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PRIVILEGIA NE IRROGANTO  di  Mauro Novelli         

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DOSSIER “BUROCRAZIA”

 

 

 

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Report "Burocrazia"   13-14 marzo 2009


Indice degli articoli

Sezione principale: Burocrazia

Anche i Bastard difendono il murales del Bruno ( da "Trentino" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: «Di fronte alla cruda burocrazia che vorrebbe cancellarlo - ha risposto il «Bruno» - possiamo solo contrapporre la valanga di solidarietà espressa da intellettuali e musicisti, da semplici fruitori e persone che capiscono la differenza tra illegalità e libertà. Ormai non ci sorprende più la miopia del Comune».

Le due facce della "migrazione"" ( da "Blogosfere" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Competizione trasparente, vera meritocrazia, semplificazione della burocrazia, questo e' necessario, non un assegno di disoccupazione per tutti. In poche parole, ci vuole una societa' aperta e meritocratica, non una chiusa e assistenzialista. Ditemi voi. GS

Ok dalla Regione al centro benessere ( da "Tribuna di Treviso, La" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Dopo 5 anni di burocrazia arriva il via libera alla struttura che darà lavoro a settanta persone. Al Comune 1,5 milioni di opere pubbliche Ok dalla Regione al centro benessere Cancellato il multisala: restano palestra, parco, piscine e campi da calcio GORGO.

Perchè il Comune dà l'ok ( da "Gazzetta di Modena,La" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: da una burocrazia ancor più ottusa, ed incapace di risolvere, con tempestività ed in economia, i problemi dei cittadini. Di fronte a tanta insipienza, Le lascio immaginare i commenti degli operatori del Mercato, abituati ad alzarsi nel cuore della notte ed a rimanere per ore ed ore in piedi ed al freddo.

Assolto presidente YCS Zaoli: <Fu vittima della burocrazia> ( da "Secolo XIX, Il" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Fu vittima della burocrazia» occupazione abusiva del demanio Sanremo. Per aver organizzato una delle più prestigiose regate veliche italiane (il Campionato Audi Platu 25), il presidente dello Yacht Club Sanremo Giuseppe "Beppe" Zaoli aveva ricevuto in "premio" un'informazione di garanzia e successivamente un decreto penale di condanna (516 euro)

Documenti e rivelazioni Il Caravaggio e il battesimo milanese Egregio direttore, dopo aver letto la lettera del signor Fernando Togni, apparsa su <L'Eco di Bergamo> di giovedì 5 fe ( da "Eco di Bergamo, L'" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Caravaggio Permessi di soggiorno Le badanti vittime della burocrazia Spettabile redazione, voglio provarmi ad illustrare l'assurda situazione in cui si trovano le ormai numerose donne ucraine che in Italia lavorano in qualità di colf (collaboratrici familiari) e badanti. Sono apprezzate da chi ne gode, sono affidabili, oneste e si pensi anche, per averne la giusta considerazione,

sarà rigiocata la partita del lutto ( da "Tirreno, Il" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Per una volta lo sport ha vinto sui regolamenti e soprattutto su quella burocrazia, a volte esasperante, che in alcuni casi ha creato gravi imbarazzi ai giovani tesserati, agli allenatori e ai dirigenti. Progresso-Audace Legnaia, gara del campionato Juniores provinciale, si rigiocherà. Lo ha stabilito il giudice sportivo.

Burocrazia più snella, commercialisti all'appello La giornata di ieri si è aperta con la tavola rotonda <I commercialisti e la politica. I commercialisti nella politica>, dove sono ( da "Italia Oggi" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Bartelli e Gabriele Ventura Il ministro della giustizia Angelino Alfano a Torino riconosce il ruolo della categoria nella conciliazione Burocrazia più snella, commercialisti all'appello La giornata di ieri si è aperta con la tavola rotonda «I commercialisti e la politica. I commercialisti nella politica», dove sono intervenuti i politici Giorgio Costa (Pdl) e Ivano Strizzolo (Pd).

Convegni, il valore aggiunto ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: passando per la burocrazia necessaria all'avvio di un progetto verde fino ad arrivare alle vere esperienze di cantiere, si discuterà delle reali opportunità di investimento nelle energie rinnovabili e della loro redditività spiegando come queste non costituiscano una limitazione all'attività quotidiana di un'azienda o di una istituzione,

s. alessio, apre la nuova palestra ( da "Tirreno, Il" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Certo che fra procedure, burocrazia e pioggia i tempi si sono un po' dilatati, ma questo è fisiologico. Per cui non capisco il modo di far politica e opposizione di Marchini che protocolla le interrogazioni e poi non aspetta neppure le risposte prima di diffonderle».

confesercenti rilancia sul turismo ( da "Tirreno, Il" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: serve meno burocrazia e più collaborazione nella promozione Confesercenti rilancia sul turismo Nasce il coordinamento di imprenditori e operatori del settore LUCCA. Nuovi vertici per Assoturismo Confesercenti. Questi i presidenti: Andrea Martinelli per gli albergatori, Pietro Monticelli per le altre strutture ricettive,

LE COOPERATIVE rosse del mattone a Modena e dintorni hanno storicamente innalzato interi qua... ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: edilizia con ristrutturazioni più agili e meno burocrazia. Leggendo le cronache qui a fianco si capisce che il cuore imprenditoriale che batte sotto il mattone di voi cooperatori è diviso a metà. Col buon senso vorreste dire «parliamone» ma il tradizionale e ancora forte allineamento a sinistra vi fa tirare il freno a mano.

L'assessore al cemento boccia Berlusconi <Una sciocchezza l'aumento delle superfici> ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ci saranno più spese di burocrazia per le amministrazioni, che dovranno stare dietro a permessi e pratiche non più regolamentate da un piano nazionale. I servizi fognari dovranno sopportare un carico maggiore nelle aree che saranno più densamente abitate. Insomma, al massimo saranno le uscite ad aumentare».

Così s'insegnano i diritti umani a chi non ne ha ( da "Manifesto, Il" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma ogni burocrazia ha le sue regole). «Ci occupiamo del tema della giustizia e della democrazia in Afghanistan - spiega Nazari - ma non solo a livello teorico. Lavoriamo sulla formazione tecnica, il che significa sul piano dei valori, ma anche sulla capacità di incidere a livello istituzionale: i diritti umani bisogna conoscerli ma anche farli diventare pratica»

Droghe, a Vienna di scena il dissenso ( da "Manifesto, Il" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ingoiato la sconfitta e che tutto sarebbe rimasto nelle stanze segrete della burocrazia. Non è stato così. Quando il rappresentante ceco ha scandito la fatidica espressione - riduzione del danno - ( che l'Europa considera della massima importanza - ha aggiunto), si è capito che la partita non era finita. La nota firmata dai principali paesi europei (fra cui Germania, Regno Unito,

Una legge quadro da minculpop ( da "Manifesto, Il" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Abolire la burocrazia e le posizioni consolidate o di rendita, dare occasioni ai nuovi artisti. Sono slogan ai limiti dell'ovvietà. Così come la necessità di nuova managerialità, o la scadenza a tempo di sovrintendenti e commissari d'opera (proprio tra questi ultimi ci sono megadirigenti assai legati all'attuale maggioranza.

un kit cantiere per orientarsi tra le norme sulla sicirezza ( da "Tirreno, Il" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: iniziativa non vuole solo facilitare l'approccio degli artigiani con la burocrazia. «Fino dagli anni Ottanta siamo impegnati a divulgare la cultura della sicurezza - afferma Posillico - attraverso iniziative e percorsi formativi, come quello che si è concluso il mese scorso sul montaggio dei ponteggi, dal quale sono usciti ben 350 allievi.

la materna avrà un nuovo tetto - carlo bardini ( da "Tirreno, Il" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Seguendo i tempi della burocrazia i lavori al tetto della materna del capoluogo dovrebbero svolgersi in estate per essere terminati quando inizierà il prossimo anno scolastico d'autunno. L'intervento prevederà anche l'installazione delle linee vita. «Questo aspetto è molto importante - dice Strufaldi - perché permette di far risparmiare all'amministrazione,

Le strade divergenti di Geithner e Summers ( da "Sole 24 Ore, Il" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: il capo della burocrazia britannica che sta preparando il G-20 di aprile, sollevando un vespaio. Una quasi vice c'era, Annette Nazareth, ma si è ritirata. Quando era alla Sec, come economista ( e poi commissario) ebbe un ruolo preciso nell'infausta decisione dell'aprile 2004 che tolse gli ultimi vincoli agli indebitamenti delle banche d'

Industriali e Cna <Iter troppo lenti> Raiffeisen perplessa ( da "Corriere Alto Adige" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Poi occorre velocizzare e snellire la burocrazia. Non possiamo accettare che vengano stanziati fondi per formare i cassintegrati e, dopo tre mesi, gli uffici non siano ancora in grado di indicarci l'iter da seguire. Infine i pagamenti degli enti dovrebbero essere immediati». Cauto Pino Salvadori della Cna: «Il tavolo delle parti sociali ha fatto un piccolo passo avanti,

Rinascente apre al design ( da "Sole 24 Ore, Il" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: all'estero e fatica ad accettare tutti gli ostacoli che la burocrazia italiana mette in campo. cristina.jucker@ilsole24ore.com IL NUOVO CORSO Vittorio Radice (a destra), a.d. di Rinascente dal 2005 e, in alto, il nuovo look del reparto cosmetica al piano terreno del grande magazzino di Piazza del Duomo nel centro di Milano

Mancano solo i pareri favorevoli della commissioni parlamentari per l'insediamento dell'av... ( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ordinaria burocrazia, che potrebbe però ritardare la nomina. Decreto di nomina che il ministro Altero Matteoli ha già in tasca. E che potrebbe firmare tra un paio di settimane. Dipende dai pareri delle commissioni Trasporti, appunto. La richiesta di parere è già arrivata a quella della Camera: ha tre settimane di tempo,

<Oltre al danno anche la beffa> ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: abbattendo la lunghezza della burocrazia esistente oggi, attraverso però pratiche democratiche e non scorciatoie di comodo che vanno addirittura a penalizzare una cittadina italiana come in questo caso. Spero che questa proposta avanzata addirittura da responsabili di un associazione sindacale resti e sia un caso isolato, anche essendo lo stesso molto grave e desolante»

<Alla Camera di commercio i fondi di Polesine Camerini> ( da "Corriere del Veneto" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Sostenere le pmi con il credito e una burocrazia più snella. Porre la Camera di Commercio al centro dell'economia polesana e cogliere il prossimo cambio di leadership a Palazzo Celio come opportunità per lo sviluppo del Polesine. Il presidente di Unindustria Rovigo, Fabrizio Rossi, fissa i punti chiave su cui l'associazione scommette il futuro della Provincia,

gli allegri orfani della taverna est - simona spaventa ( da "Repubblica, La" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: mette in scena la storia di quattro ragazzini indagati per l´incendio che ha distrutto l´orfanotrofio dove, fuggiti preti e suore, vivevano abbandonati per la seconda volta. Tra risse, ricordi, confessioni e miracoli, il ritratto commovente di un´età cui nemmeno destino e burocrazia possono strappare la gioia di vivere.

Piano casa, sì dagli Enti locali Semplificazione pronta al decollo ( da "Messaggero, Il" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Venerdì 13 Marzo 2009 Chiudi Piano casa, sì dagli Enti locali Semplificazione pronta al decollo Oggi il Consiglio dei ministri avvia l'esame: meno burocrazia

ROMA - Il piano Casa del governo? Ottimo. Lo declineremo adattandolo alla nostra realt... ( da "Messaggero, Il" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Opere incompiute paralizzate dalla burocrazia, bloccate da cavilli amministrativi sulla interpretazione delle norme. Presto, in meno di due mesi, presenteremo il nostro programma». Quali sono i punti più qualificanti del piano Casa? «Da una parte la semplificazione amministrativa.

DI VOI si parla soprattutto quando ci sono le sfilate di moda che partono con buone intenzio... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: il Tso è una parola che fa paura, evoca protocolli di cieca burocrazia, ci fa pensare ai pazzi furiosi o creduti tali e non certo al vostro lento e silenzioso spegnersi, tanto che le opinioni degli esperti sono ancora molto divise in proposito. L'unica certezza è che bisogna curarsi affidandosi a persone serie.

Ma le bici elettriche' non hanno spopolato ( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazie e di un certo disinteresse pubblico, tanto che dopo poco più di un anno il consuntivo dell'operazione appare nebuloso agli stessi amministratori comunali. In più c'è stata una coda polemica anche per chi ha approfittato della promozione': un anziano che viaggiava sulla bici elettrica acquistata in un negozio convenzionato col Comune è stato multato perché il mezzo non

CASTELNOVO MONTI APPLAUDE alla sburocratizzazione annunciata dal Governo il tecnico... ( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: prendendosela con il Comune di Castelnovo per i costi elevati e l'eccessiva burocrazia quale «responsabile della crisi dell'edilizia». Il perito Borghi va giù duro formulando l'auspicio che «alle prossime elezioni venga eletto un sindaco non burocrate». Riferendosi all'edilizia locale, afferma: «Sono anni che mi batto contro la burocrazia.

MASSA LA CRISI economica continua a tenere... ( da "Nazione, La (Massa - Carrara)" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: minimo la burocrazia delle pubbliche amministrazioni. Le aziende hanno bisogno di risposte rapide alle loro richieste altrimenti rinunciano ad investire». Cesare Bianchi, ha evidenziato in particolar modo i problemi finanziari in cui si trovano la aziende: «La cosa più grave è che molte delle società che devono ricorrere ai finanziamenti sono a loro volta creditrici dello stato.

<Un anno di calamità commerciale: il Comune cali le imposte locali> ( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia. Farvi fronte tutti i mesi è sempre più faticoso...». Di qui la richiesta avanzata al Comune: «Abbattere o quanto meno abbassare le imposte municipali evidenzia Forlani ; capiamo le ristrettezze del bilancio pubblico, ma riteniamo che l'amministrazione debba prodigarsi con aiuti più mirati».

Borghesi (Sefim): <Ma intanto rimediamo al flagello della burocrazia> ( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: rimediamo al flagello della burocrazia» PIANO CASA LE IMPRESE DELLA LEGA COOP DANNO UN GIUDIZIO NON NEGATIVO'. E TRA I PRIVATI C'E' INVECE CHI PLAUDE ALL'IDEA «NON SIAMO contrari a priori al piano casa'. Ma l'emergenza per le imprese edili è un'altra: la burocrazia». Carlo Borghesi, presidente della Sefim, non si allinea al giudizio positivo della Lega Coop al provvedimento del governo:

Fotovoltaico sulla scuola ( da "Provincia Pavese, La" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: connessi alla burocrazia, ma sono molto soddisfatto del progetto. Abbiamo chiesto anche i contributi che speriamo ci vengano dati. Il progetto, comunque, entro l'estate dovrebbe essere portato a termine». L'impianto, installato sul tetto della nuova scuola materna, si inserisce nel quadro della "modernizzazione" cominciata con l'inugurazione del nuovo plesso scolastico il 6 gennaio,

lungofiume pulito a spese della provincia ( da "Centro, Il" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: assessore ha deciso di tagliare i tempi della burocrazia: sarà il Comune a intervenire entro 15 giorni per portare via la mole di spazzatura abbandonata lungo il Saline. Ma il conto dell'operazione di pulizia lo pagherà la Provincia di Pescara: «Dopo la pulizia», spiega De Vincentiis, «sarà inoltrata una nota alla Provincia di Pescara perché il territorio fluviale è di sua competenza.

Piano casa, via libera da Comuni e Regioni ( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: fissate le norme per semplificare la burocrazia. Fitto: «Così l'economia ripartirà» RomaRegioni e Comuni hanno dato il via libera al piano casa del governo, che oggi passa all'esame del Consiglio dei ministri. Ieri la Conferenza unificata Stato-enti locali ha approvato il decreto del presidente del Consiglio, che prevede uno stanziamento di 550 milioni di euro.

La certificazione del progettista sostituirà la vecchia licenza ( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: del progettista sostituirà la vecchia licenza di Redazione In arrivo una radicale semplificazione della burocrazia nel settore edilizio. Il piano casa del governo prevede l'abolizione del permesso di costruire, che sarà sostituito da una nuova «certificazione di conformità» firmata dal progettista, che deve attestare sotto la propria responsabilità la piena regolarità dell'opera.

(ACR) OPERE PUBBLICHE, MATTIA: SPOT DEL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA ( da "Basilicanet.it" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: genericamente sulla burocrazia â?? afferma il consigliere di Fi-Pdl â?? è¨ il solito giochetto che non serve a giustificare le proprie responsabilità . Eâ?? evidente che anche la Giunta Regionale deve compiere unâ??attenta riflessione in particolare su quali misure e quali azioni ha attivato per sostenere le due Province nellâ?

Mdc lancia Cittadini in tv, nuovo canale YouTube ( da "Comunicatori Pubblici" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dalla sicurezza on line ai tempi lenti della burocrazia. L?esperimento è stato lanciato dal Movimento Difesa del Cittadino che ha appena aperto un nuovo canale su YouTube. La Web Tv raccoglie le puntate delle trasmissioni televisive con la partecipazione dei rappresentanti di Mdc e manda in onda le edizioni dei telegiornali che si occupano di consumo e delle iniziative dell'

PIL Italia atteso in calo del 2,3% nel 2009, necessari interventi (3) ( da "KataWebFinanza" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma si avrebbe anche bisogno di una burocrazia efficiente che trasformasse rapidamente la decisione politica in strumenti operativi per imprese (credito) e famiglie (riduzione della pressione tributaria). La profondit della recessione, conclude il rapporto, dovrebbe stimolare presso i cittadini e le istituzioni, nell'amministrazione e nelle parti sociali,

PIL Italia atteso in calo del 2,3% nel 2009, necessari interventi (3) ( da "Borsa(La Repubblica.it)" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma si avrebbe anche bisogno di una burocrazia efficiente che trasformasse rapidamente la decisione politica in strumenti operativi per imprese (credito) e famiglie (riduzione della pressione tributaria). La profondità della recessione, conclude il rapporto, dovrebbe stimolare presso i cittadini e le istituzioni, nell'amministrazione e nelle parti sociali,

Controlli sulle banche, Tremonti: <Darei tutta la vigilanza alla Bce> ( da "Corriere.it" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: da 7 a 12 grandi opere con capitali privati bloccati per burocrazia o falsa democrazia. La nostra proposta affinché un ricorso al Tar non blocchi il cantiere ha incontrato una resistenza ambientale incredibile». «La nostra linea - ha spiegato ancora il ministro è di non fare una politica di deficit, pensiamo non sia un bene per il nostro paese, è complicato gestirne gli effetti»

Competitività: con meno burocrazia è più facile fare business ( da "01net" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: con meno burocrazia è più facile fare business La ricerca Astrid mette in risalto il ruolo negativo delle pratiche burocratiche. Ostacolano il fare impresa (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 12 mar - Dimezzare il numero dei giorni richiesti dalle amministrazioni pubbliche e il numero di adempimenti a carico delle imprese per l'avvio di un'

Servono regole e non burocrazia: occorre un sistema che supporti l'iniziativa impreditoriale non politicanti di scarsa capacità. Nasce il Comitato d'imprenditori ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Servono regole e non burocrazia: occorre un sistema che supporti l'iniziativa impreditoriale non politicanti di scarsa capacità. Nasce il Comitato d'imprenditori Venerdì 13 Marzo 2009,

È il tempo della politica del fare ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Servono regole non burocrazia, serve un sistema Paese che supporti l'iniziativa imprenditoriale non burocrati, che le disincentivano e nemmeno politicanti di scarsa capacità. Questi sono alcuni dei limiti alla competitività dell'economia della nostra provincia, che provocano costi e ritardi negli investimenti alle imprese».

Droga, condannatidue extracomunitari ( da "Sicilia, La" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che sbloccati dalla paralizzante burocrazia degli iter progettuali ed esecutivi, saranno spalmati in diverse direzioni con la prospettiva del rifacimento totale della viabilità interna come quella esterna, ad esempio la tangenziale. Ad uno ad uno Avola snocciola l'agenda degli interventi e dei relativi costi annunciando la prima posa per lunedì prossimo con l'

GERARDO AUSIELLO DUE ANNI PER I PRIMI 300 POSTI BARCA, ENTRO IL 2013 GLI ALTRI 553. LA SFIDA DEL ... ( da "Mattino, Il (Circondario Sud1)" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Molosiglio e a Bagnoli riducendo il più possibile i tempi della burocrazia». Soddisfatto l'ammiraglio Luciano Dassatti, presidente dell'Autorità portuale di Napoli: «Il porto di San Giovanni a Teduccio è una trasfusione di ottimismo, il rilancio di questa città è possibile». Infine il presidente dell'Acen Ambrogio Prezioso: «I ritardi sono anche frutto di norme troppo complesse».

EMANUELE IMPERIALI OGGI IL CONSIGLIO DEI MINISTRI AVVIA L'ESAME DEL PIANO CASA AL QUALE HANNO LAV... ( da "Mattino, Il (Benevento)" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: possibilità a chi amplia la casa di farlo senza scontrarsi con la burocrazia». Lo sblocco ieri in Conferenza unificata del piano nazionale di edilizia abitativa è già passo avanti che va incontro alle famiglie più bisognose. Ora i primi 200 milioni potranno essere ripartiti tra le Regioni per costruire case popolari, in attesa che il governo reintegri il fondo fino a 550 milioni,

Amministrative, primi riscontri maxi sondaggio popolare di Forza Italia/PdL Forlì ( da "Sestopotere.com" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia e politica emerge subito una forte preoccupazione per l'ordine pubblico, la sicurezza urbana, l'immigrazione clandestina incontrollata. Poi seguono l'efficienza della struttura comunale (intesa in senso negativo!) , e a seguire il disagio provocato da costo della vita, prezzi e tariffe dei servizi troppo alti;

SU BANCHE E CREDITO SI GIOCA ANCHE LA PARTITA POLITICA ( da "Wall Street Italia" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: più facili rapporti con banche e burocrazia pubblica per ottenere il credito. Una sorta di ronde del credito. Altro che prefetti! Si conferma dunque che questa giovanissima legislatura dall'inizio dell'anno è entrata in una sorta di fase due, caratterizzata a livello di maggioranza da un progressivo sfilamento della Lega e con un maggiore attivismo in campo economico da parte dell'

Quante code negli uffici del gas ( da "Stampa, La" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: IMPERIARifiuti ingombranti e burocrazia Quando i nodi vengono al pettine bisognerebbe intervenire per sbrogliarli. Purtroppo, se i nodi sono norme e gli strumenti per risolvere i problemi sono decreti ministeriali, da emanarsi in accordo tra più ministeri e associazioni di categoria e commissioni Stato-Regioni e altri enti, i cittadini finiscono col veder crescere le contraddizioni.

Cent'anni di generosità ( da "Stampa, La" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Poca burocrazia Se l'opera rimane in Italia è sufficiente l'autorizzazione del soprintendente, altrimenti serve un nulla osta del ministero. Solo alla fine degli Anni 50 sono aumentati i controlli. Dalla fine degli Anni 80 è richiesta una revisione ogni cinque anni, limite oltre il quale il prestito va rinnovato.

Pd, passa la linea del segretario ( da "Stampa, La" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: così come va snellita la burocrazia. Ma non dobbiamo dire di ''no'' come fa la Lega. Non è vero che non funziona e che uccide con la burocrazia. L'Europa ci aiuta, pensiamo al Forte di Bard, per esempio, ristrutturato con il denaro europeo. Come valdostani dobbiamo volere un'Unione vicina ai cittadini, che sia più attenta ai territori,

"Troppi ostacoli per chi cerca di conciliare" ( da "Stampa, La" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è la burocrazia, un fardello che si accanisce soprattutto su chi non frequenta gli atenei a tempo pieno. «Nelle segreterie c'è sempre da fare coda, spesso bisogna tornare più volte per una sola pratica. Stesso discorso per gli appelli. Se il sistema fosse meglio organizzato chi lavora non dovrebbe prendere un permesso dietro l'

Il consiglio del ministro Sacconi ai giovani: <Siate pronti anche a fare lavori manuali> ( da "Cittadino, Il" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: snelliti i tempi e la burocrazia Roma Il Consiglio dei ministri ha approvato una serie di interventi per i precari. Il pacchetto di "Misure di semplificazione per gli strumenti di protezione per i lavoratori sospesi o licenziati" prevede l'aumento dell'indennità di reinserimento per i collaboratori a progetto con un solo committente,

Politici si diventa con un corso in tre lezioni ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: un corso in tre lezioni Per affrontare una carriera politica a qualsiasi livello è necessario avere dimestichezza con le procedure della burocrazia, e per conoscerle si può approfittare, a Nozza di vestone, del corso a tema organizzato dalla Comunità montana della Valsabbia. Stiamo parlando di uno stage di «aggiornamento sulle cognizioni essenziali dell'amministratore comunale»;

un'estate senza servizi in spiaggia ( da "Nuova Sardegna, La" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: e burocrazia fanno slittare il rinnovo delle concessioni, adesso sono a forte rischio i bagnini e la sicurezza a mare BUGGERRU. Sarà un'estate senza servizi lungo il litorale. Bagnini e sicurezza a mare sono a rischio a causa dei ritardi e delle complicazioni burocratiche che fanno slittare i tempi per il rinnovo delle concessioni demaniali indispensabili per avviare le attività.

Comuni, salvate l'edilizia dal collasso ( da "Tribuna di Treviso, La" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: aggravata da mali come la burocrazia e la scarsità di risorse. «Siamo favorevoli alle grandi opere ma servono anche quelle di taglio più modesto, per le quali bastano spesso poche settimane perché possano partire. A livello nazionale il governo ha pensato di intervenire con aiuti per l'edilizia pari a un miliardo di euro quando le nostre richieste parlavano di otto»

Lampedusa, proibito vedere la tragedia dei rifugiati ( da "Unita, L'" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: in mezzo ad una burocrazia impietosa e impazzita. Fare ricorso contro i respingimenti, spesso illegali, è un diritto riconosciuto a tutti. Già, ma a chi farlo? Al giudice di pace di Agrigento o al Tar di Palermo? Il conflitto di attribuzioni è stato sollevato da tempo e soltanto la Cassazione potrà scioglierlo.

Un buco nero è un corpo celeste dotato di una così forte attrazione gravitazionale da non ... ( da "Unita, L'" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: in mezzo ad una burocrazia impietosa e impazzita. Fare ricorso contro i respingimenti, spesso illegali, è un diritto riconosciuto a tutti. Già, ma a chi farlo? Al giudice di pace di Agrigento o al Tar di Palermo? Il conflitto di attribuzioni è stato sollevato da tempo e soltanto la Cassazione potrà scioglierlo.

la regione acceleri sui fondi ue ( da "Centro, Il" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: lungaggini di una burocrazia che impedisce di legiferare con efficacia. «Ci sono norme che giacciono nei cassetti della regione da anni» ha detto il direttore Coldiretti Abruzzo Michele Errico «mi riferisco alla legge per il riordino usi civici, alla legge sull'agriturismo e al riordino consorzi bonifica, ma anche alla norma per l'orientamento del consumo dei prodotti agricoli regionali.

<Il piano casa ci ha dato già 5 punti> ( da "Tempo, Il" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: riguardante la burocrazia. L'idea sarebbe, a questo punto, di sviluppare il piano in due provvedimenti: un decreto, destinato per lo più alla parte burocratica e normativa, di caratura quindi nazionale. Il secondo, un disegno di legge con cui si cercherà di trovare un format adattabile da tutte le Regioni, la cornice dentro la quale tutte le amministrazione locali dovranno muoversi.

<Duecento persone sul lastrico> ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma è possibile che per colpa della burocrazia oltre cento persone debbano finire in strada?». Alle 14.30 cinque chioschi su sette hanno già i sigilli amministrativi sulle porte, ma ?Ricciomania? e l'Afrodisiaco resistono. C'è anche l'avvocato Francesca Calabrò, legale di quattro attività: prova a mediare.

Gli ascensori per Castello funzioneranno 24 ore su 24 ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sarà possibile bypassare i tempi della burocrazia. Così facendo, infatti, gli ascensori potranno ripartire subito, senza bisogno di attendere una delibera di Giunta seguita dal passaggio in Consiglio. «Gli impianti», riprende Carta, «saranno gestiti inizialmente da 6 operatori della Multiservice che copriranno tutti i turni garantendo così il servizio 24 ore su 24.

Nasce l'associazione degli alluvionati ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: devono morire per colpa dei tempi lenti della burocrazia». Un pensiero condiviso dal sindaco, Giorgio Marongiu, e dalla responsabile della commissione comunale Pari opportunità Roberta Marcis che, in un appassionato intervento, ha espresso la sua solidarietà agli agricoltori. ASSOF L'artefice della nascita dell'Assof è Andrea Piscedda, 30 anni, agricoltore tra i più danneggiati.

Fondo per le vittimedomande in aumento ( da "Secolo XIX, Il" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: tabacchino savonese vittima degli usurai e alle prese con la burocrazia non sembra comunque diffusissimo. Sono decine le domande che arrivano in prefettura a Savona sull'argomento, ma la delicatezza del tema hanno imposto ai funzionari governativi il massimo riserbo. I fondi antiusura non riguardano comunque solo l'intervento in favore di imprese e commercianti alle prese con i debiti,

Burocrazia, da quasi due anni non lo fa entrare nel suo deposito ( da "Stampa, La" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: MURIALDO IMPRENDITORE BLOCCATO DALLA FORESTALE Burocrazia, da quasi due anni non lo fa entrare nel suo deposito Da 21 mesi non può accedere al suo deposito, messo sotto sequestro nel giugno 2007 per aver eseguito una «manutenzione ordinaria» su di una cunetta di 13 metri che divide il magazzino dal deposito dove si trovano pali e bobine.

Donna violentata, l'Asl <Ecco il conto per le cure> ( da "Eco di Bergamo, L'" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma questa vittima della burocrazia - oltre che della violenza - non ha comunque intenzione di lasciar cadere nel vuoto la questione, e ha contattato il suo avvocato. Non solo per le richieste che l'Asl le ha rivolto («che a quanto mi hanno detto sono di per sé sufficienti per una denuncia per violazione della privacy e danni morali»),

SEMBRA un giocattolo ma ha una <missione>: stimolare la creatività... ( da "Nazione, La (La Spezia)" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia", ma cerchiamo anche l'appoggio delle istituzioni per creare una vera e propria rotazione delle api nelle scuole della Vallata. Dove vogliamo arrivare? Sognamo di costruire un intero percorso formativo, dall'asilo alle scuole superiori, basato sui robot, formare un parco giochi di Tecknos gratuito per le scuole»

FOLIGNO SONO QUATTROCENTO i <licenziati dal mattone> d... ( da "Nazione, La (Umbria)" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Un altro elemento rilevante riguarda la burocrazia, troppo lenta e farraginosa. Qui occorre una sinergia con i Comuni, affinchè snelliscano le procedure. NON SI POSSONO avere tempi lunghi per l'approvazione di un progetto, visto che spesso i ritardi fanno saltare tutto. Una procedura snella permetterebbe una cantierizzazione più veloce e quindi la ripartenza dell'

È il capitale umano la leva per Pmi e Sud ( da "Sole 24 Ore, Il" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dove secondo il Centro Studi Confindustria il costo della burocrazia è pari al 4,6% del Pil (la media comunitaria è al 3,5%), le infrastrutture non funzionano bene e il capitale umano ha dei deficit: il direttore del Centro Studi di Viale dell'Astronomia, Luca Paolazzi, evidenzia come, con adeguate riforme, la riduzione della prima comporterebbe un incremento del Pil del 4%,

Per l'Italia uno Statuto dei lavori ( da "Sole 24 Ore, Il" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: fuori dai vincoli rigidi delle norme e della burocrazia. L'obiettivo era quello di costruire un quadro di garanzie dinamico, che favorisse l'accesso al lavoro e la sua mobilità, proteggesse dal rischio dell'uscita promuovendo il reinserimento e la crescita professionale. Su questo terreno ci siamo incrociati e ritrovati.

<Contro il racket ho osato denunciare> ( da "Giorno, Il (Sondrio)" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sottoposto a regime di protezione, braccato e in lotta con la burocrazia, contro la corruzione nello Stato, per lo Stato. Perseguitato e abbandonato dopo avere denunciato il sistema 'ndranghetista e le sue collusioni all'interno delle Istituzioni. Pino Masciari si è impegnato a Morbegno in una conferenza racconto.

IL PIANO straordinario per l'edilizia annunciato dal Governo, e sul quale il... ( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ci aspetteremmo meno burocrazia ma rispetto delle regole fondamentali. Ci deve essere una logita di sostenibilità dalla quale non si può prescindere. Se viene avanti con questi connotati e le risorse adeguate per affrontare questo tema aggiunge Monti è un provvedimento da salutare positivamente».

)POLITICA 1 Bisogna salvare il centro dal degrado IL NOSTRO futuro &#... ( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la diminuzione della burocrazia che serve per aprire un negozio; la scelta accurata e la ricerca di nuovi investitori, gruppi, catene commerciali di rilevanza nazionale, disposti ad aprire negozi nel centro della nostra città. Dobbiamo cambiare la nostra città, risvegliarla ma soprattutto dobbiamo farlo presto prima che ci muoia tra le mani.

Riconversione Enel, Rossi candida Unindustria alla regia ( da "Corriere del Veneto" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: una burocrazia più efficiente, soluzioni per realtà in perdita come il Censer, di cui appoggiamo il piano di scorporo delle fiere e l'eventuale alleanza con altri partner». La riconversione Se dalla riconversione a carbone della centrale Enel arriveranno benefici, gli industriali vogliono essere in prima linea: «Siamo favorevoli alla riconversione,

<Legacoop al guinzaglio' della sinistra> ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: liberalizzatorii che limano buona parte della burocrazia vigente e tolgono ci comuni il monopolio delle licenze di costruzione è un rospo duro da digerire». «Di fronte al tentativo del governo di stimolare l'economia aggiunge Luca Ghelfi, Pdl e candidato per la presidenza della Provincia i rappresentanti locali delle cooperative ancora una volta preferiscono criticare il governo.

Così Verona può superare questa crisi ( da "Arena, L'" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Italia attira più capitali stranieri perché ha un burocrazia efficiente, in Italia le aziende straniere ma anche italiane hanno bisogno di aspettative stabili sulle normative soprattutto fiscali. Il governo? Finora ha fatto quello che poteva, c'è da fare di più invece per le pmi e mettere mano alla macchina dello Stato.

i tanti significati di questa crisi ( da "Centro, Il" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: complice anche una certa burocrazia che spesso complica il percorso degli interventi. Soprattutto nel caso dell'Italia, però, questa potrebbe essere l'occasione perché si metta mano sul serio ai tanti privilegi e alle palesi iniquità del sistema. Ci sono ormai delle categorie (senza voler utilizzare ancora il termine «casta»),

Un commissario per le bonifiche ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: contro la burocrazia e l'alterna buona volontà dell'Eni. Non solo, Borghetto chiede che per gestire il risanamento delle migliaia di ettari anestetizzati da decenni di contaminazione selvaggia, sia nominato un commissario ad hoc. Un'autorità speciale armata di poteri esclusivi che le consentano di muoversi abilmente nella selva burocratica che finora ha imbrigliato le bonifiche.

Violentata a 60 anni. L'Asl le chiede il conto ( da "Giornale.it, Il" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: il cinismo della burocrazia è incorreggibile, ma la lettera di recupero crediti lascia interdetti. Daniele Bernabei, portavoce della Asl, prova a buttare acqua sul fuoco e spiega che il caso sarà risolto al più presto: «Spediamo 400 lettere di questo tenore ogni anno, come per altro impone la legge.

Eredità, si può rinunciare alla legittima ( da "Affari Italiani (Online)" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: nel difficile mondo della burocrazia e delle leggi scrivete a: ilnotaioconferma@affaritaliani.it PRIMO QUESITO Sono figlio unico. Mio padre ha fatto testamento, nominando erede universale un'altra persona. Per escludermi anche dalla quota legittima, ha scritto nel testamento che durante l'arco della vita mi ha fatto doni il cui valore complessivo supera il valore della legittima:

Bruxelles, eurocrati a lezione dalla reginetta degli 007 ( da "Stampaweb, La" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: agente che viene dal Tamigi è stata ingaggiata per insegnare agli uomini della burocrazia comunitaria come si tiene alla larga chi cerca informazioni a circolazione limitata, genìa che nella mente di chi ha voluto la Scuola Antispie comprende, oltre gli inviati sotto copertura di Paesi terzi, anche lobbisti e giornalisti.

<Così Verona può superare questa crisi> ( da "Arena.it, L'" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Italia attira più capitali stranieri perché ha un burocrazia efficiente, in Italia le aziende straniere ma anche italiane hanno bisogno di aspettative stabili sulle normative soprattutto fiscali. Il governo? Finora ha fatto quello che poteva, c'è da fare di più invece per le pmi e mettere mano alla macchina dello Stato.

Riapre al villaggio Jungiil geodetico di via Foscolo ( da "Sicilia, La" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: arte occorre soprattutto potere tornare allo stato primigenio della conduzione delle acque che avveniva all'interno di locali, oggi di proprietà della famiglia Scrofani. "Stiamo valutando - dice Cavallo - la possibilità di rilevarne la proprietà". Burocrazia permettendo, la fontana potrebbe ritornare al suo splendore entro la fine dell'anno. D. C.

Rette più salate in casa di riposo ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che la burocrazia rinsavisca. Anzi. Si teme in un peggioramento e questo ha reso inevitabile il peggio". "Il Consiglio di amministrazione della Casa di Riposo -aggiunge la direttrice- intende mettere al corrente l'opinione pubblica della difficile decisione assunta nella consapevolezza delle drammatiche conseguenze per le famiglie che non saranno in grado di affrontare il rincaro.

CINEMA Morto il regista ungherese Peter Bacso, denunciò il volto grottesco dello stalin... ( da "Gazzettino, Il" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Bacso è autore di meticolosi e malinconici racconti sul mondo del lavoro e sulla vita coniugale e con la sua satira grottesca ha denunciato le degenerazioni della burocrazia comunista. Il suo capolavoro è considerato "Un'estate in collina" (1967), vicenda struggente di due generazioni che tentano invano - sullo sfondo di un lager abbandonato - di conciliare passato e presente.

CRISI ECONOMICA: MARCEGAGLIA, NECESSARIO TAGLIARE COSTI POLITICA ( da "ITnews.it" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: servono tagli alla spesa pubblica improduttiva, serve un taglio secco alla burocrazia odiosa e costosa che uccide l'iniziativa imprenditoriale". Ne e' convinta Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, che durante il suo intervento a Palermo al convegno 'Oltre la crisi. Pmi classe dirigente' ha dedicato un passaggio ai costi della politica.

Autostrada per essere più integrati ( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: appoggio di Confindustria Verona e Confindustria Vicenza, ha proposto alla Regione Veneto, ricevendone l'appoggio: «Si tratta di una scelta fondamentale per il nostro territorio - sottolinea Vascellari - che consente di prendere decisioni per lo sviluppo senza passare per le logiche della politica e i tempi della burocrazia».

Efsa - <La critica di Ronchi? Senza senso> ( da "Gazzetta di Parma Online, La" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dal 2005 che sono qui a Parma - spiega una dipendente spagnola - e non capisco tutta la burocrazia che c'è e che impedisce di prendere decisioni in fretta. Riunirci tutti in un?unica sede sarebbe un ottimo modo per migliorare l?organizzazione e ridurre i costi di gestione». Un altro tasto dolente per molti «euro impiegati» è rappresentato dall?

Amministrative, Rondoni: vertice sul welfare con Sacconi, Formigoni e Lupi ( da "Sestopotere.com" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: diminuiscano la burocrazia e i tempi lunghi, avendo sempre come riferimento la centralità della persona”. Il candidato sindaco Rondoni nelle ultime settimane ha già incontrato centinaia di cittadini in diversi momenti, assemblee con giovani e universitari, riunioni nelle sedi di partito e di associazioni, incontrando la gente per strada,

Progetto del governo in merito agli interventi per l'edilizia : intervento Giovanni Lucchi capogruppo Pri Provincia di Forli - Cesena ( da "Sestopotere.com" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La qualità non passa attraverso la burocrazia con norme su norme che limitano la nostra libertà e permettono interventi che non qualificano il territorio; norme che servono solo a creare archivi di carta senza valorizzare la qualità delle costruzioni, norme che servono solo a deprimere la voglia del fare e ad alimentare un enorme apparato burocrativo unico al mondo.

Colosseo, governo e sovrintendente "Pochi fondi, burocrazia. Sos vero" ( da "KataWeb News" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: governo e sovrintendente "Pochi fondi, burocrazia. Sos vero" 14 marzo 2009 alle 20:36 — Fonte: Homepage">repubblica.it — 0 commenti Le reazioni nella capitale dopo la denuncia di "Repubblica". Il Ministero: decenni di incuria La Sovrintendenza: "Con 10 milioni l'anno potremmo mettere tutto a posto.

COLOSSEO, GOVERNO E SOVRINTENDENTE "POCHI FONDI, BUROCRAZIA. SOS VERO" ( da "Wall Street Italia" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: governo e sovrintendente "Pochi fondi, burocrazia. Sos vero" -->Le reazioni nella capitale dopo la denuncia di "Repubblica". Il Ministero: decenni di incuria La Sovrintendenza: "Con 10 milioni l'anno potremmo mettere tutto a posto. Ma non ci sono" Colosseo, governo e sovrintendente "Pochi fondi, burocrazia.


