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PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro
Novelli |
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DOSSIER “BUROCRAZIA” |
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Anche
i Bastard difendono il murales del Bruno
( da "Trentino"
del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
«Di fronte
alla cruda burocrazia che vorrebbe cancellarlo - ha risposto il «Bruno» -
possiamo solo contrapporre la valanga di solidarietà espressa da intellettuali
e musicisti, da semplici fruitori e persone che capiscono la differenza tra
illegalità e libertà. Ormai non ci sorprende più la miopia del Comune».
Le
due facce della "migrazione""
( da "Blogosfere"
del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Competizione
trasparente, vera meritocrazia, semplificazione della burocrazia, questo e'
necessario, non un assegno di disoccupazione per tutti. In poche parole, ci
vuole una societa' aperta e meritocratica, non una chiusa e assistenzialista.
Ditemi voi. GS
Ok
dalla Regione al centro benessere
( da "Tribuna
di Treviso, La" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Dopo 5 anni
di burocrazia arriva il via libera alla struttura che darà lavoro a settanta
persone. Al Comune 1,5 milioni di opere pubbliche Ok dalla Regione al centro
benessere Cancellato il multisala: restano palestra, parco, piscine e campi da
calcio GORGO.
Perchè
il Comune dà l'ok ( da "Gazzetta di Modena,La"
del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
da una
burocrazia ancor più ottusa, ed incapace di risolvere, con tempestività ed in
economia, i problemi dei cittadini. Di fronte a tanta insipienza, Le lascio
immaginare i commenti degli operatori del Mercato, abituati ad alzarsi nel
cuore della notte ed a rimanere per ore ed ore in piedi ed al freddo.
Assolto
presidente YCS Zaoli: <Fu vittima della burocrazia>
( da "Secolo
XIX, Il" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Fu vittima
della burocrazia» occupazione abusiva del demanio Sanremo. Per aver organizzato
una delle più prestigiose regate veliche italiane (il Campionato Audi Platu
25), il presidente dello Yacht Club Sanremo Giuseppe "Beppe" Zaoli
aveva ricevuto in "premio" un'informazione di garanzia e
successivamente un decreto penale di condanna (516 euro)
Documenti
e rivelazioni Il Caravaggio e il battesimo milanese Egregio direttore, dopo
aver letto la lettera del signor Fernando Togni, apparsa su <L'Eco di
Bergamo> di giovedì 5 fe ( da "Eco di Bergamo, L'"
del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Caravaggio
Permessi di soggiorno Le badanti vittime della burocrazia Spettabile redazione,
voglio provarmi ad illustrare l'assurda situazione in cui si trovano le ormai
numerose donne ucraine che in Italia lavorano in qualità di colf
(collaboratrici familiari) e badanti. Sono apprezzate da chi ne gode, sono
affidabili, oneste e si pensi anche, per averne la giusta considerazione,
sarà
rigiocata la partita del lutto ( da "Tirreno, Il"
del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Per una volta
lo sport ha vinto sui regolamenti e soprattutto su quella burocrazia, a volte
esasperante, che in alcuni casi ha creato gravi imbarazzi ai giovani tesserati,
agli allenatori e ai dirigenti. Progresso-Audace Legnaia, gara del campionato
Juniores provinciale, si rigiocherà. Lo ha stabilito il giudice sportivo.
Burocrazia
più snella, commercialisti all'appello La giornata di ieri si è aperta con la
tavola rotonda <I commercialisti e la politica. I commercialisti nella
politica>, dove sono ( da "Italia Oggi"
del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Bartelli e
Gabriele Ventura Il ministro della giustizia Angelino Alfano a Torino riconosce
il ruolo della categoria nella conciliazione Burocrazia più snella,
commercialisti all'appello La giornata di ieri si è aperta con la tavola
rotonda «I commercialisti e la politica. I commercialisti nella politica», dove
sono intervenuti i politici Giorgio Costa (Pdl) e Ivano Strizzolo (Pd).
Convegni,
il valore aggiunto ( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
passando per
la burocrazia necessaria all'avvio di un progetto verde fino ad arrivare alle
vere esperienze di cantiere, si discuterà delle reali opportunità di
investimento nelle energie rinnovabili e della loro redditività spiegando come
queste non costituiscano una limitazione all'attività quotidiana di un'azienda
o di una istituzione,
s.
alessio, apre la nuova palestra ( da "Tirreno, Il"
del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Certo che fra
procedure, burocrazia e pioggia i tempi si sono un po' dilatati, ma questo è
fisiologico. Per cui non capisco il modo di far politica e opposizione di
Marchini che protocolla le interrogazioni e poi non aspetta neppure le risposte
prima di diffonderle».
confesercenti
rilancia sul turismo ( da "Tirreno, Il"
del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
serve meno
burocrazia e più collaborazione nella promozione Confesercenti rilancia sul
turismo Nasce il coordinamento di imprenditori e operatori del settore LUCCA.
Nuovi vertici per Assoturismo Confesercenti. Questi i presidenti: Andrea
Martinelli per gli albergatori, Pietro Monticelli per le altre strutture
ricettive,
LE
COOPERATIVE rosse del mattone a Modena e dintorni hanno storicamente innalzato
interi qua... ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)"
del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
edilizia con
ristrutturazioni più agili e meno burocrazia. Leggendo le cronache qui a fianco
si capisce che il cuore imprenditoriale che batte sotto il mattone di voi
cooperatori è diviso a metà. Col buon senso vorreste dire «parliamone» ma il
tradizionale e ancora forte allineamento a sinistra vi fa tirare il freno a
mano.
L'assessore
al cemento boccia Berlusconi <Una sciocchezza l'aumento delle superfici>
( da "Resto
del Carlino, Il (Modena)" del
13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Ci saranno
più spese di burocrazia per le amministrazioni, che dovranno stare dietro a
permessi e pratiche non più regolamentate da un piano nazionale. I servizi
fognari dovranno sopportare un carico maggiore nelle aree che saranno più
densamente abitate. Insomma, al massimo saranno le uscite ad aumentare».
Così
s'insegnano i diritti umani a chi non ne ha
( da "Manifesto,
Il" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ma ogni
burocrazia ha le sue regole). «Ci occupiamo del tema della giustizia e della
democrazia in Afghanistan - spiega Nazari - ma non solo a livello teorico.
Lavoriamo sulla formazione tecnica, il che significa sul piano dei valori, ma
anche sulla capacità di incidere a livello istituzionale: i diritti umani
bisogna conoscerli ma anche farli diventare pratica»
Droghe,
a Vienna di scena il dissenso ( da "Manifesto, Il"
del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ingoiato la
sconfitta e che tutto sarebbe rimasto nelle stanze segrete della burocrazia.
Non è stato così. Quando il rappresentante ceco ha scandito la fatidica
espressione - riduzione del danno - ( che l'Europa considera della massima
importanza - ha aggiunto), si è capito che la partita non era finita. La nota
firmata dai principali paesi europei (fra cui Germania, Regno Unito,
Una
legge quadro da minculpop ( da "Manifesto, Il"
del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Abolire la
burocrazia e le posizioni consolidate o di rendita, dare occasioni ai nuovi
artisti. Sono slogan ai limiti dell'ovvietà. Così come la necessità di nuova
managerialità, o la scadenza a tempo di sovrintendenti e commissari d'opera
(proprio tra questi ultimi ci sono megadirigenti assai legati all'attuale
maggioranza.
un
kit cantiere per orientarsi tra le norme sulla sicirezza
( da "Tirreno,
Il" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
iniziativa
non vuole solo facilitare l'approccio degli artigiani con la burocrazia. «Fino
dagli anni Ottanta siamo impegnati a divulgare la cultura della sicurezza -
afferma Posillico - attraverso iniziative e percorsi formativi, come quello che
si è concluso il mese scorso sul montaggio dei ponteggi, dal quale sono usciti
ben 350 allievi.
la
materna avrà un nuovo tetto - carlo bardini
( da "Tirreno,
Il" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Seguendo i
tempi della burocrazia i lavori al tetto della materna del capoluogo dovrebbero
svolgersi in estate per essere terminati quando inizierà il prossimo anno
scolastico d'autunno. L'intervento prevederà anche l'installazione delle linee
vita. «Questo aspetto è molto importante - dice Strufaldi - perché permette di
far risparmiare all'amministrazione,
Le
strade divergenti di Geithner e Summers
( da "Sole
24 Ore, Il" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
il capo della
burocrazia britannica che sta preparando il G-20 di aprile, sollevando un
vespaio. Una quasi vice c'era, Annette Nazareth, ma si è ritirata. Quando era
alla Sec, come economista ( e poi commissario) ebbe un ruolo preciso
nell'infausta decisione dell'aprile 2004 che tolse gli ultimi vincoli agli
indebitamenti delle banche d'
Industriali
e Cna <Iter troppo lenti> Raiffeisen perplessa
( da "Corriere
Alto Adige" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Poi occorre
velocizzare e snellire la burocrazia. Non possiamo accettare che vengano
stanziati fondi per formare i cassintegrati e, dopo tre mesi, gli uffici non
siano ancora in grado di indicarci l'iter da seguire. Infine i pagamenti degli
enti dovrebbero essere immediati». Cauto Pino Salvadori della Cna: «Il tavolo
delle parti sociali ha fatto un piccolo passo avanti,
Rinascente
apre al design ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
all'estero e
fatica ad accettare tutti gli ostacoli che la burocrazia italiana mette in
campo. cristina.jucker@ilsole24ore.com IL NUOVO CORSO Vittorio Radice (a
destra), a.d. di Rinascente dal 2005 e, in alto, il nuovo look del reparto
cosmetica al piano terreno del grande magazzino di Piazza del Duomo nel centro
di Milano
Mancano
solo i pareri favorevoli della commissioni parlamentari per l'insediamento
dell'av... ( da "Messaggero, Il (Ancona)"
del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Ordinaria
burocrazia, che potrebbe però ritardare la nomina. Decreto di nomina che il
ministro Altero Matteoli ha già in tasca. E che potrebbe firmare tra un paio di
settimane. Dipende dai pareri delle commissioni Trasporti, appunto. La richiesta
di parere è già arrivata a quella della Camera: ha tre settimane di tempo,
<Oltre
al danno anche la beffa> ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)"
del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
abbattendo la
lunghezza della burocrazia esistente oggi, attraverso però pratiche
democratiche e non scorciatoie di comodo che vanno addirittura a penalizzare
una cittadina italiana come in questo caso. Spero che questa proposta avanzata
addirittura da responsabili di un associazione sindacale resti e sia un caso
isolato, anche essendo lo stesso molto grave e desolante»
<Alla
Camera di commercio i fondi di Polesine Camerini>
( da "Corriere
del Veneto" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Sostenere le
pmi con il credito e una burocrazia più snella. Porre la Camera di Commercio al
centro dell'economia polesana e cogliere il prossimo cambio di leadership a
Palazzo Celio come opportunità per lo sviluppo del Polesine. Il presidente di
Unindustria Rovigo, Fabrizio Rossi, fissa i punti chiave su cui l'associazione
scommette il futuro della Provincia,
gli
allegri orfani della taverna est - simona spaventa
( da "Repubblica,
La" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
mette in
scena la storia di quattro ragazzini indagati per l´incendio che ha distrutto
l´orfanotrofio dove, fuggiti preti e suore, vivevano abbandonati per la seconda
volta. Tra risse, ricordi, confessioni e miracoli, il ritratto commovente di
un´età cui nemmeno destino e burocrazia possono strappare la gioia di vivere.
Piano
casa, sì dagli Enti locali Semplificazione pronta al decollo
( da "Messaggero,
Il" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Venerdì 13
Marzo 2009 Chiudi Piano casa, sì dagli Enti locali Semplificazione pronta al
decollo Oggi il Consiglio dei ministri avvia l'esame: meno burocrazia
ROMA
- Il piano Casa del governo? Ottimo. Lo declineremo adattandolo alla nostra
realt... ( da "Messaggero, Il"
del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Opere
incompiute paralizzate dalla burocrazia, bloccate da cavilli amministrativi
sulla interpretazione delle norme. Presto, in meno di due mesi, presenteremo il
nostro programma». Quali sono i punti più qualificanti del piano Casa? «Da una
parte la semplificazione amministrativa.
DI
VOI si parla soprattutto quando ci sono le sfilate di moda che partono con
buone intenzio... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
il Tso è una
parola che fa paura, evoca protocolli di cieca burocrazia, ci fa pensare ai
pazzi furiosi o creduti tali e non certo al vostro lento e silenzioso
spegnersi, tanto che le opinioni degli esperti sono ancora molto divise in
proposito. L'unica certezza è che bisogna curarsi affidandosi a persone serie.
Ma
le bici elettriche' non hanno spopolato
( da "Resto
del Carlino, Il (Forlì)" del
13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazie e
di un certo disinteresse pubblico, tanto che dopo poco più di un anno il
consuntivo dell'operazione appare nebuloso agli stessi amministratori comunali.
In più c'è stata una coda polemica anche per chi ha approfittato della
promozione': un anziano che viaggiava sulla bici elettrica acquistata in un
negozio convenzionato col Comune è stato multato perché il mezzo non
CASTELNOVO
MONTI APPLAUDE alla sburocratizzazione annunciata dal Governo il tecnico...
( da "Resto
del Carlino, Il (R. Emilia)" del
13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
prendendosela
con il Comune di Castelnovo per i costi elevati e l'eccessiva burocrazia quale
«responsabile della crisi dell'edilizia». Il perito Borghi va giù duro
formulando l'auspicio che «alle prossime elezioni venga eletto un sindaco non
burocrate». Riferendosi all'edilizia locale, afferma: «Sono anni che mi batto
contro la burocrazia.
MASSA
LA CRISI economica continua a tenere...
( da "Nazione,
La (Massa - Carrara)" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
minimo la
burocrazia delle pubbliche amministrazioni. Le aziende hanno bisogno di
risposte rapide alle loro richieste altrimenti rinunciano ad investire». Cesare
Bianchi, ha evidenziato in particolar modo i problemi finanziari in cui si
trovano la aziende: «La cosa più grave è che molte delle società che devono
ricorrere ai finanziamenti sono a loro volta creditrici dello stato.
<Un
anno di calamità commerciale: il Comune cali le imposte locali>
( da "Resto
del Carlino, Il (Ferrara)" del
13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia.
Farvi fronte tutti i mesi è sempre più faticoso...». Di qui la richiesta
avanzata al Comune: «Abbattere o quanto meno abbassare le imposte municipali
evidenzia Forlani ; capiamo le ristrettezze del bilancio pubblico, ma riteniamo
che l'amministrazione debba prodigarsi con aiuti più mirati».
Borghesi
(Sefim): <Ma intanto rimediamo al flagello della burocrazia>
( da "Resto
del Carlino, Il (Ferrara)" del
13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
rimediamo al
flagello della burocrazia» PIANO CASA LE IMPRESE DELLA LEGA COOP DANNO UN
GIUDIZIO NON NEGATIVO'. E TRA I PRIVATI C'E' INVECE CHI PLAUDE ALL'IDEA «NON
SIAMO contrari a priori al piano casa'. Ma l'emergenza per le imprese edili è
un'altra: la burocrazia». Carlo Borghesi, presidente della Sefim, non si
allinea al giudizio positivo della Lega Coop al provvedimento del governo:
Fotovoltaico
sulla scuola ( da "Provincia Pavese, La"
del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
connessi alla
burocrazia, ma sono molto soddisfatto del progetto. Abbiamo chiesto anche i
contributi che speriamo ci vengano dati. Il progetto, comunque, entro l'estate
dovrebbe essere portato a termine». L'impianto, installato sul tetto della
nuova scuola materna, si inserisce nel quadro della "modernizzazione"
cominciata con l'inugurazione del nuovo plesso scolastico il 6 gennaio,
lungofiume
pulito a spese della provincia ( da "Centro, Il"
del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
assessore ha
deciso di tagliare i tempi della burocrazia: sarà il Comune a intervenire entro
15 giorni per portare via la mole di spazzatura abbandonata lungo il Saline. Ma
il conto dell'operazione di pulizia lo pagherà la Provincia di Pescara: «Dopo
la pulizia», spiega De Vincentiis, «sarà inoltrata una nota alla Provincia di
Pescara perché il territorio fluviale è di sua competenza.
Piano
casa, via libera da Comuni e Regioni
( da "Giornale.it,
Il" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
fissate le
norme per semplificare la burocrazia. Fitto: «Così l'economia ripartirà»
RomaRegioni e Comuni hanno dato il via libera al piano casa del governo, che
oggi passa all'esame del Consiglio dei ministri. Ieri la Conferenza unificata
Stato-enti locali ha approvato il decreto del presidente del Consiglio, che
prevede uno stanziamento di 550 milioni di euro.
La
certificazione del progettista sostituirà la vecchia licenza
( da "Giornale.it,
Il" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
del
progettista sostituirà la vecchia licenza di Redazione In arrivo una radicale
semplificazione della burocrazia nel settore edilizio. Il piano casa del
governo prevede l'abolizione del permesso di costruire, che sarà sostituito da
una nuova «certificazione di conformità» firmata dal progettista, che deve
attestare sotto la propria responsabilità la piena regolarità dell'opera.
(ACR)
OPERE PUBBLICHE, MATTIA: SPOT DEL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA
( da "Basilicanet.it"
del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
genericamente
sulla burocrazia â?? afferma il consigliere di Fi-Pdl â?? è¨ il solito
giochetto che non serve a giustificare le proprie responsabilità . Eâ??
evidente che anche la Giunta Regionale deve compiere unâ??attenta riflessione
in particolare su quali misure e quali azioni ha attivato per sostenere le due
Province nellâ?
Mdc
lancia Cittadini in tv, nuovo canale YouTube
( da "Comunicatori
Pubblici" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
dalla
sicurezza on line ai tempi lenti della burocrazia. L?esperimento è stato
lanciato dal Movimento Difesa del Cittadino che ha appena aperto un nuovo
canale su YouTube. La Web Tv raccoglie le puntate delle trasmissioni televisive
con la partecipazione dei rappresentanti di Mdc e manda in onda le edizioni dei
telegiornali che si occupano di consumo e delle iniziative dell'
PIL
Italia atteso in calo del 2,3% nel 2009, necessari interventi (3)
( da "KataWebFinanza"
del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ma si avrebbe
anche bisogno di una burocrazia efficiente che trasformasse rapidamente la
decisione politica in strumenti operativi per imprese (credito) e famiglie
(riduzione della pressione tributaria). La profondit della recessione, conclude
il rapporto, dovrebbe stimolare presso i cittadini e le istituzioni,
nell'amministrazione e nelle parti sociali,
PIL
Italia atteso in calo del 2,3% nel 2009, necessari interventi (3)
( da "Borsa(La
Repubblica.it)" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ma si avrebbe
anche bisogno di una burocrazia efficiente che trasformasse rapidamente la
decisione politica in strumenti operativi per imprese (credito) e famiglie
(riduzione della pressione tributaria). La profondità della recessione,
conclude il rapporto, dovrebbe stimolare presso i cittadini e le istituzioni,
nell'amministrazione e nelle parti sociali,
Controlli
sulle banche, Tremonti: <Darei tutta la vigilanza alla Bce>
( da "Corriere.it"
del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
da
Competitività:
con meno burocrazia è più facile fare business
( da "01net"
del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
con meno
burocrazia è più facile fare business La ricerca Astrid mette in risalto il
ruolo negativo delle pratiche burocratiche. Ostacolano il fare impresa (Il Sole
24 Ore Radiocor) - Roma, 12 mar - Dimezzare il numero dei giorni richiesti
dalle amministrazioni pubbliche e il numero di adempimenti a carico delle
imprese per l'avvio di un'
Servono
regole e non burocrazia: occorre un sistema che supporti l'iniziativa
impreditoriale non politicanti di scarsa capacità. Nasce il Comitato
d'imprenditori ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)"
del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Servono
regole e non burocrazia: occorre un sistema che supporti l'iniziativa
impreditoriale non politicanti di scarsa capacità. Nasce il Comitato
d'imprenditori Venerdì 13 Marzo 2009,
È
il tempo della politica del fare ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)"
del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Servono
regole non burocrazia, serve un sistema Paese che supporti l'iniziativa
imprenditoriale non burocrati, che le disincentivano e nemmeno politicanti di
scarsa capacità. Questi sono alcuni dei limiti alla competitività dell'economia
della nostra provincia, che provocano costi e ritardi negli investimenti alle
imprese».
Droga,
condannatidue extracomunitari ( da "Sicilia, La"
del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
che sbloccati
dalla paralizzante burocrazia degli iter progettuali ed esecutivi, saranno
spalmati in diverse direzioni con la prospettiva del rifacimento totale della
viabilità interna come quella esterna, ad esempio la tangenziale. Ad uno ad uno
Avola snocciola l'agenda degli interventi e dei relativi costi annunciando la
prima posa per lunedì prossimo con l'
GERARDO
AUSIELLO DUE ANNI PER I PRIMI 300 POSTI BARCA, ENTRO IL 2013 GLI ALTRI 553. LA
SFIDA DEL ... ( da "Mattino, Il (Circondario Sud1)"
del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Molosiglio e
a Bagnoli riducendo il più possibile i tempi della burocrazia». Soddisfatto
l'ammiraglio Luciano Dassatti, presidente dell'Autorità portuale di Napoli: «Il
porto di San Giovanni a Teduccio è una trasfusione di ottimismo, il rilancio di
questa città è possibile». Infine il presidente dell'Acen Ambrogio Prezioso: «I
ritardi sono anche frutto di norme troppo complesse».
EMANUELE
IMPERIALI OGGI IL CONSIGLIO DEI MINISTRI AVVIA L'ESAME DEL PIANO CASA AL QUALE
HANNO LAV... ( da "Mattino, Il (Benevento)"
del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
possibilità a
chi amplia la casa di farlo senza scontrarsi con la burocrazia». Lo sblocco
ieri in Conferenza unificata del piano nazionale di edilizia abitativa è già
passo avanti che va incontro alle famiglie più bisognose. Ora i primi 200
milioni potranno essere ripartiti tra le Regioni per costruire case popolari,
in attesa che il governo reintegri il fondo fino a 550 milioni,
Amministrative,
primi riscontri maxi sondaggio popolare di Forza Italia/PdL Forlì
( da "Sestopotere.com"
del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia e
politica emerge subito una forte preoccupazione per l'ordine pubblico, la
sicurezza urbana, l'immigrazione clandestina incontrollata. Poi seguono
l'efficienza della struttura comunale (intesa in senso negativo!) , e a seguire
il disagio provocato da costo della vita, prezzi e tariffe dei servizi troppo
alti;
SU
BANCHE E CREDITO SI GIOCA ANCHE LA PARTITA POLITICA
( da "Wall
Street Italia" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
più facili
rapporti con banche e burocrazia pubblica per ottenere il credito. Una sorta di
ronde del credito. Altro che prefetti! Si conferma dunque che questa
giovanissima legislatura dall'inizio dell'anno è entrata in una sorta di fase
due, caratterizzata a livello di maggioranza da un progressivo sfilamento della
Lega e con un maggiore attivismo in campo economico da parte dell'
Quante
code negli uffici del gas ( da "Stampa, La"
del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
IMPERIARifiuti
ingombranti e burocrazia Quando i nodi vengono al pettine bisognerebbe
intervenire per sbrogliarli. Purtroppo, se i nodi sono norme e gli strumenti
per risolvere i problemi sono decreti ministeriali, da emanarsi in accordo tra
più ministeri e associazioni di categoria e commissioni Stato-Regioni e altri
enti, i cittadini finiscono col veder crescere le contraddizioni.
Cent'anni
di generosità ( da "Stampa, La"
del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Poca
burocrazia Se l'opera rimane in Italia è sufficiente l'autorizzazione del
soprintendente, altrimenti serve un nulla osta del ministero. Solo alla fine
degli Anni 50 sono aumentati i controlli. Dalla fine degli Anni 80 è richiesta
una revisione ogni cinque anni, limite oltre il quale il prestito va rinnovato.
Pd,
passa la linea del segretario ( da "Stampa, La"
del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
così come va
snellita la burocrazia. Ma non dobbiamo dire di ''no'' come fa la Lega. Non è
vero che non funziona e che uccide con la burocrazia. L'Europa ci aiuta,
pensiamo al Forte di Bard, per esempio, ristrutturato con il denaro europeo.
Come valdostani dobbiamo volere un'Unione vicina ai cittadini, che sia più
attenta ai territori,
"Troppi
ostacoli per chi cerca di conciliare"
( da "Stampa,
La" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
è la
burocrazia, un fardello che si accanisce soprattutto su chi non frequenta gli
atenei a tempo pieno. «Nelle segreterie c'è sempre da fare coda, spesso bisogna
tornare più volte per una sola pratica. Stesso discorso per gli appelli. Se il
sistema fosse meglio organizzato chi lavora non dovrebbe prendere un permesso
dietro l'
Il
consiglio del ministro Sacconi ai giovani: <Siate pronti anche a fare lavori
manuali> ( da "Cittadino, Il"
del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
snelliti i
tempi e la burocrazia Roma Il Consiglio dei ministri ha approvato una serie di
interventi per i precari. Il pacchetto di "Misure di semplificazione per
gli strumenti di protezione per i lavoratori sospesi o licenziati" prevede
l'aumento dell'indennità di reinserimento per i collaboratori a progetto con un
solo committente,
Politici
si diventa con un corso in tre lezioni
( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
un corso in
tre lezioni Per affrontare una carriera politica a qualsiasi livello è
necessario avere dimestichezza con le procedure della burocrazia, e per
conoscerle si può approfittare, a Nozza di vestone, del corso a tema
organizzato dalla Comunità montana della Valsabbia. Stiamo parlando di uno
stage di «aggiornamento sulle cognizioni essenziali dell'amministratore
comunale»;
un'estate
senza servizi in spiaggia ( da "Nuova Sardegna, La"
del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
e burocrazia
fanno slittare il rinnovo delle concessioni, adesso sono a forte rischio i
bagnini e la sicurezza a mare BUGGERRU. Sarà un'estate senza servizi lungo il
litorale. Bagnini e sicurezza a mare sono a rischio a causa dei ritardi e delle
complicazioni burocratiche che fanno slittare i tempi per il rinnovo delle
concessioni demaniali indispensabili per avviare le attività.
Comuni,
salvate l'edilizia dal collasso ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
aggravata da
mali come la burocrazia e la scarsità di risorse. «Siamo favorevoli alle grandi
opere ma servono anche quelle di taglio più modesto, per le quali bastano
spesso poche settimane perché possano partire. A livello nazionale il governo
ha pensato di intervenire con aiuti per l'edilizia pari a un miliardo di euro
quando le nostre richieste parlavano di otto»
Lampedusa,
proibito vedere la tragedia dei rifugiati
( da "Unita,
L'" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
in mezzo ad
una burocrazia impietosa e impazzita. Fare ricorso contro i respingimenti,
spesso illegali, è un diritto riconosciuto a tutti. Già, ma a chi farlo? Al
giudice di pace di Agrigento o al Tar di Palermo? Il conflitto di attribuzioni
è stato sollevato da tempo e soltanto la Cassazione potrà scioglierlo.
Un
buco nero è un corpo celeste dotato di una così forte attrazione gravitazionale
da non ... ( da "Unita, L'"
del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
in mezzo ad
una burocrazia impietosa e impazzita. Fare ricorso contro i respingimenti,
spesso illegali, è un diritto riconosciuto a tutti. Già, ma a chi farlo? Al
giudice di pace di Agrigento o al Tar di Palermo? Il conflitto di attribuzioni
è stato sollevato da tempo e soltanto la Cassazione potrà scioglierlo.
la
regione acceleri sui fondi ue ( da "Centro, Il"
del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
lungaggini di
una burocrazia che impedisce di legiferare con efficacia. «Ci sono norme che
giacciono nei cassetti della regione da anni» ha detto il direttore Coldiretti
Abruzzo Michele Errico «mi riferisco alla legge per il riordino usi civici,
alla legge sull'agriturismo e al riordino consorzi bonifica, ma anche alla
norma per l'orientamento del consumo dei prodotti agricoli regionali.
<Il
piano casa ci ha dato già 5 punti>
( da "Tempo,
Il" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
riguardante
la burocrazia. L'idea sarebbe, a questo punto, di sviluppare il piano in due
provvedimenti: un decreto, destinato per lo più alla parte burocratica e
normativa, di caratura quindi nazionale. Il secondo, un disegno di legge con
cui si cercherà di trovare un format adattabile da tutte le Regioni, la cornice
dentro la quale tutte le amministrazione locali dovranno muoversi.
<Duecento
persone sul lastrico> ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Ma è
possibile che per colpa della burocrazia oltre cento persone debbano finire in
strada?». Alle 14.30 cinque chioschi su sette hanno già i sigilli
amministrativi sulle porte, ma ?Ricciomania? e l'Afrodisiaco resistono. C'è
anche l'avvocato Francesca Calabrò, legale di quattro attività: prova a
mediare.
Gli
ascensori per Castello funzioneranno 24 ore su 24
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
sarà
possibile bypassare i tempi della burocrazia. Così facendo, infatti, gli
ascensori potranno ripartire subito, senza bisogno di attendere una delibera di
Giunta seguita dal passaggio in Consiglio. «Gli impianti», riprende Carta,
«saranno gestiti inizialmente da 6 operatori della Multiservice che copriranno
tutti i turni garantendo così il servizio 24 ore su 24.
Nasce
l'associazione degli alluvionati ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
devono morire
per colpa dei tempi lenti della burocrazia». Un pensiero condiviso dal sindaco,
Giorgio Marongiu, e dalla responsabile della commissione comunale Pari
opportunità Roberta Marcis che, in un appassionato intervento, ha espresso la
sua solidarietà agli agricoltori. ASSOF L'artefice della nascita dell'Assof è
Andrea Piscedda, 30 anni, agricoltore tra i più danneggiati.
Fondo
per le vittimedomande in aumento ( da "Secolo XIX, Il"
del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
tabacchino
savonese vittima degli usurai e alle prese con la burocrazia non sembra
comunque diffusissimo. Sono decine le domande che arrivano in prefettura a
Savona sull'argomento, ma la delicatezza del tema hanno imposto ai funzionari
governativi il massimo riserbo. I fondi antiusura non riguardano comunque solo
l'intervento in favore di imprese e commercianti alle prese con i debiti,
Burocrazia,
da quasi due anni non lo fa entrare nel suo deposito
( da "Stampa,
La" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
MURIALDO
IMPRENDITORE BLOCCATO DALLA FORESTALE Burocrazia, da quasi due anni non lo fa
entrare nel suo deposito Da 21 mesi non può accedere al suo deposito, messo
sotto sequestro nel giugno 2007 per aver eseguito una «manutenzione ordinaria»
su di una cunetta di
Donna
violentata, l'Asl <Ecco il conto per le cure>
( da "Eco
di Bergamo, L'" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Ma questa
vittima della burocrazia - oltre che della violenza - non ha comunque
intenzione di lasciar cadere nel vuoto la questione, e ha contattato il suo
avvocato. Non solo per le richieste che l'Asl le ha rivolto («che a quanto mi
hanno detto sono di per sé sufficienti per una denuncia per violazione della
privacy e danni morali»),
SEMBRA
un giocattolo ma ha una <missione>: stimolare la creatività...
( da "Nazione,
La (La Spezia)" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia",
ma cerchiamo anche l'appoggio delle istituzioni per creare una vera e propria
rotazione delle api nelle scuole della Vallata. Dove vogliamo arrivare? Sognamo
di costruire un intero percorso formativo, dall'asilo alle scuole superiori, basato
sui robot, formare un parco giochi di Tecknos gratuito per le scuole»
FOLIGNO
SONO QUATTROCENTO i <licenziati dal mattone> d...
( da "Nazione,
La (Umbria)" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Un altro
elemento rilevante riguarda la burocrazia, troppo lenta e farraginosa. Qui
occorre una sinergia con i Comuni, affinchè snelliscano le procedure. NON SI
POSSONO avere tempi lunghi per l'approvazione di un progetto, visto che spesso
i ritardi fanno saltare tutto. Una procedura snella permetterebbe una
cantierizzazione più veloce e quindi la ripartenza dell'
È
il capitale umano la leva per Pmi e Sud
( da "Sole
24 Ore, Il" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
dove secondo
il Centro Studi Confindustria il costo della burocrazia è pari al 4,6% del Pil
(la media comunitaria è al 3,5%), le infrastrutture non funzionano bene e il
capitale umano ha dei deficit: il direttore del Centro Studi di Viale
dell'Astronomia, Luca Paolazzi, evidenzia come, con adeguate riforme, la
riduzione della prima comporterebbe un incremento del Pil del 4%,
Per
l'Italia uno Statuto dei lavori ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
fuori dai
vincoli rigidi delle norme e della burocrazia. L'obiettivo era quello di
costruire un quadro di garanzie dinamico, che favorisse l'accesso al lavoro e
la sua mobilità, proteggesse dal rischio dell'uscita promuovendo il
reinserimento e la crescita professionale. Su questo terreno ci siamo
incrociati e ritrovati.
<Contro
il racket ho osato denunciare>
( da "Giorno,
Il (Sondrio)" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
sottoposto a
regime di protezione, braccato e in lotta con la burocrazia, contro la
corruzione nello Stato, per lo Stato. Perseguitato e abbandonato dopo avere
denunciato il sistema 'ndranghetista e le sue collusioni all'interno delle
Istituzioni. Pino Masciari si è impegnato a Morbegno in una conferenza
racconto.
IL
PIANO straordinario per l'edilizia annunciato dal Governo, e sul quale il...
( da "Resto
del Carlino, Il (Ravenna)" del
14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Ci
aspetteremmo meno burocrazia ma rispetto delle regole fondamentali. Ci deve
essere una logita di sostenibilità dalla quale non si può prescindere. Se viene
avanti con questi connotati e le risorse adeguate per affrontare questo tema
aggiunge Monti è un provvedimento da salutare positivamente».
)POLITICA
1 Bisogna salvare il centro dal degrado IL NOSTRO futuro &#...
( da "Resto
del Carlino, Il (Forlì)" del
14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
la
diminuzione della burocrazia che serve per aprire un negozio; la scelta
accurata e la ricerca di nuovi investitori, gruppi, catene commerciali di
rilevanza nazionale, disposti ad aprire negozi nel centro della nostra città.
Dobbiamo cambiare la nostra città, risvegliarla ma soprattutto dobbiamo farlo
presto prima che ci muoia tra le mani.
Riconversione
Enel, Rossi candida Unindustria alla regia
( da "Corriere
del Veneto" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
una
burocrazia più efficiente, soluzioni per realtà in perdita come il Censer, di
cui appoggiamo il piano di scorporo delle fiere e l'eventuale alleanza con
altri partner». La riconversione Se dalla riconversione a carbone della
centrale Enel arriveranno benefici, gli industriali vogliono essere in prima
linea: «Siamo favorevoli alla riconversione,
<Legacoop
al guinzaglio' della sinistra>
( da "Resto
del Carlino, Il (Modena)" del
14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
liberalizzatorii
che limano buona parte della burocrazia vigente e tolgono ci comuni il
monopolio delle licenze di costruzione è un rospo duro da digerire». «Di fronte
al tentativo del governo di stimolare l'economia aggiunge Luca Ghelfi, Pdl e
candidato per la presidenza della Provincia i rappresentanti locali delle
cooperative ancora una volta preferiscono criticare il governo.
Così
Verona può superare questa crisi ( da "Arena, L'"
del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Italia attira
più capitali stranieri perché ha un burocrazia efficiente, in Italia le aziende
straniere ma anche italiane hanno bisogno di aspettative stabili sulle
normative soprattutto fiscali. Il governo? Finora ha fatto quello che poteva,
c'è da fare di più invece per le pmi e mettere mano alla macchina dello Stato.
i
tanti significati di questa crisi
( da "Centro,
Il" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
complice
anche una certa burocrazia che spesso complica il percorso degli interventi.
Soprattutto nel caso dell'Italia, però, questa potrebbe essere l'occasione
perché si metta mano sul serio ai tanti privilegi e alle palesi iniquità del
sistema. Ci sono ormai delle categorie (senza voler utilizzare ancora il
termine «casta»),
Un
commissario per le bonifiche ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
contro la
burocrazia e l'alterna buona volontà dell'Eni. Non solo, Borghetto chiede che
per gestire il risanamento delle migliaia di ettari anestetizzati da decenni di
contaminazione selvaggia, sia nominato un commissario ad hoc. Un'autorità
speciale armata di poteri esclusivi che le consentano di muoversi abilmente
nella selva burocratica che finora ha imbrigliato le bonifiche.
