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PRIVILEGIA NE IRROGANTO  di  Mauro Novelli         

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DOSSIER “BUROCRAZIA”

 

 

 

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Report "Burocrazia"   13-21 giugno 2009


Indice degli articoli

Sezione principale: Burocrazia

A Belluno le condizioni peggiori per l'impresa ( da "Corriere delle Alpi" del 13-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, credito, tempi della giustizia civile, legalità e conflittualità, servizi pubblici locali, infrastrutture. Il primato ai soli noti. Il primato va a Bolzano e Trento, seguite da ben quattro province emiliane. Quanto al Veneto: Treviso è la prima provincia e si colloca al 13º posto a livello nazionale,

Ventura assolto da tutte le accuse ( da "Trentino" del 13-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: azione pocio avvezzo alla burocrazia, non si occupava dei controlli a domicilio. In ogni caso, nel giugno 2005 era stato lui stesso a disporre un controllo al medesimo collaboratore di giustizia. Il quale, a processo, era stato smentito dalla moglie, la quale ha spiegato che Ventura le aveva telefonato per informazioni sulla sua salute.

Fax in ritardo, salta il vertice su Riese ( da "Tribuna di Treviso, La" del 13-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: spinge affinché la burocrazia non si fermi, ma poi ammette: «Per esperienza personale credo che ci vorrà un anno per avere i soldi sul territorio. Ma il problema vero è avere la certezza che arriveranno. Berlusconi è informato, non credo ci saranno problemi». Come dire, prima facciamo il decreto, poi parliamo di tutto il resto.

Agenzia delle Entrate-artigiani accordo per la semplificazione ( da "Tribuna di Treviso, La" del 13-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: di burocrazia miope per la loro risoluzione da parte delle imprese. Un problema che verrà in gran parte risolto grazie al Protocollo di intesa recentemente siglato tra Agenzia delle Entrate - Direzione Regionale del Veneto e la Confartigianato del Veneto, la Cna del Veneto e Casartigiani del Veneto, che ne semplifica la gestione.

"abolire subito l'irap, è una tassa-rapina" ( da "Repubblica, La" del 13-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Una burocrazia fra le più lambiccate e gravose del mondo», «una tassazione che non ha pari», «un´infrastruttura giuridica rugginosa». La crisi - è la loro tesi - è l´occasione per fare le riforme nelle quali ciascuno ritrovi il suo ruolo, la politica senza invadere il campo dell´economia, le imprese e le banche evitando il rischio di combattere tra loro «

"due anni col mesotelioma l'assistenza è un optional" - ottavia giustetti ( da "Repubblica, La" del 13-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: altrimenti resti schiacciato dalla burocrazia e solo». Donato è stato sempre bene fino al 2007. Ma è normale per questa malattia che ha tempi lunghissimi. Quando i medici gli hanno diagnosticato il mesotelioma gli hanno dato la speranza di pochi mesi di vita. Oggi però è ossessionato dalla paura di addormentarsi e non svegliarsi più.

burocrati e manager, l'armata di lombardo - emanuele lauria ( da "Repubblica, La" del 13-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Anche perché ai vertici della burocrazia e delle società regionali Lombardo non ha mancato di piazzare ex dirigenti ed ex parlamentari del Movimento per l´autonomia. L´ultima designazione è stata quella di Pietro Rao, già deputato partinicese della Colomba, collocato al timone di Italia Lavoro Sicilia al posto di Mario d´Acquisto,

niente restauro per il cristo degli abissi ( da "Tirreno, Il" del 13-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: per la burocrazia italiana, non sono tanti. Lo diventano, invece, di fronte alle promesse fatte subito al nostro giornale dal presidente della Camera, Gianfranco Fini. Colui che si immerse, nella primavera del 2001 assieme ad altri «colleghi» sub per adagiare nelle acque di fronte all Porto la statua benedetta pochi mesi prima da Papa Giovanni Paolo II,

cna in assemblea per eleggere i vertici ( da "Tirreno, Il" del 13-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: eccessivo costo della burocrazia, alla scarsa efficacia della pubblica amministrazione, in altre parole, alla carenza di attenzione che c'è nei confronti dell'impresa e dell'imprenditore. Sembra ancora radicato, in ampi strati della politica e della società anche pistoiese, una sorta di pregiudizio secondo il quale la piccola impresa viene vista come un problema più che come una risorsa»

Tempi d'attesa, burocrazia, ticket ingiustificati: ( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 13-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, ticket ingiustificati: «Ecco le priorità per aiutare pazienti e cittadini» SANITA' IL BILANCIO ANNUALE DEL TRIBUNALE DEI DIRITTI DEL MALATO' UN ADDIO SOMMESSO, quasi silenzioso, per Massimo Ferraresi. L'operaio di 34 anni accoltellato e ucciso sabato notte, nel corso di una rissa drammatica di fronte al bar Shell di Foro Boario,

Onestà, coraggio rapporto con la città Ecco il Pd che vince ( da "Unita, L'" del 13-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Onestà, coraggio rapporto con la città Ecco il Pd che vince L'inchiesta Viaggio nei luoghi dove i candidati del Pd vincono: meno burocrazia e più dialogo con gli elettori ALLE PAGINE 4-

( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 13-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia? Complica» URBINO PER BUROCRAZIA s'intende l'insieme di regole che governano il funzionamento di una amministrazione, di un servizio, di un ufficio. Nei Paesi anglosassoni ma forse non solo, sono regole che hanno il compito di rendere più agevole e trasparente il lavoro di chi amministra siano essi politici che dipendenti.

di LUCA BERTACCINI C'È TEMPO fino al 2012, poi la Centroplast dovr&#... ( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)" del 13-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Un paio di opzioni (tempi della burocrazia permettendo) sono proprio all'interno del territorio comunale: l'amministrazione uscente aveva infatti avviato, insieme alle associazioni di categoria, un progetto per creare una zona (allargando l'attuale area industriale) per le attività artigianali.

Amanda e il giudizio del Pulitzer ( da "Sole 24 Ore, Il" del 13-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: tempi che dipendono dalla tecnologia e non dalla burocrazia». Ma sottolinea: «A distanza di un anno e mezzo dal fatto, è stato celebrato un rito abbreviato oltreché il rinvio a giudizio, sono tempi straordinari per la giustizia italiana». Straordinari, come tutto in questa storia di morte e bellezza che, tra grossolani errori di valutazione e patina dark,

Mutui, è melina sul 4% ( da "Sole 24 Ore, Il (Plus)" del 13-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Cercare di capire dove si sia inceppata la macchina della burocrazia è come al solito un esercizio complicato e forse pure improduttivo. Di sicuro il ministero delle Finanze ci ha messo del suo al momento di stendere il testo di legge, così poco chiaro da rendere necessaria la pubblicazione di tre successive circolari esplicative.

Con lo stipendio vincolato ( da "Sole 24 Ore, Il (Plus)" del 13-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è da portare pazienza per avviare i dossier con gli uffici del personale, sopportando un po' di burocrazia), il pensionato è graditissimo perchè il riferimento è quasi sempre l'Inps. Il dipendente privato, mai come in questi tempi, è invece soggetto a decurtazioni da cassa integrazione, cambio di sede e nei casi peggiori alla perdita del posto di lavoro.

( da "Sicilia, La" del 13-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Sotto accusa anche la burocrazia che frena gli investimenti. Per l'amministratore delegato di Terna, Flavio Cattaneo, problemi di autorizzazione fermano la realizzazione di elettrodotti che permetterebbero agli italiani di risparmiare un miliardo l'anno di bolletta elettrica.

Abbraccio multietnico alla ( da "Sicilia, La" del 13-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: popolare per contrastare la manifesta volontà politica di tenere le opere pubbliche inspiegabilmente impigliate nei meandri della burocrazia ministeriale e non solo. «Tutti conveniamo sulla necessità di interventi per rendere agibili le scuole, rispondenti ai criteri di staticità antisismica, di sicurezza, di igiene» ha dichiarato Michele Pagliaro, segretario provinciale della Cgil.

Viale delle Palme un parcheggio bloccato dalla burocrazia ( da "Stampa, La" del 14-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: delle Palme un parcheggio bloccato dalla burocrazia Tutto da rifare per il parcheggio interrato nel Viale delle Palme nell'area del mercato ortofrutticolo in parte già utilizzata a parcheggio pubblico. Tutta colpa di una piccolo (ma determinante) intoppo burocratico. Senza ricostruire tutta la vicenda, ricordiamo che l'opera si sarebbe dovuta realizzare (e comunque si realizzerà)

Con l'estate arrivano i rifiuti ( da "Stampa, La" del 14-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Troppa burocrazia e poca praticità. Resto convinto che ogni vallata dovrebbe gestirsi in modo autonomo lo smaltimento dei rifiuti. Destinarli tutti ad Arma costituisce un carico troppo grande insieme a un pericolo ambientale». Sandro Matricardi è il presidente di Asshotel, l'associazione che raggruppa 17 dei 18 alberghi del Comune.

E Confagri presenta al governo un piano anti-crisi ( da "Stampa, La" del 14-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Burocrazia. Confagri chiede un drastico alleggerimento del carico burocratico-amministrativo che grava sulle imprese, in particolare per quanto riguarda le norme su: i pagamenti della Pac; il rispetto dei requisiti ambientali; la gestione della manodopera aziendale.

in pensione dopo 33 anni in cattedra "bello e difficile, ma ora sono stanca" - raffaella paisio ( da "Repubblica, La" del 14-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è aumentata la burocrazia: gli insegnanti dedicano ormai ore e ore a scrivere relazioni e documenti, sottraendo tempo alla preparazione di lezioni. C´è meno entusiasmo per il sapere e un utilitarismo che vuole facilità e voti alti. L´attenzione verso le norme è spesso esagerata: si preferisce il ricorso ad azioni legali alla condivisione di un progetto educativo.

niente musica al ginostra ( da "Tirreno, Il" del 14-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: «Il mio locale è stato «ammutolito» dalla burocrazia comunale». E' lo sfogo di Lorenzo Cutelli, titolare di uno dei luoghi cult dell'aperitivo pisano, Il Ginostra. La vicenda riguarda i permessi per fare musica durante il Giugno Pisano ed il contesissimo palco che viene noleggiato o passato di locale in locale.

Bellaria, in arrivo i bolidi offshore. E il nuovo Rio Pircio c'è ( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 14-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: affossato nei meandri della burocrazia - annunciano i dirigenti, si terrà una grande festa, con l'intervento delle autorità. E' in corso di ultimazione il montaggio della nuova base logistica, interamente in legno stile alta montagna, dove saranno ricoverati i surf e relative vele, nonché le attrezzature tecniche di derive, catamarani e gommoni vari.

di LUIGI GIULIANI OTTO GIORNI ancora per ricu... ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 14-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: con meno burocrazia e una gestione più trasparente». «L'ARROGANZA di Luca Caselli è ormai insopportabile», denuncia Massimo Bertacchi, candidato sindaco della lista Amare Sassuolo' (245 voti). «Nella notte dell'esito elettorale, mentre io asserisce Bertacchi mi dichiaravo disponibile a discutere con entrambi i candidati al ballottaggio sui programmi,

La Gioconda smitizzata: Vinci mette in mostra tutti i ritratti senza veli ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 14-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la disponibilità, l'orario, la ridotta burocrazia, l'esposizione del materiale. Con questo equilibrio la piazza diventa per una biblioteca una metafora». Insomma non sono necessari poi così grandi investimenti... «Una volta individuato il luogo giusto credo che la scelta principale sia quella delle piccole cose.

RISPOSTASostengono da sempre i socialisti che lo Stato, uno Stato autenticamente democratico del tip... ( da "Unita, L'" del 14-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: nelle burocrazie delle istituzioni europee e nei partiti di destra, ha guadagnato consensi e simpatie anche all'interno di quella che era la sinistra. Socialdemocratici restano paradossalmente solo quei piccoli partiti della sinistra, bollati come "radicali" dai sostenitori del pensiero unico perché si preoccupano ancora del destino dei lavoratori più che dei problemi dell'

Il XX Municipio: cantiere chiuso entro due mesi le prime auto ( da "Corriere della Sera" del 14-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: area di sosta in via di Tor di Quinto c'è una risposta, data purtroppo dalla lenta burocrazia. 'Dopo aver realizzato il parcheggio, bisogna espletare tutte le procedure per l'assegnazione della gestione dell'area - spiega il presidente del XX municipio, Gianni Giacomini - Il bando è già in esecuzione, ma bisogna rispettare i tempi previsti dalla legge'.

Di nuovo baracche in corso dei MartiriSi ripropone il problema della casa ( da "Sicilia, La" del 14-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: adesso tocca alla burocrazia che non deve frenare gli sforzi dei privati». Secondo Saffo le strutture della Plaia sono in grado di reggere ben oltre il picco delle 90mila presenze giornaliere, a patto però che si migliori la rete viaria. Ieri intanto primo vero pienone non solo sul litorale Sud ma anche sui solarium appena inaugurati.

Patto Catania Sud da rilanciare ( da "Sicilia, La" del 14-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma dovremmo essere sostenuti, non penalizzati e frenati dalla burocrazia». Quel che il Sib denuncia è l'immobilismo e la mancanza, come detto, di uno strumento che consenta di andare avanti, di tornare a progettare, pianificare e realizzare quelle innovazioni che potrebbero far sviluppare l'intero comparto.

ll'aeroporto di Luanda le delegazioni economiche si succedono a frotte: i cinesi che hanno fatt... ( da "Stampa, La" del 15-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Eppure si potrebbe fare ancor meglio se non ci fossero la burocrazia inetta e infrastrutture primitive. Ma c'è il lato oscuro. La crescita non diventa sviluppo, ancora una volta le statistiche mentono. Dove va il denaro? Lo sviluppo africano riempie i forzieri dei conti nelle banche europee, serve a comperare proprietà immobiliari a Parigi, Londra, negli Usa per i leader,

C'era una volta ( da "Trentino" del 15-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Tutto quanto si è cercato di fare in questi anni è stato sistematicamente smantellato a colpi di burocrazia, interventi della forza pubblica e lamentele del vicinato. Emblematico un virgolettato recente, del nostro al tempo sindaco Pacher che intervenendo sull'ennesima polemica di questa ingestibile megalopoli si esprimeva con un perentorio "Prima di tutto il riposo".

Le imprese crescono, ma non brillano più ( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 15-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Burocrazia, Credito, Tempi della giustizia civile, Legalità e conflittualità, Utilities e servizi pubblici locali, Capitale sociale del territorio e Infrastrutture. Esaminando la classifica provinciale dell'Indice della Qualità della Vita dell'Impresa-Confartigianato, è Bolzano la provincia d'Italia che mostra le condizioni più favorevoli per il fare impresa'

Burocrazia batti un colpo ( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Burocrazia batti un colpo L' Unione europea ha allentato i vincoli della disciplina sugli aiuti di stato, con una serie di deroghe valide fino al 31 dicembre 2010, per venire incontro alle imprese in difficoltà. Il governo italiano, con un decreto appena pubblicato sulla «Gazzetta Ufficiale», ha dato alle amministrazionile direttive necessarie per uniformare gli interventi a sostegno

La Ue si intrufola nei computer di Microsoft ( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La mano invisibile sta funzionando senza bisogno della burocrazia comunitaria. Inoltre, prima di intervenire in modo costrut-tivistico, imponendo la maniera come - a giudizio della Commissione- si debba aprire il mercato, perché non aspettare in modo evolutivo se le misure annunciate da Microsoft sono sufficienti?

Un nuovo parco giochi a misura di bambino ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 15-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia è stata lenta ma finalmente l'Ogliastra che è carente di strutture del genere ha un luogo adatto a misura di bambino». Il parco giochi Biancaneve in collaborazione con le scuole diventerà meta di gite scolastiche fuori porta. La realizzazione del parco è nata da un'idea semplice ma efficace che viene incontro alla necessità dei bambini ogliastrini di socializzare divertendosi.

Sir Rocco Forte sempre più saccense ( da "Sicilia, La" del 15-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma anche da parte di una burocrazia troppo lenta e farraginosa». Per quanto riguarda i suoi rapporti con la politica e le assunzioni, sir Rocco Forte ha ribadito che il suo investimento «ha interessato due periodi in cui al governo nazionale, ma anche in quello cittadino, c'è stato sia il centrodestra che il centrosinistra.

"Il vero abuso? La cieca burocrazia" ( da "Stampa, La" del 16-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La cieca burocrazia" [FIRMA]GIULIO GELUARDI IMPERIA «I fatti dimostreranno che è stata compiuta soltanto una irregolarità in quanto si è costruito il capannone prima della conferenza dei servizi deliberante. Tutto ciò è dovuto al fatto che purtroppo i tempi per la licenza sono diventati troppo lunghi: sono infatti passati già due anni dalla richiesta.

Liberateci dalle maglie della burocrazia ( da "Corriere delle Alpi" del 16-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: «Liberateci dalle maglie della burocrazia» E' l'appello che Donazzolo di Confagricoltura lancia ai due candidati presidenti «Le carte rendono antieconomiche le domande di sostegno» BELLUNO. Appello ai due candidati alla presidenza della Provincia da parte del mondo agricolo.

Domani a Giustino l'addio a Ugo Tisi ( da "Trentino" del 16-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia (ufficiale sanitario, magistratura e altre pratiche) avevano lasciati incerti fino ad ieri sera sulla data del funerale. Che avrà luogo domani pomeriggio alle 18 a Giustino. "Bìghet", come era chiamato e conosciuto dappertutto, era un persona molto benvoluta per la sua modestia e la sua generosità,

Blitz del sindaco: ( da "Secolo XIX, Il" del 16-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dobbiamo liberarle ancora dalla burocrazia. Coinvolgeremo la Capitaneria di porto e dobbiamo stimolare le società che hanno le concessioni ad «adottare» tratti di spiaggia. «Finché la gente non li sente come propri questi luoghi, rimarranno degradati», conclude Avvenente. «Le spiagge vanno presidiate, non possono essere lasciate in preda ai violenti»,

imprese, piccolo torna ad essere bello ( da "Tirreno, Il" del 16-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: anche attraverso una riduzione della burocrazia. Tutto ciò è stato ribadito l'anno scorso nello Small business Act». I dieci principi dello Small business act. Scorrendo il decalogo europeo, salta agli occhi il punto 3 in cui si dice: «Formulare regole conformi al principio "pensare innanziutto in piccolo"».

( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 16-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: da azioni di ammodernamento e ottimizzazione su burocrazia e welfare locale, dalla promozione di interventi di sistema legati alla green economy, dalla creazione di una nuova qualità del tessuto territoriale che favorisca la crescita della piccola impresa perno attorno a cui deve ruotare lo sviluppo.

SCUDO FISCALE ( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: BUROCRAZIA Sempre dai tecnici del ministro Calderoli potrebbero arrivare altri suggerimenti per il decreto in preparazione: dalla semplificazione della norma che obbliga i titolari di partita Iva a pagare le imposte in via telematica all'unificazione delle indennità di malattia e di infortunio, per evitare la duplicazione dei certificati

Sulla Romea il cittadino resta indifeso e bastonato dall'incuria della burocrazia ( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 16-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: incuria della burocrazia SEGUE DALLA PRIMA CHE COSA devo dirti di più? Che produci rumore e inquinamento? Questo è immaginabile, anche se io ho cercato di isolarmi da te piantando quinte di verde. Che proprio non ci sia niente da fare e che il tuo gestore statale voglia chiudere occhi ed orecchie sul tuo pessimo stato e sulle lamentele che provochi?

CONFAGRICOLTURA Ecco il pacchetto ( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 16-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Semplificazione: vitale un drastico alleggerimento della burocrazia che grava sulle imprese, in particolare per quanto riguarda le norme sui pagamenti Pac; il rispetto dei requisiti ambientali; la gestione della manodopera aziendale. Anticipo pagamenti Pac: necessario anticipare i pagamenti da dicembre a luglio 2009.

UNA FOLTA delegazione modenese, guidata dal presidente Munari e dal segretario Ro... ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 16-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è quello della burocrazia: «Il dato è clamoroso: gli oneri burocratici pesano' per 15 miliardi di euro all'anno, pari a un punto del pil nazionale. Due terzi, ovvero 10 miliardi, sono caricati sulle aziende fino a 9 addetti. Questo legaccio, che ci fa arretrare nei confronti dei competitori europei, va sciolto al più presto.

LUCI E OMBRE dall'incontro di sabato a Lecce dei ministri delle finanze del ... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 16-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: rialzando i tassi d'interesse ed alimentando inflazione e peso della burocrazia pubblica. Soprattutto per l'Italia, con l'inflazione nel settore dei servizi sempre in agguato, è un bene prezioso la stabilità monetaria a lungo termine affinché la ripresa economica non finisca presto nel rogo accesso dai prezzi in ascesa incontrollabile.

Pagare i rifiuti prodotti ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 16-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia si può attuare anche ridefinendo la dimensione minima dei Comuni (almeno 10mila abitanti) e facendo confluire i consorzi di bonifica e la Provincia, nella Città metropolitana. Per realizzare questi obiettivi, però, gli industriali individuano una priorità: la creazione di un Osservatorio permanente sulla fiscalità con tutte le istituzioni locali per elaborare proposte

Torregrande a caccia di turisti ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 16-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ritardi fissati dal calendario della burocrazia, visto che la pulizia deve partire dal primo di giugno. «Ma qualche miglioramento in questi giorni l'abbiamo registrato», riprende Roberto Pintus, che si dice ottimista «viste le buone premesse della stagione». Ma poi aggiunge subito.

Ritiratoil progettoper la pistad'atterraggio ( da "Sicilia, La" del 16-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: egli lamenta una eccessiva lentezza della burocrazia del Comune. La struttura burocratica di Palazzo dei Giganti, secondo Moncada, ha fatto perdere al Comune centinaia di migliaia di euro di royalties. «Sia chiaro che non c'è un obbligo di legge per le imprese di pagare delle royalties ai Comuni che ospitano attività industriali per la produzione di energie da fonti rinnovabili.

Spiazzati gli amministratori ( da "Sicilia, La" del 16-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: lanciato pesanti accuse di lentezza alla burocrazia municipale e non é stato tenero nemmeno con qualche consigliere. Queste cose le ha scritte in una lettera al sindaco, al presidente del Consiglio comunale ed a tutti i consiglieri per precisare come stanno le cose sul pagamento delle royalties e sull'aviosuperficie, dei quali si é parlato venerdì durante la seduta del civico consesso.

Morena e Mattia ultimo salutoe lacrime infinite ( da "Sicilia, La" del 16-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Moncada si lamenta per la lentezza della burocrazia comunale? «Allora, diciamo le cose come stanno! Lui ha presentato il progetto per l'aviosuperfice il 28 dicembre scorso. Alla fine di febbraio abbiamo convocato la conferenza di servizi alla presenza dei rappresentanti degli altri enti interessati per vedere quale via percorrere per fare il più in fretta possibile.

Imprese, ok Segretario di Stato a fatturazione elettronica a San Marino ( da "Sestopotere.com" del 16-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: consentirebbe di ovviare alla burocrazia crescente e all?aumento del cartaceo, che a San Marino è ancor più evidente a causa delle procedure di importazione ed esportazione stabilite dagli accordi con la Repubblica italiana, l?ultimo risalente al 10 novembre 1993. Sono infatti 650.

Lite con la burocrazia per organizzare gli spettacoli all'aperto ( da "Stampa, La" del 17-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia per organizzare gli spettacoli all'aperto Da una parte ci sono le scuole di musica e danza e le palestre, dall'altra le regole comunali. Una convivenza sempre più difficile: si è acutizzato l'attrito infatti tra alcuni staff, che vorrebbero organizzare saggi di fine anno e allestire performance nelle piazze del centro senza rimanere imbrigliati nei lunghi iter burocratici

Sculture affacciate sulla terra di Langa ( da "Stampa, La" del 17-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia e con l'aiuto di tanti bravi artigiani ha realizzato questo parco dove si vede la bellezza della natura integrata dalla mano dell'uomo». E' toccato al nuovo primo cittadino Fabio Mondo ricordare come Bubbio abbia una forte vocazione turistica - nel 2008 ci sono stati più di 3500 «passaggi» - aggiungendo che già prima della sua inaugurazione questo parco scultoreo sia già

Sul bando regionale manca il parere del provveditore Non spetta a me ( da "Stampa, La" del 17-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Un'opera fondamentale di rilancio della montagna è ferma per i capricci di un burocrate». Presente alla seduta anche il consigliere regionale Claudio Dutto: «Il provveditore si sta assumendo la responsabilità di impedire la realizzazione di nuove scuole. Siamo al punto che non comandano più i politici, ma la burocrazia».\

farina: "la seconda vita del mio film dimenticato" - maria pia fusco roma ( da "Repubblica, La" del 17-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: «Vedere un film sparire nei corridoi della burocrazia è stata un´esperienza piuttosto dura. L´ho ripreso e finito quando si è sbloccato, grazie anche all´intervento di tanti amici, in particolare di Renzo Rossellini, che mi hanno sostenuto in ogni modo».

il termometro dell'edilizia e la febbre della crisi - luca beltrami gadola ( da "Repubblica, La" del 17-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: un forte accenno alle difficoltà di rapporto con una burocrazia invadente, imbrigliata da una legislazione sovrabbondante e, in molti casi, inefficiente. E qui manforte gli è arrivata dal ministro Brunetta. Curioso uomo quest´ultimo: ha parlato per mezz´ora abbondante rivendicando il suo ruolo di grande economista e ammanendo agli uditori la sua ricetta di come uscire dalla crisi.

Da mesi senza stipendio, operai disperati ( da "Resto del Carlino, Il (Fermo)" del 17-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Di qui, l'auspicio che la burocrazia acceleri il suo corso, che si instauri un migliore collegamento tra Regione e istituto di credito e che questi ultimi eroghino gli 800 euro mensili agli ormai ex lavoratori. Sono a un passo dal loro obiettivo, intanto, i dipendenti del calzaturificio Azimut di S.

Settimo non rubare Promemoria per la borghesia ( da "Riformista, Il" del 17-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: da una magistratura autorevole e una burocrazia statale efficiente. Tre condizioni di cui il nostro Paese avverte la mancanza. Se poi è concessa una digressione, quando nell'Italia cuore del cattolicesimo il settimo comandamento (non rubare) mostra una così scarsa forza persuasiva, si pone un problema anche per il magistero della Chiesa,

L'ombra di Sarkozy sul G8 italiano ( da "Riformista, Il" del 17-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che mira a nascondere dietro una cortina di burocrazia supplementare le politiche protezioniste che molti paesi, a partire proprio dalla Francia, stanno implementando per tutelare le proprie fabbriche a scapito di quelle dei vicini. Solo tattica, ma che rischia di complicare non poco gli sforzi italiani per garantire rilevanza e prestigio al G8 dell'Aquila.

COSTRUIRE INSIEME la cattedrale dello sviluppo. La proposta forte' ... ( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 17-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: governance con il ripensamento delle società partecipate in modo che non sia più possibile barare sul mercato, l'attuazione di liberalizzazioni effettive, un rapporto rinnovato e costruttivo tra sistema bancario e tessuto imprenditoriale, azioni concrete di ammodernamento e ottimizzazione su burocrazia e welfare locale, promozione di interventi di sistema legati alla green economy».

Aspettando la buona vigilanza ( da "Sole 24 Ore, Il" del 17-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sia a livello statale che federale, in cui sia i politici sia le burocrazie trovano la loro convenienza. In questi giorni il Dipartimento del Tesoro Usa sta per varare il suo piano di riassetto della vigilanza. Si va verso un consolidamento? Dalle prime anticipazioni non sembra. Sembra invece accrescersi il ruolo della Fed.

Schifani: collegare il Sud alle grandi reti europee ( da "Sole 24 Ore, Il" del 17-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: vicepresidente per le Infrastrutture di Confindustria, che però passa dal tema della burocrazia a quello della velocità degli stanziamenti: «Il governo ha preso delle decisioni ma è necessario passare al piano pratico. Bisogna quindi accelerare i tempi di spendibilitÁ delle risorse». Puntando soprattutto su opere immediatamente cantierabili.

Prescrizione degli oppioidi anche con ricetta semplice ( da "Sole 24 Ore, Il" del 17-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Un colpo di scure alla burocrazia che finora ha ostacolato la diffusione di queste terapie – a cominciare dalla morfina – che potevano essere prescritte solo con un ricettario speciale in triplice copia. L'ordinanza – ha spiegato Fazio, che ne ha dato notizia al convegno «Cura del dolore: un segno di civiltà»,

Oppioidi e dolore: basta una ricetta semplice ( da "Sole 24 Ore, Il (Sanità)" del 17-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Un colpo di scure alla burocrazia che finora ha ostacolato la diffusione di queste terapie ? a cominciare dalla morfina ? che potevano essere prescritte solo con un ricettario speciale in triplice copia. L'ordinanza ? ha spiegato Fazio, che ne ha dato notizia al convegno «Cura del dolore: un segno di civiltà», organizzato a Roma da «Il Sole 24 Ore Sanità»

Ai giudici di pace del Sud il 55% delle cause pendenti ( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 17-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: da circa un anno ma tuttora impelagato nei meandri della burocrazia- continua ad avere sede in uno stabile di uso abitativo. «Qualche anno fa - racconta il giudice coordinatore Francesca Baiardi - i nostri uffici furono oggetto di un sopralluogo da parte dei tecnici della facoltà d'ingegneria dell'Università Federico II.

Forlì, appello delle imprese alla Pa ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 17-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: eccessivo peso della burocrazia - Dopodomani l'incontro Forlì, appello delle imprese alla Pa FORLì Ilaria Vesentini Anche sul territorio forlivese il comparto industriale sta soffrendo. è il dato incontrovertibile che emerge dalle più recenti indagini di Confindustria Forlì, che si è data appuntamento il prossimo 19 giugno a Cesena per l'annuale assemblea.

Poca la fiducia tra le imprese ( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 17-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: tutte sentono «il bisogno di una minore statalizzazione e di un minor peso della burocrazia anche all'interno dell'impresa stessa» così come afferma Franco Muratore, presidente della Compagnia delle opere di Palermo. Al di là del rapporto con la pubblica amministrazione «le imprese al Sud collaborano con maggiore difficoltà –

( da "Corriere della Sera" del 17-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: edera della burocrazia, come una venerabile ruina il ministero dei Beni culturali «muore un po' ogni giorno». L'archeologo è mestiere che ha a che fare con le civiltà scomparse, e dunque l'allarme lanciato ieri dal presidente del Consiglio superiore dei Beni culturali, Andrea Carandini, è di quelli da tenere in conto: «Dagli anni Ottanta calano i finanziamenti al ministero,

Grattacieli e nuove case La ripresa parte da Milano ( da "Corriere della Sera" del 17-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Corriere della Sera sezione: PRIMA PAGINA data: 17/06/2009 - pag: 1 Le imprese edili Grattacieli e nuove case La ripresa parte da Milano di RITA QUERZE' Assemblea dei costruttori di Assimpredil-Ance. Gli imprenditori chiedono meno burocrazia e più credito contro la crisi. A PAGINA

Grattacieli e case, sfida alla crisi ( da "Corriere della Sera" del 17-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: I costruttori: meno burocrazia Sanno di essere l'epicentro della crisi. Ma sanno anche che proprio l'edilizia potrebbe trascinare il Paese fuori dal pantano. E' con questa consapevolezza che ieri i costruttori di Milano e Lodi rappresentati da Assimpredil-Ance si sono riuniti per la loro assemblea annuale.>

. L'Udc rimuove Ruffino ( da "Corriere della Sera" del 17-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: rapporto dei cittadini con la burocrazia della pubblica amministrazione». Filippo Penati, invece, durante una visita agli anziani ospiti del Pio Albergo Trivulzio, ha annunciato che, se sarà riconfermato, «la Provincia sosterrà gli anziani istituendo un fondo per la non autosufficienza, con una dotazione iniziale di due milioni di euro e la garanzia di una continuità nel finanziamento,

T utta ( da "Corriere della Sera" del 17-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia, l'arroganza e l'ottusità ad alta tecnologia di chi costringe gli altri a vivere sotto cieli troppo grigi. Basta fermarsi un attimo davanti a opere come I generali, I funerali dell'anarchico Pinelli, Nixon parade o L'Apocalisse per entrare nel mondo di Enrico Baj, di certo tra gli artisti più geniali del Novecento italiano.

Gli industriali: "Tecnopolo, manca solo il sì della Regione" ( da "RomagnaOggi.it" del 17-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma siano veloci e chiari- esortano gli industriali in modo da permettere all'imprenditore di andare a investire altrove. Il confronto sul futuro del territorio dev'essere franco, siamo molto preoccupati", aggiunge da parte sua Marco Chimenti, direttore di Confindustria. In testa alle lamentele c'e' sempre la burocrazia "criminale".

MySpace piace meno di prima e licenzia il 30% dei dipendenti ( da "Repubblica.it" del 17-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: del peso della burocrazia, per i troppi manager, e quindi non riesce a muoversi con la velocità richiesta in questo mercato, con nuove idee e progetti". Per questo motivo, il nuovo amministratore delegato di MySpace, Owen Van Natta (da due mesi, ex manager Facebook), ha commentato i licenziamenti dicendo che permetteranno all'azienda di tornare più snella e rapida nelle decisioni,

Una pioggia di reazioniAviosuperficie. ( da "Sicilia, La" del 17-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: aggiunge il presidente della Camera di Commercio Vittorio Messina -la lentezza della burocrazia più che frenare lo sviluppo di questa terra lo impedisce proprio. E dire che questo nostro territorio non si può permettere di perdere un'occasione di questa portata. Quanti altri Moncada ci saranno disponibili a fare queste cose nel futuro?

Colturea rischio ( da "Sicilia, La" del 17-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: So bene che la burocrazia ha le sue regole, ma so pure che certe situazioni, proprio perché riguardano esseri viventi dotati di sentimenti e intelligenza, vanno esaminate caso per caso. Gli atti e i verbali degli organismi collegiali di questa scuola, ai fini di una valutazione complessiva delle qualità del ragazzo,

Concerti all'aperto, sì del Comune ( da "Trentino" del 18-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Meno burocrazia, più musica. Semplificando, il ragionamento del neoassessore alle attività economiche Fabiano Condini potrebbe essere riassunto così. «Credo che bisogna agire con un po' di buon senso - spiega - se si fa uno spettacolo con rumore moderato ad un'ora accettabile, non si disturba nessuno, anzi si arricchisce la città»

strade al buio intorno a via di blasi i negozianti: "spegneremo le insegne" ( da "Repubblica, La" del 18-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il Teatro Massimo non fa più la stagione estiva - scrivono le imprese - e il Comune riesce ad ingarbugliare la burocrazia del Teatro Verdura in maniera tale da tenerlo chiuso. La città muore?». Il riferimento è alla revoca della delibera comunale di affidamento a privati del Verdura per il quale il Comune paga un affitto annuale di 72 mila euro.

Il mondo della pesca"tira i remi in barca" ( da "Secolo XIX, Il" del 18-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: E se a complicare la vita ai pescatori sono state le varie normative che, negli anni, hanno incrementato la burocrazia - facendo diminuire gli occupati nel settore, spiegano gli addetti, e non dando la possibilità a chi ne avesse il desiderio d'intraprendere questa attività antica - resta il fatto che c'è ancora qualcuno che nella pesca ci crede e vi investe.

La "maria alfonso"va in demolizionegli addetti? a casa ( da "Secolo XIX, Il" del 18-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia e l'aumento esponenziale della pressione fiscale per tutto il settore ha fatto desistere molti dal praticare la pesca, nonostante il nostro mare sia ricco - sottolinea Facchinetti - Sarebbe pertanto auspicabile che si riducessero le tasse per i pescatori e di permettesse così di rilanciare un settore che potrebbe portare un contributo importante alla nostra economia,

Agricoltori all'attacco: ( da "Corriere della Sera" del 18-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: insopportabile peso della burocrazia che grava sul settore per un costo complessivo di 3 miliardi l'anno. Secondo un'indagine svolta dalla confederazione, nove imprese su dieci denunciano ostacoli e difficoltà per la propria attività a causa dell'opprimente burocrazia e chiedono, quindi, una semplificazione amministrativa e fiscale.

( da "Corriere della Sera" del 18-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Le critiche da parte della stampa estera sono rivolte a cattiva gestione ed eccessiva burocrazia (6,15%). «È la burocrazia la responsabile della devastazione di Pompei» ha scritto il «New York Times» . Mentre Tracy Wilkinson, del «Los Angeles Times », se l'è presa con i tagli («È difficile assumere custodi, personale per le pulizie e il pagamento delle bollette della luce»).

, cancellato dai burocrati ( da "Corriere della Sera" del 18-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Gianni per la famiglia di Acilia che lo ha avuto in affidamento da piccolo, non ha un documento di riconoscimento valido del suo Paese d'origine. E per la burocrazia italiana, che pure gli ha concesso la pensione di invalidità e l'assistenza di Asl e Comune, non può avere il passaporto, né la cittadinanza italiana. A PAGINA

Storia di Gianni che da 15 anni sogna un passaporto ( da "Corriere della Sera" del 18-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Corriere della Sera sezione: Cronaca di Roma data: 18/06/2009 - pag: 9 Burocrazia Disabile, ventunenne, vive ad Acilia Storia di Gianni che da 15 anni sogna un passaporto Orfano in Ruanda, non ha documenti Era un orfano del Ruanda, scampato al genocidio del 1994 grazie ad una suora che l'ha portato in Italia con altri 70 bambini del suo Paese.

( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 18-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Vorremmo fosse dato un plauso a tutte le associazioni che si battono per i diritti degli animali e delle persone, al loro spirito di sacrificio e solidarietà, ai loro principi e che non si nascondono dietro alle facciate della burocrazia! Grazie per aver dato nuova dignità a 52 animali ma anche a noi. Seguono nove firme

( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 18-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Burocrazia lumaca, convocati per un ricorso di 29 anni fa» Franco Gilioli: «Riguarda la pensione di mio suocero. Ormai è morto» ERA andato in pensione nel 1980 e proprio 29 anni fa aveva presentato ricorso alla commissione tributaria per una trattenuta Irpef relativa all'indennità di buonuscita, considerata troppo esosa.

Piccole imprese col fiato corto ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 18-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: infrastrutture e troppa burocrazia tra le note dolenti evidenziate dall'Unione provinciale Piccole imprese col fiato corto Mancanza di infrastrutture e troppa burocrazia tra le note dolenti evidenziate dall'Unione provinciale Confartigianato: guerra alla concorrenza sleale --> Confartigianato: guerra alla concorrenza sleale Dall'analisi di Confartigianato un verdetto poco rassicurante:

Confindustria ribassa stima Pil 2009 a -4,9%, +0,7% in 2010 ( da "Reuters Italia" del 18-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Con quattro riforme: burocrazia, infrastrutture, isstruzione e liberalizzazioni, stimiamo una crescita del Pil del 30% in 20 anni". Peggiora il quadro di finanza pubblica con un debito/Pil 2009 in crescita a 114,7% (da 112,5%) e a 117,5% (da 114,7%) nel 2010. Il Deficit/Pil 2009 sale a 4,9% (da 4,6%) e 2010 a 4,7% (da 4,3%).

Crisi, Confindustria: ''Nel 2010 ripresa ripida senza riforme'' ( da "Soldionline" del 18-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: senza mettere mano alla burocrazia nella p.a., alle infrastrutture, all'istruzione e alle liberalizzazioni il Paese non potrà essere preparato "al grande rilancio necessario" Roma, 18 giu. - (Adnkronos) - Il 2009 si conferma pesante, la crisi continua a mordere l'economia ma dal 2010 si intravedono segnali di miglioramento: il pil dal -4,

Diciottenne e altruista: oggi fa notizia ( da "Sicilia, La" del 18-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: tra litigi della politica e burocrazia, dalla Regione al Comune (Pon e Fas a Palermo e Prusst a Catania sono gli esempi) si rischia di perdere risorse preziose per rimettere in moto l'economia. Intanto soffrono anche le imprese che dovrebbero trainare la ripresa, quelle che dovrebbero competere per innovazione e tecnologia.

Al Verdura. ( da "Sicilia, La" del 18-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: non fa più la sua stagione estiva e l'amministrazione riesce ad ingarbugliare la burocrazia del Teatro Verdura in maniera tale da tenerlo chiuso. Una virgola, un cavillo civilistico che chiunque risolverebbe con una postilla in un quarto d'ora privano la città di uno dei suoi fiori all'occhiello». «L'imprenditoria dello spettacolo ?

Marcegaglia, appello al governo: "Senza riforme ci aspettano altri cinque anni di crisi" ( da "Soldionline" del 18-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma "senza mettere mano alla burocrazia nella p.a., alle infrastrutture, all'istruzione e alle liberalizzazioni il Paese non potrà essere preparato "al grande rilancio necessario". Nel 2010 ripresa ripida senza riforme. In due anni 1 milione in cassa integrazione o senza lavoro Roma, 18 giu.

Marcegaglia: riforme subito ( da "Secolo XIX, Il" del 19-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, infrastrutture, istruzione, legalità e liberalizzazioni. «Queste cose bisogna farle. Non possiamo rassegnarci all'idea che in questo Paese non si possa cambiare», ha detto Marcegaglia. Ma il segnale d'allarme è scattato anche per il welfare, che rischia di rimanere azzoppato dagli effetti della crisi: bassa crescita,

L'Asl non paga il trasporto all'invalido ( da "Secolo XIX, Il" del 19-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: intesa sul fatto di mandare lo stesso De Santis a domicilio: "Dove non arrivano i cavilli della burocrazia, arriva il buon senso" si è limitato a dire Morando dopo essere riuscito a sbloccare la situazione. La famiglia del disabile ieri ha confermato di sentirsi vittima di "assurde normative. Il trasporto lo avevamo chiesto e non ci è stato accordato.

"più infrastrutture, meno burocrazia alle imprese toscane serve un aiuto" - ilaria ciuti ( da "Repubblica, La" del 19-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: toscana di Confindustria Antonella Mansi si appella alla Regione "Più infrastrutture, meno burocrazia alle imprese toscane serve un aiuto" "Siamo al meno 19% di produzione rispetto all´anno scorso per tutti i settori e per tutti i tipi di azienda" ILARIA CIUTI (segue dalla prima di cronaca) CENTO giorni fondamentali, centro giorni in cui aiutare le imprese che rischiano di sparire.

Adotta un libro, sarà restaurato il Taggiasco ( da "Secolo XIX, Il" del 19-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: commentano gli animatori del blog Blacksail - Certo che la mole di lavoro in burocrazia è notevole, ma qui si tratta di errori grammaticali compiuti spesso ed anche molto discutibili su documenti assolutamente ufficiali». L.D. .x/19/0906 Il blog cittadino Blacksail è il primo vero sponsor per il restauro dei libri antichi di Bordighera da parte dei privati .

l'ascensore non si può installare ( da "Tirreno, Il" del 19-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che si è scontrata con la burocrazia e con i regolamenti urbanistici del Comune: il progetto è stato bocciato e quell'ascensore non si potrà installare. Un caso più unico che raro, con un condominio pronto ad abbattere le barriere architettoniche per aiutare un disabile e l'architetto del Comune che ne vieta i lavori perchè la riduzione dell'ampiezza di una parte delle scale da 1,

Assemblea dei soci: Confindustria scalda i motori ( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 19-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: pagamenti alle aziende e la burocrazia, sperando di trovare un terreno più disponibile al confronto e al raggiungimento degli obiettivi alla luce della definizione dei nuovi assetti usciti dalle ultime elezioni». L'Assemblea di oggi (appuntamento per i soci a Palazzo Ciacchi alle 10,30) anticipa l'evento pubblico di settembre, quando a Pesaro arriverà il presidente Emma Marcegaglia.

L'emergenza rifiuti costerà 27 miliardi ( da "Sole 24 Ore, Il" del 19-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dalla burocrazia delle autorizzazioni ai ricorrenti pasticci progettuali, non lascia spazio all'ottimismo. Quindi dalla crisi dei rifiuti si passa alla probabile catastrofe nazionale? Proprio così. «Entro due anni – avverte Gilardoni – senza nuovi impianti di smaltimento il sistema di raccolta italiano sarà saturo.

La cura che vale il 30% del Pil ( da "Sole 24 Ore, Il" del 19-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, infrastrutture e istruzione La cura che vale il 30% del Pil ROMA Il sistema delle imprese, da solo, non riuscirà a riportare il paese su un sentiero di crescita forte. Quel che serve è un ambiente più competitivo che solo un mix di politiche strutturali convergenti può garantire agendo sui fronti delle liberalizzazioni,

ALL'ultimo minuto il minsitro per lo Sviluppo Economico, Claudio Scajola è stato costretto... ( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 19-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sulla necessità di una drastica riduzione della burocrazia nella Pubblica Amministrazioni e sulle questioni connesse all'energia. Tampieri oltre a chiedere il sostegno del Governo per i progetti che interessano il territorio ravennate, come il distretto nautico si soffermerà sull'importanza di coniugare le fonti di energia tradizionale (come gli idrocarburi) con quelle rinnovabili (

Liberale, grande sociologo, europeista scettico. Sono queste le prime tre definizioni che vengono in... ( da "Unita, L'" del 19-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: nascondeva dei rischi di burocrazia. Un'eccessiva ingessatura vincolistica, capace di risvegliare nazionalismi sopiti. Non amava la Commissione europea non eletta, e le preferiva un parlamento eletto. Non credeva a una Super-nazione, e preferiva le cosiddette «cooperazioni rafforzate», tra stati che poco a poco avrebbero potuto garantire una struttura confederale aperta e allargata,

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 19-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: C'è troppa burocrazia quando dobbiamo chiedere un permesso per portare e montare una cucina da un cliente o scaricare altri mobili. A volte giorni». Batte solo sul tasto traffico. «Al centro serve pure più pulizia, l'arredo urbano va riqualificato». La concorrenza della grande distribuzione come si affronta?

1) Per la prima volta una donna si candida alla guida della città. Mi presento con un gru... ( da "Stampa, La" del 19-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: 3) «Vogliamo lavorare sui regolamenti del comune per snellire la burocrazia. Una priorità sarà la creazione di sportelli unici per dare risposte veloci. Altro tema caldo è il lavoro, ma quest'emergenza non si può affrontare da soli. Bisogna tentare di arginare una situazione che sta diventando sempre più problematica».

Confindustria Rimini , presentato il quadro congiunturale ( da "Sestopotere.com" del 19-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della Costituzione allo snellimento e alla riforma della burocrazia. Da un nuovo modo di formare le nuove generazioni, dalle scuole dell?obbligo all?Università, dove il merito deve diventare il principale riferimento verso cui orientarsi. Da un nuovo modo di affrontare il welfare e il nodo delle pensioni, alla sanità i cui costi non devono più essere parametrati a quelli storici,

Assemblea dei Soci di Confindustria Rimini con l'intervento di Emma Marcegaglia, la cronaca ( da "Sestopotere.com" del 19-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: - Burocrazia statale e locale non al passo con le esigenze dell?economia. Un primo esempio sono i nuovi siti produttivi previsti già nel PTCP approvato nel 1999 e poi confermati in quello approvato nel 2008, che non sono ancora in fase di realizzazione.

Ospedale S. G. di Dioper pochi secondi al buio ( da "Sicilia, La" del 19-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: A seguito delle accuse di Moncada alla burocrazia comunale ho chiesto una relazione al settore urbanistica. Vi si evince che a seguito della convenzione stipulata tra il Comune e la ditta il 27 agosto 2008, sono state rilasciate ben cinque concessioni edilizie, ma nessuna con silenzio-assenso, esaurendo l'arretrato che Moncada aveva con il Comune».

Brunetta promette certificati on line da dicembre per tutti ( da "Corriere delle Alpi" del 20-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dalle visure catastali ai certificati anagrafe, si potrà fare per via elettronica con assistenza per i più anziani. Basta con la burocrazia inaccessibile», dice il ministro, «la gente non ha tempo da perdere con le code. Entro dicembre questo servizio sarà attivo nel bellunese che diventerà prototipo per tutta la montagna».

Il comandante Luconi Bisti: Dateci l'autoscala ( da "Trentino" del 20-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Quanto successo ieri, per l'ennesima volta, impone un'accelerazione all'operazione. Spero che per il dicembre 2010 il problema sia finalmente risolto - conclude il comandante - Fa rabbia vedere come la burocrazia possa rallentare un iter provinciale altrimenti rapido; i soldi ci sono, le carte non ancora». (p.b.)

di Luca Pautasso Astensionisti alle urne? Yes, they can ( da "Riformista, Il" del 20-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Tanta ufficialità e ancor più burocrazia possono scoraggiare, ma sono certamente sicura garanzia di tutela della libera manifestazione di intenti dell'elettore "astensionista al seggio". Ma mentre il Carroccio, attraverso le dichiarazioni dello stesso Senatùr, si dice sicuro del fatto che il raggiungimento del quorum alle urne non si verificherà,

E' TEMPO di serrare i ranghi guardando avanti e formul... ( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 20-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Comuni sono vincolate ai tempi lunghi della burocrazia. Quindi, ad esempio, l'assegnazione di fondi regionali per la formazione slitta da un anno per la lentezza delle procedure burocratiche». Lo iato fra gestione dell'impresa e politiche economiche andrebbe colmato allora, nella prospettiva di Confartigianato, con il miglioramento dell'efficienza nella pubblica amministrazione,

ROVIGO nella classifica nazionale del "fare impresa" è al 39mo pos... ( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 20-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: 14mo gradino per la burocrazia e sono buoni i tempi medi di pagamento delle Asl. 44mo posto per legalità e conflittualità, 74mo per truffe, furti in attività d'impresa, 22mo per tempi della giustizia guadagnando il 10mo per durata dei fallimenti. 78mo posto per utilities e servizi pubblici locali e 70mo per il collegamento delle imprese in banda larga,

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 20-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Compatibilmente con i tempi (brevissimi) della burocrazia comunale i cittadini potranno ricevere contributi che oscillano fra i 100 e i 200 euro, a seconda del reddito. Forse non dovrei farlo, perché in questo caso al Comune non può esser imputato alcunché. Ma comunque sento il bisogno di scusarmi con i miei concittadini.

LA STRANA STORIA DEL PAPERONE IN SIBERIA ( da "Unita, L'" del 20-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: unico inconveniente serio è dato dalla burocrazia. La residenza, infatti, richiederebbe una presenza permanente, o per lo meno prevalente. Sicuro del fatto suo, Prokhorov ha già acquistato la sua prossima dimora. Che dovrebbe consolarlo della delusione patita sulla Costa Azzurra. Dove aveva adocchiato una villa più che principesca reale: villa Leopolda,

Credito razionato all'industria di Rimini ( da "Sole 24 Ore, Il" del 20-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Aggiungere burocrazia a burocrazia significa essere lontani anni luce dal comprendere cosa vuol dire fare impresa. Le aziende tuttavia guardano al futuro e Tampieri ricorda l'importanza del progetto per il polo tecnologico Cittadella della nautica e dell'innovazione che catalizzerà su Ravenna investimenti pubblici e privati per oltre 200 milioni di euro,

Club dei pessimisti: aperte le iscrizioni ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 20-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: riforme, credito, welfare, burocrazia e infrastrutture. "C'è da portare il Paese fuori dalla crisi - ha sostenuto la Marcegaglia - e chi si ferma non ne uscirà. O ne uscirà con le ossa rotte". Chiarissima la sintesi: le imprese sono in apnea, tentano di resistere, però ogni giorno rischiano l'asfissia.

La Portovesme srl dal 30 giugno ferma la produzione ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 20-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La Glencore vuole investire, ma a causa della burocrazia sarà costretta a fermare: un'autentica vergogna». Per lunedì mattina alle 8 è previsto un incontro di tutti i lavoratori in fabbrica e non sono escluse iniziative di protesta. ANTONELLA PANI

Meno visite, più consulti online ci salverà il dottore virtuale ( da "Repubblica.it" del 20-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Soldi che si potrebbero spendere nella cura piuttosto che nella burocrazia". Il piano eGov 2012, capitolo salute, registra l'oggi (con l'80% dei medici di base dotato di pc e, tra loro, una metà connessa a Internet) e pianifica il domani, quando ogni cittadino avrà il proprio "fascicolo sanitario elettronico", una biografia per malattie consultabile da qualsiasi medico.

Zambon contro la crisi punta sul ricollocamento ( da "Tribuna di Treviso, La" del 21-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: una cosa che possiamo fare è semplificare la burocrazia e offrire risposte in tempi certi a tutte le aziende - chiude Zambon - lo sportello unico è uno strumento che offrirà sempre più il sostegno indispensabile per i cittadini impegnati nelle attività produttive». Strumenti che diventeranno fondamentali per la nuova amministrazione.

ZAIA REPLICA ( da "Tribuna di Treviso, La" del 21-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ai fondi della Protezione Civile e quindi avere a disposizione maggior denaro e meno burocrazie. Sulla visita di Bertolaso, lo stesso Sottosegretario in una dichiarazione dettata alle 21.30 alla Adnkronos ha fatto giustizia di tutte le chiacchiere: su mia iniziativa il suo sopralluogo era già fissato in agenda e, rimandata per motivi personali, sarà ricalendarizzata al più presto.

scaricato dalla provincia che non lo rimborsa ( da "Tirreno, Il" del 21-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma da allora è finito in un tunnel di burocrazia, rimbalzato da un perito all'altro, fino all'ultima beffa. «Il liquidatore dell'assicurazione Uniqa mi ha detto che non ho diritto al rimborso perché il fatto che la buca su quella strada ci fosse veramente non prova che sia questa la causa della rottura del pneumatico.

di QUINTO CAPPELLI IL NUOVO sindaco di Predappio, Giorgio Frassineti, ha comp... ( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)" del 21-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Nei primi cento giorni dovremo dare un segnale sulla riorganizzazione dell'apparato comunale, per semplificare la burocrazia e inaugurare un nuovo stile di rapporti coi cittadini». Di che si tratta? Spiega Frassineti: «Il Comune deve diventare più amico, gentile e affettuoso' con i cittadini e le imprese».

CONCORDIA ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 21-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: SENZA CONTARE la burocrazia «che ha bloccato per due anni il progetto del metanodotto realizzato a Ischia» _ ha spiegato Casari all'assemblea, aggiungendo però ironicamente, rivolto al ministro, che si trattava del governo precedente. Il gruppo cooperativo guarda con ottimismo al futuro grazie a una politica di sviluppo strategico in Italia e all'

PRINCIPE e poeta, scienziato e combattente, gentiluomo e ribelle. Impossibile con... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 21-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia: «Perché sono un ribelle diceva un uomo libero». TORNÒ al Bellaria dieci anni dopo, uscendo dal suo ritiro quasi mistico sui colli, per festeggiare l'ottantesimo compleanno. Nel frattempo la Francia gli aveva conferito il titolo di Cavaliere dell'Ordine della Legione d'Onore, riconoscimento eccezionale che dava ulteriore lustro a una carriera già fittissima di titoli.

I TONI sono quelli di un pamphlet, lucidi e spietati. Così spietati da non lasciare qua... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 21-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: informazione alla burocrazia, le attese dettate dalla seconda Repubblica si sono disciolte, è ormai evidente che non basta sostituire una classe dirigente con un'altra: «la Casta è lo Stato stesso; Stato ipertrofico, invasivo». E' ancora, sempre e comunque, lo Stato predatore e occhiuto che tratta il cittadino come un bambino al quale bisogna indicare la strada.

togliere le aziende ai boss senza farle fallire - luigi merola ( da "Repubblica, La" del 21-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La prontezza e la mancanza di burocrazia rende la camorra più efficace e credibile. Quando un´azienda viene sequestrata e confiscata, nell´arco del tempo, quasi sette o otto anni, perde tutto il suo fatturato e tanti papà perdono il posto di lavoro. Ora l´accordo firmato fra il Viminale e l´Unione industriali di Napoli, promosso dalla Procura nazionale antimafia,

molti cinesi tornano a casa ( da "Tirreno, Il" del 21-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: le spese sono alte e c'è molta burocrazia. Ora siamo impegnati nell' ampliamento delle cappelle del cimitero di San Piero ad Agliana». (m.q.) PARCO VERDE. Progetto di solidarietà per l'Abruzzo QUARRATA. Stasera ad "Arcinfesta" di scena la compagnia "Il Rubino", con lo spettacolo "La zona tranquilla".

Ieri il latte detergenteoggi le cure-benessere ( da "Secolo XIX, Il" del 21-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: aumento della burocrazia, prima inesistente. «Un tempo, mia mamma doveva solo ed esclusivamente occuparsi del rapporto con il cliente - sottolinea Anna Maria - ora tutto è diventato più complicato e difficile dal punto di vista amministrativo». Ma ad essere profondamente cambiato è anche la clientela che oggi è abituata a volare di prodotto in prodotto,

la beffa del ponte che "divide" il po - (segue dalla prima pagina) dal nostro inviato ( da "Repubblica, La" del 21-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Burocrazie e un sistema di veti incrociati che, come ha sottolineato recentemente una ricerca dell´associazione "Italiadecide", tiene al palo la realizzazione di 60 grandi opere sparse per l´Italia, immobilizzando risorse per 18 miliardi di euro.

Il sex-gate in fondo è il tributo che la sinistra paga al Cav. il liberista ( da "Riformista, Il" del 21-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ci sta sul groppo una burocrazia scialacquona, un esercito di "fannulloni", amen, ma fare alla romana per le donnine di un multimilionario gaudente, ecco, questo no. Se Berlusconi li paga lui i suoi debiti, sono davvero fatti suoi. E, diciamo la verità, l'uomo avrà una bella voce, il fascino dell'età, una vistosa collezione di barzellette e una criniera fiammeggiante,

una certezza sul cavaliere Caro direttore, le ultime notizie sulle festicciole a Palazzo Grazioli, hanno fatto sì che non siano pochi coloro che si chiedono fino a quando Silvio Be ( da "Riformista, Il" del 21-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dello snellimento della burocrazia, sulle cose da fare in tempi rapidi e non biblici come ci ha abituato la sinistra da sempre. Questo deve fare da subito Berlusconi. Un uomo a settantadue anni non può pensare di avere davanti a sé altri vent'anni di vita attiva e per questo ha il dovere di pensare, per il bene comune, che vi sia continuità dopo di lui.

Roggero: modello tedesco per l'informatica pubblica ( da "Corriere della Sera" del 21-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: È soprattutto questa la zavorra che appesantisce la burocrazia». Che approccio suggerisce? «Le tecnologie non vanno intese come una spesa di capitale, ma come un servizio. Così accade in tutto il mondo. La pubblica amministrazione italiana acquista fin troppa tecnologia, computer o software, senza una visione d'insieme per l'intero Paese.

Aviopista, Prg da variareFavara. ( da "Sicilia, La" del 21-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Salvatore Moncada non ha comunque risparmiato critiche alla burocrazia del comune di Agrigento «che non ci ha certo aiutati e che è, mi riferisco principalmente all'Utc, la peggiore che abbiamo mai incontrata». Il sindaco di Favara Domenico Russello ha subito dichiarato la sua disponibilità senza voler porsi in contrapposizione con Agrigento.

La discarica è pronta a chiudere ( da "Sicilia, La" del 21-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: impresa non concordano con i tempi della burocrazia cercheremo, quantomeno, di avvicinarli. Se i tempi dell'impresa non concordano con i tempi della burocrazia cercheremo, quantomeno, di avvicinarli. E' un momento positivo perchè questo comune è amministrato da brava gente e questo Consiglio Comunale è composto da 30, dico 30, bravi, responsabili,

Lo sviluppo dell'agricolturafrenato dalla burocrazia lenta ( da "Sicilia, La" del 21-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: agricoltura frenato dalla burocrazia lenta CATENANUOVA. Costituito il Popolo della libertà n.s.) Costituito il Popolo della libertà a Catenanuova. Nel salone parrocchiale ha avuto luogo il primo incontro ufficiale tra i simpatizzanti ed elettori del Pdl. Orazio Risiglione (coordinatore di Fi) e Domenico Zinna (consigliere comunale e coordinatore di An)

Sono solo canzonette ( da "Sicilia, La" del 21-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: esasperando la burocrazia o polemizzando con clamori tanto assordanti quanto sterili di problematica propositiva. Ci vorrebbe forse un comitato di saggi super partes, con poteri decisionali vincolanti, in grado di effettuare una rigorosa valutazione della situazione per poi avviare un programma serio e sostenibile per la realizzazione delle più genuine aspirazioni del territorio.


Articoli

A Belluno le condizioni peggiori per l'impresa (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere delle Alpi" del 13-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

A Belluno le condizioni peggiori per l'impresa E' ultima nello studio nazionale di Confartigianato. Prima per legalità e credito PAOLA DALL'ANESE BELLUNO. E' Belluno la provincia del Nord Est con le condizioni peggiori per fare impresa. Lo rivela lo studio di Confartigianato basato su criteri quali densità imprenditoriale, mercato del lavoro, pressione fiscale, concorrenza sleale del sommerso, burocrazia, credito, tempi della giustizia civile, legalità e conflittualità, servizi pubblici locali, infrastrutture. Il primato ai soli noti. Il primato va a Bolzano e Trento, seguite da ben quattro province emiliane. Quanto al Veneto: Treviso è la prima provincia e si colloca al 13º posto a livello nazionale, seguita da Verona (14), Padova (16), Vicenza (20), Venezia (31) e Rovigo (39). La montagna è 46ª. Belluno, invece, occupa la 46ª posizione, largamente preceduta anche da tutte le province friulane. «Il fatto positivo è che a livello di macroaree il Nord Est è il territorio italiano con l'indice di qualità della vita dell'impresa più elevato», dice Walter Capraro, direttore dell'Uapi, «mentre il fatto negativo è che Belluno è la provincia del Nord Est dove le condizioni per fare impresa sono le peggiori. E' l'ennesima prova di quanto sia giusta e sacrosanta la battaglia dei bellunesi per ottenere uno status politico e amministrativo che ci metta in condizione di avere pari opportunità rispetto al resto del Veneto». Quarti per legalità.Negli 11 ambiti presi in considerazione, Belluno compare tra le prime 10 province italiane solo in due casi: nel credito e nel rispetto alla legalità. «Occupiamo il 4º posto quanto a legalità e conflittualità», dice Capraro, «perché è noto che qui furti e rapine a danno di imprese sono davvero pochi, così come bassa è la conflittualità civile e quella del lavoro. Anche l'usura è un fenomeno pressoché sconosciuto». Quinti per credito. Quinta posizione a livello nazionale per quanto riguarda il credito: «Non tanto perché qui le banche pratichino migliori condizioni, quanto piuttosto perché a Belluno è molto alto il livello di penetrazione dei cofidi, che rappresentano un grande aiuto a chi fa impresa». Conclusione amara. «La conclusione è amara: primi in qualità della vita per le famiglie - come da qualche anno ci confermano le speciali classifiche di Legambiente e de "Il Sole24Ore" - ma buoni ultimi per quanto riguarda la qualità della vita delle imprese, che sono poi quelle che creano ricchezza. Segno che le nostre Pmi operano in un contesto maggiormente ostile all'impresa rispetto a ogni altro territorio del Nord Est e ciò, ovviamente, compromette la loro capacità di sopravvivenza e di crescita», commenta Capraro, che sottolinea come «la creazione da parte dei territori di migliori condizioni per la vita dell'impresa è essenziale per aumentare la ricchezza del territorio. E' un concetto questo che tutta la classe politica e dirigente della nostra provincia non dovrebbe mai dimenticare».