Articoli

Anche i Bastard difendono il murales del Bruno (sezione: Burocrazia)

( da "Trentino" del 13-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Anche i «Bastard» difendono il murales del Bruno Decine di firme contro la cancellazione. Il centro sociale: «Comune miope» TRENTO. C'è anche la firma dei «Bastard», le star del momento in Trentino, tra gli attestati di solidarietà per non cancellare il murales del Centro sociale Bruno. Per gli «inquilini» dell'ex Dogana è in arrivo una multa per deturpamento e inosservanza dell'ordinanza con cui il Comune ha imposto la cancellazione del murales. «Di fronte alla cruda burocrazia che vorrebbe cancellarlo - ha risposto il «Bruno» - possiamo solo contrapporre la valanga di solidarietà espressa da intellettuali e musicisti, da semplici fruitori e persone che capiscono la differenza tra illegalità e libertà. Ormai non ci sorprende più la miopia del Comune». Tra coloro che hanno espresso solidarietà ci sono musicisti (Tetes de Bois, Five Seasons, Apocrifi), associazioni (Arci, Universitando, Il Funambolo), esponenti della cultura (il direttore di Arte Sella Emanuele Montibeller, il direttore di Oriente Occidente Lanfranco Cis, il presidente dello Studio Andromeda Romano Oss, il direttore di Drodesera Dino Sommadossi, Duccio Dogheria, Fausto Bonfanti, Carmine Ragozzino, Stefano Giordano), scrittori (Paolo Malvinni), insegnanti, giornalisti, fotografi, pittori (Matteo Boato, Gianni Turella, Alessia Carli). «Ci fanno sorridere i nostri amministratori - scrive il Csa Bruno - che fanno a gara a stringere la mano ai Bastard sons of Dioniso senza sapere che proprio in un centro sociale si sono esibiti per la prima volta con il nome di Bastard e che hanno suonato all'ex Mayer e all'ex Dogana».

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Le due facce della "migrazione"" (sezione: Burocrazia)

( da "Blogosfere" del 13-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Mar 0913 Le due facce della "migrazione"" Pubblicato da Giovanni Sena alle 00:52 in Ideologia e liberismo, Vicende nazionali Pensiamoci bene. Esistono in Italia due facce della cosidetta migrazione dei popoli. Esiste una immigrazione, perlopiu' da Paesi poveri, di gente piu' o meno disperata, alla ricerca di una alternativa, di una vita in qualche modo migliore. Sono quelli che genericamente (e spesso in modo errato, come nel caso dei Romeni) vengono etichettati come extracomunitari. Quando questi immigrati cercano un'occupazione generalmente devono accontentarsi di lavori altrettanto genericamente definiti umili (in verita' il lavoro onesto e' sempre fatica, e non e' mai umile). Il piu' delle volte si tratta di badanti (ma non infermiere), garzoni (ma non magazzinieri), muratori (ma non piastrellisti), braccianti (ma non agricoltori). Insomma, gli immigrati in Italia sono per la stragrande maggioranza non specializzati, di bassa cultura, provenienti da realta' sottosviluppate. Quanti architetti, medici, scienziati immigrano nel nostro Paese? Pochi, pochissimi. L'altra faccia della medaglia e' invece l'emigrazione di quegli Italiani che scelgono invece di svolgere le proprie attivita' all'estero. Chi sono? Architetti, medici, scienziati, tra gli altri. Lavoratori con un altissimo grado di specializzazione, cervelli che farebbero un gran bene al nostro Paese ma che preferiscono rendere i propri servizi in un Paese straniero. Alcuni li chiamano cervelli in fuga. Che Paese e', oggi, l'Italia? Che Paese e' quello che si lascia sfuggire le menti migliori (o quantomeno alcune di queste, forse quelle piu' intraprendenti)? Le stesse menti che proprio la nostra societa' ha educato fino ad eta' adulta, spesso con soldi pubblici? Che societa' e' quella che attrae solo badanti e braccianti, e che respinge architetti e scienziati? Come possiamo pensare di costruire un futuro per l'Italia se non nutriamo la creativita', l'educazione specializzata, se non creiamo le condizioni per far fiorire le potenzialita' umane dei nostri cittadini piu' creativi? Non possiamo diventare un Paese di pensionati e badanti. Con questo andazzo, con questa sfiducia nei confronti dei giovani, dei creativi, dell'energia di chi ancora vuole rischiare, finiremo con lo scomparire. Ci vuole uno scatto d'orgoglio, uno sforzo per creare le condizioni che possano attirare le menti eccellenti nel nostro Paese, non che le respingano. Competizione trasparente, vera meritocrazia, semplificazione della burocrazia, questo e' necessario, non un assegno di disoccupazione per tutti. In poche parole, ci vuole una societa' aperta e meritocratica, non una chiusa e assistenzialista. Ditemi voi. GS

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Ok dalla Regione al centro benessere (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 13-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Gorgo. Dopo 5 anni di burocrazia arriva il via libera alla struttura che darà lavoro a settanta persone. Al Comune 1,5 milioni di opere pubbliche Ok dalla Regione al centro benessere Cancellato il multisala: restano palestra, parco, piscine e campi da calcio GORGO. La Regione ha approvato il Progetto Salute avviato dal Comune di Gorgo nel 2004, in collaborazione con la ditta Setten. E' la riconversione di una vastissima area agricola, a Gorgo Palazzi, che diverrà centro sportivo e ricreativo. Ci saranno anche un villaggio residenziale, un parco, una palestra all'aperto ed altri servizi per tempo libero e benessere. Il Comune in cambio avrà opere pubbliche per oltre 1,5 milioni. Dopo oltre cinque anni di valutazioni da parte della Regione, il Progetto Salute di Gorgo, seppure con un ridimensionamento, è stato approvato. Ora il proprietario dell'area, compresa fra le strade per Cavalier e per Piavon, davanti alla zona di villa Foscarini, dovrà presentare i progetti al consiglio comunale. Ma le burocrazie legate all'approvazione regionale sono superate. Il Centro salute darà lavoro a una settantina di persone. «La Regione ha approvato il progetto da poco tempo. Il disegno iniziale è stato ridotto perché è stata chiesta la riduzione delle cubature previste per un cinema multisala - afferma il sindaco Firmino Vettori - Per il resto c'è tutto quanto previsto». E cioè: una piscina scoperta e coperta, i campi di pallavolo, di calcio, un centro benessere con sauna, estetica, fitness. L'edificio esistente, l'antica villa Giol, sarà riconvertito a zona commerciale per prodotti agricoli e turistici. Ci sarà anche un villaggio residenziale che prevede il recupero ed il riordino dei volumi esistenti. Nel progetto iniziale, avviato ancora nel 2003, c'era anche un cinema multisala, ma nel frattempo queste strutture si sono moltiplicate nel territorio, e la Regione non ha ritenuto opportuno concederne un'altra. Il Comune avrà, in cambio, opere pubbliche per un milione e mezzo di euro. «A uso pubblico ci saranno aree attrezzate per lo svago - spiega il sindaco Firmino Vettori - ma saranno adeguate anche le infrastrutture, quali la sistemazione della viabilità su via Palazzi dall'incrocio per Cavalier fino all'incrocio per Piavon, con una pista ciclopedonale. Un'altra pista pedonale collegherà l'incrocio per Cavalier fino al sottopasso ferroviario sulla Postumia. La strada per Cavalier, verso il bosco, sarà allargata di due metri, e in corrispondenza dei due incroci ci saranno un'aiuola spartitraffico e una rotatoria». Il progetto iniziale prevedeva anche un impianto di fitodepurazione delle acque nere nei pressi del Monticano e la realizzazione di un parco e di una palestra all'aperto a uso pubblico. «Ora il proprietario presenterà i disegni delle opere in consiglio comunale per l'approvazione», conclude Vettori. L'ex sindaco Gianpaolo Vallardi, quando nel 2004 presentò il progetto, disse: «L'operazione dell'accordo con la Setten Alcide darà nuovi spazi alla comunità, ma soprattutto grosse possibilità di lavoro per i nostri giovani, che vedranno così moltiplicare le possibilità di impiego attualmente rappresentate per lo più dalla zona industriale». (Giuseppina Piovesana)

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Perchè il Comune dà l'ok (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Modena,La" del 13-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Perchè il Comune dà l'ok Perchè il Comune dà l'ok a tagliare alberi sani? Sig. Sindaco, sono una pensionata di 74 anni e nella mia vita credevo di averne viste di tutte le qualità e colori. Credevo di abitare in una città che, oltre al resto, tutelasse il suo patrimonio naturale come se fosse una ricchezza unica. Ho letto cose come: "la città contende a Novara il primato dei 100.000 alberi"; quindi ero abbastanza tranquilla quando i miei vicini di casa avevano paventato di voler tagliare gli alberi condominiali. Mi dicevo: son alberi di più di 30 anni, belli sani e rigogliosi, son più di 50 cm. di diametro, son tutelati! Gli alberi son stati tagliati, il 9 marzo e la motivazione? Erano troppo sani, erano troppo belli, erano troppo forti e rigogliosi. L'autorizzazione dice che portavano già i segni di potature radicali. E già! In 30 anni son stati potati più volte. Dice: potati in modo sbagliato, quindi perchè la potatura è sbagliata e rende le chiome troppo folte, bisogna abbattere gli alberi. Dice: erano troppo fitti. Se ne son accorti dopo 30 anni che gli alberi erano troppo fitti? Dice: si autorizza ad abbatterli, così dopo passerà più luce e più aria! Beh, io ho sempre pensato che se riusciamo a respirare l'aria sempre più fetida di questa città, è grazie agli alberi. Mi sbagliavo? Vorrei sapere se in questa città, si è arrivati ad essere cosi cinici ed insensibili da considerare gli alberi come cose senza valore. Chiedo quindi se posso in qualche modo agire nei confronti di coloro che hanno autorizzato questo scempio ed anche sapere se ho qualche strumento per impedire eventuali scempi futuri. Giovanna Casolari Un tombino rimasto rotto per almeno 22 giorni Illustrissimo signor Sindaco, mi rendo conto che in questo periodo le Sue preoccupazioni sono di altra natura tuttavia, per l'interesse che ci accomuna nei confronti della nostra città, non posso non significarLe un fatto davvero singolare. Nelle prime ore di un giovedì di febbraio qualche settimana fa gli operatori del Mercato di via Albinelli hanno costatato la rottura di un "tombino" in via Mondatora ed hanno segnalato la cosa ai competenti uffici. Con solerzia, tra le 8 e le 9, è arrivata un'autovettura dei vigili urbani con due agenti che hanno provveduto ai rilievi. Dopo un'oretta i vigili si sono allontanati ed è giunta una squadra che ha sistemato un cartello stradale provvisorio, con l'indicazione del tombino rotto. Alla fine della mattinata si è presentato un tecnico comunale, peraltro senz'alcuno strumento tanto che ha dovuto chiedere in prestito il metro (sic!), che ha controllato la situazione per una mezz'ora prima di dileguarsi in modo definitivo. Dopo 22 giorni, lo scorso 6 marzo, il tombino ancora, non era stato sostituito. Mi chiedo come è possibile che i tempi per effettuare una banalissima riparazione siano così lunghi. Ed in una realtà come la nostra! Ed ancora, visto il numero di persone coinvolte e per molte ore, quali sono i costi che i modenesi devono sopportare per non veder risolti neppure i problemi piccoli come la sostituzione di un tombino. Non è, forse, che nelle procedure di intervento dei nostri uffici vi è qualcosa di sbagliato, tale da rendere l'attività corrispondente solo al rispetto di ottusi "protocolli" definiti, a tavolino, da una burocrazia ancor più ottusa, ed incapace di risolvere, con tempestività ed in economia, i problemi dei cittadini. Di fronte a tanta insipienza, Le lascio immaginare i commenti degli operatori del Mercato, abituati ad alzarsi nel cuore della notte ed a rimanere per ore ed ore in piedi ed al freddo. Paolo Ballestrazzi

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Assolto presidente YCS Zaoli: <Fu vittima della burocrazia> (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 13-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Assolto presidente YCS Zaoli: «Fu vittima della burocrazia» occupazione abusiva del demanio Sanremo. Per aver organizzato una delle più prestigiose regate veliche italiane (il Campionato Audi Platu 25), il presidente dello Yacht Club Sanremo Giuseppe "Beppe" Zaoli aveva ricevuto in "premio" un'informazione di garanzia e successivamente un decreto penale di condanna (516 euro) per l'accusa di occupazione abusiva di demanio marittimo. Ieri, dopo che Zaoli aveva impugnato il provvedimento, il tribunale lo ha assolto con formula piena per «non aver commesso il fatto». Il suo difensore, l'avvocato sanremese Pier Mario Telmon dello studio associato Lexjus Sinacta, è riuscito a dimostrare che la vicenda trae origine da un curioso conflitto di competenze e anche da un inspiegabile difetto di comunicazione tra Comune, Polizia municipale e Capitaneria di cui Zaoli evidentemente non era stato artefice ma vittima. Succede che per il luglio del 2006 lo Yacht Club riesce a ottenere l'organizzazione di una tappa del Campionato italiano di Platu 25, classe one-design riconosciuta dall'Isaf. Si tratta di un evento molto importante sponsorizzato dalla casa automobilistica tedesca Audi. A nome dello YCS, Zaoli chiede e ottiene dal Comune l'autorizzazione ad occupare buona parte del piazzale Vesco, davanti alla Capitaneria, per ospitare le strutture di appoggio: gazebo, traini e altri supporti tecnici. Mentre vengono installate le strutture, interviene una pattuglie dei vigili sostenendo che gli spazi concessi non erano esattamente quelli e che occorreva traslocare di qualche decina di metri. L'organizzazione prende atto dell'interpretazione della polizia municipale e procede allo spostamento. A quel punto arrivano i militari della Capitaneria, che pur avendo perso le competenze sul demanio, mantengono quelle di polizia marittima e portuale. Per la Capitaneria quello spostamento non va bene perchè va a interessare uno spazio dove per motivi di sicurezza non è consentita alcuna occupazione. Morale: la regata si svolge regolarmente e Zaoli viene denunciato alla procura. Quest'ultima istruisce il fascicolo e poi chiude la pratica con un decreto penale di condanna. Certo di essere vittima di un errore burocratico e poi anche giudiziario, Zaoli si affida all'avvocato Telmon e impugna il decreto in tribunale. E alla fine il giudice gli ha dato ragione: la colpa del trasloco non era in alcun modo imputabile al presidente dello Yacht Club Sanremo. F.P. .x/13/0903 Nessuna colpa per i gazebo installati in piazzale Vesco in occasione di una regata: erano autorizzati .x/13/0903

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Documenti e rivelazioni Il Caravaggio e il battesimo milanese Egregio direttore, dopo aver letto la lettera del signor Fernando Togni, apparsa su <L'Eco di Bergamo> di giovedì 5 fe (sezione: Burocrazia)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 13-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Documenti e rivelazioni Il Caravaggio e il battesimo milanese Egregio direttore, dopo aver letto la lettera del signor Fernando Togni, apparsa su «L'Eco di Bergamo» di giovedì 5 febbraio, vorrei poter dare il mio contributo ad un chiarimento di quanto segnalato --> Venerdì 13 Marzo 2009 LETTERE, pagina 20 e-mail print Documenti e rivelazioni Il Caravaggio e il battesimo milanese Egregio direttore, dopo aver letto la lettera del signor Fernando Togni, apparsa su «L'Eco di Bergamo» di giovedì 5 febbraio, vorrei poter dare il mio contributo ad un chiarimento di quanto segnalato. La notizia del ritrovamento dell'iscrizione battesimale di Michelangelo Merisi nel registro della parrocchia di Santo Stefano in Brolo a Milano può aver portato sgomento, oltre che fra i lettori, in chi da anni si dedica agli studi biografici del Caravaggio. Si deve in ogni caso ricordare che per trentacinque anni siamo rimasti in balia di quanti hanno continuato a scrivere di una nascita dell'artista a Milano, con riferimento a delle supposizioni dettate dalla professoressa Mia Cinotti che aveva ritrovato nella parrocchia di Santa Maria della Passerella i certificati di Battesimo dei fratelli Giovan Battista e Caterina. Incontrando personalmente la professoressa Cinotti avevo io stesso cercato di sottolineare, senza una risposta esauriente, la mancanza di fonti documentarie di una nascita di Michelangelo in quella parrocchia. Dopo quanto suddetto, questa «nuova» rivelazione, uscita dall'archivio diocesano di Milano, «Adi 30 fu batz. Michel angelo f.de.f. fermo merixio et Luxia de aretoribus/ compare d. fran.co sessà» non può che lasciare dubbi sulla sua veridicità. Si deve infatti considerare e non sottovalutare il confronto con l'autocertificazione conservata negli archivi maltesi dettata dal Caravaggio stesso in occasione della nomina a cavaliere di Malta: «Magnificus Michael Angelus Carraca oppido vulgo de Caravaggio in Longobardis natus» e come era l'usanza di quei tempi che voleva la nascita di un figlio avvenisse presso la casa materna per l'assistenza necessaria. Difficile può essere da capire, come l'attuale ritrovamento della data di battesimo del 30 settembre, giorno successivo al parto, renda così concreta la data di nascita del 29 settembre, giorno di San Michele Arcangelo, dettata solo in un suo libro dal prof. Maurizio Calvesi senza riferimenti documentari. Forse una intuizione medianica? Purtroppo come giustamente ha voluto sottolineare il signor Togni, spesso si accetta troppo facilmente quanto viene dettato da persone al di fuori, mentre basterebbe osservare più attentamente il modo di vestire e l'espressione caratteriale di alcuni personaggi dei suoi quadri, per capire come, con un po' di orgoglio bergamasco, si potrebbero difendere le origini di un'artista che ha sempre voluto firmarsi Michelangelo Merisi da Caravaggio. Francesco Tresoldi studioso del Caravaggio Permessi di soggiorno Le badanti vittime della burocrazia Spettabile redazione, voglio provarmi ad illustrare l'assurda situazione in cui si trovano le ormai numerose donne ucraine che in Italia lavorano in qualità di colf (collaboratrici familiari) e badanti. Sono apprezzate da chi ne gode, sono affidabili, oneste e si pensi anche, per averne la giusta considerazione, alla loro vita di sacrificio, lontane dai loro cari e dalla loro terra. Sono dotate di permesso di soggiorno, la cui condizione principale di rilascio è che svolgano un lavoro con un minimo di ore settimanali e che trimestralmente versino i contributi previdenziali e assicurativi (ricevendone in cambio il diritto all'assistenza sanitaria e alla tutela infortunistica). Ebbene, il permesso di soggiorno non è a tempo indeterminato ed ha una sua scadenza, ma è rinnovabile, per «bontà» della vigente legislazione. In una recente trasmissione televisiva il noto giornalista Gian Antonio Stella, documentatissimo (si pensi al suo «La casta»), ha avuto modo di precisare che il rinnovo dovuto, sulla carta, entro venti giorni, ne raggiunge al minimo centoventi, quattro mesi ed io, per quanto è nella mia limitata conoscenza, non posso che associarmi. Fra le varie e non poche documentazioni che deve presentare la persona che chiede il rinnovo vi è anche il certificato del casellario giudiziario, che, ovviamente, deve essere pulito. Cosa si vuole di più? Ma tutto va a Roma ed è da lì che nascono i centoventi giorni, tenendo sulla corda l'interessata. Perché non farlo compito delle Regioni o addirittura delle Province, dove potrebbe aiutare nello svolgimento delle pratiche da «scrivano» il volontariato? O si vogliono rendere difficoltose le procedure per mettere i bastoni nelle ruote alle richiedenti? Si tenga presente che staranno qui magari parecchi anni, ma non certo in eterno: ritornano nella loro patria, sicuramente. Una conseguenza non da poco. Una donna che voglia trascorrere le sue ferie con i propri parenti o, caso opposto, partecipare ad un suo lutto, se ha il permesso di soggiorno in mano può farlo usufruendo dei pulmini che settimanalmente fanno la spola fra l'Ucraina e l'Italia, sono due giorni di viaggio sia pure sacrificato, con la spesa di duecento euro e con arrivo al proprio domicilio. Se invece la necessità di rientro accade col permesso in «vacanza romana» non può farlo che in aereo, con spesa di quattrocento euro ed arrivo in aeroporti non certo sulla porta di casa. E, per finire (mi scuso se affastello argomenti), le colf, le badanti ed i loro datori di lavoro pagano profumati contributi trimestrali: non sarebbe un bel gesto di riconoscimento per il lavoro svolto in Italia che in base al versato si facesse loro pervenire, ad avvenuto rientro definitivo in patria, una pur piccola ma sempre gradita «tredicesima» per fine anno? Renato Volpi Dalle promesse ai fatti Carta acquisti I soldi finiti su quella errata Spettabile redazione, sono tra coloro che non sono ancora riusciti ad utilizzare la carta acquisti, e sapete perché? Dopo migliaia di tentativi per capire perché la tessera in mio possesso non funzionava ho fatto interessare ( molto italianamente ) un amico dell'Inps al quale Poste Italiane ha risposto che per errore sono state richieste due carte e indovinate su quale hanno accreditato i soldi? Ma naturalmente su quella che non mi hanno mai consegnato e che risulta irreperibile. Tra le tante risposte avute dall'ufficio postale di Zogno mi sono sentita dire anche se non avevo amici e/o conoscenti presso la direzione delle Poste di Milano o l'Inps di Bergamo che potevano darmi una mano. Sono veramente scoraggiata e delusa da un sistema che oltre a commettere errori non riesce a tornare sui suoi passi. Grazie per l'attenzione è stato solo uno sfogo, non risolverà il mio problema, ma mi è servito per condividere con voi la mia delusione. Tante promesse sbandierate e nessun fatto. Lettera firmata Emergenza sottovalutata Evasione fiscale Uno scandalo che ci costa caro Egregio direttore, qualche settimana fa ho assistito a un convegno presso un liceo di Bergamo il cui tema era l'illegalità nel nostro Paese. I relatori convenuti erano di estremo interesse. testimoni diretti dei fenomeni di corruzione e mafia in Italia. Il dottor. Davigo illustrò il fenomeno a livello di Stato e istituzioni, i siciliani della comunità di don Ciotti presentarono uno spaccato della mafia in Sicilia, per Bergamo i presidenti di associazioni imprenditoriali e della Camera di commercio denunciarono il fenomeno crescente dell'usura, il questore fece giustamente notare all'orgoglio dei bergamaschi che, insomma, da noi è diverso, Bergamo non è Agrigento. Dalla platea, infine, una denuncia dell'elevata evasione fiscale e relative conseguenze. Bene. A tal proposito faccio il mio breve diario di una settimana. Venerdì, ore 11, dal barbiere: i quattro clienti prima di me pagano senza fiatare, nessuna fattura, nessuno scontrino. Io, buon ultimo, chiedo la fattura. Finisce in un litigio, cambierò barbiere. Il pomeriggio, per la riparazione di una tagliaerba mi chiedono 40 euro. Di fatture non se ne parla. Non c'è neanche il blocchetto: non ho voglia di litigare. Il sabato con figlio e fidanzata vado a vedere qualche appartamento in zona Bergamo e periferia. I prezzi li conosce, mi si chiede un buon 20-30% in nero. La domenica con due coppie di amici ci permettiamo un pranzo fuori porta, ristorante popolare, nel paesino di montagna più vicino alla città. Alla cassa una inappuntabile signora, dietro un computer ultimo grido (ah noi bergamaschi sempre all'avanguardia della tecnica e del lavoro!), tocca qualche figurina sullo schermo ed esce il conto con tanto di nome e partita Iva. Solo la sera, al momento di ripartire la spesa ci accorgiamo che quella consegnataci è una «pre-fattura», quindi non ha registro, e che l'inchiostro sta già sbiadendo (ma forse questo è una fatale combinazione). Nel corso della settimana le sole occasioni di spesa sono benzina e supermercato ma il sabato di Carnevale si cena e con un gruppo di varie decine di persone in un ristorante attrezzato proprio per questi gruppi. A fine cena si paga per raccolta ai tavoli. Chiedo la fattura? Solo per me? Facciamo i conti, e vorrei che li facessero con estrema serietà il signor questore e i rappresentanti delle associazioni imprenditoriali. Solo là dove io semplice pensionato ho pagato somme con i soldi ben tassati del reddito fisso, ho assistito, impotente, a un'evasione fiscale superiore al mio reddito. Che commenti devo fare io, prima lavoratore dipendente e ora pensionato a reddito fisso? Che conclusioni devo trarre? Le statistiche dicono che il mio reddito è superiore a quello dichiarato da quegli evasori di cui sopra, vogliamo controllare? Chi ha pagato più tasse e chi ha ricevuto più servizi? I nostri governanti non pensano che un giorno o l'altro la corda si romperà? E, prima di allora, ci si renderà conto che un caos sociale può nascere dalle disparità create da questa illegalità? R. Gotti La protesta Educazione civica da difendere Spettabile redazione, condivido quello che ha scritto Rosanna Lioveri (in riferimento alla lettera pubblicata domenica 8 marzo, ndr), compresa la sua amarezza per gli spot della Gelmini sull'educazione alla cittadinanza e sullo studio della Costituzione. Insegno in un Cfp gestito dall'Azienda Bergamasca Formazione e nei Cfp c'è cultura civica e sociale. Ecco la Gelmini dovrebbe venire qui a capire come si gestiscono i ragazzi difficili e che spesso questa materia è fondamentale sia per i nostri ragazzi italiani che per gli extracomunitari. Invece ci tengono in un stato di precarietà rendendoci sempre schiavi dal bisogno. Enzo Basile La precisazione Il referendum e la riforma dell'Anmi Spettabile redazione, in relazione all'articolo apparso su L'Eco di Bergamo il 10 marzo scorso, è necessario precisare che le prerogative del Capo dello Stato (il nostro Statuto è legge dello Stato Italiano) e quelle del ministero della Difesa (al quale noi facciamo riferimento) non hanno nulla a che vedere con lo scopo del referendum. Con la nuova presidenza nazionale , di cui sono il 1° vicepresidente nazionale (vicario) è in atto una riforma generale di tutta la struttura dell'Associazione, riforma che in primis prevede la revisione totale dello Statuto e del Regolamento, revisione che per la parte legislativa è stata a me affidata e sarà presentata al prossimo C.e.n. (Comitato esecutivo nazionale); il referendum è una parte importante di questa revisione ed il suo scopo è quello di dare al C.d.n. (Consiglio direttivo nazionale) la possibilità di effettuare le variazioni dello Statuto senza dover ricorrere ogni volta all'istituto del referendum. Il buon esito del referendum permetterà all'Associazione di avere uno Statuto ed un Regolamento aggiornato in tempo reale alle esigenze associative. Cav. Alberto Lazzari 1° vice presidente nazionale Anmi Il ruolo dell'ente Il Parco Orobie e quel sì al comprensorio Spettabile redazione, riflettendo sul ruolo del Parco regionale delle Orobie bergamasche e sulle sue recenti prese di posizione, sono arrivato alla conclusione che il Parco non serve, come credevo erroneamente, a tutelare la natura delle Orobie dagli impatti antropici, ma viceversa serve a tutelare l'uomo dagli attacchi della natura. Solo così del resto mi spiego la posizione del Parco rispetto al progetto di potenziamento del demanio sciabile di Val Seriana e Val di Scalve che vede l'Ente Parco conforme alle decisioni istituzionali e favorevole in quanto progetto già previsto dal programma di «Sviluppo territoriale delle Orobie bergamasche», nonostante la comunità scientifica metta in guardia dai rischi ambientali che si corrono con un tale progetto. Ma un Parco naturale non dovrebbe farsi promotore di forme di turismo alternative che promuovano e rispettino le bellezze naturali che è chiamato a tutelare senza viceversa danneggiarle? Sempre nell'ottica della protezione dell'uomo dalla natura «matrigna» mi spiego ora anche la politica adottata dal Parco nei confronti dell'orso JJ5: vietare qualsiasi forma di attività antropica che possa direttamente o indirettamente determinare ed arrecare disturbo al naturale comportamento e alla libera espressione di tutte le caratteristiche etologiche, biologiche ed ecologiche dell'esemplare di orso bruno presente sul territorio delle Alpi Orobie compresa la possibilità di fotografarlo o filmarlo, dargli da mangiare o addirittura effettuare dei sopraluoghi in elicottero per individuarlo. Tutto ciò è forse utile a impedire che qualcuno avvicinandosi troppo all'orso finisca per diventarne una preda, non a proteggerlo. Altrimenti come spiegare l'ampliamento del demanio sciabile? Non credo che JJ5 sappia sciare! Marcello Manara 13/03/2009 nascosto-->

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sarà rigiocata la partita del lutto (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 13-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 8 - Empoli Sarà rigiocata la partita del lutto Il giudice sportivo adotta la scelta più sensata dopo il rinvio della gara tra il Progresso di Simone Borgioli e l'Audace Legnaia MONTELUPO. Per una volta lo sport ha vinto sui regolamenti e soprattutto su quella burocrazia, a volte esasperante, che in alcuni casi ha creato gravi imbarazzi ai giovani tesserati, agli allenatori e ai dirigenti. Progresso-Audace Legnaia, gara del campionato Juniores provinciale, si rigiocherà. Lo ha stabilito il giudice sportivo. La decisione è stata pubblicata sul bollettino ufficiale della Figc, del Comitato di Firenze. «Esaminato il referto arbitrale - si legge nella comunicazione - nonché la documentazione ufficiale allegata e considerata l'eccezionalità degli eventi verificatisi, dispone il rinvio della gara indicata a data da destinarsi. Il Giudice sportivo invia gli atti alla delegazione provinciale di Firenze affinchè fissi la data della ripetizione». La partita avrebbe dovuto giocarsi sabato 28 febbraio, ma a causa dell'incidente stradale occorso nella stessa mattina al giovane Simone Borgioli (deceduto tragicamente il giorno successivvo), difensore della formazione di Turbone, non fu disputata. Al campo di Fibbiana, terreno di gioco casalingo della squadra del Progresso, non mancarono polemiche e anche qualche attimo di tensione. I locali scossi per l'accaduto, inviarono alla Federazione un fax chiedendo di rinviare la partita, mentre gli avversari impossibilitati a farlo (secondo quanto riferito dai dirigenti fiorentini) si presentarono regolarmente al campo, salvo poi comunicare al direttore di gara il proprio assenso a non giocare la sfida. Una decisione saggia, che ha scongiurato un'eventuale assegnazione della sfida a tavolino agli ospiti o una doppia sconfitta per entrambe le squadre, che avrebbe anche comportato una doppia penalizzazione in classifica. La partita, quindi si potrà rigiocare ricordando Simone. Una decisione di buon senso che ha rispettato, pienamente, la volontà degli amici e dei compagni del Progresso. (m.f.)

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Burocrazia più snella, commercialisti all'appello La giornata di ieri si è aperta con la tavola rotonda <I commercialisti e la politica. I commercialisti nella politica>, dove sono (sezione: Burocrazia)

( da "Italia Oggi" del 13-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

ItaliaOggi sezione: speciale congresso commercialisti data: 13/03/2009 - pag: 25 autore: da Torino Pagine a cura di Cristina Bartelli e Gabriele Ventura Il ministro della giustizia Angelino Alfano a Torino riconosce il ruolo della categoria nella conciliazione Burocrazia più snella, commercialisti all'appello La giornata di ieri si è aperta con la tavola rotonda «I commercialisti e la politica. I commercialisti nella politica», dove sono intervenuti i politici Giorgio Costa (Pdl) e Ivano Strizzolo (Pd). Mentre per il consiglio nazionale hanno preso parola Giulia Pusterla e Giorgio Sganga. Mentre nel pomeriggio, dopo la messa in onda dell'intervista di Claudio Siciliotti al premio Nobel per l'economia del 2001 Joseph Stiglitz, si è parlato della «Credibilità dell'informazione finanziaria e il ruolo del controllo legale dei conti». Mentre in seguito all'intervento dell'altro ieri di Siciliotti, che ha definito il percorso breve «una truffa per gli utenti e i giovani professionisti» riferendosi alle associazioni, i tributaristi dell'Ancot hanno inviato una lettera al consiglio nazionale sottolineando che ai tributaristi «non manca nulla: né il titolo di studio né il tirocinio, che fanno ed è anche retribuito». Silvio Berlusconi aspetta i dottori commercialisti. Per discutere delle semplificazioni e ricevere consigli su come abbattere l'altissimo livello di burocratizzazione che fa da ostacolo alla crescita del pil. Lo ha annunciato il ministro della giustizia, Angelino Alfano, che è intervenuto ieri a Torino al primo congresso nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili. E, interrotto da una vera e propria standing ovation della platea dell'Auditorium del Lingotto, ha confermato che il governo non ha alcuna intenzione di toccare l'art. 33 della Costituzione (che riconosce l'esame di stato come condizione per l'abilitazione all'esercizio professionale), perché il «bis in idem non è solo inutile ma nocivo». Chiudendo così la porta in faccia alle libere associazioni, da sempre in lotta per il riconoscimento. Non solo. Il Guardasigilli ha fatto sue tutte le richieste principali avanzate alla politica dal presidente dei dottori commercialisti, Claudio Siciliotti: oltre al no al sistema duale, estensione a tutto campo del ruolo dei revisori contabili negli enti locali, e più gas allo strumento della conciliazione con il coinvolgimento dei professionisti per snellire la giustizia civile. Mentre sulla richiesta dei dottori commercialisti di avere un ruolo per la gestione dei patrimoni nel caso delle separazioni il ministro ha dichiarato a ItaliaOggi che «la proposta è al vaglio e se ne parlerà nei prossimi incontri». In ogni caso, ha assicurato Alfano, le riforme che la categoria gli ha appena messo sulla scrivania «saranno presentate al Parlamento col bollo del governo». Un intervento a tutto campo, quello di Alfano, che ha siglato un vero e proprio patto di collaborazione con la professione economico giuridico e contabile, per «giocare la grande partita della modernizzazione». «Il presidente del consiglio», ha detto il Guardasigilli, «è pronto a incontrare i dottori commercialisti per avere dei consigli su come migliorare l'Italia. Perché individuiamo un altissimo livello di burocratizzazione delle nostre procedure che costituisce un limite alla crescita del pil e abbiamo bisogno delle vostre idee per abbatterlo». No al sistema duale Guadagnandosi un vero e proprio tripudio dalla platea, il ministro della giustizia ha sottolineato che il governo non ha alcuna intenzione di modificare l'art. 33 della Costituzione, tenendo quindi ben distinte nei ruoli le professioni ordinistiche e le libere associazioni. «Difenderemo il sistema attuale», ha spiegato, «perché non c'è motivo di toccare le cose che funzionano. Consideriamo i professionisti parte del patrimonio immateriale del paese e non ci potrà essere nessuna sovrapposizione. L'art. 33 costituisce un baluardo che intendiamo tutelare. Perché il cliente paga una parcella con il convincimento di aver fatto la scelta giusta andando da un professionista che ha studiato per guadagnarsi il titolo».Più forza alla conciliazioneAlfano si è poi soffermato sui problemi della giustizia civile, che possono in parte essere risolti rafforzando lo strumento della conciliazione, dove i professionisti possono svolgere un ruolo chiave. «Più riusciamo a introdurre nella cultura giuridica il principio che il contenzioso è l'estrema ratio», ha sottolineato il Guardasigilli, «e che la prima ratio è la mediazione, con il coinvolgimento dei professionisti italiani, più avremo reso efficiente il servizio giustizia e meno inflazionati i nostri tribunali». «Siamo infatti consapevoli che il funzionamento della giustizia civile costituisce uno degli elementi portanti della competitività del paese», ha continuato Alfano, «perché un processo civile che non funziona rappresenta un disincentivo per gli investitori stranieri. A giugno abbiamo inserito la riforma del processo civile nel collegato competitività alla Finanziaria, puntando sull'introduzione di massicce dosi di informatica attraverso fascicolo e processo telematico e la notifica via mail. Il ruolo delle libere professioni, nel rilancio e nello snellimento del sistema giustizia, è fondamentale. I dottori commercialisti in particolare possono dare una grande mano, per questo le riforme che mi avete consegnato le presenteremo, insieme al presidente del consiglio e ci auguriamo, col bollo del governo, al parlamento».Revisori contabili a tutto campoAlfano, infine, ha concluso difendendo e rilanciando la figura dei revisori dei conti soprattutto in questo periodo di crisi dove i controlli sui bilanci giocano un ruolo fondamentale. «Se vi è un così elevato numero di crack finanziari negli altri paesi dove i revisori dei conti non ci sono», ha spiegato, «e se al contrario non si registra in Italia dove ci sono, a mio parere un nesso c'è. Ecco perché difenderemo il nostro sistema senza toccare le cose che funzionano. Anzi, in tempi di dubbi sui bilanci di alcuni comuni mi chiedo se non sia il caso di rafforzare i controlli contabili attraverso dei revisori più severamente individuati, senza condizionamenti politici che possano validare e certificare nel pieno rispetto della sovranità del popolo che elegge i consigli comunali». La giornata congressuale

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Convegni, il valore aggiunto (sezione: Burocrazia)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 13-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

L'AGENDA DEI SEMINARI ALLESTITA IN SINERGIA CON ALCUNE AZIENDE LEADER SI PRESENTA PARTICOLARMENTE PROPOSITIVA Convegni, il valore aggiunto DAI SISTEMI IMPERMEABILIZZANTI PER STRUTTURE INTERRATE ALLA GUIDA COMPLETA DELLE PIÙ MODERNE TECNOLOGIE «VERDI» Expo Casa non è solo esposizione e vendita di prodotti e accessori per la casa, ma è anche opportunità per liberi professionisti, tecnici e operatori pubblici di aggiornamento, grazie ai diversi incontri formativi organizzati nell'ambito dell'evento. Tutti i momenti di incontro si svolgeranno all'interno della Sala Blu del Centro Fiere e sono a partecipazione libera e gratuita. Già oggi saranno due le occasioni di approfondimento. Alle 19 Norkos Impermeabilizzazioni, supportata dalla presenza dei relatori Mapei spa, presenta il seminario tecnico riguardante i sistemi impermeabilizzanti per strutture interrate. Norkos Imp. con sede a Niardo è società che da anni si occupa di impermeabilizzazioni di piccoli e grandi cantieri utilizzando tutte le gamme di materiali impermeabilizzanti (guaine bituminose, manti sintetici, bentonitici e cementiti) nonché prodotti dei migliori marchi certificati a livello nazionale ed europeo, con tecniche di posa tali da garantire la realizzazione di un'opera duratura con l'ausilio di personale altamente specializzato grazie alla formazione continua nel settore. Accanto all'attività di impermeabilizzazioni nella quale riveste il suo punto di forza, nel corso degli ultimi anni ha ampliato i servizi all'edilizia offerti alla sua clientela con l'aggiunta del noleggio con montaggio e smontaggio dei ponteggi. L'altro incontro di oggi è promosso da Eliante Solar, che dalle 20.30 propone nuove opportunità per le imprese private e per gli enti pubblici in materia di energie alternative: progetti operativi, tecnologie, forme di agevolazione e accesso al credito. L'incontro punterà l'attenzione sugli aspetti tecnici, finanziari e amministrativi degli investimenti in campo energie rinnovabili e risparmio energetico. Eliante Solar è un'azienda che da anni si occupa di progettazione e installazione chiavi in mano di sistemi solari fotovoltaici e termici ma la sua attività non si ferma qui. L'incontro fa parte infatti di un programma di workshop e seminari tecnico-divulgativi rivolti alle istituzioni, alle amministrazioni, ai liberi professionisti, agli imprenditori volti alla conoscenza e sensibilizzazione nei confronti delle energie rinnovabili. Eliante Solar collabora inoltre anche alla formazione dei master del Politecnico di Milano in campo energia solare e negli ultimi due anni è stata consulente tecnico per alcune importanti aziende tra cui Artemide Spa, Donati Group, Kingspan Ltd per lo sviluppo di tecnologie solari, termodinamiche e di apparecchi illuminotecnici abbinati al fotovoltaico. L'incontro organizzato in concomitanza con Expo Casa sarà un'occasione per dare spazio e voce a esperienze diverse. Partendo dalle diverse tecnologie rinnovabili, passando per la burocrazia necessaria all'avvio di un progetto verde fino ad arrivare alle vere esperienze di cantiere, si discuterà delle reali opportunità di investimento nelle energie rinnovabili e della loro redditività spiegando come queste non costituiscano una limitazione all'attività quotidiana di un'azienda o di una istituzione, ma anzi di come questi investimenti possano rappresentare oggi un'alternativa valida e seria per fronteggiare la recente crisi economica globale.

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s. alessio, apre la nuova palestra (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 13-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

L'assessore Lido Moschini annuncia: sarà inaugurata alla fine di aprile S. Alessio, apre la nuova palestra LUCCA. Verrà inaugurata alla fine di aprile la palestra alla scuola di S. Alessio. L'annuncio arriva dall'assessore allo sport Lido Moschini che, anche in consiglio comunale, replica all'interrogazione del consigliere comunale dell'Ulivo-Pd, Celestino Marchii. Il consigliere di opposizione aveva denunciato il fatto che la palestra non è stata ancora terminata a 6 anni dall'inizio dei lavori. «Le accuse del consigliere Celestino Marchini - sottolinea Moschini - sono infondate. I soldi per ultimare i lavori ci sono e se finora l'intervento è andato a rilento è solo perché negli ultimi mesi il maltempo ha creato difficoltà al cantiere. Tuttavia, gli uffici mi assicurano che la palestra sarà pronta per la fine di aprile». A quel punto - sottolinea l'assessore - verrà utilizzata la mattina «dagli studenti, com'è giusto che sia, ma il pomeriggio verrò destinata all'attività fisica delle società. Il nostro obiettivo, infatti, è di darla in gestione a una società che dovrà pagare un canone annuo. La procedura, insomma, sarà quella seguita per tutti gli impianti sportivi». Moschini, in sostanza, assicura che la palestra sarà pronta prima della fine dell'anno scolastico «a conferma dell'impegno che l'amministrazione comunale dedica allo sport e a tutti gli impianti. Certo, durante l'anno di commissariamento gli impianti sono stati un po' trascurati, ma noi ci siamo messi di impegno a recuperarli. Il caso della palestra di S. Alessio è emblematico: appena mi sono insediato ho cercato i fondi per ultimarla; poi è stata indetta la gara d'appalto e alla fine i lavori sono stati assegnati. Certo che fra procedure, burocrazia e pioggia i tempi si sono un po' dilatati, ma questo è fisiologico. Per cui non capisco il modo di far politica e opposizione di Marchini che protocolla le interrogazioni e poi non aspetta neppure le risposte prima di diffonderle».