Violentata
a 60 anni. L'Asl le chiede il conto
( da "Giornale.it,
Il" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
il cinismo
della burocrazia è incorreggibile, ma la lettera di recupero crediti lascia
interdetti. Daniele Bernabei, portavoce della Asl, prova a buttare acqua sul
fuoco e spiega che il caso sarà risolto al più presto: «Spediamo 400 lettere di
questo tenore ogni anno, come per altro impone la legge.
Eredità,
si può rinunciare alla legittima ( da "Affari Italiani (Online)"
del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
nel difficile
mondo della burocrazia e delle leggi scrivete a:
ilnotaioconferma@affaritaliani.it PRIMO QUESITO Sono figlio unico. Mio padre ha
fatto testamento, nominando erede universale un'altra persona. Per escludermi
anche dalla quota legittima, ha scritto nel testamento che durante l'arco della
vita mi ha fatto doni il cui valore complessivo supera il valore della
legittima:
Bruxelles,
eurocrati a lezione dalla reginetta degli 007
( da "Stampaweb,
La" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
agente che
viene dal Tamigi è stata ingaggiata per insegnare agli uomini della burocrazia
comunitaria come si tiene alla larga chi cerca informazioni a circolazione
limitata, genìa che nella mente di chi ha voluto la Scuola Antispie comprende,
oltre gli inviati sotto copertura di Paesi terzi, anche lobbisti e giornalisti.
<Così
Verona può superare questa crisi>
( da "Arena.it,
L'" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Italia attira
più capitali stranieri perché ha un burocrazia efficiente, in Italia le aziende
straniere ma anche italiane hanno bisogno di aspettative stabili sulle
normative soprattutto fiscali. Il governo? Finora ha fatto quello che poteva,
c'è da fare di più invece per le pmi e mettere mano alla macchina dello Stato.
Riapre
al villaggio Jungiil geodetico di via Foscolo
( da "Sicilia,
La" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
arte occorre
soprattutto potere tornare allo stato primigenio della conduzione delle acque
che avveniva all'interno di locali, oggi di proprietà della famiglia Scrofani.
"Stiamo valutando - dice Cavallo - la possibilità di rilevarne la
proprietà". Burocrazia permettendo, la fontana potrebbe ritornare al suo
splendore entro la fine dell'anno. D. C.
Rette
più salate in casa di riposo ( da "Gazzettino, Il (Treviso)"
del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
che la burocrazia
rinsavisca. Anzi. Si teme in un peggioramento e questo ha reso inevitabile il
peggio". "Il Consiglio di amministrazione della Casa di Riposo
-aggiunge la direttrice- intende mettere al corrente l'opinione pubblica della
difficile decisione assunta nella consapevolezza delle drammatiche conseguenze
per le famiglie che non saranno in grado di affrontare il rincaro.
CINEMA
Morto il regista ungherese Peter Bacso, denunciò il volto grottesco dello
stalin... ( da "Gazzettino, Il"
del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Bacso è
autore di meticolosi e malinconici racconti sul mondo del lavoro e sulla vita
coniugale e con la sua satira grottesca ha denunciato le degenerazioni della
burocrazia comunista. Il suo capolavoro è considerato "Un'estate in
collina" (1967), vicenda struggente di due generazioni che tentano invano
- sullo sfondo di un lager abbandonato - di conciliare passato e presente.
CRISI
ECONOMICA: MARCEGAGLIA, NECESSARIO TAGLIARE COSTI POLITICA
( da "ITnews.it"
del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
servono tagli
alla spesa pubblica improduttiva, serve un taglio secco alla burocrazia odiosa
e costosa che uccide l'iniziativa imprenditoriale". Ne e' convinta Emma
Marcegaglia, presidente di Confindustria, che durante il suo intervento a
Palermo al convegno 'Oltre la crisi. Pmi classe dirigente' ha dedicato un
passaggio ai costi della politica.
Autostrada
per essere più integrati ( da "Gazzettino, Il (Belluno)"
del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
appoggio di
Confindustria Verona e Confindustria Vicenza, ha proposto alla Regione Veneto,
ricevendone l'appoggio: «Si tratta di una scelta fondamentale per il nostro
territorio - sottolinea Vascellari - che consente di prendere decisioni per lo
sviluppo senza passare per le logiche della politica e i tempi della
burocrazia».
Efsa
- <La critica di Ronchi? Senza senso>
( da "Gazzetta
di Parma Online, La" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
dal 2005 che
sono qui a Parma - spiega una dipendente spagnola - e non capisco tutta la
burocrazia che c'è e che impedisce di prendere decisioni in fretta. Riunirci
tutti in un?unica sede sarebbe un ottimo modo per migliorare l?organizzazione e
ridurre i costi di gestione». Un altro tasto dolente per molti «euro impiegati»
è rappresentato dall?
Amministrative,
Rondoni: vertice sul welfare con Sacconi, Formigoni e Lupi
( da "Sestopotere.com"
del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
diminuiscano
la burocrazia e i tempi lunghi, avendo sempre come riferimento la centralità
della persona”. Il candidato sindaco Rondoni nelle ultime settimane ha già
incontrato centinaia di cittadini in diversi momenti, assemblee con giovani e
universitari, riunioni nelle sedi di partito e di associazioni, incontrando la
gente per strada,
Progetto
del governo in merito agli interventi per l'edilizia : intervento Giovanni
Lucchi capogruppo Pri Provincia di Forli - Cesena
( da "Sestopotere.com"
del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
La qualità
non passa attraverso la burocrazia con norme su norme che limitano la nostra
libertà e permettono interventi che non qualificano il territorio; norme che
servono solo a creare archivi di carta senza valorizzare la qualità delle
costruzioni, norme che servono solo a deprimere la voglia del fare e ad
alimentare un enorme apparato burocrativo unico al mondo.
Colosseo,
governo e sovrintendente "Pochi fondi, burocrazia. Sos vero"
( da "KataWeb
News" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
governo e
sovrintendente "Pochi fondi, burocrazia. Sos vero" 14 marzo 2009 alle
20:36 — Fonte: Homepage">repubblica.it — 0 commenti Le reazioni nella
capitale dopo la denuncia di "Repubblica". Il Ministero: decenni di
incuria La Sovrintendenza: "Con 10 milioni l'anno potremmo mettere tutto a
posto.
COLOSSEO,
GOVERNO E SOVRINTENDENTE "POCHI FONDI, BUROCRAZIA. SOS VERO"
( da "Wall
Street Italia" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
governo e
sovrintendente "Pochi fondi, burocrazia. Sos vero" -->Le reazioni
nella capitale dopo la denuncia di "Repubblica". Il Ministero:
decenni di incuria La Sovrintendenza: "Con 10 milioni l'anno potremmo
mettere tutto a posto. Ma non ci sono" Colosseo, governo e sovrintendente
"Pochi fondi, burocrazia.
( da "Trentino" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Anche i «Bastard» difendono
il murales del Bruno Decine di firme contro la cancellazione. Il centro
sociale: «Comune miope» TRENTO. C'è anche la firma dei «Bastard», le star del
momento in Trentino, tra gli attestati di solidarietà per non cancellare il
murales del Centro sociale Bruno. Per gli «inquilini» dell'ex Dogana è in
arrivo una multa per deturpamento e inosservanza dell'ordinanza con cui il
Comune ha imposto la cancellazione del murales. «Di fronte
alla cruda burocrazia che
vorrebbe cancellarlo - ha risposto il «Bruno» - possiamo solo contrapporre la
valanga di solidarietà espressa da intellettuali e musicisti, da semplici
fruitori e persone che capiscono la differenza tra illegalità e libertà. Ormai
non ci sorprende più la miopia del Comune». Tra coloro che hanno espresso
solidarietà ci sono musicisti (Tetes de Bois, Five Seasons, Apocrifi),
associazioni (Arci, Universitando, Il Funambolo), esponenti della cultura (il
direttore di Arte Sella Emanuele Montibeller, il direttore di Oriente Occidente
Lanfranco Cis, il presidente dello Studio Andromeda Romano Oss, il direttore di
Drodesera Dino Sommadossi, Duccio Dogheria, Fausto Bonfanti, Carmine Ragozzino,
Stefano Giordano), scrittori (Paolo Malvinni), insegnanti, giornalisti,
fotografi, pittori (Matteo Boato, Gianni Turella, Alessia Carli). «Ci fanno
sorridere i nostri amministratori - scrive il Csa Bruno - che fanno a gara a
stringere la mano ai Bastard sons of Dioniso senza sapere che proprio in un
centro sociale si sono esibiti per la prima volta con il nome di Bastard e che
hanno suonato all'ex Mayer e all'ex Dogana».
( da "Blogosfere" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Mar 0913 Le due
facce della "migrazione"" Pubblicato da Giovanni Sena alle 00:52
in Ideologia e liberismo, Vicende nazionali Pensiamoci bene. Esistono in Italia
due facce della cosidetta migrazione dei popoli. Esiste una immigrazione, perlopiu'
da Paesi poveri, di gente piu' o meno disperata, alla ricerca di una
alternativa, di una vita in qualche modo migliore. Sono quelli che
genericamente (e spesso in modo errato, come nel caso dei Romeni) vengono
etichettati come extracomunitari. Quando questi immigrati cercano
un'occupazione generalmente devono accontentarsi di lavori altrettanto
genericamente definiti umili (in verita' il lavoro onesto e' sempre fatica, e
non e' mai umile). Il piu' delle volte si tratta di badanti (ma non
infermiere), garzoni (ma non magazzinieri), muratori (ma non piastrellisti),
braccianti (ma non agricoltori). Insomma, gli immigrati in Italia sono per la
stragrande maggioranza non specializzati, di bassa cultura, provenienti da
realta' sottosviluppate. Quanti architetti, medici, scienziati immigrano nel
nostro Paese? Pochi, pochissimi. L'altra faccia della medaglia e' invece
l'emigrazione di quegli Italiani che scelgono invece di svolgere le proprie
attivita' all'estero. Chi sono? Architetti, medici, scienziati, tra gli altri.
Lavoratori con un altissimo grado di specializzazione, cervelli che farebbero
un gran bene al nostro Paese ma che preferiscono rendere i propri servizi in un
Paese straniero. Alcuni li chiamano cervelli in fuga. Che Paese e', oggi,
l'Italia? Che Paese e' quello che si lascia sfuggire le menti migliori (o
quantomeno alcune di queste, forse quelle piu' intraprendenti)? Le stesse menti
che proprio la nostra societa' ha educato fino ad eta' adulta, spesso con soldi
pubblici? Che societa' e' quella che attrae solo badanti e braccianti, e che
respinge architetti e scienziati? Come possiamo pensare di costruire un futuro
per l'Italia se non nutriamo la creativita', l'educazione specializzata, se non
creiamo le condizioni per far fiorire le potenzialita' umane dei nostri cittadini
piu' creativi? Non possiamo diventare un Paese di pensionati e badanti. Con
questo andazzo, con questa sfiducia nei confronti dei giovani, dei creativi,
dell'energia di chi ancora vuole rischiare, finiremo con lo scomparire. Ci
vuole uno scatto d'orgoglio, uno sforzo per creare le condizioni che possano
attirare le menti eccellenti nel nostro Paese, non che le respingano. Competizione trasparente, vera meritocrazia, semplificazione
della burocrazia, questo e'
necessario, non un assegno di disoccupazione per tutti. In poche parole, ci
vuole una societa' aperta e meritocratica, non una chiusa e assistenzialista.
Ditemi voi. GS
( da "Tribuna di Treviso, La" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Gorgo. Dopo 5 anni di burocrazia arriva il via libera alla struttura che darà lavoro a settanta
persone. Al Comune 1,5 milioni di opere pubbliche Ok dalla Regione al centro benessere
Cancellato il multisala: restano palestra, parco, piscine e campi da calcio
GORGO. La Regione ha approvato il Progetto Salute avviato dal Comune di
Gorgo nel
( da "Gazzetta di Modena,La" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Perchè il Comune dà
l'ok Perchè il Comune dà l'ok a tagliare alberi sani? Sig. Sindaco, sono una
pensionata di 74 anni e nella mia vita credevo di averne viste di tutte le
qualità e colori. Credevo di abitare in una città che, oltre al resto,
tutelasse il suo patrimonio naturale come se fosse una ricchezza unica. Ho
letto cose come: "la città contende a Novara il primato dei 100.000
alberi"; quindi ero abbastanza tranquilla quando i miei vicini di casa
avevano paventato di voler tagliare gli alberi condominiali. Mi dicevo: son
alberi di più di 30 anni, belli sani e rigogliosi, son più di
( da "Secolo XIX, Il" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Assolto presidente
YCS Zaoli: «Fu vittima della burocrazia» occupazione abusiva del demanio Sanremo. Per aver organizzato
una delle più prestigiose regate veliche italiane (il Campionato Audi Platu
25), il presidente dello Yacht Club Sanremo Giuseppe "Beppe" Zaoli
aveva ricevuto in "premio" un'informazione di garanzia e
successivamente un decreto penale di condanna (516 euro) per l'accusa di
occupazione abusiva di demanio marittimo. Ieri, dopo che Zaoli aveva impugnato
il provvedimento, il tribunale lo ha assolto con formula piena per «non aver
commesso il fatto». Il suo difensore, l'avvocato sanremese Pier Mario Telmon
dello studio associato Lexjus Sinacta, è riuscito a dimostrare che la vicenda
trae origine da un curioso conflitto di competenze e anche da un inspiegabile
difetto di comunicazione tra Comune, Polizia municipale e Capitaneria di cui
Zaoli evidentemente non era stato artefice ma vittima. Succede che per il
luglio del 2006 lo Yacht Club riesce a ottenere l'organizzazione di una tappa
del Campionato italiano di Platu 25, classe one-design riconosciuta dall'Isaf.
Si tratta di un evento molto importante sponsorizzato dalla casa
automobilistica tedesca Audi. A nome dello YCS, Zaoli chiede e ottiene dal
Comune l'autorizzazione ad occupare buona parte del piazzale Vesco, davanti
alla Capitaneria, per ospitare le strutture di appoggio: gazebo, traini e altri
supporti tecnici. Mentre vengono installate le strutture, interviene una
pattuglie dei vigili sostenendo che gli spazi concessi non erano esattamente
quelli e che occorreva traslocare di qualche decina di metri. L'organizzazione
prende atto dell'interpretazione della polizia municipale e procede allo
spostamento. A quel punto arrivano i militari della Capitaneria, che pur avendo
perso le competenze sul demanio, mantengono quelle di polizia marittima e
portuale. Per la Capitaneria quello spostamento non va bene perchè va a
interessare uno spazio dove per motivi di sicurezza non è consentita alcuna
occupazione. Morale: la regata si svolge regolarmente e Zaoli viene denunciato
alla procura. Quest'ultima istruisce il fascicolo e poi chiude la pratica con
un decreto penale di condanna. Certo di essere vittima di un errore burocratico
e poi anche giudiziario, Zaoli si affida all'avvocato Telmon e impugna il
decreto in tribunale. E alla fine il giudice gli ha dato ragione: la colpa del
trasloco non era in alcun modo imputabile al presidente dello Yacht Club
Sanremo. F.P. .x/13/0903 Nessuna colpa per i gazebo installati in piazzale
Vesco in occasione di una regata: erano autorizzati .x/13/0903
( da "Eco di Bergamo, L'" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Documenti e
rivelazioni Il Caravaggio e il battesimo milanese Egregio direttore, dopo aver
letto la lettera del signor Fernando Togni, apparsa su «L'Eco di Bergamo» di
giovedì 5 febbraio, vorrei poter dare il mio contributo ad un chiarimento di
quanto segnalato --> Venerdì 13 Marzo 2009 LETTERE, pagina 20 e-mail print
Documenti e rivelazioni Il Caravaggio e il battesimo milanese Egregio
direttore, dopo aver letto la lettera del signor Fernando Togni, apparsa su «L'Eco
di Bergamo» di giovedì 5 febbraio, vorrei poter dare il mio contributo ad un
chiarimento di quanto segnalato. La notizia del ritrovamento dell'iscrizione
battesimale di Michelangelo Merisi nel registro della parrocchia di Santo
Stefano in Brolo a Milano può aver portato sgomento, oltre che fra i lettori,
in chi da anni si dedica agli studi biografici del Caravaggio. Si deve in ogni
caso ricordare che per trentacinque anni siamo rimasti in balia di quanti hanno
continuato a scrivere di una nascita dell'artista a Milano, con riferimento a
delle supposizioni dettate dalla professoressa Mia Cinotti che aveva ritrovato
nella parrocchia di Santa Maria della Passerella i certificati di Battesimo dei
fratelli Giovan Battista e Caterina. Incontrando personalmente la professoressa
Cinotti avevo io stesso cercato di sottolineare, senza una risposta esauriente,
la mancanza di fonti documentarie di una nascita di Michelangelo in quella
parrocchia. Dopo quanto suddetto, questa «nuova» rivelazione, uscita
dall'archivio diocesano di Milano, «Adi 30 fu batz. Michel angelo f.de.f. fermo
merixio et Luxia de aretoribus/ compare d. fran.co sessà» non può che lasciare
dubbi sulla sua veridicità. Si deve infatti considerare e non sottovalutare il
confronto con l'autocertificazione conservata negli archivi maltesi dettata dal
Caravaggio stesso in occasione della nomina a cavaliere di Malta: «Magnificus
Michael Angelus Carraca oppido vulgo de Caravaggio in Longobardis natus» e come
era l'usanza di quei tempi che voleva la nascita di un figlio avvenisse presso
la casa materna per l'assistenza necessaria. Difficile può essere da capire,
come l'attuale ritrovamento della data di battesimo del 30 settembre, giorno
successivo al parto, renda così concreta la data di nascita del 29 settembre,
giorno di San Michele Arcangelo, dettata solo in un suo libro dal prof.
Maurizio Calvesi senza riferimenti documentari. Forse una intuizione medianica?
Purtroppo come giustamente ha voluto sottolineare il signor Togni, spesso si
accetta troppo facilmente quanto viene dettato da persone al di fuori, mentre
basterebbe osservare più attentamente il modo di vestire e l'espressione
caratteriale di alcuni personaggi dei suoi quadri, per capire come, con un po'
di orgoglio bergamasco, si potrebbero difendere le origini di un'artista che ha
sempre voluto firmarsi Michelangelo Merisi da Caravaggio. Francesco Tresoldi
studioso del Caravaggio Permessi di soggiorno Le badanti
vittime della burocrazia
Spettabile redazione, voglio provarmi ad illustrare l'assurda situazione in cui
si trovano le ormai numerose donne ucraine che in Italia lavorano in qualità di
colf (collaboratrici familiari) e badanti. Sono apprezzate da chi ne gode, sono
affidabili, oneste e si pensi anche, per averne la giusta considerazione,
alla loro vita di sacrificio, lontane dai loro cari e dalla loro terra. Sono
dotate di permesso di soggiorno, la cui condizione principale di rilascio è che
svolgano un lavoro con un minimo di ore settimanali e che trimestralmente
versino i contributi previdenziali e assicurativi (ricevendone in cambio il
diritto all'assistenza sanitaria e alla tutela infortunistica). Ebbene, il
permesso di soggiorno non è a tempo indeterminato ed ha una sua scadenza, ma è
rinnovabile, per «bontà» della vigente legislazione. In una recente
trasmissione televisiva il noto giornalista Gian Antonio Stella,
documentatissimo (si pensi al suo «La casta»), ha avuto modo di precisare che
il rinnovo dovuto, sulla carta, entro venti giorni, ne raggiunge al minimo
centoventi, quattro mesi ed io, per quanto è nella mia limitata conoscenza, non
posso che associarmi. Fra le varie e non poche documentazioni che deve
presentare la persona che chiede il rinnovo vi è anche il certificato del
casellario giudiziario, che, ovviamente, deve essere pulito. Cosa si vuole di
più? Ma tutto va a Roma ed è da lì che nascono i centoventi giorni, tenendo
sulla corda l'interessata. Perché non farlo compito delle Regioni o addirittura
delle Province, dove potrebbe aiutare nello svolgimento delle pratiche da
«scrivano» il volontariato? O si vogliono rendere difficoltose le procedure per
mettere i bastoni nelle ruote alle richiedenti? Si tenga presente che staranno
qui magari parecchi anni, ma non certo in eterno: ritornano nella loro patria,
sicuramente. Una conseguenza non da poco. Una donna che voglia trascorrere le
sue ferie con i propri parenti o, caso opposto, partecipare ad un suo lutto, se
ha il permesso di soggiorno in mano può farlo usufruendo dei pulmini che
settimanalmente fanno la spola fra l'Ucraina e l'Italia, sono due giorni di
viaggio sia pure sacrificato, con la spesa di duecento euro e con arrivo al
proprio domicilio. Se invece la necessità di rientro accade col permesso in
«vacanza romana» non può farlo che in aereo, con spesa di quattrocento euro ed
arrivo in aeroporti non certo sulla porta di casa. E, per finire (mi scuso se
affastello argomenti), le colf, le badanti ed i loro datori di lavoro pagano
profumati contributi trimestrali: non sarebbe un bel gesto di riconoscimento
per il lavoro svolto in Italia che in base al versato si facesse loro
pervenire, ad avvenuto rientro definitivo in patria, una pur piccola ma sempre
gradita «tredicesima» per fine anno? Renato Volpi Dalle promesse ai fatti Carta
acquisti I soldi finiti su quella errata Spettabile redazione, sono tra coloro
che non sono ancora riusciti ad utilizzare la carta acquisti, e sapete perché?
Dopo migliaia di tentativi per capire perché la tessera in mio possesso non
funzionava ho fatto interessare ( molto italianamente ) un amico dell'Inps al
quale Poste Italiane ha risposto che per errore sono state richieste due carte
e indovinate su quale hanno accreditato i soldi? Ma naturalmente su quella che
non mi hanno mai consegnato e che risulta irreperibile. Tra le tante risposte
avute dall'ufficio postale di Zogno mi sono sentita dire anche se non avevo
amici e/o conoscenti presso la direzione delle Poste di Milano o l'Inps di
Bergamo che potevano darmi una mano. Sono veramente scoraggiata e delusa da un
sistema che oltre a commettere errori non riesce a tornare sui suoi passi.
Grazie per l'attenzione è stato solo uno sfogo, non risolverà il mio problema,
ma mi è servito per condividere con voi la mia delusione. Tante promesse
sbandierate e nessun fatto. Lettera firmata Emergenza sottovalutata Evasione
fiscale Uno scandalo che ci costa caro Egregio direttore, qualche settimana fa
ho assistito a un convegno presso un liceo di Bergamo il cui tema era
l'illegalità nel nostro Paese. I relatori convenuti erano di estremo interesse.
testimoni diretti dei fenomeni di corruzione e mafia in Italia. Il dottor.
Davigo illustrò il fenomeno a livello di Stato e istituzioni, i siciliani della
comunità di don Ciotti presentarono uno spaccato della mafia in Sicilia, per
Bergamo i presidenti di associazioni imprenditoriali e della Camera di
commercio denunciarono il fenomeno crescente dell'usura, il questore fece
giustamente notare all'orgoglio dei bergamaschi che, insomma, da noi è diverso,
Bergamo non è Agrigento. Dalla platea, infine, una denuncia dell'elevata evasione
fiscale e relative conseguenze. Bene. A tal proposito faccio il mio breve
diario di una settimana. Venerdì, ore 11, dal barbiere: i quattro clienti prima
di me pagano senza fiatare, nessuna fattura, nessuno scontrino. Io, buon
ultimo, chiedo la fattura. Finisce in un litigio, cambierò barbiere. Il
pomeriggio, per la riparazione di una tagliaerba mi chiedono 40 euro. Di
fatture non se ne parla. Non c'è neanche il blocchetto: non ho voglia di
litigare. Il sabato con figlio e fidanzata vado a vedere qualche appartamento
in zona Bergamo e periferia. I prezzi li conosce, mi si chiede un buon 20-30%
in nero. La domenica con due coppie di amici ci permettiamo un pranzo fuori
porta, ristorante popolare, nel paesino di montagna più vicino alla città. Alla
cassa una inappuntabile signora, dietro un computer ultimo grido (ah noi
bergamaschi sempre all'avanguardia della tecnica e del lavoro!), tocca qualche
figurina sullo schermo ed esce il conto con tanto di nome e partita Iva. Solo
la sera, al momento di ripartire la spesa ci accorgiamo che quella consegnataci
è una «pre-fattura», quindi non ha registro, e che l'inchiostro sta già
sbiadendo (ma forse questo è una fatale combinazione). Nel corso della
settimana le sole occasioni di spesa sono benzina e supermercato ma il sabato
di Carnevale si cena e con un gruppo di varie decine di persone in un
ristorante attrezzato proprio per questi gruppi. A fine cena si paga per
raccolta ai tavoli. Chiedo la fattura? Solo per me? Facciamo i conti, e vorrei
che li facessero con estrema serietà il signor questore e i rappresentanti
delle associazioni imprenditoriali. Solo là dove io semplice pensionato ho
pagato somme con i soldi ben tassati del reddito fisso, ho assistito,
impotente, a un'evasione fiscale superiore al mio reddito. Che commenti devo
fare io, prima lavoratore dipendente e ora pensionato a reddito fisso? Che
conclusioni devo trarre? Le statistiche dicono che il mio reddito è superiore a
quello dichiarato da quegli evasori di cui sopra, vogliamo controllare? Chi ha
pagato più tasse e chi ha ricevuto più servizi? I nostri governanti non pensano
che un giorno o l'altro la corda si romperà? E, prima di allora, ci si renderà
conto che un caos sociale può nascere dalle disparità create da questa
illegalità? R. Gotti La protesta Educazione civica da difendere Spettabile
redazione, condivido quello che ha scritto Rosanna Lioveri (in riferimento alla
lettera pubblicata domenica 8 marzo, ndr), compresa la sua amarezza per gli
spot della Gelmini sull'educazione alla cittadinanza e sullo studio della
Costituzione. Insegno in un Cfp gestito dall'Azienda Bergamasca Formazione e
nei Cfp c'è cultura civica e sociale. Ecco la Gelmini dovrebbe venire qui a
capire come si gestiscono i ragazzi difficili e che spesso questa materia è fondamentale
sia per i nostri ragazzi italiani che per gli extracomunitari. Invece ci
tengono in un stato di precarietà rendendoci sempre schiavi dal bisogno. Enzo
Basile La precisazione Il referendum e la riforma dell'Anmi Spettabile
redazione, in relazione all'articolo apparso su L'Eco di Bergamo il 10 marzo
scorso, è necessario precisare che le prerogative del Capo dello Stato (il
nostro Statuto è legge dello Stato Italiano) e quelle del ministero della
Difesa (al quale noi facciamo riferimento) non hanno nulla a che vedere con lo
scopo del referendum. Con la nuova presidenza nazionale , di cui sono il 1°
vicepresidente nazionale (vicario) è in atto una riforma generale di tutta la
struttura dell'Associazione, riforma che in primis prevede la revisione totale dello
Statuto e del Regolamento, revisione che per la parte legislativa è stata a me
affidata e sarà presentata al prossimo C.e.n. (Comitato esecutivo nazionale);
il referendum è una parte importante di questa revisione ed il suo scopo è
quello di dare al C.d.n. (Consiglio direttivo nazionale) la possibilità di
effettuare le variazioni dello Statuto senza dover ricorrere ogni volta
all'istituto del referendum. Il buon esito del referendum permetterà
all'Associazione di avere uno Statuto ed un Regolamento aggiornato in tempo
reale alle esigenze associative. Cav. Alberto Lazzari 1° vice presidente
nazionale Anmi Il ruolo dell'ente Il Parco Orobie e quel sì al comprensorio
Spettabile redazione, riflettendo sul ruolo del Parco regionale delle Orobie
bergamasche e sulle sue recenti prese di posizione, sono arrivato alla
conclusione che il Parco non serve, come credevo erroneamente, a tutelare la
natura delle Orobie dagli impatti antropici, ma viceversa serve a tutelare
l'uomo dagli attacchi della natura. Solo così del resto mi spiego la posizione
del Parco rispetto al progetto di potenziamento del demanio sciabile di Val
Seriana e Val di Scalve che vede l'Ente Parco conforme alle decisioni
istituzionali e favorevole in quanto progetto già previsto dal programma di «Sviluppo
territoriale delle Orobie bergamasche», nonostante la comunità scientifica
metta in guardia dai rischi ambientali che si corrono con un tale progetto. Ma
un Parco naturale non dovrebbe farsi promotore di forme di turismo alternative
che promuovano e rispettino le bellezze naturali che è chiamato a tutelare
senza viceversa danneggiarle? Sempre nell'ottica della protezione dell'uomo
dalla natura «matrigna» mi spiego ora anche la politica adottata dal Parco nei
confronti dell'orso JJ5: vietare qualsiasi forma di attività antropica che
possa direttamente o indirettamente determinare ed arrecare disturbo al
naturale comportamento e alla libera espressione di tutte le caratteristiche
etologiche, biologiche ed ecologiche dell'esemplare di orso bruno presente sul
territorio delle Alpi Orobie compresa la possibilità di fotografarlo o
filmarlo, dargli da mangiare o addirittura effettuare dei sopraluoghi in
elicottero per individuarlo. Tutto ciò è forse utile a impedire che qualcuno
avvicinandosi troppo all'orso finisca per diventarne una preda, non a
proteggerlo. Altrimenti come spiegare l'ampliamento del demanio sciabile? Non
credo che JJ5 sappia sciare! Marcello Manara 13/03/2009 nascosto-->
( da "Tirreno, Il" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 8 - Empoli
Sarà rigiocata la partita del lutto Il giudice sportivo adotta la scelta più
sensata dopo il rinvio della gara tra il Progresso di Simone Borgioli e
l'Audace Legnaia MONTELUPO. Per una volta lo sport ha vinto
sui regolamenti e soprattutto su quella burocrazia, a volte esasperante, che in alcuni casi ha creato gravi
imbarazzi ai giovani tesserati, agli allenatori e ai dirigenti.
Progresso-Audace Legnaia, gara del campionato Juniores provinciale, si
rigiocherà. Lo ha stabilito il giudice sportivo. La decisione è stata
pubblicata sul bollettino ufficiale della Figc, del Comitato di Firenze.
«Esaminato il referto arbitrale - si legge nella comunicazione - nonché la
documentazione ufficiale allegata e considerata l'eccezionalità degli eventi
verificatisi, dispone il rinvio della gara indicata a data da destinarsi. Il
Giudice sportivo invia gli atti alla delegazione provinciale di Firenze
affinchè fissi la data della ripetizione». La partita avrebbe dovuto giocarsi
sabato 28 febbraio, ma a causa dell'incidente stradale occorso nella stessa
mattina al giovane Simone Borgioli (deceduto tragicamente il giorno
successivvo), difensore della formazione di Turbone, non fu disputata. Al campo
di Fibbiana, terreno di gioco casalingo della squadra del Progresso, non
mancarono polemiche e anche qualche attimo di tensione. I locali scossi per
l'accaduto, inviarono alla Federazione un fax chiedendo di rinviare la partita,
mentre gli avversari impossibilitati a farlo (secondo quanto riferito dai
dirigenti fiorentini) si presentarono regolarmente al campo, salvo poi
comunicare al direttore di gara il proprio assenso a non giocare la sfida. Una
decisione saggia, che ha scongiurato un'eventuale assegnazione della sfida a
tavolino agli ospiti o una doppia sconfitta per entrambe le squadre, che
avrebbe anche comportato una doppia penalizzazione in classifica. La partita,
quindi si potrà rigiocare ricordando Simone. Una decisione di buon senso che ha
rispettato, pienamente, la volontà degli amici e dei compagni del Progresso.
(m.f.)
( da "Italia Oggi" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
ItaliaOggi sezione:
speciale congresso commercialisti data: 13/03/2009 - pag: 25 autore: da Torino
Pagine a cura di Cristina Bartelli e Gabriele Ventura Il
ministro della giustizia Angelino Alfano a Torino riconosce il ruolo della
categoria nella conciliazione Burocrazia più snella, commercialisti all'appello
La giornata di ieri si è aperta con la tavola rotonda «I commercialisti e la
politica. I commercialisti nella politica», dove sono intervenuti i politici
Giorgio Costa (Pdl) e Ivano Strizzolo (Pd). Mentre per il consiglio
nazionale hanno preso parola Giulia Pusterla e Giorgio Sganga. Mentre nel
pomeriggio, dopo la messa in onda dell'intervista di Claudio Siciliotti al
premio Nobel per l'economia del 2001 Joseph Stiglitz, si è parlato della
«Credibilità dell'informazione finanziaria e il ruolo del controllo legale dei
conti». Mentre in seguito all'intervento dell'altro ieri di Siciliotti, che ha
definito il percorso breve «una truffa per gli utenti e i giovani
professionisti» riferendosi alle associazioni, i tributaristi dell'Ancot hanno
inviato una lettera al consiglio nazionale sottolineando che ai tributaristi
«non manca nulla: né il titolo di studio né il tirocinio, che fanno ed è anche
retribuito». Silvio Berlusconi aspetta i dottori commercialisti. Per discutere
delle semplificazioni e ricevere consigli su come abbattere l'altissimo livello
di burocratizzazione che fa da ostacolo alla crescita del pil. Lo ha annunciato
il ministro della giustizia, Angelino Alfano, che è intervenuto ieri a Torino
al primo congresso nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti
contabili. E, interrotto da una vera e propria standing ovation della platea
dell'Auditorium del Lingotto, ha confermato che il governo non ha alcuna
intenzione di toccare l'art. 33 della Costituzione (che riconosce l'esame di stato
come condizione per l'abilitazione all'esercizio professionale), perché il «bis
in idem non è solo inutile ma nocivo». Chiudendo così la porta in faccia alle
libere associazioni, da sempre in lotta per il riconoscimento. Non solo. Il
Guardasigilli ha fatto sue tutte le richieste principali avanzate alla politica
dal presidente dei dottori commercialisti, Claudio Siciliotti: oltre al no al
sistema duale, estensione a tutto campo del ruolo dei revisori contabili negli
enti locali, e più gas allo strumento della conciliazione con il coinvolgimento
dei professionisti per snellire la giustizia civile. Mentre sulla richiesta dei
dottori commercialisti di avere un ruolo per la gestione dei patrimoni nel caso
delle separazioni il ministro ha dichiarato a ItaliaOggi che «la proposta è al
vaglio e se ne parlerà nei prossimi incontri». In ogni caso, ha assicurato
Alfano, le riforme che la categoria gli ha appena messo sulla scrivania
«saranno presentate al Parlamento col bollo del governo». Un intervento a tutto
campo, quello di Alfano, che ha siglato un vero e proprio patto di
collaborazione con la professione economico giuridico e contabile, per «giocare
la grande partita della modernizzazione». «Il presidente del consiglio», ha
detto il Guardasigilli, «è pronto a incontrare i dottori commercialisti per
avere dei consigli su come migliorare l'Italia. Perché individuiamo un
altissimo livello di burocratizzazione delle nostre procedure che costituisce
un limite alla crescita del pil e abbiamo bisogno delle vostre idee per
abbatterlo». No al sistema duale Guadagnandosi un vero e proprio tripudio dalla
platea, il ministro della giustizia ha sottolineato che il governo non ha
alcuna intenzione di modificare l'art. 33 della Costituzione, tenendo quindi
ben distinte nei ruoli le professioni ordinistiche e le libere associazioni.
«Difenderemo il sistema attuale», ha spiegato, «perché non c'è motivo di
toccare le cose che funzionano. Consideriamo i professionisti parte del
patrimonio immateriale del paese e non ci potrà essere nessuna sovrapposizione.
L'art. 33 costituisce un baluardo che intendiamo tutelare. Perché il cliente
paga una parcella con il convincimento di aver fatto la scelta giusta andando
da un professionista che ha studiato per guadagnarsi il titolo».Più forza alla
conciliazioneAlfano si è poi soffermato sui problemi della giustizia civile,
che possono in parte essere risolti rafforzando lo strumento della
conciliazione, dove i professionisti possono svolgere un ruolo chiave. «Più
riusciamo a introdurre nella cultura giuridica il principio che il contenzioso
è l'estrema ratio», ha sottolineato il Guardasigilli, «e che la prima ratio è
la mediazione, con il coinvolgimento dei professionisti italiani, più avremo
reso efficiente il servizio giustizia e meno inflazionati i nostri tribunali».