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Ventura assolto da tutte le accuse (sezione: Burocrazia)

( da "Trentino" del 13-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

La Corte d'appello lo ha prosciolto da entrambi i capi d'imputazione: omessa denuncia e favoreggiamento in evasione Ventura assolto da tutte le accuse Il maresciallo: «Restituita la dignità, ma non dimentico» Azzerata la condanna in primo grado per aver favorito la fuga di un collaboratore di giustizia a gennaio di tre anni fa GIULIANO LOTT ROVERETO. Il maresciallo Angelo Ventura ha lasciato Rovereto da tempo, dopo anni di servizio. Oggi lavora a Firenze, al nucleo operativo dei carabinieri, in un ruolo che lo soddisfa. Ma c'era ancora una macchia nel suo passato, di cui desiderava liberarsi: la condanna in primo grado per favoreggiamento in evasione e omessa denuncia. Ieri la Corte d'appello di Trento lo ha assolto da entrambe le accuse, restituendogli la serenità e la dignità anche sotto il profilo professionale. La formula scelta dalla Corte presieduta dal giudice Pagliuca non lascia adito a dubbi: il fatto «non sussiste» per l'accusa di favoreggiamento, «non costituisce reato» invece l'omessa denuncia. Ad incastrare il maresciallo in questa brutta storia era stato un episodio di evasione dagli arresti domiciliari di un collaboratore di giustizia. Il quale, fuggito un paio di giorni in Sicilia per assistere ai funerali della madre, a fine gennaio del 2006, era stato scoperto e aveva tirato in ballo il maresciallo. Il quale, secondo il collaboratore di giustizia, avrebbe saputo tutto e l'avrebbe coperto evitando di farlo controllare. La stretegia difensiva ha dimostrato che Ventura, uomo d'azione pocio avvezzo alla burocrazia, non si occupava dei controlli a domicilio. In ogni caso, nel giugno 2005 era stato lui stesso a disporre un controllo al medesimo collaboratore di giustizia. Il quale, a processo, era stato smentito dalla moglie, la quale ha spiegato che Ventura le aveva telefonato per informazioni sulla sua salute. Il collaboratore di giustizia infatti si era giustificato dell'assenza con una versione di comodo: la malattia della moglie. Se fosse stato un espediente coniato da Ventura - come ha affermato il pregiudicato -, una simile telefonata non aveva alcun senso. Quindi l'accusa di favoreggiamento viene a cadere. Infine, l'omessa denuncia: la gerarchia interna alla caserma prevedeva che fosse un sottufficiale dell'Arma a preparare la bozza della notizia di reato. Nella fattispecie, Ventura non si è mai occupato di queste pratiche, nemmeno nel periodo in cui aveva diretto il nucleo operativo. L'accusa si fondava su una bozza di denuncia trovata sulla scrivania del maresciallo oltre un mese dopo l'episodio dell'evasione. Ventura spiegò A giudizio di Ventura e degli altri militari sentiti a processo, toccava a uno dei quattro carabinieri coinvolti in via diretta dalla verifica domiciliare provvedere alla denuncia. E ancora: per la medesima accusa, aveva già patteggiato in primo grado il tenente Oberosler. Nè si capisce quale fosse il movente che avrebbe spinto Ventura a non firmare la denuncia, se non l'aver dato la cosa per già eseguita. Il giudizio della Corte, che ha assolto Ventura da entrambi i capi d'accusa, ha fatto felice il maresciallo, salito da Firenze per assistere all'udienza. «Confesso che alla sentenza ho pianto, è stato liberatorio dopo tutto quello che è accaduto. M'era pesato molto, non solo a me, ma anche alla mia famiglia. Persino mia figlia Alessia ha ricevuto sul cellulare messaggi di scherno, molto offensivi, a causa di questa vicenda. Anche per questo oggi (ieri, ndr.) l'ho portata a pranzo per festeggiare insieme». Ventura è poi tornato a Firenze in sella alla sua Bmw 1200 nera, ma non dimentica. «Non posso scordare lòumiliazione subìta quando sono stato sottoposto persino all'obbligo di dimora a Riva del Garda, quando i colleghi della polizia venivano a controllarmi a casa. Ma oggi sono contento, ho avuto la soddisfazione che cercavo. Non avrei mollato neanche in caso di condanna, sarei arrivato fino in Cassazione per farmi restituire la dignità che mi avevano tolto. Tra qualche settimana tornerò in Trentino. Devo salutare gli amici e i colleghi che mi hanno sostenuto nei momenti più difficili, e festeggiare anche con loro»

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Fax in ritardo, salta il vertice su Riese (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 13-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Mancano i documenti, slitta il decreto dei ministri per lo stato d'emergenza. Zaia: «Servirà un anno per avere i soldi a disposizione del territorio» Fax in ritardo, salta il vertice su Riese Venerdì Bertolaso sarà nella Marca per stabilire l'entità del finanziamento «Il commissario vedrà il disastro con i propri occhi» RIESE. Un'attesa inutile. A una settimana dalla catastrofe, Vallà aspettava il decreto ministeriale dello stato d'emergenza. Che non è arrivato: documenti in ritardo dalla Regione, come testimonia Zaia, in grado solo di riferire la situazione della Marca al premier Berlusconi, il vertice è di fatto saltato. «Ci vorrà un anno prima che i soldi arrivino sul territorio», ammette il ministro dell'Agricoltura annunciando l'arrivo, previsto per la fine della prossima settimana, del capo del dipartimento della protezione civile, Guido Bertolaso, che deciderà l'entità del finanziamento. L'emergenza di Vallà era inserita nell'ordine del giorno per la riunione del consiglio dei ministri, ma i meccanismi burocratici hanno frenato l'entusiasmo di Zaia. Che ha potuto soltanto riferire circa la necessità di rifinanziare il fondo di solidarietà nazionale al fine di attivare i necessari interventi a favore delle aziende agricole colpite da avversità atmosferiche. Il decreto di stato d'emergenza necessario per accedere al fondo a favore di Vallà? E' ancora una promessa, almeno per i dati di fatto. Mentre il sindaco di Riese, Gianluigi Contarin, si augurava un pronto intervento del governo, Zaia ammetteva: «Non è stato possibile decretare lo stato d'emergenza perché le carte non erano pronte, sono arrivate dalla Regione soltanto in mattinata. Se ne riparlerà la prossima settimana». Una doccia fredda per Vallà, che si aspettava una prima mossa ufficiale da parte del governo Berlusconi per un intervento immediato: i 110 milioni di euro di danni non bastano a spiegare il dramma della gente colpita dalla tromba d'aria. Inutile, per ora, il report fotografico realizzato a tempi di record con le stime dei danni. I tempi rischiano comunque di allungarsi. Lo stesso ministro dell'Agricoltura, venuto a Riese per vedere con i propri occhi la portata dell'evento, spinge affinché la burocrazia non si fermi, ma poi ammette: «Per esperienza personale credo che ci vorrà un anno per avere i soldi sul territorio. Ma il problema vero è avere la certezza che arriveranno. Berlusconi è informato, non credo ci saranno problemi». Come dire, prima facciamo il decreto, poi parliamo di tutto il resto. A dare il destro agli abitanti colpiti dal fortunale sarà, con ogni probabilità, il capo del dipartimento della protezione civile, Guido Bertolaso. Commissario straordinario per gli stati d'emergenza, ha assicurato la sua presenza a Vallà alla fine della prossima settimana. «Organizzerò l'arrivo di Bertolaso, che vuole verificare personalmente l'entità dei danni - è la promessa di Zaia - è il massimo responsabile in queste situazioni, di fatto sarà lui che deciderà l'ammontare del finanziamento, e verrà qui proprio per parlare con i cittadini e vedere personalmente i danni della tromba d'aria». L'ostacolo burocratico che ha frenato in governo non stoppa Zaia. Che anzi invita banche e cittadini a collaborare per cancellare in fretta i danni della tromba d'aria. «Mi aspetto che tutti remino dalla stessa parte - chiude Zaia - le banche devono assumersi un minimo rischio aziendale: stiamo parlando di case, non di roulotte. Bisogna applicare tassi zero negli anticipi delle risorse per la ricostruzione assicurati dallo Stato. Piuttosto c'è preoccupazione per chi aveva contratto il mutuo con un'assicurazione contro le calamità naturali: i tempi per far denuncia sono strettissimi, è bene informarsi prima di perdere opportunità importanti. Io comunque sono sereno: già la prossima settimana decreteremo lo stato d'emergenza. La Marca non verrà dimenticata».

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Agenzia delle Entrate-artigiani accordo per la semplificazione (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 13-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

IRREGOLARITà FISCALI Agenzia delle Entrate-artigiani accordo per la semplificazione VENEZIA. Le cosiddette «Comunicazioni di Irregolarità» inviate dalla Agenzia Entrate del Veneto alle aziende contribuenti per i motivi di mancato pagamento più diversi erano divenuti un problema serio di gestione per l'amministrazione e, di burocrazia miope per la loro risoluzione da parte delle imprese. Un problema che verrà in gran parte risolto grazie al Protocollo di intesa recentemente siglato tra Agenzia delle Entrate - Direzione Regionale del Veneto e la Confartigianato del Veneto, la Cna del Veneto e Casartigiani del Veneto, che ne semplifica la gestione. In particolare, nel protocollo d'intesa si è concordato l'utilizzo di un modulo riassuntivo da compilare e spedire per posta elettronica, che di fatto sostituisce le altre e più laboriose modalità di gestione: appuntamento telefonico, di persona e soprattutto lo «scritto difensivo». Quest'ultimo, in particolare, comportava molta documentazione con la conseguente perdita di tempo e un aumento di costi per le imprese e per i nostri uffici fiscali. «Abbiamo avviato da alcuni anni - commentano Claudio Miotto, Oreste Parisato e Roberto Pignata, rispettivamente Presidenti di Confartigianato Cna e Casartigiani del Veneto - un percorso di collaborazione virtuoso con la Direzione Regionale del Veneto della Agenzia delle Entrate. Uno scambio continuo di idee, riflessioni, valutazioni che ci ha permesso in questo caso di segnalare un problema e trovare una rapida e condivisa soluzione».

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"abolire subito l'irap, è una tassa-rapina" (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 13-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 19 - Economia "Abolire subito l´Irap, è una tassa-rapina" Le richieste dei giovani imprenditori. Ma intanto crolla l´Iva: -10% Federica Guidi: no allo scontro di classe con le banche. Bersani: siamo l´unico Stato a non avere una patrimoniale DAL NOSTRO INVIATO SANTA MARGHERITA LIGURE - L´Irap è «un´imposta rapina» e va cambiata. Toccato il fondo della crisi, gli industriali cominciano a pensare al dopo recessione e tornano a cavalcare le antiche parole d´ordine. Prima tra tutte: meno tasse sulle imprese, perché - dicono - significa anche accrescere il reddito reale dei lavoratori. Ed è con questa richiesta che il presidente dei Giovani di Confindustria, Federica Guidi, ha aperto ieri la due giorni del convegno di Santa Margherita Ligure, proprio nel giorno in cui le Finanze rendono noto il calo del 3,8% delle entrate nei primi quattro mesi e in particolare il crollo dell´Iva a -10,2%. Nulla di nuovo dunque dai Giovani se non il noto elenco di "lacci e lacciuoli" che bloccano le imprese: «Una burocrazia fra le più lambiccate e gravose del mondo», «una tassazione che non ha pari», «un´infrastruttura giuridica rugginosa». La crisi - è la loro tesi - è l´occasione per fare le riforme nelle quali ciascuno ritrovi il suo ruolo, la politica senza invadere il campo dell´economia, le imprese e le banche evitando il rischio di combattere tra loro «una nuova guerra di classe». E poi riaprire «la questione fiscale». L´Irap, introdotta nel ´97 da Visco, «è ancora una ferita che brucia», ma anche che la promessa di Berlusconi di abolirla «è rimasta nei forzieri delle promesse non mantenute». Al posto dell´Irap i Giovani propongono un´addizionale regionale Ires e un contributo sanitario a carico delle aziende. Nel pacchetto di proposte fiscale ci sono la richiesta di una Tremonti-ter per la detassazione degli utili reinvestiti e il ripristino del credito di imposta per l´innovazione introdotta dal governo Prodi. Proposte «puntuali» le definisce il responsabile economico del Pd, Pier Luigi Bersani, che però disegna una diversa politica contro la crisi che - dice - porterà a 1,5 milioni di disoccupati. Bersani chiede soldi veri e di smettere di fare «come con i carrarmati di Mussolini: abbiamo preso qui e messo là». Insiste: servono investimenti. Chiude pronunciando una parola pericolosa: patrimoniale. «Siamo gli unici a non averla». E non sembra un´idea buttata lì. (r.ma.)

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"due anni col mesotelioma l'assistenza è un optional" - ottavia giustetti (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 13-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina XV - Torino I drammi dell´amianto e le vicende parallele "Due anni col mesotelioma l´assistenza è un optional" OTTAVIA GIUSTETTI Dietro a un processo storico come quello Eternit, il dramma dell´amianto è fatto di tante piccole storie di sofferenza e di abbandono che non saranno mai raccontate. Sono migliaia gli uomini e le donne che si sono ammalate per aver lavorato l´amianto o per averne respirato le polveri nelle fabbriche o per aver solamente sbattuto le tute da lavoro dei mariti che tornavano a casa dalle officine. Molte fabbriche non esistono nemmeno più come quella di Grugliasco nella quale lavorava Donato De Carlo, 60 anni e pochi giorni di vita ancora davanti a sé. «Andavamo a fare il riposino del pomeriggio, quando i turni erano di oltre 12 ore - racconta - e ci coprivamo con delle sottili copertine grigie che in realtà erano materassini di amianto. Io ero giovane, venti anni al massimo, ma nessuno sapeva a quali conseguenze ci avrebbe portato il nostro lavoro». Donato vive all´ultimo piano di una decorosa palazzina alla periferia nord della città. Ha una moglie e tre figlie di cui due già sposate e la piccola che studia all´università e vive ancora a casa. Donato trascorre le sue giornate seduto su un lettino pieghevole in quella che una volta era la cameretta delle ragazze. Respira a fatica, non riesce quasi a parlare, ed è sempre attaccato alla bombola d´ossigeno, le sue gambe sono diventate tre-quattro volte quelle di un tempo e anche l´addome è gonfio a dismisura. Da circa un mese il suo mesotelioma maligno della pleura non gli dà più tregua e i dolori sono così incessanti che è arrivato a quintuplicare le dosi di morfina giornaliera. Non esce mai di casa. «Se mio marito non avesse la famiglia che gli dà sostegno e assistenza sarebbe chissà dove abbandonato - racconta la moglie - io mi sono licenziata per stare con lui, ha bisogno di assistenza notte e giorno». A Donato sono stati riconosciuti i benefici previdenziali previsti dalla legge ma non può usufruire di un assegno di accompagnamento e così, da quando la moglie ha perso il lavoro, in casa si fa davvero fatica ad arrivare a fine mese. «L´Italia è un Paese che ti sostiene nel bisogno - dice la moglie - ma ogni piccolo aiuto lo devi chiedere con insistenza, determinazione, altrimenti resti schiacciato dalla burocrazia e solo». Donato è stato sempre bene fino al 2007. Ma è normale per questa malattia che ha tempi lunghissimi. Quando i medici gli hanno diagnosticato il mesotelioma gli hanno dato la speranza di pochi mesi di vita. Oggi però è ossessionato dalla paura di addormentarsi e non svegliarsi più. Ci sono ancora moltissimi paesi nei quali l´amianto viene lavorato e utilizzato come materiale isolante. E anche in Italia la bonifica e il bilancio dei danni sono ancora a metà strada. Nonostante l´impegno della magistratura torinese. Nonostante tanti morti che avverranno senza lasciare traccia.

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burocrati e manager, l'armata di lombardo - emanuele lauria (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 13-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina IV - Palermo Burocrati e manager, l´armata di Lombardo Nomina su nomina: così il presidente ha piazzato i fedelissimi. Il Pdl: "Arraffa tutto" Lo scontro alla Regione Prima e dopo la crisi sono stati messi dirigenti dell´Mpa nei posti strategici Il governatore: "Ai prescelti ho dato una sola missione tagliare le spese e questo dà fastidio" EMANUELE LAURIA Prende tutto lui, prende tutto "Arraffaele". Il nomignolo partorito dalla fervida mente di cinque deputati regionali dell´ala ostile del Pdl viene affibbiato a Lombardo e alla sua «inarrestabile occupazione del sottogoverno». Vuole evidenziare la marcia sempre più veloce del generale dell´Mpa e delle sue legioni alla conquista degli avamposti della Regione. Da maggio in poi, nel momento di maggiore tensione all´interno del centrodestra, immediatamente prima e subito dopo l´azzeramento della giunta, il governatore ha moltiplicato le nomine. E sono quelle, adesso, l´oggetto dello scontro politico. Anche perché ai vertici della burocrazia e delle società regionali Lombardo non ha mancato di piazzare ex dirigenti ed ex parlamentari del Movimento per l´autonomia. L´ultima designazione è stata quella di Pietro Rao, già deputato partinicese della Colomba, collocato al timone di Italia Lavoro Sicilia al posto di Mario d´Acquisto, che fu presidente della Regione all´inizio degli anni ‘80. Un altro ex deputato dell´Mpa, Antonino Amendolia, è da tempo stato inserito da Lombardo nel servizio di controllo strategico. Nomine che si sommano a quelle di due dirigenti dell´Mpa, Nicola Vernuccio e Rossana Interlandi, ex commissari del partito a Palermo e Caltanissetta che oggi guidano i dipartimenti regionali dell´Industria e del Territorio. Al momento di deliberare sui loro contratti da 190 mila euro l´anno, l´ex assessore alla Presidenza Giovanni Ilarda, vicino all´Udc, lasciò la seduta di giunta. Ma Vernuccio fa notare che «le retribuzioni dei dirigenti esterni sono inferiori a quelle degli alti burocrati nominati dal governo precedente». I nemici di Lombardo nelle file del Pdl e dell´Udc (tanti) fanno notare che la «furia sostitutrice» di Lombardo, per dirla con le parole del predecessore Salvatore Cuffaro, è cresciuta nelle ultime due settimane. Nel corso delle quali, dopo aver estromesso dal governo «chi remava contro», il presidente ha scelto personalmente i burocrati cui affidare i rami d´amministrazione rimasti senza guida politica: Salvatore Sammartano, ex assessore provinciale di Musotto, all´Agricoltura, Sergio Gelardi (già capo di gabinetto di Lino Leanza) ai Beni culturali, Cosimo Aiello al Lavoro. Anche gli ex forzisti che si sono schierati al fianco di Lombardo hanno avuto il loro riconoscimento: da Alessandra Russo - dirigente vicina a Dore Misuraca nominata a capo del dipartimento Lavori pubblici - a Michele Lonzi, neo commissario dell´istituto per l´incremento ippico che si è invece giovato del legame con l´asse Prestigiacomo-Bufardeci. E nel riassetto delle spa regionali Lombardo ha fatto leva su burocrati del proprio ristretto staff: il capo di gabinetto vicario, Gianluca Galati, è stato scelto per la guida di un importante società come Siciliacque. E Nino Scimemi, il principale collaboratore del governatore a Palazzo d´Orleans, figura oggi nel cda della stessa Siciliacque e di Sicilia e-servizi. La maggior parte di queste nomine è stata fatta in piena campagna elettorale. Come quella del commissario dell´Iacp di Catania Girolamo Ganci, effettuata due giorni prima del voto: neanche il silenzio elettorale riuscì, in quell´occasione, a trattenere l´ira del coordinatore regionale del Pdl Giuseppe Castiglione. Gli avversari di Lombardo usano l´arma del sarcasmo. Ecco Cuffaro: «Mi tolgo il cappello davanti a tecnici così preparati scelti fra ex parlamentari e dirigenti dell´Mpa. A molti di loro sono stati riconosciuti evidentemente meriti acquisiti in campagna elettorale». La nota dei cinque deputati del Pdl vicini ad Alfano e Castiglione (Mancuso, Bosco, Corona, D´Asero e Limoli) parla di «politici bocciati dalle urne che trovano una comoda ricollocazione grazie all´azione innovatrice e sicilianista di "Arraffaele" Lombardo. Ma tutto ciò non contrasta con un serio progetto di sviluppo». E anche Enzo Galioto, senatore Pdl ed ex presidente dell´Amia, si dice "colpito": «Lombardo dice di aspettare un chiarimento ma continua a dare sistemazioni di qualunque tipo ai suoi amici di partito». Lombardo, di ritorno da Roma, si lascia scorrere addosso la tempesta: «Dov´erano, i signori che adesso criticano e fanno ironia, quando le società pubbliche regionali accumulavano debiti da far rabbrividire? Dov´erano, quando si consumavano sperperi e sprechi? E allora, prima di giudicare, attendano i fatti. Io, ai dirigenti nominati, ho dato un unico mandato: ridurre le spese. Questo, magari, dà fastidio».

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niente restauro per il cristo degli abissi (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 13-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 13 - Grosseto Niente restauro per il Cristo degli abissi L'ex sindaco Brothel: «Solo promesse da parte di Fini e Bondi» ISOLA DEL GIGLIO. Sono passati quasi due mesi da quando Domenico Battistello, sub esperto dei fondali gigliesi, si immerse in località le Scole e, ponendosi come faceva di solito di fronte al Cristo degli Abissi, trovò la statua di marmo priva delle braccia alzate in segno di benedizione. Un gesto sacrilego (perché subito fu chiara la dolosità dell'atto) che colpì l'intera comunità isolana ed i tanti turisti che in quel simulacro avevano un punto di riferimento. Due mesi, per la burocrazia italiana, non sono tanti. Lo diventano, invece, di fronte alle promesse fatte subito al nostro giornale dal presidente della Camera, Gianfranco Fini. Colui che si immerse, nella primavera del 2001 assieme ad altri «colleghi» sub per adagiare nelle acque di fronte all Porto la statua benedetta pochi mesi prima da Papa Giovanni Paolo II, si disse pronto a collaborare economicamente al restauro ed a far parte del gruppo dei sommozzatori che avrebbero riportato a terra il Cristo. Assicurò anche, l'on. Fini, che avrebbe interessato il ministero dei beni culturali per giungere ad un restauro rapidissimo. «Ed invece non si è ancora visto nulla». Chi parla è Attilio Brothel, sindaco sconfitto domenica scorsa dal rivale del centrodestra, Sergio Ortelli. Ma l'esito delle urne, si affretta a precisare, non c'entra nulla con questa denuncia. «Da tempo - dice - ripenso alle parole di Fini, all'annuncio del ministro Bondi di far venire i propri tecnici, alla disponibilità offerta anche dalla Capitaneria di Porto S. Stefano. Allora ci fu una mobilitazione generale che sembrava dover produrre risultati immediati. Tutto, però, è rimasto lettera morta, forse per gli impegni della campagna elettorale. Ma questi devono ricordarsi sempre di quanto i gigliesi tengono al loro Cristo degli Abissi». Paola Tana

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cna in assemblea per eleggere i vertici (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 13-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 4 - Pistoia Cna in assemblea per eleggere i vertici Nell'occasione, un convegno dedicato alle difficoltà delle imprese Verrà presentata un'indagine sullo stato dell'economia pistoiese PISTOIA. La mattina di sabato 13 con inizio alle 9.30, la Cna di Pistoia svolgerà la parte pubblica dell'assemblea elettiva e per discutere un tema di fondamentale importanza come quello dell'imprenditorialità e delle grosse difficoltà che essa incontra in generale e sul nostro territorio con l'obbiettivo di individuare alcune, possibili, soluzioni da percorrere per fronteggiarle. «Da tempo sosteniamo che fare impresa, soprattutto quando si tratta di piccola imprersa, significa scontrarsi con enormi difficoltà» afferma il direttore generale della Cna Sergio Giusti. «Queste sono dovute non soltanto alle carenze infrastrutturali - prosegue Giusti - sia materiali sia immateriali che storicamente affliggono il nostro territorio ma anche alla pesantezza ed all'eccessivo costo della burocrazia, alla scarsa efficacia della pubblica amministrazione, in altre parole, alla carenza di attenzione che c'è nei confronti dell'impresa e dell'imprenditore. Sembra ancora radicato, in ampi strati della politica e della società anche pistoiese, una sorta di pregiudizio secondo il quale la piccola impresa viene vista come un problema più che come una risorsa». Questo pregiudizio, continua Giusti, e stato "condannato" ufficialmente dall'Unione Europea a partire dal documento di Lisbona ormai risalente all'anno 2000 e, più recentemente, dallo Small Business Act (Sba), con il quale si afferma senza mezzi termini, che l'impresa, ed in particolare quella di piccola e media dimensione, è oggi protagonista nello sviluppo economico e sociale delle comunità locali. Proprio la Pmi, afferma l'Unione Europea, darà al nostro continente "il vigore per resistere alle incertezze del mondo globalizzato". L'iniziativa prevede poi l'intervento di Christian Simoni, ricercatore all'Università di Firenze, che illustrerà i risultati dell'indagine svolta per Pistoia Futura -Laboratorio per la programmazione strategica della Provincia, che ha approfondito lo stato dell'imprenditorialità pistoiese e le condizioni di contesto locali nelle quali deve operare. Si tratta di un lavoro importante che vogliamo valorizzare affinché si prenda atto delle iniziative da intraprendere che creare le condizioni di sviluppo delle imprese locali soprattutto ora che stanno sopportando la crisi della recessione.. «In questo modo - prosegue Giusti - anche grazie all'intervento del segretario nazionale della Cna Sergio Silvestrini, cercheremo di collocare i problemi e le proposte pistoiesi nel quadro più generale della situazione economica del paese». All'iniziativa, che sarà anche l'occasione per presentare il nuovo gruppo dirigente che guiderà l'associazione per i prossimi 4 anni, saranno presenti le massime cariche istituzionali, fra cui il prefetto Antonio Recchioni, l'assessore regionale Agostino Fragai, il sindaco Renzo Berti, il presidente della Camera di Commercio Rinaldo Incerpi e la neo-eletta presidente della Provincia Federica Fratoni.

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Tempi d'attesa, burocrazia, ticket ingiustificati: (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 13-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

FERRARA CRONACA pag. 10 Tempi d'attesa, burocrazia, ticket ingiustificati: «Ecco le priorità per aiutare pazienti e cittadini» SANITA' IL BILANCIO ANNUALE DEL TRIBUNALE DEI DIRITTI DEL MALATO' UN ADDIO SOMMESSO, quasi silenzioso, per Massimo Ferraresi. L'operaio di 34 anni accoltellato e ucciso sabato notte, nel corso di una rissa drammatica di fronte al bar Shell di Foro Boario, sarà sepolto stamattina. I funerali si terranno dalle otto, in forma quasi privata, senza il minimo clamore dopo le grida di dolore e di rabbia dei familiari e degli amici; la salma sarà portata dalla camera mortuaria al cimitero di Mizzana, accompagnata dalle lacrime del padre Luciano, di mamma Lidia e dei cinque fratelli Paola, Emanuela, Paolo, Marco ed Andrea. UNA FAMIGLIA ancora sconvolta, per l'improvviso e brutale raptus dell'omicida, l'ex agente di commercio padovano David Bisella, che poco dopo le ventitre di sabato scorso ha assestato i terribili colpi di coltello al petto di Massimo Ferraresi. Proprio il luogo dello scontro mortale, il punto in cui il ragazzo è caduto al suolo in un lago di sangue, è diventato ormai da qualche giorno una sorta di memoriale'. In Foro Boario, a fianco dei distributori di benzina, in un piccolo spiazzo polveroso, gli amici e le persone care hanno iniziato a portare, sin dall'indomani della tragedia, piccoli ricordi ed oggetti. «CIAO, PANDINO»: inizia così la lunga lettera che la fidanzata Daniela rivolge a Massimo; un foglio, come altri, infilati in buste di cellophane per evitare che il sole o l'umidità della notte sgualciscano le parole, prima ancora della carta. Espressioni semplici come semplice sarà stamattina il rito funebre, che segue la conclusione degli esami autoptici , in qualche caso senza neppure la firma degli autori dei messaggi. E poi fiori, piccole rose bianche ed un enorme girasole, unite a foto che ritraggono Massimo Ferraresi nei momenti sereni di un'esistenza non priva di problemi; ma segnata alla fine, come scrive un amico, «da un coraggio indimenticabile». CORAGGIO, ISTINTO o che altro sia stato, sabato sera Massimo assieme ad altri avventori del bar Shell, aveva preso le parti della fidanzata di David Bisella: quest'ultimo, con alle spalle precedenti per rissa e violenza (anche senza mai condanne in giudicato), non aveva gradito questa difesa da parte di un gruppetto di amici di Ferraresi. I quali, al suo arrivo nel locale pubblico, si erano opposti a lui anche fisicamente, per cercare di evitare altri problemi alla ragazza. Di qui l'innesco della violenza cieca; Bisella era corso a casa abita in Foro Boario, poco lontano dal bar , aveva impugnato un coltello dalla lunga lama seghettata ed era tornato per farsi giustizia sommaria. Poi il tentativo di fuga, l'arresto, ora l'ostinato silenzio in carcere. PER MASSIMO parlano i biglietti, i piccoli oggetti del quotidiano (un accendino, una sciarpa di seta da donna, un rosarietto) adagiati sulla terra nuda. Anche il padre Luciano, l'altra mattina, si è fermato in silenzio. Ha guardato quella specie di santuario' per il figlio, al quale le persone che passano gettano uno sguardo. s. s.

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Onestà, coraggio rapporto con la città Ecco il Pd che vince (sezione: Burocrazia)

( da "Unita, L'" del 13-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Onestà, coraggio rapporto con la città Ecco il Pd che vince L'inchiesta Viaggio nei luoghi dove i candidati del Pd vincono: meno burocrazia e più dialogo con gli elettori ALLE PAGINE 4- 7

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(sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 13-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

URBINO E MONTEFELTRO pag. 21 «La burocrazia? Complica» URBINO PER BUROCRAZIA s'intende l'insieme di regole che governano il funzionamento di una amministrazione, di un servizio, di un ufficio. Nei Paesi anglosassoni ma forse non solo, sono regole che hanno il compito di rendere più agevole e trasparente il lavoro di chi amministra siano essi politici che dipendenti. Nel nostro Paese, l'Italia, quasi mai è così. Le stesse regole servono per complicare e allungare i tempi e il lavoro delle persone. Non fa eccezione la nostra comunità. Tutti siamo schiacciati dalla burocrazia sia chi progetta sia chi opera a tutti i livelli: dirigenziali e operativi. Occorre non confondere la burocrazia con le persone che operano negli uffici dato che loro stessi debbono sottostare a quelle regole vincolanti di cui la burocrazia si serve per complicare anziché per semplificare. Questa precisazione sul termine è doverosa nei confronti di coloro che per anni hanno collaborato con me e che hanno proceduto con attenzione e rispetto delle regole ma anche dei progetti. Lella Mazzoli, ex assessore alla cultura e turismo

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di LUCA BERTACCINI C'È TEMPO fino al 2012, poi la Centroplast dovr&#... (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)" del 13-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

FORLI' PROVINCIA pag. 10 di LUCA BERTACCINI C'È TEMPO fino al 2012, poi la Centroplast dovr&#... di LUCA BERTACCINI C'È TEMPO fino al 2012, poi la Centroplast dovrà trovare un'altra sede, spostandosi da via Guglielmo Marconi. Il motivo è presto detto: tra tre anni scadrà il contratto di affitto dell'edificio che oggi ospita l'impresa meldolese specializzata nella produzione di imballaggi e, visto che il proprietario delle mura' non è intenzionato ad alcun rinnovo, Centroplast dovrà trovare una nuova casa'. Un paio di opzioni (tempi della burocrazia permettendo) sono proprio all'interno del territorio comunale: l'amministrazione uscente aveva infatti avviato, insieme alle associazioni di categoria, un progetto per creare una zona (allargando l'attuale area industriale) per le attività artigianali. Stessa possibilità potrebbe offrirla la zona industriale che sta prendendo forma a San Colombano. Da considerare c'è anche lo spazio, non secondario, che oggi occupa l'azienda: 20mila metri quadrati, di cui 12mila coperti, stando ai dati forniti dal sito ufficiale (www.centroplast.it). In cima alla scala delle priorità da tenere in considerazione c'è poi la difesa del livello occupazionale. Oggi sono duecento i dipendenti dell'azienda, che ha intensi rapporti commerciali con diversi paesi esteri. Lo spauracchio è quello della delocalizzazione. Una ipotesi le cui probabilità sono però vicine allo zero. I vertici di Centroplast (l'azienda, dal punto di vista economico naviga in ottime acque) intendono infatti difendere e salvaguardare i lavoratori. Se di trasferimento si dovrà parlare, sarà comunque all'interno della Romagna. IERI la proprietà si è incontrata con il neo sindaco Gian Luca Zattini, che ha voluto, parole sue, «dimostrare da subito la vicinanza dell'amministrazione comunale ad una tra le più importanti aziende di Meldola». Secondo il primo cittadino «quello di ieri è stato un colloquio fruttuoso. Il problema è noto: la proprietà degli immobili è diversa dalla proprietà degli impianti produttivi. Abbiamo voluto dare un segno concreto della presenza del Comune. Vogliamo esserci e, se possibile, dare risposte. L'azienda va bene, sta facendo continui investimenti. Noi, nel rispetto dei ruoli, faremo di tutto per aiutare questa impresa».

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Amanda e il giudizio del Pulitzer (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 13-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2009-06-13 - pag: 14 autore: DALLA PRIMA Amanda e il giudizio del Pulitzer Il quotidiano americano se la prende anche con l'estenuante lunghezza del processo penale, esempio di un sistema, quello italiano, in cui sembra vigere «la presunzione di colpevolezza». Attacco che ha suscitato non poche perplessità del mondo della giustizia penale: «Quella di Egan è una ricostruzione che dimostra un'errata conoscenza degli elementi processuali del sistema italiano - spiega l'avvocato Andrea Castaldo, docente ordinario di diritto penale all'Universitàdi Salerno-il giornalista descrive la vicenda processuale come se fosse un rapporto a due tra l'imputata e il pubblico ministero, dimenticando figure fondamentali del processo penale come l'udienza preliminare e il ruolo del Gup». Da Manhattan alla Corte d'assise di Perugia Amanda, accusata insieme all'ex fidanzato Raffaele Sollecito di aver ucciso Meredith Kercher, racconta come i poliziotti italiani hanno trasformato, la sera dell'interrogatorio, "Foxy Knoxy" in "Stupida bugiarda": «Quando ha visto il messaggio di Lumumba sul mio cellulare la polizia è diventata molto dura con me: mi dicevano che stavo cercando di proteggere qualcuno. Mi hanno picchiato due volte per farmi dire un nome che però io non potevo dire, perché non sapevo». Il regista gotico Tim Burton e lo scrittore noir James Ellroy non sarebbero riusciti a creare una storia così, una vicenda in cui, a discapito delle apparenze, i confini che separano i buoni dai cattivi si fanno più labili capitolo dopo capitolo. C'è Amanda, la ragazza nata nella città di Kurt Kobain, il tormentato leader dei Nirvana morto suicida nel 1994, la bellissima "volpe cattiva" che il giorno dopo il ritrovamento del cadavere della coinquilina Meredith scrive sul suo quaderno: «La cosa strana è che tutto ciò che voglio fare in questo momento è scrivere una canzone su questo (&). Quanto è morboso tutto ciò?».C'è Raffaele Sollecito, il "figlio del dottore" che per puro caso non finì nel collegio riservato ai figli dei medici l'anno in cui scoprì Amanda Knox, con lei la vita e forse anche la morte di qualcun altro. Ci sono i cattivi presunti e reali, per ironia della sorte entrambi neri, Patrick Lumumbae Rudy Guede. E c'era Meredith, la brava studentessa inglese, descritta da Amanda come «la più studiosa e intelligente di tutti» che si trova a vivere in quella dimensione parallela dell'esistenza di ogni studente che è l'Erasmus (il 9% dell'intera popolazione studentesca in base al rapporto Almalaurea del 2008): il periodo della vita universitaria in cui, come nel carnevale di Michail Bachtin, le regole normali vengono sospese, i ruoli scambiati e si prova l'ebbrezza del «nuovo». E ci sono Perugia, città di massoneria e divertimenti "internazionali", e la notte di Halloween, quella in cui i morti e i vivi si incontrano, a dipingere i contorni di una storia perfetta. Con una dose di suspense introduttiva degna dell'inizio di ogni nuova saga, ieri il padre di Amanda, Kurt Knox, poche ore prima dell'udienza aveva detto ai giornalisti: «Mia figlia è cambiata, non è quella dark angel come è stata da tutti descritta». Così all'improvviso la situazione si ribalta: per gli americani adesso il vero colpevole è la giustizia italiana. «Sarebbe ingenuo negare il problema della lentezza del processo» continua Castaldo, che spiega come però in alcuni casi per la raccolta delle prove esistono dei «tempi che dipendono dalla tecnologia e non dalla burocrazia». Ma sottolinea: «A distanza di un anno e mezzo dal fatto, è stato celebrato un rito abbreviato oltreché il rinvio a giudizio, sono tempi straordinari per la giustizia italiana». Straordinari, come tutto in questa storia di morte e bellezza che, tra grossolani errori di valutazione e patina dark, appassiona l'opinione pubblica dell'Occidente. Serena Danna © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Mutui, è melina sul 4% (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Plus)" del 13-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Plus sezione: ATTUALITA data: 2009-06-13 - pag: 7 autore: AUTOGOL di Maximilian Cellino Mutui, è «melina» sul 4% «S ono passati più di sei mesi dal Decreto anticrisi, possibile che non abbia ancora ricevuto il contributo dello Stato per il mio mutuo a tasso variabile?» Lo sfogo del lettore di «Plus24» è comprensibile: del "tetto al 4%" per gli interessi da versare nel 2009 sui finanziamenti per la prima casa accesi prima del 31 ottobre 2008, tanto sbandierato al momento di presentare le misure di sostegno alle famiglie italiane, non esiste pressoché traccia. Cercare di capire dove si sia inceppata la macchina della burocrazia è come al solito un esercizio complicato e forse pure improduttivo. Di sicuro il ministero delle Finanze ci ha messo del suo al momento di stendere il testo di legge, così poco chiaro da rendere necessaria la pubblicazione di tre successive circolari esplicative. Ma non è una novità: del resto per rendere operativa la portabilità introdotta dal decreto Bersani ci sono voluti ben sette interventi successivi e complessivamente più di un anno di tempo. Parte del ritardo è poi dovuto alla trasmissione degli elenchi dei mutuatari aventi diritto alle agevolazioni dall'Agenzia delle entrate alle singole banche, un meccanismo che si è evidentemente rivelato più complicato delle attese, se è vero che le liste sono di fatto pronte da marzo. Mentre le parti - come spesso avviene – tendono a rimpallarsi le responsabilità, alcune banche sembrano finalmente pronte ad attribuire (con valuta retroattiva) i rimborsi ai clienti. P er superare in modo definitivo l'impasse, l'Associazione bancaria italiana ( Abi) invierà inoltre nei prossimi giorni una circolare con la quale inviterà gli istituti di credito ad accettare quei moduli di autocertificazione che in origine dovevano servire soltanto per i mutuatari non inclusi nella lista dell'Agenzia delle entrate. Certo, sarebbe auspicabile che si facesse luce anche su alcune questioni tuttora irrisolte, prima fra tutte l'accesso ai contributi per tutti coloro che hanno stipulato un mutuo a tasso misto. Ma forse i tempi non sono ancora maturi per chiudere definitivamente la partita. E meno male che il tasso Euribor, il parametro base per i mutui variabili, ci ha messo del suo scendendo da oltre il 5% di quando l'intervento è stato ideato a meno dell'1% di questi giorni. Almeno questa volta la «mano invisibile» del mercato ha giocato a favore delle famiglie italiane. www.ilsole24ore.com/mutui © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Con lo stipendio vincolato (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Plus)" del 13-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Plus sezione: STORIA COP data: 2009-06-13 - pag: 5 autore: L'ultima risorsa. Per i lavoratori e pensionati che non hanno altra scelta Con lo stipendio vincolato Troppi mediatori e assicurazioni più care. Il costo finale si avvicina alla soglia d'usura D ipendenti pubblici e pensionati corteggiatissimi. Dipendenti privati guardati con sospetto perchè più esposti alla crisi e quindi più rischiosi. Per i tanti operatori del prestito contro cessione del quinto (una forma di prestito del tutto lecita e che prevede il rimborso a rate prelevato da stipendi, Tfr o pensioni) "privato non è sempre bello". Se i dipendenti pubblici cambiano pochissimo lavoro (e semmai c'è da portare pazienza per avviare i dossier con gli uffici del personale, sopportando un po' di burocrazia), il pensionato è graditissimo perchè il riferimento è quasi sempre l'Inps. Il dipendente privato, mai come in questi tempi, è invece soggetto a decurtazioni da cassa integrazione, cambio di sede e nei casi peggiori alla perdita del posto di lavoro. Certo, c'è l'assicurazione e quindi la perdita del posto può diventare soprattutto un problema delle compagnie. Che stanno rivedendo i rating sulle aziende private, aumentando il costo della copertura. Con un aggravio ulteriore sui prezzi del prestito. Come per i finanziamenti personali, quello della cessione del quinto è un settore molto oneroso per i clienti con tassi notevoli (vedi tabella a pagina 6), con alti margini per gli operatori e non monopolizzato dalle banche (che pure sono ben presenti nel credito al consumo, vedi articolo e tabella in pagina). «Le banche non sono attrezzate per seguire un segmento di business ritenuto di secondo rango – spiega un operatore del settore – e nonostante gli sforzi di Bankitalia per mettere tutto sotto monitoraggio, viene più comodo a tutti far operare finanziarie. Ci sono operatori specializzati e settori più grigi. Normalmente i costi operativi di un operatore non bancario sono più bassi, i contratti sono quelli del commercio, si usano meccanismi di incentivazione riducendo la parte fissa». Ma Bankitalia ha in corso un giro di vite, con ispezioni a tappeto e «spazzolate» a molti operatori. C'è la mano di via Nazionale nel testo che il Senato ha approvato in via definitiva sulla riforma dei mediatori creditizi. Cosa cambia? Innazitutto invece di un albo da 160 mila soggetti in gran parte impegnati in altre attività, ci sarà un elenco molto più ridotto di operatori autorizzati. Non più soggetti fisici ma società di capitali, con requisiti meglio definiti e organismi di controllo interno. «Ci voleva – commenta Eustacchio Allegretti, presidente di Assomea (l'Associazione che raccoglie le istanze delle imprese che operano nel settore) –, sarà possibile avere un monitoraggio più preciso dell'offerta alle famiglie e ai lavoratori, riducendo la discrezionalità delle commissioni. A vantaggio delle condizioni finali al consumatore. Speriamo che la maggior serietà del settore favorisca la trasparenza finale. Per questo occorrono tempi di applicazione molto rapidi». Si stima che le imprese iscritte fra i mediatori autorizzati si stabilizzino fra i 14-15 mila. è un tentativo di portare la cessione del quinto nella pancia delle banche? Forse, ma le banche non ne hanno voglia. Per il cliente resta dunque un doppio livello da remunerare: l'istituto di credito erogatore e l'intermediario che ha portato i clienti e segue i loro movimenti. Con la necessità, non sempre rispettata di segnalare, le estinzioni prima della scadenza. Ai mediatori servono spesso anche anticipazioni sulle provvigioni e l'intero settore presenta complessità. Pur mettendo in conto la crescente rischiosità del business, i tassi applicati sono impressionanti. Se la banca si prende un 5% l'intermediario che trova il cliente, gestisce la pratica e cura gli spostamenti dello stesso si prende la parte maggiore, in alcune fasi l'11-12 per cento. Si arriva non lontanissimi dalle soglie di usura (indicate nel grafico in alto e ottenute moltiplicando per 1,5 la media dei tassi rilevati trimestralmente da Bankitalia). Troppo. Paolo Zucca © RIPRODUZIONE RISERVATA

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(sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 13-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Giovani di confindustria. Dal convegno otto proposte al governo. Schifani: alzare l'età pensionabile «Riforma fiscale per favorire la ripresa» Santa Margherita Ligure (Genova). I giovani di Confindustria chiedono al governo di lavorare per il «dopo crisi» e, come priorità, mettono sul tavolo del confronto il nodo della pressione fiscale, «un freno allo sviluppo». È il punto di partenza per otto proposte che la leader dei giovani imprenditori, Federica Guidi, illustra aprendo il convegno annuale. Al governo sollecita crediti di imposta per l'innovazione, la sostituzione dell'Irap, una Tremonti-ter per la detassazione degli utili reinvestiti fino al 2012, il congelamento degli ammortamenti, la liberalizzazione dei servizi pubblici locali, lo sblocco dei debiti della pubblica amministrazione, la semplificazione delle norme urbanistiche, il ritorno alla direttiva Bolkestein. «La crisi ci spaventa ma non ci immobilizza», dice Federica Guidi. Una fiscalità «alta e complessa» è da anni un ostacolo ed «è deprimente come la politica e i governi di diverso colore non siano riusciti a calmierare una fiscalità impazzita». Il Paese «attende da 15 anni una rivoluzione fiscale». E, anche se oggi «l'economia è nella tempesta», non ci si può fermare al «rimpianto per le cose non fatte quando era possibile farle»: così «la politica non può restare inerte». Oggi «ci sono timidi, flebili segnali di ripresa: è una fioca luce, cerchiamo di non farla spegnere». Per riportare l'economia ai livelli prima della crisi potrebbero volerci anche «quattro, cinque, sei anni», avverte il direttore generale di Confindustria, Giampaolo Galli: servono «riforme che ci permettano di andare più veloce». Resta aperto il nodo del credito: «C'è una vischiosità che ci preoccupa», dice Guidi, che supera il clima di scontro invitando ad evitare «una guerra di classe». Focus sulle infrastrutture, ospite il ministro Altero Matteoli. Servono «stanziamenti tempestivi, le promesse non bastano», dice la leader dei giovani. «Entro l'anno potrà partire almeno l'80%» delle opere previste dal piano del governo, replica il ministro. Sotto accusa anche la burocrazia che frena gli investimenti. Per l'amministratore delegato di Terna, Flavio Cattaneo, problemi di autorizzazione fermano la realizzazione di elettrodotti che permetterebbero agli italiani di risparmiare un miliardo l'anno di bolletta elettrica. Per l'ad di Ferrovie, Mauro Moretti, «un principio di democrazia», come il referendum, sbloccherebbe opere come la Tav Torino-Lione bloccate dalla ricerca del consenso. Agli industriali il presidente del Senato, Renato Schifani, garantisce piena collaborazione, ma avverte che deve essere il governo a decidere tempi e modi delle riforme, «che sono diversi da quelli delle imprese». Poi definisce l'innalzamento dell'età pensionabile «improcrastinabile per creare un giusto rapporto tra pensioni e costo della vita». Inevitabile il dibattito sul ritardo economico del Mezzogiorno. «Il Sud è una risorsa e come tale deve essere considerata. Bisogna mostrasi ottimisti e fiduciosi nella possibilità di un futuro migliore, perché il nostro Mezzogiorno è ricco di cervelli e di tanta buona volontà», ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega al Cipe, Gianfranco Miccichè. «È un impegno concreto quello di far tornare a casa i nostri giovani migliori - ha aggiunto - e permettere loro di fare impresa, contribuendo così a far ripartire la locomotiva Italia». Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, chiudendo la prima giornata di confronto a Santa Margherita Ligure, sposta l'attenzione sullo scenario internazionale e l'impegno dei governi: «La crisi è globale e nessuno può tirarsi fuori, dobbiamo trovare insieme le soluzioni». Per oggi, oltre alla relazione del presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, è atteso l'intervento del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. R. I.

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Abbraccio multietnico alla (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 13-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Enna. In un progetto della scuola elementare coinvolti 33 alunni immigrati e 20 detenuti di varie nazionalità Abbraccio multietnico alla «De Amicis» Il Liceo classico di Enna, che avrebbe bisogno di lavori infrastrutturali immediati, è stata presa come scuola-simbolo da parte della Fillea Cgil per evidenziare la carenza esiste in provincia di Enna, ma anche in tutto il Mezzogiorno, in fatto di opere infrastrutturali significative che servono in provincia di Enna. Una protesta che coinciderà con una manifestazione popolare per contrastare la manifesta volontà politica di tenere le opere pubbliche inspiegabilmente impigliate nei meandri della burocrazia ministeriale e non solo. «Tutti conveniamo sulla necessità di interventi per rendere agibili le scuole, rispondenti ai criteri di staticità antisismica, di sicurezza, di igiene» ha dichiarato Michele Pagliaro, segretario provinciale della Cgil. Il sindacato delle costruzioni della Cgil insieme al sindacato della scuola-conoscenza ha scelto una di queste opere, appunto il Liceo classico di via Roma, per elevarla a simbolo dell'incoerenza di governo e della insensibilità burocratica. «E' un'iniziativa che parte dalla scuola, anche perché - dichiara il segretario generale della Camera del Lavoro Michele Pagliaro - nell'ultimo periodo essa esprime il decadimento generale delle non scelte a carico della politica che, così facendo, rinuncia al futuro. Per la Cgil il valore della scuola-conoscenza resta quello fondamentale su cui investire risorse e quant'altro in tempi rapidi». La scelta, dunque, è caduta sul Liceo classico ennese, facente parte del piano straordinario per la messa in sicurezza degli edifici scolastici dentro il 2° piano infrastrutturazione del Ministero delle Infrastrutture. L'istituto fu prontamente appaltato dagli uffici della Provincia Regionale, dietro garanzia di un mutuo ministeriale di 883.000 euro, di cui solo per 100 mila euro a carico della Provincia. La ditta esecutrice è stata ,quindi, individuata ma i lavori non iniziano perché il Contratto non può essere firmato senza l'accensione del mutuo da parte della Cassa Depositi e Prestiti d'intesa col Ministero competente. «Come questa - dichiara Giovanni Rabiolo, responsabile Fillea - tante altre opere possono trasformarsi in cantieri di lavoro che servono a cerare occupazione per superare la crisi. Per questo motivo Cgil e Fillea mobiliteranno tutte le province del Mezzogiorno dal 15 al 19 giugno prossimo con una manifestazione di protesta». F. g.

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Viale delle Palme un parcheggio bloccato dalla burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 14-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

ARMA DI TAGGIA Viale delle Palme un parcheggio bloccato dalla burocrazia Tutto da rifare per il parcheggio interrato nel Viale delle Palme nell'area del mercato ortofrutticolo in parte già utilizzata a parcheggio pubblico. Tutta colpa di una piccolo (ma determinante) intoppo burocratico. Senza ricostruire tutta la vicenda, ricordiamo che l'opera si sarebbe dovuta realizzare (e comunque si realizzerà) attraverso project financing, intervento misto pubblico-privato. Una sola ditta si era fatta avanti, l'Ati Cotim Principe srl. Il 3 marzo di quest'anno è stata aperta la busta con la documentazione tecnico-economica. L'unica impresa partecipante aveva omesso di presentare «l'asseverazione del piano economico e finanziario» come previsto dalla legge. Così la proposta non è stata dichiarata ammissibile. Il 23 aprile la ditta è stata informata. Ora si è reso necessario ripubblicare nuovamente l'avviso. Non solo: sono state apportate alcune modifiche al «project» visto che nel frattempo la normativa che lo istituisce è cambiata. Nel progetto è comunque prevista la realizzazione di un'autorimessa articolata su due livelli interrati destinati a posti auto, il primo, e box privati, il secondo. La superficie del piazzale di copertura dovrà essere impermeabilizzata e pavimentata in sintonia con il materiale del viale adiacente. Il parcheggio pubblico sarà equivalente, almeno, a un piano del parcheggio proposto. Intanto però i tempi di realizzazione si sono allungati. \

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Con l'estate arrivano i rifiuti (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 14-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

ARMA DI TAGGIA ALBANESE: «STA ARRIVANDO RUMENTA DA TUTTA LA PROVINCIA E IL SINDACO TACE» Con l'estate arrivano i rifiuti [FIRMA]MARCO CORRADI TAGGIA Arriva l'estate e a Taggia e Arma, più che i turisti, arrivano i rifiuti. Da tutta la provincia. Chiusa la discarica di Ponticelli, la spazzatura affluisce nel sito di Collette-Ozzotto «invadendo», con i camion, il territorio di Arma e Taggia. Un po' le prove generali di quanto accadrà in futuro. Ma, in questo caso, senza che ci sia un impianto efficiente. E, ancora, nessun risarcimento almeno per ora) a favore del Comune. Mauro Albanese, capogruppo del Pdl in Consiglio comunale, apre il fuoco di fila. «Non capisco il silenzio del sindaco Vincenzo Genduso - afferma -. Sta arrivando rumenta da tutta la provincia e lui non proferisce verbo. O, a pensarci bene, lo capisco. Fa quello che ha fatto finora, ignorando o quasi il problema. In questo caso è coerente». Così Massimo Bolla (Centrosinistra): «Intanto non si sa per quanto tempo si continuerà a utilizzare solo Collette-Ozzotto. E se la nostra discarica è in grado di accogliere tutta la spazzatura? Visto che dobbiamo fare questo sacrificio, che i nostri amministratori si attivino subito per ottenere il giusto indennizzo per il disagio che stiamo sopportando. Per il periodo in cui conferiremo la spazzatura a casa nostra dovrebbe esserci una riduzione del costo del servizio visto che i costi di trasporto diminuiscono». Anche Piera Lupi è critica con l'Amministrazione: «Il sindaco Genduso sembrava dovesse essere nella cabina di regìa. Invece mi sembra che non lo tengano in considerazione. Abbiamo dovuto subire sulla nostra testa qualcosa che è stato deciso altrove». Piera Lupi è preoccupata: «Non c'è un separatore, non c'è un impianto adeguato, tutto avviene a cielo aperto. Altro che paese turistico! Sì, siamo un paese turistico con una montagna di immondizia sulla testa. Si voleva il cambiamento? Lo abbiamo avuto: in peggio». Ma sei i politici all'opposizione fanno la loro parte anche le categorie produttive non sono tenere. «Siamo contrari - afferma Angelo Giudici, presidente della Confesercenti -. A questa situazione non bisognava arrivare. Non si è mai ragionato in termini tali da prevenire quanto sta accadendo. Troppa burocrazia e poca praticità. Resto convinto che ogni vallata dovrebbe gestirsi in modo autonomo lo smaltimento dei rifiuti. Destinarli tutti ad Arma costituisce un carico troppo grande insieme a un pericolo ambientale». Sandro Matricardi è il presidente di Asshotel, l'associazione che raggruppa 17 dei 18 alberghi del Comune. «Una situazione preoccupante - afferma - che deve essere risolta al più presto. In altre parti quello dei rifiuti è diventato un problema non solo economico e sociale ma anche ambientale. Di riflesso ciò si ripercuote sul turismo. Sappiamo che ci sarà uno smaltimento ma in questo momento non sappiamo neppure se avviene in sicurezza». Ivan Lombardi è vicesindaco e assessore all'Ambiente. «Questa situazione dovrebbe sbloccarsi - dice - nel giro di un mese. Anche perché a Collette-Ozzotto non c'è disponibilità di spazi da coprire fino al 2011. In questo caso sì che ci sarebbe una grande emergenza. Ripeto: questa situazione è temporanea. E non dimentichiamo che qualche mese fa era stato il contrario. Vale a dire Collette-Ozzotto era stata chiusa e tutti i rifiuti finivano a Ponticelli».

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E Confagri presenta al governo un piano anti-crisi (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 14-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Retroscena Interventi finanziari e incentivi E Confagri presenta al governo un piano anti-crisi FABIO POZZO TORINO La crisi economica si fa sentire anche sul settore agricolo», commenta Confagricoltura. La lieve variazione del -1,3% sul quarto trimestre del 2008 e la situazione stazionaria sul primo trimestre 2008 (+0,1%)? «In un contesto generalizzato di segnali negativi la maggiore tenuta del settore primario rispetto ad altri settori produttivi rappresenta almeno un elemento di equilibrio. Occorre chiedersi però fino a quando la situazione sarà sostenibile anche per l'attività primaria. In base ai dati Ismea, infatti, la situazione dei prezzi agricoli si è ulteriormente aggravata». Da qui, un piano anti-crisi, che Confagri ha presentato al ministro delle Politiche agricole Luca Zaia ed al governo, che vede in primo piano la richiesta di interventi di tipo finanziario, agevolazioni contributive, credito d'imposta, incentivi all'occupazione; e poi misure specifiche, a livello nazionale e comunitario, per i settori produttivi particolarmente in difficoltà. Vediamo nel dettaglio. Credito. La quota di indebitamento a breve (circa 20 miliardi di euro) nei confronti del sistema bancario è consistente e ultimamente in aumento. Confagricoltura chiede interventi su due fronti: da un lato per agevolare la ristrutturazione ed il consolidamento di tali esposizioni creditizie; dall'altro per la sospensione dei pagamenti relativi alle esposizioni creditizie, nell'ottica di dare respiro alle imprese. Proposta anche una rivisitazione degli strumenti per la valutazione del merito creditizio e l'accesso a meccanismi di garanzia. Investimenti. Si chiede di incentivare l'acquisizione di beni strumentali attraverso la concessione del credito d'imposta per gli investimenti relativi a domande presentate e istruite favorevolmente dagli enti incaricati ma non finanziate per mancanza di fondi. Lavoro. E' indispensabile intervenire, anche temporaneamente, sui meccanismi che condizionano l'accesso a benefici e sovvenzioni comunitarie alla regolarità della contribuzione previdenziale, per evitare distorsioni che penalizzano finanziariamente le imprese. Per Confagricoltura vanno poi posti in essere interventi per contenere il costo del lavoro agricolo (con un cuneo fiscale) per i rapporti di lavoro a tempo determinato che vengono rinnovati (in tal modo si dà anche stabilità occupazionale). Quindi si sollecita un credito d'imposta per l'incremento occupazionale. E' già previsto dalla normativa e dotato di apposita copertura finanziaria (10 milioni di euro per l'anno 2008). Burocrazia. Confagri chiede un drastico alleggerimento del carico burocratico-amministrativo che grava sulle imprese, in particolare per quanto riguarda le norme su: i pagamenti della Pac; il rispetto dei requisiti ambientali; la gestione della manodopera aziendale. Anticipo pagamenti Pac. Palazzo della Valle chiede di anticipare i pagamenti della Politica agricola comune per la corrente campagna, da dicembre a luglio 2009. Misure settoriali. L'organizzazione ha definito anche una serie di proposte specifiche (interventi in ambito nazionale e comunitario) per i settori maggiormente in crisi: latte, carne bovina, cereali, suini ed olio d'oliva.

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in pensione dopo 33 anni in cattedra "bello e difficile, ma ora sono stanca" - raffaella paisio (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 14-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina XIII - Torino Laura Romano, storica prof di latino e greco al D´Azeglio, racconta la sua avventura di docente In pensione dopo 33 anni in cattedra "Bello e difficile, ma ora sono stanca" "Ho iniziato alle medie in periferia: all´epoca il vero problema era farli entrare in classe" "Le riduzioni al budget soffocano le possibilità di sviluppo, c´è meno entusiasmo" RAFFAELLA PAISIO L´anno scolastico 2008-2009 è finito. Un anno difficile che ha visto ingenti tagli di fondi all´Istruzione, la contestazione "facinorosa" dell´Onda, le direttive ministeriali, le smentite, la riduzione dei prof a "fannulloni " e molti pensionamenti. Come quello di Laura Romano, storica prof di latino e greco al liceo D´Azeglio, che a settembre lascia dopo 33 di insegnamento. Trentatré anni. Esordio negli anni Settanta. Che scuola era? «Insegnavo italiano nella scuola media, in una situazione diversissima da quella che lascio oggi. Lavoravo con ragazzi che avevano problemi sociali e culturali molto forti. Ero in una scuola di periferia. C´erano famiglie con grosse difficoltà, soprattutto culturali, a volte problemi con la giustizia. Una didattica normale, concentrata sui contenuti, sulle valutazioni, era inimmaginabile. Si trattava soprattutto di far venire a scuola, di alfabetizzare. A volte non era possibile nemmeno quello. Ti sentivi impreparata». Poi è andata al liceo, dietro alle sue passioni: il greco e il latino. Oggi passano per materie fuori moda. «Il greco serve a tutto. è la chiave per aprire uno scrigno, una cultura che è alle radici della nostra. La lingua è solo un mezzo. Il cuore sono i testi, i classici. Contengono una ricchezza inesauribile, che potrebbe perdersi se nessuno la coltiva più. Un patrimonio che aiuta a sentirsi un po´ meno piccoli». Prima parlava di impreparazione alla didattica. Le ultime generazioni di insegnanti hanno dovuto fare la Sis, la scuola di specializzazione: due anni di tirocinio e la possibilità di imparare da ex professori come insegnare. Com´è stato invece dover fare il salto diretto università-insegnamento? «Molto brusco, difficile. è sempre mancata una progettualità e attenzione alla formazione degli insegnanti. Anche le scuole come la Sis ora le hanno abolite. Una discontinuità che è deleteria. Noi consultavamo i più anziani, ma sentivamo che mancavano delle possibilità. Dopo otto anni sono arrivati i primi corsi di aggiornamento. Mi hanno aiutato molto. A capire come si insegna. Partivamo dalla nostra esperienza, registrando le interrogazioni in classe. Le trascrivevamo e le portavamo. Si cercava di capire la psicologia delle risposte dei ragazzi a partire dalle domande: ho imparato ad ammorbidirle, a essere meno diretta, per evitare di bloccare». Complessivamente com´è cambiata la scuola da quando ha iniziato? «Vedo meno risorse, i tagli sono sempre maggiori: soffocano le possibilità di sviluppo. Penso per esempio agli aggiornamenti on-line. Costano meno, ma sono aridi, manca il confronto reciproco, che è vitale. è aumentata la burocrazia: gli insegnanti dedicano ormai ore e ore a scrivere relazioni e documenti, sottraendo tempo alla preparazione di lezioni. C´è meno entusiasmo per il sapere e un utilitarismo che vuole facilità e voti alti. L´attenzione verso le norme è spesso esagerata: si preferisce il ricorso ad azioni legali alla condivisione di un progetto educativo. La valutazione è migliorata, è fatta meno "ad occhio". Sono cambiati i ragazzi, cuore di tutto». Com´è stato questo lungo viaggio nella scuola torinese ? «Molto bello e faticoso. è un lavoro appassionante, ricco, verso la fine massacrante. è retribuito male, un problema serio. Ma lo consiglierei a chiunque. Non dico d´averlo fatto bene: ci ho provato. Non sono stufa, sono solo tanto stanca».