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confesercenti rilancia sul turismo (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 13-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Rinnovati i vertici delle categorie: serve meno burocrazia e più collaborazione nella promozione Confesercenti rilancia sul turismo Nasce il coordinamento di imprenditori e operatori del settore LUCCA. Nuovi vertici per Assoturismo Confesercenti. Questi i presidenti: Andrea Martinelli per gli albergatori, Pietro Monticelli per le altre strutture ricettive, Gabriele Tebano per le guide ambientali, Franco Cipriano per i servizi turistici, Rosanna Capitani per le agenzie di viaggio. Insieme a loro a far parte del nuovo coordinamento ci sono altri sei rappresentanti delle strutture ricettive, agenzie, guide turistiche ai quali si aggiunge il presidente dei ristoratori eletto dall'assemblea di categoria. «Abbiamo deciso di lavorare su due fronti: specializzazione e integrazione. Da una parte ogni categoria ha il suo presidente - dichiara il direttore della Confesercenti Emanuele Pasquini - capace di conoscere e affrontare i dettagli di ogni comparto. Anzi: è previsto per la prima volta ci sia un presidente per gli albergatori e uno per le attività extralberghiere, che hanno interessi e problematiche spesso diverse; un referente per le guide turistiche ed uno per le guide ambientali. Questo perché siamo consapevoli delle molte differenze che esistono sul piano normativo e spesso anche promozionale tra questi settori. Ma allo stesso tempo abbiamo scelto un luogo di lavoro comune: il coordinamento turismo». L'assemblea è stata anche l'occasione per un'ampia discussione sui temi del turismo. Molte le proposte emerse nel confronto tra gli operatori. Tra i temi - che saranno oggetto di uno specifico documento - in primo luogo la richiesta alle istituzioni di una lotta vera all'abusivismo, che è un fenomeno preoccupante. «L'associazione - dichiara il presidente di AssoB&B Monticelli - si è rivolta con forza a tutte le istituzioni del territorio. Ma per adesso abbiamo registrato solo timide risposte. Un'azione incisiva è possibile, sia sul piano della repressione e del controllo, sia sul piano della valorizzazione delle strutture regolari. Per questo abbiamo pronto una proposta operativa». «Tra i punti chiave del dibattito - dichiara Andrea Martinelli, neo presidente Albergatori Confesercenti - la necessità di puntare i piedi con gli enti del territorio per richiedere coordinamento delle politiche di accoglienza, promozione e sugli eventi e una razionalizzazione degli interlocutori e uscire dalla politica dei proclami con cabine di regia teoriche, e entrare in quella dei fatti con atti semplici e concreti come un calendario annuale degli eventi e una miglior comunicazione degli eventi e meno frammentazione tra i soggetti. Ma anche affrontare con forza il tema della burocrazia». Uno sguardo anche ai progetti dell'associazione, tra i quali il portale www.welcomeinlucca.it, che ha riscosso il plauso dei presenti e una recente segnalazione sulla guide Lonely Planet; il progetto via delle Pievi, prima esperienza di marketing d'area avviata sulle colline della Valfreddana; i progetti di promozione turistica all'aeroporto di Pisa attivati in collaborazione con l'Apt da un lato e nelle prossime settimane in collaborazione con il Festival Puccini e la sua Lucca e altri partner.

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LE COOPERATIVE rosse del mattone a Modena e dintorni hanno storicamente innalzato interi qua... (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 13-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

MODENA PRIMO PIANO pag. 2 LE COOPERATIVE rosse del mattone a Modena e dintorni hanno storicamente innalzato interi qua... LE COOPERATIVE rosse del mattone a Modena e dintorni hanno storicamente innalzato interi quartieri negli anni Settanta quando il vecchio Pci era stalinista in politica e liberista negli affari, hanno costruito villette e palazzi e ristrutturato interi quartieri, hanno tirato su tutti i centri commerciali che abbracciano la città. Calcestruzzo e politica da queste parti sono sempre andati d'accordo. C'è adesso un ingombrante assessore all'urbanistica, Daniele Sitta, che ogni giorno sforna un'idea a base di cemento con piazze da rifare e quartieri da rilanciare e nel frattempo pensa allo sviluppo della città a Est (nessuna allusione politica, è solo un caso) ipotizzando case e appartamenti per altre sessantamila persone nei prossimi decenni. Su questo scenario reale, care coop rosse che per tanti anni avete fatto il salvadanaio dell'ex Pci, adesso arricciate il naso per un tentativo del governo di rilanciare l'edilizia con ristrutturazioni più agili e meno burocrazia. Leggendo le cronache qui a fianco si capisce che il cuore imprenditoriale che batte sotto il mattone di voi cooperatori è diviso a metà. Col buon senso vorreste dire «parliamone» ma il tradizionale e ancora forte allineamento a sinistra vi fa tirare il freno a mano. L'importante è far capire che il governo di centrodestra è cattivo. Dopo milioni di tonnellate di cemento non abbiate paura ad andare controcorrente e riflettere sulle proposte di Berlusconi smarcandovi dal potere (logoro) del Pd.

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L'assessore al cemento boccia Berlusconi <Una sciocchezza l'aumento delle superfici> (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 13-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

MODENA PRIMO PIANO pag. 2 L'assessore al cemento boccia Berlusconi «Una sciocchezza l'aumento delle superfici» DANIELE SITTA, L'UOMO CHE VUOLE ALLARGARE LA CITTA' A EST «IL PIANO CASA? Una truffa». Ieri, in un'intervista sul progetto che il consiglio dei ministri discuterà proprio questa mattina, il presidente del Conscorzio cooperative costruzioni Piero Collina sottolineava che «chi dice sempre di no non è di sinistra». Una regola che non sembra valere per l'assessore all'urbanistica del Comune di Modena Daniele Sitta (foto), che sul piano proposto dal premier Silvio Berlusconi non dà nessun segno di apertura: «Una sciocchezza del genere non può essere approvata». SECONDO l'assessore «la possibilità di aumentare le superifici abitabili del 20 %, o in alcuni casi anche del 35 %, è una cosa inaudita. Un conto, infatti, è lavorare per la semplificazione, di cui c'è effettivamente bisogno; ma non lo si può fare lasciando a tutti le mani libere. Stando a quello che si è capito finora, se questo piano passa chi vorrà costruire qualcosa di nuovo non dovrà più ottenere l'autorizzazione del Comune e nemmeno passare al vaglio della commissione per l'urbanistica. Con il risultato che, in qualunque punto della città, potrà nascere senza autorizzazione un nuovo mostro'». E OLTRE al danno, la beffa. «Il governo Berlusconi si sta prendendo dei meriti che non sono suoi spiega Sitta I 550 milioni che serviranno a finanziare questo piano erano stati già stanziati da Prodi. Il Pdl ha aspettato un anno prima di ritirare fuori quei soldi, e così facendo ci ha fatto perdere dodici preziosi mesi, nei quali avremmo potuto già aprire diversi cantieri. E c'è dell'altro: i milioni di euro di cui parlano sono 550, ma dalla Regione mi hanno confermato che, inizialmente, ne verranno messi a disposizione solo 200. E i tempi si allungheranno ancora». E DEL RISCHIO cementificazione che cosa dice Sitta, che spesso l'opposizione ha accusato di essere a suo volta un cementificatore'? «L'importante, quando si costruisce spiega l'assessore , è farlo seguendo le regole. Questo piano invece sembra andare nel senso contrario, eliminando alcune norme fondamentali e lasciando a tutti le mani libere. Ma, lo ripeto, non è ancora il caso di preoccuparsi. Sono sicuro che un piano del genere non potrà passare, e secondo me nel consiglio dei ministri di domani (oggi, ndr) si procederà a un suo ridimensionamento». ANCHE le altre voci dal municipio non sembrano voler uscire dalla linea dello scontro a muso duro. «Chi vorrà potrà fare il bagno in balcone dice sarcastico l'assessore comunale al bilancio Francesco Frieri ; mi sembra questa l'unica nota positiva». Secondo Frieri, la ripresa edilizia che questo piano casa dovrebbe garantire, non avrà effetti positivi nemmeno sul fronte delle entrate comunali, contrariamente a quanto si potrebbe pensare. «Non ci sarà un aumento della base imponibile dell'Ici, perché le regioni faranno un condono preventivo. Ci saranno più spese di burocrazia per le amministrazioni, che dovranno stare dietro a permessi e pratiche non più regolamentate da un piano nazionale. I servizi fognari dovranno sopportare un carico maggiore nelle aree che saranno più densamente abitate. Insomma, al massimo saranno le uscite ad aumentare». Davide Miserendino

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Così s'insegnano i diritti umani a chi non ne ha (sezione: Burocrazia)

( da "Manifesto, Il" del 13-03-2009)

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IL CASO Così s'insegnano i diritti umani a chi non ne ha Th. Gu. KABUL L'ufficio è una villetta nel quartiere meridionale di Karteseh. Il fusto della vite in giardino è antico e in attesa di buttare fuori le prime gemme. E' qui che ha sede il Civil Society & Human Rights Network (Cshrn), finanziamenti danesi e svizzeri e nome inglese. Ma afghanissimo e con un obiettivo ben preciso: occuparsi del tema dei diritti umani, locuzione molto utilizzata in Afghanistan ma i cui principi sono assai poco applicati. Naim Nazari, coordinatore di quest'ombrello che raccoglie sessanta organizzazioni nel paese che, a diverso titolo, si occupano di diritti, racconta di questa rete di associazioni registrata sia al ministero della giustizia, sia a quello dell'economia (può sembrar bizzarro, ma ogni burocrazia ha le sue regole). «Ci occupiamo del tema della giustizia e della democrazia in Afghanistan - spiega Nazari - ma non solo a livello teorico. Lavoriamo sulla formazione tecnica, il che significa sul piano dei valori, ma anche sulla capacità di incidere a livello istituzionale: i diritti umani bisogna conoscerli ma anche farli diventare pratica». Per farlo, questa rete della società civile afghana sa benissimo che occorre un lavoro di lobbing: «Per influenzare le istituzioni e consigliare le politiche del governo. Per dirla in tre parole: formazione, coordinamento e pressione». Un discorso molto articolato che non ti aspetteresti di sentire in Afghanistan. Il comitato ristretto del Cshrn è composto dai rappresentanti di undici delle sessanta organizzazioni che eleggono la rosa ridotta dell'esecutivo nell'Assemblea generale che si tiene ogni anno e alla quale appartiene il diritto di cambiare la strategia della rete. Al segretariato ristretto spetta invece un lavoro di elaborazione teorica che si nutre di incontri e dibattiti con funzionari dei vari ministeri, intellettuali, esponenti della società civile e che trova poi un veicolo nella rivista bimestrale «Angora» (per ora solo in pashtun e dari) e sul sito web della rete (anche quello in lingua). Ma il network è anche presente in un programma radiofonico che va in onda ogni venerdì pomeriggio tra le sei e le sette e con diverse altre pubblicazioni e brochure a tema, come testimoniano i pacchi che vediamo nell'ordinata biblioteca del centro. Kabul non è l'unica sede: il Centro ha uffici a Jalalabad, Herat, Mazar-i-sharif, da cui a loro volta dipendono 17 province afghane, oltre la metà di quelle in cui è diviso il paese. Al Sud la loro presenza è debolissima, «anche se per adesso i talebani non ci hanno preso direttamente di mira», dice Nazari. E non devono essere gli unici nemici che temono: quando si comincia a parlare di «opposizione democratica», delle linee etniche in cui è diviso il governo, delle leggi di amnistia varate per autoassolversi e della legittimità dell'esecutivo, si capisce che il terreno è minato. E che la battaglia per i diritti non si combatte solo nelle pianure meridionali dell'Helmand, ma anche nel nuovo parlamento di Kabul dove non tutti vedono con favore l'attività di una rete che si occupa di diritti umani. Il Cshrn è uno dei tanti punti luminosi nel magma informale di una società civile che, benché poco conosciuta, poco finanziata, poco ascoltata, esiste e si muove, anche se con fatica. Rappresenta forse solo un segmento ridotto della società afghana, ma anche un punto di luce nel buio di un paesaggio istituzionale spesso opaco, a cominciare dal parlamento per finire negli uffici dei vari ministeri. Scommessa vera di democrazia, parola da declinare con cautela in questo paese. Gente così meriterebbe più attenzione. E più protezione. Non soltanto dai talebani.

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Droghe, a Vienna di scena il dissenso (sezione: Burocrazia)

( da "Manifesto, Il" del 13-03-2009)

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Droghe, a Vienna di scena il dissenso Grazia Zuffa Il consenso è finito. Questo in sintesi il succo del meeting di Vienna, la Conferenza organizzata dalle Nazioni unite dedicata alle droghe. Non è cosa da poco, perché l'accordo è il pilastro su cui si regge la credibilità del mastodontico ma traballante edificio delle Nazioni Unite. Lo «spirito di coesione» ha vacillato quando nella paludata sessione di apertura si è alzato il presidente della Bolivia, Evo Morales, chiedendo di cambiare due articoli delle Convenzioni sulle droghe narcotiche; e quando il rappresentante ceco, a nome dell'Unione europea, ha rivendicato la riduzione del danno come parte integrante delle politiche europee: portando allo scoperto lo scontro che ha bloccato per mesi i negoziati sulla Dichiarazione politica finale. L'esito imprevisto è stata la «riserva» sulla Dichiarazione politica, sottoscritta da un nutrito gruppo di paesi in maggioranza europei: in cui mantengono il punto sull'terpretazione e sulla stessa definizione di riduzione del danno. Per la prima volta nella storia della diplomazia delle droghe, alcuni stati membri esplicitano un dissenso. Evo Morales per primo ha rotto il rituale: un discorso pacato e argomentato, ma al tempo stesso vibrante e diretto, senza nessuna concessione alle circonlocuzioni della diplomazia. Un errore storico: così ha definito l'inserimento della foglia di coca fra le droghe narcotiche nella convenzione Onu del 1961. Allora la comunità internazionale ha guardato alla coca con occhi occidentali, ignorando la masticazione della foglia come parte della cultura dei popoli andini. L'approccio di Morales va ben oltre la rivendicazione terzomondista. Il presidente ha contestato l'insipienza di chi affida il governo di fenomeni socioculturali complessi alle legislazioni proibizioniste (come potevate pensare - ha chiesto all'assemblea - che una tradizione millenaria sarebbe finita solo perché le leggi internazionali la mettevano al bando?). Altrettanto raffinata la sua bussola politica. Nell'incontro organizzato dalle Ong, qualcuno, con un po' di scetticismo, gli ha chiesto se davvero sperava nell'accoglimento della sua proposta. «Anni fa venni qui come sindacalista dei coltivatori di coca. Allora fui espulso dall'assemblea. Oggi ho parlato qui come capo di uno stato», è stata la risposta. Come dire: in politica le cose cambiano e soprattutto la politica può cambiare le cose. Se è vero - come Morales crede fermamente - che «quella della foglia di coca è questione politica, non medica o legale». Anche il conflitto sulla riduzione del danno è squisitamente politico. Quelle politiche sono diffuse in tutto il mondo (dall'Europa, all'Australia all'Iran) e diverse agenzie Onu, Unaids in testa, da tempo le citano e le promuovono nelle loro raccomandazioni. Ma la Commissione sulle droghe narcotiche (Cnd) non ha mai voluto menzionare questa strategia. Paradossalmente, si potrebbe dire, ma non tanto. Le politiche Onu, basate sulle Convenzioni, sono da sempre centrate sulla repressione. La riduzione del danno altro non è che l'approccio di sanità pubblica applicato alle droghe: citarla nella Dichiarazione politica significava mettere finalmente la salute al primo posto, relegando in secondo piano il braccio armato dell'antidroga. Significava iniziare a correggere un errore storico, per dirla con Morales. I «guerrieri» hanno voluto imporre il loro veto e la Dichiarazione politica è solo un elenco di cattivi propositi con la grottesca riedizione della litania sul mondo libero dalla droga entro il 2019. L'Italia ha giocato contro la determinazione europea a sostegno della riduzione del danno. E' stato il paese più oltranzista fra i ventisette dell'Unione: cercando di annacquare, virgola dopo virgola, il discorso ufficiale a nome della Ue. Forse Giovanardi credeva che l'Europa avrebbe ingoiato la sconfitta e che tutto sarebbe rimasto nelle stanze segrete della burocrazia. Non è stato così. Quando il rappresentante ceco ha scandito la fatidica espressione - riduzione del danno - ( che l'Europa considera della massima importanza - ha aggiunto), si è capito che la partita non era finita. La nota firmata dai principali paesi europei (fra cui Germania, Regno Unito, Spagna, Portogallo) ha fatto suonare la campana per i «duri» e la loro vittoria di Pirro. L'Italia di Giovanardi è fuori dall'Europa. E la Dichiarazione Politica inficiata dal dissenso esplicito dei principali paesi europei vale poco più di un ordine del giorno approvato da un'assemblea di condominio. Per l'Onu e per l'agenzia antidroga, sconsideratamente diretta da Antonio Costa, inizia l'era del «rimpatrio» delle politiche. O della secessione nazionale, che dir si voglia. Foto: GIOCA CON FOGLIE DI COCA IL PRESIDENTE BOLIVIANO MORALES / REUTERS

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Una legge quadro da minculpop (sezione: Burocrazia)

( da "Manifesto, Il" del 13-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

TEATRO Una legge quadro da minculpop Gianfranco Capitta Sarà il 136 il numero che cambierà le sorti dello spettacolo dal vivo in Italia? Chissà. Per ora è il numero progressivo di una proposta di legge quadro che l'infaticabile Gabriella Carlucci (lo aveva già fatto nelle scorse legislature), parlamentare di Fi della prima ora, ha preparato, presentato e già discusso in commissione. Tanto che ieri a Montecitorio, assente il suo cofirmatario Luca Barbareschi, sedevano con lei alla presidenza deputate del Pd e della Lega, oltre che del suo stesso raggruppamento. E tutte si sono dichiarate pronte a sfidare i tempi e le procedure parlamentari per consegnare finalmente una legge al settore: ognuna mettendo l'accento sul proprio punto di vista, bipartisan ma non del tutto. Così la pd Da Biasi ha insistito soprattutto sull'importanza culturale del teatro prendendo ben le distanze dai paradossi «abolizionisti» dei finanziamenti pubblici al settore sostenuti con molto spazio da Baricco nelle scorse settimane su Repubblica. La rappresentante della Lega invece si è battuta con passione (pochette verde d'ordinanza) perché le direzioni generali dello spettacolo debbano essere tre, una per il nord, una per il centro e una per il sud. Unici discorsi sensati quelli del direttore del Piccolo Escobar e, dal suo punto di vista, quello del presidente Agis, Francesconi. Al di là del folclore, non è facilissimo valutare cosa cambierebbe davvero la nuova legge. Le intenzioni possono apparire buone, ad un primo sguardo, nel loro generalismo. Abolire la burocrazia e le posizioni consolidate o di rendita, dare occasioni ai nuovi artisti. Sono slogan ai limiti dell'ovvietà. Così come la necessità di nuova managerialità, o la scadenza a tempo di sovrintendenti e commissari d'opera (proprio tra questi ultimi ci sono megadirigenti assai legati all'attuale maggioranza...). Affermazioni che sarebbero scontate, se divenissero fatti. Non è successo con i precedenti governi di destra né con quelli di centrosinistra: figurarsi con quello attuale occupato solo di ciò che direttamente gli interessa. Per non parlare delle strutture piramidali che dovrebbero dare indirizzo, conferma, convalida e finanziamenti alla qualità di teatro, danza e musica in Italia. Già sono inutili (se non scandalose quanto a rappresentatività e meriti professionali) le attuali commissioni presso il ministero; figurarsi come potrebbero risultare comitati e conferenze cooptati da questo esecutivo sfacciato: un vero minculpop! Suonava quasi patetica la sicurezza riposta dalla Carlucci nell'attuale ministro. Il placido Sandro Bondi le avrebbe promesso giusto l'altra sera che cercherà in tutti i modi di rimpinguare il Fondo per lo spettacolo. E lei ha messo per iscritto di voler «assecondare e applicare le riforme». Appunto: aiuto!

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un kit cantiere per orientarsi tra le norme sulla sicirezza (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 13-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 9 - Montecatini Un kit cantiere per orientarsi tra le norme sulla sicirezza PISTOIA. Un "Kit cantiere" per viaggiare sicuri tra le norme della sicurezza. Lo hanno realizzato Confartigianato Pistoia, Geos Pistoia e Bcc Valdinievole per i lavoratori autonomi del settore edile, che, con l'entrata in vigore del nuovo Testo unico sulla sicurezza, devono adempiere a nuove norme. Nel kit gli operatori troveranno tutti i documenti e la modulistica che quotidianamente deve essere portata in cantiere, a disposizione degli organi di controllo. «Il nuovo Testo unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro - spiega il presidente provinciale di Confartigianato Costruzioni, Antonio Posillico - introduce una serie di obblighi per i lavoratori autonomi dell'edilizia, sinora esclusi da questo tipo di adempimenti. Anche le imprese individuali senza dipendenti, di fatto, si trovano oggi ad avere a che fare con una serie di pratiche burocratiche che fino ad oggi riguardavano solo le imprese più strutturate. Per facilitare l'approccio a questo nuovo mondo di adempimenti che devono essere svolti ogni qual volta si apre un cantiere, insieme al centro sicurezza ambiente Geos e alla Bcc Valdinievole, abbiamo messo a punto questo kit con tutta la modulistica necessaria all'apertura di un nuovo cantiere». Ma l'iniziativa non vuole solo facilitare l'approccio degli artigiani con la burocrazia. «Fino dagli anni Ottanta siamo impegnati a divulgare la cultura della sicurezza - afferma Posillico - attraverso iniziative e percorsi formativi, come quello che si è concluso il mese scorso sul montaggio dei ponteggi, dal quale sono usciti ben 350 allievi. La realizzazione del kit cantiere va in questa direzione: è un'ulteriore occasione per parlare di sicurezza e sostenere anche le imprese più piccole a fare un salto di qualità che sarà essenziale nel momento della ripresa economica». Per questo, il kit sarà consegnato agli associati a Confartigianato imprese Pistoia nel corso di una serie di incontri durante i quali si parlerà di sicurezza e saranno impartite le istruzioni sull'uso del kit e sulla corretta compilazione della documentazione, che è normalmente richiesta dagli organi di controllo. Gli incontri si svolgeranno tutti alle ore 18, con il seguente calendario: giovedì 19 marzo, nella sede della Confartigianato di Quarrata (via Marco Polo, 80); venerdì 20 marzo nella sede della Confartigianato di Montecatini (via Pistoiese, 19); lunedì 23 marzo nella sede della Confartigianato di Agliana (via Paganini, 46); mercoledì 25 marzo nella sede della Confartigianato di Pistoia (via Fermi, 49).

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la materna avrà un nuovo tetto - carlo bardini (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 13-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 10 - Montecatini La materna avrà un nuovo tetto In estate partiranno i lavori, costo 150mila euro Negli scorsi mesi era anche piovuto dentro la scuola. In seguito arriveranno anche i pannelli fotovoltaici CARLO BARDINI S.MARCELLO. Saranno spesi 150.000 euro per ristrutturare il tetto della scuola materna di S.Marcello che da tempo versa in condizioni precarie ed è soggetto a continue infiltrazioni d'acqua. I soldi arriveranno grazie all'accensione di un mutuo da parte del Comune di San Marcello e figureranno già in un capitolo del bilancio che sarà presentato adesso entro la fine di marzo. Un intervento che si è reso necessario viste le condizioni del tetto, messo a dura prova durante le piogge abbondanti dell'inverno che sta per finire. «Il lavoro al tetto della materna sanmarcellina - ha spiegato il primo cittadino Carla Strufaldi - è necessario a causa delle gravi infiltrazioni di acqua degli ultimi tempi. Non si tratterà di intervenire sulla struttura vera e propria ma di rifare completamente la copertura in catrame, intervenire dove necessario per renderlo idoneo e fare una nuova copertura di embrici. Questi soldi si aggiungono ai già 40mila spesi sul tetto della scuola media di S.Marcello sempre per problemi di infiltrazioni e che sono già stati messi in opera. I 150mila, invece, saranno materia del prossimo bilancio entro la fine del mese». Seguendo i tempi della burocrazia i lavori al tetto della materna del capoluogo dovrebbero svolgersi in estate per essere terminati quando inizierà il prossimo anno scolastico d'autunno. L'intervento prevederà anche l'installazione delle linee vita. «Questo aspetto è molto importante - dice Strufaldi - perché permette di far risparmiare all'amministrazione, in futuro, diversi soldi a causa del montaggio di ponteggi. Infatti, con l'ausilio delle linee, linee a cui l'operaio si potrà legare e lavorare in sicurezza, eviteremo di costruire i ponteggi esterni per recarsi sul tetto». Ma l'intenzione del comune di S.Marcello è anche quella di allinersi con le moderne tendenze di risparmio energetico e allestire la scuola di Marersca con impianti fotovoltaici. «Per il momento è un nostro obiettivo - conclude il sindaco - Investire nell'energie rinnovabili è stato un obiettivo anche del programma elettorale e pensare a questo tipi di investimento su una scuola ci è sembrata una soluzione ottimale. Anche in questo caso si tratterà di una cifra economica intorno ai 150mila euro ma in questo caso entrerà in gioco la Regione Toscana, che dà un contributo pari al 20%».

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Le strade divergenti di Geithner e Summers (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 13-03-2009)

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Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2009-03-13 - pag: 6 autore: La squadra della Casa Bianca. Contrasti tra le figure di punta Le strade divergenti di Geithner e Summers Mario Margiocco P artiti insieme per un faticoso viaggio, Timothy Geithner e Larry Summers difficilmente arriveranno insieme. Mentre il più giovane (47 anni) ministro del Tesoro è sulla graticola, oggetto di pesanti sketch tv che lo dipingono come un disperato a caccia di idee, il più anziano Summers (54 anni) direttore del National Economic Council, primo consigliere economico del presidente quindi, cerca di differenziarsi e, cosa per lui contro natura, ha rarefatto le uscite pubbliche negli Stati Uniti. Sul Financial Times due giornalisti (uno è il suo ex speechwriter di quando era ministro del Tesoro di Clinton, dal '99 al 2001, l'altra una sua ex allieva di Harvard)scrivono in questi giorni, con un'evidente sottolineatura, che «l'influenza di Summers alla Casa Bianca è centrale, particolarmente dato il difficile avvio dell'incarico di Tim Geithner, ministro del Tesoro, la cui nomina è stata offuscata dalla notizia che non aveva pagato a suo tempo più di 34mila dollari di imposte dovute».La storia fiscale era più che nota, inutile ripeterla.L'Huffington Post,il primo sito politico americano, molto liberal e pro Obama, dichiara sotto finzione di un ipotetico memo del presidente al suo capo di gabinetto Rahm Emanuel che «Larry tiene un profilo basso, e lascia che Tim si prenda tutta la contraerea... Tim è solo». E preso di mira.Sabato il Saturday Night Live della Nbc, lo stesso che scorticò Sarah Palin, ha mandato in onda uno sketch con un Geithner che offre 420 miliardia chiunque proponga una buona idea per risolvere la crisi bancaria. «è lento a prendere atto dei problemi fondamentali del nostro sistema finanziario e riluttante a fare scelte decisive e ad agire»,dice Thomas Hoenig,presidente della Federal Reserve di Kansas City, ed ex collega di Geithner quando quest'ultimo presiedeva la Fed di New York. Gli attacchi sul tema di gran lunga dominante, economia e finanza, indeboliscono l'intero team. Si capisce che le cose non vanno quando persino un sostenitore di Obama come Warren Buffett, lo ha fatto lunedì 9 in un'intervista tv, dichiara che «nessuno, se non il presidente, a questo punto può parlare al popolo americano ed essere creduto». «A differenziare Summers e Geithner sono le banche e Wall Street, e che cosa fare per risanarle », dice da Washington un economista del potente Financial services forum. Vi si ritrovano i 17 Ceo delle più importanti banche e assicurazioni, ed è attivissimo per cercare di limitare i danni dalle nuove regole finanziarie che sono in arrivo. Al centro c'è il nodo del salvataggio di alcune fra le maggiori banche. O la nazionalizzazione. O la bad bank cui travasare le perdite, cosa che alla fine implica ugualmente un massiccio esborso pubblico. Geithner è contrario alla nazionalizzazione, «poiché la sua filosofia è quella di non cancellare gli azionisti perché, se accade, per molto tempo non torneranno più» ha detto, all'agenzia Bloomberg, Paul Miller, analista presso Friedman, Billings,Ramsey ad Arlington, Virginia. A gennaio sia Summers che Geithner erano contro la nazionalizzazione (temporanea, naturalmente). Ma le spinte più forti sono in que-sta direzione, come ha riconosciuto lo stesso Greenspan. Summers ha così annunciato aperture. «L'idea che l'economia si stabilizza da sola è in genere giusta, maè sbagliata - ha detto l'8 marzo rinnegando un credo che ha sostenuto con forza fino a tre anni fa qualche volta in un secolo. E ora siamo in uno di questi casi.... con l'urgenza di una straordinaria azione della mano pubblica». Vale per lo stimolo all'economia,e vale per le banche. Geithner continua a sostenere, e lo ha fatto ancora in un'intervista del 10 marzo,meccanismi che coinvolgano i privati. «Poi c'è il macigno, che Paul Volcker ha messo giustamente sul tavolo,di un ritorno al nocciolo del Glass- Steagall Act del 1933; impediva alle banche che raccolgono depositi operazioni a rischio sui mercati finanziari", dice Roman Frydman, economista della New York University e uno dei più attenti analisti delle crisi attuale e delle possibili vie d'uscita. Volcker è per la GlassSteagall, Geithner contro, Summers ora non si sa. Volcker, consigliere part time di Obama, ha anche messo sul tavolo il problema dello staff di Geithner. Ci sono 17 nomine senior da fare, dal vice-ministro in giù. C'è uno staff informale, senza poteri quindi. «Il ministro se ne sta tutto solo... e questo in tempi di eccezionale crisi », ha detto Volcker. «Non si sa con chi parlare a Washington», ha protestato lunedì da Londra sir Gus O'Donnell, il capo della burocrazia britannica che sta preparando il G-20 di aprile, sollevando un vespaio. Una quasi vice c'era, Annette Nazareth, ma si è ritirata. Quando era alla Sec, come economista ( e poi commissario) ebbe un ruolo preciso nell'infausta decisione dell'aprile 2004 che tolse gli ultimi vincoli agli indebitamenti delle banche d'affari. mario.margiocco@ilsole24ore.com RUOLI DIFFICILI Il consigliere economico del presidente si differenzia, su banche e salvataggi, da un ministro del Tesoro solo e sempre più nel mirino

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Industriali e Cna <Iter troppo lenti> Raiffeisen perplessa (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Alto Adige" del 13-03-2009)

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Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: 1AECONOMIA - data: 2009-03-13 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Reazioni Gli imprenditori Industriali e Cna «Iter troppo lenti» Raiffeisen perplessa BOLZANO — Gli imprenditori non nascondono perplessità sul piano anticrisi della Provincia. Udo Perkmann, direttore di Assoimprenditori, spiega: «Il clima del tavolo è stato positivo, ma c'è preoccupazione per l'allargamento della crisi ad altri settori oltre edilizia ed automotive. Approfondiremo la bozza dell'accordo per estendere gli ammortizzatori sociali ai precari, ma occorre riunire ancora questo tavolo per cercare soluzioni su tutti gli altri fronti aperti». Condivide Christof Oberrauch, presidente di Assoimprenditori, che ha incontrato il Landeshauptmann Luis Durnwalder mercoledì sera insieme agli altri presidenti riuniti nel Wirtschaftsring: «Dobbiamo prendere atto che la crisi è solo all'inizio. Sono per natura ottimista, ma non posso nascondere l'evidenza. Nessuno sa come uscire dalla crisi, possiamo solo procedere per tentativi. Una soluzione caldeggiata dalla Provincia e da noi sostenuta è la creazione di un Confidi unico: gli artigiani dell'Apa fanno ancora resistenza, mentre Unione commercio e Hgv condividono. Secondo problema è trovare un'intesa con le banche affinché garantiscano liquidità alle aziende in crisi. La Provincia può giocare un ruolo importante attraverso i Confidi e con strumenti che forniscano la garanzie di accesso al credito. Poi occorre velocizzare e snellire la burocrazia. Non possiamo accettare che vengano stanziati fondi per formare i cassintegrati e, dopo tre mesi, gli uffici non siano ancora in grado di indicarci l'iter da seguire. Infine i pagamenti degli enti dovrebbero essere immediati». Cauto Pino Salvadori della Cna: «Il tavolo delle parti sociali ha fatto un piccolo passo avanti, ma occorre individuare risorse aggiuntive per imprese e lavoratori coinvolgendo tutti gli altri assessori e il presidente Durnwalder». Paul Gasser, direttore del Raiffeisenverband, parla anche a nome delle Casse rurali: «Oggi la cooperazione non ha i problemi occupazionali dell'industria, ma non sappiamo come si evolverà la crisi. Sulle banche, invece, ci sono attacchi ingiustificati. Non posiamo ridurre i tassi senza abbassare anche i rendimenti dei depositi. E non è vero che abbiamo stretto i rubinetti del credito, ma chiediamo garanzie più solide perché non possiamo accollarci tutti i rischi per imprese in difficoltà». F. E.

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Rinascente apre al design (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 13-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: STILI E TENDENZE data: 2009-03-13 - pag: 25 autore: Grande distribuzione Rinascente apre al design Si allarga l'offerta della catena di fascia alta che ha chiuso il bilancio 2008 con ricavi per 425 milioni (+10%) e margini in crescita di Cristina Jucker N uovi prodotti in arrivo alla Rinascente: arredi, lampade, computer, cartoleria. Tutti oggetti particolari, o tecnologici, comunque ricercati e innovativi, che saranno accolti nel nuovo piano dedicato al design che ufficialmente si aprirà nella sede di Piazza Duomo a Milano a fine settembre ( ma qualche assaggio si potrà avere già in aprile, in occasione del Salone del mobile). L'obiettivo è diversificare ulteriormente l'offerta della principale catena italiana di grandi magazzini di fascia alta. E questo dopo che l'introduzione di un gruppo sempre più numeroso di grandi griffe di abbigliamento e accessori (un'assoluta novità per l'Italia) dimostra di funzionare molto bene, la cosmetica va benissimo («La nuova linea di Dolce&Gabbana lanciata da noi è un grande successo» ricorda Vittorio Radice, l'amministratore delegato che ha gestito il rilancio di Rinascente) e tutto l'alimentare (prodotti e ristoranti) della Rinascente Duomo (che genera il 50% circa del fatturato complessivo) in meno di due anni ha moltiplicato i ricavi a un ritmo esponenziale. «Oggi il vero lusso non è tanto la borsa da mille euro ma i biscotti o l'olio d'oliva da 25 euro» sostiene Radice. E la recente crisi dei consumi? «Abbiamo chiuso il 2008 con 425 milioni di ricavi – risponde Radice – che significa una crescita del 10,6 per cento. Tutta registrata, però, nei primi nove mesi. Dal 12 ottobre in poi ci siamo fermati e salvo una ripresina a gennaio ora l'andamento è stabile. Va anche detto che questa crescita è avvenuta nonostante la chiusura del negozio di Napoli: quando siamo partiti, quattro anni fa, avevamo 19 punti vendita e 300 milioni di ricavi, ora siamo scesi a 14 negozi e il fatturato è salito di oltre il 40%». Meno brillanti le prospettive per il 2009. «Per quest'anno abbiamo fatto un budget molto conservativo ma comunque non in discesa. In compenso siamo tornati a generare cassa e ora raccogliamo i frutti delle innovazioni di gestione, soprattutto del magazzino, introdotte nei mesi scorsi registrando un netto miglioramento dell'ebitda». Se il numero degli ingressi è rimasto più o meno uguale a quello dell'anno scorso, nei mesi scorsi è sceso il valore dello scontrino medio e soprattutto si è ridotta la quota di visitatori che decidono di fare acquisti. E per la prima volta nella storia della "nuova" Rinascente (Radice è arrivato nel 2005, dopo il cambiamento di proprietà) lo scorso febbraio sono calati i turisti provenienti da Paesi extra-europei. A questo punto la strategia è quella di aumentare le promozioni, giocando di fantasia e creatività più che agendo sugli sconti. E soprattutto ridurre gli stock e ricorrere a tutte quelle formule che consentono di utilizzare meno capitale circolante: «In questa situazione conservare il cash è di rigore, perchè è questo quello che ti salva. Ormai nei rapporti con le banche la negoziazione è continua, quasi giornaliera » sostiene Radice. Nel frattempo, comunque, non si arrestano i programmi di investimento. Il cantiere per la ristrutturazione del nuovo grande negozio di Roma, in via del Tritone, acquistato nel 2006 (15mila metri quadri solo per la vendita) dovrebbe finalmente partire all'inizio dell'anno prossimo per chiudersi nel 2012: «Sei anni per aprire un punto vendita sono davvero troppi. Per noi, come per tutti, il tempo è denaro» si lamenta Radice. Tempi lunghi anche per Palermo, dove finalmente è partito il cantiere per la nuova sede, che aprirà nella primavera 2010: cinque piani, 5mila metri quadrati, un ristorante sulla terrazza con vista sul mare. «è il primo grande magazzino aperto dalla Rinascente negli ultimi 30 anni». Peccato che dopo tre anni di attesa per il via libera, a settembre si dovrà liberare la sede attuale ( nel frattempo venduta ad altri) e mettere in cassa integrazione i dipendenti, in attesa del trasloco. E se i tempi lunghi per le autorizzazioni rendono difficile investire in Italia, le chiusure settimanali rendono difficile lavorare. «Un terzo circa dei nostri negozi deve restare chiuso la domenica e a Padova, unica città in Italia, dobbiamo chiudere anche il lunedì mattina. è già tanto che siamo riusciti a tenere aperto durante l'intervallo di colazione. Perchè uno deve essere obbligato a non lavorare? » si chiede Radici, che per molti anni ha vissuto, e lavorato, all'estero e fatica ad accettare tutti gli ostacoli che la burocrazia italiana mette in campo. cristina.jucker@ilsole24ore.com IL NUOVO CORSO Vittorio Radice (a destra), a.d. di Rinascente dal 2005 e, in alto, il nuovo look del reparto cosmetica al piano terreno del grande magazzino di Piazza del Duomo nel centro di Milano

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Mancano solo i pareri favorevoli della commissioni parlamentari per l'insediamento dell'av... (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 13-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Venerdì 13 Marzo 2009 Chiudi Mancano solo i pareri favorevoli della commissioni parlamentari per l'insediamento dell'avvocato Luciano Canepa alla presidenza dell'Autorità portuale. Ordinaria burocrazia, che potrebbe però ritardare la nomina. Decreto di nomina che il ministro Altero Matteoli ha già in tasca. E che potrebbe firmare tra un paio di settimane. Dipende dai pareri delle commissioni Trasporti, appunto. La richiesta di parere è già arrivata a quella della Camera: ha tre settimane di tempo, potrebbe dire sì a Canepa già mercoledì 18 o mercoledì 25. La commissione del Senato potrebbe decidere giovedì 19 o martedì 24 (previsioni basate sul calendario dei lavori parlamentari). In ogni caso, il mandato del presidente Ap uscente, Giovanni Montanari, scade il 24. E per qualche giorno ancora, in attesa del decreto, la carica potrebbe essere ricoperta dall'ammiraglio Pasetti, vicepresidente del comitato portuale, o da Tito Vespasiani, segretario generale Ap. G.M.