«Siamo infatti consapevoli che il funzionamento della giustizia civile
costituisce uno degli elementi portanti della competitività del paese», ha
continuato Alfano, «perché un processo civile che non funziona rappresenta un
disincentivo per gli investitori stranieri. A giugno abbiamo inserito la
riforma del processo civile nel collegato competitività alla Finanziaria,
puntando sull'introduzione di massicce dosi di informatica attraverso fascicolo
e processo telematico e la notifica via mail. Il ruolo delle libere
professioni, nel rilancio e nello snellimento del sistema giustizia, è
fondamentale. I dottori commercialisti in particolare possono dare una grande
mano, per questo le riforme che mi avete consegnato le presenteremo, insieme al
presidente del consiglio e ci auguriamo, col bollo del governo, al
parlamento».Revisori contabili a tutto campoAlfano, infine, ha concluso
difendendo e rilanciando la figura dei revisori dei conti soprattutto in questo
periodo di crisi dove i controlli sui bilanci giocano un ruolo fondamentale.
«Se vi è un così elevato numero di crack finanziari negli altri paesi dove i
revisori dei conti non ci sono», ha spiegato, «e se al contrario non si
registra in Italia dove ci sono, a mio parere un nesso c'è. Ecco perché
difenderemo il nostro sistema senza toccare le cose che funzionano. Anzi, in
tempi di dubbi sui bilanci di alcuni comuni mi chiedo se non sia il caso di
rafforzare i controlli contabili attraverso dei revisori più severamente
individuati, senza condizionamenti politici che possano validare e certificare
nel pieno rispetto della sovranità del popolo che elegge i consigli comunali».
La giornata congressuale
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
L'AGENDA DEI
SEMINARI ALLESTITA IN SINERGIA CON ALCUNE AZIENDE LEADER SI PRESENTA
PARTICOLARMENTE PROPOSITIVA Convegni, il valore aggiunto DAI SISTEMI IMPERMEABILIZZANTI
PER STRUTTURE INTERRATE ALLA GUIDA COMPLETA DELLE PIÙ MODERNE TECNOLOGIE
«VERDI» Expo Casa non è solo esposizione e vendita di prodotti e accessori per
la casa, ma è anche opportunità per liberi professionisti, tecnici e operatori
pubblici di aggiornamento, grazie ai diversi incontri formativi organizzati
nell'ambito dell'evento. Tutti i momenti di incontro si svolgeranno all'interno
della Sala Blu del Centro Fiere e sono a partecipazione libera e gratuita. Già
oggi saranno due le occasioni di approfondimento. Alle 19 Norkos
Impermeabilizzazioni, supportata dalla presenza dei relatori Mapei spa,
presenta il seminario tecnico riguardante i sistemi impermeabilizzanti per
strutture interrate. Norkos Imp. con sede a Niardo è società che da anni si occupa
di impermeabilizzazioni di piccoli e grandi cantieri utilizzando tutte le gamme
di materiali impermeabilizzanti (guaine bituminose, manti sintetici,
bentonitici e cementiti) nonché prodotti dei migliori marchi certificati a
livello nazionale ed europeo, con tecniche di posa tali da garantire la
realizzazione di un'opera duratura con l'ausilio di personale altamente
specializzato grazie alla formazione continua nel settore. Accanto all'attività
di impermeabilizzazioni nella quale riveste il suo punto di forza, nel corso
degli ultimi anni ha ampliato i servizi all'edilizia offerti alla sua clientela
con l'aggiunta del noleggio con montaggio e smontaggio dei ponteggi. L'altro
incontro di oggi è promosso da Eliante Solar, che dalle 20.30 propone nuove opportunità
per le imprese private e per gli enti pubblici in materia di energie
alternative: progetti operativi, tecnologie, forme di agevolazione e accesso al
credito. L'incontro punterà l'attenzione sugli aspetti tecnici, finanziari e
amministrativi degli investimenti in campo energie rinnovabili e risparmio
energetico. Eliante Solar è un'azienda che da anni si occupa di progettazione e
installazione chiavi in mano di sistemi solari fotovoltaici e termici ma la sua
attività non si ferma qui. L'incontro fa parte infatti di un programma di
workshop e seminari tecnico-divulgativi rivolti alle istituzioni, alle
amministrazioni, ai liberi professionisti, agli imprenditori volti alla
conoscenza e sensibilizzazione nei confronti delle energie rinnovabili. Eliante
Solar collabora inoltre anche alla formazione dei master del Politecnico di
Milano in campo energia solare e negli ultimi due anni è stata consulente
tecnico per alcune importanti aziende tra cui Artemide Spa, Donati Group,
Kingspan Ltd per lo sviluppo di tecnologie solari, termodinamiche e di
apparecchi illuminotecnici abbinati al fotovoltaico. L'incontro organizzato in
concomitanza con Expo Casa sarà un'occasione per dare spazio e voce a
esperienze diverse. Partendo dalle diverse tecnologie rinnovabili, passando per la burocrazia necessaria all'avvio di un progetto verde fino ad arrivare alle
vere esperienze di cantiere, si discuterà delle reali opportunità di
investimento nelle energie rinnovabili e della loro redditività spiegando come
queste non costituiscano una limitazione all'attività quotidiana di un'azienda
o di una istituzione, ma anzi di come questi investimenti possano
rappresentare oggi un'alternativa valida e seria per fronteggiare la recente
crisi economica globale.
( da "Tirreno, Il" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
L'assessore Lido
Moschini annuncia: sarà inaugurata alla fine di aprile S. Alessio, apre la
nuova palestra LUCCA. Verrà inaugurata alla fine di aprile la palestra alla
scuola di S. Alessio. L'annuncio arriva dall'assessore allo sport Lido Moschini
che, anche in consiglio comunale, replica all'interrogazione del consigliere
comunale dell'Ulivo-Pd, Celestino Marchii. Il consigliere di opposizione aveva
denunciato il fatto che la palestra non è stata ancora terminata a 6 anni
dall'inizio dei lavori. «Le accuse del consigliere Celestino Marchini - sottolinea
Moschini - sono infondate. I soldi per ultimare i lavori ci sono e se finora
l'intervento è andato a rilento è solo perché negli ultimi mesi il maltempo ha
creato difficoltà al cantiere. Tuttavia, gli uffici mi assicurano che la
palestra sarà pronta per la fine di aprile». A quel punto - sottolinea
l'assessore - verrà utilizzata la mattina «dagli studenti, com'è giusto che
sia, ma il pomeriggio verrò destinata all'attività fisica delle società. Il
nostro obiettivo, infatti, è di darla in gestione a una società che dovrà
pagare un canone annuo. La procedura, insomma, sarà quella seguita per tutti
gli impianti sportivi». Moschini, in sostanza, assicura che la palestra sarà
pronta prima della fine dell'anno scolastico «a conferma dell'impegno che l'amministrazione
comunale dedica allo sport e a tutti gli impianti. Certo, durante l'anno di
commissariamento gli impianti sono stati un po' trascurati, ma noi ci siamo
messi di impegno a recuperarli. Il caso della palestra di S. Alessio è
emblematico: appena mi sono insediato ho cercato i fondi per ultimarla; poi è
stata indetta la gara d'appalto e alla fine i lavori sono stati assegnati. Certo che fra procedure, burocrazia e pioggia i tempi si sono un po' dilatati, ma questo è
fisiologico. Per cui non capisco il modo di far politica e opposizione di
Marchini che protocolla le interrogazioni e poi non aspetta neppure le risposte
prima di diffonderle».
( da "Tirreno, Il" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Rinnovati i vertici
delle categorie: serve meno burocrazia e più collaborazione nella promozione Confesercenti rilancia sul
turismo Nasce il coordinamento di imprenditori e operatori del settore LUCCA.
Nuovi vertici per Assoturismo Confesercenti. Questi i presidenti: Andrea
Martinelli per gli albergatori, Pietro Monticelli per le altre strutture
ricettive, Gabriele Tebano per le guide ambientali, Franco Cipriano per
i servizi turistici, Rosanna Capitani per le agenzie di viaggio. Insieme a loro
a far parte del nuovo coordinamento ci sono altri sei rappresentanti delle strutture
ricettive, agenzie, guide turistiche ai quali si aggiunge il presidente dei
ristoratori eletto dall'assemblea di categoria. «Abbiamo deciso di lavorare su
due fronti: specializzazione e integrazione. Da una parte ogni categoria ha il
suo presidente - dichiara il direttore della Confesercenti Emanuele Pasquini -
capace di conoscere e affrontare i dettagli di ogni comparto. Anzi: è previsto
per la prima volta ci sia un presidente per gli albergatori e uno per le
attività extralberghiere, che hanno interessi e problematiche spesso diverse;
un referente per le guide turistiche ed uno per le guide ambientali. Questo
perché siamo consapevoli delle molte differenze che esistono sul piano
normativo e spesso anche promozionale tra questi settori. Ma allo stesso tempo
abbiamo scelto un luogo di lavoro comune: il coordinamento turismo».
L'assemblea è stata anche l'occasione per un'ampia discussione sui temi del
turismo. Molte le proposte emerse nel confronto tra gli operatori. Tra i temi -
che saranno oggetto di uno specifico documento - in primo luogo la richiesta
alle istituzioni di una lotta vera all'abusivismo, che è un fenomeno
preoccupante. «L'associazione - dichiara il presidente di AssoB&B
Monticelli - si è rivolta con forza a tutte le istituzioni del territorio. Ma
per adesso abbiamo registrato solo timide risposte. Un'azione incisiva è
possibile, sia sul piano della repressione e del controllo, sia sul piano della
valorizzazione delle strutture regolari. Per questo abbiamo pronto una proposta
operativa». «Tra i punti chiave del dibattito - dichiara Andrea Martinelli, neo
presidente Albergatori Confesercenti - la necessità di puntare i piedi con gli
enti del territorio per richiedere coordinamento delle politiche di
accoglienza, promozione e sugli eventi e una razionalizzazione degli
interlocutori e uscire dalla politica dei proclami con cabine di regia
teoriche, e entrare in quella dei fatti con atti semplici e concreti come un
calendario annuale degli eventi e una miglior comunicazione degli eventi e meno
frammentazione tra i soggetti. Ma anche affrontare con forza il tema della burocrazia». Uno sguardo anche ai progetti
dell'associazione, tra i quali il portale www.welcomeinlucca.it, che ha
riscosso il plauso dei presenti e una recente segnalazione sulla guide Lonely
Planet; il progetto via delle Pievi, prima esperienza di marketing d'area
avviata sulle colline della Valfreddana; i progetti di promozione turistica
all'aeroporto di Pisa attivati in collaborazione con l'Apt da un lato e nelle
prossime settimane in collaborazione con il Festival Puccini e la sua Lucca e
altri partner.
( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del
13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
MODENA PRIMO PIANO
pag. 2 LE COOPERATIVE rosse del mattone a Modena e dintorni hanno storicamente
innalzato interi qua... LE COOPERATIVE rosse del mattone a Modena e dintorni
hanno storicamente innalzato interi quartieri negli anni Settanta quando il
vecchio Pci era stalinista in politica e liberista negli affari, hanno
costruito villette e palazzi e ristrutturato interi quartieri, hanno tirato su
tutti i centri commerciali che abbracciano la città. Calcestruzzo e politica da
queste parti sono sempre andati d'accordo. C'è adesso un ingombrante assessore
all'urbanistica, Daniele Sitta, che ogni giorno sforna un'idea a base di
cemento con piazze da rifare e quartieri da rilanciare e nel frattempo pensa
allo sviluppo della città a Est (nessuna allusione politica, è solo un caso)
ipotizzando case e appartamenti per altre sessantamila persone nei prossimi
decenni. Su questo scenario reale, care coop rosse che per tanti anni avete
fatto il salvadanaio dell'ex Pci, adesso arricciate il naso per un tentativo
del governo di rilanciare l'edilizia con ristrutturazioni
più agili e meno burocrazia.
Leggendo le cronache qui a fianco si capisce che il cuore imprenditoriale che
batte sotto il mattone di voi cooperatori è diviso a metà. Col buon senso
vorreste dire «parliamone» ma il tradizionale e ancora forte allineamento a
sinistra vi fa tirare il freno a mano. L'importante è far capire che il
governo di centrodestra è cattivo. Dopo milioni di tonnellate di cemento non
abbiate paura ad andare controcorrente e riflettere sulle proposte di
Berlusconi smarcandovi dal potere (logoro) del Pd.
( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del
13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
MODENA PRIMO PIANO
pag.
( da "Manifesto, Il" del 13-03-2009)
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IL CASO Così
s'insegnano i diritti umani a chi non ne ha Th. Gu. KABUL L'ufficio è una
villetta nel quartiere meridionale di Karteseh. Il fusto della vite in giardino
è antico e in attesa di buttare fuori le prime gemme. E' qui che ha sede il
Civil Society & Human Rights Network (Cshrn), finanziamenti danesi e
svizzeri e nome inglese. Ma afghanissimo e con un obiettivo ben preciso:
occuparsi del tema dei diritti umani, locuzione molto utilizzata in Afghanistan
ma i cui principi sono assai poco applicati. Naim Nazari, coordinatore di
quest'ombrello che raccoglie sessanta organizzazioni nel paese che, a diverso
titolo, si occupano di diritti, racconta di questa rete di associazioni
registrata sia al ministero della giustizia, sia a quello dell'economia (può
sembrar bizzarro, ma ogni burocrazia ha le sue regole). «Ci occupiamo del tema della giustizia e
della democrazia in Afghanistan - spiega Nazari - ma non solo a livello
teorico. Lavoriamo sulla formazione tecnica, il che significa sul piano dei
valori, ma anche sulla capacità di incidere a livello istituzionale: i diritti
umani bisogna conoscerli ma anche farli diventare pratica». Per farlo,
questa rete della società civile afghana sa benissimo che occorre un lavoro di
lobbing: «Per influenzare le istituzioni e consigliare le politiche del
governo. Per dirla in tre parole: formazione, coordinamento e pressione». Un
discorso molto articolato che non ti aspetteresti di sentire in Afghanistan. Il
comitato ristretto del Cshrn è composto dai rappresentanti di undici delle
sessanta organizzazioni che eleggono la rosa ridotta dell'esecutivo nell'Assemblea
generale che si tiene ogni anno e alla quale appartiene il diritto di cambiare
la strategia della rete. Al segretariato ristretto spetta invece un lavoro di
elaborazione teorica che si nutre di incontri e dibattiti con funzionari dei
vari ministeri, intellettuali, esponenti della società civile e che trova poi
un veicolo nella rivista bimestrale «Angora» (per ora solo in pashtun e dari) e
sul sito web della rete (anche quello in lingua). Ma il network è anche
presente in un programma radiofonico che va in onda ogni venerdì pomeriggio tra
le sei e le sette e con diverse altre pubblicazioni e brochure a tema, come
testimoniano i pacchi che vediamo nell'ordinata biblioteca del centro. Kabul
non è l'unica sede: il Centro ha uffici a Jalalabad, Herat, Mazar-i-sharif, da
cui a loro volta dipendono 17 province afghane, oltre la metà di quelle in cui
è diviso il paese. Al Sud la loro presenza è debolissima, «anche se per adesso
i talebani non ci hanno preso direttamente di mira», dice Nazari. E non devono
essere gli unici nemici che temono: quando si comincia a parlare di
«opposizione democratica», delle linee etniche in cui è diviso il governo,
delle leggi di amnistia varate per autoassolversi e della legittimità
dell'esecutivo, si capisce che il terreno è minato. E che la battaglia per i
diritti non si combatte solo nelle pianure meridionali dell'Helmand, ma anche
nel nuovo parlamento di Kabul dove non tutti vedono con favore l'attività di
una rete che si occupa di diritti umani. Il Cshrn è uno dei tanti punti
luminosi nel magma informale di una società civile che, benché poco conosciuta,
poco finanziata, poco ascoltata, esiste e si muove, anche se con fatica.
Rappresenta forse solo un segmento ridotto della società afghana, ma anche un
punto di luce nel buio di un paesaggio istituzionale spesso opaco, a cominciare
dal parlamento per finire negli uffici dei vari ministeri. Scommessa vera di
democrazia, parola da declinare con cautela in questo paese. Gente così
meriterebbe più attenzione. E più protezione. Non soltanto dai talebani.
( da "Manifesto, Il" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Droghe, a Vienna di
scena il dissenso Grazia Zuffa Il consenso è finito. Questo in sintesi il succo
del meeting di Vienna, la Conferenza organizzata dalle Nazioni unite dedicata
alle droghe. Non è cosa da poco, perché l'accordo è il pilastro su cui si regge
la credibilità del mastodontico ma traballante edificio delle Nazioni Unite. Lo
«spirito di coesione» ha vacillato quando nella paludata sessione di apertura
si è alzato il presidente della Bolivia, Evo Morales, chiedendo di cambiare due
articoli delle Convenzioni sulle droghe narcotiche; e quando il rappresentante
ceco, a nome dell'Unione europea, ha rivendicato la riduzione del danno come
parte integrante delle politiche europee: portando allo scoperto lo scontro che
ha bloccato per mesi i negoziati sulla Dichiarazione politica finale. L'esito
imprevisto è stata la «riserva» sulla Dichiarazione politica, sottoscritta da
un nutrito gruppo di paesi in maggioranza europei: in cui mantengono il punto
sull'terpretazione e sulla stessa definizione di riduzione del danno. Per la
prima volta nella storia della diplomazia delle droghe, alcuni stati membri
esplicitano un dissenso. Evo Morales per primo ha rotto il rituale: un discorso
pacato e argomentato, ma al tempo stesso vibrante e diretto, senza nessuna
concessione alle circonlocuzioni della diplomazia. Un errore storico: così ha
definito l'inserimento della foglia di coca fra le droghe narcotiche nella
convenzione Onu del 1961. Allora la comunità internazionale ha guardato alla
coca con occhi occidentali, ignorando la masticazione della foglia come parte
della cultura dei popoli andini. L'approccio di Morales va ben oltre la
rivendicazione terzomondista. Il presidente ha contestato l'insipienza di chi
affida il governo di fenomeni socioculturali complessi alle legislazioni
proibizioniste (come potevate pensare - ha chiesto all'assemblea - che una
tradizione millenaria sarebbe finita solo perché le leggi internazionali la
mettevano al bando?). Altrettanto raffinata la sua bussola politica.
Nell'incontro organizzato dalle Ong, qualcuno, con un po' di scetticismo, gli
ha chiesto se davvero sperava nell'accoglimento della sua proposta. «Anni fa
venni qui come sindacalista dei coltivatori di coca. Allora fui espulso
dall'assemblea. Oggi ho parlato qui come capo di uno stato», è stata la
risposta. Come dire: in politica le cose cambiano e soprattutto la politica può
cambiare le cose. Se è vero - come Morales crede fermamente - che «quella della
foglia di coca è questione politica, non medica o legale». Anche il conflitto
sulla riduzione del danno è squisitamente politico. Quelle politiche sono
diffuse in tutto il mondo (dall'Europa, all'Australia all'Iran) e diverse
agenzie Onu, Unaids in testa, da tempo le citano e le promuovono nelle loro
raccomandazioni. Ma la Commissione sulle droghe narcotiche (Cnd) non ha mai
voluto menzionare questa strategia. Paradossalmente, si potrebbe dire, ma non
tanto. Le politiche Onu, basate sulle Convenzioni, sono da sempre centrate
sulla repressione. La riduzione del danno altro non è che l'approccio di sanità
pubblica applicato alle droghe: citarla nella Dichiarazione politica
significava mettere finalmente la salute al primo posto, relegando in secondo
piano il braccio armato dell'antidroga. Significava iniziare a correggere un
errore storico, per dirla con Morales. I «guerrieri» hanno voluto imporre il
loro veto e la Dichiarazione politica è solo un elenco di cattivi propositi con
la grottesca riedizione della litania sul mondo libero dalla droga entro il
( da "Manifesto, Il" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
TEATRO Una legge
quadro da minculpop Gianfranco Capitta Sarà il 136 il numero che cambierà le
sorti dello spettacolo dal vivo in Italia? Chissà. Per ora è il numero
progressivo di una proposta di legge quadro che l'infaticabile Gabriella
Carlucci (lo aveva già fatto nelle scorse legislature), parlamentare di Fi
della prima ora, ha preparato, presentato e già discusso in commissione. Tanto
che ieri a Montecitorio, assente il suo cofirmatario Luca Barbareschi, sedevano
con lei alla presidenza deputate del Pd e della Lega, oltre che del suo stesso
raggruppamento. E tutte si sono dichiarate pronte a sfidare i tempi e le
procedure parlamentari per consegnare finalmente una legge al settore: ognuna
mettendo l'accento sul proprio punto di vista, bipartisan ma non del tutto.
Così la pd Da Biasi ha insistito soprattutto sull'importanza culturale del
teatro prendendo ben le distanze dai paradossi «abolizionisti» dei
finanziamenti pubblici al settore sostenuti con molto spazio da Baricco nelle
scorse settimane su Repubblica. La rappresentante della Lega invece si è
battuta con passione (pochette verde d'ordinanza) perché le direzioni generali
dello spettacolo debbano essere tre, una per il nord, una per il centro e una
per il sud. Unici discorsi sensati quelli del direttore del Piccolo Escobar e,
dal suo punto di vista, quello del presidente Agis, Francesconi. Al di là del
folclore, non è facilissimo valutare cosa cambierebbe davvero la nuova legge.
Le intenzioni possono apparire buone, ad un primo sguardo, nel loro
generalismo. Abolire la burocrazia e le posizioni consolidate o di rendita, dare occasioni ai nuovi
artisti. Sono slogan ai limiti dell'ovvietà. Così come la necessità di nuova
managerialità, o la scadenza a tempo di sovrintendenti e commissari d'opera
(proprio tra questi ultimi ci sono megadirigenti assai legati all'attuale
maggioranza...). Affermazioni che sarebbero scontate, se divenissero
fatti. Non è successo con i precedenti governi di destra né con quelli di
centrosinistra: figurarsi con quello attuale occupato solo di ciò che
direttamente gli interessa. Per non parlare delle strutture piramidali che
dovrebbero dare indirizzo, conferma, convalida e finanziamenti alla qualità di
teatro, danza e musica in Italia. Già sono inutili (se non scandalose quanto a
rappresentatività e meriti professionali) le attuali commissioni presso il
ministero; figurarsi come potrebbero risultare comitati e conferenze cooptati
da questo esecutivo sfacciato: un vero minculpop! Suonava quasi patetica la
sicurezza riposta dalla Carlucci nell'attuale ministro. Il placido Sandro Bondi
le avrebbe promesso giusto l'altra sera che cercherà in tutti i modi di
rimpinguare il Fondo per lo spettacolo. E lei ha messo per iscritto di voler
«assecondare e applicare le riforme». Appunto: aiuto!
( da "Tirreno, Il" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 9 -
Montecatini Un kit cantiere per orientarsi tra le norme sulla sicirezza
PISTOIA. Un "Kit cantiere" per viaggiare sicuri tra le norme della
sicurezza. Lo hanno realizzato Confartigianato Pistoia, Geos Pistoia e Bcc
Valdinievole per i lavoratori autonomi del settore edile, che, con l'entrata in
vigore del nuovo Testo unico sulla sicurezza, devono adempiere a nuove norme.
Nel kit gli operatori troveranno tutti i documenti e la modulistica che
quotidianamente deve essere portata in cantiere, a disposizione degli organi di
controllo. «Il nuovo Testo unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro - spiega
il presidente provinciale di Confartigianato Costruzioni, Antonio Posillico -
introduce una serie di obblighi per i lavoratori autonomi dell'edilizia, sinora
esclusi da questo tipo di adempimenti. Anche le imprese individuali senza
dipendenti, di fatto, si trovano oggi ad avere a che fare con una serie di
pratiche burocratiche che fino ad oggi riguardavano solo le imprese più strutturate.
Per facilitare l'approccio a questo nuovo mondo di adempimenti che devono
essere svolti ogni qual volta si apre un cantiere, insieme al centro sicurezza
ambiente Geos e alla Bcc Valdinievole, abbiamo messo a punto questo kit con
tutta la modulistica necessaria all'apertura di un nuovo cantiere». Ma l'iniziativa non vuole solo facilitare l'approccio degli artigiani
con la burocrazia. «Fino
dagli anni Ottanta siamo impegnati a divulgare la cultura della sicurezza -
afferma Posillico - attraverso iniziative e percorsi formativi, come quello che
si è concluso il mese scorso sul montaggio dei ponteggi, dal quale sono usciti
ben 350 allievi. La realizzazione del kit cantiere va in questa
direzione: è un'ulteriore occasione per parlare di sicurezza e sostenere anche
le imprese più piccole a fare un salto di qualità che sarà essenziale nel
momento della ripresa economica». Per questo, il kit sarà consegnato agli
associati a Confartigianato imprese Pistoia nel corso di una serie di incontri
durante i quali si parlerà di sicurezza e saranno impartite le istruzioni
sull'uso del kit e sulla corretta compilazione della documentazione, che è
normalmente richiesta dagli organi di controllo. Gli incontri si svolgeranno
tutti alle ore 18, con il seguente calendario: giovedì 19 marzo, nella sede
della Confartigianato di Quarrata (via Marco Polo, 80); venerdì 20 marzo nella
sede della Confartigianato di Montecatini (via Pistoiese, 19); lunedì 23 marzo
nella sede della Confartigianato di Agliana (via Paganini, 46); mercoledì 25
marzo nella sede della Confartigianato di Pistoia (via Fermi, 49).
( da "Tirreno, Il" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 10 -
Montecatini La materna avrà un nuovo tetto In estate partiranno i lavori, costo
150mila euro Negli scorsi mesi era anche piovuto dentro la scuola. In seguito
arriveranno anche i pannelli fotovoltaici CARLO BARDINI S.MARCELLO. Saranno
spesi 150.000 euro per ristrutturare il tetto della scuola materna di
S.Marcello che da tempo versa in condizioni precarie ed è soggetto a continue
infiltrazioni d'acqua. I soldi arriveranno grazie all'accensione di un mutuo da
parte del Comune di San Marcello e figureranno già in un capitolo del bilancio
che sarà presentato adesso entro la fine di marzo. Un intervento che si è reso
necessario viste le condizioni del tetto, messo a dura prova durante le piogge
abbondanti dell'inverno che sta per finire. «Il lavoro al tetto della materna
sanmarcellina - ha spiegato il primo cittadino Carla Strufaldi - è necessario a
causa delle gravi infiltrazioni di acqua degli ultimi tempi. Non si tratterà di
intervenire sulla struttura vera e propria ma di rifare completamente la
copertura in catrame, intervenire dove necessario per renderlo idoneo e fare
una nuova copertura di embrici. Questi soldi si aggiungono ai già 40mila spesi
sul tetto della scuola media di S.Marcello sempre per problemi di infiltrazioni
e che sono già stati messi in opera. I 150mila, invece, saranno materia del
prossimo bilancio entro la fine del mese». Seguendo i tempi
della burocrazia i lavori
al tetto della materna del capoluogo dovrebbero svolgersi in estate per essere
terminati quando inizierà il prossimo anno scolastico d'autunno. L'intervento
prevederà anche l'installazione delle linee vita. «Questo aspetto è molto
importante - dice Strufaldi - perché permette di far risparmiare
all'amministrazione, in futuro, diversi soldi a causa del montaggio di
ponteggi. Infatti, con l'ausilio delle linee, linee a cui l'operaio si potrà
legare e lavorare in sicurezza, eviteremo di costruire i ponteggi esterni per
recarsi sul tetto». Ma l'intenzione del comune di S.Marcello è anche quella di
allinersi con le moderne tendenze di risparmio energetico e allestire la scuola
di Marersca con impianti fotovoltaici. «Per il momento è un nostro obiettivo -
conclude il sindaco - Investire nell'energie rinnovabili è stato un obiettivo
anche del programma elettorale e pensare a questo tipi di investimento su una
scuola ci è sembrata una soluzione ottimale. Anche in questo caso si tratterà
di una cifra economica intorno ai 150mila euro ma in questo caso entrerà in
gioco la Regione Toscana, che dà un contributo pari al 20%».
( da "Sole 24 Ore, Il" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: IN PRIMO PIANO data: 2009-03-13 - pag: 6 autore: La squadra della Casa
Bianca. Contrasti tra le figure di punta Le strade divergenti di Geithner e
Summers Mario Margiocco P artiti insieme per un faticoso viaggio, Timothy
Geithner e Larry Summers difficilmente arriveranno insieme. Mentre il più
giovane (47 anni) ministro del Tesoro è sulla graticola, oggetto di pesanti
sketch tv che lo dipingono come un disperato a caccia di idee, il più anziano
Summers (54 anni) direttore del National Economic Council, primo consigliere
economico del presidente quindi, cerca di differenziarsi e, cosa per lui contro
natura, ha rarefatto le uscite pubbliche negli Stati Uniti. Sul Financial Times
due giornalisti (uno è il suo ex speechwriter di quando era ministro del Tesoro
di Clinton, dal '99 al
( da "Corriere Alto Adige" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Corriere dell'Alto
Adige - BOLZANO - sezione: 1AECONOMIA - data: 2009-03-13 num: - pag: 9
categoria: REDAZIONALE Reazioni Gli imprenditori Industriali e Cna «Iter troppo
lenti» Raiffeisen perplessa BOLZANO — Gli imprenditori non nascondono
perplessità sul piano anticrisi della Provincia. Udo Perkmann, direttore di
Assoimprenditori, spiega: «Il clima del tavolo è stato positivo, ma c'è
preoccupazione per l'allargamento della crisi ad altri settori oltre edilizia
ed automotive. Approfondiremo la bozza dell'accordo per estendere gli
ammortizzatori sociali ai precari, ma occorre riunire ancora questo tavolo per
cercare soluzioni su tutti gli altri fronti aperti». Condivide Christof
Oberrauch, presidente di Assoimprenditori, che ha incontrato il Landeshauptmann
Luis Durnwalder mercoledì sera insieme agli altri presidenti riuniti nel
Wirtschaftsring: «Dobbiamo prendere atto che la crisi è solo all'inizio. Sono
per natura ottimista, ma non posso nascondere l'evidenza. Nessuno sa come
uscire dalla crisi, possiamo solo procedere per tentativi. Una soluzione
caldeggiata dalla Provincia e da noi sostenuta è la creazione di un Confidi
unico: gli artigiani dell'Apa fanno ancora resistenza, mentre Unione commercio
e Hgv condividono. Secondo problema è trovare un'intesa con le banche affinché
garantiscano liquidità alle aziende in crisi. La Provincia può giocare un ruolo
importante attraverso i Confidi e con strumenti che forniscano la garanzie di
accesso al credito. Poi occorre velocizzare e snellire la burocrazia. Non possiamo accettare che
vengano stanziati fondi per formare i cassintegrati e, dopo tre mesi, gli
uffici non siano ancora in grado di indicarci l'iter da seguire. Infine i
pagamenti degli enti dovrebbero essere immediati». Cauto Pino Salvadori della Cna:
«Il tavolo delle parti sociali ha fatto un piccolo passo avanti, ma
occorre individuare risorse aggiuntive per imprese e lavoratori coinvolgendo
tutti gli altri assessori e il presidente Durnwalder». Paul Gasser, direttore
del Raiffeisenverband, parla anche a nome delle Casse rurali: «Oggi la
cooperazione non ha i problemi occupazionali dell'industria, ma non sappiamo
come si evolverà la crisi. Sulle banche, invece, ci sono attacchi
ingiustificati. Non posiamo ridurre i tassi senza abbassare anche i rendimenti
dei depositi. E non è vero che abbiamo stretto i rubinetti del credito, ma
chiediamo garanzie più solide perché non possiamo accollarci tutti i rischi per
imprese in difficoltà». F. E.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: STILI E TENDENZE data: 2009-03-13 - pag: 25 autore: Grande
distribuzione Rinascente apre al design Si allarga l'offerta della catena di
fascia alta che ha chiuso il bilancio 2008 con ricavi per 425 milioni (+10%) e
margini in crescita di Cristina Jucker N uovi prodotti in arrivo alla
Rinascente: arredi, lampade, computer, cartoleria. Tutti oggetti particolari, o
tecnologici, comunque ricercati e innovativi, che saranno accolti nel nuovo
piano dedicato al design che ufficialmente si aprirà nella sede di Piazza Duomo
a Milano a fine settembre ( ma qualche assaggio si potrà avere già in aprile,
in occasione del Salone del mobile). L'obiettivo è diversificare ulteriormente
l'offerta della principale catena italiana di grandi magazzini di fascia alta.
E questo dopo che l'introduzione di un gruppo sempre più numeroso di grandi
griffe di abbigliamento e accessori (un'assoluta novità per l'Italia) dimostra
di funzionare molto bene, la cosmetica va benissimo («La nuova linea di
Dolce&Gabbana lanciata da noi è un grande successo» ricorda Vittorio
Radice, l'amministratore delegato che ha gestito il rilancio di Rinascente) e
tutto l'alimentare (prodotti e ristoranti) della Rinascente Duomo (che genera
il 50% circa del fatturato complessivo) in meno di due anni ha moltiplicato i
ricavi a un ritmo esponenziale. «Oggi il vero lusso non è tanto la borsa da
mille euro ma i biscotti o l'olio d'oliva da 25 euro» sostiene Radice. E la
recente crisi dei consumi? «Abbiamo chiuso il 2008 con 425 milioni di ricavi –
risponde Radice – che significa una crescita del 10,6 per cento. Tutta
registrata, però, nei primi nove mesi. Dal 12 ottobre in poi ci siamo fermati e
salvo una ripresina a gennaio ora l'andamento è stabile. Va anche detto che
questa crescita è avvenuta nonostante la chiusura del negozio di Napoli: quando
siamo partiti, quattro anni fa, avevamo 19 punti vendita e 300 milioni di ricavi,
ora siamo scesi a 14 negozi e il fatturato è salito di oltre il 40%». Meno
brillanti le prospettive per il 2009. «Per quest'anno abbiamo fatto un budget
molto conservativo ma comunque non in discesa. In compenso siamo tornati a
generare cassa e ora raccogliamo i frutti delle innovazioni di gestione,
soprattutto del magazzino, introdotte nei mesi scorsi registrando un netto
miglioramento dell'ebitda». Se il numero degli ingressi è rimasto più o meno
uguale a quello dell'anno scorso, nei mesi scorsi è sceso il valore dello
scontrino medio e soprattutto si è ridotta la quota di visitatori che decidono
di fare acquisti. E per la prima volta nella storia della "nuova"
Rinascente (Radice è arrivato nel 2005, dopo il cambiamento di proprietà) lo
scorso febbraio sono calati i turisti provenienti da Paesi extra-europei. A
questo punto la strategia è quella di aumentare le promozioni, giocando di
fantasia e creatività più che agendo sugli sconti. E soprattutto ridurre gli
stock e ricorrere a tutte quelle formule che consentono di utilizzare meno
capitale circolante: «In questa situazione conservare il cash è di rigore,
perchè è questo quello che ti salva. Ormai nei rapporti con le banche la
negoziazione è continua, quasi giornaliera » sostiene Radice. Nel frattempo, comunque,
non si arrestano i programmi di investimento. Il cantiere per la
ristrutturazione del nuovo grande negozio di Roma, in via del Tritone,
acquistato nel 2006 (15mila metri quadri solo per la vendita) dovrebbe
finalmente partire all'inizio dell'anno prossimo per chiudersi nel 2012: «Sei
anni per aprire un punto vendita sono davvero troppi. Per noi, come per tutti,
il tempo è denaro» si lamenta Radice. Tempi lunghi anche per Palermo, dove
finalmente è partito il cantiere per la nuova sede, che aprirà nella primavera
2010: cinque piani, 5mila metri quadrati, un ristorante sulla terrazza con
vista sul mare. «è il primo grande magazzino aperto dalla Rinascente negli
ultimi 30 anni». Peccato che dopo tre anni di attesa per il via libera, a
settembre si dovrà liberare la sede attuale ( nel frattempo venduta ad altri) e
mettere in cassa integrazione i dipendenti, in attesa del trasloco. E se i
tempi lunghi per le autorizzazioni rendono difficile investire in Italia, le
chiusure settimanali rendono difficile lavorare. «Un terzo circa dei nostri
negozi deve restare chiuso la domenica e a Padova, unica città in Italia,
dobbiamo chiudere anche il lunedì mattina. è già tanto che siamo riusciti a
tenere aperto durante l'intervallo di colazione. Perchè uno deve essere
obbligato a non lavorare? » si chiede Radici, che per molti anni ha vissuto, e
lavorato, all'estero e fatica ad accettare tutti gli
ostacoli che la burocrazia
italiana mette in campo. cristina.jucker@ilsole24ore.com IL NUOVO CORSO
Vittorio Radice (a destra), a.d. di Rinascente dal 2005 e, in alto, il nuovo
look del reparto cosmetica al piano terreno del grande magazzino di Piazza del
Duomo nel centro di Milano
( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Venerdì 13 Marzo
2009 Chiudi Mancano solo i pareri favorevoli della commissioni parlamentari per
l'insediamento dell'avvocato Luciano Canepa alla presidenza dell'Autorità
portuale. Ordinaria burocrazia, che potrebbe però ritardare la nomina. Decreto di nomina che il
ministro Altero Matteoli ha già in tasca. E che potrebbe firmare tra un paio di
settimane. Dipende dai pareri delle commissioni Trasporti, appunto. La
richiesta di parere è già arrivata a quella della Camera: ha tre settimane di
tempo, potrebbe dire sì a Canepa già mercoledì 18 o mercoledì 25. La
commissione del Senato potrebbe decidere giovedì 19 o martedì 24 (previsioni
basate sul calendario dei lavori parlamentari). In ogni caso, il mandato del
presidente Ap uscente, Giovanni Montanari, scade il 24. E per qualche giorno
ancora, in attesa del decreto, la carica potrebbe essere ricoperta
dall'ammiraglio Pasetti, vicepresidente del comitato portuale, o da Tito
Vespasiani, segretario generale Ap. G.M.
( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del
13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
ANCONA AGENDA pag. 8
«Oltre al danno anche la beffa» L'INTERVENTO «STESSO sangue, stessi diritti».
E' questo lo slogan con cui è partita la campagna antirazzista promossa dalla
Cgil Marche lo scorso gennaio. Parole molto forti che toccano nel profondo del
cuore. E' veramente ammirevole osservare con quanta cura e benevolenza questa
associazione sindacale, la prima per numero di iscritti, si prodighi nella
nostra città per i diritti degli immigrati, battendosi in prima linea contro
ogni forma di razzismo e pregiudizio, diffondendo la cultura del dialogo e
dell'integrazione in una città come Ancona diventata già da qualche decennio
una società multietnica. Molto ricca infatti è l'agenda della Cgil locale anche
per quanto riguarda iniziative a sostegno dei diritti delle donne immigrati.
Peccato però quando l'oggetto della discriminazione e della truffa diventa
l'italiano, in modo che oltre al danno subisce anche la beffa. Cosa significa?
PURTROPPO ieri mi è arrivata la segnalazione di una giovane donna italiana
sposata con uno straniero che da alcuni anni non vivono più insieme, lo
straniero qualche mese fa si era rivolto all'ufficio immigrazione della Cgil
anconetana per problemi inerenti al rinnovo del suo permesso di soggiorno,la
questione forse era più complicata del previsto, infatti per facilitare la
strada allo straniero la responsabile sindacale gli ha consigliato di inoltrare
la pratica di cittadinanza in questura approfittando del fatto che la moglie
fosse italiana, la proposta da parte della sindacalista è arrivata lo stesso,
nonostante fosse consapevole che tra i due coniugi la convivenza non esisteva
più oramai da alcuni anni, lo straniero sembra però averlo fatto presente.
Prendi la palla al balzo visto che sei in difficoltà' gli ha risposto la
gentile sindacalista. LA CITTADINANZA dovrebbe invece essere concepita e
percepita dalla società e anche dallo straniero stesso come il coronamento di
un percorso leale e virtuoso che scaturisce da varie esperienze positive come
il lavoro, o meriti speciali,abbattendo la lunghezza della burocrazia esistente oggi, attraverso
però pratiche democratiche e non scorciatoie di comodo che vanno addirittura a
penalizzare una cittadina italiana come in questo caso. Spero che questa
proposta avanzata addirittura da responsabili di un associazione sindacale
resti e sia un caso isolato, anche essendo lo stesso molto grave e desolante».
Anna Criscuolo, segretaria regionale ell'Ugl, dip. Pari Opportunità UGL
( da "Corriere del Veneto" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del Veneto
- PADOVA - sezione: ROVIGO - data: 2009-03-13 num: - pag: 16 categoria:
REDAZIONALE L'intervista Unindustria oggi in assemblea con Marcegaglia, Galan e
Tomat. Il presidente Rossi detta le priorità «Alla Camera di commercio i fondi
di Polesine Camerini» ROVIGO – Sostenere le pmi con il
credito e una burocrazia
più snella. Porre la Camera di Commercio al centro dell'economia polesana e
cogliere il prossimo cambio di leadership a Palazzo Celio come opportunità per
lo sviluppo del Polesine. Il presidente di Unindustria Rovigo, Fabrizio Rossi,
fissa i punti chiave su cui l'associazione scommette il futuro della Provincia,
alla vigilia dell'assemblea generale di oggi alle 17 al Censer, con la
presidente nazionale, Emma Marcegaglia, il governatore Giancarlo Galan e il
presidente degli Industriali veneti, Andrea Tomat. Parlando di futuro,
inevitabile guardare al voto di giugno e al rinnovo dei vertici della Camera di
Commercio, per cui gli Industriali hanno chiarito di voler presentare un
proprio candidato. Nel discorso d'apertura di Rossi, l'accento sarà posto sul
sistema da costruire per guardare oltre la crisi economica. Quali le priorità
che Unindustria metterà sul tavolo all'assemblea generale? «Chiediamo poche,
semplici cose: istituzioni più snelle e veloci, in primis nella nostra
provincia. Lo slogan è: basta burocrazia e burocrati.
Soprattutto le pmi soffrono dei costi assurdi e dei ritardi della lentezza
istituzionale ». Quest'anno cambiano i vertici della Camera di Commercio
rodigina. Cosa si aspettano gli Industriali? «La Camera dovrà avere un ruolo
più centrale, per fare convergere gli intenti di tutte le categorie economiche,
potendo gestire risorse importanti, ad esempio gli eventuali fondi derivanti
dalla riconversione a carbone della centrale Enel di Porto Tolle. Ma vorremmo
vedere cambiamenti anche per l'area fieristica, che deve scorporare le fiere
dalla attività immobiliare del Censer, puntando al pareggio di bilancio: speriamo
che il percorso avviato dia esiti positivi. Per il futuro dell'interporto
rodigino, infine, vediamo un rilancio attraverso una possibile integrazione con
la realtà di Padova». La crisi mette da mesi in ginocchio aziende e lavoratori.
Quali strade percorrere? «Vanno distinte le aziende dalle persone. Per gli
ammortizzatori sociali si sta già facendo molto. Mentre per le imprese, le
difficoltà sono a livello mondiale, nascono dalla finanza, quindi dalla finanza
devono venire le risposte. Ciò che serve soprattutto alle piccole e medie
imprese è la liquidità: le banche devono fare la propria parte per rendere più
facile l'accesso al credito». Nell'assemblea lancerete l'idea di «un'impresa
territoriale realizzata in sinergia da imprenditori, istituzioni e comunità
locale». A giugno si vota per il nuovo presidente della Provincia. Cosa ci si
aspetta dal vincitore delle elezioni? «Prima del voto incontreremo tutti i
candidati per chiedere che inseriscano alcuni punti nel loro programma che
riteniamo fondamentali. Per riassumere in poche parole, chiediamo finalmente
una politica del "sì". Unindustria vuole costruire una provincia
pronta a innovare e a fare il salto di qualità. Io vedo questo cambio al
vertice di Palazzo Celio come una grande opportunità in questo senso ».
Francesco Casoni Alla guida Fabrizio Rossi, presidente di Unindustria Rovigo,
oggi in assemblea
( da "Repubblica, La" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina XIX - Milano
Al Verdi Gli allegri orfani della Taverna Est SIMONA SPAVENTA Sceglie una
materia difficile la trentenne napoletana Sara Sole Notarbartolo per Santa
Lucia della Bella Speranza, secondo lavoro realizzato con la sua compagnia
Taverna Est dopo O´ Mare. Ci parla di orfani e brefotrofi, lo spunto è la legge
149 che stabiliva la chiusura degli istituti a fine 2006. Tema a rischio mélo
che respinge con un teatro civile lontanissimo dalla freddezza della cronaca,
che attinge al gesto vitale e al gusto per il gioco teatrale. Con energia e
freschezza rare, il gruppo, nato in un centro sociale di Napoli, mette in scena la storia di quattro ragazzini indagati per
l´incendio che ha distrutto l´orfanotrofio dove, fuggiti preti e suore,
vivevano abbandonati per la seconda volta. Tra risse, ricordi, confessioni e
miracoli, il ritratto commovente di un´età cui nemmeno destino e burocrazia possono strappare la gioia di
vivere.
( da "Messaggero, Il" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Venerdì
13 Marzo 2009 Chiudi Piano casa, sì dagli Enti locali Semplificazione pronta al
decollo Oggi il Consiglio dei ministri avvia l'esame: meno burocrazia
( da "Messaggero, Il" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Venerdì 13 Marzo
2009 Chiudi di UMBERTO MANCINI ROMA - «Il piano Casa del governo? Ottimo. Lo
declineremo adattandolo alla nostra realtà. Salvaguardando le coste e creando
migliaia di posti di lavoro. Così faremo ripartire l'economia dell'isola e
coniugheremo ambiente e nuova edilizia». Ugo Cappellacci, governatore della
Sardegna, è convinto della bontà del provvedimento quadro che oggi il governo
dovrebbe varare. E ha le idee chiare su come renderlo concreto sul territorio.
«Faremo in modo - dice Cappellacci al Messaggero - che gli investimenti legati
al piano casa vadano di pari passo con lo sviluppo delle energie alternative. E
che lo sblocco dei cantieri, paralizzati da troppo tempo, dia la possibilità di
un ammodernamento complessivo: nuove case sfruttando le tecnologie che
consentono il risparmio energetico e nuove infrastrutture». C'è chi teme però
uno sviluppo selvaggio, senza controlli? «Non ci saranno scempi del paesaggio.
Resteranno i vincoli che già ci sono. Come il divieto di costruire nei
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
PRIMO PIANO pag. 2
DI VOI si parla soprattutto quando ci sono le sfilate di moda che partono con
buone intenzio... DI VOI si parla soprattutto quando ci sono le sfilate di moda
che partono con buone intenzioni e mettono poi in passerella modelle sempre più
filiformi e dall'aria affranta o se la Sacra Rota annulla un matrimonio,
annoverando per la prima volta l'anoressia fra le malattie che creano vizio di
consenso. Quindi il convegno di studio che si è svolto per parlare di questo
grave fenomeno è sicuramente un passo avanti. Quanto ai rimedi proposti, il Tso è una parola che fa paura, evoca protocolli di cieca burocrazia, ci fa pensare ai pazzi
furiosi o creduti tali e non certo al vostro lento e silenzioso spegnersi,
tanto che le opinioni degli esperti sono ancora molto divise in proposito.
L'unica certezza è che bisogna curarsi affidandosi a persone serie. In
Italia esistono ottimi centri all'interno di ospedali pubblici che si occupano
di voi con un approccio che tiene conto delle moltissime variabili della
malattia. Le terapie possono durare anni, sono difficili, faticose, ma i
risultati arrivano. Ma esiste, purtroppo, anche la categoria dei ciarlatani che
approfitta del vostro dolore e di quello delle vostre famiglie. Quando in una
casa un figlio o una figlia sta male si è disposti a fare qualsiasi cosa. E
allora compaiono il falso psicologo, la comunità di recupero trovata su
Internet, il terapista alternativo che propone strani rimedi che costano decine
di migliaia di euro senza risolvere nulla. Spesso creando altri danni,
irreversibili.
( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)" del
13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
FORLI' PRIMO PIANO
pag. 2 Ma le bici elettriche' non hanno spopolato INCENTIVI COMUNALI LANCIATA
in grande stile tra conferenze stampa e messaggi pubblicitari, la campagna
varata dall'amministrazione comunale per incentivare l'acquisto di bici a
pedalata assistita si è risolta in un mezzo flop. Molti cittadini, in
maggioranza anziani, all'inizio si erano dichiarati interessati all'iniziativa
promossa per sostenere un tipo di mobilità più rispettosa dell'ambiente, ma
alla prova di fatti parecchi hanno rinunciato malgrado il contributo
all'acquisto presso una serie di rivenditori autorizzati. L'iniziativa si è
evidentemente arenata nelle secche della burocrazie e di un
certo disinteresse pubblico, tanto che dopo poco più di un anno il consuntivo
dell'operazione appare nebuloso agli stessi amministratori comunali. In più c'è
stata una coda polemica anche per chi ha approfittato della promozione': un
anziano che viaggiava sulla bici elettrica acquistata in un negozio
convenzionato col Comune è stato multato perché il mezzo non risultava
omologato. Insomma, era stato finanziato dal Comune ma era irregolare per il
codice della strada. Sandra Morelli, ex assessore alla viabilità, difende
comunque l'iniziativa: «Un buon numero di persone ne hanno usufruito. Inoltre
acquistammo anche una serie di bici a disposizione dei dipendenti comunali, per
evitare che nei servizi a breve distanza usassero l'automobile».
( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del
13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
MONTAGNA pag. 18
CASTELNOVO MONTI APPLAUDE alla sburocratizzazione annunciata dal Governo il
tecnico... CASTELNOVO MONTI APPLAUDE alla sburocratizzazione annunciata dal
Governo il tecnico Giandomenico Borghi, contitolare dell'omonimo studio, prendendosela con il Comune di Castelnovo per i costi elevati e
l'eccessiva burocrazia
quale «responsabile della crisi dell'edilizia». Il perito Borghi va giù duro
formulando l'auspicio che «alle prossime elezioni venga eletto un sindaco non
burocrate». Riferendosi all'edilizia locale, afferma: «Sono anni che mi batto
contro la burocrazia.
A Castelnovo per ottenere una concessione ci vogliono mesi se non addirittura
anni. Chiunque voglia investire si trova nell'impossibilità di farlo. Solo noi
avremmo undici costruzioni da mettere in cantiere per 5/6milioni di euro
creando opportunità di lavoro per le imprese. Non si tratta di speculatori, ma
di gente che vuole ampliare o costruirsi una casa. Per farlo devono pagare
15-20mila euro di oneri e cedere al Comune una parte di terreno pagando pure
2-3mila euro. Quando il Governo varerà le legge per sburocratizzare tramite
autocertificazione del progettista, essendo l'edilizia di competenza delle
Regioni, l'Emilia Romagna non si adeguerà». Diversa la versione del vicesindaco
Bezzi che, oltre ad invitare Borghi a «candidarsi come sindaco alle prossime
elezioni», precisa: «A fronte di una pratica completa e corretta, la
concessione dell'Ufficio tecnico viene rilasciata nel giro di 2-3 mesi. La
situazione del settore edile non è disastrosa come dice Borghi, in quanto i
dati forniti dagli operatori immobiliari confermano che la situazione
castelnovese tiene meglio del resto della provincia. Gli oneri di
urbanizzazione sono stabiliti da una delibera della Regione e sono uguali
nell'intero territorio regionale e la cessione di una parte di terreno riguarda
i parcheggi di urbanizzazione, una prassi consolidata ovunque». Settimo Baisi
( da "Nazione, La (Massa - Carrara)" del
13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
CRONACA MASSA pag. 6
MASSA LA CRISI economica continua a tenere... MASSA LA CRISI economica continua
a tenere banco, ed è stata anche al centro dell'incontro dibattito sul tema
"Situazione dell'economia locale", tenutosi venerdì presso la sede
provinciale di Forza Italia, che ha avuto la partecipazione come relatori del
direttore dell'associazione industriali di Massa Carrara Andrea Balestri, di
Cesare Bianchi, consulente esperto in ristrutturazioni societarie e Alberto
Ricciardi noto imprenditore locale. «E' difficile stabilire ciò che è reale e
ciò che è invece percepito come tale relativamente alla crisi in atto ha
sottolineato Balestri . Sicuramente la mancanza di fiducia non aiuta ad uscire
dalla crisi, ma il fatto che i consumi reali siano diminuiti solo del 2%
rispetto ad una produzione in calo del 15%, dovrebbe far sperare in una ripresa
non troppo lontana. Inoltre, mentre negli Stati Uniti le famiglie americane
sono molto indebitate con un enorme debito pubblico che grava sulle casse dello
stato, in Italia, le famiglie non sembrano essere particolarmente indebitate».
Ciò non toglie che, nonostante la presenza di numerosi motori economici a
livello locale, ci siano dei problemi da risolvere: «Le aziende ha continuato
Balestri pur investendo meno hanno bisogno di finanziamenti per superare la
crisi, ma le banche hanno paura a far credito. Inoltre la presenza di troppi
Enti che si frappongono tra gli imprenditori e le amministrazioni, allunga i
tempi delle autorizzazioni. C'è inoltre la necessità che al più presto partano
le grandi opere previste, i Piuss e l'ospedale unico, come di un dialogo
continuo tra le associazioni degli industriali e le forze politiche». Sulla
stessa linea Alberto Ricciardi ha rilevato l'importanza «di una velocizzazione
delle procedure autorizzative e che venga ridotta al minimo
la burocrazia delle
pubbliche amministrazioni. Le aziende hanno bisogno di risposte rapide alle
loro richieste altrimenti rinunciano ad investire». Cesare Bianchi, ha
evidenziato in particolar modo i problemi finanziari in cui si trovano la
aziende: «La cosa più grave è che molte delle società che devono ricorrere ai
finanziamenti sono a loro volta creditrici dello stato. Diventa
necessario che si ponga termine alle attuali condizioni di pagamento degli enti
pubblici, dilazionate a 120, 150 giorni. Condizioni divenute insostenibili per
le aziende. Gli enti pubblici devono poter pagare subito i loro fornitori.
Serve perciò che lo Stato sospenda le condizioni poste dal patto di stabilità
oltre ad una temporanea sospensione delle regole imposte alle banche a seguito
degli accordi di Basilea 2 perché i tassi attualmente applicati sono assurdi
(fino al 20%) e rischiano di annientare molte piccole società».
( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del
13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
FERRARA PRIMO PIANO
pag. 3 «Un anno di calamità commerciale: il Comune cali le imposte locali» LE
RICHIESTE IERI INCONTRO CON L'ASSESSORE MODONESI IERI L'INCONTRO con
l'assessore alle Attività Produttive Aldo Modonesi, oggi il summit con gli albergatori:
per il Comitato Commercianti Centro Storico arriva la legittimazione'
istituzionale, ma in agenda si infittiscono anche le richieste di appuntamenti
con rappresentanti politici. «Si sono già detti disponibili a ragionare con noi
Giulio Barbieri, Valentino Tavolazzi, Romeo Savini sorride Claudio Forlani ,
penso che non mancheranno incontri coi vari Tagliani, Dragotto, Balboni. Siamo
pronti a discutere con tutti. Ma senza prendere etichette politiche e di
partito». Per questo, ieri a Modonesi è stato consegnato una sorta di
manifesto' che rappresenta sotto il profilo dell'attività di settore e della
crisi, la fotografia delle esigenze della categoria. «Il 2009, anche a Ferrara,
è l'anno di... calamità commerciale afferma Forlani ; il governo è impegnato a
varare aiuti alle grandi industrie, nel tentativo indispensabile di salvare
preziosi posti di lavoro. Le piccole attività produttive, escluse da questi
aiuti, si trovano sole, esposte ad un momento di estrema criticità, con il
pericolo della sopravvivenza stessa di tanti piccoli esercizi e di un gran
numero di posti di lavoro». I segnali anche nel nostro territorio sono pesanti,
«senza che si alzi una voce forte da parte delle associazioni di categoria del
commercio la sottolineatura polemica del documento consegnato ieri a Modonesi ;
sono troppo protese a perseguire obiettivi politicamente diversi e lontani
dalla realtà economica dei piccoli esercizi, una realtà quotidiana fatta di
fornitori, dipendenti, affitti, tasse, banche, burocrazia. Farvi fronte tutti i mesi è sempre più faticoso...». Di qui la
richiesta avanzata al Comune: «Abbattere o quanto meno abbassare le imposte
municipali evidenzia Forlani ; capiamo le ristrettezze del bilancio pubblico,
ma riteniamo che l'amministrazione debba prodigarsi con aiuti più mirati».
Non solo contributi alle coop di garanzia, o fondi comunque gestiti attraverso
le associazioni: «Chiediamo incentivi finalizzati alle piccole attività, che le
aiutino a respirare, a superare questo momento di grave difficoltà economica, e
magari a reagire con qualche investimento o conservando i propri dipendenti.
Significa chiude il portavoce del comitato anche difendere l'importanza sociale
che il commercio rappresenta per una città». s. l.
( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del
13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
FERRARA PRIMO PIANO
pag. 4 Borghesi (Sefim): «Ma intanto rimediamo al flagello
della burocrazia» PIANO
CASA LE IMPRESE DELLA LEGA COOP DANNO UN GIUDIZIO NON NEGATIVO'. E TRA I
PRIVATI C'E' INVECE CHI PLAUDE ALL'IDEA «NON SIAMO contrari a priori al piano
casa'. Ma l'emergenza per le imprese edili è un'altra: la burocrazia». Carlo Borghesi, presidente
della Sefim, non si allinea al giudizio positivo della Lega Coop al
provvedimento del governo: «La nostra posizione è più sfumata afferma
benchè oggettivamente interessata; ma occorrerà che il piano casa' diventi
sostanza, sia dal punto di vista normativo che finanziario. Adesso siamo un po'
nel vago, e per quanto riguarda cifre messe sulla carta che poi non potevano
essere spese, in passato c'è stato un certo abuso». Perciò, aspettando che si
chiarisca la cornice del provvedimento, Borghesi punta «sulla
sburocratizzazione: è un bisogno impellente per chi opera in questo settore,
che rischia ogni giorno di finire sepolto sotto documenti, autorizzazioni,
bolli e protocolli». Risultato: «Da sei mesi ad un anno per ottenere un
permesso edilizio: in questo modo non si rilancia l'economia, è addirittura
peggio della crisi». Lo sgomento coglie chiunque «di fronte alle prime due
pagine di un qualunque atto preliminare, su cui sono riportate solo le sigle
degli enti cui occorre fare riferimento prosegue il presidente di Sefim ; poi
ci sono i rimandi normativi a centinaia, forse migliaia di obiettivi di tutela.
In questo modo si uccidono le attività. Ben venga perciò il piano casa' se
porterà chiarezza normativa, risorse, innovazione ma anche collaborazione tra
Stato, Regione e Comune. Ma intanto riduciamo l'eccesso di burocrazia».
Esigenza fondamentale anche a Ferrara: «Non siamo diventati città patrimonio
dell'Umanità per i condomini realizzati dagli anni '
( da "Provincia Pavese, La" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Fotovoltaico sulla
scuola Marcignago, lavori per 120mila euro MARCIGNAGO. Un intervento che vedrà in
gioco oltre 100 mila euro. 114 mila per le opere e 6 mila per le spese relative
a progetti e collaudi per la precisione. Totale: 120 mila euro circa, adoperati
per la realizzazione di un impianto fotovoltaico connesso alla rete elettrica
di distribuzione, da installare sul tetto della scuola materna di via Caduti di
Nassiriya. E' questo il progetto approvato dalla giunta comunale di Marcignago,
appena qualche settimana fa. L'impianto fotovoltaico, in grado di trasformare
direttamente l'energia solare in energia elettrica, senza l'uso di dispositivi
o meccanismi in movimento, appare come uno dei più promettenti metodi di
produzione di energia, a partire da quella solare, per fronteggiare la domanda
di energia elettrica, attutendo l'impatto sull'ambiente. Del progetto, che
dovrebbe essere finanziato per 37 mila euro da contributi (chiesti
dall'Amministrazione) e per 83 mila dall'assunzione di leasing, si dimostra
entusiasta il sindaco, Angelo Cremaschi. «I primi atti fondamentali - ha
spiegato - sono stati compiuti. Abbiamo dovuto sottostare ai tempi tecnici connessi alla burocrazia, ma sono molto soddisfatto del progetto. Abbiamo chiesto anche i
contributi che speriamo ci vengano dati. Il progetto, comunque, entro l'estate
dovrebbe essere portato a termine». L'impianto, installato sul tetto della
nuova scuola materna, si inserisce nel quadro della "modernizzazione"
cominciata con l'inugurazione del nuovo plesso scolastico il 6 gennaio,
posizionato in un'area di 12 mila mq, comprendente anche un'area verde di 6-7
mila mq. Adatto a ospitare circa 86 bambini, il plesso scolastico, decentrato
rispetto al paese, ha avuto anche un altro merito: quello di liberare il centro
storico dal traffico (di automobili e scuolabus) che si registrava in occasione
dell'uscita da scuola dei ragazzi. «Con il decentramento della scuola -
conclude il sindaco - e la presenza dei nuovi dossi, si registra infatti un
notevole calo del traffico o comunque una minor velocità delle auto, costrette
a rallentare, con l'aumento della sicurezza per i pedoni». Michela Cantarella
( da "Centro, Il" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Saline. Eternit,
pneumatici e calcinacci. Scoperti anche 50 filtri dell'olio. De Vincentiis:
chiuderemo gli accessi Lungofiume pulito a spese della Provincia Il Comune
avvia la bonifica ma invia il conto a De Dominicis MONTESILVANO. Sarà il Comune
a portare via i quintali di rifiuti abbandonati lungo l'argine del Saline. Ma
la fattura - un conto di almeno diecimila euro - sarà girata alla Provincia di
Pescara che ha la competenza sul fiume e sulle sue sponde. Inoltre, per
sbarrare la strada agli incivili, il Comune chiuderà gli accessi al lungofiume
con reti metalliche e blocchi di cemento. Questo il verdetto del sopralluogo
che ieri, l'assessore all'Ambiente Ernesto De Vincentiis, ha eseguito tra i
rifiuti insieme ai tecnici del Comune e dell'Ecoemme. Dopo un anno di inerzia,
parte la bonifica del lungofiume. Eternit, calcinacci, pneumatici, lastre
d'asfalto e filtri dell'olio. Dopo il servizio del Centro che ha mostrato i
rifiuti accumulati in un anno, nonostante la raffica di segnalazioni presentate
al Comune, ieri l'assessore all'Ambiente Ernesto De Vincentiis è arrivato sul
lungofiume a bordo della Fiat Panda dell'ufficio tecnico comunale: davanti si è
trovato una distesa di rifiuti in grado di riempire tre camion. Dopo un anno
passato senza interventi, l'assessore ha deciso di tagliare
i tempi della burocrazia:
sarà il Comune a intervenire entro 15 giorni per portare via la mole di
spazzatura abbandonata lungo il Saline. Ma il conto dell'operazione di pulizia
lo pagherà la Provincia di Pescara: «Dopo la pulizia», spiega De Vincentiis,
«sarà inoltrata una nota alla Provincia di Pescara perché il territorio
fluviale è di sua competenza. Il Comune non può spendere risorse per
colmare le lacune lasciate da altri». L'assessore, durante il sopralluogo, non
ha lesinato critiche nei confronti dell'amministrazione di Pino De Dominicis:
«Nonostante i quattro consiglieri eletti a Montesilvano, l'azione della giunta
provinciale in città non si è vista», afferma, mentre anche in città ci si
muove per organizzare le liste in vista delle elezioni del 6 e 7 giugno. Ma
durante il sopralluogo di ieri, oltre ai quintali di rifiuti rinvenuti lungo le
sponde dimenticate del Saline, sono spuntati anche cinquanta filtri dell'olio
scaricati alla base dell'ex discarica di Villa Carmine e ricoperti di terra.
Sono stati i tecnici dell'Ecoemme, dopo una segnalazione giunta nella sede di
via Nilo, a scoprirli. «Entro 15 giorni», assicura il Comune, «sarà eseguita la
pulizia». Per bonificare le aree invase dai rifiuti sarà necessario l'utilizzo
di ruspe e di camion con bracci meccanici per prelevare l'immondizia. Secondo
la prima stima, il conto ammonterà a non meno di diecimila euro. Per evitare
che il lungofiume torni subito una discarica abusiva, il Comune bloccherà i
varchi utilizzati dagli incivili per scaricare i rifiuti con blocchi di cemento
e reti metalliche: secondo il Comune, una soluzione drastica, sbrigativa e a
basso costo in grado di frenare le incursioni. Ma De Vincentiis lancia
ugualmente un appello ai cittadini: «Abbandonare i rifiuti è reato, per
l'ambiente serve rispetto e senso civico». Pietro Lambertini
( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
n. 62 del 2009-03-13
pagina 3 Piano casa, via libera da Comuni e Regioni di Gian Maria De Francesco
Il decreto del governo approvato dalla conferenza degli enti locali. Oggi passa
all'esame del Consiglio dei ministri Sbloccato il fondo da 550 milioni, fissate le norme per semplificare la burocrazia. Fitto: «Così l'economia ripartirà» RomaRegioni e Comuni hanno
dato il via libera al piano casa del governo, che oggi passa all'esame del
Consiglio dei ministri. Ieri la Conferenza unificata Stato-enti locali ha
approvato il decreto del presidente del Consiglio, che prevede uno stanziamento
di 550 milioni di euro. Fondamentale per il raggiungimento dell'accordo
è stato l'incontro di Palazzo Chigi tra il premier e i rappresentanti dei
Comuni, guidati dal sindaco di Firenze Leonardo Domenici. L'esecutivo ha
rassicurato gli amministratori locali sul mantenimento di un adeguato livello
delle entrate, grazie anche all'introduzione del federalismo fiscale. Tra i
motivi che hanno indotto i Comuni alla «pace», va ricordata la possibilità a
loro disposizione di aumentare gli introiti, attraverso gli oneri di
urbanizzazione sulle costruzioni. Così nel pomeriggio la Conferenza ha dato
l'ok al decreto: l'intesa prevede che il governo finanzi il piano in un primo
momento con 200 milioni di euro, e successivamente con una nuova tranche fino
alla quota già concordata di 550 milioni, per l'avvio degli interventi di
edilizia pubblica sovvenzionata. Obbiettivo, mettere in cantiere 5-6mila nuovi alloggi.
Come ha sottolineato il sottosegretario alle Infrastrutture, Mario Mantovani,
«a fine marzo il testo verrà approvato dal Cipe e sarà emanato il decreto che
renderà immediatamente disponibili 200 milioni per le Regioni e 150 milioni per
il Fondo immobiliare nazionale». Su un altro piano la legge quadro a sostegno
dell'edilizia, con le norme che autorizzano l'ampliamento degli edifici. «È
un'iniziativa legislativa - ha spiegato il ministro per i Rapporti con le
Regioni Raffaele Fitto - che si muove nel pieno rispetto delle norme
costituzionali. Saremo aperti al confronto, le polemiche non hanno senso perché
il nostro obiettivo è sburocratizzare e far ripartire l'edilizia». Una leva
fondamentale per rilanciare l'intero sistema economico. Le competenze concorrenti
saranno rispettate, le Regioni potranno scegliere se adeguarsi al piano. Il
governatore lombardo Formigoni si è già posto «l'obiettivo di legiferare prima
dell'estate». Confedilizia (proprietari degli immobili), però, ha denunciato il
rischio che sia riproposto il «fascicolo del fabbricato», un certificato dello
stato di conservazione degli edifici. Il presidente dell'Ance (costruttori),
Paolo Buzzetti, ribadendo «soddisfazione» per il piano, ha sottolineato «la
necessità di un assenso» da parte del Comune prima di far partire un lavoro di
ristrutturazione. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123
Milano
( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
n. 62 del 2009-03-13
pagina 3 La certificazione del progettista sostituirà la
vecchia licenza di Redazione In arrivo una radicale semplificazione della burocrazia nel settore edilizio. Il
piano casa del governo prevede l'abolizione del permesso di costruire, che sarà
sostituito da una nuova «certificazione di conformità» firmata dal progettista,
che deve attestare sotto la propria responsabilità la piena regolarità
dell'opera. In pratica, una vera e propria «perizia giurata» da parte
del primo responsabile della costruzione. Allo stesso tempo, l'esecutivo punta
ad ampliare le aree di attività edilizia libera, interventi «minori» per i
quali già oggi è sufficiente presentare in Comune una semplice denuncia di
inizio attività o una certificazione di conformità. Linea dura, invece, contro
chi non rispetta le regole: allo studio dei consiglieri giuridici del governo
un inasprimento delle sanzioni previste per chi commette abusi edilizi, in
particolare nelle aree sottoposte a vincoli artistici e ambientali (come i
centri storici delle città d'arte e le aree naturali). Infine, il piano casa
prevede anche l'istituzione di una Camera di conciliazione in ogni municipio,
per risolvere rapidamente i problemi amministrativi che dovessero sorgere nel
corso dei lavori di costruzione. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G.
Negri 4 - 20123 Milano
( da "Basilicanet.it" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
OPERE PUBBLICHE,
MATTIA: SPOT DEL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA 13/03/2009 10.25.50 [Basilicata]
(ACR) - â??Eâ?? sconcertante lâ??autosufficienza dimostrata dal Presidente
della Provincia di Potenza nella conferenza sulle opere pubbliche, in
verità possiamo sintetizzarla più¹ unâ??occasione per propagandare cosa
ha fatto (o meglio non ha fatto) lâ??Amministrazione provinciale nel mandato
che sta per concludersi, che un momento concreto di concertazione tra le parti
sociali e istituzionali, salvo a recuperare la grave dimenticanza con
lâ??impegno di coinvolgere il presidente De Filippoâ?.
Eâ?? il commento del vice
presidente del Consiglio regionale, Franco Mattia (Fi-Pdl), il quale sottolinea
che â??grande assente ieri dallâ??iniziativa della Provincia era la Regione che
pure ha piena titolarità di programmazione per la viabilità e le
opere pubblicheâ?. â??Ma al di là delle cifre fornite per accreditare un
dinamismo nel comparto dei lavori pubblici che, evidentemente, come
testimoniano i troppi cantieri specie di strade provinciali e di edifici
scolastici aperti da troppi anni, non è¨ reale â?? continua Mattia â?? nessuna
motivazione addotta in ordine alla questione che non può² passare per
secondaria se si pensa al grave deficit infrastrutturale che caratterizza la
Provincia di Potenza: ci sono oltre 100 milioni di euro di progetti fermi nei
cassetti degli uffici provinciali di Potenza. Scaricare responsabilità
genericamente sulla burocrazia â?? afferma il
consigliere di Fi-Pdl â?? è¨ il solito giochetto che non serve a giustificare
le proprie responsabilità . Eâ?? evidente che anche la Giunta Regionale
deve compiere unâ??attenta riflessione in particolare su quali misure e quali
azioni ha attivato per sostenere le due Province nellâ??attività di
progettazione e di spesa e ancor più¹ di verifica degli ingenti trasferimenti
finanziari avvenuti dallâ??inizio della legislatura regionaleâ?.
â??La mancanza di raccordo istituzionale (non le solite intese di programma che
si riducono a documenti di buoni propositi), sommata ai ritardi
nellâ??aggiornamento dei Piani di programmazione, a cominciare dal Piano
regionale di viabilità
e da quello per lâ??edilizia scolastica â?? a parere di Mattia â?? ha
determinato una situazione riassumibile in soldi disponibili e non spesi,
quindi in progetti pronti e congelati. In questo quadro politico -
istituzionale, lâ??annuncio del Presidente della Provincia di avere 250 milioni
di euro da cantierizzare subito ha tutte le caratteristiche di uno spot
elettorale che apre la campagna per le elezioni di giugno, una manovra di basso
profilo politico che non possiamo consentireâ?. (dt )
( da "Comunicatori Pubblici" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pubblicato il:
12-03-2009 Mdc lancia Cittadini in tv, nuovo canale YouTube Una Web Tv sul
mondo dei consumi in tutte le sue sfaccettature, dalla spesa ai temi bioetici,
dalla sicurezza on line ai tempi lenti della burocrazia.
