del gas che richiede da ormai un anno. "A settembre 2007 abbiamo fatto richiesta all'Eni per poter attivare l'utenza. Ci eravamo spostati da poco qui e quindi risultavamo come nuovi clienti spiega Battistoni Bè, da quella data è passato ormai un anno e proprio in questi giorni abbiamo appreso che dobbiamo avviare la procedura di richiesta di allaccio da capo". Alla base del problema insomma ci sono dei disguidi e tanta tanta burocrazia. "All'inizio ci avevano mandato un contatore sbagliato osserva il titolare poi ci chiedevano la liberatoria dei vigili del fuoco e poi mille altre cose. Fatto sta che noi è da maggio che non riceviamo comunicazioni dall'azienda del gas e solo negli ultimi giorni abbiamo saputo che la pratica è scaduta e che quindi ne dobbiamo inviare un'altra ricominciando tutto da capo". E il problema non è tanto nella semplice erogazione del servizio, ma con l'arrivo del brutto tempo le cose nello stabilimento potrebbero complicarsi. "Abbiamo già fatto un inverno senza riscaldamento e sappiamo cosa significa spiega il titolare I nostri dipendenti sono costretti a lavorare in condizioni davvero difficili. Al freddo e con i macchinari che spesso non funzionano. Quando fuori gela riavviare il laser è sempre un grosso problema. E anche per gli impiegati non è meglio. Ci siamo attrezzati con stufette e quant'altro, ma rimanere seduti per tante ore in un ambiente senza riscaldamento rimane comunque difficile". Ma i problemi per la Stilox non finiscono qui ma l'azienda è stata protagonista di vicende simili anche con altre aziende. "Abbiamo avuto problemi anche per l'allaccio telefonico continua il proprietario i primi mesi di lavoro, subito dopo il trasferimento non avevamo la linea né per le chiamate né per internet. Vi faccio intuire quale grande problema possa essere stato per noi". Dopo sei mesi sono però arrivati i primi squilli nell'azienda che da poco aveva cambiato la sua sede, ma non è lo stesso per il gas. "Siamo addirittura senza acqua calda commenta Battistoni i nostri ragazzi lavorano con delle componenti molto grasse e lavarsi con l'acqua calda è necessario per pulirsi". Tanti tanti inconvenienti per una piccola azienda che al momento dà lavoro ad una ventina di dipendenti. E se le cose non migliorano alla Stilox arrivano tempi duri con macchinari congelati e temperature proibitive. I titolari chiedono così aiuto all'amministrazione comunale per risolvere al più presto la questione. ROSITA FATTORE ,.

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Banche salve solo con un partner (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 19-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-09-19 - pag: 8 autore: INTERVISTA Kenneth Rogoff Università di Harvard "Banche salve solo con un partner" Mario Margiocco BOSTON. Dal nostro inviato Una inevitabile pulizia, ma ormai dai costi pesanti. Dai mille ai duemila miliardi, per il solo sistema americano, dice Kenneth Rogoff. Già capo economista del Fondo monetario (2001-2003), Rogoff osserva dalla Littauer Hall di Harvard, sede del Dipartimento di Economia, la fine, dice, di quella che fu Wall Street. Sarà diversa, molto diversa. "Credo che fra un paio di settimane non avremo una sola banca d'investimento in piedi sulle proprie gambe. Prima trovano un partner,meglio è", dice delle due superstiti Goldman Sachs e Morgan Stanley. Traccia un quadro di che cosa è stato fatto e di che cosa andrebbe fatto. Prevede problemi anche in Europa, ma più per il settore delle imprese che per le banche; comunque l'Europa ne uscirà assai prima e meglio. è soprattutto una storia americana. E una storia dei protagonisti dell'investment banking americano, che mai come negli ultimi vent'anni erano andati in giro per il mondo predicando il loro modello "e commiserando il prossimo che ancora non riusciva- osserva caustico Rogoff- ad essere alla loro altezza ". Nel suo ufficio di Harvard, il solito sgabuzzino stracolmo del buon professore americano, Rogoff ha risposto alle domande de Il Sole 24 Ore. Come sarà Wall Street? Non più come prima. Prevedo che l'intero settore finanziario americano, cresciuto a dismisura fino a raggiungere un quarto del Pil, verrà drasticamente ridimensionato, e per anni. Non è affatto detto che Goldman e Morgan debbano fallire, devono trovare un partner, la via seguita da Merrillè l'unica. Però queste trattative di Morgan con Wachovia, la banca commerciale, mi lasciano perplesso, perché rischia di essere l'unione di due debolezze. E cosa sarà l'investment banking? Non lo so. Forse i cinesi diventeranno protagonisti. Le grosse banche come Bank of America hanno una notevole dose di burocrazia che non va d'accordo bene con l'investment banking. Non so se riusciranno ad avere un ruolo leader nel settore. Ma che cosa ha fatto precipitare il tutto? Non è che non fosse prevedibile. Solo che una notevole compiacenza ha fatto pensare che, dopo il salvataggio Bear Sterns a marzo, e con la sola ipotesi - in realtà era fin dall'inizio una certezza della nazionalizzazione di Fannie Mae e di Freddie Mac cioè la madre di tutti i salvataggi, ci si sarebbe salvati. C'è stata un'ampia sottovalutazione del peso nefasto della massa di derivati, spesso imponderabili. A un certo punto questa massa di pseudofinanza ha rotto la diga. Io, e non sono l'unico, avevo lanciato un allarme parlando a Singapore a metà agosto, e i mercati hanno reagito nervosamente, allora. Poi mi sono taciuto, per non essere nell'imbarazzante posizione di chi preannunciando il disastro viene alla fine incolpato di esserne una delle cause. Oggi la realtà è sotto gli occhi di tutti. Che cosa si poteva fare? Essere più realisti. Comunque, scendendo nello specifico, occorreva muoversi prima. Solo che come spesso nelle situazioni di enorme gravità la gente resta paralizzata. Washington sperava, alla fine, di poter lasciare la patata bollente alla prossima amministrazione. In più, Washington invece di incentivare ha cercato di frenare il naturale aggiustamento del mercato, non ha invogliato fusioni, acquisizioni, perché temeva che questo desse la stura all'imponderabile. Dovranno agire ora. Quali gli errori maggiori? Il grosse errore, la madre di tutti gli errori, non è stato né di Ben Bernanke né di Henry Paulson, ma di chi andando indietro negli anni ha lasciato crescere a dismisura questi derivati. Il legame tra prodotti finanziari innovativi e mercato immobiliare impazzito è stato il detonatore. Quindi, responsabile la Fed, gli altri regolatori, e le banche più attive nel promuovere i nuovi strumenti al di là di ogni saggezza. Bernanke e Paulson non hanno sbagliato? Le loro ultime mosse sono state più o meno inevitabili. Paulson ha sbagliato quando ad agosto ha detto che Fannie e Freddie sarebbero state lasciate così come erano, cosa palesemente impossibile. Ma per il resto non si è mosso male. Bernanke ha sbagliato a non ridurre i tassi nei giorni scorsi; la misura avrebbe avuto un impatto più psicologico che pratico, ma sarebbe stata d'aiuto. Ma nelle mosse specifiche non hanno fatto grossi errori. Sullo sfondo, hanno avuto una sottovalutazione dei rischi di inflazione, e sono stati troppo ottimistici sulla crescita. Che sarà come, secondo le sue stime? Pessima nel quarto trimestre e nel primo dell'anno prossimo. Prevedo per gli Stati Uniti un meno 3% su base annua, quindi l'azzamento di tutti i risultati del secondo trimestre. Sarà lunga e dura, per gli Stati Uniti, peggio che negli anni 80, e quasi come gli anni '70, anche se quello fu un decennio particolare, tutto brutto e non solo con una brutta crisi. Prevedo un lungo periodo a bassissima crescita, attorno allo zero, ben dentro il prossimo anno. Wall Street s'è bevuto per vari trimestri il 2-3% della crescita americana. E per l'Europa? In Europa bisogna distinguere. Credo che voi avrete, nel complesso, una vera crisi a V, forte, ma rapida, e con pronta risalita. Il sistema bancario europeo ha già subito perdite,ma c'è molta attenzione, anche se non mi meraviglierebbero problemi seri con varie banche regionali, in particolare in Spagna. Quello che avrete, perché sono meno attrezzate e in genere non hanno previsto tempi così difficili, saranno difficoltà a livello corporate, di imprese. Ma l'Europa è messa assai meglio. Ad eccezione della Gran Bretagna. Ha creduto meno nella finanza innovativa. Quali le conseguenze di fondo per gli Stati Uniti? In campo finaziario, che conta molto anche come immagine, è una perdita secca. Se poi a una notevole vittoria democratica al Congresso,cosa che tutti sembrano prevedere, si aggiunge la vittoria di Obama alla Casa Bianca, credo che per l'industria finanziaria cambieranno molte cose. Obama in particolare e i democratici in genere sono per una forte regolamentazione del settore. Nel complesso gli Stati Uniti ne escono male perché la nazione leader ha subito lo schema classico delle crisi bancarie così come ne abbiamo avute tante dal 1945. Non l'ha vista arrivare. Ha detto “da noi non può succedere, siamo e migliori”. E invece il mix di forti afflussi di capitali (” vengono da noi perché siamo i più bravi”), deregulation finanziaria, indebitamento pubblico e privato, ha creato e su scala ben più grande grazie anche ai derivati quello che era successo 20 anni fa nei paesi scandinavi e altrove. Gli Stati Uniti non si sono dimostrati migliori. Che cosa farà Washington? La pressione è forte per interventi massicci, su uno schema bipartisan. Non c'è solo Wall Street, non ci sono solo le banche.C'è la GM in bancarotta. Un ritorno agli anni '30 e agli interventi di Roosevelt nell'economia? Non vedo alternative. Al 29 non ci siamo, data la reazione ben diversa,ma qualcosa dagli anni 30 potremmo imparare. mario.margiocco@ilsole24ore.com "L'operazione di Morgan e Wachovia rischia di essere l'unione di due debolezze" Professore. Kenneth Rogoff, capo-economista all' Fmi fino al 2003 BLOOMBERG.

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Sindaci: al voto in 37 Comuni (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 19-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

ELEZIONI COMINCIATE LE "GRANDI MANOVRE" PER LE AMMINISTRATIVE DI PRIMAVERA il caso L'azione legale colpisce la Onlus San Giuseppe Sindaci: al voto in 37 Comuni Il Comune di Bordighera promuove un'usucapione contro la casa di riposo GIULIO GAVINO BORDIGHERA [FIRMA]STEFANO DELFINO IMPERIA Non soltanto il capoluogo e Sanremo, le località più grosse: nella prossima primavera, in provincia di Imperia, si andrà al voto in 37 Comuni e, tra questi figurano centri importanti Camporosso, Cervo, Dolceacqua, Ospedaletti e San Bartolomeo al Mare. Otto sono i sindaci non più ricandidabili (sempre che, nel frattempo, non venga modificata la legge che impedisce un terzo mandato), e alcuni sono personaggi di primo piano, nel panorama politico, come Luigi Sappa di Imperia, nel centrodestra, Marco Bertaina di Camporosso e Vittorio Desiglioli di Cervo, che sono anche consiglieri provinciali, nel centrosinistra. Mancano ancora otto mesi o giù di lì ma le "grandi manovre" sono già iniziate. Il primo squillo di tromba è venuto dal ministro Clauidio Scajola, leader del Polo delle Libertà in Liguria, che non a caso ha già convocato a Villa Ninina, la sua residenza imperiese, i maggiorenti regionali del partito. Una riunione durante la quale è stato deciso di tenere in ottobre a Varazze un'assemblea generale assemblea degli eletti, allargata ai contributi della società civile. E in quella convention sarà proposta la costituzione dei gruppi unici a tutti i livelli (Regione, Comuni e Province), primo passo verso la formazione di liste comuni Fi-An. Anche il Partito Democratico si sta attrezzando: la Direzione Provinciale ha istituito la Consulta degli Amministratori (sindaci, assessori, consiglieri provinciali, comunali e di Circoscrizione): saranno formati grupopi di lavoro su varie tematiche, prima di fine anno, sarà indetta una Conferenza Programmatica. Questa sera, intanto, al Centro Culturale Polivalente, avrà luogo un'assemblea aperta a tutti gli elettori delle Primarie e simpatizzanti del Pd. Sarà presente anche il segretario regionale, il parlamentare Mario Tullo. Domani, inoltre, gazebo e banchetti con raccolta di firme in tutta la provincia per la petizione contro il governo (Salva l'Italia). Ma quali sono i Comuni dove si andrà alle urne? Eccoli: Airole, Apricale, Aquila d'Arroscia, Badalucco, Baiardo, Camporosso, Carpasio, Castellaro, Ceriana, Cesio, Cervo, Chiusanico, Cosio d'Arroscia, Diano San Pietro, Dolceacqua, Dolcedo, Imperia, Molini di Triora, Isolabona, Montalto Ligure, Montegrosso Pian Latte, Olivetta San Michele, Ospedaletti, Perinaldo, Pigna, Pontedassio, Ranzo, Riva Ligure, San Bartolomeo al Mare, San Biagio della Cima, San Lorenzo al Mare, Sanremo, Soldano, Triora, Vallebona, Vasia e Vessalico. Complessivamente, le sezioni elettorali coinvolte sono 155. I sindaci ricandidabili sono 29, e fra di essi ci sono anche quelli di alcuni centri costieri come Ospedaletti (Eraldo Crespi), Riva Ligure (Franco Nuvoloni), San Bartolomeo al Mare (Adriano Ragni) e San Lorenzo al Mare (Marina Avegno). Un test politico importante, insomma, che abbraccia oltre metà del territorio provinciale, anche perchè, oltre alle cittadine costiere, interessa molti paesi dell'entroterra. In attesa del via ufficiale alla campagna elettorale, tuttavia, i fari sono puntati soprattutto sulle due città principali: Imperia, dove i nomi in circolazione per sostituire Sappa sono molti, alcuni però forse diffusi ad arte per "bruciarli", e Sanremo, dove il centrodestra smania dalla voglia di riconquistare Palazzo Bellevue, "strappandolo" al sindaco Borea, intenzionato a ricandidarsi. Il Comune di Bordighera ha avviato una causa di usucapione nei confronti della "Fondazione Casa di Riposo San Giuseppe Onlus". Il sindaco Giovanni Bosio, che non più tardi di dieci mesi fa aveva partecipato in pompa magna al taglio del nastro della nuova struttura che si occupa dell'assistenza agli anziani soli, non si è fatto troppi scrupoli. Il legale incaricato dell'operazione da parte degli uffici ha notificato l'altro giorno l'atto che, di fatto, ha avviato la causa ponendo Comune e Fondazione nell'indubbiamente scomoda posizione di controparti, uno scenario al limite del paradosso se si considera che il regolamento della Onlus San Giuseppe prevede che un rappresentante del Comune sieda nel consiglio di amministrazione della stessa (e quest'ultimo sarebbe stato il primo ad esserci rimasto piuttosto male). Al centro del caso c'è un immobile che si trova in via Montegrappa a Bordighera "bassa", un appartamento che nel lontano 1924 era stato oggetto di un lascito all'allora istituto "San Giuseppe". La questione riguarderebbe il fatto che da tempo quell'immobile in piena ed esclusiva proprietà dell'attuale Fondazione sarebbe in uso ad una famiglia dopo una non meglio precisata intercessione da parte dell'amministrazione comunale stessa. Lo "screzio", tassello non indifferente nella vicenda, potrebbe essere legato anche alla burocrazia e in particolare a quel "valzer" di competenze che aveva visto palleggiarsi la struttura tra Comune e Asl prima di arrivare al nuovo status normativo della "Fondazione Onlus". Dal "San Giuseppe" non arriva alcun commento. Bocche cucite, a riprova che devono esserci rimasti tutt'altro che bene di fronte alla notifica. La notizia dell'avvio della procedura legale, salvo ripensamenti, poterà ad una battaglia davanti al giudice che si annuncia tutt'altro che semplice e dalle possibili e spiacevoli ripercussioni per l'amministrazione comunale guidata da Bosio (che prima di fare il sindaco, tra l'altro, era stato assessore ai Servizi Sociali e che nella sua giunta comprende un certo Marco Sferrazza, uno degli artefici del trasferimento dello scorso anno nella nuova sede di Villa Santa Rosa, in via Circonvallazione). L'azione legale, infine, potrebbe innescare spiacevoli ripercussioni anche per l'immagine di sindaco e giunta visto che i bordigotti sono legati da sempre e non poco al "San Giuseppe", una casa di riposo storica, fondata da quel padre Giacomo Viale che è e rimane un punto di riferimento di etica e morale, e non soltanto per i cattolici e il mondo del volontariato e dell'assistenza. E in barba alla trasparenza tutto è avvenuto senza che se ne sapesse nulla, senza che il sindaco o gli uffici comunale si preoccupassero più di tanto della delicatezza della vicenda. Quel annunciare con tanto di carta bollata "questa è roba mia", insomma, sembra tutt'altro che edificante. E il prossimo appuntamento, probabilmente, sarà già di fronte al giudice.

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Questa malapolitica allontana le aziende (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 19-09-2008)
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Sud sezione: SYSTEM (COMPOSTA) data: 2008-09-17 - pag: 8 autore: INTERVISTA Franco Femia Confindustria Reggio C. "Questa malapolitica allontana le aziende" Francesco Condoluci REGGIO CALABRIA "In Calabria i peggiori nemici delle imprese sono la burocrazia e la mancanza di trasparenza nelle politiche pubbliche ". A parlare è il presidente di Confindustria Reggio Calabria, Franco Femia. Imprenditore del settore editoriale, che ad aprile scorso è stato eletto al vertice dell'associazione reggina degli industriali dopo averne retto le sorti da commissario, sa bene che l'ingerenza dei clan nel tessuto economico, è solo una delle tante sfaccettature del "caso Calabria" ma non l'unico. "Prendiamo ad esempio la nostra associazione – spiega –: quando sono arrivato a Reggio Calabria, ho trovato parecchie cose che non andavano. Ho dovuto impegnarmi duramente per condurre la Confindustria reggina fuori dalla bufera. E la parte più difficile non è stata operare tagli etici nei confronti di quella trentina di aziende inadempienti nei pagamenti o prive di certificazione antimafia, quanto piuttosto ripristinare all'interno dell'organizzazione, il concetto di rispetto delle regole ". Femia apprezza la nuova strategia confindustriale siciliana pur proponendo la via calabrese della lotta al racket: "In provincia di Reggio, stiamo cercando di fare quadrato attorno alle imprese che subiscono atti estorsivi, sostenendo le loro denunce alla magistratura". Su quali altri aspetti si sta concentrando dunque la linea della Confindustria reggina? Sulla ricerca di nuovi fronti di investimento per le aziende che non riescono più ad essere competitive, a causa dell'insostenibilità dei costi del mercato del lavoro, ma anche del mancato sostegno della politica e degli effetti negativi dell'elefantiasi burocratica che provoca ritardi inaccettabili e fatali per gli imprenditori. Da alcuni mesi ci siamo posti come obiettivo l'internazionalizzazione. A giugno, siamo riusciti a portare un centinaio di aziende in Tunisia, avviando una serie di rapporti con le istituzioni economiche locali che entro fine anno, si tradurranno nell'apertura, a Tunisi, di uno sportello della Confindustria di Reggio Calabria. La delocalizzazione delle imprese però, non è esattamente un parametro economico positivo. è la conseguenza delle nondecisioni della politica. Basta dare un'occhiata al Rapporto Svimez 2008 o pensare a Gioia Tauro, dove sul mancato decollo del porto più grande del Mediterraneo, pesano più di ogni altra cosa i conflitti tra chi detiene il potere decisionale, dalla classe politica regionale agli enti competenti come Asi e Autorità portuale. Su Gioia Tauro, comunque, Confindustria intende puntare molto la sua attenzione. Stiamo pensando di proporre in Prefettura l'immediata requisizione dei capannoni dell'area industriale, lasciati vuoti dalle truffe alle 488 perpetrate dagli imprenditori rapaci calati dal Nord solo per frodare soldi allo Stato. Già, ma se le imprese calabresi ormai guardano oltremare, chi rimarrà a fare economia sul territorio? Il fatto che le aziende puntino sull'internazionalizzazione, non significa necessariamente che smobiliteranno dal territorio. Ma, ripeto, per dare respiro all'economia locale ci vuole un supporto maggiore da parte della politica, ad esempio in termini di una battaglia da innescare per la fiscalità di vantaggio. Purtroppo però la deputazione di parlamentari calabresi non sembra avere molto potere contrattuale in questo governo. E comunque, l'imprenditoria che viene da fuori non è fatta solo da "cacciatori di frodi". A Saline Joniche, la Sei ha presentato, per la riconversione del sito del grande fallimento industriale anni '70 dell'ex Liquichimica, un progetto serio da 1 miliardo per una centrale a carbone che porterebbe come indotto 200 milioni di sbancamenti e un porticciolo con 550 posti barca. Purtroppo l'opposizione di comitati spontanei, amministratori locali e politici, la stanno facendo scappare, a mio avviso, senza motivi fondati. "Assicuriamo sostegno alle imprese che denunciano le estorsioni" Sequestrare i capannoni vuoti dell'area industriale di Gioia Tauro" Al vertice. Franco Femia, presidente di Confindustria Reggio Calabria.

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Cresce il costo della burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 19-09-2008)
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Sud sezione: ISTITUZIONI data: 2008-09-17 - pag: 13 autore: Bilanci pubblici. Il rapporto 2000-2006 dello Spi-Cgil entra nel dibattito sul Federalismo fiscale e l'autonomia dei Comuni Cresce il costo della burocrazia Nei capoluoghi il funzionamento della Pa assorbe più dei servizi sociali di base Francesco Montemurro Da settimane il dibattito politico nazionale s'impernia su come garantire ai Comuni più risorse per i servizi ai cittadini e si pensa a una nuova tassa. Ma occorrerà stabilire precisi vincoli alla destinazione del gettito: dal 2000 al 2006 nei capoluoghi del Sud la fetta di risorse impiegate per alcuni fondamentali servizi sociali non è cresciuta di pari passo all'incremento delle entrate tributarie e, soprattutto, della spesa per l'amministrazione generale e la burocrazia. Sulle entrate, considerando le sole principali imposte, gli introiti Ici sono lievitati dai 147,03 euro pro capite accertati nel 2000 ai 152,90 del 2006; in base ai consuntivi,anche il gettito dell'addizionale Irpef è cresciuto (da 24,10 a 59,04 euro pro-capite, saliti poi a 64,22 nei bilanci di previsione 2007). Tutto ciò a fronte del taglio del 19% ai trasferimenti erariali operato a partire dal 2000. Lo dice il "Rapporto annuale sulla spesa sociale dei Comuni " predisposto dall'Osservatorio sulle politiche sociali dello Spi, il Sindacato dei pensionati della Cgil, sulla base di consuntivi e preventivi. In assenza dell'applicazione del Federalismo fiscale che dovrebbe garantire risorse certe a tutti gli enti locali, i Comuni, sollecitati dai vincoli del Patto di stabilità e dalla riduzione dei trasferimenti, hanno utilizzato il freno a mano rispetto alle esigenze reali per una parte importante delle spese di welfare, che finanziano a esempio le biblioteche, le scuole materne e la refezione scolastica, e anche la promozione dello sport. Nei consuntivi comunali del Mezzogiorno, comunque, l'incidenza delle spese per l'istruzione sul totale della spesa corrente è salita dall'8% al 17,6%, a fronte della stabilità deiflussi finanziari registrata a livello nazionale sui comuni capoluogo. Analoga tendenza per le spese per la cultura: al Sud questa componente varia dal 2,4% al 4,6%. Nel complesso la media nazionale fa registrare un lieve aumento, dal 4,1% al 4,3%. Cresce adagio poi la spesa sociale in senso stretto (assistenza agli anziani, a minori e donne, interventi per la famiglia, ecc.), la cui incidenza sul totale delle spese correnti è aumentata al Sud dall'11,7% del 2000 al 12,2% del 2006 (a livello nazionale incremento più sensibile: dal 13,9% al 17,1%). Catanzaro, Crotone, Enna, Foggia e Taranto sono tra i Comuni dove è più evidente il ridimensionamento della spesa destinata al welfare ( in rapporto alla spesa totale corrente), rilevato nel periodo 2000 2006. In generale,i dati evidenziano l'azione di uno spartiacque geografico, che contrappone il Nord al Sud, sia sul fronte delle spese che delle entrate. In numerosi comuni del Mezzogiorno nel 2006 la spesa sociale non raggiunge gli 80 euro pro-capite, valore che si innalza sopra i 200 euro in 25 comuni del Centro-Nord. Considerando i singoli interventi, la spesa pro-capite per l'assistenza scolastica, il trasporto e la refezione, è di 36 euro al Sud e di circa 47 euro nel resto d'Italia. Tra i comuni meridionali più virtuosi, Bari, Benevento, Caltanissetta, Napoli e Palermo mostrano i livelli di spesa sociale superiori ai 120 euro pro-capite. Dunque, complessivamente le amministrazioni comunali hanno indirizzato una esigua parte delle nuove entrate da imposizione fiscale locale allo sviluppo dei servizi alla persona. Aumenta invece la spesa per l'amministrazione generale o "burocrazia". Tale componente (che coprei costi delle segreterie comunali e degli uffici contabili e amministrativi) costituisce ben il 35% del totale della spesa corrente, ed è cresciuta nel periodo 2000- 2006 di circa 6 punti; un balzo in avanti più elevato dell'incremento fatto registrare dalle spese sociali in senso stretto (assistenza e beneficenza, asili nido e strutture residenziali per gli anziani). Le prospettive del welfare locale appiano dunque incerte. Se si guardano le aree di utenza (l'indagine è stata effettuata anche attraverso un questionario ai comuni) , la quota prevalente della spesa sociale è assorbita dagli interventi destinati a "famiglia e minori" (circa il 40%), "anziani" (poco più del 22%) e "disabili" (quasi il 12%). Le risorse impegnate per le altre aree di intervento ( immigrati, adulti in difficoltà, disagio sociale, ecc.) risultano piuttosto modeste. ENTRATE IN ASCESA Nel periodo in esame sono aumentate tutte le principali forme di imposizione come Ici e addizionale Irpef SENZA SPRINT Il peso della spesa per assistenza ad anziani, minori e donne, e per interventi alla famiglia passa dall'11,7 al 12,2%.