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<Oltre al danno anche la beffa> (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 13-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

ANCONA AGENDA pag. 8 «Oltre al danno anche la beffa» L'INTERVENTO «STESSO sangue, stessi diritti». E' questo lo slogan con cui è partita la campagna antirazzista promossa dalla Cgil Marche lo scorso gennaio. Parole molto forti che toccano nel profondo del cuore. E' veramente ammirevole osservare con quanta cura e benevolenza questa associazione sindacale, la prima per numero di iscritti, si prodighi nella nostra città per i diritti degli immigrati, battendosi in prima linea contro ogni forma di razzismo e pregiudizio, diffondendo la cultura del dialogo e dell'integrazione in una città come Ancona diventata già da qualche decennio una società multietnica. Molto ricca infatti è l'agenda della Cgil locale anche per quanto riguarda iniziative a sostegno dei diritti delle donne immigrati. Peccato però quando l'oggetto della discriminazione e della truffa diventa l'italiano, in modo che oltre al danno subisce anche la beffa. Cosa significa? PURTROPPO ieri mi è arrivata la segnalazione di una giovane donna italiana sposata con uno straniero che da alcuni anni non vivono più insieme, lo straniero qualche mese fa si era rivolto all'ufficio immigrazione della Cgil anconetana per problemi inerenti al rinnovo del suo permesso di soggiorno,la questione forse era più complicata del previsto, infatti per facilitare la strada allo straniero la responsabile sindacale gli ha consigliato di inoltrare la pratica di cittadinanza in questura approfittando del fatto che la moglie fosse italiana, la proposta da parte della sindacalista è arrivata lo stesso, nonostante fosse consapevole che tra i due coniugi la convivenza non esisteva più oramai da alcuni anni, lo straniero sembra però averlo fatto presente. Prendi la palla al balzo visto che sei in difficoltà' gli ha risposto la gentile sindacalista. LA CITTADINANZA dovrebbe invece essere concepita e percepita dalla società e anche dallo straniero stesso come il coronamento di un percorso leale e virtuoso che scaturisce da varie esperienze positive come il lavoro, o meriti speciali,abbattendo la lunghezza della burocrazia esistente oggi, attraverso però pratiche democratiche e non scorciatoie di comodo che vanno addirittura a penalizzare una cittadina italiana come in questo caso. Spero che questa proposta avanzata addirittura da responsabili di un associazione sindacale resti e sia un caso isolato, anche essendo lo stesso molto grave e desolante». Anna Criscuolo, segretaria regionale ell'Ugl, dip. Pari Opportunità UGL

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<Alla Camera di commercio i fondi di Polesine Camerini> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 13-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - PADOVA - sezione: ROVIGO - data: 2009-03-13 num: - pag: 16 categoria: REDAZIONALE L'intervista Unindustria oggi in assemblea con Marcegaglia, Galan e Tomat. Il presidente Rossi detta le priorità «Alla Camera di commercio i fondi di Polesine Camerini» ROVIGO – Sostenere le pmi con il credito e una burocrazia più snella. Porre la Camera di Commercio al centro dell'economia polesana e cogliere il prossimo cambio di leadership a Palazzo Celio come opportunità per lo sviluppo del Polesine. Il presidente di Unindustria Rovigo, Fabrizio Rossi, fissa i punti chiave su cui l'associazione scommette il futuro della Provincia, alla vigilia dell'assemblea generale di oggi alle 17 al Censer, con la presidente nazionale, Emma Marcegaglia, il governatore Giancarlo Galan e il presidente degli Industriali veneti, Andrea Tomat. Parlando di futuro, inevitabile guardare al voto di giugno e al rinnovo dei vertici della Camera di Commercio, per cui gli Industriali hanno chiarito di voler presentare un proprio candidato. Nel discorso d'apertura di Rossi, l'accento sarà posto sul sistema da costruire per guardare oltre la crisi economica. Quali le priorità che Unindustria metterà sul tavolo all'assemblea generale? «Chiediamo poche, semplici cose: istituzioni più snelle e veloci, in primis nella nostra provincia. Lo slogan è: basta burocrazia e burocrati. Soprattutto le pmi soffrono dei costi assurdi e dei ritardi della lentezza istituzionale ». Quest'anno cambiano i vertici della Camera di Commercio rodigina. Cosa si aspettano gli Industriali? «La Camera dovrà avere un ruolo più centrale, per fare convergere gli intenti di tutte le categorie economiche, potendo gestire risorse importanti, ad esempio gli eventuali fondi derivanti dalla riconversione a carbone della centrale Enel di Porto Tolle. Ma vorremmo vedere cambiamenti anche per l'area fieristica, che deve scorporare le fiere dalla attività immobiliare del Censer, puntando al pareggio di bilancio: speriamo che il percorso avviato dia esiti positivi. Per il futuro dell'interporto rodigino, infine, vediamo un rilancio attraverso una possibile integrazione con la realtà di Padova». La crisi mette da mesi in ginocchio aziende e lavoratori. Quali strade percorrere? «Vanno distinte le aziende dalle persone. Per gli ammortizzatori sociali si sta già facendo molto. Mentre per le imprese, le difficoltà sono a livello mondiale, nascono dalla finanza, quindi dalla finanza devono venire le risposte. Ciò che serve soprattutto alle piccole e medie imprese è la liquidità: le banche devono fare la propria parte per rendere più facile l'accesso al credito». Nell'assemblea lancerete l'idea di «un'impresa territoriale realizzata in sinergia da imprenditori, istituzioni e comunità locale». A giugno si vota per il nuovo presidente della Provincia. Cosa ci si aspetta dal vincitore delle elezioni? «Prima del voto incontreremo tutti i candidati per chiedere che inseriscano alcuni punti nel loro programma che riteniamo fondamentali. Per riassumere in poche parole, chiediamo finalmente una politica del "sì". Unindustria vuole costruire una provincia pronta a innovare e a fare il salto di qualità. Io vedo questo cambio al vertice di Palazzo Celio come una grande opportunità in questo senso ». Francesco Casoni Alla guida Fabrizio Rossi, presidente di Unindustria Rovigo, oggi in assemblea

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gli allegri orfani della taverna est - simona spaventa (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 13-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina XIX - Milano Al Verdi Gli allegri orfani della Taverna Est SIMONA SPAVENTA Sceglie una materia difficile la trentenne napoletana Sara Sole Notarbartolo per Santa Lucia della Bella Speranza, secondo lavoro realizzato con la sua compagnia Taverna Est dopo O´ Mare. Ci parla di orfani e brefotrofi, lo spunto è la legge 149 che stabiliva la chiusura degli istituti a fine 2006. Tema a rischio mélo che respinge con un teatro civile lontanissimo dalla freddezza della cronaca, che attinge al gesto vitale e al gusto per il gioco teatrale. Con energia e freschezza rare, il gruppo, nato in un centro sociale di Napoli, mette in scena la storia di quattro ragazzini indagati per l´incendio che ha distrutto l´orfanotrofio dove, fuggiti preti e suore, vivevano abbandonati per la seconda volta. Tra risse, ricordi, confessioni e miracoli, il ritratto commovente di un´età cui nemmeno destino e burocrazia possono strappare la gioia di vivere.

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Piano casa, sì dagli Enti locali Semplificazione pronta al decollo (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il" del 13-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Venerdì 13 Marzo 2009 Chiudi Piano casa, sì dagli Enti locali Semplificazione pronta al decollo Oggi il Consiglio dei ministri avvia l'esame: meno burocrazia

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ROMA - Il piano Casa del governo? Ottimo. Lo declineremo adattandolo alla nostra realt... (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il" del 13-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Venerdì 13 Marzo 2009 Chiudi di UMBERTO MANCINI ROMA - «Il piano Casa del governo? Ottimo. Lo declineremo adattandolo alla nostra realtà. Salvaguardando le coste e creando migliaia di posti di lavoro. Così faremo ripartire l'economia dell'isola e coniugheremo ambiente e nuova edilizia». Ugo Cappellacci, governatore della Sardegna, è convinto della bontà del provvedimento quadro che oggi il governo dovrebbe varare. E ha le idee chiare su come renderlo concreto sul territorio. «Faremo in modo - dice Cappellacci al Messaggero - che gli investimenti legati al piano casa vadano di pari passo con lo sviluppo delle energie alternative. E che lo sblocco dei cantieri, paralizzati da troppo tempo, dia la possibilità di un ammodernamento complessivo: nuove case sfruttando le tecnologie che consentono il risparmio energetico e nuove infrastrutture». C'è chi teme però uno sviluppo selvaggio, senza controlli? «Non ci saranno scempi del paesaggio. Resteranno i vincoli che già ci sono. Come il divieto di costruire nei 300 metri del litorale. Tuteleremo così la fascia costiera, i centri storici, il nostro meraviglioso patrimonio. Non violenteremo la natura, che è la principale nostra risorsa. Di questo sono sicuro». State lavorando al piano regionale? «Sì. I tecnici sono al lavoro. Adegueremo le norme. E rimetteremo in moto in cantieri bloccati. Opere incompiute paralizzate dalla burocrazia, bloccate da cavilli amministrativi sulla interpretazione delle norme. Presto, in meno di due mesi, presenteremo il nostro programma». Quali sono i punti più qualificanti del piano Casa? «Da una parte la semplificazione amministrativa. Che elimina vincoli e strettoie. Sempre nel rispetto dei piani urbanistici. Poi la velocizzazione delle procedure che serve ad abbattere i tempi». Ma il piano prevede anche ampliamenti delle cubature del 20%, la sostituzione del permesso di costruire con una semplice certificazione, la ricostruzione dei vecchi edifici, si poteva fare di più? «Le misure vanno nella direzione giusta. E consentiranno all'economia di ripartire in una fase difficile. Dopo anni di immobilismo». Quanti posti di lavoro potrebbero essere creati in Sardegna? «Una stima puntuale è difficile, ma l'edilizia e il suo indotto, grazie al provvedimento voluto dal presidente Berlusconi, possono attivare un giro d'affari notevole. Un processo virtuoso che può portare alla creazione di 10 mila nuovi occupati». Ci sono Governatori di sinistra che hanno bocciato il piano. Che ne pensa? «Ambiente e sviluppo possono andare d'accordo e non sono nè di destra, nè di sinistra. Credo che i governatori di sinistra dovrebbero ripensarci, favorendo lo sviluppo e l'occupazione».

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DI VOI si parla soprattutto quando ci sono le sfilate di moda che partono con buone intenzio... (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 13-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

PRIMO PIANO pag. 2 DI VOI si parla soprattutto quando ci sono le sfilate di moda che partono con buone intenzio... DI VOI si parla soprattutto quando ci sono le sfilate di moda che partono con buone intenzioni e mettono poi in passerella modelle sempre più filiformi e dall'aria affranta o se la Sacra Rota annulla un matrimonio, annoverando per la prima volta l'anoressia fra le malattie che creano vizio di consenso. Quindi il convegno di studio che si è svolto per parlare di questo grave fenomeno è sicuramente un passo avanti. Quanto ai rimedi proposti, il Tso è una parola che fa paura, evoca protocolli di cieca burocrazia, ci fa pensare ai pazzi furiosi o creduti tali e non certo al vostro lento e silenzioso spegnersi, tanto che le opinioni degli esperti sono ancora molto divise in proposito. L'unica certezza è che bisogna curarsi affidandosi a persone serie. In Italia esistono ottimi centri all'interno di ospedali pubblici che si occupano di voi con un approccio che tiene conto delle moltissime variabili della malattia. Le terapie possono durare anni, sono difficili, faticose, ma i risultati arrivano. Ma esiste, purtroppo, anche la categoria dei ciarlatani che approfitta del vostro dolore e di quello delle vostre famiglie. Quando in una casa un figlio o una figlia sta male si è disposti a fare qualsiasi cosa. E allora compaiono il falso psicologo, la comunità di recupero trovata su Internet, il terapista alternativo che propone strani rimedi che costano decine di migliaia di euro senza risolvere nulla. Spesso creando altri danni, irreversibili.

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Ma le bici elettriche' non hanno spopolato (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)" del 13-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

FORLI' PRIMO PIANO pag. 2 Ma le bici elettriche' non hanno spopolato INCENTIVI COMUNALI LANCIATA in grande stile tra conferenze stampa e messaggi pubblicitari, la campagna varata dall'amministrazione comunale per incentivare l'acquisto di bici a pedalata assistita si è risolta in un mezzo flop. Molti cittadini, in maggioranza anziani, all'inizio si erano dichiarati interessati all'iniziativa promossa per sostenere un tipo di mobilità più rispettosa dell'ambiente, ma alla prova di fatti parecchi hanno rinunciato malgrado il contributo all'acquisto presso una serie di rivenditori autorizzati. L'iniziativa si è evidentemente arenata nelle secche della burocrazie e di un certo disinteresse pubblico, tanto che dopo poco più di un anno il consuntivo dell'operazione appare nebuloso agli stessi amministratori comunali. In più c'è stata una coda polemica anche per chi ha approfittato della promozione': un anziano che viaggiava sulla bici elettrica acquistata in un negozio convenzionato col Comune è stato multato perché il mezzo non risultava omologato. Insomma, era stato finanziato dal Comune ma era irregolare per il codice della strada. Sandra Morelli, ex assessore alla viabilità, difende comunque l'iniziativa: «Un buon numero di persone ne hanno usufruito. Inoltre acquistammo anche una serie di bici a disposizione dei dipendenti comunali, per evitare che nei servizi a breve distanza usassero l'automobile».

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CASTELNOVO MONTI APPLAUDE alla sburocratizzazione annunciata dal Governo il tecnico... (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 13-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

MONTAGNA pag. 18 CASTELNOVO MONTI APPLAUDE alla sburocratizzazione annunciata dal Governo il tecnico... CASTELNOVO MONTI APPLAUDE alla sburocratizzazione annunciata dal Governo il tecnico Giandomenico Borghi, contitolare dell'omonimo studio, prendendosela con il Comune di Castelnovo per i costi elevati e l'eccessiva burocrazia quale «responsabile della crisi dell'edilizia». Il perito Borghi va giù duro formulando l'auspicio che «alle prossime elezioni venga eletto un sindaco non burocrate». Riferendosi all'edilizia locale, afferma: «Sono anni che mi batto contro la burocrazia. A Castelnovo per ottenere una concessione ci vogliono mesi se non addirittura anni. Chiunque voglia investire si trova nell'impossibilità di farlo. Solo noi avremmo undici costruzioni da mettere in cantiere per 5/6milioni di euro creando opportunità di lavoro per le imprese. Non si tratta di speculatori, ma di gente che vuole ampliare o costruirsi una casa. Per farlo devono pagare 15-20mila euro di oneri e cedere al Comune una parte di terreno pagando pure 2-3mila euro. Quando il Governo varerà le legge per sburocratizzare tramite autocertificazione del progettista, essendo l'edilizia di competenza delle Regioni, l'Emilia Romagna non si adeguerà». Diversa la versione del vicesindaco Bezzi che, oltre ad invitare Borghi a «candidarsi come sindaco alle prossime elezioni», precisa: «A fronte di una pratica completa e corretta, la concessione dell'Ufficio tecnico viene rilasciata nel giro di 2-3 mesi. La situazione del settore edile non è disastrosa come dice Borghi, in quanto i dati forniti dagli operatori immobiliari confermano che la situazione castelnovese tiene meglio del resto della provincia. Gli oneri di urbanizzazione sono stabiliti da una delibera della Regione e sono uguali nell'intero territorio regionale e la cessione di una parte di terreno riguarda i parcheggi di urbanizzazione, una prassi consolidata ovunque». Settimo Baisi

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MASSA LA CRISI economica continua a tenere... (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Massa - Carrara)" del 13-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

CRONACA MASSA pag. 6 MASSA LA CRISI economica continua a tenere... MASSA LA CRISI economica continua a tenere banco, ed è stata anche al centro dell'incontro dibattito sul tema "Situazione dell'economia locale", tenutosi venerdì presso la sede provinciale di Forza Italia, che ha avuto la partecipazione come relatori del direttore dell'associazione industriali di Massa Carrara Andrea Balestri, di Cesare Bianchi, consulente esperto in ristrutturazioni societarie e Alberto Ricciardi noto imprenditore locale. «E' difficile stabilire ciò che è reale e ciò che è invece percepito come tale relativamente alla crisi in atto ha sottolineato Balestri . Sicuramente la mancanza di fiducia non aiuta ad uscire dalla crisi, ma il fatto che i consumi reali siano diminuiti solo del 2% rispetto ad una produzione in calo del 15%, dovrebbe far sperare in una ripresa non troppo lontana. Inoltre, mentre negli Stati Uniti le famiglie americane sono molto indebitate con un enorme debito pubblico che grava sulle casse dello stato, in Italia, le famiglie non sembrano essere particolarmente indebitate». Ciò non toglie che, nonostante la presenza di numerosi motori economici a livello locale, ci siano dei problemi da risolvere: «Le aziende ha continuato Balestri pur investendo meno hanno bisogno di finanziamenti per superare la crisi, ma le banche hanno paura a far credito. Inoltre la presenza di troppi Enti che si frappongono tra gli imprenditori e le amministrazioni, allunga i tempi delle autorizzazioni. C'è inoltre la necessità che al più presto partano le grandi opere previste, i Piuss e l'ospedale unico, come di un dialogo continuo tra le associazioni degli industriali e le forze politiche». Sulla stessa linea Alberto Ricciardi ha rilevato l'importanza «di una velocizzazione delle procedure autorizzative e che venga ridotta al minimo la burocrazia delle pubbliche amministrazioni. Le aziende hanno bisogno di risposte rapide alle loro richieste altrimenti rinunciano ad investire». Cesare Bianchi, ha evidenziato in particolar modo i problemi finanziari in cui si trovano la aziende: «La cosa più grave è che molte delle società che devono ricorrere ai finanziamenti sono a loro volta creditrici dello stato. Diventa necessario che si ponga termine alle attuali condizioni di pagamento degli enti pubblici, dilazionate a 120, 150 giorni. Condizioni divenute insostenibili per le aziende. Gli enti pubblici devono poter pagare subito i loro fornitori. Serve perciò che lo Stato sospenda le condizioni poste dal patto di stabilità oltre ad una temporanea sospensione delle regole imposte alle banche a seguito degli accordi di Basilea 2 perché i tassi attualmente applicati sono assurdi (fino al 20%) e rischiano di annientare molte piccole società».

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<Un anno di calamità commerciale: il Comune cali le imposte locali> (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 13-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

FERRARA PRIMO PIANO pag. 3 «Un anno di calamità commerciale: il Comune cali le imposte locali» LE RICHIESTE IERI INCONTRO CON L'ASSESSORE MODONESI IERI L'INCONTRO con l'assessore alle Attività Produttive Aldo Modonesi, oggi il summit con gli albergatori: per il Comitato Commercianti Centro Storico arriva la legittimazione' istituzionale, ma in agenda si infittiscono anche le richieste di appuntamenti con rappresentanti politici. «Si sono già detti disponibili a ragionare con noi Giulio Barbieri, Valentino Tavolazzi, Romeo Savini sorride Claudio Forlani , penso che non mancheranno incontri coi vari Tagliani, Dragotto, Balboni. Siamo pronti a discutere con tutti. Ma senza prendere etichette politiche e di partito». Per questo, ieri a Modonesi è stato consegnato una sorta di manifesto' che rappresenta sotto il profilo dell'attività di settore e della crisi, la fotografia delle esigenze della categoria. «Il 2009, anche a Ferrara, è l'anno di... calamità commerciale afferma Forlani ; il governo è impegnato a varare aiuti alle grandi industrie, nel tentativo indispensabile di salvare preziosi posti di lavoro. Le piccole attività produttive, escluse da questi aiuti, si trovano sole, esposte ad un momento di estrema criticità, con il pericolo della sopravvivenza stessa di tanti piccoli esercizi e di un gran numero di posti di lavoro». I segnali anche nel nostro territorio sono pesanti, «senza che si alzi una voce forte da parte delle associazioni di categoria del commercio la sottolineatura polemica del documento consegnato ieri a Modonesi ; sono troppo protese a perseguire obiettivi politicamente diversi e lontani dalla realtà economica dei piccoli esercizi, una realtà quotidiana fatta di fornitori, dipendenti, affitti, tasse, banche, burocrazia. Farvi fronte tutti i mesi è sempre più faticoso...». Di qui la richiesta avanzata al Comune: «Abbattere o quanto meno abbassare le imposte municipali evidenzia Forlani ; capiamo le ristrettezze del bilancio pubblico, ma riteniamo che l'amministrazione debba prodigarsi con aiuti più mirati». Non solo contributi alle coop di garanzia, o fondi comunque gestiti attraverso le associazioni: «Chiediamo incentivi finalizzati alle piccole attività, che le aiutino a respirare, a superare questo momento di grave difficoltà economica, e magari a reagire con qualche investimento o conservando i propri dipendenti. Significa chiude il portavoce del comitato anche difendere l'importanza sociale che il commercio rappresenta per una città». s. l.

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Borghesi (Sefim): <Ma intanto rimediamo al flagello della burocrazia> (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 13-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

FERRARA PRIMO PIANO pag. 4 Borghesi (Sefim): «Ma intanto rimediamo al flagello della burocrazia» PIANO CASA LE IMPRESE DELLA LEGA COOP DANNO UN GIUDIZIO NON NEGATIVO'. E TRA I PRIVATI C'E' INVECE CHI PLAUDE ALL'IDEA «NON SIAMO contrari a priori al piano casa'. Ma l'emergenza per le imprese edili è un'altra: la burocrazia». Carlo Borghesi, presidente della Sefim, non si allinea al giudizio positivo della Lega Coop al provvedimento del governo: «La nostra posizione è più sfumata afferma benchè oggettivamente interessata; ma occorrerà che il piano casa' diventi sostanza, sia dal punto di vista normativo che finanziario. Adesso siamo un po' nel vago, e per quanto riguarda cifre messe sulla carta che poi non potevano essere spese, in passato c'è stato un certo abuso». Perciò, aspettando che si chiarisca la cornice del provvedimento, Borghesi punta «sulla sburocratizzazione: è un bisogno impellente per chi opera in questo settore, che rischia ogni giorno di finire sepolto sotto documenti, autorizzazioni, bolli e protocolli». Risultato: «Da sei mesi ad un anno per ottenere un permesso edilizio: in questo modo non si rilancia l'economia, è addirittura peggio della crisi». Lo sgomento coglie chiunque «di fronte alle prime due pagine di un qualunque atto preliminare, su cui sono riportate solo le sigle degli enti cui occorre fare riferimento prosegue il presidente di Sefim ; poi ci sono i rimandi normativi a centinaia, forse migliaia di obiettivi di tutela. In questo modo si uccidono le attività. Ben venga perciò il piano casa' se porterà chiarezza normativa, risorse, innovazione ma anche collaborazione tra Stato, Regione e Comune. Ma intanto riduciamo l'eccesso di burocrazia». Esigenza fondamentale anche a Ferrara: «Non siamo diventati città patrimonio dell'Umanità per i condomini realizzati dagli anni '70 in poi, rispettando tutte le norme anche più astruse conclude Borghesi . E' il frutto di un lavoro di centinaia d'anni ispirato a buon senso e sostanziale onestà. Se gli Estensi avessero dovuto rispettare tutti gli adempimenti della moderna burocrazia, avrebbero rinunciato a costruire il Castello. Perciò proviamo a ritrovare quello spirito». Sul piano casa' si concentra invece la riflessione di Roberto Ruffini, professionista nel ramo edilizio e immobiliare: «Sono convinto che può funzionare, e mettere in circolo energie e risorse preziose afferma . Non capisco le perplessità di Regione e Comuni, non perderebbero certo la potestà di programmazione e indirizzo; ma il provvedimento del governo coglie un'esigenza reale, soprattutto tra le persone comuni che spesso si trovano di fronte al bisogno di recuperare un po' di spazio, qualche stanza magari per i propri cari. Capisco le perplessità ed i timori, anche delle... agenzie immobiliari sorride Ruffini ma credo che questo provvedimento se ben strutturato, ed ovviamente applicato solo laddove sarà possibile, darà benefici veri». Alle imprese, ai piccoli artigiani, ai fornitori: «Significherà rilanciare il mercato delle costruzioni ed immobiliare conclude il professionista ; significa non privilegiare solo le maxi imprese che costruiscono il ponte di Messina o le società che lavorano a grandi progetti, ma anche dare ossigeno al sistema economico più diffuso». s. l.

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Fotovoltaico sulla scuola (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia Pavese, La" del 13-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Fotovoltaico sulla scuola Marcignago, lavori per 120mila euro MARCIGNAGO. Un intervento che vedrà in gioco oltre 100 mila euro. 114 mila per le opere e 6 mila per le spese relative a progetti e collaudi per la precisione. Totale: 120 mila euro circa, adoperati per la realizzazione di un impianto fotovoltaico connesso alla rete elettrica di distribuzione, da installare sul tetto della scuola materna di via Caduti di Nassiriya. E' questo il progetto approvato dalla giunta comunale di Marcignago, appena qualche settimana fa. L'impianto fotovoltaico, in grado di trasformare direttamente l'energia solare in energia elettrica, senza l'uso di dispositivi o meccanismi in movimento, appare come uno dei più promettenti metodi di produzione di energia, a partire da quella solare, per fronteggiare la domanda di energia elettrica, attutendo l'impatto sull'ambiente. Del progetto, che dovrebbe essere finanziato per 37 mila euro da contributi (chiesti dall'Amministrazione) e per 83 mila dall'assunzione di leasing, si dimostra entusiasta il sindaco, Angelo Cremaschi. «I primi atti fondamentali - ha spiegato - sono stati compiuti. Abbiamo dovuto sottostare ai tempi tecnici connessi alla burocrazia, ma sono molto soddisfatto del progetto. Abbiamo chiesto anche i contributi che speriamo ci vengano dati. Il progetto, comunque, entro l'estate dovrebbe essere portato a termine». L'impianto, installato sul tetto della nuova scuola materna, si inserisce nel quadro della "modernizzazione" cominciata con l'inugurazione del nuovo plesso scolastico il 6 gennaio, posizionato in un'area di 12 mila mq, comprendente anche un'area verde di 6-7 mila mq. Adatto a ospitare circa 86 bambini, il plesso scolastico, decentrato rispetto al paese, ha avuto anche un altro merito: quello di liberare il centro storico dal traffico (di automobili e scuolabus) che si registrava in occasione dell'uscita da scuola dei ragazzi. «Con il decentramento della scuola - conclude il sindaco - e la presenza dei nuovi dossi, si registra infatti un notevole calo del traffico o comunque una minor velocità delle auto, costrette a rallentare, con l'aumento della sicurezza per i pedoni». Michela Cantarella

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lungofiume pulito a spese della provincia (sezione: Burocrazia)

( da "Centro, Il" del 13-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Saline. Eternit, pneumatici e calcinacci. Scoperti anche 50 filtri dell'olio. De Vincentiis: chiuderemo gli accessi Lungofiume pulito a spese della Provincia Il Comune avvia la bonifica ma invia il conto a De Dominicis MONTESILVANO. Sarà il Comune a portare via i quintali di rifiuti abbandonati lungo l'argine del Saline. Ma la fattura - un conto di almeno diecimila euro - sarà girata alla Provincia di Pescara che ha la competenza sul fiume e sulle sue sponde. Inoltre, per sbarrare la strada agli incivili, il Comune chiuderà gli accessi al lungofiume con reti metalliche e blocchi di cemento. Questo il verdetto del sopralluogo che ieri, l'assessore all'Ambiente Ernesto De Vincentiis, ha eseguito tra i rifiuti insieme ai tecnici del Comune e dell'Ecoemme. Dopo un anno di inerzia, parte la bonifica del lungofiume. Eternit, calcinacci, pneumatici, lastre d'asfalto e filtri dell'olio. Dopo il servizio del Centro che ha mostrato i rifiuti accumulati in un anno, nonostante la raffica di segnalazioni presentate al Comune, ieri l'assessore all'Ambiente Ernesto De Vincentiis è arrivato sul lungofiume a bordo della Fiat Panda dell'ufficio tecnico comunale: davanti si è trovato una distesa di rifiuti in grado di riempire tre camion. Dopo un anno passato senza interventi, l'assessore ha deciso di tagliare i tempi della burocrazia: sarà il Comune a intervenire entro 15 giorni per portare via la mole di spazzatura abbandonata lungo il Saline. Ma il conto dell'operazione di pulizia lo pagherà la Provincia di Pescara: «Dopo la pulizia», spiega De Vincentiis, «sarà inoltrata una nota alla Provincia di Pescara perché il territorio fluviale è di sua competenza. Il Comune non può spendere risorse per colmare le lacune lasciate da altri». L'assessore, durante il sopralluogo, non ha lesinato critiche nei confronti dell'amministrazione di Pino De Dominicis: «Nonostante i quattro consiglieri eletti a Montesilvano, l'azione della giunta provinciale in città non si è vista», afferma, mentre anche in città ci si muove per organizzare le liste in vista delle elezioni del 6 e 7 giugno. Ma durante il sopralluogo di ieri, oltre ai quintali di rifiuti rinvenuti lungo le sponde dimenticate del Saline, sono spuntati anche cinquanta filtri dell'olio scaricati alla base dell'ex discarica di Villa Carmine e ricoperti di terra. Sono stati i tecnici dell'Ecoemme, dopo una segnalazione giunta nella sede di via Nilo, a scoprirli. «Entro 15 giorni», assicura il Comune, «sarà eseguita la pulizia». Per bonificare le aree invase dai rifiuti sarà necessario l'utilizzo di ruspe e di camion con bracci meccanici per prelevare l'immondizia. Secondo la prima stima, il conto ammonterà a non meno di diecimila euro. Per evitare che il lungofiume torni subito una discarica abusiva, il Comune bloccherà i varchi utilizzati dagli incivili per scaricare i rifiuti con blocchi di cemento e reti metalliche: secondo il Comune, una soluzione drastica, sbrigativa e a basso costo in grado di frenare le incursioni. Ma De Vincentiis lancia ugualmente un appello ai cittadini: «Abbandonare i rifiuti è reato, per l'ambiente serve rispetto e senso civico». Pietro Lambertini

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Piano casa, via libera da Comuni e Regioni (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

n. 62 del 2009-03-13 pagina 3 Piano casa, via libera da Comuni e Regioni di Gian Maria De Francesco Il decreto del governo approvato dalla conferenza degli enti locali. Oggi passa all'esame del Consiglio dei ministri Sbloccato il fondo da 550 milioni, fissate le norme per semplificare la burocrazia. Fitto: «Così l'economia ripartirà» RomaRegioni e Comuni hanno dato il via libera al piano casa del governo, che oggi passa all'esame del Consiglio dei ministri. Ieri la Conferenza unificata Stato-enti locali ha approvato il decreto del presidente del Consiglio, che prevede uno stanziamento di 550 milioni di euro. Fondamentale per il raggiungimento dell'accordo è stato l'incontro di Palazzo Chigi tra il premier e i rappresentanti dei Comuni, guidati dal sindaco di Firenze Leonardo Domenici. L'esecutivo ha rassicurato gli amministratori locali sul mantenimento di un adeguato livello delle entrate, grazie anche all'introduzione del federalismo fiscale. Tra i motivi che hanno indotto i Comuni alla «pace», va ricordata la possibilità a loro disposizione di aumentare gli introiti, attraverso gli oneri di urbanizzazione sulle costruzioni. Così nel pomeriggio la Conferenza ha dato l'ok al decreto: l'intesa prevede che il governo finanzi il piano in un primo momento con 200 milioni di euro, e successivamente con una nuova tranche fino alla quota già concordata di 550 milioni, per l'avvio degli interventi di edilizia pubblica sovvenzionata. Obbiettivo, mettere in cantiere 5-6mila nuovi alloggi. Come ha sottolineato il sottosegretario alle Infrastrutture, Mario Mantovani, «a fine marzo il testo verrà approvato dal Cipe e sarà emanato il decreto che renderà immediatamente disponibili 200 milioni per le Regioni e 150 milioni per il Fondo immobiliare nazionale». Su un altro piano la legge quadro a sostegno dell'edilizia, con le norme che autorizzano l'ampliamento degli edifici. «È un'iniziativa legislativa - ha spiegato il ministro per i Rapporti con le Regioni Raffaele Fitto - che si muove nel pieno rispetto delle norme costituzionali. Saremo aperti al confronto, le polemiche non hanno senso perché il nostro obiettivo è sburocratizzare e far ripartire l'edilizia». Una leva fondamentale per rilanciare l'intero sistema economico. Le competenze concorrenti saranno rispettate, le Regioni potranno scegliere se adeguarsi al piano. Il governatore lombardo Formigoni si è già posto «l'obiettivo di legiferare prima dell'estate». Confedilizia (proprietari degli immobili), però, ha denunciato il rischio che sia riproposto il «fascicolo del fabbricato», un certificato dello stato di conservazione degli edifici. Il presidente dell'Ance (costruttori), Paolo Buzzetti, ribadendo «soddisfazione» per il piano, ha sottolineato «la necessità di un assenso» da parte del Comune prima di far partire un lavoro di ristrutturazione. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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La certificazione del progettista sostituirà la vecchia licenza (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

n. 62 del 2009-03-13 pagina 3 La certificazione del progettista sostituirà la vecchia licenza di Redazione In arrivo una radicale semplificazione della burocrazia nel settore edilizio. Il piano casa del governo prevede l'abolizione del permesso di costruire, che sarà sostituito da una nuova «certificazione di conformità» firmata dal progettista, che deve attestare sotto la propria responsabilità la piena regolarità dell'opera. In pratica, una vera e propria «perizia giurata» da parte del primo responsabile della costruzione. Allo stesso tempo, l'esecutivo punta ad ampliare le aree di attività edilizia libera, interventi «minori» per i quali già oggi è sufficiente presentare in Comune una semplice denuncia di inizio attività o una certificazione di conformità. Linea dura, invece, contro chi non rispetta le regole: allo studio dei consiglieri giuridici del governo un inasprimento delle sanzioni previste per chi commette abusi edilizi, in particolare nelle aree sottoposte a vincoli artistici e ambientali (come i centri storici delle città d'arte e le aree naturali). Infine, il piano casa prevede anche l'istituzione di una Camera di conciliazione in ogni municipio, per risolvere rapidamente i problemi amministrativi che dovessero sorgere nel corso dei lavori di costruzione. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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(ACR) OPERE PUBBLICHE, MATTIA: SPOT DEL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA (sezione: Burocrazia)

( da "Basilicanet.it" del 13-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

OPERE PUBBLICHE, MATTIA: SPOT DEL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA 13/03/2009 10.25.50 [Basilicata] (ACR) - â??Eâ?? sconcertante lâ??autosufficienza dimostrata dal Presidente della Provincia di Potenza nella conferenza sulle opere pubbliche, in verità  possiamo sintetizzarla più¹ unâ??occasione per propagandare cosa ha fatto (o meglio non ha fatto) lâ??Amministrazione provinciale nel mandato che sta per concludersi, che un momento concreto di concertazione tra le parti sociali e istituzionali, salvo a recuperare la grave dimenticanza con lâ??impegno di coinvolgere il presidente De Filippoâ?. Eâ?? il commento del vice presidente del Consiglio regionale, Franco Mattia (Fi-Pdl), il quale sottolinea che â??grande assente ieri dallâ??iniziativa della Provincia era la Regione che pure ha piena titolarità  di programmazione per la viabilità  e le opere pubblicheâ?. â??Ma al di là  delle cifre fornite per accreditare un dinamismo nel comparto dei lavori pubblici che, evidentemente, come testimoniano i troppi cantieri specie di strade provinciali e di edifici scolastici aperti da troppi anni, non è¨ reale â?? continua Mattia â?? nessuna motivazione addotta in ordine alla questione che non può² passare per secondaria se si pensa al grave deficit infrastrutturale che caratterizza la Provincia di Potenza: ci sono oltre 100 milioni di euro di progetti fermi nei cassetti degli uffici provinciali di Potenza. Scaricare responsabilità  genericamente sulla burocrazia â?? afferma il consigliere di Fi-Pdl â?? è¨ il solito giochetto che non serve a giustificare le proprie responsabilità . Eâ?? evidente che anche la Giunta Regionale deve compiere unâ??attenta riflessione in particolare su quali misure e quali azioni ha attivato per sostenere le due Province nellâ??attività  di progettazione e di spesa e ancor più¹ di verifica degli ingenti trasferimenti finanziari avvenuti dallâ??inizio della legislatura regionaleâ?. â??La mancanza di raccordo istituzionale (non le solite intese di programma che si riducono a documenti di buoni propositi), sommata ai ritardi nellâ??aggiornamento dei Piani di programmazione, a cominciare dal Piano regionale di viabilità  e da quello per lâ??edilizia scolastica â?? a parere di Mattia â?? ha determinato una situazione riassumibile in soldi disponibili e non spesi, quindi in progetti pronti e congelati. In questo quadro politico - istituzionale, lâ??annuncio del Presidente della Provincia di avere 250 milioni di euro da cantierizzare subito ha tutte le caratteristiche di uno spot elettorale che apre la campagna per le elezioni di giugno, una manovra di basso profilo politico che non possiamo consentireâ?. (dt )

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Mdc lancia Cittadini in tv, nuovo canale YouTube (sezione: Burocrazia)

( da "Comunicatori Pubblici" del 13-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pubblicato il: 12-03-2009 Mdc lancia Cittadini in tv, nuovo canale YouTube Una Web Tv sul mondo dei consumi in tutte le sue sfaccettature, dalla spesa ai temi bioetici, dalla sicurezza on line ai tempi lenti della burocrazia. L?esperimento è stato lanciato dal Movimento Difesa del Cittadino che ha appena aperto un nuovo canale su YouTube. La Web Tv raccoglie le puntate delle trasmissioni televisive con la partecipazione dei rappresentanti di Mdc e manda in onda le edizioni dei telegiornali che si occupano di consumo e delle iniziative dell'associazione. Oltre a tutto ciò, “Cittadini in TV” realizza per gli utenti servizi auto-prodotti inediti. Ogni giovedì la home page del sito Mdc.it e il canale di Youtube “Cittadini in TV” saranno aggiornati con un servizio dedicato a un argomento di stretta attualità sul mondo dei consumatori oppure a un'iniziativa dell'associazione. Già ricco l?elenco di video tratti da diversi network pubblici e privati: Cifre in chiaro - Burocrazia lumaca, per esempio, o Babyconsumers e nuove tecnologie. Tra gli autoprodotti: Donne sull'orlo di una crisi... "economica", un servizio utilissimo sui pagamenti elettronici e le frodi, l'intervista ad Anna Bartolini, rappresentante italiana nel Consiglio dei consumatori dell'Unione Europea, in occasione della Giornata Europea del Consumatore, e l?intervista a Liliana Rossi Carleo dell?Università Roma Tre sul nuovo Master "Globalizzazione dei mercati e tutela dei Consumatori”. Tra tutti i video spicca lo Speciale su Eluana Englaro. La comunicazione del Movimento non si è evoluta solo in direzione video. I consumatori saranno più consapevoli e informati anche grazie a “MDC News”, la nuova newsletter con le ultime notizie sul mondo dell'associazione e dei consumi, articoli di attualità e d'interesse per i cittadini. L'appuntamento con la newsletter è bisettimanale, ogni martedì e giovedì: per riceverla, ci si potrà iscrivere direttamente nell'home page del sito www.mdc.it. Movimento Difesa del Cittadino ha investito molto sulla comunicazione per rafforzare gli obiettivi di promuovere la tutela dei diritti dei consumatori, informandoli e dotandoli di strumenti giuridici di autodifesa, prestando assistenza e tutela tramite esperti. Dopo aver fondato la prima agenzia d'informazione on line dedicata ai consumi, Help Consumatori (www.helpconsumatori.it), e rinnovato la veste grafica del sito istituzionale Mdc.it ora sta progettando la spedizione di altre due newsletter tematiche: Salute&Gusto sull'alimentazione e una seconda dedicata al risparmio energetico. Giada Lonardi

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PIL Italia atteso in calo del 2,3% nel 2009, necessari interventi (3) (sezione: Burocrazia)

( da "KataWebFinanza" del 13-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

PIL Italia atteso in calo del 2,3% nel 2009, necessari interventi (3) (Teleborsa) - Roma, 13 mar - Il complesso della manovra abbozzata - prosegue il rapporto della Confcommercio - andrebbe completato con un sostegno al reddito di coloro che risultano privi di lavoro, non presentano dichiarazione dei redditi e non hanno n la possibilit di usufruire dell'imposta negativa n di altre forme di sostegno. Un conteggio approssimato che prevede di raddoppiare l'attuale contributo provvisorio pari al 10% dell'ultima retribuzione per i parasubordinati che sottostanno ad alcuni stringenti requisiti (per circa 100mila aventi diritto si passerebbe da un contributo una tantum di 1.000 euro a uno di 2.000 euro) e l'estensione ai precari potenzialmente a rischio e privi dei requisiti indicati dal Governo (circa 400mila che beneficerebbero di un bonus di 2.000 euro una tantum) per accedere al sostegno assistenziale, costerebbe circa 900 milioni di euro in ragione d'anno (salvo poi gli effetti dell'auspicato miglioramento del tenore dell'economia dopo il 2010). Il costo totale della manovra fiscale comprensiva del sostegno al reddito di tipo assistenziale, sarebbe di circa 9,8 mld. La copertura andrebbe prevalentemente sviluppata dal lato dei risparmi di spesa pubblica improduttiva. Le risorse necessarie corrisponderebbero a poco pi del 2% della spesa pubblica attuale al netto della spesa sociale e degli interessi. Una frazione che non pu essere ritenuta inverosimile. Per Confcommercio necessario ipotizzare, sempre con grande cautela, che il resto del disavanzo temporaneo verr poi coperto dalle maggiori entrate connesse al maggiore livello di attivit economica, conseguibile con la manovra di riduzione della pressione tributaria. Infatti, poich le risorse aggiuntive per le famiglie, derivanti dalla rimodulazione delle aliquote e dall'introduzione dell'imposta negativa, sarebbero considerate permanenti, esse si tradurrebbero in maggiori consumi per circa i tre quarti (per la met, invece, rispetto ai 900 milioni di sostegno temporaneo ai redditi dei disoccupati senza altri strumenti di sostegno). Dai maggiori conseguenti consumi, al fine di ipotizzare un impatto sul prodotto interno lordo della manovra, poi necessario togliere una parte che, attraverso vari canali, andrebbe a generare valore aggiunto all'estero (attraverso le importazioni, per esempio). Alla fine del processo, il Centro Studi Confindustria sottolinea che possiamo ipotizzare un Pil aggiuntivo pari all'1,4% rispetto allo scenario tendenziale (con maggiori consumi dei residenti pari allo 0,8%). Ci implicherebbe che l'anno 2009 potrebbe risultare non peggiore del precedente, limitandosi la contrazione del Prodotto lordo allo 0,9%. Si aprirebbero spazi per una concreta e meno debole ripresa nel 2010. Le ipotesi su cui si basano i risultati dei semplici calcoli descritti sono molto semplicistiche, sottolinea Confcommercio. Non solo necessario il consenso politico sull'articolazione della manovra, ma si avrebbe anche bisogno di una burocrazia efficiente che trasformasse rapidamente la decisione politica in strumenti operativi per imprese (credito) e famiglie (riduzione della pressione tributaria). La profondit della recessione, conclude il rapporto, dovrebbe stimolare presso i cittadini e le istituzioni, nell'amministrazione e nelle parti sociali, il massimo spirito cooperativo al fine di realizzare un'efficace azione di contrasto ai pi gravi effetti dell'attuale crisi economico-finanziaria mondiale. 13/03/2009 - 12:19