L?esperimento è stato lanciato dal Movimento Difesa del Cittadino che ha appena
aperto un nuovo canale su YouTube. La Web Tv raccoglie le puntate delle
trasmissioni televisive con la partecipazione dei rappresentanti di Mdc e manda
in onda le edizioni dei telegiornali che si occupano di consumo e delle
iniziative dell'associazione. Oltre a tutto ciò, “Cittadini in TV” realizza per
gli utenti servizi auto-prodotti inediti. Ogni giovedì la home page del sito
Mdc.it e il canale di Youtube “Cittadini in TV” saranno aggiornati con un servizio
dedicato a un argomento di stretta attualità sul mondo dei consumatori oppure a
un'iniziativa dell'associazione. Già ricco l?elenco di video tratti da diversi
network pubblici e privati: Cifre in chiaro - Burocrazia lumaca, per esempio, o
Babyconsumers e nuove tecnologie. Tra gli autoprodotti: Donne sull'orlo di una
crisi... "economica", un servizio utilissimo sui pagamenti
elettronici e le frodi, l'intervista ad Anna Bartolini, rappresentante italiana
nel Consiglio dei consumatori dell'Unione Europea, in occasione della Giornata
Europea del Consumatore, e l?intervista a Liliana Rossi Carleo dell?Università
Roma Tre sul nuovo Master "Globalizzazione dei mercati e tutela dei
Consumatori”. Tra tutti i video spicca lo Speciale su Eluana Englaro. La comunicazione
del Movimento non si è evoluta solo in direzione video. I consumatori saranno
più consapevoli e informati anche grazie a “MDC News”, la nuova newsletter con
le ultime notizie sul mondo dell'associazione e dei consumi, articoli di
attualità e d'interesse per i cittadini. L'appuntamento con la newsletter è
bisettimanale, ogni martedì e giovedì: per riceverla, ci si potrà iscrivere
direttamente nell'home page del sito www.mdc.it. Movimento Difesa del Cittadino
ha investito molto sulla comunicazione per rafforzare gli obiettivi di
promuovere la tutela dei diritti dei consumatori, informandoli e dotandoli di
strumenti giuridici di autodifesa, prestando assistenza e tutela tramite
esperti. Dopo aver fondato la prima agenzia d'informazione on line dedicata ai
consumi, Help Consumatori (www.helpconsumatori.it), e rinnovato la veste
grafica del sito istituzionale Mdc.it ora sta progettando la spedizione di
altre due newsletter tematiche: Salute&Gusto sull'alimentazione e una
seconda dedicata al risparmio energetico. Giada Lonardi
( da "KataWebFinanza" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
PIL Italia atteso in
calo del 2,3% nel 2009, necessari interventi (3) (Teleborsa) - Roma, 13 mar -
Il complesso della manovra abbozzata - prosegue il rapporto della Confcommercio
- andrebbe completato con un sostegno al reddito di coloro che risultano privi
di lavoro, non presentano dichiarazione dei redditi e non hanno n la possibilit
di usufruire dell'imposta negativa n di altre forme di sostegno. Un conteggio
approssimato che prevede di raddoppiare l'attuale contributo provvisorio pari
al 10% dell'ultima retribuzione per i parasubordinati che sottostanno ad alcuni
stringenti requisiti (per circa 100mila aventi diritto si passerebbe da un
contributo una tantum di 1.000 euro a uno di 2.000 euro) e l'estensione ai
precari potenzialmente a rischio e privi dei requisiti indicati dal Governo
(circa 400mila che beneficerebbero di un bonus di 2.000 euro una tantum) per
accedere al sostegno assistenziale, costerebbe circa 900 milioni di euro in
ragione d'anno (salvo poi gli effetti dell'auspicato miglioramento del tenore
dell'economia dopo il 2010). Il costo totale della manovra fiscale comprensiva
del sostegno al reddito di tipo assistenziale, sarebbe di circa 9,8 mld. La
copertura andrebbe prevalentemente sviluppata dal lato dei risparmi di spesa
pubblica improduttiva. Le risorse necessarie corrisponderebbero a poco pi del
2% della spesa pubblica attuale al netto della spesa sociale e degli interessi.
Una frazione che non pu essere ritenuta inverosimile. Per Confcommercio
necessario ipotizzare, sempre con grande cautela, che il resto del disavanzo
temporaneo verr poi coperto dalle maggiori entrate connesse al maggiore livello
di attivit economica, conseguibile con la manovra di riduzione della pressione
tributaria. Infatti, poich le risorse aggiuntive per le famiglie, derivanti dalla
rimodulazione delle aliquote e dall'introduzione dell'imposta negativa,
sarebbero considerate permanenti, esse si tradurrebbero in maggiori consumi per
circa i tre quarti (per la met, invece, rispetto ai 900 milioni di sostegno
temporaneo ai redditi dei disoccupati senza altri strumenti di sostegno). Dai
maggiori conseguenti consumi, al fine di ipotizzare un impatto sul prodotto
interno lordo della manovra, poi necessario togliere una parte che, attraverso
vari canali, andrebbe a generare valore aggiunto all'estero (attraverso le
importazioni, per esempio). Alla fine del processo, il Centro Studi
Confindustria sottolinea che possiamo ipotizzare un Pil aggiuntivo pari
all'1,4% rispetto allo scenario tendenziale (con maggiori consumi dei residenti
pari allo 0,8%). Ci implicherebbe che l'anno 2009 potrebbe risultare non
peggiore del precedente, limitandosi la contrazione del Prodotto lordo allo
0,9%. Si aprirebbero spazi per una concreta e meno debole ripresa nel 2010. Le
ipotesi su cui si basano i risultati dei semplici calcoli descritti sono molto
semplicistiche, sottolinea Confcommercio. Non solo necessario il consenso
politico sull'articolazione della manovra, ma si avrebbe
anche bisogno di una burocrazia efficiente che trasformasse rapidamente la decisione politica in
strumenti operativi per imprese (credito) e famiglie (riduzione della pressione
tributaria). La profondit della recessione, conclude il rapporto, dovrebbe
stimolare presso i cittadini e le istituzioni, nell'amministrazione e nelle
parti sociali, il massimo spirito cooperativo al fine di realizzare
un'efficace azione di contrasto ai pi gravi effetti dell'attuale crisi
economico-finanziaria mondiale. 13/03/2009 - 12:19
( da "Borsa(La Repubblica.it)" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
PIL Italia atteso in
calo del 2,3% nel 2009, necessari interventi (3) (Teleborsa) - Roma, 13 mar -
Il complesso della manovra abbozzata - prosegue il rapporto della Confcommercio
- andrebbe completato con un sostegno al reddito di coloro che risultano privi
di lavoro, non presentano dichiarazione dei redditi e non hanno né la
possibilità di usufruire dell'imposta negativa né di altre forme di sostegno.
Un conteggio approssimato che prevede di raddoppiare l'attuale contributo
provvisorio pari al 10% dell'ultima retribuzione per i parasubordinati che
sottostanno ad alcuni stringenti requisiti (per circa 100mila aventi diritto si
passerebbe da un contributo una tantum di 1.000 euro a uno di 2.000 euro) e
l'estensione ai precari potenzialmente a rischio e privi dei requisiti indicati
dal Governo (circa 400mila che beneficerebbero di un bonus di 2.000 euro una
tantum) per accedere al sostegno assistenziale, costerebbe circa 900 milioni di
euro in ragione d'anno (salvo poi gli effetti dell'auspicato miglioramento del
tenore dell'economia dopo il 2010). Il costo totale della manovra fiscale
comprensiva del sostegno al reddito di tipo assistenziale, sarebbe di circa 9,8
mld. La copertura andrebbe prevalentemente sviluppata dal lato dei risparmi di
spesa pubblica improduttiva. Le risorse necessarie corrisponderebbero a poco
più del 2% della spesa pubblica attuale al netto della spesa sociale e degli
interessi. Una frazione che non può essere ritenuta inverosimile. Per
Confcommercio è necessario ipotizzare, sempre con grande cautela, che il resto
del disavanzo temporaneo verrà poi coperto dalle maggiori entrate connesse al
maggiore livello di attività economica, conseguibile con la manovra di
riduzione della pressione tributaria. Infatti, poiché le risorse aggiuntive per
le famiglie, derivanti dalla rimodulazione delle aliquote e dall'introduzione
dell'imposta negativa, sarebbero considerate permanenti, esse si tradurrebbero
in maggiori consumi per circa i tre quarti (per la metà, invece, rispetto ai
900 milioni di sostegno temporaneo ai redditi dei disoccupati senza altri
strumenti di sostegno). Dai maggiori conseguenti consumi, al fine di ipotizzare
un impatto sul prodotto interno lordo della manovra, è poi necessario togliere
una parte che, attraverso vari canali, andrebbe a generare valore aggiunto
all'estero (attraverso le importazioni, per esempio). Alla fine del processo,
il Centro Studi Confindustria sottolinea che possiamo ipotizzare un Pil
aggiuntivo pari all'1,4% rispetto allo scenario tendenziale (con maggiori
consumi dei residenti pari allo 0,8%). Ciò implicherebbe che l'anno 2009
potrebbe risultare non peggiore del precedente, limitandosi la contrazione del
Prodotto lordo allo 0,9%. Si aprirebbero spazi per una concreta e meno debole
ripresa nel 2010. Le ipotesi su cui si basano i risultati dei semplici calcoli
descritti sono molto semplicistiche, sottolinea Confcommercio. Non solo è
necessario il consenso politico sull'articolazione della manovra, ma si avrebbe anche bisogno di una burocrazia efficiente che trasformasse rapidamente la decisione politica in
strumenti operativi per imprese (credito) e famiglie (riduzione della pressione
tributaria). La profondità della recessione, conclude il rapporto, dovrebbe
stimolare presso i cittadini e le istituzioni, nell'amministrazione e nelle
parti sociali, il massimo spirito cooperativo al fine di realizzare
un'efficace azione di contrasto ai più gravi effetti dell'attuale crisi
economico-finanziaria mondiale. 13/03/2009 - 12:19
( da "Corriere.it" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
E sui conti: «A
bilancio troppi fondi non spesi. L'Italia non può operare in deficit» Controlli
sulle banche, Tremonti: «Darei tutta la vigilanza alla Bce» Il ministro da
Londra: se ci sono operatori europei, ci vuole una verifica europea MILANO -
Per il ministro del Tesoro, Giulio Tremonti, occorre un sistema di vigilanza
europeo, almeno per le banche, di portata sistemica. Lo ha dichiarato nel corso
di una conferenza stampa all'ambasciata d'Italia a Londra, alla vigilia della
riunione dei ministri delle Finanze del G20. «Io darei tutto alla Bce - ha
osservato il ministro -. Non so se bisognerebbe cambiare i Trattati. La mia
visione culturale e politica è che siamo una comunità e sarebbe corretto avere
una vigilanza sistemica». Per il ministro «se ci sono operatori europei, ci
vuole una vigilanza europea». IL RUOLO DEI PREFETTI - Il ministro
dell'Economia, Giulio Tremonti, ha annunciato che ci sarà «un grandissimo
impegno dei Prefetti» negli osservatori sulla stretta al credito per famiglie e
imprese da parte delle banche. Tremonti non ha voluto rispondere alla circolare
della Banca d'Italia secondo cui i Prefetti non possono chiedere direttamente
alle banche i dati sull'andamento del credito («una richiesta diretta di dati
disaggregati alle banche non appare giustificata») ma si è limitato ad
osservare che «per me è stata ragione di grande orgoglio prendere la parola
davanti a tutti i Prefetti della Repubblica italiana». FONDI NON SPESI - «Nel
bilancio pubblico - ha poi detto Tremonti - c'è una quantità enorme di capitali
che devono essere spesi, una quantità impressionante di fondi che possono e
devono essere spesi. La cassa depositi e prestiti ha ancora un fondo rotativo
di 4 miliardi non richiesti: era un fondo per la ricerca scientifica, inventato
da noi nel 2004, ma è rimasto quasi intoccato fino ad ora. Ci sono da
( da "01net" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Competitività: con meno burocrazia è più facile fare business La ricerca Astrid mette in risalto il
ruolo negativo delle pratiche burocratiche. Ostacolano il fare impresa (Il Sole
24 Ore Radiocor) - Roma, 12 mar - Dimezzare il numero dei giorni richiesti
dalle amministrazioni pubbliche e il numero di adempimenti a carico delle
imprese per l'avvio di un'attività, l'ottenimento di una licenza o il
pagamento delle tasse. Ne deriverebbe un netto miglioramento dell'Italia in una
delle classifiche di competitività di maggiore attendibilità, il 'doing business'
della Banca Mondiale che misura la facilità di fare impresa in un paese. Lo
afferma una ricerca dell'associazione Astrid presieduta da Franco Bassanini.
Una semplificazione immaginaria, quella proposta nella simulazione di Astrid ma
non assurda, spiega la ricerca curata da Pippo Ranci e Andrea Forti e
realizzata con il contributo della Fondazione Monte dei Paschi. Il
miglioramento della posizione dell'Italia nella classifica del fare impresa
della Banca Mondiale sarebbe sensibile: dalla 65esima alla 25esima posizione.
In generale la ricerca mette in luce che l'Italia è in buona posizione quanto a
competitività complessiva, è un paese sviluppato e ben industrializzato ma
mostra una tendenza al peggioramento relativo: gli indicatori migliorano meno di
quelli degli altri paesi.
( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Servono
regole e non burocrazia: occorre un sistema che supporti
l'iniziativa impreditoriale non politicanti di scarsa capacità. Nasce il
Comitato d'imprenditori Venerdì 13 Marzo 2009,
( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
«È il tempo della
politica del fare» «All'Enel chiediamo una presenza attiva nella ricerca e
nello sviluppo delle fonti alternative» Venerdì 13 Marzo 2009, All'assemblea di
Unindustria di oggi, alla quale saranno presenti Giancarlo Galan, Emma
Marcegaglia numero uno di Confindustria e il neo eletto presidente degli
Industriali veneti, "patron" di Stonefly e Lotto, Andrea Tomat,
spetterà a Fabrizio Rossi, al vertice di Unindustria Rovigo, indicare le
azioni, in campo energetico e di innovazione necessarie per far ripartire
l'economia. «Nel corso della tavola rotonda, organizzata durante l'assemblea -
spiega Rossi - discuteremo con imprenditori e ricercatori, sulle potenzialità
che il nostro territorio racchiude per uscire da questa spiacevole fase economica:
energia, innovazione, turismo. Abbiamo organizzato questo appuntamento non per
parlare dei problemi attuali, di cui sono piene le pagine di giornali e tv
tutti i giorni, ma di opportunità, guardando al nostro territorio». Presidente,
è dal vostro Forum di Adria dell'ottobre 2007 che continuate a coniugare questi
tre temi. Riconversione della centrale di Porto Tolle e turismo sono le reali
chiavi di svolta di questa provincia? «Quando parlo di energia non parlo solo
della centrale. Vogliamo la centrale di Porto Tolle perché è necessaria alla
produzione di energia a livello nazionale e per le ricadute che dovrà avere sul
territorio. Il rilancio del Polesine non si ferma a Porto Tolle e al Delta,
siamo fortemente convinti che sia necessario attivare una politica in cui
coniugare le potenzialità di una forte e intelligente politica energetica e il
valore dell'ambiente e del territorio. Il turismo è certamente il motore dello
sviluppo polesano e Unindustria crede fortemente in questo settore, ma è
necessario fare squadra ed essere coesi. Il segnale della disponibilità delle
aziende di lavorare in sinergia per il territorio lo abbiamo avuto quando
abbiamo proposto la nascita del Distretto turistico, in cui la chiave
fondamentale è proprio questa: lavorare con obiettivi comuni». Il Distretto
turistico è un esempio, ma come intendete procedere negli altri ambiti di
sviluppo? «Le non scelte della politica, ci hanno portato a uno stato di cose
che non consentono, al territorio, di progredire a una velocità che faccia mantenere
il passo con le altre province. Come ho già sottolineato più volte, tenendo
presente il contesto congiunturale e alcune peculiarità del territorio,
dobbiamo impegnarci per sostenere: una "politica del fare", per uno
sviluppo concreto e sostenibile. Servono regole non burocrazia, serve un sistema Paese che
supporti l'iniziativa imprenditoriale non burocrati, che le disincentivano e
nemmeno politicanti di scarsa capacità. Questi sono alcuni dei limiti alla
competitività dell'economia della nostra provincia, che provocano costi e
ritardi negli investimenti alle imprese». E allora cosa propone?
«Ripartire da una politica del "fare" significa consolidare una
piattaforma di valori condivisi, assumendo il ruolo di riferimento sia per le
istituzioni che per le altre associazioni di categoria. Unindustria si vuole
impegnare per creare nuove opportunità di sviluppo, migliorando la
competitività delle nostre imprese». Presidente, come volete "fare"
economia sul territorio? «Sul tema energia e riconversione della centrale,
"fare" significa adoperarsi per creare un dialogo costruttivo e
costante con il Governo, con le istituzioni, con Enel e le altre realtà
interessate, e nel frattempo lavorare perché nelle nostre imprese, nelle nostre
case si adottino soluzioni di messa in efficienza dei consumi e dei processi
produttivi: per ridurre l'inquinamento, per ridurre i costi, per migliorare
l'efficienza energetica e per aumentare l'autoproduzione di energia elettrica e
termica. Sviluppare nuovi prodotti, processi, tecnologie e possibilità di
business in campo energetico e incrementare l'utilizzo di fonti rinnovabili.
Sono certo che un'azione sinergica nell'ambito delle energie rinnovabili e
dell'efficienza energetica, tra il laboratorio Tesi, l'università e il mondo dell'impresa,
da noi rappresentato, potrebbe avere una ricaduta importantissima sul
territorio e il settore dell'edilizia, uno tra i più sofferenti del momento,
riceverebbe delle ottime credenziali per ripartire». Quali sono le altre
priorità? «Sul tema riconversione e ricerca, al posto del solito coro dei no,
chiediamo a Enel una presenza attiva sul territorio in tema di ricerca e
sviluppo sulle fonti energetiche alternative: un centro di ricerca e sviluppo
sulle biomasse di produzione agricola, o un centro ricerche sui possibili
utilizzi dei residui di lavorazione come la calce e le ceneri. Unindustria ha
formalizzato la costituzione di un Comitato di imprenditori, per avviare questa
oramai indispensabile "politica del fare", legata alle tematiche delle
energie rinnovabili, dell'efficienza e del risparmio e alle relazioni che è
necessario costruire, per non isolare la nostra provincia, ma renderla
protagonista del futuro dell'economia nazionale. Noi abbiamo deciso di fare,
potremmo non essere condivisi, ma di certo non rimarremo a guardare il futuro
che avanza». Donato Sinigaglia
( da "Sicilia, La" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
giudiziaria Droga,
condannati due extracomunitari L'hanno definita "operazione verità".
Ed è la mossa scelta dal partito della maggioranza governativa contro "la
politica di basso profilo e denigratoria" esercitata, in particolare sulla
questione viabilità, dalle opposizioni. E mercoledì pomeriggio, nella sede
delle Officine Pd, il partito si è presentato compatto e al gran completo: il
coordinatore Giovanni Formica, il capogruppo consiliare Peppe Fiorellini e il
consigliere provinciale Fabio Nicosia, l'assessore ai Lavori pubblici Salvatore
Avola. "Respingiamo con forza le "azioni di sciacallaggio" messe
in campo da Azione Giovani con l'appoggio dei vertici di An - sottolinea
Nicosia - il loro sit-in di protesta non aveva nulla di goliardico; è stato
invece di pessimo gusto, con la viabilità non si scherza, c'è chi perde la vita
nella strade provinciali ma non abbiamo mai scelto la facile demagogia della
polemica strumentale. L'emergenza viabilità è una realtà che riguarda tutta la
rete viaria nazionale, flagellata da un maltempo incessante. Ma, evidentemente
c'è chi gode a denigrare la città". A dimostrare che l'azione governativa
sarà forte ed incisiva per il risanamento dell'asse viario della città ci sono
in palio quasi dieci milioni di euro, che sbloccati dalla
paralizzante burocrazia
degli iter progettuali ed esecutivi, saranno spalmati in diverse direzioni con
la prospettiva del rifacimento totale della viabilità interna come quella
esterna, ad esempio la tangenziale. Ad uno ad uno Avola snocciola l'agenda
degli interventi e dei relativi costi annunciando la prima posa per lunedì
prossimo con l'inizio dei lavori della via Roma, un'importante arteria
di circolazione viaria interna. "Dopo 20 anni di attesa - commenta
l'assessore - la città avrà un sistema viario che porterà decoro e
riqualificazione urbana in ogni quartiere, anche quelli più periferici e nella
stessa frazione di Scoglitti". Ma un'altra "operazione verità"
preme per essere manifestata. "Riguarda la vicenda dell'autoporto - dice
Avola - il progetto non in discussione, con il cronoprogramma siamo esattamente
nei tempi, il progetto c'è, riformulato secondo le 17 prescrizioni del Via-Vas,
i finanziamenti pure. Chi dice altro, non è bene informato o cerca solo di
sollevare inutili polveroni politici". Avola rassicura anche sul
completamento del lungomare della Lanterna: "A Pasqua - promette - i
lavori saranno ultimati". Daniela Citino
( da "Mattino, Il (Circondario Sud1)" del
13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
GERARDO AUSIELLO Due
anni per i primi 300 posti barca, entro il 2013 gli altri 553. La sfida del
porto di Vigliena, il primo approdo turistico di Napoli, sono proprio i tempi:
un cronoprogramma che punta a recuperare dieci anni spesi in autorizzazioni e pratiche
burocratiche per mettere in campo il project financing. Ieri, durante la
quarantesima edizione del Nauticsud organizzata dall'imprenditore Lino Ferrara,
l'annuncio ufficiale: la bonifica è stata completata, i lavori partiranno a
giugno. Alla presentazione, coordinata dal giornalista Sergio Troise, tutti i
dettagli del progetto che sarà attuato dalla Porto Fiorito Spa (costituita per
il 67,5% da nove società dell'Acen e per il 32,5% da Italia Navigando).
L'approdo della zona orientale potrà ospitare imbarcazioni dai 12 agli
( da "Mattino, Il (Benevento)" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
EMANUELE IMPERIALI
Oggi il Consiglio dei ministri avvia l'esame del piano casa al quale hanno
lavorato ieri sera fino a tarda ora i ministri Tremonti, Matteoli, Maroni,
Bondi e Alfano. Si tratterà di un disegno di legge, una sorta di testo cornice
redatto sulla falsariga di quello già approvato dalla Regione Veneto appena due
giorni fa. «Sarebbe stato più efficace un decreto legge - spiega Silvio Berlusconi
- visto che abbiamo un sondaggio che rivela che il 50% delle famiglie vive in
un bilocale ed il 30% ha l'esigenza di dotarsi di una stanza in più».
Innanzitutto, come ha spiegato il ministro Raffaele Fitto ai governatori nel
corso della Conferenza unificata di ieri, sarà una norma quadro che lascerà
alle Regioni, le quali hanno la competenza in materia, la libertà di decidere
se e come utilizzare quest'opportunità. Oltre alla Regione Veneto che l'ha già
varata, anche la Lombardia si appresta ad approvarla, come ha anticipato il
Presidente Roberto Formigoni. La bozza in discussione dovrebbe prevedere alcuni
punti fermi, il più significativo dei quali sarebbe la possibilità, in deroga
ai Piani regolatori, di ampliare gli edifici esistenti nei limiti del 20% del
volume. Ma, mentre per le abitazioni monofamiliari non vi sono problemi, cosa
accadrà per quelle in condominio? Chi ha la possibilità di farlo, magari
coprendo terrazze e balconi, dovrà acquistare i diritti edificatori dagli altri
condomini? Altro punto fermo della bozza sarebbe quello in base al quale è
consentito il rinnovamento del patrimonio edilizio esistente, attraverso la
demolizione e la successiva ricostruzione, anche in area diversa, degli edifici
realizzati prima del 1989 che debbano essere adeguati agli attuali standard
qualitativi, architettonici, energetici, tecnologici e di sicurezza. Per
incentivare questi ultimi interventi si potrà aumentare la cubatura fino al 30%
del volume esistente o fino al 35% in caso di utilizzo delle tecniche
costruttive della bioedilizia o delle fonti di energia rinnovabile. Inoltre non
concorrerebbero a formare la cubatura dell'edificio le pensiline e le tettoie
realizzate su abitazioni esistenti finalizzate a favorire l'installazione di
impianti a risparmio energetico. Per quanto riguarda gli oneri di costruzione
dovrebbero essere abbattuti del 60% per le prime case, così come sarebbe
introdotto un contributo agevolato molto cospicuo nel caso di l'installazione
di impianti fotovoltaici. Naturalmente sarà previsto che i Comuni possano
escludere dai benefici aree di particolare rilevanza sotto l'aspetto edilizio,
paesaggistico o ambientale. La richiesta di ampliamento dovrà essere presentata
entro il 31 dicembre 2010. La semplificazione procedurale consentirebbe di
sostituire l'attuale licenza edilizia con un certificato di conformità giurata
rilasciato progettista. Per di più dovrebbe essere inserita una norma in base
alla quale sarebbe concessa agli inquilini delle case popolari la possibilità
di acquistarle, diventando proprietari: a conti fatti si tratta di un milione
di persone per circa seimila alloggi di proprietà degli Iacp. «Bisogna trovare
il modo di snellire le procedure - anticipa il ministro delle Infrastrutture
Altero Matteoli - dando la possibilità a chi amplia la casa
di farlo senza scontrarsi con la burocrazia». Lo sblocco ieri in Conferenza unificata del piano nazionale di
edilizia abitativa è già passo avanti che va incontro alle famiglie più
bisognose. Ora i primi 200 milioni potranno essere ripartiti tra le Regioni per
costruire case popolari, in attesa che il governo reintegri il fondo fino a 550
milioni, cosa che avverrà non appena le Regioni ritireranno i ricorsi
presentati alla Corte costituzionale. L'idea prevalente è quella, come ha spiegato
Matteoli, di costruire nuove abitazioni di 60-70-
( da "Sestopotere.com" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Amministrative,
primi riscontri maxi sondaggio popolare di Forza Italia/PdL Forlì (13/3/2009
13:21) | (Sesto Potere) - Forlì - 13 marzo 2009 - "Dai primi riscontri,
alcune decine di questionari per individuare le priorità dei cittadini in
materia di economia, società, burocrazia e politica emerge subito una forte preoccupazione per l'ordine
pubblico, la sicurezza urbana, l'immigrazione clandestina incontrollata. Poi
seguono l'efficienza della struttura comunale (intesa in senso negativo!) , e a
seguire il disagio provocato da costo della vita, prezzi e tariffe dei servizi
troppo alti; manutenzione e decoro urbano e traffico": Il
capogruppo comunale e coordinatore provinciale di Forza Italia/PdL, Antonio
Nervegna, illustra alla stampa l'iniziativa del questionario inviato a tutti i
cittadini forlivesi per individuare le priorità alle quali dedicare il massimo
dell?impegno in campagna elettorale e sulle quali chiedere il conforto degli
elettori anche in vista dell'attuazione (in caso) di vittoria di un programma
di governo. "Nel questionario - spiega Nervegna - sono riportati alcuni
temi importanti che faranno parte del programma elettorale di Forza Italia/PdL.
Per ciascuno di essi si può indicare il livello di priorità, attribuendo un
voto da
( da "Wall Street Italia" del 13-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Su banche e credito
si gioca anche la partita politica -->di Paolo Biondi ROMA (Reuters) - Nel
Prefetto di ferro il coraggioso funzionario dello Stato Cesare Mori combatte
contro malaffare e onorata società ma appena alza il tiro si ritrova
"promosso" con il laticlavio, un prestigioso seggio senatoriale. La
storia è vera, ma il film di Pasquale Squitieri rientra più nella fortuna serie
degli spaghetti-western (o western all'italiana) piuttosto che in quella
ugualmente fortunata dei film ad alto impegno sociale che negli anni 70
spopolavano nel Belpaese. Il film è tornato alla memoria collezionando le varie
dichiarazioni sull'infelice scelta attuata dal decreto anticrisi del governo di
porre presso le prefetture gli osservatori sul cosiddetto credit-crunch. La
trovata avrebbe difficilmente trovato non solo attuazione, ma anche pubblicità
se non fosse rientrata con pieno titolo a far parte del dibattito sulla
governance delle banche e sullo scontro politico tra maggioranza ed opposizione
ed all'interno della stessa maggioranza. Sulle banche italiane è in atto da
mesi una lunga battaglia per assestarne i vertici ed i rapporti di forza fra i
vari gruppi industriali e finanziari che le controllano. Questa battaglia ha
coinvolto in maniera diretta anche il mondo politico, con il ruolo di primo
piano che sull'argomento giocano il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi
ed il ministro del Tesoro Giulio Tremonti, ed i vertici del sistema bancario
con il governatore Mario Draghi. La polemica che va avanti da mesi tra Tremonti
e Draghi ha fatto un solo boccone del tema prefetti: prima Tremonti l'ha messo
in campo, poi Draghi (con fin troppo lunga meditazione, vista la delicatezza
del tema) è sceso in campo con la lettera di ieri a ricordare il ruolo centrale
della vigilanza di via Nazionale su dati estremamente sensibili, poi Tremonti è
ritornato oggi sull'argomento per marcare il punto e non cedere di una virgola.
Chissà quanti altri capitoli riserva la vicenda. Da segnalare fiumi di
dichiarazioni (da Corrado Passera che ha liquidato l'iniziativa come un
tentativo di "picconare" il potere di Bankitalia a Carletto Sangalli
che ha paventato che i prefetti possano mettere le "mani in tasca"
alle banche"). La vicenda, dicevamo, ha anche un ricchissimo e complesso risvolto
politico. Tremonti sta utilizzando con intelligenza e sagacia la questione
bancaria per accrescere il suo peso politico. Questo è uno dei motivi del
conflitto di questi mesi con Draghi, ma anche con il resto del mondo politico.
Gli osservatori sul credito nelle prefetture erano stati concertati con il
leghista Roberto Maroni (ministro dell'interno che governo polizia e prefetti),
ma sono finiti in collisione proprio con la Lega di Umberto Bossi. La base
della Lega è fatta anche da una miriade di piccoli e medi imprenditori delle
attive e produttive valli del Nord Italia. Per questi signori il problema del
credito non è un gioco, ma questione di vita e la vigilanza affidata ai
prefetti resta una boutade. Bossi non ha potuto che mettersi di traverso sulla
vicenda. La crisi sta mettendo poi in maniera più globale la politica della
Lega in conflitto con la prudenza degli interventi governativi per uscirne. Non
è un caso che il Carroccio è fra gli animatori di un gruppo interparlamentare
bipartisan, formato da 120 deputati e senatori di maggioranza e opposizione,
che hanno deciso di fare da lobbisti a livello locale al servizio delle imprese
per garantire loro più facili rapporti con banche e burocrazia pubblica per ottenere il
credito. Una sorta di ronde del credito. Altro che prefetti! Si conferma dunque
che questa giovanissima legislatura dall'inizio dell'anno è entrata in una
sorta di fase due, caratterizzata a livello di maggioranza da un progressivo
sfilamento della Lega e con un maggiore attivismo in campo economico da parte dell'opposizione.
Berlusconi se ne è accorto ed ha intensificato gli annunci e le iniziative. Ma
su infrastrutture e piano casa finora è riuscito ad andare poco più in là
dell'annuncio. Il Cavaliere dovrà trovare mille risorse e potrebbe anche
doversi confrontare in maniera dialettica con il suo Cancelliere dello
scacchiere.
( da "Stampa, La" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
La parola ai lettori
Quante code negli uffici del gas Mi è capitato di dover andare più volte,
purtroppo, nella sede dell'azienda del gas in via Palestro a Oneglia, vicino
alla piazza del mercato all'aperto. Un'esperienza alluncinante. Dal mattino
sono in coda decine di utenti in attesa di andare a parlare all'impiegata per
chiedere informazioni o fornire i dati del contatore. Più delle volte c'era un
solo sportello, con l'impiegata costretta a dividersi letteralmente in quattro.
Perchè si tiene così a stecchetto il servizio? C'erano anche tanti anziani,
cosretti ad attese snervanti. Io ho dovuto venire per ben quattro volte perchè
a un certo punto non si riusciva a smaltire le code. Non mi è andata meglio quando
si è trattato di comunicare le cifre del contatore al telefono. Sarà il mio
accento siciliano, fortemente marcato, ma la voce del nastro registrato
continuava a dirmi di ripetere. Abbiamo provato in quattro, in famiglia, e non
tutti con la mia parlata intinta di regionalismo, ma tutte le volte il
risultato è stato sempre lo stesso. Non siamo riusciti a comunicare le cifre. E
così altra trafila negli uffici del gas. T.D.F. IMPERIARifiuti
ingombranti e burocrazia
Quando i nodi vengono al pettine bisognerebbe intervenire per sbrogliarli.
Purtroppo, se i nodi sono norme e gli strumenti per risolvere i problemi sono
decreti ministeriali, da emanarsi in accordo tra più ministeri e associazioni
di categoria e commissioni Stato-Regioni e altri enti, i cittadini finiscono
col veder crescere le contraddizioni. Il primo nodo è il sistema di
gestione degli elettrodomestici «usati» che i cittadini intendono allontanare
dalle proprie case, dopo averli sostituiti con altri più efficienti, meno
inquinanti e incentivati. Il commerciante che vende i nuovi, al momento di
consegnarli, non può attualmente ritirare i vecchi: manca appunto una parte di
normativa «attuativa». Non può e non deve neppure ritirarli come se fossero
«roba sua», perché il Comitato nazionale dell'Albo Gestori ambientali ha
stabilito che sono rifiuti «non compatibili con l'attività dichiarata al
registro imprese», quindi non rilascia le autorizzazioni relative al trasporto
di propri rifiuti, oggi necessarie per tutti coloro che intendono gestire in proprio
i rifiuti della rispettiva attività economica. Il risultato è che, visto che i
rifiuti prodotti nelle nostre case sono di competenza del servizio pubblico
comunale, le norme la chiamano «privativa». Gli elettrodomestici dovrebbero
essere avviati a tale servizio, nei modi e nei tempi previsti dallo stesso. A
Imperia il servizio ingombranti è a domicilio ovvero presso le aree attrezzate,
quindi i cittadini devono chiamare il numero verde attivato oppure caricarsi il
bene sulla macchina (ammesso che lo consenta il codice della strada) e
consegnarli nelle aree attrezzate. Se il bene viene ritirato dal commerciante e
trasportato con i propri mezzi all'area attrezzata, si prevedono queste
sanzioni sia per il compratore che per il commerciante trasportatore e per il
soggetto che gestisce l'area: per la gestione illecita di rifiuti, arresto da
tre mesi a un anno o ammenda da
( da "Stampa, La" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Una lunga storia
Cent'anni di generosità Dal 1908 Il fenomeno delle opere d'arte «prestate» da
musei e gallerie di tutto il paese per arredare le sedi di rappresentanza dello
Stato ha una storia lunga. A Roma, il primo prestito allo Stato è addirittura
del 1908. Ne hanno usufruito Palazzo Chigi e tutte le sedi dei ministeri, le
ambasciate italiane, gli istituti di cultura. Poca burocrazia Se l'opera rimane in Italia è
sufficiente l'autorizzazione del soprintendente, altrimenti serve un nulla osta
del ministero. Solo alla fine degli Anni 50 sono aumentati i controlli. Dalla
fine degli Anni 80 è richiesta una revisione ogni cinque anni, limite oltre il
quale il prestito va rinnovato. Diversi «incidenti» Tante opere sono
andate perdute durante le guerre mondiali. Soprattutto nella seconda, con il
bombardamento ad esempio dell'ambasciata italiana a Berlino (perse oltre 30
opere) o con gli affondamenti delle navi reali (almeno 15 tele perdute).
L'episodio più clamoroso riguarda forse la Corte dei Conti, dove negli Anni 50
sparì una stupenda tela del veneziano Marco Benefial. Qualcuno aveva sostituito
il dipinto con una crosta di un autore fiammingo, lasciando peraltro intatta la
cornice settecentesca con tanto di etichetta.