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"Noi medici costretti a fare una vita da cani" (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 19-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

LA TRAGEDIA DI TORRE PELLICE: PARLA LA MIGLIORE AMICA DELLA MAMMA LA NUOVA INIZIATIVA TORINO DESIGN PROTOTIPI D'AUTORE A TO-EXPO GARA INTERNAZIONALE DIETRO LA DENUNCIA DI UN CARDIOLOGOMENTRE ALLE MOLINETTE CRESCONO I DIPENDENTI IN CRISI AL GARYBALDI LA DOTTORESSA All'interno PARLA GIANCARLO "Ilaria era tutta la loro vita" Con Passepartout de La Stampa lettori in prima fila Ecco Dream, mostra d'auto dedicata ad Andrea Pininfarina Impianti olimpici parte la caccia al partner per Top "Noi medici costretti a fare una vita da cani" A Settimo la festa del teatro dura cinquant'anni "In busta solo 380 euro tutto il resto è pignorato" In centro arriva il tram senza fili "La politica si svegli Maurizio Tropeano Stress, stipendi bassi e scarse aspettative di carriera Tiziana Platzer Servizio Presentato lo studio di fattibilità "Così libereremo il cielo di Torino dalla ragnatela di cavi" Emanuela Minucci Se non si cambia i Murazzi chiudono" Andrea Rossi La vita da medico? "Uno stress". Addirittura un incubo, a volte. Gli ospedali pubblici? "Un mare di burocrazia senza un briciolo di meritocrazia". È impietosa l'analisi della professione fatta da un cardiologo che ha abbandonato l'ospedale pubblico per andare nel privato. Il dottor Guido Collo si sfoga: "Medici anche validi, in genere a scadenza di mandato e insoddisfatti della carriera perché scavalcati da troppi raccomandati incapaci, gettano la spugna e si adagiano a sopravvivere nell'indolenza di alcuni ambienti pubblici". Per non parlare della "crisi di vocazione" che si aggiunge alla crisi economica. Motivo per cui, alle Molinette, è stato creato uno sportello di aiuto finanziario e psicologico: "Su 5400 dipendenti 30 hanno già lo stipendio pignorato e in 1391 hanno chiesto la cessione del quinto". Marco Accossato A PAGINA 56 Gianna Busco, la migliore amica di Lorella Magnano (la mamma della piccola Ilaria uccisa dal padre a Luserna), racconta il calvario della vita familiare a causa della depressione di Matteo Gliatta. "Tutta colpa del lavoro". Giaimo e Longo ALLE PAGINE 68, 69 E IN NAZIONALETorino Esposizioni è, da oggi al 22 novembre, sfavillante vetrina di 54 vetture che hanno scandito la voglia d'innovazione degli ultimi sessant'anni: le "miss" a quattro ruote e le concept car espresse dalle Case, dai Centri Stile dei carrozzieri, dai laboratori free lance del territorio torinese. La mostra intitolata, appunto, "Dream", è realizzata dal comitato organizzatore di Torino World Design e edicata alla memoria di Andrea Pininfarina. Rizzo A PAGINA 79Torna Passepartout con una serie di offerte esclusive per i lettori de La Stampa. Raccogliendo i bollini che da oggi tornano sulla copertina della Cronaca di Torino si avrà diritto a serate speciali dal Salone del gusto al Galà del ghiaccio.

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Buzzi del Pdl si schiera con i cacciatori: <La provincia ha snobbato la categoria> (sezione: Burocrazia)

( da "Cittadino, Il" del 20-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Buzzi del Pdl si schiera con i cacciatori: "La provincia ha snobbato la categoria" n La provincia di Lodi non muove un dito per i cacciatori, una categoria "snobbata" fino a questo momento. Lo afferma il consigliere Stefano Buzzi (Pdl), che interviene sull'argomento: "La delega sulla caccia è del presidente (Lino Osvaldo Felissari, ndr), ma questa amministrazione è in preda all'immobilismo, si ascolta tutti ma non si conclude niente. La categoria è stata trascurata e ci sono stati dei momenti di tensione".Per Buzzi fra le circa 1.800 doppiette lodigiane aleggia un certo malessere, palpabile fin dalle piccole questioni: "Per quanto riguarda gli esami di abilitazione, i cacciatori sono schiavi della burocrazia, sul fronte del rilascio dei tesserini venatori ci sono stati dei problemi con il cambio di sede, ora ci si deve rivolgere agli uffici di palazzo San Cristoforo ma non è il massimo della comodità".L'aspetto più importante, però, sembra essere quello che riguarda l'area in cui sparare: "Molti auspicherebbero l'ambito unico - sottolinea Buzzi, che non caccia gli animali ma non è nemmeno contro all'attività -. Più dell'80 per cento è legato al proprio ambito, non va a cacciare cioè al di fuori, per legge oltre al proprio se ne può scegliere un altro. In ogni caso, per iscriversi si paga, e questi soldi servono anche per il ripopolamento. Qualsiasi opinione si abbia nei confronti della caccia, credo che chi la pratica dia il proprio contributo, i cacciatori osservano il territorio, notano se c'è qualcosa che non va".Per il consigliere provinciale sarebbe il caso di avere a disposizione un unico ambito: "La provincia di Lodi potrebbe averne uno solo, anche perché la nostra è tutta pianura. Con un solo distinguo: mentre l'ambito a nord è stretto fra centri abitati e zone industriali, quello a sud è più libero. Ad esempio, se nel primo la volpe è perseguitata, nel secondo ci si comporta in modo diverso. L'unificazione potrebbe avere il suo giovamento". Buzzi si è fatto questa idea parlando con gli addetti ai lavori e leggendo libri e riviste specializzate."I primi a decidere sulla possibilità di ridisegnare l'area potrebbero essere proprio i cacciatori, a patto che poi la provincia li ascolti. L'amministrazione si è dimostrata latente anche sul problema delle nutrie, in alcune province sono i cacciatori a sparare a questi animali, potrebbe essere una soluzione, magari da avviare in via sperimentale".Greta Boni.

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Il caso Alitalia (sezione: Burocrazia)

( da "Alto Adige" del 20-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il caso Alitalia e le bugie di Frottolo Essere imprenditori non è di per sè così grave. Essere imprenditori e arroganti è grave. Certo essere stati aiutati a divenire imprenditori di successo dagli amici politici è un vantaggio per se stessi, non il miglior biglietto da visita per chi considera l'onestà un valore. O questo o niente, è la sintesi di quello che il presidente del consiglio ha detto ai sindacati, intervenendo da elefante all'interno della cristalleria, a proposito della crisi dell'Alitalia. Un'Alitalia che oggi potrebbe essere saldamente nelle mani di Air France e che invece è a rischio di chiusura. Si parla di 3.250 "esuberi", uomini e donne da licenziare. è una frottola di Frottolo. I licenziandi sono molti di più, quasi il doppio, a cui vanno aggiunti i 3.000 con contratto a termine. Totale, quasi 9.000 persone da sbattere fuori a calci. Sui numeri la politica gioca molto e Frottolo è poco sincero per natura, oggi afferma ed ancora oggi smentisce. Ma è la stampa che travisa e soprattutto non capisce. 9.000 persone, che significano almeno 27/30.000 se rapportate alle loro famiglie, che improvvisamente potrebbero trovarsi senza lavoro, stipendio, liquidazione. Tutto per aver voluto far fallire le trattative con chi era seriamente intenzionato all'acquisto d'una compagnia aerea, che avrebbe seguitato a far volare. Ma no, era importante giocare con la vita degli altri, mostrare chi è il più forte, affermando d'essere capace di trovare imprenditori italiani che avrebbero continuato a mantenere l'italianità di quegli arei. Ma chi se ne frega dell'italianità. Interessa ai passeggeri se è Alitalia, Lufthansa, British, Swiss a portarti a destinazione? No, importa il servizio, la puntualità e il prezzo del biglietto, Ecco cosa interessa, altro che italianità. Sarebbe stato meglio che i vecchi aerei se li prendesse qualcun altro, non una banda di palazzinari, che già poco capiscono di mattoni, nulla di ali e kerosene, molto di speculazione. Ma la frittata è fatta e non è neppure riuscita, è come la maionese: "impazzita". Ora arriva "l'uomo del destino" che minaccia di spaccare tutto e buttare fuori tutti, se non s'adattano al suo diktat. è così che si tratta? è così che ci si confronta? A casa sua evidentemente sì. Nelle sue aziende, evidentemente sì. Ma quelle 9.000 persone non sono di sua proprietà, ancora, e pretendono rispetto. Coi ricatti non si va da nessuna parte, si può fare solo gli imprenditori rampanti e di successo per l'aiuto di alcuni amici politici. I "ghe pensi mì" stanno bene nei film in bianco e nero del dopoguerra, non nella vita reale d'oggi. Giorgio Zaninelli Ciclisti costretti allo slalom tra le cacche dei cani Premetto che ho un cane. Per questo mi permetto di criticare alcuni abitanti dei Piani di Bolzano che possiedono un cane e utilizzano il tratto di ciclabile che porta dai Piani a Cardano. Mi capita spesso di passare su quel tratto ed è uno schifo, bisogna fare lo slalom tra gli escrementi. Non lamentiamoci se poi la gente non tollera i cani, la colpa è dei proprietari che non rispettano il bene comune. Lorenza Dalla Torre Finiamola di dar ragione alle orde dei ciclisti Leggo con fastidio la notizia della demagogica ed ecologicamente inutile decisione del sindaco di vietare dalle 9 alle 17 di domani la circolazione delle automobili per tutto il territorio della città, per dar libero sfogo alle orde di ciclisti già normalmente assatanati dalla voluttà di quella "licenza di uccidere" che pensano di aver conseguito grazie alla benevolenza di politici in cerca di voti, alle utopie dei Verdi, all'indifferenza (forse comandata) della polizia urbana. Mentre, giustamente, i vigili sono sempre attenti e pronti a rilevare e punire tutte le mancanze degli automobilisti, non lo sono altrettanto a rilevare e punire le mancanze dei ciclisti. Ogni tanto ci scappa il morto e allora è tutto un coro di benpensanti contro la prepotenza di chi guida le macchine, pericolosi quando non criminali. Mai si rilevano le miriadi di pericolose trasgressioni dei "poveri" ciclisti che si ritengono padroni della strada e quando, per esempio, devono affrontare un incrocio non si curano mai di dare una semplice occhiata. Cito due soli episodi di questa mattina. Intorno alle 11.30 percorrevo con la mia auto via Firenze, quando ho incrociato una giovane signora che in bicicletta con un bimbo nel seggiolino posteriore procedeva nell'intenso traffico telefonando. Poco più tardi in via Maso della Pieve, in prossimità del cimitero di San Giacomo un'altra giovane ciclista, con seggiolino vuoto per fortuna, tagliava diagonalmente senza curarsi delle auto in arrivo né segnalando la manovra. Fossero successi dei guai, la colpa sarebbe stata attribuita agli automobilisti. Chiedo che i vigili prestino la massima attenzione anche ai ciclisti e insegnino loro la buona educazione stradale con le sanzioni peraltro previste dalla legge. Franco Marazzi LAIVES Grazie Giuseppe HÖller non ti dimenticheremo Vorrei ricordare il signor Giuseppe HÖller, ex titolare del negozio alimentari Emma Ladele di Vilpiano, venuto a mancare il 24 luglio. Grazie Giuseppe, che ti sei dedicato per ben 43 anni ai tuoi clienti. Ogni giorno portavi latte, pane, il giornale Alto Adige e diversi prodotti alimentari, e sempre le bombole del gas, a noi sei famiglie delle case dei ferrovieri di Vilpiano e a tutti gli altri in paese. Sapevi che noi tutti si lavorava, e anche con i pensionati cercavi di fare tutto quello che potevi. Eri disponibile per tutti e così anche tua moglie Burgel, in qualsiasi ora, e anche ultimamente che non stavi bene. Grazie Giuseppe, non ti dimenticheremo mai, sarai sempre nei nostri cuori, specialmente delle sei famiglie dei ferrovieri. Emma Ribul Quieti VILPIANO Casa Sonnenschein la realtà è molto diversa A proposito delle perplessità sollevate dai consiglieri provinciali di An e PdL Mauro Minniti e Alberto Sigismondi circa la gestione della casa di cura "Sonnenschein", perplessità che si materializzano a seguito di voci, per sentito dire, e non confortate dalla realtà della situazione che è ben diversa. In veste di parente di uno degli ospiti, contesto con prove di fatto, dal momento che vivo giornalmente la gestione di detta casa che ospita mio padre. La casa di cura "Sonnenschein" gestisce i propri ospiti probabilmente con una filosofia diversa ma non per questo meno rispondente ai dettagli delle normative vigenti e in una maniera più umana e meno burocratizzata. Nessun ospite viene sedato (magari anche oltre il limite necessario come avviene nelle strutture che piacciono ai rappresentanti di An e PdL). Pertanto tali assistiti vivono un'esistenza senz'altro più umana e meno consone ai dettami della burocrazia che li vorrebbe forse sedati per legge. Il personale è sempre disponibile, di buon umore e a servizio dell'anziano. Per quanto riguarda le perplessità dell'assessore provinciale della sanità lo invito a riflettere sulle difficoltà enormi che i cittadini hanno nel trovare una sistemazione per i loro cari non autosufficienti in strutture pubbliche che rispondano pienamente ai principi di assistenza nazionali e provinciali. Invece i cittadini non hanno nessun problema a visitare strutture (culturali) dove si dilapidano denari pubblici lasciando alcune cooperative di assistenza agli anziani con i centesimi contati e il disprezzo di qualche politico. Christine GÖtsch.

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Buoni pasto per tutti (sezione: Burocrazia)

( da "Alto Adige" del 20-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

SINDACATI Buoni pasto per tutti BOLZANO. Buoni pasto ai dipendenti della Sasa: la soluzione, individuata dal cda, è contestata dai sindacati. Gianni Paparella della Rsu chiede che venga congelata ogni decisione, in attesa di individuare una soluzione che garantisca il buono pasto a tutti i 315 dipendenti. Anche Gianmario Merotto (Faisa-Cisal) chiede "un'immediata revisione dei criteri di assegnazione". BREVI UNITALIA Assb, nuovo logo e ulteriori costi "Quanto costa il nuovo logo dell'Assb: sono vere le voci secondo cui costerebbe 150 mila euro?". La domanda è contenuta in un'interrogazione di Luigi Schiatti (Unitalia). SINISTRA Solidarietà al gruppo Totem Solidarietà da Roberto Schiavo (Sinistra dell'Alto Adige) al collettivo Totem: "Un'iniziativa di socializzazione giovanile è stata interrotta con un'azione di rimozione, eseguita con cieca burocrazia dell'Ufficio demanio acque". DA VODAFONE Ruba 4 cellulari ucraino denunciato Ha rubato quattro cellulari dal negozio Vodafone di piazza Walther, il titolare lo ha individuato visionando il filmato delle telecamere interne. Il giovane, 20 anni ucraino, era ancora nel negozio e il titolare ha chiesto l'intervento della Volante che ha denunciato l'extracomunitario. La Volante ha denunciato anche un tunisino, sorpreso a nascondere sull'argine dell'Isarco un navigatore satellitare e un I-Pod di provenienza furtiva. Sempre la questura ha denunciato G.P., 42 anni di Nicastro, per guida in stato di ebrezza e porto abuso di armi.

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Ecco la casa dei nostri sogni (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere delle Alpi" del 20-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nascono nuovi servizi per i clienti delle agenzie e sono disponibili consulenze sui mutui casa Ecco la casa dei nostri sogni Comprare e vendere immobili più semplice grazie a internet Se avete poco tempo a disposizione, se la burocrazia non fa per voi se non avete voglia di essere soli in un passo così importante...allora l'agenzia immobiliare è quello che fa per voi. Le agenzie immobiliari si occupano di fare incontrare la domanda e l'offerta nel settore immobiliare. Ad oggi proprio per le delicate fasi presenti nella compravendita di immobili risultano essere il canale di ricerca più utilizzato. Molti agenti immobiliari sono anche mediatori creditizi. E' una figura che si sta delineando in questo periodo. Il mediatore è regolarmente iscritto all'albo corrispondente, e si occupa di mediare tra il cliente ed i diversi istituti di credito per l'erogazione del mutuo inerente l'acquisto dell'immobile. Il mediatore creditizio è sempre più diffuso all'interno dell'agenzia immobiliare. Per capire se stiamo comprando bene dobbiamo capire qual'è l'effettiva superficie del nostro immobile. Posto che l'unità di misura è il metro quadrato occorre distinguere diversi tipi di superficie. Per determinare il prezzo dell'immobile occorre capire di quanti mq. è costituito l'appartamento che vogliamo acquistare. Esistono due terminologie importanti da conoscere. La superficie calpestabile e quella commerciale. La prima corrisponde alla superficie che effettivamente utiliziamo dell'appartamento, la seconda invece concorre alla determinazione del prezzo. Calcolarla non è sempre facile poichè in merito non esiste una legislazione univoca ma si rimanda agli usi locali. La camera di commercio competente provvede a fornire i dati necessariper il calcolo. Ad ogni modo esistono delle regole comuni di facile comprensione. Vendere un immobile dovrebbe essere meno complicato che acquistarlo: si possiede il bene oggetto della vendita e si ricevono acconti o caparre prima della consegna del bene. Questo nella teoria, ma nella pratica estremamente importante risulta la capacità di realizzo. Alcuni suggerimenti. Prima di cimentarsi nella vendita della casa compito di un attento venditore deve essere quello di capire quanto può essere valutata. Come fare? Il mezzo più economico è quello di consultare gli annunci sui giornali locali per rendersi conto delle quotazioni. Senza impegno si può chiedere alle agenzie immobiliari. Un agente immobiliare verrà a visitare la casa. Non avere fretta di vendere è la soluzione ideale. Purtroppo spesso si vende per riacquistare ed ecco allora che anche la vendita diventa una lotta contro il tempo per realizzare una buona vendita e per acquistare ad un prezzo competitivo, senza contare che la nostra disponibilità monetaria è legata alla buona riuscita del primo affare. Nel momento in cui ci viene fatta una proposta d'acquisto, possiamo accettare con telegramma o raccomandata r/r.A questo punto è nostro dovere fornire all'acquirente tutte le informazioni relative all'immobile, ai fini di un sereno acquisto da parte dello stesso. Eventuali acconti versati dallo stesso sono oggetto di restituzione in caso di mancato buon fine del contratto. E' opportuno che l'acquirente verifichi se sono state deliberate spese di ristrutturazione (ad. es. rifacimento della facciata) che graverebbero su di lui. Due fasi importanti da parte del venditore: cancellare l'ipoteca sull'immobile se esistente e chiedere l'estizione anticipata del mutuo, se esistente, ed informarsi prima della vendita dell'ammontare della penale che va a diminuire i guadagni. Per poter fare tutto questo con una certa serenità occorre muoversi almeno due mesi prima.

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Chi non ricorda la storia di Massimo Coluzzi, il bimbo di Scai di Amatrice affetto da amiotrofia spi (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 20-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di MARIA LUISA POLIDORI Chi non ricorda la storia di Massimo Coluzzi, il bimbo di Scai di Amatrice affetto da amiotrofia spinale, una malattia rarissima che blocca lo sviluppo dei muscoli. Il piccolo ha vissuto per anni nel reparto pediatrico del San Camillo de' Lellis attaccato al polmone d'acciaio. Le sue uniche passeggiate erano per i corridoi dell'ospedale a bordo di una carrozzina corredata da un respiratore artificiale. Massimo non può né mangiare e nè bere, non conosce alcun tipo di sapore perché è sempre stato alimentato con le sonde. Non parla, ma comunica con gli occhi. Maria Pia, la sua mamma, ha vissuto accanto a lui giorno e notte per anni: è riuscita a trasformare la sua stanza d'ospedale in un'accogliente e gradevole cameretta simile a quelle dei bambini di una qualsiasi famiglia normale, ma poi ad un certo punto non ce l'ha fatta più. Non poteva permettere che il corso della vita di un bambino di otto anni si potesse svolgere in pochi metri quadri, pur riconoscendo tutta la disponibilità da parte di quei sanitari reatini che ancora adesso non finirà mai di ringraziare. "Dopo una serie di ostacoli, fra cui due interventi urgenti per tracheotomia e gastrostomia, subiti dal mio sfortunato bambino - raccontò all'epoca attraverso le pagine del Messaggero - siamo al collasso economico e morale, mio marito ha perso anche il lavoro e possiamo contare solo su un'entrata minima di 443 euro mensili derivanti dall'accompagno di nostro figlio, ma noi desideriamo ricostruire la nostra famiglia. Il sogno - disse allora - sarebbe quello di prendere in affitto un appartamentino a Palidoro, proprio accanto alla sede distaccata del Bambin Gesù, dove potrei avere assistenza in caso di emergenza". E così avvenne. Grazie ad una gara di solidarietà indetta dal Messaggero e grazie alle donazioni di alcune aziende reatine e di tre pensionati (diedero per intero il loro assegno mensile), la famiglia Coluzzi riuscì nell'intento. E ricevette anche il supporto da parte dell'Asl RM D, che mise a disposizione personale altamente specializzato 24 ore su 24, in modo da poter monitorare continuamente il bimbo. Oggi Massimino ha nove anni e purtroppo deve fare ancora una volta, i conti con la burocrazia: la mamma, Maria Pia, ha ricevuto proprio ieri un telegramma dove veniva informata che dal prossimo ottobre la stessa Asl RM D, è costretta a ritirare l'assistenza domiciliare per carenza di fondi regionali. "Unica possibilità - si sfoga la donna - resta quella di inserire Massimo in una casa famiglia. Ed è lì che mi sono precipitata immediatamente per accertarmi se ci fossero le condizioni necessarie per garantire le cure appropriate a mio figlio, affetto da questa rara patologia. Manco a dirlo - prosegue - ho potuto appurare con i miei occhi che in quel posto Massimino non avrebbe alcuna garanzia di sopravvivenza". E, con la consueta dignità che l'ha sempre contraddistinta, chiede ancora una volta aiuto attraverso le pagine del Messaggero, affinchè qualcuno interceda attraverso gli organi competenti, per riavere l'assistenza domiciliare.

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La scomparsa del bambino afgano dal centro di accoglienza L'Ancora potrebbe costare la recessione de (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 20-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

L contratto che il Comune ha stipulato con la Coos Marche, i gestori attuali del servizio. Questo il provvedimento più grave valutato nell'ambito dell'inchiesta interna che il Comune ha avviato per sapere come il minore, che è stato accertato ha 7 anni, sia riuscito a sfuggire al controllo dei 3 incaricati della cooperativa in servizio quel giorno, allontanandosi così dalla struttura di via Grotte, a Posatora, alla quale era stato affidato. "In alternativa - spiega Franco Pesaresi, dirigente dei servizi sociali - c'è il pagamento di un ammenda. Al momento abbiamo solo avviato la contestazione di addebito di responsabilità alla cooperativa. Dobbiamo ancora leggere le giustificazioni degli incaricati in servizio poi si deciderà che provvedimento adottare. Tra le misure c'è anche la recessione del contratto stipulato". Intanto, dopo la fuga del bambino avvenuta il 30 agosto scorso e programmata per ricongiungersi con la zia, il Comune ha trovato le foto del minore e della parente che sono state consegnate alla polizia. Questo grazie ad una macchina fotografica digitale, di proprietà del bambino, lasciata al centro di accoglienza e trovata alcuni giorni fa. Sviluppate le foto sono stati trovati diversi scatti che ritraevano entrambi ed effettuati durante il viaggio dalla Turchia all'Italia. Se i due fuggitivi venissero ritrovati scatterebbe di nuovo la separazione tra zia e nipote, nonostante il dna abbia accertato che i due siano parenti, perché la donna ha agito comunque contro la legge. Se avesse atteso i tempi della burocrazia ora sarebbero potuti stare insieme e senza il bisogno di scappare. M.Ver.

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DUE FUNZIONARI DELLA REGIONE DENUNCIATI DA UN ASSESSORE DI VICO EQUENSE, SONO ACCUSATI DI CONCUSSIONE (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Circondario Sud1)" del 20-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Due funzionari della Regione denunciati da un assessore di Vico Equense, sono accusati di concussione LEANDRO DEL GAUDIO Presi con il denaro della tangente in tasca. Filmati all'interno di un ristorante, mentre da una mano all'altra scivola una (presunta) mazzetta di duemila euro, un modo rapido per sbloccare in Regione un finanziamento atteso per il rilancio di un comune sorrentino. Poi, dopo quelle immagini, è scattato il blitz: due funzionari della Regione finiscono così in manette, con l'accusa di concussione, al termine di un'inchiesta dei carabinieri della compagnia Sorrento (guidata dal capitano Federico Scarabello) e della stazione locale (agli ordini del maresciallo Antonio Lezzi). Un "pranzo di lavoro" che è solo l'ultima pagina di una storia di centinaia di migliaia di euro, soldi sbloccati per la riqualificazione del borgo antico e del porticciolo di Marina di Vico Equense. L'inchiesta è stata coordinata dal pm Mariangela Magariello della Procura di Torre Annunziata, guidata dal procuratore Diego Marmo, che scatta con la denuncia dell'assessore ai lavori pubblici Matteo De Simone. In cella finiscono così i funzionari Giacomo Mele, 48 anni di Napoli, e Stalino Valendini, 65 anni di Rende (Cosenza), che dovranno giustificare in sede di convalida dinanzi al Gip la provenienza dei duemila euro sequestrati e provare a dimostrare la propria estraneità alle accuse. Per il momento, il quadro sembra chiarissimo. I due arrestati sono impiegati nell'ufficio Por (Piani operativi regionali) dell'assessorato al Turismo della Regione e avrebbero preteso soldi per sbloccare la pratica di un finanziamento, a sua volta fermo dopo l'intervento di alcuni consiglieri Verdi del municipio costiero. È la tangentopoli della burocrazia, quella tiene fuori dalla gestione dei soldi pubblici la componente politica e che assegna un ruolo centrale a dirigenti e funzionari. In questo caso, il progetto di recupero di Vico aveva inizialmente beneficiato di un finanziamento di circa 700mila euro da parte della Regione. I soldi c'erano e stavano arrivando in costiera. Poi, dopo una prima disponibilità, è nato un intoppo. Un esposto dei Verdi in Regione per chiedere accertamenti su presunte irregolarità amministrative nel finanziamento. Stando alla denuncia dell'assessore i due funzionari avrebbero sfruttato l'occasione al volo. E avrebbero richiesto una somma di denaro per favorire lo svincolo del finanziamento. Secondo i piani dei due funzionari, l'assessore avrebbe potuto recuperare i soldi offerti rivalendosi poi sulla ditta appaltatrice. Nell'inchiesta c'è anche un passaggio cartaceo, che non è sfuggito agli inquirenti. Si tratta di un foglio in formato "A 4". Un fax, che risale ad alcuni giorni fa, spedito da Palazzo Santa Lucia. Era una sorta di garanzia offerta per l'impegno preso, che attestava la firma del decreto per lo stanziamento della somma, a mo' di specchietto per le allodole. Ovviamente, su questo documento, sono in corso accertamenti per verificarne l'autenticità. Massima attenzione anche sulla fitta rete di comunicazioni, che gli inquirenti hanno intercettato in questi giorni, dopo la denuncia dell'assessore comunale. Un contenuto tutto da decifrare, dal quale emergerebbe comunque la disponibilità offerta dai due tecnici dell'ufficio Por a rendere più rapida l'erogazione dei soldi previsti per il rilancio dell'antico insediamento costiero. Una vicenda nella quale interviene l'assessore regionale al Turismo Claudio Velardi, quanto mai deciso a vederci chiaro e a dare inizio a un'inchiesta interna.