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PIL Italia atteso in calo del 2,3% nel 2009, necessari interventi (3) (sezione: Burocrazia)

( da "Borsa(La Repubblica.it)" del 13-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

PIL Italia atteso in calo del 2,3% nel 2009, necessari interventi (3) (Teleborsa) - Roma, 13 mar - Il complesso della manovra abbozzata - prosegue il rapporto della Confcommercio - andrebbe completato con un sostegno al reddito di coloro che risultano privi di lavoro, non presentano dichiarazione dei redditi e non hanno né la possibilità di usufruire dell'imposta negativa né di altre forme di sostegno. Un conteggio approssimato che prevede di raddoppiare l'attuale contributo provvisorio pari al 10% dell'ultima retribuzione per i parasubordinati che sottostanno ad alcuni stringenti requisiti (per circa 100mila aventi diritto si passerebbe da un contributo una tantum di 1.000 euro a uno di 2.000 euro) e l'estensione ai precari potenzialmente a rischio e privi dei requisiti indicati dal Governo (circa 400mila che beneficerebbero di un bonus di 2.000 euro una tantum) per accedere al sostegno assistenziale, costerebbe circa 900 milioni di euro in ragione d'anno (salvo poi gli effetti dell'auspicato miglioramento del tenore dell'economia dopo il 2010). Il costo totale della manovra fiscale comprensiva del sostegno al reddito di tipo assistenziale, sarebbe di circa 9,8 mld. La copertura andrebbe prevalentemente sviluppata dal lato dei risparmi di spesa pubblica improduttiva. Le risorse necessarie corrisponderebbero a poco più del 2% della spesa pubblica attuale al netto della spesa sociale e degli interessi. Una frazione che non può essere ritenuta inverosimile. Per Confcommercio è necessario ipotizzare, sempre con grande cautela, che il resto del disavanzo temporaneo verrà poi coperto dalle maggiori entrate connesse al maggiore livello di attività economica, conseguibile con la manovra di riduzione della pressione tributaria. Infatti, poiché le risorse aggiuntive per le famiglie, derivanti dalla rimodulazione delle aliquote e dall'introduzione dell'imposta negativa, sarebbero considerate permanenti, esse si tradurrebbero in maggiori consumi per circa i tre quarti (per la metà, invece, rispetto ai 900 milioni di sostegno temporaneo ai redditi dei disoccupati senza altri strumenti di sostegno). Dai maggiori conseguenti consumi, al fine di ipotizzare un impatto sul prodotto interno lordo della manovra, è poi necessario togliere una parte che, attraverso vari canali, andrebbe a generare valore aggiunto all'estero (attraverso le importazioni, per esempio). Alla fine del processo, il Centro Studi Confindustria sottolinea che possiamo ipotizzare un Pil aggiuntivo pari all'1,4% rispetto allo scenario tendenziale (con maggiori consumi dei residenti pari allo 0,8%). Ciò implicherebbe che l'anno 2009 potrebbe risultare non peggiore del precedente, limitandosi la contrazione del Prodotto lordo allo 0,9%. Si aprirebbero spazi per una concreta e meno debole ripresa nel 2010. Le ipotesi su cui si basano i risultati dei semplici calcoli descritti sono molto semplicistiche, sottolinea Confcommercio. Non solo è necessario il consenso politico sull'articolazione della manovra, ma si avrebbe anche bisogno di una burocrazia efficiente che trasformasse rapidamente la decisione politica in strumenti operativi per imprese (credito) e famiglie (riduzione della pressione tributaria). La profondità della recessione, conclude il rapporto, dovrebbe stimolare presso i cittadini e le istituzioni, nell'amministrazione e nelle parti sociali, il massimo spirito cooperativo al fine di realizzare un'efficace azione di contrasto ai più gravi effetti dell'attuale crisi economico-finanziaria mondiale. 13/03/2009 - 12:19

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Controlli sulle banche, Tremonti: <Darei tutta la vigilanza alla Bce> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere.it" del 13-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

E sui conti: «A bilancio troppi fondi non spesi. L'Italia non può operare in deficit» Controlli sulle banche, Tremonti: «Darei tutta la vigilanza alla Bce» Il ministro da Londra: se ci sono operatori europei, ci vuole una verifica europea MILANO - Per il ministro del Tesoro, Giulio Tremonti, occorre un sistema di vigilanza europeo, almeno per le banche, di portata sistemica. Lo ha dichiarato nel corso di una conferenza stampa all'ambasciata d'Italia a Londra, alla vigilia della riunione dei ministri delle Finanze del G20. «Io darei tutto alla Bce - ha osservato il ministro -. Non so se bisognerebbe cambiare i Trattati. La mia visione culturale e politica è che siamo una comunità e sarebbe corretto avere una vigilanza sistemica». Per il ministro «se ci sono operatori europei, ci vuole una vigilanza europea». IL RUOLO DEI PREFETTI - Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, ha annunciato che ci sarà «un grandissimo impegno dei Prefetti» negli osservatori sulla stretta al credito per famiglie e imprese da parte delle banche. Tremonti non ha voluto rispondere alla circolare della Banca d'Italia secondo cui i Prefetti non possono chiedere direttamente alle banche i dati sull'andamento del credito («una richiesta diretta di dati disaggregati alle banche non appare giustificata») ma si è limitato ad osservare che «per me è stata ragione di grande orgoglio prendere la parola davanti a tutti i Prefetti della Repubblica italiana». FONDI NON SPESI - «Nel bilancio pubblico - ha poi detto Tremonti - c'è una quantità enorme di capitali che devono essere spesi, una quantità impressionante di fondi che possono e devono essere spesi. La cassa depositi e prestiti ha ancora un fondo rotativo di 4 miliardi non richiesti: era un fondo per la ricerca scientifica, inventato da noi nel 2004, ma è rimasto quasi intoccato fino ad ora. Ci sono da 7 a 12 grandi opere con capitali privati bloccati per burocrazia o falsa democrazia. La nostra proposta affinché un ricorso al Tar non blocchi il cantiere ha incontrato una resistenza ambientale incredibile». «La nostra linea - ha spiegato ancora il ministro è di non fare una politica di deficit, pensiamo non sia un bene per il nostro paese, è complicato gestirne gli effetti». stampa |

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Competitività: con meno burocrazia è più facile fare business (sezione: Burocrazia)

( da "01net" del 13-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Competitività: con meno burocrazia è più facile fare business La ricerca Astrid mette in risalto il ruolo negativo delle pratiche burocratiche. Ostacolano il fare impresa (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 12 mar - Dimezzare il numero dei giorni richiesti dalle amministrazioni pubbliche e il numero di adempimenti a carico delle imprese per l'avvio di un'attività, l'ottenimento di una licenza o il pagamento delle tasse. Ne deriverebbe un netto miglioramento dell'Italia in una delle classifiche di competitività di maggiore attendibilità, il 'doing business' della Banca Mondiale che misura la facilità di fare impresa in un paese. Lo afferma una ricerca dell'associazione Astrid presieduta da Franco Bassanini. Una semplificazione immaginaria, quella proposta nella simulazione di Astrid ma non assurda, spiega la ricerca curata da Pippo Ranci e Andrea Forti e realizzata con il contributo della Fondazione Monte dei Paschi. Il miglioramento della posizione dell'Italia nella classifica del fare impresa della Banca Mondiale sarebbe sensibile: dalla 65esima alla 25esima posizione. In generale la ricerca mette in luce che l'Italia è in buona posizione quanto a competitività complessiva, è un paese sviluppato e ben industrializzato ma mostra una tendenza al peggioramento relativo: gli indicatori migliorano meno di quelli degli altri paesi.

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Servono regole e non burocrazia: occorre un sistema che supporti l'iniziativa impreditoriale non politicanti di scarsa capacità. Nasce il Comitato d'imprenditori (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 13-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Servono regole e non burocrazia: occorre un sistema che supporti l'iniziativa impreditoriale non politicanti di scarsa capacità. Nasce il Comitato d'imprenditori Venerdì 13 Marzo 2009,

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È il tempo della politica del fare (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 13-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

«È il tempo della politica del fare» «All'Enel chiediamo una presenza attiva nella ricerca e nello sviluppo delle fonti alternative» Venerdì 13 Marzo 2009, All'assemblea di Unindustria di oggi, alla quale saranno presenti Giancarlo Galan, Emma Marcegaglia numero uno di Confindustria e il neo eletto presidente degli Industriali veneti, "patron" di Stonefly e Lotto, Andrea Tomat, spetterà a Fabrizio Rossi, al vertice di Unindustria Rovigo, indicare le azioni, in campo energetico e di innovazione necessarie per far ripartire l'economia. «Nel corso della tavola rotonda, organizzata durante l'assemblea - spiega Rossi - discuteremo con imprenditori e ricercatori, sulle potenzialità che il nostro territorio racchiude per uscire da questa spiacevole fase economica: energia, innovazione, turismo. Abbiamo organizzato questo appuntamento non per parlare dei problemi attuali, di cui sono piene le pagine di giornali e tv tutti i giorni, ma di opportunità, guardando al nostro territorio». Presidente, è dal vostro Forum di Adria dell'ottobre 2007 che continuate a coniugare questi tre temi. Riconversione della centrale di Porto Tolle e turismo sono le reali chiavi di svolta di questa provincia? «Quando parlo di energia non parlo solo della centrale. Vogliamo la centrale di Porto Tolle perché è necessaria alla produzione di energia a livello nazionale e per le ricadute che dovrà avere sul territorio. Il rilancio del Polesine non si ferma a Porto Tolle e al Delta, siamo fortemente convinti che sia necessario attivare una politica in cui coniugare le potenzialità di una forte e intelligente politica energetica e il valore dell'ambiente e del territorio. Il turismo è certamente il motore dello sviluppo polesano e Unindustria crede fortemente in questo settore, ma è necessario fare squadra ed essere coesi. Il segnale della disponibilità delle aziende di lavorare in sinergia per il territorio lo abbiamo avuto quando abbiamo proposto la nascita del Distretto turistico, in cui la chiave fondamentale è proprio questa: lavorare con obiettivi comuni». Il Distretto turistico è un esempio, ma come intendete procedere negli altri ambiti di sviluppo? «Le non scelte della politica, ci hanno portato a uno stato di cose che non consentono, al territorio, di progredire a una velocità che faccia mantenere il passo con le altre province. Come ho già sottolineato più volte, tenendo presente il contesto congiunturale e alcune peculiarità del territorio, dobbiamo impegnarci per sostenere: una "politica del fare", per uno sviluppo concreto e sostenibile. Servono regole non burocrazia, serve un sistema Paese che supporti l'iniziativa imprenditoriale non burocrati, che le disincentivano e nemmeno politicanti di scarsa capacità. Questi sono alcuni dei limiti alla competitività dell'economia della nostra provincia, che provocano costi e ritardi negli investimenti alle imprese». E allora cosa propone? «Ripartire da una politica del "fare" significa consolidare una piattaforma di valori condivisi, assumendo il ruolo di riferimento sia per le istituzioni che per le altre associazioni di categoria. Unindustria si vuole impegnare per creare nuove opportunità di sviluppo, migliorando la competitività delle nostre imprese». Presidente, come volete "fare" economia sul territorio? «Sul tema energia e riconversione della centrale, "fare" significa adoperarsi per creare un dialogo costruttivo e costante con il Governo, con le istituzioni, con Enel e le altre realtà interessate, e nel frattempo lavorare perché nelle nostre imprese, nelle nostre case si adottino soluzioni di messa in efficienza dei consumi e dei processi produttivi: per ridurre l'inquinamento, per ridurre i costi, per migliorare l'efficienza energetica e per aumentare l'autoproduzione di energia elettrica e termica. Sviluppare nuovi prodotti, processi, tecnologie e possibilità di business in campo energetico e incrementare l'utilizzo di fonti rinnovabili. Sono certo che un'azione sinergica nell'ambito delle energie rinnovabili e dell'efficienza energetica, tra il laboratorio Tesi, l'università e il mondo dell'impresa, da noi rappresentato, potrebbe avere una ricaduta importantissima sul territorio e il settore dell'edilizia, uno tra i più sofferenti del momento, riceverebbe delle ottime credenziali per ripartire». Quali sono le altre priorità? «Sul tema riconversione e ricerca, al posto del solito coro dei no, chiediamo a Enel una presenza attiva sul territorio in tema di ricerca e sviluppo sulle fonti energetiche alternative: un centro di ricerca e sviluppo sulle biomasse di produzione agricola, o un centro ricerche sui possibili utilizzi dei residui di lavorazione come la calce e le ceneri. Unindustria ha formalizzato la costituzione di un Comitato di imprenditori, per avviare questa oramai indispensabile "politica del fare", legata alle tematiche delle energie rinnovabili, dell'efficienza e del risparmio e alle relazioni che è necessario costruire, per non isolare la nostra provincia, ma renderla protagonista del futuro dell'economia nazionale. Noi abbiamo deciso di fare, potremmo non essere condivisi, ma di certo non rimarremo a guardare il futuro che avanza». Donato Sinigaglia

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Droga, condannatidue extracomunitari (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 13-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

giudiziaria Droga, condannati due extracomunitari L'hanno definita "operazione verità". Ed è la mossa scelta dal partito della maggioranza governativa contro "la politica di basso profilo e denigratoria" esercitata, in particolare sulla questione viabilità, dalle opposizioni. E mercoledì pomeriggio, nella sede delle Officine Pd, il partito si è presentato compatto e al gran completo: il coordinatore Giovanni Formica, il capogruppo consiliare Peppe Fiorellini e il consigliere provinciale Fabio Nicosia, l'assessore ai Lavori pubblici Salvatore Avola. "Respingiamo con forza le "azioni di sciacallaggio" messe in campo da Azione Giovani con l'appoggio dei vertici di An - sottolinea Nicosia - il loro sit-in di protesta non aveva nulla di goliardico; è stato invece di pessimo gusto, con la viabilità non si scherza, c'è chi perde la vita nella strade provinciali ma non abbiamo mai scelto la facile demagogia della polemica strumentale. L'emergenza viabilità è una realtà che riguarda tutta la rete viaria nazionale, flagellata da un maltempo incessante. Ma, evidentemente c'è chi gode a denigrare la città". A dimostrare che l'azione governativa sarà forte ed incisiva per il risanamento dell'asse viario della città ci sono in palio quasi dieci milioni di euro, che sbloccati dalla paralizzante burocrazia degli iter progettuali ed esecutivi, saranno spalmati in diverse direzioni con la prospettiva del rifacimento totale della viabilità interna come quella esterna, ad esempio la tangenziale. Ad uno ad uno Avola snocciola l'agenda degli interventi e dei relativi costi annunciando la prima posa per lunedì prossimo con l'inizio dei lavori della via Roma, un'importante arteria di circolazione viaria interna. "Dopo 20 anni di attesa - commenta l'assessore - la città avrà un sistema viario che porterà decoro e riqualificazione urbana in ogni quartiere, anche quelli più periferici e nella stessa frazione di Scoglitti". Ma un'altra "operazione verità" preme per essere manifestata. "Riguarda la vicenda dell'autoporto - dice Avola - il progetto non in discussione, con il cronoprogramma siamo esattamente nei tempi, il progetto c'è, riformulato secondo le 17 prescrizioni del Via-Vas, i finanziamenti pure. Chi dice altro, non è bene informato o cerca solo di sollevare inutili polveroni politici". Avola rassicura anche sul completamento del lungomare della Lanterna: "A Pasqua - promette - i lavori saranno ultimati". Daniela Citino

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GERARDO AUSIELLO DUE ANNI PER I PRIMI 300 POSTI BARCA, ENTRO IL 2013 GLI ALTRI 553. LA SFIDA DEL ... (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Circondario Sud1)" del 13-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

GERARDO AUSIELLO Due anni per i primi 300 posti barca, entro il 2013 gli altri 553. La sfida del porto di Vigliena, il primo approdo turistico di Napoli, sono proprio i tempi: un cronoprogramma che punta a recuperare dieci anni spesi in autorizzazioni e pratiche burocratiche per mettere in campo il project financing. Ieri, durante la quarantesima edizione del Nauticsud organizzata dall'imprenditore Lino Ferrara, l'annuncio ufficiale: la bonifica è stata completata, i lavori partiranno a giugno. Alla presentazione, coordinata dal giornalista Sergio Troise, tutti i dettagli del progetto che sarà attuato dalla Porto Fiorito Spa (costituita per il 67,5% da nove società dell'Acen e per il 32,5% da Italia Navigando). L'approdo della zona orientale potrà ospitare imbarcazioni dai 12 agli 80 metri su fondali che variano dai 4 ai 10 metri. Chi acquisterà l'ormeggio, avrà una concessione di 40 anni. Per una barca da 12 metri il costo è di 114mila euro (Iva esclusa), mentre per uno yacht da 30 metri bisognerà spendere oltre mezzo milione di euro. In cambio si potrà anche usufruire dei servizi che sorgeranno attorno all'hub: tra gli altri una beauty farm, un circolo con bar e ristoranti e ancora la sede dello Yacht Club per l'organizzazione di regate, una scuola per sub e vela, oltre a 1.500 posti auto custoditi e ai cantieri per la manutenzione degli scafi. Il tutto in una posizione strategica, a due chilometri dal centro e a otto chilometri dall'aeroporto di Capodichino. «Tra qualche anno - spiegano inoltre il presidente della Porto Fiorito Claudio Fogliano e il vice Renato Marconi - Marina Vigliena avrà al suo interno una fermata della metropolitana con la linea che collegherà la città alla stazione della Tav. Un servizio che consentirà agli utenti di raggiungere Roma in meno di due ore». Per l'assessore regionale ai Trasporti, Ennio Cascetta, «l'opera che ci accingiamo a realizzare in Campania ha già prodotto 5mila posti lavoro, escluso l'indotto. Basta con la sindrome dei rifiuti che vuole la nostra regione sempre perdente». D'accordo il vicesindaco Tino Santangelo: «È solo il primo passo del piano di riqualificazione dell'intera zona orientale. Il prossimo sarà la costruzione della Darsena di Levante». Secondo il presidente della Camera di Commercio Gaetano Cola e quello della Mostra d'Oltremare Raffaele Cercola «occorre ora dar vita ai porti al Molosiglio e a Bagnoli riducendo il più possibile i tempi della burocrazia». Soddisfatto l'ammiraglio Luciano Dassatti, presidente dell'Autorità portuale di Napoli: «Il porto di San Giovanni a Teduccio è una trasfusione di ottimismo, il rilancio di questa città è possibile». Infine il presidente dell'Acen Ambrogio Prezioso: «I ritardi sono anche frutto di norme troppo complesse». La presentazione del nuovo approdo si è conclusa con la protesta inscenata da un gruppo di lavoratori del cantiere navale Partenope: «Siamo stati in cassa integrazione dall'ottobre 2006, adesso siamo in mobilità con 600 euro al mese - hanno raccontato Davide Miccio e Gerardo De Simone - Ci era stato riferito che saremmo stati tutti assorbiti dalle società del porto di Vigliena ma finora solo due colleghi sono stati assunti». «Gli accordi prevedono il progressivo reintegro dei lavoratori, a partire dal prossimo mese di giugno, data dell'inizio degli interventi da parte delle imprese» ha assicurato il vicepresidente della Porto Fiorito, Marconi.

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EMANUELE IMPERIALI OGGI IL CONSIGLIO DEI MINISTRI AVVIA L'ESAME DEL PIANO CASA AL QUALE HANNO LAV... (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Benevento)" del 13-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

EMANUELE IMPERIALI Oggi il Consiglio dei ministri avvia l'esame del piano casa al quale hanno lavorato ieri sera fino a tarda ora i ministri Tremonti, Matteoli, Maroni, Bondi e Alfano. Si tratterà di un disegno di legge, una sorta di testo cornice redatto sulla falsariga di quello già approvato dalla Regione Veneto appena due giorni fa. «Sarebbe stato più efficace un decreto legge - spiega Silvio Berlusconi - visto che abbiamo un sondaggio che rivela che il 50% delle famiglie vive in un bilocale ed il 30% ha l'esigenza di dotarsi di una stanza in più». Innanzitutto, come ha spiegato il ministro Raffaele Fitto ai governatori nel corso della Conferenza unificata di ieri, sarà una norma quadro che lascerà alle Regioni, le quali hanno la competenza in materia, la libertà di decidere se e come utilizzare quest'opportunità. Oltre alla Regione Veneto che l'ha già varata, anche la Lombardia si appresta ad approvarla, come ha anticipato il Presidente Roberto Formigoni. La bozza in discussione dovrebbe prevedere alcuni punti fermi, il più significativo dei quali sarebbe la possibilità, in deroga ai Piani regolatori, di ampliare gli edifici esistenti nei limiti del 20% del volume. Ma, mentre per le abitazioni monofamiliari non vi sono problemi, cosa accadrà per quelle in condominio? Chi ha la possibilità di farlo, magari coprendo terrazze e balconi, dovrà acquistare i diritti edificatori dagli altri condomini? Altro punto fermo della bozza sarebbe quello in base al quale è consentito il rinnovamento del patrimonio edilizio esistente, attraverso la demolizione e la successiva ricostruzione, anche in area diversa, degli edifici realizzati prima del 1989 che debbano essere adeguati agli attuali standard qualitativi, architettonici, energetici, tecnologici e di sicurezza. Per incentivare questi ultimi interventi si potrà aumentare la cubatura fino al 30% del volume esistente o fino al 35% in caso di utilizzo delle tecniche costruttive della bioedilizia o delle fonti di energia rinnovabile. Inoltre non concorrerebbero a formare la cubatura dell'edificio le pensiline e le tettoie realizzate su abitazioni esistenti finalizzate a favorire l'installazione di impianti a risparmio energetico. Per quanto riguarda gli oneri di costruzione dovrebbero essere abbattuti del 60% per le prime case, così come sarebbe introdotto un contributo agevolato molto cospicuo nel caso di l'installazione di impianti fotovoltaici. Naturalmente sarà previsto che i Comuni possano escludere dai benefici aree di particolare rilevanza sotto l'aspetto edilizio, paesaggistico o ambientale. La richiesta di ampliamento dovrà essere presentata entro il 31 dicembre 2010. La semplificazione procedurale consentirebbe di sostituire l'attuale licenza edilizia con un certificato di conformità giurata rilasciato progettista. Per di più dovrebbe essere inserita una norma in base alla quale sarebbe concessa agli inquilini delle case popolari la possibilità di acquistarle, diventando proprietari: a conti fatti si tratta di un milione di persone per circa seimila alloggi di proprietà degli Iacp. «Bisogna trovare il modo di snellire le procedure - anticipa il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli - dando la possibilità a chi amplia la casa di farlo senza scontrarsi con la burocrazia». Lo sblocco ieri in Conferenza unificata del piano nazionale di edilizia abitativa è già passo avanti che va incontro alle famiglie più bisognose. Ora i primi 200 milioni potranno essere ripartiti tra le Regioni per costruire case popolari, in attesa che il governo reintegri il fondo fino a 550 milioni, cosa che avverrà non appena le Regioni ritireranno i ricorsi presentati alla Corte costituzionale. L'idea prevalente è quella, come ha spiegato Matteoli, di costruire nuove abitazioni di 60-70-80 metri quadri da dare in affitto a giovani coppie, anziani, studenti, con la possibilità di un riscatto dopo 12 anni. Ma intanto gli ambientalisti sono preoccupati e annunciano per oggi una manifestazione davanti Palazzo Chigi, perché ritengono che «la riqualificazione edilizia, con demolizione e ricostruzione promossa attraverso premi in cubatura, se prevista al di fuori di piani regolatori e dei regolamenti, rischia di coprire speculazioni».

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Amministrative, primi riscontri maxi sondaggio popolare di Forza Italia/PdL Forlì (sezione: Burocrazia)

( da "Sestopotere.com" del 13-03-2009)

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Amministrative, primi riscontri maxi sondaggio popolare di Forza Italia/PdL Forlì (13/3/2009 13:21) | (Sesto Potere) - Forlì - 13 marzo 2009 - "Dai primi riscontri, alcune decine di questionari per individuare le priorità dei cittadini in materia di economia, società, burocrazia e politica emerge subito una forte preoccupazione per l'ordine pubblico, la sicurezza urbana, l'immigrazione clandestina incontrollata. Poi seguono l'efficienza della struttura comunale (intesa in senso negativo!) , e a seguire il disagio provocato da costo della vita, prezzi e tariffe dei servizi troppo alti; manutenzione e decoro urbano e traffico": Il capogruppo comunale e coordinatore provinciale di Forza Italia/PdL, Antonio Nervegna, illustra alla stampa l'iniziativa del questionario inviato a tutti i cittadini forlivesi per individuare le priorità alle quali dedicare il massimo dell?impegno in campagna elettorale e sulle quali chiedere il conforto degli elettori anche in vista dell'attuazione (in caso) di vittoria di un programma di governo. "Nel questionario - spiega Nervegna - sono riportati alcuni temi importanti che faranno parte del programma elettorale di Forza Italia/PdL. Per ciascuno di essi si può indicare il livello di priorità, attribuendo un voto da 1 a 5. La graduatoria che potrà essere stilata al termine dello spoglio delle schede ricevute consentirà di conferire al programma del Popolo della Libertà un irrinunciabile valore: quello della coerenza e della reale risposta alle esigenze di un cittadino sempre più maturo, impegnato e sensibile al suo ruolo sociale ed alla sua funzione di guida (e di critica) ai rappresentanti liberamente eletti": L'occasione dell'incontro con la stampa per illustrare l'iniziativa del "maxisondaggio" è stata propizia per indicare nuovamente le linee di azione politica del partito. "Dalla viabilità al contenimento della spesa pubblica, dalla sicurezza alle politiche culturali e turistiche Forza Italia/PdL ha una sua visione che spesso è totalmente alternativa a quella della sinistra attualmente al governo in ambito locale - spiega Nervegna - . Rotonde stradali e parcheggi sotterranei erano un nostro cavallo di battaglia un decennio fa! Non solo l'amministrazione comunale giunta tardivamente a disporre le nostre soluzioni ma in altri casi si attarda in proposte (i parcheggi extramura) antieconomici, antiestetici e antifunzionali! Fiera e Sapro sono due spine nel fianco, due soggetti che risucchiano risorse e che hanno perso ormai una loro giustificazione operativa: a Cesena , in alternativa a Sapro è nata una nuova Stu (Società territoriale di urbanizzazione, ndr), perchè il Comune di Forlì tace? La sede locale dell'Università s'è avvitata in un inesorabile declino. E sull'ampliamento dell'Iper la sinistra continua ad insistere senza voler prendere atto della necessità di una ormai ineludibile sostegno al commercio tradizionale al dettaglio e in centro storico. Diciamo il nostro, ennesimo, "no" alla creazione di una maxi moschea in città e chiediamo maggiore controllo del territorio : è sotto gli occhi di tutti , anche nella centralissima piazza Saffi, la presenza in orario di lavoro e ad ogni ora del giorno ed anche la sera di centinaia di immigrati: sono tutti disoccupati? Possibile che non si proceda alle verifiche del caso per accertare l'eventuale presenza di eventuali clandestini?". Nervegna promuove in questa fase le politiche culturali del San Domenico ("ma bisogna ringraziare la Fondazione Carisp") e della gestione Seaf: "è necessario però proseguire nella strada di una gestione manageriale che non sia interpretata come facile strumento per allocare in posti chiave (il riferimento era alla "giusta" cancellazione di Promozione Turismo, ndr) vari esponenti di partito". Severissima la critica "all'inerzia" dell'amministrazione comunale sugli effetti della crisi: "Un mese per convocare il tavolo su Micromeccanica! Ombre sulla sorte della Ferretti: Silenzio sul licenziamento dei precari che lavoravano presso lo stabilimento forlivese della Bonfiglioli... Il Comune non s'è adoperato per capire il quadro e individuare le prospettive di uscita dalla crisi": aggiunge Nervegna. L'esponente azzurro ha colto l'occasione per lanciare a Viva Forlì e Lega Nord l'ennesimo appello all'unità elettorale in vista del voto del prossimo giugno nel nome del candidato a sindaco Alessandro Rondoni : "Il bipolarismo che ha consentito di portare in Parlamento solo pochissimi partiti, sembra ormai un processo irreversibile, tipico di tutte le democrazie moderne. Mi auguro che ciò possa verificarsi anche alle elezioni amministrative del 6 e 7 giugno affinché l?amministrazione della nostra città possa essere più snella ed efficiente: Pdl e Pd raccolgo il 70% dei voti e i due candidati Rondoni e Balzani andranno al ballottaggio, e non altri, anche questo ci si dovrà ricordare al momento del voto".

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SU BANCHE E CREDITO SI GIOCA ANCHE LA PARTITA POLITICA (sezione: Burocrazia)

( da "Wall Street Italia" del 13-03-2009)

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Su banche e credito si gioca anche la partita politica -->di Paolo Biondi ROMA (Reuters) - Nel Prefetto di ferro il coraggioso funzionario dello Stato Cesare Mori combatte contro malaffare e onorata società ma appena alza il tiro si ritrova "promosso" con il laticlavio, un prestigioso seggio senatoriale. La storia è vera, ma il film di Pasquale Squitieri rientra più nella fortuna serie degli spaghetti-western (o western all'italiana) piuttosto che in quella ugualmente fortunata dei film ad alto impegno sociale che negli anni 70 spopolavano nel Belpaese. Il film è tornato alla memoria collezionando le varie dichiarazioni sull'infelice scelta attuata dal decreto anticrisi del governo di porre presso le prefetture gli osservatori sul cosiddetto credit-crunch. La trovata avrebbe difficilmente trovato non solo attuazione, ma anche pubblicità se non fosse rientrata con pieno titolo a far parte del dibattito sulla governance delle banche e sullo scontro politico tra maggioranza ed opposizione ed all'interno della stessa maggioranza. Sulle banche italiane è in atto da mesi una lunga battaglia per assestarne i vertici ed i rapporti di forza fra i vari gruppi industriali e finanziari che le controllano. Questa battaglia ha coinvolto in maniera diretta anche il mondo politico, con il ruolo di primo piano che sull'argomento giocano il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ed il ministro del Tesoro Giulio Tremonti, ed i vertici del sistema bancario con il governatore Mario Draghi. La polemica che va avanti da mesi tra Tremonti e Draghi ha fatto un solo boccone del tema prefetti: prima Tremonti l'ha messo in campo, poi Draghi (con fin troppo lunga meditazione, vista la delicatezza del tema) è sceso in campo con la lettera di ieri a ricordare il ruolo centrale della vigilanza di via Nazionale su dati estremamente sensibili, poi Tremonti è ritornato oggi sull'argomento per marcare il punto e non cedere di una virgola. Chissà quanti altri capitoli riserva la vicenda. Da segnalare fiumi di dichiarazioni (da Corrado Passera che ha liquidato l'iniziativa come un tentativo di "picconare" il potere di Bankitalia a Carletto Sangalli che ha paventato che i prefetti possano mettere le "mani in tasca" alle banche"). La vicenda, dicevamo, ha anche un ricchissimo e complesso risvolto politico. Tremonti sta utilizzando con intelligenza e sagacia la questione bancaria per accrescere il suo peso politico. Questo è uno dei motivi del conflitto di questi mesi con Draghi, ma anche con il resto del mondo politico. Gli osservatori sul credito nelle prefetture erano stati concertati con il leghista Roberto Maroni (ministro dell'interno che governo polizia e prefetti), ma sono finiti in collisione proprio con la Lega di Umberto Bossi. La base della Lega è fatta anche da una miriade di piccoli e medi imprenditori delle attive e produttive valli del Nord Italia. Per questi signori il problema del credito non è un gioco, ma questione di vita e la vigilanza affidata ai prefetti resta una boutade. Bossi non ha potuto che mettersi di traverso sulla vicenda. La crisi sta mettendo poi in maniera più globale la politica della Lega in conflitto con la prudenza degli interventi governativi per uscirne. Non è un caso che il Carroccio è fra gli animatori di un gruppo interparlamentare bipartisan, formato da 120 deputati e senatori di maggioranza e opposizione, che hanno deciso di fare da lobbisti a livello locale al servizio delle imprese per garantire loro più facili rapporti con banche e burocrazia pubblica per ottenere il credito. Una sorta di ronde del credito. Altro che prefetti! Si conferma dunque che questa giovanissima legislatura dall'inizio dell'anno è entrata in una sorta di fase due, caratterizzata a livello di maggioranza da un progressivo sfilamento della Lega e con un maggiore attivismo in campo economico da parte dell'opposizione. Berlusconi se ne è accorto ed ha intensificato gli annunci e le iniziative. Ma su infrastrutture e piano casa finora è riuscito ad andare poco più in là dell'annuncio. Il Cavaliere dovrà trovare mille risorse e potrebbe anche doversi confrontare in maniera dialettica con il suo Cancelliere dello scacchiere.

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Quante code negli uffici del gas (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 14-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

La parola ai lettori Quante code negli uffici del gas Mi è capitato di dover andare più volte, purtroppo, nella sede dell'azienda del gas in via Palestro a Oneglia, vicino alla piazza del mercato all'aperto. Un'esperienza alluncinante. Dal mattino sono in coda decine di utenti in attesa di andare a parlare all'impiegata per chiedere informazioni o fornire i dati del contatore. Più delle volte c'era un solo sportello, con l'impiegata costretta a dividersi letteralmente in quattro. Perchè si tiene così a stecchetto il servizio? C'erano anche tanti anziani, cosretti ad attese snervanti. Io ho dovuto venire per ben quattro volte perchè a un certo punto non si riusciva a smaltire le code. Non mi è andata meglio quando si è trattato di comunicare le cifre del contatore al telefono. Sarà il mio accento siciliano, fortemente marcato, ma la voce del nastro registrato continuava a dirmi di ripetere. Abbiamo provato in quattro, in famiglia, e non tutti con la mia parlata intinta di regionalismo, ma tutte le volte il risultato è stato sempre lo stesso. Non siamo riusciti a comunicare le cifre. E così altra trafila negli uffici del gas. T.D.F. IMPERIARifiuti ingombranti e burocrazia Quando i nodi vengono al pettine bisognerebbe intervenire per sbrogliarli. Purtroppo, se i nodi sono norme e gli strumenti per risolvere i problemi sono decreti ministeriali, da emanarsi in accordo tra più ministeri e associazioni di categoria e commissioni Stato-Regioni e altri enti, i cittadini finiscono col veder crescere le contraddizioni. Il primo nodo è il sistema di gestione degli elettrodomestici «usati» che i cittadini intendono allontanare dalle proprie case, dopo averli sostituiti con altri più efficienti, meno inquinanti e incentivati. Il commerciante che vende i nuovi, al momento di consegnarli, non può attualmente ritirare i vecchi: manca appunto una parte di normativa «attuativa». Non può e non deve neppure ritirarli come se fossero «roba sua», perché il Comitato nazionale dell'Albo Gestori ambientali ha stabilito che sono rifiuti «non compatibili con l'attività dichiarata al registro imprese», quindi non rilascia le autorizzazioni relative al trasporto di propri rifiuti, oggi necessarie per tutti coloro che intendono gestire in proprio i rifiuti della rispettiva attività economica. Il risultato è che, visto che i rifiuti prodotti nelle nostre case sono di competenza del servizio pubblico comunale, le norme la chiamano «privativa». Gli elettrodomestici dovrebbero essere avviati a tale servizio, nei modi e nei tempi previsti dallo stesso. A Imperia il servizio ingombranti è a domicilio ovvero presso le aree attrezzate, quindi i cittadini devono chiamare il numero verde attivato oppure caricarsi il bene sulla macchina (ammesso che lo consenta il codice della strada) e consegnarli nelle aree attrezzate. Se il bene viene ritirato dal commerciante e trasportato con i propri mezzi all'area attrezzata, si prevedono queste sanzioni sia per il compratore che per il commerciante trasportatore e per il soggetto che gestisce l'area: per la gestione illecita di rifiuti, arresto da tre mesi a un anno o ammenda da 2600 a 26 mila euro (ad esempio lavatrice); arresto da sei mesi a due anni e ammenda da 2600 a 26 mila (ad esempio per un frigorifero, considerato pericoloso). La giurisprudenza considera tutti i soggetti «concorrenti» nel reato. La soluzione del problema? A Roma, dove dovrebbero sistemare i decreti di attuazione del sistema che prevede il ritiro «obbligatorio» da parte del commerciante, senza necessità di autorizzazioni, e la consegna ai centri. Attualmente è tutto fermo, anche gli elettrodomestici sul bordo delle strade e nelle campagne. GIOVANNI LENGUEGLIA CONSULENTE LEGALE DI DIRITTO AMBIENTALE, IMPERIA

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Cent'anni di generosità (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 14-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Una lunga storia Cent'anni di generosità Dal 1908 Il fenomeno delle opere d'arte «prestate» da musei e gallerie di tutto il paese per arredare le sedi di rappresentanza dello Stato ha una storia lunga. A Roma, il primo prestito allo Stato è addirittura del 1908. Ne hanno usufruito Palazzo Chigi e tutte le sedi dei ministeri, le ambasciate italiane, gli istituti di cultura. Poca burocrazia Se l'opera rimane in Italia è sufficiente l'autorizzazione del soprintendente, altrimenti serve un nulla osta del ministero. Solo alla fine degli Anni 50 sono aumentati i controlli. Dalla fine degli Anni 80 è richiesta una revisione ogni cinque anni, limite oltre il quale il prestito va rinnovato. Diversi «incidenti» Tante opere sono andate perdute durante le guerre mondiali. Soprattutto nella seconda, con il bombardamento ad esempio dell'ambasciata italiana a Berlino (perse oltre 30 opere) o con gli affondamenti delle navi reali (almeno 15 tele perdute). L'episodio più clamoroso riguarda forse la Corte dei Conti, dove negli Anni 50 sparì una stupenda tela del veneziano Marco Benefial. Qualcuno aveva sostituito il dipinto con una crosta di un autore fiammingo, lasciando peraltro intatta la cornice settecentesca con tanto di etichetta.

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Pd, passa la linea del segretario (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 14-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

EUROPEE. NOMINATA UNA COMMISSIONE POLITICA Pd, passa la linea del segretario Tutti con il segretario Raimondo Donzel. La sua proposta per le Europee passa all'unanimità all'assemblea del Pd. Il tentativo di fare «un ampio schieramento di forze autonomiste e riformiste» è ora affidato a una commissione con lo stesso Donzel e composta dal capogruppo on Regione Carmela Fontana, in Consiglio comunale di Aosta Alder Tonino, dal presidente della quinta commissione regionale Gianni Rigo, dal responsabile della comunicazione del partito Giovanna Zanchi e dal consigliere al Comune della città Enrico Bich. Incontreranno partiti e movimenti, anche quelli non rappresentati in Consiglio. L'obiettivo è di presentare alle elezioni un candidato che possa rappresentare il più possibile la regione. Si legge nel documento dell'assemblea costituente: «L'Europa è un'opportunità concreta e per come sta agendo il governo nazionale forse l'unica per dare risposte allo spettro della disoccupazione. L'Europa è sempre più il luogo dove si definiscono le scelte strategiche e le condizioni dello sviluppo anche della Valle d'Aosta. Per questo riteniamo che sia necessario un forte accordo programmatico sulle priorità che la Valle intende portare in Europa». Alla fine della consultazioni la commissione politica riferirà all'assemblea. Donzel: «E' una questione politica non elettorale. Questa impostazione mi convince molto. Siamo aperti a chiunque voglia tentare questa avventura importante. Non è che il primo tempo, quello di questa tornata elettorale. Poi c'è il secondo, un percorso lungo per la garanzia di avere un europarlamentare valdostano». Il segretario del Pd insiste sul ruolo centrale dell'Europa e dice di come sia «perduta nella dimenticanza la Commissione europea dopo l'uscita di Prodi». Spiega: «Nessuno sa più cos'è. E' finita nelle mani dei Capi di Stato. Sono da depotenziare per restituire forza all'europarlamento. I 4 potenti s'incontrano e decidono tutto. Non vogliamo l'Europa di Berlusconi e di Sarkò, questa è un'Europa che va cambiata, così come va snellita la burocrazia. Ma non dobbiamo dire di ''no'' come fa la Lega. Non è vero che non funziona e che uccide con la burocrazia. L'Europa ci aiuta, pensiamo al Forte di Bard, per esempio, ristrutturato con il denaro europeo. Come valdostani dobbiamo volere un'Unione vicina ai cittadini, che sia più attenta ai territori, alle regioni e al contempo più forte sulle questioni mondiali».\

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"Troppi ostacoli per chi cerca di conciliare" (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 14-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

"Troppi ostacoli per chi cerca di conciliare" Anita Arena è una studentessa dell'università. Insieme con i ragazzi dell'Unione degli universitari da tempo chiede agli atenei di andare incontro alle esigenze di chi studia e lavora al tempo stesso. «Per come sono strutturati gli atenei oggi è difficile conciliare i due aspetti». Le magagne sono molte. «Chi lavora si laurea più tardi. E scegliere il part-time non ha senso: dilata ulteriormente i tempi. Senza contare che certe facoltà stanno riducendo le finestre esami, limitando ancora di più chi lavora». Non è finita: c'è la burocrazia, un fardello che si accanisce soprattutto su chi non frequenta gli atenei a tempo pieno. «Nelle segreterie c'è sempre da fare coda, spesso bisogna tornare più volte per una sola pratica. Stesso discorso per gli appelli. Se il sistema fosse meglio organizzato chi lavora non dovrebbe prendere un permesso dietro l'altro per stare dietro a tutte le scadenze. Così, invece, fronteggiare la burocrazia diventa un secondo lavoro».