( da "Stampa, La" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
EUROPEE. NOMINATA
UNA COMMISSIONE POLITICA Pd, passa la linea del segretario Tutti con il
segretario Raimondo Donzel. La sua proposta per le Europee passa all'unanimità
all'assemblea del Pd. Il tentativo di fare «un ampio schieramento di forze
autonomiste e riformiste» è ora affidato a una commissione con lo stesso Donzel
e composta dal capogruppo on Regione Carmela Fontana, in Consiglio comunale di
Aosta Alder Tonino, dal presidente della quinta commissione regionale Gianni
Rigo, dal responsabile della comunicazione del partito Giovanna Zanchi e dal
consigliere al Comune della città Enrico Bich. Incontreranno partiti e
movimenti, anche quelli non rappresentati in Consiglio. L'obiettivo è di
presentare alle elezioni un candidato che possa rappresentare il più possibile
la regione. Si legge nel documento dell'assemblea costituente: «L'Europa è
un'opportunità concreta e per come sta agendo il governo nazionale forse
l'unica per dare risposte allo spettro della disoccupazione. L'Europa è sempre
più il luogo dove si definiscono le scelte strategiche e le condizioni dello
sviluppo anche della Valle d'Aosta. Per questo riteniamo che sia necessario un
forte accordo programmatico sulle priorità che la Valle intende portare in
Europa». Alla fine della consultazioni la commissione politica riferirà
all'assemblea. Donzel: «E' una questione politica non elettorale. Questa
impostazione mi convince molto. Siamo aperti a chiunque voglia tentare questa
avventura importante. Non è che il primo tempo, quello di questa tornata
elettorale. Poi c'è il secondo, un percorso lungo per la garanzia di avere un
europarlamentare valdostano». Il segretario del Pd insiste sul ruolo centrale
dell'Europa e dice di come sia «perduta nella dimenticanza la Commissione
europea dopo l'uscita di Prodi». Spiega: «Nessuno sa più cos'è. E' finita nelle
mani dei Capi di Stato. Sono da depotenziare per restituire forza
all'europarlamento. I 4 potenti s'incontrano e decidono tutto. Non vogliamo
l'Europa di Berlusconi e di Sarkò, questa è un'Europa che va cambiata, così come va snellita la burocrazia. Ma non dobbiamo dire di ''no'' come fa la Lega. Non è vero che
non funziona e che uccide con la burocrazia. L'Europa ci aiuta, pensiamo al Forte di Bard, per esempio,
ristrutturato con il denaro europeo. Come valdostani dobbiamo volere un'Unione
vicina ai cittadini, che sia più attenta ai territori, alle regioni e al
contempo più forte sulle questioni mondiali».\
( da "Stampa, La" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
"Troppi
ostacoli per chi cerca di conciliare" Anita Arena è una studentessa
dell'università. Insieme con i ragazzi dell'Unione degli universitari da tempo
chiede agli atenei di andare incontro alle esigenze di chi studia e lavora al
tempo stesso. «Per come sono strutturati gli atenei oggi è difficile conciliare
i due aspetti». Le magagne sono molte. «Chi lavora si laurea più tardi. E
scegliere il part-time non ha senso: dilata ulteriormente i tempi. Senza
contare che certe facoltà stanno riducendo le finestre esami, limitando ancora
di più chi lavora». Non è finita: c'è la burocrazia, un fardello che si accanisce
soprattutto su chi non frequenta gli atenei a tempo pieno. «Nelle segreterie
c'è sempre da fare coda, spesso bisogna tornare più volte per una sola pratica.
Stesso discorso per gli appelli. Se il sistema fosse meglio organizzato chi
lavora non dovrebbe prendere un permesso dietro l'altro per stare dietro
a tutte le scadenze. Così, invece, fronteggiare la burocrazia
diventa un secondo lavoro».
( da "Cittadino, Il" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Crisi, più fondi per
i disoccupati: al via il pacchetto "salva precari" Le norme sono
state varate ieri, snelliti i tempi e la burocrazia Roma Il Consiglio dei
ministri ha approvato una serie di interventi per i precari. Il pacchetto di
"Misure di semplificazione per gli strumenti di protezione per i
lavoratori sospesi o licenziati" prevede l'aumento dell'indennità di
reinserimento per i collaboratori a progetto con un solo committente,
dall'attuale 10% al 20% dell'annualità precedente, e la velocizzazione delle
procedure per l'erogazione e la concessione degli ammortizzatori sociali. Il
pacchetto prenderà forma in apposti emendamenti al decreto salva-auto.Il
ministro del Lavoro Maurizio Sacconi ha spiegato che l'indennità di
reinserimento per i co.co.pro. potrà arrivare così fino a 2.600 euro. Nel
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
VESTONE. A Nozza
Politici si diventa con un corso in tre lezioni Per
affrontare una carriera politica a qualsiasi livello è necessario avere
dimestichezza con le procedure della burocrazia, e per conoscerle si può approfittare, a Nozza di vestone, del
corso a tema organizzato dalla Comunità montana della Valsabbia. Stiamo
parlando di uno stage di «aggiornamento sulle cognizioni essenziali
dell'amministratore comunale»; una proposta in tre serate sempre di
martedì. «L'obiettivo di questa iniziativa - spiegano a Nozza - è quello di
favorire una conoscenza di base del funzionamento della macchina
amministrativa, affinché ognuno possa decidere con quali modalità partecipare
alla vita del proprio comune, non escludendo la possibilità di candidarsi al
ruolo che ritiene più opportuno: di sindaco, assessore o consigliere». Il primo
appuntamento è per martedì 17 marzo alle 20 nella sala assembleare della
Comunità, per parlare de «Il comune: competenze, organi, atti» con Aurelio
Bizioli (commercialista e revisore dei conti) e Mariano Rainone, segretario
comunale. Martedì 24, stesso luogo e stessa ora, si parlerà de «Il bilancio
comunale» con Mauro Vivenzi, commercialista e revisore dei conti. Martedì 31,
infine, toccherà all'urbanista Antonio Rubagotti e alla dottoressa forestale Emanuela
Lombardi parlare di «Competenze comunali in materia di edilizia e urbanistica».
La partecipazione al corso è gratuita, ma ci si deve iscrivere in Comunità
Montana o attraverso Secoval. M.PAS.
( da "Nuova Sardegna, La" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 15 - Cagliari
Un'estate senza servizi in spiaggia Ritardi e burocrazia fanno slittare il rinnovo
delle concessioni, adesso sono a forte rischio i bagnini e la sicurezza a mare
BUGGERRU. Sarà un'estate senza servizi lungo il litorale. Bagnini e sicurezza a
mare sono a rischio a causa dei ritardi e delle complicazioni burocratiche che
fanno slittare i tempi per il rinnovo delle concessioni demaniali
indispensabili per avviare le attività. Il grido d'allarme è della
cooperativa ??La valle delle querce?? di Fluminmaggiore, concessionaria da anni
dell'utilizzo degli spazi lungo la costa: Cala Domestica, San Nicolò e Portixeddu,
che ricadono nel comune di Buggerru. Ma c'è il rischio che non ci possa essere
nessuna attività perché le concessioni non sono state rinnovate, anche se in
base alla legge 88 del 2001 ??le concessioni demaniali sono rinnovate
automaticamente ogni sei anni??. Manca però la ??carta?? della Regione che
attesti il rinnovo necessario per inoltrare alle altre autorità le varie
richieste indispensabili per dare avvio all'attività, forse lungo tutto il
litorale. L'iter parte su richiesta degli uffici regionali e se per quanto
riguarda la concessione relativa a San Nicolò, dopo la richiesta regionale, la
domanda è stata avviata pur in assenza di risposta, per Portixeddu la Regione a
marzo inoltrato non ha ancora richiesto niente alla cooperativa. I dubbi della
cooperativa sono tanti, l'atto concessorio scritto è indispensabile ma - dicono
dalla Regione - pare ci siano alcuni adempimenti che ne hanno impedito
l'emanazione impedendone il normale iter burocratico. Una burocrazia
che però spinge in avanti i problemi e di fatto restringe la stagione, quando
invece tutti parlano di una Sardegna che dovrebbe essere vivibile oltre i
soliti due mesi estivi. La Regione avrebbe richiesto alcune informazioni al
comune di Buggerru in merito ai lavori eseguiti dalla cooperativa, non
ricevendo risposta, tanto che è stata sollecitato la risposta anche nei giorni
scorsi, richiedendo i dati entro i 15 giorni successivi. Insomma, un
rimpallarsi di autorizzazioni, carte e contro carte che rischiano di non far
partire i lavori, cancellando un servizio che è anche garanzia per i turisti e
i bagnanti. Un assurdo che blocca l'iter delle altre richieste, che a giugno
potrà fermare l'attività lungo la costa, pur essendo la legge chiarissima sul
regime degli interventi e sul rilascio automatico delle autorizzazioni. Quando
si fanno sacrifici per superare i limiti imposti da una economia sempre più
magra, nascono come funghi gli impedimenti amministrativi e burocratici da
parte di quei soggetti che invece dovrebbero lavorare solamente per favorire il
miglioramento delle condizioni economiche e sociali del territorio dove
operano. A chi fa gli sforzi per operare inventandosi occasioni occupazionali
non resta che invocare il buon senso degli amministratori e dei funzionari,
sperando che le carte necessarie arrivino in tempo. Altrimenti sarà il tracollo
che andrà a sommarsi a quello già messo in atto dalla crisi economica.
Francesco Carta
( da "Tribuna di Treviso, La" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
La somma sarebbe
disponibile violando i limiti di spesa imposti dal patto di stabilità. Cunial:
«Sono a rischio quasi diecimila posti di lavoro» «Comuni, salvate l'edilizia
dal collasso» Appello dei costruttori: ci sono 143 milioni fermi, via alle
piccole opere L'edilizia vacilla. Sono diecimila i posti di lavoro a rischio in
provincia di Treviso. Per evitare il colpo di grazia e salvaguardare i 32.000
addetti del settore, i costruttori chiedono ai Comuni un censimento delle
piccole opere immediatamente cantierizzabili, che inserite in un programma
anti-crisi ne vuole mitigare gli effetti. «I sindaci indichino quali sono le
opere pronte a partire entro prossimi sei mesi», dice il presidente Ance,
Claudio Cunial. Novantacinque lettere sono arrivate nelle cassette della posta
dei sindaci della Marca. Dentro c'è la richiesta dei costruttori della lista
delle opere in progetto di competenza dei Comuni (dalle piste ciclabili alle
ristrutturazioni delle scuole, spesso già approvate) e i relativi importi.
«Questa indagine servirà per disegnare un'efficace mappa dei lavori - dice
Cunial - è necessario stringere i tempi, la crisi non è arrivata ancora al picco
massimo ma dobbiamo smuovere il mercato, creando spiragli importanti che
assicurino continuità a imprese e lavoratori». Le previsioni parlano di una
crisi senza precedenti, aggravata da mali come la burocrazia e la scarsità di risorse.
«Siamo favorevoli alle grandi opere ma servono anche quelle di taglio più
modesto, per le quali bastano spesso poche settimane perché possano partire. A
livello nazionale il governo ha pensato di intervenire con aiuti per l'edilizia
pari a un miliardo di euro quando le nostre richieste parlavano di otto».
Nuova linfa potrebbe arrivare dal contestato piano-casa, sul quale Cunial
precisa: «Non è una misura per legalizzare l'abusivismo - assicura - servirà
per rilanciare gli investimenti nel settore edilizio tramite la riqualificazione
di vecchi edifici secondo gli attuali canoni costruttivi ispirati al risparmio
energetico». Il neo più grande, si sa, rimane comunque legato ai soldi
congelati dal patto di stabilità, che ha messo il freno a ben 41 Comuni della
Marca costretti a tenere in caldo ben 143 milioni di euro. «Molte di queste
amministrazioni hanno compiuto lavori nel 2008 sforando il patto - afferma il
presidente Anci Treviso, Angelo Pavan - salvo riportare poi nel 2009 parte dei
pagamenti. Una quindicina di Comuni hanno invece già violato il patto,
scegliendo così di pagare le relative sanzioni anziché evitare di compiere
opere non differibili o di accumulare debiti nei confronti delle aziende».
(Enrico Lorenzo Tidona)
( da "Unita, L'" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Lampedusa, proibito
vedere la tragedia dei rifugiati MASSIMO SOLANI Un buco nero è un corpo celeste
dotato di una così forte attrazione gravitazionale da non permettere
l'allontanamento di alcunché dalla propria superficie. La sua presenza, dicono
gli astrofisici, può essere rilevata solo indirettamente, dagli effetti del suo
intenso campo gravitazionale. Secondo alcuni studiosi un corpo celeste di
questo tipo sarebbe al centro della Via Lattea, di sicuro qualcosa di molto
simile c'è al centro del Mediterraneo. E bisogna arrivare fino in fondo alla
strada che taglia in due contrada Imbriacola per ficcare il naso nel buco nero
di Lampedusa che da mesi imprigiona uomini e donne, ne cancella la storia e li
rende invisibili agli occhi del mondo. Perché nella Guantanamo italiana ormai
praticamente nessuno può più entrare. Non possono farlo le organizzazioni
umanitarie, non gli avvocati e nemmeno la stampa. Lasciata fuori dai cancelli
ieri, nel corso del sopralluogo del commissario Ue Jacques Barrot, e due giorni
fa in occasione della visita dei parlamentari del Pd Rosa Villecco Calipari e
Jean-Léonard Touadi. Nessuno deve vedere, nessuno deve raccontare, nemmeno
adesso che gli ultimi lavori hanno ridato al centro un aspetto umano, quasi
presentabile. Eppure non basta riaprire i cancelli fino a pochi giorni fa
sprangati per rinchiudere i cittadini tunisini in una zona rossa inaccessibile
e guardata a vista da decine di uomini in tenuta antisommossa. Lì dove un mese
fa le fiamme hanno devastato una palazzina-dormitorio mentre centinaia di
disperati cercavano di evadere e venivano respinti dai lacrimogeni e dai
manganelli. Non basta nemmeno fare un po' di pulizia per nascondere al mondo
l'assurdità di un lager dove da mesi sono rinchiusi esseri umani che, nella
stragrande maggioranza dei casi, non hanno compiuto alcun reato né si sono
macchiati di alcuna colpa se non quella di volersi lasciare alle spalle un
destino di miseria, guerre e fame. Oggi, dopo che la palazzina più grande è
stata distrutta dalle fiamme e i suoi resti anneriti giacciono abbandonati in
riva al mare in una discarica abusiva di stato, a contrada Imbriacola ci sono
ancora 720 persone. Dormono in 30-40 per ogni stanza, ammassati sui letti a
castello a tre piani o buttati a terra sui materassi. Il centro, in queste
condizioni, potrebbe ospitarne meno di 400 ma ormai ai numeri nessuno fa più
caso. Gli ultimi sono arrivati nella notte fra martedì e mercoledì, più di 300
anime su un peschereccio di
( da "Unita, L'" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Un buco nero è un
corpo celeste dotato di una così forte attrazione gravitazionale da non
permettere l'allontanamento di alcunché dalla propria superficie. La sua
presenza, dicono gli astrofisici, può essere rilevata solo indirettamente,
dagli effetti del suo intenso campo gravitazionale. Secondo alcuni studiosi un
corpo celeste di questo tipo sarebbe al centro della Via Lattea, di sicuro
qualcosa di molto simile c'è al centro del Mediterraneo. E bisogna arrivare
fino in fondo alla strada che taglia in due contrada Imbriacola per ficcare il
naso nel buco nero di Lampedusa che da mesi imprigiona uomini e donne, ne
cancella la storia e li rende invisibili agli occhi del mondo. Perché nella
Guantanamo italiana ormai praticamente nessuno può più entrare. Non possono
farlo le organizzazioni umanitarie, non gli avvocati e nemmeno la stampa.
Lasciata fuori dai cancelli ieri, nel corso del sopralluogo del commissario Ue
Jacques Barrot, e due giorni fa in occasione della visita dei parlamentari del
Pd Rosa Villecco Calipari e Jean-Léonard Touadi. Nessuno deve vedere, nessuno
deve raccontare, nemmeno adesso che gli ultimi lavori hanno ridato al centro un
aspetto umano, quasi presentabile. Eppure non basta riaprire i cancelli fino a
pochi giorni fa sprangati per rinchiudere i cittadini tunisini in una zona
rossa inaccessibile e guardata a vista da decine di uomini in tenuta
antisommossa. Lì dove un mese fa le fiamme hanno devastato una
palazzina-dormitorio mentre centinaia di disperati cercavano di evadere e
venivano respinti dai lacrimogeni e dai manganelli. Non basta nemmeno fare un
po' di pulizia per nascondere al mondo l'assurdità di un lager dove da mesi
sono rinchiusi esseri umani che, nella stragrande maggioranza dei casi, non
hanno compiuto alcun reato né si sono macchiati di alcuna colpa se non quella
di volersi lasciare alle spalle un destino di miseria, guerre e fame. Oggi,
dopo che la palazzina più grande è stata distrutta dalle fiamme e i suoi resti
anneriti giacciono abbandonati in riva al mare in una discarica abusiva di
stato, a contrada Imbriacola ci sono ancora 720 persone. Dormono in 30-40 per
ogni stanza, ammassati sui letti a castello a tre piani o buttati a terra sui
materassi. Il centro, in queste condizioni, potrebbe ospitarne meno di 400 ma
ormai ai numeri nessuno fa più caso. Gli ultimi sono arrivati nella notte fra
martedì e mercoledì, più di 300 anime su un peschereccio di
( da "Centro, Il" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 15 - Regione
«La Regione acceleri sui fondi Ue» Coldiretti incontra Febbo «Ecco le nostre
proposte» PESCARA. Un accordo sulla concertazione, facendo pesare l'effettiva
rappresentatività delle associazioni di categoria, per evitare che «i veri
interessi delle imprese si perdano tra sigle e siglette». E' una delle proposte
contenute nel documento "Agricoltura, ambiente e territorio:
dall'emergenza alle prospettive", elaborato dalla Coldiretti Abruzzo e
consegnato ieri mattina dal presidente Domenico Pasetti all'assessore regionale
Mauro Febbo in occasione del convegno con i quadri dirigenti dell'organizzazione
professionale. «Un documento» ha spiegato Pasetti «che contiene spunti di
riflessione e soluzioni ai problemi di maggiore importanza. Una strategia per
il potenziamento di tutta l'economia agricola abruzzese». Due le strade che,
secondo Coldiretti, il governo regionale dovrebbe inizialmente seguire per il
rilancio del settore: far decollare immediatamente le procedure per utilizzare
i Fondi di Coesione (Fondi Strutturali e Fas) definiti nel Quadro strategico
nazionale, con particolare riferimento ai programmi operativi Por, Fers e Psr;
quindi tagliare «con decisione e coraggio» ogni spesa superflua, ogni spreco,
razionalizzando una volta per tutte gli organismi satelliti della Regione.
Secondo l'organizzazione professionale regionale i problemi dell'agricoltura sono
anche altri, e chiamano in causa le lungaggini di una burocrazia che impedisce di legiferare
con efficacia. «Ci sono norme che giacciono nei cassetti della regione da anni»
ha detto il direttore Coldiretti Abruzzo Michele Errico «mi riferisco alla legge
per il riordino usi civici, alla legge sull'agriturismo e al riordino consorzi
bonifica, ma anche alla norma per l'orientamento del consumo dei prodotti
agricoli regionali. E' necessario oggi un impegno forte e convinto per
superare la stasi burocratica, un impegno che chiami in causa anche un nuovo
modo di pensare alla concertazione con le forze sociali. A tal proposito, penso
al tavolo delle responsabilità di cui il presidente Chiodi ha più volte parlato
in campagna elettorale. E' un concetto importante, che spero diventi presto
realtà e sia capace di superare sia il concetto di concertazione che di
consultazione». Tra gli altri argomenti toccati, il divario sempre più forte
tra zona costiera ed entroterra, la necessità di rispolverare la legge sui distretti
rurali e la valorizzazione delle produzioni tipiche su cui la Coldiretti sta
puntando da anni. In proposito, l'Assessore Febbo ha ribadito la piena
convinzione della necessità di creare un "Prodotto Abruzzo" capace di
far conoscere la regione oltre i confini nazionali e l'impegno in un progetto
di accorciamento di filiera. «La creazione di un marchio regionale è il mio
obiettivo principale» ha sottolineato Febbo «per l'accorciamento della filiera
stiamo invece lavorando ad un accordo con la grande distribuzione per
facilitare la presenza del prodotto agricolo abruzzese sugli scaffali della
Gdo». Infine l'assessore Alfredo Castiglione ha assicurato l'approvazione entro
fine marzo in Consiglio del Dpefr. (cr.re.)
( da "Tempo, Il" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
stampa «Il piano
casa ci ha dato già 5 punti» Il premier parla ai ministri: «Stando alle prime
stime metterà in circolazione 180 miliardi» Sulla carta tutto è rinviato alla
prossima settimana. Di fatto però, un primo confronto sul piano casa tra il
presidente del Consiglio e i ministri è già avvenuto durante la riunione di
ieri. Una prima discussione in cui sono stati chiariti alcuni punti, i più
importanti, è stato sgomberato il terreno dalle perplessità iniziali di qualche
esponente del governo, sono stati ribaditi i benefici e i vantaggi che un
provvedimento come questo ha sul piano dell'edilizia, e quindi dell'economia
italiana. Ed è da qui che parte il premier per ribadire che, sul piano
straordinario per la casa, servirebbe un decreto legge, proprio per
semplificare il prima possibile l'iter burocratico sulle opere edilizie. Alla
fine l'idea del decreto è stata caldeggiata da tutti i ministri. Pur tutti
sottolineando che, se decreto sarà, «questo non intende togliere voce in
capitolo a chi - come gli enti locali - dovrà adattare e applicare il
provvedimento alle diverse realtà». Sì, quindi, a salvaguardare il confronto
con le Regioni (é stata già convocata una conferenza di confronto con i
governatori la prossima settimana), ma, comunque, velocizzare prima possibile
la parte riguardante la burocrazia. L'idea sarebbe, a questo punto, di sviluppare il piano in due
provvedimenti: un decreto, destinato per lo più alla parte burocratica e
normativa, di caratura quindi nazionale. Il secondo, un disegno di legge con
cui si cercherà di trovare un format adattabile da tutte le Regioni, la cornice
dentro la quale tutte le amministrazione locali dovranno muoversi. Tutto
però, ripete Berlusconi ai ministri più volte, «cercando di fare presto, per
dare all'Italia un intervento economico dalla portata storica». Già,
intervento. Non di poco, stando ai primi calcoli e alle prime stime fatte
sull'impianto del provvedimento. Qualche anticipazione arriva dallo stesso
premier: se il 30% dei proprietari usufruirà delle agevolazioni previste dal
piano, secondo Berlusconi il giro di affari sarà di circa 180 miliardi di euro.
L'ordine del giorno del Consiglio dei ministri aveva anche altri punti. Ma la
riunione è stata dedicata in gran parte al provvedimento sull'edilizia. In
tanti sono intervenuti a parlare. C'è stato chi, come il ministro dell'Ambiente
Stefania Prestigiacomo, avrebbe sottolineato quanto questo piano aiuterà anche
a rinvigorire il centro delle città, rispettando la tutela ambientale. O il
ministro della Gioventù Giorgia Meloni che, nella discussione generale, avrebbe
fatto notare come, nel trio di architetti (Aulenti, Fuksas e Gregotti ndr)
scesi in campo a brutto muso contro il piano «cementificatore» del governo,
«c'è pure quello che ha costruito lo Zen di Palermo», (il rinomato quartiere
popolare del capoluogo siciliano afflitto da grave degrado architettonico ndr).
E Bossi, inizialmente ostacolo all'iniziativa del governo, alla fine della
riunione ha ammesso: «Ci siamo fatti spiegare bene. Mi pare un progetto
positivo che non riguarda chi ha costruito in modo abusivo». Sui benefici di
procedere per decreto legge il titolare delle Infrastrutture Altero Matteoli:
un eventuale disegno di legge, avrebbe sottolineato in Consiglio dei ministri,
a causa dei tempi parlamentari troppo lunghi non riuscirebbe a produrre
benefici immediati. Per il traguardo finale bisognerà, dunque, aspettare la
prossima settimana. Il premier ha esortato i ministri competenti di lavorare da
subito sull'impianto condiviso ieri mattina. Un impianto, avrebbe confidato il
premier, molto gradito dai cittadini. «Tanto che - raccontano fonti di governo -
gli ultimi sondaggi ci danno 5-6 punti in più».
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Cronaca Regionale
Pagina 109 I commenti. Sono a rischio molti posti di lavoro diretti e indiretti
«Duecento persone sul lastrico» I commenti.. Sono a rischio molti posti di
lavoro diretti e indiretti I gestori: abbiamo pagato 6.000 euro di tasse -->
I gestori: abbiamo pagato 6.000 euro di tasse «Vogliamo solo lavorare. Cosa
volete che andiamo a rubare oppure a spacciare la droga? Questo ci chiedete di
fare, perché abbiamo figli e mutui da pagare». Daniele Pandolfi, il figlio del
titolare di ?Ricciomania?, urla contro una ventina di carabinieri con tutto il
fiato che ha in corpo. Gli amici lo tengono, cercano di rasserenarlo. Sono
passate da poco le 13 e, pochi istanti prima, il padre Adriano è stato portato
al pronto soccorso per un malore. Nella prima bella giornata di marzo, attorno
al loro chiosco ci sono una trentina di militari, carabinieri della Compagnia
di Quartu e uomini del Battaglione Sardegna. Poco lontano, il capitano del Nas
Giovanni De Iorgi coordina l'attività e cerca di spiegare con calma a tutti i
titolari delle attività che per loro, almeno nell'immediatezza, non c'è
speranza. Le attività non sono in regola e deve essere tutto sigillato, costi
quel che costi. La tensione è altissima. Volano tavoli, qualcuno accenna
all'intenzione di prendere un coltello (prontamente dissuaso), altri si
scagliano sui carabinieri che mantengono il sangue freddo. «Da noi lavorano 26
persone regolarmente assunte», protesta Pandolfi, «possono pure arrestarci, ma
siamo persone oneste che fanno questo lavoro e niente di male. Abbiamo chiesto
tutte le autorizzazioni, ma ogni anno è la stessa storia». LE CONTESTAZIONI
L'atmosfera è surreale: dentro decine di clienti continuano a mangiare, mentre
i camerieri servono vassoi di ricci e pastasciutta. Fuori, invece, c'è il finimondo.
«Non finisce così», dice uno dei dipendenti, «ho 21 anni e una bambina di due,
col mutuo da pagare e una famiglia da mantenere. Domani che faremo? Ma è
possibile che per colpa della burocrazia oltre cento
persone debbano finire in strada?». Alle 14.30 cinque chioschi su sette hanno
già i sigilli amministrativi sulle porte, ma ?Ricciomania? e l'Afrodisiaco
resistono. C'è anche l'avvocato Francesca Calabrò, legale di quattro attività:
prova a mediare. «Nel 2001 è stata firmata una convenzione quinquennale col
Comune», spiega il legale, «dal giugno del 2006, quando tutti hanno inoltrato
la richiesta di rinnovo, gli uffici si rimpallano la competenza e, di fatto,
non è stata rilasciata alcuna proroga. Così sono scadute anche le licenze
commerciali ed edilizie. Ora chiederemo subito al Tar la sospensione del
sequestro, ma è necessario che il Comune intervenga per indire la conferenza di
servizi e rilasciare nuove convenzioni». LA PROTESTA Una donna si sente male
anche all'Afrodisiaco e viene soccorsa, mentre la titolare Emanuela Panunzio
guarda i militari sistemare i sigilli sulla porta. «Non ci rilasciano le
concessioni, ma i soldi il Comune li prende», dice Emanuela Panunzio, «abbiamo
pagato 6000 euro di suolo pubblico sino a settembre, più rifiuti e tutto il
resto. Ci vogliono vedere in ginocchio, ma siamo vittime di un'ingiustizia.
Perché non ci danno la concessione?». Tutti i chioschi sono sigillati, ma la
tensione resta ancora alta. «Tornate qui domani mattina, perché noi continuiamo
a lavorare anche sulla strada», urla uno degli esercenti ai carabinieri,
«vedrete che domani lo stipendio ve lo dovrete sudare. Noi abbiamo solo queste
attività e le difenderemo: voi fareste lo stesso se vi portassero via lo
stipendio». In serata, arriva anche una nota durissima dell'Associazione
generale delle cooperative italiane (Agci Sardegna) a cui appartengono quasi
tutte le cooperative che gestiscono i chioschetti. «È gravissimo e
incredibile», dicono il segretario regionale Sergio Cardia e Giovanni Loi,
responsabile del comparto pesca, «che oltre alle condizioni drammatiche
dell'economia ci si metta pure la burocrazia a
chiudere le aziende. Dopo anni di attesa per avere il rinnovo delle concessioni
da parte del Comune di Quartu e non solo per le nostre associate, che da sole
garantiscono oltre cento posti di lavoro diretti e altrettanti indiretti. La
chiusura arriva nel pieno della campagna dei ricci che da sola garantisce oltre
i due terzi del reddito alle aziende che vi operano. Chiediamo che le
cooperative vengano messe nelle condizioni di riprendere il lavoro». FRANCESCO
PINNA
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Cronaca di Cagliari
Pagina 1022 Da oggi viene riattivato il servizio con la video-sorveglianza Gli
ascensori per Castello funzioneranno 24 ore su 24 Da oggi viene riattivato il
servizio con la video-sorveglianza --> La notizia è stata resa nota ieri dal
Comune: da oggi gli ascensori che portano a Castello riprenderanno a funzionare
24 ore su 24. I gestori dei locali notturni tirano un sospiro di sollievo. Il
rione di Castello torna a essere collegato con il resto della città. A partire
da oggi i tre ascensori panoramici che collegano il rione storico alla parte
bassa della città riprenderanno a essere attivi 24 ore su 24 e non più soltanto
dalle 6 alle 18. Una notizia che farà sicuramente piacere ai residenti, ai commercianti
e anche ai frequentatori dei locali, che per circa un mese sono stati costretti
a imboccare la ripida scalinata del bastione di Saint Remy per poter
raggiungere Castello. «L'isolamento notturno del quartiere è finalmente
cessato», commenta soddisfatto l'assessore alle Attività produttive Paolo
Carta, «alcuni giorni fa avevo promesso che per questo weekend la situazione
sarebbe tornata alla normalità, ma in pochi mi avevano creduto. Polemiche a
parte, annuncio che i lavori per la realizzazione del nuovo sistema di
video-sorveglianza si sono conclusi e che i collaudi sono stati effettuati con
successo». VIDEO-SORVEGLIANZA Il risultato è che da oggi le telecamere a
circuito chiuso inizieranno a funzionare per garantire la video-sorveglianza
dei tre ascensori. Il nuovo servizio sarà gestito temporaneamente dalla
Multiservice. Inoltre con un escamotage, sarà possibile
bypassare i tempi della burocrazia. Così facendo, infatti, gli ascensori potranno ripartire subito,
senza bisogno di attendere una delibera di Giunta seguita dal passaggio in
Consiglio. «Gli impianti», riprende Carta, «saranno gestiti inizialmente da 6
operatori della Multiservice che copriranno tutti i turni garantendo così il
servizio 24 ore su 24. Le prime assunzioni sono state fatte con contratti
a tempo determinato di due mesi. Ma in futuro assumeremo altri 4 operatori nel
quadro dei cantieri di lavoro. Alla fine tutti e 10 gli addetti avranno un
contratto annuale». IL FUNZIONAMENTO La centrale operativa, dalla quale gli
operatori potranno visionare le immagini inviate dalle telecamere si trova a
Santa Chiara, ai piedi del Bastione di Santa Croce. Da lì i sorveglianti
assunti dalla Multiservice potranno controllare tutti gli ascensori che
permettono l'accesso a Castello. Oggi il via alle operazioni di controllo e il
ripristino del servizio di trasporto notturno. Per i residenti e i commercianti
di Castello la fine di un calvario durato un mese, con proteste e richieste
continue di accelerare i tempi per il ripristino. PAOLO LOCHE
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Provincia di
Cagliari Pagina 1027 Capoterra. Finora sono stati stanziati 22 milioni, non
sufficienti a coprire i danni Nasce l'associazione degli alluvionati
Capoterra.. Finora sono stati stanziati 22 milioni, non sufficienti a coprire i
danni Agricoltori uniti per chiedere con più forza i risarcimenti -->
Agricoltori uniti per chiedere con più forza i risarcimenti Giovedì scorso si è
tenuto l'incontro con i responsabili provinciale e territoriale della
Coldiretti e col direttore territoriale dell'Argea. Si sono costituti in
un'associazione per avere più forza: ora non sono più soli i tanti proprietari
di aziende agricole messi in ginocchio dall'alluvione dello scorso ottobre e
ancora oggi in attesa di rimborsi. Fino a ieri ognuno di loro lanciava per conto
suo la stessa, identica disperata richiesta di aiuto degli altri. Oggi i loro
diritti vengono rivendicati attraverso l' Assof . L'INCONTRO Giovedì gli
agricoltori hanno incontrato nell'aula consiliare i responsabili provinciale e
territoriale della Coldiretti, Roberto Scano e Massimo Pinna, e il direttore
territoriale dell'Argea, Mario Schirru. Con i lavoratori si sono schierati
l'assessore all'Agricoltura Sergio Dessì e l'intero Consiglio comunale. «Dateci
subito i risarcimenti. Stiamo affogando in un mare di difficoltà. Le nostre
serre sono state distrutte dai danni provocati dalla marea di acqua e fango
trasportata dal Rio San Girolamo e il raccolto è andato perduto, ma le banche
bussano alle nostre porte per chiedere il pagamento delle rate dei mutui. Abbiamo
bisogno di qualcuno che ci aiuti a rimetterci in sesto», ha detto Andrea
Piscedda, il coordinatore della neonata associazione. 22 MILIONI Dessì ha
assicurato che chiederà al più presto un incontro con il nuovo assessore
regionale: intanto per i danni sono stati stanziati, in tutto, 22 milioni di
euro. «Non bastano nemmeno per le sole Capoterra e Sestu», ha sottolineato
Mario Schirru, «occorre che la Regione trovi altre risorse». La situazione
drammatica che vivono intere famiglie è emersa pesantemente durante i vari
interventi. «Un'azienda che non ha raccolto nulla, come fa a far fronte ai
debiti?», ha chiesto Silvio Piscedda, «non c'è più tempo: se non paghiamo, le
banche ci mettono nella lista degli insolventi e tanti di noi potranno dire
addio al lavoro. Serve una proroga sui pagamenti». COLDIRETTI Anche la
Coldiretti, attraverso Roberto Scano, ha chiarito che «occorre aprire al più
presto un tavolo di confronto con la Regione, non si può più aspettare. Le
serre di Capoterra non devono morire per colpa dei tempi
lenti della burocrazia». Un
pensiero condiviso dal sindaco, Giorgio Marongiu, e dalla responsabile della
commissione comunale Pari opportunità Roberta Marcis che, in un appassionato
intervento, ha espresso la sua solidarietà agli agricoltori. ASSOF L'artefice
della nascita dell'Assof è Andrea Piscedda, 30 anni, agricoltore tra i più
danneggiati. Con il suo impegno è riuscito a riunire tutti i colleghi
sotto un unico tetto per affrontare insieme quest'emergenza. Ultimo di una
famiglia che conta nove figli, ha iniziato a lavorare da solo appena raggiunta
la maggiore età riuscendo, dopo anni di sacrifici, a mettere in piedi prima
un'azienda modello e poi una cooperativa di serricoltori. L'alluvione ha
spazzato via tutto, ma Andrea non sa dà per vinto. MARIAGRAZIA MARILOTTI
( da "Secolo XIX, Il" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Fondo per le
vittimedomande in aumento prefettura Savona. Non è possibile quantificare
l'esatto numero dei savonesi che hanno fatto ricorso al fondo antiusura negli
ultimi anni. Di certo ne hanno fatto richiesta due delle quattro vittime delle
persone indagate nel filone d'inchiesta della procura savonese e che ha portato
all'arresto ieri di Alessandro Bove e un anno fa di altri quattro presunti
usurai. L'esperienza per entrambi non sembra comunque essere stata positiva.
Richiesta respinta. La pratica di G. B., tabacchino, era stata respinta
addirittura in fase preliminare «per carenza dei requisiti di legge». L'istanza
di adesione al fondo, benedetta dallo stesso pm e dalla guardia di finanza, non
era neppure stata inviata al commissario straordinario del Governo per il
coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura. Una volta sporta
denuncia, infatti, la vittima degli strozzini deve produrre un piano aggiornato
di investimento e di restituzione della somma che deve essere reinvestita
nell'attività. Una sorta di mutuo da restituire a scadenza che nel caso di G.