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LE SPIGHE SI FLETTONO, MA POI RITORNANO ALLA LORO POSIZIONE INIZIALE. COSì DURANTE IL MOTO ONDO (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Circondario Sud1)" del 20-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Le spighe si flettono, ma poi ritornano alla loro posizione iniziale. Così durante il moto ondoso le particelle liquide trasmettono solo l'energia dell'onda, mentre l'acqua non si sposta, rimane praticamente stazionaria. Ebbene le tempeste (politiche, mediatiche, polemiche) che recentemente si sono abbattute su Napoli sembrano non provocare alcuno "spostamento". Tutto in un dato momento sembra sul procinto di muoversi, di evolvere, di cambiare; il giorno dopo (settimane dopo, mesi dopo), tutto rimane come prima. È vero, piccoli segnali ogni tanto sembrano promettere il dischiudersi di un cambiamento di rotta relativamente ad uno dei tanti elementi di cui si compone il sistema urbano. Ma a parte il fatto che non basta curare la singola patologia perche l'intero organismo si sviluppi sano, è con diabolica puntualità che ad una notizia positiva ne segue immediatamente una di segno contrario, e di portata tale da elidere la prima. Riempie di soddisfazione il leggere che finalmente, grazie alle sinergie tra pubblico e privato, tra enti e centri regionali di competenza, siamo in presenza di un preciso cronoprogramma che consentirà l'avvio della riconversione dell'area ex Itaslsider in un distretto produttivo ecocompatibile ed ecosostenibile, il che favorirà il ripristino delle condizioni ambientali del sito e la creazione di un sistema di sviluppo e servizi. Ma contestualmente deprime e mortifica l'incapacità di dar vita alla Fondazione per l'oganizzazione-gestione del Forum delle culture. La creazione di tale ente, infatti, è requisito indispensabile perché il Comune sottragga al commissariamento la gestione di un evento strategico sul piano economico- occupazionale, ma anche (se non soprattutto, dopo le varie candidature mancate) su quello dell'immagine, nel senso di dimostrare con i fatti che Napoli può e sa fare. E ancora. Finalmente, dopo due anni di confronto, è stato approvato il Piano territoriale Regionale che, oltre a rappresentare un passo in avanti in quanto a sintesi normativa-legislativa, è uno strumento imprescindibile per il governo del territorio in termini di sviluppo, tutela, regole e certezza di procedure attuative. C'è solo da augurarsi che la Conferenza permanente di pianificazione istituita par attuare il Piano riesca a coniugare pensiero e azione, come osservava sul Mattino di giovedì Benedetto Gravagnuolo. Ma, anche in questo caso, a una notizia che fa guardare in avanti, se ne accompagna un'altra che provoca rabbia e indignazione: la perdita del finanziamento di 36 milioni di euro per il Parco Pompei Tech. Non appassiona sapere di chi è la colpa di questa perdita. Per burocrazia o per inefficienza di qualcuno degli attori del processo. La verità è che ancora una volta si aggiunge un filo a quella maglia nera che troppe volte veste la Campania nelle classifiche nazionali. In ultimo. Il 30 settembre prossimo scade il termine per la presentazione delle proposte per l'impiego dei 220 milioni di euro da destinare alla riqualificazione del centro storico di Napoli, pena la perdita dei fondi. Dopo tanti dibattiti e proclami speriamo, questa volta, di smentire con i fatti quanto dice Muriel Barbery nel suo bel romanzo "L'eleganza del riccio": "Gli uomini vivono in un mondo dove sono le parole e non le azioni ad avere il potere, dove la massima competenza è il controllo del linguaggio". In questo siamo bravi ma, assolutamente, non basta. Claudio Claudi.

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Interpellanza di Oliva sui pannelli antirumore (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 20-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

SULL'A10 CHIESTO L'INTERVENTO DELLA REGIONE Interpellanza di Oliva sui pannelli antirumore Pannelli fonoassorbenti per combattere l'inquinamento acustico provocato a Varazze e a Loano dall'Autostrada dei Fiori. A chiederli è il consigliere regionale di Forza Italia Pietro Oliva. "Ho presentato un'interrogazione urgente per fare in modo che la Regione intervenga affinché la Società Autostrade installi pannelli fonoassorbenti a Loano, in località Meceti, e a Varazze. E' necessario proteggere gli abitanti della zona dai gravi danni derivanti dall'inquinamento acustico dovuto al traffico autostradale". Prosegue: "Ho raccolto le dichiarazioni di alcuni residenti, che denunciano la totale mancanza di barriere acustiche e accusano l'amministrazione di trattare i cittadini con due pesi e due misure. Sono costretti a scontrarsi quotidianamente con una burocrazia muta e cieca e completamente insensibile alle loro necessità. La qualità della vita e della salute è fondamentale. Non ci sono cittadini di serie A e di serie B. Auspico che la mia richiesta incontri la sensibilità dell'assessore competente, e che egli si faccia al più presto interlocutore credibile nei confronti della società Autostrade, per garantire l'installazione anche a Loano e a Varazze di pannelli fonoassorbenti". Da anni è irrisolto il problema dell'inquinamento acustico nel tratto dell'A10 che passa sotto l'abitato di Ranzi a Pietra. Sono stati predisposti sono alcuni accorgimenti minimi nei pressi della galleria 5 alberi.\.

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<Vogliamo i nostri soldi>Scandalo espropri (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 20-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Vogliamo i nostri soldi"Scandalo espropri. Il Comune intende rivalersi nelle sedi competenti su chi ha fatto il furbo Il Comune cercherà sicuramente non solo di recuperare le somme indebitamente erogate per la sovrapposizione di diversi procedimenti di espropriazione sugli stessi terreni, avvenuta in sede di attuazione dei Piani di edilizia economica a popolare di Fontanelle e, con ogni probabilità, anche di Monserrrato, ma cercherà di farsi rimborsare dalle numerose cooperative edilizie che sono assegnatarie del diritto di superficie anche i soldi pagati per l'esproprio di tutti i terreni sui quali nel corso degli anni '70 e degli anni 80 hanno edificato gli alloggi che furono assegnati ai loro soci. Lo hanno detto all'unisono il sindaco Marco Zambuto e l'assessore comunale al Bilancio e Patrimonio Giovanni Volpe. "Quando, a suo tempo, il Comune ha effettuato gli espropri - ha detto quest'ultimo - ha trascurato di chiedere alle cooperative il pagamento del terreno sul quale è stato loro ceduto il diritto di superficie ed il conseguente diritto di potervi edificare le abitazioni. Anche nel corso degli anni successivi questa procedura non è stata mai attuata". Come può essere successo? "Non lo so. Certo, se è successo tutto questo può essere successo di tutto, in questo come in altri settori della burocrazia municipale. Già sarebbe da solo un fatto negativo la mancata o la scarsa resistenza in giudizio di fronte alle richieste avanzate dai privati, ma la duplicazione dei pagamenti per uno stesso terreno appare quanto meno imbarazzante. Evidentemente è mancata una efficace catena di controllo che potesse evitare cose di questo genere. Io dico con forza che bisogna istituire subito una struttura, anche esterna al Comune, che garantisca un efficace controllo di gestione. Le aziende private ce l'hanno, se non l'avessero la quasi totalità di esse fallirebbe irrimediabilmente. Bisogna dunque procedere subito in questo senso". Chiederete alle cooperative il pagamento di queste somme? "Certamente! Studieremo la situazione e . cercheremo le vie d'uscita migliori. Speriamo che nel frattempo non siano sopravvenute prescrizioni o che almeno ci siano stata la produzione di documenti che interrompono i termini. Di sicuro in una situazione finanziaria come quella attuale non possiamo fare a meno di procedere al recupero di queste somme che ci darebbero una grossa boccata d'ossigeno. Se l'aggiungiamo ai crediti che vantiamo nei confronti del ministero della Giustizia, che però sta già cominciando a pagare, o alle anticipazioni fatte all'Ato rifiuti, o ad altri crediti avremmo davvero una situazione finanziaria diversa. Faremo tutto quello che si può fare, questo lo garantisco!". Gli fa eco il sindaco Marco Zambuto che ieri mattina su questo argomento ha tra l'altro incontrato la dirigente del settore Avvocatura ed espropri Rita Salvago. "Voglio premettere - ha detto Zambuto - che Salvago ha il nostro pieno sostegno perché ha lavorato seguendo l'indirizzo che l'Amministrazione ha dato a tutti i dirigenti di fare chiarezza su tutto il patrimonio comunale". Salvatore Fucà.

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Convocato per lunedìil Consiglio comunale (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 20-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corposo ordine del giorno Convocato per lunedì il Consiglio comunale Ribera. (e.m.) - "Aprite subito la casa degli anziani di contrada Piana perché è una grande necessità non solo per la città ma anche per la popolazione dei paesi vicini". E' questo l'appello accorato che l'associazione della terza età Auser si appresta a lanciare, in occasione dell'avvio delle proprie attività sociali 2008-2009, per l'ennesima volta, alla Provincia Regionale che è proprietaria del grande immobile costruito e mai aperto alla fruizione pubblica da circa 15 anni. L'invito sembra maggiormente rivolto ai rappresentanti politici riberesi che mai, come in questa legislatura, sono stati così massicciamente presenti in seno al consiglio provinciale e alla giunta oggi guidata da D'Orsi. La popolazione anziana di Ribera e del suo comprensorio chiede ai neo assessori Carmelo Pace e Mariano Ragusa e ai consiglieri Matteo Ruvolo e Pellegrino Quartararo, neo eletti e per la prima volta nell'assise provinciale, di adoperarsi per bloccare una situazione che si trascina tra burocrazia, aule di tribunali, danni vandalici e promesse varie, da un decennio e mezzo. Uno stabile, grande, moderno, funzionale, che è costato diversi miliardi di vecchie lire e che ha perfino un luogo di culto nell'area interna, è stato lasciato per tanti anni abbandonato, senza custodi, alla mercé delle ripetute azioni vandaliche e degli agenti atmosferici. I danni, più volte valutati, superano le 500 mila euro e non si sa a chi accollarli. La Provincia Regionale di Agrigento - è stato detto - potrebbe trovare il finanziamento per la ristrutturazione, ma se non si avvia subito il servizio, con la gestione diretta pubblica o indiretta con privati, sarebbero ancora una volta soldi spesi inutilmente. Gli anziani sostengono che la struttura è una necessità di cui il territorio ha estremo bisogno per cui urge trovare sia il finanziamento e sia l'impresa che deve gestire una casa che può ospitare fino a 100 vecchietti e che potrebbe dare occupazioni fino a 50-70 lavoratori.

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Un nido caldo e accoglientema le strutture sono ancora poche (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 20-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Un nido caldo e accogliente ma le strutture sono ancora poche Un'ottima reputazione. E' questo il giudizio sugli asili nido italiani, al di là di ogni problema legato all'esiguo numero di nidi dislocati sul territorio nazionale: da nord e sud. Il "Piano nidi", infatti, il più grande investimento sugli asili dedicati ai bambini di età compresa tra 0 e 36 mesi è rimasto bloccato nelle maglie della burocrazia. I fondi stanziati dallo Stato e dalle Regioni (con il sostegno dell'Ue) per aumentare i posti dei nidi non decolla; e così mentre si rischia di vanificare i benefici derivanti dai fondi erogati dall'Unione europea (fondi che peraltro andranno persi se entro due anni l'Italia non garantirà il posto al nido almeno al 33 per cento dei bambini), solo il 12,3 per cento dei bimbi italiani trova accoglienza in un nido comunale. Problema che si ripercuote anche in Sicilia dove nel 2006 il 34% delle 10.328 domande presentate non sono state accolte (la media nazionale è del 23%) e soltanto in un caso su dieci i genitori fanno domanda di iscrizione del proprio figlio ad un asilo comunale. Da una recente analisi condotta da Cittadinanzattiva, sui costi e sulle strutture dei nido italiani, è emerso che in Sicilia solo il 3,4 per cento dei bambini di età inferiore ai tre anni ha accesso ad un asilo nido comunale, relegando l'Isola al terzo posto tra le regioni italiane con le più lunghe liste d'attesa. Nell'analisi sono stati evidenziati anche gli alti costi delle rette per la frequenza negli asili nido, con un incremento medio delle tariffe pari all'1,8 per cento rispetto alle tariffe dello scorso anno. La quota mensile da versare all'istituto - alla quale partecipa anche il Comune di residenza con circa 1.200 euro al mese per ogni iscritto - viene differenziata in base al reddito della famiglia. Per l'ammissione si tiene conto di diversi titoli, esaminati da una commissione di gestione che include l'obbligo di residenza o una stabile attività lavorativa nel Comune in cui si fa richiesta. Al di là dei costi, il ruolo dell'asilo nido occupa una posizione di primo piano nel campo della psicologia dell'età evolutiva, proponendo modelli educativi all'avanguardia anche dal punto di vista ricettivo. Il programma è attento a prestare particolare attenzione ai bambini in un'età particolare. In ogni struttura è prevista la presenza di un educatore ogni sei bambini, l'insegnate a sua volta viene aiutato da personale ausiliario (non di ruolo) che accudisce circa 12 bambini. All'interno degli asili tutto è perfettamente organizzato. Ogni struttura viene divisa in tre sezioni: lattante (che comprende i bambini da 0 a 14 mesi), semidivezzi (da 14 a 24 mesi) e divezzi (da 24 a 36 mesi), in modo tale da rispondere alle necessità dei bambini e offrire loro ciò di cui hanno maggiormente bisogno. Nella zona dedicata ai lattanti trova spazio anche il dormitorio, la cucina e la sala attività arredata con angoli morbidi, per le attività psicomotorie. La zona riservata alle altre due categorie prevede oltre al dormitorio una zona dedicata alla manipolazione, al gioco, al canto e ai racconti di fiabe e comprende un salone comune per le rappresentazioni. Tra costi e carenza di posti in Italia sono fiorite le alternative; soprattutto in molte città del nord Italia si stanno cominciando ad imitare modelli esteri per sopperire alle carenze pubbliche a costi accessibili. Il Comune di Milano, per esempio, si è di recente convenzionato con la cooperativa delle Tagesmutter, tradotto in italiano le "mamme di giorno"; donne che scelgono di svolgere il mestiere della tata professionista per bambini da 0 a 3 anni. La convenzione con la cooperativa, che riceve dal comune convenzionato una quota per un posto bimbo di poco più della metà della spesa oraria (mentre la restante quota è a carico della famiglia), ospita in un'abitazione circa 5 bambini. Il vantaggio principale della cooperativa è la flessibilità dell'offerta, che manca nel nido comunale: i bambini posso rimanere con la tata negli orari e nei giorni che servono alla famiglia. L. G.

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Mezzi non revisionatiimprenditore prosciolto (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 20-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Mezzi non revisionati imprenditore prosciolto La strada statale 640 è sempre più una via crucis. Non solo per le decine di croci che costellano i bordi delle carreggiate, a ricordo delle morti per incidenti succedutesi negli anni. Il riferimento in questo caso è rivolto all'ennesima brutta notizia per chi vorrebbe viaggiare su una strada scorrevole e senza deviazioni. Sul viadotto Rocca Daniele inutilizzabile da quasi un anno per le rimediabili lesioni a una trave metallica si sono scritti e detti fiumi di parole e imprecazioni, da parte di chi è costretto a percorrere la provinciale che lambisce Favara. La brutta notizia del giorno interessa essenzialmente i canicattinesi diretti ad Agrigento e dintorni, abitualmente soliti immettersi sulla statale 640, percorrendo lo svincolo Canicattì Sud, poco prima di entrare in territorio di Castrofilippo. Dopo che venerdì scorso un camion ha urtato il cavalcavia posto proprio a ridosso dello svincolo, la faccenda ha subito mostrato il proprio lato peggiore. Alla luce di quanto emerso dai sopralluogo tecnici, effettuati dai funzionari Anas, è stato deciso di demolire tale cavalcavia. Le lesioni sono talmente evidenti da rendere indispensabile lo smantellamento dell'opera. Niente cuciture, riparazioni, rattoppi. Ci vuole la ruspa. E siccome un cavalcavia non si smonta in una notte come se fosse costruito con il Lego, ecco che sulla scena irrompe la burocrazia. I vertici provinciali dell'Anas, a onore del vero, hanno già attivato le pratiche, producendo una serie di documenti inviati a chi di dovere. Come dire che la macchina burocratica è già in viaggio. Come in viaggio sono le auto di coloro i quali, partendo ad esempio da Largo Aosta per arrivare in via Atenea ad Agrigento, non utilizzando l'uscita Canicattì Nord, saranno costretti per almeno un mese a fare un tour nel centro storico di Castrofilippo - dove il lunedì mattina c'è il mercato settimanale, occupando la strada di transito alternativa - o a tirare diritto per Favara. Utilizzando sempre la Statale 122. A voler essere ottimisti dunque ci vorrà un mese per riaprire lo svincolo in uscita da Canicattì, ripristinando la normale viabilità nella zona. All'Anas assicurano massima attenzione a non perdere tempo, demolendo prima possibile il cavalcavia centrato dal camion. Con la speranza che questa maledizione accanitasi sulla Agrigento - Caltanissetta e manifestatasi in vari modi, finisca presto, senza altri intoppi e deviazioni. Intanto i canicattinesi diretti nel capoluogo si abituino a partire da casa in anticipo. Francesco Di Mare.

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Finanza, cantiere infinito elicotteristi senza caserma (sezione: Burocrazia)

( da "Alto Adige" del 21-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Finanza, cantiere "infinito" elicotteristi senza caserma La sezione aerea sta in una casetta priva di alloggi di servizio La nuova sede sarebbe un vero toccasana BOLZANO. Una cattedrale nel deserto, anzi, sui pratoni dell'aeroporto. Si tratta della nuova caserma destinata alla sezione aerea della guardia di finanza. Il ministero delle Infrastrutture avrebbe dovuto consegnarla lo scorso marzo, ma a tutt'oggi c'è in piedi il solo scheletro di cemento armato. Lì da anni, grigio, spoglio. Una matassa difficile da sgarbugliare, perché c'è di mezzo l'italica burocrazia, e perché pure i diretti interessati non sono stati informati a dovere sui particolari, tanto che non si conosce la data del riinizio lavori, né quella di consegna. Siamo sul lato ovest dell'aeroporto, al confine col maneggio. Due scheletri d'edificio; uno, enorme, progettato come hangar, dovrebbe ospitare almeno quattro elicotteri della finanza, nuovi fiammanti, in arrivo nel prossimo futuro. Forse, chissà. L'altra palazzina dovrebbe ospitare tecnici e piloti, compresi quelli in addestramento, perché Bolzano è l'unica base aerea dei finanzieri italiani specializzata nel volo in montagna. E prima di arrivare nell'olimpo elicotteristico, a Pratica di Mare, la crema dei piloti nazionali dovrebbe impratichirsi anche nel volo in alta quota. Dovrebbe. Forse, chissà. Oggi la sezione aerea conta una trentina di uomini, serve Alto Adige, Trentino, Veneto e Friuli Venezia Giulia. Nonostante ciò, non dispone di una caserma, ma solo di una piccola casetta a un piano (dove si trovano gli uffici), di un hangar non molto ampio e di una tensostruttura trasformata alla bisogna in hangar. Niente alloggi di servizio; niente hangar per la manutenzione; l'edificio è obsoleto e non troppo dignitoso. Non una bella situazione, considerando quanto costano le case a Bolzano. Soprattutto se si tiene conto che, come accade per i poliziotti, anche per le fiamme gialle non è prevista la costruzione di alloggi di servizio sulle aeree dismesse dal demanio militare e ora passate alla Provincia. La nuova caserma, insomma, sarebbe un vero toccasana. I lavori, però, iniziati nell'ottobre 2004, sono stati sospesi nel gennaio 2005, per riprendere poi nel marzo 2006. Nel marzo del 2008 si sarebbe dovuto terminare, ma oggi tutto è fermo, "in attesa di proroga per stipula di variante", come si legge sul tabellone all'esterno. I pochi operai presenti al cantiere, tre in tutto, non sanno quando si ricomincerà e si dicono annoiati, perché inattivi. Da tempo. Il capo di stato maggiore del comando regionale, colonnello Giuseppe Puglisi, dichiara: "La ristrutturazione è in atto, stiamo attendendo lo stanziamento dei fondi. Gli appalti pubblici funzionano così". Tutto dipende da Roma, i fondi scarseggiano e, probabilmente, "saranno stati destinati altrove". Un peccato perché, mancando gli alloggi e complice il caro affitti, a Bolzano non salgono molti assi della cloche, nonostante ce ne sia un gran bisogno. "Nella vecchia casetta siamo stretti", ammette il comandante della sezione aerea, il capitano Stefano Baù. "Siamo operativi dall'alba al tramonto - spiega - ma di notte, mancando gli alloggi, non c'è nessuno. In futuro potremmo essere abilitati al volo notturno, e allora sarebbe un problema. Nella nuova sede avremmo a disposizione un utilissimo hangar per la manutenzione; oggi ne siamo sprovvisti". Sui tempi di realizzazione, il comandante provinciale della finanza, colonnello Claudio Di Gregorio, non è competente. Decidono tutto al comando generale, a Roma. "Nemmeno io sono riuscito a sapere molto", ammette. Un bel problema, "anche perché l'Enac preme: vorrebbero lasciassimo libera la nostra sede, per ampliare l'aeroporto. Vogliono che ce ne andiamo? Eccoci, pronti. Il fatto è che serviamo, perché voliamo "gratis": controllo del traffico, sorvolo del corteo papale, soccorsi in montagna, trasporti urgenti di bimbi in fin di vita. Chiamano noi, perché non costiamo nulla. I nostri compiti sarebbero altri, ossia quelli di polizia economico-finanziaria. Ma quando serve, non ci tiriamo mai indietro". Non lo dice, ma si capisce: un aiutino servirebbe. Non è che mamma Provincia? (da.pa).

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NE LA PERVERSA ALLEANZA TRA POLITICA E BUROCRAZIA CHE HA FIN QUI TENUTO IN OSTAGGIO OGNI VERO (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere delle Alpi" del 21-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Ne la perversa alleanza tra politica e burocrazia che ha fin qui tenuto in ostaggio ogni vero cambiamento. Senza dimenticare che non si potrà parlare di federalismo pieno fino a che non si metterà mano anche alla parte istituzionale (cioè a chi quel diverso fisco dovrà gestire), scardinando l'impianto saldamente centralista di pesi e contrappesi che da anni sta paralizzando qualsiasi autentico rinnovamento. Il Capo dello Stato ha parlato chiaro a Venezia; con altrettanta lucidità verranno messi a fuoco i nodi di fondo nel convegno in programma domani a Padova, grazie a studiosi della materia di alto profilo, da Bertolissi ad Antonini, da Giarda a Bordignon. La legittima diffidenza sta nella sincerità degli applausi che hanno accolto e accoglieranno le loro parole. Perché se è vero che in questo Paese, come spiegava Gramsci, il vecchio è duro a morire, lo si deve a una strategia collaudata: anziché opporsi a viso aperto al nuovo, farlo passare per poi affossarlo sabotandolo dall'interno. Nel caso specifico, il punto critico del federalismo è semplice quanto delicato: riuscire a ridurre le spese dello Stato contestualmente al trasferimento di funzioni alle Regioni e ai governi locali, evitando duplicazioni di compiti e soprattutto di costi. Le premesse, purtroppo, sono tutt'altro che confortanti: negli anni, anzi nei decenni, nonostante il passaggio di competenze in periferia, sono aumentati i ministeri, è cresciuto l'organico degli enti centrali, la spesa pubblica lievita inesorabilmente malgrado il prelievo fiscale sia salito a livelli vergognosi soprattutto in rapporto alla qualità dei servizi resi. E continua a mancare un vero e severo controllo sulle uscite: è stata una fonte autorevole come il governatore della Banca d'Italia Mario Draghi ad aver denunciato, a fine maggio, gli imponenti flussi di spesa improduttiva che affluiscono al Sud, pari al 13 per cento del Pil del Mezzogiorno, e al 3 per cento di quello nazionale; a dispetto dei quali il divario rispetto al Nord oggi è superiore a quello di trent'anni fa. E sempre Draghi, parlando di federalismo fiscale, ha insistito sull'esigenza di legare la quantità delle risorse alla qualità dei risultati. Se perfino un istituto di solida tradizione centralista come Bankitalia sente il bisogno di queste sottolineature, significa che il passaggio di fase è davvero critico, e che occorre vigilare contro i talebani del vecchio apparato, presenti a Roma come in periferia. Non c'è bisogno di essere esperti di politica o di finanza, d'altra parte, per prefigurare uno scenario possibile a riforma attuata: se il cittadino vedrà l'odierno centralismo statale travasato in venti piccoli centralismi di periferia; se resterà vittima della medesima inefficienza dell'apparato pubblico; se pagherà più tasse per ricevere gli stessi mediocri servizi; allora si convincerà che il federalismo è un bidone, e proverà nostalgia del vecchio. Fenomeno non certo inedito in Italia: "Aridàtece er puzzone", si arrivò a dire rimpiangendo perfino Mussolini. Che non accada anche per la novità più dirompente della nostra storia nazionale: di puzza, ne abbiamo respirata fin troppa. Francesco Jori.