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niente musica al ginostra (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 14-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

IL CASO Niente musica al Ginostra PISA. «Il mio locale è stato «ammutolito» dalla burocrazia comunale». E' lo sfogo di Lorenzo Cutelli, titolare di uno dei luoghi cult dell'aperitivo pisano, Il Ginostra. La vicenda riguarda i permessi per fare musica durante il Giugno Pisano ed il contesissimo palco che viene noleggiato o passato di locale in locale. «Ho fatto richiesta di tutti i permessi per fare musica nel Giugno Pisano già a febbraio - sbotta Cutelli - ma ora mi si dice dal Comune che i permessi non valgono, che il palco non c'è e che praticamente non ho più la possibilità di fare musica». Ricordiamo che qualche anno fa, il Ginostra, assieme alla Caffetteria delle Vettovaglie, animò il Giugno con una serie di pregevoli concertini jazz cosa che questo anno, evidentemente non si avrà. «Ciò che più mi fa imbestialire - spiega Cutelli - sono le scuse che accampa il Comune quando mi dice che hanno provato a contattarmi almeno tre volte per comunicazioni proprio in merito alla mia richiesta». Ma vediamo come è avvenuto questo «contatto» da parte degli uffici comunali. «Sono stato chiamato sul mio cellulare privato - spiega Cutelli - da un numero sconosciuto e «coperto» ed io, così come la maggior parte delle persone, non rispondo a numeri «privati», coperti e sconosciuti». Forse però, gli uffici comunali non potevano fare diversamente. «Ma come?! - esclama Cutelli - il Comune ha la mia mail, ha l'indirizzo del locale ed io gli ho spedito e mandato tutto per iscritto e quindi avrei voluto essere ricontattato con una lettera, una raccomandata, uno straccio di foglio messo anche sotto la porta del negozio». Carlo Venturini

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Bellaria, in arrivo i bolidi offshore. E il nuovo Rio Pircio c'è (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 14-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

BELLARIA E VALMARECCHIA pag. 15 Bellaria, in arrivo i bolidi offshore. E il nuovo Rio Pircio c'è UN MESE di giugno «ad alta tensione» quello per il mondo della nautica a Bellaria Igea Marina. Non solo perché il portocanale, con il suo dragaggio «a macchia di leopardo», continua a creare problemi al diportismo e alla marineria. Anche (e soprattutto) per alcuni eventi in cartellone. In primis, l'ormai prossima - seppure con qualche ritardo - apertura del Circolo velico Rio Pircio, storica sede di surfisti e velisti in zona spiaggia libera di Igea Marina, rifatto nuovo fiammante. Per l'occasione - l'intervento era atteso invano da anni, affossato nei meandri della burocrazia - annunciano i dirigenti, si terrà una grande festa, con l'intervento delle autorità. E' in corso di ultimazione il montaggio della nuova base logistica, interamente in legno stile alta montagna, dove saranno ricoverati i surf e relative vele, nonché le attrezzature tecniche di derive, catamarani e gommoni vari. Prevista anche una sala riunioni e sala operativa. L'intervento è interamente autofinanziato dai circa 140 soci del Rio Pircio. Lo scorso fine settimana si è aperta anche la stagione agonistica, con una regata del Circuito Windsurfing, che ha visto in acqua quasi una trentina di concorrenti. Quanto al Circolo Nautico di Giulio Torroni, annullata la gara di pesca allo sgombro in programma oggi, è in fase di preparazione il 3° Trofeo Memorial Piero Fusconi, il 26, 27 e 28 giugno, campionato italiano Endurance e Offshore, che vedrà sfidarsi bolidi del mare nelle acque bellariesi. Alcune barche da competizione hanno già preso posto «in secca» in zona porto. Quanto alla vela, come sempre la cenerentola, bisogna attendere il 12 luglio con la 8a edizione della passeggiata «Chissà se arrivo», alla presenza del bracozzo Teresina come barca giuria. Image: 20090614/foto/9378.jpg

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di LUIGI GIULIANI OTTO GIORNI ancora per ricu... (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 14-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

SASSUOLO pag. 17 di LUIGI GIULIANI OTTO GIORNI ancora per ricu... di LUIGI GIULIANI OTTO GIORNI ancora per ricucire, superare le critiche della campagna elettorale, strappare un appoggio pubblico. La corsa al secondo turno, che deciderà il prossimo sindaco di Sassuolo, entra nel vivo. Si parte con Graziano Pattuzzi, candidato del centrosinistra, che ha un vantaggio di 399 voti, che, tradotto, fa 1,71% punti più di Luca Caselli, sostenuto dal Popolo delle Libertà. Una percentuale minima che apre a qualsiasi risultato il ballottaggio di domenica e lunedì prossimi. DIPLOMAZIE dei due schieramenti in campo, dunque, a sottolineare, con i rappresentanti delle altre sei liste, le cose che uniscono e a minimizzare quelle che dividono. Ala fine, il Pdl con Luca Caselli correrà da solo. L'attenzione verso l'Unione di Centro (686 voti) è scemata dopo la dichiarazione di Davide Torrini, coordinatore regionale del partito, che ha lasciato libertà di voto ai propri elettori. Porte aperte quelle di Graziano Pattuzzi, in modo particolare per Rifondazione Comunista e Verdi (504 voti), e Angioletto Usai (171 voti) e, anche, Ciro Alessio Pecoraro (284 voti). «La decisione la prenderemo dopo un incontro ufficiale che ci dovrà essere richiesto», sbotta Walter Telleri, da sempre leader dei Verdi. «Per noi spiega la questione non è di posti da occupare, ma politica. Il Pd non è riuscito, da solo, ad avere una maggioranza e gli ex-alleati di giunta, Verdi e Rifondazione Comunista, oggi sono determinanti». Ad un giorno dalla scadenza per gli eventuali apparentamenti, Ciro Alessio Pecoraro, candidato della lista il Coraggio di Cambiare' ed ex segretario comunale del Pd, dà la sua disponibilità «a qualsiasi confronto con entrambi i candidati, per costruire magari assieme, una Sassuolo più semplice, con meno burocrazia e una gestione più trasparente». «L'ARROGANZA di Luca Caselli è ormai insopportabile», denuncia Massimo Bertacchi, candidato sindaco della lista Amare Sassuolo' (245 voti). «Nella notte dell'esito elettorale, mentre io asserisce Bertacchi mi dichiaravo disponibile a discutere con entrambi i candidati al ballottaggio sui programmi, lui si affrettava a dire che con me non avrebbe nemmeno parlato. Ora sono io che in nessun caso voglio parlare con una persona così arrogante...».

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La Gioconda smitizzata: Vinci mette in mostra tutti i ritratti senza veli (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 14-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il caffè¨ della domenica pag. 30 La Gioconda smitizzata: Vinci mette in mostra tutti i ritratti senza veli Luigi Luminati OGNI LIBRO nasce dall'esperienza di chi lo scrive, ma anche dai desideri, dalle utopie dell'autore. Antonella Agnoli una parte dei suoi desideri, delle sue utopie è riuscita a realizzarle mettendo insieme, da un ex-convento e distretto militare con un parco alberato all'interno, la biblioteca San Giovanni di Pesaro, un modello con echi mondiali. Eppure i desideri, come le idee, non finiscono mai, così la raffinata bibliotecaria ha messo insieme questo ed altro in un raffinato libro (Le piazze del sapere, edizioni Laterza) che parla di biblioteche, del presente e del futuro. Partendo non solo dall'esperienza diretta pesarese, la più evidente e significativa, ma anche dalla collaborazione con gli «Idea Store» di Londra, biblioteche di quartiere «partecipate», dove i desideri dei fruitori sono alla base delle scelte del luogo, dell'allestimento e dell'organizzazione di queste «biblioteche pubbliche». Da Londra ad Amsterdam, da Bologna a Pesaro, Antonella Agnoli, friulana d'origine, considerata uno dei massimi esperti internazionali in materia, è alla ricerca del «dio delle piccole cose», quello che, forse, aveva trovato alla San Giovanni. Non è un libro per bibliotecari? «Direi di no, è un libro per tutti. Non un manuale per addetti ai lavori, anche la scrittura è modulata per un pubblico più ampio di chi si occupa, professionalmente, di biblioteche». Un universo in crisi, quello di cui lei parla nel libro. «Il libro si occupa di quelle che nei paesi anglosassoni chiamano "public library" e da noi, con un accento burocratico, biblioteche di pubblica lettura. Le biblioteche storiche, di conservazione, ovviamente sono un'altra cosa». Qual è lo scenario di partenza? «La scarsa propensione alla lettura, che si riflette anche nella scarsa presenza nelle biblioteche. In Italia siamo ad una media dell'11 per cento della popolazione. Certo a Trento si raggiunge il 35 per cento. Ma, casi particolari a parte, siamo sempre non messi bene». Che fare per invertire la tendenza? «La biblioteca è di per sé un luogo generalista e deve avere la pretesa di coinvolgere tutti, non solo lettori forti o studenti. Va superato il pregiudizio che si tratta di un luogo per intellettuali, una sorta di spazio di nicchia. Nel libro indico alcuni spazi già realizzati ed alcune idee per il futuro...». Biblioteca come piazza dove incontrarsi, discutere, dunque? «In tutto il mondo le piazze stanno scomparendo. La gente abita fuori dai centri storici, lavora in periferia. Difficilmente ci si ferma a discutere nelle pur belle piazze storiche italiane. Ormai sono state sostituite dagli ipermercati. Di qui la necessità di altri luoghi dove si legge un libro, si discute, si chiacchiera, ci si incontra. Perché non una libreria? E' anche una questione di libertà!». Spazi aperti, dunque? «Nel mondo si stanno progettando grandi edifici per "public library". In realtà si tratta di un mix tra il luogo, l'organizzazione, la disponibilità, l'orario, la ridotta burocrazia, l'esposizione del materiale. Con questo equilibrio la piazza diventa per una biblioteca una metafora». Insomma non sono necessari poi così grandi investimenti... «Una volta individuato il luogo giusto credo che la scelta principale sia quella delle piccole cose. Del cestino pulito, dell'affabilità di chi accoglie l'utente, del posizionamento degli scaffali per i più piccoli... Potrei dire anche delle differenti poltrone». Addirittura? «Sì, nelle nuove biblioteche pubbliche di Rotterdam e Amsterdam ci sono decine di poltrone una diversa dall'altra. Così chi si presenta in biblioteca può scegliere quella che meglio gli si addice. E, ovviamente, non è un caso...». Lei sostiene che i bibliotecari dovrebbero imparare dai supermercati... «Dobbiamo osservare le regole di esposizione delle merci dei supermercati, l'attività di marketing, la capacità di essere luoghi di aggregazione. C'è tanto da imparare». Lei ha già vissuto questa esperienza, con successo, alla biblioteca San Giovanni di Pesaro, di cui è stata direttrice scientifica. «Ne parlo nella seconda parte del libro, non a caso intitolata "Il Dio delle piccole cose": l'obiettivo raggiunto era quello di farne un luogo accogliente aperto a tutti, anche la domenica pomeriggio, un punto di incontri con gli amici e un luogo di discussione. Ci siamo riusciti ma le maggiori difficoltà sono arrivate dall'organico interno, a cominciare dai livelli dirigenziali, che non hanno mai condiviso fino in fondo l'audacia del progetto. Eppure i risultati si sono visti». Dopo il libro cosa farà? «Continuo ad occuparmi di biblioteche. Intanto vado in Abruzzo a leggere storie ai bimbi dell'Aquila sotto le tende».

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RISPOSTASostengono da sempre i socialisti che lo Stato, uno Stato autenticamente democratico del tip... (sezione: Burocrazia)

( da "Unita, L'" del 14-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

RISPOSTASostengono da sempre i socialisti che lo Stato, uno Stato autenticamente democratico del tipo di quello previsto dalla nostra Costituzione, deve essere capace di non lasciarsi travolgere (o guidare) dai poteri forti dell'economia e della finanza. "Meno Stato e più mercato" proclamano, sul lato opposto della barricata, i liberisti ed io credo stia proprio nella facilità con cui troppi leaders socialdemocratici europei si sono lasciati attrarre, nel momento in cui erano arrivati al governo, dalle sirene del liberismo la ragione più importante del declino cui sta andando incontro la socialdemocrazia europea. L'idea che il libero mercato sia l'anima e la garanzia dello sviluppo non è diffusa oggi solo all'interno delle èlites economiche, nelle burocrazie delle istituzioni europee e nei partiti di destra, ha guadagnato consensi e simpatie anche all'interno di quella che era la sinistra. Socialdemocratici restano paradossalmente solo quei piccoli partiti della sinistra, bollati come "radicali" dai sostenitori del pensiero unico perché si preoccupano ancora del destino dei lavoratori più che dei problemi dell'impresa.

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Il XX Municipio: cantiere chiuso entro due mesi le prime auto (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 14-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera sezione: Lettere data: 14/06/2009 - pag: 10 La risposta Il XX Municipio: cantiere chiuso entro due mesi le prime auto Gentile signora Bruno, chi non ricorda quanto fosse desolato e deprimente lo scenario del vecchio mercato rionale di Ponte Milvio? E soprattutto chi non si è mai imbattuto nel traffico o nella ricerca di un posteggio in quelle strade? Quindi la realizzazione di un grande parcheggio, lì dove prima stazionavano i banchi della frutta e della verdura, era la soluzione auspicata non solo dai residenti, ma anche dagli avventori, casuali o abituali. Però al ritardo dell'apertura dell'area di sosta in via di Tor di Quinto c'è una risposta, data purtroppo dalla lenta burocrazia. 'Dopo aver realizzato il parcheggio, bisogna espletare tutte le procedure per l'assegnazione della gestione dell'area - spiega il presidente del XX municipio, Gianni Giacomini - Il bando è già in esecuzione, ma bisogna rispettare i tempi previsti dalla legge'. Ci vuole dunque ancora un po' di pazienza. 'Ma - promette il presidente - entro e mese e mezzo, due mesi, tutto sarà finito e finalmente il parcheggio verrà aperto'. Clarida Salvatori

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Di nuovo baracche in corso dei MartiriSi ripropone il problema della casa (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 14-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Di nuovo baracche in corso dei Martiri Si ripropone il problema della casa «Le nostre spiagge rappresentano potenzialmente una straordinaria forza attrattiva, però siamo rimasti fermi agli sforzi economici dei privati che hanno riqualificato i lidi e migliorato la ricettività, ma nient'altro ha sostenuto lo sviluppo di quello che invece può diventare un polo turistico più forte di quello di Rimini». Lo dice il presidente regionale del Sib, Giuseppe Saffo, che per completare la "nuova Plaia" chiede la proroga del Patto territoriale Catania Sud. «Gli strumenti e i progetti - come quello del centro congressi polifunzionale - per crescere ci sono, adesso tocca alla burocrazia che non deve frenare gli sforzi dei privati». Secondo Saffo le strutture della Plaia sono in grado di reggere ben oltre il picco delle 90mila presenze giornaliere, a patto però che si migliori la rete viaria. Ieri intanto primo vero pienone non solo sul litorale Sud ma anche sui solarium appena inaugurati. lodato e gullotta34 e 35

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Patto Catania Sud da rilanciare (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 14-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Patto Catania Sud da rilanciare «Il polo turistico non ancora nato» Andrea Lodato La crisi c'è, va vissuta con coraggio e con idee, con molta pazienza, ma soprattutto con progetti. Progetti che consentano di pensare al futuro prossimo, cominciando sin da oggi a scommettere con nuovi investimenti. Il nuovo presidente regionale del sindacato imprenditori balneari, il catanese Giuseppe Saffo, è uno che fa il rappresentante della categoria che rappresenta stando in prima linea, vivendo i problemi, affrontandoli, discutendone. E, ovviamente, cercando anche soluzioni. Ma qual è la situazione del settore degli stabilimenti balneari ad inizio di stagione a Catania? E' ancora vero che la Plaia può essere considerata il valore aggiunto di un sistema turistico che dovrebbe poter contare su molti altri punti ed attrazioni? «E' così. Le nostre spiagge, il nostro mare rappresentano potenzialmente una straordinaria forza attrattiva, tanto è vero che otto anni si lavora sul Patto Territoriale per Catania Sud proprio considerando la forza propulsiva che poteva arrivare dallo sfruttamento di questa zona. Purtroppo, però, siamo rimasti fermi agli sforzi economici fatti dai privati che hanno adeguato le strutture alle nuove direttive, alla nascita di alcuni grandi alberghi e globalmente della ricettività, ma nient'altro ha sostenuto quello che doveva essere e risultare il momento di svolta del polo turistico». Saffo fa il punto storico su quel che è stato fatto e, naturalmente, su quel che non è stato fatto ed è caduto nel dimenticatoio. Il fatto è, spiega, che in otto anni di Patto territoriale e di buone idee, nulla è stato fatto per portare qui i turisti. «E' finita che tutte le innovazioni che sono state fatte anche negli stabilimenti, le hanno utilizzate soltanto i catanesi. Ma, vorrei dire, anche pagato soltanto i catanesi, perché turisti se ne vedono pochi. Ora, per di più, il Patto territoriale è scaduto, perché durava cinque anni, e così qualunque iniziativa, qualunque progetto viene bloccato perché non ci sono strumenti operativi». Per questo Saffo chiede una proroga del Patto e la definisce, più esattamente una proroga intelligente: «Perché bisogna puntare allo sviluppo di tutto il comparto, perché bisogna far crescere la rete viaria, perché bisognerebbe fare in modo che funzionasse di più e fosse producente la vicinanza di porto ed aeroporto. Sapete quanta gente ospita la Plaia nel momento di massima affluenza? Circa 90mila e non sono per niente tante. Lo diventano, certo, se bisogna stare per ore in fila per sei chilometri in una strada senza vie d'uscita. Ma a Rimini, per esempio, che conta 15mila abitanti d'inverno, d'estate ce ne sono 300mila. Non sono cifre che la Plaia non riuscirebbe a sopportare, perché l'organizzazione da parte nostra c'è, ma dovremmo essere sostenuti, non penalizzati e frenati dalla burocrazia». Quel che il Sib denuncia è l'immobilismo e la mancanza, come detto, di uno strumento che consenta di andare avanti, di tornare a progettare, pianificare e realizzare quelle innovazioni che potrebbero far sviluppare l'intero comparto. Sostenuto, per quanto riguarda gli stabilimenti balneari, dal Consorzio che ha unito intenti, idee e linee operative. Tra l'altro il Sib è andato a studiare, attraverso il suo centro studi e i suoi esperti, che cosa non funziona in questo momento di crisi, nelle aree italiane ed europee tradizionalmente attive. E partendo da quel che non funziona altrove si vorrebbe arrivare a far funzionare quel che c'è qua e che potrebbe esserci. Per esempio quel grande Centro congressi, con aree attrezzate per lo sport, il più grande acquario d'Europa e molte altre attrazioni che stanno nel progetto del gruppo Stella Polare. «Anche quella - conferma Saffo - è una grande idea che creerebbe, se sbloccata e realizzata, occasioni di lavoro, di sviluppo, di attrazione. Per questo chiediamo che si superino le lentezza burocratiche che stanno frenando tutto. Anche attorno a quel progetto, all'idea dell'Acquario già progettato che diventerebbe un punto straordinario di interesse per grandi e piccoli, può e deve svilupparsi il polo turistico della Plaja. Noi ci crediamo, ma vorremmo che anche gli amministratori e la politica ci credesse e ci scommettesse. Come stiamo facendo noi e come fanno ogni giorno i catanesi che restano fedeli al loro mare e alla loro spiaggia. Al loro valore aggiunto, che andrebbe condiviso con tanta altra gente per farne un tesoro per la nostra economia».

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ll'aeroporto di Luanda le delegazioni economiche si succedono a frotte: i cinesi che hanno fatt... (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 15-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

ll'aeroporto di Luanda le delegazioni economiche si succedono a frotte: i cinesi che hanno fatto da pionieri ormai sono in minoranza, arrivano francesi, americani, indiani e sudcoreani. La compagnia aerea "Emirate" ha inaugurato tre voli diretti la settimana da Dubai per gli uomini d'affari. Portano investimenti, proposte, progetti e una gran voglia di fare affari. Ottimi. I cinesi, certo, hanno già iniettato nel paese cinque miliardi di euro e si sono assicurati il 70% dei contratti, con migliaia di chilometri di strade, ferrovie, oltre ai quartieri residenziali. A cui provvedono ottantamila lavoratori arrivati da Pechino che sudano sotto il sole vampante a trasformare un paese che fino a poco tempo fa era uno dei più sciagurati del pianeta. Il terzo gigante mondiale Soud Ba'alawi, che guida il Dubai group, tesse gli elogi dell'Africa: «Negli ultimi vent'anni il continente ha conosciuto una buona crescita, il Pil è buono e per noi questo è molto interessante». Già: ecco l'Africa che non ti aspetti. Mentre l'Occidente trema per la recessione il continente tenuto in vita dalla "rendita umanitaria", attardato attorno ai fuochi dei suoi bivacchi preistorici, crescerà quest'anno del 2,8% e le previsioni per il 2010 sono del 4,5%. Javier Santino capo economista dell'Ocse quantifica: «L'Africa è il terzo apporto alla crescita mondiale dopo la Cina e India e il differenziale di crescita con i paesi ricchi resta positivo anzi si accresce». E la direttrice generale della Banca mondiale, Ngozi Okonjo-Iweala rincara: «Il continente più povero del pianeta appare come più propizio per gli investimenti che numerose altre regioni del mondo». Il miracolo dell'Angola Qui il Brasile ha aumentato del 500% i suoi scambi, il Canada è arrivato con un miliardo di dollari di credito aperto per entrare nel Grande Gioco. Nel nuovo Kuwait petrolifero africano tornano come emigranti i portoghesi: sì, quelli che erano fuggiti con la fine del loro sbrindellato impero, sono già più di centomila, perché la loro America adesso è qui. Sul lungomare di Luanda, fino a ieri scalcinato, dove si consumava al ritmo del fado lo spleen degli insabbiati, le gru innalzano giorno e notte gli scheletri di alberghi nuovi di zecca. Nei pochi già in funzione la grande compagnia degli uomini d'affari non ha tempo di annoiarsi: in Angola l'economia cresce al ritmo del 10% l'anno. Guai a distrarsi. Nel paese dei massacri, dell'afrocomunismo difeso dai barbudos di Castro hanno appena inaugurato la Borsa. Le rotte dell'oro nero L'Angola, dunque: ma non solo. Nel golfo di Guinea, per esempio, dove spuntano le piattaforme petrolifere in mare aperto, e paesi storditi dal sottosviluppo diventano alveari. Arrivano gli americani ad accudire questo nuovo Kuwait che vogliono senza fondamentalismi e confortevolmente più vicino alle rotte di casa. E ancora: a Pont Noire in Congo, 570 milioni di euro investiti dal gruppo francese Bolloré, uno dei colossi dell'Africa che rende, spesi per assicurarsi il porto per i containers. Ancora loro, con le bandiere della Franceafrique, a Kribi in Camerun per costruire il nuovo porto in acque profonde che servirà Centrafrica e Ciad, un altro caposaldo della manna petrolifera. E poi ferrovie strade depositi: chi avrà in mano i collegamenti, pensano giudiziosamente i francesi, sarà padrone di questo sviluppo futuro. La corsa a Internet e alle tlc Arriva fino in cielo il miracolo: è stato appena lanciato un satellite di tlc costruito per l'Africa subsahariana. L'americana Intelsat punta sul dinamismo di un mercato dove internet sta svolgendo il ruolo che il vapore ha avuto nella rivoluzione industriale. I costruttori di satelliti, intristiti dalla caduta degli ordinativi sui mercati di Europa e America lo sanno bene. I lussemburghesi di Ses Astra entro il 2010 metteranno in orbita due nuovi satelliti per Maghreb e Africa nera, progetti analoghi hanno anche i francesi di "Eutelsat". Ma sono gli africani ora che vogliono fare da soli, mettere nello spazio proprie stazioni; dopo Egitto e Nigeria appoggiati dai cinesi è la volta di Algeria Angola. Nascono le grandi imprese intercontinentali. La fusione tra l'indiana Barti e la sudafricana Mtn potrebbe dar origine a un gigante delle tlc con 200 milioni di abbonati in Africa e in Asia e venti miliardi di dollari di cifra d'affari. La banca marocchina Attijariwafa a novembre ha comprato 5 filiali del Crédit agricole: una fragrante "revanche" creditizia. I motori della crescita Non sono i rincari delle materie prime a spiegare la crescita, anzi le economie che dipendono dalla esportazione dei prodotti di base sono le più fragili. A sostenere lo sviluppo sono gli investimenti, soprattutto nelle telecomunicazioni e nei servizi finanziari, i consumi e le spese pubbliche. Gli investitori istituzionali come i fondi pensione, che lo scorso anno si erano ritirati in modo massiccio, sono di ritorno. L'Africa, poi, dipende meno dai rapporti economici con l'occidente che l'avrebbe contagiata con la crisi. Ormai sono i paesi emergenti dell'Asia e dell'America Latina i partner commerciali migliori. L'Africa rende, e bene: il ritorno degli investimenti è in media tra il 24 e il 30%, contro il 16-18% dei paesi sviluppati. Eppure si potrebbe fare ancor meglio se non ci fossero la burocrazia inetta e infrastrutture primitive. Ma c'è il lato oscuro. La crescita non diventa sviluppo, ancora una volta le statistiche mentono. Dove va il denaro? Lo sviluppo africano riempie i forzieri dei conti nelle banche europee, serve a comperare proprietà immobiliari a Parigi, Londra, negli Usa per i leader, le loro tribù che fanno le veci delle borghesie emergenti. Il grande saccheggio, è stato definito: gli africani, avvolti negli stracci, raccattano le briciole.

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C'era una volta (sezione: Burocrazia)

( da "Trentino" del 15-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

C'era una volta C'era una volta il medico di paese A tutt'oggi si legge in un baleno la storia di Madame Bovary, dalla breve, infelice vita, a cui lei stessa mise fine col veleno. Flaubert la descrive come soggetto fragile, ma di grandi pretese, inadeguata a campare come moglie di un "povero medico di paese". Sì, misero medico di paese, nell'Ottocento era proprio bistrattato, se a pagamento otteneva una gallina, poteva dirsi beato e fortunato. Ora questa specie è del tutto estinta, il povero medico non esiste più, anzi, per pagarlo bisogna fare un mutuo, e sua moglie ha tutto e anche di più. Se Madame Bovary vivesse nel Duemila, non rischierebbe certo la rovina, ma accanto al suo medico di paese, condurrebbe una vita da regina. Cesarina Zaffuto TRENTO L'estate, le scuole chiuse e il pericolo della droga Esiste qualcosa nel nostro mondo che esercita un enorme fascino sui più giovani; qualcosa che ha la capacità di illudere, di ammaliare, di confondere, di distruggere. Parrebbe un'intensa emozione, ma si tratta qualcosa di molto più infido: la droga. L'anno scolastico è finito. A breve, i nostri ragazzi si ritroveranno ad impiegare il loro tempo libero tra attività sportive, centri estivi, campeggi, ritrovi nei parchi o nelle piscine o... annoiandosi. Questa non attività è molto viziosa e mette in condizione di avvicinarsi a giochi pericolosi. Le droghe non vanno in vacanza. Una cultura errata e un'informazione scorretta, figlie di una serie di falsità, creano dei danni che, per essere rimediati, hanno tempi lunghi. La prevenzione, corregge le falsità, riempie i vuoti e ammazza la noia con qualcosa di costruttivo e divertente. Pinuccia Cambieri La sinistra ha perso per colpa del laicismo Ritengo che le ragioni della sconfitta dei socialisti e della sinistra radicale al parlamento europeo siano molteplici, ma confermato dal parere di amici e parenti residenti all'estero, credo che una delle cause sia stato anche il marcato laicismo che ha caratterizzato la passata legislatura. Qualche analista ha osato definire Strasburgo come una centrale anticristiana e anticattolica. Mi auguro che la lezione serva da monito per il futuro. Simone Hegart Per oggi è indetto lo sciopero della tv Tv in ferie. Che facciamo? Non c'è dubbio. La tv va in ferie ancor prima della chiusura delle scuole. Non è una novità, da diversi anni piovono lettere e articoli al riguardo, senza però sortire alcun risultato. Chi non se ne fosse ancora accorto, travolto da impegni e problemi quotidiani, dia un'occhiata al palinsesto giornaliero e settimanale. Da depressione. Proposte ultradatate, messe in onda un milione di volte. La spegniamo questa tv? Chiediamo la restituzione di una quota (estiva) di abbonamento? Chiediamo che ci diano per due mesi un miniabbonamento pagato da loro (leggi: cda della Rai) per una pay tv? (quale?) Chiediamo la restituzione della spesa relativa ai dvd acquistati o noleggiati? Andiamo in piazza con le nostre tv? Facciamo lo sciopero della tv? Insomma, è ora di svegliarsi. Di dire basta. Noi spettatori e le associazioni in difesa dei consumatori assaltiamo la Bastiglia, facciamo una rivoluzione. Il «Terzo Stato» indice per oggi lunedì 15 giugno 24 ore di sciopero della tv. Eventualmente da prolungare anche il 16. Anche dopo. Chi aderisce? Nicoletta Redolfi TRENTO Se Gheddafi rifiuta la lezione di Fini Il libico Gheddafi è un governante dispotico e spregevole, ma - pare - non tanto tonto (come invece succede a molti di noialtri italici sudditi della cosiddetta seconda repubblica) da accettare lezioni di democrazia da un ex-neofascista come Gianfranco Fini. Nicola Zoller TRENTO Trento città dei morti viventi Io definirei Trento "una città di morti viventi", dove dopo le 19.30 l'unico divertimento permesso è una pizza con birra, ma per carità non dopo le 21.30-22 "che la cosina la è serada!" nel 99% dei casi. Il vero disagio di chi vive (direi, meglio, di chi lavora, perché vivere è forse altro) a Trento è quello di non avere un solo punto di aggregazione dove si possa esprimere la voglia di incontrarsi e di scambiarsi quattro chiacchiere, anche chiassose. Si dirà al solito "che l'è i trentini che i è orsi" ben sapendo di dire una falsità perché quando ci sono iniziative interessanti e punti di aggregazione, i trentini non sono diversi da altri nella loro voglia di lasciarsi andare. Tutto quanto si è cercato di fare in questi anni è stato sistematicamente smantellato a colpi di burocrazia, interventi della forza pubblica e lamentele del vicinato. Emblematico un virgolettato recente, del nostro al tempo sindaco Pacher che intervenendo sull'ennesima polemica di questa ingestibile megalopoli si esprimeva con un perentorio "Prima di tutto il riposo"... eterno!, aggiungerei io, così mettiamo in pace anche l'anima. Ai 15 mila studenti universitari si potrebbe magari chiedere di indossare all'ingresso della città delle pantofole (gentilmente offerte dalla amministrazione, tanto i soldi non mancano) per non sporcare e soprattutto non disturbare il sonno del trentino tutto casa e lavoro. Che poi ad onor del vero, ad abitare il centro storico sono quattro persone quattro che pretendono, per il loro peraltro innegabile benessere, di dettare comunque legge e ritmi della città. Sia mai che le origini del disagio pesante che i trentini manifestano con uno dei più alti tassi di suicidi di tutta Italia possa trovare origine da un controllo sociale estremo e non solo da condizioni ambientali contingenti? Perché non si vuol vedere che centinaia, e sottolineo centinaia, di trentini nel fine settimana si danno appuntamento per andare a "far qualcosa" in quel di Verona o Brescia o del basso Garda perché qui non c'è nulla? Sì, "far qualcosa", non si pretende la luna, dirsi ciao in allegria, senza una volante che passa venti volte od un solerte vigile che multa il gestore per una birra alle 22 e zero uno o un vicino che lamenta ogni cinque minuti il mancato riposo. Una proposta costruttiva? Io ce l'ho. La nuova amministrazione comunale ha le proprie carte da giocare, non si faccia intimidire da faide, ripicche e sgambetti che certamente esistono anche tra gli esercenti pubblici o dai "quattro gatti" che abitano il centro storico. Paolo Verones TERLAGO Grazie a chi mi ha soccorso in piazza Centa Scrivo questa breve lettera per ringraziare di cuore coloro i quali, sabato scorso mi hanno soccorso al semaforo di piazza Centa, dopo una rovinosa caduta in bicicletta. Esprimo un grazie sincero, anche se non ho potuto riconoscere visivamente tali persone, e chiedo loro di contattarmi telefonicamente per esprimere personalmente il mio grazie. Luca Nardelli TRENTO Porte chiuse agli elettori disabili Porte chiuse (al voto) per un disabile trentino in Danimarca, non può votare per l'Italia. In barba al tanto pubblicizzato «Votare è un tuo diritto». Pertanto ribadisco di come il 90% della pubblicità sia ingannevole (in 3 anni, sono alla quindicesima denuncia). E, come da prassi, le giustificazioni ingiustificate, si sprecano. Prima di chiedere il «diritto - dovere» al cittadino, lo facciano le istituzioni. Quando, e se lo faranno, sarà sempre troppo tardi. è quanto. Galileo Gnes GRUMINO

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Le imprese crescono, ma non brillano più (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 15-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

ASCOLI pag. 2 Le imprese crescono, ma non brillano più Mancano le condizioni ideali per farle migliorare di VITTORIO BELLAGAMBA LA «QUALITÀ della vita» dal punto di vista delle imprese. È il risultato conseguito da uno studio condotto dalla Confartigianato e presentanto nel corso della recente assemblea annuale. La creazione da parte dei territori di migliori condizioni per la vita dell'impresa costituisce una condizione essenziale per aumentare la ricchezza del territorio. L'Indice della Qualità della Vita dell'Impresa misura, infatti, la capacità di ciascun territorio provinciale di mettere a disposizione le migliori condizioni per fare impresa. L'analisi di Confartigianato sulla qualità delle condizioni per fare impresa' nelle province italiane si basa sull'esame di 39 indicatori raggruppati in 11 ambiti: Densità imprenditoriale, Mercato del lavoro, Pressione fiscale, Concorrenza sleale del sommerso, Burocrazia, Credito, Tempi della giustizia civile, Legalità e conflittualità, Utilities e servizi pubblici locali, Capitale sociale del territorio e Infrastrutture. Esaminando la classifica provinciale dell'Indice della Qualità della Vita dell'Impresa-Confartigianato, è Bolzano la provincia d'Italia che mostra le condizioni più favorevoli per il fare impresa': per la provincia altoatesina si registra il valore massimo dell'Indice, pari a 733. Seguono Trento con un Indice Qualità della Vita dell'Impresa pari a 710, Ravenna con 698, Rimini con 695, Reggio Emilia con 687, Prato con 684, Sondrio con 682, Forlì-Cesena con 679, Varese con 679 e Modena con 677. Pur essendo tra le prime dieci province italiane per densità di imprese Ascoli occupa nella graduatoria finale la 48° posizione con un indice pari a 611. Nel confronto con le altre realtà marchigiane Ascoli è preceduta sia da Macerata e sia da Pesaro mentre precede a sua volta Ancona. Sul versante opposto della classifica troviamo province del Mezzogiorno, territorio che rappresenta, anche secondo l'Indice Qualità della Vita dell'Impresa-Confartigianato, un ambiente dove è più complesso e più difficile esercitare l'attivita imprenditoriale. Image: 20090615/foto/219.jpg

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Burocrazia batti un colpo (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2009-06-14 - pag: 10 autore: ... AIUTI DI STATO Burocrazia batti un colpo L' Unione europea ha allentato i vincoli della disciplina sugli aiuti di stato, con una serie di deroghe valide fino al 31 dicembre 2010, per venire incontro alle imprese in difficoltà. Il governo italiano, con un decreto appena pubblicato sulla «Gazzetta Ufficiale», ha dato alle amministrazionile direttive necessarie per uniformare gli interventi a sostegno degli investimenti, della crescita e dell'occupazione durante questo regime temporaneo. è la trasposizione normativa del vento neokeynesiano che, da Citigroup a Chrysler, da Opel a Rbs,attraversa l'Europa e il mondo intero. Il quadro normativo, dunque, è chiaro e defininito e Bruxelles si è impegnata ad autorizzare in tempi rapidi i singoli aiuti che l'Italia proporrà. Adesso c'è solo un rischio: che questo regime di maggior favore, straordinario come straordinaria è la congiuntura, si perda nei corridoi di regioni, province, comuni e di tutte le amministrazioni interessate. Sacrificare tempo (e denaro) alla burocrazia è un rischio che il sistema paese non può permettersi, soprattutto ora.

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La Ue si intrufola nei computer di Microsoft (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2009-06-14 - pag: 10 autore: LA MANO VISIBILE ... La Ue si intrufola nei computer di Microsoft di Alessandro De Nicola U no dei refrain che abbiamo sentito negli ultimi mesi per giustificare l'interventismo dei governi di tutto il mondo è stato che alcune imprese, in particolar modo le banche, erano too big to fail, troppo grandi per fallire. E con questa giustificazione montagne di denaro pubblico sono state investite (o dilapidate) per il salvataggio di questi colossi. La Commissione europea è stata lesta ad adeguarsi e la normativa sul divieto di aiuti di Stato alle imprese è stata derogata in nome della gravità della situazione. L'esecutivo di Bruxelles, peraltro, sembra avere ora l'occasione di ribaltare la logica che ha dovuto subire con un'altra più familiare too big to prosper: troppo dominante per prosperare. Naturalmente la cavia ideale per sperimentare questa novella parola d'ordine è lo spauracchio preferito da ogni autorità antitrust del mondo, Microsoft. Questa settimana, infatti, la società di Bill Gates ha annunciato che, per accontentare la Commissione, commercializzerà il nuovo Windows 7 privo di un browser (motore di ricerca) internet, nella fattispecie l'Explorer che la stragrande maggioranza dei lettori può trovare sul suo pc. La società farà in modo che con Windows 7 sia facile installare qualsiasi browser il consumatore voglia. Così facendo, in realtà, Microsoft provoca un piccolo fastidio all'utilizzatore il quale, invece di trovarsi l'icona di Explorer già pronta sullo schermo, dovrà andarsi a scaricare un programma. è pur vero, però, che sono gli stessi fabbricanti di computer che installano direttamente i motori, non gli utenti. Tuttavia, da Bruxelles hanno fatto spallucce. Passo interessante, certo, ma invece di maggiore scelta «Microsoft sembra volerne dare meno». La soluzione potrebbe essere di caricare obbligatoriamente più motori di ricerca rendendoli direttamente accessibili acquistando Windows 7. Nel frattempo, pende il procedimento contro Microsoft per abuso di posizione dominante,consistente proprio nell'aver fornito gratuitamente Explorer insieme ai suoi programmi. Confesso che ho sempre avuto dubbi su chi avesse più ragioni in tutte le varie indagini portate avanti verso il gigante del software:a questo punto però l'atteggiamento della Commissione, se confermato, mi appare dirigista, inefficiente e forse persecutorio. Prima di tutto Explorer è un prodotto dominante ma che perde quote di mercato: oggi ha il 66% contro l'80%di appena due anni fa.Firefox di Modzilla ha il 22% e gli altri competitor, Apple (8%), Google e Opera, non sono dei nanetti, ma società agguerrite che, nel caso di Apple e Google, scoppiano di risorse finanziarie. La mano invisibile sta funzionando senza bisogno della burocrazia comunitaria. Inoltre, prima di intervenire in modo costrut-tivistico, imponendo la maniera come - a giudizio della Commissione- si debba aprire il mercato, perché non aspettare in modo evolutivo se le misure annunciate da Microsoft sono sufficienti? Infine, se apparissero sugli schermi di Windows 7 i cinque motori di ricerca oggi esistenti, ciò non costituirebbe una formidabile barriera all'ingresso di nuove imprese? E quando si acquisirebbe il diritto a un'icona sullo schermo?Ed è mai possibile che con tutti gli oligopoli, le protezioni, le barriere, i sussidi che ancora esistono nel mercato unico europeo le uniche società che si beccano multe miliardarie siano sempre americane? adenicola@adamsmith.it © RIPRODUZIONE RISERVATA BOOMERANG L'obbligo di non mettere Explorer su Windows 7 penalizzerà i consumatori

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Un nuovo parco giochi a misura di bambino (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 15-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Prov Ogliastra Pagina 6031 Talana L'idea di un imprenditrice rumena Un nuovo parco giochi a misura di bambino Talana. L'idea di un imprenditrice rumena --> Nella piana di Sant'Efisio, immersa nel verde e nella tranquillità della natura, è stato inaugurato nei giorni scorsi il parco giochi Biancaneve. La struttura di 550 metri quadri, rigorosamente all'aperto, è un vero paradiso per i bambini: ha uno scivolo, una casetta colorata formato mignon, macchine elettriche superaccessoriate, giochi, di libri e dvd per i più piccoli e un grande schermo tv per la play station. A breve sarà allestita una piscina con le soffici palline colorate dove i bambini potranno tuffarsi e saltare allegramente. Inoltre uno spazioso gazebo bianco ospiterà (su prenotazione) le feste di compleanno e nel caso di pioggia sarà un rifugio per i bambini e le loro mamme. Il nuovo parco delle meraviglie, unico in Ogliastra nel suo genere, è aperto tutti i giorni dalla mattina alla sera, a tutti i bambini che accompagnati da uno dei genitori potranno trascorrere un pomeriggio di svago. La signora Bianca Tabacaru, ideatrice e titolare della struttura, rumena di Bucarest, sposata e residente in Ogliastra da 12 anni, non nasconde la soddisfazione per il suo sogno che è diventato realtà. «Ho realizzato questo parco giochi grazie al prestito d'onore Insar Sardegna di 50 mila euro - spiega la signora Bianca - la burocrazia è stata lenta ma finalmente l'Ogliastra che è carente di strutture del genere ha un luogo adatto a misura di bambino». Il parco giochi Biancaneve in collaborazione con le scuole diventerà meta di gite scolastiche fuori porta. La realizzazione del parco è nata da un'idea semplice ma efficace che viene incontro alla necessità dei bambini ogliastrini di socializzare divertendosi. ROSANGELA ERITTU

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Sir Rocco Forte sempre più saccense (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 15-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Charter night sabato sera per accogliere l'illustre ospite come socio onorario del Lions club di Sciacca Sir Rocco Forte sempre più saccense Sciacca. Sir Rocco Forte diventa sempre più saccense. Nel corso della Charter Night, la numero 46, del Lions Club di Sciacca, uno dei primi nati in Sicilia, è stato infatti accolto come socio onorario. Sir Rocco Forte e la moglie, lady Aliai, sono arrivati in perfetto orario al loro primo appuntamento con la società saccense. L'imprenditore italo-inglese ha parlato del golf resort, delle recenti assunzioni, delle difficoltà riscontrate e dell'imminente apertura della struttura golfistica del Verdura. Leader del turismo di lusso apprezzato in tutto il mondo, Rocco Forte ha molto gradito la proposta pervenutagli da uno dei più prestigiosi Lions club della Sicilia e ha subito accettato. A sistemare il distintivo sul bavero della giacca e consegnare l'attestato di socio onorario è stato il presidente del club della città termale, Nino Arangio. Presenti tante autorità sionistiche tra cui il Governatore e il cerimoniere del distretto, rispettivamente Rosario Pellegrino e Nucci Piro. A Lady Aliai è stato omaggiato un gigantesco mazzo di fiori, oltre ad una pubblicazione, dedicata a lei, sulla mitica Erbesso, curata dal Museo Veneroso. «Sono ormai diversi anni che vengo a Sciacca, sempre per lavoro - ha detto il Sir- e questa è la prima volta che trascorro una serata fuori dall'ambito degli impegni di lavoro. Sono davvero felice e onorato». Naturalmente, l'occasione è servita al magnate per fare il punto della situazione, seppure in maniera sintetica. «Siamo prossimi all'apertura, prevista per la metà di luglio. Ma i lavori di completamento - ha detto- richiedono un tempo ancora più esteso. Faremo una soft opening» ovvero una apertura parziale. Come ovvio e come in tanti si aspettavano, ha parlato delle difficoltà che in questi anni ha riscontrato: «La Sicilia è una terra meravigliosa, merita l'investimento per il suo decollo turistico. Ciò che non mi aspettavo, in maniera così marcata, sono state le difficoltà causate dagli ambientalisti, ma anche da parte di una burocrazia troppo lenta e farraginosa». Per quanto riguarda i suoi rapporti con la politica e le assunzioni, sir Rocco Forte ha ribadito che il suo investimento «ha interessato due periodi in cui al governo nazionale, ma anche in quello cittadino, c'è stato sia il centrodestra che il centrosinistra. Noi facciamo assunzioni, ne abbiamo fatte un centinaio, privilegiando esclusivamente le effettive professionalità e la padronanza delle lingue». Filippo Cardinale

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"Il vero abuso? La cieca burocrazia" (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 16-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

CASO-PORTO INTERVIENE IL DIRETTORE DELLA SPA CARLO CONTI: «I FATTI CI DARANNO RAGIONE» "Il vero abuso? La cieca burocrazia" [FIRMA]GIULIO GELUARDI IMPERIA «I fatti dimostreranno che è stata compiuta soltanto una irregolarità in quanto si è costruito il capannone prima della conferenza dei servizi deliberante. Tutto ciò è dovuto al fatto che purtroppo i tempi per la licenza sono diventati troppo lunghi: sono infatti passati già due anni dalla richiesta. Se c'è un vero abuso è quello della burocrazia». Dice così il direttore della Porto di Imperia, Carlo Conti, dopo gli avvisi di garanzia che hanno raggiunto progettista dei lavori, presidente, amministratore unico della Porto di Imperia, accusati di avere realizzato il capannone destinato alla cantieristica navale, in difformità rispetto alle concessioni edilizie che lo prevedevano più basso e meno impattante. Quello di Conti è l'unico commento. Di questa storia, che con tutta probabilità sarà alla fine sanata, in molti preferiscono non parlarne : «L'inchiesta è ancora in corso». In Comune a Imperia tagliano corto e precisano: «Il tetto di quella costruzione avrebbe dovuto essere di colore verde proprio per evitare impatti ambientali e i lati coperti da alti alberi. Era una richiesta fatta dagli stessi cittadini e che noi avevamo recepito. Se è stato fatto qualcosa di sbagliato, il Comune dal canto suo non ha certo perso tempo: ha disposto il blocco del cantiere elevando alla Porto di Imperia una sanzione di 30 mila euro». L'inchiesta della Procura di Imperia, era scattata dopo un esposto presentato da due consiglieri del Pd perché il fabbricato, destinato a ospitare la cantieristica, sarebbe stato realizzato sfruttando una variante che però non era stata ancora approvata per l'appunto dalla Conferenza dei servizi. E la Capitaneria, essendo il capannone su area demaniale sottoposta a vincolo, a sua volta ha aperto un'inchiesta. Tutti atti dovuti. Tra i pochi che rompono il silenzio, il neosindaco Paolo Strescino che spezza una lancia a favore del presidente della Porto di Imperia: «Paolo Calzia gode di tutta la nostra fiducia. Dopo 35 anni passati nell'Amministrazione pubblica di certo non ha fatto errori. Chiaramente, ora c'è un'inchiesta della procura della Repubblica, istituzione verso la quale abbiamo la massima fiducia. Per cui aspettiamo che l'iter giudiziario faccia il suo normale corso». Ma che cosa dovrebbe accertare l'inchiesta del pm Maria Paola Marrali? Un presunto abuso edilizio. Si tratterebbe di un aumento improprio della cubatura: il capannone risulta 12 metri più alto di quanto avrebbe dovuto essere e con la forma del tetto, non più spiovente studiato proprio per evitare un eccessivo impatto ambientale, mentre ora l'edificio, oggettivamente, nasconde gran parte della prospettiva sull'intero bacino. Al dossier presentato dai due consiglieri del partito di Dario Franceschini, sono state unite anche fotografie, copie dei progetti e relative concessioni e delibere. Come conferma Conti, la Porto di Imperia Spa aveva presentato da tempo richiesta di variante: ma le modifiche sarebbero state eseguite prima di essere autorizzate dalla Conferenza dei Servizi (che teoricamente avrebbe potuto dire anche di no), che è stata convocata tre volte, ma alla quale la Regione non si è mai presentata, in attesa di conoscere il parere dell'Avvocatura di Stato. E questo ha provocato una serie di rinvii.

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Liberateci dalle maglie della burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere delle Alpi" del 16-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

«Liberateci dalle maglie della burocrazia» E' l'appello che Donazzolo di Confagricoltura lancia ai due candidati presidenti «Le carte rendono antieconomiche le domande di sostegno» BELLUNO. Appello ai due candidati alla presidenza della Provincia da parte del mondo agricolo. E' Diego Donazzolo, presidente della Confagricoltura di Belluno ad aver indirizzato una lettera a Sergio Reolon e Gianpaolo Bottacin, a nome degli imprenditori agricoli. E ancora una volta Donazzolo solleva il problema della difficilissima situazione in cui versa il settore agricolo provinciale. Ci sono molti problemi irrisolti, spiega il presidente di Confagricoltura, problemi che penalizzano il settore produttivo. «I due candidati hanno sicuramente potuto constatare - è l'opinione di Donazzolo - lo stato di notevole difficoltà in cui si trova l'agricoltura bellunese. Non bastasse, c'è l'asfissiante burocrazia che rende in taluni casi antieconomica anche la presentazione delle domande di sostegno, o l'importazione di latte a prezzi impensabili. I nostri costi di produzione sono superiori al prezzo di vendita del latte che viene importato in Italia e che rende inefficace in provincia di Belluno ogni sforzo ed anche la più oculata e imprenditorialmente ben gestita azienda zootecnica locale». I costi delle materie prime, dal gasolio agricolo ai mangimi, dai costi di coltivazione al costo della manodopera, stanno mettendo fuori mercato le aziende bellunesi, anche quelle che sono vere e proprie imprese, sottolinea Donazzolo. «Le nostre imprese per rimanere sul mercato hanno bisogno di superare l'insopportabile gabbia burocratica che costringe l'imprenditore, ad esempio, a sfalciare i prati solo dopo il 15 giugno e non quando il fieno è maturo, a rincorrere foto-interpretazioni delle superfici agricole che sono ogni anno diverse, come se il nostro territorio variasse di anno in anno e come se magicamente un pascolo diventi nel volgere di qualche mese, un bosco di alto fusto! I nostri agricoltori hanno bisogno di sentire che l'Ente pubblico è loro vicino, che li sostiene e non è invece, come purtroppo è nella realtà, un ulteriore interlocutore che oppone vincoli e restrizioni. Cito spesso la realtà di Bolzano, non perché ritengo che in quell'area ci siano imprenditori migliori dei nostri, ma perché intelligentemente in quella Provincia l'agricoltura è stata messa dagli amministratori locali al centro dell'attenzione politica, facendo del settore il perno attorno al quale ruota l'economia locale. Ciò ha permesso la crescita armonica dei vari settori produttivi, ha permesso un'economia integrata che in momenti di difficoltà di un settore, riesce a compensare con la tenuta degli altri». Il presidente degli imprenditori agricoli bellunesi ha chiesto nella lettera ai candidati di conoscere quali sono le strategie e le politiche che intendono attuare, nel caso di vittoria elettorale, per il settore agricolo concludendo con questa frase: «E' evidente che gli agricoltori sapranno ben valutare le vostre proposte».

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Domani a Giustino l'addio a Ugo Tisi (sezione: Burocrazia)

( da "Trentino" del 16-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Domani a Giustino l'addio a Ugo Tisi Morto domenica scivolando da Cima Brenta: i funerali fissati alle 18 GIUSTINO. La notizia della morte di Ugo Tisi, della tragedia consumatasi domenica sullo scivolo di Cima Brenta, ha scosso l'intera val Rendena, non solo la gente di Giustino: una mazzata che ha lasciato tutti senza fiato e senza parole, increduli, addolorati. La burocrazia (ufficiale sanitario, magistratura e altre pratiche) avevano lasciati incerti fino ad ieri sera sulla data del funerale. Che avrà luogo domani pomeriggio alle 18 a Giustino. "Bìghet", come era chiamato e conosciuto dappertutto, era un persona molto benvoluta per la sua modestia e la sua generosità, oltre che per i suoi trascorsi sportivi nel Pinzolo calcio di cui era stato per anni la bandiera. Ma anche per la sua serietà nel lavoro, per la sua correttezza nei rapporti personali, per la sua disponibilità nel mondo del volontariato. Impossibile chiarire che cosa è successo domenica sul Brenta: di certo Tisi è scivolato in un punto molto ripido e non è più riuscito a frenare. Ci ha provato in tutti i modi, ha urlato, ma la caduta non si è arrestata. Un fisico eccezionale, tutto muscoli e nervi, un carattere e una tempra straordinaria gli avevano permesso di superare un incidente che gli aveva spezzato le gambe e ne aveva impedito l'uso per anni fino a recuperare del tutto. Amava le escursioni in montagna, che faceva da solo, quasi a sperimentare le proprie capacità, il proprio fisico. Un tragico destino lo ha strappato alla moglie, ai suoi giovani figli e all'intera comunità. (g.c.)

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Blitz del sindaco: (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 16-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Blitz del sindaco: «un presidio nel fine settimana» la richiesta «UN PRESIDIO interforze, in grado di pattugliare la spiaggia almeno il weekend, e una telecamera sulla passeggiata». Sono le proposte del sindaco Marta Vincenzi, che il giorno dopo la maxirissa di ieri è voluta venire di persona a Voltri, dove ha incontrato il presidente del Municipio Mauro Avvenente, alcuni assessori e il comandante dei vigili urbani. «Due telecamere saranno messe anche a Pra' e Pegli», aggiunge Avvenente. «Si tratta di brutti episodi. Peccato, queste zone del Ponente stanno attraversando una vera riqualificazione - afferma Vincenzi - È già stata inaugurata la passeggiata sulla spiaggia, ma nel lato a Levante rimangono alcuni problemi». Le criticità, secondo il primo cittadino, riguardano sia la vocazione popolare dell'arenile che alcuni intoppi burocratici: «Non dimentichiamoci che tutto il Ponente, oggi abitato anche da molti cittadini extracomunitari, frequenta questa spiaggia: bisogna evitare la ghettizzazione. Le cose funzionano dove c'è mescolanza. Quanto a quelle aree, che sono di proprietà dell'Autorità portuale, dobbiamo liberarle ancora dalla burocrazia. Coinvolgeremo la Capitaneria di porto e dobbiamo stimolare le società che hanno le concessioni ad «adottare» tratti di spiaggia. «Finché la gente non li sente come propri questi luoghi, rimarranno degradati», conclude Avvenente. «Le spiagge vanno presidiate, non possono essere lasciate in preda ai violenti», commenta Edoardo Rixi, segretario provinciale della Lega. E Matteo Campora, consigliere comunale Pdl, propone una soluzione in «stile baywatch»: vigili che pattugliano la spiaggia in polo e bermuda». M. Gra. 16/06/2009

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imprese, piccolo torna ad essere bello (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 16-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 8 - Montecatini Imprese, piccolo torna ad essere bello Al convegno della Cna sfatati i luoghi comuni sulla competivitità Pistoia terra ostile agli imprenditori: i sorprendenti risultati di una ricerca PISTOIA. Chi l'ha detto che piccolo non è più bello? Lo "Small business act" dell'Unione europea, una sorta di decalogo uscito di recente, rivaluta in pieno il ruolo delle piccole e medie imprese, giudicandone essenziale il contributo per la crescita dell'occupazione e la ripresa. La novità è stata ripresa sabato dal direttore della Cna Sergio Giusti nel corso di un convegno nel quale, fra l'altro, il ricercatore universitario Christian Simoni ha illustrato un'indagine sulla questione dell'imprenditorialità in provincia di Pistoia. Due temi quelli del convegno della Cna che accompagnava l'assemblea elettiva dell'associazione, strettamente connessi fra loro. Ecco una sintesi di quanto è emerso nella sede di via Fermi. La rivalutazione delle piccole imprese. «I dati e l'atteggiamento europeo smentiscono il luogo comune che il problema dell'economia pistoiese sia dovuto all'eccessiva frammentazione del tessuto economico, che ingenera scarsa competività nei mercati - dice il direttore Sergio Giusti - Casomai può essere vero il contrario: il problema è che manca la grande industria. Se noi andiamo a vedere i dati dei Paesi dell'Ue per classe di addetti, scopriamo che la media europea vede il 98,8% delle imprese con meno di 50 addetti e solo, l'1,2 ne hanno più di 50. L'Italia è al 99,4%, poco sopra la Spagna: dati abbastanza omogenei. Quando agli occupati, la media europea vede le piccole imprese assorbire il 48,9% degli occupati, contro una media italiana del 69,4%. Fin dal Consiglio europeo di Lisbona del 2000, è stata varata una Carta europea per le piccole imprese, rimarcandone il ruolo come "spina dorsale dell'economia europea", come "forza propulsiva dell'innovazione, dell'occuazione e dell'integrazione sociale"». «Il problema - prosegue Giusti - secondo l'Unione europea, è quello che le piccole e medie imprese sono più sensibili ai cambiamenti del contesto europeo e vanno, quindi aiutate e incentivate, anche attraverso una riduzione della burocrazia. Tutto ciò è stato ribadito l'anno scorso nello Small business Act». I dieci principi dello Small business act. Scorrendo il decalogo europeo, salta agli occhi il punto 3 in cui si dice: «Formulare regole conformi al principio "pensare innanziutto in piccolo"». Sembra l'esatto contrario di quanto si sente dire da qualche anno a Pistoia e in Toscana. Viene anche esaltato il ruolo dell'impresa e dell'imprenditoria. «Proprio su questo punto - dice Giusti - colpisce come a Pistoia il mestiere dell'imprenditore non solo non sia agevolato, ma addirittura viene visto come un fenomeno da regolare e tenere sotto controllo. In questa provinia deve cambiare la cultura, ancor prima che le leggi e i regolamento, e lo dico da uomo di sinistra». Fare impresa a Pistoia. Ed è proprio questo ultimo aspetto di cui parla il direttore della Cna, che diventa oggetto di studio, acquistando una valenza numerica e scientifica, nella ricerca di Christian Simoni dell'università di Firenze. L'imprenditorialità è giudicata una scelta di carriera desiderabile dal 57,2%, contro una media italiana del 72,83% e una media olandese dell'84,8%. L'attenzione dei media per il mondo imprenditoriale, è del 33,10 a Pistoia, contro il 43,93 in Italia e il 69,51 della Norvegia. Si scopre che a Pistoia l'età media degli imprenditori è piuttosto elevata rispetto alla media italiana: se a Pistoia gli imprenditori fra i 25 e i 34 anni sono il 29,7% del totale, in Italia arrivano al 37,2%. Questo significa che c'è uno scarso ricambio generazionale, perché evidentemente i figli raramente ereditano il mestiere del padre. Il livello di attività imprenditoriale rispetto al Pil pro capite, vede Pistoia molto giù, sotto il 5%. Alla domanda rivolta agli imprenditori se hanno ricevuto formazione su come avviare un'attività nelle scuole elementari e medie, l'85% ha risposto di no. Alla domanda se la formazione è arrivata da un'associazione locale, il 93,4% ha risposto di no, ma l'87% non ha mai ricevuto formazione neppure dal datore di lavoro. Francesco Albonetti

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(sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 16-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

FORLI' PRIMO PIANO pag. 12 «Un nuovo patto territoriale per orientare lo sviluppo» LA PROPOSTA DI FEDERIMPRESA-CONFARTIGIANATO ASSEMBLEA L'intervento del presidente di Federimpresa Confartigianato, Stefano Ruffilli, ieri alla sala conferenze della Fiera (Foto Sabatini) PENSARE in grande, costruire il futuro del nostro territorio provinciale, dei suoi comuni, dei suoi cittadini e delle sue imprese in un'ottica prospettica e a vasto raggio, fuori dalle contingenze e dall'assillo del presente, guardando oltre la crisi. E' stato questo il filo rosso dell'evento «I piccoli pensano in grande oltre la crisi» al centro dell'assemblea di Federimpresa ieri alla Fiera. Dopo l'intervento del presidente Stefano Ruffilli e la proiezione di un video con interviste agli imprenditori, il segretario Stefano Bernacci ha moderato un confronto con gli onorevoli Enrico Letta e Bruno Tabacci, che hanno dibattuto dei nuovi scenari dello sviluppo guardando oltre la crisi economica. Erano presenti anche i candidati sindaci Rondoni e Balzani. «Abbiamo assunto la cattedrale evocata nel volume di Letta _ hanno spiegato Ruffilli e Bernacci come la metafora di una comunità che fa propria la sfida di contribuire, lavorando a piene mani e insieme, a un grande progetto condiviso e proiettato al futuro, svincolato dall'ossessione per il presente e che rischia di tarpare le ali al nostro futuro e a quello delle generazioni venture, in cambio di pochi, velleitari vantaggi immediati. E' quello che abbiamo chiesto ai sindaci». Durante il dibattito è stata lanciata per l'idea forte di un patto comune territoriale che pensi in grande, fondato su alcune direttive capaci di orientare l'azione politica dei nuovi amministratori in una logica condivisa con i partner economici e sociali: con il ripensamento delle società partecipate in modo che non sia più possibile barare sul mercato, l'attuazione di liberalizzazioni effettive dalla parte di cittadini e imprese, da un rapporto rinnovato e costruttivo tra sistema bancario e imprese, da azioni di ammodernamento e ottimizzazione su burocrazia e welfare locale, dalla promozione di interventi di sistema legati alla green economy, dalla creazione di una nuova qualità del tessuto territoriale che favorisca la crescita della piccola impresa perno attorno a cui deve ruotare lo sviluppo. Andrea Alessandrini Image: 20090616/foto/2178.jpg

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SCUDO FISCALE (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: PRIMO PIANO data: 2009-06-16 - pag: 5 autore: SCUDO FISCALE Dovrebbe arrivare entro fine mese la terza edizione dello scudo fiscale, dopo le due operazioni del 2001-2003. Sono però ancora molti i dettagli da definire sul rientro e la regolarizzazione dei capitali esportati illegalmente all'estero COMPENSAZIONI Il successo del meccanismo delle compensazioni tra crediti e debiti di imposta, secondo il Fisco, nasconde la frode. Le sanzioni sono state inasprite anche di recente . è allo studio l'accelerazione dei controlli INCENTIVI AGLI INVESTIMENTI «Renderemo più agevole il rilancio degli investimenti consentendo una parziale detassazione dal reddito d'impresa». Lo ha promesso sabato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, al convegno dei giovani imprenditori. Lo sgravio, insieme con la detassazione degli utili reinvestiti, potrebbe trovare posto nel decreto legge in preparazione ABUSO DEL DIRITTO Introdotto dalle pronunce della giurisprudenza, il principio dell'abuso del diritto cerca l'intervento del legislatore. Si tratta di riscrivere e ampliare le norme anti-elusione AFFITTI L'introduzione della cedolare secca del 20% sugli affitti è stata annunciata a maggio dal ministro della Semplificazione normativa, Roberto Calderoli. «L'intervento è pronto», aveva detto. Il ministro aveva anche annunciato che sarebbe stato veicolato da un decreto legge ANTI-BUROCRAZIA Sempre dai tecnici del ministro Calderoli potrebbero arrivare altri suggerimenti per il decreto in preparazione: dalla semplificazione della norma che obbliga i titolari di partita Iva a pagare le imposte in via telematica all'unificazione delle indennità di malattia e di infortunio, per evitare la duplicazione dei certificati

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Sulla Romea il cittadino resta indifeso e bastonato dall'incuria della burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 16-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

FERRARA CRONACA pag. 6 Sulla Romea il cittadino resta indifeso e bastonato dall'incuria della burocrazia SEGUE DALLA PRIMA CHE COSA devo dirti di più? Che produci rumore e inquinamento? Questo è immaginabile, anche se io ho cercato di isolarmi da te piantando quinte di verde. Che proprio non ci sia niente da fare e che il tuo gestore statale voglia chiudere occhi ed orecchie sul tuo pessimo stato e sulle lamentele che provochi? La mia casa, nei pressi del Lido di Spina, ricevuta in eredità, è preesistente alla tua nascita e nessuno avrebbe previsto che vi si potesse stare così male. A questo proposito, il 26 maggio scorso ho telefonato a Bologna (051.6301294) ed è sintomatica, la risposta ricevuta dal funzionario dell'Anas. Non mi andava bene di abitare di fianco alla Romea? Che mi trasferissi in una casa in collina. Alle mie intuibili rimostranze circa questo tono, ha anche aggiunto che, qualora avessi voluto intentare qualche tipo di causa, loro avevano parecchi avvocati da contrapporre e quindi non avevano nulla da temere. La strada statale 309 Romea con inizio a Ravenna e fine a Marghera, è lunga 126,770 chilometri ed interessa l'Emilia Romagna e il Veneto; fa parte di un itinerario internazionale, la Strada Europea E55. E' un percorso di grande interesse perché ricalca il tracciato di un'antica strada medievale che collegava Venezia a Roma (da qui il nome) e che aveva funzione commerciale, oltre a costituire il transito per i per i pellegrini cristiani diretti alla sede del Papato. Si dice che Dante stesso abbia seguito questo itinerario, prendendosi la malaria, per recarsi a Ravenna, dove Guido Novello da Polenta, signore della città, sarebbe stato il suo mecenate, ma morì nel 1321. Portavi sfortuna allora e sei pericolosa oggi. Nella parte sud del canale Magnavacca, in tempi recenti, eri la "strada della posta", nelle adiacenze dell'antica chiesa di San Nicolò de Mare. Agli inizi del 1940 un nuovo progetto modificò il tracciato e in quegli anni iniziarono gli espropri. La guerra, poi, bloccò la realizzazione dell'opera e i lavori incominciarono solo alla fine degli anni '40. Il tratto Vaccolino-Bellocchio terminò nel 1960 con l'ultimazione del ponte sul porto-canale Magnavacca. La realizzazione segnò un notevole riscatto nella zona depressa della "bassa" ma non seguì una costante manutenzione con l'incremento del traffico, divenuto quasi da autostrada, per le comunicazioni dall'Emilia Romagna e dalla riviera romagnola verso il Veneto, e viceversa. La "309" nel suo attuale tracciato termina alla rotatoria connessa con lo svincolo di Marghera della tangenziale di Mestre (A57), gli ultimi tre chilometri e mezzo sono a quattro corsie su due carreggiate, sino alla rotatoria di intersezione con la SR 11 (ex SS 11, Padana Superiore). Il suo lungo rettilineo ha uno svincolo che consente l'immissione nella SS 516 diretta a Padova. Nel Veneto consente la scoperta di suggestive bellezze nei pressi del Brenta e dell'Adige e, in territorio ferrarese, delimita il Parco regionale del Delta del Po transitando per la celebre Abbazia di Pomposa dove il monaco Guido d'Arezzo, nato nel 995, sviluppò l'attuale metodo di trascrizione delle note musicali, e nel litorale adriatico, ha l'innesto col raccordo autostradale Ferrara- Porto Garibaldi, lambisce per un breve tratto le Valli di Comacchio, scavalca il Reno prossimo alla foce ed entra nella Pineta di San Vitale. A nessuno può sfuggire l'importanza economica e turistica di questa strada statale. Nei progetti di ammodernamento vi è l'autostrada Mestre-Ravenna che affiancherà la SS 309 lungo tutto il suo sviluppo, ed altri tracciati viabilistici. Frattanto, si continua a viaggiare male ed anche a morire. Di appelli se ne sono fatti tanti ma il cittadino, indifeso, è per di più bastonato dall'incuria della burocrazia. Che vengano tempi migliori? Cesare Felletti Spadazzi

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CONFAGRICOLTURA Ecco il pacchetto (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 16-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

FERRARA ECONOMIA E POLITICA pag. 8 CONFAGRICOLTURA Ecco il pacchetto «anticrisi» INTERVENTI finanziari, agevolazioni contributive, credito d'imposta, incentivi all'occupazione. Queste le proposte contenute in un documento che Confagricoltura Ferrara ha trasmesso alla sede nazionale con richiesta di sottoporle all'attenzione del ministro delle Politiche Agricole Luca Zaia e al governo. Credito: la quota di indebitamento a breve nei confronti delle banche dell'agricoltura è consistente, ed in aumento rispetto anche all'ammontare complessivo degli impieghi creditizi del settore. Confagricoltura Ferrara chiede interventi per agevolare la ristrutturazione e il consolidamento di tali esposizioni creditizie; poi la sospensione dei pagamenti relativi alle esposizioni creditizie, per dare respiro alle imprese. Proposta anche una rivisitazione degli strumenti per la valutazione del merito creditizio e l'accesso a meccanismi di garanzia. Programmi d'investimento: incentivare l'acquisizione di beni strumentali attraverso la concessione del credito d'imposta per gli investimenti relativi a domande presentate e istruite favorevolmente dagli enti incaricati ma non finanziate per mancanza di fondi. Lavoro: indispensabile intervenire, anche temporaneamente, sui meccanismi che condizionano l'accesso a benefici e sovvenzioni comunitarie alla regolarità della contribuzione previdenziale, per evitare distorsioni che penalizzano le imprese. Confagricoltura Ferrara chiede interventi per contenere il costo del lavoro agricolo (con un cuneo fiscale) per i rapporti a tempo determinato che vengono rinnovati. Quindi si sollecita un credito d'imposta per l'incremento occupazionale. Quest'ultimo provvedimento è già previsto dalla normativa e dotato di apposita copertura finanziaria. Inspiegabilmente non ha ancora trovato applicazione per mancanza di indicazioni operative. Semplificazione: vitale un drastico alleggerimento della burocrazia che grava sulle imprese, in particolare per quanto riguarda le norme sui pagamenti Pac; il rispetto dei requisiti ambientali; la gestione della manodopera aziendale. Anticipo pagamenti Pac: necessario anticipare i pagamenti da dicembre a luglio 2009. Confagricoltura Ferrara ha definito poi proposte specifiche per i cereali e il latte, mentre per l'ortofrutta è ancora atteso l'intervento del governo per il rifinanziamento della legge sulle calamità naturali.