B. per esempio non poteva prevedere l'impiego del prestito statale
nell'attività precedente perché in seguito ai debiti contratti l'aveva dovuta
chiudere. «Mi avevano promesso protezione e aiuto, invece...» aveva sbottato G.
B. che alla luce di quanto accaduto si è sentito tradito dallo Stato «e fosse
adesso non accetterei certo di collaborare con le forze dell'ordine». Il caso
del tabacchino savonese vittima degli usurai e alle prese
con la burocrazia non
sembra comunque diffusissimo. Sono decine le domande che arrivano in prefettura
a Savona sull'argomento, ma la delicatezza del tema hanno imposto ai funzionari
governativi il massimo riserbo. I fondi antiusura non riguardano comunque solo
l'intervento in favore di imprese e commercianti alle prese con i debiti,
ma esistono anche quelli specializzati nel salvataggio delle famiglie alle
prese con un sovraindebitamento e che non riescono, soprattutto se monoreddito,
a sopportare le difficoltà. L'Adiconsum, per esempio, mette a disposizione dei
cittadini un fondo specifico al quale ci si può rivolgere in caso di necessità.
Insomma, i problemi ci sono, si moltiplicano giornalmente e al loro fianco
fioriscono decine di iniziative in materia. Per le varie procedure da seguire è
sufficiente rivolgersi agli uffici del Governo dove l'utente può trovare un
addetto apposito a fornire indicazioni e spiegazioni per accedere al fondo.
L'alternativa è comunque il sito internet del Ministero degli Interni alla voce
usura e antiracket G. Cio. 14/03/2009
( da "Stampa, La" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
MURIALDO
IMPRENDITORE BLOCCATO DALLA FORESTALE Burocrazia, da quasi due anni non lo fa
entrare nel suo deposito Da 21 mesi non può accedere al suo deposito, messo
sotto sequestro nel giugno 2007 per aver eseguito una «manutenzione ordinaria»
su di una cunetta di
( da "Eco di Bergamo, L'" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Donna violentata,
l'Asl «Ecco il conto per le cure» --> Raccomandata choc a sessantenne di
Canonica per 44,23 euro «Faccia saldare il conto al responsabile, o ci
rivarremo su di lei» Sabato 14 Marzo 2009 PROVINCIA, pagina 26 e-mail print
canonica d'adda«Con questa lettera sono stata violentata una seconda volta». È
carica di rabbia, oltre che di amarezza, la reazione della pensionata
sessantenne di Canonica d'Adda, che il 25 gennaio scorso era stata violentata
nella sua abitazione da un ventinovenne brasiliano, ora in carcere a Bergamo.
Dopo l'arresto del sudamericano, avvenuto il 6 marzo in un dormitorio per senza
tetto a Milano, la donna credeva di poter iniziare a dimenticare. Ma la sua
ferita si è riaperta nel giro di soli tre giorni, quando si è dovuta recare
all'ufficio postale per ritirare una raccomandata proveniente dall'Area
gestione affari generali e legali dell'Asl di Bergamo. Nella lettera le viene
chiesto «di comunicare all'Asl i dati anagrafici del responsabile delle lesioni
da lei subite», in modo che l'azienda possa addebitargli i 44,23 euro delle
prime cure, prestate alla vittima al Policlinico San Marco di Zingonia.
Diversamente, l'Asl le chiede di «avvertire il responsabile che dovrà versare
alla scrivente l'importo di 44,23 euro con le seguenti modalità. A mezzo di
bollettino postale o tramite bonifico bancario». «Dopo aver letto mi sono messa
a piangere - afferma la pensionata -. Poi mi è rimasta solo una grande rabbia».
Sono molti i passaggi del documento che hanno suscitato la sua indignazione. Ad
esempio, le vengano chiesti i dati anagrafici del suo violentatore perché
«persona a lei nota». «Questa frase probabilmente l'hanno estrapolata dal
verbale dei carabinieri - racconta lei - io quell'uomo l'avevo visto solo un
paio di volte, ed è entrato in casa mia con la forza». Ma soprattutto giudica
inammissibile che le venga chiesto di rivedere il suo violentatore per
consegnargli il bollettino postale o le coordinate bancarie dell'Asl per pagare
44,23 euro: «Dovrei andare da lui in carcere a portargli il bollettino o gli
estremi per il versamento? Ma non potevano semplicemente contattare i
carabinieri per avere queste informazioni?». Proprio dai carabinieri di Fara
Gera d'Adda la donna si è subito recata per mostrare la lettera, «e anche loro
leggendola sono rimasti allibiti. Fortunatamente si sono poi fatti carico loro
di fornire all'Asl i dati richiesti». Ma questa vittima
della burocrazia - oltre
che della violenza - non ha comunque intenzione di lasciar cadere nel vuoto la
questione, e ha contattato il suo avvocato. Non solo per le richieste che l'Asl
le ha rivolto («che a quanto mi hanno detto sono di per sé sufficienti per una
denuncia per violazione della privacy e danni morali»), ma soprattutto
per quanto scritto in grassetto nelle ultime due righe: «Nel caso in cui, entro
30 giorni dal ricevimento della presente, ella non si sia attivata in nessun
modo, verranno avviate le vie legali nei suoi confronti». L'Asl di Bergamo
sulla vicenda ha rilasciato una nota in cui «si scusa» con la destinataria
della raccomandata «per il disguido occorso. Di lettere simili, per il recupero
di crediti, l'Asl ne spedisce dalle 300 alle 400 all'anno e si tratta di un
obbligo di legge. La lettera è stata, purtroppo, inviata anche nel caso in
questione. Lunedì prossimo, alla piena ripresa dell'attività lavorativa, il
problema sarà risolto». «La lettera - replica però la protagonista, suo
malgrado, di questo vero e proprio caso - non è un modulo prestampato. Qui non
ci possono essere errori di distrazione. È stata invece scritta
deliberatamente, avendo pure l'impudenza di mettere in grassetto quelle ultime
righe. Sembra quasi che sia io la colpevole di quanto accaduto». Ma la vicenda
potrebbe nascondere ulteriori sviluppi spiacevoli per la sessantenne di
Canonica, che dopo le prime cure a Zingonia, è stata assistita all'ospedale di
Treviglio da un'équipe specializzata nelle lesioni causate da violenze
sessuali: «Mi hanno trattato con grande gentilezza - ricorda -, ma ciò che mi
terrorizza è che tra qualche giorno mi possa arrivare dall'Asl un'altra
lettera. Per pagare anche le cure che ho ricevuto a Treviglio». Patrik Pozzi
14/03/2009 nascosto-->
( da "Nazione, La (La Spezia)" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
SARZANA pag. 14
SEMBRA un giocattolo ma ha una «missione»: stimolare la creatività... SEMBRA un
giocattolo ma ha una «missione»: stimolare la creatività dei bambini,
facilitare l'apprendimento dell'informatica, ma anche di geografia e
matematica. Si chiama Bee-Bot ed è un' «apina-robot». Due piccole ruote le
permettono di muoversi e cinque pulsanti servono a programmarne i movimenti.
Dall'inizio di marzo, l'«apina» è diventata la nuova compagna di classe di
molti alunni della Provincia. Tre delle venti apine, «volate» nelle scuole
grazie ad un progetto dell'associazione sarzanese Tecknos, hanno raggiunto le
elementari di Ponzano Belaso, Bradia e Santa Caterina. «E' uno strumento
innovativo per insegnare e le maestre ne sono rimaste entusiaste», racconta
Laura Marchini, presidente dell'associazione no-profit Tecknos. Quindici soci,
nata a Sarzana nel 2007, Tecknos ha lo scopo di «diffondere la conoscenza della
tecnologia, per una qualità della vita migliore». L'avventura con le «apine» è
iniziata quando, invitati ad un convegno a Torino, i soci di Tecknos hanno
ascoltato il professor Giovanni Marcianò parlare di uso didattico della
microrobotica. «Abbiamo voluto farlo anche qui», spiega Laura Marchini.
L'azienda «Apai» di Sarzana ha donato venti api per far partire il progetto, ma
l'inizio è stato un po' difficile. Gli enti si dimostravano interessati ma si
concretizzava poco. Poi un «colpo di fortuna». Al salone Tecknos del 2007, una
professoressa dell'Itis della Spezia notò le apine e chiese di poterne avere
due per la sua tesi sperimentale. «Facendo da tramite con il mondo della
scuola, ci ha aiutato ad organizzare una giornata di formazione per le
maestre», spiega la presidente di Tecknos. E se i mezzi «ufficiali» hanno
fallito (per vari disguidi alcuni plessi di Sarzana hanno avuto l'invito alla
giornata solo il giorno prima), ha funzionato il passaparola. COSI' in una
giornata di studi gratuita, Marcianò e una sua collega hanno illustrato il metodo
delle «apine». Le maestre le hanno provato e le hanno «adottate». A tutte le
scuole della Provincia, Tecknos ha proposto di presentare un progetto e avere
un'ape. «Abbiamo lasciato libertà assoluta spiega Laura Marchini alcuni
riguardano il riciclaggio, altri geografia o informatica. Ci sono insegnanti
che usano le api come unità di misura, altri per raccontare favole. Vedremo in
quale materia ci sono i risultati migliori» Le api si muovono su cartelloni e,
divertendosi, i bambini memorizzano numeri, lettere e concetti. A giugno, ci
sarà una giornata per presentare tutti i progetti realizzati. «E a settembre
conclude Laura Marchini vorremmo inaugurare un'altra giornata di formazione per
coinvolgere anche le scuole di Sarzana. Per ora, siamo partiti dalle persone,
scavalcando la "burocrazia",
ma cerchiamo anche l'appoggio delle istituzioni per creare una vera e propria
rotazione delle api nelle scuole della Vallata. Dove vogliamo arrivare? Sognamo
di costruire un intero percorso formativo, dall'asilo alle scuole superiori,
basato sui robot, formare un parco giochi di Tecknos gratuito per le scuole».
Anna Chella
( da "Nazione, La (Umbria)" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
FOLIGNO pag. 14
FOLIGNO SONO QUATTROCENTO i «licenziati dal mattone» d... FOLIGNO SONO
QUATTROCENTO i «licenziati dal mattone» da tre mesi a questa parte nel
territorio folignate. Ma la cifra, secondo l'imprenditore Basilio Santificetur,
è destinata a crescere. E se non si dovessero trovare i giusti rimedi, la
situazione potrebbe divenire ancor più drammatica. Proprio per affrontare di
petto l'argomento, si terrà in tempi brevi a Foligno un «Focus territoriale»
che servirà a predisporre un'analisi specifica sulle prospettive future della
categoria. «L'unione fa la forza dice Santificetur, responsabile della sezione
folignate di Ance Perugia e questo deve essere l'obiettivo per affrontare la
morsa dell'attuale crisi. Occorre accelerare il processo di aggregazione delle
imprese, e passare dalle attuali
( da "Sole 24 Ore, Il" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: IN PRIMO PIANO data: 2009-03-14 - pag: 3 autore: Il rapporto del Csc:
un effettivo potenziamento delle competenze vale da solo una crescita del 13%
del Pil «è il capitale umano la leva per Pmi e Sud» Paolo Bricco PALERMO. Dal
nostro inviato Non è sempre facile, nel mondo vasto e qualche volta ostile
della globalizzazione. «In Inghilterra stiamo riprogrammando la nostra
operatività - dice Mario Saraceno, amministratore delegato della Irem - perché
tutto si fermi alle
( da "Sole 24 Ore, Il" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2009-03-14 - pag: 11 autore: Per l'Italia
uno Statuto dei lavori Trovare la forza di riprendere le proposte di Biagi per
un nuovo patto generazionale di Raffaele Bonanni * I l contributo intellettuale
e civile che Marco Biagi ha dato allo sviluppo della legislazione del lavoro e
delle relazioni industriali è ormai riconosciuto da tutti coloro che hanno a
cuore gli interessi del Paese; ci sono voluti anni perché emergesse con la giusta
evidenza e fosse apprezzato con lo spirito libero che egli chiedeva ad
avversari e interlocutori. Noi abbiamo avuto la fortuna di conoscerlo e
stimarlo in tempi lontani e di godere della sua fiducia e del suo magistero.
L'uomo era pari allostudioso: amabile, impegnato, tenace nelle difesa delle sue
idee ma pronto al confronto e alla condivisione di posizioni diverse. Con la
Cisl si è incontrato tante volte. C'è stato fra noi uno scambio sereno e
intenso, vivace e spassionato. Ne siamo usciti entrambi arricchiti e convinti
più di prima della bontà delle scelte che andavamo perseguendo. Nel nostro
piccolo crediamo di aver fatto esercizio di vera democrazia, di aver dimostrato
che questa è lezione quotidiana di tolleranza, curiosità e interesse verso l'altro,
è verifica ragionata sul merito delle cose, è ricerca onesta della verità e del
bene comune. Nulla a che vedere con la rissa, il pregiudizio ideologico,
l'eterno gioco di ruoli in cui spesso si è immiserita la politica italiana,
negandosi la strada del futuro e del progresso. Biagi amava il suo Paese e lo
voleva migliore; meno statico, meno provinciale, meno testardo nei suoi errori
e nelle sue pigrizie, più integrato con l'Europa, più rapido nel cogliere il
vento del cambiamento, più determinato nel governarlo. Ma anche più partecipato
e capace di allargare la base del proprio consenso, più attento al dramma della
disoccupazione e dell'esclusione delle fasce deboli, più amichevole verso i
giovani e le donne. Il suo non era un disegno elitario, ostile alle ragioni dei
lavoratori, prevedeva anzi un coinvolgimento più ampio della rappresentanza
sindacale e delle parti sociali, fuori dai vincoli rigidi
delle norme e della burocrazia. L'obiettivo era quello di costruire un quadro di garanzie
dinamico, che favorisse l'accesso al lavoro e la sua mobilità, proteggesse dal
rischio dell'uscita promuovendo il reinserimento e la crescita professionale.
Su questo terreno ci siamo incrociati e ritrovati. Quanto rimanga da
realizzare di quel disegno modernizzante e includente, basato sulla
sussidiarietà e lo stimolo dell'iniziativa individuale, è ancora oggetto di
dibattito. Non si può imputare a Biagi il mancato completamento della sua
riforma, non si possono trasferire allo studioso responsabilità che sono
proprie del politico. Biagi era convinto che la maggiore flessibilità nei
rapporti di lavoro portasse con sé l'estensione dei diritti. Si trattava di
riallineare le tutele, di adattarle alle nuove forme di lavoro atipico, di
rendere sicuro e fluido l'intero mercato del lavoro; di evitare la scissione
fra le categorie dei garantiti e quella degli esclusi, che alla lunga scatena
la guerra fra padri e figli e rompe ogni principio di solidarietà
generazionale. Nasceva da qui l'esigenza di uno «Statuto dei lavori» che li unificasse
in un quadro ampio e omogeneo di certezze. Biagi era un fiero sostenitore della
bilateralità e della partecipazione, dell'autonomia del sindacato. Un assertore
combattivo – contro tanti colleghi ed esponenti di certa cosiddetta sinistra –
del ruolo, non sostituibile e non delegabile, della contrattazione, del suo
primato sociale. Ci incitava ad abbandonare le difese corporative e i veti
dettati dalla paura. Ci esortava a snellire il nostro modello di relazioni
sindacali, a decentrarlo, avvicinandolo ai luoghi della produzione e ai loro
risultati. Il «suo» Libro bianco non ha perso niente della profonda carica
innovatrice. Può ritenersi, a buon titolo, la guida ideale del percorso di
riforma del lavoro che il Paese ha intrapreso con lentezza e che soffre ancora
di troppe battute d'arresto. Convergevamo sulle grandi mete che segnano il
passaggio d'epoca e che non riusciamo a far nostre: crescita, concertazione,
sviluppo del Mezzogiorno, democrazia economica, apertura alle domande di
cittadinanza dei ceti marginali, dei nuovi poveri, degli immigrati. Rimaniamo
uno dei peggiori Paesi per il tasso d'occupazione femminile, nel Sud è occupato
solo un terzo circa della forza lavoro. è debole il tasso d'occupazione
giovanile mentre è alto quello dei disoccupati di lunga durata. La mano vile
dei terrorismo lo ha fermato perché era uomo del dialogo, perché era un
riformatore coraggioso ed efficace, nemico delle parole d'ordine vuote e dei
proclami astratti. Un riformatore che, come noi, agiva per spostare in avanti
gli equilibri sociali ed economici; non per aggirarli o scavalcarli con fughe
spericolate che lasciano le cose come stanno. Da giurista serio aveva
attenzione all'effettività del diritto, a calare le norme nella realtà di tutti
i giorni, senza ignorarla o nasconderla. Occorre trovare la forza di riprendere
il cammino tracciato dalle sue idee. è il modo autentico per ricordare Marco
Biagi, un grande uomo di cui abbiamo avuto il privilegio di essere amici. *
Segretario generale Cisl GLI INSEGNAMENTI Il suo Libro Bianco non ha perso
niente della profonda carica innovatrice: il giurista bolognese era convinto
che la maggiore flessibilità portasse più diritti Marco Biagi. Il 19 marzo 2002
fu ucciso da un commando di sei brigatisti rossi. Aveva 51 anni FOTOGRAMMA
( da "Giorno, Il (Sondrio)" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
MORBEGNO
VALCHIAVENNA pag. 9 «Contro il racket ho osato denunciare» Un imprenditore
calabrese racconta agli studenti la sua sfida alla malavita di DANILO ROCCA
MORBEGNO UNA MATTINATA di passione e di impegno, di commozione e lacrime, di
rabbia e partecipazione. Poi vai a dire «dei ragazzi che non si impegnano, di
ninnoli e discoteche». I rappresentanti di istituto del liceo P.Luigi Nervi di
Morbegno e i rappresentanti degli studenti Simone Benazzi, Nicola Curto, Andrea
Gusmeroli e Arianna Copes, hanno fatto arrivare nell'auditorium della città del
Bitto, dietro richiesta alla Direzione e accolta dall'assemblea unita di
Scientifico e Artistico, Pino Masciari. Un imprenditore calabrese che non si è
piegato al racket e che ha denunciato, facendo arrestare e condannare, decine
di appartenenti alle organizzazioni criminali. Lo hanno ascoltato attentamente,
gli hanno parlato. Uomo contro, allontanato dalla Calabria, sottoposto a regime
di protezione, braccato e in lotta con la burocrazia,
contro la corruzione nello Stato, per lo Stato. Perseguitato e abbandonato dopo
avere denunciato il sistema `ndranghetista e le sue collusioni all'interno
delle Istituzioni. Pino Masciari si è impegnato a Morbegno in una conferenza
racconto. «Io ho osato denunciare ha puntualizzato dal palco andando contro un
sistema e alzando la testa. Ho fatto nomi e cognomi e ho perso tutto perché
talvolta, seguire il proprio senso civico e morale può portarti nel mirino dei
killer. E il costo è la vita». LA SUA È UNA «lezione» civica e di decoro
morale. «Oggi non ho più protezione, se non sporadica ha affermato - io e mia
moglie, i miei figli, siamo fuori dal programma creato per le vittime dei
racket. Viaggio spesso senza scorta, mi avevano detto di non muovermi, che ero
ad "alto rischio di vita", ma restando a casa non potevo testimoniare
ai processi, portare avanti la mia lotta per la legalità». Da 12 anni vive
nascosto, in località segrete. Anima iniziative in rete la lotta contro la
mafia, ne denuncia i numeri, oltre che i capi cosca. «Le mafie riunite hanno
130 miliardi di indotto e altri 50 miliardi sono il costo della corruzione.
Soldi che arrivano dal traffico della droga, che c'è anche qui, perché arriva
ovunque. E se qualcuno di voi fa uso di droghe, dà i soldi alla mafia». Poi
parla dei suoi ragazzi, i figli che ne hanno seguito le vicende, i tormenti, di
Francesco, che non sa correre, perché da 12 anni vive chiuso. «Ragazzi che non
sanno cos'è la normalità. Ma opporsi alla ndrangheta è così ha spiegato è
essere vivi, come se fossimo dei morti». Dice di rischiare la vita, «Hanno
deciso di uccidermi, manca solo la data, ma non ho rimpianti, perché dove c'è
illegalità non c'è vita. Mi usavano, decideva la mafia sul mio lavoro, in posti
dove latitante era lo Stato. La paura ti fa diventare pecora e il lupo ti
mangia, ma se combatti sei alla pari, se sei consapevole, sei lo Stato, lo
Stato siamo tutti noi». Non chiede molto Pino Masciari: «la vicinanza di chi
conosce la mia storia mi allunga la vita, più si sa che io esisto, più loro
hanno paura, è l'isolamento che uccide».
( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del
14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
RAVENNA CRONACA pag.
9 IL PIANO straordinario per l'edilizia annunciato dal Governo, e sul quale
il... IL PIANO straordinario per l'edilizia annunciato dal Governo, e sul quale
il Consiglio dei ministri ha deciso ieri di aprire un confronto preventivo con
le Regione prima di adottare l'iniziativa, sta generando aspettative e
interrogativi nel mondo delle costruzioni della provincia. «In attesa di
conoscerne i contenuti anticipa Antonello Piazza, responsabile del settore per
la Confartigianato l'auspicio è che sia varato un provvedimento valido ed
efficace allo stesso modo in tutto il Paese. Occorre mettere a punto regole
chiare, certe e di rapida applicazione, se davvero si vuole che il Piano
eserciti una funzione anticrisi. Il tema della riqualificazione del patrimonio
edilizio esistente aggiunge Piazza ci sta particolarmente a cuore. Ci auguriamo
però non si ricadate nelle trappole' che ci siamo ritrovati ad esempio a
Ravenna nel nuovo regolamento edilizio urbano. E' accaduto sottolinea Piazza
che nel confermare la distanza minima di rispetto tra gli edifici non si fosse
tenuto conto dello spessore' del cappotto esterno, che viene oggi applicato per
migliorare l'isolamento acustico ed energetico degli alloggi. La
Confartigianato ha dovuto presentare un'osservazione conclude Piazza che
fortunatamente è stata accolta per rimediare a questa svista. Ecco noi vorremmo
che il provvedimento governativo possa produrre risultati chiari e immediati».
LA LEGA delle cooperative, a cui sono associate tra l'altro alcune tra le più
importanti imprese del settore della provincia, sta monitorando attentamente
l'iniziativa del Governo. «L'idea che si presenti un piano che ridia impulso al
mercato della casa e delle cosrtzuioni sottolinea il presidente Giovanni Monti
è un fatto di rilievo. Ci aspetteremmo meno burocrazia ma rispetto delle regole
fondamentali. Ci deve essere una logita di sostenibilità dalla quale non si può
prescindere. Se viene avanti con questi connotati e le risorse adeguate per
affrontare questo tema aggiunge Monti è un provvedimento da salutare
positivamente». NICOLA Pasini, presidente di Ance, sezione edili di
Confindustria Ravenna, ritiene che non servano «veti pregiudiziali» sul
piano-casa allo studio del governo. «Prima di dire no, sarebbe opportuno
leggere le carte. In ogni caso è molto importante ridare all'edilizia
l'attenzione che merita sottolinea Pasini perchè è un settore strategico che
può svolgere un'importante funzione anti-ciclica ed è in grado di creare
occupazione immediatamente. L'obiettivo primario è mantenere i livelli
occupazionali. Per questo il sistema Ance ha realizzato un'alleanza storica fra
tutte le associazioni del settore e il 22 aprile si riuniranno a Roma gli Stati
Generali». Le aspettative sono per un un provvedimento-quadro che «ogni singola
Regione dovrà fare proprio per permettere ai singoli Comuni di procedere con i
piani operativi. Non vorremmo un semplice atto di indirizzo che rischia di
restare solo sulla carta». I costruttori di Confindustria, dal pianono casa,
colgono tre segnali positivi per il settore. «Il primo è la premialità, anche
in termini di cubature aggiuntive, per chi passa a soluzioni abitative puntando
sul risparmio energetico; il secondo è la previsione della drastica riduzione
dei tempi per il rilascio della concessione edilizia grazie alle
semplificazioni urbanistiche che verrebbero introdotte; il terzo è il rilancio
della demolizione e ricostruzione, anch'essa incentivata, che può decollare
entro qualche mese e produrre effetti interessanti in termini di investimenti
nel medio periodo».
( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)" del
14-03-2009)
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FORLI' AGENDA pag.
15 )POLITICA 1 Bisogna salvare il centro dal degrado IL NOSTRO futuro &...
)POLITICA 1 Bisogna salvare il centro dal degrado IL NOSTRO futuro è la nostra
città e una città che perde il proprio centro storico non ha futuro! La
situazione di degrado in cui vive il centro è sotto gli occhi di tutti. I
negozi chiudono, i locali e i ristoranti arrancano a fatica, strozzati nella
morsa di affitti troppo alti da pagare e della poca affluenza degli abitanti
del forlivese che si rifugiano in ristoranti fuori porta, magari con maggiore
possibilità di parcheggio e più facilmente accessibili. Il confronto con gli
altri comuni della provincia di Forlì è sconcertante; Cesena sta vivendo una
nuova fioritura, le strade del centro sono piene di negozi, sono presenti
numerosi punti vendita delle griffe più importanti nel panorama nazionale e
internazionale, a questo punto la domanda che mi pongo è: perché a Forlì non è
lo stesso? Perché non c'è prospettiva di futuro per le attività commerciali?
Via Giorgio Regnoli è l'esempio delle scempio che è stato fatto al centro. La
viabilità è completamente disastrata, i negozi chiudono e l'afflusso dei
cittadini in questa via diminuisce di giorno in giorno. Coloro che possedevano
o possiedono un negozio in questa via, avevano preannunciato che la situazione
sarebbe degenerata in questo modo: si sarebbe dovuto ristabilire il senso di
marcia in entrata e non in uscita, si sarebbero dovuti diminuire i costi dei
parcheggi, si sarebbero dovuti abbassare gli affitti, si sarebbero dovute fare
molte cose, ma ahimé l'amministrazione non è stata in grado di farlo. Siamo la
città con la maggiore presenza di rotonde in tutta Italia, ma se i soldi per
queste rotonde fossero stati investiti almeno in parte per valorizzare il
centro non sarebbe stato meglio? Bisogna pensare una politica per il centro
storico che abbia come punti fondamentali: l'incentivazione all'investimento e
all'apertura di attività imprenditoriali private attraverso la
defiscalizzazione; la diminuzione del costo dei parcheggi; la
diminuzione della burocrazia che serve per aprire un negozio; la scelta accurata e la ricerca
di nuovi investitori, gruppi, catene commerciali di rilevanza nazionale,
disposti ad aprire negozi nel centro della nostra città. Dobbiamo cambiare la
nostra città, risvegliarla ma soprattutto dobbiamo farlo presto prima che ci
muoia tra le mani. Andrea Pasini segretario provinciale dell'Udc
)POLITICA 2 Niente speculazioni nel centrodestra ABBIAMO letto la lettera della
signora Laura Foschi parla di interessi immobiliari tra destra e sinistra.
Abbiamo già precisato che non permetteremo a nessuno di inserirsi nella lista
Pdl e farsi portatore di interessi immobiliari. Conosciamo il mondo del
centrodestra ed escludiamo che questo possa avvenire, ma assicuriamo che
vigileremo con attenzione. Non possiamo non precisare che mettere sullo stesso
piano la sinistra che governa il nostro territorio da 60 anni e il centrodestra
ci sembra un tentativo azzardato perché significa non conoscere la nostra
storia e la nostra assolutà estraneità alle speculazioni edilizie tipiche della
sinistra di potere. Vittorio Dall'Amore gruppo di An in Provincia
( da "Corriere del Veneto" del 14-03-2009)
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Corriere del Veneto
- PADOVA - sezione: ROVIGO - data: 2009-03-14 num: - pag: 14 categoria:
REDAZIONALE Riconversione Enel, Rossi candida Unindustria alla regia Il
presidente in assemblea: «Vogliamo un ruolo di coordinamento». Ma i sindacati
dicono subito di no Cgil, Cisl e Uil: la funzione rivendicata dagli Industriali
spetta alle istituzioni. Il Consvipo eviti gli errori del passato ROVIGO – «Un
nostro candidato per guidare una Camera di Commercio più forte e un ruolo di
coordinamento per gestire l'indotto della riconversione di Polesine Camerini».
è un'Unindustria che vuole decidere in prima persona dello sviluppo del
Polesine, quella dipinta ieri da Fabrizio Rossi, nella sua prima assemblea
generale da presidente dell'associazione al Censer. Nel discorso di apertura,
Rossi ha fissato punto per punto le priorità per le imprese, la società e le
istituzioni, «per parlare non della crisi, ma delle opportunità che il nostro
territorio ha per uscirne». Poco prima, in collegamento video da Palermo, porta
il proprio saluto la numero uno nazionale Emma Marcegaglia, con un intervento
imperniato su quattro priorità: credito, ammortizzatori sociali, sostegno in
chi investe, e infrastrutture. Temi ripresi nella chiusura dal presidente
regionale Andrea Tomat, con l'invito a «rivendicare chiaramente le priorità su
cui investire in Veneto », e dal governatore Giancarlo Galan, per il quale la
crisi richiede di accelerare sul federalismo fiscale, evitare
l'assistenzialismo e puntare invece sull'impresa e sulle privatizzazioni dei
servizi. Il presidente A fare la parte del leone è però il leader degli
industriali polesani, che davanti alla platea della sala Bisaglia rivendica la
centralità della sua associazione: «Oggi rappresentiamo davvero le piccole e
medie imprese: il 95% dei nostri associati ha meno di 100 dipendenti esordisce
- Dobbiamo essere più snelli, batterci per poche cose e unificare servizi a
livello regionale. Anche le imprese devono capire che ciò che non possono
realizzare da sole possono farlo unendosi con altre realtà. Bisogna rimboccarsi
le maniche, smettere di piangersi addosso e investire. Le banche tornino ad
essere vicine alle aziende». Unindustria vuole pesare sulle decisioni che
coinvolgono la società polesana, a partire dalla gestione di eventuali fondi:
«Le istituzioni devono condividere i nostri obiettivi dice - Chiediamo una
politica del "sì", una burocrazia più efficiente, soluzioni per realtà in perdita come il Censer,
di cui appoggiamo il piano di scorporo delle fiere e l'eventuale alleanza con
altri partner». La riconversione Se dalla riconversione a carbone della
centrale Enel arriveranno benefici, gli industriali vogliono essere in prima
linea: «Siamo favorevoli alla riconversione, date le ricadute a livello
regionale - prosegue Rossi - . Vogliamo un ruolo di coordinamento, in un tavolo
di regia con Enel, consorzi di imprese e istituzioni. Ci sono aperture in
questo senso. Per la nuova presidenza della Camera di Commercio vorremmo un
nostro candidato, per un ente più forte di quanto non sia oggi, in grado di
gestire i fondi che il Polesine riceverà. Ci sono infine grandi progetti di
infrastrutture: cerchiamo di non arrivarci come un'Armata Brancaleone, ma
coordinando gli sforzi di più imprenditori per beneficiarne davvero». I
sindacati Un passaggio che non piace ai rappresentanti delle tre sigle
sindacali, presenti all'assemblea. All'esterno della sala, pochi minuti dopo la
fine dell'intervento, ne discutono in gruppo. «è un discorso coraggioso -
attacca Gianpietro Gregnanin, segretario della Uil - ma mancano molti pezzi e
non condivido l'idea che Unindustria si assuma un ruolo che è delle
istituzioni. Tocca al Consvipo, che semmai deve evitare gli errori commessi con
i fondi del terminal Edison». Per Andrea Moscato Toba, numero due della Cisl,
la Camera di Commercio resta il luogo in cui discutere le scelte di sviluppo,
«purché - aggiunge - il coinvolgimento di tutti da parte del Consvipo sia reale
». Giovanni Nalin (Cgil) critica due punti: «Primo, Rossi ha assolto l'impresa
da molte responsabilità – dice –. E poi è inaccettabile l'idea che a
distribuire le risorse sia chi rappresenta interessi di parte e non le
istituzioni chiamate a mediare gli interessi di tutti». Francesco Casoni In
prima linea Il presidente di Unindustria Rovigo, Fabrizio Rossi durante il suo
intervento in assemblea al Censer (Foto Biasioli)
( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del
14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
MODENA PRIMO PIANO
pag. 2 «Legacoop al guinzaglio' della sinistra» IL PDL «IN TEMPI di grandi e
piccole crisi l'edilizia è sempre stato il motore per ridare fiato
all'economia, un postulato sul quale tutti concordano dice Enrico Aimi del Pdl
tranne la sinistra che continua a osteggiare i provvedimenti del governo
scaricandone le conseguenze sui cittadini. A detta degli addetti ai lavori
infatti il piano casa è un prezioso strumento per tenere in vita l'economia, in
questo momento tremendamente difficile. I progetti del governo trovano però, in
particolare a Modena, pesanti resistenze da parte di chi, e qui si nota il
paradosso, fino a ieri, ma anche ora come l'assessore Sitta era a favore di una
città che crescesse non in larghezza ma in altezza dopo che per lustri la città
si è allargata a dismisura negli anni 50, 60 e 70, grazie al felice matrimonio
Pci-Coop rosse, matrimonio che non ha mai conosciuto crisi. Ora però ci si
mette di mezzo Berlusconi continua Aimi e i suoi piani per un rilancio
dell'edilizia stanno indubbiamente dando fastidio a chi, soprattutto in Emilia,
è sempre stato abituato a disporre di corsie privilegiate. Certo se l'avesse
varato Prodi quello stesso piano casa' sarebbe stato un progetto straordinario,
ma oggi a palazzo Chigi c'è il cavaliere e iniziative come queste alla vigilia
delle elezioni amministrative sono colpi di fioretto da finale olimpica. Per
chi a Modena non ha mai avuto difficoltà a costruire dalla stalla al campo da
golf trovarsi provvedimenti liberalizzatorii che limano
buona parte della burocrazia vigente e tolgono ci comuni il monopolio delle licenze di
costruzione è un rospo duro da digerire». «Di fronte al tentativo del governo
di stimolare l'economia aggiunge Luca Ghelfi, Pdl e candidato per la presidenza
della Provincia i rappresentanti locali delle cooperative ancora una volta
preferiscono criticare il governo. Come sempre prima viene
l'anti-berlusconismo, poi gli interessi dei cittadini, che invece potrebbero
apprezzare nuovi provvedimenti che semplificano la strada per rendere più
comoda e grande la loro casa».
( da "Arena, L'" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Sabato 14 Marzo 2009
ECONOMIA Pagina 40 IL CONFRONTO. Il presidente e amministratore di Glaxo,
Papadimitriou, e l'economista De Cecco prospettano le soluzioni per uscire dal
grave momento di recessione «Così Verona può superare questa crisi» L'incontro
a Piazza Cittadella Rana: «La ritrovata unità tra le categorie economiche è un
forte volano di sviluppo» Verona un laboratorio per uscire dalla crisi: c'è una
università quotata, un tessuto imprenditoriale forte e i necessari centri
bancari. E soprattutto uno spirito di coesione ritrovato in città. È il
messaggio emerso ieri nel confronto tra l'economista Marcello De Cecco,
ordinario di Storia della finanza e della moneta alla Normale di Pisa, e
Angelos Papadimitriou, presidente e ad di GlaxoSmithKleine e vicepresidente di
Confindustria Verona, nella sede degli industriali scaligeri. Un confronto a
cui hanno partecipato anche il rettore dell'ateneo scaligero, Alessandro
Mazzucco, e il presidente di Confidustria Verona, Gian Luca Rana. E proprio quest'ultimo
ha aperto i lavori parlando delle soluzioni da mettere in campo per affrontare
una congiuntura sfavorevole. «L'elezione del nuovo presidente della Camera di
Commercio», ha spiegato Rana, «che ha avuto un quasi totale consenso, è un
segno nuovo in città: è la prima volta dopo tanto tempo che Verona riesce ad
essere unita e fare squadra tra tutte le componenti della società, ma è solo
l'inizio, da qui può iniziare un vero rinascimento». Verona secondo De Cecco,
che la mattina aveva partecipato all'inaugurazione dell'anno accademico con una
prolusione sulla crisi economica attuale, «si è rivolto agli imprenditori
presenti: o vi mettere con le università per creare un sistema imprenditoriale
sul modello anglo-americano-tedesco in cui le dimensioni delle aziende sono più
grandi e la ricerca sono i due punti forti, oppure ci sarà una lenta decaduta,
e poi sì la coesione sociale è indispensabile, nel dopo guerra c'era, me lo
ricordo bene, una classi dirigente veronese capace di progettualità di lungo
respiro e di coraggio». È chiaro però, continua De Cecco, che ci vogliono anche
le condizioni generali: la globalizzazione è una condizione indispensabile a
cui il made in Italy non può sfuggire, il sistema finanziario deve essere
ristabilito e i consumi devono ripartire. Ma a rimettere in moto l'economia
sarà la Cina, l'India o l'America? «In Usa i collaboratori di Obama sono tutte
persone che hanno partecipato a creare il sistema che ora è collassato, spero
che Obama non diventi il Gorbaciov degli Usa», replica De Cecco, «Cina e India
hanno una tipologia di consumi lontana dalla nostra...penso che dovremmo
ripartire da noi con un modello diverso sul tipo di quello della Germania, qui
a Verona e nel Veneto significa imboccare la via delle aggregazioni e della ricerca».