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Una vita spesa per i propri connazionali (sezione: Burocrazia)

( da "Libertà" del 21-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

La protesta: "Permessi di soggiorno e cittadinanza, burocrazia troppo lenta" "Come può il portavoce del questore affermare che la questura sta facendo tutto secondo legge, quando si consegnano permessi di soggiorno scaduti?". Se lo chiedeva alla fine del 2005 la presidente dell'associazione Esperanza, Luisa Fasano, alla vigilia della manifestazione davanti alla questura indetta per protestare contro le difficoltà incontrate dagli oriundi italo argentini nel rilascio dei permessi di soggiorno da parte degli uffici di viale Malta. La documentazione - passaggio necessario per iniziare le pratiche di riconoscimento di cittadinanza - arrivava con eccessivo ritardo, ovvero quando i permessi risultano essere già scaduti. L'associazione Esperanza, attraverso la presidente Luisa Fasano, sollecitava quindi la soluzione, una volta per tutte, del problema, che veniva definito in una nota consegnata alla stampa "gravemente lesivo di alcuni principi definiti a chiare lettere nella Costituzione Italiana, ma anche un segnale politicamente significativo, circa la disponibilità ad accogliere, in Italia, i figli di coloro le cui rimesse hanno sanato il bilancio di questo paese". Scriveva la Fasano preoccupata per la sorte dei suoi connazionali: "Chiediamo solo l'applicazione della legge e regolamenti, in primis la legge 5 del 1992 (che prevede il riconoscimento di cittadinanza per diritto di nascita) e la convocazione di una conferenza di servizi per velocizzare le pratiche". 21/09/2008.

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Abruzzo, nel turismo il rilancio economico (sezione: Burocrazia)

( da "Centro, Il" del 21-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Antonio Porto * Abruzzo, nel turismo il rilancio economico Il Paese, nonostante quello che dice il premier, è fermo a livello economico ed ha poche risorse per investire nel futuro. Per il rilancio economico uno dei settori è la cultura poiché fonte di attrazione del turismo e perché determina il valore aggiunto immateriale del prodotto italiano. L'Italia ha il 60/70% del patrimonio culturale. La storia ci ha lasciato un patrimonio che non si riesce a valorizzare. Per farlo occorre coniugare il sapere, la storia, le bellezze come carta di identità. Occorre valorizzare i beni culturali per farne un'occasione di crescita, per promuove il turismo di qualità, che può accettare costi più elevati, rispetto ai Paesi concorrenti, non solo perché può accedere a beni non riproducibili, ma perché riceve servizi di qualità. Per valorizzare i nostri beni culturali, però occorre: ridurre l'inquinamento, organizzare più razionalmente traffico e trasposti collettivi, migliorare la qualità dei servizi e la sicurezza, evitare gli svuotamenti dei centri storici, riqualificare le periferie. Il problema del governo delle città, prima di essere di natura economica è di tipo organizzativo: rimpallo di competenze, burocrazia. Un maggior coinvolgimento del privato consente di superare il problema delle risorse, purché ciò avvenga in un quadro chiaro di tutela degli interessi della collettività e di valorizzazione dei beni culturali. Il successo nel turismo dipende soprattutto dalla capacità di identificare i bisogni della clientela, di progettare e produrre beni e sevizi che soddisfino questi bisogni, di raggiungere i consumatori in modo rapido ed efficace, di identificare un marchio capace di attrarre. Se ogni italiano sa localizzare il Gran Sasso e conosce il laboratorio di fisica nucleare, pochi conoscono le nostre eccellenze storiche architettoniche, i centri pedemontani medioevali, i trabocchi, i servizi che i Parchi offrono, le attività culturali e gli eventi delle nostre città durante tutto l'anno, i convegni scientifici. Occorre pertanto scoprire nuovi settori di mercato con immaginazione e creatività, sapendo offrire nuovi beni, come quelli di tipo scientifico. La sfida è saper essere contemporaneamente glocal: globali e locali. Globali significa che l'offerta non si compone soltanto di mostre e concerti, ma anche di scienza, gastronomia, sport. Indica saper lavorare con tutti gli attori presenti in maniera efficace e senza preconcetti. Essere locali vuol dire comprendere la specialità del territorio in cui si opera è nel sapersi adattare promuovendo l'incontro dell'offerta con la domanda. Per ottenere questi risultati è necessario che la politica regionale voli alto, si svincoli dalla necessità di promuovere l'immagine di questo o quel partito o esponente politico, progetti un percorso diverso e strumenti più funzionali rispetto a quelli previsti dall'agenzia regionale per il turismo. Va individuato un manager qualificato per professionalità e non per appartenenza politica. C'è bisogno che faccia funzionare i canali nazionali ed esteri di comunicazione e di marketing, di ciò che è ritenuto più rilevante per l'immagine culturale del territorio abruzzese. Lo scopo finale è quello di creare una rete d'eventi che renda l'offerta turistica competitiva nell'arco di un intero anno. * Economista.

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"nel pubblico la salute non è un costo" (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 21-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina III - Palermo "Nel pubblico la salute non è un costo" Gli ospedalieri: qui arrivano pazienti che le cliniche non tratteranno mai "Gavette di anni contratti a singhiozzo ma non cambiamo" Hanno a che fare tutti i giorni con tantissimi pazienti, con i tagli previsti dal piano di rientro e con la burocrazia di un apparato sanitario che spesso non agevola il lavoro. Nonostante questo sono molti i medici che difendono la scelta del pubblico. Guido Gulisano è responsabile dell'ambulatorio per stranieri dell'ospedale Civico di Palermo. Quando si è laureato, nel 1975, ha scelto la specializzazione in Dermatologia e ha cominciato un tirocinio al pronto soccorso del Civico. Poi gli è stato affidato un incarico sempre nella stessa unità operativa e lì è rimasto per cinque anni. "Avevo un ambulatorio che gestiva i codici bianchi - racconta Gulisano - e lì arrivavano tantissimi extracomunitari. A un certo punto avevo preso una tale dimestichezza a trattare con loro che li mandavano appositamente da me". Adesso l'unità operativa di Medicina delle migrazioni conta tantissimi utenti che apprezzano il suo approccio amichevole. "Ho scelto apposta il settore pubblico - dice Gulisano - un'utenza di questo genere non andrebbe mai da medici privati". è una scelta consapevole anche quella di Fausto Di Marco, chirurgo di Villa Sofia: abilitato nel 1984, ha lavorato per sei anni alla clinica privata Torina, per poi cambiare rotta. "Alla Torina ho fatto molta esperienza - dice Di Marco - Ma lì, come credo nel privato in generale, c'è la filosofia di ottenere il massimo al minimo costo. Io prendevo circa 800 mila lire al mese che non mi bastavano neanche per le spese". Ma la sicurezza economica non è l'unico motivo per cui il chirurgo ha scelto di passare poi all'ospedalità pubblica. "In contesti del genere - dice - si è vincolati: se non hai ottimi rapporti con le persone che contano rischi di subire ostruzionismo sul lavoro". E infine, gli spazi: "Nel pubblico - conclude Di Marco - se sei bravo e ne hai la voglia puoi riuscire a conquistare i tuoi spazi e a lavorare al meglio". La stessa sicurezza che ha portato Ignazio Carreca, oncologo al Policlinico "a intraprendere una strada fatta di studio e sacrifici". Laureato nel 1969, un semestre prima del necessario, con una tesi che ha vinto il Premio Albanese, Carreca ha svolto l'attività di medico interno al Policlinico, "in modo del tutto gratuito per diversi anni", fino a quando nel 1974 ha vinto una borsa di studio che è stata prorogata fino al 1980. Nel 1983 Carreca è diventato professore associato nel settore disciplinare di Oncologia Medica e da allora "il lavoro all'ospedale non l'ho mai abbandonato". Non ha mai avuto tentennamenti neanche Paolo D'Angelo, direttore ad interim dell'unità operativa di Oncoematologia Pediatrica al "Di Cristina", ha scelto un percorso che già prima della laurea lo ha portato a frequentare il reparto, in cui è tornato dopo avere trascorso diversi anni in un altro ospedale pubblico. D'Angelo si è laureato nel 1985 a Palermo, mentre frequentava come interno la clinica pediatrica dell'Università all'Ospedale dei Bambini. "Devo l'interesse che ho provato fin dall'inizio - dice D'Angelo - alla professoressa Margherita Lo Curto, che mi ha guidato all'inizio della mia formazione". Poi è venuta la prima specializzazione in pediatria e le borse di studio (di sei mesi in sei mesi) grazie alle quali ha potuto lavorare nel reparto di Oncoematologia Pediatrica del San Gerardo di Monza. Nel ?91 vince un concorso a Villa Sofia, dove resta per dieci anni in Pediatria, e nel frattempo consegue la seconda specializzazione a Roma in Oncoematologia pediatrica. "è stato impegnativo, sia per la distanza che per le spese, ma era una cosa a cui tenevo tantissimo". Dal 2001 è al Di Cristina. "Ho sempre scelto di lavorare nel pubblico - dice D'Angelo - Non riesco ad intravedere un'altra possibilità assistenziale". Stessa risposta che dà Pietro Di Pasquale, primario di Cardiologia dell'Ingrassia. Dopo la laurea, nel 1974, e la specializzazione a Catania, Di Pasquale ottiene un incarico di assistente alla Clinica Medica che gli viene prorogato di sei mesi in sei mesi per sedici mesi. "All'epoca fece scalpore - racconta Di Pasquale - perché ero molto giovane. Ma già da studente, al quarto anno entrai come volontario". Nel ?77 il cardiologo vince un concorso per assistente di Medicina specialistica cardiologica all'ospedale di Partinico, da dove va via nel 1981 perché vince un concorso all'ospedale Ingrassia e perché viene minacciato. "Mi bruciarono la macchina - continua il medico - ed era chiaro che lì non potevo rimanere". Dal 1998 dirige il reparto di Cardiologia. "La salute delle persone non è un bene monetizzabile - conclude Di Pasquale - ho sempre creduto nel sociale e nelle istituzioni. Non ho mai lavorato nel privato e non credo che potre mai farlo". so.pa.

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Alleva api a San Siro Comune: sono pericolose Guerra di ricorsi al Tar (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-09-21 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE La storia Via Pollak, uno sciame ha invaso il giardino di un palazzo adiacente alle arnie Alleva api a San Siro Comune: sono pericolose Guerra di ricorsi al Tar "Lavoro qui da 40 anni". Protesta del quartiere Il sindaco, dopo la protesta dei residenti, ha emesso un'ordinanza in cui obbliga l'apicoltore a spostare l'allevamento La minaccia è in giardino, dietro una lastra di plexiglass verde sul cancello e una rete arrugginita. Non aprite quella porta o troverete regine, fuchi e operaie. Centinaia di api. Colonie da miele in un villaggio di sei alveari multicolore, arnie di legno giallo-arancio. La minaccia è uno sciame frenetico come una fabbrica, ronza e va contenuto, sempre. E invece il 30 marzo scappa e vola sull'albero del vicino. Apriti cielo: l'amministratore chiama l'Asl e il servizio di sanità animale riscontra "gravi inconvenienti per l'incolumità e la salute pubblica" in un contesto "fortemente urbanizzato " (7 aprile). Il sindaco Letizia Moratti capisce il pericolo ed emette un'ordinanza "contingibile e urgente" (9 maggio). Tre giorni dopo l'avvocatura notifica il provvedimento: "Rimozione permanente delle arnie". L'ordine arriva a Salvatore Minniti, apicoltore professionale da 40 anni che non ci pensa proprio a smettere per decreto. Lui ricorre al Tar, la giunta si costituisce a giudizio il 27 agosto. Non c'è miele in questa storia: è una battaglia legale vera e dura, tocca soldi e sentimenti. Burocrazia, tradizione e salvaguardia della specie. Dove osano le api. Via Leopoldo Pollak, casa bassa al 3, strada all'incrocio con via Novara. Quartiere residenziale, San Siro alto-borghese con uno spigolo di Meazza sullo sfondo, l'insegna di una farmacia e l'Esselunga davanti, il cartello di un'agenzia che affitta trilocali arredati nel palazzo con campetto da calcio sintetico in cortile. è questo scorcio di città la trincea di Minniti e la legge la sua difesa, già agli atti del ricorso. La norma salvafuchi è datata 24 dicembre 2004: l'apicoltura è "attività di interesse nazionale, utile per la conservazione dell'ambiente naturale, dell'ecosistema e dell'agricoltura in generale ". Mica poco. E poi l'allevamento è "regolarmente denunciato al Dipartimento di prevenzione veterinario dell'Asl", una cinquantina di arnie che in 40 anni ha ridotto a sei. Spostarle? Impossibile e dannoso, "un pregiudizio alla qualità e alla produttività dell'insediamento costituito da api genealogicamente selezionate". Maledetta primavera, quel 30 marzo. Fino ad allora, scrive nel ricorso al Tar l'avvocato delle api, Vincenzo Blaga, "nessuno ha mai avanzato proteste né lamentato inconvenienti". Ecco, il 30 marzo è il giorno dello sciame e l'allarme stavolta c'è. Il vicino chiama l'Asl e l'apicoltore Minniti denuncia il "travisamento dei fatti". Tre i motivi. Primo: le sciamature, due o tre l'anno, sono fenomeni "normali ". E poi: nelle 48 ore successive alla partenza, le api sono inoffensive, non possono pungere, hanno il sacco melario pieno di provviste. Terzo e ultimo: lui, Minniti, ci ha messo un attimo a recuperare "con facilità" le sue api sull'albero del vicino. Tanto rumore per nulla, forse. Il Tar si riunisce il 24 luglio: Minniti chiede di sospendere il provvedimento del Comune ma il giudice dà ragione alla Moratti, l'apiario è "fonte di pericolo per la salute pubblica", le arnie vanno "trasferite altrove ", in via Pollak scatta il "divieto di detenzione". Le casse di legno giallo-arancio, per ora, sono ancora in giardino. Scrive ancora l'avvocato delle api: "Allarme ingiustificato", "eccesso di potere" del sindaco, "grave ed irreparabile pregiudizio". Non che questi siano tempi da caccia alle api. C'è già la peste dei pesticidi in campagna a farne strage tra Milano e Lodi, dice Armando Lazzati, di Apilombardia. è una morìa silenziosa: le colonie sono state decimate del 40 per cento nel 2008, la produzione di miele è crollata del 30 per cento rispetto al 2007. Minniti resiste e ieri era ancora al mercato con i suoi vasetti fatti in casa. Il pensionato Renesto Rensi vive al 5 di via Pollak: "Ho dovuto alzare la siepe, ogni tanto mi entra un'ape in salotto, ma non siamo mai stati punti. Per fortuna". Armando Stella Api nel quartiere L'allevamento delle api si trova al numero 3 di via Pollak, strada chiusa che si apre da via Novara all'altezza dello stadio di San Siro (Foto Del Puppo).

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<Industria e innovazione, assessore unico> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Alto Adige" del 21-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-09-21 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE La futura giunta Calò e Repetto (Pd): "Necessaria una leadership coraggiosa". Janes (Pdl): "Ridate quel posto agli italiani" "Industria e innovazione, assessore unico" Candidati concordi: "La Provincia intervenga con decisione nelle crisi aziendali" Artioli (Lega): "Spazio ai privati in tutti i campi" Dello Sbarba (Verdi): "L'ente pubblico legiferi e vigili, nulla di più" BOLZANO - Il mondo politico, per contrastare la crisi dell'industria locale, ritiene fondamentale ricreare un assessorato provinciale all'industria runificato con il settore innovazuione, magari con un'alternanza tra gruppo linguistico italiano e tedesco. Questo, in estrema sintesi, il pensiero comune, e trasversale, che emerge, seppur con le debite differenze, dagli interventi dei candidati alle Provinciali 2008 Pietro Calò (Pd), Barbara Repetto (Pd), Alex Janes (Pdl), Sandro Repetto (Udc), Elena Artioli (Lega) e Riccardo Dello Sbarba (Verdi). Ad aprire il dibattito è stata l'analisi sugli articoli di fondo del Corriere dell'Alto Adige di ieri e di venerdì sull'assenza dei temi economici dal dibattito elettorale. Se l'export altoatesino cresce ma rimane basso rispetto alle regioni limitrofe, le aree industriali di Bolzano subiscono dismissioni a ripetizione, se Assoimprenditori lancia l'allarme sui redditi del ceto medio, se la Provincia continua ad essere proprietaria o azionista di riferimento di decine di aziende è inevitabile pensare che il tema vada affrontato politicamente. Per Pietro Calò "la crisi dell'industria a Bolzano coincide con la crisi di un settore, il manifatturiero, che però richiederebbe un intervento della Provincia nella fase di gestione delle chiusure e successive reindustrializzazioni. è un diritto degli italiani candidarsi ad assessorati di peso ". Per Barbara Repetto si tratta della "crisi di un settore che si sta modificando, di grandi industrie destinate a ridimensionarsi migliorando la tecnologia. Le fabbriche stanno perdendo la propria componente industriale, ma è l'industria ad incidere sul Pil, creando occupazione. Serve una leadership politica più coraggiosa anche del gruppo italiano". Per Elena Artioli invece "la crisi è determinata dalla pressione fiscale, limitando quella, e quindi detassando all'origine, si rimette in circolo l'economia". "La crisi è determinata dalla mancanza di idee, di un orientamento preciso. Le industrie tradizionali vanno riconvertite, un assessore all'industria con idee chiare, capace di far tornare la Provincia l'organo che legifera e non quello che possiede aziende è per noi fondamentale, indipendentemente dall'appartenenza ad un gruppo linguistico o ad un altro" interviene Riccardo Dello Sbarba. Alex Janes, senza mezzi termini, chiede: "Qual è la politica industriale della Provincia? Non è chiaro chi sia l'assessore all'industria , chi la gestisca. Fu sbagliato smembrare l'assessorato, come accadde cinque anni fa, ora è giusto fare chiarezza sulla ripartizione, và ricreato l'assessorato di riferimento e per la prossima legislatura è giusto che la competenza sia del gruppo italiano". Più morbido Sandro Repetto, che non ha visto negativamente in sè lo "spacchettamento " di innovazione e industria, ma le modalità con cui è stato effettuato: "Assessorato all'innovazione non significa nulla, il vecchio assessorato quello precedente, andava cambiato, reinterpretato ". Un altro interrogativo, posto ai candidati, è relativo alla necessità della Provincia di privatizzare o consentire l'ingresso dei privati nelle "sue" aziende. Per Sandro Repetto "sono necessari dei tagli per alleggerire; alla Sel per esempio, era fondamentale che entrassero i privati, ma a che prezzo?". "La Provincia deve alleggerire la sua presenza in questo tipo di proprietà, ma non abbandonare" secondo Calò. "La Provincia dovrebbe accorpare alcune società, ora sono troppe, creano solo un eccesso di burocrazia, inoltre ho una visione liberale del mercato, la mano pubblica piace solo fino ad un certo punto" dichiara Janes. Lo slogan di Artioli, mutuato dalla Lega è "Più privato e meno pubblico", mentre Barbara Repetto interviene su un altro tema centrale della politica economica locale: il ruolo di Business location SÜdtirol. "Creerà un raccordo fra le aziende giocando un ruolo fondamentale". Per Dello Sbarba: "La Provincia deve dare regole chiare, deve recuperare il dovere di legiferare, facendosi da parte come imprenditrice, ruolo, quest'ultimo che non le spetta, penso alle terme di Merano, pubbliche, che fanno concorrenza al privato, inoltre deve investire nel settore ambientale". Investimenti nel settore ambientale, con la riconversione sono il leit motiv anche dell'intervento di Calò che aggiunge un elemento: "Crediamo nell'importanza delle energie rinnovabili e del nucleare di quarta generazione, sui temi dell'energia assistiamo ancora oggi a troppa demagogia ". Janes muove infine una critica alla Svp: "Ha favorito lo sviluppo periferico dell'economia nella valle dell'Adige, dove i territori sono vocati più ad un approccio naturalistico meno intensivo, rischiando di peggiorarli, e si è dimenticata di Bolzano dove l'industria è prevalentemente in mano italiana". Infine il tema del lavoro:la maggior parte dei dipendenti messi in mobilità negli ultimi anni si trova nel capoluogo. "Un loro riassorbimento è possibile solo con l'aggiornamento e la formazione e premiando con contributi la nascita di nuova imprenditoria, come le cooperative create proprio dai perdenti posto" conclude Barbara Repetto. Marianna Bonso L'accusa "Sviluppo privilegiato nella valle dell'Adige Bolzano penalizzata" La proposta "Lavoratori senza posto? La formazione unica chance di reimpiego" Depauperata La Zona produttiva di Bolzano Sud: l'industria tradizionale è in forte crisi.

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<No ad aziende poco qualificate> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Alto Adige" del 21-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: 1AECONOMIA - data: 2008-09-21 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Giornata dell'artigianato Fritz: tuteliamo la qualità. Munter: rispettino le regole o vadano via "No ad aziende poco qualificate" L'Apa: sì solo a stranieri preparati, la Provincia ponga limiti Il presidente: "Orari flessibili e innovazione Le parti sociali dialoghino" Il direttore: "L'autonomia fiscale è l'unica chance" BOLZANO - Gli artigiani sono stanchi di tasse e vessazioni e chiedono impegni concreti al governo Berlusconi e alla prossima giunta provinciale, anche sui limiti da porre ad aziende di stranieri "poco qualificati". Tradizionale giornata dell'artigianato, ieri, nell'ambito del programma di contorno della Fiera d'Autunno (che si chiude oggi). Esplicito Herbert Fritz, presidente del-l'Apa, nel suo discorso introduttivo: "Dobbiamo lottare contro una svalutazione della formazione artigianale tradizionale e impedire che persone sottoqualificate di altri Paesi possano abbassare l'apprezzato livello dell'artigianato altoatesino costituendo aziende poco serie. è compito della politica garantire le necessarie limitazioni". Fritz esamina anche la situazione congiunturale difficile dell'Italia e dell'Alto Adige: "C'è bisogno di modelli flessibili di orari lavorativi, di un dialogo con le parti sociali che tengano conto delle esigenze delle Pmi, di forme moderne di finanziamento e distribuzione dei rischi tra artigiani e banche". Richiamo perentorio agli artigiani: "C'è bisogno di formazione lungo tutto l'arco della vita. Per questo oggi l'artigianato è il maggior formatore a livello provinciale e dà assistenza a oltre 30mila persone". La voglia di fare impresa viene meno? Fritz ammette: "Forse manca la scoperta del senso della propria azione, la realizzazione della propria creatività, la realizzazione delle proprie visioni". Ma le colpe, secondo lui, non sono solo dei giovani e aspiranti imprenditori: "La politica zoppica dietro le necessità del nostro tempo e le sfide di un libero mercato, ostacolando di fatto la sopravvivenza degli imprenditori con leggi insensate, avulse dalla realtà, con una burocrazia eccessiva che è sfuggita di mano". Pungente Hanspeter Munter, direttore dell'Apa, che prova a caricare gli artigiani: "Siamo al vitamina C dell'Alto Adige, ma i momenti bui che ciascuno di noi attraversa sono tanti. Cosa ci opprime? I soldi. Meno ricavi, meno utili, troppi debiti. Siamo bravi, dovremmo saperlo, ma ci vendiamo male. Dobbiamo imparare a innovare, a curare il marketing, a cooperare con altre aziende. Sviluppare nuovi prodotti, trovare nuovi mercati, dare sostanze alle aziende: questa è la nostra risposta alla globalizzazione". E il ruolo della politica? Munter ha le idee chiare: "L'autonomia fiscale all'Alto Adige sarebbe una risposta. Ho fatto quattro conti. Oggi in Italia le tasse si pagano tra il 23 ed il 5%. Se in Alto Adige applicassimo il 20%, con un Pil reale di 20 miliardi di euro prodotti, avremmo 4 miliardi di gettito fiscale, al quale dobbiamo aggiungere le imposte sul valore aggiunto. Arriveremmo ai 9 miliardi di euro che sono l'attuale bilancio provinciale". Munter torna sul tema delle aziende di stranieri: "Sono nostri concittadini e ne abbiamo bisogno. Ma dobbiamo stabilire noi quanti possiamo ospitarne e quali requisiti professionali devono avere per lavorare qui. Devono rispettare le nostre regole, o è meglio che vadano via". Cauto il Landeshauptmann Luis Durnwalder nel suo intervento: "L'autonomia fiscale ci darà la possibilità di spiegare ai cittadini che le tasse si aumentano solo se c'è un obiettivo da realizzare. La vostra forza? La formazione duale, unica in Italia, della quale siamo fieri". Felice Espro Pungente Il presidente degli artigiani dell'Apa, Herbert Fritz.