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Il consiglio del ministro Sacconi ai giovani: <Siate pronti anche a fare lavori manuali> (sezione: Burocrazia)

( da "Cittadino, Il" del 14-03-2009)

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Crisi, più fondi per i disoccupati: al via il pacchetto "salva precari" Le norme sono state varate ieri, snelliti i tempi e la burocrazia Roma Il Consiglio dei ministri ha approvato una serie di interventi per i precari. Il pacchetto di "Misure di semplificazione per gli strumenti di protezione per i lavoratori sospesi o licenziati" prevede l'aumento dell'indennità di reinserimento per i collaboratori a progetto con un solo committente, dall'attuale 10% al 20% dell'annualità precedente, e la velocizzazione delle procedure per l'erogazione e la concessione degli ammortizzatori sociali. Il pacchetto prenderà forma in apposti emendamenti al decreto salva-auto.Il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi ha spiegato che l'indennità di reinserimento per i co.co.pro. potrà arrivare così fino a 2.600 euro. Nel 2009 l'importo potrà quindi oscillare tra i 1.000 e 2.600 euro. «Per il raddoppio dell'indennità di reinserimento - ha detto Sacconi - usiamo attualmente risorse ulteriori per il solo 2009» rispetto ai 9 miliardi già previsti per il biennio, «pari a 100 milioni di euro che sono nella disponibilità del ministero». Ai lavoratori che ricevono sussidi sarà consentito in via sperimentale per il 2009 svolgere lavori occasionali di modesta entità per un massimo di 3mila euro nell'anno in corso. Sono estese, inoltre, le possibilità di semplice regolazione di spezzoni lavorativi con i buoni lavoro. «Questo percorso - ha precisato il ministro - è sperimentale per vedere cosa succede: se, per esempio, fa emergere attività lavorative consentendo al lavoratore che può essere pagato all'80%, con gli ammortizzatori di integrare quell'80% magari raggiungendo il suo reddito precedente». Inoltre, i voucher, attualmente utilizzati per lavori stagionali come la vendemmia, potranno essere estesi anche a manifestazioni sportive e a committenze nel pubblico.Ancora. Passa da 140 a 20 giorni il tempo necessario per l'erogazione degli ammortizzatori sociali. Il ministro ha specificato che «queste misure sono volte ad accelerare i tempi di erogazione degli ammortizzatori. Tradizionalmente, infatti, ci vogliono da 120 a 140 giorni per l'erogazione della Cig. Con le misure adottate, invece, introduciamo una sperimentale e drastica accelerazione che porta i giorni a 20 o 30». Si avrà così un «vantaggio per i lavoratori e per le imprese che in questo momento hanno difficoltà sempre maggiori ad anticipazioni di cassa». L'attuale situazione «è certamente difficile», ha ammesso il ministro. E sui dati relativi alla disoccupazione «possiamo attenderci un ulteriore peggioramento nei prossimi mesi». Poi un suggerimento ai giovani: «Nel curriculum di una persona, di un giovane in particolare, peserà nel dopo crisi anche la sua capacità di essersi messo in gioco, di aver accettato anche un lavoro manuale, umile».«La proposta del Partito democratico sull'assegno di disoccupazione ha obbligato il governo ad agire» ha commentato Enrico Letta, responsabile Welfare del Pd, secondo il quale «quel che è stato approvato non è quello che avevamo chiesto ma è comunque frutto della pressione che abbiamo fatto sul governo». Per Nidil-Cgil, che rappresenta i lavoratori atipici, si tratta di «un'elemosina». Potranno accendere alla "una tantum", ha evidenziato la segretaria generale Filomena Trizio, «non più del 10% del totale dei circa 800mila lavoratori "monocommittenti"».(AdnKronos)

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Politici si diventa con un corso in tre lezioni (sezione: Burocrazia)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 14-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

VESTONE. A Nozza Politici si diventa con un corso in tre lezioni Per affrontare una carriera politica a qualsiasi livello è necessario avere dimestichezza con le procedure della burocrazia, e per conoscerle si può approfittare, a Nozza di vestone, del corso a tema organizzato dalla Comunità montana della Valsabbia. Stiamo parlando di uno stage di «aggiornamento sulle cognizioni essenziali dell'amministratore comunale»; una proposta in tre serate sempre di martedì. «L'obiettivo di questa iniziativa - spiegano a Nozza - è quello di favorire una conoscenza di base del funzionamento della macchina amministrativa, affinché ognuno possa decidere con quali modalità partecipare alla vita del proprio comune, non escludendo la possibilità di candidarsi al ruolo che ritiene più opportuno: di sindaco, assessore o consigliere». Il primo appuntamento è per martedì 17 marzo alle 20 nella sala assembleare della Comunità, per parlare de «Il comune: competenze, organi, atti» con Aurelio Bizioli (commercialista e revisore dei conti) e Mariano Rainone, segretario comunale. Martedì 24, stesso luogo e stessa ora, si parlerà de «Il bilancio comunale» con Mauro Vivenzi, commercialista e revisore dei conti. Martedì 31, infine, toccherà all'urbanista Antonio Rubagotti e alla dottoressa forestale Emanuela Lombardi parlare di «Competenze comunali in materia di edilizia e urbanistica». La partecipazione al corso è gratuita, ma ci si deve iscrivere in Comunità Montana o attraverso Secoval. M.PAS.

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un'estate senza servizi in spiaggia (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 14-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 15 - Cagliari Un'estate senza servizi in spiaggia Ritardi e burocrazia fanno slittare il rinnovo delle concessioni, adesso sono a forte rischio i bagnini e la sicurezza a mare BUGGERRU. Sarà un'estate senza servizi lungo il litorale. Bagnini e sicurezza a mare sono a rischio a causa dei ritardi e delle complicazioni burocratiche che fanno slittare i tempi per il rinnovo delle concessioni demaniali indispensabili per avviare le attività. Il grido d'allarme è della cooperativa ??La valle delle querce?? di Fluminmaggiore, concessionaria da anni dell'utilizzo degli spazi lungo la costa: Cala Domestica, San Nicolò e Portixeddu, che ricadono nel comune di Buggerru. Ma c'è il rischio che non ci possa essere nessuna attività perché le concessioni non sono state rinnovate, anche se in base alla legge 88 del 2001 ??le concessioni demaniali sono rinnovate automaticamente ogni sei anni??. Manca però la ??carta?? della Regione che attesti il rinnovo necessario per inoltrare alle altre autorità le varie richieste indispensabili per dare avvio all'attività, forse lungo tutto il litorale. L'iter parte su richiesta degli uffici regionali e se per quanto riguarda la concessione relativa a San Nicolò, dopo la richiesta regionale, la domanda è stata avviata pur in assenza di risposta, per Portixeddu la Regione a marzo inoltrato non ha ancora richiesto niente alla cooperativa. I dubbi della cooperativa sono tanti, l'atto concessorio scritto è indispensabile ma - dicono dalla Regione - pare ci siano alcuni adempimenti che ne hanno impedito l'emanazione impedendone il normale iter burocratico. Una burocrazia che però spinge in avanti i problemi e di fatto restringe la stagione, quando invece tutti parlano di una Sardegna che dovrebbe essere vivibile oltre i soliti due mesi estivi. La Regione avrebbe richiesto alcune informazioni al comune di Buggerru in merito ai lavori eseguiti dalla cooperativa, non ricevendo risposta, tanto che è stata sollecitato la risposta anche nei giorni scorsi, richiedendo i dati entro i 15 giorni successivi. Insomma, un rimpallarsi di autorizzazioni, carte e contro carte che rischiano di non far partire i lavori, cancellando un servizio che è anche garanzia per i turisti e i bagnanti. Un assurdo che blocca l'iter delle altre richieste, che a giugno potrà fermare l'attività lungo la costa, pur essendo la legge chiarissima sul regime degli interventi e sul rilascio automatico delle autorizzazioni. Quando si fanno sacrifici per superare i limiti imposti da una economia sempre più magra, nascono come funghi gli impedimenti amministrativi e burocratici da parte di quei soggetti che invece dovrebbero lavorare solamente per favorire il miglioramento delle condizioni economiche e sociali del territorio dove operano. A chi fa gli sforzi per operare inventandosi occasioni occupazionali non resta che invocare il buon senso degli amministratori e dei funzionari, sperando che le carte necessarie arrivino in tempo. Altrimenti sarà il tracollo che andrà a sommarsi a quello già messo in atto dalla crisi economica. Francesco Carta

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Comuni, salvate l'edilizia dal collasso (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 14-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

La somma sarebbe disponibile violando i limiti di spesa imposti dal patto di stabilità. Cunial: «Sono a rischio quasi diecimila posti di lavoro» «Comuni, salvate l'edilizia dal collasso» Appello dei costruttori: ci sono 143 milioni fermi, via alle piccole opere L'edilizia vacilla. Sono diecimila i posti di lavoro a rischio in provincia di Treviso. Per evitare il colpo di grazia e salvaguardare i 32.000 addetti del settore, i costruttori chiedono ai Comuni un censimento delle piccole opere immediatamente cantierizzabili, che inserite in un programma anti-crisi ne vuole mitigare gli effetti. «I sindaci indichino quali sono le opere pronte a partire entro prossimi sei mesi», dice il presidente Ance, Claudio Cunial. Novantacinque lettere sono arrivate nelle cassette della posta dei sindaci della Marca. Dentro c'è la richiesta dei costruttori della lista delle opere in progetto di competenza dei Comuni (dalle piste ciclabili alle ristrutturazioni delle scuole, spesso già approvate) e i relativi importi. «Questa indagine servirà per disegnare un'efficace mappa dei lavori - dice Cunial - è necessario stringere i tempi, la crisi non è arrivata ancora al picco massimo ma dobbiamo smuovere il mercato, creando spiragli importanti che assicurino continuità a imprese e lavoratori». Le previsioni parlano di una crisi senza precedenti, aggravata da mali come la burocrazia e la scarsità di risorse. «Siamo favorevoli alle grandi opere ma servono anche quelle di taglio più modesto, per le quali bastano spesso poche settimane perché possano partire. A livello nazionale il governo ha pensato di intervenire con aiuti per l'edilizia pari a un miliardo di euro quando le nostre richieste parlavano di otto». Nuova linfa potrebbe arrivare dal contestato piano-casa, sul quale Cunial precisa: «Non è una misura per legalizzare l'abusivismo - assicura - servirà per rilanciare gli investimenti nel settore edilizio tramite la riqualificazione di vecchi edifici secondo gli attuali canoni costruttivi ispirati al risparmio energetico». Il neo più grande, si sa, rimane comunque legato ai soldi congelati dal patto di stabilità, che ha messo il freno a ben 41 Comuni della Marca costretti a tenere in caldo ben 143 milioni di euro. «Molte di queste amministrazioni hanno compiuto lavori nel 2008 sforando il patto - afferma il presidente Anci Treviso, Angelo Pavan - salvo riportare poi nel 2009 parte dei pagamenti. Una quindicina di Comuni hanno invece già violato il patto, scegliendo così di pagare le relative sanzioni anziché evitare di compiere opere non differibili o di accumulare debiti nei confronti delle aziende». (Enrico Lorenzo Tidona)

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Lampedusa, proibito vedere la tragedia dei rifugiati (sezione: Burocrazia)

( da "Unita, L'" del 14-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Lampedusa, proibito vedere la tragedia dei rifugiati MASSIMO SOLANI Un buco nero è un corpo celeste dotato di una così forte attrazione gravitazionale da non permettere l'allontanamento di alcunché dalla propria superficie. La sua presenza, dicono gli astrofisici, può essere rilevata solo indirettamente, dagli effetti del suo intenso campo gravitazionale. Secondo alcuni studiosi un corpo celeste di questo tipo sarebbe al centro della Via Lattea, di sicuro qualcosa di molto simile c'è al centro del Mediterraneo. E bisogna arrivare fino in fondo alla strada che taglia in due contrada Imbriacola per ficcare il naso nel buco nero di Lampedusa che da mesi imprigiona uomini e donne, ne cancella la storia e li rende invisibili agli occhi del mondo. Perché nella Guantanamo italiana ormai praticamente nessuno può più entrare. Non possono farlo le organizzazioni umanitarie, non gli avvocati e nemmeno la stampa. Lasciata fuori dai cancelli ieri, nel corso del sopralluogo del commissario Ue Jacques Barrot, e due giorni fa in occasione della visita dei parlamentari del Pd Rosa Villecco Calipari e Jean-Léonard Touadi. Nessuno deve vedere, nessuno deve raccontare, nemmeno adesso che gli ultimi lavori hanno ridato al centro un aspetto umano, quasi presentabile. Eppure non basta riaprire i cancelli fino a pochi giorni fa sprangati per rinchiudere i cittadini tunisini in una zona rossa inaccessibile e guardata a vista da decine di uomini in tenuta antisommossa. Lì dove un mese fa le fiamme hanno devastato una palazzina-dormitorio mentre centinaia di disperati cercavano di evadere e venivano respinti dai lacrimogeni e dai manganelli. Non basta nemmeno fare un po' di pulizia per nascondere al mondo l'assurdità di un lager dove da mesi sono rinchiusi esseri umani che, nella stragrande maggioranza dei casi, non hanno compiuto alcun reato né si sono macchiati di alcuna colpa se non quella di volersi lasciare alle spalle un destino di miseria, guerre e fame. Oggi, dopo che la palazzina più grande è stata distrutta dalle fiamme e i suoi resti anneriti giacciono abbandonati in riva al mare in una discarica abusiva di stato, a contrada Imbriacola ci sono ancora 720 persone. Dormono in 30-40 per ogni stanza, ammassati sui letti a castello a tre piani o buttati a terra sui materassi. Il centro, in queste condizioni, potrebbe ospitarne meno di 400 ma ormai ai numeri nessuno fa più caso. Gli ultimi sono arrivati nella notte fra martedì e mercoledì, più di 300 anime su un peschereccio di 15 metri sopravvissuto per miracolo alle onde del Mediterraneo. Erano partita dalla Libia, hanno spiegato ai deputati Villecco Calipari e Touadi, ossia da quei "porti franchi" che il governo Berlusconi si vanta di aver blindato coi miliardi concessi al colonnello Gheddafi e il pattugliamento congiunto. L'accordo c'è, ma per capire che non funziona basta parlare con questi disperati appena scampati al mare. Loro il centro lo conoscono da poche ore, altri ormai stanno impazzendo fra queste mura e il recinto col filo spinato. Qualcuno è a contrada Imbriacola da Natale: quasi tre mesi, nonostante la legge preveda che possano restare nel Cie al massimo 60 giorni e nonostante il ministro Maroni sia volato fino a Tunisi per barattare il loro rimpatrio. Del resto, il progetto del ministro dell'Interno di far di Lampedusa un centro di identificazione ed espulsione diretta è già da tempo naufragato e tutti quelli che da mesi lasciano l'isola per essere rispediti ai loro paesi di origine vengono prima riportati sulla terra ferma, quasi sempre al Cie di Ponte Galeria. Nel frattempo i mesi passano e la disperazione si infilata come un virus nei corpi di questi poveracci. Non è un caso se i tentativi di suicidio sono ormai pane quotidiano: «soltanto pochi giorni fa - racconta una persona che nel centro lavora - uno di loro si è iniettato in vena una siringa piena di urina e feci. Diceva che voleva ammazzarsi per scappare da questo limbo». Un limbo in cui i diritti sono concessioni dimenticate e le leggi carta straccia che allo Stato non interessa più, in mezzo ad una burocrazia impietosa e impazzita. Fare ricorso contro i respingimenti, spesso illegali, è un diritto riconosciuto a tutti. Già, ma a chi farlo? Al giudice di pace di Agrigento o al Tar di Palermo? Il conflitto di attribuzioni è stato sollevato da tempo e soltanto la Cassazione potrà scioglierlo. Ovviamente in tempi biblici. Nel frattempo anche fare richiesta di asilo è una via impervia e molte volte inutile, specie per le centinaia di tunisini che arrivano dalla regione di Gafsa. Da mesi teatro di violentissimi scontri fra la popolazione locale e il governo del presidente Zine el Abidine Ben Ali. «Quando viene presentata domanda - spiegano infatti gli avvocati di alcune associazioni umanitarie tunisine - il governo italiano ne dà comunicazione alle autorità di Tunisi. A quel punto, ed è successo già in moltissimi casi, se la richiesta è respinta il governo Ben Ali chiede il rimpatrio dei propri concittadini per poi chiuderli in carcere e torturarli. Ma spesso le ritorsioni scattano persino prima del rifiuto dell'asilo politico, e coinvolgono i familiari rimasti in patria». Viaggio nel "buco nero" del Cie di Lampedusa. La Guantanamo italiana che nessuno può vedere o raccontare. Immigrati "reclusi", tentativi di suicidio e burocrazia impazzita. Tutto tirato a lucido per Barrot.

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Un buco nero è un corpo celeste dotato di una così forte attrazione gravitazionale da non ... (sezione: Burocrazia)

( da "Unita, L'" del 14-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Un buco nero è un corpo celeste dotato di una così forte attrazione gravitazionale da non permettere l'allontanamento di alcunché dalla propria superficie. La sua presenza, dicono gli astrofisici, può essere rilevata solo indirettamente, dagli effetti del suo intenso campo gravitazionale. Secondo alcuni studiosi un corpo celeste di questo tipo sarebbe al centro della Via Lattea, di sicuro qualcosa di molto simile c'è al centro del Mediterraneo. E bisogna arrivare fino in fondo alla strada che taglia in due contrada Imbriacola per ficcare il naso nel buco nero di Lampedusa che da mesi imprigiona uomini e donne, ne cancella la storia e li rende invisibili agli occhi del mondo. Perché nella Guantanamo italiana ormai praticamente nessuno può più entrare. Non possono farlo le organizzazioni umanitarie, non gli avvocati e nemmeno la stampa. Lasciata fuori dai cancelli ieri, nel corso del sopralluogo del commissario Ue Jacques Barrot, e due giorni fa in occasione della visita dei parlamentari del Pd Rosa Villecco Calipari e Jean-Léonard Touadi. Nessuno deve vedere, nessuno deve raccontare, nemmeno adesso che gli ultimi lavori hanno ridato al centro un aspetto umano, quasi presentabile. Eppure non basta riaprire i cancelli fino a pochi giorni fa sprangati per rinchiudere i cittadini tunisini in una zona rossa inaccessibile e guardata a vista da decine di uomini in tenuta antisommossa. Lì dove un mese fa le fiamme hanno devastato una palazzina-dormitorio mentre centinaia di disperati cercavano di evadere e venivano respinti dai lacrimogeni e dai manganelli. Non basta nemmeno fare un po' di pulizia per nascondere al mondo l'assurdità di un lager dove da mesi sono rinchiusi esseri umani che, nella stragrande maggioranza dei casi, non hanno compiuto alcun reato né si sono macchiati di alcuna colpa se non quella di volersi lasciare alle spalle un destino di miseria, guerre e fame. Oggi, dopo che la palazzina più grande è stata distrutta dalle fiamme e i suoi resti anneriti giacciono abbandonati in riva al mare in una discarica abusiva di stato, a contrada Imbriacola ci sono ancora 720 persone. Dormono in 30-40 per ogni stanza, ammassati sui letti a castello a tre piani o buttati a terra sui materassi. Il centro, in queste condizioni, potrebbe ospitarne meno di 400 ma ormai ai numeri nessuno fa più caso. Gli ultimi sono arrivati nella notte fra martedì e mercoledì, più di 300 anime su un peschereccio di 15 metri sopravvissuto per miracolo alle onde del Mediterraneo. Erano partita dalla Libia, hanno spiegato ai deputati Villecco Calipari e Touadi, ossia da quei "porti franchi" che il governo Berlusconi si vanta di aver blindato coi miliardi concessi al colonnello Gheddafi e il pattugliamento congiunto. L'accordo c'è, ma per capire che non funziona basta parlare con questi disperati appena scampati al mare. Loro il centro lo conoscono da poche ore, altri ormai stanno impazzendo fra queste mura e il recinto col filo spinato. Qualcuno è a contrada Imbriacola da Natale: quasi tre mesi, nonostante la legge preveda che possano restare nel Cie al massimo 60 giorni e nonostante il ministro Maroni sia volato fino a Tunisi per barattare il loro rimpatrio. Del resto, il progetto del ministro dell'Interno di far di Lampedusa un centro di identificazione ed espulsione diretta è già da tempo naufragato e tutti quelli che da mesi lasciano l'isola per essere rispediti ai loro paesi di origine vengono prima riportati sulla terra ferma, quasi sempre al Cie di Ponte Galeria. Nel frattempo i mesi passano e la disperazione si infilata come un virus nei corpi di questi poveracci. Non è un caso se i tentativi di suicidio sono ormai pane quotidiano: «soltanto pochi giorni fa - racconta una persona che nel centro lavora - uno di loro si è iniettato in vena una siringa piena di urina e feci. Diceva che voleva ammazzarsi per scappare da questo limbo». Un limbo in cui i diritti sono concessioni dimenticate e le leggi carta straccia che allo Stato non interessa più, in mezzo ad una burocrazia impietosa e impazzita. Fare ricorso contro i respingimenti, spesso illegali, è un diritto riconosciuto a tutti. Già, ma a chi farlo? Al giudice di pace di Agrigento o al Tar di Palermo? Il conflitto di attribuzioni è stato sollevato da tempo e soltanto la Cassazione potrà scioglierlo. Ovviamente in tempi biblici. Nel frattempo anche fare richiesta di asilo è una via impervia e molte volte inutile, specie per le centinaia di tunisini che arrivano dalla regione di Gafsa. Da mesi teatro di violentissimi scontri fra la popolazione locale e il governo del presidente Zine el Abidine Ben Ali. «Quando viene presentata domanda - spiegano infatti gli avvocati di alcune associazioni umanitarie tunisine - il governo italiano ne dà comunicazione alle autorità di Tunisi. A quel punto, ed è successo già in moltissimi casi, se la richiesta è respinta il governo Ben Ali chiede il rimpatrio dei propri concittadini per poi chiuderli in carcere e torturarli. Ma spesso le ritorsioni scattano persino prima del rifiuto dell'asilo politico, e coinvolgono i familiari rimasti in patria».

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la regione acceleri sui fondi ue (sezione: Burocrazia)

( da "Centro, Il" del 14-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 15 - Regione «La Regione acceleri sui fondi Ue» Coldiretti incontra Febbo «Ecco le nostre proposte» PESCARA. Un accordo sulla concertazione, facendo pesare l'effettiva rappresentatività delle associazioni di categoria, per evitare che «i veri interessi delle imprese si perdano tra sigle e siglette». E' una delle proposte contenute nel documento "Agricoltura, ambiente e territorio: dall'emergenza alle prospettive", elaborato dalla Coldiretti Abruzzo e consegnato ieri mattina dal presidente Domenico Pasetti all'assessore regionale Mauro Febbo in occasione del convegno con i quadri dirigenti dell'organizzazione professionale. «Un documento» ha spiegato Pasetti «che contiene spunti di riflessione e soluzioni ai problemi di maggiore importanza. Una strategia per il potenziamento di tutta l'economia agricola abruzzese». Due le strade che, secondo Coldiretti, il governo regionale dovrebbe inizialmente seguire per il rilancio del settore: far decollare immediatamente le procedure per utilizzare i Fondi di Coesione (Fondi Strutturali e Fas) definiti nel Quadro strategico nazionale, con particolare riferimento ai programmi operativi Por, Fers e Psr; quindi tagliare «con decisione e coraggio» ogni spesa superflua, ogni spreco, razionalizzando una volta per tutte gli organismi satelliti della Regione. Secondo l'organizzazione professionale regionale i problemi dell'agricoltura sono anche altri, e chiamano in causa le lungaggini di una burocrazia che impedisce di legiferare con efficacia. «Ci sono norme che giacciono nei cassetti della regione da anni» ha detto il direttore Coldiretti Abruzzo Michele Errico «mi riferisco alla legge per il riordino usi civici, alla legge sull'agriturismo e al riordino consorzi bonifica, ma anche alla norma per l'orientamento del consumo dei prodotti agricoli regionali. E' necessario oggi un impegno forte e convinto per superare la stasi burocratica, un impegno che chiami in causa anche un nuovo modo di pensare alla concertazione con le forze sociali. A tal proposito, penso al tavolo delle responsabilità di cui il presidente Chiodi ha più volte parlato in campagna elettorale. E' un concetto importante, che spero diventi presto realtà e sia capace di superare sia il concetto di concertazione che di consultazione». Tra gli altri argomenti toccati, il divario sempre più forte tra zona costiera ed entroterra, la necessità di rispolverare la legge sui distretti rurali e la valorizzazione delle produzioni tipiche su cui la Coldiretti sta puntando da anni. In proposito, l'Assessore Febbo ha ribadito la piena convinzione della necessità di creare un "Prodotto Abruzzo" capace di far conoscere la regione oltre i confini nazionali e l'impegno in un progetto di accorciamento di filiera. «La creazione di un marchio regionale è il mio obiettivo principale» ha sottolineato Febbo «per l'accorciamento della filiera stiamo invece lavorando ad un accordo con la grande distribuzione per facilitare la presenza del prodotto agricolo abruzzese sugli scaffali della Gdo». Infine l'assessore Alfredo Castiglione ha assicurato l'approvazione entro fine marzo in Consiglio del Dpefr. (cr.re.)

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<Il piano casa ci ha dato già 5 punti> (sezione: Burocrazia)

( da "Tempo, Il" del 14-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

stampa «Il piano casa ci ha dato già 5 punti» Il premier parla ai ministri: «Stando alle prime stime metterà in circolazione 180 miliardi» Sulla carta tutto è rinviato alla prossima settimana. Di fatto però, un primo confronto sul piano casa tra il presidente del Consiglio e i ministri è già avvenuto durante la riunione di ieri. Una prima discussione in cui sono stati chiariti alcuni punti, i più importanti, è stato sgomberato il terreno dalle perplessità iniziali di qualche esponente del governo, sono stati ribaditi i benefici e i vantaggi che un provvedimento come questo ha sul piano dell'edilizia, e quindi dell'economia italiana. Ed è da qui che parte il premier per ribadire che, sul piano straordinario per la casa, servirebbe un decreto legge, proprio per semplificare il prima possibile l'iter burocratico sulle opere edilizie. Alla fine l'idea del decreto è stata caldeggiata da tutti i ministri. Pur tutti sottolineando che, se decreto sarà, «questo non intende togliere voce in capitolo a chi - come gli enti locali - dovrà adattare e applicare il provvedimento alle diverse realtà». Sì, quindi, a salvaguardare il confronto con le Regioni (é stata già convocata una conferenza di confronto con i governatori la prossima settimana), ma, comunque, velocizzare prima possibile la parte riguardante la burocrazia. L'idea sarebbe, a questo punto, di sviluppare il piano in due provvedimenti: un decreto, destinato per lo più alla parte burocratica e normativa, di caratura quindi nazionale. Il secondo, un disegno di legge con cui si cercherà di trovare un format adattabile da tutte le Regioni, la cornice dentro la quale tutte le amministrazione locali dovranno muoversi. Tutto però, ripete Berlusconi ai ministri più volte, «cercando di fare presto, per dare all'Italia un intervento economico dalla portata storica». Già, intervento. Non di poco, stando ai primi calcoli e alle prime stime fatte sull'impianto del provvedimento. Qualche anticipazione arriva dallo stesso premier: se il 30% dei proprietari usufruirà delle agevolazioni previste dal piano, secondo Berlusconi il giro di affari sarà di circa 180 miliardi di euro. L'ordine del giorno del Consiglio dei ministri aveva anche altri punti. Ma la riunione è stata dedicata in gran parte al provvedimento sull'edilizia. In tanti sono intervenuti a parlare. C'è stato chi, come il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, avrebbe sottolineato quanto questo piano aiuterà anche a rinvigorire il centro delle città, rispettando la tutela ambientale. O il ministro della Gioventù Giorgia Meloni che, nella discussione generale, avrebbe fatto notare come, nel trio di architetti (Aulenti, Fuksas e Gregotti ndr) scesi in campo a brutto muso contro il piano «cementificatore» del governo, «c'è pure quello che ha costruito lo Zen di Palermo», (il rinomato quartiere popolare del capoluogo siciliano afflitto da grave degrado architettonico ndr). E Bossi, inizialmente ostacolo all'iniziativa del governo, alla fine della riunione ha ammesso: «Ci siamo fatti spiegare bene. Mi pare un progetto positivo che non riguarda chi ha costruito in modo abusivo». Sui benefici di procedere per decreto legge il titolare delle Infrastrutture Altero Matteoli: un eventuale disegno di legge, avrebbe sottolineato in Consiglio dei ministri, a causa dei tempi parlamentari troppo lunghi non riuscirebbe a produrre benefici immediati. Per il traguardo finale bisognerà, dunque, aspettare la prossima settimana. Il premier ha esortato i ministri competenti di lavorare da subito sull'impianto condiviso ieri mattina. Un impianto, avrebbe confidato il premier, molto gradito dai cittadini. «Tanto che - raccontano fonti di governo - gli ultimi sondaggi ci danno 5-6 punti in più».

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<Duecento persone sul lastrico> (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 14-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Cronaca Regionale Pagina 109 I commenti. Sono a rischio molti posti di lavoro diretti e indiretti «Duecento persone sul lastrico» I commenti.. Sono a rischio molti posti di lavoro diretti e indiretti I gestori: abbiamo pagato 6.000 euro di tasse --> I gestori: abbiamo pagato 6.000 euro di tasse «Vogliamo solo lavorare. Cosa volete che andiamo a rubare oppure a spacciare la droga? Questo ci chiedete di fare, perché abbiamo figli e mutui da pagare». Daniele Pandolfi, il figlio del titolare di ?Ricciomania?, urla contro una ventina di carabinieri con tutto il fiato che ha in corpo. Gli amici lo tengono, cercano di rasserenarlo. Sono passate da poco le 13 e, pochi istanti prima, il padre Adriano è stato portato al pronto soccorso per un malore. Nella prima bella giornata di marzo, attorno al loro chiosco ci sono una trentina di militari, carabinieri della Compagnia di Quartu e uomini del Battaglione Sardegna. Poco lontano, il capitano del Nas Giovanni De Iorgi coordina l'attività e cerca di spiegare con calma a tutti i titolari delle attività che per loro, almeno nell'immediatezza, non c'è speranza. Le attività non sono in regola e deve essere tutto sigillato, costi quel che costi. La tensione è altissima. Volano tavoli, qualcuno accenna all'intenzione di prendere un coltello (prontamente dissuaso), altri si scagliano sui carabinieri che mantengono il sangue freddo. «Da noi lavorano 26 persone regolarmente assunte», protesta Pandolfi, «possono pure arrestarci, ma siamo persone oneste che fanno questo lavoro e niente di male. Abbiamo chiesto tutte le autorizzazioni, ma ogni anno è la stessa storia». LE CONTESTAZIONI L'atmosfera è surreale: dentro decine di clienti continuano a mangiare, mentre i camerieri servono vassoi di ricci e pastasciutta. Fuori, invece, c'è il finimondo. «Non finisce così», dice uno dei dipendenti, «ho 21 anni e una bambina di due, col mutuo da pagare e una famiglia da mantenere. Domani che faremo? Ma è possibile che per colpa della burocrazia oltre cento persone debbano finire in strada?». Alle 14.30 cinque chioschi su sette hanno già i sigilli amministrativi sulle porte, ma ?Ricciomania? e l'Afrodisiaco resistono. C'è anche l'avvocato Francesca Calabrò, legale di quattro attività: prova a mediare. «Nel 2001 è stata firmata una convenzione quinquennale col Comune», spiega il legale, «dal giugno del 2006, quando tutti hanno inoltrato la richiesta di rinnovo, gli uffici si rimpallano la competenza e, di fatto, non è stata rilasciata alcuna proroga. Così sono scadute anche le licenze commerciali ed edilizie. Ora chiederemo subito al Tar la sospensione del sequestro, ma è necessario che il Comune intervenga per indire la conferenza di servizi e rilasciare nuove convenzioni». LA PROTESTA Una donna si sente male anche all'Afrodisiaco e viene soccorsa, mentre la titolare Emanuela Panunzio guarda i militari sistemare i sigilli sulla porta. «Non ci rilasciano le concessioni, ma i soldi il Comune li prende», dice Emanuela Panunzio, «abbiamo pagato 6000 euro di suolo pubblico sino a settembre, più rifiuti e tutto il resto. Ci vogliono vedere in ginocchio, ma siamo vittime di un'ingiustizia. Perché non ci danno la concessione?». Tutti i chioschi sono sigillati, ma la tensione resta ancora alta. «Tornate qui domani mattina, perché noi continuiamo a lavorare anche sulla strada», urla uno degli esercenti ai carabinieri, «vedrete che domani lo stipendio ve lo dovrete sudare. Noi abbiamo solo queste attività e le difenderemo: voi fareste lo stesso se vi portassero via lo stipendio». In serata, arriva anche una nota durissima dell'Associazione generale delle cooperative italiane (Agci Sardegna) a cui appartengono quasi tutte le cooperative che gestiscono i chioschetti. «È gravissimo e incredibile», dicono il segretario regionale Sergio Cardia e Giovanni Loi, responsabile del comparto pesca, «che oltre alle condizioni drammatiche dell'economia ci si metta pure la burocrazia a chiudere le aziende. Dopo anni di attesa per avere il rinnovo delle concessioni da parte del Comune di Quartu e non solo per le nostre associate, che da sole garantiscono oltre cento posti di lavoro diretti e altrettanti indiretti. La chiusura arriva nel pieno della campagna dei ricci che da sola garantisce oltre i due terzi del reddito alle aziende che vi operano. Chiediamo che le cooperative vengano messe nelle condizioni di riprendere il lavoro». FRANCESCO PINNA

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Gli ascensori per Castello funzioneranno 24 ore su 24 (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 14-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Cronaca di Cagliari Pagina 1022 Da oggi viene riattivato il servizio con la video-sorveglianza Gli ascensori per Castello funzioneranno 24 ore su 24 Da oggi viene riattivato il servizio con la video-sorveglianza --> La notizia è stata resa nota ieri dal Comune: da oggi gli ascensori che portano a Castello riprenderanno a funzionare 24 ore su 24. I gestori dei locali notturni tirano un sospiro di sollievo. Il rione di Castello torna a essere collegato con il resto della città. A partire da oggi i tre ascensori panoramici che collegano il rione storico alla parte bassa della città riprenderanno a essere attivi 24 ore su 24 e non più soltanto dalle 6 alle 18. Una notizia che farà sicuramente piacere ai residenti, ai commercianti e anche ai frequentatori dei locali, che per circa un mese sono stati costretti a imboccare la ripida scalinata del bastione di Saint Remy per poter raggiungere Castello. «L'isolamento notturno del quartiere è finalmente cessato», commenta soddisfatto l'assessore alle Attività produttive Paolo Carta, «alcuni giorni fa avevo promesso che per questo weekend la situazione sarebbe tornata alla normalità, ma in pochi mi avevano creduto. Polemiche a parte, annuncio che i lavori per la realizzazione del nuovo sistema di video-sorveglianza si sono conclusi e che i collaudi sono stati effettuati con successo». VIDEO-SORVEGLIANZA Il risultato è che da oggi le telecamere a circuito chiuso inizieranno a funzionare per garantire la video-sorveglianza dei tre ascensori. Il nuovo servizio sarà gestito temporaneamente dalla Multiservice. Inoltre con un escamotage, sarà possibile bypassare i tempi della burocrazia. Così facendo, infatti, gli ascensori potranno ripartire subito, senza bisogno di attendere una delibera di Giunta seguita dal passaggio in Consiglio. «Gli impianti», riprende Carta, «saranno gestiti inizialmente da 6 operatori della Multiservice che copriranno tutti i turni garantendo così il servizio 24 ore su 24. Le prime assunzioni sono state fatte con contratti a tempo determinato di due mesi. Ma in futuro assumeremo altri 4 operatori nel quadro dei cantieri di lavoro. Alla fine tutti e 10 gli addetti avranno un contratto annuale». IL FUNZIONAMENTO La centrale operativa, dalla quale gli operatori potranno visionare le immagini inviate dalle telecamere si trova a Santa Chiara, ai piedi del Bastione di Santa Croce. Da lì i sorveglianti assunti dalla Multiservice potranno controllare tutti gli ascensori che permettono l'accesso a Castello. Oggi il via alle operazioni di controllo e il ripristino del servizio di trasporto notturno. Per i residenti e i commercianti di Castello la fine di un calvario durato un mese, con proteste e richieste continue di accelerare i tempi per il ripristino. PAOLO LOCHE

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Nasce l'associazione degli alluvionati (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 14-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Provincia di Cagliari Pagina 1027 Capoterra. Finora sono stati stanziati 22 milioni, non sufficienti a coprire i danni Nasce l'associazione degli alluvionati Capoterra.. Finora sono stati stanziati 22 milioni, non sufficienti a coprire i danni Agricoltori uniti per chiedere con più forza i risarcimenti --> Agricoltori uniti per chiedere con più forza i risarcimenti Giovedì scorso si è tenuto l'incontro con i responsabili provinciale e territoriale della Coldiretti e col direttore territoriale dell'Argea. Si sono costituti in un'associazione per avere più forza: ora non sono più soli i tanti proprietari di aziende agricole messi in ginocchio dall'alluvione dello scorso ottobre e ancora oggi in attesa di rimborsi. Fino a ieri ognuno di loro lanciava per conto suo la stessa, identica disperata richiesta di aiuto degli altri. Oggi i loro diritti vengono rivendicati attraverso l' Assof . L'INCONTRO Giovedì gli agricoltori hanno incontrato nell'aula consiliare i responsabili provinciale e territoriale della Coldiretti, Roberto Scano e Massimo Pinna, e il direttore territoriale dell'Argea, Mario Schirru. Con i lavoratori si sono schierati l'assessore all'Agricoltura Sergio Dessì e l'intero Consiglio comunale. «Dateci subito i risarcimenti. Stiamo affogando in un mare di difficoltà. Le nostre serre sono state distrutte dai danni provocati dalla marea di acqua e fango trasportata dal Rio San Girolamo e il raccolto è andato perduto, ma le banche bussano alle nostre porte per chiedere il pagamento delle rate dei mutui. Abbiamo bisogno di qualcuno che ci aiuti a rimetterci in sesto», ha detto Andrea Piscedda, il coordinatore della neonata associazione. 22 MILIONI Dessì ha assicurato che chiederà al più presto un incontro con il nuovo assessore regionale: intanto per i danni sono stati stanziati, in tutto, 22 milioni di euro. «Non bastano nemmeno per le sole Capoterra e Sestu», ha sottolineato Mario Schirru, «occorre che la Regione trovi altre risorse». La situazione drammatica che vivono intere famiglie è emersa pesantemente durante i vari interventi. «Un'azienda che non ha raccolto nulla, come fa a far fronte ai debiti?», ha chiesto Silvio Piscedda, «non c'è più tempo: se non paghiamo, le banche ci mettono nella lista degli insolventi e tanti di noi potranno dire addio al lavoro. Serve una proroga sui pagamenti». COLDIRETTI Anche la Coldiretti, attraverso Roberto Scano, ha chiarito che «occorre aprire al più presto un tavolo di confronto con la Regione, non si può più aspettare. Le serre di Capoterra non devono morire per colpa dei tempi lenti della burocrazia». Un pensiero condiviso dal sindaco, Giorgio Marongiu, e dalla responsabile della commissione comunale Pari opportunità Roberta Marcis che, in un appassionato intervento, ha espresso la sua solidarietà agli agricoltori. ASSOF L'artefice della nascita dell'Assof è Andrea Piscedda, 30 anni, agricoltore tra i più danneggiati. Con il suo impegno è riuscito a riunire tutti i colleghi sotto un unico tetto per affrontare insieme quest'emergenza. Ultimo di una famiglia che conta nove figli, ha iniziato a lavorare da solo appena raggiunta la maggiore età riuscendo, dopo anni di sacrifici, a mettere in piedi prima un'azienda modello e poi una cooperativa di serricoltori. L'alluvione ha spazzato via tutto, ma Andrea non sa dà per vinto. MARIAGRAZIA MARILOTTI

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Fondo per le vittimedomande in aumento (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 14-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Fondo per le vittimedomande in aumento prefettura Savona. Non è possibile quantificare l'esatto numero dei savonesi che hanno fatto ricorso al fondo antiusura negli ultimi anni. Di certo ne hanno fatto richiesta due delle quattro vittime delle persone indagate nel filone d'inchiesta della procura savonese e che ha portato all'arresto ieri di Alessandro Bove e un anno fa di altri quattro presunti usurai. L'esperienza per entrambi non sembra comunque essere stata positiva. Richiesta respinta. La pratica di G. B., tabacchino, era stata respinta addirittura in fase preliminare «per carenza dei requisiti di legge». L'istanza di adesione al fondo, benedetta dallo stesso pm e dalla guardia di finanza, non era neppure stata inviata al commissario straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura. Una volta sporta denuncia, infatti, la vittima degli strozzini deve produrre un piano aggiornato di investimento e di restituzione della somma che deve essere reinvestita nell'attività. Una sorta di mutuo da restituire a scadenza che nel caso di G. B. per esempio non poteva prevedere l'impiego del prestito statale nell'attività precedente perché in seguito ai debiti contratti l'aveva dovuta chiudere. «Mi avevano promesso protezione e aiuto, invece...» aveva sbottato G. B. che alla luce di quanto accaduto si è sentito tradito dallo Stato «e fosse adesso non accetterei certo di collaborare con le forze dell'ordine». Il caso del tabacchino savonese vittima degli usurai e alle prese con la burocrazia non sembra comunque diffusissimo. Sono decine le domande che arrivano in prefettura a Savona sull'argomento, ma la delicatezza del tema hanno imposto ai funzionari governativi il massimo riserbo. I fondi antiusura non riguardano comunque solo l'intervento in favore di imprese e commercianti alle prese con i debiti, ma esistono anche quelli specializzati nel salvataggio delle famiglie alle prese con un sovraindebitamento e che non riescono, soprattutto se monoreddito, a sopportare le difficoltà. L'Adiconsum, per esempio, mette a disposizione dei cittadini un fondo specifico al quale ci si può rivolgere in caso di necessità. Insomma, i problemi ci sono, si moltiplicano giornalmente e al loro fianco fioriscono decine di iniziative in materia. Per le varie procedure da seguire è sufficiente rivolgersi agli uffici del Governo dove l'utente può trovare un addetto apposito a fornire indicazioni e spiegazioni per accedere al fondo. L'alternativa è comunque il sito internet del Ministero degli Interni alla voce usura e antiracket G. Cio. 14/03/2009

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Burocrazia, da quasi due anni non lo fa entrare nel suo deposito (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 14-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

MURIALDO IMPRENDITORE BLOCCATO DALLA FORESTALE Burocrazia, da quasi due anni non lo fa entrare nel suo deposito Da 21 mesi non può accedere al suo deposito, messo sotto sequestro nel giugno 2007 per aver eseguito una «manutenzione ordinaria» su di una cunetta di 13 metri che divide il magazzino dal deposito dove si trovano pali e bobine. E' l'imprenditore Giancarlo Pregliasco, di Borgata Piavata, a Murialdo. Tutto ha inizio il 18 giugno 2007, quando la Forestale sequestra per abuso edilizio la cunetta. Pregliasco presenta istanza di dissequestro «con un progetto e una relazione a firma di un tecnico». Il Tribunale, ritenendo che esistono «gravi indizi di reità nei confronti degli indagati», convalida il sequestro, ma il 16 luglio viene emesso un decreto di restituzione dietro versamento di una cauzione di 500 euro «a garanzia della esecuzione ai soli fini del ripristino». Intanto, il Comune di Murialdo, con ordinanza del 2 agosto, sospende i lavori, e il 7 agosto Pregliasco chiede di proseguire gli interventi, considerato il dissequestro con cauzione, ma il Comune nega l'autorizzazione e poi ordina il ripristino della cunetta. A novembre 2007 presenta ricorso al Tar che, con sentenza del 9 ottobre 2008, lo accoglie e condanna il Comune alle spese di giudizio, liquidandole in 2 mila euro. «Evviva - commenta l'imprenditore -. E' stata fatta giustizia. Fino ad oggi ho speso, fra legali e tecnici, oltre 10 mila euroQuesti danni chi me li rimborserà?».