Secondo Papadimitriou, bisogna guardare a un modello europeo, dove l'euro è
determinante per mantenere gli equilibri. «Servono inoltre», spiega, «la leva
fiscale, ricerca e investimenti fissi, in Italia il debito dello Stato è grande
a causa anche di una spesa dell'ammistrazione pubblica, la Francia rispetto
all'Italia attira più capitali stranieri perché ha un burocrazia efficiente, in Italia le
aziende straniere ma anche italiane hanno bisogno di aspettative stabili sulle
normative soprattutto fiscali. Il governo? Finora ha fatto quello che poteva,
c'è da fare di più invece per le pmi e mettere mano alla macchina dello Stato.
Le aziende devono investire in marketing (marchi) e ricerca-innovazione,
gestire per cassa e non per profitto, è il momento delle acquisizioni per chi
ha i soldi. Usciremo da questa crisi», ha concluso Papadimitriou, «con una
struttura industriale diversa, si può mantenere il muscolo industriale italiano
con un'alleanza tra investitori italiani ed esteri».
( da "Centro, Il" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
di Licio Sabatini *
I tanti significati di questa crisi I consueti indicatori, tutti in ribasso,
danno la misura dell'attuale stato di crisi dell'economia. Il quasi 3 per cento
in meno del Pil è quello più emblematico. Ma c'è chi la crisi la vive, chi da essa
viene appena sfiorata e chi ne sente soltanto parlare. Questo è lo scenario che
si trova ad affrontare il governo. Perché la società attuale è complessa non
solo sul piano sociale ma soprattutto su quello della struttura economica per
cui ogni intervento rischia di smuovere le acque solo in superficie. Già nel
1929 Keynes, il teorico delle varie categorie economiche (funzione del
risparmio, del consumo, dell'investimento e del saggio di interesse), che
spesso viene chiamato in causa, aveva preconizzato il rischio che si sarebbe
corso quando i flussi finanziari, non opportunamente governati, avrebbero preso
strade diverse dall'economia reale per generare ricchezza fittizia. I
provvedimenti che il nostro governo ha già preso e annuncia di prendere (riforma
degli ammortizzatori, bonus sociali) sono ovviamente condizionati dalla
necessità di mantenere l'equilibrio interno dei conti dello Stato per cui
finiscono per incidere poco sulle difficoltà dei lavoratori e delle famiglie, complice anche una certa burocrazia che spesso complica il percorso degli interventi. Soprattutto
nel caso dell'Italia, però, questa potrebbe essere l'occasione perché si metta
mano sul serio ai tanti privilegi e alle palesi iniquità del sistema. Ci sono
ormai delle categorie (senza voler utilizzare ancora il termine «casta»),
come quella dei politici che di crisi ne parlano ma non la vivono. La riduzione
dei costi della politica non può essere più una enunciazione né può consistere,
come accade, in una riduzione di poche centinaia di euro sugli alti emolumenti
che poi rientrano sotto altra voce. Bisogna davvero riformare lo Stato.
Valutare ad esempio, senza scandalizzarsi più di tanto, quanto sia congruo
mantenere ancora il Quirinale così com'è oggi, oppure figure istituzionali che
si rincorrono nello stesso ruolo, un numero così alto di parlamentari, fino ad
arrivare alla soppressione delle Province. Non si capisce perché nelle aziende
private passa ormai come fatto normale una operazione di «ristrutturazione» e
nello Stato ciò non debba accadere. Perché si entra con facilità nell'ottica
del prolungamento dell'età pensionabile delle donne ma è difficile ipotizzare
un piano di riconversione dei lavoratori di quegli enti ritenuti se non proprio
inutili, sicuramente anacronistici? Qualche ministro si fa vanto, anche nel
contesto internazionale, che le nostre banche sono più solide di quelle di
altri paesi, ad iniziare da quelle Usa, senza però riconoscere che tale
solidità è merito soprattutto dalla propensione oculata dei cittadini italiani al
risparmio. E poi c'è la necessità di intervenire sulle lobby e rendere più
«vere» le liberalizzazioni. Interventi che possono creare nuove opportunità di
lavoro soprattutto per i giovani. Il «riformismo», tanto decantato della
sinistra, non dovrebbe trattare proprio questi argomenti? Ai partiti di
opposizione, più che lanciare proposte estemporanee, tocca il compito di
progettare un piano di riforme ad iniziare dallo Stato e poi impegnarsi a
correggere le gravi disuguaglianze sociali. Continuare a proteggere e a farsi
proteggere dalle categorie forti o dai cosiddetti poteri forti credo che non
abbia più senso, soprattutto per la sinistra. Pur volendo considerare
fallimentare la teoria economica marxista, di essa è innegabile il principio
che «nel tempo il capitale tende ad affluire nelle mani di pochi». Non è forse
questa la genesi dell'attuale crisi economica? Lo stesso Keynes, teorico
dell'economia liberista, aveva in mente un sistema socialista, laddove chiamava
in causa il ruolo dello Stato, come modello avanzato di governo della società,
in cui la riduzione delle distanze tra ricchi e poveri è un traguardo da
raggiungere non solo per la buona convivenza ma anche per la sopravvivenza di
tutti. * Scrittore
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Provincia di Sassari
Pagina 7035 Porto Torres. Presa di posizione del presidente del Consorzio:
«Così perdiamo tempo e opportunità» Un commissario per le bonifiche Porto
Torres.. Presa di posizione del presidente del Consorzio: «Così perdiamo tempo
e opportunità» Borghetto chiede una gestione senza vincoli --> Borghetto
chiede una gestione senza vincoli Franco Borghetto parte da lontano, prima di
lanciare le sue frecce avvelenate: «L'area industriale di Porto Torres
costituisce un patrimonio del territorio e una impagabile opportunità
inespressa per una serie di ragioni apparentemente insormontabili». Finanziamenti
scippati, amnesie statali e indifferenza dell'Eni. Dopo l'ultimo schiaffo che
fa barcollare i progetti di rinascita nell'area industriale di Porto Torres (i
fondi per le bonifiche dei terreni inquinati sono stati dirottati verso altri
lidi), il presidente del Consorzio industriale provinciale, Franco Borghetto,
punta il dito contro la burocrazia e l'alterna buona volontà dell'Eni. Non solo, Borghetto chiede
che per gestire il risanamento delle migliaia di ettari anestetizzati da
decenni di contaminazione selvaggia, sia nominato un commissario ad hoc.
Un'autorità speciale armata di poteri esclusivi che le consentano di muoversi
abilmente nella selva burocratica che finora ha imbrigliato le bonifiche.
Franco Borghetto, da tre mesi a capo del Consorzio industriale, parte da
lontano, prima di lanciare le sue frecce avvelenate: «L'area industriale di
Porto Torres, che ricade sotto la competenza del Consorzio industriale
provinciale di Sassari, Alghero, Porto Torres, costituisce un patrimonio del
territorio e una impagabile opportunità inespressi per una serie di ragioni
apparentemente insormontabili». Oltre
( da "Giornale.it, Il" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
n. 63 del 2009-03-14
pagina 18 Violentata a 60 anni. L'Asl le chiede il conto di Stefano Zurlo
MilanoIl mittente era la Asl di Bergamo. E così quando ha aperto la lettera, la
donna, vittima di uno stupro, ha pensato a parole di comprensione e di
incoraggiamento. A un'offerta di protezione da parte dell'istituzione. Errore.
Il testo, brutale e ottuso, invitava la signora, residente a Canonica d'Adda, a
fornire entro 30 giorni il nome del suo aguzzino. Il motivo? La Asl vuole
recuperare i soldi spesi per le prestazioni mediche effettuate dopo la
violenza. In totale 44,23 euro. Nella missiva si indica anche un termine
temporale: un mese. Trascorso quel periodo, la Asl presenterà il conto
direttamente alla vittima. Così come è candidamente spiegato in coda al
biglietto. Certo, il cinismo della burocrazia è incorreggibile, ma la
lettera di recupero crediti lascia interdetti. Daniele Bernabei, portavoce
della Asl, prova a buttare acqua sul fuoco e spiega che il caso sarà risolto al
più presto: «Spediamo 400 lettere di questo tenore ogni anno, come per altro
impone la legge. Ad esempio, si chiede al ferito da un morso di cane di
fornire le generalità del padrone del cane. In questo caso c'è stato un
disguido e ce ne scusiamo. Lunedì, al rientro del direttore generale il
problema sarà superato». Si spera che sia così. Ma la donna, intanto, ha subito
un nuovo trauma. Lo stupro risale al 25 gennaio: lei, sessantenne, aveva fatto
entrare nella sua abitazione un immigrato che si era presentato per effettuare
lavori di ristrutturazione. Invece, era finita in un altro modo: lui aveva
abusato di lei. Le indagini sono andate avanti per un mese e mezzo, poi la
scorsa settimana la svolta: la polizia arresta un brasiliano di 30 anni, con precedenti
per violenza sessuale. Per la vittima, ancora impaurita, è la liberazione. A
risospingerla verso quel baratro umiliante è la lettera che le viene
recapitata. La Asl ha bisogno di soldi, specie in tempi di crisi. E poi la
legge è la legge. Dunque, la lettera in cui si parla di una violenza sessuale
ha gli stessi toni e lo stesso linguaggio di quella in cui si fa il punto su un
morso di animale. Naturalmente, 400 lettere sono tante, ma con un minimo di
attenzione si sarebbe evitato quel penoso spettacolo. Ma forse alla Asl non
hanno tempo di leggere i giornali e non sanno quel che è accaduto in Italia
nelle ultime settimane: l'esplosione dell'indignazione popolare per la nuova
ondata di stupri, l'inasprimento delle pene, le polemiche. Così, una letterina
di poche righe, sfrontata e inopportuna anche se formalmente lecita, può
destabilizzare chi la riceve. E sta cercando con fatica di superare il dramma
vissuto. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Affari Italiani (Online)" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Il notaio conferma?
in collaborazione con il Consiglio Nazionale del Notariato Il notaio conferma?/
Eredità, si può rinunciare alla legittima Sabato 14.03.2009 09:00 Continua il
successo su Affaritaliani.it de "Il notaio conferma?", la rubrica al
servizio dei cittadini, in collaborazione con il Consiglio Nazionale del
Notariato. Tantissime le mail arrivate in redazione. Ecco le risposte Per
orientarsi nel difficile mondo della burocrazia e delle leggi scrivete a:
ilnotaioconferma@affaritaliani.it PRIMO QUESITO Sono figlio unico. Mio padre ha
fatto testamento, nominando erede universale un'altra persona. Per escludermi
anche dalla quota legittima, ha scritto nel testamento che durante l'arco della
vita mi ha fatto doni il cui valore complessivo supera il valore della
legittima: in questo modo sono debitore nei confronti dell'erede
universale. Non ho alcun interesse all'eredità, però non voglio assolutamente
regalare denaro mio (che per altro non ho) ad una persona con cui non ho
alcunché da spartire. Cosa devo fare? Grazie e saluti. Maurizio Aver ricevuto
donazioni in vita non vuol dire essere debitore del defunto. L'erede
testamentario, che da quel che ho capito è un estraneo non legato a suo padre
poiché non è né il coniuge né il figlio, potrà agire nei suoi confronti solo se
lei ha ricevuto prestiti o se doveva qualcosa al defunto. Infine, non dovrà
dare nulla se da suo padre ha ricevuto solo donazioni. SECONDO QUESITO Chiedo
gentile riscontro al presente quesito. Posso rinunciare alla quota ereditaria
pur avendo 2 figli minorenni, e se sì come? Premetto che questa è la mia
volontà per rispettare accordi presi con mio padre quando ancora non avevo
figli, scaturita dal fatto di avere già avuto quello che mi interessava
anzitempo, accordi che io voglio rispettare. Aggiungo che mio padre ha lasciato
uno scritto testamentario sul quale non ho nulla da obiettare nel quale dispone
che tutti i suoi averi vadano agli altri fratelli. In attesa di gentile
riscontro, ringrazio e porgo distinti saluti. Tarcisio Gentile lettore, avendo
suo padre stabilito con testamento le sue volontà e volendole lei accettare per
rispettare gli accordi presi in vita pur avendo due figli minorenni, può
rinunciare ad impugnare il testamento per consentire che i beni vadano ai suoi
fratelli indicati quali unici eredi. tags: notaio testamento eredità comunione
dei beni legittima
( da "Stampaweb, La" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
CORRISPONDENTE DA
BRUXELLES Da tre mesi, all?inizio di ogni settimana, una donna inglese non
giovanissima, dall?aria distinta e un look studiato per non dare nell?occhio,
sale sull?Eurostar alla stazione londinese di St. Pancras con un biglietto a
destinazione Bruxelles. Un?ora e cinquanta minuti più tardi, già si fa largo
nel caos maleodorante della Gare du Midi, dove l?attende un passaggio per il
palazzo del Consiglio europeo. Lì, superati i raggi X per il bagaglio, si mette
in coda al bancone degli accrediti dove esibisce il tesserino che certifica
l?appartenenza al MI5, l?agenzia per la sicurezza interna e il controspionaggio
britannico. Il funzionario di turno non si sorprende alla vista dell?insolito
documento. La donna è un ospite atteso e ormai noto. Inutile dire che si tratta
di una missione Top Secret. L?agente che viene dal Tamigi è
stata ingaggiata per insegnare agli uomini della burocrazia comunitaria come si tiene alla larga chi cerca informazioni a
circolazione limitata, genìa che nella mente di chi ha voluto la Scuola
Antispie comprende, oltre gli inviati sotto copertura di Paesi terzi, anche
lobbisti e giornalisti. La dipingono come fredda e cortese. Con la sua
azione aiuta a prevenire fughe di notizie sensibili e impostare una strategia
di correzione di rotta qualora un documento prezioso finisca alla persona
sbagliata. Tiene lezioni singole, in qualche caso forma dei piccoli gruppi.
Un?ora, durano. La donna non ha licenza di uccidere, quella semmai l?avrebbero
gli 007 dell?MI6, l?agenzia di Sua Maestà responsabile della sicurezza esterna.
Non risulta che giri armata, non serve. Ai piani alti del Consiglio hanno
scelto di affidarsi al celeberrimo MI5 per rafforzare la protezione interna,
anche se i casi acclarati di tentato spionaggio si contano sulle dita di un
uomo con una mano sola. L?ultimo risale al 2003, quando la sicurezza ha trovato
delle cimici negli uffici di alcune delegazioni. Alcuni funzionari avevano
notato che spesso i telefoni suonavano senza ragione. Dell?inchiesta aperta
successivamente non s?è saputo nulla. Qui il problema è differente. L?agente
dell?MI5 deve impostare le relazioni personali, spiegare alle signore cosa
devono fare se qualcuno di sconosciuto la invita a colazione con secondi fini
non tradizionali, e ai signori come devono comportarsi se un?avvenente presunta
stagista domanda loro delle carte classificate. Nel suo compito rientra la
lezione su cosa si può inviare per posta elettronica. Racconta un dirigente del
Consiglio che la cosa più curiosa della Scuola Antispie è che la donna ricorda
veramente l?ultima incarnazione cinematografica di «M», il capo di James Bond
all?IM6. Severa come l?attrice Judi Dench, versione ingrugnita della bellezza
british di Glenda Jackson, a cui Marc Forster, il regista di Quantum of Solace,
ha dato un ruolo centrale quale «unica donna che 007 non vede con interesse
sessuale». «Ho imparato molte cose», confessa l?alto funzionario. Tipo? «Da
oggi ti scrivo dall?indirizzo gmail e non da quello del Consiglio». Viene da
chiedersi se non sia una pura paranoia. La quantità di segreti commerciabili
che gravita nei palazzi Ue è vicina allo zero. Le spie possono ambire a
conoscere i dettagli delle decisioni sulle tariffe rilevanti con anticipo, o
magari quelle sulla concorrenza che influenzano le attività delle imprese e i
corsi di Borsa. Le altre carte finiscono in genere sui giornali con anticipo.
Nonostante ciò a Bruxelles dicono che la sicurezza è prioritaria e i controlli
sono stati stretti. La Donna che sembra Judi Dench è qui per questo. Almeno per
dire che il possibile è stato fatto. Che serva veramente è un altro discorso.
( da "Arena.it, L'" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
«Così Verona può
superare questa crisi» IL CONFRONTO. Il presidente e amministratore di Glaxo,
Papadimitriou, e l'economista De Cecco prospettano le soluzioni per uscire dal
grave momento di recessione L'incontro a Piazza Cittadella Rana: «La ritrovata
unità tra le categorie economiche è un forte volano di sviluppo» 14/03/2009 rss
e-mail print Da sinistra: Rana, Papadimitriou, Cristaldi, De Cecco e Mazzucco
FOTO MARCHIORI Verona un laboratorio per uscire dalla crisi: c'è una università
quotata, un tessuto imprenditoriale forte e i necessari centri bancari. E
soprattutto uno spirito di coesione ritrovato in città. È il messaggio emerso
ieri nel confronto tra l'economista Marcello De Cecco, ordinario di Storia
della finanza e della moneta alla Normale di Pisa, e Angelos Papadimitriou,
presidente e ad di GlaxoSmithKleine e vicepresidente di Confindustria Verona,
nella sede degli industriali scaligeri. Un confronto a cui hanno partecipato anche
il rettore dell'ateneo scaligero, Alessandro Mazzucco, e il presidente di
Confidustria Verona, Gian Luca Rana. E proprio quest'ultimo ha aperto i lavori
parlando delle soluzioni da mettere in campo per affrontare una congiuntura
sfavorevole. «L'elezione del nuovo presidente della Camera di Commercio», ha
spiegato Rana, «che ha avuto un quasi totale consenso, è un segno nuovo in
città: è la prima volta dopo tanto tempo che Verona riesce ad essere unita e
fare squadra tra tutte le componenti della società, ma è solo l'inizio, da qui
può iniziare un vero rinascimento». Verona secondo De Cecco, che la mattina
aveva partecipato all'inaugurazione dell'anno accademico con una prolusione
sulla crisi economica attuale, «si è rivolto agli imprenditori presenti: o vi
mettere con le università per creare un sistema imprenditoriale sul modello
anglo-americano-tedesco in cui le dimensioni delle aziende sono più grandi e la
ricerca sono i due punti forti, oppure ci sarà una lenta decaduta, e poi sì la
coesione sociale è indispensabile, nel dopo guerra c'era, me lo ricordo bene,
una classi dirigente veronese capace di progettualità di lungo respiro e di
coraggio». È chiaro però, continua De Cecco, che ci vogliono anche le
condizioni generali: la globalizzazione è una condizione indispensabile a cui
il made in Italy non può sfuggire, il sistema finanziario deve essere
ristabilito e i consumi devono ripartire. Ma a rimettere in moto l'economia
sarà la Cina, l'India o l'America? «In Usa i collaboratori di Obama sono tutte
persone che hanno partecipato a creare il sistema che ora è collassato, spero
che Obama non diventi il Gorbaciov degli Usa», replica De Cecco, «Cina e India
hanno una tipologia di consumi lontana dalla nostra...penso che dovremmo
ripartire da noi con un modello diverso sul tipo di quello della Germania, qui
a Verona e nel Veneto significa imboccare la via delle aggregazioni e della
ricerca». Secondo Papadimitriou, bisogna guardare a un modello europeo, dove
l'euro è determinante per mantenere gli equilibri. «Servono inoltre», spiega,
«la leva fiscale, ricerca e investimenti fissi, in Italia il debito dello Stato
è grande a causa anche di una spesa dell'ammistrazione pubblica, la Francia
rispetto all'Italia attira più capitali stranieri perché ha
un burocrazia efficiente,
in Italia le aziende straniere ma anche italiane hanno bisogno di aspettative
stabili sulle normative soprattutto fiscali. Il governo? Finora ha fatto quello
che poteva, c'è da fare di più invece per le pmi e mettere mano alla macchina
dello Stato. Le aziende devono investire in marketing (marchi) e
ricerca-innovazione, gestire per cassa e non per profitto, è il momento delle
acquisizioni per chi ha i soldi. Usciremo da questa crisi», ha concluso
Papadimitriou, «con una struttura industriale diversa, si può mantenere il
muscolo industriale italiano con un'alleanza tra investitori italiani ed
esteri».
( da "Sicilia, La" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
scicli Riapre al
villaggio Jungi il geodetico di via Foscolo Vittoria. Le fontane della città
vogliono tornare a fare sentire la loro voce che è soprattutto il suono
armonioso delle loro acque. Per la fontana Pozzo Cancellieri è una prospettiva
possibile e giovedì scorso, nella Sala degli Specchi, gli assessori Cavallo e
D'Amico hanno annunciato il progetto di recupero che ha nel Lions Club di
Vittoria il suo più forte sponsor con l'erogazione di un consistente contributo
finanziario. "Orgogliosi di promuovere - dice il presidente Attilio Denaro
- il recupero architettonico di un bene memoriale. La fontana Pozzo
Cancellieri, dopo il Pozzo Grande, sorto nel sito d'origine della città, nei
pressi dell'Ippari, diventa il secondo importante punto di approvvigionamento
idrico per la città. Un'opera voluta nell'Ottocento proprio dal
Cancellieri". Garanti del percorso di recupero l'esperto dell'arte Alfredo
Campo e l'architetto Giuseppe Areddia. "Amiamo questa città da quando
abbiamo i calzoncini corti - dicono - contrariamente da chi non ha mai voluto
scommettere sul suo patrimonio d'arte, che c'è, ha un suo valore ed una sua
necessità di tutela". I due esperti hanno infatti sottolineato
l'importanza di avviare un progetto di recupero "fatto bene, duraturo nel
tempo e in grado di avviare un processo di valorizzazione dei beni d'arte della
città". "Il recupero - asseriscono Campo ed Areddia - della fontana
Pozzo Cancellieri è particolarmente complesso. Occorre una sinergia di
interventi soprattutto tecnici per ripristinare l'antico sistema di adduzione
delle acque altrimenti si correrà il rischio di un recupero non solo parziale
ma anche frammentario ed includente, proprio cosi come è avvenuto nel
passato". Per un recupero dunque ad opera d'arte
occorre soprattutto potere tornare allo stato primigenio della conduzione delle
acque che avveniva all'interno di locali, oggi di proprietà della famiglia
Scrofani. "Stiamo valutando - dice Cavallo - la possibilità di rilevarne
la proprietà". Burocrazia permettendo, la fontana potrebbe ritornare al
suo splendore entro la fine dell'anno. D. C.
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Rette più salate in
casa di riposo Sabato 14 Marzo 2009, Volpago (L.Bon) Rette più salate in casa
di riposo. Il Consiglio d'amministrazione della Casa di riposo Guizzo Marseille
di Selva ha assunto, il 7 marzo, una decisione dolorosa, che verrà nei prossimi
giorni comunicata alle famiglie. E' stata quella di aumentare, di qualche euro
al giorno, le tariffe. Quali i motivi della scelta? Il presidente della Casa di
riposo Brandoria Agostoni li elenca in modo dettagliato in un'ampia
dichiarazione alla stampa, della quale riportiamo alcuni stralci. Innanzi
tutto, "l'inflazione media del
( da "Gazzettino, Il" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Sabato 14 Marzo
2009, CINEMA Morto il regista ungherese Peter Bacso, denunciò il volto
grottesco dello stalinismo Il regista e sceneggiatore ungherese Peter Bacso
(foto), celebre per i film in cui ironizza amaramente sulla vita quotidiana
nell'era stalinista, è morto a Budapest all'età di 81 anni. Bacso è autore di meticolosi e malinconici racconti sul mondo del
lavoro e sulla vita coniugale e con la sua satira grottesca ha denunciato le
degenerazioni della burocrazia comunista. Il suo capolavoro è considerato "Un'estate in
collina" (1967), vicenda struggente di due generazioni che tentano invano
- sullo sfondo di un lager abbandonato - di conciliare passato e presente.
( da "ITnews.it" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Palermo, 14 mar. -
(Adnkronos) - "Per il rilancio e la credibilita' del Paese servono riforme
strutturali, servono tagli alla spesa pubblica
improduttiva, serve un taglio secco alla burocrazia odiosa e costosa che uccide l'iniziativa imprenditoriale".
Ne e' convinta Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, che durante il
suo intervento a Palermo al convegno 'Oltre la crisi. Pmi classe dirigente' ha
dedicato un passaggio ai costi della politica.
( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
«Autostrada per
essere più integrati» Confindustria Belluno Dolomiti chiede alla Provincia di
prendere posizione sul prolungamento Sabato 14 Marzo 2009, Il progetto per il
prolungamento dell'A27 c'è, così come il piano finanziario, e gode
dell'approvazione della Regione Veneto. Qual è la posizione della Provincia? Se
lo chiede il presidente di Confindustria Belluno Dolomiti, Valentino
Vascellari, in vista dell'assemblea generale del 20 marzo. «L'impegno dei
privati per il prolungamento dell'autostrada è stato presentato - afferma
Vascellari - e i sindaci dei comuni interessati dal transito
dell'infrastruttura sono d'accordo. La Regione si sta impegnando ed è al nostro
fianco in un progetto strategico per dare prospettive venete ed europee a
Belluno. Quello che manca è la presa di posizione chiara a sostegno dell'opera
da parte della Provincia». Altrettanto strategico e fondamentale per lo
sviluppo del territorio è abbandonare la concezione di una provincia
autoreferziale che porta a chiedere autonomia o specificità solo per la
montagna bellunese. «Belluno è il fulcro di una montagna veneta che produce il
12% del valore aggiunto regionale, amministra il 36% della superficie e
complessivamente dà da vivere al 15,2% della popolazione: sono numeri di tutto
rispetto, soprattutto se considerati come un sistema: il sistema della montagna
veneta - spiega il presidente di Confindustria Belluno Dolomiti - ma è la
mentalità che deve cambiare: non più piccolo è bello, ma insieme per contare di
più. Non si può, quindi, avere in mente solo la montagna bellunese: in questo
momento storico, abbiamo la possibilità di abbandonare l'autoreferenzialità e
metterci a capo di un progetto di ampio respiro che coinvolga, oltre a Belluno,
le aree montane della provincia di Treviso, Vicenza e Verona. I vantaggi? Prima
di tutto l'appoggio della Regione, il principale referente per il finanziamento
di progetti per lo sviluppo; quindi la certezza che facendo sistema, Belluno
abbandona la perifericità, contrasta lo spopolamento e il degrado, entra in
rete, progetta uno sviluppo integrato e sostenibile». Creare un'agenzia per lo
sviluppo della montagna veneta è l'indirizzo che Confindustria Belluno
Dolomiti, con l'appoggio di Confindustria Verona e
Confindustria Vicenza, ha proposto alla Regione Veneto, ricevendone l'appoggio:
«Si tratta di una scelta fondamentale per il nostro territorio - sottolinea
Vascellari - che consente di prendere decisioni per lo sviluppo senza passare
per le logiche della politica e i tempi della burocrazia».
( da "Gazzetta di Parma Online, La" del
14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Efsa - «La critica
di Ronchi? Senza senso» Pierluigi Dallapina Dentro al palazzo la critica del
ministro Andrea Ronchi all?Efsa brucia come il sale sulle ferite. Ma fra i
dipendenti dell?agenzia europea la consegna del silenzio è totale, e a farla
rispettare ci pensa un servizio d?ordine che, pur con modi cortesi e discreti,
sorveglia ogni movimento della stampa non appena viene avvicinato qualche
«colletto bianco». E anche il bar vicino agli uffici dell?Authority, al Dus,
viene tenuto sotto stretto controllo dall?occhio vigile della security. Incassare
i colpi del ministro in silenzio, però, è uno sport che non piace a molti
dipendenti, tanta è la voglia di smentire il luogo comune dell?«euro impiegato»
strapagato e poco produttivo. «Da qualche anno a questa parte l?Authority
funziona bene - spiega un dipendente lontano da occhi indiscreti - il
meccanismo è rodato e il lavoro non manca, e infatti qualcuno sta già pensando
a un?Efsa 2. Il ministro Ronchi è anche venuto a Parma a vedere come lavoriamo,
quindi non capisco il senso della sua critica. Non vorrei che generasse un
incidente diplomatico». Sparsi in tre uffici lungo viale Mentana, i dipendenti
dell?Efsa attendono da tempo la costruzione della nuova sede in viale Piacenza
e il definitivo trasloco dei carabinieri dal Parco Ducale. Ma l?attesa, per
qualcuno, è andata oltre il previsto. «E' dal 2005 che sono qui a Parma -
spiega una dipendente spagnola - e non capisco tutta la burocrazia
che c'è e che impedisce di prendere decisioni in fretta. Riunirci tutti in
un?unica sede sarebbe un ottimo modo per migliorare l?organizzazione e ridurre
i costi di gestione». Un altro tasto dolente per molti «euro impiegati» è
rappresentato dall?aeroporto, in grado di offrire un numero limitato di
destinazioni rispetto agli scali più vicini, tipo Bologna e Bergamo. «Mancano i
voli per le grandi capitali europee - fa notare un altro impiegato - e la
tratta per Londra non soddisfa certo le esigenze di tutti. Qualche anno fa
c'era il collegamento con Bruxelles, ma è stato soppresso. Il vostro aeroporto
soffre la concorrenza di quelli vicini, e per questo fa fatica a mantenere le
tratte». Ad una prima impressione sembra che i rapporti fra i dipendenti
dell?Efsa e il resto della città si siano raffreddati negli anni, soprattutto a
causa di servizi giudicati non all?altezza e di affitti alle stelle. «Quando
cercavo casa - confessa un impiegato - mi hanno chiesto cifre che superavano
abbondantemente i mille euro per alloggi modestissimi. Forse i proprietari si
aspettavano che tutti i dipendenti dell?Efsa avessero stipendi da favola, ma
non è assolutamente così. E poi, chi ha dei figli si è potuto rendere conto dei
grandi limiti della scuola europea di via Saffi, ospitata in un edificio con
carenze di spazio».
( da "Sestopotere.com" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Amministrative,
Rondoni: vertice sul welfare con Sacconi, Formigoni e Lupi (14/3/2009 16:18) |
(Sesto Potere) - Forlì - 14 marzo 2009 - Alessandro Rondoni, candidato sindaco
di Forlì indipendente sostenuto da Pdl e Udc, ha partecipato questa mattina ad
un incontro cui erano presenti il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, il
presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, il vicepresidente della
Camera dei Deputati, Maurizio Lupi, l?assessore della Regione Lombardia, Romano
Colozzi, per confrontarsi sui temi dello sviluppo economico, del federalismo,
della sicurezza e della sussidiarietà come nuovo modello di società e governo
delle istituzioni. “Anche a livello comunale – afferma il candidato sindaco – è
possibile essere più vicini ai cittadini con politiche che valorizzino le
risorse che ci sono, contengano le spese, diminuiscano la burocrazia
e i tempi lunghi, avendo sempre come riferimento la centralità della persona”.
Il candidato sindaco Rondoni nelle ultime settimane ha già incontrato centinaia
di cittadini in diversi momenti, assemblee con giovani e universitari, riunioni
nelle sedi di partito e di associazioni, incontrando la gente per strada, in
piazza, nei negozi, anche invitato a momenti conviviali, aperitivi nei bar e
cene elettorali. “E? un impegno che richiede tempo e fatica – spiega Rondoni –
ma lo faccio volentieri per ascoltare dalla viva voce dei cittadini i loro
bisogni, problemi e le loro proposte”. Il candidato sindaco Rondoni, che oggi
parteciperà al congresso provinciale di An in vista della confluenza nel Pdl e
visiterà l?Old time show in Fiera. Rondoni parteciperà domani, domenica 15,
all?assemblea di Confedilizia presso il Teatro Pullini della Residenza “Pietro
Zangheri” e ad una cena elettorale al Ristorante Al Duomo invitato da un gruppo
di amici ed elettori. Il candidato sindaco Rondoni per seguire l?andamento sportivo
delle squadre e società forlivesi, sarà presente questa sera al Palafiera per
la partita Infotel Volley-Cremona, domani allo Stadio Morgagni per l?incontro
tra Forlì Calcio e Riccione, e poi al Villa Romiti per Vem Basket-Vado Ligure.
Rondoni, domenica, parteciperà inoltre al Circolo della Scranna all? iniziativa
di solidarietà “Tre calici di Romagna” a favore dei progetti internazionali di
Avsi. Lunedì 16, invitato da un gruppo di elettori, sarà ad un pranzo al Bar
Catering nella zona industriale di Coriano dove incontrerà anche operai ed
impiegati.
( da "Sestopotere.com" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Progetto del governo
in merito agli interventi per l'edilizia : intervento Giovanni Lucchi
capogruppo Pri Provincia di Forli - Cesena (14/3/2009 16:09) | (Sesto Potere) -
Forlì - 14 marzo 2009 - Giovanni Lucchi, capogruppo consiliare del Pri della
provincia di Forli - Cesena , interviene sulla proposta del governo in merito
agli interventi sull'edilizia, che prevedono: un incremento volumetrico per le
costruzioni esistenti pari al 20 % e la demolizione e ricostruzione con un
premio di cubatura. Nella proposta allo studio del governo sono inserite anche
una serie di azioni per avviare una deregulation in materia di normativa
edilizia, quali l'ampliamento dell'attività edilizia libera fino a comprendere
anche la manutenzione straordinaria e i garage, l'abolizione del permesso di
costruire rilasciato dal Comune sostituito da una certificazione di conformità
sottoscritta dal progettista,l'abolizione del certificato di agibilità
rilasciato dal Comune. "Sicuramente sentiremo le voci di chi griderà
contro tali scelte in quanto favorisco la cementificazione selvaggia, l'uso
estremo del territorio da parte degli speculatori immobiliari. Peccato che oggi
con mille Leggi, con piani regolatori composti da migliaia di pagine, forti
sanzioni in caso di abusivismo, assistiamo continuamente alla costruzione di
invivibili periferie, di edifici che distruggono il paesaggio. La qualità non passa attraverso la burocrazia con norme su norme che limitano la nostra libertà e permettono
interventi che non qualificano il territorio; norme che servono solo a creare
archivi di carta senza valorizzare la qualità delle costruzioni, norme che
servono solo a deprimere la voglia del fare e ad alimentare un enorme apparato
burocrativo unico al mondo. Per la nostra libertà, per incentivare gli investimenti
è fondamentale ridurre la burocrazia.": afferma
Giovanni Lucchi .
( da "KataWeb News" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Colosseo, governo e
sovrintendente "Pochi fondi, burocrazia. Sos
vero" 14 marzo 2009 alle 20:36 — Fonte: Homepage">repubblica.it —
0 commenti Le reazioni nella capitale dopo la denuncia di
"Repubblica". Il Ministero: decenni di incuria La Sovrintendenza:
"Con 10 milioni l'anno potremmo mettere tutto a posto. Ma non ci
sono" di MARIA NOVELLA DE LUCA
( da "Wall Street Italia" del 14-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Colosseo, governo e
sovrintendente "Pochi fondi, burocrazia. Sos
vero" -->Le reazioni nella capitale dopo la denuncia di
"Repubblica". Il Ministero: decenni di incuria La Sovrintendenza:
"Con 10 milioni l'anno potremmo mettere tutto a posto. Ma non ci sono"
Colosseo, governo e sovrintendente "Pochi fondi, burocrazia.
Sos vero" di MARIA NOVELLA DE LUCA (20:15 14/03/2009)