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OTTAVO COLLE Una selva oscura Scr (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)" del 21-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Ivo per denunciare lo stato indecente e vergognoso di abbandono di alcuni giardini del municipio XI. In particolare, alludo all'ormai impenetrabile selva di via A. di Bonaiuto (zona Ottavo Colle) nella quale le fronde dei pini e di altri alberi si spezzano e cadono sotto il loro stesso peso. Per non parlare poi dell'incuria dei pini che insistono nelle aree spartitraffico di via di Vigna Murata. Oltre ad una questione estetica, si parla di sicurezza per i rami che si staccano e piombano, all'improvviso, nell'area stradale. Sig. Catarci, presidente del municipio, crede che i suoi uomini possano intervenire presto? Vincenzo Leuter BUROCRAZIA LUMACA Rinnovo patente, odissea per i disabili Sono un trapiantato di rene e pertanto portatore di handicap e volevo segnalarvi un disservizio che vivono sulla loro pelle tutti coloro che, loro malgrado, sono costretti come me a rinnovare la patente di guida ogni due anni. Come accade da ormai 13 anni, contatto la sede di competenza della Asl Rm in via Arimondi (Commissione Medica Roma 3) per informarmi sulle modalità di rinnovo della patente. Telefonicamente mi viene riferito che l'ufficio si è trasferito in via S.Benedetto del Tronto 9, tel. 435398020 e che gli appuntamenti si possono prendere sul posto il martedi e il giovedi dalle 14 alle 16,30. Non essendo riuscito a parlare con nessuno a questi recapiti telefonici (il telefono risulta staccato, quando è libero non risponde nessuno) decido di recarmici, prendendo 2 ore di permesso lavorativi, il 9 settembre. Al mio arrivo alle 13,25 trovo una situazione di caos totale, gente che litigava per la disputa della precedenza a ritirare i 70 numeri che, come viene scritto sul cartello all'interno delle'edificio, "verranno distribuiti a partire dalle ore 14". Di numeri disponibili non ve ne era traccia, il personale era "barricato al di là della porta" e pertanto ho pensato di limitare i danni tornando al lavoro con il proposito di tornare il giovedì in tarda mattinata per poter sperare di rientrare nei 70 fortunati. L'11 settembre prendo un altro permesso lavorativo e mi reco nuovamente alle ore 12 all'ufficio preposto, qui vengo a scoprire che è vero che i numeri vengono distribuiti dalle ore 14 ma è anche vero che gli astanti sono arrivati ad ore antelucane per organizzarsi in maniera autonoma e distribuire dei pre-biglietti che stabilissero la precedenza per ritirare i numeretto di prenotazione. Visto che le persone erano molto inferocite sono stato costretto mio malgrado a tornare nuovamente al lavoro con il fermo proposito di tornare il martedì successivo ad un'ora "notturna". Il 16 mi sono presentato alle 5,45 del mattino e ad aspettare ho trovato altri 8 poveri "cristi" che avevano il mio stesso problema. Tra noi e chi arrivava alla spicciolata è nata quella simpatia e solidarietà di chi si sente vessato ed umiliato. E pertanto in modo autarchico abbiamo creato un blocchetto di numeri che andava sino a 70 e lo abbiamo distribuito sino alle 7,20 (eravamo arrivati a 26 persone) ora in cui siamo tornati tutti alle proprie occupazioni, chi al lavoro chi ha portare i figli a scuola, tranne una persona che si è resa disponibile a rimanere sul posto fino all'esaurimento della distribuzione dei numeretti da noi creati. Ed è grazie a questa sorta di autogestione che ci siamo ripresentati verso le 12 per continuare a "picchettare" la fila ed attendere che alle 14 l'impiegato, scortato da un vigilante, cambiasse i nostri numeri con quelli ufficiali. Inutile dire che nel frattempo molte persone, non informate correttamente, si sono presentate sperando di accedere ai servizi promessi e che, come era successo a me la settimana prima, sono tornati a casa con le pive nel sacco ed una grande rabbia nel cuore. Dopo il danno (3 permessi di lavoro consecutivi di due ore) è arrivata la beffa: l'impiegata mi programma l'appuntamento per il 26-11-2008 nonostante che la mia patente scada il 30-10-2008. Alle mie rimostranze la signora mi ha candidamente detto che per un mese non avrei potuto guidare la macchina! Mi è crollato il mondo addosso, tenendo presente che in casa abbiamo solo 1 macchina e che mia moglie anche lei portatore di handicap non guida, oltre al fatto che la scuola dei miei figli, uno di 9 mesi e l'altro di 3 anni, dista 10 km da casa mia e che per arrivare al lavoro ne percorro altri 5. Non ci potevo credere: un mese in cui venivo privato della libertà di movimento, neanche fosssi un deliquente, non ho carichi pendenti, mai fatto uso di stupefacenti o di alcol, il mio rispetto per il codice della strada è massimo. A questo punto mi chiedo e vi chiedo cosa altro puo fare un cittadino che si presenta con quasi due mesi di anticipo sulla scadenza della patente di guida? A parte perdere molte ore di lavoro (che nessuno mi ripagherà) per riuscire a poter prenotare una visita medica, a parte l'umiliazione di esser costretto a fare la fila all'addiaccio alle 5 della mattina per sperare di non azzuffarsi per contendersi un pezzetto di carta con un numero che vale oro? Siamo in una situazione da terzo mondo nella quale non solo non si rispetta la dignità del cittadino, peraltro invalido, ma non si dà nessun valore al rispetto e all'onestà delle persone. Che colpa abbiamo noi se una struttura pubblica non è in grado di razionalizzare ed organizzare in modo più civile un servizio dovuto alla cittadinanza? Aldo Teoli.

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Federalismo il gioco si fa duro - francesco jori (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino di Padova, Il" del 21-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Prima Pagina FEDERALISMO IL GIOCO SI FA DURO FRANCESCO JORI Non è questione di diottrìe. La Costituzione dev'essere presbite e non miope, come suggerito giovedì a Venezia dal presidente Napolitano parlando di federalismo? Il guaio è che non ci vede proprio, tarpata com'è dalla benda impostale dal centralismo imperante dall'unità d'Italia, e sopravvissuto anzi consolidato malgrado tre cambi radicali della forma istituzionale, dalla monarchia al fascismo alla Repubblica. E nulla autorizza a illudersi che i suoi trinariciuti pretoriani siano disposti a consegnare le armi: al contrario, il gioco si fa duro proprio adesso che il Parlamento sta per sdoganare la riforma della parte fiscale. Dove le resistenze non si scateneranno certo in aula, ma nella strategica partita che si aprirà subito dopo, con i decreti di attuazione e con i regolamenti: quando entrerà in funzione la perversa alleanza tra politica e burocrazia che ha fin qui tenuto in ostaggio ogni vero cambiamento. Senza dimenticare che non si potrà parlare di federalismo pieno, fino a che non si metterà mano anche alla parte istituzionale (cioè a chi quel diverso fisco dovrà gestire). SEGUE A PAGINA 12.

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Asta annullata per 0,4 centesimi (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 21-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

IL TAR SULL'AMIAT PARADOSSI BUROCRATICI Asta annullata per 0,4 centesimi [FIRMA]RAPHAËL ZANOTTI I millesimi di euro, manco esistono nella realtà. A nessuno è mai passato per l'anticamera del cervello di creare una moneta del genere. E d'altra parte, quanto valgono quattro millesimi di euro? Meno della metà di quel pusillanime di cent che sopravvive nascosto negli anfratti del nostro portafogli. Sette lire. Ecco, appunto. Di che stiamo parlando? Eppure, per quanto virtuali, quattro millesimi di euro sono stati capaci di infilarsi negli ingranaggi della burocrazia nostrana e bloccarla: hanno fatto saltare un appalto da 883.650 euro, hanno foraggiato diversi studi legali, hanno impegnato i giudici del Tar (mentre lo Stato pagava i loro stipendi) e lasciato famiglie di custodi e guardie giurate appese a un filo. Quattro millesimi. Sette lire. Un mondo che cambia. L'anomalia nel sistema ha una sigla: 2007/S 244-297401. Per i comuni mortali, il bando di gara dell'Amiat per l'affidamento dei servizi di vigilanza e portierato di tutte le sedi dell'azienda multiservizi: via Germagnano, la discarica di Basse di Stura e gli uffici di via Giordano Bruno e via Gorini. Un affare da oltre 880 mila euro, appunto. La gara è stata esperita, come si dice in questi casi, il 18 febbraio scorso. Due soli partecipanti: la Allsystem e la Ive Detectives Agency. Il 7 marzo, c'era già un vincitore: la prima. La Ive Detectives è stata esclusa per i famosi quattro millesimi. Bisogna raccontarla, la storia di questi spiccioli virtuali. Quando la commissione dell'Amiat ha aperto le buste delle due società, si è trovata davanti alla stessa offerta: 852.150 euro. Facile che succedesse. Le due partecipanti non potevano scendere oltre. Un decreto prefettizio, infatti, impone un minimo tabellare per la retribuzione delle guardie giurate, gente che comunque va in giro armata. Pagarle meno significherebbe risparmiare sulla loro formazione, dunque sulla sicurezza di tutti. Scendere sotto la cifra di 852.150 euro, dunque, significava essere esclusi, fuori dai giochi. Ma quindi come ha fatto l'Amiat a stabilire il vincitore? Semplice, ha fatto due calcoli. La Ive Detectives ha dichiarato un ribasso d'asta del 2,5724576%. Sette cifre decimali. La Allsystem, meno pignola, si è fermata a sei: 2,572457%. Applicando il ribasso, all'Amiat è risultato che l'offerta della Ive Detectives fosse di 852.149,996 euro, quella della Allsystem di 852.150 euro tondi. La Ive Detectives aveva sì offerto meno (e dunque in teoria aveva vinto), ma è stata esclusa perché quelle virtuali sette lire (su un appalto da un miliardo e mezzo) sforavano i limiti del decreto prefettizio. L'appalto è andato alla Allsystem. Figuratevi come l'hanno presa alla Ive Detectives. È subito partito un ricorso al Tar e per mesi la società ha combattuto la sua battaglia legale su un'evidenza fin troppo evidente per la gente della strada: non si può perdere una gara che significa soldi e decine di posti di lavoro per quattro millesimi di euro che nessuno sa neppure come son fatti. Alla fine la Ive Detectives ha avuto ragione. Il Tar ha stabilito che, al di là delle cifre decimali, le due offerte erano identiche. Ha annullato la gara, ha fatto pagare le spese legali all'Amiat (3500 euro) e ha riportato tutti con i piedi per terra. Il che, ovviamente, significa proroga del servizio all'azienda che lo svolgeva anche prima, nuova gara e relativi costi. Dove son finiti i quattro millesimi di euro? Qualcuno ancora li cerca negli ingranaggi.

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Il gruppo di Protezione civile evitala caduta di un albero in fiamme (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 21-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Bompensiere Il gruppo di Protezione civile evita la caduta di un albero in fiamme San Cataldo. Sono cominciati i lavori per il ripristino dell'erogazione idrica negli spogliatoi e di una ventina di metri del muro di sostegno tra la rete di recinzione del terreno di gioco e la gradinata del "Valentino Mazzola", franato lo scorso anno, costringendo l'ufficio tecnico ad emettere il provvedimento di inagibilità dell'intera gradinata con disagi per gli sportivi. All'inizio di quest'anno, con determinazione del sindaco Giuseppe Di Forti era stata approvata la perizia dei lavori per la manutenzione straordinaria dello stadio comunale, con particolare riguardo al ripristino del muro della gradinata. La perizia, redatta dall'ufficio tecnico comunale, prevede una spesa di 54 mila euro. I lavori, nel mese di giugno, vennero affidati all'impresa di Rosario Guarneri, ma, a causa dei tempi lunghi della burocrazia e le ferie estive, i lavori sono iniziati in settimana e dovrebbero essere conclusi entro tre mesi, anche se l'impresa potrebbe completarli in anticipo. I lavori, come detto, riguardano il ripristino del muro di sostegno della gradinata, crollato nell'estate dello scorso anno a seguito delle piogge torrenziali con la conseguenza che l'ufficio tecnico comunale dovette dichiarare inagibile l'intera gradinata, per cui gli spettatori sono costretti ad assistere alle partite dalla gradinata che si affaccia in via Pirandello e dalla tribuna coperta che è disagevole, poichè, nel pomeriggio, è colpita dai raggi solari. Saranno sistemati, anche, gli spogliatoi e il settore dei servizi igienici, riservati agli spettatori. A. C.

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"Una cabina di regia al servizio dell'intero territorio" (sezione: Burocrazia)

( da "RomagnaOggi.it" del 21-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

20.48 (Ultima Modifica: 21 settembre 2008) La Camera di Commercio, si sa, è una istituzione complessa: deve promuovere un sano sviluppo, coniugare cooperazione e competizione, semplificazione e qualità, protagonismo dei singoli e capacità di visione sociale, localismo e globalizzazione, specificità economiche e coesione territoriale. Quale espressione diretta delle categorie economiche deve rappresentare un tavolo di mediazione e concertazione per la tutela degli interessi generali dell'economia e progettare iniziative per le imprese e le infrastrutture per lo sviluppo dell'economia della provincia. Si tratta di un compito non facile perché deve coniugare capacità di iniziativa propositiva autonoma e, nello stesso tempo, collaborare con tutte le istituzioni. Deve anche, per quel che sarà possibile, stimolare le imprese ad innovarsi e guardare, sempre di più, alle nuove opportunità, piuttosto che alle criticità. In questi frangenti difficili, per l'economia, pur in una realtà avanzata come la nostra, c'è un sentire diffuso che chiede una marcia in più, alle diverse istituzioni. In effetti oggi non si può più vivere di rendita. Occorre introdurre elementi di innovazione che riguardino le imprese, ma anche tutti gli altri soggetti: ad esempio le istituzioni elettive ma anche il mondo del credito. Ognuno deve fare la propria parte. Le imprese devono investire nella ricerca e nell'innovazione in senso lato per promuovere nuovi prodotti, rendendoli completi e competitivi. Essendo la piccola dimensione delle imprese un ostacolo, occorre uno sforzo, anche culturale, per operare in modo nuovo tramite reti di imprese e filiere. Le istituzioni devono fare uno sforzo vero per semplificare la burocrazia, che rappresenta un serio freno allo sviluppo, e facilitare la nascita di nuove imprese, soprattutto nei settori innovativi. Le banche, dal canto loro, dovrebbero fare nuovi sforzi per valutare e premiare i progetti imprenditoriali qualitativi, in virtù di una ricaduta sullo sviluppo del territorio. Dal canto mio posso assicurare il massimo impegno per realizzare gli obiettivi che fisseremo nel programma di mandato 2008-2013. Con l'aiuto di tutti sono certo che potremo fare un buon lavoro, a tutela degli interessi diffusi. Tiziano Alessandrini Presidente della Camera di commercio di Forlì-Cesena.

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Due ministri aiuteranno l'olimpionica di San Martino (sezione: Burocrazia)

( da "Cittadino, Il" del 22-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

N Anche i ministri Tremonti e Brunetta hanno promesso il loro interessamento per risolvere il caso di Maria Poiani. La nuotatrice di San Martino, medaglia d'oro alle Paralimpiadi, per colpa della burocrazia ogni giorno deve fare 85 chilometri per andare al lavoro da Bergamo a Lodi nonostante sia non vedente. A protestare sono i suoi colleghi della Ragioneria territoriale.a pagina 7.

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Segue dalla prima pagina Regione che vai, scuola che trovi, in (sezione: Burocrazia)

( da "Leggo" del 22-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Segue dalla prima pagina Regione che vai, scuola che trovi, insomma. Il caso più clamoroso è proprio quello siciliano, dove non si riescono a trovare tre insegnanti, di cui uno di sostegno, disposti ad accettare la cattedra di Marettimo. Oggi i genitori degli studenti chiederanno al sindaco Lucio Antinoro di farsi promotore di un incontro con il Provveditore agli studi di Trapani e, in segno di protesta, porteranno i loro figli in un'altra scuola, a Favignana, mezz'ora di navigazione da Marettimo. "La burocrazia sta bloccando tutto: il sistema nomine è così complicato - spiegano le mamme - da negare un diritto fondamentale a 15 bambini, la cui unica colpa è vivere in un'isola minore del Mediterraneo". Problemi diametralmente opposti nella scuola "IV Novembre" di Albate, una frazione di Como, dove i genitori e gli insegnanti hanno segnalato al Provveditorato che la preside, nell'organizzare le lezioni, dovendo gestire un parco insegnanti più che abbondante, ha pensato di far ruotare le docenti in base alle materie, fino al paradosso di nove maestre per una sola classe. Sul caso si stanno preparando interrogazioni parlamentari. Joshua Evangelista.

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Come cambia l'esistenza nel xxi secolo - ulrich beck (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 22-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cultura Come cambia l'esistenza nel XXI secolo Nel nuovo saggio "Conditio Humana" il sociologo approfondisce la tesi di una società globale esposta a minacce impossibili da arginare D'ora in poi nulla di ciò che accade nel mondo è un evento soltanto locale La situazione di ogni singola etnia ci riguarda e dobbiamo farcene carico ULRICH BECK Dal nuovo saggio di , "Conditio humana. Il rischio nell'età globale" (Laterza, pagg. 416, euro 18), anticipiamo parte di un capitolo Viviamo in una società mondiale del rischio, non solo nel senso che tutto si trasforma in decisioni le cui conseguenze diventano imprevedibili, o nel senso delle società della gestione del rischio, o in quello delle società del discorso sul rischio. Società del rischio significa, precisamente, una costellazione nella quale l'idea che guida la modernità, cioè l'idea della controllabilità degli effetti collaterali e dei pericoli prodotti dalle decisioni, è diventata problematica; una costellazione nella quale il nuovo sapere serve a trasformare i rischi imprevedibili in rischi calcolabili, ma in questo modo a sua volta produce nuove imprevedibilità, ciò che costringe alla riflessione sui rischi. Attraverso questa "riflessività dell'incertezza" l'indeterminabilità del rischio nel presente diventa per la prima volta fondamentale per l'intera società, sicché dobbiamo ridefinire la nostra concezione della società e i nostri concetti sociologici. Nello stesso tempo la società mondiale del rischio genera una "spinta cosmopolitica", ad esempio nel confronto storico con l'antico cosmopolitismo (Stoà), con lo jus cosmopoliticum dell'illuminismo (Kant) o con i crimini contro l'umanità (Hannah Arendt, Karl Jaspers): i rischi globali ci mettono a confronto con "l'altro", apparentemente escluso. Essi abbattono i confini nazionali e mescolano l'indigeno con l'estraneo.(...) Entrambe le tendenze ? la riflessività dell'incertezza e la spinta cosmopolitica ? sono riconducibili a un meta-mutamento complessivo della "società" nel XXI secolo: a) le messe in scena, le esperienze e i conflitti del rischio mondiale compenetrano e modificano i fondamenti della convivenza e dell'agire in tutti gli ambiti, a livello nazionale e a livello globale; b) dal rischio mondiale si può evincere la nuova forma di rapporto con le questioni aperte, il modo in cui il futuro viene integrato nel presente, quali forme assumono le società ad opera dell'interiorizzazione del rischio, come si trasformano le istituzioni esistenti e quali modelli organizzativi finora sconosciuti si creano; c) ora, da un lato, vengono in primo piano i grandi rischi (non voluti), come il mutamento climatico; dall'altro, l'anticipazione delle minacce di nuovo tipo provenienti dagli attacchi terroristici (voluti) crea una costante aspettativa pubblica; d) si compie un mutamento culturale generale. Nasce un altro modo di intendere la natura e il suo rapporto con la società, ma anche di intendere noi e gli altri, la razionalità sociale, la libertà, la democrazia e la legittimazione ? e perfino l'individuo. (...) Il significato onnicomprensivo del rischio mondiale ha conseguenze molto rilevanti, poiché ad esso si lega un intero repertorio di nuove rappresentazioni, timori, paure, speranze, norme di comportamento e conflitti di fede. Queste paure hanno un effetto collaterale particolarmente fatale: le persone o i gruppi che diventano (o sono fatti diventare) "persone a rischio" o "gruppi a rischio" sono considerati come non-persone, i cui diritti fondamentali sono minacciati. Il rischio separa, esclude, stigmatizza. Si formano così nuovi confini della percezione e della comunicazione ? ma nello stesso tempo vengono anche compiuti sforzi che travalicano i confini per risolvere problemi sottoposti per la prima volta a un'influenza pubblica. Di conseguenza, la messa in scena del rischio mondiale dà luogo a una produzione e costruzione sociale della realtà. Il rischio diventa così la causa e il medium della riconfigurazione della società. Ed è strettamente connesso alle nuove forme di classificazione, interpretazione e organizzazione della nostra vita quotidiana, al nuovo modo di mettere in scena e di organizzare, di vivere e di configurare la società in riferimento al presente del futuro. ** * Il salto dalla società del rischio alla società mondiale del rischio può essere chiarito richiamandosi a due testimoni: Max Weber e John Maynard Keynes, i classici della sociologia e dell'economia moderne. In Max Weber la logica del controllo vince nel confronto moderno con il rischio, e vince in modo così irreversibile che l'ottimismo culturale (Kulturoptimismus) e il pessimismo culturale (Kulturpessimismus) vengono riconosciuti come due lati della medesima dinamica. In forza del dispiegamento e della radicalizzazione dei princìpi basilari della modernità, e in particolare della radicalizzazione della razionalità scientifica ed economica, incombe un regime dispotico, come conseguenza, da un lato, dello sviluppo della democrazia moderna e, dall'altro, del trionfo del capitalismo orientato al profitto. Speranza e preoccupazione si condizionano a vicenda: dal momento che le incertezze e gli effetti collaterali imprevisti e non voluti prodotti dalla razionalità del rischio non cessano di essere affrontati "ottimisticamente" grazie a un incremento della razionalizzazione e della logica del mercato, la preoccupazione di Weber non riguardava ? a differenza di Comte e Durkheim ? la mancanza di ordine e integrazione sociale. Egli non temeva il "caos delle incertezze" (come Comte). Al contrario, egli vedeva e affermava che la sintesi tra scienza, burocrazia e capitalismo trasforma il Moderno in una sorta di "prigione". Questa minaccia non emerge come un fenomeno marginale, ma come conseguenza logica della razionalizzazione del rischio riuscita: se tutto va bene, sarà sempre peggio. La razionalità strumentale depoliticizza la politica e mina la libertà degli individui. Allo stesso tempo, nel modello di Max Weber è contenuta un'idea che spiega perché il rischio diventa un fenomeno globale, anche se non spiega ancora perché esso dà luogo alla società mondiale del rischio. Secondo Weber la globalizzazione del rischio non è legata al colonialismo o all'imperialismo, cioè non è portata avanti con il fuoco e con la spada. Piuttosto, essa procede lungo la via della coazione non coatta dell'argomento migliore. La marcia trionfale della razionalizzazione si basa sulla promessa di beneficio del rischio e sulla delimitazione a sua volta razionale degli effetti collaterali, delle incertezze e dei pericoli ad esso collegati. è questa autoapplicazione del rischio al rischio, finalizzata al perfezionamento dell'autocontrollo, a globalizzare l'"universalismo". L'idea che proprio l'imprevisto, l'indesiderato, l'incalcolabile, l'inatteso, l'incerto, reso permanente dal rischio, possa diventare la fonte di possibilità e pericoli non anticipabili che mettono seriamente in questione l'idea-guida della razionalità del controllo nel modello weberiano è un'idea impensabile. Essa sta alla base della mia teoria della società mondiale del rischio. (...) All'inizio del XXI secolo vediamo la società moderna con occhi diversi ? e questa nascita di uno "sguardo cosmopolita" fa parte dell'inatteso, dal quale deriva una società mondiale del rischio ancora indeterminata. D'ora in poi nulla di ciò che accade è più un evento soltanto locale. Tutti i pericoli essenziali sono diventati pericoli mondiali, la situazione di ogni nazione, di ogni etnia, di ogni religione, di ogni classe, di ogni singolo individuo è anche il risultato e l'origine della situazione dell'umanità. Il punto decisivo è che d'ora in poi il compito principale è la preoccupazione per il tutto. Non si tratta di un'opzione, ma della condizione. Nessuno lo ha mai previsto, voluto o scelto, ma è scaturito dalle decisioni, dalla somma delle loro conseguenze, ed è diventato conditio humana. Nessuno vi si può sottrarre. Si profila così un cambiamento della società, della politica e della storia che finora è rimasto incompreso e che già da qualche tempo indico con il concetto di "società mondiale del rischio". Quello che finora conosciamo è soltanto l'inizio.

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Se gli immigrati chiedono più legalità (sezione: Burocrazia)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 22-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Giuseppe Frangi Provate a fare questo test. Immaginate che qualcuno vi racconti, con dettaglio di particolari, i due fatti accaduti la scorsa settimana a Milano e Castelvolturno e che hanno avuto come vittime degli immigrati di colore. Immaginate che vi venga raccontato tutto, ma non il Paese dove questi fatti sono accaduti. Immediatamente vi verrà da pensare a un contesto di tipo americano. Oppure a qualche regolamento di conti da banlieue parigina. Difficile pensare a priori all'Italia, perché l'Italia in questi anni ha saputo assorbire con buona capacità d'integrazione uno dei maggiori flussi d'immigrazione fra tutti i Paesi occidentali. Da noi l'intolleranza si è sempre nutrita più di parole che di atteggiamenti concreti. Siamo un Paese che, a differenza degli altri in Europa, non ha creato, se non in rari casi, ghetti per i nuovi arrivati. La struttura molto caleidoscopica del nostro Paese ha favorito questo processo: non ci sono super concentrazioni di popolazione straniera, come accade in tante metropoli europee, ma il fenomeno è cresciuto disperdendosi su tutto il territorio, con i piccoli centri spesso in pole position nella crescita della popolazione straniera residente. Come ha spiegato il sociologo Aldo Bonomi, uno dei più intelligenti e appassionati osservatori dei cambiamenti sociali nell'Italia del nuovo millennio, tutto questo è potuto avvenire perché è stata la struttura produttiva del nostro Paese a determinare i flussi migratori e quindi anche a seguire con attenzione e a favorire i processi di integrazione. Oggi però qualcosa di quell'equilibrio si sta incrinando: i fatti che mai avremmo immaginato potessero accadere in una comunità come la nostra sono allarmi che sarebbe irresponsabile censurare. Che cosa sta accadendo? E perché questi episodi d'intolleranza hanno come vittime la popolazione nera, quella che s'è dimostrata sempre più pacifica e anche culturalmente omogenea? Difficile trovare risposte generalizzate, anche perché i due episodi sono scaturiti in circostanze del tutto anomale, con protagonisti che non sono certo un "campione" rappresentativo degli italiani: da una parte un padre e figlio pregiudicati, titolari di un bar-baracchino; dall'altra una banda di feroci camorristi. Ma quello che ha più colpito, e che in un certo senso ha spiazzato, è stata la reazione che i compagni delle vittime hanno avuto. Manifestazioni di piazza per proclamare un malessere, per gridare in faccia a tutti l'insopportabilità di una situazione, sulla quale pesano sempre di più la crisi economica e le complicazioni di una burocrazia spesso sadicamente vessatoria. Come ricordava ieri a un quotidiano un immigrato di Castelvolturno (peraltro cattolico praticante: "Prego accanto a voi in chiesa"): "Perché per avere il permesso di soggiorno si deve attendere due anni? Perché nel cantiere dove lavoro non ho alcun diritto?". Paradossalmente il suo sfogo si concludeva con una richiesta allo Stato di essere più presente, e quindi di garantire i diritti di tutti, di prendere i responsabili della strage, di non usare la burocrazia come arma ricattatoria. Che sia un immigrato a chiedere una presenza più forte dello Stato è cosa che deve farci pensare. È il paradigma rovesciato del tam tam sul bisogno di sicurezza. Oggi scopriamo che sono gli stessi immigrati a chiedere più legalità e maggior fermezza da parte delle autorità. Per questo tutti siamo chiamati a rispondere a questa situazione nuova. Chi guida il Paese, trovando il coraggio e anche il pragmatismo per sciogliere nodi che suonano sempre più anacronistici (il meccanismo dei flussi oppure i dieci e più anni per avere la cittadinanza). E noi semplici cittadini nel respingere quegli atteggiamenti razzisti che spuntano con preoccupante frequenza.