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UNA FOLTA delegazione modenese, guidata dal presidente Munari e dal segretario Ro... (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 16-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

MODENA E AGENDA pag. 11 UNA FOLTA delegazione modenese, guidata dal presidente Munari e dal segretario Ro... UNA FOLTA delegazione modenese, guidata dal presidente Munari e dal segretario Rossi, ha partecipato all'annuale assemblea di Confartigianato, che si è svolta a Roma. L'assemblea è stata l'occasione per fare il punto sulla situazione della piccola e media impresa a livello nazionale e per chiedere al Governo, rappresentato dal premier Berlusconi e dal ministro Scajola, una maggiore attenzione per gli interessi del 99,4% delle imprese italiane. «La piccola impresa è il vero modello anticrisi ha sottolineato il presidente Lapam, Erio Luigi Munari e questo è dimostrato coi fatti. Basti pensare che a livello nazionale, e Modena non fa eccezione, l'export è garantito proprio dalle piccole e medie imprese. Nel periodo marzo 2008-marzo 2009, infatti, l'export dei piccoli' è cresciuto dell'1%, pur nella grave crisi mondiale». Altro tema trattato a Roma, e ripreso con forza da Munari, è quello della burocrazia: «Il dato è clamoroso: gli oneri burocratici pesano' per 15 miliardi di euro all'anno, pari a un punto del pil nazionale. Due terzi, ovvero 10 miliardi, sono caricati sulle aziende fino a 9 addetti. Questo legaccio, che ci fa arretrare nei confronti dei competitori europei, va sciolto al più presto. Per questo chiediamo alle nuove amministrazioni locale, che stanno per insediarsi, di intervenire per snellire l'apparato burocratico, a partire da quello imposto localmente». Infine credito e tempi di pagamento: «La crisi del credito è stata affrontata grazie ai Consorzi Fidi, e nel nostro caso da Unifidi: troppi imprenditori affidabili si sono visti negare il credito dalle banche e solo grazie ai Consorzi Fidi si è sono evitate chiusure. Nel 2008 sono stati erogati, grazie a questo strumento, 6,3 miliardi di euro di finanziamenti per 700mila imprese, un dato che fa riflettere e che è in grande aumento anche nella nostra provincia. Infine conclude Munari non possiamo tacere il dato sui tempi di pagamento della pubblica amministrazione e delle grandi imprese. In media la pubblica amministrazione paga a 128 giorni, ovvero oltre 4 mesi, 61 giorni in più della media Ue, le grandi imprese onorano i propri debiti verso i piccoli in 88 giorni, in pratica tre mesi, con un ritardo di 31 giorni rispetto ai competitori europei. Questo è il clima in cui le piccole e medie imprese sono costrette a lavorare, un clima davvero poco favorevole. Nonostante questo restano i piccoli a tenere in piedi il tessuto economico, e non di rado quello sociale, del nostro Paese e della nostra provincia. Di questo la politica, a maggior ragione alla luce delle elezioni, deve tenere conto».

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LUCI E OMBRE dall'incontro di sabato a Lecce dei ministri delle finanze del ... (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 16-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

I COMMENTI pag. 14 LUCI E OMBRE dall'incontro di sabato a Lecce dei ministri delle finanze del ... LUCI E OMBRE dall'incontro di sabato a Lecce dei ministri delle finanze del G8. Segni di stabilizzazione delle economie, recupero dei mercati borsistici, miglioramenti sui fronti dei tassi d'interesse e della fiducia tanto tra le imprese quanto tra i consumatori sono tutte buone notizie. Alle quali si contrappongono i prezzi delle materie prime nuovamente in ascesa, le preoccupazioni (premature?) tedesche per le pressioni inflazionistiche e la messa in guardia del ministro Tremonti contro gli speculatori del mercato. E proprio ai timori della forza corrosiva esercitata dalla speculazione il G8 intende rispondere con la messa a punto di uno standard legale a scala globale, come lo ha definito Tremonti. Insomma, con un insieme di regole di condotta in cinque aree: il governo delle imprese, l'integrità del mercato, la supervisione e regolazione finanziaria, la cooperazione fiscale e la trasparenza delle politiche e dei dati macroeconomici. Con l'economia mondiale che viaggia ancora in terra incognita, i tempi della ripresa slittano al 2010. Dunque, non un rimbalzo veloce quanto rapida è stata la caduta. Piuttosto, una lenta risalita dal fondo che potrà innescare una ripresa sostenibile. Eccessi di salvataggi, sussidi e regolamentazione sarebbero controproducenti, rialzando i tassi d'interesse ed alimentando inflazione e peso della burocrazia pubblica. Soprattutto per l'Italia, con l'inflazione nel settore dei servizi sempre in agguato, è un bene prezioso la stabilità monetaria a lungo termine affinché la ripresa economica non finisca presto nel rogo accesso dai prezzi in ascesa incontrollabile. Da mettere in moto sono gli investimenti per migliorare le prestazioni dei due atleti che imprimono il ritmo alla corsa: l'innovazione e la produttività. L'una e l'altra in accelerazione allargano il fronte delle opportunità di fare impresa e trovare lavoro, contribuendo così alla riduzione delle ineguaglianze. L'innovazione correrà più spedita sulle gambe delle tecnologie multifunzionali: dai veicoli a bassa emissione di CO2 (con la Fiat-Chrysler prima alla svolta verde dell'auto) alle energie rinnovabili e alla banda larga ed ultra larga di Internet. L'acceleratore della produttività esige investimenti che cambiano il modo di lavorare affinché nelle aziende possano svilupparsi motivazioni, attitudini e capacità imprenditoriali.

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Pagare i rifiuti prodotti (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 16-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

INNOVAZIONE pag. 3 Pagare i rifiuti prodotti LE PROPOSTE DI VIA SAN DOMENICO Una tariffa calcolata sulla produzione effettiva di rifiuti; pagamento delle imposte locali sospese per le imprese in perdita; deducibilità dell'Ici dall'imponibile Ires; la nascita di una società di gestione delle entrate locali a livello metropolitano. Sono alcune delle proposte di Unindustria Bologna per ridurre l'impatto della fiscalità locale sui bilanci delle imprese bolognesi. L'associazione degli industriali di via San Domenico le presenterà alle nuove amministrazioni locali durante un seminario che sarà organizzato nel mese di luglio. Per quanto riguarda la tassa sui rifiuti, l'idea è quella di passare dal sistema attuale che prevede il pagamento di un tributo, commisurato all'occupazione di spazi, ad una tariffa calcolata sulla effettiva produzione d'immondizia. Le imprese che effettueranno la raccolta differenziata e porteranno i rifiuti riutilizzabili (carta e cartoni, plastica, vetro, ferro, alluminio, legno) nei centri di raccolta, dovranno essere premiate con una riduzione dell'aliquota. Unindustria propone anche agevolazioni fiscali per le start up' e per le aziende in fase di riconversione industriale, mentre per le imprese in perdita da due esercizi consecutivi gli industriali chiedono la sospensione del pagamento delle imposte locali. Necessaria anche la deducibilità dell'Ici dall'imponibile Ires per gli immobili strumentali. Ma secondo Unindustria occorre soprattutto creare una società di gestione delle entrate locali a livello metropolitano, a maggioranza pubblica e con la presenza di privati. Il nuovo ente potrebbe da subito gestire entrate quali: Ici, Tarsu/Tia, imposta sulla pubblicità, diritto sulle pubbliche affissioni, Tosap/Cosap, canone di concessione impianti pubblicitari, sanzioni al codice della strada, sanzioni amministrative, proventi patrimoniali, oneri di urbanizzazione, ecc... Infine, Unindustria auspica la decisa attuazione del federalismo fiscale che potrebbe tradursi in una serie di misure concrete come, ad esempio, l'istituzione di un tributo immobiliare unico che sostituisca i prelievi che ora gravano sugli immobili. Secondo via San Domenico occorre prevedere un sistema premiante per i territori che accettano di ospitare opere strategiche per il Paese. Lo snellimento della burocrazia si può attuare anche ridefinendo la dimensione minima dei Comuni (almeno 10mila abitanti) e facendo confluire i consorzi di bonifica e la Provincia, nella Città metropolitana. Per realizzare questi obiettivi, però, gli industriali individuano una priorità: la creazione di un Osservatorio permanente sulla fiscalità con tutte le istituzioni locali per elaborare proposte condivise. m.p.

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Torregrande a caccia di turisti (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 16-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Oristano e Provincia Pagina 4028 Comune. Il giovane Consorzio degli operatori commerciali e la circoscrizione rilanciano la borgata Torregrande a caccia di turisti Comune.. Il giovane Consorzio degli operatori commerciali e la circoscrizione rilanciano la borgata Musica, spettacoli e balli fuori dal centro abitato --> Musica, spettacoli e balli fuori dal centro abitato Gli operatori turistici lanciano la sfida per la nuova stagione. Musica, spettacoli ma anche decoro della borgata. È come una vecchia nave da gran crociera che, a buon titolo, non ci sta a diventare una carretta del mare. Dopo la grossa falla dell'estate passata, Torregrande si rivolta. Gli operatori turistici e i commercianti fanno quadrato, raccolgono le forze e, per mano del neonato Consorzio turistico Torregrande, stilano un menu da villeggiatura per un mercato sempre più aggressivo. In campo anche la circoscrizione della borgata. L'avvio della stagione è un po' diesel: marciapiedi e passeggiata del lungomare, in molti tratti, più vicini a Pretoria che non a Rio, pulizia della spiaggia alle prime battute. Servizi? Pochi e chiusi. IL CONSORZIO Si parte da un principio lapalissiano, ovvio: i villeggianti meglio qui che altrove. Roberto Pintus, presidente del consorzio, guarda ai fatti: «Quest'anno non si possono fare errori. Ecco perché abbiamo proposto al Comune un programma dettagliato e concreto di rilancio della borgata». Il consorzio (25 operatori su 40) è nato quest'anno proprio come antidoto alla figuraccia che la marina del capoluogo ha incassato nella passata stagione. E, dettaglio importante, «stavolta abbiamo riscontrato una decisa collaborazione da parte del Comune, in particolare dal sindaco. Ora però aspettiamo i fatti». MUSICA Che intanto vogliono dire l'assegnazione al consorzio di due aree comunali («una vicino al Centro marino e l'altra in prossimità della ex caserma della Finanza al pontile») nelle quali saranno realizzate «strutture amovibili, ben integrate con l'ambiente per allestire sale da ballo, ospitare spettacoli, ascoltare musica senza creare problemi ai residenti, con una zona di ristoro e bar». Due impianti, gestiti direttamente dal consorzio, in posizione satellite rispetto al centro abitato di Torregrande. «Anche per evitare disagi durante la notte a chi invece vuole riposare». Il consorzio inoltre ha già progettato un servizio navetta per chi vuole vivere la borgata sino a tardi e non avere l'assillo di dover rientrare a casa in macchina, magari dopo aver bevuto un bicchierino in più. «Sarà intensificata la raccolta dei rifiuti differenziati e disponibilità da parte del Comune anche a realizzare un parco giochi per bambini», incalza Pintus. «Torregrande è l'unica borgata senza un parco giochi da poter sfruttare tutto l'anno». Un po' come la splendida oasi di divertimento che ha Palmas Arborea. «Abbiamo avuto anche l'assicurazione che saranno aperti i due bagni pubblici, ne saranno realizzati degli altri e in aggiunta verranno anche collocati dei servizi chimici provvisori», interviene Beatrice Lupi, presidente della circoscrizione di Torregrande. IL VERTICE Ieri mattina nella sala giunta si è tenuto un incontro tra il sindaco Angela Nonnis, la Giunta e i rappresentanti di tutte le circoscrizioni. «Un vertice per ribadire al Comune, un maggior coinvolgimento delle circoscrizioni di Oristano, più visibilità e maggior dialogo». Lupi ha precisato inoltre come da parte del Comune sia stato assicurato il massimo impegno per affrontare i problemi delle singole frazioni. «A Torregrande si porterà un bancomat», spiega ancora, «mentre per quanto riguarda la farmacia, ora spetta alla Regione dare il via libero». Non solo. Lavori di «sistemazione tampone per ora», per marciapiedi e arredo urbano distrutti dalla foga dei vandali. «Più complesso il problema delle radici dei pini che, in alcune abitazioni ormai sono entrate, dentro casa», precisa Lupi. Intrusione dannosa che dovrà essere risolta con interventi di sistemazione generale della località marina. I RITARDI Eddy Piana, patron di Eolo, complesso ricreativo di sport d'acqua, beach volley e bar, lamenta i ritardi. «La spiaggia è ancora sporca. Questo è il problema di tutti i problemi». Ritardi fissati dal calendario della burocrazia, visto che la pulizia deve partire dal primo di giugno. «Ma qualche miglioramento in questi giorni l'abbiamo registrato», riprende Roberto Pintus, che si dice ottimista «viste le buone premesse della stagione». Ma poi aggiunge subito. «Alle promesse però ora devono seguire i fatti». Altrimenti sarà un fiasco bis. ROBERTO RIPA

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Ritiratoil progettoper la pistad'atterraggio (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 16-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Ritirato il progetto per la pista d'atterraggio Agrigento.L'imprenditore Salvatore Moncada ha ritirato il progetto al Comune di Agrigento per la costruzione di un'aviosuperfice in contrada Drasy alla periferia della città dei templi, presentato nello scorso mese di dicembre. Ufficialmente ha addotto motivi di carattere personale, ma in una lunga lettera indirizzata al sindaco Marco Zambuto, al presidente del Consiglio comunale Carmelo Callari ed a tutti i consiglieri municipali, egli lamenta una eccessiva lentezza della burocrazia del Comune. La struttura burocratica di Palazzo dei Giganti, secondo Moncada, ha fatto perdere al Comune centinaia di migliaia di euro di royalties. «Sia chiaro che non c'è un obbligo di legge per le imprese di pagare delle royalties ai Comuni che ospitano attività industriali per la produzione di energie da fonti rinnovabili. Tuttavia succede spesso che alcuni imprenditori offrano ai Comuni di stipulare una convenzione in cui è previsto che essi paghino delle royalties agli enti locali ed in cambio questi ultimi garantiscano la concessione delle autorizzazioni previste dalla legge in 60/90 giorni». «Ad Agrigento invece le autorizzazioni le abbiamo acquisite con il silenzio assenso dato che il Comune non ci ha risposto». Per buona volontà del sindaco Zambuto in tempi recenti è stata stipulata, in verità, una convenzione e Moncada ha anticipato 300 mila euro, ma il Comune - afferma l'imprenditore - è stato inadempiente, sotto il profilo del rilascio delle autorizzazioni e quindi si chiederà il rimborso della somma. Sull'aviosuperfice Moncada afferma che dopo sei mesi dalla presentazione del progetto non ha avuto risposte concrete. In proposito accusa qualche consigliere comunale di fare killeraggio di immagine e di parlare di un progetto che nemmeno conosce. Il sindaco Marco Zambuto è rimasto sorpreso. Sull'aviosuperfice i tempi sono stati molto celeri - spiega - e solo mercoledì scorso ci siamo incontrati con Moncada ed il Soprintendente ai beni culturali studiando la soluzione di superare un vincolo esistente. Adesso questa decisione che non ha spiegazione. Non voglio fare polemiche, ma proprio sui tempi non può dire nulla. Se ha cambiato idea e non vuol più fare l'aviosuperficie lo dica chiaro, ne ha tutto il diritto, ma non scarichi su di noi le responsabilità». Salvatore Fucà

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Spiazzati gli amministratori (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 16-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Spiazzati gli amministratori «Non ce lo aspettavamo» Salvatore Moncada ha ritirato il progetto per la realizzazione dell'aviosuperfice in contrada Drasy. L'imprenditore agrigentino ha addotto motivi personali, ma nel contempo ha lanciato pesanti accuse di lentezza alla burocrazia municipale e non é stato tenero nemmeno con qualche consigliere. Queste cose le ha scritte in una lettera al sindaco, al presidente del Consiglio comunale ed a tutti i consiglieri per precisare come stanno le cose sul pagamento delle royalties e sull'aviosuperficie, dei quali si é parlato venerdì durante la seduta del civico consesso. «Facciamo presente - afferma Moncada - che nessuna royalties é prevista per legge ai comuni, anzi nella penultima e terzultima finanziaria nazionale é fatto divieto ai comuni ed a tutti gli enti di condizionare l'iter autorizzativo di impianti rinnovabili a questo adempimento. Negli anni però tutti gli operatori, al fine di coinvolgere le amministrazioni in una procedura più veloce, hanno proposto ai vari comuni convenzioni, con si il proprio impegno a pagare royalties, ma anche con l'impegno del comune a rilasciare autrorizzazioni entro 60/90 giorni e l'impegno ad effettuare le procedure di esproprio in caso di mancato accordo con i proprietari terrieri (sino ad oggi ad oggi abbiamo sempre raggiunto un accordo con i proprietari terrieri). Oggi Moncada (M&A Rinnovabili) paga, dove ha i propri impianti, royalties ai comuni in quanto hanno rispettato tali impegni, ad esclusione del comune di Agrigento, il quale, nel rilascio delle autorizzazioni, é stato molto lento, tanto che la nostra impresa per parte delle autorizzazioni per gli impianti in funzione ha dovuto attivare il silenzio assenso. Negli anni passati, più volte abbiamo sollecitato, verbalmente e per raccomandata il comune alla stipula di una convenzione, perché nonostante non dovuto, ci dispiaceva riconoscere tale contributo a Naro, Licata, Realmonte e invece nulla alla città dove abitiamo e siamo nati». - Come ha risposto Agrigento? Non abbiamo mai avuto nessuna risposta. Alla fine dell'anno scorso, il Sindaco Zambuto, ha chiamato, invitando, a seguito di precedenti discorsi su tale tema da noi sollecitato, a sottoscrivere tale convenzione. Abbiamo spiegato, che in luglio nel nostro capitale, era entrata una multinazionale svizzera, e che sarebbe stato difficile spiegare il riconoscimento delle royalties per impianti funzionanti da tre anni ad un comune che non aveva rispettato i termini della bozza di convenzione. Però sarebbe stato facile, visto che abbiamo altre iniziative in corso, di fare un'unica convenzione, in cui si metteva tutto dentro, (royalties per il comune più di un milione di euro), però con un unica condizione: il rispetto dei tempi, e se questi non fossero stati rispettati, per una sola iniziativa, decadeva l'intera convenzione. Ciò e' stato sottoscritto, dal Sindaco e dal rappresentate dell'ufficio tecnico comunale». - E poi cosa é successo? «A fronte di questo accordo il sindaco, ci ha chiesto un anticipo di 300.000 euro, e per aiutare le casse comunali, la nostra impresa pur non essendo ancora dovuto, e con non pochi problemi con i propri soci svizzeri, ha provveduto ad erogare. Tutte le autorizzazioni, dovevano essere rilasciate entro 90 giorni: ebbene una é stata rilasciata, le altre no, ed addirittura una e' stata rilasciata con il silenzio assenso, quindi il comune é risultato di nuovo inadempiente. Ad onor del vero dobbiamo riconoscere al Sindaco un grande impegno, ed abnegazione, ma la burocrazia comunale, ha vanificato tale impegno. Oggi il consiglio di amministrazione del mio Gruppo chiede la restituzione dei 300.000 euro dati in anticipo, per inadempimento del comune». - E sull'aviosuperfice? «In dicembre abbiamo presentato, il progetto per una aviopista, di lunghezza pari a 1350 metri, più lunga di quella di Bolzano, che in atto come potete vedere su internet, provvede a collegare agevolmente Roma e Milano con aerei da 50/80 posti, con annesso resort turistico. Tale inserimento é stato dovuto al fine di rendere economicamente sostenibile l'iniziativa: non utilizziamo, fondi pubblici, quindi ci dobbiamo assicurare un supporto economico. Eravamo a conoscenza dei vincoli, ma chiedendo agli organi a ciò preposti ci e' stato detto che non era un vincolo di inedificabilita' assoluta, e che se c'era la volontà del consiglio comunale in sede di votazione della variante per cambiare la destinazione e qualora fosse suggellata l'importanza pubblica della iniziativa (aviopista), anche se realizzata da privati, poteva attivarsi la revisione del vincolo. La scelta della pista é soggetta a normative e vincoli severi, e l'unica area idonea nel nostro comune e' risultata quella della località Drasi di Agrigento». Qual'é stato il seguito della vicenda? «L'iter per le varianti, relative a queste iniziative é diverso. Alla prima conferenza di servizi il Comune ne ha suggerito uno, mentre la Regione ne ha proposto un altro diverso, per cui in quella sede, si e' deciso, di percorrere l'iter suggerito dalla Regione che risultava più celere. A tal fine di comune accordo con tutti i rappresentanti degli enti, la scrivente società ha ritirato e ripresentato la pratica. Ad oggi sono passati 6 mesi. Nessuna lettera e' stata fatta di outout al comune dallo scrivente, solo intervistato, da un giornalista, ho detto, che i tempi del Comune non sono i miei, per cui se entro fine anno non si fosse arrivati ad una soluzione, avrei pensato a delle alternative in altri comuni, il resto l'hanno fatto i giornali». - Per questo ha ritirato il progetto dell'aviosuoperficie? «L'ho fatto ieri per motivi personali. Tuttavia ritengo che purtroppo, in questa città sia difficilissimo, lavorare e creare sviluppo con questo clima. E' strano, ci riusciamo all'estero ed in comuni vicini, invece é molto difficile nel nostro comune: non riusciamo a capire come esista questa volontà! sicuramente non abbiamo la volontà di sottostare al killeraggio di immagine, fatto da personaggi che denigrano, parlando di un progetto che neanche hanno letto, che fanno apparire il crescere dell'economia di gruppi imprenditoriali come una colpa». Salvatore Fucà

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Morena e Mattia ultimo salutoe lacrime infinite (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 16-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Morena e Mattia ultimo saluto e lacrime infinite «Sono veramente stranizzato soprattutto per i tempi con cui tutta questa vicenda si sta svolgendo - ha commentato il sindaco Zambuto non appena ricevuta la lettera di Moncada - soltanto mercoledì scorso ci siamo incontrati con lui in Soprintendenza, alla presenza della dott. Costantino, per discutere di un vincolo paesaggistico esistente nella zona dove dovrebbe sorgere l'aviosuperfice». - In quell'incontro c'è stato qualcosa che potrebbe averlo indotto a desistere? «No! Abbiamo discusso di come risolvere la situazione ed il Soprintendente ha detto che nello stato esistente il parere del suo ufficio sarebbe negativo, ma se il Consiglio comunale dovesse deliberare il prevalente interesse pubblico della struttura allora l'istruzione della pratica avrebbe un decorso diverso. Per questo siamo rimasti che avremmo dovuto portare tutto all'attenzione del Consiglio comunale affinché quest'ultimo si esprimesse nella direzione che abbiamo concordato, superando così il vincolo. Non solo, ma venerdì mattina i tecnici di Moncada hanno anche prodotto una relazione agronomica che era oggetto di una delle richieste che gli erano state fatte, per cui pensavo che tutto fosse a posto. Adesso invece questa lettera che mi stranizza ». - Moncada si lamenta per la lentezza della burocrazia comunale… «Allora, diciamo le cose come stanno! Lui ha presentato il progetto per l'aviosuperfice il 28 dicembre scorso. Alla fine di febbraio abbiamo convocato la conferenza di servizi alla presenza dei rappresentanti degli altri enti interessati per vedere quale via percorrere per fare il più in fretta possibile. In quella sede i tecnici dell'assessorato regionale Territorio ed ambiente indicarono una via da seguire: in base a tale procedura Moncada ha dovuto ritirare il progetto e ripresentarlo con alcune varianti. La nuova presentazione è avvenuta il 18 maggio, cioè appena un mese addietro. Nel frattempo si sono succeduti gli incontri e le riunioni tra i nostri tecnici e quelli dell'impresa. Come può oggi venire a dire che i tempi sono eccessivi o comunque non sono compatibili con quelli della sua azienda? Per il resto nel 2008, durante la mia gestione, ha avuto concesse quattro autorizzazioni, non ha più nessuna pratica pendente oltre all'aviosuperfice. Comunque, per avere le idee più chiare ho chiesto agli uffici un'apposita relazione» - Allora come si spiega questa situazione? «Io non voglio fare alcune polemica con Moncada per il quale ho il massimo rispetto, ma se ha cambiato idea lo dica chiaro! E' legittimo che un imprenditore riveda i propri programmi, ma non scarichi la responsabilità su altri». Anche il presidente del consiglio comunale Carmelo Callari è rimasto stupito. «Non so come interpretare la lettera di Moncada - ha detto - che mi coglie di sorpresa. Non posso ovviamente rispondere dei singoli, ma posso garantire che, dal punto di vista collegiale, questo Consiglio comunale non ha alcun motivo di ostilità o per boicottarla Moncada o qualsiasi altri imprenditore. Non solo, ma posso dirvi che una quindicina di giorni addietro ho chiesto all'ufficio tecnico una copia del progetto per metterla a disposizione di tutti i consiglieri affinché ne prendessero conoscenza. Questo Perché, in previsione del fatto che prima o poi il Consiglio dovesse essere investito della vicenda, potessero prepararsi in modo tale che al momento opportuno fossimo tutti pronti a parlarne e prendere una decisione in tempi rapidissimi. Queste cose le ho dette in conferenza dei capigruppo e sono state verbalizzate, chiunque può prenderne atto. Tutto ciò proprio per cercare di spianare la strada al progetto e semplificare le cose. Ripeto questo Consiglio non ha motivo di ostacolare un progetto che potrebbe essere di tutto vantaggio per la nostra comunità». - Sulla lentezza della burocrazia comunale? «Io ovviamente rispondo in modo diretto dell'atteggiamento del Consiglio comunale. Sui comportamenti degli uffici ho bisogno di documentarmi. Chiederò all'ufficio tecnico tutta la tempistica che ha caratterizzato la vicenda dell'aviosuperfice, ma anche delle altre vicende di cui parla Moncada nella sua lettera. Voglio essere informato di tutto per fare le opportune valutazioni». «Mi auguro che sia una difficoltà momentanea e che tra Moncada ed il Comune tutti si risolva nel migliore dei modi con la realizzazione dell'aviosuperfice. E' comunque doveroso da parte mia precisare che la Provincia è pronta ad avere rapporti con tutti gli imprenditori, ed a maggior ragione con uno come Moncada per la costruzione di un aeroporto nel territorio agrigentino». S.F.

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Imprese, ok Segretario di Stato a fatturazione elettronica a San Marino (sezione: Burocrazia)

( da "Sestopotere.com" del 16-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Imprese, ok Segretario di Stato a fatturazione elettronica a San Marino (16/6/2009 20:38) | (Sesto Potere) - San Marino - 16 giugno 2009 - Si sono incontrati oggi, alle ore 12, su invito del Segretario di Stato alle Finanze, i rappresentanti delle categorie economiche, delle associazioni bancarie, dei liberi professionisti. All’appuntamento hanno preso parte anche i dirigenti dell’Ufficio Tributario, della Programmazione Economica e della Camera di Commercio. Presenti i Segretari di Stato agli Interni, Valeria Ciavatta, e agli Esteri, Antonella Mularoni. L’incontro ha fatto il punto sul “Progetto di fatturazione elettronica”, documento redatto dalla Segreteria di Stato alle Finanze ed approvato nella seduta del Congresso di Stato del 5 giugno scorso. La relazione presentata al Governo prospetta un cambiamento di mentalità informatica i cui protagonisti sono l’Amministrazione pubblica e il Settore privato. Il coinvolgimento degli altri attori sociali più sopra citati dimostra come in un disegno ampio, che avvicina sempre di più San Marino all’Europa, importante risulti il sostegno e la sinergia fra le parti: un confronto immediato e una partecipazione attiva e responsabile delle Organizzazioni economiche e professionali sono infatti la condizione base per l’attuazione del progetto; si tratta di lavorare insieme sulla strada già intrapresa della crescita e della valorizzazione del sistema Paese, operando nel rispetto della chiarezza e della trasparenza innanzitutto nei rapporti con le autorità fiscali della vicina Italia. Dopo un incipit indirizzato a smorzare le infondate accuse di immobilismo che caratterizzerebbe l’Esecutivo, il Segretario di Stato Gatti, nel definire la complessità e l’eterogeneità del progetto, ha sottolineato come il cambiamento sia radicale e riguardi l’impostazione generale dei rapporti in atto tra la Pubblica Amministrazione e il settore privato. Si tratta di fare chiarezza sugli attori, sugli obiettivi da perseguire e di renderli condivisibili in un tavolo di lavoro allargato e operativo che guardi all’Europa. Il Segretario di Stato Ciavatta ha sottolineato come il progetto rientri in un discorso più ampio che già sta coinvolgendo l’ammodernamento degli Uffici e dei Servizi Pubblici sul piano informatico e delle procedure. Gli interventi di riforma - prosegue la Ciavatta - devono però essere compiuti in modo trasversale; l’approccio tecnologico, che non deve essere fine a se stesso, dovrebbe infatti permeare mentalità e procedure, consentendo di modernizzare il settore pubblico in maniera ottimale. Il Segretario di Stato Mularoni, nell’esprimere la propria soddisfazione per l’iniziativa, ha voluto soffermarsi sul forte segnale positivo lanciato dal Governo, che potrà essere colto anche fuori dai confini. La strada verso la razionalizzazione è percorribile e auspicabile, e rientra in un ambito di collaborazione che vede sempre più vicine la Repubblica sammarinese e quella italiana. Nell’incontro odierno è apparsa chiara e forte, da parte di tutti i presenti, l’intenzione di aprirsi all’utilizzo delle tecnologie informatiche. Nello specifico, la semplificazione delle procedure di fatturazione attraverso la cosiddetta “fatturazione elettronica” (d’ora in avanti F.E.): un documento statico, non modificabile, in formato digitale - in tutto e per tutto equivalente ad una fattura cartacea - che presuppone un preventivo accordo tra le parti e le cui modalità di conservazione sono, anch’esse, regolamentate per legge. La dematerializzazione della fattura rappresenta già una realtà per le imprese e le pubbliche amministrazioni in Italia e in molti paesi europei che hanno adottato la Direttiva 2001/115/CE del Consiglio dell’U.E. del 20.12.2001. Per quanto riguarda l’Italia, la Finanziaria del 2008 ha reso la F.E. obbligatoria nei rapporti economici con le amministrazioni statali, con il conseguente miglioramento dell’efficienza e dell’efficacia degli Uffici pubblici. Ciononostante, l’Italia risulta in fondo alla classifica dell’utilizzo della F.E. tra le imprese; al primo posto c’è la Finlandia, seguita da Gran Bretagna, Spagna e Germania, queste ultime a pari merito. Il mondo digitale della fatturazione investe l’intero processo di acquisto e di vendita, ovvero dalla fase dell’ordine alla fase del pagamento comprese. L’utilizzo di processi informatici nella fatturazione apporta notevoli vantaggi, sotto diversi aspetti. Innanzitutto in senso economico (riduzione nell’acquisto di carta, nel tempo di archiviazione, nei ritardi, eliminazione dei costi per gli archivi e per la distruzione delle fatture…), in termini logistico-organizzativi (accesso on-line ai documenti, maggiore velocità nel controllo…), in termini commerciali (personalizzazione della fattura, migliore qualità nelle informazioni…). In questo vasto progetto di riorganizzazione e ammodernamento tecnologico delle procedure, l’introduzione della F.E. risulterebbe estremamente conveniente per San Marino. L’adozione della F.E. consentirebbe di ovviare alla burocrazia crescente e all’aumento del cartaceo, che a San Marino è ancor più evidente a causa delle procedure di importazione ed esportazione stabilite dagli accordi con la Repubblica italiana, l’ultimo risalente al 10 novembre 1993. Sono infatti 650.000 all’anno le fatture in arrivo che l’Ufficio Tributario si trova a dover gestire manualmente, con un notevole dispendio di energie e di tempo, senza contare gli inevitabili ritardi nell’invio delle stesse e il costo legato all’archiviazione. Altre 850.000 annue sono poi le fatture in uscita consegnate all’Ufficio Tributario e successivamente trasferite all’Ufficio IVA di Pesaro per le fasi successive. I vantaggi tipicamente sammarinesi riguarderebbero innanzitutto l’eliminazione dell’eccessiva manualità, il forte snellimento delle procedure di trattamento delle fatture e conseguente riduzione dei tempi di attesa per le aziende e un alleggerimento dell’attività dell’Ufficio Tributario, l’eliminazione del trasporto materiale all’Ufficio di Pesaro, l’eliminazione delle timbrature a secco, la maggiore fruibilità e ricerca dei documenti anche a fini di controllo e statistici, diminuzione dei tempi di inoltro, minori spese postali, riduzione notevole degli spazi di archivio, sia per il Tributario che per le aziende. Confrontando i costi di fatturazione, si stima che l’utilizzo della fattura elettronica rispetto alla tradizionale consenta un risparmio approssimativo del 50%: 4 € invece di 9 per la fattura attiva e 9 € al posto di 18 per la fattura passiva. I costi della fattura sammarinese, poi, lievitano ulteriormente, a causa del dispendio di carta e delle spese di trasporto per l’Ufficio Tributario e per l’Ufficio IVA di Pesaro, a ulteriore conferma del vantaggio indiscusso della F.E. Il testo integrale della relazione presentata in Congresso di Stato è consultabile all’indirizzo www.finanze.sm

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Lite con la burocrazia per organizzare gli spettacoli all'aperto (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 17-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

PROTESTE. I VIGILI: SEGUITE LE NORME Lite con la burocrazia per organizzare gli spettacoli all'aperto Da una parte ci sono le scuole di musica e danza e le palestre, dall'altra le regole comunali. Una convivenza sempre più difficile: si è acutizzato l'attrito infatti tra alcuni staff, che vorrebbero organizzare saggi di fine anno e allestire performance nelle piazze del centro senza rimanere imbrigliati nei lunghi iter burocratici per i permessi, e i vigili, costretti invece a far rispettare con rigore le norme di sicurezza. L'episodio scatenante è dell'altra sera: una palestra ovadese si è esibita nel saggio di danza lamentandosi sulle ferruginose procedure da seguire per l'allestimento dello show. Alla fine il pubblico è rimasto in piedi ad ammirare piroette e balli sul sagrato dell'Assunta. Il comandante dei civich, Maurizio Prina, replica: «Dopo le lamentele e le rimostranze ricordo che c'è una legislazione che mira a garantire la sicurezza. Organizzatori e imprenditori dello spettacolo non dovrebbero considerarla un'imposizione fiscale e tediosa. E l'istituzione non è una nemica. Sarebbe meglio provare a collaborare». In occasione di spettacoli pubblici deve attivarsi, per legge, una commissione di vigilanza (un dirigente dell'ufficio tecnico, il comandante dei vigili, un dirigente Asl, un dirigente dei vigili del fuoco e un ingegnere) a cui spetta di dare l'ok per lo svolgimento. «Abbiamo sempre cercato di fornire ogni supporto tecnico e normativo, venendo in contro alle più diverse esigenze. In cambio chiediamo comprensione e collaborazione» dice Prina.

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Sculture affacciate sulla terra di Langa (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 17-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

La storia L'omaggio di uno svizzero artista-mecenate Inaugurato il parco donato a Bubbio da Renè Mayer OLDRADO POGGIO Sculture affacciate sulla terra di Langa BUBBIO Sulla cima della collina di Sant'Ippolito, che si apre a 360 gradi sulla Langa Astigiana, grazie all'intuizione di Quirin e Renè Mayer è stato costruito un originale parco scultoreo composto da cinque terrazze in una della quali è stato realizzato, con l'utilizzo di pietra di Langa un teatro all'aperto destinato - nelle intenzioni ambiziose degli ideatori - «a rendere Bubbio e il suo splendido paesaggio sempre più importanti nel mondo». Complessivamente sono 19 sculture, opera di Quirin Mayer, collocate nel parco, mentre altre due fanno bella mostra nei giardini pubblici nel cuore del centro storico del paese. Sabato pomeriggio, sotto un sole cocente, alla cerimonia di inaugurazione è intervenuta anche la presidente della provincia Maria Teresa Armosino, con gli assessori Rosanna Valle e Giovanna Quaglia; la Provincia era anche rappresentata dalla vice presidente del consiglio Palmina Penna. La cerimonia è stata anche l'occasione per un ideale passaggio delle consegne in municipio. Il sindaco uscente Stefano Reggio ha spiegato: «Quirin è arrivato tra di noi vent'anni fa, acquistando questa cascina con oltre cinque ettari di vigneto. Ma, da grande artista quale egli è, ha subito intuito che qui si poteva realizzare qualcosa di molto interessante. Ha saputo ''sopportare'' i tempi della nostra burocrazia e con l'aiuto di tanti bravi artigiani ha realizzato questo parco dove si vede la bellezza della natura integrata dalla mano dell'uomo». E' toccato al nuovo primo cittadino Fabio Mondo ricordare come Bubbio abbia una forte vocazione turistica - nel 2008 ci sono stati più di 3500 «passaggi» - aggiungendo che già prima della sua inaugurazione questo parco scultoreo sia già stato visitato da alcune centinaia di turisti stranieri che lo hanno trovato affascinante. Nel suo applaudito intervento di saluto Quirin Mayer, cittadino svizzero di 82 anni, che dopo una lunga carriera imprenditoriale ha deciso di dedicarsi alla creazione di sculture attraverso la tecnica del getto d'acqua su lastre di alluminio dello spessore di venti millimetri e successivamente colorate con «bootslack», ha ricordato come non siano importanti le sculture collocate a Bubbio, il cui valore commerciale è ampiamente superiore a quello di un'auto Ferrari o Lamborghini, ma tutto l'insieme del parco. In precedenza era stato il figlio Renè a «pennellare» alcuni tratti della storia della famiglia. «Siamo arrivati a Bubbio dopo aver cercato, senza trovarlo, un posto ideale alle Cinque Terre in Liguria. I bubbiesi sono come gli svizzeri, aperti e disponibili. Qui ci siamo trovati subito come a casa nostra. Ci sono voluti quattro anni per realizzare questo parco scultoreo che oggi offriamo a questo territorio, dopo che in un primo tempo avevamo pensato a un utilizzo privato. Affinché su questo balcone sulla Langa si possano promuovere il territorio, la sua cultura e gli eccellenti prodotti dai vini ai formaggi». Dopo aver definito il carattere del padre «irrequieto», Renè ha concluso con un omaggio alla madre Peggy ricordando come «dietro ad un grande uomo (in questo caso suo padre Quirin), c'è sempre una grande donna». Quirin e Peggy Mayer in passato trascorrevano la maggior parte del loro tempo a Montecarlo, mentre il figlio Renè con la moglie Sara vive a Basilea. In futuro pare siano intenzionati a venire sempre più spesso a Bubbio «dove restano esposte la maggior parte delle loro opere, per poter salutare personalmente quanti verranno ad «ammirare questo magnifico parco, ma anche per trovare l'ispirazione necessaria per altre realizzazioni».

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Sul bando regionale manca il parere del provveditore Non spetta a me (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 17-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Sul bando regionale manca il parere del provveditore «Non spetta a me» Loro dicono: «Per andare avanti è necessaria la sua firma». Lui risponde: «Non è di mia competenza». Un'«empasse» burocratica tra Regione e Provveditorato agli studi di Cuneo blocca la graduatoria di 41 progetti d'edilizia scolastica del bando regionale 2007-09. Fra le tante normative previste c'è anche il parere vincolante del responsabile dell'Ufficio scolastico provinciale per attestare o no la congruità. Nelle altre province tutti i provveditori l'hanno fatto, l'unico che manca all'appello è il dirigente di Cuneo, Stefano Andreoli, che ha inviato una lettera di spiegazioni alla Regione. «Queste materie non sono più di nostra competenza dal '98 - sostiene -. E' la Provincia che approva i piani di dimensionamento della rete scolastica, sulla base di criteri forniti da Torino. Noi possiamo, al massimo, dare un'indicazione sull'opportunità di creare nuovi plessi scolastici in base al numero degli iscritti». Eppure i colleghi hanno firmato. «Io svolgo il mio lavoro in modo corretto - aggiunge -. Ci sono responsabilità anche di fronte alla spesa di denaro pubblico: più di una volta, a causa di autorizzazioni non ponderate, sono sorte "cattedrali nel deserto"». Replica l'assessore regionale all'Istruzione, Giovanna Pentenero: «La lettera di Andreoli non soddisfa le nostre richieste. E' necessaria l'attestazione di congruità. Ho chiesto all'Ufficio scolastico di sollecitare la provincia di Cuneo». Il rischio è che i finanziamenti vengano stornati. La Regione mantiene il riserbo sull'entità dei Comuni, uno dei quali è però uscito allo scoperto. Si tratta di Monterosso Grana, in attesa di una risposta sulla scuola elementare (progetto da 1.600.000 euro) che interessa i Comuni dell'Alta Valle Grana. «Assurdo - hanno detto i sindaci di Monterosso, Mauro Martini e Pradleves, Marco Marino, riuniti l'altro giorno in Municipio a Caraglio -. Un'opera fondamentale di rilancio della montagna è ferma per i capricci di un burocrate». Presente alla seduta anche il consigliere regionale Claudio Dutto: «Il provveditore si sta assumendo la responsabilità di impedire la realizzazione di nuove scuole. Siamo al punto che non comandano più i politici, ma la burocrazia».\

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farina: "la seconda vita del mio film dimenticato" - maria pia fusco roma (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 17-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 47 - Spettacoli "La fisica dell´acqua" sarà il 25 giugno al Festival del Cinema di Pesaro Farina: "La seconda vita del mio film dimenticato" Il film è stato bloccato quattro anni fa alla fine delle riprese. Adesso finalmente esce MARIA PIA FUSCO ROMA Alessandro ha sette anni. Vive felice tra l´affetto della madre che insegna nuoto - ma lui non sa nuotare - e le sue fughe nella fantasia. Un giorno arriva lo zio Claudio, fratello del padre morto anni prima. Non gli piace, perché sua madre lo abbraccia con strano trasporto, perché invade gli spazi del padre. E mentre le sue fantasie diventano incubi ad occhi aperti sempre più angosciosi nei quali si ritrova in luoghi invasi dall´acqua che lo travolge, l´odio per lo zio si manifesta con dispetti sempre più pericolosi, fino al tentativo di eliminarlo sabotando i freni dell´auto sulla quale cerca disperatamente e invano di non far salire la madre. Nella fantasia appare un commissario gentile e paterno con il quale Alessandro recupera la memoria di un passato da cui affiora la verità negata sulla morte del padre. Alessandro è il protagonista di La fisica dell´acqua di Felice Farina che definisce il film «una provocazione forte, sentivo l´urgenza di raccontare una storia di sottrazione di verità, mettere lo spettatore di fronte ad un problema enorme: sottrarre la verità ad un bambino è un processo che comincia con l´educazione». Ogni accadimento del film è visto «in soggettiva dal bambino, lo seguiamo nel suo percorso verso la ricerca della verità nelle zone laterali della coscienza». C´è un´attualità nel film. «Credo che in un tempo come il nostro dovremmo tutti praticare le zone laterali della coscienza per cercare verità difficili da identificare nella massa di informazioni che ci invadono. Ho architettato una storia particolare, ho cercato di rendere visibile percorsi interiori invisibili, spero di essere stato nei limiti della credibilità. E poiché penso che non sia giusto che gli spettatori escano da un film invasi dalla disperazione, la storia si chiude con un filo di speranza», dice il regista. Nel cast, con il bambino Lorenzo Vavassori, ci sono Stefano Dionisi, il commissario-padre, Paola Cortellesi e Claudio Amendola, per i ruoli drammatici della madre e dello zio. La fisica dell´acqua, che verrà presentato a Festival del Cinema di Pesaro, è un film «ritrovato». Quattro anni fa, finite le riprese, il film fu sequestrato, travolto dal fallimento della casa di produzione, la Lantia. «Vedere un film sparire nei corridoi della burocrazia è stata un´esperienza piuttosto dura. L´ho ripreso e finito quando si è sbloccato, grazie anche all´intervento di tanti amici, in particolare di Renzo Rossellini, che mi hanno sostenuto in ogni modo».

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il termometro dell'edilizia e la febbre della crisi - luca beltrami gadola (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 17-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina XVI - Milano Il termometro dell´edilizia e la febbre della crisi LUCA BELTRAMI GADOLA (segue dalla prima di Milano) Non credo che li abbiano nemmeno turbati le parole dell´assessore Masseroli, che rivendica all´amministrazione pubblica un ruolo forte nella gestione dell´equilibrio tra interesse pubblico e privato. Per l´assessore gli esami non sono ancora cominciati: saranno la presentazione definitiva del Piano di governo del territorio. Lì si vedrà. Nella relazione di De Albertis non poteva mancare un forte accenno alle difficoltà di rapporto con una burocrazia invadente, imbrigliata da una legislazione sovrabbondante e, in molti casi, inefficiente. E qui manforte gli è arrivata dal ministro Brunetta. Curioso uomo quest´ultimo: ha parlato per mezz´ora abbondante rivendicando il suo ruolo di grande economista e ammanendo agli uditori la sua ricetta di come uscire dalla crisi. In pillole, la sua ricetta è questa: i famosi subprime erano stati inventati per stimolare i consumi finanziando il mercato edilizio generando però una crisi che ha minato l´economia reale. Facciamo riprendere l´edilizia che finanzierà i consumi così riprenderà l´economia reale. Ricominciare da capo per finire dove si sa. Ma non si è fermato qui: ha rispolverato il vecchio adagio che quando l´edilizia va, tutto va. No, le cose non stanno così e, a meno di un improponibile investimento pubblico gigantesco, il motto va letto in altro modo: il segnale che tutto va bene lo dà l´edilizia che va. Inarrestabile poi ci ha assicurato che il potere d´acquisto di 30 milioni d´italiani è aumentato e dunque possono investire in consumi ma soprattutto in case ma non lo fanno per paura (Berlusconi docet). Signor ministro perché, ammesso che il potere di acquisto sia aumentato, lei insiste nel confondere la paura con la prudenza?

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Da mesi senza stipendio, operai disperati (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Fermo)" del 17-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

P.S. ELPIDIO - S. ELPIDIO A MARE pag. 9 Da mesi senza stipendio, operai disperati ECONOMIA PRIMI PAGAMENTI SOLO AL CALZATURIFICIO AZIMUT PORTO SANT'ELPIDIO NIENTE DA FARE: sono passati ormai tre mesi, ma di stipendi per i dipendenti del calzaturificio "T&C Original" (azienda che pare abbia presentato istanza di fallimento) ancora neanche l'ombra e, di conseguenza, cresce la preoccupazione per quanti non sanno come arrivare alla fine del mese. Dalla prossima settimana dovrebbe scattare la cassaintegrazione straordinaria (quella ordinaria scade sabato prossimo) ma, stando a quanto segnalano i dipendenti (in tutto ne sono 35) ancora non si riesce a trovare la strada affinché la banca (quella di riferimento è la Banca delle Marche) conceda il pagamento della Cig in base all'accordo siglato con la Regione. Della questione, come noto, si stanno interessando anche i sindacati che stanno seguendo passo, passo sia questa sia altre situazioni del tutto simili e, purtroppo, più frequenti di quanto le cronache non riferiscano. Ma in questo caso, il detto «mal comune mezzo gaudio» non ha alcun valore in quanto questi lavoratori hanno già la forte preoccupazione di dover trovare un altro posto, alla quale se ne aggiunge un'altra, più urgente che è quella di trovare risorse per andare avanti. In molti attingono a qualche risparmio messo da parte; altri si appoggiano alle famiglie, ma laddove sono rimasti senza lavoro e senza stipendio marito e moglie la situazione è ancora più drammatica. Di qui, l'auspicio che la burocrazia acceleri il suo corso, che si instauri un migliore collegamento tra Regione e istituto di credito e che questi ultimi eroghino gli 800 euro mensili agli ormai ex lavoratori. Sono a un passo dal loro obiettivo, intanto, i dipendenti del calzaturificio Azimut di S.Elpidio: senza salario da gennaio pare stiano piano piano ricevendo gli 800 euro mensili che, per un po', saranno la loro unica entrata. m.c. Image: 20090617/foto/3613.jpg

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Settimo non rubare Promemoria per la borghesia (sezione: Burocrazia)

( da "Riformista, Il" del 17-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Settimo non rubare Promemoria per la borghesia La borghesia italiana deve riscoprire la cultura delle regole? Alberto Meomartini, neopresidente di Assolombarda, ne è convinto. La rivalutazione della più importante infrastruttura immateriale per il mondo degli affari, come da lui definita, richiede anche la denuncia ferma del dilagare del lavoro nero, dell'economia sommersa, dell'infedeltà fiscale, dei comportamenti illeciti o fraudolenti di manager e azionisti. Sono temi che Confindustria fatica ad affrontare con la determinazione e con la chiarezza necessarie. Oggi non c'è più posto per la frugale etica calvinista dell'imprenditore weberiano. Ma è proprio Max Weber a riaffermare il nesso inscindibile tra Stato di diritto e sviluppo capitalistico e a evidenziare come quest'ultimo dipenda da un sistema politico trasparente e affidabile, da una magistratura autorevole e una burocrazia statale efficiente. Tre condizioni di cui il nostro Paese avverte la mancanza. Se poi è concessa una digressione, quando nell'Italia cuore del cattolicesimo il settimo comandamento (non rubare) mostra una così scarsa forza persuasiva, si pone un problema anche per il magistero della Chiesa, nonostante l'attuale Pontefice insista sul fatto che il mercato non può essere estraneo a ogni valutazione di ordine morale. Michele Magno 17/06/2009

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L'ombra di Sarkozy sul G8 italiano (sezione: Burocrazia)

( da "Riformista, Il" del 17-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Verso il summit L'ombra di Sarkozy sul G8 italiano Sta succedendo quello che il Governo italiano un po' temeva da mesi: il G8 del 16 luglio, dove si discuterà dei nuovi principi della finanza mondiale, arriva nel momento in cui l'agenda globale ha un'altra priorità. Il lavoro e la disoccupazione. Si chiude oggi a Ginevra un convegno dell'Organizzazione internazionale del lavoro, agenzia dell'Onu che continua a far previsioni al ribasso per la congiuntura: secondo le ultime stime, i disoccupati nel 2009 potrebbero arrivare a una cifra compresa tra 29 milioni e 59 milioni. Cresceranno i problemi soprattutto per le donne che, ad eccezione che in Europa e nei paesi ricchi dell'Asia dell'est, riusulteranno svantaggiate nella competizione con gli uomini per conservare il posto o trovarne uno nuovo. I disoccupati giovani rispetto al 2008 cresceranno di 4,9 milioni nel migliore dei casi, nel peggiore di 17,7. Anche per questo Nicolas Sarkozy, parlando due giorni fa alla convention dell'Ilo, ha auspicato «che la questione del lavoro sia messa al centro della riflessione». Il presidente francese ha spiegato che il momento decisivo per uscire dall'emergenza sarà il G20 di settembre, dove si dovrebbe riformare la «governance mondiale». L'obiettivo sarkozista è coinvolgere anche l'Ilo in tutte le decisioni che oggi riguardano il Fondo monetario internazionale e l'Organizzazione mondiale del Wto. Una mossa tattica, non certo strategica, che mira a nascondere dietro una cortina di burocrazia supplementare le politiche protezioniste che molti paesi, a partire proprio dalla Francia, stanno implementando per tutelare le proprie fabbriche a scapito di quelle dei vicini. Solo tattica, ma che rischia di complicare non poco gli sforzi italiani per garantire rilevanza e prestigio al G8 dell'Aquila. L'obiettivo di Tremonti e del Governo resta quello di impostare una carta dei principi della finanza e di alcuni altri aspetti dell'economia che poi serva a ispirare le riforme che stati e istituzioni adotteranno (forse) per chiudere le falle evidenziate dalla crisi nella regulation e nella supervisione. Nonostante la concorrenza in questo campo - dal Financial stability board guidato da Mario Draghi alla Banca per i regolamenti internazionali, al comitato di Basilea, al gruppo di Jaques de Larosière - il governo italiano contava sulla percezione di emergenza per ottenere un successo politico a coronamento dell'annata di presidenza del gruppo degli otto grandi. Invece il G8 arriverà in un momento in cui le banche americane fanno a gara per restituire i prestiti ottenuti dallo Stato (e rifinanziarsi a prezzi più economici nel mercato privato), quelle europee non sono più a rischio fallimento - anche se la Bce continua a invitare alla prudenza - e in Borsa si torna a parlare addirittura di una nuova bolla dovuta alla troppa impazienza di uscire dalla crisi. La finanza, nel suo insieme, sembra quindi aver iniziato un cammino di ripresa, senza però che alcuna vera riforma. Lo ha detto ieri Draghi: «È arrivato il momento di pensare una strategia di uscita dalle politiche anticrisi». Anche per questo il progetto italiano rischia di concludersi con un rinvio a tempi peggiori (cioè quando la finanza tornerà ad evidenziare le proprie debolezze e diventare quindi un'emergenza). Lo temono anche alcuni dei membri del gruppo ristretto di giuristi che sta affiancando Tremonti nella preparazione del documento di sintesi sul golbal standard. C'è un altro elemento della posizione francese che dovrebbe preoccupare il governo italiano. Sarkozy ha fatto riferimento solo al G20 di settembre, da cui dovrebbe emergere un «patto per il lavoro» a livello globale. Non ha parlato del G8, come per indicare che l'unico vero foro negoziale ormai è quello che coinvolge anche i paesi in via di sviluppo. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi aveva avuto lo stesso approccio verso le riunioni Ecofin e i meeting straordinari a livello europeo - che non hanno mai ottenuto grandi risultati - spiegando che era al G8 che si facevano i giochi. Anche Tremonti ha teorizzato che dalla crisi sta emergendo un'Europa intergovernativa che è più flessibile e potenzialmente efficace perché rafforzata proprio dalla debolezza delle istituzioni coumunitarie. Una posizione che voleva sottolineare indirettamente la rilevanza del G8, principale momento in cui si esercita la governance intergovernativa. Durante la crisi lo stile francese è stato invece quello di proiettare sulle istituzioni la propria politica interna, cercando di convincere gli altri a sostenerla (dal sostegno pubblico alle banche al blocco delle delocalizzazioni), per questo oggi Sarkozy rilancia l'Ilo come contrappeso alla Wto. Ma proprio mentre Sarkozy avanzava le sue proposte, dagli Stati Uniti Berlusconi affermava che uno degli scopi del G8 italiano sarà quello di far «riprendere insieme il cammino del Doha Round», i negoziati sul commercio fermi da un anno. E questa - al momento - non è una priorità per i francesi. di Stefano Feltri 17/06/2009

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COSTRUIRE INSIEME la cattedrale dello sviluppo. La proposta forte' ... (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 17-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

CESENA pag. 4 COSTRUIRE INSIEME la cattedrale dello sviluppo. La proposta forte' ... COSTRUIRE INSIEME la cattedrale dello sviluppo. La proposta forte' è di Federimpresa Confartigianato di ForlìCesena ai 15 sindaci del Cesenate, che sono intervenuti insieme a quelli del Forlivese e al presidente della Provincia al Confartigianato day lunedì pomeriggio alla sala conferenze della Fiera di Forlì. Pubblico di oltre 350 intervenuti. «Abbiamo chiesto ai sindaci dicono il presidente Sefano Ruffilli e il segretario Stefano Bernacci di pensare in grande, di costruire il futuro del nostro territorio con una prospettiva a medio lungo termine, fuori dalle contingenze e dall'assillo del presente, guardando oltre la crisi. È stato questo il filo rosso della nostra assemblea annuale intitolata non a caso I piccoli pensano in grande oltre la crisi» Dopo l'intervento di Ruffilli e la proiezione di un video con interviste agli imprenditori, il segretario Bernacci ha introdotto un confronto con gli onorevoli Enrico Letta e Bruno Tabacci, intervenuti in veste di economisti, i quali hanno dibattuto sui nuovi scenari dello sviluppo guardando oltre la crisi economica (nella foto i due parlamentari sul palco durante l'intervento di Ruffilli). «Abbiamo assunto la cattedrale evocata nel volume di Letta prosegue Bernacci come la metafora di una comunità che si assume la sfida di contribuire a un grande progetto condiviso e proiettato al futuro, svincolato dal presentismo che rischia di tarpare le ali al nostro futuro e a quello delle generazioni venture, in cambio di pochi, velleitari. Un approccio inedito e innovativo. Non si chiede più il parcheggio, o la singola area produttiva, oppure il provvedimento contingente sul traffico, ma qualcosa di ben più articolato: un patto territoriale che pensi in grande e voli alto, fondato su direttive capaci di orientare l'azione politica dei nuovi amministratori in una logica condivisa con i partner economici e sociali per i prossimi vent'anni». «FRA QUESTE direttive prosegue Ruffilli spiccano un nuovo concetto di governance con il ripensamento delle società partecipate in modo che non sia più possibile barare sul mercato, l'attuazione di liberalizzazioni effettive, un rapporto rinnovato e costruttivo tra sistema bancario e tessuto imprenditoriale, azioni concrete di ammodernamento e ottimizzazione su burocrazia e welfare locale, promozione di interventi di sistema legati alla green economy».