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Donna violentata, l'Asl <Ecco il conto per le cure> (sezione: Burocrazia)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 14-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Donna violentata, l'Asl «Ecco il conto per le cure» --> Raccomandata choc a sessantenne di Canonica per 44,23 euro «Faccia saldare il conto al responsabile, o ci rivarremo su di lei» Sabato 14 Marzo 2009 PROVINCIA, pagina 26 e-mail print canonica d'adda«Con questa lettera sono stata violentata una seconda volta». È carica di rabbia, oltre che di amarezza, la reazione della pensionata sessantenne di Canonica d'Adda, che il 25 gennaio scorso era stata violentata nella sua abitazione da un ventinovenne brasiliano, ora in carcere a Bergamo. Dopo l'arresto del sudamericano, avvenuto il 6 marzo in un dormitorio per senza tetto a Milano, la donna credeva di poter iniziare a dimenticare. Ma la sua ferita si è riaperta nel giro di soli tre giorni, quando si è dovuta recare all'ufficio postale per ritirare una raccomandata proveniente dall'Area gestione affari generali e legali dell'Asl di Bergamo. Nella lettera le viene chiesto «di comunicare all'Asl i dati anagrafici del responsabile delle lesioni da lei subite», in modo che l'azienda possa addebitargli i 44,23 euro delle prime cure, prestate alla vittima al Policlinico San Marco di Zingonia. Diversamente, l'Asl le chiede di «avvertire il responsabile che dovrà versare alla scrivente l'importo di 44,23 euro con le seguenti modalità. A mezzo di bollettino postale o tramite bonifico bancario». «Dopo aver letto mi sono messa a piangere - afferma la pensionata -. Poi mi è rimasta solo una grande rabbia». Sono molti i passaggi del documento che hanno suscitato la sua indignazione. Ad esempio, le vengano chiesti i dati anagrafici del suo violentatore perché «persona a lei nota». «Questa frase probabilmente l'hanno estrapolata dal verbale dei carabinieri - racconta lei - io quell'uomo l'avevo visto solo un paio di volte, ed è entrato in casa mia con la forza». Ma soprattutto giudica inammissibile che le venga chiesto di rivedere il suo violentatore per consegnargli il bollettino postale o le coordinate bancarie dell'Asl per pagare 44,23 euro: «Dovrei andare da lui in carcere a portargli il bollettino o gli estremi per il versamento? Ma non potevano semplicemente contattare i carabinieri per avere queste informazioni?». Proprio dai carabinieri di Fara Gera d'Adda la donna si è subito recata per mostrare la lettera, «e anche loro leggendola sono rimasti allibiti. Fortunatamente si sono poi fatti carico loro di fornire all'Asl i dati richiesti». Ma questa vittima della burocrazia - oltre che della violenza - non ha comunque intenzione di lasciar cadere nel vuoto la questione, e ha contattato il suo avvocato. Non solo per le richieste che l'Asl le ha rivolto («che a quanto mi hanno detto sono di per sé sufficienti per una denuncia per violazione della privacy e danni morali»), ma soprattutto per quanto scritto in grassetto nelle ultime due righe: «Nel caso in cui, entro 30 giorni dal ricevimento della presente, ella non si sia attivata in nessun modo, verranno avviate le vie legali nei suoi confronti». L'Asl di Bergamo sulla vicenda ha rilasciato una nota in cui «si scusa» con la destinataria della raccomandata «per il disguido occorso. Di lettere simili, per il recupero di crediti, l'Asl ne spedisce dalle 300 alle 400 all'anno e si tratta di un obbligo di legge. La lettera è stata, purtroppo, inviata anche nel caso in questione. Lunedì prossimo, alla piena ripresa dell'attività lavorativa, il problema sarà risolto». «La lettera - replica però la protagonista, suo malgrado, di questo vero e proprio caso - non è un modulo prestampato. Qui non ci possono essere errori di distrazione. È stata invece scritta deliberatamente, avendo pure l'impudenza di mettere in grassetto quelle ultime righe. Sembra quasi che sia io la colpevole di quanto accaduto». Ma la vicenda potrebbe nascondere ulteriori sviluppi spiacevoli per la sessantenne di Canonica, che dopo le prime cure a Zingonia, è stata assistita all'ospedale di Treviglio da un'équipe specializzata nelle lesioni causate da violenze sessuali: «Mi hanno trattato con grande gentilezza - ricorda -, ma ciò che mi terrorizza è che tra qualche giorno mi possa arrivare dall'Asl un'altra lettera. Per pagare anche le cure che ho ricevuto a Treviglio». Patrik Pozzi 14/03/2009 nascosto-->

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SEMBRA un giocattolo ma ha una <missione>: stimolare la creatività... (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (La Spezia)" del 14-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

SARZANA pag. 14 SEMBRA un giocattolo ma ha una «missione»: stimolare la creatività... SEMBRA un giocattolo ma ha una «missione»: stimolare la creatività dei bambini, facilitare l'apprendimento dell'informatica, ma anche di geografia e matematica. Si chiama Bee-Bot ed è un' «apina-robot». Due piccole ruote le permettono di muoversi e cinque pulsanti servono a programmarne i movimenti. Dall'inizio di marzo, l'«apina» è diventata la nuova compagna di classe di molti alunni della Provincia. Tre delle venti apine, «volate» nelle scuole grazie ad un progetto dell'associazione sarzanese Tecknos, hanno raggiunto le elementari di Ponzano Belaso, Bradia e Santa Caterina. «E' uno strumento innovativo per insegnare e le maestre ne sono rimaste entusiaste», racconta Laura Marchini, presidente dell'associazione no-profit Tecknos. Quindici soci, nata a Sarzana nel 2007, Tecknos ha lo scopo di «diffondere la conoscenza della tecnologia, per una qualità della vita migliore». L'avventura con le «apine» è iniziata quando, invitati ad un convegno a Torino, i soci di Tecknos hanno ascoltato il professor Giovanni Marcianò parlare di uso didattico della microrobotica. «Abbiamo voluto farlo anche qui», spiega Laura Marchini. L'azienda «Apai» di Sarzana ha donato venti api per far partire il progetto, ma l'inizio è stato un po' difficile. Gli enti si dimostravano interessati ma si concretizzava poco. Poi un «colpo di fortuna». Al salone Tecknos del 2007, una professoressa dell'Itis della Spezia notò le apine e chiese di poterne avere due per la sua tesi sperimentale. «Facendo da tramite con il mondo della scuola, ci ha aiutato ad organizzare una giornata di formazione per le maestre», spiega la presidente di Tecknos. E se i mezzi «ufficiali» hanno fallito (per vari disguidi alcuni plessi di Sarzana hanno avuto l'invito alla giornata solo il giorno prima), ha funzionato il passaparola. COSI' in una giornata di studi gratuita, Marcianò e una sua collega hanno illustrato il metodo delle «apine». Le maestre le hanno provato e le hanno «adottate». A tutte le scuole della Provincia, Tecknos ha proposto di presentare un progetto e avere un'ape. «Abbiamo lasciato libertà assoluta spiega Laura Marchini alcuni riguardano il riciclaggio, altri geografia o informatica. Ci sono insegnanti che usano le api come unità di misura, altri per raccontare favole. Vedremo in quale materia ci sono i risultati migliori» Le api si muovono su cartelloni e, divertendosi, i bambini memorizzano numeri, lettere e concetti. A giugno, ci sarà una giornata per presentare tutti i progetti realizzati. «E a settembre conclude Laura Marchini vorremmo inaugurare un'altra giornata di formazione per coinvolgere anche le scuole di Sarzana. Per ora, siamo partiti dalle persone, scavalcando la "burocrazia", ma cerchiamo anche l'appoggio delle istituzioni per creare una vera e propria rotazione delle api nelle scuole della Vallata. Dove vogliamo arrivare? Sognamo di costruire un intero percorso formativo, dall'asilo alle scuole superiori, basato sui robot, formare un parco giochi di Tecknos gratuito per le scuole». Anna Chella

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FOLIGNO SONO QUATTROCENTO i <licenziati dal mattone> d... (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Umbria)" del 14-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

FOLIGNO pag. 14 FOLIGNO SONO QUATTROCENTO i «licenziati dal mattone» d... FOLIGNO SONO QUATTROCENTO i «licenziati dal mattone» da tre mesi a questa parte nel territorio folignate. Ma la cifra, secondo l'imprenditore Basilio Santificetur, è destinata a crescere. E se non si dovessero trovare i giusti rimedi, la situazione potrebbe divenire ancor più drammatica. Proprio per affrontare di petto l'argomento, si terrà in tempi brevi a Foligno un «Focus territoriale» che servirà a predisporre un'analisi specifica sulle prospettive future della categoria. «L'unione fa la forza dice Santificetur, responsabile della sezione folignate di Ance Perugia e questo deve essere l'obiettivo per affrontare la morsa dell'attuale crisi. Occorre accelerare il processo di aggregazione delle imprese, e passare dalle attuali 3.500 a 1.500, perchè solo con una concreta unità si può raggiungere un effetto immediato. Un altro elemento rilevante riguarda la burocrazia, troppo lenta e farraginosa. Qui occorre una sinergia con i Comuni, affinchè snelliscano le procedure. NON SI POSSONO avere tempi lunghi per l'approvazione di un progetto, visto che spesso i ritardi fanno saltare tutto. Una procedura snella permetterebbe una cantierizzazione più veloce e quindi la ripartenza dell'intero settore edilizio che, poi, è il motore portante dell'economia locale e nazionale. Altro elemento che deve concorrere alla sinergia è il credito. Oggi le banche non danno più soldi e quindi non permettono l'acquisto di abitazioni: per una casa da centomila euro si pagano mediamente 700-800 euro al mese di mutuo, e questo è un gap decisamente negativo. Le banche sono dunque chiamate a riaprirei propri rubinetti. Noi, in questo momento di grave crisi, guardiamo con interesse all'ammodernamento della Val di Chienti e alla realizzazione della Piastra logistica, ma anche in questo caso, pur essendoci i finanziamenti, siamo in ritardo». «E' una crisi drammatica e difficile afferma il presidente dell'associazione costruttori, ingegner Massimo Calzoni che ha grandi ricadute anche nel nostro territorio. A febbraio abbiamo registrato, rispetto allo stesso mese dello scorso anno, un incremento del 158% di cassintegrati nella provincia di Perugia e del 65% in quella di Terni. Per uscire dalla crisi, dunque, bisogna partire da piccole opere subito cantierabili, manutenzione delle scuole e delle strade, e circa il settore immobiliare va concesso un bonus della metà dell'Iva a chi acquista la casa. Infine, la burocrazia: abbiamo costituito un Centro studi, insieme all'associazione dei Comuni, per studiare lo snellimento delle pratiche amministrative. Insomma, stiamo lavorando».

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È il capitale umano la leva per Pmi e Sud (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 14-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2009-03-14 - pag: 3 autore: Il rapporto del Csc: un effettivo potenziamento delle competenze vale da solo una crescita del 13% del Pil «è il capitale umano la leva per Pmi e Sud» Paolo Bricco PALERMO. Dal nostro inviato Non è sempre facile, nel mondo vasto e qualche volta ostile della globalizzazione. «In Inghilterra stiamo riprogrammando la nostra operatività - dice Mario Saraceno, amministratore delegato della Irem - perché tutto si fermi alle 10 in punto, così da dare il tè agli operai». Non è uno scherzo. è un altro problema da affrontare per la impresa di Siracusa contro cui si sono sollevate a febbraio le proteste nazionalistiche degli operai inglesi della raffineria di Lindsey. L'azienda siciliana, però, non ha alcuna intenzione di ritirarsi: «A dispetto di tutto, abbiamo appena fondato la Irem Uk», dice Saraceno raccogliendo il consenso degli imprenditori radunati al convegno di Palermo "Oltre la crisi. Pmi classe dirigente". Questione di cocciutaggine. Una predisposizione individuale alla vita che spesso diventa un elemento di strategia aziendale, in molte delle oltre cinquecentomila piccole e medie imprese che operano in un Paese complicato come l'Italia, dove secondo il Centro Studi Confindustria il costo della burocrazia è pari al 4,6% del Pil (la media comunitaria è al 3,5%), le infrastrutture non funzionano bene e il capitale umano ha dei deficit: il direttore del Centro Studi di Viale dell'Astronomia, Luca Paolazzi, evidenzia come, con adeguate riforme, la riduzione della prima comporterebbe un incremento del Pil del 4%, il potenziamento delle seconde un suo aumento del 2% e l'allineamento del capitale umano ai migliori standard un balzo addirittura del 13 per cento. Come dire: in "un Paese normale" la ricchezza creata sarebbe di un quinto più grande. Nonostante questo, nelle pieghe di una globalizzazione ricca di opportunità ma anche di criticità, si può di decidere di tornarci, in Italia. Come ha fatto Gabriele Lualdi, presidente di Limagroup, una impresa di San Daniele del Friuli specializzata in meccanica, aerospazio e sistemi ortopedici. Una vicenda in cui si incrociano due temi essenziali per il futuro italiano: la questione meridionale e le prospettive delle Pmi. «La notte dopo l'inaugurazione dello stabilimento a Pechino- racconta- ho deciso di tornare in Italia. Là non era possibile una buona gestione tecnologica e i costi erano più alti dell'apparente. Tre anni e mezzo fa ho fatto rientrare i macchinari in Italia e ho aperto a Trapani, dove in attività di ricerca lavorano 25 addetti ». In Sicilia Lualdi ha trovato competenze tecnologiche di buon livello: nessuna particolare differenze fra un perito tecnico o un ingegnere di Palermo e uno di Padova. «In tutta Italia - conferma Gianfelice Rocca, vicepresidente per l'education di Confindustria ci sono segnali positivi di un rinvigorimento degli iscritti agli istituti tecnici e alle facoltà scientifiche». Preparazione e motivazione personale: due ingredienti essenziali, per le Pmi e per il Sud. Che, qui, si sovrappongono in maniera naturale. «I miei collaboratori - sottolinea Salvatore Moncada, amministratore unico del Moncada Energy Group di Agrigento, specializzato in generazione eolica dell'energia - hanno fame, glielo leggo negli occhi tutte le mattine. Anche se non lavoriamo in un contesto semplice: la burocrazia può essere un impedimento. Da tre anni e mezzo, in questa nostra regione dove creiamo occupazione, le autorizzazioni sono bloccate». Dunque gli animal spirits, non importa se declinati nei freddi Paesi calvinisti, nell'umido della Lombardia o al caldo dello scirocco mediterraneo, sono davvero elementi vitali. «Da questo punto fermo bisogna ripartire- riflette Stefano Micossi, direttore generale di Assonime -, sapendo che il problema delle Pmi e la questione del Sud hanno questo in comune: le energie imprenditoriali vanno liberate. I sussidi pubblici non possono bastare a colmare il gap fra redditi e produttività ». Dunque, qui come in tutto il Paese, i piccoli e i medi imprenditori diventano sempre più centrali. «Con un ceto imprenditoriale di questo livello - osserva l'economista Giangiacomo Nardozzi, esprimendo un ottimismo una volta tanto sia del cuore sia della ragione - possiamo uscire, e bene, dalla crisi». paolo.bricco@ilsole24ore.com DAL FRIULI VENEZIA-GIULIA Lualdi (Limagroup): «Dopo la Cina ho deciso di rientrare e di aprire a Trapani, qui ho trovato conoscenze tecnologiche di buon livello»

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Per l'Italia uno Statuto dei lavori (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 14-03-2009)

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Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2009-03-14 - pag: 11 autore: Per l'Italia uno Statuto dei lavori Trovare la forza di riprendere le proposte di Biagi per un nuovo patto generazionale di Raffaele Bonanni * I l contributo intellettuale e civile che Marco Biagi ha dato allo sviluppo della legislazione del lavoro e delle relazioni industriali è ormai riconosciuto da tutti coloro che hanno a cuore gli interessi del Paese; ci sono voluti anni perché emergesse con la giusta evidenza e fosse apprezzato con lo spirito libero che egli chiedeva ad avversari e interlocutori. Noi abbiamo avuto la fortuna di conoscerlo e stimarlo in tempi lontani e di godere della sua fiducia e del suo magistero. L'uomo era pari allostudioso: amabile, impegnato, tenace nelle difesa delle sue idee ma pronto al confronto e alla condivisione di posizioni diverse. Con la Cisl si è incontrato tante volte. C'è stato fra noi uno scambio sereno e intenso, vivace e spassionato. Ne siamo usciti entrambi arricchiti e convinti più di prima della bontà delle scelte che andavamo perseguendo. Nel nostro piccolo crediamo di aver fatto esercizio di vera democrazia, di aver dimostrato che questa è lezione quotidiana di tolleranza, curiosità e interesse verso l'altro, è verifica ragionata sul merito delle cose, è ricerca onesta della verità e del bene comune. Nulla a che vedere con la rissa, il pregiudizio ideologico, l'eterno gioco di ruoli in cui spesso si è immiserita la politica italiana, negandosi la strada del futuro e del progresso. Biagi amava il suo Paese e lo voleva migliore; meno statico, meno provinciale, meno testardo nei suoi errori e nelle sue pigrizie, più integrato con l'Europa, più rapido nel cogliere il vento del cambiamento, più determinato nel governarlo. Ma anche più partecipato e capace di allargare la base del proprio consenso, più attento al dramma della disoccupazione e dell'esclusione delle fasce deboli, più amichevole verso i giovani e le donne. Il suo non era un disegno elitario, ostile alle ragioni dei lavoratori, prevedeva anzi un coinvolgimento più ampio della rappresentanza sindacale e delle parti sociali, fuori dai vincoli rigidi delle norme e della burocrazia. L'obiettivo era quello di costruire un quadro di garanzie dinamico, che favorisse l'accesso al lavoro e la sua mobilità, proteggesse dal rischio dell'uscita promuovendo il reinserimento e la crescita professionale. Su questo terreno ci siamo incrociati e ritrovati. Quanto rimanga da realizzare di quel disegno modernizzante e includente, basato sulla sussidiarietà e lo stimolo dell'iniziativa individuale, è ancora oggetto di dibattito. Non si può imputare a Biagi il mancato completamento della sua riforma, non si possono trasferire allo studioso responsabilità che sono proprie del politico. Biagi era convinto che la maggiore flessibilità nei rapporti di lavoro portasse con sé l'estensione dei diritti. Si trattava di riallineare le tutele, di adattarle alle nuove forme di lavoro atipico, di rendere sicuro e fluido l'intero mercato del lavoro; di evitare la scissione fra le categorie dei garantiti e quella degli esclusi, che alla lunga scatena la guerra fra padri e figli e rompe ogni principio di solidarietà generazionale. Nasceva da qui l'esigenza di uno «Statuto dei lavori» che li unificasse in un quadro ampio e omogeneo di certezze. Biagi era un fiero sostenitore della bilateralità e della partecipazione, dell'autonomia del sindacato. Un assertore combattivo – contro tanti colleghi ed esponenti di certa cosiddetta sinistra – del ruolo, non sostituibile e non delegabile, della contrattazione, del suo primato sociale. Ci incitava ad abbandonare le difese corporative e i veti dettati dalla paura. Ci esortava a snellire il nostro modello di relazioni sindacali, a decentrarlo, avvicinandolo ai luoghi della produzione e ai loro risultati. Il «suo» Libro bianco non ha perso niente della profonda carica innovatrice. Può ritenersi, a buon titolo, la guida ideale del percorso di riforma del lavoro che il Paese ha intrapreso con lentezza e che soffre ancora di troppe battute d'arresto. Convergevamo sulle grandi mete che segnano il passaggio d'epoca e che non riusciamo a far nostre: crescita, concertazione, sviluppo del Mezzogiorno, democrazia economica, apertura alle domande di cittadinanza dei ceti marginali, dei nuovi poveri, degli immigrati. Rimaniamo uno dei peggiori Paesi per il tasso d'occupazione femminile, nel Sud è occupato solo un terzo circa della forza lavoro. è debole il tasso d'occupazione giovanile mentre è alto quello dei disoccupati di lunga durata. La mano vile dei terrorismo lo ha fermato perché era uomo del dialogo, perché era un riformatore coraggioso ed efficace, nemico delle parole d'ordine vuote e dei proclami astratti. Un riformatore che, come noi, agiva per spostare in avanti gli equilibri sociali ed economici; non per aggirarli o scavalcarli con fughe spericolate che lasciano le cose come stanno. Da giurista serio aveva attenzione all'effettività del diritto, a calare le norme nella realtà di tutti i giorni, senza ignorarla o nasconderla. Occorre trovare la forza di riprendere il cammino tracciato dalle sue idee. è il modo autentico per ricordare Marco Biagi, un grande uomo di cui abbiamo avuto il privilegio di essere amici. * Segretario generale Cisl GLI INSEGNAMENTI Il suo Libro Bianco non ha perso niente della profonda carica innovatrice: il giurista bolognese era convinto che la maggiore flessibilità portasse più diritti Marco Biagi. Il 19 marzo 2002 fu ucciso da un commando di sei brigatisti rossi. Aveva 51 anni FOTOGRAMMA

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<Contro il racket ho osato denunciare> (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Sondrio)" del 14-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

MORBEGNO VALCHIAVENNA pag. 9 «Contro il racket ho osato denunciare» Un imprenditore calabrese racconta agli studenti la sua sfida alla malavita di DANILO ROCCA MORBEGNO UNA MATTINATA di passione e di impegno, di commozione e lacrime, di rabbia e partecipazione. Poi vai a dire «dei ragazzi che non si impegnano, di ninnoli e discoteche». I rappresentanti di istituto del liceo P.Luigi Nervi di Morbegno e i rappresentanti degli studenti Simone Benazzi, Nicola Curto, Andrea Gusmeroli e Arianna Copes, hanno fatto arrivare nell'auditorium della città del Bitto, dietro richiesta alla Direzione e accolta dall'assemblea unita di Scientifico e Artistico, Pino Masciari. Un imprenditore calabrese che non si è piegato al racket e che ha denunciato, facendo arrestare e condannare, decine di appartenenti alle organizzazioni criminali. Lo hanno ascoltato attentamente, gli hanno parlato. Uomo contro, allontanato dalla Calabria, sottoposto a regime di protezione, braccato e in lotta con la burocrazia, contro la corruzione nello Stato, per lo Stato. Perseguitato e abbandonato dopo avere denunciato il sistema `ndranghetista e le sue collusioni all'interno delle Istituzioni. Pino Masciari si è impegnato a Morbegno in una conferenza racconto. «Io ho osato denunciare ha puntualizzato dal palco andando contro un sistema e alzando la testa. Ho fatto nomi e cognomi e ho perso tutto perché talvolta, seguire il proprio senso civico e morale può portarti nel mirino dei killer. E il costo è la vita». LA SUA È UNA «lezione» civica e di decoro morale. «Oggi non ho più protezione, se non sporadica ha affermato - io e mia moglie, i miei figli, siamo fuori dal programma creato per le vittime dei racket. Viaggio spesso senza scorta, mi avevano detto di non muovermi, che ero ad "alto rischio di vita", ma restando a casa non potevo testimoniare ai processi, portare avanti la mia lotta per la legalità». Da 12 anni vive nascosto, in località segrete. Anima iniziative in rete la lotta contro la mafia, ne denuncia i numeri, oltre che i capi cosca. «Le mafie riunite hanno 130 miliardi di indotto e altri 50 miliardi sono il costo della corruzione. Soldi che arrivano dal traffico della droga, che c'è anche qui, perché arriva ovunque. E se qualcuno di voi fa uso di droghe, dà i soldi alla mafia». Poi parla dei suoi ragazzi, i figli che ne hanno seguito le vicende, i tormenti, di Francesco, che non sa correre, perché da 12 anni vive chiuso. «Ragazzi che non sanno cos'è la normalità. Ma opporsi alla ndrangheta è così ha spiegato è essere vivi, come se fossimo dei morti». Dice di rischiare la vita, «Hanno deciso di uccidermi, manca solo la data, ma non ho rimpianti, perché dove c'è illegalità non c'è vita. Mi usavano, decideva la mafia sul mio lavoro, in posti dove latitante era lo Stato. La paura ti fa diventare pecora e il lupo ti mangia, ma se combatti sei alla pari, se sei consapevole, sei lo Stato, lo Stato siamo tutti noi». Non chiede molto Pino Masciari: «la vicinanza di chi conosce la mia storia mi allunga la vita, più si sa che io esisto, più loro hanno paura, è l'isolamento che uccide».

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IL PIANO straordinario per l'edilizia annunciato dal Governo, e sul quale il... (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 14-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

RAVENNA CRONACA pag. 9 IL PIANO straordinario per l'edilizia annunciato dal Governo, e sul quale il... IL PIANO straordinario per l'edilizia annunciato dal Governo, e sul quale il Consiglio dei ministri ha deciso ieri di aprire un confronto preventivo con le Regione prima di adottare l'iniziativa, sta generando aspettative e interrogativi nel mondo delle costruzioni della provincia. «In attesa di conoscerne i contenuti anticipa Antonello Piazza, responsabile del settore per la Confartigianato l'auspicio è che sia varato un provvedimento valido ed efficace allo stesso modo in tutto il Paese. Occorre mettere a punto regole chiare, certe e di rapida applicazione, se davvero si vuole che il Piano eserciti una funzione anticrisi. Il tema della riqualificazione del patrimonio edilizio esistente aggiunge Piazza ci sta particolarmente a cuore. Ci auguriamo però non si ricadate nelle trappole' che ci siamo ritrovati ad esempio a Ravenna nel nuovo regolamento edilizio urbano. E' accaduto sottolinea Piazza che nel confermare la distanza minima di rispetto tra gli edifici non si fosse tenuto conto dello spessore' del cappotto esterno, che viene oggi applicato per migliorare l'isolamento acustico ed energetico degli alloggi. La Confartigianato ha dovuto presentare un'osservazione conclude Piazza che fortunatamente è stata accolta per rimediare a questa svista. Ecco noi vorremmo che il provvedimento governativo possa produrre risultati chiari e immediati». LA LEGA delle cooperative, a cui sono associate tra l'altro alcune tra le più importanti imprese del settore della provincia, sta monitorando attentamente l'iniziativa del Governo. «L'idea che si presenti un piano che ridia impulso al mercato della casa e delle cosrtzuioni sottolinea il presidente Giovanni Monti è un fatto di rilievo. Ci aspetteremmo meno burocrazia ma rispetto delle regole fondamentali. Ci deve essere una logita di sostenibilità dalla quale non si può prescindere. Se viene avanti con questi connotati e le risorse adeguate per affrontare questo tema aggiunge Monti è un provvedimento da salutare positivamente». NICOLA Pasini, presidente di Ance, sezione edili di Confindustria Ravenna, ritiene che non servano «veti pregiudiziali» sul piano-casa allo studio del governo. «Prima di dire no, sarebbe opportuno leggere le carte. In ogni caso è molto importante ridare all'edilizia l'attenzione che merita sottolinea Pasini perchè è un settore strategico che può svolgere un'importante funzione anti-ciclica ed è in grado di creare occupazione immediatamente. L'obiettivo primario è mantenere i livelli occupazionali. Per questo il sistema Ance ha realizzato un'alleanza storica fra tutte le associazioni del settore e il 22 aprile si riuniranno a Roma gli Stati Generali». Le aspettative sono per un un provvedimento-quadro che «ogni singola Regione dovrà fare proprio per permettere ai singoli Comuni di procedere con i piani operativi. Non vorremmo un semplice atto di indirizzo che rischia di restare solo sulla carta». I costruttori di Confindustria, dal pianono casa, colgono tre segnali positivi per il settore. «Il primo è la premialità, anche in termini di cubature aggiuntive, per chi passa a soluzioni abitative puntando sul risparmio energetico; il secondo è la previsione della drastica riduzione dei tempi per il rilascio della concessione edilizia grazie alle semplificazioni urbanistiche che verrebbero introdotte; il terzo è il rilancio della demolizione e ricostruzione, anch'essa incentivata, che può decollare entro qualche mese e produrre effetti interessanti in termini di investimenti nel medio periodo».

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)POLITICA 1 Bisogna salvare il centro dal degrado IL NOSTRO futuro &#... (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)" del 14-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

FORLI' AGENDA pag. 15 )POLITICA 1 Bisogna salvare il centro dal degrado IL NOSTRO futuro &... )POLITICA 1 Bisogna salvare il centro dal degrado IL NOSTRO futuro è la nostra città e una città che perde il proprio centro storico non ha futuro! La situazione di degrado in cui vive il centro è sotto gli occhi di tutti. I negozi chiudono, i locali e i ristoranti arrancano a fatica, strozzati nella morsa di affitti troppo alti da pagare e della poca affluenza degli abitanti del forlivese che si rifugiano in ristoranti fuori porta, magari con maggiore possibilità di parcheggio e più facilmente accessibili. Il confronto con gli altri comuni della provincia di Forlì è sconcertante; Cesena sta vivendo una nuova fioritura, le strade del centro sono piene di negozi, sono presenti numerosi punti vendita delle griffe più importanti nel panorama nazionale e internazionale, a questo punto la domanda che mi pongo è: perché a Forlì non è lo stesso? Perché non c'è prospettiva di futuro per le attività commerciali? Via Giorgio Regnoli è l'esempio delle scempio che è stato fatto al centro. La viabilità è completamente disastrata, i negozi chiudono e l'afflusso dei cittadini in questa via diminuisce di giorno in giorno. Coloro che possedevano o possiedono un negozio in questa via, avevano preannunciato che la situazione sarebbe degenerata in questo modo: si sarebbe dovuto ristabilire il senso di marcia in entrata e non in uscita, si sarebbero dovuti diminuire i costi dei parcheggi, si sarebbero dovuti abbassare gli affitti, si sarebbero dovute fare molte cose, ma ahimé l'amministrazione non è stata in grado di farlo. Siamo la città con la maggiore presenza di rotonde in tutta Italia, ma se i soldi per queste rotonde fossero stati investiti almeno in parte per valorizzare il centro non sarebbe stato meglio? Bisogna pensare una politica per il centro storico che abbia come punti fondamentali: l'incentivazione all'investimento e all'apertura di attività imprenditoriali private attraverso la defiscalizzazione; la diminuzione del costo dei parcheggi; la diminuzione della burocrazia che serve per aprire un negozio; la scelta accurata e la ricerca di nuovi investitori, gruppi, catene commerciali di rilevanza nazionale, disposti ad aprire negozi nel centro della nostra città. Dobbiamo cambiare la nostra città, risvegliarla ma soprattutto dobbiamo farlo presto prima che ci muoia tra le mani. Andrea Pasini segretario provinciale dell'Udc )POLITICA 2 Niente speculazioni nel centrodestra ABBIAMO letto la lettera della signora Laura Foschi parla di interessi immobiliari tra destra e sinistra. Abbiamo già precisato che non permetteremo a nessuno di inserirsi nella lista Pdl e farsi portatore di interessi immobiliari. Conosciamo il mondo del centrodestra ed escludiamo che questo possa avvenire, ma assicuriamo che vigileremo con attenzione. Non possiamo non precisare che mettere sullo stesso piano la sinistra che governa il nostro territorio da 60 anni e il centrodestra ci sembra un tentativo azzardato perché significa non conoscere la nostra storia e la nostra assolutà estraneità alle speculazioni edilizie tipiche della sinistra di potere. Vittorio Dall'Amore gruppo di An in Provincia

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Riconversione Enel, Rossi candida Unindustria alla regia (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 14-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - PADOVA - sezione: ROVIGO - data: 2009-03-14 num: - pag: 14 categoria: REDAZIONALE Riconversione Enel, Rossi candida Unindustria alla regia Il presidente in assemblea: «Vogliamo un ruolo di coordinamento». Ma i sindacati dicono subito di no Cgil, Cisl e Uil: la funzione rivendicata dagli Industriali spetta alle istituzioni. Il Consvipo eviti gli errori del passato ROVIGO – «Un nostro candidato per guidare una Camera di Commercio più forte e un ruolo di coordinamento per gestire l'indotto della riconversione di Polesine Camerini». è un'Unindustria che vuole decidere in prima persona dello sviluppo del Polesine, quella dipinta ieri da Fabrizio Rossi, nella sua prima assemblea generale da presidente dell'associazione al Censer. Nel discorso di apertura, Rossi ha fissato punto per punto le priorità per le imprese, la società e le istituzioni, «per parlare non della crisi, ma delle opportunità che il nostro territorio ha per uscirne». Poco prima, in collegamento video da Palermo, porta il proprio saluto la numero uno nazionale Emma Marcegaglia, con un intervento imperniato su quattro priorità: credito, ammortizzatori sociali, sostegno in chi investe, e infrastrutture. Temi ripresi nella chiusura dal presidente regionale Andrea Tomat, con l'invito a «rivendicare chiaramente le priorità su cui investire in Veneto », e dal governatore Giancarlo Galan, per il quale la crisi richiede di accelerare sul federalismo fiscale, evitare l'assistenzialismo e puntare invece sull'impresa e sulle privatizzazioni dei servizi. Il presidente A fare la parte del leone è però il leader degli industriali polesani, che davanti alla platea della sala Bisaglia rivendica la centralità della sua associazione: «Oggi rappresentiamo davvero le piccole e medie imprese: il 95% dei nostri associati ha meno di 100 dipendenti esordisce - Dobbiamo essere più snelli, batterci per poche cose e unificare servizi a livello regionale. Anche le imprese devono capire che ciò che non possono realizzare da sole possono farlo unendosi con altre realtà. Bisogna rimboccarsi le maniche, smettere di piangersi addosso e investire. Le banche tornino ad essere vicine alle aziende». Unindustria vuole pesare sulle decisioni che coinvolgono la società polesana, a partire dalla gestione di eventuali fondi: «Le istituzioni devono condividere i nostri obiettivi dice - Chiediamo una politica del "sì", una burocrazia più efficiente, soluzioni per realtà in perdita come il Censer, di cui appoggiamo il piano di scorporo delle fiere e l'eventuale alleanza con altri partner». La riconversione Se dalla riconversione a carbone della centrale Enel arriveranno benefici, gli industriali vogliono essere in prima linea: «Siamo favorevoli alla riconversione, date le ricadute a livello regionale - prosegue Rossi - . Vogliamo un ruolo di coordinamento, in un tavolo di regia con Enel, consorzi di imprese e istituzioni. Ci sono aperture in questo senso. Per la nuova presidenza della Camera di Commercio vorremmo un nostro candidato, per un ente più forte di quanto non sia oggi, in grado di gestire i fondi che il Polesine riceverà. Ci sono infine grandi progetti di infrastrutture: cerchiamo di non arrivarci come un'Armata Brancaleone, ma coordinando gli sforzi di più imprenditori per beneficiarne davvero». I sindacati Un passaggio che non piace ai rappresentanti delle tre sigle sindacali, presenti all'assemblea. All'esterno della sala, pochi minuti dopo la fine dell'intervento, ne discutono in gruppo. «è un discorso coraggioso - attacca Gianpietro Gregnanin, segretario della Uil - ma mancano molti pezzi e non condivido l'idea che Unindustria si assuma un ruolo che è delle istituzioni. Tocca al Consvipo, che semmai deve evitare gli errori commessi con i fondi del terminal Edison». Per Andrea Moscato Toba, numero due della Cisl, la Camera di Commercio resta il luogo in cui discutere le scelte di sviluppo, «purché - aggiunge - il coinvolgimento di tutti da parte del Consvipo sia reale ». Giovanni Nalin (Cgil) critica due punti: «Primo, Rossi ha assolto l'impresa da molte responsabilità – dice –. E poi è inaccettabile l'idea che a distribuire le risorse sia chi rappresenta interessi di parte e non le istituzioni chiamate a mediare gli interessi di tutti». Francesco Casoni In prima linea Il presidente di Unindustria Rovigo, Fabrizio Rossi durante il suo intervento in assemblea al Censer (Foto Biasioli)

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<Legacoop al guinzaglio' della sinistra> (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 14-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

MODENA PRIMO PIANO pag. 2 «Legacoop al guinzaglio' della sinistra» IL PDL «IN TEMPI di grandi e piccole crisi l'edilizia è sempre stato il motore per ridare fiato all'economia, un postulato sul quale tutti concordano dice Enrico Aimi del Pdl tranne la sinistra che continua a osteggiare i provvedimenti del governo scaricandone le conseguenze sui cittadini. A detta degli addetti ai lavori infatti il piano casa è un prezioso strumento per tenere in vita l'economia, in questo momento tremendamente difficile. I progetti del governo trovano però, in particolare a Modena, pesanti resistenze da parte di chi, e qui si nota il paradosso, fino a ieri, ma anche ora come l'assessore Sitta era a favore di una città che crescesse non in larghezza ma in altezza dopo che per lustri la città si è allargata a dismisura negli anni 50, 60 e 70, grazie al felice matrimonio Pci-Coop rosse, matrimonio che non ha mai conosciuto crisi. Ora però ci si mette di mezzo Berlusconi continua Aimi e i suoi piani per un rilancio dell'edilizia stanno indubbiamente dando fastidio a chi, soprattutto in Emilia, è sempre stato abituato a disporre di corsie privilegiate. Certo se l'avesse varato Prodi quello stesso piano casa' sarebbe stato un progetto straordinario, ma oggi a palazzo Chigi c'è il cavaliere e iniziative come queste alla vigilia delle elezioni amministrative sono colpi di fioretto da finale olimpica. Per chi a Modena non ha mai avuto difficoltà a costruire dalla stalla al campo da golf trovarsi provvedimenti liberalizzatorii che limano buona parte della burocrazia vigente e tolgono ci comuni il monopolio delle licenze di costruzione è un rospo duro da digerire». «Di fronte al tentativo del governo di stimolare l'economia aggiunge Luca Ghelfi, Pdl e candidato per la presidenza della Provincia i rappresentanti locali delle cooperative ancora una volta preferiscono criticare il governo. Come sempre prima viene l'anti-berlusconismo, poi gli interessi dei cittadini, che invece potrebbero apprezzare nuovi provvedimenti che semplificano la strada per rendere più comoda e grande la loro casa».