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Quando, due anni fa, provarono a trasferirlo a Cittaducale, si ribellarono tutti. In testa il Comune (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 22-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

A ruota le altre amministrazioni dell'alta Sabina e la Comunità montana del Turano: il giudice di pace doveva restare a Rocca Sinibalda e il sindaco lanciò pure una contro proposta: venga Cittaducale da noi e metteremo a disposizione un palazzetto più grande. La rivolta, sostenuta soprattutto politicamente, ebbe successo e il trasferimento fu bloccato. "L'illogicità stava soprattutto nel fatto che Cittaducale ha meno lavoro di noi e poi, chi viene da paesi che confinano con l'Abruzzo come Collalto, avrebbe dovuto affrontare un viaggio non indifferente tra andata e ritorno. Non parliamo poi nel caso di persone anziane": Vincenzo Matarese, 62 anni, civilista con una lunga esperienza sulle spalle, è netto nelle sue affermazioni e nel difendere la sede dove è arrivato come giudice di pace nel 2002 (ha già superato la verifica quadriennale del Csm) dopo un tirocinio svolto con due magistrati del tribunale di Rieti, Cristina Scipioni (penale) e Alessandro Arturi (civile), si affida alle cifre: "Nel 2007 abbiamo trattato 600 procedimenti, il doppio di Cittaducale, in buona parte si è trattato di sanzioni amministrative. Ma il trend di crescita nel carico di lavoro è costante già dal 2004. Questo significa che la fiducia dei cittadini verso la giustizia di prossimità è aumentata, forse anche perché la vecchia figura del pretore, che noi abbiamo sostituito in tutto e per tutto, non è mai stata dimenticata, almeno nelle generazioni più avanti negli anni". L'avvocato Matarese rispetto al collega di Amatrice sta un po' meglio. Gli amministratori locali lo difendono, in ufficio il computer ce l'ha, anche se è di vecchia generazione e non gode della navigazione veloce in rete, e poi c'è quel rapporto ormai consolidato con la popolazione. "Punto molto sulla conciliazione tra le parti - spiega Matarese - e ho dato alla cancelleria precise disposizioni per informare i cittadini. Io stesso mi adopero per questo. Prima di una causa spesso convoco gli avvocati, cerco di capire il problema e spingo per una soluzione che metta d'accordo le parti. Devo dire che il sistema della persuasione funziona, almeno nel 60, 70 per cento dei casi e ritengo in questo modo di interpretare bene il ruolo del giudice di pace". Semmai a non interpretarlo bene è stato il ministero. Tempo addietro ha chiesto all'avvocato la restituzione dell'indennità di carica e coordinamento che egli aveva percepito durante la malattia. Come dire, la burocrazia non ammette conciliazioni. M.Cav.

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Al via l'assemblea (sezione: Burocrazia)

( da "Cittadino, Il" del 23-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Guerra fredda e secessioni, l'ora più dura dell'Onu n Tutti si affannano a ripetere che non c'é nessun ritorno alla guerra fredda, ma l'atmosfera di forte tensione tra Stati Uniti e Russia e l'irrisolto nodo del Caucaso fanno rivivere i tempi della contrapposizione est-ovest con il risultato che i lavori della 63esima assemblea generale delle Nazioni Unite, a New York, sembrano già affossati prima ancora di cominciare. Nessuno in realtà sembra ormai aspettarsi più che l'Onu possa davvero cambiare il mondo. Le ambizioni di qualche anno fa sembrano appartenere ad una epoca lontana anni luce.Le Nazioni Unite pagano errori antichi, anni di immobilismo, una cronica incapacità di sconfiggere una burocrazia pesante e di essere protagoniste concrete nei tanti problemi e nelle tante sfide del mondo di inizio millennio.Così, la ripetitiva liturgia con cui, ogni settembre, i leader del mondo si danno appuntamento al Palazzo di Vetro quest'anno sembra ancora più stanca del solito. Come in un film visto già più volte, i discorsi e le parole che anticipano l'inaugurazione ufficiale di oggi lasciano un senso latente di frustrazione.D'altra parte, cosa aspettarsi dall'Onu quando l'organo esecutivo, il cuore pulsante dell'intero sistema, il consiglio di sicurezza è di fatto bloccato dal muro contro muro globale tra Washington e Mosca? È uno stallo diventato chiaro e netto dopo la guerra georgiana, ma che già da anni esisteva di fatto su molti dei maggiori dossier internazionali, a cominciare da quello sul nucleare iraniano, dove la comunità internazionale gira a vuoto, mentre Teheran va per la sua strada.Così, proprio nel momento in cui al mondo ci sarebbe un bisogno estremo dell'Onu, di un organismo internazionale di riferimento per provare a gestire le tante crisi esistenti, le Nazioni Unite si scoprono incapaci di muoversi da quella specie di letargo che dura da troppo tempo.

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Ciao "Mistro", compagno (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere delle Alpi" del 23-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Ciao "Mistro", compagno di una splendida avventura QUEST'anno abbiamo già salutato Piccucci "Popi" e Fiabane "Petek". Oggi con altrettanto affetto, stima e nostalgia salutiamo il caro amico e compagno di quella splendida avventura calcistica vissuta, in tempi diversi, ma assieme, dell'A.C. Belluno. Miriferisco ad Alessandro Bristol "Mistro", protagonista negli anni '40 e '50, inserito in quel famoso gruppo di giocatori che ha portato l'A.C. Belluno nella serie "C" di allora. Perché "Mistro", cioè "maestro": perché ha sempre improntato tutte le sue attività al massimo impegno con generosità, modestia e capacità. Persona intelligente, sobria, buona con grande senso dell'ironia e dell'autoironia. E' giunto all'ultimo passaggio della vita dopo aver molto sofferto, ma andandosene serenamente. E raccogliendo questo messaggio di serenità, noi ex giocatori e giocatori dell'A.C. Belluno porgiamo l'ultimo saluto al caro "Mistro" porgendo nel contempo le più sentite condoglianze alla moglie ed ai figli ed a tutta la sua numerosa famiglia di origine. Ciao "Mistro". Mario Svaluto Moreolo Condomino moroso: il processo riprende EGREGIO direttore, un anno fa il Suo quotidiano dette risalto alla vicenda giudiziaria tra questa azienda e un nostro inquilino, instaurata per ottenere lo sfratto dello stesso, conseguente ad una sua pluriennale ed ininterrotta morosità per il mancato pagamento di canoni di locazione ed oneri accessori. All'epoca l'azienda ritenne doveroso formulare alcune precisazioni sulla vicenda, fornendo informazioni sul contesto sociale nel quale la stessa è nata e si è sviluppata, tutti elementi utili a comprendere la bontà dell'operato aziendale. Compresi subito che il risalto dato dalla stampa alla notizia, nasceva dal particolare non comune intervento nella vicenda giudiziaria della Corte Costituzionale, chiamata a pronunciarsi sulla non contrarietà ai superiori dettami costituzionali, di una norma processuale specifica da noi utilizzata nelle procedure di sfratto per morosità, che purtroppo a volte dobbiamo intraprendere. Ora, a distanza di un anno da quei fatti, dopo che il processo pendente tra questa azienda e il nostro inquilino è stato sospeso in attesa della decisione della Corte Costituzionale, apprendo che con ordinanza inappellabile n. 175/2008, la Corte Costituzionale si è pronunciata sulla questione, non rilevando vizi di procedura e, di conseguenza, avvalorando la correttezza della condotta processuale tenuta dall azienda. Le conseguenze di questo "incidente di percorso", da me previste nella citata nota inviatale il 1º agosto 2007, si sono realizzate: il nostro inquilino ha continuato ad occupare l'alloggio assegnatogli, senza corrispondere né i canoni di locazione, né le spese condominiali (costi che continuano ad essere in capo alla Azienda) e, quel che forse è peggio, l'abitazione non è ancora nella disponibilità della collettività. Ora finalmente il processo potrà continuare, ripartendo dal punto in cui un anno fa fu sospeso, nella speranza che senza ulteriori arresti possa il prima possibile giungere alla sua conclusione con un esito che auspico ovviamente in favore dell'azienda. Carlo Cavalet Direttore Ater Basta col centralismo autoritario di Reolon STIAMO assistendo in questo giorni a diversi colpi di coda della sinistra: commenti e giudizi personali di scarso gusto, estrema confusione sul reale bisogno di autogoverno ed autonomia fiscale del nostro territorio, ora anche non rispetto per i referendum per lasciare la provincia di Belluno ed il doveroso impegno legislativo del parlamentare locale Gidoni; tutto questo è dovuto alla conoscenza del risultato del sondaggio che vede la sinistra decisamente sotto il centro destra ed in continuo calo dalle precedenti elezioni del 2004 passando per le politiche di quest'anno. Il presidente uscente Reolon oramai è nudo; la provincia ha bisogno di un nuovo governo leggero che riconosca e valorizzi gli enti locali che realmente rappresentano la cultura ed identità del territorio; basta quindi al centralismo autoritario del Re: i primo atti che farà il nostro presidente saranno lasciare la presidenza della comunità del Parco e della conferenza delle autonomie locali a favore di un ente territoriale. Gianvittore Vaccari Segretario provinciale Lega Nord Belluno La gente di Sossai serve soltanto a pagare le tasse EGREGIO signore sindaco Prade: nonostante Lei si sia offerto personalmente di effettuare un sopralluogo nella frazione di Sossai per constatare certe situazioni in cui si trova via Rivinal, la bacheca delle affissioni, le griglie dei tombini, i parcheggi e la pensilina per i bus (ci aveva promesso che entro 15 giorni ci mandava l'ingegnere per provvedere alla sistemazione di almeno le griglie dei pozzetti più necessari), dal 3 aprile scorso ad ora non abbiamo visto nulla di fatto (ad eccetto di una sola griglia, la meno pericolosa). Sossai deve solo pagare le tasse e basta! Quanto all'assessore Denio Dal Pont, anche lui aveva ricevuto una raccomandata in data 09/11/2007 con 120 firme a riguardo anche dei danni provocati dalle nuove costruzioni di vIa Rivinal. Bene, non si è nemmeno preso la briga di darci una risposta. In quella strada passano non solo macchine, ma anche bici, carrozzine e persone anziane e c'è il rischio che qualcuno si faccia anche male. Nonostante avessi lasciato un appunto alla sua segretaria in modo che lei si mettesse in contatto con il sottoscritto per fare un'ispezione dopo un acquazzone, nessuno l'ha più sentita. Noto invece che le segnalazioni fatte dal consigliere Celeste Balcon (minoranza), in merito alle lamentele ventennali di Gianni Reolon per la strada di via Caleipo (Corriere delle Alpi 09/09/2008), sono state esaudite subito dopo 2-3 giorni: come mai? Bisogna essere un consigliere o un assessore per ottenere qualcosa per la comunità? Cosa sono i cittadini? Buoni solo al momento del voto? Come mai in via Rivinal (ripeto Sossai) dopo anni di lamentele il problema della strada e delle acque fluviali non è stato ancora risolto? Vedo che per i campi di calcio, piste ciclabili o finanziamenti per i gruppi sportivi non mancano mai, come per il Gs Sossai al quale sono stati elargiti 5000 euro. Credo che per la strada, ne bastassero meno! Pensavo che le 120 firme raccolte su circa 200 abitanti della frazione, ragazzi compresi, potessero bastare, comunque ne avrei potuto raccogliere molte di più! Ora spero che anche Lei signore sindaco Prade prenda in considerazione tutto questo e lo faccia presente in consiglio. Spero anche che alle prossime elezioni comunali la gente di Sossai si ricordi di voi. Sisto Palman SOSSAI (BELLUNO) La mia solidarietà a Sandro D'Agostini MI RIFACCIO alle parole del vice sindaco di Voltago, Cherubino Miana: "Se tutti gli enti fossero come la Veneto Strade il territorio montano ed i suoi abitanti si sentirebbero oltremodo tutelati e protetti. A Veneto Strade l'efficienza ha il volto di D'Agostini". Mi rammarica infatti la notizia della condanna comminata al dirigente di Veneto Strade per reato ambientale. Una pena pesante per Sandro D'Agostini e due impresari, 12 mila euro di ammenda e 12 giorni di reclusione, anche se indultata, per l'asportazione di soli 60 mq di cotica erbosa eseguita per migliorare e mettere in sicurezza una sede stradale dell'Alpago. Non intendo e non ho le competenze per entrare nel merito della sentenza, ma mi permetto di esprimere una riflessione da amministratore pubblico. Per tanti anni ho amministrato una provincia come quella di Belluno dal territorio del tutto particolare e ho dovuto combattere per superare lacci e laccioli burocratici. Se alla peculiarità territoriale bellunese e alle ferree regole della burocrazia aggiungiamo difficoltà di ordine giudiziario, diventa molto difficile amministrare in montagna e molto poco attraente per i giovani avvicinarsi alla gestione della cosa pubblica. Poiché la politica non può normare tutto, in moltissimi casi deve prevalere il principio del buon padre di famiglia. Il buon senso infatti obbliga tutte le istituzioni e gli organismi dello Stato a distinguere tra azioni per creare business personale ed operato a favore del bene comune. Sandro D'Agostini è un dirigente responsabile ed apprezzato da tutti, dai dipendenti, dalle imprese e dalla gente comune che in Veneto Strade vedono un gioiello di elasticità e operatività concreta. Temo pertanto che sentenze come questa frenino una macchina che funziona e creino mortificazioni ingiuste nei confronti di chi la sa condurre bene. Certo, sono profondamente convinto che si debba tutelare con molta severità il patrimonio naturale della nostra provincia. Ma credo altrettanto fermamente che interventi eseguiti per creare sicurezza e migliorare l'ambiente, per di più effettuati da persone responsabili, non compromettano le condizioni ambientali del territorio. Anzi, operando con dirigenti come D'Agostini che mette in primo piano la cura del territorio si prevengono quei dissesti ambientali che purtroppo hanno funestato la nostra provincia. Si deve tener presente inoltre che lavorare con mezzi meccanici voluminosi come possono essere le ruspe e gli scavatori non si può pensare di operare con la precisione di un cesello. Ecco perché concordo con gli amministratori bellunesi che a proposito di questo caso si sono mobilitati scrivendo al ministro Calderoli e ad altri esponenti nazionali anche se, come ho detto, non è ipotizzabile che la politica possa dettare regole su tutto. Oscar De Bona.

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Un collegato alla Finanziaria per ridurre al 6-7% l'Iva di settore (sezione: Burocrazia)

( da "Italia Oggi (Turismo Oggi)" del 23-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Turismo Numero 226, pag. 17 del 23/9/2008 Autore: di Andrea G. Lovelock Visualizza la pagina in PDF       L'annuncio alle "Giornate" di Novara. Il governo punta anche sul poliziotto turistico Un collegato alla Finanziaria per ridurre al 6-7% l'Iva di settore Un collegato alla Finanziaria che preveda il riallineamento dell'Iva turistica, inclusa quella sui pacchetti di viaggio, ai livelli dei regimi fiscali in vigore nei paesi competitor come Spagna e Francia, e ancora l'istituzione della polizia turistica e lo snellimento della burocrazia per le autorizzazioni della p.a. nei progetti di sviluppo di aree a vocazione turistica: questa la mossa alla quale sta lavorando la sottosegretaria con delega al turismo, Michela Vittoria Brambilla, per dare una scossa benefica al settore. Ne ha dato ampie anticipazioni Armando Peres, consigliere del dipartimento turismo, intervenendo alle VIII Giornate del turismo a Novara, promosse dall'università del Piemonte. "Ci confronteremo con il ministro Tremonti", ha dichiarato Peres, "per poter avviare il tanto atteso adeguamento del regime relativo all'Iva turistica, portandola e dunque riducendola ai livelli in vigore nei paesi che sono nostri diretti concorrenti; ipotizziamo una soglia del 6-7%. Così come proporremo un iter semplificato per accelerare le autorizzazioni necessarie ai progetti di sviluppo e riqualificazione di aree o strutture a forte appeal turistico-ricettivo. Una necessità, per sollecitare così l'interesse da parte di investitori esteri". Terzo punto destinato a suscitare polemiche politiche è l'istituzione della polizia turistica, con funzioni di assistenza e tutela ai visitatori, soprattutto stranieri. Dopo i vigili di quartiere, potrebbe materializzarsi il poliziotto per il turista. "Una figura", ha spiegato Peres, "che scaturirà da un adeguato percorso formativo, per il quale il ruolo del mondo universitario potrà essere cruciale". Il poliziotto turistico, infatti, dovrà conoscere le lingue e avere una profonda conoscenza del territorio turistico di pertinenza. Non è chiaro però come saranno inquadrati e da chi saranno pagati questi "poliziotti turistici". Peres ha poi annunciato per fine mese la presentazione dei dati ufficiali elaborati dall'Osservatorio nazionale del turismo e si tratterà della prima uscita ufficiale di questo organismo; mentre sul portale Italia.it sembra ulteriormente slittare a metà 2009 la fase di start-up, nella quale lo stesso Peres non ha escluso un costruttivo contributo della ricerca universitaria, come lo stesso professor Francesco Adamo, coordinatore delle Giornate del turismo, ha sollecitato.

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Contrarian (sezione: Burocrazia)

( da "Milano Finanza (MF)" del 23-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

MF Numero 189  pag. 9 del 23/9/2008 | Indietro Contrarian Commenti & Analisi I giapponesi sentono profumo di affari Chi ha deciso di investire fino a 900 miliardi di yen in Morgan Stanley, e chi si è comprato per 225 milioni di dollari le attività asiatiche di Lehman e punta probabilmente anche a quelle europee? Mitsubishi e Nomura. A Wall Street i giapponesi non si vedevano da tempo, e soprattutto non in posizioni di rilievo, sebbene in gennaio Mizuho abbia investito 1,2 miliardi di yen in Merrill Lynch e in giugno Sumitomo abbia investito poco meno nella britannica Barclays. Bisogna precisare che le case di brokeraggio giapponesi negli ultimi anni avevano chiuso progressivamente quasi tutte le sedi americane. Dopo l'euforia degli anni 80 e inizio 90 avevano preferito mantenere un profilo più basso, complici anche le vicissitudini dell'economia nazionale. E del resto il boom degli hedge fund e quello dei fondi sovrani non avevano segnalato giapponesi fra i grandi protagonisti. Ora qualcosa di rilevante è cambiato. Anzitutto l'uscita di scena, anche se probabilmente temporanea, dei fondi sovrani dopo un anno di iperattività che ha anche coinciso con investimenti piuttosto deludenti nelle banche americane. Poi l'incapacità dei fondi di private equity Usa di finanziare operazioni di grandi dimensioni anche nel settore industriale, dove i problemi già si vanno facendo strada. Così, dopo il tentativo di Lehman di trovare un accordo con la banca per lo sviluppo coreana, sulla scena mondiale sono tornati i giapponesi. Inizialmente con due operazioni, ma la lista potrebbe crescere e ciò conferma che la crisi finanziaria coincide anche con grossi cambiamenti nella schiera dei protagonisti e delle comparse. D'altro canto, a eccezione della Barclays, nessuna banca europea ha messo mano al portafogli per comprare a prezzi di realizzo negli Usa, perché i rischi restano alti e non è facile valutare di questi tempi gli asset di una banca. A Tokyo, evidentemente, c'è chi vede in questa crisi anche grandi opportunità. Un necrologio per l'investment bank è di ieri la notizia che il Wall Street Journal ha deciso di entrare nel mercato dei necrologi. Il primo che potrebbe pubblicare è il seguente (l'idea non è di Contrarian ma del mensile Portfolio): "Domenica notte, in seguito alle gravissime ferite riportate dal credit crunch, si è spenta all'età di 75 anni l'investment bank, dopo aver assicurato per quasi un secolo a Wall Street e alla nazione americana la supremazia nel campo finanziario". L'ora del decesso è quella in cui Goldman Sachs e Morgan Stanley hanno chiesto e ottenuto di acquisire lo status di bank holding. Da quel momento, sono diventate a tutti gli effetti degli istituti di credito e come tali sottoposti allo stretto regime regolatorio della Fed. Conseguenza numero uno: diminuire drasticamente la leva finanziaria con cui hanno finora operato. Secondo alcune ricostruzioni, Morgan operava con rischi pari a più di 30 volte il capitale, mentre una banca commerciale è già tirata se rischia 16 volte il capitale. Più capitale, più controlli, più burocrazia: stessi profitti di prima? Equazione difficile da risolvere. Ma in casi come questi, primum vivere deinde philosophare. Chi prenderà il posto delle investment bank defunte? Due i candidati: gli hedge fund e i private equity. I primi sono azzoppati mica poco, proprio perché è venuto meno l'ossigeno della leva finanziaria assicurata loro dalle investment bank . I secondi invece sembrano ancora in forma finanziaria invidiabile, almeno per coloro che hanno fatto il pieno di liquidità e di impegni dalla loro clientela prima del collasso bancario. Per ora (si veda Contrarian del 15 luglio scorso) il credit crunch inibisce anche ai private equity un forte utilizzo della leva per finanziare le acquisizioni. Ma restano comunque liquidi in un mondo di assetati. E non tarderanno a farlo pesare.  .

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Matta voucher rallen vendemm 22 Vendemmia, tutticontro il "bonus" (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 23-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Ovada I viticoltori: "Il voucher ha aumentato le difficoltà burocratiche" Ovada. Il "buono del vendemmiatore" si rivela un problema: rallenta (per troppa burocrazia e per troppi controlli collaterali) le operazioni di raccolta dell'uva ed esplode la polemica. Nell'Alto Monferrato Ovadese è in ritardo la raccolta delle uve Dolcetto. "Non siamo arrivati nemmeno alla metà del raccolto - spiega il presidente della cantina cooperativa "Tre Castelli" di Montaldo Bormida, Franco Ottolia - Rispetto agli altri anni, siamo decisamente in ritardo con lo stacco delle uve. La colpa è anche dei "voucher" che in molti casi tengono lontani dai vigneti i vendemmiatori non di professione". Sul "buono Inps" per poter vendemmiare c'è molta confusione. Amici, conoscenti, parenti, che solitamente rappresentavano una "task force" importante, spesso decisiva, per i vitivinicoltori del territorio, ora stanno alla larga dai filari. Non vogliono rischiare di avere grane e subire sanzioni. Ottolia è chiaro: "Con queste iniziative ci vogliono complicare la vita. La burocrazia uccide la viticoltura. Siamo al punto ad esempio che se si ferma la vendemmia per un giorno bisogna comunicarlo all'Inps. Così il problema del "voucher" rallenta le operazioni perché c'è meno disponibilità di manodopera". Sembra addirittura che vengano fatti controlli sui vigneti dall'alto, utilizzando gli elicotteri. "L'ho sentito dire. Se è vero - afferma Ottolia- siamo alla follia: mezzi aerei per controllare chi vendemmia, mentre le auto della polizia si dice che stiano ferme per mancanza di carburante". A parte il ritardo nella raccolta la situazione nelle vigne del Dolcetto d'Ovada è positiva. "Si registra un calo della quantità del 25-30% - sottolineano alla "Tre Castelli" - Ma l'uva si conferma ottima, tra i 19 e i 21 gradi zuccherini. Quindi un vino superiore, in vari casi forse ancora meglio di quello dello scorso anno. Le condizioni meteo dell'ultimo periodo hanno influenzato positivamente la maturazione dell'uva". Ieri, anche la cantina consortile del vino di montagna della Comunità montana Alto Ovadese - Alta Val Lemme di Lerma, ha iniziato a raccogliere le uve Dolcetto. Uve che provengono in massima parte da terreni tufacei, di alta collina. Una manna per il futuro vino. "Da ieri sono iniziati i conferimenti - spiega la presidente Annamaria Alemanni, che è anche presidente del Consorzio di tutela del Dolcetto d'Ovada - La situazione si presenta ottimale. La scarsa quantità di uva ha accresciuto parecchio la qualità. Quindi c'è stata già una selezione naturale, senza dover provvedere al diradamento. I grappoli rimasti sono decisamente di qualità superiore, degni di fregiarsi della Docg". Ieri, dopo la spruzzata di pioggia della notte si è incominciato a vendemmiare anche nelle vigne dove il Dolcetto d'Ovada viene coltivato con procedure biologiche. Da alcuni anni in questa sfida si è impegnato con successo il viticoltore Emilio Borgatta di Tagliolo. La gestione dei vigneti, durante tutto il ciclo produttivo, non tradisce i vecchi metodi. "Ho solo migliorato quei sistemi - afferma Borgatta - che escludono l'utilizzo di certi prodotti e permettono di avere poi un vino bio regolarmente certificato. Ho aspettato a vendemmiare perché l'uva giungesse a un grado di maturazione perfetto". Per concludere le operazioni di vendemmia 2008 bisognerà attendere la metà di ottobre. Erano anni che non sucedeva. Bruno Mattana .x/23/0809 Ha minacciato con un coltello la cassiera e si è fatto consegnare oltre 350 euro in contanti. Arrestato dai carabinieri .x/23/0809.