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Aspettando la buona vigilanza (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 17-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2009-06-17 - pag: 14 autore: Aspettando la buona vigilanza di Donato Masciandaro O ccorre trovare una risposta a tre quesiti: come si regolamenta? Chi regolamenta? Che ruolo devono avere le banche centrali in tale processo? Sugli ultimi due interrogativi sono attese risposte importanti dalla riforma della struttura dei controlli da tempo promessa dal presidente Obama. Sul primo quesito si possono segnalare gli elementi emersi da questa crisi. La formula generale di una buona vigi-lanza è sempre la stessa: occorre avere informazioni complete e aggiornate. Ma è l'applicazione della formula classica che oggi è più problematica. In mercati segmentati - la banca, la borsa, l'assicurazione- e statici, bastava "fotografare" di tanto in tanto banche e intermediari. Ora per avere un patrimonio informativo completo e aggiornato occorre avere un capitale umano sempre più qualificato e in grado di monitorare tutta l'industria finanziaria. Da qui la progressiva tendenza al cambiamento delle architetture di vigilanza, con due connotati distintivi: consolidamento e specializzazione. Sotto questo aspetto, il ritardo degli Stati Uniti è impressionante. Ci si aspettava che il cammino verso il mercato unico finanziario fosse accompagnato da una razionalizzazione anche del sistema di regolamentazione e vigilanza. Niente di tutto questo: il sistema americano è un ibrido unico al mondo. L'effetto? I modelli con autorità multipla soffrono l'integrazione dei mercati sia ex ante che ex post. Ex ante, la pletora delle authority rende più facili i buchi nei controlli, e più probabili gli arbitraggi regolamentari. Per cui prevenire le crisi diviene più difficile. Ex post quando cioè la crisi è avvenuta- il modello ad autorità multipla produce il fenomeno della deresponsabilizzazione. Traduzione: alla domanda di chiè la colpa, nessuno riesce a dare una risposta. Ciascun vigilante scarica sugli altri le responsabilità, o su fattori esogeni e imponderabili. Aggiungiamo che ai politici americani, il sistema ad autorità multipla è sempre piaciuto. Ammantato il tutto con la storia della "competition in regulation" - tante autorità in competizione tra loro aumentano la qualità della regolamentazione - si è costruito un sistema di rendite, sia a livello statale che federale, in cui sia i politici sia le burocrazie trovano la loro convenienza. In questi giorni il Dipartimento del Tesoro Usa sta per varare il suo piano di riassetto della vigilanza. Si va verso un consolidamento? Dalle prime anticipazioni non sembra. Sembra invece accrescersi il ruolo della Fed. L'aumento dei poterinelle mani della Fed interrompe l'altra tendenza in atto in questi anni: la tendenza alla specializzazione delle banche centrali. Finora quelle con piene responsabilità di politica monetaria - la Fed, la Bce, la Banca d'Inghilterra - non avevano la piena responsabilità di politica di vigilanza. Questo non significa che non si preoccupino mai della stabilità finanziaria - lo si è visto in questi mesi- ma tendevano a farlo solo se lo reputavano necessario, immediatamente o in prospettiva, rispetto alla loro missione principale, che riguarda la politica monetaria. La separatezza tra politica monetaria e politica di vigilanza ha mostrato indubbi vantaggi. Da un lato, nelle situazioni di rischio di crisi sistemica, quando l'unico rimedio per tranquillizzare i mercati è immettere liquidità, la separatezza non impedisce alle banche centrali di attuare l'opportuna politica monetaria, vale a dire accogliere le richieste del mercato di maggiore credito.Dall'altro lato, la manovra può essere attuata senza il sospetto - letale per la credibilità della medesima manovra- che l'azione di politica monetaria venga messa in atto per "coprire" fallimenti nella gestione della vigilanza. Inoltre, superata la crisi, l'accertamento di eventuali comportamenti dolosi o colposi che possono aver contribuito alla diffusione dell'incertezza può avvenire in completa indipendenza di giudizio. La separatezza delle responsabilità consente una loro migliore individuazione, senza che sia precluso il coordinamento tra politica monetaria e politica di vigilanza. Negli assetti accentrati, i rischi reputazionali, sia per la politica monetaria che per quella di vigilanza, sono maggiori. Ma ora tutto si rimette in discussione. Perché il motore di tutto è l'analisi dei costi e dei benefici politicidell'assetto dei controlli. I politici preferiscono delegare le responsabilità di vigilanza bancaria e finanziaria a istituzioni amministrative, piuttosto che gestire in prima persona. Hanno ben compreso che gestire in prima persona la vigilanza non conviene. Se la vigilanza è ben condotta e i mercati funzionano in modo regolare e sano, difficilmente di tale dinamica verrà dato merito ai vigilanti ("i mercati funzionano"). Al contrario, se ci sono crisi finanziarie o bancarie, per il politico è più conveniente addossare la colpa alle autorità di vigilanza, e incassare il relativo dividendo politico, e dichiarare che "occorre cambiare". © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Schifani: collegare il Sud alle grandi reti europee (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 17-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2009-06-17 - pag: 24 autore: Infrastrutture. Per il presidente del Senato il Mezzogiorno deve uscire dall'isolamento Schifani: collegare il Sud alle grandi reti europee Trevisani (Confindustria): subito i cantieri delle mini-opere Giuseppe Latour ROMA Realizzare le società di corridoio per rendere più efficiente la gestione di tutte le infrastrutture inserite nelle reti europee. è il monito più significativo lanciato dal Ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, durante il convegno "Le infrastrutture nel tempo della crisi", svoltosi ieri presso il Senato a Roma. Un monito che prende le mosse dalla riunione del Consiglio dei ministri dell'Ue della scorsa settimana. Oltre a questo, tanti altri ingredienti sono necessari secondo il ministro per cercare il potenziamento del nostro sistema di infrastrutture e la sua integrazione con l'Europa: la liberalizzazione della rete ferroviaria comunitaria, il miglioramento dell'offerta di trasporto pubblico locale e lo snellimento delle procedure per le infrastrutture. E per cercare l'integrazione con l'area mediterranea resta fondamentale lo sviluppo del Mezzogiorno. Come sottolinea il presidente del Senato, Renato Schifani: «è necessario mettere il sud in rete, attraverso un sistema che, partendo da meccanismi telematici innovativi ed evolutivi, dia vita ad un insieme collegato di strade, autostrade, ferrovie, aeroporti, porti e interoporti ». Il Paese e l'Europa, quindi, devono devono ascoltare le ragioni del Meridione. Al centro degli interventi di molti dei partecipanti all'incontro c'è il tema dei tempi. A partire da quello di Ercole Incalza, capostruttura del ministero delle Infrastrutture: «Le opere vanno realizzate in tempi certi, altrimenti non ha senso anche solo progettarle». Sull'analisi concordano sia imprese che banche. Luisa Todini, in veste di vicepresidente della Federazione delle industrie europee delle costruzioni (Fiec), sottolinea che «il Governo ha dato un bel segnale con il recente decreto prezzi ma servono altri sforzi per ridurre le lungaggini burocratiche che affliggono il settore». Analisi condivisa nella sostanza da Cesare Trevisani, vicepresidente per le Infrastrutture di Confindustria, che però passa dal tema della burocrazia a quello della velocità degli stanziamenti: «Il governo ha preso delle decisioni ma è necessario passare al piano pratico. Bisogna quindi accelerare i tempi di spendibilitÁ delle risorse». Puntando soprattutto su opere immediatamente cantierabili. Anche per Fabrizio Palenzona, vicepresidente di Unicredit, al centro c'è il problema dei tempi: «Dobbiamo recuperare la capacità di accesso al mercato dei capitali, fondamentale per non restare tagliati fuori dall'Europa. Ma servono anche procedure straordinarie per realizzarle». Chiaro il riferimento alla figura del commissario per le opere strategiche. «Serve poi il coraggio di innovare - continua - . Anche sul fronte delle energie». A questa stoccata risponde Piero Gnudi, presidente di Enel: «Da qui al 2020 il fabbisogno di energia dei Paesi emergenti del Mediterraneo triplicherà. Qui potremmo realizzare le rinnovabili che da noi sono difficili. Servono però le infrastrutture di collegamento con il Mediterraneo». Come stanno cercando di fare la Cassa depositi e prestiti e il suo presidente, Franco Bassanini, con il fondo Inframed: «Abbiamo portato il primo conferimento da 600 milioni, da investire proprio nelle infrastrutture del Nord Africa. Adesso puntiamo a raccogliere altri conferimenti». Il convegno, organizzato dalla Fondazione Necci creata dalla figlia di Lorenzo, Alessandra, è stata l'occasione anche per ricordare la figura dell'ex presidente delle Fs. «Lorenzo Necci- dice Matteoli - parlava alla fine degli anni '80 una grammatica e un linguaggio che ora appaiono scontati ma che allora esprimevano non solo la volontà di fare un investimento infrastrutturale che è stato il motore di tutto, ma un organico disegno di riforma». Una figura, quella di Necci, ricordata anche dal presidente della Camera, Gianfranco Fini, che lo definisce «uomo di grande spessore umano e professionale che dedicò tutta la sua vita all'attuazione di progetti di sviluppo volti al progresso della società italiana». Condivide questa visione anche il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi: «Per il suo senso dell'interesse nazionale credo si avvicinasse ad Enrico Mattei. Proiettava il suo pensiero nel futuro con un forte quadro strategico». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Prescrizione degli oppioidi anche con ricetta semplice (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 17-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2009-06-17 - pag: 38 autore: Sanità. Firmata l'ordinanza del ministero Prescrizione degli oppioidi anche con ricetta semplice Marzio Bartoloni ROMA Per i medici basterà una normale ricetta per prescrivere gli oppioidi, farmaci cruciali per la lotta al dolore. Dopo tanti annunci si è materializzata la svolta attesa da anni con un'ordinanza firmata, ieri, dal vice ministro della Salute, Ferruccio Fazio. Un colpo di scure alla burocrazia che finora ha ostacolato la diffusione di queste terapie – a cominciare dalla morfina – che potevano essere prescritte solo con un ricettario speciale in triplice copia. L'ordinanza – ha spiegato Fazio, che ne ha dato notizia al convegno «Cura del dolore: un segno di civiltà», organizzato a Roma da «Il Sole 24 Ore Sanità» – avrà efficacia per un anno, in attesache la legge su terapie del dolore e cure palliative, all'esame della Camera, metta ordine in materia. «Il Ddl –ha assicurato il presidente della commissione Affari sociali,Giuseppe Palumbo –sarà approvato dall'aula entro luglio e dopo l'estate comincerà l'iter al Senato». Restano fuori da questa liberalizzazione solo alcuni composti (a base di metadone e buprenorfina) e i farmaci iniettivi che continueranno a essere prescritti con il vecchio ricettario. Appena l'ordinanza sarà pubblicata sulla «Gazzetta Ufficiale» sarà dunque possibile la prescrizione sia sulla ricetta bianca peri farmaci non rimborsabili che su quella rossa del Ssn. «Ma a brevissimo – ha aggiunto Fazio – basterà solo la ricetta del Ssn, che è tracciabile e non consente illeciti. Probabilmente saranno necessari al massimo due mesi». Indicazione, questa, che sembra far emergere anche la previsione di un allargamento della rimborsabilità di questi farmaci. Il nostro Paese da sempre è fanalino di coda in Europa per spesa e consumo pro-capite di oppioidi. Anche se nel 2008 si sono registrati segnali di inversione di tendenza: secondo i dati del centro studi Mundipharma , si è verificato il maggior incremento nel Vecchio Continente rispetto all'anno precedente, con un +23,83% sulla spesa per ogni cittadino. © RIPRODUZIONE RISERVATA www.ilsole24ore.com/norme L'ordinanza del ministro

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Oppioidi e dolore: basta una ricetta semplice (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Sanità)" del 17-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Indietro 17 giugno 2009 Oppioidi e dolore: basta una ricetta semplice di Marzio Bartoloni (da Il Sole-24 Ore) Per i medici basterà una normale ricetta per prescrivere gli oppioidi, farmaci cruciali per la lotta al dolore. Dopo tanti annunci si è materializzata la svolta attesa da anni con un'ordinanza firmata, ieri, dal vice ministro della Salute, Ferruccio Fazio. Un colpo di scure alla burocrazia che finora ha ostacolato la diffusione di queste terapie – a cominciare dalla morfina – che potevano essere prescritte solo con un ricettario speciale in triplice copia. L'ordinanza – ha spiegato Fazio, che ne ha dato notizia al convegno «Cura del dolore: un segno di civiltà», organizzato a Roma da «Il Sole 24 Ore Sanità» – avrà efficacia per un anno, in attesa che la legge su terapie del dolore e cure palliative, all'esame della Camera, metta ordine in materia. «Il Ddl – ha assicurato il presidente della commissione Affari sociali, Giuseppe Palumbo – sarà approvato dall'aula entro luglio e dopo l'estate comincerà l'iter al Senato». Restano fuori da questa liberalizzazione solo alcuni composti (a base di metadone e buprenorfina) e i farmaci iniettivi che continueranno a essere prescritti con il vecchio ricettario. Appena l'ordinanza sarà pubblicata sulla «Gazzetta Ufficiale» sarà dunque possibile la prescrizione sia sulla ricetta bianca per i farmaci non rimborsabili che su quella rossa del Ssn. «Ma a brevissimo – ha aggiunto Fazio – basterà solo la ricetta del Ssn, che è tracciabile e non consente illeciti. Probabilmente saranno necessari al massimo due mesi». Indicazione, questa, che sembra far emergere anche la previsione di un allargamento della rimborsabilità di questi farmaci. Il nostro Paese da sempre è fanalino di coda in Europa per spesa e consumo pro-capite di oppioidi. Anche se nel 2008 si sono registrati segnali di inversione di tendenza: secondo i dati del centro studi Mundipharma , si è verificato il maggior incremento nel Vecchio Continente rispetto all'anno precedente, con un +23,83% sulla spesa per ogni cittadino. Indietro

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Ai giudici di pace del Sud il 55% delle cause pendenti (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 17-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Sud sezione: IN PRIMO PIANO data: 2009-06-17 - pag: 2 autore: Ai giudici di pace del Sud il 55% delle cause pendenti Oltre 756mila procedimenti civili in attesa di svolgimento PAGINE A CURA DI Francesco Prisco Con i nuovi poteri diventano un vero e proprio "pilastro" del processo civile appena riformato dal legislatore. Se da qui a un anno il progetto di accelerazione della giustizia civile comincerà a dare i propri frutti, il merito sarà anche dei giudici di pace chiamati a fare il "lavoro sporco" per liberare sempre di più i tribunali ingolfati da liti condominiali e tamponamenti stradali. Il "se", tuttavia, è d'obbligo in uno scenario caratterizzato da un lato dall'aumento delle competenze della magistratura onoraria, dall'altro da organici, strumenti e soprattutto risorse che restano invariati. E cioè scarsi. Riusciranno gli uffici del giudice di pace degli undici distretti del Sud a fronteggiare la nuova mole di lavoro o ne saranno sommersi? Difficile dirlo. I dati, se non altro, non inducono all'ottimismo: secondo il ministero della Giustizia i giudici di pace meridionali hanno chiuso il 2007 con 756.067 procedimenti civili pendenti, il 55,1% del dato nazionale. Il primato spetta al distretto di Napoli, il più affollato d'Italia con 376.894 pratiche sospese (vedi articolo a fianco), davanti a Catanzaro (66.585) e a Lecce (65.813). Nello stesso anno, presso gli uffici partenopei del giudice di pace sono sopravvenute 339.637 nuove cause civili a fronte delle 60.940 di Lecce e delle 58.543 di Catanzaro. Di "traffico", insomma, ce n'è eccome.Per contro,i magistrati onorari di stanza al Meridione sono 2008, il 42,8% dell'organico nazionale, mentre i posti vacanti ammontano a 593 tanto che sei distretti hanno in atto concorsi. «Il lavoro indubbiamente aumenterà spiega Anna Maria Devitofrancesco, giudice coordinatore dell'Ufficio del giudice di pace di Bari - in maniera più o meno proporzionale ai nuovi poteri ». Di fatto i giudici di pace, con la riforma lanciata dal ministro della Giustizia Angelino Alfano e approvata in Parlamento a fine maggio, avranno competenza per le cause su beni mobili fino a 5mila euro, per le cause di risarcimento del danno prodotto dalla circolazione di veicoli e di natanti fino a 20mila euro e diventano competenti in via esclusiva per le cause relative agli interessi o accessori da ritardato pagamento di prestazioni previdenziali o assistenziali. «Sono sicura che i giudici di pace - continua Anna Maria Devitofrancesco - sapranno raccogliere la sfida con impegno e professionalità. Anche se dovranno continuare a scontrarsi con alcuni problemi di ordine tecnico». A Bari, per esempio, l'ufficio del giudice di pace è alle porte del quartiere San Paolo, piuttosto lontano dal tribunale che è a via Crispi. «Non è facile per gli avvocati - dice ancora la Devitofrancesco - trasferirsi da una sede all'altra, con tutte le ricadute negative che ne conseguono in quanto a ritardi nell'inizio delle udienze. Meglio sarebbe avere a disposizione una nuova e più adeguata sede». Problemi tecnici ancora più gravi quelli che affliggono l'ufficio di Cosenza che- in barbaa un trasferimento "imminente" da circa un anno ma tuttora impelagato nei meandri della burocrazia- continua ad avere sede in uno stabile di uso abitativo. «Qualche anno fa - racconta il giudice coordinatore Francesca Baiardi - i nostri uffici furono oggetto di un sopralluogo da parte dei tecnici della facoltà d'ingegneria dell'Università Federico II.L'edificio fu dichiarato agibile per ospitare un massimo di 260 persone, noi ne ospitavamo 491. Non oso immaginare- continua il giudice coordinatore cosentino - quello che potrà accadere con il nuovo corso introdotto dalla riforma Alfano ». Piuttosto preoccupato, per altri motivi, è poi Enrico Sanseverino, presidente dell'Ordine degli avvocati di Palermo. «Le competenze dei giudici di pace dichiara al "Sole 24 Ore Sud" - adesso aumentano enormemente. Ecco allora che si ripropone con forza il tema di una riforma del sistema di reclutamento. Attraverso quali criteri si accede alla magistratura onoraria? Che tipo di formazione è necessaria per diventare giudice di pace, nella tutela degli interessi del cittadino? Lo Stato - conclude Sanseverino a questo punto non può non rispondere ». Non si sbilancia in ultimo Giuseppe Sorce, giudice coordinatore dell'ufficio palermitano: «Il pacchetto Alfano - dice - dovrebbe portare nei nostri uffici un numero più alto di procedimenti». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Forlì, appello delle imprese alla Pa (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 17-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Centro-Nord sezione: ECO-IMP Emilia-R. data: 2009-06-17 - pag: 9 autore: L'associazione denuncia l'eccessivo peso della burocrazia - Dopodomani l'incontro Forlì, appello delle imprese alla Pa FORLì Ilaria Vesentini Anche sul territorio forlivese il comparto industriale sta soffrendo. è il dato incontrovertibile che emerge dalle più recenti indagini di Confindustria Forlì, che si è data appuntamento il prossimo 19 giugno a Cesena per l'annuale assemblea. Numeri corroborati da quelli dell'Inps relativial ricorso alla Cig (quella ordinaria è schizzata del +686%), più che quintuplicata nei primi cinque mesi dell'anno rispetto allo stesso periodo del 2008, e dai dati Istat sull'export nel primo trimestre: -25,6% il valore delle merci vendute oltreconfine che tocca il -28% per il manifatturiero. «Dalla sostanziale tenuta che si era riscontrata fino a metà 2008 – anticipa il numero uno dei 500 associati, Giovanni Torri – da settembre in avanti si è verificata la caduta più repentina e massiccia, mai registrata dai nostri uffici». Sono calati gli ordini (-11% quelli provenienti dal mercato nazionale e- 7,7% quelli dall'estero), che si sono riflessi sui volumi di produzione, con un calo di 5 punti a fine anno. Così come non conforta il dato campionario rilevato a inizio 2009 di due imprese su tre interessate da un calo delle attività e appena il 9% con indici di crescita, quando un anno prima la quota era del 42 per cento. Un trend che l'ufficio studi della Camera di commercio forlivese conferma nel primo trimestre 2009 per il manifatturiero provinciale: -14,6% rispetto allo stesso periodo del 2008 su base annua la produzione, -17,7% i ricavi a valori correnti, -16,8% gli ordini interni e- 9,4% le commesse estere, anche se ci sono attese di recupero nei prossimi mesi. Il presidente Giovanni Torri, nella parte pubblica dell'assemblea che si svolgerà nell'aula magna della facoltà di Psicologia di Cesena alla presenza del vicepresidente di Confindustria Cesare Trevisani e del ministro per le Infrastrutture Altero Matteoli, porrà al centro dell'attenzione la necessità di un nuovo rapporto tra imprese e istituzioni sia sul fronte di un allentamento degli oneri burocratici sia su quello di un'accelerazione degli interventi infrastrutturali, al fine di creare un «contesto più favorevole» alla voglia di reagire delle imprese locali. «In un contesto di decentramento amministrativo, del federalismo e della globalizzazione dei mercati – precisa Torri – è necessario si instauri un rapporto di reciproca fiducia e un approccio orientato alla semplificazione, in quanto strumento di competitività». Snellimento delle procedure, tempi di risposta certi e coerenti con i tempi delle imprese, procedure trasparenti e semplici sono le istanze degli industriali forlivesi nei confronti di assessori e funzionari locali Allargando lo sguardo oltre i confini provinciali, la richiesta è di garantire una viabilità sicura e scorrevole, a partire dalla E45/E55, procedendo non solo a opere fondamentali per il territorio come circonvallazioni e collegamenti con porto a aeroporto, ma anche alla realizzazione di un polo della logistica, ricorrendo anche alla finanza di progetto. «Così come va migliorato il rapporto con le banche – conclude Torri – alla luce della situazione riscontrata a Forlì: c'è stata un'effettiva restrizione del credito, con maggiori garanzie richieste agli imprenditori e un'applicazione spesso fiscale e restrittiva dei rating di Basilea 2. Chiediamo agli istituti di sostenere le imprese non solo finanziariamente ma anche affiancandole con servizi di consulenza professionale». i.vesentini@ilsole24ore.com © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Poca la fiducia tra le imprese (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 17-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Sud sezione: ECONOMIA E IMPRESE SICILIA data: 2009-06-17 - pag: 13 autore: Sviluppo. Rapporto Sussidiarietà Poca la fiducia tra le imprese PALERMO Valeria Russo Non convince del tutto il principio di sussidiarietà in Sicilia e nel Mezzogiorno. Allo stesso modo le imprese del Sud Italia si fidano ancora poco tra loro, soprattutto nella condivisione di informazioni nel campo R&S e innovazione e delle strategie per l'internazionalizzazione. Va meglio invece la condivisione con i concorrenti delle strategie comuni per migliorare la competitività. è q uanto emerge nel rapporto Sussidiarietà e piccole imprese (il terzo della collana Sussiadiarietà e&) realizzato dalla Compagnia delle Opere, la Fondazione per la Sussidiarietà e il centro culturale Il sentiero. L'indagine è stata condotta su un campione di 1.600 aziende: tutte sentono «il bisogno di una minore statalizzazione e di un minor peso della burocrazia anche all'interno dell'impresa stessa» così come afferma Franco Muratore, presidente della Compagnia delle opere di Palermo. Al di là del rapporto con la pubblica amministrazione «le imprese al Sud collaborano con maggiore difficoltà – dice Carlo Lauro, ordinario di statistica all'Università Federico II di Napoli che ha curato il raporto –la strada da seguire per il Sud per fare rete è ancora lunga, servirebbe una maggiore cultura della sussidiarietà ». Una situazione più complessa quindi al Sud rispetto al resto d'Italia. «Il Meridione – commenta Nino Salerno, presidente di Confindustria Palermo che ha partecipato alla presentazione del rapporto – aveva già la sua crisi da gestire a cui si è aggiunta quella in atto e i ritardi nei pagamenti». Per quanto riguarda la percezione della sussidiarietà come un minore ostacolo all'attività imprenditoriale solo il 75,6% delle aziende meridionali si dichiara molto d'accordo o abbastanza d'accordo mentre persiste un 24,4% poco incline a questo principio: una quota ben al di sopra della media italiana del 16,4 per cento. La situazione si riallinea con il contesto nazionale per quanto riguarda invece le strategie comuni per migliorare la competitività: solo l'8,2% è poco d'accordo ( media italiana 8,4%). © RIPRODUZIONE RISERVATA

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(sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 17-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera sezione: Terza Pagina data: 17/06/2009 - pag: 39 La denuncia I due maggiori responsabili dei Beni culturali intervengono a un convegno a Milano: decenni di trascuratezza, visitatori in calo «Brera soffoca. Pompei si sbriciola: spariscono 10 centimetri al giorno» L'allarme di Mario Resca e Andrea Carandini: tra gli scavi anche i briganti di PIERLUIGI PANZA C orroso da decenni d'indifferenza politica, avvinghiato dall'edera della burocrazia, come una venerabile ruina il ministero dei Beni culturali «muore un po' ogni giorno». L'archeologo è mestiere che ha a che fare con le civiltà scomparse, e dunque l'allarme lanciato ieri dal presidente del Consiglio superiore dei Beni culturali, Andrea Carandini, è di quelli da tenere in conto: «Dagli anni Ottanta calano i finanziamenti al ministero, gli introiti sono la metà delle necessità. Senza nuove assunzioni tra sette anni gli uffici saranno chiusi. In compenso ci sono un miliardo e 200 milioni di euro non spesi». Attenzione: «Il ministero dei Beni culturali rischia di essere come la milza: un organo del quale qualcuno un giorno potrebbe venirci a dire che se ne può fare anche a meno». Il manager, invece, è un mestiere che ha a che fare con i conti. E Mario Resca, appena nominato direttore generale per la valorizzazione dei Beni culturali (ma bisogna dargli risorse e sostegno) fa due conti: «Nel 2008 il numero di visitatori dei nostri musei è sceso del 3,8% e il primo semestre di quest'anno è ancor più in calo. Gli stranieri vengono di meno. Gli Uffizi sono precipitati al 23Úposto dei musei più visitati del mondo. Abbiamo 4 mila musei, 2.500 siti archeologici e una sola possibilità per salvarli: valorizzarli per tutelarli. Perché ho timore, anzitutto, per l'attuale tutela. Ma prima della mia nomina sono state raccolte 7 mila firme contro di me». La coppia dei due maggiori responsabili dei Beni culturali, ieri a Milano su invito degli Amici di Brera per celebrare il secolo dalla prima grande legge sulla tutela in Italia (legge Rosadi del giugno 1909, ne hanno parlato anche Aldo Bassetti, Giulio Volpe e Fabrizio Lemme alla Biblioteca nazionale Braidense di Milano), sono pronti a combattere «anche contro i tombaroli»; ma sono partiti con esemplare onestà dal rilievo di un «foro» in rovina: quello dei Beni culturali del Belpaese. «Viaggio in incognito nei nostri musei racconta Resca : i custodi sono avanti negli anni e non valorizzati, non ci sono sistemi tecnologici di tutela, il Colosseo chiude alle 16, il ricavato dei biglietti e delle caffetterie va all'erario e non al museo, non c'è la defiscalizzazione per chi investe, gli allestimenti sono punitivi, non c'è nemmeno il posto per sedersi ». E poi, come nelle cronache locali del Settecento, «a Pompei ci sono ancora forme direi di 'brigantaggio': c'è chi vende e rivende l'accompagnamento di gruppi di visitatori ». Pompei è uno dei due malati fuori controllo (l'altro è Brera)... Eppure, «si imparerebbe meglio la storia romana con poche gite a Pompei restaurata scriveva Chateaubriand nel suo Viaggio in Italia che con la lettura di tutte le opere antiche». Invece «ogni giorno 10 centimetri di Pompei vanno in polvere aggiunge Carandini ; fra trent'anni sarà scomparsa. Bisognerebbe almeno documentarla. Ma in Italia nessuno si è mai preoccupato di realizzare né musei paesistici né musei di città: non c'è un museo di Milano, Firenze o Roma. Non c'è tutela del paesaggio; alcuni castelli sembrano un Tiziano in un parcheggio. Spero che il codice dei Beni culturali per il paesaggio possa essere varato per dicembre (la presidente del Fai, Giulia Maria Crespi, lo attendeva dal ministro per giugno, ndr), ma il problema è raccordarsi con le Regioni. Anche il problema di Brera entro dicembre va risolto: si deve partire con il risanamento». «A Brera gli fa eco Resca l'allestimento è inadeguato, non è narrativo, emozionale: il 'Cristo morto' di Mantegna è messo tra altre opere; bisogna aumentare i visitatori e si può fare dando vita a una fondazione pubblica e privata che gestisca il complesso senza esautorare la sovrintendenza». Del resto la stessa sovrintendente di Brera, Sandrina Bandera, ha scritto una lettera di denuncia e disponibilità su questo: «Bisogna propendere per l'ampliamento della Pinacoteca di Brera, l'attuale allestimento non è convincente specie per la pittura veneta e per il '900. Erano state promesse delle collezioni private a Brera ma non arriveranno finché la pinacoteca non sarà adeguata negli spazi». Carandini-Resca, comunque, come una coppia di settecenteschi antiquari, stanno scavando nelle cantine per tirar fuori le antichità domestiche e stanno facendosi strada nel labirinto delle burocrazie e delle inefficienze di una pubblica amministrazione forse non ancora scossa dal metodo Brunetta. «È bastata una nuova comunicazione per aumentare le presenze nella settimana dei Beni culturali del 70%; abbiamo portato una sola opera, per giunta poco nota, come il trittico di Beffi alla National Gallery di Washington, per sensibilizzare sul terremoto in Abruzzo, e l'hanno collocata dove negli anni Sessanta fu posta la 'Gioconda'», racconta Resca. Le restituzioni delle nostre opere? «Le nostre opere all'estero fanno promozione per il nostro Paese ».«Al Consiglio ci siamo dati uno statuto e siamo riusciti a far reintegrare nel Piano Casa la possibilità per i soprintendenti di porre il vincolo sui beni che si vogliono tutelare», aggiunge Carandini. «Io sono favorevole alla direzione della valorizzazione. Dobbiamo superare il concetto di una tutela borghese e arrivare a una tutela di sistema: l'articolo 9 della Costituzione non incarica lo Stato della tutela, ma la Repubblica, quindi tutti insieme». Si deve combattere in prima persona, in ogni deposito, centro storico, museo, anche se i nostri sovrintendenti sono tra i meno pagati del mondo. L'Italia è, nel mondo globale, il territorio della memoria: da noi le prime leggi di tutela risalgono al Codice di Giustiniano del 554, che alla conservazione dei «pubblici edifici» riservava la terza parte dei pubblici proventi. Primi successi Record di visitatori alla settimana dei Beni culturali E in Usa il trittico di Beffi nel posto che fu della Gioconda Milano Complesso di Brera: graffiti sulle statue all'interno della chiesa sconsacrata di Santa Maria (Fotogramma) Pompei Un operatore televisivo dell'emittente «Al Jazeera» filma il degrado nel sito archeologico di Pompei (Ansa/Kld)

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Grattacieli e nuove case La ripresa parte da Milano (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 17-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera sezione: PRIMA PAGINA data: 17/06/2009 - pag: 1 Le imprese edili Grattacieli e nuove case La ripresa parte da Milano di RITA QUERZE' Assemblea dei costruttori di Assimpredil-Ance. Gli imprenditori chiedono meno burocrazia e più credito contro la crisi. A PAGINA 2

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Grattacieli e case, sfida alla crisi (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 17-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera sezione: Cronaca di Milano data: 17/06/2009 - pag: 2 Appello Le imprese edili: lavoro per i 140 mila dipendenti ma le banche tornino a finanziarci Grattacieli e case, sfida alla crisi «Legge speciale per l'Expo» Brunetta: la ripresa parte da qui. >I costruttori: meno burocrazia Sanno di essere l'epicentro della crisi. Ma sanno anche che proprio l'edilizia potrebbe trascinare il Paese fuori dal pantano. E' con questa consapevolezza che ieri i costruttori di Milano e Lodi rappresentati da Assimpredil-Ance si sono riuniti per la loro assemblea annuale. In platea gli uomini delle società che stanno cambiando il volto della città, da Salvatore Ligresti (Impregilo), a Claudio Artusi (Citylife). Insieme con tanti piccoli e medi imprenditori del settore. Il sindaco (bloccata a casa da una tendinite) è stata sostituita da Carlo Masseroli (Urbanistica) e Bruno Simini (Lavori Pubblici). In tarda mattinata l'arrivo del ministro Renato Brunetta: «Sono tornato a Roma nella notte da Londra, sono qui per l'amico Podestà (candidato al ballottaggio per le Provinciali, ndr;)». I costruttori chiedono prima di tutto una Legge speciale per l'Expo. Che poi vuol dire meno burocrazia e tempi più brevi per il disbrigo delle carte necessarie a far partire le gru. Il ministro Brunetta ha dato loro soddisfazione: «La garanzia che vi dò è che il lavoro di semplificazione, trasparenza e pagamenti sarà fatto in termini strutturali». Tornando alla relazione, il presidente di Assimpredil, Claudio De Albertis, teme l'impatto sociale della disoccupazione. Anche se per ora i 140 mila posti del settore a Milano, Monza e Lodi tengono. Il periodo più delicato potrebbe iniziare proprio adesso, con i cantieri vecchi che arrivano a termine e quelli nuovi che partono in misura minore. «Una ulteriore e repentina caduta occupazionale comporterebbe una pesante ricaduta sociale, con punte di disagio preoccupanti proprio nelle aree urbane », prevede De Albertis. Nel momento di difficoltà la categoria si appella alle banche perché «tornino a fare il loro mestiere» visto che «il rapporto tra impieghi e insolvenze nel nostro settore resta basso ». I costruttori vedono una Milano che «è rimasta drammaticamente ferma mentre città come Rotterdam, Barcellona, Lione, Birmingham hanno saputo 'vendersi' meglio». Di qui la voglia di puntare su Expo e sul nuovo piano di governo del territorio. L'assessore all'Urbanistica, Carlo Masseroli, ha lanciato una sfida agli operatori dell'edilizia: «Nel nuovo Pgt toglieremo le destinazioni d'uso. Non mi interessa che costruiate case o uffici, mi interessa che vi occupiate anche degli spazi pubblici». Piace il Piano Casa della regione. Ma c'è il timore che la possibilità di ampliare le volumetrie convinca molti a rinunciare alla casa nuova. Dal canto suo il ministro Brunetta ha tenuto una lezione in piena regola. Compresi i richiami alla platea a tratti chiacchierona («Sssss! Se state buonini vi finisco il ragionamento! »). Il ministro ha spiegato come, nell'ultimo anno, il potere d'acquisto (e quindi il risparmio) di oltre 30 milioni di italiani (tra lavoratori dipendenti e pensionati) sia aumentato grazie alla diminuzione dell'inflazione. Le risorse in più sono diventate risparmi. Ora le famiglie potrebbero convincersi a investire nel mattone. Con il vantaggio per l'economia, come ha spiegato Brunetta «che un euro in più di domanda che si riversa sull'edilizia si moltiplica per 2-2,5 nell'intera economia». Di qui le ragioni del «piano casa ». Per di più, secondo Brunetta, la vendita di un milione di case popolari potrebbe fare da volano a ristrutturazioni a carico dei nuovi proprietari. L'assemblea ha avuto un finale con polemica in sala stampa. Con il ministro contestato da un docente del Politecnico. Rita Querzé

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. L'Udc rimuove Ruffino (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 17-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera sezione: Cronaca di Milano data: 17/06/2009 - pag: 3 Lo scontro Applausi dal Pdl: pronti ad accoglierlo. Il centrosinistra: impossibile appoggiare un'alleanza con i leghisti «Sto con Podestà». L'Udc rimuove Ruffino Ballottaggio con Penati, segretario schierato per il centrodestra. Ma il partito: libertà di voto «Luca Ruffino uomo di coerenza vota Podestà»: questo, annunciato ieri e parlando di sé in terza persona, il segretario milanese dell'Udc come apparirà nei 15 mila manifesti annunciati per oggi in città. E Lorenzo Cesa, che dell'Udc è segretario nazionale, ha licenziato all'istante Luca Ruffino: «Sollevato dall'incarico». Il partito di Casini, da ieri nel capoluogo lombardo è commissariato dal segretario regionale Luigi Baruffi. Naturalmente opposte le reazioni di Pdl e Pd, che con Guido Podestà e Filippo Penati si giocano tra cinque giorni la Provincia al ballottaggio. Dal centrodestra applausi a Ruffino («Venga con noi nel Pdl») e fischi ai vertici nazionali Udc («Hanno tradito i loro elettori»). Dal centrosinistra il contrario: «Coerente la scelta dell'Udc», dice il segretario provinciale del Pd, Ezio Casati. Lo strappo finale tra le due anime dell'Udc lievitava da giorni e si è definitivamente consumato ieri in meno di quattordici minuti, giusto il tempo perché la segreteria nazionale leggesse le dichiarazioni con cui Ruffino citava gli altri lombardi Pezzotta e Tabacci per criticare un partito a suo avviso «troppo spostato a sinistra»: ma «non vedo nessun contrasto con la mia scelta di schierarmi con coraggio e coerenza con Guidò Podestà ». Peccato che la direzione di via dei Due Macelli avesse stabilito appena il giorno prima che l'Udc a Milano avrebbe lasciato «libertà di scelta» ai suoi elettori. Cosicché Ruffino, ieri, non aveva neanche spento il microfono che era già rimasto senza il suo incarico e si è limitato a commentare caustico: «Evidentemente quella libertà di scelta era una bugia allo stato puro». E poi: «Probabilmente il segretario nazionale e Casini sono abituati a degli yesmen». A ruota Podestà e i suoi. «Ruffino ha solo esplicitato scandisce il candidato del Pdl quello che pensa la stragrande maggioranza degli elettori dell'Udc. Dispiace che, per allearsi a Roma col Pd, l'Udc tradisca la volontà del suo elettorato ». «Apprezzo la scelta di non schierarsi», ha detto invece Penati: «È coerente con il quadro nazionale e apre anche a Milano prospettive di confronto su temi rilevanti» come «la famiglia e le protezioni sociali di fronte alla crisi», che «si svilupperanno ben oltre il ballottaggio ». E Casati aggiunge: «Fortunatamente il partito di Ruffino pone più attenzione ai valori e ai programmi che non alle poltrone. Gli elettori che hanno votato Marcora sapranno scegliere fra chi propone loro un governo vicino alle famiglie e chi mostra sudditanza a partito come la Lega che non esita a minacciarli». E nelle ultime giornate di campagna elettorale, da segnalare l'incontro fra Guido Podestà e il ministro Renato Brunetta durante il quale il candidato del centrodestra, che ieri ha anche fatto visita al campo rom di via Monte Bisbino a Baranzate, si è impegnato, nel caso di vittoria, «a stipulare un accordo con Poste Italiane che faciliti il rapporto dei cittadini con la burocrazia della pubblica amministrazione». Filippo Penati, invece, durante una visita agli anziani ospiti del Pio Albergo Trivulzio, ha annunciato che, se sarà riconfermato, «la Provincia sosterrà gli anziani istituendo un fondo per la non autosufficienza, con una dotazione iniziale di due milioni di euro e la garanzia di una continuità nel finanziamento, per aiutare le famiglie che hanno un parente non autosufficiente o disabile, sostenendole sia nelle rette delle residenze sanitarie assistenziali, sia nell'assistenza e nelle cure domiciliari». Paolo Foschini

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T utta (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 17-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera sezione: Cronaca di Milano data: 17/06/2009 - pag: 9 Cose dell'altro secolo di Franco Tettamanti 1951, il genio di Enrico Baj nel Movimento nucleare T utta una vita spesa per l'arte. Spesa tra le tele, i colori, la fantasia, l'ironia tagliente e le parole per mettere alla berlina il potere, la burocrazia, l'arroganza e l'ottusità ad alta tecnologia di chi costringe gli altri a vivere sotto cieli troppo grigi. Basta fermarsi un attimo davanti a opere come I generali, I funerali dell'anarchico Pinelli, Nixon parade o L'Apocalisse per entrare nel mondo di Enrico Baj, di certo tra gli artisti più geniali del Novecento italiano. Era nato a Milano il 31 ottobre del 1924 e dopo il liceo classico si era inventato una strada che lo avrebbe portato alla laurea in Medicina. Strada abbandonata subito dopo la guerra per mettersi invece nel cassetto una laurea in Giurisprudenza. Ma pratiche, cause e tribunali non erano davvero nel dna. Per questa ragione la vita vera di Enrico Baj comincia all'Accademia di Belle Arti a Brera. È il 1951 quando assieme a Sergio Dangelo fonda il Movimento nucleare: «Era un movimento che voleva dare l'allarme ricorderà lui in una delle ultime interviste contro il pericolo della distruzione totale, della disintegrazione. I miei quadri mettevano in guardia contro la potenza dell'uomo. In seguito il movimento è diventato un'offensiva totale contro la guerra, contro i generali, contro tutto ciò che poi ho combattuto durante tutta la mia vita ». È il 1954 quando Baj, insieme a Asger Jorn, promuove il «Mouvement International pour une Bauhaus imaginiste». Un manifesto contro la razionalizzazione, i recinti e le geometrie dell'arte. Nascono così opere che trasudano ironia, satira, ricerca dei colori, forme che affascinano e stupiscono. Enrico Baj collabora con diverse riviste ( Il Gesto giusto per citarne una) e si innamorerà perdutamente della parola alimentando la passione per la scrittura e pubblicando Patafisica, Autobiografia o Impariamo la pittura. A Milano, in quegli Anni Cinquanta di rinascita e di voglia di fare, incontra Piero Manzoni e Yves Klein e nascerà subito la stagione delle grandi tele. Enrico Baj lascerà un segno indelebile, esporrà nei maggiori musei e gallerie del mondo. Abbandonerà la scena il 16 giugno del 2003 nella villa di Vergiate, a due passi da Varese. Anti-guerra «Il Generale» (1961) ftettamanti@rcs.it

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Gli industriali: "Tecnopolo, manca solo il sì della Regione" (sezione: Burocrazia)

( da "RomagnaOggi.it" del 17-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

17 giugno 2009 - 9.52 (Ultima Modifica: 17 giugno 2009) Emma Marcegaglia sarà ospite dell'assemblea di Confindustria a Ravenna RAVENNA - Sul maxi-progetto di Tecnopolo manca solo il sì della Regione ed in particolare dell'assessore regionale Duccio Campagnoli. E' quanto lamentano gli industriali che si preparano all'Assemblea annuale in programma per venerdi', dalle 17, al Pala de Andre'. Il tema di quest'anno, "energia e ambiente", e' di quelli 'caldi' per gli imprenditori locali. Due ospiti d'eccezione: la leader nazionale di Confindustria Emma Marcegaglia e il ministro Claudio Scajola. Dal ministro, in particolare, il presidente di Confindustria Ravenna Giovanni Tampieri si aspetta appoggio ai progetti che insistono sul territorio: se arrivasse, si potrebbe sperare in un corrispondente "impegno del Governo su E55 e altre infrastrutture, che ripaghino la citta' dei suoi sacrifici". L'appoggio degli illustri ospiti potrebbe pero' anche far guadagnare agli industriali qualche punto nelle partite aperte con le amministrazioni regionali e locali. Prima di tutto sul Tecnopolo: ci sono gia' 33 manifestazioni d'interesse per l'area ravennate (fra cui quella dell'Universita' di Bologna), fa sapere Confindustria. S'intuisce che la concorrenza di Piacenza (che puo' vantare, in piu', dei corsi universitari), non e' ancora stata sbaragliata. "Eppure abbiamo tutto- si lancia Tampieri- cinquant'anni di know-how nella produzione di energia eolica, solare, biomasse, idroelettrica. Possiamo anche ricavarla dalle alghe, e ci sono in provincia progetti come l'artificial tornado del gruppo Farina per catturare la Co2". "Le autorita' locali dicano anche dei no, ma siano veloci e chiari- esortano gli industriali in modo da permettere all'imprenditore di andare a investire altrove. Il confronto sul futuro del territorio dev'essere franco, siamo molto preoccupati", aggiunge da parte sua Marco Chimenti, direttore di Confindustria. In testa alle lamentele c'e' sempre la burocrazia "criminale".

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MySpace piace meno di prima e licenzia il 30% dei dipendenti (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica.it" del 17-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

LA FORTUNA ha voltato le spalle a MySpace, ormai ex fiore all'occhiello della strategia multimediale di News Corporation (proprietari anche di Sky). Licenzierà il 30 per cento dei propri dipendenti (con tagli per ora tutti negli Usa), portandoli a mille. E stavolta non basta la crisi economica globale a giustificare la caduta. È da un po' infatti che MySpace perde terreno e favore del pubblico. Nei giorni scorsi, Facebook ha superato MySpace (per numero di utenti) anche negli Stati Uniti, secondo i dati comScore di maggio. Gli Usa erano l'ultimo bastione dove si difendeva MySpace, da tempo battuto da Facebook per numero di utenti mondiali (307 contro 123 milioni). MySpace occupa un secondo posto traballante, nella classifica: già ha il fiato sul collo di Twitter, un altro social media che, come Facebook, sta correndo tantissimo in questo periodo. "È un tracollo sostanziale: secondo i dati Nielsen, diminuisce anche il tempo medio che gli utenti trascorrono sulle pagine di MySpace, mentre cresce per Facebook", spiega a Repubblica.it Debrah Williamson, analista di eMarketer, uno dei più autorevoli osservatori di ricerca (con sede a New York) specializzati nel settore new media. Il tempo speso dagli utenti è un parametro sempre più importante per orientare la raccolta pubblicitaria sui siti. Tanto che "stimiamo anche che i ricavi di MySpace siano in calo. Saranno 520 milioni di dollari nel 2009, contro i 605 del 2008", aggiunge. Davvero la scusa della crisi non basta: per Facebook è prevista invece una crescita, a 300 milioni di dollari, contro i 250 milioni del 2008 (nel mondo). Si noti che MySpace fino a poco tempo fa era indicato come un caso raro di social media di successo economico. E ancora oggi, come si vede, ricava molto di più di Facebook. Il problema è che MySpace ha fatto crescere molto i propri costi, arrivando a 1.500 dipendenti. News Corporation (di Rupert Murdoch) ha speso 580 milioni per comprarlo. Ancora nel 2006 Murdoch diceva agli investitori che MySpace valeva 6 miliardi. "Ora molti credono che valga meno di quanto l'abbia comprato e che farebbe bene a venderlo al più presto", dice Williamson. OAS_RICH('Middle'); I motivi di questo declino sono numerosi. "Gli sponsor - spiega Williamson - si stanno spostando su Facebook, dove la pubblicità è più allineata agli interessi degli utenti. MySpace inoltre si presenta più come portale che come social network e forse questo non piace più alla gente". Inoltre, continua l'analista, "il sito di MySpace è stagnante, in ritardo sullo sviluppo tecnologico. Facebook è molto più all'avanguardia in fatto di funzioni e applicazioni". Tipico del gigante che dorme sugli allori. Forse MySpace sconta anche il fatto di essere parte di un colosso "old media": "soffre del peso della burocrazia, per i troppi manager, e quindi non riesce a muoversi con la velocità richiesta in questo mercato, con nuove idee e progetti". Per questo motivo, il nuovo amministratore delegato di MySpace, Owen Van Natta (da due mesi, ex manager Facebook), ha commentato i licenziamenti dicendo che permetteranno all'azienda di tornare più snella e rapida nelle decisioni, con lo spirito da start up d'un tempo. "Certo è che per ora i licenziamenti sono una misura d'emergenza per rispondere al calo dei ricavi", replica Williamson, "e per affrontare le sfide dure dei prossimi mesi". A metà 2010 scade il contratto pubblicitario da 900 milioni di dollari con Google, dal quale arriva il grosso dei ricavi di MySpace. (17 giugno 2009

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Una pioggia di reazioniAviosuperficie. (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 17-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Una pioggia di reazioniAviosuperficie. Il prefetto: «Seguirò la cosa». Messina: «Quanti Moncada può avere Agrigento?» La notizia del ritiro del progetto per la realizzazione dell'aviosuperficie che avrebbe dovuto essere costruita nella zona di Drasy, da parte dell'imprenditore Salvatore Moncada, ha colto tutti di sorpresa, a cominciare dal prefetto Umberto Postiglione che in questi giorni si trova fuori sede. «E' una cosa che mi ha meravigliato e che certamente dovrò approfondire per capire cosa sia successo. Evidentemente il prefetto non ha poteri decisionali su queste cose, potendo soltanto "accompagnarle" durante il loro iter. Se Moncada ha fatto questo avrà avuto delle sue motivazioni. A ogni modo ritengo che bisogna superare queste cose ed aspettare che maturi il pensiero complessivo delle amministrazioni che sono elette dal popolo, fermo restando che poi qualcuno può non essere d'accordo e votare come vuole, ovviamente dopo attenta riflessione. Quello che conta alla fine comunque é il parere della maggioranza». «Da ciò che afferma Moncada sui giornali - aggiunge il presidente della Camera di Commercio Vittorio Messina -la lentezza della burocrazia più che frenare lo sviluppo di questa terra lo impedisce proprio. E dire che questo nostro territorio non si può permettere di perdere un'occasione di questa portata. Quanti altri Moncada ci saranno disponibili a fare queste cose nel futuro? Detto questo, debbo anche dire, per amore di verità, che la burocrazia é utile quando é sana: in questo caso gli ostacoli che frappone sono finalizzati al rispetto delle regole, ma deve fare in modo che tali ostacoli vengano superati, quando é possibile, in modo veloce. Nella fattispecie l'aviosuperfice doveva avere una corsia preferenziale non per fare un favore a Moncada, ma per realizzare un'opera utile alla collettività. Purtroppo, da quello che dice Moncada, non tutti in questa provincia remiamo nella stessa direzione e non comprendiamo che lo sviluppo non é opera dei singoli ma del sistema e quando uno fallisce ha fallito tutto il sistema». Il presidente del Consorzio per l'area di sviluppo industriale Stefano Catuara invita Moncada «a rivedere le proprie posizioni per consentire un reale e concreto sviluppo della nostra terra. Moncada con i suoi successi ed i suoi investimenti ha dimostrato di amare la Sicilia ed Agrigento in particolare. Il Comune ha il dovere di porre in essere immediatamente tutti gli atti legittimi per consentire la realizzazione del progetto presentato. Invito anche il sindaco Zambuto ad incontrare Moncada per rimuovere gli ostacoli che non consentono la realizzazione del progetto, mentre sono certo che il Consiglio comunale saprà accogliere a sua volta l'appello del presidente dell'Asi a valutare con serenità questa vicenda». Il presidente della Consulta studentesca Claudio Calé afferma di condividere «con rammarico la scelta dell'imprenditore Moncada di ritirare il progetto dell'aviosuperfice. E' vergognoso che la lentezza della burocrazia comunale, insieme alla carenza dell'azione politica dei nostri amministratori possa compromettere lo sviluppo e la crescita di cui questa nostra terra necessità. Il segnale é stato lanciato, adesso dobbiamo coglierlo e dare risposte concrete ai problemi esistenti». Salvatore Fucà

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Colturea rischio (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 17-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Colture a rischio Pozzallo. Merito, comportamento, attestati, borse di studio, senso civico, onestà, altruismo, solidarietà, impegno sociale. Se nella domanda per ottenere la cittadinanza italiana, presentata dall'albanese Andi Dema, 20 anni, nato il 21 luglio 1989 a Burz, provincia di Tepelenè e domiciliato a Modica in via Silla n. 6, fosse stato utile e necessario rispondere a queste domande, il ragazzo avrebbe ottenuto, honoris causa, il riconoscimento richiesto. A sostenerlo i docenti dell'Istituto tecnico nautico statale, dove il ragazzo frequenta la classe V C della sezione Capitani, i compagni di classe, il dirigente scolastico prof. Attilio Sigona. Unanime il giudizio positivo sul ragazzo: "Condotta e comportamento eccezionali, livello di preparazione eccellente, grande senso di responsabilità e sincero amore e riconoscimento per la sua seconda patria". Per una cittadinanza "eccellente" si è pronunciato senza mezzi termini anche il dirigente scolastico prof. Attilio Sigona: "Andi Dema è un ragazzo studioso, dalla condotta esemplare. Ha doti intellettive ed umane notevoli. Ho esaminato con attenzione il corso di studi di questo ragazzo che, oltre ad avere conseguito sempre risultati brillanti, ha sorpreso tutti per la coerenza e continuità dei comportamenti. Ha grande capacità di ascolto e riesce, con uguale efficacia, ad essere propositivo, partecipando al dialogo formativo con grande maturità. So bene che la burocrazia ha le sue regole, ma so pure che certe situazioni, proprio perché riguardano esseri viventi dotati di sentimenti e intelligenza, vanno esaminate caso per caso. Gli atti e i verbali degli organismi collegiali di questa scuola, ai fini di una valutazione complessiva delle qualità del ragazzo, sono documenti di "identità" inconfutabili. Credo sia nostro dovere, da buoni educatori fare qualcosa per consentire a questo ragazzo di ottenere al più presto possibile la cittadinanza italiana, per consentirgli di proseguire serenamente gli studi presso il Politecnico di Torino e magari di fare in estate una bella esperienza lavorativa a bordo di una nave della Marina mercantile". "Mio padre - dice Andi Dema - è venuto in Italia nel 1995. Ha il diploma di insegnante elementare, ma fa il muratore. Nel 1999 lo abbiamo raggiunto a Modica io, mia madre e un mio fratellino appena nato. Ho ripreso gli studi frequentando la quarta elementare. Ho conseguito la licenza media alla scuola media "Ciaceri". Poi mi sono iscritto al Nautico. Mi sono subito trovato benissimo sia con i compagni che con gli insegnanti. A 18 anni è scattato per me l'obbligo di chiedere con istanza a parte il permesso di soggiorno. Ho presentato domanda a giugno del 2008 e attendo l'esito della pratica. Quando mi fermano esibisco la ricevuta della raccomandata e devo dire che fino ad ora mi è andata bene. Ma è chiaro che non posso partecipare ai viaggi di istruzione all'estero, né imbarcarmi anche se solo in estate, meno che mai lasciare il suolo italiano. So bene che ci sono regole da rispettare e io sono prontissimo a farlo, ma vorrei che le pratiche che riguardano la vita ed il futuro delle persone venissero esitate più velocemente. Conseguita la maturità voglio iscrivermi al Politecnico di Torino nella facoltà di Ingegneria aerospaziale. Ma se il permesso di soggiorno mi arriva a novembre o a dicembre sarò costretto a spostarmi da Torino a Modica per presentare una nuova richiesta di soggiorno, perché, nel frattempo, il documento è già scaduto. Ho inviato alla Questura di Ragusa una lettera di sollecito e spero tanto che possa essere accolta". Michele Giardina

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Concerti all'aperto, sì del Comune (sezione: Burocrazia)

( da "Trentino" del 18-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Concerti all'aperto, sì del Comune L'assessore Condini: «Agire con buon senso, arricchiscono il centro» Ne ho parlato con il sindaco vogliamo risolvere la questione Se non sarà possibile interpretare la norma in modo flessibile valuteremo se cambiare le regole di Chiara Bert TRENTO. Meno burocrazia, più musica. Semplificando, il ragionamento del neoassessore alle attività economiche Fabiano Condini potrebbe essere riassunto così. «Credo che bisogna agire con un po' di buon senso - spiega - se si fa uno spettacolo con rumore moderato ad un'ora accettabile, non si disturba nessuno, anzi si arricchisce la città». Il problema sono i concertini all'aperto negati dal Comune al titolare del bar Lodron, che per animare le serate estive aveva chiesto l'autorizzazione a intrattenere i clienti con musica durante l'aperitivo nel weekend. Niente di eccessivo, gli eventi musicali si sarebbero svolti dalle 17 alle 20. Ma, regolamento di polizia urbana alla mano, è arrivato lo stop: non si può fare musica fuori dai locali. Interpellato sulla vicenda, l'assessore si è mosso per capire com'è andata. La deroga al regolamento va infatti chiesta al servizio ambiente (competente in materia di inquinamento acustico), il quale ha poi chiesto un parere ai vigili urbani. Parere che è stato negativo proprio sulla base del regolamento, che prevede eccezioni solo in caso di feste o manifestazioni. «C'è un aspetto formale e ce n'è uno sostanziale», osserva Condini, che ieri ha discusso del caso anche con il sindaco Andreatta. «Vogliamo risolvere la questione, credo che con un po' di buon senso la norma possa essere interpretata nel senso di favorire le attività economiche che fanno delle proposte ragionevoli per animare il centro storico». Se però così non fosse, e dunque non ci fossero spazi per consentire al bar Lodron di fare i suoi aperitivi-concerto, a quel punto l'assessore è pronto a intervenire sul regolamento: «Le norme vanno rispettate ma possono essere cambiate, anche se questo richiederebbe un iter di diversi mesi». Dopo il niet degli uffici, l'amministrazione tende ora la mano agli esercenti. Lo fa a poche ore dall'avvio delle Feste Vigiliane che per 8 giorni animeranno il centro storico con eventi e spettacoli. Ha senso - si chiedono in molti - che per una settimana si organizzi di tutto e nel resto dell'estate (e dell'anno) la città sprofondi in un sonno soporifero? Ieri Confesercenti ha sondato i propri associati per capire chi è disponibile a organizzare concerti o spettacoli di cabaret nella «Notte magica» in programma sabato: l'associazione si farà carico di inoltrare la richiesta al comitato delle Vigiliane per ottenere le autorizzazioni. Intanto Giorgio Buratti, presidente degli esercenti dell'Unione, bacchetta il Comune: «Basta risposte frammentarie ogni volta su una questione diversa, ultima gli happy hour. Una politica seria deve confrontarsi su tutte le priorità della nostra categoria». E l'assessore provinciale alla cultura Franco Panizza lancia la sua proposta: portare le espressioni culturali del territorio anche in centro storico, bande, cori, ma anche band giovanili che faticano a trovare una vetrina per la loro musica. «Penso a appuntamenti fissi settimanali - spiega Panizza - ne parlerò con l'assessore comunale Lucia Maestri».

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strade al buio intorno a via di blasi i negozianti: "spegneremo le insegne" (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 18-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina VIII - Palermo Strade al buio intorno a via Di Blasi i negozianti: "Spegneremo le insegne" Estate senza eventi e spettacoli oggi il sit-in degli organizzatori Siamo a pochi passi da via Libertà, ma nel quadrilatero tra via D´Annunzio, via Foscolo, via Di Blasi e via Di Marco appena tramonta il sole è il bronx. I residenti e i commercianti sono, infatti, senza illuminazione pubblica da mesi - ben 22 punti luce non funzionano - e ormai temono per la loro incolumità. Così dopo essersi rivolti alla circoscrizione hanno avviato una petizione per chiedere al sindaco l´immediato ripristino dell´impianto e minacciano per protesta di spegnere i fari dei negozi durante la notte. «Continua a rimandare l´inaugurazione del mio locale – dice Gianluca che ha deciso di avviare un´attività in via Di Blasi – perché non mi sento sicuro». E Aurelia Oddo che da ventitré anni lavora in zona continua a segnalare il guasto agli uffici competenti: «Mi dicono che provvederanno – dice la signora – ma da mesi non accade nulla». Amg precisa che il servizio è stato sospeso per motivi di sicurezza, dal momento che l´impianto è tra i più antichi della città. c.b. Il mondo degli organizzatori di eventi e spettacoli protesta davanti ai cancelli del Teatro di Verdura per denunciare che questa estate la città rimarrà a luci spente. Stamattina alle 11 Agave srl di Andrea Randazzo, Peter Pan Iniziative srl di Enzo Cappello, E20 di Marco Ugo Grimaldi, Musica e Guai di Carmelo Costa, Musica e Suoni di Nuccio La Ferlita, Jg Angels di Giuseppe Rapisarda, General Service di Luciano Muratore, Teatro Franco Zappalà, Ls Service di Alessandro Aiello, Grandi Servizi di Franco Cusimano, Tecno Line di Alex Scrima, Akicita Service di Piero Ippolito, Accademia Musicale di Palermo e Best Union, manifesteranno contro il black-out nell´attività culturale. «Il Teatro Massimo non fa più la stagione estiva - scrivono le imprese - e il Comune riesce ad ingarbugliare la burocrazia del Teatro Verdura in maniera tale da tenerlo chiuso. La città muore?». Il riferimento è alla revoca della delibera comunale di affidamento a privati del Verdura per il quale il Comune paga un affitto annuale di 72 mila euro.