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Così Verona può superare questa crisi (sezione: Burocrazia)

( da "Arena, L'" del 14-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Sabato 14 Marzo 2009 ECONOMIA Pagina 40 IL CONFRONTO. Il presidente e amministratore di Glaxo, Papadimitriou, e l'economista De Cecco prospettano le soluzioni per uscire dal grave momento di recessione «Così Verona può superare questa crisi» L'incontro a Piazza Cittadella Rana: «La ritrovata unità tra le categorie economiche è un forte volano di sviluppo» Verona un laboratorio per uscire dalla crisi: c'è una università quotata, un tessuto imprenditoriale forte e i necessari centri bancari. E soprattutto uno spirito di coesione ritrovato in città. È il messaggio emerso ieri nel confronto tra l'economista Marcello De Cecco, ordinario di Storia della finanza e della moneta alla Normale di Pisa, e Angelos Papadimitriou, presidente e ad di GlaxoSmithKleine e vicepresidente di Confindustria Verona, nella sede degli industriali scaligeri. Un confronto a cui hanno partecipato anche il rettore dell'ateneo scaligero, Alessandro Mazzucco, e il presidente di Confidustria Verona, Gian Luca Rana. E proprio quest'ultimo ha aperto i lavori parlando delle soluzioni da mettere in campo per affrontare una congiuntura sfavorevole. «L'elezione del nuovo presidente della Camera di Commercio», ha spiegato Rana, «che ha avuto un quasi totale consenso, è un segno nuovo in città: è la prima volta dopo tanto tempo che Verona riesce ad essere unita e fare squadra tra tutte le componenti della società, ma è solo l'inizio, da qui può iniziare un vero rinascimento». Verona secondo De Cecco, che la mattina aveva partecipato all'inaugurazione dell'anno accademico con una prolusione sulla crisi economica attuale, «si è rivolto agli imprenditori presenti: o vi mettere con le università per creare un sistema imprenditoriale sul modello anglo-americano-tedesco in cui le dimensioni delle aziende sono più grandi e la ricerca sono i due punti forti, oppure ci sarà una lenta decaduta, e poi sì la coesione sociale è indispensabile, nel dopo guerra c'era, me lo ricordo bene, una classi dirigente veronese capace di progettualità di lungo respiro e di coraggio». È chiaro però, continua De Cecco, che ci vogliono anche le condizioni generali: la globalizzazione è una condizione indispensabile a cui il made in Italy non può sfuggire, il sistema finanziario deve essere ristabilito e i consumi devono ripartire. Ma a rimettere in moto l'economia sarà la Cina, l'India o l'America? «In Usa i collaboratori di Obama sono tutte persone che hanno partecipato a creare il sistema che ora è collassato, spero che Obama non diventi il Gorbaciov degli Usa», replica De Cecco, «Cina e India hanno una tipologia di consumi lontana dalla nostra...penso che dovremmo ripartire da noi con un modello diverso sul tipo di quello della Germania, qui a Verona e nel Veneto significa imboccare la via delle aggregazioni e della ricerca». Secondo Papadimitriou, bisogna guardare a un modello europeo, dove l'euro è determinante per mantenere gli equilibri. «Servono inoltre», spiega, «la leva fiscale, ricerca e investimenti fissi, in Italia il debito dello Stato è grande a causa anche di una spesa dell'ammistrazione pubblica, la Francia rispetto all'Italia attira più capitali stranieri perché ha un burocrazia efficiente, in Italia le aziende straniere ma anche italiane hanno bisogno di aspettative stabili sulle normative soprattutto fiscali. Il governo? Finora ha fatto quello che poteva, c'è da fare di più invece per le pmi e mettere mano alla macchina dello Stato. Le aziende devono investire in marketing (marchi) e ricerca-innovazione, gestire per cassa e non per profitto, è il momento delle acquisizioni per chi ha i soldi. Usciremo da questa crisi», ha concluso Papadimitriou, «con una struttura industriale diversa, si può mantenere il muscolo industriale italiano con un'alleanza tra investitori italiani ed esteri».  

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i tanti significati di questa crisi (sezione: Burocrazia)

( da "Centro, Il" del 14-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

di Licio Sabatini * I tanti significati di questa crisi I consueti indicatori, tutti in ribasso, danno la misura dell'attuale stato di crisi dell'economia. Il quasi 3 per cento in meno del Pil è quello più emblematico. Ma c'è chi la crisi la vive, chi da essa viene appena sfiorata e chi ne sente soltanto parlare. Questo è lo scenario che si trova ad affrontare il governo. Perché la società attuale è complessa non solo sul piano sociale ma soprattutto su quello della struttura economica per cui ogni intervento rischia di smuovere le acque solo in superficie. Già nel 1929 Keynes, il teorico delle varie categorie economiche (funzione del risparmio, del consumo, dell'investimento e del saggio di interesse), che spesso viene chiamato in causa, aveva preconizzato il rischio che si sarebbe corso quando i flussi finanziari, non opportunamente governati, avrebbero preso strade diverse dall'economia reale per generare ricchezza fittizia. I provvedimenti che il nostro governo ha già preso e annuncia di prendere (riforma degli ammortizzatori, bonus sociali) sono ovviamente condizionati dalla necessità di mantenere l'equilibrio interno dei conti dello Stato per cui finiscono per incidere poco sulle difficoltà dei lavoratori e delle famiglie, complice anche una certa burocrazia che spesso complica il percorso degli interventi. Soprattutto nel caso dell'Italia, però, questa potrebbe essere l'occasione perché si metta mano sul serio ai tanti privilegi e alle palesi iniquità del sistema. Ci sono ormai delle categorie (senza voler utilizzare ancora il termine «casta»), come quella dei politici che di crisi ne parlano ma non la vivono. La riduzione dei costi della politica non può essere più una enunciazione né può consistere, come accade, in una riduzione di poche centinaia di euro sugli alti emolumenti che poi rientrano sotto altra voce. Bisogna davvero riformare lo Stato. Valutare ad esempio, senza scandalizzarsi più di tanto, quanto sia congruo mantenere ancora il Quirinale così com'è oggi, oppure figure istituzionali che si rincorrono nello stesso ruolo, un numero così alto di parlamentari, fino ad arrivare alla soppressione delle Province. Non si capisce perché nelle aziende private passa ormai come fatto normale una operazione di «ristrutturazione» e nello Stato ciò non debba accadere. Perché si entra con facilità nell'ottica del prolungamento dell'età pensionabile delle donne ma è difficile ipotizzare un piano di riconversione dei lavoratori di quegli enti ritenuti se non proprio inutili, sicuramente anacronistici? Qualche ministro si fa vanto, anche nel contesto internazionale, che le nostre banche sono più solide di quelle di altri paesi, ad iniziare da quelle Usa, senza però riconoscere che tale solidità è merito soprattutto dalla propensione oculata dei cittadini italiani al risparmio. E poi c'è la necessità di intervenire sulle lobby e rendere più «vere» le liberalizzazioni. Interventi che possono creare nuove opportunità di lavoro soprattutto per i giovani. Il «riformismo», tanto decantato della sinistra, non dovrebbe trattare proprio questi argomenti? Ai partiti di opposizione, più che lanciare proposte estemporanee, tocca il compito di progettare un piano di riforme ad iniziare dallo Stato e poi impegnarsi a correggere le gravi disuguaglianze sociali. Continuare a proteggere e a farsi proteggere dalle categorie forti o dai cosiddetti poteri forti credo che non abbia più senso, soprattutto per la sinistra. Pur volendo considerare fallimentare la teoria economica marxista, di essa è innegabile il principio che «nel tempo il capitale tende ad affluire nelle mani di pochi». Non è forse questa la genesi dell'attuale crisi economica? Lo stesso Keynes, teorico dell'economia liberista, aveva in mente un sistema socialista, laddove chiamava in causa il ruolo dello Stato, come modello avanzato di governo della società, in cui la riduzione delle distanze tra ricchi e poveri è un traguardo da raggiungere non solo per la buona convivenza ma anche per la sopravvivenza di tutti. * Scrittore

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Un commissario per le bonifiche (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 14-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Provincia di Sassari Pagina 7035 Porto Torres. Presa di posizione del presidente del Consorzio: «Così perdiamo tempo e opportunità» Un commissario per le bonifiche Porto Torres.. Presa di posizione del presidente del Consorzio: «Così perdiamo tempo e opportunità» Borghetto chiede una gestione senza vincoli --> Borghetto chiede una gestione senza vincoli Franco Borghetto parte da lontano, prima di lanciare le sue frecce avvelenate: «L'area industriale di Porto Torres costituisce un patrimonio del territorio e una impagabile opportunità inespressa per una serie di ragioni apparentemente insormontabili». Finanziamenti scippati, amnesie statali e indifferenza dell'Eni. Dopo l'ultimo schiaffo che fa barcollare i progetti di rinascita nell'area industriale di Porto Torres (i fondi per le bonifiche dei terreni inquinati sono stati dirottati verso altri lidi), il presidente del Consorzio industriale provinciale, Franco Borghetto, punta il dito contro la burocrazia e l'alterna buona volontà dell'Eni. Non solo, Borghetto chiede che per gestire il risanamento delle migliaia di ettari anestetizzati da decenni di contaminazione selvaggia, sia nominato un commissario ad hoc. Un'autorità speciale armata di poteri esclusivi che le consentano di muoversi abilmente nella selva burocratica che finora ha imbrigliato le bonifiche. Franco Borghetto, da tre mesi a capo del Consorzio industriale, parte da lontano, prima di lanciare le sue frecce avvelenate: «L'area industriale di Porto Torres, che ricade sotto la competenza del Consorzio industriale provinciale di Sassari, Alghero, Porto Torres, costituisce un patrimonio del territorio e una impagabile opportunità inespressi per una serie di ragioni apparentemente insormontabili». Oltre 2000 ettari di terreni, con strade, fognature, servizi e linee di distribuzione utilities, trattamenti ecologici, un porto con agibilità e pescaggio unici in Italia, due pontili (fra cui quello dei solidi lungo 800 metri è tuttora inutilizzato). Insomma, un'area con potenzialità di sviluppo enormi, nonostante trent'anni e oltre di industria petrolchimica ne abbiano offuscato l'immagine. Un'area che fa gola a molti: «La singolarità preziosa del sito è ben nota a importanti imprenditori nazionali e non che, a cadenza regolare, propongono importanti progetti di investimento». Progetti puntualmente mortificati: «La richiesta di aree per l'insediamento trova sistematicamente due ostacoli», attacca Borghetto, «la normativa sulle bonifiche, condizionata da procedure farraginose e centraliste e spesso appesantita da interpretazioni di una norma non paragonabile con quella dei paesi europei più avanzati». E se non bastasse la burocrazia, ecco l'altro ostacolo indicato dall'ex vicepresidente della Provincia: «le difficoltà di interlocuzione con ENI, proprietaria di gran parte delle aree del sito industriale, per quanto non utilizzate e confinata operativamente sugli ultimi impianti produttivi ,ormai gestiti con politiche industriali orientate alla dismissione». Barriere indistruttibili per i progetti di nuova vita che ruotano attorno a quelle aree industriali in gran parte dismesse, e gravemente affette da due malattie devastanti: l'inquinamento e la disoccupazione. E i sette milioni di euro stanziati finora dallo Stato per rimettere le cose a posto (senza che l'Eni scucisse un soldo), sono solo briciole. Per Borghetto serve altro: «C'è la necessità di superare l'inefficienza di una gestione centralista, ministeriale e burocratica con una Autorità commissariale locale, snella e dotata dei poteri necessari per garantire valori ambientali, qualità della vita e allo stesso tempo permettere la realizzazione di nuove iniziative imprenditoriali nelle parti del sito industriale idonee al riutilizzo». VINCENZO GAROFALO

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Violentata a 60 anni. L'Asl le chiede il conto (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 14-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

n. 63 del 2009-03-14 pagina 18 Violentata a 60 anni. L'Asl le chiede il conto di Stefano Zurlo MilanoIl mittente era la Asl di Bergamo. E così quando ha aperto la lettera, la donna, vittima di uno stupro, ha pensato a parole di comprensione e di incoraggiamento. A un'offerta di protezione da parte dell'istituzione. Errore. Il testo, brutale e ottuso, invitava la signora, residente a Canonica d'Adda, a fornire entro 30 giorni il nome del suo aguzzino. Il motivo? La Asl vuole recuperare i soldi spesi per le prestazioni mediche effettuate dopo la violenza. In totale 44,23 euro. Nella missiva si indica anche un termine temporale: un mese. Trascorso quel periodo, la Asl presenterà il conto direttamente alla vittima. Così come è candidamente spiegato in coda al biglietto. Certo, il cinismo della burocrazia è incorreggibile, ma la lettera di recupero crediti lascia interdetti. Daniele Bernabei, portavoce della Asl, prova a buttare acqua sul fuoco e spiega che il caso sarà risolto al più presto: «Spediamo 400 lettere di questo tenore ogni anno, come per altro impone la legge. Ad esempio, si chiede al ferito da un morso di cane di fornire le generalità del padrone del cane. In questo caso c'è stato un disguido e ce ne scusiamo. Lunedì, al rientro del direttore generale il problema sarà superato». Si spera che sia così. Ma la donna, intanto, ha subito un nuovo trauma. Lo stupro risale al 25 gennaio: lei, sessantenne, aveva fatto entrare nella sua abitazione un immigrato che si era presentato per effettuare lavori di ristrutturazione. Invece, era finita in un altro modo: lui aveva abusato di lei. Le indagini sono andate avanti per un mese e mezzo, poi la scorsa settimana la svolta: la polizia arresta un brasiliano di 30 anni, con precedenti per violenza sessuale. Per la vittima, ancora impaurita, è la liberazione. A risospingerla verso quel baratro umiliante è la lettera che le viene recapitata. La Asl ha bisogno di soldi, specie in tempi di crisi. E poi la legge è la legge. Dunque, la lettera in cui si parla di una violenza sessuale ha gli stessi toni e lo stesso linguaggio di quella in cui si fa il punto su un morso di animale. Naturalmente, 400 lettere sono tante, ma con un minimo di attenzione si sarebbe evitato quel penoso spettacolo. Ma forse alla Asl non hanno tempo di leggere i giornali e non sanno quel che è accaduto in Italia nelle ultime settimane: l'esplosione dell'indignazione popolare per la nuova ondata di stupri, l'inasprimento delle pene, le polemiche. Così, una letterina di poche righe, sfrontata e inopportuna anche se formalmente lecita, può destabilizzare chi la riceve. E sta cercando con fatica di superare il dramma vissuto. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Eredità, si può rinunciare alla legittima (sezione: Burocrazia)

( da "Affari Italiani (Online)" del 14-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il notaio conferma? in collaborazione con il Consiglio Nazionale del Notariato Il notaio conferma?/ Eredità, si può rinunciare alla legittima Sabato 14.03.2009 09:00 Continua il successo su Affaritaliani.it de "Il notaio conferma?", la rubrica al servizio dei cittadini, in collaborazione con il Consiglio Nazionale del Notariato. Tantissime le mail arrivate in redazione. Ecco le risposte Per orientarsi nel difficile mondo della burocrazia e delle leggi scrivete a: ilnotaioconferma@affaritaliani.it PRIMO QUESITO Sono figlio unico. Mio padre ha fatto testamento, nominando erede universale un'altra persona. Per escludermi anche dalla quota legittima, ha scritto nel testamento che durante l'arco della vita mi ha fatto doni il cui valore complessivo supera il valore della legittima: in questo modo sono debitore nei confronti dell'erede universale. Non ho alcun interesse all'eredità, però non voglio assolutamente regalare denaro mio (che per altro non ho) ad una persona con cui non ho alcunché da spartire. Cosa devo fare? Grazie e saluti. Maurizio Aver ricevuto donazioni in vita non vuol dire essere debitore del defunto. L'erede testamentario, che da quel che ho capito è un estraneo non legato a suo padre poiché non è né il coniuge né il figlio, potrà agire nei suoi confronti solo se lei ha ricevuto prestiti o se doveva qualcosa al defunto. Infine, non dovrà dare nulla se da suo padre ha ricevuto solo donazioni. SECONDO QUESITO Chiedo gentile riscontro al presente quesito. Posso rinunciare alla quota ereditaria pur avendo 2 figli minorenni, e se sì come? Premetto che questa è la mia volontà per rispettare accordi presi con mio padre quando ancora non avevo figli, scaturita dal fatto di avere già avuto quello che mi interessava anzitempo, accordi che io voglio rispettare. Aggiungo che mio padre ha lasciato uno scritto testamentario sul quale non ho nulla da obiettare nel quale dispone che tutti i suoi averi vadano agli altri fratelli. In attesa di gentile riscontro, ringrazio e porgo distinti saluti. Tarcisio Gentile lettore, avendo suo padre stabilito con testamento le sue volontà e volendole lei accettare per rispettare gli accordi presi in vita pur avendo due figli minorenni, può rinunciare ad impugnare il testamento per consentire che i beni vadano ai suoi fratelli indicati quali unici eredi. tags: notaio testamento eredità comunione dei beni legittima

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Bruxelles, eurocrati a lezione dalla reginetta degli 007 (sezione: Burocrazia)

( da "Stampaweb, La" del 14-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

CORRISPONDENTE DA BRUXELLES Da tre mesi, all?inizio di ogni settimana, una donna inglese non giovanissima, dall?aria distinta e un look studiato per non dare nell?occhio, sale sull?Eurostar alla stazione londinese di St. Pancras con un biglietto a destinazione Bruxelles. Un?ora e cinquanta minuti più tardi, già si fa largo nel caos maleodorante della Gare du Midi, dove l?attende un passaggio per il palazzo del Consiglio europeo. Lì, superati i raggi X per il bagaglio, si mette in coda al bancone degli accrediti dove esibisce il tesserino che certifica l?appartenenza al MI5, l?agenzia per la sicurezza interna e il controspionaggio britannico. Il funzionario di turno non si sorprende alla vista dell?insolito documento. La donna è un ospite atteso e ormai noto. Inutile dire che si tratta di una missione Top Secret. L?agente che viene dal Tamigi è stata ingaggiata per insegnare agli uomini della burocrazia comunitaria come si tiene alla larga chi cerca informazioni a circolazione limitata, genìa che nella mente di chi ha voluto la Scuola Antispie comprende, oltre gli inviati sotto copertura di Paesi terzi, anche lobbisti e giornalisti. La dipingono come fredda e cortese. Con la sua azione aiuta a prevenire fughe di notizie sensibili e impostare una strategia di correzione di rotta qualora un documento prezioso finisca alla persona sbagliata. Tiene lezioni singole, in qualche caso forma dei piccoli gruppi. Un?ora, durano. La donna non ha licenza di uccidere, quella semmai l?avrebbero gli 007 dell?MI6, l?agenzia di Sua Maestà responsabile della sicurezza esterna. Non risulta che giri armata, non serve. Ai piani alti del Consiglio hanno scelto di affidarsi al celeberrimo MI5 per rafforzare la protezione interna, anche se i casi acclarati di tentato spionaggio si contano sulle dita di un uomo con una mano sola. L?ultimo risale al 2003, quando la sicurezza ha trovato delle cimici negli uffici di alcune delegazioni. Alcuni funzionari avevano notato che spesso i telefoni suonavano senza ragione. Dell?inchiesta aperta successivamente non s?è saputo nulla. Qui il problema è differente. L?agente dell?MI5 deve impostare le relazioni personali, spiegare alle signore cosa devono fare se qualcuno di sconosciuto la invita a colazione con secondi fini non tradizionali, e ai signori come devono comportarsi se un?avvenente presunta stagista domanda loro delle carte classificate. Nel suo compito rientra la lezione su cosa si può inviare per posta elettronica. Racconta un dirigente del Consiglio che la cosa più curiosa della Scuola Antispie è che la donna ricorda veramente l?ultima incarnazione cinematografica di «M», il capo di James Bond all?IM6. Severa come l?attrice Judi Dench, versione ingrugnita della bellezza british di Glenda Jackson, a cui Marc Forster, il regista di Quantum of Solace, ha dato un ruolo centrale quale «unica donna che 007 non vede con interesse sessuale». «Ho imparato molte cose», confessa l?alto funzionario. Tipo? «Da oggi ti scrivo dall?indirizzo gmail e non da quello del Consiglio». Viene da chiedersi se non sia una pura paranoia. La quantità di segreti commerciabili che gravita nei palazzi Ue è vicina allo zero. Le spie possono ambire a conoscere i dettagli delle decisioni sulle tariffe rilevanti con anticipo, o magari quelle sulla concorrenza che influenzano le attività delle imprese e i corsi di Borsa. Le altre carte finiscono in genere sui giornali con anticipo. Nonostante ciò a Bruxelles dicono che la sicurezza è prioritaria e i controlli sono stati stretti. La Donna che sembra Judi Dench è qui per questo. Almeno per dire che il possibile è stato fatto. Che serva veramente è un altro discorso.

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<Così Verona può superare questa crisi> (sezione: Burocrazia)

( da "Arena.it, L'" del 14-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

«Così Verona può superare questa crisi» IL CONFRONTO. Il presidente e amministratore di Glaxo, Papadimitriou, e l'economista De Cecco prospettano le soluzioni per uscire dal grave momento di recessione L'incontro a Piazza Cittadella Rana: «La ritrovata unità tra le categorie economiche è un forte volano di sviluppo» 14/03/2009 rss e-mail print Da sinistra: Rana, Papadimitriou, Cristaldi, De Cecco e Mazzucco FOTO MARCHIORI Verona un laboratorio per uscire dalla crisi: c'è una università quotata, un tessuto imprenditoriale forte e i necessari centri bancari. E soprattutto uno spirito di coesione ritrovato in città. È il messaggio emerso ieri nel confronto tra l'economista Marcello De Cecco, ordinario di Storia della finanza e della moneta alla Normale di Pisa, e Angelos Papadimitriou, presidente e ad di GlaxoSmithKleine e vicepresidente di Confindustria Verona, nella sede degli industriali scaligeri. Un confronto a cui hanno partecipato anche il rettore dell'ateneo scaligero, Alessandro Mazzucco, e il presidente di Confidustria Verona, Gian Luca Rana. E proprio quest'ultimo ha aperto i lavori parlando delle soluzioni da mettere in campo per affrontare una congiuntura sfavorevole. «L'elezione del nuovo presidente della Camera di Commercio», ha spiegato Rana, «che ha avuto un quasi totale consenso, è un segno nuovo in città: è la prima volta dopo tanto tempo che Verona riesce ad essere unita e fare squadra tra tutte le componenti della società, ma è solo l'inizio, da qui può iniziare un vero rinascimento». Verona secondo De Cecco, che la mattina aveva partecipato all'inaugurazione dell'anno accademico con una prolusione sulla crisi economica attuale, «si è rivolto agli imprenditori presenti: o vi mettere con le università per creare un sistema imprenditoriale sul modello anglo-americano-tedesco in cui le dimensioni delle aziende sono più grandi e la ricerca sono i due punti forti, oppure ci sarà una lenta decaduta, e poi sì la coesione sociale è indispensabile, nel dopo guerra c'era, me lo ricordo bene, una classi dirigente veronese capace di progettualità di lungo respiro e di coraggio». È chiaro però, continua De Cecco, che ci vogliono anche le condizioni generali: la globalizzazione è una condizione indispensabile a cui il made in Italy non può sfuggire, il sistema finanziario deve essere ristabilito e i consumi devono ripartire. Ma a rimettere in moto l'economia sarà la Cina, l'India o l'America? «In Usa i collaboratori di Obama sono tutte persone che hanno partecipato a creare il sistema che ora è collassato, spero che Obama non diventi il Gorbaciov degli Usa», replica De Cecco, «Cina e India hanno una tipologia di consumi lontana dalla nostra...penso che dovremmo ripartire da noi con un modello diverso sul tipo di quello della Germania, qui a Verona e nel Veneto significa imboccare la via delle aggregazioni e della ricerca». Secondo Papadimitriou, bisogna guardare a un modello europeo, dove l'euro è determinante per mantenere gli equilibri. «Servono inoltre», spiega, «la leva fiscale, ricerca e investimenti fissi, in Italia il debito dello Stato è grande a causa anche di una spesa dell'ammistrazione pubblica, la Francia rispetto all'Italia attira più capitali stranieri perché ha un burocrazia efficiente, in Italia le aziende straniere ma anche italiane hanno bisogno di aspettative stabili sulle normative soprattutto fiscali. Il governo? Finora ha fatto quello che poteva, c'è da fare di più invece per le pmi e mettere mano alla macchina dello Stato. Le aziende devono investire in marketing (marchi) e ricerca-innovazione, gestire per cassa e non per profitto, è il momento delle acquisizioni per chi ha i soldi. Usciremo da questa crisi», ha concluso Papadimitriou, «con una struttura industriale diversa, si può mantenere il muscolo industriale italiano con un'alleanza tra investitori italiani ed esteri».

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Riapre al villaggio Jungiil geodetico di via Foscolo (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 14-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

scicli Riapre al villaggio Jungi il geodetico di via Foscolo Vittoria. Le fontane della città vogliono tornare a fare sentire la loro voce che è soprattutto il suono armonioso delle loro acque. Per la fontana Pozzo Cancellieri è una prospettiva possibile e giovedì scorso, nella Sala degli Specchi, gli assessori Cavallo e D'Amico hanno annunciato il progetto di recupero che ha nel Lions Club di Vittoria il suo più forte sponsor con l'erogazione di un consistente contributo finanziario. "Orgogliosi di promuovere - dice il presidente Attilio Denaro - il recupero architettonico di un bene memoriale. La fontana Pozzo Cancellieri, dopo il Pozzo Grande, sorto nel sito d'origine della città, nei pressi dell'Ippari, diventa il secondo importante punto di approvvigionamento idrico per la città. Un'opera voluta nell'Ottocento proprio dal Cancellieri". Garanti del percorso di recupero l'esperto dell'arte Alfredo Campo e l'architetto Giuseppe Areddia. "Amiamo questa città da quando abbiamo i calzoncini corti - dicono - contrariamente da chi non ha mai voluto scommettere sul suo patrimonio d'arte, che c'è, ha un suo valore ed una sua necessità di tutela". I due esperti hanno infatti sottolineato l'importanza di avviare un progetto di recupero "fatto bene, duraturo nel tempo e in grado di avviare un processo di valorizzazione dei beni d'arte della città". "Il recupero - asseriscono Campo ed Areddia - della fontana Pozzo Cancellieri è particolarmente complesso. Occorre una sinergia di interventi soprattutto tecnici per ripristinare l'antico sistema di adduzione delle acque altrimenti si correrà il rischio di un recupero non solo parziale ma anche frammentario ed includente, proprio cosi come è avvenuto nel passato". Per un recupero dunque ad opera d'arte occorre soprattutto potere tornare allo stato primigenio della conduzione delle acque che avveniva all'interno di locali, oggi di proprietà della famiglia Scrofani. "Stiamo valutando - dice Cavallo - la possibilità di rilevarne la proprietà". Burocrazia permettendo, la fontana potrebbe ritornare al suo splendore entro la fine dell'anno. D. C.

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Rette più salate in casa di riposo (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 14-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Rette più salate in casa di riposo Sabato 14 Marzo 2009, Volpago (L.Bon) Rette più salate in casa di riposo. Il Consiglio d'amministrazione della Casa di riposo Guizzo Marseille di Selva ha assunto, il 7 marzo, una decisione dolorosa, che verrà nei prossimi giorni comunicata alle famiglie. E' stata quella di aumentare, di qualche euro al giorno, le tariffe. Quali i motivi della scelta? Il presidente della Casa di riposo Brandoria Agostoni li elenca in modo dettagliato in un'ampia dichiarazione alla stampa, della quale riportiamo alcuni stralci. Innanzi tutto, "l'inflazione media del 2008 ha ridotto la capacità delle rette di ricovero a carico degli ospiti di far raggiungere il pareggio al Bilancio". Non solo. "La Regione ha aumentato la quota di retta a suo carico ma non ha coperto tutta la parte di inflazione subita nel 2008". Ma sulle maggiori spese a carico dell'ente incidono anche i rifiuti. "Il passaggio alla nuova gestione di raccolta differenziata ha aumentato la spesa annua della Casa di Riposo di circa 40mila euro. Questo problema, annunciato già alla fine dell'anno 2008, aveva indotto la Casa di Riposo a riunire i sindaci del Consorzio per sensibilizzarli sulle conseguenze della politica tariffaria dello smaltimento rifiuti ma senza alcun esito positivo. Così la maggiore spesa per lo smaltimento è stata interamente posta a carico degli ospiti nonostante il 90% del rifiuto non riciclabile sia ascrivibile a pannoloni per i quali le famiglie godono di un apposito sgravio di tariffa". A metterci lo zampino, poi, è stato anche "il rinnovo del contratto di lavoro del personale". Il colpo di grazia è stato, però, "inferto dal nuovo sistema di assegnazione dei posti letto". "Il sistema di "scelta" attivato dalla Regione Veneto e reso operativo dall'Usl ha comportato una spropositata scopertura di posti letto dovuta alle nuove procedure burocratiche. La perdita in termini finanziari nel 2008 è stata di circa 50mila euro. Non ci sono ad oggi speranze che la burocrazia rinsavisca. Anzi. Si teme in un peggioramento e questo ha reso inevitabile il peggio". "Il Consiglio di amministrazione della Casa di Riposo -aggiunge la direttrice- intende mettere al corrente l'opinione pubblica della difficile decisione assunta nella consapevolezza delle drammatiche conseguenze per le famiglie che non saranno in grado di affrontare il rincaro. È necessaria, inoltre, una maggiore collaborazione tra le Istituzioni che si dedicano alla cura delle persone perché vengano abbattuti i costi della burocrazia e perché venga assunto l' impegno di proteggere le famiglie in stato di necessità dai pericoli derivanti dall'impossibilità di fruire di servizi assistenziali essenziali per la sopravvivenza delle persone".

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CINEMA Morto il regista ungherese Peter Bacso, denunciò il volto grottesco dello stalin... (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 14-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Sabato 14 Marzo 2009, CINEMA Morto il regista ungherese Peter Bacso, denunciò il volto grottesco dello stalinismo Il regista e sceneggiatore ungherese Peter Bacso (foto), celebre per i film in cui ironizza amaramente sulla vita quotidiana nell'era stalinista, è morto a Budapest all'età di 81 anni. Bacso è autore di meticolosi e malinconici racconti sul mondo del lavoro e sulla vita coniugale e con la sua satira grottesca ha denunciato le degenerazioni della burocrazia comunista. Il suo capolavoro è considerato "Un'estate in collina" (1967), vicenda struggente di due generazioni che tentano invano - sullo sfondo di un lager abbandonato - di conciliare passato e presente.

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CRISI ECONOMICA: MARCEGAGLIA, NECESSARIO TAGLIARE COSTI POLITICA (sezione: Burocrazia)

( da "ITnews.it" del 14-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Palermo, 14 mar. - (Adnkronos) - "Per il rilancio e la credibilita' del Paese servono riforme strutturali, servono tagli alla spesa pubblica improduttiva, serve un taglio secco alla burocrazia odiosa e costosa che uccide l'iniziativa imprenditoriale". Ne e' convinta Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, che durante il suo intervento a Palermo al convegno 'Oltre la crisi. Pmi classe dirigente' ha dedicato un passaggio ai costi della politica.

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Autostrada per essere più integrati (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 14-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

«Autostrada per essere più integrati» Confindustria Belluno Dolomiti chiede alla Provincia di prendere posizione sul prolungamento Sabato 14 Marzo 2009, Il progetto per il prolungamento dell'A27 c'è, così come il piano finanziario, e gode dell'approvazione della Regione Veneto. Qual è la posizione della Provincia? Se lo chiede il presidente di Confindustria Belluno Dolomiti, Valentino Vascellari, in vista dell'assemblea generale del 20 marzo. «L'impegno dei privati per il prolungamento dell'autostrada è stato presentato - afferma Vascellari - e i sindaci dei comuni interessati dal transito dell'infrastruttura sono d'accordo. La Regione si sta impegnando ed è al nostro fianco in un progetto strategico per dare prospettive venete ed europee a Belluno. Quello che manca è la presa di posizione chiara a sostegno dell'opera da parte della Provincia». Altrettanto strategico e fondamentale per lo sviluppo del territorio è abbandonare la concezione di una provincia autoreferziale che porta a chiedere autonomia o specificità solo per la montagna bellunese. «Belluno è il fulcro di una montagna veneta che produce il 12% del valore aggiunto regionale, amministra il 36% della superficie e complessivamente dà da vivere al 15,2% della popolazione: sono numeri di tutto rispetto, soprattutto se considerati come un sistema: il sistema della montagna veneta - spiega il presidente di Confindustria Belluno Dolomiti - ma è la mentalità che deve cambiare: non più piccolo è bello, ma insieme per contare di più. Non si può, quindi, avere in mente solo la montagna bellunese: in questo momento storico, abbiamo la possibilità di abbandonare l'autoreferenzialità e metterci a capo di un progetto di ampio respiro che coinvolga, oltre a Belluno, le aree montane della provincia di Treviso, Vicenza e Verona. I vantaggi? Prima di tutto l'appoggio della Regione, il principale referente per il finanziamento di progetti per lo sviluppo; quindi la certezza che facendo sistema, Belluno abbandona la perifericità, contrasta lo spopolamento e il degrado, entra in rete, progetta uno sviluppo integrato e sostenibile». Creare un'agenzia per lo sviluppo della montagna veneta è l'indirizzo che Confindustria Belluno Dolomiti, con l'appoggio di Confindustria Verona e Confindustria Vicenza, ha proposto alla Regione Veneto, ricevendone l'appoggio: «Si tratta di una scelta fondamentale per il nostro territorio - sottolinea Vascellari - che consente di prendere decisioni per lo sviluppo senza passare per le logiche della politica e i tempi della burocrazia».

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Efsa - <La critica di Ronchi? Senza senso> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Parma Online, La" del 14-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Efsa - «La critica di Ronchi? Senza senso» Pierluigi Dallapina Dentro al palazzo la critica del ministro Andrea Ronchi all?Efsa brucia come il sale sulle ferite. Ma fra i dipendenti dell?agenzia europea la consegna del silenzio è totale, e a farla rispettare ci pensa un servizio d?ordine che, pur con modi cortesi e discreti, sorveglia ogni movimento della stampa non appena viene avvicinato qualche «colletto bianco». E anche il bar vicino agli uffici dell?Authority, al Dus, viene tenuto sotto stretto controllo dall?occhio vigile della security. Incassare i colpi del ministro in silenzio, però, è uno sport che non piace a molti dipendenti, tanta è la voglia di smentire il luogo comune dell?«euro impiegato» strapagato e poco produttivo. «Da qualche anno a questa parte l?Authority funziona bene - spiega un dipendente lontano da occhi indiscreti - il meccanismo è rodato e il lavoro non manca, e infatti qualcuno sta già pensando a un?Efsa 2. Il ministro Ronchi è anche venuto a Parma a vedere come lavoriamo, quindi non capisco il senso della sua critica. Non vorrei che generasse un incidente diplomatico». Sparsi in tre uffici lungo viale Mentana, i dipendenti dell?Efsa attendono da tempo la costruzione della nuova sede in viale Piacenza e il definitivo trasloco dei carabinieri dal Parco Ducale. Ma l?attesa, per qualcuno, è andata oltre il previsto. «E' dal 2005 che sono qui a Parma - spiega una dipendente spagnola - e non capisco tutta la burocrazia che c'è e che impedisce di prendere decisioni in fretta. Riunirci tutti in un?unica sede sarebbe un ottimo modo per migliorare l?organizzazione e ridurre i costi di gestione». Un altro tasto dolente per molti «euro impiegati» è rappresentato dall?aeroporto, in grado di offrire un numero limitato di destinazioni rispetto agli scali più vicini, tipo Bologna e Bergamo. «Mancano i voli per le grandi capitali europee - fa notare un altro impiegato - e la tratta per Londra non soddisfa certo le esigenze di tutti. Qualche anno fa c'era il collegamento con Bruxelles, ma è stato soppresso. Il vostro aeroporto soffre la concorrenza di quelli vicini, e per questo fa fatica a mantenere le tratte». Ad una prima impressione sembra che i rapporti fra i dipendenti dell?Efsa e il resto della città si siano raffreddati negli anni, soprattutto a causa di servizi giudicati non all?altezza e di affitti alle stelle. «Quando cercavo casa - confessa un impiegato - mi hanno chiesto cifre che superavano abbondantemente i mille euro per alloggi modestissimi. Forse i proprietari si aspettavano che tutti i dipendenti dell?Efsa avessero stipendi da favola, ma non è assolutamente così. E poi, chi ha dei figli si è potuto rendere conto dei grandi limiti della scuola europea di via Saffi, ospitata in un edificio con carenze di spazio».

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Amministrative, Rondoni: vertice sul welfare con Sacconi, Formigoni e Lupi (sezione: Burocrazia)

( da "Sestopotere.com" del 14-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Amministrative, Rondoni: vertice sul welfare con Sacconi, Formigoni e Lupi (14/3/2009 16:18) | (Sesto Potere) - Forlì - 14 marzo 2009 - Alessandro Rondoni, candidato sindaco di Forlì indipendente sostenuto da Pdl e Udc, ha partecipato questa mattina ad un incontro cui erano presenti il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, il vicepresidente della Camera dei Deputati, Maurizio Lupi, l?assessore della Regione Lombardia, Romano Colozzi, per confrontarsi sui temi dello sviluppo economico, del federalismo, della sicurezza e della sussidiarietà come nuovo modello di società e governo delle istituzioni. “Anche a livello comunale – afferma il candidato sindaco – è possibile essere più vicini ai cittadini con politiche che valorizzino le risorse che ci sono, contengano le spese, diminuiscano la burocrazia e i tempi lunghi, avendo sempre come riferimento la centralità della persona”. Il candidato sindaco Rondoni nelle ultime settimane ha già incontrato centinaia di cittadini in diversi momenti, assemblee con giovani e universitari, riunioni nelle sedi di partito e di associazioni, incontrando la gente per strada, in piazza, nei negozi, anche invitato a momenti conviviali, aperitivi nei bar e cene elettorali. “E? un impegno che richiede tempo e fatica – spiega Rondoni – ma lo faccio volentieri per ascoltare dalla viva voce dei cittadini i loro bisogni, problemi e le loro proposte”. Il candidato sindaco Rondoni, che oggi parteciperà al congresso provinciale di An in vista della confluenza nel Pdl e visiterà l?Old time show in Fiera. Rondoni parteciperà domani, domenica 15, all?assemblea di Confedilizia presso il Teatro Pullini della Residenza “Pietro Zangheri” e ad una cena elettorale al Ristorante Al Duomo invitato da un gruppo di amici ed elettori. Il candidato sindaco Rondoni per seguire l?andamento sportivo delle squadre e società forlivesi, sarà presente questa sera al Palafiera per la partita Infotel Volley-Cremona, domani allo Stadio Morgagni per l?incontro tra Forlì Calcio e Riccione, e poi al Villa Romiti per Vem Basket-Vado Ligure. Rondoni, domenica, parteciperà inoltre al Circolo della Scranna all? iniziativa di solidarietà “Tre calici di Romagna” a favore dei progetti internazionali di Avsi. Lunedì 16, invitato da un gruppo di elettori, sarà ad un pranzo al Bar Catering nella zona industriale di Coriano dove incontrerà anche operai ed impiegati.

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Progetto del governo in merito agli interventi per l'edilizia : intervento Giovanni Lucchi capogruppo Pri Provincia di Forli - Cesena (sezione: Burocrazia)

( da "Sestopotere.com" del 14-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Progetto del governo in merito agli interventi per l'edilizia : intervento Giovanni Lucchi capogruppo Pri Provincia di Forli - Cesena (14/3/2009 16:09) | (Sesto Potere) - Forlì - 14 marzo 2009 - Giovanni Lucchi, capogruppo consiliare del Pri della provincia di Forli - Cesena , interviene sulla proposta del governo in merito agli interventi sull'edilizia, che prevedono: un incremento volumetrico per le costruzioni esistenti pari al 20 % e la demolizione e ricostruzione con un premio di cubatura. Nella proposta allo studio del governo sono inserite anche una serie di azioni per avviare una deregulation in materia di normativa edilizia, quali l'ampliamento dell'attività edilizia libera fino a comprendere anche la manutenzione straordinaria e i garage, l'abolizione del permesso di costruire rilasciato dal Comune sostituito da una certificazione di conformità sottoscritta dal progettista,l'abolizione del certificato di agibilità rilasciato dal Comune. "Sicuramente sentiremo le voci di chi griderà contro tali scelte in quanto favorisco la cementificazione selvaggia, l'uso estremo del territorio da parte degli speculatori immobiliari. Peccato che oggi con mille Leggi, con piani regolatori composti da migliaia di pagine, forti sanzioni in caso di abusivismo, assistiamo continuamente alla costruzione di invivibili periferie, di edifici che distruggono il paesaggio. La qualità non passa attraverso la burocrazia con norme su norme che limitano la nostra libertà e permettono interventi che non qualificano il territorio; norme che servono solo a creare archivi di carta senza valorizzare la qualità delle costruzioni, norme che servono solo a deprimere la voglia del fare e ad alimentare un enorme apparato burocrativo unico al mondo. Per la nostra libertà, per incentivare gli investimenti è fondamentale ridurre la burocrazia.": afferma Giovanni Lucchi .

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Colosseo, governo e sovrintendente "Pochi fondi, burocrazia. Sos vero" (sezione: Burocrazia)

( da "KataWeb News" del 14-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Colosseo, governo e sovrintendente "Pochi fondi, burocrazia. Sos vero" 14 marzo 2009 alle 20:36 — Fonte: Homepage">repubblica.it — 0 commenti Le reazioni nella capitale dopo la denuncia di "Repubblica". Il Ministero: decenni di incuria La Sovrintendenza: "Con 10 milioni l'anno potremmo mettere tutto a posto. Ma non ci sono" di MARIA NOVELLA DE LUCA

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COLOSSEO, GOVERNO E SOVRINTENDENTE "POCHI FONDI, BUROCRAZIA. SOS VERO" (sezione: Burocrazia)

( da "Wall Street Italia" del 14-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Colosseo, governo e sovrintendente "Pochi fondi, burocrazia. Sos vero" -->Le reazioni nella capitale dopo la denuncia di "Repubblica". Il Ministero: decenni di incuria La Sovrintendenza: "Con 10 milioni l'anno potremmo mettere tutto a posto. Ma non ci sono" Colosseo, governo e sovrintendente "Pochi fondi, burocrazia. Sos vero" di MARIA NOVELLA DE LUCA (20:15 14/03/2009)

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