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Gli intoccabili di India Inc (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 23-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: MONDO E MERCATI data: 2008-09-23 - pag: 27 autore: Focus. Viaggio nei dedali dell'onnipotente burocrazia tra faldoni, corruzione e ostilità al nuovo Gli intoccabili di India Inc Così la casta dei funzionari pubblici tiene in ostaggio l'economia Marco Masciaga CALCUTTA "Work is our eligion", ovvero "Il lavoro è la nostra eligione", scritto così,senza la "r".Se uno dovesse racchiudere in una sola immagine quel misto di orgoglio, prosopopea e approssimazione che rende unica la burocrazia indiana, il cartello sopra gli sportelli dell'Office of the registrar of assurances di Calcutta, sarebbe perfetto. è in queste stanze caotiche e affollate, dove decine di ventilatori tentano invano di stemperare il caldo tropicale, che ogni giorno migliaia di persone cercano tra pile di incartamenti legati con lo spago i titoli di proprietà della casa o dell'ufficio che vorrebbero comprare. Nella speranza che non appartengano a quel 40% di edifici cittadini privi di documentazione. Una volta stabilito con ragionevole certezza che il venditore è il reale proprietario dell'immobile, non resta che procurarsi la carta della giusta grammatura (80 grammi per metro quadro, altrimenti la domanda non è valida, avverte un altro cartello) e avviare la procedura per il passaggio di proprietà.Secondo le ultime statistiche disponibili, prima che l'affare possa dirsi concluso bisognerà completare cinque procedure diverse, sborsare il 12,3% del valore dell'immobile e aspettare, in media, 155 giorni. No, non è un caso se il database "Doing business" della Banca mondiale colloca l'India al 122esimo posto tra i Paesi in cui è più semplice fare affari. E Calcutta è considerata la culla della burocrazia indiana. "La maggior parte dei nostri burocrati vive in un mondo che non esiste più –spiega tra il divertito e l'esasperato Abhishek Jhunjhunwala, responsabile per il settore real estate della Saraf Nirman & Commerce – e, come se non bastasse, il ritmo a cui sta crescendo il Paese sta riversando sulle loro spalle un carico di lavoro che non hanno mai conosciuto". Jhunjhunwala, un giovane di 28 anni formatosi all'estero e tornato da pochi anni a Calcutta, conosce bene la differenza tra una burocrazia collaborativa e una ostile. "I primi problemi –spiega –sono sorti quando abbiamo cercato di spiegare che l'albergo a cinque stelle che vogliamo costruire sarà un edificio a basso impatto ambientale. La novità, anziché suscitare interesse, è diventata fonte di sospetto. Poi ci sono state intere settimane perse per essere ricevutida chi doveva autorizzare il progetto. Quindi il Governo ha annunciato che stava lavorando alle nuove norme anti-incendio e, in attesa che fossero messe nero su bianco, siamo rimasti fermi per quattro mesi e mezzo".Poca cosa in confronto a quanto vissuto da Metro, il colosso tedesco del cash and carry. In questo caso i problemi sono sorti a causa di una disputa quarantennale sulla proprietà dei terreni. Risultato: 16 mesi gettati al vento. Eppure forse non c'è in India un'amministrazione così ansiosa di attirare investimenti come il West Bengal. Una politica portata avanti con forza (e talvolta con la forza) dal Governo comunista che da oltre 30 anni guida questo piccolo Stato orientale la cui vocazione agricola non è più in grado di sfamare una popolazione di oltre 80 milioni di abitanti. "I dati della Banca mondiale mi sembrano ingenerosi – spiega Sunil Misra, il direttore per l'India orientale della Confederation of Indian Industries – abbiamo fatto progressi enormi. Glielo dice uno che negli anni 80 dovette aspettare8 anni per farsi installare il telefono ". "Siamo passati dalla bandiera rossa al tappeto rosso", chiosa divertito un imprenditore quando gli chiediamo del nuovo atteggiamento verso gli industriali in cerca di terra su cui impiantare stabilimenti. è come se l'esigenza di modernizzare il tessuto produttivo non sia ancora stata compresa né dai quadri del partito,né dall'apparato burocratico, sostiene Pratim Ranjan Bose, un inviato del quotidiano finanziario Business Line. Per mettere meglio a fuoco i contorni di questa scollatura ci siamo lasciati alle spalle gli uffici fatiscenti dove invecchiano i progetti per modernizzare Calcutta e siamo andati nelle sale ovattate del Bengal Club a far visita a Tapan Mitra,un uomo d'affari che da decenni si muove a cavallo tra imprenditoria privata e incarichi pubblici. "In Stati come il Gujarat, il Tamil Nadu e l'Andhra Pradesh – spiega avvolto nel fumo della sua pipa –la burocrazia,il potere politico e quello giudiziario da alcuni anni sembrano lavorare di comune accordo. Qui il meccanismo più ricorrente è quello dei veti incrociati.Se a questo aggiungiamo un'amministrazione pubblica sovradimensionata, sottopagata e onnipotente che fa di tutto per difendere la propria stessa esistenza i risultati sono facilmente immaginabili.Senza contare –aggiunge divertito – i costi di ciò che io chiamo unfair taxation: le mazzette. Qualcuno non paga. I più spicci sborsano direttamente cash. Altri, i veri connaisseur, le versano sotto forma di retribuzione a un consulentè segnalato dal politico di turno". La pratica pare addirittura aver cessato di essere vissuta come un sopruso. "Lo sa cosa sostengono i nostri clienti? ", chiede Ram K. Agrawal, direttore della sede di Calcutta della Ernst & Young."Dicono –continua –che un pizzico di corruzione aiuta. Dà la certezza di avere a che fare con la persona giusta". Un fenomeno così pervasivo da avere assunto i contorni di un tratto culturale in un Paese in cui le due divinità più venerate, Lakshmi e Ganesha, sono in primo luogo portatrici di benessere, ricchezza e successo negli affari. "Il pagamento della bustarella – osserva acutamente Pavan K. Varma, nel suo saggio intitolato " Being Indian" (Penguin)– non è giudicato dal punto di vista morale. è visto come un investimento. Nella quotidianità gli indiani si trovano a proprio agio anche in presenza di un deficit etico. La loro priorità è la sopravvivenza, non la salvezza". Una lezione che ha imparato a sue spese anche Andrew E. Nevin, presidente e Ceo della Adi Gold Mining di New Delhi, succursale di una società mineraria di Vancouver in Canada. Nevinè spesso chiamato ad affrontare ostacoli che sembrano creati apposta per convincerlo a scendere a patti con il burocrate che in quel momento ha diritto di vita o di morte su una certa pratica."La casistica è vastissima – spiega –, si va dal poliziotto che chiede poche migliaia di rupie per stilare una denuncia al segretario di un ministro che ha invitato il più alto in grado dei nostri dipendenti indiani a prendere una tazza di tè e gli ha chiesto una bustarella da 50mila dollari. Quando ci sono in ballo cifre simili lasciamo perdere. Se si tratta di spiccioli, non potendoli contabilizzare, li tiro fuori di tasca mia". E quando ciò che vi chiedono è una via di mezzo? "Ci ingegniamo.Una volta abbiamo pagato a un burocrate e alla sua famiglia una trasferta a Delhi per partecipare al matrimonio di un parente. Non ce la siamo cavata con poco: sono arrivati in 28". masciaga@gmail.com Labirinto di carta. Gli uffici del catasto a Calcutta. Il boom economico attraversato dall'India riversa sulle spalle degli addetti un carico di lavoro che non hanno mai conosciuto prima.

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Delhi: la crescita in calo dal 9 al 7% (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 23-09-2008)

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Il Sole-24 Ore sezione: MONDO E MERCATI data: 2008-09-23 - pag: 27 autore: Outlook. Effetto crisi mondiale e inflazione Delhi: la crescita in calo dal 9 al 7% NEW DELHI Dopo 3 anni consecutivi di crescita del Prodotto interno lordo superiore al 9%, l'economia indiana si avvia a registrare un rallentamento, sia nell'anno fiscale in corso che in quello che inizierà il prossimo1 Úaprile. Ametterenerosu bianco e quantificare ciò che in molti immaginavano sono stati gli economisti dell'Asian Development Bank. Nel loro ultimo aggiornamento dell'Outlook targato 2008 mettono in fila le cause che hanno scosso le economie della regione: il crescente prezzo del petrolio e l'impennata dei costi delle materie prime, sia alimentari che non. Due fenomeni che, assieme al rallentamento delle economia di Usa, Uee Giappone (con buona pace dei teorici del decoupling) incideranno in maniera sostanziale sulle prospettive di crescita di breve termine del continente asiatico. In India l'allarme è squillato quando sono stati resi noti i dati relativi al primo trimestre dell'anno fiscale in corso: una crescita del Pil di "solo" il 7,9% che impallidiva di fronte non solo al 9,2% dello stesso periodo di un anno fa, ma anche a tutti i dati trimestrali da3 anni e mezzo a questa parte. Un rallentamento che, a dispetto delle paure legate all'impennata estiva dell'inflazione, è legato soprattutto a un calo negli investimenti che nell'anno fiscale 2007-2008 avevano contribuito al Pil nella misura del 34%. L'Outlook 2008 Update di Adb adesso parla di una crescita del 7,4% nell'anno in corso (contro una stima dell'8% risalente allo scorso aprile) e del 7% per il prossimo, l'1,5% in meno rispetto alle previsioni di sei mesi fa. Un ridimensionamento che, in misura differente, coinvolgerà tutta l'Asia e non solo New Delhi. "In un continente in cui il 55% della crescita fa capo a due soli Paesi, Cina e India, è inevitabile che quello che succede a queste due economie influisca su tutto ciò che vi ruota atttorno – spiega Ifzal Ali, chief economist di Adb –. Nel caso dell'India abbiamo ridimensionato le previsioni perché il Paese ha molto bisogno di un massiccio riaggiustamento macroeconimico per riportare sotto controllo l'inflazione. Se accadrà, i prossimi due anni non saranno che un interludio prima di una nuova fase di crescita sostenuta". è in questa chiave che, secondo Adb, nei prossimi anni sarà indispensabile trovare un equilibrio tra una politica monetaria in grado di impedire che gli alti tassi d'inflazione diventino strutturali e una politica fiscale severa che, pur in presenza di una crescita più moderata del gettito fiscale, contenga i sussidi per carburanti, cibo e fertilizzanti. Un quadro complesso e bisognoso di aggiustamenti che però rischia di non vedere interventi sostanziali, fatta eccezione per la parte di competenza della Reserve Bank of India, a causa della congiuntura politica. Con le elezioni attese entro maggio 2009 e una maggioranza di Governo visibilmente preoccupata dalla lunga serie di sconfitte subite negli ultimi voti amministrativi, molti osservatori non si attendono scelte particolarmente coraggiose dall'Esecutivo. Prime fra tutte quelle che potrebbero trasformare un costoso sistema di sussidi a pioggia in un più efficace e mirato meccanismo di assistenza agli strati più bisognosi della popolazione. Una delle tante sfide che attende il prossimo Governo, assieme a quella infrastrutturale (per Delhi si avvicina la deadline dei Commonwealth Games del 2010), quella delle riforme economiche (a lungo rallentate dall'ala sinistra della maggioranza, ormai passata all'opposizione) e quella della trasformazione di una burocrazia che troppo spesso dà l'impressione di non saper comprendere i bisogni del settore privato. Ma.Mas. IN VISTA ANNI DIFFICILI Dietro la flessione c'è soprattutto la diminuzione degli investimenti Se i prezzi saranno domati, il gigante potrà ripartire.

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I mille rebus del nuovo mondo (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 23-09-2008)

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Il Sole-24 Ore sezione: MONDO E MERCATI data: 2008-09-23 - pag: 27 autore: M&M I mille rebus del nuovo mondo di Sara Cristaldi U n vortice di insicurezza si è abbattuto sul mondo intero. Sul fronte politico, quanto su quello economico. E, in questo clima, forse il peggio deve ancora venire. Specie per le industrie del mondo industrializzato, alla ricerca di nuovi mercati come antidoto alla saturazione di quelli tradizionali. Le prime avvisaglie ci sono già. A partire dal settore auto, che nel giro di poche settimane ha visto ribaltate le previsioni ottimistiche sul fronte dei mercati emergenti. è il caso di quello russo, dagli analisti dato fino a giugno in crescita vivace, al punto che nel 2009 avrebbe dovuto superare la Germania come primo mercato europeo sull'onda degli appetiti crescenti della nuova classe media. Ebbene in agosto (crisi georgiana imperante) le vendite di auto in Russia sono aumentate solo del 6% anno su anno rispetto al 22% di luglio e molto lontano dal +56,6% di febbraio. Doccia ancor più fredda per i mercati dell'Europa centrale: -9,3% lo scorso mese, secondo le stime dell'Associazione dei produttori europei. E in rallentamento anche le vendite in altri due grandi mercati emergenti: Cina e Brasile. Dopo la caduta dei totem della finanza Usa, non sono buone notizie per i giganti dell'automotive americani, General Motors in testa. Ma la contrazione dei consumi quali e quante conseguenze avrà anche per gli emergenti, nuove locomotive dell'economia mondiale? O la loro crescita sarà potenziata più dai piani di investimento interni che non dalle esportazioni verso il resto del mondo? E quanto agirà da freno la crisi del credito internazionale? Discorsi tutti da analizzare nel caso di Cina, India e Brasile, e cioè i Paesi più dinamici del gruppo dei cosiddetti Bric. A partire da oggi trovare risposte a questi interrogativi sarà uno degli obiettivi di Mondo& Mercati. Un viaggio, settimana dopo settimana, per verificare lo stato di salute dei principali mercati dove le imprese sono andate ad investire. Nel tentativo di capire che cosa oggi può mettere in discussione una corsa che sembrava inarrestabile. E quali ritardi nel fronte delle riforme possono mettere a rischio, o meno, lo sviluppo futuro. Come nel caso dell'India e della zavorra della sua burocrazia, di cui parliamo nel Focus di questa pagina. sara.cristaldi@ilsole24ore.com.

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BUROCRAZIA (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 23-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-09-23 num: - pag: 49 categoria: BREVI BUROCRAZIA La multa aumentata Il 19 luglio ricevevo una multa di 70€. Il 19 settembre mi apprestavo, presso l'ufficio postale di residenza, dopo due mesi di risparmi, a pagare quanto dovuto, ma non mi è stato permesso di pagare in quanto, scaduti i 60 giorni, l'importo aumentava a € 142,50. Sono un dipendente con stipendio di circa 1.300 € mensili e tra alimenti (sono separato), affitto e rate in scadenza oltre le bollette tradizionali ho spese fisse per 1250 € mensili. Mi rimangono circa 50 € al mese per mangiare e in due anni ho perso circa dieci chili. L'intransigenza e la ferrea applicazione delle leggi e dei regolamenti fa dei funzionari delle PS degli onesti lavoratori ma per me 70 € corrispondono a oltre un mese di cibo! In questa Italia piena di contraddizioni e deroghe a leggi chiedo se sia possibile, ogni tanto, essere dalla parte dei cittadini. Ho 50 anni e non ho mai fatto incidenti stradali, non bevo, non fumo, non mi drogo e adesso non vivo più. Riccardo Bisceglia Piedimonte Matese (Ce).

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MOSCA: LA BANDA DEGLI OTTO E IL FIASCO DELL'AGOSTO 1991 (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 23-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-09-23 num: - pag: 49 categoria: REDAZIONALE Risponde Sergio Romano MOSCA: LA BANDA DEGLI OTTO E IL FIASCO DELL'AGOSTO 1991 Faccio riferimento ad un suo articolo sul colpo di stato in Russia dell'agosto 1991 da parte di una giunta di 8 dirigenti sovietici e le chiedo se si può parlare di golpe fallito o, forse meglio, di una congiura di palazzo mal riuscita e inadeguata in una società sovietica probabilmente pronta al cambiamento e per nulla desiderosa di fare un passo indietro nella storia. Quali sono gli eventi più significativi che portarono, da lì a breve, all'allontanamento dalla vita politica di Gorbaciov? E, infine, possiamo ritenere ci sia una continuità riformatrice da Gorbaciov a Eltsin? Marco Della Porta marcodellaporta@tiscali.it Caro Della Porta, Q uello dell'agosto 1991 fu un putsch, vale a dire un colpo di mano. Gli otto dirigenti sovietici che si costituirono in "comitato di emergenza " e proclamarono lo "stato di eccezione", non erano personaggi di second'ordine o comandanti di singole formazione militari. Il gruppo comprendeva il vice-presidente dell'Unione Sovietica, il Primo ministro, il presidente del Comitato per la sicurezza dello Stato (Kgb), il ministro degli Interni e il ministro della Difesa. Non volevano conquistare un potere di cui erano già titolari. Volevano esercitarlo con maggiore fermezza e arrestare quello che alla vecchia guardia del partito sembrava il progressivo, pericoloso scollamento dell'intera macchina statale. Non agirono espressamente contro Gorbaciov perché pensavano che il presidente avrebbe finito per approvare la loro iniziativa e si sarebbe adattato a coprire con la sua immagine il nuovo corso della politica sovietica. Aggiungo che il putsch, se giudicato con criteri strettamente sovietici, non era privo di una certa razionalità. Minacciata dai movimenti secessionisti delle repubbliche periferiche, l'Urss stava diventando rapidamente un Paese ingovernabile. La natura dei congiurati e le funzioni di cui erano investiti spiegano paradossalmente il fallimento dell'operazione. Anziché programmare dettagliatamente la conquista del potere (come sarebbe accaduto se avessero agito dall'esterno) gli Otto si limitarono a diramare qualche istruzione e credettero che la macchina dello Stato e del partito avrebbe fiutato il vento e obbedito senza fiatare. Non capirono che gli avvenimenti dei mesi precedenti avevano provocato un diffuso stato d'incertezza e disorientamento in quella classe politico-burocratica - funzionari del Pcus, deputati dei Soviet, burocrazia ministeriale, ufficiali delle forze armate e della polizia, agenti del Kgb, magistrati, intelligencija di regime - da cui dipendeva in ultima analisi l'amministrazione del Paese. Questi apparatciki, che erano stati sino ad allora l'indispensabile massa critica dello Stato, reagirono in modo inatteso. Constatarono che la vittima designata del putsch, Boris Eltsin, si era asserragliato nella Casa Bianca, sede del Soviet Supremo della Repubblica Russa, e non aveva alcuna intenzione di piegarsi ai diktat del Comitato di emergenza. Anziché obbedire, quindi, preferirono stare alla finestra e attendere l'esito della partita. Fu questo il momento in cui Boris Eltsin dette prova di grande energia e di una straordinaria intuizione. Capì che gli Otto erano molto più deboli di quanto non credessero e osò sfidarli parlando ai russi da un carro armato delle forze che avrebbero dovuto piegare la sua resistenza. E quando fu chiaro che gli ordini dei congiurati non sarebbero stati eseguiti, sfruttò il successo costringendo Gorbaciov a sciogliere il partito e a perdere, di fatto, qualsiasi autorità. In un regime in cui il partito era tutto, la sua morte segnò quella dello Stato. Bruscamente accelerato, il processo di sgretolamento del-l'Urss si consumò nel giro di qualche settimana. Vi fu continuità tra Gorbaciov e Eltsin? Credo che la risposta alla sua domanda, caro della Porta, sia no. Gorbaciov voleva riformare lo Stato sovietico con qualche dose omeopatica di democrazia. Eltsin distrusse lo Stato e fu indotto dagli avvenimenti ad accettare una svolta democratica che egli stesso, in altri tempi, avrebbe considerato indesiderabile.

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Nucleare, ritorno a Caorso (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 23-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Focus Vuota - data: 2008-09-23 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE I siti "Quando si parla di nuove centrali si pensa al paese piacentino", dice Guido Possa, consigliere di Berlusconi La storia Intorno all'impianto c'è una rete di controllo sociale già sperimentata. Bossi: in Padania la gente è d'accordo Nucleare, ritorno a Caorso è l'area che molti indicano per il nuovo reattore Il sindaco: sarebbe da pazzi dire no, parliamone DAL NOSTRO INVIATO CAORSO (Piacenza) - Dicono che si riparte da qui. Da quest'angolo di Padania dove il nucleare è sepolto tra l'autostrada e il Po. Ci sono i canneti, le vecchie cascine, una garitta deserta. E c'è una centrale spenta, un relitto che aspetta di essere abbattuto. Per farla funzionare, quarant'anni fa, l'Enel ha investito 468 miliardi di lire; per tenerla ferma, vent'anni fa, lo Stato ne ha bruciati diecimila. Impossibile dimenticare Caorso. è il day after del nucleare all'italiana, un caso d'eutanasia su un paziente sano. Nel 1969 doveva essere la centrale più potente d'Europa. Nel '78, in funzione, poteva accendere otto milioni di lampadine da cento watt, una potenza in grado di illuminare una città come Milano. Si è fermata, guastata ed è ripartita. Ha fatto risparmiare 1.700 miliardi sulla bolletta petrolifera. Dopo Chernobyl e il referendum è finita in un angolo morto della storia. Dal 1988 ammuffisce nel deserto della Bassa: chiuso il centro d'informazione, dimenticato il raddoppio, accantonata l'ipotesi di farne una nave scuola per tecnici e ingegneri. Un caso da manuale degli sperperi: da ferma la centrale costava 300 milioni al giorno. Per anni 177 operai e tecnici hanno aspettato il segnale di una ripartenza, come i soldati di Buzzati nella Fortezza Bastiani. Il segnale è arrivato, ma molti di loro sono già in pensione. Adesso si sente dire che sulle ceneri della vecchia centrale ne può nascere un'altra. L'ipotesi non è campata in aria: è realistica. Di raddoppio si è sempre parlato. Più il premier Berlusconi e il ministro Scajola insistono sul ritorno del nucleare in Italia, più intorno a Caorso si aspetta, o si teme, la nomination. Ci si mette anche il leader della Lega, Umberto Bossi, a fare da sponda: "Le centrali nucleari? In Padania la gente le accetterebbe. Siamo gente civile, non vogliamo rimanere senza frigo e condizionatore". Così il sindaco di Caorso, Fabio Callori, Forza Italia, è costretto a mettere le mani avanti: "Se questa è l'intenzione, cominciamo a parlarne. Sarebbe da pazzi dire no al nucleare a Caorso, ma bisogna prima coinvolgere la gente, discutere con gli enti locali, creare il consenso". Concorda il senatore di Forza Italia Guido Possa, responsabile del dipartimento Energia per la Lombardia, già viceministro per la Ricerca e ascoltato consigliere del premier. "L'identificazione dei siti è una scelta delicata: Caorso è la prima cosa che viene in mente quando si parla di nuove centrali. C'è un patrimonio enorme di conoscenza, c'è una rete di controllo sociale che non va sprecata. Ma i passaggi da fare sono tanti e siamo solo all'inizio. L'accettazione deve passare attraverso un messaggio chiaro alla popolazione coinvolta e agli enti locali". Quarant'anni fa non andò così. Lo ricordano nel libro "Piacenza, capitale dell'energia" i protagonisti di quell'avventura. A Caorso non ci fu nessun dibattito. Il Sole non rideva sull'Italia, la legge di Nimby ("Non nel mio giardino") era sconosciuta. Un funzionario dell'Enel sbrigò la faccenda da solo, bastarono un paio di incontri in Comune. Il sindaco comunista Pietro Rossetti, un galantuomo in buona fede, disse di sì con la promessa di un risarcimento per i danni di una centralina sul Po. Il consiglio comunale approvò il reattore con una licenza edilizia, come per un condominio. Un inganno nucleare, denunciò Italia Nostra. Consumato nel silenzio di una stampa interessata più ai miliardi dell'investimento che all'impatto ambientale. Ricorda un altro ex sindaco, Enrico Fanzini, succeduto a Rossetti: "Nessuno di noi sapeva niente di nucleare. Con l'aiuto del partito sentimmo uno scienziato inglese: ci fornì ampie assicurazioni sulla sicurezza". Una centrale atomica, diceva, è più sicura di un'automobile. Era un altro secolo e c'era un'altra Italia. La Dc al 38 per cento, Rumor presidente del Consiglio, Nenni agli esteri, Tanassi all'Industria. In prima prima pagina il crac di Felicino Riva, il rapimento Lavorini, le uova marce alla Bussola. E poi il Sessantotto, gli studenti in piazza, l'autunno caldo che incombe. E Le Monde che fotografa un Paese allo sbando, con il record europeo delle ore di sciopero e 873 giornate di lavoro perse ogni 1.000 lavoratori. "L'Italia ricorda la Grecia alla vigilia del golpe militare: scioperi selvaggi, blocchi stradali, guerriglia, picchettaggi, cortei nelle fabbriche molotov, culto verbale della violenza…". Cominciò così il nucleare all'italiana. Con tanto pressapochismo, bugie, strumentalizzazioni, furberie, confusione. Ma le competenze tecniche c'erano, e anche gli uomini: Caorso, dopo errori e battaglie, diventò un modello da esportare. Normale che se ne riparli. Qui c'è già tutto per una centrale: gli studi sismici, l'acqua del Po per il raffreddamento delle barre di uranio, le convenzioni sulla protezione ambientale, una rete di monitoraggio. C'è anche il famigerato piano d'emergenza, quello che fino agli anni Ottanta era un concentrato di inutile burocrazia chiuso a chiave in prefettura e che è stato riscritto, reinventato da Comune, Provincia e Regione. "State calmi, non è successo niente di grave", si leggeva in un ridicolo volantino da distribuire alla popolazione nel 1979, quando il prefetto rispondeva così a chi gli chiedeva notizie: "Un incidente a Caorso? Facimme 'e corna" . Che storia. E che brutto finale. Con la centrale fermata dopo tre anni a pieni giri, dal 1982 all'85, e 29 miliardi di chilowattora prodotti. E con la popolazione di Caorso che non firma per il referendum e non sfila alle marce dei Verdi. Un caso unico nell'Italia dei no. Ma c'era Chernobyl nell'86, e la politica energetica in Italia cambiò strada. In piazza a Caorso in quei giorni c'era il vicesegretario del Psi, Claudio Martelli. Lo slogan era "Atomo, addio". Il Pci si è allineato, la Dc ha avuto paura. Chicco Testa, futuro presidente Enel, guidava un corteo contro l'atomo. Oggi ha cambiato idea. Ripensiamo al nucleare, scrive. Guido Possa approva: "Il governo Berlusconi ne ha fatto una bandiera". Pierluigi Bersani, ministro ombra del Pd, nella prefazione del libro su Caorso, butta la palla avanti: "Il domani del nucleare appartiene alla quarta generazione". Sul piatto ci sono però le centrali della terza generazione. E a Caorso, nell'attesa, c'è una pattumiera di vecchie scorie. Il patrimonio A Caorso ci sono, già pronti, gli studi sismici, l'acqua del Po per il raffreddamento delle barre di uranio, le convenzioni sulla protezione ambientale, una rete di monitoraggio Giangiacomo Schiavi.