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Il mondo della pesca"tira i remi in barca" (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 18-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il mondo della pesca"tira i remi in barca" economia in crisi e nuove opportunità A Finale natanti azzerati in 15 anni. Ma a Noli, presidio Slow Food, nasce fabbrica di trasformazione del pescato NOLI. I pescatori professionisti di Noli sono rimasti tra i pochi, insieme a quelli di Loano, che mantengono viva l'attività in Riviera. A Noli sono ventitrè gli associati alla Cooperativa pescatori Deferrari, di cui alcuni giovani, mentre a Loano sono venticinque le barche dei pescatori professionisti che, per tradizione, ormai da 40 anni, esercitano l'attività di pesca. E se a complicare la vita ai pescatori sono state le varie normative che, negli anni, hanno incrementato la burocrazia - facendo diminuire gli occupati nel settore, spiegano gli addetti, e non dando la possibilità a chi ne avesse il desiderio d'intraprendere questa attività antica - resta il fatto che c'è ancora qualcuno che nella pesca ci crede e vi investe. A Noli, infatti, il Comune ha ottenuto un finanziamento regionale per realizzare il laboratorio per la lavorazione e la conservazione del pesce. La struttura verrà realizzata nelle ex scuole di Voze e sarà finanziata da un contributo regionale di 500 mila euro che integrerà il contributo comunale di 197 mila euro, necessario per la ristrutturazione dell'ex scuola. L'intervento permetterà ai soci della Cooperativa di Noli di poter riprendere un'antica tradizione che, un tempo, contava nove laboratori per la lavorazione e la conservazione del pesce. Il laboratorio sarà di circa 90 metri quadrati e permetterà ai pescatori di riprendere anche l'attività di friggitoria per commercializzare il pesce al carpione che, un tempo, rappresentava una tipicità del borgo marinaro. Ma oggi a preoccupare il presidente della cooperativa di Noli Gianni Vincenti è la realizzazione del nuovo porto turistico di Noli e Spotorno che rischierà di penalizzare l'attività della pesca. «I nostri associati, soprattutto i giovani, attendono maggiori garanzie per il loro lavoro e per poter continuare ad impegnarsi in un settore nel quale è molto difficile tirare avanti» ha concluso Vincenti. Ma si augurano anche che, entro il 2010, venga approvato il nuovo piano di gestione necessario per normare i vari tipi di pesca. L'unico, per ora realizzato in Italia, è quello per i cicciarelli che viene però approvato di anno in anno in via sperimentale e per cui Noli è entrata a far parte dei presidi Slow Food. Diversa la situazione da Finale, dove a fronte di una flotta di circa 300 barche, risalente a 15 anni fa, oggi ne restano tre o quattro. «La stagione delle acciughe oggi non la fa più nessuno - ha detto Nino Oddone, oggi in pensione ma fino ad una decina di anni fa a capo dei pescatori professionisti - Avevo 12 barche e qualche annoi fa le ho cedute a mio fratello Felice che le ha fatte rottamare. Ma, oggi, mio fratello, insieme a mio cugino Gianluigi Ferro, sono rimasti tra i pochi ad esercitare ancora l'attività». E conclude: «Un tempo avevamo flotte composte da tre a sei persone oggi invece le cose sono purtroppo ben diverse». Silvia Andreetto 18/06/2009

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La "maria alfonso"va in demolizionegli addetti? a casa (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 18-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

La "maria alfonso"va in demolizionegli addetti? a casa storia di un motopeschereccio Loano. Vincenzo Facchinetti, loanese ma abitante a Balestrino, ha lavorato per 25 anni sul motopeschereccio Maria Alfonso che, fino allo scorso marzo, era impegnato nella pesca del tonno nel Salernitano. Con lui una decina di pescatori liguri, tra cui uno di Borghetto e uno di Albenga. Ora sono rimasti a terra, senza lavoro. Con famiglia a carico che devono mantenere con le sole 625 euro al mese. Il motopeschereccio Maria Alfonso del compartimento di Loano ha infatti sbarcato tutti i dipendenti, perché il natante andrà in demolizione. Ma la decina di pescatori, rimasti senza lavoro, non possono neppure contare sugli ammortizzatori sociali in quanto molte Regioni, tra cui quella ligure, non ha dato attuazione alla normativa prevista dal FEP. «La mancata emanazione da parte della Regione Liguria della circolare applicativa del decreto ministeriale del 19 novembre 2008 fa si che, mentre gli armatori del peschereccio hanno potuto richiedere al Ministero i contributi nazionali previsti dal decreto, i lavoratori in un settore già privo di ammortizzatori sociali siano a carico delle Regioni», ha spiegato Guido Majrone segretario generale della Uila -pesca. Così i pescatori rimasti a terra sono scesi sul piede di guerra. Facchinetti se ne è fatto portavoce. «Provengo da una famiglia di pescatori e il mestiere ce l'ho nel sangue, anche perché si tratta di un lavoro che non si può fare senza passione - racconta Facchinetti - Da 21 anni lavoro nella pesca e da 15 ero imbarcato sul Maria Alfonso. Il guadagno non era tantissimo, anche perchéè direttamente proporzionale alla quantità di pescato. Ma nel Salernitano, a pesca di tonni, stavamo da metà maggio ai primi giorni di luglio e la soddisfazione era tanta. Lo scorso anno, la situazione si presentava già critica per la restrizione della pesca del tonno. Un provvedimento con il quale sono peraltro d'accordo perché si rischiava di distruggere il mare. Ma non è giusto che nessuno si occupi di noi». Ed aggiunge: «Fra l'altro, io sono solo ma molti dei miei colleghi hanno una famiglia da mantenere e con 625 euro al mese è praticamente impossibile». Facchinetti punta il dito contro la Regione Liguria: «Non ha fatto ancora nulla per aiutare un settore che è in forte difficoltà e che vede, di anno in anno, diminuire il numero dei pescatori professionisti». Benchè la pesca sia una delle attività caratteristiche della nostra regione. «Oggi la fatica è diminuita sulle barche ma purtroppo la burocrazia e l'aumento esponenziale della pressione fiscale per tutto il settore ha fatto desistere molti dal praticare la pesca, nonostante il nostro mare sia ricco - sottolinea Facchinetti - Sarebbe pertanto auspicabile che si riducessero le tasse per i pescatori e di permettesse così di rilanciare un settore che potrebbe portare un contributo importante alla nostra economia, anche a livello turistico». Oggi, Facchinetti e gli latri pescatori rimasti disoccupati si aspettano che la Regione metta mano alla normativa in modo che vengano riconosciuti gli ammortizzatori sociali anche a chi, superati i 40 anni, ha più difficoltà ad inserirsi nuovamente nel mondo del lavoro. «Quello che chiediamo è un'alternativa valida che ci permetta di vivere dignitosamente come abbiamo sempre fatto fino ad oggi», conclude Facchinetti. S. An. 18/06/2009

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Agricoltori all'attacco: (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 18-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera sezione: Economia data: 18/06/2009 - pag: 30 L'indagine della Cia Agricoltori all'attacco: «Lavoriamo sei giorni al mese per la burocrazia» ROMA Ci sono anche il registro dei concimi e quello della stalla tra gli innumerevoli adempimenti che, a ogni impresa agricola, costano 7 mila euro annui. La Cia-Confederazione italiana agricoltori denuncia l'insopportabile peso della burocrazia che grava sul settore per un costo complessivo di 3 miliardi l'anno. Secondo un'indagine svolta dalla confederazione, nove imprese su dieci denunciano ostacoli e difficoltà per la propria attività a causa dell'opprimente burocrazia e chiedono, quindi, una semplificazione amministrativa e fiscale. Secondo le medesime imprese, a causa di questo peso, il 34,3% delle aziende agricole nazionali ha rinunciato, nel 2008, ad assumere nuovo personale, il 25,5% ha messo da parte progetti di ammodernamento, innovazione e ricerca, il 21,5% non ha compiuto alcun tipo di investimento, il 18,7% è stato costretto a ridurre le coltivazioni. Cifre pesanti che forse nascondono qualche semplificazione di troppo, ma che comunque fanno emergere un disagio. Più di un terzo delle aziende lamenta di dover dedicare oltre sei giornate di lavoro al mese per seguire le pratiche più disparate tramite uno specifico incaricato. E, quando non lo fanno direttamente, devono sopportare i costi di Caf (Centri assistenza fiscale), Caa (Centri di assistenza agricola) e professionisti esterni. Il 45%, si fa notare, è stato costretto a dotarsi di strumenti informatici, la qual cosa può anche avere i suoi aspetti positivi. Senonché, proprio l'introduzione di nuove tecnologie informatiche non è riuscita, per il 64% delle imprese, a migliorare il rapporto con la pubblica amministrazione a causa della complessità degli adempimenti e del continuo cambiamento delle normative. L'incrementarsi ogni anno delle pratiche e delle scadenze burocratiche, spesso diverse da Regione a Regione, quando non da Provincia a Provincia, rende difficile al 58% delle aziende essere in regola. «Vogliamo l'introduzione dello sportello unico anche in agricoltura afferma il presidente della Cia, Giuseppe Politi : l'attuale governo dice spesso di fondarsi sulla cultura del fare, bene, facesse. Saremo i primi a salutarlo positivamente ». A. Bac. Semplificazione Politi: anche per noi lo sportello unico per le imprese. Senza tre miliardi di costi in più

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(sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 18-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera sezione: Terza Pagina data: 18/06/2009 - pag: 39 Patrimonio Nuovi dati allarmanti sui visitatori. E dall'estero dicono: troppa burocrazia e incuria «Musei autonomi, come il Louvre» La ricetta di Bondi contro la crisi del sistema dei beni culturali di PIERLUIGI PANZA T ra i grandi musei e siti archeologici italiani, l'unico in evidenza nel ranking mondiale e in crescita di visitatori non è italiano: i Musei Vaticani. Lo anticipa il Touring Club, che il 24 giugno presenterà i dati 2008 sui musei. Una radiografia impietosa. Per il secondo anno calano i visitatori: dal meno 2,6% del 2007 al meno 3,8% nel 2008. «E il primo semestre 2009 afferma il direttore generale per la Valorizzazione del ministero, Mario Resca presenta dati ancora peggiori». Per risolvere questo problema la ricetta del ministro Sandro Bondi, è una sola: i musei devono smettere di essere uno dei tanti compiti dei sovrintendenti, e diventare fondazioni autonome con un loro direttore. La linea di Bondi è stata illustrata dopo che i due nuovi dioscuri del ministero, Mario Resca e il presidente del Consiglio superiore dei Beni culturali, Andrea Carandini, nel corso di un convegno organizzato dagli Amici di Brera hanno lanciato l'allarme: «Il ministero sta morendo», «Pompei si sbriciola». Dei 6.500 musei e siti archeologici statali un patrimonio talmente diffuso che vieta il paragone con gli altri Paesi pochi hanno strutture adeguate: mancano audioguide, guardaroba, servizi per i bambini... e questo è dovuto all'esiguità dei finanziamenti di fronte all'enorme numero dei beni, che per essere adeguatamente valorizzati, prosciugherebbero il Pil. Anche all'estero sono preoccupati. Da una indagine condotta dalla società Ormellaia sulla stampa estera (dal primo gennaio 2008) sono stati ben 3.850 (il 12,5% del totale) gli articoli sull'arte in Italia. Le critiche da parte della stampa estera sono rivolte a cattiva gestione ed eccessiva burocrazia (6,15%). «È la burocrazia la responsabile della devastazione di Pompei» ha scritto il «New York Times» . Mentre Tracy Wilkinson, del «Los Angeles Times », se l'è presa con i tagli («È difficile assumere custodi, personale per le pulizie e il pagamento delle bollette della luce»). Sotto accusa anche incuria e trascuratezza (4,7%), vandalismo (3,55%) e orari (2,4%). «I turisti troppo spesso devono rinunciare alla loro sete di cultura perché trovano le porte chiuse», ha scritto Hendrik Werner per «Die Welt» . Come intende affrontare il ministero tanta difficile eredità? Intanto intervenendo su tre casi simbolo: Pompei (dove si sbriciolano «10 centimetri al giorno»), il Colosseo-Foro (che «chiude alle 16») e la sovraffollata (non di visitatori, ma di accademia, biblioteche, osservatorio astronomico...) Brera. Su Brera è la stessa sovrintendente, Sandrina Bandera, ad ammettere la difficile situazione: «Propendere per l'espansione della Pinacoteca a scapito dell'Accademia non costituisce una mortificazione del patrimonio di quest'ultima che, pur essendo schedato, giace in cantine, depositi e sottoscala in completo degrado. L'attuale sistemazione espositiva della Pinacoteca, invece, non è convincente: l'allestimento propone opere di importanza capitale senza un normale respiro». Ieri, il Cda dell'Accademia ha comunque varato un piano di manutenzione. Proprio da Brera il ministro Bondi vuole muovere per una riforma sul campo, e non solo legislativa. «Oggi i musei statali sono uffici delle sovrintendenze. La Pinacoteca di Brera è una delle molteplici competenze della sovrintendenza ai Beni artistici di Milano. All'estero non è così: c'è un direttore dei musei. Dobbiamo andare in questa direzione e dare autonomia gestionale ai musei», senza «esautorare le sovrintendenze», che sono gli organi periferici del ministero. Un primo modello «è quello tentato al Museo Egizio di Torino, che ora è sostenuto anche da banche ed enti locali: stanno migliorando i servizi e aumentando i visitatori». Fatta salva la tutela delle sovrintendenze, il primo dubbio che sorge è che i capitali privati possano eventualmente giungere solo ai grandi musei. Così come è stato per le fondazioni liriche, dove sono giunti quasi esclusivamente al teatro alla Scala. «I piccoli musei dovranno formare un sistema di coordinamento territoriale», risponde il ministro. Per ora, mancando la defiscalizzazione, l'Italia è agli ultimi posti nei finanziamenti alla cultura: i privati investono in cultura solo per il 15%, contro il 63% dello sport e il 22% della solidarietà. Negli Usa (dove c'è la defiscalizzazione), il 56% dei guadagni degli enti artistici proviene dai privati. Brera sarà una cartina di tornasole. «Immagino per Brera una fondazione sul modello del Louvre. Il progetto Grande Brera deve partire. E per i lavori dovremo utilizzare le procedure della Protezione civile», che sono burocraticamente più snelle. Ciò comporterà «la nomina di un commissario». Che, quasi certamente, sarà il superdirettore Mario Resca. Di cui tanto si parla, ma che formalmente sarà insediato solo ai primi di agosto, ovvero quando scatteranno le nuove nomine del ministero dopo la riforma approvata dal Consiglio dei ministri questa settimana. Ma proprio questo è un punto delicato: parte della burocrazia interna non vedrebbe, al solito, di buon occhio, l'arrivo di un supermanager operativo. E può essere pronta al classico «remare contro». «L'obiettivo finale auspica il ministro deve essere quello di salvare e valorizzare i beni; abbiamo bisogno di un lavoro collettivo». Il «Cristo morto» del Mantegna alla pinacoteca di Brera durante il trasloco per un prestito. Sotto: Sandro Bondi (Fotogramma) \\ Oggi i musei statali sono uffici delle sovrintendenze. All'estero non è così: hanno un direttore. Quella è la soluzione

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, cancellato dai burocrati (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 18-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera sezione: PRIMA PAGINA data: 18/06/2009 - pag: 1 Dal Ruanda Giovane ormai italiano da 15 anni senza passaporto «Gianni», cancellato dai burocrati di ESTER PALMA Orfano, scampato ai massacri del 1994 nel suo Paese, il Ruanda, disabile. E in attesa da 15 anni di un passaporto che gli permetterebbe di espatriare. Ma Jean Olive Kamansi, Gianni per la famiglia di Acilia che lo ha avuto in affidamento da piccolo, non ha un documento di riconoscimento valido del suo Paese d'origine. E per la burocrazia italiana, che pure gli ha concesso la pensione di invalidità e l'assistenza di Asl e Comune, non può avere il passaporto, né la cittadinanza italiana. A PAGINA 9

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Storia di Gianni che da 15 anni sogna un passaporto (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 18-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera sezione: Cronaca di Roma data: 18/06/2009 - pag: 9 Burocrazia Disabile, ventunenne, vive ad Acilia Storia di Gianni che da 15 anni sogna un passaporto Orfano in Ruanda, non ha documenti Era un orfano del Ruanda, scampato al genocidio del 1994 grazie ad una suora che l'ha portato in Italia con altri 70 bambini del suo Paese. Oggi Jean Olive Kamansi, Gianni per tutti, ha 21 anni (più o meno, la sua reale data di nascita non la conosce nessuno) un grave handicap che dalla nascita lo costringe su una sedia a rotelle e una famiglia che lo ha preso in affidamento quando era molto piccolo. Ma non ha documenti che gli permettono di espatriare, tanto che qualche mese fa ha dovuto rinunciare alla gita scolastica in Francia organizzata dal liceo che frequenta. «Quella di Gianni è una storia davvero incomprensibile - spiega Anna Loretucci, mamma affidataria del ragazzo - E' assistito dalla Asl e da una cooperativa del Comune, gli è stata riconosciuta una pensione d'invalidità, ha persino una carta d'identità, ma non valida per l'espatrio. Ma non c'è verso di fargli avere un permesso di soggiorno, o meglio ancora la cittadinanza italiana. Dopo 15 anni che è qui». Dei 70 bambini sbarcati a Fiumicino da un Paese dilaniato, Gianni è fra i pochi rimasti in Italia: gli altri, secondo un accordo stipulato col governo del Ruanda, sono tornati non appena sono stati rintracciati i parenti. «Di lui invece non si è mai scoperto niente - racconta ancora la mamma - Noi l'abbiamo conosciuto grazie a mia sorella, che è assistente sociale, andavamo a trovarlo in ospedale e poi alla cooperativa di Grottaferrata dove era stato trasferito, gli portavamo i giocattoli. Poi quando è stato operato, ci hanno chiesto se volevamo portarlo a casa per assisterlo. E da qui non è andato più via». Ma i Loretucci hanno preferito non procedere con l'adozione: «No, abbiamo altri due figli, che peraltro gli vogliono molto bene, ma non volevamo imporre loro la presenza di Gianni. Quella di continuare ad occuparsi di lui doveva essere una loro scelta. E così è stato». La motivazione ufficiale del mancato rilascio del passaporto è legata alla mancanza di un documento ufficiale di riconoscimento del suo Pase d'origine. La famiglia Loretucci ha già provato a rivolgersi all'ambasciata del Ruanda: «Qui però c'è solo un console onorario, che ci ha consigliato di spedire la richiesta del passaporto e 85 euro all'ambasciata a Bruxelles. L'abbiamo fatto, ma non abbiamo ricevuto ancora risposte e sono passati mesi». E Gianni, che ha anche un lieve deficit cognitivo, resta in attesa, nella casa di Acilia dei Loretucci, del suo passaporto e della possibilità di uscire dal-- l'Italia: «A gennaio, quando ha dovuto rinunciare alla gita con i compagni di scuola, ci è rimasto proprio male. E poi vorrebbe andare in Scozia con noi a trovare l'altro nostro figlio, che vive lì. Ma ci hanno detto che se esce potrebbe non poter più rientrare in Italia. E allora?». Ester Palma Sorriso Un'espressione serena di Jean Olive Kamansi, 21 anni, il giovane ruandese disabile in attesa del passaporto o della cittadinanza italiana (foto Jpeg) Carlo A. Ciampi

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(sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 18-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

LETTERE E OPINIONI pag. 9 «Animali nel lager, liberi da un incubo» Caro Carlino, siamo i confinanti della casa-lager per 52 animali, di cui avere parlato domenica 14 e luned' 15 giugno. Vorremmo ringraziare l'Enpa e l'Associazione animali esotici di Ferrara per la loro competenza e il loro senso civico a tutela degli animali e delle persone. Finalmente dopo mesi di violenze e odori sgradevoli gli animali in questione avranno una vita più dignitosa e noi non saremo più costretti ad essere prigionieri in casa nostra. Vorremmo fosse dato un plauso a tutte le associazioni che si battono per i diritti degli animali e delle persone, al loro spirito di sacrificio e solidarietà, ai loro principi e che non si nascondono dietro alle facciate della burocrazia! Grazie per aver dato nuova dignità a 52 animali ma anche a noi. Seguono nove firme

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(sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 18-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

MODENA pag. 9 «Burocrazia lumaca, convocati per un ricorso di 29 anni fa» Franco Gilioli: «Riguarda la pensione di mio suocero. Ormai è morto» ERA andato in pensione nel 1980 e proprio 29 anni fa aveva presentato ricorso alla commissione tributaria per una trattenuta Irpef relativa all'indennità di buonuscita, considerata troppo esosa. Quei soldi, qualche milione di lire, a Gaetano Citelli, morto l'anno scorso a 89 anni, non sono mai arrivati sebbene nel 1992 la commissione tributaria di Modena si sia già pronunciata, pare dandogli ragione. I suoi parenti si erano perfino dimenticati di quella pratica ma qualche giorno fa Franco Gilioli, genero dell'anziano, si è visto recapitare a casa una raccomandata che invitava gli eredi alla commissione tributaria di Bologna per discutere il ricorso contro la decisione pronunciata dai colleghi di Modena nel '92. «E' UNA VERGOGNA dice indignato Franco Gilioli Mio suocero promosse la causa nel 1980 dopo essere andato in pensione. Sono passati 29 anni e la pratica non si è ancora conclusa. Anzi, dopo la decisione della commissione modenese che aveva dato ragione a mio suocero, ora quella di Bologna fa ricorso. E a mio suocero non è mai arrivata una lira. Non mi ricordo più nemmeno di quanti soldi stiamo parlando. Francamente mi sembra una presa in giro. Nel frattempo aggiunge il padre di mia moglie è morto. Ricordo che aveva fatto ricorso per una trattenuta esosa nel trattamento di fine rapporto quando andò in pensione, dopo aver lavorato una vita al consorzio agrario di Modena, come capo reparto. La commissione modenese gli aveva dato ragione, visto che ora quella di Bologna si oppone alla decisione». L'APPUNTAMENTO per i familiari di Citelli è per il 24 settembre. «Non è possibile ricevere una convocazione dopo quasi trent'anni conclude Gilioli Sono deciso a scrivere al ministro della pubblica amministrazione Renato Brunetta per raccontargli questa storia. Senza contare che la raccomandata è indirizzata a mio suocero che è morto nell'agosto 2008». Parlare di burocrazia lumaca, in questo caso, è poco. val. b.

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Piccole imprese col fiato corto (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 18-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Oristano e Provincia Pagina 4028 Mancanza di infrastrutture e troppa burocrazia tra le note dolenti evidenziate dall'Unione provinciale Piccole imprese col fiato corto Mancanza di infrastrutture e troppa burocrazia tra le note dolenti evidenziate dall'Unione provinciale Confartigianato: guerra alla concorrenza sleale --> Confartigianato: guerra alla concorrenza sleale Dall'analisi di Confartigianato un verdetto poco rassicurante: una provincia rimandata a settembre. Che fatica da queste parti fare impresa. Per gli artigiani oristanesi la provincia di Eleonora non è proprio una “terra promessa”. Pochissimi i bagliori in un cielo carico per lo più di nuvolosità sparsa e temporali fragorosi. L'addio della Cartiera di Santa Giusta, lo stato di crisi che attraversa la Compau di Marrubiu, per non parlare della recentissima cassa integrazione alla Vip Sardegna, danno un quadro a tinte cupe di come girano gli affari. E l'analisi, di respiro nazionale, sulla qualità delle condizioni d'impresa, elaborata dal centro studi di Confartigianato ne è una conferma. Il risultato? Semplice, «nella provincia di Oristano si può fare impresa, ma non troppo», smorza il direttore dell'Unione degli artigiani oristanesi, Marco Franceschi. A determinare il quadro non proprio ottimistico diversi fattori tra cui le caratteristiche del tessuto imprenditoriale («siamo al sessantesimo posto su 103 per densità di aziende, mentre postazione numero 82 per l'incidenza delle piccole imprese»). Consola invece il mercato del lavoro «per il quale abbiamo una buona disponibilità delle figure professionali richieste dal mercato artigiano. Ottavo posto», spiega ancora Franceschi. Buon risultato, quest'ultimo, a cui però fa da contraltare il basso tasso di occupazione femminine (77 in graduatoria). Benino in materia di pressione fiscale per quanto riguarda addizionale regionale Irpef, e aliquota Ici (Oristano schizza ai primi tre posti della classifica). Mentre si fa maggiormente sentire la stangata delle imposte quando il timbro è comunale e provinciale. NOTE POSITIVE Certamente favorevole il fatto che Oristano «risulti tra le prime province d'Italia per quanto riguarda le attività malavitose rivolte alle imprese: bassi tassi di truffe, furti e fenomeni d'usura confermano la tranquillità del nostro territorio provinciale». Forse perché qui manca il grosso business? Speriamo di no. La capacità di ogni territorio provinciale di mettere a disposizione le migliori condizioni per avviare un'attività d'impresa, è stata misurata dunque in base alla densità imprenditoriale, mercato del lavoro, pressione fiscale, concorrenza sleale del sommerso. Ma anche burocrazia, credito, tempi della giustizia civile, legalità e conflittualità, servizi pubblici, capitale sociale del territorio e infrastrutture. «Lo strumento messo a disposizione da Confartigianato», dichiara il presidente provinciale Giuseppe Giarrusso, fotografa una situazione pesante nella quale troppo poco viene fatto per favorire l'imprenditorialità e la crescita economica. Nei prossimi anni inoltre», aggiunge Giarrusso, «avremo la possibilità di misurare l'andamento degli indicatori analizzati nella ricerca rispetto ai quali chi ci amministra ha il dovere di dare risposte concrete». LE CRITICITÀ Ad affossare il tessuto artigianale oristanese è in particolare la forte presenza di una concorrenza sleale data dal lavoro irregolare con evasioni fiscali annesse. Oristano si trova in testa alla lista nera delle 103 province italiane. Peggio solo Enna, Agrigento, Crotone e Vibo Valentia. Male anche in fatto di burocrazia, accesso al credito e tempi della giustizia, per non parlare dell'assoluto deserto in fatto di infrastrutture. «Risultano essere decisamente penalizzanti le lungaggini che si registrano nella giustizia del lavoro e nella giustizia fiscale», spiegano ancora dalla Confartigianato di Oristano che di contro riconosce «confortanti risultati, in raffronto alla media nazionale, per quanto riguarda la durata dei fallimenti e della giustizia civile in genere. Grave», concludono dall'Unione provinciale degli artigiani, «la situazione delle infrastrutture e dell'efficienza dei servizi che ci pongono in coda alla classifica e di fatto determinano un pesante danno economico all'attività d'impresa». IL SINDACATO Per Giampaolo Lilliu, segretario della Cgil di Oristano, il settore artigiano è quello che più paga la competitività sleale. «Ci vuole una diversa cultura», dice, «una svolta di innovazione tecnologia sorretta dalla parte pubblica, per fare crescere questo settore strategico che ha i numeri per uscire prima degli altri dalla crisi». ROBERTO RIPA

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Confindustria ribassa stima Pil 2009 a -4,9%, +0,7% in 2010 (sezione: Burocrazia)

( da "Reuters Italia" del 18-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

ROMA (Reuters) - Il Centro studi di Confindustria rivede al ribasso le stime sul Pil italiano 2009 portandole a -4,9% rispetto al -3,5% precedente, ma conferma il segno più (+0,7%) nel 2010 sul recupero dell'export e delle scorte nei prossimi mesi. Le esportazioni aumenteranno infatti il prossimo anno del 2,5% in volume a fronte del -17,3% medio annuo del 2009. La ripresa, avvisa il Csc, sarà "ripida, faticosa" e "una ripresa lenta non basterebbe a evitare ristrutturazioni in molti settori". La produzione industriale del secondo trimestre registrerà una discesa "più moderata" rispetto al -9,8% dei primi tre mesi dell'anno, intorno al 4,5%. Il direttore del Centro studi, Luca Paolazzi, ha spiegato che per avere tassi di crescita sostenuti l'Italia dovrebbe approvare quelle riforme "delle quali si parla da decenni". "Con quattro riforme: burocrazia, infrastrutture, isstruzione e liberalizzazioni, stimiamo una crescita del Pil del 30% in 20 anni". Peggiora il quadro di finanza pubblica con un debito/Pil 2009 in crescita a 114,7% (da 112,5%) e a 117,5% (da 114,7%) nel 2010. Il Deficit/Pil 2009 sale a 4,9% (da 4,6%) e 2010 a 4,7% (da 4,3%). Anche l'avanzo primario si porta verso lo zero a 0,1% quest'anno per poi salire leggermente nel 2010 a 0,4%.

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Crisi, Confindustria: ''Nel 2010 ripresa ripida senza riforme'' (sezione: Burocrazia)

( da "Soldionline" del 18-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Crisi, Confindustria: ''Nel 2010 ripresa ripida senza riforme'' Roma - (Adnkronos) - Secondo un'analisi del Centro studi di viale dell'Astronomia si intravedono segnali di miglioramento con un pil in crescita dello 0,7%. Ma avvvertono gli industriali: senza mettere mano alla burocrazia nella p.a., alle infrastrutture, all'istruzione e alle liberalizzazioni il Paese non potrà essere preparato "al grande rilancio necessario" Roma, 18 giu. - (Adnkronos) - Il 2009 si conferma pesante, la crisi continua a mordere l'economia ma dal 2010 si intravedono segnali di miglioramento: il pil dal -4,9% di quest'anno potrebbe salire al 0,7% in quello prossimo. Ma la ripresa resterà per l'Italia "ripida, faticosa e impegnativa".E' questa in sintesi la lettura complessiva delle previsioni economiche elaborate dal Centro Studi di Confindustria. Una crescita dalle mille incognite che potrà essere tanto più penalizzata, dice il capo economista di viale dell'Astronomia, Luca Paolazzi, quanto più tarderanno le riforme. Senza infatti, mettere mano alla burocrazia nella pubblica amministrazione, alle infrastrutture, all'istruzione e alle liberalizzazioni il Paese non potrà essere preparato "al grande rilancio necessario". Questi interventi, infatti, stima ancora Confindustria, potranno far guadagnare al Pil nei prossimi 20 anni del 30%.Nel 2009 il pil continuerà a rimanere negativo: -4,9%.Ma nel 2010 segnera' un 0,7%. Sono queste le previsioni del Centro studi di Confindustria. Una perdita, quella del 2009, dicono gli economisti di viale dell'Astronomia, che si è già ormai tutta realizzata per l'eredità negativa ricevuta dal 2008 (-2,1%) e la contrazione del primo trimestre (-2,6%).Ma è nella seconda parte dell'anno che gli industriali attendono un leggero miglioramento, che porterà il Pil ad un 0,7% "interrompendo la riduzione iniziata nella primavera del 2008". A trainare l'economia italiana fuori dalla recessione soprattutto l'export e la ricostituzione delle scorte che "guideranno l'uscita dell'Italia dalla crisi nei prossimi mesi".

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Diciottenne e altruista: oggi fa notizia (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 18-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Diciottenne e altruista: oggi fa notizia Anche il prossimo sarà un «autunno caldo», come si diceva negli Anni 70, ma prima bisognerà superare un'estate rovente. Mentre le imprese soffrono e l'occupazione non arresta la sua emorragia, tra litigi della politica e burocrazia, dalla Regione al Comune (Pon e Fas a Palermo e Prusst a Catania sono gli esempi) si rischia di perdere risorse preziose per rimettere in moto l'economia. Intanto soffrono anche le imprese che dovrebbero trainare la ripresa, quelle che dovrebbero competere per innovazione e tecnologia. Così la Sideco di Siracusa, azienda che produce pale eoliche, ha annunciato la cassintegrazione per 80 lavoratori da lunedì scorso e per 16 settimane, mentre nell'indotto gravitano da mesi in cassa integrazione ordinaria 400 lavoratori. «È una crisi annunciata - commenta Giovanna Marano, segretaria generale della Fiom Cgil - per le difficoltà burocratiche legate alle autorizzazioni. È uno degli argomenti di cui vorremmo discutere al più presto con l'assessore all'Industria». La Cem, azienda bergamasca di manutenzioni di impianti di cementerie - informa ancora la Fiom - ha comunicato ai sindacati la mobilità per 100 lavoratori tra Palermo, Catania, Siracusa e Porto Empedocle, dopo avere già fatto ricorso alla Cigo. «Puntiamo ad accendere i riflettori su tutti i casi - sottolinea Marano - auspicando che il governo regionale riesca a mettere in campo interventi per tutelare i lavoratori e invertire questa tendenza». In questo scenario si innesca un nuovo allarme sfratti per morosità da parte del Sicet. Catania primeggia in Sicilia questa drammatica graduatoria, con 2.400 sfratti (dati del ministero dell'Interno) nel 2008. Cesare La Marca

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Al Verdura. (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 18-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

«C'era una volta Palermo...»Al Verdura. Manifestazione di protesta degli organizzatori di spettacoli «C'era una volta Palermo….! C'era una volta una città dove i cittadini e i turisti potevano scegliere fra i piacevoli spettacoli di Kalsart, i prestigiosi artisti del Teatro di Verdura, e i grandi eventi del Velodromo. Una città piena di talenti e che attirava le migliori forze imprenditoriali siciliane del mondo dello spettacolo... Tutto questo, e purtroppo altre ancora, sono solo un labile ricordo. La città muore?». È quanto si chiedono, in una nota, numerosi organizzatori di eventi e spettacoli che hanno promosso per oggi alle 11, una manifestazione davanti ai cancelli del teatro di Verdura. «Il Teatro Massimo – si legge in un documento – non fa più la sua stagione estiva e l'amministrazione riesce ad ingarbugliare la burocrazia del Teatro Verdura in maniera tale da tenerlo chiuso. Una virgola, un cavillo civilistico che chiunque risolverebbe con una postilla in un quarto d'ora privano la città di uno dei suoi fiori all'occhiello». «L'imprenditoria dello spettacolo – prosegue la nota – anzichè aiutata viene penalizzata e vessata, con il risultato che la città sarà sempre più morta e sempre meno saranno gli spettacoli e la cultura che verranno prodotti. Certo, siamo in periodo di crisi! E le casse comunali sono vuote, non si possono spendere soldi. Ma è proprio nei momenti di crisi che bisogna favorire le sinergie con l'industria privata dello spettacolo, per rendere possibili senza costi per l'amministrazione di salvare il salvabile». Alla manifestazione hanno aderito, tra gli altri, Agave srl di Andrea Randazzo, Peter Pan Iniziative s.R.L. di Enzo Cappello, E20 di Marco Ugo Grimaldi, Musica e Guai di Carmelo Costa, Musica e Suoni di Nuccio La Ferlita, Jg Angels di Giuseppe Rapisarda, General Service di Luciano Muratore, Teatro Franco Zappalà, Ls Service di Alessandro Aiello, Grandi Servizi di Franco Cusimano, Tecno Line di Alex Scrima, Akicita Service di Piero Ippolito, Accademia Musicale di Palermo, Best Union.

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Marcegaglia, appello al governo: "Senza riforme ci aspettano altri cinque anni di crisi" (sezione: Burocrazia)

( da "Soldionline" del 18-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Marcegaglia, appello al governo: "Senza riforme ci aspettano altri cinque anni di crisi" Roma - (Adnkronos) - Il presidente di Confindustria chiudendo il seminario del Centro Studi: "L'emergenza non è finita, ci sono ancora mesi difficili davanti". Ma "senza mettere mano alla burocrazia nella p.a., alle infrastrutture, all'istruzione e alle liberalizzazioni il Paese non potrà essere preparato "al grande rilancio necessario". Nel 2010 ripresa ripida senza riforme. In due anni 1 milione in cassa integrazione o senza lavoro Roma, 18 giu. - (Adnkronos) - I segnali di miglioramento ci sono ma l'emergenza non è finita. Se non si metterà mano alle riforme strutturali il rischio e' che per tornare ai livelli di crescita pre-2007 il paese impiegherà 5 anni. A ribadire la necessità di riforme strutturali proprio in un momento in cui qualche luce nel tunnel della crisi comincia a vedersi è il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia (nella foto) chiudendo il seminario del Centro Studi. "La congiuntura che abbiamo davanti ci mostrano segnali di miglioramento come dimostra quel 0,7% che noi stimiamo per il Pil 2010 che potrebbe trasformarsi in crescita. Ma l'emergenza non è finita. Veniamo da anni pesanti e quel 0,7% ci da sollievo ma continua a lasciarci con una gap di crescita molto pesante e molto forte. Se non facciamo le riforme necessarie, che al momento non si vedono, il rischio vero è che ci metteremo 5 anni almeno per tornare ai livelli di crescita precedenti al 2007", dice.La crisi continua a restare pesante: "Ci sono ancora mesi difficili davanti", dice e "l'emergenza non è finita e rischiamo di perdere una parte del sistema produttivo". Ed è in questo contesto che per gli industriali occorre trovare "il coraggio" di fare le riforme strutturali "con cui in venti anni far crescre il Pil del 30%", dalla sburocratizzazione della pa alle infrastrutture, dalle liberalizzioni all'istruzione. Un elenco, questo, a cui il leader degli industriali, aggiunge anche le voci Mezzogiorno e Legalità. Altrimenti il rischio, aggiunge Marcegaglia, è di "uscire dalla crisi con una ripresa troppo bassa, con un potenziale di crescita troppo ridotto". "Si tratta di grandi riforme che possono ridare un potenziale di crescita al paese", insiste ribadendo come le imprese "non si rassegnano". "Queste cose si possono fare", dice ancora chiamando nuovamente alla responsabilità di azione la "volontà politica" del paese. "L'analisi sulle cose da fare mi appare condivisa ora resta portarle avanti. Altrimenti tra qualche anno, quando inzieremo a stare meglio ritorneranno a farsi sentire quelle lobby affinché queste cose non siano fatte", prosegue. E grande attenzione Confindustria riserva anche ai capitoli Mezzogiorno e legalità. "Per noi è un focus essenziale di azione. E siamo convinti che se il sud non tornerà a crescere si ripercuoterà sulla crescita di tutto il paese. Le grandi riforme sono una risposta anche per il mezzogiorno", aggiunge ribadendo la volontà di Confindustria di voler fare "della guerra alla illegalità una delle missione fondamentali su cui lavorare".E insieme alle riforme Confindustria torna a chiedere sgravi fiscali a supporto degli investimenti in tecnologia."Chiediamo al governo di supportare quelle aziende che continuano a fare il proprio lavoro", spiega ancora Marcegaglia che sollecita un credito di imposta per ricerca e innovazione "senza tagliole". "Al contrario il danno sarebbe grave", aggiunge. E quanto al credit crunch, il leader degli industriali, oltre al pressing eserciato fino ad oggi, sollecita "una concretezza" negli interventi varati dal governo: "Bisogna farli subito perché sono questi i mesi in cui le aziende hanno necessità di un flusso di credito", aggiunge richiamando i grandi istituti di credito ad una maggiore politica territoriale. "Il rischio vero è che si vada verso una asfissia finanziaria, soprattutto nel manifatturiero che è un settore trainante del made in Italy. Se perdiamo questi mesi il danno sarebbe enorme aanche sotto il profilo della coesione sociale". Gli imprenditori comunque non abbandoneranno il campo: "Non c'è rassegnazione, c'è preoccupazione ma volontà. Faremo la nostra parte ma abbiamo bisogno di una politica economica che continui a fare il suo mestierie e che ci supporti e che decida di fare grandi riforme", conclude.

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Marcegaglia: riforme subito (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 19-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

«Ripresa faticosa nel 2010»Marcegaglia: riforme subito «nel 2009 il pil crollerà di cinque punti» Confindustria detta la ricetta anti-recessione. E bacchetta Bankitalia Roma. Nuovo allarme della Confindustria: senza riforme strutturali, l'Italia ci metterà cinque anni per riprendersi dalla crisi. Intanto, ci sono dati del Centro studi che mostrano una situazione poco confortante: il pil, che misura la ricchezza nazionale, crollerà nel 2009 di quasi 5 punti, in linea più o meno con le previsioni dell'Ocse. È un risultato peggiore rispetto alle stime di marzo, che ipotizzavano una contrazione del 3,5 per cento, ed è legato soprattutto al disastro dei primi quattro mesi dell'anno, quando la produzione manifatturiera è colata a picco del 20 per cento. Con l'estate, si ricomincerà a rivedere la luce: l'anno prossimo l'economia riprenderà timidamente a crescere e il segno positivo farà la sua comparsa davanti a un risicato 0,7 per cento, dopo mesi di caduta libera. Questo non significa però che la crisi è alle spalle perché, fra l'altro, i disoccupati resteranno disoccupati e arriveranno ad essere circa 1 milione nel primo trimestre 2010, dopo un anno di recessione. Ma il rischio maggiore è che il sistema produttivo si rimetta in moto senza slancio e Confindustria teme che «nemmeno alla fine del 2014» il Paese tornerà ai livelli del 2007. «Alcuni segnali di miglioramento non vogliono dire che l'emergenza sia finita. Se non cambiamo, se non facciamo cose concrete, ci metteremo almeno cinque anni per tornare ai livelli pre-crisi», ha detto il presidente degli imprenditori, Emma Marcegaglia. Non è il primo richiamo che il numero uno di viale dell'Astronomia rivolge al governo, con il quale peraltro è in buoni rapporti: già all'assemblea annuale di un mese fa, Marcegalia aveva invitato il premier Silvio Berlusconi, seduto in prima fila, a fare in fretta le riforme per risollevare il Paese. E poi, a ridosso del voto, Confindustria ha di nuovo alzato la voce: «La ricreazione è finita», ha tuonato Marcegaglia. I dati del Centro studi puntellano i timori degli imprenditori e sono l'occasione per rinnovare la richiesta di misure strutturali per accorciare i tempi di uscita dalla crisi. «Tornare a una variazione positiva del pil non risolverà il problema», avverte Confindustria. «Se non abbiamo il coraggio delle riforme, usciremo dalla crisi con una capacità di crescita molto bassa», ha insistito Marcegaglia. Ma dove bisogna intervenire per ridare slancio al Paese? Almeno cinque sono i settori che frenano la crescita e che bisognerebbe rivoltare come calzini: burocrazia, infrastrutture, istruzione, legalità e liberalizzazioni. «Queste cose bisogna farle. Non possiamo rassegnarci all'idea che in questo Paese non si possa cambiare», ha detto Marcegaglia. Ma il segnale d'allarme è scattato anche per il welfare, che rischia di rimanere azzoppato dagli effetti della crisi: bassa crescita, disoccupazione e peggioramento dei conti pubblici (il deficit arriverà a sfiorare il 5 per cento del pil nel 2009 mentre il debito salirà al 114,7 per cento e al 117,5 per cento nel 2010). «Senza una crescita più alta diventano insostenibili gli standard di welfare e si incrina la coesione sociale. Le mancate riforme hanno costi enormi», si legge nel rapporto di Confindustria. Marcegaglia ha richiamato più volte il governo sulla necessità di rimettere mano alle pensioni e al governatore Mario Draghi ha risposto che «indicare 'exit strategy' dalla crisi con troppo anticipo rischia di ottenere l'effetto opposto a quello desiderato di stabilizzazione delle aspettative». A proposito di pensioni, il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, ha messo di nuovo le mani avanti: «Il problema delle pensioni non si pone», ha detto. E questo vale anche per gli ammortizzatori sociali messi in campo dal governo. Piuttosto, secondo il ministro, gli industriali sono preoccupati per lo stato in cui versa la sanità: «I timori riguardano la sostenibilità del servizio sanitario e si tratta di timori fondati, se non si realizza il rientro del disavanzo delle Regioni», ha spiegato Sacconi. Sia come sia, Confindustria ha bussato di nuovo alla porta di palazzo Chigi. E lo ha fatto per ottenere ascolto non solo sul terreno delle grandi riforme. Gli imprenditori si aspettano nuove misure di sostegno, prima dell'estate: in ballo ci sono sgravi fiscali per chi investe in tecnologia e un credito d'imposta per la ricerca. Ma c'è un pressing anche per lo sblocco dei «piccoli cantieri» in attesa delle grandi opere. Il ministro Giulio Tremonti è titubante: vorrebbe tenere stretti i rubinetti della spesa per evitare di stressare ulteriormente i conti pubblici sapendo però che qualcosa dovrà concedere, forse già al prossimo Consiglio dei ministri. Michele Lombardi lombardi@ilsecoloxix.it 19/06/2009

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L'Asl non paga il trasporto all'invalido (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 19-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

L'Asl non paga il trasporto all'invalido il caso La visita era privata e la struttura pubblica non ha coperto i costi dell'ambulanza. Così si sono spostati i medici 19/06/2009 Cairo. L'Asl non paga l'ambulanza per il trasporto richiesto dal medico curante, perché la visita è"privata", e allora sono i medici ad andare a casa del paziente, che non si può muovere. Paziente costretto su una carrozzella, senza familiari dotati di patente, e soprattutto senza la possibilità di usufruire di un taxi, in quanto non predisposto ad ospitare i macchinari a cui è legato. Un viaggio, del costo di poche decine di euro, di un paio di chilometri, per coprire la distanza da Bragno a Cairo in ambulanza per una visita specialistica al poliambulatorio "Cairo Salute". Visita prenotata per fare prima e accorciare i tempi della lunga attesa attraverso l'Asl che con lo sportello Cupa aveva fissato la visita a fine estate, settembre. Deve essere sembrata una distanza incolmabile per il paziente, C. C., immobilizzato a letto e costretto a muoversi su una carrozzella, che ha chiesto, invano, tramite il proprio medico curante Donatella Botta, di poter usufruire del trasporto tramite ambulanza, chiedendo che venisse messa a disposizione dalla locale Croce Bianca. Nonostante la richiesta del medico, l'Asl ha risposto picche. «Si tratta di un trasporto richiesto per una visita privata a pagamento. Casistica non prevista" la risposta burocratica che non ha tenuto conto dello stato di infermità a cui è costretto il paziente. Neppure a pagamento C. C., residente in corso Stalingrado a Bragno, è riuscito ad ottenere il passaggio per recarsi a Cairo Salute dove voleva essere visitato dal reumatologo Paolo De Santis. Una fretta motivata dai forti dolori alle gambe e soprattutto dal fatto di avere già in mano esami, radiografie e tac da far vedere al dottore per stabilire una terapia lenitiva. E allora i vertici di "Cairo Salute" si sono mossi in una gara di solidarietà. Il presidente della struttura Amatore Morando si è dato da fare. "Siamo pronti a pagare noi il trasporto". Alla fine è stata raggiunta un'intesa sul fatto di mandare lo stesso De Santis a domicilio: "Dove non arrivano i cavilli della burocrazia, arriva il buon senso" si è limitato a dire Morando dopo essere riuscito a sbloccare la situazione. La famiglia del disabile ieri ha confermato di sentirsi vittima di "assurde normative. Il trasporto lo avevamo chiesto e non ci è stato accordato. Anche se eravamo pronti a pagarlo di tasca nostra. Era una richiesta motivata dalla volontà di accorciare i tempi, per fare prima, senza dover aspettare il mese di settembre. E anche se non era un caso di estrema urgenza, abbiamo preferito scegliere la prenotazione privata, ma siamo andati incontro ad una serie di ostacoli che non potevamo prevedere" precisano nella casa di Bragno. Alberto Parodi 19/06/2009

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"più infrastrutture, meno burocrazia alle imprese toscane serve un aiuto" - ilaria ciuti (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 19-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina IX - Firenze Il fatturato La presidente toscana di Confindustria Antonella Mansi si appella alla Regione "Più infrastrutture, meno burocrazia alle imprese toscane serve un aiuto" "Siamo al meno 19% di produzione rispetto all´anno scorso per tutti i settori e per tutti i tipi di azienda" ILARIA CIUTI (segue dalla prima di cronaca) CENTO giorni fondamentali, centro giorni in cui aiutare le imprese che rischiano di sparire. Perché gli industriali sono d´accordo con i sindacati: la crisi non è finita, anzi il peggio è adesso, e l´ancora peggio deve venire. C´è bisogno di fare in fretta perché le imprese non scompaiano e acchiappino la ripresa quando verrà. Antonella Mansi, che ieri ha incontrato il presidente Martini, gli chiede gli stessi cento giorni che la presidente nazionale di Confindustria, Marcegaglia, ha chiesto al governo. Mansi parte dai dati del primo trimestre 2009 raccolti da Confindustria e Unioncamere: se la fine 2008 era andata male ora va molto peggio: meno 19% di produzione e fatturato rispetto allo stesso periodo dell´anno precedente. Tranne la farmaceutica, per tutti i settori e tutti i tipi di aziende. «E l´export - dice Mansi - perde nei primi tre mesi del 2009 perde il 17%». C´è bisogno di sostegno da parte del pubblico, spiega Mansi: «Da soli non ce la possiamo fare». Non si tratta di aiutare aziende decotte, ma le migliori che avevano iniziato a investire e sono state bloccate dal crollo dei mercati. «Il rischio - dice la presidente - è di perdere i campioni dell´industria toscana». Bene, prosegue, si è mossa la Regione chiedendo al governo, prima in Italia, la cassa integrazione in deroga. «Ma ora bisogna aiutare le imprese». Come? Quattro sono le richieste che Mansi rivolge a Martini. Rendere competitivo il territorio «con infrastrutture, semplificazione delle procedure burocratiche, diminuzione delle fiscalità locale». Poi, aumentare la competitività anche delle imprese fornendo aiuto agli investimenti, senza che la lunghezza di accesso ai bandi e all´ erogazione dei fondi faccia sì che muoiano prima di averli ottenuti. Affrontare la questione del credito. E cambiare completamente il lavoro di promozione delle imprese all´estero, per ricollocarle sui nuovi mercati emergenti. (i.c.)

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Adotta un libro, sarà restaurato il Taggiasco (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 19-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Adotta un libro, sarà restaurato il Taggiasco il prezioso volume sulla storia di bordighera Bordighera. Il blog cittadino di Blacksail è il primo sponsor del restauro dei libri antichi della città. Tutti insieme i bloggisti hanno infatti raccolto una cifra di oltre 350 euro e li hanno destinati al recupero del libro considerato "massimo" dai cultori della leggenda e della tradizione cittadina, quel famoso "Bordighera" scritto da Dino Taggiasco nel 1930. I soldi raccolti da Anne, Angela, Anonimo bordigotto, Claudio, Claudio 2, Club Nautico, Elettra, Elio, Enzo, Ezio, Franck, Frazbonavui, Fuffy, Gigi, Giusi, Jack, Katia, Manu, Marco M., Mariella, Mei, Mimmo, Muru Pistu, Nello, Nemo 3, Torinesi per Bordighera, Omero, Orosbinaco31, Paolo, Rita, Romy, Sagittario, Ser Mauro, Simon, Vincenzo 2 e ovviamente Blacksail, serviranno dunque per restaurare uno dei volumi che la Biblioteca internazionale ha inserito nell'elenco dei più rari e di quelli che più necessitano di cure. La Soprintendenza ligure ha confermato proprio in questi giorni che il Comune poteva dare l'okay all'iniziativa "Adotta un libro" voluta dall'assessore al patrimonio Giulio Viale e coordinata anche dal collega alla cultura Ugo Ingenito. Anche il gruppo del centro storico "U Risveiu burdigotu" ha deciso di raccogliere fondi per restaurare un altro volume: quello dedicato alla regina Margherita di Savoia ed alla sua villa ora proprietà di Comune e Provincia. Unico neo, quando ieri mattina tre dei bloggisti a nome degli altri sono andati a depositare la somma, sono stati richiamati all'ordine nel suo ufficio dal sindaco di Bordighera Giovanni Bosio che si è risentito per il post relativo agli errori grammaticali che la sua segreteria compie nella prediposizione delle delibere municipali. «Sono atti pubblici è inutile che il primo cittadino salga in cattedra - commentano gli animatori del blog Blacksail - Certo che la mole di lavoro in burocrazia è notevole, ma qui si tratta di errori grammaticali compiuti spesso ed anche molto discutibili su documenti assolutamente ufficiali». L.D. .x/19/0906 Il blog cittadino Blacksail è il primo vero sponsor per il restauro dei libri antichi di Bordighera da parte dei privati .x/19/0906

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l'ascensore non si può installare (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 19-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 5 - Prato «L'ascensore non si può installare» E' battaglia legale fra un condomino e l'architetto del Comune PRATO. Tutti i condomini si sono assunti la responsabilità e l'onere di installare un ascensore nel vano scale del palazzo, così da permettere all'inquilino dell'ultimo piano, che ha problemi di disabilità, di vivere decorosamente. Un'opera meritoria che si è scontrata con la burocrazia e con i regolamenti urbanistici del Comune: il progetto è stato bocciato e quell'ascensore non si potrà installare. Un caso più unico che raro, con un condominio pronto ad abbattere le barriere architettoniche per aiutare un disabile e l'architetto del Comune che ne vieta i lavori perchè la riduzione dell'ampiezza di una parte delle scale da 1,10 metri a 0,80 creerebbe un problema di sicurezza in caso di evacuazione d'emergenza del palazzo. Il condominio che si trova in via Billi e che finora ha già affrontato tutte le spese per preparare e presentare il progetto si trova in grande difficoltà da quando l'architetto Giancarlo Naldoni ha notificato loro l'ordinanza di non eseguire le opere richieste. «Credo che a questo punto, salvo un ripensamento dettato dal buon senso, l'unica strada possibile sia quella di adire il Tribunale regionale amministrativo - fanno sapere dallo studio di amministrazione del condominio - Certo è che una situazione del genere si concilia male col proposito di voler abbattere delel barriere architettoniche per permettere ad un disabile di poter uscire dal proprio appartamento che si trova al sesto piano di quel condominio. Anche l'Asl ha già dato il suo parere favorevole visto che l'ascensore è idoneo per contenere una carrozzina, ma evidentemente questo aspetto non è stato preso in considerazione dall'architetto del Comune che ha esaminato la pratica». P.P.

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Assemblea dei soci: Confindustria scalda i motori (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 19-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

PESARO pag. 5 Assemblea dei soci: Confindustria scalda i motori OSPITE DELLA GIORNATA IL NUOVO DIRETTORE GENERALE GALLI «OLTRE LA CRISI, ripartire dalle imprese e dalle politiche industriali». Guarda al futuro con ottimismo l'associazione degli Industriali pesarese, nel giorno in cui celebra l'assemblea Generale dei Soci e, per l'occasione, ospita per la prima volta in città il direttore generale di Confindustria, Giampaolo Galli. Un appuntamento per un'importante verifica interna delle azioni di «vicinanza» realizzate dall'associazione pesarese per consentire agli associati di fronteggiare la crisi, ma anche un'occasione di «alto confronto», come la definisce il presidente Andrea Ugolini «per porre le basi solide della rinascita del sistema industriale della nostra provincia». «È inutile negare che stiamo attraversando mesi difficili spiega il numero uno di Palazzo Ciacchi ma è anche vero che abbiamo lavorato ventre a terra' per rinnovare il nostro impegno attraverso un approfondito periodo di ascolto dei nostri soci, che ho voluto incontrare all'interno delle loro fabbriche, e quindi con la firma di un'intesa storica con Banca Marche, per rendere disponibile un plafond di 20 milioni di euro, che non risolve tutti i problemi, ma aiuta a farlo». Ad Andrea Ugolini il compito di anticipare le prossime mosse di Confindustria: «Continueremo a monitorare tutta la problematica del credito, perché è un'area considerata prioritaria dai nostri quasi 800 associati, e guarderemo ora anche alla pubblica amministrazione, su temi come i pagamenti alle aziende e la burocrazia, sperando di trovare un terreno più disponibile al confronto e al raggiungimento degli obiettivi alla luce della definizione dei nuovi assetti usciti dalle ultime elezioni». L'Assemblea di oggi (appuntamento per i soci a Palazzo Ciacchi alle 10,30) anticipa l'evento pubblico di settembre, quando a Pesaro arriverà il presidente Emma Marcegaglia.

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L'emergenza rifiuti costerà 27 miliardi (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 19-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2009-06-19 - pag: 25 autore: Ambiente. La Bocconi stima le ricadute in 15 anni dei mancati investimenti nelle strutture di trattamento L'emergenza rifiuti costerà 27 miliardi ROMA Una gigantesca maxibol-letta da oltre 27 miliardi di euro da qui al 2024. Pagata da tutti a vantaggio di nessuno. Dispersa nel nulla. è l'ennesimo miracolo (alla rovescia) italiano quello che stiamo costruendo a colpi di spazzatura accatastata, discariche fantasma e termovalorizzatori programmati e non fatti. E si tratta del solo costo economico scientificamente valutabile, ottenuto correlando, tra l'altro, la mancata produzione (per l'Italia preziosissima) di energia che potrebbe venire dall'attività dei termovalorizzatori. Questi i "costi del non fare" valutati dall'Osservatorio della Bocconi guidato da Andrea Gilardoni. Che da quattro anni distribuisce dure strigliate a colpi di numeri e di analisi su quello che si dovrebbe fare e non si fa nei settori più disparati delle nostre opere pubbliche (energia, acqua, trasporti stradali e ferrovieri e, appunto, rifiuti), tirando le somme sugli sprechi. E il labirinto degli ostacoli locali, dalla burocrazia delle autorizzazioni ai ricorrenti pasticci progettuali, non lascia spazio all'ottimismo. Quindi dalla crisi dei rifiuti si passa alla probabile catastrofe nazionale? Proprio così. «Entro due anni – avverte Gilardoni – senza nuovi impianti di smaltimento il sistema di raccolta italiano sarà saturo. Le discariche sono quasi colme e circa la metà dei rifiuti del Paese non troverà collocazione sul territorio nazionale». L'emergenza è ormai cronica per Campania e Sicilia, praticamente conclamata per Liguria e Puglia. Eppure proprio in Sicilia non si riescono a fare, «per eccessiva onerosità», nemmeno le gare per i quattro termovalorizzatori strettamente indispensabili (si veda Il Sole 24 Ore del 16 giugno). I risultati preliminari dello Studio 2009 dell'Osservatorio evidenziano – spiega Gilardoni – che tra il 2009 e il 2024 sarebbe necessario costruire almeno 105 termovalorizzatori con una capacità totale di circa 21 milioni di tonnellate l'anno, e 76 impianti di compostaggio con una capacità totale di 3,2 milioni di tonnellate l'anno. E tutto ciò nell'ipotesi prudenziale che la produzione di rifiuti del Paese non superi i 42 milioni di tonnellate l'anno e comunque si abbia una raccolta differenziata almeno pari al 65% imposto dalla normativa: eventualità «molto improbabile » secondo Gilardoni. Valuta l'Osservatorio che in Italia lo smaltimento dei rifiuti in discarica ha costi economici, ambientali e sociali di circa 71 euro a tonnellata superiori a quelli della termovalorizzazione, che in gran parte si autofinanzia con la produzione di elettricità e di calore. Nel complesso – sintetizza Gilardoni – la mancata realizzazione di queste infrastrutture potrebbe costare al Paese circa 1,5 miliardi l'anno per un totale di 27,3 miliardi nel periodo compreso tra il 2009 e il 2024. Una maxibolletta attribuibile per 23,7 miliardi al "costo del non fare" i termovalorizzatori e per 3,6 miliardi a quello relativo agli impianti di compostaggio. F.Re. © RIPRODUZIONE RISERVATA L'ANALISI Possibile una crisi a livello nazionale perché la capacità di smaltimento non supererà il 50% della produzione effettiva

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La cura che vale il 30% del Pil (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 19-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: PRIMO PIANO data: 2009-06-19 - pag: 3 autore: Sviluppo. Concorrenza, burocrazia, infrastrutture e istruzione La cura che vale il 30% del Pil ROMA Il sistema delle imprese, da solo, non riuscirà a riportare il paese su un sentiero di crescita forte. Quel che serve è un ambiente più competitivo che solo un mix di politiche strutturali convergenti può garantire agendo sui fronti delle liberalizzazioni, della semplificazione amministrativa, del miglioramento del livello di istruzione e del potenziamento delle infrastrutture. Queste riforme, se condotte in porto, potrebbero consentire una maggiore crescita del Pil del 30% nei prossimi vent'anni, con un incremento in termini di valore aggiunto di 471,7 miliardi (quasi 8mila euro in più di ricchezza pro-capite a prezzi costanti e rispetto al 2008). è quanto stima il Centro studi di Confindustria partendo dalla rielaborazione di una serie di recenti analisi sulla competitività realizzate dalla Commissione europea, la Banca d'Italia e il World economic forum. Un aumento del grado di concorrenza nel settore dei servizi, per esempio, potrebbe portare i margini sui costi ai livelli di Eurolandia, con un incremento del Pil dell'11% (l'analisi è di Bankitalia), mentre attualmente secondo l'Ocse i margini sono del 61% in Italia e del 25%sul resto dell'Eurozona. I maggiori investimenti in infrastrutture potrebbero poi dare un 2% in più alla crescita da qui al 2030 (30 miliardi sui valori del 2008). E ancora, una riduzione della burocrazia sui livelli dei migliori paesi europei (qui i riferimenti sono le classifiche Doing business della Banca mondiale) farebbe crescere l'economia almeno del 4% (63 miliardi) mentre una maggiore e migliore scolarizzazione della forza lavoro influirebbe positivamente sulla produttività. In termini di crescita dell'economia nel suo complesso, è il calcolo, ogni anno in più di istruzione per la media degli occupati, farebbe salire il Pil del 5% nel lungo periodo, e un adeguamento del «capitale umano italiano » alla media alta dei paesi industrializzati potrebbe spostare verso l'altro il livello del reddito nazionale di un complessivo 13%. D.Col.

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ALL'ultimo minuto il minsitro per lo Sviluppo Economico, Claudio Scajola è stato costretto... (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 19-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

RAVENNA PRIMO PIANO pag. 2 ALL'ultimo minuto il minsitro per lo Sviluppo Economico, Claudio Scajola è stato costretto... ALL'ultimo minuto il minsitro per lo Sviluppo Economico, Claudio Scajola è stato costretto da impegni di governo, a disdire l'appuntamento fissato da tempo, con l'assemblea degli industriali ravennati. Al suo posto, interverrà comunque il sottosegretario con delega all'Energia, Stefano Saglia. Confermata invece, la presenza della presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia. L'appuntamento è per oggi alle 17 al Pala De Andrè. Previsti gli interventi del sindaco Fabrizio Matteucci e del presidente della Provincia, Francesco Giangrandi. Tema dell'assemblea di quest'anno è Energia e Ambiente: risorse per il futuro'. Nella sua relazione, il presidente di Confindustria Ravenna, Giovanni Tampieri, si soffermerà sui temi della crisi economica, sul progetto Ravenna2030, sulla necessità di una drastica riduzione della burocrazia nella Pubblica Amministrazioni e sulle questioni connesse all'energia. Tampieri oltre a chiedere il sostegno del Governo per i progetti che interessano il territorio ravennate, come il distretto nautico si soffermerà sull'importanza di coniugare le fonti di energia tradizionale (come gli idrocarburi) con quelle rinnovabili (energia eolica, solare, da biomasse, artificial tornado', cattura del CO2). «Ravenna ha maturato in 50 anni di attività in campo energetico, una grande esperienza che non ha riscontro in altre province. Per questo sosteniamo che il Tecnopolo dell'Energia non possa che avere sede a Ravenna». Di Tecnopolo si è parlato ieri mattina nel corso di un incontro in Municipio con l'assessore regionale Duccio Campagnoli. «E' stato un incontro estremamente positivo» commenta Matteucci. «Si è parlato di come realizzare il Tecnopolo. Grazie alla collaborazione tra Regione, enti locali e imprese si raggiungerà questo traguardo importante».