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Nucleare, l'Italia ritorna a Caorso (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere.it" del 23-09-2008)

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"Quando si parla di nuove centrali si pensa al paese piacentino" Nucleare, ritorno a Caorso È l'area che molti indicano per il nuovo reattore Il sindaco: sarebbe da pazzi dire no, parliamone DAL NOSTRO INVIATO CAORSO (Piacenza) Dicono che si riparte da qui. Da quest'angolo di Padania dove il nucleare è sepolto tra l'autostrada e il Po. Ci sono i canneti, le vecchie cascine, una garitta deserta. E c'è una centrale spenta, un relitto che aspetta di essere abbattuto. Per farla funzionare, quarant'anni fa, l'Enel ha investito 468 miliardi di lire; per tenerla ferma, vent'anni fa, lo Stato ne ha bruciati diecimila. Impossibile dimenticare Caorso. È il day after del nucleare all'italiana, un caso d'eutanasia su un paziente sano. Nel 1969 doveva essere la centrale più potente d'Europa. Nel '78, in funzione, poteva accendere otto milioni di lampadine da cento watt, una potenza in grado di illuminare una città come Milano. Si è fermata, guastata ed è ripartita. Ha fatto risparmiare 1.700 miliardi sulla bolletta petrolifera. Dopo Chernobyl e il referendum finisce in un angolo morto della storia. Dal 1988 ammuffisce nel deserto della Bassa: chiuso il centro d'informazione, dimenticato il raddoppio, accantonata l'ipotesi di farne una nave scuola per tecnici e ingegneri. Un caso da manuale degli sperperi: da ferma la centrale costava 300 milioni al giorno. Per anni 177 operai e tecnici hanno aspettato il segnale di una ripartenza, come i soldati di Buzzati nella Fortezza Bastiani. Il segnale è arrivato, ma molti di loro sono già in pensione. Adesso si sente dire che sulle ceneri della vecchia centrale ne può nascere un'altra. L'ipotesi non è campata in aria: è realistica. Il raddoppio è sempre stato nell'aria. Più il premier Berlusconi e il ministro Scajola insistono sul ritorno del nucleare in Italia, più intorno a Caorso si aspetta, o si teme, la nomination. Ci si mette anche il leader della Lega, Umberto Bossi, a fare da sponda: "Le centrali nucleari? In Padania la gente le accetterebbe. Siamo gente civile, non vogliamo rimanere senza frigo e condizionatore". Così il sindaco di Caorso, Fabio Callori, Forza Italia, è costretto a mettere le mani avanti: "Se questa è l'intenzione, cominciamo a parlarne. Sarebbe da pazzi dire no al nucleare a Caorso, ma bisogna prima coinvolgere la gente, discutere con gli enti locali, creare il consenso". Concorda il senatore di Forza Italia Guido Possa, responsabile del dipartimento Energia per la Lombardia, già viceministro per la Ricerca e ascoltato consigliere del premier. "L'identificazione dei siti è una scelta delicata: Caorso è la prima cosa che viene in mente quando si parla di nuove centrali. C'è un patrimonio enorme di conoscenza, c'è una rete di controllo sociale che non va sprecata. Ma i passaggi da fare sono tanti e siamo solo all'inizio. L'accettazione deve passare attraverso un messaggio chiaro alla popolazione coinvolta e agli enti locali". Quarant'anni fa non andò così. Lo ricordano nel libro "Piacenza, capitale dell'energia" i protagonisti di quell'avventura. A Caorso non ci fu nessun dibattito. Il Sole non rideva sull'Italia, la legge di Nimby ("Non nel mio giardino") era sconosciuta. Un funzionario dell'Enel sbrigò la faccenda da solo, bastarono un paio di incontri in Comune. Il sindaco comunista Pietro Rossetti, un galantuomo in buona fede, disse di sì con la promessa di un risarcimento per i danni di una centralina sul Po. Il consiglio comunale approvò il reattore con una licenza edilizia, come per un condominio. Un inganno nucleare, denunciò Italia Nostra. Consumato nel silenzio di una stampa interessata più ai miliardi dell'investimento che all'impatto ambientale. Ricorda un altro ex sindaco, Enrico Fanzini, succeduto a Rossetti: "Nessuno di noi sapeva niente di nucleare. Con l'aiuto del partito sentimmo uno scienziato inglese: ci fornì ampie assicurazioni sulla sicurezza". Una centrale atomica, diceva, è più sicura di un'automobile. Era un altro secolo e c'era un'altra Italia. La Dc al 38 per cento, Rumor presidente del Consiglio, Nenni agli esteri, Tanassi all'Industria. In prima prima pagina il crac di Felicino Riva, il rapimento Lavorini, le uova marce alla Bussola. E poi il Sessantotto, gli studenti in piazza, l'autunno caldo che incombe. E Le Monde che fotografa un Paese allo sbando, con il record europeo delle ore di sciopero e 873 giornate di lavoro perse ogni 1.000 lavoratori. "L'Italia ricorda la Grecia alla vigilia del golpe militare: scioperi selvaggi, blocchi stradali, guerriglia, picchettaggi, cortei nelle fabbriche molotov, culto verbale della violenza.". Cominciò così il nucleare all'italiana. Con tanto pressapochismo, bugie, strumentalizzazioni, furberie, confusione. Ma le competenze tecniche c'erano, e anche gli uomini: Caorso, dopo errori e battaglie, diventò un modello da esportare. Normale che se ne riparli. Qui c'è già tutto per una centrale: gli studi sismici, l'acqua del Po per il raffreddamento delle barre di uranio, le convenzioni sulla protezione ambientale, una rete di monitoraggio. C'è anche il famigerato piano d'emergenza, quello che fino agli anni Ottanta era un concentrato di inutile burocrazia chiuso a chiave in prefettura e che è stato riscritto, reinventato da Comune, Provincia e Regione. "State calmi, non è successo niente di grave", si leggeva in un ridicolo volantino da distribuire alla popolazione, quando un prefetto a chi gli chiedeva particolari rispondeva così: "Un incidente a Caorso? Facimme 'e corna". Che storia. E che brutto finale. Con la centrale fermata dopo tre anni a pieni giri, dal 1982 all'85, e 29 miliardi di chilowattora prodotti. E con la popolazione di Caorso che non firma per il referendum e non sfila alle marce dei Verdi. Un caso unico nell'Italia dei no. Ma c'era Chernobyl nell'86, e la politica energetica in Italia cambiò strada. In piazza a Caorso in quei giorni c'era il vicesegretario del Psi, Claudio Martelli. Lo slogan era "Atomo, addio". Il Pci si è allineato, la Dc ha avuto paura. Chicco Testa, futuro presidente Enel, guidava un corteo contro l'atomo. Oggi ha cambiato idea. Ripensiamo al nucleare, scrive. Guido Possa approva: "Il governo Berlusconi ne ha fatto una bandiera". Pierluigi Bersani, ministro ombra del Pd, nella prefazione del libro su Caorso, butta la palla avanti: "Il domani del nucleare appartiene alla quarta generazione". Sul piatto ci sono però le centrali della terza generazione. E a Caorso, nell'attesa, c'è una pattumiera di vecchie scorie. Giangiacomo Schiavi stampa |.

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FAMIGLIE POVERE, SCATTA L'SOS (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Salerno)" del 23-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Famiglie povere, scatta l'sos Battipaglia. Disabile e moglie bracciante agricolo con un reddito complessivo di 800 euro mensili costretti a pagare 620 euro per il fitto di casa. L'aumento della pigione di casa per Lucio Capacchione scatterà dal prossimo primo gennaio e già oggi per lui e sua moglie è dura tirare avanti. Un vero e proprio calvario. Solo da poche settimane al signor Lucio viene corrisposta la pensione di nemmeno 300 euro senza accompagnamento. Ora ad incrinare ancora di più le precarie condizioni economiche della famiglia Capacchione che abita in centro in un appartamento di circa 90 metri quadri c'è l'aumento del fitto di casa. "Quattro mesi fa - dice Angela Gorrasio, presidente dell'associazione So.Dis - ho chiesto un contributo economico al Comune di Battipaglia in favore della famiglia Capacchione ma dai servizi sociali nessuno si è fatto vivo. Un mese fa ho sollecitato la richiesta e mi hanno detto che devo protocollarla di nuovo perché il consiglio comunale è stato sciolto ed ora c'è il commissario prefettizio". Intanto, il signor Lucio non sa più a che santo votarsi. Ora la pigione della casa è di 327 euro e il denaro rimanente manco 500 euro servono per comparare costosi medicinali e vivere. "Nessuno ci viene incontro - continua Angela Gorrasio - spero solo che la richiesta di aiuto venga accettata al più presto dal comune di Battipaglia". Del resto la richiesta avanzata dall'associazione So.Dis. giace al comune da quattro mesi e considerata anche la burrasca politica che ha portato allo scioglimento del Comune di Battipaglia, e ora che la macchina comunale si sta rimetta in moto e dia una risposta al signor Lucio che ormai è arrivato allo stremo. Nel groviglio della burocrazia c'è una richiesta di aiuto che si formalizza in una domanda, protocollata al Comune. Ora la speranza è che il caso venga esaminato dal commissario prefettizo la dovuta celerità. g.p.p.

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Crisi, oggi ennesimo verticeMUSSOMELI (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 23-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il sindaco incontra singolarmente i vari referenti dei partiti e poi tutti i partner insieme Mussomeli. Il 24 ottobre del 1998 Mussomeli fu funestata da una terribile tragedia familiare che provocò tre vittime e tra loro la giovane Francesca Sorce, assistente sociale che ebbe il solo torto di voler salvare altre vite umane, in particolare di due bambini, a prezzo della sua. Francesca ha ricevuto diverse medaglie d'oro alla memoria, a lei sono stati intitolati il Centro diurno per anziani (amministrazione Scannella) e l'aula consiliare (dietro iniziativa di Salvuccio Bellanca, mozione votata all'unanimità dal consiglio comunale), inoltre l'amministrazione Valenza ha istituito il premio scolastico intitolato proprio a Francesca Sorce. E così da alcuni anni, il 24 ottobre, le rappresentanze scolastiche di tutti gli istituti di Mussomeli si riuniscono nell'aula consiliare e vengono premiati gli studenti meritevoli in nome di Francesca. Quest'anno però, nel decennale della morte si vorrebbe fare qualcosa in più per ricordare la figura di Francesca. A tale proposito, l'assessore ai Servizi sociali Nino Lanzalaco dichiara: "E' nostra intenzione, con la collaborazione della famiglia di Francesca, realizzare un video su dvd per fare conoscere davvero chi era Francesca agli studenti che ogni anno sono premiati ma in fondo non hanno piena coscienza del suo gesto eroico. Un dvd con foto e testimonianze per dare vita e corpo a questa piccola grande eroina che nessuno di noi ha dimenticato e tanto ci ha insegnato". Il 24 ottobre di dieci anni fa, Francesca si era recata al lavoro come sempre, confidando in una bella giornata che concludesse bene la settimana. Francesca era dolce e gentile, una radiosa ragazza pronta al sorriso ed alla battuta, amante delle cose semplici e disposta a qualunque sacrificio pur di aiutare le persone che avevano bisogno del suo intervento. Lunghi capelli neri le incorniciavano il volto rotondo e gli occhi ridenti. Una passione, quella per la solidarietà verso gli altri, sempre vissuta in prima persona ed a muso duro contro i limiti a volte assurdi della burocrazia. Avrebbe compiuto 37 anni a novembre. Due pallottole le bruciarono sogni, gettando nello sconforto la famiglia, i colleghi di lavoro, i suoi assistiti e l'intera cittadinanza. Due colpi per stroncare una giovane vita. R. M.

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QUEI FRAGILI ALLEATI (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 23-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Vittorio Emanuele Parsi QUEI FRAGILI ALLEATI CONTINUA A PAGINA 39Non sono ancora chiari i moventi del rapimento di 11 turisti occidentali avvenuto ieri nell'Alto Egitto. Fonti ufficiali del governo lo hanno classificato come un atto di banditismo comune e non di terrorismo. Questo lascia sperare in una felice conclusione della vicenda che vede coinvolti anche cinque nostri connazionali. D'altra parte, in anni non lontani, proprio in Egitto, i turisti stranieri erano stati oggetto a più riprese di una campagna mirata da parte di formazioni che si richiamavano ad Al Qaeda e, come il caso yemenita insegna, il confine tra banditismo e terrorismo è spesso labile, soprattutto laddove le istituzioni politiche statali faticano a consolidarsi e a sviluppare efficaci canali di rappresentanza. Per lunghi anni quello egiziano è stato un regime sostanzialmente dittatoriale, ai cui leader, più o meno carismatici, era affidata la mediazione tra le istituzioni e la società. Pur così diversi tra loro, Nasser, Sadat, Mubarak erano però accomunati da questa funzione di "supplenza" rispetto alla debolezza delle istituzioni. Questa debolezza, sia in termini di accessibilità sia in termini di efficacia, non ha però impedito che una burocrazia corrotta e famelica si consolidasse e appropriasse delle cariche pubbliche. Producendo un duplice effetto negativo: da un lato, l'aumento del malcontento e il peggioramento delle condizioni di vita di larghe fasce della popolazione; dall'altro, la progressiva fuga del dibattito e della progettualità politica dai canali formali a quelli informali, quando non clandestini. È a seguito degli eventi dell'11 settembre 2001 che i Paesi occidentali hanno preso atto dell'insostenibilità della situazione e, preoccupati che un crollo violento e repentino del regime potesse rendere l'Egitto facile preda del messaggio jihadista, hanno iniziato a fare pressioni su Mubarak affinché procedesse alla graduale apertura e liberalizzazione delle istituzioni. Detto per inciso, è la stessa politica attuata nei confronti del Pakistan di Musharraf: cioè dei due Stati-cerniera della lotta contro la proliferazione dell'islamismo radicale. Com'è ovvio, se l'Occidente dovesse "perdere" il Pakistan, diventerebbe impossibile sconfiggere i taleban in Afghanistan. Ma un Pakistan che dovesse cadere preda di una sindrome afghana, con l'autorità del governo centrale ridotta all'area della capitale, costringerebbe l'India ad accantonare qualunque velleità di "bilanciamento" nei confronti della Cina, privando l'equilibrio asiatico (e quello globale) di un giocatore fondamentale. Altrettanto vitale è il ruolo dell'Egitto, non solo nei confronti dell'endemicamente instabile "piccolo Medio Oriente", ma anche verso quel continente africano che dal Corno d'Africa al Darfur, all'intera fascia sub-sahariana è sempre più campo d'azione per l'islamismo più radicale e violento. In entrambi questi Paesi, sono innanzitutto le preoccupazioni geopolitiche a motivare i governi occidentali verso un'opera di State building che non può aggirare la questione di una maggiore accessibilità e responsabilità delle istituzioni politiche nei confronti dei cittadini. Nel lungo periodo solo Stati "forti" (autorevoli e non autoritari) possono riuscire a rintuzzare l'offensiva politica dell'islamismo radicale. In questo senso bisognerebbe agevolare la transizione verso istituzioni più democratiche e incalzare i regimi a perseguire la via delle riforme. Nel breve periodo, occorre però sostenere i governi nostri alleati, affinché il loro tracollo non renda impossibile conseguire l'obiettivo "strategico". È quindi necessario appoggiarli, con il rischio che tale sostegno allontani la soluzione del problema e alimenti il consenso raccolto da quelli che vogliamo combattere. Si tratta, per dir così, di sconfiggere la malattia senza uccidere il paziente. Negli ultimi tempi la consapevolezza della obbligatorietà di questa rotta sembra si sia un po' allentata. Forse questo rapimento, che speriamo si risolva per il meglio, è un segnale che faremmo bene a cogliere prima che anche in Egitto banditismo e terrorismo si saldino, fino a diventar sinonimi.

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Riflettori sui distretti agroalimentari (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 23-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Cesis in collaborazione con Eurispes Sicilia dedica un volume ai fabbisogni del settore agricolo Riflettori sui distretti agroalimentari libri Nel ricordo di Lucia Sortino (g. t.) Continua ad avere un notevole successo, tant'è che è stata curata, a settembre, la seconda edizione, "Il difficile cammino della mia vita" di Lucia Sortino che il 5 settembre avrebbe compiuto 19 anni se il suo terribile male non l'avesse costretta, il 18 luglio, al suo ultimo viaggio. Inserito al n.2 della collana "Cammini" della "Libreria Editrice Urso", il libro continua ad essere punto di riferimento non solo per i suoi compagni di scuola ed amici della mailing list della libreria, ma anche conforto per la madre Patrizia che ricorda l'infinito coraggio con cui Lucia ha affrontato tutte le sue prove, compresa l'ultima, quella del suo incontro con Dio. Non può sfuggire a chi legge questa testimonianza così drammatica, e al tempo stesso così serena, la forza di chi soffre per la sua condizione di malattia e combatte contro chi, perdendosi nei meandri della burocrazia, impedisce di concretizzare il diritto allo studio a tanti giovani che vivono in silenzio il proprio disagio divisi fra le cure dolorose e il desiderio di tornare a scuola fra i compagni. In un periodo di tagli dei fondi alle scuole, il libro di Lucia si presenta più che mai attuale perché offre la possibilità di esaminare il problema dell'assistenza agli studenti disabili.

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Sciopero per De Angelis, si rimanda (sezione: Burocrazia)

( da "AprileOnline.info" del 23-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Matilde Giovenale , 23 settembre 2008, 16:49 Il caso Per il 27 settembre i macchinisti del Sdl e del Cub avevano indetto un'astensione dal lavoro per il reintegro del loro collega licenziato da Trenitalia per aver denunciato la scarsa sicurezza. Ma il ministero minaccia di precettarli perchè ci sarebbe una altra protesta nello stesso giorno. Sul sito del dicastero non si fa menzione delle cause dell'iniziativa La crisi dell'Alitalia, con il timore che ci possa essere una drastica riduzione del servizio, e un altro sciopero già indetto dal settore che risulterebbe troppo vicino nei tempi. Sono queste le motivazioni con cui la Commissione di garanzia e il ministero dei Trasporti hanno scoraggiato i macchinisti del Sdl e del Cub dalla loro iniziativa di protesta, indetta per il 27 settembre per chiedere il reintegro a lavoro del loro collega Dante De Angelis e degli altri otto operai dell'Oml di Genova, tutti licenziati, anche se per motivazioni diverse, da Trenitalia. A gravare sulla scelta di scioperare o meno, che adesso pesa sulle spalle dei macchinisti, si aggiunge anche la minaccia di precettazione annunciata dal ministro Altero Matteoli. Così le ragioni burocratiche, oltre al rischio di venir perseguiti legalmente, peseranno sulla scelta futura cioè se organizzare o meno l'astensione di otto ore dall'attività. Le due vicende sono state al centro dell'attenzione mediatica durante il mese di agosto per finire poi, già a settembre, nel dimenticatoio. De Angelis è stato licenziato per aver sollevato critiche verso lo scarso rispetto delle misure di sicurezza attuate da Trenitalia sui pendolini ad alta velocità (l'occasione è stata fornita dall'incidente verificatosi alla stazione di Milano centrale questa estate, quando si è spezzato un Etr 500), ed è stato inoltre denunciato per procurato allarme. Misure che hanno spinto ad intervenire criticamente verso l'azienda sia la politica che il sindacato, in modo per altro trasversale: da Cicchitto a Epifani, tanto per intenderci, era stato un coro di no nei confronti delle decisioni prese da Trenitalia e giudicate eccessive. Dopo di che, il silenzio ha regnato sovrano. Quello dei media e dell'azienda. Un buco di informazione che ha spinto i colleghi di De Angelis e degli altri otto operai di Genova (licenziati perché accusati di farsi timbrare il cartellino da altri lavoratori) sul piede di guerra. La prima mossa è stata quella di lanciare una petizione per chiedere il loro reintegro immediato (sono state raccolte 8mila firme), la seconda la convocazione di uno sciopero, quello appunto del 26 settembre, che oggi pare sfumato. La burocrazia, la Commissione di garanzia sullo sciopero, il ministero dei Trasporti si sono messi di traverso, chiedendo prima di differirlo, minacciando poi la precettazione in caso contrario. Sul sito di Trenitalia la notizia ha avuto molto spazio. O meglio parte di essa. Si parla infatti dello sciopero, ma soltanto dei disagi che esso potrebbe provocare, senza fare alcun accenno alle motivazioni che lo hanno determinato. Sarà casuale?.

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Criminalizare: ecco la ricetta Maroni (sezione: Burocrazia)

( da "AprileOnline.info" del 23-09-2008)

Argomenti: Burocrazia

Filippo Miraglia*, 23 settembre 2008, 18:15 Il commento Il governo per voce del responsabile del Viminale ha annunciato un giro di vite sul diritto di asilo e il ricongiungimento familiare prospettando anche misure crudeli (come il test del Dna a carico dei richiedenti). Ma in Italia l'emergenza è un'altra e si chiama "politica di accoglienza", di cui il nostro paese è ancora privo Il governo e il ministro Maroni in particolare continuano a calcare la strada della criminalizzazione degli immigrati e dell'immigrazione nonostante il crescente numero di morti da frontiera causati dalle leggi Bossi-Fini, nonostante il razzismo montante che passa per delitti di sangue. In sostanza chi governa continua a farlo in modo irresponsabile alimentando sentimenti di intolleranza e odio verso gli stranieri. Come tutto questo venga attuato è semplice. Se si discute esclusivamente di costruire un numero maggiore di centri di detenzione, se si attua una restrizione nelle possibilità di chiedere il riconoscimento del diritto d'asilo o del ricongiungimento familiare, le persone comuni che subiscono questo tipo di comunicazione istituzionale non possono che accogliere in modo sempre più crescente un sentimento di diffidenza e intolleranza verso gli stranieri. In Italia la legislazione sul diritto d'asilo prevista nella direttiva europea Procedure è stata recepita dal precedente governo di centrosinistra realizzando un passo avanti rispetto alla legge Bossi-Fini. Ora l'attuale esecutivo sceglie di modificarla peggiorandola. Si restringono le possibilità di ingresso legale nel nostro Paese, mettendo altri e nuovi bastoni fra le ruote a quanti vorrebbero entrarvi rispettando la legge, presentandosi ufficialmente allo Stato italiano, senza doversi nascondere rischiando la vita, come avviene oggi a causa della lege in vigore. Il tutto rendendo la loro vita impossibile. In proposito va segnalata anche l'operazione crudele promossa dal ministro Maroni che prevede per il ricongiungimento familiare, in particolare per quei Paesi con maggiori difficoltà, come ad esempio quelli del corno d'Africa (dove a causa della guerra in atto da anni le anagrafi sono inesistenti), il ricorso all'esame del Dna per accertare la parentela dei richiedenti, a carico di quest'ultimi. Si tratta di una ulteriore cattiveria contro gli immigrati che tentano di raggiungere i propri parenti in un altro stato, spesso in fuga da difficoltà causate dal neocolonialismo europeo e americano, da guerre civili, da condizioni di estrema povertà o confusione politica che impedisce la presenza di istituzioni pubbliche adeguate. Del resto già oggi le ambasciate italiane sono collegate con "bande" di persone che producono illegittimamente documenti per l'immigrazione, sfruttando il meccanismo delle tangenti e della corruzione che vedono coinvolti funzionari dell'ambasciata stessa e soggetti dei potere locali. A confermare il carattere propagandistico delle misure prese dal responsabile del Viminale ci sono i dati relativi al fenomeno. Le domande d'asilo in Italia, che pure sono aumentate (l'anno scorso erano 14mila), sono sempre di gran lunga inferiori rispetto al resto dell'Europa, si pensi alla Francia dove raggiungono il numero di 50 mila. In Italia non esiste dunque un'emergenza, se non in senso opposto: noi siamo lo stato più esposto all'immigrazione nel Mediterraneo, eppure riceviamo al contrario una richiesta di asilo di molto inferiore alla media del Vecchio continente. L'abuso di questo istituto giuridico di cui parla Maroni non ha fondamento. Alla base di questa scarsa domanda c'è una motivazione tragica: i richiedenti asilo piuttosto che vivere nel nostro Paese preferiscono andare altrove, perché non siamo in grado di offrire un'accoglienza sufficiente e degna di questo nome: mancano le strutture e una politica d'accoglienza. Un richiedente asilo in un paese normale d'Europa viene trasferito, a poche ore dal suo arrivo, in una struttura preposta ad accoglierlo, in Italia invece passano mesi e mesi prima che possa accedervi, e nella maggior parte dei casi non avrà mai accesso a nessuna struttura civile, se non a quelle detentive, dette di prima accoglienza, al suo arrivo. E questa la vera emergenza, non quella di cui parla il governo. Così come rappresenta un'emergenza il fronte caldo delle richieste di rinnovo del permesso di soggiorno e di ingresso per lavoro. In Italia ci sono più di un milione di immigrati che aspettano di vedere rinnovato il proprio titolo di soggiorno: stranieri che hanno un lavoro e sono spesso qui da tempo, vite che si scontrano con una burocrazia intasata e lenta che rende la loro esistenza impossibile. Ci sono le domande di ingresso per lavoro del 2006 (520mila) ancora non esaminate completamente, come denuncia la Corte dei Conti, e quelle del 2007 (740mila) di cui la maggioranza non è stata ancora vagliata. Forse è questa l'emergenze a cui la macchina della burocrazia non sa dare risposte mentre la politica si occupa d'altro. Un atteggiamento ingiusto perché riguarda la vita di centinaia di stranieri ma anche delle nostre famiglie e della nostra economia. Diversamente, l'attenzione è tutta puntato su altro. Per esempio su quelli che una volta si chiamavano centri di permanenza temporanea: ennesimo capitolo di una politica propagandistica perseguita dal centrodestra. I Cpt infatti espellono meno del 4% degli stranieri rintracciati illegalmente sul nostro territorio: si tratta quindi di un sistema marginale, che non serve al controllo e alla repressione dell'immigrazione irregolare, come dichiara il Governo e il centro destra, perché l'espulsione o avviene nei primi giorni o non si attua proprio, spesso perché i paese di provenienza non accettano le persone espulse e li rimandano in Italia. Una politica inutile, ma che serve, anche questa, a criminalizzare gli immigrati e far passare l'idea che c'è in atto una loro minacciosa invasione. *Responsabile Immigrazione Arci.

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