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Liberale, grande sociologo, europeista scettico. Sono queste le prime tre definizioni che vengono in... (sezione: Burocrazia)

( da "Unita, L'" del 19-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Liberale, grande sociologo, europeista scettico. Sono queste le prime tre definizioni che vengono in mente per compendiare la personalità di Lord Ralf Dahrendorf, nato nel 1929 ad Amburgo e scomparso ieri a Colonia, dopo essere stato colpito in maggio da una grave malattia, come ha annunciato l'edizione on line della Badische Zeitung e confermato la casa editrice Laterza, che ha pubblicato in Italia tanti dei suoi libri. «Lord», perché dal 1983 aveva adottato la cittadinanza britannica, e nel 1993 la Regina Elisabetta lo aveva nominato tale, con il titolo di «Baron Dahrendorf of clare Market in the city of Westminster». Del resto dal 1974 al 1984 era stato direttore della prestigiosa London School of Economics, istituzione dapprincipio fabiana e protolaburista, ma via via tendenzialmente liberale e in ogni caso ineccepibilmente pluralista. E in quel ruolo si era profondamente radicato nel mondo culturale britannico in senso lato, oltre che nell'empireo dell'accademia inglese e cosmopolita. Vediamo allora quelle tre definizioni sommarie di Lord Ralf, con tutto quello quel che c'è dentro. Liberale, certo, ma di tipo particolare. Tanto per cominciare era figlio di un deputato socialdemocratico a Weimar e fino al 1960 fu persino iscritto al partito socialista. Ad un congresso della Spd nel 1960, parlò tuttavia in modo inequivoco, e l'equivoco finì. E venne fuori che Dahrendorf proclamava la centralità delle libertà individuali, il conflittualismo diffidente dello stato, l'avversione alle grandi coalizioni. Insieme alla necessità di dar «sostanza» alle libertà, con politiche sociali in grado di potenziare le «chanches» individuali, contro «legamenti», ineguaglianze e privilegi. Messe così le cose fu Willy Brandt stesso a suggerirgli di abbandonare l'Spd (a cui era iscritto con pigrizia), pur ringraziandolo per l'importante contributo. E le racconta Dahrendorf stesso queste cose, non senza autoironia, in un bel libro con Vincenzo Ferrari, pubblicato per Laterza nel 1979 (Intervista sul liberalismo e l'Europa). Dunque un liberale sui generis, progressista, favorevole anche alla cogestione degli operai nelle imprese, e autore nel 1969 delle Tesi di Friburgo, a base del Fdp che andò al governo con la Spd. Avercene avuti da noi di liberali così! Ma Dahrendorf, che aveva studiato filologia, filosofia e sociologia ad Amburgo, nonché a Londra tra il 1947 e il 1952, fu anche notevole sociologo, benché non amasse del tutto la definizione. «Troppo limitata e settoriale - diceva - preferisco quella di scienziato sociale». Perché? Semplice, perché il suo vero modello erano Max Weber e Talcott Parsons, anche se criticava il funzionalismo chiuso del secondo. Insomma si sentiva un teorico a tutto campo, imbevuto com'era di teoria politica, filosofia, storia della cultura, storia, economia, e scienze sociali in generale. E al centro della sua teoria c'era il «conflitto», chiave di volta delle sue idee. Tematizzato in un'opera importante, che era anche un tentativo di smontare Karl Marx partendo però da Marx: Classi e conflitto di classe nella società industriale (Laterza, 1970, prima edizione tedesca del 1957). Le classi? C'erano per Dahrendorf, come concetto e realtà. E però, mano a mano, si «sfrangiavano», divenivano «gruppi di interesse», in lotta per il potere e l'autorità. Per le risorse, e pure per il riconoscimento di «status». E via via che le classi si sfrangiavano - proprio a causa della lotta di classe degli inizi - emergevano gli individui e le loro lotte per emanciparsi dai «gruppi». Dinamica che al contempo favoriva la nascita di nuovi gruppi e nuove elites. Era un elitista Daherndorf, infatti la sua democrazia coincideva col ricambio delle elites, come in Mosca, Pareto e Gobetti. visione ottimistica, che prescindeva dal fatto che l'economia capitalistica restava oligarchica e di tipo privatistico. Malgrado il ruolo dei manager che a suo dire mutavano il profilo del capitalismo, diversificandolo tra gestori e proprietari (quasi inutili). In realtà il management - che seppe analizzare in tempo - era e resta una «porzione» e una funzione del capitale finanziario, con cui esso deve fare i conti, anche quando nelle società entrano milioni di risparmiatori(con sindacati e fondi pensione). Infine l'Europa, altra croce e delizia di Dahrendorf. Che fu membro della commissione esecutiva della Cee, dal 1970 al 1974. Per un conflittualista e pluralista come lui, nascondeva dei rischi di burocrazia. Un'eccessiva ingessatura vincolistica, capace di risvegliare nazionalismi sopiti. Non amava la Commissione europea non eletta, e le preferiva un parlamento eletto. Non credeva a una Super-nazione, e preferiva le cosiddette «cooperazioni rafforzate», tra stati che poco a poco avrebbero potuto garantire una struttura confederale aperta e allargata, un mercato unico regolato. Non una vera entità federale sovrana. Inadatta ai diversi livelli di sviluppo, e alle diverse «policies» necessarie a quei livelli. Forse sbagliava, con il senno di poi. Eppure visti certi risultati, tanti dei «caveat» di Lord Dahrendorf a riguardo andrebbero senz'altro riconsiderati.

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(sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 19-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

BOLOGNA ECONOMIA pag. 9 «Riapriamo il centro, aiutiamo il commercio» Le ricette anti crisi di Castelli (Ascom) MISSIONE: «Riaprire il centro storico, rivitalizzarlo. E far sì che Bologna ritorni a essere attraente». Paolo Castelli, 43 anni, è il presidente dei mobilieri Ascom, categoria forte di una novantina di associati, realtà che si occupano di arredamento e casalinghi. Da imprenditore del settore gestisce quattro negozi fa il punto della situazione, vista la crisi economica che picchia duro. Si rischia che qualcuno dei vostri associati non sopravviva alla tempesta? «Il rischio c'è, i problemi che affrontiamo sono gli stessi degli altri commercianti». Riaprire il cuore di Bologna al traffico è la sua soluzione? «Una premessa. Noi soffriamo moltissimo la concorrenza della grande distribuzione. Non solo per le politiche di prezzo, ma per la fruibilità, da parte dei clienti, di quei punti vendita». Si raggiungono più facilmente. «Esatto. Il centro è chiuso, c'è la crisi, facciamo sì che ci siano meno divieti». Appunto spegnendo Sirio? «Intanto, il Comune dovrebbe pubblicizzare di più che il sabato la Zona a traffico limitato è sospesa. Poi, basterebbe creare delle finestre». Esempio? «A Verona ci sono controlli simili, però col via libera dalle 11 alle 12 e dalle 17 alle 18. Qui gli acquisti si concentrano soprattutto tra le 11 e le 12.30 e le 17 e le 19.30: in queste fasce a Bologna basta multe». Basterebbe solo questo? «No, ma può aiutare a rivitalizzare il commercio. Altro tema i parcheggi: logico che si va in un centro commerciale, lì sono gratis. Cerchiamo soluzioni». I divieti pesano sul vostro settore? «Tantissimo. E non solo come clientela in negozio. C'è troppa burocrazia quando dobbiamo chiedere un permesso per portare e montare una cucina da un cliente o scaricare altri mobili. A volte giorni». Batte solo sul tasto traffico. «Al centro serve pure più pulizia, l'arredo urbano va riqualificato». La concorrenza della grande distribuzione come si affronta? «Puntando sui prodotti di qualità, comunque a prezzi contenuti». Lei è stato eletto in consiglio comunale, nella lista civica di Alfredo Cazzola. Obiettivi? «Oltre agli interventi sul centro, bisogna rilanciare il marchio Bologna. Tempo fa da tutta la regione si veniva a fare shopping qui, adesso...». Proposte? «Partiamo da un tavolo con le principali forze economiche, compreso Comune, l'aeroporto e la Fiera. E lavoriamo insieme per rendere più attraente la città». Matteo Naccari

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1) Per la prima volta una donna si candida alla guida della città. Mi presento con un gru... (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 19-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

1) «Per la prima volta una donna si candida alla guida della città. Mi presento con un gruppo rinnovato e metto a disposizione la concretezza, la passione e l'esperienza che ho acquisito come insegnante, quindi lavorando sul territorio, e soprattutto come amministratrice di un consorzio socio sanitario, Ho avuto modo di conoscere tutti i problemi che riguardano la famiglia, i giovani, gli adulti, le imprese e i lavoratori». 2) «L'ascolto della gente, quindi la valorizzazione del cittadino con scelte non calate dall'alto, ma fatte assieme e per la gente. Vogliamo far ritornare Cossato un polo importante di riferimento del territorio. La città ha le capacità di riconquistare quel ruolo di capofila e di comune pilota che si è annacquato negli ultimi anni». 3) «Vogliamo lavorare sui regolamenti del comune per snellire la burocrazia. Una priorità sarà la creazione di sportelli unici per dare risposte veloci. Altro tema caldo è il lavoro, ma quest'emergenza non si può affrontare da soli. Bisogna tentare di arginare una situazione che sta diventando sempre più problematica». 4) «La giunta uscente ha realizzato e portato a termini tantissimi progetti. Bisogna sviluppare quelli già avviati, come la lingua dei segni, mentre punterei sulla manutenzione ordinaria del territorio per la gestione dell'arredo urbano. Per tale aspetto ho pensato ad una figura che si occupi espressamente di questo aspetto. La città deve diventare più bella ed accogliente». 5) «La convenzione va rivista con la ridistribuzione dei parcheggi: mi riferisco all'ampliamento delle zone a disco orario nell'immediata vicinanza dei servizi. Come già annunciato intendo non sanzionare immediatamente il cittadino con una multa, ma con un avviso che lo obblighi a pagare nelle 24 ore successive. La gente non si deve più sentire vessata o colpevolizzata per il mancato pagamento del tagliando». 6) «La crisi è globale, il nostro territorio deve essere considerato e ascoltato. Non vogliamo ricevere slogan, ma risorse; queste ultime sono arrivate solo grazie alla Regione Piemonte, governata da una giunta di centrosinistra. Gli aiuti sono giunti alle famiglie non grazie a fondi governativi, ma allo spostamento da parte della presidente Bresso di fondi da un capitolo di bilancio a un altro. Il tessile avrà un futuro diverso rispetto al passato, si dovrà sempre più puntare sulla qualità e l'eccellenza, ma non bisogna fare l'errore di puntare solo su questo, altrimenti saremmo perduti. Bisogna cercare strade alternative, puntando ad una maggiore scolarizzazione e formazione. Tra i settori punterei sul turismo e lo sviluppo delle nuove tecnologie ambientali».

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Confindustria Rimini , presentato il quadro congiunturale (sezione: Burocrazia)

( da "Sestopotere.com" del 19-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Confindustria Rimini , presentato il quadro congiunturale (19/6/2009 14:01) | (Sesto Potere) - Rimini - 19 giugno 2009 - Si è tenuta in mattinata l'Assemblea dei Soci di Confindustria Rimini con l'intervento del Presidente Emma Marcegaglia. Presentato nell'occasione anche il quadro congiunturale. L’ufficio economico di Confindustria Rimini nel mese di maggio ha svolto tra i propri associati un’indagine congiunturale qualitativa sui parametri: produzione, ordini interni, e ordini esteri. Per quanto riguarda la produzione in maggio il 44,90% degli intervistati dichiara un calo, mentre solo 24,49% la prevede in calo anche in giugno. Gli ordini interni in maggio sono indicati in calo dal 42,86% degli intervistati, mentre solo il 24,49% li prevede in calo anche in giugno. Infine per quanto riguarda gli ordini esteri in maggio sono in calo per il 21,43% degli intervistati, mentre le previsioni di giugno indicano nel 12,24% la percentuale dei pessimisti. Questi dati confermano che i “germogli” di ripresa indicati dal CSC (Centro Studi di Confindustria) a livello nazionale trovano riscontro anche nel nostro territorio. Ora l’impegno di tutti deve essere quello di farli rinvigorire. La complessità e gravità della situazione, che non ha precedenti negli ultimi 60 anni, richiede di essere letta con lenti bifocali. In altre parole, è necessario focalizzarsi sugli interventi dell’immediato, senza però perdere di vista le prospettive a lungo termine per essere pronti a cogliere la ripresa quando arriverà. Il breve termine Nell’immediato, le imprese devono gestire tre situazioni molto pericolose: Calo degli ordini; Difficoltà di incassare i crediti; Eccesso di capacità produttiva. Per affrontare le prime due è necessario che le Banche ritornino a fare il loro mestiere concedendo i crediti e superando, se necessario, anche i parametri di Basilea 2 ormai non più adeguati. Inoltre, le Pubbliche Amministrazioni debitrici nei confronti delle imprese devono onorare i loro debiti fin da subito, superando anche il patto di stabilità ove necessario. Ed infine anche le imprese devono sforzarsi di rispettare i propri impegni verso i propri creditori. Per affrontare la terza è necessario procedere a profonde trasformazioni, ristrutturazioni ed efficientamenti delle aziende nel rispetto del valore del mantenimento della coesione sociale. Condividiamo lo sforzo di Confindustria per ottenere l’allungamento della CIGO (cassa integrazione guadagni ordinaria) e per l’applicazione degli ammortizzatori sociali in deroga. Il patrimonio più importante delle imprese è il capitale umano. Deve essere conservato in azienda per essere pronti a cavalcare la ripresa che verrà. Il medio-lungo termine L’obiettivo di medio lungo periodo invece deve puntare sulle grandi riforme. Dall’ammodernamento della Costituzione allo snellimento e alla riforma della burocrazia. Da un nuovo modo di formare le nuove generazioni, dalle scuole dell’obbligo all’Università, dove il merito deve diventare il principale riferimento verso cui orientarsi. Da un nuovo modo di affrontare il welfare e il nodo delle pensioni, alla sanità i cui costi non devono più essere parametrati a quelli storici, ma bensì a quelli standard. Dal favorire la capitalizzazione delle imprese, come è già stato ottenuto riducendo le aliquote di rivalutazione degli immobili aziendali, alla diminuzione delle imposte, passando attraverso la detassazione degli utili reinvestiti. E infine il rinnovamento delle reti sia materiali che immateriali per dare finalmente all’Italia quelle infrastrutture che sono lo scheletro necessario alla nuova auspicata fase di crescita. E’ proprio la crescita quella che è mancata in questo ultimo decennio al nostro Paese. La nostra velocità di crescita è stata in alcuni casi almeno il 50% inferiore rispetto a quella dei nostri principali competitori.

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Assemblea dei Soci di Confindustria Rimini con l'intervento di Emma Marcegaglia, la cronaca (sezione: Burocrazia)

( da "Sestopotere.com" del 19-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Assemblea dei Soci di Confindustria Rimini con l'intervento di Emma Marcegaglia, la cronaca (19/6/2009 14:03) | (Sesto Potere) - Rimini - 19 giugno 2009 - “Ritengo che la cultura del cambiamento, sia sempre la carta vincente per lo sviluppo, ma nel contesto di questa crisi mondiale lo è ancora di più”. Lanciammo nel 2006 assieme ad Ance Rimini nel convegno “Rimini e i Creativi – Territorio, Risorse, Vivibilità, Strategie, Sviluppo” l’idea che il territorio della Provincia di Rimini si dovesse dotare di un Piano Strategico per immaginarsi cosa sarebbe diventato nei prossimi 20 anni. Ora il Piano Strategico promosso dalla Provincia, dal Comune, dalla Camera di Commercio e dalla Fondazione Carim, con la partecipazione di tutte le categorie e soggetti sociali, è nella fase di elaborazione finale in modo che il prossimo autunno possa finalmente diventare la bussola per orientare le iniziative di sviluppo del territorio. Vedere che in un territorio il cambiamento non è più solo la cultura di pochi, ma sta diventando il paradigma della maggioranza dei cittadini, degli imprenditori, delle forze politiche e degli amministratori, consente di guardare al futuro con fiducia. Sono certo che Rimini e la sua Provincia sapranno riprendere il cammino del loro sviluppo e raggiungere così traguardi ancora più ambiziosi”. Questa una parte del significativo intervento con cui il Presidente di Confindustria Rimini, Maurizio Focchi, si è rivolto all’Assemblea dell’Associazione che lo ha riconfermato a capo degli imprenditori riminesi. L’Assemblea si è svolta questa mattina, venerdì 19 giugno, al Palacongressi di Riccione. Ospite d’onore il Presidente di Confindustria Emmma Marcegaglia. Con Focchi sono stati eletti i due Vicepresidenti Paolo Gerani e Paolo Maggioli. Maurizio Focchi, dopo avere ringraziato ed elogiato il Presidente Marcegaglia per le capacità dimostrate nell’affrontare questo delicato momento, ha analizzato la congiuntura nazionale per poi concentrarsi sulla realtà territoriale. In particolare, ben sapendo che in ogni momento di crisi vi sono minacce da superare e opportunità da cogliere, ha sottolineato quanto sia necessario mettere a fuoco i principali punti di forza su cui far leva, e quelli di debolezza da neutralizzare e superare. Gli 8 punti di forza? - Diffusione capillare della piccola, media e grande impresa in tutto il territorio della Provincia con imprenditori di grande valore e inventiva. Essi hanno saputo consolidare a livello locale, e proiettare a livello internazionale se non addirittura mondiale le proprie imprese. Nella meccanica strumentale, nell’abbigliamento, nell’arredo e design, nell’agroalimentare, nell’informatica e in tanti altri settori. - Affermazione dell’industria dell’ospitalità declinata in tutte le sue forme d’accoglienza facendo diventare il soggiorno nel nostro territorio per qualsiasi tipo di esigenza un evento personalizzato. Contestualmente a questa industria nata nei primi anni cinquanta si è venuta sviluppando negli anni 70/80 una generazione di imprenditori manifatturieri e di servizi che hanno sviluppato un importante settore produttivo nel nostro territorio. A tal proposito Confindustria Rimini ha commissionato all’Università di Milano uno studio dal quale emerge che il territorio di Rimini è nella media nazionale in termini di presenza del settore manifatturiero. Anche se per la sovraesposizione del settore turistico, è venuta formandosi nell’immaginario collettivo l’idea che Rimini non sia un territorio rilevante dal punto di vista manifatturiero. Va rivendicato invece per Rimini un ruolo manifatturiero molto importante e indispensabile per garantire una nuova fase di crescita nel nostro territorio unitamente all’industria dell’ospitalità che ne è l’altro pilastro. - Maestranze, tecnici, dirigenti e professionisti molto ben preparati e motivati da essere quel supporto indispensabile a garantire la crescita economica di un territorio come il nostro. Da non dimenticare la tradizione di una forte coesione sociale, perseguita con tenacia dalle Imprese e dalla OO.SS., indispensabile per promuovere un clima di collaborazione necessario al benessere e allo sviluppo di tutta la società. - La presenza della sede Universitaria ha garantito in questi anni l’innalzamento del livello culturale e ha gettato le basi per la crescita della nostra provincia. Essa deve far sempre più leva sulla creazione della conoscenza e delle competenze al fine di competere al meglio con gli altri territori. - Una forte crescita della propensione all’export delle nostre imprese manifatturiere, che negli ultimi anni a partire dal 2006 sono passate da un fatturato export di 1.088 milioni di euro a uno di 1.457 milioni di euro con una percentuale di incremento del 33,9% di euro. - La dotazione del nostro territorio di importanti infrastrutture, citandone solo alcune come la Fiera di Rimini, i nuovi Palazzi dei Congressi di Rimini e Riccione, la Darsena, i Parchi Tematici, i Centri Termali e altre ancora. - La costante attenzione a coniugare lo sviluppo con la sostenibilità. In altre parole, una particolare attenzione all’ambiente sia nella fascia costiera sia nell’entroterra quale motore dello sviluppo futuro. - La presenza di una notevole rete di Istituti di Credito locali vicini alle esigenze del territorio che costituiscono un punto di riferimento importante per il tessuto imprenditoriale. Gli 8 punti di debolezza? - Burocrazia statale e locale non al passo con le esigenze dell’economia. Un primo esempio sono i nuovi siti produttivi previsti già nel PTCP approvato nel 1999 e poi confermati in quello approvato nel 2008, che non sono ancora in fase di realizzazione. Un altro esempio denunciato dal mio collega Presidente di Ance Rimini. All’inizio del 2008 giacevano presso il Comune di Rimini una cinquantina di Piani Particolareggiati da esaminare. All’inizio del 2009 sono ancora aumentati. Dietro ogni piano ci sono cospicui investimenti che potrebbero partire svolgendo una importante azione anticiclica specialmente in una situazione di economia stagnante come questa. - Infrastrutture per la mobilità del tutto insufficienti. Manca la terza corsia dell’autostrada. La variante all SS16 non sarà pronta prima di 10 anni almeno. Le strade provinciali e di penetrazione nei vari centri urbani sono carenti come lo sono i parcheggi. Non oso immaginare cosa potrà succedere a Rimini in concomitanza di importanti eventi fieristici e di convegni. Collegamenti su ferro molto marginali rispetto alle esigenze ed esclusione della nostra zona dagli investimenti sulla TAV. - L’Aeroporto è contemporaneamente un punto di debolezza, ma anche di forza, e merita una menzione a sé. In questi anni ha fatto un salto di qualità che a noi fa piacere riconoscere e inoltre apprezziamo che proprio in questi giorni ci sia un ulteriore incremento delle località collegate. Resta però indubbia la necessità di un suo ulteriore potenziamento se Rimini vorrà giocare come player globale sul mercato delle fiere, dei centri congressi nazionali, europei e anche mondiali. Per questo come Confindustria Rimini non mancheremo di dare il nostro sostegno istituzionale e il supporto finanziario necessario allo sviluppo come abbiamo fatto lo scorso anno sottoscrivendo l’aumento di capitale. - L’Università come l’aeroporto è contemporaneamente un punto di forza, ma anche di debolezza, perché è centrata solo in parte sulle esigenze delle imprese locali. Questa debolezza potrà essere superata quanto più crescerà la collaborazione tra l’Università e il mondo delle Imprese. In questa linea Confindustria non farà mancare la propria spinta e il proprio supporto. - Mancanza di poli tecnologici e di ricerca che possano essere il traino per la crescita delle imprese soprattutto per quanto riguarda la creazione di nuovi prodotti e l’implementazione di nuovi processi produttivi. Sappiamo che questo punto è uno di quelli sui quali fa leva il Piano Strategico per delineare il futuro sviluppo di Rimini. Auspichiamo che questo progetto si concretizzi con lo sforzo congiunto di Confindustria e di tutti gli attori del Piano Strategico stesso. - Insufficiente sostegno alle imprese in particolare in questo momento di crisi da parte di alcuni settori del credito che, soprattutto alle piccole e medie imprese, hanno fatto mancare in alcuni casi l’auspicato supporto. Come emerge da una nostra recente indagine in cui il 78,95% delle imprese che hanno risposto al questionario in maggio registra un razionamento del credito contro una percentuale del 73,97% in marzo. - Esiste un’ampio margine di miglioramento nella proiezione della nostra rappresentanza politica sia a livello regionale che nazionale. Come Confindustria cercheremo di stimolare e affiancare i nostri rappresentanti politici per creare un consenso a livello provinciale, regionale e nazionale. Solo così potremo sperare di realizzare le opere importanti che servono al futuro del nostro territorio. - La cultura dei veti incrociati non è ancora spenta. Questo crea sempre grandi problemi per la crescita di un territorio, ma soprattutto in momenti come questo dove il cambiamento è un “DOVERE” che solo con il consenso si può perseguire. Focchi ha quindi ricordato l’importante azione svolta da Confindustria Rimini sul territorio che come nel passato, ma anche nel presente e futuro, continuerà a lavorare per rafforzare i punti di forza e per superare quelli di debolezza. Innanzitutto proseguendo nel ruolo di rappresentanza e di tutela degli interessi legittimi delle imprese nel rispetto degli interessi generali. Inoltre, sarà presentato il 2° Bilancio Sociale del Sistema Confindustria Rimini e l’Implementazione di un Bilancio Sociale Sintetico Integrato delle imprese della provincia aderenti a Confindustria Rimini. Senza dimenticare, i vari servizi offerti attraverso Assoenergia, Assoform e Assoservizi. Servizi che vanno dalla sicurezza all’internazionalizzazione, dalla gestione paghe alla formazione, fino alla promozione della cultura tecnica dell’efficienza, della lotta agli sprechi e del cambiamento. Il tutto con l’idea che l’imprenditoria italiana e quindi anche quella riminese siano come una vettura da corsa ben concepita e pronta alla competizione, per la quale in questo momento sono veramente indispensabili due cose: le banche devono fornire la benzina per far girare il motore; la burocrazia e la mentalità del veto devono smettere di tenere il freno a mano tirato.

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Ospedale S. G. di Dioper pochi secondi al buio (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 19-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

black out elettrico Ospedale S. G. di Dio per pochi secondi al buio «Il Comune é stato sempre puntuale nel rilascio delle autorizzazioni alle varie attività dell'imprenditore Salvatore Moncada». Lo ha ribadito ieri mattina, in un'apposita conferenza stampa, il sindaco Marco Zambuto. «Non voglio fare polemiche - ha detto - ma solo ristabilire la verità. A seguito delle accuse di Moncada alla burocrazia comunale ho chiesto una relazione al settore urbanistica. Vi si evince che a seguito della convenzione stipulata tra il Comune e la ditta il 27 agosto 2008, sono state rilasciate ben cinque concessioni edilizie, ma nessuna con silenzio-assenso, esaurendo l'arretrato che Moncada aveva con il Comune». Allora non sono vere le lunghe attese? «Quando egli ha atteso ciò é stato o perché la pratica era incompleta, e dunque abbiamo aspettato che lui la integrasse, o perché abbiamo atteso il parere di altri enti o ancora perché la concessione non poteva essere rilasciata senza l'esecutività del piano regolatore. Questi ultimi nulla osta sono stati rilasciati a fine marzo, cioé pochi giorni dopo l'esecutività "ope legis" del prg. Tutto questo non lo dico io, ma ci sono date e numeri di protocollo, nella relazione, che possono essere verificati. Noi non siamo inadempienti rispetto alla convenzione. Moncada non é stato boicottato: questo Comune rende servizi quanto più possibile tempestivi senza distinguere tra il grosso imprenditore ed il cittadino comune». Sull'aviosuperficie? «Di quello abbiamo già parlato: progetto presentato il 23 dicembre, conferenza di servizi a marzo in cui si decide di seguire la strada della variante al prg, progetto ripresentato il 18 maggio: tempi molto ristretti! Il fatto é che mercoledì scorso in Soprintendenza Moncada si é reso conto che il vincolo paesaggistico gli avrebbe complicato la vita. Peraltro il resort che intendeva costruire avrebbe rotto gli equilibri previsti dal prg in quella zona. Lui stesso ha ipotizzato allora di eliminarlo e lasciare solo l'aviopista. Nessuno però gli ha detto che non poteva far nulla, avrebbe dovuto essere il consiglio ad occuparsi della faccenda ed anzi eravamo rimasti che lunedì avrebbe dovuto presentare una dichiarazione di interesse pubblico per l'aviopista per superare il vincolo. Lunedì invece la ormai famosa lettera cui ne é seguita un'altra (esibita in conferenza stampa, ndr) con la quale afferma "di avere maturato un diverso convincimento e di avere deciso di ritirare il progetto per la realizzazione di un'aviosuperfice e di un centro turistico alberghiero". Decisione legittima per un imprenditore, per carità, ma non si nasconda dietro il luogo comune della burocrazia inefficiente». Salvatore Fucà

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Brunetta promette certificati on line da dicembre per tutti (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere delle Alpi" del 20-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il ministro elogia l'ente Provincia Brunetta promette certificati on line da dicembre per tutti BELLUNO. «L'eccellenza va riconosciuta da qualsiasi parte». Il mattatore dei dipendenti pubblici, il ministro Renato Brunetta, parla così dei quattro premi ottenuti di recente dall'amministrazione provinciale attraverso il suo ministero. Brunetta ieri mattina è arrivato a Belluno per sostenere la candidatura di Gianpaolo Bottacin alla presidenza della Provincia nel ballottaggio di oggi e domani. Il ministro ha ricordato le sue battaglie per aumentare la produttività della pubblica amministrazione e ha scherzato su chi lo ha soprannominato "Padre Pio": «Perché ho guarito il 40% dei dipendenti pubblici. Non sono cattivo, ma dimezzare l'assenteismo vuol dire più sanità, più servizi ai cittadini, più scuola...». Il ministro ha annunciato un progetto da avviare a settembre con il prossimo presidente della Provincia e col Comune. «In pochi mesi e con poca spesa realizzeremo un protocollo di intesa per informatizzare in tutte le aree montane i servizi della pubblica amministrazione. Tutto, dalle visure catastali ai certificati anagrafe, si potrà fare per via elettronica con assistenza per i più anziani. Basta con la burocrazia inaccessibile», dice il ministro, «la gente non ha tempo da perdere con le code. Entro dicembre questo servizio sarà attivo nel bellunese che diventerà prototipo per tutta la montagna».

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Il comandante Luconi Bisti: Dateci l'autoscala (sezione: Burocrazia)

( da "Trentino" del 20-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

L'APPELLO Il comandante Luconi Bisti: «Dateci l'autoscala» MADONNA DI CAMPIGLIO. Ogni volta si è portati a credere - e sperare - che sia l'ultima, almeno per i prossimi vent'anni. Ma, purtroppo, l'esperienza recente insegna che non è proprio così. Per Campiglio, sul fronte incendi è un "momentaccio": prima malga Zeledria, poi discoteca Zangola, subito dopo Salone Hofer, ieri mattina l'albergo Madonna. Negli ultimi anni, uno autentico stillicidio. L'autoscala è sempre più una priorità; senza quelle di Tione e Trento anche ieri le cose sarebbero potute andare ben peggio. Al corpo di Campiglio ne è stata assegnata una dopo l'incendio del Des Alpes del capodanno 2007. Ma ai piedi del Brenta ancora non è arrivata; a che punto è l'iter per la consegna del prezioso (in tutti i sensi, visto che costa più di 600 mila euro) automezzo? «Il procedimento burocratico di assegnazione dell'autoscala a Campiglio è stato rallentato dal dramma del recente terremoto abruzzese - dice Franco Luconi Bisti, comandante dei pompieri della località - ora nulla osta alla sua definitiva assegnazione. I soldi sono già stanziati da oltre un anno; ma le lungaggini burocratiche sono immancabili quanto incomprensibili. Quanto successo ieri, per l'ennesima volta, impone un'accelerazione all'operazione. Spero che per il dicembre 2010 il problema sia finalmente risolto - conclude il comandante - Fa rabbia vedere come la burocrazia possa rallentare un iter provinciale altrimenti rapido; i soldi ci sono, le carte non ancora». (p.b.)

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di Luca Pautasso Astensionisti alle urne? Yes, they can (sezione: Burocrazia)

( da "Riformista, Il" del 20-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

di Luca Pautasso Astensionisti alle urne? Yes, they can ELEZIONI. Il ministro Maroni ha invitato chi andrà alle urne per i ballottaggi a non votare per i referendum. Ecco quale sarà la complicata procedura da seguire. Intanto continuano le dichiarazioni favorevoli e contrarie sulla consultazione di domani e lunedì. di Luca Pautasso Astensionisti alle urne? Yes, they can. L'invito lanciato in questi giorni dagli esponenti della Lega Nord a non ritirare le schede relative ai tre quesiti referendari sulla legge elettorale potrà effettivamente essere seguito da chi, questo fine settimana, dovrà recarsi ai seggi per votare i sindaci e presidenti di provincia finiti al secondo turno. Lo stesso era stato ribadito in questi giorni dal ministro degli Interni Roberto Maroni, il quale aveva sì più volte sottolineato che agli elettori questa possibilità sarebbe stata effettivamente riservata, ma senza spiegare il fatidico "come". Il sistema però c'è, e, anche se abbastanza macchinoso, è già a completa conoscenza dei presidenti di seggio: è proprio a loro, infatti, che l'elettore il quale volesse rifiutarsi di ritirare tutte e tre, o due, o una soltanto delle schede referendarie deve manifestare la propria intenzione. A questo punto, il presidente di seggio dovrà verbalizzare una nota speciale che riporti i dati dell'elettore e la sua determinazione a non ritirare una o più tra le schede. La stessa nota dovrà poi essere controfirmata seduta stante dall'elettore, ed essere messa agli atti all'interno del verbale di scrutinio. Tanta ufficialità e ancor più burocrazia possono scoraggiare, ma sono certamente sicura garanzia di tutela della libera manifestazione di intenti dell'elettore "astensionista al seggio". Ma mentre il Carroccio, attraverso le dichiarazioni dello stesso Senatùr, si dice sicuro del fatto che il raggiungimento del quorum alle urne non si verificherà, da più parti, maggioranza compresa, fioccano ancora gli appelli al voto. «Credo sia opportuno utilizzare tutti gli strumenti che la Costituzione mette al servizio dei cittadini per partecipare e quindi non perdere l'occasione, domenica e lunedì, per andare a votare, a prescindere dal fatto che si voti sì oppure no» dichiara il presidente della Camera, Gianfranco Fini. «Voterò no perché il referendum si trasformerà in uno scacco matto alla democrazia per gli obiettivi ignobili del presidente del Consiglio - attacca duramente il leader Idv, Antonio Di Pietro - Se passasse il referendum, questa classe politica trasformerebbe la volontà popolare in un "porcellum del porcellum"». «Sul referendum lascio il giudizio ai cittadini» è invece la posizione del premier, Silvio Berlusconi, che si è espresso per il sì. Come fa il portavoce pdl Daniele Capezzone: «Personalmente, avendo fatto parte del Comitato promotore dei quesiti, andrò a votare e voterò tre volte sì. Ritengo che la tendenza bipartitica possa essere ulteriormente rafforzata, avvicinando l'Italia ai sistemi anglosassoni e semplificando ulteriormente la politica». Un appello contro l'astensione e contro il no arriva anche dal senatore del Partito democratico Stefano Ceccanti: «Chi oggi si astiene o vota no perde poi il diritto di lamentarsi della porcata di Calderoli - sostiene - L'unico esito sicuro dell'astensione e del no sarebbe il riportarci a votare la prossima volta con la solita legge». Ciononostante, l'incognita circa una forte astensione ai seggi continua a rappresentare una spada di Damocle sulla testa dei fautoti della consultazione prevista per domenica 21. Da sempre contrario all'iniziativa referendaria targata Segni-Guzzetta è invece il leader Udc, Pier Ferdinando Casini: «I quesiti sono un imbroglio, e darebbero ancora più potere a Berlusconi - afferma l'ex presidente della Camera - Se passa il referendum il giorno dopo si sciolgono le Camere e si va dritti alle elezioni». «Non è detto che non vada a votare - dice Franco Bassanini, Pd - Se andrò, di certo non ritirerò le schede e non concorrerò così ad assicurare il raggiungimento del quorum necessario per la validità di questo referendum-imbroglio». 20/06/2009

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E' TEMPO di serrare i ranghi guardando avanti e formul... (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 20-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

ROVIGO PRIMO PIANO pag. 2 E' TEMPO di serrare i ranghi guardando avanti e formul... E' TEMPO di serrare i ranghi guardando avanti e formulando richieste precise ai futuri amministratori del Polesine puntando sulla definizione di progetti e strategie condivisi che individuino, essenzialmente, un sostrato comune per l'obiettivo dello sviluppo. QUALITA' E IMPRESA E' intitolato "Il cielo sopra la crisi" il rapporto 2009 di Confartigianato che fotografa un'ampia serie di dati per fissare l'indice di qualità della vita dell'impresa e, come si legge, «per guardare con occhi nuovi e da una nuova prospettiva alla bufera finanziaria che sta sconvolgendo il mondo». LE INFRASTRUTTURE Lo sguardo deve essere orientato, quindi, verso le opportunità da cogliere che i dissesti delle attuali congiunture economiche non permetterebbero di farsi sfuggire, come la centralità delle infrastrutture, la Transpolesana in primis e che, come si è affermato ieri nel corso di un incontro in Camera di Commercio, dovrebbe essere trasformata in autostrada, anche per alleggerire il traffico pesante sulla A13, il completamento della Valdastico e la realizzazione della Romea Commerciale. Si tratta, però, solo di uno degli aspetti rilevanti di un quadro generale piuttosto complesso e che include elementi di "vischiosità" dovuti ad una certo grado di scucitura nei rapporti fra i soggetti economici e politico-istituzionali. LA SQUADRA «Il coraggio, la fiducia in noi stessi e nella nostra azienda, dobbiamo averli per forza ha affermato il presidente di Confartigianato Rovigo Girolamo Astolfi altrimenti non potremmo difendere quello che, anno dopo anno, abbiamo saputo costruire nè potremmo essere capaci di competere e di combattere contro un contesto spesso "ostile". Eppure il "lavoro di squadra" è sempre messo in evidenza in ogni occasione in cui si promuovano progetti a favore, in particolare, della piccola e media impresa. Anche quando c'è un esercito ben inquadrato ha commentato Astolfi può esserci qualche disertore e qualcun'altro dice di volersi impegnare ma poi si nasconde». LE AMMINISTRAZIONI Antonello Sartori di Confartigianato ha aggiunto: «il problema è legato al fatto che l'impresa e le amministrazioni pubbliche hanno diverse capacità decisionali. La Camera di Commercio e le singole categorie produttive hanno tempi rapidi di decisione, mentre le deliberazioni di Provincia e Comuni sono vincolate ai tempi lunghi della burocrazia. Quindi, ad esempio, l'assegnazione di fondi regionali per la formazione slitta da un anno per la lentezza delle procedure burocratiche». Lo iato fra gestione dell'impresa e politiche economiche andrebbe colmato allora, nella prospettiva di Confartigianato, con il miglioramento dell'efficienza nella pubblica amministrazione, la riduzione del peso fiscale sul prezzo dell'elettricità che incide per oltre l'11% sul costo del chilowattora, a fronte di una media europea del 4%. Si lamentano, inoltre, le riforme annunciate e le liberalizzazioni incompiute che avrebbero originato «nuovi monopoli e rendite di posizione pagati a caro prezzo da cittadini e imprenditori», gli ostacoli a mettersi in rete, un federalismo che rischia di alimentare la sovrapposizione delle competenze, la sussistenza di un "sommerso" che manterrebbe rendite di posizione e finti posti di lavoro. «Il nostro è il senso di una politica alta ha concluso Astolfi che abbia un progetto per il domani e che sia vicina ai problemi della gente. Una politica alla quale sentiamo il dovere di concorrere per la nostra parte vantando il diritto di rappresentare migliaia di piccole imprese». Daniela Muraca

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ROVIGO nella classifica nazionale del "fare impresa" è al 39mo pos... (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 20-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

ROVIGO PRIMO PIANO pag. 2 ROVIGO nella classifica nazionale del "fare impresa" è al 39mo pos... ROVIGO nella classifica nazionale del "fare impresa" è al 39mo posto. Precede Belluno, 46mo posto (in testa alla classifica Bolzano e Trento) e si colloca poco al di sotto della media del Veneto. Per densità imprenditoriale la "Città delle Rose" raggiunge la 32ma postazione, la 58ma per mercato del lavoro con una netta discesa al 74ma posto per le difficoltà a reperire personale, al 50ma per tasso di occupazione dei giovani e al 54ma per il tasso di occupazione femminile. Quanto a concorrenza sleale del sommerso è al 53mo posto e al 54mo per pressione fiscale. Nell'area dell'accesso al credito occupa il 13mo posto, ai vertici della classifica, e il risultato incoraggiante è dovuto all'elevato grado di penetrazione dei Confidi dell'Artigianato (11 posto), ma va congiunto anche al 56mo posto relativo agli spread bancari. 14mo gradino per la burocrazia e sono buoni i tempi medi di pagamento delle Asl. 44mo posto per legalità e conflittualità, 74mo per truffe, furti in attività d'impresa, 22mo per tempi della giustizia guadagnando il 10mo per durata dei fallimenti. 78mo posto per utilities e servizi pubblici locali e 70mo per il collegamento delle imprese in banda larga, servizio che andrebbe sviluppato, mentre è al 68mo posto per le infrastrutture. 36mo posto per propensione degli imprenditori a cooperare con altre imprese, 46mo per dispersione scolastica. Altri dati sono stati specificati dal presidente della Camera di Commercio Loredano Zampini: «Le imprese attive a fine 2008 erano 26.754, contro le 26.367 dell'anno precedente. Nel settore artigiano il numero delle imprese attive è rimasto stazionario, essendo passato da 7.699 a 7.707 unità. Gli imprenditori di origine straniera sono aumentati da 1908 a 2.160; quelli di provenienza extracomunitaria sono cresciuti da 1.566 a 1.761. Gli imprenditori cinesi, attivi nei settori dell'abbigliamento, ristorazione, commercio, sono aumentati del 22,5% e sale anche il numero degli imprenditori marocchini e rumeni. Secondo dati Istat, inoltre, l'incremento delle esportazioni nel 2008 è pari al 27,4% rispetto all'anno precedente, mentre il valore delle importazioni cresce del 21,6%. d.m

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(sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 20-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Lettere & Opinioni Pagina 336 I ritardi non dipendono dai Comuni, spiega il Sindaco di Selargius «I finanziamenti per i buoni studio giunti dalla Regione pochi giorni fa» I ritardi non dipendono dai Comuni, spiega il Sindaco di Selargius --> Non posso che esprimere solidarietà al mio concittadino, il signor R. S. (autore della lettera "Senza rimborsi la scuola torna / un lusso da figli di papà" pubblicata martedì, ndr) . Un senso di sconforto e impotenza affligge, in certe situazioni, i pubblici amministratori. La vicenda dei cosiddetti "buoni studio" è in tal senso emblematica. La Regione ha inviato ai sindaci, il 28 aprile 2008, il Piano di riparto degli interventi finalizzati all'assegnazione di borse di studio per l'anno scolastico 2007/2008. Stanziamento complessivo: 6.729.609 euro, dei quali 129.977 al Comune di Selargius. La nota della Regione conteneva anche i seguenti criteri: le domande si dovevano presentare entro il 31 ottobre 2008; il reddito familiare non doveva essere superiore ai 14.650 euro; le borse erano di massimo 100 euro per gli alunni della scuola primaria; 250 euro per la scuola secondaria di primo grado e 450 euro per quella di secondo grado. Nel caso in cui i fondi assegnati non fossero stati sufficienti a concedere l'importo massimo della borsa di studio (ipotesi che a Selargius si verifica puntualmente) la Regione individuava tre fasce di reddito cui rapportare l'importo decrescente delle borse: la fascia A, fino a 4.880 euro; la B sino 9.760 euro; la C, sino ai 14.650 euro. Al Comune di Selargius sono pervenute poco più di 1.200 domande, istruite tra la fine del 2008 e i primi mesi del 2009, nella vana attesa dell'effettiva erogazione del contributo regionale. La graduatoria provvisoria è stata comunque pubblicata oltre 45 giorni or sono e, decorsi 15 giorni di attesa per gli eventuali ricorsi, è diventata ufficiale da almeno un mese. Ma solo l'11 giugno sono arrivati i 130 mila euro al Comune. È quasi superfluo sottolineare che gli uffici comunali sono già al lavoro per liquidare le borse agli aventi diritto. Compatibilmente con i tempi (brevissimi) della burocrazia comunale i cittadini potranno ricevere contributi che oscillano fra i 100 e i 200 euro, a seconda del reddito. Forse non dovrei farlo, perché in questo caso al Comune non può esser imputato alcunché. Ma comunque sento il bisogno di scusarmi con i miei concittadini. Se non altro per dare loro atto della forma civile in cui manifestano più che legittime lamentele. GIAN FRANCO CAPPAI Sindaco di Selargius Grazie per aver ricostruito il lento e tortuoso percorso dei finanziamenti, dalla Regione ai Comuni e infine alle tasche dei cittadini. Ora il lettore R. S. deve sperare di rientrare fra i "privilegiati" che hanno diritto a un rimborso irrisorio per spese sostenute oltre un anno fa. Inaccettabile, eppure ci abbiamo fatto il callo. Concordiamo col Sindaco: è facile provare sconforto (ma anche rabbia) davanti a questi tempi e queste cifre. (d.p.)

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LA STRANA STORIA DEL PAPERONE IN SIBERIA (sezione: Burocrazia)

( da "Unita, L'" del 20-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

LA STRANA STORIA DEL PAPERONE IN SIBERIA Giuliano Capecelatro Non lo spaventano i cinquemila e passa chilometri di distanza da Mosca. Né sembrano turbarlo la desolazione dei luoghi e l'esiguità demografica. La vocazione filantropica è tanto prepotente da fargli dimenticare persino gli incanti della Costa Azzurra. Mikhail Prokhorov, considerato in barba a Roman Abramovich l'uomo più ricco della Russia, ha deciso di trasferirsi armi e bagagli a Yeruda, ottantotto abitanti. Il balzo più vistoso lo faranno le finanze del villaggio. Centuplicate dagli apporti tributari di quel signore che peraltro, nella regione di Krasnojarsk, Siberia, attinge gran parte delle proprie fortune. Stimate dall'accreditato Forbes in 9,5 miliardi di dollari. Poco meno di sette miliardi di euro. Le tasse rappresentano il gran gesto del magnate filantropo. Un primo calcolo fa ammontare a un miliardo e seicento milioni di rubli, trentasei milioni di euro e un consistente gruzzolo di spiccioli, il tesoro che dovrebbe affluire nella casse regionali di Krasnojarsk. E quindi riversarsi sulla miracolata Yeruda. Località pressoché ignota, quasi tagliata fuori dal mondo: per raggiungerla da Krasnojarsk, capitale della regione omonima, ci sono settecento tortuosissimi chilometri e qualcosa come tredici ore di viaggio. Ma dalle sue miniere esce l'ottanta per cento dell'oro estratto nella regione. Prokhorov, un quarantatreenne bon vivant, che ovviamente passa per un gran bel partito, attraverso la Polyus Gold ha le mani in pasta nel sottosuolo. I soliti maligni hanno subito pensato a uno stratagemma da straricco per aggirare fastidiosi carichi fiscali. Ma le solerti schiere di portavoce della Onexim, la holding che controlla le attività del miliardario, ribattono che a Mosca, dove Prokhorov risiede, o a Yeruda il prelievo fiscale non varia. E ricordano che il loro principale ha più volte finanziato a Krasnojarsk iniziative di beneficenza. L'unico inconveniente serio è dato dalla burocrazia. La residenza, infatti, richiederebbe una presenza permanente, o per lo meno prevalente. Sicuro del fatto suo, Prokhorov ha già acquistato la sua prossima dimora. Che dovrebbe consolarlo della delusione patita sulla Costa Azzurra. Dove aveva adocchiato una villa più che principesca reale: villa Leopolda, che Leopoldo II del Belgio aveva fatto costruire nel 1902 a Villefranche sur Mer, tra Monaco e Nizza. L'estate scorsa Prokhorov si sarebbe messo in testa di comprarsela. Con un'offerta di 500 milioni di euro, in assoluto la quotazione più alta per una casa. Poi avrebbe fatto marcia indietro. E comunque la villa, che fu di Gianni Agnelli, Bill Gates e del banchiere libanese Edmund Safra, è finita nelle mani del connazionale Abramovich. Per quanto di sicuro dotato di ogni confort, spazioso e panoramico, l'appartamento di Yeruda avrà consentito a Prokhorov un notevole risparmio; ai prezzi di mercato, non potrà essere costato più di dieci milioni di rubli, circa duecentotrentamila euro. Anche al doppio, per lui sarebbero briciole. E magari a venti gradi sotto zero dimenticherà presto le lusinghe mondane e il mare della Costa Azzurra.

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Credito razionato all'industria di Rimini (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 20-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2009-06-20 - pag: 20 autore: Territorio. A maggio il 79% delle aziende ha registrato difficoltà di accesso Credito razionato all'industria di Rimini Emilio Bonicelli RIMINI. Dal nostro inviato I segnali di ripresa ci sono o almeno si ha l'impressione che il fondo della discesa sia stato raggiunto. La conferma viene dall'inchiesta realizzata tra le aziende del territorio da Confindustria Rimini. Nel corrente mese di giugno solo il 12% vede ordini esteri ancora in calo e solo il 24% la produzione flettere. Per tutti gli altri la situazione è stazionaria o in crescita. Va meglio a Rimini anche sul fronte della Cassa integrazione, meno diffusa rispetto al resto dell'Emilia Romagna, anche grazie a un tessuto imprenditoriale che, a fianco di una diffusa attività manifatturiera, vede una vera industria del turismo. è anche guardando a questi risultati che il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, in occasione dell'assemblea degli imprenditori nella città romagnola, annuncia i risultati di una ricerca da cui emerge che in Europa sino a oggi le imprese italiane sono quelle che hanno mantenuto di più i posti di lavoro, hanno licenziato di meno e stanno facendo tutto il possibile per conservare un livello di coesione sociale molto alto. Questo non significa che la crisi sia passata, anzi i prossimi mesi saranno complessi con il rischio che un pezzo del nostro sistema produttivo vada in asfissia, per questo le banche non possono lasciare sole le aziende. Maurizio Focchi, riconfermato alla presidenza di Confindustria Rimini, denuncia in proposito un insufficiente sostegno alle imprese da parte degli istituti di credito e cita i dati di un'altra indagine da cui emerge che, nello scorso mese di maggio, il 79% delle aziende riminesi ha registrato un razionamento del credito. Emma Marcegaglia partecipa anche all'assemblea degli imprenditori di Ravenna, pure in trincea per fare fronte alla contrazione del credito. Giovanni Tampieri, presidente di Confindustria nella città romagnola, critica con forza anche l'atteggiamento della Regione Emilia Romagna che nel disciplinare gli ammortizzatori sociali in deroga ha creato regole quanto mai complesse. Aggiungere burocrazia a burocrazia significa essere lontani anni luce dal comprendere cosa vuol dire fare impresa. Le aziende tuttavia guardano al futuro e Tampieri ricorda l'importanza del progetto per il polo tecnologico Cittadella della nautica e dell'innovazione che catalizzerà su Ravenna investimenti pubblici e privati per oltre 200 milioni di euro, creando 3.000 posti di lavoro. Il sottosegretario allo Sviluppo economico, Stefano Saglia, presente all'assemblea, conferma, tra gli applausi, che la Cittadella sarà cantierabile entro la metà del prossimo anno. Prospettive di sviluppo vengono anche dall'impegno delle imprese ravennati su tutti i settori delle nuove energie, dal solare all'eolico, dall'idrogeno alle biomasse. Emma Marcegaglia conferma la bontà di questa direzione perché c'è un problema di costo dell'energia, ma c'è anche l'opportunità di investire in efficienza energetica ed energie rinnovabili, settori che possono avere una crescita superiore a quelli tradizionali. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Club dei pessimisti: aperte le iscrizioni (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 20-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Prima Pagina Pagina 2 Denunce e moniti sulla crisi Club dei pessimisti: aperte le iscrizioni Denunce e moniti sulla crisi di Gianni Filippini --> di Gianni Filippini Possibile che siano tutti iscritti al club dei pessimisti? O, peggio, che appartengano tutti a una trasversale congrega di disfattisti? Comunque, è piuttosto lungo l'elenco di quanti rifiutano gli slogan consolatori del tutto va bene e calano sul tavolo delle polemiche le carte roventi della crisi economica e sociale. In testa è andata a sistemarsi Emma Marcegaglia, presidente degli industriali. Ha detto infatti come stanno le cose. Certo secondo un'ottica di parte ma non per questo meno autorevole. E ha indicato in cento giorni il tempo limite per cogliere vitali risultati da "un'azione concreta e mirata". E in molti hanno letto le sue dichiarazioni - che non sembrano dettate da ragioni di schieramento politico - come un ultimatum su fisco, riforme, credito, welfare, burocrazia e infrastrutture. "C'è da portare il Paese fuori dalla crisi - ha sostenuto la Marcegaglia - e chi si ferma non ne uscirà. O ne uscirà con le ossa rotte". Chiarissima la sintesi: le imprese sono in apnea, tentano di resistere, però ogni giorno rischiano l'asfissia. E l'Api condivide: anche le piccole imprese sono minacciate da letali soffocamenti. Per il momento, non sembra che i primi giorni dei cento indicati dalla Marcegaglia abbiano dato almeno qualcuna delle concrete risposte sollecitate. Come non si sono viste, del resto, reazioni adeguate ai preoccupati appelli del Governatore della Banca d'Italia. Per dargli torto, per ridurre o azzerare il significato della sua denuncia, qualcuno è anzi arrivato ad accusare Draghi di utilizzare dati vecchi e superati (in improbabili gossip, altri sono andati oltre e l'hanno addirittura indicato come l'uomo prescelto per guidare quel governo di "salute pubblica" che sarebbe l'obbiettivo del complotto denunciato da Silvio Berlusconi). Su posizioni non identiche ma in sostanza simili sono i grandi sindacati. Qualcuno con gridata determinazione, altri un po' meno (ma in Sardegna vanno uniti allo sciopero generale del 10 luglio): denunciano - anche dati Istat alla mano - che i senzalavoro sono in allarmante aumento. E c'è il capo dello Stato che molto si preoccupa del profondo malessere delle classi sociali più deboli. Anche il Pontefice ne soffre. Per sottrarsi all'accusa di interferenza affida alla Caritas il sofferto compito di mettere il dito sulla piaga. Il discorso non cambia: gli effetti negativi della crisi (non soltanto nazionale) sono pesanti e dolorosi. La Caritas propone infatti numeri drammatici e documentati. Aumentano quelli che hanno perso il lavoro o non l'hanno trovato, quelli che non hanno un reddito o che ne hanno uno troppo basso. Tutti sono costretti a mettersi in fila per rimediare un pasto nelle sue generose cucine. E' evidente che il riferimento non è, in generale, a quanto il governo ha fatto. Piuttosto a ciò che ancora si deve fare contro la crisi. In modo diretto o indiretto, gli appelli e le denunce rivelano fra l'altro la montante avversione per i troppi motivi di distrazione che sottraggono lucidità e tempestività agli interventi governativi. Di veline e dintorni non se ne può più. Come del resto, per esemplificare, dello sgradevole e inquietante minestrone di ronde verdi e pattuglie nere, milizie comuniste, brigate ebraiche e camicie grigie. Così, mentre soltanto qualche incallito curioso può apprestarsi ad attendere l'esito del referendum di domani - un referendum poco democraticamente fatto a pezzi da indifferenza strumentale, colpevoli silenzi e cinici calcoli - forse non resta che iscriversi al club dei pessimisti.

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La Portovesme srl dal 30 giugno ferma la produzione (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 20-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Prov Sulcis Pagina 2027 Portoscuso Senza le tariffe agevolate La Portovesme srl dal 30 giugno ferma la produzione Portoscuso. Senza le tariffe agevolate --> Le cattive notizie per l'industria del Sulcis non finiscono mai: in un incontro in assessorato all'Industria mercoledì scorso l'amministratore delegato della Portovesme srl, Carlo Lolliri, ha annunciato che dal 30 giugno sarà costretto a fermare tutte le produzioni ancora attive ( in pratica il reparto Elettrolitico) se non arriveranno dalle istituzioni decisioni concrete sul fronte energetico, leggi Virtual Power Plant per tariffe energetiche e autorizzazioni per il parco eolico. Proprio su quest'ultimo fronte, di stretta competenza regionale, erano attese notizie per ieri ma nella riunione di Giunta non si è affrontato l'argomento. «Per il Sulcis sono arrivate e continuano ad arrivare una serie di risposte negative che non possiamo più tollerare - dice Fabio Enne, segretario Cisl - le istituzioni fanno finta di ascoltarci, ma poi ci troviamo di fronte alla vergogna delle cose che non si fanno. Chi si propone di governare deve prendersi la responsabilità di farlo e di decidere senza malintesi: stiamo parlando di posti di lavoro». E così a Portovesme un'altra fabbrica potrebbe fermarsi completamente a fine mese: il 30 giugno è praticamente dietro l'angolo e non sembra ci sia il tempo materiale per ricevere le risposte attese ormai da anni. A partire dal Virtual Power Plant che dovrebbe garantire le tariffe agevolate alle industrie energivore: dall'inizio dell'anno è in Parlamento, ma ancora si attende la sua approvazione. Così come non è ancora arrivato il via libera dal Governo all'accordo di programma per gli investimenti della Glencore e il via libera dalla Regione al parco eolico. «Questa Giunta regionale non ha dato risposte a neanche uno dei problemi che le sono stati sottoposti - dice Tore Cappai, della Filcem Cgil - non si può che essere totalmente insoddisfatti di quello che abbiamo visto finora. La Glencore vuole investire, ma a causa della burocrazia sarà costretta a fermare: un'autentica vergogna». Per lunedì mattina alle 8 è previsto un incontro di tutti i lavoratori in fabbrica e non sono escluse iniziative di protesta. ANTONELLA PANI

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Meno visite, più consulti online ci salverà il dottore virtuale (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica.it" del 20-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

LA parte più pesante delle malattie lievi è la fila dal medico. Da quello di base ne uccide più la bile da attesa che lo stafilococco. Con l'età aumentano gli acciacchi e il bisogno di essere, più che curati, rassicurati. Così, nel paese più anziano d'Europa, l'ambulatorio dell'ex "dottore della mutua" finisce per essere più trafficato di una bocciofila di provincia. La sproporzione tra investimento (tempo impiegato) e risultato (sguardo del professionista) ricorda l'andamento recente di certi hedge fund. Almeno nei tanti casi in cui il valore aggiunto, l'occhio clinico, potrebbe esercitarsi anche a distanza, magari su immagini spedite dal telefonino o esami comunicati via email. Perché, in fondo, la telemedicina è proprio questo: fare spostare le informazioni invece dei pazienti. I quali - come dimostrano i primi studi internazionali - ci guadagnano su tutti i fronti, dall'economicità alla qualità di vita, quando non nella sua aspettativa. A marzo Kaiser Permanente, una delle principali fornitrici di prestazioni sanitarie statunitensi, ha pubblicato su Health Affairs i risultati del colossale sforzo (4 miliardi di dollari) per digitalizzare i servizi erogati ai suoi 8,6 milioni di assicurati. Convertendo i medici alla "religione" elettronica le visite per paziente si sono ridotte del 26%, aumentando però telefonate ed email. Non è l'unico sintomo del cambiamento. Uno studio pubblicato a gennaio negli Archives of Internal Medicine ha confrontato la performance di due gruppi di ospedali texani. Chi ha informatizzato sul serio ha ridotto del 15% i morti e del 16% le complicazioni. OAS_RICH('Middle'); Infine la salute dell'erario. Stando a un rapporto del think tank Rand, se il 90% degli ospedali e dei medici americani adotterà le tecnologie dell'informazione entro il 2020 si risparmieranno 77 miliardi di dollari all'anno. Contabilizzando anche i benefici indotti da una migliore salute pubblica i vantaggi raddoppierebbero, arrivando al 6% della spesa sanitaria corrente, che ammonta a 2,6 trilioni di dollari come illustra l'Economist in un documentatissimo dossier. Una terapia piuttosto convincente, insomma. Sul versante dei risparmi da noi si è mosso il ministero dell'Innovazione. "Se l'elettronica entrasse fino in fondo nel servizio sanitario si potrebbe risparmiare il 30%" ha dichiarato a marzo Renato Brunetta. Ovvero trenta miliardi di euro su cento. Forse è una stima un po' ottimistica ma di certo l'informatizzazione potrebbe tagliare molto grasso. "Se considera che si fanno 550 milioni di ricette all'anno a una media di un euro l'una, già digitalizzandole si porterebbero a casa 550 milioni" dettaglia Paolo Donzelli, l'uomo chiave del ministero su questa partita. "Per non dire della riduzione di errori ingenerati da quelle scritte a mano. E poi pensate ai 12 milioni di certificati di malattia, tutte raccomandate da eliminare. Soldi che si potrebbero spendere nella cura piuttosto che nella burocrazia". Il piano eGov 2012, capitolo salute, registra l'oggi (con l'80% dei medici di base dotato di pc e, tra loro, una metà connessa a Internet) e pianifica il domani, quando ogni cittadino avrà il proprio "fascicolo sanitario elettronico", una biografia per malattie consultabile da qualsiasi medico. "Serviranno 4-5 anni per i primi risultati" ammette l'ingegner Donzelli. Nell'attesa di fare l'unità d'Italia, tuttavia, per certe regioni il futuro è già un'abitudine. I 400 mila assistiti della Usl 9 di Treviso, ad esempio, non dovranno attendere alcun miracolo. "Ogni loro referto, esami di laboratorio o radiologici, è custodito in un sito al quale chi li curerà potrà accedere" spiega entusiasta il dottor Claudio Dario, direttore generale dell'unità sanitaria d'eccellenza e capofila del consorzio Arsenal. Alla sicurezza dei dati provvede PosteCom, il braccio telematico delle Poste. E l'idea è piaciuta così tanto che altre regioni hanno già chiesto di copiarla tale e quale. La "argenteria" di cui Dario va ancora più fiero si chiama però Health Optimum. "Prima chi aveva un trauma cranico si rivolgeva al pronto soccorso più vicino. Nel dubbio se andasse operato veniva imbarcato su un'ambulanza alla ricerca di un centro neurochirurgico disponibile. Nel tragitto qualcuno moriva, com'è successo in Puglia. Ora i 36 pronto soccorso del Veneto sono stati messi in rete con i 7 centri neurochirurgici. Dovunque venga accettato, al paziente si fa una tac e le immagini spedite elettronicamente a uno specialista. Questi deciderà se deve spostarsi o no. Risultato? Otto su dieci restano dove sono. E anche quando sono trasferiti la sala operatoria sa esattamente cosa aspettarsi". Questa anteprima di democrazia sanitaria, per cui chi si fa male alla periferia ha le stesse probabilità di ricevere cure buone come al centro, è costata 5,4 milioni di euro. Tanti soldi in assoluto, poco più di un euro a testa se si divide per gli abitanti della regione. "La verità è che non esiste più un sistema sanitario nazionale ma 21 repubbliche della salute, considerando le autonomie di Trento e Bolzano" osserva Raffaele Bernardini, direttore di Telemeditalia. Per come la racconta lui la corsa italica sul circuito cybermedicale è una schizofrenica serie di stop-and-go: "Ogni regione fa quel che vuole, fregandosene dei cosiddetti "livelli essenziali di assistenza" richiesti dalla legge". Anche parlare di regioni "avanti" - tipo le solite note Veneto, Lombardia, Emilia Romagna - è un azzardo perché in verità la differenza, mancando una regia chiara, la fanno le iniziative individuali. "Siamo un paese Arlecchino, largamente superato dal resto d'Europa, dove si scopre che magari in Puglia c'è un ottimo servizio di telecardiologia, della Calabria non si sa nulla e in Lazio saltan fuori punte di eccellenza". Pensa alla generosa interpretazione che della materia danno all'ospedale San Giovanni Addolorata di Roma. A spiegarcela è il dottor Michelangelo Bartolo, generale senza esercito del Servizio Telemedicina. "Si va verso il taglio di 27 mila posti letto. Entro il 2015 si dovrà passare da 160 ricoveri ogni mille abitanti a 130. Date queste premesse l'ospedale resterà sempre più solo per gli acuti e la medicina in remoto dovrà colmare il gap". Da lui succede già dal momento che, nell'ultimo anno, ha trattato così ben 252 pazienti. Basta considerare le valigie con il kit per misurare pressione, zuccheri, battito cardiaco e un palmare per trasmettere i dati come posti letto mobili. "Una delle patologie più classiche in cui questa modalità ha funzionato benissimo è la fibrillazione atriale, un disturbo del ritmo del cuore per cui si presentano in media 2-3 persone al giorno al pronto soccorso. Di solito si defibrillano o si danno loro farmaci e poi si tengono in degenza 2-3 giorni. Noi invece, dopo le prime cure, ne abbiamo rimandati a casa il 90 per cento. Accompagnati dalla valigetta, però. Per due settimane i dimessi hanno mandato via palmare i risultati di un elettrocardiogramma fai-da-te a un server dove uno specialista li valutava e adeguava la terapia". Se il paziente è troppo anziano o poco collaborativo si reclutano figli o badanti. Se i valori sono sballati il sistema informatico dà l'allarme in automatico. Un po' come il "carrello intelligente" testato al San Raffaele di Milano dai ricercatori guidati da Alberto Sanna che, "leggendone" la composizione via onde radio, segnala le eventuali interazioni nocive all'interno di un certo insieme di farmaci prescritti a un paziente. È lo stesso dirigente lombardo a mettere però in guardia dagli eccessi di entusiasmo: "E se malintenzionati entrano nel server? Se rubano il pc con le vostre analisi? Bisogna procedere con grande cautela". Il dottor Bartolo, angiologo di formazione, ha contratto il virus dell'entusiasmo aiutando i malati africani. Ma è molto misurato quando garantisce che "il 9% delle patologie sono perfettamente curabili a distanza". Le sofferenze della nuova, promettente branca stanno altrove. È dalle parti del portafoglio che fa male. "Mentre un elettrocardiogramma porta qualche decina di euro all'ospedale e un ricovero qualche centinaio, quando la mia unità elimina 130 accessi al pronto soccorso gli ha fatto un "danno" da circa 80 mila euro. Senza un tariffario che riconosca un valore alle prestazioni di chi oggi lavora volontariamente non c'è futuro". E non si può neppure sperare negli incidenti. Come la rottura della gamba di un cardiologo che, immobilizzato a casa, refertava tracciati a più non posso. (20 giugno 2009

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Zambon contro la crisi punta sul ricollocamento (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 21-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Valdobbiadene. Focus sul lavoro nei campi Zambon contro la crisi punta sul ricollocamento VALDOBBIADENE. Nell'incontro di presentazione della giunta comunale, il sindaco Bernardino Zambon ha sviluppato alcuni temi legati agli assessorati. In primis la nuova delega per le politiche dell'occupazione, assegnata ad Antonio Zucchetto insieme ai servizi sociali e l'informatizzazione. «La maggior parte delle richieste in questi giorni - ha dichiarato Zambon - riguardavano il problema del lavoro». Date le poche occasioni offerte da Valdobbiadene oltre al Prosecco, l'amministrazione vuole creare possibilità di formazione e ricollocamento in sinergia con altri comuni, così da ampliare le opportunità per il mondo femminile e per la fascia di età più avanzata che si è trovata oggi fuori dal mercato occupazionale. Altro tema critico è quello legato all'ambiente, delega che fa capo ad Arrigo Zadra insieme ai lavori pubblici e al decoro urbano. Qui l'obiettivo è informare i cittadini soprattutto sull'impiego dei fitofarmaci, in collaborazione con le categorie del settore e gli enti interessati come il consorzio Co.Di.Tv e l'Uls 8. «E' un problema che coinvolge più assessorati - ha spiegato il neoeletto sindaco di Valdobbiadene - lo sforzo deve portare a un equilibrio tra le richieste di chi lavora i campi e i cittadini preoccupati per la propria salute. E' necessario un incrocio di dati tra monitoraggio di aria, acqua e terra, studi epidemiologici e prodotti consigliati». Zambon sottolinea poi l'importanza dello sportello unico, una delle deleghe assegnate al «vate» Pietro Giorgio Davì insieme ad agricoltura e turismo. «In questa crisi, una cosa che possiamo fare è semplificare la burocrazia e offrire risposte in tempi certi a tutte le aziende - chiude Zambon - lo sportello unico è uno strumento che offrirà sempre più il sostegno indispensabile per i cittadini impegnati nelle attività produttive». Strumenti che diventeranno fondamentali per la nuova amministrazione. (Roberto Tossani)

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ZAIA REPLICA (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 21-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

ZAIA REPLICA ZAIA REPLICA Le polemiche su Vallà? «Questi sono i fatti» Caro Direttore, la ringrazio per il corsivo che mi ha dedicato sul suo giornale che mi consente di motivare meglio i miei atteggiamenti. Nel merito: venerdì scorso su iniziativa mia e del Ministro Sacconi il Consiglio dei Ministri era pronto a dichiarare lo stato di emergenza per le aree del trevigiano colpite dall'uragano. Non fu possibile perché le carte necessarie arrivarono nella serata di giovedì. Il Consiglio ne ridiscuterà venerdì prossimo. Lo stato di emergenza è necessario per accedere ai fondi della Protezione Civile e quindi avere a disposizione maggior denaro e meno burocrazie. Sulla visita di Bertolaso, lo stesso Sottosegretario in una dichiarazione dettata alle 21.30 alla Adnkronos ha fatto giustizia di tutte le chiacchiere: su mia iniziativa il suo sopralluogo era già fissato in agenda e, rimandata per motivi personali, sarà ricalendarizzata al più presto. Delle polemiche di questi giorni mi spiaccio, ma credo che anche lei converrà sul fatto che non ci si debba fare insolentire da nessuno. Per quanto riguarda i soldi in tasca a chi ha subito la tromba d'aria, due precisazioni: rispetto alle prime cifre, fornite con l'angoscia nel cuore, ho chiesto e ottenuto che si arrivasse a un dato preciso. La lettera del Sindaco Contarin mi sembra fissi un ammontare dei danni credibile e rimborsabile. Per quanto riguarda i tempi, come detto davanti ai cronisti del suo giornale ci vorranno mesi. E' il tempo necessario perché non avvenga qua quel che è accaduto in altre parti d'Italia, dove le Procure della Repubblica sono state costrette a interventi che hanno spesso minato la fiducia dei cittadini nelle amministrazioni. Mi sono rammaricato perché polemiche inutili hanno disseminato in molti, compreso lei, un senso di fastidio. Anche se come dice lei sarei affetto da «trip localistici» proprio per il mio radicamento nella comunità locale, se ho ecceduto tal volta nell'autodifesa non posso che dispiacermene. Luca Zaia Ministro dell'agricoltura

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scaricato dalla provincia che non lo rimborsa (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 21-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 9 - Empoli Scaricato dalla Provincia che non lo rimborsa Lo sfogo di un automobilista che per una buca ha rotto uno pneumatico PONTEDERA. La pioggia e il buio sono costati a Piero Giardini la rottura di un pneumatico della sua auto. Era al volante lo scorso primo dicembre e percorreva la via Sarzanese Valdera quando, all'altezza della rotatoria per il senso unico del nuovo ponte alla Navetta, ha centrato in pieno una buca nell'asfalto. Niente di strano se non fosse che Giardini da allora non si dà pace perché si sente abbandonato dalla Provincia di Pisa. «Ho chiesto il rimborso per la riparazione del pneumatico, completamente rovinato, alla Provincia che per danni di questo genere, causati dallo stato di manutenzione di una strada di sua competenza, ha un'apposita polizza assicurativa- afferma Giardini - Ed ho seguito alla lettera le indicazioni che mi hanno dato per presentare la necessaria documentazione». Ma da allora è finito in un tunnel di burocrazia, rimbalzato da un perito all'altro, fino all'ultima beffa. «Il liquidatore dell'assicurazione Uniqa mi ha detto che non ho diritto al rimborso perché il fatto che la buca su quella strada ci fosse veramente non prova che sia questa la causa della rottura del pneumatico. Insomma dovrei produrre dei testimoni». L'episodio è ormai una questione di principio. «Se volessi rubare non mi attaccherei certo a inseguire 250 euro, tanto mi è costata la riparazione. E neppure posso avere dei testimoni del fatto, considerando che stavo transitando in una strada buia, in inverno e sotto la pioggia. Chiedo solo quanto mi spetta». E conclude: «La Provincia spende dei soldi per un servizio che non viene erogato». M.M.

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di QUINTO CAPPELLI IL NUOVO sindaco di Predappio, Giorgio Frassineti, ha comp... (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)" del 21-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

FORLI' PROVINCIA pag. 8 di QUINTO CAPPELLI IL NUOVO sindaco di Predappio, Giorgio Frassineti, ha comp... di QUINTO CAPPELLI IL NUOVO sindaco di Predappio, Giorgio Frassineti, ha completato la giunta, che sarà ufficializzata nel primo consiglio comunale della nuova amministrazione, fissato per la sera di mercoledì 24. Carlo Spagnoli, segretario del Pd, di S. Savino, è il vice sindaco, con delega ai lavori pubblici e istruzione, aiutato da Mattia Vetricini, il consigliere più votato della lista, con 113 preferenze. Anna Maria Vallicelli, operatrice sanitaria presso l'Ipab Zauli di Dovadola, di Rifondazione e abitante a Predappio Alta, è riconfermata con la delega al welfare. Francesco Billi, operatore di eventi, rappresentante dei Verdi, è assessore a cultura, turismo e sport. A Fausto Leonessi, 37 anni, coltivatore diretto di Fiumana, vanno le deleghe all'ambiente e qualità del territorio. Loretta Cimatti di Montemaggiore, titolare di un'impresa artigiana e per molti anni funzionaria della Cna, si occuperà del personale, bilancio e tributi. Poi c'è il nuovo assessorato promesso in campagna elettorale, quello alla quotidianità, il cui titolare è Livio Vetricini, per molti anni in consiglio comunale e presidente del Gruppo sportivo di San Savino, la sua frazione. Si occuperà anche dei rapporti col mondo del volontariato. Per raccogliere le lamentele dei cittadini sui problemi quotidiani, saranno aperti degli sportelli a Predappio e Fiumana. Restano al sindaco le deleghe dell'urbanistica, memoria storica e attività produttive. Alcuni incarichi sono stati assegnati ad altri consiglieri: Chiara Venturi si occuperà del Centro Giovani Elianto' e Marie Line Zucchiatti di tutto ciò che riguarda la programmazione e l'organizzazione del teatro. Resta da decidere il capogruppo di maggioranza in consiglio, carica che il sindaco vorrebbe assegnare ad Elisa Fucci di Fiumana, funzionaria della cooperazione. «LA PRIMA giunta spiega il sindaco sarà dedicata alla stesura di un programma sui problemi più urgenti. Un esempio? Nei primi cento giorni dovremo dare un segnale sulla riorganizzazione dell'apparato comunale, per semplificare la burocrazia e inaugurare un nuovo stile di rapporti coi cittadini». Di che si tratta? Spiega Frassineti: «Il Comune deve diventare più amico, gentile e affettuoso' con i cittadini e le imprese».

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CONCORDIA (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 21-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

CARPI, MIRANDOLA, FINALE E BASSA pag. 16 CONCORDIA «SONO DI ESTRAZIONE socialist... CONCORDIA «SONO DI ESTRAZIONE socialista e ritengo la cooperativa l'esempio migliore del capitalismo virtuoso». Quale apprezzamento più mirato poteva esprimere un ministro come Renato Brunetta al presidente, ai dirigenti e ai numerosi soci convenuti ieri mattina nella sede di Cpl Concordia, gruppo cooperativo operante nell'energia, che festeggiava i 110 anni di vita, e presentava il bilancio 2008. Un gruppo in controtendenza, radicato anche in Paesi stranieri, in forte crescita sia rispetto al fatturato (+ 13.4%) di 261,6 milioni di euro (300 è l'obiettivo del 2009), sia all'occupazione (+15.5%), con 1250 addetti, per lo più giovani, sia all'espansione. In più un primato: 18 mila ore di alta formazione professionale. IL MINISTRO della Funzione pubblica, giunto puntualissimo in azienda «ho la puntualità austroungarica» ha detto sorridendo al presidente Cpl Roberto Casari che notava compiaciuto come avesse spaccato il secondo, ha sottolineato che la «crisi attuale è anche una pista di accelerazione, capace di fare pulizia tra la buona e cattiva pubblica amministrazione; buona e cattiva impresa, e quindi anche cooperativa, e tra la buona è cattiva innovazione. I segnali lanciati dalla congiuntura internazionale sono diversificati» _ ha detto, citando l'esempio di Pordenone, dove le imprese sane sono in aumento, e di Cpl con gli ottimi risultati raggiunti. «SENZA CONTARE gli effetti benefici di istituti bancari radicati in un'area, capaci di fotografarne in anticipo l'andamento economico». Il ministro ha spaziato a 360° tra i temi caldi, sociali e economici del sistema Italia. Con l'assenteismo dimezzato dopo la sua campagna antifannulloni, i cui frutti sono sconfinati anche nell'impresa privata, con le nuove norme della sanità elettronica che riducono trucchi e negligenze di medici compiacenti e pazienti; con i provvedimenti che il governo si appresta a varare in tema di pagamenti delle pubbliche amministrazioni al settore privato. «Le imprese hanno diritto ad avere certezze». SENZA CONTARE la burocrazia «che ha bloccato per due anni il progetto del metanodotto realizzato a Ischia» _ ha spiegato Casari all'assemblea, aggiungendo però ironicamente, rivolto al ministro, che si trattava del governo precedente. Il gruppo cooperativo guarda con ottimismo al futuro grazie a una politica di sviluppo strategico in Italia e all'estero, legato alle fonti rinnovabili. «Grazie all'ingente piano triennale di investimenti 2009-2011 _ ha spiegato Casari _ di oltre 200 milioni di euro per la costruzione di nuove reti gas e per lo sviluppo di fonti rinnovabili (biomasse, cogenerazione, eolico, solare) l'obiettivo è infatti di sviluppare nuove alleanze e sbarchi' all'estero». Sotto il profilo finanziario, Maurizio Rinaldi, direttore Finanze e Controllo Cpl, ha rilevato il buon andamento di tutti gli indici, in particolare del rapporto tra debito e margine lordo operativo. Dopo aver destinato oltre 5 milioni dell'utile 2008 a riserva indivisibile _ ha osservato _ i soci possono contare su cento milioni di euro di patrimonio netto». Viviana Bruschi

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PRINCIPE e poeta, scienziato e combattente, gentiluomo e ribelle. Impossibile con... (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 21-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

BOLOGNA CRONACA pag. 12 PRINCIPE e poeta, scienziato e combattente, gentiluomo e ribelle. Impossibile con... PRINCIPE e poeta, scienziato e combattente, gentiluomo e ribelle. Impossibile contenere in una sola definizione la personalità del professor Giovanni Ruggiero, medico di fama mondiale e scrittore dall'ingegno effervescente. Con la sua morte si è spento a 87 anni un gigante della recente storia bolognese. Napoletano, lascia la moglie Adele, quattro figli, due nipoti e altrettanti bisnipoti. Amante della vita e della bella vita, nel corso di una carriera senza eguali aveva pilotato gli enormi progressi dell'indagine radiografica del sistema nervoso. Senza trascurare l'altra faccia, quella letteraria, di un uomo che, non a caso, si definiva «signore rinascimentale», e nella quale confessava anzi di ritenersi «meno male» che non come medico. Il suo curriculum scientifico era quello di un numero uno. Quattro anni all'ospedale Serafimer di Stoccolma, dieci al Sant'Anna di Parigi, dove fondò la divisione di neuroradiologia. Arrivò al Bellaria nell'ottobre del 1961 e lasciò la guida del reparto nel 1992, a conclusione di un rapporto travagliato e non di rado apertamente conflittuale con i vertici dell'azienda sanitaria, con i politici, con la burocrazia: «Perché sono un ribelle diceva un uomo libero». TORNÒ al Bellaria dieci anni dopo, uscendo dal suo ritiro quasi mistico sui colli, per festeggiare l'ottantesimo compleanno. Nel frattempo la Francia gli aveva conferito il titolo di Cavaliere dell'Ordine della Legione d'Onore, riconoscimento eccezionale che dava ulteriore lustro a una carriera già fittissima di titoli. «A Bologna, al Bellaria, io ho avuto, considerando l'epoca, facilità di lavoro che mai mi sarei sognato di poter avere in altri posti d'Italia disse il giorno della festa . Ma quanto ho sofferto! Trent'anni di successi; ma anche trent'anni di persecuzione. La mia natura di ribelle certo non si allineava col costume di burocrazia politicizzata che governava l'ospedale. Ho conservato una lettera in cui un inserviente scriveva al presidente dell'amministrazione ospedaliera: questo professore non va bene; scrive troppi libri'». A dispetto dei successi professionali e letterari, il suo nome conquistò tutte le prime pagine per un evento drammatico. Il 19 maggio del 1979 un commando delle Unità territoriali comuniste' lo sequestrò nello studio di via Roncrio e lo legò alla cancellata del Rizzoli per protestare contro i baroni della medicina. Proprio lui, che ai baronati era allergico: «Nel nostro campo uno è un re o un principe. Altrimenti è meglio che faccia lo scudiero».

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I TONI sono quelli di un pamphlet, lucidi e spietati. Così spietati da non lasciare qua... (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 21-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il caffè¨ della domenica pag. 35 I TONI sono quelli di un pamphlet, lucidi e spietati. Così spietati da non lasciare qua... I TONI sono quelli di un pamphlet, lucidi e spietati. Così spietati da non lasciare quasi spiragli a speranze, tant'è che dopo 240 pagine spese a denunciare i guasti di «un Paese in inarrestabile declino culturale, politico, economico» e a invocare una vera rivoluzione liberale, la conclusione è una sola: «Il guaio è che di liberalismo, nella vita pubblica degli italiani, non c'è traccia. E ci vorranno, forse, generazioni perché vi si affacci». Quello che Piero Ostellino lancia con Lo Stato canaglia (Rizzoli editore, 19 euro) è quindi un urlo nel deserto, su cui è però il caso di riflettere. L'ex direttore del Corriere della Sera, e intellettuale di solida formazione liberale, spiega bene come «la cattiva politica continua a soffocare l'Italia». Dall'economia alla giustizia, dall'informazione alla burocrazia, le attese dettate dalla seconda Repubblica si sono disciolte, è ormai evidente che non basta sostituire una classe dirigente con un'altra: «la Casta è lo Stato stesso; Stato ipertrofico, invasivo». E' ancora, sempre e comunque, lo Stato predatore e occhiuto che tratta il cittadino come un bambino al quale bisogna indicare la strada. I detriti della dittatura fascista, del totalitarismo comunista, del solidarismo cattolico - osserva Ostellino - sono ancora i perni sui quali gira la società. Con il consenso degli italiani, perché «siamo, antropologicamente un popolo di sudditi, non di cittadini». L'ANALISI (anche se non originale) convince, lascia però perplessi la ricetta che è riassumibile in una fede cieca nel liberalismo, nel mercato. Ostellino tratteggia un mondo (liberale) in cui non sembra esserci ombra di peccato. Il cittadino-fa-da-sé diventa il paladino della vera libertà, grazie alla quale «le persone imparano da sole a stare meglio». La deregulation si erge a cifra distintiva, mentre il senso della comunità e della solidarietà equivale a zavorra. E la Costituzione viene liquidata alla stregua di «un insieme di astrazioni collettive». La rivoluzione liberale invocata da Ostellino come toccasana di tutti i mali, ci riporta tuttavia a Gobetti, a quell'Italia purtroppo di minoranza, ieri come oggi. Forse perché per dirla con l'autore «un liberale è sempre, e comunque, estraneo alla cultura nazionale».

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togliere le aziende ai boss senza farle fallire - luigi merola (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 21-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina X - Napoli Togliere le aziende ai boss senza farle fallire LUIGI MEROLA I n settimana ho incontrato un papà dei miei bambini uscito dal carcere. Disperato vorrebbe continuare a lavorare per il boss, ma ha capito che non è giusto proprio per il bene dei suoi figli. Ritrovarli, abbracciarli e stare accanto alla moglie è stata la gioia più grande che ha provato dopo anni di reclusione. Ma che cosa fare, ora, per lui? Che cosa ha trovato fuori del carcere? Niente per ora. Il dramma di questo papà è il dramma di tanti detenuti. Mentre l´occupazione cala, specie nel nostro Sud, la camorra fa soldi e investe. I dati resi noti dalla Procura sulle 42 aziende confiscate alla criminalità organizzata, in provincia di Napoli e Caserta, sembrano quasi irrisori di fronte alla realtà dei fatti. Non è vero che la lotta alla camorra sta a buon punto come è affiorato dalla visita del ministro Maroni alla presenza dei capi delle forze dell´ordine e della Procura. Se la camorra fosse stata battuta, tanti altri disperati occuperebbero la nostra città e i suoi luoghi artistici, come è già successo in questi giorni. La camorra purtroppo è forte ed è presente in tutto il ciclo produttivo della nostra regione. è presente tra la classe politica e imprenditrice, è presente nel controllo del territorio e tra i bisogni dei cittadini. Mi diceva Antonio, questo papà che vorrebbe cambiare vita, che il boss ogni settimana portava la spesa a sua moglie e ai suoi figli e pagava le bollette. Sembra che la camorra sia più organizzata dello Stato nel fare politiche sociali e di welfare. La prontezza e la mancanza di burocrazia rende la camorra più efficace e credibile. Quando un´azienda viene sequestrata e confiscata, nell´arco del tempo, quasi sette o otto anni, perde tutto il suo fatturato e tanti papà perdono il posto di lavoro. Ora l´accordo firmato fra il Viminale e l´Unione industriali di Napoli, promosso dalla Procura nazionale antimafia, dovrebbe accorciare i tempi nella gestione sicura del bene confiscato. Mi auguro che non siano solo gli ex manager Fiat a salvare le aziende confiscate alla criminalità organizzata, ma i tanti giovani laureati e preparati che ha questa regione. Dai dati delle nostre università si ricava che abbiamo 1580 giovani con 110 e lode: le nostre vere eccellenze. I nostri giovani sono la risorsa più bella e preziosa che abbiamo. Affidiamo, perciò, ai nostri ragazzi queste risorse.

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molti cinesi tornano a casa (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 21-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

I negozianti: «Non c'è più lavoro». Resiste invece il settore dell'edilizia Molti cinesi tornano a casa QUARRATA. Tra tanti imprenditori cinesi la parola d'ordine, da qualche mese, sembra essere: "ritorno a casa". «Adesso molti miei connazionali tornano in Cina - spiega la titolare del negozio cinese "Abbigliamento Susanna" in piazza Risorgimento -, perché qui in Italia l'economia va male, mentre là si sta sviluppando sempre di più. Noi, ad esempio, abbiamo aperto il negozio appena tre anni fa, ma ad agosto chiudiamo e ce ne torniamo in Cina». Resiste invece l'edilizia: Elezi Sulejam è un giovane imprenditore albanese che nel 2004, quando aveva appena 22 anni, ha tirato su un'impresa edile a Quarrata. Adesso ha tre dipendenti e il lavoro non gli manca. «Resisto. All'inizio è stato difficile, le spese sono alte e c'è molta burocrazia. Ora siamo impegnati nell' ampliamento delle cappelle del cimitero di San Piero ad Agliana». (m.q.) PARCO VERDE. Progetto di solidarietà per l'Abruzzo QUARRATA. Stasera ad "Arcinfesta" di scena la compagnia "Il Rubino", con lo spettacolo "La zona tranquilla". A seguire la presentazione di Medimobile, progetto di solidarietà per l'Abruzzo coordinato dall'Arci in collaborazione con la Protezione civile e Federspecializzandi. Saranno presenti Alessandro Lucchesi Federico Tasselli, vicepresidente Arci Pistoia. Specialità in cucina: carcerato, trippa, rigaglia e lampredotto. FESTA BELLA Giosy Cento in concerto QUARRATA. Si conclude stasera, con il concerto di don Giosy Cento e i Parsifal, "Viaggio nella vita", la "Festa Bella" alla Ferruccia. Giosy Cento è un sacerdote cantautore conosciuto a livello internazionale, che ha scritto oltre 500 canzoni di ispirazione religiosa. A seguire, alle 23, fuochi d'artificio in piazza della chiesa. AIDO "Suoniamo per la vita" a villa Smilea MONTALE. Un concerto per sensibilizzare sul tema della donazione di organi. «Suoniamo per la vita» è un'iniziativa del gruppo Aido di Montale in collaborazione con il corpo musicale Giuseppe Verdi di Fognano e il gruppo Alpini che si terrà questo pomeriggio, a partire dalle 18, nel cortile di villa Smilea.

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Ieri il latte detergenteoggi le cure-benessere (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 21-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Ieri il latte detergenteoggi le cure-benessere profumerie storiche Dalle prime creme industriali ai trattamenti total-bodymode e costume visti da chi ha 50 anni di vita commerciale PIETRA. Ha festeggiato, ieri, i suoi primi 50 anni la Profumeria Gianni di Pietra. Cinquant'anni che hanno visto trasformarsi il concetto di bellezza, nascere quello di benessere, sviluppare le cure del corpo e della salute, prima per le donne, poi anche per gli uomini. È un mondo, quello dei profumi e della cura del corpo, che ha avuto il suo inizio proprio negli anni '50, quando la crema per il viso o il latte detergente erano oggetti inusuali e sconosciuti per la donna che frequentava le profumerie esclusivamente per acquistare il suo profumo o la cipria. «Sono stati proprio i profumieri a iniziare a divulgare la cultura della cura del proprio corpo - dice la titolare Anna Maria Pastorino - mia mamma Marisa Gimelli doveva proporre e spiegare alle sue clienti che cos'era e a che cosa serviva il latte detergente ed allo stesso modo le proprietà della crema viso. Ora è completamente cambiato il modo di lavorare. Tutti vendono e propongono prodotti per la cura del corpo e la gente è ormai informatissima sui vari prodotti e si limita a venirli a richiedere. Ma quello che distingue il venditore dal profumiere è proprio anche il saper consigliare e proporre al meglio i vari prodotti a seconda delle esigenze del cliente». La profumeria Gianni era nata come negozio di parrucchiere per uomo ed era stato appunto Gianni Pastorino ad averlo aperto nel 1950. Ma già dalla prima apertura c'era già una piccola esposizione dei prodotti di profumeria. Nel '59, sono state separate le due attività e dal '77 è solo profumeria. Ma ad aver trasformato completamente il lavoro è stato anche l'aumento della burocrazia, prima inesistente. «Un tempo, mia mamma doveva solo ed esclusivamente occuparsi del rapporto con il cliente - sottolinea Anna Maria - ora tutto è diventato più complicato e difficile dal punto di vista amministrativo». Ma ad essere profondamente cambiato è anche la clientela che oggi è abituata a volare di prodotto in prodotto, o almeno a cercare sempre le novità, anche se poi magari torna al profumo o alla linea a cui era già abituata. «Oggi è difficilissimo riuscire ad identificare il prodotto che va per la maggiore - spiega Anna titolare della profumeria "Fiori e profumi De Stefani", sempre a Pietra, in via Matteotti, aperta del 1957 - Aprii l'attività vendendo fiori e profumi ma oggi, anche se alcuni fiori li tengo ancora, ho centrato l'attività sulla profumeria. E se un tempo era molto più facile accontentare il cliente, oggi non lo è altrettanto». Alla soglia dei 48 anni di attivitàè arrivata la Profumeria "Pons" condotta dai coniugi Anna e Gian Franco Pons che, a Finale Ligure, oggi conta ben quattro punti vendita. «In questi quasi 50 anni, il cambiamento più evidente è l'ampliarsi della clientela maschile che, un tempo, era completamente esclusa da questo tipo di mercato - racconta la signora Anna - Da una decina di anni, il mercato dei prodotti per l'uomo è in costante crescita». Più giovane come attività ma con 40 anni di esperienza nel settore della cura per il corpo è Margherita Vitaloni della Profumeria Joan di Alassio, con annesso un centro estetico, ricavato in un locale del vecchio albergo Martini. «Prima di aprire la profumeria, trent'anni fa, lavoravo per la Rubistein, parlo di almeno una quarantina di anni fa e le donne allora avevano un approccio iniziale con quello che rappresentava la cura del proprio corpo, considerato che non esisteva ancora la chirurgia estetica per migliorare quelle parti che non soddisfacevano o che si voleva ringiovanire, acquistavano le 12 fiale diventate famose da utilizzare nell'arco di un mese con l'obiettivo di rigenerare la pelle. Ma oggi la necessità di apparire sempre perfette all'apparenza fa utilizzare anche prodotti che non servono, venduti da coloro che sono commercianti di prodotti per la cura del corpo ma senza alcuna competenza. Sarebbe preferibile che si coltivasse nuovamente l'equilibrio interiore e più rispetto per se stessi e per quello che si è davvero». Silvia Andreetto 21/06/2009 nel dopoguerra cipria e fiale skill life 21/06/2009 Era stato Chanel n. 5, l'unico "abito" con cui dormiva Marilyn Monroe, a fare epoca negli anni '50. Ma il profumo, in genere, era il prodotto che andava per la maggiore. Un altro prodotto di grido era la cipria, oggi completamente scomparsa. La donna voleva il viso bianco e cercava in ogni modo di proteggersi dal sole. E se oggi si ricorre alla chirurgia estetica per eliminare borse e occhiaie, ma anche per tirarsi la pelle del viso, 40 anni fa erano state le fiale per la rigenerazione della pelle a far epoca. Si trattava di 12 fiale da utilizzare nel giro di un mese "Skill life" ed erano numerose le donne che, ascoltando i consigli preziosi delle profumiere, avevano dato l'avvio alla cura del proprio corpo che, oggi, è diventata una vera e propria filosofia di vita 21/06/2009 nel terzo millennio olii con i brillantini 21/06/2009 Oggi le più gettonate sono le creme contorno occhi e per la cura del corpo. Ma non si può prescindere dai mille colori e tipi di rossetti, smalti e matite per mettere in risalto gli occhi e rendere più accattivante lo sguardo. Ma la vera novità dell'estate 2009 sono gli olii per nutrire e rendere lucida e setosa la pelle, soprattutto dopo i bagni di sole estivi. Ed esistono anche quelli con i brillantini per renderlo ancora più scintillante. Non è passata di moda invece la bigiotteria, quella bella, di qualità. Già negli anni '60-'70 si era diffusa ed oggi sono tante le donne che la comprano per garantirsi un ricambio frequente e non così costoso come potrebbe essere il gioiello. Ma senza rinunciare ad un oggetto ugualmente prezioso ed elegante. 21/06/2009 ' 21/06/2009 l'iniziodi una culturaSono stati i profumieri a iniziare a divulgare la cultura della cura del proprio corpo Anna Maria pastorinoprofumeria Gianni 21/06/2009 ' 21/06/2009 la clientelamaschileIn questi 50 anni, il cambiamento più evidente è stato l'ampliarsi della clientela maschile anna ponscatena profumerie Pons 21/06/2009

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la beffa del ponte che "divide" il po - (segue dalla prima pagina) dal nostro inviato (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 21-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 21 - Cronaca La beffa del ponte che "divide" il Po Crollato tra Milano e Piacenza. Ma la Soprintendenza blocca i lavori: bene storico Il progetto Anas è stato considerato "irrispettoso": faceva a pezzi il ponte crollato. Le vecchie pile hanno "valore storico" (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) DAL NOSTRO INVIATO enrico bonerandi E dai leghisti al sindaco pd, Roberto Reggi, dicono: diamoci una mossa. Chi potrebbe finire in acqua, par di capire, sono i responsabili delle Soprintendenze ai Beni architettonici di Parma-Piacenza e Milano, che stanno bloccando i progetti per la ricostruzione del ponte sul Po. Burocrazie e un sistema di veti incrociati che, come ha sottolineato recentemente una ricerca dell´associazione "Italiadecide", tiene al palo la realizzazione di 60 grandi opere sparse per l´Italia, immobilizzando risorse per 18 miliardi di euro. Ma la situazione a Piacenza è a dir poco paradossale. Dal 30 aprile i collegamenti tra Emilia e Lombardia passano su una sola direttrice. Il crollo del ponte di Piacenza - appena 4 feriti, un miracolo, e non si sa ancora se la colpa sia solo del fiume in piena o della scarsa manutenzione - costringe i pendolari a entrare sull´Autosole per uscirne dopo un casello, con perdite di tempo enormi e anche trenta chilometri in più da macinare. Chi abita in uno dei settanta Comuni della zona ha ottenuto l´esenzione dal pedaggio, ma pochi ne fanno richiesta: la procedura è talmente laboriosa che si preferisce buttare 80 centesimi. E intanto l´economia locale soffre, al grande centro commerciale Auchan minacciano di licenziare il 60 per cento dei dipendenti perché la clientela è diminuita, quando riapriranno le scuole sarà dura per le centinaia di ragazzi che dalla sponda lombarda vanno a studiare nei licei piacentini. «è estate, il traffico aumenta. Se si blocca l´Autosole, tra Lombardia ed Emilia non si passa più», chiosa il sindaco di Piacenza. Al più presto ci vuole un ponte provvisorio - spesa prevista sui 2 milioni di euro - vicino a quello ferroviario. Ma le procedure d´appalto non sono ancora partite. Poi va ricostruito il ponte crollato: da 40 a 45 milioni di euro. L´Anas ha presentato un primo progetto, considerato «irrispettoso»: faceva a pezzi il vecchio ponte, costruito nel 1908, bombardato dagli americani nel ‘44 e rifatto dopo la guerra. Ai piacentini non andava che fossero demolite le storiche arcate, data la vicinanza del centro storico. Il progetto è stato rivisto. A intervenire è stata allora la Soprintendenza ai Beni architettonici che chiede di mantenere le vecchie pile, un reticolo di 12 piloni ora sottili ora tozzi, una specie di dentatura che sta sulla sponda lodigiana: «valore storico». Il problema è che i piloni vecchi non tengono più, lo stesso sistema è considerato dai tecnici inadatto alla forza del fiume. E allora? Si rinvia la decisione. Che il nuovo ponte sia pronto a fine 2010 come promesso sembra ormai più che improbabile. Reggi si appella al governo: «Devono decidere subito la procedura di urgenza, altrimenti non se ne esce». Venerdì una delegazione bipartisan di parlamentari piacentini si è incontrata a Roma con il sottosegretario Bertolaso, che ha promesso un decreto ad hoc nel prossimo consiglio dei ministri. Chissà. Il progettista dell´Anas, Michele Mele, padre delle norme europee in materia di ponti, qualcuno nel Po lo butterebbe pure lui: «O si decidono o io me ne vado. Mi hanno fatto vedere una cartolina di Praga: volevano un ponte come quello lì. Poi le ragazze della Soprintendenza, che non sanno leggere i progetti, hanno tirato fuori la storia dei piloni antichi da conservare assolutamente, anche se non reggono. In tempi stretti e con pochi soldi. Come no?».

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Il sex-gate in fondo è il tributo che la sinistra paga al Cav. il liberista (sezione: Burocrazia)

( da "Riformista, Il" del 21-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il sex-gate in fondo è il tributo che la sinistra paga al Cav. il liberista Si tenta di deberlusconizzare il Paese, prendendo atto di quello che è diventato. Se non guardassimo il GF con la bava alla bocca, non ci intrufoleremmo in villa Certosa Ma è questione di sesso o di soldi? In America si dice che gli scandali politici dei repubblicani hanno sempre a che fare con le gonnelle, quelli dei democratici con l'avidità. E proprio per questo hanno un effetto particolarmente dirompente per le rispettive constituencies: che associano la moralità dei loro rappresentanti l'una a un comportamento irreprensibile nel privato, l'altra a una alterità rispetto al greed mercatista. La storia di Patrizia D'Addario unisce le due cose, denaro e quattrini, e l'assurdo è che sembra che contino di più i quattrini. I giornali masticano su un presidente "utilizzatore finale". Faccenda squalliduccia, per carità. C'è del marcio in Danimarca, cioè in noi se ci siamo abituati a quest'andazzo: l'ha scritto bene un immoralista come Giampiero Mughini su Libero. Ma la conta delle "ragazze di Palazzo Grazioli" poteva procedere senza rivelazioni sulla tariffa a notte o a ora, visto che quella è una contabilità incerta: quanto pesa un collier, o il ciondolo a farfalla di cui si vagheggia? Quanto vale un seggio, e quanto qualcosina in più? Solo due irriverenti pensieri. Se le sue signorine Berlusconi le liquidasse in moneta sonante, adattandosi al prezzo che emerge dall'incontro di offerta e domanda, non ci sarebbe nulla da ridire. È il denaro a essere impudico? Il problema è, dovrebbe essere, se e come il Presidente è ricorso a un qualche surrogato del denaro. Se ha remunerato le sue conquiste con strapuntini nel perimetro dello Stato. La questione non è se ha pagato: ma precisamente se è stato solo "utilizzatore finale", beneficiario della nostra generosità di contribuenti. È qui che ci dovrebbero legittimamente girare i cosiddetti, perché come anche Silvio una volta sapeva e diceva, paghiamo troppe tasse, ci sta sul groppo una burocrazia scialacquona, un esercito di "fannulloni", amen, ma fare alla romana per le donnine di un multimilionario gaudente, ecco, questo no. Se Berlusconi li paga lui i suoi debiti, sono davvero fatti suoi. E, diciamo la verità, l'uomo avrà una bella voce, il fascino dell'età, una vistosa collezione di barzellette e una criniera fiammeggiante, ma è abbastanza evidente che tutte le sue strepitose qualità umane impallidiscono rispetto alla fama e al patrimonio. L'una cosa e l'altra possono far legittimamente gola a tante fanciulle. Non sarebbero le prime nella storia a dare affetto in cambio di qualche week end principesco. Non sarebbe il primo a capitalizzare sessualmente una vita di lavoro. Secondo irriverente pensiero. Se la signora D'Addario fosse stata una ricattatrice più furba, ora staremmo meglio tutti. Lei avrebbe qualche quattrino in più e la bocca cucita. Berlusconi si sarebbe risparmiato lo stress di sfogliare giorno dopo giorno grandi quotidiani internazionali, in cui la cronaca italiana ha preso il posto del Grande Fratello. Noi avremmo continuato a sussurrare, a tramandarci per tradizione orale le gesta del conducator, lo avremmo privatamente invidiato senza montare la recita del pubblico biasimo. Il ricattatore si fa pagare, ma tiene la bocca chiusa. Lo spifferone come lo sciocco di Cipolla rovina te e si rovina lui. Non vogliamo nemmeno pensare alla figlia adolescente della D'Addario, cui auguriamo solo che mamma si trasferisca presto altrove, lasciando sbollire le notizie e l'ira funesta che ha suscitato, da Boccadirosa reoconfessa. A pensarci bene, non è strano che finisca qui la "guerra dei trent'anni" di cui parlano Franco Debenedetti e Antonio Pilati nel loro bel libro (Einaudi). Non è assurdo che l'attacco a Berlusconi sia a colpi di storielle scollacciate. Paradossalmente, è il tributo che la sinistra gli paga: scende sul suo terreno. Convinta che sia stata la tv commerciale, che siano state le tette del Drive-In, a sgretolare l'egemonia, la sinistra diventa moralista per impiccare in Berlusconi il fantoccio cui l'ha sempre ridotto: il grande corruttore, il de-moralizzatore della società italiana, l'uomo t-t, tette e tangenti. È il disperato tentativo di deberlusconizzare il Paese, prendendo atto di quello che il Paese è diventato. Se non guardassimo in tv Cristina del Grande Fratello con la bava alla bocca, non cercheremmo di scavalcare la staccionata di villa Certosa. È un misto di riprovazione e gelosia, quello che tentano di instillarci. Una volta ci provavano scommettendo sull'invidia sociale, sull'antipatia per il ricco. Siamo passati dal «non fidarti, pensa a quanti ne ha», al non fidarti, pensa quante se ne fa. Il prossimo passo sarà: nessuno è al sicuro, chiudete a chiave le vostre figlie. È una ben misera storia, per Berlusconi e per noi. Chi tromba sotto le coperte, al Grande Fratello, non ci fa una gran bella figura: ma chi a casa se lo guarda, cercando di indovinarne i movimenti, neppure. Al premier sarebbe bastato essere più furbo, sistemare meglio il cuscino, controllare il respiro. Forse non l'ha fatto perché è un ganassa con l'adrenalina schizzata a mille, durante i suoi giorni di gloria fra Napoli e l'Abruzzo. Forse non l'ha fatto perché i suoi consiglieri li sceglie, e non da oggi, malissimo. Quelli dotati di un po' di giudizio sono rimasti in azienda, o pian piano, come Gianni Letta, diventati altro da lui. Le prime file del Pdl (i Tremonti, i Sacconi, i Brunetta) hanno comunque una storia distinta e distante, che oggi diventa una ricchezza per il partito, una garanzia che può darsi che la storia non finisca con la dinastia. A palazzo, probabilmente è rimasta solo la corte. Ballerine, nani, camerieri e yes-men. È questo che ci fa temere il peggio, per il senno del re e il futuro del regno. di Alberto Mingardi 21/06/2009

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una certezza sul cavaliere Caro direttore, le ultime notizie sulle festicciole a Palazzo Grazioli, hanno fatto sì che non siano pochi coloro che si chiedono fino a quando Silvio Be (sezione: Burocrazia)

( da "Riformista, Il" del 21-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

una certezza sul cavaliere Caro direttore, le ultime notizie sulle festicciole a Palazzo Grazioli, hanno fatto sì che non siano pochi coloro che si chiedono fino a quando Silvio Berlusconi potrà continuare ad essere il presidente del Consiglio una certezza sul cavaliere Caro direttore, le ultime notizie sulle festicciole a Palazzo Grazioli, hanno fatto sì che non siano pochi coloro che si chiedono fino a quando Silvio Berlusconi potrà continuare ad essere il presidente del Consiglio. Io non saprei rispondere, però una certezza ce l'ho: il Cavaliere con queste marachelle si è giocato il Quirinale. Elisa Merlo silvio si è rovinato da solo Sono pienamente d'accordo sul fatto che Berlusconi debba dimettersi al più presto. È un personaggio ormai indebolito, patetico, il mondo intero ci ride dietro per causa sua. È assolutamente incapace di guidare il Paese in un momento così difficile, quindi deve avere l'onestà intellettuale di dimettersi. Ma Berlusconi non è affatto oggetto di attacchi da parte di "poteri forti": questa è una bubbola degna di una dichiarazione-tipo di Bonaiuti al tg serale, a uso dei creduloni. Berlusconi, in realtà, si è semplicemente rovinato da solo, pensando troppo alla gnocca e troppo poco al lavoro che gli Italiani gli hanno affidato. I giornali hanno fatto soltanto il loro dovere, riportando le notizie. Punto. Berlusconi se ne deve andare perché ha tradito la fiducia che gli italiani gli hanno dato e anche, vorrei aggiungere, per il vergognoso spettacolo che sta dando, esibendo lusso e feste gaudenti di fronte a tanti italiani che stanno vivendo un momento drammatico, di fronte a tanti italiani che, ricordiamolo, in questa situazione stentano a sopravvivere. Leonardo, da www.ilriformista.it berlusconi resti dov'è Berlusconi deve cominciare a indicare una leadership futura del Pdl, che possa continuare sulla linea del rinnivamento vero, dello snellimento della burocrazia, sulle cose da fare in tempi rapidi e non biblici come ci ha abituato la sinistra da sempre. Questo deve fare da subito Berlusconi. Un uomo a settantadue anni non può pensare di avere davanti a sé altri vent'anni di vita attiva e per questo ha il dovere di pensare, per il bene comune, che vi sia continuità dopo di lui. Per il resto Berlusconi deve rimanere al suo posto. Tremo al pensiero di dare il Governo del Paese all'attuale sinistra. Le manovre vergognose a cui assistemmo nel '94 non devono ripetersi. Carlo Trinchi senza trucchi e tv addio carisma Credo che una buona percentuale di italiani, il 35 per cento, votano Berlusconi o perché è gente che si trova a cavallo o perché è gente che ha subito il lavaggio del cervello della propaganda berlusconiana. Perché è pur vero che non c'è il regime, ma di sicuro c'è la propaganda, ci sono cinque reti nazionali e la maggior parte della stampa in mano a Berlusconi. Tutto questo gli è stato garantito dalla sinistra, come ebbe a dire Violante alla camera dei deputati. Io credo che se non avesse questo potere, Berlusconi apparirebbe per quello che è, una persona confusa. Toglietegli i filtri i trucchi e il suo carisma scomparirà. Battista, da www.ilriformista.it 21/06/2009

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Roggero: modello tedesco per l'informatica pubblica (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 21-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera sezione: Economia data: 21/06/2009 - pag: 31 Intervista Il vice presidente di Fujitsu Technologies: nella pubblica amministrazione serve più coordinamento Roggero: modello tedesco per l'informatica pubblica MILANO Non basta la spinta del ministro Renato Brunetta per informatizzare la pubblica amministrazione. Né possono bastare i timidi passi avanti annunciati dal viceministro Paolo Romani nel piano di sviluppo della banda larga. «Manca una visione globale in grado di evitare che il Paese perda ancora competitività». Così la pensa Pierfilippo Roggero, il manager che proprio in questi giorni è stato nominato senior vice presidente di Fujitsu Technology Solutions and Services (l'ex Fujitsu Siemens) per il sud-ovest dell'Europa. È lui insomma il responsabile del colosso euro-nipponico, terzo fornitore mondiale di infrastrutture informatiche, per l'area che comprende Italia, Francia, Spagna, Portogallo e Benelux. Non crede che l'amministrazione pubblica in Italia stia facendo passi avanti? «Parto da una considerazione: il divario con Paesi a noi vicini, come Francia o Spagna, è oggi impressionante. Il ministro Brunetta sta accelerando sull'informatizzazione, ma il maggior utilizzo di tecnologie serve a poco se non si cambiano i processi della pubblica amministrazione. È soprattutto questa la zavorra che appesantisce la burocrazia». Che approccio suggerisce? «Le tecnologie non vanno intese come una spesa di capitale, ma come un servizio. Così accade in tutto il mondo. La pubblica amministrazione italiana acquista fin troppa tecnologia, computer o software, senza una visione d'insieme per l'intero Paese. Prendiamo la sanità: Lombardia o Emilia o qualsiasi altra regione, ognuna va per conto proprio, ognuna crea la sua carta elettronica dei servizi, senza collegamento fra loro e senza collegamento con una 'centrale' nazionale. Dall'altro lato, la pubblica amministrazione pretende ancora di gestire in prima persona tutti i suoi sistemi informatici». Dovrebbe fare più outsourcing? «Si potrebbe cominciare a creare un'unica centrale nazionale di tecnologie dell'informazione aperta alla partnership con aziende private. E poi puntare all'outsourcing di certe attività». Qualche paese europeo l'ha già fatto? «Molti. Un esempio su tutti: la Germania ha dato completamente in outsourcing i sistemi del ministero della Difesa». Ritiene che la leadership politica italiana ne sia consapevole? «I governi cercano per prima cosa il consenso. E questo, in Italia, continua a essere un freno al cambiamento. Se guardiamo a come funziona la scuola, vediamo che i computer vengono utilizzati per studiare i computer. Per le altre materie si continuano a usare i libri di testo, in ossequio alla lobby dell'editoria. Libri che, pur rimanendo sempre uguali, cambiano ogni anno, costringendo le famiglie a spendere inutilmente. È persino ovvio dire che con i computer si può studiare letteratura come matematica, e così via». Vede le stesse resistenze nel mondo delle imprese private? «Direi che l'utilizzo della tecnologia come servizio, senza doverne acquistare la proprietà, stia prendendo piede. Pensiamo alla diffusione del cloud computing, le applicazioni o ai programmi prelevati via web quando se ne ha bisogno». Come giudica le ipotesi su cui si sta lavorando per sviluppare una rete nazionale a banda larga? «Dico solo una cosa: bisogna prima sapere che cosa ci vogliamo fare con una rete a banda larga. Altrimenti sarebbe come costruire un'autostrada a dieci corsie per muoversi in bicicletta». \\ I computer nelle scuole possono essere usati di più e molto meglio Pierfilippo Roggero, nuovo senior vice president Fujitsu Technology per il Sud-Ovest Europa Giancarlo Radice

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Aviopista, Prg da variareFavara. (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 21-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Aviopista, Prg da variareFavara. La Moncada Group si dice possibilista circa la realizzazione dell'infrastruttura in contrada Misilina «Il nostro progetto è quello di realizzare una aviosuperficie e, sfumata la possibilità di farlo nella località Drasy, il sito di Misilina potrebbe corrispondere alle nostre esigenze». Sono queste le parole di Salvatore Moncada che di fatto aprono la strada che potrebbe portare alla realizzazione del mini aeroporto, non più possibile ad Agrigento, in territorio di Favara. Diciamo subito che non c'è niente di scritto, contratti o progetti ufficiali intrapresi, ma solo l'esigenza della Moncada Energy Group di realizzare una avio pista e la disponibilità del comune di Favara di poterla fare nel suo territorio. Così l'incontro tra Salvatore Moncada e l'amministrazione comunale di Favara programmato per concedere il PalaGiglia alla Fortitudo per poter disputare il campionato di serie A dilettanti di basket, dopo il si del sindaco, ha preso subito un'altra piega. L'assist al sindaco Domenico Russello è stato fatto dal presidente del consiglio comunale di Favara Luca Gargano (ma non c'era scollamento tra i due?) che, sfumata la pista Agrigento, aveva subito dichiarato la disponibilità a variare il Prg per dare la possibilità al territorio favarese di avere l'aviosuperfice di Moncada. «Il nostro progetto era quello di fare una avi pista in territorio di Agrigento - ha detto - ma in quel sito non ci sono le condizione per la presenza di vincoli che vanno rispettati e che la Moncada intende rispettare. Quindi noi abbiamo ritirato il nostro progetto ma andiamo avanti per altre strade - ha ribadito Moncada - Noi siamo disponibili a verificare la fattibilità a Misilina in quanto quella zona è adatta alle nostre esigenze». Salvatore Moncada non ha comunque risparmiato critiche alla burocrazia del comune di Agrigento «che non ci ha certo aiutati e che è, mi riferisco principalmente all'Utc, la peggiore che abbiamo mai incontrata». Il sindaco di Favara Domenico Russello ha subito dichiarato la sua disponibilità senza voler porsi in contrapposizione con Agrigento. «Sfumato come sembra definitivamente il progetto Agrigento siamo pronti a verificare la possibilità di realizzare dal punto di vista tecnico e amministrativo il progetto di Moncada nel nostro territorio - afferma Russello - faremo presto in quanto consapevoli che i tempi della burocrazia comunale non sono quelli dei privati per cui ho già dato mandato a miei tecnici di fare un sopralluogo». Giuseppe Moscato

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La discarica è pronta a chiudere (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 21-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

La discarica è pronta a chiudere Senza soldi da sei mesi, la ditta Catanzaro chiede quanto le spetta all'Ato Ge.Sa. Ag2 Caro Moncada, incontriamoci Caro Totò Moncada, mi permetto di chiamarti così in quanto i trascorsi di ragazzi alla via Manzoni, immodestamente, mi autorizzano a usare un tono amicale nei Tuoi confronti, anche se ora sei un noto imprenditore agrigentino. Dicevo che Agrigento non sia una città facile si sapeva da tempo, che tanti nostri volenterosi concittadini venivano "schifiati" in città e che sono poi diventati, fuori dalle mura agrigentine, personaggi meritevoli di apprezzamento, lo sappiamo tutti, vedi grandi artisti agrigentini nel settore dello spettacolo che solo oggi, "fuori" sono grandi personaggi stimati a livello nazionale. Nel settore di chi fa impresa idem, non per ultimo il caso di un "villasetano" che a Milano fa grande impresa e che per attaccamento alla terra ha cercato invano un lotto per installare una fabbrica di cioccolato e stanco delle incombenze burocratiche credo eviterà pure, di venire in vacanza. Ma se anche noi ora ci fermiamo a valutare solo gli altri facciamo solo e pura critica e pertanto superiamoci e cerchiamo di essere prepositivi, migliorativi, operativi non altro per dare una speranza ai nostri figli (come scrivi nella Tua lettera), oggi che tu sei imprenditore e io Presidente del Consiglio Comunale può darsi che non tutti abbiano le giuste conoscenze del progetto da Te presentato per la costruzione dell'aviopista, utilissima attenzione, ma abbandonare il campo e ritirare il progetto solo perchè la burocrazia rallenta, non lo considero giusto; Sai perchè? Perchè anche noi "politici locali" lottiamo per lo snellimento delle procedure, così come fai Tu e talvolta l'abbattimento morale prevale sulla ragione. Non possiamo dare spazio a chi dice che noi (politici) ostacoliamo le tue iniziative, perchè non è vero e dammi conferma se ne sei convinto anche tu, perchè il Consiglio Comunale non ha mai avuto la fortuna di trattare la Tua proposta progettuale dell'aviopista, mentre su altre iniziative mi sembra che la celerità era stata la prerogativa di questo Consiglio Comunale. Atteggiamento trasparente, aperto, collaborativo altro che rivalità o addirittura azioni di Killeraggio nei tuoi confronti. Non possiamo passare noi per cattivi e da condannare e Tu per il buono della situazione e quindi da appoggiare, perchè come ci sono bravi e onesti imprenditori ci sono bravi e onesti consiglieri comunali. E' per darTi un segnale che tale iniziativa (aviopista) sia pur con carattere critico nella valutazione, nell'autonomia e nel ruolo ricoperto dal consigliere comunale, su mia iniziativa ho richiesto ufficialmente, copia di tale progetto per metterlo a conoscenza dei capi gruppo e dei consiglieri tutti, perchè era chiaro che doveva, prima o poi, passare dalla valutazione del Consiglio Comunale. Ci stavamo provando. Invece fulmine a ciel sereno ritiri tutto, adducendo ritardi della burocrazia che già sapevamo ma che insieme al Sindaco stavate cercando di superare. Ma tale lotta al sistema non è rivolta solo per migliorare il servizio nei soli confronti dell'imprenditore Moncada ma verso tutti gli altri imprenditori che hanno rapporti con gli Enti e non mancano certo gli atti di indirizzo di questa classe politica volti, appunto, al superamento del muro della burocrazia. Perchè tale male come rallenta i progetti dell'imprenditore rallenta e blocca i progetti amministrativi proposti dalla classe politica per il superamento dei non pochi problemi che attanagliano la città. La cosa migliore? Incontriamoci serenamente e riscommettiamo sul futuro della nostra città e insieme, ad uno ad uno, risolviamo i problemi. Se i tempi dell'impresa non concordano con i tempi della burocrazia cercheremo, quantomeno, di avvicinarli. Se i tempi dell'impresa non concordano con i tempi della burocrazia cercheremo, quantomeno, di avvicinarli. E' un momento positivo perchè questo comune è amministrato da brava gente e questo Consiglio Comunale è composto da 30, dico 30, bravi, responsabili, onesti e competenti consiglieri attenti solo ai problemi della città. La verità è che i vincoli di qualsiasi genere e natura non servono per creare attenzione e curiosità turistica e quindi risorsa economica ma servono solo a creare immobilismo e su questo che bisogna giocare la partita. Carmelo Callari Presidente del Consiglio Comunale

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Lo sviluppo dell'agricolturafrenato dalla burocrazia lenta (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 21-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

tavola rotonda della cia Lo sviluppo dell'agricoltura frenato dalla burocrazia lenta CATENANUOVA. Costituito il Popolo della libertà n.s.) Costituito il Popolo della libertà a Catenanuova. Nel salone parrocchiale ha avuto luogo il primo incontro ufficiale tra i simpatizzanti ed elettori del Pdl. Orazio Risiglione (coordinatore di Fi) e Domenico Zinna (consigliere comunale e coordinatore di An) sono stati i promotori dell'iniziativa. Erano presenti Corrado Licari (vice coordinatore Fi), Antonietta Biondi (già coordinatrice di Fi), Fabio Virzì (coordinatore di Azione Giovani), Pino Castelli (ex assessore alle Politiche giovanili e allo sport), Nunzia Spitalieri (vice presidente del Consiglio comuanle), Santo Zampino (capogruppo dell'opposizione della Lista "Insieme per cambiare Catenanuova"), Alfredo Di Benedetto (candidato a sindaco nelle ultime amministrative), Nello Maucieri (ex assessore al bilancio e consigliere capo dell'opposizione del gruppo Pdl), Graziella Racina (consigliere comunale), Giuseppe Passalacqua (consigliere), Giuseppe Gianninò (consigliere), Prospero Virzì (capo gruppo Pdl della maggioranza), Dino Rizzo (presdiente dell'ordine provinciale dei farmacisti), Salvatore Furnari, Lillo Zinna (dipendente comunale), Giuseppe Ingrassia (impiegato delle Poste), Giuseppe Spitaleri (artigiano), Alfredo Spitaleri. referendum. Il Pd a sostegno del fronte del «sì» t.t.) Si vota da questa mattina alle ore 8 e sino alle ore 22 e domani dalle ore 7 alle ore 15 per i tre referendum. Ad Enna il fronte referendario del "si" è stato sostenuto da Pd e parte del Pdl ed associazioni culturali come la Pompeo Colajanni e Calascibettativa. Partiti ed associazioni hanno dato oltre alla formale adesione anche le persone per coprire il ruolo di rappresentante di lista. Referenti provinciali e responsabili del comitato referendario sono stati Francesco Stranera di Enna e Luigi Manno di Agira. In sintesi vediamo cosa cambierebbe se vincessero i "Si" al referendum: Quesiti 1 e 2 (Camera e senato) stabiliscono che il partito che ottiene più voti degli altri possa governare da solo, senza subire ricatti. E che si trovi di fronte un'opposizione grande, unita, coerente. E' quello che succede nelle grandi democrazie. Si chiama bipartitismo. Se vincono i Sì, scompariranno le coalizioni di partiti e si eviterà che questi si uniscano il giorno delle elezioni e si dividano subito dopo imponendo veti, mediazioni e verifiche continue a maggioranza e governo. Senza coalizioni, la soglia di accesso a Camera (4%) e Senato (8%) diventerà uguale per tutti e il premio di maggioranza non potrà più andare alla coalizione ma solo alla lista che avrà ottenuto più voti. Il Quesito 3 riguarda le candidature multiple. Quel meccanismo per cui i big si candidano in tutte le circoscrizioni e scelgono loro, dopo le elezioni, chi nominare al proprio posto. Se vincono i Sì, sarà vietato candidarsi in più di un collegio e scomparirà la pratica abusata di presentare ovunque candidati "acchiappa-voti" (normalmente i leader di partito). In questo modo sarà colpita la nomina dei parlamentari da parte delle segreterie di partito, che decidono chi deve andare al Parlamento sia prima delle elezioni, sia (mediante questa pratica abusata) all'indomani del voto.

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Sono solo canzonette (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 21-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

diario Sono solo canzonette Nuccio Schillirò La provincia avanza sul fronte del turismo. Avanza Portopalo che è riuscita a varare il progetto di due approdi turistici per complessivi 1800 posti barca e per un importo importante (300 milioni di euro). E avanza anche Noto che ha ottenuto l'esaltante riconoscimento ambientalista delle «5 vele». Noto si avvia a diventare una vera perla dell'isola per via del ricco menù che è in grado di offrire ai turisti, anche quelli più esigenti. Tutto parte dagli anni Sessanta, quando la città netina, proprio ai tempi del boom industriale, seppe dire previggentemente di no all'insediamento di una raffineria nel paradiso di Vendicari. Fu una decisione illuminata. Infatti, se l'amministrazione del tempo avesse ceduto alle lusinghe dell'industria, oggi al posto delle «5 vele» ci sarebbero chissà quanti veleni e sarebbe stato impossibile proporsi come promettente polo turistico siciliano. Non manca nulla al centro netino per attirare l'interesse dei visitatori. Il mare in primo luogo, caratterizzato da limpidezza e da un litorale in grado di assicurare al forestiero una balneabilità gradevolissima, in un ambiente curato e bene organizzato, con ricettività di ottimo standard. E non dimentichiamo che stiamo parlando della «città del Barocco», cioè di un insieme monumentale di enorme rilevanza artistica. Insomma, Noto e il turismo possono celebrare un matrimonio che si può definire felice e appagante. Lo stesso purtroppo non può dirsi per Siracusa che annaspa nell'ambiguità, combattuta tra le potenzialità del suo territorio, ricco di monumenti e assistito da un clima di notevole comfort, e il grosso problema di ordine sociale-occupazionale dell'industria più inquinante che si possa immaginare. Lo stesso apparato politico amministrativo della città trova quotidianamente il modo di contraddirsi, diviso tra ambientalisti dalle teorie a volte insostenibili e conservatori del vecchio trend economico, quello cioè delle ciminiere che vomitano senza interruzione, nell'atmosfera e nel mare, quantità esorbitanti di sostanze tossiche, portatrici di patologie anche gravi che pongono Siracusa fra le città più «malate» del panorama nazionale. E l'equivoco rischia di continuare all'infinito, alimentato da polemiche in cui spesso si schierano tutti contro tutti, sicché si perde del tempo prezioso per dare spazio alle strutture della ricettività turistica, esasperando la burocrazia o polemizzando con clamori tanto assordanti quanto sterili di problematica propositiva. Ci vorrebbe forse un comitato di saggi super partes, con poteri decisionali vincolanti, in grado di effettuare una rigorosa valutazione della situazione per poi avviare un programma serio e sostenibile per la realizzazione delle più genuine aspirazioni del territorio.

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